IMIEL
la Qualità
Strada prov. per Francavilla F.
Anno 9 n. 1
Periodico di informazione e analisi
Internet: www.ideanews.it
Gennaio 2003
DISTRIBUZIONE GRATUITA
Il Piano ospedaliero, l’edilizia, la delusione dell’Udc. La strategia? “Finchè la barca va”
Troppe beghe, Ceglie resta al palo
di Luca Dipresa
da Internet ritorniamo alla carta
stampata che resta pur sempre uno
dei mezzi più affascinanti della comunicazione. Siamo al nuovo anno
ed allora riproponiamo il nostro primo amore: l'idea, che ormai naviga felicemente su
internet, registrando una presenza giornaliera che
ci stimola a continuare, non fosse altro perché diamo la possibilità a moltissimi nostri emigrati di vivere l'aria casalinga. Emblematico l'episodio raccontatoci da un nostro concittadino che, al ritorno
a Ceglie lo scorso mese di agosto per un periodo
di riposo, quando un suo amico cercava di informarlo su quanto accaduto lo bloccò di netto: “So
tutto, ogni sera sono collegato con www.ideanews.it”.
E allora torniamo alle considerazioni sulla vita
locale, dalla politica alla cultura, alla quotidianità.
Partiamo, dunque, dalla politica. La coalizione di
centrodestra con il suo nocchiere amministra da
poco meno di un semestre. La città nello scegliere
Mario Annese volle fare una precisa scelta, confidando nel ruolo che il navigato uomo politico potesse esercitare. Però, anche se si vota direttamente il proprio sindaco, analogamente si sceglie la
maggioranza dalla quale, diciamolo francamente ed è anche un bene - ogni primo cittadino non
può prescindere. Almeno fino a quando il sistema
elettorale non viene cambiato. Ed è qui che qualcosa non ha funzionato.
Tutti sanno da quale clima e
Il clima
situazione si uscisse (ovvero
di tensione dall’esperienza Magno), con
all’interno del centrodestra una
ereditato
da Magno vivibilità piuttosto pesante. Ma
alla fine, con le elezioni da fare, tutto fu messo in secondo
piano. Facile, allora, immaginare che prima o poi,
alla prima occasione, le carte bisognava nuovamente metterle sul tavolo. Tutto quanto con il rischio di compromettere la vivibilità all'interno della “casa berlusconiana” e con il pericolo di ritornare al punto di partenza. Ed eccoci ai primi mal
di pancia. L’Udc, certamente “penalizzata” al
momento del varo dell'esecutivo, che chiede visibilità. E qui, crediamo che nessuno possa avere da
dire perché rientra nella legittima attività di ogni
partito. Tutti sanno e sappiamo come è andata a finire. Ma c’è chi è pronto a scommettere che il
fuoco continui a covare sotto la cenere. Magari,
questa volta, con al posto dell’Udc, An o Fi.
Insomma è la solita storia, come accadeva al tempo della prima repubblica. Nostalgia del propor-
E
zionalismo? Forse, considerato come sono andate
le cose con la nuova legge. Ma torniamo a noi.
Ribadendo che per un obiettivo giudizio bisogna
ancora attendere, dando il giusto lasso di operatività al governo della città, non possiamo non fare
alcune considerazioni sui principali accadimenti
di questi pochi mesi.
Il piano di riordino ospedaliero è sicuramente
stato il fatto più emblematico. Siamo più che mai
convinti che ancora una volta Ceglie ci abbia rimesso. E questo pur rimanendo dell'avviso che
una legge in tal senso andava fatta. Si, ma con
equa distribuzione ed obiettività. Ci tacceranno di
campanilismo? Ci sta bene, perché mentre noi facevamo da tempo i moderni, il paese senza frontiere, dalle larghe vedute, altrove si consolidavano
situazioni: collocamento, Enel, gas, distrettualizzazioni e via dicendo. Ed oggi ne paghiamo le
spese.
La situazione dell'ospedale va riportata alle origini, quando Ceglie individuata sede di distretto
arrivò ad una sorta di compromesso: sede a
Francavilla e presidenza ad un cegliese. Poi anche
la presidenza ritornò a …Canossa ed a noi rimase
quasi niente. Si potrebbe andare avanti di questo
passo per capire come, con il passare degli anni la
musica non è mai cambiata e mentre da Ceglie si
toglieva, altrove si potenziava. Il tutto facilitato
anche dalla mancanza di presenze istituzionali,
quelli che in gergo comune si chiamano santi protettori. In altre situazioni, nessuno si sarebbe scandalizzato o arrabbiato se in tema di riordino si fosse deciso per la creazione di poli specialistici: un
polo chirurgico in un posto, quello ginecologico e
pediatrico in un altro, quello della
medicina e lungodegenza in un altro ancora. Anche perché, dove
starebbe il risparmio se per mantenere quello che il riordino ci ha
assegnato bisogna pur sempre accendere i termosifoni, la luce, rispondere al telefono, preparare i
pasti e via discorrendo. Nemmeno
la funzionale ristrutturazione operata è valsa a creditarne una maggiore funzionalità e fruibilità rispetto a qualche fatiscente struttura viciniora. Però abbiamo ottenuto il 118? Si come autorimessa,
parcheggio. E spieghiamo perché:
immaginate un incidente stradale?
Arriva il 118 e, rendendosi conto
che la situazione è di una certa
gravità, secondo voi dove porta
l'infortunato? a Ceglie? Lasciamo
a voi la risposta.
La cosa che ci ha favorevolmente impressionati di questa amministrazione è l'attenzione verso il
mondo della scuola. Ha ragione il sindaco a dire che i nostri
ragazzi li dobbiamo far vivere
Scuola,
ed operare in strutture belle e
primi
passi
funzionali ed è da plaudire anche
fanno
che l’istituzione di una scuola
sperare
alberghiera, dove in fatto di ristorazione non siamo, almeno
qui, secondi a nessuno. Però
auspichiamo una maggiore attenzione al mondo
del volontariato e dell'associazionismo. Non ci è
piaciuta, ad esempio, apprendere che la stagione
del “Caelium” deve tenersi nella sala conferenze
del Centro di Alta specializzazione San Raffaele.
E il teatro perché l'abbiamo riaperto, dopo tanto
penare? Dove sta l'attenzione verso il nostro mondo associativo? E questo il ringraziamento che si
fa all'Associazione Caelium che ha il “demerito”
di portare a Ceglie fior di musicisti? Vanno bene
le stagioni teatrali ma la gente in questi otto anni,
moltissimi anche i forestieri, hanno sempre manifestato gradimento per i concerti ed un po’ tutti
speravano di potervi assistere nel “nostro” teatro.
Sbrighiamoci pure a pensare cosa si vuol fare della villa Cento Pini che, andando di questo passo,
presto si dovrà pensare ad un nuovo intervento di
ristrutturazione. Queste alcune cose che al momento volevamo sottolineare, per il resto non una
parola in più anche perché dobbiamo dare il giusto e sufficiente tempo per operare ed attuare il
programma che gli elettori hanno votato.
Pagina 2
COMMENTI
La città e il suo grande artista del Novecento
Emilio Notte
in visita nella
sua città
natale. Sotto:
il catalogo
della Galleria
realizzato nel
’93 dalla
Provincia e
dal Comune
di Ceglie
Il catalogo dimenticato
della Galleria “Notte”
N
el gennaio del 1993 si
inaugurò, nel centro
storico di Ceglie
Messapica, con la presenza di autorità e di personalità dell'arte e della cultura, la Galleria civica “Emilio Notte”, un evento che ebbe risonanze nei Tg nazionali. Vi
erano state sistemate le pregevoli
opere, che il grande pittore aveva donato alla città, ove
aveva avuto i natali; e
si era colta l’occasione
di lanciare un prestigioso catalogo illustrante la meravigliosa
produzione, che veniva offerta alla fruizione dei visitatori.
Tale pubblicazione
che fu redatta, con
particolare eleganza artistica e con
appropriato rilievo storico, contiene
un saggio di Enrico Crispolti, ordinario di storia dell'arte contemporanea nell'università si Siena, su
“Notte, che raccolse il testimone di
Boccioni” (ritenuto il maggiore
esponente del futurismo); e una riflessione molto dotta di Riccardo
Notte, figlio dell'artista originario di
Ceglie, sullo strabiliante inserimento
del grande genitore nell'“orizzonte
europeo”.
L'opuscolo, realizzato con il qualificato apporto del giornalista Gino
Agnese, che da giovane aveva frequentato il maestro, venne dagli ad-
detti agli uffici comunali inviato a
tutte le gallerie d'arte, ai centri turistici nazionali e alle principali istituzioni culturali, perché fosse, nella maniera più adeguata, notificata l'importante presenza, concretizzatasi in
questa città. Un elenco selettivo delle
esposizioni, organizzate in tanti anni,
con la citazione dei più interessanti
articoli pubblicati per circa un secolo, e l'indicazione delle
note bibliografiche,
costituiscono altro elemento, che aiuta a far
conoscere l'essenza e
l'evoluzione del genio
artistico di Emilio
Notte.
Si intese, in tal modo, pubblicizzare e
mettere a disposizione
degli studiosi e dei turisti - fu sottolineato, nel testo di presentazione del
Catalogo, da Paolo Locorotondo,
sindaco della città in quel periodo in maniera organica e contestuale,
l'interessante complesso culturale
della Murgia dei trulli; e vivacizzare
un itinerario compreso in testimonianze di una comune matrice.
L'Amministrazione comunale
dell’epoca aveva raccolto le insistenti premure, rivolte da sede autorevole, disponendo la collocazione dell'irripetibile patrimonio in un edificio
più accogliente di quello, ove era stato inizialmente posto, e che era divenuto ormai inagibile.
Periodico di informazione e analisi
Anno 9 n. 1 - Gennaio 2003
Direzione e redazione:
Direttore Resp.: Luca Dipresa
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Periodico a cura dell’associazione
72013 Ceglie Messapica (Br)
“l’idea”.
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d’uso redazionale (art. 25, 675/96).
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numero 695 del 13.12.1995.
Il numero è stato realizzato grazie alla collaborazione di società e cittadini.
Stampa: La Tipografica- via Castromediano, 7 - tel. 0831.377065 - Ceglie M.
l'idea, Gennaio 2003
DIBATTITI
L’eutanasia dell’ospedale
Silenzio d’interesse
di Mino De Masi
A
nche se il presidente della Regione Fitto, con due circolari ai suoi
dodici direttori Asl, ha congelato il riordino del Piano ospedaliero regionale, di fatto è iniziato il lento smantellamento dell'onusta
struttura cegliese. Dunque, dopo 300 anni, un paio di rivoluzioni,
altrettante guerre mondiali, dopo almeno tre virulente ondate di peste e un
numero incalcolato di epidemie coleriche, dopo il declino dei Borbone,
dei Savoia e della solidarietà postbellica, l’ospedale è destinato ad un incontrastato ridimensionamento, ultimo atto di un possibile azzeramento in
nome e per conto di una spesa largamente saccheggiata. E’ una sconfitta
di tutta la città perché non abbiamo saputo difendere l’antico luogo di cura, un’offesa alla nostra storia perché non siamo stati capaci di motivare
un futuro al ruolo della sanità cegliese, è persino un avvilimento della tenuta civile in quanto presunte argomentazioni finanziarie hanno preteso
contropartite sulla qualità della vita. Tutto questo in una cornice di lacerazioni interne e vendicativi boicottaggi. I programmi di riordino, tutti i piani di cosiddetta “razionalizzazione”, si accompagnano a impopolarità che
non sempre ripaga l’audacia di chi li disegna, soprattutto se poi gli interventi si prestano a sospetti di pressioni e di
favoritismi: è accaduto anche al trentatreenne governatore il quale, spinto dal desiderio
di tagliare per primo il traguardo della nuova mappa nazionale dei posti letto, ha finito
per varare un progetto organicamente inattuabile, parziale e, peggio, invecchiato precocemente. E così mentre alcune divisioni muoiono per le sopraggiunte
pensioni di primari non sostituiti o per il trasferimento di medici allontanati ad altri “importanti incarichi”, alla Regione si sta già lavorando per
un Piano-bis più incline alle esigenze di cassa e al consenso politico.
Ceglie sta pagando severamente l’atteggiamento di sottomissione nei
confronti dei comuni del circondario, un ossequio reso ancora più mortificante dai silenzi istituzionali pronti ad ammainare la bandiera del vituperato campanile pur di capitalizzare riconoscimenti di partito: c’è spiegazione all’appagamento per l’elemosina di un servizio chirurgo-ambulatoriale brandito come conquista? Se si deve tagliare si tagli pure, lo si faccia
però in modo giusto ed equo, con decisioni credibili dettate da ragioni legittime, e non attraverso magie di reparti cancellati, restituiti e addirittura
ampliati in una notte nelle città residenza di parlamentari. E’ sensato assegnare a Francavilla e ad Ostuni rianimazioni e sale operatorie, lo consigliano il numero di abitanti e la vicinanza di arterie stradali, ma è pure indispensabile consentire lo sviluppo internistico a complessi strategici come quello cegliese, obiettivi che non saranno certamente raggiunti con i
35 posti di Lungodegenza attribuiti solo per gonfiare il numero complessivo delle disponibilità di ricovero. Tutti concordano sull’inutilità di quelle
assegnazioni in mancanza di una “Medicina del territorio” che se davvero
funzionasse ridurrebbe le degenze ospedaliere e renderebbe vani i ricoveri
“lunghi”, appunto. Così si è fatto nella tanto citata Toscana, regione richiamata a iosa per dimostrare che anche il centrosinistra ha i suoi piani
da piangere, che anche quei governi sono stati contestati. E allora? La reazione di quella gente ha ridotto scempi che allignano ovunque, l’attenzione ha consentito di realizzare una sfera sanitaria capace di integrare servizi, ospedali, ambulatori e territorio. Qualche oratore nostrano si conceda
un breve soggiorno tra Firenze e Siena, mal che vada troverà il Chianti.
Gennaio 2003, l'idea
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ATTUALITA’
Chiuso e abbandonato il “tesoro carsico” di Montevicoli. Necessaria una trattativa di rilancio
Il turismo si perde nelle Grotte
se ci fosse stato anche
il presepe nelle Grotte
di Montevicoli? Ci pare più che opportuno
riproporre una domanda che da qualche anno a questa
parte sono in molti a farsi. Il Natale
a Ceglie per quarantenni è stato sinonimo di presepe nelle grotte, un
regalo che la natura ci ha fatto ma
che adesso mostriamo di apprezzare ben poco. Migliaia e migliaia di
visitatori che anno dopo anno salivano sulla collina più alta dell'agro
cegliese per ammirare la natività
nella grotta scoperta e valorizzata
nel 1960.
Un vero gioiello come ebbe modo di affermare il prof. Pietro
Parenzan che per primo studio la
cavità carsica che, sempre a detta
dello studioso non si esauriva lì, ma
aveva un prosieguo. E dagli anni
sessanta la Pro Loco ha fatto del
presepe di Montevicoli uno dei
punti fermi dell'organizzazione annuale. Tutto andò avanti fino al
1996 quando si tagliava il nastro
delle 35 edizioni. Da allora nulla
più perché le disposizioni di legge
imponevano un adeguamento
quanto mai necessario. Ceglie è
una città votata al turismo ed allora
E
IL CASO
Boom di visitatori
al presepe vivente
di Pino Santoro
Ha sorpreso persino gli organizzatori dell’Azione Cattolica
della Chiesa Madre lo straordinario successo ottenuto dalla seconda edizione del “Presepe vivente nel centro storico”.
Emozionante vedere la parte antica di Ceglie popolarsi di migliaia di visitatori, gran parte
forestieri, premiando con la loro
presenza, la fatica di chi ha contribuito alla manifestazione. Ho
incontrato come collaboratore
artistico, un gruppo motivato da
un entusiasmo coinvolgente, a
cominciare dal parroco don
Giuseppe De Santis, Maurizio
Semeraro, Antonio Elia,
Giuseppe Ciniero, Angelo
Francioso, Vito Argentiero,
Domenico Monaco, Francesco
Caliandro, Cosimo Caliandro,
Cosimo Gigante. Avremmo voluto però, presentare agli oltre
15.000 visitatori, il nostro stupendo centro storico, curato e
imbiancato. Ci contiamo per
l’appuntamento del 2003.
Natale nel centro storico
- si pensava - il problema verrà affrontato e risolto, prima a poi.
Nemmeno a parlarne. Silenzio (o
indifferenza) assoluta. Il tutto complicato anche dalla annosa questione dell'accesso alle grotte, nonostante che la mano pubblica abbia
da più di trent'anni creato una strada
“pubblica”. Va anche detto che negli anni Ottanta la Regione Puglia
elargì un contributo di circa cento
milioni per la sua valorizzazione.
Sicuramente il finanziamento sarà
ritornato al mittente. Allora, non è
forse il caso di porre
un punto fermo o di
partenza? Di mezzo
c’è la questione con
la proprietà privata in
cui sorge l’accesso
alle grotte. Inutile
portarla per le lunghe, che una volta
per tutta si definisca
la questione trovando un accordo o
qualcosa che possa
rendere tutti soddisfatti. Se c’è la volontà di farlo, le soluzioni si trovano. Alla
città quel che interessa è la fruibilità
della grotta che per davvero potrà
ulteriormente rilanciare il turismo.
Se poi, come pare, la Grotta di
Montevicoli è tra le aree catalogate
e protette quale patrimonio naturale
a livello regionale il discorso di interventi di recupero, adeguamento e
quant’altro è necessario non può
che avere la strada spianata. Un altro Natale è passato con le porte
delle grotte chiuse. Siamo alla svolta? Può essere queste una delle sfide della nuova amministrazione per
il 2003. L'appuntamento a dicembre prossimo.
La commovente vicenda di una donna sudafricana
che cerca e finalmente trova a Ceglie la sua famiglia
Ritorna dal padre dopo 50 anni
Francina
Hodgkinsons
e (a destra)
Francesco
Bellanova,
indicato dalla
freccia nel
campo di prigionia
In Sudafrica è rapidamente diventato uno
dei casi più seguiti dall’opinione pubblica:
un “Chi l’ha visto” a lieto fine che ha visto
come protagonista una donna del paese australe e
parte della sua famiglia ritrovata dopo oltre mezzo
secolo a 8.000 chilometri di distanza. E’ una storia
di amore, lealtà e fraternità quella che si è incrociata tra Francina Hodgkinsons e i suoi fratelli cegliesi, tutti figli di Francesco Bellanova deceduto
sette anni fa. Una storia che inizia in piena
Seconda Guerra mondiale, nel 1941, quaando
l’uomo aveva solo 21 anni e venne catturato a
Tobruk insieme a migliaia di altri compagni.
Deportato in un villaggio del Sudafrica Francesco
Bellanova si innamora di Hester, una giovane del
luogo, figlia del proprietario di una delle aziende
nelle quali lavoravano i prigionieri. Hester e le altre sorelle (lei era la più giovane di 10 figli), che la
pensavano diversamente dal padre - i prigionieri
erano solo degli stranieri - e, perciò, si dettero un
gran da fare per aiutarli. Dalla sincera relazione tra
Francesco ed Hester nasce, nel maggio
del 1945, un mese dopo la fine della guerra, Rancina.
L’anno seguente Bellanova fu rimpatriato. Quello che i due si dissero alla partenza rimane un mistero, ed a nulla valsero le insistenze di portare con sé in Italia
Hester: il padre Johannes Petrus vietò alla
figlia di partire per l’Italia. Undici anni
più tardi Hester, mantenendo per sé il dolore per la perdita dell’uomo che le aveva
dato una figlia, sposa un manager di lingua inglese che coltivava ananas, vicino
ad Heast London e la piccola Francina
trova il conforto di una figura paterna a lungo desiderata. Dopo la morte della madre, avvenuta nel
1974, Francina si trovò tra le mani, per puro caso,
un’agenda. In quelle pagine si parlava di
Francesco Bellanova. Da allora ha vissuto per trovare i suoi consanguinei, una ricerca culminata
qualche settimana fa con un abbraccio tenero e affettuoso con i bravi fratelli e sorelle cegliesi finalmente conosciuti.
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PRIMO PIANO
l'idea, Gennaio 2003
Il consigliere della Margherita traccia un bilancio negativo per sindaco e giunta. E spiega perchè
“La maggioranza calpesta il dialogo”
di Tommaso Argentiero *
P
Gli argomenti
della protesta
rima di addentrarmi
nelle considerazioni
sull'attività amministrativa di questi primi
mesi della nuova
amministrazione di
Casa comunale.
centro destra, ho
Uno degli argomenti
pensato che fosse
caldi è la variante per
necessario evidenla realizzazione della
ziare il ruolo dei
nuova Casa comunagruppi di opposile: errori di progettazione, in particolazione costeranno
re l'alleanza tra
mezzo miliardo ai
Margherita, Ds e
cittadini cegliesi.
Il nuovo Comune
Prc. Non era affatto scontato che,
dopo il risultato per
Imprese nel cassetnoi molto deludento.
te, all’indomani
L’opposizione accudella competizione
sa l’amministrazione
elettorale, non si ricomunale di congeschiasse una specie
lare nei cassetti mudi Babele. Invece,
merose richieste
forti di un impegno
avanzate da imprese
comune e di un
locali per ottenere i
programma politibenefici previsti dalla
L’area artigianale
co amministrativo
legge 488.
che ci aveva visto
tutti partecipi, siamo riusciti a conTeatro dell’assurdo.
durre questa prima
La mancata concesfase amministratisione del Teatro cova in modo unitamunale alle associario, indirizzando la
zioni culturali è un
nostra azione amaltro tema caldo: la
ministrativa sulle
“Caelium” sarà coproblematiche che
stretta ad emigrare
investono il tessuto
per tenere la stagione
sociale della nostra
concertistica. Gode il
comunità. E non
Teatro pubblivo puc'è ragione per dugliese.
Il teatro
bitare che questa
intesa non possa contitro destra che amministra Ceglie
nuare.
Messapica ha sino ad oggi dimoCi siamo dati un metodo che è
strato superficialità e poca affidabiquello dell'ascolto della città.
lità, basti pensare che si è arenata di
Interventi come quello sul costo elefronte all'approvazione del Bilancio
vato del carburante nella nostra città,
Consuntivo 2001, sul quale noi forrispetto ai comuni limitrofi, la queze di opposizione mettevamo in evistione della invasione dei topi per le
denza errori madornali. E e solo l’ivie della città, la necessità di elimipotesi di un nostro intervento presso
nare il ticket per i ragazzi trasportati
la Corte dei Conti ha imposto di rinelle zone di campagna con gli
vedere il tutto.
scuolabus o la questione delle instalAnche Ceglie è fra gli oltre 30
lazioni, senza alcun controllo, delle
Comuni che hanno deliberato il riantenne per la telefonia, insieme a
corso al Tar contro la delibera di
tante altre questioni, sono frutto delriordino ospedaliero, questo perché
l'ascolto delle problematiche dei citnoi forze di opposizione abbiamo
tadini.
sostenuto che fosse indispensabile
Stessa cosa non si può certo dire
percorrere quella strada. Solo
per i gruppi di maggioranza, litigiosi
Alleanza Nazionale e Forza Italia
e conflittuali al punto da far mancare
hanno continuato a sostenere il
spesso il numero legale in Consiglio
Piano Ospedaliero varato dalla
Comunale. La maggioranza di cen-
Il centro ottocentesco di Ceglie
Regione Puglia, che vede Ceglie ulteriormente privata di servizi. Ma
questa, come tutti sanno, è una storia
che viene da lontano, tant’è che ancora prima che il Piano sanitario si
avvii all’attuazione c’è la tentazione
da parte di alcuni di anticiparne i
tempi, eliminando prima dello stabilito, alcuni reparti: è il caso di
Ostetricia.
Continuiamo. Negli scaffali del
Comune volutamente sono tenute in
parcheggio diverse pratiche di
aziende e cittadini cegliesi che avevano la opportunità di attingere a
contributi a fondo perduto per l'industria e servizi di cui la legge
n.488/1992. Tutto questo non sarà
possibile per responsabilità precise
di questa Amministrazione
Comunale, che non ha convocato la
conferenza dei servizi. Sul piano
culturale voglio mettere in evidenza
la questione relativa alla mancata
concessione del Teatro Comunale
all'associazione Caelium, per l'organizzazione della stagione concertistica 2003. Nel Consiglio Comunale
del 28 novembre con una interrogazione rivolta al sindaco ho sollevato
la questione della variante approvata
dalla Giunta Comunale riferita ai lavori per il completamento della nuova Casa Comunale; la variante prevede un ulteriore aumento dei costi
di circa cinquecentomilioni di vecchie lire. Ho sostenuto che poiché la
variante è stata determinata da carenze progettuali, così come evidenziato nella delibera di Giunta, l'aumento della spesa non doveva essere a carico dell'Ente Comunale, ma
del responsabile della progettazione,
inoltre mettevo in evidenza altre cose, a mio parere poco chiare, ho ottenuto delle risposte evasive, che
non rispondevano a nessuno dei
quesiti posti. A tal proposito voglio
sottolineare una sola questione,
quella della dovuta comunicazione
(immediata) alla Autorità per la vigilanza sui Lavori Pubblici della
proposta di variante, bene questa è
stata inviata solo il 29 novembre,
cioè 45 giorni dopo l'approvazione
da parte della Giunta Comunale della delibera di variante dei lavori per
il completamento della nuova sede
comunale. E, coincidenza sospetta,
il giorno successivo alla presentazione della mia interrogazione in
Consiglio Comunale!
Come consiglieri di opposizione
non abbiamo molti strumenti amministrativi per far valere le nostre
ragioni, non c’è più il Comitato di
Controllo Regionale per gli atti amministrativi. Oggi, di fronte a nostre
perplessità nei confronti di atti amministrativi, spesso non riceviamo
alcuna risposta, anzi volutamente
veniamo snobbati, quasi a dire: “cosa vogliono quei rompiscatole?”.
La soluzione sarebbe quella di rivolgerci alla Corte dei Conti o peggio alla magistratura. Ma quando si
arriva a questo vuol dire che in questo paese non c’è più spazio per la
politica. Vuol dire che la maggioranza, il sindaco e l’esecutivo vengono meno al principio di parzialità
della loro azione politico-amministrativa.
(* consigliere com. Margherita)
Gennaio 2003, l'idea
Pagina 5
PRIMO PIANO
L’associazione “Caelium” costretta ad emigrare pur di realizzare la stagione concertistica
L’interno del
Teatro comunale. L’opera,
completamente
ristrutturata, è
stata riaperta
nel febbraio
scorso
IL PROGRAMMA
Incontri d’autore
con la “classica”
Programma della IX Stagione
concertistica “Caelium”
Teatro sordo alla musica
vanno in scena solo farse
Dopo decenni di attesa si è alzato il sipario del Teatro
comunale ma il palco è chiuso alla musica, almeno a
quella d’autore che l’associazione “Caelium”
organizza nella Stagione concertistica da ormai nove
anni. Dopo aver girovagato tra la chiesa dei
Passionisti, l’ex cinema Torroni e qualche sala
scolastica, i maestri musicali invitati dalla “Caelium”
hanno trovato ospitalità presso l’auditorium del
Neurolesi, ma sulla mancata fruibilità del teatro
registriamo la garbata quanto decisa reazione
dell’associazione musicale che, con una lettera ai soci
e alle forze politiche e sociali, ha voluto porre un
problema che più che politico è di stile, di sensibilità e
attenzione. Ecco il documento del direttivo firmato dal
presidente, il maestro Massimo Gianfreda.
A
nche quest’anno la Stagione Concertistica
organizzata dalla nostra Associazione si
svolgerà presso il Centro di Alta
Specializzazione “San Raffaele” il quale, attraverso la
sensibile e fattiva collaborazione delle Direzioni
Amministrativa e Sanitaria, si è reso disponibile ad ospitarci incoraggiato dalla tradizione quasi decennale che ci
vede impegnati nella nostra cittadina a proporre manifestazioni culturali di indiscusso spessore artistico sia per la
qualità dei programmi di sala che per la partecipazione di
eminenti personalità del mondo musicale (Cristiano
Rossi, Massimiliano Pitocco, Bruno Tommaso, Romano
Mussolini, Claudia Antonelli ecc.).
Dopo decenni di silenzio il Teatro Comunale poteva
essere la sede ideale per ospitare anche la nostra Stagione
Concertistica in quanto la naturale destinazione della
struttura prevede “solo spettacoli teatrali e concerti”; purtroppo, abbiamo appreso che per lo svolgimento al suo
interno di tali spettacoli una delibera adottata dal
Commissario Straordinario recita che le Associazioni o
altri Enti versino nelle casse del Comune la cospicua tariffa di Euro 1000,00 a serata; risulta evidente che per organizzare una Stagione Concertistica con più appuntamenti la somma complessiva diventa insostenibile.
Ovviamente fino a quando a tale stato di cose non
verrà posto rimedio attraverso l'approvazione di un
Regolamento “guida” (così come peraltro menzionato
nella stessa delibera) per la nostra e altre Associazioni
non sarà possibile sostenere tale onere.
Si auspica, quindi:
1) un nuovo Regolamento che preveda l'istituzione di una Commissione
tecnica composta da personalità autorevoli nel campo artistico-musicale la
quale avrà il compito di valutare le
varie offerte culturali e predisporre
un cartellone di prosa e di concerti;
2) la costituzione di un apposito
capitolo di spesa nel quale convogliare le risorse finanziarie che oggi, purtroppo, vengono utilizzate e
destinate per attività o che non
hanno un particolare seguito di
La lettera spedita
pubblico o che sono di scarsa vaalle forze politiche
lenza artistica.
Con nota raccomandata, Prot.
n. 287, del 9.9.2002 abbiamo inviato all'attenzione della
Amministrazione Comunale un’istanza avente per oggetto: “Richiesta Teatro Comunale, patrocinio e compartecipazione per la IX Stagione Concertistica”; purtroppo, dopo diverse sollecitazioni telefoniche, è emerso che “non
c'è una lira”. Ragion per cui non era possibile per
l'Amministrazione compartecipare alla manifestazione.
Ultimamente, invece e non senza meraviglia, abbiamo
appreso attraverso la stampa che l' Amministrazione
Comunale ha deliberato di approvare il preventivo di
spesa ed il programma della stagione di prosa fatto pervenire dal Consorzio Teatro Pubblico Pugliese.
Ci chiediamo: era proprio impossibile far coesistere le
due iniziative con un minimo impegno economico e nel
rispetto della consolidata tradizione dell'Associazione
“Caelium”?
Massimo Gianfreda
Presidente del Consiglio di amministrazione
Ceglie Messapica, 4 gennaio 2003
PROGRAMMA GENERALE
Domenica 19 gennaio
ore 18,30
Concerto inaugurale Orchestra
da Camera “Caelium”
Direttore: Massimo Gianfreda
Flautista: Palma Di Gaetano
Domenica 23 febbraio
ore 18,30
Four for tango
Massimiliano Pitocco - bandonean
Diego Conti - violino
Giovanni Rinaldi contrabbasso
Rosario Mastroserio pianoforte
Domenica 16 marzo
ore 18,30
Duo clarinetto pianoforte
Ferdinando Rubinetti clarinetto
Valfrido Ferrari - pianoforte
Domenica 6 aprile
ore 20,30
Duo voce chitarra
Francesca Romano Iorio - soprano
Giovanni Cernicchiaro - chitarra
Domenica 11 maggio
ore 20,30
Operetta, che passione !
Idea Decenvirale - soprano
Vincenzo Camporeale - pianoforte
Domenica 8 giugno
ore 20,30
Brass choir
(ensamble ottoni)
Direttore: Domenico Gabriele
Pagina 6
ULTIMA
l'idea, Gennaio 2003
Grande vivacità tra le società di calcio, pallacanestro e volley. E presto sarà completato il Palazzetto
Un anno d’oro per lo sport cegliese
ran bel momento per
lo sport cegliese. Mai
come in quest’anno
abbiamo vissuto un
momento così vivace
ed appassionante, dal calcio al basket
alla pallavolo sembra un susseguirsi
di eventi che sta entusiasmando contro ogni florida previsione. Ed un
bravo va sicuramente dato a quel
gruppo di persone che ci rimettono
denaro e tempo accontentandosi dell'unica soddisfazione rappresentata
dall'amore verso lo sport e dell'attenzione verso i nostri ragazzi. Parlare
delle imprese dei ragazzi di
Armando Monaco (calcio) Enzo
Galetta, Enrico Marseglia, Aldino
Bellanova (basket), Aldo Putignano,
Angelo Barnaba, Jean Pierre Urgesi
e Mimmo Argentiero (pallavolo), è
quello che in questo momento vogliamo esaltare. Un gran numero di
ragazzi che hanno trovato spazio ed
istruttori capaci di far esprimere e risaltare tutte le potenzialità che possiedono e che, altrimenti, sarebbero
rimaste nascoste. E non c'è da meravigliarsi in una eventuale loro esplosione. Ceglie ha talenti da vendere.
Un esempio su tutti? Marco Nacci,
giovanissimo calciatore che dopo la
scuola calcio don Guanella, oggi, anticipando i tempi e grazie alla propria
classe, sta diventando un punto fermo nell’attacco della squadra di calcio.
E allora come non sottolineare
l'impegno dei cinquanta ragazzini
del vivaio di basket dell’Oggi Sposi
Fratelli Santoro che proprio in queste
settimane hanno dato prova del loro
valore nel corso di un seguitissimo
saggio. Così, oltre al grazie a queste
società e ai dirigenti, da queste colonne lanciamo l'appello (o l’invito)
a che altre persone possano sostenere
l’impegno della dirigenza di tutte
queste discipline sportive che, sottolineiamolo ancora, fanno del bene ai
nostri ragazzi. E le cose non potranno che migliorare quando anche il
palazzetto sarà finalmente ultimato.
G
I piccoli grandi campioni del Basket
I nomi di tutti i ragazzi del gruppo Minibasket:
Donato, Luca ed Emma Urso, Flavio, GIovanni ed
Alessandro Bellanova, Cosimo Urso, Domenico
Mastrovito, Gianluca Nacci, Giuseppe Epicoco,
Armando Cassese, Fabio Elia, Tony Elia,
Pierangelo Amico, Luca , Mauro. Marco e
Moreno Vitale, Daniele Semeraro, Vincenzo
Semeraro, Emanuele Musci, Vitalba Sponzelli,
Doriana e Cristina Nannavecchia,
Margherita
Palma, Gianluca e Roberto Santacroce, Doriana e
Alberto Putignano, Cosimo Sgura, Kevin
Mastrovito, Antonello e Mimmo Psrisi, Luca
Turrisi, Arcangelo Palmisano, Marco Zizzi,
Mariana Blasi, Francesco Tursi, Maria e Antonio
Nacci, Pietro pepe, Pietro Conserva, Tonia
Lodedo, Lucia Muscato, Donatello Urso, Simone
Argentiero, Pietro Fragnelli, Alessia e Gianluca
Argentiero, Sergio Nisi, Marco Romanelli.
Boicottati
dai cartelli
stradali?
Scomparsi
i vigili
di quartiere
Sosta in Corso Garibaldi
I cartelli all’uscita di Ostuni
Il disordine è tornato a impadronirsi della città: lo
specchio è la sosta selvaggia in Corso Garibaldi, tornata
ai fasti - si fa per dire - degli anni Ottanta. Rispuntano le
auto e scompaiono i vigili urbani, secondo la teoria del liquidi (quella dei vasi comunicanti). Ma la responsabilità
del caos non è soltanto dei nostri “vigili di quartiere”, anzi anche loro soffrono questa impotenza che appare imposta: sembra piuttosto che i cegliesi abbiano colto la loro “comprensione” e deciso di considerare un optional il
codice della strada. E così si ignorano sensi unici, soste
vietate. E pure il buon senso.
Qualcuno vuol allontanare i turisti da Ceglie. Forse è
una conclusione esagerata, ma francamente non comprendiamo la ragione dei cartelli stradali “provvisoriamente” installati a novembre all’uscita di Ostuni. I segnali obbligano ad una lunga deviazione causa lavori, peraltro conclusi, lungo la sede stradale alle porte di Ceglie: in
realtà era sufficiente girare intorno all’ospizio, ma i gitanti della domenica questo non lo sanno e per raggiungere
la nostra città sono costretti ad allungare fino all’incrocio
di Palagogna. Diciotto chilometri contro i 9 usuali.
Vittima del business dei cartelli stradali?
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