europeo
I libri del Fse
europeo
sociale
Fondo
del
libri
ISSN 1590-0002
L’ATTUAZIONE DELL’OBBLIGO FORMATIV O
Il terzo Rapporto di monitoraggio sull’attuazione dell’obbligo formativo,
che riporta le informazioni aggiornate
a giugno 2002, si articola in una prima
parte dedicata all’analisi trasversale
delle azioni realizzate per la messa in
opera degli interventi volti a sviluppare i sistemi per l’obbligo formativo ed
una seconda parte che riporta il dettaglio delle realtà regionali.
In particolare, la prima parte tratta i
seguenti temi:
• il coordinamento dei sistemi ad opera delle Regioni;
• lo stato di avanzamento delle anagrafi regionali e dei relativi flussi
informativi;
• le attività svolte dai Cpi per assicurare la permanenza in formazione
dei giovani soggetti ad obbligo formativo;
• l’offerta formativa, comprendente le
azioni di orientamento, i corsi di formazione di primo livello, i percorsi
integrati scuola-formazione;
• il quadro delle iniziative formative
per gli apprendisti in obbligo;
• l’impiego delle risorse finanziarie.
I
I
libri
del
Fondo
sociale
I libri del Fse
UNIONE EUROPEA
Fondo sociale europeo
MINISTERO DEL LAVORO
E DELLE POLITICHE SOCIALI
Dipartimento per le politiche del lavoro
e dell’occupazione e tutela dei lavoratori
Ufficio Centrale OFPL
Fo r m a z i o n e
p rof e s s i o n a l e
O bb l i g o fo r m a t i vo
I n t e g ra z i o n e
sistemi
fo r m a t i v i
Sistema
nazionale di
va l u t a z i o n e
Fo r m a z i o n e
continua
L’ATTUAZIONE
DELL’OBBLIGO
FORMATIVO
Pa r i
opportunità
Terzo rapporto di monitoraggio
As s i s t e n z a
tecnica
I n fo r m a z i o n e
e p u bb l i c i t à
Servizi
per l’impiego
e politiche
p reve n t i ve
Po l i t i c h e
sociali
I
libri
del
Fondo
sociale
ISSN 1590-0002
europeo
L’Isfol, Istituto per lo sviluppo della
formazione professionale dei lavoratori, è
un Ente Pubblico di ricerca istituito con
D.P.R. 30 giugno 1973 n° 478. Opera per
lo sviluppo dei sistemi della formazione,
dell’orientamento e delle politiche del
lavoro svolgendo e promuovendo attività
di studio, ricerca, sperimentazione,
valutazione, consulenza ed assistenza
tecnica e fornendo supporto tecnicoscientifico allo Stato, alle Regioni e
province autonome, agli Enti locali.
Commissario straordinario
Carlo dell’Aringa
Direttore generale
Antonio Francioni
I libri del Fse
la Collana
I libri del Fondo sociale europeo
raccoglie i risultati tecnico-scientifici
conseguiti nell’ambito del Piano di attività
ISFOL per la programmazione di FSE 2000 2006 “PROGETTI OPERATIVI: Azioni per
l’attuazione del Programma Operativo
Nazionale Ob. 3 AZIONI DI SISTEMA” e del
Programma Operativo nazionale Ob. 1
“ASSISTENZA TECNICA E AZIONI DI SISTEMA
(Misura II.1)”
la Collana
I libri del Fondo sociale europeo
è curata da Isabella Pitoni
responsabile del Progetto ISFOL
Informazione e Pubblicità per il FSE
europeo
sociale
Fondo
del
libri
I
UNIONE EUROPEA
MINISTERO DEL LAVORO
E DELLE POLITICHE SOCIALI
Fondo sociale europeo
Dipartimento per le politiche del lavoro
e dell’occupazione e tutela dei lavoratori
Ufficio Centrale OFPL
ISFOL
L’ A T T U A Z I O N E
D E L L’ O B B L I G O F O R M A T I V O
Terzo rapporto di monitoraggio
Il volume raccoglie i risultati del terzo Rapporto
di monitoraggio sull’attuazione dell’obbligo
formativo in base al D.M. 13 novembre 2000.
Le attività sono state condotte dall’Area
Sistemi Formativi e sono state finanziate dal
PON Ob. 3 Misura C1 e Ob. 1 Azione II.1C
Gli autori dei singoli capitoli sono:
Parte Prima
Sintesi dei risultati – Emmanuele Crispolti
Capitolo 1 – Luisa Daniele
Capitolo 2 – Emmanuele Crispolti
Capitolo 3 – Alessandro Chiozza
Capitolo 4 – Daniela Pavoncello (par.4.1 e 4.2.3),
Giacomo Zagardo (par. 4.1., 4.2.1 e 4.2.2.)
Capitolo 5 – Sandra D’Agostino
Capitolo 6 – Sandra D’Agostino
Sezione 2 – Claudio Franzosi e Roberto Maini
Parte Seconda
Le schede regionali sono state curate da
Alessandro Chiozza, Emmanuele Crispolti,
Luisa Daniele
Sezione 2 – Claudio Franzosi e Roberto Maini
La stesura del testo è stata coordinata da
Giorgio Allulli ed Emmanuele Crispolti
L’attività di monitoraggio della formazione iniziale
è coordinata da Anna D’Arcangelo
Referente per la programmazione
editoriale e per l’editing della collana I libri
del Fondo sociale europeo:
europeo
Aurelia Tirelli
INDICE
PARTE PRIMA • ANALISI TRASVERSALE
9
SINTESI DEI RISULTATI
11
SEZIONE PRIMA • GLI ELEMENTI FONDAMENTALI PER LA COSTRUZIONE
DEL SISTEMA
17
IL GOVERNO E IL COORDINAMENTO DEI SISTEMI REGIONALI PER
L’OBBLIGO FORMATIVO
19
1
1.1
Le forme di collaborazione, cooperazione, integrazione territoriale per l’obbligo
1.2
Le azioni di sistema per l’obbligo formativo a livello regionale e provinciale
2
LO STATO DI ATTUAZIONE DELLE ANAGRAFI REGIONALI DEI GIOVANI
IN OBBLIGO FORMATIVO
formativo
2.1
I flussi informativi sugli alunni in obbligo
2.2
I modelli dell’anagrafe
2.3
Le informazioni attualmente disponibili
3
I SERVIZI TERRITORIALI PER L’OBBLIGO FORMATIVO
3.1
La dimensione informativa
3.2
La dimensione organizzativa
3.3
I servizi prestati all’utenza
4
IL SISTEMA DI FORMAZIONE INIZIALE O DI BASE NELL’OBBLIGO
FORMATIVO
4.1
Il quadro regionale: evoluzione dell’offerta ed articolazione dei percorsi
4.2
Elementi trasversali dello sviluppo del sistema di formazione professionale iniziale
5
LA FORMAZIONE IN APPRENDISTATO PER I GIOVANI IN OBBLIGO
FORMATIVO
5.1
Il quadro quantitativo
19
33
37
39
44
46
58
58
62
66
71
71
89
121
121
5
5.2
Stato di avanzamento degli interventi regionali
5.3
La progettazione degli interventi per gli apprendisti in obbligo formativo
6
LA SPESA DELLE REGIONI PER L’OBBLIGO FORMATIVO
127
132
135
SEZIONE SECONDA• I DATI QUANTITATIVI
141
PARTE SECONDA • SCHEDE REGIONALI
159
SEZIONE PRIMA • SCHEDE REGIONALI
161
PIEMONTE
163
VALLE D’AOSTA
171
LOMBARDIA
179
PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO
189
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
193
VENETO
198
FRIULI VENEZIA GIULIA
205
LIGURIA
214
EMILIA-ROMAGNA
223
TOSCANA
231
UMBRIA
247
MARCHE
257
LAZIO
264
ABRUZZO
268
MOLISE
275
CAMPANIA
280
6
BASILICATA
283
CALABRIA
285
SARDEGNA
287
SEZIONE SECONDA • I DATI QUANTITATIVI
289
7
Pa r t e p r i m a
• ANALISI TRASVERSALE
SINTESI DEI RISULTATI
Questo testo costituisce il terzo rapporto semestrale di monitoraggio sull’attuazione dell’obbligo formativo. Tale lavoro, avviato formalmente con i primi Rapporti regionali presentati al Ministero del Lavoro nel giugno 2001, raggiunge dunque la sua terza tappa con il presente documento, che fornisce informazioni sulle attività svolte nel primo semestre 2002. Esso costituisce
al contempo l’ultimo passaggio semestrale, in quanto si è scelto per il futuro di realizzare rapporti di periodicità annuale che possano meglio dar conto dell’evoluzione del sistema sia in
relazione alle modalità di acquisizione delle informazioni da parte delle Regioni, che tendono
a ragionare in un’ottica annuale (acquisendo le informazioni sulle scelte formative dei giovani
a marzo, e lavorando annualmente sui capitoli di spesa), sia per permettere un migliore confronto delle informazioni quantitative tra le diverse rilevazioni.
L’articolazione del testo mantiene le caratteristiche del precedente rapporto di monitoraggio;
pertanto la prima parte è dedicata all’analisi trasversale delle azioni realizzate per la messa in
opera degli interventi volti a sviluppare i sistemi per l’obbligo formativo. La seconda parte
riporta il dettaglio delle realtà regionali attraverso singole schede descrittive, nonché attraverso la presentazione dei relativi dati quantitativi, ricavati dai Rapporti semestrali di monitoraggio inviati dalle Regioni, sulla base della scheda di rilevazione inviata dall’Isfol.
In particolare, la prima parte tratta i seguenti temi:
• il coordinamento dei sistemi ad opera delle amministrazioni regionali;
• lo stato di avanzamento delle anagrafi regionali e dei relativi flussi informativi;
• le attività svolte dai Centri per l’Impiego per assicurare la permanenza in formazione dei giovani soggetti ad obbligo formativo;
• l’offerta formativa per l’assolvimento dell’obbligo, comprendente le azioni di orientamento, i
corsi di formazione di primo livello, i percorsi integrati scuola-formazione;
• il quadro delle iniziative formative per gli apprendisti in obbligo;
• l’impiego delle risorse finanziarie.
In calce alla prima parte sono riportati i dati quantitativi generali rilevati dai rapporti regionali.
Va sottolineato come le elaborazioni presenti nel testo abbiano come fonte primaria i rapporti
di monitoraggio inviati dalle Regioni al Ministero del Lavoro in base al Decreto Ministeriale del
13 novembre 2000 ed al Decreto del 4 maggio 2001. Tuttavia per il primo semestre 2002 i Rapporti delle Regioni Basilicata, Calabria, Lazio, Puglia e Sicilia non sono stati inviati. Va segnalato inoltre che le Regioni Puglia e Sicilia non hanno fino ad ora mai fornito il Rapporto di monitoraggio e non è pertanto possibile conoscere da fonte diretta lo stato di avanzamento del
sistema per l’obbligo formativo in tali aree. Le uniche informazioni disponibili sono state rilevate dall’Isfol attraverso rilevazioni afferenti ad altre attività in corso, come ad esempio la stesura di monografie regionali inerenti i diversi sistemi di formazione professionale. Tali ulteriori
rilevazioni hanno permesso di integrare le informazioni provenienti dai Rapporti regionali di
monitoraggio per quanto concerne la prima parte del presente testo, relativa all’analisi trasversale. La seconda parte, riguardante le schede regionali, ha invece utilizzato come fonte
11
esclusiva l’informazione diretta, ovvero i Rapporti provenienti dalle amministrazioni regionali.
1 L’esame del governo dei sistemi regionali per l’obbligo formativo non evidenzia particolari
novità rispetto al secondo semestre 2001, per quanto concerne le modalità di coordinamento, se non l’avanzamento operativo degli organismi che sono stati costituiti con la conseguente più chiara definizione dei ruoli e dei compiti dei singoli soggetti coinvolti; sono inoltre nate forme di cooperazione tra servizi ed istituzioni volte alla realizzazione di attività specifiche, quali il monitoraggio dello stato di avanzamento del sistema, la definizione di standard e di modalità di certificazione, la sensibilizzazione e l’informazione degli operatori. L’analisi delle cabine di regia mostra un crescente protagonismo del livello provinciale, con l’attivazione, particolarmente nelle regioni che vedono un livello avanzato di delega, di organismi di governo integrato del sistema anche a questo livello, nonché l’attivazione di sinergie
tra i diversi attori per l’avvio di iniziative di sensibilizzazione e monitoraggio. Si rileva, insomma, un nuovo sforzo di governo del sistema anche a livello provinciale, pur con la marcata
differenziazione nord-sud che caratterizza tutti gli aspetti del sistema dell’obbligo formativo.
2 Anche l’analisi dei sistemi regionali di anagrafe per i giovani soggetti ad obbligo formativo
non sottolinea sostanziali differenze da quanto rilevato per il secondo semestre del 2001,
per quanto riguarda la mole informativa in possesso dei sistemi regionali (relativa allo status
formativo dei singoli ragazzi), con una buona disponibilità di informazioni nelle regioni del
centro-nord e la quasi totale assenza di informazioni (con alcune eccezioni) nelle regioni del
Mezzogiorno. Al contempo, le regioni maggiormente dotate di sistemi autonomi di gestione
delle informazioni sembrano, almeno in parte, preferire l’uso dei propri mezzi piuttosto che
il passaggio per il sito internet del Ministero dell’Istruzione, al quale tendono a riferirsi maggiormente le regioni meno attrezzate sul piano organizzativo.
3 La mancanza di informazioni complete su tutti i ragazzi compresi nella fascia d’età soggetta ad obbligo formativo non ha impedito lo sviluppo dei relativi servizi territoriali. Infatti
appaiono in crescita sia il numero dei centri sia il numero di personale impegnato. Inoltre il
numero dei colloqui realizzati con i giovani “a rischio” ammonta a 70.000, con 17.000 avviamenti verso nuove attività formative che vedono la netta prevalenza di avviamenti verso l’apprendistato rispetto a quelli verso la formazione professionale, nella scia della tradizione
legata alla storia degli uffici per l’impiego. Si conferma tuttavia la disparità che contrappone
il Centro-Nord alle Regioni del Sud; la grande maggioranza dei colloqui e degli avviamenti
è stata infatti realizzata nelle due ripartizioni settentrionali (la quasi totalità dei colloqui di
informazione) per non parlare dell’attività di tutorato che viene realizzata esclusivamente nel
centro-nord. Accanto dunque ad un aumento dell’offerta di servizi erogati dai CPI continua
a registrarsi una carenza di offerta proprio nei territori che maggiormente richiedono l’attivazione di servizi di informazione, orientamento, tutorato ed incontro domanda/offerta.
4 I dati relativi al primo semestre 2002 confermano lo sviluppo dell’offerta di formazione iniziale in molte Regioni, così come il fiorire di azioni di orientamento e di percorsi di integrazione tra i sistemi di istruzione e formazione professionale. Si rileva anche un interessante
12
avanzamento di iniziative volte alla costruzione di sistemi di certificazione e riconoscimento
dei crediti e alla realizzazione di passerelle tra i sistemi. Ciò è confermato dai “numeri” della
formazione che vede coinvolti quasi 38.000 allievi in età di obbligo formativo nella realizzazione di oltre 2.600 corsi. In particolare, si afferma, accanto alla crescita dei corsi biennali,
il processo di costruzione di iniziative più articolate e flessibili. Inoltre, anche in relazione alle
risorse finanziarie previste nei POR, cresce l’interesse nei confronti di azioni contro la dispersione.
5 L’esame del numero dei giovani apprendisti in obbligo formativo evidenzia complessivamente un aumento del totale di giovani quindici-diciassettenni in apprendistato, sia pure
accompagnato da una leggera diminuzione percentuale dei giovani in obbligo formativo sul
totale degli apprendisti occupati. È tuttavia ancora difficile dire se si sia interrotto o meno il
trend negativo degli ultimi anni, legato alla scarsa domanda da parte delle imprese, che evidenziavano una preferenza verso gli apprendisti giovani al di fuori dell’obbligo formativo, in
relazione al loro minore onere formativo (solo 120 ore annue senza le 120 di formazione
aggiuntiva). Permane invece il ritardo delle Regioni del Sud, dove lo strumento dell’apprendistato non ha la stessa rilevanza che nel resto d’Italia quale strumento di ingresso al lavoro e dove, con poche eccezioni, gli interventi formativi stentano a decollare.
6 Anche se gli interventi di formazione iniziale continuano ad assorbire la grande maggioranza delle risorse dedicate all’obbligo formativo, l’esame degli impegni di spesa assunti nel
primo semestre del 2002 mostra una cresciuta attenzione verso le attività collaterali. Aumenta dunque la spesa per interventi quali informazione, sensibilizzazione, orientamento, attività
per gli apprendisti in obbligo formativo, ai quali è stata dedicata, nel primo semestre dell’anno, una quota dell’impegno totale pari al 13,7%, quasi il doppio rispetto al 7% riservato
nel 2001.
Sembra a questo punto opportuno proporre alcune considerazioni. Ad un semestre di distanza da quando si era affermato che i sistemi regionali per l’obbligo formativo si stavano sviluppando nella direzione di una migliore integrazione tra i sistemi e dell’attivazione della maggioranza delle azioni atte a garantire a tutti i ragazzi compresi tra 15 e 17 anni la partecipazione alle attività formative, il sistema appare in via di sviluppo, sia pure meno celermente di
quanto fosse lecito attendersi. Tuttavia i problemi già riscontrati non hanno ancora trovato
soluzioni efficienti, soprattutto per quanto riguarda il notevole disallineamento tra le ripartizioni geografiche del Centro-nord e quelle del Sud.
L’elemento nuovo è l’accresciuto grado di attivazione delle Province, che, sulla base delle funzioni attribuite per legge e di quelle delegate dalle Regioni, vanno a svolgere compiti rilevanti non solo nella gestione dei Servizi per l’Impiego, ma attraverso la presa in carico della complessità dei sistemi locali, con la realizzazione di sinergie istituzionali, l’atttivazione di reti locali, la realizzazione di azioni di sensibilizzazione sul territorio (nel precedente rapporto era stato
individuato come uno dei nodi critici del sistema la scarsa conoscenza della riforma). Si rilevano anche iniziative volte al monitoraggio dello stato di avanzamento dei dispositivi per l’obbligo formativo, monitoraggio che costituisce un passaggio fondamentale per la gestione del-
13
l’obbligo formativo con un approccio di sistema. Per una buona programmazione degli interventi appare infatti necessario che ciascuna amministrazione sia in grado di conoscere l’utenza di riferimento ed il risultato delle azioni intraprese e si doti pertanto di un proprio sistema di monitoraggio a livello locale.
E proprio l’ottica di sistema viene a costituire l’elemento vincente della strategia di governo dei
sistemi dell’obbligo formativo, forse più ancora della disponibilità di risorse finanziarie. Le
Regioni e le Province che sono state in grado di creare una rete efficiente tra tutti i soggetti
incaricati di svolgere azioni inerenti l’obbligo (con il coinvolgimento, oltre che di Regioni e Province, anche di CPI, centri di formazione professionale, direzioni scolastiche regionali, scuole
ed anche degli stessi ragazzi e dei loro genitori) potranno contare su un sostrato che renderà
notevolmente più semplice e veloce lo sviluppo del sistema. In questo senso le Province si
giovano di un vantaggio notevole offerto loro dalla ridotta dimensione territoriale ed amministrativa delle aree di intervento, e quindi dalla maggiore vicinanza al target di utenti e dalla
maggiore facilità di comporre sinergie istituzionali.
Di fatto l’impatto sul sistema prodotto dalle attività realizzate a supporto dell’obbligo formativo
appare non trascurabile. Negli ultimi anni cresce il tasso di scolarità dei giovani dai 15 a 18
anni, che passa mediamente dal 73,7% dell’anno scolastico 1997-98 a oltre 81% per l’anno
2001-02, con una variazione positiva del 7,4%. In particolare, appare consistente l’aumento
per i quindicenni, il cui tasso di scolarità sale di oltre 10 punti percentuali.
Tassi di scolarità per età nelle scuole media e secondaria superiore (%)
Anni scolastici 1997-98 e 2001-02
Età
Tassi di scolarità
Variazioni %
1997-98
2001-02
2001-02/1997-98
15 anni
83,7
94,2
10,5
16 anni
77,7
83,7
6,0
17 anni
72,1
78,2
6,1
18 anni
62,2
69,1
6,9
Totale 15-18
73,7
81,1
7,4
Fonte: elaborazione Isfol su dati Istat e proiezioni MIUR
A ciò va aggiunto che una buona parte dei giovani che escono dai circuiti scolastici rimane
all’interno dei percorsi formativi o di alternanza. Infatti su una percentuale stimabile intorno al
10,5% di ragazzi che abbandonano la scuola tra 15 e 16 anni, oltre una metà (60%) passa ad
un percorso formativo o all’apprendistato.
14
Incidenza degli studenti delle scuole superiori statali che hanno assolto l’obbligo scolastico
nell’a.s. 1999/2000 e, soggetti all’obbligo formativo, hanno scelto per l’a.s. 2000/2001
la formazione professionale o l’apprendistato
(percentuale calcolata rispetto ai quindicenni frequentanti)
Per area geografica
Area geografica
Formazione professionale (%)
Apprendistato (%)
5,6
7,0
4,0
5,5
3,7
5,2
1,8
1,3
1,0
0,7
0,7
1,1
Tipo di istituto
Formazione professionale (%)
Apprendistato (%)
Ist. Prof. per l’agric. e l’ambiente
Ist. Prof. Industria e artigianato
Ist. Prof. per i servizi sociali
Ist. Prof. per i servizi comm. e turist.
Ist. Tecnico Industriale
Liceo Artistico
Istituto Tecnico Agrario
Istituto d’Arte
Istituto Magistrale
Liceo Scientifico
Liceo Classico
Totale
13,6
13,6
11,2
10,2
4,2
4,2
3,3
2,5
1,7
1,7
1,5
5,2
1,7
5,2
2,4
2,4
1,3
0,5
1,9
0,9
0,2
0,1
0,1
1,1
Nord Ovest
Nord Est
Centro
Sud
Isole
Totale
Fonte: MIUR
Per tipologia di istituto
Fonte: MIUR
Questi risultati, che pure risentono di una molteplicità di fattori, non ultimo quello culturale che
vede nella prosecuzione degli studi anche uno strumento di promozione sociale, sono anche
da mettere in relazione all’introduzione ed allo sviluppo dei dispositivi legati all’obbligo formativo nonché allo sviluppo dell’offerta formativa connessa all’obbligo, che, attraverso la personalizzazione e la diversificazione dell’offerta, aumenta la capacità del sistema di includere tutti
i soggetti, anche quelli maggiormente a rischio di esclusione.
In questo senso la sfida consiste nello sviluppare sistemi aperti, in grado di offrire a ciascun
utente più di una possibilità di qualificazione. A tale proposito si nota come, in sostituzione del
termine “obbligo formativo”, si vada progressivamente affermando il concetto di “diritto alla
formazione” sia in virtù del mancato sanzionamento previsto dalla normativa per chi sfugge
all’obbligo, sia per porre l’accento, più che sulla coercizione verso una permanenza “a qual-
15
siasi costo” all’interno del sistema formativo (anche in situazioni di disagio e demotivazione),
sull’esigenza da parte delle istituzioni, di offrire un ventaglio di offerte formative in grado di non
escludere dal sistema nessun utente ma, al contrario, di permettere l’inclusione di tutti i soggetti, personalizzando i percorsi e le offerte a seconda delle esigenze. L’intento, all’interno di
un sistema che esclude ancora 240.000 giovani su tutto il territorio nazionale, non è dunque
rintracciare tutti i modi possibili per mantenere gli utenti all’interno del sistema formativo fino
al conseguimento del diciottesimo anno d’età ma ideare strumenti e dispositivi in grado di rendere possibile a ciascun ragazzo proseguire le attività formative fino al raggiungimento di un
titolo di studio spendibile sul mercato del lavoro, in modo tale che l’obbligo si trasformi in
opportunità. Significativi in tal senso sono i numerosi esempi di buone pratiche riportate nel
testo.
Proprio per supportare la piena realizzazione dell’art. 68 della legge 144/99 vanno infine ricordate le attività svolte dall’Isfol nell’ambito del PON Azioni di sistema Ob.3 (a titolarità del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) e del PON Assistenza Tecnica e Azioni di Sistema
Ob.1 (a titolarità del Ministero del Tesoro del Bilancio e della Programmazione Economica).
In particolare si possono citare le azioni di monitoraggio dello stato di avanzamento delle attività e dei dispositivi per l’obbligo formativo (compresa la formazione iniziale), la creazione di
reti dei principali soggetti coinvolti nella realizzazione dei sistemi per l’obbligo formativo (anche
con la realizzazione di seminari ed incontri con gli operatori), la produzione di materiali e strumenti per gli operatori, l’individuazione e la diffusione di buone pratiche, nonché attività di diffusione, quali il presidio informativo sull’obbligo formativo (sul sito internet dell’Istituto).
16
Sezione prima
• GLI ELEMENTI
F O N D A M E N TA L I
PER LA COSTRUZIONE
DEL SISTEMA
1 • IL GOVERNO E IL COORDINAMENTO DEI SISTEMI REGIONALI PER
L’OBBLIGO FORMATIVO
1.1• LE FORME DI COLLABORAZIONE, COOPERAZIONE, INTEGRAZIONE TERRITORIALE
PER L’OBBLIGO FORMATIVO
L’implementazione dell’obbligo formativo, a partire dall’attuazione dell’art.68 L.144 e dei successivi provvedimenti, procede con un andamento diversificato a seconda dell’assetto preesistente dei servizi e del sistema formativo. A tale proposito si può parlare di un processo a
macchia di leopardo dove, accanto a sforzi di costruzione di reti integrate tra istituzioni, servizi, sistema educativo, si assiste ad un’attività di rafforzamento, non già della rete, ma dei
nodi che la costituiscono, e quindi dei servizi - sociali e all’impiego della formazione professionale e del ruolo di regia delle istituzioni.
I monitoraggi finora effettuati dall’Isfol, relativi al I, II semestre 2001 e I semestre 2002 e gli
aggiornamenti successivi compiuti con interviste dirette, segnalano, per quanto riguarda le
attività di regia e di coordinamento delle attività legate all’attuazione dell’obbligo formativo, un
progresso nelle modalità di collaborazione territoriale, in particolare nelle Regioni che già avevano avviato forme di coordinamento.
Per contro, si registra un’impasse nelle Regioni dove modalità di collaborazione non sono
state ancora attivate, forse anche a causa del ritardo nel processo di decentramento che
rende meno cogente la necessità di trovare modalità di lavoro comune.
Complessivamente, se dal lato delle modalità formali e non formali di coordinamento regionale delle attività non si ravvisano notevoli cambiamenti negli ultimi mesi, è invece interessante
osservare come, in alcune Regioni, il processo già avviato di coordinamento dei flussi di
comunicazione e delle attività stia dando luogo a forme di cooperazione di più servizi e istituzioni per lo svolgimento di azioni specifiche, siano esse di monitoraggio, di definizione di standard e della certificazione, oppure di sensibilizzazione ed informazione degli operatori.
Ad un livello ancora superiore di collaborazione si pongono quelle iniziative volte a creare
nuovi servizi integrati, a partire da quelli esistenti, ma favorendo il processo di scambio e contaminazione di competenze degli operatori, sia a livello regionale, che provinciale, per giungere a ridefinire i confini dei singoli servizi e creare staff integrati che presidiano tutto il ciclo
di programmazione e monitoraggio dell’offerta formativa.
A livello regionale e provinciale il coordinamento tra le istituzioni e gli altri organismi coinvolti
è finalizzato alla creazione di procedure di comunicazione atte a programmare in modo efficiente le risorse sul territorio, ad evitare sovrapposizioni e ad indirizzare opportunamente i giovani. Tali azioni di coordinamento vengono formalizzate in accordi che prendono il nome di
Cabina di regia, Comitato di pilotaggio, Gruppo di lavoro (Liguria, Lombardia, Friuli Venezia
Giulia, Emilia - Romagna, Provincia di Perugia, Marche, Abruzzo, Veneto, Umbria). In alcuni
casi si è invece ritenuto maggiormente conveniente non formalizzare il coordinamento, che
comunque prevede la partecipazione di più enti ad obiettivi legati all’attuazione dell’obbligo
formativo, procedure e codici condivisi (Toscana, Provincia di Perugia). Rispetto al rapporto
semestrale precedente si segnala una migliore articolazione, almeno sulla carta, della composizione e dei compiti di questi organismi di coordinamento.
19
In Lombardia, ad esempio, si prevede che il costituendo “Comitato tecnico di pilotaggio”, già
approvato dal Comitato istituzionale di coordinamento degli Assessori Regionali e provinciali,
debba avvalersi del supporto tecnico/operativo di tre gruppi di lavoro: il Gruppo anagrafe
regionale; il Gruppo sull’apprendistato; il Gruppo per l’integrazione tra istruzione/formazione
professionale. Desta interesse il fatto che la composizione dei gruppi tecnici sia orientata al
problema, ovvero che a seconda del tipo di azione da affrontare e del livello territoriale di operatività, i gruppi siano composti da referenti diversi e siano articolati opportunamente a livello
provinciale o addirittura locale.
Tale soluzione di coordinamento, sebbene molto evoluta sul piano operativo, resta di complessa realizzazione, vista la difficoltà in Lombardia, come in altri territori, di armonizzare il
ruolo di coordinamento della Regione con le delega alle Province, almeno in questi primi anni
di messa a regime del sistema.
Ancora, nelle Marche il “gruppo di lavoro integrato” (che comprende referenti dei servizi regionali e delle amministrazioni provinciali, compresi i centri per l’impiego; le Direzioni scolastiche
e i centri di formazione; gli enti locali, in particolare le anagrafi comunali) è articolato su due
livelli, a seconda delle finalità da perseguire: il primo livello è istituzionale/politico, con il mandato di elaborare gli indirizzi strategici di lungo periodo dell’obbligo formativo; il secondo livello è di natura tecnica, composto dai referenti delle singole azioni, con il compito di perseguire obiettivi operativi nel breve/medio termine.
Laddove non si è proceduto in alcun modo alla creazione - formale o non - di organismi di
coordinamento (Valle d’Aosta, Lazio, Campania, Sardegna, Molise) si possono formulare alcune ipotesi, legate in primo luogo alla difficoltà, in particolare nelle regioni del Centro - Sud, di
far decollare il processo di delega delle competenze alle Province. Nel caso della Valle d’Aosta invece si può ipotizzare che l’esiguità dei numeri da gestire e un territorio particolarmente
circoscritto non pongano la necessità di elaborare strumenti complessi di gestione di una
realtà semplificata.
Su un secondo livello di lettura, si rintraccia nei Rapporti semestrali la presenza di forme
nuove di collaborazione, previste o già attivate, tra le istituzioni e i sistemi afferenti all’obbligo
formativo che si concretizzano in attività di cooperazione, ciascun ente nell’ambito della propria competenza, per la realizzazione di specifiche azioni comuni.
In alcune regioni e province del territorio nazionale (Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo, Provincia di Terni) sono state avviate o sono previste attività
di monitoraggio del sistema dell’obbligo formativo ai fini di una più razionale programmazione. Tale competenza, che spesso risiede in un gruppo di lavoro integrato, ha l’importanza di fornire dati ed indicazioni utili sia alla valutazione degli interventi, sia alla loro riprogrammazione.
In Liguria e in Lombardia, le azioni integrate, condotte in seno a gruppi di lavoro interistituzionali, coprono anche la definizione di standard minimi e di modalità di certificazione delle competenze e dei crediti formativi, sul modello della filiera IFTS.
In Toscana, e in Friuli Venezia Giulia, il lavoro di integrazione tra i servizi ha permesso di progettare percorsi individualizzati tra scuola e formazione. Interessante a questo proposito il progetto pilota realizzato nel territorio di Gemona del Friuli.
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Nelle Marche, la Regione, potendo contare su una collaborazione tra gli enti coinvolti nell’obbligo formativo in sede di Gruppo di lavoro integrato, a fronte di una scolarità alta, per la fascia
16/17 anni, ha investito sul rafforzamento dei percorsi in alternanza lavoro/scuola, e come
prima misura per la lotta alla dispersione nell’obbligo formativo, ha organizzato le attività formative in modo che i corsi inizino dal primo ottobre.
Infine, in Friuli Venezia Giulia, Toscana e Provincia di Terni, su iniziativa o del Servizio regionale responsabile, oppure del gruppo di lavoro congiunto servizi/scuola/formazione, sono previste o sono state avviate azioni di sensibilizzazione e orientamento rivolte non agli utenti finali,
ma alle organizzazioni e agli operatori dei vari sistemi coinvolti. Queste azioni non solo hanno
svolto la funzione di divulgare e creare una cultura condivisa intorno all’obbligo formativo, ma
in alcuni territori, come la Toscana, l’intervento si è spinto fino a svolgere un ruolo vicino alla
consulenza progettuale per la presentazione di piani provinciali e regionali di intervento.
Un ulteriore livello di analisi dello stato dell’arte nelle Regioni ci restituisce la lettura di azioni
che in prospettiva sono finalizzate ad integrare le competenze sul territorio, trascendendo i
confini dei singoli organismi e dando luogo a nuovi servizi e ad équipe congiunte di operatori che si collocano lungo tutto il percorso della programmazione, attuazione e monitoraggio
delle attività di obbligo formativo.
Infatti, ancora in Toscana e in Provincia di Terni, si individua come finalità ultima del lavoro di
concertazione nei gruppi interistituzionali e delle azioni di sensibilizzazione ed informazione
rivolte agli operatori, la creazione di un gruppo di operatori integrato a livello regionale e provinciale con il compito di presidiare in modo congiunto l’attività di programmazione e monitoraggio dell’offerta formativa, dell’orientamento, del tutorato.
Lo scenario che si delinea è quindi ancora estremamente diversificato e a vari livelli di avanzamento. La costruzione di reti di servizi è un processo dispendioso e impegnativo, che sembra non portare vantaggi effettivi se non si mantiene una prospettiva di medio/lungo temine e
un approccio multidimensionale al problema dell’offerta di un’alternativa formativa valida dai
15 ai 18 anni. Infatti, la costruzione di un percorso a tappe che vanno dall’orientamento, alla
scelta e ridefinizione del progetto formativo, al conseguimento con successo di un diploma o
qualifica, fino all’accompagnamento al lavoro, non può essere sostenuta da un solo organismo, così come nessun utente è in grado di gestire da solo la complessità della relazione con
il sistema dell’obbligo formativo, se non inserito in una rete efficiente di servizi.
Nello schema che segue, desunto dai Rapporti di monitoraggio relativi al primo e secondo
semestre 2001 e primo semestre 2002, inviati dalle Regioni al Ministero del Lavoro, è possibile rintracciare le forme di regia del sistema adottate in ogni Regione e le attività in cooperazione o i servizi integrati cui si è dato luogo o si prevede di realizzare.
21
22
Lombardia
Le attività per l’obbligo formativo vengono svolte prevalentemente dall’Agenzia regionale del lavoro, la quale:
Valle D’Aosta
La delega alle Province è stata completata, per cui attualmente la Regione gestisce fondi provenienti dal Fondo
sociale europeo, le Province fondi provenienti dal Ministero e dalla Regione.
• svolge le funzioni relative ai nuovi servizi per l’impiego,
in attesa che ne venga completata la regionalizzazione dei
servizi per l’impiego;
• coordina insieme alla Sovraintendenza agli studi i flussi
informativi. Tali Enti hanno firmato congiuntamente la
deliberazione della Giunta regionale n. 527 del 25 febbraio 2002 con la quale è stata approvata la costituzione
di una Commissione di studio formata da un dirigente di
un Istituto Professionale Regionale, da docenti degli Istituti Professionali regionali e dai referenti dell’Agenzia
regionale del lavoro. La Commissione è incaricata di elaborare ed attuare un’attività di sostegno alle istituzioni
scolastiche per la progettazione di percorsi integrati di
istruzione/formazione professionale.
Le scelte strategiche si basano esplicitamente sul dialogo
interistituzionale, in particolare tra i diversi Uffici regionali competenti e tra questi e le Province (dotate di autonomia e di strumenti operativi sul territorio). Vengono
individuate le priorità attuative a partire dalla costituzione dell’anagrafe regionale posta a base del processo.
Per presiedere alle attività dell’obbligo formativo è stato
costituito un gruppo tecnico, con funzione consultiva, che
vede la partecipazione di Regione, Province, Miur, Formazione professionale e Uffici scolastici regionali. Le decisioni in merito all’obbligo formativo vengono invece assunte
in sede di Segretariato della Formazione professionale.
Forme del coordinamento regionale
per l’attuazione dell’Obbligo Formativo
Piemonte
Regioni
È in corso di costituzione con decreto regionale il Comitato tecnico di pilotaggio per
l’obbligo formativo, già approvato dal Comitato istituzionale di coordinamento degli
Assessori Regionali e Provinciali alla Formazione e Lavoro (ex art. 8 L.R. 1/99) e
composto da:
Infine, la Regione Valle d’Aosta ha concluso la prima fase di monitoraggio qualitativo, finalizzata a sostenere la crescita qualitativa del sistema formativo.
Tale monitoraggio ha coinvolto tutti i soggetti attuatori finanziati nell’ambito della
nuova programmazione FSE, anche su progetti diversi da quelli riferiti all’utenza dell’obbligo formativo.
L’Agenzia regionale del lavoro è l’organo di programmazione regionale del Fondo
Sociale Europeo. In tale ambito vengono programmate e finanziate sia iniziative formative, di orientamento e pre-professionalizzazione, sia azioni di sistema a sostegno della realizzazione delle attività formative
L’attuazione dell’obbligo formativo è presidiata in particolare da un Gruppo tecnico
Interistituzionale composto della Direzione regionale FP e lavoro, delle Provincie e
della Direzione regionale Istruzione.
La realizzazione dell’anagrafe regionale è governata invece dal “Gruppo S.I.Re.Na.”
(Sistema Integrato Regionale - Nazionale) costituito all’interno della Direzione
regionale FP - Lavoro.
Organismi di coordinamento,
soggetti partecipanti, azioni e servizi
Tab. I.1 - Forme e organismi di coordinamento per l’attuazione dell’Obbligo Formativo
23
Il coordinamento delle attività viene condotto dai referenti delle tre strutture provinciali direttamente interessate
(secondo una ripartizione degli ambiti di competenza e in
raccordo reciproco): la Sovrintendenza Scolastica Provinciale, il Servizio Addestramento e Formazione Professionale e l’Agenzia del Lavoro.
PA Trento
Gruppi di lavoro formalizzati sono stati creati per alcune tematiche particolari
comunque connesse con le problematiche dell’obbligo formativo, come ad esempio
un Gruppo Guida per la progettazione di un libretto formativo individuale e un Gruppo di lavoro integrato per una prima sperimentazione del Libretto stesso. Anche le
modalità di speciali progetti di orientamento denominati “progetti ponte” (diretti a
categorie di utenza a rischio di emarginazione) sono state fissate da un Gruppo integrato scuola/formazione.
A presidio del sistema si colloca un Gruppo di lavoro tecnico per l’attuazione dell’obbligo formativo composto da:
l’Ufficio del lavoro, le tre Intendenze scolastiche (italiana, tedesca e ladina), l’Ufficio apprendistato, le due Ripartizioni per la formazione professionale, i due Uffici
per l’orientamento e l’Ufficio informativo socio-demografico; Ufficio informatica
socio-demografica; Coordinatore sistema informatico scuole.
- la Regione Lombardia che presiede il Comitato stesso
- il MIUR - Direzione Scolastica per la Lombardia
- le 11 Province.
Il Comitato Tecnico si dovrebbe avvalere del supporto tecnico/operativo di tre Gruppi di lavoro:
1. Gruppo anagrafe regionale dell’obbligo formativo
2. Gruppo sull’apprendistato
3. Gruppo per l’integrazione tra istruzione/formazione professionale.
Dei tre sottogruppi è già attivo solo il Gruppo sull’apprendistato, mentre la designazione di referenti provinciali per gli altri Gruppi di lavoro ha richiesto più tempo.
L’attività dei Gruppi di lavoro si dovrebbe articolare a sua volta in gruppi
tecnico/tematici da attivare a seconda delle esigenze e necessità, eventualmente
anche con la partecipazione di componenti sociali ed istituzionali presenti nei territori.
È stato inoltre realizzato dalla Regione un atto di indirizzo di concerto con l’assessorato all’istruzione che mira a sistematizzare i flussi di comunicazione orientati alla
creazione dell’anagrafe regionale.
Il coordinamento delle attività regionali è attuato dalla
Direzione Generale Formazione Istruzione e Lavoro, in particolare dalla Unità Organizzativa Formazione e Mercato
del Lavoro e dalla Struttura Sistema Informativo.
L’Unità Organizzativa F. e L. provvede con Atto di Indirizzo, approvato dalla Giunta, ad individuare le linee
prioritarie in materia di formazione professionale che
interessano anche l’obbligo formativo. La Struttura Sistema Informativo coordina le azioni per la realizzazione
dell’Anagrafe.
Il coordinamento delle attività fa capo agli uffici provinciali interessati che operano di intesa e secondo la divisione delle relative competenze. Si tratta comunque di un
sistema già ‘a regime’ che si basa su una rete informatica
compiuta, in collegamento con le anagrafi generali della
Provincia. Ciò consente di raggiungere, con i servizi di
informazione e orientamento previsti dalla normativa sull’obbligo, ogni giovane residente.
Organismi di coordinamento,
soggetti partecipanti, azioni e servizi
Forme del coordinamento regionale
per l’attuazione dell’Obbligo Formativo
PA Bolzano
Regioni
Tab. I.1 - Forme e organismi di coordinamento per l’attuazione dell’Obbligo Formativo -segue
24
Il coordinamento complessivo del processo è gestito dalla
Segreteria Regione Formazione e Lavoro che si avvale di
due delle sue articolazioni: la Direzione formazione e la
Direzione lavoro.
L’Ente strumentale della Regione Veneto, denominato
Veneto Lavoro gestisce l’anagrafe degli allievi in obbligo
formativo, in collaborazione con i Servizi per l’Impiego.
L’attuazione dell’obbligo formativo è oggetto di un “Protocollo di intesa interistituzionale per l’attuazione dell’obbligo formativo” siglato dalla Regione, dall’Ufficio scolastico regionale e dalle Amministrazioni Provinciali del
Veneto nel luglio 2001.
La delega alle Province dei Servizi per l’Impiego è stata
realizzata nel territorio del Friuli V. G. solo da pochi mesi.
Per il coordinamento delle attività sono coinvolte tre
diverse strutture: l’Agenzia regionale per l’Impiego (per
quanto riguarda l’anagrafe regionale), la Direzione regionale della FP (per l’organizzazione delle iniziative formative), la Direzione regionale istruzione e cultura, attraverso la sua Struttura Orientamento (per le attività di orientamento). Questi organismi si riuniscono periodicamente
per l’elaborazione di strategie comuni.
Con Delibera della Giunta regionale n. 775 del 6 luglio
2001 la Regione assegna alle Amministrazioni Provinciali
le risorse regionali e nazionali per l’obbligo formativo ed
istituisce un Gruppo di lavoro istituzionale.
Friuli Venezia Giulia
Liguria
Forme del coordinamento regionale
per l’attuazione dell’Obbligo Formativo
Veneto
Regioni
• le modalità di coordinamento temporale dei diversi enti che intervengono nell’obbligo formativo;
• azioni di informazione sulle opportunità formative;
• la definizione di percorsi di aggiornamento e formazione per gli operatori nella
funzione tutorato;
È stato costituito un Gruppo di lavoro istituzionale cui partecipano la Regione, le
Province e l’Ufficio Scolastico regionale con il compito di individuare disposizioni
unitarie, valide per tutto il territorio, per l’attuazione dell’obbligo formativo.
Tale gruppo ha individuato quali ambiti prioritari di intervento:
La Direzione regionale Istruzione e Cultura, attraverso la Struttura regionale per l’Orientamento ha costituito un Gruppo di lavoro che ha formulato una proposta operativa per la gestione dei servizi all’utenza e le modalità di collaborazione tra le diverse strutture regionali interessate. In particolare, la Struttura di Orientamento ha
avviato un’azione di sensibilizzazione rivolta alle Scuole, ai Centri di formazione e
Centri per l’impiego per creare reti di comunicazione a livello locale e tra referenti,
tutor, dell’obbligo formativo, operatori dell’orientamento.
L’attività di orientamento è proseguita in modo costante per il solo territorio di Gemona (Alto Friuli), dove l’impegno della scuola polo ha fatto da volano per le altri istituzioni coinvolte. In questa realtà territoriale è stato anche costituito un gruppo integrato scuola/formazione professionale per la progettazione di itinerari individualizzati.
In base al “Protocollo di intesa interistituzionale” è stato istituito un Gruppo paritetico di pilotaggio composto da Regione, Ufficio scolastico regionale e Province, Ente
Veneto Lavoro, con compiti specifici relativi al monitoraggio del processo di attuazione, che verrà realizzato al termine delle sperimentazioni in corso sull’obbligo formativo.
Organismi di coordinamento,
soggetti partecipanti, azioni e servizi
Tab. I.1 - Forme e organismi di coordinamento per l’attuazione dell’Obbligo Formativo -segue
25
Emilia - Romagna
Regioni
Con la messa a regime delle attività, le amministrazioni
provinciali hanno ricevuto piena delega.
Forme del coordinamento regionale
per l’attuazione dell’Obbligo Formativo
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Formazione Professionale;
Politiche del lavoro;
Servizi per l’impiego;
Controllo.
È stato costituito un Comitato di Pilotaggio formato da rappresentanti di vari Servizi della Regione e dai referenti per l’attuazione dell’obbligo formativo nelle province, coordinato dal Responsabile del Settore Formazione Professionale della
Regione.
Il comitato ha il compito di presidiare l’attuazione e la qualità delle azioni svolte nell’obbligo formativo e coordina le relazioni interistituzionali.
Il comitato ha inoltre già messo a regime un’azione di monitoraggio per valutare gli
esiti delle sperimentazioni in obbligo formativo al fine di modellizzare le sperimentazioni e diffondere le buone prassi.
• definizione la fase dell’accoglienza è stata curata dai centri per l’impiego con proprio personale, nell’accoglienza erano previsti colloqui personali per recuperare la
“storia pregressa” dell’allievo e l’informazione da dare al ragazzo sui percorsi formativi/lavorativi da utilizzare
• la fase successiva di Orientamento, per quanto riguarda i corsi di formazione professionale, è stata gestita e organizzata dal CFP “Durand De La Penne” in collaborazione con i Centri per l’Impiego e gli Enti/Centri assegnatari dei corsi professionalizzanti.
La Provincia della Spezia per quanto riguarda le regia dell’attuazione dell’obbligo formativo si è strutturata nel seguente modo:
• definizione
• definizione
• definizione
• definizione
• definizione di misure di accompagnamento a seconda del target di riferimento;
• definizione di standard minimi e di modalità di certificazione anche ai fini della
costruzione di un sistema di passerelle tra i diversi sistemi.
Per ognuno dei punti sopra esposti verrà costituito un sottogruppo di lavoro, affiancato da un esperto.
A livello provinciale, nella Provincia di Genova l’ufficio responsabile è l’Area 10 della
Provincia, che si articola in:
Organismi di coordinamento,
soggetti partecipanti, azioni e servizi
Tab. I.1 - Forme e organismi di coordinamento per l’attuazione dell’Obbligo Formativo -segue
26
Toscana
Regioni
La Regione ha inoltre approvato il 24 luglio 2002, con Legge Regionale, un testo unico su formazione, istruzione e lavoro, da rendere applicativo con un regolamento in corso di elaborazione. Per l’obbligo formativo si prevede di rafforzare l’integrazione tra i sistemi e di costruire percorsi formativi individualizzati.
• il Servizio Educazione - Istruzione segue in via generale l’attuazione
dell’obbligo formativo e realizza attività di coordinamento degli interventi e dell’anagrafe a livello provinciale;
• il Servizio FSE - Formazione professionale segue i problemi di progettazione e certificazione dell’offerta formativa;
• il Servizio Lavoro gestisce il coordinamento delle Amministrazioni
Provinciali sulle attività dei Centri per l’impiego e di formazione in
apprendistato.
La competenza per le attività relative all’obbligo formativo è dell’Assessorato all’Istruzione, Formazione e Politiche del Lavoro e Concertazione, all’interno del quale i compiti sono suddivisi fra tre soggetti:
Forme del coordinamento regionale
per l’attuazione dell’Obbligo Formativo
Si è costituito un gruppo di lavoro composto da rappresentanti dei Servizi regionali e dell’Ufficio Scolastico Regionale, con l’obiettivo di proporre metodologie di progettazione e realizzazione dell’offerta formativa. Il gruppo di lavoro, tra gli altri temi si è occupato di approfondire
le disposizioni relative all’obbligo formativo nel piano di indirizzo per
il diritto allo studio e l’educazione permanente; organizzare seminari
regionali su accreditamento, obbligo scolastico, e formativo; attivare
Osservatori Scolastici Provinciali; realizzare attività congiunte per la
messa a regime del Sistema Informativo Scolastico Regionale.
Inoltre, con gli Istituti scolastici, la Direzione Regionale e gli Uffici
decentrati della Pubblica Istruzione sono stati realizzati due seminari,
su accreditamento ed obbligo formativo.
Un secondo gruppo di lavoro è stato costituito tra la Regione e le Province e i CPI.
Per quel che riguarda il monitoraggio ed il sostegno delle attività per
l’obbligo formativo previste nel piano di indirizzo regionale si sono
svolti diversi incontri con i responsabile delle Province, i CPI, i Centri
di formazione professionale, i Servizi di istruzione, gli Istituti scolastici, i Provveditorati, sulla definizione dei piani provinciali di intervento, la definizione di linee-guida per gli Osservatori Scolastici Provinciali, la presentazione degli interventi regionali.
Le Province nell’ultimo semestre si sono poste nell’ottica di sviluppare
ulteriormente sia la collaborazione interistituzionale sia modalità cooperative di lavoro. Il buon livello di raccordo e integrazione tra i servizi
delle amministrazioni (formazione professionale, scuola, lavoro, gestione, servizi per l’impiego, ecc) e tra questi e il tessuto economico locale
(Camere di commercio, associazioni di categoria, parti sociali, ecc.) è
spesso sostenuta da accordi interistituzionali e tavoli di concertazione.
Sempre in termini di integrazione, buoni risultati provengono dalle
attività formative gestite dalle associazioni temporanee d’impresa, che
contraddistinguono la modalità organizzativa che gli organismi formativi si sono dati in molte Province per la gestione degli interventi nell’obbligo formativo.
Organismi di coordinamento,
soggetti partecipanti, azioni e servizi
Tab. I.1 - Forme e organismi di coordinamento per l’attuazione dell’Obbligo Formativo -segue
27
Le attività relative alla costruzione del sistema sono programmate e realizzate dalle Amministrazioni provinciali
tramite le proprie strutture territoriali. La Regione - il Servizio Formazione Professionale della Direzione lavoro, FP,
cultura, istruzione - ha costituito un Gruppo tecnico di
lavoro per il coordinamento dell’attuazione nell’obbligo
formativo. Ciononostante rimangono indefinite le modalità di regolamentazione dei flussi informativi finalizzati
alla costruzione di anagrafi regionali.
La Regione Marche ha costituito un coordinamento formalizzato con delibera regionale del luglio 2001 tra i vari
Marche
Forme del coordinamento regionale
per l’attuazione dell’Obbligo Formativo
Umbria
Regioni
Il Gruppo di lavoro integrato ha lavorato su due livelli: il livello istituzionale politico
è stato attivato per la progettazione strategica e l’individuazione di linee - guida
In Provincia di Terni il coordinamento delle attività fa capo al Servizio Politiche formative e del lavoro che si avvale dell’Ufficio formazione integrata, dei Centri di formazione professionale di Terni e Narni, dei Centri per l’impiego di Terni ed Orvieto.
L’Ufficio Formazione Integrata si coordina con gli altri Uffici del Servizio Politiche Formative e del Lavoro per gli aspetti relativi alla pianificazione e gestione delle attività
finanziate dal FSE e dal Ministero del Lavoro, con i CFP e con le Agenzie formative del
territorio per gli aspetti relativi alla attuazione dei percorsi formativi, con i Centri per
l’impiego per gli aspetti relativi alle attività d’informazione, orientamento e tutorato.
In data 25 febbraio 2002, con deliberazione della Giunta Provinciale n.101, sono
stati fissati gli indirizzi per l’impiego dei fondi ministeriali per l’attuazione dell’obbligo formativo, per un utilizzo razionale dei fondi nazionale e regionale destinati
alla Provincia di Perugia, pari a Euro 630.077,42.
Il dialogo avviato dalla Provincia di Perugia fra le varie istituzioni dell’Amministrazione provinciale, afferenti ai settori dell’istruzione, della formazione e del lavoro
(Pubblica Istruzione e Servizi Integrati, Coordinamento Centri di Formazione Professionale, Politiche Formative, Interventi Formativi e Vigilanza, Sistema Informativo e
Servizi Territoriali per l’Impiego), ha condotto alla costituzione di un Gruppo Tecnico di lavoro, attivato dalla Regione Umbria.
Ogni Amministrazione Provinciale ha inoltre individuato uno o più referenti per le
attività che svolgono il ruolo di interfaccia con il Servizio Educazione Istruzione,
Unità Operativa Complessa Scuola, che gestisce il coordinamento degli interventi,
promuove incontri periodici e realizza le attività previste a livello regionale.
L’amministrazione provinciale di Firenze ha inoltre indicato il Circondario Empolese
- Valdelsa come soggetto responsabile dell’attuazione dell’obbligo formativo nel territorio di riferimento, trasferendo una quota del finanziamento regionale proporzionale al numero di ragazzi residenti in obbligo formativo.
L’intento è quello di creare un gruppo di operatori integrato a livello regionale e provinciale che presidi in particolare le attività di programmazione e monitoraggio dell’offerta formativa, articolata nelle attività di orientamento, formazione e tutoraggio.
Organismi di coordinamento,
soggetti partecipanti, azioni e servizi
Tab. I.1 - Forme e organismi di coordinamento per l’attuazione dell’Obbligo Formativo -segue
28
Regioni
degli interventi; il livello tecnico dei referenti responsabili delle singole azioni è stato
coinvolto invece per la progettazione operativa delle attività nei diversi territori.
In seno al gruppo di lavoro sono stati presi, finora, i seguenti provvedimenti:
enti che intervengono nella attuazione dell’obbligo formativo: il Servizio Lavoro e Formazione Professionale e l’Ufficio Istruzione della Regione; la Direzione scolastica regionale e le Istituzioni scolastiche; le amministrazioni provinciali ed i centri dell’impiego; i centri di formazione; gli enti
locali, in particolare gli uffici anagrafici comunali.
Macerata
Riguardo allo sviluppo di una rete territoriale è stata siglata nell’agosto del 2001 un’intesa tra l’Amministrazione provinciale ed il Centro Servizi Amministrativi del MIUR in
merito all’attività di integrazione e supporto dell’offerta di istruzione e formazione
locali ed allo sviluppo dell’integrazione tra sistemi. L’attività coinvolge operatori della
Provincia, del Provveditorato, della Scuola e della Formazione Professionale, anche con
l’instaurazione di una collaborazione con le parti sociali. Nell’ambito di tale raccordo
è stata avviata un’azione di assistenza tecnica con l’obiettivo di definire un sistema
trasparente di crediti formativi, riferiti ai giovani in Obbligo formativo.
A livello provinciale:
Pesaro Urbino
Gli operatori dei Centri per l’impiego e dell’Ufficio orientamento della Provincia hanno
intrapreso numerose iniziative che hanno coinvolto molteplici enti e soggetti del territorio nella direzione dell’integrazione tra i sistemi. Tramite raccordi operativi e organizzativi si è avviato un sistema di comunicazioni istituzionali, sia per informare i soggetti coinvolti (Scuola, Enti locali, Servizi sociali e sanitari, Associazioni di categoria, ecc.) in merito alle reciproche competenze in materia di obbligo formativo, sia per regolamentare il
flusso dei dati necessari alla costruzione dell’Anagrafe dei giovani in obbligo formativo.
• è stata elaborato una scheda, adottata in tutte le province, di valutazione in
ingresso ed in uscita delle competenze dei giovani.
• i corsi di formazione professionale avranno tutti inizio il 1° ottobre, per garantire
la certezza dell’offerta all’utenza
• sono stati definiti i criteri di monitoraggio e valutazione delle attività di obbligo
formativo
• è in corso di avanzamento la rilevazione dell’organigramma dei Centri per l’impiego, per poter procedere alla definizione dei compiti, fabbisogni professionali e
carichi di lavoro
• rafforzamento dei percorsi che permettono un reinserimento dal lavoro alla scuola
• rafforzamento dell’orientamento in rete con i servizi sociali.
Organismi di coordinamento,
soggetti partecipanti, azioni e servizi
Forme del coordinamento regionale
per l’attuazione dell’Obbligo Formativo
Tab. I.1 - Forme e organismi di coordinamento per l’attuazione dell’Obbligo Formativo -segue
29
L’amministrazione regionale coordina le attività dei soggetti che a diverso titolo contribuiscono alla costruzione del
nuovo sistema. Il primo passo è stato compiuto con un
incontro tra la Regione e le cinque Province nel quale è
emersa la necessità di coinvolgere anche gli organismi
regionali della scuola per definire le procedure di scambio
dati.
È previsto un successivo incontro per mettere a regime la
rete di servizi sul territorio, anche vista la difficoltà della
Regione di reperire i dati da rilevare per il monitoraggio
semestrale.
La Regione ha sviluppato una prima forma di collaborazione tra le tre componenti principali del processo di
attuazione dell’obbligo formativo e cioè, la stessa Regione i Centri per l’Impiego (provincializzati) e le Istituzioni scolastiche.
Con Deliberazione di Giunta è stato poi affidato all’associazione CIAPI - Campus Internazionale della Formazione la
realizzazione di un progetto sperimentale per l’attuazione
Abruzzo
Forme del coordinamento regionale
per l’attuazione dell’Obbligo Formativo
Lazio
(informazioni
aggiornate
al 30.6.2001)
Regioni
È stato costituito un Comitato tecnico composto da rappresentanti della Regione,
dei CPI e degli organismi regionali della scuola. L’attività di coordinamento del
sistema regionale è di competenza dell’Ufficio Politiche Formative.
All’ente Abruzzo Lavoro sono affidate attività di monitoraggio e di gestione dell’Anagrafe.
Ascoli Piceno
I 3 Centri per l’impiego della Provincia (Ascoli, Fermo e San Benedetto del Tronto),
sebbene siano stati formalmente individuati i bacini di utenza, sono ancora in fase
di decollo e l’attività prevalente riguarda gli adempimenti amministrativi, anche in
seguito al ritardo delle procedure per l’ammodernamento e la ristrutturazione delle
sedi. Pertanto le attività riguardanti l’attuazione dell’Obbligo formativo vengono
definite e coordinate dal Settore Formazione Professionale e Lavoro della Provincia, in raccordo con gli enti del territorio.
In relazione alla rete il Settore ha promosso una Commissione interistituzionale in
collaborazione con il Centro servizi Amministrativi di Ascoli Piceno, con l’obiettivo
di dare attuazione alle normative di riferimento della riforma scolastica; ha inoltre
predisposto una bozza di protocollo d’intesa, non ancora siglata, tra Formazione
professionale e Istruzione per dare impulso all’integrazione dei sistemi.
Organismi di coordinamento,
soggetti partecipanti, azioni e servizi
Tab. I.1 - Forme e organismi di coordinamento per l’attuazione dell’Obbligo Formativo -segue
30
La Regione Molise, la Direzione dell’Ufficio Scolastico
Regionale, le Province di Campobasso e Isernia hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa interistituzionale per l’attuazione dell’obbligo formativo nella Regione, in via di
approvazione formale da parte degli organi competenti di
ciascun Ente. Con tale protocollo vengono presi accordi
per la realizzazione di ogni istituto concernente l’obbligo
formativo, definendo i compiti di ciascun attore e le
modalità di realizzazione degli interventi. Per quanto
riguarda l’attuazione di tale accordo viene istituito un
gruppo paritetico di pilotaggio, composto da rappresentanti della Regione, dell’Ufficio Scolastico Regionale e
delle Amministrazioni Provinciali.
La struttura responsabile è stata individuata nel Settore
Orientamento professionale che opera con il coinvolgimento del Settore Formazione Professionale e del Settore
Istruzione e Cultura.
La funzione di coordinamento da parte della Regione è
stata esercitata soprattutto attraverso l’organizzazione,
Campania
dell’obbligo formativo ed in particolare per la realizzazione
dell’Anagrafe dei soggetti in obbligo, delle attività di
orientamento, dei percorsi formativi personalizzati, della
valutazione dei crediti formativi e delle modalità e criteri
dei “passaggi” tra i sistemi scolastico, formativo e dell’apprendistato.
Forme del coordinamento regionale
per l’attuazione dell’Obbligo Formativo
Molise
Regioni
Sono state istituite le commissioni per il riconoscimento dei crediti acquisiti nei
sistemi di istruzione, formazione professionale, apprendistato ed in autoformazione
e viene costituita la Commissione per l’equiparazione dei crediti per definire ambiti
di equivalenza dei percorsi formativi nonché il valore dei crediti maturati presso le
istituzioni scolastiche autonome, presso la formazione professionale oppure nell’apprendistato.
Organismi di coordinamento,
soggetti partecipanti, azioni e servizi
Tab. I.1 - Forme e organismi di coordinamento per l’attuazione dell’Obbligo Formativo -segue
31
Rapporto di monitoraggio non pervenuto
Si occupa dei problemi relativi all’obbligo formativo il
Dipartimento formazione e lavoro della Regione. Sono
stati coinvolti in diversi incontri i dirigenti e i funzionari
regionali dei settori formazione, lavoro e istruzione ed
anche degli ex Provveditorati e delle Provincie.
L’Assessorato regionale alla formazione è il soggetto investito delle responsabilità di attuazione. Sono stati realizzati alcuni incontri tra Regione e Provveditorato per la
costituzione dell’anagrafe regionale.
Nel marzo 2002 la Giunta regionale ha approvato il Piano
per l’obbligo formativo 2000-2001. Nell’attuazione dell’obbligo formativo sono coinvolti diversi soggetti istituzionali, tra cui la Regione, le Amministrazioni provinciali, la
Direzione scolastica regionale, i Comuni, i Centri per l’impiego, i Centri di formazione professionale, gli istituti scolastici. che daranno vita ad una articolazione a rete.
Verrà istituita una “Cabina di regia” presso la struttura della
formazione professionale della Regione, al fine di realizzare
attività di monitoraggio qualitativo e quantitativo, anche
grazie alla costruzione di flussi di comunicazione con i Centri per l’impiego e con le Direzioni scolastiche regionali.
Basilicata
(informazioni
aggiornate
al 30.6. 2001)
Calabria
nella fase di pubblicizzazione del bando, di una serie di
incontri sul territorio che hanno coinvolto le amministrazioni provinciali, i responsabili dei Centri per l’Impiego, i
Provveditorati agli Studi, i Centri per l’orientamento e i
Centri di formazione professionale. Nel contesto campano
il processo di delega è ancora agli inizi; anche in materia
di obbligo formativo le Province sono state coinvolte solo
di recente per quanto riguarda la gestione dei dati sui giovani in obbligo provenienti dalle scuole.
Forme del coordinamento regionale
per l’attuazione dell’Obbligo Formativo
Puglia
Regioni
Organismi di coordinamento,
soggetti partecipanti, azioni e servizi
Tab. I.1 - Forme e organismi di coordinamento per l’attuazione dell’Obbligo Formativo -segue
32
Rapporto di monitoraggio non pervenuto
Le attività relative all’obbligo formativo sono presidiate
dall’Assessorato regionale al Lavoro, F.P., Cooperazione e
Sicurezza Sociale. Per quanto riguarda l’apertura verso altri
soggetti istituzionali, sono stati coinvolti, per la risoluzione di singoli problemi (relativi in particolare al passaggio dei dati sui giovani in obbligo), gli Assessorati provinciali all’istruzione e i Provveditorati. Le Province non
hanno assunto ancora un ruolo di rilievo e i CPI non sono
stati istituiti.
Sardegna
Forme del coordinamento regionale
per l’attuazione dell’Obbligo Formativo
Sicilia
Regioni
Organismi di coordinamento,
soggetti partecipanti, azioni e servizi
Tab. I.1 - Forme e organismi di coordinamento per l’attuazione dell’Obbligo Formativo -segue
1.2 • LE AZIONI DI SISTEMA PER L’OBBLIGO FORMATIVO A LIVELLO REGIONALE
E PROVINCIALE
Nel periodo più recente è possibile rilevare un fermento crescente nei livelli territoriali inferiori, segnatamente nelle Province.
Infatti nelle regioni che già hanno avviato il processo di delega alle Province si rileva l’adozione, proprio nei livelli di autonomia decentrata, di nuove modalità organizzative, sia nell’erogazione dei servizi (versante utente), sia nell’integrazione delle risorse sul territorio (versante
azioni di sistema).
In secondo luogo, nell’ultimo semestre, si può constatare un rafforzamento degli “strumenti”
per la regia e il coordinamento delle azioni per l’obbligo formativo: anzitutto sono state intensificate le azioni di sensibilizzazione rivolte agli operatori, finalizzate quindi a diffondere una
cultura dell’obbligo formativo in primo luogo presso i “beneficiari intermedi”, che sono spesso
anche gli attori della rete sul territorio: operatori della scuola, della formazione professionale,
della formazione continua, dei servizi. Inoltre, si diffondono in modo consistente le pratiche di
monitoraggio, condotte nelle realtà più avanzate spesso in team integrati di operatori, provenienti dai diversi servizi e sistemi dell’educazione, e adottate nell’ultimo semestre anche a
livello provinciale.
Si tratta quindi, in entrambi i casi, per le azioni di sensibilizzazione, così come per le azioni di
monitoraggio, di garantire le condizioni che, “a monte” dei percorsi formativi, ne assicurano il
successo, in particolare per quelli “non tradizionali”, ovvero caratterizzati da interruzioni e rientri nel sistema educativo.
Per contro, con una certa apprensione, si constata un crescente divario tra il Centro Nord e le
regioni meridionali del Paese.
Il processo di decentramento delle competenze in materia di formazione professionale e politiche
attive del lavoro, nella direttrice indicata dalla L. 59/97 e dal D.lgs 112/98, è stato ulteriormente
rafforzato dall’adozione della Legge costituzionale n. 3 del 2001. Non è questa la sede per
approfondire le modifiche apportate al corpo delle competenze esclusive e concorrenti di Regioni e Province. Ci preme tuttavia rilevare come, in particolare per quanto riguarda la competenza
delle Regioni e Province in materia di istruzione e formazione professionale, dai dati provenienti
dai Rapporti regionali, in gran parte del Paese (Nord Ovest, Nord Est, parte del Centro), siamo di
fronte ad un effetto di acquisizione di competenze “a cascata” dai livelli superiori di autonomia
amministrativa a quelli inferiori, dallo Stato alle Regioni, alle Province e fino ai Comuni.
In modo interessante tale acquisizione di competenze a livello provinciale si sostanzia, almeno in alcune realtà più avanzate, nella creazione di organismi di coordinamento, che si articolano su più livelli, a seconda delle attività afferenti all’obbligo formativo.
Anzitutto – per quanto riguarda l’articolazione interna degli uffici che presiedono al coordinamento delle attività per l’obbligo formativo –, a livello provinciale (dimensione ad intra della
rete), nella Provincia di Genova, ad esempio, l’Area 10 della Provincia, si articola in:
• Servizio “Formazione Professionale” che programma e gestisce la formazione iniziale, la
transizione scuola - formazione e l’anagrafe dell’obbligo formativo;
• Servizio “Politiche del lavoro” che programma e gestisce le attività formative per fasce deboli, e le attività in alternanza scuola-lavoro per le IV classi degli istituti superiori;
33
• Servizio “Servizi per l’impiego” che gestisce i colloqui di orientamento ed i colloqui di informazione presso i Centri per l’impiego e gli Sportelli Informalavoro;
• Servizio “Controllo” che svolge attività ispettiva nell’ambito delle iniziative formative in
corso.
In secondo luogo, si assiste ad uno sviluppo delle forme di raccordo interistituzionale sul territorio (dimensione ad extra della rete): nelle Marche, ogni Provincia, essendo dotata di piena
delega, pur riferendosi ai documenti di programmazione regionali e alle linee guida emanate
dalla Regione stessa in tema di OF, presenta una propria modalità di organizzazione per l’attuazione dell’OF e di attivazione della rete territoriale. Ciò si manifesta attraverso l’attivazione
di gruppi di lavoro interistituzionali, intese e protocolli formalizzati (Macerata) o ancora in fase
di predisposizione (Ascoli Piceno, Ancona), progetti integrati di sensibilizzazione e certificazione dei crediti in uscita dai percorsi (Pesaro - Urbino).
In Emilia - Romagna, la stipula di accordi interistituzionali e tavoli di concertazione a livello provinciale tra i servizi e tra questi e il tessuto economico sociale (Camere di Commercio, Parti
sociali, associazioni di categoria) sostiene il processo di integrazione.
Il secondo aspetto rilevante, nel processo di adeguamento dei servizi e delle reti sul territorio
alle nuove esigenze imposte dall’obbligo formativo, è costituito dal rafforzamento delle condizioni “a priori” che facilitano non solo il raggiungimento del successo formativo e dell’inclusione sociale dei giovani, ma anche un utilizzo ottimale delle risorse evitando sovrapposizioni
o vuoti nei servizi: si tratta delle azioni di sensibilizzazione e di monitoraggio delle attività di
attuazione dell’obbligo formativo.
Sono quindi crescenti nei territori, anche a livello decentrato (Province, Comuni) le iniziative di
sensibilizzazione degli operatori e dell’intera comunità locale nelle tematiche dell’obbligo formativo.
In Piemonte, la Provincia di Torino, oltre a coordinare reti tra Comuni, Comunità montane,
amministrazione scolastica periferica, enti formativi e servizi territoriali, svolge attività di informazione e aggiornamento per insegnanti, finalizzata a disseminare aspetti didattici legati alla
capacità di prevenzione della dispersione scolastica e di supporto alle famiglie nel momento
della scelta post - obbligo.
Nella Provincia di Cuneo, la predisposizioni dei momenti di avvicinamento della cittadinanza
all’obbligo formativo ha assunto varie forme:
• l’organizzazione di un convegno rivolto a tutti gli operatori della scuola, del lavoro e della formazione professionale, occasione di informazione, ma anche di scambio di esperienze e di
interpretazioni sui ruoli dei diversi attori, nonché momento di presentazione dell’iniziativa
provinciale di orientamento rivolta ai giovani in obbligo scolastico e formativo;
• la collaborazione attivata con gli uffici periferici del M.I.U.R., che ha permesso di integrare le azioni rivolte a fornire informazione e supporti logistici alle scuole: in quest’ottica è
stato effettuato, a cura delle U.T.S. (Unità Territoriali di Servizio) e con la collaborazione
della Provincia un percorso formativo rivolto ai Dirigenti Scolastici sui temi specifici dell’obbligo.
34
In Lombardia, nella Provincia di Pavia, è stato realizzato un opuscolo informativo sulla nuova
normativa dell’apprendistato in obbligo formativo, diffuso presso 2000 aziende, associazioni
di categoria, consulenti del lavoro.
In Regione Toscana, sono molteplici le iniziative di comunicazione e promozione dell’obbligo
formativo, sempre a livello provinciale: ad Arezzo è stata realizzata una trasmissione con una
televisione locale sul tema della formazione professionale per i giovani in obbligo formativo.
Nella Provincia di Firenze è stata pubblicata sul sito Internet del Centro per l’Impiego, ed è
quindi accessibile al più largo pubblico, una guida che illustra le modalità di assolvimento dell’obbligo e fornisce gli indirizzi degli istituti di istruzione e delle agenzie formative. A Grosseto
è stata realizzata una rivista specifica per l’Obbligo Formativo, nella forma di una newsletter,
da recapitare a tutti i cittadini della provincia, in allegato alla rivista periodica istituzionale della
Amministrazione Provinciale. Infine, nell’ambito del progetto OF.net è stato realizzato, ed è
disponibile on-line, il sito www.obbligo.formativo.it, quale servizio di confronto nell’area forum
e di supporto, all’interno del quale operatori ed utenti possono reperire normativa, informazioni e documentazione. Nella Provincia di Massa si sono svolte le seguenti attività:
• Salone tematico “Orientamento allo studio, alla formazione e al lavoro”;
• Convegno sul tema “Dentro e … Fuori la scuola. Le nuove politiche formative”;
• Pubblicazione di un manuale operativo sull’obbligo formativo, rivolto ad operatori ed insegnanti;
• Campagna di informazione tramite mass media;
• Creazione di un sito specifico delle Politiche Formative e del Lavoro, in rete con gli sportelli comunali e territoriali.
Infine, tra le “azioni di sistema”, che sostanziano l’attività di regia e coordinamento dell’attuazione dell’obbligo formativo, a livello regionale, ma in modo interessante anche a livello provinciale, rivestono particolare importanza le azioni di monitoraggio, laddove esse sono intese
non solo come strumento di controllo, ma come modalità di supporto alla valutazione in itinere e finale delle azioni e alla loro conseguente ritaratura e riprogrammazione nell’edizione successiva.
La Regione Valle d’Aosta ha concluso la prima fase di monitoraggio qualitativo, finalizzata a
sostenere la crescita del sistema. Sono stati monitorati 2 dei 6 progetti avviati coinvolgendo
tutti i soggetti attuatori nell’ambito della programmazione FSE, e riscontrando un esito positivo, sia per quanto riguarda la congruenza delle azioni con gli obiettivi preposti, che per l’innovatività delle metodologie interattive adottate ed il gradimento da parte degli allievi.
In Emilia - Romagna, l’attività di monitoraggio ha condotto alla realizzazione di un rapporto
contenente indicazioni fisiche e finanziarie sulle attività approvate per il 2001-2002, sulla base
del quale sono stati realizzati focus group con la partecipazione dei rappresentanti delle Province, della scuola, della formazione. La finalità dei focus group è l’individuazione di elementi qualitativamente significativi per la costruzione di standard regionali per l’obbligo formativo.
In Umbria, nella Provincia di Terni, l’attività di monitoraggio del sistema viene realizzata attraverso la rilevazione di indicatori fisici, finanziari e di risultato coerenti con quelli già adottati per
la programmazione ordinaria FSE - Ob.3. Ma il valore aggiunto, nel caso dell’obbligo formati-
35
vo, è che tali dati di programmazione vengono incrociati con i dati di monitoraggio individuale che riguardano l’utenza (la scheda compilata dal tutor dell’obbligo formativo lungo il percorso) per giungere ad una valutazione “centrata sull’utente” dell’efficacia degli interventi
intrapresi.
In conclusione, se, a partire da una osservazione generale sull’andamento delle attività nel territorio nazionale, si può affermare che il contorno delle iniziative per l’obbligo formativo sta
assumendo spessore, tuttavia rimane valida la constatazione della presenza di imponenti
ombre e sacche di stagnazione delle attività di pianificazione, programmazione, sensibilizzazione, monitoraggio. D’altronde, il “principio di sussidiarietà”, eletto a principio costituzionale
dalla L. cost. 3/2001, comporta una sfida di alto profilo per gli amministratori e decisori dei
diversi livelli. Non a caso, infatti, tale principio è corredato da quelli di “adeguatezza e differenziazione”, che, se evasi, pongono l’opportunità dell’intervento di livelli amministrativi superiori.
Rimane quindi invariata la considerazione di una forbice tra Centro Nord e Sud: si assiste,
infatti, ad azioni di rafforzamento della rete dei servizi e delle azioni di sistema volte ad eliminare gli ostacoli ad un pari accesso alle opportunità formative nel Centro - Nord, mentre nel
Mezzogiorno è pressante l’urgenza di creare i nodi della rete, a partire dal consolidamento dei
processi di delega e dalla costruzione di servizi sul territorio, cornice necessaria di riferimento delle successive azioni di riqualificazione dell’offerta formativa, di ottimizzazione dei flussi
informativi e di avvio di azioni di informazione, orientamento, tutorato.
36
2 • LO STATO DI ATTUAZIONE DELLE ANAGRAFI REGIONALI DEI GIOVANI
IN OBBLIGO FORMATIVO
L’individuazione dei giovani in età di obbligo formativo nei confronti dei quali i Centri per l’Impiego attivano le azioni di informazione, orientamento e tutorato, finalizzate a garantire ad ogni
ragazzo la permanenza in uno dei tre canali formativi nei quali è previsto l’assolvimento dell’obbligo, si realizza a partire da archivi che devono contenere sia i dati anagrafici relativi ai
ragazzi 15-17enni sia informazioni relative alla situazione in cui ciascun giovane si trova in un
determinato momento (a scuola, in formazione, in apprendistato, fuori dai percorsi) ed alle
scelte da essi compiute relativamente al canale di assolvimento dell’obbligo. Queste informazioni costituiscono l’oggetto del sistema delle anagrafi regionali dei giovani in obbligo formativo.
L’importanza di un efficiente sistema di anagrafe, in grado di offrire un panorama completo
dello stato formativo e delle scelte di tutti i giovani quindici/diciassettenni, e di permettere ai
soggetti deputati a garantire l’assolvimento dell’obbligo l’acquisizione dei dati rapidamente e
tramite una procedura semplice, costituisce pertanto l’asse portante per il sistema di dispositivi dell’obbligo.
La particolare complessità del sistema di anagrafe è legata al fatto che essa costituisce lo
snodo informativo che pone in connessione tutti gli attori del sistema: scuole, centri di formazione professionale, aziende presso le quali lavorano apprendisti in età d’obbligo, CPI, Regioni, Province, Ministeri (Ministero del Lavoro e Ministero dell’Istruzione).
La base informativa a partire dalla quale si sviluppa il sistema delle anagrafi regionali è costituita dai dati provenienti dalle scuole, attraverso le comunicazioni effettuate dalle scuole stesse, secondo il seguente schema:
Scadenza
Oggetto della comunicazione
Entro il 31 dicembre
• dati anagrafici degli alunni che compiono nell’anno
successivo il quindicesimo anno d’età
• percorso scolastico da loro seguito
Entro 15 giorni dall’atto dell’iscrizione per l’anno scolastico successivo
• scelte formative (o mancanza di scelta) dei giovani soggetti ad obbligo formativo all’atto di iscrizione per l’anno scolastico successivo
All’atto del passaggio o della cessazione della frequenza
prima del 15 marzo
• passaggi degli alunni ad altra scuola o nel sistema della
formazione professionale
• abbandoni avvenuti prima del 15 marzo
Trenta giorni prima del termine dell’anno scolastico
• dati di coloro che hanno frequentato l’istituto
• dati definitivi sulle scelte formative effettuate
Al compimento dei 18 anni di ciascun giovane o al conseguimento del diploma di scuola secondaria superiore
• nominativi dei giovani che hanno assolto l’obbligo formativo nell’ambito del sistema di istruzione
37
Se l’obiettivo dei sistemi di anagrafe nelle varie Regioni è comune (conoscere la situazione
nella quale si trova ogni singolo ragazzo nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 17 anni in un
determinato momento), diverse sono state le soluzioni organizzative e tecniche adottate nei
diversi casi, a seconda dei rapporti interni tra gli attori istituzionali presenti in ciascun territorio e del sistema di flussi informativi preesistente.
È allora opportuno compiere una breve ricostruzione delle diverse fasi di sviluppo e successivamente descrivere i diversi modelli di intervento adottati evidenziandone lo stato di avanzamento.
In sintesi possono essere rintracciate due fasi nel processo di costruzione delle anagrafi regionali, scaglionate da due diverse circolari ad opera del Ministero dell’Istruzione: la prima viene
avviata dalla Circolare dell’aprile 2000, con la quale si richiedeva alle scuole di inviare i dati
sulle scelte dei ragazzi ai Provveditorati, a loro volta incaricati di trasmetterli alle Province; la
seconda inizia con la Circolare del 3 maggio 2001, che individuava una soluzione tecnica per
la raccolta dei dati in possesso delle scuole attraverso l’acquisizione delle informazioni delle
scuole all’interno del sistema informativo centralizzato del MIUR ed il successivo download dei
dati ad opera delle istituzioni locali competenti a partire dallo stesso sito.
La prima fase ha visto un fiorire di iniziative finalizzate a sviluppare canali informativi che permettessero un primo passaggio dei dati dalle scuole ai Centri per l’Impiego, attraverso l’avvio
di procedure eterogenee. Alcune Regioni si sono fatte carico della predisposizione di modalità e soluzioni da diffondere su tutto il territorio regionale, altre hanno lasciato ampi margini di
iniziativa alle Province e agli stessi CPI, che in molti casi si sono adoperati per raccogliere i
dati dai Provveditorati o direttamente dagli Istituti scolastici. Questa fase è stata caratterizzata dalla grande varietà di soluzioni individuate (soprattutto al Nord) accanto all’esigenza di
raccordare sistemi informativi e banche dati già esistenti, spesso molto differenti tra loro. Si
trattava di sviluppare il livello di informatizzazione delle strutture territoriali (soprattutto al Sud)
e di portare avanti la riforma dei Centri per l’Impiego, senza i quali i sistemi di anagrafe sarebbero risultati inutili.
La Circolare 80/2001, fissando una procedura per la raccolta dei dati a partire dai singoli istituti scolastici dà avvio alla seconda fase. Le scuole, tramite l’apposita funzione del modulo
OpenSissi del pacchetto applicativo SISSI, possono fornire le informazioni in proprio possesso, via Internet, al sistema informativo del Ministero dell’Istruzione, che viene a porsi come
centro di raccolta delle informazioni relative all’anagrafica dei ragazzi ed alla loro scelta sulle
modalità di compimento dell’obbligo. Le informazioni, così accentrate nel sistema informativo
del Ministero, possono essere scaricate dal sito internet del MIUR dai soggetti interessati
(Regioni, Province) i quali vengono dotati, da parte delle Direzioni Scolastiche Regionali, di un
proprio identificativo utente e della relativa password. A questo punto sono i soggetti territorialmente competenti (appunto Regioni e Province) a gestire il sistema locale di anagrafe.
Va infatti distinta con attenzione la fase di acquisizione e gestione dei dati provenienti dalle
scuole, ad opera del Ministero dell’Istruzione, dai flussi informativi che si sviluppano a livello
locale e riguardano il vero e proprio sistema di anagrafe regionale per l’obbligo formativo, di
competenza di Regioni e Province (Accordo Stato/Regioni del 2.3.2000 - Allegato Tecnico,
38
par. 1, comma 10 e Nota Tecnica per l’Attuazione dell’Obbligo Formativo del Ministero del
Lavoro e della Previdenza Sociale). La gestione del flusso informativo locale avrebbe richiesto la creazione, in ciascuna Regione, di un archivio centrale deputato ad arricchire i dati delle
scuole sulla consistenza della leva e sulle scelte compiute dai giovani riguardo alle modalità
di esecuzione dell’obbligo, con i dati (non più a livello previsionale come per la scelta del percorso, ma di effettiva presenza) riguardanti la presenza dei giovani in apprendistato ed in formazione professionale.
A livello locale, un sistema pienamente a regime prevederebbe:
• il controllo incrociato dei dati anagrafici forniti dalle scuole con quelli in possesso delle anagrafi comunali;
• l’acquisizione delle informazioni sui giovani che adempiono l’obbligo in apprendistato (dati
presenti nelle banche dati sull’apprendistato, disponibili presso ciascuna Regione);
• l’acquisizione, dalle Agenzie formative, delle informazioni relative ai giovani che espletano
l’obbligo nella formazione professionale.
A questo punto le informazioni, così controllate, verrebbero messe a disposizione dei Centri
per l’Impiego (nonché di altri attori istituzionali), che devono attivare i propri interventi di informazione, orientamento e tutorato.
2.1 •I FLUSSI INFORMATIVI SUGLI ALUNNI IN OBBLIGO
Va sottolineato come la circolare 80/2001 non abbia invalidato modelli organizzativi e comunicativi approntati all’interno delle singole Regioni ma si sia limitata ad individuare una soluzione tecnica per l’acquisizione dei dati dalle scuole e la loro prima redistribuzione verso le
anagrafi regionali, fissando una procedura certa per le Regioni che vi aderiscono. Per rendere più chiaro il processo appare utile fornire una schematizzazione del flusso informativo che
si realizza a livello ideale (cioè laddove tutti i canali comunicativi siano stati attivati) presso le
Regioni che hanno aderito alla circolare ministeriale (Fig.II.1).
39
FIG. II.1: Flussi informativi per l’acquisizione dei dati scolastici
per le regioni che hanno aderito alla circolare 80/2001
scuola
•
•
scuola
scuola
scuola
scuola
scuola
scuola
scuola
DATI ANAGRAFICI
SCELTA DEI GIOVANI (SCUOLA, FP, APPRENDISTATO)
SITO INTERNET DEL MIUR
ESTRAZIONE DATI
CON IDENTIFICATIVO
UTENTE E PASSWORD
ANAGRAFE
REGIONALE
40
ALTRI
SOGGETTI
ISTITUZIONALI
(Regioni, Province)
scuola
La caratteristica che distingue questa tipologia di flussi informativi da quelle che intervengono nelle Regioni che non hanno aderito alla soluzione proposta dal Ministero dell’Istruzione
consiste (indipendentemente dalla trasmissione delle informazioni dalle scuole alla base dati
centrale del MIUR) nell’invio diretto, da parte delle scuole, all’archivio centrale regionale (o
provinciale) dei dati, che da questo vengono smistati ai Centri per l’Impiego ed agli altri utenti istituzionali. La Figura II.2 mostra, sempre come schematizzazione ideale, il flusso informativo in atto presso tali Regioni.
Fig. II.2: Flussi informativi per l’acquisizione dei dati scolastici per le regioni
che non hanno aderito alla circolare 80/2001
scuola
•
•
scuola
scuola
scuola
scuola
DATI ANAGRAFICI
SCELTA DEI GIOVANI (SCUOLA, FP, APPRENDISTATO)
ANAGRAFE
REGIONALE
ALTRI
SOGGETTI
ISTITUZIONALI
(Regioni, Province)
.
41
Un nodo importante del sistema è costituito dalle Direzioni Scolastiche Regionali che hanno
talvolta funzionato quali collettori delle informazioni provenienti dalle scuole (ruolo svolto in altri
casi dalle cosiddette “scuole polo”) trasmettendole all’archivio centrale (sito del MIUR o direttamente anagrafe regionale) ed occupandosi anche del rilascio delle password per gli utenti
abilitati ad accedere al sito del MIUR.
Nel corso del 2001 e del primo semestre 2002 diverse Regioni hanno aderito alla circolare del
Ministero mentre altre hanno preferito gestire autonomamente anche i flussi informativi provenienti dalle scuole. Tuttavia tra queste ultime, alcune amministrazioni regionali, pur non presentando una adesione formale, hanno dimostrato interesse per la soluzione individuata, utilizzando gli stessi formati e lo stesso tracciato record. Esistono infine alcune Regioni, caratterizzate da assetti amministrativi particolari (Bolzano, Trento e Valle d’Aosta), che prevedono,
al momento, un sistema completamente autonomo di organizzazione dei flussi informativi dell’anagrafe.
Qualche considerazione va fatta a proposito del sistema di accentramento delle informazioni
nel sito del MIUR: la presenza di un unico archivio centrale in possesso di tutte le informazioni presenti sul territorio nazionale, relativamente ai dati presenti presso gli istituti scolastici,
appare infatti particolarmente funzionale. Va inoltre sottolineato come un passo avanti verso
l’obiettivo di ottenere dati omogenei sia stato compiuto con la messa in rete del software SISSI
(che definisce il formato comune dei dati). La possibilità di scaricare il software da Internet
garantisce a tutte le scuole la possibilità di procurarselo. Appaiono infine superate buona
parte delle difficoltà tecniche che si erano verificate nel corso della prima parte dell’anno,
quando il download dei dati dal sito MIUR era soggetto a tempi molto lunghi e risultava, quindi, difficilmente praticabile.
La principale difficoltà rimane legata ai flussi informativi in entrata, dato che solo una parte
delle scuole ha fornito le informazioni sui giovani in obbligo formativo; allo stato attuale hanno
fornito i dati circa il 25% delle scuole, peraltro con grandi differenze tra le varie Regioni (vedi
Tab.II.1), e sono stati inseriti dati riguardanti poco più del 32% degli alunni, percentuale non
trascurabile, tenendo conto del recente avvio del sistema, ma ancora insufficiente a garantire
l’attivazione da parte dei CPI di tutte le azioni a supporto dell’obbligo formativo.
In questo senso, l’adesione o meno alla circolare ministeriale appare di secondaria importanza mentre risulta discriminante l’invio o meno dei dati da parte delle scuole delle varie Regioni al sito del MIUR. Infatti, anche presso alcune delle Regioni che hanno aderito alla circolare
80/2001, le scuole hanno di fatto fornito una ridotta mole di dati, in alcuni casi sensibilmente
inferiore a quella fornita per l’annualità precedente. A contrario, le scuole di alcune Regioni
che non hanno aderito formalmente alla circolare, hanno in effetti fornito una discreta mole
informativa.
42
43
202
570
539
175
306
811
258
84
Liguria
Emilia - Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
558
1.020
Calabria
Sicilia
9.801
2.415
255
93
26
82
424
12
44
209
612
206
121
13
97
22
100
27
48
24
Scuole che hanno
effettuato l'invio
(v.a.) (b)
25
76
9
5
50
53
1
52
81
75
67
69
2
17
11
48
4
4
4
Scuole che hanno
effettuato l'invio
(%)
404.221
34.252
13.225
3.167
11.594
88.885
910
6.198
38.588
111.391
31.122
17.903
1.499
14.113
3.882
17.835
2.484
4.360
2.813
Numero
Alunni Inseriti
(c)
1.249.368
46.294
147.606
58.978
20.955
129.993
99.373
8.566
36.483
90.666
37.754
20.739
65.142
77.597
29.385
21.377
98.290
171.713
88.457
Numero
di Alunni attesi*
(d)
32,35
73,99
8,96
5,37
55,33
68,38
0,92
72,36
105,77
122,86
82,43
86,33
2,30
18,19
13,21
83,43
2,53
2,54
3,18
Stato
di avanzamento (%)
(c) / (d) * 100
*il numero è stato ricavato dalla rilevazione Integrativa relativa all’anno scolastico 2001/2002
Fonte: Ministero dell’istruzione, della Ricerca e dell’Università: Raccolta dei dati sugli alunni in obbligo formativo per l’anno scolastico 2001-2002
ITALIA
334
164
Basilicata
Sardegna
801
Puglia
1.084
210
Friuli Venezia Giulia
Campania
722
Veneto
654
1.309
Lombardia
Numero Scuole
(a)
Piemonte
Regioni
Tab. II.1 - Schema riassuntivo della raccolta dati sugli alunni in obbligo formativo per l’anno scolastico 2001/2002 per regione
Come si vede dalla Tab.II.1, sono prevalentemente le scuole afferenti alle Regioni del Centro
e del Sud (con l’eccezione del Friuli Venezia Giulia) ad aver fornito la maggiore quantità di
dati. Tuttavia, anche se l’invio delle informazioni al sito MIUR deve essere letto positivamente,
ciò non deve ingannare inducendo a credere che le Regioni le cui scuole hanno inviato il maggior numero di informazioni al sito MIUR possiedano i sistemi di anagrafe più avanzati.
Infatti, confrontando questa tabella con la Tab.II.2 (inerente la disponibilità delle informazioni
presso le anagrafi regionali), si riscontra come non esista una correlazione tra il numero di invii
al sito MIUR e la maggiore disponibilità di informazioni “finali”, cioè disponibili per i CPI. Sembrerebbe piuttosto il contrario. L’interpretazione da dare a questa apparente contraddizione
deve tener conto del maggiore sviluppo di sistemi alternativi per le Regioni del Centro-Nord.
È in pratica ipotizzabile che le scuole appartenenti alle Regioni che hanno sviluppato sistemi
autonomi di gestione dei flussi informativi abbiano meno sentito la necessità di affidarsi al sito
del MIUR, preferendo affidarsi al sistema informativo interno alla propria Regione. Viceversa
le scuole più attente alla procedura di invio delle informazioni al sito centrale del Ministero dell’Istruzione appartengono a Regioni che non sempre si sono attivate sul fronte del recupero
delle informazioni “di ritorno” dal sito all’anagrafe regionale e non sono dunque sempre in possesso di tutte le informazioni sui giovani in obbligo formativo.
2.2 • I MODELLI DELL’ANAGRAFE
La descrizione dei flussi informativi che si realizzano a livello locale, incentrati sulle vere e proprie anagrafi regionali, è schematizzata dalla Figura II.3.
Per quanto riguarda il modello organizzativo del sistema di anagrafe regionale, si confermano
i tre differenti modelli di intervento ravvisati per i precedenti semestri, indipendentemente dall’adesione o meno di ciascuna Regione alla circolare del MIUR. La discriminante tra i modelli
è costituita dalla differente localizzazione dell’archivio centrale (o degli archivi) all’interno della
Regione, ovvero del soggetto incaricato di gestire le informazioni provenienti dalle scuole e di
ridistribuirle ai CPI ed agli altri attori istituzionali.
Nel primo modello, che riguarda prevalentemente Regioni presso le quali è operativa la delega alle Province, la raccolta delle informazioni avviene a livello provinciale, come nel caso di
alcune Regioni del Centro-Nord (quali Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana, Umbria) dove
ciascuna provincia dispone di una propria banca dati e gestisce il flusso informativo di sua
competenza.
Un secondo modello (che si realizza in Regioni quali Piemonte e Campania) implica la creazione di un archivio centrale a livello regionale. Può essere considerato afferente a questo
modello anche il sistema presente nella Provincia Autonoma di Trento, presso cui esiste un
archivio centrale, gestito dal Servizio Istruzione, che non riguarda specificamente i giovani in
obbligo ma tutti gli allievi di scuola e formazione professionale.
Il terzo modello si riferisce ai casi in cui la gestione dell’archivio centrale è affidata all’Agenzia
Regionale o Provinciale per l’Impiego (Abruzzo, Valle d’Aosta, Veneto e Friuli Venezia Giulia).
44
Fig. II.3: Flussi informativi del sistema delle anagrafi dell’obbligo formativo
45
2.3 • LE INFORMAZIONI ATTUALMENTE DISPONIBILI
L’esame dello stato di avanzamento dei sistemi di anagrafe dell’obbligo formativo concerne,
a livello pratico, la disponibilità delle informazioni che l’anagrafe è deputata a possedere. La
Tabella II.2 evidenzia la disponibilità delle informazioni presso le singole anagrafi regionali.
Va tuttavia osservato che non sempre la disponibilità delle informazioni coincide con uno stato
avanzato di realizzazione del sistema di anagrafe: in alcuni casi infatti, in attesa della messa
a regime di flussi informativi con una procedura stabile, la raccolta delle informazioni è avvenuta con procedure provvisorie che hanno comunque dato buoni risultati.
Anche per questo risulta difficile valutare come più efficace un modello rispetto ad un altro; si nota
d’altra parte come le preferenze si siano indirizzate prevalentemente verso i modelli “provinciale”
(Emilia - Romagna, Umbria, Toscana) e “agenziale” (Veneto, Valle d’Aosta). Anche laddove, infatti, è in fase di studio un sistema gestito a livello regionale, si è talvolta preferito affidare alle Province il compito di acquisire, in via temporanea, le informazioni (come nel caso delle Marche).
Emerge dalla Tab.II.2 uno stato di avanzamento non dissimile da quello rilevato per il precedente semestre. Alcune amministrazioni forniscono qualche dato aggiuntivo ed altre informazioni leggermente meno complete; inoltre il quadro è arricchito dalle informazioni relative alle
scelte espresse dai giovani in età d’obbligo. Queste scelte, note a diverse amministrazioni
regionali (sia pure in alcuni casi in maniera parziale), sono tuttavia suscettibili di perfezionamento nei termini di un loro maggiore controllo. Va infatti notato come, nella maggior parte dei
casi, non esista una precisa corrispondenza tra il numero dei quindicenni, sedicenni e diciassettenni in obbligo ed il numero delle scelte espresse.
Attualmente dunque la maggior parte delle amministrazioni dispongono di un ventaglio abbastanza completo di informazioni; Veneto ed Abruzzo dispongono di informazioni solo a livello
regionale mentre Friuli Venezia Giulia, Molise, Campania e Sardegna non dispongono della
maggioranza dei dati; Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia non hanno fornito il Rapporto semestrale di monitoraggio.
La varietà del panorama dei sistemi di anagrafe regionale, la differenza delle situazioni organizzative e dei livelli di implementazione inducono a preferire una descrizione di ciascun singolo caso (vedi tabella analitica) rispetto ad una descrizione per modelli che potrebbe presentare aggregazioni poco significative.
46
Tab. II.2 - Disponibilità di informazioni presso le anagrafi regionali
Regioni
Consistenza
delle leve
anagrafiche
Scelte
dei giovani
Stato formativo
Scuola
Formazione
Apprendistato
professionale
Fuori
dai percorsi
Piemonte
fornite
fornite
fornite
non fornite
fornite
Valle d’Aosta
fornite
fornite
fornite
fornite
fornite
Lombardia
fornite (1)
fornite (1)
fornite (1)
fornite (1)
fornite (1)
Bolzano
fornite
fornite
fornite
fornite
fornite
Trento
fornite
fornite
fornite
fornite
fornite
Veneto
fornite parz. (3) fornite parz. (3) fornite parz. (3) fornite parz. (3) fornite parz. (3)
Friuli
non fornite
non fornite
non fornite fornite parz. (3) non fornite
Venezia Giulia
Liguria
fornite (1)
fornite (1)
fornite (1)
fornite (1)
fornite (1)
Emilia-Romagna
fornite
fornite
fornite
fornite
fornite
Toscana
fornite (1)
fornite (1)
fornite (1)
fornite (1)
fornite (1)
Umbria
fornite
fornite
fornite
fornite
fornite
Marche
fornite
fornite (1)
fornite
fornite
fornite parz.(2)
Lazio
rapporto non fornito
Abruzzo
non fornite fornite parz. (3) non fornite fornite parz. (3) non fornite
Molise
non fornite
non fornite
non fornite
fornite
non fornite
Campania
non fornite
non fornite fornite parz. (4) non fornite
non fornite
Puglia
rapporto non fornito
Basilicata
rapporto non fornito
Calabria
rapporto non fornito
Sicilia
rapporto non fornito
Sardegna
non fornite
non fornite fornite parz. (3) non fornite
non fornite
non fornite
fornite parz. (5)
fornite (1)
fornite
fornite
non fornite
non fornite
fornite parz.(2)
fornite
fornite parz.(2)
fornite parz.(2)
non fornite
fornite
non fornite
non fornite
non fornite
Fonte: Rapporti regionali di monitoraggio
(1)
(2)
(3)
(4)
(5)
=
=
=
=
=
con poche eccezioni
per alcune Province
solo a livello regionale
solo il numero dei corsi ed il numero dei giovani in OF coinvolti a livello regionale
tranne le scelte dei 17enni
47
48
Le Province che hanno aderito all’iniziativa della
Regione sono attualmente 7 (Bergamo, Cremona,
Lecco, Lodi, Milano, Sondrio e Varese). Sono orientate
alla condivisione dell’applicativo anche Como e Mantova mentre Pavia e Brescia non aderiscono avendo già
sviluppato propri applicativi ad hoc.
Ad oggi la Regione si è attivata con proprie risorse per
inserire i dati del materiale cartaceo di 4 province ed
ha provveduto ad alimentare l’area di datawarehouse
dopo un consistente lavoro di normalizzazione delle
basi dati delle restanti province.
Il modello di anagrafe prevede un flusso informativo
dalle scuole alle Province (via web) e da queste alla
Regione attraverso un applicativo rilasciato alle
stesse Province. Una volta a regime la base dati dell’applicativo alimenterà il datawarehouse regionale
dal quale sarà possibile ottenere strumenti per analisi multidimensionali e strumenti per la rappresentazione cartografica dei dati, entrambi utilizzabili
via web, attraverso un portale.
Lombardia
È disponibile un sito Internet dove le scuole possono
reperire la documentazione necessaria.
Sono stati inoltre costruiti due applicativi per l’interrogazione della banca dati sull’obbligo formativo. Lo
strumento CI.AO (Centri Impiego Azioni Orientative)
serve a favorire gli operatori dei Centri per l’Impiego
nella gestione delle azioni di orientamento, attraverso
l’interrogazione dell’anagrafe dell’obbligo formativo: è
infatti possibile individuare anagraficamente i soggetti in obbligo formativo fuori dai circuiti. L’applicativo
gestisce il monitoraggio di tutte le azioni intraprese
nei confronti di ogni singolo soggetto.
L’applicativo WEBI permette ad ogni operatore coinvolto nell’obbligo formativo di interrogare autonomamente la banca dati dell’obbligo formativo.
Stato di attuazione
Attualmente la Sovraintendenza agli studi elabora le
informazioni provenienti dalle istituzioni scolastiche
relative ai giovani in obbligo formativo e le invia all’Agenzia regionale del lavoro a maggio e ottobre di ogni
anno al fine di procedere al monitoraggio dei giovani
che hanno abbandonato o hanno manifestato l’intenzione di abbandonare gli studi.
L’anagrafe dell’obbligo formativo viene alimentata
dalle anagrafi dei tre differenti canali (scuola, formazione professionale, apprendistato) presso i quali
è possibile assolvere l’obbligo formativo, nonché dal
segmento che rileva le persone che contattano autonomamente i CPI e dalla Banca Dati Comuni, che
contiene attualmente le anagrafi comunali di Torino,
Collegno e Gugliasco, in attesa di disporre delle anagrafi di tutti i comuni.
Caratteristiche generali dei sistemi informativi
regionali per l’obbligo formativo
Valle d’Aosta
Piemonte
Regioni
Il modello del flusso informativo è stato concordato con i
soggetti coinvolti nell’attuazione dell’obbligo formativo:
Ufficio Scolastico per la Lombardia e Province.
Le attività per l’obbligo formativo vengono svolte prevalentemente dall’Agenzia regionale
del lavoro, la quale, tra l’altro,
coordina insieme alla Sovraintendenza agli studi i flussi
informativi.
Il Gruppo di lavoro interistituzionale S.I.Re.Na. (Sistema
Integrato Regionale-Nazionale)
costituito all'interno della Direzione regionale FP–Lavoro, ha
il compito di proporre e condurre iniziative legate alla
informatizzazione dei sistemi,
con riferimento anche alla realizzazione dell’Anagrafe Regionale dei soggetti in obbligo
formativo.
Uffici o Gruppi di lavoro
a presidio dell’anagrafea
Schema relativo alla realizzazione delle anagrafi regionali e alla costruzione dei flussi di scambio dei dati sui giovani in obbligo
49
La banca dati è situata presso l’Ufficio informatica
socio-demografica. Alla banca dati affluiscono le
informazioni contenute nei due archivi ASIS (scuole
di carattere generale) e BSIS (scuole di formazione
professionale) nonché i dati in possesso dell’Ufficio
apprendistato e maestro artigiano, dello stesso Ufficio informatica (per l’anagrafe dei residenti) e dell’Ufficio del lavoro.
Le scuole ed i CFP sono stati dotati di un foglio elettronico sul quale registrare i dati relativi ai giovani
in età d’obbligo. La Sovrintendenza scolastica e il
Servizio Addestramento e FP hanno così raccolto i
dati di rispettiva competenza. I due uffici hanno
inoltre redatto una nota congiunta che ricorda gli
adempimenti delle singole strutture scolastiche e
formative e fornisce precise disposizioni sulle modalità di comunicazione di eventuali ritiri.
La struttura dell’anagrafe è stata progettata per interagire con il Sistema Informativo Lavoro, che utilizza tecnologie compatibili.
Il completamento del SIL regionale con la completa
operatività nei 42 Centri per l’Impiego del sistema
Netlabor 4 ha visto l’avvio del sistema per sei province mentre nella settima è in atto l’installazione
del sistema. Il completamento e la messa a regime
PA Trento
Veneto
Caratteristiche generali dei sistemi informativi
regionali per l’obbligo formativo
PA Bolzano
Regioni
La rilevazione è stata avviata nell’anno 2001 entro i
tempi previsti dall’Intesa interistituzionale. Anche se
qualche difficoltà, imputabile all’inadeguatezza degli
strumenti informatici in dotazione di alcune scuole, ha
rallentato l’acquisizione delle informazioni, si è
comunque pervenuti al una pressoché completa rilevazione dei dati.
Non è ancora stato risolto il problema del mancato
riscontro tra anagrafe dei residenti e anagrafe scolastica, che rischia di far sfuggire alla registrazione i ragazzi che frequentano scuole extra provinciali.
Periodicamente vengono raccolti i dati anagrafici dei
giovani ed aggiunte altre informazioni: dati delle scuole, dati anagrafici, dati sulla situazione del giovane.
Stato di attuazione
Il Protocollo d’intesa interistituzionale del luglio 2001 attribuisce alla Regione, d’intesa con
l’Ufficio Scolastico Regionale, il
compito di individuare criteri
univoci e predisporre gli strumenti informatici (software) per
la raccolta delle informazioni.
L’archivio centrale, che non
riguarda specificamente i giovani in obbligo ma tutti gli allievi
di scuola e formazione professionale, è gestito dal Servizio
Istruzione. Il Servizio Addestramento e Formazione Professionale ha il compito di disciplinare la raccolta ed elaborazione
dei dati sugli allievi della formazione professionale e gestire
il loro trasferimento ai soggetti
preposti all’obbligo nonché di
seguire la trasmissione ai CPI
dei dati sui giovani che abbandonano il percorso formativo.
La creazione e gestione dell’anagrafe è compito dell’Ufficio
provinciale informatica sociodemografica.
Uffici o Gruppi di lavoro
a presidio dell’anagrafea
Schema relativo alla realizzazione delle anagrafi regionali e alla costruzione dei flussi di scambio dei dati sui giovani in obbligo - segue
50
Friuli Venezia Giulia
Regioni
È tuttora in corso il processo di trasferimento dei
dati e della gestione alle singole Province sulla base
delle specifiche competenze territoriali. Tale trasferimento sarà completato entro l'anno in corso.
dell’intero Sistema Informativo Lavoro è ora previsto
per il primo semestre 2003.
Caratteristiche generali dei sistemi informativi
regionali per l’obbligo formativo
Attualmente, il sistema informatico regionale ha realizzato un data base di tutti i giovani iscritti alle scuole
regionali e interessati all'obbligo formativo. Per ora
comprende i dati degli iscritti all'inizio dell'anno scolastico, ma potrà essere aggiornato tramite una procedura web attualmente in fase di definizione.
In attesa di far transitare i dati via web, per quest’anno la rilevazione utilizza sistemi automatici di lettura
delle informazioni evitando alle scuole l’onere dell’inserimento manuale dei dati. Attraverso lo strumento
informatico denominato AROF 2002, costruito su
access, le scuole possono estrarre automaticamente i
dati dai sistemi informativi da loro utilizzati (Argo,
Axios, Sissi.). Questi dati vengono importati in automatico e controllati attraverso un sistema informatizzato,
integrando con poche operazioni i dati mancanti.
I dati rilevati sono resi disponibili, ai soggetti istituzionalmente competenti, attraverso la loro pubblicazione in rete, alla quale è possibile accedere attraverso un collegamento protetto da password.
Stato di attuazione
La gestione dell’anagrafe regionale e dei flussi informativi
compete all’Agenzia regionale
per l’Impiego.
Tuttavia, dal 1° luglio 2002
l'attività relativa all'obbligo
formativo rientra nelle funzioni
che, in base alla Legge Regionale 3/02, sono state trasferite
dall'Agenzia regionale per l'impiego alle province. Saranno
pertanto queste ultime a dovere gestire l'applicazione della
normativa relativa all'obbligo
formativo.
La concreta realizzazione dell’Anagrafe è affidata all’Ente
Strumentale della Regione per
le problematiche del lavoro
“Veneto Lavoro”.
Uffici o Gruppi di lavoro
a presidio dell’anagrafea
Schema relativo alla realizzazione delle anagrafi regionali e alla costruzione dei flussi di scambio dei dati sui giovani in obbligo - segue
51
Regione, Province e Ufficio Regionale Scolastico collaborano alla costituzione e gestione dell'anagrafe
regionale e sono a tal fine in procinto di stipulare un
accordo per favorire lo scambio dei dati tra le istituzioni e gli enti d'istruzione nonché per la comunicazione delle informazioni utili alla programmazione e
monitoraggio degli interventi.
La Liguria, che ha aderito alla circolare del MIUR
80/2001, si impegna a fornire le integrazioni, anche
finanziarie, per l'acquisizione e la realizzazione di un
software per l'automazione delle funzioni prevedendo
l'installazione, la personalizzazione, una prima assistenza ed una adeguata formazione.
La Regione metterà a disposizione un sito internet
con accesso riservato attraverso il quale gli attori
istituzionali possano accedere ai dati raccolti.
Infine Regioni, Province e Ufficio Regionale Scolastico si impegnano a realizzare gli opportuni incroci con
le anagrafi dei comuni e dei servizi per l'impiego.
In alcune Province l’anagrafe è gestita dai Centri per
l’Impiego mentre per altre rientra nelle competenze
degli Assessorati della Scuola, della Formazione Professionale, del Lavoro. Per ottimizzare la realizzazione e la gestione dell’Anagrafe, si sono, in alcune Province, costituite reti tra i soggetti coinvolti nell’implementazione.
Emilia - Romagna
Caratteristiche generali dei sistemi informativi
regionali per l’obbligo formativo
Liguria
Regioni
In questa fase sembra che ci si trovi di fronte ad una
situazione “intermedia”, ovvero si constata come siano
state intraprese importanti azioni nonostante il percorso non sia ancora del tutto compiuto: in alcune Province, infatti, si riscontrano problemi legati alle relazioni
con Scuole e Centri per l’Impiego, in altre si registrano
iniziative mirate, come nel caso delle attività avviate
dalla Provincia di Bologna dove si sta sperimentando
l’implementazione di un osservatorio sulla scolarità.
Il software predisposto dalla Regione è stato messo a
disposizione delle Province che raccolgono i dati presso le singole scuole avvalendosi della propria rete di
Centri per l’Impiego.
Stato di attuazione
La realizzazione dell'anagrafe
dei soggetti ad obbligo formativo e la sua messa a regime
era già stata assegnata al
Sistema Informativo della Direzione Generale.
È stato istituito, per le disposizioni relative all’anagrafe, un
sottogruppo del gruppo di
lavoro istituzionale (Regione,
Province, MIUR) incaricato di
seguire l’attuazione dell’obbligo
formativo.
Uffici o Gruppi di lavoro
a presidio dell’anagrafea
Schema relativo alla realizzazione delle anagrafi regionali e alla costruzione dei flussi di scambio dei dati sui giovani in obbligo - segue
52
Toscana
Regioni
Il modello di anagrafe attuato in Toscana è strutturato come segue: i dati sono forniti dalle scuole che
li inviano solo due volte l'anno verso gli Osservatori
Scolastici Provinciali: la scuola invia l'archivio della
popolazione scolastica in un'unica soluzione evitando qualsiasi operazione di digitazione o successive
trasmissioni dati ad altri enti o verso chi ne faccia
richiesta.
Una volta a regime, l'Osservatorio consentirà un
monitoraggio costante ed in tempo reale dello stato
di attuazione dell'obbligo, in quanto attraverso la
banca dati costituita sarà possibile in ogni momento verificare la situazione formativa di tutti i minori
soggetti ad obbligo, compresi i loro eventuali
abbandoni o passaggi tra sistemi.
La Regione Toscana ha individuato, in sintonia con
l'Ufficio Scolastico Regionale, SISSI ed AXIOS come
software su cui le scuole dovranno fornire i dati agli
OSP. La Regione intende fornire gratuitamente l'ultima versione di AXIOS (compreso un anno di assistenza tecnica) alle istituzioni scolastiche attualmente
in possesso di vecchie versioni ed incoraggiare le
scuole che hanno programmi diversi rispetto agli
standard stabiliti ad usare SISSI fornendo loro l'opportuna assistenza tecnica.
Caratteristiche generali dei sistemi informativi
regionali per l’obbligo formativo
Un software, installato presso gli Osservatori Scolastici Provinciali, permette l’estrazione dei dati della
popolazione scolastica in età d’obbligo dai database
dei singoli istituti. I dati vengono successivamente
inviati ai CPI, alle scuole, al Ministero, alla Regione,
alle Province, ai Comuni, alla Direzione Scolastica
Regionale.
Le anagrafi provinciali delle Amministrazioni Provinciali di Arezzo e Massa Carrara non sono ancora a regime. La provincia di Firenze ha deciso di sperimentare
uno specifico programma, in collaborazione con la Provincia di Siena, grazie ai dati provenienti dagli istituti
scolastici e riguardanti le scelte fatte dai ragazzi
durante l’anno ed alimentato dai dati dei giovani in
uscita dal canale dell’istruzione, dalle registrazioni
delle agenzie formative che gestiscono i corsi biennali
di formazione ed i moduli di formazione esterna per gli
apprendisti e gli operatori dell’orientamento dei Centri
per l’Impiego.
Per le liste relative alle scelte effettive dell’anno scolastico 2000-2001 la Provincia di Firenze ha raggiunto
una percentuale di risposta del 100%.
La rilevazione dei dati statistici nella provincia di Grosseto compete al Centro per l'Impiego.
Stato di attuazione
Il Servizio Educazione - Istruzione realizza l’attività di coordinamento dell’anagrafe provinciale.
Uffici o Gruppi di lavoro
a presidio dell’anagrafea
Schema relativo alla realizzazione delle anagrafi regionali e alla costruzione dei flussi di scambio dei dati sui giovani in obbligo - segue
53
Umbria
Regioni
È stato sottoscritto un Protocollo di intesa tra
Regione Umbria, Ufficio Scolastico Regionale, le due
province, Agenzia Umbria Lavoro per l'istituzione del
Sistema Informativo Regionale dell'Obbligo Scolastico e Formativo (SIROSF).
Il Protocollo dall'inizio dell'anno scolastico
2002/2003 prevede l'integrazione nel SIL dei dati
dell'obbligo formativo acquisiti periodicamente dalle
scuole, dai CFP, dalle agenzie formative e integrati
con i dati presenti in Net-Labor.
Il sistema SIROSF prevede la condivisione e l'integrazione dei microdati, gestiti su base provinciale, a
In particolare il protocollo si articola nel seguente
modo:
Le Amministrazioni Provinciali forniscono alle scuole un software con il quale i dati dall’archivio Open
Sissi di ogni scuola possono essere trasmessi tramite Internet alle rispettive Amministrazioni provinciali. I dati saranno accentrati presso le Amministrazioni Provinciali di competenza e successivamente utilizzati dai CPI. I dati saranno riportati ad unità presso l’Agenzia Umbria Lavoro che fungerà da snodo fra
le Amministrazioni Provinciali per la mobilità scolastica e professionale extraprovinciale.livello regionale fornendo la base di dati necessaria all'integrazione fra scuola, formazione, lavoro a garanzia del successo formativo.
Caratteristiche generali dei sistemi informativi
regionali per l’obbligo formativo
In attesa della operatività di SIROSF, il sistema di anagrafe è portato avanti separatamente dalle due Province. È continuata nella Provincia di Perugia la raccolta
delle informazioni: le istituzioni scolastiche e i CFP
hanno inviato i dati prelevati dal proprio sistema informativo tramite rete Internet. I dati relativi ai giovani
in apprendistato sono stati prelevati dal software NetLabor. Tutti i dati acquisiti sono confluiti nel software
sviluppato dalla Provincia di Perugia che consentirà di
gestire la banca dati, gli interventi dei CPI nei confronti dei giovani contattati e monitorare i percorsi.
Per quanto riguarda l’anno scolastico 2001/2002, in
seguito all’adesione della Direzione Scolastica Regionale dell’Umbria al programma OpenSissi e alla Circolare n.
80/01, la Provincia di Terni, per non creare sovrapposizioni nell’invio delle informazioni non ha attivato le
procedure utilizzate negli anni scorsi per la loro acquisizione, in attesa di poter scaricare le informazioni
attraverso il sito Internet del MIUR.
Tuttavia la Provincia di Terni segnala che nel mese giugno 2002 le informazioni suddette non sono ancora
totalmente disponibili.
Stato di attuazione
La Regione Umbria ha affidato
all’Agenzia Umbria Lavoro l’incarico di elaborare un sistema
unico di collegamento tra le
due anagrafi provinciali di
Terni e Perugia che possa interfacciarsi con il sistema Sissi.
L’Agenzia ha istituito un Gruppo di lavoro al quale partecipano i referenti per l’Anagrafe
delle due province e della Direzione Scolastica Regionale, con
lo scopo di elaborare un protocollo d’intesa per l’istituzione
dell’Anagrafe.
Uffici o Gruppi di lavoro
a presidio dell’anagrafea
Schema relativo alla realizzazione delle anagrafi regionali e alla costruzione dei flussi di scambio dei dati sui giovani in obbligo - segue
54
Nel dicembre 2000 la Regione aveva approvato il
progetto ASOF (Progetto Anagrafe Scolastica dell’Obbligo Formativo) per la realizzazione e la gestione
telematica dell'anagrafe scolastica regionale avviando la realizzazione di un sistema integrato tra Scuola, Lavoro, Formazione Professionale, Enti locali, con
l'intenzione di costituire un elenco anagrafico centrale posto in collegamento con gli Istituti scolastici, i Centri di formazione e i CPI.
Regione, Province e Provveditorati agli Studi stanno
avviando intese al fine di procedere alla costruzione
dell’anagrafe regionale e risolvere le persistenti criticità dei sistemi informativi Net Labor (Ministero
del lavoro) e SISSI (Ministero dell’Istruzione).
Il sistema fa affidamento sia sul Sistema Informativo Regionale (SIR) sia sul Sistema Informativo
Apprendistato (SIA). Il SIR prevede connessioni con
i centri nevralgici quali Provincia, Scuola e CPI.
Lazio
(informazioni
aggiornate al Rapporto
di monitoraggio del
secondo semestre 2001)
Abruzzo
Caratteristiche generali dei sistemi informativi
regionali per l’obbligo formativo
Marche
Regioni
Gli istituti scolastici della Regione comunicano (tramite il modulo OpenSissi del pacchetto SISSI) alla Direzione Scolastica Regionale, i dati anagrafici dei ragazzi. L’Ufficio Scolastico Regionale trasmette i dati, per
posta elettronica, all’Ente Abruzzo Lavoro. Le Agenzie
Formative, tramite un software di raccolta dati inviano
i file direttamente ad Abruzzo Lavoro per posta elettronica. I CPI, per la raccolta di informazioni sui giovani
in apprendistato, inviano, utilizzando un apposito
software (in linguaggio DBMS), i file dati relativi alle
Attualmente le amministrazioni provinciali stanno raccogliendo i dati sui giovani in obbligo presso le scuole o i Provveditorati, sia su carta che su supporto informatico.
Il flusso dei dati sui giovani in obbligo non è stato, per
il periodo considerato, regolare. Pertanto ogni Provincia si è organizzata con un proprio archivio complementare al fine di poter pianificare la propria attività
ed essere in grado di contattare i giovani in obbligo.
Stato di attuazione
Al Servizio Coordinamento Centri per l’Impiego attiene la Predisposizione
dell’Anagrafe
regionale e il coordinamento
dei flussi informativi.
All’Ente “Abruzzo Lavoro” sono
state affidate le attività di
gestione dell’Anagrafe e di
monitoraggio dell’Obbligo Formativo.
La Regione Marche ha costituito un coordinamento non formalizzato tra i vari enti coinvolti: il Servizio Lavoro e Formazione Professionale e l'Ufficio Istruzione della Regione; la
Direzione scolastica regionale e
le Istituzioni scolastiche; le
amministrazioni provinciali ed
i centri dell'impiego; i centri di
formazione; gli enti locali, in
particolare gli uffici anagrafici
comunali. A seguito della delega, ogni Provincia presenta
proprie modalità di organizzazione per l’attivazione della
rete territoriale.
Uffici o Gruppi di lavoro
a presidio dell’anagrafea
Schema relativo alla realizzazione delle anagrafi regionali e alla costruzione dei flussi di scambio dei dati sui giovani in obbligo - segue
55
Molise
Regioni
Il protocollo d’intesa sottoscritto per l’attuazione
dell’obbligo formativo dalla Regione, le amministrazioni provinciali di Campobasso ed Isernia, la Direzione dell’Ufficio Scolastico Regionale prevede che la
Regione Molise e l'Ufficio Scolastico Regionale individuino i criteri e predispongano gli strumenti informatici (software) per la raccolta dei dati e delle
informazioni relative agli allievi in obbligo.
Le Istituzioni scolastiche comunicheranno i dati anagrafici completi degli studenti in età di obbligo formativo al sistema informatico del MIUR. La Regione
raccoglierà i dati dal sistema informatico del MIUR ed
attiverà un proprio programma per la loro gestione. I
dati, se necessario controllati dalla Regione con le
singole scuole, saranno distribuiti tramite il SIL ai
Centri per l'impiego competenti per territorio.
Per garantire la corretta trasmissione dei dati e l'assistenza tecnica necessaria, il protocollo prevede che
le Amministrazioni provinciali individuino un referente locale presso i servizi per l'impiego decentrati
e che le Istituzioni scolastiche autonome individuino un referente d'istituto per la gestione e la trasmissione dei dati.
Caratteristiche generali dei sistemi informativi
regionali per l’obbligo formativo
In via provvisoria la Regione aveva invitato le singole
scuole ad inviare i dati presso i CPI competenti per territorio.
Per il periodo considerato non si è riusciti ancora ad
ottenere una fattiva collaborazione da parte delle scuole
della regione. Infatti dai dati raccolti dal sistema informatico del MIUR, al quale la Regione e le Province aderiscono per la costituzione dell’anagrafe stessa, risulta
che pochissimi istituti hanno provveduto a comunicare i
dati richiesti. L’inconveniente andrà risolto con la messa
in atto del predetto accordo che prevede una reale collaborazione delle parti interessate.
assunzioni e agli abbandoni in apprendistato. Abruzzo
Lavoro provvede alla organizzazione dei dati e alla loro
tempestiva distribuzione all’Ufficio Scolastico Regionale, alla Regione, alle Province, ai CPI, organizzati sulla
base dell’area di residenza del giovane.
Stato di attuazione
Il protocollo di intesa ha istituito un gruppo paritetico di
monitoraggio, atto a sovrintendere all’attuazione di tale
accordo, composto da rappresentanti della Regione, dell'Ufficio Scolastico Regionale e
delle Amministrazioni Provinciali.
La Regione Molise si avvarrà
del supporto tecnico gestionale dell’Agenzia Molise Lavoro.
Uffici o Gruppi di lavoro
a presidio dell’anagrafea
Schema relativo alla realizzazione delle anagrafi regionali e alla costruzione dei flussi di scambio dei dati sui giovani in obbligo - segue
56
In attesa dell’attuazione complessiva del sistema informativo, al fine di consentire l’immediata individuazione dei giovani che abbandonano la scuola, saranno
coinvolte direttamente le scuole per l’individuazione
dei soggetti che registrano un periodo di assenze continuative ingiustificate di 30 giorni, anche avvalendosi di comunicazioni tramite fax, e-mail e posta.
È stata realizzata una griglia di acquisizione delle
informazioni utili alla creazione dell’anagrafe regionale. Tale griglia, disponibile sul portale “Basilicatanet”, è suddivisa in quattro sezioni e richiede il caricamento dei dati a cura delle amministrazioni comunali, delle scuole, dei CPI, della Regione, delle Province e dei soggetti attuatori di percorsi formativi
frequentati da giovani in età di obbligo formativo.
Basilicata
(informazioni
aggiornate al Rapporto
di monitoraggio
del secondo
semestre 2001)
Parallelamente all’avanzamento del sistema di anagrafe regionale, è stato realizzato dalla Provincia di Napoli il progetto denominato “On-Off”, che prevedeva, tra
l’altro, la creazione dell’anagrafe dei CPI della Provincia di Napoli. A conclusione della prima fase dell’intervento (giugno 2002) i nominativi presenti nelle anagrafi erano 3.530.
Il software di raccolta ed elaborazione dati DOFI è
stato distribuito alle amministrazioni provinciali. Sono
stati programmati, d’intesa con l’Ufficio Scolastico
Regionale e le Amministrazioni provinciali, incontri
con i CSA, i dirigenti scolastici ed i CPI di ogni provincia per distribuire DOFI e socializzarne le caratteristiche di funzionamento a tutti gli attori di sistema.
Stato di attuazione
È stato messo a disposizione delle scuole un applicativo per la raccolta dei dati e la loro diffusione in rete.
È stato realizzato dal CRMPA (Centro di Ricerca in
Matematica Pura ed Applicata) dell’Università di
Salerno un software chiamato DOFI (Database Obbligo Formativo per gli Istituti), per la rilevazione e
gestione dei dati anagrafici degli studenti.
Caratteristiche generali dei sistemi informativi
regionali per l’obbligo formativo
Puglia
(informazioni
aggiornate
al 10.12.2001)
Campania
Regioni
Gruppo tecnico per l’anagrafe
(con Regione, Ufficio Scolastico Regionale e EDS).
Le iniziative regionali inerenti
l’obbligo formativo vengono
realizzate dal Settore Orientamento Professionale e dal settore Formazione Professionale con
il coinvolgimento del Settore
Istruzione e Cultura e dei Settori Tecnici Amministrativi Provinciali di Avellino, Benevento,
Caserta, Napoli e Salerno.
Uffici o Gruppi di lavoro
a presidio dell’anagrafea
Schema relativo alla realizzazione delle anagrafi regionali e alla costruzione dei flussi di scambio dei dati sui giovani in obbligo
57
La mancata realizzazione dell’anagrafe regionale è
dovuta alla non attuazione della riforma del collocamento ed istituzione dei Servizi per l’Impiego.
Sardegna
Stato di attuazione
La Direzione Scolastica Regionale ha aderito formalmente alla proposta tecnica del Ministero dell’Istruzione e sono stati fino ad ora raccolti il 55% dei dati.
Caratteristiche generali dei sistemi informativi
regionali per l’obbligo formativo
Sicilia
(informazioni
aggiornate
al 10.12.2001)
Calabria
Regioni
Il compito di creare un apposito sistema informativo collegato ai Centri per l’Impiego ed
all’amministrazione scolastica
periferica è attribuito ad una
apposita unità operativa, istituita presso la struttura della
Formazione Professionale della
Regione, che dovrà operare in
collaborazione con la cabina di
regia incaricata del monitoraggio qualitativo e quantitativo
dell’obbligo formativo.
Uffici o Gruppi di lavoro
a presidio dell’anagrafea
Schema relativo alla realizzazione delle anagrafi regionali e alla costruzione dei flussi di scambio dei dati sui giovani in obbligo
3 • I SERVIZI TERRITORIALI PER L’OBBLIGO FORMATIVO
A conclusione del triennio di progressiva attuazione delle norme sull’obbligo formativo, il sistema si presenta nel suo complesso decisamente variegato sia per quel che concerne la capacità di intervento sull’utenza, sia per quanto riguarda la dimensione territoriale.
Il processo di crescita dell’impianto organizzativo ha dovuto certamente confrontarsi, come è
stato più volte sottolineato, con problematiche connesse al forte livello di innovazione imposto
dalla normativa, alla pluralità di attori coinvolti, alle diverse modalità gestionali dei sistemi di
formazione e lavoro presenti nelle aree territoriali.
Da un punto di vista qualitativo, il panorama che emerge dalle informazioni attualmente disponibili risulta in evoluzione rispetto al passato, ma non del tutto a regime ed una parte dei giovani, anche consistente in alcune ripartizioni territoriali, non può ancora fruire di alcuni dei servizi di accompagnamento previsti.
Non mancano tuttavia alcuni elementi di particolare rilievo, come la capacità di alcuni Centri
di raggiungere un elevato numero di utenti e di favorirne il reingresso in attività di formazione
o di apprendistato.
Le attività dei Cpi per l’obbligo formativo sono state analizzate1 in riferimento a tre dimensioni:
• quella di tipo informativo, riferita alla trasmissione dei dati e dunque alla possibilità, per le
strutture territoriali, di disporre di informazioni complete ed aggiornate in base alla quale
programmare e realizzare gli interventi con l’utenza;
• quella di tipo organizzativo, rispetto alla quale sono stati approfonditi i temi della presenza
delle risorse umane e dei servizi di tutoraggio, che rappresentano una delle innovazioni più
significative introdotte con l’emanazione dell’art. 68;
• quella relativa ai risultati, mediante la quale sono stati posti in evidenza i punti di forza e di
debolezza dell’azione dei Cpi sul territorio.
3.1 • LA DIMENSIONE INFORMATIVA
Nell’ambito dei processi organizzativi necessari ai Centri per l’impiego per rispondere ai bisogni espressi dai giovani in obbligo formativo, l’accesso all’informazione e la fruibilità dei dati
acquisiti rappresentano elementi fondamentali per la progettazione e la messa in atto degli
interventi.
Su tali aspetti si sono pertanto concentrati già dall’inizio tutti gli attori istituzionali preposti a
garantire l’efficienza e l’efficacia di tale dimensione. Regioni, Province, Ministero dell’Istruzione ed Istituti scolastici hanno attivato processi, non di rado differenziati in sede locale, per
consentire agli operatori dei Centri di conoscere l’utenza sulla quale intervenire2.
Dopo una prima fase in cui la trasmissione dei dati è risultata particolarmente difficoltosa e frequentemente anche confusa, il sistema ha avviato un processo di organizzazione che pro1 I dati utilizzati in questo capitolo derivano dai Rapporti sull’obbligo formativo inviati dalle Regioni (aggiornati a giugno 2002) e dal Rapporto di monitoraggio sui Cpi 2002 realizzato dall’Area Mercato del Lavoro dell’Isfol.
2 Sugli aspetti relativi ai flussi di informazione si veda anche il capitolo 2 sullo “Stato di attuazione delle anagrafi regionali dei giovani in obbligo formativo”
58
gressivamente sta assicurando ai Centri la disponibilità delle informazioni necessarie. Al
miglioramento dei risultati di tale processo ha naturalmente contribuito il tempo, che ha consentito di affinare i percorsi intrapresi, ma ha senza dubbio dato un significativo apporto la crescente numerosità di accordi a livello istituzionale avvenuti in sede locale (ad esempio fra
Regioni ed Uffici Scolastici; fra Regioni e Comuni), che hanno snellito le procedure e migliorato la qualità dei dati.
Si tratta tuttavia di un percorso evolutivo che ancora deve concludersi e che, soprattutto in
alcune aree territoriali, presenta margini di miglioramento ancora particolarmente ampi.
La necessità di un ulteriore investimento in questo ambito, si rileva anche dall’osservazione
dei dati raccolti in questa indagine. Essi, infatti, mettono in evidenza un panorama ancora
estremamente differenziato e piuttosto distante da una situazione ottimale.
La successiva tabella III.1 consente di verificare che, a livello nazionale, solo poco più della
metà dei Centri ha ricevuto gli elenchi dei giovani. Ciò vuol dire che solo 1 Centro per l’impiego su 2 ha potuto organizzare la propria attività sui giovani disponendo di un’indicazione ufficiale del bacino di utenza rispetto al quale attivare le attività di informazione, orientamento e
tutorato.
Il quadro appena descritto diviene complessivamente ancor meno favorevole se vengono
prese in considerazione le variabili:
• fonti di acquisizione dei dati e la loro numerosità;
• ripartizione territoriale di riferimento.
Per quel che concerne le fonti, una prima osservazione può essere realizzata in riferimento alla
loro numerosità. Nella distribuzione dei dati, infatti, si può notare che vi è una percentuale di
Centri, certamente non molto ampia, che ha ricevuto i dati da una pluralità di fonti. In linea
generale si tratta di un doppio canale informativo, perlopiù Scuole e Province e difficilmente i
dati derivano da tre o più fonti. È certamente difficile dire se si tratta di una duplicazione delle
informazioni o piuttosto di una modalità per integrare dati mancanti a seguito del primo invio,
ma è realistico pensare che, in entrambi casi, questo rappresenti ancora un elemento di
distorsione nella trasmissione delle informazioni.
Ancora in relazione alle fonti va notato il dato relativo al Centro Italia, area in cui questo fenomeno dei canali multipli di informazione risulta essere particolarmente evidente, tanto da raggiungere una quota percentuale (20,2%) doppia rispetto al valore medio nazionale. All’opposto, la ripartizione nord-orientale mostra valori di segno contrario, attestandosi appena al
5,2%, ovvero un valore pari alla metà di quello nazionale.
Per quel che riguarda la ricezione da parte di un’unica fonte, infine, va notato che in un’ampia
maggioranza di casi questa è costituita dalle Scuole (66,5%) e successivamente dalle Province (22,3%).
59
Tab. III.1 - Centri per l’impiego che hanno ricevuto gli elenchi dei giovani in obbligo formativo,
per ripartizione territoriale (Val.%)
Ripartizione territoriale
Nord-Ovest
Si, da un un’unica fonte
Si, da più fonti
No
Non risponde
Totale
Nord-Est
Centro
Italia
Sud
53,6
68,7
37,2
28,4
44,2
9,6
5,2
20,2
9,3
10,4
33,3
25,2
12,8
50,0
34,3
3,5
0,9
29,8
12,3
11,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Fonte: ISFOL, Monitoraggio dei Cpi 2002
Il secondo aspetto rilevante da considerare per la lettura dei dati sulla disponibilità delle informazioni riguarda, come detto, la ripartizione territoriale. Già alcune differenze territoriali sono
state notate per quel che riguarda la pluralità delle fonti, ma le indicazioni più importanti si riferiscono alla questione della disponibilità stessa dei dati.
Ai due estremi opposti della distribuzione troviamo il Nord-Est ed il Sud, che esprimono la
massima differenza di performance del sistema informativo: se nel primo caso siamo di fronte ad una situazione che per quel che concerne la dimensione dello scambio appare oramai
avviata verso una definitiva messa a regime, la ripartizione meridionale risulta invece essere
ancora lontana da un livello accettabile di trasmissione dei dati. Il totale dei Centri che al Sud
hanno ricevuto i dati sui giovani è, nella migliore delle ipotesi (ovvero considerando congiuntamente i valori relativi a una o più fonti) comunque inferiore al valore nazionale che indica la
quota di Cpi che hanno ricevuto i dati da un unico soggetto.
In aggiunta alla dimensione quantitativa, che permette di considerare il volume dello scambio
di dati fra gli organismi coinvolti in tale funzione, è ovviamente necessario analizzare anche la
dimensione qualitativa, espressione della capacità del sistema di conoscere le caratteristiche
dell’utenza rispetto al quale avviare le azioni di sostegno ed accompagnamento.
La successiva tabella III.2 mette in evidenza la valutazione che i Centri per l’impiego, ovvero
i fruitori dell’informazione, hanno fornito rispetto alla qualità degli elenchi pervenuti sui giovani in obbligo formativo.
Il risultato complessivo che emerge appare poco soddisfacente se si considera che a livello
nazionale solo il 18,6% dei Centri giudica come completi gli elenchi ricevuti. Tale quota percentuale, è comunque calcolata sul totale dei Centri e dunque produce una sottostima del
dato valutativo: se infatti si fa riferimento esclusivamente al numero dei Centri che hanno ricevuto gli elenchi, la quota di coloro che valutano positivamente le informazioni ottenute cresce
fino a raggiungere il 35,1%, valore ancora non soddisfacente, ma che comunque limita il livello di criticità espresso.
A livello territoriale la distribuzione dei valori si presenta complessivamente in modo poco
lineare, mettendo in luce criticità che sembrano specificamente localizzate e che riconfermano ancora una volta le considerazioni, più volte effettuate nelle analisi sull’obbligo formativo,
di una grande variabilità territoriale.
60
Tab. III.2 - Centri per l’impiego per valutazione espressa sulla qualità degli elenchi dei giovani in
obbligo formativo, per ripartizione territoriale (Val.%)
Ripartizione territoriale
Nord-Ovest
Nord-Est
Centro
Italia
Sud
Completi
17,5
33,9
28,7
5,9
18,6
Incompleti
21,1
23,5
35,2
25,2
25,6
Del tutto carenti
20,2
6,1
0,0
7,4
8,7
Non pervenuti/N.R.
Totale
41,2
36,5
36,1
61,7
47,1
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Fonte: ISFOL, Monitoraggio dei Cpi 2002
Se infatti la sola ripartizione nord-orientale mostra livelli qualitativi superiori alla media nazionale, nelle altre aree prevalgono elementi critici caratteristici, quali la forte carenza informativa degli elenchi nel Nord-Ovest (20,2%; + 11,5% rispetto al valore medio nazionale), l’evidente
incompletezza degli elenchi nel Centro (35,2%; + 9,6%), la elevata assenza di informazioni,
peraltro già precedentemente analizzata, nel Sud (61,7%; + 14,6%).
L’ultimo aspetto considerato relativamente al flusso di informazioni verso i Centri per l’impiego
riguarda l’acquisizione dei dati sui giovani iscritti nell’anno 2001-20023, ovvero di quelle informazioni necessarie per attivare gli interventi fin dalla fase iniziale dell’anno scolastico e formativo 2002-2003.
Come per i due precedenti aspetti considerati (la disponibilità degli elenchi e la valutazione
della loro qualità), anche in questo caso il quadro che emerge dall’analisi dei dati risulta essere poco confortante. Solo all’interno delle regioni centrali si registra la presenza di una quota
di Centri che, nel periodo di riferimento, dichiaravano di aver avviato la raccolta delle informazioni. Per tutte le altre, al contrario, risulta che 6 Centri su 10 non avevano attivato tale processo, trovandosi, di fatto, in una condizione di ritardo non solo nei confronti dei dispositivi
normativi, ma da un punto di vista operativo soprattutto nei confronti della programmazione
degli interventi da realizzare e della conoscenza dell’utenza di riferimento rispetto alla quale
avviare le azioni di informazione ed accompagnamento.
È evidente che anche in questo caso è l’intero sistema preposto alla raccolta ed alla trasmissione delle informazioni ad essere coinvolto dalle considerazioni che riguardano la tempistica
dello scambio dei dati ed è opportuno sottolineare che anche la tempestività delle trasmissioni
è un fattore rilevante per la realizzabilità e la qualità degli interventi con i giovani usciti dal
sistema di istruzione/formazione o che sono a rischio di esclusione.
3 La rilevazione è stata effettuata nel periodo maggio-luglio 2002
61
Tab. III.3 - Centri per l’impiego che hanno avviato l’acquisizione dei dati sui giovani in obbligo
iscritti all’anno scolastico 2001-2002, per ripartizione territoriale (Val.%)
Ripartizione territoriale
Nord-Ovest
Nord-Est
Centro
Italia
Sud
Si
41,2
39,1
59,6
26,5
38,3
No
58,8
60,9
24,5
65,2
55,6
0,0
0,0
16,0
8,3
6,1
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Non risponde
Totale
Fonte: ISFOL, Monitoraggio dei Cpi 2002
3.2 • LA DIMENSIONE ORGANIZZATIVA
La disponibilità di risorse, in particolare di risorse umane qualificate, costituisce un ulteriore
determinante fattore di sviluppo delle attività per i giovani in obbligo formativo.
Come è stato più volte sottolineato, la funzione che i Centri per l’impiego sono chiamati ad
esplicare per accompagnare i giovani verso il successo formativo, si articola in una molteplicità di azioni che comunemente vengono riassunte nella definizione di compiti di informazione, orientamento e tutorato. Pur senza entrare nel merito di tali compiti, declinandoli dunque
nelle specifiche azioni in essi compresi, è opportuno ricordare due aspetti:
• che l’azione dei Centri per l’impiego ed in particolare quella dei tutor dell’obbligo formativo,
deve realizzarsi in un’ottica di rete, con una molteplicità di soggetti anche estranei all’universo formativo. La necessità di intessere una serie di relazioni con i soggetti significativi del
territorio deriva dall’esigenza che le azioni svolte per e con i giovani vengano condivise e
rese coerenti con tutte le altre svolte nella stessa area;
• che i compiti attribuiti ai Centri per l’impiego non devono avere solo un carattere compensatorio, ma anche una capacità di anticipazione rispetto alla possibile insorgenza o evoluzione del disagio scolastico. Per svolgere dunque l’attività di promozione del successo formativo, i Cpi devono intervenire sul territorio con modalità qualificate e relazionate con quelle degli altri attori. Il tutorato, in tutte le sue articolazioni, dalla individuazione dell’utenza al
monitoraggio dei percorsi, costituisce una concreta esemplificazione della necessità che
l’ottica di rete e la qualità dell’organizzazione siano elementi fondanti dell’azione con i giovani in obbligo formativo.
La complessità di dar luogo ad un’organizzazione funzionale (soprattutto tenendo presente
che le attribuzioni sul versante formativo rappresentano per queste strutture un elemento di
novità, essendo tradizionalmente orientate al lavoro) dotata di un organico appositamente e
specificamente formato, costituisce ancora oggi un elemento di riflessione e di progettazione
di idonee soluzioni4.
4 Sull’organizzazione delle strutture si veda il volume realizzato dall’Area Sistemi Formativi dell’Isfol: “L’intervento per
l’obbligo formativo nei Servizi per l’impiego – manuale operativo, ver. 2”; Isfol, Roma, aprile 2002. Della stessa Area
è stato pubblicato il “Manuale per il tutor dell’obbligo formativo”
62
Non stupisce, dunque, che alcune funzioni siano state realizzate solo a conclusione di un
periodo preparatorio e che dunque siano ancora in una fase di crescita.
Ciononostante appare abbastanza preoccupante che vi sia ancora una quota di Cpi (oltre un
terzo) all’interno dei quali non vi sono risorse destinate all’obbligo formativo.
Tab. III.4 - Centri per l’impiego per disponibilità di personale addetto a tempo pieno o parziale
all’obbligo formativo e ripartizione territoriale (Val.%)
Ripartizione territoriale
Nord-Ovest
Nord-Est
Centro
Italia
Sud
Nessuno
20,2
23,5
23,4
58,8
36,7
1
48,2
60,0
27,7
11,3
32,8
Più di 1
31,6
16,5
32,9
18,1
23,3
0,0
0,0
16,0
11,8
7,2
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Non risponde
Totale
Fonte: ISFOL, Monitoraggio dei Cpi 2002
La distribuzione dei dati mostra peraltro una forte variabilità territoriale, come viene anche
visualizzato nella successiva figura III.1 e fa rilevare una progressiva e pesante riduzione dei
Centri con personale addetto all’obbligo nel passaggio da Nord a Sud.
Fig. III.1: Composizione percentuale dei Centri per l’impiego per presenza/assenza
di personale dedicato all’obbligo formativo e ripartizione territoriale
100%
80%
60%
40%
20%
0%
Nord-Ovest Nord-Est
Centro
Presenza di personale
Sud
Italia
Assenza di personale
Fonte: ISFOL, Monitoraggio dei Cpi 2002
Ciò vuol dire, come è stato più volte sottolineato, che ancora oggi non si riesce ad assicurare
le stesse opportunità a tutti i giovani per i quali l’intervento dei Centri per l’impiego e dei tutor
dell’obbligo formativo potrebbe rappresentare una importante occasione non solo di recupero in termini di formazione, ma anche di inclusione sociale.
Occorre inoltre evidenziare che la variabilità delle risorse a livello locale diviene ancora maggiore andando oltre la considerazione della sola presenza/assenza di figure professionali spe-
63
cifiche per l’obbligo formativo. La tabella III.4, infatti, evidenzia che sono in misura molto maggiore i Centri che dispongono di una sola unità di personale, rispetto a quelli che invece possono giovarsi di più risorse.
Certamente, per una valutazione di profondità in merito al dimensionamento quantitativo delle
risorse necessarie, bisognerebbe raffrontare i dati con gli specifici bacini di utenza, ma resta
comunque realistico ipotizzare che difficilmente una sola persona possa far fronte alle esigenze poste da un’attuazione corretta ed efficace delle disposizioni sull’obbligo formativo.
Un’ulteriore, importante indicazione sulle performance dei Centri per l’impiego deriva dall’analisi dei dati relativi alla numerosità dei Cpi attivati sul territorio ed al personale impegnato
complessivamente, così come emerge dai rapporti regionali di monitoraggio.
La distribuzione dei valori, riportata nella successiva tabella III.5, viene purtroppo contrassegnata dalla mancanza di dati che ne riduce ovviamente il valore informativo. Ciò vale particolarmente per le Regioni meridionali rispetto alle quali le uniche considerazioni fondate sui valori quantitativi rilevati sui rapporti regionali possono essere realizzate relativamente al numero
di Centri per l’impiego presenti in Abruzzo e Campania. Nessuna informazione si ha invece
per questa area territoriale sul personale impegnato, o perché tale informazione non è stata
riportata o per l’assenza del rapporto di monitoraggio5.
Per quel che riguarda le altre Regioni, laddove si può fare un confronto fra i dati attuali e quelli del precedente monitoraggio, si nota un positivo incremento sia dei Centri, sia soprattutto
del personale impegnato che testimonia una realtà in crescita e che, sebbene non esente da
contraddizioni e carenze, comincia a mostrare un articolato radicamento sul territorio, particolarmente in alcune aree.
La tabella III.6 consente di individuare le variazioni numeriche relative alla presenza dei Centri per l’impiego e al personale impegnato fra l’ultimo monitoraggio (giugno 2002) ed il precedente (dicembre 2001).
5 Ulteriori informazioni sull’attivazione del servizio di tutorato possono essere rilevate più avanti, relativamente ai “Servizi prestati all’utenza”, in relazione ai dati rilevati mediante il Monitoraggio dei Centri per l’impiego
64
Tab. III.5 - Centri per l’Impiego attivati e personale impegnato, per Regione
Regioni
Centri per l'Impiego attivati
Personale impegnato
Piemonte
51
53
Valle d'Aosta
0
1
Lombardia (*)
22
36
Bolzano
21
40
Trento
12
6
Veneto
40
25
Non indicato
Non indicato
Liguria
12
49
Emilia - Romagna
38
64
Toscana
49
95
Umbria
5
15
Marche
13
25
Lazio
4
2
Abruzzo
14
Non indicato
Non indicato
Non indicato
Friuli Venezia Giulia
Molise
Campania
37
Non indicato
Puglia
Rapporto non fornito
Basilicata
Rapporto non fornito
Calabria
Rapporto non fornito
Sicilia
Sardegna
Rapporto non fornito
Non indicato
Non indicato
Fonte: Rapporti semestrali di monitoraggio al 30 Giugno 2002.
N.B.: Per un’analisi dettagliata dei dati si veda la sezione II parte prima
(*) 5 province su 11
65
Tab. III.6 - Variazioni del numero di Centri per l’impiego e del personale impegnato
fra giugno 2002 e dicembre 2001
Regioni
Centri per l’impiego attivati
Personale impegnato
+ 18
0
Piemonte
Valle d’Aosta
0
0
+4
+ 10
Trento
0
+2
Liguria
+2
+9
Emilia-Romagna
+2
0
Toscana
+4
+ 41
Umbria
0
+6
Bolzano
Fonte: Elaborazione Isfol sui dati dei Rapporti regionali
3.3 • I SERVIZI PRESTATI ALL’UTENZA
Nell’ambito dell’indagine sull’attività dei Centri per l’impiego, è stato possibile rilevare anche
la dimensione quantitativa dell’azione di queste strutture sui giovani di 15-17 anni. Tali azioni
vanno considerate come uno dei principali risultati dell’operato dei Cpi in relazione all’obbligo
formativo ed inoltre offrono in qualche misura la loro capacità di entrare in contatto con l’utenza e di favorirne il successo formativo.
Nelle tabelle che seguono è possibile osservare la distribuzione dei dati relativamente alle funzioni di informazione, orientamento e tutorato, ma anche in riferimento all’avviamento di una
parte dei giovani verso attività formative o di apprendistato.
La tabella III.7, in particolare, riporta i valori relativi alla capacità di performance dei Cpi per
quel che riguarda l’informazione sulle opportunità offerte dal territorio per reinserirsi con successo in un’attività fra quelle previste per l’assolvimento dell’obbligo formativo, mentre la tabella III.8 fa riferimento ai colloqui di orientamento realizzati.
Tab. III.7 - Centri per l’impiego per numero di colloqui di informazione realizzati
e ripartizione territoriale (Val.%)
Ripartizione territoriale
Nord-Ovest
Nord-Est
Centro
Italia
Sud
Nessuno
1,8
6,1
7,4
36,8
17,3
Fino a 50
16,7
29,6
18,1
5,9
15,6
5,1
Da 51 a 400
7,0
5,2
6,4
3,4
Oltre 400
21,9
11,3
0,0
0,0
7,2
Non risponde
52,6
47,8
68,1
53,9
54,8
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Totale
Fonte: ISFOL, Monitoraggio dei Cpi 2002
66
È evidente che anche tutti questi dati sui colloqui sono da mettere in relazione con la disponibilità di personale dedicato e questo spiega almeno in parte la percentuale particolarmente
elevata di mancate risposte. Queste ultime, dunque, vanno probabilmente reinterpretate come
mancata realizzazione delle attività di informazione e orientamento.
Tab. III.8 - Centri per l’impiego per numero di colloqui di orientamento realizzati
e ripartizione territoriale (Val.%)
Ripartizione territoriale
Nord-Ovest
Nord-Est
Centro
Italia
Sud
Nessuno
1,8
6,1
7,4
38,2
17,8
Fino a 50
23,7
29,6
22,3
5,4
17,6
1,8
11,3
5,3
1,5
4,4
Oltre 400
16,7
0,0
0,0
1,0
3,8
Non risponde
56,0
53,0
65,0
53,9
56,4
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Da 51 a 400
Totale
Fonte: ISFOL, Monitoraggio dei Cpi 2002
Sulla base di questa reinterpretazione si può affermare che il sistema risulta essere ancora in
rodaggio ed anche in questo caso in una condizione di forte diversificazione a livello locale.
Non deve tuttavia sfuggire che si può comunque rilevare in alcuni casi un’elevata capacità di
incontro con l’utenza. Ciò accade in misura maggiore per quel che concerne l’attività di informazione e tale tendenza risulta del tutto giustificata dal fatto che sul piano generale l’informazione precede logicamente e cronologicamente l’attività di orientamento.
Le tabelle III.9 e III.10 consentono di verificare quelli che possono configurarsi come indicatori di successo dei Centri per l’impiego. Si tratta infatti dell’indicazione relativa alla numerosità dei giovani che sono stati reinseriti in attività di istruzione/formazione o che sono stati
avviati in attività di apprendistato.
Tab. III.9 - Centri per l’impiego per numero di giovani inseriti in attività formative
e ripartizione territoriale (Val.%)
Ripartizione territoriale
Nord-Ovest
Nord-Est
Centro
Italia
Sud
Nessuno
1,8
6,1
18,1
39,2
20,1
Fino a 50
11,4
36,5
5,3
3,4
12,7
Oltre 50
Non risponde
Totale
9,6
5,2
4,3
0,0
4,2
77,2
52,2
72,3
57,4
63,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Fonte: ISFOL, Monitoraggio dei Cpi 2002
67
Tab. III.10 - Centri per l’impiego per numero di giovani inseriti in apprendistato
e ripartizione territoriale (Val.%)
Ripartizione territoriale
Nord-Ovest
Nessuno
Fino a 50
Oltre 50
Non risponde
Totale
Nord-Est
1,8
28,1
20,2
49,9
100,0
6,1
23,5
17,4
53,0
100,0
Centro
18,1
10,6
0,0
71,3
100,0
Italia
Sud
36,3
6,4
0,0
57,3
100,0
18,8
15,7
8,2
57,3
100,0
Fonte: ISFOL, Monitoraggio dei Cpi 2002
La lettura dei dati mette in luce in modo piuttosto evidente due aspetti: il primo di carattere più
generale, fa riferimento al maggiore appeal registrato dall’apprendistato fra i giovani contattati dai Centri per l’impiego rispetto ad altre attività formative fra le possibili opzioni dell’obbligo
ed è da mettere probabilmente in relazione al fatto che ai Cpi ricorrono prevalentemente giovani in cerca di lavoro; il secondo ribadisce la forte variabilità territoriale per quel che concerne i risultati del sistema.
Il canale dell’apprendistato è maggiormente scelto in tutte le aree territoriali e ciò riconferma
l’importanza di questo percorso come risorsa per l’inclusione dei giovani in attività di formazione. È comunque soprattutto nelle regioni settentrionali che si evidenzia una forte propensione ad utilizzare questa opzione, come si osserva anche dall’analisi comparativa dei dati
relativi all’avviamento verso attività formative e verso la formazione esterna.
Occorre peraltro tornare a sottolineare, come è stato fatto a proposito dell’analisi sul numero di
colloqui di informazione e di orientamento, che si nota una buona percentuale di Centri che raggiungono risultati particolarmente positivi: il 20% del totale dei Centri del Nord-Ovest ed il 17%
di quelli del Nord-Est ha inserito più di 50 giovani in impresa con contratto di apprendistato.
Sulla base dei dati ottenuti è infine possibile operare un’estrapolazione all’universo dei dati
acquisiti relativamente agli aspetti ora considerati (colloqui ed avviamenti), che indica in oltre
70.000 i colloqui realizzati (di cui 40.000 di informazione e 30.000 di orientamento) ed in
17.000 gli avviamenti verso nuove attività (di cui 13.500 in apprendistato). Tale dato appare
piuttosto rilevante in considerazione del fatto che sono circa 240.000 i giovani che si possono
considerare fuori dai percorsi previsti dall’obbligo e dunque sembra testimoniare che il sistema sta acquisendo la capacità di intervento e promozione dell’obbligo.
Certamente, i due aspetti precedentemente considerati in sede di analisi emergono in modo
ancora più evidente:
• i colloqui di informazione nelle due ripartizioni settentrionali costituiscono il 94% di quelli
complessivamente realizzati su tutto il territorio nazionale, mentre per quel che concerne l’attività di orientamento nella sola area nord-occidentale sono stati effettuati il 64,7% di tutti i
colloqui con i giovani;
• gli inserimenti in apprendistato rappresentano l’80% del numero complessivo di avviamenti
conseguenti all’operato dei centri per l’impiego con i giovani.
68
Tab. III.11 - Numero di giovani che hanno fruito di colloqui di informazione e orientamento
o che sono stati inseriti in attività formative e di apprendistato (Val. ass.)
Ripartizione territoriale
Nord-Ovest
Nord-Est
Centro
Italia
Sud
Colloqui
di informazione
27.200
10.195
754
1.529
39.678
Colloqui
di orientamento
20.687
2.124
550
8.625
31.987
Avviamento
alla formazione
1.970
885
364
330
3.549
avviamento
all’apprendistato
8.375
4.718
122
243
13.457
Fonte: ISFOL, Monitoraggio dei Cpi 2002
Fig. III.2: Composizione degli inserimenti in attività formative e di
apprendimento, per ripartizione territoriale (Val. ass.)
Giovani inseriti in
apprendistato
Giovani inseriti in
attività formative
0
2000
4000
Nord-Ovest
6000
Nord-Est
8000
Centro
10000
12000
14000
Sud
Fonte: ISFOL, Monitoraggio dei Cpi 2002
L’ultima considerazione, che riguarda sia la dimensione organizzativa, sia quella dei risultati
dell’attività dei Cpi per l’obbligo formativo, può essere realizzata osservando la distribuzione
dei dati presentati nelle successive tabelle III.12 e III.13, che mostrano le percentuali relative
ai Centri che dichiarano di aver/non aver attivato il servizio di tutoraggio e la numerosità dei
giovani coinvolti da tale servizio.
Per quel che riguarda il primo aspetto, la quota dei Centri che hanno attivato il servizio di tutorato (tab. III.12), appare evidente che tali dati descrivono una situazione fortemente condizionata da quella osservata in riferimento ai dati precedenti sulla disponibilità di personale dedicato. La mancanza e/o la limitata numerosità di risorse per l’obbligo sono ovviamente un fattore ostativo allo sviluppo dei servizi e particolarmente di quelli avanzati come quelli di tutorato.
Anche a fronte di tutte queste considerazioni (la complessità organizzativa, la comprensibile
posticipazione dello sviluppo dei servizi, la carenza di personale), si deve tuttavia notare che
la numerosità dei servizi di tutorato attivati è ancora estremamente basso sul piano nazionale
69
e risulta del tutto assente nelle regioni meridionali. Tenendo presente che la funzione connessa costituisce uno degli elementi di maggiore innovatività ed importanza delle norme sull’obbligo formativo, ne deriva che allo stato attuale è necessario produrre nuovi investimenti per
accelerare la realizzazione del progetto realizzato con l’emanazione dell’articolo 68 della
Legge 144/99.
Tab. III.12 - Centri per l’impiego per presenza del servizio di tutorato
e ripartizione territoriale (Val.%)
Ripartizione territoriale
Nord-Est
Centro
Si
62,3
41,7
37,2
0,0
29,2
No
29,8
58,3
31,9
88,2
59,0
Non risponde
Totale
Sud
Italia
Nord-Ovest
7,9
0,0
30,9
11,8
11,8
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Fonte: ISFOL, Monitoraggio dei Cpi 2002
Per quel che concerne infine i risultati dell’attività dei Cpi è interessante considerare il numero di giovani che vengono seguiti dai servizi di tutorato. Già nella precedente tabella III.12 si
è potuta osservare la distribuzione delle strutture che hanno attivato tale servizio all’utenza e
si è considerato che se è pari al 30% la quota dei Centri che lo ha reso disponibile sul piano
nazionale, la variabilità territoriale assume in questo circostanza la maggiore evidenza.
I dati relativi ai fruitori del tutorato seguono almeno in parte questa tendenza e mostrano che
solo nelle regioni nord-occidentali vi è un numero significativo di strutture che riescono a svolgere questa funzione.
Complessivamente, tuttavia, il numero dei giovani coinvolti risulta essere complessivamente
piuttosto limitato, a dimostrazione che tale funzione, particolarmente complessa e dispendiosa a livello di energie, difficilmente può essere attivata per grandi numeri di utenza in presenza di una limitata disponibilità di risorse umane.
Tab. III.13 - Centri per l’impiego per numero di giovani coinvolti dal servizio
di tutorato e ripartizione territoriale (Val.%)
Ripartizione territoriale
Nord-Ovest
Nord-Est
Centro
Italia
Sud
Nessuno
0,0
0,0
7,4
-
1,3
Fino a 50
44,7
12,2
21,3
-
16,1
Oltre 50
4,4
5,2
2,1
-
2,5
50,9
82,6
69,1
-
80,1
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Non risponde
Totale
Fonte: ISFOL, Monitoraggio dei Cpi 2002
70
4 • IL SISTEMA DI FORMAZIONE INIZIALE O DI BASE NELL’OBBLIGO
FORMATIVO
Il presente quadro sullo stato di attuazione delle politiche e dell’offerta di formazione professionale iniziale nell’obbligo formativo evidenzia, sulla base delle informazioni pervenute, le attività di programmazione, i modelli, le strutture e le articolazioni dei percorsi. In particolare, è
stata posta attenzione sulle novità rese necessarie dai processi di decentramento ed individuate nelle singole realtà regionali per il governo della formazione iniziale. È, inoltre, sembrato utile riportare l’entità dell’attività corsuale e dell’utenza coinvolta: elementi che, tra gli altri,
mostrano l’evoluzione e l’andamento del segmento formativo.
4.1 • IL QUADRO REGIONALE: EVOLUZIONE DELL’OFFERTA ED ARTICOLAZIONE
DEI PERCORSI
La Regione Piemonte ha disciplinato la programmazione delle attività di formazione professionale con la LR. n.63/95. In base agli artt. 16 e 17 della legge citata, la Regione emana il Programma triennale delle azioni di formazione e orientamento professionale ed individua gli obiettivi e la strategia dell’intervento regionale, nell’ambito delle indicazioni definite dall’Unione europea e dalle Autorità nazionali. L’art. 18 della stessa legge prevede annualmente Direttive regionali che definiscono le procedure di presentazione dei progetti di formazione professionale,
stabiliscono i limiti di spesa delle azioni e definiscono la contrattualistica e le modalità di presentazione delle domande. Con la Direttiva “Mercato del lavoro” 2000/1 (DGR. n. 72-29878 del
10/4/2000), la Regione ha sostenuto le attività di formazione iniziale che sono state promosse
in prima attuazione dell’obbligo formativo, prevedendo che le attività corsuali biennali, rivolte a
giovani in obbligo formativo, fossero finanziate nelle successive due annualità. Nella Direttiva
Mdl (2001/2) sono stati finanziati percorsi comprensivi di stage sia biennali (per giovani in uscita dalla scuola dell’obbligo) che annuali (per drop-out provenienti dalla scuola o soggetti che
completano la formazione in altri percorsi formativi o in apprendistato). L’ultima Direttiva “Mercato del lavoro” 2002/3 (DGR. n.26-5165 del 28.1.02) è stata concepita, in linea con il processo di decentramento, come atto di indirizzo per la formulazione dei bandi provinciali, secondo
quanto stabilito nella L.R. 44/00. Le attività di obbligo formativo previste in essa riguardano:
• i percorsi formativi ad integrazione dell’istruzione scolastica (Misura A2);
• i percorsi di orientamento (Misura C2);
• le azioni finalizzate all’acquisizione di qualifiche di base (Misura A2).
Queste ultime riguardano percorsi della durata massima di 1.200 ore annuali e realizzati in
alternanza scuola/lavoro e sostegno individuale per l’inserimento in percorsi formativi già
avviati (durata massima 200 ore). Le linee di intervento prefigurano azioni formative integrate
con stage aziendale ed orientamento in ingresso. I corsi di formazione iniziale realizzati nel
2001/2 sono stati complessivamente 296, per un totale di 5.120 allievi.
La Regione Valle D’Aosta ha gestito a titolarità diretta, fino all’anno 2001, alcune iniziative di
orientamento, pre-professionalizzazione e qualificazione di base rivolte ai giovani nella fascia
d’età dell’obbligo formativo.
71
Nell’anno 2001 l’attività formativa iniziale è stata messa a bando e finanziata interamente con
il Fondo Sociale Europeo.
La scelta dell’Amministrazione regionale ha inteso sostenere da un lato la continuità di attività
formative iniziate negli anni precedenti, attraverso forme transitorie di regia regionale a titolarità diretta, dall’altro di finanziare nuove iniziative formative attraverso la messa a bando degli
interventi.
Le attività avviate nell’anno 2001/20026, presentano le seguenti caratteristiche:
A) Progetti realizzati a titolarità regionale nell’anno 2001/2002, finalizzati a garantire la prosecuzione di interventi avviati nella precedente programmazione e per sostenere l’attuazione di
interventi ritenuti di particolare rilevanza rispetto all’obbligo formativo;
B) Iniziative finanziate a seguito del bando 1/2001 e attivate nell’autunno 2001:
• Botteghe Scuola “percorso integrato Labor Arti”. Questo percorso, della durata complessiva di 1200 ore, si rivolge a 15 giovani di età compresa fra i 15 ed i 23 anni. La proposta formativa si articola in attività di orientamento (durata 200 ore), attività di formazione teorica,
pratica e di “Bottega” (durata 600 ore) ed attività di stage (durata 400 ore);
• Transizione Giovani: orientamento e formazione in alternanza. Questo percorso ha una durata complessiva di 1190 ore e si rivolge a 36 giovani di età compresa fra i 15 ed i 24 anni;
• Formazione di base per giovani nei settori elettrico, termoidraulico e meccanico. È un percorso biennale della durata complessiva di 2328 ore rivolto a giovani nella fascia d’età 15/18
anni, che hanno assolto all’obbligo scolastico;
• Corsi di addestramento alberghiero. Si tratta di percorsi biennali e triennali di qualificazione
nei seguenti indirizzi:
- Addetto alla ristorazione (biennale, durata 2400 ore);
- Commis di cucina (triennale durata 3600 ore);
- Addetto alla reception (triennale durata 3600 ore).
Sono rivolti a giovani dai 15 ai 18 anni, previo superamento dell’esame di ammissione. Il primo
anno è comune a tutti gli indirizzi; nel periodo estivo sono previsti stages ed esperienze pratiche e soggiorni all’estero. Si tratta di percorsi consolidati facenti capo alla Scuola Alberghiera Regionale;
C) Iniziative finanziate a seguito del bando 3/2001, e attivate nel 2001 e nel 2002, promosse
dall’Ente Cnos/fap - Regione Valle d’Aosta Don Bosco per l’assolvimento dell’obbligo formativo consistenti in un percorso biennale rivolto a giovani nella fascia d’età 15/18 anni, che hanno
assolto all’obbligo scolastico e dall’ ECIPA-Valle d’Aosta che prevede un percorso biennale di
qualificazione nel settore dell’estetica con il coinvolgimento di 10 giovani nella fascia d’età
15/18 anni; inoltre, considerando che la maggioranza degli allievi sono extracomunitari, la
Regione ha finanziato un progetto di alfabetizzazione linguistica della durata di 200 ore.
Non sono stati forniti i dati relativi alle attività di formazione professionale o di base per l’anno
2001/2002.
6 Alcune iniziative formative finanziate con i bandi 1/2001 e 3/2001 non sono state avviate in quanto l’ente, all’atto
delle selezione, non ha raggiunto il numero minimo di allievi previsti. In alcuni casi è stata concessa una proroga
all’avvio dell’attività corsuale.
72
In Regione Lombardia l’offerta di formazione iniziale prevede corsi biennali della durata massima di 2400 ore al fine di potenziare la crescita culturale e professionale dei giovani. Per questi corsi è stata considerata la possibilità di integrare le attività di servizio finalizzate alla personalizzazione del percorso fino ad un massimo del 15% delle ore annuali. Le tipologie corsuali sono le seguenti:
• corsi di formazione professionale di durata biennale (4 cicli della durata massima di 2400
ore) e di durata annuale per drop out scolastici, che hanno almeno frequentato due anni di
scuola superiore (due cicli della durata massima di 1200 ore);
• corsi di formazione di base per adolescenti con difficoltà d’apprendimento (4-6 cicli della
durata massima di 3600 ore);
• moduli integrativi d’accoglienza e informazione – consulenza orientativa (colloqui individuali d’orientamento etc), formazione personalizzata, tirocini formativi di orientamento e di
accompagnamento e di sostegno al lavoro, informazione orientativa- formazione orientativa
(moduli di rimotivazione e di sostegno all’apprendimento; moduli di orientamento-apprendimento etc.).
È operativa inoltre una proposta di percorsi integrati con la scuola secondaria superiore
anch’essa articolata sul modello biennale. Per le utenze del disagio si dispone di un modello
ampiamente articolato, la cui finalità è quella dell’integrazione sociale e lavorativa attraverso
la formazione professionale; le iniziative sono strutturate in cicli con una durata al massimo
quadriennale collegata al profilo di riferimento e alle necessità degli utenti.
Le attività programmate dalle Province fanno riferimento alle linee d’indirizzo delineate a livello regionale.
Più in dettaglio, nella Provincia di Milano, con riferimento al Piano Provinciale della Formazione Professionale, approvato con Delibera di Giunta Provinciale n.580 del 26.7.01, le attività di
formazione iniziale si articolano in un complesso sistema di azioni riguardanti le seguenti tipologie di iniziative:
•
•
•
•
Qualificazione;
Formazione di garanzia sociale per portatori di handicap;
Formazione di garanzia sociale per detenuti ed ex-detenuti;
Formazione di garanzia sociale per svantaggiati.
Secondo quanto indicato dalle Linee guida provinciali, per tutte le tipologie di corso requisito
di base per l’accesso è l’assolvimento dell’obbligo scolastico e finalità comune è lo sviluppo
di competenze di base e l’inserimento sociale. I percorsi sono articolati in cicli formativi e progettati per moduli. La durata varia dalle 1050 alle 1200 ore annuali, per un totale compreso tra
le 2100 e le 2400 ore, di cui 30-50 ore destinate ad attività di stage; è previsto il rilascio del
certificato di frequenza o di frequenza e profitto o dell’attestato di qualifica. Con riferimento al
completamento di uno o più cicli intermedi è previsto il riconoscimento di crediti formativi.
Per quanto riguarda gli standard professionali la Provincia di Milano fa riferimento al reperto-
73
rio regionale delle figure professionali solo per quanto attiene alla la denominazione delle qualifiche, mentre per la descrizione dei contenuti l’Amministrazione provinciale valida le diverse
proposte formative all’interno del Piano annuale.
Sempre nella Provincia di Milano, in seguito alla delibera di Giunta n. VII/5416 del 6 luglio
2001, è prevista la realizzazione di percorsi integrati. Infine, l’attività di monitoraggio del Piano
provinciale della formazione professionale permette la registrazione dei dati su tutti i corsi attivati, e in caso di mancata attivazione, la sostituzione delle attività con altre.
La Provincia di Varese ha avviato con Delibera di Giunta Provinciale n. 338 del 4.9.2001, una
fase di sperimentazione dell’obbligo formativo, mediante l’attivazione di corsi biennali, in sostituzione dei precedenti corsi di formazione di base, il cui modello fa riferimento a quanto indicato dall’allegato tecnico dell’Accordo Stato-Regioni del marzo 2000.
Le linee guida delineano un modello il cui obiettivo è rappresentato da un incremento dell’area culturale di base intrecciato con lo sviluppo di competenze professionali spendibili; l’elaborazione di standard professionali e formativi comuni; l’articolazione in cicli con certificazione delle competenze per la prosecuzione dei percorsi formativi o per l’accesso a percorsi
diversi frequentato.
Caratteristica particolare della proposta è la marcata personalizzazione dei percorsi consistente in 200 ore/allievo (500 ore corso) extracurricolari che l’amministrazione provinciale ha
messo a disposizione dei progettisti dei Centri., secondo contenuti programmabili in base alle
esigenze del singolo utente.
Tale personalizzazione si attua mediante le seguenti attività:
accoglienza;
orientamento;
bilancio personale, accertamento e riconoscimento di eventuali crediti formativi;
recupero;
approfondimento;
modalità di personalizzazione dei percorsi e moduli e servizi di sostegno ad hoc per soggetti svantaggiati e portatori di handicap;
• gestione delle passerelle (con certificazione delle competenze acquisite);
• accompagnamento all’inserimento lavorativo.
•
•
•
•
•
•
Per sostenere gli organismi formativi nell’applicazione del dispositivo si sono avviate attività di
coinvolgimento e accompagnamento dei CFP attraverso la costituzione di un gruppo di Indirizzo e Coordinamento, composto dai coordinatori e/o docenti dei corsi, condotto da un esperto esterno -con il supporto di referenti del settore-, avente i seguenti obiettivi:
• definizione degli standard dei saperi di base e delle competenze professionali comuni a tutti
i corsi della medesima qualifica;
• definizione generale dell’impianto dei corsi di OF e macro-progettazione delle 200 ore/allievo di personalizzazione in essi previste;
• definizione criteri e strumenti comuni per la valutazione;
74
• definizione di prassi condivise per la gestione del libretto formativo, dei crediti e delle passerelle;
• definizione, condivisione e organizzazione della fase di monitoraggio e verifica finale, condivisione ed elaborazione delle esperienze tratte dal monitoraggio ai fini della prossima programmazione.
L’offerta complessiva è pari a 715 corsi con un totale di 8.132 allievi.
Ciò che caratterizza l’esperienza della Provincia Autonoma di Bolzano dalle altre esperienze
provinciali è il ruolo della formazione professionale come canale alternativo alla scuola. L’assolvimento dell’obbligo scolastico può avvenire in entrambi i percorsi. Da questo punto di
vista, i percorsi di fp non sembrano aver subito particolari cambiamenti a seguito dell’introduzione dell’obbligo formativo.
Dal punto di vista delle tipologie formative in Provincia di Bolzano si rilevano diverse modalità
di realizzazione dei corsi che garantiscono l’assolvimento dell’obbligo formativo:
•
•
•
•
corso di formazione iniziale con stage;
percorsi per adolescenti e giovani in situazione di difficoltà;
percorsi per apprendisti;
percorsi brevi per giovani che hanno già maturato crediti nella scuola e nella fp.
I percorsi della formazione iniziale presentano una durata standard di circa 1200 ore annuali
per un totale di 3600 ore. I corsi triennali di qualifica professionale (primo livello) riguardano in
prevalenza i settori tradizionali: lavorazione del legno, alberghiero-ristorativo, socio-assistenziale, grafica, ambientale, informatica, meccanico, elettrico-elettronico. Oltre alla qualifica
triennale sono presenti anche percorsi biennali in alcuni comparti (legno, turistico-alberghiero, gastronomico), al termine dei quali è possibile proseguire il percorso di formazione professionale in uno dei diversi settori attivati.
Nella Provincia Autonoma di Trento, con la delibera n. 1985 del 3.08.2001 ed il Piano annuale delle attività formative, sono state definite le modalità di attuazione dell’obbligo formativo;
da precisare che l’obbligo scolastico nella Provincia Autonoma di Trento si può assolvere
anche nella formazione professionale. Dal punto di vista delle tipologie formative attraverso le
quali è possibile assolvere l’obbligo formativo, la Provincia di Trento presenta almeno quattro
distinte modalità:
•
•
•
•
corsi di formazione iniziale (o di base) con stage;
percorsi di integrazione curricolare;
percorsi per soggetti portatori di handicap;
percorsi per apprendisti.
Il modello di formazione professionale iniziale prevede un biennio orientativo e pre-professionalizzante, suddiviso in sei macro settori professionali e un anno professionalizzante per
75
il conseguimento della qualifica. Il biennio iniziale fa riferimento a sei macro settori (Industria e Artigianato, Abbigliamento, Grafico, Alberghiero e Ristorazione, Terziario e Servizi
alla persona) articolati in un’area comune ed un’area dell’orientamento professionale, per
complessive 1100 ore per anno, il primo dei quali garantisce l’assolvimento dell’obbligo
scolastico. Il terzo anno, il cui obiettivo formativo è la qualificazione professionale, è impostato in modo più flessibile del biennio; le aree di insegnamento riguardano la cultura professionale ed il contesto organizzativo (variabile tra 100 e 200 ore), le competenze professionali (tra le 700 e le 800 ore) per la preparazione tecnica ed operativa, con alcuni moduli obbligatori, tra cui figurano la comunicazione tecnica in lingua straniera, la conoscenza
del processo produttivo e l’antinfortunistica; un’area, di durata minima di 200 ore, è dedicata allo stage.
Non sono finanziate a parte delle attività di personalizzazione ma è previsto un 10% di flessibilità del quadro orario complessivo per consentire agli enti di svolgere opportuni adattamenti e modifiche del percorso formativo.
È da segnalare la sperimentazione che l’amministrazione provinciale ha in corso di realizzazione che riguarda l’adozione di un libretto formativo provinciale, che consenta di certificare
le competenze trasversali (o del cittadino) acquisite durante l’ultimo anno dell’obbligo scolastico. Allo scopo di rendere la proposta del libretto condivisibile da parte del maggior numero di enti, l’amministrazione provinciale, in stretta collaborazione con la Sovrintendenza Scolastica, ha scelto di costituire un gruppo di lavoro integrato, con rappresentanti della scuola,
della formazione professionale e degli uffici provinciali competenti, con l’obiettivo di formulare e validare una griglia di descrittori delle competenze trasversali in uscita dall’obbligo scolastico, distinti in quattro grandi macro aree: individuazione e soluzione dei problemi, operatività, comunicazione, relazione e assunzione di responsabilità. Tale griglia è stata approvata
con delibera n.2521 del 5.10.01. Complessivamente la sperimentazione del libretto formativo
ha finora coinvolto circa 4235 studenti delle classi prime degli Istituti Superiori, altri 1000 studenti dei corsi di formazione professionale di base. È in fase di elaborazione, con delibera
n.451 del 8.03.02, l’elenco dei descrittori delle competenze trasversali in uscita dall’obbligo
formativo, con la costituzione di un Comitato Tecnico Scientifico che ha la funzione di assistenza e accompagnamento al gruppo di lavoro integrato.
Nell’anno 2001-2002 sono stati realizzati n.118 corsi per un numero complessivo di n. 2003
allievi.
La Regione Veneto ha pubblicato sul B.U.R.V. del 24/8/2001 n. 77 le disposizioni attuative per
l’obbligo formativo. Con D.G.R. n. 2139 del 3 agosto 2001 la Regione ha approvato il Piano
annuale della formazione iniziale comprendente corsi di formazione di base destinati all’assolvimento dell’obbligo formativo. L’offerta viene sperimentata a partire dal 2001-2002. I corsi
biennali si articolano in quattro cicli formativi della durata complessiva massima di 2100 ore.
L’articolazione didattica è fondata sull’acquisizione delle competenze di base, tecnico-professionali e trasversali in relazione al profilo professionale di riferimento, con moduli obbligatori di accoglienza, di sicurezza sul lavoro e di accompagnamento al lavoro, entro il limite massimo complessivo di 100 ore. Inoltre, possono essere progettati moduli personalizzati all’interno di ciascun ciclo annuale per:
76
• favorire un adeguato inserimento di giovani provenienti dal sistema scolastico o dal mondo
del lavoro;
• supportare soggetti portatori di handicap o in condizione di disagio;
• rispondere a particolari esigenze di professionalità del territorio.
Il periodo di stage aziendale durante lo svolgimento del percorso è fissato entro il limite massimo di 120 ore per i corsi di primo anno e 320 ore per i corsi di secondo anno. I percorsi formativi sono organizzati in modo da prevedere la frequenza dell’intera classe alle attività formative (tranne che nel caso dei moduli personalizzati). La frequenza alle azioni formative è
obbligatoria. Per l’ammissione agli scrutini del primo anno e/o alle prove d’esame finali gli allievi devono aver frequentato le lezioni per almeno il 70% delle ore complessive del corso. Il
numero dei corsi programmati per i giovani in obbligo formativo (ma frequentati anche da
utenti fino ai 32 anni di età) è di 503, con 8.070 allievi censiti.
Nella Regione Friuli Venezia Giulia i percorsi formativi per la qualificazione di base, approvati dalla Direzione regionale della Formazione Professionale, sono strutturati modularmente e
hanno una durata minima biennale di 1800 ore, con possibilità di un successivo percorso di
specializzazione. È compreso obbligatoriamente un periodo di alternanza (stage) effettuato
prevalentemente durante l’ultimo modulo. I percorsi curricolari sono stati approvati dalla
Regione sotto forma di ordinamenti didattici. Negli ultimi due anni si è assistito ad una progressiva rivisitazione metodologica di tali ordinamenti didattici da parte degli enti di formazione, in funzione soprattutto dei nuovi orientamenti in materia di unità formative capitalizzabili. I
corsi di formazione di base si concludono con il rilascio di un attestato di qualifica. Si registra
un deciso sviluppo dell’area dell’orientamento: sono stati attivati servizi di consulenza orientativa per l’assolvimento dell’obbligo formativo, rivolti ad utenze specifiche, quali i drop-out scolastici e gli studenti stranieri.
Il Piano regionale di Formazione Professionale 2002-2003 ripropone la possibilità, già sperimentata nel piano precedente, di attivare percorsi personalizzati, destinati a giovani che
hanno abbandonato o intendono abbandonare un percorso di istruzione o formazione. Il percorso personalizzato si costruisce attingendo ad unità didattiche o a moduli tratti da percorsi
già approvati e finanziati dalla Direzione regionale della formazione professionale. In altri termini i soggetti proponenti possano individuare all’interno dell’offerta formativa complessiva già
esistente unità formative capitalizzabili o moduli pertinenti che verranno integrati nel progetto
formativo del singolo utente.
Questa modalità consente di intervenire in qualunque momento si manifesti l’abbandono scolastico o formativo predisponendo, senza costi aggiuntivi, un piano d’intervento formativo per
il singolo allievo. Tale piano si avvale di un tutoraggio personalizzato.
Nel 2001-2002 il numero di corsi di formazione iniziale è pari a 125 con 1755 giovani coinvolti.
Nell’ambito delle “Linee guida per la progettazione dei corsi”, la Regione Liguria ha definito
l’articolazione del progetto corsuale in quattro cicli formativi, ciascuno della durata di 500 ore:
i primi due cicli vengono progettati dando rilievo alle competenze di base e trasversali. In dettaglio le 1000 ore del primo anno formativo si articolano in:
77
• formazione tecnico professionale di 650 ore comprendenti insegnamenti sia pratici che teorici inerenti la professione;
• formazione di area comune di 350 ore così suddivise: 150 ore nell’area linguistica; 45 ore
nell’area culturale umanistica; 125 ore nell’area scientifica, tecnologica ed informatica e le
restanti 30 ore nell’area delle capacità personali.
Il secondo anno formativo, pur finalizzato ad una maggiore professionalizzazione, dovrà
comunque fornire elementi culturali di base, per la crescita culturale e sociale dell’individuo
ed inoltre approfondire le conoscenze sulle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Sono previsti anche corsi annuali per un’utenza di età superiore a 17 anni e corsi
rivolti alle cosiddette fasce deboli. La Provincia di Imperia programma percorsi di sostegno
all’inserimento nell’ultimo anno dell’obbligo scolastico (Accoglienza).
Dal momento che il decentramento alle Province in merito all’attuazione dell’obbligo formativo
presenta il rischio di offrire scarsa omogeneità degli interventi su territori limitrofi, la Regione,
in concertazione con le Istituzioni coinvolte e con le Parti sociali, si è adoperata per approvare una direttiva di raccordo. Quest’ultima, partendo dalle sperimentazioni realizzate a livello
locale, individua linee progettuali comuni sul territorio. Si è pertanto costituito un gruppo di
lavoro (DGR 775 del 6/07/01), con il compito di elaborare un quadro operativo di riferimento
comune. In particolare, si coordineranno i tempi e le modalità degli interventi delle diverse
strutture coinvolte, per un più efficace rapporto con l’utenza, si procederà alla definizione di
standard professionali omogenei e di passerelle, all’attivazione di misure di sostegno (quali la
formazione dei formatori) e di accompagnamento all’utenza. In attesa della definizione del
modello regionale dell’obbligo formativo, è stato elaborato un documento regionale contenente modalità e disposizioni relative a metodologie di base per la programmazione provinciale delle attività in questione. Secondo tale documento, i progetti destinati ai giovani in obbligo formativo dovranno contenere i seguenti elementi comuni:
• attività di orientamento: nelle more dell’attivazione del Piano regionale integrato di orientamento, i giovani dovranno seguire percorsi collettivi/individuali di orientamento ai corsi di formazione professionale al fine di verificare motivazioni e capacità individuali nonché il possesso di conoscenze/competenze riconoscibili quali crediti formativi in ingresso;
• standard di durata dei corsi: corsi biennali di durata non inferiore a 2000 ore con possibilità
di attuare, in funzione delle finalità del corso, un terzo anno di specializzazione;
• obiettivi formativi: obiettivi articolati per competenze linguistiche, matematiche, informatiche
competenze trasversali e competenze tecnico professionali; tali competenze vengono misurate sulla base di indicatori di riferimento confrontabili con i modelli del decreto del MLPS
16/05/01.
Le attività in essere per il 2001-2002 ammontano a 77 corsi, con il coinvolgimento di 1.004
allievi.
Nella Regione Emilia - Romagna l’assolvimento dell’obbligo formativo nella FP iniziale risulta
avviato su tutto il territorio regionale, in base alla sperimentazione regionale del “Nuovo Obbli-
78
go Scolastico e del Nuovo Obbligo Formativo (NOS/NOF)” istituita con la Delibera di Giunta
1224/1999 e contenente “Linee guida per il progetto regionale NOS” e “Linee guida per la
nuova formazione iniziale”. Tali linee guida costituiscono un riferimento per l’offerta formativa,
ormai gestita dalle Province, le quali determinano ed attuano autonomamente il loro Piano. Il
coordinamento da parte della Regione avviene, invece, essenzialmente per il presidio della
qualità dell’offerta. Le linee guida regionali fissano alcuni obiettivi prioritari che contribuiscono
a definire un modello di formazione fortemente caratterizzato da:
•
•
•
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•
•
•
maggiore integrazione tra sistemi per un confronto fra esperienze differenti;
sviluppo di reti tra i diversi attori, istituzionali e non, del sistema formativo;
coinvolgimento di più soggetti nelle fasi progettuali, tra cui imprese e OO.SS.;
interventi in continuità con la scuola;
unità formative capitalizzabili come metodologia privilegiata di progettazione della formazione;
flessibilizzazione/personalizzazione dei percorsi per un’offerta individualizzata;
sistemi strutturati di valutazione delle competenze in ingresso;
attività di orientamento lungo i percorsi, svolte da agenzie con altri soggetti locali;
lotta alla “dispersione”, in collaborazione di famiglie ed enti pubblici e privati;
forme di monitoraggio e di valutazione in itinere e finali;
attenzione alla dimensione educativa dei soggetti a rischio di esclusione.
L’esperienza regionale lega strettamente l’obbligo scolastico all’obbligo formativo realizzato
nella formazione professionale. Ogni Provincia sviluppa risposte collegate allo specifico del
territorio, con scelte differenziate in relazione ai bisogni dei diversi gruppi di utenti. Per tale
ragione siamo in presenza di un modello unitario, ma non “unico”. La risposta regionale ai fabbisogni di formazione riscontrati nel territorio consiste in percorsi professionalizzanti che rilasciano qualifica professionale e in attività di diversa natura strutturate come:
•
•
•
•
•
percorsi integrati alternanza-formazione-scuola-territorio - PIAFST;
percorsi di accoglienza e orientamento;
percorsi di rinforzo decisionale e di sviluppo di competenze trasversali;
percorsi pre-professionalizzanti;
progetti sperimentali di integrazione sociale, culturale e di inserimento lavorativo.
I percorsi di formazione iniziale sono biennali, riguardano oltre 100 profili professionali e prevedono la possibilità di sviluppare sia competenze socio-relazionali che tecnico-professionali, anche attraverso stage presso aziende (percorsi in formazione) oppure attraverso l’alternanza tra attività formative svolte nei laboratori interni ai centri di formazione ed esperienze
formative in situazioni di lavoro reale (per esempio la F.I.E. - formazione interna/esterna, rivolto in particolare a giovani con deficit di apprendimento).
La durata in ore dei percorsi di formazione professionale dell’obbligo può oscillare tra le 1.700
e le 2.400, mentre altre attività formative oscillano tra le 10 e le 200 ore (l’alta variabilità dipende dal quadro programmatico di ogni singola amministrazione provinciale).
79
Il modello dei corsi biennali prevede una prima fase di orientamento e accoglienza alla quale
segue la formazione in moduli di competenze di base, trasversali e tecnico-professionalizzanti, una fase di stage, accompagnamento e certificazione delle competenze. L’utenza è
costituita da soggetti provenienti da condizioni sociali ed economiche svantaggiate, con una
percentuale considerevole in possesso del titolo di studio di licenza media inferiore. Significativa è la percentuale costituita da immigrati (che a Bologna sono il 30% degli utenti) e
necessitano di essere sostenuti sia sul piano linguistico che dell’integrazione culturale e sociale. In Emilia - Romagna i corsi di formazione iniziale realizzati nel 2001/2 sono stati complessivamente 77, per un totale di 2.094 allievi.
Nella Regione Toscana la formazione professionale iniziale è già materia delegata alle amministrazioni provinciali, le quali programmano l’offerta formativa. La Regione mantiene attività di
indirizzo fornendo alle Province, impegnate nella programmazione delle attività, sostegno,
anche metodologico, per l’integrazione, l’orientamento, la formazione in aula, la formazione a
distanza e il tutoraggio. Tutto ciò in linea con quanto previsto nella D.G.R. n.535 del 28/5/2001
“Sostegno alle Province in materia di obbligo formativo”, nel “Piano d’indirizzo per il diritto allo
studio e l’istruzione permanente” (D.C.R. n.128 del 19/6/01), nei suoi aggiornamenti ed integrazioni per il 2002 e 2003 (D.C.R. n.120 del 24.7.02) e nella Programmazione 2001-2006 del
POR relativo ai fondi FSE. Le strategie di rete che coinvolgono la formazione iniziale nella programmazione di attività di integrazione prevedono Comitati di coordinamento tra Provincia e
referenti delle istituzioni scolastiche, con la collaborazione, talvolta, di Ufficio scolastico regionale e università (Pistoia). Le programmazioni provinciali si sviluppano ancora secondo le
linee regionali presenti nel “Manuale d’uso per l’attuazione del sistema di formazione professionale” (D.G.R. 1205 del 23.9.1996) e sulla base della L.R. 70/94 e successivo regolamento
attuativo (D.G.R. 174/97). È in fase di predisposizione il regolamento attuativo della nuova
legge che regola la materia (L.R. 32/02). Il citato “manuale” individua alcuni obiettivi generali,
come l’organizzazione dei percorsi in moduli brevi e certificabili e lo stretto collegamento tra
sistema scolastico e formativo per contrastare il fenomeno degli abbandoni.
La durata dei corsi è in relazione alle scelte delle amministrazioni provinciali e alla complessità dei profili professionali. Sono stati segnalati corsi di formazione di iniziale oscillanti tra le
600 e le 1200 ore annue, alcuni dei quali con stage consistenti (300-550 ore).
Tra i potenziali soggetti realizzatori degli interventi nella Regione vi sono le scuole. La normativa regionale prevede, infatti, la possibilità di un loro accreditamento come sedi formative,
valorizzando il nuovo ruolo dell’autonomia scolastica (Deliberazione della Giunta Regionale
n.198 del 25/2/2002). Sulla base di quanto previsto nella suddetta deliberazione gli istituti scolastici superiori e i centri territoriali permanenti potranno essere accreditati per la realizzazione di interventi formativi e di orientamento, comprese le 120 ore aggiuntive per gli apprendisti in obbligo formativo. La scadenza per la presentazione delle domande per il bando regionale per l’accreditamento delle agenzie formative era il 12 giugno 2002.
Complessivamente nella regione sono stati realizzati 79 corsi a cui hanno partecipato 986 allievi.
La Regione Umbria opera in base alla L.R. 14/91 in un regime di delega in materia di formazione professionale alle Province. Nella Provincia di Perugia in data 25 febbraio 2002 con
80
D.G.P. n.101 sono stati fissati gli indirizzi per l’impiego dei fondi del Ministero del Lavoro per
l’attuazione dell’obbligo formativo. In particolare la tipologia di azioni previste riguarda azioni
di informazione, orientamento, tutoring, e counselling, corsi di formazione iniziale, azioni di
integrazione fra i diversi sistemi, con eventuale adozione di piani formativi individualizzati.
Nel corso dell’anno formativo 2001/2002 le attività formative sono state oggetto di sperimentazione e di monitoraggio con atto di delibera di Giunta n. 575/01. Esse includono attività corsuali biennali della durata complessiva di 2400 ore (1200 ore per annualità), articolati in 4 cicli
e sviluppati nelle aree dei saperi di base, delle competenze professionali, delle capacità personali, della formazione sul lavoro. Ogni percorso formativo prevede al suo interno Moduli di
orientamento, counselling, accompagnamento, aventi come oggetto la cultura del lavoro,
orientati alla valutazione dei singoli crediti formativi, alla condivisione del patto formativo, alla
definizione di eventuali percorsi personalizzati nonché alla gestione delle transizioni tra diversi momenti ed esperienze all’interno del medesimo contesto formativo o dei passaggi tra il
sistema della formazione professionale e quello di istruzione.
Particolare rilevanza ha assunto la progettazione e la realizzazione di progetti formativi personalizzati per quei giovani che versano in condizione di particolare difficoltà.
I giovani previsti in attività formative sono 278 per un totale di corsi programmati pari a 29.
La novità prevista dalla Provincia di Terni riguarda, anche se relativa agli orientamenti per il
prossimo anno scolastico-formativo 2002/2003, l’istituzione di un’Associazione di operatori per
la formazione che sarà incaricata della gestione dei fondi da ripartire fra i Centri di formazione professionale della Regione. Dal punto di vista delle tipologie formative l’articolazione è la
seguente.
Corsi di formazione professionale per l’assolvimento dell’obbligo formativo. Si tratta di percorsi
biennali, articolati in cicli formativi annuali, finalizzati all’acquisizione di competenze certificabili, anche ai fini del riconoscimento di crediti formativi per l’accesso ai livelli successivi o per il
passaggio nel sistema dell’istruzione o nell’apprendistato. Questi percorsi, progettati secondo
quattro grandi aree formative prevedono una durata standard di 2400 ore, con un orario di 36
ore settimanali. I corsi sono strutturati in quattro cicli formativi, ciascuno della durata di 600 ore:
• 1° ciclo:
da;
• 2° ciclo:
• 3° ciclo:
• 4° ciclo:
orientamento e propedeutica professionale comprensiva di visite guidate in azienformazione di base comprensiva di stage conoscitivo di 80 ore;
formazione specialistica;
formazione tecnica comprensiva di stage applicativo di 400 ore.
All’interno di ciascun ciclo le attività formative sono organizzate per moduli comprensivi di:
• moduli di accoglienza per l’accertamento di conoscenze, capacità e competenze acquisite;
• moduli di orientamento finalizzati a favorire la scelta autonoma del percorso formativo in relazione al contesto lavorativo regionale;
• moduli di sostegno (eventuali) progettati sulle esigenze del singolo allievo;
• moduli di approfondimento per rispondere alle esigenze di allievi con particolare motivazioni.
81
Al termine del biennio e previo accertamento delle competenze acquisite, viene rilasciato un
Attestato di Qualifica valido ai fini dell’assolvimento dell’obbligo formativo.
Progetti di integrazione curricolare sviluppati sulla base delle esigenze di alcuni studenti che non
avevano conseguito la licenza media inferiore pur avendo 9 anni di istruzione scolastica. Con un
accordo sperimentale, il Centro per l’impiego di Terni e l’I.P.S.I.A. di Orvieto hanno istituito corsi di
formazione integrati per cui, ad un orario diurno scolastico, gli studenti affiancano la frequenza ad
un corso di formazione professionale in orario pomeridiano, con la possibilità di conseguire, insieme alla licenza media inferiore, anche il passaggio al 2° anno di formazione professionale.
Corsi per soggetti portatori di handicap sperimentati per la prima volta nell’anno scolastico
2001/2002 a seguito dell’accordo tra Comune, Centro per l’Impiego, Provincia e Unità Sanitaria Locale. All’avvio del corso è stata realizzata la fase di orientamento dei ragazzi. Si è trattato di un momento propedeutico ad una fase successiva ad hoc, tuttora in corso, che permette di preparare gli allievi al secondo anno di formazione 2002/2003.
Percorsi per adolescenti in difficoltà sono stati realizzati per gli studenti dell’I.P.S.I.A. che, non
frequentanti regolarmente la scuola e, tuttora in obbligo scolastico, partecipano a corsi di formazione per due settimane seguite ciclicamente da una terza in classe con gli altri studenti.
Questi percorsi rappresentano un modello di intervento individualizzato realizzati in collaborazione con il Centro per l’Impiego di Terni.
Per la Provincia di Terni sono stati coinvolti in attività formative complessivamente 119 ragazzi, distribuiti in 16 corsi.
La Regione Marche ha emanato un “Documento di indirizzo per la programmazione di interventi per l’assolvimento dell’obbligo formativo nell’ambito della formazione professionale di
competenza regionale” (Deliberazione della Giunta regionale del 6 settembre 2000 n. 1798)
con il quale ha fissato le caratteristiche della nuova offerta per l’organizzazione delle attività
formative. Si tratta di due tipologie di offerta:
• Qualificazione di base post - obbligo, di durata biennale, variabile dalle 900 alle1200 ore
annue in relazione al profilo professionale;
• Qualificazione di base abbreviata, per chi ha compiuto 16 anni, ha frequentato un anno di
scuola secondaria superiore o ha maturato un anno di esperienza lavorativa. In questo caso
il monte ore del ciclo annuale può variare dalle 400 alle 750 ore in relazione al profilo professionale.
La materia è delegata alle Amministrazioni regionali per quanto riguarda la programmazione
e progettazione degli interventi. La situazione non si presenta ancora omogenea in tutte le Province; tuttavia, per uniformare tali attività, le Province hanno come punto di riferimento sia il
Piano Triennale 2000-2002, sia il documento d’indirizzo prima richiamato.
In particolare, nella Provincia di Pesaro - Urbino i 16 corsi realizzati, che hanno visto il coinvolgimento di 196 allievi, fanno riferimento alle qualifiche professionali afferenti ai settori Industria e Artigianato, Edilizia e Servizi alla persona. In base alle richieste dell’utenza si ritiene
opportuno aumentare l’offerta e anticiparne la programmazione, per favorire al momento della
preiscrizione all’ultimo anno dell’obbligo scolastico la scelta tra le differenti opzioni.
82
Inoltre, allo scopo di garantire il diritto al passaggio dalla scuola alla formazione professionale e viceversa viene svolta, nell’ambito di convenzioni tra Scuole di Formazione professionale
ed Istituti scolastici, un’attività di aggiornamento che ha per oggetto l’individuazione di percorsi formativi e il riconoscimento di crediti formativi per il passaggio da un sistema all’altro. È
previsto anche un supporto progettuale nei confronti di alcuni istituti scolastici per la costruzione di percorsi di orientamento e di riorientamento e per l’accompagnamento dell’utente nei
“passaggi” dal sistema scolastico al sistema della formazione professionale.
Nella Provincia di Ascoli Piceno sono stati realizzati 6 corsi di formazione professionale iniziale che hanno coinvolto 75 allievi nei settori: calzaturiero, meccanica ed elettro-meccanica, edilizia, alberghiero, artigianato e amministrazione.
Si segnala un progetto condiviso tra i servizi per l’impiego e la scuola media inferiore per l’elaborazione degli standard delle competenze di base e trasversali ed un raccordo con gli
Ipsia finalizzato alla definizione di una convenzione per l’assolvimento dell’obbligo formativo.
In prospettiva, una prima analisi dell’attuazione dell’obbligo formativo nel territorio ascolano delinea l’opportunità di arricchire l’offerta con corsi brevi di 400-600 ore orientati all’individualizzazione dei percorsi e l’attivazione di proposte formative specifiche per portatori di handicap.
Il Servizio formazione professionale dell’Amministrazione provinciale di Ancona, in collaborazione con i Centri Locali per la formazione di Ancona, Jesi, Fabriano e Senigallia ed i Centri
per l’Impiego, ha programmato una serie di percorsi individuando 17 qualifiche; tali percorsi
della durata dalle 700 alle 1000 ore prevedono il rilascio di una qualifica di primo livello o di
un certificato di frequenza.
La provincia di Ancona ha inoltre deliberato la realizzazione di altri corsi per l’assolvimento
dell’obbligo formativo autorizzando i centri locali di Formazione alla realizzazione di progetti
specifici di inserimento lavorativo attraverso stage,tirocini o apprendistato per quei giovani
che hanno frequentato un primo percorso formativo conclusosi con le certificazioni prima
richiamate. I corsi avviati in totale sono 15 con 57 allievi coinvolti.
La Provincia di Macerata ha attivato 8 corsi per un totale di 110 allievi nei settori della ristorazione e dei servizi alla persona.
L’offerta complessiva è pari a 45 corsi per un totale di 438 allievi.
Nella Regione Lazio si è concluso il biennio sperimentale della nuova formazione iniziale che,
partita nel 1999-2000, aveva interessato 43 corsi nel 2000-2001. Il modello sperimentale presenta un biennio di 2400 ore suddiviso in cicli annuali. L’inserimento degli allievi nei cicli formativi è personalizzato; infatti si prevedono sia un modulo di accoglienza, utilizzato per la valutazione di eventuali crediti e debiti formativi, sia un modulo di orientamento per individuare la
scelta del percorso formativo in base alle reali capacità ed interessi, e alla domanda di lavoro
locale; l’impianto prevede altresì la realizzazione di moduli di approfondimento destinati all’acquisizione di specifiche competenze richieste dal territorio. Complessivamente è prevista una
durata di 1.200 ore per ciascun ciclo; il monte ore risulta ripartito in 750 ore dedicate al raggiungimento degli obiettivi fissati dalle aree formative, 200 ore di stage e 250 ore di approfondimento e sostegno, da sviluppare in relazione ai bisogni specifici degli allievi. Dall’anno formativo 2001/2002 il modello sperimentale è stato adottato a regime per tutte le attività relative
all’assolvimento dell’obbligo nella formazione regionale. Nel corso della sperimentazione la
83
verifica sull’efficacia dell’impianto formativo ha condotto alla modifica di alcuni elementi delle
linee guida di riforma della formazione professionale in obbligo formativo:
• si è maggiormente evidenziato il ruolo prioritario delle competenze tecnico-professionali,
asse portante dell’impianto formativo;
• si sono ridimensionate le attività di formazione al lavoro nel primo anno, sia in termini di previsione oraria sia in termini di diversificazione rispetto alla sola attività di stage. Nel primo
anno lo stage sarà integrato con attività di orientamento attraverso visite guidate.
Complessivamente sono stati avviati 424 corsi con il coinvolgimento di 7.387 allievi.
La Regione Abruzzo nell’ambito dell’azione A.2.2 del P.O.R. “Interventi finalizzati all’assolvimento dell’obbligo formativo” definisce le linee guida oggetto dei seguenti interventi:
• informazione, orientamento, bilancio di competenze, counseling personalizzato;
• formazione iniziale innovativa finalizzata all’assolvimento dell’obbligo formativo;
• formazione mirata all’inserimento in attività produttive e di servizio in forma autonoma o
dipendente;
• interventi che tendono a realizzare percorsi formativi integrati con significative esperienze di
permanenza in impresa, rivolte a giovani che hanno assolto l’obbligo scolastico, finalizzati
all’acquisizione di qualifiche di base e mirati all’assolvimento dell’obbligo formativo;
• percorsi biennali con durata annuale dell’intervento pari a 1000 ore di cui 300 ore di stage.
Con Delibera di Giunta Regionale del 20.12.00, ha avviato la costruzione e la sperimentazione di
un nuovo modello di formazione. Esso è caratterizzato da un impianto unitario, la cui progettazione complessiva è stata affidata ad un soggetto esterno; le linee organizzative riguardano gli snodi
del sistema integrato per l’obbligo formativo: l’anagrafe regionale dei soggetti che hanno assolto
l’obbligo scolastico, le attività di orientamento, i percorsi formativi personalizzati, la valutazione dei
crediti formativi, i “passaggi” tra i sistemi dell’istruzione scolastica, della formazione e dell’apprendistato. Già alla fine del 2001 è stata presentata agli organismi competenti una relazione sullo
stato di attuazione del progetto esecutivo per la realizzazione di un sistema dell’obbligo formativo. L’articolazione della proposta formativa prevede un percorso biennale di 2000 ore in cui vengono realizzate azioni formative integrate con esperienze di permanenza in azienda e misure di
accompagnamento così suddivise: 80 ore per attività di accoglienza/orientamento, 630 ore per i
moduli di competenze di base, 200 ore per i moduli delle competenze trasversali, 900 ore per i
moduli di competenze tecnico-professionali, all’interno dei quali vengono attivati i percorsi personalizzati per una durata complessiva di 100 ore; è previsto, inoltre uno stage di 300 ore. A conclusione del ciclo formativo vengono programmate attività di assistenza all’inserimento lavorativo
della durata complessiva di 40 ore per gli allievi che intendono avviarsi nel mercato del lavoro, al
termine delle quali viene rilasciato il certificato di qualifica. Diversamente, per gli allievi che intendono rientrare nella scuola, sono previsti interventi di valutazione a conclusione dei quali conseguiranno un esame abilitativo per il reingresso nel sistema di istruzione.
La Regione Molise ha emanato un bando con Delibera di Giunta Regionale n.382 dell’11
marzo 2002 per la realizzazione di 3 corsi di formazione iniziale a carattere sperimentale, per
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i profili di tecnico informatico,operatore informatico e tecnico di sala con specializzazione in
gastronomia ed enologia; i corsi hanno una durata complessiva di 1800 ore ripartita in cicli di
900 ore annuali. Si prevede anche una riduzione del monte ore in favore dei giovani di età
superiore ai 16 anni che abbiano frequentato almeno un anno di secondaria superiore o che
abbiano svolto esperienze lavorative inerenti alle attività corsali.
Ulteriori iniziative corsuali per l’obbligo formativo sono previste all’interno del POR (misura a2azione 3) per le quali è in corso l’emanazione del bando.
Le Province di Campobasso ed Isernia e l’Ufficio Scolastico Regionale stanno completando
l’iter formale per la sigla dell’Accordo Interistituzionale per l’attuazione dell’obbligo formativo.
La Regione Campania ha definito un impianto unitario per l’assolvimento dell’obbligo formativo
nel sistema della formazione professionale con la delibera di Giunta Regionale 98/01, che coinvolge nelle nuove azioni formative per l’assolvimento dell’obbligo gli Istituti tecnici e gli Istituti
professionali di Stato. Con delibera n.1065 del 06.03.2001, è stato approvato un primo bando
sperimentale per l’attuazione dell’obbligo formativo, riservato agli Istituti Professionali e Tecnici
che nella fase di progettazione hanno operato congiuntamente con Centri di FP ed imprese.
La D.G.R. 1065/01 stabilisce le linee di indirizzo fondamentali per l’assolvimento dell’obbligo
formativo all’interno del territorio regionale:
• attribuisce ai C.F.P.R. (Centri di Formazione Professionale Regionali) la funzione di progettazione e realizzazione delle attività formative relative all’apprendistato, secondo le modalità
proposte dall’art.68 della legge 144/99;
• riserva agli Istituti Tecnici e Professionali Statali, almeno in una prima fase, il compito di
gestire le attività corsuali;
• prevede che i Centri di Formazione Professionale Regionali (CFPR) locali (o i COP, negli
ambiti territoriali dove non vi è presenza di CFPR), forniscano collaborazione agli Istituti Scolastici nella fase di progettazione, stesura e sottoscrizione dei progetti e, se richiesti, anche
nelle fasi successive. Queste attività possono anche realizzarsi con il coordinamento dei
Settori Tecnici Amministrativi Provinciali (STAP) della Regione, che hanno la possibilità di
elaborare e trasmettere ai CFPR e COP da essi delegati, uno schema di protocollo d’intesa
da sottoscrivere con gli Istituti Scolastici.
Il Bando per l’affidamento di attività corsuali agli enti accreditati prevede che i percorsi formativi contengano:
• attività di accoglienza, in ingresso e in ogni momento in cui si attivano passerelle, comprensiva di un servizio per l’accertamento di conoscenze, capacità e competenze acquisite e per il riconoscimento di eventuali crediti formativi;
• percorsi formativi personalizzati, anche con moduli e servizi di sostegno che tengano conto
delle specificità del soggetto con particolare riferimento ai soggetti portatori di handicap;
• moduli di orientamento in ingresso, in itinere e al termine dell’azione formativa;
• un’architettura modulare del percorso mediante una progettazione per ufc strutturate in cicli
formativi;
85
• una certificazione di fine ciclo valida per il passaggio al ciclo successivo o come credito formativo per l’accesso all’istruzione superiore o ad altri canali formativi.
La seconda fase del programma attuativo regionale dell’obbligo formativo trova invece il suo
riferimento normativo nella D.G.R. 4398/01, con la quale è stato approvato il bando per l’affidamento di attività corsuali a Enti e Organismi formativi in regola con le procedure per l’accreditamento previste dalle delibere G.R.N. n.5548 del 14.11.00 e n.2471 del 5.06.01. Il bando
allegato prevede la programmazione di 130 corsi per 2600 giovani residenti nelle province
campane e che abbiano compiuto 15 anni nell’anno 2000. I corsi di formazione professionale
prevedono una durata standard di 600 ore per il primo anno, con 350 ore di formazione d’aula e 200 ore di stage più 50 ore di formazione individualizzata per attività di recupero. Per il
secondo anno si prevedono invece 900 ore standard articolate in 500 ore di formazione d’aula, 300 ore di stage e 100 ore di recupero individualizzato. La durata complessiva del percorso formativo è di 1500 ore. La maggior parte dei corsi proposti riguarda competenze in campo
informatico e corsi per figure più tradizionali quali saldatori, addetti alle macchine utensili, cuochi. Il bando risponde all’esigenza di una forte integrazione tra i soggetti istituzionali e le strutture formative del territorio e di una adeguata rispondenza alla richiesta di professionalità proveniente da alcuni settori del mercato del lavoro in cui è più debole l’offerta formativa. Inoltre
sono previsti corsi sperimentali in cui prioritaria è la lotta alla dispersione scolastica, rivolti a
giovani residenti in aree a rischio che non hanno adempiuto all’obbligo scolastico. Tali corsi,
definiti anche attraverso la concertazione con le Parti Sociali, prevedono 800 ore annuali, sia
per il primo sia per il secondo anno (400 di formazione d’aula, 300 di stage e 100 di recupero individualizzato) per una durata complessiva del percorso formativo di 1600 ore.
Nell’anno 2001-2002 sono stati realizzati 108 corsi per un numero complessivo di 2009 allievi.
Come riportato nel precedente Rapporto di monitoraggio (secondo semestre 2001), la Regione Basilicata ha pubblicato sul BURB del 25 maggio 2001, il “Piano Stralcio di formazione professionale per l’anno 2001”, che fa riferimento ad un insieme di azioni finalizzate a definire:
• il pacchetto di offerta per l’assolvimento dell’obbligo formativo;
• il modello di offerta formativa, che deve mirare all’acquisizione di competenze tecnico professionali, di base e trasversali;
• le linee contenutistiche e metodologiche della specifica offerta formativa.
Sono stati programmati percorsi di formazione di base conformi a quanto definito dall’allegato tecnico dell’Accordo Stato-Regioni del 2/3/2000, da realizzare a cura delle Agenzie Provinciali per l’Orientamento e la Formazione. L’articolazione dei percorsi prevede due annualità di
1200 ore ciascuna strutturate in moduli, ognuna delle quali riconducibile a specifiche competenze certificabili. Al termine del percorso viene rilasciata una qualifica.
Con D.G.R n.194 del 5/3/2002 la Regione Calabria ha approvato il “Piano per l’obbligo formativo – Annualità 2000-2001”. Il piano prevede la realizzazione di corsi di formazione sull’obbligo formativo della durata di un anno (1000-1200 ore), di due anni (1800-2400 ore), di tre
86
anni (2.400-3000 ore) rivolti ai giovani che hanno frequentato la scuola dell’obbligo e non
intendono proseguire, o che hanno abbandonato gli studi superiori. Le iniziative formative
saranno svolte presso i Centri regionali della formazione professionale, i Centri di Formazione
Privati, oppure nell’ambito del sistema di istruzione. I moduli sono strutturati in:
•
•
•
•
•
accoglienza, orientamento ed accompagnamento;
competenze di base;
competenze tecnico professionali;
competenze trasversali;
formazione sul lavoro (stage).
Per le informazioni relative alla Regione Puglia l’aggiornamento è al secondo semestre del
2001. La Giunta ha deliberato l’8 giugno 2001 un documento sui “percorsi formativi integrati
in obbligo formativo”. Le attività corsuali, di durata biennale, per un totale di 2400 ore, sono
progettate congiuntamente dagli Enti di formazione professionale e dagli Istituti tecnici o professionali, o dagli Istituti di istruzione artistica (a tal fine si attuano appositi accordi bilaterali).
Ciascuna annualità di 1200 ore prevede:
• moduli della durata complessiva di 300 ore di contenuto prevalentemente tecnico-culturale,
realizzati dall’istituto scolastico con cui l’ente di formazione stipula l’accordo;
• moduli di 540 ore, di contenuto prevalentemente professionalizzante, realizzati direttamente
dall’ente di formazione;
• uno stage aziendale della durata di 360 ore a cura dell’ente di formazione.
Inoltre il progetto deve prevedere moduli di informazione e di sensibilizzazione alle tematiche
dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile.
La Regione Siciliana, con la Circ. n.02/02 del 2 luglio 2002, ha disposto le direttive per la programmazione e gestione del P.R.O.F. (Piano Regionale dell’Offerta Formativa), in cui vengono
delineate le linee di intervento per l’assolvimento dell’obbligo formativo. Il modello delle attività di formazione iniziale (AFI) prevede:
a Formazione per l’assolvimento dell’obbligo scolastico di giovani non prosciolti o assolti
(FOS), di durata variabile secondo gli accordi formalizzati con la scuola e certificato delle
competenze;
b Formazione per l’assolvimento dell’obbligo formativo (FOF) con attività biennali (2400 ore) o
triennali sperimentali (3600 ore), con certificato di qualifica professionale ed assolvimento
dell’obbligo, e certificato di competenza a conclusione di ciascun anno formativo;
c Qualifica di base abbreviata (QBA) (450-600 ore), per soggetti in possesso di almeno un
anno di scuola secondaria superiore o di esperienza lavorativa, con certificato di qualifica
professionale; è previsto un colloquio di orientamento con analisi formalizzata delle conoscenze e competenze possedute;
d Corsi integrativi extra curricolari (FIEC) destinati a studenti di 3° 4° e 5° anno degli istituti
secondari (60-600 ore extrascuola), con certificato delle competenze. A conclusione delle
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attività formative di formazione iniziale possono essere promossi tirocini formativi della durata minima di 80 ore con dichiarazione di competenze sottoscritta anche dall’azienda.
Il 24 aprile 2002 è stata siglata una Intesa per l’attuazione dell’obbligo formativo tra l’Assessorato Regionale Lavoro, Previdenza sociale, Formazione professionale ed Emigrazione, l’Assessorato Regionale Beni culturali, ambientali e Pubblica istruzione e l’Ufficio scolastico regionale. Con questa intesa la Regione assume in carico per intero la rilevanza dell’obbligo formativo, coinvolgendo le strutture interessate. Viene fatto riferimento alla Circolare dell’Assessorato Regionale Lavoro del 26/4/2001 n. 2/01/FP e alla Direttiva 22/2/2001 “Linee guida per
l’attuazione, nel sistema d’istruzione, dell’accordo sancito dalla Conferenza unificata in data
2/3/2000”. Le parti si impegnano a realizzare:
- percorsi integrati di istruzione e formazione con stage aziendali o anche in alternanza;
- formulazione di un elenco degli Enti di formazione professionale già accreditati da utilizzare nel sistema;
- percorsi formativi personalizzati che tengano conto della specificità del soggetto con particolare riferimento ai soggetti portatori di handicap;
- attività di formazione nell’ambito del sistema di formazione professionale;
- l’esercizio dell’apprendistato
- raccordi con i percorsi per la formazione degli adulti e con i corsi di I.F.T.S.;
- stesura annuale di un piano regionale delle azioni di sostegno alle attività di formazione.
Nell’ambito di tali attività saranno attuate azioni integrate destinate ai giovani che abbiano
assolto l’obbligo scolastico e non abbiano assolto l’obbligo formativo. Esse saranno finalizzate al conseguimento di qualifiche professionali coerenti con le esigenze territoriali e dovranno
garantire anche la possibilità di accedere al terzo o quarto anno di corso della scuola secondaria superiore.
La Regione Sardegna ha previsto per l’annualità 2002-2003 percorsi formativi regionali, di
durata biennale, realizzati in modo da assicurare un supporto all’inserimento lavorativo e la
possibilità di eventuali prosecuzioni dell’iter formativo nel sistema dell’Istruzione e della formazione superiore. In tutti i corsi sono previste azioni di orientamento, iniziale ed in itinere, per
sviluppare la consapevolezza delle proprie potenzialità, del progetto di sviluppo personale,
del percorso intrapreso. In quest’ambito è attivo il riconoscimento dei crediti formativi comunque già acquisiti e la certificazione delle competenze acquisite.
L’articolazione didattica è di 2400 ore, ripartite in due annualità con moduli di accoglienza,
orientamento, accompagnamento, di saperi di base (area linguistica, scientifica e tecnologica), di competenze trasversali, di competenze tecnico-professionali, di stage e di attività
motorie.
Per assicurare agli allievi l’opportunità del “passaggio” tra i sistemi dell’obbligo, l’organizzazione didattica si basa sulla utilizzazione di un modello di progetto didattico unitario che prevede la ripartizione in moduli omogenei, così da consentire la valutazione e la successiva certificazione delle competenze acquisite. I programmi didattici hanno differente sviluppo, a
secondo della professionalità da conseguire, nella sola area relativa ai contenuti tecnico-professionali e di stage; mentre è univoca l’articolazione dei contenuti afferenti all’area delle com-
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petenze di base e trasversali, ad eccezione di alcuni casi in cui vi è l’esigenza di apportarvi
modifiche per contestualizzare i contenuti stessi.
I corsi sono finalizzati all’acquisizione di competenze riferite ai profili di qualifiche di base (o
di 1° livello), approvate dalla Giunta Regionale con propria deliberazione.
Le qualifiche sono comprese nelle seguenti aree professionali: Informatica; Elettrica; Meccanica; Turismo; Ristorazione; Distribuzione Commerciale; Produzione Artigianale; Edilizia; Agricoltura e Ambiente.
Infine nella Regione Sardegna si è sperimentato un percorso integrato tra Centri di formazione professionale e Centri territoriali permanenti per l’educazione degli adulti, per consentire ai
giovani in età dell’obbligo formativo privi di licenza media di acquisire sia il titolo di studio, sia
la qualifica professionale.
Sono in atto complessivamente 321 corsi, che coinvolgono 3680 allievi. Tali corsi sono ripartiti in 253 corsi per il primo anno e 68 per il secondo, con il coinvolgimento rispettivamente di
2967 allievi per il I anno e 713 allievi per il II anno.
4.2 • ELEMENTI TRASVERSALI DELLO SVILUPPO DEL SISTEMA DI FORMAZIONE
PROFESSIONALE INIZIALE
Come già era emerso nel precedente rapporto, dall’analisi delle situazioni regionali in fase di
sviluppo si evidenziano alcuni fattori comuni di qualità. Riguardano la necessità di un forte raccordo di sistema che coinvolge orientamento, azioni contro la dispersione, certificazione e
passerelle. Su questi punti operano già in numerose regioni gruppi tecnici, il cui compito è
centrato sulla formazione iniziale, ad esempio in Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto ed Emilia - Romagna.
4.2.1 • I percorsi integrati
I percorsi integrati tra sistema di istruzione e sistema di formazione professionale sono presenti in quasi tutte le Regioni, anche se assumono architetture e forme attuative diverse. Vi
sono regioni, come Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, in cui l’interazione scuola-formazione professionale, nelle sue varie forme, è stata attività caratterizzante la formazione iniziale nella fascia dell’obbligo scolastico e formativo. Vi sono poi regioni, quali la Campania e la Toscana, che hanno individuato nella scuola un volano per la costruzione dell’offerta formativa. Altre forme di integrazione particolari, nel caso specifico quelle della Sardegna, prevedono un raccordo con i Centri territoriali per l’educazione permanente, mirando al
recupero del titolo di licenza media accanto alla parallela attività di professionalizzazione.
In Regione Piemonte si vanno stabilendo rapporti tra Province e Direzione regionale del MIUR
per concordare strategie sulle attività integrate. Per i percorsi formativi ad integrazione dell’istruzione scolastica (Misura A2) sono previsti dalla Direttiva “Mercato del lavoro” percorsi pluriennali di durata massima di 600 ore, realizzati in integrazione con la scuola secondaria superiore (art. 7 del DPR 257/00), e percorsi per le attività post-qualifica della terza area negli IPS.
I percorsi del primo tipo sono distribuiti nel corso di tre anni a partire dalla seconda classe
delle superiori (160 ore per 3 anni), con 120 ore del percorso scolastico che verrebbero riconosciute dalla Regione. Il percorso conduce al terzo anno o ad una certificazione di compe-
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tenze. È previsto uno stage. Attualmente è in corso il secondo anno di sperimentazione. Il
carattere “integrativo” del percorso è dato dalla forte coprogettazione scuola-fp. Accanto a
questi percorsi è previsto un sostegno individuale per l’inserimento in percorsi formativi già
avviati (durata massima 200 ore) o per il rientro nella scuola. Questi interventi mirano a contrastare la dispersione scolastica fortemente concentrata nei primi anni della scuola secondaria superiore, in particolare negli Istituti Professionali e negli Istituti Tecnici Superiori. Per tali
sperimentazioni, la Direzione Regionale MIUR si è impegnata a garantire il cofinanziamento.
Sono previsti percorsi annuali della durata massima di 1.200 ore e realizzati in alternanza
scuola/lavoro per le azioni finalizzate all’acquisizione di qualifiche di base (Misura A2). I percorsi di integrazione curricolare realizzati nel 2001/2 sono stati complessivamente 216, per un
totale di 2.873 allievi. Nello stesso periodo i percorsi con arricchimento curricolare sono stati
9, tutti nella provincia di Torino, frequentati da 135 allievi.
In Regione Lombardia è operativa un’offerta di percorsi integrati con la scuola rivolta a giovani drop out articolata sul modello biennale che fa riferimento al Progetto Intesa; sono inoltre
attivi servizi di orientamento integrati e percorsi con arricchimento curricolare.
In Provincia di Varese si segnalano iniziative integrate rivolte ai giovani disabili o del disagio
scolastico condotte dai Centri di formazione professionale e dalle scuole medie inferiori e
superiori. I modelli sono di due tipologie: moduli di orientamento tre le 15 e le 120 ore e moduli di effettiva integrazione formativa, tra le 400 e le 1000 ore. Inoltre, il Progetto Cariplo, la cui
prima edizione si è conclusa nel giugno 2002 (è prevista una seconda edizione per il settembre 2002), ha visto la partecipazione di docenti della secondaria superiore e dei Cfp e di tre
unità operative provinciali dei servizi per l’impiego. Sono stati sperimentati modelli d’intervento per l’orientamento, la valorizzazione delle capacità di apprendimento e curricola integrati;
sono stati interessati dalla sperimentazione 90 studenti di tre classi prime di Istituti secondari
superiori tecnici e professionali.
Nella Provincia autonoma di Bolzano sono segnalati 16 percorsi integrati con la presenza di
263 studenti. Da alcuni anni sono attivi nella Provincia autonoma di Trento i Progetti-ponte che
prevedono l’allestimento di percorsi integrati tra Scuola media e Centri di formazione professionale per il sostegno e la rimotivazione dei giovani svantaggiati. Il Progetto-ponte è strutturato sulla base di moduli che rispecchiano le caratteristiche essenziali dei contenuti della formazione di base evidenziandone il carattere operativo; si realizzano attraverso due tipologie:
orientamento e preinserimento. La durata varia dalle 20-30 ore per le finalità orientative alle
60-150 ore per i ragazzi con “disagio certificato”, per i quali si individua un percorso specifico di preinserimento. I progetti ponte di preinserimento sono svolti all’interno di un solo cfp; i
ragazzi frequentano il Centro una o due volte per settimana ed acquisiscono un credito inserito nel curriculum personale. Nell’anno scolastico formativo 2000-2001 sono stati avviati 81
progetti, di cui 52 di orientamento e 29 di preinserimento; complessivamente i progetti hanno
coinvolto 153 allievi.
Nella Regione Veneto i percorsi integrati, realizzati nell’ambito del Piano annuale della formazione di base, rispondono alla previsione del D.M. 323/99, attuativo dell’obbligo scolastico e
a quelle del D.P.R. 257/00, attuativo dell’obbligo formativo.
Per quanto riguarda i primi (percorsi integrati di formazione in obbligo scolastico), la Regione
ha programmato lo svolgimento, durante il primo anno di scuola superiore, di percorsi prope-
90
deutici e preparatori alla formazione professionale, rivolti ad allievi quattordicenni chiamati ad
assolvere l’obbligo scolastico. Tali percorsi, di carattere orientativo e pre-professionalizzante,
non contemplati nei curricula scolastici, hanno avuto, in prima attuazione, una durata al primo
anno di 700 ore, progressivamente ridotte a 350/450 ore (Q0), con assolvimento dell’obbligo
scolastico, dichiarazione di competenze e credito acquisibile per gli eventuali successivi due
anni di formazione professionale (Q1 e Q2) in un percorso affine. I percorsi sono stati attuati
nel quadro di apposite convenzioni, stipulate tra gli Istituti scolastici presso cui gli allievi stavano assolvendo all’obbligo di istruzione e i Centri di formazione professionale. Lo strumento
della convenzione regola la gestione integrata dei progetti prevedendo una formalizzazione
dei compiti tra i diversi attori coinvolti nella sperimentazione di ogni corso attivato. Nell’a.f.
2001/2002 sono stati programmati 113 percorsi di formazione professionale integrati in obbligo scolastico (attivati ai sensi del’art. 6 DPR n. 323 del 9 agosto 1999)., con 1.937 allievi previsti.
Per quanto riguarda i percorsi integrati di formazione in obbligo formativo, il Protocollo del
luglio 20017 stabilisce che singoli Istituti scolastici e Centri di formazione professionale, o
gruppi di essi, possano progettare percorsi di integrazione curricolare in obbligo formativo a
norma del D.P.R. 257/2000, anche sulla base delle stesse convenzioni stipulate per i percorsi
integrati in obbligo scolastico. Le ore destinate a tali percorsi integrati sono concordate tra Istituzioni scolastiche autonome e Centri o Agenzie di formazione, nel rispetto del riparto orario
previsto dal D.P.R. 275/1999. Negli Istituti professionali di Stato possono essere utilizzate in
tutto o in parte anche le ore destinate all’area di approfondimento. Tali interventi integrati costituiscono crediti riconoscibili, sia dalla Scuola superiore ai fini della certificazione finale, sia nell’ambito di ulteriori percorsi formativi. L’integrazione, durante l’obbligo formativo, avviene in
percorsi della “terza area” professionalizzante, svolti nell’ultimo biennio degli Istituti professionali di stato in collaborazione con i CFP. Questi percorsi trovano esito, sul versante della FP, in
un attestato di qualifica regionale di II livello. Nell’a.f. 2001/2002 sono stati programmati 660
corsi di terza area, attivati negli Istituti professionali di stato, con 11.738 allievi previsti. Sono
strutturati in un biennio di 600 ore (300 per anno scolastico) 200 delle quali destinate alla formazione in ambiente di lavoro, mediante appositi stage.
La Regione Friuli-Venezia Giulia ha inserito nel Piano regionale 2002-03 due diverse tipologie
di iniziative sperimentali integrate con il sistema scolastico: la prima consiste in percorsi di
arricchimento curricolare di durata massima di 200 ore, rivolti a studenti delle superiori con
contenuto formativo coerente con il percorso scolastico frequentato; l’altra, centrata su processi di orientamento professionale, mira a sostenere la scelta successiva all’adempimento
dell’obbligo scolastico, anche in relazione al proseguimento nel canale della formazione professionale.
Nella Regione Liguria sono presenti 52 percorsi di integrazione curriculare con la presenza di
3.064 studenti e 257 percorsi di arricchimento curricolare con 4.235 studenti. Nell’a.s.
2001/02, le attività realizzate all’interno della scuola sono state principalmente interventi formativi nell’ambito del Progetto Alternanza scuola-lavoro (moduli di 20 ore e stage per gli alun-
7 Protocollo per l’attuazione dell’Obbligo formativo, sottoscritto dalla Regione Veneto, dalla Direzione dell’Ufficio Scolastico Regionale e dalle Province del Veneto.
91
ni delle quarte classi) e percorsi formativi integrati realizzati da enti di formazione con alcune
scuole superiori. L’utenza di questi ultimi ha riguardato alunni frequentanti il primo anno di
scuola superiore realizzando azioni di prevenzione della dispersione formativa.
Nella Regione Emilia - Romagna i progetti di integrazione fra istituti scolastici e agenzie di formazione riguardano arricchimenti curricolari nell’ambito di un percorso scolastico di istruzione secondaria superiore. Viene rilasciata una certificazione di crediti congiunta fra scuola e
formazione, spendibile nella formazione professionale (attestato di frequenza o dichiarazione
di competenze o certificazione delle competenze). Questa tipologia (arricchimento curriculare) prevale nettamente fra le attività messe in atto a livello provinciale: non si rilevano, infatti,
percorsi scolastici che prevedono integrazione curriculare con il conseguimento di una qualifica professionale.
I percorsi di obbligo formativo integrato si realizzano il più delle volte all’interno dell’istituto
scolastico, ma possono prevedere anche percorsi modulari da realizzarsi in parte nella scuola e in parte nella formazione professionale, laddove negli istituti scolastici manchino i laboratori e le strutture professionalizzanti. Le differenze fra i diversi percorsi dipendono dalla tipologia di attività prevista: in corrispondenza di percorsi di orientamento la durata per allievo può
toccare un minimo di 10 ore (come per la provincia di Ferrara dove la maggior parte delle attività consistono in percorsi di accoglienza/orientamento), mentre per i percorsi a carattere preprofessionalizzante la durata può superare le 500 ore (come a Piacenza, dove i percorsi
appartengono tutti a questa tipologia).
Fra le attività avviate nel 2002, sono da segnalare interessanti esperienze rivolte a soggetti con
deficit psichici o fisici, relative a percorsi in alternanza scuola/formazione professionale/azienda, dove i giovani vengono seguiti quasi individualmente, acquisendo fiducia e autostima in
virtù dell’autonomia che progressivamente raggiungono prendendo contatto con la realtà
lavorativa. In particolare, nella Provincia di Bologna le attività rivolte ai disabili consistono in
brevi percorsi integrati con la formazione professionale (P.I.A.F.S.T. – percorsi in alternanza formazione, scuola, territorio), di durata annuale/biennale, con finalità orientativa e di prima professionalizzazione, svolti nei laboratori interni ai diversi istituti, presso il centro di formazione o
in azienda. Questi percorsi si caratterizzano come esperienza ponte verso la formazione, se
attivati nell’arco del secondo e terzo anno della scuola superiore, o come iniziative di avvicinamento al lavoro, se attivati nell’arco del quarto e quinto anno della superiore.
Sempre in continuità con le attività realizzate per l’anno formativo 2001-2002, per le attività da
avviare nel 2002 le Province hanno messo a bando percorsi integrati con la formazione professionale, rivolti agli allievi frequentanti il penultimo anno della scuola dell’obbligo o iscritti alla
Scuola Secondaria Superiore di II grado. L’obiettivo di queste azioni è offrire una panoramica
esauriente delle proposte afferenti le diverse realtà scolastiche e formative presenti sul territorio, nonché offrire un’offerta formativa che arricchisca il percorso curricolare, dopo l’assolvimento dell’obbligo scolastico, attraverso l’intreccio tra apprendimenti teorici ed operativi. Gli
interventi si articolano in azioni orientative e formative per lo sviluppo delle competenze di
base e trasversali, della cultura del lavoro e dell’imprenditorialità, e in percorsi a carattere
orientativo-professionalizzante, che permettono di sperimentare situazioni connesse ad uno
specifico ruolo lavorativo e di rafforzare il percorso curriculare a sostegno della successiva
scelta professionale o di studio.
92
Sono inoltre previsti interventi per allievi disabili e per cittadini stranieri. Per quanto riguarda i
primi sono programmate azioni corsuali curriculari rivolte a singoli allievi o a gruppi e miranti
a sostenere sia il successo scolastico che quello formativo. Per i cittadini stranieri la Provincia
di Bologna ha previsto, ad esempio, azioni corsuali focalizzate su competenze di base e linguistiche per consentire l’esercizio del diritto di cittadinanza, progettate in accordo fra agenzie formative, CTP e scuole.
La rete dei soggetti istituzionali, in particolare attraverso i rappresentanti della scuola, della
formazione professionale (generalmente associati in ATI) e della Provincia, collabora sia nel
momento dell’identificazione dei bisogni formativi sia nella formulazione di risposte a questi
bisogni. I percorsi di integrazione curricolare realizzati nel 2001/2 sono stati complessivamente 317, per un totale di 21.197 allievi. Non sono stati attuati nello stesso periodo percorsi
con arricchimento curricolare.
Per quanto riguarda la Regione Toscana, il tema delle attività integrate è oggetto di monitoraggio e indirizzo da parte del gruppo di lavoro paritetico costituito tra Regione Toscana e
Ufficio scolastico Regionale. Nella Regione sono stati predisposti percorsi integrati in sei
Province (Arezzo, Firenze, Lucca, Massa, Pisa e Prato), mentre sono stati realizzati percorsi di arricchimento curricolare in tre Province (Lucca, Pistoia e Prato). Le strategie di rete
che coinvolgono la formazione iniziale nella programmazione di attività di integrazione prevedono Comitati di coordinamento tra Provincia e referenti delle istituzioni scolastiche con
la collaborazione, talvolta, degli Uffici scolastici regionali. I percorsi di integrazione curricolare realizzati nel 2001/2 sono stati complessivamente 129, per un totale di 2.153 studenti.
68 sono stati i percorsi con arricchimento curricolare e 1.403 i relativi studenti. A partire dal
2002 l’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana ha attivato una procedura di finanziamento con fondi del MIUR riservati alle attività previste dalla lettera a) comma primo dell’art.68
legge 144/99, ovvero i percorsi integrati per rafforzare la scelta dei ragazzi che continuano
il percorso scolastico. Le Province sono state chiamate a partecipare alla valutazione dei
progetti. Riguardo al ruolo svolto dalle scuole nel campo delle attività di formazione professionale, ricordiamo anche che tra i potenziali soggetti realizzatori degli interventi nella
Regione vi sono anche le scuole (D.G.R. n.198 del 25/2/2002). In merito ai percorsi integrati
con le scuole, attivati nel corso dell’anno 2001/2002 nella Regione Umbria, si segnala per
la Provincia di Perugia la realizzazione di percorsi formativi pre-professionalizzanti. Tali percorsi coprogettati e cogestiti dagli Istituti scolastici e dai Centri di formazione professionale
sono di due tipologie: la prima è finalizzata ad integrare il curricolo scolastico degli allievi
iscritti al primo anno delle superiori non intenzionati a continuare l’iter nella scuola e quindi
a favorirne il passaggio alla formazione professionale; la seconda tipologia, viceversa, ha
inteso agevolare i giovani interessati ad un passaggio verso il sistema scolastico. Nella Provincia di Terni sono attivi numerosi progetti di integrazione tra formazione professionale e
scuola che, oltre ad essere finalizzati all’assolvimento dell’obbligo formativo, sono diretti
anche verso uno dei seguenti obiettivi:
• conseguimento della licenza media;
• recupero del nono anno dell’obbligo scolastico;
• acquisizione di crediti per il passaggio alla formazione professionale;
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• acquisizione di crediti per il rientro nel canale scolastico;
• integrazione di giovani portatori di handicap.
I percorsi integrati nell’ambito dell’ obbligo scolastico sono pari a 24 per un totale di 383 allievi; i percorsi integrati nell’ambito dell’obbligo formativo sono 14 per un numero di allievi pari a
34.
Nella Regione Marche, oltre alla presenza di corsi con integrazione curricolare, sono state
siglate convenzioni tra Provincia e Amministrazioni scolastiche per costruire un sistema di
offerta integrata (Macerata), prevedendo percorsi con maggiore flessibilità formativa ed organizzativa. Nella Regione Lazio alcuni Centri di formazione professionale hanno avviato contatti con le Scuole statali presenti sul territorio in attesa di intese che dettino i criteri da seguire
per eventuali accordi per i percorsi integrati. Alcuni Centri di formazione professionale in via
sperimentale hanno già avviato corsi integrati. Nella Regione Campania, per il 2001-2002, il
bando per la realizzazione di attività di formazione iniziale per l’obbligo formativo prevede l’integrazione obbligatoria tra gli Istituti secondari superiori ed i Centri di formazione professionale regionali, con percorsi integrati tra fp e scuola e impresa. Infine nella Regione Sardegna
si sta sperimentando un percorso integrato tra Centro di formazione professionale e Centro
territoriale permanente per l’educazione degli adulti, per consentire ai giovani in età dell’obbligo formativo privi di licenza media di acquisire sia il titolo di studio, sia la qualifica professionale.
4.2.2 • Sistemi di certificazione, crediti e passaggi8
Dall’analisi dei rapporti regionali è stato possibile individuare lo stato di avanzamento della
ricerca e della sperimentazione locale sui sistemi di certificazione e di riconoscimento delle
acquisizioni. Si propongono all’attenzione alcuni modelli già sufficientemente consolidati,
come quello delle UFC in Emilia - Romagna o come quello veneto, oppure in fieri, come appare dalla sperimentazione di alcune regioni (ad esempio Toscana, Umbria, Marche, Liguria,
Sardegna). Alcune sono le questioni di fondo più evidenti, che fanno da spartiacque tra i
diversi modelli in esame. La prima riguarda il cosa si deve certificare/riconoscere nel sistema
integrato. A questo proposito alcune amministrazioni segnalano esplicitamente le “competenze” (Piemonte, Toscana), con la particolarità di Trento che prevede un riconoscimento particolare delle “competenze trasversali”; altre citano “conoscenze e competenze” (Abruzzo e
Veneto). La seconda questione riguarda il chi riconosce le acquisizioni. Nel riconoscimento
delle acquisizioni della scuola o del lavoro, da capitalizzare verso la formazione professionale, si evidenziano in Veneto i tratti di un modello che utilizza un servizio di accertamento di
eventuali crediti (svolto da apposite commissioni che rilasciano certificati di ammissione su
modello regionale). Altre amministrazioni ricorrono alla mediazione dei servizi per l’impiego,
che annoverano tra le loro attività la costruzione di tabelle di corrispondenza tra discipline scolastiche e moduli della formazione professionale, oltre alla predisposizione di procedure per i
passaggi tra i sistemi (Pesaro-Urbino). Nel percorso inverso di riconoscimento delle acquisi-
8 Laddove i rapporti regionali di monitoraggio relativi al primo semestre 2002 non siano pervenuti o non abbiano riportato informazioni nuove sull’argomento oggetto del paragrafo sono state presentate le informazioni aggiornate al
secondo semestre 2001.
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zioni maturate nella formazione da parte della scuola si nota il ricorso a commissioni scolastiche (già previste dall’accordo Stato-Regioni sull’OF e dal Dpr. 257/00) che devono operare
sulla base di precedenti standard di formazione professionale che diano trasparenza all’articolazione delle azioni formative, non solo in termini di competenze, ma anche di conoscenze
(Abruzzo). Infine, la terza questione riguarda il dove si riconoscono le acquisizioni, intendendo con questo il possibile riconoscimento a valle per l’azione dell’organismo ricevente (Veneto, Abruzzo); il riconoscimento a monte, in base a forti accordi (intese, protocolli ecc.) che stabiliscono una comparabilità dei percorsi e una doppia certificazione (Bolzano, Umbria), o in
base ad una certificazione di un credito avvenuta da parte dell’ente che ha erogato la formazione, attivabile a certe condizioni in un altro sistema (Sardegna); un ulteriore luogo di riconoscimento delle acquisizioni, questa volta né a valle né a monte si colloca fuori del sistema
educativo, ma all’interno del sistema locale dei servizi: si tratta dell’azione che svolgerebbero
i centri per l’impiego nella mediazione tra sistemi.
Fatte queste premesse, entriamo nello specifico regionale. Nella Regione Piemonte i percorsi
per l’assolvimento dell’obbligo formativo offrono in uscita un certificato di qualifica professionale regionale. Sono previsti percorsi con certificazione delle competenze acquisite e riconoscimento di crediti formativi, in conformità con quanto stabilito nel DPR n. 257/00. Tale certificazione viene rilasciata dal soggetto attuatore degli interventi secondo i modelli del D.G.R.
n.70 – 2679 del 02.04.01. Per quanto concerne gli standard formativi, le Province fanno riferimento all’ormai consolidato Repertorio regionale, disciplinato dalla DGR. n. 184-2323 del
16.10.95 (Deliberazione standard formativi). Esso è aggiornato costantemente e comprende
qualifiche “standard”, “in osservazione” e “nuove”, garantendo il monitoraggio dei profili in
uscita dei percorsi formativi.
Nella Regione Veneto si rilascia, al termine del percorso formativo, un attestato di qualifica. Gli
allievi che abbandonano la formazione prima del raggiungimento della qualifica possono
richiedere all’ente gestore il rilascio una dichiarazione delle competenze acquisite, valevole ai
fini del riconoscimento di eventuali crediti formativi in ulteriori percorsi formativi o scolastici. È
prevista nei Centri di formazione professionale l’istituzione di un servizio per l’accertamento di
conoscenze, capacità e competenze acquisite e per il riconoscimento di eventuali crediti formativi. Tale servizio interviene nella valutazione delle competenze pregresse nel caso di iscrizioni di allievi provenienti dal sistema scolastico o dal mondo del lavoro, oppure di richieste di
iscrizione dopo il primo quarto del monte ore. In tali casi, per gli allievi in obbligo formativo, l’iscrizione deve essere accompagnata dal certificato di ammissione in cui viene individuato
l’anno di corso a cui destinare l’utente. Esso è rilasciato da apposite Commissioni costituite da
docenti dei Centri di formazione professionale e coadiuvate da esperti del mondo del lavoro
e dell’istruzione, in analogia con le corrispondenti Commissioni incaricate di riconoscere i crediti acquisiti verso il sistema scolastico (art. 5 del Protocollo d’Intesa interistituzionale per l’attuazione dell’obbligo formativo siglato tra Regione, Direzione scolastica regione e Amministrazioni provinciali, allegato alla D.G.R. 1314 del 25.5.01). La Provincia autonoma di Bolzano
segnala percorsi con arricchimento curricolare per il conseguimento della Patente europea
del computer (classi 2, 3, 4 e 5). Dai corsi triennali di qualifica professionale di base del settore turistico è possibile proseguire in un corso biennale di post-qualifica (per “Tecnico dei servizi della ristorazione” o “Tecnico dei servizi turistici”) che dà anche accesso all’istruzione
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superiore. Da notare, per completezza di informazione, che nella provincia non sono presenti Istituti professionali di stato. Con delibera di Giunta della Provincia autonoma di Trento, del
febbraio 2000 è stato attivato un “gruppo guida” per lo studio di un libretto formativo finalizzato al riconoscimento e alla dichiarazione delle competenze trasversali del cittadino da introdurre nei percorsi dell’obbligo scolastico e della formazione professionale. Con tale strumento si dichiarano le competenze traversali riconoscibili al soggetto in uscita dall’obbligo d’istruzione, si riconoscono i crediti delle competenze trasversali acquisite sia a scuola che nella
formazione professionale e si supporta il processo di autoconsapevolezza del soggetto. La
prima fase di sperimentazione ha coinvolto 38 scuole secondarie superiori e 23 CFP per un
totale di 112 classi e 2300 giovani. Con DGP 2521/2001 la Giunta Provinciale ha approvato il
modello dei descrittori di competenze trasversali da inserire nel libretto formativo e ha approvato altresì la generalizzazione della sperimentazione a tutte le strutture scolastiche e formative. Complessivamente l’innovazione riguarderà oltre 5.000 giovani della scuola e della formazione professionale. In Regione Liguria, il Gruppo di lavoro istituzionale (Regione, Province
e MIUR) che ha il compito di elaborare disposizioni operative unitarie per l’attuazione dell’obbligo formativo sul territorio regionale ha individuato tra le priorità la definizione di standard
professionali omogenei tra le Province e modalità di certificazione idonee a facilitare i passaggi. Nella Provincia di Savona, un segmento del Progetto OMNIS (il Cres.S.Fo. - Crediti
Scuola Formazione) è dedicato a costruire un sistema di certificazione di crediti che siano trasferibili tra scuola, formazione e mondo del lavoro. L’iniziativa è articolata in sottoprogetti fortemente correlati, anche in vista della costruzione del libretto formativo del cittadino. In tal
senso il Piano “A1” ha promosso la nascita di un servizio di bilancio delle competenze all’interno dei Centri per l’impiego, mirando a fornire un “portafoglio” di crediti spendibili nei confronti delle aziende. Un altro sottoprogetto si basa sul lavoro di un gruppo per l’attivazione di
passerelle tra sistemi: in pratica vengono analizzati i programmi formativi per poter trasferire
crediti nei diversi sistemi. Viene messo a punto un modello di spendibilità di crediti verso la
scuola (per l’esame di stato) e la formazione (per la qualifica professionale). Nella Provincia di
La Spezia è stata costituita una Commissione per il riconoscimento dei crediti formativi, con
l’obiettivo di stabilire le modalità di passaggio fra i sistemi, attraverso il reciproco riconoscimento dei crediti formativi.
In Regione Emilia - Romagna, tra le diverse modalità attuative, le Province hanno scelto che
i percorsi formativi siano articolati in Unità formative capitalizzabili (UFC), con crediti riconoscibili nel passaggio tra sistemi. Il modello, già adottato nel protocollo d’intesa tra Regione, MIUR, MLPS e Province, implica che i diversi percorsi formativi siano articolati in insegnamenti (unità formative) singolarmente certificabili e reciprocamente riconoscibili (capitalizzabili). La stessa esperienza in un contesto di lavoro deve essere certificabile e riconoscibile “per segmenti” (moduli) in termini di competenze acquisite, a loro volta corrispondenti a determinate “unità” formative. Le UFC sono articolate sulla base di descrittori standard. Nella Regione Toscana sono in fase di studio alcuni percorsi dove è prevista la certificazione delle competenze acquisite al termine di ciascun modulo (Firenze, Massa, Pisa,
Prato) per permettere una riconoscibilità sia in ambito scolastico che formativo. Secondo il
Piano di indirizzo per il diritto allo studio e l’educazione permanente per gli anni 2001 e
2002, dovrebbe essere la rete dei Servizi per l’impiego a garantire la valutazione della spen-
96
dibilità dei crediti, sulla base di apposite linee guida regionali. Nell’allegato “C” degli aggiornamenti del piano per il 2002 e 2003 si prevede che nell’ipotesi di un percorso articolato in
moduli ed esperienze lavorative e comunque con finalità formative, il conseguimento della
qualifica professionale possa avvenire anche mediante un accertamento finale svolto dai
Centri per l’impiego, tenuto conto dei repertori delle professioni nazionale e regionale. Nella
Regione Umbria viene segnalata l’attivazione del progetto per la “Sperimentazione di percorsi integrati di istruzione e formazione professionale” (2001-2002), finalizzato all’assolvimento dell’obbligo formativo ed al conseguimento della licenza media. Gli utenti studiano a
scuola e si formano per 5 giorni alla settimana presso un Cfp. Sulla base delle prove di verifica effettuate durante e alla fine del percorso formativo, Cfp e Scuola media rilasciano crediti attestanti il possesso di conoscenze e/o di abilità che concorreranno a definire il patrimonio di risorse necessarie all’allievo sia per l’acquisizione della licenza media sia per il
passaggio al ciclo successivo di formazione professionale, in vista del conseguimento della
qualifica. La Commissione,composta dai docenti del Cfp e dai docenti della Scuola media
partner, è presieduta da un presidente designato dal Provveditorato. È previsto lo svolgimento dell’esame di Stato presso un Cfp, con una Commissione ministeriale incaricata di
rilasciare il diploma tenendo conto dei crediti acquisiti nei percorsi integrati di istruzione e
formazione. Nella Regione Marche, anche se ancora non è stato costruito un sistema di certificazione dell’offerta formativa integrata, è stato attivato un Tavolo tecnico per la definizione del Libretto formativo. Sono in crescita convenzioni tra Centri di formazione professionale e scuole per l’individuazione dei percorsi e il riconoscimento dei crediti formativi. Nella
Provincia di Pesaro-Urbino i Servizi per l’impiego svolgono un supporto progettuale per gli
istituti scolastici proponendo percorsi di orientamento per il passaggio dalla scuola alla formazione professionale. I Centri per l’impiego di Pesaro annoverano tra le loro attività la
costruzione di tabelle di corrispondenza tra discipline scolastiche e moduli della formazione professionale, oltre alla predisposizione di procedure e documenti per i passaggi tra i
sistemi. Nella Provincia di Ascoli Piceno i Servizi per l’impiego hanno previsto l’elaborazione di un progetto finalizzato ad individuare standard formativi per le aree delle competenze
di base e trasversali per l’OF. Nella Regione Abruzzo i crediti formativi vengono identificati
al momento della costruzione degli standard e certificati con certificazioni di qualifica (ope
legis) e/o in tessere di competenze. La Commissione che valuterà i livelli di reingresso nel
sistema scolastico avrà a sua disposizione il piano preordinato dei contenuti come il continuo monitoraggio delle attività svolte dal giovane: valuterà le conoscenze e le competenze
per un reingresso immediato o per un reingresso a seguito di un modulo “di recupero”. Nella
Regione Siciliana, nell’ambito della citata Intesa per l’attuazione dell’obbligo formativo, che
ridisegna il sistema di formazione di base regionale, è stata prevista la programmazione e
la realizzazione di standard formativi omogenei per garantire la certificazione e la spendibilità dei crediti formativi. In Regione Sardegna, a conclusione del percorso formativo, viene
rilasciato dall’organismo formativo un credito. Esso viene attribuito in base ad una prova di
valutazione specifica per l’oggetto cui si riferisce ed ha un valore riconoscibile da ogni altro
organismo formativo a condizione che l’organismo rilasciante sia accreditato, ci si riferisca
ad un repertorio approvato dall’organismo ricevente e la prova di valutazione sia svolta in
riferimento a standard definiti.
97
4.2.3 • Interventi di orientamento realizzati nell’ambito dell’obbligo formativo
Nell’ambito dell’obbligo formativo, il tema dell’orientamento ha assunto una valenza significativamente importante; difatti molte realtà regionali in fase di organizzazione del sistema e di
riqualificazione dell’architettura progettuale del sistema della formazione professionale hanno
introdotto il tema dell’accoglienza, dell’orientamento e delle misure di accompagnamento e di
inserimento lavorativo quali concreti supporti alle scelte, volti soprattutto a rinforzare l’identità
professionale del giovane, valorizzando le specifiche risorse individuali, nell’ottica di una definizione di un progetto personale/professionale ma soprattutto come misura per prevenire il
fenomeno della dispersione scolastica e formativa. A tal riguardo significativi sono gli stanziamenti di risorse previsti nei POR nell’ambito delle misure per contrastare il fenomeno della
dispersione. Non indifferenti sono state le azioni di promozione del servizio di informazione
orientativa nell’ambito della scuola media inferiore e superiore intese come attività integrate
finalizzate a promuovere le iniziative formative ed a svolgere interventi mirati per i giovani soggetti ad obbligo formativo e per il coinvolgimento attivo delle famiglie per la sensibilizzazione
sul tema. Inoltre si è assistito ad un prolificare di iniziative nell’ambito dei Servizi per l’impiego
con attività rivolte ai giovani ed alla formazione dei tutor.
Si riportano di seguito le esperienze condotte nell’ambito dell’orientamento dalle singole realtà
regionali rilevate dai rapporti regionali di monitoraggio.
Nell’ambito del Piano Regionale sull’Orientamento per l’obbligo formativo (D.D. 702 del
28/6/02) il Piemonte ha previsto la realizzazione di azioni di orientamento e counseling per
adolescenti in obbligo formativo (età compresa tra 15 e 18 anni) prosciolti ma non assolti dall’obbligo scolastico, con la costruzione di percorsi formativi pre-professionalizzanti di orientamento di durata massima di 160 ore e attuati in integrazione con la scuola secondaria inferiore e/o superiore (punto 1 dell’art. 4 del DPR 257/00). Inoltre le linee di intervento per le azioni
finalizzate all’acquisizione di qualifiche di base (Misura A2) prefigurano azioni formative integrate con stage aziendale ed orientamento in ingresso. Con D.G.R. n.56-5399 del 25.02.02 è
stato predisposto un Atto d’indirizzo che prevede azioni di orientamento formativo per combattere la dispersione scolastica. In questo documento vengono definite le modalità di attuazione e di finanziamento delle azioni di orientamento da parte delle Province. Le attività di
orientamento previste nel presente Atto di indirizzo sono relative alle seguenti dimensioni ed
interventi orientativi:
a) Informazione orientativa
• Sportello informativo:accoglienza, contatto, accertamento disponibilità;
• Colloqui/intervista;
• Seminari e/o incontri orientativi di sensibilizzazione;
• Informazioni rivolte a giovani in obbligo scolastico e formativo, famiglie, insegnanti e formatori.
b) Formazione orientativa
• Percorsi integrati Provincia – scuole medie inferiori e superiori – Agenzie di formazione professionale;
• Tutoraggio all’inserimento formativo con percorsi di sostegno sulle competenze di base e
trasversali;
98
• Moduli rivolti ai disabili con handicap intellettivo e/o psichici frequentanti gli ultimi due anni
dell’obbligo scolastico per i quali risultano insufficienti le attività di orientamento svolte nella
classe;
• Inserimento orientativo attraverso lo strumento dello stage in realtà economiche, produttive,
territoriali e transnazionali;
• Laboratori.
c) Consulenza orientativa
• Colloqui informativi;
• Bilancio di competenze attitudinale individuale/gruppo.
I destinatari delle azioni sono i giovani in obbligo formativo, ma anche le famiglie e gli insegnanti/formatori. Per monitorare l’avvio delle azioni, che hanno carattere sperimentale, è stato
costituito un gruppo tecnico tra Regione e province, del quale fanno parte l’Agenzia Piemonte Lavoro, un rappresentante della scuola e uno delle agenzie formative. Si rimanda la lettura
delle singole realtà provinciali nella Scheda regionale del Piemonte per il dettaglio delle attività proposte.
Nella Valle D’Aosta il servizio di orientamento dell’Agenzia regionale del lavoro ha attivato uno
sportello, denominato “Punto Orientamento” con finalità sia informativa che di orientamento,
per:
• Realizzazione di attività rivolte ai giovani soggetti ad obbligo formativo, convocati sulla base
degli elenchi inviati dalla Sovrintendenza agli studi della Regione;
• Realizzazione di attività informative ed orientative rivolte agli utenti che accedono spontaneamente al servizio;
• Costruzione e gestione della banca dati;
• Attività di sensibilizzazione sulla tematica dell’O.F.
La Giunta regionale ha identificato dei consulenti esterni, con competenze in materia di orientamento scolastico e professionale, nell’ambito dello sportello sopra citato, per la realizzazione delle attività di:
•
•
•
•
Colloqui di accoglienza e orientamento;
Tutoring;
Interventi informativi e di sensibilizzazione presso le scuole;
Predisposizione di materiale informativo.
La struttura Agenzia regionale del lavoro è l’organo di programmazione regionale del Fondo
Sociale Europeo.
In tale ambito vengono programmate e finanziate sia iniziative formative, di orientamento e
pre-professionalizzazione, sia azioni di sistema a sostegno della realizzazione delle attività formative, ad es. attraverso iniziative di assistenza tecnica, progetti sperimentali connessi alle
tematiche del sistema integrato istruzione/formazione/lavoro, dei crediti formativi, delle certifi-
99
cazioni ecc., ricerche finalizzate ad individuare i fabbisogni formativi delle aziende e indagini
di follow up dei percorsi formativi.
Annualmente l’Agenzia regionale del lavoro realizza una guida all’orientamento ai tre canali di
assolvimento dell’obbligo formativo che fornisce informazioni dettagliate sull’offerta scolastica
e formativa in ambito regionale e sulle modalità di accesso al mondo del lavoro con particolare riferimento al contratto di apprendistato e che suggerisce una prassi metodologica utile
per affrontare il tema della scelta. Tale guida viene distribuita a tutti gli allievi frequentanti la
terza media ed è disponibile presso lo sportello Punto Orientamento dell’Agenzia regionale del
lavoro, presso le biblioteche, i centri Informagiovani ed i servizi per l’impiego.
Tale guida si pone anche come strumento che può essere utilizzato dagli insegnanti per interventi di orientamento nelle classi e dai genitori.
Un ulteriore strumento informativo è l’area denominata “Lavorogiovani” nell’ambito del sito
internet della Regione Valle d’Aosta, di cui è in corso l’aggiornamento.
Gli operatori dello sportello hanno contattato gli insegnanti referenti per l’orientamento di tutti
gli istituti superiori al fine di concordare modalità di informazione e sensibilizzazione sulla
tematica dell’obbligo.
Nella Regione Lombardia, con le linee definite nell’”Atto di Indirizzo” per il corrente anno formativo 2001/2002, la formazione orientativa viene citata come l’intervento più significativo che
deve caratterizzare la pianificazione provinciale. Sono state pertanto previste diverse attività
relative all’obbligo formativo che si articolano in:
• Accoglienza e informazione da realizzarsi attraverso colloqui di accoglienza;
• Consulenza orientativa, da realizzarsi attraverso colloqui individuali di orientamento, bilancio professionale individuale, bilancio di competenze professionale;
• Informazione orientativa da attuarsi attraverso incontri di informazione orientativa.
Scendendo nel dettaglio provinciale, la Provincia di Milano ha previsto interventi orientativi al
termine del ciclo scolastico di base; nel corso ed al termine del biennio del ciclo secondario,
in ogni momento in cui la persona si appresti ad un cambiamento del percorso in atto e richieda un intervento orientativo.
A Cremona presso i Centri per l’impiego vengono svolti i colloqui individuali di informazione/orientamento. Gli operatori addetti ai colloqui sono stati coinvolti, nel 2001, in attività di formazione nell’area dell’Accoglienza e dell’Orientamento professionale, nell’ambito del progetto “Caravelle”.
Dal I gennaio 2002 è stata costituita, presso la sede centrale della Provincia, l’Ufficio Orientamento con il compito di sovrintendere all’attività orientativa dei Centri per l’Impiego. L’Ufficio
di Orientamento ha quindi intrapreso un’attività di formazione sugli operatori dei Centri per
l’Impiego per migliorarne sia le competenze organizzative che relazionali.
Si sono inoltre svolti alcuni incontri tra il servizio Formazione professionale della Provincia e i
Centri per l’impiego per coordinare le reciproche attività.
Nella Provincia di Pavia la struttura territoriale dei Servizi per l’impiego è articolata in tre Centri (Pavia, Voghera, Vigevano) ed un Centro di Coordinamento provinciale con sede a Pavia.
Attualmente i Servizi stanno adeguando le competenze degli operatori con vari interventi spe-
100
cifici (Progetto Caravelle; Bando Multimisura Orientamento; Misura A1; Misura C4; Albo Provinciale dei collaboratori esterni).
Non sono stati ancora individuati tutor per l’obbligo formativo, ma sono comunque state individuate risorse (1 operatore per Centro) che realizzano attività di informazione rivolta all’utenza dell’obbligo formativo.
Nella Provincia di Varese, da giugno 2001 a giugno 2002, negli otto Centri per l’Impiego diffusi sul territorio è stata organizzata, (con almeno un operatore per Centro, ma in alcuni casi
anche due, per un totale di 11), l’attività di accoglienza, svolgendo un primo colloquio informativo con tutti i ragazzi in obbligo formativo che si sono presentati spontaneamente o che
sono stati contattati su segnalazione delle scuole o dei centri di formazione professionale. In
molti casi sono stati contattati, direttamente dagli operatori, anche coloro che risultavano osservando l’estrazione bimestrale dei nominativi da inviare in sede - aver cessato il rapporto
di apprendistato.
Successivamente al primo colloquio informativo, in quasi tutti i Centri per l’Impiego sono stati
realizzati da due a tre, fino ad un massimo di quattro colloqui di tipo orientativo con lo scopo
di analizzare i bisogni dei giovani e quindi:
• rinviarli alla rete presente sul territorio, sempre guidati e monitorati dall’operatore del Centro
fino alla maturazione di una scelta ed alla decisione di inserirsi in un percorso idoneo all’assolvimento dell’obbligo formativo;
• oppure iscriverli al Centro ed avviarli ad un lavoro come apprendisti, anche facendo precedere questo momento da un tirocinio orientativo.
Per quanto riguarda le attività di coordinamento, sempre nella Provincia di Varese, oltre alle
riunioni periodiche di coordinamento con gli operatori dei Centri per l’Impiego che lavorano
sull’obbligo formativo, sono stati organizzati:
• momenti informativi, in particolare, sull’interpretazione della legge e sull’analisi di casi peculiari;
• momenti formativi sul ruolo degli operatori di fronte ai giovani e/o alle famiglie, sul linguaggio verbale e non verbale e sugli stili di comunicazione e su come condurre il colloquio.
Infine, per quanto concerne altre attività informative e promozionali inerenti l’“Obbligo Formativo”, sono state organizzate a Varese:
• Il Progetto “Le opportunità dell’obbligo formativo”, nei mesi di novembre-dicembre 2001 che
si è articolato in una serie di interventi informativi nelle classi di prima superiore sul tema dell’obbligo formativo, con destinatari gli studenti degli Istituti d’Istruzione Superiore ad indirizzo tecnico e professionale della Provincia di Varese;
• Il Progetto “Fondazione Cariplo”, di cui la 1^ edizione del progetto, intitolata, “Formazione
intervento per sperimentare l’integrazione tra docenti della Scuola Media Superiore e della
Formazione Professionale”, si è conclusa nel mese di giugno 2002 ed ha visto la partecipazione attiva di più di trenta docenti di dieci Istituti di Istruzione Superiore, nove Centri di For-
101
mazione Professionale e tre unità operative provinciali dei servizi all’impiego. I gruppi di
lavoro hanno progettato e sperimentato con successo modelli di intervento in integrazione
nell’ambito dell’orientamento, della valorizzazione delle capacità di apprendimento dei giovani e dei curricola integrati.
Nella Provincia autonoma di Bolzano è significativa l’attività promozionale, di informazione e
orientamento, che l’Ufficio del Lavoro svolge nei confronti dei giovani che evadono l’obbligo
formativo, cioè di coloro che non sono inseriti in nessuno dei percorsi contemplati dalla legge
144/99. Si tratta di azioni di prevenzione e recupero che fanno parte della tradizione e dell’esperienza dell’amministrazione provinciale, che in questo senso ha anticipato gli orientamenti contenuti nella legislazione nazionale. Le azioni proposte dagli uffici competenti sono molteplici e riguardano:
• attività di consulenza orientativa e psicologica svolta individualmente o in piccoli gruppi;
• incontri di informazione e promozione dell’offerta formativa e delle opportunità occupazionali tramite apprendistato e/o tirocini, anche in collaborazione con le scuole medie inferiori
e superiori; in particolare, all’interno degli istituti tecnici e professionali e delle scuole professionali, si realizzano periodicamente incontri di orientamento con esperti dei servizi provinciali, anche con possibilità di effettuare stage e/o visite aziendali, nonché corsi di introduzione alle professioni artigianali e tecniche;
• attivazione di uno sportello informativo sulle opportunità presenti nel territorio alto atesino;
• iniziative editoriali di promozione e pubblicizzazione delle iniziative.
Nella Provincia autonoma di Trento la gestione delle attività di orientamento sono affidate
all’Agenzia del Lavoro, che svolge un ruolo significativo nell’attività di orientamento professionale, mediante l’erogazione di una molteplicità di azioni:
•
•
•
•
•
Colloqui di accoglienza;
Consulenza orientativa realizzata sia individualmente sia tramite incontri in sottogruppi;
Organizzazione di stage orientativi, visite aziendali e incontri con testimoni significativi;
Pubblicizzazione delle iniziative;
Sportello informativo.
Con la DGR n. 2796/2001, “Direttiva Regionale per gli interventi di orientamento per l’anno
2002” la Regione Veneto ha fissato le linee di programmazione e di intervento sul territorio in
ambito di orientamento con particolare riferimento all’obbligo formativo.
Questa programmazione ha tenuto in particolare considerazione il Protocollo di intesa tra la
Regione del Veneto, la Direzione dell’Ufficio Scolastico Regionale e le Province del Veneto, per
l’attuazione dell’obbligo formativo nella Regione Veneto. La Direttiva fa riferimento in particolare all’attuazione di quanto previsto dall’articolo 2, riguardante gli interventi integrati di orientamento, ed in particolare:
• Servizi per l’informazione e l’orientamento;
102
• Incontri di orientamento per gli allievi che compiono 15 anni;
• Orientamento nell’ultimo biennio di obbligo scolastico;
• Orientamento in obbligo formativo.
La linea di intervento della Direttiva è quella di favorire, l’integrazione fra gli enti pubblici, il
mondo dell’istruzione, della formazione professionale, dei Servizi per l’Impiego delle Province,
delle Parti Sociali. I diversi interventi integrati fra loro sono sviluppati a livello territoriale da reti
fra istituti scolastici, agenzie formative, enti territoriali, parti sociali e altri soggetti operanti nel
territorio.
La Struttura regionale di orientamento della Direzione dell’Istruzione e della Cultura della
Regione Friuli Venezia Giulia ha inserito interventi specifici a favore dell’Obbligo Formativo
all’interno delle attività che i Centri di orientamento svolgono presso le scuole medie inferiori
e superiori o presso la sede del Centro.
Nei sei Centri di orientamento della Regione Friuli Venezia Giulia operano orientatori, psicologi, in ruolo presso l’Amministrazione regionale.
In particolare le attività che vengono svolte sono le seguenti:
Consulenze svolte presso il Centro (allievi dai 15 ai 18 anni non compiuti e/o famiglie);
Consulenze svolte presso scuole ed Istituti (allievi dai 15 ai 18 anni non compiuti);
Attività di informazione e sensibilizzazione rivolte ad allievi di scuola media inferiore;
Attività di informazione e sensibilizzazione svolte nelle scuole superiori e presso i centri di
formazione;
• Incontri con insegnanti (o altre figure rilevanti appartenenti al sistema istruzione/formazione);
• Altre attività riguardanti l’informazione/sensibilizzazione sull’O.F.
•
•
•
•
Il gruppo di lavoro a livello regionale, ha svolto le attività di analisi/progettazione delle metodologie d’intervento e degli strumenti per la consulenza orientativa relativamente a:
• Riorientamento;
• Orientamento per i ragazzi drop-out;
• Orientamento per gli stranieri.
È stato prodotta una guida regionale al completamento dell’obbligo scolastico e formativo
(13.000 copie) agli alunni, alle famiglie, ai docenti e agli operatori dei vari servizi territoriali.
È in fase di completamento un nuovo sistema interattivo di informazione sulla FP regionale tramite la rete internet, all’interno del quale ci saranno sezioni informative specifiche sull’O.F., con
la possibilità di attivare specifici profili di ricerca.
Inoltre è stata istituita la “Rete informativa per l’orientamento in Friuli Venezia Giulia”.
Nella Regione Liguria, in attesa della definizione del modello regionale dell’obbligo formativo,
è stato elaborato un documento regionale contenente modalità e disposizioni relative a metodologie di base per la programmazione provinciale delle attività in questione. Secondo tale
documento, i progetti destinati ai giovani che hanno compiuto 15/16 anni nel 2001, dovranno
103
contenere i seguenti elementi comuni: attività di orientamento previste nel Piano regionale integrato di orientamento, i giovani dovranno seguire percorsi collettivi/individuali di orientamento
ai corsi di formazione professionale al fine di verificare motivazioni e capacità individuali nonché il possesso di conoscenze/competenze riconoscibili quali crediti formativi in ingresso; in
particolare nelle Province si riscontra la seguente situazione.
Nella Provincia di Genova, i Servizi per l’impiego, nei mesi di aprile-maggio 2002, hanno svolto una campagna informativa presso gli Istituti scolastici, al fine di diffondere le tematiche dell’obbligo formativo e le modalità di assolvimento dello stesso. Sono stati distribuiti depliant
informativi sui Centri per l’impiego e pieghevoli contenenti l’offerta di formazione professionale iniziale per l’anno 2002/2003.
Per quanto riguarda la Provincia di La Spezia è stato programmato il “Progetto integrato di
orientamento” per gli studenti delle prime classi superiori, composto da un modulo di orientamento di 20 ore, relativo all’analisi delle conoscenze, competenze capacità e motivazioni dell’allievo per una più consapevole scelta formativa o scolastica e di un modulo di orientamento alla formazione ed al lavoro di 40 ore. È stata inoltre costituita una Commissione per il riconoscimento dei crediti formativi, con l’obiettivo di stabilire le modalità di passaggio fra i sistemi, attraverso il reciproco riconoscimento dei crediti formativi. Inoltre La Provincia di La Spezia ha individuato i Centri per l’Impiego territoriali come sedi per le funzioni di accoglienza,
orientamento individuale, counselling, bilancio competenze. A tal fine ha integrato le risorse
umane impegnate con le risorse del sistema formativo provinciale, nonché con esperti per le
competenze specifiche richieste.
La Provincia di Savona con il Progetto “OMNIS” ha portato a sistema il processo di orientamento e prevenzione della dispersione, attraverso l’attivazione di un’ampia gamma di percorsi integrati scuola-formazione; per l’attività di orientamento si segnalano:
- M.I.O. (Medie Inferiori Orientamento) è un progetto scaturito dalla necessità di superare la
dicotomia orientamento scolastico/orientamento professionale per ricondurre ad unità l’educazione alla scelta. I suoi obiettivi progettuali consistono nel far conoscere le opportunità formative in alternativa alla scuola e/o successive alla stessa, fornire informazioni rispetto al mercato del lavoro, secondo metodologie attive ed esperienziali, fornire informazioni rispetto alle
professioni (sia come lavoratori dipendenti che autonomi) cercando di evidenziare gli aspetti
salienti di ciascuna.
- Me.S.O. (Medie Superiori Orientamento) è un progetto attivato dai Centri per l’Impiego, cui
hanno aderito le scuole, anche in rete, presentando le loro specifiche istanze. Gli obiettivi del
progetto sono:
• aiutare il giovane nel rafforzamento della scelta;
• far conoscere le opportunità formative in alternativa alla scuola e/o successive alla stessa;
• ri-orientare verso un nuovo indirizzo;
• fornire informazioni rispetto al mercato del lavoro;
• fornire informazioni circa le professioni anche in una logica di indirizzo verso nuove formule
di contratti di lavoro (atipici, autonomo, ecc.).
- O.F.I.S. (Orientamento Formazione Iniziale Savona). È il progetto con cui la Provincia interviene nei processi di orientamento che riguardano la formazione iniziale, rivolto ai giovani che
104
intendono frequentare la formazione professionale per l’anno 2001/2002. Al termine della fase
di orientamento il giovane sceglie tra la prosecuzione all’interno di un corso di formazione, il
rientro immediato nel sistema di istruzione scolastico o l’avvio al lavoro attraverso l’apprendistato. Il programma è suddiviso in unità didattiche, per un totale di 125 ore, alcune delle quali
di competenza dei CFP.
Nella Regione Emilia-Romagna le attività svolte dai Centri per l’impiego hanno anche riguardato la consulenza e la docenza presso alcune scuole su temi di orientamento al lavoro e tecniche di ricerca attiva del lavoro (in Provincia di Piacenza). Sono state inoltre programmate
azioni di raccordo con le famiglie per sensibilizzarle alle problematiche della dispersione scolastica, nel tentativo di rimuovere le cause all’origine del fenomeno. In particolare queste azioni, che coinvolgono Centri per l’impiego, scuola, CFP, imprese ed organizzazioni sindacali,
prevedono incontri sulle tematiche tipiche dell’adolescenza, dell’handicap, su aspetti del
mondo del lavoro e delle professioni. In un’ottica più generale, il bando multimisura regionale
ha previsto un’azione di mappatura, valutazione di efficacia dei servizi territoriali di orientamento, assistenza alla realizzazione della rete istituzionale dell’orientamento. L’azione dovrà
permettere in particolare l’acquisizione di informazioni sull’offerta di servizi di orientamento diffusi sul territorio regionale, individuare una batteria di indicatori per valutare l’efficacia dei servizi di orientamento rivolti a specifici target, supportare lo sviluppo della rete istituzionale
regionale dell’orientamento per un coordinamento delle politiche di orientamento nell’ottica
della costruzione di un sistema territoriale di offerta di servizi integrati. Ancora sul versante dell’informazione, nel corso del primo semestre del 2002 sono stati programmati interventi promozionali ed informativi all’interno delle scuole, collegandoli con moduli orientativi, nell’ottica
di colmare la carenza informativa delle famiglie rispetto alle opportunità formative esistenti. A
tal fine è stato anche realizzato un kit informativo consistente in opuscoli esplicativi del tema
dell’obbligo formativo ed indicanti i percorsi attivati in ciascuna Provincia. Infine, si rileva, per
la Provincia di Bologna, la riprogrammazione (nell’ambito di un bando provinciale 2002 su
risorse FSE) delle attività promozionali già avviate attraverso la predisposizione dell’opuscolo
“Lente di ingrandimento sull’Obbligo formativo nella formazione professionale”.
Per quanto riguarda le attività realizzate nell’ambito della scuola, nel primo semestre 2002, i
progetti relativi all’obbligo scolastico hanno riguardato percorsi formativi orientativi e pre-professionalizzanti, con lo scopo di verificare la scelta di tutti gli studenti, accompagnando i soggetti a rischio di dispersione verso gli altri canali di assolvimento dell’obbligo formativo, in continuità con le attività precedentemente realizzate. Tali interventi sono stati effettuati nelle scuole medie e nel primo anno della scuola superiore ed hanno previsto anche azioni di sostegno
motivazionale e raccordo con le famiglie. In particolare gli studenti che hanno più volte ripetuto l’anno (che concludono l’obbligo scolastico nelle medie), e quelli in situazione di disagio
socio-economico, con deficit cognitivi, demotivati verso la prosecuzione degli studi, a forte
rischio di abbandono del percorso scolastico, sono stati sostenuti individualmente da tutor e
operatori, relativamente agli aspetti metodologici dello studio e a quelli motivazionali e orientativi.
La Regione Toscana ha delegato alle province le attività di preformazione orientativa tese ad
individuare la scelta di percorsi di formazione attraverso modalità diversificate come ad es.
105
ricerca finalizzata, sportelli di servizi, moduli brevi di informazione e sensibilizzazione anche
rivolte al singolo individuo. Possono rientrare in queste attività anche la formazione di primo
livello se inserita nell’ambito di un percorso integrato (ad es. preformazione, formazione, orientamento al lavoro). Sono previste azioni di orientamento di I livello attraverso interventi di accoglienza, informazione, colloqui e screening iniziale dell’utenza nonché azioni di orientamento
specialistico attraverso interventi di colloqui orientativi, counselling, bilancio di competenze
individuale e per gruppi, azioni di orientamento (seminari, corsi, conferenze monotematiche
sulle innovazioni e trasformazioni del mercato del lavoro. Sono previsti percorsi di formazione
di orientamento per gli insegnanti (media e secondaria superiore) per prevenire la dispersione scolastica nonché corsi per tutor-orientatori.
Riportiamo di seguito una sintesi dei rapporti provinciali:
Arezzo - Le azioni di informazione, orientamento, e tutorato sono svolte da soggetti dipendenti
dei servizi Formazione e Istruzione che si avvalgono delle strutture dei Centri, ma non in modo
esclusivo. È stato prodotto materiale informativo cartaceo che ha avuto un’amplissima diffusione, sono state realizzate alcune pagine web nel sito internet della provincia.
Firenze - Nel corso dei primi mesi del 2002 sono state verificate le situazioni di circa 425 giovani che avevano assolto l’obbligo scolastico nell’anno scolastico 2000-2001 e che non avevano proseguito nel canale dell’istruzione. Il nuovo bando C2 prevede modalità di tutorato
“attivo” che coinvolge tutti i soggetti sul territorio.
Per quanto riguarda la figura del tutor, sono stati individuati transitoriamente nei CpI gli orientatori dedicati in particolare a seguire i giovani che non sono inseriti nei canali dell’obbligo formativo.
Circondario Empolese - Sono previsti incontri di orientamento per tutti i giovani nelle classi
terze degli istituti di primo grado del circondario.
Grosseto - le attività svolte dai servizi per l’impiego sono:
• Orientamento: (in convenzione con Agenzia di Orientamento, progetto OF.net) individuazione dei soggetti in obbligo usciti dalla scuola, convocazione, accoglienza, colloquio, definizione del progetto formativo individualizzato, inserimento nel percorso. Attività di formazione/aggiornamento con gli insegnanti referenti per l’obbligo e l’orientamento. Presso i vari
uffici si attivano interventi di informazione ed animazione in merito alle tematiche dell’obbligo, e si inseriscono i giovani in momenti di preformazione per gruppi propedeutici all’inserimento nel canale formativo prescelto;
• Tutoraggio: (affidamento di incarichi professionali) monitoraggio del percorso formativo, verifica/adeguamento del progetto, supporto al passaggio tra sistemi, contatto con le famiglie, i
servizi sociali, le scuole, le agenzie formative, le aziende. È attivo il partenariato con l’Università di Firenze per lo svolgimento di moduli professionalizzanti per tutor in obbligo formativo.
Livorno - È stata avviata una capillare attività di contatto con i ragazzi fuori dai percorsi scolastici e la prima fase di accoglienza è stata quasi sempre effettuata alla presenza di un familiare, nei successivi incontri sono stati spesso realizzati bilanci di competenze dei ragazzi.
Lucca - Le attività connesse all’Obbligo Formativo sono gestite dai Servizi Innovativi dei Centri per l’Impiego di Lucca e Viareggio e dai Servizi territoriali per l’impiego di Barga e Castelnuovo Garfagnana che erogano i relativi servizi in modo coordinato secondo metodologie concordate e condivise a livello provinciale.
106
Massa - I Servizi per l’Impiego hanno compiti di:
• Accoglienza/orientamento - Convocazione dei giovani soggetti all’obbligo formativo che
abbandonano il percorso scolastico, formativo o di apprendistato, i cui nominativi sono
comunicati dal Servizio P.I., motivandoli alla scelta e fornendo informazioni sui percorsi formativi;
• Colloquio di informazione ed orientamento sulla base degli interessi e dei potenziali individuali, nonché dell’offerta formativa;
• Azioni di tutorato che accompagnano il percorso formativo dei giovani attraverso il contatto
personale, l’attivazione di una rete di raccordo con soggetti preposti all’obbligo formativo e
gli altri soggetti per gli interventi sociali, monitoraggio dell’andamento del percorso.
L’attuazione del progetto O.F. si articolerà nel seguente modo:
• Creazione di un sistema di sportelli nelle scuole (ASPO informazione ed orientamento) inizialmente Superiori (POR - mis. C2) con l’attivazione di interventi formativi specifici per
docenti. Gli ASPO saranno operativi a partire dall’a.s. 2002/2003;
• Individuazione di Tutor che saranno impegnati nella costruzione di percorsi personalizzati
per ogni soggetto, in stretto raccordo con i servizi per l’impiego e tutti i soggetti istituzionali interessati (ASL, Servizi Sociali, Scuole).
Pisa - I Centri per l’Impiego della Provincia di Pisa hanno continuato la fase di verifica delle
banche dati per l’individuazione, sul territorio provinciale, di coloro che, fuoriusciti dalle strutture scolastiche, erano soggetti all’obbligo formativo.
In via sperimentale, gli operatori dei Centri per l’Impiego hanno svolto l’attività di tutoraggio.
Hanno contattato tutte le famiglie dei giovani individuati, illustrando il progetto e predisponendo un calendario dei colloqui individuali.
Al fine di delineare un progetto professionale coerente alle propensioni e capacità dei soggetti
contattati, per molti di loro è emersa la necessità di un ulteriore colloquio di approfondimento.
Prato - Il Centro per l’Impiego attiva servizi rivolti ai giovani in obbligo formativo usciti dal percorso scolastico che prevedono:
• la convocazione ad incontri informativi sulla legge, tramite lettera raccomandata. L’incontro
è l’ambito nel quale è possibile conoscere la scelta effettuata o le difficoltà di scelta del
ragazzo e, nel contempo, informare sulla legge relativa all’obbligo formativo e sul servizio di
consulenza orientativa attivato al Centro per l’impiego;
• il servizio di consulenza orientativa individuale, cui accedono i ragazzi in modo spontaneo
o in seguito agli incontri informativi o alle iscrizioni ai Corsi di formazione professionale/percorsi di orientamento. Accedono alla consulenza anche giovani in obbligo scolastico,
soprattutto in prossimità delle iscrizioni quando sono chiamati a riflettere sulla scelta e in
prossimità della chiusura dell’anno scolastico;
• il servizio di tutoraggio, tramite incontri periodici con l’utente, attivando contatti con: Provveditorato; le scuole, per verificare la possibilità di “passerelle” e per entrare in contatto con
107
i referenti dell’orientamento; le agenzie di formazione professionale della provincia e fuori
provincia (Firenze e Pistoia); le agenzie per eventuali contratti di apprendistato;
• il servizio di monitoraggio periodico, nel raccordo con la Provincia, dell’andamento del percorso formativo intrapreso, per verificare i percorsi, prevalentemente con contatti telefonici
diretti agli interessati, in modo da intervenire in caso di demotivazione e rischio di abbandono, rinviando ad eventuale colloquio individuale per ridefinire la strategia di intervento per
assolvere l’obbligo formativo.
Siena - Sono state realizzate azioni di informazione e orientamento individuali destinate ai
ragazzi in OF segnalati dalle scuole nei primi due anni di applicazione della riforma (gli adolescenti nati nel ’85 e ’86). Le attività, previste all’interno del bando multimisura dell’Orientamento, sono state erogate presso i Centri per l’Impiego e presso il Centro Polivalente di Orientamento di Siena. Sono state inoltre implementate delle azioni in ottica preventiva presso le
scuole per il sostegno e la rimotivazione di ragazzi a rischio di abbandono del percorso scolastico, mediante interventi, individuali o di piccolo gruppo.
La Regione Umbria ha inserito i moduli dell’accoglienza, dell’orientamento e dell’accompagnamento finale intesi come fasi diverse di un unico e generale processo di supporto alle
transizioni, connessi alla realizzazione dei percorsi di formazione professionale. In particolare, nella Provincia di Terni l’orientamento è effettuato nelle scuole direttamente da operatori
del Centro per l’Impiego, ma anche con inviti e pubblicità per un’informazione diretta presso
la sede del Centro. Si inizia con interventi presso le scuole fra dicembre e gennaio quando
gli studenti della media inferiore devono scegliere rispetto al proprio futuro indirizzo formativo, ma si prevedono anche prime settimane orientative all’inizio del Corso di Formazione Professionale per orientare i nuovi allievi verso il percorso che è più consono ad ognuno di loro.
Grazie anche a queste iniziative, ad esempio, alcuni enti in crisi di iscritti hanno acquisito
nuova visibilità presso le ragazze e i ragazzi residenti nel territorio provinciale. È questo il
caso dell’Istituto per Periti Meccanici e Tecnici di Terni che negli ultimi anni contava pochissimi allievi, nonostante la qualità dei formatori e delle attrezzature a disposizione fossero
superiori alla media; molti giovani ternani cominciano a ripopolare l’Istituto dopo il grande
richiamo che negli anni scorsi avevano avuto i Centri di Formazione Professionale per il settore informatico.
Nelle Marche sono state svolte attività informative e di sensibilizzazione all’interno delle terze
medie e delle classi prime superiori. In modo specifico, nel mese di marzo 2002, sono state
realizzate iniziative di informazione all’interno della manifestazione “Orientopolis – il mese dell’orientamento”, in dieci diversi punti del territorio provinciale. Gli incontri, centrati sul Nuovo
Obbligo Formativo e sulla proposta di riforma dei cicli, si rivolgono principalmente alle famiglie degli studenti delle Scuole medie e superiori. Si è inoltre prodotto del materiale informativo raccolto in un kit di strumenti operativi, destinato ai docenti. Rilevante è il progetto promosso dalla Provincia di Macerata relativo all’integrazione dei servizi finalizzato alla prevenzione del fenomeno dell’abbandono e rimozione della dispersione scolastico/formativa al cui
interno sono previste azioni di consulenza, informazione orientativa, mediazione e sostegno
all’inserimento professionale. Gli interventi sono differenziati in relazione alla tipologia di target, appartenente comunque a giovani in situazione di forte disagio sociale.
108
In Abruzzo nell’ambito dell’azione A.2.1. “interventi finalizzati all’assolvimento dell’obbligo scolastico e formativo nel sistema dell’istruzione scolastica” e destinati a studenti inseriti nella
fascia dell’obbligo e/o studenti in obbligo formativo, inseriti nel Sistema dell’Istruzione Scolastica, sono programmati interventi finalizzati all’assolvimento dell’obbligo scolastico e formativo nel sistema dell’istruzione, che agevolino i giovani nell’inserimento del mercato del lavoro,
per aiutarli nella scelta degli studi scolastici, universitari e nella scelta del lavoro attraverso la
realizzazione dei seguenti interventi:
• Laboratori di orientamento per alunni in cui sono previsti seminari di aggiornamento per i
docenti. Miglior utilizzo della “dinamica di gruppo” per l’attività a favore degli allievi con
discussioni e simulazioni in aula (con la guida di un tutor esperto), a seguito della presentazione delle varie tipologie di studi universitari, di corsi di formazione professionale, di lavoro autonomo e di lavoro dipendente, nel campo artigianale, commerciale, industriale, sanitario, con esperti, approfondendo soprattutto le nuove professionalità, il lavoro che cambia
e che prevede flessibilità, la ricerca di percorsi personali di studio/lavoro per raccordare
qualità del lavoro, qualità della vita lavorativa; qualità della vita. Negli incontri si approfondiranno, altresì, i diritti e i doveri dei lavoratori, la sicurezza nei posti di lavoro, il valore della
produttività e dei comportamenti del management;
• Attività di counselling, che prevedono consulenze strutturate e personalizzate agli studenti
da parte di esperti per stimolare la soggettività creativa e l’iniziativa personale;
• Simulazione d’impresa, per motivare i giovani verso una prospettiva di inserimento rapido e
di successo nel mercato del lavoro, inseriti nel programma didattico curriculare ed extra-curriculare. Servizio di mentoring per sviluppare le capacità, le attitudini e le abilità esplorando
le varie tipologie della gestione di impresa, in tutti i suoi aspetti (Legislativi, economici, patrimoniali, finanziari, tributari ecc...).
Per quanto riguarda l’orientamento in obbligo formativo per gli allievi che compiono 15 anni
nella Regione Molise i servizi per l’impiego promuoveranno, d’intesa con le istituzioni scolastiche, appositi incontri di informazione e orientamento da svolgersi presso le scuole statali e/o parificate, o in centri territoriali appositamente individuati, destinati agli allievi che
compiono l’anno successivo il quindicesimo anno di età e che frequentano ancora le scuole medie di I grado, al fine di facilitare la scelta del canale formativo più idoneo tra quelli
previsti. Tali incontri saranno svolti preferibilmente entro il mese di dicembre di ciascun anno
scolastico.
Similmente, per quanto concerne l’orientamento in obbligo formativo per gli allievi che compiono 16 e 17 anni, le amministrazioni provinciali ed i servizi per l’impiego promuoveranno
appositi incontri di informazione e orientamento da svolgersi presso le scuole statali e/o
parificate relativamente alle opportunità dei percorsi di obbligo formativo per ragazzi che
hanno età compresa tra i 16 e i 17 anni entro il mese di dicembre di ciascun anno scolastico. Le azioni di orientamento, riorientamento e tutoring saranno attivate nel corso dell’intero anno.
Nella Regione Campania, in attesa del processo di delega alle Amministrazioni provinciali e
della piena attivazione dei CPI, i COP (Centri di Orientamento Professionale) hanno realizzato
109
attività di informazione ed orientamento. Sono state inoltre realizzate azioni di aggiornamento
e riqualificazione degli operatori dei servizi di orientamento e azioni di counselling sono state
svolte all’interno del progetto Demiurgo del Ministero del Lavoro, mentre altre sono previste nel
POR 2000-2006. Inoltre, si prevedono all’interno dei percorsi formativi misure di accompagnamento agli utenti di supporto all’inserimento professionale attraverso interventi di orientamento al lavoro o al proseguimento degli studi, nonché moduli di accoglienza per l’accertamento di conoscenze, capacità, e competenze acquisite.
Inoltre, il progetto denominato “On-Off”, realizzato dalla Provincia di Napoli, finalizzato alla
creazione di un approccio metodologico innovativo per favorire l’ingresso in percorsi di formazione di coloro che hanno abbandonato i percorsi scolastici tradizionali, ha visto la realizzazione di attività di formazione di 23 operatori territoriali, successivamente assegnati a
9 CPI della Provincia. A conclusione della prima fase dell’intervento (giugno 2002) gli operatori formati, attraverso l’applicazione sperimentale di un approccio in grado di favorire il
coinvolgimento degli utenti, avevano avviato 1.105 contatti e effettuato 335 colloqui con
giovani.
La Regione Sardegna ha previsto per l’annualità 2002-2003 percorsi formativi regionali, di
durata biennale, in tutti i corsi sono previste azioni di orientamento, iniziale ed in itinere, per
sviluppare la consapevolezza delle proprie potenzialità, del progetto di sviluppo personale,
del percorso intrapreso. In questo ambito è attivo il riconoscimento dei crediti formativi
comunque già acquisiti e la certificazione “visibile” delle competenze raggiunte durante il
percorso.
In conclusione, la lettura trasversale dei modelli di orientamento porta a notare un fermento
delle attività di orientamento che si traduce nelle iniziative che vengono sotto catalogate,
anche se vi è da dire che in molte realtà si tratta per il momento di un primo avvio o di nuove
prospettive offerte dalla normativa sull’obbligo formativo.
Le iniziative promosse dalle Regioni o dalle singole amministrazioni provinciali possono suddividersi in tre categorie:
- attività promozionali ed informative realizzate dalla Regioni o dalle Province;
- attività di orientamento integrate nella scuola media o negli Istituti superiori;
- attività di orientamento all’interno dei centri di formazione professionale.
A) attività promozionali ed informative realizzate dalla Regioni o dalle Province
Molte regioni hanno dato avvio a molteplici iniziative di orientamento informativo sul territorio. Le campagne di pubblicizzazione sono state realizzate attraverso sia la produzione
multimediale (videocassette, cd rom, opuscoli,…) che tramite dei seminari informativi di
sensibilizzazione promossi dalle istituzioni pubbliche. La maggior parte delle Regioni ha
promosso delle campagne informative sulle opportunità scolastiche e formative a livello
territoriale.
Di rilievo è stata l’apertura di sportelli informativi nell’ambito dei Servizi per l’Impiego, in ottemperanza a quanto previsto dalla legge 144/99 e dai successivi decreti attuativi, che offrono
informazioni sulle opportunità di formazione offerte ai giovani sul territorio.
110
B) attività di orientamento integrate nella scuola media o negli Istituti superiori
In molte realtà regionali le istituzioni scolastiche, in collaborazione con gli enti di formazione
professionale ed i servizi per l’impiego, hanno promosso iniziative di orientamento, riorientamento, educazione alla scelta, informazione sul mondo del lavoro e sull’offerta formativa locale all’interno delle Istituzioni scolastiche integrate con moduli orientativi all’interno dei percorsi curriculari, per facilitare il processo di scelta nei ragazzi utilizzando anche esperienze di stages e di laboratori. Le attività in raccordo tra formazione professionale e scuola consistono
prevalentemente in azioni con valenza orientativa/formativa/professionalizzante, svolte sia
nelle scuole medie, sia nelle scuole superiori.
Numerosi sono stati i seminari informativi di orientamento e/o incontri di sensibilizzazione rivolti alle famiglie ed ai docenti in collaborazione con le scuole, al fine di presentare l’offerta formativa e facilitare le scelte dei giovani per l’assolvimento dell’obbligo.
Inoltre sono stati programmati dei moduli specifici rivolti ai disabili con handicap intellettivo e/o
psichici frequentanti gli ultimi due anni dell’obbligo scolastico per i quali risultano insufficienti
le attività di orientamento svolte nella classe.
C) attività di orientamento all’interno dei centri di formazione professionale.
Diverse realtà regionali hanno previsto moduli di accoglienza per l’accertamento di conoscenze, capacità e competenze acquisite e per il riconoscimento di eventuali crediti formativi, da predisporre in fase di ingresso ed in ogni momento in cui si attivino passerelle.
Significativi sono stati gli sforzi di prevedere, in fase di programmazione percorsi di orientamento personalizzati – anche con moduli e servizi di sostegno ad hoc - che hanno tenuto
conto della specificità del soggetto, con particolare riferimento alle esigenze dei soggetti portatori di handicap e per giovani drop out. Per questi le azioni di supporto hanno avuto come
obiettivo il coinvolgimento degli utenti nel processo di apprendimento e di rimotivazione attraverso consulenze individualizzate (Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia - Romagna,Umbria, Marche).
Moduli di orientamento formativo, intersecati nell’ambito delle iniziative formative, sono stati
avviati dalle realtà territoriali per far promuovere il processo di consapevolezza nel giovane
attraverso il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze, abilità, motivazioni e capacità individuali e per consentire agli allievi le scelte più consone alla propria personalità ed al
proprio progetto di vita.
Non sono state trascurate le misure di accompagnamento volte a favorire l’inserimento professionale dei giovani tenendo conto delle peculiarità occupazionali locali (Marche, Liguria, Veneto,
Piemonte, Emilia-Romagna, Lombardia). Tali misure sono state affiancate da azioni di tutoraggio
all’inserimento formativo con percorsi di sostegno sulle competenze di base e trasversali.
All’interno degli sportelli informativi dei Centri di formazione professionale sono stati promossi anche percorsi di bilanci di competenze professionali (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna).
Per concludere possiamo affermare che l’avvio dell’obbligo formativo ha consentito di promuovere una cultura dell’orientamento a livello territoriale accogliendo le istanze provenien-
111
ti anche dai recenti documenti della Unione Europea ed in particolare dagli obiettivi prioritari del FSE relativamente ad azioni sulla prevenzione e la dispersione scolastica. Le nuove
misure permettono difatti di intervenire su giovani che presentano spesso la necessità di
recupero sul piano motivazionale e cognitivo. Tuttavia, come detto in precedenza, si tratta
spesso di attività che vedono una diffusione ancora limitata nei territori regionali, in particolare nel Sud.
112
113
Si
Delega
alle
Province
D.G.R. n. 527 del 25/2/2002 costituzione di una Commissione di studio per la realizzazione di attività
di sostegno alle istituzioni scolastiche per la progettazione di percorsi integrati di di istruzione/formazione professionale
DGR n. 3382 del 17/9/2001
Programmazione 2000/2006 “Azioni formative e di orientamento”
e n. 2/2001 “Azioni di sistema”
Bando n. 1/2001 e 3/2001
Bando 1/2002 misura C “Progetti
di orientamento e prevenzione
della dispersione scolastica”.
D.G.R. n. 504 in data 26/2/01.
LR. n. 63/95
D.G.R. n. 26-5165 del 28/01/01
“Direttiva annuale sulla F.P. finalizzata alla lotta contro la disoccupazione-2002/2003”.
B.U.R.P. del 7/3/2002 “Atto di
Indirizzo sulle azioni di orientamento per l’obbligo formativo
2001/2002” approvato con D.G.R.
n. 56-5399 del 25/2/02.
Attività di programmazione
A) Progetti realizzati a titolarità regionale
nell'anno 2001/2002, finalizzati a garantire
la prosecuzione di interventi avviati nella
precedente programmazione e per sostenere
l'attuazione di interventi ritenuti di particolare rilevanza rispetto all’obbligo formativo.
B) Botteghe Scuola “percorso integrato
Labor Arti”, durata complessiva di 1200 ore,
si rivolge a 15 giovani di età compresa fra i
15 ed i 23 anni.
- formazione di base - percorso biennale
della durata complessiva di 2328 ore rivolto a giovani nella fascia d’età 15/18 anni,
che hanno assolto all’obbligo scolastico;
- corsi di addestramento alberghiero di
durata biennale o triennale;
- percorsi triennali di qualifica professionale.
C) Percorsi biennali per l’assolvimento dell’obbligo formativo della durata complessiva
di 2400 ore
Percorsi biennali per soggetti in uscita
dalla scuola dell’obbligo, di durata max
2400 ore e percorsi annuali per soggetti
che hanno abbandonato gli studi o che
hanno precedenti esperienze lavorative.
Caratteristiche
dell’offerta formativa
- attività informative per giovani in obbligo formativo;
- attività informative ed orientative rivolte agli utenti che accedono spontaneamente al servizio;
- attività di sensibilizzazione sulla tematica dell’O.F.
- creazione di una guida informativa sull’O.F.
- strumento informativo “Lavorogiovani” nell’ambito
del sito internet.
Sportello “Centro di documentazione” fornisce consulenza per la programmazione di iniziative di orientamento presso le scuole.
Progettazione di percorsi integrati di istruzione/formazione professionale.
Sportello “Punto di Orientamento” finalizzato a:
- informazione orientativa;
- formazione orientativa;
- consulenza orientativa.
Corsi con integrazione curricolare.
Percorsi con arricchimento curriculare.
Seminari informativi presso le scuole.
Attività di orientamento nella scuola media di 60 ore.
Percorsi orientativi integrati pre-professionalizzanti di 160
ore nelle prime classi della scuola secondaria superiore.
Attività di orientamento relative alle seguenti dimensioni:
Percorsi integrati
e attività di Orientamento
9 Per le Regioni che non hanno presentato il Rapporto semestrale di monitoraggio sono state inserite informazioni tratte da contatti diretti con i funzionari regionali o da
altre fonti documentali.
Valle d'Aosta
Piemonte
Regioni
Quadro sinottico delle attività di formazione professionale iniziale per l’assolvimento dell’obbligo formativo9 (segue)
114
Programma annuale per le attività
formative 2000/01 (L.P. 3/9/1987
n. 21).
D.G.P n. 2198 del 31/8/2000.
Definizione delle competenze fina-
P. A. Trento
Atto d’indirizzo per la predisposizione del Piano annuale per la formazione professionale-anno formativo 2001-2002.
D.G.R. VII/5416 del 6/7/01.
Atto d’indirizzo per la predisposizione del Piano annuale per la formazione professionale - anno formativo 2000-2001 - deliberazione
regionale n.493 del 14/7/2000.
Atto d’indirizzo per la predisposizione del Piano annuale per la formazione professionale - anno formativo 2001-2002
Attività di programmazione
Piano pluriennale degli interventi
di politica del lavoro 2000/2006 maggio 2000.
Distinte per singole ripartizioni
(italiana, tedesca e ladina)
Linee guida per la gestione delle
attività relative a coloro che evadono l’O.F.
Si
Delega
alle
Province
P. A. Bolzano
Lombardia
Regioni
Biennio orientativo e polivalente di 1100
ore annue, suddiviso in macro-settori, e 3°
anno professionalizzante.
Sperimentazione della flessibilità quadro orario nel II quadrimestre dell’anno, con possi-
Percorsi biennali che riguardano il settore
gastronomico, alberghiero, legno, e metallo.
Percorsi triennali di qualifica professionale
nei diversi settori professionali
Corsi biennali di 2400 ore, 4 cicli.
Corsi annuali di 1200 ore per drop-out, con
2 anni di frequenza scolastica.
Corsi triennali per giovani con difficoltà di
apprendimento, 4-6 cicli max 3600 ore.
Corsi per giovani portatori di handicap o
svantaggiati, 1- 8 cicli max 4800 ore.
Caratteristiche
dell’offerta formativa
Corsi con arricchimento curriculare nel biennio.
Potenziamento del valore orientativo nel biennio.
Progetti Ponte suddivisi in progetti di orientamento e
progetti di preinserimento rivolti a specifiche tipologie di utenza organizzati in particolare nel settore del-
- Consulenze informative e psicologiche individuali
e/o di gruppo classe in materia di orientamento per
sostenere il/la giovane nel processo di scelta formativa o professionale;
- Incontri informativi nelle scuole medie inferiori e
superiori;
- Sportello informativo sulle opportunità di formazione offerte sul territorio;
- Organizzazione e tutoraggio di brevi esperienze di
lavoro in azienda;
- Progetto Prometheus progetto di integrazione tra la
scuola ed il mondo del lavoro.
Corsi con arricchimento curricolare e con integrazione
curricolare.
Orientamento per studenti della scuola secondaria
superiore.
Moduli integrativi d’accoglienza e informazione, consulenza orientativa, formazione personalizzata, tirocini formativi di orientamento e accompagnamento al
lavoro, informazione orientativa.
Percorsi integrati
e attività di Orientamento
Quadro sinottico delle attività di formazione professionale iniziale per l’assolvimento dell’obbligo formativo (segue)
115
Si, limitatamente ai CFP
regionali
Si
Friuli
Venezia
Giulia
Delega
alle
Province
Veneto
Regioni
POR FVG 2001-2006, Ob. 3 Misura
C1 - Bando assistenza tecnica.
Procedure e metodologie di comunicazione tra servizi NOF.
Legge Regionale 3/02 sul trasferimento di deleghe dall’Agenzia regionale alle Province.
Fse - P.O.Ob.3.2000-2001 - Avviso
per la presentazione di progetti.
Bando multimisura.
D.G.R. n.25 del 27/6/2001, programma triennale ai sensi della
L.R. 30/1/90 n. 10.
Ordinamento del Sistema di F.P. e
organizzazione delle Politiche
Regionali del Lavoro. B.U.R.V. n.
69 del 31/7/2001.
DGR n. 2504 del 28/09/2001
approvazione del Piano annuale
della formazione professionale.
DGR n. 2796/2001 “Direttiva
Regionale per gli interventi di
orientamento per l’anno 2002”.
Delibera 2521 del 5/10/01
Delibera 451 dell’8/3/2002
Delibera n.ro 1985 del 3.08.01
Piano annuale attività formative
li del 1° e 2° anno della F.P. di
base (allegati).
Attività di programmazione
Corsi biennali di 1800 ore, con stage obbligatorio e con possibilità di un successivo
percorso di specializzazione.
Percorsi personalizzati per giovani a rischio
di abbandono scolastico o formativo.
Corsi biennali di 2100 ore suddivisi in 4
cicli formativi a carattere modulare.
Moduli personalizzati per:
- giovani provenienti dal sistema scolastico o dal mondo del lavoro;
- portatori di handicap;
- approfondimento per professionalità
locali.
Stage aziendali.
bilità di riorganizzazione degli ambiti disciplinari per favorire la scelta professionale.
- Percorsi per soggetti portatori di handicap
- Sperimentazione del libretto formativo
- Elenco descrittori delle competenze trasversali.
Caratteristiche
dell’offerta formativa
Percorsi integrati di orientamento professionale.
Percorsi integrati di arricchimento curricolare di 200
ore annue.
Colloqui di orientamento presso i CIC delle scuole
superiori e Centri di Orientamento Regionali.
Sono attivi servizi di riorientamento, orientamento per
drop-out e studenti stranieri.
Attività di informazione e sensibilizzazione rivolte ad
allievi di scuola media inferiore.
Percorsi sperimentali di F.P. integrata scuola superiore.
Iniziative sperimentali di orientamento per gli studenti in obbligo scolastico.
In particolare sono previsti le seguenti attività:
• incontri di orientamento per gli allievi che compiono 15 anni;
• orientamento nell'ultimo biennio di obbligo scolastico;
• orientamento in obbligo formativo.
l’industria artigianale e nel settore alberghiero. È prevista la coprogettazione di interventi nella scuola e
nei Centri di Formazione Professionale.
Progetti di integrazione curricolare con la scuola.
Percorsi integrati
e attività di Orientamento
Quadro sinottico delle attività di formazione professionale iniziale per l’assolvimento dell’obbligo formativo (segue)
116
Si
Si
Si
Si
Emilia - Romagna
Toscana
Umbria
Delega
alle
Province
Liguria
Regioni
Atto deliberativo n. 30/5/01 n. 575.
D.G.R N.1532 del 28/11/01 ripartizione delle risorse tra le Province di Perugia e Terni.
Det. Dir. n. 2125 dell’8/8/2001
approvazione delle attività forma-
D.G.R. n. 535 del 28/5/2001:
“Sostegno alle Province in materia
di obbligo formativo”; D.C.R. n.
128 del 19/6/01: Piano d’indirizzo per il diritto allo studio e l’istruzione permanente; D.C.R. n.
120 del 24/7/02: aggiornamenti
ed integrazioni del piano d’indirizzo per il 2002 e 2003.
Linee guida. D.G. 1224/99.
Complemento di programmazioneOb. 3. Regione Liguria 2000-2006.
D.G.R. n. 775 del 6/07/2001.
Attività di programmazione
Corsi biennali di 2400 ore articolati in 4
moduli di 600 ore ciascuno sviluppati nelle
aree dei saperi di base, delle competenze
professionali, delle capacità personali,
della formazione sul lavoro.
La durata dei corsi è in relazione alla complessità del profilo professionale. Sono
stati segnalati corsi oscillanti tra le 600 e
le 1200 ore annue, con stage consistenti
(300-550 ore).
Percorsi modulari flessibili personalizzati.
Corsi biennali 1600 - 2400 ore (a seconda
delle province), riducibili per giovani di
16-18 anni con esperienza lavorativa.
Corsi biennali di 2000 ore, suddivisi in 4
cicli da 500 ore.
Corsi annuali per utenze oltre i 17 anni.
Caratteristiche
dell’offerta formativa
Moduli di orientamento, counselling ed accompagnamento.
Percorsi formativi ad integrazione ed arricchimento
curriculare.
Informazione orientativa per studenti e famiglie.
Consulenze individuali e moduli di orientamento di
gruppo.
Orientamento per gli insegnanti (media e secondaria
superiore) per prevenire la dispersione scolastica.
Corsi per tutor-orientatori.
Integrazione curriculare con percorsi personalizzati.
Coinvolgimento delle famiglie e materiale informativo
sull’O.F.
Autodiagnosi e analisi delle opportunità esterne.
Attività di orientamento integrate (anche in III
media).
Moduli di orientamento e accoglienza.
Accompagnamento al lavoro.
Orientamento per persone svantaggiate.
Moduli orientamento - max 125 ore.
Moduli orientamento di 20 ore (10 ore erogate dalla
f.p. e 10 ore erogate dalla scuola).
Moduli di orientamento alla formazione di 80 ore.
Percorsi integrati
e attività di Orientamento
Quadro sinottico delle attività di formazione professionale iniziale per l’assolvimento dell’obbligo formativo (segue)
117
Documento d’indirizzo per la programmazione d’interventi formativi per l’assolvimento dell’O.F.
(D.G.R. del 6/9/2000 n. 1798).
Marche
Si
D.G.P. n. 262 1/8/2001 - Terni.
Terni
tive relative al Bando Multimisura
POR Ob. 3
D.G.R. n. 522 del 2001.
Attività di programmazione
D.G.P. 101 DEL 25/2/ 2002.
Misura A2 Tip. A1 - Perugia
Det. Dir. 2113 del 6/6/2002
Delega
alle
Province
Perugia
Regioni
Corsi di qualificazione di durata biennale,
suddivisi in cicli annuali, il cui monte ore
è variabile dalle 950 alle 1200 ore in relazione al profilo professionale.
Corsi di qualificazione abbreviata, dalle
450 alle 750 ore in relazione al profilo professionale, per i sedicenni, con un anno di
scuola superiore o di lavoro.
- Corsi biennali di formazione iniziale di
2400 ore con stage;
- percorsi per adolescenti e giovani in
situazione di difficoltà.
Corsi biennali di formazione iniziale di
2400 ore con stage
Progetti formativi individualizzati per soggetti disabili e/o in svantaggio (1200 ore).
Caratteristiche
dell’offerta formativa
Corsi con integrazione curricolare.
Orientamento informativo per docenti, studenti e
famiglie (opuscoli, cd, ecc).
Supporto a scuole per percorsi di orientamento.
Percorsi integrati di istruzione e formazione professionale per il conseguimento della terza media ed al recupero del nono anno dell’obbligo scolastico.
Inoltre essi sono finalizzati all’acquisizione di crediti
per il passaggio nella formazione professionale e/o per
il rientro nel canale scolatico:
- Iniziative per la realizzazione degli incontri di
orientamento;
- misure di accompagnamento;
- Percorsi integrati per disabili;
- Azioni informative sul territorio;
- progetti di integrazione curricolare con la scuola.
Moduli di orientamento, counselling ed accompagnamento.
Azioni informative sul territorio.
Percorsi integrati pre-professionalizzanti tra scuola di
Istruzione Secondaria Superiore/fp.
Percorsi integrati
e attività di Orientamento
Quadro sinottico delle attività di formazione professionale iniziale per l’assolvimento dell’obbligo formativo (segue)
118
No
No
No
Abruzzo
Molise
Delega
alle
Province
Lazio
Regioni
D.G.R. del 20/2/2001 n. 217.
Linee programmatiche per l’integrazione dei sistemi della scuola,
della formazione e del lavoro.
POR Molise - Misura C2 - Azione 3
(allegato A) D.G.R. del 11/3/02 n.
382.
D.G.R. del 22/3/02 n. 423.
D.G.R. del 20/12/2000 “Obbligo
Formativo - modello di sperimentazione in Abruzzo”.
D.G.R. n. 1731 del 20/12/2000
per la realizzazione del Piano
regionale sull’obbligo formativo
Ordinanza n. DL/184, attuazione
P.O.R. 2001/2002 Asse A-Misura
A/2.2 Interventi finalizzati all’assolvimento dell’OF.
Misura A/2.1 “Interventi finalizzati all’assolvimento dell’Obbligo
scolastico e formativo nel sistema
dell’istruzione scolastica”.
Linee guida della sperimentazione. D.G.R. 4/8/2000.
Attività di programmazione
Corsi abbreviati per allievi di età superiore
ai sedici anni, che abbiano frequentato un
anno di scuola superiore o che abbiano
un’esperienza lavorativa di almeno un
anno attinente al percorso di qualifica.
Corsi di 1800 ore, suddivisi in cicli annuali in cui sono previste attività di stage
(previsti 3 percorsi a carattere sperimentale).
Percorsi biennali di 2000 ore suddivisi in
percorsi annuali 1000 ore suddivisi in:
- attività di accoglienza/orientamento;
- competenze di base;
- competenze trasversali;
- competenze tecnico-professionali;
- percorsi personalizzati;
- stage (300 ore).
Corsi biennali suddivisi in cicli annuali
950-1200 ore per ciclo formativo.
Caratteristiche
dell’offerta formativa
Servizi di consulenza e orientamento professionale.
- Laboratori di orientamento per alunni con aggiornamento docenti;
- Attività di counselling;
- Simulazione d’impresa, per motivare i giovani verso
una prospettiva di inserimento rapido e di successo
nel mercato del lavoro, inseriti nel programma
didattico curriculare ed extra-curriculare;
- Servizio di mentoring per sviluppare le capacità, le
attitudini e le abilità.
Percorsi di accoglienza/orientamento all’interno dei
moduli formativi.
Corsi con integrazione curriculare.
Corsi con arricchimento curriculare.
Incontri di orientamento presso Istituti Statali.
Iniziative di orientamento a carattere informativo e
promozionale sul territorio.
Percorsi integrati
e attività di Orientamento
Quadro sinottico delle attività di formazione professionale iniziale per l’assolvimento dell’obbligo formativo (segue)
119
No
Si
No
No
Basilicata
Calabria
Sicilia
Si,
limitatamente ai
CPI
Delega
alle
Province
Puglia
Campania
Regioni
Circolare n. 02/02 del 2 luglio 2002
Circolare dell'Assessorato Regionale
Lavoro n. 2/01/FP del 26/4/2001
Direttiva 22/2/2001
Intesa per l'attuazione dell'obbligo
formativo del 24 aprile 2002.
D.G.R. n. 194 del 5/3/02 Piano
per l’obbligo formativo – annualità 2000-2001.
P.O.R. Basilicata 2000-2006-Piano
stralcio di F.P. - anno 2001.
D.G.R. 8/6/2001.
D.G.R. n. 98 del 12/01/01.
D.G.R. n. 1065 del 6/3/01.
D.G.R. n. 4398 del 26/09/01.
D.G.R. n. 5579 del 27/10/01.
D.G.R. n. 4336 del 27/09/2002.
D.G.R. n. 1999 del 17/05/2002
che ha definito un impianto unitario per l’assolvimento dell’Obbligo Formativo.
Attività di programmazione
Corsi biennali o triennali sperimentali di
2400 e 3600 ore.
Percorsi annuali con struttura modulare di
1000-1200 ore suddivise in 2 semestri
della durata di 500-600 ore ciascuno.
Percorsi biennali con struttura modulare di
1800-2400 ore.
Percorsi triennali di 2400-3000 ore.
Percorsi integrati di 2000 ore in alternanza.
Percorsi formativi integrati biennali
2400 ore suddivisi in moduli.
Percorsi integrati biennali di 1500 ore, con
un eventuale anno di specializzazione,
suddivisi in:
- 600 ore 1° anno di cui 350 ore di formazione d’aula, 50 di formazione individualizzata e 200 di stage;
- 900 ore 2° anno di cui 500 di formazione d’aula, 300 di stage e 100 di recupero individualizzato.
Percorsi sperimentali per giovani residenti
nelle aree a rischio di 1600 ore.
Percorsi formativi personalizzati.
Caratteristiche
dell’offerta formativa
Colloqui individuali di orientamento, con analisi formalizzata delle conoscenze e delle competenze possedute.
Sono previsti moduli specifici di accoglienza, orientamento e accompagnamento nell’ambito degli interventi formativi.
Progetti specifici di orientamento per tipologia di
utenza.
Realizzazione di moduli di 300 ore con contenuto tecnico-culturale presso l’istituto scolastico con cui l’ente di formazione stipula l’accordo.
Percorsi integrati con Istituti Professionali e tecnici, i
Centri di Formazione Regionali e le imprese.
Attività di accoglienza un ingresso.
Moduli di orientamento in ingresso, in itinere ed al
termine dell’azione formativa.
Informazione ed orientamento a carico dei COP (Centri di Orientamento Professionale regionali).
Percorsi integrati
e attività di Orientamento
Quadro sinottico delle attività di formazione professionale iniziale per l’assolvimento dell’obbligo formativo (segue)
120
Sardegna
Regioni
No
Delega
alle
Province
D.G.R. n. 17/27 del 22 maggio
2001 – Avviso
“Programma delle attività per
l’annualità 2000, inerenti all’assolvimento dell’Obbligo Formativo
nel sistema della F.P.
D.G.R. 41/8 DEL 27/11/2001.
Attività di programmazione
Percorsi formativi suddivisi in due annualità di 2400 ore articolati in: accoglienza/orientamento/accompagnamento,
saperi di base, competenze trasversali,
competenze tecnico professionali stage e
attività motorie.
Caratteristiche
dell’offerta formativa
Percorsi di accoglienza, orientamento in itinere e di
accompagnamento all’interno dei percorsi formativi.
Percorsi integrati con i CTP.
Percorsi integrati
e attività di Orientamento
Quadro sinottico delle attività di formazione professionale iniziale per l’assolvimento dell’obbligo formativo
5 • LA FORMAZIONE IN APPRENDISTATO PER I GIOVANI IN OBBLIGO
FORMATIVO
La gestione degli interventi per gli apprendisti in obbligo formativo generalmente rientra nella
programmazione più generale degli interventi per l’apprendistato, di cui segue modelli organizzativi e procedure; tuttavia, come opzione per l’assolvimento dell’obbligo formativo, gli
interventi per gli apprendisti minori di 18 anni devono anche rientrare nella strategia più generale per il governo del sistema regionale dell’obbligo formativo.
La duplice valenza di questo segmento dell’alternanza richiede di considerare gli interventi
intrapresi sul territorio sia nel monitoraggio delle attività di apprendistato che in quello per l’obbligo formativo e giustifica quindi la scelta di utilizzare entrambi i rapporti di monitoraggio predisposti dalle Regioni per la redazione del presente capitolo.
Già il precedente Rapporto di monitoraggio rilevava la scarsità di informazioni relative a questo segmento riscontrabile nei Rapporti regionali sull’obbligo formativo; inoltre, complice la
progressiva diminuzione dell’utenza di riferimento, anche i Rapporti sull’apprendistato in larga
parte omettono informazioni in tal senso. Per altri versi, anche nelle Regioni dove gli interventi si stanno attivando, non sempre si registra un coordinamento tra i diversi settori/uffici regionali interessati, con il risultato che le informazioni fornite nei due Rapporti di monitoraggio non
sempre sono coerenti fra loro (in particolare rispetto ai dati quantitativi).
Si tratta di segnali che sono indice della difficoltà delle Regioni nel misurarsi con una filiera
ancora nuova (il decreto che definisce i contenuti dei moduli aggiuntivi è del maggio 2001),
per un’utenza in molti casi limitata, visto che lo sviluppo di una domanda di lavoro per questi
giovani richiederebbe una nuova regolazione normativa.
I provvedimenti per stimolare una ripresa dell’offerta di lavoro per questa utenza sono ormai
da considerarsi urgenti, necessari se si vuole dare piena attuazione al diritto dei giovani, affermato anche nel Patto per l’Italia, di poter assolvere l’obbligo formativo in apprendistato; allo
stesso tempo vanno stimolate e sostenute le Regioni nella ricerca di soluzioni organizzative
adeguate per l’attivazione di iniziative di moduli aggiuntivi anche per poche unità di giovani.
Nel quadro complessivo che mostra qualche difficoltà, si rileva un problema particolare per le
Regioni del Sud, dove in generale lo strumento dell’apprendistato non ha la stessa rilevanza
che nel resto d’Italia quale strumento di ingresso al lavoro e dove – tranne le eccezioni di Molise, Basilicata e Sardegna – qualunque intervento di formazione per l’apprendistato stenta a
decollare.
5.1 • IL QUADRO QUANTITATIVO
Nella fase di avvio della programmazione degli interventi per l’apprendistato le Regioni hanno
costituito banche dati degli occupati, quale strumento strategico per la definizione dell’offerta
formativa. Tuttavia, la funzionalità di tali banche dati in molti casi non è ancora ottimale, tanto
che la richiesta alle Regioni di specificare il numero degli apprendisti in obbligo formativo non
sempre ha trovato risposta. Soltanto 13 Regioni hanno indicato i dati quantitativi riferiti a questo segmento dell’utenza.
Dai Rapporti regionali di monitoraggio è possibile ricavare il numero di apprendisti in obbligo
formativo presenti nei diversi territori al 30 aprile 2002 che è pari a 43.404 giovani. Infatti, dal
121
corrente anno 2002 l’obbligo formativo entra a regime, interessando anche i 17enni. Rispetto
al totale degli apprendisti occupati nelle Regioni considerate, la quota di giovani in obbligo
formativo è pari al 12,2% dell’utenza complessiva (cfr. tab. V.1).
Tab. V.1 - Apprendisti in età di obbligo formativo occupati al 30.04.02
Regioni
Numero apprendisti in OF
15-17enni su totale
15-17enni su totale
(dati aprile 2002 - %)
(dati ottobre 2001 - %)
15enni
16enni
17enni
408
909
4.831
11,0
11,1
1
35
84
6,1
18,5
153
1.488
4.514
7,8
13,0
-
680
1.205
37,1
68,2
24
79
287
8,3
10,7
716
3.129
6.008
13,5
13,4
2
64
258
(b) 3,6
7,2
59
443
852
11,8
11,8
Emilia-Romagna
129
626
1.100
21,8
16,6
Toscana
185
848
2.076
8,9
(c) 5,0
Marche
327
1.052
1.633
11,5
14,2
Molise
11
54
101
10,4
12,9
Piemonte
Valle d’Aosta
Lombardia
Prov. Aut. di Bolzano
Prov. Aut. di Trento
Veneto (a)
Friuli V. Giulia
Liguria
Basilicata
TOTALE
25
153
295
19,6
20,1
2.792
12.850
27.762
12,2
12,5
Fonte: Rapporti regionali di monitoraggio sull’apprendistato
(a) Dati riferiti al 31.12.2000
(b) Dato calcolato sul totale degli apprendisti dichiarato nella precedente rilevazione
(c) Dato calcolato solo con riferimento ad alcune Province
Le rilevazione precedente, che faceva riferimento al mese di ottobre 2001, aveva fatto calcolare una quota di giovani apprendisti delle tre classi di età interessate pari a 40.896 unità, corrispondenti al 12,5% del totale. Si notano quindi un aumento in valore assoluto degli apprendisti minori di 18 anni, accompagnato da una leggera diminuzione in termini percentuali sul
totale degli apprendisti occupati.
Sulla base dei soli dati di tab. V.1, che oltretutto sono parziali visto l’alto numero di Regioni che
non li hanno forniti, è molto difficile dire se il trend negativo degli ultimi anni, riconducibile alla
sostituzione di apprendisti adolescenti con apprendisti giovani per il loro minore onere formativo, si sia finalmente interrotto.
Infatti, l’inserimento dell’apprendistato fra i tre canali attraverso i quali si assolve l’obbligo formativo ha certamente rappresentato una tappa importante nel processo di rivalutazione dello
strumento avviato a partire dalla legge 196/97. Tuttavia, la previsione di 120 ore aggiuntive di
formazione esterna per questi giovani è stata introdotta senza tenere conto del fatto che la
122
domanda di apprendisti proveniente dalle imprese è una variabile fortemente dipendente dal
costo del lavoro in apprendistato. A parità di agevolazioni contributive concesse all’azienda,
quest’ultima preferisce assumere giovani ultradiciottenni che hanno un “costo” formativo di
sole 120 ore annue (anche meno se si tratta di diplomati).
Pertanto, ai trend demografici e a quelli relativi alla partecipazione scolastica (che comportano una riduzione dell’offerta di lavoro nelle leve più giovani), si è aggiunto l’effetto disincentivante derivante dalla regolamentazione dell’obbligo formativo; il risultato dei fattori considerati è stato il rapido ridursi negli ultimi anni dei giovani minori assunti con contratto di apprendistato, anche perché, contrariamente a quanto previsto in un primo tempo, questo istituto non
è l’unico contratto di lavoro con cui possono essere assunti i giovani minori. Tale rapida riduzione è avvenuta nonostante la crescita complessiva degli avviati con contratto di apprendistato registrata dall’INPS.
Il dato più recente riferito al 2002, con le contraddizioni evidenziate, potrebbe indicare che si
è ormai raggiunta una quota minima, che rappresenta una sorta di zoccolo duro dell’occupazione in apprendistato in obbligo formativo. Anche perché confrontando fra il 2001 e il 2002 la
composizione per classi di età dei due aggregati degli apprendisti in obbligo formativo risulta che si è molto ridotta soprattutto la quota dei 15enni (cfr. fig. V.1), sulla quale incide però la
quota di giovani che ad aprile sono ancora a scuola per completare il periodo di istruzione
obbligatoria.
Fig. V.1: Apprendisti in obbligo formativo.
Variazione aprile 2002 - Ottobre 2001
Fonte: Rapporti regionali di monitoraggio sull’apprendistato
Insieme alla media nazionale è interessante esaminare anche le performance regionali, che
evidenziano le diverse velocità con cui si manifesta a livello locale la variazione dell’utenza di
apprendisti adolescenti; infatti, accanto ai casi in cui la riduzione della quota di apprendisti in
obbligo formativo è talora assai consistente (Lombardia), ce ne sono altri in cui la percentuale è sostanzialmente uguale a quella rilevata nella precedente rilevazione o addirittura superiore (Toscana).
123
Fig. V.2: Apprendisti in obbligo formativo per Regione.
Variazione ottobre 2001 - aprile 2002
Fonte: Rapporti regionali di monitoraggio sull’apprendistato
Nei Rapporti di monitoraggio sull’obbligo formativo si chiedeva alle Regioni di indicare anche
lo «stato formativo» dei giovani di 15-17 anni, ossia il percorso in cui risultano inseriti. Solo
poche Regioni forniscono tali dati e per alcuni di queste si è evidenziato il peso relativo del
canale di apprendistato nell’ambito delle scelte per l’assolvimento dell’obbligo formativo (cfr.
tab. V.2).
I valori in tabella confermano il trend crescente dell’occupazione in apprendistato al crescere dell’età: solo una quota minima di quindicenni (compresa fra 0 e 1%) assolve l’obbligo formativo in apprendistato; tale quota cresce per i sedicenni e raggiunge valori significativi per
i diciassettenni. Tuttavia il dettaglio territoriale è estremamente variegato, presentando una
forte variabilità anche nell’ambito di una stessa Regione fra le diverse Province (cfr. Toscana).
Ovviamente questi dati, ancor più dei precedenti, risentono dello stato di efficienza delle banche dati regionali.
124
Tab. V.2 - Le scelte dei giovani in obbligo formativo: quota di giovani in apprendistato
sul totale della leva. Valori percentuali
Dati al 30.4.2002
% su totale
16enni
% su totale
15enni
% su totale
17enni
Dati al 30.10.2001
% su totale
% su totale
15enni
16enni
Valle d’Aosta
0,7
3,2
8,5
1,1
3,8
Lombardia: Milano
0,3
1,6
4,5
0,2
1,5
- Cremona
0
2,8
5,5
1,1
4,7
- Lodi
0
1,1
3,4
1,1
4,5
5,8
- Mantova
-
2,5
7,2
1,3
- Pavia
0,0
1,3
4,4
-
-
- Varese
0,0
1,0
3,7
0,3
2,7
0
18,5
25,5
-
-
Prov. Aut.
di Trento
0,5
1,7
1,6
-
-
Emilia - Romagna
0,8
2,9
3,9
2,0
6,3
- Bologna
0,5
2,1
3,4
1,1
4,4
- Ferrara
0,2
1,1
2,5
0,6
1,2
- Forlì Cesena
1,4
3,1
4,4
2,6
7,5
- Modena
1,5
4,7
5,4
3,3
9,1
- Parma
0,7
3,4
3,6
1,2
5,3
- Piacenza
1,0
2,1
3,7
1,5
3,9
- Ravenna
0,8
1,9
3,4
2,2
6,7
- Reggio Emilia
0,8
4,0
4,7
1,7
6,4
- Rimini
0,5
1,6
2,9
3,4
10,9
0
0,7
2,8
0,8
1,5
- Arezzo
-
2,3
7,4
1,6
7,0
- Empoli
0,3
0,4
0,5
0,4
1,8
- Grosseto
0
0,4
2,8
0,3
1,2
- Lucca
0
1,5
5,2
0,5
3,6
- Massa Carrara
-
0,2
0,5
-
0,2
- Pisa
0
0,6
2,8
0,6
0,1
- Pistoia
0
0,2
1,0
0,3
3,5
- Prato
0
1,4
4,7
1,1
1,0
- Siena
0
1,2
2,9
0,4
1,8
0,0
0,8
3,6
1,4
2,9
- Terni
-
0,9
1,9
2,0
0,1
Marche
-
5,4
9,4
-
-
Prov. Aut.
di Bolzano
Toscana: Firenze
Umbria: Perugia
Fonte: elaborazioni ISFOL su dati dei Rapporti regionali di monitoraggio sull’obbligo formativo
125
Già il precedente Rapporto aveva evidenziato come tale variabilità territoriale dell’occupazione in apprendistato per i giovani 15-17enni solo in parte dipende dall’andamento del mercato del lavoro locale e che non si riscontra una chiara correlazione con il tasso di disoccupazione, segno che sulla scelta dell’apprendistato quale canale per l’assolvimento dell’obbligo
influiscono anche altre variabili.
Infine, il confronto con i dati della precedente rilevazione evidenzia nettamente la riduzione
della quota di adolescenti in apprendistato.
Per valutare correttamente la domanda di lavoro in apprendistato da parte dei giovani minori e
quindi il bacino di utenza di questo canale per l’assolvimento dell’obbligo formativo, accanto al
dato di quanti risultano occupati con questo strumento occorrerebbe considerare anche quanti non riescono a trovare un’occupazione. Tale dato non viene rilevato in maniera sistematica
ma molte Regioni segnalano l’impossibilità di accogliere richieste da parte di tanti giovani.
In tal senso il precedente Rapporto di monitoraggio ha riportato i risultati dell’attività di informazione e orientamento svolta nel 2001 dai Servizi per l’impiego della Provincia di Perugia per
i giovani 15 e 16enni (cfr. tab. V.3). Escludendo l’ampia quota di dispersi, la maggior parte dei
giovani che è passata dai Servizi per l’Impiego ha scelto di assolvere l’obbligo formativo nel
canale dell’apprendistato. Ciò significa che, per l’utenza specifica che viene contattata dai SpI
e cioè per quelli che non intendono proseguire il percorso scolastico, l’apprendistato è l’opzione preferenziale. Il problema semmai è come assicurare che tale scelta si concretizzi con
la stipula di un contratto di lavoro e questo dipende ovviamente dalla domanda di lavoro presente sul territorio, ma anche dalla capacità dei Centri per l’impiego di favorire l’incontro
domanda-offerta.
Tab. V.3 - Esiti dell’attività di informazione e orientamento dei Servizi per l’Impiego
nella provincia di Perugia - anno 2001
Esito dei colloqui
Val. ass.
Comp. %
Rientro nel canale scolastico
41
15,6
Inserimento in formazione professionale
32
12,2
Inserimento apprendistato
59
22,4
31
11,8
In attesa di definizione del percorso
Dispersi
100
38,0
Totale
263
100,0
Fonte: Rapporto di monitoraggio della Provincia di Perugia di dicembre 2001
I dati riferiti alla sola Provincia di Perugia trovano una conferma e una prima risposta nei risultati del Monitoraggio sull’attività dei Centri per l’impiego svolta dall’Isfol (2002).
I Centri per l’impiego che hanno realizzato inserimenti di giovani in obbligo formativo in percorsi diversi da quelli scolastici rappresentano ancora una quota non rilevante del totale. Infatti, già nel capitolo relativo alle attività dei Servizi per l’impiego si è avuto modo di sottolineare
che, se il 17% circa dei Centri ha realizzato inserimenti di giovani in obbligo formativo in attività di formazione professionale, tale percentuale sale al 24% circa per gli inserimenti in
126
apprendistato. Inoltre, la capacità dei Centri per l’impiego di realizzare inserimenti di giovani
in obbligo formativo nei diversi percorsi non è ugualmente diffusa sul territorio. Solo nelle
Regioni del Nord una quota consistente di Cpi ha realizzato inserimenti nella formazione professionale e/o nell’apprendistato; al Centro e al Sud la quota di Cpi tocca appena il 10%. Inoltre, il divario fra le diverse ripartizioni riguarda anche i valori specifici riferiti al numero di inserimenti per centro per l’impiego: per le Regioni del Nord-Ovest e Nord-Est gli inserimento
superano le 50 unità in una quota consistente di CpI.
Il Rapporto di monitoraggio sui Centri per l’Impiego conclude che «gli inserimenti in apprendistato rappresentano l’80% del numero complessivo di avviamenti conseguenti all’operato
dei centri per l’impiego con i giovani». Infatti, in valore assoluto gli avviamenti all’apprendistato sono pari a 13.457; di questi, 8.375 sono stati realizzati nel Nord-Ovest e 4.718 nel NordEst. Una quota minima è invece riferita alle Regioni del Centro e del Sud, a conferma della
diseguale distribuzione dell’occupazione in apprendistato sul territorio nazionale.
5.2 • STATO DI AVANZAMENTO DEGLI INTERVENTI REGIONALI
La lettura dei Rapporti di monitoraggio regionali, pur con i limiti cui si è accennato in premessa, restituisce il quadro della graduale costruzione di un’offerta formativa di moduli aggiuntivi
per gli apprendisti in obbligo formativo.
Per l’impegno formativo più generale che riguarda tutti gli apprendisti, quasi tutte le Regioni
hanno scelto di organizzare l’offerta formativa con riferimento in primo luogo ai settori e alle qualifiche o gruppi di qualifiche, indipendentemente dall’età degli apprendisti; anzi, i giovani in
obbligo formativo sono stati chiamati agli interventi formativi con una priorità rispetto agli altri.
Tab. V.4 - Le attività realizzate nel 2001-02 per gli apprendisti in OF (a)
Regione
Apprendisti coinvolti in attività
ex l. 196/97
anche non specifiche
Apprendisti coinvolti
in moduli aggiuntivi
Piemonte (b)
644
-
Lombardia (c)
568
937
Prov. Aut. di Trento
173
-
Friuli Venezia Giulia
85
85
Emilia-Romagna
1.200
-
Toscana (d)
1.676
270
599
-
Marche
Lazio
Totale
53
-
4.998
1.292
Fonte: Rapporti regionali di monitoraggio sull’obbligo formativo e sull’apprendistato
(a) Sono stati esclusi i dati relativi alla Provincia di Bolzano, in cui 1.650 apprendisti in obbligo formativo hanno partecipato alle attività formative
(b) Al momento non risultano moduli aggiuntivi già conclusi
(c) Dato ricalcolato sulla base dei Rapporti provinciali
(d) Dato parziale
127
Quindi, in tutte le Regioni (in cui si sono svolte attività formative per l’apprendistato) almeno
una parte dei giovani apprendisti in obbligo formativo è stato coinvolto in attività, anche se non
specifiche per tale utenza. Infatti, dai dati riportati dalle Regioni risulta che hanno partecipato
ad interventi di formazione esterna nel 2001-02 circa 5.000 apprendisti in obbligo formativo,
pari al 16,7% dell’utenza di apprendisti minori delle Regioni considerate (cfr. tab. V.4). Per
quanto riguarda invece le attività relative ai moduli aggiuntivi, solo in alcuni casi è stato possibile attivare l’offerta formativa, che quindi ha interessato appena il 4,4% dell’utenza complessiva delle Regioni indicate nella tabella. Si tratta davvero di una quota minima, ma bisogna tener conto che siamo in realtà al primo anno di attuazione della normativa visto che i contenuti dei moduli aggiuntivi sono stati decretati solo nel maggio 2001. Come consuetudine, il
seguente prospetto evidenzia in forma sintetica lo stato di avanzamento degli interventi per
l’obbligo formativo in ciascuna Regione, sulla base di quanto riportato nei Rapporti di monitoraggio.
128
Tav. V.1 - Stato di avanzamento nelle Regioni degli interventi per l’obbligo formativo
Regioni
Gli interventi per l’obbligo formativo
Piemonte
Sono in corso le attività formative organizzate sulla base della Direttiva 2001-02 che si rivolgono anche ai giovani in OF, per i quali si realizzano attività della durata di 240 ore annue
con gli standard definiti dal DM 152/01.
Valle d’Aosta
Gli apprendisti in OF partecipano alle attività di formazione esterna (prime 120 ore) insieme
agli altri, con una priorità, data l’insufficienza dell’attività formativa rispetto al numero di
apprendisti occupati. A luglio 2002 è scaduto l’invito per la presentazione di progetti per i
moduli aggiuntivi che dovrebbero coinvolgere circa 120 apprendisti in OF. I corsi dovrebbero
essere iniziati a settembre/ottobre.
Lombardia
La Regione (Atto di indirizzo per la FP 2001/02) ha previsto la realizzazione di corsi per
apprendisti in OF della durata di 120 + 120 ore. Alcune Province sono riuscite ad organizzare
corsi della durata di 240 ore, altre si sono limitate ad organizzare i moduli aggiuntivi, per il
resto inserendo gli apprendisti in OF nelle altre attività di formazione esterna.
Prov. Aut. di Bolzano
La formazione per tutti gli apprendisti ha durata superiore alle 240 ore (306 o 405 ore annue),
a seconda delle diverse figure professionali. In prospettiva si vuole portare a 400 ore annue
la formazione esterna per tutti gli apprendisti in OF.
Prov. Aut. di Trento
È stato costituito un gruppo di lavoro tra Sovrintendenza, Servizio Istruzione, Servizio Addestramento e FP e Agenzia del Lavoro che, attraverso commissioni di docenti, entro il 2002 procederà alla progettazione di un percorso triennale per gli apprendisti in OF.
Veneto
La Direttiva per il 2002 (emanata a dicembre 2002) prevede di realizzare attività formative della
durata di 240 ore annue per tutti i 9.500 apprendisti in OF presenti in Regione. Le graduatorie dei
progetti idonei sono già state pubblicate e le attività dovrebbero partire entro la fine del 2002.
Friuli Venezia Giulia
Le strutture accreditate hanno predisposto appositi moduli per la realizzazione dei moduli
aggiuntivi, secondo gli standard individuati dal DM 152/01. Nei primi mesi del 2002 sono stati
attivati i moduli aggiuntivi su tutto il territorio regionale.
Liguria
La Regione ha approvato un progetto che prevede l’attivazione di corsi di 240 ore per 160
apprendisti in OF. Nello stesso progetto sono previsti interventi per i tutor aziendali e un’attività di monitoraggio/valutazione.
Emilia - Romagna
I percorsi per gli apprendisti in OF sono già stati progettati, in una proposta che parte dagli
standard individuati per il modello generale di formazione per l’apprendistato incrociati con
gli obiettivi del DM 152/01. Dai dati comunicati non risulta che siano già stati attivati interventi relativi ai moduli aggiuntivi.
Toscana
Le Province hanno realizzato le attività previste dal Piano 2000 che coinvolgono anche i giovani in OF alle 120 previste dalla l. 196/97; in alcune Province sono stati attivati anche i
moduli aggiuntivi.
Umbria
Non sono stati attivati interventi di moduli aggiuntivi per gli apprendisti in OF, anche se questi
giovani sono stati inseriti in via prioritaria nelle attività di formazione esterna ex l. 196/97.
Marche
La Regione ha ripartito le risorse per l’OF fra le Province. Tutte le Province hanno coinvolto
gli apprendisti in OF in attività non specifiche; solo Ancona ha programmato per il 2002 n.
28 interventi di moduli aggiuntivi per gli apprendisti in OF.
Lazio
Con il Piano 2000 sono stati coinvolti in attività formative 53 apprendisti in OF.
Abruzzo
Con DGR di ottobre 2001 sono state affidate al CIAPI le attività da realizzare con le risorse
del DM 120/00, fra cui rientrano anche interventi per i moduli aggiuntivi di 120 ore. Sono partiti i primi interventi che riguardano le prime 120 ore e seguiranno poi quelli relativi ai moduli aggiuntivi sulla base degli apprendisti presenti in Regione.
Molise
Alcuni apprendisti in OF hanno già partecipato ad attività formative per le prime 120 ore. È
in fase di preparazione il bando per la realizzazione dei moduli aggiuntivi.
129
Regioni
Gli interventi per l’obbligo formativo (segue)
Puglia
È in fase di pubblicazione il bando per le attività formative, non è chiaro se riguarda anche
gli apprendisti in OF.
Basilicata
Solo alcuni degli apprendisti in OF stanno partecipando alle attività di formazione esterna dal
momento che la Regione non è in grado di attivare la formazione per tutte le qualifiche. La
programmazione degli interventi per i moduli aggiuntivi è subordinata al superamento del
problema del governo del sistema dell’OF.
Sardegna
La presenza di un numero esiguo di apprendisti in OF e la loro dislocazione territoriale non
hanno finora consentito la programmazione dei moduli aggiuntivi.
Fonte: Rapporti regionali di monitoraggio sull’obbligo formativo e sull’apprendistato
Per fornire un quadro di sintesi sullo stato di avanzamento degli interventi nei diversi territori,
nella seguente tab. V.5 le Regioni vengono raggruppate in gruppi sulla base dello stadio di
costruzione dell’offerta formativa per i giovani in obbligo formativo.
Tab. V.5 - Stato di avanzamento nella costruzione di un’offerta per apprendisti in obbligo formativo
Caratteristiche dei gruppi
Avanzamento
del precedente Rapporto
Avanzamento attuale
1° gruppo
Regioni che non si sono poste il problema
o hanno rinviato la programmazione degli
interventi
Basilicata, Lazio, Sardegna,
Umbria
Basilicata, Umbria, Sardegna, Lazio, Puglia
2° gruppo
Regioni che stanno definendo le linee operative per la programmazione degli interventi
Molise, Toscana, Prov. Aut.
di Trento, Valle d’Aosta
Prov. Aut. di Trento, Molise
3° gruppo
Regioni che hanno già definito modalità
operative e soggetti attuatori, ma le attività devono ancora iniziare
Abruzzo, Emilia Romagna,
Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Veneto
Abruzzo, Emilia Romagna,
Liguria, Marche, Valle d’Aosta, Veneto
4° gruppo
Regioni che stanno realizzando anche i
moduli aggiuntivi per apprendisti in OF
Lombardia, Piemonte
Friuli Venezia Giulia, Toscana, Piemonte, Lombardia
Fonte: informazioni desunte dai Rapporti regionali di monitoraggio sull’obbligo formativo e sull’apprendistato
Complessivamente, rispetto al quadro tracciato nel precedente Rapporto di monitoraggio riferito a dicembre 2001, la situazione complessiva evidenzia alcuni miglioramenti. In particolare,
alcune Regioni che stavano definendo le modalità attuative per la programmazione degli interventi (2° gruppo), hanno completato il processo di individuazione dei soggetti attuatori per cui
gli interventi inizieranno a breve.
Esaminando nel dettaglio i diversi gruppi, nel primo sono quelle Amministrazioni che non
hanno compiuto passi concreti per la programmazione di interventi per l’apprendistato.
130
Rispetto alla precedente rilevazione non ci sono variazioni se non l’inserimento della Regione
Puglia che non aveva inviato il precedente Rapporto. Inoltre, è ragionevole pensare che alle
Regioni citate si aggiungano quelle che non hanno inviato l’attuale Rapporto di monitoraggio,
ossia Calabria, Campania e Sicilia.
Per le Regioni inserite in questo primo gruppo il permanere di una situazione di stallo nella
programmazione dei moduli aggiuntivi è riconducibile prevalentemente alle seguenti ragioni:
• il numero esiguo di apprendisti nella fascia d’età interessata e la forte dispersione sul territorio rendono difficile la programmazione degli interventi. In ogni caso, trattandosi di un
obbligo formativo posto dalla legge soprattutto a carico delle amministrazioni pubbliche,
l’avvio degli interventi non potrà essere procrastinato ancora a lungo;
• si rilevano difficoltà nell’avvio di tutto il sistema dell’obbligo formativo per la mancanza di
indicazioni sul governo del sistema e sulle funzioni attribuite ai diversi attori (Basilicata);
• si rilevano difficoltà in generale sull’avvio del sistema di formazione per l’apprendistato, visto
che gli interventi realizzati sono una quota minima o addirittura nulla. Si pone davvero per
queste Regioni un interrogativo sulla possibilità di utilizzare le risorse assegnate con il DM
120/01, che prevedeva una certificazione del 70% della spesa al giugno 2003.
Al secondo gruppo appartengono quelle amministrazioni che sono nella fase di definizione
delle linee operative per la programmazione degli interventi. È questo il gruppo che si è maggiormente ridotto rispetto alla precedente rilevazione e nel quale figurano ormai solo il Molise
e la P.A. di Trento. In realtà in entrambi i casi le attività formative dovrebbero iniziare a breve:
nel Molise è prevedibile che il bando, ormai in fase di completamento, richiederà tempi brevi
visto il numero esiguo di interventi da realizzare; nella prov. di Trento il gruppo tecnico che sta
lavorando sulla progettazione didattica dovrebbe rapidamente completare il lavoro e si prevede di attivare i primi interventi sperimentali entro quest’anno 2002, visto che i soggetti attuatori sono già stati individuati dall’Agenzia del Lavoro provinciale.
Nel terzo gruppo si ritrovano quelle Regioni che in precedenza erano in fase di definizione
delle linee operative di intervento, che si sono ora tradotte in impegni formali (Abruzzo, Emilia
Romagna, Liguria, Marche, Valle d’Aosta, Veneto). Si tratta anche del gruppo più numeroso
segno che, superato qualche ritardo iniziale dovuto soprattutto alla ricerca di soluzioni organizzative e didattiche adeguate, l’attivazione dei moduli aggiuntivi per gli apprendisti in obbligo formativo sarà a breve una realtà abbastanza diffusa (almeno nelle Regioni del Centro
Nord).
Infine, l’ultimo gruppo di Regioni è composto da quelle Amministrazioni che stanno già realizzando interventi per gli apprendisti in obbligo formativo che comprendono anche l’erogazione dei moduli aggiuntivi. Rispetto al precedente Rapporto di monitoraggio, nel gruppo figurano anche Friuli Venezia Giulia e Toscana.
131
5.3 • LA PROGETTAZIONE DEGLI INTERVENTI PER GLI APPRENDISTI IN OBBLIGO
FORMATIVO
Dopo che il Decreto Interministeriale n. 152/01 ha definito gli standard di riferimento per i
moduli aggiuntivi, in molti territori si è avvertita l’esigenza di costituire gruppi tecnici per la definizione di modelli di progettazione didattica.
La provincia di Bergamo e la Regione Emilia-Romagna hanno fatto entrambe la scelta di definire una progettazione unitaria per le 240 ore e di sviluppare le competenze linguistiche di italiano nell’ambito dei moduli trasversali. Nella Provincia di Bergamo il modulo aggiuntivo è stato
accorpato al modulo professionale cercando di costruire un percorso coerente con una progettazione di massima (articolata poi per settore) che è la seguente:
Attività
n. ore
Accoglienza
4 ore
bilancio di competenze in ingresso
4 ore
competenze tecnico professionali
80 ore
competenze relazionali
36 ore
competenze matematico informatiche
60 ore
competenze lingua inglese
30 ore
sicurezza - legislazione del lavoro
22 ore
bilancio competenze in uscita
4 ore
La Regione Emilia Romagna aveva già in precedenza elaborato gli standard formativi per i
percorsi ex l. 196/97, compiendo la scelta di dedicare il primo anno delle attività allo sviluppo
dell’occupabilità degli apprendisti e definendo il seguente impianto progettuale:
Analisi/valutazione requisiti in ingresso
Ore I anno
Ore II anno
2
-
Modulo accoglienza
4
-
Comportamenti relazionali
12
18
Organizzazione e economia
8
8
Rapporto di lavoro
8
4
Sicurezza
8
12
Area settoriale
30
-
Informatica o inglese
48
-
-
78
120
120
Analisi della professionalità
Totale ore
132
I contenuti di informatica e di inglese erano quindi già stati previsti (e di conseguenza sviluppati in UFC specifiche); pertanto la progettazione dei moduli aggiuntivi ha interessato solo
alcune aree di contenuto.
Per le competenze linguistiche di italiano e per quelle matematiche si è seguito un approccio
metodologico/concettuale basato sul raccordo tra contenuti dei moduli aggiuntivi e contenuti
trasversali dei percorsi delle “prime” 120 ore. In sostanza, le competenze di italiano e matematica vengono sviluppate all’interno dei moduli di formazione trasversale. Ne è risultato un
modello di progettazione della prima annualità che segue il seguente schema:
TOTALE Ore I anno
Analisi/valutazione requisiti in ingresso
4
Modulo accoglienza/ orientamento
8
Elementi di cittadinanza attiva
8
Comportamenti relazionali
Organizzazione e economia
Rapporto di lavoro
Sicurezza
62
8
16
8
Area settoriale
30
Informatica
48
Inglese
Totale ore
48
120
Una “Guida metodologica per la formazione nell’obbligo formativo dell’apprendistato” illustra
il modello di progettazione e propone un set di UFC per le ore aggiuntive rispetto al percorso
di base. Inoltre la Guida contiene suggerimenti per il modulo di Accoglienza e un approfondimento sui sistemi di rilevazione delle competenze linguistiche e matematiche IALS e ALLS.
La Provincia di Varese ha già realizzato 7 interventi di moduli aggiuntivi, coinvolgendo circa
150 ragazzi. I corsi hanno incontrato non poche difficoltà, sia per la reazione delle aziende che
non hanno gradito il maggiore onere formativo, sia per quella degli apprendisti che spesso
provengono da esperienze scolastiche non positive e sono mal disposti a rientrare in percorsi formativi. Queste situazioni hanno reso particolarmente difficili le attività per i Centri di Formazione Professionale tanto che la Provincia ha avviato azioni di supporto progettuale e
gestionale attraverso la costituzione di un gruppo di indirizzo, composto dai coordinatori e/o
docenti dei corsi, condotto da un esperto esterno, con i seguenti obiettivi:
• progettazione delle unità didattiche delle aree tematiche e soprattutto della metodologia
basata su centri di interesse personale, sociale e lavorativo;
• condivisione e accompagnamento nelle difficoltà emerse in relazione alla forte demotivazione e rifiuto delle attività proposte sia da parte dei giovani che delle aziende;
• verifica delle esperienze ed elaborazione di indicazioni utili ai fini dell’avvio di nuovi corsi.
133
Inoltre è stata programmata una attività di formazione specifica rivolta a coordinatori docenti
e tutor, articolata in 4 moduli formativi di 3 giornate in cui vengono approfondite le tematiche
relative a:
• gestione del rapporto con gli apprendisti, con i moduli “Metodologie didattiche per la formazione in alternanza” e “Tecniche per la gestione educativa di gruppi formativi conflittuali”;
• gestione del rapporto con le aziende, con il modulo “Il rapporto con le imprese nell’alternanza formativa”;
• impostazione e gestione del percorso all’interno del CFP, nel rapporto interno all’equipe/staff
di lavoro, con un modulo (“L’impostazione e gestione dei percorsi di formazione esterna di
apprendisti”) rivolto in particolare al referente (coordinatore/tutor).
Dal mese di maggio 2002 l’Agenzia del Lavoro di Trento ha costituito cinque gruppi di lavoro
(per un totale di 22 docenti) per la progettazione delle aree disciplinari previste dal Decreto
152/01. Il lavoro di progettazione viene monitorato dall’Invalsi.
La progettazione è stata articolata dapprima secondo una griglia di contenuti riferiti alle scale
per la valutazione delle competenze; i moduli delle aree disciplinari sono poi stati esplicitati
nel dettaglio, con l’indicazione di strumenti, metodi e materiali didattici da utilizzare in particolare nelle fasi di accoglienza e per la definizione del patto formativo.
Il materiale sarà poi sperimentato nelle attività formative con gli apprendisti in OF.
134
6 • LA SPESA DELLE REGIONI PER L’OBBLIGO FORMATIVO
Per il terzo Rapporto di monitoraggio sull’obbligo formativo è stato chiesto alle Regioni di evidenziare gli impegni presi nel primo semestre del 2002. Ovviamente il dato ha il solo valore di
fornire un’indicazione rispetto al totale degli impegni che sarebbero stati assunti dalle amministrazioni nel corso dell’intero anno 2002. Quindi, a seconda dei “tempi” della programmazione regionale, in alcuni casi risulta che gli impegni sono consistenti (Abruzzo, Umbria, Sardegna), segno che la programmazione viene fatta prioritariamente nel primo semestre, in altri
casi sono molto scarsi o addirittura nulli (Campania), segno che la programmazione viene normalmente rinviata alla seconda metà dell’anno.
Dal quadro esposto nella tab. VI.1 risulta che la somma complessivamente impegnata nel
corso del primo semestre 2002 per l’obbligo formativo è pari a 199,7 milioni di euro; rispetto
al totale degli impegni realizzati nel corso del 2001, quest’ultima cifra rappresenta il 64%. È
quindi molto difficile dire se l’anno 2002 confermerà il trend crescente di impegni per l’obbligo formativo assunti dalle Regioni, anche se è questo il risultato atteso per via della completa messa a regime dell’obbligo formativo proprio a partire dall’anno 2002.
Circa i tre quarti degli impegni regionali sono dedicati alle attività di formazione professionale. Per i bilanci regionali è evidente che questa è la tipologia di spesa prevalente, visti i costi
medi per inserire i giovani in attività formative della durata di circa 1.000 ore annue.
Se tale quota di impegno per la formazione iniziale trovasse conferma con riferimento all’intero anno 2002, risulterebbe che la composizione della spesa regionale per l’obbligo formativo
fa registrare una maggiore attenzione all’attivazione di interventi diversi da quelli di formazione iniziale, ma pure necessari per sostenere l’attuazione del sistema. Si fa riferimento agli
interventi per gli apprendisti in obbligo formativo e soprattutto a quelli inseriti nella categoria
“altre risorse”, che comprende gli interventi di informazione, orientamento, sensibilizzazione,
ecc. Infatti, questa categoria rappresenta al momento una quota dell’impegno totale pari al
13,7% (cfr. tab. VI.1 bis), laddove nel 2001 ammontava solo al 7%.
La quota di risorse impegnate per le attività dei Servizi per l’impiego risulta invece molto
modesta. In mancanza di ulteriori elementi si ribadisce quanto già affermato nel precedente
Rapporto di monitoraggio, ossia che, considerando il ruolo centrale che i Servizi per l’impiego stanno svolgendo in molte di quelle Regioni che hanno indicato stanziamenti minimi per
questa categoria, si deve concludere che gli interventi hanno trovato copertura nell’ambito di
altri impegni di carattere più generale, che non sono stati considerati di pertinenza dell’obbligo formativo, neanche in quota parte.
Analizzando gli impegni in relazione alla provenienza delle risorse (cfr. tab. VI.2) risulta, in
primo luogo, che pressoché tutte le Regioni hanno utilizzato sia risorse proprie, che nazionali e comunitarie. Rispetto alla media nazionale, si rileva un maggior impegno di risorse proprie
regionali (40,6%) e su tale risultato pesa soprattutto la performance di due Regioni (Lombardia e Friuli Venezia Giulia). Al contrario, Regioni come l’Abruzzo hanno impegnato per il 90%
risorse nazionali, mentre l’Emilia-Romagna ha utilizzato soprattutto risorse comunitarie
(89,1%).
Trattandosi di impegni riferiti solo a una parte dell’anno è difficile fare considerazioni più
approfondite; inoltre, da alcuni Rapporti regionali di monitoraggio emerge la diversa valuta-
135
zione data dalle Regioni sulla tipologia di risorse, in particolare con riferimento al Fondo di
rotazione: alcuni hanno considerato tali risorse come proprie, altre le hanno inserite tra le risorse comunitarie. In vista dei prossimi Rapporti si ritiene di dover fare chiarezza sull’attribuzione di tali risorse, per poter poi confrontare dati omogenei.
Infine, l’ultimo dato disponibile solo in pochi Rapporti regionali (e quindi si è ritenuto di non
inserirlo in tabella) riguarda la quota di risorse trasferita a livello provinciale. In questo caso
emerge chiaramente il diverso comportamento di quelle Regioni che hanno decentrato le
competenze anche in materia di formazione professionale, dove la quota di risorse trasferita
a livello provinciale è ingente; in qualche caso tale quota è pari al 100% degli impegni assunti (Piemonte, Liguria, Umbria). Al contrario, là dove permane un ruolo forte della Regione nella
programmazione e gestione degli interventi formativi, la quota di risorse trasferite è minima
(Abruzzo).
136
137
33.160,00
17.000,00
15.485,99
148.513.675,76
43.391.028,06
4.854.804,00
292.868,00
Dato non comunicato
(1) Dati al 30 settembre 2002
(2) In parte si tratta di impegni riferiti all’anno formativo 2001-02
(3) Somma dei dati forniti dalle Province, con esclusione della Prov. di Savona che ha dichiarato solo impegni per il 2001
914.979,36
Nessun impegno nel I semestre 2002
16.959.842,85
Fonte: Rapporti regionali di monitoraggio per l’obbligo formativo
TOTALE Regioni rispondenti
Sardegna
Campania
Molise
Abruzzo
1.125.096,00
1.670.914,00
27.293.612,34
Dati in elaborazione da parte del servizio regionale
171.580,00
767.006,74
10.925.851,00
35.575.744,00
3.739.923,09
15.065.107,02
34.776.065,07
199.721.575,43
43.391.028,06
6.272.768,00
4.880.550,00
Marche
206.583,00
45.412,00
84.120,00
1.721.232,90
4.515.790,21
Umbria
2.831.473,00
1.651.113,00
-
183.304,28
6.039.465,12
22.953.368,00
255.000,00
12.906.368,00
45.903.617,16
1.469.352,69
2.607.955,22
TOTALE
Toscana
Emilia - Romagna
2.888.796,35
13.088.874,12
Friuli Venezia Giulia
Liguria (3)
17.170.602,58
Veneto
Comunicati solo gli impegni del 2001
3.944.280,28
Prov. Aut. di Trento
120.695,08
2.607.955,22
Altre risorse
Al momento non è possibile definire l'ammontare delle risorse impegnate
1.907.618,85
Attività SPI
Prov. Aut. di Bolzano
1.403.706,70
39.931.022,95
Lombardia (2)
per l'OF
iniziale
Valle d'Aosta (1)
Piemonte
Apprendistato
Attività di form.
Tab. VI.1 - Impegni delle Regioni per l’obbligo formativo nel I semestre 2002
138
-
-
74,4
8,5
0,5
(1) Dati al 30 settembre 2002
(2) In parte si tratta di impegni riferiti all’anno formativo 2001-02
(3) Somma dei dati forniti dalle Province, con esclusione della Prov. di Savona che ha dichiarato solo impegni per il 2001
Fonte: Rapporti regionali di monitoraggio per l’obbligo formativo
TOTALE Regioni rispondenti
-
-
Dato non comunicato
4,7
Sardegna
-
Nessun impegno nel I semestre 2002
100,0
77,4
3,5
-
0,1
2,2
-
0,5
Dati in elaborazione da parte del servizio regionale
4,2
-
4,6
-
1,7
37,1
Campania
Molise
Abruzzo
Marche
58,0
64,5
Emilia - Romagna
Umbria
77,2
Liguria (3)
-
86,9
Friuli Venezia Giulia
Toscana
49,4
Veneto
13,7
-
17,9
34,2
-
30,7
20,5
11,4
13,0
Comunicati solo gli impegni del 2001
8,6
1,1
100,0
Prov. Aut. di Trento
0,3
1,2
Altre risorse
Al momento non è possibile definire l'ammontare delle risorse impegnate
4,2
2,3
Attività SPI
Prov. Aut. di Bolzano
87,0
Lombardia (2)
95,5
per l'OF
iniziale
Valle d'Aosta (1)
Piemonte
Apprendistato
Attività di form.
Tab. VI.1bis - Impegni delle Regioni per l’obbligo formativo nel I semestre 2002 - composizione%
TOTALE
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
139
100,0
100,0
100,0
32,3
Liguria (3)
36,6
8,1
23,6
33,9
(1) Dati al 30 settembre 2002
(2) In parte si tratta di impegni riferiti all’anno formativo 2001-02
(3) Somma dei dati forniti dalle Province, con esclusione della Prov. di Savona che ha dichiarato solo impegni per il 2001
Fonte: Rapporti regionali di monitoraggio per l’obbligo formativo
TOTALE Regioni rispondenti
Dati non comunicati
Dati non comunicati
Sardegna
90,0
Dati in elaborazione da parte del servizio regionale
54,4
Dati non comunicati
89,1
28,0
-
27,3
Nessun impegno nel I semestre 2002
40,6
2,0
9,0
10,9
39,7
11,7
37,1
Campania
Molise
Abruzzo
Marche
Umbria
Toscana
-
88,3
Friuli Venezia Giulia
Emilia - Romagna
35,6
Veneto
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Comunicati solo gli impegni del 2001
3,3
33,7
Prov. Aut. di Trento
9,6
49,8
TOTALE
Al momento non è possibile definire l'ammontare delle risorse impegnate
87,1
Lombardia (2)
comunitarie
nazionali
Dati non comunicati
Risorse
Risorse
Prov. Aut. di Bolzano
16,4
Valle d'Aosta (1)
Piemonte
Risorse proprie
38,0
4,7
100,0
86,3
100,0
-
37,9
-
-
100,0
alle province
Risorse trasferite
Tab. VI.2 - Provenienza delle risorse impegnate dalle Regioni per l’obbligo formativo nel I semestre 2002 - composizione%
Sezione seconda
• I D A T I Q U A N T I T AV I
Tabella 1 - Popolazione residente che compie 15, 16 e 17 anni nel corso del 2002
Regione
Piemonte
Valle D'Aosta
Lombardia
Prov. Aut. Bolzano
Prov. Aut. Trento
15enni
16enni
17enni
Totale
33.299
33.881
35.103
981
989
978
102.283
2.948
76.252
75.993
79.659
231.904
4.903
4.940
5.052
14.895
4.530
4.405
4.483
13.418
37.919
38.727
40.983
117.629
8.363
8.639
9.090
26.092
Liguria
11.242
10.927
11.445
33.614
Emilia - Romagna
28.362
28.514
29.966
86.842
Toscana
27.222
27.220
28.902
83.344
21.609
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Umbria
6.944
7.143
7.522
Marche
12.717
13.165
13.538
39.420
Lazio
49.946
49.679
51.716
151.341
Abruzzo
12.771
13.105
13.817
39.693
3.551
3.459
3.654
10.664
Campania
76.856
76.671
78.921
232.448
Puglia
50.074
49.854
50.576
150.504
7.258
7.178
7.504
21.940
Calabria
26.596
26.541
27.031
80.168
Sicilia
64.052
64.215
65.052
193.319
Sardegna
17.875
18.176
19.068
55.119
121.774
121.790
127.185
370.749
Molise
Basilicata
Nord Ovest
Nord Est
Totale Nord
Centro
Sud e Isole
Totale Italia
84.077
85.225
89.574
258.876
205.851
207.015
216.759
629.625
96.829
97.207
101.678
295.714
259.033
259.199
265.623
783.855
561.713
563.421
584.060
1.709.194
Fonte: elaborazioni Isfol su dati Istat
143
Tabella 2 - Percorso formativo in cui sono inseriti i 15enni. Situazione al 30/04/2002
Regione
Scuola
Piemonte
Valle d'Aosta (a)
Lombardia
Prov. Aut. di Bolzano
Prov. Aut. di Trento
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Liguria
Fp di base
21.966
676
Apprendistato
Nessun percorso
238
9.307
934
6
7
63
46.554
1.193
85
1.384
3.766
874
--
265
3.603
655
22
296
35.900
34
--
2.695
--
--
2
--
8.597
10
8
40
Emilia - Romagna
28.083
848
241
194
Toscana
24.031
13
3
210
Umbria
5.332
278
1
63
Marche
8.318
--
--
16
--
--
--
--
6.527
--
4
--
Molise
--
--
11
--
Campania
--
--
--
--
Puglia
--
--
--
--
Basilicata
--
--
--
--
Calabria
--
--
--
--
Sicilia
--
--
--
--
Sardegna
--
--
--
--
193.611
4.587
622
14.533
Lazio
Abruzzo
Totale dei rispondenti (b)
Fonte: elaborazioni Isfol su dati regionali
a) Situazione al 30/09/02
b) La composizione finale del dato risente della copertura territoriale delle informazioni inviate da Regioni e Province
144
Tabella 3 - Ripartizione percentuale per Regione dei 15enni in base al percorso formativo
in cui sono inseriti. Situazione al 30/04/2002
Regione
Scuola
Fp di base
Apprend.
Nessun
percorso
Mancata
informazione
Totale
Piemonte
64,1
2,0
0,7
27,2
6,0
100,0
Valle d'Aosta (a)
92,5
0,6
0,7
6,2
0,0
100,0
Lombardia
84,4
2,2
0,2
2,5
10,7
100,0
Prov. Aut. di Bolzano
76,8
17,8
0,0
5,4
0,0
100,0
Prov. Aut. di Trento
78,7
14,3
0,5
6,5
0,0
100,0
Veneto
92,9
0,1
0,0
7,0
0,0
100,0
Friuli Venezia Giulia
--
--
--
--
--
--
Liguria
--
--
--
--
--
--
Emilia - Romagna (b)
97,7
2,9
0,8
0,7
_
102,2
Toscana
89,0
(c)
(c)
0,8
10,1
100,0
Umbria
72,0
3,8
0,0
0,9
23,4
100,0
Marche
65,6
0,0
0,0
0,1
34,3
100,0
Lazio
--
--
--
--
--
--
Abruzzo
--
--
--
--
--
--
Molise
--
--
--
--
--
--
Campania
--
--
--
--
--
--
Puglia
--
--
--
--
--
--
Basilicata
--
--
--
--
--
--
Calabria
--
--
--
--
--
--
Sicilia
--
--
--
--
--
--
Sardegna
--
--
--
--
--
--
87,7
2,1
0,3
6,6
3,4
100,0
Totale dei rispondenti (d)
Fonte: elaborazioni Isfol su dati regionali
a) Situazione al 30/09/02
b) Il dato complessivo dell’Emilia - Romagna supera il 100% a causa della presenza nel sistema educativo e formativo
regionale di giovani residenti in altre regioni
c) Il dato relativo ai 15enni in formazione professionale è 0,05, quello relativo ai 15enni in apprendistato è 0,01
d) La composizione finale del dato risente della copertura territoriale delle informazioni inviate da Regioni e Province
145
Tabella 4 - Percorso formativo in cui sono inseriti i 16enni. Situazione al 30/04/2002
Regione
Scuola
Piemonte
Valle d'Aosta (a)
Lombardia
Prov. Aut. di Bolzano
Prov. Aut. di Trento
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Liguria
Fp di base
28.117
Apprendistato
1.964
467
Nessun percorso
2.175
903
31
32
38
43.093
2.796
871
1.758
3.280
591
899
97
3.475
944
78
44
31.767
2.278
958
4.449
--
--
64
--
9.028
263
99
838
Emilia - Romagna
27.075
695
830
1.327
Toscana
25.569
277
257
1.022
Umbria
6.885
203
64
269
Marche
6.922
126
711
20
--
--
--
--
9.955
--
217
--
Molise
--
--
54
--
Campania
--
--
--
--
Puglia
--
--
--
--
Basilicata
--
--
--
--
Calabria
--
--
--
--
Sicilia
--
--
--
--
Sardegna
--
--
--
--
196.069
10.168
5.601
12.037
Lazio
Abruzzo
Totale dei rispondenti (b)
Fonte: elaborazioni Isfol su dati regionali
a) Situazione al 30/09/02
b) La composizione finale del dato risente della copertura territoriale delle informazioni inviate da Regioni e Province
146
Tabella 5 - Ripartizione percentuale per Regione dei 16enni in base al percorso formativo
in cui sono inseriti. Situazione al 30/04/2002
Regione
Scuola
Fp di base
Apprend.
Nessun
percorso
Mancata
informazione
Totale
Piemonte
85,9
6,0
1,4
6,6
0,0
100,0
Valle d'Aosta (a)
89,9
3,1
3,2
3,8
0,0
100,0
Lombardia
73,6
4,8
1,5
3,0
17,2
100,0
Prov. Aut. di Bolzano
67,4
12,1
18,5
2,0
0,0
100,0
Prov. Aut. di Trento
76,5
20,8
1,7
1,0
0,0
100,0
Veneto
80,5
5,8
2,4
11,3
0,0
100,0
Friuli Venezia Giulia
--
--
--
--
--
--
Liguria
--
--
--
--
--
--
Emilia - Romagna (b)
95,0
2,4
2,9
4,7
_
105,0
Toscana
92,1
1,0
0,9
3,7
2,3
100,0
Umbria
92,5
2,7
0,9
3,6
0,3
100,0
Marche
52,8
1,0
5,4
0,2
40,7
100,0
Lazio
--
--
--
--
--
--
Abruzzo
--
--
--
--
--
--
Molise
--
--
--
--
--
--
Campania
--
--
--
--
--
--
Puglia
--
--
--
--
--
--
Basilicata
--
--
--
--
--
--
Calabria
--
--
--
--
--
--
Sicilia
--
--
--
--
--
--
Sardegna
--
--
--
--
--
--
85,9
4,5
2,5
5,3
1,9
100,0
Totale dei rispondenti (c)
Fonte: elaborazioni Isfol su dati regionali
a) Situazione al 30/09/02
b) Il dato complessivo dell’Emilia - Romagna supera il 100% a causa della presenza nel sistema educativo e formativo
regionale di giovani residenti in altre regioni
c) La composizione finale del dato risente della copertura territoriale delle informazioni inviate da Regioni e Province
147
Tabella 6 - Percorso formativo in cui sono inseriti i 17enni. Situazione al 30/04/2002
Regione
Scuola
Piemonte
Valle d'Aosta (a)
Lombardia
Prov. Aut. di Bolzano
Prov. Aut. di Trento
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Fp di base
33.732
Apprendistato
935
312
Nessun percorso
2.348
--
47
93
--
40.944
4.022
2.572
2.433
3.237
498
1.302
71
3.106
1.059
73
273
30.816
2.422
3.045
5.506
--
--
--
258
8.149
359
400
1.294
Emilia - Romagna
25.538
484
1.196
3.371
Toscana
25.063
351
942
1.192
Umbria
6.863
194
259
107
Marche
6.905
194
1.258
40
--
--
--
--
9.512
--
596
--
Molise
--
--
101
--
Campania
--
--
--
--
Puglia
--
--
--
--
Basilicata
--
--
--
--
Calabria
--
--
--
--
Sicilia
--
--
--
--
Sardegna
--
--
--
--
193.865
10.565
12.149
16.893
Liguria
Lazio
Abruzzo
Totale dei rispondenti (b)
Fonte: elaborazioni Isfol su dati regionali
a) Situazione al 30/09/2002
b) La composizione finale del dato risente della copertura territoriale delle informazioni inviate da Regioni e Province
148
Tabella 7 - Ripartizione percentuale per Regione dei 17enni in base al percorso formativo
in cui sono inseriti. Situazione al 30/04/2002
Regione
Piemonte
Scuola
Fp di base
Apprend.
Nessun
percorso
Mancata
informazione
Totale
90,4
2,5
0,8
6,3
0,0
100,0
0,0
4,3
8,5
0,0
87,2
100,0
Lombardia
67,4
6,6
4,2
4,0
17,8
100,0
Prov. Aut. di Bolzano
63,4
9,7
25,5
1,4
0,0
100,0
Prov. Aut. di Trento
68,9
23,5
1,6
6,1
0,0
100,0
Veneto
73,7
5,8
7,3
13,2
0,0
100,0
Friuli Venezia Giulia
--
--
--
--
--
--
Liguria
--
--
--
--
--
--
Emilia - Romagna (b)
84,2
1,6
3,9
11,1
_
100,8
Toscana
87,8
1,2
3,3
4,2
3,5
100,0
Umbria
85,8
2,4
3,2
1,3
7,2
100,0
Marche
51,5
1,4
9,4
0,3
37,3
100,0
Lazio
--
--
--
--
--
--
Abruzzo
--
--
--
--
--
--
Molise
--
--
--
--
--
--
Campania
--
--
--
--
--
--
Puglia
--
--
--
--
--
--
Basilicata
--
--
--
--
--
--
Calabria
--
--
--
--
--
--
Sicilia
--
--
--
--
--
--
Sardegna
--
--
--
--
--
--
80,4
4,4
5,0
7,0
3,1
100,0
Valle d'Aosta (a)
Totale dei rispondenti (c )
Fonte: elaborazioni Isfol su dati regionali
a) Situazione al 30/09/02
b) Il dato complessivo dell’Emilia - Romagna supera il 100% a causa della presenza nel sistema educativo e formativo
regionale di giovani residenti in altre regioni
c) La composizione finale del dato risente della copertura territoriale delle informazioni inviate da Regioni e Province
149
Tabella 8 - Scelte espresse per l’anno successivo dai 15enni inseriti a scuola.
Situazione al 30/04/02
Regione
Scuola
Piemonte
Valle d'Aosta (a)
Fp di base
--
Apprendistato
--
--
Nessun percorso
--
946
19
5
40
27.364
376
100
3.388
Prov. Aut. di Bolzano
3.481
391
323
710
Prov. Aut. di Trento
3.401
837
16
2
--
--
--
--
Lombardia
Veneto
Friuli Venezia Giulia
--
--
--
--
1.337
14
--
--
Emilia - Romagna
23.286
307
119
4.841
Toscana
22.087
168
70
805
Umbria
5.190
29
2
48
Marche
--
--
--
--
Lazio
--
--
--
--
2.718
39
--
141
Molise
--
--
--
--
Campania
--
--
--
--
Puglia
--
--
--
--
Basilicata
--
--
--
--
Calabria
--
--
--
--
Sicilia
--
--
--
--
Sardegna
--
--
--
--
89.810
2.180
635
9.975
Liguria
Abruzzo
Totale dei rispondenti (b)
Fonte: elaborazioni Isfol su dati regionali
a) rilevazione di febbraio 2002
b) La composizione finale del dato risente della copertura territoriale delle informazioni inviate da Regioni e Province
150
Tabella 9 - Ripartizione percentuale per Regione delle scelte espresse
per l’anno successivo dai 15enni inseriti a scuola
Regione
Scuola
Piemonte
Fp di base
Apprend.
Nessun
percorso
Totale
--
--
--
--
--
Valle d'Aosta (a)
93,6
1,9
0,5
4,0
100,0
Lombardia
87,6
1,2
0,4
10,8
100,0
Prov. Aut. di Bolzano
71,0
8,0
6,6
14,4
100,0
Prov. Aut. di Trento
79,9
19,7
0,4
0,0
100,0
--
--
--
--
--
Veneto
Friuli Venezia Giulia
--
--
--
--
--
Liguria
99,0
1,0
0,0
0,0
100,0
Emilia - Romagna
81,5
1,1
0,4
17,0
100,0
Toscana
95,5
0,7
0,3
3,5
100,0
Umbria
98,5
0,6
0,0
0,9
100,0
Marche
--
--
--
--
--
Lazio
--
--
--
--
--
93,8
1,3
0,0
4,9
100,0
Molise
--
--
--
--
--
Campania
--
--
--
--
--
Puglia
--
--
--
--
--
Basilicata
--
--
--
--
--
Calabria
--
--
--
--
--
Sicilia
--
--
--
--
--
Sardegna
--
--
--
--
--
87,6
2,1
0,6
9,7
100,0
Abruzzo
Totale dei rispondenti (b)
Fonte: elaborazioni Isfol su dati regionali
a) Rilevazione di febbraio 2002
b) La composizione finale del dato risente della copertura territoriale delle informazioni inviate da Regioni e Province
151
Tabella 10 - Scelte espresse per l’anno successivo dai 16enni inseriti a scuola.
Situazione al 30/04/02
Regione
Scuola
Piemonte
Valle d'Aosta (a)
Fp di base
--
Apprendistato
--
--
Nessun percorso
--
926
16
11
51
25.954
400
205
4.347
Prov. Aut. di Bolzano
3.163
284
588
832
Prov. Aut. di Trento
3.414
970
19
11
Veneto
--
--
--
--
Friuli Venezia Giulia
--
--
--
--
1.441
22
36
--
Emilia - Romagna
24.518
186
217
2.398
Toscana
15.021
102
87
670
Umbria
4.997
13
13
75
Marche
--
--
--
--
Lazio
--
--
--
--
7.787
43
19
689
Molise
--
--
--
--
Campania
--
--
--
--
Puglia
--
--
--
--
Basilicata
--
--
--
--
Calabria
--
--
--
--
Sicilia
--
--
--
--
Sardegna
--
--
--
--
87.221
2.036
1.195
9.073
Lombardia
Liguria
Abruzzo
Totale dei rispondenti (b)
Fonte: elaborazioni Isfol su dati regionali
a) Rilevazione di febbraio 2002
b) La composizione finale del dato risente della copertura territoriale delle informazioni inviate da Regioni e Province
152
Tabella 11 - Ripartizione percentuale per Regione delle scelte espresse per l’anno successivo
dai 16enni inseriti a scuola
Regione
Scuola
Piemonte
Fp di base
Apprend.
Nessun
percorso
Totale
--
--
--
--
--
Valle d'Aosta (a)
92,2
1,6
1,1
5,1
100,0
Lombardia
84,0
1,3
0,7
14,0
100,0
Prov. Aut. di Bolzano
65,0
5,8
12,1
17,1
100,0
Prov. Aut. di Trento
77,3
22,0
0,4
0,3
100,0
--
--
--
--
--
Veneto
Friuli Venezia Giulia
--
--
--
--
--
Liguria
96,1
1,5
2,4
0,0
100,0
Emilia - Romagna
89,7
0,7
0,8
8,8
100,0
Toscana
94,6
0,6
0,6
4,2
100,0
Umbria
98,0
0,3
0,3
1,4
100,0
Marche
--
--
--
--
--
Lazio
--
--
--
--
--
91,2
0,5
0,2
8,1
100,0
Molise
--
--
--
--
--
Campania
--
--
--
--
--
Puglia
--
--
--
--
--
Basilicata
--
--
--
--
--
Calabria
--
--
--
--
--
Sicilia
--
--
--
--
--
Sardegna
--
--
--
--
--
87,7
2,0
1,2
9,1
100,0
Abruzzo
Totale dei rispondenti (b)
Fonte: elaborazioni Isfol su dati regionali
a) Rilevazione di febbraio 2002
b) La composizione finale del dato risente della copertura territoriale delle informazioni inviate da Regioni e Province
153
Tabella 12 - Scelte espresse per l’anno successivo dai 17enni inseriti a scuola.
Situazione al 30/04/02
Regione
Scuola
Piemonte
Valle d'Aosta
Fp di base
--
Apprendistato
--
--
Nessun percorso
--
--
--
--
--
24.933
489
251
4.582
Prov. Aut. di Bolzano
2.919
230
611
1.348
Prov. Aut. di Trento
Lombardia
3.098
520
527
8
Veneto
--
--
--
--
Friuli Venezia Giulia
--
--
--
--
Liguria
1.230
30
13
--
Emilia - Romagna
22.099
77
197
3.478
Toscana
14.524
75
69
789
Umbria
4.789
9
5
117
Marche
--
--
--
--
Lazio
--
--
--
--
8.451
23
17
691
Molise
--
--
--
--
Campania
--
--
--
--
Puglia
--
--
--
--
Basilicata
--
--
--
--
Calabria
--
--
--
--
Sicilia
--
--
--
--
Sardegna
--
--
--
--
82.043
1.453
1.690
11.013
Abruzzo
Totale dei rispondenti (a)
Fonte: elaborazioni Isfol su dati regionali
a) La composizione finale del dato risente della copertura territoriale delle informazioni inviate da Regioni e Province
154
Tabella 13 - Ripartizione percentuale per Regione delle scelte espresse per l’anno successivo
dai 17enni inseriti a scuola
Regione
Scuola
Fp di base
Apprend.
Nessun
percorso
Totale
Piemonte
--
--
--
--
Valle d'Aosta
--
--
--
--
--
Lombardia
82,4
1,6
0,9
15,1
100,0
Prov. Aut. di Bolzano
57,1
4,5
12,0
26,4
100,0
Prov. Aut. di Trento
74,6
12,5
12,7
0,2
100,0
--
--
--
--
--
Veneto
Friuli Venezia Giulia
--
--
--
--
--
--
Liguria
96,6
2,4
1,0
0,0
100,0
Emilia - Romagna
85,5
0,3
0,8
13,4
100,0
Toscana
94,0
0,5
0,4
5,1
100,0
Umbria
97,3
0,2
0,1
2,4
100,0
Marche
--
--
--
--
--
Lazio
--
--
--
--
--
92,0
0,3
0,2
7,5
100,0
Molise
--
--
--
--
--
Campania
--
--
--
--
--
Puglia
--
--
--
--
--
Basilicata
--
--
--
--
--
Calabria
--
--
--
--
--
Sicilia
--
--
--
--
--
Sardegna
--
--
--
--
--
85,3
1,5
1,8
11,4
100,0
Abruzzo
Totale dei rispondenti (a)
Fonte: elaborazioni Isfol su dati regionali
a) La composizione finale del dato risente della copertura territoriale delle informazioni inviate da Regioni e Province
155
Tabella 14 - Attività di formazione professionale di base per l’OF nell’anno 2001-02.
Dati di realizzazione
Regione
Piemonte
Valle d'Aosta
Lombardia
Prov. Aut. di Bolzano
Corsi per giovani in OF
320
Allievi
5.120
--
--
715
8.132
62
1.543
Prov. Aut. di Trento
118
2.003
Veneto
503
8.070
Friuli Venezia Giulia
125
1.775
Liguria
77
1.004
Emilia - Romagna
77
2.094
Toscana
79
986
Umbria
45
397
Marche
45
438
Lazio
--
--
Abruzzo
27
324
Molise
--
--
Campania
108
2.009
Puglia
--
--
Basilicata
--
--
Calabria
--
--
Sicilia
Sardegna
Totale dei rispondenti (a)
--
--
321
3.680
2.622
37.575
Fonte: elaborazioni Isfol su dati regionali
a) La composizione finale del dato risente della copertura territoriale delle informazioni inviate da Regioni e Province
156
Tabella 15 - Formazione esterna per apprendisti in OF nell’anno 2001-02. Dati di realizzazione*
Attività
Corsuali
Regione
Corsi
Moduli
aggiuntivi
Allievi
Corsi
Corsi
non specifici
Allievi
Allievi
Piemonte
--
--
--
--
--
Valle d'Aosta
--
--
--
--
--
Lombardia
31
494
7
431
99
Prov. Aut. di Bolzano
57
--
--
--
1.650
Prov. Aut. di Trento
--
--
--
--
173
560
9.500
--
--
--
Friuli Venezia Giulia
--
85
--
--
--
Liguria
--
--
--
--
--
Emilia - Romagna
--
1.050
--
--
--
Toscana
34
450
72
277
271
Umbria
--
--
--
--
--
Marche
29
599
--
--
--
Lazio
--
--
--
--
--
Abruzzo
--
--
--
192
--
Molise
--
--
--
--
--
Campania
--
--
--
--
--
Puglia
--
--
--
--
--
Basilicata
--
--
--
--
--
Calabria
--
--
--
--
--
Sicilia
--
--
--
--
--
Sardegna
--
--
--
--
--
711
12.178
79
900
2.193
Veneto
Totale dei rispondenti (a)
Fonte: elaborazioni Isfol su dati regionali
a) La composizione finale del dato risente della copertura territoriale delle informazioni inviate da Regioni e Province
*I dati riportati in tabella sono tratti esclusivamente dai Rapporti di monitoraggio sull’obbligo formativo inviati dalle
amministrazioni regionali
157
Tabella 16 - Attività nell’ambito della scuola nell’anno 2001-02. Dati di realizzazione
Regione
Percorsi
con integrazione curricolare
Corsi
Piemonte
Valle d'Aosta
Lombardia
Prov. Aut. di Bolzano
Prov. Aut. di Trento
Percorsi
con arrich. curricolare
Allievi
Corsi
Allievi
216
2.900
9
135
--
--
--
--
131
1.470
172
2.793
19
322
37
660
--
--
--
--
660
11.738
113
1.937
56
1.043
219
4.111
Liguria
52
3.064
257
4.235
Emilia - Romagna
--
--
317
21.197
Toscana
129
2.153
68
1.403
Umbria
14
34
24
383
Marche
--
--
--
--
Lazio
--
--
--
--
Abruzzo
--
--
--
--
Molise
--
--
--
--
Campania
--
--
--
--
Puglia
--
--
--
--
Basilicata
--
--
--
--
Calabria
--
--
--
--
Sicilia
--
--
--
--
Sardegna
--
--
--
--
1.277
22.724
1.216
36.854
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Totale dei rispondenti (a)
Fonte: elaborazioni Isfol su dati regionali
a) La composizione finale del dato risente della copertura territoriale delle informazioni inviate da Regioni e Province
158
Pa r t e s e c o n d a
• SCHEDE REGIONALI
Sezione prima
• SCHEDE REGIONALI
PIEMONTE
(Aggiornato con il Rapporto regionale di monitoraggio del 30 giugno 2002)
1 • IL COORDINAMENTO REGIONALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI PER LA
GESTIONE DEL PROCESSO
L’evoluzione in atto circa la programmazione di azioni realizzate in modo congiunto tra Formazione Professionale Regionale, il sistema scolastico, l’Università e le imprese, ha reso
necessario ricondurre ad un sistema unitario di governo istituzionale tutte le azioni integrate
tra i sistemi in questione (Istruzione Formazione Tecnica Superiore (IFTS), Educazione degli
Adulti (EDA), Obbligo Formativo, ecc..).
Per soddisfare le esigenze di integrazione a tutti i livelli e di conseguenza anche per le attività
rivolte ai giovani in obbligo formativo, sono stati costituiti e sono attualmente operativi i due
seguenti gruppi:
• un gruppo tecnico interistituzionale composto dai referenti per l’Obbligo Formativo della
Direzione Regionale Formazione Professionale – Lavoro, delle Province e della Direzione
Regionale Istruzione, con il preciso compito di presidiare l’attuazione del programma
secondo le strategie delineate. Nello specifico il gruppo ha il compito di verificare costantemente l’andamento delle iniziative attivate, mantenere i contatti con le diverse realtà territoriali e fungere da animatore e da mentore per mettere in moto il complesso della macchina.
• un gruppo di lavoro interistituzionale – denominato “Gruppo S.I.Re.Na”. (Sistema Integrato Regionale - Nazionale) – con poteri consultivi nell’ambito delle attività della Direzione
Formazione professionale – Lavoro. Tale gruppo ha il compito di proporre e condurre iniziative legate alla informatizzazione dei sistemi, con particolare attenzione allo sviluppo di
sistemi informativi e costituzioni di banche dati e/o informazioni utili alla integrazione dei
sistemi (Scuola, Formazione Professionale, Lavoro). La realizzazione dell’Anagrafe Regionale dei soggetti in obbligo formativo è una iniziativa governata da questo specifico gruppo di lavoro.
La Direzione Regionale del MIUR ha nominato i propri referenti per le attività integrate, i quali
hanno il compito di rapportarsi istituzionalmente con le rispettive Province per concordare le
strategie da perseguire sulle attività integrate (scuola e formazione).
In ogni caso le Province hanno effettuato una serie di incontri con le Scuole, le Agenzie Formative, i Centri per l’Impiego per organizzare al meglio gli interventi integrati.
In particolare si stanno sensibilizzando gli operatori sul tema degli ingressi in formazione dei
giovani e degli adulti che, ai sensi del D.lgs 181/00, sono dichiarati non immediatamente
occupabili e quindi necessitano di un rinforzo formativo.
163
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
La Regione riconosce una priorità assoluta alla creazione dell’anagrafe regionale per l’obbligo formativo, considerata strategica per l’attività delle amministrazioni provinciali. Data la complessità delle operazioni, in una prima fase, si è puntato sulla compilazione degli elenchi provinciali su fogli Excel e sulla raccolta dei dati nel sistema centrale.
Attualmente, l’anagrafe dell’obbligo formativo viene alimentata dalle anagrafi dei tre differenti
canali (scuola, formazione professionale, apprendistato) presso i quali è possibile assolvere
l’obbligo formativo, nonché dal segmento che rileva le persone che contattano autonomamente i CPI e dalla Banca Dati Comuni, che contiene attualmente le anagrafi comunali di Torino, Collegno e Gugliasco, in attesa di disporre delle anagrafi di tutti i comuni.
È disponibile un sito Internet dove le scuole possono reperire la documentazione necessaria.
Sono stati inoltre costruiti due applicativi per l’interrogazione della banca dati sull’obbligo formativo. Lo strumento C.I.A.O. (Centri Impiego Azioni Orientative) serve a favorire gli operatori
dei Centri per l’Impiego nella gestione delle azioni di orientamento, attraverso l’interrogazione
dell’anagrafe dell’obbligo formativo: è infatti possibile individuare anagraficamente i soggetti
in obbligo formativo fuori dai circuiti. L’applicativo gestisce il monitoraggio di tutte le azioni
intraprese nei confronti di ogni singolo soggetto.
L’applicativo WEBI permette ad ogni operatore coinvolto nell’obbligo formativo di interrogare
autonomamente la banca dati dell’obbligo formativo.
3 • LE STRUTTURE TERRITORIALI E LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, ORIENTAMENTO E
TUTORATO
In Piemonte sono stati istituiti già da tempo circa trenta Centri per l’Impiego, alcuni di questi
ulteriormente articolati sul territorio attraverso ‘sportelli’. La Giunta ha varato un Piano complessivo per il rafforzamento delle dotazioni (hardware e software) e per la riqualificazione
degli operatori, Le strutture sono tuttora impegnate con gli adempimenti previsti dal D.to
Leg.vo 181/2000 (in particolare nella ridefinizione dello stato di disoccupazione).
Per quanto riguarda i compiti dei Centri relativamente all’obbligo formativo, la stessa Regione
afferma che si riscontrano situazioni poco omogenee tra le diverse Province; alcune hanno già
sperimentato propri modelli, ma solo fra qualche mese le azioni diverranno sistematiche ed
estese a tutto il territorio regionale, tuttavia alcune iniziative condotte a livello provinciale si
sono sviluppate in fretta ed hanno prodotto riflessioni interessanti per le azioni future.
Le Province per le quali si hanno maggiori informazioni sono quelle di Asti, Biella, Cuneo, Torino e Verbania che hanno già avviato interessanti iniziative (colloqui, attività di orientamento
presso le scuole medie inferiori e superiori, ecc.) nel corso dell’ultimo anno.
In coerenza con le linee strategiche adottate dalla Regione si punta molto sulle attività di Integrazione e di Arricchimento curriculare come strumento chiave da attivare prima della fuoriuscita del giovane dal sistema scolastico e formativo.
Sia nei casi di approccio preventivo (a scuola), sia nei casi di approccio successivo all’abbandono dei percorsi formativi sono stati segnalati diversi problemi:
• per quanto riguarda l’approccio preventivo, spesso la proposta di un percorso integrato
viene intesa dal giovane e dalla famiglia come opzione ‘penalizzante’ destinata a chi si vole-
164
va comunque espellere dal percorso scolastico; anche le scuole dal canto loro tendono a
‘trattenere’ l’utenza;
• per quanto riguarda l’approccio successivo all’abbandono si segnalano difficoltà nel reperimento dei soggetti (l’elemento chiave è qui l’operatività dell’Anagrafe regionale) e nella
individuazione dei connotati professionali e nei compiti del tutore (che comunque dovrà
essere sempre supportato da un sistema informativo aggiornato e integrato).
La Giunta Regionale ha di recente approvato una Direttiva che finanzia l’orientamento formativo per combattere la dispersione scolastica. La spesa prevista verrà affidata alle Province sulla base di specifici programmi di intervento. Con l’innalzamento dell’obbligo al 18°
anno d’età si è reso necessario potenziare i servizi pubblici volti ad assicurare un sostegno
individuale o di gruppo, soprattutto ai giovani che abbandonano la scuola o i corsi di formazione. I destinatari delle azioni sono appunto i giovani in obbligo formativo, ma anche le
famiglie e gli insegnanti/formatori. La titolarità delle azioni verrà assegnata alle Province
sulla base di piani che queste dovranno presentare alla Regione entro Maggio 2002 e che
saranno compresi in un complessivo piano regionale per l’orientamento. Le Province svolgeranno le attività mediante l’utilizzo dei Centri per l’Impiego o di altri soggetti attuatori, individuati con procedure a bando. Per monitorare l’avvio di tali azioni, che hanno carattere
sperimentale, è stato costituito un gruppo tecnico tra Regione e Province, del quale fanno
parte l’Agenzia Piemonte Lavoro, un rappresentante della scuola e uno delle agenzie formative.
La ripartizione dei fondi disponibili è stata decisa sulla base del numero di giovani nati nel 1985.
Nel dettaglio, nello schema seguente si presentano le attività e i materiali per l’orientamento in
obbligo formativo realizzati o in via di realizzazione nelle province piemontesi:
165
Alessandria
Attività di orientamento già realizzate o in corso di realizzazione per l’obbligo formativo:
• creazione e diffusione presso i CpI di documentazione sui nuovi servizi offerti dai CpI, a seguito del passaggio di competenze dal Ministero del Lavoro alle Province;
• predisposizione di una guida su supporto cartaceo dedicata ai corsi di formazione professionale attivati in Provincia;
• sviluppo di un sito Internet dove sono accessibili le informazioni specifiche sui servizi inerenti
le attività di politiche attive del lavoro, in particolare ciò che concerne l’attività dei Centri per
l’impiego;
• realizzazione di depliant; manifesti; inserti su giornali sull’obbligo formativo da inviare a domicilio ai giovani interessati;
• creazione da parte degli operatori dei CpI di una presentazione animata su PC sull’obbligo formativo;
• predisposizione di una bozza di scheda peri primi colloqui di orientamento per giovani in obbligo formativo condotti presso i CpI.
Asti
Attività di orientamento già realizzate o in corso di realizzazione per l’obbligo formativo:
• operatori dei Centri per l’Impiego, delle Agenzie formative e gli insegnanti di Scuola media inferiore e superiore hanno prodotto progetti di auto-orientamento sperimentati con successo e
monitorati nelle singole istituzioni di appartenenza a beneficio delle diverse utenze;
• elaborazione di materiali informativi a cura del Servizio Risorse Informative all’interno del CpI
provinciale;
• costruzione e manutenzione del sito sui CpI: possibilità di contatto per SMS; consultazione
diretta di database in Internet, inserimento di propri dati personali ecc.;
• nel mese di luglio 2001 la Provincia ha organizzato un evento: “Start & Play”, di informazione
orientativa, destinato ai giovani in obbligo formativo;
• nel mese di Febbraio 2002 è stato organizzato un convegno rivolto agli operatori della scuola, lavoro, formazione professionale, con l’intento di informare circa le novità introdotte dagli
Atti di indirizzo regionali ed il ruolo della Provincia nella pianificazione delle attività orientative.
Biella
166
Il materiale informativo cartaceo attualmente in dotazione del Centro per l’Impiego è volto principalmente a fornire indicazioni sui nuovi servizi offerti dal Centro per l’impiego in seguito al passaggio di competenze in ambito di collocamento e politiche del lavoro alle Province. È stato, in
particolare, predisposto un opuscolo destinato ai ragazzi riportante informazioni utili a chiarire le
modalità di assolvimento dell’obbligo formativo.
La Provincia intende realizzare con proprie risorse, nell’ambito delle azioni di orientamento concordate in sede di Patto per il Biellese all’interno del Gruppo Permanente di Studio sull’Orientamento scolastico e professionale, un “Guida per le famiglie” al fine di coinvolgere nel processo di orientamento i genitori, il cui atteggiamento è determinante nell’indirizzare le scelte dei ragazzi.
Ci si propone, in particolare, di dare risalto alla dimensione di genere nelle scelte ed evidenziare
in che modo la famiglia può sostenere i giovani in quella fase critica in cui alle difficoltà di relazione generazionali si sommano le difficoltà di scelta scolastica e/o formativa. La Guida può essere tradotta per le famiglie residenti extracomunitarie. Allo stesso progetto comunicativo potrà
essere data una diffusione più capillare attraverso Internet.
La Provincia è partner del progetto “Premiata Fabbrica” presentato per l’approvazione nell’aprile
scorso dal Comune di Biella, nell’ambito dell’iniziativa comunitaria EQUAL.
Lo sviluppo di tale progetto permetterà il consolidamento di una rete provinciale di orientamento, potenziando, in particolare, l’integrazione degli interventi facenti capo alla Provincia e quelli
socio-assistenziali al fine di raggiungere anche i soggetti a maggior rischio di emarginazione.
Attraverso il progetto “Premiata Fabbrica” la Provincia si propone inoltre di realizzare la messa in
rete sui siti web “Biella Lavoro” (gestito dalla Provincia di Biella) e “Informagiovani” (gestito dal
Comune di Biella) di una serie di informazioni sui corsi di formazione, sui percorsi scolastici, sul
mercato del lavoro e sull’obbligo formativo. Ciò permetterà l’accesso via internet a dati ed informazioni periodicamente aggiornati. Già attualmente gli operatori del Centro per l’Impiego provvedono all’inserimento dei curricula dei giovani in obbligo formativo, disponibili all’inserimento
lavorativo con contratto di apprendistato, nella banca dati del sito “Biella Lavoro”. La Banca dati
telematica “Biellalavoro” è uno strumento nato per l’incontro tra Domanda e Offerta di lavoro, realizzata dalla Provincia di Biella ed operativa dal mese di giugno 2001, vede il Centro per l’Impiego come gestore, le associazioni di categoria dei datori di lavoro e le Organizzazioni Sindacali dei
lavoratori come nodi della rete.
Presso il Centro per l’Impiego è presente un’area dedicata all’autoinformazione in cui gli utenti
possono consultare alcune bacheche dedicate alle offerte di lavoro (aggiornate sulla base delle
segnalazioni delle imprese) e di formazione; sono inoltre consultabili edizioni settimanali o mensili riguardanti il lavoro, raccolte di informazioni sugli strumenti e sulle modalità di ricerca di
occupazione, materiale sui diversi tipi di contratti di lavoro.
Gli operatori del Centro per l’Impiego si servono nel corso dei colloqui di orientamento delle schede sulle professioni; il programma MITO è utilizzato quale momento di riflessione e preparazione ad
un colloquio orientativo più approfondito. MITO è un programma informatico di autovalutazione
che consente un approfondimento della conoscenza di sé e dei propri punti di maggior o minor
forza attraverso un percorso che valuta la motivazione, le aspettative e gli interessi personali.
Cuneo
Nel mese di novembre 2000 la Provincia di Cuneo ha organizzato un convegno rivolto a tutti gli
operatori della scuola, del lavoro e della formazione professionale, con l’intento principale di fornire chiara informazione circa le novità legislative introdotte. Il convegno ha visto la partecipazione di moltissimi operatori, ed ha potuto contare sull’intervento di esperti della Direzione Regionale dell’allora Ministero della Pubblica Istruzione, dell’ISFOL, della Provincia. Il convegno è stato
occasione di informazione, ma anche di scambio di esperienze e di interpretazioni sui ruoli dei
diversi attori, nonché momento di presentazione dell’iniziativa provinciale di orientamento rivolta ai giovani in obbligo scolastico e formativo.
La Provincia ha curato la fornitura ai propri Centri per l’Impiego ed agli Informagiovani di materiali orientativi, dalla pubblicazione aggiornata dell’elenco dei corsi approvati alla distribuzione
di opuscoli su temi più generali del lavoro e della formazione (contratti di lavoro, opportunità di
formazione, indicazioni e suggerimenti utili per la ricerca del lavoro, puntualizzazione sul significato di obbligo formativo….), alla edizione di quaderni monografici su aspetti particolari.
A questo proposito un cenno a parte merita il “Quaderno” n. 4: “Guida ai Tirocini Formativi e di
Orientamento”, un vero e proprio manuale che suggerisce modalità omogenee di attivazione e
tutoraggio dei tirocini stessi.
Il costante monitoraggio dell’andamento del progetto “Transizione Scuola – Formazione – Lavoro”, effettuato da un gruppo di coordinamento composto da rappresentanti di tutti i soggetti
attuatori, con la supervisione metodologica di un esperto, ha creato le condizioni favorevoli
all’impianto del sistema, al rafforzamento della rete ed al riscontro dei fabbisogni orientativi
espressi dalla popolazione target.
Novara
I CPI della provincia di Novara hanno realizzato nell’anno 2001 il Progetto “per l’incontro e l’inserimento in banca dati di giovani in età di obbligo formativo per la presentazione delle opportunita’ offerte dalla formazione professionale e dall’apprendistato.
L’esigenza fondamentale da cui nasce il progetto è quella di dare attuazione alla normativa, ma
anche quella di riprendere l’esperienza che in precedenza era stata avviata, durante il primo semestre del 2001, mediante un progetto della Provincia coordinato da un consulente psicologo del
lavoro.
Il progetto ha coinvolto entrambi i Centri per l’Impiego con 6 operatori per il CPI di Novara e 4
per quello di Borgomanero.
Gli obiettivi del progetto erano:
• Sperimentare un servizio da fornire ai giovani in età di obbligo formativo;
• Sperimentare una modalità di autoformazione degli operatori basata sull’esperienza diretta sul
campo.
Gli strumenti utilizzati:
•
•
•
•
Incontri informativi di gruppo;
Colloqui individuali per rilevazione primo fabbisogno utente;
Incontri di équipe di autoformazione e coordinamento attività;
Programma informatico per l’archiviazione dati sul percorso dei soggetti.
167
I dati quantitativi relativi ai giovani destinatari sono stati:
•
•
•
•
Torino
Le scuole contattate 59;
Le scuole che hanno inviato dati 47;
I giovani convocati 201;
I giovani intervenuti 48.
La Provincia, in attuazione del D. Lgs. n. 112 del 31/03/98 e del D.P.R. 257/2000, dal 1999 offre
alle scuole medie inferiori e superiori attività orientative preventive della dispersione. Le attività
sono rivolte, su richiesta degli istituti scolastici, ai giovani e alle loro famiglie:
• azioni assimilabili a A.3 e B1.1 per l’obbligo scolastico per sostenere il passaggio alla scuola
superiore (nel secondo quadrimestre della seconda media inferiore e nei primi mesi della terza,
con riguardo ai tempi di scelta rispetto alle scadenze per le pre-iscrizioni); vengono offerti
incontri divulgativi e esplicativi dell’obbligo scolastico e formativo, laboratori vocazionali, visite agli istituti medi superiori e ai centri di formazione professionale;
• azioni assimilabili a A.3 e B1.1 per il ri-orientamento nel primo anno di scuola superiore consistenti in incontri per classi o piccoli gruppi, visite a centri di formazione professionale, stage
orientativi, colloqui informativi;
• azioni B.6 per soggetti in obbligo formativo nell’ambito del progetto Scuolav per l’integrazione tra il mondo del lavoro e la scuola media superiore. Sulla base di un protocollo di collaborazione tra Provincia di Torino, Comune di Torino, Unione Industriale, CCIAA, CNA, CASA, Confartigianato, API, Consulenti del lavoro e Ordine dei Dottori Commercialisti, il progetto prevede per gli studenti percorsi di inserimento orientativo di tre/quattro settimane nei mesi estivi,
preceduti da corsi di avvicinamento e motivazione, nonché corsi di approfondimento per gli
insegnanti. Nel corso del 2001 sono stati organizzati oltre 3500 inserimenti (circa 2000 organizzati direttamente dalla Provincia e 1500 dal Comune di Torino).
Inoltre, il Centro Servizi Didattici (CESEDI) da oltre un decennio offre agli insegnanti numerose
opportunità di formazione e aggiornamento e comprende nella sua programmazione anche moduli relativi ad aspetti didattici intrecciati all’orientamento.
Un progetto strategico, finanziato con risorse proprie della Provincia per il biennio 2002-2003, ha
l’obiettivo di integrare e arricchire l’intervento orientativo nei bacini per l’impiego di Torino ovest
(Rivoli e Venaria) e di Pinerolo mediante la realizzazione di ulteriori azioni a carattere sperimentale atte a prevenire la dispersione scolastica e formativa e sostenere il successo dei percorsi formativi. L’impostazione di base prevede:
• il consolidamento dei rapporti di collaborazione tra i soggetti che intervengono sulla fascia
d’età dell’obbligo formativo e con il sistema produttivo per aumentare l’efficacia dell’attuale
anagrafe territoriale e delle azioni di recupero dei ragazzi senza progetto e dispersi;
• la diffusione di pratiche di orientamento preventive, anche su percorsi molto specialistici o di
eccellenza;
• la programmazione dell’offerta formativa tenendo conto delle prospettive di sviluppo locale con
l’ausilio di indagini dirette;
• il supporto anche alle famiglie nei momenti delle scelte con comunicazioni informative mirate,
il sostegno e lo sviluppo delle capacità decisionali dei ragazzi;
• la definizione e la sperimentazione del ruolo di alcune figure professionali dell’orientamento.
Verbanio
Cussio
Ossola
168
Strumenti per l’orientamento già realizzati o in corso di realizzazione:
• partecipazione al Comitato tecnico scientifico del CSA del VCO e ai cinque gruppi di progetto
per la coprogettazione, la documentazione e la produzione di strumenti operativi finalizzati
all’integrazione dei tre sistemi (istruzione, formazione e mercato del lavoro-apprendistato);
• predisposizione di un Cd a carattere informativo per la diffusione dell’offerta formativa e scolastica del territorio;
• predisposizione scheda di prima decodifica della domanda orientativa;
• Predisposizione scheda di monitoraggio e patto di orientamento;
• Predisposizione volantino promozionale del servizio di orientamento.
Vercelli
Un forte impegno da parte della Provincia di Vercelli è stato quello che ha interessato gli studenti
degli ultimi 3 anni delle Scuole Medie Superiori.
Per gli studenti di III e IV, già a partire dal 1992, è stato avviato un progetto di stage di alternanza scuola e lavoro che ha visto coinvolti anche gli insegnanti in momenti formativi e di studio. Il graduale passaggio dalla titolarità piena della Provincia all’attuale ruolo di coordinamento
ha prodotto una forte partecipazione delle scuole, con la conseguente interazione tra Ente locale, Istituzione Scolastica e Strutture della realtà economico-produttiva del territorio.
Tale legame, consolidatosi nel tempo, ha portato non solo ad una stretta e proficua collaborazione, ma ha creato le basi per il progetto rivolto agli studenti delle classi IV e V delle scuole medie
superiori, nell’ambito del quale si affrontano i temi della transizione e della scelta dopo il diploma.
Entrare nel mondo produttivo non è sicuramente facile se non si è opportunamente elaborato un
proprio progetto per il futuro, se non si è in grado di supportarlo nell’attuazione mediante un processo di auto valutazione e di scoperta delle proprie potenzialità.
Con modalità sperimentali, nel 2001, è stato avviato un percorso di individuazione di giovani che,
al termine dell’obbligo scolastico, non avevano effettuato una scelta e attivato colloqui individuali a supporto del processo decisionale.
I materiali informativi realizzati sono:
• Guida scuola media inferiore (NOS);
• Guida ai corsi di formazione professionale FSE;
• Programma MITO e job card.
169
4 • LE INIZIATIVE FORMATIVE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO E LE ATTIVITÀ
ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
Come accennato l’amministrazione regionale intende valorizzare al massimo le attività di
orientamento all’interno della scuola e prima dell’abbandono del percorso.
Si intende in primo luogo estendere la pratica già avviata delle 160 ore di orientamento e di
pre - professionalizzazione condotta nelle prime classi della scuola superiore (la Regione
dichiara, a questo proposito l’apertura di una stagione intensa per quanto riguarda le iniziative integrate scuola-agenzie formative).
Nella primavera 2000 è stato emanato un bando (POR - FSE 2000 - 2006) per iniziative formative, a carattere preventivo, riservate ai minori in obbligo formativo che si presentano sul
mercato del lavoro da meno di sei mesi.
In seguito si lavorerà sull’adeguamento dei curricola formativi (annuali o biennali come definiti dal DPR 257/2000), sulla certificazione delle competenze e sul riconoscimento dei crediti
(ed anche sugli aspetti organizzativi) per favorire i passaggi da un sistema all’altro.
Tutte le attività integrate scuole-formazione dovranno essere realizzate attraverso la costituzione di apposite ATS.
Attualmente si stanno sensibilizzando gli operatori sul tema degli ingressi in formazione dei
giovani e degli adulti che, ai sensi del D.lgs 181/00, sono dichiarati non immediatamente
occupabili e quindi necessitano di un rinforzo formativo.
5 • LA FORMAZIONE ESTERNA PER GLI APPRENDISTI IN OBBLIGO FORMATIVO
La Regione attraverso una sua Direttiva (febbraio 2001) ha fornito i criteri di omogeneizzazione validi per tutto il territorio regionale:
• in primo luogo, le attività per gli apprendisti in obbligo sono da considerarsi prioritarie rispetto al complesso delle iniziative per la formazione esterna in apprendistato. I giovani saranno avviati in azioni formative riconducibili allo standard di corso denominato “Introduzione ai
processi produttivi”; ciò agevolerà la formazione delle classi a prescindere dalla qualifica
che sarà conseguita al termine dell’apprendistato;
• la definizione dell’offerta formativa avviene come segue: le Agenzie comunicano annualmente alle Province la proposta formativa per gli apprendisti in obbligo, tenendo conto delle
esigenze del territorio di riferimento; la proposta sarà poi valutata dalla stessa amministrazione provinciale che darà l’autorizzazione all’avvio e la copertura finanziaria;
• a seguito della presentazione dei Piani delle Agenzie formative le Province, sentite le imprese, provvedono all’individuazione delle sedi più idonee per la collocazione degli apprendisti in obbligo non inizialmente compresi nei Piani delle Agenzie;
• in caso di abbandono del percorso è compito delle Agenzie comunicare il fatto al Centro
per l’Impiego competente.
170
VALLE D’AOSTA
(Aggiornato con il Rapporto regionale di monitoraggio del 30 giugno 2002)
1 • IL COORDINAMENTO REGIONALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI PER LA
GESTIONE DEL PROCESSO
Le attività per l’obbligo formativo vengono svolte prevalentemente dall’Agenzia regionale del
lavoro, la quale:
• svolge le funzioni relative ai nuovi servizi per l’impiego, in attesa che ne venga completata
la regionalizzazione dei servizi per l’impiego;
• coordina insieme alla Sovrintendenza agli studi i flussi informativi. Tali Enti hanno firmato
congiuntamente la deliberazione della Giunta regionale n. 527 del 25 febbraio 2002 con la
quale è stata approvata la costituzione di una Commissione di studio formata da un dirigente di un Istituto Professionale Regionale, da docenti degli Istituti Professionali regionali
e dai referenti dell’Agenzia regionale del lavoro. La Commissione incaricata di elaborare ed
attuare un’attività di sostegno alle istituzioni scolastiche per la progettazione di percorsi integrati di istruzione/formazione professionale;
• ha attivato, con il proprio servizio di orientamento, uno sportello, denominato “Punto Orientamento” con finalità sia informativa che di orientamento, per:
– realizzazione di attività rivolte ai giovani soggetti ad obbligo formativo, convocati sulla
base degli elenchi inviati dalla Sovrintendenza agli studi della Regione;
– realizzazione di attività informative ed orientative rivolte agli utenti che accedono spontaneamente al servizio;
– costruzione e gestione della banca dati;
– attività di sensibilizzazione sulla tematica dell’O.F.
Va inoltre sottolineato che l’Agenzia regionale del lavoro è l’organo di programmazione regionale del Fondo Sociale Europeo. In tale ambito vengono programmate e finanziate sia iniziative formative, di orientamento e pre-professionalizzazione, sia azioni di sistema a sostegno della
realizzazione delle attività formative, ad es. attraverso iniziative di assistenza tecnica, progetti
sperimentali connessi alle tematiche del sistema integrato istruzione/formazione/lavoro, dei crediti formativi, delle certificazioni ecc., ricerche finalizzate ad individuare i fabbisogni formativi
delle aziende e indagini di follow up dei percorsi formativi.
La Giunta regionale ha infine identificato dei consulenti esterni, con competenze in materia di
orientamento scolastico e professionale, nell’ambito dello sportello sopra citato, per la realizzazione delle attività di:
•
•
•
•
Colloqui di accoglienza e orientamento;
Tutoring;
Interventi informativi e di sensibilizzazione presso le scuole;
Predisposizione di materiale informativo.
171
La Regione Valle d’Aosta ha concluso la prima fase di monitoraggio qualitativo, finalizzata a
sostenere la crescita qualitativa del sistema formativo.
In tale ambito sono stati monitorati 2 progetti dei 6 avviati relativi a questa tipologia di utenza,
con esito complessivamente positivo in particolare in ordine a criteri quali la rispondenza dell’attività realizzata rispetto al progetto; l’utilizzo di metodologie didattiche attive, gradimento
degli alllievi. Le aree di maggiore criticità evidenziate risultano essere il reperimento dell’utenza e la carenza di adeguati dispositivi di valutazione delle iniziative.
Tale monitoraggio ha coinvolto tutti i soggetti attuatori finanziati nell’ambito della nuova programmazione FSE, anche su progetti diversi da quelli riferiti all’utenza dell’obbligo formativo.
Relativamente all’apprendistato è stato definito un dispositivo di monitoraggio ad hoc finalizzato a monitorare sia il singolo attuatore che il sistema nel suo complesso, di cui si trova indicazione nel documento “Linee guida per la gestione delle attività di formazione per l’apprendistato”.
È stata inoltre attivata l’attività di assistenza tecnica rivolta agli enti di formazione che sono
impegnati nella gestione di iniziative che coinvolgono giovani in obbligo formativo, finanziata
nell’ambito delle azioni di sistema di cui al bando 2/2001.
Tale attività si configura come un percorso di formazione intervento finalizzato a consolidare
le competenze degli operatori, a sviluppare una riflessione sull’insieme delle esperienze, ad
accumulare un know-how utile alla prefigurazione di un sistema complessivo di offerta formativa per i giovani che sia in grado di fornire risposte di qualità a differenziati fabbisogni individuali e sociali.
L’attività ha durata biennale ed accompagnerà quindi la realizzazione di un ciclo completo di
formazione con l’obiettivo da un lato di offrire agli enti un supporto tecnico-metodologico per
la gestione delle iniziative, dall’altro di approfondire la conoscenza dei diversi modelli formativi utilizzati.
Saranno previsti anche seminari di formazione ed attività di divulgazione e confronto (ipotesi
di un seminario conclusivo).
Sono infine in fase di realizzazione le due ricerche finanziate nell’ambito del bando 2/2001 dal
titolo:
• “Analisi quantitativa delle uscite premature dai percorsi scolastici e/o formativi in riferimento ai giovani nella fascia d’età 15/18 anni” presentata dalla società di ricerca “Synergia srl”
dal titolo “I passaggi critici delle dispersioni scolastiche";
• “Ricerca sul fabbisogno formativo delle imprese e coerenza dell’offerta formativa locale in
riferimento all’obbligo formativo”, presentata dall’Istituto Cesare Govoni.
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
Attualmente la Sovrintendenza agli studi elabora le informazioni provenienti dalle istituzioni
scolastiche relative ai giovani in O.F. e le invia all’Agenzia regionale del lavoro a maggio e ottobre di ogni anno al fine di procedere al monitoraggio dei giovani che hanno abbandonato o
hanno manifestato l’intenzione di abbandonare gli studi.
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3 • LE STRUTTURE TERRITORIALI E LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, ORIENTAMENTO E
TUTORATO
Gli operatori del servizio orientamento dell’Agenzia regionale del lavoro convocano tali giovani e rilevano le informazioni relative alle aspirazioni e alle caratteristiche professionali dei giovani, al fine di costruire insieme al giovane un percorso di accompagnamento (orientamento
e tutoring) rispetto al suo percorso formativo e professionale. In fase di colloquio il giovane,
oltre ad avere accesso alle informazioni sui corsi di formazione disponibili, viene anche informato sulle attività del servizio di incontro domanda/offerta dell’Agenzia regionale del lavoro e,
su richiesta del ragazzo, gli viene offerto un supporto nella compilazione della scheda di iscrizione al servizio stesso. Sia i dati provenienti dalla sovrintendenza, sia i dati relativi ai colloqui
sono trattati informaticamente su file di excel in attesa dello sviluppo di un sistema informativo adeguato.
4 • LE INIZIATIVE FORMATIVE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO E LE ATTIVITÀ
ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
Le attività di formazione professionale iniziale o di base
La Regione, come già illustrato nei rapporti precedenti, ha gestito a titolarità diretta, fino all’anno 2001, alcune iniziative di orientamento, pre-professionalizzazione e qualificazione di base
rivolte ai giovani nella fascia d’età dell’obbligo formativo.
Altre iniziative di formazione iniziale facevano capo a centri di formazione “storici” quali l’Istituto salesiano Don Bosco e la Scuola Alberghiera regionale.
Nell’anno 2001 l’attività formativa iniziale è stata messa a bando e finanziata interamente con
il Fondo Sociale Europeo.
La scelta dell’Amministrazione regionale è stata di sostenere da un lato la continuazione di
attività formative cominciate negli anni precedenti, attraverso forme transitorie di regia regionale o titolarità diretta, dall’altro di finanziare nuove iniziative formative attraverso la messa a
bando degli interventi.
Valutata la situazione regionale si è deciso di non imporre agli enti, per i bandi dell’anno 2001,
un modello definito di formazione iniziale, ma nelle schede intervento relative a tale attività si
sono posti i seguenti vincoli:
• Il progetto doveva essere riferito ad un’unica qualifica;
• La durata dei percorsi formativi doveva essere di max 2400 ore nel biennio;
• Il numero di destinatari dei percorsi formativi doveva essere min 8 max 15 allievi per ogni
corso;
• Era ammesso l’inserimento di giovani fino ai 18 anni, che avessero assolto all’obbligo scolastico.
È stata inoltre prevista la possibilità di presentare progetti per la realizzazione di attività che,
per le caratteristiche regionali (numeri molto piccoli e fuga dei giovani verso il lavoro, anche
se stagionale) hanno avuto nel passato notevole successo presso questo tipo di utenza. Si
tratta di percorsi integrati che prevedono diverse tipologie di azione: informazione, orienta-
173
mento di gruppo e individualizzato, formazione, tirocini e/o altre azioni di accompagnamento
all’inserimento al lavoro di norma della durata di un anno. Per queste attività sono stati definiti alcuni vincoli che tenevano conto delle esperienze realizzate da diversi anni nella regione:
•
•
•
•
•
•
Durata complessiva dell’intervento: min 900 max 1200 ore;
Durata dei percorsi orientativi: min 200 max 300 ore;
Durata dell’attività di formazione: min 250 ore;
Durata del tirocinio/stage: max 600 ore;
Destinatari degli interventi: min 8 max 15 allievi per ogni corso;
Destinatari: giovani fra i 15 ed i 24 anni, che abbiano assolto all’obbligo scolastico.
Per quel che riguarda i corsi/percorsi attivati nell’anno 2001/20021, le specifiche caratteristiche possono essere così sinteticamente descritte:
• Progetti realizzati a titolarità regionale nell’anno 2001/2002, finalizzati a garantire la prosecuzione di interventi avviati nella precedente programmazione e per sostenere l’attuazione di
interventi ritenuti di particolare rilevanza rispetto all’obbligo formativo. Si tratta di 2 progetti di
formazione per l’assolvimento dell’obbligo formativo presentato dall’ente Cnos/Fap regione
Valle d’Aosta Don Bosco per il 2° anno formativo di corsi biennali di 2400 ore per Operatore
macchine utensili, indirizzo montatore/manutentore e Operatore grafico, indirizzo produzione
multimediale. L’intervento ha previsto tre fasi: 1) orientamento: durata 100 ore suddivise nelle
due annualità formative; 2) fase didattico/formativa: 1800 ore nel biennio, comprendenti attività formative riferite a competenze di base, trasversali e tecnico-professionali, realizzate in
attività di aula e di laboratorio ed un modulo di recupero/approfondimento della durata di 100
ore nel biennio, riferito alle competenze tecnico-scientifiche ed a quelle di processo; 3) attività di stage aziendale: durata 360 ore. L’attività formativa si è conclusa con un esame di
corso ed un esame per il rilascio dell’attestato di qualifica professionale.
• Iniziative finanziate a seguito del bando 1/2001 e attivate nell’autunno 2001:
- Botteghe Scuola “percorso integrato Labor Arti”. Questo percorso, della durata complessiva di 1200 ore, si rivolge a 15 giovani di età compresa fra i 15 ed i 23 anni. La proposta
formativa si articola in attività di orientamento (durata 200 ore), attività di formazione teorica, pratica e di “Bottega” (durata 600 ore) ed attività di stage (durata 400 ore). Nell’orientamento sono comprese azioni di orientamento e counselling individuale, attività di
orientamento di gruppo definibile “formazione orientativa”, stages orientativi, attività di
bilancio di competenze. Nell’ambito della formazione orientativa sono previsti anche
moduli relativi a competenze trasversali, di area linguistica, e moduli sulle normative e le
tecniche di ricerca del lavoro. L’attività di formazione è strutturata in un’area comune ed
una area in cui il gruppo di allievi è diviso per macro-settori. Nell’area comune (durata
complessiva 270 ore) sono sviluppate competenze di area linguistica (italiano, francese,
1 Alcune iniziative formative finanziate con i bandi 1/2001 e 3/2001 non sono state avviate in quanto l’ente, all’atto
delle selezione, non ha raggiunto il numero minimo di allievi previsti. In alcuni casi è stata concessa una proroga
all’avvio dell’attività corsuale.
174
inglese), economico, organizzativo e sociali, scientifiche (logico-matematiche, di disegno
tecnico, di informatica), sulla sicurezza, sulla qualità in azienda ed è prevista una attività
individualizzata (max 30 ore per allievo), definita area di approfondimento, che potrà essere utilizzata per attività di recupero. Nella parte dedicata ai macro-settori (durata complessiva 330 ore) i giovani potranno scegliere di continuare la formazione in uno fra i
seguenti settori: metalmeccanico, elettrico, legno, servizi all’impresa, agroalimentare. L’attività formativa prevede 30 ore di “Teoria sul mestiere” da svolgersi in forma individualizzata, le ore restanti vengono realizzate in laboratorio e in contesto aziendale (attività di
“botteghe scuola”). Molta enfasi viene posta in questo modello sulla funzione formativa
dell’azienda, definita “Bottega scuola”, nella quale l’attività viene programmata e seguita
dai tutor dell’ente di formazione e da personale esperto dell’azienda, che svolge in questo ambito un ruolo di istruttore.
- Transizione Giovani: orientamento e formazione in alternanza. Questo percorso ha una
durata complessiva di 1190 ore e si rivolge a 36 giovani di età compresa fra i 15 ed i 24
anni. L’attività formativa è suddivisa in: orientamento (durata complessiva 294 ore), formazione e pre-professionalizzazione (durata complessiva 440 ore), tirocini formativi (durata complessiva 440 ore), accompagnamento all’inserimento professionale (durata media
6 ore), colloqui individuali (10 ore per allievo). Nella fase di orientamento è prevista attività
formativa in gruppo (189 ore), tirocini di orientamento osservativi (105 ore) da svolgersi in
tre aziende/settori diversi, colloqui orientativi individuali (2/3 colloqui per allievo). Al termine di questa fase i giovani devono scegliere un settore in cui realizzare le fasi successive. La formazione e pre-professionalizzazione si articola in attività di aula e laboratorio
suddivisa in 242 ore per moduli relativi a competenze di base e trasversali, 64 ore per
modulo di lingua francese, 90 ore per moduli relativi a competenze tecnico-professionali,
30 ore per la frequenza di moduli seminariali a scelta fra lingua inglese, lavoro femminile
in VdA, recupero competenze di base, 440 ore di tirocinio presso almeno due aziende differenti dello stesso settore, attività di colloquio individuale per circa 3 ore ad allievo. L’attività di accompagnamento professionale si struttura in funzione delle esigenze individuali degli allievi da un minimo di 4 ad un massimo di 12 ore per allievo.
- Formazione di base per giovani nei settori elettrico, termoidraulico e meccanico. È un percorso biennale della durata complessiva di 2328 ore rivolto a giovani nella fascia d’età
15/18 anni, che hanno assolto all’obbligo scolastico. Il percorso prevede il coinvolgimento di 22 giovani. L’attività formativa è strutturata in modo da permettere ai giovani di scegliere fra le seguenti quattro qualifiche professionali da conseguire al temine del percorso: addetto all’installazione e manutenzione di impianti elettrici, addetto all’installazione e
manutenzione di impianti termoidraulici, addetto alla manutenzione e riparazione di veicoli
a motore, operatore di macchine utensili. Il primo anno di corso, della durata di 1200 ore,
si articola in un primo ciclo di 500 ore, propedeutico ai settori, in cui sono sviluppate competenze comuni di base, trasversali e tecnico professionali, segue uno stage conoscitivo/orientativo della durata di 200 ore ed un secondo ciclo di consolidamento ed approfondimento che prevede 400 ore comuni su competenze di base, trasversali e tecnico-professionali e 100 ore di approfondimento nell’ambito scelto dagli allievi fra le 4 qualifiche
proposte. Il secondo anno, della durata complessiva di 1128 ore, prevede la formazione
175
su moduli tecnico-professionali per 440 ore, di cui 360 dedicate alle attività di indirizzo collegate alle diverse qualifiche, e 120 ore relative alle competenze base e trasversali. Segue
un stage aziendale applicativo, della durata di 560 ore, corrispondente alla qualifica prescelta. Un’attività di orientamento viene proposta principalmente nel corso del primo anno
per sostenere i giovani nella scelta della qualifica professionale su cui incentrare la formazione.
- Corsi di addestramento alberghiero. Si tratta di percorsi biennali e triennali di qualificazione nei seguenti indirizzi:
- Addetto alla ristorazione ( biennale, durata 2400 ore);
- Commis di cucina ( triennale durata 3600 ore);
- Addetto alla reception (triennale durata 3600 ore).
Sono rivolti a giovani dai 15 ai 18 anni, previo superamento dell’esame di ammissione. Il primo
anno è comune a tutti gli indirizzi; nel periodo estivo sono previsti stages ed esperienze pratiche e soggiorni all’estero. La frequenza è residenziale dal lunedì al sabato. Si tratta di percorsi consolidati facenti capo alla Scuola Alberghiera Regionale.
• Iniziative finanziate a seguito del bando 3/2001 e attivate nell’autunno 2001 o nel corso dell’anno 2002. La Formazione per l’assolvimento dell’obbligo formativo (biennale) presentato
dall’ente Cnos/fap Regione Valle d’Aosta Don Bosco, è un percorso biennale della durata
complessiva di 2400 ore rivolto a giovani nella fascia d’età 15/18 anni, che hanno assolto
all’obbligo scolastico. Il percorso coinvolge 11 giovani ed è strutturato in due annualità formative con l’obiettivo di rilasciare la qualifica professionale di Operatore meccanico su macchine utensili, indirizzo montatore/manutentore. L’attività formativa è strutturata in fasi successive e/o parallele, secondo lo schema seguente:
- fase di orientamento, con attività che coinvolgono gli allievi del primo e del secondo anno,
parallele al percorso didattico e strutturate in attività di gruppo ed individuali per una durata di 60 ore nel primo anno e 40 nel secondo;
- fase didattico-formativa, che prevede 108 ore nel primo anno e 720 nel secondo di attività
teorico/pratica per lo sviluppo di competenze di base, trasversali e tecnico-professionali.
In questa fase è previsto anche un modulo didattico trasversale di recupero/approfondimento (durata 100 ore di cui 60 nel primo anno e 40 nel secondo) riferito in modo specifico alle competenze tecnico-scientifiche e quelle di processo;
- fase dell’esperienza in stage della durata di 360 ore, che viene svolta verso la fine del percorso e prevede attività di rientro in aula, di valutazione e monitoraggio con gli allievi;
- fase di verifica finale, durata 40 ore, che prevede prove di tipo tecnico-scientifico e tecnico operativo e si conclude con l’esame di qualifica.
In considerazione del fatto che in questa iniziativa circa la metà degli allievi inseriti sono extracomunitari, la Regione ha finanziato un progetto di alfabetizzazione linguistica della durata di
200 ore. Tale attività è stata svolta contestualmente al primo anno di formazione.
• Percorso biennale di qualificazione nel settore dell’estetica presentato dall’ente ECIPA Valle
d’Aosta. È un percorso biennale di qualificazione (durata totale 2400 ore) che prevede il
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coinvolgimento di 10 giovani nella fascia d’età 15/18 anni. In fase iniziale di percorso viene
proposta un’attività di accoglienza, della durata di 140 ore, allo scopo di sondare capacità,
attitudini, motivazioni nei confronti della figura professionale, di acquisire alcune competenze di base e trasversali ed effettuare una scelta consapevole di prosecuzione del percorso. Questa fase propone attività teoriche e di esercitazioni individuali e di gruppo, visite aziendali, career guidance e career counselling individuale ed un tirocinio
orientativo/osservativo della durata di 40 ore. È prevista inoltre una valutazione delle competenze in ingresso al fine di poter definire eventuali crediti in entrata. Il percorso didattico/formativo si sviluppa attraverso attività teorico-pratica per lo sviluppo di competenze di
base (392 ore il 1° anno, 216 il 2°), trasversali (72 ore il 1° anno, 30 il 2°), tecnico-professionali (340 ore il 1° anno, 458 il 2°) ed attività di stage svolte per 256 ore al termine del 1°
anno e 496 nel 2° con finalità anche di pre-inserimento. Lo staff di tutoraggio è a disposizione degli allievi in orario extraformativo per attività di sostegno allo studio individuale e di
gruppo.
Attività realizzate nell’ambito della scuola
È attiva una collaborazione tra l’Agenzia regionale del lavoro e le scuole per la realizzazione
di iniziative di orientamento. In particolare è attivo uno sportello denominato Centro di documentazione che fornisce consulenza alla programmazione di iniziative di orientamento, materiale didattico ed informativo, interventi diretti presso le scuole. Le attività di orientamento sono
soprattutto organizzate nelle terze classi di scuola media inferiore e concentrate nel periodo
novembre/dicembre in preparazione dell’iscrizione alla scuola superiore. Nell’anno 2001 sono
stati realizzati degli incontri di programmazione con 8 istituzioni scolastiche (rispettivamente 6
di scuola media inferiore e 3 di scuola superiore) e n. 12 interventi in aula che hanno coinvolto circa 240 ragazzi.
Nell’ambito del bando 1/2002, misura C2 sono stati finanziati dei progetti di orientamento e
prevenzione della dispersione scolastica in 3 Istituzioni scolastiche: si tratta di progetti che
coinvolgono le famiglie e i servizi territoriali del quartiere di riferimento con la finalità di coniugare il sostegno scolastico e lo sviluppo di competenze trasversali nell’ambito di attività di
laboratorio, con iniziative di animazione territoriale.
Con la deliberazione della Giunta regionale n. 527 del 25/02/02 si è approvata la costituzione
di una commissione di studio per la realizzazione di attività di sostegno alle istituzioni scolastiche per la progettazione di percorsi integrati di istruzione/formazione professionale.
Altre attività informative e promozionali rivolte ai giovani in obbligo
Annualmente l’Agenzia regionale del lavoro realizza una guida all’orientamento ai tre canali di
assolvimento dell’obbligo formativo che fornisce informazioni dettagliate sull’offerta scolastica
e formativa in ambito regionale e sulle modalità di accesso al mondo del lavoro con particolare riferimento al contratto di apprendistato e che suggerisce una prassi metodologica utile
per affrontare il tema della scelta. Tale guida viene distribuita a tutti gli allievi frequentanti la
terza media ed è disponibile presso lo sportello Punto Orientamento dell’Agenzia regionale
del lavoro, presso le biblioteche, i centri Informagiovani ed i servizi per l’impiego.
Tale guida si pone anche come strumento che può essere utilizzato dagli insegnanti per interventi di orientamento nelle classi e dai genitori.
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Un ulteriore strumento informativo è l’area denominata “Lavorogiovani” nell’ambito del sito
internet della Regione Valle d’Aosta, di cui è in corso l’aggiornamento.
Gli operatori dello sportello hanno inoltre contattato gli insegnanti referenti per l’orientamento
di tutti gli istituti superiori della regione al fine di concordare modalità di informazione e sensibilizzazione sulla tematica dell’obbligo. Sulla base degli accordi presi, gli operatori hanno realizzato 29 interventi nelle classi prime e seconde degli istituti professionali e tecnici, tali interventi hanno coinvolto circa 600 studenti.
5 • LA FORMAZIONE ESTERNA PER GLI APPRENDISTI IN OBBLIGO FORMATIVO
Con riferimento all’invito 3/2001 sopra citato sono state messe a bando le azioni formative riferite ai giovani assunti con contratto di apprendistato, dalle quali è stata prevista l’esclusione
della realizzazione delle 120 ore aggiuntive per i giovani soggetti ad obbligo formativo assunti con tale tipologia contrattuale.
Tale esclusione è motivata dal fatto che sono stati creati n. 5 macro gruppi che accorpano le
diverse figure professionali relative agli apprendisti occupati, per la messa a bando degli interventi di formazione extra-aziendale, per cui si prevedeva la possibilità di avere fino a n. 5
attuatori diversi per la realizzazione di tali attività.
Tale ipotesi avrebbe comportato notevole difficoltà di gestione da parte di questi attuatori dell’attività formativa aggiuntiva prevista per l’obbligo formativo, vista la ridotta consistenza
numerica dei giovani assunti con tale contratto che sono soggetti ad obbligo formativo, ulteriormente complicata dalla distribuzione territoriale dei luoghi di residenza degli stessi.
A seguito del bando 3/2001 sono stati finanziati n. 4 progetti presentati dal Consorzio Progetto Formazione scrl:
•
•
•
•
Apprendistato nel turismo in Valle d’Aosta;
Formazione apprendistato: macro settore edilizia e legno;
Progetto apprendistato settore impiantisti, meccanici e riparatori;
Progetto apprendistato: commercio, alimentari e altre attività.
Per la formazione relativa al quinto macrogruppo, i cui progetti avevano avuto esito negativo
a seguito del bando 3/2001, si è approvato positivamente un progetto nell’ultimo bando,
n.1/2002 con scadenza 12 luglio u.s., denominato “Progetto apprendistato: funzioni di supporto” dell’ente Consorzio Progetto Formazione scrl.
A seguito del bando 1/2002, a titolo sperimentale, è stato inoltre finanziato un progetto dal titolo “Apprendistato per l’obbligo formativo“ dell’ente CNOS FAP Valle d’Aosta, per la realizzazione delle 120 ore aggiuntive. Tale progetto ha durata annuale e prevede il coinvolgimento di
40 apprendisti.
Non risultano, infine, giovani soggetti ad obbligo formativo che si trovino in condizione lavorativa con contratto diverso dall’apprendistato.
Si ritiene che un numero di giovani che non risultano inseriti in alcun percorso stiano di fatto
collaborando in attività famigliari, specialmente nel settore agricolo e rispetto a questi soggetti
la Regione intende definire ipotesi di intervento.
178
LOMBARDIA
(Aggiornato con il Rapporto regionale di monitoraggio del 30 giugno 2002)
1 • IL COORDINAMENTO REGIONALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI
Il coordinamento delle attività regionali per l’obbligo formativo è realizzato dalla Direzione
Generale Formazione Istruzione e Lavoro della Regione Lombardia e dalla Struttura Sistema
Informativo.
L’Unità Organizzativa Formazione e Mercato del Lavoro provvede con un Atto di indirizzo
approvato con delibera di Giunta ad individuare annualmente le linee prioritarie in materia di
Formazione Professionale, che riguardano anche l’obbligo formativo.
La Struttura Sistema Informativo coordina le azioni per la realizzazione dell’anagrafe regionale.
È inoltre in corso di costituzione il “Comitato Tecnico di pilotaggio per l’obbligo formativo in
Lombardia”, con il compito di garantire e presidiare il processo di attuazione del “servizio
obbligo formativo” e composto da:
• la Regione Lombardia che presiede il Comitato stesso;
• il MIUR - Direzione Scolastica per la Lombardia;
• le 11 Province.
Il Comitato Tecnico dovrebbe avvalersi del supporto tecnico/operativo di tre Gruppi di lavoro:
• Gruppo anagrafe regionale dell’obbligo formativo;
• Gruppo sull’apprendistato;
• Gruppo per l’integrazione tra istruzione/formazione professionale.
I Gruppi di lavoro si articoleranno a loro volta in gruppi tecnico/tematici da attivare a seconda
delle esigenze e necessità, anche a livello provinciale e sublocale, eventualmente anche con
la partecipazione di componenti sociali ed istituzionali presenti nei territori.
I Gruppi di lavoro sopra citati dovranno svolgere le seguenti attività:
a) Gruppo Anagrafe regionale
• definisce il flusso informativo tra i soggetti coinvolti, individuando tempi, modalità e strumenti
per lo scambio dei dati;
• definisce standard e metodologie atte all’integrazione delle basi informative di interesse;
• provvede a garantire il monitoraggio dei soggetti in obbligo formativo attraverso la costituzione dell’anagrafe regionale e provvede all’individuazione di strumenti volti all’analisi dell’andamento degli interventi attuati.
b) Gruppo Apprendistato - per quanto attiene all’apprendistato in obbligo formativo
• formula proposte per il coordinamento tra gli interventi di formazione esterna non in obbligo
formativo e quelli specificatamente destinati ai giovani in obbligo;
179
• definisce standard e metodologie, in raccordo con le normative nazionali, per la realizzazione delle attività;
• provvede a supportare l’attività di monitoraggio degli interventi e di valutazione degli esiti.
c) Gruppo Integrazione Istruzione/Formazione Professionale
• formula proposte di innovazione da sperimentare sul territorio;
• definisce standard – a livello territoriale e in raccordo con gli enti locali, le istituzioni scolastiche periferiche, le agenzie formative, i centri per l’impiego, le parti sociali – per interventi volti ad ottimizzare l’attuazione dell’obbligo formativo e i rapporti tra i servizi in rete;
• collabora e supporta, nell’ambito delle competenze proprie ad ogni istituzione coinvolta, l’attività di monitoraggio nello svolgimento delle azioni;
• analizza e promuove le tematiche relative a: azioni di orientamento; progetti integrati; azioni
nei confronti di soggetti deboli; certificazione delle competenze e crediti formativi;
• formula proposte per l’attuazione degli incontri di informazione e orientamento da svolgersi
nelle istituzioni scolastiche entro il 31 dicembre di ogni anno;
• definisce gli elementi idonei per l’individuazione e la formazione dei tutor.
Finora si è riunito in sede di lavori solo il Gruppo sull’Apprendistato in obbligo formativo.
A livello decentrato, si segnala che nella Provincia di Varese è stato adottato un coordinamento articolato in due sub aree:
• da una parte, nella Sezione Politiche del Lavoro, con il “Progetto Obbligo Formativo” si gestisce la ”Anagrafe Obbligo Formativo” e si coordinano i servizi erogati ai giovani in obbligo
formativo all’interno dei Centri per l’Impiego;
• dall’altra, nella Sezione Politiche Formative, con l’area di attività “Integrazione Formazione Professionale Istruzione - Obbligo Formativo” si gestiscono tutte le iniziative formative dedicate ai
giovani in obbligo e si coordinano gruppi di lavoro su temi specifici (ad esempio sulla certificazione delle competenze acquisite o sulla transizione dal sistema della formazione professionale al sistema dell’istruzione, e viceversa, o all’apprendistato, più specificatamente ci stiamo riferendo alle passerelle o ai percorsi in integrazione scuola-formazione professionale).
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
È stato approvato il 6 luglio 2001 dalla Giunta Regionale un progetto per la realizzazione dell’anagrafe con sistema informatizzato; il modello di flusso informativo individuato coinvolge
direttamente i tre principali soggetti attori dell’obbligo formativo:
SCUOLE ➝ PROVINCE ➝ REGIONE.
A sostegno di tale modello è stato sviluppato un software, in distribuzione alle Province, che
consente alle scuole la gestione e l’invio dei dati sui giovani in obbligo formativo via Internet.
Tale software ha l’obiettivo di uniformare le modalità di invio dei dati da parte delle scuole che
ad oggi non utilizzano SISSI, e trasmettono i dati con file di diversi formati, se non addirittura
su supporto cartaceo.
180
La scelta della soluzione on-line consente, a tutti i livelli interessati, di coordinare ed integrare
i dati relativi agli studenti gestendo i contenuti inerenti l’obbligo formativo e monitorando in
tempo reale gli orientamenti professionali maturati sul territorio, con evidenti vantaggi di programmazione per i sistemi decisionali locali.
L’accesso al software avviene a partire dall’area pubblica del sito provinciale: l’operatore
Scuola fa richiesta del servizio “Gestione dell’Obbligo Formativo” registrandosi con la compilazione di un form, a cui segue il rilascio di ID e password. La verifica dell’autenticità dei dati
dell’Istituto scolastico è affidata all’operatore Provincia.
Validata la richiesta di servizio, l’operatore Scuola, tramite password, accede quindi alle funzionalità dell’area riservata del sito Internet:
• anagrafica scuola: accesso alla gestione dell’anagrafica dell’istituto scolastico;
• anagrafica studenti: accesso alla gestione delle anagrafiche degli studenti in carico alla
scuola, in conformità con il tracciato ministeriale;
• comunicazioni: accesso alla consultazione e creazione delle comunicazioni da inviare alla
Provincia, strutturate come elenco studenti in cui vengono segnalati per ognuno l’iscrizione,
il ritiro o il trasferimento.
L’operatore Provincia oltre ad accedere in lettura e modifica alle stesse funzionalità dell’operatore Scuola può:
1 creare il fascicolo studente accedendo ai dati studente: funzionalità principale che permette di incrociare i dati provenienti dagli istituti scolastici, dai Centri per l’impiego, (apprendistato), e dalla formazione professionale, monitorando i movimenti degli studenti;
2 imputare dati della formazione professionale, qualora il database non sia già integrato nel
sistema;
3 imputare dati dell’apprendistato, qualora il database non sia già integrato nel sistema;
4 gestire azioni di sostegno allo studente (assegnazione di un tutore, segnalazione ai Centri
per l’impiego).
L’operatore Regione ha a disposizione un’area protetta e riservata sul server di ogni Provincia
per la richiesta e il trasferimento dei dati in totale autonomia, che può avvenire in modalità interattiva su richiesta dell’Ente oppure in modalità automatica con tempi di schedulazione predefiniti dall’Ente stesso.
Le Province che hanno aderito formalmente all’iniziativa sono al momento sette: Bergamo,
Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Sondrio e Varese. Sono orientate alla condivisione dell’applicativo anche le Province di Como e Mantova. Le province di Pavia e Brescia non aderiscono
in quanto hanno già sviluppato in proprio applicativi ad hoc.
La Regione garantisce l’installazione, la personalizzazione, una prima assistenza e una adeguata formazione all’utilizzo. A dicembre la Regione aveva presentato il software alle Province in allegato alla sottoscrizione dell’Accordo quadro che le impegna comunque alla trasmissione dei dati ed era in attesa di un riscontro.
181
La Regione, inoltre ha promosso incontri con la Direzione Scolastica Regionale per individuare una comune azione di sensibilizzazione, comunicazione e responsabilizzazione nei confronti del sistema scolastico e sta predisponendo inoltre tecnologie e modalità opportune per
incrementare con i dati dell’anagrafe dei giovani in obbligo formativo il Datawarehouse regionale, ai fini di rendere disponibili servizi integrati di consultazione ed elaborazione, indirizzati
alla programmazione delle attività di competenza di ciascun soggetto coinvolto.
La Regione si è intanto attivata, con proprie risorse, per organizzare il data-entry del materiale cartaceo di 4 Province ed ha provveduto ad alimentare l’area di warehouse, dopo un consistente lavoro di normalizzazione delle basi dati provenienti dalle restanti Province.
I dati dell’Anagrafe Regionale saranno rilasciati tramite strumenti di analisi che consentono un
elevato grado di interattività e “navigabilità” da parte dell’utente nella scelta delle variabili di
analisi. L’accesso a tali strumenti avverrà via web tramite un Portale, che effettuerà i dovuti
controlli di accesso ai dati.
3 • LE STRUTTURE TERRITORIALI E LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, ORIENTAMENTO E
TUTORATO
A livello regionale, con le linee del citato “Atto di Indirizzo” per il corrente anno formativo
2001/2002, la formazione orientativa viene citata come l’intervento più significativo che deve
caratterizzare la pianificazione provinciale. Sono state pertanto previste diverse attività relative all’obbligo formativo che si articolano in:
• Accoglienza e informazione da realizzarsi attraverso colloqui di accoglienza;
• Consulenza orientativa, da realizzarsi attraverso colloqui individuali di orientamento, bilancio professionale individuale, bilancio di competenze professionale;
• Informazione orientativa da attuarsi attraverso incontri di informazione orientativa.
Scendendo nel dettaglio del provinciale, a Cremona i Centri per l’impiego nel territorio sono
quattro, per un totale di 337.259 utenti. Presso tali centri vengono svolti da 11 operatori i colloqui individuali di informazione/orientamento. Gli operatori addetti ai colloqui sono stati coinvolti, nel 2001, in attività di formazione nell’area dell’Accoglienza e dell’Orientamento professionale, nell’ambito del progetto “Caravelle".
Dal I gennaio 2002 è stata costituita, presso la sede centrale della Provincia, l’Ufficio Orientamento con il compito di sovrintendere all’attività orientativa dei Centri per l’Impiego. L’Ufficio
di Orientamento ha quindi intrapreso un’attività di formazione sugli operatori dei Centri per
l’Impiego per migliorarne sia le competenze organizzative che relazionali.
Si sono inoltre svolti alcuni incontri tra il servizio Formazione professionale della Provincia e i
Centri per l’impiego per coordinare le reciproche attività.
Nella Provincia di Pavia la struttura territoriale dei Servizi per l’impiego è articolata in tre Centri (Pavia, Voghera, Vigevano) ed un Centro di Coordinamento provinciale con sede a Pavia.
Attualmente i Servizi stanno adeguando le competenze degli operatori con vari interventi specifici (Progetto Caravelle; Bando Multimisura Orientamento; Misura A1; Misura C4; Albo Provinciale dei collaboratori esterni).
182
Non sono stati ancora individuati tutor per l’obbligo formativo, ma sono comunque state individuate risorse (1 operatore per Centro) che svolgono attività di informazione rivolta all’utenza
dell’obbligo formativo.
Nella Provincia di Varese, da giugno 2001 a giugno 2002, negli otto Centri per l’Impiego diffusi sul territorio è stata organizzata, (con almeno un operatore per Centro, ma in alcuni casi
anche due, per un totale di 11), l’attività di accoglienza, svolgendo un primo colloquio informativo con tutti i ragazzi in obbligo formativo che si sono presentati spontaneamente o che
sono stati contattati su segnalazione delle scuole o dei centri di formazione professionale.
In molti casi sono stati contattati, direttamente dagli operatori, anche coloro che risultavano
– osservando l’estrazione bimestrale dei nominativi da inviare in sede – aver cessato il rapporto di apprendistato.
Successivamente al primo colloquio informativo, in quasi tutti i Centri per l’Impiego sono stati
realizzati da due a tre, fino ad un massimo di quattro colloqui di tipo orientativo con lo scopo
di analizzare i bisogni dei giovani e quindi:
• rinviarli alla rete presente su territorio, sempre guidati e monitorati dall’operatore del Centro
fino alla maturazione di una scelta ed alla decisione di inserirsi in un percorso idoneo all’assolvimento dell’obbligo formativo;
• oppure iscriverli al Centro ed avviarli ad un lavoro come apprendisti, anche facendo precedere questo momento da un tirocinio orientativo.
Per quanto riguarda le attività di coordinamento, sempre nella Provincia di Varese, oltre alle
riunioni periodiche di coordinamento con gli operatori dei Centri per l’Impiego che lavorano
sull’obbligo formativo, sono stati organizzati:
• momenti informativi, in particolare, sull’interpretazione della legge e sull’analisi di casi peculiari;
• momenti formativi sul ruolo degli operatori di fronte ai giovani e/o alle famiglie, sul linguaggio verbale e non verbale e sugli stili di comunicazione e su come condurre il colloquio.
Infine, per quanto concerne altre attività informative e promozionali inerenti l’“Obbligo Formativo”, sono state organizzate a Varese:
• Il Progetto “Le opportunità dell’obbligo formativo”, nei mesi di novembre-dicembre 2001 che
si è articolato in una serie di interventi informativi nelle classi di prima superiore sul tema dell’obbligo formativo, con destinatari gli studenti degli Istituti d’Istruzione Superiore ad indirizzo tecnico e professionale della Provincia di Varese;
• Il Progetto “Fondazione Cariplo”, di cui la 1^ edizione del progetto, intitolata, “Formazione
intervento per sperimentare l’integrazione tra docenti della Scuola Media Superiore e della
Formazione Professionale”, si è conclusa nel mese di giugno 2002 ed ha visto la partecipazione attiva di più di trenta docenti di dieci Istituti di Istruzione Superiore, nove Centri di Formazione Professionale e tre unità operative provinciali dei servizi all’impiego. I gruppi di
lavoro hanno progettato e sperimentato con successo modelli di intervento in integrazione
183
nell’ambito dell’orientamento, della valorizzazione delle capacità di apprendimento dei giovani e dei curricola integrati;
• Il Progetto “e-school”, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, Asse C1, promosso da una
partnership di 8 scuole e 8 Centri di Formazione Professionale della Provincia di Varese,
potenzialmente estendibile, dopo il primo anno di sperimentazione, a tutte le scuole ed a
tutto il sistema della formazione professionale provinciale. “e-school” si propone di realizzare un portale, quale luogo virtuale di scambio e di integrazione delle esperienze realizzate
nei due sistemi formazione ed istruzione, in materia di obbligo formativo. Le aree di lavoro
sulle quali ci si è concentrati in questo primo anno di attività sono:
- e-learning
- Certificazioni e portfolio
- Orientamento e fasce deboli
- Stage e tirocini
La Provincia di Varese – partner istituzionale del progetto insieme alla Direzione Scolastica Regionale – considerata la rilevanza del progetto, si è candidata per assumersi l’impegno a garantire
l’aggiornamento e lo sviluppo evolutivo del progetto dopo la sua chiusura (31 ottobre 2002).
4 • ATTIVITÀ DI FORMAZIONE PROFESSIONALE INIZIALE O DI BASE E ATTIVITÀ
REALIZZATE NELL’AMBITO DELLA SCUOLA
Le attività di formazione iniziale o di base nella programmazione regionale sono così articolate:
a. Qualificazione
Destinatari: giovani inoccupati in obbligo formativo.
Strutturazione dei percorsi: 4 cicli (corsi biennali) oppure 2 cicli (corsi annuali per drop-out
scolastici).
Tipologia delle azioni: formazione finalizzata allo sviluppo di competenze di base, di competenze tecnico-professionali e di competenze trasversali anche mediante attività di tirocinio.
Articolazione oraria: 2000/2400 ore per qualifica biennale, 1000/1200 per qualifica annuale.
b. Qualificazione - settore alberghiero - per corsi convittuali
Destinatari: giovani inoccupati in obbligo formativo.
Strutturazione dei percorsi: 4 cicli (corsi biennali).
Tipologia delle azioni: formazione finalizzata allo sviluppo di competenze di base, di competenze tecnico-professionali e di competenze trasversali anche mediante attività di tirocinio.
Articolazione oraria: 2000/2400 ore per qualifica biennale.
c. Formazione integrata con la Scuola Media Superiore
Destinatari: drop out scolastici.
Strutturazione dei percorsi: 4 cicli (corsi biennali).
Tipologia delle azioni: formazione finalizzata allo sviluppo di competenze di base, di competenze tecnico-professionali e di competenze trasversali anche mediante attività di tirocinio.
Articolazione oraria: 2000/2400 ore per qualifica biennale.
184
d. Formazione di garanzia sociale per portatori di handicap
Destinatari: disabili giovani in obbligo formativo.
Strutturazione dei percorsi: FLAD 1-8 cicli - FILD ciclo unico AREA SOFFERENZA PSICHICA
1-6 cicli a seconda dei profilo professionale.
Tipologia delle azioni: formazione finalizzata all’integrazione sociale e lavorativa supportata
dall’acquisizione di competenze professionali di base.
Articolazione oraria: FLAD 3.600-4.800 (massimo quadriennale) - FILD 450-600 ore (ciclo unico)
- AREA SOFFERENZA PSICHICA 1200-1800 (biennale/triennale) oppure 600-900 ore annue.
e. Formazione di garanzia sociale per svantaggiati sociali
Destinatari: giovani svantaggiati e giovani con difficoltà d’apprendimento in obbligo formativo.
Strutturazione dei percorsi: FLAD 1-8 cicli - FILD ciclo unico AREA SOFFERENZA PSICHICA
1-6 cicli a seconda dei profilo professionale.
Tipologia delle azioni: formazione finalizzata all’integrazione sociale e lavorativa supportata
dall’acquisizione di competenze professionali di base.
Articolazione oraria: FLAD 3.600-4.800 (massimo quadriennale) - FILD 450-600 ore (ciclo
unico) - AREA SOFFERENZA PSICHICA 1200-1800 biennale/triennale) oppure 600-900 ore
annue.
Passando al livello provinciale, nella Provincia di Milano, con riferimento al Piano Provinciale della
Formazione Professionale, le attività di formazione iniziale si articolano nelle seguenti iniziative:
•
•
•
•
Qualificazione;
Formazione di garanzia sociale per portatori di handicap;
Formazione di garanzia sociale per detenuti ed ex-detenuti;
Formazione di garanzia sociale per svantaggiati.
Per tutte le tipologie di corso requisito di base per l’accesso è l’assolvimento dell’obbligo scolastico e finalità comune è lo sviluppo di competenze di base e l’inserimento sociale. Sono
percorsi di lunga durata che prevedono al termine il rilascio del certificato di frequenza o di
frequenza e profitto o dell’attestato di qualifica. Con riferimento al completamento di uno o più
cicli intermedi è previsto il riconoscimento di crediti formativi.
Sempre nella Provincia di Milano, in seguito alla delibera di Giunta n. VII/5416 del 6 luglio
2001, è prevista la realizzazione di percorsi integrati. Infine, l’attività di monitoraggio del Piano
provinciale della formazione professionale ha previsto la registrazione dei dati su tutti i corsi
attivati, e in caso di mancata attivazione, la sostituzione delle attività con altre.
Nella Provincia di Varese la formazione professionale di base è improntata ad una forte personalizzazione dei percorsi.
Tale personalizzazione si attua mediante le seguenti attività:
•
•
•
•
accoglienza;
orientamento;
bilancio personale, accertamento e riconoscimento di eventuali crediti formativi;
recupero;
185
• approfondimento;
• modalità di personalizzazione dei percorsi e moduli e servizi di sostegno ad hoc per soggetti svantaggiati e portatori di handicap;
• gestione delle passerelle (con certificazione delle competenze acquisite);
• accompagnamento all’inserimento lavorativo.
Sono previste due modalità formative:
• il percorso curricolare – ovvero la componente standard di attività formative riferite al gruppo classe – che viene fissato in 1000 ore annue;
• le azioni tese ad assicurare la personalizzazione dei percorsi formativi che debbono poter
prevedere la scomposizione in azioni individuali ed azioni di gruppo - 200 ore allievo annue.
Per sostenere gli organismi formativi nell’applicazione del dispositivo si sono avviate attività di
coinvolgimento e accompagnamento ai CFP attraverso la costituzione di un gruppo di Indirizzo e Coordinamento, composto dai coordinatori e/o docenti dei corsi, condotto da un esperto esterno – con il supporto di referenti del settore –, avente i seguenti obiettivi:
• definizione degli standard professionali comuni a tutti i corsi della medesima qualifica;
• definizione degli standard dei saperi di base introdotti con l’OF (area linguistica, matematico-scientifica, cittadinanza attiva ed informatica) in tutti i primi anni di formazione iniziale;
• definizione generale dell’impianto dei corsi di OF e macro-progettazione delle 200 ore/allievo di personalizzazione in essi previste;
• adozione del Libretto Formativo;
• definizione criteri e strumenti comuni per la valutazione;
• definizione di prassi condivise per la gestione dei crediti e delle passerelle;
• definizione, condivisione e organizzazione della fase di monitoraggio;
• verifica finale, condivisione ed elaborazione delle esperienze tratte dal monitoraggio;
• ri-progettazione dei corsi di OF del prossimo anno scolastico alla luce delle indicazioni
emerse dal monitoraggio.
5 • LA FORMAZIONE ESTERNA PER GLI APPRENDISTI IN OBBLIGO FORMATIVO
ED INIZIATIVE PER GIOVANI SOGGETTI AD OBBLIGO FORMATIVO
CHE DOVESSERO TROVARSI IN CONDIZIONE LAVORATIVA
CON CONTRATTO DIVERSO DALL’APPRENDISTATO
A livello regionale, il modulo aggiuntivo di 120 ore per l’assolvimento dell’obbligo formativo in
apprendistato viene attivato da strutture scolastiche e formative con le finalità, gli obiettivi e gli
standard previsti dal D.m. 18 maggio 2001.
Infine, per l’obbligo formativo limitatamente ai canali della formazione professionale e dell’apprendistato viene realizzata una rilevazione quantitativa rispetto alle azioni formative ed orientative e al numero di allievi coinvolti, sulla base della modulistica predisposta con l’"Atto di indirizzo”
citato. Tale rilevazione quantitativa ha una duplice funzione: a livello provinciale, fornisce informazioni necessarie a redigere i piani annuali della formazione professionale; a livello regionale, ha lo
scopo di supportare l’attività di monitoraggio ex ante, in itinere e ex post delle azioni.
186
A livello provinciale le attività di formazione esterna per gli apprendisti in obbligo formativo
vengono organizzate come segue (informazioni pervenute dai rapporti provinciali):
Brescia
La Provincia ha previsto l’organizzazione di 46 corsi per giovani 15 - 18enni. Di questi 25 sono
corsi di formazione esterna ex L. 196/97, per apprendisti in obbligo formativo e 25 corsi consistono in moduli aggiuntivi relativi alle competenze di base. Il numero di allievi coinvolti è 695,
15 per ogni classe.
Como
Gli apprendisti 15-18enni presenti nella banca - dati provinciale sono 355. Di questi 204 non
hanno ancora effettuato alcun percorso di formazione esterna. Nel Piano provinciale delle attività
sono previsti 7 corsi di base per questa utenza.
Cremona
Sono stati avviati, al 30 giugno 2002, 4 corsi per apprendisti della durata di 240 ore, comprensivi quindi anche dei moduli aggiuntivi. I quattro corsi sono completamente finanziati dal Piano
provinciale delle attività formative 2001/2002 ed attuati da tre centri di formazione professionale . L’utenza raggiunta è di 81 apprendisti impiegati in settori diversi, che hanno quindi dato origine a classi differenziate, tranne in un solo caso, dove è stato possibile comporre una classe
omogenea nel settore Meccanico - metallurgico. Per gli altri tre casi è prevista invece la frequenza ad attività professionalizzanti per sottogruppi, il più possibile omogenei.
Pavia
A fronte dello scarso numero di apprendisti in età di obbligo formativo, si è deciso di attivare solo
i moduli aggiuntivi, inserendoli nel piano Provinciale della formazione professionale 2001/2001,
rinviando ad una fase successiva le altre 120 ore ex. l. 196/97.
Varese
La Provincia di Varese ha realizzato 7 corsi per apprendisti in obbligo formativo, programmati
all’interno del Piano ordinario della Formazione Professionale.
Le classi sono state composte su base intersettoriale (con figure professionali diverse) e territoriale. I corsi hanno avuto la durata di 120 ore ed hanno affrontato i contenuti di base definiti nel
DM 18 maggio 2001. Sono stati organizzati in modo intensivo (20 ore alla settimana) per garantire continuità al processo formativo, elemento considerato molto utile per questo particolare tipo
di utenza. Gli apprendisti 15 -18enni che hanno frequentato questi corsi per l’assolvimento dell’obbligo formativo saranno poi riconvocati nei corsi del Piano apprendistato (almeno quelli per i
quali c’è offerta formativa idonea).
Questa formula organizzativa ha permesso di erogare la formazione di base ad un numero maggiore di apprendisti rispetto a quelli raggiungibili con percorsi integrati da 240 ore.
I corsi hanno incontrato non poche difficoltà, da parte sia delle aziende, che degli stessi apprendisti. Ciò ha reso necessario attivare da parte della Provincia un’azione di supporto progettuale e
gestionale attraverso la costituzione di un gruppo di Indirizzo, composto dai coordinatori e/o
docenti dei corsi, condotto da un esperto esterno - con il supporto di referenti del settore -, avente i seguenti obiettivi:
• progettazione delle unità formative e della metodologia didattica delle aree tematiche;
• condivisione e accompagnamento nelle difficoltà emerse in relazione alla forte demotivazione
e rifiuto per le attività proposte sia da parte dei giovani che delle aziende stesse;
• verifica delle esperienze ed elaborazione di indicazioni utili all’avvio dei corsi futuri.
Si è programmata inoltre per il mese di settembre 2002 una attività di formazione specifica rivolta a coordinatori, docenti e tutor che operano nella formazione degli apprendisti articolata in 4
moduli formativi di 3 giornate in cui vengono approfondite le tematiche relative a:
• la gestione del rapporto con i beneficiari diretti (apprendisti) attraverso due moduli rivolti in
modo particolare a docenti e tutor d’aula;
• la gestione del rapporto con i beneficiari indiretti (aziende) attraverso un modulo rivolto in
modo particolare ai coordinatori e progettisti;
• l’impostazione e gestione del percorso all’interno del CFP (nel rapporto interno all’equipe/staff
di lavoro) attraverso un modulo rivolto in modo particolare al referente del CFP (Coordinatore/Tutor).
187
Per quanto riguarda le Iniziative previste per i giovani soggetti ad obbligo formativo in condizione lavorativa con contratto diverso dall’apprendistato, si segnala l’esperienza svolta nella
Provincia di Varese, dove i Centri per l’impiego hanno contattato i giovani 15 - 18 enni che si
trovano in condizione lavorativa con contratto diverso dall’apprendistato insieme ai loro datori di lavoro per essere informati circa la normativa vigente in materia di obbligo formativo. Si
tratta, comunque, di poche decine di giovani. I contratti diversi dall’apprendistato già avviati
non vengono sanzionati, ma si chiede ai datori di lavoro di far partecipare i loro giovani alle
240 ore di formazione già previste per l’apprendistato. D’ora in avanti i Centri per l’Impiego,
d’accordo con l’Ispettorato del Lavoro, non possono più avviare giovani in obbligo formativo
con contratti diversi dal contratto di apprendistato.
Qualche parola va spesa infine riguardo le modalità di monitoraggio dell’attuazione dell’obbligo formativo. Nella Provincia di Varese, per quanto concerne le attività erogate dai servizi per
l’impiego, tutte le attività degli operatori sono monitorate durante le periodiche riunioni di coordinamento. Nel sistema della Formazione Professionale si è effettuato un monitoraggio consistente in visite presso ogni CFP da parte di referenti provinciali durante le quali è stato svolto
un colloquio con il coordinatore dei corsi e un incontro con i ragazzi di una classe, ai quali è
stata inoltre chiesta la compilazione di un questionario di gradimento.
Le informazioni ed il materiale raccolto viene sistematizzato in un resoconto annuale oggetto
di riflessione da parte del Gruppo di indirizzo e coordinamento con l’obiettivo di trarre spunti
di miglioramento nella progettazione dei corsi futuri e di diffusione di buone prassi.
188
PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO
(Aggiornato con il Rapporto provinciale di monitoraggio del 30 giugno 2002)
1 • IL COORDINAMENTO REGIONALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI PER LA
GESTIONE DEL PROCESSO
È stato istituito un gruppo di lavoro tecnico per l’attuazione dell’obbligo formativo, i cui componenti con i rispettivi compiti sono indicati nella tavola successiva.
• Ufficio del lavoro
• Ufficio orientamento scolastico e
professionale in lingua tedesca e
ladina
• Ufficio formazione ed orientamento
in lingua italiana
• Ripartizione formazione professionale in lingua italiana, servizio di
consulenza
• Convocano, per un colloquio di informazione e orientamento, i giovani
soggetti all’obbligo formativo che abbandonano il percorso formativo
intrapreso (in base ad un elenco dei cosiddetti “casi problematici”, redatto due volte all’anno).
•
•
•
•
Comunicano agli uffici competenti:
Intendenza scolastica tedesca
Intendenza scolastica italiana
Intendenza scolastica ladina
Ufficio apprendistato e maestro
artigiano
• Ripartizione per la formazione professionale in lingua tedesca e ladina,
• Ripartizione per la formazione professionale in lingua italiana
• Ufficio informatica socio-demografica
• Coordinatore sistema informatico
scuole
• Gli studenti che compiono nell’anno successivo il 15 anno di età, con l’indicazione del percorso scolastico seguito;
• Le scelte formulate, all’atto dell’iscrizione all’anno scolastico successivo,
dagli studenti soggetti all’obbligo formativo e i nominativi di coloro che
non hanno formulato alcuna scelta;
• I nominativi degli studenti che hanno chiesto ed ottenuto il passaggio ad
altra scuola, di quelli che, in base alla scelta di cui sopra, intendono passare al sistema della formazione professionale;
• Progettano e realizzano iniziative di informazione e orientamento
necessari per la piena attuazione dell’obbligo formativo.
• Creano una banca dati nella quale confluiscono i dati asis (sistema
informatico scuole di carattere generale), bsis (sistema informatico
scuole di formazione professionale), ufficio apprendistato e maestro
artigiano e dell’ufficio del lavoro.
Presso l’ufficio informatica sociodemografica è stata creata una banca dati (vedi punto 2) permette di seguire le persone che hanno abbandonato il mondo della scuola anche attraverso
l’identificazione di coloro che hanno scelto altre vie. Tali persone verranno quindi contattate
dall’ufficio del lavoro o dall’ufficio orientamento scolastico e professionale in lingua tedesca e
ladina, dall’ufficio orientamento scolastico e professionale in lingua italiana e dal servizio di
consulenza formativa e professionale della ripartizione formazione professionale in lingua italiana per un colloquio di consulenza e orientamento.
189
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
All’ufficio informatica socio-demografica è stata creata una banca dati che fornisce gli elementi per seguire i giovani che lasciano la scuola. A tale banca confluiscono i dati asis (per
le scuole di carattere generale), bsis (per le scuole di formazione professionale), i dati dell’ufficio apprendistato e maestro artigianato, i dati dell’ufficio informatica socio-demografica e i
dati dell’ufficio del lavoro.
Periodicamente vengono raccolti i dati anagrafici dei giovani e aggiunte altri informazioni:
• Dati delle scuole (banca dati delle scuole);
• Dati anagrafici dei giovani tra 15 e 18 anni (banca dati dell’ufficio informatica socio-demografica integrata con i dati delle scuole);
• Dati sulla situazione del/della giovane (questi dati vengono aggiunti nella banca dati dalle
scuole):
- Percorso formazione attuale (scuola carattere generale, scuola professionale, apprendistato);
- Interruzione del percorso scolastico (drop out);
- Trasferimento fuori dalla provincia di Bolzano;
- Abbandono della scuola, proseguimento sconosciuto;
- Militare;
- Morto;
- Obbligo formativo realizzato;
- Annotazione sull’obbligo formativo: perché il/la giovane ha abbandonato la scuola, l’apprendistato o il rapporto di lavoro? Esistono informazioni, se il /la giovane in futuro frequenterà un’altra scuola o avrà un altro posto di apprendistato o un altro rapporto di lavoro?
3 • LE STRUTTURE TERRITORIALI E LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, ORIENTAMENTO E
TUTORATO
I giovani che abbandonano il percorso formativo, vengono identificati in base ai dati raccolti.
Il colloquio di informazione e orientamento d’obbligo viene promosso dall’ufficio del lavoro,
dall’ufficio orientamento scolastico e professionale in lingua tedesca e ladina, dall’ufficio orientamento scolastico e professionale in lingua italiana nonché dal servizio di consulenza formativa e professionale della ripartizione formazione professionale in lingua italiana.
A tali colloqui accedono anche i giovani che si trovano in condizione lavorativa diversa dall’apprendistato.
4 • LE INIZIATIVE FORMATIVE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO E LE ATTIVITÀ
ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
Le attività nella scuola
Per quel che riguarda ginnasi e licei, istituti tecnici e istituti professionali sono stati realizzati
incontri di orientamento con:
• Esperti dei servizi orientamento scolastico e professionale dell’ufficio orientamento scolastico e professionale in lingua tedesca e ladina, dell’ufficio formazione ed orientamento in lin-
190
gua italiana e del servizio di consulenza formativa e professionale della ripartizione formazione professionale in lingua italiana;
• Esperti nel settore dell’informazione sulla scuola superiore e sull’università;
• Rappresentanti del mondo del lavoro.
Tali attività di orientamento hanno l’obiettivo di favorire l’avvicinamento del mondo della scuola al mondo del lavoro, di verificare praticamente le abilità e le competenze acquisite e di rimotivare all’apprendimento.
Sono inoltre state realizzate visite e stage in azienda/impresa ed è stato promosso il progetto
Prometheus che prevede una parte comune e una parte differenziata a seconda della tipologia della scuola dove il progetto viene attivato. Questo progetto prevede oltre alla parte dedicata al mondo del lavoro anche una parte incentrata sulle dimensioni psicologiche dell’orientamento quali analisi dei processi decisionali, delle aspettative, delle aspirazioni, delle attitudini e capacità. I progetti suddetti vengono attivati negli istituti professionali e tecnici.
Per quel che concerne le scuole professionali sono state effettuate attività di orientamento relativamente ai temi: Insegnamento della materia di educazione professionale; Introduzione alla pratica di alcune professioni (variano a seconda del settore prescelto); e realizzate visite guidate ed
attività di tirocini brevi con alternanza scuola-lavoro per una durata totale di un mese circa.
Sono stati inoltre attivati i seguenti corsi introduttivi (specifici per ogni gruppo linguistico):
•
•
•
•
•
•
Professioni tecnico-artigianali (legno, metallo, elettrotecnica, edilizia);
Professioni tecnico-artigianali (arti grafiche e media);
Settore alberghiero ed alimentare;
Settore del commercio, dell’estetica e dell’abbigliamento;
Artigianato artistico;
Attività di cura della persona.
Le attività nella formazione iniziale o di base
Sono attivati percorsi biennali e triennali con le seguenti caratteristiche:
• I percorsi biennali riguardano il settore gastronomico ed alberghiero nonché il settore legno
e metallo. A conclusione di ciascuno di questi bienni è possibile proseguire la formazione
professionale nei diversi settori;
• I percorsi triennali di qualifica professionale (per la qualifica di primo livello) offrono molteplici percorsi per la formazione di base. In linea di principio i corsi di qualifica rispecchiano
gli sviluppi tecnologici e negli ultimi anni hanno raggiunto un elevato grado di specializzazione. I corsi si concludono con l’esame di qualifica professionale che consiste in una prova
pratica e in un colloquio. I corsi triennali riguardano i seguenti settori: legno, metalmeccanico, elettrotecnico, scultori in marmo, intagliatori, scultori in legno, sarti, estetisti, operatori
socioassistenziali (accessibile dopo la frequenza di un biennio di scuola superiore o formazione professionale), tecnici alberghieri e della ristorazione (accessibile dopo la frequenza
di un triennio per operatore ai servizi di cucina, di sala-bar e di ricevimento), agricoltura,
operatore agroambientale e manutentore del verde, economia domestica, operatore grafi-
191
co, disegnatore edile, addetti all’informatica d’ufficio, formazioni nei settori elettromeccanico, automeccanico, estetica e artigianato artistico.
Altre attività informative e promozionali rivolte ai giovani in obbligo
L’ufficio orientamento scolastico e professionale in lingua tedesca e ladina, l’ufficio formazione
ed orientamento in lingua italiana ed il servizio di consulenza formativa e professionale della
ripartizione formazione professionale in lingua italiana della provincia autonoma di Bolzano svolgono attività di informazione e promozione rivolta ai giovani in obbligo attraverso:
• Consulenze informative e psicologiche individuali e/o di gruppo classe in materia di orientamento per sostenere il/la giovane nel processo di scelta formativa o professionale;
• Incontri informativi nelle scuole medie inferiori, con lo scopo di dare informazioni sulle nuove
disposizioni in materia di obbligo scolastico e obbligo formativo e sulle diverse possibilità
formative per l’assolvimento dell’obbligo stesso;
• Incontri informativi, classi quarte e quinte delle scuole medie superiori sulle possibilità formative dopo il diploma, sul mondo del lavoro e sulle prospettive occupazionali;
• Pubblicazione di una guida informativa sulle opportunità formative dopo la scuola media
inferiore e sulle nuove disposizioni in materia di obbligo scolastico e formativo;
• Sportello informativo sulle opportunità di formazione offerte sul territorio;
• Organizzazione e tutoraggio di brevi esperienze di lavoro in azienda (stage).
5 • LA FORMAZIONE ESTERNA PER GLI APPRENDISTI IN OBBLIGO FORMATIVO
Nella Provincia autonoma di Bolzano l’apprendistato si svolge dal 1955 in forma duale: in
azienda ed a scuola.
La formazione in aula, presso le scuole professionali, viene svolta un giorno alla settimana o
a blocchi plurisettimanali:
Corsi annuali con almeno un giorno di frequenza alla settimana
Corsi a tempo pieno (blocchi di almeno nove settimane)
9x34 = 306 ore annuali
9x45 = 405 ore annuali
I profili professionali sono definiti con decreto del presidente della giunta provinciale, previo
assenso della commissione provinciale per l’apprendistato composta dalle parti sociali e gli
esperti della provincia autonoma.
Il contenuto dei moduli è così articolato:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Educazione religiosa;
Italiano o tedesco/comunicazione;
Seconda lingua(tedesco o italiano);
Informatica;
Educazione sociale;
Matematica tecnica;
Scienza dei materiali;
Tecnologia;
Disegno tecnico;
Esercitazioni pratiche.
192
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
(Aggiornato con il Rapporto regionale di monitoraggio del 30 giugno 2002)
1 • IL COORDINAMENTO REGIONALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI PER LA
GESTIONE DEL PROCESSO
Le Strutture provinciali che coordinano le attività per l’attuazione dell’obbligo formativo sono
quelle riportate nello schema seguente, ciascuna con l’indicazione dei relativi compiti.
Strutture
Provinciali
Attività
Agenzia
del lavoro
• Sviluppo ed erogazione dei servizi previsti in fase di inserimento lavorativo tramite il canale
dell’apprendistato;
• Gestione dei Centri per l’impiego;
• Coordinamento delle attività formative per l’apprendistato e predisposizione dei relativi programmi formativi;
• Programmazione territoriale delle offerte corsali;
• Programmazione di tutte le attività collaterali per aumentare il livello qualitativo dell’offerta
(formazione formatori, attività di sostegno pedagogico, monitoraggio sull’efficacia degli interventi, ecc.);
• In questo ambito, sul versante dei giovani in obbligo formativo cura l’identificazione dei soggetti che dovranno usufruire dei servizi aggiuntivi di aiuto alla ricerca del lavoro e di sostegno
all’avvio di un percorso di professionalizzazione che possa portare i giovani apprendisti a
cogliere un duplice risultato:
- una qualifica professionale in sintonia con le proprie inclinazioni soggettive e le esigenze
del mercato del lavoro;
- un livello di competenze relazionali ed organizzative tali da poterli collocare a pieno titolo
tra coloro che sono in grado di cogliere le opportunità del continuo cambiamento delle
competenze e delle professionalità.
Servizio
Addestramento
e Formazione
Professionale
• Garantisce l’assolvimento dell’obbligo formativo all’interno della formazione professionale;
• Disciplina la raccolta e l’elaborazione dei dati sugli allievi della formazione professionale e
gestisce il trasferimento degli stessi ai diversi soggetti preposti all’obbligo;
• Promuove incontri di informazione per gli operatori e per gli utenti della Formazione Professionale;
• Monitora il passaggio dei giovani in assolvimento dell’obbligo formativo, dai Centri di Formazione Professionale all’Istruzione o all’Apprendistato;
• Segue la trasmissione ai Servizi per l’impiego dei dati relativi ai giovani che abbandonano
definitivamente il percorso formativo intrapreso.
Sovrintendenza
Scolastica
• Vigila e monitora l’assolvimento dell’obbligo di istruzione;
• Fornisce indicazioni e chiarimenti alle scuole, ai ragazzi, alle famiglie, ai Servizi sociali territoriali in ordine all’applicazione del Regolamento sull’elevamento dell’obbligo scolastico;
• Vigila e monitora l’assolvimento dell’obbligo formativo per coloro che risultano iscritti alla
scuola secondaria di I e II grado;
• Fornisce indicazioni e chiarimenti alle scuole, ai ragazzi e alle famiglie, ai Servizi sociali territoriali in ordine all’applicazione del Regolamento sull’istituzione dell’obbligo formativo;
• Esercita funzioni di supporto e consulenza alle istituzioni scolastiche che promuovono incontri
di informazione e orientamento per gli alunni che compiranno il quindicesimo anno di età, al
fine di facilitare le scelte successive;
• Collabora con il Servizio addestramento e formazione professionale e con l’Agenzia del lavoro
per la progettazione di percorsi formativi integrati.
193
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
Al fine della costituzione dell’anagrafe regionale dei soggetti in obbligo formativo, le varie istituzioni scolastiche ed i Centri di Formazione Professionale sono stati dotati di un foglio elettronico in excel nel quale registrare i giovani soggetti all’obbligo formativo.
La Sovrintendenza Scolastica ed il Servizio addestramento e formazione professionale hanno
così raccolto i dati anagrafici dei giovani in obbligo formativo iscritti rispettivamente alla scuola o ai Centri di formazione professionale e le relative scelte espresse per l’anno successivo.
Resta ancora irrisolto il problema del mancato riscontro fra anagrafe dei residenti ed anagrafe
scolastica per cui nulla si sa di coloro che frequentano o frequenteranno scuole extra provinciali.
È stata redatta una nota, a firma congiunta del Sovrintendente Scolastico e del Dirigente del
Servizio Addestramento e formazione professionale, che ricorda gli adempimenti delle singole strutture scolastiche/Cfp relativi all’obbligo formativo e dà precise disposizioni circa le
modalità di comunicazione di eventuali ritiri alle strutture deputate.
3 • LE STRUTTURE TERRITORIALI E LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, ORIENTAMENTO E
TUTORATO
In materia di lavoro esistono due organizzazioni pubbliche di riferimento: il Servizio Lavoro e
l’Agenzia del lavoro. Quest’ultima ha il compito di realizzare le attività del collocamento e le
politiche del lavoro in modo funzionalmente integrato, con l’obiettivo di offrire migliori e più efficienti servizi al cittadino. A seguito della delega delle funzioni amministrative in materia di collocamento ed avviamento al lavoro alle Province Autonome di Trento e Bolzano (Decreto Legislativo n. 430/1995), si è verificato un graduale sviluppo dell’assetto delle funzioni territoriali
dell’Agenzia del lavoro nel quadro di un disegno generale di riorganizzazione dei servizi pubblici all’impiego, ispirato a principi di ampia integrazione fra le funzioni amministrative e quelle di politica del lavoro e di perseguimento del massimo livello di decentramento.
Negli ultimi anni si è attivato un processo di:
• erogazione, nelle sedi territoriali dei Cpi, di servizi di informazione, accoglienza, orientamento e preselezione, in precedenza offerti nella sede centrale dell’Agenzia del Lavoro;
• inserimento di operatori di sostegno a soggetti svantaggiati nell’ambito di alcuni Cpi ed
avvio di attività di riqualificazione di personali;
• coinvolgimento dei Cpi in parte delle attività afferenti ai Lavori socialmente utili provinciali ed
alle nuove iniziative previste in materia di apprendistato;
• realizzazione di una sperimentazione con il coinvolgimento di vari settore dell’Agenzia, in
occasione del piano nazionale di ricerca/azione, nei confronti di una quota significativa di
disoccupati iscritti alle liste di collocamento.
Inoltre sono stati attivati i seguenti servizi di “orientamento professionale” erogati dall’Agenzia
del lavoro presso tutti i Centri per l’impiego della provincia, destinati a coloro che sono in uscita dai sistemi scolastici o formativi e sono alla ricerca del primo impiego, ai disoccupati o ai
lavoratori in cerca di una diversa occupazione:
• sportelli informativi: offerta di informazioni e documentazione;
194
• informazione collettiva: pubblicazione di un quindicinale, sito Internet e pubblicazione di
guide specializzate;
• colloqui di accoglienza; consulenza di orientamento: attraverso colloqui individuali e di
gruppo;
• tirocinio di orientamento: riservato a soggetti scarsamente in grado di affrontare un processo di autovalutazione2.
Nel periodo marzo-maggio 2002 si è tenuta la seconda parte del percorso formativo per i tutor
dell’obbligo formativo e gli operatori del settore orientamento che collaborano nei vari Centri
per l’impiego del territorio per l’utenza dai 15 ai 18 anni.
Presso i Centri per l’impiego di Trento e Rovereto vi è una costante attività di monitoraggio/tutoraggio da parte dei tutor dell’obbligo formativo per i ragazzi ritirati dalle scuole o
Centri di formazione professionale, per coloro che si presentano spontaneamente alla
ricerca di lavoro e per chi vi è già iscritto.
Negli altri Centri per l’impiego (tranne il Cpi di Tione) gli operatori dell’orientamento svolgono attività di monitoraggio/tutoraggio per i ritirati o per i ragazzi che si rivolgono al Centro per la ricerca
di lavoro tramite i servizi offerti per questa utenza. Va rilevato che buona parte di questi ragazzi
soprattutto nelle aree territoriali periferiche preferisce la ricerca di lavoro in forma autonoma dunque senza l’utilizzo dei servizi proposti e a disposizione all’interno dei Centri per l’impiego.
4 • LE INIZIATIVE FORMATIVE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO E LE ATTIVITÀ
ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
Le attività di formazione iniziale di base
Il percorso di formazione professionale mantiene il proprio carattere sperimentale, prevedendo un’articolazione in tre distinte annualità, così strutturata:
• nei primi due anni un percorso orientativo e polivalente (il primo anno è valido anche ai fini
dell’assolvimento dell’obbligo scolastico), suddiviso in sei macrosettori: industria e artigianato, alberghiero e della ristorazione, terziario, servizi alla persona, abbigliamento, grafico;
• nel terzo anno un percorso finalizzato al conseguimento di una specifica qualifica professionale, rispondente alle esigenze riscontrate nel mercato del lavoro3.
Per quel che riguarda le scelte espresse per il prossimo anno formativo (2002/2003) i dati relativi alle scelte espresse dai giovani iscritti alla formazione professionale e soggetti all’obbligo
formativo sono i seguenti:
• il 98,2% dei ragazzi nati nel 1987 sceglie di restare nella formazione professionale, l’1,2%
sceglie l’apprendistato, mentre solo lo 0,3% sceglie di passare alla scuola. Lo 0,3%, infine,
non esprime alcuna scelta;
2 Questa parte relativa ai Servizi di informazione, orientamento e tutorato è tratta da: I Sistemi regionali per l’obbligo
formativo. Secondo rapporto di monitoraggio. Schede regionali, Isfol, maggio 2002. Nel rapporto inviato dalla Provincia Autonoma di Trento relativamente alla scadenza di giugno 2002, si fa infatti esplicito riferimento a questa parte
del precedente documento.
3 Vedi nota precedente.
195
• il 97,1% dei ragazzi nati nel 1986 sceglie di restare nella formazione professionale, l’1,2%
sceglie l’apprendistato, mentre lo 0,5% sceglie di passare alla scuola; l’1,2%, infine, non
esprime alcuna scelta;
• il 49,8% dei ragazzi nati nel 1985 sta per assolvere l’obbligo scolastico, ottenendo l’attestato di qualifica professionale; il 48,4% sceglie di restare nella formazione professionale (si
tratta perlopiù di ragazzi iscritti alla prima o alla seconda classe di corso e quindi in ritardo
di almeno un anno rispetto ai coetanei), lo 0,7% sceglie l’apprendistato, mentre lo 0,6% sceglie di passare alla scuola. Lo 0,6%, infine, non esprime alcuna scelta.
Le attività realizzate nella scuola
Nel corso dell’anno scolastico-formativo 2001-2002 frequenti sono stati i contatti con i docenti coordinatori degli allievi disabili e con i docenti delle scuole medie, al fine di monitorarne le
attività di orientamento denominate “Progetti ponte”.
Nei mesi di novembre e dicembre 2001, il gruppo di lavoro integrato Servizio Addestramento
e formazione professionale e Sovrintendenza scolastica provinciale ha organizzato una serie
di incontri territoriali, rivolti ai dirigenti scolastici e ai direttori dei centri di formazione professionale, ai docenti delle scuole medie e dei centri di formazione professionale, agli operatori
dei servizi sociali sanitari, agli assistenti educatori e agli operatori del privato sociale, per effettuare una prima valutazione rispetto a quanto emerso nel precedente anno scolastico-formativo ed in ordine alla progettualità dell’anno scolastico-formativo 2001-2002.
Nel corso del secondo quadrimestre sono stati organizzati alcuni incontri, a livello di comprensorio, con i docenti referenti per i progetti ponte delle scuole medie e dei Centri di formazione professionale, per una verifica finale improntata su un confronto tra operatori e per la
programmazione dell’attività del prossimo anno scolastico-formativo.
I dati relativi all’anno scolastico-formativo 2001-2002, evidenziano come in situazioni di disagio,
più che di handicap, il progetto ponte costituisca un’attività ormai consolidata che entra a far
parte del percorso formativo degli alunni, come momento di orientamento o di reinserimento.
Per la realizzazione degli 81 progetti ponte realizzati, sulla base delle richieste avanzate dai
Cfp, il Servizio addestramento e formazione professionale ha assegnato risorse in termini di
ore aggiuntive per un complesso di 5571 ore.
I due macrosettori nei quali vengono inseriti maggiormente gli alunni che usufruiscono dei progetti ponte sono:
• l’industria artigianato con 27 progetti;
• l’alberghiero con 26 progetti.
Il progetto ponte viene strutturato sulla base di moduli, che devono rispettare le caratteristiche
essenziali del percorso di formazione di base ed evidenziare il carattere di operatività.
I percorsi dei progetti ponte si articolano secondo due tipologie:
• orientamento, strutturati su percorsi di 20-30 ore circa e spaziano all’interno di uno o più
macrosettori;
• pre-inserimento, percorso che viene svolto all’interno di un solo Cfp per un totale di ore
variabile dalle 60 alle 150 e che viene proposto per:
196
- ragazzi certificati per i quali si individua un percorso specifico alle abilità che possono
conseguire per un un inserimento nel mondo lavorativo;
- ragazzi stranieri pluriripetenti;
- ragazzi italiani e stranieri che vivono una forte situazione di disagio all’interno della sciuola media.
Il percorso effettuato viene considerato un credito ed inserito nel curriculum personale.
5 • LA FORMAZIONE ESTERNA PER GLI APPRENDISTI IN OBBLIGO FORMATIVO
Dal mese di maggio 2002 sono stati incaricati dall’Agenzia del lavoro 5 gruppi di lavoro (per
un totale di 22 docenti) per la progettazione delle aree disciplinari previste nel decreto per il
percorso di formazione dell’obbligo formativo.
L’Agenzia del lavoro ha inoltre sottoscritto una convenzione con l’Invalsi per svolgere un’attività di monitoraggio per la fase di progettazione dei docenti.
Tale progettazione è stata articolata dai docenti dapprima secondo una griglia di contenuti
riferiti alle scale per la valutazione delle competenze a livello europeo come indicate nel
decreto.
I moduli delle 5 aree disciplinari sono stati esplicitati con descrizione nel dettaglio di strumenti,
metodi e materiali didattici che potrebbero essere utilizzati in particolar modo per l’accoglienza e la stesura del patto formativo da esplicitare con i ragazzi all’inizio del percorso formativo.
Il Servizio addestramento e formazione professionale e la Sovrintendenza scolastica provinciale hanno proceduto all’identificazione degli Istituti e dei Centri di formazione professionale
che nelle varie aree del territorio provinciale dovranno erogare il percorso in forma completa.
Ultimata la fase di progettazione si prevede l’avvio degli incontri con i Dirigenti scolastici e i
Direttori dei Centri di formazione professionale che saranno referenti per un’adeguata organizzazione del percorso.
197
VENETO
(Aggiornato con il Rapporto regionale di monitoraggio del 30 giugno 2002)
1 • IL COORDINAMENTO REGIONALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI PER LA
GESTIONE DEL PROCESSO
L’obbligo formativo rientra nelle competenze dell’Assessorato alle Politiche dell’Occupazione
e della Formazione. All’Assessorato fanno riferimento, per il tramite della Segreteria Regionale Formazione e Lavoro, come strutture tecniche, la Direzione Regionale Formazione e la Direzione Regionale Lavoro.
Le attività svolte da ciascuna delle strutture summenzionate, rispetto all’obbligo formativo,
sono le seguenti: la Segreteria Regionale Formazione e Lavoro, svolge un ruolo di programmazione delle azioni ed un ruolo di coordinamento rispetto alle attività svolte dalle Direzioni
Regionali alla stessa afferenti. Presiede ai rapporti interistituzionali con i soggetti del territorio
aventi competenze in materia di obbligo formativo (vedi Ufficio Scolastico Regionale ed Amministrazioni Provinciali). La Direzione Formazione, gestisce l’attuazione dell’obbligo formativo
che viene assolto nel canale della formazione professionale. La Direzione Lavoro, gestisce
l’attuazione dell’obbligo formativo che viene assolto nell’apprendistato. L’Ente strumentale
della Regione Veneto, denominato Veneto Lavoro, gestisce l’anagrafe degli allievi in obbligo
formativo, in collaborazione con i servizi per l’impiego. Le attività sopraccitate sono oggetto di
un protocollo d’intesa interistituzionale siglato dalla Regione del Veneto, dall’Ufficio scolastico
regionale e dalle Amministrazioni Provinciali del Veneto nel luglio 2001. L’attuazione di quanto previsto dal protocollo è seguita da un gruppo di pilotaggio, istituito a livello regionale, del
quale fanno parte esponenti delle Direzioni Regionali interessate, esponenti dell’Ente strumentale Veneto Lavoro, delle Province e dei servizi dell’Ufficio Scolastico Regionale che
seguono il tema dell’obbligo formativo.
Al termine della sperimentazione in corso sulla attuazione dell’obbligo formativo verrà effettuata una specifica attività di monitoraggio secondo le indicazioni fornite dal gruppo paritetico di pilotaggio composto da rappresentanti della Regione, dell’Ufficio Scolastico Regionale
e delle Amministrazioni Provinciali. Inoltre gli interventi di orientamento per l’anno 2002 prevedono un’azione di monitoraggio in itinere sul processo volta a rilevare la qualità delle azioni
attivate con i progetti di orientamento.
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
Con il Protocollo d’intesa interistituzionale del luglio 2001 per l’attuazione dell’obbligo formativo, sottoscritto dalla Regione Veneto, dalla Direzione dell’ufficio scolastico regionale e dalle
Province del Veneto, vengono definite le modalità di costruzione dell’anagrafe dell’obbligo formativo attribuendo alla Regione Veneto, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, il compito di individuare criteri univoci e predisporre gli strumenti informatici (software) per la raccolta delle informazioni relative agli allievi che hanno adempiuto l’obbligo scolastico e ai loro percorsi successivi.
La concreta realizzazione dell’Anagrafe è affidata all’Ente Strumentale della Regione per le
problematiche del lavoro “Veneto Lavoro”. Per garantire la corretta trasmissione dei dati e l’as-
198
sistenza tecnica necessaria, le Amministrazioni provinciali individuano un referente locale
presso i servizi per l’impiego decentrati.
L’attuale situazione dell’anagrafe regionale è in linea con quanto programmato. La rilevazione
è stata avviata nell’anno 2001 entro i tempi previsti dall’Intesa interistituzionale. I soggetti direttamente coinvolti nella raccolta dei dati sono state le scuole, sia pubbliche che parificate, ed
i Centri di Formazione Professionale della regione. Anche se qualche difficoltà, imputabile all’inadeguatezza degli strumenti informatici in dotazione di alcune scuole, ha rallentato l’acquisizione delle informazioni, si è comunque pervenuti al una pressoché completa rilevazione dei
dati. I dati rilevati sono resi disponibili, nel rispetto delle norme sulla privacy, ai soggetti istituzionalmente competenti, attraverso la loro pubblicazione in rete, alla quale è possibile accedere attraverso un collegamento protetto da password.
Uno dei problemi di fondo consiste nell’eterogeneità dei sistemi in possesso dai vari interlocutori coinvolti e nella conseguente esigenza di costruire un sistema di interfaccia. Infatti nel
Veneto sono utilizzati dalle scuole tre differenti strumenti: il sistema “sissi” fornito dal Ministero dell’Istruzione (presente in tutte le scuole ma non da tutte utilizzato), ed i sistemi “axios” e
“argo”, con una netta prevalenza del primo. Va comunque sottolineato l’impegno profuso dalla
maggior parte degli operatori delle scuole nel rispondere alle sollecitazioni dell’anagrafe.
Un’altra problematica riguarda la metodologia di identificazione dei soggetti, sia riferendosi
alle scuole che ai giovani in obbligo formativo. Nessuno degli strumenti utilizzati adopera una
codifica univoca. L’eterogeneità dei sistemi è stata affrontata da Veneto Lavoro, sia fornendo
un sistema di assistenza tecnica che trattando a livello centrale (al fine di renderli utilizzabili)
i dati inviati dalle scuole in formati diversi da quello definito.
Sul fronte dei Centri di Formazione Professionale, data l’assenza di sistemi omogenei (praticamente ogni CFP utilizza un suo modello di gestione dei dati degli allievi) si è fornito ai centri un tracciato record realizzato in excel chiedendo di inserire manualmente i dati. Un ruolo
importante è stato giocato dalla Direzione Regionale della Formazione che ha costruito un
sistema di codifica dei Centri che consente la loro identificazione univoca.
Resta comunque da portare a compimento un importante lavoro, sia nel sistema scolastico
che in quello della formazione, per sensibilizzare e motivare alla spontanea collaborazione
nell’invio dei dati oltre le scadenze fissate. Infatti uno dei problemi più grossi fin qui rilevati è
stata la quasi totale assenza delle comunicazioni relative agli eventi di cambiamento della
situazione dei giovani rispetto all’obbligo formativo (abbandoni della scuola, trasferimenti dal
sistema scuola al sistema formazione ecc,). Sia il sistema scuola che il sistema formazione si
è limitato ad inviare i dati alla data richiesta senza provvederne l’aggiornamento. Il problema
è stato affrontato promuovendo incontri di sensibilizzazione ad opera dei referenti scolastici
provinciali con la partecipazione dell’organismo attuatore dell’anagrafe e, sul piano tecnico,
decidendo di instradare, a partire dal 2003, i flussi di informazione sulla rete internet. Questo,
oltre a facilitare le comunicazioni, porrà le basi per un dialogo fra l’anagrafe dell’obbligo formativo ed il Sistema Informativo Lavoro, che utilizza tecnologie compatibili. Il completamento
del SIL regionale con la completa operatività nei 42 Centri per l’Impiego del sistema Netlabor
4 ha subito uno slittamento. Ad oggi sei province su sette hanno concluso l’avvio del sistema
Netlabor 4 mentre nell’ultima provincia l’installazione del sistema è in atto. Il completamento e
la messa a regime dell’intero Sistema Informativo Lavoro è ora previsto per il primo semestre
199
2003. Resta quindi legata a questa scadenza la possibilità di rendere effettivo il dialogo e l’integrazione fra l’anagrafe regionale obbligo formativo ed il SIL.
Il gruppo di pilotaggio per l’obbligo formativo, costituito dall’Intesa interistituzionale del luglio
2001, ha deliberato un provvedimento che anticipa di sei mesi la comunicazione che le scuole sono tenute a fare all’anagrafe dell’obbligo formativo, spostandola dal 31 dicembre al 30
giugno. In tal modo la comunicazione viene anticipata dal primo anno di media superiore alla
terza media inferiore. Avvenendo il primo inserimento dei dati anagrafici dei giovani ad opera
delle scuole medie “l’universo” si estende consentendo il monitoraggio di importanti fenomeni riguardanti le scelte scolastiche, la migrazione da e verso scuole di diversa regione, l’evasione dell’ultimo anno di obbligo scolastico. La rilevazione da attuare nel secondo semestre
2002 si adatterà quindi a questa innovazione.
In attesa di far transitare i dati via web come programmato, la rilevazione per quest’anno viene
incontro alle esigenze operative delle scuole utilizzando sistemi automatici di lettura delle
informazioni da inviare evitando così l’onere dell’inserimento manuale dei dati. Attraverso un
nuovo strumento informatico si dà alle scuole la possibilità di fare l’estrazione automatica dai
sistemi informativi da loro utilizzati (Argo, Axios, Sissi ecc.). “Il prodotto”, costruito su “access”
momentaneamente chiamato AROF 2002, consente l’importazione, sempre in automatico, dei
dati estratti e il loro controllo attraverso un sistema informatizzato, consentendo di integrare
con una o due operazioni i dati mancanti. L’intero sistema non va così a gravare sulla mole di
lavoro già di pertinenza alle segreterie.
La rilevazione relativa a quest’anno è stata avviata e sembra evidenziare decisi miglioramenti rispetto alla prima fase di avvio del progetto. La comunicazione con i vari referenti scolastici è costante. In questo senso si sono rivelati fondamentali i numerosi incontri con le scuole,
organizzati con l’obiettivo di sensibilizzarle e di sollecitarle indirettamente a rispettare le scadenze fondamentali.
3 • LE STRUTTURE TERRITORIALI E LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, ORIENTAMENTO E
TUTORATO
Il processo di decentramento dei Servizi all’Impiego avviato dal decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 è stato attuato. In collaborazione con le Province, è stata costruita una rete
organica di Servizi incentrata sui Centri per l’Impiego. In attuazione del piano regionale per il
lavoro, la dislocazione territoriale dei centri è rimasta invariata garantendo una distribuzione
dei servizi in linea con le esigenze del territorio regionale.
Un grosso impegno è stato profuso nella costruzione di un sistema di servizi informativi con
l’obiettivo di mettere in rete i 42 Centri per l’impiego. La rete informativa, realizza una stretta
interrelazione fra i centri per l’Impiego, permettendo di operare su basi dati univoche in ambito regionale ed alleggerendo in questo modo la necessità di scambi informativi.
La costruzione del Servizio Informativo Lavoro su base regionale recepisce tra l’altro la recente normativa in materia di lavoro, la quale rinnova radicalmente la “mission” dei Servizi all’Impiego passando da un’ottica di procedure ad un’ottica di servizio.
Il target d’utenza di buona parte dei servizi erogati dai Centri per l’Impiego coincide con i
beneficiari dell’Obbligo Formativo e dell’Apprendistato. Verso queste due categorie di utenti
si concentrano particolari sforzi per erogare colloqui individuali, azioni di accompagnamento
200
e di assistenza al fine di concordare percorsi formativi, di tirocinio, misti di formazione e lavoro o di lavoro. Queste attività sono concretamente rese possibili dall’esistenza della rete informativa che consente l’interscambio e la lettura delle informazioni da ogni punto della regione.
Con D.G.R. n. 2796/2001, “Direttiva Regionale per gli Interventi di Orientamento per l’anno
2002”, la Regione ha fissato le linee di programmazione e di intervento sul territorio in ambito
di orientamento con particolare riferimento all’obbligo formativo. Questa programmazione ha
tenuto in particolare considerazione il sopra citato Protocollo di intesa tra Regione, Direzione
dell’Ufficio Scolastico Regionale e Province per l’attuazione dell’obbligo formativo. La Direttiva fa riferimento in particolare all’attuazione di quanto previsto dall’articolo 2, riguardante gli
interventi integrati di orientamento, ed in particolare:
•
•
•
•
servizi per l’informazione e l’orientamento;
incontri di orientamento per gli allievi che compiono 15 anni;
orientamento nell’ultimo biennio di obbligo scolastico;
orientamento in obbligo formativo.
La linea di intervento della Direttiva, pertanto, è volta prevalentemente a sviluppare l’integrazione fra gli enti pubblici, il mondo dell’istruzione, della formazione professionale, dei Servizi
per l’Impiego delle Province, delle Parti Sociali, nello sforzo di favorire la diffusione sul territorio
di standard regionali in materia di servizi di orientamento nonché ad ottenere un migliore coordinamento tra i soggetti e le azioni realizzate. Queste ultime sono svolte da reti fra istituti scolastici, agenzie formative, enti territoriali, parti sociali e altri soggetti operanti nel territorio.
La programmazione regionale si è basata sulle precedenti esperienze realizzate sul territorio
in materia di percorsi integrati, stimolando lo sviluppo di un modello a rete in grado di favorire l’assolvimento dell’obbligo formativo, anche riducendo i fenomeni di dispersione.
Obiettivi delle azioni informative/formative di orientamento sono:
• allargare il ventaglio degli interventi, basandoli sul concorso di più soggetti;
• avviare iniziative che favoriscano intese ed interazioni tra i vari soggetti del territorio;
• realizzare strumenti di orientamento, anche con l’aiuto delle nuove tecnologie, più vicini ai
linguaggi utilizzati dal mondo giovanile;
• promuovere e sostenere “buone pratiche” di orientamento e adeguate metodologie formative collegate ai nuovi processi di insegnamento/apprendimento, realizzate da istituti scolastici e da agenzie formative in rete tra loro e con gli altri servizi del territorio.
Nell’ambito della programmazione di interventi integrati di orientamento, l’obiettivo previsto è
stato creare un servizio informativo e orientativo a rete con punti di accesso stabili distribuiti
nel territorio. L’unità territoriale di riferimento per costituire la rete integrata è stata individuata
nel territorio della circoscrizione dei Servizi per l’Impiego delle Province.
La rete ha i seguenti compiti:
• promuovere iniziative di informazione/formazione integrate fra i diversi soggetti istituzionali
e le associazioni per coordinare l’offerta di orientamento a livello locale e avviare una rete
telematica;
201
• erogare moduli formativi di orientamento relativi al passaggio fra terza media e prima superiore, fra prima superiore e F.P.;
• realizzare iniziative rivolte a sviluppare il bilancio personale e professionale;
• coinvolgere le famiglie nell’attività di orientamento;
• promuovere attività specifiche per i giovani quindicenni;
• sviluppare la sperimentazione di attività ad hoc per giovani svantaggiati e a rischio (handicap, extracomunitari, con difficoltà di relazione, a rischio di espulsione od abbandono);
• promuovere stage orientativi aziendali ai sensi del D.M. 142/98.
4 • LE INIZIATIVE FORMATIVE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO E LE ATTIVITÀ
ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
L’attività di formazione professionale iniziale o di base attuata nel primo semestre 2002 costituisce prosecuzione degli interventi formativi avviati nel corso del secondo semestre 2001 e
trova riferimento nella dgr n. 2504 del 28.09.2001. Con detto provvedimento la regione del
Veneto ha approvato il piano annuale della formazione di base comprendente corsi di formazione di base destinati all’assolvimento dell’obbligo formativo.
Tali corsi, finalizzati al conseguimento della qualifica professionale, hanno durata biennale e
carattere diurno, e si articolano in quattro cicli formativi della durata complessiva massima di
2100 ore. L’articolazione didattica, fondata sull’acquisizione delle competenze di base, tecnico-professionali e trasversali in relazione al profilo professionale di riferimento, deve prevedere obbligatoriamente, entro il limite massimo complessivo di 100 ore, l’attivazione dei seguenti moduli:
• modulo di accoglienza attivato prima dell’avvio dell’attività didattica;
• modulo di sicurezza sul lavoro;
• modulo di accompagnamento al lavoro.
Inoltre, all’interno del percorso, possono essere progettati moduli personalizzati all’interno di
ciascun ciclo annuale consistenti in:
• moduli per favorire un adeguato inserimento di giovani provenienti dal sistema scolastico o
dal mondo del lavoro;
• moduli destinati a soggetti portatori di handicap o in condizione di disagio;
• moduli di approfondimento destinati a rispondere a particolari esigenze di professionalità
del territorio.
In attuazione all’art. 6 DPR 257/2000, che prevede il passaggio tra i sistemi della scuola della
formazione e dell’apprendistato, è stata prevista l’istituzione, nei Centri di Formazione Professionale, di un servizio per l’accertamento di conoscenze, capacità e competenze acquisite e
per il riconoscimento di eventuali crediti formativi, che interviene nella valutazione delle competenze pregresse nel caso di iscrizioni di allievi provenienti dal sistema scolastico o dal
mondo del lavoro e di richieste di iscrizione dopo il primo quarto del monte ore. In tali casi per
gli allievi in obbligo formativo l’iscrizione deve essere accompagnata dal certificato di ammis-
202
sione rilasciato dalle apposite commissioni costituite da docenti designati dai rispettivi collegi, coadiuvati da esperti del mondo del lavoro e dell’istruzione con i quali viene individuato
l’anno di corso a cui destinare l’utente.
I corsi in obbligo formativo prevedono infine la possibilità di attivare uno stage aziendale
durante lo svolgimento del percorso entro il limite massimo di 120 ore per i corsi di primo anno
e 320 ore per i corsi di secondo anno.
I percorsi formativi sono organizzati in modo da prevedere la frequenza dell’intera classe alle
attività formative, fatte salve le ipotesi di frequenza diversificate ai moduli personalizzati, per
le quali sono previste modalità specifiche di registrazioni delle presenze degli allievi. La frequenza alle azioni formative è obbligatoria. Per l’ammissione agli scrutini del primo anno e/o
alle prove d’esame finali gli allievi devono aver frequentato le lezioni per almeno il 70% delle
ore complessive del corso. Gli allievi che abbandonino il percorso prima del raggiungimento
della qualifica possono richiedere all’ente gestore il rilascio una dichiarazione delle competenze acquisite valevole ai fini del riconoscimento di eventuali crediti formativi in ulteriori percorsi formativi o scolastici. L’orario giornaliero, articolato su ore di 60 minuti, non può superare le sei ore di lezione in caso di orario continuato o le otto ore di lezione in caso di orario
spezzato. L’attività didattica deve svolgersi di norma in giorni feriali. L’orario settimanale non
può superare le 40 ore di lezione.
Non sono disponibili dati di rilevazione immediata sul numero di allievi quindicenni e sedicenni
iscritti in tali tipologie di percorsi. La strutturazione sopra esposta riguarda infatti sia corsi rivolti esclusivamente ad allievi che nel 2001 abbiano compiuto il quindicesimo e sedicesimo anno
di età e abbiano assolto l’obbligo scolastico, sia corsi rivolti ad un utenza di età compresa tra
i 15 e i 32 anni.
Per quanto riguarda i percorsi integrati realizzati, nell’ambito del Piano annuale della formazione di base (approvato con DGR n. 2504 del 28.09.2001) e in attuazione alla previsione del
Decreto 323/1999, la Regione del Veneto ha programmato lo svolgimento durante il primo
anno di scuola superiore di percorsi propedeutici e preparatori alla formazione professionale,
rivolti ad allievi chiamati ad assolvere l’obbligo scolastico. Detti percorsi (della durata massima di 700 ore con contenuti di carattere pre-professionalizzante non contemplati nei curricula scolastici) sono stati attuati nel quadro di apposite convenzioni stipulate tra gli Istituti scolastici presso cui gli allievi stavano assolvendo l’obbligo di istruzione e i Centri di Formazione
Professionale.
5 • LA FORMAZIONE ESTERNA PER GLI APPRENDISTI IN OBBLIGO FORMATIVO
Con la D.G.R. n. 3718 del 21.12.2001, la Regione Veneto ha per la prima volta bandito corsi
rivolti ad apprendisti in obbligo formativo di cui all’articolo 68 della legge 144/99, prevedendo
per tali lavoratori la frequenza di moduli aggiuntivi di formazione esterna per la durata di almeno 120 ore. La frequenza a moduli aggiuntivi si applica a tutti gli apprendisti che si trovano in
obbligo formativo a partire da quelli più giovani di età. Relativamente ai moduli aggiuntivi, le
finalità, gli obiettivi formativi e gli standard minimi di riferimento sono quelle stabilite con il DM
16 maggio 2001.
La definizione delle prove di verifica sarà effettuata dal gruppo tecnico per l’apprendistato
costituito con la sopraindicata Deliberazione, supportato da uno o più esperti (tra coloro che
203
fanno parte del gruppo tecnico di lavoro per l’individuazione delle linee strategiche della programmazione regionale in materia di formazione, orientamento e politiche attive del lavoro), al
fine di assicurare appunto uno stretto raccordo con la programmazione regionale.
Oltre alle aree di competenza indicate, almeno 8 ore annue sono dedicate alle aree di contenuto attinenti l’orientamento professionale ed elementi di cittadinanza attiva.
La progettazione dei moduli formativi aggiuntivi viene effettuata seguendo criteri di flessibilità
e di personalizzazione, sulla base del livello di conoscenze e competenze posseduto, dell’età
degli apprendisti, della durata e dei contenuti professionali del contratto di apprendistato,
degli standard previsti. Il primo modulo è dedicato all’accoglienza e alla definizione del Patto
formativo tra l’apprendista e la struttura formativa.
I corsi messi a bando per l’obbligo formativo sono 560.
Le Province, nell’ambito dei fondi assegnati per le azioni collegate di sistema per l’obbligo formativo, finanziate con le risorse del Ministero del Lavoro sulla base di quanto previsto dalla
Giunta Regionale con provvedimento n. 2796 del 19.10.2001 (Direttiva regionale per gli interventi di orientamento per l’anno 2002), potranno svolgere le seguenti azioni:
• accoglienza, informazione e orientamento per i giovani soggetti ad obbligo formativo, i cui
nominativi siano stati comunicati dagli istituti scolastici, che abbiano manifestato l’intenzione di abbandonare il percorso scolastico o formativo, oppure abbiano cessato di frequentare la scuola e le attività formative; tale azione si può estendere anche alle loro famiglie;
• tutoraggio, sia al fine di personalizzare l’intervento formativo dei giovani, sia per eseguire il
monitoraggio del percorso formativo intrapreso, nonché, ove necessario, per contattare le
famiglie o attivare altri servizi di intervento sociale;
• scambio ed elaborazione di dati con la Regione, le agenzie formative e gli istituti scolastici
per favorire l’orientamento dei giovani in obbligo formativo, in relazione all’offerta formativa
del territorio;
• accompagnamento per giovani che assolvono l’obbligo formativo nell’apprendistato;
• formazione personalizzata destinata a particolari utenze svantaggiate;
• accompagnamento per progetti di tirocini orientativi tramite stage aziendali promossi dalla
Provincia, ai sensi del D.M. 142/98, ai quali l’istituto scolastico aderisce sottoscrivendoli;
• monitoraggio, valutazione e diffusione dei risultati.
In caso di abbandono del percorso di apprendistato per cessazione del rapporto di lavoro, i
soggetti attuatori devono indirizzare gli apprendisti ancora in obbligo formativo al competente CPI affinché possano essere reinseriti in un percorso formativo alternativo fino all’assolvimento dell’obbligo. Alla comunicazione viene allegata una dichiarazione di percorso formativo svolto dall’apprendista. I CPI, ricevuta la comunicazione, hanno il compito di convocare i
giovani ancora in obbligo formativo, al fine di offrire ad essi servizi di orientamento personalizzati per consentire la scelta tra i vari percorsi formativi possibili.
204
FRIULI VENEZIA GIULIA
(Aggiornato con il Rapporto regionale di monitoraggio del 30 giugno 2002)
1 • IL COORDINAMENTO REGIONALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI PER LA
GESTIONE DEL PROCESSO
Le competenze in materia di obbligo formativo coinvolgono tre diverse strutture:
• l’Agenzia regionale per l’impiego, competente in base alla normativa della regolamentazione dei flussi di informazione, dell’anagrafe regionale e delle azioni di informazione tutoraggio e orientamento;
• la Direzione regionale della Formazione professionale, competente in materia di Formazione professionale;
• la Direzione regionale dell’Istruzione e Cultura, Struttura dell’Orientamento, per le competenze in materia di orientamento e per la rete di sportelli di consulenza/orientamento presenti
sul territorio regionale.
Tali strutture si riuniscono periodicamente al fine di elaborare strategie ed azioni comuni.
La Struttura di orientamento della Direzione dell’Istruzione e della Cultura ha avviato un’azione sistematica di sensibilizzazione rivolta in particolare alle scuole e ai Centri di formazione e
Centri per l’Impiego per creare reti di comunicazione a livello locale tra i referenti/tutor dell’orientamento e dell’Obbligo Formativo (O.F.). Sono state inoltre inserite specifiche azioni di assistenza tecnica per sostenere lo sviluppo di procedure e di metodologie professionali di comunicazione tra i Servizi e operatori per l’O.F.
Per ogni Centro territoriale di orientamento è stato individuato uno psicologo responsabile
delle attività sull’obbligo formativo che, ad anagrafe operante, farà da punto di riferimento per
l’organizzazione dei servizi interni al Centro (accoglienza/informazione e consulenza di orientamento/counselling psicologico) e si occuperà del mantenimento a livello territoriale della rete
di relazioni con gli altri soggetti/operatori coinvolti nel progetto. Un gruppo di lavoro ha predisposto materiali e documentazione per le attività di animazione delle reti locali tra operatori.
Il Centro Regionale di Orientamento di Gemona del Friuli ha già realizzato in collaborazione
con la scuola Polo per l’O.F. per l’Alto Friuli un incontro tra i vari soggetti coinvolti a livello territoriale nell’attuazione dell’obbligo formativo. Hanno partecipato ed intendono continuare la
collaborazione, per progetti di sensibilizzazione, prevenzione e orientamento, le scuole medie
superiori e inferiori, i Centri FP operanti nell’area e alcuni servizi socio-sanitari.
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
Dal 1 luglio 2002 l’attività relativa all’obbligo formativo rientra nelle funzioni che, in base alla
Legge Regionale 3/02, sono state trasferite dall’Agenzia regionale per l’impiego alle province.
Saranno pertanto queste ultime a dovere gestire l’applicazione della normativa relativa all’obbligo formativo.
Attualmente, il sistema informatico regionale ha realizzato un data base di tutti i giovani iscritti alle scuole regionali e interessati all’obbligo formativo. Per ora comprende i dati degli iscrit-
205
ti all’inizio dell’anno scolastico, ma potrà essere aggiornato tramite una procedura web che è
attualmente in fase di definizione. È tuttora in corso il processo di trasferimento dei dati e della
gestione alle singole Province sulla base delle specifiche competenze territoriali. Tale trasferimento sarà completato entro l’anno in corso.
3 • LE STRUTTURE TERRITORIALI E LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, ORIENTAMENTO E
TUTORATO
Le attività sono state trasferite alle Province sulla base della Legge Regionale 3/02
Altre attività informative/orientative e promozionali rivolte ai giovani in obbligo
La Struttura regionale di orientamento della Direzione dell’Istruzione e della Cultura ha inserito
alcuni interventi specifici a favore dell’Obbligo Formativo all’interno delle attività che i Centri di
orientamento svolgono presso le scuole medie inferiori e superiori o presso la sede del Centro.
I sei Centri di orientamento della Regione FVG operano con una trentina di orientatori psicologi, in ruolo presso l’Amministrazione regionale.
In particolare l’attività viene schematizzata nella seguente tabella:
Tipo di attività
Consulenze svolte presso il Centro (allievi dai 15 ai 18 anni non compiuti e/o famiglie)
Consulenze svolte presso scuole ed Istituti (allievi dai 15 ai 18 anni non compiuti)
Attività di informazione e sensibilizzazione rivolte ad allievi di scuola media inferiore
Attività di informazione e sensibilizzazione svolte nelle scuole superiori e presso i centri di formazione
Incontri con insegnanti (o altre figure rilevanti appartenenti al sistema istruzione/formazione)
Altre attività riguardanti l’informazione/sensibilizzazione sull’O.F.)
Numero
interventi
195
197
279
166
257
64
Il gruppo di lavoro a livello regionale, formato dagli psicologi dei singoli Centri incaricati dell’obbligo formativo, ha continuato le attività di analisi/progettazione delle metodologie d’intervento e degli strumenti per la consulenza orientativa che possono essere suddivise in tre categorie (vedi allegato A):
• Riorientamento;
• Orientamento per i ragazzi drop-out;
• Orientamento per gli stranieri.
Relativamente ai materiali informativi, è stata distribuita la guida regionale al completamento
dell’obbligo scolastico e formativo (13.000 copie) agli alunni, alle famiglie, ai docenti e agli
operatori dei vari servizi territoriali.
È in fase di completamento (avvio previsto nel mese di febbraio) un nuovo sistema interattivo
di informazione sulla FP regionale tramite la rete internet, all’interno del quale ci saranno sezioni informative specifiche sull’O.F., con la possibilità di attivare specifici profili di ricerca.
L’allegato B riporta l’elenco delle risorse informative per l’O.F. in Friuli Venzia Giulia che la strut-
206
tura regionale di orientamento ha reso disponibile agli operatori dei circa 100 sportelli che
aderiscono alla “Rete informativa per l’orientamento in FVG".
4 • LE INIZIATIVE FORMATIVE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO E LE ATTIVITÀ
ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
La formazione iniziale o di base
Tutti i percorsi formativi finalizzati alla qualificazione di base e approvati dalla Direzione Generale della Formazione Professionale sono strutturati modularmente e prevedono una durata
minima biennale (1800 ore) con possibilità di un successivo percorso di specializzazione. È
previsto obbligatoriamente un periodo di alternanza (stage) effettuato prevalentemente durante l’ultimo modulo. I percorsi curricolari sono stati approvati dalla Regione sotto forma di ordinamenti didattici. Negli ultimi due anni si è assistito ad una progressiva rivisitazione metodologica di tali ordinamenti didattici da parte degli enti di formazione in funzione soprattutto dei
nuovi orientamenti in materia di unità formative capitalizzabili. Tutti i corsi di formazione di
base si concludono con il rilascio di un attestato di qualifica.
Il Piano regionale di Formazione Professionale 2001-2002 ha inoltre riproposto la possibilità,
sperimentata nell’annualità precedente, di attivare dei percorsi personalizzati rivolti a giovani
in obbligo formativo che hanno abbandonato o stanno per abbandonare un dato percorso di
studi o di formazione. Il percorso personalizzato potrà essere costruito attingendo ad unità
didattiche o a moduli di percorsi formativi già approvati (e finanziati) dalla Direzione Generale della Formazione Professionale. In altri termini i soggetti proponenti individueranno all’interno dell’offerta formativa complessiva già esistente e finanziata dalla Regione le unità formative capitalizzabili didattiche o i moduli più pertinenti che verranno così integrati. Agli allievi
viene così garantito:
• un percorso personalizzato di formazione professionale attivabile in qualsiasi momento,
anche su indicazione dei servizi regionali di orientamento;
• un’azione di tutoraggio pedagogico individualizzato.
L’assolvimento dell’obbligo nella scuola
Il Piano regionale di formazione professionale 2002-2003 ha previsto due diverse tipologie di
iniziative sperimentali integrate con il sistema scolastico:
a) percorsi di orientamento professionale finalizzati a potenziare le capacità di scelta dell’allievo e a favorire la conclusione dell’obbligo scolastico, con eventuali passaggi al sistema
della formazione professionale (decreto M.P.I. 9/8/99, n. 323);
b) percorsi di arricchimento curricolare rivolti a studenti frequentanti gli istituti di istruzione
secondaria superiore di durata non superiore alle 200 ore e dal contenuto formativo coerente con il percorso scolastico frequentato.
Attualmente non è prevista alcuna iniziativa per i giovani soggetti ad obbligo formativo in condizione lavorativa con contratto diverso dall’apprendistato e comunque, agli uffici della Direzione regionale della Formazione professionale non è pervenuta alcuna segnalazione in merito.
207
5 • LA FORMAZIONE ESTERNA PER GLI APPRENDISTI IN OBBLIGO FORMATIVO
La Direzione regionale della Formazione professionale ha provveduto all’accreditamento delle
strutture formative responsabili della formazione esterna degli apprendisti per il triennio 20002003. Tutte le strutture accreditate hanno previsto degli appositi moduli e delle relative metodologie didattiche per la realizzazione della formazione per gli apprendisti in obbligo formativo. Tali previsioni ovviamente hanno anche tenuto conto delle bozze di normativa inerenti i
contenuti didattici aggiuntivi. Attualmente le tre strutture accreditate hanno presentato una
proposta congiunta che tiene conto sia dell’art. 4 del DM 16/5/01, sia del documento Isfol,
Documento informativo sulla verifica dei risultati per gli apprendisti in obbligo formativo. Nei
primi mesi del 2002 sono stati attivati su tutto il territorio regionale i moduli aggiuntivi per gli
apprendisti in obbligo formativo. Alla data del 20 luglio 2002 sono stati inseriti in percorsi formativi 85 apprendisti in O.F.
208
ALLEGATO A
Aree di attività per la consulenza orientativa
Riorientamento
Riguarda quei ragazzi che hanno vissuto un’esperienza di inserimento nella scuola media
superiore o nella formazione professionale insoddisfacente e frustrante, che necessita di un
ripensamento per realizzare una scelta più efficace e adeguata alle proprie caratteristiche.
Per quel che riguarda gli strumenti utilizzati, l’intervento professionale utilizzato nelle situazioni a rischio di abbandono è il counselling psicologico volto alla chiarificazione, revisione e riorganizzazione delle variabili che rappresentano un ostacolo al processo di sviluppo di un progetto formativo e professionale.
Obiettivi dell’azione orientativa sono: comprendere gli elementi che producono difficoltà nel
processo di crescita, elaborare blocchi e conflitti relativi alle aree motivazionali, affettive e relazionali che impediscono di utilizzare positivamente le offerte formative, sostenere la persona
attivando un processo di cambiamento e di autodeterminazione.
Orientamento per i ragazzi drop-out
Gli adolescenti ricevuti dai Centri in questi mesi sono stati inviati ai Centri dall’Agenzia regionale dell’impiego del Comune di residenza, dalle scuole, dalle Aziende Sanitarie, dai Servizi
sociali comunali e dalle strutture protette “Casa-famiglia”. La maggior parte dei giovani ha alle
spalle famiglie carenti dal punto di vista sociale ed economico e, in alcuni casi, connotate da
pesanti problematiche psicologiche.
I ragazzi presentano, come prevalente, un pensiero concreto, hanno ridotte capacità di elaborare la loro storia personale e formativa; la proiezione di sé nel futuro è limitata ad immaginare un benessere economico che possa garantire loro una vita piacevole e anche il “lavoro”
è vissuto nella prospettiva di fonte di guadagno, difficilmente riescono ad investire in modo
significativo in attività sportive o del tempo libero che implichino costanza e regolarità degli
impegni, a volte frequentano gruppi di pari al limite della microcriminalità.
Portatori di esperienze scolastiche caratterizzate da insuccesso e pluriripetenti, nutrono
verso la scuola “tradizionale” un sentimento di estraneità e di inadeguatezza, di conseguenza la motivazione verso gli apprendimenti teorici è pressoché nulla. Trovano molta difficoltà
nell’organizzare le attività e nell’assumere responsabilmente compiti che si richiedano una
gestione autonoma del proprio tempo. L’immagine di sé, in alcuni casi mascherata da atteggiamenti arroganti ed oppositivi, è fondamentalmente negativa ed è molto basso il senso di
autoefficacia.
Si rileva in questi adolescenti un forte bisogno di essere sostenuti da una relazione educativa
stabile e continua nel tempo che permetta di recuperare una certa stima di sé e di fiducia in un
adulto di riferimento (tutor), prerequisiti indispensabili per poter sviluppare le competenze
necessarie a modificare la situazione di rischio che li connota. Nel contempo, è fondamentale
offrire loro la possibilità di seguire percorsi formativi individualizzati, finalizzati all’acquisizione
di strumenti operativi, concreti, dove i risultati siano visibili ed ottenibili in tempi brevi.
Per quel che riguarda gli strumenti, in questa fase di sperimentazione si è ritenuto opportuno
predisporre alcuni materiali strutturati da utilizzarsi nel corso della consulenza per poter faci-
209
litare la raccolta di dati, il monitoraggio e la verifica degli interventi. I diversi strumenti sono
stati pensati in modo tale da non “appesantire” l’attività orientativa, considerate le caratteristiche di questo tipo di utenza; nel prossimo semestre si procederà alla valutazione e al miglioramento degli strumenti stessi:
• Colloquio orientativo, volto ad attivare una relazione d’aiuto psicologico centrata sulla persona; durante il colloquio lo psicologo, riconoscendo e valorizzando le risorse presenti nel
giovane, lo sostiene nell’assumere una posizione attiva e responsabile verso la propria situazione;
• Intervista strutturata. È stato elaborato un protocollo di intervista strutturata per facilitare il
rilevamento di informazioni: la scelta di avvalersi di una tecnica standardizzata è volta ad
ottenere dai diversi psicologi, che operano nei Centri territoriali, la raccolta dei dati utili a
successive analisi e verifiche. Queste permetteranno di approfondire le aree ritenute significative per poter motivare il ragazzo ad intraprendere un percorso formativo e per aiutarlo
a riconoscere ed affrontare le difficoltà connesse a tale decisione. Le aree indagate sono: la
famiglia, la scuola, i rapporti con i pari, le difficoltà personali incontrate, l’immagine di sé, le
prospettive per il futuro. I dati, le informazioni, le autovalutazioni raccolte sono sintetizzate in
una scheda di sintesi;
• Scheda per monitorare il percorso orientativo finalizzato all’assolvimento dell’obbligo formativo. Consiste in una scheda per raccogliere informazioni da utilizzarsi in diversi momenti del
percorso: al momento della richiesta, in fase di elaborazione del progetto personale di scelta, alla fine per verificare l’effettivo inserimento del giovane in uno dei canali dell’obbligo formativo;
• Scale di autoefficacia occupazionale, libera elaborazione di strumenti messi a punto da
Nancy Betz e Gail Hackett, il materiale è stato adattato alla particolare utenza cui ci si vuole
rivolgere costruendo le scale di autoefficacia occupazionale con specifiche tipologie di attività lavorative;
• Relazione soggetto in obbligo formativo: utile per la trasmissione scritta di alcune informazioni al tutor dell’Agenzia regionale dell’impiego, a conclusione del percorso orientativo effettuato dal giovane presso il Centro regionale di orientamento. La relazione è costituita da sei
parti: dati anagrafici, esperienza scolastica, esperienze del tempo libero, esperienze lavorative, prospettive per il futuro, risultati emersi dalle “Scale di autoefficacia occupazionale".
Orientamento per gli stranieri
Una realtà che si sta diffondendo in misura rilevante sul territorio regionale è costituita dalla
presenza, nel sistema scolastico e formativo, di utenti stranieri provenienti prevalentemente da
Paesi africani, della ex Jugoslavia, Albania, Russia e Cina. Si possono distinguere due tipi di
richiesta. La prima riguarda ragazzi stranieri (16, 17, 18 anni) di recente immigrazione, che
vengono inseriti nel corso dell’anno scolastico in prima superiore senza avere l’opportunità di
considerare anche gli altri canali dell’obbligo formativo (apprendistato o formazione professionale). Spesso provengono da situazioni molto disagiate, conoscono poco o nulla la lingua
italiana e ancora meno la cultura locale, necessitano del sostegno dei mediatori culturali, dei
servizi sociali e territoriali anche perché, in alcuni casi, sono entrati in contatto con la criminalità (droga e prostituzione).
210
La seconda domanda riguarda giovani appartenenti a famiglie fragili culturalmente ed economicamente che hanno usufruito del sistema scolastico italiano per diversi anni, ma giunti al
termine della scuola media inferiore, vengono avviati ad attività per le quali non è necessaria
la qualifica professionale o l’apprendistato. Ancora più forti sono i condizionamenti nei confronti delle ragazze che, indipendentemente dalla loro volontà di proseguire la formazione culturale o professionale, vengono trattenute in famiglia se non, a volte, avviate alla prostituzione. I docenti delle scuole sono molto sensibili a questo tipo di problematiche con le quali si
confrontano nella quotidianità della vita scolastica e segnalano, spesso, i casi più complessi
al Centro di orientamento.
Per quel che concerne gli strumenti per le azioni con gli utenti stranieri, si rileva come per
affrontare questo tipo di problemi è indispensabile operare in rete con le scuole e gli altri servizi del territorio. Per quanto riguarda la consulenza c’è un grosso impegno da assumere non
solo a livello di tecniche e strumenti da adattare alla specificità di queste situazioni, ma anche
a livello culturale in quanto viviamo in una società che si basa su regole e valori anche molto
diversi da quelli del Paese di origine di questi utenti.
211
ALLEGATO B
Elenco delle risorse informative per l’Obbligo Formativo
Informazioni sulle scuole medie superiori in Friuli Venezia Giulia
•
•
L’informascuole: guida per il completamento dell’obbligo scolastico e per l’obbligo formativo in Friuli Venezia Giulia (opuscolo cartaceo), aggiornata e ristampata annualmente
con un’edizione anche in lingua slovena;
L’informascuole on line: banca dati sulle scuole medie superiori e sui relativi corsi in FVG.
Informazioni più approfondite e dettagliate della guida cartacea. Interrogabile da Internet
(www.regione.fvg.it) o dai cd rom “Arion".
Informazioni sui percorsi di FP in Friuli Venezia Giulia
•
Orientarsi nella Formazione Professionale: nuove pagine Internet sull’offerta di formazione professionale pubblica in FVG, specificatamente predisposta per gli utenti. Tale strumento sostituirà l’attuale banca dati sulla FP (www.regione.fvg.it) e conterrà una procedura facilitata per estrarre i corsi utili per l’O.F., oltre alle banche dati e a vari servizi informativi e interattivi.
Informazioni sul progetto apprendistato in Friuli Venezia Giulia
•
Portale dell’apprendistato in FVG raggiungibile dalle pagine Internet, della Direzione
Regionale della Formazione Professionale (www.regione.fvg.it).
Informazioni sulla rete dei servizi per l’orientamento in Friuli Venezia Giulia
•
FARO: banca dati, su cd rom e su Internet (www.regione.fvg.it) riguardante gli Enti (e relative prestazioni) che gestiscono servizi vari di orientamento in FVG. Recentemente è stata
implementata con i servizi rivolti agli utenti disagiati.
Mercato del Lavoro e Professioni
•
•
L’isola del lavoro (opuscolo cartaceo - II edizione 2000): guida alla ricerca attiva del lavoro, organizzata in tre parti: la “Mappa dell’isola”, “Explorer - 80 parole chiave” e la “Guida
per i docenti”. I testi sono disponibili, anche sotto forma di ipertesto, in formato PDF, nella
sezione lavoro del sito C.I.A.O. o nella sezione “orientamento/regole e strategie …” del
sito dell’Amministrazione regionale (www.regione.fvg.it);
C.I.A.O. (www.ciao.regione.fvg.it) contiene una banca dati con 145 profili professionali e
varie altre sezioni utili per l’orientamento al lavoro, con particolare riferimento all’area
montana.
Servizi di consulenza informativa on line
Sempre a partire dalla sezione “Orientamento” del sito dell’Amministrazione regionale
(www.regione.fvg.it) si può accedere ai seguenti servi interattivi:
•
•
212
L’esperto risponde: uno sportello telematico a cui chiedere informazioni e approfondimenti tramite la posta elettronica;
Appuntamento con l’esperto: possibilità di prenotare un colloquio con uno psicologo del
Centro di Orientamento.
Altri materiali per l’orientamento educativo
• Quaderni di orientamento: rivista semestrale specialistica per operatori di orientamento e
docenti. Viene inviata gratuitamente a coloro che ne fanno richiesta;
• OR.i.EN Orientamento in entrata: guida metodologica per docenti, completata da materiali
di lavoro per gli studenti, finalizzata ai percorsi di gruppo in ingresso nella scuola secondaria superiore (utilizzabile nel biennio). La guida è scaricabile da Internet alla sezione “Orientamento” del sito www.regione.fvg.it.
213
LIGURIA
(Aggiornato con il Rapporto regionale di monitoraggio del 30 giugno 2002)
1 • IL COORDINAMENTO REGIONALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI PER LA GESTIONE
DEL PROCESSO
In Liguria esiste ormai da anni un forte sistema di decentramento alle Province le quali pertanto detengono funzioni e strumenti operativi per l’attuazione dell’obbligo formativo. Con deliberazione della Giunta Regionale n.775 del 6.7.2001, si è provveduto ad assegnare alle
Amministrazioni Provinciali le risorse nazionali e regionali per l’attuazione dell’obbligo formativo. Tale decentramento, oltre ad evidenti aspetti positivi (quale il diretto controllo ed analisi dei
fabbisogni del territorio), presenta il rischio di una scarsa omogeneità degli interventi su territori limitrofi. La Regione si è dunque adoperata per pervenire, in concertazione con le Istituzioni coinvolte e con le Parti sociali, all’approvazione di una apposita direttiva che, partendo
dalle sperimentazioni realizzate a livello locale, individui linee progettuali comuni sul territorio.
A tal fine è stato costituito un gruppo di lavoro istituzionale (Regione, Province e Ministero Pubblica Istruzione) con il compito di elaborare disposizioni operative unitarie per l’attuazione dell’obbligo formativo sul territorio ligure.
Tale gruppo ha individuato le seguenti priorità:
• definire la tempistica relativa all’attivazione delle diverse strutture per le funzioni di rispettiva competenza nonché definire idonee modalità di diffusione delle opportunità formative al
fine di facilitare la scelta dell’utenza;
• definire percorsi di formazione e/o di aggiornamento per gli operatori deputati allo svolgimento delle funzioni di tutorato;
• definire misure di accompagnamento mirate rispetto alla tipologia di utenza in obbligo formativo;
• definire standard professionali omogenei nonché modalità di certificazione idonee a facilitare il passaggio tra i diversi sistemi formativi.
Per ciascuno dei punti individuati sarà costituito un sottogruppo di lavoro affiancato da un
esperto, con il compito di elaborare un prodotto specifico. Tali prodotti saranno successivamente assemblati e costituiranno le basi del sistema dell’obbligo formativo regionale.
Nella Provincia di Genova l’ufficio responsabile è “l’Area 10” della Provincia, che si articola in:
• Servizio Formazione Professionale (programma e gestisce la formazione iniziale, i percorsi
formativi di orientamento nell’ultimo anno di obbligo scolastico, la prevenzione della dispersione nella formazione di base; gestisce l’anagrafe dell’obbligo formativo; svolge la funzione di coordinamento tra i Servizi relativamente alle attività per l’obbligo formativo);
• Servizio Politiche del lavoro (programma e gestisce le attività formative per fasce deboli, per
portatori di handicap, il progetto alternanza scuola-lavoro per le IV classi degli istituti superiori);
214
• Servizio Servizi per l’impiego (gestisce i colloqui di orientamento ed i colloqui di informazione presso i Centri per l’impiego e gli Sportelli Informalavoro);
• Servizio Controllo (svolge attività ispettiva nell’ambito delle iniziative formative in corso).
La Provincia della Spezia, per quanto riguarda le regia dell’attuazione dell’obbligo formativo,
si è strutturata nel seguente modo:
• la fase dell’accoglienza è stata curata dai Centri per l’Impiego con proprio personale. Nell’accoglienza erano previsti colloqui personali per recuperare la “storia pregressa” dell’allievo e fornire l’informazioni al ragazzo sui percorsi formativi/lavorativi da utilizzare;
• la fase successiva di Orientamento, per quanto riguarda i corsi di formazione professionale, è stata gestita e organizzata dal CPFP “Durand De La Penne” in collaborazione con i
Centri per l’Impiego e gli Enti/Centri assegnatari dei corsi professionalizzanti.
Infine, per quanto concerne le modalità di monitoraggio dell’attuazione dell’obbligo formativo,
va rilevato che dal 2000 nella Provincia di Genova è stata avviata un’attività di monitoraggio,
svolta dal Servizio Formazione Professionale congiuntamente al Servizio Controllo, al fine di
rilevare la qualità del servizio formativo erogato, anche in rapporto al livello di soddisfazione
dell’utenza.
Il Servizio F.P. e l’Ufficio Inclusione Fasce Deboli hanno, inoltre, svolto un’indagine sugli abbandoni nei corsi di formazione iniziale dell’anno formativo 2000-2001, da cui sono stati tratti elementi utili ad approntare gli interventi contro la dispersione formativa (attivati per la prima volta
nell’anno formativo 2001/2002 attraverso le risorse della Misura C2 del P.O.R. Ob.3).
Infine, è stato costituito un gruppo di lavoro (definito di “problem solving” ), composto da funzionari provinciali e tutor degli enti, che si riunisce mensilmente per approfondire problemi connessi soprattutto a minori stranieri e fasce deboli. Alle riunioni, in base alle problematiche trattate, sono invitati funzionari del Comune di Genova e della Direzione Provinciale del Lavoro.
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
Un apposito sottogruppo è stato costituito per le disposizioni relative all’anagrafe regionale.
La Regione, le Province e l’Ufficio Regionale Scolastico collaborano alla costituzione e gestione dell’anagrafe regionale e sono a tal fine in procinto di stipulare un accordo per favorire lo
scambio dei dati tra le istituzioni e gli enti d’istruzione secondaria di primo e secondo grado,
nonché per la comunicazione delle informazioni utili alla programmazione e monitoraggio
degli interventi.
La Liguria ha aderito alla circolare del Ministero dell’Istruzione 80/2001, che prevede l’utilizzo
del sito internet del Ministero dell’Istruzione come base dati per la raccolta e la distribuzione
delle informazioni provenienti dalle scuole. La Regione si impegna a fornire le integrazioni,
anche finanziarie, per l’acquisizione e la realizzazione di un software per l’automazione delle
funzioni prevedendo l’installazione, la personalizzazione, una prima assistenza ed una adeguata formazione. Regione, Province e Ufficio Regionale Scolastico definiranno di comune
accordo le caratteristiche tecnico-funzionali per l’interscambio dei dati tra il sistema nazionale, quello regionale, i sistemi provinciali e le diverse istituzioni scolastiche. La Regione metterà
215
a disposizione, attraverso la rete telematica Internet, un sito con accesso riservato attraverso
il quale tutti gli attori coinvolti nella realizzazione dell’obbligo formativo possano accedere ai
dati raccolti, ricevere documentazione e scambiarsi informazioni mediante un apposito forum
di discussione telematico.
Infine Regioni, Province e Ufficio Regionale Scolastico si impegnano a realizzare gli opportuni incroci con le anagrafi dei comuni e dei servizi per l’impiego al fine di individuare percorsi
mirati di formazione per i soggetti fuoriusciti dal sistema scolastico.
3 • LE STRUTTURE TERRITORIALI E LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, ORIENTAMENTO E
TUTORATO
Le Province liguri si avvalgono della rete dei Centri per l’impiego i cui bacini di utenza sono
stati definiti sulla base dei parametri previsti dal D.L.vo 469/97, dalla legge regionale 27/98 e
dalle specifiche disposizioni regionali emanate in materia. Le azioni promozionali, di informazione ed orientamento rientrano tra le funzioni svolte dai Centri per l’impiego nell’ambito delle
proprie attribuzioni e programmi di lavoro.
In attesa della definizione del modello regionale dell’obbligo formativo, è stato elaborato un
documento regionale contenente modalità e disposizioni relative a metodologie di base per la
programmazione provinciale delle attività in questione.
Secondo tale documento, i progetti destinati ai giovani che hanno compiuto 15/16 anni nel
2001 dovranno contenere i seguenti elementi comuni:
• attività di orientamento: nelle more dell’attivazione del Piano regionale integrato di orientamento, i giovani dovranno seguire percorsi collettivi/individuali di orientamento ai corsi di formazione professionale, al fine di verificare motivazioni e capacità individuali nonché il possesso di conoscenze/competenze riconoscibili quali crediti formativi in ingresso;
• standard di durata dei corsi: corsi biennali di durata non inferiore a 2000 ore con possibilità
di attuare, in funzione delle finalità del corso, un terzo anno di specializzazione;
• obiettivi formativi: obiettivi articolati per competenze linguistiche, matematiche, informatiche
competenze trasversali e competenze tecnico professionali; tali competenze vengono misurate sulla base di indicatori di riferimento specificati dal documento.
Per quanto riguarda la Provincia di Genova, sono costituiti i seguenti Centri per l’impiego:
•
•
•
•
Genova - Val Bisagno;
Genova - Val Polcevera;
Genova - Medio Ponente;
Chiavari.
Il Piano territoriale dei centri provinciali per l’impiego prevede una organizzazione territoriale
che non si esaurisce solamente nella distribuzione sul territorio di un congruo numero di Centri provinciali per l’impiego, ma si articola in un livello successivo di decentramento costituito
da sportelli “Informalavoro”, creati in accordo con gli enti locali, che hanno lo scopo di pro-
216
muovere capillarmente ed erogare in modo decentrato servizi amministrativi ed informativi
all’utenza del territorio di riferimento.
Attualmente sono operativi i seguenti sportelli: Sestri Levante, Campo Ligure, Arenzano, Recco,
Busalla, Cicagna, Rapallo, Sant’Olcese, Campomorone.
Sempre nella Provincia di Genova, i Servizi per l’impiego, nei mesi di aprile-maggio 2002,
hanno svolto una campagna informativa, anche presso gli Istituti scolastici, al fine di diffondere le tematiche dell’obbligo formativo e le modalità di assolvimento dello stesso. Sono stati
distribuiti, tra l’altro, depliant informativi sui Centri per l’impiego e pieghevoli contenenti l’offerta di formazione professionale iniziale per l’anno 2002/2003. Infatti, nel presente anno la programmazione della formazione di base, nel passato definita nel mese di settembre, è stata formalmente approvata già nel mese di marzo, consentendo ai ragazzi e alle loro famiglie di
conoscere l’offerta formativa in tempi quasi analoghi a quelli del sistema scolastico. Da tale
periodo è iniziata anche la raccolta delle iscrizioni, di cui si prevede un incremento per la maggiore efficacia comunicativa conseguita, anche a seguito dell’effettivo avvio della rete organizzativa dei nuovi Centri per l’impiego (tre su quattro sono stati inaugurati a marzo 2002).
Infine, nel territorio genovese, sono attivi e strutturati in servizi di base “remoti” i tre servizi di
teleinformazione: Numero verde, Sito Internet, Televideo regionale RAI3, gestiti entro una rete
funzionale di scambio e sinergia delle informazioni.
Il Numero verde è gestito come un Call Center di contatto e di servizio da operatori esperti
nella materia. Pratica anche le funzioni di richiamo, di prenotazione degli appuntamenti nei
servizi, di promozione dell’informazione preselezionata e personalizzata direttamente presso
gli utenti, anche attraverso messaggi via telefono (sms) e posta elettronica. La sua messa in
servizio ha riscosso un notevole interesse del pubblico che ne usufruisce con medie che si
sono attestate intorno a 200 chiamate giornaliere.
Il Sito Internet è architettato come un portale di servizio che offre una vasta e aggiornata panoramica delle informazioni (notizie, documenti, rapporti, pubblicazioni, normativa, modulistica ecc.)
prodotte dall’Assessorato. Inoltre gestisce on-line alcune importanti interazioni amministrative con
le imprese nel quadro della semplificazione e informatizzazione degli adempimenti burocratici.
Il Televideo RAI3 è un’importante opportunità di autoinformazione offerta al pubblico sia sui
corsi di formazione che sulle offerte di lavoro gestite dai Centri per l’impiego.
Per quanto riguarda la Provincia di La Spezia è stato programmato il “Progetto integrato di
orientamento” per gli studenti delle prime classi superiori, composto da un modulo di orientamento di 20 ore, relativo all’analisi delle conoscenze, competenze e motivazioni dell’allievo per
una più consapevole scelta formativa o scolastica e di un modulo di orientamento alla formazione ed al lavoro di 40 ore. È stata inoltre costituita una Commissione per il riconoscimento
dei crediti formativi, con l’obiettivo di stabilire le modalità di passaggio fra i sistemi, attraverso
il reciproco riconoscimento dei crediti formativi.
La Provincia di La Spezia ha individuato i Centri per l’impiego territoriali come sedi per le funzioni di accoglienza, orientamento individuale, counselling, bilancio competenze. A tal fine ha
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integrato le risorse umane impegnate con le risorse del sistema formativo provinciale, nonché
con esperti per le competenze specifiche richieste.
L’attuazione dell’obbligo formativo prevede l’attivazione di percorsi formativi per il primo inserimento nel mercato del lavoro delle figure professionali con qualificazione di primo livello. Le
figure professionali interessate si riferiscono ai seguenti settori economici:
•
•
•
•
•
•
Metalmeccanico/ meccanico/ elettrico/ elettronico;
Impiegatizio/ Servizi alla persona;
Edilizia;
Industria ed artigianato del legno, dell’idraulica e dell’arredamento navale;
Nautico / subacqueo;
Turismo/ ristorazione/alimentare/agricolo.
Per l’attivazione del percorso si è utilizzato il Bando pubblico per destinatari giovani in età
15-17, in obbligo formativo, che intendessero inserirsi in un processo formativo strutturato,
attraverso percorsi di orientamento, counselling, formazione, per il conseguimento di qualifiche di primo livello nei settori elencati.
4 • LE INIZIATIVE FORMATIVE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO E LE ATTIVITÀ
ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
Genova
Per quanto riguarda la formazione iniziale nell’anno formativo 2001/2002:
• si stanno concludendo 16 corsi biennali iniziati nell’ottobre 2000, frequentati da 263 allievi;
• è alla conclusione la prima annualità di 21 corsi (di cui 4 annuali e 17 biennali), frequentati
da 356 allievi;
• le attività sono state, in totale, n.37, con 619 allievi, di cui 356 nati nel 1985 e 1986 (i rimanenti nel 1983 e 1984).
Di seguito viene descritta l’articolazione dell’itinerario formativo (strutturazione dei percorsi, tipologia delle azioni, articolazione oraria).
I corsi biennali (della durata complessiva di 2000 ore) sono finalizzati al conseguimento di una
qualificazione professionale, utile per adempiere all’obbligo formativo.
I progetti corsuali si articolano in quattro cicli formativi con durata di 500 ore ognuno, di cui i
primi due cicli sono progettati dando rilievo alle competenze di base (con particolare riguardo ai
linguaggi strumentali e comunicativi predominanti nel mondo del lavoro: inglese, informatica,
economia, educazione civica e diritto del lavoro) e trasversali (capacità di comunicare e relazionarsi, capacità di diagnosticare e risolvere problemi) comuni a tutte le aree, finalizzate all’arricchimento, alla crescita, all’eventuale recupero culturale dell’individuo e atte ad agevolare e migliorare l’accesso e l’integrazione nel mercato del lavoro.
Corsi annuali
Questa tipologia di corso è rivolta prioritariamente ad un’utenza maggiore di 17 anni ed a coloro
che, in possesso di qualifica professionale, desiderano conseguire una specializzazione.
L’articolazione dell’intervento formativo viene programmata come di seguito enunciato: i corsi
sono finalizzati al conseguimento di una specializzazione professionale. Il progetto formativo si
articola in due cicli della durata di 500 ore ognuno.
218
Al termine del primo ciclo è prevista una prova di verifica sul raggiungimento da parte degli allievi degli obiettivi prefissati; tale verifica permette il passaggio al ciclo successivo e può essere
utile all’inserimento in apprendistato dei giovani che potranno cogliere nel frattempo questa
opportunità, per completare così il ciclo formativo di qualificazione direttamente in impresa. Per
particolari esigenze, legate alla tipologia corsuale ed all’utenza a cui si rivolge l’intervento di formazione, possono essere attuati corsi di formazione rivolti a minori di 17 anni, con le seguenti
specifiche progettuali:
I corsi sono finalizzati al conseguimento di una certificazione delle competenze, che permetta agli
allievi due possibili scelte:
• accedere successivamente ad un altro corso di formazione, al termine del quale potranno conseguire una qualificazione professionale e completare quindi l’obbligo formativo;
• inserirsi in apprendistato per completare l’obbligo formativo direttamente in impresa.
Anche per queste due tipologie di corsi, come già esplicitato nei corsi biennali, gli interventi formativi prevedono un modulo sulle nuove tecnologie della comunicazione e della informazione,
nonché un modulo relativo alla sicurezza sul posto di lavoro.
L’assolvimento dell’obbligo formativo avviene, per alcuni ragazzi, con l’inserimento in corsi rivolti alle cosiddette fasce deboli. Tali corsi sono:
• attività Miste, co-finanziate al 70% dall’Assessorato Regionale alla Sanità, rivolte a ragazzi
con handicap medio-grave, prevalentemente psichico: nell’anno 2001/2002 sono in età di
obbligo formativo 23 allievi su 61 iscritti a questi corsi. Gli obiettivi delle attività miste sono
pre-formativi: potenziamento dell’autonomia e delle abilità sociali, crescita generale dei soggetti, orientamento ai percorsi successivi (laboratori protetti o formazione professionale);
• attività specializzate, finanziate esclusivamente dalla Formazione Professionale, rivolte a ragazzi con handicap medio, prevalentemente psichico: nell’anno formativo 2001/2002, 22 allievi,
su un totale di 137 iscritti, sono in età di obbligo formativo. Gli obiettivi di questa attività
sono pienamente formativi: acquisizione di capacità di esercitare un ruolo lavorativo semplice,
orientamento professionale;
• percorsi integrati Scuola-Formazione Professionale, rivolti a ragazzi con diversa gravità di handicap: nell’anno 2001/2002, 20 allievi su 32 sono in età di obbligo formativo. Sono percorsi
che prevedono la doppia iscrizione dell’allievo alla Scuola Secondaria Superiore e alla Formazione Professionale, con la frequenza integrata di parti del curriculum scolastico e di parti di
un corso di formazione;
• attività per giovani a rischio di esclusione sociale italiani e stranieri, per i quali sono stati erogati, nel 2001/2002, tre tipi di percorso, all’interno dei quali era possibile assolvere l’obbligo
formativo: corsi polisettoriali per adolescenti e giovani a rischio italiani, corsi polisettoriali per
stranieri adolescenti e giovani a rischio, percorsi integrati fra Centri Educazione al Lavoro del
Comune di Genova e Formazione Professionale (36 allievi di cui 16 in obbligo formativo).
Le attività realizzate all’interno della scuola sono:
a) Percorsi formativi integrati: nell’anno scolastico 2001/2002 sono stati realizzati (da enti di
formazione in collaborazione con alcune scuole superiori) percorsi formativi integrati, rivolti
ad alunni frequentanti il primo anno di scuola superiore (ultimo anno di obbligo scolastico).
Tali attività hanno consentito un’integrazione tra scuola e formazione professionale, realizzando azioni di orientamento e prevenzione nei riguardi della dispersione formativa, e sono
risultate tempestive ed efficaci, in quanto hanno anticipato gli interventi di orientamento e
tutoraggio previsti dall’obbligo formativo. Sono state programmate 52 edizioni, rivolte a 500
studenti di tutto il territorio provinciale.
b) Alternanza scuola-lavoro: proseguendo l’esperienza degli anni precedenti, anche nell’anno
scolastico 2001/2002 sono stati realizzati interventi formativi nell’ambito del progetto Alternanza Scuola-lavoro. Tali interventi hanno coinvolto quasi tutte le scuole statali e civiche
della provincia, con la partecipazione di circa 3500 alunni delle quarte classi a moduli di 20
ore. Sono stati effettuati anche 1200 stage.
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Imperia
La Provincia ha assunto, come modello di riferimento per la formazione di base, quanto definito
dall’Allegato Tecnico dell’Accordo Stato Regioni del 2 marzo 2000, il quale prevede percorsi articolati in cicli certificabili e finalizzati allo sviluppo di competenze di base, trasversali e tecnicoprofessionali; moduli di accoglienza-orientamento e accompagnamento; attività di stage; durata
delle attività non inferiore ai 2 anni, etc.
Nell’ambito delle proprie disposizioni per la progettazione dei corsi inerenti l’obbligo formativo,
la Provincia di Imperia definisce l’articolazione del progetto corsuale in quattro cicli formativi con
durata di 500 ore ognuno aventi i seguenti requisiti: i primi due cicli vanno progettati dando rilievo alle competenze di base e trasversali. Le 1000 ore del primo anno formativo sono articolate in
formazione tecnico-professionale di 650 ore, comprendenti insegnamenti sia pratici che teorici
inerenti la professione; formazione di area comune per 350 ore (area linguistica: 150 ore, area culturale umanistica: 45 ore; area scientifica, tecnologica ed informatica: 125 ore; area delle capacità personali: 30 ore).
Il secondo anno formativo, pur finalizzato ad una maggiore professionalizzazione, deve comunque
fornire elementi culturali di base, finalizzati ad una crescita culturale e sociale dell’individuo ed
inoltre approfondire le conoscenze sulle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Prevenzione della dispersione scolastica e formativa
Nell’ambito della programmazione Obiettivo 3 2001 (esecutiva nel 2002) ha programmato, a valere sulla Misura C2 Prevenzione della dispersione scolastica e formativa, i seguenti interventi:
• un’azione di sistema a titolarità Provinciale tesa a costruire e sperimentare un modello per la
prevenzione della dispersione scolastica e formativa, comprendente anche la formazione congiunta degli operatori;
• azione C2.1 – Accoglienza (sostegno all’inserimento nell’ultimo anno dell’obbligo scolastico);
Caratteristiche: l’accoglienza comprende tutte le attività di sostegno alla frequenza dell’ultimo
anno di obbligo scolastico: in prospettiva, però, essa si estende all’ultimo anno dell’attuale
scuola media, per sviluppare una partecipazione articolata prima della scelta della secondaria.
Sono state programmate 16 edizioni del progetto integrato Orientamento - banca delle competenze; ogni edizione dura 20 ore; complessivamente accederanno all’iniziativa 480 studenti dell’ultimo anno dell’obbligo scolastico; il progetto è integrato con il progetto Orientamento –
prova lavoro descritto di seguito.
• azione C2.2 – Orientamento scolastico, formativo e professionale, counselling.
Sono state programmate 16 edizioni del progetto integrato Orientamento – prova lavoro; ogni
edizione dura 40 ore; complessivamente accederanno all’iniziativa 80 studenti individuati all’interno del progetto Orientamento – banca delle competenze.
Sono state programmate 2 edizioni del progetto Curriculum parallelo sperimentale; ogni edizione dura 120 ore; complessivamente accederanno all’iniziativa 24 studenti dell’ultimo anno dell’obbligo scolastico.
La Spezia
Le attività di formazione professionale sono partite dopo la fase di orientamento sopra descritta.
I ragazzi coinvolti inizialmente sono stati 94. I corsi attivati sono stati:
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•
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installatore d’impianti idraulici e termici - n° 2 edizioni;
parrucchiere - n° 1 edizione;
riparatore auto e motori marini - n° 1 edizione;
addetto al ricevimento turistico-alberghiero - n° 1 edizione;
addetto Office Automation e contabilità aziendale - n° 1 edizione;
installatore manutentore di impianti elettrici civili ed industriali - n° 1 edizione.
I corsi della durata totale di 2000 ore sono divisi in due annualità. I percorsi formativi prevedono lezioni teoriche e pratiche legate direttamente alla figura professionale d’uscita. I percorsi prevedono anche un monte di ore formative da svolgersi all’interno di aziende del settore (stage
aziendali).
Le attività di orientamento realizzate nell’ambito della scuola hanno richiesto la realizzazione
di incontri con i presidi e le funzioni obiettivo delle scuole medie e istituti superiori. Questi
incontri hanno dato significative indicazioni sull’utenza e sull’ottimizzazione del percorso di
orientamento.
220
Per quanto riguarda i percorsi integrati, è in via di realizzazione un progetto sperimentale indirizzato ai ragazzi in obbligo formativo iscritti alle seconde e terze classi dell’Istituto tecnico commerciale “Cesare Arzelà” di Sarzana. Il progetto coinvolge direttamente le famiglie dei ragazzi cercando di valorizzare il più possibile la loro funzione formativa di supporto orientativo, piuttosto
che quella di indirizzo alla scelta. La filosofia del percorso tende a favorire la scolarizzazione degli
alunni, analizzando le singole situazioni di disagio all’interno del percorso intrapreso ed aiutando ogni individuo a trovare la soluzione più soddisfacente alla propria crescita personale, anche
attraverso il contatto diretto con testimoni privilegiati e contesti formativi e lavorativi.
Savona
La Provincia, con il Progetto “OMNIS” ha portato a sistema il processo di orientamento e prevenzione dei ragazzi drop-out, attraverso l’attivazione dei seguenti percorsi integrati scuola-formazione:
• M.I.O. – Medie Inferiori Orientamento;
• Me.S.O. – Medie Superiori Orientamento;
• O.F.I.S. – Orientamento Formazione Iniziale Savona.
Strutture coinvolte nei 3 progetti:
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•
Centro Impiego Albenga;
Centro Impiego Carcare;
Centro Impiego Savona;
Centri di Formazione Professionale;
Istituti Scolastici di I grado;
Istituti scolastici di II grado.
M.I.O.
Medie Inferiori Orientamento - è un progetto che è nato dalla necessità di superare la dicotomia orientamento scolastico/orientamento professionale per ricondurre ad unità l’educazione
alla scelta.
In particolare la Provincia, anche attraverso i Centri per l’impiego, ha favorito l’attuazione di mini
stage di allievi delle medie inferiori in Centri di formazione ed istituti tecnici e professionali.
Obiettivi progettuali:
• far conoscere le opportunità formative in alternativa alla scuola e/o successive alla stessa;
• fornire informazioni rispetto al mercato del lavoro, secondo metodologie attive ed esperienziali;
• fornire informazioni rispetto alle professioni (sia come lavoratori dipendenti che autonomi) cercando di evidenziare gli aspetti salienti di ciascuna.
ME.SO.
La Provincia, attraverso i Centri per l’impiego, ha attivato un progetto al quale le scuole, anche
riunite in forma associata, hanno aderito presentando quelle che erano le loro specifiche istanze.
Il progetto, comune a tutta la Provincia, ha tenuto ovviamente conto delle specificità dei singoli comprensori; quindi, partendo da una progettazione comune dei singoli Centri per l’impiego, ha
seguito poi logiche di flessibilità ed adattabilità sulla base delle esigenze che di volta in volta
emergevano.
Obiettivi di progetto:
•
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•
•
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aiutare il giovane nel rafforzamento della scelta;
far conoscere le opportunità formative in alternativa alla scuola e/o successive alla stessa;
ri-orientare verso un nuovo indirizzo;
fornire informazioni rispetto al mercato del lavoro;
fornire informazioni circa le professioni anche in una logica di indirizzo verso nuove formule di
contratti di lavoro (atipici, autonomo,ecc.).
Progetto OFIS (Orientamento Formazione Iniziale Savonense)
Il Progetto è rivolto ai giovani che intendono frequentare la formazione professionale per l’anno
2001/2002. Al termine della fase di orientamento sarà possibile al giovane scegliere tra la prosecuzione all’interno di un corso di formazione, il rientro immediato nel sistema di istruzione scolastico o l’avvio al lavoro attraverso l’apprendistato. Il programma è suddiviso in unità didattiche,
per un totale di 125 ore, alcune delle quali di competenza dei CFP.
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5 • LA FORMAZIONE ESTERNA PER GLI APPRENDISTI IN OBBLIGO FORMATIVO
In Provincia di Genova, nei corsi organizzati per la formazione esterna degli apprendisti, non
vi è stata, finora, la presenza di soggetti in obbligo formativo. Nell’anagrafe dell’obbligo formativo sono presenti al momento 192 apprendisti nati nel 1985 e 20 nati nel 1986. I corsi per
apprendisti in obbligo formativo saranno attuati, in via sperimentale a diretta gestione della
Regione, nell’ambito del piano regionale apprendistato 2002.
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EMILIA-ROMAGNA
(Aggiornato con il Rapporto regionale di monitoraggio del 30 giugno 2002)
1 • IL COORDINAMENTO REGIONALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI PER LA
GESTIONE DEL PROCESSO
La programmazione di attività afferenti l’obbligo formativo è di competenza delle Province e,
in particolare, dell’Assessorato che si occupa di formazione, istruzione e lavoro (con l’esclusione delle scuole regionali di FP nel settore della ristorazione, la cui programmazione degli
interventi fa capo alla Regione). I rapporti tra i diversi soggetti coinvolti nell’attuazione dell’obbligo formativo trovano sede di confronto anche nell’ambito del Comitato di Pilotaggio
regionale, formato dai rappresentanti dei vari Servizi della Regione, e dai referenti per l’attuazione dell’obbligo formativo di ciascuna Provincia, sotto il coordinamento del Responsabile
del Servizio Formazione Professionale della Regione. Il Comitato presidia l’attuazione e la qualità dell’obbligo formativo e tiene le relazioni intra e inter istituzionali.
Nel corso del primo semestre 2002 sono stati portati avanti gli obiettivi prioritari comuni alle
Province, fissati con l’avvio delle attività 2000-2002, tra cui il raggiungimento di una maggiore
integrazione fra i sistemi coinvolti, soprattutto con il fine di confrontare le esperienze realizzate e valorizzarne i risultati maggiormente efficaci; rendere l’offerta formativa il più possibile
vicina alle esigenze dei destinatari; modulare le attività di orientamento come funzione di
accompagnamento lungo tutto il percorso formativo, prevedendo la partecipazione dei soggetti attivi a livello locale; intervenire sulle principali cause della dispersione scolastica e formativa con l’adozione di specifiche misure socio-pedagogiche, con la sensibilizzazione delle
famiglie e con il supporto degli enti pubblici e privati interessati al problema.
Il perseguimento di linee condivise di intervento, attraverso l’adozione di strategie e prassi
organizzative ed operative comuni ai soggetti che a vario titolo intervengono in tale ambito (Province, Centri per l’impiego, scuole, enti di formazione ed imprese), è confermato anche dalle
attività di monitoraggio sull’obbligo formativo messe in campo dalla Regione. Le analisi condotte hanno infatti mostrato che in tutte le Province sono stati realizzati incontri, in particolare
nel periodo marzo-maggio 2002, a cui hanno partecipato i diversi attori. Tali incontri erano finalizzati ad analizzare i principali problemi connessi alla realizzazione dell’obbligo formativo, ad
approfondire le problematiche relative all’offerta formativa, ad esprimere valutazioni sullo stato
di attuazione dei diversi interventi, individuando buone pratiche e linee di azione.
Le Province si sono poste quindi nell’ottica di sviluppare ulteriormente sia la collaborazione
interistituzionale sia modalità cooperative di lavoro. Il buon livello di raccordo e integrazione
tra i servizi delle amministrazioni (formazione professionale, scuola, lavoro, gestione, Servizi
per l’impiego, ecc) e tra questi e il tessuto economico locale (Camere di commercio, associazioni di categoria, parti sociali, ecc.) è spesso sostenuta da accordi interistituzionali e tavoli di concertazione.
Nei contesti provinciali in cui è stata realizzata la progettazione integrata (come ad esempio a
Parma) è stato possibile garantire la coerenza tra i bisogni dell’utenza e quelli del contesto
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socio-economico nonché realizzare i risultati attesi, grazie ad un approccio bottom-up. In tal
senso, la presenza nel nucleo di progettazione dei rappresentanti delle agenzie formative
operanti nel campo dell’obbligo formativo, degli utenti beneficiari e delle organizzazioni del
lavoro, si pone quale elemento di garanzia per una corretta analisi dei fabbisogni formativi.
Sempre in termini di integrazione, buoni risultati provengono dalle attività formative gestite dalle
associazioni temporanee d’impresa, che contraddistinguono la modalità organizzativa che gli
organismi formativi si sono dati in molte Province per la gestione degli interventi nell’obbligo formativo. Le ATI, composte per lo più da soggetti radicati sul territorio con una specificità e una
tradizione formativa, garantiscono una rete di contatti sul territorio consolidati nel tempo, in relazione al proprio ambito di competenza con esperienze utili, in particolare, ai fini dell’organizzazione di stage aziendali e dell’utilizzo di esperti dei settori di intervento. La presenza di agenzie organizzate in forma associata ha comportato, da un lato, l’agevolazione delle relazioni con
la Provincia (che si trova a gestire le relazioni con un unico soggetto), dall’altro, la razionalizzazione dell’offerta e la conseguente promozione dell’obbligo formativo come “servizio strutturato” sul territorio. Anche nei casi in cui non si è operata la scelta di costituire ATI, si è comunque realizzata di fatto una unione operativa tra gli Enti che sta connotando l’obbligo formativo
come “offerta integrata territoriale”. La stretta collaborazione tra gli enti ha, infine, favorito il rapporto con le Scuole, considerato ovunque in fase di miglioramento rispetto al passato.
Per capitalizzare le esperienze più significative e ricondurle a sistema, stanno proseguendo le
attività di monitoraggio dell’obbligo formativo, già avviate nelle annualità precedenti. In particolare, si tratta del monitoraggio dell’offerta formativa e dei destinatari, derivante dal sistema
informativo regionale (SIFP) (in cui vengono inseriti i dati sulle attività avviate a livello regionale e provinciale) e del monitoraggio qualitativo. Quest’ultimo è volto a fornire alla Regione e
alle Province gli elementi essenziali dell’attuazione dell’obbligo, al fine di tenere sotto controllo gli aspetti cruciali dell’attività, verificarne la direzione intrapresa, apporre eventuali riorientamenti, rendere conto dei risultati ottenuti, cogliere gli elementi di adeguatezza o meno dell’intervento nel produrre le innovazioni e i cambiamenti attesi. In quest’ultimo ambito, è stato
redatto un rapporto contenente indicazioni fisiche e finanziarie sulle attività approvate per il
2001-2002 e sono stati realizzati focus group con la partecipazione dei rappresentanti delle
Province, della scuola, della formazione, per l’individuazione di elementi qualitativamente
significativi per la costruzione di standard regionali per l’obbligo formativo.
Il Bando regionale 2002/2003 ha previsto la realizzazione di un sistema di monitoraggio qualitativo dell’utenza dell’obbligo formativo. Obiettivo dell’azione è progettare un sistema di rilevazione del profilo dell’utenza dell’obbligo formativo finalizzato a monitorare ed analizzare le
caratteristiche, i percorsi, le aspettative degli utenti. L’attività si configura come integrazione
ed ampliamento dell’anagrafe già esistente sull’obbligo formativo.
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
La realizzazione dell’anagrafe dei soggetti ad obbligo formativo e la sua messa a regime era
già stata assegnata al Sistema Informativo della Direzione Generale. La struttura dell’anagrafe si attiene ai criteri stabiliti dal DPR 257/2000: le comunicazioni delle scuole costituiscono la
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base dell’anagrafica sull’obbligo, integrata e confortata dai dati relativi alla formazione professionale e all’apprendistato.
Nel corso del primo semestre del 2002, le Province dell’Emilia-Romagna hanno proceduto nell’implementazione dell’Anagrafe dei giovani soggetti ad obbligo formativo. L’Anagrafe è gestita dai Centri per l’impiego o rientra nelle competenze degli Assessorati della
Scuola, della Formazione Professionale, del Lavoro. Per ottimizzare la realizzazione e la
gestione dell’Anagrafe, in alcune Province si sono costituite reti tra i soggetti coinvolti nell’implementazione. Ad esempio, la Provincia di Bologna ha promosso la firma di un protocollo d’intesa tra Provincia, Direzione Scolastica Regionale ed Istituzioni Scolastiche con
il quale viene istituito un comitato tecnico di coordinamento per garantire il raccordo tra le
diverse Istituzioni coinvolte e la Regione Emilia-Romagna. A Reggio Emilia è stato costituito un gruppo di lavoro d’area che interagisce con i Direttori Amministrativi degli istituti
scolastici provinciali. Nella Provincia di Forlì e Cesena è attivo un gruppo di lavoro interno
cui partecipano esponenti dell’Assessorato e un referente per ogni Centro Provinciale dell’Impiego.
In questa fase sembra che ci si trovi di fronte ad una situazione “intermedia”, ovvero si constata come siano state intraprese importanti azioni nonostante il percorso non sia ancora del
tutto compiuto: in alcune Province, infatti, si riscontrano problemi legati alle relazioni con Scuole e Centri per l’impiego, in altre si registrano iniziative mirate. Un esempio, in termini positivi,
è offerto dalle attività avviate dalla Provincia di Bologna dove si sta sperimentando l’implementazione di un osservatorio sulla scolarità.
3 • LE STRUTTURE TERRITORIALI E LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, ORIENTAMENTO E
TUTORATO
La rete territoriale dei servizi per l’impiego dell’Emilia Romagna è articolata su Servizi Provinciali per l’Impiego a cui fanno capo funzioni direzionali preposte alle relazioni sovra e sott’ordinate, funzioni di staff (quali amministrazione, personale e il sistema informativo), funzioni
specialistiche (quali la consulenza orientativa e il collocamento mirato). Attorno ai Servizi per
l’impiego ruotano i Centri per l’Impiego, presso i quali convergono i flussi informativi e sono
deputati ad erogare i seguenti servizi sul territorio:
• servizi di accoglienza e informazione;
• attività di orientamento (colloqui individuali, corsi di orientamento, tecniche di ricerca attiva
del lavoro, bilanci di competenze);
• incontro tra domanda e offerta di lavoro;
• servizi mirati per disabili e categorie svantaggiate;
• gestione delle banche dati dei lavoratori e delle imprese;
• informazione e consulenza alle imprese.
I Servizi per l’impiego provinciali sono connessi ad un nodo regionale che si occupa della definizione degli obiettivi, del sistema di controllo e valutazione, delle procedure informative e
della relativa infrastruttura informatica, del funzionamento, cioè, dei sistemi operativi portanti
dei Servizi per l’impiego. Attualmente operano sul territorio regionale 38 Centri per l’impiego
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la cui distribuzione a livello territoriale è riportata nella tabella seguente (non sono incluse nel
conteggio le sedi distaccate e i centri collegati).
Province
Bologna
Ferrara
Forlì-Cesena
Modena
Parma
Piacenza
Ravenna
Reggio Emilia
Rimini
Totale
Numero Centri per l’impiego
6
4
3
6
5
3
3
6
2
38
Le attività svolte dai Centri per l’impiego hanno anche riguardato la consulenza e la docenza
presso alcune scuole su temi di orientamento al lavoro e tecniche di ricerca attiva del lavoro
(in Provincia di Piacenza), la costruzione di un rapporto di collaborazione con le aziende del
territorio per meglio cogliere i fabbisogni professionali del contesto locale (Provincia di Forlì e
di Cesena), la realizzazione di analisi dei profili degli utenti dei Centri per l’impiego (Provincia
di Forlì e di Cesena).
Nel corso dei primi sei mesi del 2002 si individuano inoltre iniziative promosse dalle Province
e dalla Regione Emilia-Romagna (nell’ambito degli avvisi pubblici a valere sulle risorse FSE
Obiettivo 3) per il potenziamento delle funzioni dei Servizi per l’impiego. In particolare, si tratta di azioni di progettazione e realizzazione di eventi di comunicazione, caratterizzati da
modalità innovative, inerenti la promozione dei Centri per l’impiego. Sono state inoltre programmate azioni di raccordo con le famiglie per sensibilizzarle alle problematiche della
dispersione scolastica, nel tentativo di rimuovere le cause all’origine del fenomeno. In particolare queste azioni, che coinvolgono Centri per l’impiego, scuola, CFP, imprese ed organizzazioni sindacali, prevedono incontri sulle tematiche dell’adolescenza e dell’handicap e su
aspetti del mondo del lavoro e delle professioni.
In un’ottica più generale, il bando multimisura regionale ha previsto un’azione di mappatura,
valutazione di efficacia dei servizi territoriali di orientamento e assistenza alla realizzazione
della rete istituzionale dell’orientamento. L’azione dovrà permettere in particolare l’acquisizione di informazioni sull’offerta di servizi di orientamento diffusi sul territorio regionale, individuare una batteria di indicatori per valutare l’efficacia dei servizi di orientamento rivolti a specifici target e sostenere lo sviluppo della rete istituzionale regionale dell’orientamento per un
coordinamento delle politiche nell’ottica della costruzione di un sistema territoriale di offerta di
servizi integrati. Infine, nell’ambito delle funzioni e delle attuali competenze dei Servizi per l’impiego, alcune Province hanno organizzato convegni sul tema di innovazioni sperimentate e
nuove prospettive, nell’ottica di attuazione degli orientamenti comunitari e nazionali per la for-
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mazione e l’occupazione. Ancora sul versante dell’informazione, nel corso del primo semestre
del 2002 sono stati programmati interventi promozionali ed informativi all’interno delle scuole,
collegandoli con moduli orientativi, nell’ottica di colmare la carenza informativa delle famiglie
rispetto alle opportunità formative esistenti. A tal fine è stato anche realizzato un kit informativo consistente in opuscoli esplicativi sul tema dell’obbligo formativo ed indicanti i percorsi attivati in ciascuna Provincia.
Infine, si rileva, per la Provincia di Bologna, la riprogrammazione (nell’ambito di un bando provinciale 2002 su risorse FSE) delle attività promozionali già avviate attraverso la predisposizione
dell’opuscolo “Lente di ingrandimento sull’Obbligo formativo nella formazione professionale”.
4 • LE INIZIATIVE FORMATIVE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO E LE ATTIVITÀ
ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
L’analisi delle caratteristiche della domanda di formazione iniziale o di base in Emilia-Romagna ha evidenziato come i corsi di formazione professionale di base costituiscano una risposta immediata per i giovani che, assolto l’obbligo scolastico, decidono di intraprendere percorsi spendibili nel mondo del lavoro in tempi brevi. Molti di questi ragazzi provengono da
famiglie in stato di disagio sociale ed economico, come nei casi degli immigrati (che a Bologna sono il 30% degli utenti) e necessitano di essere sostenuti sia sul piano linguistico che
dell’integrazione culturale e sociale. La risposta regionale a tali fabbisogni consiste in percorsi prettamente professionalizzanti, che rilasciano qualifica professionale, e in una serie di attività di diversa natura.
Queste attività sono strutturate come:
•
•
•
•
•
percorsi integrati alternanza formazione scuola territorio - PIAFST (Bologna);
percorsi di accoglienza e orientamento (Ravenna e Piacenza);
percorsi di rinforzo decisionale e di sviluppo di competenze trasversali (Reggio Emilia);
percorsi pre-professionalizzanti (Rimini);
progetti sperimentali di integrazione sociale, culturale e di inserimento lavorativo (scuole
regionali).
La durata dei percorsi di formazione professionale dell’obbligo può oscillare tra le 1.700 e le
2.400 ore, mentre altre attività oscillano tra le 10 e le 200 ore (l’alta variabilità dipende dal quadro programmatico di ogni singola amministrazione provinciale).
I percorsi di formazione iniziale hanno durata biennale, riguardano oltre 100 profili professionali e prevedono la possibilità di sviluppare sia competenze socio-relazionali che tecnico- professionali, anche attraverso stage presso aziende (F.I.S. - percorsi in formazione) oppure attraverso l’alternanza tra attività formative svolte nei laboratori interni ai centri di formazione ed
esperienze formative in situazioni di lavoro reale (per esempio F.I.E. - formazione interna/esterna, rivolta in particolare a giovani con deficit di apprendimento).
Per quanto riguarda le attività realizzate nell’ambito della scuola, nel primo semestre 2002, i
progetti relativi all’obbligo scolastico hanno riguardato percorsi formativi orientativi e pre-pro-
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fessionalizzanti, con lo scopo di verificare la scelta di tutti gli studenti, accompagnando i soggetti a rischio di dispersione verso gli altri canali di assolvimento dell’obbligo formativo, in continuità con le attività precedentemente realizzate. Tali interventi sono stati effettuati nelle scuole
medie e nel primo anno della scuola superiore ed hanno previsto anche azioni di sostegno
motivazionale e raccordo con le famiglie. In particolare, gli studenti pluribocciati (che concludono l’obbligo scolastico nelle medie) e quelli in situazione di disagio socio-economico, con
deficit cognitivi, demotivati verso la prosecuzione degli studi e a forte rischio di abbandono del
percorso scolastico, sono stati sostenuti individualmente da tutor e operatori, relativamente agli
aspetti metodologici dello studio e a quelli motivazionali e orientativi. Nell’ambito dell’obbligo
scolastico sono stati, inoltre, attivati percorsi rivolti ai disabili, nella maggior parte dei casi percorsi individuali modulati sulle potenzialità e sulle competenze possedute dagli allievi.
Relativamente alle attività realizzate in integrazione fra istituti scolastici e agenzie di formazione, i progetti svolti prevedono arricchimenti curriculari nell’ambito di un percorso scolastico di
istruzione secondaria superiore che rilascia una certificazione di crediti congiunta fra scuola
e formazione, spendibile nella formazione professionale (attestato di frequenza o dichiarazione di competenze o certificazione delle competenze). Questa tipologia (arricchimento curriculare) prevale nettamente fra le attività messe in atto a livello provinciale: non si rilevano, infatti, percorsi scolastici che prevedono integrazione curriculare con il conseguimento di una qualifica professionale.
I percorsi di obbligo formativo integrato si realizzano il più delle volte all’interno dell’istituto
scolastico, ma possono prevedere anche percorsi modulari da realizzarsi in parte nella scuola e in parte nella formazione professionale, laddove negli istituti scolastici manchino i laboratori e le strutture professionalizzanti. Le differenze fra i diversi percorsi dipendono dalla tipologia di attività prevista: in corrispondenza di percorsi di orientamento, la durata per allievo
può toccare un minimo di 10 ore (come per la provincia di Ferrara dove la maggior parte delle
attività consistono in percorsi di accoglienza/orientamento), oppure, per i percorsi a carattere
pre-professionalizzante, la durata può superare le 500 ore (come a Piacenza, dove i percorsi
appartengono tutti a questa tipologia).
Fra le attività avviate nel 2002, sono da segnalare interessanti esperienze rivolte a soggetti con
deficit psichici o fisici, relative a percorsi in alternanza scuola/formazione professionale/azienda, dove i giovani vengono seguiti quasi individualmente, acquisendo fiducia e autostima in
virtù dell’autonomia che progressivamente raggiungono prendendo contatto con la realtà
lavorativa. In particolare, nella Provincia di Bologna le attività rivolte ai disabili consistono in
brevi percorsi integrati con la formazione professionale (P.I.A.F.S.T. – percorsi in alternanza formazione, scuola, territorio), di durata annuale/biennale, con finalità orientativa e di prima professionalizzazione, svolti nei laboratori interni ai diversi istituti, presso il centro di formazione o
in azienda. Questi percorsi si caratterizzano come esperienza ponte verso la formazione, se
attivati nell’arco del secondo e terzo anno della scuola superiore, o come iniziative di avvicinamento al lavoro, se attivati nell’arco del quarto e quinto anno.
In continuità con le attività realizzate per l’anno formativo 2001-2002, relativamente alle attività
da avviare nel 2002, le Province hanno messo a bando percorsi integrati con la formazione
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professionale, rivolti agli allievi frequentanti il penultimo anno della scuola dell’obbligo o iscritti alla Scuola Secondaria Superiore di II grado. L’obiettivo di queste azioni è offrire una panoramica esauriente delle proposte afferenti le diverse realtà scolastiche e formative presenti sul
territorio, nonché offrire un’offerta formativa che arricchisca il percorso curricolare, dopo l’assolvimento dell’obbligo scolastico, attraverso l’intreccio tra apprendimenti teorici ed operativi.
Gli interventi si articolano in azioni orientative e formative per lo sviluppo delle competenze di
base e trasversali, della cultura del lavoro e dell’imprenditorialità, e in percorsi a carattere
orientativo-professionalizzante, che permettono di sperimentare situazioni connesse ad uno
specifico ruolo lavorativo e di rafforzare il percorso curriculare a sostegno della successiva
scelta professionale o di studio.
Sono inoltre previsti interventi per allievi disabili e per cittadini stranieri. Per quanto riguarda i
primi sono programmate azioni corsuali curriculari rivolte a singoli allievi o a gruppi e miranti
a sostenere sia il successo scolastico che quello formativo. Per i cittadini stranieri la Provincia
di Bologna prevede, ad esempio, azioni corsuali focalizzate su competenze di base e linguistiche per consentire l’esercizio del diritto di cittadinanza, progettate in accordo fra agenzie
formative, Centri Territoriali Permanenti e scuole.
5 • LA FORMAZIONE ESTERNA PER GLI APPRENDISTI IN OBBLIGO FORMATIVO
In relazione alla formazione esterna per gli apprendisti, l’organizzazione delle attività corsuali
da parte degli enti di formazione procede in continuità con la progettazione dell’annualità precedente, secondo le modalità formative, procedurali e organizzative e con i contenuti definiti
dalla “Guida metodologica alla formazione nell’apprendistato”, realizzata dalla Regione. Tale
guida contiene proposte di standard formativi, procedurali ed organizzativi. In particolare,
sono disponibili gli standard procedurali (percorsi formativi), di risorse umane ed organizzativi per la prestazione dei servizi complementari e collegati alla formazione; gli standard e le
Unità Formative Capitalizzabili per la formazione sulle competenze trasversali, e gli standard
progettuali e procedurali per la formazione tecnico professionalizzante, in particolare relativi
al primo anno di contratto e di formazione. La Guida contiene inoltre standard per la formulazione dei preventivi di spesa e dei progetti.
Per quanto riguarda la formazione esterna, il modello di intervento dell’apprendistato individuato dalla Regione Emilia-Romagna prevede una formazione trasversale, centrata su competenze comuni ai differenti contesti organizzativi e produttivi, ed una formazione professionalizzante. La formazione professionalizzante è strutturata in modo da assicurare una forte integrazione con la formazione trasversale e si articola in due aree di competenze, una a carattere settoriale e l’altra a carattere intersettoriale. Alla prima area fanno riferimento competenze a
forte valenza settoriale connesse ad ambiti quali la conoscenza del settore e della propria
organizzazione, la sicurezza, la qualità ed altre specificatamente professionali. Alla seconda
area invece fanno riferimento quelle competenze di base fortemente richiamate in tutte le strategie comunitarie della “società dell’informazione” e finalizzate a rafforzare ulteriormente sia le
competenze professionali sia il criterio della occupabilità e mobilità professionale.
In un’ottica di progettazione globale del percorso formativo dell’apprendista, la prima annualità è stata centrata sull’acquisizione di competenze che costituiscono requisito di occupabi-
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lità e che consentono una mobilità dell’apprendista intrasettoriale ed intersettoriale. La seconda annualità (che coincide con quella programmata nel 2002), invece, è centrata sull’acquisizione di competenze più specialistiche e relative all’esercizio della professionalità nel settore
di appartenenza.
I dati di monitoraggio disponibili mostrano come gli apprendisti soggetti ad obbligo formativo
che hanno aderito all’offerta formativa nel primo semestre 2002 sono risultati complessivamente 1050. La durata della formazione, pari a 240 ore annue, costituisce ancora un ostacolo per l’organizzazione delle attività, anche perché gli apprendisti in obbligo rappresentano
una percentuale molto piccola sul totale degli apprendisti in formazione presso gli enti.
Il monitoraggio regionale ha inoltre evidenziato che molti dei ragazzi in età di obbligo che
seguono la strada dell’apprendistato costituiscono una utenza debole, priva di quell’autonomia decisionale sufficiente a sostenere la scelta per l’intero periodo di formazione. Per questo
motivo la Regione ha programmato nel 2002 attività di formazione della figura del tutor della
formazione per apprendisti, in quanto figura chiave per la partecipazione alle attività formative da parte di questi soggetti.
È stata inoltre programmata l’azione di aggiornamento della Guida metodologica sull’apprendistato e di produzione e riproduzione di materiali didattici.
Per quanto riguarda le attività formative rivolte ai soggetti assunti con contratti diversi dall’apprendistato (art. 4 DPR 257/2000), programmate dalle istituzioni scolastiche e dagli organismi
formativi in intesa con gli Enti locali, le Province stanno verificando specifiche modalità di
organizzazione ed erogazione di contenuti formativi (da parte della Provincia di Rimini sono
stati posti all’attenzione della Regione casi rientranti nei settori marittimo e dell’assistenza alle
persone).
230
TOSCANA
(Aggiornato con il Rapporto regionale di monitoraggio del 30 giugno 2002)
1 • IL COORDINAMENTO REGIONALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI PER LA
GESTIONE DEL PROCESSO
La competenza per le attività relative all’obbligo formativo è dell’Assessorato all’Istruzione,
Formazione e Politiche del Lavoro e Concertazione, all’interno del quale i compiti sono suddivisi fra tre soggetti:
• il Servizio Educazione - Istruzione segue in via generale l’attuazione dell’obbligo formativo e
realizza attività di coordinamento degli interventi provinciali e dell’anagrafe provinciale;
• il Servizio FSE - Formazione professionale segue i problemi di progettazione e certificazione dell’offerta formativa;
• il Servizio Lavoro gestisce il coordinamento delle Amministrazioni Provinciali sulle attività dei
Centri per l’impiego e di formazione in apprendistato.
Dal mese di gennaio 2002 è attivo un gruppo di lavoro paritetico tra Regione Toscana e Ufficio Scolastico Provinciale. Tra i temi trattati ricordiamo: la revisione del piano di indirizzo per il
diritto allo studio e l’educazione permanente, nella parte relativa all’obbligo formativo, l’organizzazione di Seminari Regionali su Accreditamento e Obbligo Scolastico e Formativo, l’attivazione degli Osservatori Scolastici Provinciali e le attività congiunte per la messa a regime
del Sistema Informativo Scolastico Regionale. A partire dal 2002, l’Ufficio scolastico regionale ha attivato una procedura di finanziamento con fondi del MIUR riservati alle attività previste
dalla lettera a) comma primo dell’art. 68 legge 144/99, ovvero i percorsi integrati per rafforzare la scelta dei ragazzi che continuano il percorso scolastico.
È stato inoltre concordato un monitoraggio congiunto del progetto pilota nazionale finanziato
dal MIUR e dalla Regione Toscana e realizzato dalla Provincia di Pisa.
Per quel che riguarda il coordinamento ed il sostegno delle attività per l’obbligo formativo previste nel piano di indirizzo regionale, si sono svolti diversi tipi di incontri:
• con le Province e i Centri per l’impiego sono proseguiti gli incontri periodici sugli interventi
in fase di realizzazione e gli incontri informali con operatori per analisi di problemi specifici
e sostegno alla progettazione delle attività; da marzo 2002 è stato costituito un gruppo di
lavoro per il monitoraggio dei progetti finanziati su bando regionale (vedi allegato 2);
• con Istituti scolastici, Direzione Regionale e Uffici decentrati della Pubblica Istruzione sono
stati realizzati in particolare due seminari su accreditamento ed obbligo formativo e incontri
sull’attuazione e l’organizzazione degli Osservatori Scolastici Provinciali.
La Regione Toscana, inoltre, ha avviato con la redazione del primo rapporto semestrale, l’attività di monitoraggio qualitativo e quantitativo, che attraverso un costante rapporto con gli operatori ha consentito l’acquisizione dei piani provinciali nei casi in cui l’amministrazione si è
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dotata di questo strumento e di schede anche non raffinate di raccolta dati per le realtà locali ancora in fase di avvio delle attività relative all’obbligo. Inoltre, a partire da gennaio 2002 è
stato avviato anche il monitoraggio finanziario.
Infine, la Regione Toscana intende seguire particolarmente i progetti definiti “prototipali”, i cui
obiettivi sono indicati nella scheda allegata, che costituiscono uno dei tre campi di intervento
diretto regionale.
In conclusione, per la Regione il macro obiettivo da raggiungere è la definizione di buone pratiche trasferibili e riproponibili su altre realtà territoriali e la costituzione di un gruppo di operatori in grado di definire e applicare indicatori di risultato agli interventi sull’obbligo formativo.
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
Il modello di anagrafe che si sta realizzando in Toscana è strutturato come segue: il flusso di
dati è fornito dalle scuole che rappresentano la fonte primaria dell’informazione ed è previsto
un invio dei dati solo due volte l’anno verso gli Osservatori Scolastici Provinciali: la scuola invia
l’archivio della popolazione scolastica in un’unica soluzione, evitando qualsiasi operazione di
digitazione o successive trasmissioni dati ad altri enti o verso chi ne faccia richiesta.
Le anagrafi provinciali delle Amministrazioni Provinciali di Arezzo e Massa Carrara non sono
ancora a regime. La provincia di Firenze ha deciso di sperimentare uno specifico programma, in
collaborazione con la Provincia di Siena, alimentato dai dati dei giovani in uscita dal canale dell’istruzione, dalle registrazioni delle agenzie formative che gestiscono i corsi biennali di formazione ed i moduli di formazione esterna di 120 ore per gli apprendisti e dagli operatori dell’orientamento dei Centri per l’Impiego. La costruzione di questo “strumento” avverrà grazie ai dati
provenienti dagli istituti scolastici e riguardanti le scelte fatte dai ragazzi durante l’anno. Per rendere fluida la raccolta dei dati, oltre alla dotazione tecnologica e la formazione degli operatori
all’uso corretto e pieno dei programmi, è emersa l’esigenza di un servizio di assistenza tecnica
rivolto alle scuole per l’invio e la ricezione dei dati. A questo proposito la Regione Toscana ha individuato, in sintonia con l’Ufficio Scolastico Regionale, SISSI ed AXIOS come software su cui le
scuole dovranno fornire i dati agli Osservatori Scolastici Provinciali. La regione Toscana ha in progetto di fornire gratuitamente l’ultima versione di AXIOS (compreso un anno di assistenza tecnica) alle istituzioni scolastiche che sono attualmente in possesso di vecchie versioni del suddetto software. Le scuole che hanno programmi diversi rispetto agli standard stabiliti verranno incoraggiate ad usare SISSI fornendo loro l’opportuna assistenza tecnica. Per le liste relative alle scelte effettive dell’anno scolastico 2000-2001 la Provincia di Firenze ha raggiunto una percentuale
di risposta del 100%, sia delle scuole pubbliche che private, entro il mese di dicembre 2001.
La rilevazione dei dati statistici nella provincia di Grosseto compete al Centro per l’impiego, e
dovrà tener conto dei percorsi formativi attivati, dei contratti di apprendistato o altra natura
accesi, degli eventuali altri interventi programmati, quali stage, preformazione, e della loro
efficacia. Una volta a regime, l’Osservatorio consentirà un monitoraggio costante ed in tempo
reale dello stato di attuazione dell’obbligo, in quanto attraverso la banca dati costituita sarà
possibile in ogni momento verificare la situazione formativa di tutti i minori soggetti ad obbligo, compresi i loro eventuali abbandoni o passaggi tra sistemi. Si tratta ovviamente di concorrere alla realizzazione di una banca dati che tenga conto dell’apporto di tutti gli attori del
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sistema dell’obbligo formativo, quali scuole, servizi per l’impiego, agenzie formative, imprese,
comuni, in modo da garantire completezza di informazioni e regolarizzare il flusso di dati.
3 • LE STRUTTURE TERRITORIALI E LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, ORIENTAMENTO E
TUTORATO
In primo luogo, è importante sottolineare che da gennaio 2002 all’interno del corso di laurea in
Scienze della formazione dell’Università di Firenze è stato attivato un modulo professionalizzante per la formazione specifica del ruolo di tutor per l’obbligo formativo. La Regione Toscana ha riconosciuto a questo modulo le caratteristiche richieste per il finanziamento tramite il
Fondo Sociale Europeo, P.O.R. obiettivo 3, Misura C3 relativa alla Formazione Superiore e le
Amministrazioni Provinciali hanno organizzato per i partecipanti stage nei Centri per l’impiego.
La Regione Toscana ha delegato alle Amministrazioni Provinciali le attività di informazione, orientamento e tutorato. Riportiamo di seguito una sintesi dei rapporti provinciali su questo punto:
Arezzo
Le azioni di informazione, orientamento e tutorato non sono svolte dai Centri territoriali, ma da
soggetti dipendenti dai servizi Formazione e Istruzione che si avvalgono delle strutture dei Centri,
ma non in modo esclusivo. È stato prodotto materiale informativo cartaceo che ha avuto un’amplissima diffusione, sono state realizzate alcune pagine web nel sito internet della Provincia, sono
stati fatti circa 435 colloqui orientativi. Nel mese di dicembre si è svolto il corso di formazione per
tutori orientatori, cui hanno partecipato 10 dipendenti del Centro per l’impiego operanti nei Centri Territoriali e 8 operatori vincitori della selezione svolta dall’Amministrazione Provinciale. I 10
operatori dei Centri Territoriali hanno il compito della prima accoglienza dei minori in obbligo formativo e di avviare gli stessi ai colloqui orientativi, tenuti dai tutor presso gli stessi centri.
Firenze
Nel corso dei primi mesi del 2002 sono state verificate le situazioni di circa 425 giovani che avevano assolto l’obbligo scolastico nell’anno scolastico 2000-2001 e che non avevano proseguito nel
canale dell’istruzione. Di questi:
• circa 234 hanno ripreso gli studi, oppure sono transitati alla f.p. ed all’apprendistato;
• per 110 giovani sono stati presi contatti con la famiglia ed attivati 72 colloqui di orientamento formativo;
• 80 soggetti sono risultati irreperibili.
È proprio verso questi ultimi che si rivolge il nuovo bando C2 che prevede modalità di tutorato
“attivo” che coinvolge tutti i soggetti sul territorio.
Per quanto riguarda la figura del tutor, sono stati individuati transitoriamente nei Centri per l’impiego sei orientatori dedicati in particolare a seguire i giovani che non sono inseriti nei canali
dell’obbligo formativo. Da poche settimane è iniziato il tirocinio del primo gruppo di studenti di
Scienze della Formazione che frequentano il modulo professionalizzante per “tutor dell’obbligo formativo”: nel corso del tirocinio è previsto che sia completata l’anagrafe dei giovani che escono
dal canale scolastico, monitorati i corsi esterni per apprendisti ed orientati i giovani che hanno
abbandonato il canale scolastico a fine dell’anno scolastico 2001-2002.
Circ. Empolese
Nel territorio del Circondario sono attivi il Centro per l’impiego di Empoli e la sede territoriale di
Castelfiorentino; essi sono connessi alla rete telematica regionale toscana attraverso il P.O.P. ISDN
della rete civica unitari dell’Empolese Valdelsa. È prevista inoltre l’adesione al progetto regionale
del Sistema Informativo Lavoro (SIL/IDOL). Da settembre sono previsti incontri di orientamento
per tutti i giovani nelle classi terze degli istituti di primo grado del circondario.
Grosseto
Le attività svolte dai servizi per l’impiego sono:
• orientamento: (in convenzione con Agenzia di Orientamento, progetto OF.net) individuazione dei
soggetti in obbligo usciti dalla scuola, convocazione, accoglienza, colloquio, definizione del pro-
233
getto formativo individualizzato, inserimento nel percorso. Attività di formazione/aggiornamento
con gli insegnanti referenti per l’obbligo e l’orientamento. Presso i vari uffici si attivano interventi di informazione ed animazione in merito alle tematiche dell’obbligo, e si inseriscono i giovani in
momenti di preformazione per gruppi propedeutici all’inserimento nel canale formativo prescelto;
• tutoraggio: (affidamento di incarichi professionali) monitoraggio del percorso formativo, verifica/adeguamento del progetto, supporto al passaggio tra sistemi, contatto con le famiglie, i
servizi sociali, le scuole, le agenzie formative, le aziende. È attivo il partenariato con l’Università di Firenze per lo svolgimento di moduli professionalizzanti per tutor in obbligo formativo.
Livorno
È stata avviata una capillare attività di contatto con i ragazzi fuori dai percorsi scolastici e la
prima fase di accoglienza è stata quasi sempre effettuata alla presenza di un familiare. Nei successivi incontri sono stati spesso realizzati bilanci di competenze dei ragazzi.
Lucca
Le attività connesse all’Obbligo Formativo sono gestite dai Servizi Innovativi dei Centri per l’Impiego di Lucca e Viareggio e dai Servizi territoriali per l’impiego di Barga e Castelnuovo Garfagnana che erogano i relativi servizi in modo coordinato secondo metodologie concordate e condivise a livello provinciale.
Massa
I Servizi per l’Impiego hanno compiti di:
• accoglienza/orientamento - Convocazione dei giovani soggetti all’obbligo formativo che abbandonano il percorso scolastico, formativo o di apprendistato, i cui nominativi sono comunicati
dal Servizio P.I., motivandoli alla scelta e fornendo informazioni sui percorsi formativi;
• colloquio di informazione ed orientamento sulla base degli interessi e dei potenziali individuali, nonché dell’offerta formativa;
• azioni di tutorato che accompagnano il percorso formativo dei giovani attraverso il contatto
personale, l’attivazione di una rete di raccordo con soggetti preposti all’obbligo formativo e gli
altri soggetti per gli interventi sociali, monitoraggio dell’andamento del percorso.
L’attuazione del progetto O.F. si articolerà nel seguente modo:
• creazione di un sistema di sportelli nelle scuole (ASPO informazione ed orientamento) inizialmente Superiori (POR – mis. C2) con l’attivazione di interventi formativi specifici per docenti.
Gli ASPO saranno operativi a partire dall’a.s. 2002/2003;
• individuazione di n.4 Tutor che saranno impegnati nella costruzione di percorsi personalizzati
per ogni soggetto, in stretto raccordo con i servizi per l’impiego e tutti i soggetti istituzionali interessati (ASL, Servizi Sociali, Scuole).
Pisa
I Centri per l’impiego della Provincia di Pisa, tenendo conto del programma delineato per l’obbligo formativo nella relazione qualitativa del Dicembre 2001, hanno continuato la fase di verifica
delle banche dati per l’individuazione, sul territorio provinciale, di coloro che, fuoriusciti dalle
strutture scolastiche, erano soggetti all’obbligo formativo. Alla data del 30/04/2002 i giovani
contattati sono stati n. 203, rispetto ai n. 102 rilevati a dicembre 2001.
In via sperimentale, gli operatori dei Centri per l’Impiego hanno svolto l’attività di tutoraggio.
Hanno contattato tutte le famiglie dei giovani individuati, illustrando il progetto e predisponendo un calendario dei colloqui individuali.
Al fine di delineare un progetto professionale coerente alle propensioni e capacità dei soggetti contattati, per molti di loro è emersa la necessità di un ulteriore colloquio di approfondimento.
Pistoia
Sono stati individuati, con procedura di evidenza pubblica, n. 2 tutor individuali di cui n. 1 c/o il
Centro per l’Impiego di Pistoia comprendente il territorio del comune capoluogo, area Agliana/Quarrata/Montale e Montagna Pistoiese e n. 1 c/o il Centro per l’Impiego di Pescia e lo Sportello di
Monsummano per il territorio della Valdinievole.
Prato
Rispetto al 2001, si è riscontrato un contatto più frequente con i servizi del territorio sia per
rispondere a richieste informative sull’obbligo formativo sia per definire strategie di intervento
sistemico. Permangono i contatti con gli operatori inerenti a singole situazioni.
234
Il Centro per l’impiego di Prato, ha mantenuto e consolidato l’articolazione della propria attività
di intervento su più livelli:
• livello istituzionale;
• livello diretto sull’utenza;
• livello di costruzione della rete territoriale.
Il Centro per l’Impiego attiva servizi rivolti ai giovani in obbligo formativo usciti dal percorso scolastico (livello diretto sull’utenza) che prevedono:
• la convocazione ad incontri informativi sulla legge, tramite lettera raccomandata. L’incontro è
l’ambito nel quale è possibile conoscere la scelta effettuata o le difficoltà di scelta del ragazzo e, nel contempo, informare sulla legge relativa all’obbligo formativo e sul servizio di consulenza orientativa attivato al Centro per l’impiego;
• il servizio di consulenza orientativa individuale, cui accedono i ragazzi in modo spontaneo o
rimandati in seguito agli incontri informativi o alle iscrizioni ai corsi di formazione professionale/percorsi di orientamento. Accedono alla consulenza anche giovani in obbligo scolastico,
soprattutto in prossimità delle iscrizioni quando sono chiamati a riflettere sulla scelta e in prossimità della chiusura dell’anno scolastico;
• il servizio di tutoraggio, tramite incontri periodici con l’utente, attivando contatti con: uffici
decentrati del Ministero dell’Istruzione; le scuole, per verificare la possibilità di “passerelle” e
per entrare in contatto con i referenti dell’orientamento; le agenzie di formazione professionale della provincia e fuori provincia (Firenze e Pistoia); le agenzie per eventuali contatti di
apprendistato.
• il servizio di monitoraggio periodico, nel raccordo con la Provincia, dell’andamento del percorso formativo intrapreso, per verificare i percorsi, prevalentemente con contatti telefonici diretti agli interessati, in modo da intervenire in caso di demotivazione e rischio di abbandono, rinviando ad eventuale colloquio individuale per ridefinire la strategia di intervento per assolvere l’obbligo formativo.
Siena
Nei mesi scorsi sono state realizzate azioni di informazione e orientamento individuali destinate
ai ragazzi in OF segnalati dalle scuole nei primi due anni di applicazione della riforma (gli adolescenti nati nel ’85 e ’86). Le attività, previste all’interno del bando multimisura dell’Orientamento, sono state curate da psicologi esperti ed erogate presso i Centri per l’Impiego e presso il Centro Polivalente di Orientamento di Siena. Sono stati presi a riferimento per la documentazione dei
colloqui gli schemi presenti all’interno del “Manuale operativo - L’intervento per l’obbligo formativo nei servizi per l’impiego”, ISFOL.
Sono state inoltre implementate delle azioni in ottica preventiva presso le scuole per il sostegno
e la rimotivazione di ragazzi a rischio di abbandono del percorso scolastico, mediante interventi,
individuali o di piccolo gruppo. Tali interventi hanno coinvolto 58 studenti.
Altre attività informative/orientative e promozionali rivolte ai giovani in obbligo
Questi interventi vengono generalmente realizzati dalle Amministrazioni Provinciali in stretta
connessione con quelli del punto precedente. Dalle schede provinciali si riporta una sintesi
delle attività svolte. Si segnala inoltre che è in via di definizione una campagna pubblicitaria
di comunicazione sull’obbligo formativo che presumibilmente verrà realizzata nei primi mesi
dell’anno scolastico 2002/03. Gli strumenti di comunicazione individuati e progettati verranno
proposti alle Amministrazioni Provinciali per l’utilizzo integrato con le analoghe attività eventualmente già programmate nel territorio. Le attività di comunicazione saranno parte integrante dei progetti in via di realizzazione.
235
Arezzo
È stata ampiamente sviluppata un’attività d’informazione e promozione attraverso gli 8 tutor che
operano a livello delle singole aree. È stata realizzata una trasmissione con una tv locale sul tema
della formazione professionale per i giovani in obbligo formativo.
Firenze
È stata pubblicata, in 15 mila copie e distribuita agli studenti che frequentano le classi di terza
media e prima superiore, una guida, curata dal Centro per l’Impiego, che illustra le modalità di
assolvimento dell’obbligo e fornisce gli indirizzi degli istituti di istruzione e delle agenzie formative. Il testo del volume è stato pubblicato anche sul sito internet del Centro per l’Impiego e tenuto periodicamente aggiornato.
Nel nuovo bando C2 è stata prevista l’azione c) per la concessione di assegni di studio ai sensi
della legge 53/81 ai giovani che frequentano i corsi di f.p., in analogia con quanto avviene per
il canale dell’istruzione: si prevede la concessione di assegni dell’importo di circa Euro 206,58
sulla base del calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente - ISEE della famiglia;
la procedura è svolta con la collaborazione delle agenzie formative che hanno in carico i giovani.
Circ. Empolese
È stata svolta un’attività di ri-orientamento per i ragazzi del primo e del secondo anno, percorsi
brevi di formazione per i giovani del primo anno del triennio della secondaria al fine di prepararli a diventare dei tutor per i loro compagni più giovani ed in difficoltà, laboratori di lingua italiana per studenti stranieri, cicli di conferenze con i genitori dei ragazzi e gli psicologi ed una
formazione per gli insegnanti relativa alle competenze relazionali, al metodi di studio, alle problematiche dell’orientamento.
Grosseto
Comunicazione: sono stati realizzati brochure, manifesti e depliant informativi di guida alla fruizione dei servizi, ricorrendo ad una veste grafica accattivante, ed individuando quale modalità di
promozione luoghi di aggregazione giovanile presso i quali è possibile avvicinare gli utenti potenziali del servizio. È stata realizzata una rivista specifica per l’Obbligo Formativo, nella forma di
una newsletter, da recapitare preso tutte le famiglie della provincia, in allegato alla rivista periodica istituzionale della Amministrazione Provinciale. Nell’ambito del progetto OF.net è stato realizzato, ed è ufficialmente on-line, il sito www.obbligo.formativo.it, quale servizio di supporto,
all’interno del quale operatori ed utenti potranno reperire normativa, informazioni e documentazione, oltre che comunicare tra loro attraverso l’area forum.
Livorno
Sono previste attività di sensibilizzazione e informazione per le famiglie e collegamenti con gli
insegnanti dei progetti obiettivo delle scuole.
Lucca
Realizzazione di incontri tematici all’interno delle scuole, produzione e distribuzione di materiali
informativi cartacei e on-line, supporto e consulenza a progetti curricolari di orientamento organizzati dalle istituzioni scolastiche e progettazione, coordinamento e realizzazione di moduli formativi tesi alla prevenzione della dispersione scolastica, destinati a giovani iscritti all’ultimo anno
dell’obbligo scolastico.
Massa
Per la sensibilizzazione e l’informazione si sono svolte le seguenti attività:
•
•
•
•
•
salone tematico “orientamento allo studio, alla formazione e al lavoro”;
convegno sul tema “Dentro e ……… Fuori la scuola. Le nuove politiche formative”;
pubblicazione di un manuale operativo sull’obbligo formativo;
campagna di informazione tramite mass media;
creazione di un sito specifico delle Politiche Formative e del Lavoro, in rete con gli sportelli
comunali e territoriali.
Pisa
È stato predisposto materiale informativo per le famiglie e per i ragazzi e una scheda guida per il
“bilancio delle aspettative e competenze” dei giovani intervistati.
Pistoia
È stata realizzata una campagna divulgativa attraverso opuscoli informativi sulle attività dei Centri per l’Impiego e del Servizio Istruzione e Formazione Professionale; pieghevoli tematici su
“apprendistato” e “studenti e obbligo formativo".
Prato
Pubblicazione della guida alla scelta dei percorsi formativi dopo la terza media, a cura del Centro
per l’impiego di Prato.
236
Siena
Il Sistema Pubblico per l’Impiego ha erogato nei mesi di dicembre 2001 e gennaio 2002, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale e le scuole, degli interventi di informazione sull’obbligo formativo all’interno delle scuole/istituti. Tali interventi, destinati agli studenti nell’ultimo anno dell’Obbligo Scolastico (nati nell’87), sono stati concordati con i docenti delle scuole
interessate. Sono stati prodotti dei materiali di supporto alle iniziative di informazione in modo
da mettere in grado le scuole di informare anche autonomamente i propri allievi sull’obbligo scolastico e formativo.
Le azioni informative hanno pertanto riguardato tutti gli allievi che adempiono all’obbligo scolastico nel corrente anno, di cui oltre 600 raggiunti direttamente da operatori e consulenti del Sistema Pubblico per l’Impiego.
Sono state inoltre realizzate delle iniziative rivolte ai genitori degli adolescenti, in particolare di
quelli in difficoltà rispetto alla tenuta della scelta scolastica. Gli interventi sono stati erogati
direttamente presso le scuole che ne hanno fatto richiesta e hanno coinvolto circa 20 gruppi familiari.
Sono stati infine realizzati degli incontri a carattere informativo con operatori dei servizi sociali
che si occupano di minori. Durante gli incontri sono state scambiate informazioni sulle novità
introdotte dall’art.68 della L. 144/99 e sul nuovo ruolo dei Centri per l’Impiego, nell’ottica del
consolidamento di una rete per il “successo formativo”.
4 • LE INIZIATIVE FORMATIVE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO E LE ATTIVITÀ
ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
La formazione iniziale o di base
L’attività di indirizzo della Regione Toscana in questo settore di intervento è mirata a fornire
sostegno anche metodologico per l’integrazione tra le attività di orientamento, formazione in
aula, formazione a distanza, tutoraggio e a rafforzare e valorizzare le esperienze in corso di
integrazione tra sistemi. Tra i potenziali soggetti realizzatori degli interventi la normativa regionale sull’accreditamento prevede la possibilità di accreditamento delle scuole come sedi formative, valorizzando così anche il nuovo ruolo dell’autonomia scolastica (Deliberazione della
Giunta Regionale n.198 del 25/2/2002).
Sulla base di quanto previsto nella suddetta deliberazione gli istituti scolastici superiori e i centri territoriali permanenti potranno essere accreditati per la realizzazione di interventi formativi
e di orientamento, comprese le 120 ore aggiuntive per gli apprendisti in obbligo formativo. La
scadenza per la presentazione delle domande per il bando regionale per l’accreditamento
delle agenzie formative era il 12 giugno 2002.
Arezzo
Alcuni giovani sono stati avviati ad attività di formazione di base presso centri formativi operanti fuori provincia (Scuole di estetica, per parrucchieri, turismo) solo pochissimi hanno usufruito
di corsi organizzati con il Fondo sociale europeo. Al 31 maggio è scaduto un invito alle scuole
Tecniche e Professionali e alle Agenzie Formative per la presentazione di progetti di formazione
professionale di base in settori per i quali esiste una marcata richiesta di addetti.
Firenze
Al fine di assicurare un’offerta di formazione professionale biennale di base, adeguata in quantità
e qualità, ai giovani in obbligo formativo che lasciano il canale dell’istruzione, sono state investite risorse provinciali pari a 516.456,90 Euro, per mettere a disposizione dei giovani un canale
di formazione professionale con forti contenuti educativi e professionalizzanti.
237
Circondario
Empolese
Sono stati attivati corsi finalizzati all’assolvimento del nuovo obbligo formativo. Si tratta di corsi
rivolti ai giovani di età compresa fra i 15 e i 18 anni, in obbligo scolastico o formativo, di durata compresa fra le 600 e le 1200 ore annue, al termine dei quali viene rilasciato un attestato di
qualifica.
Grosseto
È stato definito un regolamento per l’attivazione di voucher formativi individuali. È stata inoltre
completata la mappatura dei fabbisogni formativi rilevati a seguito di colloquio di orientamento
al Servizio Formazione Professionale, ed infine è stata rilevata l’offerta formativa pubblica/privata, tramite attivazione di contatto diretto con agenzie formative/scuole.
Livorno
Nel mese di giugno è stato approvato un bando per la progettazione di percorsi didattici modulari finalizzati a qualifiche con reali opportunità occupazionali.
Lucca
Gli interventi di formazione professionale a cui possono partecipare gli allievi che devono assolvere all’obbligo formativo sono articolati in due anni strutturati secondo i profili professionali
approvati dalla Regione Toscana. I progetti formativi, articolati in modo da fornire le conoscenze
e competenze previste dal profilo di riferimento prevedono, obbligatoriamente, un periodo di
stage presso strutture produttive appositamente convenzionate.
Sono stati attivati n. 3 interventi di formazione professionale esclusivamente rivolti a soggetti in
obbligo formativo e finanziati dal Ministero del Lavoro.
Risultano attualmente iscritti 38 giovani.
Massa
Attualmente non c’è un piano di attività formative specifico per l’O.F. Sono in fase di predisposizione dei percorsi, che dovranno caratterizzarsi per struttura modulare e relativa certificazione
dei crediti formativi, che rispondano alle richieste del mercato del lavoro e che abbiano comunque contenuto tecnico/professionale e capacità di accrescere le competenze trasversali dei soggetti.
Pisa
Il Servizio Formazione Professionale, a seguito di determinazione dirigenziale n. 108 del 23.01.02,
ha approvato il Bando Provinciale “Formazione iniziale nell’ambito dell’obbligo formativo” per l’affidamento in gestione convenzionata di progetti formativi rivolti a giovani in uscita dall’obbligo
scolastico di età compresa tra i 15 e 17 anni.
Alla scadenza del bando 21.02.2002 sono pervenuti n. 7 progetti e a seguito di valutazione sono
stati ammessi al finanziamento due progetti denominati:
• “Orientamento professionale ai settori del legno, e tecnica degli impianti elettrici";
• “Orientamento professionale al settore informatico".
I progetti formativi che inizieranno tra luglio e settembre 2002 della durata di due cicli di 600
ore ciascuno, sono finalizzati a garantire agli utenti il conseguimento della qualifica professionale attraverso modalità che prevedono l’alternanza formazione-lavoro e la certificazione delle competenze acquisite al termine di ciascun modulo.
Ogni percorso è articolato in due cicli e caratterizzato da una struttura modulare che permette sia
una flessibilità nelle scelte dei giovani, che saranno accompagnate da interventi di orientamento, sia la certificazione delle competenze al termine di ogni modulo e la loro capitalizzazione in
itinere per permettere un efficace collegamento con il mercato del lavoro e/o con il sistema di
istruzione secondaria superiore.
Il primo ciclo di ogni percorso formativo è caratterizzato da:
• un modulo iniziale di accoglienza;
• quattro moduli finalizzati allo sviluppo di competenze e conoscenze, quali: competenze comunicative, relazionali, scientifiche e tecnologiche, storiche, economiche e sociali e competenze
collegate alle aree professionali individuate;
• due periodi di stage: uno per lo sviluppo degli interessi e delle attitudini che porti ad un primo
orientamento personale circa l’ambiente lavorativo, le sue regole e la sua dimensione sociale;
uno riguardo l’area professionale specifica;
• un modulo finale durante il quale i giovani realizzano un progetto personale di formazione in
vista del secondo ciclo.
238
Il secondo ciclo è caratterizzato da:
• il consolidamento di competenze di base (linguistiche, storico-sociali, diritto del lavoro, organizzazione aziendale, economia di base e logico matematiche);
• l’acquisizione di competenze trasversali (informatica, sicurezza e prevenzione nei luoghi di
lavoro, qualità);
• l’acquisizione di competenze professionali specifiche del/dei settori scelti professionali;
• due periodi di stage: uno formativo e uno di inserimento lavorativo;
• verifiche per la certificazione delle competenze acquisite all’interno di ciascun modulo e da presentare in sede di esame finale per l’ottenimento della qualifica professionale;
• percorsi individualizzati per la definizione e il supporto all’uscita dalla formazione verso
altri percorsi (progetto formativo) o verso la ricerca dell’occupazione (progetto professionale).
Pistoia
È stata prevista la realizzazione di un percorso biennale per il conseguimento della qualifica attraverso modalità che prevedano l’alternanza formazione-lavoro e la certificazione delle competenze
acquisite al termine di ciascun modulo.
Prato
L’offerta formativa programmata dalla provincia prevede un’articolazione di interventi basati su
azioni plurime e personalizzate, in particolare:
•
•
•
•
•
•
percorsi brevi di formazione orientativa;
corsi di qualifica;
percorso pluriqualifiche;
attività formative rivolte all’acquisizione di blocchi di competenze;
stage orientativi e/o formativi;
attività didattiche rivolte all’acquisizione di conoscenze tecnico professionali specifiche dei
diversi profili professionali;
• attività didattiche rivolte all’acquisizione di competenze di base e trasversali.
Siena
Sono stati programmati e in corso di realizzazione due interventi formativi in alternanza della durate di 300 ore da realizzare presso le scuole tecniche di Siena e Montepulciano. Tali iniziative hanno
la caratteristiche di essere percorsi integrati fra istituzioni scolastiche (che si sono distinte per qualità di interventi all’interno delle “nuove” filiere: formazione esterna all’apprendistato, IFTS) e il servizio formazione professionale dell’Amministrazione Provinciale, che ha affidato la gestione dell’intervento a EuroBIC Toscana Sud. Verrà dedicata particolare attenzione alle azioni di accompagnamento e alla personalizzazione dei percorsi di formazione (orientamento, stage, tutoraggio).
Sui bandi provinciali per la formazione sono stati finanziati dei progetti destinati al contenimento della dispersione scolastica e formativa, che forniscono percorsi di rimotivazione e accompagnamento alla formazione e al lavoro. In particolare a Siena è attivo un progetto che fa capo all’iniziativa “Città dei Mestieri”, patrocinata dalla Provincia e dal Comune, che fa leva sull’azione
pedagogica esercitata dal recupero degli “antichi” mestieri dell’artigianato artistico quale fattore
rimotivante per i giovani usciti o in procinto di uscire precocemente dal percorso scolastico. Tale
progetto prevede la realizzazione di “laboratori di orientamento” con finalità preventive, formative ed orientative, con piccoli gruppi di adolescenti che hanno abbandonato o che sono in procinto di abbandonare il percorso scolastico o formativo. Il progetto “Città dei mestieri” prevede
il coinvolgimento attivo delle scuole della Provincia, mediante la promozione dell’iniziativa con i
dirigenti scolastici, gli insegnanti, i genitori e la realizzazione di interventi di orientamento rivolti agli studenti a rischio di dispersione scolastica.
239
La formazione esterna per gli apprendisti in obbligo formativo: modalità organizzative per i
moduli aggiuntivi
Si riportano le informazioni fornite dalle Amministrazioni Provinciali nelle proprie schede:
Arezzo
Sono in corso di svolgimento 11 corsi per 33 moduli di 40 ore presso Istituti Tecnici e professionali. I contenuti dei corsi sono quelli indicati nel Decreto 16 maggio 2001.
Firenze
Tutti gli apprendisti in età di obbligo formativo sono avviati alla formazione esterna professionalizzante di 120 ore: nei primi sei mesi dell’anno 2002 sono stati avviati altri 136 percorsi formativi individuali per un totale di nove nuovi corsi. Pur attendendo i risultati del prossimo
monitoraggio dei corsi per apprendisti in obbligo, si può già comunque sottolineare una riduzione nel tempo dei contratti di apprendistato attivati nell’età dell’obbligo. Oltre alla diminuzione del numero di giovani sul mercato del lavoro, vi sono condizioni che influiscono sul pieno
utilizzo di questo canale come occasione di formazione (in alternanza) e di socializzazione per
il giovane.
Grosseto
Alle agenzie formative accreditate è stato chiesto di progettare moduli aggiuntivi per l’assolvimento dell’obbligo. La provincia ha deciso di assegnare per la frequenza dei moduli aggiuntivi
voucher pari a 3.098,74 Euro. I contenuti dei moduli sono del tutto conformi a quanto stabilito
dal Decreto Interministeriale 16.05.2001.
Massa
20 agenzie formative accreditate hanno presentato la loro offerta formativa per l’apprendistato,
con la previsione di moduli integrativi di 120 ore. I moduli di ogni percorso sono generalmente 3
e così definiti:
• accoglienza, disciplina del rapporto di lavoro, organizzazione del lavoro, tutela della salute e
della sicurezza sul luogo di lavoro;
• rafforzamento competenze di base e trasversali. Tali unità formative possono variare in funzione del corso: informatica, fisica chimica e informatica, lingua straniera, economia, organizzazione aziendale, competenze relazionali;
• sviluppo conoscenze professionali. Tali unità formative sono discipline specifiche per ogni settore produttivo ed interessano in prevalenza l’aspetto tecnico e professionale.
Può essere predisposto anche un solo modulo; l’articolazione in moduli non può prevedere moduli inferiori alle 30 ore.
Siena
Sono stati monitorati 39 apprendisti in obbligo formativo, di cui 29 in occasione dei colloqui di
informazione ed orientamento svolti nei Centri per l’Impiego nel periodo in cui sono stati chiamati per la fruizione dell’offerta formativa destinata al contratto di apprendistato.
Le modalità organizzative degli interventi per la formazione esterna per gli apprendisti sono
quelle stabilite dalla Regione Toscana. La Commissione Tripartita provinciale ha stabilito di
assegnare per primi i voucher, una volta individuati i settori di attività, agli apprendisti più
giovani.
Attività realizzate nell’ambito della scuola: iniziative per la realizzazione degli incontri di
orientamento; tipologia di percorsi integrati realizzati e caratteristiche dei percorsi.
Questo tema è oggetto di monitoraggio e indirizzo da parte del gruppo di lavoro paritetico
costituito tra Regione Toscana e Ufficio scolastico Regionale.
Prossimamente saranno avviati i progetti finanziati dal MIUR.
240
Arezzo
Attraverso il coordinamento permanente sono state contattate tutte le scuole ed in molte si sono
sviluppati interventi con gli insegnanti e con i ragazzi. Particolare impegno è stato dedicato ad
una realtà che presentava preoccupanti livelli di dispersione scolastica e dove è in corso di attuazione un progetto finanziato con la misura C2, obiettivo 3.
È stata insediata una commissione mista (rappresentanti della Provincia, del C.S.A., esperti) per
predisporre un progetto di formazione dei formatori per settembre al fine di affrontare in modo
organico il problema dell’orientamento nella scuola.
Firenze
Percorsi integrati tra NOS e NOF: l’esperienza compiuta lo scorso anno ha consentito di garantire
un efficace servizio di orientamento per i ragazzi che, iscritti alla prima classe delle superiori, non
avevano interesse a proseguire nel canale dell’istruzione: infatti si è registrato un incremento
significativo del numero di iscritti al primo anno dei corsi di formazione professionale anche per
effetto dell’abolizione del numero chiuso nelle iscrizioni.
Per quanto riguarda il finanziamento con il FSE dei percorsi integrati NOS/NOF, è stato deciso
di non attivare nel 2002 questa azione nel bando C2, ma di continuare la sperimentazione utilizzando i finanziamenti ancora disponibili sui progetti del precedente bando (SISIFO e ARISTOS).
L’Ufficio Scolastico Regionale ha deciso di attribuire i fondi MIUR, destinati alle scuole per iniziative sull’obbligo formativo nella percentuale del 60% sulla base di progetti e del 30% a tutti
gli istituti scolastici sulla base della popolazione in obbligo.
Circondario
Empolese
È stata costituita una “rete” tra le scuole secondarie della zona Empolese Valdelsa, con la costituzione di un gruppo di coordinamento tecnico sulla dispersione scolastica. Sono state inoltre realizzate attività di informazione per i ragazzi e le loro famiglie, un servizio di consulenze individuali svolte da consulenti specializzati all’interno degli Istituti in orario extrascolastico per gli
studenti del primo anno e, in ogni Istituto, moduli di orientamento di gruppo.
Grosseto
Il Centro per l’impiego è partner di istituti scolastici e loro consorzi in progetti che hanno partecipato a bando pubblico per la realizzazione di percorsi integrati per l’assolvimento dell’obbligo;
non sono state segnalate sperimentazioni sull’utilizzo e la funzionalità di passerelle tra percorsi
diversi. Non sono ancora noti gli esiti del bando e l’eventuale avvenuto finanziamento. Per quanto riguarda le attività di orientamento all’interno delle scuole, esse sono state realizzate nell’ambito del già citato progetto Of.net, ed hanno riguardato sia direttamente i ragazzi in ultimo anno
di obbligo scolastico, sia gli insegnanti referenti, ai quali sono stati trasmessi materiali e metodologie, attraverso idonei momenti di formazione, per poter operare in prima persona in interventi
di orientamento con i loro alunni. Tali attività si sono realizzate nell’arco di tutto il primo semestre 2002.
Livorno
Sono stati realizzati, presso i quattro Centri per l’impiego, degli sportelli scuola che risponderanno direttamente dell’attuazione dell’Obbligo formativo.
Sono previste attività di collegamento con gli insegnanti dei progetti obiettivo delle scuole.
Massa
• Iniziative per la realizzazione degli incontri di orientamento. Il progetto ASPO si propone l’obiettivo di realizzare un sistema all’interno del quale l’obbligo formativo viene affrontato in modo
specifico ed organico. I percorsi realizzabili riguarderanno attività di recupero e rimotivazione,
sostegno curricolare, aiuto alle scelte, orientamento e sostegno psicologico.
• Tipologia di percorsi integrati realizzati e caratteristiche dei percorsi. Un numero significativo
di Istituti scolastici (inferiori e superiori) hanno attivato con questa Provincia progetti miranti al
recupero della dispersione scolastica (POR - C2). In questo contesto si è dedicata particolare
attenzione ai soggetti in obbligo formativo; l’esperienza, pur rappresentando un punto di riferimento utile per gli sviluppi successivi, ha il limite di non affrontare in modo sistematico il problema, anche se gli ultimi progetti in atto (I.I.S. Montessori, I.I.S. Einaudi, I.T.I. Meucci) sono
caratterizzati da una buona partecipazione e da un maggior coordinamento di tutte le parti coinvolte.
È stato costituito un comitato di coordinamento, tra la provincia ed i referenti di ogni istituzione scolastica autonoma, con compiti di programmazione di attività specifiche rispetto ai bisogni
dell’utenza. Si vuole dunque individuare, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti, una comune
impostazione dei criteri per l’applicazione dell’obbligo formativo.
241
Pisa
La decisione di utilizzare una parte del finanziamento per l’OF per progetti integrati promossi dalle
scuole superiori, al fine di prevenire l’abbandono precoce della scuola, ha attivato una procedura
concorsuale per la presentazione dei progetti e l’assegnazione dei relativi finanziamenti. Tale iniziativa ha visto una notevole partecipazione delle scuole con un ottimo livello dei progetti presentati, progetti che sono stati valutati da una commissione mista in cui erano presenti esperti
dei servizi istruzione e formazione della Provincia insieme al Direttore del CSA di Pisa. Sono stati
selezionati e finanziati cinque progetti, che attualmente sono in corso di realizzazione. Le richieste per tali attività sono assai superiori a quelle disponibili, a testimonianza della esigenza assai
sentita di affrontare in modo integrato il rapporto tra la formazione e l’istruzione, in particolare
per gli alunni scolasticamente deboli.
È stato realizzato dal Centro di Documentazione, in collaborazione con i Servizi Formazione e
Lavoro, un breve corso di aggiornamento per gli insegnanti referenti sull’orientamento, nel quale
sono state illustrate e discusse le disposizioni sull’obbligo formativo, l’articolazione, i ruoli e i
referenti provinciali del sistema.
Prato
Le iniziative per la realizzazione degli incontri di orientamento ed i percorsi integrati sono realizzati attraverso il progetto DROP IN e in un Progetto integrato tra sistema della formazione professionale e sistema scolastico per la formazione orientativa di allievi con handicap di grado lieve
e medio tramite percorsi individuali e/o di piccolo gruppo ( giovani in obbligo scolastico e formativo).
Questi percorsi sono finalizzati al mantenimento di giovani in obbligo scolastico e formativo
all’interno dei rispettivi sistemi educativi. A tal fine sono previste attività di orientamento e formazione professionale integrate che prevedono una progettazione individualizzata e concordata
con l’allievo, la famiglia ed i servizi che hanno in carico la situazione di disagio.
Siena
Il Sistema Pubblico per l’Impiego ha erogato, nei mesi di dicembre 2001 e gennaio 2002, come
già detto, delle attività di informazione orientativa per gli studenti nell’ultimo anno dell’Obbligo
Scolastico (nati nell’87) delle scuole medie e superiori, all’interno delle attività previste nel bando
multimisura per l’orientamento FSE ob.3 2000/2001. Sono state inoltre realizzate delle azioni di
orientamento per gli studenti a rischio di abbandono del percorso scolastico, mediante interventi, individuali o di piccolo gruppo, di sostegno alla scelta e di rimotivazione alla formazione. Sono
state realizzate anche delle iniziative rivolte ai genitori degli adolescenti, in particolare di quelli in difficoltà rispetto alla tenuta della scelta scolastica. Tali interventi sono stati organizzati
presso le scuole della Provincia che ne hanno fatto richiesta, oppure presso il Centro IO per l’area
senese e presso i Centri per l’Impiego per le altre aree territoriali. Sono stati programmati e sono
in corso di realizzazione, come già detto, due interventi formativi in alternanza da realizzare presso le scuole tecniche di Siena e Montepulciano, che hanno la caratteristica di essere percorsi integrati fra istituzioni scolastiche e il servizio formazione professionale dell’Amministrazione Provinciale, con il supporto di EuroBIC Toscana Sud per quanto riguarda l’erogazione degli interventi.
242
5 • INIZIATIVE EVENTUALMENTE PREVISTE PER I GIOVANI SOGGETTI AD OBBLIGO
FORMATIVO CHE DOVESSERO TROVARSI IN CONDIZIONE LAVORATIVA CON
CONTRATTO DIVERSO DALL’APPRENDISTATO
Si riporta il dettaglio provinciale:
Arezzo
Per i giovani soggetti ad obbligo formativo che si trovano in condizione lavorativa con contratto
diverso dall’apprendistato, si è ritenuto opportuno adottare la stessa normativa in vigore per gli
apprendisti sopra i 18 anni, con esiti meno brillanti, perché in questi casi viene meno la possibilità di sanzioni.
Grosseto
In ottemperanza alle normative vigenti, che prevedono la necessità di garantire il diritto alla formazione anche per tali soggetti, si è provveduto a convocare per il colloquio di orientamento i
nominativi segnalati dagli Uffici Territoriali del Centro per l’impiego. Alla data della rilevazione
risultano essere 11 minori occupati con contratto diverso dall’apprendistato. Sono state attivate
nei loro confronti le stesse procedure previste per gli altri soggetti in obbligo: convocazione,
accoglienza, colloquio di informazione ed orientamento. A seguito di quanto emerso dai colloqui
verranno proposte attività di formazione compatibili con lo svolgimento dell’attività lavorativa.
6 • MODALITÀ DI MONITORAGGIO DELL’ATTUAZIONE DELL’OBBLIGO FORMATIVO
Attività regionali:
- Attività ordinaria
La Regione Toscana ha avviato, con la redazione del primo rapporto semestrale, l’attività
di monitoraggio qualitativo, che attraverso un costante rapporto con gli operatori ha consentito l’acquisizione dei documenti di piano provinciali nei casi in cui l’amministrazione si
è dotata di questo strumento e di schede di raccolta dati per le realtà locali ancora in fase
di avvio delle attività relative all’obbligo. Ha inoltre sperimentato una scheda di rilevazione
sui movimenti finanziari provinciali, ancora da perfezionare, in relazione alle possibili fonti
di finanziamento degli interventi nell’ambito dell’obbligo formativo e ai relativi utilizzi, in
analogia con quanto finora richiesto nella parte finanziaria dei rapporti semestrali di monitoraggio.
- Progetti
Sono stati finanziati cinque progetti provinciali con l’obiettivo di definire buone pratiche trasferibili e riproponibili su altre realtà territoriali.
I progetti sono coordinati e monitorati da un gruppo di lavoro composto da esperti e funzionari della Regione Toscana e dai responsabili provinciali, cui è stato costantemente invitato l’Ufficio Scolastico Regionale. Si è voluto in questo modo creare uno strumento di verifica e di confronto aperto su tutte le questioni che possano emergere durante le fasi di attuazione dei progetti. Sono stati definiti momenti di dibattito su temi comuni a più progetti e le
indicazioni sulle modalità d’intervento potranno costituire un patrimonio utilizzabile da tutte
le province toscane. Si è cercato di creare dei rapporti di rete in grado di veicolare informazioni ed osservazioni e mantenere così un buon livello di comunicazione tra le diverse
243
esperienze progettuali. Nell’arco dei primi mesi di attuazione dei progetti sono stati realizzati 4 incontri.
Attività provinciali di monitoraggio:
Arezzo
Il monitoraggio degli interventi avviene attraverso incontri settimanali dei tutor che redigono
report mensili. Per stendere i report i tutor svolgono incontri mensili con il personale docente di
ogni iniziativa.
Firenze
Si conferma che l’attività di monitoraggio è, attualmente, soprattutto di tipo quantitativo ed è
centrata sulla raccolta di dati dal sistema scolastico (scelte giovani, dispersione scolastica, attività integrate), dai centri per l’impiego (colloqui di orientamento e voucher apprendisti) e dalle
agenzie formative (allievi dei corsi biennali di qualifica ed attività integrate).
Il monitoraggio deve essere in grado di registrare dove siano in “carico educativo” i giovani che
frequentano la formazione professionale di base, i corsi sperimentali rimotivanti, la formazione
esterna nell’apprendistato; i centri per l’impiego oltre ad avere in carico i giovani ancora in orientamento, dovranno immediatamente occuparsi degli apprendisti dimissionari e di quanti abbandonano la formazione nell’arco di età compreso fra i 15 e i 17 anni.
Per la rilevazione delle scelte compiute nel febbraio 2002, si è sperimentato assai positivamente
l’utilizzo degli studenti in tirocinio del corso per “tutor” che, partendo dai Centri per l’Impiego,
si sono recati nelle scuole per la raccolta dei dati.
Grosseto
Le attività vengono costantemente monitorate, data la natura estremamente dinamica del sistema. Di fondamentale importanza è il continuo aggiornamento in tempo reale della banca dati specifica per l’obbligo formativo, dove vengono inseriti i minori presi in carico dal Centro per l’Impiego, e dove si tiene traccia del percorso intrapreso e di eventuali variazioni. I consulenti per le
attività di orientamento, e successivamente i tutor incaricati, sono responsabili del monitoraggio
del percorso individuale di ogni soggetto preso in carico, elaborando e classificando i dossier personali. Quale strumento di monitoraggio individuale viene utilizzata una versione riveduta e corretta della scheda proposta dall’ISFOL, rielaborata nell’ambito del progetto OF.net. Tale scheda
tiene conto dell’esigenza di fissare il percorso individuale del minore individuando e mantenendo
traccia dei dati anagrafici, della carriera scolastica, delle modalità di accesso al servizio, dell’analisi della domanda (come emerso dalla consulenza orientativa), del bilancio delle risorse individuali, del progetto formativo e professionale, della calendarizzazione degli incontri, dei materiali e degli strumenti utilizzati, delle verifiche in itinere e finali.
Prato
La Provincia effettua il monitoraggio periodico dell’andamento dei progetti in atto sull’obbligo
formativo verificando lo stato formativo (percorso in cui sono inseriti), la coerenza della data d’inizio dell’attività, il numero degli utenti coinvolti (es. il numero dei frequentanti dei corsi, il
numero delle risposte a chiamata). Inoltre vengono verificate le attività del Centro per l’Impiego,
in particolare, il personale impegnato, il numero di colloqui di informazione e di orientamento
effettuati, le attività dei tutor individuati per l’obbligo formativo.
Viene monitorato, infine, il dato finanziario delle spese effettuate rispetto ad ogni singola attività in modo tale da ottenere un controllo serrato della capacità di spesa rispetto alle risorse a
disposizione per l’attuazione dell’obbligo formativo.
Siena
Sono previsti periodici incontri all’interno del tavolo interistituzionale, non formalmente costituito, per verificare e programmare gli interventi. Il gruppo di lavoro interistituzionale prevede la
partecipazione dei Dirigenti e degli Assessori dell’Istruzione e di Formazione e Lavoro dell’Amministrazione Provinciale, dell’Ufficio Interventi Educativi del Centro Servizi Amministrativi (l’Ufficio
Scolastico Provinciale).
244
PROGETTI PROTOTIPALI
OBIETTIVI INDICATI DALLE AMMINISTRAZIONI PROPONENTI
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI FIRENZE
PROGETTO Q - fi/1
Analizzare le cause che determinano l’insuccesso formativo ed elaborare strategie e azioni
sperimentali di intervento (ricerca/azione) sull’ambiente scolastico e della formazione professionale perché siano attuate iniziative permanenti di orientamento tese al recupero della
dispersione nell’ambito dell’Istruzione e attivate “passerelle” per il passaggio ad altro canale
di assolvimento dell’obbligo, certificando i crediti formativi posseduti, ma soprattutto dopo
aver aiutato il giovane ad elaborare un progetto di formazione personale e di arricchimento
delle competenze per l’accesso al lavoro.
CIRCONDARIO EMPOLESE - VALDELSA
PROGETTO Q - fi/2
Il progetto intende soddisfare i seguenti ambiti:
•
•
•
•
strategie comunicative e di “aggancio” dei destinatari;
percorsi differenziati dell’offerta formativa;
forme d’integrazione tra le diverse azioni;
forme d’integrazione tra i diversi soggetti attuatori.
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI LUCCA
PROGETTO Q - lu/1
Realizzare un sistema di opportunità diversificate e flessibili all’interno del quale i ragazzi e le
ragazze possano intraprendere un percorso individualizzato sia per orientarsi all’interno dei
canali dell’obbligo formativo, sia per acquisire competenze di base e trasversali che possano
facilitare l’eventuale ingresso nel mondo del lavoro
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI PISA
PROGETTO Q - pi/1
Nel giugno del 2002 l’Amministrazione Provinciale di Pisa ha iniziato a collaborare ad un progetto pilota nel settore turistico - alberghiero per l’attuazione dell’obbligo formativo promosso
dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e a cui ha aderito l’Ufficio Scolastico Regionale. I fondi per la realizzazione del progetto sono in parte stanziati dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca ed erogati all’Istituto Professionale G. Matteotti di
Pisa e in parte trasferiti all’Amministrazione Provinciale di Pisa dalla Regione Toscana all’interno della quota regionale dei fondi del Ministero del Lavoro. Le attività partiranno entro i
prossimi mesi, appena predisposto il progetto dettagliato.
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI PRATO
PROGETTO Q - po/1
Il progetto è pensato per rispondere a tutti quei ragazzi che sono stati individuati come “più
problematici”, bisognosi di un monitoraggio particolare se inseriti nei corsi di formazione; di
245
percorsi paralleli per il conseguimento della licenza media inferiore e di una qualifica professionale.
Inoltre il progetto sarà in grado di rispondere attraverso strategie di “aggancio” diversificate
a tutte quelle situazioni (50 individuate quest’anno) che non rispondono alla chiamata del centro per l’impiego.
246
UMBRIA
(Aggiornato con il Rapporto regionale di monitoraggio del 30 giugno 2002)
1 • IL COORDINAMENTO REGIONALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI PER LA
GESTIONE DEL PROCESSO
La Regione Umbria, con la Legge Regionale 14 del 1991 ha attuato la delega delle competenze in materia di Formazione professionale e con la Legge Regionale 3 del 1999 ha trasferito le competenze ai sensi del D. Lgs 112 del 31 marzo 1998.
Le attività di assolvimento dell’obbligo formativo sono pertanto programmate e realizzate dalle
Amministrazioni provinciali tramite le proprie strutture territoriali.
Perugia
In data 25 febbraio 2002, con deliberazione della Giunta Provinciale n.101, sono stati fissati
gli indirizzi per l’impiego dei fondi ministeriali per l’attuazione dell’obbligo formativo, per un utilizzo razionale dei fondi nazionali e regionali destinati alla Provincia di Perugia, pari a Euro
630.077,42.
Il dialogo avviato dalla Provincia di Perugia fra le varie istituzioni dell’Amministrazione provinciale, afferenti ai settori dell’istruzione, della formazione e del lavoro (Pubblica Istruzione e Servizi Integrati, Coordinamento Centri di Formazione Professionale, Politiche Formative, Interventi Formativi e Vigilanza, Sistema Informativo e Servizi Territoriali per l’Impiego), ha condotto alla costituzione di un Gruppo Tecnico di lavoro, attivato dalla Regione Umbria.
Terni
Il coordinamento delle attività previste per l’attuazione dell’obbligo formativo fa riferimento al Servizio Politiche Formative e del Lavoro. Il Servizio si avvale delle seguenti strutture organizzative:
• Ufficio Formazione Integrata;
• Centri di formazione professionale di Terni e Narni e Centro Servizi di Orvieto;
• Centri per l’impiego di Terni ed Orvieto.
L’Ufficio Formazione Integrata si coordina con gli altri Uffici del Servizio Politiche Formative e
del Lavoro per gli aspetti relativi alla pianificazione e gestione delle attività finanziate dal FSE
e dal Ministero del Lavoro, con i CFP e con le Agenzie formative del territorio per gli aspetti
relativi alla attuazione dei percorsi formativi, con i Centri per l’impiego per gli aspetti relativi
alle attività d’informazione, orientamento e tutorato.
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
Con D.G.R. n.1533 e D.G.R. n.1532 del 28.11.2001 è stato preso atto che sia cura dell’Agenzia “Umbria Lavoro” istituire l’anagrafe regionale in raccordo con le amministrazioni provinciali.
Perugia
Sono stati attivati rapporti di collaborazione con la Agenzia “Umbria Lavoro”. È stato infatti
concluso un Protocollo di intesa, tra Regione Umbria - Ufficio Scolastico Regionale - Provin-
247
cia di Perugia - Provincia di Terni - Agenzia Umbria Lavoro per l’istituzione del Sistema Informativo Regionale dell’Obbligo Scolastico e Formativo (SIROSF).
Il Protocollo dall’inizio dell’anno scolastico 2002/2003 prevede l’integrazione nel Sistema Integrato Lavoro dei dati dell’obbligo scolastico e formativo acquisiti periodicamente dalle Istituzioni scolastiche, dai Centri di formazione professionali provinciali, dalle agenzie formative e
integrati con i dati presenti in Net-Labor.
Il sistema SIROSF prevede la condivisione e l’integrazione dei microdati, gestiti su base provinciale, a livello regionale fornendo la base di dati necessaria all’integrazione fra scuola, formazione, lavoro a garanzia del successo formativo.
In attesa della operatività di SIROSF, è continuata la raccolta delle informazioni necessarie per
operare nei confronti di coloro che adempiono l’obbligo al di fuori del canale dell’istruzione o
che abbandonano il percorso scelto. Le istituzioni scolastiche, sia pubbliche che private, e i
Centri di formazione professionale hanno inviato i dati prelevati dal proprio sistema informativo tramite rete Internet. I dati relativi ai giovani in apprendistato sono stati prelevati dal software Net-Labor.
Tutti i dati acquisiti sono confluiti nel software sviluppato dalla Provincia di Perugia che consentirà di gestire la banca dati, gli interventi dei CPI nei confronti dei giovani contattati e monitorare i percorsi.
Terni
Nell’anno scolastico 2001/2002, in seguito all’adesione della Direzione Scolastica Regionale
dell’Umbria al programma OpenSissi e alla Circolare n. 80/01, la Provincia di Terni, per non
creare sovrapposizioni nell’invio delle informazioni e non costringere le scuole ad un doppio
lavoro di digitazione dei dati degli alunni in obbligo formativo, non ha attivato le procedure utilizzate negli anni scorsi per la loro acquisizione.
Le informazioni che le scuole forniscono al sistema informativo del Ministero dell’Istruzione
relative all’anagrafica degli alunni e alla loro scelta sulle modalità di assolvimento dell’obbligo
formativo, possono essere scaricate via internet tramite password e quindi messe a disposizione dei Centri per l’Impiego solo dopo che il Ministero le abbia validate o comunque le abbia
messe a disposizione sul web. La Provincia di Terni segnala che nel mese giugno 2002 le
informazioni suddette non sono ancora totalmente disponibili. In tal modo i Centri per l’Impiego non sono messi in condizione di provvedere.
Tale situazione, crea anche difficoltà nella programmazione dell’offerta formativa rivolta ai giovani in obbligo formativo.
Per quanto riguarda lo stato di attuazione dell’Anagrafe regionale, la Regione Umbria ha affidato all’Agenzia Umbria Lavoro l’incarico di elaborare un sistema unico di collegamento tra
le due anagrafi provinciali che possa interfacciarsi con il sistema Sissi.
L’Agenzia ha istituito un Gruppo di lavoro al quale partecipano i referenti per l’Anagrafe delle
due province di Terni e Perugia e della Direzione Scolastica Regionale, con lo scopo di elaborare un protocollo d’intesa tra la Direzione Scolastica Regionale e le due Province per l’istituzione dell’Anagrafe.
I lavori del Gruppo sono iniziati nel mese di gennaio 2002 e si sono conclusi nel mese di giugno con la predisposizione della bozza definitiva del protocollo d’intesa da presentare alle
parti interessate per essere sottoscritto.
248
In particolare il protocollo si articola nel seguente modo:
1 Le Amministrazioni Provinciali forniscono alle scuole medie e alle scuole secondarie
superiori statali, paritarie, parificate e legalmente riconosciute un software con il quale i
dati dall’archivio Open Sissi di ogni scuola possono essere trasmessi tramite Internet alle
rispettive Amministrazioni provinciali. Il disegno del sistema è riportato nel seguente
schema:
Centri per
l’Impiego
Centri per
l’Impiego
Direzione
Scolastica
Regionale
Regione
dell’Umbria
1
Provincia di
Terni
Provincia
di Perugia
1
2
2
Agenzia Umbria
Lavoro
3
Scuole
Medie
Scuole
Superiori
Scuole
Medie
Scuole
Superiori
2 I dati saranno accentrati presso le Amministrazioni Provinciali di competenza e successivamente utilizzati dai Centri per l’Impiego al fine di realizzare attività di informazione, orientamento e tutorato.
3 I dati saranno riportati ad unità presso l’Agenzia Umbria Lavoro che fungerà da snodo
fra le Amministrazioni Provinciali per la mobilità scolastica e professionale extraprovinciale.
3 • LE STRUTTURE TERRITORIALI E LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, ORIENTAMENTO
E TUTORATO
Perugia
I Servizi per l’impiego sono articolati nei tre Centri per l’impiego di Perugia (che da solo raccoglie il 58% dei giovani in obbligo formativo), Città di Castello e Foligno. I servizi per l’obbligo formativo dislocati nei Centri sono coordinati dall’Ufficio Analisi, Verifica e Implementazione Politiche per l’Impiego, che ha organizzato l’avvio delle attività e cura la definizione delle
procedure in fase di costruzione.
249
In ogni CPI è stato individuato un referente per l’obbligo formativo tra coloro che svolgono attività di orientamento e/o tutoraggio ed è stato designato un referente per i giovani disabili.
Per le azioni di informazione ed orientamento presso le scuole sono state realizzate brochure
informative sull’obbligo formativo, sulla formazione professionale e sull’apprendistato ed è
stata predisposta una postazione multimediale sulle opportunità dell’obbligo formativo,
soprattutto in riferimento al contesto locale.
Nel mese di dicembre 2001 è stato organizzato, dall’Assessorato al Lavoro, formazione e
istruzione, il convegno “Obbligo formativo e diritto formativo di allievi disabili".
Le attività di informazione, orientamento e tutoraggio, svolte nei CPI nel I semestre 2002,
hanno coinvolto giovani che avevano interrotto il percorso scelto o che non avevano formulato scelte, segnalati dalle scuole, oppure che si sono spontaneamente presentati agli sportelli dei CPI.
Sono proseguiti i colloqui di orientamento, presso i CPI, con i giovani che si sono trasferiti ad
altra scuola, o che hanno richiesto una consulenza in merito alla scelta formativa e agli sbocchi professionali.
In particolare, dai colloqui di orientamento è emersa la richiesta di attività formative che sono
state programmate e finanziate in seguito al manifestarsi della domanda.
Sono state inoltre realizzate azioni di orientamento, in stretta collaborazione con i docenti che
si occupano dell’obbligo formativo.
Sintesi degli interventi dei Centri per l’Impiego della Provincia di Perugia per i giovani in obbligo
formativo dal 1 novembre 2001 al 30 aprile 2002
Attività
CPI Perugia
CPI foligno
CPI Castello
Totale
Colloqui
di informazione
205
59
17
281
Colloqui
di orientamento
42
14
7
63
5
5
3
13
Numero
di persone coinvolte
200 circa
5 presidi
350 circa
555 circa
Progetti per obbligo
scolastico
8
5
2
15
Interventi
c/o scuole
Dal mese di giugno sono iniziati i colloqui di informazione e orientamento rivolti ai giovani,
segnalati dalle scuole, che assolvono all’obbligo formativo al di fuori del canale scolastico.
I tutor entro luglio hanno presentato una mappatura delle esigenze da soddisfare per quanto
riguarda sia il canale formazione, sia il canale apprendistato.
Terni
L’attività di informazione è destinata a tutti i giovani indipendentemente dal percorso seguito
per l’obbligo formativo, mentre l’attività di orientamento e tutorato è rivolta in particolar modo
250
a coloro che escono dal percorso scolastico con lo scopo di facilitare la scelta degli altri percorsi. I Cpi, sulla base delle informazioni a loro disposizione, individuano i soggetti da contattare e convocare per il colloquio. A seconda dei casi la convocazione può avvenire con
una modalità diretta tramite comunicazione formale scritta o informale telefonica, oppure con
una modalità indiretta, ovvero quando un giovane di età compresa tra 15 e 18 anni accede
al servizio per l’iscrizione alle liste di disoccupazione, se non viene constatato il possesso di
un Diploma o Qualifica professionale e non risulta iscritto (e regolarmente frequentante) ad
uno dei percorsi previsti per l’OF, viene indirizzato al colloquio di informazione ed orientamento.
Le fasi attraverso cui si sviluppa il colloquio informativo sono:
1 presentazione dell’operatore (tutor);
2 verifica delle informazioni relative al giovane già acquisite ed eventuale acquisizione di
nuovi dati;
3 erogazione di informazioni:
• sull’obbligo formativo;
• sui percorsi per l’obbligo formativo realizzabile nel territorio (d’istruzione, di FP e di lavoro in apprendistato);
• sull’andamento del mercato del lavoro e delle professioni;
• sugli interventi di sostegno finanziario alla frequenza formativa;
4 prima analisi dei bisogni dell’utente;
5 definizione del percorso in uscita dal colloquio;
6 compilazione della Scheda monitoraggio utente.
Il servizio di orientamento viene offerto al giovane nei casi in cui si renda necessario un sostegno nella scelta del percorso, finalizzato a far maturare nel giovane decisioni consapevoli elaborando un progetto formativo individuale ed un piano di azione per realizzarlo.
Le attività di tutorato, svolte successivamente alle fasi di informazione e orientamento e una
volta che sia stato assicurato l’inserimento del giovane nel percorso formativo, sono finalizzate al monitoraggio del percorso intrapreso dal giovane, mediante il contatto indiretto con le
strutture formative presso le quali il giovane si trova e cercando di prevenire rischi di abbandono. Il tutor, quindi, aggiorna periodicamente la scheda di monitoraggio del percorso fino
all’assolvimento dell’obbligo.
Di seguito, si riporta nella tavola una sintesi dell’attività dei servizi per l’impiego.
251
Attività dei Servizi per l’impiego (giugno 2001 - giugno 2002)
Centri per l'impiego attivati per l'obbligo formativo
2
Personale impiegato nella attività per l'obbligo formativo
2
Tutor individuati per l'obbligo formativo
2
Giovani individuati (in abbandono/uscita dal percorso scolastico)
198
Giovani contattati
153
Giovani convocati
76
Colloqui di orientamento effettuati
43
Giovani inseriti nei percorsi per l'assolvimento dell'obbligo
nella formazione professionale
119
Giovani inseriti in percorsi integrati Scuola/FP
18
Giovani inseriti in percorsi di apprendistato
53
Giovani che hanno rifiutato l'inserimento nei percorsi per OF
15
Accordi/Convenzioni Scuola/Aziende/FP/Aziende
12
Altre attività informative e promozionali rivolte ai giovani in obbligo
Terni
Nell’ambito di un bando di gara per l’attuazione di azioni di assistenza a strutture e sistemi,
misure di accompagnamento ed azioni trasversali, sono stati avviati nel mese di febbraio 2002
i lavori per la realizzazione di un piano di comunicazione del nuovo obbligo formativo finalizzato a sviluppare una strategia di politica promozionale dei servizi per l’obbligo formativo rivolti a facilitare l’accesso dei giovani ai servizi, a consentire la fruizione delle informazioni da
parte di tutta la platea dei potenziali interessati e a supportare la diffusione delle informazioni
tra gli attori coinvolti. Le attività, che sono in fase di conclusione, prevedono:
• la realizzazione di un Kit di presentazione del Nuovo Obbligo Formativo da mettere a
disposizione di tutti i soggetti interessati;
• la realizzazione di un manifesto ed una brochure finalizzati a promuovere l’obbligo formativo ed i servizi ad esso connessi.
4 • LE INIZIATIVE FORMATIVE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO E LE ATTIVITÀ
ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
Perugia
Nel corso dell’anno 2001/2002 sono stati sperimentati e monitorati, nell’ambito della formazione
iniziale volta anche all’assolvimento dell’obbligo formativo, nuovi curricula in applicazione del
modello formativo unitario (NEMESI), approvato dalla regione con atto di Giunta n.575 del
30.05.01. I percorsi formativi della maggior parte dei percorsi biennali che hanno avuto inizio nel
2001 sono strutturati secondo un percorso didattico, che prevede l’articolazione in Cicli, Moduli, Unità Formative Capitalizzabili nelle Aree dei Saperi di base, Competenze trasversali, Com-
252
petenze professionali, Capacità personali, Formazione sul lavoro. Sono inoltre accompagnati da
azioni di orientamento e counselling di 150 ore, per la facilitazione dell’apprendimento.
Per la realizzazione dei Moduli di orientamento, Counselling ed Accompagnamento, sono
state interessate risorse derivanti dai finanziamenti previsti dal D.d. MLPS n. 370/2000.
Per quanto riguarda la progettazione e la realizzazione di Progetti formativi personalizzati, i
centri per l’impiego hanno costituito una rete di relazioni coinvolgendo una pluralità di soggetti: operatori del Centro con specifiche professionalità, le famiglie, i servizi sociosanitari e le
scuole di provenienza.
Terni
Nei Centri di formazione professionale della Provincia di Terni (Terni, Narni, Centro Servizi di
Orvieto), oltre ad altre attività formative, vengono svolte attività di formazione di base rivolte ai
giovani che avendo assolto l’obbligo scolastico, optano per l’assolvimento dell’obbligo formativo nel canale della formazione professionale. Questi giovani, dopo una prima fase di orientamento e propedeuticità professionale, comprensiva di visite guidate in azienda, vengono
inseriti nei corsi di formazione di base. Le attività di formazione di base sono impostate su
Corsi biennali di 2400 ore con un orario di 36 ore a settimana per 6 giorni/settimana (inizio attività: settembre/ottobre; fine attività: giugno).
I Corsi sono strutturati in 4 Cicli di circa 600 ore ciascuno:
1°
2°
3°
4°
Ciclo: orientamento e propedeutica professionale (con visite guidate in azienda);
Ciclo: formazione di base con stage aziendale conoscitivo di 80 ore;
Ciclo formazione specialistica;
Ciclo formazione tecnica comprensiva di stage aziendale applicativo di 400 ore).
All’interno di ciascun Ciclo le attività formative sono organizzate per moduli che comprendono:
• modulo di accoglienza per accertare competenze pregresse ed eventuale riconoscimento
crediti;
• modulo di orientamento al fine di favorire scelte autonome del percorso formativo;
• moduli eventuali di sostegno o di approfondimento in base alle esigenze del singolo allievo.
Al termine del biennio e previo accertamento delle competenze acquisite, viene rilasciato un
Attestato di Qualifica valido ai fini dell’assolvimento dell’obbligo formativo.
Le attività di formazione iniziale riferite all’anno 2001/2002 e riguardanti i nati nel 1985 e 1986
sono riportate e descritte nella seguente tabella:
Attività di formazione
CFP
Terni
Narni
Altre Agenzie Formative
Scuola
Consorzio
Scuola
Alimentazione
Futuro
Edile
Orvieto
Totali
N° Corsi
9
4
1
1
1
-
16
N° Allievi
64
35
8
7
5
-
119
253
5 • ATTIVITÀ REALIZZATE NELL’AMBITO DELLA SCUOLA
Perugia
La Provincia ha attuato, in collaborazione con la Direzione scolastica regionale, percorsi individualizzati per giovani italiani ed extracomunitari, che per ragioni economiche avevano deciso di abbandonare i percorsi di formazione per entrare nel mondo del lavoro.
I percorsi, progettati all’interno delle istituzioni scolastiche che hanno dimostrato interesse,
sono progettati in modo che i ragazzi potessero: 1) essere prosciolti dall’obbligo scolastico;
2) iniziare un percorso di obbligo formativo; 3) ottenere un credito formativo.
Il precedente lavoro di counselling ha fatto riscontrare la disponibilità dei ragazzi e delle famiglie a seguire i percorsi proposti.
I percorsi sono stati progettati in maniera individuale dall’Ufficio Pubblica Istruzione, dall’Ufficio scolastico regionale e dai dirigenti scolastici.
L’esperienza, che ha interessato 21 giovani, è stata considerata alla stregua di un progetto
pilota dal MLPS.
Terni
Le attività di integrazione tra il sistema dell’istruzione e quello della formazione professionale
rivolte ai giovani in obbligo formativo sono state prioritariamente finalizzate a combattere i
fenomeni di disagio e a prevenire casi di abbandono e/o dispersione. Esse si sono concretizzate in percorsi modulari flessibili tarati sull’utenza con l’obiettivo di:
• rimotivare e riorientare;
• garantire il diritto all’istruzione e alla formazione;
• consentire agli alunni “scelte più confacenti alla propria personalità e al proprio progetto di
vita“;
• favorire il passaggio tra i sistemi nell’ottica del reciproco riconoscimento dei crediti e delle
competenze acquisite.
Tra i percorsi integrati Scuola/FP particolare rilievo assumono:
• i percorsi integrati di istruzione e formazione professionale finalizzati all’assolvimento dell’obbligo formativo ed al conseguimento della licenza media;
• i percorsi integrati di istruzione e formazione professionale finalizzati all’assolvimento dell’obbligo formativo ed al recupero del nono anno dell’obbligo scolastico;
• i percorsi integrati di istruzione e formazione professionale finalizzati all’assolvimento dell’obbligo scolastico e all’acquisizione di crediti per il passaggio nella formazione professionale;
• i percorsi integrati di istruzione e formazione professionale finalizzati all’assolvimento dell’obbligo formativo e all’acquisizione di crediti per il rientro nel canale scolastico;
• i percorsi integrati di istruzione e formazione professionale per giovani portatori di handicap finalizzati all’orientamento verso futuri percorsi formativi.
254
Percorsi integrati nell’ambito dell’obbligo formativo: dati numerici (dati riguardanti i nati
nel 1985 e 1986 e riferiti all’anno scolastico 2001/2002)
CFP Ö Scuola
Terni
Scuola Ö CFP
Narni Orvieto Terni Narni Orvieto
Agenzie Ö Scuola
Scuola
Consorzio
Alimentazione
Futuro
Totali
Scuola
Edile
N° Percorsi
2
2
-
3
4
-
-
3
-
14
N° Allievi
6
3
-
18
4
-
-
3
-
34
Percorsi integrati nell’ambito dell’obbligo scolastico
(dati riguardanti i nati nel 1987 e riferiti all’anno scolastico 2001/2002)
CFP Ö Scuola
Terni
N° Percorsi
N° Allievi
Narni
Agenzie Ö Scuola
Scuola
Consorzio
Alimentazione
Futuro
Orvieto
Totali
Scuola
Edile
11
6
7
-
-
-
24
186
86
111
-
-
-
383
Al fine di aiutare i ragazzi nella scelta del percorso da seguire per l’assolvimento dell’obbligo, annualmente nei mesi di dicembre e gennaio, vengono programmati, in stretta collaborazione tra i vari soggetti preposti all’obbligo (Scuole, CFP, Provincia, Direzione Scolastica
Regionale, Centri per l’impiego) incontri con studenti e rispettive famiglie presso tutte le
scuole della provincia finalizzati alla distribuzione di materiali e ad illustrare l’offerta formativa sul territorio nonché i modelli organizzativi e metodologici per l’attivazione di percorsi integrati Scuola/Formazione professionale finalizzati a possibili uscite e rientri dal sistema scolastico e viceversa.
6 • LA FORMAZIONE ESTERNA PER GLI APPRENDISTI IN OBBLIGO FORMATIVO
Perugia
All’interno del “Piano attività di formazione extraziendale apprendistato” – Piano 2000 D.M.
302/99 – D.M. 120/01, sono stati attivati 24 interventi per un totale di 481 apprendisti coinvolti.
Terni
Attualmente i giovani in obbligo formativo assunti dalle aziende della provincia con contratto
di apprendistato risultano essere 53. Non sono ancora state attivate iniziative per la formazione esterna di questi giovani, ma verranno attivate nei prossimi mesi.
Non risultano, allo stato attuale, giovani soggetti ad obbligo formativo che si trovano in condizione lavorativa con contratto diverso dall’apprendistato.
255
7 • MODALITÀ DI MONITORAGGIO DELL’ATTUAZIONE DELL’OBBLIGO FORMATIVO
Perugia
Il monitoraggio sull’attuazione dell’obbligo formativo riguarda, prioritariamente, i dati sui giovani inseriti nella banca provinciale, alimentati dai dati sui giovani che non sono stati segnalati dall’istituzione scolastica, oppure che si sono recentemente trasferiti sul territorio e che si
presentano agli sportelli dei CPI per la ricerca del lavoro. Tale situazione evidenzia, pertanto,
la necessità di un confronto con le anagrafi comunali.
Terni
Le iniziative di informazione e orientamento saranno monitorate per il prossimo anno scolastico.
L’attività di monitoraggio viene svolta su due livelli:
• a livello individuale, attraverso l’utilizzazione della “Scheda di monitoraggio utente” del percorso formativo intrapreso;
• a livello generale, attraverso la rilevazione degli indicatori di realizzazione fisica, finanziaria
e di risultato coerentemente a quanto previsto dalle procedure già in uso per le attività di formazione professionale finanziate a valere sull’Ob. 3.
256
MARCHE
(Aggiornato con il Rapporto regionale di monitoraggio del 30 giugno 2002))
1 • IL COORDINAMENTO PROVINCIALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI PER LA
GESTIONE DEL PROCESSO
Le responsabilità per l’attuazione dell’obbligo formativo sono assegnate al Servizio Formazione
professionale e problemi del lavoro della Regione. Con la Delibera di indirizzo del settembre
2000 la Giunta aveva individuato le linee fondamentali per la programmazione degli interventi.
Le risorse finanziarie, a parte la quota riservata ad alcuni interventi di livello regionale come, ad
esempio la promozione e la comunicazione sul territorio, sono state ripartite tra le Province, in
possesso di delega piena e già attrezzate dal punto di vista organizzativo e gestionale.
La Regione Marche ha costituito un coordinamento non formalizzato tra i vari enti che intervengono nella attuazione dell’obbligo formativo: il Servizio Lavoro e Formazione Professionale e l’Ufficio Istruzione della Regione; la Direzione scolastica regionale e le Istituzioni scolastiche; le amministrazioni provinciali ed i centri dell’impiego; i centri di formazione; gli enti locali, in particolare gli uffici anagrafici comunali. Il gruppo di lavoro integrato ha lavorato su due
livelli: il livello istituzionale politico è stato attivato per la progettazione strategica e l’individuazione di linee-guida degli interventi, il livello tecnico dei referenti responsabili delle singole
azioni è stato coinvolto per la progettazione operativa delle attività nei diversi territori.
Le attività intraprese nelle singole Province mostrano un accresciuto sforzo di coordinamento tra i vari attori del sistema. A seguito della delega, ogni Provincia, riferendosi ai documenti
di programmazione regionali e alle linee guida emanate dalla Regione, presenta proprie
modalità di organizzazione per l’attuazione della attività e di attivazione della rete territoriale.
Pesaro Urbino
Gli operatori dei Centri per l’impiego e dell’Ufficio orientamento della Provincia hanno intrapreso numerose iniziative che hanno coinvolto molteplici enti e soggetti del territorio nella direzione dell’integrazione tra i sistemi. Tramite raccordi operativi e organizzativi si è avviato un
sistema di comunicazioni istituzionali, sia per informare i soggetti coinvolti (Scuola, Enti locali, Servizi sociali e sanitari, Associazioni di categoria, ecc..) in merito alle reciproche competenze in materia di obbligo formativo, sia per regolamentare il flusso dei dati necessari alla
costruzione dell’Anagrafe dei giovani in obbligo formativo.
Macerata
Riguardo allo sviluppo di una rete territoriale è stata siglata nell’agosto del 2001 un’intesa tra
l’Amministrazione provinciale ed il Centro Servizi Amministrativi del MIUR in merito all’attività
di integrazione e supporto dell’offerta di istruzione e formazione locali ed allo sviluppo dell’integrazione tra sistemi. L’attività coinvolge operatori della Provincia, del Provveditorato,
della Scuola e della Formazione Professionale, anche con l’instaurazione di una collaborazione con le parti sociali. Nell’ambito di tale raccordo è stata avviata un’azione di assistenza
tecnica con l’obiettivo di definire un sistema trasparente di crediti formativi, riferiti ai giovani
in Obbligo formativo.
257
Ascoli Piceno
I 3 Centri per l’impiego della Provincia (Ascoli, Fermo e San Benedetto del Tronto), sebbene
siano stati formalmente individuati i bacini di utenza, sono ancora in fase di decollo e l’attività
prevalente riguarda gli adempimenti amministrativi, anche in seguito al ritardo delle procedure per l’ammodernamento e la ristrutturazione delle sedi. Pertanto le attività riguardanti l’attuazione dell’Obbligo formativo vengono definite e coordinate dal Settore Formazione Professionale e Lavoro della Provincia, in raccordo con gli enti del territorio.
In relazione alla rete, il Settore ha promosso una Commissione interistituzionale in collaborazione con il Centro Servizi Amministrativi di Ascoli Piceno, con l’obiettivo di dare attuazione
alle normative di riferimento della riforma scolastica; ha inoltre predisposto una bozza di protocollo d’intesa, non ancora siglata, tra Formazione professionale e Istruzione per dare impulso all’integrazione dei sistemi.
Altra attività concordata è stata l’organizzazione di 8 seminari di formazione rivolti ai docenti
di scuole medie ed istituti secondari di II grado, 4 dei quali sono stati realizzati nel periodo
successivo al 30 novembre. Contatti sono stati intrapresi con il Centro di Coordinamento della
Provincia di Teramo per l’obbligo formativo, in considerazione del fatto che diversi giovani
allievi nelle scuole dell’Ascolano provengono dalla Provincia di Teramo. Si è tuttavia registrato un rallentamento di attività, sia per fattori obiettivi (funzionalità dei Centri per l’Impiego e la
Formazione) sia per l’attesa di un quadro normativo più certo.
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
Con Deliberazione di Giunta del 28 dicembre 2000 la Regione aveva approvato il progetto
ASOF per la realizzazione e la gestione telematica dell’anagrafe scolastica regionale avviando
la realizzazione di un sistema integrato tra Scuola, Lavoro, Formazione Professionale, Enti locali, con l’intenzione di costituire un elenco anagrafico centrale posto in collegamento con gli Istituti scolastici, i Centri di formazione e i CPI. Il flusso dei dati sui giovani in obbligo tuttavia non
è stato, per il periodo considerato, regolare. Pertanto ogni Provincia si è organizzata con un
proprio archivio complementare al fine di poter pianificare la propria attività ed essere in grado
di contattare i giovani in obbligo. Le informazioni vengono ricavate dal lavoro quotidiano presso il Centro (incontri diretti con i giovani per Dlgs 181/2000, dati sulle assunzioni/cessazioni
degli apprendisti, monitoraggio degli allievi in formazione iniziale) e dai raccordi con enti del
territorio (scuole, ASL, servizi sociali degli enti locali, associazioni di categoria).
Pesaro
L’Ufficio Orientamento della Provincia, sulla base delle comunicazioni raccolte dal Sistema
Scuola, dai Centri per l’impiego e dalle Scuole di Formazione, provvede ad individuare i giovani in obbligo “inadempienti” o comunque a rischio di uscita dal circuito. Il sistema di comunicazioni istituzionali attivato tra i soggetti del territorio favorisce il flusso di dati per la costruzione dell’ Anagrafe. Si è instaurato un raccordo con gli operatori dei servizi sociali (delle ASL
e dei Comuni) per la segnalazione immediata di situazioni problematiche e per la conduzione
congiunta di azioni di sostegno. È stato realizzato un accordo operativo tra i Centri per l’impiego e la formazione ed i Servizi Sociali provinciali e comunali esistenti sul territorio, per la
gestione ed il sostegno di casi specifici di ragazzi disabili ovvero segnalati dal Tribunale dei
258
minori. Informazioni sui giovani in obbligo formativo provengono anche dal raccordo con il
sistema di comunicazioni ed interventi previsto dal Dlgs 181/2000 nonché dalla raccolta e
divulgazione delle offerte di lavoro per apprendisti a cura dei Servizi “Preselezione e incrocio
domanda/offerta” dei Centri per l’impiego.
Macerata
Accanto all’attività della Provincia riguardante la costruzione di un software adeguato alla trasmissione dei dati da parte delle scuole, il Servizio FP provinciale ha effettuato l’elaborazione
dei dati provenienti dai tre canali previsti (Scuole, Centri di FP e Centri per l’impiego) individuando problematiche specifiche a livello locale riguardanti sia l’assolvimento dell’obbligo formativo sia, più in generale, il fenomeno della dispersione scolastica/formativa.
In merito al monitoraggio quantitativo, i dati forniti sono reperiti direttamente dagli operatori
provinciali attivi nel progetto finalizzato alla prevenzione del fenomeno dell’abbandono e rimozione della dispersione scolastico/formativa avviato durante lo svolgimento delle azioni rivolte
ai giovani a rischio di abbandono e dispersione. Contestualmente si è infatti svolta la raccolta dei dati riguardanti i giovani in obbligo. A tale proposito è stata portata a termine la costruzione del programma per la raccolta dei dati, comprendente l’archivio della documentazione
dell’eventuale percorso all’interno dei servizi offerti dai Centri per l’impiego. La realizzazione
di tale prodotto, leggibile come sovrapposizione alla banca dati del MIUR, risponde all’esigenza di rendere l’azione di raccolta dei dati maggiormente funzionale all’effettiva erogazione
dei servizi soprattutto in funzione preventiva, ed alla creazione della necessaria rete locale. La
richiesta dei dati da parte del MIUR (entro il 15 giugno, a chiusura dell’anno scolastico, quando i giovani sono più difficilmente contattabili e con situazioni di ripetenza già definite) può non
essere del tutto sufficiente per l’attivazione dei necessari servizi di accompagnamento per i
giovani in obbligo.
Ascoli Piceno
L’individuazione dei giovani in obbligo “inadempienti” o a rischio di uscita dal circuito avviene
sulla base delle comunicazioni raccolte dal Sistema Scuola. Si è instaurato un raccordo diretto con le famiglie grazie al fatto che sono stati contattati 400 nuclei familiari. Al momento il
riscontro avuto dall’utenza è limitato ma gli operatori, anche tramite il collegamento con le ASL
e i Comuni, stanno avviando la costruzione di un sistema di segnalazione immediata delle
situazioni problematiche e di conduzione congiunta di azioni di sostegno. Attraverso la stretta collaborazione con le Scuole è stato possibile costruire la banca dati relativa all’anagrafe
dei giovani in Obbligo formativo, contenente tutte le informazioni sul loro curriculum scolastico. Ancora oggi il flusso delle informazioni avviene quasi esclusivamente su materiale cartaceo ma, per superare questo inconveniente, l’Assessorato alla FP della Provincia si è raccordato con il Centro Servizi Amministrativi di Ascoli Piceno per avere accesso ai dati MIUR. Fino
al periodo considerato, tuttavia, solo 38 scuole su 78 avevano fornito i dati richiesti.
3 • LE STRUTTURE TERRITORIALI E LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, ORIENTAMENTO E
TUTORATO
I 13 Centri per l’impiego presenti nella Regione, in alcuni casi associati ai Centri locali per la
formazione, risultavano, al primo semestre 2002, ancora in fase organizzativa; alcuni erano
259
pienamente operativi ma non tutti condividevano lo stesso livello di funzionalità. Una indagine
relativa alle funzioni attive nei Centri per l’impiego indica che la riforma è comunque ben avviata, anche se con alcune criticità. Permane dunque ancora l’eterogeneità tra le Province nella
capacità di intervento nonché la problematicità di attivare efficaci forme di coordinamento tra
i Centri.
L’attività di tutoraggio ha interessato tutto il territorio regionale fino al 31 dicembre 2001, cioè
alla conclusione del progetto “Tutoring” della Regione Marche, che ha visto l’attività di 26 tutor,
distribuiti nelle 4 Province ed operativi presso i Centri per l’impiego e la formazione, anche se
con raccordi organizzativi differenziati. Nel primo semestre 2002 le funzioni di tutorato, là dove
presenti, sono state svolte dagli operatori dei servizi provinciali, peraltro impegnati in numerose altre funzioni. In definitiva l’esperienza del progetto Tutoring, anche se con impatto diversificato nelle varie realtà dei Centri per l’impiego e quindi con risultati non uniformi, ha condotto a far maturare ancor più la rilevanza della figura del tutor.
Le attività di informazione e di sensibilizzazione, per lo più incontri informativi concordati con
le scuole e diffusione di materiali informativi, sono state portate avanti soprattutto dagli operatori dei Centri e rientrano, nella maggior parte dei casi, in una attività coordinata a livello provinciale, se non all’interno di progetti più articolati e complessi (Macerata, con il Progetto Fare
Attivamente).
Vengono di seguito descritte le attività di informazione e sensibilizzazione messe in atto nelle
singole Province.
Ancona
Nella Provincia di Ancona sono attivi 4 Centri per l’impiego e la formazione (Ancona, Jesi,
Fabriano e Senigallia) coordinati a livello centrale dal Servizio Lavoro della Provincia.
Pesaro Urbino
La rete dei servizi per l’Impiego nella provincia di Pesaro-Urbino, facente capo al Servizio Formazione Professionale e Politiche per l’occupazione, è strutturata in due Centri per l’impiego
e la formazione (Pesaro e Urbino), un Centro per l’impiego (Fano) ed in sette “punti informativi lavoro” dislocati nelle aree interne. Ogni Centro per l’impiego offre una rete di servizi personalizzati che comprendono: accoglienza, informazione, consulenza orientativa, formazione,
sostegno all’inserimento lavorativo, incontro tra domanda ed offerta di lavoro ed adempimenti amministrativi. L’attività informativa si è realizzata in azioni dedicate (colloqui con i ragazzi e
le famiglie, incontri di gruppo con classi) e in azioni “diffuse” (servizi di orientamento e di accoglienza/informazione dei Centri per l’impiego) e si sono articolate in attività condotte in sede,
per via telefonica e fuori sede: in tal modo va letto il dato relativo ai 500 interventi informativi.
Va inoltre menzionata l’attività informativa a largo raggio rivolta ad una pluralità di soggetti.
Mediamente sono stati svolti 3/4 colloqui a persona.
Sono state svolte attività informative e di sensibilizzazione all’interno delle terze medie e delle
classi prime superiori. In modo specifico, nel mese di marzo 2002, sono state realizzate iniziative di informazione all’interno della manifestazione “Orientopolis - il mese dell’orientamento”, in dieci diversi punti del territorio provinciale. Gli incontri, centrati sul Nuovo Obbligo For-
260
mativo e sulla proposta di riforma dei cicli, si rivolgevano principalmente alle famiglie degli studenti delle Scuole medie e superiori. Si è inoltre prodotto del materiale informativo raccolto in
un KIT di strumenti operativi, destinato ai docenti.
Ascoli Piceno
I Servizi per l’impiego della Provincia hanno realizzato colloqui di informazione ed orientamento, utilizzando schede elaborate secondo le indicazioni fornite dall’ISFOL. In particolare i
colloqui di orientamento sono stati strutturati in più incontri tarati sulle specificità del singolo
utente, così da garantire la possibilità di articolare l’intervento orientativo secondo le esigenze dell’utente stesso. I colloqui di informazione sono stati realizzati sia in forma individuale, sia
in forma di gruppo operando all’interno delle scuole. I colloqui di orientamento, strutturati
esclusivamente in forma individuale, sono stati condotti su due punti del territorio provinciale
(Ascoli e Fermo).
Macerata
I Servizi per l’impiego sono strutturati in un ufficio centrale a livello provinciale, Settore Politiche Formative e del Lavoro, ed a livello locale in tre Centri per l’impiego e la formazione: Tolentino, Civitanova e Macerata. Il Servizio ha effettuato i colloqui di informazione e orientamento
per i giovani in obbligo e le loro famiglie. Si sono svolti anche incontri informativi presso le
scuole medie inferiori provinciali a scopo preventivo. L’attività di base dei Centri per l’impiego
provinciali è stata implementata tramite azioni relative all’attuazione dell’obbligo formativo ed
attraverso la messa a bando di servizi finalizzati allo sviluppo della consulenza orientativa riferita a diversi target di utenza, compresi i giovani in obbligo, per la loro permanenza/reinserimento nei canali previsti.
È proseguita inoltre l’attività avviata con il “progetto finalizzato alla prevenzione del fenomeno
dell’abbandono e rimozione della dispersione scolastico/formativa” (ob. 3 del FSE – Asse C,
Misura C2, Azione 1). Nel periodo oggetto dell’attuale monitoraggio il progetto ha visto la realizzazione di attività di laboratorio del nucleo integrato degli operatori con la messa in rete su
un apposito sito internet.
4 • LE INIZIATIVE FORMATIVE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO E LE ATTIVITÀ
ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
La materia è delegata alle Amministrazioni provinciali, in particolare per quanto riguarda la
programmazione e la progettazione degli interventi. Le Province, per uniformare le proprie
attività di programmazione e gestione delle iniziative formative relative all’assolvimento dell’obbligo formativo, hanno come punti di riferimento a livello regionale sia il Piano Triennale
2000–2002, sia il “Documento di indirizzo alla programmazione degli interventi per l’assolvimento dell’obbligo formativo di cui alla L.144/99, art. 68” approvato con DGR n.
1798/2000. I contenuti di quest’ultimo documento sono scaturiti dalle elaborazioni di uno dei
laboratori del Progetto Athena, attivato dalla Regione per agevolare l’attuazione dei dispositivi per l’accreditamento delle strutture formative e della certificazione dei crediti formativi
e che ha visto la partecipazione di rappresentanti di Regione, Province, Enti locali, Università, mondo scolastico, sindacato, associazioni di categoria. Per il periodo considerato la
261
situazione non risultava ancora omogenea nelle quattro province, tuttavia l’elaborazione e la
formulazione dei progetti presentati recepivano l’indirizzo della Regione Marche secondo
cui l’obbligo formativo è considerato una delle priorità di azione della Regione stessa.
Per l’assolvimento dell’obbligo formativo nell’ambito della formazione professionale di competenza regionale, vengono delineate due tipologie di offerta formativa: qualificazione di base
post obbligo di durata biennale (da 950 a 1200 ore annue secondo il profilo professionale) e
qualificazione di base abbreviata per allievi con più di 16 anni che abbiano frequentato un
anno di scuola media superiore o maturato un anno di esperienza lavorativa (in questo caso
il monte del ciclo annuale può variare dalle 450 alle 750 secondo il profilo professionale).
Salvo casi diversi previsti da disposizioni dell’ordinamento nazionale, la certificazione del conseguimento del credito formativo, riconosciuto all’interno del sistema di formazione professionale, è individuata dall’attestato di qualifica professionale di I livello o dal certificato di frequenza. La Regione Marche, non avendo ancora un sistema di certificazione delle competenze definito, ha attivato un tavolo tecnico per la definizione del “libretto formativo”.
Sono in crescita le convenzioni tra Scuole di Formazione professionale ed Istituti scolastici,
aventi per oggetto l’individuazione di percorsi formativi e il riconoscimento di crediti formativi
per il passaggio da un sistema all’altro. Tali convenzioni dovranno comunque essere aggiornate alla luce delle nuove disposizioni di legge.
Non sono infine state realizzate attività relative a percorsi con integrazione o arricchimento
curriculare, sebbene nella Provincia di Pesaro attualmente risulti in svolgimento un corso per
“Addetto macchine utensili” presso l’Istituto Tecnico Industriale di Fano, con arricchimento
curriculare che interessa 5 giovani in obbligo formativo.
Pesaro Urbino
Allo scopo di garantire il diritto al passaggio scuola–formazione professionale e viceversa vengono svolte, nell’ambito di convenzioni tra Scuole di Formazione professionale ed Istituti scolastici, attività di aggiornamento che hanno per oggetto l’individuazione di percorsi formativi e
il riconoscimento di crediti formativi per il passaggio da un sistema all’altro. I Servizi svolgono
altresì un supporto progettuale nei confronti di alcuni istituti scolastici per la costruzione di percorsi di orientamento e di riorientamento e per l’accompagnamento dell’utente nei “passaggi”
dal sistema scuola al sistema della formazione professionale.
Ascoli Piceno
Gli interventi di formazione iniziale o di base, realizzati nel periodo considerato, sono 6 ed
hanno coinvolto 75 giovani. Attraverso la collaborazione instaurata con le Scuole, soprattutto
le Medie Inferiori, gli operatori dei Servizi per l’impiego hanno previsto l’elaborazione di un progetto in grado di individuare gli standard formativi per le aree di base e trasversali, nei percorsi formativi per l’assolvimento dell’obbligo.
Ancona
L’Amministrazione provinciale ha delineato una serie di percorsi individuando 17 qualifiche da
presentare come offerta formativa per l’assolvimento dell’obbligo formativo ai giovani residenti nel territorio provinciale (DGP n. 61 del 13/3/2001 e successive integrazioni DGP n. 333 del
26/11/01). Per il finanziamento dell’offerta formativa sono state utilizzate le risorse erogate
262
dalla Regione Marche relative al FSE 2000/2001 - Asse A Misura A2. Il programma di interventi
prevede la realizzazione di percorsi formativi con durata dalle 750 alle 1000 ore per i giovani
segnalati dai Centri per l’impiego competenti, sino al rilascio, al termine di un primo percorso
formativo, della certificazione professionale (qualifica professionale di primo livello o certificato di frequenza). La Provincia di Ancona ha deliberato inoltre con atto di Giunta n. 362 del
dicembre 2001 la realizzazione di altri corsi per l’assolvimento dell’obbligo formativo, autorizzando i Centri locali per la formazione alla programmazione e realizzazione di progetti specifici di inserimento lavorativo tramite stage, tirocinio formativo o apprendistato, per coloro che
hanno frequentato un primo percorso formativo concluso con il rilascio della certificazione
sopra riportata.
Macerata
Nell’anno 2001-2002 sono stati realizzati 8 corsi per un totale di 110 allievi in obbligo formativo coinvolti.
5 • LA FORMAZIONE ESTERNA PER GLI APPRENDISTI IN OBBLIGO FORMATIVO
Anche questa materia è realizzata con il diretto coinvolgimento delle Province, alle quali sono
state appositamente assegnate risorse (L. 31/97, realizzazione di attività formative per apprendisti). Le singole Province hanno pertanto determinato le modalità di individuazione delle strutture formative e la sede dei corsi nell’ambito delle tipologie individuate nella sperimentazione
dalla stessa Regione. Quindi, pur seguendo le priorità indicate a livello centrale dalla Amministrazione Regionale, ogni Provincia si è mossa in maniera autonoma rispetto alla scelta di un
modello nella prospettiva di costruzione di un sistema regionale di formazione per l’apprendistato.
Per il primo semestre 2002 non viene segnalata la realizzazione di corsi per giovani in obbligo formativo, ad eccezione della Provincia di Ancona che ha programmato per l’anno 2002
interventi formativi specifici per i giovani apprendisti in obbligo. Nel periodo considerato la
Provincia di Ancona ha avviato 29 iniziative di formazione esterna specifiche per apprendisti
(ex L. 196/’97), che hanno interessato 81 giovani in obbligo. Con la DGP n.115 dell’aprile 2002
vengono inoltre autorizzati gli enti attuatori alla prosecuzione dei percorsi aggiuntivi di 120 ore
per i giovani in obbligo. Tali interventi si svolgeranno presumibilmente a partire da settembre
2002. Nelle altre Province i giovani apprendisti in obbligo sono stati distribuiti in attività e percorsi non specifici per questa utenza: a Pesaro sono 369, a Macerata 14 e ad Ascoli 135.
263
LAZIO
(Aggiornato con il Rapporto regionale di monitoraggio del 31 dicembre 2001)
1 • IL COORDINAMENTO REGIONALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI PER LA
GESTIONE DEL PROCESSO
La Regione, in linea con le indicazioni scaturite dalla Conferenza Unificata Stato Regioni del
2.3.2000, coordina le attività dei soggetti che, in integrazione, attuano l’obbligo formativo (Province, Servizi per l’Impiego, Istituti Scolastici, Organi decentrati del Ministero dell’Istruzione,
Agenzie Formative ed Imprese). A tale scopo sono stati realizzati incontri coi referenti delle
cinque province del Lazio dai quali è emersa l’esigenza di allargare il tavolo di coordinamento anche agli altri soggetti interessati, in particolare agli organi del MIUR.
Considerata la disomogenea situazione tra le cinque Province rispetto al numero degli abitanti, la Regione ha iniziato a studiare l’organizzazione di un coordinamento che consenta a
tutte le Province di partecipare attivamente alla costituzione di un sistema di governo dell’obbligo formativo, per permettere la divulgazione delle buone prassi già sperimentate.
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
Regione Province e Provveditorati agli Studi hanno avviato intese al fine di procedere alla
costruzione dell’anagrafe regionale e risolvere le persistenti criticità dei sistemi informativi in
esercizio Net- Labor (Ministero del Lavoro) e Sissi (Ministero della Pubblica Istruzione).
L’Amministrazione in seguito alle difficoltà incontrate nella rilevazione dei dati da effettuarsi per
la stesura della relazione semestrale, ha in programma di organizzare a breve termine un
incontro con gli altri soggetti istituzionali coinvolti al fine di migliorare la rete dei servizi e rendere il coordinamento efficace affinché la qualità dei servizi collegati per l’attuazione dell’obbligo formativo diventi efficiente, secondo il dettato normativo.
La Regione ha inoltre ritenuto opportuno aderire all’iniziativa proposta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per la raccolta dei dati sull’obbligo formativo, presentata
in occasione di un seminario che si è tenuto nello scorso mese di Dicembre 2001 presso l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio.
3 • LE STRUTTURE TERRITORIALI E LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, ORIENTAMENTO E
TUTORATO
Nella Regione Lazio sono operanti 18 Centri di Formazione Professionale e 10 sezioni di Orientamento gestiti direttamente dalla Regione, ai quali, per rafforzare l’offerta sul territorio, sono
stati aggiunti altri 21 Enti di Formazione Professionale che gestiscono anche 20 sezioni di
Orientamento. I responsabili dei centri e gli operatori dell’orientamento effettuano da anni
incontri con studenti, genitori ed operatori sociali che ne fanno richiesta per fornire informazioni sui corsi ed i percorsi offerti dalla Formazione Professionale; inoltre si recano nelle scuole che richiedono incontri di orientamento/informazione.
Le sezioni di orientamento svolgono inoltre indagini sull’andamento degli abbandoni scolastici; presso alcune di esse si sono effettuate indagini per la rilevazione dell’utenza nel primo
semestre 2001, attraverso l’utilizzazione di apposite schede di rilevazione utenza.
264
Per pubblicizzare l’obbligo formativo sono state realizzate iniziative diversificate, elaborando
materiale informativo dedicato, tra cui: brochure, depliant, spot pubblicitari su radio e giornali locali, siti internet, manifesti da affiggere negli istituti statali ed in tutti i centri di informazione
operanti sul territorio.
Numerose iniziative a carattere informativo e promozionale, nell’ottica della riforma scolastica
e dell’obbligo formativo, sono state promosse da alcuni Centri di Formazione, programmate di
concerto con gli istituti scolastici a prevalente indirizzo tecnico e professionale. I contenuti
delle attività sono mirati a: rimotivazione-informazione sulle opportunità del sistema formativo,
bilancio delle competenze e delle potenzialità, orientamento professionale e prospettive di
inserimento nel mondo del lavoro.
I centri di formazione hanno anche attivato un sistema di monitoraggio dell’attuazione dell’obbligo formativo: alcuni di essi hanno previsto azioni di tutoring condotte da personale interno
ed esterno; alcuni attraverso la rilevazione dei dati sull’accoglienza degli allievi e sullo stage.
In particolare, presso alcuni centri, i corsi sono stati monitorati utilizzando questionari somministrati agli operatori, al termine di ogni fase della programmazione. L’apprendimento è stato
valutato con test costruiti dagli operatori. I dati raccolti sono stati discussi nelle riunioni del Collegio docenti ed utilizzati per aggiustamenti della progettazione didattica. Per gli allievi inseriti in tirocinio è stata elaborata una scheda di valutazione insieme col tutor aziendale.
Nella Provincia di Roma è stata avviata la ristrutturazione dei Servizi per l’impiego. Attualmente si
stanno effettuando le operazioni previste nell’ambito del progetto operativo denominato “Sviluppo e miglioramento organizzativo del Servizio per l’impiego della Provincia di Roma”, avvalendosi
del supporto tecnico di Italia Lavoro S.p.A. Tale progetto, che risulta in fase di ultimazione, si propone la creazione di una nuova banca dati dei lavoratori disponibili che, all’atto della compilazione della scheda anagrafico/professionale, forniscano al servizio un curriculum completo sia
dei dati personali che di tutte le notizie utili a fornire un quadro esaustivo della situazione professionale, formativa ed attitudinale del lavoratore. Inoltre è stato attivato un “numero verde”, con
relativo “call-center”, per consentire una programmazione dei colloqui da tenersi in centri operativi allestiti sia nell’area metropolitana che presso i Centri per l’Impiego della Provincia.
Nella Provincia di Frosinone sono stati attivati dagli Uffici decentrati dell’organizzazione scolastica, incontri informativi nelle scuole con alunni, genitori ed insegnanti ed è stato realizzato
un manuale distribuito a tutti gli alunni nati tra il 1985 ed il 1986, reperibile sul sito web dell’Agenzia Lazio Lavoro. È stata inoltre realizzata un’analisi dei dati dell’anagrafe dei soggetti in
obbligo per seguire il fenomeno degli abbandoni scolastici.
È stata inoltre completata la fase di raccolta delle autocertificazioni; è stato costituito un gruppo di lavoro formato da personale dei Centri per l’Impiego e da rappresentanti delle OO.SS.
e categorie datoriali, allo scopo di predisporre una scheda di rilevazione dei fabbisogni aziendali per facilitare l’incontro domanda-offerta.
Risulta inoltre in fase di realizzazione il progetto denominato “Orientamento, assicurazione e
promozione di opportunità di impiego e di nuova imprenditorialità”.
Presso i Centri per l’Impiego sono stati istituiti “sportelli specialistici” per gestire i processi di
domanda-offerta per alcune specifiche figure professionali e si è provveduto ad attivare un
servizio di “orientamento personalizzato” per coloro che sono soggetti all’obbligo formativo.
265
Nella Provincia di Viterbo gli Uffici decentrati hanno organizzato incontri di orientamento, presentazioni e visite ed è stato attivato un sistema di monitoraggio mediante controlli sulla
dispersione scolastica. Si sta inoltre realizzando un progetto finalizzato alla definitiva attivazione delle competenze decentrate alle Province tramite potenziamento ed ammodernamento dei Servizi per l’Impiego.
Nella Provincia di Latina si è provveduto a far raccogliere le autocertificazioni previste dal
Decreto Lgv.181/2000, anche se le operazioni sono state confermate dai Centri per l’Impiego
con l’ausilio di supporti informatici solo in parte adeguati alla gestione del succitato decreto.
Si sono pertanto verificati problemi di natura tecnica ai quali i Centri per l’Impiego sono riusciti
ad ovviare solo in parte, con notevoli difficoltà operative. Conclusa l’operazione i Centri per
l’impiego hanno iniziato a sottoporre i giovani ai primi colloqui di orientamento, registrati informaticamente nei soli centri ove è iniziata la sperimentazione Net Labor.
Nella Provincia di Rieti sono stati avviati incontri coi responsabili dei Centri di Formazione Professionale per completare il quadro complessivo dei giovani in obbligo. Oltre ad aver iniziato
i colloqui orientativi, si sta predisponendo un opuscolo informativo da distribuire nelle scuole.
Sono stati inoltre organizzati incontri coi soggetti coinvolti alla realizzazione dell’istituto dell’apprendistato per creare una rete di servizi per i giovani indirizzati in questo settore.
La Provincia ha provveduto a raccogliere le autocertificazioni con le stesse modalità previste
dalle altre Province ed ha adeguato, con l’emanazione di apposita direttiva, l’applicazione del
programma Net Labor, versione “7.1.a”, prevista dalla normativa vigente.
4 • LE INIZIATIVE FORMATIVE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO E LE ATTIVITÀ
ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
Nell’anno formativo 2000/01 sono stati avviati dai Centri regionali di formazione professionale
n.43 corsi di primo livello, che hanno interessato 683 allievi in obbligo formativo.
Inoltre è proseguita la sperimentazione dell’obbligo formativo con gli Enti gestori delle attività
ricorrenti, iniziata nel 1999/2000 con 42 iniziative; in totale sono state avviate dagli Enti 379 iniziative, di cui 23 per il recupero di portatori di handicap, ed hanno interessato complessivamente un numero di allievi pari a 6.746.
Nel corso della sperimentazione si è attuata una verifica sull’efficacia dell’impianto formativo
e si è proceduto ad alcune modifiche delle linee guida della riforma della formazione professionale in obbligo formativo come segue:
• si è evidenziato meglio il ruolo prioritario della formazione alle competenze tecnico-professionali come asse portante dell’impianto formativo;
• si sono ridimensionate le attività di formazione sul lavoro al primo anno sia in termini di previsione oraria sia in termini di diversificazione rispetto alla sola attività di stage che al primo
anno andrà integrata con attività di orientamento attraverso visite guidate o incontri presso
i luoghi di lavoro; questo anche perché inferiore al fabbisogno ipotizzato si è rivelata la
disponibilità delle aziende ad inserire allievi del primo anno;
• si è ridotta la durata oraria delle attività sportive e si è inserita all’interno del curricolo di
base;
266
• le competenze previste dalle linee guida per il primo anno sono state adeguate alle possibilità concrete nel definire il curricolo del secondo anno.
Il biennio di sperimentazione della formazione iniziale si è concluso con l’anno formativo
2000/2001.
Dall’anno formativo 2001/2002 il modello che ha avviato il rinnovamento del sistema attraverso la sperimentazione è stato adottato a regime per tutte le attività relative all’assolvimento dell’obbligo nella formazione professionale regionale.
Sono stati avviati un numero di corsi pari a 384, di cui 24 finalizzati al recupero di portatori di
handicap.
Si intende inoltre proseguire l’esperienza delle Agenzie formative che erogano servizi di orientamento e sostegno alla progettazione presso i CFP. In totale si tratta di 20 progettisti di formazione, 20 orientatori e 20 tutor.
È stata prevista, inoltre, l’autorizzazione ai seguenti interventi qualora, soddisfatte le richieste
dell’utenza, non siano stati avviati tutti i corsi di formazione professionale relativi all’assolvimento dell’obbligo formativo nella formazione professionale:
azioni di accompagnamento;
azioni di verifica della ricaduta;
integrazioni di acquisizioni di competenza;
azioni di integrazione col sistema scolastico;
azioni di integrazione col sistema produttivo;
percorsi anche individuali e con presenza di docenti esperti provenienti dal mondo del lavoro;
• percorsi professionalizzanti rivolti ad utenti in condizioni di difficoltà.
•
•
•
•
•
•
Inoltre, al fine di assicurare una presenza di offerta per l’assolvimento dell’obbligo nell’apprendistato, è previsto che le eventuali economie relative a corsi di formazione iniziale non
effettuati per carenza di allievi debbono essere utilizzate anche per le attività rivolte all’apprendistato.
Infine, per quanto riguarda i Centri regionali di formazione professionale, sono stati attivati n.40
corsi di primo livello, che interessano circa 641 allievi in obbligo formativo.
I Provveditorati agli Studi segnalano che negli Istituti statali della Regione Lazio, le iniziative
per la realizzazione degli incontri di orientamento sono state prese in modo autonomo.
Per quanto riguarda la realizzazione di percorsi integrati si è rilevato che alcuni Centri di formazione hanno avviato contatti con le scuole statali presenti sul territorio in attesa di intese
che dettino i criteri da seguire per eventuali accordi per percorsi integrati. Alcuni Centri di Formazione Professionale in via sperimentale hanno già attivato corsi integrati.
5 • LA FORMAZIONE ESTERNA PER GLI APPRENDISTI IN OBBLIGO FORMATIVO
Per gli allievi in obbligo non sono stati avviati moduli integrativi.
267
ABRUZZO
(Aggiornato con il Rapporto regionale di monitoraggio del 30 giugno 2002)
1 • IL COORDINAMENTO REGIONALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI PER LA
GESTIONE DEL PROCESSO
Le attività per l’obbligo formativo sono suddivise fra tre organi regionali, a ciascuno dei quali
sono state attribuite specifiche competenze:
• l’Ufficio Servizio Politiche Formative (con delega in itinere-interventi di formazione iniziale)
per il Governo e coordinamento del sistema dell’obbligo formativo a livello regionale e la
programmazione e predisposizione delle attività di formazione professionale iniziale o di
base;
• il Servizio Coordinamento Centri per l’Impiego, per la predisposizione dell’Anagrafe regionale e il coordinamento dei flussi informativi;
• il Servizio Politiche dell’Istruzione che segue le tematiche relative all’orientamento.
È stato inoltre creato un Comitato tecnico composto da rappresentanti della Regione, dei Centri per l’Impiego e dell’Ufficio Scolastico Regionale, con funzioni di raccordo interistituzionale.
Sono state inoltre previste modalità ed organismi per il coordinamento e il monitoraggio delle
attività delle Province. In particolare:
• l’attività di coordinamento del sistema regionale è di competenza dell’Ufficio Politiche Formative; il coordinamento dei flussi informativi è di competenza del Servizio Coordinamento
dei Centri per l’Impiego;
• all’Ente “Abruzzo Lavoro” sono state affidate le attività di gestione dell’Anagrafe e di monitoraggio dell’Obbligo Formativo. Nell’ambito di questa competenza, Abruzzo Lavoro ha operato in raccordo con gli altri organismi per concordare le modalità di trasferimento dati dalle
scuole ai CPI (con l’Ufficio Regionale dell’Istruzione), le modalità del monitoraggio dei dati
(con l’Ufficio Servizio Politiche Formative), le modalità di predisposizione dell’Anagrafe e
gestione dei flussi informativi (con il Servizio Coordinamento Centri per l’Impiego, per la Predisposizione dell’Anagrafe regionale e il coordinamento dei flussi informativi), per la valutazione dello stato di attuazione del progetto relativo all’Anagrafe regionale sull’O.F. (con il
CIAPI).
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
Gli Istituti Scolastici della Regione Abruzzo, tramite il modulo OpenSissi del pacchetto SISSI,
comunicano alla Direzione Scolastica Regionale, via Intranet, i dati anagrafici dei ragazzi che
compiono 15 e 16 anni entro il 31 dicembre.
L’Ufficio Scolastico Regionale trasmette i dati, per posta elettronica, all’Ente Abruzzo Lavoro,
incaricato della gestione dell’Anagrafe regionale. Per la raccolta dei dati sono state individuate due scadenze, fermo restando l’impegno di una comunicazione tempestiva degli abbandoni nel corso dell’anno:
268
1 entro il 31 dicembre (raccolta dati anagrafici e scelta scolastica),
2 entro il 30 giugno (esito e conferma).
Per quanto riguarda la trasmissione dei dati relativi ai giovani inseriti in attività di formazione professionale, l’Ente Abruzzo Lavoro ha predisposto un software di raccolta dati (realizzato in
Access) ad uso delle Agenzie Formative. Queste hanno cura di inviare il file-dati direttamente ad
Abruzzo Lavoro per posta elettronica all’inizio di ciascun ciclo formativo e a conclusione attività.
I Centri per l’Impiego, invece, per la raccolta dati relativi ai giovani in Apprendistato, utilizzeranno un apposito software (in linguaggio DBMS) risultato del progetto sperimentale assegnato dall’Ente Regione al CIAPI.
I CPI inviano, con cadenza trimestrale, per posta elettronica (in attesa della messa in funzione del SIL), il file-dati relativi alle assunzioni e agli abbandoni in Apprendistato.
L’Ente Abruzzo Lavoro provvede alla organizzazione dei dati e alla loro tempestiva distribuzione all’USR, alla Regione, alle Province e ai CPI, organizzati sulla base dell’area di residenza del giovane.
Ai fini della costruzione dell’Anagrafe regionale dei ragazzi in obbligo formativo, che hanno
compiuto 15 anni nel 2000, 16 anni nel 2001 e 17 anni nel 2002, le fonti di informazione a cui
si fa riferimento sono tre:
• le Scuole, in relazione ai principali dati relativi all’Istituzione Scolastica nella quale si trovano i ragazzi e a quelli relativi ai giovani soggetti all’obbligo formativo;
• le Agenzie Formative in riferimento ai principali dati relativi all’Agenzia, alla tipologia di corsi
e ai dati anagrafici del giovane;
• le Imprese, che tramite le iscrizioni e le cancellazioni dei giovani Apprendisti ai CPI, forniscono i dati relativi sia all’Impresa stessa che ai giovani che assolvono l’obbligo formativo
nell’esercizio dell’Apprendistato;
• l’Ente “Abruzzo Lavoro”, designato per la realizzazione dell’Anagrafe e per il monitoraggio
dei dati, ha anche il compito di “smistare” i dati relativi ai ragazzi che abbandonano il percorso formativo ai Centri per l’Impiego sulla base della competenza territoriale.
269
Istituti Scolastici
U.S.R.
(Ufficio Scolastico Regionale)
Regione Abruzzo
Agenzie Formative
Abruzzo
Lavoro
Centri per l’Impiego
Aziende
270
Anagrafe O.F.
B.D. Apprendistato
B.D. Offerta Form.
3 • LE STRUTTURE TERRITORIALI E LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, ORIENTAMENTO
E TUTORATO
Con la Legge Regionale N° 76/98, applicativa della riforma dei Servizi all’Impiego, è stata prevista l’articolazione del territorio regionale in 14 Centri per l’Impiego, coordinati dalle 4 Province:
•
•
•
•
Provincia
Provincia
Provincia
Provincia
di Chieti: Chieti, Ortona, Lanciano e Vasto;
de L’Aquila: L’Aquila, Castel di Sangro, Sulmona e Avezzano;
di Pescara: Pescara, Penne e Scafa;
di Teramo: Teramo, Roseto e Neretto-Giulianova.
I 14 CPI servono una popolazione lavorativa di circa 1.100.000 unità, per una utenza media
pari a circa 80.000 soggetti.
Per quel che concerne le modalità organizzative per le azioni di informazione, orientamento e
tutoraggio, va rilevato che i servizi e le attività previste dalla normativa regionale, sono ancora in fase di sperimentazione. L’entrata a regime è comunque prevista entro il 2002.
Servizi
Attività
Azioni
Servizio Accoglienza e Informazione
• Compie una prima analisi della
domanda e del bisogno del cliente
(lavoratore o impresa);
• Fornisce una prima informazione
di carattere generale;
• Indirizza la persona verso uno o
più servizi specifici.
• Fornisce servizi strutturati di
informazione e di autoinformazione;
• Raccoglie dati anagrafici;
• Identifica le esigenze dell’utente
• Canalizza l’utente verso altri servizi.
Effettua consulenze sia alle persone
per un loro orientamento consapevole
verso i percorsi di formazione e di
inserimento al lavoro, sia alle aziende.
• Colloqui individuali di orientamento;
• Orientamento sia formativo che
finalizzato all’inserimento al lavoro;
• Individuazione di aspettative, preferenze e fabbisogni degli utenti;
• Individuazione e proposta di una
strategia di inserimento;
• Preselezione degli utenti verso le
opportunità offerte dalle politiche
regionali del lavoro, verso tirocini
formativi e di orientamento al
lavoro.
Servizio Orientamento e Consulenza
Promuove e garantisce il successo formativo:
Servizio Tutorato
• dei giovani che escono dalla scuola subito dopo l’obbligo scolastico
o successivamente;
• dei giovani che abbandonano il
percorso formativo o di apprendistato;
• dei giovani che volontariamente
accedono al servizio.
• Individua l’utenza soggetta all’obbligo formativo;
• Contatta l’utenza per accoglierla
nella struttura e avviarla alla fase
di informazione e orientamento;
• Segue il percorso formativo intrapreso dal giovane e predispone
interventi di regolazione;
• Determina azioni di riorientamento dei giovani che abbandonano il
percorso formativo intrapreso;
• Prende contatti con i diversi soggetti istituzionali e sociali presenti nel territorio.
271
Percorso dell’utente nel contesto dell’Area accoglienza e informazione orientativa
Ingresso nella struttura del
Centro per l’Impiego
Accoglienza
Accoglienza
•
•
Raccolta dati sull’utente
Analisi dei dati con l’utente
Colloquio di informazione
•
•
•
•
Domanda utente
Verifica informazioni
Approfondimento richiesta
Erogazione informazioni
Scelta
del
percorso
Colloquio
di
Colloquio
di
Orientamento
Orientamento
Scelta
del
percorso
Scuola
Scuola
Formazione
Formazione
Lavoro
Lavoro
Va infine sottolineato che la Regione ha deliberato di ripartire la somma di £ 567.072.3764
all’attuazione di un piano di comunicazione per tutti i potenziali destinatari sull’obbligo formativo che riguardi l’informazione e la pubblicizzazione di quest’ultimo, e si realizzi attraverso la predisposizione di guide illustrative, brochure, depliant, spot pubblicitari su radio e giornali locali, siti internet, manifesti da affiggere negli Istituiti scolastici pubblici e privati e in tutti
i Centri di informazione operanti sul territorio”5.
4 La cifra corrisponde al 10% del finanziamento relativo alla Regione Abruzzo attribuito con Decreto del Ministero del
Lavoro e della P.S. del 13 novembre 2000 con il quale vengono assegnati i finanziamenti alle Regioni per l’obbligo
formativo relativi all’anno 2000
5 Delibera n.1155 del 30 novembre 2001
272
4 • LE INIZIATIVE FORMATIVE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO E LE ATTIVITÀ
ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
All’interno del P.O.R. regionale vengono definite le linee di intervento per le azioni rivolte ai giovani in obbligo formativo.
In modo particolare per quel che concerne l’azione A.2.2. “Interventi finalizzati all’assolvimento dell’obbligo formativo” vengono individuate le seguenti tipologie di progetto:
• persone, orientamento e consulenza ed informazione;
• formazione all’interno dell’obbligo formativo;
• percorsi formativi.
Nello specifico si prevedono:
• informazione, orientamento, bilancio di competenze, counseling personalizzato;
• formazione iniziale innovativa finalizzata all’assolvimento dell’obbligo formativo;
• formazione mirata all’inserimento in attività produttive e di servizio in forma autonoma o
dipendente;
• misure per garantire ai giovani in uscita dall’obbligo scolastico il conseguimento dell’obbligo formativo con particolare riguardo a coloro che non proseguono nel percorso scolastico;
• formazione iniziale innovativa finalizzata all’assolvimento dell’obbligo formativo. In attuazione dell’art. 68 della legge n° 144 del 17 maggio 1999 e in coerenza a quanto sancito dalla
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano nella seduta del 2 marzo 2000;
• interventi tendono a realizzare percorsi formativi integrati con significative esperienze di permanenza in impresa, rivolte a giovani che hanno assolto l’obbligo scolastico, finalizzati
all’acquisizione di qualifiche di base e mirati all’assolvimento dell’obbligo formativo;
• percorsi biennali con durata annuale dell’intervento pari a 1000 ore di cui 300 ore di stage.
Per quel che concerne invece gli interventi relativi all’azione A.2.1. “Interventi finalizzati all’assolvimento dell’obbligo scolastico e formativo nel sistema dell’istruzione scolastica” e destinati
a studenti inseriti nella fascia dell’obbligo e/o studenti in obbligo formativo, inseriti nel Sistema
dell’Istruzione Scolastica, sono programmati interventi finalizzati all’assolvimento dell’obbligo
scolastico e formativo nel sistema dell’istruzione, che agevolino i giovani nell’inserimento del
mercato del lavoro, per aiutarli nella scelta degli studi scolastici, universitari e nella scelta del
lavoro attraverso la realizzazione di “Laboratori di orientamento".
Tali interventi prevedono:
• Laboratori di orientamento per alunni con aggiornamento docenti. Tali interventi prevedono
incontri di aggiornamento per docenti in materia. Miglior utilizzo della “dinamica di gruppo”
per l’attività a favore degli allievi con discussioni e simulazioni in aula (con la guida di un
tutor esperto), a seguito della presentazione delle varie tipologie di studi universitari, di corsi
di formazione professionale, di lavoro autonomo e di lavoro dipendente, nel campo artigianale, commerciale, industriale, sanitario, con esperti, approfondendo soprattutto le nuove
professionalità, il lavoro che cambia e che prevede flessibilità, la ricerca di percorsi perso-
273
nali di studio/lavoro per raccordare quality of work, quality of working life, quality of life. Negli
incontri si approfondiranno, altresì, i diritti e i doveri dei lavoratori, la sicurezza nei posti di
lavoro, il valore della produttività e dei comportamenti del management.
• Attività di counseling, che prevedono consulenze strutturate e personalizzate agli studenti
da parte di esperti per stimolare la soggettività creativa e l’iniziativa personale.
• Simulazione d’impresa, per motivare i giovani verso una prospettiva di inserimento rapido e
di successo nel mercato del lavoro, inseriti nel programma didattico curriculare ed extra-curriculare. Servizio di mentoring per sviluppare le capacità, le attitudini e le abilità esplorando
le varie tipologie della gestione di impresa, in tutti i suoi aspetti (legislativi, economici, patrimoniali, finanziari, tributari ecc...). Prevedono inoltre Bilancio delle competenze, Range di
guadagno, Business plan, Stage/Visite guidate.
5 • LA FORMAZIONE ESTERNA PER GLI APPRENDISTI IN OBBLIGO FORMATIVO
Per quel che concerne i dati relativi agli apprendisti in obbligo formativo, sono disponibili i dati
relativi ai giovani che hanno frequentato la prima annualità dei Corsi di Formazione esterna.
Sedi
Provincia
Età dei giovani in Obbligo Formativo
15 anni
16 anni
17 anni
Totale
Chieti
3
16
44
63
Pescara
1
4
26
31
L’Aquila
-
-
12
12
Teramo
-
8
78
86
Totale
4
28
160
192
274
MOLISE
(Aggiornato con il Rapporto regionale di monitoraggio del 30 giugno 2002)
1 • IL COORDINAMENTO REGIONALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI PER LA
GESTIONE DEL PROCESSO
La Regione Molise, la Direzione dell’Ufficio Scolastico Regionale, le Province di Campobasso
e Isernia hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa interistituzionale per l’attuazione dell’obbligo formativo nella Regione Molise, in via di approvazione formale da parte degli organi competenti di ciascun Ente. Con tale protocollo vengono presi accordi per la realizzazione di ogni
istituto concernente l’obbligo formativo, definendo i compiti di ciascun attore e le modalità di
realizzazione degli interventi. Per quanto riguarda l’attuazione di tale accordo viene istituito un
gruppo paritetico di pilotaggio, composto da rappresentanti della Regione, dell’Ufficio Scolastico Regionale e delle Amministrazioni Provinciali.
Tra l’altro vengono istituite le commissioni per il riconoscimento dei crediti acquisiti nei sistemi
di istruzione, formazione professionale, apprendistato ed in autoformazione e viene costituita
la Commissione per l’equiparazione dei crediti per definire ambiti di equivalenza dei percorsi
formativi nonché il valore dei crediti maturati presso le istituzioni scolastiche autonome, presso la formazione professionale oppure nell’apprendistato.
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
Per la costruzione dell’anagrafe regionale dei soggetti in obbligo, la Regione Molise ha trasferito alle amministrazioni provinciali il 10% del finanziamento del Ministero del Lavoro disposto dal Decreto del 13 novembre 2000.
Il protocollo d’intesa interistituzionale sopra citato prevede che la Regione Molise e l’Ufficio
Scolastico Regionale individuino i criteri e predispongano gli strumenti informatici (software) per la raccolta dei dati e delle informazioni relative agli allievi che hanno adempiuto
all’obbligo scolastico e dei loro percorsi successivi nell’ambito delle offerte dell’Obbligo Formativo.
Le Istituzioni scolastiche, nell’ambito degli adempimenti di loro competenza e nei tempi
richiesti dal MIUR, si impegnano a comunicare i dati anagrafici completi degli studenti in
età di obbligo formativo al sistema informatico del Ministero dell’Istruzione. La Regione
Molise raccoglierà i dati dal sistema informatico del MIUR con apposita password fornita
dalla Direzione Scolastica Regionale ed attiverà un proprio programma per la gestione
degli stessi. Il programma sarà compatibile con i programmi delle scuole. In casi di incongruenza dei dati forniti dalle scuole, la Regione Molise può contattare le singole istituzioni
scolastiche per i chiarimenti necessari. La Regione Molise si avvarrà del supporto tecnico
gestionale dell’Agenzia Molise Lavoro. I dati saranno successivamente distribuiti tramite il
SIL, ai Centri per l’impiego competenti per territorio, che svolgono le previste funzioni di
informazione, orientamento, tutoring anche con l’assistenza delle Agenzie Formative Territoriali.
Per garantire la corretta trasmissione dei dati e l’assistenza tecnica necessaria, il protocollo
prevede che le Amministrazioni provinciali individuino un referente locale presso i servizi per
275
l’impiego decentrati e che le Istituzioni scolastiche autonome individuino un referente d’istituto per la gestione e la trasmissione dei dati.
Va detto che, operativamente, per il periodo considerato non si è riusciti ancora ad ottenere
una fattiva collaborazione da parte delle scuole della regione. Infatti dai dati raccolti dal sistema informatico del MIUR, al quale la Regione e le Province aderiscono per la costituzione dell’anagrafe stessa, risulta che pochissimi istituti hanno provveduto a comunicare i dati richiesti.
L’inconveniente andrà risolto con la messa in atto del predetto accordo che prevede una reale
collaborazione delle parti interessate.
3 • LE STRUTTURE TERRITORIALI E LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, ORIENTAMENTO
E TUTORATO
Il protocollo di intesa interistituzionale prevede specifici servizi in materia di informazione e
orientamento. I Servizi per l’impiego decentrati, le istituzioni scolastiche nonché il sistema
della formazione professionale regionale sono titolari delle attività di informazione, orientamento e tutoring nei percorsi di obbligo formativo, che svolgeranno in base a progetti particolareggiati, anche in raccordo con le istituzioni scolastiche, il sistema regionale della formazione professionale e il sistema regionale dell’apprendistato.
Le iniziative finalizzate al successo formativo, all’orientamento e al riorientamento, previste in
attuazione delle norme sull’obbligo formativo, nelle scuole medie, in prima superiore e nelle
classi successive, sono attivate, nell’ambito dei Piani di Offerta Formativa da ciascun Istituto
di istruzione inferiore e superiore.
Le attività di informazione e orientamento che riguardano i percorsi di obbligo formativo possono anche essere concordate in apposite riunioni convocate dalle Amministrazioni provinciali - Servizi per l’impiego, di norma entro il mese di settembre di ciascun anno scolastico; a tali
riunioni partecipano le istituzioni scolastiche, i rappresentanti del sistema di formazione professionale regionale, i rappresentanti del sistema apprendistato regionale. Entro il mese di agosto di ciascun anno scolastico, il sistema regionale di formazione professionale e il sistema
regionale per l’apprendistato comunicheranno alle province i dati delle attività svolte e di quelle programmate per l’anno successivo.
Per quanto riguarda l’orientamento in obbligo formativo per gli allievi che compiono 15 anni le
Amministrazioni provinciali-Servizi per l’impiego promuoveranno, d’intesa con le istituzioni
scolastiche, appositi incontri di informazione e orientamento da svolgersi presso le scuole statali e/o parificate, o in centri territoriali appositamente individuati, destinati agli allievi che compiono l’anno successivo il quindicesimo anno di età e che frequentano ancora le scuole medie
di I grado, al fine di facilitare la scelta del canale formativo più idoneo tra quelli previsti. Tali
incontri saranno svolti preferibilmente entro il mese di dicembre di ciascun anno scolastico.
Similmente, per quanto concerne l’orientamento in obbligo formativo per gli allievi che compiono 16 e 17 anni, le Amministrazioni provinciali-Servizi per l’impiego promuoveranno appositi incontri di informazione e orientamento da svolgersi presso le scuole statali e/o parificate
relativamente alle opportunità dei percorsi di obbligo formativo per ragazzi che hanno età
compresa tra i 16 e i 17 anni entro il mese di dicembre di ciascun anno scolastico. Le azioni
di orientamento, riorientamento e tutoring saranno attivate nel corso dell’intero anno.
276
4 • LE INIZIATIVE FORMATIVE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO E LE ATTIVITÀ
ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
L’assolvimento dell’obbligo formativo nell’ambito della formazione professionale di competenza regionale prevede percorsi di qualificazione di base post obbligo scolastico e percorsi di
qualificazione abbreviata. I percorsi di qualificazione di base post obbligo si rivolgono a
ragazzi e ragazze che hanno assolto l’obbligo scolastico e che non intendono proseguire gli
studi nel sistema dell’istruzione e non sono inseriti in percorso di apprendistato. Essi hanno
durata biennale per un impegno annuale massimo di 1200 ore, secondo il profilo professionale di riferimento e prevedono il rilascio di un certificato di qualifica professionale per chi
supera l’esame finale di qualifica. I percorsi di qualificazione abbreviata si rivolgono a chi ha
un’età superiore ai 16 anni, ha frequentato almeno un anno di scuola secondaria superiore o
ha un’esperienza lavorativa di almeno un anno. Tali percorsi hanno durata annuale per un
impegno orario variabile dalle 400 alle 1200 ore, secondo il profilo professionale di riferimento, e prevedono il rilascio di un certificato di qualifica professionale per chi supera l’esame
finale di qualifica.
Nei percorsi per l’assolvimento dell’obbligo devono essere create le condizioni didattiche e
logistiche tali da consentire ai soggetti svantaggiati e portatori di handicap di fruire a pieno
titolo delle opportunità formative. A tal fine, i moduli di sostegno che potranno essere realizzati all’interno di ciascun ciclo annuale dovranno essere attivati sulla base delle esigenze del
singolo allievo. La frequenza dei corsi è riservata in via prioritaria ai giovani che per età rientrano nella fascia dell’obbligo formativo.
Il protocollo di intesa sopra citato prevede la realizzazione di percorsi integrati di formazione
in obbligo formativo, da progettarsi a cura degli Istituti Scolastici, anche in associazione tra
loro e con il coinvolgimento delle Agenzie Formative Territoriali. Le ore destinate a tali percorsi integrati sono concordate tra Istituzioni scolastiche autonome e le Agenzie di formazione.
Negli Istituti professionali di stato possono essere utilizzate in tutto o in parte anche le ore
destinate all’area di approfondimento. Tali interventi integrati costituiscono crediti riconoscibili, sia in ambito scolastico ai fini della certificazione finale, sia nell’ambito di ulteriori percorsi
formativi. In particolare, al termine dei percorsi integrati è previsto il raggiungimento del diploma di istruzione secondaria superiore e di una qualifica professionale. I percorsi con arricchimento curricolare danno luogo al conseguimento del diploma di istruzione secondaria superiore e di crediti spendibili nella formazione professionale. I percorsi integrati della “terza area”
professionalizzante, attualmente svolti nell’ultimo biennio degli Istituti professionali di stato in
collaborazione con le AFT, trovano esito in un titolo di qualifica di II livello. Per questi percorsi
il Gruppo di Pilotaggio istituito dal Protocollo ha il compito, con l’ausilio di un nucleo di esperti, di rideterminare i contenuti e l’elenco dei titoli di qualifica conseguibili in esito a tali percorsi, in accordo con la rilevazione regionale dei fabbisogni di professionalità e il relativo sistema
di programmazione dell’offerta formativa.
Come già detto, il Protocollo istituisce le commissioni miste - Certificazione dei crediti e Passaggio tra sistemi, presso le singole Istituzioni scolastiche autonome, composte da docenti
designati dai rispettivi collegi. Le commissioni, coadiuvate da esperti del mondo del lavoro e
della formazione professionale, rilasceranno crediti validi ai fini dell’accesso ai diversi anni dei
277
corsi di istruzione secondaria superiore per coloro che abbiano frequentato percorsi extrascolastici e crediti validi nel sistema della formazione professionale o nell’apprendistato. In via
transitoria, e fino alla costituzione dell’elenco, gli esperti del mondo del lavoro e della formazione sono individuati rispettivamente nel personale dei servizi decentrati per l’impiego e delle
Agenzie Formative Territoriali. Il certificato, rilasciato dalle commissioni di cui sopra, attestante le competenze acquisite, è redatto secondo i modelli predisposti dal Ministero della Pubblica Istruzione. Le Province-Uffici per l’impiego convocheranno le commissioni miste o su
segnalazione delle Istituzioni Scolastiche o su segnalazione del sistema della Formazione Professionale o su segnalazione del sistema dell’apprendistato ed in particolare quando si manifesta la richiesta del passaggio tra sistemi.
Viene inoltre istituita la Commissione per l’equiparazione dei crediti per definire ambiti di equivalenza dei percorsi formativi nonché il valore dei crediti maturati presso le Istituzioni scolastiche autonome, presso la Formazione professionale oppure nell’ Apprendistato.
Infine, ai fini della realizzazione di percorsi integrati tra sistema di Istruzione e sistema Regionale della Formazione professionale e dell’Apprendistato, la Regione Molise stabilisce con
apposito bando le qualifiche specifiche attivabili per i percorsi integrati nonché le risorse economiche. La Regione istituisce, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, un apposito albo
delle agenzie formative accreditate per la realizzazione di percorsi integrati.
Operativamente, nel primo semestre 2002, presso gli Uffici periferici di gestione delle attività
formative informative e di servizio della Regione Molise, sono stati, in base al programma
approvato dalla Giunta Regionale, con deliberazione n. 423 del 22 marzo 2002, progettati e
messi a bando 3 percorsi formativi a carattere sperimentale (un biennio costituito da 900 ore
per ciascun anno). Per il mese di settembre 2002 era previsto l’inizio delle attività riservate ai
soggetti che hanno scelto di assolvere l’obbligo formativo nella formazione professionale. È
inoltre prevista l’istituzione di percorsi di qualificazione abbreviata annuale, in seguito ad
eventuali richieste degli utenti.
5 • LA FORMAZIONE ESTERNA PER GLI APPRENDISTI IN OBBLIGO FORMATIVO
L’apprendistato in quanto uno dei canali per l’assolvimento dell’obbligo formativo rientra nel
disegno strategico della Regione Molise affinché, entro l’anno 2002, si rendano a tutti gli effetti operative le disposizioni previste dalla normativa vigente in materia. Di fronte al vincolo delle
240 ore di formazione esterna, gli imprenditori saranno compensati per le ore dei moduli
aggiuntivi con un’indennità oraria per gli apprendisti in formazione, a scalare sulla retribuzione corrisposta, pari alla retribuzione base e l’indennità di contingenza orarie risultanti dal
CCNL della categoria (lucro cessante).
I percorsi formativi dovranno essere articolati in moduli didattici organizzati in modo flessibile
anche in relazione alle esigenze delle aziende.
La struttura del corso deve quindi prevedere:
• un modulo di accoglienza finalizzato alla valutazione del livello di ingresso dell’apprendista
e alla definizione del “patto formativo” tra l’apprendista, la struttura e l’impresa;
• moduli di base e moduli di contenuti trasversali;
278
• moduli professionalizzanti sulle competenze chiave nei vari settori, i cui contenuti dovranno,
in relazione alle funzioni svolte in azienda, essere ancorati ad una rielaborazione dell’esperienza di lavoro al fine di rendere espliciti gli apprendimenti impliciti acquisiti sul luogo di
lavoro.
Già si è parlato dell’istituzione della commissione per il riconoscimento dei crediti acquisiti nei
sistemi di istruzione, formazione professionale, apprendistato ed in autoformazione e della
Commissione per l’equiparazione dei crediti per definire ambiti di equivalenza dei percorsi formativi nonché il valore dei crediti maturati presso le istituzioni scolastiche autonome, presso
la formazione professionale oppure nell’apprendistato.
Presso gli Uffici periferici di gestione delle attività formative informative e di servizio della
Regione Molise, in base al programma approvato dalla Giunta Regionale, con deliberazione
n.423 del 22 marzo 2002, sono state progettate le attività formative inerenti i moduli aggiuntivi degli apprendisti, che coinvolgeranno circa n. 30 apprendisti in obbligo formativo che
hanno svolto le prime 120 ore ai sensi dell’art.16 della legge 196/97. Entro il mese di settembre 2002 sarà dato inizio a tali attività.
279
CAMPANIA
(Aggiornato con il Rapporto regionale di monitoraggio del 30 giugno 2002)
1 • IL COORDINAMENTO REGIONALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI PER LA
GESTIONE DEL PROCESSO
Le iniziative regionali inerenti l’obbligo formativo vengono realizzate dal Settore Orientamento
Professionale e dal settore Formazione Professionale con il coinvolgimento del Settore Istruzione e Cultura e dei Settori Tecnici Amministrativi Provinciali di Avellino, Benevento, Caserta,
Napoli e Salerno.
La funzione di coordinamento da parte della Regione è stata esercitata attraverso l’organizzazione di una serie di incontri sul territorio che hanno coinvolto le amministrazioni provinciali, i responsabili dei Centri per l’Impiego, i Provveditorati agli Studi, i Centri per l’orientamento
e i Centri di formazione professionale.
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
Per quanto riguarda l’anagrafe regionale dei giovani in obbligo formativo, è stato realizzato dal
C.R.M.P.A. (Centro di Ricerca in Matematica Pura ed Applicata) dell’Università degli Studi di
Salerno, nell’ambito delle attività P.O.M “Azioni innovative ed assistenza tecnica”, un software
specifico denominato D.O.F.I. (Database Obbligo Formativo per gli Istituti). D.O.F.I. costituisce
un data-base per la rilevazione e la gestione, in un arco temporale esteso, dei dati anagrafici
degli studenti contenente, oltre ai dati anagrafici degli studenti, il bacino territoriale di competenza del CPI. Il software di raccolta ed elaborazione dati DOF è stato distribuito alle amministrazioni provinciali. Sono stati programmati per settembre, d’intesa con l’Ufficio Scolastico
Regionale e le Amministrazioni provinciali, incontri con i CSA, i dirigenti scolastici ed i CPI di
ogni provincia per distribuire DOFI e socializzarne le caratteristiche di funzionamento a tutti gli
attori di sistema.
3 • LE STRUTTURE TERRITORIALI E LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, ORIENTAMENTO
E TUTORATO
Con delibera di Giunta n. 5579 del 27.10.01 sono state affidate alle Amministrazioni Provinciali, e quindi ai Centri per l’Impiego (CPI), le azioni di informazione, orientamento e tutoring.
Con lo stesso provvedimento sono state anche assegnate risorse alle Province in misura proporzionale al numero di Centri per l’Impiego esistenti sul territorio. Infine la delibera in questione riconosce la necessità di avvalersi delle competenze esistenti nei Servizi di Orientamento dei Settori Tecnici Amministrativi Provinciali, al fine di assicurare l’attivazione di colloqui
di informazione ed orientamento individuali.
Va inoltre sottolineato che, nelle more del processo di delega alle Amministrazioni provinciali
ed in attesa della piena attivazione dei CPI, anche i COP (Centri di Orientamento Professionale) hanno realizzato attività di informazione ed orientamento. Si tratta di circa 37 strutture
dislocate su tutto il territorio regionale secondo la seguente ripartizione provinciale:
280
Province
Centri Orientamento Professionale
Avellino
3
Benevento
4
Caserta
10
Napoli
11
Salerno
9
Tutte collegate ad Internet, attive già da molti anni e dotate di personale normalmente qualificato per la prestazione di servizi di orientamento, queste strutture saranno di fatto integrate
nei nuovi Centri per l’Impiego contribuendo così alla creazione della rete territoriale di servizio. Agli stessi Centri verrà affidata la gestione delle azioni di tutorato.
Alcune azioni di aggiornamento e riqualificazione degli operatori dei servizi di orientamento e
counselling sono state svolte all’interno del progetto “Demiurgo” del Ministero del Lavoro mentre altre sono previste nel PO 2000-2006.
Per gli operatori di tali centri sono stati inoltre realizzati percorsi seminariali sul counselling
a cura del Dipartimento di Scienza Relazionali “G. Iacono”, dell’Università di Napoli “Federico II”.
Attività dei Servizi per l’impiego dal 1 giugno al 31 ottobre 2001
Centri per l’Impiego attivanti
37
Personale impegnato
250
N° colloqui di informazione
1.295
N° colloqui di orientamento
396
4 • LE INIZIATIVE FORMATIVE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO E LE ATTIVITÀ
ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
In materia di offerta formativa è stata approvata dalla Giunta regionale una direttiva che coinvolge nelle nuove azioni formative per l’assolvimento dell’obbligo gli Istituti tecnici e gli Istituti professionali di Stato. Con delibera n. 1065 del 06.03.2001, è stato approvato un primo
bando sperimentale per l’attuazione dell’obbligo formativo, riservato agli Istituti Professionali
e Tecnici che nella fase di progettazione hanno operato congiuntamente con Centri di FP ed
imprese.
L’attuazione di tale fase sperimentale si è resa necessaria in relazione al mancato completamento dell’anagrafe degli studenti e delle procedure per l’accreditamento previste per gli enti
ed istituti privati.
Il bando, sul modello IFTS, ha visto l’approvazione di 190 progetti sui 435 presentati. I progetti
approvati sono così distribuiti territorialmente:
• 100 nella provincia di Napoli;
281
•
•
•
•
36
30
14
10
nella
nella
nella
nella
provincia
provincia
provincia
provincia
di
di
di
di
Salerno;
Caserta;
Avellino;
Benevento.
La maggior parte dei corsi proposti riguarda le competenze in campo informatico, anche se non
mancano corsi per figure più tradizionali quali saldatori, addetti alle macchine utensili, cuochi.
Al luglio 2002 erano stati attivati 105 corsi nelle cinque province della Campania, così ripartiti: 7 Avellino, 5 Benevento, 13 Caserta, 59 Napoli, 21 Salerno.
Nel mese di settembre 2001 si è conclusa la fase di concertazione con le parti sociali per la
predisposizione del bando sull’obbligo formativo rivolto a enti terzi che abbiano attivato le procedure di accreditamento.
Al fine di sostenere l’integrazione di sistema sono stati previsti, sempre in sede di concertazione con le parti sociali, 5 seminari tematici a livello provinciale:
•
•
•
•
•
sensibilizzazione e orientamento;
l’anagrafe degli utenti;
analisi dei fabbisogni;
i rapporti con le aziende: apprendistato e stage;
certificazione delle competenze.
Si è tenuto infine un seminario regionale conclusivo per la definizione delle linee strategiche e
dei materiali operativi. Il bando per gli Enti accreditati è stato approvato con delibera di Giunta Regionale n. 4398 del 26.09.01. Il bando risponde all’esigenza di una forte integrazione tra
i soggetti istituzionali e le strutture formative del territorio e di una adeguata rispondenza alla
richiesta di professionalità proveniente da alcuni settori del mercato del lavoro in cui è più
debole l’offerta formativa.
I corsi previsti dal bando sono 130 dei quali:
•
•
•
•
•
9 per la provincia di Avellino;
7 per la provincia di Benevento;
21 per la provincia di Caserta;
69 per la provincia di Napoli;
24 per la provincia di Salerno.
Tra le priorità del bando la lotta alla dispersione scolastica. Infatti, sono previsti 23 corsi sperimentali (2 Avellino, 1 Benevento, 4 Caserta, 12 Napoli, 4 Salerno) rivolti a giovani residenti in
aree a rischio che non hanno adempiuto all’obbligo scolastico. Sono pervenuti alla data di
scadenza circa 500 progetti. Con delibera di Giunta Regionale n.1999 del 17.05.2002 è stata
approvata la graduatoria che incrementava, tra l’altro, il numero dei progetti finanziabili: 200
corsi normali (10 Avellino, 9 Benevento, 31 Caserta, 114 Napoli, 36 Salerno) oltre a 23 progetti
sperimentali (1 Avellino, 1 Caserta, 120 Napoli, 1 Salerno).
282
BASILICATA
(Aggiornato con il Rapporto regionale di monitoraggio del 31 dicembre 2001)
1 • IL COORDINAMENTO REGIONALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI PER LA
GESTIONE DEL PROCESSO
La struttura organizzativa per il coordinamento delle attività non è stata ancora definitivamente individuata, nel senso che si è proceduto al coinvolgimento di vari soggetti interessati senza
formalizzarne compiti ed interazioni sistematiche.
Si sono svolti, infatti, diversi incontri di lavoro tra dirigenti e funzionari regionali dei settori formazione, lavoro, istruzione, degli ex Provveditorati agli Studi e delle Province.
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
Per quanto riguarda la costruzione dell’anagrafe, la Regione ha predisposto una ‘griglia’ per il
caricamento dei dati, già disponibile sul portale “basilicatanet".
I dati saranno registrati in quattro diverse sezioni a cura dei diversi soggetti abilitati all’accesso.
La prima Sezione, denominata ‘anagrafe’, sarà compilata direttamente dalle amministrazioni
comunali titolari delle anagrafi dei residenti, e conterrà i nominativi dei giovani appartenenti
alla fascia di eta’ 14/17 anni. La Sezione ‘istruzione’ sarà curata da ciascuna scuola della
Regione, che inserirà i dati degli studenti della fascia di età 14/17, i cui nominativi saranno
individuabili nella Sezione anagrafe.
La Sezione ‘centri per l’impiego’ verrà compilata dai Centri medesimi, che inseriranno i dati
relativi ai giovani che abbandonano il sistema scolastico, e che saranno individuati tramite la
consultazione periodica della Sezione ‘istruzione’, oppure attraverso il confronto tra la Sezione anagrafe e la Sezione istruzione.
La compilazione della Sezione ‘formazione professionale’ verrà curata:
• dai centri per l’impiego a seguito della ‘presa in carico’ dei giovani in formazione;
• dalla regione Basilicata e dalle Province che attivano percorsi formativi a favore di giovani
in OF;
• da soggetti attuatori di percorsi formativi frequentati da giovani in OF.
La gestione e l’elaborazione del flusso delle informazioni sarà compito della Regione, che si
occuperà, a livello centrale, della validazione e della ‘pulizia’ periodica dell’anagrafe, trasferendo in memoria storica i dati relativi ai giovani fuoriusciti dall’OF.
In attesa dell’attuazione complessiva del sistema e al fine di consentire l’immediata individuazione dei giovani che hanno abbandonato la scuola, si ritiene opportuno coinvolgere direttamente le scuole per l’individuazione dei soggetti che registrano un periodo di assenze continuative ingiustificate di 30 giorni, anche avvalendosi di comunicazioni tramite fax, e-mail, servizio postale.
283
3 • LE STRUTTURE TERRITORIALI E LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, ORIENTAMENTO
E TUTORATO, LE ATTIVITÀ ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
Le strutture principalmente coinvolte nel costituendo sistema per l’Obbligo Formativo sono i
Centri per l’Impiego gestiti dalle Province. Tuttavia questi ultimi non sono ancora in grado di
erogare pienamente i servizi di cui al Decreto L.vo 469/98 per ragioni connesse alla riqualificazione del personale ed all’adeguamento delle strutture. Sono comunque stati sperimentati
presso le Scuole, con il coinvolgimento del sistema formativo, interventi di informazione a favore dei giovani in ordine alle opzioni possibili per l’adempimento dell’Obbligo Formativo.
In alcune scuole della Provincia di Matera si è utilizzato il 15% del curricolo di ogni alunno per
attività di “orientamento” da svolgere presso aziende e/o imprese artigiane.
L’Ufficio Scolastico Regionale e l’Agenzia per l’orientamento e la formazione della Provincia di
Potenza hanno firmato un protocollo d’intesa per la concertazione di azioni relative all’obbligo
formativo ed alla formazione professionale.
4 • LE INIZIATIVE FORMATIVE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO
Sono stati programmati percorsi di formazione di base conformi a quanto definito dall’allegato tecnico dell’Accordo Stato-Regioni del 2/3/2000, da realizzare a cura delle Agenzie Provinciali per l’Orientamento e la Formazione.
5 • LA FORMAZIONE ESTERNA PER GLI APPRENDISTI IN OBBLIGO FORMATIVO
Non sono presenti apprendisti in età d’obbligo formativo.
284
CALABRIA
(Aggiornato con il Rapporto regionale di monitoraggio del 31 dicembre 2001)
1 • IL COORDINAMENTO REGIONALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI PER LA
GESTIONE DEL PROCESSO
Per il coordinamento generale delle attività è stata costituita, presso la Direzione regionale,
una cabina di regia. Per la costituzione della Commissione tripartita, prevista dalla legge
regionale 5/2001 (con compiti consultivi e di ricerca per la realizzazione di un sistema integrato di orientamento), si sta ancora attendendo la concreta attuazione della nuova normativa. L’attività formativa è delegata in modo completo alle Province, lasciando alla Regione i soli
compiti di programmazione, controllo e vigilanza.
La Regione attuerà una azione di monitoraggio ex-ante, ex-post, ed in itinere di tutte le attività
formative nonché di tutti i soggetti impegnati in tali azioni.
La Regione realizzerà un sistema di orientamento regionale “Macro Progetto” collegato in rete
Intranet ed internet tra tutti gli attori attivi della politica dell’occupazione ed inoltre organizzerà
numerosi Corsi, Stage e Seminari, al fine di creare competenze e professionalità adeguate e
per migliorare le prestazioni individuali degli operatori.
Il 5 marzo 2002 la Giunta regionale della Regione Calabria ha approvato il Piano per l’obbligo
formativo 2000-20001. I soggetti coinvolti nel Piano sono: la Regione, le Amministrazioni provinciali delegate ed i Comuni; la Direzione scolastica regionale, i Centri per l’impiego; gli Istituti di istruzione scolastica; i Centri di formazione professionale.
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
La Regione sta predisponendo la costituzione di una banca dati di tutto il sistema formativo.
È in atto un’azione sinergica tra Provveditorato e Regione sia per alimentare l’Anagrafe, sia per
la realizzazione di banche dati presso i Centri per l’impiego.
3 • LE STRUTTURE TERRITORIALI E LE ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, ORIENTAMENTO E
TUTORATO
Spetta alle 5 province esercitare le funzioni ed i compiti relativi alla rete territoriale dei costituendi Servizi per l’impiego. La Regione prenderà atto della individuazione dei bacini provinciali per l’istituzione dei Centri per l’impiego, anche per sedi interprovinciali. A ciascuna provincia spetta, per motivi geografici o socio-economici, istituire più Centri locali al fine di creare una capillare rete di diffusione.
I Centri per l’impiego, in fase di costituzione, svolgeranno attività inerenti la gestione e l’erogazione di servizi connessi ai compiti attribuiti alle Province; essi adempiranno ai compiti di
gestione ed attività di informazione delle politiche attive del lavoro.
I Centri per l’impiego offriranno fra l’altro i seguenti servizi:
• Rilevazione dei fabbisogni formativi, tenendo presente soprattutto le occasioni di lavoro;
• Attività di informazione e consulenza;
• Consulenza individuale a piccoli imprenditori ed a lavoratori autonomi;
285
• Tavolo di incontro tra domanda ed offerta di lavoro;
• Progettazione di percorsi formativi rivolti sia al sistema professionale regionale, che al
mondo imprenditoriale.
Per i giovani impegnati nell’obbligo formativo, l’Assessorato alla Formazione Professionale
regionale ha creato un portale in Internet, ove lavoratori, studenti, datori di lavoro, potranno
utilizzare specifiche pagine, link, form personalizzati per attivare tutti gli strumenti utili legati
alle politiche del lavoro.
Sono in corso attività di informazione collettiva presso le scuole.
4 • LE INIZIATIVE FORMATIVE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO E LE ATTIVITÀ
ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
Presso i centri regionali di formazione professionale è prevista la realizzazione di corsi di formazione sull’obbligo formativo della durata di un anno (1000/1200 ore) o di due anni
(1800/2400 ore), rivolti rispettivamente ai giovani che hanno frequentato la scuola dell’obbligo
e non intendono proseguire, oppure ai giovani che hanno abbandonato gli studi superiori.
Inoltre, è prevista la realizzazione di interventi formativi tramite Centri privati convenzionati,
mediante la procedura di bando pubblico.
Per la realizzazione di interventi presso la scuola, è prevista con la Direzione scolastica regionale la conclusione di un’intesa di collaborazione, finalizzata a costruire un sistema di interventi di recupero e rientro dei giovani nella scuola. Con questo scopo è stato istituito un gruppo di lavoro che ha prodotto un documento sull’articolazione di percorsi in obbligo formativo
compresi i percorsi di integrazione ed arricchimento curricolare.
Il tavolo di concertazione esistente tra Regione e Provveditorato valuterà anche il valore dei
crediti formativi maturati sia nei percorsi formativi, sia nella scuola secondaria.
286
SARDEGNA
(Aggiornato con il Rapporto regionale del 30 giugno 2002)
1 • IL COORDINAMENTO REGIONALE E LE INTESE INTERISTITUZIONALI PER LA
GESTIONE DEL PROCESSO
Le competenze per l’attuazione dell’obbligo formativo sono attribuite all’Unità Organizzativa
“Programmazione della Formazione Professionale dell’Assessorato al lavoro, FP, Cooperazione e Sicurezza Sociale”.
2 • LA COSTRUZIONE DELL’ANAGRAFE REGIONALE
Per quanto concerne la predisposizione dell’anagrafe relativa all’obbligo formativo si deve evidenziare che la sua mancata realizzazione è dovuta alla non attuazione della riforma del collocamento prevista dal decreto legislativo n. 469 del 23 dicembre 1999 e alla mancata istituzione dei Servizi per l’impiego.
3 • LE INIZIATIVE FORMATIVE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO E LE ATTIVITÀ
ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
I percorsi formativi regionali, di durata biennale, sono realizzati in modo da assicurare un supporto all’inserimento lavorativo e la possibilità di eventuali prosecuzioni dell’iter formativo personale nel sistema dell’Istruzione e della formazione superiore. A tal fine, in tutti i corsi sono
previste azioni di orientamento, iniziale ed in itinere, per sviluppare nell’allievo la consapevolezza delle proprie potenzialità, del progetto di sviluppo personale, del percorso intrapreso. In
questo ambito è attivo il riconoscimento dei crediti formativi comunque già acquisiti e la certificazione “visibile” delle competenze raggiunte durante il percorso.
L’articolazione didattica è impostata su un monte di 2400 ore, ripartite in due annualità con
moduli di accoglienza, orientamento, accompagnamento, di saperi di base (area linguistica,
scientifica e tecnologica), di competenze trasversali, di competenze tecnico-professionali, di
stage e di attività motorie.
Per assicurare agli allievi l’opportunità del “passaggio” tra i sistemi dell’obbligo, l’organizzazione didattica si basa sulla utilizzazione di un modello di progetto didattico unitario che prevede la ripartizione in moduli omogenei, così da consentire la valutazione e la successiva certificazione delle competenze acquisite. I programmi didattici hanno differente sviluppo, a
secondo della professionalità da conseguire, nella sola area relativa ai contenuti tecnico-professionali e di stage; mentre è univoca l’articolazione dei contenuti afferenti all’area delle competenze di base e trasversali, ad eccezione di alcuni casi in cui vi è l’esigenza di apportarvi
modifiche per contestualizzare i contenuti stessi.
I corsi sono finalizzati all’acquisizione di competenze riferite ai profili di qualifiche di base (o
di 1° livello), approvate dalla Giunta Regionale con propria deliberazione.
Le qualifiche sono comprese nelle seguenti aree professionali: Informatica; Elettrica; Meccanica; Turismo; Ristorazione; Distribuzione Commerciale; Produzione Artigianale; Edilizia; Agricoltura e Ambiente.
287
4 • LA FORMAZIONE ESTERNA PER GLI APPRENDISTI IN OBBLIGO FORMATIVO
La situazione riscontrata in ambito regionale fa emergere la quasi totale assenza dello strumento dell’Apprendistato. Infatti, la tendenza risulta essere quella di assunzione di giovani
apprendisti con età superiore a 18 anni e quindi di una fascia di utenza che non va incontro
all’obbligo formativo.
Le stime finora effettuate hanno evidenziato, tra gli apprendisti, la presenza di un numero ridottissimo di giovani soggetti all’obbligo, con professionalità e provenienza talmente diversi da
non consentire il loro accorpamento in interventi formativi omogenei.
288
Sezione seconda
• D AT I Q U A N T I TAT I V I
REGIONE PIEMONTE
Ripartizione dei 15enni per percorso formativo
Situazione al 30/4/2002
34.255
21.966
676
238
9.307
(64,1%)
(2,0%)
(0,7%)
(27,2%)
N° giovani in
apprendistato
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani a scuola
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
Ripartizione dei 16enni per percorso formativo
Ripartizione dei 16enni per percorso formativo
Situazione al 30/4/2002
Situazione al 30/4/2002
32.723
28.117
1.964
467
2.175
(85,9%)
(6,0%)
(1,4%)
(6,6%)
N° giovani in
apprendistato
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani a scuola
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
Ripartizione
deidei
17enni
per
percorso
formativo
Ripartizione
17enni
per
percorso
formativo
Situazione
al
30/4/2002
Situazione al 30/4/2002
37.327
33.732
935
312
2.348
(90,4%)
(2,5%)
(0,8%)
(6,3%)
N° giovani a scuola
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani in
apprendistato
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
Fonte: elaborazione Isfol su dati della Regione Piemonte
291
Attività dei Servizi per l'impiego dal 1 novembre 2001 al 30 aprile 2002
Centri per l’Impiego attivati
51
Personale impegnato
53
N° colloqui di informazione
1.506
N° colloqui di orientamento (a)
1.970
Tutori in esercizio (b)
23
a) Non è pervenuto il dato della Provincia di Novara
b) Non sono pervenuti i dati delle Province di Alessandria, Biella, Novara e Vercelli
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Piemonte
Attività di Formazione professionale di base nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione)
N° corsi realizzati per giovani in OF
320
N° giovani coinvolti
5.120
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Piemonte
Attività realizzate nella scuola nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione)
N° corsi con integrazione curricolare
216
N° giovani coinvolti
2.900
N° corsi con arricchimento curricolare (a)
9
N° giovani coinvolti (a)
135
a) I dati sono relativi alla Provincia di Torino
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Piemonte
292
REGIONE VALLE D’AOSTA
Ripartizione dei 15enni per percorso formativo
Situazione al 30/4/2002
1.010
934
6
7
63
(92,5%)
(0,6%)
(0,7%)
(6,2%)
N° giovani in
apprendistato
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani a scuola
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
Ripartizione dei 16enni per percorso formativo
Ripartizione dei 16enni per percorso formativo
Situazionealal30/4/2002
30/4/2002
Situazione
1.004
903
31
32
38
(89,9%)
(3,1%)
(3,2%)
(3,8%)
N° giovani a scuola
N° giovani in
apprendistato
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
Ripartizione dei 17enni per percorso formativo
RipartizioneSituazione
dei 17ennialper
percorso formativo
30/4/2002
Situazione al 30/4/2002
1.098
(a)
N° giovani a scuola
47
93
(4,3 %)
(8,5%)
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani in
apprendistato
(a)
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
a) Dato non pervenuto
Fonte: elaborazione Isfol su dati della Valle d’Aosta
293
Scelte espresse per l’anno successivo dai giovani inseriti nel percorso scolastico
Giovani 15 enni
Scuola
946
F.P. di base
19
Apprendistato
5
Nessuna scelta
40
Giovani 16 enni
Scuola
F.P. di base
Apprendistato
Nessuna scelta
926
16
11
51
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Valle D’Aosta
Attività dei Servizi per l'impiego dal 1 novembre 2001 al 30 aprile 2002
Personale impegnato
1
N° colloqui di informazione
153
N° colloqui di orientamento
97
Tutori in esercizio
2
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Valle D’Aosta
294
REGIONE LOMBARDIA
Ripartizione dei 15enni per percorso formativo
Situazione al 30/4/2002
55.134 (a)
46.554 (b)
1.193 (c)
85 (d)
1.384 (e)
(84,4%)
(2,2%)
(0,2%)
(2,5%)
N° giovani a scuola
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani in
apprendistato
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
a)a)
Non
sono
pervenuti
i dati
Lecco Mantova ee Sondrio
Sondrio
Non
sono
pervenuti
i datidelle
delleProvince
ProvincedidiBergamo,
Bergamo, Como, Lecco,
sono
pervenuti
i datidelle
delleProvince
ProvincedidiBergamo,
Bergamo, Brescia,
Brescia, Lecco
Lecco, Mantova
Mantova e Sondrio
b)b)NonNon
sono
pervenuti
i dati
Sondrio
Il dato
si riferisce
alleProvince
ProvincedidiComo,
Como,Cremona,
Cremona, Mantova
Mantova e Varese
c)c)Il dato
si riferisce
alle
Varese
sono
pervenuti
i datidelle
delleProvince
ProvincedidiBergamo,
Bergamo, Brescia,
Brescia, Lecco,
Lecco, Lodi
d)d)
NonNon
sono
pervenuti
i dati
Lodi eeSondrio
Sondrio
Il dato
si riferisce
alle
ProvincedidiCremona,
Cremona,Pavia
PaviaeeVarese
Varese
e)e)Il dato
si riferisce
alle
Province
Ripartizione dei
dei 16enni
16enniper
perpercorso
percorso formativo
formativo
Ripartizione
Situazione
Situazione al
al 30/4/2002
30/4/2002
58.584 (a)
43.093 (b)
2.796 (b)
871 (b)
1.758 (c)
(92,1%)
(1,0%)
(0,9%)
(3,7%)
N° giovani a scuola
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani in
apprendistato
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
a)a)
Non
sono
pervenuti
Como, Lecco
LeccoeeSondrio
Sondrio
Non
sono
pervenutii dati
i datidelle
delleProvince
Province di
di Bergamo,
Bergamo, Como,
Non
sono
pervenutii dati
i datidelle
delleProvince
Province di
di Bergamo,
Bergamo, Brescia,
b)b)Non
sono
pervenuti
Brescia, Lecco
LeccoeeSondrio
Sondrio
Non
sono
pervenutii dati
i datidelle
delleProvince
Province di
di Bergamo,
Bergamo, Brescia,
e Sondrio
c)c)Non
sono
pervenuti
Brescia, Cremona,
Cremona,Lecco,
Lecco,Mantova,
Mantova,Milano
Milano
e Sondrio
Ripartizione
Ripartizionedei
dei17enni
17enniper
perpercorso
percorsoformativo
formativo
Situazione
al al
30/4/2002
Situazione
30/4/2002
60.790 (a)
40.944 (b)
4.022 (b)
2.572 (b)
2.433 (c)
(67,4 %)
(6,6%)
(4,2%)
(4,0%)
N° giovani a scuola
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani in
apprendistato
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
a) Non sono pervenuti i dati delle Province di Bergamo, Como, Lecco e Sondrio
b) Non sono pervenuti i dati delle Province di Bergamo, Brescia, Lecco e Sondrio
c) Il dato si riferisce alle Province di Cremona, Lodi, Pavia e Varese
Fonte: elaborazioni Isfol su dati della Regione Lombardia
295
Scelte espresse per l’anno successivo dai giovani inseriti nel percorso scolastico
Giovani 15 enni
Scuola (a)
27.634
F.P. di base (b)
376
Apprendistato (c)
100
Nessuna scelta (d)
3.388
Giovani 16 enni
Scuola (a)
F.P. di base (b)
Apprendistato (b)
Nessuna scelta (b)
25.954
400
205
4.347
Giovani 17 enni
Scuola (a)
F.P. di base (b)
Apprendistato (b)
Nessuna scelta (b)
24.933
489
251
4.582
a) Non sono pervenuti i dati delle Province di Bergamo, Brescia, Lecco, Mantova e Sondrio
b) Non sono pervenuti i dati delle Province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Mantova e Sondrio
c) Il dato si riferisce alle Province di Cremona, Milano, Pavia e Varese
d) Il dato si riferisce alle Province di Cremona, Lodi, Milano, Pavia e Varese
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Lombardia
Attività dei Servizi per l'impiego dal 1 novembre 2001 al 30 aprile 2002
Centri per l’Impiego attivati (a)
22
Personale impegnato (a)
36
N° colloqui di informazione (b)
575
N° colloqui di orientamento (c)
194
Tutori in esercizio (c)
8
a) Il dato si riferisce alle Province di Cremona, Lodi, Mantova, Pavia e Varese
b) Il dato si riferisce alle Province di Cremona, Lodi, Pavia e Varese
c) Il dato si riferisce alle Province di Cremona, Lodi e Varese
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Lombardia
Attività di Formazione professionale di base nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione)
N° corsi realizzati per giovani in OF (a)
715
N° giovani coinvolti (a)
8.132
a) Non sono pervenuti i dati delle Province di Bergamo, Lecco e Sondrio
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Lombardia
296
Formazione esterna per apprendisti in OF nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione)
N° corsi per apprendisti in OF (a)
31
N° apprendisti coinvolti (a)
494
N° apprendisti coinvolti in corsi non specifici (b)
99
N° moduli aggiuntivi (c)
431
N° apprendisti coinvolti nei moduli (c)
9.949
a) Il dato si riferisce alle Province di Brescia, Cremona, Lodi, Mantova e Varese
b) Il dato si riferisce alle Province di Brescia, Como, Cremona, Mantova e Varese
c) Non sono pervenuti i dati delle Province di Bergamo, Lecco, Lodi e Sondrio
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Lombardia
Attività realizzate nella scuola nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione)
N° corsi con integrazione curricolare (a)
131
N° giovani coinvolti (a)
1.470
N° corsi con arricchimento curricolare (b)
172
N° giovani coinvolti (b)
2.793
a) Il dato si riferisce alle Province di Como, Cremona e Mantova
b) Il dato si riferisce alle Province di Como, Cremona, Mantova e Pavia
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Lombardia
297
REGIONE AUTONOMA DI BOLZANO
Ripartizione dei 15enni per percorso formativo
Situazione al 30/4/2002
4.905
3.766
874
265
(76,8%)
(17,8%)
(5,4%)
N° giovani a scuola
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
Ripartizionedei
dei16enni
16enniper
perpercorso
percorsoformativo
formativo
Ripartizione
Situazione al
al 30/4/2002
30/4/2002
Situazione
4.867
3.280
591
899
97
(67,4%)
(12,1%)
(18,5%)
(2,0%)
N° giovani a scuola
N° giovani in
apprendistato
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
Ripartizione
Ripartizionedei
dei17enni
17enniper
perpercorso
percorsoformativo
formativo
Situazione
al
30/4/2002
Situazione al 30/4/2002
5.108
3.237
498
1.302
71
(63,4%)
(9,7%)
(25,5%)
(1,4%)
N° giovani a scuola
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani in
apprendistato
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Provincia Autonoma di Bolzano
298
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
Scelte espresse per l’anno successivo dai giovani inseriti nel percorso scolastico
Giovani 15 enni
Scuola
3.481
F.P. di base
391
Apprendistato
323
Nessuna scelta
710
Giovani 16 enni
Scuola
F.P. di base
Apprendistato
Nessuna scelta
3.163
284
588
832
Giovani 17 enni
Scuola
F.P. di base
Apprendistato
Nessuna scelta
2.919
230
611
1.348
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Provincia Autonoma di Bolzano
Attività dei Servizi per l'impiego dal 1 novembre 2001 al 30 aprile 2002
Centri per l’Impiego attivati
21
Personale impegnato
40
N° colloqui di informazione
164
N° colloqui di orientamento
268
Tutori in esercizio
0
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Provincia Autonoma di Bolzano
Attività di Formazione professionale di base nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione)
N° corsi realizzati per giovani in OF
62
N° giovani coinvolti
1.543
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Provincia Autonoma di Bolzano
Formazione esterna per apprendisti in OF nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione)
N° corsi per apprendisti in OF
57
N° apprendisti coinvolti
N° apprendisti coinvolti in corsi non specifici
1.650
N° moduli aggiuntivi
N° apprendisti coinvolti nei moduli
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Provincia Autonoma di Bolzano
299
Attività realizzate nella scuola nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione)
N° corsi con integrazione curricolare
19
N° giovani coinvolti
322
N° corsi con arricchimento curricolare
37
N° giovani coinvolti
660
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Provincia Autonoma di Bolzano
300
REGIONE AUTONOMA DI TRENTO
Ripartizione dei 15enni per percorso formativo
Situazione al 30/4/2002
4.576
3.603
655
22
296
(78,7%)
(14,3%)
(0,5%)
(6,5%)
N° giovani in
apprendistato
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani a scuola
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
Ripartizione
16enni
percorso
formativo
Ripartizione
deidei
16enni
perper
percorso
formativo
Situazione
al
30/4/2002
Situazione al 30/4/2002
4.541
3.475
944
78
44
(76,5%)
(20,8%)
(1,7%)
(1,0%)
N° giovani a scuola
N° giovani in
apprendistato
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
Ripartizione dei
17enni per
per percorso
percorso formativo
formativo
Ripartizione
dei 17enni
Situazione
al
30/4/2002
Situazione al 30/4/2002
4.511
3.106
1.059
73
273
(68,9%)
(23,5%)
(1,6%)
(6,1%)
N° giovani a scuola
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani in
apprendistato
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Provincia Autonoma di Trento
301
Scelte espresse per l’anno successivo dai giovani inseriti nel percorso scolastico
Giovani 15 enni
Scuola
3.401
F.P. di base
837
Apprendistato
16
Nessuna scelta
2
Giovani 16 enni
Scuola
F.P. di base
Apprendistato
Nessuna scelta
3.414
970
19
11
Giovani 17 enni
Scuola
F.P. di base
Apprendistato
Nessuna scelta
3.098
520
527
8
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Provincia Autonoma di Trento
Attività dei Servizi per l'impiego dal 1 novembre 2001 al 30 aprile 2002
Centri per l’Impiego attivati
12
Personale impegnato
6
N° colloqui di informazione
132
N° colloqui di orientamento
Tutori in esercizio
3
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Provincia Autonoma di Trento
Attività di Formazione professionale di base nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione)
N° corsi realizzati per giovani in OF
118
N° giovani coinvolti
2.003
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Provincia Autonoma di Trento
302
REGIONE VENETO
Ripartizione dei 15enni per percorso formativo
Situazione al 30/4/2002
38.629
35.900
34
(92,9%)
(0,1%)
N° giovani a scuola
2.695
(7,0%)
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
N° giovani nella f.p.
di base
a
b
Ripartizionedei
dei16enni
16enniper
perpercorso
percorsoformativo
formativo
Ripartizione
Situazione
al
30/4/2002
Situazione al 30/4/2002
39.452
31.767
2.278
958
4.449
(80,5%)
(5,8%)
(2,4%)
(11,3%)
N° giovani a scuola
N° giovani in
apprendistato
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
Ripartizione dei 17enni per percorso formativo
Ripartizione dei 17enni per percorso formativo
Situazione al 30/4/2002
Situazione al 30/4/2002
41.789
30.816
2.422
3.045
3.506
(73,7%)
(5,8%)
(7,3%)
(8,4%)
N° giovani a scuola
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani in
apprendistato
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Veneto
303
Attività dei Servizi per l'impiego dal 1 novembre 2001 al 30 aprile 2002
Centri per l’Impiego attivati
40
Personale impegnato
25
N° colloqui di informazione
678
N° colloqui di orientamento
191
Tutori in esercizio
19
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Veneto
Attività di Formazione professionale di base nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione)*
N° corsi realizzati per giovani in OF
303
N° giovani coinvolti
8.070
* I dati si riferiscono a corsi finalizzati all’assolvimento dell’obbligo formativo, ma frequentati anche da
utenti di età superiore
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Veneto
Formazione esterna per apprendisti in OF nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione)
N° corsi per apprendisti in OF
560
N° apprendisti coinvolti
9.500
N° apprendisti coinvolti in corsi non specifici
N° moduli aggiuntivi
N° apprendisti coinvolti nei moduli
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Veneto
Attività realizzate nella scuola nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione)
N° corsi con integrazione curricolare
660
N° giovani coinvolti
11.738
N° corsi con arricchimento curricolare
113
N° giovani coinvolti
1.937
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Veneto
304
REGIONE EMILIA ROMAGNA
Ripartizione dei 15enni per percorso formativo
Situazione al 30/4/2002
28.747
28.083
848
241
(97,7%)
(2,9%)
(0,8%)
N° giovani a scuola
N° giovani nella f.p. di
base
N° giovani in apprendistato
a) composizione
La composizione
dato
è influenzatadalla
dallapresenza
presenzanel
nelsistema
sistema scolastico
scolastico ee formativo
a) La
deldel
dato
è influenzata
formativodella
dellaRegione
RegioneEmilia
Emilia
Romagna di giovani residenti in altre Regioni.
Romagna di giovani residenti in altre Regioni.
Ripartizione dei 16enni per percorso formativo (a)
Ripartizione
dei 16enni per percorso formativo .
Situazione
al al
30/4/2002
Situazione
30/4/2002
28.947
27.075
695
830
(93,5%)
(2,4%)
(2,9%)
N° giovani a scuola
N° giovani nella f.p. di
base
N° giovani in apprendistato
a) composizione
La composizione
del dato
è influenzata
presenza
nel sistema
scolastico
e formativo
Regione
a) La
del dato
è influenzata
dalladalla
presenza
nel sistema
scolastico
e formativo
della della
Regione
Emilia
EmiliadiRomagna
di giovaniinresidenti
in altre Regioni.
Romagna
giovani residenti
altre Regioni.
Ripartizione dei
dei17enni
17enniper
perpercorso
percorsoformativo
formativo (a).
Ripartizione
Situazione
alal30/4/2002
Situazione
30/4/2002
30.339
25.538
484
1.196
(84,2%)
(1,6%)
(3,9%)
N° giovani a scuola
N° giovani nella f.p. di
base
N° giovani in apprendistato
a) La composizione del dato è influenzata dalla presenza nel sistema scolastico e formativo della Regione Emilia
Romagna di giovani residenti in altre Regioni.
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Emilia Romagna
305
Scelte espresse per l’anno successivo dai giovani inseriti nel percorso scolastico
Giovani 15 enni
Scuola
23.286
F.P. di base
307
Apprendistato
119
Nessuna scelta (a)
4841
Giovani 16 enni
Scuola
F.P. di base
Apprendistato
Nessuna scelta (b)
24.518
186
217
2.398
Giovani 17 enni
Scuola
F.P. di base
Apprendistato
Nessuna scelta (c)
22.099
77
197
3.478
a) Non pervenuto il dato della Provincia di Forlì Cesena e Parma
b) Non pervenuto il dato della Provincia di Ravenna
c) Non pervenuto il dato della Provincia Parma e Reggio Emilia
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Emilia Romagna
Attività dei Servizi per l'impiego dal 1 novembre 2001 al 30 aprile 2002
Centri per l’Impiego attivati
38
Personale impegnato
52
N° colloqui di informazione (a)
762
N° colloqui di orientamento
583
Tutori in esercizio (b)
30
a) Non pervenuto il dato della Provincia di Ferrara e Reggio Emilia
b) Non pervenuto il dato della Provincia di Bologna, Ferrara e Forlì Cesena
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Emilia Romagna
Attività di Formazione professionale di base nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione)
N° corsi realizzati per giovani in OF
77
N° giovani coinvolti
2.094
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Emilia Romagna
306
Attività realizzate nella scuola nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione)
N° corsi con arricchimento curricolare (a)
317
N° giovani coinvolti (a)
21.197
a) Non pervenuto il dato della Provincia di Modena
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Emilia Romagna
307
REGIONE TOSCANA
Ripartizione dei 15enni per percorso formativo
Situazione al 30/4/2002
26.989
24.031 (a)
13 (b)
3 (c)
210 (d)
(89,04%)
(0,05%)
(0,01%)
(0,78%)
a)
b)
c)
d)
N° giovani in
apprendistato
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani a scuola
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
Non è pervenuto il dato della Provincia di Arezzo
Non sono pervenuti i dati delle Province di Arezzo, Grosseto, Livorno, Massa e Siena
Non sono pervenuti i dati delle Province di Arezzo, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa e Siena
Non sono pervenuti i dati delle Province di Arezzo, Livorno e Siena
Ripartizione
Ripartizionedei
dei 16enni
16enni per
per percorso
percorso formativo
formativo
Situazionealal30/4/2002
30/4/2002
Situazione
27.757
25.569
277 (a)
257 (b)
1.022 (b)
(92,1%)
(1,0%)
(0,9%)
(3,7%)
N° giovani in
apprendistato
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani a scuola
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
a) Non è pervenuto il dato della Provincia di Pisa
b) Non è pervenuto il dato della Provincia di Livorno
Ripartizione
deidei
17enni
perper
percorso
formativo
Ripartizione
17enni
percorso
formativo
Situazione
al 30/4/2002
Situazione
al 30/4/2002
28.545
25.063
351 (a)
942 (b)
1.192 (b)
(87,8%)
(1,2%)
(3,3%)
(4,2%)
N° giovani a scuola
N° giovani nella f.p.
di base
a) Non è pervenuto il dato della Provincia di Pisa
b) Non è pervenuto il dato della Provincia di Livorno
Fonte: elaborazioni Isfol su dati della Regione Toscana
308
N° giovani in
apprendistato
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
Scelte espresse per l’anno successivo dai giovani inseriti nel percorso scolastico
Giovani 15 enni
Scuola (a)
22.087
F.P. di base (b)
168
Apprendistato (c)
70
Nessuna scelta (a)
805
Giovani 16 enni
Scuola (d)
F.P. di base (d)
Apprendistato (d)
Nessuna scelta (d)
15.021
102
87
670
Giovani 17 enni
Scuola (d)
F.P. di base (d)
Apprendistato (d)
Nessuna scelta (d)
14.524
75
69
789
a) Non è pervenuto il dato della Provincia di Arezzo
b) Non sono pervenuti i dati delle Province di Arezzo, Grosseto e Massa
c) Non sono pervenuti i dati delle Province di Arezzo e Grosseto
d) Non sono pervenuti i dati delle Province di Arezzo, Grosseto, Pisa e Siena
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Toscana
Attività dei Servizi per l'impiego dal 1 novembre 2001 al 30 aprile 2002
Centri per l’Impiego attivati
49
Personale impegnato
95
N° colloqui di informazione
2.005
N° colloqui di orientamento (a)
1.205
Tutori in esercizio (b)
55
a) Non è pervenuto il dato della Provincia Pisa
b) Non è pervenuto il dato della Provincia di Livorno
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Toscana
Attività di Formazione professionale di base nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione)
N° corsi realizzati per giovani in OF (a)
79
N° giovani coinvolti (a)
986
b) Non sono pervenuti i dati delle Province di Grosseto e Livorno
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Toscana
309
Formazione esterna per apprendisti in OF nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione)
N° corsi per apprendisti in OF (a)
34
N° apprendisti coinvolti (a)
450
N° apprendisti coinvolti in corsi non specifici (b)
271
N° moduli aggiuntivi (c)
72
N° apprendisti coinvolti nei moduli (d)
277
a) Non sono pervenuti i dati delle Province di Arezzo, Livorno, Lucca, Massa, Pisa e Siena
b) Non è pervenuto il dato della Provincia di Livorno
c) Non sono pervenuti i dati delle Province di Firenze, Livorno, Lucca e Pisa
d) Non sono pervenuti i dati delle Province di Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca e Pisa
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Toscana
Attività realizzate nella scuola nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione)
N° corsi con integrazione curricolare (a)
129
N° giovani coinvolti (a)
2.153
N° corsi con arricchimento curricolare (b)
68
N° giovani coinvolti (b)
1.403
a) Non pervenuti i dati delle Province di Grosseto, Livorno e Siena
b) I dati sono relativi alle Province di Lucca, Pistoia e Prato
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Toscana
310
REGIONE UMBRIA
Ripartizione dei 15enni per percorso formativo
Situazione al 30/4/2002
7.406
5.332 (a)
278 (a)
1 (a)
63 (a)
(72,00%)
(3,75%)
(0,01%)
(0,85%)
N° giovani in
apprendistato
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani a scuola
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
a) Non
il dato
della
Provincia
di Terni
a)
Nonèèpervenuto
pervenuto
il dato
della
Provincia
di Terni
Ripartizione dei
dei16enni
16enniper
perpercorso
percorsoformativo
formativo
Ripartizione
Situazione
Situazione al
al 30/4/2002
30/4/2002
7.442
6.885
203
64
269
(92,5%)
(2,7%)
(0,9%)
(3,6%)
N° giovani a scuola
N° giovani in
apprendistato
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
Ripartizione
dei
Ripartizione
dei17enni
17enniper
perpercorso
percorsoformativo
formativo
Situazione
al
30/4/2002
Situazione al 30/4/2002
7.999
6.863
194
259
107
(85,8%)
(2,4%)
(3,2%)
(1,3%)
N° giovani a scuola
N° giovani nella f.p.
di base
N° giovani in
apprendistato
N° giovani che non risultano
inseriti in alcun percorso
311
Scelte espresse per l’anno successivo dai giovani inseriti nel percorso scolastico (a)
Giovani 15 enni
Scuola
5.190
F.P. di base
29
Apprendistato
2
Nessuna scelta
48
Giovani 16 enni
Scuola
F.P. di base
Apprendistato
Nessuna scelta
4.997
13
13
75
Giovani 17 enni
Scuola
F.P. di base
Apprendistato
Nessuna scelta
4.789
9
5
117
a) Dato relativo alla sola provincia di Perugia
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Umbria
Attività dei Servizi per l'impiego dal 1 novembre 2001 al 30 aprile 2002
Centri per l’Impiego attivati
5
Personale impegnato
15
N° colloqui di informazione
357
N° colloqui di orientamento
106
Tutori in esercizio
6
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Umbria
Attività di Formazione professionale di base nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione)
N° corsi realizzati per giovani in OF
45
N° giovani coinvolti
397
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Umbria
Attività realizzate nella scuola nell'anno 2001-02 (dati di realizzazione) (a)
N° corsi con integrazione curricolare
14
N° giovani coinvolti
34
N° corsi con arricchimento curricolare
24
N° giovani coinvolti
383
a) Dato relativo alla sola provincia di Terni
Fonte: Elaborazioni Isfol su dati della Regione Umbria
312
Finito di stampare nel mese di settembre 2003
dalla Rubbettino Industrie Grafiche ed Editoriali
88049 Soveria Mannelli (Catanzaro)
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l`Attuazione dell`Obbligo Formativo