2005 - 2006
TESTI APPROVATI
nella seduta di
giovedì
8 settembre 2005
P6_TA-PROV(2005)09-08
IT
EDIZIONE PROVVISORIA
PE 361.850
IT
INDICE
TESTI APPROVATI DAL PARLAMENTO
P6_TA-PROV(2005)0334
Calamità naturali (incendi e inondazioni)
(B6-0458, 0462, 0466, 0467, 0471 e 0472/2005 - )
Risoluzione del Parlamento europeo sulle calamità naturali (incendi e inondazioni)
verificatesi in Europa nel corso dell'estate .................................................................................... 1
P6_TA-PROV(2005)0335
Orientamenti di base per la sostenibilità del turismo europeo
(A6-0235/2005 - Relatore: Luís Queiró)
Risoluzione del Parlamento europeo sulle nuove prospettive e le nuove sfide per un
turismo europeo sostenibile (2004/2229(INI)).............................................................................. 6
P6_TA-PROV(2005)0336
Scuole europee
(A6-0200/2005 - Relatrice: Mary Honeyball)
Risoluzione del Parlamento europeo sulle opzioni di sviluppo del sistema delle scuole
europee (2004/2237(INI)) ........................................................................................................... 17
P6_TA-PROV(2005)0337
Turismo e sviluppo
(A6-0173/2005 - Relatore: Thierry Cornillet)
Risoluzione del Parlamento europeo sul turismo e lo sviluppo (2004/2212(INI)) ..................... 23
P6_TA-PROV(2005)0338
Carestia in Niger
(B6-0460/2005, 0464, 0470, 0473, 0476 e 0479)
Risoluzione comune del Parlamento europeo sulla carestia in Niger ......................................... 32
P6_TA-PROV(2005)0339
Violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare in materia di libertà di religione
(B6-0457/2005, 0461, 0465, 0469, 0475, 0477 e 0478)
Risoluzione del Parlamento europeo sulle violazioni dei diritti umani in Cina, in
particolare in materia di libertà di religione ................................................................................ 36
P6_TA-PROV(2005)0340
Situazione dei detenuti politici in Siria
(B6-0456, 0459, 0463, 0468, 0474 e 0480/2005 - )
Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione dei detenuti politici in Siria .................... 39
P6_TA-PROV(2005)0341
Malattie gravi e malattie trascurate nei paesi in via di sviluppo
(A6-0215/2005 - Relatore: John Bowis)
PE 361.850\ I
IT
Risoluzione del Parlamento europeo sulle malattie gravi e trascurate nei paesi in via di
sviluppo (2005/2047(INI)) .......................................................................................................... 41
II /PE 361.850
IT
P6_TA-PROV(2005)0334
Calamità naturali (incendi e inondazioni)
Risoluzione del Parlamento europeo sulle calamità naturali (incendi e inondazioni)
verificatesi in Europa nel corso dell'estate
Il Parlamento europeo,
– visti gli articoli 2, 6 e 174 del trattato CE,
– viste le sue risoluzioni del 5 settembre 2002 sui disastri causati dalle inondazioni
nell'Europa centrale1, del 13 gennaio 2005 sui risultati della Conferenza di Buenos Aires sui
cambiamenti climatici2, del 14 aprile 2005 sulla siccità in Portogallo3 e del 12 maggio 2005
sulla siccità in Spagna4,
– visti il protocollo di Kyoto allegato alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui
cambiamenti climatici dell'11 dicembre 1997 e la sua ratifica da parte della CE avvenuta il
31 maggioo 2002,
– vista la relazione scientifica dell'Institute for Environment and Sustainability del Centro
comune di ricerca della Commissione sui cambiamenti climatici e la dimensione europea
dell'acqua5,
– visto il regolamento "Forest Focus"6,
– vista la comunicazione della Commissione del 30 novembre 1998sulla strategia forestale
dell'Unione europea (COM(1998)0649),
– viste le proposte della Commissione del 29 settembre 2004 concernenti il futuro strumento
Life + (COM(2004)0621),
– visto il nuovo Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR),
– vista la comunicazione della Commissione del 20 aprile 2005 sulla capacità di risposta
dell'Unione europea in caso di catastrofi e crisi (COM(2005)0153),
– vista la comunicazione della Commissione del 20 aprile 2005 sul miglioramento delle
misure di protezione civile (COM(2005)0137),
1
GU C 272E del 13.11.2003, pag. 471.
Testi approvati, P6_TA(2005)0005.
3
Testi approvati, P6_TA(2005)0139.
4
Testi approvati, P6_TA(2005)0187.
5
http://ies.jrc.cec.eu.int/fileadmin/Documentation/Reports/Inland_and_Marine_Waters/Climate_Change
_and_the_European_Water_Dimension_2005.pdf.
6
Regolamento (CE) n. 2152/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 novembre 2003,
relativo al monitoraggio delle foreste e delle interazioni ambientali nella Comunità (Forest Focus) (GU
L 324 dell'11.12.2003, pag. 1). Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 788/2004 (GU L 138
del 30.4.2004, pag. 17).
2
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– visto l'articolo 103, paragrafo 4, del suo regolamento,
A. considerando l'instabilità del clima europeo e gli incendi devastanti e le violente inondazioni
che hanno provocato morte e distruzione in ogni parte del continente europeo nel corso
dell'estate 2005, tra l'altro negli Stati membri, nei paesi candidati e nei paesi
immediatamente confinanti con l'UE; considerando che l'uragano Katrina ha causato
distruzioni senza precedenti negli Stati della Lousiana, del Mississippi e dell'Alabama,
B. considerando che nei paesi interessati varie decine di persone – pompieri, militari, civili e
volontari – hanno perso la vita lottando contro questi incendi particolarmente violenti o a
seguito delle forti inondazioni,
C. considerando gli estesi danni provocati da queste catastrofi in Europa, vale a dire la
distruzione di varie centinaia di migliaia di ettari di boschi e di varia vegetazione, nonché di
vigneti, uliveti, frutteti, abitazioni e infrastrutture agricole in Portogallo, Spagna, Francia e
Grecia,
D. considerando che parte degli incendi è stata provocata non solo dalla siccità e dalle elevate
temperature di questa estate, ma anche dall'abbandono dell'ambiente rurale,
dall'insufficiente manutenzione dei boschi, dall'impianto di varietà arboricole inadeguate e,
per una notevole percentuale, dalle azioni dolose,
E. considerando che la gravissima siccità registrata nel sud dell'Europa ha contribuito a ridurre
l'umidità del suolo, aumentando in tal modo il rischio di incendi boschivi e la loro intensità;
che gli ultimi anni sono stati segnati da ripetute situazioni di siccità e dal moltiplicarsi degli
incendi forestali nelle regioni meridionali europee, che hanno aggravato la desertificazione
di numerose regioni e danneggiato l'agricoltura, l'allevamento e il patrimonio forestale,
F. considerando che i cambiamenti climatici costituiscono una delle sfide principali del XXI
secolo, date le loro considerevoli ripercussioni negative globali a livello ambientale,
economico e sociale, incluso l'aumento in tutto il globo dell'incidenza e dell'intensità di
fenomeni meteorologici estremi; che gli obiettivi del protocollo di Kyoto sono una
condizione essenziale per una strategia globale in materia di cambiamento climatico, ma che
occorre fissare ulteriori obiettivi per il periodo successivo al 2012;
G. considerando il danno economico e sociale che gli incendi e le inondazioni hanno causato
alle economie locali, alle attività produttive e al turismo,
H. considerando che gli incendi costituiscono un problema comune e ricorrente per tutta
l'Europa meridionale e che le specificità delle foreste e le caratteristiche climatiche fanno di
questa parte dell'Europa una delle principali zone a rischio all'interno dell'Unione,
I. considerando che per la seconda volta in quattro anni i paesi dell'Europa centrale, orientale
e settentrionale sono stati colpiti da gravi inondazioni i cui danni hanno interessato
direttamente non solo migliaia di famiglie, le loro abitazioni ed altri tipi di proprietà private,
ma anche le infrastrutture pubbliche e l'agricoltura,
J. considerando che gli Stati membri, e in particolare i paesi della coesione, come pure i paesi
candidati e quelli immediatamente confinanti con l'UE incontrano spesso difficoltà a far
fronte da soli a catastrofi naturali di questa portata, per cui devono contare sulla solidarietà e
l'assistenza,
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IT
K. considerando che l'impatto degli incendi e i danni provocati dalla piena dei fiumi
attraversano in molti casi le frontiere interne e che è necessario quindi rafforzare i
dispositivi comuni di lotta contro le catastrofi naturali e i meccanismi comunitari di
protezione civile,
L. considerando che la politica di sviluppo rurale è insufficiente per far fronte al problema e
che, sorprendentemente, il nuovo Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)
non finanzierà più gli aiuti agli agricoltori per la realizzazione di fasce tagliafuoco,
M. considerando che la comunicazione della Commissione sulla strategia forestale dell'Unione
europea non prevede misure specifiche per la lotta contro gli incendi, malgrado questi ultimi
costituiscano il principale fattore di deterioramento delle foreste in Europa,
N. prendendo atto della comunicazione della Commissione relativa alla gestione dei rischi e
delle crisi nel settore agricolo, nonché delle comunicazioni sulla capacità di risposta dell'UE
in caso di catastrofi e crisi e sul miglioramento del meccanismo di protezione civile;
1. esprime la sua solidarietà e la sua più sentita partecipazione alle famiglie di quanti hanno
perso la vita nel corso di questa drammatica estate e agli abitanti delle zone colpite; rende
omaggio all'impegno dei pompieri e dei civili che hanno partecipato alle operazioni di
estinzione degli incendi a rischio della vita;
2. ritiene che le conseguenze di queste catastrofi non abbiano solo una dimensione nazionale,
ma esigano anche un autentico impegno a livello europeo;
3. si compiace della solidarietà manifestata dall'UE e dai suoi Stati membri nei confronti delle
regioni colpite, sia negli Stati membri che nei paesi candidati, nonché del prezioso aiuto
fornito alle loro autorità e ai loro servizi di soccorso;
4. esprime preoccupazione per il numero crescente di calamità naturali, che gli esperti
attribuiscono in gran parte ai cambiamenti climatici, dato l'aggravarsi dei fenomeni estremi;
5. ribadisce che il protocollo di Kyoto rimane lo strumento centrale della strategia mondiale
per arrestare i cambiamenti climatici; invita la Commissione ad adottare iniziative per
garantire il rispetto degli impegni assunti a Kyoto e successivamente; interpreta queste
condizioni meteorologiche estreme come una prova ulteriore della necessità di un'azione
ambiziosa a livello mondiale volta ad arrestare i cambiamenti climatici;
6. riconosce la necessità di modificare urgentemente le norme del Fondo di solidarietà al fine
di inserirvi chiaramente l'aiuto alle popolazioni colpite da calamità naturali come la siccità o
gli incendi boschivi e al fine di obbligare le autorità nazionali ad informare i cittadini circa
l'assistenza finanziaria della Comunità e a rendere detta assistenza visibile nei singoli
progetti; inoltre, insiste sulla necessità di applicare immediatamente tale aiuto alle zone e ai
paesi colpiti;
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7. ricorda l'esistenza del Fondo di solidarietà nel bilancio UE ed auspica che la Commissione
sblocchi con rapidità i fondi necessari, una volta che gli Stati membri interessati avranno
presentato le loro richieste di assistenza, compreso l'aiuto di preadesione, per aiutare i paesi
candidati e i paesi terzi a fare rapidamente fronte alle conseguenze delle inondazioni;
8. invita la Commissione a continuare la sua collaborazione con le autorità nazionali al fine di
fornire sostegno alle popolazioni colpite, ridurre al minimo l'impatto ambientale degli
incendi e delle inondazioni, fornire aiuti pubblici per ripristinare il potenziale produttivo
nelle aree colpite, cercare di rilanciare la creazione di posti di lavoro ed adottare le
opportune misure per compensare i costi sociali conseguenti alla perdita di occupazione e di
altre fonti di reddito; sollecita altresì la Commissione ad accelerare tutte le attinenti
procedure amministrative comunitarie, in particolare quelle relative alla necessità di
riprogrammare i fondi strutturali e il Fondo di coesione e a rendere più flessibile la gestione
di tali fondi che risulta eccessivamente rigida;
9. invita la Commissione e gli Stati membri a lavorare nel senso di una cooperazione più
stretta per quanto concerne le misure di protezione civile in caso di calamità naturali, nella
prospettiva di prevenire e ridurre al minimo il loro devastante impatto, dotando i servizi
interessati dei necessari strumenti di allarme immediato, di coordinamento e logistici, in
particolare mediante la messa a disposizione di mezzi supplementari di protezione civile in
caso di emergenza grave e con la creazione di un corpo di protezione civile europeo tenendo
particolarmente conto della vulnerabilità delle zone di frontiera ;
10. invita il Consiglio a non trascurare la necessità di investimenti a lungo termine in politiche
di prevenzione di tali disastri e/o di contenimento dei danni e quindi a rinunciare alla
propria strategia che limita le future prospettive finanziarie all'1% del RNL dell'UE;
11. invita la Commissione a procedere ad un'analisi approfondita dei motivi, delle conseguenze
e delle ripercussioni degli incendi verificatisi nel corso dell'estate, in particolare per quanto
concerne il settore forestale europeo, a presentare proposte per lo sviluppo di una politica
comunitaria in materia di controllo degli incendi boschivi e a elaborare un protocollo
comune di lotta contro gli incendi; chiede che la riforestazione delle aree colpite si basi sul
rispetto delle loro caratteristiche bioclimatiche ed ambientali, ricorrendo a specie e varietà
più resistenti agli incendi e alla siccità e adattate alle condizioni locali; insiste sulla
necessità di un sostegno della Comunità alla riforestazione;
12 .invita la Commissione ad appoggiare misure tra l'altro destinate ad incrementare la
sensibilizzazione del pubblico a favore di un uso più sostenibile dell'acqua, del terreno e
delle risorse biologiche soprattutto nell'Europa meridionale;
13. deplora la decisione del Consiglio dei ministri di eliminare gli aiuti concessi agli agricoltori
per la realizzazione delle fasce tagliafuoco e raccomanda il ripristino di tali finanziamenti;
insiste sulla necessità di sviluppare politiche di prevenzione efficace degli incendi boschivi,
affermando ancora una volta che la Commissione deve incoraggiare le misure di
monitoraggio e di prevenzione, specialmente nel quadro del regolamento "Forest Focus" e
della nuova strategia forestale dell'Unione europea, nell'intento di proteggere le foreste
comunitarie dagli incendi e di finanziare, in particolare, idonee misure di prevenzione degli
incendi boschivi quali barriere tagliafuoco, sentieri forestali, punti di accesso, punti di
rifornimento idrico e programmi di gestione delle foreste;
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14. raccomanda la creazione di un Osservatorio europeo per la siccità, la desertificazione, le
inondazioni e le altre conseguenze dei cambiamenti climatici allo scopo di raccogliere
informazioni e assicurare una risposta più efficace;
15. ritiene che i danni provocati dai recenti eventi evidenzino ulteriormente che una riduzione
del riscaldamento globale sarà molto meno costosa rispetto alle relative conseguenze;
riconosce inoltre che varie politiche necessarie per fermare il pericoloso cambiamento
climatico offriranno situazioni di vantaggio globale in termini di dipendenza dal petrolio,
miglioramento della qualità dell'aria e conseguimento di risparmi;
16. chiede che la politica forestale a livello di Unione venga rafforzata, dandole più peso nel
ruolo di multifunzionalità dell'agricoltura europea, con un duplice obiettivo: mantenimento
e impiego della popolazione rurale nonché deciso e sostanziale incremento della superficie
forestale;
17. invita la Commissione a inserire come spesa ammissibile negli idonei strumenti finanziari
la possibilità di cofinanziamento di apparecchiature tecnologiche per prevenire e
combattere gli incendi boschivi, compresi i mezzi aerei;
18. chiede un inasprimento delle sanzioni per gli atti dolosi che degradano l'ambiente, in
particolare quelli legati allo scoppio di incendi boschivi;
19. chiede che, oltre a norme di carattere urbanistico che impediscano la speculazione sui
terreni incendiati, vengano adottati altri tipi di misure volte a rendere obbligatori il
ripopolamento degli spazi colpiti nonché la corretta manutenzione dell'ambiente forestale a
cura dei proprietari;
20. invita la Commissione a rafforzare le risorse a disposizione della ricerca per la prevenzione
delle inondazioni e a coordinare i lavori di ricerca già effettuati in materia nei singoli Stati
membri, al fine di disporre quanto prima di una politica dell'energia e dei trasporti che sia
coerente sotto il profilo della prevenzione dei rischi;
21. si impegna, dal canto suo, a portare a termine tutte le iniziative necessarie affinché sia
adottata a livello comunitario una strategia di previsione e prevenzione a medio e a lungo
termine in relazione agli incendi boschivi;
22. invita la Conferenza dei Presidenti:
–
–
–
ad autorizzare l'elaborazione di una relazione d'iniziativa sugli incendi, la siccità e le
inondazioni da parte della commissione per lo sviluppo regionale, della commissione per
l'agricoltura e lo sviluppo rurale, della commissione per la protezione dell'ambiente, la
sanità pubblica e la sicurezza alimentare sulla base della procedura di cooperazione;
ad organizzare un'audizione congiunta su incendi, siccità e inondazioni;
ad autorizzare una visita ufficiale nelle zone dell'Europa centrale e meridionale colpite
dalle calamità naturali nel corso dell'estate;
23. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla
Commissione, ai governi degli Stati membri interessati dagli incendi e dalle inondazioni
nonché alle autorità locali delle zone colpite.
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P6_TA-PROV(2005)0335
Orientamenti di base per la sostenibilità del turismo europeo
Risoluzione del Parlamento europeo sulle nuove prospettive e le nuove sfide per un
turismo europeo sostenibile (2004/2229(INI))
Il Parlamento europeo,
– vista la comunicazione della Commissione del 21 novembre 2003 "Orientamenti di base per
la sostenibilità del turismo europeo" (COM(2003)0716),
– vista la risoluzione del Consiglio del 21 maggio 2002 sul futuro del turismo europeo1,
– vista la sua risoluzione del 14 maggio 2002 su un approccio di cooperazione per il futuro
del turismo europeo2,
– visto l'articolo 45 del suo regolamento,
– visti la relazione della commissione per i trasporti e il turismo e i pareri della commissione
per la cultura e l'istruzione e della commissione per lo sviluppo regionale (A6-0235/2005),
A. considerando che l'Europa costituisce la prima destinazione turistica mondiale; che i servizi
di turismo e di viaggio contribuiscono direttamente, in misura pari ad almeno il 4%, al PIL
dell'UE e rappresentano oltre sette milioni di posti di lavoro diretti; che più di due milioni di
imprese, in grande maggioranza piccole e medie imprese (PMI), partecipano direttamente
alla prestazione dei servizi turistici,
B. considerando che l'allargamento dell'Unione a nuovi Stati membri con forte potenziale
turistico contribuirà ulteriormente a rafforzare il peso economico del settore e la sua
rilevanza per la crescita europea; che l'espansione del turismo nei nuovi Stati membri
dovrebbe contribuire alla loro crescita fino al 3% del PIL e alla creazione di 3 milioni di
posti di lavoro,
C. considerando che le tendenze demografiche dell'UE indicano un invecchiamento graduale
della popolazione, il che implicherà un mercato turistico più ampio in futuro per i cittadini
anziani interessati a destinazioni per soggiorni prolungati e a viaggi fuori stagione,
specialmente nel sud, e che tale fenomeno avrà effetti sui servizi sociali e sanitari e sul
mercato immobiliare,
1
2
GU C 135 del 6.6.2002, pag. 1.
GU C 180 E del 31.7.2003, pag. 138.
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D. considerando altresì che il turismo intraeuropeo contribuisce alla conoscenza delle culture e
dei patrimoni europei e a detto titolo rafforza i sentimenti di identità comune e di destino
comune dei cittadini dell'Unione,
E. considerando che il turismo non costituisce oggi una politica comunitaria e che in virtù del
principio di sussidiarietà rientra principalmente nelle competenze degli Stati membri,
F. considerando che il turismo è, tuttavia, toccato da una vasta gamma di politiche che
rientrano nelle competenze comunitarie; che dette caratteristiche implicano una crescente
attenzione a livello dell'Unione, anche se, nonostante le diverse azioni avviate, il settore del
turismo non beneficia di una considerazione commisurata alla sua importanza,
G. considerando che se il turismo contribuisce direttamente allo sviluppo, può anche
condizionare la coesione e gli equilibri interregionali; il che comporta che le politiche
dell'Unione debbano essere adeguatamente coordinate tramite programmi coerenti e
integrati,
H. considerando che il turismo contribuisce a creare una domanda interna di servizi di qualità,
che potrebbe contribuire a una forte ripresa economica in Europa; considerando che il
turismo a livello europeo e i relativi servizi forniti dagli operatori europei dovrebbero
costituire un riferimento su scala mondiale in termini di qualità, sicurezza, ambiente e diritti
dei consumatori, potenziando in tal modo la competitività del settore,
I. considerando che il turismo sostenibile si propone di mitigare i propri impatti sulle risorse e
di generare vantaggi materiali e immateriali nella Comunità stimolando al tempo stesso un
processo di miglioramento continuo dei territori e delle realtà infrastrutturali, in cui il
turismo è destinato a svilupparsi,
Competitività e qualità dei servizi
1. rileva che il turismo contribuisce in misura essenziale alla crescita, all'occupazione e alle
nuove tecnologie di comunicazione e di informazione; osserva che esso si colloca pertanto
al centro del processo di Lisbona;
2. rileva che il turismo è uno dei settori economici con le maggiori potenzialità di crescita e di
creazione di nuova occupazione, in particolare per i giovani e le donne; ricorda, altresì, che
si tratta di un settore formato da una molteplicità di attività con caratteristiche di produzione
differenziate, a forte intensità di lavoro in grado di occupare profili professionali molto
differenziati sia per tipologia che per livello di specializzazione;
3. rileva che esistono, da un lato, regioni che presentano un'offerta turistica eccedente, in cui
l'ambiente e la popolazione locali vengono eccessivamente sollecitati e, dall'altro, regioni
per le quali il turismo potrebbe invece rappresentare un notevole fattore di sviluppo;
4. ricorda l'estrema competitività del turismo a livello internazionale, la crescente erosione
delle quote di mercato detenute dagli operatori turistici europei, nonché i rischi di
indebolimento della posizione dell'Europa a livello mondiale;
5. segnala che la crescita economica e lo sviluppo di mercati come il Brasile, la Cina, l'India e
la Russia creeranno una significativa domanda addizionale e che occorre che i settori
europei del turismo e le industrie turistiche siano in grado di far fronte a questa domanda.
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6. insiste sull'importanza di provvedere a che la regolamentazione europea protegga, da un
lato, i consumatori e contribuisca a creare, dall'altro, un ambiente favorevole alla
valorizzazione piena del settore turistico europeo, promuovendo soprattutto servizi turistici
di qualità;
7. ritiene fondamentale il completamento del mercato interno dei servizi turistici e l'effettiva
parità di trattamento tra gli operatori turistici; propone a tale scopo di procedere, con la
cooperazione del settore, a una classificazione comunitaria dei servizi turistici, da applicare
specialmente per classificare le strutture alberghiere; ritiene altresì che vadano varate misure
per identificare chiaramente e armonizzare i profili professionali nell'industria del turismo al
fine di evitare inutili duplicazioni e garantire servizi più trasparenti, che non inducano in
errore il consumatore;
8. chiede al Consiglio di rilanciare i lavori relativi alla proposta di revisione della direttiva del
Consiglio che modifica la direttiva 77/388/CEE per quanto riguarda il regime specifico per
le agenzie di viaggio (COM(2003)0078); conferma il suo sostegno agli obiettivi di
semplificazione del regime speciale dell'IVA e di tutela della posizione concorrenziale degli
operatori insediati nell'Unione europea nei confronti di quelli di paesi terzi; invita il
Consiglio a concludere quanto prima la procedura decisionale concernente la proposta di
direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 77/388/CEE per quanto riguarda le aliquote
ridotte dell'imposta sul valore aggiunto (COM(2003)0397) al fine di permettere agli Stati
membri di applicare in modo generalizzato aliquote ridotte dell'IVA per i ristoranti, come
già previsto per le attività collegate al turismo, per esempio alloggi per vacanza, affitto di
parcelle in campeggi, alberghi e parchi di divertimento;
9. si impegna a sostenere ogni proposta della Commissione mirante a promuovere le PMI
dell'artigianato, per esempio relativamente ad una denominazione di origine controllata per
prodotti artigianali non alimentari;
10. ricorda che lo sviluppo dell'agriturismo è fondamentale per il conseguimento degli obiettivi
della riforma della PAC, laddove le imprese agricole intendano promuovere attività di
ricezione e ospitalità per migliorare le rendite aziendali, garantire la permanenza degli
agricoltori sul territorio rurale, salvaguardare il paesaggio e conservare l'identità culturale
del mondo agricolo attraverso la promozione delle tradizioni locali e dei prodotti tipici
enogastronomici;
11. ricorda la necessità di operare con ogni forma di partenariato, quale quello con il Centro
europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) al fine di promuovere
l'occupazione, la formazione e le competenze professionali nel turismo, onde offrire
prospettive reali di carriera agli operatori professionali, ridurre le conseguenze negative
dell'instabilità della manodopera stagionale e assicurare una qualità dei servizi adeguata alle
nuove tendenze e alle esigenze della domanda; ricorda altresì l'opportunità di rafforzare la
presenza del settore del turismo nello sviluppo dei programmi europei di mobilità di
professori e studenti, a livello di formazione sia professionale sia universitaria, insistendo,
in particolare, sull'appoggio di programmi specifici di formazione lungo l'arco della vita
adattati alle situazioni dei lavoratori e delle lavoratrici;
12. ricorda pertanto - sottolineando il ruolo importante della formazione nel settore turistico - la
necessità di promuovere la formazione professionale, la formazione continua e la
qualificazione dei lavoratori del settore turistico nonché di migliorare ulteriormente l'offerta
esistente in materia;
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13. chiede alla Commissione di valutare l'ipotesi di creare una rete formativa specifica per le
competenze turistiche, segnatamente all'interno di programmi comunitari già attivi
(Erasmus), in grado di interagire con misure per l'occupazione e per il collegamento degli
organismi di formazione;
14. ritiene che in materia di turismo vadano definiti i diritti dei consumatori e potenziata la
difesa degli stessi, individuando anche nuove modalità di tutela, quali il potenziamento delle
camere di conciliazione per i turisti; invita la Commissione e i gruppi interessati a
promuovere la rappresentatività a livello europeo degli organi rappresentativi dei turisti in
quanto consumatori; invita altresì la Commissione a prendere in considerazione
l'elaborazione di un "pacchetto turismo" che comporti sia la revisione delle vigenti direttive
concernenti il diritto dei consumatori in materia di turismo1 che nuove misure che
consentano di migliorare la protezione dei consumatori e la qualità delle norme nei servizi
turistici (in particolare, ad esempio, in materia alberghiera e di touring) nel rispetto delle
nuove tendenze dell'offerta (vendita elettronica);
15. insiste sulla necessità di migliorare il coordinamento tra gli Stati membri sulle condizioni di
ingresso di cittadini di paesi terzi nel territorio dell'UE onde assicurare un approccio
uniforme nei confronti dei flussi turistici e dei loro movimenti all'interno dell'UE;
Sicurezza del turismo
16. invita la Commissione e gli Stati membri a istituire a livello europeo un gruppo di contatto
che associ gli Stati membri e gli operatori turistici al fine di coordinare le informazioni sulla
gestione di crisi sanitarie, di catastrofi naturali o di atti terroristici come pure i problemi di
insicurezza personale, giuridica e penale (detenzioni, sequestri, ecc.) nonché - alla luce dei
bilanci tratti dalle crisi recenti - proporre azioni volte ad assicurare una risposta rapida e
coordinata per la protezione dei turisti europei e per il sostegno agli operatori interessati da
tali eventi;
17. invita la Commissione a valutare l'efficacia delle raccomandazioni del Consiglio sulla
sicurezza antincendio negli alberghi2 (relazione della Commissione sull'applicazione della
raccomandazione del Consiglio del 22 dicembre 1986 per la protezione antincendio degli
alberghi già esistenti (COM(2001)0348) nonché a promuovere a livello volontario nell'UE
standard volti a migliorare gli elementi attinenti alla sicurezza dei servizi turistici, compresi
quelli legati ai campeggi e quelli relativi alle guide che si occupano di viaggi o attività
avventurose o pericolose; chiede alla Commissione di presentare, se del caso, una nuova
proposta;
18. sottolinea, dato che il settore turistico è un settore per eccellenza di occupazione femminile,
la necessità di promuovere politiche che favoriscano la formazione, l'accesso, la
progressione e condizioni di lavoro corrette per le donne lavoratrici nonché l'adozione di
misure positive per la promozione dell'imprenditorialità femminile nel settore;
1
Direttiva 90/314/CEE concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti «tutto compreso» (GU L 158 del
23.6.1990, pag. 59) e la direttiva 94/47/CE concernente la tutela dell'acquirente per taluni aspetti dei
contratti relativi all'acquisizione di un diritto di godimento a tempo parziale di beni immobili (GU L
280 del 29.10.1994, pag. 83).
2
GU L 384 del 31.12.1986, pag. 60.
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IT
19. auspica che la Commissione coordini l'allestimento di una rete per scambiare le prassi
migliori tra gli organismi operanti nello sport e nelle attività rischiose del tempo libero
nonché l'informazione sulla prevenzione e la gestione di detti rischi, segnatamente per i
giovani; in tal senso, invita la Commissione a considerare l'opportunità di esigere la
massima trasparenza e professionalità delle società che gestiscono siffatte attività rischiose
nel tempo libero, chiedendo che sottoscrivano un'assicurazione di assistenza obbligatoria;
20. invita la Commissione a collaborare con gli Stati membri per migliorare il funzionamento e
la conoscenza del numero di emergenza europeo 112 a vantaggio di tutti i cittadini ma in
particolare a favore dei turisti tenendo conto degli aspetti linguistici, tecnici e di reazione
rapida relativi alla prestazione dei servizi del 112;
Nuove iniziative di turismo sostenibile
21. si compiace delle proposte della Commissione in materia di turismo sostenibile nella sua
comunicazione "Orientamenti di base per la sostenibilità del turismo europeo"
(COM(2003)0716);
22. individua nel turismo una forma di valorizzazione di risorse ambientali capaci di esaltarne le
forme di conservazione e di protezione;
23. segnala i rischi legati al turismo di massa che, a seguito del potenziamento squilibrato delle
capacità di trasporto e di accoglienza e a causa di una concentrazione stagionale dei
soggiorni, costituisce una minaccia per gli equilibri locali, sia naturali che socioeconomici;
in tal senso, invita la Commissione ad esaminare e presentare una relazione sull'efficacia di
alcune formule già applicate (come moratorie), o di altre nuove per far fronte a tali squilibri
e compensarli; invita la Commissione a sviluppare iniziative in grado di superare lo
squilibrio esistente tra destinazioni ormai sulla soglia della congestione e altre tuttora poco
valorizzate ma di grande rilevanza ambientale o storico-artistica, localizzate all'interno dello
stesso comprensorio turistico;
24. osserva che nelle regioni con una breve e intensa stagione turistica e periodi di stasi fuori
stagione i livelli occupazionali del settore fluttuano notevolmente, per cui diventa assai
complicato fornire servizi di qualità elevata; ritiene pertanto che andrebbero compiuti sforzi
maggiori per fornire servizi più sostenibili e uniformi; invita la Commissione a valutare
strumenti per bilanciare tali fluttuazioni della manodopera, dei capitali e dei servizi connessi
alla natura stagionale del lavoro nel settore;
25. chiede alla Commissione di impegnarsi a favore del coordinamento delle normative
nazionali in materia di ferie, in modo da poter conseguire una domanda più equilibrata degli
itinerari di accesso e delle infrastrutture turistiche, nonché un utilizzo più efficace e
sostenibile delle risorse umane mediante la riduzione delle fluttuazioni stagionali
dell'occupazione;
26. sottolinea l'esigenza che tutte le parti operanti nel settore compiano passi per attrarre nuovi
segmenti di domanda al di fuori dell'alta stagione, scaglionare i viaggi nell'intero anno e
utilizzare meglio le strutture alberghiere e ricettive; a tal fine evidenzia le ripercussioni
positive del turismo congressuale, d'affari, sanitario, termale, commemorativo e culturale in
ogni sua forma, gastronomico, naturalista, sportivo, intellettuale, storico, linguistico,
religioso, sociale ecc.;
10 /PE 361.850
IT
27. insiste sulla necessità di creare servizi per la gestione e la ridistribuzione spaziale e
temporale dei flussi, segnatamente organizzando la mobilità turistica nelle destinazioni
congestionate e vicine al limite massimo di capacità di carico;
28. ritiene che l'invecchiamento graduale della popolazione porterà a un aumento del numero di
turisti fuori stagione; invita la Commissione a promuovere lo sviluppo di un turismo per la
terza età all'interno dell'Unione europea nonché la cooperazione tra gli Stati membri in tale
settore, riservando la priorità agli scambi e all'accoglienza di anziani di paesi differenti fuori
stagione; ritiene che tale azione vada considerata un'opportunità per stabilire una maggiore
cooperazione Nord-Sud; invita la Commissione ad avviare un programma concernente il
turismo fuori stagione della terza età, che contribuirà a migliorare la qualità di vita degli
anziani, a creare posti di lavoro e a stimolare la domanda e la crescita dell'economia
europea; propone che detto programma sia denominato "Ulysses";
29. osserva che ogni cittadino europeo ha il diritto di essere turista e che vanno adottate misure
appropriate onde assicurare che anche le categorie di utenti con esigenze specifiche possano
esercitare tale diritto; in detto contesto invita la Commissione a presentare un'iniziativa
mirata a rendere accessibili alle persone con mobilità ridotta gli stabilimenti, le strutture, i
servizi e gli itinerari turistici e ricreativi e ad assicurare che essi fruiscano di adeguata
pubblicità; sottolinea l'importanza di attuare azioni appropriate per la formazione dei
lavoratori addetti all'accoglienza e all'assistenza ai turisti anziani e disabili nonché l'esigenza
di promuovere la preparazione e la diffusione di pubblicità su attività turistiche accessibili a
tali varie tipologie di utenti;
30. riconosce il contributo del turismo itinerante come quello con camper e roulotte per
attenuare gli effetti negativi del turismo di massa in quanto scagliona le concentrazioni di
turisti; sottolinea l'esigenza di promuovere misure volte a contribuire al suo sviluppo,
segnatamente con interventi per sopperire alla mancanza di luoghi adeguati per la sosta e
per allestire strutture multifunzionali e parcheggi per camper e roulotte nell'intera
Comunità;
31. si compiace dell'iniziativa annunciata dalla Commissione in merito all'attuazione della
Agenda 21 per il turismo europeo; raccomanda che il programma punti soprattutto a
orientare e sostenere, attraverso indicatori di turismo sostenibile, l'attuazione di agende 21
locali nonché a coordinare l'azione negli Stati membri per lo scambio delle prassi migliori in
materia di turismo sostenibile;
32. si compiace della creazione del partenariato pubblico - privato grazie al gruppo di "turismo
sostenibile", chiede di essere associato e informato per quanto riguarda i lavori di detto
gruppo e i progressi in vista dell'elaborazione dell'Agenda 21 per un turismo europeo
sostenibile; ritiene che la partecipazione degli attori del settore all'analisi, al progetto, al
seguito e alla valutazione della politica turistica nelle varie aree debba essere un elemento
costitutivo e un principio d'applicazione;
33. insiste sul ruolo fondamentale svolto dall'educazione ai fini della promozione di un turismo
responsabile; invita la Commissione a puntare maggiormente, nei suoi programmi oltre il
2006, ad azioni educative di scambio, di apprendimento e di volontariato per sensibilizzare i
giovani alle culture e ai patrimoni locali delle regioni di vacanza e di soggiorno, onde
incoraggiare un turismo civico, rispettoso delle popolazioni e degli ambienti locali;
raccomanda alla Commissione di favorire altresì il processo di acquisizione e trasferimento
di conoscenze e innovazioni tra le imprese turistiche;
PE 361.850\ 11
IT
34. ribadisce, nella stessa ottica dell'esigenza di un turismo responsabile, la sua richiesta alla
Commissione e agli Stati membri affinché vengano applicate sanzioni dissuasive alle
agenzie e catene alberghiere che fomentano il turismo sessuale e lo sfruttamento di bambini
e bambine;
35. ritiene che l'industria turistica occupi un posto preponderante nello sviluppo economico dei
paesi del bacino mediterraneo e che sia un vettore di avvicinamento nel quadro del dialogo
culturale; chiede che si studi la possibilità di stabilire, nel quadro del processo di
Barcellona, un programma di scambio di formazione di professionisti del turismo nelle
regioni mediterranee;
36. sottolinea la necessità di uno standard ben equilibrato per le ecoetichettature nel settore del
turismo sostenibile e sostiene ulteriori iniziative che contribuiscano a tenere meglio conto
delle preoccupazioni locali per quanto riguarda gli aspetti sociali ed economici, la
protezione del clima, il rispetto per l'ambiente naturale e locale, il risparmio energetico, la
gestione delle acque e dei rifiuti, le catene di mobilità intermodali sostenibili, e così via;
37. invita la Commissione a promuovere programmi intesi ad integrare nei corsi di formazione
e di perfezionamento professionale nel settore turistico cognizioni concrete in materia di
sostenibilità; appoggia l'iniziativa "how to set up a tourism learning area" e ne auspica il
rafforzamento;
38. chiede alla Commissione e agli Stati membri di accordare al turismo, in quanto fattore
chiave per l'economia e il mercato del lavoro in Europa, un ruolo preponderante nelle
strategie per l'occupazione e nelle misure prioritarie intese a lottare contro gli svantaggi
sociali;
Conoscere e promuovere il turismo europeo
39. si compiace dell'azione avviata dalla Commissione per promuovere l'elaborazione di dati
macroeconomici affidabili e armonizzati (conti complementari del turismo) necessari per
rafforzare l'identità del turismo comunitario; invita gli Stati membri a proseguire lo sforzo
in materia e la Commissione a proporre la modifica della direttiva 95/57/CE del Consiglio,
del 23 novembre 1995, relativa alla raccolta di dati statistici nel settore del turismo1 al fine
di inserirvi un quadro per la contabilità complementare del turismo;
40. insiste sulla necessità di introdurre un coordinamento tra gli operatori e gli organismi
pubblici del turismo dei nuovi Stati membri nelle reti e nelle strutture esistenti a livello
europeo, segnatamente al fine di associarli pienamente - tramite scambi di esperienze e di
prassi migliori - alle destinazioni turistiche degli Stati membri più vecchi dell'Unione;
41. invita la Commissione e gli Stati membri a ponderare un'iniziativa volta a designare
destinazioni turistiche europee di eccellenza secondo il modello delle "capitali europee della
cultura" e per selezionare ogni anno una o più regioni o microregioni alla luce di indicatori
di qualità legati alla preservazione e alla valorizzazione dei patrimoni culturali e naturali e
allo sviluppo di servizi turistici sostenibili; in tal senso, invita la Commissione e gli Stati
membri a studiare l'opportunità di proporre un marchio o destinazione turistica "UE",
caratterizzato dalla sua enorme diversità, dalla sua grande qualità sociale e sostenibilità, e
promuoverlo sia all'interno sia all'esterno mediante un'adeguata campagna di
1
GU L 291 del 6.12.1995, pag. 32.
12 /PE 361.850
IT
comunicazione;
42. ricorda che conservare il patrimonio culturale, specie quello considerato patrimonio
mondiale dall'UNESCO, riveste la massima rilevanza per lo sviluppo sostenibile del turismo
nell'UE; invita la Commissione a potenziare le risorse finanziarie destinate a conservare il
patrimonio culturale;
43. invita la Commissione e gli Stati membri a realizzare un "sentiero della Cortina di ferro",
simile al "Boston Freedom Trail" in ricordo della guerra di indipendenza americana o al
"Berliner Mauerweg" in ricordo della costruzione e della caduta del Muro di Berlino, al fine
di promuovere l'identità europea;
44. si compiace dell'iniziativa IRE (Innovating Regions in Europe) che consente di sviluppare
una rete di scambio di prassi migliori in relazione alle iniziative regionali innovative; chiede
alla Commissione di evidenziare in modo specifico il turismo nel contesto della rete IRE e
di promuovere progetti pilota di turismo sostenibile ai quali andrà il sostegno dell'Unione
europea;
45. invita la Commissione, onde rafforzare il contributo comunitario alla sostenibilità del
turismo europeo, a impegnarsi nella promozione e nello stimolo di progetti pilota come
quello portato a termine nelle Isole Baleari denominato "Carta Verde", nella misura in cui
costituiscono buone prassi che dimostrano che si possono creare nuove formule per
raggiungere l'equilibrio tra lo sviluppo dell'industria turistica e la protezione dell'ambiente;
46. sostiene le azioni di promozione su scala mondiale attraverso un "portale europeo del
turismo" accessibile ai turisti europei e a quelli dei grandi paesi extraeuropei; invita la
Commissione, la commissione europea del turismo (CET) e gli altri interlocutori del
progetto a promuovere la divulgazione in linea di informazioni generali (guida pratica
"Viaggiare in Europa") e di dati sulle risorse e sui temi turistici comuni (gastronomia,
turismo di montagna, turismo insulare, turismo termale, turismo religioso e culturale,
turismo congressuale e d'affari, ecc.); propone che l'accesso ai portali nazionali dal portale
europeo sia organizzato attraverso una pagina di collegamenti tematici armonizzati;
47. segnala che il nuovo quadro di analisi del turismo e delle sfide nell'Europa allargata impone
ormai un coordinamento adeguato ed efficace ed una cooperazione tra i settori pubblico e
privato, non soltanto a livello locale o nazionale, bensì anche a livello europeo onde mettere
in evidenza la cooperazione quale elemento essenziale di politiche ed azioni sostenibili
nonché di miglioramento degli investimenti e della competitività tra gli Stati membri;
48. sottolinea tutti i tipi di iniziative che consentono di avvicinarsi alle popolazioni europee
attraverso il turismo quali itinerari e reti europee di agriturismo sociale o di turismo
culturale e ne sollecita una maggiore diffusione tramite i mezzi di comunicazione europei;
Turismo e trasporti
49. ricorda che quello dei trasporti è un settore fondamentale per il turismo, in particolare per il
turismo insulare, e in generale per le regioni ultraperiferiche, dato il suo contributo sia alla
qualità della catena di servizi turistici, sia all'accessibilità delle destinazioni;
PE 361.850\ 13
IT
50. sottolinea la necessità di promuovere i viaggi combinati treno/bicicletta e ritiene che la rete
"Eurovelo" rappresenti una buona base per questa iniziativa; chiede pertanto che le
compagnie ferroviarie permettano il trasporto di biciclette in treno, compresi in treni a lunga
distanza e transfrontalieri, come avviene già ora nei TGV in Francia;
51. invita pressantemente le autorità nazionali e regionali ad incentivare il turismo per vie
navigabili interne provvedendo all'offerta ed alla manutenzione delle reti navigabili da
diporto in Europa basandosi su classificazioni concordate a livello internazionale;
52. si compiace dell'iniziativa della Commissione volta a definire orientamenti di base in
materia di aiuti pubblici agli aeroporti regionali e alle compagnie a basso costo, al fine di
migliorare la certezza giuridica e di offrire condizioni di concorrenza leale che favoriscano
l'accesso per i turisti e lo sviluppo regionale; ricorda tuttavia che nel puntare all'obiettivo
della sostenibilità occorre provvedere a uno sviluppo controllato delle linee a basso costo
onde evitare di moltiplicare i servizi di collegamento aereo verso le stesse regioni o regioni
limitrofe, sviluppando piuttosto al massimo l'interconnessione dei trasporti aerei e dei
trasporti collettivi terrestri;
53. si compiace della proposta della Commissione concernente l'identificazione dei vettori aerei
e l'estensione prevista dei regimi di informazione dei passeggeri oltre il trasporto aereo;
auspica altresì una specifica iniziativa della Commissione per definire gli standard di
sicurezza e le procedure di controllo per i piccoli vettori, le compagnie minori e gli
areoporti periferici; ritiene comunque necessario rafforzare l'azione dell'Agenzia europea
per la sicurezza aerea e perfezionare il coordinamento con le autorità nazionali;
54. insiste altresì sull'importanza di promuovere sistemi di biglietteria integrata per rendere più
attraenti i servizi turistici;
55. si compiace pure dell'iniziativa della Commissione concernente l'accessibilità del trasporto
aereo alle persone con mobilità ridotta, che costituiscono una quota crescente della domanda
turistica; insiste sull'importanza di prevedere un'estensione di misure di detto tipo ai
trasporti terrestri di passeggeri;
Interventi strutturali cofinanziati della Comunità
56. ricorda che il turismo costituisce un fattore reale di sviluppo e di diversificazione regionale,
segnatamente in ambito rurale e insulare, per cui risulta opportuno cofinanziare progetti
basati su un approccio integrato, che mobilitino tutte le risorse atte a contribuire alla qualità
dei servizi prestati all'utente e al successo delle destinazioni, nell'impegno di vitalità
economica dei progetti stessi, segnatamente grazie a un partenariato pubblico - privato di
qualità;
57. si compiace per l'attenzione riservata al turismo attraverso l'obiettivo di convergenza e gli
interventi nelle zone rurali previsti nella nuova proposta di regolamento del Parlamento
europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale
(FESR)(COM(2004)0495); chiede che l'obiettivo della competitività regionale della
proposta benefici le PMI del turismo; si compiace dell'obiettivo di promozione delle attività
turistiche nella proposta di regolamento del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da
parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) (COM(2004)0490)
attraverso l'asse della diversificazione dell'economia rurale;
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IT
58. chiede alla Commissione e al Consiglio che, nel contesto dell'approvazione di detti nuovi
strumenti di politica strutturale per il 2007-2013, gli orientamenti strategici prevedano un
approccio integrato per il turismo, che consenta di coordinare gli interventi del FEASR e del
FESR in uno spirito analogo a quello del programma LEADER, nonché dei programmi
INTERREG e URBAN; ritiene che detto approccio dovrebbe consentire di attuare
un'autentica strategia regionale di turismo sostenibile;
59. chiede agli Stati membri di fissare nei rispettivi quadri strategici nazionali e nei loro
programmi operativi obiettivi tali da consentire alle regioni di attuare e finanziare progetti
coerenti per lo sviluppo di un turismo sostenibile, adattato alle condizioni e alle potenzialità
locali anche in un'ottica di partenariato tra diversi territori e istituzioni così da costruire
adeguati sistemi turistici locali;
60. chiede altresì agli Stati membri di coprire la tematica del turismo attraverso analisi
preliminari, intermedie e successive dei progetti finanziati con fondi comunitari, dirette dai
gruppi tematici nazionali per il turismo sulla base di criteri e indicatori concernenti la
fattibilità economica e la sostenibilità dei progetti previsti;
61. chiede alla Commissione di elaborare una relazione di valutazione globale intermedia in
merito al coinvolgimento degli interventi dei programmi comunitari legati al turismo e al
loro impatto sulla qualità dell'offerta turistica e lo sviluppo sostenibile delle destinazioni
europee;
62. incoraggia la creazione di supporti di presentazione e di analisi, per il pubblico in generale e
per le PMI e gli enti locali in particolare, sulle condizioni di attuazione e di utilizzazione dei
programmi dei Fondi strutturali e le altre azioni comunitarie (cultura, ambiente, ecc.) che
contribuiscono alla qualità del turismo;
63. richiama l'attenzione sul fatto che il turismo, in quanto politica di competenza degli Stati
membri - all'origine di iniziative transfrontaliere - che favorisce la collaborazione in seno
alla società e collega le regioni tra di esse (turismo religioso e culturale, pellegrinaggi,
turismo termale, ecc.), ha bisogno di sovvenzioni nell'ambito del programma INTERREG;
64. invita la Commissione a creare una linea di bilancio adeguata, commisurata all'importanza
del settore turistico per l'economia europea;
Turismo e azione legislativa della Comunità
65. chiede che ogni progetto concernente il diritto derivato con incidenza sul settore del turismo
sia individuato fin dall'avvio del programma di lavoro della Commissione e formi oggetto di
un'analisi dell'impatto che associ gli organi rappresentativi dell'industria, dei lavoratori
dipendenti e dei consumatori; chiede altresì un bilancio dell'applicazione di dette misure nel
settore del turismo; chiede che dette analisi preliminari e successive siano trasmesse
sistematicamente al Parlamento;
66. auspica altresì che, nel quadro della consultazione tra servizi all'interno della Commissione,
gli interessi del settore e gli obiettivi del turismo sostenibile indicati nelle comunicazioni
della Commissione siano tenuti in debita considerazione;
PE 361.850\ 15
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67. invita la Commissione a prevedere la creazione di una rete di corrispondenti / coordinatori
"turismo" all'interno di tutte le direzioni della Commissione le cui competenze riguardino le
attività del settore (imprese e industria, politica regionale, ambiente, agricoltura e sviluppo
rurale, energia e trasporti, mercato interno e servizi, ecc.), la quale potrebbe essere
coordinata dalla struttura responsabile per il turismo della DG "imprese";
Il turismo nel trattato che adotta una Costituzione per l'Europa
68. si compiace dell'inserimento di una sezione specifica sul turismo (sezione 4, articolo III281) nel trattato che adotta una Costituzione per l'Europa; ritiene che detta base giuridica
consentirà un'azione di sostegno in materia di turismo più coerente, il cui peso sarà
rafforzato grazie alla piena partecipazione del Parlamento europeo all'approvazione di
misure legislative;
69. chiede alla Commissione di valutare con i principali interlocutori istituzionali e con gli
organi rappresentativi del settore le diverse direzioni d'azione per incoraggiare la creazione
di un ambiente più favorevole alla competitività delle imprese e al coordinamento tra gli
Stati membri; invita la Commissione a proporre fin dal 2007 l'attuazione di un piano
d'azione pluriennale (pacchetto turismo) che consenta di rafforzare la coesione dell'azione
dell'Unione in materia di turismo attraverso il coinvolgimento degli Stati membri e dei loro
enti regionali e locali, secondo i principi del buongoverno;
70. invita la Commissione, nel quadro della promozione della politica europea di vicinato, ad
includere tra gli orientamenti e le priorità di cooperazione con i paesi partner anche il settore
del turismo, segnatamente nell'ambito del partenariato euromediterraneo;
o
o
o
71. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla
Commissione.
16 /PE 361.850
IT
P6_TA-PROV(2005)0336
Scuole europee
Risoluzione del Parlamento europeo sulle opzioni di sviluppo del sistema delle scuole
europee (2004/2237(INI))
Il Parlamento europeo,
– vista la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sulle
opzioni di sviluppo del sistema delle scuole europee (COM(2004)0519)),
– vista la Convenzione recante statuto delle scuole europee1,
– vista la sua risoluzione del 17 dicembre 2002 sul futuro finanziamento delle scuole
europee2,
– vista la relazione annuale del Segretario generale delle scuole europee al Consiglio
superiore delle scuole europee riunito a Bruxelles il 1°-2 febbraio 20053,
– visto l'articolo 45 del suo regolamento,
– visti la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione e il parere della
commissione per i bilanci (A6-0200/2005),
A. considerando che l'obiettivo delle scuole europee è provvedere all'istruzione comune dei
figli dei dipendenti delle Comunità europee; considerando che, ad eccezione degli alunni
che frequentano la scuola europea in virtù degli accordi di cui agli articoli 28 e 29 dello
statuto delle scuole europee, anche altri alunni possono essere iscritti alle suddette scuole
entro i limiti stabiliti dal Consiglio superiore; considerando che per il buon funzionamento
delle Istituzioni europee è necessario assumere e trattenere presso le medesime funzionari
adeguatamente qualificati, e che l'offerta di un'istruzione nella lingua materna dei figli di tali
funzionari, il riconoscimento dell'equipollenza degli anni scolastici portati a termine negli
Stati membri e nelle scuole europee, nonché la licenza liceale europea contribuiscono a
raggiungere tale scopo,
B. considerando che le scuole europee sono state istituite sulla base di tale considerazione,
C. considerando che il sistema delle scuole europee promuove il concetto di cittadinanza
dell'Unione, e che il mantenimento delle attuali scuole, così come la creazione di nuove
scuole o di ulteriori strutture che permettano un ampliamento di tale sistema,
rappresenterebbe una misura positiva a favore dell'integrazione europea,
D. considerando che attualmente esistono tredici scuole europee, frequentate da oltre 19.000
alunni, e che probabilmente un'altra scuola sarà istituita entro il 2010,
E. considerando l'inaccettabile situazione di sovraffollamento di alcune scuole, soprattutto a
Bruxelles, che comporta un abbassamento dei livelli di insegnamento,
1
GU L 212 del 17.8.1994, pag. 3.
GU C 31 E del 5.2.2004, pag. 91.
3
Documento 1612-D-2004-en-1; http://www.eursc.org/SE/htmlEn/IndexEn_home.html
2
PE 361.850\ 17
IT
F. considerando che i costi medi per alunno presso le scuole europee reggono bene il confronto
con quelli di altre scuole frequentate dai figli di funzionari di enti analoghi; considerando
ciononostante che i costi per alunno variano considerevolmente tra le singole scuole e sono
strettamente correlati alle dimensioni della scuola,
G. considerando che, mentre la Comunità europea contribuisce in misura ben superiore alla
metà ai costi di esercizio delle scuole europee, la Commissione è l'unica istituzione europea
rappresentata in seno al Consiglio superiore delle scuole europee, oltre ad essere l'unico
membro del suddetto Consiglio ad avere pieno diritto di voto sia in seno a quest'ultimo, sia
nei Consigli di amministrazione delle singole scuole,
H. considerando che il sistema di governo delle scuole europee deve combinare la capacità di
pianificazione strategica e supervisione con un ragionevole grado di autonomia per le
singole scuole,
I. considerando che l'amministrazione delle scuole europee, compresa l'adozione di decisioni
sull'ammissione degli alunni e sull'esonero dalle tasse, dovrebbe essere il più possibile
chiara, coerente e trasparente nell'intero sistema delle scuole,
J. considerando che il programma scolastico che conduce alla licenza liceale europea è
accademicamente impegnativo e può non essere adatto ad alunni più deboli dal punto di
vista accademico, e considerando che per il momento le scuole non offrono altri diplomi
finali,
K. considerando che attualmente l'offerta di istruzione per alunni con esigenze educative
speciali certificate varia da una scuola all'altra,
L. considerando che le dimensioni massime delle classi (32 alunni) sono maggiori di quanto
sarebbe consentito ai sensi della legislazione pertinente in una serie di Stati membri, e
inoltre che molte classi comprendono alunni la cui lingua materna è diversa da quella della
sezione linguistica cui sono stati ammessi, nonché alunni con difficoltà di apprendimento ed
esigenze educative speciali,
M. considerando che, con l'eccezione della scuola Bruxelles I, le scuole di Bruxelles e
Lussemburgo sono attualmente sovraffollate, e che, sebbene sia stata decisa l'apertura di due
nuove scuole, la loro edificazione non sarà tuttavia terminata prima del 2010 – situazione
che provocherà serie conseguenze dal punto di vista dell'istruzione impartita nelle suddette
scuole,
N. considerando che la filosofia educativa delle scuole europee ed il programma scolastico che
porta alla licenza liceale europea costituiscono modelli di un'istruzione multilingue e
multiculturale che gli Stati membri potrebbero desiderare di imitare,
O. considerando che nel trattato CE (articolo 149) i popoli d'Europa hanno convenuto che
l'azione della Comunità è intesa a sviluppare la dimensione europea dell'istruzione,
segnatamente con l'apprendimento e la diffusione delle lingue degli Stati membri,
La Convenzione recante statuto delle scuole europee e la comunicazione della Commissione
1. si compiace della summenzionata iniziativa della Commissione di lanciare, mediante la sua
comunicazione, una consultazione sul futuro sviluppo del sistema delle scuole europee,
18 /PE 361.850
IT
tenendo presenti l'allargamento dell'Unione europea, gli interessi dei nuovi Stati membri, la
creazione di altri organismi dell'Unione europea al di fuori di Bruxelles e Lussemburgo,
nonché la necessità urgente di verificare, valutare e, se necessario, riformare un sistema
istituito 50 anni addietro e che originalmente offriva istruzione in sole quattro lingue;
2. ricorda che la Convenzione recante statuto delle scuole europee sancisce che il ruolo delle
scuole europee è di provvedere all'istruzione in comune dei figli dei dipendenti delle
Comunità europee, onde garantire il buon funzionamento delle istituzioni europee, e
stabilisce che, nei limiti fissati dal Consiglio superiore, anche altri alunni possono
frequentare le scuole in questione;
Gli organismi decentrati e i nuovi Stati membri
3. ritiene che si debba individuare urgentemente una soluzione per la questione di tutte le sedi
di lavoro degli organismi decentrati; si rammarica che tale soluzione non sia stata
individuata quando le sedi di lavoro di tali organismi sono state fissate, con l'eccezione
dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare a Parma;
4. ritiene che gli Stati membri che ospitano uno dei nuovi organismi decentrati debbano
assumere una maggiore responsabilità finanziaria per l'istruzione dei figli dei dipendenti e
che si debbano individuare soluzioni adeguate per tutte le nuove sedi di lavoro; ritiene che
in questi casi la cooperazione delle scuole europee con le scuole regionali o locali in grado
di fornire i programmi scolastici che portano alla licenza liceale europea costituisca una
valida opzione e che tale cooperazione dovrebbe mirare a promuovere un'istruzione di
elevata qualità e l'integrazione europea, a mantenere la diversità linguistica e ad agevolare la
mobilità lavorativa;
5. insiste affinché, laddove i debiti criteri sono rispettati, le sezioni linguistiche per le lingue
dei nuovi Stati membri siano istituite d'urgenza, e tutti gli alunni ricevano un'istruzione nella
rispettiva lingua materna;
6. invita la Commissione a valutare la possibilità di creare scuole europee nei nuovi Stati
membri;
Il futuro finanziamento del sistema delle scuole europee, gli alunni di categoria III e le
scuole più piccole
7. è convinto che il contributo perequativo a carico delle Comunità non debba diventare un
impegno illimitato; considera evidente il fatto che il sistema delle scuole europee debba
operare efficacemente in termini di pianificazione e controllo del bilancio nonché offrire un
rapporto costi/benefici positivo e dimostrabile; appoggia l'opinione secondo la quale gli
stanziamenti di bilancio previsti ogni anno per ciascuna scuola debbano essere correlati alle
dimensioni e alle esigenze delle singole scuole nonché alle prove degli sforzi compiuti per
spendere gli stanziamenti di bilancio nel modo più efficace possibile;
8. sottolinea tuttavia che la natura del contributo comunitario ai bilanci delle scuole è
chiaramente sancita all'articolo 25, paragrafo 2, della Convenzione recante statuto delle
scuole europee; respinge pertanto la proposta in base alla quale la Commissione fisserebbe
il massimale del contributo comunitario al bilancio delle scuole europee prima che il
Consiglio superiore abbia presentato la propria stima delle entrate e delle spese delle scuole
per l'esercizio finanziario seguente;
PE 361.850\ 19
IT
9. ritiene che l'attuale regime, in base al quale i contributi degli Stati membri sono
direttamente legati al numero di insegnanti da essi comandati presso le scuole europee e ai
locali da essi forniti per le stesse, non sia equo e che si debbano esplorare sistemi di
finanziamento alternativi;
10. è tuttavia convinto che il sistema attuale, secondo il quale gli insegnanti sono nominati dagli
Stati membri e ricevono da questi ultimi la rispettiva remunerazione nazionale, garantisce
alle scuole europee di poter usufruire delle competenze dei docenti dei suddetti Stati ed
assicura il contributo finanziario di questi ultimi;
11. rileva che il livello delle tasse pagate dai genitori degli alunni di categoria III è
considerevolmente aumentato in termini reali a partire dal 2002, e che ciò ha determinato un
incremento delle entrate per le Scuole e pertanto un aumento più modesto del contributo a
carico del bilancio comunitario di quanto non sarebbe stato altrimenti; rileva inoltre che
queste tasse non coprono il costo totale dell'istruzione dei suddetti alunni; è convinto
tuttavia che i genitori degli alunni di categoria III non debbano far fronte ad aumenti
eccessivi delle tasse nel periodo restante fino al completamento della loro istruzione nel
quadro del sistema delle Scuole;
12. invita la Commissione, attraverso il suo rappresentante presso il Consiglio superiore, a
sollecitare l'approvazione e la pubblicazione di criteri chiari, dettagliati e disponibili al
pubblico per l'ammissione di alunni di categoria III; esorta il Consiglio di amministrazione
di ciascuna scuola che ammette alunni di categoria III a riferire in merito all'applicazione di
tali criteri nella sua relazione annuale;
13. ribadisce il suo invito al Consiglio superiore a rivedere i criteri da esso adottati per
l'istituzione, il mantenimento e la chiusura delle singole sezioni linguistiche nelle singole
scuole, al fine di evitare ogni possibile forma di discriminazione nei confronti di lingue
ufficiali dell'Unione europea;
14. invita la Commissione a pubblicare, non appena ciò sia fattibile, lo studio esterno da essa
commissionato sul futuro a lungo termine delle quattro scuole a Bergen, Culham, Karlsruhe
e Mol;
Un miglioramento del governo e dell'amministrazione
15. è convinto che, data la crescita del numero di scuole europee e del numero di alunni che le
frequentano, i compiti del Consiglio superiore debbano consistere essenzialmente nella
definizione di obiettivi strategici, nella supervisione e nella revisione; ritiene che le
questioni di gestione ordinaria specifiche alle singole scuole debbano essere affrontate in un
primo momento dal Consiglio di amministrazione delle singole scuole, e che ciascuna
scuola debba essere considerata un'entità autonoma per quanto riguarda le questioni
operative e finanziarie;
16. è convinto che, ciò considerato, occorra affidare ai Consigli di amministrazione delle
singole scuole il controllo sugli aspetti finanziari e operativi delle rispettive scuole
nell'ambito degli obiettivi strategici definiti dal Consiglio superiore;
17. rileva che attualmente la Comunità versa un contributo perequativo pari a circa il 57% del
costo annuale del sistema delle scuole europee, laddove gli Stati membri contribuiscono per
il 22%; ritiene pertanto che la Commissione, in quanto rappresentante delle Comunità,
20 /PE 361.850
IT
debba disporre di diritti di voto in seno al Consiglio superiore più strettamente correlati con
il contributo comunitario al bilancio, e che la Commissione debba riferire al Parlamento
europeo dopo ciascuna riunione del Consiglio superiore;
18. invita la Commissione ad esortare il Consiglio superiore ad elaborare un Codice di buona
condotta amministrativa e a chiarire le competenze della Camera dei ricorsi;
19. prende atto del suggerimento della Commissione secondo cui si potrebbero istituire due
nuovi organi, uno "che gestisca gli aspetti finanziari e operativi di tutte le scuole", e l'altro
che sovrintenda alla predisposizione dei programmi scolastici, al sistema di esami e alla
valutazione dei docenti; è convinto che occorra mantenere un unico organo di governo,
dotato dell'autorità di adottare decisioni riguardanti l'intero sistema delle scuole e disposto
ad assumersi la responsabilità di equilibrare imperativi finanziari ed educativi talora in
conflitto tra loro;
20. sollecita un'adeguata rappresentanza dei genitori e delle altre parti interessate, ad esempio il
personale e gli alunni, in seno tanto al Consiglio superiore quanto ai Consigli di
amministrazione delle singole scuole;
Questioni relative ai programmi scolastici e alla didattica
(a) Dimensioni delle classi
21. è convinto che le classi della scuola materna, primaria e secondaria, seguite da un unico
insegnante qualificato, non dovrebbero comprendere più dell'equivalente di 30 alunni;
ritiene inoltre che a partire dal 2008 si dovrebbe applicare gradualmente una norma sulle
dimensioni massime delle classi della scuola materna e primaria che stabilisca che non
debbono comprendere più dell'equivalente di 25 alunni; esorta il Consiglio superiore ad
avallare tale principio;
22. invita la Commissione ad incoraggiare l'elaborazione di coefficienti concernenti i bambini
con esigenze educative speciali certificate e gli alunni la cui lingua materna è diversa dalla
lingua in cui essi ricevono la maggior parte dell'istruzione (Lingua I), e a garantire che tali
coefficienti siano applicati quando si calcolano le dimensioni delle classi;
23. esorta la Commissione a risolvere rapidamente, in collaborazione con gli Stati membri
interessati, il problema del sovraffollamento di alcune scuole, che pregiudica il livello di
insegnamento; esorta il Consiglio superiore a prendere immediatamente provvedimenti volti
a rimediare alla situazione di sovraffollamento delle scuole di Bruxelles e Lussemburgo;
sottolinea la necessità di programmare in maniera opportuna e tempestiva lo sviluppo delle
infrastrutture necessarie al buon funzionamento delle scuole europee;
(b) Previsioni in materia di esigenze educative speciali
24. invita la Commissione a presentare statistiche affidabili sulla misura in cui è necessaria
l'offerta di un'istruzione adatta ad alunni con esigenze educative speciali in tutte le scuole
europee, ed esorta inoltre il Consiglio superiore ad effettuare un'indagine sull'istruzione
offerta presso ciascuna scuola europea agli alunni con esigenze educative speciali, compresi
quelli portatori di handicap fisici e/o mentali; chiede al Consiglio superiore di elaborare una
serie di norme minime concernenti l'offerta didattica, di svolgere una verifica
dell'accessibilità delle scuole europee, al fine di garantire che le strutture destinate agli
PE 361.850\ 21
IT
alunni siano progettate e costruite in modo accessibile per gli alunni portatori di handicap
fisici, nonché di prendere tutte le altre eventuali misure necessarie a fornire un sostegno a
tutti gli alunni con esigenze educative speciali;
25. esorta la Commissione e il Consiglio superiore delle scuole europee a rafforzare il proprio
contributo sotto forma di mezzi finanziari, personale e conoscenze specifiche, al fine di
fornire agli alunni con esigenze educative speciali un'istruzione di eccellente qualità nonché
promuovere il concetto di insegnamento integrativo, come avviene in altre scuole in Europa;
invita infine il Consiglio superiore a verificare alternative costruttive per gli alunni che
hanno difficoltà ad integrarsi nel sistema scolastico ordinario;
26. è convinto che, se si vuole che gli alunni con esigenze educative speciali traggano profitto
dall'istruzione ricevuta presso le scuole europee, occorra istituire in dette scuole delle
équipe multidisciplinari di specialisti (come psicologi dell'apprendimento, logopedisti e
logoterapeuti) che forniscano sostegno e consulenza agli insegnanti, agli alunni e ai genitori
interessati;
27. invita ad avviare in una delle maggiori scuole europee un progetto pilota volto alla
creazione di un centro per alunni con esigenze educative speciali, dotato di personale
qualificato con adeguata esperienza e di materiale scolastico appropriato (libri, software
informatico), che svolga un'attività di consulenza ed appronti il necessario materiale di
sostegno per i docenti che insegnano ad alunni con esigenze educative speciali presso la
scuola; invita inoltre a iscrivere nel bilancio 2006 i fondi necessari per finanziare questo
progetto;
(c) Licenza liceale europea
28. invita la Commissione ad adoperarsi in ogni modo per garantire che il Consiglio superiore
introduca, per l'inizio dell'anno scolastico 2007-2008, un diploma finale alternativo in
parallelo alla licenza liceale europea, per gli alunni che preferiscono ricevere un'istruzione
più orientata verso la formazione professionale;
29. ribadisce la propria convinzione che il crescente scambio di studenti tra università europee,
la globalizzazione dell'economia mondiale e l'elevato valore intrinseco della licenza liceale
europea giustifichino una sua più ampia diffusione, nonché il suo pieno riconoscimento
senza discriminazioni da parte delle università degli Stati membri e dei paesi terzi;
30. invita pertanto le autorità competenti negli Stati membri ad esaminare i vantaggi che
comporterebbe il fatto di ampliare l'accesso alla licenza liceale europea come diploma finale
anche al di fuori delle scuole europee, a condizione, tuttavia, che esistano le necessarie
garanzie quanto al rispetto delle norme di qualità su cui si fonda la licenza stessa;
ο
ο
ο
31. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla
Commissione, alla Corte dei conti, alla Corte di giustizia, al Comitato economico e sociale
europeo, al Comitato delle Regioni, al Consiglio superiore delle scuole europee e ai governi
degli Stati membri.
22 /PE 361.850
IT
P6_TA-PROV(2005)0337
Turismo e sviluppo
Risoluzione del Parlamento europeo sul turismo e lo sviluppo (2004/2212(INI))
Il Parlamento europeo,
–
visto l'articolo 24 dell'Accordo di partenariato ACP-UE firmato a Cotonou il 23 giugno
2000,
–
vista la "Dichiarazione delle Fiji", approvata il 20 ottobre 2004 in occasione del settimo
seminario regionale dei gruppi di interesse economico e sociale ACP/UE, sotto l'egida
dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP/UE,
–
vista la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al
Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sugli orientamenti di
base per la sostenibilità del turismo europeo (COM(2003)0716),
–
vista la sua risoluzione del 14 maggio 2002 sulla comunicazione della Commissione al
Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato
delle regioni su un approccio di cooperazione per il futuro del turismo europeo1,
–
visto il Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile tenutosi a Johannesburg il 26 agosto-4
settembre 2002,
–
vista la risoluzione sul turismo e lo sviluppo nel contesto della gestione e del controllo del
Fondo europeo di sviluppo (FES), approvata dall'Assemblea parlamentare paritetica ACPUE nel marzo 2001 a Libreville2,
–
vista la dichiarazione congiunta della Commissione e del Consiglio del 10 novembre 2000
sulla politica di sviluppo,
–
vista la sua risoluzione del 18 febbraio 2000 sulla comunicazione della Commissione al
Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato
delle regioni dal titolo "Rafforzare il potenziale del turismo per l'occupazione"3,
–
vista la risoluzione sul turismo e lo sviluppo, approvata dall'Assemblea parlamentare
paritetica ACP-UE il 14 ottobre 1999 a Nassau4,
–
visto il codice mondiale d'etica del turismo, approvato dall'Assemblea generale
dell'Organizzazione mondiale del turismo (OMT) a Santiago del Cile il 1° ottobre 1999 e
sostenuto dalla risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, approvata il
21 dicembre 2001 (A/RES/56/212),
–
vista la risoluzione sulla dimensione culturale della cooperazione allo sviluppo, soprattutto
sotto il profilo del patrimonio culturale e del turismo, approvata dall'Assemblea
1
GU C 180 E del 31.7.2003, pag. 138.
GU C 265 del 20.9.2001, pag. 39.
3
GU C 339 del 29.11.2000, pag. 292.
4
GU C 59 dell'1.3.2000, pag. 41.
2
PE 361.850\ 23
IT
parlamentare paritetica ACP-UE a Strasburgo nell'aprile 19991,
–
vista la risoluzione del Consiglio dei ministri dello sviluppo del 30 novembre 1998 sul
turismo sostenibile nei paesi in via di sviluppo,
–
visto l'articolo 45 del suo regolamento,
–
vista la relazione della commissione per lo sviluppo (A6-0173/2005),
A.
considerando che il turismo costituisce innegabilmente un motore per il progresso dei
paesi in via di sviluppo a tutti i livelli; che è quindi necessario misurarne l'impatto
regolarmente e che, in considerazione delle sue competenze, la commissione per lo
sviluppo del Parlamento europeo è idealmente qualificata per assumere questo compito,
Il turismo, fattore di crescita economica
B.
considerando che il turismo è uno degli aspetti fondamentali di qualsiasi politica
importante di sviluppo da attuare nei paesi in via di sviluppo,
C.
considerando che i progetti di infrastrutture nei settori delle comunicazioni, dell'energia,
delle nuove tecnologie di comunicazione o in materia di sanità e di salubrità sono necessari
allo sviluppo delle attività turistiche nei paesi in via di sviluppo,
D.
considerando fondamentale che i benefici di tali progetti vadano a vantaggio sia delle
popolazioni locali che dell'industria turistica,
E.
considerando che le forme di turismo volte a garantire una remunerazione equa ai
lavoratori e agli imprenditori locali devono ricevere dalle autorità un'attenzione
particolare, segnatamente il turismo equo,
F.
considerando che il progetto dell'OMT "Il turismo sostenibile, strumento di eliminazione
della povertà" contribuisce all'obiettivo di sviluppo del millennio di ridurre la povertà,
tentando di creare posti di lavoro per coloro che vivono con meno di un dollaro al giorno,
G.
considerando i negoziati in corso sugli accordi di partenariato economico (APE) che, dal
1° gennaio 2008, sostituiranno il regime commerciale preferenziale unilaterale che
disciplina le relazioni commerciali tra i paesi ACP e l'Unione europea,
H.
considerando che il settore del turismo presenta una trasversalità incontestabile e che,
malgrado l'assenza di una politica comune del turismo, l'attuale dimensione del servizio
"Turismo" della Direzione generale "Imprese e industria" della Commissione si rivela
insufficiente,
1
GU C 271 del 24.9.1999, pag. 73.
24 /PE 361.850
IT
Il turismo, fattore di protezione dell'ambiente e di conservazione del patrimonio
I.
considerando che il turismo può crescere soltanto nel rispetto delle condizioni naturali e
culturali nonché delle tradizioni delle comunità locali ove si sviluppa,
J.
considerando che il turismo non dev'essere visto come un nemico dell'ambiente ma, al
contrario, come suo alleato, in quanto la salvaguardia dell'ambiente e del patrimonio è
conditio sine qua non della sua produttività,
K.
considerando che le forme di turismo rispettose dell'ambiente, come l'ecoturismo, il
turismo rurale e il turismo solidale, devono ottenere un'attenzione speciale da parte delle
autorità,
L.
considerando che il turismo vive della conservazione e della valorizzazione del patrimonio
locale, naturale e culturale, materiale e immateriale e degli edifici storici,
M. considerando che la sicurezza dei turisti nonché delle strutture e dei siti turistici dev'essere
oggetto di un'attenzione particolare da parte delle autorità,
N.
considerando legittimo il fatto che i governi, previa consultazione delle organizzazioni
rappresentative del settore turistico, stabiliscano norme rigorose per la visita dei siti molto
frequentati,
O.
considerando la necessità di conciliare le prassi energetiche con le politiche dei trasporti
nel rispetto della protezione dell'ambiente e degli obiettivi del Protocollo di Kyoto intesi a
uno sviluppo sostenibile,
P.
considerando che l'idea di limitare i flussi turistici nei piccoli paesi insulari, nelle zone di
montagna o nelle zone costiere caratterizzate da uno sviluppo turistico eccessivo dovrebbe
essere integrata e accettata dalle autorità nazionali competenti,
Il turismo, fattore di democrazia e di equilibrio politico
Q.
considerando che lo sviluppo del turismo può contribuire alla lotta contro il totalitarismo,
le dittature e la concentrazione dei poteri,
R.
considerando che in alcuni paesi il turismo è associato a violazioni dei diritti umani, quali
lavoro minorile, prostituzione e sfruttamento sessuale dei bambini,
S.
considerando che il terrorismo mondiale volto contro la democrazia e i suoi difensori,
agendo su larga scala e provocando indiscriminatamente numerosissime vittime civili con
vili attacchi omicidi, ha preso particolarmente di mira il turismo e i turisti,
T.
considerando che il turismo può essere un'attività democratica che consente la creazione a
livello locale, regionale o nazionale di strutture economiche e sociali rappresentative della
società civile,
U.
considerando il ruolo federatore del turismo e il suo contributo alla coesione territoriale,
sociale ed economica,
PE 361.850\ 25
IT
V.
considerando che attualmente i turisti possono sfruttare la loro libertà di circolazione
visitando più destinazioni in un singolo viaggio, contribuendo così a potenziare la
cooperazione regionale e a rafforzare le relazioni fra i paesi,
W. considerando che i governi e in particolare gli operatori turistici degli Stati membri
influiscono in maniera considerevole sulle scelte delle destinazioni turistiche e che una
pubblicità negativa fatta ai paesi che non rispettano i principi democratici e i diritti umani
costituisce una forma di deterrente,
X.
considerando che il progetto "Commercio internazionale equo nelle reti turistiche" è stato
introdotto nel 1999 quale progetto triennale, con finanziamenti della Commissione europea
e del Ministero britannico per lo sviluppo internazionale, per promuovere pratiche
commerciali etiche,
Il turismo, fattore di sanità pubblica e di istruzione
Y.
considerando che il livello della sanità pubblica di un paese è uno degli elementi di
attrazione,
Z.
considerando che il turismo costituisce un vettore della sanità pubblica, essendo
indispensabile adottare norme di igiene e misure sanitarie, organizzare campagne di
vaccinazione e diffondere le conoscenze in materia di profilassi,
AA. considerando che l'HIV/AIDS, la tubercolosi e la malaria rappresentano attualmente una
piaga a livello mondiale,
AB. considerando il rischio che comporta, per turisti e locali, la trasmissione di malattie
altamente contagiose quali infezioni diarroiche, infezioni respiratorie, febbri di cui sono
ignote le cause ed epatiti,
AC. considerando che il turismo è un vettore di istruzione, che consente l'accesso delle
popolazioni locali all'apprendimento delle lingue e delle nuove tecnologie
dell'informazione e della comunicazione, consentendo loro di promuovere il proprio
patrimonio culturale nel rispetto dei costumi e delle tradizioni, esigendo dalle stesse
popolazioni una presa di coscienza, ovvero un adeguamento all'evoluzione della società e
alle pratiche moderne,
AD. considerando che spetta comunque alle autorità pubbliche vigilare sulla salvaguardia delle
tradizioni locali che rispettano i diritti umani, specialmente quelli delle donne e dei
bambini,
Il turismo, fattore di deregolamentazione e abusi
AE. considerando che la creazione di ogni posto di lavoro deve avvenire nel rispetto delle
norme dell'Organizzazione internazionale del lavoro,
AF. considerando che il turismo sessuale dev'essere affrontato con una campagna permanente e
comune da parte delle autorità europee e locali, di concerto con le organizzazioni non
governative,
26 /PE 361.850
IT
AG. considerando che solamente misure coordinate, la trasmissione di informazioni e
l'applicazione di sanzioni nel rispetto delle norme del diritto internazionale possono avere
efficacia reale,
AH. considerando che dare vasta pubblicità alle sanzioni comminate ai turisti sessuali dovrebbe
costituire un deterrente, e che i reati connessi al turismo sessuale devono poter essere
perseguiti tanto nel paese di origine quanto nel paese in cui sono stati commessi,
AI. considerando gli effetti positivi delle politiche e delle misure attuate dagli operatori
turistici, dagli agenti di viaggio e dalle compagnie aeree, come la distribuzione di opuscoli
o la diffusione di video in occasione di viaggi verso destinazioni sensibili,
AJ. considerando l'impatto pregiudizievole della speculazione immobiliare sulle popolazioni
locali,
AK. considerando il rischio che gli investitori stranieri e i governi dei paesi in via di sviluppo
possano trovare un interesse reciproco nella pratica della corruzione,
AL. considerando il diritto dei minori ad essere protetti dallo sfruttamento e il diritto alla
rieducazione sancito dagli articoli 32, 34, 35 e 39 della Convenzione sui diritti del
fanciullo,
Il turismo, fattore di crescita economica
1.
chiede che l'impatto del turismo e il principio del turismo sostenibile e del buon governo
siano sistematicamente e coerentemente integrati nell'elaborazione della politica di
sviluppo dell'Unione europea;
2.
ritiene che, per essere sostenibile, il turismo debba migliorare la vita delle popolazioni
locali, proteggerne l'ambiente e la salute e sostenere l'economia locale attraverso l'acquisto
di generi alimentari ed altre risorse sul posto;
3.
chiede alla Commissione di valutare l'opportunità di rafforzare la struttura tecnica della
DG Imprese competente per il turismo, viste l'importanza trasversale del turismo e la serie
progressivamente più vasta di iniziative che incidono su di esso ed hanno origine in altri
settori della politica comunitaria;
4.
auspica che sia attribuita maggiore importanza al servizio "turismo" della Direzione
generale Imprese della Commissione, attraverso un incremento delle risorse finanziarie
disponibili, in modo da contribuire ad un aumento generale delle proposte politiche per
questo settore;
5.
auspica una discussione sulla nomina di esperti alla DG Sviluppo e alla DG Commercio;
6.
sollecita la promozione di iniziative turistiche controllate localmente volte ad alleviare la
povertà, a preservare la biodiversità e a promuovere i diritti umani;
7.
raccomanda che la Commissione metta in evidenza le politiche turistiche nel quadro delle
sue politiche di cooperazione e sviluppo e nel contesto delle sue linee di sviluppo e dei
suoi sforzi di consolidamento della struttura imprenditoriale, segnatamente nelle sue
relazioni con i paesi ACP;
PE 361.850\ 27
IT
8.
chiede ai governi dei paesi ACP di prendere in considerazione politiche volte a garantire
alle collettività locali sul cui territorio progetti turistici vengono realizzati i benefici
derivanti dal rilascio di permessi e licenze per progetti fondiari;
9.
insiste sulla necessità di reinvestire nello sviluppo locale i profitti economici generati dal
turismo; chiede agli operatori turistici di rivedere i loro pacchetti "tutto compreso" che
impediscono alle collettività locali di beneficiare delle spese dei turisti e incoraggia tali
operatori, per quanto possibile, ad avvalersi di materiali e personale locali, personale
dirigenziale compreso;
10. incoraggia i governi a promuovere la creazione e/o lo sviluppo di partenariati pubblici e
privati nonché a facilitare la creazione di imprese nel settore turistico;
11. auspica un aumento, ove appropriato, della quota dei progetti a vocazione turistica
sostenibili finanziati nel quadro del Fondo di sviluppo europeo (FES);
12. propone che la questione del turismo, del turismo sostenibile e del loro impatto economico
sia parte integrante dei negoziati in corso sugli APE e che gli interessi dei paesi in via di
sviluppo in relazione al mercato europeo siano presi positivamente in considerazione
quando essi sollevino questioni inerenti al turismo in sede di GATS;
13. rileva che in numerosi paesi in via di sviluppo il settore del turismo è fondamentalmente
un'attività dei privati e, come tale, richiede che la Comunità individui il modo per garantire
che essi e le altre parti sociali siano pienamente coinvolti in tutte le discussioni riguardanti
politiche di sviluppo aventi un'incidenza sul settore turistico;
14. sottolinea l'urgenza di un sostegno comunitario ai paesi colpiti da catastrofi naturali che
penalizzano la loro industria turistica;
Il turismo, fattore di protezione dell'ambiente e di conservazione del patrimonio
15. chiede l'adozione di un programma congiunto della Direzione generale "Ambiente" e della
Direzione generale "Sviluppo" al fine di esportare le tecniche europee di gestione e di
trattamento dei rifiuti sotto forma, in un primo tempo, di valutazioni di impatto e
successivamente attraverso l'attuazione di progetti pilota;
16. chiede che siano introdotte politiche e regolamentazioni in materia di turismo sostenibile,
per proteggere e preservare le risorse naturali, i patrimoni culturali e l'uso tradizionale del
sistema di proprietà fondiaria;
17. incoraggia l'ottimizzazione degli strumenti tecnici e scientifici esistenti per prevenire il
danneggiamento e/o la distruzione del patrimonio architettonico e il degrado ambientale;
18. esige che ogni investimento europeo a carattere turistico in un paese in via di sviluppo sia
soggetto alle stesse regole che si applicano alla concessione di un finanziamento
comunitario ad un investimento operato all'interno dell'Unione europea; pertanto, nessun
investimento che comporti un degrado dell'ambiente, leda manifestamente i diritti
dell'uomo, violi le condizioni minime di lavoro previste dall'Organizzazione mondiale del
lavoro e pregiudichi il modo di vita della popolazioni indigene e autoctone, il patrimonio
storico e culturale del paese beneficiario deve ottenere aiuti comunitari;
28 /PE 361.850
IT
19. chiede un aiuto tecnico comunitario per i paesi che, a fronte di un'attività turistica di
massa, si vedano costretti ad adottare misure di salvaguardia dei propri siti turistici;
raccomanda altresì uno scambio delle migliori prassi in questo settore;
20. incoraggia le autorità locali confrontate ad uno sviluppo turistico troppo rapido ad adottare
misure per limitare tali flussi in caso di necessità;
Il turismo, fattore di democrazia e di equilibrio politico
21. raccomanda di lottare contro le azioni criminali in tutta trasparenza, in modo da
scoraggiare attività quali il riciclaggio del denaro sporco, il turismo sessuale ecc.;
22. raccomanda di lottare contro le azioni criminali in modo da non pregiudicare l'immagine
turistica dei paesi;
23. chiede che, allo scopo di facilitare, proteggere e dare sicurezza al turismo, siano adottate
iniziative per affrontare i reati contro il turismo, come la formazione specializzata di
servizi di polizia;
24. chiede ai governi dei paesi in via di sviluppo di coinvolgere pienamente le popolazioni
locali nelle attività turistiche e di vigilare su una ripartizione equilibrata dei benefici
economici, sociali e culturali generati;
25. deplora le recenti misure segregazioniste adottate dalle autorità cubane per prevenire i
contatti personali fra i turisti e i cittadini cubani operanti nell'industria del turismo;
26. auspica che, nel quadro delle sue attività di aiuto allo sviluppo sostenibile, la Commissione
riconosca il diritto di un paese o di una regione di definire democraticamente le proprie
priorità, quando finanzia progetti di cooperazione regionale;
27. chiede ai governi degli Stati membri e alla Commissione di promuovere, con il sostegno
degli operatori turistici e di organizzazioni competenti, standard etici nel turismo
introducendo un'etichetta certificata europea del tenore "Turismo equo";
Il turismo, fattore di sanità pubblica e di istruzione
28. auspica che l'Unione e gli Stati membri mettano a disposizione dei paesi in via di sviluppo
a potenziale turistico la loro esperienza e il loro know-how al fine di garantire la
formazione del personale in loco; invita la Commissione a sostenere i progetti dei paesi in
via di sviluppo che richiedono tale know-how;
29. richiama ancora una volta l'attenzione della Commissione sulla necessità di concedere un
sostegno finanziario alla vaccinazione dell'infanzia, in particolare sull'urgenza di procurare
vaccini che combinino gli antigeni contro le seguenti patologie: difterite, tetano, pertosse,
epatite B e meningite provocata dall'Haemophilus Influezae di tipo B;
30. insiste sulla necessità di ampliare gli sforzi europei di ricerca in materia di lotta contro la
malaria, la tubercolosi e l'HIV/AIDS;
31. ritiene che i profitti generati dal turismo sostenibile possano contribuire a migliorare il
tenore di vita delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo, la loro salute e le infrastrutture
di comunicazione, energetiche e tecnologiche;
PE 361.850\ 29
IT
32. sostiene la necessità di un sostegno finanziario dell'Unione europea all'iniziativa ST-EP
("Turismo sostenibile: strumento di eliminazione della povertà") dell'Organizzazione
mondiale del turismo e ad altre iniziative volte ad alleviare la povertà nei paesi in via di
sviluppo;
Il turismo, fattore di deregolamentazione e di diversi abusi
33. chiede che il summenzionato codice mondiale di etica del turismo sia integrato nel diritto
interno di ciascun paese;
34. raccomanda che i governi dei paesi interessati si scambino ogni anno un elenco dei casi di
rifiuto di visto giustificati unicamente da reati di turismo sessuale, crimini contro l'umanità
o terrorismo;
35. chiede che la Commissione adotti programmi effettivi su scala europea per la lotta contro
il turismo sessuale;
36. chiede, al fine di lottare contro il turismo sessuale pedofilo:
– alla Commissione e al Consiglio di attribuire una maggiore priorità alla lotta contro il
turismo sessuale che coinvolge i bambini, ripristinando fra l'altro la linea di bilancio
"Lotta contro il turismo sessuale che coinvolge i bambini nei paesi terzi" allo scopo di
garantire che risorse siano destinate a questo scopo;
– alla Commissione di riconoscere il collegamento fra pornografia infantile e turismo
sessuale, e di fare in modo che la questione sia sollevata in sede di dialogo politico con i
paesi terzi;
– alla Commissione e agli Stati membri di fare in modo che ai diritti e alle necessità dei
bambini sia attribuita la priorità nel contesto dell'aiuto allo sviluppo, con particolare
riferimento alle esigenze di rieducazione e di reintegrazione dei bambini vittime del
turismo sessuale;
37. invita gli operatori turistici, gli agenti di viaggio, le compagnie aeree che già si sono
mobilitate contro il turismo sessuale sensibilizzando i propri clienti ed informandoli sui
rischi giudiziari cui vanno incontro, a proseguire le proprie azioni e chiede a chi non abbia
intrapreso queste iniziative di cominciare a farlo; chiede agli stessi operatori di cooperare
con le autorità per individuare potenziali attività criminali;
38. esige che la Commissione attui azioni concrete di lotta contro il dumping immobiliare
legato al turismo previa consultazione degli organismi rappresentativi del settore;
39. chiede ai governi degli Stati membri di vigilare affinché le norme applicabili alle società
europee siano pienamente attuate all'atto della delocalizzazione o dell'esecuzione di
contratti nei paesi in via di sviluppo, tenendo conto in particolare dei diritti dei lavoratori
interessati;
30 /PE 361.850
IT
40. esige che i governi dei paesi interessati e gli operatori turistici dell'Unione europea
facciano rispettare le regole che proteggono i diritti dell'uomo, i diritti dei lavoratori
conformemente alle condizioni minime previste dall'Organizzazione internazionale del
lavoro, la protezione del consumatore/turista europeo e le raccomandazioni sugli operatori
turistici;
41. invita i governi dei paesi in via di sviluppo a instaurare procedure d'accesso ai mercati
nazionali trasparenti e regolamentate conformemente alle raccomandazioni
dell'Organizzazione mondiale del turismo, quale condizione necessaria ad ogni
investimento straniero;
°
°
°
42. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla
Commissione.
PE 361.850\ 31
IT
P6_TA-PROV(2005)0338
Carestia in Niger
Risoluzione comune del Parlamento europeo sulla carestia in Niger
Il Parlamento europeo,
– visti gli appelli ai donatori ONU perché fornissero aiuto alimentare al Niger, aiuto che
ammonta a 80,9 milioni di dollari USA,
– visto l'articolo 115, paragrafo 5, del suo regolamento,
A. considerando che il Niger era il secondo paese più povero del mondo anche prima delle
scarse piogge e dell'invasione di cavallette che hanno devastato i raccolti dello scorso anno
facendo sì che, secondo le stime, un terzo della popolazione, pari a quasi 12 milioni di
persone, soffra per una grave scarsità di cibo, compresi 800.000 bambini vittime di
malnutrizione acuta,
B. considerando che dal 1990 in Niger si sono verificate nove siccità e carestie gravi e otto
invasioni di cavallette,
C. considerando che le zone colpite dalla siccità sono anche note per essere all'origine della
comparsa di una serie di malattie trasmissibili come la malaria, l'epatite, il colera, la febbre
tifoide e la diarrea,
D. considerando che la crisi alimentare nel Niger è complessa e che modelli climatici,
produzione alimentare, mercati, tecnologia, igiene, assistenza sanitaria, istruzione, metodi di
puericultura, notevole debito estero del paese e diffusa povertà sono tutti fattori che vi
contribuiscono,
E. considerando che fino al giugno 2005 il governo del Niger ha rifiutato la distribuzione
gratuita di razioni alimentari,
F. considerando che tale rifiuto era motivato dalla volontà di non destabilizzare il mercato e
dalla negazione della gravità della crisi;
G. considerando che le derrate alimentari a prezzi calmierati, sovvenzionati dal governo, erano
insufficienti e inavvicinabili per i più poveri;
H. considerando che, quando la mortalità è altissima, non si dovrebbe subordinare la
distribuzione di aiuto alimentare urgente gratuito alla sicurezza alimentare futura,
I. considerando che i ripetuti appelli delle Nazioni Unite a partire dal novembre 2004 sono
rimasti per lo più inascoltati fino a che la situazione non ha raggiunto proporzioni di crisi;
J. considerando che è necessario un aiuto umanitario immenso che va dal cibo, dall'acqua
potabile, dai medicinali ai vaccini per i bambini al fine di prevenire le epidemie,
K. considerando che è evidente l'urgenza di affrontare la situazione immediata e che porre fine
al ciclo di privazioni in Niger e in tutto il Sahel è una sfida a lungo termine che richiede
notevoli investimenti e un effettivo impegno per eradicare la fame,
32 /PE 361.850
IT
L. considerando che la desertificazione e il depauperamento del suolo nel Sahel sono il
risultato di un uso insostenibile delle risorse naturali, compresi la distruzione di foreste e
vegetazione e gli effetti del cambiamento climatico,
M. considerando che, secondo il coordinatore degli aiuti d'urgenza dell'ONU, un intervento
d'urgenza costa ottanta volte più di un intervento preventivo e che ciò vale anche per i paesi
vicini minacciati dalla carestia (Mali, Mauritania, Burkina Faso e Ciad),
1. sollecita la comunità internazionale a non girare le spalle alle continue sofferenze del Niger
visto che la distribuzione di cibo continua nelle zone più colpite del paese ma il sostegno
finanziario per le operazioni d'urgenza mostra preoccupanti segni di deterioramento;
2. chiede che sia riconosciuto il carattere iperendemico della malnutrizione in Niger al fine di
attivare un dispositivo globale di responsabilità che includa l'accesso alle cure per i bambini
di meno di cinque anni e la messa a disposizione di alimenti terapeutici di provata efficacia;
3. chiede che sia privilegiata la prevenzione riducendo la dipendenza da precipitazioni
irregolari, sviluppando l'agricoltura irrigata (micro dighe), migliorando la produttività
alimentare mediante l'utilizzazione di letame, concime e attrezzi, nonché aumentando la
capacità delle riserve cerealicole locali;
4. si compiace del fatto che la Commissione abbia stanziato EUR 4,6 milioni per l'aiuto
umanitario al Niger nonché del suo impegno a fornire ulteriori fondi umanitari qualora la
situazione dovesse continuare a deteriorarsi, come annunciato il 1° luglio 2005;
5. deplora l'insufficiente e lenta reazione del governo del Niger di fronte alla crisi incombente
nonché il fatto che le autorità non abbiano distribuito gratuitamente cibo nelle prime fasi
della crisi;
6. deplora l'assenza di un intervento adeguato da parte dello Stato per prevenire la
speculazione e la crisi ed auspica che il governo del Niger attui meccanismi che consentano
di evitare il ripetersi di tali pratiche;
7. si interroga sull'adeguatezza della deregolamentazione totale dei mercati agricoli, intrapresa
nel quadro delle politiche di "adeguamento strutturale" raccomandate dal FMI;
8. mette in guardia al contempo contro il rischio di sviamento degli aiuti alimentari e chiede
alla comunità internazionale di porre fine alla fornitura di tali aiuti non appena riterrà che la
situazione è migliorata;
9. deplora la reazione tardiva dei donatori internazionali alle richieste di fondi dell'ONU,
formulate per la prima volta nove mesi or sono; sottolinea al riguardo la difficoltà di
mobilitare l'aiuto internazionale proprio nel momento in cui i paesi ricchi del G8 hanno
dichiarato che l'Africa è la loro priorità principale;
PE 361.850\ 33
IT
10. chiede che le riserve disponibili del fondo di aiuto delle Nazioni Unite siano sensibilmente
aumentate affinché fondi sufficienti siano disponibili in anticipo così da consentire agli
organismi d'aiuto dell'ONU di avviare rapidamente le operazioni di soccorso;
11. deplora profondamente il fatto che le catastrofi africane diano adito ad una mobilitazione
così laboriosa mentre lo tsunami e le sue vittime, tra cui si annoverano turisti occidentali,
hanno richiamato un'enorme attenzione da parte dei mezzi di comunicazione;
12. si compiace del coordinamento dell'aiuto di emergenza ECHO con le operazioni di
sicurezza alimentare a più lungo termine gestite dalla Commissione nonché della chiara
indicazione figurante nel documento strategico per paese concernente il Niger secondo cui
lo sviluppo rurale e la sicurezza alimentare sono una priorità;
13. chiede ai donatori internazionali di concentrarsi anche sull'aiuto connesso alla salute, ad
esempio di migliorare l'accesso all'acqua potabile, di distribuire compresse di reidratazione
nonché di sostenere ed ampliare i servizi sanitari esistenti per prevenire la comparsa di
malattie trasmissibili;
14. chiede ai donatori internazionali di coordinare le loro strategie di aiuto al Niger, tra loro
nonché con l'Unione africana, la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale e
gli altri attori regionali e locali; sottolinea l'importanza di rendere tale aiuto a lungo termine
parte di una strategia regionale volta a porre fine al ciclo di povertà e fame;
15. esprime preoccupazione quanto alla disponibilità di cibo negli Stati confinanti del Mali e del
Burkina Faso e chiede un attento controllo della situazione nella regione in generale;
16. invita la Commissione ed il Consiglio a migliorare il sistema di allerta precoce per
monitorare le regioni sensibili in cui si possono verificare carestie al fine di consentire un
intervento tempestivo e di prevenire i disastri;
17. sottolinea che il problema fondamentale del Niger è la diffusa povertà cronica e che il paese
non ha alcun margine per costituirsi scorte di emergenza in modo da far fronte al bisogno in
caso di crisi analoghe;
18. invita la Commissione ed il Consiglio a riconoscere gli effetti del riscaldamento globale
sull'Africa sub-sahariana e ad adoperarsi in Europa per mitigare tali effetti adottando
rigorose strategie di riduzione delle emissioni di CO2 a livello UE;
19. ritiene che nei negoziati commerciali con i paesi africani vada considerata la questione dello
sfruttamento delle risorse naturali;
20. chiede che la cancellazione del debito estero del Niger, annunciata nel quadro del Vertice
del G8, sia effettiva;
21. invita la Commissione, una volta superata l'emergenza, ad attuare una politica globale per
far fronte alle cause a monte della crisi, così da affrontarne i motivi strutturali di base e
migliorare la produttività agricola nella regione;
22. invita i governi della regione ad attuare una politica di sviluppo sostenibile nel settore
agricolo;
34 /PE 361.850
IT
23. invita l'Assemblea generale dell'ONU a definire, nella sua sessione di settembre 2005, le
modalità e gli strumenti dell'aiuto internazionale per eradicare la povertà e la fame nel
mondo, conformemente agli obiettivi del Millennio;
24. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla
Commissione, all'Unione africana, al Segretario generale delle Nazioni Unite, ai
copresidenti dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE e ai governi di Niger, Mali,
Burkina Faso e Mauritania.
PE 361.850\ 35
IT
P6_TA-PROV(2005)0339
Violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare in materia di libertà di
religione
Risoluzione del Parlamento europeo sulle violazioni dei diritti umani in Cina, in
particolare in materia di libertà di religione
Il Parlamento europeo,
–
visto il trattato sull'Unione europea e le sue disposizioni in materia di diritti umani,
–
viste le sue precedenti risoluzioni sulle violazioni dei diritti umani, dei diritti delle
minoranze e della libertà religiosa in Cina,
–
vista la lunga tradizione filosofica e religiosa della Cina,
–
vista la sua risoluzione del 28 aprile 2005 sulla relazione annuale sui diritti dell'uomo
nel mondo 2004 e la politica dell'UE in tal settore1,
–
vista la sua risoluzione del 24 febbraio 2005 sulle priorità e le raccomandazioni dell'UE
in vista della 61a sessione della Commissione ONU per i diritti dell'uomo a Ginevra (14
marzo - 22 aprile 2005)2,
–
viste la relazione e le raccomandazioni del seminario del 20-21 giugno 2005 sul dialogo
in materia di diritti umani UE-Cina,
–
vista la dichiarazione comune del Vertice UE-Cina del 5 settembre 2005,
–
visto l'articolo 115, paragrafo 5, del suo regolamento,
A.
ben consapevole del fatto che la persecuzione religiosa in Cina è un problema di
carattere generale e che colpisce molte chiese e comunità religiose, in particolare i
cristiani, i buddisti tibetani e i musulmani, tra gli altri,
B.
considerando che il rispetto dei diritti umani rappresenta una priorità centrale delle
politiche dell'UE nonché uno dei principi fondamentali dell'Unione,
C.
considerando che la promozione dei diritti umani qual è stabilita nei trattati, è un
obiettivo della Politica estera e della sicurezza comune,
D.
considerando che il Vertice UE-Cina del 5 settembre 2005 ha contrassegnato il 30°
anniversario dei legami diplomatici UE-Cina con l'accordo su di un nuovo dialogo
strategico; considerando che la questione dei diritti umani rappresenta una delle
questioni chiave che si è convenuto di trattare;
E.
considerando che il dialogo UE-Cina in materia di diritti umani fa delle libertà di
religione o di credo una questione prioritaria,
1
2
Testi approvati, P6_TA(2005)0150.
Testi approvati, P6_TA(2005)0051.
36 /PE 361.850
IT
F.
considerando che, malgrado il fatto che l'Articolo 36 della Costituzione della
Repubblica popolare cinese preveda la libertà di credenza religiosa, le autorità, di fatto,
cercano di limitare le pratiche religiose ad organizzazioni approvate dal governo e a
luoghi di culto registrati, e di controllare lo sviluppo e la portata delle attività dei gruppi
religiosi,
G.
considerando che le nuove regolamentazioni in materia di religione della Cina, entrate
in vigore il 1° marzo 2005, hanno rafforzato i controlli del governo sulle attività
religiose,
H.
considerando che tra le chiese cristiane, la Chiesa cattolica ha sofferto nella Repubblica
popolare cinese un lungo periodo di persecuzione ed è ancora costretta in parte ad agire
nella clandestinità in conseguenza di tali pratiche,
I.
considerando che le autorità cinesi hanno intensificato i controlli sulle chiese protestanti
non registrate e le interferenze nelle procedure di nomina dei vescovi,
J.
considerando che molti ecclesiastici cristiani hanno patito una brutale repressione
essendo stato loro impedito non soltanto di praticare pubblicamente il culto ma anche di
portare avanti il loro ministero; profondamente preoccupato per l'aumento di arresti
arbitrari, torture, sparizioni inspiegabili, lavori forzati, isolamento e campi di
rieducazione, di cui sono vittime il clero e i laici cristiani,
1.
invita il governo cinese a porre fine alla repressione religiosa e ad assicurare il rispetto
delle norme internazionali in materia di diritti umani nonché dei diritti religiosi,
garantendo la democrazia, la libertà di espressione, la libertà di associazione, la libertà
dei mezzi d'informazione e la libertà politica e religiosa in Cina;
2.
sollecita il governo cinese ad abolire la differenza tra comunità di culto approvate e
comunità di culto non approvate, come propone il relatore speciale ONU sulla libertà di
religione o di credo sin dal 1994;
3.
chiede alla Commissione e al Consiglio di chiarire alle autorità cinesi che un
partenariato autentico può svilupparsi solo quando sono pienamente rispettati e tradotti
in pratica valori condivisi;
4.
sollecita la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri a sollevare specificamente la
questione della persecuzione dei cristiani cinesi e di ottenere dal governo cinese:
a)
informazioni sulla situazione dei vescovi cattolici Mons. James Su Zhimin
(diocesi di Baoding, Hebei), 72; Mons. Francis An Shuxin (vescovo ausiliario
della diocesi di Baoding, Hebei), 54; Mons. Han Dingxian (diocesi di
Yongnian/Handan, Hebei), 66; Mons. Cosma Shi Enxiang (diocesi di Yixian,
Hebei), 83; Mons. Philip Zhao Zhendong, (diocesi di Xuanhua, Hebei), 84;
Padre Paul Huo Junlong, amministratore della diocesi di Baoding, 50; Mons. Shi
Enxiang (diocesi di Yixian, Hebei),83; nonché notizie su ecclesiastici scomparsi
e arrestati, in particolare Zhang Zhenquan e Ma Wuyong (diocesi di Baoding,
Hebei); Padre Li Wenfeng, Padre Liu Heng, e Padre Dou Shengxia (diocesi di
Shijiazhuang, Hebei); Padre Chi Huitian (diocesi di Baoding, Hebei); Padre
Kang Fuliang, Chen Guozhen, Pang Guangzhao, Yin Ruose, e Li Shujun
(diocesi di Baoding, Hebei); Padre Lu Xiaozhou (diocesi di Wenzhou,
PE 361.850\ 37
IT
Zhejiang); Padre Lin Daoming (diocesi di Fuzhou, Fujian); Padre Zheng Ruipin
(diocesi di Fuzhou, Fujian); Padre Pang Yongxing, Padre Ma Shunbao, e Padre
Wang Limao (diocesi di Baoding, Hebei); Padre Li Jianbo (diocesi di Baoding,
Hebei) e Padre Liu Deli; chiede inoltre che sia sollecitato il rilascio
incondizionato di tutti i cattolici cinesi arrestati per le loro idee religiose e la
cessazione immediata di ogni sorta di violenza nei loro confronti;
b)
5.
esorta il governo cinese ad applicare l'articolo 36 della Costituzione della Repubblica
popolare cinese ed ha ratificare e rendere esecutiva la Convenzione internazionale sui
diritti civili e politici e la Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e
culturali;
6.
prende atto che il governo cinese ha finalmente accettato la richiesta avanzata dal
relatore speciale ONU sulla libertà di religione o di credo e dal relatore speciale sulla
tortura di potersi recare in Cina entro la fine dell'anno; invita il governo cinese a fissare
una data vicina per tale visita; chiede alle autorità cinesi di consentire al relatore
speciale ONU sulla libertà di religione o di credo l'acceso al Panchen Lama designato
dal Dalai Lama;
7.
si compiace dell'esistenza di un dialogo strutturato UE-Cina in materia di diritti umani;
si dice tuttavia deluso per la mancanza di risultati sostanziali per quanto riguarda tale
dialogo; invita il Consiglio e la Commissione a sollevare tali questioni preoccupanti nel
corso della prossima sessione UE-Cina in materia di diritti umani, nel quadro di una
valutazione approfondita della sua efficacia;
8.
incarica il suo presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla
Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e dei paesi candidati, ai
paesi membri della Commissione ONU per i diritti umani nonché al governo della
Repubblica popolare cinese.
38 /PE 361.850
IT
informazioni sulla situazione del pastore Zhang Rongliang (53), uno dei
fondatori della Cina per la Chiesa di Cristo, un gruppo formato da più di dieci
milioni di cristiani, che è stato arrestato il 1° dicembre 2004 e che è ancora in
carcere senza aver subito alcun processo; chiede inoltre che sia sollecitato il
rilascio incondizionato del pastore e di tutti gli altri cristiani cinesi arrestati per
le loro idee religiose nonché la cessazione immediata di ogni sorta di violenza
nei loro confronti;
P6_TA-PROV(2005)0340
Situazione dei detenuti politici in Siria
Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione dei detenuti politici in Siria
Il Parlamento europeo,
–
vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,
–
visti gli articoli 11, paragrafo 1 del trattato sull'Unione europea e l'articolo 177 del
trattato CE, il quale stabilisce che la promozione dei diritti dell'uomo costituisce un
obiettivo della politica estera e di sicurezza comune,
–
vista la dichiarazione di Barcellona del 28 novembre 1995,
–
vista la risoluzione approvata dall'Assemblea parlamentare euro-mediterranea il 15
marzo 2005 al Cairo,
–
viste le sue precedenti risoluzioni sulla Siria,
–
visto l'articolo 115, paragrafo 5 del suo regolamento,
A.
considerando che l'ascesa al potere dell'attuale Presidente Bashar al-Assad, ha dato
origine ad una certa speranza in Siria e ha comportato una qualche apertura del sistema
politico siriano dominato per vari anni dal partito Baath,
B.
considerando che il Parlamento europeo e il suo Presidente sono già intervenuti varie
volte a favore del rilascio dei due parlamentari Riad Seif e Mamoun al-Homsi, che si
trovano in allarmanti condizioni ed hanno già espiato tre quarti della loro pena,
C.
considerando che gli attivisti civili Hasan Zeino, Yassin al-Hamwi e Mohammed Ali alAbdullah compariranno dinanzi a corti marziali a Homs e Damasco, con l'accusa di
"possesso di pubblicazioni di un organizzazione vietata", "creazione di una società
segreta" e "diffamazione dell'amministrazione pubblica", ecc.,
D.
considerando che il figlio di Yassin al-Hamwi, Haytham al-Hamwi, è stato arrestato nel
2003, maltrattato e condannato a quattro anni di detenzione dopo avere a quanto pare
subito un processo ingiusto (secondo fonti autorevoli),
E.
considerando che Riad al-Hamud, un attivista curdo della società civile, insegnante di
arabo e membro attivo dei comitati per la rinascita della società civile, arrestato il 4
giugno 2005 dopo avere pronunciato l'orazione funebre di uno studente islamico morto
in circostanze misteriose mentre era detenuto in condizioni di isolamento, è esposto a un
grave rischio di maltrattamenti,
F.
considerando che nel luglio 2005 la commissione ONU per i diritti dell'uomo ha
espresso la propria preoccupazione "per gli ostacoli frapposti alla registrazione e al
PE 361.850\ 39
IT
libero funzionamento di organizzazioni non governative per i diritti dell'uomo" in Siria e
per "l'intimidazione e le molestie nei confronti degli attivisti per i diritti dell'uomo",
G.
considerando che il rispetto dei diritti dell'uomo è un elemento essenziale del
partenariato euro-mediterraneo,
1.
sollecita le autorità siriane a liberare immediatamente Riad Seif e Mamoun al Homsi;
2.
invita le autorità siriane a lasciare cadere tutte le accuse nei confronti di Hasan Zeino,
Yassin al-Hamwi e Mohammed Ali al-Abdullah che dovranno subire un processo
dinanzi a corti marziali;
3.
invita le autorità siriane:
a) a garantire che i detenuti siano correttamente trattati e non sottoposti a tortura o ad
altri maltrattamenti;
b) a ratificare la Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli,
inumani o degradanti;
c) a garantire che le persone fermate o detenute possano comunicare in modo diretto,
regolare e incondizionato con i propri legali, i propri medici e le proprie famiglie;
4.
sottolinea che il rispetto dei diritti dell'uomo costituirà una componente essenziale in
qualsiasi futuro accordo di associazione UE-Siria;
5.
invita la Commissione, il Consiglio e i singoli Stati membri a far capire chiaramente alle
autorità siriane che l'accordo attualmente in via di negoziato comprende clausole in
materia di diritti dell'uomo che costituiscono un elemento fondamentale del partenariato
euro-mediterraneo e si attende concreti miglioramenti al riguardo da parte delle autorità
siriane;
6.
chiede la costituzione di una sottocommissione per i diritti dell'uomo con la Siria nel
quadro dell'accordo di associazione, come avvenuto con la Giordania e il Marocco, in
modo da sviluppare un dialogo strutturato in materia di diritti dell'uomo e democrazia;
ritiene che tale sottocommissione costituirebbe un elemento essenziale del piano
d'azione; sottolinea l'importanza di consultare e coinvolgere la società civile nell'attività
di questa sottocommissione, al fine di monitorare meglio la situazione dei diritti
dell'uomo; sottolinea inoltre la necessità che il Parlamento europeo sia strettamente
associato all'attività e al controllo di questa sottocommissione;
7.
incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla
Commissione nonché al governo e al parlamento della Siria.
40 /PE 361.850
IT
P6_TA-PROV(2005)0341
Malattie gravi e malattie trascurate nei paesi in via di sviluppo
Risoluzione del Parlamento europeo sulle malattie gravi e trascurate nei paesi in via di
sviluppo (2005/2047(INI))
Il Parlamento europeo,
– vista la sua audizione del 27 aprile 2004 sulle malattie trascurate,
– vista la comunicazione della Commissione del 27 aprile 2005 dal titolo "Programma
europeo di azione per lottare contro l'HIV/AIDS, la malaria e la tubercolosi attraverso
azioni esterne (2007-2011) (COM(2005)0179),
– vista la comunicazione della Commissione del 26 ottobre 2004 dal titolo "Un quadro
politico europeo coerente per le azioni esterne di lotta contro l'HIV/AIDS, la malaria e la
tubercolosi" (COM(2004)0726),
– viste le sue risoluzioni sull'HIV/AIDS, la malaria e la tubercolosi, e in particolare quella del
4 ottobre 2001, concernente un'azione accelerata di lotta contro le principali malattie
trasmissibili nel quadro della riduzione della povertà1,
– vista la sua risoluzione del 30 gennaio 2003 sulla proposta di regolamento sul contributo
alla lotta contro le malattie legate alla povertà (HIV/AIDS, malaria e tubercolosi) nei paesi
in via di sviluppo2,
– viste la Convenzione quadro dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per la lotta
contro il tabagismo e la Tavola rotonda di alto livello per la lotta contro il tabagismo e la
politica di sviluppo, organizzata dalla Commissione il 3-4 febbraio 2003,
– vista la sua risoluzione del 4 settembre 2003 sulla salute e la riduzione della povertà nei
paesi in via di sviluppo3,
– vista la risoluzione approvata il 19 febbraio 2004 dall'Assemblea parlamentare paritetica
ACP-UE sulle malattie legate alla povertà e la salute riproduttiva (ACP-UE 3640/04),
– visto il richiamo all'impegno di New York: Stabilire un collegamento tra l'HIV/AIDS e la
salute sessuale e riproduttiva4,
– vista la sua risoluzione del 10 marzo 2005 su scienza e tecnologia – orientamenti per la
politica di sostegno alla ricerca dell'Unione europea5,
1
GU C 87E dell'11.4.2002, pag. 244.
GU C 39E del 13.2.2004, pag. 58.
3
GU C 76E del 25.3.2004, pag. 441.
4
Richiamo all'impegno pubblicato in occasione dell'incontro ad alto livello organizzato dall'UNFPA,
dall'UNAIDS e da Family Care International, New York, 7 giugno 2004.
5
Testi approvati, P6_TA(2005)0077.
2
PE 361.850\ 41
IT
– viste le attività del programma di sperimentazioni cliniche Europa - paesi in via di sviluppo
(EDCTP), del programma speciale di ricerca e formazione nelle malattie tropicali (TDR),
della Global Alliance for TB Drug Development - TB Alliance (associazione no-profit per la
messa a punto di farmaci contro la tubercolosi), dell'iniziativa internazionale per un vaccino
contro l'AIDS (IAVI), del partenariato internazionale per i microbicidi (IPM), dell'iniziativa
europea per un vaccino contro la malaria (EMVI), dell'Alleanza globale per i vaccini e
l'immunizzazione (GAVI)/Fondo per i vaccini, dell'operazione farmaci contro la malaria
(MMV), della partnership Roll Back Malaria (RBM), dell'iniziativa Drugs for Neglected
Diseases (DNDi) (farmaci per le malattie dimenticate), e di altri che sono impegnati nello
studio e nella messa a punto di medicinali per le malattie trascurate,
– vista la sua risoluzione del 12 aprile 2005 sul ruolo dell'Unione europea nel conseguimento
degli obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM)1,
– vista la relazione 2005 della Task force delle Nazioni Unite 'Progetto per il Millennio' su
HIV/AIDS, malaria, tubercolosi e accesso ai farmaci essenziali, intitolata "Ricetta per uno
sviluppo sano: potenziare l'accesso ai farmaci",
– visti il documento dell'OMS su un'agenda per una R&S farmaceutica relativa alle malattie
trascurate basata sui bisogni, dell'ottobre 2004, e quello sul controllo intensificato delle
malattie tropicali presentato dall'OMS in occasione della riunione tecnica e strategica da
essa tenuta a Berlino dal 18 al 20 aprile 2005,
– visto l'articolo 45 del suo regolamento,
– vista la relazione della commissione per lo sviluppo (A6-0215/2005),
A. considerando che la globalizzazione, il surriscaldamento del pianeta, i nuovi rischi
emergenti per la salute quali l'influenza aviaria, la febbre di Ebola e la febbre di Marburg, la
recrudescenza di vecchie malattie infettive come la tubercolosi, l'accresciuta prevalenza, nei
paesi sviluppati, di malattie a prevenzione vaccinale e il crescente problema della resistenza
multipla ai farmaci evidenziano tutti la necessità di adottare un approccio globale rispetto a
tutte le malattie,
B. considerando che nell'Unione europea manca il senso dell'urgenza, mentre le migrazioni e
l'aumento dei viaggi comportano un rischio crescente di diffusione di tali malattie,
C. considerando che il Fondo mondiale per la lotta contro l'AIDS, la tubercolosi e la malaria
mira a ridurre l'onere della malattia e della povertà e considerando altresì che è
fondamentale il coordinamento dei progetti e degli attori coinvolti, anche per quanto
riguarda la fornitura, la distribuzione e la valutazione dei farmaci e la coerenza con i
protocolli nazionali,
D. considerando che i casi di HIV/AIDS continuano ad aumentare a livello mondiale, con una
particolare incidenza fra donne e bambini, e che nel 2004 il numero delle nuove infezioni è
stato superiore a quello degli anni precedenti; considerando inoltre che i prezzi dei farmaci
antiretrovirali (ARV) rappresentano un problema sempre più serio per la salute pubblica2,
dal momento che i farmaci di seconda linea hanno un prezzo sino a dodici volte superiore a
quello dei più abbordabili prodotti generici di prima linea,
1
2
Testi approvati, P6_TA(2005)0115.
Relazione di avanzamento dell'OMS/UNAIDS sull'iniziativa "3 by 5", dicembre 2004.
42 /PE 361.850
IT
E. considerando che l'HIV/AIDS e il cattivo stato di salute materna e riproduttiva hanno
numerose cause profonde comuni, tra cui le disuguaglianze di genere, la povertà e
l'emarginazione sociale, e che la presenza delle malattie sessualmente trasmissibili aumenta
in modo drammatico la vulnerabilità all'HIV, mentre l'esistenza di politiche di donazione
distinte si traduce in un'esecuzione non omogenea dei programmi,
F. considerando che la prevenzione è il modo più efficace per combattere le malattie
sessualmente trasmissibili (MST), incluso l'HIV/AIDS, e che vi è un legame chiaro tra
salute sessuale e riproduttiva, da un lato, e lotta contro l'HIV/AIDS, dall'altro,
G. considerando che l'accesso all'informazione in materia di salute materna e riproduttiva e ai
relativi servizi svolge un ruolo importante nella riduzione della povertà e dovrebbe essere
parte integrante della lotta contro l'HIV/AIDS,
H. considerando che la prevenzione della malaria presuppone l'utilizzo di zanzariere
impregnate di insetticida (soprattutto nel caso dei bambini in tenera età, delle donne incinte
e delle persone che vivono con soggetti affetti da HIV/AIDS), la disponibilità di farmaci
antimalarici per le donne incinte e il trattamento degli ambienti interni con insetticidi ad
azione residuale,
I. considerando che un terzo della popolazione mondiale è affetto da tubercolosi, che questa
malattia ha provocato nel 2002 circa due milioni di decessi - spesso collegati all'HIV/AIDS
- e che nuovi test diagnostici e nuovi farmaci permetterebbero di affrontare questo enorme
flagello mondiale,
J. considerando che la schistosomiasi può essere trattata con il praziquantel, ma che i costi
collegati alla chemioterapia rappresentano un onere supplementare per i sistemi sanitari, e
che si teme la comparsa di parassiti resistenti ai farmaci, il che rende necessaria la messa a
punto di altri rimedi efficaci,
K. considerando che la leishmaniosi viscerale grave e l'AIDS favoriscono l'una l'insorgenza
dell'altra e che la terapia a base di antimonio pentavalente ha seri effetti collaterali, richiede
un trattamento prolungato e sta perdendo efficacia data la resistenza dei parassiti,
L. considerando la complessità della diagnosi e del trattamento della tripanosomiasi umana
africana, detta anche malattia del sonno,
M. considerando che la fase acuta della malattia di Chagas può essere trattata con due soli
farmaci, il nifurtimox e il benznidazole, mentre non esiste terapia per la fase cronica,
N. considerando che la febbre dengue è un problema sanitario mondiale, che il commercio
internazionale di pneumatici usati ha fatto sì che l'Aedes albopictus, vettore secondario della
febbre dengue in Asia, si sia ora insediato anche in Europa e in altre regioni del pianeta, e
che non esiste un trattamento specifico per questa malattia, sebbene si stiano facendo
progressi nella gestione integrata del vettore, mentre la messa a punto di vaccini procede
con lentezza,
O. considerando che il buruli ulcer rappresenta un nuovo rischio sanitario e che l'unico
trattamento possibile per tale malattia è quello chirurgico, che consiste nell'asportare la
lesione che corrode i tessuti e può determinare un'invalidità permanente,
P. considerando che il peso delle malattie mentali e dell'epilessia sta aumentando ma viene
trascurato,
Q. considerando che in numerose aree del mondo in via di sviluppo vi è grave penuria di
operatori sanitari, con fenomeni di migrazione sia a partire dalle regioni più povere che
all'interno di esse,
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R. considerando che nel 2000 il riutilizzo di dispositivi medici ha portato, secondo le stime, a
260 000 nuovi casi di HIV/AIDS, a 2 milioni di infezioni da epatite C e a 21 milioni di
infezioni da epatite B,
S. considerando che il tabagismo provoca ogni anno nel mondo 5 milioni di morti e che entro
il 2020 tale cifra potrebbe raddoppiare, con prevalenza nei paesi in via di sviluppo,
T. considerando che la ricerca internazionale e regionale sui farmaci destinati alle malattie
collegate alla povertà soffre di una cronica mancanza di investimenti,
U. considerando che, secondo le stime, meno del 10% dei fondi destinati alla ricerca biomedica
a livello mondiale è impiegato per cercare di risolvere i problemi che sono responsabili del
90% dell'onere della malattia su scala mondiale, che, di tutti i farmaci in sviluppo per la
cura delle malattie trascurate nel periodo 1999-2000, soltanto 18 progetti di R&S avevano
raggiunto la fase dello sviluppo clinico, contro i 2 100 composti destinati al trattamento
delle altre malattie, e che nel caso delle malattie trascurate il tempo medio di sviluppo
clinico è di circa tre anni e mezzo superiore a quello dei farmaci per la cura delle altre
affezioni,
V. considerando che sono stati compiuti dei progressi sul piano scientifico, fra cui la
sequenziazione del genoma dei parassiti che provocano la malaria, la leishmaniosi e la
tripanosomiasi umana africana, ma che questi risultati non si traducono in nuovi prodotti
farmaceutici,
W. considerando che il Progetto di prequalificazione dell'OMS è un'importante rete di
valutazione e di reperimento di nuovi farmaci essenziali,
X. considerando che, secondo le stime, un milione e mezzo di bambini al di sotto dei cinque
anni di età muore ogni anno per malattie che sarebbero prevenibili con il vaccino,
Y. constatando che una sola casa farmaceutica ha proceduto alla registrazione di farmaci a
prezzo ridotto nel quadro del regolamento (CE) n. 953/2003 del Consiglio, del 26 maggio
2003, inteso ad evitare la diversione verso l'Unione europea di taluni medicinali essenziali1;
constatando altresì che i nuovi farmaci che sono oggi necessari, ma che sono unicamente
disponibili a prezzi elevati, non figurano in tale elenco,
Z. considerando che tutti i paesi membri dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC),
e in particolare i paesi produttori di farmaci generici, dovrebbero aver ormai integrato nella
loro legislazione nazionale l'accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti
al commercio (TRIPS),
1. plaude alle summenzionate comunicazioni della Commissione, ma chiede che l'approccio
seguito sia esteso ad altre malattie trascurate; sottolinea il fatto che tutte le azioni della
Commissione possono essere applicate anche ad altre malattie, oltre all'HIV/AIDS, alla
malaria e alla tubercolosi;
2. sollecita la Commissione a tradurre le proposte strategiche del nuovo Programma d'azione
per lottare contro l'HIV/AIDS, la tubercolosi e la malaria in misure concrete, garantendo
decisioni di programmazione adeguate e stanziamenti di bilancio sufficienti;
1
GU L 135 del 3.6.2003, pag. 5. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1876/2004 della
Commissione (GU L 326 del 29.10.2004, pag. 22).
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3. sottolinea che è di importanza fondamentale far sì che gli Stati membri aumentino in misura
adeguata le risorse per il finanziamento delle azioni esterne e di aiuto allo sviluppo
dell'Unione, dal momento che il deficit di risorse dovrebbe raggiungere, di qui al 2007, 11
500 milioni EUR solo per quanto riguarda l'HIV/AIDS, la malaria e la tubercolosi;
4. invita la Commissione ad affrontare l'HIV/AIDS, la tubercolosi, la malaria e le altre
malattie come fossero questioni trasversali nel quadro degli strumenti di assistenza esterna
delle prossime prospettive finanziarie;
5. appoggia la creazione di un Fondo di solidarietà dell'Unione europea (COM)(2005)0108)
allo scopo di fornire, in modo efficace e coordinato, una risposta comune a situazioni di
emergenza di diversa origine;
6. ricorda che negli anni '90 i servizi sanitari dei paesi ACP hanno subito pesanti contraccolpi,
soprattutto a causa dell'accento posto sulle riforme macroeconomiche, che hanno portato a
tagli di bilancio drastici nel settore sociale, ad esempio in campo sanitario;
7. ricorda altresì che il rimborso del debito e del relativo servizio assorbe ogni anno circa il
40% del PIL dei paesi meno avanzati, mentre le risorse destinate all'istruzione e alla sanità
continuano ad essere irrisorie;
8. esorta i paesi ACP a raggiungere l'obiettivo indicato dal Parlamento di destinare il 20% del
proprio bilancio alla sanità;
9. ritiene che occorra garantire che l'analisi alla base dei documenti strategici per la riduzione
della povertà ispiri le priorità dell'azione nel settore sanitario e offra la possibilità di
ridefinire le strategie e i programmi sanitari per orientarli verso le iniziative sanitarie
suscettibili di avere un maggior impatto sulla povertà;
10. sottolinea che l'accesso all'acqua potabile e all'alimentazione è una condizione
indispensabile alla buona salute delle popolazioni; insiste quindi sulla dimensione
trasversale della salute e sul miglioramento delle condizioni di vita, che contribuiscono ad
aumentare la speranza di vita;
11. invita i paesi in via di sviluppo a ripristinare i propri sistemi e servizi sanitari pubblici e di
base e sollecita l'Unione europea a sostenere tale processo, per il tramite di aiuti per le
situazioni d'emergenza e del rafforzamento delle capacità umane e istituzionali e delle
infrastrutture;
12. ritiene che gli investimenti nell'approvvigionamento idrico, nei sistemi fognari e nelle
infrastrutture, così come quelli volti ad accrescere la consapevolezza del legame esistente
fra salute, acqua pulita, sistemi fognari e igiene, siano fondamentali per combattere le
malattie di origine idrica (fra cui polmonite, diarrea e malaria) e per garantire il buon
funzionamento dei sistemi di assistenza sanitaria;
13. chiede che il documento di orientamento sulle risorse umane previsto nel Programma
d'azione della Commissione includa anche proposte per iniziative urgenti volte ad invertire
la tendenza alla perdita di operatori sanitari nei paesi in via di sviluppo, quali una migliore
formazione, maggiori opportunità di carriera e retribuzione, incentivi a rimanere in loco,
condizioni di lavoro sicure, forme di cooperazione con iniziative specifiche per determinate
malattie, accordi di gemellaggio, sostegno volontario, diffusione delle migliori prassi e
supporto tecnico;
14. sottolinea la necessità di un coordinamento all'interno dell'Unione, così come tra l'Unione e
altri donatori mondiali e locali, per mettere in comune le competenze e l'assistenza tecnica
allo scopo di conseguire risultati migliori;
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15. accoglie con favore l'impegno della Commissione di rafforzare la capacità dei paesi in via di
sviluppo in materia di ricerca, ma chiede che ciò non si limiti alla sperimentazione clinica
bensì corrisponda a un concetto di ricerca più ampio che includa la ricerca operativa e
quella sui sistemi sanitari, che è di estrema importanza ai fini di una realizzazione più
efficace, efficiente e sostenibile degli interventi;
16. sottolinea che, per quanto riguarda la ricerca scientifica e la trasposizione dei risultati della
stessa, sono necessarie prassi di eccellenza onde garantire l'efficacia di interventi, progetti e
programmi;
17. osserva che si dovrebbe prestare attenzione al modo in cui i medicinali vengono
somministrati e utilizzati, al fine di limitare la resistenza;
18. osserva che, a seguito dello tsunami che ha colpito l'Asia, l'interruzione dei trattamenti
antimalarici, antitubercolotici e retrovirali potrebbe provocare un numero elevato di decessi
nella regione;
19. accoglie con favore i risultati dell'Eurobarometro, che segnalano come l'opinione pubblica
europea ritenga che gli aiuti dell'Unione possano essere estremamente efficaci nella lotta
contro l'AIDS e altre malattie1;
20. sottolinea l'urgenza della possibilità di accedere ai medicinali e sottolinea altresì che le case
farmaceutiche debbono rendere disponibili i farmaci a prezzi abbordabili nei paesi a basso
reddito;
21. sottolinea l'importanza dell'iniziativa e della responsabilità dei paesi stessi, e invita la
Commissione ad assicurare che le comunità interessate e la società civile siano coinvolte in
misura significativa in questo processo, onde garantire che i quadri d'azione rispecchino le
preoccupazioni e le esperienze delle comunità emarginate;
22. invita la Commissione a valutare l'impatto effettivo delle misure poste in atto nel quadro del
regolamento (CE) n. 953/2003 e della messa a disposizione, da parte dell'industria
farmaceutica, di prodotti a prezzi graduati ai fini del miglioramento dell'accesso ai farmaci
essenziali da parte delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo; invita inoltre la
Commissione, qualora siano constatate carenze, a proporre misure complementari che
consentano di promuovere in modo concreto l'accesso ai farmaci essenziali;
23. invita la Commissione a fare ricorso al suo Forum delle parti interessate quale meccanismo
sistematico e regolare di consultazione della società civile, delle persone affette da
HIV/AIDS, malaria e tubercolosi, e dei rappresentanti delle organizzazioni a dimensione
comunitaria dei paesi in via di sviluppo;
24. ricorda alla Commissione l'importante ruolo delle donne per quanto riguarda l'assistenza
sanitaria primaria e osserva che donne, bambini e persone con disabilità devono essere
integrati nelle politiche sanitarie e nelle statistiche ed attività di ricerca ed esse collegate;
25. si compiace dell'appoggio che la Commissione fornisce, nel suo Programma d'azione, a
programmi di prevenzione globali e aventi una base scientifica, e sollecita tale istituzione a
sostenere programmi di prevenzione dell'HIV/AIDS che includano gli aspetti seguenti:
leadership politica, un'educazione volta a favorire i cambiamenti comportamentali,
programmi di riduzione dei danni, distribuzione dei prodotti di base, consulenza e
depistaggio volontari, donazioni di sangue sicure, misure intese a ridurre la vulnerabilità dei
gruppi a più alto rischio di infezione, nonché attività di ricerca in campo sociale e
comportamentale;
1
Speciale Eurobarometro n. 222, Atteggiamento nei confronti dell'aiuto allo sviluppo, febbraio 2005.
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26. sottolinea la necessità di aumentare gli investimenti di R&S nelle nuove tecnologie di
prevenzione dell'HIV, quali i vaccini e i microbicidi, e chiede che si sviluppino adeguate
formulazioni pediatriche di farmaci antiretrovirali, a prezzi accessibili, per i 2,2 milioni di
bambini affetti da HIV, nonché strumenti di diagnostica e di monitoraggio adatti ai loro
bisogni e al contesto dei paesi in via di sviluppo;
27. sollecita la Commissione a riconoscere che epidemie distinte di HIV richiedono approcci
distinti, che si tratti di paesi con epidemie generalizzate o con epidemie concentrate; ritiene
che si debba prestare maggiore attenzione alla comprensione dei modelli di trasmissione nei
diversi contesti e agire in base agli elementi risultanti;
28. chiede che le politiche di riduzione della povertà e di sostegno alle famiglie colpite da
HIV/AIDS e da altre malattie prendano in considerazione gli anziani, gli orfani e altri
gruppi di bambini vulnerabili e che tutte queste categorie siano coinvolte nell'elaborazione e
nella realizzazione dei programmi;
29. chiede che si stabilisca un collegamento più stretto tra salute sessuale e riproduttiva e
programmi di lotta contro l'HIV/AIDS; chiede altresì forniture adeguate e accessibili a
prezzi abbordabili dei dispositivi medici connessi con tale malattia e con la salute sessuale e
riproduttiva, inclusi preservativi maschili e femminili nonché test diagnostici e farmaci per
le MST;
30. esprime forte preoccupazione dinanzi alle informazioni secondo cui alcuni governi africani
tasserebbero le vendite o l'importazione di farmaci antiretrovirali e di altro tipo, rendendoli
così inaccessibili alle comunità povere; sollecita la Commissione ad indagare su tale aspetto
e ad incoraggiare i governi ad abolire dette tasse;
31. chiede che i paesi in cui è presente la malaria si impegnino a favore dell'ACT, la terapia
combinata a base di artemisinina riconosciuta come la più efficace, e ne accelerino
l'introduzione, e invita i donatori a finanziare tale terapia sostenendo l'acquisto, la
prequalificazione e la produzione di farmaci a base di artemisinina;
32. chiede all'industria di produrre zanzariere trattate con insetticidi (ITN), in particolare
zanzariere insetticide a lunga durata e sollecita programmi intesi ad aumentare rapidamente
la diffusione delle ITN, nonché programmi per l'organizzazione di azioni di formazione per
riconoscere i sintomi della malaria, la rimozione delle fonti di acqua stagnante, la fornitura
di farmaci e di test diagnostici rapidi e affidabili ai servizi di prima assistenza, e il
rafforzamento delle partnership basate sull'iniziativa di singoli paesi, al fine di coordinare
gli sforzi sinergici e di eliminare le strozzature a livello della messa in atto;
33. ritiene che siano necessari test diagnostici semplici ed efficaci per la leishmaniosi, adeguati
alle condizioni dei paesi a basso reddito; osserva che le attività di ricerca e sviluppo di
nuovi trattamenti sono sottofinanziate e che i farmaci alternativi esistenti sono costosi e di
difficile somministrazione; chiede la rapida registrazione di farmaci promettenti come la
paromomicina e il miltefosine;
34. prende atto del lavoro svolto dall'Iniziativa DNDi e dal Programma TDR relativamente alla
tripanosomiasi umana africana e sottolinea l'urgente necessità di valutare la sicurezza e
l'efficacia del nifurtimox, nonché di sviluppare nuovi test diagnostici accurati e di facile
uso;
35. chiede che siano potenziati gli sforzi per la prevenzione della malattia di Chagas,
coinvolgendo nel controllo della trasmissione della malattia le popolazioni suscettibili di
esserne colpite, separando le abitazioni dai ricoveri per gli animali e combattendo i vettori
con gli insetticidi;
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36. plaude al programma mondiale dell'OMS volto a identificare le aree in cui la filariosi
linfatica è endemica e a sottoporre la popolazione a rischio a un trattamento consistente
nella somministrazione di una dose annua in un'unica soluzione, da ripetere per almeno
cinque anni;
37. ritiene che sia di grande utilità fornire farmaci sicuri ed efficaci; osserva che il controllo e
l'eliminazione delle infezioni attraverso la donazione di medicinali da somministrare su base
annua o semestrale ha un costo di circa 0,20 EUR per soggetto trattato;
38. chiede l'attuazione delle "Quick Wins" (azioni immediate) individuate nella relazione 2005
delle Nazioni Unite sul Progetto per il millennio, che comprendono un trattamento
vermifugo annuale regolare;
39. chiede all'UE di prendere misure concrete contro la povertà e di assicurare la coerenza delle
proprie politiche nei settori del commercio, della cooperazione allo sviluppo e
dell'agricoltura, al fine di prevenire qualsiasi impatto negativo, diretto o indiretto, sulle
economie dei paesi in via di sviluppo;
40. chiede che venga posto un accento particolare sull'assistenza alle malattie e ai disturbi
mentali e neurologici, in particolare la depressione unipolare e l'epilessia;
41. ritiene che servizi sanitari capaci di diagnosticare, gestire e trattare malattie come il diabete
potrebbero salvare molte vite e ridurre il numero delle disabilità e delle amputazioni; reputa
in particolare che occorra estendere l'accesso, a prezzi abbordabili, all'insulina e ai farmaci
per il diabete di tipo 2;
42. invita la Commissione a sostenere programmi per la prevenzione e la cura della fistola
ostetrica e l'assistenza alle donne e alle ragazze colpite;
43. sollecita iniziative volte a garantire un più rapido accesso, a livello locale, a test diagnostici
appropriati e a metodi sicuri di raccolta del sangue, con relative azioni di formazione e
infrastrutture, per controllare i parametri sanitari chiave, e sottolinea l'importanza di
garantire che tutti i programmi di vaccinazione prescrivano l'uso di una tecnologia medica
che impedisca il riutilizzo dei dispositivi;
44. invita la Commissione a sostenere il rafforzamento dei programmi nazionali e internazionali
di lotta contro il tabagismo;
45. ritiene che i partenariati tra settore pubblico e settore privato, di cui sono esempi la
partnership RBM, la TB Alliance, la IAVI, l'IPM, la GAVI/ Fondo per i vaccini, l'MMV,
l'Iniziativa DNDi e l'Institute for One World Health (Istituto per la salute di un mondo
unico), insieme al Programma TDR, siano la chiave per l'innovazione e lo sviluppo di
capacità;
46. deplora il fatto che, data la mancanza di mercati redditizi, non esista attività di ricerca e
sviluppo sulle malattie che colpiscono quasi esclusivamente la popolazione povera dei paesi
in via di sviluppo, e sottolinea che occorre correggere tale situazione impegnandosi a livello
internazionale;
47. chiede che il settimo Programma quadro includa un riferimento specifico alla ricerca sulle
malattie che colpiscono i cittadini dei paesi in via di sviluppo e preveda finanziamenti al
riguardo;
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48. incoraggia la Commissione ad esaminare sin d'ora i mezzi con cui dare attuazione alle
misure concrete da adottare in materia di flessibilità delle linee di bilancio tematiche attuali
e future, nonché in materia di semplificazione delle procedure, allo scopo di migliorare la
sinergia e la coerenza fra le politiche, i servizi e i programmi comunitari di lotta contro le
tre malattie in questione;
49. invita la Commissione a lavorare con l'OMS, anche attraverso il Programma speciale di
ricerca e formazione nelle malattie tropicali e l'Iniziativa per la ricerca sui vaccini, per
definire una scaletta essenziale delle attività di R&S e stabilire le esigenze e priorità dei
paesi in via di sviluppo;
50. ritiene che il controllo e la registrazione dei farmaci dovrebbero essere attinenti alle priorità
dei paesi con malattie endemiche, e che dovrebbero essere previste procedure specifiche per
una migliore valutazione del rapporto rischi-benefici dei farmaci destinati a curare le
malattie trascurate;
51. chiede un miglioramento delle condizioni di lavoro del personale medico che pratica nei
paesi in via di sviluppo, la fornitura di attrezzature mediche adeguate e il trasferimento di
tecnologia; chiede altresì che aumentino i programmi per lo scambio di medici tra l'Europa
e i paesi in via di sviluppo;
52. invita la Commissione a sostenere progetti di ricerca integrata che abbraccino l'intero
processo, dall'identificazione delle sostanze chimiche sono all'immissione sul mercato dei
prodotti più efficaci;
53. chiede che le attività del programma di sperimentazioni cliniche Europa - paesi in via di
sviluppo siano estese in modo da includervi altre malattie trascurate e altre fasi dello
sviluppo clinico (Fasi I e IV);
54. esige che in tutti i paesi siano applicate norme internazionali per una ricerca etica, come
quelle definite nella Dichiarazione di Helsinki;
55. invita alla collaborazione con l'industria farmaceutica sulle malattie legate alla povertà e
chiede una nuova proposta quadro per l'attività di R&S su tali malattia onde fornire
incentivi agli investimenti, prevedendo fra l'altro assistenza per l'elaborazione dei protocolli
come pure esenzioni dal pagamento di diritti e tasse, crediti d'imposta, sovvenzioni, premi
all'innovazione, l'assistenza alla prequalificazione, impegni d'acquisto e il parziale
trasferimento dei diritti di brevetto sui medicinali; chiede inoltre un "approccio basato sui
bisogni";
56. sottolinea che l'istruzione e la pianificazione familiare sono tanto importanti quanto la
fornitura di farmaci efficaci;
57. chiede che l'industria farmaceutica sia obbligata o incoraggiata a reinvestire una percentuale
dei propri utili nella ricerca sulle malattie trascurate, direttamente o attraverso programmi
pubblici;
58. sollecita la conclusione di un nuovo accordo globale sulle attività di R&S in campo medico,
nel contesto della Commissione dell'OMS sulla proprietà intellettuale, l'innovazione e la
salute pubblica, che comprenda obblighi minimi in materia di sostegno alla R&S,
meccanismi per la definizione delle priorità e l'esame di un sistema di crediti negoziabili per
investimenti a favore di determinati progetti;
59. ritiene che le politiche di sviluppo dovrebbero promuovere la costituzione di capacità di
ricerca e produzione locale attraverso il trasferimento e la condivisione delle tecnologie;
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60. si compiace del sostegno accordato dalla Commissione, nel suo Programma d'azione, al
Progetto di prequalificazione dell'OMS e invita detta istituzione a collaborare con l'OMS
per rafforzare ed espandere la sua capacità di realizzare gli obiettivi del Progetto;
61. invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere attivamente la messa in atto della
Dichiarazione di Doha e ad opporsi alla rimessa in discussione, da parte degli Stati membri
dell'OMC, degli impegni presi unanimemente nella dichiarazione sulla proprietà
intellettuale e la sanità pubblica, in particolare attraverso la negoziazione di clausole
"TRIPS plus" nel quadro di accordi regionali di libero scambio;
62. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla
Commissione, all'Organizzazione mondiale della sanità e all'Assemblea parlamentare
paritetica ACP-UE.
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