DOSSIER
Venerdì, 27 marzo 2015
DOSSIER
Venerdì, 27 marzo 2015
Articoli
27/03/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 15
Riforma sanitaria, Rotelli attacca i "contras"
27/03/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 17
Il Viminale rassicura l' Isontino «L' impatto dei rifugiati...
27/03/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 17
Ispettori del Tribunale al Cara di Gradisca
27/03/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18
«Ben vengano nuove industrie»
27/03/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18
Allarme lavoro, 27mila i "desaparecidos"
27/03/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 23
Consigli e filmati per imparare a difendersi da truffe e furti
27/03/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 24
«Serve un tavolo regionale per il caso De Franceschi»
27/03/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 38
Viaggio musicale dal Medioevo al '700 con il Dresdam
27/03/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 40
Il vero Osservatorio del re
27/03/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 59
Musica Cortese a palazzo Attems
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Riforma sanitaria, Rotelli attacca i "contras"
«Maldestri tentativi di imputare le carenze del sistema al nuovo riassetto anzichè ad
anni di malgoverno»
TRIESTE La riforma sanitaria è in grado di
affrontare molte delle criticità del sistema. Ne
è certo il presidente della Terza commissione
Franco Rotelli che in un intervento in riposta
alle polemiche sorte in questo periodo,
propone la sua personale analisi. «Vale la
pena domandarsi a chi giovi che la legge
varata da poco venga ogni giorno accusata dei
mali che affliggono la sanità da anni», osserva
il consigliere Pd.
La riflessione di Rotelli tocca in primo luogo il
tema della gestione dell' emergenza in Fvg:
«Che i Pronto soccorso siano intasati ­ scrive
in una nota ­ lo si può registrare da qualche
decennio. Le lunghe file e le ore di attesa
derivano da un "troppo debole sistema di cure
extra­ospedaliere", per cui le persone, che
potrebbero benissimo rivolgersi altrove, si
recano invece nei Pronto Soccorsi, intasandoli.
A questo si deve anche "una scarsa
informazione ai cittadini che, non
immaginando di poter trovare risposte altrove,
vanno lì anche quando le aziende territoriali
sono attrezzate». L' apparato soffre di una
disorganizzazione «in capo a dirigenti a volte
del tutto inadeguati», su cui pesa «l' assenza
di percorsi specialistici direttamente
accessibili da parte dell' utente».
Un quadro critico, quello dipinto da Rotelli, e che si trascina da decenni. «A fronte di queste e di altre
deficienze storiche ­ ragiona il consigliere ­ appare singolare il tentativo maldestro di coloro che
denunciano oggi queste carenze con l' aria di volerle imputare ad una riforma che è si e no appena
cominciata, invece che ad anni di malgoverno e di inadeguate risposte che stanno dietro le spalle. E
sulle spalle di chi oggi denuncia». Il presidente della Commissione ripercorre quindi i punti qualificanti
della norma che, per l' emergenza, mette in campo un potenziamento dei servizi extra­ospedalieri con
la creazione delle "case della salute" (i Cap dentro i distretti), che consentono di affrontare tutto ciò che
non deve venir riversato sugli ospedali. Rotelli si sofferma poi sul snodo centrale della legge: la fusione
tra aziende ospedaliere e territoriali a Trieste Udine e Pordenone, con «una maggiore attenzione e più
risorse verso le malattie di lunga durata, riducendo la mole di fondi per le fasi acute, spesso
sovrabbondanti». Le aziende, afferma, «erano state separate non si sa perché, con ricadute negative
sulla continuità delle cure». La norma, ancora, interviene sui medici di famiglia, «che devono
riorganizzarsi in rete, per gruppi e dentro i Distretti in modo da fornire prestazioni su archi temporali
continuativi». E, ancora su infermieri e tecnici sanitari «che devono essere investiti di responsabilità
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superiore». Quindi, «se quel che la legge regionale promuove verrà davvero messo in campo ­
conclude Rotelli ­ molte delle criticità attuali potranno essere adeguatamente affrontate».
(g.s.
)
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audizione in parlamento.
Il Viminale rassicura l' Isontino «L' impatto dei
rifugiati calerà»
GRADISCA L' impatto dei richiedenti asilo su
Gradisca e Gorizia è destinato ad attenuarsi
nel medio periodo. Ad assicurarlo è il
Viminale, attraverso le parole del prefetto
Mario Morcone. Il Capo dipartimento per le
libertà civili e l' immigrazione del ministero
dell' Interno lo ha affermato mercoledì nel
corso della sua audizione al Comitato
parlamentare di controllo sull' attuazione dell'
accordo di Schengen.
A darne notizia è il deputato del Pd Giorgio
Brandolin, che della stessa commissione è il
vicepresidente. Due sono i motivi per i quali le
città di Gradisca e Gorizia si trovano a dover
assorbire quasi per intero il carico dei
richiedenti asilo presenti sul territorio
provinciale. Primo: il fatto che le recentemente
attivate commissioni territoriali di Padova e
Venezia per l' esame delle richieste di asilo
non sono ancora completamente a pieno
regime.
Secondo: la mancanza di alternative per l'
accoglienza a parte il Cara di Gradisca (e il
Cara­2, ovvero l' ex Cie parzialmente
riconvertito a centro di accoglienza per i
profughi non coperti da convenzione). Questo,
spiega Brandolin, quanto è stato riferito al
Comitato Schengen dal prefetto Morcone.
«Il primo problema ­ riferisce Brandolin ­ si risolverà a breve, visto che già entro qualche settimana le
due commissioni saranno del tutto operative, con notevoli sgravi per il nostro territorio.
Il secondo invece si risolverà quando la Regione Friuli Venezia Giulia determinerà, con il Piano
regionale di accoglienza, quali Comuni saranno dotati di strutture di accoglienza e per quanti rifugiati».
Morcone ha ricordato che in tutta Italia si parla di 80.000 richieste, che dovrebbero essere divise
proporzionalmente alla popolazione secondo un "piano di accoglienza diffusa". La quota del Friuli
Venezia Giulia, rivela il deputato isontino, dovrebbe aggirarsi su 1.500­2000 unità. «Il che significa che,
se in rapporto alla popolazione meno di 10 Comuni saranno individuati in tutto il territorio dell' Isontino, a
ognuno di loro farà riferimento solo una decina di rifugiati».
Infine, lo stesso Capo dipartimento ha sottolineato, facendo riferimento proprio alla realtà della Provincia
di Gorizia, la necessità di utilizzare i fondi messi a disposizione per i lavori socialmente utili riservati ai
richiedenti asilo.
Strumento per il quale non si prevedono compensi per gli asilanti (è prevista solo la copertura degli
oneri assicurativi) ma, secondo Brandolin, si otterrebbero, facendone ricorso ogni volta possibile, due
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risultati: «vantaggi per la comunità, e l' innescarsi di "buone pratiche" per l' integrazione».
Attualmente a Gorizia si contavano ancora 51 immigrati (il dato della Questura è dei giorni scorsi) privi
di alloggio, "fuori convenzione" e dunque bivaccati dove e come possono. A questi si aggiungono i 212
regolarmente "ospitati" nelle strutture convenzionate, per un totale di 263 presenze, la popolazione del
Cara di Gradisca d' Isonzo che oscilla attorno alle 230 fra Cara ed ex Cie, e altri 15 sistemati a San
Canzian d' Isonzo.
In totale, secondo i dati forniti dalle autorità, la provincia di Gorizia dunque ospita in questi giorni circa
500 immigrati.
(l.m.
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Ispettori del Tribunale al Cara di Gradisca
Blitz ordinato dai giudici di Trapani. Ai raggi X documenti, beni e mezzi. Controllo legato
alla richiesta di concordato.
di Luigi Murciano wGRADISCA Futuro
nebuloso per la gestione del Cara di Gradisca.
Due tecnici del Tribunale di Trapani in queste
ore si sono presentati al centro richiedenti
asilo per una totale radiografia dei beni
contenuti all' ex caserma Polonio e di proprietà
del consorzio Connecting People, ove ha sede
legale il consorzio siciliano. I tecnici del
Tribunale hanno passato la struttura ai raggi X:
hanno effettuato un inventario dei beni, delle
forniture, delle suppellettili e dei mezzi in
dotazione; li hanno fotografati ed etichettati
uno ad uno, hanno controllato il chilometraggio
dei veicoli. Secondo gli scarsi dettagli a
disposizione, la procedura non sarebbe quella
del pignoramento, ma legata alla richiesta di
concordato in bianco presentata 12 mesi or
sono da Connecting People allo stesso
Tribunale di Trapani. Impossibile a riguardo
avere conferme dalla Prefettura, mentre l'
assessore provinciale al Lavoro Ilaria Cecot
ritiene «doverosa la massima trasparenza» su
quanto sta accadendo «per rispetto ai
dipendenti del Cara e alle istituzioni del
territorio».
Correva l' 8 febbraio 2014 quando venne
avviata la procedura finalizzata a scongiurare
la dichiarazione di fallimento del consorzio siciliano ed eventuali azioni di responsabilità nei confronti dei
suoi amministratori.
Connecting aveva espresso la volontà di presentare ai creditori un piano di rientro. Di certo il viavai all'
ex caserma Polonio tiene con il fiato sospeso gli operatori della struttura, da tempo creditori nei
confronti di Connecting People (e della Prefettura, che della gestione del Cara è l' ente appaltante).
Seguendo un triste copione che si rinnova da anni, i dipendenti stanno vedendo nuovamente maturare
pesantissimi ritardi nell' erogazione degli stipendi: aspettano i salari compresi fra novembre e marzo,
che ormai volge alla conclusione, più la tredicesima. Kafkiana poi la situazione dei professionisti a
partita Iva (medici e infermieri) le cui fatture non sono pagate da oltre un anno. Il consorzio siciliano non
fa mistero della crisi, che addebita ai ritardi con cui lo Stato procede ai pagamenti ma soprattutto alla
mancata rimodulazione del contratto d' appalto. Rimodulazione che ­ come riporta una recente nota ­
sarebbe stata opportuna dopo alcune modifiche sostanziali operate dalla Prefettura per conto del
Viminale: leggasi l' aumento di capienza del Cara da 138 a 202 posti, e la contemporanea chiusura del
Cie. «A fronte di posti sempre occupati alla massima capienza ­ si difende il consorzio trapanese ­ dal
novembre 2013 al dicembre 2014 la Prefettura ha provveduto a pagare a Connecting People solo per
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138 posti». Tale circostanza avrebbe generato «una sofferenza cronica nella copertura dei costi» e
sarebbe «la maggiore causa dello stato di crisi finanziaria del Consorzio», che a febbraio 2014 ha
presentato domanda di concordato preventivo. «Vista la mancata rimodulazione a cui si è inutilmente
lavorato per mesi, è in essere la procedura di risoluzione consensuale del contratto».
Sullo sfondo rimane il caso giudiziario che lega a doppio filo Prefettura di Gorizia e Connecting People:
13 persone rinviate a giudizio dopo l' inchiesta sulle presunte fatture e presenze gonfiate all' ex Polonio.
Il viceprefetto di Gorizia Gloria Sandra Allegretto e il ragioniere capo Telesio Colafati sono imputati di
falso materiale e ideologico in atti pubblici. Undici persone tra i vertici della Connecting sono invece
imputate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato a inadempienze in
pubbliche forniture.
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«Ben vengano nuove industrie»
Il sindaco Romoli e il presidente della Provincia Gherghetta: rispetto però per l'
ambiente.
Ben vengano nuovi insediamenti produttivi e
industriali, a patto che rispettino l' ambiente e il
territorio. In sintesi è questo il punto sul quale
si trovano perfettamente d' accordo sindaco di
Gorizia, Ettore Romoli, e presidente della
Provincia, Enrico Gherghetta. Perché la crisi
occupazionale non si può superare senza
creare nuovi posti di lavoro.
Anche, ovviamente, legati ad industria e
imprese. «Si tratta in fondo di una questione
nazionale ­ spiega il sindaco Romoli ­. La
visione comune è quella di un manifatturiero
che sporca ed inquina, e dunque si preferisce
puntare su un' economia della "carta",
ecologica e pulita.
Ma è una visione errata a mio modo di vedere,
che bisogna rivalutare. Senza manifatturiero si
muore, e un' industria moderna, innovativa e
rispettosa dell' ambiente dovrebbe essere alla
base del rilancio.
Nell' Isontino come altrove».
«Bisogna lavorare per far tornare le industrie
sul territorio ­ concorda il presidente
Gherghetta ­, anche se queste ovviamente
devono rispettare le imposizioni che diamo in
materia di tutela dell' ambiente e normative».
C' è poi il tema del gran numero di persone
che potremmo definire "scoraggiate", ovvero coloro che non hanno un lavoro e, a quanto pare, hanno
persino rinunciato a trovarlo. «E' un problema che esiste, inutile nasconderlo ­ spiega Gherghetta ­, ma
è anche giusto dire che il nostro territorio regge in modo migliore ad altri, in questi momenti. Ad
esempio secondo i dati in mio possesso gli scoraggiati in altre zone della regione, a partire da Trieste,
sono di più rispetto a quelli dell' Isontino. Questo anche perché le nostre imprese resistono in qualche
modo, e per la fondamentale presenza della Fincantieri e del suo indotto».
«La crisi di certo non aiuta chi è in cerca di lavoro ­ considera il sindaco Romoli ­, ma non vorrei che al
giorno d' oggi si tendesse a scoraggiarsi molto facilmente. Sicuramente però questo è un problema
anche di carattere sociale e culturale, che registriamo un po' in tutto il Paese».
Marco Bisiach.
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Allarme lavoro, 27mila i "desaparecidos"
Tecnicamente li chiamano "inattivi", sono persone che si sono arrese, non cercano più
un posto. Perlopiù giovani
di Francesco Fain Tecnicamente si chiamano
"inattivi". Ma potrebbero essere chiamati
anche "scoraggiati" o "disillusi". Sono coloro
che non cercano nemmerno più un lavoro. Si
sono stufati, si sono arresi di fronte all'
assenza di opportunità di occupazione. Sino
ad oggi non erano mai stati forniti numeri sull'
entità del fenomeno ma grazie ai dati
rielaborati dalla Regione per conto della
Provincia siamo in grado oggi di "inquadrare"
il fenomeno.
Gli inattivi dai 15 ai 64 anni sono stimati in
27mila in provincia di Gorizia, di cui 10mila
uomini e 17mila donne. «Un numero a dir poco
enorme e che mostra quale sia il livello di
demotivazione di chi non ha un lavoro. In
questi 27 mila c' è un numero consistente di
studenti che, terminata l' esperienza scolastica
e trovate molte porte chiuse, il lavoro
nemmeno lo cercano più», sottolinea l'
assessore provinciale al Welfare Ilaria Cecot.
Perfettamente concorde Umberto Brusciano,
segretario provinciale della Cisl. «Si tratta di
dati che, purtroppo, non ci stupiscono.
Ormai c' è un esercito di persone che non
hanno più fiducia nei Centri per l' impiego e
nelle agenzie interinali. La verità è che servono
risposte sistemiche e questa provincia deve smettere di dire "no" a prescindere ad ogni iniziativa
imprenditoriale. Ci sono troppi comitati, troppi gruppi che si oppongono ma non fanno il bene del
territorio».
Altri numeri. Nella media 2014, lo stock di occupati si attesta sopra le 55mila unità, di cui 32mila uomini
e 23,3mila donne. La quota dell' occupazione provinciale sul totale regionale è pari all' 11,2 per cento.
Settorialmente, l' industria, con 16mila occupati incide per il 30 per cento del totale, i servizi, con 37mila,
per i due terzi. Seguono costruzioni (3mila) e agricoltura (2mila). Il tasso di occupazione ha registrato
comunque una crescita al 62,5 per cento (+1,8 rispetto al 2013), con un incremento particolarmente
elevato per la componente maschile (+2,8) e minore per quella femminile (+0,6).
E passiamo al tasso di disoccupazione complessivo che tocca il 8,7 per cento (+0,7 sul 2013), valore
superiore a quello di tutte le altre province.
«Così pure ­ aggiunge l' assessore Cecot ­ per il tasso di disoccupazione femminile (11,2 per cento)
con un significativo aumento sul 2013. Il peggioramento del tasso di disoccupazione provinciale sembra
riguardare unicamente le persone con 35 anni e più, mentre per i giovani, in particolare 15­29 anni, si
osservano riduzioni significative».
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Nel corso del primo bimestre 2015, in provincia di Gorizia le ore di cassa integrazione guadagni sono
state 320mila, in drastica riduzione rispetto allo stesso bimestre del 2014.
Si tratta di oltre 1milione di ore in meno. La dinamica tendenziale provinciale in direzione di un
raffreddamento del ricorso allo strumento è risultata più intensa di quella complessiva regionale.
«Ma si tratta di un dato da prendere con le molle ­ evidenzia ancora Cecot ­. La cassa integrazione cala
perché... scade. Significa che non c' è più la possibilità di ricorrere a questo ammortizzatore sociale.
Ecco perché non va letto come un dato positivo. Illuminanti saranno i prossimi dati sulla mobilità».
Sempre con riferimento al primo bimestre, l' incidenza provinciale della cassa sul totale della regione
Fvg passa dal 21 per cento del 2014 al 9 per cento del 2015. Per quanto in netta flessione (­923mila),
anche nel primo bimestre 2015 rimane preponderante il ricorso alla Cigs (236mila ore). A livello
settoriale, si evidenzia la quasi totale concentrazione delle autorizzazioni per il manifatturiero (288mila),
in particolare per le meccaniche (130mila), il tessile (131mila) e l' edilizia (28mila).
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27 marzo 2015
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incontri con l' arma.
Consigli e filmati per imparare a difendersi da truffe
e furti
A lezione per imparare a riconoscere le truffe e
a prevenire i furti. Sono le conferenze, aperte
ai cittadini, e rivolte in particolare agli anziani e
alle fasce deboli dalla popolazione,
organizzate a Monfalcone e nei comuni del
mandamento, a partire dallo scorso mese di
settembre e proseguite anche quest' anno. Il
ciclo di conferenze è stato organizzato dalla
Provincia di Gorizia, con il contributo della
Regione e dei sindacati, in collaborazione con
il Comando provinciale dei carabinieri di
Gorizia.
Si tratta di una iniziativa volta a fornire
informazioni e consigli pratici, utili per
difendersi dai reati, sensibilizzando al
contempo i cittadini a collaborare con le forze
dell' ordine e le istituzioni, facendosi parte
attiva nel segnalare situazioni sospette o
anomale.
Durante gli incontri, tenuti dalla dottoressa
Alessandra Bolletti, dell' Ufficio Welfare della
Provincia, e dal comandante della Compagnia
dei carabinieri di Monfalcone, capitano Sante
Picchi, alla presenza delle rappresentanze dei
sindacati e dei rispettivi comandanti delle
stazioni dei carabinieri dei comuni dove sono
state ospitate le conferenze, sono stati
proiettati filmati incentrati su furti e truffe, rappresentando diverse circostanze: in azione, ad esempio, un
falso operaio, una falsa fioraia, oppure un falso amico del figlio, o ancora, la simulazione di una truffa in
giardino, l' arrivo di un falso pacco in contrassegno. Sono stati anche distribuiti opuscoli con l'
illustrazione di esempi di truffe e furti, corredate da immagini commentate in italiano, friulano e sloveno.
Gli incontri si sono rivelati efficaci, considerato che sono aumentate le segnalazioni sulla linea 112 di
persone e mezzi sospetti, aumentando la comunicazione tra i cittadini e le forze dell' ordine. È
aumentata anche la sensibilizzazione da parte dei cittadini nel prestare attenzione al fenomeno dei furti
anche quando non ne sono direttamente coinvolti.
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Gorizia
«Serve un tavolo regionale per il caso De
Franceschi»
I sindaci di Monfalcone Altran e di Staranzano Marchesan chiedono di intervenire come
accade nelle altri grandi aziende. Il Consiglio comunale vicino ai lavoratori.
di Giulio Garau Un tavolo regionale per la crisi alla De
Franceschi, come è stato fatto per altre aziende, perché
non è un problema solo di Monfalcone. A chiederlo, all'
ombra dei giganteschi silos dove viene stoccato il mais,
il sindaco di Monfalcone Silvia Altran e quello di
Staranzano, Riccardo Marchesan che ieri mattina hanno
incontrato i lavoratori che hanno occupato lo
stabilimento. Sono cinquantasette, lunedì erano in
contratto di solidarietà e ora in cassintegrazione a zero
ore. Lavoratori in strada, stabilimento fermo ed ora
occupato e relazioni interrotte con l' azienda.
Di ufficiale nulla, soltanto voci e indiscrezioni come
quelle sul buco finanziario che sta per raggiungere il
valore del capitale sociale. «Parlano di 5 milioni e
settecento mila euro ­ spiega il segretario provinciale
della Cgil, Paolo Liva ­ a non si sa ancora nulla
ufficialmente di ipotesi di vendite». C' è anche una voce
che parla della cessione di una sola parte dello
stabilimento.
È il mulino, che macina mais, più grande d' Europa se
non si considera quello della Kellog' s a Liverpool,
capace di andare ben oltre le 200mila tonnellate che la
De Franceschi faceva negli anni "d' oro". «Un impianto che funziona, che ha maestranze professionali e
che deve riprendere la produzione che non è in crisi ­ insiste il sindaco Altran ­ ci sono tutte le
condizioni perché riprenda a funzionare e non rimanga chiuso. Non siamo di fronte a una situazione di
crisi banale, e alla luce di quanto sta accadendo è spiegato il perchè del presidio dei lavoratori all'
impianto che può stare benissimo sul mercato. È un bene che ci sia la pressione mediatica, sono in
ballo 57 lavoratori e il loro futuro. Come istituzioni faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità». Una
linea che trova l' accordo anche il sindaco Marchesan: «Questo territorio insiste su due comuni ­ dice ­
ed è un prblema grave e importante per la produzione e l' occupazione, non lo possiamo risolvere a
livello locale. Anche perché questa struttura non ha altri destini, bisogna trovare una soluzione che
garantisca continuità lavorativa, non bisogna lasciare il posto, i cancelli vanno tenuti aperti: abbiamo già
perso troppi posti di lavoro».
Ieri sera Altran e Marchesan hanno partecipato anche a un vertice dei sindaci del mandamento.
«Speriamo che le trattative si riaprano, per ora risposte non ce ne sono state, speriamo che entri una
nuova proprietà. Incredibile che l' azienda sia andata avanti con 5 anni di bilanci passivi» hanno fatto
sapere le Rsu.
La consigliera comunale di Obiettivo Monfalcone Anna Cisint ha già presentato un' interrogazione. «La
gravissima situazione rischia di creare un altro buco nero nella già drammatica situazione locale. L'
amministrazione comunale ha il dovere di garantire un percorso perché l' azienda, la provincia e la
regione stabiliscano il da farsi per recuperare la trattativa ma anche per ripristinare una situazione ora al
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limite per molte famiglie. È urgente quindi che il sindaco convochi le parti e nel contempo va convocata
con urgenza la commissione competente per l' audizione delle parti visto che diventa necessario che
anche la politica locale appoggi fattivamente tutte le iniziative perché si creino le condizioni di ripresa».
Molto preoccupato anche Giovanni Iacono, capogruppo Sel in Comune: «Bisogna convocare una seduta
della Conferenza capigruppo e del Consiglio comunale sulla grave crisi occupazionale alla De
Franceschi vista la nuova emergenza per l' industria cittadina, e in particolare per un' industria
storicamente patrimonio della città e in un settore ad alto significato ambientale».
«Ai lavoratori di De Franceschi dico che non sono soli ­ afferma infine la consigliere di Alternativa per
Monfalcone Suzana Kulier ­ e che tutte le forze politiche devono stringersi attorno al sindaco Silvia
Altran per tentare di dare un esito positivo a questa vicenda. La consigliera comunale sollecita a fare
tesoro di quanto accaduto con l' Ineos Film, cioé l' ex Adriaplast, chiusa dalla proprietà e più di recente
con Detroit. «Invitiamo tutte le forze politiche a sostenere i diritti dei lavoratori del territorio ­ aggiunge ­
ad avere sempre un' occupazione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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27 marzo 2015
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Viaggio musicale dal Medioevo al '700 con il
Dresdam
festival.
Un viaggio musicale nei secoli, dal Medioevo al Settecento,
da Aquileia alla corte inglese, viene proposto dalla nuova
edizione di "Musica Cortese primavera. Festival internazionale
di musica antica nei centro storici del Friuli Venezia Giulia".
Il concerto d' esordio è fissato per la serata di domani al
castello di Gorizia con protagonisti gli artisti del Dramsam ­
Centro giuliano di musica antica ­ ideatori e organizzatori
della manifestazione, assieme alla Provincia, alla Regione e
alle Fondazioni Carigo e Crup.
Molte sono le novità dei 17 concerti in programma fino al 7
giugno, nei castelli e palazzi del Fvg. «È stata una sfida ai
"mala tempora", vinta grazie al sostegno della Regione che ha
così dato atto della qualità del nostro lavoro» ha ricordato
Giuseppe Paolo Cecere, direttore artistico della rassegna
presentando il programma con l' assessore provinciale alla
cultura Federico Portelli.
Fra le novità del calendario tre prime assolute, una rassegna
di concerti itineranti in castello, la collaborazione con l' Ert e il
sostegno di media partner delle televisioni nazionale slovena
e Koper.
Si inizia dunque domani con il canto vocale nato ad Aquileia
nel XI, segue, martedì 31 nel salone del Parlamento di Udine,
"Musica e demoni", fatti seicenteschi di possessione
demoniaca in un convento femminile durante l' Inquisizione,
con musiche antiche e contaminazioni elettroniche. Un
progetto targato Ert, ideato da Eugenio Allegri che ne cura
anche la regia.
Di pari straordinarietà l' appuntamento del 30 aprile nel teatro­
bomboniera di San Vito al Tagliamento con la messa in scena
della prima mondiale di "La secchia rapita" melologo
concertato di Tassoni con l' attore Massimo Somaglino.
Sempre in aprile sono tre concerti in calendario: il 9 e il 16 a
Palazzo Attems di Gorizia con un repertorio italiano e inglese,
il 23 a Cervignano del Friuli con le musiche e le danze inglesi.
Ricco di proposte maggio: ogni domenica mattina dalle 11.30
in Castello a Gorizia l' ensemble Protempore si esibirà in
esecuzioni in movimento con aperitivo finale a cura dell'
Accademia Jaufre Rudel.
Le date di maggio del 10, 16, 21, 24, 30 e 7 giugno sono tutte
previste a Gorizia, mentre il 28 il festival farà tappa a Gradisca.
Tutti i concerti inizieranno alle 21: il programma dettagliato con anticipazioni e curiosità sui social e su
www.dramsam.
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eu.
Margherita Reguitti.
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27 marzo 2015
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Il vero Osservatorio del re
È quello situato nel torrione che guarda al Rafut non alla base del bastione "fiorito"
Non polemizzo mai, soprattutto su materie in
cui le scoperte sembrano infinite e mi spiace
non aver letto il contributo on line del
Seppenhofer sulle gallerie del castello,
interessantissimo. Credo pure che dovrò
mettermi a dieta: altrimenti devo capire che si
intenda per cunicolo e di cosa stiamo
parlando. La feritoia sopra alla quale
campeggia la targa del I e II reparto speciale
mitraglieri, verosimilmente apposta tra il '16 ed
il '17, trova riscontro documentale in una
dettagliata mappa custodita all' Archivio
storico provinciale. Da essa abbiamo precisa
contezza che alla base di ogni bastione, dopo
la presa di Gorizia, erano state appostate delle
mitragliatrici, destinate alla difesa del
perimetro esterno del martoriato maniero. La
targa in esame si trova alla base del Bastion II
(conosciuto da tutti come Bastione fiorito)
mentre l' Osservatorio del Re, di cui ho
replicato i curiosi graffiti eseguiti nel 1917 dagli
zappatori del 201° Fanteria nella trincea del
Museo della Grande Guerra, è scavata nel
bastione che guarda al Rafut/San Marco.
Entrambe sono oggetto di tutela, ex lege, e
sono letteralmente costellate, in prossimità
delle feritoie, di graffiti. In realtà, quelle lasciate
da militari sono abbastanza ben identificabili, risalendo al 1919 e contenendo riferimenti espliciti a
servizi di guardia svolti ancora dopo la fine delle ostilità, mentre le altre si fermano al 1938, riportando
semmai date di nascita o di visita. "Viva il 1908" inciso su cemento gettato nel 1917 non può che essere
una esaltazione di una classe di leva Simpatico scorgere i nomi di cittadini goriziani di famiglie piuttosto
note (Pich, Visintin). Le cartoline messe a disposizione da Maurizio Tavagnutti, che pure io possiedo,
non consentono di affermare con sicurezza che la galleria (per me cunicolo, ma giudicate voi: in origine
sarà stata sicuramente più ampia) sia rimasta a cielo aperto dopo il '38. Anzi. La cartolina con la vista
aerea è ricavata da una foto del 1937/1938, persino prima della messa a dimora dei pini marittimi, muti
testimoni del passare del tempo, mentre credo sia tranchant l' esame delle fotografie della Busta 6­1826
"Singoli fabbricati ­ Condizioni della cortina muraria del Castello di Gorizia", consultabile presso la
Fototeca dei Musei provinciali.
Essa non fa che confermare quello che si vede nelle fotografie scattate ai giorni nostri: il piano di
campagna attuale è più basso di quasi due metri per effetto dei lavori di costruzione dell' ascensore. Si
vede assai bene nelle immagini, come mi è stato confermato da due amici architetti. Ma io sono solo un
povero artigiano della storia locale. E prometto che mangerò meno.
Pier Luigi Lodi.
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27 marzo 2015
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
Musica Cortese a palazzo Attems
pagine scelte.
Prenderà il via domani al Castello di Gorizia
"Musica Cortese", il festival internazionale di
musica antica che si ripropone in vari luoghi
suggestivi del Friuli Venezia Giulia fino al
prossimo 31 maggio.
Questa edizione primaverile si rifà a un
repertorio rinascimentale e medievale
interpretato da qualificate presenze artistiche,
sia nazionali che straniere. La manifestazione,
presentata ieri nella sede della Provincia di
Gorizia, toccherà cinque tra i siti più belli dell'
Isontino, tra cui Palazzo Attems e Palazzo
Torriani di Gradisca d' Isonzo. Il concerto
inaugurale sarà affidato alla Corale Vincenzo
Ruffo e Dramsam Ens che eseguiranno
"Ermeneia ­ Obsequium et canto movere, tra
monodia e polifonia ­ la musica del Patriarcato
di Aquileia". (e.ma.
)
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