DOSSIER Venerdì, 27 marzo 2015 DOSSIER Venerdì, 27 marzo 2015 Articoli 27/03/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 15 Riforma sanitaria, Rotelli attacca i "contras" 27/03/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 17 Il Viminale rassicura l' Isontino «L' impatto dei rifugiati... 27/03/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 17 Ispettori del Tribunale al Cara di Gradisca 27/03/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18 «Ben vengano nuove industrie» 27/03/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18 Allarme lavoro, 27mila i "desaparecidos" 27/03/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 23 Consigli e filmati per imparare a difendersi da truffe e furti 27/03/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 24 «Serve un tavolo regionale per il caso De Franceschi» 27/03/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 38 Viaggio musicale dal Medioevo al '700 con il Dresdam 27/03/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 40 Il vero Osservatorio del re 27/03/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 59 Musica Cortese a palazzo Attems 1 3 5 7 8 10 11 13 15 16 27 marzo 2015 Pagina 15 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Riforma sanitaria, Rotelli attacca i "contras" «Maldestri tentativi di imputare le carenze del sistema al nuovo riassetto anzichè ad anni di malgoverno» TRIESTE La riforma sanitaria è in grado di affrontare molte delle criticità del sistema. Ne è certo il presidente della Terza commissione Franco Rotelli che in un intervento in riposta alle polemiche sorte in questo periodo, propone la sua personale analisi. «Vale la pena domandarsi a chi giovi che la legge varata da poco venga ogni giorno accusata dei mali che affliggono la sanità da anni», osserva il consigliere Pd. La riflessione di Rotelli tocca in primo luogo il tema della gestione dell' emergenza in Fvg: «Che i Pronto soccorso siano intasati scrive in una nota lo si può registrare da qualche decennio. Le lunghe file e le ore di attesa derivano da un "troppo debole sistema di cure extraospedaliere", per cui le persone, che potrebbero benissimo rivolgersi altrove, si recano invece nei Pronto Soccorsi, intasandoli. A questo si deve anche "una scarsa informazione ai cittadini che, non immaginando di poter trovare risposte altrove, vanno lì anche quando le aziende territoriali sono attrezzate». L' apparato soffre di una disorganizzazione «in capo a dirigenti a volte del tutto inadeguati», su cui pesa «l' assenza di percorsi specialistici direttamente accessibili da parte dell' utente». Un quadro critico, quello dipinto da Rotelli, e che si trascina da decenni. «A fronte di queste e di altre deficienze storiche ragiona il consigliere appare singolare il tentativo maldestro di coloro che denunciano oggi queste carenze con l' aria di volerle imputare ad una riforma che è si e no appena cominciata, invece che ad anni di malgoverno e di inadeguate risposte che stanno dietro le spalle. E sulle spalle di chi oggi denuncia». Il presidente della Commissione ripercorre quindi i punti qualificanti della norma che, per l' emergenza, mette in campo un potenziamento dei servizi extraospedalieri con la creazione delle "case della salute" (i Cap dentro i distretti), che consentono di affrontare tutto ciò che non deve venir riversato sugli ospedali. Rotelli si sofferma poi sul snodo centrale della legge: la fusione tra aziende ospedaliere e territoriali a Trieste Udine e Pordenone, con «una maggiore attenzione e più risorse verso le malattie di lunga durata, riducendo la mole di fondi per le fasi acute, spesso sovrabbondanti». Le aziende, afferma, «erano state separate non si sa perché, con ricadute negative sulla continuità delle cure». La norma, ancora, interviene sui medici di famiglia, «che devono riorganizzarsi in rete, per gruppi e dentro i Distretti in modo da fornire prestazioni su archi temporali continuativi». E, ancora su infermieri e tecnici sanitari «che devono essere investiti di responsabilità Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 1 27 marzo 2015 Pagina 15 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia superiore». Quindi, «se quel che la legge regionale promuove verrà davvero messo in campo conclude Rotelli molte delle criticità attuali potranno essere adeguatamente affrontate». (g.s. ) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 2 27 marzo 2015 Pagina 17 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia audizione in parlamento. Il Viminale rassicura l' Isontino «L' impatto dei rifugiati calerà» GRADISCA L' impatto dei richiedenti asilo su Gradisca e Gorizia è destinato ad attenuarsi nel medio periodo. Ad assicurarlo è il Viminale, attraverso le parole del prefetto Mario Morcone. Il Capo dipartimento per le libertà civili e l' immigrazione del ministero dell' Interno lo ha affermato mercoledì nel corso della sua audizione al Comitato parlamentare di controllo sull' attuazione dell' accordo di Schengen. A darne notizia è il deputato del Pd Giorgio Brandolin, che della stessa commissione è il vicepresidente. Due sono i motivi per i quali le città di Gradisca e Gorizia si trovano a dover assorbire quasi per intero il carico dei richiedenti asilo presenti sul territorio provinciale. Primo: il fatto che le recentemente attivate commissioni territoriali di Padova e Venezia per l' esame delle richieste di asilo non sono ancora completamente a pieno regime. Secondo: la mancanza di alternative per l' accoglienza a parte il Cara di Gradisca (e il Cara2, ovvero l' ex Cie parzialmente riconvertito a centro di accoglienza per i profughi non coperti da convenzione). Questo, spiega Brandolin, quanto è stato riferito al Comitato Schengen dal prefetto Morcone. «Il primo problema riferisce Brandolin si risolverà a breve, visto che già entro qualche settimana le due commissioni saranno del tutto operative, con notevoli sgravi per il nostro territorio. Il secondo invece si risolverà quando la Regione Friuli Venezia Giulia determinerà, con il Piano regionale di accoglienza, quali Comuni saranno dotati di strutture di accoglienza e per quanti rifugiati». Morcone ha ricordato che in tutta Italia si parla di 80.000 richieste, che dovrebbero essere divise proporzionalmente alla popolazione secondo un "piano di accoglienza diffusa". La quota del Friuli Venezia Giulia, rivela il deputato isontino, dovrebbe aggirarsi su 1.5002000 unità. «Il che significa che, se in rapporto alla popolazione meno di 10 Comuni saranno individuati in tutto il territorio dell' Isontino, a ognuno di loro farà riferimento solo una decina di rifugiati». Infine, lo stesso Capo dipartimento ha sottolineato, facendo riferimento proprio alla realtà della Provincia di Gorizia, la necessità di utilizzare i fondi messi a disposizione per i lavori socialmente utili riservati ai richiedenti asilo. Strumento per il quale non si prevedono compensi per gli asilanti (è prevista solo la copertura degli oneri assicurativi) ma, secondo Brandolin, si otterrebbero, facendone ricorso ogni volta possibile, due Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 3 27 marzo 2015 Pagina 17 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia risultati: «vantaggi per la comunità, e l' innescarsi di "buone pratiche" per l' integrazione». Attualmente a Gorizia si contavano ancora 51 immigrati (il dato della Questura è dei giorni scorsi) privi di alloggio, "fuori convenzione" e dunque bivaccati dove e come possono. A questi si aggiungono i 212 regolarmente "ospitati" nelle strutture convenzionate, per un totale di 263 presenze, la popolazione del Cara di Gradisca d' Isonzo che oscilla attorno alle 230 fra Cara ed ex Cie, e altri 15 sistemati a San Canzian d' Isonzo. In totale, secondo i dati forniti dalle autorità, la provincia di Gorizia dunque ospita in questi giorni circa 500 immigrati. (l.m. ) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 4 27 marzo 2015 Pagina 17 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Ispettori del Tribunale al Cara di Gradisca Blitz ordinato dai giudici di Trapani. Ai raggi X documenti, beni e mezzi. Controllo legato alla richiesta di concordato. di Luigi Murciano wGRADISCA Futuro nebuloso per la gestione del Cara di Gradisca. Due tecnici del Tribunale di Trapani in queste ore si sono presentati al centro richiedenti asilo per una totale radiografia dei beni contenuti all' ex caserma Polonio e di proprietà del consorzio Connecting People, ove ha sede legale il consorzio siciliano. I tecnici del Tribunale hanno passato la struttura ai raggi X: hanno effettuato un inventario dei beni, delle forniture, delle suppellettili e dei mezzi in dotazione; li hanno fotografati ed etichettati uno ad uno, hanno controllato il chilometraggio dei veicoli. Secondo gli scarsi dettagli a disposizione, la procedura non sarebbe quella del pignoramento, ma legata alla richiesta di concordato in bianco presentata 12 mesi or sono da Connecting People allo stesso Tribunale di Trapani. Impossibile a riguardo avere conferme dalla Prefettura, mentre l' assessore provinciale al Lavoro Ilaria Cecot ritiene «doverosa la massima trasparenza» su quanto sta accadendo «per rispetto ai dipendenti del Cara e alle istituzioni del territorio». Correva l' 8 febbraio 2014 quando venne avviata la procedura finalizzata a scongiurare la dichiarazione di fallimento del consorzio siciliano ed eventuali azioni di responsabilità nei confronti dei suoi amministratori. Connecting aveva espresso la volontà di presentare ai creditori un piano di rientro. Di certo il viavai all' ex caserma Polonio tiene con il fiato sospeso gli operatori della struttura, da tempo creditori nei confronti di Connecting People (e della Prefettura, che della gestione del Cara è l' ente appaltante). Seguendo un triste copione che si rinnova da anni, i dipendenti stanno vedendo nuovamente maturare pesantissimi ritardi nell' erogazione degli stipendi: aspettano i salari compresi fra novembre e marzo, che ormai volge alla conclusione, più la tredicesima. Kafkiana poi la situazione dei professionisti a partita Iva (medici e infermieri) le cui fatture non sono pagate da oltre un anno. Il consorzio siciliano non fa mistero della crisi, che addebita ai ritardi con cui lo Stato procede ai pagamenti ma soprattutto alla mancata rimodulazione del contratto d' appalto. Rimodulazione che come riporta una recente nota sarebbe stata opportuna dopo alcune modifiche sostanziali operate dalla Prefettura per conto del Viminale: leggasi l' aumento di capienza del Cara da 138 a 202 posti, e la contemporanea chiusura del Cie. «A fronte di posti sempre occupati alla massima capienza si difende il consorzio trapanese dal novembre 2013 al dicembre 2014 la Prefettura ha provveduto a pagare a Connecting People solo per Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 5 27 marzo 2015 Pagina 17 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia 138 posti». Tale circostanza avrebbe generato «una sofferenza cronica nella copertura dei costi» e sarebbe «la maggiore causa dello stato di crisi finanziaria del Consorzio», che a febbraio 2014 ha presentato domanda di concordato preventivo. «Vista la mancata rimodulazione a cui si è inutilmente lavorato per mesi, è in essere la procedura di risoluzione consensuale del contratto». Sullo sfondo rimane il caso giudiziario che lega a doppio filo Prefettura di Gorizia e Connecting People: 13 persone rinviate a giudizio dopo l' inchiesta sulle presunte fatture e presenze gonfiate all' ex Polonio. Il viceprefetto di Gorizia Gloria Sandra Allegretto e il ragioniere capo Telesio Colafati sono imputati di falso materiale e ideologico in atti pubblici. Undici persone tra i vertici della Connecting sono invece imputate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato a inadempienze in pubbliche forniture. ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 6 27 marzo 2015 Pagina 18 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia «Ben vengano nuove industrie» Il sindaco Romoli e il presidente della Provincia Gherghetta: rispetto però per l' ambiente. Ben vengano nuovi insediamenti produttivi e industriali, a patto che rispettino l' ambiente e il territorio. In sintesi è questo il punto sul quale si trovano perfettamente d' accordo sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, e presidente della Provincia, Enrico Gherghetta. Perché la crisi occupazionale non si può superare senza creare nuovi posti di lavoro. Anche, ovviamente, legati ad industria e imprese. «Si tratta in fondo di una questione nazionale spiega il sindaco Romoli . La visione comune è quella di un manifatturiero che sporca ed inquina, e dunque si preferisce puntare su un' economia della "carta", ecologica e pulita. Ma è una visione errata a mio modo di vedere, che bisogna rivalutare. Senza manifatturiero si muore, e un' industria moderna, innovativa e rispettosa dell' ambiente dovrebbe essere alla base del rilancio. Nell' Isontino come altrove». «Bisogna lavorare per far tornare le industrie sul territorio concorda il presidente Gherghetta , anche se queste ovviamente devono rispettare le imposizioni che diamo in materia di tutela dell' ambiente e normative». C' è poi il tema del gran numero di persone che potremmo definire "scoraggiate", ovvero coloro che non hanno un lavoro e, a quanto pare, hanno persino rinunciato a trovarlo. «E' un problema che esiste, inutile nasconderlo spiega Gherghetta , ma è anche giusto dire che il nostro territorio regge in modo migliore ad altri, in questi momenti. Ad esempio secondo i dati in mio possesso gli scoraggiati in altre zone della regione, a partire da Trieste, sono di più rispetto a quelli dell' Isontino. Questo anche perché le nostre imprese resistono in qualche modo, e per la fondamentale presenza della Fincantieri e del suo indotto». «La crisi di certo non aiuta chi è in cerca di lavoro considera il sindaco Romoli , ma non vorrei che al giorno d' oggi si tendesse a scoraggiarsi molto facilmente. Sicuramente però questo è un problema anche di carattere sociale e culturale, che registriamo un po' in tutto il Paese». Marco Bisiach. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 7 27 marzo 2015 Pagina 18 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Allarme lavoro, 27mila i "desaparecidos" Tecnicamente li chiamano "inattivi", sono persone che si sono arrese, non cercano più un posto. Perlopiù giovani di Francesco Fain Tecnicamente si chiamano "inattivi". Ma potrebbero essere chiamati anche "scoraggiati" o "disillusi". Sono coloro che non cercano nemmerno più un lavoro. Si sono stufati, si sono arresi di fronte all' assenza di opportunità di occupazione. Sino ad oggi non erano mai stati forniti numeri sull' entità del fenomeno ma grazie ai dati rielaborati dalla Regione per conto della Provincia siamo in grado oggi di "inquadrare" il fenomeno. Gli inattivi dai 15 ai 64 anni sono stimati in 27mila in provincia di Gorizia, di cui 10mila uomini e 17mila donne. «Un numero a dir poco enorme e che mostra quale sia il livello di demotivazione di chi non ha un lavoro. In questi 27 mila c' è un numero consistente di studenti che, terminata l' esperienza scolastica e trovate molte porte chiuse, il lavoro nemmeno lo cercano più», sottolinea l' assessore provinciale al Welfare Ilaria Cecot. Perfettamente concorde Umberto Brusciano, segretario provinciale della Cisl. «Si tratta di dati che, purtroppo, non ci stupiscono. Ormai c' è un esercito di persone che non hanno più fiducia nei Centri per l' impiego e nelle agenzie interinali. La verità è che servono risposte sistemiche e questa provincia deve smettere di dire "no" a prescindere ad ogni iniziativa imprenditoriale. Ci sono troppi comitati, troppi gruppi che si oppongono ma non fanno il bene del territorio». Altri numeri. Nella media 2014, lo stock di occupati si attesta sopra le 55mila unità, di cui 32mila uomini e 23,3mila donne. La quota dell' occupazione provinciale sul totale regionale è pari all' 11,2 per cento. Settorialmente, l' industria, con 16mila occupati incide per il 30 per cento del totale, i servizi, con 37mila, per i due terzi. Seguono costruzioni (3mila) e agricoltura (2mila). Il tasso di occupazione ha registrato comunque una crescita al 62,5 per cento (+1,8 rispetto al 2013), con un incremento particolarmente elevato per la componente maschile (+2,8) e minore per quella femminile (+0,6). E passiamo al tasso di disoccupazione complessivo che tocca il 8,7 per cento (+0,7 sul 2013), valore superiore a quello di tutte le altre province. «Così pure aggiunge l' assessore Cecot per il tasso di disoccupazione femminile (11,2 per cento) con un significativo aumento sul 2013. Il peggioramento del tasso di disoccupazione provinciale sembra riguardare unicamente le persone con 35 anni e più, mentre per i giovani, in particolare 1529 anni, si osservano riduzioni significative». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 8 27 marzo 2015 Pagina 18 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Nel corso del primo bimestre 2015, in provincia di Gorizia le ore di cassa integrazione guadagni sono state 320mila, in drastica riduzione rispetto allo stesso bimestre del 2014. Si tratta di oltre 1milione di ore in meno. La dinamica tendenziale provinciale in direzione di un raffreddamento del ricorso allo strumento è risultata più intensa di quella complessiva regionale. «Ma si tratta di un dato da prendere con le molle evidenzia ancora Cecot . La cassa integrazione cala perché... scade. Significa che non c' è più la possibilità di ricorrere a questo ammortizzatore sociale. Ecco perché non va letto come un dato positivo. Illuminanti saranno i prossimi dati sulla mobilità». Sempre con riferimento al primo bimestre, l' incidenza provinciale della cassa sul totale della regione Fvg passa dal 21 per cento del 2014 al 9 per cento del 2015. Per quanto in netta flessione (923mila), anche nel primo bimestre 2015 rimane preponderante il ricorso alla Cigs (236mila ore). A livello settoriale, si evidenzia la quasi totale concentrazione delle autorizzazioni per il manifatturiero (288mila), in particolare per le meccaniche (130mila), il tessile (131mila) e l' edilizia (28mila). ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 9 27 marzo 2015 Pagina 23 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia incontri con l' arma. Consigli e filmati per imparare a difendersi da truffe e furti A lezione per imparare a riconoscere le truffe e a prevenire i furti. Sono le conferenze, aperte ai cittadini, e rivolte in particolare agli anziani e alle fasce deboli dalla popolazione, organizzate a Monfalcone e nei comuni del mandamento, a partire dallo scorso mese di settembre e proseguite anche quest' anno. Il ciclo di conferenze è stato organizzato dalla Provincia di Gorizia, con il contributo della Regione e dei sindacati, in collaborazione con il Comando provinciale dei carabinieri di Gorizia. Si tratta di una iniziativa volta a fornire informazioni e consigli pratici, utili per difendersi dai reati, sensibilizzando al contempo i cittadini a collaborare con le forze dell' ordine e le istituzioni, facendosi parte attiva nel segnalare situazioni sospette o anomale. Durante gli incontri, tenuti dalla dottoressa Alessandra Bolletti, dell' Ufficio Welfare della Provincia, e dal comandante della Compagnia dei carabinieri di Monfalcone, capitano Sante Picchi, alla presenza delle rappresentanze dei sindacati e dei rispettivi comandanti delle stazioni dei carabinieri dei comuni dove sono state ospitate le conferenze, sono stati proiettati filmati incentrati su furti e truffe, rappresentando diverse circostanze: in azione, ad esempio, un falso operaio, una falsa fioraia, oppure un falso amico del figlio, o ancora, la simulazione di una truffa in giardino, l' arrivo di un falso pacco in contrassegno. Sono stati anche distribuiti opuscoli con l' illustrazione di esempi di truffe e furti, corredate da immagini commentate in italiano, friulano e sloveno. Gli incontri si sono rivelati efficaci, considerato che sono aumentate le segnalazioni sulla linea 112 di persone e mezzi sospetti, aumentando la comunicazione tra i cittadini e le forze dell' ordine. È aumentata anche la sensibilizzazione da parte dei cittadini nel prestare attenzione al fenomeno dei furti anche quando non ne sono direttamente coinvolti. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 10 27 marzo 2015 Pagina 24 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia «Serve un tavolo regionale per il caso De Franceschi» I sindaci di Monfalcone Altran e di Staranzano Marchesan chiedono di intervenire come accade nelle altri grandi aziende. Il Consiglio comunale vicino ai lavoratori. di Giulio Garau Un tavolo regionale per la crisi alla De Franceschi, come è stato fatto per altre aziende, perché non è un problema solo di Monfalcone. A chiederlo, all' ombra dei giganteschi silos dove viene stoccato il mais, il sindaco di Monfalcone Silvia Altran e quello di Staranzano, Riccardo Marchesan che ieri mattina hanno incontrato i lavoratori che hanno occupato lo stabilimento. Sono cinquantasette, lunedì erano in contratto di solidarietà e ora in cassintegrazione a zero ore. Lavoratori in strada, stabilimento fermo ed ora occupato e relazioni interrotte con l' azienda. Di ufficiale nulla, soltanto voci e indiscrezioni come quelle sul buco finanziario che sta per raggiungere il valore del capitale sociale. «Parlano di 5 milioni e settecento mila euro spiega il segretario provinciale della Cgil, Paolo Liva a non si sa ancora nulla ufficialmente di ipotesi di vendite». C' è anche una voce che parla della cessione di una sola parte dello stabilimento. È il mulino, che macina mais, più grande d' Europa se non si considera quello della Kellog' s a Liverpool, capace di andare ben oltre le 200mila tonnellate che la De Franceschi faceva negli anni "d' oro". «Un impianto che funziona, che ha maestranze professionali e che deve riprendere la produzione che non è in crisi insiste il sindaco Altran ci sono tutte le condizioni perché riprenda a funzionare e non rimanga chiuso. Non siamo di fronte a una situazione di crisi banale, e alla luce di quanto sta accadendo è spiegato il perchè del presidio dei lavoratori all' impianto che può stare benissimo sul mercato. È un bene che ci sia la pressione mediatica, sono in ballo 57 lavoratori e il loro futuro. Come istituzioni faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità». Una linea che trova l' accordo anche il sindaco Marchesan: «Questo territorio insiste su due comuni dice ed è un prblema grave e importante per la produzione e l' occupazione, non lo possiamo risolvere a livello locale. Anche perché questa struttura non ha altri destini, bisogna trovare una soluzione che garantisca continuità lavorativa, non bisogna lasciare il posto, i cancelli vanno tenuti aperti: abbiamo già perso troppi posti di lavoro». Ieri sera Altran e Marchesan hanno partecipato anche a un vertice dei sindaci del mandamento. «Speriamo che le trattative si riaprano, per ora risposte non ce ne sono state, speriamo che entri una nuova proprietà. Incredibile che l' azienda sia andata avanti con 5 anni di bilanci passivi» hanno fatto sapere le Rsu. La consigliera comunale di Obiettivo Monfalcone Anna Cisint ha già presentato un' interrogazione. «La gravissima situazione rischia di creare un altro buco nero nella già drammatica situazione locale. L' amministrazione comunale ha il dovere di garantire un percorso perché l' azienda, la provincia e la regione stabiliscano il da farsi per recuperare la trattativa ma anche per ripristinare una situazione ora al Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 11 27 marzo 2015 Pagina 24 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia limite per molte famiglie. È urgente quindi che il sindaco convochi le parti e nel contempo va convocata con urgenza la commissione competente per l' audizione delle parti visto che diventa necessario che anche la politica locale appoggi fattivamente tutte le iniziative perché si creino le condizioni di ripresa». Molto preoccupato anche Giovanni Iacono, capogruppo Sel in Comune: «Bisogna convocare una seduta della Conferenza capigruppo e del Consiglio comunale sulla grave crisi occupazionale alla De Franceschi vista la nuova emergenza per l' industria cittadina, e in particolare per un' industria storicamente patrimonio della città e in un settore ad alto significato ambientale». «Ai lavoratori di De Franceschi dico che non sono soli afferma infine la consigliere di Alternativa per Monfalcone Suzana Kulier e che tutte le forze politiche devono stringersi attorno al sindaco Silvia Altran per tentare di dare un esito positivo a questa vicenda. La consigliera comunale sollecita a fare tesoro di quanto accaduto con l' Ineos Film, cioé l' ex Adriaplast, chiusa dalla proprietà e più di recente con Detroit. «Invitiamo tutte le forze politiche a sostenere i diritti dei lavoratori del territorio aggiunge ad avere sempre un' occupazione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 12 27 marzo 2015 Pagina 38 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Viaggio musicale dal Medioevo al '700 con il Dresdam festival. Un viaggio musicale nei secoli, dal Medioevo al Settecento, da Aquileia alla corte inglese, viene proposto dalla nuova edizione di "Musica Cortese primavera. Festival internazionale di musica antica nei centro storici del Friuli Venezia Giulia". Il concerto d' esordio è fissato per la serata di domani al castello di Gorizia con protagonisti gli artisti del Dramsam Centro giuliano di musica antica ideatori e organizzatori della manifestazione, assieme alla Provincia, alla Regione e alle Fondazioni Carigo e Crup. Molte sono le novità dei 17 concerti in programma fino al 7 giugno, nei castelli e palazzi del Fvg. «È stata una sfida ai "mala tempora", vinta grazie al sostegno della Regione che ha così dato atto della qualità del nostro lavoro» ha ricordato Giuseppe Paolo Cecere, direttore artistico della rassegna presentando il programma con l' assessore provinciale alla cultura Federico Portelli. Fra le novità del calendario tre prime assolute, una rassegna di concerti itineranti in castello, la collaborazione con l' Ert e il sostegno di media partner delle televisioni nazionale slovena e Koper. Si inizia dunque domani con il canto vocale nato ad Aquileia nel XI, segue, martedì 31 nel salone del Parlamento di Udine, "Musica e demoni", fatti seicenteschi di possessione demoniaca in un convento femminile durante l' Inquisizione, con musiche antiche e contaminazioni elettroniche. Un progetto targato Ert, ideato da Eugenio Allegri che ne cura anche la regia. Di pari straordinarietà l' appuntamento del 30 aprile nel teatro bomboniera di San Vito al Tagliamento con la messa in scena della prima mondiale di "La secchia rapita" melologo concertato di Tassoni con l' attore Massimo Somaglino. Sempre in aprile sono tre concerti in calendario: il 9 e il 16 a Palazzo Attems di Gorizia con un repertorio italiano e inglese, il 23 a Cervignano del Friuli con le musiche e le danze inglesi. Ricco di proposte maggio: ogni domenica mattina dalle 11.30 in Castello a Gorizia l' ensemble Protempore si esibirà in esecuzioni in movimento con aperitivo finale a cura dell' Accademia Jaufre Rudel. Le date di maggio del 10, 16, 21, 24, 30 e 7 giugno sono tutte previste a Gorizia, mentre il 28 il festival farà tappa a Gradisca. Tutti i concerti inizieranno alle 21: il programma dettagliato con anticipazioni e curiosità sui social e su www.dramsam. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 13 27 marzo 2015 Pagina 38 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia eu. Margherita Reguitti. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 14 27 marzo 2015 Pagina 40 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Il vero Osservatorio del re È quello situato nel torrione che guarda al Rafut non alla base del bastione "fiorito" Non polemizzo mai, soprattutto su materie in cui le scoperte sembrano infinite e mi spiace non aver letto il contributo on line del Seppenhofer sulle gallerie del castello, interessantissimo. Credo pure che dovrò mettermi a dieta: altrimenti devo capire che si intenda per cunicolo e di cosa stiamo parlando. La feritoia sopra alla quale campeggia la targa del I e II reparto speciale mitraglieri, verosimilmente apposta tra il '16 ed il '17, trova riscontro documentale in una dettagliata mappa custodita all' Archivio storico provinciale. Da essa abbiamo precisa contezza che alla base di ogni bastione, dopo la presa di Gorizia, erano state appostate delle mitragliatrici, destinate alla difesa del perimetro esterno del martoriato maniero. La targa in esame si trova alla base del Bastion II (conosciuto da tutti come Bastione fiorito) mentre l' Osservatorio del Re, di cui ho replicato i curiosi graffiti eseguiti nel 1917 dagli zappatori del 201° Fanteria nella trincea del Museo della Grande Guerra, è scavata nel bastione che guarda al Rafut/San Marco. Entrambe sono oggetto di tutela, ex lege, e sono letteralmente costellate, in prossimità delle feritoie, di graffiti. In realtà, quelle lasciate da militari sono abbastanza ben identificabili, risalendo al 1919 e contenendo riferimenti espliciti a servizi di guardia svolti ancora dopo la fine delle ostilità, mentre le altre si fermano al 1938, riportando semmai date di nascita o di visita. "Viva il 1908" inciso su cemento gettato nel 1917 non può che essere una esaltazione di una classe di leva Simpatico scorgere i nomi di cittadini goriziani di famiglie piuttosto note (Pich, Visintin). Le cartoline messe a disposizione da Maurizio Tavagnutti, che pure io possiedo, non consentono di affermare con sicurezza che la galleria (per me cunicolo, ma giudicate voi: in origine sarà stata sicuramente più ampia) sia rimasta a cielo aperto dopo il '38. Anzi. La cartolina con la vista aerea è ricavata da una foto del 1937/1938, persino prima della messa a dimora dei pini marittimi, muti testimoni del passare del tempo, mentre credo sia tranchant l' esame delle fotografie della Busta 61826 "Singoli fabbricati Condizioni della cortina muraria del Castello di Gorizia", consultabile presso la Fototeca dei Musei provinciali. Essa non fa che confermare quello che si vede nelle fotografie scattate ai giorni nostri: il piano di campagna attuale è più basso di quasi due metri per effetto dei lavori di costruzione dell' ascensore. Si vede assai bene nelle immagini, come mi è stato confermato da due amici architetti. Ma io sono solo un povero artigiano della storia locale. E prometto che mangerò meno. Pier Luigi Lodi. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 15 27 marzo 2015 Pagina 59 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia Musica Cortese a palazzo Attems pagine scelte. Prenderà il via domani al Castello di Gorizia "Musica Cortese", il festival internazionale di musica antica che si ripropone in vari luoghi suggestivi del Friuli Venezia Giulia fino al prossimo 31 maggio. Questa edizione primaverile si rifà a un repertorio rinascimentale e medievale interpretato da qualificate presenze artistiche, sia nazionali che straniere. La manifestazione, presentata ieri nella sede della Provincia di Gorizia, toccherà cinque tra i siti più belli dell' Isontino, tra cui Palazzo Attems e Palazzo Torriani di Gradisca d' Isonzo. Il concerto inaugurale sarà affidato alla Corale Vincenzo Ruffo e Dramsam Ens che eseguiranno "Ermeneia Obsequium et canto movere, tra monodia e polifonia la musica del Patriarcato di Aquileia". (e.ma. ) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 16