18 Violenza nei rapporti di coppia
fra giovani
Settembre 2012
www.parita-svizzera.ch
Violenza domestica – Scheda informativa
Le relazioni romantiche e sessuali svolgono un ruolo importante nel corso della pubertà e dell’adolescenza.
Esse consentono ai giovani di perseguire tutta una serie di obiettivi come la realizzazione del desiderio di
intimità, di sostegno e di esperienze sessuali, nonché l’acquisizione di uno status. Le relazioni amorose favoriscono lo sviluppo dell’autonomia personale dato che i giovani possono soddisfare il loro bisogno di comprensione e sostegno al di fuori del rapporto genitore-figlio. Spesso, la costruzione di una relazione amorosa
avanza di pari passo con un rafforzamento dell’autostima e un’immagine positiva della propria attrazione.
Ciò induce altresì a presumere che le esperienze accumulate nel quadro di relazioni romantiche abbiamo un
impatto sullo sviluppo dei contatti sociali successivi (IzKK-Nachrichten 1/2008, pag. 8). Eppure molte ragazze e ragazzi sperimentano per la prima volta la violenza di coppia già in questa fase cruciale della loro vita. Il
fenomeno della violenza nei rapporti di coppia fra giovani (detta anche «dating violence») è assurta ad argomento di discussione solo negli ultimi anni. Diversi studi condotti negli Stati Uniti e in Gran Bretagna ma
anche in Svizzera indicano che il grado di diffusione della violenza nelle relazioni amorose fra adolescenti è
simile a quello della violenza domestica tra adulti e che, come tale, dev’essere tenuto in considerazione nelle
misure di prevenzione e di lotta.
A. Definizione
La violenza nei rapporti di coppia fra giovani minorenni rappresenta al tempo stesso una forma di violenza
giovanile e una forma di violenza domestica. La letteratura specializzata, tuttavia, non fornisce alcuna definizione esplicita della violenza nel contesto dei rapporti di coppia fra i giovani per cui, se da un lato le definizioni inerenti alla violenza domestica non prevedono la categoria specifica «giovani pericolosi/autori di reati», dall’altro, le ricerche sulla violenza giovanile non contemplano una categoria separata denominata «violenza nei rapporti di coppia fra giovani» (Greber 2008). In Svizzera, sebbene si riferisca prevalentemente ad
adulti, la definizione comunemente accettata di Marianne Schwander, secondo cui si è in presenza di violenza domestica quando all’interno di un rapporto familiare, coniugale o paraconiugale esistente o cessato una
o più persone commettono o minacciano di commettere violenza psichica, fisica o sessuale identifica alcuni
elementi importanti che valgono anche per la violenza nei rapporti di coppia fra giovani, segnatamente:
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tra l’autore di violenza e la vittima esiste un legame emotivo che nemmeno una separazione può sciogliere a colpo sicuro;
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all’interno del rapporto di coppia esiste un divario di potere;
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gli atti di violenza avvengono in un contesto che, di norma, dovrebbe infondere sicurezza e protezione
(Schwander 2003).
A parte questi aspetti in comune, i rapporti di coppia fra giovani si differenziano da quelli fra adulti in parte
per la loro dinamica, per i modelli comportamentali sia individuali specifici dell’età sia indotti dalla dinamica
del gruppo di riferimento, come pure per il modo di reagire in caso di minaccia o di uso di violenza domestica. Analogamente ai rapporti di coppia fra adulti, anche in quelli fra giovani è possibile distinguere tra violenza come «comportamento spontaneo in situazioni di conflitto» e violenza come «comportamento sistematico
violento e finalizzato al controllo», anche se i giovani tendono ad assumere questi comportamenti per un
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periodo più breve rispetto agli adulti.
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Per informazioni dettagliate sulla distinzione tra lite e violenza si rimanda alla scheda informativa 1 «Definizione, forme e conseguenze della violenza
domestica» all’indirizzo: www.parita-svizzera.ch Æ Violenza domestica Æ Schede informative.
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Violenza domestica – Scheda informativa
La violenza domestica può manifestarsi contemporaneamente in diversi contesti relazionali di coppia e familiari. Secondo studi in materia, i giovani che diventano violenti nei rapporti di coppia spesso assumono comportamenti sopra le righe o addirittura violenti anche a scuola, nello sport o in famiglia nei confronti di genitori
o fratelli. In questi casi si parla di violenza (domestica) multicontestuale e a costellazioni multiple (Greber,
2010, pagg. 166-167).
B. Fatti e cifre
1. Situazione negli Stati Uniti e in Gran Bretagna
Ad esaminare nel modo più approfondito la dimensione della violenza nei rapporti di coppia fra giovani sono
stati finora studi condotti negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Questi studi giungono alla conclusione che la
violenza nei rapporti amorosi giovanili si manifesta con una frequenza simile a quella registrata nelle coppie
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di adulti . Il fenomeno interessa giovani di entrambi i sessi, con retroterra culturali ed etnici diversi, come
pure un differente orientamento sessuale. Tra le vittime di violenza nell’ambito di una relazione amorosa fra
adolescenti, le giovani donne superano gli uomini:
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A seconda dello studio, durante la gioventù circa una donna su quattro o cinque subisce violenza fisica
da parte di un partner.
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Il 14-18 per cento dei giovani uomini dichiara di essere già stato picchiato o ferito almeno una volta per
mano di una propria o di un proprio partner.
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I giovani uomini ricorrono alla violenza fisica perlopiù per controllare le loro partner; le giovani donne per
difendersi da partner violenti.
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Circa una giovane adolescente su quattro che vive una relazione amorosa dichiara di essere vittima di
violenza psichica (insulti, umiliazioni, offese) o di minacce pesanti.
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In uno studio britannico, tre giovani donne su quattro e un giovane uomo su due dichiarano di aver sperimentato l’«emotional partner violence» in almeno una delle loro relazioni amorose. In concreto, ai partecipanti allo studio è stato chiesto di indicare se avevano vissuto una delle seguenti situazioni comprese
nel concetto di violenza emotiva tra partner: far fare una brutta figura (anche su Internet o tramite cellulare), rimproverare gridando, offendere, umiliare, minacciare o controllare (anche tramite cellulare) in permanenza la propria o il proprio partner, ordinargli cosa può fare e chi può vedere, metterla o metterlo
sotto pressione oppure ricattarla o ricattarlo mediante informazioni personali.
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Un terzo di tutte le giovani donne di età compresa tra i 13 e i 17 anni dichiara di aver subito violenza
sessuale in una qualsiasi forma da parte del partner del momento o di uno precedente; tra i giovani uomini l’incidenza di tale fenomeno è del 16 per cento
Lo studio effettuato nel 2008 da Teen Research Unlimited (TRU) rileva che le prime relazioni amorose hanno inizio molto prima di quanto si supponesse sino a quel momento. Oltre la metà degli adolescenti tra gli 11
e i 14 anni dichiara di vivere una relazione amorosa «seria». Inoltre è stato possibile stabilire l’esistenza di
un legame diretto tra attività sessuale precoce e violenza nei rapporti di coppia fra adolescenti. Il 69 per cento di tutti gli intervistati che hanno avuto i primi contatti sessuali già a 14 anni o prima ammette di aver subito
violenza in una qualsiasi forma nell’ambito di una o più relazioni amorose. Tra i giovani che hanno sperimentato il sesso più tardi, questa percentuale risulta sensibilmente più bassa (20% tra coloro che hanno avuto i
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Si vedano tra gli altri Teen Research Unlimited, 2008; Truman 2011; Bonomi, Kelleher 2007; Centers for Desease Control and Prevention, 2006 e 2007;
Marcus 2005; O’Keefe 1997 e 2005; Barter et al. 2009.
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primi contatti sessuali tra i 15 e i 16 anni, 9 per cento tra coloro che li hanno avuti dopo i 16 anni. Inoltre, nei
rapporti sessuali una giovane donna su quattro sostiene di spingersi più lontano di quanto vorrebbe per timore di perdere il proprio partner.
Lo stesso studio rileva che benché siano numerosi i genitori che discutono con i loro figli adolescenti delle
relazioni amorose che questi ultimi intrattengono, nessuno di essi ha la più pallida idea di cosa realmente
accada all’interno di tali rapporti; i genitori non sanno nulla dei contatti sessuali dei loro figli e questi ultimi
non li informano in merito a eventuali problemi esistenti nei loro rapporti di coppia. Anche la mancanza di
consapevolezza del problema tra gli stessi giovani desta preoccupazione. Solo un quarto degli intervistati,
infatti, riconosce che la violenza nelle relazioni amorose fra adolescenti costituisce un problema giovanile e
di questi solo la metà sa a chi rivolgersi e come chiedere aiuto (Teen Research Unlimited, 2008).
2. Situazione in Svizzera
In Svizzera, nonostante la disponibilità di dati che documentano la dimensione di questo fenomeno, la violenza di coppia fra giovani non è ancora percepita come un vero problema.
Studio „Swiss Multicenter Adolescent Study on Health“ (SMASH), 2002
Lo studio SMASH, un’indagine rappresentativa condotta presso 7420 giovani tra i 16 e i 20 anni, fornisce
alcune indicazioni in merito al fenomeno della violenza nei rapporti di coppia fra giovani in Svizzera. Nel
complesso, il 14,4 per cento delle ragazze e l’1,7 per cento dei ragazzi interpellati hanno dichiarato di aver
subito un aggressione sessuale da parte di una o di un partner. Le autrici e gli autori dello studio sottolineano tuttavia come, nel quadro di un sondaggio, la frequenza effettiva di questo tipo di violenza venga generalmente sottovalutata. Al momento della prima aggressione, il 33,9 delle ragazze coinvolte aveva tra i 12 e i
16 anni, il 18 per cento più di 16 anni. Una parte consistente delle ragazze, quindi, ha subito la prima aggressione sessuale durante l’adolescenza. Le autrici e gli autori dello studio partono dal presupposto che le
aggressioni perpetrate da ragazzi coetanei nell’ambito di relazioni amorose in questa fase della vita svolgano un ruolo rilevante e giungono alla conclusione che l’educazione sessuale dovrebbe focalizzarsi maggiormente sulla problematica delle aggressioni sessuali nell’ambito delle relazioni amorose (Narring et al. 2003).
Studio „Sexual Victimization of Children and Adolescents in Switzerland“, 2011
L’ultimo studio condotto in Svizzera sulle esperienze di violenza sessuale dei bambini e degli adolescenti
dimostra che la violenza sessuale – con o senza contatto fisico – è un problema da non sottovalutare. Sono
stati interpellati allievi e allieve del nono anno di scuola in 445 classi di tutti i Cantoni e di tutte le regioni linguistiche.
Dallo studio emerge che il 28 per cento dei ragazzi e il 62 per cento delle ragazze è già stato vittima almeno
una volta di una violenza a sfondo sessuale, il cui ventaglio varia dalla molestia verbale o scritta allo stupro
tentato o compiuto (si veda anche parte C, Forme).
Risulta inoltre che i giovani sono molto più spesso vittime di abusi sessuali ad opera di loro coetanei (39%
dei casi) che di familiari o sconosciuti. In queste cifre la violenza sessuale nei rapporti di coppia fra giovani
svolge un ruolo importante: il 16 per cento delle ragazze e il 10 per cento dei ragazzi ha già subito almeno
una volta un atto di violenza di natura sessuale da parte di un/una (ex) partner.
Gli abusi ai danni di bambini e adolescenti sono perpetrati prevalentemente tra le mura di casa e in secondo
luogo in altre economie domestiche. Le ragazze sono più spesso vittime di autori di sesso maschile (89%),
mentre i ragazzi subiscono le molestie soprattutto da parte di persone di sesso femminile (60%) (Averdijk,
Müller-Johnson, Eisner 2011).
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Queste cifre dimostrano che la violenza nei rapporti di coppia fra giovani in Svizzera è ampiamente diffusa e
dev’essere riconosciuta e affrontata seriamente.
C. Forme e caratteristiche specifiche della violenza nei rapporti di coppia fra
giovani
«Dopo tutto la sua gelosia è una prova di amore…»
Anche i rapporti di coppia fra giovani conoscono diverse forme di violenza, da quella fisica a quella psichica
passando per quella sessuale. Le umiliazioni e le minacce verbali, le molestie per telefono, sms, e-mail o
attraverso le reti sociali, il controllo e la limitazione della libertà di movimento sono forme di violenza psichica
che si manifestano frequentemente nelle relazioni amorose fra adolescenti.
Al riguardo, un ruolo particolare spetta alla violenza psichica sotto forma di controllo e limitazione della libertà di movimento del partner. Più di un terzo dei giovani intervistati nell’ambito dello studio TRU dichiara che
la propria o il proprio partner vuole sempre essere informata/o su tutto, dice loro cosa devono o non devono
fare o, addirittura, vieta loro di incontrare altre persone.
Spesso i giovani interpretano un’attenzione e un attaccamento eccessivi come una prova di amore. Molte
ragazze e giovani donne trovano «carino» che il loro partner sia geloso e le voglia un pochino controllare e
fraintendono questi atteggiamenti come segni di un amore sincero. La gelosia, tuttavia, può anche essere un
primo campanello di allarme per un comportamento controllante e manipolatore. Soprattutto durante
l’adolescenza, una relazione amorosa può rivestire un’importanza esistenziale e indurre un forte dipendenza. I giovani hanno poca esperienza nella gestione della vicinanza e della distanza e nelle loro prime relazioni amorose devono dapprima acquisire la necessaria competenza in questo ambito.
Il far fare una brutta figura alla propria o al proprio partner o il mettersi in mostra su Internet o tramite cellulare costituisce un'altra forma di violenza specifica dei rapporti di coppia fra giovani. Nello studio Sex and Tech
(2008), una giovane donna su quattro tra i 12 e i 19 anni dichiara di aver già pubblicato su Internet o inviato
tramite cellulare foto che la ritraggono nuda. Oltre la metà di queste giovani donne indica di averlo fatto su
pressione del partner o perché costretta.
Violenza sessuale nelle relazioni amorose fra adolescenti
Le aggressioni sessuali sono un fenomeno relativamente diffuso e spesso nascosto nelle relazioni amorose
fra adolescenti (si veda parte B): si va dagli atti di violenza senza contatto fisico come le molestie verbali o
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scritte, il bullismo sessuale o la cibervittimizzazione sessuale , passando dalle aggressioni fisiche come
toccare le parti intime o baciare la vittima contro la sua volontà, fino allo stupro tentato o compiuto. La maggior parte delle aggressioni sessuali avvengono a casa della vittima o in un’altra economia domestica (Averdijk, Müller-Johnson, Eisner 2011).
Inoltre, giovani donne che hanno lasciato il proprio partner riferiscono regolarmente di essere state minacciate o molestate sessualmente dal loro ex compagno e/o dai suoi compagni. Non di rado la violenza sessuale
viene anche «delegata» a terzi oppure la ex partner viene «messa a disposizione» di terzi con la giustificazione che «è comunque una sgualdrina che se l’è meritato».
I giovani che hanno subito violenza sessuale si sentono spesso denigrati, in colpa, si vergognano
dell’esperienza vissuta. Molte vittime di questo tipo di violenza non si aspettano nemmeno di ricevere aiuto
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Con questi concetti s’intendono aggressioni di stampo sessuale in Internet.
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dall’esterno. Qualora decidano di aprirsi, si confidano il più delle volte con amici/amiche (50% ca.) e solo
secondariamente con i genitori (21% ca.). Le ragazze parlano più spesso dell’accaduto con i genitori (60%)
rispetto ai ragazzi (42-45%). La polizia invece non viene quasi mai contattata (solo da 4-7% ca. delle vittime). Queste cifre dimostrano la necessità di condurre delle campagne di sensibilizzazione per informare i
genitori e i coetanei sui comportamenti da adottare nei confronti delle vittime e sulle forme di aiuto specializzate esistenti (Averdijk, Müller-Johnson, Eisner 2011; Krahé, Scheiberger-Olwig 2002).
Le ricerche mostrano chiaramente che anche i ragazzi sono vittime di violenza sessuale – anche se molto
più raramente delle ragazze. Il 20 per cento circa dei ragazzi è vittimizzato senza contatto fisico, mentre tra
le ragazze questa cifra è più del doppio. Ancora maggiore è la differenza nelle violenze sessuali con contatto
fisico: 8 per cento dei ragazzi; 22 per cento delle ragazze (Averdijk, Müller-Johnson, Eisner 2011).
Anche le ragazze commettono abusi sessuali, ma in misura minore rispetto ai ragazzi. Nell’ambito dello studio svizzero sulla vittimizzazione dei bambini e degli adolescenti, il 67 per cento degli interpellati (ragazzi e
ragazze) ha affermato di essere venuto a conoscenza di almeno un autore di violenza sessuale, mentre il 25
per cento ha indicato un’autrice di un simile atto (Averdijk, Müller-Johnson, Eisner 2011). Tuttavia, le affermazioni sulle persone che esercitano violenze ai danni dei giovani uomini variano da uno studio all’altro:
alcuni giungono alla conclusione che i ragazzi e gli uomini sono prevalentemente vittime di violenze sessuali
commesse da altri ragazzi e da altri uomini (Helliger 2006). Secondo altri studi, i ragazzi riferiscono di violenze sessuali commesse all’interno della coppia, il 60 per cento delle quali ad opera di persone di sesso
femminile. Sono invece molto meno numerose le ragazze che dichiarano di aver commesso abusi sessuali.
Questa discrepanza va ricondotta da un lato alla diversa percezione della violenza sessuale a seconda del
sesso e dall’altro alla reticenza delle ragazze ad ammettere di aver compiuto simili atti, per loro socialmente
più riprovevoli che per i ragazzi per i quali un (lieve) atto di violenza sessuale è anche considerato segno di
virilità (Averdijk, Müller-Johnson, Eisner 2011).
Ciberbullismo
Il concetto di «ciberbullismo» o «cibermobbing» designa l’impiego abusivo delle tecnologie di comunicazione
(telefonino, Internet, chat ecc.) per danneggiare, molestare in modo persistente, provocare, tormentare o
terrorizzare altre persone facendo circolare fotografie, video o informazioni contraffatti, imbarazzanti o compromettenti.
Pur non esistendo studi specifici sulle manifestazioni di ciberbullismo nei rapporti di coppia fra giovani, le
cifre sulle dimensioni di questo fenomeno in generale abbinate ai dati sulla violenza nelle relazioni tra giovani lasciano presupporre che questo tipo di abuso rivesta un ruolo importante anche nelle relazioni amorose
in età giovanile. La vittimizzazione attraverso il ciberbullismo di stampo sessuale è la forma di abuso più
diffusa (18% dei giovani riferiscono episodi simili; si veda Steiner 2008; Averdijk, Müller-Johnson, Eisner
2011, nonché gli studi menzionati nella parte B).
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D. Fattori di rischio
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Molte ricerche si occupano dei fattori di rischio per una forte propensione alla violenza fra i giovani . Analogamente alla violenza domestica fra adulti, anche per le esperienze di violenza nelle relazioni amorose fra
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giovani esistono determinati fattori di rischio che vengono stabiliti in base ai livelli individuale, familiare e
sociale, a cui si aggiunge il livello scolastico e dei coetanei che può influire notevolmente sulla propensione
alla violenza dei giovani (Krahé, Scheiberger-Olwig 2002, Heiliger 2006; Eisner, Ribeaud, Locher 2008; A6
verdijk, Müller-Johnson, Eisner 2011). Di seguito sono illustrati i principali fattori di rischio :
Esperienze negative durante l’infanzia
Tra queste rientrano innanzitutto lo sfruttamento sessuale durante l’infanzia, le esperienze dirette di violenza
fisica o psichica oppure il fatto di crescere in un contesto di violenza domestica fra i genitori. Anche il senso
di nullità in seno alla famiglia, la sensazione costante di essere degli incapaci o di non valere nulla, sono
fattori che accrescono la probabilità di future esperienze di violenza.
L’aver assistito a episodi di violenza nel rapporto di coppia dei genitori così come l’aver subito maltrattamenti
durante l’infanzia sono esperienze che i giovani possono prendere a modello per il proprio comportamento.
Sebbene ragazze e ragazzi elaborino le proprie esperienze in modo diverso, in generale si osserva che i
ragazzi tendono maggiormente a identificarsi con il padre autore dei maltrattamenti e le ragazze con la madre vittima della violenza del consorte.
Anche il tipo di educazione ha un influsso notevole. Per esempio uno stile educativo inconsistente caratterizzato da un controllo carente dei genitori e da una scarsa partecipazione attiva agli interessi dei figli ha effetti
negativi sui bambini e può rafforzare la loro disposizione alla violenza, così come uno stile educativo troppo
severo può aumentare il rischio di diventare vittima o autore/autrice di violenza nell’adolescenza.
Importanza dell’attività sessuale
Come già menzionato in precedenza, lo studio condotto da Teen Research Unlimited ha individuato
l’esistenza di un legame tra attività sessuale molto precoce e violenza nelle relazioni amorose fra adolescenti. È evidente che la sessualizzazione a oltranza del quotidiano dei giovani unitamente al messaggio della
costante disponibilità sessuale della donna mette le ragazze e i ragazzi sotto pressione per quanto attiene al
loro comportamento sessuale. Gli sforzi per essere considerati sessualmente edotti e il timore di essere
bollati come «ipersensibili» quando si discute di determinati comportamenti contribuiscono a tabuizzare fortemente il tema della violenza sessuale fra i giovani e inducono questi ultimi a spingersi nelle loro relazioni
sessuali più lontano di quanto non vogliano o siano pronti ad andare.
Comunicazione equivoca delle intenzioni sessuali
Diversi studi indicano che le strategie di comunicazione ambigua – «token resistance» (dire no ma intendere
sì) e «token compliance» (dire sì ma intendere no) – sono associate a una probabilità di violenza sessuale
più elevata. In altre parole, le donne che comunicano in modo ambiguo sono maggiormente esposte al rischio di diventare vittime di violenze sessuali. Il discorso è analogo per quanto riguarda la percezione ma-
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Considerato lo scarso numero di ricerche specifiche esistenti sui fattori di rischio della violenza nei rapporti di coppia fra giovani, di seguito vengono
illustrati anche i fattori di rischio della violenza giovanile in generale, che forniscono spunti anche sugli elementi che scatenano la violenza nei rapporti di
coppia fra giovani.
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Per maggiori informazioni si rimanda alla scheda informativa 2 «Cause e fattori di rischio della violenza nei rapporti di coppia» all’indirizzo: www.paritasvizzera.ch Æ Violenza domestica Æ Schede informative.
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Questo elenco si basa su Eisner, Ribeaud, Locher 2008; Krahé, Scheinberger-Olwig 2002; Heiliger 2006; Steiner 2008. Per informazioni più dettagliate e
altri riferimenti bibliografici si rimanda agli studi menzionati.
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schile dell’equivocità femminile: gli uomini che credono di cogliere una comunicazione equivoca nelle donne
assumono più frequentemente un comportamento aggressivo sul piano sessuale. Questa constatazione è
importante per il lavoro con i giovani. Al riguardo non si tratta assolutamente di permettere che la comunicazione equivoca sia considerata una giustificazione per la violenza sessuale perpetrata da giovani uomini.
Norme del gruppo di riferimento (gruppo dei coetanei)
Per i giovani è estremamente importante essere considerati normali tra i loro simili e corrispondere ai valori e
alle norme del loro gruppo di riferimento. Immagini stereotipate dei ruoli di uomini e donne aumentano il rischio di violenza nei rapporti di coppia anche fra i giovani. Le immagini istintive di una donna sottomessa e
di un uomo che accetta l’uso della violenza per riuscire a imporsi impediscono agli interessati di rendersi
conto in tempo quando stanno per passare il limite o persino di riconoscere di essere andati oltre. Le amicizie con coetanei con precedenti penali possono inoltre predisporre il ricorso alla violenza. Le caratteristiche
della cerchia di amici sono uno dei principali fattori di rischio. Si pensi infatti che alcuni bambini vengono
espulsi da scuola già nei primissimi anni e questa esclusione sociale può innescare una spirale di comportamenti problematici ed emarginanti.
La scuola come sistema sociale
L’importanza della scuola nel favorire o nel contenere la propensione alla violenza tra i giovani si manifesta
specialmente nelle questioni che riguardano il rispetto delle regole e il clima scolastico in generale, così come nella sua capacità di motivare a sufficienza i bambini e i giovani e di trasmettere loro un senso dei valori.
Un’elevata delinquenza sessuale nelle classi aumenta il rischio di diventare vittima di abusi di questo genere. Questo aspetto dimostra il ruolo fondamentale del gruppo di riferimento (per maggiori informazioni sul
materiale didattico per la prevenzione della violenza nei rapporti tra teenager si veda la parte G).
Fattori mediatici
Anche le rappresentazioni di atti di violenza nei media possono incidere sulla propensione dei giovani a
commetterla. Il problema principale risiede nell’assenza di un contesto in cui situare queste immagini spesso
peraltro molto realistiche, specie in Internet, e nella mancanza della prospettiva della vittima. Un altro fattore
di rischio da non sottovalutare, infine, è l’accessibilità dei giovani ai media audiovisivi, specialmente in camera da letto.
Condizioni quadro sociali
Anche la società in sé ha un influsso sul comportamento violento dei propri giovani. Infatti, i tassi di violenza
sono più elevati nei Paesi nei quali le disuguaglianze sociali risultano particolarmente marcate, alcune categorie sociali sono discriminate e lo Stato gode di scarsa legittimità.
Fattori situazionali
Con fattori situazionali s’intendono elementi esterni che in una situazione concreta possono innescare atti
violenti. Le ricerche sui fattori di rischio situazionali nella violenza domestica sono ancora scarse, ma forniscono già alcuni indizi sugli elementi scatenanti. Il luogo e l’ora svolgono un ruolo molto importante, giacché
le violenze giovanili esplodono soprattutto nelle notti dei fine settimana, nei luoghi di intrattenimento (discoteche, parchi, stazioni ecc.). In questo contesto il fattore scatenante sembra essere la mancanza di controllo
sociale, perché in genere questi episodi si consumano lontano dagli occhi dei genitori e della polizia. Importanti fattori situazionali sono anche le provocazioni verbali o simboliche. Gli abusi sessuali tra i giovani avvengono invece piuttosto a casa o in altre economie domestiche, ma raramente in luoghi pubblici.
A livello individuale, i principali fattori situazionali che innescano la violenza giovanile sono l‘eccessivo consumo di alcol e droga.
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E. Conseguenze delle esperienze di violenza
Le esperienze di violenza sessuale hanno grosse conseguenze psichiche per le vittime. Le ragazze tendono
a interiorizzare il vissuto, sviluppando paure o stati depressivi, mentre nei ragazzi prevalgono le reazioni di
tipo esternalizzante, con manifestazioni di collera e bugie. Si constata inoltre che la vittimizzazione da parte
dei coetanei ha ripercussioni pesanti quanto quella perpetrata da adulti.
Uno studio condotto nel 2008 dall’organizzazione statunitense «National Council on Crime and Delinquency» (NCCD) mostra come i giovani che subiscono violenze nell’ambito di relazioni amorose fra adolescenti tendano nettamente più spesso ad assumere comportamenti rischiosi e nocivi rispetto ai loro coetanei
senza vissuti di violenza alle spalle (Davis 2008). Non a caso una percentuale considerevole delle donne
tossicodipendenti ha subito abusi sessuali durante l’infanzia o la gioventù.
Sempre secondo lo studio NCCD, le ragazze e le giovani donne che hanno avuto esperienze di violenza
nell’ambito di relazioni amorose fra adolescenti tendono altresì ad assumere comportamenti sessuali a rischio (ad es. contatti sessuali precoci, il frequente cambio di partner sessuale, i rapporti sessuali non protetti
o consumati sotto l’influsso di alcol o droghe con partner semi-sconosciuti o con più partner contemporaneamente) fino a quattro volte più spesso rispetto a quelle senza vissuti di violenza.
I comportamenti autolesionisti o i disturbi alimentari sono ulteriori conseguenze provocate da esperienze di
violenza rilevabili con una certa frequenza soprattutto tra le ragazze e le giovani donne.
Lo studio della NCCD indica inoltre che, nel corso della loro vita, i giovani vittime di violenza sono maggiormente esposti al rischio di subire altre forme di violenza o di vivere esperienze di violenza in altri rapporti
stretti (56% contro 22% dei giovani senza vissuti di violenza). Tra le vittime di violenza sessuale, il numero di
giovani donne con esperienze di violenza fisica o psichica vissute durante l’adolescenza è circa quattro volte
superiore rispetto a quello delle giovani donne senza esperienze di violenza.
Le esperienze di violenza rendono i giovani solitari e spesso anche inermi. Come menzionato in precedenza,
benché siano numerosi i genitori che discutono con i loro figli adolescenti delle relazioni amorose che questi
ultimi intrattengono, nessuno di essi ha la più pallida idea di cosa accada realmente all’interno di tali rapporti.
Le vittime di violenza si confidano per lo più con i coetanei (si veda la parte C).
F. Situazione giuridica
1. Aspetti di diritto penale
Il diritto penale minorile (DPMin) disciplina le fattispecie penali commesse da giovani minorenni (di età compresa tra i 10 e i 18 anni compiuti). Il DPMin persegue in primo luogo la reintegrazione dei giovani delinquenti nella società e solo in secondo luogo la loro punizione (art. 21 segg. DPMin), conformemente ai suoi principi fondanti: protezione ed educazione dei minori, attenzione alle condizioni di vita e alla situazione familiare
del minore nonché alla sua personalità in divenire (art. 2 DPMin). Una pena privativa della libertà può essere
inflitta unicamente se al momento del fatto il giovane o la giovane aveva già compiuto 15 anni (art. 25
DPMin).
L’autorità penale minorile, competente per le fattispecie penali commesse da minori, è tenuta a collaborare
con i servizi di sostegno giovanile delle autorità civili (art. 20 DPMin).
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Violenza domestica e Codice penale
Dal 1° aprile 2004 determinate fattispecie penali (reiterate vie di fatto, lesioni personali, minacce, coazione
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sessuale e violenza carnale) commesse in un contesto di violenza nell’ambito di un’unione domestica sottostanno al principio della massima ufficiale (CP). Ciò significa che queste fattispecie non vengono più perseguite unicamente su querela della vittima ma che lo Stato venutone a conoscenza deve perseguirle
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d’ufficio . La revisione di legge, tuttavia, si è concentrata esclusivamente sui rapporti fra adulti, dato che di
regola le persone sotto i 18 anni non possono né sposarsi né costituire un’unione domestica registrata e solo
in rarissimi casi vivono in comunione domestica con il o la partner. Gli atti ascrivibili alla violenza domestica
commessi da minorenni rimangono per la maggior parte perseguibili a querela di parte e, di fatto, vengono
perseguiti solo quando la parte danneggiata dà esplicitamente il proprio consenso a procedere in tal senso.
2. Messa in pericolo del bene del minore conformemente al CC
Si suppone che il bene del minore sia messo in pericolo (art. 30 segg. CC; RS 210) quando sussiste una
seria minaccia al suo bene fisico, morale e spirituale. Un comportamento socialmente problematico da parte
del minore può essere un segnale in tal senso. Anche un atto di violenza nell’ambito di un rapporto di coppia
fra giovani può essere indicativo di una messa in pericolo del bene non solo della vittima della violenza ma
anche dell’autore o dell’autrice del maltrattamento. In simili eventualità è possibile ordinare l’applicazione di
misure di protezione dell’infanzia allo scopo di tutelare a lungo termine il minore con il sostegno della famiglia. Nei casi di escalation della violenza queste misure sono completate con provvedimenti di lotta contro la
violenza domestica (come il divieto di contatto), che però non possono sostituire le misure di protezione del
minore (Manuale IST).
3. Misure di diritto civile per la protezione dalla violenza domestica
Tutti i Cantoni svizzeri prevedono misure di protezione dalla violenza domestica: divieto di contatto e di avvi9
cinamento oltre un certo raggio o allontanamento dall’abitazione comune . Queste misure sono state concepite per le coppie adulte e non è chiaro se siano veramente applicabili anche ai casi di violenza all’interno
dei rapporti di coppia tra giovani. A titolo di esempio citiamo la legge sulla protezione dalla violenza del Cantone di Zurigo:
La legge sulla protezione dalla violenza del Cantone di Zurigo prevede misure di polizia (allontanamento
dall’abitazione comune, divieto di contatto e di avvicinamento) in caso di violenza domestica. Tale legge
mira a garantire la protezione, la sicurezza e il sostegno alle vittime di violenza domestica nonché a disinnescare la situazione e a fornire una consulenza successiva proattiva. Qualora dei minori risultino
coinvolti nella violenza domestica (nel ruolo di persone messe in pericolo o che mettono in pericolo altri
membri della famiglia), le misure di protezione ordinate vengono trasmesse all’autorità tutoria competente.
Le misure di protezione quali divieti di contatto o di avvicinamento oltre un certo raggio possono essere
ordinate anche in caso di violenza e stalking, specialmene di ciberstalking. L’allontanamento di un minorenne che vive nella stessa economia domestica della vittima può avvenire solo con il consenso dei genitori o in applicazione di un provvedimento ai sensi del diritto penale minorile (Manuale IST).
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Con questa nozione la legge intende un’unione coniugale esistente o sciolta, un’unione domestica registrata o un’unione con comunione domestica.
Per maggiori informazioni si rimanda alla scheda informativa 11 «Violenza domestica nella legislazione svizzera» all’indirizzo: www.parita-svizzera.ch Æ
Violenza domestica Æ Schede informative.
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Per maggiori informazioni si rimanda alla scheda informativa 11 «Violenza domestica nella legislazione svizzera» all’indirizzo: www.parita-svizzera.ch Æ
Violenza domestica Æ Schede informative, e alla tavola sinottica sulle legislazioni cantonali in materia di violenza domestica e sulla loro attuazione nella
prassi all’indirizzo: www.parita-svizzera.ch Æ Violenza domestica Æ Legislazione.
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Violenza nei rapporti di coppia fra giovani
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Violenza domestica – Scheda informativa
G. Sostegno ai giovani vittime di violenza
Spesso gli adulti non prendono sufficientemente sul serio le relazioni amorose dei giovani e quando si verificano episodi di violenza sessuale all’interno di tali rapporti, le persone di riferimento e in parte anche gli specialisti adulti continuano a sostenere l’opinione comune secondo cui le aggressioni o gli atti di violenza sessuali avvengono quasi esclusivamente nel quadro di un’adolescenza difficile (Waschlewski 2001, pag. 203,
citato da Heiliger 2006) e i comportamenti violenti o aggressivi dei ragazzi nei confronti delle ragazze costituiscono un approccio senz’altro infelice ma in fin dei conti innocuo (Heiliger 2006). Non solo la violenza
sessuale non viene riconosciuta come tale, ma non si adottano neppure misure adeguate. Le aggressioni
vengono minimizzate nella convinzione che si tratti di una fase passeggera e che «le cose si sistemeranno
da sole». La violenza sessuale commessa dalle ragazze ai danni dei ragazzi è ancora un argomento tabù.
Nell’affrontare le loro prime relazioni amorose, i giovani hanno bisogno oltre che di coetanei, anche di interlocutori adulti che li ragguaglino su tutto quanto c’è da sapere. In caso di difficoltà o problemi, questi ultimi
devono stare accanto ai giovani per sostenerli e strutturarli, nonché continuare a dialogare con loro senza
giudicarli. Ma gli adulti devono altresì essere pronti ad andare a fondo della questione quando sospettano o
scorgono una situazione di violenza in una relazione amorosa fra adolescenti. Devono schierarsi senza
mezzi termini contro qualsiasi forma di violenza senza però condannare la persona che la esercita. Più le
persone di riferimento e gli specialisti hanno difficoltà a confrontarsi in prima persona con presunte aggressioni, minori sono le loro possibilità di essere di sostegno ai giovani. Ignorare o sorvolare un episodio di violenza avvalora la loro idea che quanto accaduto fa parte della normalità e rafforza i loro sensi di colpa e di
vergogna.
Conformemente alla legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati (LAV), le ragazze e i ragazzi che
sperimentano la violenza nell’ambito di rapporti di coppia fra giovani hanno diritto – come del resto tutte le
vittime – a ricevere consulenza e assistenza dopo il reato, beneficiano di diritti particolari in un eventuale
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procedimento penale e, in determinate circostanze, possono usufruire di un aiuto finanziario . In Svizzera, i
servizi di aiuto alle vittime offrono consulenza anche alle giovani vittime e alcuni Cantoni prevedono
un’offerta specializzata (si veda parte H, Indirizzi utili e offerte di aiuto). Le persone di riferimento e gli specialisti sono invitati a titolo preventivo a tematizzare e a stimolare la riflessione sulla violenza nelle relazioni
amorose, sulle immagini tradizionali di donne e uomini e sui comportamenti di genere che si attendono, ma
anche sulle aspettative legate alla sessualità dei giovani. Sul piano internazionale, i programmi sulla prevenzione della cosiddetta «dating violence» ottengono a volte risultati incoraggianti e dovrebbero essere maggiormente considerati anche in Svizzera.
Alcuni progetti esemplari
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Nella Svizzera romanda è attiva una piattaforma Internet (Comeva – parler de l’amour et du respect
entre jeunes) che informa i giovani adulti sulle modalità e sulle diverse forme con cui si manifesta la violenza nelle relazioni amorose fra adolescenti e indica loro a chi possono rivolgersi per ricevere aiuto.
www.comeva.ch
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L’«Association sortir ensemble et se respecter – seesr» si è fatta promotrice del progetto dal titolo omonimo per la prevenzione della violenza e il rafforzamento delle competenze emotive e sociali nei rapporti
amorosi tra giovani dai 13 ai 18 anni. L’obiettivo del programma è di consentire ai ragazzi e alle ragazze
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Per maggiori informazioni si rimanda alla scheda informativa 11 «Violenza domestica nella legislazione svizzera» e 12
«Consulenza giuridica e rappresentanza in caso di violenza domestica secondo il Codice di diritto processuale penale svizzero CPP» all’indirizzo:
www.parita-svizzera.ch Æ Violenza domestica Æ Schede informative.
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Violenza nei rapporti di coppia fra giovani
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Violenza domestica – Scheda informativa
di modificare i comportamenti violenti e di apprendere nuove competenze sociali, indicando loro i mezzi
e le strategie per gestire le difficoltà che possono subentrare in un rapporto di coppia e per riconoscere i
comportamenti abusivi. Il programma è strutturato in modo interattivo e può essere utilizzato sia
nell’ambito scolastico che extrascolastico. L’associazione propone anche una formazione per professionisti che intendono avvalersi del programma. Maggiori informazioni sul programma con la descrizione
dettagliata dei moduli e delle formazioni destinate ai professionisti si trovano sulla homepage della seesr: www.seesr.ch
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La Piattaforma del programma nazionale di prevenzione giovani e violenza presenta progetti di prevenzione della violenza giovanile. I progetti sostenuti devono soddisfare determinati requisiti e vengono seguiti nella loro realizzazione. www.jugendundgewalt.ch/it.html
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L’opuscolo «La violence nuit gravement à l'amour» dei servizi per la promozione della parità tra uomo e
donna SPPE del Cantone di Ginevra è destinato ai giovani con problemi di coppia e tenta di fornire loro
aiuto e sostegno attraverso strumenti concepiti appositamente per questa fascia d’età (p. es mediante
un breve test). www.ge.ch Æ Egalité hommes – femmes
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«Respect - pour toutes et tous» è una campagna contro la violenza sessuale, fisica e psichica, che punta sulla collaborazione attiva e partecipativa delle bambine e delle giovani donne e sul rafforzamento della loro autostima. Nell’ambito di workshop, ragazzi e ragazzi affrontano le tematiche della «considerazione di sé, del rispetto, dei limiti, del linguaggio corporale, ecc.». Con l’analisi di immagini e giochi di
ruolo acquisiscono competenze chiave che consentono loro di riconoscere e riflettere con spirito critico
sui ruoli di genere nei media. Attraverso la produzione di supporti pubblicitari (partecipazione
all’elaborazione grafica) e l’invenzione di slogan per la campagna (presentazione della campagna da
parte delle ragazze nella manifestazione di lancio) è possibile trattare un argomento ostico in maniera
appropriata e ludica. Il progetto viene attuato in diversi Cantoni della Svizzra tedesca e della Svizzera
romanda. www.arip.ch
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Il progetto «Prävention von Gewalt in intimen Teenagerbeziehungen» mira a prevenire la violenza tra i
giovani all’interno e all’esterno della scuola. Si rivolge ai docenti e ai collaboratori dei servizi di sostegno
giovanile. Il materiale messo a disposizione si addice perfettamente alla pianificazione e alla conduzione
di giornate di approfondimento e workshop con scolaresche e giovani dai 14 ai 19 anni. Oltre a fornire
spunti per la realizzazione dei workshop, il pacchetto di lavoro contiene informazioni pratiche e materiale
pedagogico per l’organizzazione di tre moduli sui temi «rapporti di coppia responsabili e rispettosi», «violenza di coppia – violenza nei rapporti intimi tra teenager» e «aiuto e sostegno».
www.empowering-youth.de
H. Indirizzi utili e offerte di aiuto
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Consultori di aiuto alle vittime in generale o specifici per bambini e adolescenti all’indirizzo:
http://sodk.ch/it/fachbereiche/familien-und-gesellschaft/opferhilfe/wwwaiuto-alle-vittimech/consultori-perle-vittime/
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Per il Cantone di Berna e la Svizzera romanda: www.comeva.ch
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Consultori regionali per i giovani: www.fritz-und-fraenzi.ch
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Informazioni e sostegno online: www.tschau.ch e www.feel-ok.ch
per la Svizzera romanda: www.ciao.ch
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Sostegno in caso di violenza sessuale: www.lustundfrust.ch e www.lilli.ch
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Informazioni e aiuto in caso di cibermobbing: www.skppsc.ch, www.feel-ok.ch e www.kinder-sichersurfen.de
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Violenza nei rapporti di coppia fra giovani
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Violenza domestica – Scheda informativa
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Per altre schede sulla violenza domestica si rimanda al sito Internet: www.parita-svizzera.ch Æ Violenza
domestica Æ Schede informative.
Nella biblioteca specialistica (centro di documentazione) dell’UFU si trovano circa 8000 pubblicazioni sulle
tematiche della violenza e della parità: saggi, riviste scientifiche e specializzate, nonché testi non pubblicati
(letteratura grigia) www.parita-svizzera.ch Æ Documentazione Æ Centro di documentazione.
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Violenza nei rapporti di coppia tra i giovani.2012