OPERE DI MAO TSE-TUNG
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VOLUME 17
INDICE
CRONOLOGIA
INIZIO VOL.
LIBRERIA
SU ALCUNE QUESTIONI CONCERNENTI
LE COMUNI POPOLARI
(10 dicembre 1958)
Risoluzione adottata dalla sesta sessione plenaria dell’ottavo Comitato centrale del
Partito comunista cinese svoltasi a Wuchang nella prima metà di dicembre.
1. Nel 1958 è apparsa una nuova organizzazione sociale, nuova come il sole del
mattino sul vasto orizzonte dell’Asia orientale. È la grande comune popolare nelle
zone rurali del nostro paese, che combina l’industria, l’agricoltura, il commercio,
l’istruzione e gli affari militari e nella quale il governo, l’amministrazione e la
gestione della comune sono integrati. Fin dalla loro prima apparizione, le comuni
popolari, con la loro immensa vitalità, hanno attirato l’attenzione generale. Il
movimento per l’istituzione di comuni popolari si è esteso rapidamente. In pochi
mesi, a partire dall’estate del 1958, oltre 740.000 cooperative di produzione
agricola, rispondendo all’entusiastica richiesta delle masse di contadini, si sono
riorganizzate in più di 26.000 comuni popolari. Più di 120 milioni di famiglie, ossia
più del 99 per cento di tutte le famiglie contadine delle varie nazionalità della Cina,
sono entrate a far parte delle comuni popolari. Ciò mostra che l’emergere delle
comuni popolari non è casuale; è il risultato dello sviluppo economico e politico
del nostro paese, il risultato della campagna di rettifica socialista condotta dal
partito, della linea generale del partito per la costruzione socialista e del grande
balzo in avanti nella costruzione del socialismo compiuto nel 1958.
Benché le comuni popolari rurali siano state istituite soltanto da poco tempo,
le masse contadine sono già coscienti degli ovvi benefici che hanno portato loro.
La forza-lavoro e i mezzi di produzione possono essere gestiti e impiegati in
maniera unificata su una scala maggiore di prima; questo ne assicura l’utilizzazione ancor più razionale ed efficace e di conseguenza lo sviluppo della produzione
sarà ulteriormente facilitato. Sotto la direzione unificata della comune, l’industria,
l’agricoltura (che include la coltivazione dei campi, la silvicoltura, l’allevamento,
le lavorazioni ausiliarie e la pesca), il commercio, l’istruzione e gli affari militari
sono stati coordinati rigorosamente e si sono sviluppati rapidamente. In particolare, nelle zone rurali sono spuntate migliaia e decine di migliaia di piccole
fabbriche. Per venire incontro alle pressanti richieste delle masse, le comuni
popolari hanno creato un gran numero di mense pubbliche, di scuole materne,
di asili nido, di case di riposo per anziani e altre istituzioni per il benessere
collettivo che hanno, in modo particolare, emancipato completamente le donne
da un destino che per migliaia di anni le ha legate a un duro e spiacevole lavoro
Mao Tse-tung - OPERE
domestico e hanno fatto nascere larghi sorrisi sui loro volti. Come risultato dei
raccolti abbondanti, molte comuni hanno istituito un sistema di distribuzione che
combina il sistema salariale col sistema dell’assegnazione gratuita; la massa dei
contadini, uomini e donne, hanno cominciato a ricevere un proprio salario e
quelle famiglie che in passato dovevano costantemente preoccuparsi per i loro
pasti quotidiani e per la legna da ardere, il riso, l’olio, il sale, la salsa di soia, l’aceto
e i legumi, sono ora in grado di “mangiare senza pagare”. In altre parole esse
godono del più importante e del più sicuro sistema di sicurezza sociale. Per i
contadini tutto ciò costituisce una novità storica. I livelli di vita dei contadini sono
migliorati ed essi sanno dall’esperienza pratica e dalle prospettive di sviluppo
delle comuni popolari che in futuro vivranno ancora molto meglio.
Lo sviluppo del sistema delle comuni popolari rurali ha un significato ancor più
profondo e di più vasta portata. Ha mostrato al popolo del nostro paese la via della
graduale industrializzazione delle zone rurali, la via della graduale transizione dalla
proprietà collettiva alla proprietà di tutto il popolo, la via verso la graduale transizione
dal principio socialista “a ciascuno secondo il suo lavoro”, al principio comunista “a
ciascuno secondo i suoi bisogni”, la via verso la graduale attenuazione e infine
l’eliminazione delle differenze tra città e campagna, tra operai e contadini e tra lavoro
intellettuale e lavoro manuale, la via verso la graduale diminuzione e infine
l’eliminazione della funzione dello Stato nella vita all’interno del paese1.
Tutto ciò prova la correttezza e il significato storico della risoluzione Sull’istituzione delle comuni popolari nelle zone rurali, adottata, sulla base della creatività
delle masse, dall’Ufficio politico del Comitato centrale del Partito comunista
cinese alla Conferenza di Peitaiho nell’agosto del 19582.
Le comuni popolari sono ora diventate la regola generale in tutte le zone rurali
abitate dal nostro popolo di ogni nazionalità (eccetto il Tibet e alcune altre zone).
Alcuni esperimenti sono cominciati anche nelle zone urbane. Nel futuro le comuni
popolari urbane, in una forma adeguata alle specifiche caratteristiche delle città,
diventeranno anche strumenti per la trasformazione delle vecchie città e per la
costruzione di nuove città socialiste; diventeranno gli organismi che organizzano
in modo unificato la produzione, lo scambio, la distribuzione e tutte le attività
relative al tenore di vita e al benessere del popolo; diventeranno organizzazioni
sociali che combineranno industria, agricoltura, commercio, istruzione e affari
militari; organizzazioni in cui governo, amministrazione e gestione comune sono
integrati. Vi sono tuttavia alcune differenze tra città e campagna.
In primo luogo, le condizioni delle zone urbane sono più complesse di quelle
delle campagne.
In secondo luogo la proprietà socialista di tutto il popolo è già la forma
principale di proprietà nelle città; gli operai delle fabbriche e il personale delle
pubbliche istituzioni e delle scuole, sotto la guida della classe operaia, sono già
fondamentalmente organizzati in accordo ai principi socialisti (con l’eccezione di
alcuni membri delle loro famiglie). Perciò la trasformazione delle città in comuni
popolari comporta inevitabilmente aspetti diversi da quelli delle zone rurali.
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Su alcune questioni concernenti le comuni popolari
In terzo luogo l’ideologia borghese è ancora predominante tra i capitalisti e gli
intellettuali delle città; essi hanno ancora esitazioni circa la costituzione di comuni
popolari; così noi dovremo ancora pazientare un po’ nei loro confronti.
Conseguentemente sarà opportuno che continuiamo a fare esperimenti e che
in generale non abbiamo fretta di istituire comuni popolari su larga scala nelle
città. Particolarmente nelle grandi città questo lavoro dovrà essere rimandato al
futuro, limitandosi per ora alle necessarie misure preparatorie. Le comuni
popolari dovranno essere istituite su larga scala solo dopo esserci fatti una ricca
esperienza e quando saranno stati convinti anche gli scettici e i dubbiosi.
Le comuni popolari rurali che sono già state costituite non hanno però ancora
avuto il tempo di consolidare la loro organizzazione, di perfezionare il loro
sistema di lavoro o di risolvere sistematicamente i nuovi problemi sorti con la
costituzione delle comuni e concernenti la produzione, la distribuzione, il tenore
di vita e il benessere, la gestione e l’amministrazione. Ciò dipende dal fatto che
le comuni sono state poste in essere solo di recente e la maggior parte di esse,
dopo la loro costituzione, si sono gettate nel pesante lavoro del raccolto
autunnale, arando e seminando e nella campagna nazionale per il ferro e l’acciaio.
L’esperienza nella conduzione e nello sviluppo positivo delle comuni popolari è
tuttora insufficiente. Approcci differenti ad alcune questioni sono inevitabili.
Attualmente, i compiti urgenti sono: raggiungere rapidamente una unità di vedute
sulle comuni fra tutti i membri del partito e in seno al popolo; rafforzare la direzione
nelle comuni e continuare a verificare e a consolidare la loro organizzazione, definire
e perfezionare i loro sistemi di lavoro, potenziare l’organizzazione della produzione
e della vita nelle comuni. Sforzi vigorosi devono essere fatti per rafforzare quelle
comuni che sono già state fondate, cosicché esse siano in condizione di attuare con
sempre maggior successo la loro grande missione, diretta a promuovere lo sviluppo
delle forze produttive e della produzione.
2. La comune popolare è l’unità di base della struttura socialista del nostro paese;
essa combina industria, agricoltura, commercio, istruzione e affari militari; al
contempo essa è l’organizzazione di base del potere statale socialista. La teoria
marxista-leninista e l’esperienza iniziale delle comuni popolari nel nostro paese
ci mettono in grado di prevedere adesso che le comuni popolari accorceranno il
tempo della nostra costruzione del socialismo e costituiranno la migliore forma
per realizzare, nel nostro paese, le due transizioni: in primo luogo la transizione,
nelle campagne, dalla proprietà collettiva alla proprietà di tutto il popolo; in
secondo luogo la transizione dalla società socialista a quella comunista. Si può
anche prevedere che nella futura società comunista le comuni popolari resteranno
l’unità di base della nostra struttura sociale.
D’ora in avanti il compito che sta di fronte al popolo del nostro paese è: sviluppare
rapidamente le forze produttive sociali, far avanzare l’industrializzazione del paese,
l’industrializzazione delle comuni e la meccanizzazione e l’elettrificazione dell’agricoltura, attraverso una forma di organizzazione sociale quale è quella delle comuni
popolari e sulla base della linea generale per la costruzione del socialismo tracciata
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Mao Tse-tung - OPERE
dal partito; effettuare la graduale transizione dalla proprietà collettiva socialista alla
proprietà socialista di tutto il popolo, realizzando così pienamente la proprietà di
tutto il popolo nell’economia socialista del nostro paese e trasformando il nostro
paese in un grande paese socialista con un alto livello di sviluppo dell’industria
moderna, dell’agricoltura, della scienza e della cultura. Durante questo processo gli
elementi di comunismo sono destinati a crescere gradualmente e saranno essi a
gettare le fondamenta delle condizioni materiali e spirituali per la transizione dal
socialismo al comunismo.
È questo un compito gigantesco ed estremamente complesso. Alla luce
dell’esperienza già acquisita, stanti le concrete condizioni attuali nel nostro paese,
è possibile che la proprietà socialista di tutto il popolo possa essere pienamente
realizzata un po’ prima, ma comunque non sarà molto presto. Benché il passo a
cui avanziamo sia abbastanza rapido, ci vorrà ancora un tempo abbastanza lungo
per realizzare, su larga scala, l’industrializzazione del nostro paese, l’industrializzazione delle comuni, la meccanizzazione e l’elettrificazione dell’agricoltura e la
costruzione di un paese socialista con un’industria moderna, un’agricoltura, una
scienza e una cultura altamente sviluppate. Tutto questo processo richiederà
quindici, venti o più anni per essere portato a compimento, a partire da adesso.
Gli imperialisti e i loro lacchè dicono che questo tempo non ci basterà a costruire
un’industria moderna, un’agricoltura, una scienza e una cultura altamente sviluppate
e che non saremo capaci di raggiungere la nostra meta. Conosciamo questa canzone
e non dobbiamo farci caso; i fatti daranno a questa gente più di una lezione. Ma ci
saranno anche persone che diranno che questo tempo è troppo lungo: sono persone
bene intenzionate, appartenenti alle nostre stesse file, ma troppo smaniose. Pensano
che la costruzione di un’industria moderna altamente sviluppata o persino il
raggiungimento del comunismo siano cose molto facili. Pensano che la proprietà
nella comune popolare è già adesso della stessa natura della proprietà di tutto il
popolo e che molto presto, o anche subito ora, si possa metter da parte il principio
socialista “a ciascuno secondo il suo lavoro” e adottare il principio comunista a
“ciascuno secondo i suoi bisogni”. Di conseguenza costoro non riescono a capire
perché il sistema socialista dovrà continuare per un tempo molto lungo. Il loro punto
di vista, ovviamente, è sbagliato e va eliminato.
Va messo in chiaro che il passaggio dalle cooperative di produzione agricola
alle comuni popolari, la transizione dalla proprietà socialista collettiva alla
proprietà socialista di tutto il popolo e la transizione dal socialismo al comunismo,
sono processi interconnessi, ma allo stesso tempo distinti l’uno dall’altro.
Prima di tutto il passaggio dalle cooperative di produzione agricola alle comuni
popolari ha allargato e rafforzato la proprietà collettiva esistente e ha in sé certi
elementi della proprietà di tutto il popolo. Ma ciò non vuol dire che la proprietà
collettiva nelle campagne sia stata trasformata nella proprietà di tutto il popolo.
Tutta la campagna cinese ha ora effettuato il passaggio alle comuni popolari, ma
passerà un certo periodo di tempo prima che la proprietà di tutto il popolo sia
realizzata in tutte le campagne.
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Su alcune questioni concernenti le comuni popolari
È vero, la costituzione delle comuni popolari ha aggiunto certi elementi della
proprietà di tutto il popolo all’economia della proprietà collettiva. Questo perché
le comuni popolari rurali e le organizzazioni di base dello Stato si sono combinate
in una cosa sola; perché le banche, i magazzini e alcune altre imprese di proprietà
di tutto il popolo, che esistevano già prima nelle campagne, sono state poste sotto
la gestione delle comuni; perché le comuni hanno preso parte alla costituzione
di certe imprese industriali e di altro genere che sono per loro natura di proprietà
di tutto il popolo; perché in molti distretti le federazioni distrettuali delle comuni,
esercitando una direzione unificata sopra tutte le comuni popolari del distretto,
hanno lo scopo e il potere di impiegare una certa porzione della forza-lavoro,
delle risorse materiali e finanziarie delle comuni, per realizzare progetti di
costruzione su scala distrettuale o anche più vasta (questo è già cominciato in
molte zone) e così via. Ma al presente i mezzi di produzione e i prodotti delle
comuni popolari rurali sono, nel complesso, ancora posseduti collettivamente
dalle comuni e differiscono da quelli delle imprese di proprietà statale che
appartengono a tutto il popolo. Sia la proprietà collettiva che la proprietà di tutto
il popolo sono proprietà socialiste, ma la seconda è più avanzata, perché lo Stato,
rappresentando l’intero popolo, può effettuare direttamente una razionale
distribuzione unificata dei mezzi di produzione e dei prodotti delle imprese
possedute da tutto il popolo, secondo le esigenze dell’economia nazionale nel suo
complesso, mentre questo non può essere fatto per quanto riguarda le imprese
condotte in regime di proprietà collettiva, incluse le esistenti comuni popolari
rurali. Dire che la proprietà ora esistente nelle comuni popolari rurali è già
proprietà di tutto il popolo non è conforme alla realtà.
Per promuovere la transizione graduale dalla proprietà collettiva alla proprietà
di tutto il popolo è opportuno che ogni distretto costituisca la propria federazione
di comuni. Negli anni a venire, sulla base del vigoroso sviluppo della produzione
e dell’elevamento dell’unità politica del popolo, tali federazioni dovrebbero fare
i passi opportuni per aumentare gradualmente la quota dei loro mezzi di
produzione di proprietà di tutto il popolo e la quota dei loro prodotti soggetta alla
distribuzione statale unificata e, quando le condizioni siano mature, trasformare
la proprietà collettiva in proprietà di tutto il popolo. Se non si prendono per tempo
provvedimenti per promuovere e portare a compimento questa trasformazione
e se si mantiene inalterata indefinitamente la proprietà collettiva esistente, col
risultato che i membri delle comuni limitano la loro attenzione al campo
relativamente ristretto degli interessi del loro collettivo, il continuo sviluppo delle
forze sociali produttive e la continua crescita della coscienza politica del popolo
subiranno un rallentamento. Ciò non è bene. Va comunque sottolineato che oggi
la proprietà collettiva gioca ancora un ruolo positivo nello sviluppo della
produzione nelle comuni popolari rurali. Quanto presto si attuerà la transizione
dalla proprietà collettiva alla proprietà di tutto il popolo, sarà determinato da
fattori obiettivi (il livello dello sviluppo produttivo e il livello della coscienza
politica del popolo) e non dalle semplici buone intenzioni. Così questa transizione
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Mao Tse-tung - OPERE
sarà realizzata per stadi e a gruppi e solo dopo un periodo considerevole sarà
completata su scala nazionale. Coloro che non comprendono ciò, confondono la
costituzione delle comuni popolari con la realizzazione della proprietà di tutto il
popolo; facendo immensi sforzi per abolire prematuramente la proprietà collettiva nelle campagne e cercando di passare con troppa fretta alla proprietà di tutto
il popolo, non opereranno giustamente e perciò non riusciranno nel loro intento.
Inoltre, il passaggio dalla proprietà collettiva socialista alla proprietà socialista
di tutto il popolo non equivale al passaggio dal socialismo al comunismo. Ancor
di meno vi equivale il passaggio dalle cooperative di produzione agricola alle
comuni popolari. Il passaggio dal socialismo al comunismo richiederà molto più
tempo che il passaggio dalla proprietà collettiva socialista alla proprietà socialista
di tutto il popolo.
È vero, il sistema dell’assegnazione gratuita adottato dalle comuni popolari
contiene i primi germogli del principio comunista “a ciascuno secondo i suoi
bisogni”; la politica attuata dalle comuni popolari di dirigere simultaneamente
l’industria e l’agricoltura e di combinarle, ha aperto la via per ridurre le differenze
tra città e campagna e tra operai e contadini e quando le comuni popolari rurali
passeranno dalla proprietà socialista collettiva alla proprietà socialista di tutto il
popolo gli elementi di comunismo cresceranno ulteriormente. Di tutto questo
bisogna prendere atto. Vi è di più. Con la sempre maggior abbondanza di prodotti
grazie ai continui progressi dell’industria e dell’agricoltura in tutto il paese, col
graduale aumento della quota di quanto è distribuito gratuitamente, con la
consistente crescita del livello della coscienza comunista del popolo, con la
graduale diminuzione delle differenze tra lavoro manuale e lavoro intellettuale,
con la graduale diminuzione della funzione del potere statale nella vita interna
del paese, ecc., le condizioni per la transizione al comunismo matureranno
gradualmente. Naturalmente non è bene ignorare o perfino ostacolare questa
linea di sviluppo e relegare il comunismo in un futuro lontano.
Ciononostante ogni marxista deve chiaramente riconoscere che la transizione
dal socialismo al comunismo è un processo di sviluppo abbastanza lungo e
complicato e che in tutto il corso di questo processo la società rimane di tipo
socialista. La società socialista e quella comunista sono due stadi che si
differenziano in base ai gradi diversi dello sviluppo economico. Il principio
socialista è “da ciascuno secondo le sue capacità e a ciascuno secondo il suo
lavoro”; il principio comunista è “da ciascuno secondo le sue capacità e a ciascuno
secondo il suo bisogno”. Il sistema di distribuzione comunista è più razionale; ma
può essere messo in atto solo quando la produzione sociale è molto abbondante.
In mancanza di questa condizione, qualsiasi negazione del principio “a ciascuno
secondo il suo lavoro” influirà negativamente sull’entusiasmo della gente per il
lavoro e sarà perciò svantaggioso per lo sviluppo della produzione e l’aumento
del prodotto sociale e quindi per la rapida realizzazione del comunismo. Per
questa ragione, nel reddito dei membri della comune la quota che costituisce il
salario pagato in proporzione al lavoro prestato deve occupare un posto
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Su alcune questioni concernenti le comuni popolari
importante per un lungo periodo e il primo posto durante un certo tempo. Al fine
di incoraggiare l’entusiasmo per il lavoro nei membri della comune e anche di
facilitare la soddisfazione dei loro complessi bisogni quotidiani, le comuni
devono sforzarsi di aumentare gradualmente i salari dei loro membri e, per un
certo numero di anni a venire, devono aumentarli a un saggio più rapido di quello
della quota del loro reddito consistente in assegnazioni gratuite. Anche dopo la
transizione dalla proprietà collettiva alla proprietà di tutto il popolo, le comuni
popolari, per il periodo di tempo necessario, continueranno ad applicare il
sistema “a ciascuno secondo il suo lavoro”, a causa del fatto che il prodotto sociale
non sarà abbastanza abbondante da poter realizzare il comunismo. Qualsiasi
tentativo prematuro di negare il principio “a ciascuno secondo il suo lavoro” e di
sostituirlo col principio “a ciascuno secondo i suoi bisogni”, ossia qualsiasi
tentativo di entrare nel comunismo facendo il passo più lungo della gamba
quando le condizioni non sono mature, è indubbiamente un concetto utopistico
che non ha alcuna possibilità di successo.
Sia la transizione dalla proprietà socialista collettiva alla proprietà socialista di
tutto il popolo che la transizione dal socialismo al comunismo, devono essere
subordinate a un certo livello di sviluppo delle forze produttive. I rapporti di
produzione devono essere adeguati alla natura delle forze produttive e solo
quando le forze produttive si sono sviluppate a un certo livello si generano
determinati mutamenti nei rapporti di produzione: questo è un principio
fondamentale del marxismo. I nostri compagni devono mettersi in mente che il
presente livello di sviluppo delle forze produttive nel nostro paese è dopo tutto
ancora molto basso. Tre anni di dura lotta, più diversi anni di lavoro vigoroso
possono dar luogo a un grande cambiamento nel volto economico del paese. Ma
anche allora vi sarà ancora un considerevole cammino da percorrere per
raggiungere le mete di un alto grado di industrializzazione di tutto il paese e della
meccanizzazione ed elettrificazione della nostra agricoltura; vi sarà una distanza
ancor più lunga da colmare per raggiungere le mete di una grande abbondanza
di prodotti sociali, di un grande alleggerimento della fatica e di una netta riduzione
delle ore lavorative. Senza tutte queste cose ovviamente è impossibile parlare di
passaggio a un più alto grado di sviluppo della società umana: il comunismo.
Perciò, dal momento che noi siamo votati alla causa del comunismo, dobbiamo
prima di tutto votarci allo sviluppo delle nostre forze produttive e a lavorare
intensamente per realizzare il nostro piano di industrializzazione socialista. Non
dobbiamo fare dichiarazioni senza fondamento, secondo cui le comuni popolari
“realizzeranno la proprietà di tutto il popolo immediatamente” o perfino
“entreranno immediatamente nel comunismo” e così via. Fare simili cose non è
solo un’espressione di avventatezza, ma svilirà di molto la bandiera del comunismo nell’opinione del popolo, distorcerà il grande ideale del comunismo e lo
volgarizzerà, rafforzerà le tendenze piccolo-borghesi all’egualitarismo e farà da
freno allo sviluppo della costruzione socialista.
Sulla questione della transizione dal socialismo al comunismo, non dobbiamo
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Mao Tse-tung - OPERE
né fermarci allo stadio socialista né cadere nel sogno utopistico di saltare lo stadio
socialista e di balzare in avanti allo stadio comunista. Noi siamo sostenitori della
teoria marxista-leninista della rivoluzione ininterrotta; siamo convinti che nessuna
grande muraglia esista, o possa essere ammessa, tra la rivoluzione democratica
e la rivoluzione socialista e tra il socialismo e il comunismo. Al tempo stesso siamo
sostenitori della teoria marxista-leninista dello sviluppo della rivoluzione per
tappe; siamo convinti che le diverse tappe dello sviluppo riflettono mutamenti
qualitativi e che queste tappe qualitativamente differenti non devono essere
confuse. L’Ufficio politico del Comitato centrale ha chiaramente sottolineato, nella
risoluzione di agosto Sull’istituzione delle comuni popolari nelle zone rurali, che
nel caso delle comuni popolari “la transizione dalla proprietà collettiva alla
proprietà di tutto il popolo è un processo il cui compimento può richiedere meno
tempo, tre o quattro anni, in un posto e un tempo più lungo, cinque o sei anni
o anche di più, altrove. Anche col compimento di questa transizione, le comuni
popolari, come l’industria di proprietà dello Stato, hanno ancora un carattere
socialista, cioè vi prevale il principio ‘da ciascuno secondo la sua capacità e a
ciascuno secondo il suo lavoro’. Dopo alcuni anni il prodotto sociale diverrà molto
abbondante; la coscienza e l’etica comunista di tutto il popolo saranno portate a
un più alto livello; si raggiungerà l’istruzione universale e il suo livello sarà
innalzato; le differenze tra operai e contadini, tra città e campagna, tra lavoro
intellettuale e lavoro manuale, tutte eredità della vecchia società che inevitabilmente si sono trascinate nel periodo socialista, e i residui del diritto ineguale
borghese, che sono il riflesso di queste differenze, gradualmente svaniranno; la
funzione dello Stato sarà limitata alla protezione del paese dall’aggressione
esterna ed esso non giocherà più alcun ruolo all’interno. Allora la società cinese
entrerà nell’era del comunismo in cui sarà praticato il principio ‘da ciascuno
secondo le sue capacità e a ciascuno secondo i suoi bisogni’”. Al fine di togliere
di mezzo le concezioni erronee circa le comuni popolari si devono portare avanti
seriamente, entro il partito e in seno al popolo cinese, una propaganda ed
educazione estensive e ripetute, basate su questo punto di vista marxista-leninista.
3. Le comuni popolari devono pianificare la loro produzione, i loro scambi, il
loro consumo e la loro accumulazione. Bisogna che i loro piani siano congruenti
con i piani dello Stato e che siano sottoposti alla verifica dell’amministrazione
dello Stato. Nel mettere in atto i loro piani le comuni popolari dovranno al tempo
stesso sia sviluppare pienamente le loro specifiche caratteristiche sia procedere
con spirito d’iniziativa e con creatività.
Lo sviluppo della produzione è la chiave per consolidare e migliorare le comuni
popolari. La corretta politica delle comuni popolari per lo sviluppo della
produzione dovrà essere: assicurare lo sviluppo simultaneo dell’industria e
dell’agricoltura, della produzione per l’autoconsumo e della produzione di merci,
in conformità ai principi della pianificazione unificata di Stato, dell’adattamento
alle condizioni locali e della conduzione delle comuni con diligenza e parsimonia.
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Su alcune questioni concernenti le comuni popolari
In tutti i campi della produzione e della costruzione di base deve essere
strettamente praticato il risparmio; devono essere preparati piani accurati; le
risorse di manodopera, materiali e finanziarie devono essere utilizzate il più
razionalmente possibile; devono essere ridotti i costi di produzione; devono
essere limitate le spese e aumentate le entrate; bisognerà prevenire e combattere
le spese voluttuarie e lo spreco cui si abbandonano certi funzionari delle comuni
quando i raccolti sono abbondanti.
Nella produzione agricola, l’aratura superficiale, la coltura estensiva e la “grande
estensione a basso rendimento” dovranno essere gradualmente rimpiazzate dall’aratura
in profondità, dalla coltura intensiva e dalla “piccola estensione ad alto rendimento”.
Si dovrà prestare alla coltivazione dei campi la stessa cura meticolosa che si presta
al giardinaggio e la produzione agricola dovrà essere meccanizzata ed elettrificata
per ottenere un grande incremento della resa per mu e della produttività del lavoro,
in modo da ridurre gradualmente l’area soggetta a coltivazione e la forza-lavoro
occupata in agricoltura. Dovremo sforzarci di raggiungere una media annuale fra i
2 e i 3 mila chin, ossia fra una tonnellata e una tonnellate e mezza di cereali pro capite
entro un periodo relativamente breve. Una volta risolto il problema dei cereali, la
parte del prodotto agricolo totale occupata da cotone, lino, yuta, semi di soia, piante
oleaginose, piante da zucchero, tè, tabacco, piante medicinali e altre piante
industriali dovrà gradualmente aumentare. Inoltre grande attenzione dovrà essere
dedicata allo sviluppo della silvicoltura, dell’allevamento, delle attività collaterali e
della pesca. In breve, così come sul fronte industriale, una grande rivoluzione deve
essere condotta su tutti i fronti dell’agricoltura: coltivazione dei campi, silvicoltura,
allevamento, attività collaterali e pesca, così da cambiare completamente il volto
dell’agricoltura.
In passato il popolo spesso era preoccupato per la “nostra sovrappopolazione”
e la relativamente scarsa disponibilità di terra coltivabile. Ma questa idea è stata
spazzata via nei fatti dal nostro raccolto record del 1958. Quanto più noi avremo
successo nel divulgare seriamente la ricca esperienza acquisita nell’ottenere un
alto rendimento mediante l’aratura in profondità, la coltura intensiva, la fertilizzazione strato per strato, la piantagione intensiva e razionale, tanto più troveremo
che la disponibilità di terreno arabile non è troppo limitata bensì considerevole
e che la questione non è tanto la sovrappopolazione quanto la scarsità della forzalavoro. Questo sarà un grandioso cambiamento. Entro un certo numero di anni,
condizioni locali permettendo, dovremo cercare di ridurre l’area seminata per il
raccolto annuale, diciamo a circa un terzo di quanto è attualmente. Parte della terra
così recuperata potrà essere lasciata a maggese a rotazione o essere usata per il
pascolo o per la coltivazione di sovescio (concime vegetale); il rimanente può
essere usato per il rimboschimento, per riserve idriche o per la coltivazione
estensiva di fiori, arbusti e alberi in modo da trasformare tutta la nostra terra, con
le sue pianure, colline e acque in un giardino. In tal modo in primo luogo sarà
possibile economizzare grandemente l’uso dell’acqua e della forza-lavoro e
aumentare considerevolmente la fertilità del suolo; in secondo luogo si potrà
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Mao Tse-tung - OPERE
utilizzare pienamente ogni montagna, fiume, foresta e pascolo e la gestione
complessiva della coltivazione, della silvicoltura, dell’allevamento, delle attività
collaterali e della pesca migliorerà molto; in terzo luogo il nostro ambiente
naturale sarà trasformato e l’intero paese abbellito.
È questo un grande ideale che può essere realizzato. Le comuni popolari in tutte
le campagne devono lavorare per realizzare questo scopo.
Le comuni popolari devono dedicarsi in misura ampia all’industria. Lo sviluppo
dell’industria da parte delle comuni popolari non solo accelererà l’industrializzazione del paese nel suo complesso, ma promuoverà anche la realizzazione della
proprietà di tutto il popolo nei distretti rurali e ridurrà le differenze tra città e
campagna. A seconda delle differenti condizioni di ciascuna comune popolare,
una parte adeguata della forza-lavoro dovrà essere trasferita, gradualmente,
dall’agricoltura all’industria, così da sviluppare, in accordo col piano, la produzione di fertilizzanti, di insetticidi, di attrezzi e macchinari agricoli e di materiali da
costruzione; la trasformazione e l’utilizzazione multilaterale del prodotto agricolo;
la produzione di zucchero, tessuti e carta; l’estrazione mineraria, la metallurgia,
la produzione di energia elettrica e delle altre industrie leggere e pesanti. La
produzione industriale nelle comuni popolari deve essere strettamente legata alla
produzione agricola: dovrà prima di tutto servire allo sviluppo dell’agricoltura e
alla meccanizzazione e all’elettrificazione delle aziende agricole; al tempo stesso
dovrà servire a soddisfare le esigenze dei membri della comune di beni di
consumo essenziali e servire le grandi industrie del paese e il mercato socialista.
I principi “adattarsi alle condizioni locali” e “utilizzare le materie prime locali”
devono essere tenuti nel dovuto conto; allo scopo di evitare l’aumento dei costi
e la scarsità di forza-lavoro, sarà bene non impiantare industrie dove le materie
prime sono scarse e devono essere trasportate da molto lontano. Per quanto
riguarda le tecniche produttive si deve applicare il principio di collegare
l’artigianato all’industria meccanizzata e i metodi indigeni con i metodi di
produzione moderni. Bisogna continuare a sviluppare tutte le imprese artigianali
che hanno solide basi e buone prospettive di espansione, mentre, nel contempo,
si effettueranno le necessarie trasformazioni tecniche. Anche le industrie
meccanizzate devono fare pieno uso di metodi indigeni e del ferro, dell’acciaio,
delle macchine utensili e di altre materie prime e attrezzature prodotte con metodi
indigeni; esse progrediranno gradualmente da indigene a moderne, da piccole a
grandi, da un basso a un alto livello.
Sia in campo industriale che in quello agricolo è opportuno che le comuni
popolari sviluppino sia la produzione per il loro autoconsumo e per la
soddisfazione diretta dei loro bisogni sia la produzione merci su scala più vasta
possibile. Ogni comune popolare, a seconda delle sue caratteristiche e sotto la
guida dello Stato, deve attuare la necessaria divisione del lavoro nella produzione
e nello scambio di merci con altre comuni popolari e imprese di proprietà dello
Stato. Solo in questo modo l’economia di tutta la nostra società può espandersi
a una velocità maggiore e ogni comune potrà ottenere in cambio il macchinario
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Su alcune questioni concernenti le comuni popolari
e l’attrezzatura necessari per la meccanizzazione e l’elettrificazione dell’agricoltura, come pure i beni di consumo e il denaro liquido necessario a soddisfare i
bisogni dei membri e pagare i loro salari e fare in modo che i salari gradualmente
aumentino. Per assicurare l’esecuzione dei piani commerciali si deve dar vita a un
vasto sistema di contratti tra lo Stato e le comuni e tra le comuni stesse.
Si deve porre l’accento sul fatto che per tutto un periodo di tempo la produzione
di merci da parte delle comuni popolari e lo scambio di merci tra lo Stato e le
comuni e tra le comuni stesse dovranno necessariamente esistere ed essere
grandemente sviluppati. Ma tale produzione e tale scambio sono diversi da quelli
che avvengono nell’ambito del capitalismo, perché sono condotti in maniera
unificata e sulla base della proprietà collettiva socialista dei lavoratori e non in
maniera anarchica e sulla base della proprietà dei capitalisti. Un prolungato e
costante sviluppo della produzione di merci e una ferma e prolungata applicazione del principio “a ciascuno secondo il suo lavoro” sono due importanti questioni
di principio nell’espansione dell’economia socialista. Il partito intero dovrà essere
unanime su di esse. Alcuni, cercando di “passare al comunismo” prematuramente,
hanno tentato di abolire troppo presto la produzione e lo scambio di merci, di
negare troppo presto il ruolo positivo delle merci, del valore, del denaro e dei
prezzi. Questa linea di pensiero nuoce allo sviluppo della costruzione del
socialismo e perciò è sbagliata.
4. Le comuni popolari dovranno distribuire il proprio reddito attenendosi
strettamente al principio di gestire le comuni con diligenza e parsimonia. Per
accelerare l’aumento della produzione, dopo aver detratto dal reddito lordo i costi
di produzione, le spese amministrative e le imposte, la quota destinata all’accumulazione dovrà essere opportunamente aumentata. Ma anche la quantità assoluta di
reddito usata per far fronte alle spese individuali e collettive dei membri della comune
(inclusa la quota spesa per il benessere, la cultura e l’educazione pubblica) dovrà
essere aumentata di anno in anno, sulla base dello sviluppo della produzione al fine
di migliorare ogni anno il tenore di vita del popolo.
Nella distribuzione di quella parte del reddito della comune destinato ai suoi
membri per il consumo occorre combinare il pagamento di salari in denaro con
l’assegnazione gratuita di beni e di servizi. Questa è una forma di distribuzione
socialista creata dalle comuni popolari cinesi e attualmente rappresenta ciò che
le larghe masse dei membri richiedono pressantemente. Come affermato sopra,
questo sistema di distribuzione ha in sé i primi germogli di comunismo, ma è
essenzialmente ancora socialista, cioè basato sul principio “da ciascuno secondo
le sue capacità e a ciascuno secondo il suo lavoro”.
La divisione dell’ammontare totale del reddito destinato ai membri tra salario e
assegnazione gratuita dovrà essere determinata alla luce del variare delle condizioni
dello sviluppo della produzione nelle comuni. Al presente, fissando la proporzione
tra salario e assegnazione gratuita, si dovrà aver quanta più cura possibile di evitare
di ridurre le entrate di quei nuclei familiari che hanno relativamente pochi membri,
37
Mao Tse-tung - OPERE
ma dispongono di molta forza-lavoro; in generale bisognerà fare il possibile perché
oltre il 90 per cento dei membri aumenti il suo reddito rispetto all’anno precedente,
evitando che i rimanenti subiscano degli arretramenti.
Al momento il campo in cui si applica l’assegnazione gratuita non dovrà essere
molto vasto. L’applicazione del sistema dell’assegnazione gratuita non mira a rendere
la vita del popolo uniforme come “un gioco di un solo colore”. Nel socialismo e nel
comunismo i bisogni degli individui sono nell’insieme simili, ma ci sono anche
differenze tra individuo e individuo. Quindi sia in futuro sia attualmente bisogna
preoccuparsi di assicurare quanto più è possibile che i membri abbiano un’adeguata
libertà di scelta anche entro lo schema del sistema di assegnazione gratuita.
I salari devono essere aumentati gradualmente, via via che si espande la
produzione. Attualmente, tolti gli articoli assegnati gratuitamente, le scale salariali
nelle zone rurali possono, in generale, essere divise in sei o otto livelli e il livello
più alto può essere da quattro a otto volte maggiore di quello più basso. Ma le
differenze non devono essere molto grandi, perché se lo fossero, ciò non sarebbe
conforme alle differenze che esistono nella qualità del lavoro nelle zone rurali.
Talune differenze tra i livelli salariali in differenti zone sono ammissibili. Al
presente, le differenze salariali nelle città sono maggiori di quelle esistenti nelle
campagne e ciò è necessario. In futuro, come risultato del grande aumento della
produzione, ciascuno starà molto meglio e tali differenze salariali, sia nelle città
che nelle campagne, non saranno più necessarie e gradualmente spariranno. Ciò
costituirà un avvicinamento all’era del comunismo.
Le ragioni per cui i livelli salariali nelle città sono generalmente più alti che nelle
campagne sono molteplici (inclusa quella che i costi della vita sono più alti nelle
città) e anche questa è una situazione temporanea che andrà spiegata ai contadini.
Alcuni membri delle comuni, oltre che dal lavoro nel villaggio, ricevono anche
del danaro mandato a casa dai parenti lontani che abitano nelle città o altrove
(come operai, soldati, funzionari e cinesi all’estero). Si dovrà agire in modo da
dissuadere altri membri dall’essere troppo pignoli e protestare per questo. Nella
distribuzione all’interno della comune, i membri che hanno entrate di questo
genere dovranno essere trattati allo stesso modo degli altri, senza discriminazioni
nelle assegnazioni gratuite e nei salari e non dovranno essere forzati a fare speciali
investimenti o a dare contributi speciali alla comune. Se essi dipendono dai
familiari lontani per tutto il loro sostentamento, la comune non dovrà interferire,
ma potrà cessare di assegnare loro le usuali quote. Coloro che lasciano la famiglia
per studiare, a parte quelli i cui bisogni sono coperti dallo Stato o possono essere
coperti dalle famiglie, dovranno essere mantenuti dalla federazione delle comuni
del distretto in conformità alle rette stabilite dalle scuole.
Più il socialismo si sviluppa e quanto più abbondante diventa il prodotto sociale,
tanto più abbondanti diverranno anche i mezzi di sussistenza destinati a ciascun
individuo. Alcuni pensano che il passaggio alle comuni richiederà una ridistribuzione
della esistente proprietà di beni di uso personale. Si tratta di una concezione
sbagliata. Bisognerà render noto tra le masse che i mezzi di sussistenza posseduti
38
Su alcune questioni concernenti le comuni popolari
dai membri (comprese le case, i vestiti, i letti e i mobili) e i loro depositi in banche
e cooperative di credito, resteranno di loro proprietà anche dopo che avranno
aderito alla comune e apparterranno sempre ad essi. Quando sia necessario, la
comune può prendere a prestito, con il loro consenso, lo spazio abitabile
eccedente appartenente ai membri, ma questi ne restano proprietari. I membri
possono tenere per sé alberi isolati, piccoli utensili agricoli, piccoli attrezzi, piccoli
animali domestici, il pollame; essi possono anche continuare ad attendere a
piccole occupazioni domestiche collaterali, a condizione che queste non siano di
ostacolo alla loro partecipazione al lavoro collettivo.
I debiti contratti prima della costituzione delle comuni popolari non dovranno
essere dichiarati estinti, indipendentemente dal fatto che intercorrano fra individui, fra la comune e i suoi membri o che siano debiti contratti dai membri della
comune verso banche o cooperative di credito. Questi debiti dovranno essere
pagati, laddove le condizioni lo permettano; se le condizioni attuali non lo
permettono, ne dovrà essere rinviato il pagamento.
5. La comune popolare è l’organizzatore della produzione e della vita del
popolo. L’obiettivo fondamentale dello sviluppo della produzione è soddisfare al
massimo i bisogni materiali e culturali sempre crescenti di tutti i membri della
società. Nel dirigere il lavoro della comune, il partito deve prestare attenzione a
combinare lo sviluppo ideologico, lo sviluppo della produzione, il miglioramento
del livello di vita dei membri della comune. Deve aver cura delle persone e
correggere la tendenza a vedere solo cose e non esseri umani. Quanto più grande
è l’entusiasmo delle masse nel lavoro, tanto maggiore dovrà essere l’attenzione
del partito per il loro benessere. Quanto maggiore è l’attenzione che il partito
dedica al livello di vita delle masse, tanto maggiore sarà il loro entusiasmo nel
lavoro. È sbagliato contrapporre la produzione e il tenore di vita del popolo l’una
all’altro e credere che l’attenzione per il tenore di vita delle masse ostacoli la
produzione. Naturalmente è sbagliato anche mettere l’accento unilateralmente ed
eccessivamente sul miglioramento del livello di vita del popolo senza riguardo per
l’innalzamento del livello di coscienza politica e per lo sviluppo della produzione
e non incitare al duro lavoro in vista di interessi a lungo termine.
I comunisti hanno sempre sostenuto che in una società comunista il lavoro sarà
trasformato “da pesante fardello in piacere” e diventerà “la principale espressione
della vita degli uomini”. Non c’è dubbio che in futuro la giornata lavorativa sarà
notevolmente accorciata. Con lo sviluppo della meccanizzazione e
dell’elettrificazione dobbiamo sforzarci di introdurre entro un certo numero di
anni la giornata lavorativa di sei ore. Il duro lavoro che compiamo attualmente
è precisamente rivolto a creare le condizioni per la giornata di sei ore e persino
per giornate lavorative più corte in futuro. Al presente, il sistema di otto ore di
lavoro effettivo e due ore di studio dovrà essere messo in opera sia nelle città che
nelle campagne. Durante la stagione più impegnativa per il lavoro agricolo o
quando nelle zone rurali c’è molto lavoro da svolgere, le ore di lavoro possono
39
Mao Tse-tung - OPERE
essere un po’ aumentate. Ma in ogni caso, otto ore per dormire e quattro ore per
i pasti e il tempo libero, in tutto dodici ore, devono essere garantite ogni giorno:
questo è il minimo irriducibile. È vero che attualmente vi è mancanza di
manodopera, ma la soluzione va trovata nel puntare sul successo dell’operazione
di ammodernamento degli attrezzi e di miglioramento dell’organizzazione del
lavoro, non sull’aumento dell’orario di lavoro. Speciale attenzione deve essere
prestata alla sicurezza nella produzione. Le condizioni di lavoro devono essere
migliorate quanto più possibile al fine di ridurre al minimo o eliminare
completamente gli incidenti sul lavoro. Deve essere assicurato un riposo adeguato
alle donne, sia durante la gravidanza che dopo il parto ed esse devono anche
godere del necessario riposo nel periodo mestruale, durante il quale non si può
chiedere loro di svolgere un lavoro pesante, di bagnarsi i piedi in acqua fredda
né di lavorare di notte.
Le mense pubbliche devono essere ben condotte. Tutti i membri della comune
devono aver la sicurezza di disporre di cibo abbondante, buono e sano, conforme
alle loro abitudini nazionali e locali. Le strutture per la refezione in comune
devono avere delle sale da pranzo e orti ben coltivati ed essere attrezzate per la
preparazione della pasta di fagioli, di gnocchi di fagioli e di condimenti; devono
allevare maiali, pecore, polli, anatre e pesci. Il cibo deve essere variato e gustoso.
Si devono consultare specialisti dietologi per assicurare che il cibo contenga
abbastanza calorie e tutti i principi nutritivi necessari al corpo umano. Dove sia
necessario e possibile, si deve provvedere a cibo speciale per i vecchi, i bambini,
i malati, le donne gravide, le puerpere e le nutrici. Si può permettere ad alcuni
membri delle comuni di cucinare a casa propria. Le mense pubbliche devono
essere gestite democraticamente. Il personale amministrativo e i cuochi devono
essere scelti tra coloro che danno affidamento politico. È meglio che siano eletti
democraticamente.
Gli asili nido e le scuole materne devono essere ben condotti, in modo che ogni
bambino possa vivere meglio e ricevere in essi un’educazione migliore che a casa
propria, in modo tale che i bambini abbiano piacere a starci e i genitori siano
invogliati a mandarveli. I genitori possono decidere loro stessi se sia necessario
che i loro bambini vi siano ospitati a tempo pieno e possono riportarli a casa in
qualsiasi momento. Al fine di condurre bene gli asili nido e le scuole materne, le
comuni devono addestrare un gran numero di assistenti per l’infanzia e insegnanti
specializzati. Le case di riposo per gli anziani devono essere ben condotte in modo
da provvedere alloggi migliori per quei vecchi che non hanno figli che si
prendono cura di loro (coloro che sono eleggibili per le “cinque garanzie”).
Le comuni devono assicurare la buona conduzione delle scuole primarie e
secondarie e dell’educazione per adulti. Nelle zone rurali di tutto il paese dovrà
essere istituita l’istruzione universale primaria. Le scuole secondarie a tempo pieno,
le scuole secondarie agricole a metà tempo o altre scuole secondarie professionali
dovranno essere ben condotte e dovrà essere gradualmente introdotta l’istruzione
secondaria universale. Grossi sforzi si dovranno fare per eliminare l’analfabetismo,
40
Su alcune questioni concernenti le comuni popolari
organizzare vari tipi di scuole a tempo ridotto, praticare l’educazione politica e tenere
corsi di cultura e istruzione tecnica per adulti Le iniziative per l’educazione
politecnica di tutti i lavoratori e il graduale innalzamento del loro livello di istruzione
sono passi importanti per ridurre le differenze tra lavoro manuale e lavoro
intellettuale e devono essere attuati coscienziosamente. Le comuni inoltre devono
anche selezionare e mandare un certo numero di giovani a studiare nelle scuole
secondarie superiori, nelle scuole secondarie professionali e negli istituti superiori
delle città così da formare personale con un livello culturale piuttosto elevato al
servizio dello Stato o delle comuni. Il principio di combinare l’istruzione col lavoro
produttivo deve essere applicato senza eccezione in tutte le scuole. I ragazzi maggiori
di nove anni possono prender parte, entro limiti adeguati, a qualche attività
lavorativa, così da coltivare sin dalla fanciullezza l’abitudine al lavoro e stimolare il
loro sviluppo fisico e mentale. Si deve però avere in massima cura la salute dei
fanciulli, si devono assegnare loro soltanto lavori leggeri e per brevi periodi, tenendo
conto della loro forza fisica e delle loro attitudini.
Si deve rafforzare il lavoro politico e ideologico tra il personale delle mense
pubbliche, degli asili nido, delle scuole materne, delle case di riposo per anziani,
delle scuole primarie, dei centri di salute pubblica, dei circoli e degli spacci e
occorre sforzarsi di dare una giusta direzione all’opinione pubblica, così che
l’intera società e tutte le comuni considerino il buon funzionamento delle mense,
degli asili nido, delle scuole materne e delle altre istituzioni di pubblico benessere
e i servizi soddisfacenti resi da queste istituzioni come un nobile lavoro al servizio
del popolo. Si deve criticare e correggere l’atteggiamento, proprio delle classi
sfruttatrici, di disprezzare il lavoro che riguarda la vita quotidiana e il benessere
delle masse e il lavoro nei servizi.
Le case vecchie esistenti devono essere gradualmente ricostruite, si devono
costruire, gradualmente e per gruppi, città e villaggi residenziali, con parchi e
boschi, scuole materne, case di riposo per anziani, fabbriche, aie, stalle, spacci,
uffici postali e telegrafici, magazzini, scuole, ospedali, circoli, cinema, campi
sportivi, bagni e gabinetti pubblici. I piani per la costruzione di città e di villaggi
residenziali devono essere ampiamente discussi dalle masse. Noi siamo per
l’abolizione dell’irrazionale sistema patriarcale ereditato dal passato e per lo
sviluppo di un sistema familiare nel quale vigano democrazia e unità. Questa
posizione è stata calorosamente accolta dalle masse. Perciò nella costruzione di
quartieri residenziali bisogna puntare sull’edificazione di alloggi adatti alla vita
associata di coppie sposate, di giovani e di anziani di ciascuna famiglia.
C’è oggi nel mondo un gran branco di pazzi che attaccano le comuni popolari
con tutta la loro forza e il primo di questi è il signor Dulles degli Stati Uniti. Questo
Dulles non sa niente di come vanno le cose da noi, ma gli piace credersi un grande
esperto della Cina e osteggia follemente le comuni popolari. Quello che in modo
particolare gli spezza il cuore è che noi avremmo a bella posta distrutto il
meraviglioso sistema familiare tramandato da migliaia di anni. È vero, il popolo
cinese ha distrutto un sistema patriarcale e feudale. Questo sistema patriarcale, si
41
Mao Tse-tung - OPERE
noti, è generalmente scomparso da un pezzo nella società capitalista e questa è
stata una trasformazione progressiva realizzata dalla società capitalista. Ma noi
andiamo un po’ più avanti e poniamo le basi per una famiglia unita e democratica,
ciò che è raro nella società capitalista. Solo in futuro, quando la rivoluzione
socialista sarà compiuta e quando il sistema capitalista di sfruttamento dell’uomo
sull’uomo sarà eliminato, sarà possibile costituire universalmente famiglie di
questo tipo. Quanto agli asili nido, alle scuole materne, alle mense operaie nelle
fabbriche, anche queste sono apparse prima nella società capitalistica. Ma sotto
il capitalismo tutte queste iniziative, dirette dalla borghesia, sono di natura
capitalista e sono intese a facilitare lo sfruttamento dei lavoratori, uomini e donne,
da parte dei capitalisti. Per contro, tali iniziative gestite da noi sono di natura
socialista e facilitano lo sviluppo della causa socialista dell’emancipazione della
personalità individuale dell’uomo. Esse hanno effettivamente e completamente
emancipato le donne e dato la possibilità ai loro bambini di ricevere una cura e
un’educazione migliori. È per questo che sono state accolte calorosamente dai
lavoratori e innanzitutto dalle masse femminili.
6. Il principio organizzativo della comune popolare è il centralismo democratico. Questo principio deve essere rigorosamente applicato nella gestione della
produzione, della distribuzione e del reddito, nelle attività che riguardano la vita
e il benessere dei membri della comune e in tutti gli altri aspetti del lavoro.
Nella comune popolare devono essere messi in atto la direzione unificata e il
decentramento della gestione ai differenti livelli. In generale la struttura amministrativa della comune può essere divisa in tre livelli e precisamente: il comitato
amministrativo della comune, la circoscrizione amministrativa (o brigata di
produzione) e la squadra di produzione. La circoscrizione amministrativa (o
brigata di produzione) è in generale l’unità che gestisce l’industria, l’agricoltura,
il commercio, l’istruzione e gli affari militari in una zona data e costituisce un’unità
di contabilità i cui guadagni e perdite sono riuniti in un fondo unico della comune.
La squadra di produzione è l’unità di base dell’organizzazione del lavoro. Sotto
la direzione unificata del comitato amministrativo della comune devono essere
accordati alla circoscrizione amministrativa (o brigata di produzione) e alla
squadra di produzione i necessari poteri in materie quali l’organizzazione del
lavoro produttivo, le costruzioni di base, la finanza e il benessere, in modo che
esse possano sviluppare pienamente la loro iniziativa.
I vari livelli di organizzazione della federazione delle comuni del distretto e della
singola comune popolare devono imparare a fare una ragionevole distribuzione e
un ragionevole impiego della manodopera tra le differenti branche della produzione
(agricoltura, industria e trasporti) e tra il lavoro produttivo di routine, i compiti di
emergenza e i servizi, in modo da evitare situazioni in cui in un posto ci sia lavoro
senza uomini e in un altro ci siano uomini senza lavoro. L’organizzazione del lavoro
deve essere costantemente migliorata, il sistema della responsabilità per un dato
compito deve continuamente essere applicato a ogni livello e rafforzato sia nella
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Su alcune questioni concernenti le comuni popolari
produzione che in altri tipi di lavoro, si deve perfezionare il sistema di ispezione sul
lavoro e il sistema dei premi, in modo da garantire efficacemente il costante
miglioramento dell’efficienza e della qualità del lavoro.
Nell’organizzazione del lavoro nella comune popolare ci devono essere sia
disciplina sia democrazia. Ciò che noi descriviamo come organizzazione secondo
schemi militari3, significa un’organizzazione sul modello della fabbrica. Significa che
l’organizzazione del lavoro nelle comuni popolari deve essere un’organizzazione
pari a quella di una fabbrica o dell’esercito; ciò è necessario per la produzione
agricola su grande scala. Nell’agricoltura su grande scala, come nell’industria su
grande scala, la forza-lavoro impiegata costituisce un esercito industriale. Il moderno
esercito industriale fu organizzato dalla borghesia, ogni fabbrica è simile a un campo
militare. Per l’operaio di fronte alla macchina la disciplina è altrettanto rigida di quella
in vigore nell’esercito. L’esercito industriale nella società socialista è l’esercito
industriale di una sola classe, la classe operaia, che si è disfatta dei capitalisti che
spremevano plusvalore dai lavoratori e che ha dato vita, in seno alla classe operaia,
a un vigoroso e vitale centralismo democratico basato sui principi della consapevolezza e dell’adesione volontaria. Ora noi stiamo introducendo questo sistema nelle
zone rurali, costituendo così un esercito industriale socialista basato sul centralismo
democratico, che è libero dallo sfruttamento dei signori della terra e che si è elevato
al di sopra della piccola produzione.
Organizzazioni della milizia devono essere costituite nelle comuni popolari ai
corrispondenti livelli delle organizzazioni della produzione. Gli organi direttivi della
milizia e delle organizzazioni produttive devono essere separati e, in linea di
principio, gli ufficiali al comando dei vari gradi della milizia, come i comandanti di
reggimento, battaglione, compagnia, non devono essere nel contempo anche
dirigenti della comune o delle circoscrizioni amministrative (capi delle brigate di
produzione) o capi delle squadre di produzione. Questi comandanti devono far parte
degli organismi amministrativi della comune al livello corrispondente ed essere
sottoposti a una duplice direzione: degli organi amministrativi dello stesso livello e
degli organi dirigenti superiori della milizia. La milizia sarà equipaggiata sia con armi
messe a disposizione delle autorità superiori sia con armi prodotte da arsenali locali.
Le unità di base della milizia eseguiranno esercitazioni militari secondo un
programma stabilito, ma anche i miliziani ordinari riceveranno l’adeguato addestramento durante le pause del lavoro: ciò per preparare le condizioni per realizzare la
linea “un uomo-un soldato”. Le vaste masse lavoratrici del nostro paese salutano
calorosamente il sistema della milizia perché nel corso della lunga lotta rivoluzionaria
contro l’imperialismo, il feudalesimo e i loro lacchè, i reazionari del Kuomintang,
hanno preso coscienza del fatto che solo armandosi erano in grado di sconfiggere
la controrivoluzione armata e di diventare padroni della Cina. Dopo la vittoria della
rivoluzione le masse hanno ulteriormente preso coscienza del fatto che ci sono
tuttora dei pirati imperialisti all’estero che schiamazzano ogni giorno di voler spazzar
via questo Stato popolare. Dunque l’intero nostro popolo è deciso a continuare ad
armarsi e dichiara: “Attenti, pirati saccheggiatori, non osate neppur tentare di colpire
43
Mao Tse-tung - OPERE
il nostro popolo occupato nel suo pacifico lavoro, noi siamo pronti”. Se gli imperialisti
scateneranno una guerra di aggressione contro il nostro paese, noi trasformeremo
l’intera nazione in un esercito; la milizia collaborerà con l’Esercito popolare di
liberazione e in ogni momento rifornirà le sue file per schiacciare fino in fondo il
nemico.
In tutte le organizzazioni della comune popolare, incluse le organizzazioni della
milizia, ci devono essere sia centralismo sia democrazia. Le comuni popolari
devono non solo organizzare il lavoro produttivo della gente, ma anche
provvedere al loro tenore di vita. Per compiere bene il loro lavoro le comuni
devono praticare un alto grado di democrazia, consultare le masse circa tutti i
problemi, agire fedelmente nei loro interessi e rispecchiare la loro volontà. Perciò
mentre “ci si organizza secondo schemi militari, si lavora come se si stesse
combattendo una battaglia e si vive in maniera collettiva”, le comuni devono
attuare una gestione pienamente democratica. Non è assolutamente ammissibile
usare “l’organizzazione secondo schemi militari” come pretesto per servirsi della
milizia, che è formata per lottare contro il nemico, per indebolire la vita
democratica nelle comuni e nelle stesse organizzazioni della milizia. La comune
popolare è l’organizzazione di base del potere dello Stato nel nostro paese;
soltanto garantendo la piena democrazia nella comune, sarà possibile creare
dappertutto nel nostro paese una situazione politica stabile e vivace, vitale e forte
nella quale vigano centralismo e democrazia, disciplina e libertà, unità di intenti
e libertà di pensiero dei singoli.
7. Nella buona conduzione della comune popolare, il problema centrale è
quello di rafforzare il ruolo dirigente del partito. È soltanto rafforzando il ruolo
dirigente del partito che si può realizzare il principio “la politica al primo posto”,
effettuare l’educazione ideologica socialista e comunista tra i quadri e i membri
della comune, condurre a fondo la lotta contro tutti i generi di tendenze errate e
attuare correttamente la linea e la politica del partito. C’è gente che crede che con
la nascita della comune popolare si può fare a meno del partito e che si può
praticare quello che essi chiamano “il fondersi del partito e della comune in una
sola cosa”. Questo genere di idee è sbagliato.
Nel suo lavoro nella comune popolare, il partito, oltre ad assicurare che la linea
e la politica corretta siano messe in pratica, dovrà anche porre la massima cura
nell’educazione dei funzionari della comune perché essi sviluppino un buono
stile di lavoro: prima di tutto la linea di massa e “cercare la verità nei fatti”.
In seguito alla campagna di rettifica condotta tra il 1957 e il 1958, la linea di
massa del partito ha ottenuto una nuova grande vittoria. Il grande balzo in avanti
nella costruzione del socialismo e la costituzione delle comuni popolari in tutte
le zone rurali sono due grandi trofei di questa vittoria. Il metodo di lavoro della
linea di massa, praticato dal partito, è la linfa vitale delle comuni popolari. La
costituzione e il consolidamento delle comuni popolari è impossibile senza la
linea di massa, senza la piena fiducia del popolo nel partito e nel governo
44
Su alcune questioni concernenti le comuni popolari
popolare e senza una crescita del fervore rivoluzionario delle masse. Perciò i
funzionari dirigenti a tutti i livelli della comune devono praticare a fondo la linea
di massa in ogni tipo di lavoro intrapreso. Devono considerare se stessi come
comuni lavoratori e trattare i membri della comune come si conviene a dei
compagni. Sono strettamente proibiti lo stile di lavoro alla Kuomintang e lo stile
di lavoro borghese che esercitano coercizione sulle masse. A causa del grande
balzo in avanti nella produzione e della vittoria ottenuta con la costituzione delle
comuni popolari, alcuni dei quadri cominciano a essere ubriachi di successo e,
trascurando il paziente lavoro di educazione delle masse mediante la persuasione,
manifestano atteggiamenti insolenti. Anche se questi sono casi isolati, ci devono
indurre a profonda vigilanza.
In tutto questo lavoro il partito dovrà attenersi strettamente al principio di
combinare il fervore rivoluzionario con uno spirito scientifico. Il grande balzo in
avanti del 1958 è stato una vittoria senza precedenti nella costruzione del
socialismo nel nostro paese. Ora nemmeno i nostri nemici riescono più a negare
il significato di questa vittoria. Ma non dobbiamo lasciarci indurre dai grandi
risultati ottenuti a sorvolare sui nostri punti deboli. Al contrario, quanto maggiore
è il risultato, tanto più noi dobbiamo rammentare ai nostri quadri di conservare
il loro equilibrio e di non lasciarsi trasportare dall’alluvione delle notizie di vittorie
divenendo incapaci di vedere i punti deboli del loro lavoro o peggio chiudendo
gli occhi su di essi. Al punto in cui siamo nella costruzione del socialismo, una
delle tendenze che richiede la massima attenzione da parte nostra è quella
all’esagerazione. Essa è incompatibile con lo stile di lavoro del nostro partito
“cercare la verità nei fatti” ed è dannosa allo sviluppo della nostra costruzione
socialista. Dobbiamo eseguire il nostro lavoro economico in una maniera ancor
più sistematica. Il nostro personale dirigente a tutti i livelli deve sapere cogliere
bene la differenza tra la realtà e la falsa apparenza delle cose e tra le esigenze
giuste e quelle ingiuste; nel valutare le situazioni esso deve sforzarsi di non
perdere assolutamente di vista la realtà oggettiva. Solo facendo così noi potremo
elaborare e attuare i nostri piani su basi solide e sicure.
8. Allo scopo di promuovere il consolidamento delle comuni popolari e
assicurare per il 1959 un balzo in avanti nella produzione agricola e industriale
ancora maggiore, i comitati di partito delle province, delle municipalità e delle
regioni autonome dovranno, in accordo con i requisiti esposti in questa
risoluzione e in stretta integrazione con le attività produttive dell’inverno e della
primavera, utilizzare appieno i cinque mesi dal dicembre del 1958 all’aprile del
1959 per attuare, in tutte le comuni popolari della loro zona, il lavoro di
educazione, revisione e consolidamento, cioè il lavoro di verifica delle comuni.
Nel corso del lavoro di verifica delle comuni è necessario, prima di tutto, che
il personale dirigente faccia una sincera autocritica e ascolti con modestia le
opinioni delle masse e su questa base mobiliti le masse a osare manifestare senza
reticenze, francamente e liberamente, i loro punti di vista, condurre dibattiti ed
45
Mao Tse-tung - OPERE
esporre manifesti a grandi caratteri per elogiare le persone e le azioni meritevoli,
criticare le idee sbagliate e i cattivi stili di lavoro, rendere note le proprie
esperienze, chiarire la linea di lavoro e sviluppare un sistematico movimento di
educazione ideologica socialista e comunista.
Nel corso del lavoro di verifica delle comuni è necessario eseguire un completo
e accurato controllo del piano di produzione, della distribuzione, del benessere,
della gestione, del lavoro finanziario, dell’organizzazione e della direzione delle
comuni. Bisogna prendere attentamente in esame sia le organizzazioni del partito
sia le organizzazioni delle comuni, per garantire che i membri dirigenti del partito
e delle comuni ai vari livelli siano attivisti fedeli agli interessi del popolo e alla
causa del comunismo. In più, la gente che si è dimostrata migliore alla prova del
grande balzo in avanti e nel movimento per l’istituzione delle comuni popolari
ed è qualificata per l’iscrizione al partito, dovrà essere accolta nel partito.
I problemi relativi allo stile di lavoro dei membri del partito e dei quadri
dovranno essere trattati attraverso l’educazione da parte del partito e la franca
esposizione delle opinioni da parte delle masse. Trattando di questi problemi si
deve fare attenzione a mantenere alti il fervore e lo spirito di iniziativa dei quadri
e delle masse e si devono rispettare i principi “unità-critica-unità”, “trarre esempio
dal passato per essere più diligenti nel futuro” e “curare la malattia per salvare
l’ammalato”. Coloro che hanno commesso errori, ma sono desiderosi di correggerli, saranno criticati seriamente, ma trattati con indulgenza. Le masse dovranno
essere mobilitate per eliminare dagli organi dirigenti delle comuni quegli elementi
delle classi nemiche che si sono infiltrati nella direzione e quei pochissimi che
sfoggiano un cattivo stile di lavoro e che non si sono mai corretti anche dopo
essere stati ripetutamente ammoniti.
Complesse lotte di classe non solo si sviluppano all’estero, nel mondo
capitalista, ma esistono anche al nostro interno. È necessario educare le masse ad
accrescere la loro vigilanza rivoluzionaria per prevenire l’attività disgregatrice del
nemico. Se ex-proprietari terrieri, contadini ricchi, controrivoluzionari e altre
persone private dei diritti politici, debbano essere accettati come membri o come
membri in prova (candidati) della comune o debbano rimanere a lavorare sotto
il controllo della comune, è una questione che le masse devono discutere e
decidere in base al comportamento di ciascun elemento, nel corso del lavoro di
verifica delle comuni.
Il lavoro di verifica delle comuni dovrà essere eseguito dapprima, in via
sperimentale, in una o due comuni per ogni distretto. Ciò significa che si dovrà
dare aiuto ai compagni di una o due comuni affinché le cose vadano bene e si
svolgano in un periodo di tempo abbastanza breve, in modo da acquistare
esperienza, stabilire esempi e, in seguito, divulgare l’esperienza acquisita. Ogni
provincia, municipalità e regione autonoma dovrà organizzare la sua squadra di
verifica composta da un migliaio, alcune migliaia o una decina di migliaia di
persone, per il lavoro di verifica e i primi segretari dei comitati di partito a livello
di provincia, di prefettura e di distretto dovranno personalmente dirigere il lavoro
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Su alcune questioni concernenti le comuni popolari
di verifica nelle comuni. Queste squadre di verifica dovranno fare un esame
comparato delle diverse prefetture, dei diversi distretti e delle diverse comuni,
organizzare visite reciproche, convocare assemblee sul posto per sviluppare i
punti buoni, superare le deficienze, suscitare l’iniziativa del popolo, trovare il
modo di risolvere concretamente i problemi correnti e divulgare tempestivamente
le esperienze positive. In breve attraverso queste verifiche il lavoro delle comuni
popolari nelle zone rurali dovrà fare un passo avanti.
NOTE
1. Lo Stato, organizzazione sorta come monopolio della violenza nei rapporti tra le classi,
cessa di avere un ruolo nei rapporti tra gli uomini all’interno del paese man mano che
nel paese scompare la divisione in classi, mentre mantiene un ruolo nelle relazioni
internazionali finché continua a esistere l’imperialismo. Il problema della natura dello
Stato nelle società divise in classi e della estinzione dello Stato nella società comunista
è ampiamente trattato in V.I. Lenin, Stato e rivoluzione.
2. La risoluzione di agosto Sull’istituzione delle comuni popolari nelle zone rurali venne
emessa dopo la Conferenza di Peitaiho tenuta nella seconda metà dell’agosto del 1958
(il testo è compreso nel vol. 16 delle Opere di Mao Tse-tung)
3. Mao Tse-tung si riferisce alla messa in pratica della parola d’ordine “organizzarsi
secondo schemi militari, lavorare come combattendo una battaglia, vivere collettivamente”.
47
POSSIAMO CAMBIARE IN MODO FONDAMENTALE
L’INTERO PAESE?
(19 dicembre 1958)
Intervento alla sesta sessione plenaria dell’ottavo Comitato centrale del Partito
comunista cinese.
Esprimere qualche idea non vuol dire trarre delle conclusioni. La risoluzione di
questa riunione servirà da conclusione.
1. Non avevamo previsto la creazione delle comuni popolari né al tempo della
Conferenza di Chengtu, in aprile, né al tempo della seconda sessione dell’ottavo
Congresso del partito, a maggio. In realtà esse avevano fatto la loro apparizione
fin dal mese di aprile nello Honan1, ma in maggio, giugno e luglio non se ne
sapeva ancora niente. Non se ne ebbe conoscenza che nel mese di agosto,
quando, alla Conferenza di Peitaiho, preparammo una risoluzione che le
riguardava. Si tratta di un avvenimento molto importante: abbiamo trovato una
forma di costruzione del socialismo che faciliterà il passaggio dalla proprietà
collettiva alla proprietà di tutto il popolo e che renderà più facile il passaggio dalla
proprietà socialista di tutto il popolo alla proprietà comunista di tutto il popolo.
Questa forma permetterà agli operai, ai contadini, ai commercianti, agli studenti
e ai soldati di realizzare grandi cose: quando si è in molti è più facile realizzare
grandi cose. Noi avevamo già messo in evidenza che bisognava prepararsi
all’eventualità di catastrofi inattese: le peggiori potevano essere una guerra o una
scissione nel partito. D’altronde anche certi avvenimenti positivi possono
verificarsi in modo inatteso: è il caso delle comuni popolari, la cui apparizione in
aprile non era stata prevista e che solo nel mese di agosto sono state oggetto di
una decisione ufficiale. In quattro mesi sono state create in tutto il paese, si tratta
ora di verificare la loro organizzazione.
2. Come salvaguardare l’entusiasmo nel lavoro?
I principali errori commessi dai quadri consistono nel ricorso a mezzi coercitivi,
nella sopravvalutazione o nella sottovalutazione dei risultati e nel ricorso
all’inganno. Sottostimare la produzione non è grave, ma esagerare i risultati
ottenuti è molto pericoloso.
Non c’è nulla da temere se, per cento chin, non se ne dichiarano che cinquanta,
ma quando, in realtà, si tratta di cinquanta chin e se ne dichiarano cento, questo è
molto pericoloso. Il problema principale deriva dal fatto che ci si interessa solo alla
produzione, senza preoccuparsi dei mezzi di sussistenza della popolazione. Che
Mao Tse-tung - OPERE
fare? I quadri che commettono degli errori sono poco numerosi. Con loro, con
almeno il 90 per cento di loro, noi possiamo usare la pazienza e la persuasione, una
volta, due volte... senza far ricorso a punizioni. Basterà che facciano autocritica.
Bisognerà discuterne insieme, la mia opinione personale non può essere considerata
una conclusione definitiva. I quadri accusati di aver commesso infrazioni serie ai
regolamenti e accusati di essere isolati dalle masse, non costituiscono che dall’1 al
5 per cento circa dei quadri attivi nei diversi distretti e villaggi. La situazione è
differente da una regione all’altra e dunque bisognerà tenere conto di queste
differenze. Quelli che si sono isolati dalle masse sino al punto da essere odiati,
devono essere puniti. Se non ci mostreremo clementi almeno col 90 per cento dei
quadri che hanno commesso degli errori, ci sarà impossibile proteggere l’insieme dei
quadri e il loro entusiasmo, come quello dei lavoratori, ne risulterà fiaccato. D’altra
parte l’entusiasmo delle masse potrà risultare fiaccato anche se, dopo aver discusso
e analizzato ogni caso in tutti i particolari, non infliggiamo una punizione adeguata
a ogni persona accusata di infrazioni gravi alle leggi e ai regolamenti. Ci sono casi
particolarmente gravi che è necessario punire sul piano penale. In breve, bisogna
analizzare bene i fatti, perché, fra i colpevoli, alcuni elementi sono estranei alla classe
operaia e altri non lo sono. Ma quando i particolari sono rivoltanti, come l’aver
colpito, insultato, imprigionato o legato qualcuno, una punizione deve essere inflitta.
Nella provincia dello Hopei è già stato destituito un primo segretario di comitato di
distretto che non aveva fatto niente per combattere la siccità, benché, nel suo
rapporto, dicesse di averlo fatto. In una parola, si tratta di punire il meno possibile
e di educare il più possibile: è così che si salvaguarderà l’entusiasmo dei quadri e
dei lavoratori. Il principio è lo stesso per quelli che fra le masse saranno giudicati
colpevoli.
3. “Condurre una dura lotta per trasformare in modo fondamentale l’immagine
dell’intero paese in tre anni”. Questa parola d’ordine è valida? Si può farlo in tre anni?
In origine questa parola d’ordine fu introdotta da un compagno dello Honan. La
prima volta l’avevamo applicata ai villaggi, durante la Conferenza di Nanning e
successivamente, non ricordo esattamente in che momento, è diventata popolare
appunto nella forma “condurre una dura lotta per trasformare in modo fondamentale
l’immagine dell’intero paese in tre anni”. Per convincermi Tseng Hsi-sheng2 mi aveva
mostrato tre carte della sistemazione della rete fluviale e mi aveva spiegato che una
“trasformazione fondamentale” dei villaggi era possibile3. Non dubito che si tratti di
una cosa fattibile per i villaggi, ma a livello nazionale è necessario riflettere ancora.
In tre anni sarà probabilmente possibile aumentare la produzione di acciaio, fino a
30 o 40 milioni di tonnellate. Si può parlare di “trasformazione fondamentale
dell’immagine dell’intero paese”, quando una grande nazione di 650 milioni di
abitanti produce solo 30 o 40 milioni di tonnellate di acciaio? Io penso che in questo
campo dobbiamo fissare un obiettivo meno ambizioso, altrimenti rischiamo di non
avere più altri miglioramenti da fare. Che cosa possono significare nel futuro 50, 60,
100 o 200 milioni di tonnellate? Io penso che non siamo ancora ai cambiamenti
50
Possiamo cambiare in modo fondamentale l’intero paese?
fondamentali. Ne consegue che è impossibile “trasformare in modo fondamentale
l’immagine dell’intero paese” nei prossimi tre anni. Se nel 1962 noi avremo una
produzione di 50 o 60 milioni di tonnellate, potremo tranquillamente affermare di
aver “trasformato in modo fondamentale l’immagine dell’intero paese”. In quel
momento avremo raggiunto l’attuale livello della Gran Bretagna e degli Stati Uniti.
Nel frattempo non sarebbe meglio rinunciare all’espressione “trasformazione
fondamentale”? In definitiva, come si dovrebbe chiamare la trasformazione ad una
tale velocità di un paese di più di 600 milioni di abitanti? Vale la pena di discuterne,
perché i giornali stanno già da ora propagandando la questione. Certi parlano di
“trasformazione fondamentale in cinque anni” o di “trasformazione totale in dieci o
quindici anni”. Io invito i compagni a riflettere sulla soluzione migliore. Per alcuni,
superare la Gran Bretagna si chiama “trasformazione fondamentale”, mentre
superare gli Stati Uniti si chiama “trasformazione totale”. Piuttosto che tentare di
superare a ogni costo gli altri paesi, faremo meglio ad avanzare un po’ più
tranquillamente. Anche se avremo bisogno di meno tempo, se giungeremo
all’obiettivo previsto in tre o quattro anni e poi dopo? Non è forse bene, a volte,
arrivare prima del previsto? Se si fissa una scadenza un po’ più lontana e il tempo
richiesto risulta, in definitiva, minore del previsto, non penso si tratti di un fallimento.
Tseng Hsi-sheng aveva un metodo che non era altro che “opportunismo”! Durante
lo scorso inverno e la primavera di quest’anno, al tempo dei miglioramenti idraulici
nella provincia dello Anhwei, si sono spostati 800 milioni di metri cubi di terra.
Successivamente, dopo molti sforzi, si è arrivati a 1.6 miliardi di metri cubi. 800 milioni
era opportunismo, mentre 1.6 miliardi era marxismo-leninismo! Alcuni giorni più
tardi si sono raggiunti i 3.2 miliardi: 1.6 miliardi cominciavano a puzzare di
opportunismo! Alla fine sono stati spostati 6.4 miliardi di metri cubi. Quando
allunghiamo i tempi per arrivare a una “trasformazione della fisionomia paese”, non
siamo altro che degli opportunisti, ma di un opportunismo molto attraente che voglio
fare mio. Marx apprezzava un tale opportunismo e non mi avrebbe criticato.
4. A proposito di certe divergenze dentro e fuori il partito. Sono in corso
discussioni di ogni genere a proposito delle comuni popolari, dentro e fuori il
partito. Probabilmente sono molte centinaia di migliaia di quadri che ne stanno
discutendo e molte questioni non sono state ancora chiarite. Ognuno la pensa a
modo suo, dieci persone avranno dieci opinioni differenti e non sempre si arriva
a un’analisi approfondita e globale. Si discute anche della questione internazionale ed è possibile individuare diverse tendenze: una di queste dà prova di
impazienza un po’ eccessiva. Queste persone mostrano un entusiasmo illimitato
e un fervore rivoluzionario senza paragoni, sono persone molto preziose, ma non
fanno alcuna analisi, né storica né della situazione internazionale. La loro qualità
è la grandezza del loro entusiasmo, il loro difetto è l’impazienza. Nella più grande
confusione, essi annunciano il passaggio alla proprietà di tutto il popolo e la
transizione al comunismo in due o tre anni. La risoluzione di questa sessione dovrà
in particolare pronunciarsi contro questa tendenza. Bisogna cioè evitare di essere
51
Mao Tse-tung - OPERE
impazienti, perché l’impazienza non porta da alcuna parte. In qualche settimana
o in qualche mese, grazie a questa risoluzione, queste persone potranno chiarire
questo problema con la pratica e la discussione. Ci saranno sempre dei “sinistri”
e non è il caso di averne paura, perché basta che la grande maggioranza dei quadri
sia ideologicamente d’accordo perché tutto funzioni bene. È possibile che ci sia
una minoranza di quadri, tutti buoni compagni devoti al partito e alla nazione, che
pensano che noi non abbiamo pazienza. Non si tratta né di attendisti né di
calcolatori e non sono nemmeno passati all’opposizione: sono semplicemente
preoccupati e temono che possiamo fallire. Sono tutti dei buoni elementi e questa
risoluzione potrà probabilmente convincerli che in definitiva non siamo poi così
impazienti. Lo scopo principale di questa risoluzione sarà di fronteggiare
l’impazienza e di dare una risposta ai partigiani dell’attendismo e della prudenza.
Le loro intenzioni non sono cattive, gli uni non comprendono quali sono le
necessità del momento, gli altri non comprendono che i tempi sono maturi.
Le due trasformazioni4. Come fare a realizzarle? È una questione che è stata
sollevata negli ultimi due mesi. È bene averla sollevata e bisogna trovare una
risposta. Questa questione non è stata risolta al tempo della Conferenza di
Chengtu e se, al tempo della Conferenza di Chengchow era stata vagamente
sfiorata, è diventata matura oggi, un mese più tardi.
Il comunismo comporta due tappe. Sono passati più di cento anni da quando Marx
ha formulato questa tesi per la prima volta, quarant’anni da quando è scoppiata la
Rivoluzione d’Ottobre, trent’anni da quando sono state gettate le prime basi del
nostro partito e nove anni dalla nostra vittoria nazionale. Si può dunque dire che ci
sono tutte le condizioni per dare una risposta a questa questione. Numerose
discussioni si sono già svolte dentro e fuori il partito. Anche Dulles ha ripreso il tema,
insinuando che noi pratichiamo la schiavitù, che noi distruggiamo la famiglia e che
la rapidità della nostra edificazione economica non poteva essere ottenuta che grazie
a uno sfruttamento e a un’accumulazione troppo spinti, mentre il loro sviluppo
sarebbe più lento, a causa di uno sfruttamento minore. Tutti ne stanno discutendo:
le classi medie, il proletariato e i membri del partito. I proletari di tutto il mondo e
i compagni stranieri si sono messi a difenderci sulla base della Conferenza di Peitaiho
e delle informazioni apparse sui giornali. Se non regoliamo questo problema,
rischiamo una grande confusione e una situazione anarchica. Ognuno si occuperà
dei propri affari: le province saranno incapaci di controllare i distretti e questi ultimi
saranno incapaci di controllare le comuni popolari. Saranno come “cavalli sbrigliati”.
Si tratta dunque, da una parte, di fronteggiare l’impazienza e, dall’altra, di regolare
questa questione.
5. Lo studio dell’economia politica. Nei prossimi mesi in ogni provincia
bisognerà organizzare lo studio di due libri di Stalin, Problemi economici del
socialismo nell’URSS e Manuale di economia politica e dell’antologia Marx,
Engels, Lenin e Stalin sulla società comunista. Combinare lo studio della realtà
e dei problemi della teoria economica è sicuramente importante teoricamente e
52
Possiamo cambiare in modo fondamentale l’intero paese?
praticamente per la nostra causa. Avevo fatto questa proposta alla Conferenza
di Chengchow e avevo dato dei suggerimenti in una lettera che è stata studiata da tutti.
6. Condurre delle ricerche sulla questione della dialettica. Non ricordo quale
compagno alla Conferenza di Chengchow aveva parlato di “grande collettivo e
piccola libertà”. Questa espressione è molto buona. Se si parlasse di “grande libertà
e piccolo collettivo” Dulles, Huang Yen-pei e Jung Yi-jen ne sarebbero felici5.
Bisogna tenere in pugno la produzione, ma bisogna anche tenere in pugno il
benessere materiale. Camminare sulle due gambe esprime il principio dell’unità degli
opposti ed è un’espressione della dialettica. Si tratta della dottrina di Marx sull’unità
degli opposti. Nel 1958 nel nostro paese sono accadute cose importanti: per esempio,
pur confermando la priorità dello sviluppo dell’industria pesante, abbiamo assicurato contemporaneamente uno sviluppo dell’industria e dell’agricoltura, dell’industria pesante e dell’industria leggera, delle industrie gestite dal Centro e di quelle
locali, delle imprese grandi, medie e piccole, dei piccoli impianti di tipo nazionale
e dei grandi complessi di tipo straniero, dei metodi nazionali e dei metodi stranieri.
Anche per quanto riguarda il sistema amministrativo, noi abbiamo stabilito allo stesso
tempo la direzione unificata del governo centrale e l’amministrazione decentrata
locale a tutti i livelli: tutti i livelli devono avere potere, dal governo centrale fino alle
squadre di produzione, passando per le province, i distretti e le comuni. Se non
hanno potere, non servono a niente. Nel nostro partito sono state assunte tutte queste
posizioni e ciò è ottimo. Sono state create contemporaneamente piccole unità di tipo
nazionale e dei grandi complessi di tipo straniero. Sono stati creati anche dei
complessi medi di tipo straniero: Tangshan e Huangshikang6 non sono forse
complessi medi? Ci sono piccoli complessi di tipo occidentale? Sì, ce ne sono e anche
dei complessi di tipo misto: di tipo nazionale e allo stesso tempo di tipo straniero.
Tutto ciò è molto complicato. Ci sono stati paesi del campo socialista che hanno
disapprovato questi metodi, considerati come inadatti e inammissibili. Per quanto ci
riguarda, noi li approviamo e li troviamo perfettamente legittimi. Cos’è meglio:
autorizzarli o vietarli? Lo sapremo tra qualche anno. Per un paese come il nostro, dove
manchiamo di tutto e viviamo in una miseria estrema, è bene installare anche piccoli
complessi di tipo tradizionale, installare solo i grandi complessi è unilaterale. Anche
nell’agricoltura la situazione è molto complicata. Esistono terre sia ad alto che a
medio e a basso rendimento. Il sistema dei tre terzi, che è applicato per le colture,
è una creazione delle masse. La Conferenza di Peitaiho se n’è impossessata. Essa ha
deciso che su un terzo delle terre fossero coltivati i cereali, su un altro terzo fossero
piantati alberi e, infine, un terzo fosse lasciato a maggese. È possibile che questo sia
l’orientamento della rivoluzione agraria. Nel corso della stessa conferenza è stato
anche posto il principio dello Statuto in otto punti per l’agricoltura: irrigazione,
concimazione, trattamento del suolo, semina, coltivazione intensiva, protezione
delle colture, manutenzione dei campi, meccanizzazione. Non va bene se gli esseri
umani mancano d’acqua. Ma non va bene neppure se ne mancano le piante.
Nel sistema socialista, nella tappa del socialismo, coesistono due sistemi di
53
Mao Tse-tung - OPERE
proprietà, che sono contrari ma collegati: due contrari che costituiscono un’unità.
Il sistema della proprietà collettiva contiene i germi del sistema socialista della
proprietà di tutto il popolo. Anche se la sua caratteristica fondamentale è quella
della proprietà collettiva, esso contiene tuttavia anche elementi del sistema
comunista della proprietà di tutto il popolo. Yudin7 ha detto recentemente che la
Cina ha ragione a sostenere la tesi che la proprietà collettiva contiene i germi della
proprietà comunista. La società capitalista non consente di organizzare il modo
di produzione socialista, mentre in un paese diretto da un partito comunista gli
elementi di comunismo possono assumere importanza. Stalin non ha risolto
questo problema e ha torto quando pone come assolutamente distinti i sistemi
della proprietà collettiva socialista, della proprietà socialista di tutto il popolo e
della proprietà comunista di tutto il popolo.
Tutte queste riflessioni possono far progredire la dialettica?
La Conferenza di Chengchow ha proposto “grande collettivo e piccola libertà”
e noi oggi proponiamo di “tenere in pugno sia il processo rivoluzionario sia il
benessere”: si tratta di una estensione della dialettica. Alla Conferenza di Wuchang
è stato proposto di considerare i fatti con realismo, di elaborare dei piani in ogni
circostanza, di dar prova di determinazione e di saper maneggiare l’analisi
scientifica. Naturalmente non sono le nostre decisioni che possono risolvere tutti
i problemi. Secondo me, faremo bene a differire un po’ la pubblicazione di queste
decisioni e a pubblicare per ora un semplice comunicato. Nel marzo del prossimo
anno le renderemo pubbliche davanti all’Assemblea popolare nazionale e, in
questo modo, concorderanno col nostro orientamento generale. Si eviterà così di
dare l’impressione che alcune decisioni derivate dal grande balzo in avanti del
1958 fossero impraticabili. Questo sarà più fondato e più scientifico.
Per quanto riguarda l’acciaio, io ero dell’idea, per un certo periodo di tempo, che
l’anno prossimo ne avremmo avuto 30 milioni di tonnellate. È solo dopo il mio arrivo
a Wuchang che ho pensato che non si trattava di un’idea straordinaria. In seguito ho
pensato che la produzione del 1962 sarebbe arrivata a 100 o a 120 milioni di
tonnellate. Fino ad allora non mi ero occupato che del problema di sapere se ne
avessimo o se non ne avessimo bisogno e chi ne avrebbe avuto bisogno; non avevo
riflettuto al problema se fosse o no un obiettivo raggiungibile. Poi mi sono messo
a esaminare questa questione. Le possibilità sono una cosa, i bisogni un’altra.
Quest’anno, per produrre 10.7 milioni di tonnellate di acciaio sono già stati necessari
degli sforzi tremendi e ci siamo domandati se avremmo potuto farcela. 30 milioni per
l’anno prossimo, 60 per l’anno seguente e 120 per il 1962 sono parole prive di senso,
non realistiche. Ora dobbiamo diminuire un po’ la pressione e ridurre gli obiettivi:
18 o 20 milioni di tonnellate sono sufficienti e l’anno prossimo vedremo se sarà
possibile superare questo obiettivo. 22 o 23 milioni di tonnellate? Perché no? E se ci
restano delle forze se ne potranno produrre di più. Ora dobbiamo abbassare un po’
la norma, non fissarla così alta, in modo da lasciare un margine e permettere alla
pratica delle masse di superare il piano. È anche una questione di dialettica. La pratica
comprende sia i nostri sforzi, di noi dirigenti e quadri, sia la pratica delle masse. Se
54
Possiamo cambiare in modo fondamentale l’intero paese?
noi stabiliamo la norma più bassa e nella pratica la alziamo, non si tratta di
opportunismo. La produzione raddoppierà passando da 11 a 20 milioni di tonnellate:
non si sarà mai visto un simile “opportunismo” al mondo. Bisogna che ciò si faccia
in accordo con l’internazionalismo, con l’URSS e con tutto il campo socialista, con
la solidarietà internazionale della classe operaia del mondo intero. Su questo punto
direi che non dobbiamo strappare con la forza il primo posto. Ora ci sono alcuni
distretti che hanno questo stato d’animo e pensano che noi saremo i primi a
raggiungere il comunismo e che è compito di Anshan, di Fushun, del Liaoning, di
Shanghai o di Tientsin arrivare a tanto8 . La Cina prima ad arrivare al comunismo: che
cosa vuol dire un’idea simile, ammesso che la cosa sia possibile? L’URSS ha un milione
e mezzo di scienziati, molti milioni di intellettuali, un mezzo milione di ingegneri:
supera gli Stati Uniti. L’URSS produce 55 milioni di tonnellate di acciaio, noi un
pizzico. Il suo potenziale economico è molto importante, i suoi quadri sono
numerosi, mentre noi stiamo appena incominciando: le nostre stesse capacità
costituiscono un problema. Nel suo piano settennale Kruscev ha annunciato che
l’URSS si prepara a entrare nel comunismo e che i due tipi di proprietà si fondono
a poco a poco in uno solo: è un’ottima cosa. La necessità è una cosa, la possibilità
è un’altra cosa. Anche se potessimo essere i primi, nulla ci obbliga ad esserlo. La
Rivoluzione d’Ottobre è opera di Lenin. Non siamo forse tutti allievi di Lenin? Che
idea quella di sgomitare in questo modo, per andare a cercare un premio da Marx!
Un comportamento del genere potrebbe costituire un errore sul piano internazionale. Bisogna valutare dialetticamente i vantaggi reciproci. In ogni modo, la
situazione evolve dialetticamente e si trova una soluzione anche per questa
questione.
7. Questa volta abbiamo lasciato da parte il programma per i prossimi quindici
anni elaborato alla Conferenza di Chengchow. Non abbiamo alcuna base che ci
permetta di determinare quali sono le possibilità e quali i bisogni. Non solo
manchiamo totalmente di base, ma anche di dati iniziali per fissare un programma.
Le esperienze dell’URSS e degli Stati Uniti non dimostrano che si può vedere così
lontano. È possibile? Anche se lo fosse, sarebbe difficile farlo accettare. Per il
momento rinunciamo dunque a questo programma e ogni anno, in inverno,
riesaminiamo e ridiscutiamo il problema. L’anno prossimo, quello seguente e tra
tre anni, non fisseremo dunque piani a lungo termine. Solo nel 1962, e non prima,
si potrà elaborare un tale piano. Con l’esperienza di qualche anno di sviluppo
industriale, il partito e il popolo avranno probabilmente delle idee per quanto
riguarda il problema delle possibilità e dei bisogni. Alcuni compagni rimarranno
delusi che si sia lasciato il problema da parte, senza discuterlo.
8. Nel 1958 gli affari militari hanno fatto notevoli progressi: 1. la grande rettifica,
2. il movimento degli ufficiali inviati a fare per un po’ di tempo i soldati semplici
nelle loro unità, 3. la partecipazione alla produzione, 4. l’organizzazione della
milizia popolare. Dopo la conferenza sulla rettifica che si è tenuta in giugno a
55
Mao Tse-tung - OPERE
Pechino9, il movimento di rettifica si è diffuso a tutti i livelli e oggi è pressappoco
completato. Ma non deve essere trascurato l’addestramento dei soldati. È
inconcepibile che tutti partecipino alla rettifica, alla produzione, alla raffinazione
dell’acciaio o alle migliorie idrauliche. Dopo tutto, le truppe devono restare
truppe e l’addestramento è il loro dovere quotidiano.
9. Sulle modifiche al sistema d’insegnamento. L’applicazione del sistema che
comporta la combinazione di istruzione e lavoro produttivo costituisce un fatto
importante; ciò non impedisce che qualche problema possa sorgere. Per esempio,
alcuni studenti trascurano i loro studi e preferiscono il lavoro manuale. Se quelli
che trascurano gli studi diventano troppo numerosi, sorgerà un problema. Se il
problema si pone, bisogna tenere delle riunioni e rimettersi a studiare.
10. Il problema delle due alternative. Ogni cosa presenta due aspetti opposti.
Dunque, le mense, gli asili nido e le comuni potranno radicarsi saldamente o no?
Io penso di sì, ma dobbiamo essere preparati a subire qualche sconfitta in questi
campi. Il consolidamento e il crollo sono due possibilità che coesistono. Ora, se
noi non siamo preparati, tutto potrebbe crollare. Il consolidamento e il crollo sono
due aspetti opposti e, poiché noi siamo ben decisi a consolidare il loro
radicamento, se non ci fosse qualche sconfitta ciò non sarebbe positivo per il loro
consolidamento. Facciamo un esempio: qualche bambino muore negli asili nido,
qualche vecchio nelle case di riposo dove è accolto. Se le case di riposo non
offrono la felicità, in che cosa sarebbero meglio dei vecchi ospizi? Forse ci saranno
anche delle mense che funzioneranno male, perché il riso vi è servito freddo o
senza condimento. Pensare che non ci sarà alcuna disfunzione, vuol dire non
guardare in faccia la realtà. Pensare che ci saranno delle disfunzioni a causa di una
cattiva organizzazione, vuol dire essere molto ragionevoli. Nell’insieme, le
disfunzioni sono parziali e temporanee, mentre la tendenza generale è lo sviluppo
e il consolidamento. Anche per il nostro partito si presentano due alternative. La
prima è lo sviluppo e il consolidamento, l’altra è la divisione. A Shanghai il
Comitato centrale si è diviso in due10. Durante la Lunga Marcia, è avvenuta la
rottura con Chang Kuo-tao. L’affare Kao e Jao ha provocato una scissione parziale.
Scissioni parziali ce ne sono in continuazione: dall’anno scorso, ce ne sono state
nella metà delle direzioni provinciali dell’intero paese. All’interno del corpo
umano ogni giorno muoiono delle cellule, dei capelli e delle parti della pelle e
ciò dall’infanzia, ma è questo che permette la crescita. La vita umana non sarebbe
possibile senza la morte. La vita sarebbe stata impossibile, se dall’epoca di
Confucio la gente si fosse rifiutata di morire. I morti hanno del positivo: possono
fornire del concime e, anche se vi rifiutaste di morire, se ne occuperebbe la realtà;
dunque è meglio essere preparati. Scissioni parziali ce ne sono tutti i giorni,
scissioni e distruzioni ce ne saranno sempre. L’assenza di scissioni sarebbe
svantaggiosa per l’ulteriore sviluppo. L’estinzione totale è anch’essa una necessità
storica. Quando parlo di estinzione totale, penso anche al partito e allo Stato, che
56
Possiamo cambiare in modo fondamentale l’intero paese?
sono serviti come strumenti della lotta di classe. Ma finché il loro compito storico
non è portato a termine, quel che bisogna fare è consolidarli. Noi non ci
auguriamo le scissioni, ma bisogna essere pronti, per evitare che siano troppo
gravi quando si verificheranno. Le scissioni di grande o media dimensione sono
temporanee, l’affare d’Ungheria è stato una grande scissione, quelli di Kao e Jao
e di Molotov delle scissioni medie. Ogni cellula di partito è sempre in corso di
trasformazione. Ci sono quelli che vengono espulsi e ci sono quelli che vengono
ammessi. Ci sono quelli che lavorano bene e quelli che commettono degli errori.
Il cambiamento continuo è inevitabile. Lenin lo ha detto spesso, una nazione ha
sempre due alternative: la vittoria o l’annientamento. La nostra Repubblica
popolare cinese è anch’essa di fronte a due alternative: vittoria dopo vittoria o
annientamento. Lenin non ha nascosto la possibilità dell’annientamento: la
Repubblica popolare cinese ha ugualmente due possibilità e non deve nasconderlo. Noi non abbiamo le bombe atomiche e in caso di attacco il migliore dei
“trentasei stratagemmi” resta ancora la fuga. Se il nemico occupa Pechino,
Shanghai e Wuhan, noi faremo la guerriglia: un ritorno indietro di dieci, vent’anni,
all’epoca di Yenan. Dobbiamo dunque prepararci attivamente, promuovere la
produzione di acciaio, la costruzione di macchine e di ferrovie. Bisogna lottare
per tre o quattro anni per raggiungere una produzione di acciaio di qualche decina
di milioni di tonnellate e mettere le basi industriali che ci renderanno più forti di
oggi. Oggi la nostra reputazione è grande nel mondo, da un lato a causa del
bombardamento di Quemoy11, dall’altro a causa delle comuni popolari e, infine,
per i nostri 10.7 milioni di tonnellate di acciaio. Io penso che, benché la nostra
reputazione sia buona, non abbiamo una reale forza, siamo ancora “poveri e
bianchi”, con le mani nude e senza risultati soddisfacenti. Anche se ora
disponiamo di un po’ di armi, il nostro paese è in realtà ancora debole. Tanto
siamo un paese politicamente potente, quanto siamo deboli sul piano militare ed
economico: ecco perché il nostro compito principale è quello di trasformare il
nostro paese da paese debole in paese potente. Questa trasformazione sarà
portata a termine in tre anni di lotta accanita? Temo di no. Una lotta accanita di
tre anni non produrrà che un cambiamento parziale, senza modificazione delle
strutture. Ma dopo altri quattro anni, in tutto quindi sette anni, i cambiamenti
saranno più evidenti e la nostra realtà sarà allora all’altezza della nostra
reputazione. Questo bisogna comprenderlo bene: attualmente la nostra reputazione è considerevole, ma la nostra potenza è insignificante. Attualmente gli
stranieri e numerosi giornali non fanno che cantare le nostre lodi, ma non bisogna
farsi incantare e inebriarsi di soddisfazione. In realtà, quest’anno la nostra
produzione di acciaio di buona qualità non arriva che a 9 milioni di tonnellate,
ma la produzione di acciaio laminato è inferiore del 30 per cento, cioè soltanto
poco più di 6 milioni di tonnellate. Non bisogna sbagliarsi. La produzione di
cereali è stata buona. Dopo riduzioni in ogni regione, si è ottenuta per l’intero
paese la cifra di 860 miliardi di chin: noi ne abbiamo annunciati 750 miliardi, nel
timore che le cifre fossero state qua e là esagerate un po’. Non tener conto di questi
57
Mao Tse-tung - OPERE
110 miliardi di chin, anche se esistono veramente, non provoca danno alcuno:
non impedisce che le cose siano ciò che sono. Noi abbiamo avuto paura di non
averli. Né noi né alcuno dei compagni qui presenti ha verificato se questi 110
miliardi esistono o no. Se si tiene per buona la cifra di 860 miliardi, bisogna tener
conto che un quarto della produzione consiste in patate dolci. Conviene guardare
in faccia i fattori sgradevoli e parlare francamente. Che cosa ci impedisce di tenere
delle riunioni nelle province, nelle regioni e nei distretti e di parlare delle nostre
disgrazie? Alcuni possono non apprezzare questo modo di parlare. Io lo faccio
apposta a insistere sulle calamità e sulle disgrazie, non esclusi il crollo delle
comuni e delle mense pubbliche, la scissione nel partito, il partito separato dalle
masse, l’invasione USA, la distruzione dello Stato e il fatto di essere costretti alla
guerriglia. Noi marxisti abbiamo una teoria che tiene conto di tutte queste cose.
Tutte le disgrazie sono temporanee e parziali. Le numerose sconfitte che abbiamo
subito nel corso della storia ce l’hanno insegnato molto chiaramente. L’incidente
d’Ungheria, la riduzione dei nostri effettivi militari da 300 mila a poco più di 20
mila nel corso della Lunga Marcia, la diminuzione dei membri del partito da 30
mila a qualche migliaio, tutto ciò è stato temporaneo e parziale. Il declino della
borghesia e dell’imperialismo sono cose permanenti. Una sconfitta del socialismo,
il suo fallimento, il suo annientamento sono cose temporanee: dopo non molto
si sarà ripreso. Anche se la sconfitta fosse completa, non si tratterebbe che di una
sconfitta temporanea, perché il socialismo si riprenderebbe. Noi abbiamo ripreso
le armi dopo la grande sconfitta del 1927. “Il cielo non consente di prevedere una
tempesta, la disgrazia colpisce l’uomo tra mattina e sera”. Bisogna essere pronti
a tutto. “Un uomo di settant’anni, lo si vede di rado”. Tutto deve sparire, non si
può vivere fino a diecimila anni. Bisogna preparare il futuro. Tutto ciò che sto
dicendo è triste. Ma gli uomini devono morire, mentre il genere umano continuerà
ancora a svilupparsi. Non vedo alcun inconveniente a parlare delle due
alternative. Se bisogna morire, moriremo, ma io ho l’intenzione di lavorare ancora
qualche anno per il socialismo, se possibile fino a quando avremo superato gli
Stati Uniti: allora potremo tranquillamente rendere i nostri conti a Marx. Qualche
vecchio compagno non ha paura di morire, io non ci tengo e lotterò per
sopravvivere. Ma se bisognerà morire, tanto peggio! Resta ancora un po’ della
volontà di Ah Q12 senza la quale la vita sarebbe insopportabile.
11. A proposito delle mie dimissioni da presidente della repubblica. Questa
volta bisognerà prendere una decisione formale: io spero che i compagni siano
d’accordo. Chiedo che, nei prossimi tre giorni, le province organizzino una
consultazione per telefono, avvertendo le regioni, i distretti e le comuni popolari
e che un comunicato venga pubblicato tre giorni dopo, per evitare che i livelli
inferiori siano presi alla sprovvista. Le cose sono veramente strane a questo
mondo: si riesce a salire, ma non a scendere. Suppongo che probabilmente
qualcuno sia d’accordo e qualcuno no. Le masse non comprendono perché nel
momento in cui tutti mostrano un entusiasmo senza paragoni, io mi ritiri dal
58
Possiamo cambiare in modo fondamentale l’intero paese?
fronte. Bisogna essere chiari, non si tratta di questo, io non mi ritiro, mi preparo
alla lotta per superare gli Stati Uniti prima di andare a trovare Marx.
12. La situazione internazionale. La situazione internazionale quest’anno si è
evoluta in modo importante. Il nemico è sempre più in rotta, mentre da noi le cose
migliorano di giorno in giorno. Tutti i giorni i giornali ci spiegano il perché. È
l’imperialismo che è veramente scoraggiato: marcio, in rotta, pieno di contraddizioni, in decomposizione totale, non ha di che rallegrarsi. I vecchi buoni tempi
sono passati! Per la borghesia il periodo buono è stato quello del capitalismo,
prima che si trasformasse in imperialismo. Al contrario, la nostra situazione
migliora di giorno in giorno. Naturalmente dobbiamo aspettarci ancora periodi di
lotte di lunga durata, tortuose e complicate. Inoltre, bisogna tener presente la
possibilità di una guerra. Non c’è che qualche persona che vuole assumersene il
rischio e, tra queste, gli esponenti della borghesia monopolista, che è la frazione
più reazionaria della borghesia. Ma la stragrande maggioranza non ha alcuna
voglia di battersi.
NOTE
1. Le prime comuni popolari si costituirono nello Honan, a partire dalla fusione di diverse
cooperative di produzione agricola di livello superiore. La prima si formò il 27 aprile
1958 nel distretto di Suiping e si chiamò Weihsing (Sputnik). Essa riuniva 27 piccole
cooperative, composte da 9.300 famiglie, per un totale di 43.000 persone.
2. Tseng Hsi-sheng era allora segretario provinciale dell’Anhwei e ministro dei Lavori
idraulici.
3. La campagna di lavori idraulici compiuti tra il quarto trimestre del 1957 e il primo
trimestre del 1958 aveva consentito di modificare il corso del fiume Huai, che attraversa
le tre province dello Honan, dell’Anhwei e del Kiangsu.
4. Cioè la trasformazione dell’attuale proprietà collettiva socialista nella proprietà
socialista di tutto il popolo e la trasformazione della società socialista nella società
comunista.
5. Cioè tre personaggi uno più ostile dell’altro a misure radicali e alla collettivizzazione.
J.F. Dulles fu responsabile della politica estera degli imperialisti USA dal 1953 al 1959
e acceso anticomunista.
Huang Yen-pei, famoso pedagogista prima del 1949, era nel 1959 un importante
“personaggio democratico”; già vice primo ministro e ministro dell’Industria leggera
(1949-54), era attivo in due partiti democratici non comunisti, l’Associazione democratica cinese e l’Associazione di edificazione nazionale democratica cinese.
59
Mao Tse-tung - OPERE
Jung Yi-jen era uno degli esponenti più in vista della borghesia nazionale cinese. Dal
1953 fu presidente della Federazione cinese dell’industria e del commercio e dal 1959
viceministro dell’Industria tessile.
6. Tangshan è un centro minerario industriale nella provincia dello Hopei, di vecchia
struttura, contrapposto ad Anshan, il primo centro siderurgico moderno della Cina.
Anche Huangshikang, piccolo centro siderurgico nella provincia dello Hopei, si
contrappone al grande complesso moderno di Wuhan, costruito durante il grande
balzo in avanti.
7. Yudin era ambasciatore dell’Unione Sovietica nella Repubblica popolare cinese.
8. Si tratta dei principali centri siderurgici della Cina.
9. Vedasi nel vol. 16 delle Opere di Mao Tse-tung il testo Riunione dei capigruppo della
sessione allargata della Commissione per gli affari militari.
10. Nel gennaio 1931, quando i “28 bolscevichi” diretti da Wang Ming giunsero da Mosca
a Shanghai, la fazione opposta provocò una scissione e organizzò un Comitato centrale
rivale. La fazione era diretta da due sindacalisti: Lo Chang-lung e Ho Meng-hsiung.
11. Nel 1958 il governo della Repubblica popolare cinese fece bombardare le isole di
Quemoy e Matsu. I bombardamenti iniziarono il 23 agosto, furono sospesi il 6 ottobre,
ripresi il 20 ottobre e proseguiti a intervalli. Al riguardo vedasi nel vol. 16 delle Opere
di Mao Tse-tung i testi Messaggio ai connazionali di Taiwan e Stare a vedere come si
comporteranno.
12. Ah Q è il personaggio di un celebre racconto di Lu Hsun La vera storia di Ah Q. Ah Q
voleva partecipare alla rivoluzione ma un “falso diavolo straniero” glielo impediva.
60
ANNOTAZIONI ALL’ARTICOLO
IL CORPO INSEGNANTE DELLA SEZIONE DI FISICA
DELL’UNIVERSITÀ CHINGHUA PREFERISCE GLI
INSEGNANTI “DI SINISTRA” A QUELLI DI DESTRA
(22 dicembre 1958)
Propongo di stampare questo articolo e di inviarlo ai comitati di partito, alle
cellule principali e alle cellule di base delle università, scuole superiori e istituti
scientifici di tutto il paese. Tutti dovrebbero leggerlo e discuterlo allo scopo di
assimilarne il giusto orientamento politico e di convincere tutti i professori, i
docenti, gli assistenti, gli impiegati e gli scienziati che potenzialmente stanno dalla
nostra parte a dedicarsi all’educazione, alla cultura e alla scienza del proletariato.
Cosa ne pensate? Si dovrebbe mandarlo anche ai comitati di partito e alle cellule
principali delle associazioni letterarie e artistiche delle case editrici, dei giornali
e di altri periodici. Vi chiedo di discutere e di prendere una decisione.
Allegato. Il corpo insegnante della sezione di fisica dell’università Chinghua
preferisce gli insegnanti “di sinistra” a quelli di destra.
Recentemente la cellula principale di partito del corpo insegnante si è riunita
per questioni legate alle lezioni all’università Chinghua, ha preso in esame il
lavoro della cellula del corpo insegnante di fisica e ha promosso una discussione
tra i membri di partito sulla politica nei confronti degli intellettuali. Durante la
discussione sono stati rilevati i seguenti problemi.
1. È opinione corrente che gli intellettuali durante il periodo della rivoluzione
socialista e ancor più nel periodo del comunismo sono bersaglio della rivoluzione,
poiché la stragrande maggioranza di essi è composta da intellettuali borghesi e
proveniente dalle classi degli sfruttatori. Anche gli assistenti membri della lega
della gioventù sono visti come bersaglio della rivoluzione.
2. È opinione corrente che occorre partire dagli interessi della classe operaia e
che bisogna seguire la linea di classe: nelle scuole non è il caso di parlare di linea
di massa. Per tracciare una chiara linea di demarcazione, conviene stare un po’
più “a sinistra”. È opinione che si arrivi alla cancellazione della linea di
demarcazione tra le classi e all’abbassamento dell’intensità nella lotta di classe se
si adotta la parola d’ordine “Sviluppiamo le funzioni dei vecchi insegnanti”.
3. È opinione corrente che tutti gli intellettuali altamente qualificati sono fondamentalmente contrari alle direttive del partito in materia di istruzione, che stanno
preparando un attacco contro di noi e che noi dobbiamo contrattaccarli. Tutti gli
elementi passivi del fronte unito sarebbero forze reazionarie. La loro presenza nel
fronte avrebbe unicamente lo scopo di creare una forza di opposizione.
4. È opinione corrente che siamo in una fase in cui il prestigio del partito è alto
e la coscienza delle masse avanzata: è quindi arrivato il momento giusto perché
Mao Tse-tung - OPERE
i membri del partito prendano le cose in mano. Adesso c’è tanto da fare e
un’attività da fronte unito può ostacolare il gran balzo in avanti. I membri del
partito devono assumere il comando in tutte le organizzazioni.
A causa di queste posizioni sbagliate i membri del partito hanno applicato dei
metodi sbagliati nel loro lavoro. Il capo del corpo insegnante, Liu Shao-tang
(sinistra moderata) si è sempre comportato bene, però la cellula è dell’opinione
che egli possa fare l’insegnante solo in senso negativo. Quando si trattò di fare
la programmazione delle lezioni, gli venne affidato il compito di stendere il
programma con l’aiuto di alcuni assistenti arretrati e di nascosto i membri del
partito e della lega della gioventù prepararono un’altro programma di lezioni da
contrapporgli. Lui si impegnò molto nello svolgimento del suo compito, lavorò
giorno e notte e preparò la documentazione didattica. Non si trovò niente da
criticare. Però i membri di partito rifiutarono il suo piano di studi e distribuirono
alla masse popolari solamente il piano scritto dai membri del partito e della lega
della gioventù.
Nel corso del movimento di educazione socialista e comunista i membri del
partito e della lega della gioventù in una riunione dei delegati di brigata dissero:
“Se ora non costruiamo il comunismo, questo significherebbe ritirarsi davanti alla
borghesia”; “Il capo del corpo insegnante rifiuta le riduzioni degli stipendi, questo
significa cedere nei confronti degli intellettuali altamente qualificati. Se avessero
una corretta coscienza politica, volontariamente chiederebbero loro stessi una
riduzione dello stipendio”; “Se queste persone continuano a opporre resistenza
alla loro rieducazione, dobbiamo mandarle in pensione”.
La cellula di base del partito aveva svolto da sola il lavoro del corpo insegnante
omettendo di tenere incontri di discussione con il capo del corpo insegnante.
Quando la cellula principale del partito tentò di mobilitare l’iniziativa di tutto
l’organico di professori, la cellula di base non accolse questo invito. Essa espresse
l’opinione che si poteva mobilitare l’iniziativa dei membri del partito e della lega
della gioventù solo se si fosse attaccato e distrutto il prestigio di quelle persone.
Quando la cellula principale del partito propose di mobilitare le masse a fare il
bilancio delle diverse esperienze e ad applicare il programma d’insegnamento, la
cellula di base rifiutò dicendo: “Perché dobbiamo raccogliere le esperienze di
persone che sono il bersaglio della rivoluzione?”.
Il comitato di partito dell’università Chinghua recentemente ha rettificato e
corretto questi metodi sbagliati.
62
ANNOTAZIONI A
PROBLEMI ECONOMICI DEL SOCIALISMO NELL’URSS
DI STALIN
(1958)
Il testo che segue è tratto dalla raccolta di scritti di Mao Tse-tung pubblicata nel 1969 dalle
Guardie rosse con il titolo Viva il pensiero di Mao Tse-tung. Per ragguagli sul libro di Stalin,
vedasi la nota introduttiva del testo Su “Problemi economici del socialismo nell’URSS” di
Stalin, nel vol. 16 delle Opere di Mao Tse-tung.
Dall’inizio alla fine Stalin trascura nel suo libro l’esistenza della sovrastruttura
nella società. Nelle sue analisi egli non considera l’uomo: considera solo le cose
e non l’uomo. Occorre discutere se l’attuale sistema di distribuzione favorisce lo
sviluppo economico. È meglio mantenere la produzione di merci1 o abolirla?
Dobbiamo analizzare bene tutti questi argomenti. Il punto di vista di Stalin nella
sua ultima lettera2 è praticamente del tutto sbagliato; il suo errore principale è la
sfiducia nei confronti dei contadini.
Nei primi tre capitoli del suo libro alcuni argomenti sono trattati in modo
corretto, alcuni altri invece sono trattati in modo non chiaro. Sull’argomento
dell’economia pianificata ci sono osservazioni non portate a termine. Il ritmo dello
sviluppo economico nell’Unione Sovietica in termini assoluti non è stato
abbastanza elevato, ma è stato più elevato di quello dei paesi capitalisti. Non viene
chiarito bene il rapporto tra i diversi settori dell’economia: industria e agricoltura,
industria leggera e industria pesante.
Come si vede in pratica, la mancanza di queste analisi ha creato dei problemi.
Non aver chiarito il rapporto tra interessi a lunga scadenza e interessi a breve
scadenza ha ostacolato lo sviluppo del benessere delle masse. Loro camminano
su una gamba sola mentre noi camminiamo su entrambe; loro dicono che i fattori
decisivi sono la tecnologia e i quadri; loro parlano solo di “esperto” ma non di
“rosso” e parlano solo di quadri mentre tralasciano di considerare le masse
popolari. Anche questo significa camminare su una gamba sola. Nel settore
dell’industria pesante non hanno identificato l’elemento dirigente; per loro
l’acciaio è il fondamento, le macchine il cuore e il carbone ha la stessa importanza
dei cereali. [...] Per noi invece l’acciaio è l’elemento dirigente, cioè la contraddizione principale nell’industria; nell’agricoltura i cereali sono l’elemento dirigente,
gli altri settori si sviluppano in modo proporzionale ad esso.
Il primo capitolo tratta della conoscenza delle leggi ma non indica in quale
modo svolgere l’analisi per impadronirsi di queste leggi. Per quanto riguarda
la produzione di merci e la legge del valore noi siamo d’accordo su molti
punti, ma ci sono anche delle differenze.
Mao Tse-tung - OPERE
Non è necessario che la produzione mercantile sia limitata ai beni di consumo.
L’aspetto principale nella terza lettera di Stalin è la sua sfiducia nei confronti dei
contadini. In particolare egli non ha trovato una via per la trasformazione della
proprietà collettiva in proprietà di tutto il popolo. Noi manteniamo il sistema della
produzione mercantile e dello scambio di merci. Per quanto riguarda la legge del
valore, noi sosteniamo la pianificazione e poniamo la politica al posto di comando.
I sovietici invece parlano solo di rapporti di produzione e trascurano la sovrastruttura
della società; non considerano né la politica né il ruolo delle masse popolari. Senza
un movimento comunista non si raggiunge mai il comunismo.
1. “[...] Come si vede, essi confondono le leggi scientifiche, che riflettono processi
oggettivi che si sviluppano nella natura o nella società in modo autonomo e al di fuori
dalla volontà dell’uomo, con le leggi emanate dai governi; queste ultime sono
espressione della volontà dell’uomo e hanno valore solo in quanto imposte dal
potere giuridico. È molto importante non confondere questi due tipi di legge”.
Questa concezione delle leggi fondamentalmente è giusta; però ha due difetti:
primo, non mette abbastanza in luce l’attivismo soggettivo del partito e delle masse;
secondo, non è completa; non spiega che le leggi statali sono giuste se non solo
nascono dalla volontà della classe operaia, ma riflettono anche correttamente le
esigenze delle leggi oggettive dell’economia.
2. “[...] A prescindere dai processi astronomici, geologici e da alcuni altri processi
analoghi sui quali l’uomo, pur conoscendo le leggi che li regolano, non ha nessun
potere di controllo [...]”.
Questa posizione non è giusta; le capacità dell’uomo di scoprire le leggi e di
trasformare la natura sono senza limiti. Stalin non considera la questione dal punto
di vista dello sviluppo. Quello che non è ancora stato raggiunto finora verrà raggiunto
in futuro.
3. “[...] Le stesse osservazioni sono da fare sulle leggi dello sviluppo economico
e sulle leggi dell’economia politica e questo indipendentemente che si tratti del
periodo del capitalismo o del periodo del socialismo. Come nelle scienze naturali,
le leggi dello sviluppo economico sono leggi oggettive che riflettono processi
economici che non dipendono dalla volontà dell’uomo”.
Come si instaura l’economia pianificata? Non c’è sufficiente attenzione per
l’industria leggera e l’agricoltura.
4. “Per questa ragione Engels scrive nello stesso punto del testo: ‘Gli uomini
applicheranno con piena cognizione e quindi padroneggeranno le leggi delle
proprie attività sociali, leggi naturali che, non essendo riconosciute come tali, fino
a quel momento hanno dominato la vita dell’uomo con la forza implacabile di
leggi di natura ad essi estranee”.
Libertà significa che l’uomo scopre le leggi oggettive della necessità; queste
64
Annotazioni a “Problemi economici del socialismo nell’URSS” di Stalin
leggi sono indipendenti dalla volontà dell’uomo e si contrappongono ad esso, ma
conoscendole l’uomo ha la possibilità di dominarle.
5. “Il ruolo particolare del potere sovietico è dovuto a due circostanze: per prima
cosa, a differenza delle rivoluzioni precedenti che sostituivano una forma di
sfruttamento a un’altra, il potere sovietico aveva il compito di eliminare ogni
sfruttamento; in secondo luogo, il potere sovietico ha dovuto creare forme nuove,
socialiste di economia per così dire ‘dal nulla’ perché il nostro paese era privo di
ogni rudimento già preparato di economia socialista”3.
Dobbiamo analizzare il carattere necessario delle leggi economiche del
socialismo. Durante la Conferenza di Chengtu io dissi: “Dobbiamo verificare se
il nostro metodo (‘quantità, velocità, qualità ed economia’; ‘sviluppo contemporaneo di industria pesante, industria leggera e agricoltura’; ‘praticare la linea di
massa’) ci farà fare un salto indietro o se può avere successo. Bisogna aspettare
qualche anno, forse un decennio, prima di trarre il bilancio”. È successo lo stesso
con le leggi della nostra rivoluzione: in passato alcuni le hanno messe in dubbio,
ma la storia ha confermato che erano giuste; la sconfitta del nemico ne è la prova.
Ci sono delle persone che mettono in dubbio che si possa costruire il socialismo
con successo. Dovremo analizzare se il metodo cinese è adeguato alle leggi
dell’economia cinese; secondo me sarebbe già sufficiente se fosse adeguato a
grandi linee.
6. “Questo è senz’altro un compito difficile e complicato che non ha precedenti.
[…]”.
Per quanto riguarda la creazione di forme di economia socialista, noi abbiamo
come riferimento il precedente dell’Unione Sovietica; per questo dobbiamo fare
meglio dell’Unione Sovietica. Se dovessimo fallire, ciò dimostrerebbe l’incapacità
dei comunisti cinesi. Il nostro compito è difficile e complicato così come è difficile
e complicato quello dell’Unione Sovietica.
7. “Si dice che la necessità di sviluppare l’economia nazionale del nostro paese in
modo pianificato e proporzionato dà al potere sovietico la possibilità di eliminare
le esistenti leggi economiche e di crearne di nuove. Questo è totalmente sbagliato.
Non si devono confondere i nostri piani annuali e quinquennali con la legge
oggettiva dello sviluppo equilibrato e proporzionato dell’economia nazionale. [...]”.
Questo paragrafo è il punto principale.
8. “[...] Questo significa che la legge dello sviluppo equilibrato dell’economia
nazionale è uno strumento nelle mani dei nostri organi di pianificazione che dà
loro la possibilità di pianificare in modo giusto le attività produttive della nostra
società. Ma non bisogna confondere la possibilità con la realtà! Sono due cose
diverse. Per trasformare questa possibilità in realtà occorre studiare questa legge
dell’economia, diventarne padroni, imparare ad applicarla con piena conoscenza
65
Mao Tse-tung - OPERE
e stendere piani che riflettano pienamente questa legge. I nostri piani annuali e
quinquennali non riflettono ancora pienamente le esigenze di questa legge
economica: sostenerlo sarebbe sbagliato”.
Il punto centrale di questo capitolo è che non si deve confondere il piano con
la legge oggettiva dell’economia pianificata secondo cui occorre che tutti i settori
si sviluppino in misura equilibrata e proporzionata. In passato anche noi abbiamo
elaborato spesso piani che hanno suscitato delle resistenze. Una volta chiedevamo troppo, un’altra volta troppo poco, un’altra ancora praticavamo l’avventurismo
lasciando mancare il necessario studio di alternative. Lo sviluppo dell’economia
procede in modo discontinuo e a onde: di conseguenza ci siamo tutti rotti la testa,
abbiamo cercato con metodo e alla fine abbiamo elaborato il Programma
dodecennale di sviluppo agricolo in quaranta punti che attualmente è in via di
realizzazione; ora stiamo elaborando dei nuovi quaranta punti. Questa è la pratica:
dopo tre anni di dura lotta dovremo studiare a fondo i possibili sviluppi e poi agire
di nuovo. La pratica stessa verificherà se siamo in grado di realizzarli o meno. È
solo nella pratica che verificheremo oggettivamente se il nostro metodo di
sviluppo funziona o no. Per otto anni abbiamo gestito l’industria senza aver capito
che l’acciaio è l’elemento dirigente. Esso è l’aspetto principale della contraddizione nell’industria: anche questo è monismo. Tra le aziende grandi, medie e piccole
quelle grandi costituiscono l’elemento dirigente; tra il Centro e la periferia
l’elemento dirigente è il Centro. Tra i due aspetti di una contraddizione, uno è
quello principale. I successi sono l’aspetto principale degli otto anni che abbiamo
alle spalle, però è stato un processo difficile come è difficile avanzare a tentoni.
Non si può dire che abbiamo pianificato la produzione in modo del tutto giusto
né che abbiamo rispettato le leggi oggettive dell’economia. Il piano deve essere
stabilito da tutto il partito; a ogni livello, tutti i compagni devono esserne gli autori,
il piano non può essere opera solo dei comitati di pianificazione o dei comitati
economici. Questo paragrafo di Stalin è giusto ma resta sul piano teorico. Manca
l’analisi concreta e manca una descrizione chiara e dettagliata dell’argomento.
Nell’Unione Sovietica non conoscono il principio “aziende grandi, medie e
piccole” e non si sviluppano contemporaneamente il Centro e la periferia,
l’industria e l’agricoltura. Non hanno mai camminato su tutte e due le gambe.
Regole e prescrizioni soffocano gli uomini. Fino adesso nemmeno noi abbiamo
fatto tutte le analisi con la necessaria precisione e nemmeno noi abbiamo sotto
controllo tutte le cose; per questo anche il nostro piano attualmente non riflette
completamente le leggi oggettive.
9. “Esaminiamo l’affermazione di Engels. Essa non può essere considerata del
tutto chiara ed esatta poiché non specifica se si riferisce a una società che prende
possesso di tutti i mezzi di produzione o a una società che prende possesso solo
di una parte di essi, cioè se i mezzi di produzione vengono totalmente oppure
solo parzialmente trasformati in proprietà comune di tutto il popolo. Quindi
questa affermazione di Engels può essere interpretata in un modo o nell’altro”.
66
Annotazioni a “Problemi economici del socialismo nell’URSS” di Stalin
L’analisi condotta in questo paragrafo è giusta. Il problema consiste nella
divisione in due parti. L’affermazione che i mezzi di produzione non sono merci
deve essere studiata.
10. Complessivamente a proposito del capitolo secondo “La produzione di
merci nel socialismo”: nel secondo capitolo le condizioni dell’esistenza delle
merci non sono del tutto chiarite. Condizione essenziale della produzione
mercantile è l’esistenza di due tipi di proprietà, però l’esistenza della produzione
mercantile dipende anche dalle forze produttive. Per questo anche quando in
alcune regioni si sarà realizzata in modo completo la proprietà socialista di tutto
il popolo, si continuerà a mantenere il sistema dello scambio di merci.
11. “Questo significa che Engels considera paesi in cui il grado di capitalizzazione4
e di concentrazione della produzione è non solo nell’industria ma anche
nell’agricoltura abbastanza alto da consentire l’espropriazione di tutti i mezzi di
produzione del paese e la loro trasformazione in proprietà comune di tutto il
popolo. Engels è dell’opinione che in paesi di questo tipo l’eliminazione della
produzione mercantile sia da realizzare contemporaneamente alla espropriazione
di tutti i mezzi di produzione. Questo è senz’altro giusto.”
L’analisi dell’affermazione di Engels da parte di Stalin è giusta. Nel nostro paese
invece alcuni vogliono eliminare la produzione mercantile da subito. Si tratta di
persone che si tormentano perché mettono sullo stesso piano produzione mercantile
e capitalismo. Invece per garantire la nostra alleanza con centinaia di milioni di
contadini è ancora necessario un grande sviluppo della produzione di merci e della
circolazione monetaria. Si tratta di un problema ideologico che coinvolge alcune
centinaia di migliaia di quadri e di un problema da cui dipende il nostro legame con
500 milioni di contadini. Attualmente noi possiamo disporre solo di una parte dei
mezzi di produzione; alcuni preferirebbero proclamare immediatamente la proprietà
di tutto il popolo ed espropriare i produttori medi e piccoli senza nemmeno definire
il contesto di questi provvedimenti: la proprietà dei mezzi di produzione sarebbe
della comune o del distretto? Se si eliminassero in questo modo le merci e la
produzione mercantile e se si dichiarasse semplicemente la proprietà di tutto il popolo
per decreto, ciò equivarrebbe semplicemente all’espropriazione dei contadini.
Verso la fine del 1955 le imposte statali e gli acquisti statali ammontarono a circa
90 miliardi di chin di cereali5. Bastò questo a suscitare una grande agitazione nel
popolo: tutti discutevano della questione dei cereali e ogni famiglia discuteva
degli acquisti dello Stato. Questo benché all’epoca si trattasse di acquisto di merci
e non di confisca. Più tardi si decise di ridurre l’acquisto a 83 miliardi di chin e
solo a seguito di questa decisione la situazione ritornò calma. Non capisco proprio
come mai alcune persone si sono già dimenticate queste esperienze.
12. “In questo momento lascio da parte la discussione sull’importanza del
commercio estero per la Gran Bretagna e sul ruolo enorme che esso gioca
67
Mao Tse-tung - OPERE
nell’economia nazionale del paese. Penso che solo dopo lo studio della
problematica accennata sarà possibile decidere quale sarà il futuro della produzione mercantile in Gran Bretagna quando il proletariato avrà preso il potere e
tutti i mezzi di produzione saranno stati nazionalizzati”.
La questione è se si elimina la produzione mercantile o meno.
13. “La domanda che si pone è: cosa devono fare il proletariato e il suo partito
se in un paese come il nostro ci sono condizioni favorevoli per la presa del potere
da parte del proletariato e per il rovesciamento del capitalismo? [...] (L’espropriazione
dei piccoli e medi produttori rurali) spingerebbe i contadini nelle braccia dei
nemici del proletariato per un lungo periodo”.
Detto in una parola, la legge della produzione mercantile non è stata toccata.
I libri degli economisti cinesi sono pieni di parole sul marxismo-leninismo ma, se
essi vengono messi a confronto con la realtà economica, si riscontrano grosse
deviazioni rispetto al marxismo-leninismo e una grande confusione ideologica.
Se in questo campo facciamo degli errori, i contadini verranno spinti nel campo
del nemico.
14. “La risposta di Lenin in poche parole è la seguente:
1. non si devono lasciar passare le condizioni favorevoli per la presa del potere;
il proletariato deve impadronirsi del potere senza aspettare quando il capitalismo
avrà rovinato la massa di milioni di piccoli e medi produttori individuali”.
L’analisi contenuta in questo paragrafo è giusta. Per quanto riguarda le
condizioni in Cina si può verificare un progresso. Tutti i cinque punti sono giusti.
“2. Bisogna espropriare i mezzi di produzione del settore industriale e
trasformarli in proprietà di tutto il popolo”.
Noi nei confronti della borghesia nazionale pratichiamo la politica dell’indennizzo6.
“3. Per quanto riguarda i piccoli e medi produttori individuali bisogna integrarli
passo dopo passo nelle cooperative di produzione, cioè in grandi aziende
agricole, in fattorie collettive”.
Noi sviluppiamo le comuni popolari in misura ancora più larga.
“4. Bisogna sviluppare al massimo grado la produzione industriale e bisogna
mettere le fattorie collettive su una base tecnica moderna adatta alla produzione
su larga scala, senza espropriarle, ma al contrario fornendo generosamente ad
esse trattori di prima qualità e altre macchine”.
Lo stiamo facendo in questo periodo.
“5. Per agevolare l’integrazione economica di città e campagna e di industria e
agricoltura bisogna mantenere per un certo periodo la produzione mercantile
(scambio tramite compra e vendita) che è per i contadini l’unica forma accettabile
di rapporto con la città; bisogna sviluppare in ogni modo il commercio sovietico
(tra Stato, cooperative e fattorie collettive) ed estromettere dall’attività commerciale i capitalisti di ogni genere e specie.
La realtà della costruzione socialista della nostra società ha confermato che
68
Annotazioni a “Problemi economici del socialismo nell’URSS” di Stalin
questa via di sviluppo, indicata da Lenin, è del tutto realistica e praticabile”.
Alcuni sono contrari alla produzione mercantile: questo è sbagliato. Per quanto
riguarda la produzione mercantile dobbiamo imparare da Stalin come Stalin ha
imparato da Lenin. Lenin disse: “Sviluppate il commercio con il massimo
impegno”. Noi dobbiamo dire: “Sviluppate l’industria, l’agricoltura e il commercio
con il massimo impegno”. Il nucleo del problema è la questione dei contadini;
alcuni considerano i contadini più intelligenti degli operai.
Noi questi cinque punti o li abbiamo già realizzati o li stiamo realizzando ora.
In alcuni aspetti siamo andati oltre: a questo appartengono sia il fatto che le
comuni possono gestire la produzione industriale sia lo sviluppo simultaneo di
industria e agricoltura.
15. “Non c’è nessun dubbio che questa via di sviluppo è l’unica possibile e adatta
per la vittoria del socialismo in tutti i paesi capitalisti nei quali esiste una più o
meno numerosa classe di produttori piccoli e medi”.
Anche Lenin si espresse allo stesso modo.
16. “Non bisogna fare l’errore di considerare la produzione mercantile come un
fenomeno autonomo e indipendente dalle condizioni economiche generali entro le
quali esiste. La produzione mercantile è nata molto prima della produzione
capitalista. Essa è esistita anche nella società schiavista, la servì e tuttavia non ha
portato al capitalismo. Essa esisteva nel feudalesimo, lo serviva e tuttavia, pur
creando certe condizioni per la produzione capitalista, non condusse al capitalismo”.
Queste tesi sono un po’ forzate; comunque è vero che è esistita produzione
mercantile senza capitalismo.
17. “Si domanda allora: perché la produzione mercantile non può analogamente
servire per un certo periodo la nostra società socialista senza portare al
capitalismo, tenuto anche conto che nel nostro paese la produzione di merci non
è illimitata e universale come nei paesi capitalisti, ma al contrario è confinata in
limiti ristretti grazie a condizioni economiche importanti come la proprietà sociale
dei mezzi di produzione, l’abolizione del sistema del lavoro salariato e l’eliminazione del sistema di sfruttamento?”.
Alla seconda sessione dell’ottavo Congresso del partito si è discusso brevemente una politica consistente nell’utilizzare, limitare e trasformare la produzione
mercantile.
Le condizioni indicate da Stalin da noi sono pienamente realizzate. Le tesi di Stalin
sono del tutto giuste. Anche da noi lavoro salariato7 e sfruttamento dell’uomo
sull’uomo non esistono più. Alcune persone hanno paura delle merci, ma in realtà
hanno paura del capitalismo; non comprendono che dopo l’eliminazione dei
capitalisti si può sviluppare la produzione mercantile su larga scala. Per quanto
riguarda il livello della produzione mercantile noi siamo un paese sottosviluppato,
siamo più indietro del Brasile e dell’India. La produzione mercantile non è un
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Mao Tse-tung - OPERE
fenomeno isolato. Dipende molto dal contesto in cui esiste, se nel capitalismo o nel
socialismo. Nel capitalismo essa è produzione capitalista di merci. La produzione di
merci esiste fin dai tempi antichi. Da noi a partire dalla dinastia Shang si è cominciato
a sviluppare il commercio. L’imperatore Chou della dinastia Yin era un grande
letterato e un ottimo soldato. Non è corretto sostenere che il primo
imperatore della dinastia Chin e Tsao Tsao fossero uomini cattivi. Se ci si
fidasse totalmente dei libri sarebbe meglio non possederne alcuno. Nella
società capitalista non esiste un sistema socialista, ma la classe operaia e
l’ideologia socialista esistono già nella società capitalista. Sono le condizioni
economiche che determinano la natura e il ruolo della produzione mercantile; quindi perché non si dovrebbe vedere la produzione mercantile come
strumento utile e da supporto alla produzione socialista? Io sono del parere
che la produzione mercantile faccia un buon servizio al socialismo. I quadri
del nostro partito devono discutere questo argomento.
18. “Si dice che dopo l’introduzione della proprietà comune dei mezzi di
produzione nel nostro paese e l’eliminazione del sistema del lavoro salariato e
dello sfruttamento, la produzione mercantile avrebbe perso ogni ragione d’essere
e che quindi bisogna eliminarla subito”.
Se leggessimo Cina al posto di “nostro paese”, questo sarebbe molto
interessante.
19. “[…] Attualmente da noi esistono due principali forme di produzione
socialista: le aziende statali di proprietà di tutto il popolo e le aziende agricole
collettive delle quali non si può dire che sono di proprietà di tutto il popolo”.
“Attualmente” si riferisce all’anno 1952, quindi 35 anni dopo la rivoluzione; da
noi sono passati solo nove anni.
Qui si parla di due forme principali. Nella comune popolare non solo il suolo
e le macchine, ma anche la forza-lavoro, le sementi e gli altri mezzi di produzione
sono proprietà della comune e quindi tutti i prodotti sono di proprietà della
comune. Però non si deve fare l’errore di pensare che tutti i contadini cinesi siano
tanto progrediti. Il segretario del comitato di partito del distretto di Hsiuwu nello
Honan propone di introdurre la proprietà di tutto il popolo per decreto. Ma dopo
aver introdotto il sistema di assegnazione gratuita, se ci fosse un raccolto scarso
lo Stato dovrebbe assumersi l’onere di pagare i salari? D’altra parte, dopo un
raccolto abbondante, lo Stato ritirerebbe i cereali pubblici e anche in questo caso
pagherebbe solo un salario normale. Quindi tra i contadini ci sarebbe malumore
sia in caso di raccolto scarso sia in caso di raccolto abbondante. I contadini devono
risolvere il problema tra di loro. I marxisti devono riflettere su questo problema.
Sono dell’opinione che nel nostro paese si deve sviluppare su grande scala la
produzione mercantile. Per realizzare questo progetto ci occorrono 15 anni o
anche di più e dobbiamo avere pazienza. Siamo stati in guerra per diversi decenni
e ora ci vuole ancora pazienza. Dobbiamo avere la pazienza di aspettare sia per
70
Annotazioni a “Problemi economici del socialismo nell’URSS” di Stalin
la liberazione di Taiwan sia per la costruzione della società socialista; non
dobbiamo contare su una vittoria rapida.
20. “[…] questa è una tematica particolare che deve essere affrontata a parte”.
Stalin eluse la tematica della transizione dalla proprietà collettiva alla proprietà
di tutto il popolo: non ha trovato né un metodo né una forma adatti alla soluzione.
21. “Quindi la nostra produzione mercantile non è quella consueta, ma una
produzione mercantile di tipo particolare, cioè produzione mercantile senza
capitalisti; nella nostra società la produzione mercantile riguarda principalmente
beni prodotti da produttori socialisti associati (Stato, aziende collettive, cooperative); il suo campo d’azione è limitato ai beni di consumo personale e non c’è
nessuna possibilità che essa possa trasformarsi in produzione capitalista; noi
utilizziamo il sistema della produzione mercantile insieme alla sua corrispondente
‘economia monetaria’ per il consolidamento della produzione socialista”.
Il campo d’azione della produzione mercantile non è limitato ai beni di
consumo personale, dato che anche alcuni mezzi di produzione devono essere
merci. Come potrebbe funzionare lo scambio se i prodotti agricoli fossero merci
e i prodotti industriali invece no? Se in questo paragrafo sostituiamo “nostra” con
“cinese” allora la lettura diventa ancora più interessante. In Cina la produzione
mercantile non è limitata ai beni di consumo personale perché bisogna fornire
anche mezzi di produzione alla campagna. Stalin non vendette i mezzi di
produzione ai contadini, Kruscev invece li ha venduti.
22. Non dobbiamo confondere questi due problemi, cioè la differenza tra
socialismo e comunismo da un lato e la differenza tra proprietà collettiva e
proprietà di tutto il popolo dall’altro. Nel sistema della proprietà collettiva la
produzione mercantile ha lo scopo di consolidare l’alleanza tra operai e contadini
e favorire il progresso della produzione. Adesso alcuni dicono che i contadini
avrebbero molta simpatia per il comunismo; vanno in campagna una volta e
tornano pieni di entusiasmo per i contadini, li considerano eccezionali, fantasticano che i contadini vogliono dare l’assalto al cielo e ritengono i contadini più
avanzati degli operai. Questo è un fenomeno realmente esistente; dobbiamo far
sì che i contadini siano veramente animati dalle idee del comunismo. Ma non c’è
solo questo; dobbiamo anche prendere atto del sistema di proprietà delle comuni
incluso il fatto che i mezzi di produzione e i beni di consumo sono proprietà
collettiva della comune. Giustamente anche il segretario del comitato di distretto
di Hsiuwu nello Honan dice che dobbiamo sviluppare ulteriormente la produzione mercantile e dobbiamo evitare l’avventurismo.
23. “Inoltre penso sia necessario gettare a mare alcuni altri termini (categorie) che
sono presi da paragrafi de Il Capitale in cui Marx analizza il modo di produzione
capitalista e che oggi con qualche trucco vengono applicati alle condizioni del
71
Mao Tse-tung - OPERE
socialismo nel nostro paese [...]. È fuori dubbio che Marx utilizza categorie che
riflettono pienamente le condizioni della società capitalista. Ma è per lo meno
bizzarro che ora queste categorie vengano utilizzate per descrivere le condizioni nel
nostro paese, oggi che la classe operaia non è più esclusa dal possesso dei mezzi
di produzione, ma al contrario ha il potere politico ed è proprietaria dei mezzi di
produzione. Parlare della forza-lavoro come merce oppure dell’‘assunzione’ dell’operaio, suona assurdo nell’assetto sociale del nostro paese; come se la classe
operaia che è proprietaria dei mezzi di produzione assumesse se stessa e vendesse
la sua forza-lavoro a se stessa”.
In Cina il motivo che spinge a sviluppare la produzione mercantile su grande
scala non è il profitto ma sono i contadini, l’alleanza tra operai e contadini e
l’aumento dei beni disponibili.
In Cina i mezzi di produzione del settore industriale sono proprietà di tutto il
popolo, in particolare dopo il movimento di rettifica. Dopo questo movimento e
dopo la lotta contro gli elementi di destra la forza-lavoro ha smesso di essere
merce. Se la forza-lavoro ha smesso di essere merce dipende dalla risposta che
si dà alla domanda: a chi serve, a far denaro o al popolo?
24. “Ogni tanto qualcuno pone la domanda: nella nostra società socialista la
legge del valore esiste e ha ancora vigore?”.
La legge del valore non ha la funzione di regolare la produzione. La produzione
è regolata dalla pianificazione e dal principio “la politica al posto di comando”.
25. “[…] la legge del valore non può assumere il ruolo di regolatore della
produzione nella nostra società”.
Nella nostra società la legge del valore non ha la funzione di regolatore della
produzione, cioè non ha un ruolo determinante. Per la produzione è determinante
la pianificazione. Sia nell’allevamento di maiali sia nella siderurgia è la pianificazione che funziona da regolatore, non la legge del valore.
72
Annotazioni a “Problemi economici del socialismo nell’URSS” di Stalin
NOTE
1. Nel linguaggio corrente spesso merce è sinonimo di prodotto. Al contrario, nella teoria
marxista il termine merce è usato solo per indicare un bene (o servizio) che individui
(o imprese) producono non per il proprio uso, ma per cederlo ad altri in cambio di beni
(o servizi) di natura diversa o di denaro: la produzione di merci implica una società di
produttori reciprocamente liberi e indifferenti l’uno all’altro tra i quali si ha una
spontanea divisione del lavoro impiegato nella produzione e riproduzione delle
condizioni della loro esistenza. Quindi solo in ben determinati contesti sociali un
prodotto è merce anche nel senso usato dalla teoria marxista. Ne Il capitale libro 1, cap.
1, Marx mostra che la merce è stata il germe da cui in Europa occidentale a partire dal
secolo XV si è sviluppato il moderno modo di produzione capitalista e illustra
dettagliatamente le caratteristiche della merce.
2. L’ultima lettera contenuta nell’opuscolo Problemi economici del socialismo nell’URSS
è la Risposta ai compagni A.V. Sanina e V.C. Vensger: i due avevano proposto di
vendere alle cooperative di produzione agricola i principali mezzi di produzione
concentrati nelle stazioni macchine e trattori che erano dello Stato, come principale
misura per elevare la proprietà collettiva dei membri delle cooperative di produzione
agricola al livello di proprietà di tutto il popolo.
3. Stalin enuncia qui due tesi distinte. La prima definisce il compito universale della
rivoluzione socialista, quello che essa deve assolvere in ogni paese. La seconda
definisce il compito particolare che essa doveva assolvere nell’Unione Sovietica e che
deve assolvere in ogni paese dove il grado di capitalizzazione delle attività economiche
è ancora basso. In questi paesi, di conseguenza, il carattere sociale delle forze
produttive è ancora poco sviluppato, esse hanno carattere ancora principalmente
individuale. Di conseguenza sono ancora poco sviluppate, nella sfera dei rapporti di
produzione, anche le forme antitetiche dell’unità sociale.
Alcuni considerano universali entrambi i compiti indicati da Stalin e disconoscono
quindi che le forze produttive della società socialista sono per l’essenziale bell’e pronte
nella società capitalista, che la trasformazione socialista consiste nell’adeguamento dei
rapporti di produzione alle forze produttive già esistenti e che la sostituzione del
comunismo al capitalismo è un evento storico inevitabile proprio perché le forze
produttive della società capitalista hanno già assunto un carattere collettivo e quindi
hanno reso storicamente superati, incompatibili con esse sia il rapporto di valore sia
il rapporto di capitale (ossia la libera proprietà individuale capitalista delle forze
produttive e la libera iniziativa economica individuale). Così facendo queste persone
si staccano dalla concezione materialista della storia, disconoscono la base materiale
del socialismo e aprono la via alle concezioni idealiste e moraliste del socialismo.
4. Per grado di capitalizzazione delle attività produttive si intende la percentuale delle
attività produttive che sono già in mano ai capitalisti, proprietà dei capitalisti, nelle quali
di conseguenza i produttori diretti (i lavoratori) operano come lavoratori salariati. Il
resto delle attività produttive è invece proprietà della piccola borghesia o dei lavoratori
diretti, quindi non sono gestite capitalisticamente.
Il grado di concentrazione riguarda invece la ripartizione delle aziende capitaliste in
grandi, medie e piccole.
73
Mao Tse-tung - OPERE
5. Nel 1953 in Cina era stato introdotto il monopolio statale del commercio (compravendita) di alcuni beni essenziali tra cui i cereali.
Il sistema pianificato di compravendita instaurato nel 1953 assegnava allo Stato il
monopolio della compravendita di vari beni di consumo, fissava le quote di consegna
dei cereali allo Stato e stabiliva il razionamento per la distribuzione di alcune derrate
di base (cereali, petrolio greggio, cotonina).
Nella campagna 1955-1956 lo Stato aveva comperato troppi cereali e molte famiglie
contadine a primavera si erano trovate in difficoltà. Mao Tse-tung tratta ripetutamente
di questo grave avvenimento nei discorsi del 1956 e 1957.
6. Lo Stato socialista cinese acquistò dai capitalisti cinesi facenti parte della borghesia
nazionale le imprese industriali e commerciali di cui erano proprietari, in cambio di una
somma di denaro fissata di comune accordo che andava, di fatto, a costituire un titolo
di debito non redimibile dello Stato, su cui questo pagava ai titolari un interesse fisso.
7. Non bisogna confondere la remunerazione in denaro del lavoro svolto e il lavoro
salariato. Negli scritti di questo periodo Mao Tse-tung si pronuncia sistematicamente
a favore della remunerazione in denaro anche nell’ambito delle comuni popolari, in
contrapposizione all’assegnazione gratuita di beni. Il lavoro salariato di cui invece
afferma l’abolizione è la compravendita di forza-lavoro che si ha quando nella società
si incontrano lavoratori privi di mezzi di produzione con cui lavorare e proprietari dei
mezzi di produzione alla ricerca di lavoratori con cui far fruttare i mezzi di produzione
di cui sono proprietari.
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LETTERA AL COMPAGNO
WILLIAM Z. FOSTER1
(17 gennaio 1959 )
La ringrazio di tutto cuore per la sua lettera del 18 dicembre 1958. La sua lettera
piena di entusiasmo mi ha rivelato lo spirito del grande Partito comunista degli
Stati Uniti e l’anima generosa della classe operaia e del popolo americano.
Il popolo cinese ha ben compreso che i misfatti commessi dall’imperialismo
USA contro la Cina e il mondo intero sono imputabili unicamente a una malvagia
cricca dominante, mentre il popolo degli Stati Uniti è buono. Anche se c’è in seno
al popolo statunitense qualche elemento la cui coscienza politica non è ancora
risvegliata, i malintenzionati non rappresentano che una piccola minoranza,
mentre la maggioranza è completamente affidabile. Infine, le relazioni amichevoli
tra il popolo cinese e il popolo statunitense non tarderanno a spazzare via tutti
gli ostacoli frapposti da Dulles e dai suoi simili e a svilupparsi sempre di più.
Benché la situazione del Partito comunista degli Stati Uniti sia momentaneamente poco favorevole, la vostra lotta ha tuttavia un significato decisivo e non
mancherà di produrre ricchi risultati. Allora la notte sarà giunta alla sua fine. Già
ora la potenza dei reazionari americani si scontra dappertutto contro un muro; ciò
dimostra chiaramente che i loro giorni sono contati e che la situazione che c’è
attualmente da voi, cioè di vostra debolezza di fronte a un nemico potente, non
è che un fenomeno transitorio, che non tarderà a trasformarsi nel suo contrario.
A nome del partito comunista e del popolo cinese, la prego di accettare, in
quanto glorioso combattente e dirigente della classe operaia americana, i miei più
sinceri saluti e i miei migliori auguri di pronta guarigione. Se le circostanze glielo
permetteranno, sarei felice di riceverla in Cina, dove potrebbe beneficiare delle
cure mediche e del riposo necessari.
NOTE
1. William Z. Foster (1881-1961), militante sindacalista e comunista statunitense, fu uno
dei fondatori del Partito comunista degli Stati Uniti e suo segretario generale dal 1945
al 1961.
IDEOLOGIA BORGHESE E
INTELLETTUALI BORGHESI
(27 gennaio 1959)
Riassunto del discorso tenuto durante l’incontro con una delegazione del governo della
Repubblica democratica tedesca.
L’eliminazione dell’ideologia borghese nel popolo cinese è una questione a
lunga scadenza. Non possiamo rinunciare a servirci di questi intellettuali. [...]
Dobbiamo servirci di loro e nello stesso tempo dobbiamo lottare con loro. Si tratta
di un lavoro molto complicato. Non si può solamente servirsi di loro e trascurare
l’aspetto della lotta, perché altrimenti dopo un certo lasso di tempo insorgerebbero contro il partito.
IL RIPIEGAMENTO ERA NELL’ARIA,
LE MASSE HANNO BISOGNO DI RIPOSO
(2 febbraio 1959)
Intervento alla Conferenza dei segretari dei comitati del partito delle province, delle
municipalità e delle regioni autonome.
Di fronte a un processo in pieno sviluppo, alcuni possono probabilmente
nutrire dei dubbi. Non c’è niente di sorprendente in questo, i dubbi ritornano tutti
gli anni. Ci sono due tipi di persone: gli uni, pieni di buona volontà e di
sollecitudine; gli altri, elementi ostili, come Lo Lung-chi1, i proprietari terrieri, i
contadini ricchi, i controrivoluzionari e gli elementi malvagi. Bisogna distinguere. Se alcuni nutrono dei dubbi o fanno delle critiche, non bisogna pensare che
sia un male, ma, al contrario, bisogna prestare attenzione e analizzare. Ci sono
sempre delle cose che non vanno bene; che alcuni dubitino non è niente di
sorprendente, anzi, in verità, è una buona cosa.
In questi ultimi due mesi ha soffiato un vento di ripiegamento. Eccoci all’inizio di
febbraio, dobbiamo impegnare al massimo le nostre energie. Non si tratta di
modificare la linea generale, si tratta sempre di impiegare il massimo d’energia, di
mirare in alto, di realizzare di più, più rapidamente, meglio e con maggiore
economia. Noi dobbiamo fare il massimo degli sforzi. […] Impiegare al massimo le
nostre energie, puntare in alto e non a livello intermedio o in basso. In novembre
e dicembre il ripiegamento era nell’aria, le masse avevano bisogno di riposo. Non
c’è niente di strano a riprendere fiato, ma bisogna raddoppiare gli sforzi.
Dopo un anno di sforzi, un grande balzo in avanti è stato ormai realizzato. Si tratta
di un risultato provvisorio? Gli anni a venire vedranno ognuno un nuovo grande
balzo in avanti? Per una nazione come la nostra, ricca di un’immensa popolazione,
di un vasto territorio, di grandi risorse e dell’esperienza dell’Unione Sovietica, è
possibile. Anche per gli Stati Uniti si può parlare di un grande balzo in avanti, il primo
nel mondo per più di un intero secolo. Ma essi sono capitalisti: ormai non
progrediscono più. Che si tratti di un grande, di un medio o di un piccolo balzo in
avanti, noi invece senza dubbio progrediremo. In mancanza di un grande balzo,
faremo un piccolo balzo in avanti. Molto probabilmente ci sarà un grande balzo in
avanti ogni anno. Una situazione del tipo grande balzo in avanti si sta per sviluppare?
Spero che vi poniate questo problema: in futuro noi avremo dei grandi, dei medi o
dei piccoli balzi in avanti? Io, per conto mio, sono portato a balzare in avanti.
È ciò che si chiama metodo di lavoro, è la dialettica. Ci vuole anche uno sviluppo
pianificato e armonioso, un passo su misura di ciascuno. Dopo che si è discusso degli
errori commessi l’anno scorso, alcuni non pensano che a questi errori. Con lo spirito
Mao Tse-tung - OPERE
offuscato da queste decine di errori non vedono più il minimo risultato positivo.
Questo è il problema di nove dita e di un dito2. Si tratta di metafisica o di dialettica?
La metafisica ha diverse caratteristiche. Innanzitutto, essa consiste nel trattare le
questioni isolatamente e unilateralmente. Invece di considerare il mondo come
un’unica entità i cui diversi elementi sono legati fra di loro, la metafisica considera
questi elementi come privi di legame fra loro, come dei granelli di sabbia. In secondo
luogo, la metafisica si arresta alla superficie dei problemi: invece di trattarne l’essenza,
non ne esamina che l’apparenza e ne ignora il contenuto. In terzo luogo, tratta le
questioni in modo statico e non nel loro sviluppo e ciò impedisce di cogliere
attraverso la forma il contenuto o attraverso l’apparenza l’essenza. Il Bollettino
d’informazione3 dell’Agenzia Hsinhua deve essere letto, ma leggerlo troppo non va
bene. Il rapporto del 1957 sulla questione dell’università Peita, per esempio,
segnalava gli attacchi incessanti della destra e dava l’idea di una situazione
drammatica. Chen Po-ta4 ci andò per vedere questa situazione con i suoi occhi e non
la trovò poi così tragica. Oppure prendete il discorso di Lin Hsi-ling: il primo giorno
era magnifico, il secondo giorno il numero delle sue contraddizioni era aumentato
e il terzo giorno lo si fece tacere. È difficile spiegare il Bollettino d’informazione. Il
suo contenuto appartiene alla storia. Bisogna leggerlo, ma senza eccedere nella
lettura. Se si crede a tutto ciò che è scritto sui libri, è meglio non leggere per niente.
Quando il re Wu abbattè Chou5 “il sangue colò a fiotti”. Mencio si rifiutò di credere
a un resoconto del genere. Ora, quando noi diciamo “scritti”, intendiamo giornali e
periodici, di cui fa parte anche il Bollettino d’informazione. Non crediamo a tutto ciò
che c’è scritto. Bisogna ascoltare le due campane. Quale che sia il numero dei nostri
errori, quando si arriva alla sostanza delle cose, si tratta della questione delle nove
dita e di un dito. Molte centinaia di milioni di lavoratori e molti milioni o decine di
milioni di quadri non possono fare soltanto errori. Io ne sono convinto. È
inconcepibile che tutti i quadri dirigenti qui presenti, ogni giorno, consumato il loro
pasto, si dedichino ad attività nefaste. Come è stato detto a Wuchang, quelli che nei
distretti, nelle comuni e nelle brigate di produzione si dedicano ad attività malvagie
sono tutt’al più l’1, il 2, il 3, il 4 o, se proprio vogliamo esagerare, il 5 per cento. Quanto
ai quadri di alto e medio livello, presenti o no, le loro intenzioni sono buone, non
ce ne possono essere che vogliono fare del male. Quanto a quelli che, animati delle
migliori intenzioni, fanno delle cose sbagliate, bisogna fare delle distinzioni. Il
dramma di Stalin fu che lui voleva fare delle buone cose, ma ha finito per farne di
cattive. Gli aspetti soggettivi delle cose (le intenzioni, i progetti) non possono
realizzarsi che nella pratica oggettiva.
Noi dobbiamo fare l’elogio di questo progetto di fare un grande balzo in avanti e
farlo conoscere. Noi dobbiamo avere dei settori chiave, ma anche camminare sulle
due gambe. Così, l’industria delle materie prime è attualmente un settore chiave,
bisogna potenziarlo entro certi limiti, mentre l’industria di trasformazione deve essere
leggermente ridimensionata. È giusto aumentare gli investimenti di X miliardi, X
milioni di dollari USA, per produrre X tonnellate di acciaio profilato e dare così slancio
all’industria leggera e all’industria chimica. Questo metodo deve essere divulgato,
discusso e sviluppato. Dato che il lavoro economico è molto complicato e che i
80
Il ripiegamento era nell’aria, le masse hanno bisogno di riposo
differenti fattori agiscono reciprocamente come causa e effetto, alcune misure
sbagliate possono provocare delle reazioni a catena. Bisogna andare a fondo alla
materia, fare inchieste e studiare, scoprire, mettere a nudo e risolvere i problemi. Se
non si va a fondo, non si arriva che al livello della pelle, non si raggiungono le vene.
Non vale la pena di avere paura, bisogna scavare a fondo e svelare. Se non si mettono
pienamente in luce le contraddizioni, non sarà possibile risolverle. Il problema è la
contraddizione. Spesso si dice che una cosa non presenta problemi, ma, in realtà,
i problemi esistono. Bisogna scoprire i problemi, comprenderli e risolverli. Il Triplice
attacco contro il villaggio dei Chou, nel romanzo Il bordo dell’acqua6, incomincia con
una visita di Shih Hsiu ai villaggi vicini. Una volta risolto questo problema, fu il
momento di affrontarne un altro. Vinta la battaglia e conquistati i tre villaggi, il
villaggio dei Chou si trovò isolato. Il terzo problema era costituito dalla non
conoscenza della situazione interna del villaggio dei Chou. Fingendo di arrendersi,
si inviarono degli uomini dal nemico, per attaccarlo dall’esterno con l’aiuto
dell’interno. Si tratta di un’astuzia eccellente. Perché non farvi ricorso? In passato
indagavamo sempre sulle condizioni dello scontro e ogni volta che la situazione era
matura coglievamo la vittoria. Ora, nel nostro compito di costruzione e di lotta contro
la natura, dobbiamo continuare a fare inchieste e a studiare. Non abbiamo alcuna
esperienza di costruzione. I primi segretari delle province e io stesso non abbiamo
incominciato a occuparcene che nella seconda metà dell’anno scorso. Nel passato
ci siamo dedicati soprattutto all’agricoltura e non all’industria. L’agricoltura ha
effettivamente delle basi solide? X chin di cereali, X chin di cotone, canapa, semi
oleosi; il bestiame, gli animali da cortile: le loro norme sono calcolate su basi solide?
O ci sono delle esagerazioni? Sono norme che possono essere realmente raggiunte?
Non ce la caveremo facendo dei falsi rapporti. Il metodo buono è quello di superare
le norme. Se bisogna produrre X chin di cereali, nei rapporti non si devono citare
che questi X chin di cereali. Altrimenti l’anno successivo sarà difficile cavarsela. Due
anni fa abbiamo incominciato presto, l’anno scorso giusto in tempo, quest’anno un
po’ troppo tardi. Si è arato in profondità? Secondo la stampa, la questione dei concimi
è stata risolta abbastanza bene. Qual è la situazione dei concimi nello Honan? A che
punto siamo per quanto riguarda l’irrigazione, i concimi, i suoli? In campo idraulico,
lottiamo per spostare 30 miliardi di metri cubi di terra. Quest’anno sono preoccupato
per i concimi. Gli edemi di cui soffrono gli uomini dipendono dalla mancanza di
carne e di legumi. Anche i raccolti soffrono di edemi, quando mancano di concimi.
Di conseguenza, dobbiamo promuovere energicamente i concimi naturali tradizionali, i concimi batterici, i composti, i concimi macerati, i rifiuti umani e animali. Fissati
chiaramente questi punti essenziali, bisogna darsi da fare concretamente. Il grano
richiede più concime, più acqua e più lavoro di zappa. La zappatura interromperà
temporaneamente la capillarità e ridurrà l’evaporazione. Per ottenere gli X miliardi
di chin di cereali previsti per quest’anno, bisogna proseguire questo processo di
miglioramento, di estensione del terreno coltivato, di concimazione, di irrigazione,
di semina, di piantagione fitta, di protezione dei raccolti, di gestione e di lavoro. Al
centro del problema ci sono i terreni. Dove ci sono terreni adatti, ci sono cereali.
Quando si dispone di acqua, è indispensabile mettere in primo piano il problema
81
Mao Tse-tung - OPERE
del miglioramento delle condizioni del terreno. In secondo luogo, viene il concime.
In terzo luogo, l’irrigazione. Ma per ora non bisogna modificare niente. Intendo dire
che la preparazione del concime assorbe circa la metà del lavoro agricolo. Il
miglioramento degli attrezzi è di grande importanza. Ogni comune popolare deve
mettere in funzione, secondo le condizioni, un’officina per l’attrezzatura agricola e
non deve trattarsi di un vento che soffia una volta ogni tanto. Bisogna creare un
istituto di ricerche e una scuola per raccogliere, studiare, progettare e sperimentare
la fabbricazione dell’attrezzatura agricola. La provincia del Chekiang dispone di
organismi di ricerca nel campo della meteorologia e dei terreni, ma nulla per la ricerca
nel campo dell’attrezzatura agricola. Bisogna dunque lavorare con le mani per
rimuovere tanti milioni di metri cubi di terra e utilizzare tanto concime? Niente
funzionerà senza macchine. “Raccogliere tagliando” dovrebbe diventare “tagliare e
stoccare nei granai”. Come assicurare il raccolto, il trasporto, la battitura e lo
stoccaggio lavorando a mano, senza macchine?
Ci sono ancora due altri problemi che bisogna discutere. Alcuni ci criticano per non
aver compiuto un grande balzo in avanti. I discorsi fatti dal 30 per cento dei contadini
medi dello strato superiore sono simili a quelli dei proprietari terrieri, dei contadini
ricchi, dei controrivoluzionari, degli elementi malvagi e degli elementi di destra. La
gente di spirito democratico ha il suo punto di vista, ma non lo esprime tanto ad alta
voce. Ho ricordato la questione alla Conferenza di Wuchang. Il 5 per cento della
nostra popolazione infrange la legge e viola la disciplina. Gli individui leali al partito
e allo Stato non sono da includere in questo 1, 2, 3, 4 o 5 per cento. L’entusiasmo
dei quadri e del popolo lavoratore per il lavoro deve essere tenuto in conto e protetto.
In questo stesso 5 per cento bisogna fare delle distinzioni. Bisogna educare questi
elementi per correggere i loro errori, tenendo conto dei diversi casi. Non si devono
esagerare i problemi. È un’esperienza che deve essere ripetuta ogni anno, proprio
come i monaci buddisti che leggono i loro testi giorno dopo giorno. Si tratta del
problema dei rapporti tra l’individuo e la collettività, tra la minoranza e la
maggioranza, tra la parte e il tutto. Il nostro partito ha decenni di esperienza.
L’esagerazione di un piccolo errore commesso da un individuo fondamentalmente
buono, può farlo apparire totalmente cattivo. Lenin ha detto: “Queste parole erano
giuste all’origine, ma il loro senso profondo è stato snaturato a causa di una leggera
esagerazione”. Si vede normalmente gente piena delle migliori intenzioni, ma che
segue un metodo sbagliato ed è incapace di vedere il rapporto tra la parte e il tutto.
Allora si mettono in rilievo decine di loro difetti e non gli si riconosce neppure un
lato buono. Dobbiamo fare attenzione a questo punto. Nel processo di riorganizzazione
delle comuni, bisogna consentire alle masse di denunciare gli errori. L’autocritica
viene in primo luogo, si deve procedere alla rettifica e in seguito si deve chiarire il
fatto che agli errori si applica il rapporto tra un dito e nove dita. Analizzando e
discutendo i problemi, bisogna mettere in chiaro la questione dell’uno, delle due o
delle tre dita. Naturalmente parlo di grandi numeri. Esiste un piccolo numero di
individui molto cattivi, che creano una grande confusione, ma la maggioranza
correggerà certamente i propri errori. Bisogna salvaguardare l’entusiasmo o la gente
avrà paura di assumersi delle responsabilità. Quanto a quelli che hanno veramente
82
Il ripiegamento era nell’aria, le masse hanno bisogno di riposo
fatto degli errori di linea, essi non hanno uno, ma nove dita marce e costituiscono
dei casi eccezionali. Le conclusioni devono essere giuste, senza di ciò si commetterebbero degli errori. Quelli che sono contro il popolo devono essere puniti ma,
naturalmente, non è necessario uccidere tutti. Nelle campagne alcuni hanno
bastonato centinaia di persone. Sarebbe una cattiva cosa non punirli, farebbe una
cattiva impressione sulla popolazione. Tuttavia, per quel che riguarda il 95 per cento
dei quadri, bisogna proteggerli. Su questo problema il nostro partito ha decine di anni
di esperienza. Lo Chang-lung7 e tutti quelli che mi hanno tenuto una lezione a Wuhan
li conosco bene. Lo Chang-lung si è vigorosamente opposto al Comitato centrale,
non ci trovava niente di buono. Egli era il solo ad aver ragione e organizzò il suo
Comitato centrale personale. Risultato: ha sollevato una pietra per lasciarsela cadere
sui piedi. C’è stata anche la linea di Li Li-san8: anche lui era convinto di essere il solo
ad aver ragione e che gli altri avevano torto, disapprovava tutto. La linea Wang Ming9
è dello stesso tipo. Tutti giudicavano se stessi bolscevichi al 100 per cento e
giudicavano gli altri come degli incorreggibili opportunisti di destra e dei ristretti
empiristi. Poi ci fu la linea di Chang Kuo-tao10; anche lui ha messo insieme il suo
proprio Comitato centrale. Ha scritto drammi e canzoni per abbattere Mao Tse-tung,
Chou En-lai, Chang Wen-tien e Po Ku, ritenendosi personalmente incamminato sulla
via leninista e internazionalista. Risultato: si è distrutto da solo, è fuggito a Hong Kong
e ha mandato suo figlio all’università Chungshan11, mostrando che non era un grande
leninista. La seconda linea Wang Ming è stata identica. Egli elaborò, con grande
rumore, sei grandi programmi rifiutando assolutamente tutto ciò che veniva dal
Comitato centrale e traendo in inganno molta gente. Non era un problema di
persona: egli rappresentava gli elementi instabili della piccola borghesia che sono
molti. Wang Ming fece ricorso all’estero e lanciò tre capi d’accusa contro Mao Tsetung: sabotaggio alla linea internazionalista, obbligo per l’80 per cento della
popolazione di passare per il movimento di rettifica, settarismo. Alla conferenza di
Wuchang, Wang Ming redasse una lettera contenente prese di posizione migliori e
annunciò le dimissioni. La cricca antipartito di Kao-Jao12 ha fatto ricorso a mezzi
estremi, ha esagerato, opponendosi a X, a Chou, ma soprattutto a X. Questa cricca
affermava che esistevano due centri, due blocchi. Aveva un proprio programma,
portò fuori strada delle persone, disapprovava tutto, mettendo tutto sullo stesso
piano, tralasciava il resto esagerando un singolo punto fino a farne il tutto e in
definitiva ha annientato se stessa. Le divisioni di secondo piano che non ho neppure
citato sono numerose e non sono comprese tra le precedenti. Nella storia c’è stata
la linea Chen Tu-hsiu, la linea Lo Chang-lung, due volte la linea Wang Ming, la linea
Chang Kuo-tao, la cricca antipartito di Kao-Jao. [...] Queste grosse divisioni
differiscono dalla resistenza del 1955 e 1956 contro i balzi quantitativi e qualitativi
improvvisi. […] In Cina o all’estero non si può sempre disapprovare. Quelli che
disapprovano sempre tutto finiscono per disapprovare e distruggere se stessi. Nel
caso di Chiang Kai-shek si può disapprovare tutto. Tuttavia, come presidente a
Taiwan conviene Chiang Kai-shek, Hu Shi o Chen Cheng? È meglio Chiang Kai-shek.
Tuttavia, noi non frequentiamo tutti i luoghi della scena internazionale dove lui è
presente: ma, come presidente, resta il migliore.
In definitiva, potrebbe anche essere che gli Stati Uniti non vogliano più saperne
83
Mao Tse-tung - OPERE
di Taiwan e la considerino come un ascesso sul loro corpo. Allora noi approfitteremo
della situazione. Finché ci resta questo peso sullo stomaco ci sarà sempre una
possibilità e tra dieci o vent’anni le cose cambieranno. Che gli si dia un po’ di riso
da mangiare, delle truppe, dei compiti particolari e i Tre principi popolari. Per tutto
questo non deve essere storicamente disapprovato, devono essere effettuate delle
valutazioni appropriate. Non bisogna disapprovare tutto. Il risultato di una disapprovazione totale è l’autodistruzione. Ho discusso di questo aspetto della storia quando
criticavamo gli errori: bisogna utilizzare la storia per istruire i nostri compagni.
Alla Conferenza di Nanning fu sollevato il problema del rapporto tra un dito
e nove dita. Quando si illustra un problema attraverso un’immagine, si è più
convincenti. Si tratta di spiegare ai quadri questo problema: bisogna prendere in
considerazione la situazione generale o no? Si tratta del problema del rapporto
fra le grandi circostanze e le piccole, tra la parte ed il tutto.
Per quel che riguarda il problema dello sviluppo pianificato ed equilibrato della
nostra economia nazionale, io non ho le idee ben chiare. È un problema che bisogna
studiare. Come il soggettivo si conforma alle leggi oggettive? Lenin ha citato l’unione
dello slancio rivoluzionario della Russia e dello spirito pratico degli Stati Uniti.
Nell’unione tra teoria e pratica, la teoria è lo spirito e lo spirito riflette la sostanza,
cosa che ha a che vedere con la pratica. La verità universale del marxismo-leninismo
e la pratica concreta della rivoluzione cinese si combinano. L’universale e il concreto:
è un’unità di contrari. Le leggi oggettive si manifestano diversamente nelle diverse
nazioni, a causa delle diverse condizioni storiche. Noi dobbiamo studiare, comprendere, impossessarci e familiarizzare con le leggi oggettive. Stalin ha molto discusso
questa questione e tuttavia non ha seguito questa strada, non ha rispettato un buon
equilibrio. L’industria della Russia era grande e la sua agricoltura modesta. Egli mise
l’accento su ciò che era grande e trascurò ciò che era piccolo. Noi attualmente agiamo
in modo diverso. Dal 1956 abbiamo incominciato a mettere in pratica una forma di
sviluppo simultaneo e il grande balzo in avanti dell’industria (comunicazioni e
trasporti compresi) e dell’agricoltura, mettendoci a cercare la via di uno sviluppo
pianificato ed equilibrato. Dopo la creazione delle cooperative, nel 1955, l’entusiasmo popolare è aumentato e abbiamo incominciato a sperare nello sviluppo
economico e a opporci al conservatorismo. Non darsi la pena di realizzare una cosa
che può essere realizzata, danneggiandosi, questo si chiama conservatorismo. Ma
non bisogna tentare l’impossibile. Se ci si ostina, questo si chiama soggettivismo.
Quando il soggettivo riflette l’oggettivo, allora diventa attività soggettiva cosciente
e non è più soggettivismo. Ci sono due tipi di attività soggettiva cosciente: una è
separata dalla pratica e si tratta ancora di soggettivismo, l’altra si conforma alle leggi
oggettive e si tratta del soggettivo conforme alla pratica. Tutto ciò che non si basa
sulle leggi oggettive finisce in una sconfitta. Per esempio, c’è una mancanza di
coordinamento tra la produzione di derrate alimentari secondarie e quella degli
alimenti base. Se non vi si pone rimedio, ciò sarà pericoloso.
I giapponesi dicono che noi mettiamo l’accento non sulla popolazione, ma sulla
manodopera. Noi disponiamo di una certa quantità di persone in condizioni di
lavorare. Forse il grande balzo in avanti del 1958 è fondamentalmente proporzionato.
84
Il ripiegamento era nell’aria, le masse hanno bisogno di riposo
Per quanto riguarda i dati in cifre, che le cifre siano poco più o poco meno elevate
costituisce un’altra questione. Ma questo prova che il grande balzo in avanti è
possibile, che ogni anno può esserci un grande balzo in avanti, sia che ciò significhi
10 milioni di tonnellate di acciaio in più o 10 milioni di tonnellate in meno. L’Unione
Sovietica ha conosciuto nel 1958 un aumento della sua produzione di acciaio di 4
milioni di tonnellate, fatto senza precedenti nella storia. L’aumento dell’anno precedente non era stato che di 3 milioni di tonnellate. Nei vent’anni fra il 1921 e il 1940
l’aumento non fu che di 4 milioni di tonnellate e nei tredici anni del dopoguerra di
37 milioni di tonnellate, in seguito è stato di 5 milioni di tonnellate all’anno. Noi non
siamo come loro, noi intraprendiamo grandi, medie e piccole cose, ponendoci di
fronte diversi compiti. Noi abbiamo la linea di massa, le “due partecipazioni, una
riforma”13 e la triplice alleanza14, il legame tra il partito e le masse. Allo stesso tempo
le condizioni del nostro terreno e del nostro clima sono buone, la nostra popolazione
ha raggiunto i 680 milioni di abitanti. Di conseguenza ci è stato possibile
intraprendere un grande balzo in avanti nel 1958. Ciò assomiglia, per così dire,
all’allevamento dei maiali. I primi quattro mesi servono per formare l’ossatura: il 1958
è stato un maiale di Kelang, con una buona ossatura, ma senza carne. Non era ancora
ingrassato, bisognava nutrirlo. Attualmente, il nostro grande balzo in avanti serve a
costruire l’ossatura. Abbiamo incominciato nel 1955 con la proposta dei dieci grandi
rapporti15, abbiamo continuato nel 1958 con l’editoriale del Capodanno, Mirare in
alto e fare tutti gli sforzi possibili16. Queste due espressioni sono eccellenti, hanno
portato alla linea generale della Conferenza di Chengtu. Esaminando questa linea
oggi, si può constatare che rimane giusta. È necessario uno sforzo supplementare?
Dobbiamo farlo? Dobbiamo mirare a obiettivi più alti, a obiettivi medi o a obiettivi
più bassi? Vogliamo di più e più in fretta (qualità)? Le prime due espressioni
riguardano l’at-titudine psicologica dell’uomo, o attività soggettiva, la seconda
riguarda la materia.
Naturalmente, noi abbiamo dei difetti e commettiamo degli errori; alcuni aspetti
sono sotto controllo, altri sono trascurati. Da ciò uno spreco di lavoro, una situazione
tesa per quanto riguarda gli alimenti secondari, il problema non ancora risolto delle
materie prime per l’industria leggera (imprese diversificate), la mancanza di
flessibilità nei trasporti, la messa in opera di troppi progetti in settori che richiedono
una grande accumulazione di risorse. Tutto ciò costituisce i nostri difetti e i nostri
errori, come un ragazzino che, inesperto, gioca col fuoco e che non conosce il dolore
se non dopo essersi bruciato. Nell’edificazione economica, come ragazzini inesperti
noi abbiamo dichiarato guerra alla terra senza avere una vera familiarità con la
strategia e la tattica. Bisogna francamente riconoscere questi difetti ed errori. Certa
gente ha cercato di riconfortarmi chiedendomi se alla Conferenza di Chengtu non
avevo proposto la combinazione di lavoro e riposo e uno sviluppo della produzione
a ondate. A ogni modo, non fu proposto alcun calendario concreto e ciò non è stato
un bene. Inoltre affrontare i problemi della produzione senza affrontare quelli della
vita darebbe senza dubbio luogo a X decine di milioni di casi di edema. L’attenzione
non si risvegliò che quando si giunse a dare solo pochi legumi per persona a Pechino.
La realtà oggettiva, la pianificazione e i tassi di crescita non possono essere conosciuti
85
Mao Tse-tung - OPERE
se non attraverso la pratica e la lotta. Noi nel 1958 abbiamo allevato un maiale di
Kelang, ma non abbiamo ancora un maiale grasso. È nel corso della pratica che
abbiamo trovato la strada (il grande balzo in avanti). È possibile che i quattro grandi
obiettivi della Conferenza di Wuchang siano realisti, ma essi non esistono ancora che
sulla carta e non nella realtà. I cereali non sono ancora nelle nostre mani e noi
abbiamo solamente un mese di ferro, di acciaio e di carbone di riserva (la produzione
non è eccellente). Con più sforzi, questo può diventare realtà. Questa volta, dopo
la conferenza, con sforzi maggiori i problemi forse saranno risolti meglio sotto tutti
i loro aspetti. L’esperienza acquisita sarà migliore che nel 1958, ogni posto di lavoro
e la vita del popolo miglioreranno di un po’. All’inizio, non si arrivava che a cose fatte
alla saggezza di Chukeh Liang, mentre ora è facendo le nostre previsioni che
diveniamo dei veri Chukeh Liang. C’è spreco di manodopera, poca attenzione all’insufficienza di generi alimentari secondari nelle grandi città, troppo poca importanza
è accordata alla diversificazione dell’economia e ai trasporti. Tanto che l’attenzione
manchi del tutto, tanto che sia insufficiente, il rifornimento diviene inadeguato e si
manifestano parziali squilibri. Lo scacco in questi campi diviene ora un problema e
mi auguro che il comitato designato dai comitati provinciali lo studierà.
In generale, sia che i nostri piani, i nostri obiettivi e i nostri editoriali siano adatti
o no, noi siamo sempre in cerca di esperienza attraverso la pratica. Se gli obiettivi
non vengono raggiunti, è solo per mancanza di esperienza e per vanto eccessivo.
Sono d’accordo nello scrivere poesie sui giornali. Ci vuole dell’ottimismo anche in
mancanza di successi completi, perché si può sempre imparare. [...] Se manchiamo
di esperienza, facciamo ancora un tentativo di un anno, l’anno prossimo. Dopo tre
anni di dura lotta, la nostra esperienza sarà aumentata; se qualcosa non va, la
correggeremo. Se il mondo ci insulta, tanto peggio. La nostra linea generale non deve
essere cambiata. Con metodi del genere “riduzione degli sforzi, lotta per obiettivi
inferiori, fare meno, più lentamente, peggio e sprecando”17 non si arriverà a costruire
il socialismo. Dobbiamo fare un grande sforzo, lottare per obiettivi superiori e
ottenere risultati più grandi, in minor tempo, migliori e più economici. Che cosa si
deve intendere per più grande e per più rapido? Questo deve essere determinato
dalla pratica. Attualmente noi siamo decisi a costruire, nel giro di quindici anni, un
grande paese socialista, con un’industria moderna, un’agricoltura moderna, una
scienza e una cultura moderne. Se risulterà impossibile, allora prenderemo un po’
più di tempo. Cos’è concretamente uno sviluppo pianificato e armonioso? Abbiamo
appena scoperto questo problema. Invito i compagni a studiarlo.
NOTE
1. Lo Lung-chi (1896-1965), economista, deputato all’Assemblea popolare nazionale,
Ministro dell’industria forestale e vicepresidente della Lega democratica.
2. L’allegoria delle dieci dita ritorna spesso nei testi di Mao Tse-tung, sia per affermare che
quando si valuta un processo non ci si deve fermare a uno solo dei suoi aspetti, sia per
affermare che per valutare una persona si deve arrivare a capire qual è l’aspetto dominante
della trasformazione che essa sta compiendo. Insomma è un’allegoria usata per
86
Il ripiegamento era nell’aria, le masse hanno bisogno di riposo
combattere l’unilateralità nei giudizi (la stessa questione è trattata magistralmente a livello
teorico in V.I. Lenin, Ancora sui sindacati, sulla situazione attuale e sugli errori di Trotski
e di Bukharin, in Opere, vol. 32). Mao Tse-tung usa l’allegoria delle dieci dita in particolare
contro la destra nel partito che ostacolava o frenava la trasformazione appigliandosi ai
difetti con cui ogni cosa nuova viene al mondo, al disordine che ne accompagna la nascita,
ecc., insomma contro “quelli che si oppongono alla nascita dei bambini perché ogni
bambino nasce sporco”.
3. Il Bollettino d’informazione era un periodico in cui si pubblicava un’antologia di
articoli della stampa straniera, in prevalenza dei paesi imperialisti.
4. Chen Po-ta, importante dirigente del PCC che ebbe un ruolo di primo piano nella
Rivoluzione culturale proletaria del 1966 e nel 1971 prese parte al complotto di Lin Piao.
5. Chou, ultimo re della dinastia Shang, fu eliminato nel XII secolo a.C. dal re Wu, che
fondò la dinastia dei Chou occidentali.
6. Il bordo dell’acqua è un romanzo cinese che racconta le gesta dei contadini ribelli
sollevatisi contro l’imperatore nel secolo XII.
7. *Lo Chang-lung fu membro del Partito comunista cinese nel periodo iniziale della sua
esistenza; successivamente egli tradì la rivoluzione cinese. Nel periodo precedente alla
quarta sessione del Comitato centrale (dopo il sesto Congresso) nel 1931 e dopo questa
sessione egli diede un giudizio pessimistico sulle prospettive della rivoluzione cinese,
ritenendo che questa sarebbe fallita, prese apertamente posizione a favore del programma controrivoluzionario dei trotskisti-chentuhsiuisti contro la linea del sesto Congresso
del partito, attaccò con calunnie l’Esercito rosso e le basi rosse d’appoggio e rivelò alla
banda di Chiang Kai-shek i nomi dei quadri dirigenti del partito menzionandoli in volantini
da lui preparati. Allo scopo di sabotare la lotta rivoluzionaria diretta dal partito, Lo Changlung svolse un’attività scissionista e creò le proprie organizzazioni: “comitato centrale
straordinario”, “secondi” comitati provinciali, “secondi” comitati distrettuali, “secondi”
gruppi di partito nei sindacati, ecc. Fu espulso dal partito nel gennaio del 1931.
8. *La linea opportunista “di sinistra” di Li Li-san, comunemente detta “linea Li Li-san”, regnò
nel partito per circa quattro mesi, a partire dal giugno del 1930, nel periodo in cui Li Lisan era il massimo dirigente del Comitato centrale del Partito comunista cinese. La linea
Li Li-san aveva le seguenti caratteristiche: violava la linea politica adottata dal sesto
Congresso nazionale del partito; rifiutava di riconoscere la necessità di preparare le masse
in vista della rivoluzione e di ammettere l’ineguaglianza nello sviluppo della rivoluzione;
riteneva che la concezione del compagno Mao Tse-tung (secondo cui è necessario
dedicare per un lungo tempo la massima attenzione soprattutto alla creazione di basi
rivoluzionarie nelle campagne, servirsi delle campagne per accerchiare le città e,
poggiando sulle basi d’appoggio, accelerare l’ascesa della rivoluzione in tutto il paese)
era una concezione “profondamente errata”, “un’espressione del provincialismo e del
conservatorismo dei contadini” e insisteva per la preparazione di un’insurrezione
immediata in tutto il paese. Sulla base di questa linea errata, il compagno Li Li-san formulò
un piano avventurista per l’immediata organizzazione di insurrezioni armate in tutte le
maggiori città della Cina. Inoltre, negando l’ineguaglianza di sviluppo della rivoluzione
mondiale, riteneva che lo scoppio generale della rivoluzione cinese avrebbe provocato
lo scoppio generale della rivoluzione mondiale e che la rivoluzione cinese avrebbe potuto
vincere solo a condizione che si fosse verificato lo scoppio generale della rivoluzione in
tutto il mondo; non ammetteva neppure il carattere di lunga durata della rivoluzione
87
Mao Tse-tung - OPERE
democratica borghese in Cina, affermando che la vittoria della rivoluzione in una o più
province avrebbe segnato l’inizio del passaggio alla rivoluzione socialista e su questa base
elaborò diverse direttive avventuriste “di sinistra” che non rispondevano alle esigenze del
momento. Il compagno Mao Tse-tung lottò contro questa linea errata; numerosi quadri
e membri del partito chiesero che fosse corretta. Nel settembre del 1930, alla terza sessione
plenaria del sesto Comitato centrale, il compagno Li Li-san riconobbe gli errori che gli
venivano indicati e lasciò la direzione del Comitato centrale. Poiché con il tempo riuscì
a liberarsi delle sue idee errate, il settimo Congresso nazionale del Partito comunista cinese
lo rielesse membro del Comitato centrale.
9. Chen Shao-yu (1907-1974), meglio conosciuto con lo pseudonimo di Wang Ming, si formò
politicamente in Unione Sovietica. Venne inviato nel 1925 all’Università Sun Yat-sen di
Mosca, specificamente adibita alla formazione dei quadri cinesi, assieme a un grup-po di
giovani che furono in seguito conosciuti nella storia del Partito comunista cinese come
i “28 bolscevichi”. Nel 1931 fu eletto segretario del Partito comunista cinese, carica che
ricoprì per un solo anno. Le divergenze con Mao Tse-tung riguardarono il rapporto con
il Kuomintang (rispetto al quale Chen Shao-yu sostenne la necessità della fusione) e il
ruolo della classe contadina, della quale non riconobbe il ruolo rivoluzionario.
10. *Traditore della rivoluzione cinese. In gioventù, speculando sulla rivoluzione, si infiltrò
nel Partito comunista cinese. Nel partito commise innumerevoli errori che furono causa
di gravi crimini. Il più noto fu quello del 1935 allorché, mosso da spirito disfattista e
liquidazionista, si pronunciò contro la marcia a nord dell’Esercito rosso e a favore di una
ritirata nelle zone abitate da minoranze nazionali fra il Szechwan e il Sikang; svolse inoltre
aperta opera di tradimento contro il partito e il Comitato centrale, formò uno pseudocomitato centrale e minò l’unità del partito e dell’Esercito rosso, cose che provocarono
gravi danni all’armata del quarto fronte. Tuttavia, grazie al paziente lavoro educativo
svolto dal compagno Mao Tse-tung e dal Comitato centrale del partito, l’armata del quarto
fronte dell’Esercito rosso e i suoi numerosi quadri tornarono presto sotto la giusta
direzione del Comitato centrale ed ebbero una grande funzione nelle lotte successive.
Chang Kuo-tao, invece, si dimostrò incorreggibile. Nella primavera del 1938 fuggì dalla
regione di confine Shensi-Kansu-Ningsia ed entrò nel servizio segreto del Kuomintang.
11. L’università Chungshan era a Canton, nella zona dominata dal Kuomintang.
12. Kao Kang (1902-1954) dal 1943 era membro dell’Ufficio politico del CC del Partito
comunista cinese, dal 1949 segretario dell’Ufficio del CC per la regione del nord-est.
Accusato di aver voluto creare un regno indipendente nel nord-est, si suicidò nel 1954.
Jao Shu-shih era un alto dirigente suo complice.
13. Le “due partecipazioni” sono la partecipazione dei quadri al lavoro manuale e la
partecipazione degli operai alla gestione. Una “riforma” è la riforma dei regolamenti
e delle norme che limitano l’iniziativa e la creatività dei lavoratori.
14. La triplice alleanza è l’alleanza tra partito, tecnici e masse.
15. Vedasi Sui dieci grandi rapporti in Opere di Mao Tse-tung, vol. 13.
16. Editoriale del Quotidiano del popolo, 1° gennaio 1958.
17. Formula ironica che contraddice la parola d’ordine ufficiale del grande balzo in avanti
(di più, più rapidamente, meglio, più economicamente).
88
IL POPOLO È LA COMUNE,
IL SIGNORE È LO STATO
(21 febbraio 1959)
Colloquio con i quadri dei comitati di partito di Hsin, Lu, Hsu e Hsin, località della
provincia dello Hopei.
Qual è in definitiva la natura delle comuni popolari? È la comune che è
proprietaria o la brigata? Ci sono brigate ricche e brigate povere, ci sono villaggi
ricchi e villaggi poveri. Durante il periodo delle cooperative di produzione
agricola quale metodo di ripartizione avete adottato? C’erano degli squilibri allora?
Si è applicata l’uguaglianza assoluta? Ciò che crea la differenza tra brigate povere
e brigate ricche, villaggi poveri e villaggi ricchi è la varietà delle risorse, la diversità
delle condizioni, un’amministrazione e una storia piene di molte particolarità; è
per questo che i volumi di produzione non sono uguali ed è per questo che si
distinguono brigate povere e brigate ricche, villaggi poveri e villaggi ricchi. Nel
passato le cooperative di produzione agricola dovevano fornire una certa quantità
di lavoro e un certo volume di produzione, quelle che producevano di più
ricevevano dei premi. Le cooperative di produzione agricola praticavano o no
l’uguaglianza? I 55 milioni di tonnellate di acciaio prodotti dall’Unione Sovietica
non possono essere utilizzati per sopperire al fatto che noi ne produciamo appena
10 milioni: questo vorrebbe dire approfittare gratuitamente del lavoro altrui. Si
può confiscare la ricchezza dei proprietari terrieri e dei capitalisti; nel passato,
infatti, li abbiamo espropriati senza alcun indennizzo, ma nel loro caso non si
trattava del loro lavoro, ma di quello del popolo, di quello dei contadini. Noi allora
abbiamo deciso che le terre sarebbero tornate al popolo, che le acciaierie di
Anshan sarebbero ritornate alla nazione, non si è trattato di una spoliazione. Con
la borghesia nazionale abbiamo agito in modo diverso, perché si tratta di nostri
amici: abbiamo adottato, infatti, una politica di acquisto e di indennizzo1. È
evidente che la ricchezza della classe dei capitalisti nazionali è il prodotto della
classe operaia e non dei capitalisti, ma, trattandosi di nostri amici, abbiamo
applicato una politica di acquisto e di indennizzo. Noi abbiamo fatto uso delle loro
capacità professionali, abbiamo unito gli intellettuali e per fare questo abbiamo
rimborsato e riscattato la proprietà degli operai che ne erano stati spoliati. Ora,
sarebbe assurdo adottare misure ugualitarie nei confronti delle brigate povere e
delle brigate ricche, dei villaggi poveri e dei villaggi ricchi: si tratterebbe di furto
e di saccheggio. Si devono registrare finanche i tavoli, le sedie e le panche, darne
ricevuta e rimborsare questi beni in un periodo di dieci anni.
Mao Tse-tung - OPERE
Nel passato, nelle cooperative di tipo superiore quelli che possedevano molto
avevano molto da mangiare, quelli che non avevano niente mangiavano poco. Il
rapporto degli uomini col lavoro si manifestava nella distribuzione dei puntilavoro2. La quantità di lavoro e il volume della produzione determinano i rapporti
tra un villaggio e un altro, tra una brigata e un’altra: si tratta di una cosa di cui nel
passato non abbiamo tenuto conto. La ripartizione della produzione cerealicola
durante il primo anno delle cooperative di tipo superiore, nel 1956, non è stata
realizzata tenendo conto di questo e da ciò sono nati tutti questi problemi. Dei
compagni, simili a vecchie comari, sbarravano la strada per impedire che i cereali
fossero trasportati in altri villaggi. Ora, le comuni popolari fin dal loro primo anno
di esistenza vedono svilupparsi pratiche identiche. Ma, in definitiva, è un
problema che vale la pena studiare per vedere quali misure bisogna prendere.
Quest’anno bisogna imporre delle direttive e, poveri o ricchi, tutti devono
seguirle, bisogna pensare ai mezzi per aiutare i poveri e fare in modo che la Cina
raggiunga il livello dell’Unione Sovietica. Quando in Occidente sarà instaurata la
dittatura del proletariato, non ci si potrà impadronire dei paesi occidentali per
sopperire ai bisogni dei paesi dell’Africa e dell’Asia, perché l’Asia e l’Africa
dovranno svilupparsi da se stesse. Naturalmente, gli investimenti dei capitalisti
occidentali in Asia e in Africa saranno confiscati, ma non si potrà andare a sfruttare
i lavoratori europei. Così, l’Unione Sovietica, malgrado il suo attuale livello di
sviluppo, non può aiutarci gratuitamente, perché in Unione Sovietica ci sono dei
lavoratori e, se ci sono dei lavoratori, essi hanno bisogno di un salario e anche
le macchine devono essere ammortizzate. Se l’Unione Sovietica ci aiuta, noi che
cosa faremo? È preferibile praticare lo scambio sulla base di valori eguali. Da
quanto diceva il rapporto, alcuni hanno temuto che il Ministero del commercio
non acquistasse i maiali e, di conseguenza, hanno lasciato inselvatichire i maiali
abbandonandoli liberi e alcune bestie sono andate a finire nei campi di cotone.
Questo è un metodo che io approvo. Da quanto si desume dal rapporto, alcuni
avevano a bella posta omesso di raccogliere tutte le arachidi; dopo che sono state
approvate le regole sulla ripartizione la raccolta è stata terminata in una sola notte.
Bisogna approvare delle regole sulla ripartizione. Io sono d’accordo sul fatto di
mangiare tutto a qualsiasi costo, di abbandonare i maiali a inselvatichire: questi
metodi non sono una forma di particolarismo, essi mirano a impedire che venga
sottratto ai contadini il frutto del loro lavoro. Se noi ci opponiamo al particolarismo
ritornando a una politica di acquisti forzati, più ci si opporrà al particolarismo e
meno le cose funzioneranno. Se ciò che in realtà è opposizione alla confisca del
prodotto del lavoro altrui senza compenso, voi lo chiamate particolarismo, allora
la parola si basa su una nozione falsa. Si tratta di una questione di proprietà.
Attualmente la comune è proprietaria di una parte dei beni, ma è la brigata che
ha la proprietà principale. Se la comune ogni anno accumula un po’, tra sette, otto
anni essa diventerà realmente la proprietaria principale.
L’8 gennaio si è aperto il congresso del partito della provincia dello Hopei. Per
avere un punto di vista comune, i rappresentanti hanno chiarito tutti i punti oscuri
90
Il popolo è la comune, il signore è lo Stato
e hanno approvato delle risoluzioni. Ma a metà gennaio essi si sono resi conto
che le loro decisioni non erano del tutto giuste. Il comitato provinciale si è
affrettato a fare marcia indietro. Durante gli ultimi dieci giorni i delegati hanno
tenuto delle riunioni per telefono e hanno rimesso in discussione queste decisioni.
Alcuni comitati locali, alcuni comitati di distretto e alcune comuni non hanno
capito. Infatti, attualmente, la proprietà della brigata di produzione rappresenta
otto, nove dita delle due mani, la comune popolare uno o due dita, al massimo
tre. L’accumulazione non può superare il 18 per cento, le imposte il 7 per cento,
cioè un quarto del prodotto in tutto. I costi di produzione, poi, sono il 20 per cento,
per cui le masse si ripartiscono il 55 per cento. Ai livelli inferiori si nascondono
le cifre, in realtà non si ripartisce che il 30 per cento del reddito. Tutti pensano
che accumulare di più per costruire industrie sia un’idea giusta. Stalin aveva questa
politica. Dopo aver costruito il paese per trent’anni, fino al 1953, Stalin non era
ancora riuscito a risolvere il problema. Stalin ha realizzato sia la collettivizzazione
che la meccanizzazione. Ai tempi degli zar non c’era la collettivizzazione.
Realizzata la collettivizzazione, mancava la meccanizzazione. La meccanizzazione
si è conclusa, ma nell’anno della morte di Stalin il volume della produzione
agricola era identico a quello dei tempi degli zar. Se non ci fosse stata la politica
riformatrice di X, la situazione sarebbe andata sempre più aggravandosi. Se noi
ora non cambiamo politica, commetteremo gli stessi errori di Stalin.
Ora parleremo delle brigate di produzione. Le brigate di produzione non sono
la stessa cosa delle comuni. Le comuni sono un governo confederale, il potere
delle comuni non può essere molto grande, la comune deve avere il diritto di
disporre dei cereali, il diritto di accumulare e il diritto di ripartire la produzione
spettante tra le brigate. Secondo il rapporto, gli affari gestiti dalle comuni sono
troppo numerosi. Da un lato investono troppo, dall’altro la mobilitazione della
manodopera è eccessiva. Bisogna modificare questa politica. Nel passato si è
parlato di tre tipi di legami: tra individui, collettività e Stato. Ora, Stato e comuni
rappresentano la metà dello scacchiere; qualche centinaio di milioni di contadini
rappresentano più della metà dello scacchiere, se si pratica l’accumulazione
solamente a livello della comune e dello Stato, ciò non è sufficiente. Una volta si
diceva: “Il popolo non è ricco, come potrebbe essere ricco il signore?”. Il popolo
d’oggi è la comune, il signore è lo Stato.
Stalin, per trent’anni, ha camminato con una sola gamba. Se da noi il 70 per cento
della produzione fosse attribuito allo Stato, la situazione sarebbe come ai tempi
dei proprietari terrieri, il popolo non ne otterrebbe che il 30 per cento.
Evidentemente noi non siamo dei proprietari terrieri e, se accumuliamo un po’ di
più, è per edificare il paese e ciò ritorna a beneficio del popolo! Dobbiamo
analizzare questo punto, spiegarlo chiaramente: volere una industrializzazione
rapida, significa avere delle buone intenzioni; ma avere buone intenzioni non
vuol dire riuscire a ottenere buoni risultati. Noi non assomigliamo ai proprietari
terrieri, il nostro scopo non è quello di arricchirci! Noi non siamo stati molto chiari
su queste questioni e neanche la sesta sessione plenaria dell’ottavo Comitato
91
Mao Tse-tung - OPERE
centrale lo è stata, si è limitata a spiegare il criterio di distribuzione “a ciascuno
secondo il suo lavoro” e il sistema delle responsabilità, ma non ha spiegato come
applicare il criterio “a ciascuno secondo il suo lavoro” né la proprietà collettiva.
Ora, bisogna cambiare un po’ il programma di ripartizione. È solo gradualmente
che si renderà la comune proprietaria. Ora, fondamentalmente, è la brigata che
è proprietaria.
Questi non sono che alcuni punti. Per quanto riguarda la terra, i contadini non
hanno paura: né i comitati provinciali né i comitati locali né il Comitato centrale
potranno cacciarli. La loro lotta attuale riguarda la ripartizione del prodotto e
l’impiego della manodopera. Noi diciamo che la terra è proprietà collettiva, ne ha
parlato un documento interno; in realtà è la brigata che ne è proprietaria. La terra,
gli strumenti di lavoro, i mezzi di produzione, aggiunti alla manodopera della
comune devono corrispondere al 25 per cento del prodotto; pensate che sia molto
poco? Oggi “opporsi al particolarismo” vuol dire rendere la situazione più tesa;
così facendo essa rischia di diventarlo sempre di più. Si possono considerare i 15
per cento camuffati come legali. 25 per cento di accumulazione per lo Stato e le
comuni, 20 per cento per i costi di produzione, 55 per cento ripartito fra le masse:
noi vogliamo che queste proporzioni restino invariabili, la produzione si sviluppi
di anno in anno, le cifre assolute aumentino. Requisire il cavolo e il maiale e non
dare un centesimo: questo è un metodo che deve essere modificato.
Adesso parliamo un po’ dell’industria. Oggi dedichiamo all’industria troppe
risorse e troppa manodopera: è per questo che si verificano dei conflitti. Tutte le
risorse umane, materiali e finanziarie devono essere riorganizzate. Non si possono
costruire tante scuole d’un colpo solo. Tutto deve essere fatto gradualmente. Per
esempio, si possono eliminare i quattro mali in un colpo solo? Anche il
rimboschimento deve essere fatto gradualmente, l’analfabetismo sarà spazzato via
a poco a poco, le scuole devono essere costruite a tappe. Gli organismi finanziari
e commerciali si sono fatti rimborsare completamente i prestiti che avevano
concesso. Mentre fino a poco tempo fa si applicava un metodo conciliante che
consisteva nel rimborsarne solo la metà, dobbiamo ora farli rimborsare totalmente? Se noi recuperiamo il denaro dei prestiti, le imprese non avranno soldi per
pagare i salari: ciò vorrebbe dire sollevare una pietra e lasciarsela cadere sui piedi.
Il risultato sarebbe quello di rifare un altro prestito per pagare i salari. Innanzitutto
bisogna affiggere dei manifesti che tranquillizzino, bisogna studiare un piano di
concessione di crediti. Prima di ripartirli bisogna studiare la questione. Bisogna
sapere che la proprietà collettiva della comune popolare si forma gradualmente.
Noi siamo passati per quattro tappe: i gruppi di mutuo aiuto sul lavoro, dove di
proprietà collettiva ce n’era ben poca; la proprietà collettiva della cooperativa
elementare si è sviluppata e si è chiamata proprietà semicollettiva; successivamente, nelle cooperative di tipo superiore, si aveva un 70 per cento di proprietà
collettiva. Se ora si vuole andare troppo velocemente, non funzionerà più niente;
le masse si sono opposte a un’accumulazione troppo accelerata, la posta non è
quella di una partita a scacchi. In verità, c’è una questione che riguarda il popolo,
92
Il popolo è la comune, il signore è lo Stato
una che riguarda le comuni popolari e una, infine, che riguarda lo Stato. È così
che il popolo ci sosterrà. I contadini finiranno per sentirsi responsabili dello Stato.
Che cosa abbiamo ottenuto in questo modo? Io parlo per i contadini e sostengo
il loro particolarismo. Perché anche se attualmente ci si basa su un sistema fondato
sulla proprietà della brigata, tra qualche anno si potrà realizzare la proprietà della
comune popolare. Bisogna tener presente che ogni cosa si trasforma. Bisogna
sapere che una parte appartiene alla comune ma che, fondamentalmente, è la
brigata che è proprietaria. La comune è come un veterano che raggiunge l’esercito
a metà strada. Le brigate hanno produzioni cerealicole differenti e distribuiscono
salari differenti. Nella provincia dello Hopei i regolamenti al vertice sono rigidi,
ma alla base sono duttili. Noi dobbiamo adottare questo metodo e chiamarlo
“valutazione rigida e pratica duttile, a ciascuno secondo il suo lavoro”.
NOTE
1. Vedasi nota 6, pag. 74.
2. Il punto-lavoro era l’unità di misura del lavoro introdotta nelle cooperative di
produzione agricola. A ogni lavorazione, in funzione della sua qualità (gravosità, abilità
richiesta, ecc.) e del tempo necessario a compierla, corrispondevano una certa quantità
di punti-lavoro che venivano assegnati ai lavoratori che la svolgevano. La distribuzione
del prodotto della cooperativa (in natura e in denaro) tra i soci avveniva quindi in
proporzione ai punti-lavoro che ogni socio aveva acquisito. È da ricordare che le
cooperative fornivano anche forza-lavoro per lavorazioni non pertinenti alla singola
cooperativa (opere idrauliche, strade, ecc.) o non immediatamente redditizie (bonifica
di nuovi terreni, ecc.). Anche per questo ogni lavoratore riceveva punti-lavoro che
valevano nella distribuzione del prodotto della sua cooperativa di appartenenza.
93
CONFERENZA DI CHENGCHOW:
PRIMO DISCORSO
(27 febbraio 1959, mattina)
Nelle risoluzioni sulle comuni popolari il principio “a ciascuno secondo il suo
lavoro” è stato solo menzionato, ma non è stato sufficientemente chiarito come
noi realizziamo questo principio.
Cos’è il sistema di responsabilità nella produzione? Marx ha parlato del “sistema
di responsabilità nella produzione”, ma non ha chiarito di che sistema di
responsabilità si trattava. Ora il problema di cui voglio parlare è il problema della
proprietà delle comuni popolari.
Il problema sta nello stabilire se l’instaurazione della proprietà della comune ha
bisogno di una fase intermedia di passaggio o se la proprietà collettiva della
comune può essere instaurata già all’atto della costituzione della comune stessa.
Nello Shantung ho visitato sia una comune popolare, la comune popolare
Tungchiao a Chinan con 21 mila nuclei familiari e 120.000 persone, sia una brigata
di produzione. La realtà è ancora molto lontana dalla proprietà della comune; in
realtà si tratta di proprietà del comitato di partito della comune1: non abbiamo
ancora capito questo? Il problema è proprio qui. Attualmente molte persone non
capiscono e perciò vogliono controllare molto e controllare rigidamente; nel
passato questo ci è stato detto più volte dai livelli locali, ma ora noi non abbiamo
delegato qualcosa ai livelli inferiori?
La comune ha tre livelli; per ciò che concerne il livello della brigata di
produzione, ce ne sono alcune con 700 o 800 nuclei familiari e altre con più di
1.000 nuclei familiari. Il cosiddetto “controllare molto” significa in realtà accumulare di più.
Il sistema di proprietà comprende: primo, i mezzi di produzione come la terra,
ecc.; secondo, la forza-lavoro; terzo, i prodotti del lavoro. In definitiva, chi è
proprietario di tutto ciò? Attualmente i comitati di partito delle comuni, dei
distretti, delle prefetture e delle province, incluso il Comitato centrale, sono
ansiosi di entrare sempre più in fretta nel comunismo e presumibilmente per
questo vogliono controllare molto e controllare rigidamente. Ma la condizione
degli operai è diversa da quella dei contadini. Prendiamo come esempio
l’acciaieria di Anshan. Il valore del prodotto annuo lordo medio di un operaio si
aggira sui 18.000 yuan; tolti 7.200 yuan di costi di produzione, restano 10.800
yuan. Il reddito dell’operaio ammonta a 800 yuan, cosicché il suo consumo
personale è meno di un dodicesimo del valore del suo prodotto netto. Qui per
lo Stato accumulare è molto facile. Invece nelle comuni popolari dello Honan
l’accumulazione, le imposte statali, le spese amministrative e il fondo di assistenza
Mao Tse-tung - OPERE
sociale ammontano al 50 per cento del prodotto, i costi di produzione si aggirano
intorno al 20 per cento e i contadini ricevono di fatto il 30 per cento. Ma i contadini
vogliono vivere e per questo devono occultare il 15 per cento della produzione.
Per far ciò hanno dozzine di metodi: ciò è loro diritto legittimo eppure li
critichiamo come individualisti. In realtà qui viene violato il principio “a ciascuno
secondo il suo lavoro”.
Attualmente il sistema di proprietà effettivo è quello della brigata di produzione,
i mezzi di produzione e la forza-lavoro appartengono alla brigata, la proprietà dei
prodotti spetta anch’essa alla brigata. I contadini stanno all’erta per difendere la
loro proprietà sui prodotti, combattono per i frutti del loro lavoro. Se voi assegnate
loro il 30 per cento e loro aggiungono il 15 per cento in realtà arrivano al 45 per
cento. Attualmente tra comuni e brigate di produzione è in corso una lotta accanita
su due punti: uno è l’impiego della forza-lavoro, l’altro sono i prodotti. I contadini
non temono che venga loro tolta la terra, ma che i loro prodotti vengano portati
via. I contadini si precipitano in città. Ora i dipartimenti finanziari chiedono la
restituzione dei prestiti; ciò che ne consegue è che le comuni popolari non
possono reggere a lungo. Questa è una tendenza che sabota la produzione e
soffoca le comuni popolari. Dove viene chiesta la restituzione di tutti i prestiti,
bisogna pagare, così non si possono dare soldi alle comuni per l’acquisto di maiali
o cavoli. Di conseguenza grandi quantità di cavoli vanno a male e nelle campagne
li si mangia per sopravvivere mentre nelle città non c’è niente da mangiare. La
causa è in ciò, non si tratta solo di un problema di trasporti.
Attualmente ha luogo anche una seconda battaglia. Da un lato le brigate di
produzione avanzano la critica che si pratica il livellamento e dall’altro lato si criticano
le brigate di praticare l’individualismo a partire dal basso. Ambedue le critiche sono
motivate, ma all’interno del partito la nostra lotta deve appuntarsi principalmente
ancora contro la sinistra. Se i costi di produzione e l’accumulazione assieme
ammontano al 70 per cento e il consumo ammonta solo al 30 per cento, viene
accumulato troppo. Se quando si vendono maiali o altri generi tutto il ricavato va alla
comune, un tale sistema di proprietà della comune significa sabotaggio della
produzione, è una politica pericolosa. Non si deve criticare come individualismo il
fatto che i contadini nascondono i prodotti: il punto di partenza è che quei prodotti
appartengono a loro. Se voi non date ai contadini la loro parte, ad essi non resta altro
da fare che occultare una parte della produzione e dividerla privatamente. Il
cambiamento del sistema di proprietà richiederà come minimo 4 anni e al massimo
da 5 a 7 anni. Le brigate ricche aiutano le brigate povere ad aumentare la loro
produzione e le brigate povere raggiungono a poco a poco le brigate ricche; non
si può mozzare la testa alle brigate ricche per aiutare quelle povere. Una cosa simile
è per sua natura appropriazione senza contropartita del prodotto del lavoro altrui.
Nei confronti della borghesia nazionale abbiamo applicato il metodo dell’acquisto.
L’Unione Sovietica produce 55 milioni di tonnellate di acciaio e noi 11 milioni di
tonnellate, ma non sarebbe giusto che l’Unione Sovietica ci desse 20 milioni di
tonnellate di acciaio per aiutarci. Una parte dei contadini si appropria senza
96
Conferenza di Chengchow: primo discorso
contropartita dei prodotti di un’altra parte dei contadini e questo non lo si chiama
rapina ma “stile comunista”! Ciò non è la stessa cosa che aiutare i poveri. Intanto si
incentivano molte industrie. Perché viene accumulato così tanto e perché i
dipartimenti finanziari e commerciali richiedono la restituzione di tutti i prestiti?
Proprio perché si incentivano troppe industrie. Il Centro, le province, le prefetture,
i distretti e le comuni vogliono tutti incentivare l’industria su vasta scala, l’entusiasmo
è evidente a tutti i livelli. Per questo ci sono circostanze attenuanti. Le circostanze
concordano con la realtà, infatti terreni, forza-lavoro e prodotti sono nelle loro mani.
Se i sei livelli (il Centro, le province, le prefetture, i distretti, le comuni e le
circoscrizioni amministrative) si confrontano con le brigate e le squadre di
produzione, i sei livelli hanno il potere, ma i contadini sono la maggioranza. Cos’è
una scacchiera? Attualmente non abbiamo una scacchiera intera, ma solo una mezza
scacchiera davanti a noi. È stato distribuito troppo poco, non si riconosce la proprietà
delle brigate di produzione, si vuole distribuire alla gente solo il 30 per cento e
livellare la distribuzione. Questo è ciò che chiamo “mezza scacchiera”. Il diritto di
disporre truppe su vasta scala e di accumulare in gran quantità è uno strano diritto.
Volere solo il comunismo, ma non l’individualismo è molto pericoloso. L’accumulazione dovrà crescere in maniera adeguata, l’industria dovrà essere incentivata in
misura adeguata, ma non si può aumentare l’accumulazione e incentivare l’industria
in misura spropositata. Noi vogliamo tanto il comunismo quanto il particolarismo:
volere solo il comunismo non va bene. È vero che i contadini occultano una parte
della produzione, ma ci sono circostanze attenuanti, i prodotti del loro lavoro devono
appartenere a loro. Si accumula, si fanno costruire senza remunerazione ferrovie,
strade e bacini artificiali che non hanno niente a che fare con loro. La quota di lavoro
gratuito è molto grande. Aumento dell’accumulazione, richiesta di restituzione dei
prestiti, trasferimento di prodotti senza contropartita, organizzazione dei trasporti
pesanti anche questi senza remunerazione: tutte queste sono le ragioni per le quali
i contadini escogitano ogni metodo immaginabile per difendere i frutti del loro
lavoro.
La sesta sessione plenaria del Comitato centrale non ha ancora risolto completamente il problema dell’accumulazione né il problema della distribuzione. Se non si
risolveranno questi problemi, nelle masse non ci sarà entusiasmo per il grande balzo
in avanti. Ora deve essere emesso un comunicato ufficiale per calmare gli animi del
popolo, informando che attualmente nelle comuni popolari fondamentalmente
domina un sistema di proprietà collettiva basato sulla brigata di produzione, mentre
la proprietà della comune costituisce solo una parte e le comuni, così come le
circoscrizioni amministrative, sono solo un punto di passaggio tra proprietà del
popolo e proprietà collettiva. Non emettere un tale comunicato sarebbe pericoloso.
Quest’anno le nostre scorte sono diminuite, non c’è stato aumento della produzione.
Tanto più si oppone resistenza all’individualismo, tanto minori saranno i risultati
dell’ammasso. Questa situazione esiste dappertutto. Perché tanta parte del raccolto
non è stata messa al riparo? Perché non sono state messe al coperto tali cose? Proprio
perché il problema del sistema di distribuzione non è stato risolto. Il comitato di
97
Mao Tse-tung - OPERE
partito di Hsinhsiang nello Honan riferisce che, essendosi raccolto poco, chi compie
il raccolto se lo tiene e il raccolto è stato fatto in una notte. Deve essere chiaro che
l’occultamento della produzione da parte dei contadini è legittima; il Comitato
centrale e i comitati di partito delle province devono convincere di ciò i comitati di
partito di prefettura, di distretto e di comune e i comitati di partito della comune
devono convincere di ciò le cellule delle circoscrizioni amministrative. Noi stiamo
dalla parte che in primo luogo sostiene i diritti legittimi dei contadini e contemporaneamente chiariamo anche che non abbiamo in mente altro che promuovere
l’industrializzazione. Per ciò che riguarda le differenze di reddito, bisogna introdurre
livelli salariali fissi e una valutazione flessibile. Una volta al mese si farà la valutazione
sulla base del criterio più salario a chi lavora di più; una volta al mese ci sarà un
aggiustamento senza però variare il monte salari: ciò significa verso l’alto fisso e verso
il basso flessibile2.
In definitiva quanto deve controllare la comune? La comune deve controllare tre
punti principali: le tasse statali, i mezzi di accumulazione e il fondo di assistenza
sociale. Poi ci sarebbero ancora l’ammasso, la pianificazione, i prezzi e l’istruzione.
La comune deve stare attenta a non essere troppo rigida nel campo dell’istruzione.
Attualmente si incentiva troppo l’industria nelle comuni, nei distretti e nelle
prefetture; anche nelle province sono aumentate le industrie che non erano
ancora state incluse nella pianificazione statale. Bisogna emanare delle regole:
non è accettabile che non si incentivi l’industria, ma non è neppure accettabile
che la si incentivi troppo. Bisogna riordinare l’industria ai cinque livelli: Centro,
provincia, prefettura, distretto e comune; in nessuno dei cinque livelli devono
esserci troppe industrie. Dobbiamo somministrare ulteriori docce fredde.
Il problema del sistema di proprietà deve essere chiarito, la politica di Stalin
deve essere confrontata con la nostra, l’entusiasmo di Stalin è stato troppo grande:
per quanto riguarda i contadini egli seguì la linea “prosciugare lo stagno per
pigliare i pesci”. Attualmente siamo di fronte alla stessa malattia, il motivo
conduttore è la lotta contro il conservatorismo e l’individualismo. Io invece
appoggio questi ismi. Se non si è contro l’individualismo esistono delle attenuanti;
bisogna trasformarlo in un diritto legittimo. Io sostengo in una certa misura anche
l’occultamento della produzione e la ripartizione privata; ciò è un giusto diritto,
tranne quando si tratta di appropriazione indebita e di sabotaggio. Nella
distribuzione bisogna aumentare in una certa misura la parte destinata al
consumo, bisogna aumentare la produzione, le brigate povere devono raggiungere a poco a poco il livello delle brigate ricche, non bisogna livellare e non
bisogna incentivare troppo l’industria. Questi sono i metodi da seguire per
l’accumulazione. Bisogna limitarsi nelle spese per la costruzione di grandi aziende
industriali, per la realizzazione di grandi progetti di rifornimento idrico, per strade,
ecc. Nella distribuzione deve essere aumentata la parte individuale, quanto è
prodotto oltre la norma deve essere ripartito. Se la norma ammonta a 10 maiali
e si sono allevati 11 maiali, 1 maiale deve essere suddiviso. La guardia del corpo
Tien Chia-ying è originaria dello Hopei. Quando andò a fare una visita a casa, la
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Conferenza di Chengchow: primo discorso
famiglia macellò un maiale di 60 chin3. Perché lo macellarono? Non potevano
permettersi di aspettare, se avessero aspettato gli sarebbe stato portato via.
Secondo me bisogna redigere un progetto di risoluzione che abbia come punto
principale il sistema di proprietà e che tratti anche il problema dell’accumulazione
e il problema della distribuzione. La quantità di cereali prodotta dalle singole
brigate di produzione è differente, differente deve essere anche la norma di
consumo dei prodotti alimentari delle singole brigate di produzione; in alcune
ammonta forse a meno di 380 chin. È l’unica via che possiamo seguire. Chi
produce più cereali, riceve più da mangiare, chi produce di più riceve più salario,
livelli salariali fissi e valutazione flessibile, il principio fondamentale è “a ciascuno
secondo il suo lavoro”. Ciò per quanto riguarda il consumo. L’accumulazione
serve alla copertura dei costi della costruzione. Le comuni non possono tenere
gruppi di lavoro culturale che non partecipano alla produzione. A tutti i livelli ci
sono troppi quadri, tutto il nostro apparato deve essere molto semplificato. Nella
risoluzione deve esserci una parte dedicata a come incentivare economicamente
le comuni. Quanto all’entusiasmo per lo sviluppo dell’industria, da una parte lo
si deve elogiare e dall’altra limitarlo sia a livello centrale che a livello di provincia,
di prefettura e di distretto. Per il momento dobbiamo sospendere alcune iniziative
industriali, solo più tardi potremo intraprenderne; dovrà poi seguire un riassetto
per stabilire quali industrie spettano ai distretti e quali alle comuni.
Ho scritto alcuni punti.
1. Sul problema del sistema di proprietà. Entro alcuni anni, diciamo entro
quattro o cinque anni, avremo concluso il passaggio graduale dal sistema di
proprietà basato essenzialmente sulla brigata di produzione al sistema di proprietà
basato essenzialmente sulla comune. Tuttavia attualmente la comune dispone
solo di una parte della proprietà: l’accumulazione, il fondo di assistenza sociale,
ecc. Lo stesso vale per la proprietà dei prodotti, perciò “riconosciamo il
conservatorismo o individualismo delle brigate di produzione”. In questo modo
i nostri quadri dei sei livelli possono diventare una cosa sola con le masse di 600
milioni di persone. Da una parte si deve criticare il nostro egualitarismo e dall’altra
il loro particolarismo. Prima dell’autunno dello scorso anno si ebbe l’impressione
che i contadini volessero superare gli operai, ma dopo l’autunno occultarono una
parte della produzione e la divisero privatamente; la natura duplice4 dei contadini
è proprio questo, i contadini sono sempre solo dei contadini. Il problema sta nel
cedere di fronte ai contadini? Il problema non sta nel cedere di fronte ai contadini,
ma nel passaggio graduale da “a ciascuno secondo il suo lavoro” a “a ciascuno
secondo i suoi bisogni”. In un certo senso, cioè di fronte all’eccessivo entusiasmo
per lo sviluppo dell’industria, ciò è un cedimento. La proprietà della comune potrà
realizzarsi solo educando gradualmente per alcuni anni i contadini, non si può
realizzare in un sol colpo, bisogna considerare ciò come un processo.
Per passare dai gruppi di mutuo aiuto sul lavoro alle cooperative di produzione
agricola di livello superiore ci sono voluti 4 anni (dal 1953 al 1956); per arrivarci
abbiamo dovuto fare molti passi. Per passare completamente dalla proprietà
99
Mao Tse-tung - OPERE
collettiva della cooperativa di produzione di livello superiore alla proprietà collettiva
della comune forse ci vorranno anche quattro o più anni, diciamo cinque, sei o sette
anni. L’idea di arrivarci più velocemente è sbagliata. Il problema è che le brigate
povere dovranno elevarsi al livello di produzione delle brigate ricche; dovrà
compiersi un tale processo. A causa della grandezza delle comuni e della quantità
delle brigate questo processo sarà lungo e sarà anche il processo della meccanizzazione
dell’agricoltura, dell’elettrificazione, dell’industrializzazione delle comuni, dell’industrializzazione del nostro paese, dell’innalzamento della coscienza socialista e
comunista e delle qualità morali del popolo, dell’innalzamento del livello della
cultura, dell’istruzione e del patrimonio tecnologico del popolo. Calcoliamo di poter
arrivare in 4 anni a 50 milioni di tonnellate di acciaio. Per lo sviluppo della
meccanizzazione dell’agricoltura per il prossimo anno abbiamo preventivato 1
milione di tonnellate, per il seguente 2 milioni di tonnellate e per il successivo 3
milioni di tonnellate, in tutto 6 milioni di tonnellate di acciaio: così potremo
raggiungere un certo livello. Per l’industrializzazione delle comuni abbiamo bisogno
di quattro, cinque, sei o sette anni per raggiungere un certo livello. Naturalmente
questo è solo il primo passo, poi c’è un secondo e un terzo passo e solo dopo potremo
completare la realizzazione del socialismo (ciò durerà quindici, venti o anche più
anni). Tutto questo processo sarà per sua natura un processo in cui predominerà il
principio socialista “a ciascuno secondo il suo lavoro”. Il sistema della proprietà
collettiva delle comuni del popolo, cioè il primo passo di questo processo, contando
a partire dal 1958 sarà completato in tre, quattro, cinque, sei o sette anni; è anche
possibile che durante questo periodo una parte delle comuni popolari o anche la
maggior parte siano passate alla proprietà di tutto il popolo5.
Nel 1958 abbiamo avuto un abbondante raccolto di cereali, cotone, semi
oleaginosi, juta, ecc., ma negli ultimi 4 mesi (da novembre dello scorso anno a
febbraio di quest’anno) imperversa la scarsità di cereali e di olio commestibile:
non è strano? È arrivata imprevista una tempesta a ciel sereno. Da una parte i
comitati di partito dei sei livelli (Centro, province, prefetture, distretti, comuni e
circoscrizioni amministrative) criticano violentemente il particolarismo delle
brigate e delle squadre di produzione e con questo intendono l’occultamento
della produzione e la ripartizione privata. Hanno messo un cappello alla cosa, la
chiamano particolarismo. Dall’altra parte è risaputo ed è pratica comune che le
brigate e le squadre di produzione occultano e dividono privatamente una parte
della produzione, la nascondono nelle cantine e fanno la guardia per proteggere
i loro prodotti; a loro volta essi criticano la comune e i livelli superiori di imporre
il livellamento, di requisire i loro prodotti, collettivizzare la loro proprietà, di
compilare polizze di pegno e di pesare e portare via tutto ovunque passano. Io
credo che fondamentalmente il modo di agire delle brigate e delle squadre di
produzione è giustificato e legittimo (parzialmente è ingiustificato e illegittimo:
quando si appropriano dei prodotti altrui, quando dichiarano una produzione
maggiore e quando dichiarano che hanno adempiuto l’impegno di vendita allo
Stato che in realtà non hanno adempiuto). Fondamentalmente il loro comporta100
Conferenza di Chengchow: primo discorso
mento non lo si può chiamare particolarismo, si tratta essenzialmente di un diritto
legittimo e giusto. In fondo sono cose prodotte da loro! Marx ha parlato 100 anni
fa del principio “più salario per più lavoro”. Loro capiscono qualcosa di marxismo
e seguono questo principio. Ci sono due problemi: 1. il livellamento di brigate
ricche e brigate povere; il metodo egualitario di distribuzione significa
appropriazione senza contropartita di una parte dei frutti del lavoro altrui,
significa violazione del principio “a ciascuno secondo il suo lavoro”; 2. le imposte
statali nelle campagne ammontano a circa il 7 per cento del valore del prodotto
lordo dei contadini (così è nello Honan): questa percentuale non è elevata e i
contadini sono d’accordo. L’ammontare dell’accumulazione che le comuni e i
distretti prelevano dal prodotto lordo delle brigate di produzione è invece
eccessivo. Nello Honan per esempio arriva anche al 26 per cento, che sommato
al 7 per cento di imposte statali fa il 33 per cento. Mettiamo da parte un ulteriore
20 per cento per i costi di produzione nel 1959, più il fondo di assistenza sociale
e le spese di amministrazione delle comuni e si arriva al 53 per cento. Il reddito
dei singoli membri della comune ammonta solo al 47 per cento. Credo che la
proprietà del singolo sia troppo poca e questo non corrisponde al principio degli
incentivi materiali. La politica non può sbagliare: quando c’è 70 per cento di
politica e 30 per cento di incentivi materiali, questi ultimi sono troppo poco. Le
spese di amministrazione comprendono un’alta percentuale di sprechi e ci sono
troppi impiegati. Una comune arriva ad avere a carico più di 3.000 persone che
non lavorano in produzione eppure mangiano, o che lavorano solo part-time
eppure mangiano e poi un gruppo per il lavoro culturale con più di 180 persone
che non partecipano alla produzione. Il caso citato è reale, è una comune dello
Shansi meridionale. Inoltre si spreca costruendo archi di trionfo, edifici accessori,
ecc. Quando nell’autunno del 1958 furono fondate le comuni si sollevò il “vento
di comunismo” che comprendeva diverse cose: il livellamento di poveri e ricchi
(ciò è già stato corretto, ma ci sono ancora conseguenze); accumulazione
eccessiva; maiali, polli, anatre (a volte parzialmente a volte integralmente)
diventarono senza indennizzo proprietà della comune; analogamente una parte
di tavoli, sedie, banchi, coltelli, pentole, scodelle, bastoncini per mangiare, ecc.
vennero trasferiti senza indennizzo alle mense pubbliche. Anche una buona parte
degli appezzamenti privati andò alle comuni (alcuni andarono legittimamente alle
comuni); alcuni furono dati in prestito alle comuni, altri non avrebbero dovuto
spettare in nessun caso alle comuni, ma passarono alle comuni; per alcuni non
è stato neanche valutato il valore. In questo modo soffiò su tutto il paese il “vento
di comunismo”. Appropriarsi senza indennizzo dei frutti del lavoro altrui è illecito.
Se guardiamo la nostra storia risulta che abbiamo espropriato senza indennizzo
solo i mezzi di produzione dell’imperialismo, del feudalesimo e del capitalismo
burocratico. Abbiamo anche messo le mani su una parte dei loro mezzi di
consumo eccedenti. Ma tutto ciò era il frutto del lavoro del popolo lavoratore, non
è vero che ci siamo appropriati dei frutti del lavoro degli imperialisti, dei burocrati
e dei feudatari, ci siamo solo ripresi i frutti del nostro lavoro. Nei confronti della
101
Mao Tse-tung - OPERE
borghesia nazionale abbiamo seguito la politica dell’acquisto. La borghesia
nazionale nel passato è stata nostra alleata, ha anche sostenuto la trasformazione
socialista, noi dobbiamo servirci ancora del suo lavoro, ecc. Se è così, come
possiamo appropriarci senza indennizzo dei frutti del lavoro dei contadini? In
passato ciò non è stato chiarito ai quadri di base perciò essi vollero collettivizzare
la proprietà senza riflettere. Naturalmente ciò che va al fondo di accumulazione
pubblico per la costruzione nazionale non può essere considerato né alla stessa
stregua dei mezzi di consumo né semplicemente come appropriazione senza
indennizzo: sono risorse destinate alla costruzione che serve per l’ulteriore
riproduzione. Considerazioni analoghe valgono per le imposte statali: tutto ciò è
vero. Se non spieghiamo chiaramente come stanno le cose circa il sistema di
proprietà tutto è confuso. I quadri considerano in realtà le comuni come proprietà
di tutto il popolo, al massimo possono immaginarsi una grande proprietà
collettiva, ma non concepiscono la proprietà delle brigate di produzione.
2. Sull’impiego della forza-lavoro. Le attuali contraddizioni tra noi e i contadini
derivano da un lato dall’esproprio dei prodotti e dall’altro dall’esproprio della forzalavoro. Attualmente tre cose, terra, forza-lavoro e prodotti, sono nominalmente di
proprietà della comune, ma di fatto sono fondamentalmente anzitutto proprietà della
brigata di produzione. A questo punto del nostro sviluppo solo una parte delle cose
è proprietà della comune, cioè l’accumulazione della comune, le industrie costruite
dalla comune, il lavoro dei lavoratori fissi e dei lavoratori part-time nelle industrie
della comune e il fondo di assistenza sociale. Questo costituisce la cosiddetta
proprietà della comune. Sebbene sia così, le nostre speranze stanno tutte qui.
L’accumulazione è cresciuta anno dopo anno, l’industria della comune è stata
ampliata anno dopo anno, la comune ha macchine agricole grandi e medie, la
comune aziona centrali elettriche, gestisce scuole, ecc. In tre, cinque o sette anni
potremo rivoluzionare l’attuale situazione di proprietà, cioè dall’attuale sistema di
proprietà basato sulla brigata e solo in parte sulla comune passeremo a un sistema
di proprietà basato sulla comune e solo in parte sulla brigata. Naturalmente ci
trascineremo dietro ancora la coda di parziali proprietà private, per esempio alberi
davanti alle case, pollame, bestiame minuto, piccoli apparecchi agricoli, piccoli
attrezzi, ecc. Prima della costruzione su larga scala di case di abitazione di proprietà
pubblica, restano proprietà privata anche le case d’abitazione, che per loro natura
sono beni di consumo. Ora i contadini non temono che venga tolta loro la terra; ciò
che temono è che possano essere tolti loro la forza-lavoro e i prodotti. L’attaccamento
alla proprietà della propria forza-lavoro e dei prodotti del proprio lavoro è grande.
Appena si esercita pressione su di loro, 500 milioni di contadini non hanno via
d’uscita e oppongono resistenza. L’anno scorso i contadini hanno opposto resistenza, hanno lasciato andare a male i raccolti o li hanno perfino distrutti. Questa
resistenza è stata una buona cosa, in quanto ha obbligato a riflettere su questo
problema.
Attualmente l’impiego della forza-lavoro è molto insensato. L’agricoltura (che
comprende coltivazione dei campi, economia forestale, allevamento, attività
102
Conferenza di Chengchow: primo discorso
secondarie e pesca) può contare su una forza-lavoro insufficiente, mentre c’è
troppo personale nell’industria, nell’amministrazione e in attività di servizio, a
volte si arriva al 30 e perfino al 40 per cento: questa percentuale deve essere
decisamente ridotta. Negli ultimi otto anni gli operai sono aumentati di 8 milioni,
il nuovo balzo in avanti ha mobilitato in un anno più di 10 milioni di nuovi operai,
di fatto si è arrivati a 26 milioni di uomini. A partire da Chang Chih-tung6 in Cina
si promuove lo sviluppo dell’industria. Al momento della liberazione in Cina
c’erano 4 milioni di operai nell’industria. Questa cifra è cresciuta in media di un
milione ogni anno fino al 1957: ciò significa 8 milioni di nuovi operai per un totale
di 12 milioni. Invece solo nell’ultimo anno siamo arrivati a 26 milioni di operai
nell’industria, più 4 milioni in diversi rami e professioni per cui si arriva a 30
milioni. Un’improvvisa crescita fino a 30 milioni da un lato è benvenuta, dall’altro
è preoccupante. In tutte e tre queste categorie ci sono troppe persone, bisogna
ridurre decisamente il loro numero e fare in modo che si occupino di agricoltura,
economia forestale, allevamento, attività secondarie e pesca, altrimenti sarà
pericoloso. Ciò significa che il 20 per cento dei nuovi occupati nell’industria
devono tornare nelle campagne. Nelle attività di servizio il personale deve essere
drasticamente ridotto e il personale amministrativo deve ammontare solo a un
millesimo del totale. Alla comune non può essere permesso di mantenere gruppi
di lavoro culturale che non partecipano alla produzione. La lotta tra brigata di
produzione da una parte e comune, distretto e Stato dall’altra per la forza-lavoro
umana è un problema serio.
3. Sulla distribuzione. Per distribuzione intendiamo l’assegnazione dei beni
destinati al consumo personale. Nel complesso le brigate di produzione si
dividono in tre categorie: povere, medie, ricche. Per quanto concerne il consumo
di prodotti alimentari e il salario base ci sono notevoli differenze tra queste
categorie. Bisogna anche distinguere tra consumo di prodotti alimentari e salario.
Ogni brigata è differente. A prescindere dai prodotti destinati ad essere acquistati
dallo Stato, vale il principio: chi raccoglie di più mangia di più, chi raccoglie di
meno mangia di meno. Per ciò che concerne il salario, bisogna introdurre livelli
salariali fissi e una valutazione flessibile verso il basso e fissa verso l’alto. Bisogna
instaurare un sistema rigoroso per la raccolta dei cereali, per l’amministrazione dei
cereali (ci sono depositi dello Stato, della comune e delle brigate di produzione)
e per l’utilizzo dei cereali (deve essere data una quantità fissa). Per l’utilizzo dei
cereali si devono fare dei calcoli giusti. L’abbondanza del raccolto dell’ultimo
anno ci ha lasciato insensibili. Il problema dei prodotti alimentari non è risolto,
se ne discuterà per 10 anni, né si può parlare di una soluzione se in media ci sono
3.000 chin pro capite all’anno. Dobbiamo agire energicamente contro lo spreco,
la produzione non potrà mai soddisfare i diversi bisogni; soddisfatti i vecchi
bisogni ne sorgeranno dei nuovi. Nel 1958 è stato accumulato un po’ troppo,
anche se le istituzioni erano buone. Stante questa situazione bisogna annunciare
pubblicamente alle masse che nel 1959 l’accumulazione fatta dalla comune non
supererà il 18 per cento e che insieme al 7 per cento di imposte statali non
103
Mao Tse-tung - OPERE
oltrepasserà in tutto il 25 per cento. Ciò calmerà gli animi e favorirà l’aumento
dello zelo nella produzione e nei lavori primaverili.
In conclusione vorrei parlare del problema “dell’andare alla base”, del diventare
membro della comune. I quadri di tutti i livelli vengono mandati al livello più
basso, divisi in livelli e in gruppi, ogni anno per almeno 30 giorni e al massimo
40 giorni, così diventano membri della comune. Una parte va in fabbrica o in
miniera per diventare operai. In questo modo possiamo diventare tutt’uno con le
masse e non potrà più esserci una situazione tesa come adesso. Prima di oggi
abbiamo messo al primo posto lo Stato, al secondo la comune e al terzo il singolo.
Ora abbiamo rovesciato tutto: al primo posto c’è la risoluzione del problema del
sostentamento del popolo, al secondo posto l’accumulazione tramite la comune
e al terzo le imposte statali.
NOTE
1. Cioè la proprietà collettiva della comune resta ancora principalmente una volontà del
comitato di partito della comune.
2. Cioè remunerazioni fisse per le varie prestazioni lavorative e valutazione mensile delle
prestazioni lavorative individuali; monte salari fisso e redistribuzione al suo interno dei
salari individuali a secondo delle prestazioni individuali di lavoro.
3. Cioè macellarono un maiale ancora giovane, di meno di 30 chili.
4. La duplice natura è 1. la natura di lavoratori e come tali interessati alla creazione di un
grande sistema economico unitario altamente produttivo e 2. la natura di piccoli
proprietari e come tali interessati a far valere a ogni livello, in ogni cosa e in ogni
momento il principio “a ognuno il suo”, anche a scapito dello sviluppo della
produzione che è il presupposto del miglioramento delle loro condizioni.
5. La natura del processo sarà “a ciascuno secondo il suo lavoro”. La proprietà collettiva
(di gruppo) dei lavoratori sarà la forma prevalente e quindi i collettivi scambieranno
la maggior parte di loro prodotti con contropartita sia con altri collettivi sia con lo Stato.
Nel frattempo però all’interno di ogni collettivo sarà cresciuta la proprietà di tutto il
popolo, cioè la parte del prodotto distribuito secondo il principio “a ognuno secondo
i suoi bisogni”.
6. Chang Chih-tung fu un esponente del “movimento di autorafforzamento” sorto tra la
classe feudale cinese negli ultimi anni del secolo XIX per promuovere la modernizzazione
dell’impero cinese, come stava avvenendo nell’impero giapponese.
104
CONFERENZA DI CHENGCHOW:
SECONDO DISCORSO
(27 febbraio 1959, pomeriggio)
Durante l’anno 1958 abbiamo ottenuto successi su tutti i fronti: sul fronte del
pensiero politico, sul fronte dell’industria, sul fronte dell’agricoltura, sul fronte dei
trasporti e delle comunicazioni, sul fronte del commercio, sul fronte della cultura,
dell’istruzione e della salute pubblica, sul fronte della difesa nazionale e molti altri,
dappertutto è lo stesso. Particolarmente impressionante è il grande balzo in avanti
dell’industria e dell’agricoltura. Nel 1958 sono state costituite nei villaggi del
nostro paese le comuni popolari.
La creazione delle comuni popolari ha allargato e sviluppato la proprietà collettiva
dei mezzi di produzione che esisteva già nei villaggi. Essa ha inoltre incominciato
a introdurre nei villaggi degli elementi di proprietà di tutto il popolo. Le dimensioni
delle comuni popolari sono molto più vaste di quelle delle cooperative di
produzione agricola. In più esse realizzano l’unione di operai, contadini, commercianti, intellettuali e soldati, dell’agricoltura, della silvicoltura, dell’allevamento e della
piscicoltura, dando così un grande impulso alla produzione agricola e sviluppando
pienamente l’economia dei villaggi. La grande massa dei contadini, specialmente i
contadini poveri e medi dello strato inferiore, ha accolto le comuni popolari con
grande entusiasmo. I quadri in massa hanno compiuto nel movimento delle comuni
popolari un grande lavoro utile e benefico. Essi, in quanto comunisti, hanno
dispiegato un’attività considerevole; è stata una cosa straordinariamente preziosa
perché, se non si fossero impegnati così attivamente, noi non avremmo potuto
ottenere successi così grandi. Naturalmente nel nostro lavoro non potevamo ottenere
solamente successi, ci sono anche delle insufficienze. In un movimento sociale
nuovo come quello delle comuni popolari, mai sperimentato prima e quindi senza
precedenti e che interessa centinaia di milioni di persone, solo la pratica consente
al popolo e ai suoi dirigenti di accumulare gradualmente esperienza della natura
delle cose, di approfondire gradualmente la conoscenza di esse, di metterne in
rilievo le contraddizioni e di risolverle tutte, di garantire il successo del lavoro e
di superarne i difetti. Chiunque pretende che un grande movimento sociale possa
essere del tutto esente da insufficienze è solamente un sognatore o un attendista,
un calcolatore oppure nettamente un oppositore. Questo è per quanto riguarda
i nostri risultati e le nostre insufficienze. Alcuni mettono in dubbio o negano il
carattere positivo delle comuni popolari. È chiaro che questi punti di vista sono
del tutto sbagliati.
Attualmente, le comuni popolari sono in piena fase di riorganizzazione e in
pieno rafforzamento. Per riorganizzazione delle comuni intendo dire che esse o
Mao Tse-tung - OPERE
sono già state o sono ancora occupate a discutere principalmente due problemi:
se c’è stato nel 1958 un grande balzo in avanti e se le comuni popolari mostrano
la loro superiorità. In questo lavoro di riorganizzazione delle comuni i membri dei
comitati di partito a tutti i livelli, secondo le direttive della sesta sessione plenaria
del Comitato centrale, hanno scelto, innanzitutto, di mettere in primo piano il
successo del grande balzo in avanti e di far emergere la superiorità delle comuni
popolari e, in secondo luogo, di mettere in evidenza gli errori e le insufficienze
nei metodi di lavoro. Questo modo di agire è molto giusto. Così facendo si potrà
salvaguardare lo spirito di iniziativa della maggior parte dei quadri e delle masse.
Per quanto riguarda i quadri, più dell’80 per cento di essi sono buoni, dunque
bisogna assolutamente proteggerli.
Ora parlerò un po’ della questione delle comuni popolari. Io penso che le
comuni popolari racchiudono in se stesse una contraddizione, una contraddizione che si può dire abbastanza seria e che la maggioranza dei nostri compagni non
hanno ancora preso in considerazione; la sua natura non è stata ancora scoperta
ed è per questo che non è stata ancora risolta. Ora, io penso che bisogna risolvere
rapidamente questa contraddizione, per facilitare il dispiegamento dello spirito
d’iniziativa delle grandi masse popolari e facilitare così i nostri rapporti con i
quadri di base. Questa contraddizione riguarda essenzialmente i rapporti tra i
membri dei comitati di distretto da una parte e i membri del partito nelle comuni
e i quadri di base dall’altra. Di che tipo di contraddizione si tratta? Chiunque può
vedere che attualmente i nostri rapporti con i contadini, su certe questioni, sono
piuttosto tesi. Il fenomeno più sorprendente è che dopo l’abbondante raccolto del
1958 la raccolta e l’acquisto dei prodotti agricoli quali cereali, cotone, semi oleosi,
ecc. non sono stati completati finora che solo in parte. Inoltre, in tutto il paese (ad
eccezione di un piccolo numero di regioni sinistrate), quasi dappertutto, si è
nascosta o si è ripartita in privato la produzione e da ciò deriva una grande penuria
in fatto di cereali, di semi oleosi, di carne di maiale e di legumi.
Ora queste differenti derrate mancano su una scala molto più grande che al
tempo delle due precedenti fasi di penuria nell’approvvigionamento, cioè nel
1953 e nel 1955. Compagni, vi chiedo di riflettere: cos’è questa faccenda? Secondo
me, conosceremo bene la natura di questo problema partendo dalla sua
contraddizione principale, che occorre definire. La sua origine presenta diversi
aspetti, ma io credo che dobbiamo cercare la risposta essenzialmente nella nostra
scarsa conoscenza del sistema di proprietà delle comuni popolari nelle campagne
e nella politica che di conseguenza abbiamo adottato.
La proprietà delle comuni nei villaggi deve passare attraverso una tappa
transitoria? Si può o no, subito dopo la costituzione delle comuni, instaurare un
sistema di proprietà integrale delle comuni ed eliminare subito la proprietà delle
brigate di produzione? Io parlo ora proprio delle brigate di produzione che in certe
località sono anche unità amministrative di gestione equivalenti nell’insieme alle
cooperative di produzione agricola d’un tempo. Attualmente, molte persone non
comprendono ancora che la proprietà delle comuni nel suo sviluppo deve
106
Conferenza di Chengchow: secondo discorso
necessariamente passare attraverso un periodo transitorio e che occorre un
periodo di transizione tra la piccola proprietà collettiva delle brigate e la grande
proprietà collettiva delle comuni, un periodo che durerà parecchi anni. Pensano
a torto che sin dal momento della istituzione delle comuni popolari i mezzi di
produzione delle brigate, la loro manodopera e i loro prodotti possono essere
messi interamente a diretta disposizione degli organi dirigenti delle comuni;
prendono, a torto, il socialismo per il comunismo, la ripartizione “a ciascuno
secondo il suo lavoro” per la ripartizione “a ciascuno secondo i suoi bisogni” e
la proprietà collettiva per la proprietà di tutto il popolo. Essi respingono in molte
questioni la legge del valore e disapprovano lo scambio a parità di valore. Di
conseguenza nell’ambito delle loro comuni hanno praticato il livellamento tra
ricchi e poveri e hanno praticato una distribuzione egualitaria. Essi hanno
proceduto, senza indennizzo, a mettere in comune alcuni beni delle brigate di
produzione. Per quanto riguarda le banche, essi hanno ritirato l’intero ammontare
dei depositi di molti villaggi. “Uno: eguagliare, due: livellare, tre: ritirare i fondi”:
tutto ciò ha provocato un grande panico tra un gran numero contadini e costituisce
attualmente il problema fondamentale nei nostri rapporti con i contadini.
Le comuni popolari sono istituite, da noi esiste la proprietà delle comuni come
indicano la risoluzione della Conferenza di Peitaiho e quella della sesta sessione
plenaria del Comitato centrale. Il fatto che le comuni siano, in primo luogo, grandi
e, in secondo luogo, “comuni” ne indica la superiorità. Per i nostri villaggi è la
migliore via per la transizione dalla proprietà socialista collettiva alla proprietà
socialista di tutto il popolo e anche la migliore via di transizione dall’attuale società
socialista a una società comunista1. Non c’è alcun dubbio in proposito, si tratta di
una cosa del tutto certa. Avere dei dubbi su una questione così fondamentale è
completamente sbagliato, si tratta di opportunismo di destra. Un problema sorge
dal fatto che l’attuale proprietà delle comuni, oltre alla proprietà diretta delle
comuni, comprende anche la proprietà delle brigate di produzione (circoscrizioni
amministrative) e la proprietà delle squadre di produzione. Perché si possano
abolire le differenze fra questi tre livelli di proprietà e trasformare completamente
questi tre livelli di proprietà in un unico livello di proprietà, cioè, per dirlo
altrimenti, per passare da una proprietà parziale della comune a una proprietà
integrale della comune e giungere completamente alla sola proprietà delle
comuni, bisogna dotare le comuni di una forte e grande capacità economica ed
è inoltre necessario che, nell’insieme, i livelli di sviluppo di tutte le brigate di
produzione si equilibrino. Per questo ci vorranno alcuni anni. Attualmente si tratta
di sapere se questo ineluttabile processo comporta la necessità di fare delle
concessioni ai contadini. Finché nei villaggi non è realizzata la proprietà di tutto
il popolo i contadini restano sempre dei contadini, nel cammino verso il
socialismo essi conservano sempre una natura in qualche misura duplice. È solo
passo a passo che riusciremo a staccarli da una proprietà collettiva relativamente
piccola per giungere, passando per una proprietà collettiva relativamente grande,
alla proprietà di tutto il popolo. Ma non possiamo chiedere loro di compiere
107
Mao Tse-tung - OPERE
questo passaggio in un colpo solo, allo stesso modo in cui precedentemente è
stato solo passo a passo che noi abbiamo condotto i contadini a staccarsi dalla
proprietà individuale e passare alla proprietà collettiva. Partendo da un sistema
di proprietà parziale della comune popolare, noi andiamo verso un sistema di
proprietà integrale della comune popolare. Ciò sarà il risultato della trasformazione delle brigate di produzione relativamente povere in brigate di produzione
relativamente ricche, del rafforzamento della comune, dello sviluppo dell’industria, della meccanizzazione dell’agricoltura, dell’elettrificazione, dell’industrializzazione della comune e di tutto il paese. Attualmente, i beni propri delle comuni,
come le imprese e le diverse attività che esse organizzano, le quote e i fondi per
il benessere di cui dispongono sono ancora poco importanti. Malgrado ciò è qui
che riponiamo le nostre speranze più grandi e più luminose, perché le comuni
possono, anno dopo anno, avvalersi dell’accumulazione delle brigate di produzione e accrescere questa accumulazione, oltre che con gli investimenti statali,
anche con i proventi delle imprese create dalle comuni stesse. Il loro sviluppo non
sarà lento, ma al contrario molto rapido.
Per quanto riguarda la questione degli investimenti statali, io propongo che nei
prossimi quindici anni lo Stato investa nelle comuni qualche miliardo, fino a
qualche diecina di miliardi di renminbi, per aiutarle a sviluppare le loro industrie
e aiutare le brigate di produzione povere a promuovere la loro produzione. Penso
che le comuni povere e le brigate di produzione povere potranno, in pochissimo
tempo, raggiungere il livello delle comuni ricche e delle brigate di produzione
ricche e, inoltre, che si svilupperanno considerevolmente. Le comuni, una volta
dotate di una grande capacità economica, potranno realizzare la proprietà
integrale delle comuni e sarà possibile passare alla proprietà di tutto il popolo.
Ci vorrà probabilmente il tempo di due piani quinquennali. Ma se si ha troppa
fretta, non si riuscirà mai. Voler raggiungere rapidamente lo scopo vuol dire
andare verso il fallimento. È anche quanto dice la risoluzione di Peitaiho, cioè che
ci vorranno tre, quattro, cinque, sei o anche molti anni di più. Dopo bisognerà
ancora superare diverse tappe di sviluppo e, tra quindici, vent’anni o forse anche
più, le comuni socialiste si trasformeranno in comuni comuniste.
La risoluzione della sesta sessione plenaria del Comitato centrale ha chiaramente
definito che la transizione dalla proprietà collettiva alla proprietà di tutto il popolo
e la transizione dal socialismo al comunismo comportano necessariamente delle
tappe, ma non ha stabilito chiaramente che anche la realizzazione della proprietà
collettiva delle comuni necessita di fasi di transizione. Questa è una insufficienza,
dovuta al fatto che in quel momento non avevamo ancora delle conoscenze in merito
a questo problema. Così i compagni di base hanno confuso i tre distinti livelli della
comune, della brigata di produzione e della squadra di produzione. A dire il vero,
essi hanno negato che nelle comuni esistesse ancora una proprietà delle brigate di
produzione (o delle circoscrizioni amministrative che in origine sono pressoché
l’equivalente delle comuni). Ciò ha provocato inevitabilmente un’accanita resistenza
da parte dei contadini. Dal 1958, dopo il raccolto d’autunno, la penuria di cereali,
108
Conferenza di Chengchow: secondo discorso
di semi oleosi, di maiali e di legumi è diventata un fenomeno nazionale. Si tratta della
manifestazione più evidente di questa resistenza. Da un lato, i membri dei cinque
livelli (Centro, provincia, prefettura, distretto e comune: se si aggiungono le
circoscrizioni amministrative, i livelli diventano sei) hanno vivamente accusato le
brigate di produzione e le squadre di produzione di individualismo, di aver nascosto
la produzione ai fini di ripartirla privatamente e, peggio ancora, di averla nascosta
sottoterra in grotte segrete e aver organizzato dei corpi di guardie per proteggerla.
La produzione doveva essere venduta allo Stato, ma non è stata consegnata. Questo
tipo di individualismo esiste veramente e i quadri membri del partito che se ne sono
resi responsabili devono essere criticati. Ma in molti casi non si può parlare di
individualismo. Anche quando questo individualismo esiste realmente e merita di
essere criticato, prima di farlo dobbiamo assolutamente e in primo luogo esaminare
e correggere in noi stessi due tendenze: la tendenza all’egualitarismo e la tendenza
a una centralizzazione eccessiva. Chiamo tendenza all’egualitarismo il fatto di negare
che i redditi delle diverse brigate di produzione o dei diversi individui possono essere
differenti. Negare queste differenze vuol dire negare il principio socialista della
retribuzione di ciascuno secondo il suo lavoro: chi lavora di più ottiene di più.
Chiamo tendenza a una centralizzazione eccessiva il fatto di non riconoscere la
proprietà delle brigate di produzione né il diritto di queste brigate a esistere e la
tendenza a mettere arbitrariamente i beni delle brigate di produzione a disposizione
delle comuni. Allo stesso tempo, le squadre di produzione di molte comuni e di molti
distretti hanno messo da parte troppe riserve, le spese amministrative delle comuni
hanno comportato enormi sprechi. In alcune grandi comuni, ad esempio, ci sono
migliaia di persone che mangiano anche se non lavorano o lavorano solo metà
tempo. Cosa ancora più grave, i gruppi artistici non hanno partecipato alla
produzione. Queste due tendenze implicano entrambe il rifiuto della legge del valore
e il rifiuto dello scambio di prodotti a parità di valore. Ciò evidentemente è sbagliato.
Tutto ciò non può mancare di suscitare il malcontento di tutte le brigate di
produzione e di un gran numero di membri delle comuni.
Nostro compito attuale è spiegare chiaramente questi fatti alla massa dei quadri
e, dopo aver preparato a fondo la discussione, portarli a una vera comprensione.
In seguito, noi potremo insieme a loro rettificare correttamente e risolutamente
tutte queste tendenze, superare l’egualitarismo, correggere l’eccessiva
centralizzazione nelle comuni dei poteri, delle risorse finanziarie e della manodopera. Al momento di uniformare i criteri di distribuzione nelle comuni, bisogna
ammettere delle differenze ragionevoli. Bisogna differenziare le brigate povere e
quelle ricche rispetto ai beni alimentari e ai salari e, per quanto riguarda i salari,
fissare i livelli, senza fissare le retribuzioni corrispondenti. Le comuni devono
realizzare il potere dal basso, i tre livelli di amministrazione, i tre livelli di
contabilità e prendere la squadra come base per la contabilità. Tra le comuni e
le squadre e tra le stesse squadre bisogna applicare lo scambio a parità di valore.
L’accumulazione delle comuni deve essere conforme alla situazione, non
dev’essere troppo grande. Bisogna assolutamente superare i fenomeni di spreco
109
Mao Tse-tung - OPERE
nell’amministrazione delle comuni. Solo in questo modo noi potremo effettivamente superare l’individualismo che esiste di fatto presso alcuni e consolidare il
sistema delle comuni. Dopo questa rettifica il potere a livello delle comuni non
risulterà molto diminuito, anzi resterà ancora abbastanza importante. Gli organi
dirigenti a livello delle comuni non resteranno senza competenze, perché avranno
molte questioni di cui occuparsi e dovranno sforzarsi molto per risolverle bene.
Dopo l’istituzione delle comuni, nell’autunno del 1958, ha soffiato un “vento di
comunismo”. Esso era anzitutto gravido di tre cose. La prima era il livellamento
tra i poveri e i ricchi. La seconda consisteva in un eccesso di accumulazione e di
lavoro non retribuito. La terza era la tendenza a “mettere in comune tutti i beni”.
Questo “mettere in comune tutti i beni” assumeva aspetti molto differenti. Alcuni
beni devono appartenere alle comuni, ma una gran parte di essi devono rimanere
privati. Ci sono cose che è inevitabile “prendere a prestito” a beneficio della
collettività, ad esempio tutto ciò di cui i servizi collettivi delle comuni hanno
bisogno: edifici, tavoli, sedie, panche, coltelli, pentole, tazze, bastoncini, ecc.,
tutto ciò, insomma, che è necessario alle mense. Alcuni beni che non occorre
appartengano alle comuni, per esempio, polli, anatre e una parte dei maiali sono
stati trasferiti ad esse senza che ne fosse fissato un prezzo. È questo il “vento di
comunismo” che soffiava. A dire il vero in certi campi si trattava in realtà di una
forma di confisca senza indennizzo di una parte dei frutti del lavoro altrui.
Evidentemente, ciò è una cosa diversa dall’accumulazione pubblica con il
consenso di tutti i membri delle comuni ai fini del benessere collettivo e con
l’autorizzazione delle alte istanze del partito e da una certa uniformazione nelle
misure di distribuzione, come i rifornimenti di viveri, ecc.: queste due ultime cose
non costituiscono una forma di confisca senza indennizzo. La confisca dei frutti
del lavoro altrui senza contropartita: ecco quello che non permetteremo mai.
Gettiamo uno sguardo sulla nostra storia. Noi abbiamo spogliato dei loro mezzi
di produzione solamente l’imperialismo giapponese, tedesco, italiano, il
feudalesimo, il capitalismo burocratico e abbiamo confiscato parzialmente le
case, i viveri e i mezzi di sussistenza dei proprietari terrieri. Tutto ciò non significa
affatto impadronirsi dei frutti del lavoro altrui. In effetti, li abbiamo spogliati
soltanto di beni di cui essi si erano appropriati senza lavorare. Per quel che
riguarda i mezzi di produzione della borghesia nazionale, noi non abbiamo scelto
di espropriarla senza indennizzo, ma abbiamo applicato una politica di riscatto2.
Effettivamente, malgrado la sua posizione di classe sfruttatrice, essa si è alleata alla
rivoluzione democratica e oggi non è ostile alla trasformazione socialista. Se
abbiamo adottato la politica del riscatto, è perché potevamo, sul piano sociale,
prendere questa iniziativa e, inoltre, perché essa era anche vantaggiosa dal punto
di vista economico. Compagni, noi non abbiamo cambiato neanche la nostra
politica nei confronti delle classi sfruttatrici: come potremmo dunque appropriarci, senza contropartita, dei frutti del lavoro del popolo lavoratore?
Noi abbiamo messo il dito su questo punto per spiegare chiaramente che non
è giusto livellare per forza poveri e ricchi né trasferire arbitrariamente i beni delle
110
Conferenza di Chengchow: secondo discorso
squadre di produzione né abolire i vecchi debiti esistenti tra le masse. Al contrario,
noi pensiamo che persino i vecchi debiti non devono essere annullati. In ogni
modo le brigate relativamente povere, le squadre in condizioni più difficili e le
famiglie poco agiate devono basarsi sui loro sforzi con l’aiuto delle comuni e dello
Stato: esse devono contare principalmente sulle loro forze e lottare per ottenere
l’aiuto e l’assistenza delle comuni e dello Stato e tra tre, cinque o sette anni si
saranno liberate delle relative difficoltà attuali e potranno fare completamente a
meno dell’aiuto degli altri per risolvere i loro problemi. I nostri poveri, cioè la
maggior parte dei contadini poveri e dei contadini medi dello strato inferiore della
popolazione dei villaggi, devono dar prova di una grande volontà e prendere
come modello la comune di Wang Kuo-fan, nel villaggio di Chiming del distretto
di Tsunhua nella provincia dello Hopei, soprannominata un tempo “comune dei
poveri”, che si è completamente risollevata. Mettiamoci a lottare con le nostre due
mani, per trasformare il nostro mondo e fare dei nostri villaggi, oggi ancora
chiaramente arretrati, dei giardini di gioia, prosperi e fiorenti. Questo giorno
arriverà di certo. Noi tutti lo vedremo.
Oltre alle tendenze all’egualitarismo e alla centralizzazione eccessiva, l’attuale
ripartizione della manodopera nei villaggi è anch’essa, in certi luoghi, poco razionale.
La manodopera destinata alle attività agricole (comprendendo in questo la coltivazione dei campi, la silvicoltura, l’allevamento e la piscicoltura) è in generale
insufficiente, mentre troppe persone sono impiegate nell’artigianato, nei servizi
pubblici e in compiti amministrativi. È necessario ridurre il personale di queste ultime
tre categorie. La ripartizione della manodopera delle comuni è un problema
fondamentale. Il contrasto sull’impiego della manodopera è una delle contraddizioni
importanti tra le brigate di produzione, le comuni, i distretti e gli organismi nazionali
di livello superiore ai distretti. È necessario avere una pianificazione unificata sulla
base dei bisogni comprovati dell’agricoltura, dell’industria, dei trasporti, dei servizi
pubblici, ecc. Noi dobbiamo raggiungere un equilibrio generale nella ripartizione
della manodopera. Le comuni e i distretti devono creare delle industrie, ma non
devono crearne troppe in un colpo solo. Le industrie e le imprese di ogni livello
devono economizzare la manodopera e impedirne ogni spreco. È necessario ridurre
tutto il personale eccedente dei servizi pubblici. Nelle comuni il numero del
personale amministrativo non deve superare una certa percentuale. Dobbiamo
anche badare a non impiegare troppo personale per lo sviluppo della cultura e
dell’insegnamento. Le comuni non devono essere autorizzate a costituire compagnie
artistiche, squadre sportive, ecc. staccate dalla produzione.
Noi dobbiamo tenere conto di tre elementi: la vita del popolo, l’accumulazione
delle comuni e i bisogni nazionali e avere una visione d’insieme. Così potremo
considerare tutto il paese come un solo scacchiere, altrimenti si tratterebbe solo di
un mezzo scacchiere o forse di uno scacchiere incompleto3. In generale, l’accumulazione delle comuni nel 1958 è stata eccessiva. Di conseguenza, tutte le regioni
devono basarsi sulla situazione d’insieme. L’accumulazione delle comuni nel 1959
deve essere limitata, bisogna dirlo alle masse, tranquillizzarle e promuovere il loro
111
Mao Tse-tung - OPERE
spirito d’iniziativa. Le comuni popolari devono mantenere fermi gli orientamenti di
fare in fretta e con economia e lottare risolutamente contro lo spreco. Per quel che
riguarda i lavori di approvvigionamento, sulla base dell’esperienza recente bisogna
fin da ora stabilire uno stretto sistema di quote, di controllo e di utilizzazione dei viveri
e bisogna assolutamente ben conservare, ben controllare e ben utilizzare i viveri delle
comuni. I bisogni alimentari della società aumentano sempre, perciò, almeno per
qualche anno ancora, bisogna far tacere la propaganda che tende a considerare il
problema dell’alimentazione come “risolto”, ecc.
Molto recentemente e in tutte le province un certo numero di quadri sono andati
in campagna per diventare membri delle comuni: questo è un ottimo metodo.
Propongo che i quadri di tutti i livelli vadano nelle campagne, per un certo periodo
e a gruppi, per almeno un mese o, al più, per un mese e mezzo. Una parte dei
quadri devono andare nelle fabbriche per lavorare come minatori e operai.
Abbiamo già applicato questo metodo l’anno scorso, con buoni risultati.
Quest’anno dobbiamo migliorare ancora la nostra propaganda. In ogni caso,
bisogna rafforzare costantemente i nostri legami con le grandi masse.
Se adottiamo le direttive e i metodi che ho appena menzionato, penso che i
nostri rapporti con i contadini e i quadri di base miglioreranno certamente molto
presto. La grande massa dei contadini ha già ricavato un enorme beneficio dal
movimento delle comuni e dal grande balzo in avanti del 1958. Ci auguriamo
fortemente la prosecuzione del grande balzo in avanti e il rafforzamento del
sistema delle comuni. Nessun attendista o calcolatore può distruggere questa
realtà. I nostri quadri hanno compiuto in un anno molto buon lavoro, hanno
ottenuto grandi successi, le grandi masse hanno potuto constatarlo con i loro
occhi. Il solo problema è per noi quello del miglioramento della produzione, cioè
il fatto che, sulla proprietà delle comuni, noi siamo andati un po’ troppo avanti.
È chiaro che questo difetto sta al tutto come un dito sta alle dieci dita. Ciò è
successo perché noi non abbiamo dato subito delle direttive concrete e i quadri
di base non hanno avuto in mano i criteri necessari. Come ho detto prima, in una
situazione così complicata come quella del passaggio alle comuni popolari,
impresa senza precedenti nella storia, questo era difficile da evitare. Si tratta per
noi solo di dare alle grandi masse dei chiarimenti su questi punti e nello stesso
tempo, nella nostra pratica, di porre riparo alle insufficienze che ci sono state in
alcuni periodi del passato nel nostro lavoro. Allora potremo tenere pienamente
in mano l’iniziativa e le grandi masse si schiereranno certamente dalla nostra parte.
Bisogna considerare questo: i proprietari terrieri, i contadini ricchi, gli elementi
controrivoluzionari e i cattivi elementi si sforzeranno di sabotare ogni cosa.
Tuttavia possiamo dire ai quadri e alle masse che, quando si presenterà questa
situazione, non avremo nulla da temere. Dobbiamo conservare il nostro sangue
freddo, in alcuni momenti non dire parola e avere in definitiva abbastanza
pazienza per lasciare che questa gente si smascheri da sola. Giunto questo
momento, le grandi masse sapranno certamente distinguere il vero dal falso e i
nostri nemici da noi. Esse schiacceranno tutti gli elementi meno avanzati che si
112
Conferenza di Chengchow: secondo discorso
sono fatti beffe di noi e gli elementi dell’opposizione che hanno voluto attaccarci.
Passando per questa tappa di riorganizzazione e di rafforzamento delle comuni
popolari, i nostri legami con le masse diverranno ancora più stretti. Sotto la guida
del grande Partito comunista cinese, i nostri 500 milioni di contadini acquisteranno uno stato d’animo ancora più lieto e ancora più fervente. Noi potremo
certamente realizzare nel 1959 un balzo in avanti ancora più grande. L’impresa
delle comuni popolari potrà senza alcun dubbio progredire rapidamente su delle
solide basi. La vittoria, ne sono sicuro, è nostra.
NOTE
1. Proprietà socialista collettiva è la proprietà comune di un gruppo di lavoratori che con
il resto della società socialista hanno principalmente un rapporto mercantile (produttori, venditori e compratori di merci). Proprietà socialista di tutto il popolo è la proprietà
comune, pubblica della società socialista che, salvo i rapporti con l’estero, distribuisce
i prodotti e il lavoro tra le sue parti costitutive e organizza la produzione e la
riproduzione delle condizioni materiali dell’esistenza principalmente sulla base di un
piano economico. La società socialista (o prima fase della società comunista) è
caratterizzata dal fatto che i beni di consumo individuale sono distribuiti tra i suoi
membri principalmente in proporzione alla quantità e qualità del lavoro svolto. La
società comunista è caratterizzata dal fatto che i beni di consumo individuale sono
distribuiti tra i suoi membri principalmente secondo i bisogni di ognuno di essi.
Un testo base in cui queste categorie sono illustrate è l’opuscolo di K. Marx, Critica del
programma di Gotha (1875).
2. Vedasi nota 6, pag. 74.
3. Mao Tse-tung propose questa formula all’epoca della guerra antigiapponese: egli insisteva
sull’interdipendenza delle lotte locali, sull’esempio degli scacchi cinesi (weichi).
113
CONFERENZA DI CHENGCHOW:
TERZO DISCORSO
(28 febbraio 1959)
Il nostro rapporto con i contadini è un po’ teso. Ciò dipende in primo luogo dal
problema dei prodotti alimentari e in secondo luogo dal problema dell’approvvigionamento. A Pechino ho esaminato alcuni materiali e mi sono accorto di questo
problema. A Tientsin e a Chengchow ho cercato alcuni compagni dei comitati
provinciali e di prefettura e mi sono intrattenuto con loro; dappertutto si è in procinto
di risolvere questo problema. Siamo schierati contro il particolarismo e l’individualismo, ma ci sono delle circostanze attenuanti; bisogna perdonare gli errori agli
interessati e non punirli. L’occultamento della produzione e la divisione privata da
parte dei contadini sono pienamente motivate; se non occultassero una parte della
produzione e non dividessero privatamente, non potrebbe durare. Dal novembre
dello scorso anno questo “vento di comunismo” ha spinto i contadini al punto di
mangiare di giorno rape e la sera riso. Un paio di centinaia di milioni di contadini
si sono associati ai capi delle squadre di produzione per resistere nei confronti dei
comitati di partito; il Centro, le province, le prefetture e i distretti stanno da un lato,
dall’altro ci sono centinaia di milioni di contadini assieme ai loro capisquadra e altri
capi. I capi delle brigate di produzione e delle circoscrizioni amministrative seguono
una via di mezzo, oscillano tra le due parti. Dato che abbiamo allungato troppo le
mani e abbiamo preso troppo, ai contadini non è rimasto altro da fare che occultare
una parte della produzione e dividerla privatamente. Ciò non sarebbe successo se
non gli avessimo portato via così tanti cereali e non li avessimo puniti. Bisogna
ammettere che i contadini sono dalla parte della ragione. Da settembre si
commettono grossi errori di avventurismo. Se questo problema non sarà risolto bene,
è molto probabile che commetteremo l’errore di Stalin e così non potrà svilupparsi
l’agricoltura. Nelle comuni popolari dello Honan i costi di produzione ammontano
al 20 per cento e l’accumulazione più le imposte al 50 per cento, quindi ai contadini
è lasciato solo il 30 per cento; essi occultano il 15 per cento e così ricevono in realtà
il 45 per cento. I maiali così come i cavoli cinesi passano alle comuni. Livellamento
significa avventurismo. Le nostre risoluzioni contemplano il principio “a ciascuno
secondo il suo lavoro”, ma non abbiamo discusso come questo principio viene
attuato nella pratica. Chi avrebbe pensato che un raccolto sovrabbondante avrebbe
creato una penuria di prodotti alimentari? Quest’anno per calmare gli animi del
popolo per quanto riguarda i prodotti alimentari deve essere emanato un proclama
che indichi a quanto ammonta l’acquisto statale e quanto viene destinato al consumo
personale dei contadini. A chi toccano i maiali che la brigata di produzione alleva?
A chi toccano i soldi ricavati dalla vendita dei prodotti? La parte maggiore della
Mao Tse-tung - OPERE
scacchiera sono i 500 milioni di contadini. Al primo posto c’è il sostentamento dei
membri della comune, al secondo posto l’accumulazione. L’accumulazione compiuta dalle comuni ammonta al 18 per cento, aggiunta al 7 per cento di imposte statali
fa il 25 per cento. Questa quota in molti posti è stata oltrepassata, ciò è molto
pericoloso perché si potrebbe commettere l’errore di Stalin. Ora si controlla troppo;
la comune controlla almeno 10 cose: le imposte, gli ammassi, l’accumulazione, i costi
di produzione, il fondo di assistenza sociale, i costi di amministrazione, l’industria,
la cultura e l’istruzione, il sostentamento e la remunerazione […]. Io sostengo che ciò
che si indica con l’espressione particolarismo, in realtà solo per una parte è
veramente particolarismo. Non si può accettare che a tutti venga messo il cappello
del particolarismo: alcune centinaia di milioni di contadini portano questo cappello
e non si sentono bene, vogliono togliersi questo cappello. Se potessero adempiere
alle richieste di ammasso statale, ma non vi adempissero, allora li si potrebbe
chiamare particolaristi; ma fondamentalmente la maggior parte dei contadini difende
un suo diritto: ciò non è particolarismo.
Vorrei discutere di 4 problemi: il problema del sistema di proprietà, il problema
del lavoro, il problema della distribuzione, il problema dell’invio dei quadri alla
base per farli diventare membri della comune.
1. Il problema del sistema di proprietà. Per ciò che concerne la proprietà collettiva
della comune, essa diventerà preponderante in almeno tre, quattro o anche tra
cinque o sei anni o di più e il superamento del sistema di proprietà essenzialmente
basato sulla brigata di produzione (cioè le vecchie cooperative di livello superiore)
si compirà gradualmente fino ad arrivare alla proprietà della comune. Bisogna
ammettere che l’opposizione tra i grossi collettivi e i piccoli collettivi è legittima. Ora
si tratta essenzialmente della loro proprietà; la proprietà della comune non è ancora
abbastanza estesa, infatti i contadini occultano una parte della produzione e se la
dividono privatamente. Attualmente si può attribuire alla comune solo una parte
della proprietà poiché fondamentalmente il possesso è parte della brigata e parte
della comune: ciò nel passato non è stato messo in chiaro. I contadini hanno una
natura duplice e i contadini restano ancora contadini. Prima dell’ultima conferenza
di Chengchow si parlava dell’alta coscienza dei contadini, di strategia del grande
attacco e di stile comunista. Dopo il raccolto d’autunno i contadini occultarono una
parte della produzione e la divisero privatamente; ciò portò loro una cattiva fama:
dove era andato a finire lo stile comunista! I contadini sono ancora contadini,
possono e devono comportarsi solo così; è impossibile instaurare il comunismo in
un colpo solo. Alcune persone dicono che si tratta di un problema di cedimento di
fronte ai contadini. In un certo senso è un cedimento di fronte ai contadini, ma
fondamentalmente non si tratta di cedimento, ma del fatto che abbiamo richiesto
troppo, che i soldi della vendita dei maiali e dei cavoli cinesi sono stati dati alla
comune e non alla brigata di produzione. I contadini temono la socializzazione della
proprietà. Ovviamente vogliono essere loro a macellare i maiali e a mangiare i cavoli.
In realtà nelle comuni sono stati collettivizzati numerosi polli, perciò i contadini
hanno tempestivamente macellato i galli e nascosto le galline.
116
Conferenza di Chengchow: terzo discorso
Nella comune vige un regime federale. Si deve passare gradualmente da un
regime federale a un regime unitario. Trasformarsi in un primo imperatore dei
Chin sarebbe pericoloso. Dopo 13 anni il suo regno è tramontato e l’imperatore
Yang della dinastia Sui fu abbattuto dopo 31 anni. Come prima cosa non si può
attuare un livellamento centralizzato della distribuzione, in secondo luogo non
possono essere estese in modo eccessivo l’accumulazione e la costruzione della
comune, c’è bisogno di una fase intermedia. Ora la comune espande troppo
l’industria e si è impadronita di troppe cose. La lana cresce sul corpo delle pecore;
le pecore sono i contadini e le brigate di produzione. Si vuole tosare la lana ai
contadini e alle brigate di produzione, perciò c’è resistenza e loro stanno all’erta.
Non si può togliere delle cose alle brigate ricche per darla alle brigate povere, ma
bisogna aiutare le brigate povere a elevarsi al livello delle brigate ricche e ciò
richiede tempo. Sono contrario all’egualitarismo e all’avventurismo “di sinistra”.
Si sono allungate troppo le mani, è stata usata troppa forza-lavoro, si espande
troppo l’industria, si “prosciuga lo stagno per prendere i pesci” e ciò rischia di
bloccare per 30 anni lo sviluppo dell’agricoltura. Il sistema di proprietà attualmente può basarsi solo sulla brigata e in parte sulla comune; gradualmente si
trasformerà in modo che si basi sulla comune e in parte sulla brigata. Il passaggio
dal gruppo di mutuo aiuto nel lavoro alla cooperativa di livello superiore non
sarebbe stato possibile senza una fase intermedia. Un tale procedimento non
significa cedere di fronte ai contadini, ma è un processo di sviluppo graduale. La
proprietà della comune può attuarsi solo se si educano i contadini per alcuni anni
passo dopo passo, non può essere instaurata in un sol colpo. Se si vogliono fare
le cose in un colpo, si va contro le leggi oggettive. Per favore ritirate le vostre mani.
Il passaggio dal gruppo di mutuo aiuto nel lavoro alla cooperativa di livello
superiore è durato 4 anni (dal 1953 fino al 1956); per passare dalla proprietà
collettiva della cooperativa di livello superiore alla proprietà collettiva della
comune forse occorreranno 3 o 4 o anche più anni. L’idea che la proprietà
collettiva si instauri completamente nel momento in cui fondiamo la comune, è
falsa. Il problema è elevare le brigate povere al livello di produzione delle brigate
ricche e un tale processo ha bisogno di un tempo sufficiente.
Un altro problema è che neanche l’industrializzazione, la meccanizzazione,
l’elettrificazione, l’elevazione del livello culturale e dell’istruzione nella comune,
ecc. potranno essere realizzate di colpo, ma solo gradualmente. Deve aver luogo
uno sviluppo graduale, non si può porre mano a cose troppo numerose e troppo
grandi, altrimenti si commette l’errore di avventurismo. Con l’emulazione delle
brigate ricche le brigate povere sono prese sotto braccio. L’idea di togliere 20
milioni di tonnellate di acciaio all’Unione Sovietica per aiutare la Cina cozzerebbe
contro l’opposizione dei produttori. L’attuale processo è già un processo di
industrializzazione della comune, di meccanizzazione dell’agricoltura, di
elettrificazione e di industrializzazione del paese, di crescita del livello di
coscienza socialista e comunista e delle qualità morali del popolo e di elevamento
del livello della cultura, dell’istruzione e delle capacità tecniche del popolo.
117
Mao Tse-tung - OPERE
Naturalmente questo è solo il primo passo, poi ci saranno altri passi e solo in
seguito potremo completare il compito della costruzione del socialismo. Solo in
questo modo si può realizzare la proprietà della comune. Ciò significa anche
avvicinarsi alla proprietà di tutto il popolo. Tutto questo processo sarà ancora di
natura socialista, il principio che guiderà la distribuzione sarà ancora “a ciascuno
secondo il suo lavoro”. Al primo stadio di questo processo c’è il sistema della
proprietà collettiva della comune popolare che inizia dal 1958 e si presume
completamente instaurato in tre, quattro anni o in cinque o sei anni. Ora
fondamentalmente predomina la proprietà della brigata, la comune possiede solo
una parte della proprietà. Se ora tutto andasse al distretto, se adesso tutto venisse
controllato dalla comune ciò scompiglierebbe completamente il sistema di vita e
di lavoro di centinaia di milioni di contadini. Tra tre, quattro o cinque, sei anni,
quando si sarà realizzata la proprietà collettiva delle comuni popolari, allora forse
una parte o la maggior parte delle forze produttive e del prodotto potrà essere
proprietà di tutto il popolo. Nel 1958 si è avuto un abbondante raccolto di cereali,
cotone, piante oleaginose e juta, ma negli ultimi 4 mesi si è scatenata una tempesta
di scarsità di cereali e olio commestibile; i comitati di partito dei sei livelli, (Centro,
provincia, prefettura, distretto, comune e circoscrizione amministrativa) criticano
duramente il particolarismo delle brigate e delle squadre di produzione. Quanto
a questa battaglia contro il particolarismo, io sono stato in tre province e ho avuto
la sensazione che i contadini difendono solo il loro giusto diritto; per fortuna c’è
un certo modo di agire e ci sono circostanze attenuanti: o esiste una reale
mancanza di cibo o il lavoro di propaganda non era all’altezza. Per quanto
concerne il cosiddetto occultamento della produzione e la ripartizione in privato,
è risaputo che le brigate e le squadre di produzione occultano una parte della
produzione e la dividono privatamente, la nascondono in cantine segrete, stanno
in guardia e oppongono resistenza per difendere i loro prodotti e criticano la
comune e i livelli superiori che incentivano il livellamento, requisiscono i prodotti,
collettivizzano la loro proprietà. Io credo che il modo di agire delle brigate di
produzione e delle masse fondamentalmente è giustificato e anche legittimo. Si
tratta per loro fondamentalmente non di particolarismo illegittimo, bensì di un
diritto legittimo e giusto. Visto che la terra e la forza-lavoro appartiene ad esse,
devono appartenere ad esse anche i frutti del loro lavoro: i prodotti. Qui ci sono
due problemi. Uno consiste nel fatto che i metodi di distribuzione ugualitaria
livellano brigate povere e brigate ricche: in questo modo le brigate povere si
appropriano senza indennizzo di una parte dei frutti del lavoro altrui e ciò significa
una violazione del principio “a ciascuno secondo il suo lavoro”. Il secondo
problema consiste nel fatto che le imposte statali nella campagna ammontano solo
a circa il 7 per cento del valore del prodotto lordo agricolo, che non è molto e
su questo i contadini sono d’accordo; l’importo per l’accumulazione, che molte
comuni e distretti tolgono al reddito lordo è invece troppo elevato. Nello Honan
per esempio l’importo dell’accumulazione ammonta al 26 per cento; sommato al
7 per cento di imposte si arriva al 33 per cento: un terzo del prodotto lordo. Questo
118
Conferenza di Chengchow: terzo discorso
è quanto i contadini danno allo Stato. Qui non sono calcolati alcuni lavori
obbligatori come la costruzione di ferrovie e bacini artificiali (per esempio la
costruzione della diga di sbarramento di Sanmen). Se aggiungiamo un altro 20 per
cento per i costi di produzione nell’anno 1959, il fondo di assistenza sociale e i
costi di amministrazione, si arriva a più del 53 per cento. L’entrata del singolo
membro della comune ammonta solamente a meno del 47 per cento. Credo che
questa cifra sia troppo bassa. Quando le comuni furono fondate nell’autunno del
1958 si sollevò il “vento di comunismo”: livellamento tra brigate povere e ricche,
troppa accumulazione, furono collettivizzati diversi tipi di proprietà, tra cui maiali,
polli e anatre che passarono senza indennizzo alle comuni; una parte dei tavoli,
sedie, panche, pentole, ciotole, coltelli, bastoncini per mangiare (tra cui si
possono contare anche un insieme di cianfrusaglie) passarono alle mense
pubbliche, alcuni appezzamenti privati passarono in proprietà della comune.
Questi diversi “passaggi in proprietà della comune” bisogna analizzarli: alcuni
furono corretti, come per buona parte degli appezzamenti privati che passarono
alle comuni; altri al contrario non avrebbero dovuto passare alle comuni ma
passarono alle comuni, come tutti i maiali, i polli e le anatre. In questo modo iniziò
a soffiare il “vento di comunismo”. Appropriarsi senza indennizzo dei frutti del
lavoro altrui è illecito. Nel passato noi abbiamo espropriato senza indennizzo la
proprietà dell’imperialismo, ma ciò si limitava solo alla Germania, al Giappone e
all’Italia; Inghilterra e Stati Uniti d’America erano uniti a noi nella lotta contro il
Giappone, a loro noi non abbiamo espropriato assolutamente niente, anche se
ci furono tra di loro alcuni che furono espropriati e altri che caddero in rovina.
Un tempo abbiamo confiscato i mezzi di produzione dei proprietari terrieri e
anche una parte dei loro beni di consumo (cereali, case). Ma si trattava dei frutti
del lavoro del popolo lavoratore, che se li si è solamente ripresi. Quindi non si
può dire che si è sbagliato e che si sono presi i frutti del lavoro altrui. Per ciò che
concerne i mezzi di produzione della borghesia nazionale, non abbiamo usato il
metodo dell’espropriazione senza indennizzo, ma la politica dell’acquisto. Con i
contadini benestanti dovremo essere prudenti; come potremmo usare nei
confronti dei contadini il metodo dell’espropriazione senza risarcimento? Naturalmente un’altra cosa è il fondo di accumulazione pubblica; non si tratta di
un’appropriazione senza indennizzo di mezzi di consumo, ma di qualcosa che
serve a una riproduzione allargata.
In conclusione non è mia intenzione mettere il cappello del particolarismo alle
brigate e ai contadini o distogliere i quadri del distretto e della comune dal fare
una seconda battaglia. La mia intenzione è liberarci del nostro peso ed essere
unanimi nello spiegare le ragioni, non difendere gli errori e rendere chiara la
nostra politica. Si tratta solamente di appoggiare quadri del livello inferiore alle
comuni e altri che sono uniti a centinaia di milioni di contadini. I tre livelli del
Centro, delle province e delle prefetture stanno quasi in disparte da ciò che
succede e il distretto e la comune ricevono per primi i colpi. Sotto stanno le
brigate, le squadre e le grandi masse. Se abbiamo preso troppo, dobbiamo anche
119
Mao Tse-tung - OPERE
chiarire che ciò è stato fatto con buone intenzioni, per costruire il socialismo.
Tuttavia non è stata una buona idea. Per ciò che concerne il settore in cui si è
esagerato, si deve ammettere che si sono allungate troppo le mani e che ciò è stato
fatto per avventurismo. Il giusto metodo è la convocazione di una conferenza dei
quadri dei sei livelli.
Desidererei parlare un po’ della storia del nostro partito. Il Comitato centrale del
nostro partito è in realtà un organismo collettivo con molti capisaldi. Il primo
corpo d’armata aveva tre capisaldi, la 4a armata ne aveva quattro e la 2a armata
due; nello Shansi settentrionale c’erano due capisaldi, in tutte le altre basi
d’appoggio e nelle zone bianche c’erano di volta in volta alcuni piccoli capisaldi.
A Yenan ho già detto che si devono riconoscere capisaldi, si devono rafforzare
i capisaldi e si deve prestare attenzione ai capisaldi; fino a quando non sarà
possibile fare a meno una volta per tutte dei capisaldi, non si devono insultare le
persone come conservatrici. I capisaldi attualmente sono le brigate di produzione
(i villaggi poveri e ricchi di un tempo).
Cosa deve fare la comune? Come prima cosa deve equipaggiare l’agricoltura con
un paio di milioni di tonnellate di acciaio così che si possa meccanizzare in sette
anni; in secondo luogo deve promuovere l’industria della comune e in terzo luogo
deve praticare un’economia diversificata: economia forestale, allevamento e
pesca. Questi settori della proprietà popolare nel futuro dovranno svilupparsi.
Dopo tre, quattro, cinque o sei anni la comune produrrà più cose e al confronto
saranno meno le cose prodotte dalla brigata.
La cooperativa di Lu Hung-pin nello Shantung ha iniziato prima con maiali,
bilance e “cappelli” e poi usarono una chiave (l’ideologia) per chiarire la politica
e poterono salire la scala da entrambe le parti. Con questi tre metodi ci si avvicina
al problema.
Da sempre abbiamo nell’ordine: Stato, collettività, individuo; ora in realtà
dovrebbe suonare: individuo, collettività, Stato; sulla scacchiera si deve trovare in
primo luogo un ordinamento per un adeguato rifornimento alimentare per 500
milioni di contadini. Il Comitato centrale del nostro partito ha raggiunto il potere
gradualmente, prima c’erano dogmatismo e misure repressive, il Comitato
centrale era isolato dalle masse e non aveva effettivo potere. Si volle controllare
troppo e ciò non portò a nulla, si controllò il fallimento della rivoluzione. Il
raggiungimento del potere da parte del Comitato centrale necessitò di un
processo. Per quanto concerne l’industria, nel passato fu controllata troppo e in
modo troppo rigido; solo dopo che furono definiti i dieci grandi rapporti1, le cose
vennero gradualmente riordinate. Un adeguato centralismo e un’adeguata
unificazione dovranno realizzarsi passo dopo passo, non si può sperare che in un
solo colpo si possa realizzare il centralismo. A metà strada c’è in qualche modo
un padre adottivo: la comune popolare. L’industria dovrà essere amministrata a
diversi livelli, solo così ci saranno iniziative locali. Bisogna procedere contro
l’assoluta centralizzazione e unificazione e non si può arbitrariamente mettere il
cappello del particolarismo.
120
Conferenza di Chengchow: terzo discorso
Oltre alle brigate ricche e povere ci sono anche delle brigate medie; la norma
relativa al loro consumo di beni alimentari e al loro salario base dovrà essere
differente. Il loro consumo di cereali può ammontare a 400, 500 o 600 chin e con
il salario si dovrà procedere secondo il principio “a ciascuno secondo il suo
lavoro”. È anche ammesso che alcuni ricevano di più e altri di meno. Nella
provincia dello Honan per esempio c’è una brigata ricca nella quale, se si dovesse
guadagnare in base al prodotto, dovrebbero ricevere 220 yuan, ma in conclusione
ricevono solo 130 yuan: 90 yuan sono stati tolti. Anche questo è appropriazione
senza indennizzo dei frutti del lavoro altrui.
2. Il problema del lavoro. La terra, la forza-lavoro umana e i prodotti sono ora
nominalmente proprietà della comune, ma di fatto sono essenzialmente come
prima solo proprietà della brigata di produzione (l’originaria cooperativa); ora
(nel 1959 e ancora per un po’ di anni) la comune possiede solo una parte della
proprietà, cioè l’accumulazione della comune e dispone solo dei lavoratori
impiegati fissi e a orario ridotto nelle miniere e nelle fabbriche della comune, oltre
ai lavoratori del fondo di assistenza sociale e dell’amministrazione. [...] Ciò di cui
parlo sono uomini e cose, non ho parlato di piano, ma il potere della comune si
estende anche sul piano centralizzato. Le ambizioni della comune non dovrebbe
essere troppo grandi e non dovrebbe impadronirsi di troppo potere; deve
prendere atto che il suo potere può arrivare solo a quel tanto. Bisogna prima
insegnare ai segretari della comune, poi agire. Qui stanno anche le nostre
speranze che anno dopo anno aumenti l’accumulazione, che anno dopo anno si
ampli l’industria della comune, le grosse, medie, piccole macchine agricole di
proprietà della comune, le centrali elettriche attivate dalla comune e le scuole
dirette dalla comune. In tre, cinque o sette anni potremo rovesciare l’attuale
situazione della proprietà, da proprietà che essenzialmente è basata sulla brigata
e solo in parte sulla comune, a proprietà che essenzialmente sarà basata sulla
comune e solo in parte sulla brigata e così potremo avvicinarci alla proprietà di
tutto il popolo. Attualmente ci trasciniamo ancora dietro anche la coda della
proprietà privata di alcuni mezzi di produzione, per esempio saranno ancora
proprietà privata una piccola parte del terreno vicino alla casa, alberi da frutta,
piccoli attrezzi agricoli, allevamento, pollame, ecc. Nell’ambito della comune c’è
la proprietà privata, c’è un grande collettivo e un piccolo collettivo; le case
d’abitazione sono chiaramente proprietà privata finché non verranno costruiti su
vasta scala edifici d’abitazione di proprietà pubblica.
C’è una cosa che i contadini non temono e due cose che temono. Non temono
che la comune tolga loro la terra perché sanno che la terra non sarà portata via;
ciò che temono è che la loro forza-lavoro e i loro prodotti siano portati via da altri,
siano collettivizzati. I contadini la chiamano “collettivizzazione della proprietà”,
sebbene ciò di cui parliamo sia il socialismo. Ora la controversia è sugli uomini
e sui materiali. Attualmente la distribuzione della forza-lavoro è estremamente
insensata. L’agricoltura (compresi economia forestale, allevamento, pesca e
attività secondarie) ha troppo poca forza-lavoro, mentre l’industria, i servizi, il
121
Mao Tse-tung - OPERE
lavoro culturale, le scuole e l’amministrazione ne hanno troppa. Una ne ha troppa,
l’altra troppo poca. Nei settori dove ce n’è troppa, bisogna ridurla drasticamente
per rafforzare l’agricoltura. Nel settore industriale c’è un’eccedenza del 20-30 per
cento; nello Shansi una comune ha di colpo ridotto il personale dell’industria del
30 per cento. Il personale dei servizi deve essere ridotto di molto, il rapporto di
10 persone su 100 è troppo alto: succede perfino che un cuoco prepara da
mangiare solo per 10 persone. Il personale dell’amministrazione dovrebbe
costituire solo un millesimo del totale. Nella comune popolare Tungchiao a
Licheng nello Shantung, una comune che conta 120.000 membri, ci sono solo 13
persone staccate dalla produzione, in ognuna delle 15 circoscrizioni amministrative ci sono 5 persone addette all’amministrazione e in ognuna delle 154 brigate
di produzione vi sono 3 persone staccate dalla produzione (escluso il personale
che si occupa di finanza e commercio). La comune non può permettersi di tenere
staccati della produzione gruppi di lavoro culturale e squadre sportive, anche se
sono permessi impieghi secondari.
Le brigate di produzione contendono la forza-lavoro all’industria della comune,
al distretto e allo Stato. Nello Shichiachuang 11 mila persone hanno lasciato una
comune. La lotta per gli uomini presenta un serio problema: la questione più
difficile è riportare indietro le persone che sono fuggite nelle città, nell’industria
e nelle attività di servizi, per rafforzare il fronte agricolo.
3. Il problema della distribuzione è il problema della distribuzione dei beni di
consumo. Ci sono tre categorie di brigate: povere, medie e ricche. Nella
distribuzione di cereali e salario si dovranno fare differenze. I salari nei gruppi
speciali gestiti dalle comuni devono essere centralizzati. Per i salari si possono
effettuare “rigidi livelli salariali e valutazione flessibile”. Una volta al mese sarà
fatta la valutazione con rigidità verso l’alto e flessibilità verso il basso. Quest’anno
dovrà essere fissato un preciso sistema per la raccolta dei cereali, la loro
amministrazione e il loro utilizzo, bisogna reprimere decisamente lo spreco.
Quando a Hsinhsiang si doveva raccogliere il cotone, si fece un bando: chi lo
raccoglieva lo teneva, con il risultato che in una giornata era stato raccolto tutto.
A Luanhsiang sono stati dati 3 giorni per la raccolta delle arachidi, chi le
raccoglieva se le teneva; una mano consegnava i soldi, l’altra la merce e la
questione era risolta. È sempre così “se non si bada a se stessi, si è regolati dal
cielo e negati dalla terra”. L’anno scorso ci fu un raccolto abbondante e malgrado
ciò non si ebbero abbastanza cereali a disposizione. L’anno scorso si procedette
nella raccolta di cereali in modo superficiale, era principalmente un problema del
sistema di distribuzione, si andava contro l’individualismo e non si poteva far altro.
Un sistema di proprietà sarà ancora necessario per 10.000 anni. Bisogna
differenziare tra depositi statali, della comune, delle squadre e delle mense
pubbliche: tutti devono avere un sistema. Detto in generale la comune nel 1958
ha accumulato troppo; in considerazione di ciò bisogna annunciare alle masse che
nel 1959 l’accumulazione della comune non eccederà il 18 per cento che con il
7 per cento delle imposte statali farà un totale che non supererà il 25 per cento
122
Conferenza di Chengchow: terzo discorso
del prodotto lordo dell’industria e dell’agricoltura; ciò calmerà gli animi e la
crescita dello zelo dei contadini per la produzione favorirà i lavori primaverili.
4. I quadri inviati per un certo tempo alla base così da diventare membri della
comune o operai. I quadri di tutti i livelli saranno mandati a tappe e a gruppi nelle
brigate di produzione, così da diventare membri della comune. A Shu Tung durò 9
giorni. Dovrebbe avvenire ogni anno almeno per un mese o un mese e mezzo. Una
parte sarà mandata nelle fabbriche per diventare operai e ciò per un mese o un mese
e mezzo. Per ciò che concerne i sei livelli (Centro, provincia, prefettura, distretto,
comune, circoscrizione amministrativa) bisogna chiarire che i sei livelli comprendono solo qualche milione di persone, mentre un altro livello è formato da centinaia
di milioni di contadini e dai loro capi: capi delle squadre e delle brigate di produzione;
questo livello costituisce la maggioranza. Questi due lati dovranno diventare una
cosa sola. Nel corso di alcuni anni attraverso la proprietà della brigata di produzione
realizzeremo fondamentalmente a gruppi e a tappe la proprietà della comune. In
questo modo potremo raggiungere sicuramente i due grandi obiettivi: sviluppo della
produzione e miglioramento delle relazioni. Le attuali relazioni tese tra le brigate di
produzione e la comune somigliano in qualche modo alle “tensioni internazionali”.
Si teme principalmente la collettivizzazione della proprietà. Da una parte bisogna
seguire l’economia, dall’altra la politica, così da poter incentivare la produzione in
modo tranquillo e poter salire le scale da entrambi i lati. I quadri dei livelli superiori
alla circoscrizione amministrativa sono stati un po’ troppo “di sinistra”; i capi delle
brigate di produzione e delle squadre di produzione in genere non hanno colpe.
Dobbiamo chiarire ai comitati di partito delle comuni e ai capi delle squadre di
produzione che si può mettere il cappello solo a una parte dei contadini. Non
vendere allo Stato ciò che si dovrebbe vendergli: questo è il particolarismo. In questo
modo si può avere la simpatia delle grandi masse e gli “osservatori della corrente”
e i “calcolatori” verranno isolati.
Il 15 marzo si terrà una riunione, questo termine è irrevocabile. Sono d’accordo
a esaminare e a discutere con i compagni dei comitati di prefettura e di distretto
questa faccenda, come anche a fare proposte. Sono dell’opinione che bisogna
allentare le redini; lasciamo che i contadini producano di più, così tireranno fuori
qualcosa di più e anche più volentieri.
NOTE
1. Vedasi Sui dieci grandi rapporti, in Opere di Mao Tse-tung, vol. 13.
123
CONFERENZA DI CHENGCHOW:
QUARTO DISCORSO
(1° marzo 1959)
Se si vuole aumentare lo slancio dei contadini per la produzione e migliorare
le relazioni tra il governo e i contadini, bisogna cominciare con il migliorare il
sistema di proprietà. Attualmente domina il principio “livellamento, trasferimento
di proprietà senza contropartita, confisca di denaro”; il principio “a ciascuno
secondo il suo lavoro”, lo scambio tra equivalenti e la legge del valore sono negati.
Anche tra Chao Er-lu e Wang Ho-shou1 c’è una relazione di scambio. La legge del
valore e lo scambio tra equivalenti esistono non solo all’interno della comune, ma
anche tra le varie proprietà collettive e tra queste e il settore della proprietà di tutto
il popolo; la legge del valore gioca un ruolo anche nei rapporti tra i settori che
producono mezzi di produzione. Se non si mangia come si può defecare e urinare
e se non si urina e non si defeca come si può produrre riso? Le ossa tornano alla
terra. Quando in natura si scambia una parte con un’altra, si ha in tutto e per tutto
uno scambio tra equivalenti. I pesci grandi mangiano i pesci piccoli e se i pesci
piccoli non mangiano, anche questo non dura. Tuttavia attualmente da noi
prevale dappertutto “livellamento, trasferimento di proprietà senza contropartita,
confisca di denaro”, si prendono le cose e si sparisce, basta un’occhiata e ciò di
cui si ha bisogno lo si trasferisce; non pagare significa sabotare. Ora le banche non
investono nell’agricoltura. Propongo che annualmente le banche eroghino 1
miliardo di yuan (in modo da arrivare in 10 anni a 10 miliardi) in prestiti senza
interesse a lungo termine da usarsi principalmente a sostegno delle brigate di
produzione povere. Con una parte di questi prestiti le brigate compreranno grandi
attrezzi agricoli; nel giro di 10 anni saranno statalizzati e così si tratterà di un
investimento statale2. Questo vento improvviso di “livellamento, trasferimento di
proprietà senza contropartita, confisca di denaro” sabota l’ordine economico,
numerosi prodotti vengono attribuiti alla comune anzichè alla brigata di produzione. L’intero sistema delle decisioni riguardanti le comuni prese dalla sesta
sessione plenaria del Comitato centrale negli ultimi due mesi e mezzo non sono
state messe in pratica, mentre sono stati realizzati l’assistenza pubblica collettiva,
le mense pubbliche, il sistema collettivo di lavoro e tempo libero. Se non si pone
in questo modo il problema, il “vento di comunismo” continuerà a svilupparsi.
Perché le decisioni della sesta sessione plenaria del Comitato centrale non hanno
impedito lo sviluppo di questo vento? Questo vento spira solo nelle province
meridionali dello Hopei, dello Shantung e dello Honan? Le province meridionali
hanno forse una particolare sublime virtù, sono più marxiste? Io non lo credo.
La mia proposta è: tenete una conferenza dei quadri dei sei livelli e badate che
Mao Tse-tung - OPERE
vi partecipino anche un gruppo di “calcolatori”3. Il partito comunista prova una
volta una via e una volta un’altra.
Ai dodici punti bisogna aggiungerne altri due: legge del valore e scambio tra
equivalenti. Quindi avremo: direzione unitaria, brigata di produzione come base,
amministrazione a diversi livelli, più poteri ai livelli inferiori, sistema di compensazione a tre livelli, compensazione unitaria dei profitti e delle perdite, accumulazione adeguata, quota ragionevole di consegne ai livelli superiori, distribuzione
del reddito, decisione tramite la comune, più reddito per più lavoro, riconoscimento delle differenze, legge del valore, scambio tra equivalenti. Se non si
risolverà questo problema, non ci sarà alcun grande balzo in avanti. Qui non ne
parlerei, altrimenti fomenterei una discussione. In questi mesi di fatto in numerosi
posti è stata sabotata la legge del valore. Alla Conferenza di Chengchow dell’anno
scorso si è discusso di questi problemi e si sono tirati fuori i morti per esercitare
pressioni sui vivi4.
Dove continua a esserci occultamento della produzione e ripartizione in privato
ciò è sicuramente da ricondurre all’imperversare del principio “livellamento,
trasferimento senza compensazione, confisca di denaro”. A partire da ottobre si
è sviluppato un grande panico tra i contadini, si temeva la collettivizzazione della
proprietà, si era iniziato con tavoli, sedie e panche, poi c’era ancora la lotta contro
la scarsità di materie prime. Che si trattasse di cianfrusaglie o meno, dovevano
consegnare tutto senza compenso. È una cosa che si può fare in tempo di guerra,
requisire senza indennizzo o con un minimo indennizzo. Per il lavoro prestato per
bisogni militari si dava solo qualcosa da mangiare, non c’era retribuzione. Ma non
si può praticare questo sistema a lungo termine, altrimenti diventa sabotaggio
della produzione.
Quest’anno fermatevi e fatene partire il meno possibile di “Sputnik”: Sputnik di
cultura fisica, Sputnik di poesia, Sputnik di canzoni, Sputnik di credito, ecc.5
Dobbiamo parlare di patriottismo, di amore per la comune e amore per il popolo.
Nel passato nello Hopei la parola d’ordine era: “Per poter mantenere bene la
famiglia, piantate cotone”; noi l’abbiamo cambiata in: “per amore della patria e
perché la famiglia possa prosperare, piantate ancora più cotone”.
Durante il raccolto del cotone nel distretto di Tunglu sono stati fissati tre punti:
non fare domande sulla provenienza e non basarsi sul passato; pagamento in
contanti: chi vende, riceve il denaro; questa volta è questa volta e non può valere
come precedente per il futuro. Bisogna aggiungere un altro punto: la politica al
posto di comando, battere i gong e far rullare i tamburi. Ogni comune deve
organizzare una speciale brigata di trasporto e migliorare le attrezzature; a questo
scopo si dovranno distaccare un paio di persone che ora lavorano sul fronte
industriale: per ciò che concerne l’entità della brigata di trasporto, bisogna
cominciare dai bisogni. Anche i dipartimenti commerciali delle province, delle
prefetture e dei distretti devono organizzare brigate di trasporto.
In ogni settore di lavoro bisogna trovare un equilibrio. Bisogna raggiungere un
obiettivo: l’equilibrio in tutti i settori (agricoltura, industria, trasporti e servizi).
126
Conferenza di Chengchow: quarto discorso
L’industria deve essere divisa in fabbriche statali e fabbriche locali: se fosse tutta
sotto la direzione delle comuni, sarebbe troppo spezzettata, come avviene, per
esempio, con le officine di riparazione e i mulini. Non va bene che tutti i maiali
siano allevati dalle comuni, la maggior parte deve essere allevata dalle brigate di
produzione e dalle mense pubbliche.
Abbiamo forse rinviato nel tempo il comunismo? È già stato spostato in là di un
bel tratto: nelle risoluzioni della sesta sessione plenaria del Comitato centrale si
parlò di 10 o 12 anni; le cinque condizioni non sono ancora state raggiunte. Ora
ci sono ancora alcuni compagni che vogliono liquidare un po’ troppo in fretta le
questioni relative a questo problema. Io credo che quanto più pensiamo di
raggiungerlo velocemente, tanto meno lo raggiungeremo; più lentamente ci
muoviamo, tanto più presto potremo raggiungere lo scopo. Non va bene praticare
il comunismo del prendere senza pagare. C’è solo un maiale e tu lo prendi, poi
l’altro non ne ha più. Dove bisogna promuovere l’impegno nel lavoro, deve
sempre dominare lo scambio tra equivalenti.
Un’accumulazione del 18 per cento non è poco, […].
Nel passato è stato messo in evidenza solo il lato superiore della scacchiera, ora
dobbiamo prendere contemporaneamente in considerazione il lato superiore e
il lato inferiore della scacchiera.
Quale livello devono mantenere le brigate speciali? Le brigate speciali devono
avere diversi livelli. Bisogna riflettere gradualmente su come e quando statalizzare
il plusprodotto onde instaurare la proprietà di tutto il popolo. Per ciò che concerne
per esempio la pesca nel Tunghu, si può scegliere un distretto che ha un reddito
particolarmente elevato, come zona sperimentale per l’instaurazione della
proprietà di tutto il popolo; il distretto può compiere alcune ricerche. Se non
hanno successo, non è il caso di palarne sui giornali.
Le brigate di produzione povere emulano le brigate ricche, le brigate povere si
elevano un po’ alla volta al livello delle brigate ricche. Bisogna mettere in moto
le industrie e i cantieri delle comuni per rafforzare alla base la proprietà della
comune: non che non si debbano più costruire case, ma devono essere
economiche, belle e funzionali.
Penso che bisogna tener conto della paura dei quadri delle comuni e far uscire
allo scoperto i “calcolatori” e gli “osservatori”. Lasciate che i proprietari terrieri,
i contadini ricchi, i controrivoluzionari, gli elementi cattivi e gli “osservatori della
corrente” attacchino: si tratta solo del nostro “livellamento, trasferimento di
proprietà senza contropartita, confisca di denaro”.
Per ciò che riguarda il pagamento del salario, si possono presentare situazioni
nelle quali non possiamo permetterci di pagare i salari.
La proprietà della comune comprende il sistema di proprietà a tre livelli, i tre
livelli amministrativi e la compensazione unitaria dei profitti e delle perdite.
Fondamentalmente siamo contro il livellamento e l’eccessiva centralizzazione: in
realtà si tratta di estremismo “di sinistra”. I documenti di Ankuo meritano
attenzione: quando negli anni passati ci sono state agitazioni a causa della scarsità
127
Mao Tse-tung - OPERE
di cereali, esse erano portate avanti principalmente dai contadini medi agiati che
erano alla testa di esse; le agitazioni che ci sono quest’anno a causa della scarsità
di cereali sono invece da attribuire ai quadri di base, che ne sono alla testa.
Quando si afferma che la ragione di ciò sta in un insufficiente lavoro di
propaganda, io credo che non sia vero. Fino a quando ci sarà “livellamento,
trasferimento di proprietà senza contropartita, confisca di denaro” le agitazioni
continueranno, malgrado il lavoro di propaganda. Le masse pensano che tutto
dovrà passare in proprietà comune e che tutte le proprietà saranno collettivizzate;
per questo le brigate e le squadre che sono piccoli collettivi vendono i cereali, ma
le comuni che sono grandi non pagano i conti, cosicché con la vendita di cereali
le prime non hanno né soldi né cereali. Ad alcune brigate che avevano aumentato
la produzione fu aumentata anche la quantità da vendere obbligatoriamente allo
Stato e questo mise in difficoltà i quadri. I quadri di base temono cinque cose: 1.
il livellamento; 2. il rialzo delle vendite obbligatorie allo Stato quando comunicano
i dati reali del volume di produzione; 3. che l’attuale scarsità porti in primavera
a una nuova ripartizione per risolvere il problema; 4. di aver la peggio; 5. […]. Di
conseguenza fanno la prima mossa, si prendono i cereali e poi stanno a vedere.
La loro fermezza è una cosa molto positiva e grande e prima di tutto ha il sostegno
delle masse. L’occultamento della produzione e la ripartizione in privato sono
diventati fenomeni generali e diffusi.
I documenti relativi al dibattito e allo scambio di opinioni della conferenza dello
Honan si possono dividere in diverse parti. I primi due o tre giorni non si devono
dividere, lasciate che i vostri pensieri per alcuni giorni siano confusi; rileggeteli
dopo 4 o 5 giorni; racchiudono qualcosa che può risolvere i vostri problemi.
Questa conferenza rappresenta una concretizzazione, ma anche uno sviluppo
e un completamento della sesta sessione plenaria del Comitato centrale.
Lo spirito dei documenti dello Shansi sta nel fatto che si ammettono varie
differenze tra le circoscrizioni amministrative e si dice di non eliminare queste
differenze troppo presto, proprio per poter eliminare queste differenze con lo
sviluppo della produzione. Se ora le si accetta, è perché in futuro queste differenze
si potranno eliminare. Se le comuni popolari sviluppano la loro produzione e
aumentano la loro accumulazione, ci si può occupare in modo adeguato delle
comuni arretrate. Se però i salari di base vengono livellati, i redditi delle
circoscrizioni amministrative che hanno un livello di produzione relativamente
elevato vengono abbassati, l’accumulazione viene ridotta e ciò porta a lasciare che
le circoscrizioni amministrative arretrate trascurino la contabilità economica. Non
va bene sottrarre qualcosa a chi ha molto per aiutare quelli che hanno poco,
togliere qualcosa ai grassi per aiutare i magri: in questo modo non ci si
occuperebbe delle brigate ricche, ma solo di quelle povere. Solo se si conservano
provvisoriamente queste differenze si favorirà la crescita dell’accumulazione della
comune e si svilupperà l’entusiasmo tanto delle comuni povere che delle comuni
ricche. Quanto più velocemente cresce l’accumulazione della comune, tanto più
velocemente si potranno eliminare queste differenze. Il problema è che le brigate
128
Conferenza di Chengchow: quarto discorso
povere emulino le brigate ricche e il secondo problema è l’ampliamento del fondo
pubblico di accumulazione. Solo una volta che si hanno in pugno entrambi i
problemi si potrà sviluppare più velocemente la produzione. Corrisponde al vero
il fatto che, a causa delle differenze che esistono tra le circoscrizioni amministrative relativamente ai beni dell’amministrazione e al livello della produzione,
ancora per lungo tempo sussisteranno delle differenze. La disuguaglianza è insita
nella natura delle cose . Per ciò che concerne le condizioni naturali e gli sforzi
soggettivi ci sono migliaia di differenze. Il centro e la superficie esterna della terra
hanno temperature molto diverse. Il processo dell’eliminazione delle differenze
è il processo del passaggio graduale dalla proprietà collettiva alla proprietà di tutto
il popolo ed è anche il processo della meccanizzazione e dell’elettrificazione. Ciò
richiederà almeno tre o quattro anni e forse anche cinque o sei. La proprietà della
comune e la proprietà della brigata sono tra loro complementari. In te c’è qualcosa
di me e in me c’è qualcosa di te, ci deve essere un passaggio graduale, alcune
brigate possono trasformarsi prima di altre in proprietà di tutto il popolo. Il
prossimo anno destineremo 1 milione di tonnellate di acciaio per l’agricoltura,
l’anno seguente 2 milioni, forse anche qualcosa in più, in modo che si possa
stimolare la meccanizzazione.
È stato fissato che le sovvenzioni finanziarie come investimento nell’agricoltura
siano di 1 miliardo di yuan.
I salari sono fissati dalla comune e pagati dalla circoscrizione amministrativa.
Bisogna redigere un elenco che indichi le questioni di competenza della comune.
Ciò non significa che i poteri della comune vengono ristretti, ma che ora questa
monopolizza tutto e produce poco.
Le province, le prefetture e i distretti devono progettare uno statuto modello,
ogni provincia deve impegnarsi a progettarne uno. Per essere informati su una
comune, non c’è bisogno di molto tempo, lo si può fare in una settimana. Lo
statuto modello deve essere soddisfacente sia dal punto di vista pratico che dal
punto di vista teorico; esso deve contenere solamente alcuni punti essenziali,
alcuni elementi chiave. “Se i passeri sono molto numerosi, non si può far altro che
proseguire, ma sarebbe negativo se non si rimanesse impressionati”.
Occultamento della produzione e ripartizione in privato sono cose molto giuste;
se c’è dell’individualismo, bisogna opporsi, ma non ci si può opporre a 500 milioni
di contadini e ai quadri di base. Occultamento della produzione, ripartizione in
privato, fare la guardia, ecc.: tutto ciò è un effetto del “vento di comunismo”. Il
generale e diffuso fenomeno dell’occultamento della produzione, della ripartizione in privato, del fare la guardia, del far salire il fumo di notte è un aspetto della
resistenza pacifica, non si può mettere a tutto il cappello dell’individualismo. Ciò
che è giusto è giusto, ciò che è sbagliato è sbagliato; se si tratta di individualismo,
allora bisogna opporsi; si deve fare un contratto prima, la politica deve assumere
il posto di comando, l’educazione comunista è necessaria. Per le brigate povere,
medie e ricche va fissata di volta in volta la quantità. Si deve trovare un criterio
generale per i rapporti tra Stato, collettivo e individuo, si devono tenere in
129
Mao Tse-tung - OPERE
considerazione tutti e tre allo stesso tempo: l’individuo bada prima di tutto al
collettivo e allo Stato e lo Stato bada prima di tutto all’individuo. Se dobbiamo
criticare l’individualismo, allora dobbiamo prima criticare le nostre carenze, poi
addestrare gli attivisti a praticare l’autocritica, mobilitare la maggior parte della
gente all’autocritica e isolare i veri individualisti che non fanno autocritica, come
prima isolammo le persone corrotte. Insieme all’organizzazione delle comuni
bisogna occuparsi della corruzione; si rimanda qualcosa e ci si occupa solo
dell’entusiasmo.
NOTE
1. Chao Er-lu e Wang Ho-shou erano ministri rispettivamente dell’Industria metallurgica
e delle Costruzioni meccaniche.
2. Mao Tse-tung propone che lo Stato faccia prestiti senza interesse alle brigate di
produzione povere, in modo che queste possano pagare i mezzi di produzione di cui
hanno bisogno per sviluppare la loro attività produttiva. Mao Tse-tung fa inoltre
presente che nel giro di alcuni anni la proprietà collettiva delle brigate di produzione
sarà passata alla comune o addirittura a un livello superiore (eventualmente sarà entrata
nel settore della proprietà di tutto il popolo) e quindi il prestito attuale si rivelerà essere
stato un investimento dello Stato (cui nominalmente fa capo la proprietà di tutto il
popolo) nel suo stesso ambito.
3. Con l’espressione “calcolatori” si indicano quei quadri che erano scettici rispetto allo
sviluppo del movimento delle comuni e al grande balzo in avanti.
4. Cioè si è cercato di usare l’autorità dei morti contro i vivi.
5. “Sputnik”, dal nome dei primi satelliti messi in orbita dall’Unione Sovietica, si
chiamavano in Cina le iniziative che si proponevano obiettivi particolarmente elevati.
130
CONFERENZA DI CHENGCHOW:
QUINTO DISCORSO
(5 marzo 1959)
È stato efficace il fuoco dei cannoni1? Si è sparato a buon diritto?
È necessario osservare i metodi che la “comune dei poveri” di Wang Kuo-fan ha
applicato nei confronti delle famiglie povere, delle brigate povere e delle circoscrizioni amministrative povere, per risolvere il problema delle circoscrizioni amministrative povere, delle brigate e delle famiglie povere. Il primo metodo è quello dei
prestiti, il secondo quello dei fondi pubblici di accumulazione. Lo Stato deve fornire
ogni anno 1 miliardo di yuan per risolvere questo problema. Quando le comuni
creano meno industrie, lo fanno principalmente per risolvere questo problema. Se
sotto il comunismo non vi è nulla da mangiare, vuol dire che nella pratica quotidiana
la socializzazione della proprietà è una rapina. Nella vecchia società la socializzazione
della proprietà delle brigate ricche si sarebbe chiamata saccheggio, nelle bande rosse
si chiamava rapina e nelle bande verdi si chiamava furto2. Non si devono usare
metodi di rapina con i livelli inferiori: la definizione scientifica della rapina e del furto
è “appropriazione senza risarcimento del prodotto del lavoro altrui”. Nel caso dei
proprietari terrieri si parlava di sfruttamento extraeconomico e presso i capitalisti si
chiamava pluslavoro o plusvalore. Non vogliamo forse rovesciare i proprietari terrieri
e i capitalisti? Nelle brigate ricche ci sono persone ricche che mangiano senza pagare
e in tal modo si appropriano di una parte: dobbiamo farci venire in mente qualche
cosa per risolvere questo problema. “In primo luogo livellamento, in secondo luogo
trasferimento di proprietà senza contropartita e in terzo luogo confisca del denaro”:
questo nega completamente la legge del valore e lo scambio tra equivalenti, non
deve continuare. Prima tra il popolo han e le minoranze nazionali vi era uno scambio
di merci non equivalenti, le minoranze venivano sfruttate; ma se lo scambio delle
merci anche allora non era tra equivalenti, tuttavia si pagava un prezzo sia pur
minore; ora non si dà neppure quello: se c’è qualcosa, viene portato via. Questa è
una questione importante. Se vi è agitazione tra il popolo, vi è agitazione anche
nell’esercito. La comune incamera persino i soldi per i cereali comprati dallo Stato.
Lo Stato spende i soldi e la comune si mette in mezzo e rapina. Perché questa gente
è così poco intelligente? Dove è rimasto il loro livello politico? Il problema è che i
comitati provinciali, di prefettura e distrettuali non l’hanno educata. Durante i tre mesi
di verifica delle comuni non si è giunti fino ai punti dolenti, “senza togliere lo stivale
dal piede si è grattato dove si sentiva prurito”. Durante la Conferenza di Wuchang
non avevo percepito questo problema, l’ho percepito quando sono tornato a
Pechino e non sono riuscito più a dormire. In febbraio il problema si presentava in
tutta la sua evidenza: c’era stato un raccolto abbondantissimo, tuttavia l’obiettivo di
Mao Tse-tung - OPERE
acquisto di cereali da parte dello Stato non era stato raggiunto e nelle città non c’era
più olio commestibile. Avete letto la relazione di Chao Tsu-yang e i Materiali per
l’informazione interna? Non credo che vi sia così tanto marxismo nei bacini fluviali
dello Yangtse e del fiume delle Perle. Mi sono preso Chao Tsu-yang e ho preso per
il codino anche Tao Chu. Già da molto tempo esistono l’occultamento della
produzione e la ripartizione in privato, sono comparse per la prima volta a
Hsiangyang. Per me è stato molto stimolante ciò che ha detto Liu Tsu-hou: in gennaio
nello Hopei si è tenuto un congresso del partito e si è cominciato col praticare il
comunismo, si propendeva verso una “proprietà in primo luogo grande e in secondo
luogo comune”; il 13 febbraio ci si rese conto che esistevano dei problemi e si decise
di cambiare metodo, ma non si toccò ancora il problema del sistema di proprietà.
Nello Shantung ho discusso della cooperativa di Lu Hung-pin, furono compilati dei
documenti per il passaggio di proprietà, ma non si riuscì a trasferire nulla; poi si mise
la pesa a disposizione di molte persone per pesare i cereali, ma le masse fecero
ovunque resistenza. Poi si ribaltò tutto e ci si preparò a condurre una guerra dei nervi.
Sotto il cappello del “particolarismo” si volevano costringere i contadini in un quadro
prestabilito; se costringete i contadini in un quadro, essi capiscono che non sapete
più fare altro. Non ci badarono più di tanto e la guerra dei nervi non ha avuto alcun
effetto. Solo dopo che queste tre cose, i documenti, la bilancia e il cappello, si sono
rivelate inutili, si sono tratti i necessari insegnamenti e si è utilizzata una chiave per
risolvere il problema ideologico, senza toccare ancora però il sistema di proprietà.
Nello Honan si dice: “Benché il particolarismo esista veramente, ci sono delle
circostanze che lo giustificano, non ci devono essere punizioni e neppure più
trasferimenti di proprietà verso l’alto”. Nello Anhwei si dice: “Si sono commessi
degli errori, ma questi non devono essere considerati come errori veri e propri”.
Che cosa significa circostanze? Le circostanze, cioè la situazione, lo scambio tra
equivalenti. Non è vero che gli altri sono particolaristi, siamo noi delle alte sfere
che ci siamo resi colpevoli di avventurismo. Ribaltare “in primo luogo livellamento,
in secondo luogo trasferimento di proprietà senza contropartita, in terzo luogo
confisca del denaro”, “documento, bilancia e cappello”: che “ismo” è questo?
L’uomo tende verso l’alto, l’acqua scorre verso il basso. “I vecchi e i deboli si
rivoltano nelle tombe, mentre i forti si disperdono in direzione di tutti e quattro
i punti cardinali”. Si corre verso i luoghi dove c’è denaro. Se non applichiamo
uno scambio tra equivalenti, la gente perderà la sua capacità lavorativa e ciò che
possiede. Lu Hung-pin ha cambiato il metodo, si fece un comunicato per calmare
il popolo e si costruì una scala, perché la si potesse scendere. Siamo noi che
dobbiamo farlo per primi, dobbiamo cioè risolvere il problema del sistema di
proprietà.
I prodotti appartengono a chi ha la terra e a chi ha la capacità lavorativa, questo
i contadini lo sanno da sempre. Non si può portare via la terra, di questo non
hanno paura, ma si possono portare via forza-lavoro e prodotti: di questo hanno
paura. Sotto la bandiera del comunismo si pratica in realtà una rapina della
proprietà e se qualcuno non vuole lo scambio tra merci non equivalenti, allora
132
Conferenza di Chengchow: quinto discorso
si dichiara che costui non ha uno stile comunista. Che cosa significa dunque
comunismo? Nient’altro che rapina aperta? Non si dà denaro! Se questa non è
rapina, che cos’è allora? Che cosa significa “proprietà in primo luogo grande e in
secondo luogo comune”? “In primo luogo grande” significa che vi è molta terra,
“in secondo luogo comune” indica il fatto che gli appezzamenti privati diventano
proprietà comune. Che cos’è la proprietà comune in questo momento? Maiali,
anitre, polli, rape e cavoli sono diventati tutti proprietà comune; se vi è un tale
trasferimento di proprietà, tutti fuggiranno. A Tinghsien nello Hopei una comune
contava da 70 a 80 mila persone e da 20 a 30 mila lavoratori. Se ne sono andati
più di 10 mila. Con una politica comunista di questo tipo la gente continuerà ad
andarsene. Bisogna ricercare la vera ragione per cui i lavoratori se ne vanno. Il
metodo di Lu Hung-pin era ancora un metodo riformista, ora bisogna risolvere
il problema di fondo, il problema del sistema di proprietà.
Nei tre mesi di verifica delle comuni si è fatto solo un po’ di lavoro riformista,
si è riparato e rattoppato qualche cosa, si sono sistemate bene le mense pubbliche,
si è dormito bene, si è costruita una scala, emanato un comunicato e altre cose
di questo genere, ma non è stato ancora elaborato un metodo di carattere
fondamentale. Bisogna riconoscere il sistema di proprietà a tre livelli e che il fulcro
è costituito dalla proprietà della brigata di produzione. “Se ci sono degli uomini,
allora c’è la terra; se c’è la terra, allora c’è il patrimonio”; uomini, terra e patrimonio
si trovano tutti nella brigata di produzione, i 500 milioni di contadini si trovano
tutti nella brigata di produzione; oltre a questi ci sono solo pochi milioni di
persone. Se non si riconosce la proprietà della brigata di produzione, parte subito
il sabotaggio. Io sono un Chukeh Liang, prima non avevo visto questo problema.
Ci ho pensato quando ho fatto circolare la relazione di Chao Tsu-yang. La sesta
sessione plenaria del Comitato centrale ha avuto i suoi pregi, i contadini non
temono più il Centro, essi pensano che si può ben parlare di soldi con il Centro,
che il Centro, se assume dei lavoratori, li paga, che paga per i cereali acquistati
e per l’olio commestibile, che l’acquisto da parte dello Stato non è eccessivo e che
esso presta attenzione al benessere, alla giornata di otto ore, ecc. L’odio si
concentra sulle comuni e in secondo luogo sui distretti. I distretti hanno anche
spostato alcune persone e trasferito alcune cose. Perché i distretti e le comuni
hanno fatto così tanto? Bisogna quindi spiegare ai compagni delle comuni che le
comuni non devono fare troppo, altrimenti non potranno portare a termine i dieci
grandi compiti. Voi avete esperienza, non avete forse in passato attaccato il Centro
perché secondo voi controllava troppo e in modo troppo rigido? Ora vi trovate
nella posizione della suocera e picchiate la nuora: avete dimenticato la vostra
posizione precedente. Ora il Centro è già cambiato. L’anno scorso sono stati
trasferiti poteri ai livelli più bassi, ma non avete creduto a quello che vi si diceva,
vi siete messi in pace appena si è tirata fuori una tabella. In questo momento nelle
comuni sotto la vostra direzione si pratica “in primo luogo il livellamento, poi il
trasferimento di proprietà senza contropartita, poi la confisca del denaro”; non
vengono trasferite solo le cose, vengono spostate anche le persone. Nella vendita
133
Mao Tse-tung - OPERE
della forza-lavoro non si tratta naturalmente di una vendita ai capitalisti, bensì al
Centro, alle province, ai distretti e alle comuni, ma ci deve essere uno scambio
tra equivalente. Un tempo, durante lo sciopero degli edili di Changsha3, abbiamo
richiesto aumenti salariali e la controparte pretese prezzi più elevati. Questo
avveniva nel 1921, sono passati 38 anni; non abbiamo ancora capito la legge degli
aumenti dei prezzi? I lavoratori vanno in giro dappertutto e tirano per le lunghe
il lavoro. Su questo punto sono veramente entusiasta. […]. Occultamento della
produzione e ripartizione in privato, fuga dei lavoratori e lavori che vanno per le
lunghe: questi sono i risultati degli errori politici dei carissimi presenti. Migliaia
e migliaia di quadri a livello di direzione di brigata sono stati molto decisi, decine
di migliaia di membri delle comuni hanno sostenuto i loro capi ed essi presero
immediatamente la decisione di occultare la produzione e di suddividere in
privato una parte della produzione. Molte delle nostre disposizioni politiche li
hanno portati a questa decisione e ciò è legittimo. Le masse non sostengono la
nostra direzione. Naturalmente sono compresi anche i tavoli, le sedie, i banchi,
i coltelli, le pentole, le ciotole e i bastoncini; durante la lotta contro la scarsità di
materie prime l’anno scorso ci fu grande agitazione per il ferro e l’acciaio, non ci
fu nessun tipo di ricompensa per il lavoro e il materiale offerti. Inoltre si è presa
ancora della forza-lavoro, le brigate speciali volevano avere tutte le persone
giovani; anche i gruppi per il lavoro culturale erano composti tutti da persone
giovani. I dirigenti delle brigate di produzione erano davvero addolorati, le brigate
di produzione si assottigliavano. Se si va avanti così, crolla tutto sicuramente e se
crolla tutto, va anche bene, dopo il crollo costruiamo di nuovo, ci saranno
semplicemente delle “grandi risate nel regno”. Io parlo in qualità di rappresentante di dieci milioni di quadri a livello di dirigenti di brigata e di 500 milioni di
contadini, resto fedele all’opportunismo di destra e lo praticherò con decisione
fino alla fine4. Se voi non lo praticherete con decisione con me, lo farò da solo,
fino alla espulsione dal partito e presenterò anche un’istanza a Marx. Dobbiamo
agire seguendo strettamente la legge del valore e lo scambio tra equivalenti. È
necessario un processo per passare dal sistema di proprietà a tre livelli a un
sistema di proprietà che si basi essenzialmente sulla comune e in parte sulla
brigata; questo processo durerà ancora tre, cinque o sette anni. Le brigate povere
devono raggiungere le altre, le brigate povere devono diventare brigate ricche:
si possono trovare in ogni provincia esempi come la comune di Wang Kuo-fan;
la nostra più grande speranza sono le comuni povere. Non si possono togliere
all’Unione Sovietica 20 milioni di tonnellate di acciaio per soddisfare il nostro
fabbisogno; se accadesse qualche cosa di simile, anche l’Unione Sovietica si
ribellerebbe. Non c’è nulla al mondo che si svolga senza scambio, anche nella lotta
dell’uomo con la natura ha luogo uno scambio. L’uomo per esempio mangia e
respira, ma deve anche espellere feci e urina, ci deve essere un metabolismo; si
respira 18 volte al minuto, se si inspira si deve anche espirare. Voi restituite alla
natura una certa quantità di anidride carbonica, la pelle emana calore, anche
questo è uno scambio tra equivalenti. I pesci grossi mangiano i pesci piccoli e i
134
Conferenza di Chengchow: quinto discorso
pesci piccoli mangiano lo sterco dei pesci grossi. Anche tra i diversi comparti
dell’industria pesante deve esserci uno scambio tra equivalenti. Chao Er-lu5 ha
bisogno di materia prima per produrre le macchine: la materia prima è il cibo e
le macchine sono le feci che lui espelle. L’industria tessile ha bisogno di cotone
per produrre il filato. Lo stesso avviene quando si investe nelle costruzioni: queste
mangiano investimenti e possono poi espellere fabbriche. Tutto deve avvenire
continuamente su basi uguali. Se non si dà a Wang Ho-shou carbone e minerale
di ferro, lui non può espellere né acciaio né ferro. La materia non viene distrutta,
l’energia muta semplicemente forma; questa è scienza. In estate fa caldo, in
inverno freddo, tutto è scambio tra equivalenti. Lo Stato dà denaro, sono le comuni
che non danno denaro ed esse fanno un grande errore. Il compagno ha detto che
nello Yunnan si è proposto che il rapporto tra costo del sostentamento e salario
sia di 3 a 7. Questo principio è stato discusso alla Conferenza di Wuchang. Molte
delle risoluzioni della sesta sessione plenaria del Comitato centrale non sono state
messe in pratica. [...] Il cosiddetto appoggio al Centro è un discorso vuoto. Per il
momento però è difficile dire se le intenzioni sono davvero serie e poi in pratica
non si seguono. Trasferimento di proprietà senza contropartita significa offesa al
Centro, come quando si sviluppa l’industria e non l’agricoltura e si reclama la
restituzione di tutti i prestiti prima della scadenza. Succede forse che il Centro non
cammina su due gambe? Al contrario, quest’anno ci deve essere un aumento dei
prestiti di un miliardo di yuan e si può richiedere la restituzione di una parte dei
prestiti. I prestiti per i contadini poveri hanno una scadenza di quattro anni,
scadono solo nel 1960, ma è già stata richiesta la restituzione. Io penso che per
questo si deve mettere in testa al direttore della Banca popolare un cappello che
dice: “Sabotaggio della produzione agricola e sabotaggio delle comuni popolari”.
Tuttavia non lo si deve destituire dalla sua carica. Restituite tutti i prestiti, sia che
siano scaduti sia che non lo siano. Potete fare un compromesso e non restituire
quelli scaduti. Per venire incontro alla vostra richiesta di restituzione di tutti i
prestiti, vengo ormai a voi con la proposta di restituirli tutti. Se voi pretendete di
essere “di sinistra”, allora io voglio essere a destra. Ciò significa che li si può
prolungare, anche se sono scaduti.
Le comuni popolari si trovano in una fase di sviluppo e hanno bisogno di essere
aiutate. Non ci si può comportare come dei banditi, questo sarebbe il metodo di Li
Kui, il metodo civile si chiama “sbarrare la strada”, gli eroi della Foresta verde lo
chiamavano “sbarrare la strada”; ora ci sono molti eroi della Foresta verde; voi siete
tra questi? Opporsi agli sfruttatori non è un delitto, la motivazione di quelli della
Foresta verde era: “Si può tranquillamente rapinare una proprietà illegittima”, per
esempio i doni di compleanno; lo abbiamo praticato anche noi e chiamato “andare
all’attacco dei despoti locali”. I loro successori erano un po’ più civilizzati e riscossero
delle tasse. Quando Gengis Khan occupò la Cina, non capiva nulla di esazione di
tasse. Parlava a vanvera. Saccheggiò il popolo senza dargli nulla in cambio col
risultato che venne travolto; a Liao e a Chin non andò in modo diverso.
I mongoli ebbero il primo grande impero del mondo: eccetto il Giappone e
135
Mao Tse-tung - OPERE
l’Indonesia, tutta l’Asia e gran parte dell’Europa erano occupate da loro. Il secondo
lo ebbe la Gran Bretagna, un impero dove il sole non tramontava mai. Il terzo
appartenne a Hitler: egli occupò tutta l’Europa, metà dell’Unione Sovietica e il
Nordafrica. Ora il più grande impero è quello di Eisenhower. Controlla infatti tutta
l’Europa occidentale, tutta l’America, l’Australia, la Nuova Zelanda, il sud-est asiatico,
l’India e anche in Indonesia investe sempre più. Anche gli Stati di Colombo si sono
riuniti a San Francisco; è davvero inquietante, le regioni controllate dall’America sono
persino più grandi di quelle controllate da Gengis Khan. Il 14 luglio ha vinto la
rivoluzione in Irak, il 15 gli Stati Uniti d’America hanno occupato il Libano. Il 23 agosto
noi abbiamo aperto il fuoco, gli Stati Uniti hanno subito spostato delle truppe e le
hanno concentrate nel Pacifico. Dulles ha detto che si è trattato della loro più grande
concentrazione di truppe. La sua politica sull’orlo della guerra è diretta soprattutto
contro di noi. Abbiamo combattuto per tre mesi, loro hanno perso. Avevamo
annunciato che le nostre acque territoriali si estendono per 12 miglia e loro avevano
riconosciuto solo 3 miglia. Li abbiamo messi in guardia più di trenta volte; a casa loro
e all’estero non hanno pace. Glielo abbiamo detto mille volte, senza attaccare mai,
abbiamo solo tenuto il conto: questi sono i metodi con i quali si affrontano gli
straccioni. Più tardi abbiamo preso nota di tutto più di trenta volte; allora non sono
più venuti, erano completamente confusi e non capivano perché agivamo così. Noi
soffocavamo con dieci dita una pulce, gli Stati Uniti volevano soffocare con dieci dita
cento pulci, perciò non ci sono riusciti. La Cina e l’Irak non si lasciano soffocare. La
Cina è una “grande pulce”.
Probabilmente si è imparato ad attaccare i despoti locali dal fatto che “battevano
la paglia”. All’epoca del dominio americano qualcuno ha suggerito che “battere
la paglia” non è così conveniente come esigere delle imposte: solo con la
riscossione delle imposte si può sviluppare la produzione e far fiorire l’economia,
quindi questo sarebbe un metodo mille volte migliore di quello del “battere la
paglia”. Adesso i comitati di partito delle comuni in pratica fanno rivivere il
metodo mongolo del “battere la paglia”, il metodo arretrato del saccheggio. Nel
passato attaccare i despoti locali era corretto. “Si può tranquillamente rapinare la
proprietà illegittima”, come ha fatto Sung Chiang, ma noi possiamo ora comportarci nello stesso modo nei confronti dei contadini?
L’unico metodo praticabile è quello dello scambio tra equivalenti, tra i tre livelli
devono esserci dei rapporti di compravendita, il lavoro deve essere ricompensato
e non ci deve essere in nessun caso troppo lavoro gratuito. Wang An-shih fece
una legge che liberava la gente dalle prestazioni gratuite di lavoro e vi sostituì le
imposte. Il governo assunse delle persone che ricevevano un compenso e che
facevano quello che prima era fatto con lavoro servile: era un metodo molto più
progredito. Noi siamo retrocessi al periodo precedente a Wang An-shih, ai metodi
di Sima Kuang. Sima Kuang rappresentava i grandi proprietari terrieri e si
opponeva ai metodi di Wang An-shih. Le comuni possono gestire quelle industrie
che tornano a loro vantaggio, ma se impiegano delle persone devono ricompensarle. Da una parte ci sono i lavoratori fissi, dall’altra quelli non fissi: quest’ultima
136
Conferenza di Chengchow: quinto discorso
categoria di persone non deve essere troppo grande. I lavoratori specializzati
devono avere dei salari relativamente più alti. Coloro che sono sia operai che
contadini, devono essere trattati diversamente dai contadini.
L’industria, l’istruzione e l’educazione fisica possono svilupparsi solo gradualmente: il mutamento quantitativo presuppone un processo. Non tutti sanno
scrivere poesie, bisogna avere il senso della poesia per sapere scrivere componimenti poetici; come li si scrive? Chiedere a tutti di comporre una poesia,
significherebbe andare contro la dialettica. Specializzarsi nell’educazione fisica,
organizzare Sputnik di educazione fisica o di poesia o di canzoni, tutto questo
deve essere eliminato6. Se li si facesse partire dappertutto, allora non ci sarebbero
più Sputnik. L’Unione Sovietica ha infatti solo tre Sputnik.
Secondo voi, come si possono consolidare le comuni popolari? Con “primo
livellare, secondo centralizzare, terzo ritirare i fondi” o con dei cambiamenti? Io
penso che se si va avanti così, la comune crollerà per forza. Perché l’Unione
Sovietica ha cambiato i suoi metodi in campo agricolo? Solo quando si ebbe la
percezione che il consumo era eccessivo e che il sistema dell’ammasso obbligatorio e quello della requisizione delle eccedenze di grano non stimolavano la
produzione, si passò a una tassa sui cereali. Per trent’anni Stalin in pratica non ha
realizzato la proprietà collettiva: prevaleva ancora lo sfruttamento extraeconomico
dei signori della terra, portava via ai contadini il 70 per cento del prodotto. Perciò
dopo trent’anni in agricoltura si aveva ancora solo una riproduzione semplice.
All’epoca della Russia zarista non esistevano né meccanizzazione né proprietà
collettiva; Stalin introdusse entrambe, tuttavia il raccolto non era cresciuto oltre
quello dell’epoca zarista. Probabilmente allo scopo di incrementare l’industria
pesante, quello che rimaneva ai contadini era appena sufficiente per nutrirsi ed
essi non avevano energie sufficienti per la riproduzione allargata. Questo
naturalmente non era un problema solo di Stalin, c’era una quantità di persone
che morivano dalla voglia di dedicarsi all’industria pesante e di “praticare il
comunismo”. Noi creiamo le industrie della comune; se andiamo avanti così,
faremo fuori inevitabilmente i contadini. Nessun grande balzo in avanti sarà
possibile, sarà possibile solo un balzo medio o piccolo e la produzione ristagnerà.
Lavorate tre, cinque, sette anni, concludete un processo, prendete come base
essenzialmente le precedenti cooperative di tipo superiore e fate attenzione allo
scambio tra equivalenti, non ammettete risoluzioni e decisioni arbitrarie. Tra le brigate dominano rapporti di compravendita, ci devono essere dei dibattiti per giungere
a degli accordi. Se alcune brigate colpite da catastrofi naturali e alcune brigate povere
non hanno nulla da mangiare, le province devono risolvere questo problema.
L’occultamento della produzione e la ripartizione in privato costituiscono un
problema, un altro problema è costituito dalla fuga di lavoratori, un terzo dal tirare
per le lunghe il lavoro, un altro problema è che si tendono le mani e si chiedono viveri
ai livelli superiori, di giorno si mangiano rape e di sera si mangia qualcosa di buono.
Io appoggio tutto questo, comportarsi così è perfettamente corretto. Se non praticate
lo scambio tra equivalenti, vi boicotterò con decisione. Nello Honan si assegna ai
137
Mao Tse-tung - OPERE
contadini il 30 per cento del prodotto, l’occultamento della produzione e la
ripartizione in privato ammontano al 15 per cento, il totale è il 45 per cento e senza
di questo non potrebbero vivere. Si tratta quindi di proteggere i loro sacrosanti diritti,
è del tutto corretto. Voi però combattete il particolarismo di altri, mentre dobbiamo
criticare il nostro avventurismo. Solo in parte c’è un vero particolarismo, principalmente si tratta di avventurismo. Alla comune vengono dati dei fondi che però non
vengono trasmessi alle brigate e queste boicottano la comune: questo non si può
chiamare particolarismo. Se invece gli si dessero dei fondi ed esse non consegnassero
nulla in cambio, allora sì che si tratterebbe di particolarismo.
Se vengono decise delle regole, devono essere decise soprattutto per il sostentamento del popolo che deve assorbire un’alta percentuale di prodotto. Si devono
stabilire delle regole che tengano conto contemporaneamente del sostentamento del
popolo, dell’accumulazione attraverso la comune (dal 15 al 18 per cento) e
dell’imposta statale (dal 7 al 10 per cento); deve essere ridotto il lavoro non retribuito,
deve essere ridotto il fondo pubblico di accumulazione. Date ai membri della
comune più cose che possono vedere, riducete la quota per il sostentamento gratuito
e aumentate la quota per il salario. Deve essere decisamente mantenuta la
distribuzione di generi alimentari. “Se non c’è bambù si diventa grossolani, se non
c’è carne si diventa magri; se non si vuole essere né grossolani né magri, bisogna
mangiare germogli invernali di bambù e della carne grassa arrosto”. La brigata deve
gestire un’agricoltura diversificata e anche attività ausiliarie.
Un grosso problema è quello di tenere delle conferenze efficaci dei quadri dei sei
livelli. Da ciascun comitato di partito delle comuni deve venire un segretario, dalle
circoscrizioni amministrative devono venire due persone e dalle brigate di produzione altre due persone, una da un’unità povera e una da un’unità ricca. La breve
relazione dello Honan deve essere letta due volte, si tratta di conferenze per fare
avanzare un fronte. Ai gruppi poveri bisogna parlare della comune di Wang Kuofan. La “comune dei poveri” di Wang Kuo-fan nel circondario di Chimingtsun,
distretto di Tsuanhua, provincia dello Hopei, ora è una grande comune ed è diventata
molto ricca. All’inizio vi erano solo 23 persone che possedevano “tre gambe di un
asino” e non avevano né carri né cereali. I loro statuti dichiaravano che non potevano
essere richiesti prestiti o aiuti allo Stato. Tagliarono legna da ardere, la vendettero,
si fecero un nome e si formarono decine di nuclei familiari, centinaia di nuclei
familiari. Quanti nuclei familiari ci sono oggi? Esempi di questo tipo si possono
trovare in ogni provincia. In ogni provincia si possono trovare delle comuni per le
quali la cosa principale è contare sulle proprie forze, che solo saltuariamente
ricorrono all’aiuto esterno e che si sono trasformate da povere in ricche. Gli
investimenti statali servono in primo luogo per aiutare le comuni a sviluppare
l’industria e in secondo luogo per aiutare le brigate povere. Il rapporto dovrebbe
essere di 4 a 6 o di 3 a 7. Le brigate povere ricevono da sei a sette decimi. Di un
miliardo di renminbi, 300 milioni devono essere dati alle comuni e 700 milioni alle
brigate povere. Queste ultime devono aver fiducia in primo luogo in se stesse, poi
nelle comuni e in terzo luogo nello Stato. I poveri devono dimostrare forza di volontà:
138
Conferenza di Chengchow: quinto discorso
anche se mi si regala qualche cosa, non lo voglio. Nelle brigate povere esiste un
atteggiamento di dipendenza: “se Ho Ying-chin7 non distribuisce il denaro, io non
produco niente”. Come può essere accettabile?
In passato il nostro partito costruì molti capisaldi e crebbe a poco a poco fino a
costituire un partito unitario. Anche l’esercito costruì molti capisaldi: il primo fronte
aveva due capisaldi, il secondo fronte ne aveva due, nello Shansi settentrionale
c’erano due capisaldi e nel quarto fronte quattro. Alla scuola di partito a Yenan,
quando il sole calava a occidente e si faceva una passeggiata, ci si divideva in
capisaldi e anche quando si andava a mangiare alla locanda ci si divideva in capisaldi.
All’interno dei singoli capisaldi non vi era nulla che non venisse discusso, solo agli
altri capisaldi non si doveva comunicare nulla. Nel nord dello Shansi persino quando
si andava al coperto per ripararci dagli attacchi aerei, i quadri che venivano da fuori
e quelli del luogo andavano per vie diverse. Persino nei momenti di estremo pericolo
non ci si mischiava. Quale politica abbiamo dovuto applicare rispetto a tutto ciò?
Abbiamo dovuto ammettere i capisaldi, riconoscere i capisaldi, prestare attenzione
ai capisaldi e alla fine distruggere i capisaldi. I capisaldi sorsero sulla base di cause
storiche e di differenze regionali. Attualmente sembra che i capisaldi siano quasi tutti
distrutti. Il partito comunista di allora aveva un programma comune. Il Comitato
centrale era in realtà una federazione, queste persone erano tutte brava gente,
nessuno era trotskista. I dogmatici imponevano la loro direzione dappertutto, sia
nelle regioni sovietiche che nelle regioni bianche si temevamo gli inviati imperiali.
Essi accusavano gli altri di opportunismo e usurpavano il potere nel partito e nel
governo e anche il potere militare e finanziario. Loro erano bolscevichi al 100 per
cento, non ammettevano che qualcuno affermasse che il nemico era forte e noi
deboli, non ammettevano espressioni di scoraggiamento, ma solo parole di
incoraggiamento; più tardi (tre anni e mezzo dopo) iniziammo la Lunga Marcia. Se
si dirigono le persone in modo tale che queste si sentono in pericolo, come ci può
essere dell’entusiasmo? Quando Stalin si occupò di Trotski, si comportò così più
volte; Kruscev non osò far diventare Molotov membro del Comitato centrale; nel
trattare il dogmatismo applicammo la direttiva “curare la malattia per salvare il
paziente e unire i compagni”. Prima del settimo congresso del partito ci furono le
decisioni della settima sessione plenaria del Comitato centrale, che chiarirono i
problemi di fronte al congresso. Il congresso fu poi un congresso di grande unità,
si fecero parlare le persone dei loro errori. Ad eccezione di Wang Ming, che era un
papavero nero, ci fidammo di tutti gli altri.
Quello di cui ora parlo, sono i capisaldi delle brigate di produzione. Ogni brigata
di produzione rappresenta un caposaldo. Se non le si ammette, non le si riconosce
e non si presta loro attenzione, non le si può distruggere del tutto. L’Inghilterra
è stata il primo Stato imperialista e ora è stata superata dagli Stati Uniti d’America.
Il mondo sta cambiando. Anche le brigate povere possono cambiare; se le si
gestisce bene, la grande maggioranza di queste supererà le brigate ricche. Le
imprese fondate con i fondi pubblici di accumulazione aumentano di anno in
anno, in futuro si potrà passare a un sistema di proprietà che si baserà
139
Mao Tse-tung - OPERE
essenzialmente sulla comune. Il sistema di proprietà basato in parte sulla brigata
esisterà ancora. Se si guarda a ciò come a un processo, in passato non lo abbiamo
analizzato. Quando eravamo a Wuhan non lo abbiamo analizzato, lo abbiamo
fatto solo in gennaio e febbraio. Ho cominciato a riflettere su questo problema
grazie all’occultamento della produzione e alla ripartizione in privato praticati da
centinaia di milioni di contadini. Si dovrebbe far capire dappertutto alle comuni
questo problema; si tratta di una legge oggettiva, chi la trasgredisce sbatte la testa
contro un muro. Se noi non siamo in grado di convincerle davvero e se continuano
a essere così indecise, allora le comuni crolleranno e la gente scapperà. La quota
distribuita come sostentamento gratuito deve diminuire e deve aumentare la
quota di salario; non va bene che una comune comprenda un intero distretto (se
non per scopi sperimentali). È molto pericoloso che in una comune vi siano
distribuzione unitaria e centralizzata, spostamento arbitrario di persone e
passaggio di proprietà senza contropartita. Bisogna fare chiarezza al più presto
e il metodo per fare questo è la conferenza dei quadri di sei livelli. Alcuni dicono
che le brigate ricche potrebbero praticare il capitalismo; io non lo credo. Possono
abbandonare la terra? Chi desidera avere qualche cosa, deve prima dare qualche
cosa; in questo momento la gente va via. Qui si tratta ancora sempre di
contraddizioni in seno al popolo, non si sono ancora impugnate le spade e le
lance; non si sarà in armonia col collettivo? A giudicare dalla situazione attuale,
vi è il pericolo di un distacco dal sistema solare. Ora io appoggio il fatto che si
vada via, ci fa stare attenti e in futuro non fuggirà più nessuno.
I documenti distribuiti rappresentano una prima stesura; nello Honan ho
raccolto delle esperienze e mi sono recato poi a Wuhan; non aspettate, ma
dedicatevi completamente al lavoro, il punto di vista fondamentale non cambierà.
Alla sesta sessione plenaria del Comitato centrale non esistevano l’amministrazione a tre livelli, la brigata come base, lo scambio equivalente tra la comune e lo
Stato e tra le brigate all’interno della comune: si trattava di riconoscere il problema.
Solo dopo che si sono scoperte e analizzate le contraddizioni, si può cominciare
a risolverle. Scoprire significa percepire con i sensi, analizzare significa usare
l’intelligenza, deve svolgersi un processo. All’inizio c’è il contatto, per analisi
intendiamo lo svelamento, la soluzione è il livello della sintesi.
La scacchiera ha bisogno di una triplice cura. Le brigate di produzione
dispongono di una popolazione di 500 milioni di persone e di queste dieci milioni
sono quadri (dirigenti di brigata, contabili); sarebbe un’assurdità offenderli. Prima
vi erano 700.000 piccole cooperative e una cooperativa aveva circa 50 quadri, in
totale 30 milioni di quadri. Perché dedicarono tanta energia a occultare la
produzione e a dividerla privatamente, dimostrando una decisione così grande?
Perché 500 milioni di contadini li appoggiavano. Noi invece ci eravamo isolati
dalle masse e passarono ben cinque mesi prima che riconoscessimo questo
problema; era molto tardi. Ebbe luogo un processo, finché la realtà oggettiva si
rispecchiò nel soggettivo.
I documenti devono essere ancora modificati, ma il punto di vista fondamen140
Conferenza di Chengchow: quinto discorso
talmente è questo, potete andare avanti seguendolo. Non viene detto nulla sul
problema del sostentamento e del salario e neppure sui lavoratori che affluiscono
alla cieca nelle città.
Per quanto riguarda il problema del versamento di denaro da parte di alcuni
lavoratori alle loro famiglie, il punto essenziale è convincere le comuni che non
possono rapinare come dei banditi. Quando alcuni ufficiali spedirono a casa del
denaro e questo venne trattenuto dalla comune, gli ufficiali reagirono molto
violentemente. Il diritto di proprietà deve essere sacro e inviolabile, solo così si
potrà costruire più rapidamente. Bisogna convincere le comuni in modo tale che
capiscano il processo di sviluppo e lo scambio tra equivalenti. “Il grande fratello
Shao ha tre penne”: in futuro non saranno solo tre, col comunismo è possibile
possederne dieci.
Per quanto riguarda l’istituzione di comuni da parte di alcune città, non sono
in grado di giudicare. A Tientsin si diceva che se ne voleva istituire una e lo si fece.
L’Assemblea popolare nazionale è essa stessa una comune popolare. Le aziende
e le scuole sono tutte proprietà di tutto il popolo; se volete gestire una mensa, ve
lo si lascia fare e potete servirvi come volete del lavoro dei componenti della
famiglia. Che senso ha gestire ancora delle comuni popolari, se domina già la
proprietà statale? Lo possono fare ancora le piccole città o i capoluoghi di distretto.
Alcune cose, come le ferrovie, gli aerei e i cannoni non dovrebbero presentare
uno stile nazionale.
La politica e l’arte dovrebbero avere uno stile nazionale. L’invio di quadri alla
base; ufficiali che servono come soldati semplici; l’incoraggiamento contemporaneo delle cinque cose: tutto questo è come la salsiccia cinese, non viene
esportata, ma mangiata, questo è il marxismo-leninismo, che non ha in sé nessun
tipo di revisionismo. Nelle comuni invece esistono il revisionismo, il banditismo
e non vi è scambio tra equivalenti; “primo livellare, secondo centralizzare, terzo
ritirare i fondi”: questo non è marxismo-leninismo, va contro le leggi oggettive ed
è un revisionismo “di sinistra”. Si scambia il socialismo per il comunismo, il
concetto di “a ciascuno secondo il suo lavoro” con “a ciascuno secondo i suoi
bisogni” e la proprietà collettiva con la proprietà di tutto il popolo; si vuole
procedere rapidamente e invece si procede solo con lentezza. Alla Conferenza di
Wuchang abbiamo fatto chiarezza sulla legge del valore e sullo scambio tra
equivalenti, ma tutte e due queste cose non sono state ancora attuate.
Sul problema delle comuni nelle città:
1. le città piccole possono gestirne alcune.
2. Le città di media grandezza, che non ne hanno avuta nessuna, non lo faranno
neppure in futuro; quelle già costituite non devono essere sciolte improvvisamente, ma possono continuare in via sperimentale.
3. Le grandi città non ne devono gestire nessuna.
141
Mao Tse-tung - OPERE
NOTE
1. Mao Tse-tung si riferisce all’Esercito popolare di liberazione che nei mesi di agosto e
settembre del 1958 bombardò le isole costiere di Quemoy e Matsu che erano in mano
alle truppe di Chiang Kai-shek appoggiate dagli imperialisti USA.
2. Negli anni ’20 a Shanghai, nell’ambito della crisi economica e delle lotte politiche, la
malavita organizzata si era molto sviluppata e si erano costituite associazioni malavitose
in parte derivate dalle vecchie società segrete. Banda rossa e Banda verde erano due
di queste associazioni.
3. Mao Tse-tung si riferisce a una delle sue prime esperienze di dirigente del movimento
operaio, lo sciopero degli edili di Changsha (Hunan) nel 1921. Vedasi in Opere di Mao
Tse-tung, vol. 1.
4. Espressioni sarcastiche contro gli elementi “di sinistra” che etichettavano come
opportunisti di destra quanti sostenevano una linea fondata sulle leggi del movimento
oggettivo.
5. Vedasi nota 1, pag. 130.
6. Vedasi nota 5, pag. 130.
7. Ho Ying-chin era l’esponente del Kuomintang che durante la Guerra di resistenza
contro il Giappone avrebbe dovuto versare all’8a e alla Nuova 4a armata i finanziamenti
del governo centrale e invece non li versava. Questo aiutò tali armate a diventare
autosufficienti appoggiandosi direttamente alle masse e aiutando queste a sviluppare
la produzione.
142
COMUNICAZIONE INTERNA
(9 marzo 1959)
Ai compagni primi segretari dei comitati di provincia, municipalità e regione
autonoma.
Il Comitato centrale ha deciso di tenere una riunione allargata dell’Ufficio
politico il 25 marzo a Shanghai. Voi dovete partecipare tutti.
Le riunioni dei quadri dei sei livelli1 che i comitati di provincia, municipalità e
regione autonoma devono convocare sul tema delle comuni popolari e a somiglianza della seconda Conferenza di Chengchow, dovranno durare circa dieci giorni. Esse
quindi devono essere convocate immediatamente. Il comitato provinciale dello
Hupeh per esempio ha già fissato la sua riunione per l’11 marzo; è proprio la data
giusta, perché se si incomincia tardi non si avrà il tempo necessario per analizzare
i problemi, sviscerarli e discuterli. Farla in ritardo comporterebbe necessariamente
una trattazione incompleta, i problemi sarebbero risolti solo in modo parziale e
insufficiente, il lavoro, cioè, non sarebbe fatto né in modo approfondito né in modo
preciso. Le riunioni delle province, municipalità e regioni autonome devono adottare
una risoluzione sui problemi del sistema amministrativo delle comuni popolari e su
alcune altre questioni politiche concrete. Il primo segretario farà un intervento di
bilancio, per spiegare con precisione e approfonditamente le contraddizioni
importanti che esistono attualmente nelle comuni popolari e i molti problemi
riguardanti i principi politici. Questi due documenti verranno quindi trasmessi
immediatamente ai livelli inferiori: ciò consentirà ad essi di disporre di orientamenti
e indicazioni precisi. L’elaborazione e la stesura per iscritto di questi documenti
richiedono del tempo. Se la riunione incomincia l’11 marzo, è possibile che si
concluda entro il 20 o il 22 marzo. È solo allora che i primi segretari saranno liberi
per venire alla riunione del 25 marzo a Shanghai. Così le cose si faranno
tranquillamente senza essere troppo pressati.
Nello Honan la riunione dei quadri dei sei livelli si concluderà il 10 marzo e la
redazione definitiva della risoluzione e del discorso di bilancio sarà ultimata al più
tardi il 9 marzo. Il Comitato centrale vi invierà questi due documenti per via aerea
prima del 14 marzo, perché possiate esaminarli. La tappa successiva nello Honan
sarà la convocazione di riunioni dei quadri dei quattro livelli2, per trasmettere
l’orientamento politico definito nella riunione dei quadri dei sei livelli e per
consentire che ogni distretto, ogni comune e ogni brigata possano elaborare i
metodi concreti per la sua applicazione. Alle riunioni distrettuali dei quattro livelli
parteciperanno: 1. un certo numero di quadri distrettuali; 2. un certo numero di
quadri a livello della comune; 3. una o due persone per ogni brigata; 4. una
Mao Tse-tung - OPERE
persona per ogni squadra. Devono partecipare anche un certo numero di
attendisti e di persone indecise. Quindi in tutto saranno come minimo mille e
come massimo duemila persone. Le riunioni dureranno da sette a dieci giorni. I
distretti dello Honan hanno deciso di iniziare le riunioni contemporaneamente il
13 o il 14 marzo e di concluderle il 23 o il 24. Resta quindi libera l’ultima settimana
di marzo che si può lasciare alle comuni, alle brigate e alle squadre per le loro
riunioni. In conclusione è possibile che entro la fine di marzo gli stati d’animo
confusi, i conflitti e gli antagonismi a proposito delle comuni popolari siano in
gran parte chiariti e risolti. A partire da aprile quindi tutto il partito e tutto il popolo
potranno all’unisono intraprendere il grande balzo in avanti di quest’anno.
Spero che tutti agiranno allo stesso modo: province, municipalità e regioni
autonome. Se in ogni provincia, municipalità e regione autonoma le riunioni dei
quadri dei sei livelli iniziano attorno all’11 marzo e terminano tra il 20 e il 22 marzo,
le riunioni distrettuali dei quadri dei quattro livelli potrebbero terminare entro la
fine di marzo e le discussioni nelle comuni e nelle brigate entro il 10 aprile. Quindi
sarebbero in ritardo solo di circa dieci giorni rispetto allo Honan.
Forse ci sono dei compagni che pensano che questo sia troppo precipitoso, che
non ci sia tempo per prepararsi e che convenga spostare la convocazione delle
riunioni. Io non credo che sarebbe un bene. Noi abbiamo oramai una linea chiara,
bisogna quindi che convochiamo rapidamente i quadri dei sei livelli per far loro
conoscere immediatamente la nostra linea. In tre giorni o poco più le principali
contraddizioni saranno chiarite e potremo guadagnarci l’appoggio della maggioranza. Prendendo l’iniziativa, chiuderemo la bocca agli attendisti e agli indecisi.
Può ben darsi, naturalmente, che alcune persone non arrivino a comprendere il
problema e ci insultino dicendo che abbiamo fatto marcia indietro. Queste
persone per qualche giorno dormiranno male e perderanno l’appetito. Ma sarà
questione tutt’al più di qualche giorno. Nel giro di tre giorni o poco più, essi
capiranno. In breve, non bisogna perdere tempo, bisogna sbrigarsi. Si può fare
ancora un po’ di lavoro preparatorio, cominciare a penetrare a poco a poco gli
animi ai due livelli di distretto e di prefettura. Non occorre mirare a una piena
comprensione, ci arriverete nei tre giorni di cui dicevo sopra. Dal 4 al 10 marzo
ci sono sei, sette giorni per il lavoro preparatorio, non bastano? Sono più che
sufficienti, tirare per le lunghe, invece, non è bene.
Ciò che ho detto è la mia proposta. Se essa è praticabile, dovete deciderlo voi
stessi sulla base delle vostre situazioni concrete.
NOTE
1. I sei livelli sono provincia (municipalità o regione autonoma), prefettura, distretto,
comune popolare, brigata, squadra di produzione.
2. I quattro livelli sono distretto, comune popolare, brigata, squadra di produzione.
144
CONFERENZA DI CHENGCHOW:
SESTO DISCORSO
(10 marzo 1959)
Che cosa significa costruzione del socialismo ed espressione concentrata?
Tra la proprietà collettiva e la proprietà di tutto il popolo deve esistere una linea
di separazione oppure no? Come sempre una linea di separazione deve esistere.
Il compagno Stalin ne ha tracciata una e ha indicato tre condizioni (precondizioni)
e questo era giusto. Però non si è espresso abbastanza concretamente; in
confronto è più concreto quello che si dice nei 40 punti1. Numerosi problemi non
sono stati menzionati da Stalin: lo sviluppo contemporaneo2, un’industria gestita
da tutto il partito e da tutto il popolo, i movimenti di massa, la politica al posto
di comando, il movimento di rettifica.
Il problema delle comuni popolari nelle città è molto complicato, non si deve aver
paura di procedere lentamente, ma bisogna assumere un atteggiamento attivo.
Sul problema dei contadini: nel periodo del grande balzo in avanti abbiamo
sottovalutato l’ entusiasmo dei contadini. Dal grande balzo in avanti esiste sempre
il problema dei contadini. Abbiamo sopravvalutato i contadini. Chi è il grande
fratello, l’acciaieria di Anshan o il distretto di Hsushui? È ancora la classe operaia,
l’acciaieria di Anshan è il grande fratello. Ci sono dei “teorici” che appena si
imbattono in problemi pratici fanno dei compromessi. Svicolano nelle cose
lasciate dal capitalismo, la produzione di merci e la legge del valore. Il problema
consiste nel saper riconoscere le cose e vedere se sono vantaggiose o no per la
nostra costruzione del socialismo; ciò che è vantaggioso deve essere utilizzato e
deve servirci. Si devono utilizzare la produzione di merci e la legge del valore.
Se si istituisse anzitempo su vasta scala la proprietà di tutto il popolo, lo Stato
dovrebbe procedere a trasferimenti di proprietà: ciò sarebbe essenzialmente
un’espropriazione forzata dei contadini e i contadini non ne sarebbero certamente
contenti. Chi sarebbe contento, se si facesse così? Taiwan, poiché il suo unico
timore è che non vi sia “agitazione nel regno”.
Le comuni possono anche gestire un’industria relativamente redditizia (Stalin
invece non ha osato consegnare i trattori alle cooperative agricole).
Alcuni considerano i contadini come se fossero operai: non è giusto.
Non abbiate paura della produzione di merci. Il problema è: in che tipo di
economia è inserita?
Non si devono considerare i rapporti fra gli uomini come rapporti padre-figlio,
ma come rapporti tra persone che hanno gli stessi diritti. Bisogna estirpare la
disuguaglianza, ma ci devono essere come sempre delle differenze.
L’ acciaio e il ferro, il carbone, le macchine e l’elettricità sono molto importanti.
Mao Tse-tung - OPERE
La silvicoltura è molto importante e dovrebbe diventare uno dei problemi
fondamentali.
La legge del valore non esercita una funzione regolatrice della nostra attività
economica, ma è soltanto uno strumento di calcolo.
Anche quando la comune avrà realizzato la proprietà di tutto il popolo, questo
non vorrà dire ancora comunismo.
Possiamo passare al comunismo dopo tre anni di dura lotta e dopo altri dodici anni.
NOTE
1. Si tratta del Programma dodecennale di sviluppo agricolo in 40 punti (vedasi Opere di
Mao Tse-tung, vol. 13).
2. Sviluppo contemporaneo e proporzionato di agricoltura e industria, di industria leggera
e industria pesante, dei vari settori produttivi.
146
COLLOQUIO CON IL
DR. W.E.B. DE BOIS
(13 marzo 1959)
Resoconto del colloquio di Mao Tse-tung con il dr. W.E.B. De Bois.
Durante il loro lungo colloquio, De Bois disse che l’arsenale atomico degli USA
costituiva un pericolo spaventoso per i popoli del mondo. Mao Tse-tung rispose:
“Sarebbe una cosa buona se negli Stati Uniti il popolo diventasse pacifista per
paura della bomba atomica. Poiché la minaccia di una guerra nucleare viene
dall’occidente, se i popoli occidentali avessero paura della bomba sarebbe una
buona cosa. Ma poiché i cinesi sono l’obiettivo e le potenziali vittime della bomba,
non è utile che essi temano le armi nucleari. Se questo potesse essere di qualche
utilità, io diventerei l’uomo più pauroso del mondo, ma non penso che un
atteggiamento del genere servirebbe a raggiungere un qualche obiettivo utile”.
COMUNICAZIONE INTERNA
(15 marzo 1959)
Ai compagni primi segretari dei comitati di provincia, municipalità e regione
autonoma.
Sono da cinque giorni a Wuchang e ho esaminato i materiali della riunione dei
quadri dei sei livelli dello Hupeh. Allo stesso tempo ho ricevuto altri materiali
provenienti da province, municipalità e regioni autonome. Penso che ci sia un
problema che dobbiamo discutere insieme. Vi ho già inviato i documenti dello
Honan. Essi propongono che la brigata di produzione divenga nella comune
popolare l’unità di base per la distribuzione e per la contabilità. Ho ricevuto a
Chengchow le regole riguardanti il problema dell’amministrazione e il problema
dei cereali nelle comuni popolari, adottate l’8 marzo dal comitato provinciale dello
Hupeh: esse prevedono di prendere risolutamente le vecchie cooperative di tipo
superiore e non le attuali brigate di produzione, come unità di base per la
contabilità. Le vecchie cooperative di tipo superiore che sono già state divise in
un certo numero brigate di produzione, dovrebbero diventare l’unità di base per
la contabilità tramite la riunificazione delle brigate e non dovrebbero più essere
divise. Una piccola parte delle vecchie cooperative di tipo superiore di dimensioni
molto piccole, che erano in condizioni economiche molto simili e sono state già
raggruppate a formare una brigata di produzione, possono costituire un’unità di
base per la contabilità se i quadri e i membri di queste cooperative lo vogliono;
il comitato di partito della comune potrà allora, dopo un’inchiesta, prendere la
decisione e sottoporla al comitato distrettuale del partito per l’approvazione.
Dopo il mio arrivo a Wuchang ho chiesto al compagno Chou Hsiao-chou1 di
raggiungermi per discutere la situazione con lui e col compagno Wang Jen-chung2.
Ho domandato a Chou Hsiao-chou quale metodo approvasse, quello dello Honan
o quello dello Hupeh. Mi ha risposto che approvava il metodo dello Honan, cioè
quello che consiste nel prendere le brigate di produzione come unità di base per la
contabilità. Ciò perché da loro una brigata di produzione è composta generalmente
soltanto di sei squadre di produzione che sono nate dalla divisione di tre cooperative
di tipo superiore, essendosi ogni cooperativa divisa in due squadre. Ho successivamente ricevuto il rapporto dell’11 marzo proveniente dal Kwangtung, che prevede
“i tre fissi e i cinque livelli”. Il primo punto dei tre fissi definisce l’unità di base per
la contabilità: “Le vecchie cooperative di tipo superiore diventano senza eccezioni
unità di base (in tutta la provincia del Kwantung c’erano 23 mila cooperative di tipo
superiore e ogni cooperativa contava in media 320 famiglie). Alcune cooperative
corrispondono alle attuali brigate di produzione; un certo numero di quelle che sono
state divise in due o tre brigate di produzione dopo il passaggio al sistema delle
Mao Tse-tung - OPERE
comuni popolari, possono essere immediatamente riunite per formare una nuova
brigata che sarà l’unità di base per la contabilità. Le cooperative di tipo superiore,
se sono troppo piccole e sono più d’una nello stesso villaggio o anche se non sono
nello stesso villaggio ma le loro condizioni economiche non sono troppo differenti
e le masse sono d’accordo, possono fondersi e costituire una nuova unità di base
per la contabilità”.
Dunque lo Honan e lo Hunan propongono entrambi di fare della brigata di
produzione l’unità di base per la contabilità. Lo Hupeh e il Kwangtung invece
propongono entrambi di prendere come unità di base per la contabilità la vecchia
cooperativa di tipo superiore. In definitiva, qual è la proposta migliore? Si possono
utilizzare tutte e due? Secondo il compagno Wang Jen-chung, la conferenza dello
Hupeh ha discusso questo problema precisamente in questi ultimi giorni e i
sostenitori dei due punti di vista si sono scontrati tra loro con forza. Nella maggior
parte dei casi i comitati di partito di distretto, di comune e di brigata hanno
proposto di prendere la brigata come unità di base per la contabilità, mentre la
maggior parte dei segretari delle cellule delle vecchie cooperative di tipo
superiore sono decisamente a favore di queste. Io penso che le implicazioni di
questo problema siano molto importanti, perché riguardano direttamente gli
interessi di 30 milioni di quadri di base, capisquadra e capibrigata e quelli di
qualche centinaia di milioni di contadini. Prima di scegliere fra il metodo proposto
dallo Hupeh e quello proposto dallo Honan, bisogna assolutamente ottenere la
piena approvazione dei quadri di base. Se pensassero che si sta forzando loro la
mano, allora bisogna scegliere la vecchia cooperativa di tipo superiore come unità
di base per la contabilità, in modo che i quadri non si separino dalle masse.
Attualmente sarebbe molto pericoloso se essi si allontanassero dalle masse,
perché ciò potrebbe impedire alla produzione di raggiungere l’obiettivo fissato
per quest’anno. Lo Honan ha già preso la sua decisione, ma io prego ancora una
volta i compagni dei comitati provinciali di chiedere il loro parere ai quadri di base
durante le riunioni distrettuali dei quadri dei quattro livelli che sono attualmente
in corso. Se essi approvano la decisione del comitato provinciale di partito, allora
si potrà applicarla, altrimenti sarà meglio procedere a qualche modifica. La
decisione di “prendere le brigate come base”, presa alla Conferenza di Chengchow,
andrà riferita alle vecchie cooperative di tipo superiore e non alle brigate di
produzione. In breve, bisogna sempre procedere secondo i desideri delle masse.
Qualunque sia il metodo che si adotta, si potrà applicarlo solo se le masse sono
d’accordo, altrimenti non vivrà a lungo. Vi lascio riflettere e decidere.
NOTE
1. Chou Hsiao-chou (nato nel 1911) era un veterano di Yenan e, dopo la Liberazione,
dirigente del PCC nella provincia dello Hunan.
2. Wang Jen-chung (nato nel 1906) era un veterano della Lunga Marcia e, dopo la
Liberazione, dirigente del PCC nella provincia dello Hupeh e della città di Wuhan.
150
COMUNICAZIONE INTERNA
(17 marzo 1959)
Ai compagni primi segretari dei comitati di provincia, municipalità e regione
autonoma.
A proposito delle riunioni a livello di distretto e di comune.
Le riunioni dei quadri dei sei livelli tenute nelle province, municipalità e regioni
autonome stanno per terminare e si pone la questione se dobbiamo tenere le
riunioni distrettuali dei quadri dei quattro o cinque livelli. A mio parere sarebbe
bene tenerle e anche fare le cose in grande, soltanto che non bisogna dar loro
grande pubblicità. Tutti i distretti dello Honan tengono attualmente riunioni dei
quadri dei quattro livelli: le riunioni sono molto animate e si svolgono in modo
molto positivo. Nella provincia dello Honan i compagni responsabili a livello
provinciale dirigono direttamente le riunioni di alcuni distretti e utilizzano
l’esperienza così accumulata per dirigere tutti gli altri distretti. Lo Hupeh, il
Kwangtung e il Kiangsu hanno già fatto in modo che in tutta la provincia i distretti
tengano delle riunioni. Il comitato di distretto di Kiang Yin nel Kiangsu ha già dato
disposizioni per tenere una riunione di diecimila persone. Nello Honan sono in
corso due riunioni di distretto di diecimila persone, ma nella maggior parte dei
distretti le riunioni sono di quattro o cinquemila persone. Io propongo che tutti
i distretti tengano una riunione dei quadri dei cinque livelli, cioè distretto, comune
popolare, circoscrizione amministrativa, brigata di produzione e squadra di
produzione (il gruppo di produzione, detto anche gruppo di lavoro). Ogni livello
deve essere rappresentato nella riunione. Così parteciperanno alla riunione tutti
i capi delle squadre di produzione della comune, tutti i segretari delle cellule di
partito, tutti i capi delle brigate di produzione e un buon numero di quadri a livello
delle comuni. A queste riunioni devono partecipare anche persone dalle idee non
chiare, attendisti e indecisi. Sarebbe bene che costituissero circa il 10 per cento.
Potete anche far venire alla conferenza alcuni attivisti scelti tra i membri di base
delle comuni popolari. Fate in modo che tutte queste persone abbiano la
possibilità di ascoltare il discorso che farà il primo segretario del comitato di partito
di distretto, perché il livello del suo discorso è largamente superiore a quello della
maggioranza dei discorsi che tengono i segretari dei comitati di partito delle
comuni popolari. Poi bisognerà aprire la discussione. La gente deve essere messa
in condizioni di prendere la parola senza timore di essere rimproverata, e di
discutere con passione. In qualche giorno si arriverà all’unità di orientamento e
di pensiero. Nel corso di questa riunione bisogna che ci siano tre confronti tra
posizioni contraddittorie: in primo luogo, il confronto tra i quadri di base e i quadri
Mao Tse-tung - OPERE
superiori (i quadri della comune e del distretto). In secondo luogo, il confronto
tra le persone le cui idee sono ancora confuse e quelle che hanno già capito. In
terzo luogo, il confronto tra il 10 per cento di attendisti e indecisi (molti che erano
stati giudicati attendisti e indecisi in realtà non lo erano: la gente se ne accorgerà)
e il 90 per cento di persone positive.
Tre o quattro giorni basteranno per questi confronti. Dopo saranno ancora
necessari tre o quattro giorni per risolvere problemi concreti. Sette o otto giorni
in tutto saranno dunque largamente sufficienti. La riunione distrettuale dei quadri
dei cinque livelli sarà sicuramente infinitamente più animata e vivace della
riunione provinciale dei quadri dei sei livelli. I segretari dei comitati di partito delle
comuni e dei distretti devono essere istruiti sul modo in cui condurre il loro lavoro.
Nel corso della riunione, convocate riunioni particolari di questi compagni per
chiacchierare con loro affinché facciano un bilancio della dura lezione di essere
stati temporaneamente staccati dalle masse per avere negli ultimi mesi messo in
pratica misure inadeguate, promosso il “vento di comunismo” e praticato
l’ugualitarismo, eseguito espropri e richiesto la restituzione dei prestiti. Nel futuro
dovranno riflettere meglio sui problemi e migliorare il loro lavoro, così potranno
essere tutt’uno con le masse.
Oltre alle discussioni sull’organizzazione del sistema dei tre livelli di proprietà
e del sistema dei tre livelli di contabilità (comune popolare, brigate di produzione
e vecchie cooperative di tipo superiore) bisognerà discutere anche della
questione del sistema di quote di proprietà delle squadre di produzione (o gruppi
di lavoro). Questa questione è stata sollevata da Wang Jen-chung, Tao Lu-chia e
alcuni altri compagni. Io penso che è interessante e che bisogna discuterne.
Le riunioni a livello di distretto termineranno a fine marzo. In aprile potremo
dispensarci dal tenere le riunioni dei delegati delle comuni per dedicare tutto il
mese alla produzione, tenendo solo piccole riunioni per risolvere problemi
concreti. Ogni brigata di produzione deve convocare una riunione dei membri del
partito nei loro periodi di riposo; in questo modo tutto il popolo potrà partecipare
ai dibattiti. Dato che molte centinaia di membri delle comuni popolari avranno
partecipato alle riunioni distrettuali e avranno discusso a fondo i problemi, sarà
possibile organizzare delle discussioni con tutto il popolo senza perdersi in
chiacchiere. Alcuni distretti dello Hupeh hanno già organizzato discussioni del
genere. In maggio tutte le comuni del paese dovranno scegliere tre giorni (tre
giorni saranno più che sufficienti) per tenere la prima riunione dei delegati dei
membri della comune. Questi delegati devono comprendere donne e uomini,
vecchi e giovani, elementi positivi ed elementi negativi (esclusi proprietari terrieri,
contadini ricchi, elementi controrivoluzionari e cattivi elementi, mentre devono
invece esserci i contadini medi agiati). Essi dovranno discutere diversi problemi
e dovranno eleggere i comitati amministrativi delle comuni. Io consiglio che
queste riunioni di delegati si svolgano quattro volte all’anno e che durino ognuna
uno o due giorni, al massimo tre. Il primo segretario della comune deve imparare
a presiedere questo genere di riunioni. I nostri compagni dei comitati di partito
152
Comunicazione interna
della comune devono in ogni momento avere a cuore gli interessi delle masse,
devono sempre tenere presente che la loro condotta politica e le misure che
applicano devono essere in accordo con il livello di coscienza delle masse e con
i bisogni immediati di queste. Tutto ciò che si facesse senza tener conto di queste
due condizioni non potrebbe dare esiti positivi e sarebbe di conseguenza votato
al fallimento. I comitati di partito dei distretti e delle prefetture devono badare a
rafforzare i comitati di partito delle comuni. Compagni politicamente solidi
devono essere mandati in aiuto alle comuni politicamente deboli e i comitati di
partito delle prefetture devono a loro volta dare sostegno ai membri dei comitati
distrettuali con scarse capacità direttive. I distretti e le comuni devono entrambi
badare a rafforzare l’ossatura della direzione delle brigate di produzione
corrispondenti, in generale, alle vecchie cooperative di tipo superiore che
costituiscono le unità di base per la contabilità.
Quanto precede non sono che suggerimenti. In conclusione, vi chiedo di
rifletterci su. Decidete qual è la maniera migliore di procedere e poi applicatela
rapidamente. Quando si tiene la riunione distrettuale, i responsabili delle comuni
devono o lasciare della gente a dirigere la produzione a tutti i livelli o prendere
parte alla riunione a turno per non recare danno ai lavori agricoli.
153
CONVERSAZIONE CON UNA DELEGAZIONE
DEL PARTITO SOCIALISTA GIAPPONESE
(18 marzo 1959)
La delegazione del Partito socialista giapponese (PSG) si incontrò con Mao Tse-tung a
Wuhan il 18 marzo. Per i cinesi erano presenti Liao Cheng-chi, Chao An-po e Hsiao Hsiangchien. Il resoconto del colloquio venne redatto a cura del PSG sulla base di appunti presi
da un partecipante all’incontro.
Presidente: Do il benvenuto a tutti voi. Avete fatto un buon lavoro. Mi sono già
incontrato con lei in passato, signor Asanuma.
Asanuma: Siamo venuti qui due anni fa. Ci siamo incontrati col Presidente Mao
a Pechino e siamo ritornati in Giappone dopo aver reso nota la Dichiarazione
comune Asanuma-Chang Hsih-jo. La politica non amichevole del Partito conservatore del Giappone ha causato l’incidente delle bandiere di Nagasaki, che ha
portato all’interruzione dei rapporti. Noi del PSG crediamo che ci sia soltanto una
Cina e abbiamo proposto di uscire da questo vicolo cieco e di stabilire dei rapporti
diplomatici con la Repubblica popolare cinese. La nostra delegazione è stata
inviata sulla base di una decisione in tal senso presa da una sessione allargata del
nostro Comitato centrale. Dopo il nostro arrivo ci siamo incontrati col Primo
ministro Chou En-lai e con altre importanti personalità, per discutere della ripresa
di rapporti diplomatici e della creazione di una zona denuclearizzata e abbiamo
stilato un comunicato comune. Credo che la causa fondamentale per cui non si
realizzano rapporti cordiali e di buon vicinato dipenda dal Giappone e che
l’eliminazione di questo ostacolo sia una questione interna giapponese. Dopo il
mio ritorno in Giappone sarà mia cura mobilitare l’opinione pubblica per una
rapida ripresa dei rapporti diplomatici. Nella Dichiarazione comune ho chiarito
in modo particolare che la giapponese Okinawa e la cinese Taiwan sono occupate
a causa della politica imperialista, che abbiamo in comune il compito di liberarle
e che vogliano combattere contro il comune nemico.
Presidente: È così? Lei ha parlato in modo giusto. Ho letto il suo discorso a Pechino
e la Dichiarazione comune. Le persone lungimiranti riconosceranno la sua onestà.
Alcuni americani vedono solo quello che si trova immediatamente davanti al loro
naso. Si immischiano nelle faccende del Pacifico occidentale, ma potrebbero ben
lasciarlo fare a noi asiatici. Gli affari del Giappone, di Taiwan e delle Filippine sono
affari nostri. Se Dulles sentisse ciò, si agiterebbe. Loro pensano di aver diritto di parola
nelle faccende del Pacifico occidentale. Ma un giorno saranno costretti a scomparire.
Il loro dominio sull’Asia è solo un fenomeno temporaneo. In ogni caso devono
Mao Tse-tung - OPERE
ritirarsi. C’è anche un’altra opinione. Secondo tale opinione contrapposta alla
Dichiarazione comune, il PSG e il popolo cinese hanno torto. Dipende proprio dal
punto di vista. L’interruzione dei contatti tra il Giappone e la Cina è un provvedimento
temporaneo ed essi saranno sicuramente ristabiliti. Anche adesso ci incontriamo in
questo modo. È impensabile che il commercio non venga più riattivato. Il
provvedimento attuale è tuttavia l’unica via che possiamo percorrere di fronte alla
politica che il governo giapponese ha oggi abbracciato. Se il governo giapponese
preferisce considerare la politica e l’economia due cose separate e se preferisce
praticare solo il commercio, possiamo aspettare, per anni, finché cambierà la sua
posizione. Poco tempo fa ho chiesto al compagno Liao di preparare una lista di
affermazioni del Presidente del consiglio dei ministri Kishi Nobusuke. Facciamo
quello che anch’egli fa.
Asanuma: Capisco quello che lei ha detto. Penso che sia venuto il momento
per il Giappone di rivedere dalle fondamenta la sua politica estera. Ritengo che
la cosa peggiore sia combattere con un vicino e stabilire un’alleanza con una
nazione lontana.
Presidente: La politica di dimostrare amicizia a Stati lontani e di aggredire Stati
vicini è stata praticata anche dalla Cina per lungo tempo.
Asanuma: Il Giappone pratica la politica imperialista di dimostrare amicizia a
Stati lontani e di aggredire Stati vicini, irritando la Cina e i paese del sud-est
asiatico. Penso che sia estremamente pericoloso coprire i dollari americani con
la vernice della tecnologia giapponese. La nostra lotta si basa su due pilastri:
l’eliminazione del Trattato di sicurezza americano-giapponese e il ristabilimento
delle relazioni diplomatiche tra il Giappone e la Cina. Vorrei porle la domanda
seguente: una volta lei ha detto che è necessario combinare le materie prime della
Cina con le conoscenze tecniche e scientifiche del Giappone. Vorrei sapere che
cosa pensa di un’alleanza economica tra il Giappone e la Cina, al fine di utilizzare
il più rapidamente possibile la tecnologia giapponese a favore della Cina e di
affrettare la completa indipendenza del Giappone, consolidando la base per una
economia indipendente e neutrale.
Presidente: Possiamo esaminare questo punto con precisione. È un problema
che merita un esame attento, se il Giappone diventa una nazione pacifica e
completamente indipendente. L’industrializzazione della Cina è cominciata solo
ora. La cooperazione economica con un popolo che ama la pace è importante.
Asanuma: La Cina si è impegnata in una nuova lotta, quella contro la natura. Sono
stato molto colpito dallo stato delle cose: il rimboschimento e i lavori di spostamento
di terra vicino a Canton, il grande ponte di Hankow, il fiume Yangtse è stato vinto.
La costruzione della diga di sbarramento di Sanmen sullo Huangho mostra che colui
che controlla il rifornimento idrico, governa anche il paese. All’università di Chinghua
abbiamo visto come vengano combinati il lavoro manuale e lo studio. Presto vi sarà
elettricità nelle regioni occidentali fino a Chungkin e a nord fino al nord-est. Se si
guarda all’insieme, la natura viene trasformata.
Presidente: Questo è il nostro desiderio ed esistono le possibilità per realizzarlo.
156
Conversazione con una delegazione del Partito socialista giapponese
Asanuma: Quando abbiamo visitato il bacino artificiale delle tombe dei Ming,
ho visto le fotografie dei lavoratori volontari (un milione e centomila ogni giorno)
e dei dirigenti cinesi che hanno assunto personalmente la direzione, sforzandosi
di andare avanti.
Presidente: Questa per noi è la via corretta. Noi, i quadri, andiamo per un certo
periodo di tempo a lavorare in campagna e nell’industria e, facendo ciò, ci uniamo
ai contadini e agli operai. Io non ho fatto molto lavoro, ma questo impegno fa poco
danno ed è di molta utilità. Sebbene il periodo sia breve, qualche mese o anche solo
un mese all’anno, fa bene alla salute. Gracili intellettuali provenienti dalle città, senza
appetito, ritornano più robusti, dopo che hanno lavorato in campagna.
Asanuma: In Giappone non abbiamo ancora vinto il capitalismo e siamo in lotta
contro l’imperialismo. Spero che saremo presto in condizione di concentrare tutte
le forze nella lotta contro la natura, come fa lei qui in Cina.
Presidente: Sarebbe molto bello.
Asanuma: I metodi possono variare secondo lo stadio di sviluppo del
capitalismo, ma finché non si è realizzato il socialismo, lo non si può attuare. Sotto
questo aspetto ammiro la Cina.
Presidente: La Cina ha aperto la via alla costruzione. L’obiettivo di una
rivoluzione è aprire la strada per costruire.
Asanuma: In Cina le cooperative si avviano a diventare aziende miste stataliprivate, seguendo il principio dell’economia di Stato. La proprietà privata viene
riconosciuta fino al momento in cui si raggiunge il livello della cooperativa. Inoltre
sono state fondate le comuni popolari e ciò significa che viviamo una situazione in
cui esistono proprietà collettiva e lavoro collettivo e in cui si è contenti di lavorare
insieme. Questo successo avrà un effetto considerevole sull’umanità. Col sistema
delle comuni popolari il rapporto tra genitori e figli rimane lo stesso, ma negli asili
i bambini vengono educati affinché diventino i “costruttori” della prossima generazione e gli asili hanno questo compito. A questo riguarda che cosa si aspetta?
Presidente: Il semplice cambiamento da cooperative a comuni popolari non ha
molto significato. L’unico significato consiste nel fatto che le dimensioni sono
diventate più ampie. Si deve ancora realizzare la meccanizzazione. Se non viene
risolto entro alcuni anni il problema della meccanizzazione, le comuni popolari non
si distingueranno dalle cooperative; si lavorerà con le mani come prima. Tuttavia la
meccanizzazione verrà accelerata dalla realizzazione delle comuni popolari. Un altro
problema è quello della cultura e dell’istruzione. In questo campo il livello del
Giappone è più alto. Il popolo cinese avrà bisogno di alcuni anni per raggiungerlo.
Per quanto riguarda il problema dei generi alimentari, la meccanizzazione non è
necessaria. Possiamo risolvere questo problema già ora e cioè con il rifornimento
idrico, con i lavori di spostamento di terra, con un’aratura migliore. Un altro aspetto
è la riduzione del tempo di lavoro. In futuro dobbiamo far sì che sia possibile lavorare
cinque o sei ore e utilizzare il resto del tempo per lo studio e il riposo; per questo
abbiamo bisogno della meccanizzazione. La popolazione rurale della Cina è ancora
troppo numerosa, dobbiamo industrializzare e meccanizzare. Quando i rapporti fra
157
Mao Tse-tung - OPERE
i nostri due paesi saranno migliori, ne trarremo entrambi profitto. Perciò non credo
che lei possa fallire nella sua linea. Ci sono alcuni che non sono d’accordo con lei,
dicono che lei fa solo grandi discorsi. Cacciare gli Stati Uniti d’America per esempio,
questo bisogna farlo certamente. Gli Stati Uniti d’America possono comportarsi in
modo arrogante, perché dispongono di una grande quantità di ferro e di acciaio. Ma
gli americani non potranno essere arroganti in eterno. Non hanno tre mani. Al
contrario l’Asia ha una popolazione di oltre un miliardo di persone. Cento anni fa
gli Stati Uniti d’America disponevano di poco ferro e acciaio ed erano oppressi da
un potenza straniera.
Sata: Ora sono una tigre di carta.
Presidente: Questo è giusto. Alcuni temono che siano una vera tigre e per certi
aspetti attualmente sono una tigre vera, ma ci sono buone possibilità che
diventino una tigre di carta. Lo stesso si può dire del Giappone. Novant’anni fa
il Giappone disponeva di poco ferro e acciaio e veniva trattato duramente dalle
potenze straniere. Quando anche il Giappone ebbe a disposizione del ferro,
divenne molto potente, ma ora viene oppresso dagli americani. Questo è tuttavia
un problema passeggero. In futuro caccerà sicuramente gli americani.
Asanuma: Lotteremo per questo, tornati in Giappone.
Presidente: Ci sono delle buone speranze.
Asanuma: Per ritornare al tema delle comuni popolari...
Presidente: La comune popolare sarà sicuramente un successo. Se si paragona
la decentralizzazione alla non decentralizzazione, la non decentralizzazione è più
favorevole allo sviluppo.
Asanuma: Quando ho visitato una comune popolare, ho sentito che si diceva
che l’operaio è il fratello maggiore e il contadino quello minore. Con uomini così
eccellenti, si svilupperà sicuramente una società eccellente.
Presidente: Ma ci vorrà il suo tempo.
Sata: Si dice che lei darà le dimissioni dalla carica di Presidente dello Stato, per
concentrarsi interamente sull’analisi delle comuni popolari. Non è necessario
rinunciare a questo incarico, non è vero?
Presidente: Farei meglio a ritirarmi. Ricopro la carica di Presidente dello Stato
e di Presidente del partito. Non è necessario rivestire tante cariche. È meglio per
me e per il paese abbandonarne una. Sicuramente avvierò alcune analisi, ma di
“analisi delle comuni popolari” hanno parlato solo alcuni giornalisti stranieri.
Katsumata Seiichi: Vuole esprimere qualche considerazione sulle condizioni di
transizione dalle comuni popolari al comunismo?
Presidente: In questo momento non sono in grado di giudicare. Molte cose
saranno risolte attraverso la pratica. Posso parlare delle condizioni. Queste sono
in primo luogo la meccanizzazione, in secondo luogo la rivoluzione culturale e
la rivoluzione tecnica, in terzo luogo l’abbondanza di prodotti. In ogni caso la Cina
è ancora povera. Non possiamo parlare di comunismo. La situazione migliorerà
di anno in anno, ma avremo bisogno di un certo periodo di accumulazione e di
riproduzione allargata. Saranno necessari degli anni. Si potrebbe raggiungere nel
158
Conversazione con una delegazione del Partito socialista giapponese
XXI secolo, ma il tempo passa velocemente. Abbiamo avuto bisogno di 100 anni
per portare a termine la rivoluzione democratica, in realtà 109 anni. Dopo
l’edificazione della Repubblica popolare cinese sono stati necessari dieci anni
interi per condurre a termine la rivoluzione socialista.
Nelle nostre lotte contro il feudalesimo e l’imperialismo non abbiamo
combattuto né il capitale nazionale né l’economia privata. Questi sono stati
trasformati a poco a poco in proprietà collettiva. A questo scopo il capitale
nazionale è stato acquistato in blocco a un prezzo stabilito sulla base di una
trattativa. Questo processo dura ancora. Mentre viene portata avanti questa
trasformazione, si compie la costruzione dell’economia. Solo quando sarà
cambiato il sistema sociale, potremo intraprendere più rapidamente di prima e
con grande energia la nostra lotta contro la natura e sviluppare rapidamente le
forze produttive. Durante il dominio di Chiang Kai-shek e di altri, per il ferro e
l’acciaio dipendevamo completamente da Anshan, ma là in 20 anni si era arrivati
solo a 40.000 tonnellate, le acciaierie erano state costruite dai giapponesi. Ora
la produzione è aumentata e ci si aspetta che nel 1964 Anshan da solo potrà
produrre sei milioni di tonnellate.
Vi ringrazio, amici del Partito socialista giapponese che siete venuti da lontano.
Sarà per noi di reciproco aiuto, se le nostre diverse iniziative avranno buon esito.
Questo non riguarda solo i rapporti tra la Cina e il Giappone, anche gli americani
e noi dobbiamo aiutarci reciprocamente. Per quanto Dulles ci possa disturbare,
non vivrà 10.000 anni. E anche se vivesse 10.000 anni, c’è una fine. Anche il cattivo
rapporto tra noi e il governo giapponese è solo una cosa passeggera. Dobbiamo
fare una differenza tra condizioni passeggere e situazione futura. Aspetti, il nostro
rapporto diventerà sicuramente ottimo.
Asanuma: Lavoreremo volentieri per un cambiamento politico.
159
COMUNICAZIONI INTERNE
(29 marzo 1959)
Ai segretari di tutti i comitati di dipartimento, comitati di partito e sezioni del
Centro e ai segretari dei comitati di partito delle province, delle municipalità e
delle regioni autonome.
I documenti provenienti dai distretti di Shanghai meritano di essere letti.
Bisogna assolutamente che le decisioni prese dalle municipalità, dalle fabbriche
e dalle imprese minerarie, dalle imprese di comunicazioni e di trasporto, dalle
imprese finanziarie e commerciali, dagli istituti di istruzione e di qualunque altro
genere tengano conto delle opinioni dei quadri di base (i segretari delle cellule
di partito, i capiofficina e i capisettore), come anche di quelle degli attivisti legati
alle masse, per tutto quello che riguarda l’elaborazione e l’applicazione della linea
generale. Bisogna che questi siano presenti in buon numero alle riunioni per far
conoscere le loro opinioni; solo così i punti di vista saranno chiari, le contraddizioni saranno rilevate, si potrà trovare la verità e sviluppare il movimento.
Dobbiamo diffidare delle belle parole dei segretari delle cellule generali, dei
segretari dei comitati di partito delle fabbriche e delle miniere, dei responsabili
delle organizzazioni dipendenti dalle municipalità e dei segretari di gruppo del
partito, così come dei compagni che hanno il rango di capiufficio di sezione nel
governo centrale. Un gran numero di loro si è completamente separato dalle
masse e agisce arbitrariamente. Le direttive dei livelli superiori a loro non vanno
bene e non vi obbediscono che formalmente, quando non le ignorano. Su un
buon numero di punti non hanno fiducia che in se stessi, non hanno alcuna fiducia
nelle masse e non danno alcun peso alla linea di massa. È per questo che ormai
dobbiamo tenere, due volte all’anno, una riunione dei quadri dei cinque, sei o
sette livelli1. Ogni riunione dovrà durare una decina di giorni. In questo modo i
livelli inferiore e superiore attaccheranno assieme il livello intermedio da due lati.
Solo così si potranno correggere gli errori dei quadri dei livelli intermedi, ridare
elasticità ai loro cervelli pietrificati; allora forse miglioreranno, non c’è altro
sistema. Se li ascoltiamo troppo, rischiamo di lasciarci trascinare nel loro campo
e finiremo per commettere degli errori, la situazione non sarà più chiara e le
comunicazioni tra il vertice e la base così come tra la base e il vertice si
interromperanno: ciò sarebbe molto pericoloso. Sarà estremamente positivo
tenere due volte l’anno queste riunioni; esse ci permetteranno di capire meglio
la situazione e di correggere gli errori. Ciò riguarda le città, ma i problemi sono
pressappoco identici nei villaggi. Nelle mie comunicazioni precedenti avevo già
trattato questo problema in maniera più generale.
Mao Tse-tung - OPERE
NOTE
1. Cioè di provincia, di municipalità, di prefettura, di distretto, di comune, di brigata e di
squadra.
162
TENERE CONTO DEI VECCHI DEBITI
(30 marzo 1959)
Nota sul rapporto di Tao Lu-chia Sulla conferenza dei quadri dei cinque livelli.
“In generale, non bisogna tenere conto dei vecchi debiti”. Questa tesi, che era
stata inserita nel discorso tenuto alla conferenza di Chengchow1, non è giusta.
Bisogna dire: “È solo tenendo conto dei vecchi debiti che ci si può conformare
alla legge del valore nella sua realtà oggettiva”. Questa legge è di un insegnamento
grandioso: è solo grazie a questa legge che sarà possibile educare decine di milioni
di quadri e il nostro popolo di centinaia di milioni di uomini, è essa che ci
permetterà di costruire il socialismo e il comunismo nel nostro paese. Altrimenti,
tutto diventa impossibile.
È inammissibile nutrire dei risentimenti verso le masse. Quanto ai quadri, essi
stanno per essere fatti a pezzi da noi stessi. Tutto ciò è disastroso e non presenta
nessun vantaggio. Infine, se una comune è in grado di restituire un debito di circa
400 yuan della vecchia cooperativa di tipo superiore al suo ex-proprietario,
perché le altre comuni non possono fare altrettanto? Non bisogna “tenere tanto
ai propri beni al punto da non volersene separare”. Bisogna riconoscere che, lungi
dall’essere delle ricchezze oneste, si tratta di ricchezze estorte. Senza indennizzo,
non è permesso appropriarsi del prodotto del lavoro altrui.
NOTE
1. Vedasi il secondo discorso alla Conferenza di Chengchow, pag. 105.
MANTENERE UN MARGINE DI MANOVRA
(aprile 1959)
Intervento alla settima sessione plenaria del Comitato centrale del Partito comunista
cinese che si tenne dal 2 al 5 aprile 1959.
1. Riflettere molto per giudicare bene. Questa frase mette l’accento sulla parola
riflettere: bisogna riflettere molto. Senza riflessione, non è possibile niente. Bisogna
discutere con tutti e opporsi a qualsiasi decisione non meditata e arbitraria. Una volta
discutevamo spesso con le persone che erano d’accordo con noi, ma le discussioni
con tutti quelli che erano di parere contrario erano rare. Si discuteva spesso con i
quadri, ma raramente con i responsabili della produzione. Le consultazioni erano
poco frequenti e casuali: ecco perché le cose andavano male. La discussione è
fondamentale, senza di essa è impossibile giudicare bene. Ci sono numerosi sistemi
per condurre una discussione, come organizzare delle riunioni d’inchiesta e degli
incontri. Lo scopo della discussione è di arrivare a una decisione. Alcuni compagni,
senza discutere, giudicano arbitrariamente e questo è inammissibile.
2. Mantenere un margine di manovra. Non è soltanto un problema di metodo
di lavoro, ma è soprattutto una questione politica. Quando noi prepariamo un
piano di lavoro, è indispensabile mantenere un margine di manovra e lasciare un
margine d’iniziativa ai livelli inferiori. Non lasciare margine di manovra ai livelli
inferiori vuol dire privarcene noi stessi. Prevedere un margine di manovra
presenta dei vantaggi a tutti i livelli. Fissare la norma di produzione di un villaggio
a 2.000 chin, vuol dire non lasciare margine ai livelli inferiori e, di conseguenza,
non lasciarne neppure ai livelli superiori. Nelle battaglie di una volta conservavamo delle unità di riserva, ma oggi, quando si tratta della produzione, non ci
pensiamo più. Così come l’attività economica non può permettersi degli attacchi
brutali e dei combattimenti selvaggi e l’attività produttiva non deve mai fermarsi
completamente, anche la pianificazione deve disporre di un certo margine di
manovra. È importante però garantire i punti essenziali, senza principi di base non
c’è politica ed è su dei principi politici che si fonda tutta la nostra attività.
3. Avanzare a ondate. Ogni movimento provoca delle oscillazioni. Nelle scienze
naturali si parla di onde sonore, di onde elettromagnetiche. Ogni movimento
provoca una propagazione di moto ondulatorio. È una legge della propagazione
del movimento, una regola che ha un’esistenza oggettiva, indipendente dalla
volontà umana. Tutto il nostro lavoro parte da un punto per diffondersi
dappertutto, dal più piccolo al più grande e tutto avanza con un movimento
Mao Tse-tung - OPERE
ondulatorio. Non c’è ascensione lineare lungo una retta verticale.
4. Bisogna esaminare la situazione con competenza. Bisogna essere sempre
attenti agli sviluppi della situazione politica ed economica. Per quel che riguarda
la situazione politica, bisogna osservare l’ideologia di ogni classe ed esaminare
le variazioni delle loro rispettive posizioni. I segretari, ma anche ogni membro del
comitato, devono fare queste osservazioni. Ogni membro del comitato deve non
solo occuparsi del suo lavoro amministrativo locale, ma anche partecipare al
lavoro collettivo.
5. Prendere decisioni rapide approfittando dell’occasione. Bisogna modificare
il nostro piano in conformità ai cambiamenti della situazione. Non si deve
mancare una buona occasione, perché, una volta passata, non si ripresenterà mai
più. Bisogna prendere decisioni rapide approfittando del momento favorevole e
non essere così noncuranti da rinunciare a ogni decisione. I lavori di infrastruttura
sono enormi, bisogna ridurli un po’. Nei confronti di alcuni compagni del partito
che sono su una cattiva china è ugualmente necessario “prendere decisioni
rapide, quando si presenta l’occasione”.
6. Capirsi con tutti. Poco importa se si tratta di gente superiore o inferiore, di
sinistra o di destra, di vicini o di lontani, di migliori o di peggiori. Bisogna capirsi
con tutti. Il livello centrale e il livello locale devono comunicare, i membri di un
comitato del partito devono comunicare tra di loro e con i segretari. In altri tempi
non ci occupavamo molto di questa buona intesa; bisogna porre rimedio a questo
problema. Attualmente facciamo uso della corrispondenza scritta. Scrivere una
lettera al mese: ecco un sistema per mantenere dei rapporti. Non bisogna
accontentarsi del lavoro dell’ufficio di segreteria e ancora meno impedire che le
notizie arrivino al segretario del comitato provinciale.
7. In alcuni momenti una persona può prevalere sulla maggioranza, perché
qualche volta la verità è nelle mani di questo solo uomo. Qualche volta la verità è
posseduta da una minoranza, così come il marxismo, che è sorto dalle sole mani di
Marx. Lenin diceva: “Ci vogliono spiriti che nuotino controcorrente”. I comitati di
partito dei differenti livelli devono prendere in considerazione le opinioni di tutti,
ascoltare il parere della maggioranza, senza trascurare però quello della minoranza
e degli altri. Bisogna suscitare dibattiti all’interno del partito e correggere gli errori.
Qualche volta la critica di un errore è dolorosa ma, grazie a questa critica, sarà
sufficiente correggersi per porre rimedio all’errore. Se la gente non ha il coraggio di
parlare, ciò è a causa di sei tipi di paura: la paura di far conoscere l’errore, di essere
degradati, di perdere la faccia, di essere espulsi dal partito, di essere decapitati, di
dover divorziare. La decapitazione: è questo che ha reso celebre Yue Fei1. Bisogna
che chi parla sia innocente: potrà appoggiarsi agli statuti del partito per difendere
il suo punto di vista. Una volta regnava il potere della corte imperiale che è costato
la vita a non so quante persone. Ma numerosi erano quelli che, opponendosi alla
corte, continuavano a sfidare la morte.
8. Bisogna centralizzare. Centralizzare nelle segreterie e nei comitati permanenti. La minoranza deve sottomettersi alla maggioranza, ma bisogna creare una
166
Mantenere un margine di manovra
buona atmosfera all’interno del partito, dove le menti devono essere libere e la
critica deve svilupparsi: la critica è un aiuto tra compagni.
9. Non bisogna tirar fuori documentazioni incomprensibili e, se sono state tirate
fuori, è meglio rimetterle dove erano. I documenti devono essere redatti in stile
corrente, in lingua parlata. Bisogna che siano efficaci, che il loro punto di vista
sia chiaro e l’oggetto visibile dietro il discorso. Nel romanzo La vera storia di Ah
Q Lu Hsun2 ha impiegato numerose espressioni popolari.
NOTE
1. Yue Fei (1103-1141), celebre generale dei Sung, aveva fatto decapitare suo figlio per
infrazione alla disciplina.
2. Vedasi nota 12, pag. 60.
167
DISCORSO ALLA SEDICESIMA SESSIONE
DELLA CONFERENZA SUPREMA DELLO STATO
(15 aprile 1959)
Negli otto mesi appena trascorsi, dall’agosto dell’anno scorso ad ora, sono capitati
due incidenti che ci riguardano. Il primo concerne Taiwan1, l’altro il Tibet2.
Nell’agosto scorso vi è stata una grande sollevazione a Taiwan, ora ve ne è una
altrettanto grande nel Tibet. In nessuno dei due territori abbiamo ancora compiuto
la rivoluzione. Il Tibet è in terraferma, vi sono strade, ci si può andare in automobile.
Con il Tibet nessun paese ha stipulato accordi come con Taiwan: è perciò accessibile
sia alla nostra aviazione sia alla nostra fanteria. Con Taiwan, invece, le cose stanno
in modo ben diverso: Taiwan ha stipulato un trattato con gli Stati Uniti d’America.
Nell’ultimo anno gli americani hanno provocato nel Medio Oriente una sollevazione
che non era più controllabile; a causa della questione mediorientale, Eisenhower,
Dulles e tanti altri americani non hanno più trovato pace, sono stati tormentati
dall’insonnia. Il terzo giorno dopo la risoluzione dell’ONU che li invitava a ritirare
i loro soldati, noi abbiamo cominciato il bombardamento. Là si stava appena
concludendo una fase e già qui, immediatamente, ne cominciava un’altra. Anche qui
gli americani sono subito accorsi, facendosela sotto dalla paura.
Hanno spostato truppe dalle coste occidentali americane e in più una flotta dal
Mediterraneo e le hanno concentrate nello stretto di Taiwan. Per parecchio tempo
non sono riusciti a capire la nostra mossa. Dulles ha detto in seguito che questa
è stata la più grande concentrazione da essi attuata nella loro storia. Infatti fu
davvero massiccia rispetto all’area interessata; prendiamo, per esempio, le sole
portaerei; gli USA ne hanno in tutto 12, questa volta ne hanno radunate 6,
concentrandone cioè la metà. Senza dire che di altre navi da guerra ve n’erano
abbastanza. Questi spostamenti erano la loro ultima risorsa, poiché avevano
paura che noi volessimo riprenderci Quemoy, Matsu e Taiwan. In tale occasione
Chiang Kai-shek ha perduto completamente la bussola e si è messo a fare i più
svariati preparativi. Un intero settore dell’economia, difatti, è stato trasferito in
campagna. Non appena il 23 agosto noi aprimmo il fuoco, lo stesso giorno (o il
successivo) gli USA presero la decisione di trasferire le loro truppe. Ciò avvenne
in agosto. Per tutto il mese di settembre le cose proseguirono così e solo in ottobre
gli americani si fecero un’idea più chiara della situazione e si ritirarono subito:
sulle coste occidentali, in Giappone, nelle Filippine. Quelli provenienti dal
Mediterraneo, giacché la via era molto lunga ed erano appena arrivati obbedendo
all’ordine, si recarono direttamente a Manila e di là, compiuta qualche riparazione,
se ne tornarono indietro in tutta fretta. Il risultato finale fu che alle elezioni
americane del 4 novembre il Partito repubblicano fu sconfitto, lasciando la vittoria
Mao Tse-tung - OPERE
al Partito democratico: tenendo fede ai loro impegni, non solo non ci avevano
guadagnato nulla, ma avevano aiutato il Partito democratico.
È molto tempo che gli Stati Uniti d’America esercitano pressioni su di noi in
modo sbagliato. Prima che scoppiasse la questione del Medio Oriente, gli
americani hanno sbandierato pubblicamente un memorandum nel quale si diceva
che la Cina è malvagia, malvagia oltre ogni misura: era del tutto escluso che essi
ci riconoscessero e a sostegno di questo atteggiamento accumularono una gran
quantità di teorie e dimostrazioni. Arrivarono persino a interrompere le trattative
a Ginevra. Benone; allora noi ponemmo una scadenza alle trattative. Più tardi,
conclusa la questione del Medio Oriente, si rifecero vivi: avevano superato di
qualche giorno la scadenza posta da noi. Il nostro ultimatum scadeva il 15, essi
risposero con una lettera del 17, proponendo di trattare. Noi non l’abbiamo
pubblicata, poiché, in quel momento, la loro iniziativa ci era del tutto indifferente:
noi volevamo cominciare i bombardamenti e perciò non abbiamo dato pubblicità
alla cosa. Il primo giorno sparammo 19.000 colpi. Fu allora che morirono Chao
Chia-hsiang (il loro capo di stato maggiore) e uno dei vicecomandanti, Chi Hsingwen. Yu Ta-wei, ministro della Difesa, perse anche lui qualche goccia di sangue.
Per il territorio della nostra patria, dico io, dobbiamo pur continuare a combattere.
Non abbiamo paura di nessuna minaccia. In uno dei nostri antichi racconti,
intitolato Un coraggioso giovane sta curvo di sera sui libri, si racconta che c’era
appunto questo giovane che la sera si metteva a studiare. Una volta ecco che viene
uno spirito per spaventarlo: si mette proprio sotto la finestra e gli mostra la lingua;
la lingua era talmente lunga che il fantasma era convinto di terrorizzare lo
studente. Questi, invece, non si lasciò turbare nemmeno un po’; prese il suo
pennello e si dipinse sul viso la maschera del generale Chang Fei, si dipinse un
po’ come ai nostri giorni uno Yuan Shih-kai. Poi mostrò a sua volta la lingua, che,
a dire il vero, non era lunga come quella del bau-bau. I due rimasero a fissarsi in
tal modo: tu guardi me, io guardo te. Il fantasma cominciò a retrocedere e finì con
lo svignarsela. L’autore dei Racconti fantastici di Liao ci convince a non aver paura
di alcun fantasma. Quanto più li si teme, tanto meno si può sperare di
sopravvivere: essi vengono di corsa e divorano il fifone. Noi non abbiamo paura
dei fantasmi ed è per questo che abbiamo bombardato Quemoy e Matsu. Una
volta combattuta quella battaglia, nello stretto di Taiwan si sono ammansiti i venti
e calmate le onde e vi si può passare senza alcun impedimento. Le nostre navi
non subiscono più il minimo sopruso.
NOTE
1. Vedasi nota 1, pag. 142.
2. Il 17 marzo 1959 le forze feudali tibetane si sollevarono contro la Repubblica popolare
cinese, col sostegno dell’imperialismo e del governo della Repubblica indiana, a sua
volta sostenuto dalle autorità revisioniste dell’Unione Sovietica.
170
LETTERA AI RESPONSABILI
DEI SETTORI PRODUTTIVI
(29 aprile 1959)
Ai compagni dei livelli della provincia, della prefettura, del distretto, della
comune, della brigata e della squadra.
Vorrei discutere con questi compagni alcune questioni tutte riguardanti
l’agricoltura.
1. Il problema delle quote fissate dai contratti di lavoro1. Nel sud è tempo di
trapianti, nel nord è tempo invece di lavori primaverili. Bisogna determinare le
quote di produzione in funzione delle condizioni oggettive, non bisogna
assolutamente tener conto di tutta quella marea di istruzioni che viene dai livelli
superiori, bisogna, invece, tener conto semplicemente di ciò che è realizzabile
concretamente. Così l’anno scorso la produzione è stata di fatto di 300 chin per
mu. Se quest’anno si arriva ad aumentarla di 100 o 200 chin, sarà un’ottima cosa.
Pretendere una produzione di 800, 1.000 o 1.200 chin e più è solo roba da
sbruffoni perché non la si raggiungerà. Cosa si guadagna? Per prendere un altro
esempio, se si arriva ad aumentare di 200 o 300 chin una produzione che l’anno
scorso raggiungeva i 500 chin per mu, si tratterà già di un risultato considerevole;
aumentarla ancora di più è veramente impossibile.
2. Bisogna sapere se bisogna piantare fittamente o no2. Non bisogna piantare
né troppo largo né troppo fitto. Numerosi giovani quadri e un certo numero di
persone altolocate, mancando di esperienza, difendono con fervore il principio
di piantare fittamente. Alcuni perfino fanno a gara a sostenere che più si pianta
fitto e meglio è. Così non va. I vecchi contadini storcono il naso, così come i
contadini di età matura; bisogna che queste tre categorie si ritrovino e stabiliscano
la spaziatura giusta. In questo modo potrà andare bene. Dato che occorre che i
contratti di produzione siano applicati, bisogna decidere sulla spaziatura dei
germogli dopo una discussione a livello di brigata e di squadra di produzione. Gli
ordini troppo rigidi ai quali alludevamo sono non solo inutili, ma anche dannosi
e quindi non si devono dare. Il comitato provinciale può suggerire delle regole
di spaziatura, ma non imporle: esso deve sottoporle alle decisioni della base.
Inoltre i livelli superiori devono aver cura di ricercare quali sono le spaziature
migliori. Con una maggiore esperienza sarà possibile stabilire delle regole
scientifiche di piantagione che tengano conto delle differenze di clima, di luogo,
di suolo, di irrigazione, di regime delle piogge, ecc., che tengano conto anche
delle differenze tra i metodi di piantagione, delle differenze a livello di prodotti
agricoli e a livello della coltivazione dei campi. Se tra qualche anno si riusciranno
a definire delle norme che corrispondano alla realtà, tutto andrà benissimo.
Mao Tse-tung - OPERE
3. Badare a economizzare i cereali. Bisogna essere molto fermi su questo punto
e fissare il numero di liang da consumare a persona. Bisogna mangiare di più
quando si lavora molto e mangiare di meno durante i periodi di riposo. Mangiare
cereali nei periodi di punta e mangiare delle zuppe di cereali nei periodi di calma,
completando questo regime alimentare con patate, legumi verdi, cavoli e ogni
sorta di zucche, fagioli e carote: bisogna fare molta attenzione a tutto ciò. Bisogna,
poi, raccogliere le messi ogni anno e costituire delle riserve, bisogna tenere a
mente e applicare con rigore questi tre principi in materia di prodotti alimentari:
“raccogliere, stipare, consumare”. Non bisogna perdere tempo, perché le
occasioni perdute non ritornano più. Bisogna, d’altra parte, costituire delle riserve,
mettere da parte ogni anno un po’ di cereali, in modo che le riserve aumentino
progressivamente. In otto o dieci anni di sforzi risolveremo il problema dei cereali.
Non bisogna fare dei grandi discorsi e raccontare delle storie, ciò sarebbe molto
pericoloso. Bisogna tenere ben presente che siamo un grande popolo di molte
centinaia di milioni di persone e che per noi, dunque, il problema del nutrirsi è
un problema di primo piano.
4. L’aumento delle superfici coltivate. Il piano che consiste nel piantare meno
per produrre di più e fare dei buoni raccolti è un piano realizzabile a lungo
termine. Esso potrà, in base alla situazione concreta, essere realizzato gradualmente nei prossimi dieci anni. Ne realizzeremo la maggior parte nei prossimi tre
anni, ma durante questi tre anni dovremo batterci per piantare di più. Secondo
i principi in vigore in questi ultimi anni, bisogna combinare i procedimenti di
coltura estensiva a basso rendimento con l’audace politica di coltura intensiva ad
alto rendimento.
5. Il problema della meccanizzazione. La soluzione fondamentale ai problemi
dell’agricoltura è la meccanizzazione. Bisogna calcolare dieci anni perché questo
problema sia risolto. Nel giro di quattro anni si sarà incominciato a risolverlo, nel
giro di sette anni lo si sarà risolto per la gran parte e in dieci lo si risolverà
completamente. Quest’anno, l’anno prossimo, l’anno successivo e quello ancora
seguente, cioè nel corso dei prossimi quattro anni, faremo conto essenzialmente
su attrezzi migliorati, su attrezzi semimeccanizzati. Ogni provincia, ogni regione
e ogni distretto devono fondare un istituto di ricerca sull’attrezzatura agricola,
mettere insieme un gruppo di tecnici, falegnami e fabbri esperti dei villaggi,
raccogliere tutti gli attrezzi un po’ moderni della provincia, della regione e del
distretto, compararli, sperimentarli e migliorarli. Devono essere sperimentate
nuove attrezzature e, se l’esperimento riesce, bisogna sperimentarle nei campi e,
se sono efficaci, potranno allora essere fabbricate in serie e diffuse. Il problema
della produzione industriale dei concimi chimici deve essere incluso in quello
della meccanizzazione: è molto importante aumentare ogni anno la produzione
di concimi chimici.
6. Bisogna dire la verità? Bisogna dire in quale misura si possono realmente
adempiere i contratti. Alcuni mentono quando, malgrado tutti i loro sforzi, non
giungono a un buon risultato, arrivando a dire di aver fatto di più del vero. Che
172
Lettera ai responsabili dei settori produttivi
si tratti di aumentare la produzione o di applicare lo Statuto in otto punti3, in ogni
caso non bisogna mentire. La gente onesta, la gente che osa dire la verità, è utile
alla causa della verità e non causa danno a se stessa. Quelli che sono abituati a
mentire nuocciono innanzitutto al popolo e poi anche a se stessi; quindi, in
definitiva, ne soffrono tutti. Bisogna dire che un buon numero di bugie derivano
dalle pressioni delle autorità superiori. Il principio delle autorità superiori: “primo:
vantarsi, secondo: opprimere, terzo: esprimere pii desideri” rende le cose molto
difficili per la base. È per questo che bisogna mostrarsi pieni di fervore, ma
soprattutto non mentire.
Chiedo ai compagni di riflettere su questi sei punti. Essi possono, allo scopo di
ricercare la verità, suscitare delle opinioni diverse. La nostra esperienza sia in
materia di agricoltura che di industria è ancora molto insufficiente. Nel giro di dieci
anni, arricchendola di anno in anno, a poco a poco ci familiarizzeremo
sicuramente con queste questioni. Raggiungeremo la libertà a ogni livello. Che
cos’è la libertà? È la conoscenza della necessità. Rispetto al tono attualmente di
moda, che è un tono troppo elevato, io qui sto cantando con un tono più basso.
Il nostro scopo è quello di cercare il tono giusto e di arrivare ad aumentare la
produzione. Se la realtà non è così nera come io la descrivo e ci si può prefiggere
un obiettivo più elevato, vuol dire che sono un conservatore e allora ringrazio il
cielo e la terra che la situazione sia così brillante.
NOTE
1. Si tratta di contratti che fissavano le quantità di cereali vendute allo Stato; esse venivano
stabilite tra i servizi commerciali dello Stato e le comuni o anche le brigate di
produzione.
2. Nel maggio del 1958, alla seconda sessione dell’ottavo Congresso del Partito comunista
cinese, Mao Tse-tung, nel pieno del grande balzo in avanti, aveva lodato la piantagione
fitta, in quanto forma di lotta contro “lo spreco di spazio e di sole”. Un anno dopo questo
giudizio è più sfumato.
3. Lo Statuto in otto punti era costituito da una serie di principi guida formulati da Mao
Tse-tung nel 1958 per i seguenti otto settori: suolo, concimi, acque, sementi,
coltivazione intensiva, protezione delle colture, manutenzione dei campi,
meccanizzazione.
173
SEDICI PUNTI SUI METODI DI LAVORO
(maggio 1959)
Documento emesso con l’avvertimento: questo non è un documento ufficiale, deve
essere usato come un documento di riferimento.
Tutti approvano la linea generale; l’anno scorso l’obiettivo politico principale
è stato quello di precisare questa linea, tuttavia non abbiamo ancora raggiunto il
risultato previsto. Ciò pone il problema del metodo di lavoro, che costituisce ora
il problema centrale. A questo proposito, ecco sedici punti essenziali.
1. Siate creativi e decisi.
Certi compagni sono poco creativi e prendono decisioni sbagliate oppure sono
poco creativi e prendono decisioni alla leggera. Essere creativi implica avere il
desiderio di ascoltare i pareri più diversi, quelli del livello inferiore, quello dei
segretari, quello che proviene dalla sinistra e quello che proviene dalla destra.
Bisogna non solo essere aperti ai diversi pareri ma anche, dopo averli raccolti,
analizzarli e farsi un’opinione.
2. Lasciatevi un margine.
Un detto popolare dice che bisogna conservare delle riserve per il futuro e che,
nel lavoro, ci vuole una certa elasticità. Nel passato, durante la guerra contro le truppe
del Kuomintang, era nostra regola dispiegare una forza dieci volte più grande contro
il nemico per annientarlo. Senza preparazione non avremmo potuto batterci.
Bisogna disporre di un margine anche per intraprendere la costruzione del
socialismo, per stabilire un piano. I piani a lungo e a breve termine devono funzionare così; nel corso dell’esecuzione bisogna superarli, bisogna lasciare un margine
alle masse perché possano superare il piano. Se gli obiettivi sono troppo elevati, non
soltanto non si riuscirà a superarli, ma neppure a raggiungerli. I capi delle brigate
di produzione dicono: “Noi non temiamo un obiettivo di 10 mila tonnellate, ma
temiamo una possibilità di fallimento su 10 mila”. Una volta si domandava un minimo
di lavoro, ma ciò non serviva ad altro che a frenare lo slancio verso il lavoro. Lasciare
che le masse sorpassino gli obiettivi è il vero modo per stimolare il loro slancio. Ma,
allo stesso tempo, per quanto riguarda i punti importanti, bisogna avere delle
garanzie, senza di esse non vi è politica possibile. Per il lavoro artistico è lo stesso:
dopo la rappresentazione le opere teatrali devono essere materia di riflessione e di
discussione. Se, dopo la prima parte, indovinate ciò che avverrà nella seconda,
l’opera è priva di interesse. Anche nel parlare bisogna tener conto delle conseguenze.
Mao Tse-tung - OPERE
3. Avanzate a ondate.
Nel 1957 ci siamo opposti all’avventurismo e ne è risultata una progressione a
denti di sega. Ma nel 1957 non era possibile non ridimensionare gli obiettivi e così
il nostro lavoro è andato avanti a ondate. Quest’anno abbiamo nuovamente
diminuito leggermente gli obiettivi. L’aumento della produzione è stato del 40 per
cento; quest’anno bisogna assicurare esattamente una produzione di 16 milioni
e mezzo di tonnellate di acciaio e io ho fiducia in voi perché questo obiettivo
venga realizzato. Per quanto riguarda l’agricoltura, con molti sforzi realizzeremo
gli obiettivi di produzione di cereali e di cotone. L’anno prossimo le cifre verranno
di nuovo fissate a livelli abbastanza bassi e, nel 1961, si farà un altro grande balzo
in avanti; l’edificazione del socialismo progredisce a ondate. “La natura regola le
leggi e i tempi, l’uomo si avvicina alla vecchiaia. L’universo è gonfio di primavera,
la stagione è piena di felicità”. La marea non può essere sempre alta; io non
combatto la progressione a ondate ma l’avventurismo.
4. Ricercate la verità partendo dai fatti.
Bisogna stabilire un piano realistico che trasformeremo secondo le circostanze.
Il pensiero deve seguire l’evoluzione delle situazioni, se il piano non è adatto alla
situazione, si finirà con l’assumere un atteggiamento passivo nel lavoro. Il cervello
non deve incartapecorirsi, la definizione di un piano necessita di molti dati, di
molta gente. Bisogna evitare ogni soggettivismo.
5. Sappiate osservare la situazione.
Non bisogna sclerotizzarsi, bisogna prendere delle iniziative, sentire la situazione
politica, scoprire l’evoluzione delle idee, annusare la situazione economica. Alla
Conferenza di Peitaiho abbiamo fissato degli obiettivi elevati, poi sono andato nello
Hopei e nello Shantung e ho avuto l’impressione che le cose non andassero. Alla
sesta sessione plenaria del Comitato centrale il partito ha deciso di ridurre l’obiettivo
di produzione a 20 milioni di tonnellate, poi alla Conferenza di Shanghai lo ha
nuovamente ridotto. A poco a poco arriveremo a definire obiettivi realizzabili.
6. Di fronte a una situazione complessa sappiate prendere delle decisioni.
Basta osservare la situazione per saper prendere delle decisioni di fronte a una
situazione complessa. Alcuni compagni non lo comprendono, altri, nel loro lavoro,
sanno prendere delle decisioni che però si rivelano inopportune. L’esitazione e
l’indecisione sono da bandire. Una decisione deve essere presa con spirito risoluto.
Un’occasione mancata non si ripresenta più. Le comuni pongono un problema
evidente: qual è il livello di gestione che bisogna scegliere? L’anno scorso su questo
argomento siamo rimasti nel vago. Dopo qualche tempo, il 27 gennaio, questo
problema è stato esaminato a fondo; in seguito ho letto il rapporto del compagno
Chao Tsu-yang1, sono andato a trovare Liu Tsu-hou2 a Tientsin e Tan Chi-lung nello
Shantung, poi sono giunto nella comune di Lu Hung-pin, dove ho scoperto i seguenti
problemi: un taccuino, una scala, un cappello per i contestatori, un mazzo di chiavi,
176
Sedici punti sui metodi di lavoro
un pannello per affiggere e una scalinata. È a partire da là che ho scoperto il sistema
di proprietà a livello della brigata. Nel corso di quest’ultima conferenza3 questo
problema è stato risolto. Alcuni compagni temono terribilmente i loro superiori, i
quali temono terribilmente i loro subordinati e, di conseguenza, i livelli superiori e
quelli inferiori coordinano i loro attacchi contro il livello intermedio.
7. Lasciate entrare l’aria.
Le riunioni di lavoro non devono essere soffocanti, prima di ogni discussione
ci vuole un periodo di preparazione, certe riunioni non hanno neppure un ordine
del giorno. Questo problema l’ho già affrontato più di cento volte: gli ambienti
chiusi sono cattivi. Non bisogna evitare i problemi, non bisogna lasciare la gente
senza spiegazioni. Prima di risolvere un problema bisogna averlo ben compreso
e analizzato a fondo.
8. Evitate di bloccare le discussioni.
In un rapporto bisogna esporre delle opinioni, bisogna proporre dei suggerimenti per risolvere una questione. Bisogna spiegare la situazione a fondo, i punti
di disaccordo e i nodi dei problemi. Bisogna rendere conto delle condizioni nelle
quali il lavoro si svolge, non bisogna bloccare il dibattito.
9. Un uomo può talora imporsi agli altri perché detiene la verità.
Lenin l’ha detto: bisogna avere il coraggio di andare controcorrente, bisogna
avere delle opinioni personali ed esprimerle apertamente. Alcuni compagni
temono conseguenze nefaste per se stessi, invece di insistere sullo stile comunista
“osare pensare, osare parlare”. X, che non temeva di essere decapitato, ha osato
rovesciare l’imperatore.
10. Considerate i problemi da un punto di vista storico.
Un progetto può essere modificato secondo un processo storico. L’anno scorso
eravamo in pieno grande balzo in avanti. Quando il ritmo di crescita raggiunge il 10
per cento, si tratta di un balzo in avanti, quando esso è del 20 per cento, si tratta di
un grande balzo in avanti, il 30 per cento è un grande balzo in avanti continuo.
11. Scrivere nella lingua parlata e non metà in lingua classica e metà in lingua
parlata, metà in lingua antica e metà in lingua moderna. Sviluppare l’uso della
lingua nazionale, essere sempre chiari.
Il comunicato dell’Agenzia Hsinhua sulla ribellione nel Tibet4 espone le
premesse e le conseguenze della questione. Quando si scrivono degli articoli,
bisogna prendere come interlocutori il partito e tutto il popolo. Certi articoli non
hanno forza di persuasione, il che prova che i loro autori non capiscono il senso
del loro mestiere, non afferrano la psicologia delle masse. Han Yu, celebre
scrittore della dinastia Tang, con i suoi saggi ha acquistato una fama mondiale.
Era nativo di Hsiuwu, nello Honan. Egli aveva adottato le idee del suo professore,
ma non il suo stile. Era contro la monotonia delle tradizioni ed era favorevole a
177
Mao Tse-tung - OPERE
che ciascuno conservasse la sua libertà di espressione, senza tenere conto né delle
lodi né delle critiche. Al contrario Pan Tsung-tsi scriveva dissertazioni letterarie
a frasi simmetriche, difficili da leggere e volutamente incomprensibili.
12. Siate responsabili.
Quelli che hanno il potere possono dare degli ordini. Assumete le vostre
responsabilità con coraggio, obbedite ai dirigenti.
13. Liberate il vostro pensiero.
Non temete i demoni, non siate timidi, siate forti e intrepidi. L’aria è viziata intorno
a quei compagni che non hanno liberato il loro pensiero, che temono i movimenti
di rettifica. I quadri devono avere il coraggio di difendere la verità, non devono
imitare i comportamenti dei personaggi del periodo feudale. In fin dei conti cosa ci
può capitare? Nient’altro che queste sei grandi disgrazie: la riprovazione, la
destituzione, l’esclusione dal partito, il divorzio, la prigionia e la decapitazione.
14. Sulla critica.
Siamo tutti dei bravi compagni: se si criticano dei compagni, è perché il lavoro
sia ben fatto e per trovare dei metodi di lavoro efficaci. Non avere ripensamenti
vuol dire non avere immaginazione. La critica e l’autocritica sono strumenti di
lavoro del partito per educare il popolo. Noi non abbiamo rancori verso l’epoca
precedente, né odio verso la posterità; le sofferenze possono far progredire gli
uomini.
15. La direzione collettiva.
La riunione del Comitato centrale ne è il nucleo, le sue decisioni devono essere
eseguite in ogni luogo.
16. Le relazioni tra i diversi ministeri.
Bisogna soprattutto rafforzare le relazioni con i Ministeri dell’industria, con le
tre commissioni (la Commissione del piano, la Commissione all’economia, la
Commissione alla costruzione) e con i due ministeri (il Ministero dell’industria
metallurgica e il primo Ministero delle costruzioni meccaniche).
NOTE
1. Chao Tsu-yang era un dirigente del PCC nella provincia del Kwangtung.
2. Liu Tsu-hou era un dirigente del PCC nella provincia dello Hupeh.
3. Si tratta della sedicesima sessione della Conferenza suprema dello Stato.
4. Riferimento alla rivolta delle forze feudali tibetane del 1959 (vedasi nota 2, pag. 170).
178
RITORNO A SHAOSHAN
(25 giugno 1959)
Il 25 giugno del 1959 sono tornato a Shaoshan, dopo trentadue anni di assenza.
La partenza confusa come in sogno, maledico il fluire del tempo
trentadue anni fa abbandonai la casa natia.
Rossi drappi sventolavano sulle lance dei contadini
nere mani brandivano alta la frusta della tirannide.
Grazie al sacrificio di tanti prodi
osammo comandare al sole e alla luna di darci un nuovo cielo.
Felice osservo le risaie e i campi gravidi di mille onde di messi
gli eroi da ogni dove fanno ritorno nel crepuscolo fumoso.
Shaoshan è il paese natale di Mao Tse-tung, nello Hunan. Fino al 1927 l’attività di Mao
Tse-tung si era svolta prevalentemente nello Hunan, nella capitale Changsha, benché egli
avesse lavorato anche a Shanghai e a Canton, per conto del Partito comunista cinese e
anche in organismi governativi del Kuomintang, cui fino al 1927 il Partito comunista cinese
era legato dal fronte unito.
ALCUNE IMPORTANTI DIRETTIVE
(29 giugno-2 luglio 1959)
Il 26 giugno 1959 ebbe inizio l’importante Conferenza di Lushan che si protrasse per tutto
il mese di luglio. Le direttive che seguono furono redatte da Mao Tse-tung nei primi giorni
della conferenza.
1. Considerato il fatto che nello scorso anno un gran numero di compagni aventi
funzioni direttive nei distretti e nelle comuni non ha dimostrato una giusta
comprensione dei problemi dell’economia socialista e non ha capito le leggi dello
sviluppo economico, considerato il fatto che nel nostro lavoro attuale continua
a predominare ancora il praticismo, dobbiamo promuovere uno studio approfondito della materia. I membri dei comitati a livello del Centro, delle province, delle
municipalità e delle regioni autonome e i segretari dei comitati di distretto devono
studiare libri di economia politica. Per i quadri di distretto e di comune vanno
pubblicati tre libri. Il primo è un libro che ha per tema “buoni uomini e buoni
risultati”: esso deve raccogliere esempi del grande balzo in avanti dell’anno
scorso, per dimostrare che molti si sono attenuti saldamente alla verità senza
lasciarsi travolgere dal “vento di comunismo”1, che essi hanno compiuto bene il
loro lavoro, non hanno stilato resoconti falsi, non si sono lasciati andare a
esagerazioni e “hanno cercato la verità nei fatti”. Un altro libro avrà per tema
“uomini cattivi e cattivi risultati”: vi si addurranno esempi di affermazioni
menzognere, di violazione delle leggi, di disprezzo dei regolamenti o di errori
gravi in cui siamo incorsi nel nostro lavoro. Il terzo volume sarà una sintesi delle
varie istruzioni e dei vari documenti del Comitato centrale dall’anno scorso fino
ad oggi; se ne può fare un libro raccogliendoli in modo sistematico.
2. Qual è la situazione all’interno? Parlando complessivamente, i successi sono
grandiosi. I problemi, certo, non sono pochi, ma il futuro è luminoso. I problemi
fondamentali sono:
1. equilibrio generale,
2. linea di massa,
3. direzione unitaria,
4. attenzione alla qualità.
I problemi maggiori sono quelli dell’equilibrio generale e della linea di massa.
Preferiamo realizzare una produzione leggermente inferiore, ma migliore e
meglio rifinita; abbiamo bisogno delle cose più disparate: nell’agricoltura ci
Mao Tse-tung - OPERE
occorrono cereali, cotone, olio, juta, seta, tabacco, tè, zucchero, ortaggi, frutta,
piante medicinali e molte altre cose; nel settore industriale abbiamo bisogno dei
prodotti più diversi, sia nell’ambito dell’industria leggera, sia in quello dell’industria pesante. L’anno scorso abbiamo concentrato le nostre forze sui piccoli
altiforni tralasciando tutto il resto: un simile procedimento non approda a nulla.
Una delle lezioni più importanti del grande balzo in avanti è stata questa: la
mancanza d’un equilibrio va considerata come la carenza principale. Abbiamo
parlato della necessità di “camminare con due gambe” e di “sviluppo equilibrato”,
ma in realtà non è stata prestata sufficiente attenzione ai due aspetti. Se si considera
l’attività economica dell’intero paese, l’equilibrio generale è un problema fondamentale: solo se si raggiunge l’equilibrio generale, si ha la linea di massa.
Esistono tre specie di equilibrio:
- quello fra coltivazione, silvicoltura, allevamento, attività collaterali ed economia ittica nell’ambito dell’agricoltura;
- quello fra i vari settori e i vari stadi dell’industria in senso orizzontale e verticale;
- quello fra industria e agricoltura.
Solo se ha successo il lavoro per realizzare queste tre specie di equilibrio, si
possono rispettare correttamente le proporzioni nell’ambito dell’economia sociale.
3. L’ordine di priorità che in passato avevamo messo alla base della programmazione economica era: industria pesante, industria leggera e agricoltura; credo
che in futuro lo si debba invertire: agricoltura, industria leggera, industria pesante.
Ciò significherebbe appunto porre l’accento sul buono sviluppo dell’economia
agricola e quindi mutare l’ordine di successione “industria pesante, industria
leggera, agricoltura, commercio e traffico” in quello: “agricoltura, industria
leggera, industria pesante, traffico e commercio”. Se questa gerarchia di priorità
verrà debitamente propagandata, in primo piano emergerà sempre più nettamente lo sviluppo dei mezzi di produzione, un fatto che non contraddice minimamente il marxismo. Tempo fa il compagno Chen Yun ha affermato che anzitutto si
devono sviluppare i mercati e che solo successivamente si possono intraprendere
gli investimenti. Alcuni compagni non erano d’accordo. In base alla prospettiva
odierna, l’opinione del compagno Chen Yun è giusta. Prima di tutto vanno
assicurati i prodotti espressi dai cinque ideogrammi: “abbigliamento, alimentari,
abitazione, oggetti di consumo e mezzi di trasporto”, poiché tutto questo è
strettamente legato al problema se la vita di 650 milioni di uomini possa o no
essere avviata su una strada sicura. La realizzazione di questi cinque obiettivi
renderà l’esistenza più gradevole a tutti, anche se vi sarà gente pronta a spargere
dicerie e a ingiuriarci. Un tale modo di procedere avrà effetti benefici sulla nostra
costruzione e grazie ad esso lo Stato potrà effettuare in maggior misura la
necessaria accumulazione.
4. Sulla politica delle tre stabilizzazioni. Le masse esigono che sia nuovamente
garantita la stabilità della produzione, degli acquisti e delle vendite. È evidente
182
Alcune importanti direttive
che queste stabilizzazioni sono indispensabili; per salvaguardarle si potrebbero
impedire mutamenti di qualsiasi sorta per tre anni. Per stabilizzare queste tre cose,
in questa conferenza si deve discutere la misura da fissare per ognuna di esse,
decidendo se il 40 per cento dell’aumento della produzione debba essere
incamerato sotto forma di tasse e il 60 per cento debba essere lasciato ai produttori
e si dovrà stabilire che nel caso di catastrofi le imposte vanno ridotte e, per quanto
concerne gli appezzamenti privati, soppresse.
I mercati di base nella campagna vanno ripristinati. Si devono assumere le
squadre di produzione come unità amministrative intermedie.
5. Esistono due specie di attivismo: uno è l’attivismo che cerca la verità nei fatti;
l’altro è l’attivismo cieco. Delle “tre regole principali di disciplina” dell’Esercito
rosso due possono trovare un’applicazione generale. “In tutte le iniziative occorre
obbedire all’autorità”, vale a dire che è necessaria una direzione unitaria e ci si
deve opporre all’anarchismo. “Al popolo non si può lecitamente sottrarre
nemmeno un ago e un filo”: con questo s’intende che non è permesso “in primo
luogo livellare e in secondo luogo trasferire i prodotti senza contropartita”.
Per quanto riguarda le questioni del sistema di governo, ora sussiste una sorta
di semianarchismo. In passato abbiamo delegato in misura eccessiva e troppo in
fretta “quattro specie di potere” alla base, provocando confusione; ora l’accento
va di nuovo posto su una direzione unitaria e un potere centralizzato. Le funzioni
di potere delegate alla base vanno recuperate in modo opportuno. Verso la base
va esercitato un adeguato controllo: si deve ovviare al semianarchismo.
L’eccessiva rigidezza è anch’essa da evitare; ma nella stessa misura va evitata
anche l’eccessiva elasticità. Guardando le cose in base alla prospettiva attuale, non
è bene consentire un’elasticità eccessiva.
NOTE
1. Mao Tse-tung si riferisce al “vento di comunismo” che aveva indotto alcuni quadri a
commettere errori di avventurismo.
183
SALENDO SUL MONTE LUSHAN
(1° luglio 1959)
Il monte si leva maestoso di fianco al grande fiume
salgo per quattrocento curve tra il rigoglio del verde.
Con occhio freddo mi volto verso il mare e guardo il mondo
un vento tiepido sparge la pioggia sul fiume.
Nuvole gravitano sui nove tributari fluttuando sul padiglione della Gru Gialla
onde scorrono verso il paese di Wu sprigionando bianchi vapori.
Dove sarà adesso il magistrato Tao?
Coltiva forse la terra alla Sorgente dei Fiori di Pesco?
Lushan è una montagna del Kiangsi, sulla riva occidentale del grande lago Poyang e non
lontano dallo Yangtse. Mao Tse-tung scrisse questa poesia alla vigilia della Conferenza di
Lushan: pochi giorni prima, il 20 giugno, il governo sovietico diretto da Kruscev aveva rotto
unilateralmente l’accordo cino-sovietico di assistenza nel campo dell’applicazione civile e
militare dell’energia nucleare e gli elementi di destra del Partito comunista cinese,
capeggiati da Peng Teh-huai, stavano attaccando la linea del Partito comunista cinese di
sviluppo della produzione economica per grandi balzi in avanti e di sviluppo del socialismo
tramite le comuni popolari. Tao Yuan-ming (365-427) fu un poeta che per ragioni familiari
fece il magistrato finché dovette abbandonare la carriera perché non si voleva inchinare
davanti a un superiore; egli scrisse il poema La fonte dei fiori di pesco in cui racconta di
un immaginario popolo felice di contadini, una sorta di utopia.
A PROPOSITO DELLA LINEA GENERALE
(10 luglio 1959)
Se non c’è unanimità nella comprensione della situazione, non si può essere
uniti. Per realizzare l’unità all’interno del partito bisogna prima di tutto chiarire i
problemi e realizzare l’unità di pensiero.
Alcuni compagni fanno un’analisi insufficiente della situazione, bisogna aiutarli
a distinguere ciò che è acquisito da ciò che è perso.
X: L’anno scorso per mancanza d’esperienza sono apparsi dei fenomeni negativi.
Per acquisire esperienza bisogna che paghiamo “le tasse scolastiche”.
Presidente: Occorre chiarire i problemi: alcuni dicono che la nostra linea generale
è fondamentalmente sbagliata. La nostra linea generale si riassume nella parola
d’ordine “quantità, rapidità, qualità ed economia”. Questa parola d’ordine non è per
niente sbagliata.
Dobbiamo chiarire questo punto ed esporre apertamente i problemi: così potremo
unire più del 70 per cento della gente all’insegna della linea generale.
Bisogna riconoscere le nostre lacune e i nostri errori. Se si considera solo una parte
o solo un problema, può darsi che si troverà che gli errori e le lacune corrispondono
a dieci, nove o sette dita1, oppure a due o tre; ma se si considera la situazione in
generale e nel suo complesso si troverà che lacune e difetti corrispondono a un dito
solo. Parlando da un punto di vista globale è così: nove dita e un dito.
Io ho sempre chiesto ai compagni stranieri di aspettare dieci anni prima di
giudicare se la nostra linea è giusta o sbagliata. È solo nella pratica che si può
verificare se la linea generale è giusta o sbagliata. Quindi occorre un certo lasso di
tempo per verificare i risultati della sua applicazione. Noi riconosciamo che nella
costruzione del socialismo non abbiamo ancora esperienza, ci occorrono ancora
come minimo dieci anni. Nel corso delle conferenze di quest’anno abbiamo
analizzato e approfondito i problemi, ricercato la verità, trovato soluzioni e corretto
gli errori. Bisogna spiegare accuratamente le cose ad alcuni compagni del partito che
non arrivano ad afferrrare la situazione nel suo insieme. Se ci si limita ad alcuni punti,
si può dire in verità che “i guadagni non compensano le perdite”, ma se si considera
la situazione nel suo insieme, non si può più dire lo stesso. Per ogni esperienza,
abbiamo sempre dovuto “pagare le tasse scolastiche”.
NOTE
1. Vedasi nota 2, pag. 86.
CONFERENZA DI LUSHAN
(23 luglio 1959)
La Conferenza di Lushan, nella provincia del Kiangsi, si tenne durante i mesi di luglio
e agosto del 1959. Essa si compose di una riunione allargata dell’Ufficio Politico tenuta in
luglio e dell’ottava sessione plenaria dell’ottavo Comitato centrale tenuta dal 2 al 16 agosto.
In essa venne fatto un primo bilancio del grande balzo in avanti del 1958-1959 e del
movimento delle comuni popolari. Peng Teh-huai e alcuni altri membri del Comitato
centrale attaccarono la linea generale del PCC per la costruzione del socialismo, forti
dell’appoggio dei revisionisti sovietici guidati da Kruscev (la rottura unilaterale dell’accordo di cooperazione in campo nucleare compiuta dal governo sovietico il 20 giugno 1959
è l’indice dell’ostilità ormai aperta e dichiarata del gruppo dirigente sovietico e del suo
tentativo di interferire nella politica cinese) e delle difficoltà inevitabilmente conseguenti
all’inizio della messa in opera della linea generale. L’attacco venne respinto (Peng Teh-huai
venne rimosso dall’incarico di ministro della Difesa), ma senza arrivare a un chiarimento
di fondo con il gruppo degli attendisti (Liu Shao-chi, Teng Hsiao-ping e altri).
Ora che avete parlato tanto, permettete che dica qualcosa anch’io? Ho preso tre
volte pillole contro l’insonnia, ma non sono riuscito a dormire.
Questi sono gli argomenti di cui voglio parlare. Ho letto i rapporti, i discorsi e
i documenti dei compagni e ho parlato con alcuni di loro. Ho l’impressione che
vi siano due tendenze e voglio dire qui qualche parola in proposito. Una è la
tendenza a essere permalosi; con questa gente è proprio il caso di dire che “se
lo tocchi salta”. Wu Chih-hui1 soleva dire che Sun Fo2 saltava appena qualcuno
lo toccava. Alcuni si sentono sotto pressione, cioè non vogliono che altri dicano
cose negative sul loro conto. Non vogliono ascoltare giudizi negativi, accettano
solo giudizi positivi. Io consiglio a questi compagni di stare ad ascoltare. Ci sono
tre tipi di parole e la bocca ha due funzioni. Ogni persona ha una sola bocca che
serve prima di tutto per mangiare e poi per parlare. Le orecchie servono per
ascoltare. Se qualcuno vuole parlare, cosa ci puoi fare? Il guaio è che alcuni
compagni non vogliono ascoltare giudizi negativi. Ma le parole, positive o
negative, sono sempre parole e loro dovrebbero ascoltare sia le une che le altre.
Ci sono tre generi di parole: giuste, fondamentalmente giuste o non del tutto giuste
e fondamentalmente sbagliate o semplicemente sbagliate. I due estremi sono
opposti: giusto e sbagliato sono gli opposti.
Noi siamo sottoposti a un attacco combinato dall’interno e dall’esterno del partito.
Gli elementi di destra dicono: perché l’imperatore Chin Shih Huang è stato
Mao Tse-tung - OPERE
rovesciato? Perché ha fatto costruire la Grande Muraglia. Ora che noi abbiamo
costruito Tien An Men, cadremo; questo è quanto dicono gli elementi di destra. Non
ho ancora finito di leggere le critiche che ci vengono rivolte dall’interno del partito.
La scuola di partito del Kiangsi le ha espresse nella forma più concentrata, ma si
possono trovare ovunque. Tutti i discorsi degli elementi di destra sono stati pubblicati
e la scuola di partito del Kiangsi funge da loro portavoce e rappresentante all’interno
del partito. Alcuni di loro sono elementi di destra ed elementi oscillanti. Non hanno
una visione d’insieme, complessiva della situazione. Ma torneranno alla ragione se
li lavoriamo un po’. Alcuni hanno avuto i loro problemi in passato e sono stati criticati.
Inoltre essi pensano che noi siamo nei guai. Espressione di ciò è il materiale prodotto
dalla regione militare del Kwangtung. Queste cose sono state espresse tutte al di fuori
della conferenza. Ora noi dobbiamo mettere assieme cose dette in questa conferenza
e cose dette al di fuori di essa. Che peccato che questa Conferenza di Lushan sia così
ristretta. Non possiamo invitarli tutti; la scuola di partito del Kiangsi, Lo Lung-chi3,
Chen Ming-shu4, ecc. La responsabilità è tutta di quelli del Kiangsi5. Questo edificio
è troppo piccolo.
Quando parlano, qualsiasi cosa dicano, dicono sempre che noi siamo nei guai:
è proprio un piacere! Più dicono che siamo nei guai meglio è e più dobbiamo stare
ad ascoltarli. Durante il movimento di rettifica abbiamo inventato la frase “indurire
il cuoio cappelluto e sopportare”. È quanto ho detto ad alcuni compagni, “indurite
il cuoio cappelluto e incassate“. Ma per quanto tempo dovremo incassare? Un
mese, tre mesi, sei mesi, un anno, tre anni, cinque anni, otto anni, dieci anni?
Alcuni compagni parlano di “guerra di lunga durata“. Io sono del tutto d’accordo.
Questi compagni fanno parte della maggioranza.
Signori, tutti voi avete le orecchie, perciò ascoltate. Tutti dicono che siamo nei
guai. Anche se non è piacevole sentirlo dire, dobbiamo sentirlo e accettarlo. Se
la pensi così, vedrai che queste parole non suoneranno più spiacevoli.
Perché dobbiamo lasciare che gli altri parlino? Perché la Cina non sprofonderà
né il cielo cadrà. Noi abbiamo fatto alcune cose pregevoli e abbiamo le spalle
robuste. La maggioranza dei compagni hanno bisogno di irrobustirsi le spalle.
Perché non sono tutti forti? Semplicemente perché per un certo periodo c’era
troppa poca verdura, poche forcine per capelli, niente sapone, l’economia
mancava di equilibrio e c’era tensione sul mercato; di conseguenza tutti sono
diventati tesi. La gente è diventata psicologicamente tesa. Io non vedo nessuna
ragione per essere tesi, eppure sono teso anch’io; mentirei se dicessi che non lo
sono. Nella prima parte della notte puoi essere teso, ma non appena prendi la tua
pillola per dormire la tensione sparisce per tutto il resto della nottata.
La gente dice che noi ci siamo isolati dalle masse, eppure le masse ci sostengono
ancora. Io penso che si sia trattato di un fenomeno temporaneo, solo due o tre mesi
prima e dopo il Festival di primavera. Penso che ora noi e le masse ci stiamo
amalgamando bene. C’è un po’ di fanatismo piccolo-borghese, ma non è poi così
tanto. Io condivido l’opinione dei nostri compagni, il problema è quello del
movimento per le comuni. Sono stato a Suiping e ho discusso la cosa in dettaglio
190
Conferenza di Lushan
per più di due ore. Il segretario del comitato di partito della comune Chayashan mi
ha detto che in media durante i tre mesi di luglio, agosto e settembre sono venute
in visita tremila persone al giorno. Ciò significa trentamila in dieci giorni e
trecentomila in tre mesi. Ho sentito dire che c’è stato un numero altrettanto grande
di visitatori a Hsushui e a Chiliying6. Sono venuti da tutte le parti, eccetto che dal Tibet,
per dare un’occhiata. Era come la storia del monaco della dinastia Tang che andava
alla ricerca delle Sacre Scritture. I visitatori erano tutti quadri di distretto, di comune
o di brigata; c’erano anche quadri provinciali e di prefettura. Il loro ragionamento
era: “La gente dello Honan e dello Hopei ha scoperto la verità dall’esperienza, ha
distrutto la ‘libertà dal bisogno’ di Roosevelt7”. Come dobbiamo considerare questo
entusiasmo popolare per il comunismo? Dovremmo chiamarlo fanatismo piccolo-borghese? Non credo che sia il caso di metterla in questi termini. È soltanto
questione che la gente vuole fare un po’ di più, nient’altro che voler fare un po’
di più e un po’ più in fretta. È appropriata questa analisi? In questi tre mesi ci sono
state tre volte trecentomila persone che sono salite sulla montagna a bruciare
incenso8. Noi non dobbiamo gettare acqua fredda su un ampio movimento di
massa simile. Possiamo soltanto ricorrere alla persuasione e dir loro: “Compagni,
i vostri cuori sono al posto giusto. Quando i compiti sono difficili non siate
impazienti. Fate le cose passo dopo passo. Quando mangiate carne, dovete
metterne in bocca un pezzo alla volta; un solo boccone non vi fa ingrassare. Lin
X mangia mezzo chilo di carne al giorno e ancora non è grasso, eppure sono dieci
anni che ne mangia. L’abbondanza della mia persona e quella del comandante
in capo9 non sono state raggiunte nello spazio di un giorno”.
Quei quadri guidano parecchie centinaia di milioni di persone. Di queste
almeno il 30 per cento sono attive, il 30 per cento sono elementi passivi
comprendendo tra essi anche i proprietari terrieri, i contadini ricchi, i reazionari,
i cattivi soggetti, i burocrati, i contadini medi e alcuni contadini poveri, il 40 per
cento segue la corrente. Quanta gente è il 30 per cento? Centocinquanta milioni
di persone. Sono entusiasti all’idea di creare comuni, mense pubbliche, grandi
imprese cooperative. Sono tutti molto attivi, molto entusiasti all’idea di fare queste
cose. Voi ritenete che questo sia fanatismo piccolo-borghese? Essi non sono
piccoli borghesi, sono contadini poveri, contadini medi dello strato inferiore,
proletari e semiproletari. Anche quelli che seguono la corrente sono disposti a fare
queste cose. C’è soltanto il 30 per cento che non vuole. Visto che il 30 per cento
e il 40 per cento equivalgono al 70 per cento, così d’un sol colpo c’erano 350
milioni di fanatici: volevano farlo.
Poi durante i due mesi che hanno preceduto e seguito il Festival di primavera
sono diventati insoddisfatti, sono cambiati. Quando i quadri andavano in
campagna, non volevano neanche parlare con loro; davano loro da mangiare
soltanto farinata di patate dolci e le loro facce erano senza sorriso. Questo è stato
chiamato “il soffio del vento di comunismo”. Dobbiamo fare un’analisi di questi
fatti. Tra questa gente ci sono quelli afflitti da fanatismo piccolo-borghese. Chi
sono? Coloro che fecero “soffiare un vento di comunismo” erano in primo luogo
191
Mao Tse-tung - OPERE
quadri a livello di distretto e di comune, in particolare quadri di comune che
espropriavano le brigate e le squadre di produzione. Ciò è male. Alle masse non
piace. Questi quadri sono stati risolutamente corretti e convinti. C’è voluto quasi
un mese tra marzo e aprile per far cessare questo vento. Le misure che dovevano
essere ritirate sono state ritirate e fra comuni e brigate si sono sistemati i conti.
Questo periodo di quasi un mese dedicato a educare e a sistemare i conti ha
avuto i suoi buoni effetti. In un periodo assai breve hanno capito che l’ugualitarismo
non andava bene. La linea “primo livellare, secondo confiscare senza risarcimento, terzo requisire i fondi” non funziona. Ho sentito dire che la maggioranza ha
capito e che soltanto una minoranza si attacca ancora al “comunismo” e non vuole
rinunciarvi. Dove si può trovare un’altra scuola, o un altro corso intensivo di
addestramento, che metta una popolazione di parecchie centinaia di milioni e
parecchi milioni di quadri in grado di educarsi?
Le cose devono essere restituite. Non puoi dire semplicemente che quel che è
tuo è mio, prendere su le cose e andartene. Una simile legge non è mai esistita.
Anche fra diecimila anni la gente non potrà semplicemente prender su e
andarsene. La Banda rossa e la Banda verde10 si comportavano così, rubando e
rapinando alla luce del giorno, espropriando senza contropartita i frutti del lavoro
altrui e violando il principio dello scambio tra equivalenti. Il governo di Sung
Chiang11 era chiamato la Sala della lealtà e della giustizia: rubava ai ricchi per
aiutare i poveri e poteva prendere quel che voleva dal momento che la giustizia
era dalla sua parte. Quel che prendeva apparteneva ai signorotti locali e ai notabili
ribaldi e così il suo comportamento era accettabile. Quel che Sung Chiang
prendeva era un “regalo di compleanno”. La sua azione era come i nostri attacchi
ai signorotti locali. Egli si appropriava della roba che essi avevano malamente
acquisito. “Il maltolto può essere preso impunemente”. Quel che è stato estorto
ai contadini deve essere reso ai contadini. È passato molto tempo da quando
attaccavamo i signorotti locali. Quando li attaccavamo, era del tutto giusto
dividere le loro terre e restituirle al popolo perché anche quelle erano proprietà
malguadagnate. Ma se noi ora facciamo “soffiare un vento di comunismo” e ci
appropriamo dei beni delle brigate e delle squadre di produzione, ci serviamo
liberamente dei loro maiali grassi e dei loro bei cavoli bianchi, questo è
completamente sbagliato. Perfino quando abbiamo a che fare con le proprietà dei
paesi imperialisti adottiamo vari metodi: la requisizione, il riscatto e la pressione
economica. Come possiamo allora espropriare i beni del popolo lavoratore?
Come siamo riusciti a far cessare quel vento in un mese? Questo dimostra che
il nostro partito è grande, giusto e corretto. Se non ci credete, io ho documenti
storici che lo dimostrano. In marzo, aprile e maggio parecchi milioni di quadri e
parecchie centinaia di milioni di contadini sono stati educati. Abbiamo spiegato
loro la situazione ed essi ci hanno riflettuto. Si tratta principalmente di quadri che
non capivano che quei beni che essi confiscavano non erano ricchezze malamente acquisite. Non riuscivano a distinguere fra ricchezze estorte ai lavoratori e beni
frutto del proprio lavoro. Non avevano studiato l’economia politica. Non avevano
192
Conferenza di Lushan
capito chiaramente le leggi del valore, dello scambio tra valori uguali e della
remunerazione secondo il lavoro svolto. In pochi mesi se ne sono convinti e
hanno smesso di farlo.
È probabile che nessuno capisca tutto questo a fondo. Alcuni l’hanno capito in
parte, forse al 70 o all’80 per cento. Se non hanno capito i libri di testo, che li
studino ancora un po’. Se i quadri dirigenti delle comuni non capiscono un po’
di economia politica, la cosa non va. Se la gente non sa leggere glielo potete
spiegare a voce e capiranno qualche cosa. Non devono necessariamente leggere
libri; possono essere educati dai fatti. L’imperatore Wu-ti di Liang aveva un primo
ministro di nome Chen Fa-chih. Questi non sapeva leggere neanche una parola.
Quando voleva scrivere una poesia, la recitava e la faceva scrivere da qualcuno
dicendo: “Voi dotti non siete alla mia altezza, io ho imparato a orecchio”.
Logicamente io non sono contro la campagna per l’eliminazione dell’analfabetismo. Il vecchio Ko12 dice che tutti dovrebbero andare all’università. Io sono
d’accordo. Ma così per educare i nostri quadri ci vorrebbero almeno 15 anni.
All’epoca delle dinastie meridionali e settentrionali c’era un generale di nome
Tsao che dopo una battaglia compose questo poema:
“Quando andai alla guerra
i miei figli erano tristi.
Al mio ritorno mi accolsero corni e tamburi.
Chiesi a uno che passava
‘Conosci tu Huo Chu-ping?’”.
C’è anche il Canto di Chi-lo di Hu Lu-chin delle dinastie settentrionali:
“Lungo il fiume Chi-lo, sotto i monti Yin
il cielo è come un gran baldacchino,
si stende sulle pianure.
Il cielo è blu, vasta la brughiera.
Quando il vento soffia
l’erba si piega, appaiono mandrie e greggi”.
Ora, nessuno di questi due poeti sapeva leggere.
Se un analfabeta può diventare primo ministro, perché i nostri quadri di comune
e i contadini non dovrebbero ascoltare un po’ di economia politica? Io penso che
possono impararla. Se gliela spieghiamo, possono impararla anche se non sanno
leggere. Spiegategliela e loro la capiranno. In realtà possono capire le cose meglio
degli intellettuali. Io stesso non ho letto i libri di testo e fino a quando non li ho
letti non ho il diritto di discuterli. Dobbiamo far saltar fuori il tempo: l’intero partito
deve promuovere una campagna di studio.
Dio sa quante ispezioni hanno fatto! Dalla Conferenza di Chengchow dell’anno
scorso ci si sono dedicati su vasta scala. Bisognava fare un rapporto anche quando
una riunione di sesto livello influenzava una riunione di quinto livello13. La gente
che arrivava da Pechino parlava e parlava, ma non produceva nessun effetto.
Abbiamo fatto un sacco di rapporti, ma non li avete nemmeno ascoltati. Io vorrei
consigliare ai compagni: dato che la gente ha la bocca, lasciatela parlare. Voi
193
Mao Tse-tung - OPERE
dovete ascoltare le opinioni degli altri. Io penso che in questa conferenza ci siano
alcuni problemi che non possono essere risolti e alcune persone che non vogliono
rinunciare alle loro opinioni e così rimandano: di un anno, di due anni, di tre anni,
di cinque anni. Non serve a niente se non volete sentire anche le idee strane.
Bisogna imparare ad ascoltare. Io dico che dobbiamo indurirci il cuoio capelluto
e ascoltare. Nel peggiore dei casi insulteranno i tuoi antenati per tre generazioni.
Lo so che non è facile. Quand’ero un ragazzo e studiavo alla scuola media, mi
arrabbiavo fino a diventare di fuoco quando sentivo cose spiacevoli sul mio conto.
Se la gente non mi attacca, io non l’attacco. Se mi attaccano, io certamente attacco.
Loro mi attaccano prima, io li attacco dopo. Per anni mi sono attenuto a questo
principio. Ora invece ho imparato ad ascoltare, a indurirmi il cuoio capelluto e
ad ascoltare per una o due settimane, poi contrattacco. Io consiglio ai compagni
di ascoltare. Che siate d’accordo o no, sono fatti vostri. Se non siete d’accordo e
se mi sbaglio, allora mi farò un’autocritica.
In secondo luogo, alcuni altri compagni li esorto a non oscillare in questo
momento cruciale. Mi sono reso conto che alcuni compagni oscillano. Anche loro
dicono che il grande balzo in avanti, la linea generale e le comuni sono giuste.
Però quando parlano ci rendiamo conto da che parte stanno in fatto di tendenza
ideologica e che le loro parole non esprimono in modo profondo le loro idee e
i loro sentimenti. Questo gruppo è compreso nella seconda categoria, tra coloro
che sono su posizioni fondamentalmente giuste, ma parzialmente errate e un po’
instabili. C’è gente che in tempi di crisi tentenna e nei grandi turbini della storia
si dimostra irresoluta. Nella nostra storia ci sono state quattro linee: la linea di Li
Li-san, la linea di Wang Ming, la linea Kao-Jao e ora la linea generale14. Queste
persone non sono ferme: ballano la danza dello Yangko15 (il Kuomintang dice che
noi siamo “quelli dello Yangko”). È gente terribilmente impaziente di fare del suo
meglio per il bene del paese. Questo è bene. Ma qual è la loro matrice di classe?
È borghese o piccolo-borghese? Non discuterò adesso questo punto; ne ho parlato
alla Conferenza di Nanning, alla Conferenza di Chengtu e al Congresso del partito.
Per quanto riguarda coloro che hanno tentennato nel 1956-1957, noi non abbiamo
messo sulle loro teste gli alti cappelli16; l’abbiamo considerata una questione di
metodo ideologico. Se parliamo del fanatismo della piccola borghesia allora il suo
opposto, il “movimento contro l’avventurismo” che si sviluppò in quel periodo,
è la triste e miserabile piattezza e il pessimismo della borghesia. Noi non
metteremo alti cappelli in testa a questi compagni. Sono diversi dagli elementi di
destra perché sono tutti impegnati nella costruzione del socialismo. Semplicemente mancano di esperienza. Non appena il vento comincia a soffiare e l’erba
ondeggia, essi diventano instabili e si volgono all’“antivventurismo”. Tuttavia
coloro che allora erano per l’“antiavventurismo”, ora mostrano un atteggiamento
saldo. Un esempio è il compagno En-lai. Egli ha un sacco di energia. Dopo quella
lezione io credo che anche il compagno Chen Yun rimarrà saldo. È strano che la
gente che allora ha criticato En-lai, questa volta si trovi nei suoi panni. Non sono
194
Conferenza di Lushan
più “avventurosi”; danno addiritlura l’impressione di essere “antiavventuristi”. Per
esempio dicono: “C’è una perdita, ma c’è anche un guadagno”. Il fatto che mettano
la parola “guadagno” dopo, dipende da attente considerazioni. Per esempio
quando si arriva a mettere sulle teste gli alti cappelli, questo è il tentennamento
della borghesia; oppure, scendendo un gradino più in basso, è l’ondeggiamento
della piccola borghesia. Infatti è caratteristica degli elementi di destra essere
costantemente influenzati dalla borghesia. Sotto la pressione degli imperialisti e
della borghesia si sono spostati a destra.
Ci sono circa 700.000 brigate di produzione; se ogni brigata commette un errore
e voi voleste render pubblici tutti i 700.000 errori entro un anno, come sarebbe
possibile? Inoltre ci sono articoli lunghi e articoli brevi; ci vorrebbe almeno un
anno per pubblicarli tutti e quale sarebbe il risultato? Il nostro Stato crollerebbe
e, anche se non venissero gli imperialisti, il popolo si solleverebbe e ci
spodesterebbe. Se i giornali che pubblicate contengono ogni giorno cattive
notizie, la gente non riesce a svolgere con entusiasmo il suo lavoro. Non ci
vorrebbe neanche un anno; crolleremmo entro una settimana. Pubblicare 700.000
articoli sulle cose che non vanno non è proletario. È più nello stile di un paese
borghese o di un partito borghese come il gruppo di progettazione politica di
Chang Po-chun17. Naturalmente nessuno dei presenti è a favore di questa tesi. Io
sto esagerando. Ma se facciamo dieci cose e nove sono cattive e le pubblichiamo
tutte sulla stampa, certamente crolleremmo e ce lo meriteremmo. In un caso simile
io andrei in campagna e mi metterei alla testa dei contadini per rovesciare il
governo. Se quelli di voi che sono nell’Esercito popolare di liberazione non mi
seguissero, allora io andrei, mi troverei un nuovo Esercito rosso e organizzerei un
altro Esercito popolare di liberazione. Ma io penso che l’Esercito popolare di
liberazione mi seguirebbe.
Io voglio consigliare ad alcuni compagni di fare attenzione alla tendenza che
si riflette in quanto dicono. Il contenuto dei vostri discorsi può essere fondamentalmente giusto, ma vi sono parti non giuste.
Se voi volete che gli altri siano saldi dovete essere saldi prima di tutto voi stessi.
Se volete che gli altri non tentennino, voi stessi non dovete tentennare: questa è
un’altra lezione. Per come la vedo io, questi compagni non sono elementi di
destra, ma a mezza strada. Non sono di sinistra (cioè di sinistra senza virgolette).
Io sto parlando di tendenze, perché c’è anche gente che ha incontrato delle
difficoltà. Ci si son rotti la testa e ora sono preoccupati. Non erano capaci di stare
saldi: andavano sbandando in mezzo alla strada. Il problema è vedere se mostrano
più inclinazione a spostarsi verso la destra, verso il centro o verso la sinistra.
Dobbiamo analizzarlo. Sono andati avanti nello stesso modo di quei compagni
che hanno commesso errori nella seconda metà del 1956 e nella prima metà del
1957. Non sono elementi di destra, ma sono sul punto di diventarlo. Sono ancora
lontani trenta chilometri dagli elementi di destra. Gli elementi di destra si
rallegrarono molto per la tendenza espressa nei loro discorsi e sarebbe stato
sorprendente se non lo avessero fatto. È piuttosto pericoloso trovarsi sull’orlo del
195
Mao Tse-tung - OPERE
precipizio come questi compagni. Se non mi credete, aspettate e vedrete quel che
succederà. Io sto dicendo queste cose di fronte a un vasto pubblico. Forse
qualcosa di quello che dico può dare fastidio ad alcuni. Ma se adesso rimanessi
zitto, non sarebbe nell’interesse di questi compagni.
Agli argomenti che ho sollevato se ne potrebbe aggiungere un altro: la
questione dell’unità. Ma scriverò un pezzo a parte in proposito: Levare la bandiera
dell’unità del popolo, della nazione e del partito. Io non dico che parlare di questo
è bene o male per questi compagni. Anche se fa male, devo comunque parlarne.
Il nostro partito è un partito politico marxista. Coloro che sono da una parte
devono ascoltare e anche coloro che sono dall’altra parte devono ascoltare.
Ambedue le parti devono ascoltare. Non avevo forse detto che volevo parlare?
Uno non deve soltanto parlare, deve anche ascoltare gli altri. Io non ho avuto fretta
di parlare: mi sono indurito il cuoio capelluto e ho resistito. Perché non continuo
a farlo? L’ho fatto già per venti giorni e ora siamo quasi giunti al momento di
aggiornare la conferenza. Potremmo anche andare avanti fino alla fine del mese.
Il generale Marshall è venuto a Lushan otto volte18. Chou En-Lai è venuto tre volte.
Perché noi non dovremmo venire una volta? Abbiamo tutto il diritto di farlo.
Veniamo al problema delle mense pubbliche: le mense sono una buona cosa e
non devono essere criticate troppo severamente. Io sono favorevole al loro sviluppo
attivo e positivo sulla base dell’associazione volontaria. I cereali devono essere
distribuiti alle singole famiglie e tutti i risparmi devono rimanere ai privati. Se in tutto
il paese si riuscisse a mantenere in vita un terzo delle mense pubbliche, io ne sarei
molto soddisfatto. Ecco che non appena ho detto questo Wu Chih-pu19 è entrato in
tensione. Non aver paura. Nella provincia dello Honan il 90 per cento delle mense
sono ancora in funzione. Dovremo provarle e vedere come funzionano, non abolirle.
Io sto parlando ora su scala nazionale. Non ci sono quattro fasi anche nel ballo? “Stai
fermo su un lato, fai una mossa, lanciati nel ballo più forte che puoi, esibisciti con
perizia”. Esiste davvero un detto simile? Io sono un tipo rozzo, senza nessuna cultura.
Se un terzo dei contadini, 150 milioni di persone, perseverano, sarà una cosa
magnifica. La mia seconda speranza è che lo facciano la metà: 250 milioni. Se
possiamo ricavare esperienza da realizzazioni come quelle dello Honan, dello
Szechwan, dello Hunan, dello Yunnan e di Shanghai, potremo riuscirci e possiamo
riattivare anche alcune di quelle mense che sono state soppresse. Non le abbiamo
inventate noi; sono state create dalle masse. Nella provincia dello Hopei avevano
mense pubbliche già nel 1956, ben prima della costituzione delle comuni. Nel 1958
sono state organizzate con grande rapidità.
Tseng Hsi-sheng20 dice che le mense liberano forza-lavoro. Io penso che ci sia
un altro vantaggio e cioè che permettono di risparmiare materiali. Se non ci fosse
quest’ultimo vantaggio non durerebbero. Possiamo farlo? Certo. La mia proposta
è che i compagni dello Honan applichino un po’ di meccanizzazione, come
mettere l’acqua corrente, in modo che l’acqua non debba più essere trasportata
196
Conferenza di Lushan
a spalle. In questo modo si possono risparmiare sia forza-lavoro che materiali. È
un’ottima cosa che la metà delle mense adesso sia crollata. Comandante in capo,
io approvo il tuo modo di porre il problema ma, al tempo stesso, non sono
d’accordo con te. Non dobbiamo smettere di chiuderle, è vero, ma non dobbiamo
nemmeno chiuderne troppe. Io sono uno di quelli della via di mezzo. Lo Honan,
lo Szechwan e lo Hupeh sono tutti a sinistra, ma un’ala destra è già venuta fuori.
La commissione d’inchiesta dell’Accademia cinese delle Scienze di Changli dice
che le mense non hanno nulla di positivo, le attacca su un punto particolare e non
ne menziona nessun altro. Imitano il metodo seguito in L’ode di Teng Tu-tzu
sull’amore per il sesso. Teng Tu-tzu aveva attaccato Sung Yu su tre punti: era di
bell’aspetto, andava matto per il sesso ed era un ottimo oratore. Per giunta non
gli piaceva sua moglie. Quindi era molto pericoloso. Sung Yu replicò: “Il mio
bell’aspetto lo devo ai genitori, la mia eloquenza è merito dei miei maestri e non
è vero che io vado matto per il sesso. In nessun altro posto ci sono donne belle
come nello stato di Chu. Tra le belle donne di Chu, le più belle si trovano nel mio
distretto. La più bella donna del mio distretto è la figlia del mio vicino di Oriente.
Se tu alzassi la sua statura di un pollice, lei sarebbe troppo alta e se l’abbassassi
di un pollice sarebbe troppo bassa” […]21. Teng Tu-tzu era un taifu che è
l’equivalente dell’attuale capo di un ministero. Il suo ministero era un ministero
grosso, come il Ministero della metallurgia, il Ministero dell’industria del carbone
o il Ministero dell’agricoltura. La commissione d’inchiesta dell’Accademia delle
Scienze ha attaccato un solo punto ignorando il resto. La loro maniera di attaccare
è consistita nel concentrare tutto su questioni come la carne di maiale, le forcine
per capelli, ecc. Ogni persona commette sbagli. Persino Confucio commetteva
errori. Ho visto anche manoscritti autografi di Lenin con tante correzioni che
davano l’impressione di una gran confusione. Se non avesse fatto errori, perché
avrebbe dovuto fare tutte quelle correzioni? Noi possiamo avere più mense
pubbliche: dopo che le avremo fatte funzionare in maniera sperimentale per uno
o due anni, allora reputo che potremo farle funzionare bene.
Possono fallire le comuni popolari? Fino a questo momento neppure una è
fallita. C’eravamo preparati al fallimento della metà. Anche se il 70 per cento fosse
fallito, ci sarebbe sempre rimasto il 30 per cento. Se devono fallire che falliscano.
Se non sono ben dirette è logico che falliscano. Il partito comunista si pone
l’obiettivo di dirigere bene: di dirigere bene le comuni, di dirigere bene tutte le
imprese, di dirigere bene l’agricoltura, l’industria, il commercio, le comunicazioni,
i trasporti, la cultura e l’educazione.
Sono accadute molte cose che ragionevolmente non potevamo prevedere. Non
è stato detto che il partito non si occupa degli affari del partito? Adesso gli organi
della pianificazione non si occupano della pianificazione: è già un po’ che non
se ne occupano. Gli organi della pianificazione non sono solo la Commissione per
la pianificazione, comprendono anche altri ministeri e i governi locali. Si possono
perdonare i governi locali se per un certo periodo non si sono interessati delle
proporzioni in campo economico a livello generale. Ma la Commissione per la
197
Mao Tse-tung - OPERE
pianificazione e i ministeri centrali operano da dieci anni e all’improvviso a
Peitaiho hanno deciso di non occuparsi più dell’equilibrio generale dell’economia. L’hanno chiamata una direttiva sulla pianificazione, ma equivaleva a
sbarazzarsi della pianificazione. Dicendo “sbarazzarsi della pianificazione” intendo dire che non prestavano più attenzione alle proporzioni generali e non
facevano più nessuna stima di quanto carbone, ferro o trasporti sarebbero stati
necessari. Carbone e ferro non possono camminare da soli, hanno bisogno di
essere trasportati su veicoli. Questo non l’avevo previsto! Il Primo ministro ed io
non ci siamo occupati di questo punto. Voi potreste dire che non lo sapevamo.
Io non dovrei scusarmi di questo, visto che non sono il capo della Commissione
per la pianificazione, ma lo farò lo stesso.
Prima dell’agosto dell’anno scorso le mie energie erano tutte concentrate sulla
rivoluzione. Io ho una competenza del tutto marginale quando si tratta di
costruzione economica e non capisco niente di pianificazione industriale.
Parlando nella riunione alla Torre occidentale ho detto: “Non scrivete che io guido
con saggezza: io non controllo niente, come potete allora parlare di saggia
guida?”. Ma, compagni, nel 1958 e nel 1959 la responsabilità principale era mia
e voi dovete quindi prendervela con me. In passato la responsabilità era di altri,
En Lai e X, ma ora dovete biasimare me perché ci sono montagne di cose di cui
non mi sono occupato. Bisognerebbe privare di discendenza colui che ha
inventato le figurine funerarie22? Dovrei anch’io essere privato di discendenti (un
figlio mi è stato ucciso, uno è diventato matto)23? Chi è stato il responsabile
dell’idea della mobilitazione di massa per la produzione dell’acciaio? Ko Chingshih o io? Dico che sono stato io. Ho avuto una conversazione con Ko Ching-shih
e parlai di 6 milioni di tonnellate. Dopo ho voluto parlarne anche con altri: anche
X disse che era possibile. In giugno parlai di 10.7 milioni di tonnellate. Poi
andammo avanti e lo facemmo. Fu pubblicato nella risoluzione della Conferenza
di Peitaiho; X buttò giù alcune idee e arrivò alla conclusione che tutto fosse a
posto. Così siamo precipitati in una grande catastrofe e 90 milioni di uomini
scesero in battaglia. Come ho detto la persona che ha inventato le figurine
funerarie non dovrebbe avere né figli né nipoti. Si costruirono piccoli forni di tipo
artigianale per la produzione di ferro. […] Ho letto un sacco di resoconti di
discussioni; in tutti si diceva che era possibile farlo. Potevamo elevare la qualità,
ridurre i costi, abbassare il contenuto di zolfo e produrre del ferro veramente
buono: l’unica condizione necessaria era prendere saldamente in pugno il
problema e lavorare veramente sodo. Il partito comunista ha un metodo chiamato
“prendere saldamente in pugno qualcosa”. Sia il partito comunista che Chiang Kaishek hanno due mani. Le mani del partito comunista sono mani comuniste.
Quando afferrano qualcosa la tengono ben salda. Noi dobbiamo prendere
saldamente in pugno l’acciaio e il ferro, così come i raccolti principali: cotone,
olio, canapa, seta, tè, zucchero e verdure; più tabacco, frutta e spezie. Ci sono
dodici prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura, dell’allevamento del bestiame,
delle attività ausiliare e della pesca che devono essere afferrati saldamente e su
198
Conferenza di Lushan
cui bisogna giungere a una produzione complessivamente bilanciata. Le condizioni variano a seconda delle diverse località. Non ci può essere un unico modello
per tutti i distretti. A Chiukungshan nello Hupeh coltivano bambù sulle montagne.
Sarebbe davvero sbagliato se si occupassero soltanto dei cereali e trascurassero
il bambù. Ci sono posti dove il tè e lo zucchero non crescono. Le cose devono
essere coltivate a seconda delle condizioni locali. In Unione Sovietica non hanno
cercato di allevare maiali nelle zone musulmane? È ridicolo.
C’è un articolo sulla pianificazione industriale che è davvero ben scritto. Ma che
cosa hanno fatto per quanto riguarda il partito che non si occupa degli affari del
partito e la Commissione per la pianificazione che non si interessa né della
pianificazione né di indicare le proporzioni delle varie produzioni a livello
generale? Non si sono preoccupati affatto di queste cose. Il Primo ministro era
preoccupato, ma loro no. Se uno non si preoccupa e non ha né energia né
entusiasmo, sicuramente non farà niente come si deve. Alcuni, criticando il
compagno Li Fu-chun, capo della Commissione per la pianificazione, hanno
detto: “I suoi piedi vogliono muoversi ma egli esita; la sua bocca vuole parlare,
ma egli balbetta”. Non siate come Li Kuei24. Anche l’impetuosità non è una buona
cosa. Lenin era pieno di entusiasmo, cosa che alle masse piaceva. Se la gente vuole
parlare, ma riesce soltanto a balbettare, è perché ha un sacco di preoccupazioni.
Durante la prima metà del mese la gente aveva un sacco di preoccupazioni.
Adesso tutte queste preoccupazioni sono venute alla luce. Se avete qualcosa da
dire, ditelo e sarà tutto scritto nei verbali. Le testimonianze orali devono essere
raccolte per iscritto. Se avete qualcosa da dire, allora ditelo. Se trovate che io abbia
dei difetti, dovete correggermi. Non abbiate paura di essere costretti a portare
scarpe strette! Alla Conferenza di Chengtu ho detto che non bisogna aver paura
della galera. Non bisogna aver paura nemmeno della morte né dell’espulsione dal
partito. Se un quadro comunista veterano ha tante inibizioni, è perché ha paura
di dire cose sbagliate e di essere corretto. Questo è quel che si dice “il saggio segue
il numero uno”! Le malattie entrano dalla bocca e le preoccupazioni vi escono.
Se oggi suscito delle preoccupazioni, ci sono due tipi di persone a cui la cosa non
va: da una parte ci sono i permalosi, dall’altra quelli che hanno imboccato una
direzione discutibile. Se non siete d’accordo con me, discutetene. Io non sono
d’accordo con l’idea che il presidente non deve essere contraddetto. Tuttavia il
fatto è che voi, uno dopo l’altro, mi avete contraddetto, anche se sempre senza
fare il mio nome. Le idee della scuola di partito del Kiangsi e della scuola
intermedia di partito sono in contraddizione con le mie. Quando ho detto che
l’inventore delle figurine funerarie non dovrebbe avere discendenti, mi riferivo
anzitutto all’obiettivo di produrre 10.7 milioni di tonnellate di acciaio, che si
tradusse nel fatto che 90 milioni di persone scesero in battaglia e spendemmo X
yuan. “Il guadagno non compensa la perdita”. Questo fu il risultato del mio
suggerimento e della mia convinzione. In secondo luogo mi riferivo alle comuni
popolari. Io non pretendo di avere inventato le comuni popolari, le ho soltanto
proposte. La risoluzione di Peitaiho venne redatta secondo il mio suggerimento.
199
Mao Tse-tung - OPERE
A quell’epoca era come se avessi trovato un tesoro nello statuto della comune di
Chayashan. Quando ero nello Shantung un giornalista mi chiese: “Le comuni
popolari sono una cosa buona?”. Io risposi: “Sono una cosa buona” e lui lo
pubblicò su un giornale. C’era un’ombra di fanatismo piccolo-borghese in questo.
In futuro bisognerà tenere i giornalisti alla larga.
Io ho commesso due crimini. Uno è aver rivolto l’appello alla produzione di 10.7
milioni di tonnellate di acciaio e alla mobilitazione di massa per la produzione di
acciaio. Se eravate d’accordo su questo, dovete spartire con me anche una parte del
biasimo. Dato però che io sono stato l’inventore delle figurine funerarie, non posso
esimermi dal biasimo: la responsabilità maggiore è mia. Per quanto riguarda le
comuni popolari, il mondo intero le ha osteggiate; l’Unione Sovietica le ha osteggiate.
C’è anche la linea generale. Che abbia o meno consistenza, dovete dividerne anche
parte della responsabilità. Le sue verifiche saranno i risultati nell’industria e
nell’agricoltura. Per quanto riguarda gli altri grossi calibri, altre persone dovranno
accollarsi parte delle responsabilità. Tu, padron Tan25, hai tirato un sacco di pesanti
bordate, ma la tua mira non era precisa, avevi il sangue alla testa e non hai fatto le
cose con cura. Sei stato troppo veloce nel creare comuni. Se ne è parlato prima nello
Honan, poi la notizia si è sparsa rapidamente nel Kiangsu e nel Chekiang. Se non
stai ben attento a quel che dici, non riuscirai a tenere le cose sotto controllo. Devi
essere più cauto. La tua forza sta nel fatto che sei energico e non rifuggi dalle
responsabilità; molto meglio di quelli che sono tristi e depressi. Ma quando tiri grosse
bordate su questioni importanti, devi stare più attento. Anch’io ho tirato tre grossi
colpi: le comuni popolari, la produzione dell’acciaio e la linea generale. Peng Tehhuai ha detto di essere un tipo rozzo senza raffinatezze. Io sono come Chang Fei che,
pur essendo rozzo, aveva una certa sottigliezza26. Sulle comuni popolari ho detto che
erano un sistema di proprietà collettiva. Ho detto che per compiere il passaggio dalla
proprietà collettiva fino alla proprietà comunista di tutto il popolo, due piani
quinquennali erano un periodo troppo breve. Forse ci vorranno venti piani
quinquennali!
Se volete parlare della fretta, anche Marx ha fatto molti errori. Ogni giorno sperava
che arrivasse una rivoluzione europea, ma non arrivava. Ci furono molti alti e bassi
e quando lui morì non era ancora arrivata. Arrivò soltanto al tempo di Lenin. Non
è questo un esempio di impazienza? Non era questo fanatismo piccolo-borghese? [XX
interrompe: “Anche Lenin disse che le condizioni erano mature per la rivoluzione
mondiale, che invece non c’è stata”]. Marx sulle prime si oppose alla Comune di Parigi
e Zinoviev si oppose alla Rivoluzione d’Ottobre. In seguito Zinoviev fu condannato
a morte. Anche Marx avrebbe dovuto essere ucciso? Quando fu instaurata la Comune
di Parigi, egli la sostenne anche se era convinto che sarebbe crollata. Resosi conto
che era la prima dittatura proletaria, pensò che anche se fosse durata soltanto tre mesi
sarebbe stata ugualmente una buona cosa. Se consideriamo la questione con la
mentalità di un ragioniere, non ne valeva la pena. Anche noi abbiamo avuto la
Comune di Canton27, ma la grande rivoluzione fallì. Fallirà anche il nostro attuale
lavoro, come successe nel 1927? O sarà come la Lunga Marcia di 25.000 li, quando
200
Conferenza di Lushan
la maggior parte delle nostre basi erano perdute e le aree sovietiche erano ridotte
a un decimo della loro estensione originaria? No, non sarà così. Abbiamo fallito
questa volta? Tutti i compagni presenti dicono che ci sono stati dei vantaggi; non è
stato un fallimento completo. È un fallimento totale? No, è soltanto un fallimento
parziale. Abbiamo pagato un prezzo alto. È soffiato molto “vento di comunismo”,
ma il popolo dell’intero paese ha imparato una lezione.
A Chengchow ho parlato due volte della questione dell’opera di Stalin Problemi
economici del socialismo nell’URSS. Ma erano soltanto discorsi. Ora dobbiamo
studiarla a fondo, altrimenti non possiamo sviluppare e consolidare la nostra
causa28.
Per parlare di responsabilità, sia X che X hanno alcune responsabilità, come le ha
X del Ministero dell’agricoltura. Ma quello che ha più responsabilità sono io. Vecchio
Ko, per la tua invenzione non ti senti addosso nessuna responsabilità? [Il vecchio Ko
dice “sì”]. La tua responsabilità è minore della mia? La tua è una questione di ideologia,
la mia di 10.7 milioni di tonnellate e 90 milioni di persone scese in battaglia. Ne è
venuto fuori un gran caos generale e io me ne assumo la responsabilità. Compagni,
dovete tutti analizzare le vostre responsabilità. Se dovete cacare, cacate! Se dovete
scorreggiare, scorreggiate! Vi sentirete molto meglio.
NOTE
1. All’inizio del secolo XX Wu Chih-hui era stato un importante organizzatore di gruppi
anarchici, quindi passò all’ala destra del Kuomintang e fu, in combutta con esponenti
imperialisti e compradores, uno dei massimi organizzatori del colpo di Stato anticomunista
del 12 aprile 1927 a Shanghai.
2. Sun Fo (noto anche come Sun Ko) era un figlio di Sun Yat-sen ed esponente del
Kuomintang.
3. Vedasi nota 1, pag. 86.
4. Chen Ming-shu (1892-1965) era un monaco buddista che nel 1927 aveva partecipato
alla Spedizione al nord e nel 1933 era stato uno dei capi del “governo popolare”
installatosi nel Fukien contro Chiang Kai-shek. Nel 1949 nella fase finale della Guerra
di Liberazione aveva aderito al regime di nuova democrazia.
5. Lushan era nella provincia del Kiangsi, il locale dove si teneva la conferenza dipendeva
dalle autorità provinciali.
6. La comune popolare Chayashan (nota anche come comune Weihsing o comune
Sputnik), del distretto di Suiping nello Honan, era una delle prime comuni costituite
all’inizio dell’estate del 1958. Il suo statuto, adottato il 7 agosto 1958, era stato indicato
come statuto modello nella risoluzione della Conferenza di Peitaiho del 29 agosto 1958.
201
Mao Tse-tung - OPERE
Anche la comune popolare Chiliying del distretto di Hsin Hsiang, nello Honan, e le
comuni del distretto di Hsushui, nello Hopei, erano comuni modello della prima ora.
7. Cioè ha realizzato cose che vanno ben oltre i discorsi di Roosvelt, il presidente USA
(1933-1945), sulla “libertà dal bisogno”.
8. Mao Tse-tung assimila lo slancio con cui la gente accorreva per vedere le comuni, con
quello con cui i fedeli buddisti salivano sulle montagne per bruciare candele d’incenso.
9. Mao Tse-tung si riferisce a Chu Teh.
10. Vedasi nota 2, pag. 142.
11. Sun Chiang è il capo dei ribelli del romanzo classico cinese Il bordo dell’acqua, una
specie di Robin Hood cinese.
12. Ko Ching-Shih (1902-1965) era un membro dell’Ufficio politico, sindaco di Shanghai
e primo segretario del comitato di partito della municipalità di Shanghai.
13. Mao Tse-tung si riferisce ai livelli della società cinese dell’epoca: Centro, province
(municipalità e regioni autonome), prefetture, distretti, circondari, cantoni, comuni
popolari, brigate di produzione, squadre di produzione.
14. Qui Mao Tse-tung mette la linea generale tracciata dal PCC nel 1958 per la costruzione
del socialismo tra le linee deviazioniste che avevano segnato lo sviluppo del PCC. È
una mossa polemica e provocatoria contro gli oppositori della linea generale. La linea
generale era stata adottata nella seconda sessione dell’ottavo Congresso del PCC ed era
riassunta nella parola d’ordine “fare ogni sforzo possibile, mirare alto, raggiungere
risultati maggiori, più rapidi, migliori e più economici per la costruzione del
socialismo”. Essa si articolava in varie direttive e misure (la politica al posto di comando,
lo spostamento di quadri alla base, la partecipazione dei quadri al lavoro manuale e
dei lavoratori alla gestione, ecc.) e in obiettivi di fase (produrre a grandi balzi in avanti,
le comuni popolari, ecc.).
15. Yanko è una danza popolare con accompagnamento di canto e di musica. A Yenan
negli anni ’40 era molto in voga e vi partecipavano anche i massimi dirigenti del PCC.
16. In Cina, quando si vuole pubblicamente screditare una persona, vi è tradizionalmente
l’abitudine di portarla in giro con in testa un alto cappello. Mao Tse-tung afferma che
un trattamento del genere lo si riserva ai nemici politici, non lo si usa negli scontri
ideologici.
17. Chang Po-chun era uno delle maggiori “personalità democratiche” della Repubblica
popolare cinese. Nel 1957 cercò di approfittare delle difficoltà del PCC e creò un gruppo
di progettazione politica come centro di raccolta degli elementi di destra.
18. Negli anni 1946 e 1947, il generale USA G.C. Marshall organizzò varie riunioni a Lushan,
nella veste di “mediatore” USA tra il Kuomintang e il PCC.
202
Conferenza di Lushan
19. Wu Chih-pu era primo segretario della provincia dello Honan, una provincia
all’avanguardia nel movimento di creazione delle comuni popolari.
20. Tseng Hsi-sheng era primo segretario della provincia dello Anhwei.
21. Mao Tse-tung rievoca la contesa tra Teng Tu-tzu e Sung Yu per denunciare il metodo
unilaterale seguito dagli avversari delle comuni popolari: costoro concentravano tutta
l’attenzione su un punto solo (negativo) e trascuravano tutti gli altri punti (positivi).
22. Nella cultura cinese l’invenzione di bruciare figure di legno assieme al cadavere del
morto è considerata una invenzione nefasta. Privare uno della discendenza era la
massima punizione possibile.
23. Mao Tse-tung si riferisce ai due figli della sua prima moglie, Yang Kai-hui. Mao An-ying
morì nel 1950 durante la guerra contro gli USA in Corea; Mao An-chin, dopo l’uccisione
di sua madre nel 1930, fu consegnato a una famiglia borghese e il maltrattamento che
subì si ripercosse negativamente sul suo sistema nervoso.
24. Li Kuei è un personaggio del romanzo Il bordo dell’acqua: pieno di buone intenzioni,
ma sempre esitante.
25. Tan Chen-lin era un membro dell’Ufficio politico e responsabile della politica agraria.
26. Mao Tse-tung si riferisce alla scusante che Peng Teh-huai nel suo Memorandum (v. pag.
205) adduce ad attenuare il suo attacco alla linea generale.
27. Mao si riferisce alla Comune di Canton del dicembre 1927 e alla prima Guerra civile
rivoluzionaria (1924-1927) condotta dal PCC in alleanza col Kuomintang e sotto la
direzione generale di questo.
28. Le note di Mao Tse-tung a Problemi economici del socialismo nell’URSS di Stalin sono
in questo volume, a pag. 63.
203
CRITICA AL MEMORANDUM DI PENG TEH-HUAI
(23 luglio 1959)
Critica svolta da Mao Tse-tung alla Conferenza di Lushan a cui Peng Teh-huai il 14 luglio
1959 aveva presentato il suo Memorandum.
Il Memorandum di Peng Teh-huai è un programma opportunista di destra e ostile
al partito [...] non è stato un errore casuale e isolato, ma sistematico, organizzato,
preparato e mirato. Egli approfitta del momento difficile in cui il nostro partito è
esposto agli attacchi congiunti dall’interno e dall’estero, per attaccarlo; egli mirava
a usurpare il potere del partito e a fondare il suo partito opportunista.
Lo scritto di Peng Teh-huai ha un carattere programmatico, è contro la nostra
linea generale. Non ci si deve lasciare ingannare dal fatto che apparentemente la
sostiene. È scritto in modo molto accorto. La contraddizione che è posta in
evidenza, è lo squilibrio, cioè la tesi che la fusione dell’acciaio attuata su piccola
scala e largamente diffusa è qualcosa di presuntuoso, che il fanatismo piccoloborghese si è diffuso dappertutto nel paese e in tutti i settori, che sarebbe stato
meglio istituire le comuni popolari un anno più tardi. Anche gli Stati Uniti
d’America di Dulles dicono che da noi domina lo squilibrio. Se l’Esercito popolare
di liberazione segue Peng Teh-huai, io darò inizio a una guerra partigiana.
Appendice
Memorandum di Peng Teh-huai
Presidente!
Questa conferenza di Lushan è importante. Nelle sedute del gruppo di lavoro
nordoccidentale ho chiesto alcune volte la parola, ma nelle riunioni di gruppo non
ho esposto in modo completo alcune opinioni, perciò scrivo questa lettera
appositamente per tua informazione. Io sono un uomo semplice come Chang Fei,
tuttavia ho solo la sua rudezza, senza possedere la sua sottigliezza. Perciò ti prego
di valutare se questa lettera deve essere o no distribuita come materiale
informativo. Per favore, fammi notare i punti inesatti.
1. I successi del grande balzo in avanti del 1958 sono noti e indiscutibili.
Secondo le cifre della Commissione statale per la pianificazione il prodotto
lordo nell’industria e nell’agricoltura è aumentato nel 1958 del 48.4 per cento
rispetto al 1957. In particolare l’industria ha avuto un aumento del 66.1 per cento
e l’agricoltura, comprese le attività accessorie, del 25 per cento (per i cereali e il
cotone l’aumento della produzione è stato del 30 per cento). Per quanto riguarda
Mao Tse-tung - OPERE
le finanze dello Stato le entrate sono salite del 43.5 per cento. In nessun paese del
mondo c’è stata una crescita così rapida. Sono state sfondate le norme fissate per
la costruzione del socialismo. Particolarmente in un paese come il nostro, dove
la base economica e l’attrezzatura tecnica sono arretrate, il grande balzo in avanti
conferma sostanzialmente che la linea generale “di più, più rapidamente, meglio
e in modo più economico” è giusta. Questo non è solo un grande successo del
nostro paese, ma avrà un ruolo positivo anche in futuro nel campo socialista.
Vista con gli occhi di oggi la costruzione di aziende e infrastrutture nel 1958 è
stata in alcuni casi un po’ troppo affrettata e si è estesa a troppi progetti. Si è così
dispersa una parte delle risorse e abbiamo dovuto differire alcuni progetti
indispensabili. È stato un errore e la causa principale di ciò è stata la mancanza
di esperienza. Non lo avevamo capito e quando lo capimmo era già troppo tardi.
Invece di rallentare un po’ il passo e di controllare la velocità in modo adeguato,
il grande balzo in avanti è stato continuato anche nel 1959. Ciò non ci ha permesso
di correggere in tempo gli squilibri e sono sopraggiunte nuove temporanee
difficoltà. Tuttavia questi progetti di costruzione in fin dei conti sono necessari per
la costruzione del paese e in un anno o due o un po’ più tardi daranno a poco
a poco i loro frutti. Ora ci sono ancora alcune lacune e punti deboli, che fanno
sì che la produzione sia insufficiente e che per alcuni materiali manchino delle
scorte assolutamente necessarie, così che non si può intervenire a tempo se si
evidenziano segnali di sproporzioni e di nuovi squilibri. Questa è la nostra
difficoltà attuale. Perciò nella stesura dei piani per il prossimo anno (1960)
dovremmo riflettere ancora più coscienziosamente per porli su una base più
sicura e più attendibile secondo il principio “cercare la verità nei fatti”. Laddove
non si sono potuti concludere alcuni progetti nel 1958 e nella prima metà del 1959,
dovremmo assolutamente deciderci a sospenderli temporaneamente. In questo
senso dobbiamo rinunciare a qualcosa, per raggiungere qualcos’altro. Altrimenti
continueranno ad esistere quei primi segnali di contraddizioni e sarà difficile
superare la situazione passiva in alcuni campi, il che ostacolerà la rapidità del
movimento per raggiungere e superare l’Inghilterra nei prossimi quattro anni.
Sebbene la Commissione statale per la pianificazione abbia fatto dei piani, per
diverse ragioni è difficile prendere una decisione netta.
La campagna per il passaggio alle comuni rurali condotta nel 1958 ha avuto un
grande significato. Con ciò i nostri contadini non solo sono stati resi capaci di
liberarsi completamente dalla miseria, ma questa è anche la via giusta per
accelerare la costruzione del socialismo e il passaggio al comunismo. Tuttavia c’è
stato un periodo di confusione riguardo al problema del sistema di proprietà e nel
nostro lavoro concreto si sono evidenziati alcune carenze ed errori. Questo
naturalmente è un fenomeno serio. Tale fenomeno tuttavia è stato essenzialmente
eliminato dopo la serie di conferenze a Wuchang, Chengchow e Shanghai. La
situazione caotica è stata complessivamente superata e noi seguiamo passo dopo
passo la strada normale di “a ciascuno secondo il suo lavoro”.
Nel corso del grande balzo in avanti dell’anno 1958 è stato risolto il problema
206
Critica al “Memorandum” di Peng Teh-huai
della disoccupazione. La sua rapida soluzione in un paese come il nostro con una
popolazione numerosa ed economicamente arretrato non è una piccola, bensì
una grande cosa.
Nel corso del movimento per la produzione dell’acciaio da parte di tutto il
popolo è stato costruito un numero un po’ troppo grande di piccoli altiforni
tradizionali, che hanno sperperato risorse (materiali e finanziarie) e forza-lavoro.
Questa naturalmente è una perdita relativamente grande. Ma c’è stato anche un
primo studio generale di grandi proporzioni delle condizioni geologiche e delle
risorse minerarie di tutto il paese ed è stato istruito molto personale tecnico.
Grandi masse di quadri si sono temprate e qualificate in questo movimento. Anche
se abbiamo dovuto pagare dei prezzi (più di due miliardi di yuan come
sovvenzioni), anche in questo abbiamo avuto degli utili e delle perdite.
Se si guardano solo i punti suddetti, i successi che abbiamo raggiunto sono davvero
grandi. Tuttavia ci sono ancora non poche esperienze e insegnamenti di ampia
portata, che dovrebbero essere seriamente analizzati. Ciò è utile e necessario.
2. Le esperienze e gli insegnamenti derivati dal nostro lavoro.
I compagni che partecipano a questa conferenza hanno discusso le esperienze
e gli insegnamenti tratti dall’ultimo anno di lavoro e hanno fatto anche parecchie
proposte costruttive. La discussione attuale farà progredire molto il nostro lavoro
di partito. Ci renderà capaci di trasformare in iniziativa la passività attualmente
presente in alcuni campi, di capire meglio le leggi economiche del socialismo, di
correggere in tempo le sproporzioni che sono ancora presenti e di capire bene
il significato di un equilibrio attivo.
Secondo me non si potevano evitare alcune carenze ed errori, che sono venuti
alla luce nel corso del grande balzo in avanti del 1958. Anche nel caso dei continui
movimenti rivoluzionari che il nostro partito ha diretto in passato in più di
trent’anni, ci sono state sempre delle carenze accanto a grandi successi. Ogni cosa
ha due facce. La contraddizione che ci sta di fronte nel nostro lavoro di costruzione
è il peso enorme provocato dalla sproporzione in diversi campi. Per sua natura
il formarsi di questa situazione ha già inciso sui rapporti tra operai e contadini,
tra i diversi ceti nelle città e tra i contadini. Perciò questo è diventato anche un
problema politico. Costituisce la chiave della nostra possibilità di mobilitare in
futuro le grandi masse per continuare la realizzazione del balzo in avanti.
Le ragioni delle carenze e dei difetti sorti in un certo periodo del passato nel
nostro lavoro sono molteplici. Un fattore oggettivo è che non abbiamo dimestichezza col lavoro di costruzione del socialismo e che ci manca un’esperienza
completa. Non abbiamo capito sufficientemente le leggi socialiste dello sviluppo
regolare e proporzionato e non abbiamo neanche seguito precisamente in ogni
campo la strada del “camminare su due gambe” nel lavoro pratico. Non abbiamo
trattato i problemi della costruzione economica con lo stesso successo con cui si
è trattato il cannoneggiamento di Quemoy2 e la pacificazione in Tibet3.
D’altra parte la situazione obiettiva è che il nostro paese si trova in una situazione
arretrata di povertà (c’è ancora un certo numero di persone che non ha da mangiare
207
Mao Tse-tung - OPERE
a sufficienza, l’anno scorso c’erano in media solo 18 chin di cotone a testa, appena
sufficiente per un vestito senza imbottitura e due mutande) e di mancanza di
esperienza. La gente vuole cambiare alla svelta. La situazione internazionale inoltre
si sviluppa in modo favorevole. Anche questo è un fattore importante per
l’accelerazione del nostro grande balzo in avanti. È assolutamente necessario e giusto
utilizzare questo momento favorevole per andare incontro alle esigenze delle grandi
masse, per accelerare il nostro lavoro di costruzione, per cambiare il più rapidamente
possibile il volto arretrato del nostro paese in primo luogo povero, in secondo luogo
senza esperienza e per creare una situazione internazionale ancora più favorevole.
In passato sono emersi anche nel nostro modo di pensare e nel nostro stile di
lavoro moltissimi problemi che meritano la nostra attenzione. Essenzialmente
sono questi:
1. la presunzione prolifera in modo abbastanza generalizzato. L’anno scorso,
durante la Conferenza di Peitaiho, la produzione di cereali è stata sopravvalutata.
Si è creata quindi un’impressione sbagliata. Tutti avevano la sensazione che il
problema alimentare fosse risolto e che si avessero quindi le mani libere per
intervenire in grande stile nell’industria. C’è stata una inadeguatezza, che
dobbiamo prendere in seria considerazione, nella nostra progettazione dello
sviluppo dell’industria del ferro e dell’acciaio. Non abbiamo seriamente tenuto
conto di cose come le attrezzature per fondere e laminare l’acciaio e per
frantumare il minerale, le attrezzature per l’estrazione del carbone, dei minerali
e per la produzione di coke, l’approvvigionamento del legname da miniera, la
capacità dei trasporti, l’aumento della forza-lavoro, l’aumento del potere d’acquisto e la distribuzione delle merci sul mercato. In breve, non ci sono stati i piani
necessari per procedere in modo proporzionato. Questi sono stati errori causati
dal fatto che non abbiamo cercato la verità nei fatti in misura sufficiente. Queste
sono, temo, le cause della nascita di una serie di problemi.
La presunzione si diffuse in tutte le regioni e in tutti i settori e anche sulla stampa
si annunciarono alcuni incredibili miracoli. Questo ha sicuramente danneggiato
in modo gravissimo il prestigio del partito.
A stare alle notizie che giungevano da ogni parte, allora sembrava che il
comunismo fosse alle porte. Molti compagni vennero colpiti da questa febbre.
Seguendo l’onda dell’alta produzione di cereali e di cotone e del raddoppiamento
della produzione del ferro e dell’acciaio, si ebbero stravaganze e sperperi; in autunno
per il raccolto si lavorò in modo grossolano, senza valutare bene i costi. Ci ritenevamo
ricchi, mentre in realtà siamo ancora poveri. La cosa grave fu che per un periodo di
tempo abbastanza lungo non fu facile farsi un quadro reale della situazione. Fino
alla Conferenza di Wuchang e alla Conferenza dei segretari dei comitati di partito
delle province e delle municipalità nel gennaio di quest’anno, non eravamo in grado
di farci un quadro reale della situazione. Tale presunzione ha delle cause sociali, che
meritano uno studio attento. Ciò dipende anche dal fatto che in alcuni settori della
nostra attività c’erano solo obiettivi e compiti, ma non misure e indicazioni concrete.
Sebbene l’anno scorso il Presidente avesse invitato tutto il partito a coniugare la forza
208
Critica al “Memorandum” di Peng Teh-huai
impetuosa dell’azione con l’analisi scientifica e a seguire la direttiva del camminare
sulle due gambe, sembra che ciò non sia stato compreso dalla maggioranza dei
compagni dirigenti. Naturalmente io non sono un’eccezione.
2. Il fanatismo piccolo-borghese ci porta a fare degli errori “di sinistra”. Nel corso
del grande balzo in avanti dell’anno 1958 anch’io come molti altri compagni ero
sconcertato dalle conquiste del grande balzo e dall’entusiasmo dei movimenti di
massa. Alcune tendenze “di sinistra“ si svilupparono fino a un certo grado;
dappertutto si voleva raggiungere subito il comunismo. L’idea di essere i primi
ebbe per un certo periodo il sopravvento e soppiantò la linea di massa e lo stile
di lavoro di cercare la verità nei fatti, che aveva caratterizzato il partito per molto
tempo. Per quanto riguarda il modo di pensare, spesso abbiamo confuso fra loro
la pianificazione strategica con le misure concrete, la linea di lungo periodo con
i passi immediati, il tutto con la parte e il collettivo grande con quello piccolo.
Gli appelli del Presidente come “coltivare meno terra, realizzare maggiori rese,
raccogliere di più!” e “superare l’Inghilterra entro 15 anni” facevano parte della
linea strategica e di lungo periodo. Non abbiamo fatto delle analisi, non ci siamo
preoccupati di studiare la concreta situazione attuale e di porre a fondamento del
lavoro l’iniziativa ma anche l’attendibilità e l’affidabilità. Alcune cifre furono
progressivamente innalzate, i numeri diventarono sempre più grandi, così che gli
obiettivi che potevano essere raggiunti in alcuni anni o per i quali sarebbero stati
necessari più di dieci anni, si trasformarono in obiettivi che dovevano essere
raggiunti in un anno o in alcuni mesi. Perciò ci siamo staccati dalla realtà e non
siamo riusciti ad avere l’appoggio delle masse.Venne per esempio prematuramente negata la legge dello scambio tra equivalenti e si parlò troppo presto di
mangiare gratis. In determinate regioni, dove si pensava di avere raggiunto un
livello record nel raccolto di cereali, venne eliminata per un certo periodo la
politica dell’acquisto e della vendita centralizzata (dell’ammasso statale) e si invitò
ad allentare la cinghia e a mangiare a sazietà. Vennero diffuse avventatamente
alcune tecniche senza verificarle e si negarono con leggerezza alcune leggi
scientifiche. Tutte queste erano tendenze “di sinistra”.
Secondo questi compagni si poteva sostituire tutto col fatto che la politica era al
posto di comando. Dimenticavano che lo slogan “la politica al posto di comando”
aveva lo scopo di innalzare la coscienziosità nel lavoro, di garantire l’innalzamento
della quantità e della qualità dei prodotti e di far esprimere l’entusiasmo e la creatività
delle masse, per accelerare con ciò la costruzione della nostra economia. “La politica
al posto di comando” non può essere un sostituto delle leggi economiche e tanto
meno dei provvedimenti concreti nel lavoro economico. A “la politica al posto di
comando” si deve attribuire la stessa importanza che ai provvedimenti effettivi e
chiaramente definiti nel lavoro economico, nessuna delle due cose deve essere
sopravvalutata o trascurata. È generalmente più difficile correggere questi fenomeni
“di sinistra” che liberarsi delle idee conservatrici di destra; l’ha dimostrato l’esperienza
storica del nostro partito. Nella seconda metà dell’anno scorso qualcosa sembrava
indicarci che il soggettivismo veniva ignorato, mentre si tendeva a opporsi alle idee
209
Mao Tse-tung - OPERE
conservatrici di destra. Alcuni fenomeni “di sinistra” vennero essenzialmente corretti
con una serie di provvedimenti dell’inverno dell’anno scorso. È una grande vittoria.
Questa vittoria non solo ha educato i compagni di tutto il partito, ma ha anche
lasciato intatto il loro entusiasmo.
Ora c’è stata una chiarificazione di fondo sulla situazione interna. Specialmente
dopo le conferenze di quest’ultimo periodo, la maggior parte dei compagni del
partito concorda in ciò che è essenziale. Il compito che abbiamo di fronte è quello
di unire tutto il partito e di continuare a lavorare duramente. Credo che sarebbe molto
utile ricapitolare sistematicamente le conquiste e le lezioni che si sono rese evidenti
nel nostro lavoro dalla seconda metà dell’anno scorso, per continuare a educare tutti
i compagni del partito. L’obiettivo è di distinguere chiaramente il giusto dal falso e
di migliorare la nostra capacità di comprensione. Generalmente non si dovrebbe
ricercare la responsabilità di persone singole. Sarebbe nocivo all’unità e alla causa.
Alcuni problemi che sono da imputare alla nostra mancanza di familiarità con
questioni come quella delle leggi della costruzione del socialismo, si possono
chiarire ora, dopo la pratica e le analisi che si svolgono dalla seconda metà dell’anno
scorso. Alcuni problemi potranno essere completamente compresi solo dopo un
ulteriore periodo di studio e di ricerca. Per quanto riguarda le questioni del modo
di pensare e dello stile di lavoro, abbiamo già ricevuto un’energica lezione, che ci
ha svegliato e ci fa capire più facilmente. Ma per superarle veramente, dobbiamo
ancora affrontare difficoltà e fatiche. È proprio come ha detto il Presidente a questa
conferenza: “I successi sono grandiosi, i problemi numerosi, le esperienze ricche e
il futuro luminoso”. Dobbiamo prendere l’iniziativa, per unificare tutto il partito e
lottare duramente. Ci sono le condizioni per continuare il balzo in avanti. È certo che
i piani per questo e per il prossimo anno così come per i prossimi quattro anni
possono essere vittoriosamente realizzati. L’obiettivo “raggiungere tra quindici anni
l’Inghilterra“ può essere realizzato essenzialmente nei prossimi quattro anni. Per
alcuni prodotti importanti potremo senza dubbio superare l’Inghilterra. Ecco i nostri
grandi successi e il nostro luminoso futuro.
Cordiali saluti.
NOTE
1. Mao Tse-tung si riferisce alle misure contro la collaborazione cino-sovietica in campo
economico, militare e delle relazioni internazionali prese dal governo sovietico in
violazione dei trattati esistenti. Le misure erano un tentativo di costringere il PCC ad
adeguarsi alla linea che i revisionisti moderni sovietici capeggiati da Kruscev cercavano
di imporre a livello internazionale.
2. Vedasi nota 1, pag. 142.
3. Vedasi nota 2, pag. 170.
210
NOI NON TEMIAMO GLI ATTACCHI DELLA DESTRA
(26 luglio 1959)
Critica della lettera di Li Chung-yun1 .
Ho ricevuto una lettera che è un documento molto significativo. L’autore vi ha
raccolto del materiale riguardante il nostro lavoro in campo economico; questo
materiale tratta specificamente dei difetti del nostro lavoro. L’autore non si
interessa che al materiale riguardante questo aspetto. Quanto all’altro tipo di
documenti, quelli che riguardano l’aspetto positivo del nostro lavoro, si può dire
che essi non suscitano in lui alcun interesse
Egli sostiene che dall’ultimo trimestre del 1958 l’aspetto principale del lavoro
del partito è costituito dalle lacune e dai difetti; anzi nella conclusione sostiene
che il partito si è reso colpevole di errori di avventurismo e di opportunismo “di
sinistra”. L’origine di questi errori risiederebbe nel fatto che nel 1953, al tempo
della lotta contro gli elementi di destra e del movimento di rettifica, non si è lottato
parallelamente anche contro il pericolo di avventurismo e di opportunismo “di
sinistra”. Il punto di vista fondamentale del compagno Li Chung-yun è sbagliato.
Egli è di quelli che condannano tutto in blocco. Inoltre, egli tratta dell’acciaio che
milioni di uomini si sono messi a fabbricare e ritiene che le perdite sono state
molto alte e i benefici completamente nulli. Anche le comuni popolari secondo
lui sarebbero un errore. Per tutto ciò che riguarda la costruzione del paese egli
esprime un pessimismo estremo. In materia di agricoltura egli afferma che il
sistema idraulico non è buono e sostiene che gli errori di avventurismo e di
opportunismo “di sinistra” che avrebbe commesso il partito provengono dalle
grandi realizzazioni idrauliche dell’anno scorso. Non c’è neanche un apprezzamento positivo per il fatto che nell’inverno e nella primavera appena trascorsi
centinaia di milioni di contadini diretti dal partito hanno compiuto lavori idraulici
giganteschi. Egli sostiene la tesi secondo la quale i guadagni non compenserebbero le perdite e in alcuni casi ci sarebbero solamente perdite e nessun guadagno.
È nella prima parte della lettera che lo scrivente espone questo punto di vista
in forma di conclusione del tutto e ciò non occupa che poche righe. Il pregio di
questo compagno è che egli esprime chiaramente la sua ideologia e i suoi giudizi,
atteggiamento questo che è molto diverso da quello di altri compagni, i quali, in
definitiva, non sono contenti del lavoro fatto dal partito e dal popolo o addirittura
sono profondamente insoddisfatti di esso. Essi ritengono che i risultati positivi
sono nettamente insufficienti e che ci sono troppe lacune, tremano davanti alle
Mao Tse-tung - OPERE
difficoltà e, invece di incoraggiare i quadri con tutte le loro forze, si defilano e non
hanno fiducia nell’avvenire. Hanno perso completamente l’entusiasmo, ma d’altra
parte non vogliono, come invece fa Li Chung-yun, esporre le loro opinioni e il
loro punto di vista e quindi temporeggiano o non ne lasciano filtrare che una
piccola parte, seguendo così il detto: “Il piede fa un passo e ritorna indietro, la
bocca vuol parlare e balbetta”.
Il compagno Li Chung-yun non è come questi compagni, egli non dissimula le
proprie opinioni, ma scrive francamente e con entusiasmo una lettera al Comitato
centrale, sperando che il Comitato centrale prenda delle disposizioni per superare
le difficoltà attuali. Egli pensa che esse non sono insuperabili, ma che per
correggerle ci vuole del tempo. Questo modo di considerare le cose è giusto. Le
critiche espresse in questa lettera sugli errori commessi nel lavoro di pianificazione costituiscono la parte principale del testo. Io penso che esse sono giuste e
degne di considerazione. Non c’è, da dieci anni a questa parte, un solo compagno
che abbia esposto al Comitato centrale, in maniera sistematica, analitica e positiva
gli errori di pianificazione, al fine di cercare di correggerli. Io non ho mai
conosciuto una persona simile. Io so che ne esistono, ma non osano passare sopra
la gerarchia per fare un rapporto alle istanze superiori. È per questo che propongo
di sottoporre questa lettera a un dibattito a livello di Comitato centrale e a livello
locale (a livello delle province, delle municipalità e delle regioni autonome), nelle
cellule del partito di questi due livelli e, in particolare, negli organi del piano, per
promuovere una discussione. Se ciascuno fa un’analisi corretta del suo lavoro
durante gli anni 1958-1959, riflettendo sui difetti e sulle qualità, sulla quantità del
lavoro compiuto, sui vantaggi e sugli svantaggi, sui guadagni e sulle perdite e se
si riuniscono le conoscenze, i compagni si uniranno, si migliorerà la qualità del
lavoro e, facendo il massimo degli sforzi e procedendo risolutamente, si potranno
ottenere nuove grandi vittorie nel campo economico, così come in tutti gli altri
campi (politico, militare, dell’insegnamento, dell’istruzione, dell’educazione
sanitaria, della direzione delle cellule del partito a tutti i livelli, del lavoro
riguardante gli operai, i giovani e le donne).
A partire dalla prima Conferenza di Chengchow del novembre dell’anno scorso
fino all’attuale Conferenza di Lushan, accanto alla giusta valutazione dei successi
(i successi sono l’aspetto principale, gli errori e le lacune sono l’aspetto
secondario), è stata condotta una seria critica degli errori e dei difetti comparsi
nelle iniziative che sono state lanciate sotto la nostra direzione. Questa critica dura
da alcuni mesi. Questo lavoro di critica è indispensabile e conduce a risultati molto
importanti sia nell’immediato sia a più lungo termine. Bisogna tuttavia aver
presente anche che questa critica seria e sincera comporta necessariamente, e
talvolta ha già comportato, degli effetti secondari, cioè la demoralizzazione di
alcuni compagni. Bisogna criticare i nostri errori, ma bisogna impedire la
demoralizzazione. Bisogna incoraggiare e non scoraggiare la gente. Se la gente
è scoraggiata e senza fiducia, non va a fondo delle sue possibilità. Noi dobbiamo
ricordare con fermezza ciò che è stato scritto a marzo di quest’anno nella
212
Noi non temiamo gli attacchi della destra
risoluzione della seconda Conferenza di Chengchow e cioè ricordare che bisogna
preservare i quadri e guidare con entusiasmo e sincerità quelli che hanno
commesso degli errori e quelli che hanno ancora delle lacune a criticare e a
correggere i propri errori e a superare le proprie lacune. Non bisogna avere paura
degli errori, bisogna temere soltanto il rifiuto dell’autocritica e il rifiuto di
correggersi; bisogna temere lo scoraggiamento conseguente alle critiche. Bisogna
fare la critica degli errori andando in queste due direzioni: rettifica e incoraggiamento. Bisogna considerare che, benché siano nove mesi che si procede alla
critica e alla rettifica degli errori, il lavoro non è ancora terminato, bisogna portarlo
a termine, non bisogna lasciare nulla di incompleto.
Un nuovo fenomeno si manifesta attualmente all’interno e all’esterno del partito:
sentimenti di destra, un’ideologia di destra, comportamenti di destra che si
manifestano in attacchi violenti su grande scala, che si ritrovano in molti materiali
che sono stati distribuiti a tutti i compagni durante questa riunione. La crisi non ha
ancora raggiunto il livello del 1957, quando la cricca di destra all’esterno del partito
lanciava i suoi attacchi selvaggi, ma la tendenza e gli scopi sono già molto chiari, si
stagliano perfettamente all’orizzonte. Questa crisi è di natura borghese. Vi è anche
un’altra crisi che ha la natura di una contraddizione in seno al popolo: si tratta di
persone che, come noi, vogliono anch’esse il socialismo e non il capitalismo e questo
è ciò che c’è di fondamentalmente in comune tra noi e questi compagni. Ma il loro
punto di vista è diverso dal nostro, i loro sentimenti hanno qualcosa di anormale.
Essi sopravvalutano gli errori del partito e non considerano nel loro giusto valore i
grandi successi che alcuni milioni di cinesi hanno ottenuto sotto la direzione del
partito. Essi tirano delle conclusioni sbagliate. Per quello che riguarda il superamento
delle difficoltà attuali, essi non hanno abbastanza fiducia, inconsapevolmente si
pongono in maniera sbagliata, si pongono a metà strada tra la destra e la sinistra; sono
dei tipici seguaci della via di mezzo, dei difensori della tesi che “i guadagni non
compensano le perdite”. Nell’ora decisiva essi non mostrano fermezza, vacillano ed
esitano. Noi non temiamo gli attacchi della destra, temiamo invece l’instabilità dei
compagni, perché essa non giova oggi all’unità del popolo, non giova allo sforzo che
tutto il partito deve fare, unito, per superare le difficoltà e conseguire la vittoria.
Noi pensiamo che questi compagni possano modificare il loro atteggiamento.
Il nostro compito è di unirci a loro e ottenere che cambino atteggiamento. Per
raggiungere questo scopo, bisogna fare un’accurata valutazione degli avvenimenti che si sono svolti nelle file del partito. Non bisogna sopravvalutare quelli che
ci criticano, credendo che essi siano potenti e che possano riportare la nave del
partito e del popolo dentro la tempesta. Essi non hanno una tale forza, non sono
che una piccola minoranza, mentre noi siamo uniti come un tutt’uno con la grande
maggioranza del popolo (operai, contadini poveri, contadini medi dello strato
inferiore, una parte dei contadini medi dello strato superiore e intellettuali
rivoluzionari). La linea generale del partito come i principi, le politiche e i metodi
che traducono in pratica la linea generale sono accolti favorevolmente dalle larghe
masse dei membri del partito, dalle larghe masse dei quadri e dall’insieme della
213
Mao Tse-tung - OPERE
popolazione. Ma, d’altra parte, non bisogna nemmeno sottovalutare la loro forza:
essi sono numerosi e i loro punti di vista sbagliati saranno ben presto sottoposti
a critica. È solo dopo essere stati criticati e dopo aver rettificato il loro
atteggiamento che essi potranno abbandonare il loro punto di vista. Bisogna
capire bene questo punto: quando nel partito si presenta un problema grave, ci
sono controversie e si esprimono punti di vista diversi. Alcuni momentaneamente
esitano e si tengono al centro, mentre altri vanno verso destra. È un fenomeno
normale, non c’è da stupirsene.
In conclusione, sarà certamente possibile sconfiggere la linea e i punti di vista
sbagliati. La grande maggioranza della gente, compresi quelli che momentaneamente esitano e quelli che si trovano su una linea sbagliata, non mancheranno
di unirsi su nuove basi. È precisamente così che si è sviluppata la storia del nostro
partito durante trentotto anni. La lotta contro la destra genera deviazionismo “di
sinistra” e nella lotta contro quest’ultimo sorgono tendenze di destra. Questo è
inevitabile. Quando è il momento bisogna parlare e questo è il momento giusto
di trattare questa questione. Evitare di parlarne danneggerebbe l’unità, danneggerebbe il partito, danneggerebbe ciascuno di noi individualmente.
Si scoprirà probabilmente che la controversia attuale riveste un grande
significato, che essa assomiglia alle grandi controversie che hanno segnato il
nostro periodo rivoluzionario. È impossibile che nella nuova epoca storica, quella
dell’edificazione del socialismo, non sorgano controversie, “che il mare sia calmo
e il cielo senza vento”. La Conferenza di Lushan risulterà essere una conferenza
di grande importanza. Praticare l’unità-critica-unità, imparare dagli errori passati
per evitare di commetterne in futuro, curare la malattia per salvare il malato:
questo è il metodo corretto, di cui la storia ha già provato i vantaggi, il metodo
che dobbiamo adottare per risolvere le contraddizioni in seno al partito e in seno
al popolo. Dobbiamo assolutamente attenerci a questo metodo.
Ho già espresso questo punto di vista il 23 luglio, durante la sessione plenaria,
ma c’erano delle cose che non avevo finito di dire: è per questo che ho scritto
queste poche proposte.
NOTE
1. Li Chung-yun era direttore aggiunto della Commissione statale per la pianificazione e
responsabile della pianificazione nel comitato della regione di coordinamento del
nord-est.
214
LE NOSTRE COMUNI NON AFFONDERANNO
(29 luglio 1959)
Nota sulla pubblicazione di tre articoli.
Questi tre documenti devono essere distribuiti a tutti i compagni. Al momento di
stamparli, vogliate mettere in testa il testo di Kruscev1 (assieme al dispaccio
dell’Agenzia Hsinhua proveniente da New York). I tre testi vengono pubblicati
insieme affinché i compagni riflettano un po’, vedano se le nostre comuni
assomigliano a quelle che sono già affondate in Unione Sovietica e cerchino di capire
se le nostre comuni, in definitiva, rischiano anch’esse di affondare. Se devono
affondare, quali sono i fattori per cui affonderanno? Se al contrario non sono destinate
ad affondare, quali sono i fattori per cui non affonderanno? Se la storia comporta che
qualcosa crolli, lo sforzo soggettivo non può impedire il suo crollo. Se la storia
comporta che una cosa si sviluppi, è impossibile farla crollare, nessuno sforzo
soggettivo potrà impedirne lo sviluppo. Questo è il grande insegnamento del
materialismo storico. Io vi invito, compagni, a leggere la prefazione a Per la Critica
dell’economia politica di Marx. Quelli che recentemente hanno attaccato le comuni
popolari fanno di questo principio scientifico di Marx una sutra2 che tirano fuori dalla
loro manica per attaccarci. Non è che, per caso, voi temete questa sutra?
NOTE
1. Si tratta, verosimilmente, di un testo di Kruscev in cui questi più o meno velatamente
criticava la creazione delle comuni popolari iniziata in Cina a metà del 1958, forse
fingendo di parlare delle “comuni” create in Unione Sovietica nei primi anni dopo la
Rivoluzione d’Ottobre. L’accostamento tra le comuni popolari create in Cina a partire
dal 1958 e le “comuni” sovietiche è solo un argomento polemico di comodo. Infatti le
comuni popolari cinesi erano istituzioni economico-politiche delle masse dei contadini
cinesi, le “comuni” sovietiche erano istituzioni economiche costituite da gruppi di
socialisti utopisti o da anarchici che volevano realizzare una società ideale e che, a
questo scopo, si univano tra di loro isolandosi dalle larghe masse dei contadini: le loro
comuni infatti non avevano alcun legame con il movimento contadino.
2. La surta è una massima (un versetto) tratta dalle sacre scritture buddiste e recitata
meccanicamente dai bonzi e dai fedeli, come i cristiani recitano alcune loro preghiere
(Ave Maria, Pater noster, ecc.).
A WANG CHIA-HSIANG
(1° agosto 1959)
Compagno Wang Chia-hsiang1, dai un’occhiata a questo testo, è interessante.
Ho scritto un paio di frasi per confutare Kruscev. In seguito scriverò un documento
di propaganda sulla superiorità delle comuni popolari. “Che cento fiori fioriscano”, le comuni popolari, il grande balzo in avanti: ecco tre cose cui Kruscev si è
opposto o nei confronti delle quali si è mostrato scettico. Io trovo che loro sono
passivi, mentre noi siamo pieni di iniziativa. Tu cosa ne pensi? Su questi tre punti
noi combattiamo contro il mondo intero, compreso un buon numero di oppositori
e di scettici che sono nelle file del nostro partito.
NOTE
1. Wang Chia-hsiang era ambasciatore a Mosca.
LETTERA A CHANG WEN-TIEN
(2 agosto 1959)
Lettera a Chang Wen-tien (noto anche con lo pseudonimo di Lo Fu). Era uno degli
studenti ritornati da Mosca all’inizio degli anni ’30. Nel 1935 alla Conferenza di Tsunyi
divenne segretario del Comitato centrale e lo restò fino al 1945. Dal 1951 al 1955 fu
ambasciatore a Mosca e poi viceministro degli Affari esteri. Nel 1959 si schierò con Peng
Teh-huai.
Che cosa ti ha preso, per finire nelle mani di questa cricca di militari? È proprio
vero il detto: “il simile cerca il simile, gli uomini si suddividono a gruppi”. Che
intenzioni avevi questa volta, che mi sei andato a pescare da tutti i possibili punti
di vista e con enormi sforzi questa documentazione nera come la pece! Perle
davvero preziose per me! Sei forse corso dal re dei draghi del mare orientale, Aokuang e le hai riportate da lì, codeste perle? Come potresti averle avute, altrimenti!
Eppure non appena messe in mostra, si sono rivelate tutte false! Non erano ancora
passati due giorni dacché avevi finito di parlare ed ecco che ti sei sentito pieno
di angoscia e di confusione, “come se avessi attinto acqua con la ruota a quindici
secchi, ma sette salivano su e otto scendevano giù”. Ti sei fatto abbindolare dagli
altri a tal punto che non riesci più a liberartene. Quello che hai combinato con
le tue mani, devi scontarlo tu stesso: con chi mai vorresti prendertela?
Sono del parere che ti è riscoppiata la vecchia malattia, non ti sei ancora liberato
dei germi della tua vecchia malaria, per questo adesso ti hanno ripreso i brividi
e la febbre. Gli antichi composero sul malato di malaria un canto Tzu che dice:
“Se lo coglie il freddo, ne sente tanto che gli sembra di dormire sul ghiaccio; se
lo coglie il caldo, ne sente tanto che gli sembra di stare in un forno; se lo coglie
un dolore, è così forte che si sente scoppiare la testa; se lo coglie il tremore, trema
come se gli trapassassero i denti alla radice. A quale prova mortale mi hai tu messo,
a quale prova mortale mi hai tu messo: quando inverno ed estate vanno e vengono
così, l’uomo si riduce davvero a un miserabile”.
Compagno, non è forse così? Se le cose stanno così, allora siamo proprio a
cavallo! Un uomo come te doveva finire davvero con l’ammalarsi gravemente.
Nel capitolo 34 della Antologia letteraria di Chao Ming, in Sette Lezioni di Mei
Sheng1 verso la fine si legge: “Questi sono importanti principi e giusti metodi nel
regno: il principe vorrà prestare loro ascolto? Allora il principe si alzò dal letto e
disse: ‘Quando ho sentito le parole di saggi ed eloquenti oratori, il sudore mi
grondò copioso e la malattia passò all’istante’”.
Mao Tse-tung - OPERE
La malattia che ti ha sopraffatto somiglia a quella del principe di Chu. Se
t’interessa, puoi rileggerti le Sette lezioni di Mei Sheng: è un brano di letteratura
veramente straordinario. Tu hai del tutto dimenticato gli “importanti principi e i
giusti metodi” del marxismo e di conseguenza sei finito di corsa nelle mani di una
cricca di militari: una bella combinazione di talento militare e civile! Ne avete tratto
immenso profitto da entrambe le parti! Cosa resta da fare, ora? Voglio farmi
prestare il pennello da te, compagno e tracciare un programma per te, compagno.
Scrivo due ideogrammi che significano: “Trasformati a fondo”. Sono sensibile alla
stima che mi hai dimostrato, so che mi hai telefonato più volte con l’intento di
chiedermi un colloquio. Parlerei volentieri con te, ma in questi giorni sono
piuttosto occupato; ti prego, abbi pazienza ancora per alcuni giorni; per il
momento accontentati di questa lettera che ti assicura della mia franchezza.
NOTE
1. Su Mei Sheng e l’Antologia letteraria di Chao Ming vedasi il testo a pag. 263.
220
NON COMBATTERE PIÙ
LA “SINISTRA“ MA LA DESTRA
(2 agosto 1959)
Estratto del discorso d’apertura dell’ottava sessione plenaria dell’ottavo Comitato
centrale del Partito comunista cinese che si tenne a Lushan dal 2 al 16 agosto 1959.
Il Comitato centrale conta 191 membri e supplenti, 149 sono venuti alla riunione
e ad essi bisogna aggiungere 14 osservatori invitati; a questa riunione dunque
partecipano in tutto 163 persone.
1. La questione della revisione degli obiettivi.
Nel corso della sesta sessione plenaria del Comitato centrale tenuta a Wuchang
erano stati fissati gli obiettivi per quest’anno. Alla settima sessione plenaria del
Comitato centrale tenuta a Shanghai alcuni hanno proposto di cambiare questi
obiettivi ma, siccome la maggioranza non era d’accordo, essi non sono stati
modificati. Ci restano ancora cinque mesi e le modifiche una volta adottate
dovranno essere presentate al Comitato permante dell’Assemblea popolare
nazionale. Fissare obiettivi troppo elevati è come innalzare davanti a se stessi un
Budda da venerare. Ci sono oggi degli obiettivi a cui bisogna rinunciare; bisogna
rinunciare agli obiettivi che non sono realizzabili, cioè a quelli riguardanti
l’acciaio, il carbone, i cereali, il cotone, ecc.
2. La questione della linea.
Alcuni compagni sono stati presi dai dubbi: abbiamo avuto ragione o no? Prima
della Conferenza di Lushan questo non era chiaro. Dopo la Conferenza di Lushan
alcuni compagni hanno reclamato la democrazia e alcuni hanno reclamato la
libertà. Essi dicono che non osano esprimersi, che sono sottoposti a pressioni. Al
momento ero confuso e non riuscivo a capire di che democrazia parlavano. Negli
ultimi quindici giorni si è tenuta una specie di Conferenza degli Immortali1, la
situazione non era tesa. Quando essi hanno detto che non avevano libertà, è stato
per attaccare la linea generale e per sabotarla. La libertà che essi dicono di volere
è la libertà di eliminare la linea generale e la libertà di attaccare la linea generale.
Quando parlano di situazione tesa, essi si riferiscono alla critica dell’anno scorso
e alla critica del lavoro di quest’anno. Essi sostengono che tutto il lavoro fatto
l’anno scorso non vale niente. Dopo la prima Conferenza di Chengchow, nel
novembre scorso, noi abbiamo rettificato il “vento di comunismo” e le deviazioni
“di sinistra” come “egualitarismo, confisca senza indennizzo e requisizione di
fondi”. Essi guardano con un solo occhio il lavoro realizzato in questi ultimi nove
mesi e rifiutano di considerare ciò che ha di positivo. Essi vogliono ricominciare
Mao Tse-tung - OPERE
le deliberazioni da zero e, in mancanza di questo, gridano all’oppressione e alla
mancanza di democrazia. Per quanto riguarda le riunioni allargate dell’Ufficio
politico, essi dicono che non bastano e che non sono democratiche. La
democrazia durante le riunioni è una questione molto importante. Possiamo
incominciare a prepararci per tenere il congresso nazionale del partito la
primavera prossima. Se sarà necessario, potremo anche anticiparlo a settembre
o a ottobre di quest’anno.
Nel 1957 non abbiamo forse promosso la grande democrazia, le libere
espressioni di opinioni, il confronto e i grandi dibattiti? La riunione di Lushan si
è aperta da un mese. I compagni appena arrivati ora sanno cosa sta succedendo.
Cominceremo quindi con riunioni di gruppo nei prossimi nove giorni, poi vi sarà
la riunione plenaria e infine adotteremo le risoluzioni.
Nel tenere questa conferenza si devono seguire metodi approvati da tutti,
partendo dalla volontà di unirsi. Dall’unità della sessione plenaria del Comitato
centrale dipende il destino del socialismo in Cina, è evidente dunque che noi
dobbiamo unirci. C’è in questo momento una tendenza alla scissione. L’anno
scorso, all’ottavo Congresso2, ho detto che corriamo due pericoli, il primo è quello
di una guerra mondiale e il secondo è quello di una scissione nel partito. Allora
non vi erano ancora segnali di scissione, ora invece questi segnali sono ben
visibili. Il metodo per unirsi è partire dalla volontà di unirsi, praticare la critica e
l’autocritica, al fine di potersi unire su nuove basi. Verso i compagni che hanno
commesso degli errori, bisogna adottare le linee di “imparare dagli errori del
passato per evitare di commetterli in futuro” e “curare la malattia per salvare il
malato”. Bisogna lasciare una via d’uscita ai compagni che hanno commesso degli
errori, permettere loro di rettificarli e di proseguire la rivoluzione. Non fare come
il signor Chao in La vera storia di Ah Q che non permette ad Ah Q di fare la
rivoluzione3. L’atteggiamento da tenere verso i compagni che hanno commesso
degli errori consiste nel sorvegliarli e nell’aiutarli. Limitarsi a sorvegliarli senza
aiutarli e rifiutarsi di dar loro del lavoro da fare è sbagliato. Noi combattiamo gli
errori, non vogliamo ingoiare il veleno, non amiamo la puzza degli errori. Le
critiche e la lotta che noi facciamo devono permettere a loro di riavvicinarsi a noi
e fare in modo che i difetti e gli errori si allontanino da noi. Dobbiamo analizzare
i compagni che hanno commesso degli errori. Ci sono solo due possibilità. Una
è che la correzione è impossibile. Ho detto che dobbiamo sorvegliarli, nel senso
che dobbiamo osservare se è possibile o non è possibile che si correggano. Ho
detto anche che dobbiamo aiutarli, nel senso di aiutarli a correggersi.
In questa occasione, alcuni compagni hanno sbandato e si sono messi dalla parte
sbagliata. Grazie alle critiche, all’opera di persuasione e al cambiamento delle
condizioni oggettive, molti di loro sono ritornati verso di noi e si sono staccati da
quella gente. La Conferenza di Tsunyi4 ha rettificato la linea di Li Li-san e quella di
Wang Ming. Da questa conferenza al settimo Congresso del partito passarono dieci
anni, di cui quattro dedicati al movimento di rettifica5. Furono necessari ben dieci
anni. Per rettificare gli errori bisogna passare attraverso varie tappe. Non potete
222
Non combattere più la “sinistra“ ma la destra
costringere nessuno a correggere i suoi errori in un colpo solo. Marx ha detto che
fu solo dopo centinaia e migliaia di scambi che si è riconosciuto il duplice carattere
della merce6. Lo Fu7 all’inizio non voleva riconoscere i suoi errori di linea. Al tempo
del settimo Congresso la lotta condusse Lo Fu a riconoscere i suoi errori di linea. Nel
corso di quella lotta, Wang Ming non si è trasformato e neanche Lo Fu si è trasformato.
Ora è ricaduto nella vecchia malattia e ha ancora la sua vecchia malaria, che non
attendeva che l’occasione per ricomparire. Al contrario, la maggioranza dei
compagni si è corretta. Se noi consideriamo gli errori di linea, la storia ha provato
che quelli che commettono tali errori possono cambiare. Bisogna avere fiducia.
Quelli che non possono cambiare sono delle eccezioni, si vede perciò che il principio
“curare la malattia per salvare l’ammalato” è efficace. Bisogna aiutarli di tutto cuore,
bisogna avere comprensione per gli uomini, ma non per i loro errori. Questi sono
veleni di cui bisogna avere orrore e che bisogna combattere con fermezza. Ma non
dobbiamo utilizzare i mezzi di Wu Sung, Lu Chih-sheng e Li Kuei8. Questi erano
persone di grande fermezza e avrebbero potuto entrare nel partito comunista, ma
il loro punto debole era che non capivano la strategia e non sapevano condurre un
lavoro politico.
Bisogna adottare metodi adatti a mettere avanti i fatti e a mostrare la verità, come
tenere dibattiti, affiggere manifesti a grandi caratteri e manifesti a piccoli caratteri
e il Bollettino della Conferenza di Lushan. Da quando sono arrivato a Lushan, ho
posto tre punti: “i nostri successi sono importanti, i problemi sono numerosi, il
futuro è luminoso”. In seguito sono emersi una quantità di problemi, si tratta di
problemi relativi agli attacchi forsennati dell’opportunismo di destra contro il
partito. I problemi del “vento di comunismo” come anche i problemi
dell’“ugualitarismo, confisca senza indennizzo e requisizione di fondi” e il
problema delle esagerazioni e degli obiettivi irraggiungibili, sono scomparsi. Ora
non si tratta più di combattere la “sinistra”, ma la destra; l’opportunismo di destra
attacca violentemente il partito, il popolo di 600 milioni di lavoratori e il
movimento socialista in pieno rigoglio. Oggi c’è gente che più le cose vanno male
più è contenta. Durante questi ultimi mesi abbiamo combattuto la tendenza “di
sinistra” e inevitabilmente è sorta una tendenza di destra. È certo che ci sono stati
errori e limiti, ma si è già rimediato. La tendenza di destra invece continua a esigere
nuove correzioni e ha scelto questa occasione per attaccare la linea generale e
orientarla in una direzione sbagliata.
Gli elementi opportunisti di destra all’interno del partito non sono mai stati dei
rivoluzionari proletari. Essi sono un gruppo di democratici piccolo-borghesi e di
capitalisti che si sono infiltrati nelle file del proletariato, non sono mai stati dei
marxisti-leninisti e non sono altro che gente che fa un pezzo di strada assieme al
partito.
La rivoluzione è il prodotto della storia, il movimento delle masse rivoluzionarie
somiglia al mare in tempesta, i cattivi geni di ogni specie sono spazzati via dalle
onde. Ogni sorta di individui nella società sono chiaramente smascherati e nel
partito è la stessa cosa. A Lushan si è scatenata una lotta, è una lotta di classe. È
223
Mao Tse-tung - OPERE
la continuazione di un processo rivoluzionario socialista di dieci anni, nel corso
del quale le due classi antagoniste, cioè la borghesia e il proletariato, si sono
contrapposte in una lotta mortale. In Cina, nel partito, questa lotta deve continuare
come minimo per dieci o vent’anni. Forse durerà un secolo o un mezzo secolo:
in breve, fino all’abolizione totale delle classi. Solo allora questa lotta si estinguerà.
Le lotte della vecchia società si sono estinte, ma delle lotte si sono scatenate anche
nella nuova società. In una parola, secondo il materialismo dialettico, le
contraddizioni e le lotte sono perpetue, sino a che il mondo scomparirà. Gli
uomini politici della borghesia dicono: “La filosofia del partito comunista è una
filosofia di lotta”. È assolutamente giusto, solo le forme di lotta sono diverse
secondo le epoche. Adesso il sistema economico e sociale è cambiato. La vecchia
società ha però lasciato un pensiero reazionario nel cervello di un buon numero
di persone ed esso ancora sussiste. Così è per il pensiero borghese e per il pensiero
degli strati superiori della piccola borghesia, che non può cambiare di colpo;
perché cambi occorre del tempo e anche molto. È la lotta di classe nella società
socialista. La lotta nel partito riflette la lotta di classe nella società. Questo non è
straordinario: se non c’è questo tipo di lotta niente ha più senso!
224
NOTE
1. Conferenza degli Immortali è un’espressione usata, con riferimento al folclore popolare
taoista, per indicare una riunione senza ordine del giorno rigido che procede a ruota
libera.
2. L’ottavo Congresso del PCC si era tenuto nell’ottobre del 1956 ma non aveva preso
decisioni nette circa la linea della costruzione del socialismo.
Nel maggio del 1958 si era riunita una seconda sessione dell’ottavo Congresso che
aveva approvato la linea generale per la costruzione del socialismo (quantità - rapidità
- qualità - economia, grande balzo in avanti, ecc.).
3. La vera storia di Ah Q è uno dei più famosi racconti di Lu Hsun.
4. La conferenza di Tsunyi si tenne nel gennaio del 1935, durante la Lunga Marcia. In
questa conferenza Mao Tse-tung e i suoi compagni batterono le tendenze opportuniste
“di sinistra” di Li Li-san e di Wang Ming e presero la direzione del PCC.
5. Il settimo Congresso del partito si tenne a Yenan nel marzo del 1945. Il movimento di
rettifica del 1941-1942 si era prolungato fino al Congresso.
6. Il duplice carattere della merce è l’unità contraddittoria in essa di valore d’uso e di valore
di scambio. Nella prima sezione del primo libro de Il capitale Marx mostra che la merce
è l’unità di questi due opposti, la cui contraddizione è la forza motrice che ha fatto
sviluppare la produzione mercantile semplice fino alla produzione capitalista e alla fase
imperialista di questa e che produrrà la fine del capitalismo e la sua sostituzione col
comunismo. La negazione del carattere duplice (contraddittorio) della merce vive
ancora oggi nel linguaggio corrente e nella cultura borghese, per i quali merce è
generalmente qualsiasi prodotto.
7. Lo Fu è un altro nome di Chang Wen-tien cui è indirizzata una lettera contenuta in
questo volume a pag. 219.
8. Personaggi di romanzi classici cinesi.
225
PRESENTAZIONE DI UN RAPPORTO
SULLE MENSE PUBBLICHE
(5 agosto 1959)
Commenti di Mao Tse-tung al rapporto La brigata di produzione Tao Chu, della comune
popolare Tan Ling, del distretto di Pingchiang, nello Hunan, dapprima chiude molte mense
pubbliche e poi le riapre.
Questo rapporto deve essere stampato e distribuito su vasta scala.
È indispensabile che voi leggiate questo documento.
Si tratta di una brigata di produzione dove di colpo si sono chiuse decine di
mense pubbliche per riaprirle tutte qualche tempo dopo. Da ciò bisogna trarre
la seguente lezione: non bisogna mai chinare la testa davanti alle difficoltà.
Istituzioni come le comuni popolari e le mense pubbliche hanno radici economiche profonde, esse non devono essere spazzate via da un colpo di vento, cosa
che del resto non è neanche possibile. Alcune mense pubbliche possono essere
spazzate via da un colpo di vento, ma si troveranno sempre delle persone, e anche
una maggioranza di persone, che vorranno riaprirle qualche giorno dopo o
qualche decina di giorni dopo o qualche mese dopo o anche dopo un tempo
ancora più lungo. In una parola, si finirà sempre per ristabilire la situazione
precedente.
Sun Yat-sen ha detto: “Gli uomini illuminati e previdenti devono lottare con
decisione e costanza per cose conformi alle leggi della natura, in accordo con i
sentimenti degli uomini, che siano parte della corrente principale degli avvenimenti mondiali e rispondano ai bisogni degli uomini: così facendo saranno sicuri
di riuscire”. Egli ha assolutamente ragione. Questa frase si applica perfettamente
al nostro grande balzo in avanti e alle comuni popolari. Difficoltà ce ne sono state
ed errori se ne commettono inevitabilmente, ma queste difficoltà si possono
superare e questi errori si possono correggere. Un atteggiamento pessimista
corrode il partito e il popolo. È un atteggiamento veramente brutto che va contro
la volontà del proletariato e della povera gente ed è contrario al marxismoleninismo.
PRESENTAZIONE DI DUE ARTICOLI
(6 agosto 1959)
Commento di Mao Tse-tung ai due articoli La situazione della produzione nella comune
di Wang Kuo-fan è sempre buona e Chi sono oggi nei villaggi le persone più ciarliere?
Questi due articoli devono essere stampati e distribuiti su larga scala. Chiedo
che i dirigenti di tutti i comitati di partito a livello di provincia, municipalità e
regione autonoma facciano riprodurre l’articolo sulla comune popolare di Wang
Kuo-fan e lo facciano circolare con una introduzione in tutti i comitati di partito
delle comuni popolari che dipendono da loro. I comitati di partito di ogni livello
devono studiarlo e vedere quali sono le esperienze applicabili. Secondo me sono
tutte applicabili.
1. Gestire una comune in modo diligente e parsimonioso;
2. allevare più maiali (esclusi i cinesi musulmani che non allevano maiali);
3. aumentare l’allevamento di animali di grande taglia;
4. aumentare il numero dei grandi attrezzi agricoli;
5. allestire mense pubbliche;
6. lavorare in modo coscienzioso e cercare la verità nei fatti;
7. discutere ogni questione con le masse e attenersi alla linea di massa.
Tutti questi punti sono molto buoni. Penso che ogni prefettura possa trovare
una o più comuni del tipo di quella di Wang Kuo-fan, gestite relativamente bene.
I compagni devono darsi da fare per trovare tali comuni; quando le hanno trovate,
devono analizzarle, scrivere e pubblicare degli articoli su di esse, per mettere in
luce le loro esperienze.
Anche l’articolo Chi sono oggi nei villaggi le persone più ciarliere? merita di
essere letto. C’è anche un collegamento con le persone che oggi a Lushan sono
le più ciarliere1.
NOTE
1. Mao Tse-tung si riferisce a quanti, con alla testa Peng Teh-huai, alla Conferenza di
Lushan avevano attaccato la linea del partito del grande balzo in avanti e delle comuni
popolari.
PRESENTAZIONE DI UN RAPPORTO
SUL SEGRETARIO CHANG KAI-FAN
(10 agosto 1959)
Commento di Mao Tse-tung a un rapporto sul segretario Chang Kai-fan della segreteria
del comitato provinciale dell’Anhwei del Partito comunista cinese nel quale si ordina di
abolire le mense pubbliche nel distretto di Wuwei. Sebbene questo commento riguardasse
un solo comitato provinciale del partito, i colpevoli che Mao Tse-tung accusa erano
evidentemente Peng Teh-huai, Chang Wen-tien e altri dirigenti a livello centrale, con cui
nella Conferenza di Lushan si regolarono i conti secondo i principi stabiliti in questo
commento.
Questo rapporto deve essere stampato e distribuito su vasta scala.
Nel nostro Comitato centrale ci sono opportunisti di destra, parlo dei compagni
del Club militare. Ci sono opportunisti di destra anche a livello provinciale, come
il segretario Chang Kai-fan della segreteria del comitato provinciale del partito
dell’Anhwei. Io sospetto che queste persone siano degli opportunisti infiltratisi nel
partito. Durante il periodo di transizione dal capitalismo al socialismo, questi
continuano a sostenere le posizioni della borghesia e cercano di minare la
dittatura del proletariato, dividere il partito comunista, organizzare fazioni
all’interno di esso, accrescere la loro influenza, minare le avanguardie del
proletariato e costruire il loro partito opportunista.
Chiara dimostrazione di questo è il fatto che i principali componenti di questa
banda sono stati un tempo membri importanti del gruppo di Kao Kang1 formato
da cospiratori e da rinnegati capeggiati da Kao Kang. Durante il periodo della
rivoluzione democratica borghese, essi vi hanno partecipato volentieri, dimostrando anche un qualche spirito rivoluzionario. Tuttavia nel corso della rivoluzione hanno spesso commesso degli errori di metodo; non erano ideologicamente
preparati alla rivoluzione socialista. Quando questa è sopravvenuta, hanno
cominciato a sentirsi a disagio. Ben presto si sono aggregati alla cricca antipartito
di Kao Kang, che ha cercato di raggiungere il suo fine reazionario tramite la
cospirazione. Ora i residui della banda di Kao Kang, che hanno evitato le
conseguenze dei loro misfatti di allora, stanno di nuovo cercando di creare
problemi. Sono impazienti e ansiosi di arrivare a una prova di forza. Sarà utile sia
al partito che a tali persone smascherare al più presto questi opportunisti. Finché
sono disposti a cambiare atteggiamento, c’è ancora la possibilità di convincerli,
perchè mantengono una natura duplice di reazionari e di rivoluzionari.
Attualmente essi hanno il loro programma antisocialista che si oppone al grande
Mao Tse-tung - OPERE
balzo in avanti e alle comuni popolari. Per salvarli è necessario additarli
chiaramente e apertamente a tutti i quadri in modo che il loro raggio d’azione
venga ridotto sempre più. Bisogna adottare la politica di curare la malattia per
salvare il malato. Bisogna seguire il metodo di evidenziare i fatti e spiegare la
verità. Bisognerà inoltre dar loro l’opportunità di fare la rivoluzione e di svolgere
un lavoro. La critica deve essere severa, ma il trattamento indulgente.
NOTE
1. Vedasi nota 12, pag. 88.
232
A PROPOSITO DELLA LOTTA
CONTRO LA DESTRA NEL LIAONING
(12 agosto 1959)
Da distribuire in tutte le province e in tutte le municipalità.
Qual è la situazione delle varie province, municipalità e regioni autonome?
Hanno preso le necessarie misure per lottare contro la tendenza di destra e
proseguire nel nostro cammino, come si è fatto nel Liaoning? Con quali risultati?
Sembra che dappertutto sorgano sentimenti di destra, idee di destra e che le
attività di destra persistano e persino si sviluppino. Ci sono situazioni con livelli
assai diversi. In alcuni posti ci sono ancora opportunisti di destra che attaccano
selvaggiamente il partito. Bisogna procedere ad analizzare la situazione concreta
in modo da abbattere questo vento infido e quest’aria nauseabonda. La provincia
del Liaoning lo ha fatto rapidamente e con risultati notevoli. Hanno preso
l’iniziativa e hanno costretto gli elementi opportunisti di destra sulla difensiva.
Tutte le regioni devono studiare questa esperienza.
PRESA DI POSIZIONE SULL’ARTICOLO QUAL È IL
COMPORTAMENTO GIUSTO DI UN MARXISTA DI
FRONTE AI MOVIMENTI RIVOLUZIONARI DELLE MASSE?
(15 agosto 1959)
Ho sul mio tavolo un documento; lo prendo in mano e scopro che sono alcuni
brani miei e di Lenin, cuciti insieme con il titolo Qual è il comportamento giusto di
un marxista di fronte ai movimenti rivoluzionari delle masse? Non so quale dotto
compagno abbia redatto una cosa del genere. Si può dire che ha messo assieme un
po’ di mitra e un po’ di lanciabombe e poi, ping-ping-pang-pang, si è messo a sparare
una serie di raffiche sugli amici di destra della Conferenza di Lushan. Voi della
frazione scissionista all’interno del partito comunista, voialtri amichetti spostati a
destra che più a destra non si può, udite il rombo dell’artiglieria? Siete stati colpiti nel
punto più delicato? Voi non avete voluto prestare ascolto alle mie parole. Secondo
voi, io sto già vivendo gli “ultimi anni” di Stalin e per di più “prendo le mie decisioni
arbitrariamente, come mi pare e piace”, non vi lascio alcuna “libertà” né “democrazia”, ho una “predilezione per la grandezza e mi compiaccio della gloria”, “do ascolto
e fiducia a una parte sola”; dite che “se in alto domina la passionalità, in basso ce
ne dovrà essere più che mai”, che “se io commetto errori, mi ostino in essi sino in
fondo prima di accorgermi che sarebbe opportuna una rettifica” e che “quando
decido una rettifica, è subito di 180 gradi”; io vi avrei “ingannati” e vi avrei “trattato
come grossi pesci che ora hanno abboccato all’amo”; per finire, io devo avere in me
“qualcosa di Tito”: nessuno può dirmi in faccia la sua opinione, solo il vostro capo
avrebbe il diritto di parlare. Peggio di così non potrebbe andare davvero, per cui la
vostra iniziativa sarebbe indispensabile e solo allora la situazione critica potrebbe
essere superata. Questo, più o meno, è il senso di ciò che dite. Queste sono le vostre
salve di proiettili: con esse avete pressoché spianato la metà della montagna di
Lushan.
Buon per me se voi vi degnerete di essere disposti ad ascoltare queste mie
confuse parole. Voi, a quanto sento, siete tutti marxisti-leninisti di prima classe.
Voi siete stupendi nel sintetizzare le esperienze, parlate molto di errori e limiti e
poco di successi, la linea generale andrebbe sottoposta a revisione, nel grande
balzo in avanti i guadagni non avrebbero pareggiato le perdite, nel settore delle
comuni popolari non si sarebbero combinati che pasticci, il grande balzo in avanti
e le comuni non sarebbero altro che espressioni di fanatismo piccolo-borghese.
E va bene! Ma guardate allora come Marx e Lenin hanno criticato la Comune di
Parigi, guardate come Lenin ha criticato la situazione della rivoluzione russa! Poi
fate un paragone: guardate se è stata organizzata meglio la rivoluzione cinese o
la Comune di Parigi, confrontate la rivoluzione cinese e la rivoluzione russa del
1905-1907: quale fu organizzata meglio? Paragonate inoltre la situazione della
Mao Tse-tung - OPERE
Cina durante la costruzione del socialismo negli anni 1958-1959 con la situazione
dell’Unione Sovietica negli anni 1919 e 1921 come l’ha descritta Lenin in questi
due articoli e ditemi: qual è migliore? Avete letto come Lenin criticò il traditore
Plekhanov e come criticò quei “vecchi signori capitalisti e i loro cani da guardia”,
“le sporche canaglie della borghesia condannata a morte e dei democratici
piccolo-borghesi alle loro dipendenze”? Se non l’avete ancora letto, provate a
leggerlo, d’accordo?
“Mostrare una gioia maligna per le difficoltà e i difetti che accompagnano il
processo di trasformazione e diffondere un’atmosfera di paura, strombazzare
dappertutto che sarebbe meglio tornare indietro: questi sono gli strumenti con cui
fanno la lotta di classe gli intellettuali borghesi; ma il proletariato non si lascerà
ingannare”. Che cosa ne dite di queste righe, miei cari amici dell’ala destra?
Se dunque la frazione scissionista e i miei amici che stanno a destra venerano
tutti il marxismo-leninismo, io do loro un consiglio: trasmettete questi documenti
collettivi all’intero partito, perché le cose siano discusse da tutti fino in fondo.
Credo che codesti amici non abbiano assolutamente nulla in contrario.
236
PREFAZIONE A
EMPIRISMO O MARXISMO-LENINISMO
(15 agosto 1959)
Compagni,
vi raccomando la lettura di due libri; uno è il Piccolo dizionario filosofico (terza
edizione), l’altro è il Manuale di economia politica (terza edizione)1. Ambedue i
libri li si dovrebbe poter leggere nel giro di sei mesi. Parlo della terza edizione del
Piccolo dizionario filosofico, giacché la prima e la seconda edizione erano zeppe
di un’enorme quantità di errori, mentre la terza è assai migliore. A mio avviso,
anche la terza edizione presenta alcune carenze e alcuni errori. Questi, tuttavia,
non sono di gran rilievo e nel corso della lettura possiamo fare le nostre analisi
e le necessarie distinzioni. Come il Manuale di economia politica, esso è
sostanzialmente un buon libro.
Per criticare l’empirismo muovendo dal piano teorico, occorre che studiamo la
filosofia. Sul piano teorico in passato abbiamo criticato il dogmatismo, ma non
abbiamo mai criticato l’empirismo. Oggi, invece, il pericolo principale è proprio
l’empirismo. Qui abbiamo riportato per voi un brano del Piccolo dizionario
filosofico dando all’insieme il titolo di Empirismo o marxismo-leninismo, nella
speranza di destare così in tutti l’interesse per le letture filosofiche. Grazie allo
stimolo di queste pagine è possibile che in seguito leggiate l’intero libro.
Per quanto riguarda le letture di storia della filosofia, le si potrà rimandare a un
altro momento. Ora dobbiamo lottare per sconfiggere la corrente di pensiero
antimarxista diretta contro il partito e per farlo occorre attaccare su tre fronti: su
quello dell’ideologia, su quello della politica e su quello dell’economia. Anzitutto
dell’ideologia, cioè della teoria. Consiglio di cominciare dai due settori della
filosofia e dell’economia, per poi passare agli altri campi.
NOTE
1. Il Piccolo dizionario filosofico e il Manuale di economia politica erano due opere edite
dall’Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica. A proposito del Manuale di economia
politica la critica che ne fa Mao Tse-tung è nel vol. 18 delle Opere di Mao Tse-tung.
PERCHÉ GLI OPPORTUNISTI DI DESTRA
SI MOBILITANO ADESSO PER ATTACCARE
(16 agosto 1959)
I compagni che hanno compiuto degli errori di opportunismo di destra non
hanno espresso la loro opinione né alla Conferenza di Chengchow nel novembre
dell’anno scorso né quando alla Conferenza di Peitaiho vennero fissati obiettivi
molto alti. Non hanno espresso la loro opinione né alla Conferenza di Wuchang
nel novembre dell’anno scorso, né alla Conferenza di Pechino nel gennaio di
quest’anno, né alla Conferenza di Chengchow in febbraio, né alla Conferenza di
Shanghai di fine marzo-inizio aprile. Invece lo hanno fatto proprio ora alla
Conferenza di Lushan.
Perché questi compagni non hanno espresso la loro opinione allora, ma
soltanto adesso? Perché allora c’erano fattori che sfuggivano anche a loro. Se
avessero avuto delle idee giuste, migliori delle nostre, avrebbero potuto esprimerle già a Peitaiho! Invece hanno aspettato che il Comitato centrale risolvesse i
problemi o la maggior parte di essi e solo a questo punto hanno cominciato a
parlare, pensando che, se non avessero espresso ora la loro opinione, sarebbe
passato il momento favorevole. Hanno avuto l’impressione che, se non avessero
espresso ora la loro opinione e se la situazione tra qualche mese si fosse volta al
meglio, avrebbero perso l’occasione e la loro situazione sarebbe diventata ancora
più difficile. Perciò hanno avuto tanta fretta di mobilitarsi.
SULLA CRICCA ANTIPARTITO DI PENG TEH-HUAI
(16 agosto 1959)
Estratti della risoluzione dell’ottava sessione plenaria dell’ottavo Comitato centrale del
Partito comunista cinese.
Questi estratti furono pubblicati come articolo in cinese sul Quotidiano del Popolo il 16
agosto 1967 e in inglese sul n.34 della Peking Review il 18 agosto 1967. La risoluzione era
stata adottata il 16 agosto 1959, ma fu solo dopo 8 anni e dopo che la grande Rivoluzione
culturale proletaria era in corso da più di un anno, che furono resi pubblici alcuni estratti
di essa. Durante quegli 8 anni Peng Teh-huai e gli altri furono criticati per nome all’interno
del partito, ma in pubblico si parlò genericamente di “opportunisti di destra”.
1. Nel periodo che ha preceduto la convocazione da parte del Comitato centrale
del partito nel luglio 1959 della sessione allargata dell’Ufficio politico a Lushan e
durante la Conferenza di Lushan, all’interno del nostro partito la cricca opportunista di destra antipartito, guidata da Peng Teh-huai e formata da un pugno di altri
uomini, tra cui Huang Keh-cheng, Chang Wen-tien e Chou Hsiao-chou ha
condotto un selvaggio e feroce attacco alla linea generale del partito, al grande
balzo in avanti e alle comuni popolari. Questo attacco venne lanciato mentre le
forze reazionarie nel nostro paese e all’estero stavano sfruttando le difficoltà
transitorie e parziali emerse nei nostri grandi movimenti del grande balzo in avanti
e delle comuni popolari, per intensificare il loro attacco al nostro partito e al nostro
popolo. Un attacco lanciato in una situazione del genere dall’interno del partito,
in particolare dall’interno del Comitato centrale, è chiaramente più pericoloso di
un attacco proveniente dall’esterno. L’ottava sessione plenaria dell’ottavo Comitato centrale del partito ritiene che attaccare risolutamente e schiacciare la cricca
opportunista di destra antipartito guidata da Peng Teh-huai, è cosa assolutamente
necessaria non solo per la salvaguardia della linea generale del partito, ma anche
per la salvaguardia della guida del Comitato centrale del partito diretto dal
compagno Mao Tse-tung, dell’unità del partito e della causa socialista del partito
e del popolo.
2. Le attività della cricca antipartito guidata da Peng Teh-huai volte a dividere
il partito, sono continuate per lungo tempo. La lettera che Peng Teh-huai scrisse
al compagno Mao Tse-tung il 14 luglio 1959, nella prima fase della Conferenza
di Lushan, esponendo i suoi punti di vista, i suoi discorsi e i commenti da lui
espressi durante la conferenza costituiscono la piattaforma degli opportunisti di
Mao Tse-tung - OPERE
destra nel loro attacco al partito. Nonostante le sue dichiarate pretese di sostegno
alla linea generale e al compagno Mao Tse-tung, sostanzialmente la sua lettera,
i suoi discorsi e i suoi commenti incitano quegli elementi del nostro partito che
hanno idee di destra o che nutrono rancore nei confronti del partito, gli speculatori
politici e gli esponenti di classi nemiche che si sono intrufolati nel nostro partito,
a ribellarsi e ad attaccare brutalmente la linea generale del partito e la direzione
del Comitato centrale e del compagno Mao Tse-tung in consonanza con le
calunnie lanciate dai reazionari in casa nostra e all’estero. Peng Teh-huai ha fatto
leva sulle difficoltà transitorie e parziali, alcune superate da tempo e altre in via
di superamento, ingigantendole oltre misura e dipingendo un quadro nero come
la pece della situazione attuale del paese.
In sostanza egli nega il successo della linea generale e le conquiste del grande
balzo in avanti e si oppone allo sviluppo rapido dell’economia nazionale, al
movimento per rese più alte in campo agricolo, alla mobilitazione di massa per
la produzione del ferro e dell’acciaio, al movimento per la creazione di comuni
popolari, alla mobilitazione delle masse nella costruzione economica e alla
direzione del partito nella costruzione socialista che significa “mettere la politica
al posto di comando”. Nella sua lettera ha calunniato sfacciatamente il fervore
rivoluzionario del partito e di centinaia di milioni di persone chiamandolo
“fanatismo piccolo-borghese”. Più volte nei suoi commenti è arrivato fino ad
affermare che “se gli operai e i contadini cinesi non fossero così buoni come in
effetti sono, in Cina sarebbe già scoppiata una rivolta come quella ungherese1 e
sarebbe stato necessario chiedere l’intervento di truppe sovietiche”. È ovvio che
gli errori commessi da Peng Teh-huai non sono errori isolati, ma manifestazioni
di una linea opportunista di destra, che essi sono per la loro natura errori contro
il partito, contro il popolo e contro il socialismo.
3. Tutti i fatti portati alla luce durante l’ottava sessione plenaria dell’ottavo Comitato
centrale, inclusi quelli confessati da Peng Teh-huai, Huang Keh-cheng, Chang Wentien, Chou Hsiao-chou e altri e quelli rivelati dai loro complici e seguaci, provano
che le attività svolte dalla cricca antipartito guidata da Peng Teh-huai prima e durante
la Conferenza di Lushan erano intenzionali, preparate, progettate e organizzate. Esse
costituiscono una continuazione e uno sviluppo dell’attività dell’alleanza antipartito
di Kao Kang e Jao Shu-shih2. Un’indagine ha ora stabilito che Peng Teh-huai e Huang
Keh-cheng a suo tempo hanno preso parte all’alleanza antipartito di Kao Kang, di
cui erano membri importanti. Anche Chang Wen-tien partecipò alle attività
frazioniste di Kao Kang. Durante la lotta contro l’alleanza antipartito Kao-Jao il
Comitato centrale del partito era già a conoscenza di alcuni fatti riguardanti la
partecipazione di Peng Teh-huai e Huanh Keh-cheng a quell’allenza. Il Comitato
centrale si limitò a criticarli severamente, sperando che avrebbero imparato la lezione
e si sarebbero pentiti e non andò fino in fondo.
In apparenza Peng Teh-huai e Huang Keh-cheng si fecero un’autocritica; in
realtà, invece di riconoscere e correggere i propri errori, per lungo tempo hanno
240
Sulla cricca antipartito di Peng Teh-huai
nascosto al partito alcuni fatti importanti che riguardavano la loro partecipazione
alle attività antipartito di Kao-Jao e hanno continuato anche a sviluppare le loro
attività fazioniste contro il partito. Al fine di realizzare le sue ambizioni personali,
Peng Teh-huai ha continuato per lungo tempo a sferrare feroci attacchi e a
diffondere all’interno del partito e delle forze armate calunnie contro il compagno
Mao Tse-tung, capo del nostro partito e contro altri compagni dirigenti del
Comitato centrale e della sua Commissione militare. Nelle sue attività frazioniste
volte a dividere il partito, egli ha fatto ricorso a metodi quali: promettere
promozioni, adescare con adulazioni e favori, prima attaccare e poi persuadere
con lusinghe, creare dissenso e diffondere dicerie, bugie e calunnie. A partire dal
grande balzo in avanti del 1958, l’intero partito e il popolo sono stati uniti come
una cosa sola e hanno lavorato sodo. Ma Peng Teh-huai ha diligentemente
progettato di minare la direzione del Comitato centrale, sviluppare attività
antipartito e, insieme ai suoi complici e seguaci, ha cercato il momento opportuno
per sferrare un attacco contro il partito e contro il compagno Mao Tse-tung. Egli
ha ritenuto che la Conferenza di Lushan fosse il momento opportuno. A causa
della sua posizione nel Comitato centrale e nell’Esercito popolare di liberazione
e anche a causa della sua tattica fatta di candore e frugalità ostentati, le attività di
Peng Teh-huai potevano e di fatto hanno ingannato molte persone; esse
rappresentano un pericolo per il futuro del partito e dell’Esercito popolare di
liberazione. Precisamente per questa ragione, è diventato compito importante e
necessario per il partito e per tutti coloro che sono fedeli al partito, all’Esercito
popolare di liberazione e alla causa del socialismo smascherare questo ipocrita,
questo arrivista e cospiratore mostrando qual è il suo vero colore e porre fine alle
sue attività frazioniste contro il partito.
4. L’attuale errore di Peng Teh-huai non è accidentale. Ha profonde radici
sociali, storiche e ideologiche. Egli, i suoi complici e i suoi seguaci in sostanza
sono esponenti della borghesia che sono entrati a far parte del partito durante la
rivoluzione democratica. Peng Teh-huai si unì al partito e all’esercito rivoluzionario guidato dal partito con l’idea di “investire in un’azione”. Egli vuole solo
comandare gli altri e comandare il collettivo, mentre non vuole essere comandato
da altri né dal collettivo. Egli non considera i suoi successi raggiunti nel lavoro
rivoluzionario per il quale è responsabile come successi raggiunti nell’ambito
della lotta condotta dal partito e dal popolo, ma al contrario attribuisce tutti i meriti
a se stesso. In realtà le sue attività antipartito sono un riflesso della lotta di classe
in cui la borghesia cinese si oppone alla rivoluzione socialista proletaria e tenta
di riplasmare il partito, l’esercito e il mondo a sua immagine e somiglianza.
Siccome la sua concezione del mondo è incompatibile con la concezione del
mondo del proletariato, il marxismo-leninismo e va anzi direttamente in senso
contrario ad esso, egli è naturalmente restio ad accettare la direzione marxistaleninista rappresentata dal compagno Mao Tse-tung. In diversi momenti chiave
della storia del nostro partito, come nei casi della linea di Li Li-san, della prima
241
Mao Tse-tung - OPERE
linea di Wang Ming, della seconda linea di Wang Ming3 e dell’alleanza antipartito
di Kao-Jao, egli si è schierato immancabilmente con la linea sbagliata e si è
opposto alla giusta linea rappresentata dal compagno Mao Tse-tung. Dopo che
la Conferenza di Tsunyi4 nel gennaio 1935 mise il compagno Mao Tse-tung alla
direzione di tutto il partito e dell’esercito, egli continuò ancora a opporsi alla
direzione del compagno Mao Tse-tung e partecipò ad attività frazioniste nel
partito e nell’esercito. Durante la Guerra di resistenza contro il Giappone
considerò la zona affidata alla sua responsabilità come un suo regno indipendente
e fece leva su di esso per rivendicare la sua “indipendenza” dal Comitato centrale.
Benché il partito avesse risolutamente respinto e corretto l’errore della seconda
linea di Wang Ming, egli applicò testardamente la sua strategia sbagliata e frenò
ripetutamente la lotta antifeudale dei contadini nell’area Shansi-Hopei-ShantungHonan. Nonostante che nel 1945 il Comitato centrale avesse mostrato chiaramente
e criticato i gravi errori politici e organizzativi che egli aveva commesso mentre
lavorava nella Cina settentrionale, egli non li riconobbe mai né li corresse. Al
contrario le sue attività antipartito diventarono sempre più sfrenate dopo la vittoria
della Guerra popolare di liberazione e quando la rivoluzione si trasformò da
rivoluzione democratico-borghese in rivoluzione socialista e proletaria. Non
appena iniziò la trasformazione socialista dell’agricoltura, dell’artigianato e
dell’industria e del commercio capitalisti, egli prese parte alle attività antipartito
di Kao-Jao. L’alleanza antipartito Kao-Jao fallì e la rivoluzione socialista sul fronte
economico, ideologico e politico procedette a tutta velocità. I successi della linea
generale del partito, il grande balzo in avanti e il movimento delle comuni
popolari condannarono a morte le sfere capitalista e individuale nelle attività
economiche. In queste circostanze, quanto restava della cricca di Kao-Jao e gli altri
elementi opportunisti di destra di ogni genere guidati da Peng Teh-huai non
poterono attendere più a lungo e approfittarono di quello che consideravano un
momento opportuno per creare problemi, per uscire allo scoperto contro la linea
generale del partito, il grande balzo in avanti, le comuni popolari e la direzione
del Comitato centrale e del compagno Mao Tse-tung. Quindi, dato che essi
rappresentano agli interessi della borghesia e degli altri strati superiori della
piccola borghesia, la vera natura del loro attacco al partito consiste nel cercare di
sabotare la dittatura del proletariato e di insidiare la rivoluzione socialista
dividendo e demoralizzando l’avanguardia del proletariato e organizzando
frazioni opportuniste.
5. Come già detto, le attività antipartito di lunga data della cricca opportunista
antipartito guidata da Peng Teh-huai costituiscono un grave pericolo per la causa
socialista del partito e del popolo. L’ottava sessione plenaria dell’ottavo Comitato
centrale ritiene che, al fine di adempiere alle sue responsabilità riguardo al futuro del
partito e dell’Esercito popolare di liberazione e riguardo agli interessi della causa
socialista del proletariato e del popolo lavoratore, il partito deve adottare un
atteggiamento fermo e serio e deve stroncare tutte le attività della cricca opportunista
242
Sulla cricca antipartito di Peng Teh-huai
di destra antipartito guidata da Peng Teh-huai. Il partito esige che Peng Teh-huai,
Huang Keh-cheng, Chang Wan-tien, Chou Hsiao-chou e gli altri ammettano e
rendano noti i loro errori prima che lo faccia il partito e che li rettifichino nella pratica.
Non c’è altra via d’uscita per loro. L’ottava sessione plenaria dell’ottavo Comitato
centrale ritiene che il partito deve continuare ad adottare un atteggiamento di grande
sincerità e calore nei confronti di Peng Teh-huai e aiutarlo a riconoscere e a
correggere i suoi errori. Certamente è necessario rimuovere Peng Teh-huai, Huang
Keh-cheng, Chang Wen-tien, Chou Hsiao-chou e gli altri dagli attuali incarichi nella
difesa nazionale, negli affari esteri, nella segreteria del comitato provinciale di partito,
ecc. Ma essi possono ancora restare membri o membri-candidati del Comitato
centrale o dell’Ufficio politico: vedremo come si comporteranno in futuro. La storia
ha più volte dimostrato la completa giustezza della linea seguita dal grande Partito
comunista cinese sotto la guida del suo Comitato centrale con a capo il compagno
Mao Tse-tung nelle lotte interne al partito. Queste lotte interne non hanno indebolito
il partito ma, al contrario, lo hanno rafforzato. L’ottava sessione plenaria dell’ottavo
Comitato centrale crede fermamente che la lotta interna al partito contro l’opportunismo di destra guidato da Peng Teh-huai, intrapresa in un frangente cruciale per
la causa socialista del nostro paese, in definitiva rafforzerà ulteriormente i ranghi del
partito e del popolo e aumenterà la loro combattività. L’ottava sessione plenaria
dell’ottavo Comitato centrale invita tutti i compagni del partito a unirsi all’insegna
della difesa della linea generale e dell’opposizione all’opportunismo di destra e a
unirsi sotto la direzione del Comitato centrale del partito e del suo grande capo, il
compagno Mao Tse-tung; li invita a guidare il coraggioso e industrioso popolo cinese
ad avanzare arditamente e fermamente e a portare avanti la linea generale “di fare
ogni sforzo possibile, mirare alto, raggiungere risultati maggiori, più rapidi, migliori
e più economici per costruire il socialismo”, in modo da lottare fino alla fine per il
trionfo del socialismo e per il luminoso futuro comunista.
NOTE
1. Nell’ottobre del 1956 le forze controrivoluzionarie ungheresi, sostenute dall’imperialismo,
riuscirono a far leva sugli errori del Partito comunista ungherese e a mobilitare vaste
masse popolari del paese in una rivolta controrivoluzionaria che venne repressa con
la collaborazione delle forze armate sovietiche.
2. Vedasi nota 12, pag. 88.
3. Per la linea Li Li-san e la prima e seconda linea Wang Ming si veda la Rivoluzione su
alcune questioni della storia del nostro partito (20 aprile 1945) nel vol. 9 delle Opere
di Mao Tse-tung.
4. Vedasi nota 4, pag. 225.
243
SULLO SVILUPPO DELLA CAMPAGNA PER INCREMENTARE
LA PRODUZIONE E PRATICARE IL RISPARMIO
(16 agosto 1959)
Risoluzione adottata dall’ottava sessione plenaria dell’ottavo Comitato centrale del
Partito comunista cinese.
1. L’economia nazionale del nostro paese, sulla base del grande balzo in avanti
senza precedenti compiuto nel 1958, ha conseguito nuove grandi vittorie nella
prima metà del 1959. I successi dell’anno scorso e di quello in corso testimoniano
pienamente l’assoluta giustezza della linea generale del partito: “fare ogni sforzo,
mirare alto, raggiungere risultati maggiori, più rapidi, migliori e più economici per
la costruzione del socialismo”. Al fine di assicurare la continuazione del balzo
quest’anno, devono essere ancora compiuti grandi sforzi nei prossimi quattro
mesi e oltre. L’ottava sessione plenaria dell’ottavo Comitato centrale del Partito
comunista cinese ritiene che il compito centrale del partito e della popolazione
di tutte le nazionalità del paese è quello di sviluppare capillarmente la mobilitazione delle masse per aumentare la produzione e per risparmiare, lottare per la
realizzazione e il superamento del piano di produzione e di costruzione per il
1959. Bisogna in particolare usare bene il tempo prezioso del prossimo mese e
oltre per determinare un nuovo aumento della produzione, in modo da ottenere
nel terzo trimestre una vittoria decisiva nell’industria, nell’agricoltura e nei
trasporti per salutare il decimo anniversario della fondazione della grande
Repubblica popolare cinese.
2. Il prodotto complessivo dell’industria nella prima metà di quest’anno è stato
del 65 per cento in più di quello del corrispondente periodo dell’anno scorso. La
ghisa ha raggiunto 9.5 milioni di tonnellate; il carbone, 174 milioni di tonnellate
e la produzione di macchine utensili per metalli ha raggiunto le 45.000 unità. In
ogni campo la produzione è stata più del doppio rispetto al corrispondente
periodo dell’anno scorso. L’acciaio (a parte l’acciaio prodotto con metodi
tradizionali) è arrivato a 5.3 milioni di tonnellate, quindi un aumento del 66 per
cento rispetto all’anno scorso. Il filato di cotone è arrivato a 4.147.000 balle e lo
zucchero a 780.000 tonnellate; entrambi presentano quindi un incremento del 40
per cento e più rispetto all’anno scorso. Altri prodotti dall’industria pesante e
leggera hanno registrato grandi incrementi. La qualità di vari prodotti industriali
è andata migliorando di mese in mese. Ciò è particolarmente evidente nel caso
del ferro e dell’acciaio. Nella fusione del ferro, altiforni piccoli e medi hanno
Mao Tse-tung - OPERE
sostituito rapidamente le piccole fornaci primitive costruite lo scorso inverno
secondo le possibilità e le condizioni di quel periodo. Inoltre il livello tecnico della
gestione di questi nuovi altiforni (piccoli e medi) è rapidamente migliorato e così
non solo si è risparmiato una grande quantità di forza-lavoro e si è aumentata la
sua produttività fino a portarla quasi allo stesso livello dei grandi altiforni, ma si
è anche migliorata la qualità dei prodotti e ridotto il consumo di carbone. Il volume
del trasporto ferroviario ha raggiunto i 247 milioni di tonnellate, 49 per cento in
rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso
In agricoltura, sebbene la superficie dedicata alle colture estive quest’anno sia
stata un po’ ridotta e nonostante alluvioni e siccità, per il grano, il riso e i semi
di colza la resa media per mu è stata molto più alta di quella dell’anno scorso e
la produzione assoluta ha superato quella dell’anno scorso.
Seguendo la risoluzione della sesta sessione plenaria dell’ottavo Comitato
centrale del partito adottata lo scorso dicembre, la risoluzione della riunione
allargata dell’Ufficio politico del Comitato centrale tenutasi a Chengchow a
febbraio di quest’anno e la serie di direttive emanate successivamente dal
Comitato centrale, in tutto il paese è stata condotta un’inchiesta nelle comuni
popolari rurali. Nel corso di quest’inchiesta si sono affermati i principi “vari livelli
di direzione degli affari e di contabilità”, “a ognuno secondo il suo lavoro” e “più
entrate per coloro che lavorano di più”. Si è deciso che allo stato attuale nelle
comuni popolari deve esserci un sistema di proprietà dei mezzi di produzione a
tre livelli. La proprietà della brigata di produzione è il livello principale. Un altro
livello è la proprietà della comune (in aggiunta alla proprietà delle aziende
economiche pubbliche gestite dalla comune, questa può acquisire ogni anno una
ragionevole parte delle entrate delle brigate di produzione per aggiungerla alle
risorse da essa accumulate). Una piccola parte della proprietà deve essere lasciata
anche alla squadra di produzione. In questo modo, le comuni popolari che hanno
grandi dimensioni gestiscono l’industria, l’agricoltura, il commercio, il sistema
scolastico, gli affari militari e combinano in un tutto unico governo e amministrazione delle comuni, hanno superato alcune tendenze emerse nel periodo iniziale
della loro fondazione, a causa della mancanza di esperienza, come la tendenza
al superaccentramento, all’egualitarismo e allo spreco e hanno rapidamente preso
la strada di uno sviluppo su basi sane e di sicura prospettiva.
In questo modo entreranno sempre più chiaramente in gioco i vantaggi delle
comuni popolari: essendo grandi e avendo un largo ventaglio di attività, esse
possono pianificare la produzione e la distribuzione dell’intera comune in
maniera unificata; possono mobilitare in maniera completa e impegnare razionalmente la forza-lavoro presente nelle zone rurali in modo più efficace di quello
delle cooperative di produzione agricola; possono portare a termine compiti di
costruzione che difficilmente le cooperative potrebbero assumersi; possono
facilitare il rapido sviluppo integrato di agricoltura, silvicoltura, allevamento di
animali, occupazioni ausiliarie, pesca, industria, commercio, sistema scolastico e
affari militari, facilitare la meccanizzazione della coltivazione dei campi, un rapido
246
Sullo sviluppo della campagna per incrementare la produzione e praticare il risparmio
e forte incremento delle entrate dei contadini, un rapido progresso nella vita rurale
nel suo complesso e lo sviluppo di iniziative collettive come mense pubbliche e
asili; possono fare in modo che una parte del loro sistema distributivo avvenga
come assegnazione gratuita di beni, ecc.
Quanto al commercio, il volume delle vendite al dettaglio nella prima metà
dell’anno è arrivato a 29.6 miliardi di yuan, superiore del 23 per cento a quello
dello stesso periodo dell’anno scorso. La vendita di cereali è stata del 12 per cento
in più dell’anno scorso, mentre le vendite al dettaglio di altri prodotti di maggior
consumo come ortaggi, sigarette, articoli di cotone, maglieria, scarpe in pelle,
sapone, articoli di cancelleria e medicinali sono risultate notevolmente superiori
rispetto a quelle dell’anno scorso. Ma il potere d’acquisto della popolazione è
aumentato ancora più rapidamente e quindi si è creata una certa tensione sul
mercato a causa della scarsità di alcuni prodotti. Grazie a una serie di misure prese
dal partito e dal governo la situazione è rapidamente migliorata e a tempo debito
ci sarà certamente un capovolgimento radicale.
Per riassumere, nella prima metà di quest’anno i vari settori dell’economia
nazionale sono stati complessivamente in buona salute e la situazione è
favorevole per la continuazione anche quest’anno del balzo in avanti.
3. Alla luce dei dati verificati sulla produzione agricola dell’anno scorso,
dell’esecuzione effettiva del piano economico nazionale nella prima metà di
quest’anno e delle recenti calamità naturali, l’ottava sessione plenaria dell’ottavo
Comitato centrale raccomanda che il Consiglio di Stato sottoponga al Comitato
permanente dell’Assemblea popolare nazionale un progetto per un’adeguata
revisione del piano del 1959, fissando i seguenti obiettivi: acciaio (a parte quello
prodotto con metodi tradizionali), 12 milioni di tonnellate (un incremento del 50
per cento rispetto agli 8 milioni prodotti l’anno scorso con attrezzature moderne;
stante la scarsità di forza-lavoro nelle aree rurali si propone che quest’anno la
produzione di acciaio con metodi tradizionali sia lasciata alla decisione delle
autorità locali che decideranno secondo le condizioni locali e non venga inclusa
nel piano statale); carbone, 335 milioni di tonnellate (un incremento del 24 per
cento rispetto ai 270 milioni dell’anno scorso); cereali, circa il 10 per cento in più
della produzione accertata dell’anno scorso di 500 miliardi di chin (250 milioni
di tonnellate); cotone, circa il 10 per cento in più della produzione accertata
dell’anno scorso di 42 milioni di tan (2.1 milioni di tonnellate). È evidente che il
piano economico nazionale revisionato rimane un piano da continuazione del
balzo in avanti; è anche un piano che può essere superato e perciò può anche
incoraggiare l’iniziativa dei lavoratori.
Come risultato del balzo compiuto nel 1958 abbiamo realizzato, con quattro
anni di anticipo rispetto al previsto, gli obiettivi per il carbone, il legname, il sale,
i cereali previsti nel secondo piano quinquennale predisposto nel 19561. Dopo
aver realizzato il piano di quest’anno di continuazione del balzo in avanti, avremo
raggiunto o quasi raggiunto, con tre anni di anticipo, gli obiettivi previsti nel
247
Mao Tse-tung - OPERE
secondo piano quinquennale per prodotti industriali e agricoli di grande
importanza come acciaio, attrezzature metallurgiche e per la produzione di
energia elettrica, macchine utensili per metalli, carta fabbricata a macchina,
cotone e filati di cotone. Così ci sarà possibile, nel giro di 10 anni a partire dal 1958,
realizzare l’obiettivo “superare la Gran Bretagna nella produzione dei maggiori
prodotti industriali entro 15 anni”. Sarà anche possibile realizzare con molto
tempo in anticipo il Programma dodecennale di sviluppo agricolo (1956-1967)2.
Inoltre, la realizzazione quest’anno del piano per la produzione industriale e la
costruzione e il successo quest’anno di un raccolto eccezionale nelle colture
alimentari e industriali determineranno, in larga misura, il ritmo del nostro
sviluppo industriale e agricolo nel prossimo anno. Quindi tutto il partito e l’intera
nazione devono costituire un unico blocco, mettercela tutta, sviluppare nei
prossimi restanti quattro mesi una vigorosa campagna per incrementare la
produzione, praticare l’economia e lottare con ogni mezzo per la realizzazione del
piano di quest’anno per un continuo balzo in avanti.
4. Devono essere fatti sforzi per incrementare la produzione nell’industria,
nell’agricoltura e nei trasporti. Bisogna lanciare una campagna di emulazione
socialista nel lavoro. Questo è attualmente il compito più nobile degli operai, dei
contadini e degli intellettuali rivoluzionari in tutto il paese.
In campo industriale bisogna prestare particolare attenzione innanzitutto alla
produzione di materie prime e altri materiali, combustibile ed energia elettrica, in
particolar modo ferro, acciaio, acciaio laminato, carbone, legname, cemento e
materie prime per l’industria chimica. Bisogna fare grandi sforzi per superare gli
obiettivi di produzione fissati in queste industrie. L’industria delle costruzioni
meccaniche deve assicurare in primo luogo la produzione di tutta l’attrezzatura
richiesta urgentemente quest’anno e consegnarla in serie complete nei tempi
stabiliti. Deve inoltre risolvere in modo corretto e rapido anche il problema dei
prodotti semi-finiti. Tutte le aziende-chiave devono superare il piano statale negli
standards richiesti a proposito di qualità, quantità e caratteristiche e rispettando
anche le scadenze mensili e per i 10 giorni3. Le piccole e medie imprese locali
devono anch’esse realizzare gli obiettivi di qualità e di quantità in conformità con
le richieste del piano statale. Esse devono fare del loro meglio per ridurre la
percentuale di prodotti di qualità inferiore alla norma ed eliminare la presenza di
prodotti scartati4. In particolare bisogna compiere ancora grandi sforzi per
migliorare la qualità della ghisa prodotta con altiforni piccoli e medi e dell’acciaio
prodotto con i convertitori. La quantità dei prodotti dell’industria leggera e
dell’artigianato di uso quotidiano per la popolazione deve essere incrementata il
più rapidamente possibile e devono essere sfruttate tutte le potenzialità di
espandere le risorse di materie prime per questi prodotti. Tutte le imprese devono
migliorare la direzione, la manutenzione e la riparazione delle attrezzature e nel
contempo garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel campo della costruzione
di mezzi di produzione, bisogna concentrare le risorse necessarie al fine di una
248
Sullo sviluppo della campagna per incrementare la produzione e praticare il risparmio
realizzazione più rapida dei progetti importanti, in particolare di quelli che
devono entrare in produzione quest’anno e stare attenti che i nuovi investimenti
diano rapidamente risultati. A livello generale del paese dobbiamo impiegare in
modo più razionale la forza-lavoro anzitutto trasferendo, ovunque possibile, la
forza-lavoro eccedente dai settori industriali e delle costruzioni alle zone rurali o
in altri campi dove essa è richiesta urgentemente. Bisogna continuare gli sforzi per
aumentare la produttività del lavoro.
In agricoltura bisogna nei prossimi due mesi prestare grande attenzione alle
colture a uso alimentare e industriale, alla mondatura, all’uso di fertilizzanti, alla
prevenzione e alla lotta contro le malattie delle piante e contro gli insetti nocivi,
al fine di avere anche quest’anno un raccolto eccezionalmente abbondante. I
raccolti generalmente sono andati abbastanza bene nella fase iniziale. Ma dopo
le grandi alluvioni al sud, ora le aree centrali del nostro paese stanno soffrendo
un periodo di siccità e alcune aree del nord hanno subito alluvioni e piogge
eccessive. Per poter realizzare il piano di quest’anno di un incremento della
produzione dobbiamo superare queste calamità. L’uomo dominerà la natura.
Dove vi sono state calamità naturali, le organizzazioni del partito devono guidare
risolutamente il popolo a impiegare urgentemente forza-lavoro e risorse materiali,
usare tutte le esistenti potenzialità del sistema idrico e lottare tenacemente per
superare le calamità naturali, salvaguardare il raccolto autunnale e organizzare i
soccorsi aiutando la produzione. Nei prossimi due mesi bisogna fare i preparativi
per i raccolti autunnali, l’aratura e la semina.Ciò comprende la distribuzione della
forza-lavoro, la disponibilità delle attrezzature, la concimazione autunnale, ecc.
Nel raccolto delle messi in autunno bisogna tenere ben presente la lezione
dell’anno scorso. Bisogna fare un buon lavoro nella mietitura, nella trebbiatura,
nell’immagazzinamento, nella consegna, nella distribuzione e nella custodia in
modo che niente vada perduto. Dopo l’autunno, la forza-lavoro va impiegata
razionalmente e vanno rafforzate le varie iniziative nella silvicoltura, nell’allevamento di animali, nelle occupazioni ausiliarie e nella pesca. Nel frattempo non
si deve tardare a completare l’inchiesta nelle comuni popolari, a risolvere
correttamente i restanti problemi e a costruire ancora meglio le comuni.
Nel campo del trasporto delle merci, bisogna dare la priorità al trasporto del
carbone, del legname, dei cereali, dei minerali e dei materiali da costruzione.
Dopo il raccolto d’autunno bisogna prestare attenzione anche al trasporto dei
prodotti agricoli autunnali. Tutta la merce che può essere trasportata prima, per
quanto possibile deve essere trasportata entro il terzo trimestre di modo da ridurre
la richiesta di trasporto nel quarto trimestre. Al fine di migliorare il trasporto a
breve distanza, bisogna sfruttare tutti i periodi in cui il lavoro in campagna è
ridotto per organizzare ovunque energicamente la forza-lavoro rurale e i mezzi
di trasporto e sviluppare una mobilitazione di massa per il trasporto di merci a
breve distanza.
Le organizzazioni commerciali devono funzionare energicamente parallelamente alle campagne lanciate sui vari fronti per l’incremento della produzione e
249
Mao Tse-tung - OPERE
compiere grandi sforzi al fine di organizzare un buon rifornimento di mezzi di
produzione nelle città e nelle campagne e per l’acquisto di prodotti agricoli,
dell’industria leggera e dell’artigianato. Bisogna studiare attentamente le scorte
dei magazzini, bisogna distribuire razionalmente i prodotti di base e bisogna
organizzare sistematicamente il rifornimento di beni di consumo.
5. Mentre viene incrementata vigorosamente la produzione, nel contempo
bisogna risparmiare rigorosamente. Aumento della produzione e risparmio;
costruzione del paese e gestione ingegnosa ed economica delle comuni popolari,
di tutte le imprese, di tutte le iniziative e di tutti i progetti. Questo è il modo per
rendere prospero e forte il nostro paese; questa è anche la chiave per la
realizzazione e il superamento del piano di quest’anno.
Tutte le imprese industriali, mentre si preoccupano di assicurare la qualità,
devono fare grandi sforzi per economizzare le materie prime, gli altri materiali,
il combustibile e l’energia. Le industrie metallurgiche e per l’energia, le ferrovie,
le aziende impegnate nei trasporti d’acqua e gli altri settori industriali devono
elaborare progetti precisi per risparmiare carbone e mettere risolutamente in
opera questi progetti. L’industria pesante e le imprese di costruzione di infrastrutture devono sforzarsi in ogni modo per risparmiare acciaio laminato e legname.
L’industria leggera deve sforzarsi in ogni modo per risparmiare le materie prime
agricole. Nella produzione agricola bisogna aver molta cura degli animali da tiro
e degli attrezzi. Bisogna evitare ogni spreco di acqua, di letame e di sementi.
Nell’industria, nei trasporti, nell’agricoltura e in tutte le altre imprese e iniziative
bisogna cercare di risparmiare forza-lavoro e denaro.
Bisogna che sviluppiamo in tutto il paese, nelle città e nelle campagne,
l’educazione al risparmio. Gli organismi statali devono diventare un modello di
industriosità e di abilità riducendo tutte le spese che possono essere tagliate.
Bisogna promuovere tra la gente il risparmio e combattere lo spreco dei cereali,
del carbone e di tutti gli altri beni di consumo la cui produzione è ancora scarsa.
Tutte le comuni popolari rurali devono industriarsi a far buon uso dei loro cereali.
Bisogna fare piani globali a lungo termine relativi alla produzione e al consumo
di cereali, patate, verdure, foraggio e carbone, piani che tengano conto delle
emergenze e della necessità di avere riserve sufficienti per lunghi periodi. Le
comuni popolari devono fare ogni sforzo per incrementare la parte commerciabile
dei loro prodotti alimentari non di base, come pesce, carne, polli, oche, uova, oli
commestibili, in modo da aumentare i redditi dei membri e aumentare i
rifornimenti delle città e le esportazioni a favore della grande causa della
costruzione del socialismo. Quanto alle mense pubbliche nelle zone rurali,
bisogna seguire i principi della buona gestione e della partecipazione volontaria;
i cereali devono essere distribuiti a ogni famiglia sulla base di assegnazioni fisse
per ogni individuo; nelle mense pubbliche delle comuni bisogna introdurre un
sistema di buoni-pasto che preveda la restituzione degli alimenti non consumati
a quelli che non prendono i pasti nella mensa. Bisogna promuovere vigorosamen250
Sullo sviluppo della campagna per incrementare la produzione e praticare il risparmio
te l’abitudine al risparmio tra la gente sia di campagna sia di città, in modo che
il denaro che al momento all’individuo non serve, sia impiegato razionalmente
ed efficacemente per lo sviluppo, nell’interesse sia dello Stato sia della famiglia.
Bisogna spiegare a tutta la gente e a tutto il partito che dobbiamo essere abili non
solo nella gestione della produzione, ma anche nel migliorare il livello di vita e
l’economia domestica, facendo bilanci accurati e accumulando riserve per i casi
di necessità. Se governo e popolo lavorano d’accordo, incrementano la produzione e praticano il risparmio, il nostro paese certamente riuscirà a superare ogni
ostacolo che incontrerà sulla strada del progresso e crescerà ogni giorno di più
sino ad assicurare a tutti una vita sana e prospera.
6. La linea generale, il grande balzo in avanti e le comuni popolari: tutto ciò è
l’incarnazione della grande determinazione e della saggezza di 650 milioni di
uomini coraggiosi e industriosi. Ciò è il risultato dell’integrazione delle verità
universali del marxismo-leninismo con la situazione concreta della Cina realizzata
dal compagno Mao Tse-tung, grande guida del nostro partito e di tutte le
nazionalità del nostro paese. L’anno scorso e la prima metà di quest’anno abbiamo
raggiunto grandi successi proprio perché nel lavoro di costruzione abbiamo
rafforzato il ruolo dirigente del partito, abbiamo messo con fermezza la politica
al posto di comando, abbiamo adottato risolutamente il metodo della linea di
massa e levato alte le gloriose bandiere della linea generale, del grande balzo in
avanti e delle comuni popolari. Nel futuro continueremo ad avanzare coraggiosamente lungo questa gloriosa e vittoriosa strada e ci sforzeremo di conquistare
nuovi successi.
L’esperienza del 1958 ha dimostrato molto chiaramente che la saggezza e la
forza delle masse sono illimitate. Illuminate e guidate dal nostro partito e dal
compagno Mao Tse-tung, ispirate e organizzate dalla linea generale del nostro
partito questa saggezza e questa forza sono diventate irresistibili come un uragano
possente sotto il cui impatto le alte montagne si inchinano e i fiumi si spostano.
Per il nostro popolo, il grande balzo in avanti e le comuni popolari sono cose
nuove, senza precedenti nella nostra storia. È inevitabile che mentre avanziamo
incontriamo qualche difficoltà e che commettiamo alcuni errori. Ma le masse
popolari, sotto la salda direzione del nostro partito e del compagno Mao Tsetung, hanno rapidamente superato o stanno rapidamente superando questi
problemi transitori e circoscritti. Gli elementi ostili alla causa socialista del nostro
paese, sia all’interno che all’estero, hanno approfittato dell’occasione per
calunniarci allo scopo di influenzare gli elementi oscillanti che si trovano nelle
nostre fila. Ma in definitiva nessun reazionario potrà spezzare la grande
determinazione del nostro partito e di 650 milioni di persone. Al contrario, la
grande massa dei quadri e del popolo sono pienamente convinti che i nostri
risultati sono grandiosi e che il nostro futuro è straordinariamente luminoso.
L’ottava sessione plenaria dell’ottavo Comitato centrale del Partito comunista
cinese lancia a tutto il partito e a tutte le nazionalità del paese l’appello a unirsi
251
Mao Tse-tung - OPERE
più strettamente sotto la direzione del Comitato centrale del partito e del
compagno Mao Tse-tung, a sormontare con risolutezza le difficoltà e a correggere
nel corso del lavoro gli errori, a sconfiggere i sentimenti opportunisti di destra
che si sono manifestati negli elementi instabili, a colpire a morte le attività
disgregatrici degli elementi antisocialisti, a combattere per le grandi vittorie di
quest’anno e a sforzarsi per realizzare in anticipo entro questi due anni (1958 e
1959) i principali obiettivi del secondo piano quinquennale. Per realizzare e
superare il piano di quest’anno, il terzo trimestre sarà un periodo cruciale. Ogni
secondo vale oro!
Lanciamoci uniti in avanti per realizzare e superare gli obiettivi del piano per il terzo
trimestre e per festeggiare il decimo anniversario della fondazione della grande
Repubblica popolare cinese con un nuovo grande balzo in avanti nella produzione!
NOTE
1. Il primo piano quinquennale copriva il periodo 1953-1957, il secondo il periodo 19581962. Quindi alla fine del 1958 erano stati realizzati, nei quattro settori citati, gli obiettivi
di produzione previsti per la fine del 1962.
2. Per il Programma dodecennale di sviluppo agricolo (1956-1967) si veda il testo
omonimo nel vol. 13 delle Opere di Mao Tse-tung.
3. I piani annuali si articolavano in obiettivi mensili e in obiettivi ogni 10 giorni.
4. I prodotti erano sottoposti a controlli di qualità e suddivisi, in base ai risultati dei
controlli, in soddisfacenti, scadenti, inaccettabili.
252
SULLA MENTALITÀ DI DESTRA E LA NUOVA MAREA
MONTANTE DEL MOVIMENTO DELLE MASSE PER
AUMENTARE LA PRODUZIONE E RISPARMIARE
(16 agosto 1959)
Articolo pubblicato sul n.16 della rivista Bandiera rossa del 16 agosto 1959.
Nel nostro paese l’anno 1959 è stato caratterizzato da continui balzi in avanti
nello sviluppo dell’economia nazionale. Durante gli ultimi sette mesi abbiamo
ottenuto grandi successi nello sviluppo dell’industria, dell’agricoltura, dei trasporti, del commercio e di altri settori della nostra economia. Per realizzare e superare
gli obiettivi del balzo in avanti programmato per quest’anno, tutti i quadri e il
popolo nel nostro paese devono, sotto la guida della linea generale del partito,
continuare a dispiegare il loro entusiasmo per il lavoro, procedere con forza e
spediti nel loro lavoro e sviluppare una nuova formidabile marea nella mobilitazione di massa per l’incremento della produzione e per fare economie.
La situazione attuale è molto favorevole al completamento dei compiti che ci
rimangono da assolvere nei prossimi cinque mesi. La pratica effettiva ha
dimostrato negli scorsi anni che la linea generale e l’intera politica del partito di
“camminare su due gambe” nella costruzione del socialismo sono completamente
giuste. Illuminato da questa linea generale, nel 1958 il nostro paese ha compiuto
un balzo in avanti senza precedenti nello sviluppo economico nazionale.
Durante i primi sette mesi di quest’anno la produzione industriale nel nostro
paese è cresciuta in valore di oltre il 50 per cento rispetto al corrispondente
periodo del 1958. Nel campo dell’agricoltura abbiamo conseguito una vittoria
nella battaglia contro le calamità naturali, le alluvioni e la siccità, che si è risolta
in un eccezionale raccolto estivo. Sebbene nel campo del commercio la fornitura
di alcuni articoli non sia stata molto abbondante, il volume complessivo delle
vendite al dettaglio dei beni di consumo è stato maggiore di oltre il 20 per cento
rispetto al corrispondente periodo del 1958. Anche il volume delle costruzioni di
opere edili a scopo produttivo è stato molto maggiore di quello allo stesso periodo
dello scorso anno.
Tutti questi successi hanno grandemente rafforzato la base tecnica e materiale
per compiere continui balzi in avanti nel futuro. La cosa più importante è tuttavia
il fatto che, mettendo in pratica la linea generale e compiendo un formidabile
balzo in avanti nello sviluppo economico nazionale, l’intero partito e tutto il
popolo del nostro paese hanno accumulato molte esperienze significative.
Tutte le cose nuove inevitabilmente nel corso del loro prodursi generano molti
problemi. Ciò è vero anche per i grandi balzi in avanti. Lo scorso anno e nel
Mao Tse-tung - OPERE
periodo successivo abbiamo fatto molte esperienze nuove, risolto molti nuovi
problemi e scoperto e superato in continuazione una serie di limiti e difetti che
potevano essere a malapena evitati durante la nostra avanzata. Così facendo, sotto
la guida della linea generale, le grandi masse dei nostri quadri e del popolo hanno
ulteriormente sviluppato il loro entusiasmo per il lavoro e hanno compiuto il loro
lavoro con maggiore scrupolosità.
Il programma di costituzione delle comuni popolari realizzato nelle zone rurali
nel 1958 è stata un’invenzione molto creativa delle larghe masse dei nostri
contadini. È stato una naturale conseguenza degli enormi balzi in avanti compiuti
nella produzione industriale e agricola. Nei mesi appena trascorsi, le comuni del
popolo sono state verificate e consolidate. Ora mostrano sempre più chiaramente
la loro superiorità. Hanno svolto e continueranno a svolgere un grande ruolo
mettendoci in grado di mobilitare e organizzare meglio la partecipazione di oltre
500 milioni di contadini alla costruzione del socialismo.
I movimenti di massa sui vari fronti dell’economia nazionale hanno compiuto
importanti progressi. Da ciò la nostra feconda linea di massa risulta arricchita da una
serie di metodi di lavoro. Questi metodi comprendono mettere la politica al posto
di comando; l’espressione delle opinioni su larga scala nonchè la discussione e il
dibattito sui compiti assegnati e sulle misure da adottare per la loro realizzazione; la
partecipazione in prima persona dei quadri dirigenti al lavoro in esperimenti pilota;
le conferenze di valutazione e le campagne di emulazione; il condurre ispezioni
sistematiche; il prestare particolare attenzione nel corso del lavoro ai due estremi1
e nello stesso tempo prestare la dovuta attenzione alla massa dei lavoratori; i metodi
delle “due partecipazioni, una riforma, tre combinazioni”2 nelle imprese industriali.
Se continueremo a praticare e sviluppare questi metodi, noi saremo sicuramente in
grado di portare alle stelle l’entusiasmo di tutto il popolo del nostro paese e di far
progredire il nostro lavoro a più alti livelli.
Nel 1958 nel nostro paese, sotto la direzione del partito, oltre 600 milioni di
persone hanno maggiormente sviluppato il loro entusiasmo e il loro spirito
creativo. Con uno spirito eroico che smuove le montagne e con sprezzo di tutte
le difficoltà, il nostro popolo ha realizzato con enormi balzi in avanti molti compiti
che venivano giudicati assolutamente irrealizzabili e ha superato molte difficoltà
che nel passato erano considerate insormontabili.
Le 600 milioni di persone e più che compongono la popolazione del nostro
paese vogliono superare le loro condizioni di povertà e arretratezza e sviluppare
in modo rapido l’economia nazionale. Queste volontà e queste aspirazioni sono
totalmente in armonia con il corso oggettivo della storia. Combinando queste
volontà e aspirazioni con la politica del partito, saremo in grado di ottenere
un’inesauribile fonte di forza che costituirà il fondamento di tutti i grandi successi
di tutto il nostro lavoro.
Questa situazione mostra che siamo in condizioni favorevoli per compiere
continui, ripetuti e successivi balzi in avanti nel nostro lavoro. È vero che i compiti
che abbiamo di fronte per i prossimi cinque mesi sono enormi e che dobbiamo
254
Sulla mentalità di destra e il movimento delle masse per aumentare la produzione
superare molte difficoltà nel nostro lavoro. Ma se noi porteremo avanti fermamente e in modo giusto la linea generale e le altre linee politiche del partito e se ci
impegneremo a sviluppare completamente l’entusiasmo per il lavoro delle grandi
masse del popolo, sicuramente potremo sormontare tutte le difficoltà ed eseguire
tutti i compiti giganteschi che ci sono stati assegnati. L’intero partito e l’intero
popolo hanno fiducia che il progetto di compiere continui balzi in avanti nello
sviluppo dell’economia nazionale sarà realizzato.
Qual è il problema degno di seria considerazione sul fronte dell’economia? È
la comparsa tra un esiguo numero dei nostri quadri di una tendenza frenante di
destra. Scettici sulla possibilità di compiere quest’anno nuovi balzi in avanti, essi
non vedono le condizioni favorevoli succitate, tendono a considerare i problemi
e le difficoltà che abbiamo già risolto come ostacoli di grande peso ancora esistenti
nel nostro cammino e gonfiano i problemi e le difficoltà in modo sproporzionato.
Questi quadri sono ciechi di fronte al grande potere creativo delle larghe masse
popolari. Agitando in modo teatrale braccia e gambe davanti alle masse, invece
di spronarle ad andare avanti, questi quadri scoraggiano le masse. Invece di
sfruttare tutte le condizioni favorevoli per superare le difficoltà in tutti i modi in
uno sforzo per realizzare i piani del balzo in avanti che possono effettivamente
essere realizzati, questi quadri vogliono ridurre gli obiettivi dei loro piani. Ad essi
sembra che siano giusti solo i piani e gli obiettivi che possono essere raggiunti
con poco sforzo.
Sebbene queste tendenze e ideologie di destra siano prevalse solo tra un esiguo
numero di quadri, se noi tralasciamo di considerare queste tendenze e di
eliminarle in modo risoluto, permettendo così che contagino come germi gli altri
quadri, esse possono causare seri danni a tutto il nostro programma di costruzione
economica. Dobbiamo cercare di vincere le pericolose tendenze di destra che
effettivamente esistono. Dobbiamo aiutare i nostri compagni che sono caduti
vittime di queste tendenze a rendersi conto dei loro errori, a correggersi e a
partecipare con nuovo vigore alla campagna di massa per incrementare la
produzione e risparmiare. Questa sarà la chiave per assicurare quest’anno la
realizzazione del piano per il balzo in avanti.
Nella formulazione e nella conduzione dei nostri piani dobbiamo con ogni
mezzo seguire i principi di essere realisti, di cooperare strettamente con le masse,
di conoscere e rispettare le leggi oggettive, di tenere in debito conto le capacità
materiali e tecniche, di prestare la dovuta considerazione alle richieste delle masse
e di ascoltare le opinioni delle masse con una mentalità aperta. Non dobbiamo
assolutamente violare le leggi oggettive, richiedere in modo inopportuno più di
quanto sia oggettivamente possibile, condurre avanti dei lavori senza consultare
le masse e imporre loro il nostro volere. D’altra parte, comunque, dobbiamo fare
del nostro meglio per sviluppare gli sforzi soggettivi e, nei limiti imposti dalle
condizioni materiali e tecniche, adempiere ai nostri compiti economici con
risultati maggiori, più rapidi, migliori e più economici. Parlando della guerra, il
compagno Mao Tse-tung disse: “Coloro che dirigono la guerra non devono fare
255
Mao Tse-tung - OPERE
piani per vincere la guerra superiori a ciò che le condizioni oggettive permettono.
Comunque, entro i limiti oggettivi, essi devono fare tutti gli sforzi possibili per
vincere la guerra. Il punto a cui un comandante si ferma va trovato nei limiti
imposti dalle condizioni oggettive. A questo punto, egli riuscirà a condurre molte
azioni spettacolari che impressioneranno il nemico. Sulla base delle condizioni
materiali oggettivamente determinate, i comandanti della Guerra di resistenza
contro il Giappone devono pienamente sviluppare la loro abilità nel dirigere
l’intero esercito per sconfiggere il nostro nemico nazionale, per cambiare la
situazione del nostro paese, un paese sottoposto all’aggressione e all’oppressione
e creare una nuova Cina di libertà e di uguaglianza. Per fare ciò essi devono fare
pieno uso delle loro abilità soggettive di dirigenti”.
Questa teoria avanzata dal compagno Mao Tse-tung è pienamente applicabile
al nostro lavoro economico. Nelle stesse condizioni oggettive, differenti atteggiamenti relativi allo sviluppo della nostra iniziativa soggettiva possono portare a due
differenti modi di condurre il nostro lavoro economico e possono determinare
due differenti risultati. Un modo è quello di prestare scarsa attenzione, o non
prestarne affatto, allo sviluppo dell’iniziativa soggettiva, astenersi dal mobilitare
appieno le grandi e potenti masse e dallo sfruttare appieno le condizioni oggettive
favorevoli, non creare le condizioni necessarie e condurre il lavoro con scarso
entusiasmo, ottenendo di conseguenza dei risultati minori, più lenti, più scadenti
e più costosi. L’altro modo è quello di prestare molta attenzione allo sviluppo
dell’iniziativa soggettiva, avere fiducia nelle masse e contare su di loro, portare
avanti delle campagne di massa su larga scala, utilizzare pienamente le condizioni
oggettive favorevoli, cercare di superare tutte le condizioni sfavorevoli, sviluppare
appieno l’entusiasmo per il lavoro, ottenendo di conseguenza dei risultati più
grandi, più rapidi, migliori e meno dispendiosi.
Dobbiamo trarre lezione dal confronto tra questi due metodi e tra i due tipi di
risultati e cercare di tenere alto il morale dei nostri oltre 600 milioni di connazionali
che nel 1958 si sono distinti per il loro ottimismo. Per raggiungere e superare il
piano per il balzo in avanti di quest’anno nell’economia nazionale, abbiamo
lanciato con vigore sui diversi fronti della produzione una campagna di massa per
incrementare la produzione e risparmiare. Sul fronte industriale, la campagna di
massa va condotta per incrementare la produzione, migliorarne la qualità,
abbassarne i costi e completare il progetto di costruzione in anticipo sul previsto.
Sul fronte commerciale, la campagna di massa va portata avanti per intensificare
la raccolta di viveri e le forniture di materie prime e per migliorare ulteriormente
le condizioni del mercato. Sul fronte dei trasporti, va condotta una campagna di
massa per accelerare le operazioni di carico e scarico delle merci.
Adesso siamo già a metà agosto. Il giusto adempimento dei compiti in agosto
e settembre sarà molto importante per il raggiungimento degli obiettivi nei
prossimi cinque mesi. Per questa ragione, tutti i settori dell’economia, tutte le
località e tutte le unità di produzione devono, sotto la guida del partito, cogliere
l’occasione che ci viene offerta per elaborare i loro obiettivi concreti e le misure
256
Sulla mentalità di destra e il movimento delle masse per aumentare la produzione
da adottare e condurre delle campagne generali di emulazione secondo le loro
particolari condizioni in uno sforzo per determinare dei successivi slanci nelle loro
campagne di massa per incrementare la produzione e fare risparmi.
Se noi vinciamo con fermezza la mentalità di destra, se siamo realistici nel nostro
lavoro, se confidiamo nelle masse e se sviluppiamo pienamente il loro entusiasmo
per il lavoro, saremo sicuramente capaci di determinare enormi balzi in avanti per
dare il benvenuto al grande decimo anniversario della fondazione della nostra patria.
NOTE
1. Prestare attenzione ai lavoratori d’avanguardia per valorizzare la loro esperienza e la
loro energia, prestare attenzione ai lavoratori arretrati per stimolarli.
2. La partecipazione dei quadri al lavoro manuale e dei lavoratori alla direzione, la riforma
degli ordinamenti e delle norme irrazionali che frenano l’iniziativa dei lavoratori nel
lavoro produttivo, la combinazione della teoria con la pratica, dei quadri con le masse
e dei metodi tradizionali con quelli moderni.
257
L’ORIGINE DELLA MITRAGLIATRICE,
DEL MORTAIO E ALTRO
(16 agosto 1959)
Ieri mattina ho detto di diffondere e discutere il documento intitolato Qual è il
comportamento giusto di un marxista di fronte ai movimenti rivoluzionari delle
masse?1 Io pensavo che esso avesse per autore un qualche dotto compagno che
aveva raccolto un po’ di mortai e un po’ di mitragliatrici e si era messo a sparare
una serie di raffiche sui compagni di destra della Conferenza di Lushan. Questa
impressione è stata confutata ieri sera. Non è un dotto compagno di Lushan, ma
sono stati il compagno Liu X di Pechino e i suoi due compagni a pubblicarlo,
dando prova di un grande entusiasmo e di una volontà incrollabile.
La lotta che si è dichiarata a Lushan è una lotta di classe, è la continuazione della
lotta a morte tra le due classi antagoniste, il proletariato e la borghesia, che si è
svolta in questi ultimi dieci anni, nel corso del processo della rivoluzione
socialista. In Cina, nel partito, sembra che questa lotta debba necessariamente
continuare, bisognerà lottare almeno vent’anni, forse bisognerà lottare un mezzo
secolo, insomma occorrerà attendere la scomparsa delle classi perché questa lotta
abbia fine. Quando spariscono le lotte della vecchia società, vengono alla luce le
lotte della società nuova. Secondo la legge del materialismo dialettico, le
contraddizioni e le lotte sono eterne: senza di esse il mondo non esisterebbe. Gli
uomini politici borghesi dicono che la dottrina politica del proletariato e la
filosofia del partito comunista sono delle filosofie di lotta; questo è del tutto vero.
Sono solo le forme che la lotta riveste che cambiano secondo le epoche. Dunque
ora il sistema economico e sociale è cambiato, ma i rapporti tra gli uomini ereditati
dalla vecchia società e la mentalità reazionaria residua nella testa di molta gente,
ossia l’ideologia della borghesia e degli strati superiori della piccola borghesia,
non possono sparire tutto a un tratto. Per questa trasformazione occorre tempo
e un tempo assai lungo. Questa è la lotta di classe nella società socialista. La lotta
all’interno del partito è un riflesso della lotta di classe nella società. Non c’è niente
di straordinario. Sarebbe strano se queste lotte non ci fossero. Questo argomento
non è mai stato esposto in maniera chiara e molti compagni non lo hanno ben
compreso. Quando il problema si è posto, come nel 1953 con Kao e Jao2 o adesso
con Peng Teh-huai, Huang Keh-cheng, Chang Wen-tien e Chou Hsiao-chou, esso
ha sorpreso molto tutti. Questa sorpresa è comprensibile, perché le contraddizioni
all’interno della società restano nascoste prima di svelarsi.
Per poter approfondire gradualmente la comprensione della lotta di classe nella
società socialista, bisogna passare attraverso un’esperienza pratica diretta, bisogna essere coinvolti personalmente. Certe lotte all’interno del partito, soprattutto
Mao Tse-tung - OPERE
del tipo di quelle che riguardano Kao Kang, Jao Shu-shih, Peng Teh-huai e Huang
Keh-cheng sono di natura complessa e tortuosa: ieri essi erano ancora degli
uomini di Stato meritevoli, oggi sono uomini colpevoli. Com’è possibile ciò? Non
si saranno commessi degli errori? Chi non conosce nulla dell’evoluzione della loro
storia, tanto meno riesce a comprendere le complessità e le tortuosità di essa: non
è questo del tutto naturale? Occorre gradualmente e correttamente spiegare ai
compagni la natura di questa complessità e di questa tortuosità. Per fare ciò non
bisogna utilizzare metodi semplicistici, non bisogna ridurre questo genere di cose
a una contraddizione antagonista, bisogna considerarla una contraddizione in
seno al popolo. Bisogna utilizzare i principi: “unità-critica-unità”, “trarre lezione
dagli errori passati per evitare che essi si ripetano”, “guarire la malattia per salvare
il malato”, “criticare con severità e risolvere il problema con comprensione”,
“prima esaminare, poi aiutare”. Non dobbiamo limitarci a permettere che questi
compagni restino membri del partito; devono restare anche nei comitati provinciali, nel Comitato centrale e, alcuni compagni, perfino nell’Ufficio politico del
Comitato centrale. Ma ciò non sarà pericoloso? È possibile, ma se si adottano dei
principi politici corretti, si può evitare ogni pericolo.
Quanto ai loro errori, vi sono due possibilità: o essi li correggono oppure non
li correggono. Le condizioni perché essi li correggano ci sono tutte. Prima di tutto,
essi hanno due aspetti: da una parte sono dei rivoluzionari, dall’altra sono dei
controrivoluzionari. Finora essi sono differenti dai rinnegati Chen Tu-hsiu3, Lo
Chang-lung4 e Kao Kang. Con questi si trattava di una contraddizione tra noi e il
nemico, una contraddizione antagonista, con quelli si tratta di una contraddizione
in seno al popolo. Le contraddizioni in seno al popolo possono trasformarsi in
contraddizioni antagoniste se le due parti adottano dei metodi e degli atteggiamenti impropri. Può darsi che esse non si trasformino in contraddizioni
antagoniste e che dall’inizio alla fine esse restino delle contraddizioni in seno al
popolo, che possono essere risolte radicalmente, se noi troviamo una soluzione
in tempo. A questo fine condizione indispensabile è la seguente: la vigilanza di
tutto il partito e di tutto il popolo. Il livello politico della maggioranza dei quadri
del Comitato centrale e dei quadri locali si è largamente elevato se lo si confronta
con quello del 1953, all’epoca dell’affare di Kao e di Jao. La maggioranza dei
quadri ha ora compreso. La lotta vittoriosa della Conferenza di Lushan non ne è
la prova? Inoltre, l’atteggiamento e i principi che ci guidano nel modo di trattare
questi compagni devono essere assolutamente atteggiamenti e principi marxisti
che si confanno alla situazione. Noi abbiamo già praticato questi principi e questi
atteggiamenti. È possibile anche che essi non si correggano e continuino a
fomentare dei disordini, ma allora essi vanno verso la loro rovina. Neanche questo
sarebbe catastrofico. Che le file dei Chen Tu-hsiu, dei Lo Chang-lung e dei Chang
Kuo-tao5 aumentino di qualche membro, questo sminuirebbe forse il nostro
grande partito e la nostra grande nazione? Ma noi abbiamo la ferma convinzione
che tutti i compagni che hanno commesso degli errori, a eccezione di una piccola
minoranza di persone come Chen Tu-hsiu, Lo Chang-lung, Chang Kuo-tao e Kao
260
L’origine della mitragliatrice, del mortaio e altro
Kang, in date condizioni, col tempo finiscono tutti per correggersi. Dobbiamo
esserne fermamente convinti, i trentotto anni di storia del nostro partito ne sono
la prova evidente, lo sanno tutti. Per aiutare i compagni che hanno commesso
degli errori a correggersi, bisogna continuare a considerarli come dei compagni
e come dei fratelli, aiutarli con fervore, lasciar loro il tempo di correggere i loro
errori e la possibilità di continuare a dedicarsi al lavoro rivoluzionario. Bisogna
lasciar loro una via d’uscita. Ci sarà necessariamente una primavera per essi, non
si può passare tutta la propria vita nell’inverno.
Io considero queste proposte come estremamente importanti.
NOTE
1. Vedasi il testo a pag. 235.
2. Vedasi nota 12, pag. 88.
3
*Chen Tu-hsiu, professore all’Università di Pechino, divenne noto quale redattore della
rivista Gioventù nuova. Fu uno dei fondatori del Partito comunista cinese. Grazie alla
celebrità goduta all’epoca del Movimento del 4 maggio e data l’immaturità del partito
nel suo periodo iniziale, divenne segretario generale del partito. Nell’ultimo periodo
della rivoluzione del 1924-1927 il deviazionismo di destra rappresentato nel partito da
Chen Tu-hsiu sfociò in una linea capitolazionista. A quell’epoca “i capitolazionisti
nell’organo dirigente del nostro partito rinunciarono deliberatamente alla direzione
sulle masse contadine, sulla piccola borghesia urbana e sulla media borghesia e, in
particolare, alla direzione sulle forze armate, causando così la sconfitta della rivoluzione” (Mao Tse-tung, La situazione attuale e i nostri compiti). Dopo il fallimento della
rivoluzione nel 1927, Chen Tu-hsiu e un gruppetto di altri capitolazionisti caddero
preda del pessimismo, persero ogni fiducia nelle prospettive della rivoluzione e
divennero dei liquidatori. Assunsero la posizione reazionaria dei trotskisti e con essi
crearono un piccolo gruppo antipartito. Fu questa la causa dell’espulsione di Chen Tuhsiu dal partito nel novembre del 1929. Egli morì nel 1942. Per quel che riguarda
l’opportunismo di destra di Chen Tu-hsiu, vedasi le note introduttive ad Analisi delle
classi nella società cinese e Rapporto d’inchiesta sul movimento contadino nello
Hunan, Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. 1 (nelle Opere di Mao Tse-tung, vol. 2) e
l’articolo Presentazione della rivista “Il Comunista”, Opere scelte di Mao Tse-tung, vol.
2 (nelle Opere di Mao Tse-tung, vol. 7).
4. Vedasi nota 7, pag. 87.
5. Vedasi nota 10, pag. 88.
261
SU SETTE LEZIONI DI MEI SHENG
(16 agosto 1959)
Quest’opera è stata pubblicata da un bel po’ e vale la pena di leggerla. È
un’imitazione dell’antico stile poetico sao1, tuttavia contiene alcuni sviluppi
creativi. La tradizione sao, che deriva dalla scuola romantica e si caratterizza per
il suo spirito democratico, era un’arma temibile per criticare i signori corrotti. Il
poeta Chu Yuan è l’iniziatore di questa tradizione, egli domina dalla sua altezza
tutti i suoi successori. Anche se i poemi di Sung Yu, Ching Cha, Chia Yi2 e Mei
Sheng non uguagliano quelli di Chu Yuan, vi si trovano ugualmente qualità molto
apprezzabili.
Prendete l’atmosfera di Sette lezioni: non riflette essa uno spirito potentemente
critico? “Il principe ereditario di Chu era malato; un visitatore del regno di Wu si
presenta e gli chiede della sua salute”. Fin dall’inizio, il poeta si lancia in una
violenta invettiva contro la corruzione della classe dirigente. “Spostarsi solo in
vettura o sulla portantina è atrofizzare le gambe; abitare in un palazzo magnifico
e fresco non è altro che fonte di febbri maligne; circondarsi di belle ragazze dai
denti bianchi e dalle lunghe ciglia è distruggere la virilità; prendere solo pietanze
delicate e vino profumato è veleno che distrugge le viscere”. Anche tra diecimila
anni queste parole avranno conservato la loro verità.
Oggi il nostro paese è sotto la direzione del partito comunista e tutti, che si tratti
di intellettuali, di funzionari di partito, del governo e delle forze armate o di
lavoratori, devono esercitare un’attività fisica. Marciare, nuotare, andare in
montagna, fare ginnastica, tutto ciò fa parte dell’attività fisica, come diceva
Pavlov. Inutile dire che recarsi in campagna per partecipare al lavoro agricolo è
sicuramente un’attività molto più seria: in breve contribuisce a sviluppare le nostre
forze, ci abitua a fare sforzi e ci aiuta a combattere l’opportunismo di destra.
Mei Sheng attacca senza giri di parole il principe di Chu: “Oggi la vostra pelle è
fragile, le vostre membra mancano d’agilità, la vostra resistenza è indebolita, le vostre
arterie sono bloccate, le vostre mani e le vostre gambe sono senza vigore. Per il vostro
piacere, ci sono graziose ragazze del regno di Yueh e concubine del regno Chi. Senza
sosta voi vi allietate dei piaceri della tavola, nel segreto della vostra casa appartata
e raffinata voi vi dedicate alle passioni più licenziose. Ciò che voi inghiottite è
semplicemente del veleno: voi state giocando con le grinfie del leone! La vostra
malattia ha una causa profonda e lontana e voi indulgete ad essa. Anche se aveste
il miglior medico e il miglior chirurgo, cosa potrebbero fare per voi?”.
Il comportamento di Mei Sheng assomiglia in qualche modo al nostro
comportamento con i compagni che hanno commesso errori; noi gridiamo loro
Mao Tse-tung - OPERE
a gran voce: “La vostra malattia è estremamente grave, se non vi curate, morirete!”.
Allora, per qualche giorno, per qualche settimana o per qualche mese, essi
perderanno il sonno, avranno lo spirito turbato e si rivolteranno nel loro letto
inquieti. Ma così ci sarà qualche speranza, perché le malattie come l’opportunismo
di destra o l’opportunismo “di sinistra” hanno delle cause storiche e delle ragioni
sociali. “La vostra malattia ha una causa profonda e lontana e voi indulgete ad
essa”. Il metodo di cura è ciò che noi chiamiamo la “critica”.
“Il visitatore dice: ‘La vostra malattia non ha bisogno né di medicine né di
trattamenti, può essere curata da alcune verità importanti e da alcuni principi
luminosi. Desiderate ascoltare le mie parole?’”.
Questo passaggio di Sette lezioni mette l’accento sulle spiegazioni dei principi
della grande dottrina, ecco il concetto principale di quest’opera. L’opera consiste
in una prima parte che ne è la presentazione; seguono sette paragrafi che
descrivono l’esistenza oziosa e altri piacevoli dettagli: si tratta del lato allegorico
del discorso. È ben scritto e il testo raggiunge talvolta altezze impressionanti. Il
nono paragrafo, a mo’ di conclusione, ritorna sulla “spiegazione dei principi
fondamentali della grande dottrina”. Allora il principe ereditario si leva gioioso:
“Il suo corpo era coperto di sudore e improvvisamente guarì”. È persuadendo,
senza esercitare pressioni, è esponendo dei fatti reali e spiegando la dottrina che
Mei Sheng è pervenuto a un successo clamoroso. Questo procedimento assomiglia al nostro “dirigere tutto usando indulgenza”.
Il primo e l’ultimo paragrafo espongono l’essenziale dell’argomento e bisogna
assolutamente leggerli. Se manca l’interesse, non è necessario leggere il resto.
Bisogna rivolgersi a gente come Engels, Kautsky3, Plekhanov4, Stalin, Li Tachao5, Lu Hsun6, Chu Chiu-pai7 e altri per dimostrare “le sottigliezze di questo
mondo e stabilire la verità delle cose”, per dimostrare la necessità del grande balzo
in avanti e le ragioni delle comuni popolari, per dimostrare l’importanza capitale
di porre la politica al posto di comando. Marx “traeva le sue conclusioni dopo la
verifica”. Lenin “verificava i suoi calcoli senza trascurare un solo punto”.
Ho letto Sette lezioni quando ero giovane e in seguito non me ne sono più
occupato per quarant’anni. In questi ultimi giorni mi sono commosso aprendo
questo libro, è stato come ritrovare una vecchia conoscenza. È questo contributo
modesto, senza particolare interesse, che io offro dunque ai compagni.
Mei Sheng era un rappresentante dello strato inferiore della classe dei
proprietari terrieri e sviluppò una linea che consisteva nell’andare controcorrente
e tendere al massimo le forze. Naturalmente egli aveva a che fare con gli strati
superiore e inferiore della classe feudale, mentre noi abbiamo a che fare con le
due classi antagoniste della società socialista: il proletariato e la borghesia. La
nostra linea di andare controcorrente e tendere al massimo le forze rappresenta
la volontà del proletariato rivoluzionario e di molte centinaia di milioni di
contadini. Quelli presi di mira da Mei Sheng sono membri dello strato superiore
della classe dirigente, scoraggiati, pessimisti, degenerati e di destra. Attualmente
anche noi abbiamo al nostro interno gente di questo tipo.
264
Su “Sette lezioni” di Mei Sheng
Mei Sheng, originario di Huaiyin, nella parte settentrionale del Kiangsu, era,
all’epoca dell’imperatore Wen degli Han, un alto dignitario in mezzo ai letterati
della corte di Lin Pi, principe di Wu. Egli aveva scritto quest’opera all’indirizzo
dell’aristocrazia del regno di Wu. In seguito la forma letteraria Sette fu molto in
voga, ma senza produrre risultati soddisfacenti. La Antologia letteraria di Chao
Ming8 contiene anche Sette indirizzi di Tsao Chih9 e Sette precetti di Chang Hsieh10
che cantano anch’essi la virtù di una vita semplice e austera, ma non sono di alcun
interesse se li si paragona agli scritti di Chu Yuan, Sung Yu, Chia Yi e Mei Sheng.
NOTE
1. Il sao è lo stile del poema Tristezza della lontananza (Li sao ) di Chu Yuan (343-290
a.C. circa), il più celebre poeta dell’antichità cinese.
2. Il poeta Sung Yu (fine del IV secolo a.C.) era nipote di Chu Yuan.
Ching Cha era un poeta contemporaneo di Chu Yuan.
Chia Yi era un poeta della dinastia degli Han occidentali.
3. K. Kautsky, dirigente della Seconda Internazionale e del Partito socialdemocratico
tedesco, divenne dal 1914 uno dei principali oppositori della rivoluzione proletaria.
4. G.V. Plekhanov (1856-1918) fu il primo pensatore marxista russo di rilievo e il primo
a diffondere in Russia in modo sistematico la teoria marxista. Entrato nel 1877 nel
movimento populista, se ne distaccò nel 1883 e polemizzò fortemente contro le tesi
populiste. Collaborò con Lenin alla redazione dell’Iskra all’inizio del 1900. Dopo il
secondo Congresso del POSDR Plekhanov ruppe con Lenin e si spostò sempre più a
destra. Nel corso della rivoluzione del 1917 le sue posizioni si spostarono tanto a destra
da non aver più alcun peso nel movimento rivoluzionario.
Lenin apprezzò molto l’opera teorica prodotta negli anni in cui Plekhanov era stato un
maestro per il movimento operaio, pur affermando che Plekhanov aveva una
comprensione limitata della dialettica.
5. Li Ta-chao (1888-1927) era stato uno dei principali fondatori del Partito comunista
cinese. Venne ucciso a Pechino dai reazionari del Kuomintang nel 1927, dopo il colpo
di Stato di quell’anno.
6. Lu Hsun, pseudonimo di Chou Shu-jen (1881-1936), è il più noto scrittore cinese
moderno. Ebbe un’infanzia infelice e una formazione assai varia: passò da un’accademia navale, a una scuola delle ferrovie e delle miniere, a una scuola di medicina fino
ad approdare agli studi letterari e all’insegnamento universitario. Fece lunghi e
profondi studi sulla letteratura cinese antica e sulla letteratura occidentale alla disperata
ricerca di una via per la rinascita del suo popolo. Finalmente nel 1919 confluì nel
movimento nato attorno alla rivista Gioventù nuova (sono di quegli anni le due celebri
opere Diario di un pazzo e La vera storia di Ah Q). Dal 1929 iniziò il suo rapporto con
il movimento comunista che, seppur burrascoso, continuò fino alla sua morte
nell’autunno del 1936. La sua reputazione è legata, oltre che ai suoi lavori letterari, al
265
Mao Tse-tung - OPERE
suo ruolo di critico della società cinese di allora e di educatore. La sua influenza sui
giovani e sugli intellettuali dell’epoca fu enorme e rilevante il suo contributo alla
costruzione di una nuova coscienza politica e sociale. La sua posizione nella
rivoluzione cinese fu per molti aspetti simile a quella di Gorki nella rivoluzione russa.
7. Chu Chiu-pai (1899-1935) era stato segretario generale del Partito comunista cinese
dall’agosto del 1927 fino al sesto Congresso nazionale (Mosca, 1928). Successivamente
fu delegato del PCC presso l’Internazionale Comunista, si dedicò alla traduzione in
cinese di opere marxiste e prese parte all’attività della zona sovietica centrale fino
all’inizio della Lunga Marcia. Non potè partecipare a questa perché ammalato; fu
arrestato dai reazionari del Kuomintang e ucciso nel 1935.
8. La Antologia letteraria di Chao Ming fu composta da Hsiao Tung (501-531), figlio
primogenito dell’imperatore Wen, il fondatore della dinasta Liang.
9. Figlio del grande capo militare Tsao Tsao, Tsao Chih (192-232) fu un celebre poeta e
prosatore.
10. Chang Hsieh fu un celebre poeta e letterato della dinastia dei Chin occidentali (265-316).
266
A PROPOSITO DELLA LETTERA DI
CHANG WEN-TIEN
(18 agosto 1959)
Fatene almeno centosessanta esemplari e distribuiteli ai nostri compagni.
Inviate questi esemplari per aereo e per corriere regolare a quelli che sono partiti.
Sono stato molto contento di ricevere questa lettera del compagno Lo Fu1.
Allegato
La lettera d’addio di Lo Fu a Mao Tse-tung inviata la mattina del 18 agosto.
Compagno Mao Tse-tung,
sto per subire un’operazione che sarà di grande utilità al mio stato di salute.
Ringrazio sinceramente te e gli altri compagni del Comitato centrale per l’aiuto che
mi avete dato. Esso mi ha fatto rompere con l’individuo reazionario che ero fino
a ieri. Oggi, io leggo i commenti alle Sette lezioni di Mei Sheng2, i classici e altro
e tutto ciò mi tocca molto.
Non è a causa della mancanza di notizie che sono ricorso a te. Io lascio le colline
oggi. Spero di vederti a Pechino e ricevere tue istruzioni.
NOTE
1. Lo Fu è uno pseudonimo di Chang Wen-tien.
2. Si vedano i testi a pag. 219 e a pag. 263.
INDICE
Presentazione ....................................................................................................... 5
Avvertenza al lettore ............................................................................................ 8
Cronologia .......................................................................................................... 15
Su alcune questioni concernenti le comuni popolari
(10 dicembre 1958) ............................................................................................ 27
Possiamo cambiare in modo fondamentale l’intero paese?
(19 dicembre 1958) ............................................................................................ 49
Annotazioni all’articolo Il corpo insegnante della sezione di fisica
dell’università Chinghua preferisce gli insegnanti “di sinistra”
a quelli di destra (22 dicembre 1958) ............................................................... 61
Annotazioni a Problemi economici del socialismo nell’URSS
di Stalin (1958) ................................................................................................... 63
Lettera al compagno William Z. Foster (17 gennaio 1959 ) ............................ 75
Ideologia borghese e intellettuali borghesi (27 gennaio 1959) ....................... 77
Il ripiegamento era nell’aria, le masse hanno bisogno di riposo
(2 febbraio 1959)................................................................................................ 79
Il popolo è la comune, il signore è lo Stato (21 febbraio 1959) ..................... 89
Conferenza di Chengchow: primo discorso (27 febbraio 1959, mattina) ....... 95
Conferenza di Chengchow: secondo discorso
(27 febbraio 1959, pomeriggio) ...................................................................... 105
Conferenza di Chengchow: terzo discorso (28 febbraio 1959) ..................... 115
Conferenza di Chengchow: quarto discorso (1° marzo 1959) ...................... 125
Conferenza di Chengchow: quinto discorso (5 marzo 1959) ........................ 131
Comunicazione interna (9 marzo 1959) ......................................................... 143
Conferenza di Chengchow: sesto discorso (10 marzo 1959) ........................ 145
Colloquio con il dr. W.E.B. De Bois (13 marzo 1959) ................................... 147
Comunicazione interna (15 marzo 1959) ........................................................ 149
Comunicazione interna (17 marzo 1959) ........................................................ 151
Conversazione con una delegazione del Partito socialista giapponese
(18 marzo 1959) ............................................................................................... 155
Comunicazioni interne (29 marzo 1959) ........................................................ 161
Tenere conto dei vecchi debiti (30 marzo 1959 ) .......................................... 163
Mantenere un margine di manovra (aprile 1959) .......................................... 165
Discorso alla sedicesima sessione della Conferenza suprema dello Stato
(15 aprile 1959) ................................................................................................ 169
269
Mao Tse-tung - OPERE
Lettera ai responsabili dei settori produttivi (29 aprile 1959) ........................ 171
Sedici punti sui metodi di lavoro (maggio 1959) ........................................... 175
Ritorno a Shaoshan (25 giugno 1959)............................................................. 179
Alcune importanti direttive (29 giugno-2 luglio 1959) ................................... 181
Salendo sul monte Lushan (1° luglio 1959) .................................................... 185
A proposito della linea generale (10 luglio 1959) .......................................... 187
Conferenza di Lushan (23 luglio 1959) ........................................................... 189
Critica al Memorandum di Peng Teh-huai (23 luglio 1959) ......................... 205
Noi non temiamo gli attacchi della destra (26 luglio 1959) .......................... 211
Le nostre comuni non affonderanno (29 luglio 1959) ................................... 215
A Wang Chia-hsiang (1° agosto 1959) ............................................................ 217
Lettera a Chang Wen-tien (2 agosto 1959) ..................................................... 219
Non combattere più la “sinistra“ ma la destra (2 agosto 1959) ..................... 221
Presentazione di un rapporto sulle mense pubbliche
(5 agosto 1959) ................................................................................................ 227
Presentazione di due articoli (6 agosto 1959) ................................................ 229
Presentazione di un rapporto sul segretario Chang Kai-fan
(10 agosto 1959)............................................................................................... 231
A proposito della lotta contro la destra nel Liaoning (12 agosto 1959)........ 233
Presa di posizione sull’articolo Qual è il comportamento giusto di un
marxista di fronte ai movimenti rivoluzionari delle masse?
(15 agosto 1959)............................................................................................... 235
Prefazione a Empirismo o marxismo-leninismo (15 agosto 1959) ................ 237
Perché gli opportunisti di destra si mobilitano adesso per attaccare
(16 agosto 1959)............................................................................................... 238
Sulla cricca antipartito di Peng Teh-huai (16 agosto 1959) ........................... 239
Sullo sviluppo della campagna per incrementare la produzione e
praticare il risparmio (16 agosto 1959) ........................................................... 245
Sulla mentalità di destra e la nuova marea montante del movimento
delle masse per aumentare la produzione e risparmiare
(16 agosto 1959)............................................................................................... 253
L’origine della mitragliatrice, del mortaio e altro
(16 agosto 1959)............................................................................................... 259
Su Sette lezioni di Mei Sheng (16 agosto 1959) .............................................. 263
A proposito della lettera di Chang Wen-tien (18 agosto 1959) ..................... 267
270
Scarica

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