DOSSIER
Mercoledì, 08 ottobre 2014
DOSSIER
Mercoledì, 08 ottobre 2014
Articoli
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 13
Avanzo di 926 milioni di euro nel rendiconto generale 2013
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 14
Gli enti locali bocciano la riforma Panontin
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 15
Fondi per l' edilizia scolastica In dieci si dividono 1,2 milioni
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 16
«Garantite sempre le risorse necessarie alla manutenzione»
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 16
Il Comune divorzia dall' Ater Tolta la gestione di 88 alloggi
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 16
Romoli: «Potremmo decidere di amministrarli in prima persona»
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 17
«Afghani, Alfano non dice nulla di nuovo»
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 17
«La brigata Pozzuolo c' è e continuerà ad...
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 17
«Politica dello struzzo sui richiedenti­asilo»
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 17
Il caso­migranti è approdato a "Piazza Pulita"
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18
Dalla Regione 1,2 milioni per l' edilizia scolastica
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18
Il vescovo Redaelli: vanno dati più spazi ai giovani
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18
Siglato patto di collaborazione tra Apt Gorizia e Atp Sassari
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 20
Gli ambientalisti tifano Unesco: ma la Tav potrebbe rovinare tutto
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 21
«Mini­rigassificatore strategico, un errore dire di no»
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 21
Burgo, i sindaci fanno quadrato
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 21
Il futuro del Csim è legato all' Aussa Corno
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 22
Riforma delle autonomie locali, sindaci a confronto
08/10/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 23
Ecco le ruspe, giù il cavalcavia di Fogliano
08/10/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 14
Il Consiglio delle autonomie stoppa la riforma Panontin
08/10/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 27
Sindaco nel mirino: vanno distribuiti in tutta la regione
08/10/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 28
Anziani, ecco i suggerimenti per difendersi dalle truffe
08/10/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 28
Cinghiali devastano il parco, bimbi spaventati
08/10/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 28
Romoli: i corsi di musica ora potranno ripartire
08/10/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 30
Tondo: azzerata la nostra sanità virtuosa
08/10/2014 Messaggero Veneto Pagina 27
Enti inutili, slitta lo stop del consorzio universitario Friuli
08/10/2014 Primorski dnevnik
V Sloveniji iejo poslovne partnerje
08/10/2014 Primorski dnevnik
Skoraj 300 milijonov za razvoj kmetijstva
08/10/2014 Primorski dnevnik
Goriska pepelka
08/10/2014 Primorski dnevnik
Zagovorniki rabe slovenskega jezika so dobili vzornika
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finanze.
Avanzo di 926 milioni di euro nel rendiconto
generale 2013
TRIESTE Quasi 1 miliardo di euro per le casse
della Regione. È quanto emerge dall' esercizio
finanziario 2013, che chiude il Rendiconto
generale con un avanzo di 926.102.024,72
euro. Il dato si trova nel riepilogo tra entrate e
spese sostenute l' anno scorso dall' ente, ed è
stato illustrato ieri dall' assessore alle Finanze
Francesco Peroni in Prima commissione.
Nel dettaglio, le previsioni iniziali evidenziano
un totale di 6,8 miliardi di euro alla voce
"entrate" e circa 7,5 per le spese e l'
applicazione, a pareggio di bilancio, di un
avanzo presunto al 31 dicembre 2012 pari a
710,3 milioni di euro. Nel corso dell' esercizio
2013 le previsioni di entrata sono aumentate di
584,3 milioni, quelle di spesa invece di 1,9
miliardi. A fronte delle previsioni definitive, 7,4
miliardi in entrata e 9,4 di spese, risultano
quindi accertate entrate per 7,1 miliardi e
spese per 6,4 miliardi. La differenza tra le
variazioni delle spese e quelle delle entrate,
che raggiunge 1,3 miliardi, corrisponde alle
somme complessivamente trasferite dall'
esercizio 2012, aumentate dell' importo
relativo all' applicazione del maggior avanzo
all' esercizio 2013. In definitiva, stando ai dati
snocciolati dall' assessore Peroni, l' avanzo
finanziario di competenza della Regione Fvg è dunque di 926 milioni di euro: a questa cifra si arriva dal
confronto fra le minori entrate effettive (­257.668.089,89 euro) e le economie sulle spese effettive (­
1.183.770.114,61 euro); va inoltre tenuto conto di un saldo tra partite di giro in spesa e in entrata (­
5.770.174,85 euro). Il documento esaminato a breve anche dalle altre Commissioni. Nel frattempo il
Comitato di controllo, presieduto da Riccardo Riccardi, ha espresso parere favorevole alle relazioni che
accompagnano il Rendiconto generale.
(g.s.)
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Gli enti locali bocciano la riforma Panontin
Il Cal nega l' intesa. Favorevoli al disegno di legge solo 10 su 21. Chiesta all' assessore
una "pausa di riflessione"
di Marco Ballico wTRIESTE Nemmeno la
versione corretta della riforma degli enti locali
convince il Consiglio delle Autonomie. Le
Province (con l' esclusione di Trieste che si
astiene) votano contro. Ma si aggiungono
anche gli altolà di qualche Comune, non tutti di
centrodestra: Cividale, Santa Maria la Longa e
Tarvisio si oppongono, Gorizia, Medea e Prata
di Pordenone si astengono. E così, dopo tre
ore di confronto a Udine, Paolo Panontin conta
10 voti a favore (ma ne servirebbero 12 per il
via libera), 6 contrari e 5 astenuti su 21 votanti
e si ritrova senza l' intesa degli enti locali. Uno
stop politico che non impedirà all' assessore
alla Funzione pubblica di chiedere alla giunta l'
approvazione del ddl venerdì prossimo, ma
che spinge Pietro Fontanini a parlare di
«vittoria a difesa dello statuto regionale» e
Ettore Romoli a sollecitare l' esecutivo a
dimostrare rispetto istituzionale per l'
organismo Cal».
Panontin aveva peraltro provato a convincere
sindaci (che oggi a congresso dovrebbero
confermare Mario Pezzetta alla guida dell'
Anci) e presidenti di Provincia sin dall' inizio
dell' incontro. Proprio sulla base dei
suggerimenti raccolti la scorsa settimana dalla
commissione del Cal, la riforma contiene ora la previsione dei direttori come «organo di responsabilità
manageriale» all' interno delle nuove Uti (Unioni territoriali intercomunali) e la precisazione delle
sanzioni per i Comuni tra i 5mila e i 30mila abitanti che non vi aderiranno (la riduzione dei trasferimenti
sarà in misura «non inferiore al 30%»). Ma, a fine dibattito, l' assessore aggiunge pure l' impegno alla
costituzione di un Osservatorio che avrà il compito di coordinare il processo di rinnovamento del
sistema delle autonomie locali. Mutuando quanto già previsto dall' accordo attuativo Stato­Regioni, l'
ipotesi è quella un tavolo che metta assieme la Regione e la periferia, al fine di facilitare le
amministrazioni comunali nell' attuazione dei processi previsti dall' articolato. Non basta. Perché le
Province mantengono una posizione che Pantontin giudica «preconcetta e anacronistica» e qualche
Comune piazza uno stop definito «politico». Nulla che possa però rallentare un iter che prevede l'
approdo del testo in Consiglio nella seconda metà di novembre e la definizione di una proposta di
nuova "geografia" delle autonomie per marzo 2015. Ma, di fronte alle sollecitazioni di Fontanini e del
presidente del Cal Romoli, l' assessore apre un minimo varco a qualche giorno in più di ripensamento:
«Se farò slittare l' approvazione in giunta? Lo deciderò con i colleghi». Sullo sfondo posizioni opposte
tra chi parla di riforma «epocale» e chi invece tuona contro il «neocentralismo».
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Secondo Antonella Grim, in rappresentanza del Comune di Trieste, il voto del Cal «non deve fermare un
percorso virtuoso che punta a una maggiore sinergia e integrazione tra i Comuni».
Applausi arrivano anche dal Comune di Udine e da Pordenone.
Mentre le Province, oltre che con Fontanini (che denuncia l' accentramento regionale di 61 funzioni oggi
in capo all' area vasta), attaccano con Eligio Grizzo (Pordenone): «Il documento va rivisto». E Gennaro
Falanga (Gorizia): «Su molteplici lacune presenti nel ddl non c' è stata risposta da parte dell'
assessore». Trieste, con Maria Teresa Bassa Poropat, si limita all' astensione: «Il cuore delle attività
delle Province andrà alla Regione, un riconoscimento a funzioni importanti svolte dagli enti di area vasta
e, evidentemente, tutt' altro che marginali». Contrari e astenuti sollevano obiezioni anche circa le
dimensioni minime richieste per le Unioni, il sistema della rappresentanza dei Comuni nell' Assemblea
delle Uti, l' effettiva consistenza dei risparmi e l' efficienza dei servizi erogati dalle nuove aggregazioni.
Ma un voto come quello di ieri attira anche l' attenzione sul ruolo del Cal. Boccia la riforma ma, di fatto,
non la può fermare.
In vista, inevitabilmente, un suo ripensamento. «Ho stralciato la materia da questa riforma
ordinamentale ­ spiega Panontin ­ perchè è necessario capire come si articoleranno le autonomie sulla
base delle Unioni di Comuni, prima di decidere come ridisegnare il Cal in termini di funzioni e di
rappresentanza».
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il riparto.
Fondi per l' edilizia scolastica In dieci si dividono 1,2
milioni
TRIESTE Sono sette gli enti locali beneficiari
del primo riparto per 1,2 milioni di euro, del
fondo per le emergenze nell' edilizia
scolastica, da poco approvato dalla giunta
regionale e che complessivamente ha una
dotazione di 1,5 milioni di euro per il 2014. I
contributi erogati andranno a sostegno di
interventi urgenti su dieci istituti scolastici con
sede a Sgonico, Cormons, Muggia, Gorizia,
Monfalcone, Grado.
«Il riparto mira a intervenire su tutte quelle
situazioni che compromettono la continuità del
servizio scolastico ­, spiega l' assessore
regionale all' Edilizia scolastica Mariagrazia
Santoro ­. Pur avendo a disposizione per
quest' anno una dotazione finanziaria esigua
siamo riusciti ad accogliere tutte le domande
ammissibili pervenute. Abbiamo stabilito
anche criteri in grado di dare ossigeno agli enti
locali che hanno già dovuto sostenere spese
per interventi urgenti a garanzia dell' avvio
dell' anno scolastico, lasciando una minima
fetta di contributi a riserva per ulteriori
emergenze che si dovessero presentare da
qui alla fine dell' anno».
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il retroscena.
«Garantite sempre le risorse necessarie alla
manutenzione»
«Ad Ater sono sempre state garantite le
risorse necessarie per provvedere alla
manutenzione degli alloggi ed è stata più volte
sollecitata la loro messa in pristino previa
presentazione di appositi preventivi di spesa».
È uno dei passaggi focali della delibera
appena approvata dalla giunta comunale e che
decreta, di fatto, la cessazione del rapporto fra
l' Azienda territoriale per l' edilizia residenziale
e il Comune di Gorizia. «Va detto ­ aggiunge
Anna Maria Cisint, dirigente del settore
bilancio e attività economiche del Comune ­
che quando consegnammo gli 88 alloggi ad
Ater affinchè li gestisse, questi erano a posto.
Poi, la mancata manutenzione di una
quindicina ha fatto sì che rimanessero sfitti,
inutilizzati, senza inquilini al loro interno».
Ecco perché il Comune adombra (lo scriviamo
più chiaramente nel servizio di apertura) di
chiedere i danni. Ma vediamo le conclusioni
della delibera: «Per le motivazioni in premessa
esposte e che qui si intendono integralmente
riportate, si ritiene di sancire i seguenti
indirizzi per la gestione degli alloggi comunali
di edilizia sovvenzionata e realità
complementari: di accogliere il recesso dalla
convenzione n. 11 90 dd. 1.3.2013 come da
disdetta prodotta da Ater dd.
24.6.2014, conservata agli atti d' ufficio; di dare mandato all' ufficio Patrimonio di effett uare tutte le
azioni necessarie ai fini di una sana e opportuna gestione del patrimonio immobiliare di edilizia
sovvenzionata con le modalità come illustrate nelle premesse».
Quindi, si volta pagina e nelle prossime ore arriverà anche una lettera del Comune all' Ater proprio
dedicata a tale questione, in cui si illustreranno in maniera dettagliata i motivi del clamoroso divorzio.
(fra.fa.
)
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Il Comune divorzia dall' Ater Tolta la gestione di 88
alloggi
Delibera della giunta comunale che sancisce il recesso della convenzione Quindici
appartamenti sono rimasti sfitti. Pettarin: «Troppe inefficienze»PATRIMONIO
»CLAMOROSA SVOLTA.
di Francesco Fain Era un rapporto duraturo. E
sembrava essere quasi indissolubile. Ma il
"matrimonio" fra Comune di Gorizia e Ater è
fallito. Miseramente.
Lo si apprende da una delibera appena
approvata dalla giunta comunale e intitolata
molto chiaramente "Atto quadro per recesso
convenzione da Ater".
Tutto è legato alla gestione degli 88 alloggi
comunali (affidata appunto all' Ater) che l'
esecutivo Romoli considera «non efficiente».
Ma inquadriamo la vicenda con l' aiuto del
sindaco Romoli, l' assessore Pettarin e la
dirigente Cisint. Il 26 giugno scorso, l' Ater
inviò una lettera al Comune in cui distettava la
convenzione per l' affidamento della gestione
degli alloggi di proprietà comunale e
comunicava la possibilità di proseguire la
collaborazione a nuove condizioni. «Va detto
che la nostra convenzione (che fu siglata nel
2002) era diversa dalle intese siglate fra Ater e
gli altri Comuni isontini ­ spiegano Pettarin e
Cisint ­ perché prevedeva risorse per la
gestione ma anche per la manutenzione degli
appartamenti». In pratica, il corrispettivo
dovuto ad Ater per l' espletamento dei compiti
era di 635 euro ad alloggio più Iva nella misura
di legge, di cui 406,40 euro più Iva (per un totale di 43.631,10 euro per la gestione completa degli 88
alloggi) e 228,60 euro sempre più Iva ad alloggio (per un totale di 24.542,50 euro) per l' effettuazione
delle manutenzioni ordinarie. Ma, ad un certo punto, il Comune di Gorizia ha appurato che degli 88
alloggi di sua proprietà, 15 risultavano «sfitti causa il cattivo stato manutentivo: e parte di questi ­ si
legge nella delibera giuntale ­ risultano non abitati da diversi anni, per cui si renderà necessario
procedere ad una verifica dello stato degli stessi ed agire di conseguenza». Significa che, molto
probabilmente, il Comune chiederà i danni. «Chi pagherà la mancata manutenzione? In qualche
maniera dovremo tutelarci», fa sapere il sindaco Ettore Romoli che non nasconde il suo profondo
malcontento per la situazione che si è venuta a creare. Ma proseguiamo nella lettura della delibera. «La
nuova bozza contrattuale proposta da Ater prevede invece: il totale introito degli affitti degli 88 alloggi di
circa 90.000 euro da parte dell' Ater, senza dare garanzie ­ si legge nel documento approvato dalla
giunta ­ di un' esecuzione dei lavori di manutenzione ordinaria adeguata in quanto avverranno sulla
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base di previsioni di utilizzo nell' ambito del piano finanziario relativo all' intero patrimonio di edilizia
sovvenzionata di proprietà e/o gestito dall' Ater stessa. Per gli interventi di manutenzione straordinaria
quali ad esempio: il riatto degli alloggi, la sostituzione dei serramenti, la sostituzione delle caldaie, il
rifacimento delle coperture, etc, l' Ater si è riservata la facoltà di relizzarli entro i limiti di risorse definite
dal piano finanziario, e laddove siano riscontrate necessità manutentive eccedenti quelle sopradescritte,
Ater concorderà con il Comune le modalità di intervento ed il costo resterà a carico della proprietà». «In
pratica ­ spiega l' assessore comunale Guido Germano Pettarin ­ si propone che tutti gli onori vadano
all' ex Iacp e gli oneri siano scaricati al Comune di Gorizia. Così, non va.
Le condizioni, come da nuova proposta, sono chiaramente antieconomiche e non danno nessuna
garanzia per la valorizzazione e conservazione del patrimonio comunale: il fatto dei 15 alloggi oggi sfitti
è la chiara dimostrazione di una gestione non efficiente». Ergo, il Comune ha preso atto della disdetta
prodotta da Ater e l' ha fatta propria non ritenendo di convenienza per l' amministrazione una
prosecuzione di tale rapporto «a evidenti condizioni più onerose delle attuali con un minore controllo
sull' esecuzione delle manutenzioni e cons eguente conservazione degli immobili», si legge a chiare
lettere nella delibera.
Alternative alla gestione Ater? «Gestione in economia che potrà consentire al Comune l' affidamento, a
congrui prezzi, della gestione completa a competenti ditte terze tramite avviso pubblico di
manifestazione di interesse seguito da gara tra gli interessati sulla base del bando che contemplerà
tutte le condizioni contrattuali della convenzione», si legge nella delibera. Sì, il matrimonio è naufragato.
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Romoli: «Potremmo decidere di amministrarli in
prima persona»
«Potrebbe essere che ce li amministreremo da
soli. Non escludo che si possa
"reinternalizzare" la gestione degli 88 alloggi
che erano oggetto di una convenzione con l'
Ater». Il sindaco Romoli pensa già a ciò che
verrà dopo la decisione di rescindere ogni
rapporto con l' Azienda territoriale per l'
edilizia residenziale. «Ora vedremo quale sarà
la soluzione più efficace e più vantaggiosa
economicamente. Un' idea, e lo confermo,
potrebbe essere quella di andare a gara per
individuare un soggetto professionale adatto
(un amministratore di condomini, ndr) per
gestire questi appartamenti. Ma non
assolutamente da escludere che la gestione
venga reinternalizzata: affidata cioé
direttamente agli uffici comunali.
Nei prossimi giorni valuteremo con
attenzione».
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rossi (pd) all' attacco.
«Afghani, Alfano non dice nulla di nuovo»
«La lettera del ministro Alfano non dice nulla di
nuovo e che non sapessimo già. Anzi, denota
piuttosto il ritardo con cui il ministro Alfano si
sta muovendo».
Il segretario provinciale del Pd Marco Rossi
minimizza i contenuti della missiva inviata da
Alfano al sindaco Romoli. E rileva: «Quello che
ci attendiamo e che serve veramente, è che il
ministero dell' interno si attivi per rendere
operative altre commissioni per i richiedenti
asilo (quella di Gorizia è l' unica di tutto il
Triveneto e fa da "calamita") e che siano date
dal ministero indicazioni alle Prefetture per
procedere a distribuire sul territorio i profughi
così come già viene fatto per quanti arrivano in
Italia nell' ambito dell' operazione "Mare
Nostrum": e logica vorrebbe che venisse fatto
anche in questo caso. Ma l' aspetto centrale,
ripeto, è l' attivazione almeno di una nuova
commissione in Veneto: non possiamo
ulteriormente immaginare che continuino a
giungere a Gorizia profughi da tutto il
Nordest».
«E la Regione ­ aggiunge Marco Rossi ­ sta
già coordinando da tempo l' emergenza in
particolare premendo sul ministero della
Difesa affinché possano essere utilizzate
alcune caserme dismesse, situazione che si sbloccherà nei prossimi giorni: certamente la Regione si è
dimostrata fino ad oggi più efficace del ministro Alfano: quanto tempo ancora dovremo aspettare perché
attivi una seconda commissione per l' esame delle pratiche di richiesta d' asilo? Quella sì che è una
soluzione strutturale: l' emergenza fino a questo momento è nata da un' inerzia imbarazzante che
poteva essere evitata attivandosi per tempo, è da luglio che si chiede questa commissione e ora siamo
in ottobre».
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«La brigata Pozzuolo c' è e continuerà ad operare»
Le rassicurazioni del nuovo comandante Pace alla presidente Serracchiani Romoli: «Il
generale ha affermato che l' unità militare è radicata sul territorio»
di Francesco Fain «La Brigata Pozzuolo del
Friuli c' è e continua a sussistere sul territorio e
a svolgere le attività operative e addestrative».
È l' importante rassicurazione che il nuovo
comandante della Pozzuolo Domenico Pace
ha voluto rivolgere alla presidente della
Regione Debora Serracchiani: parole che non
fanno altro che "cementare" l' ottimismo per la
sopravvivenza (e la permanenza a Gorizia)
della brigata. Pace, nel confermare il positivo
rapporto di integrazione con la comunità
locale, ha voluto trasmettere questo
messaggio di tranquillità: il generale, che era
accompagnato dal portavoce capitano Biagio
Liotti, ha voluto ringraziare la presidente
Serracchiani ed esprimere un debito di
riconoscenza nei suoi confronti per l' impegno
e l' attenzione dimostrata verso la presenza
della Brigata, che ha il suo comando a Gorizia.
«La presidente Serracchiani ­ si legge in una
nota stampa della Regione ­ ha ricordato l'
impegno dell' amministrazione da lei guidata
per favorire la presenza delle unità militari in
Friuli Venezia Giulia, attraverso continui
contatti con le autorità centrali a Roma e con i
vertici delle forze armate, nel corso dei quali
ha potuto sottolineare come il Friuli Venezia
Giulia sia una delle Regioni più collaborative, grazie anche a un consolidato rapporto di stima e di
considerazione nei confronti degli uomini in divisa da parte della popolazione locale. Un territorio come
il Friuli Venezia Giulia, ha rilevato la presidente, continua a essere strategico rispetto agli scenari
geopolitici in evoluzione nell' Est europeo.
La presidente Serracchiani ha anche manifestato il suo desiderio di visitare quanto prima il comando
della "Pozzuolo" a Gorizia».
Il sindaco Romoli commenta con soddisfazione gli esiti dell' incontro avuto dalla governatrice. «Mi fa
piacere apprendere la notizia che lascia intravvedere margini di speranza importanti. Peraltro, come
senz' altro ricorderete, dopo i miei incontri con il Capo di Stato Maggiore dell' Esercito e con alcuni
funzionari ministeriali, dichiarai che sembrava cambiato l' orientamento sulla questione. Credo che la
mobilitazione della città (voglio ricordare la manifestazione con tutti i sindaci dell' Isontino e il presidente
che si svolse qualche tempo fa) abbia sortito l' effetto sperato. Lo stesso generale Pace, nel suo
incontro di presentazione, ha evidenziato la volontà di vivere la vita della città, dimostrando che la
brigata c' è, è viva ed è perfettamente radicata sul territorio».
Il primo cittadino già nell' agosto scorso si lasciò andare ad affermazioni molto ottimistiche. Disse allòra:
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«Improvvisamente, quello che doveva essere uno scioglimento da concretizzarsi repentinamente ha
subìto un vistoso rallentamento: di questo, ce ne siamo accorti tutti. Ricordo che la Brigata doveva
essere chiusa già nel corso del 2013.
Siamo arrivati ad agosto 2014 e notizie, in questo senso, non ci sono. Anzi, ci sono alcuni elementi
concreti come la nomina del nuovo comandante (che normalmente deve svolgere almeno due anni di
comando) e il mancato trasferimento di alcuni ufficiali a sedi alternative rispetto a quello goriziana che
fanno ben sperare».
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«Politica dello struzzo sui richiedenti­asilo»
I capigruppo del centrosinistra attaccano Romoli: «Credeva che i profughi
scomparissero se ignorati»
«Il sindaco Romoli fa finta di non capire che i
capigruppo del centrosinistra hanno chiesto al
prefetto proprio di distribuire la presenza dei
profughi in modo omogeneo in regione».
Giuseppe Cingolani (Pd), Rosy Tucci (Gorizia
è tua), Livio Bianchini (Sel), Stefano Abrami
(IdV), Emanuele Traini (Federazione della
Sinistra) passano al contrattacco e ricordano
che, a questo scopo, è già attivo un
coordinamento presieduto dal prefetto del
capoluogo regionale, che distribuisce però
solamente i profughi provenienti da "Mare
Nostrum", «mentre noi abbiamo chiesto,
riscontrando il consenso del prefetto, che quel
tavolo si occupi di smistare tutti i richiedenti
asilo che entrano in regione. Inoltre, ben prima
dello svolgimento del consiglio comunale,
convocato sempre in ritardo su tutto, abbiamo
contattato i parlamentari isontini del Pd Fasiolo
e Brandolin affinché chiedano al Ministro di
convertire in legge in tempo utile e di attuare il
decreto del 22 agosto scorso, che prevede l'
apertura di una commissione in ogni regione
per l' esame delle richieste di asilo» «È stata la
senatrice Fasiolo, alcune settimane fa, a
presentare un' interrogazione in Parlamento in
cui chiede al Ministro di intervenire in sede
europea affinché si giunga ad una omogenea e univoca applicazione di riconoscimento dello status di
rifugiato, in modo che i profughi non vengano da noi perché suppongono di avere più probabilità,
rispetto ad altri paesi, che la loro domanda di asilo venga accolta. È stata nostra anche la proposta di
inserire nella mozione che il sindaco ha fatto propria la richiesta che la Regione, sul modello di quanto è
stato fatto in altre Regioni d' Italia, promuova un Piano per l' accoglienza dei richiedenti asilo, da
approvare ogni anno in base alle previsioni dei flussi di profughi, in modo da uscire dalla continua
emergenza che porta alla ricerca di soluzioni improvvisate».
«Assieme al prefetto abbiamo considerato prioritario l' eventuale utilizzo delle proprietà demaniali
disponibili, di cui il Ministero ha inviato un elenco in prefettura. In alternativa si è presa in considerazione
la possibilità di utilizzare un' ala dell' ex ospedale di via Vittorio Veneto per la prima accoglienza ma il
sindaco finora non ha fatto nulla per tutelare la salute dei suoi concittadini, derogando ad una sua
precisa responsabilità e attuando la politica dello struzzo, con la speranza che i profughi sarebbero
scomparsi se ignorati». (fra.fa.
)
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
servizio su la7.
Il caso­migranti è approdato a "Piazza Pulita"
La questione dei richiedenti­asilo che sta
tenendo banco ormai da parecchi giorni a
Gorizia è approdato alla ribalta televisiva di
"Piazza Pulita", programma di
approfonmdimento giornalistico condotto da
Corrado Formigli e in onda llunedì scorso su
La Sette. In verità, il caso goriziano è stato
affrontato in un servizio di una manciata di
minuti andato in onda a cavallo della
mezzanotte. Si sono potuti vedere anche
alcuni frammenti dell' ultimo consiglio
provinciale con gli interventi del leghista
Franco Zotti, dell' assessore provinciale al
Welfare Ilaria Cecot e del presidente Enrico
Gherghetta: chiaramente Zotti (che ha
indossato, teatralmente, anche una
mascherina sulla bocca) ha espresso le note
posizioni del Carroccio contrarie all'
accoglienza agli immigrati mentre Cecot e
Gherghetta hanno difeso a spada tratta l'
iniziativa di allestire una tendopoli «perché
questo è un problema umanitario». Nel
servizio poi si sono viste le immagini di quel
che resta della baraccopoli sull' Isonzo con
relative interviste ai profughi afghani.
Ospiti in studio erano Daniela Santanché
(Forza Italia), Khalid Chaouki (Partito
Democratico), Alan Friedman (giornalista e scrittore), Carlo Freccero (esperto di comunicazione) e Luca
Casarini. Sono intervenuti anche il Generale Vincenzo Camporini e il giornalista tedesco Udo Gumpel
che hanno approfondito il tema della minaccia dell' Isis.
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
Dalla Regione 1,2 milioni per l' edilizia scolastica
Beneficiari dieci istituti scolastici con sede a Gorizia, Cormons, Monfalcone e Grado. L'
assessore Santoro: «È il primo riparto del Fondo per le emergenze»
La Regione è stata di parola. E ha deciso di
venire incontro alle istanze del territorio
riguardo le scuole.
Sono, infatti, sette gli enti locali beneficiari del
primo riparto per 1,2 milioni di euro del "Fondo
per le emergenze nell' edilizia scolastica", da
poco approvato dalla giunta regionale e che,
complessivamente, ha una dotazione di 1,5
milioni di euro per il 2014. I contributi erogati
vedono la nostra provincia indiscussa
protagonista: andranno, infatti, a sostegno di
interventi urgenti su dieci istituti scolastici con
sede a Gorizia, Cormòns, Monfalcone e
Grado. Nell' elenco ci sono anche Sgonico e
Muggia, in provincia di Trieste.
«Il riparto mira ad intervenire su tutte quelle
situazioni che compromettono la continuità del
servizio scolastico ­ spiega l' assessore
regionale all' Edilizia scolastica e all'
Università, Mariagrazia Santoro ­. Pur avendo
a disposizione per quest' anno una dotazione
finanziaria esigua siamo riusciti ad accogliere
tutte le domande ammissibili pervenute.
Abbiamo stabilito anche criteri in grado di dare
ossigeno agli enti locali che hanno già dovuto
sostenere spese per interventi urgenti a
garanzia dell' avvio dell' anno scolastico,
lasciando una minima fetta di contributi a riserva per ulteriori emergenze che si dovessero presentare
da qui alla fine dell' anno».
Uno sforzo, dunque, molto importante. «Questo primo riparto ­ conclude l' assessore Santoro ­ dimostra
che il nuovo canale istituito per far fronte alle emergenze e necessità funziona e si affianca alla
programmazione di medio/lungo periodo che abbiamo avviato con la redazione del piano triennale dell'
edilizia scolastica». I fondi sono erogati per interventi urgenti effettuati o da effettuare su edifici scolastici
dichiarati inagibili e conseguentemente evacuati, anche parzialmente (come previsto dall' articolo 7,
comma 8 della legge regionale 15/2014).
Come si ricorderà, la Regione mise a disposizione della Provincia 750mila euro per la messa in
sicurezza delle scuole superiori: fu un ottimo risultato considerato che l' ente intermedio riuscì ad
ottenere quasi l' intera somma dei 937mila euro necessari per rimettere a posto i solai e le
controsoffittature di tutte le scuole superiori dell' Isontino. Si sapeva che la somma, quasi un milione di
euro, difficilmente sarebbe potuta arrivare in unìunica soluzione e a brevissimo giro di posta, ma il
timore era addirittura che dalla Regione arrivassero per il momento fondi insufficienti a compiere
interventi significativi. Così non è stato, e anzi da Trieste è arrivato l' 80% della somma totale richiesta
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dalla Provincia di Gorizia.
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Gorizia
Il vescovo Redaelli: vanno dati più spazi ai giovani
"Una Chiesa che ascolta e che accoglie" è il
titolo della lettera dell' arcivescovo Carlo Maria
Redaelli che apre l' anno pastorale della
diocesi. Lettera che è stata illustrata ieri dall'
arcivescovo che in questi giorni la sta
illustrando in incontri che si svolgono a livello
decanale.
Sono quattro le priorità di lettera: l' ascolto
della Parola di Dio, il battesimo come
iniziazione cristiana, l' accoglienza e i giovani.
Come sfondo di questo documento è la Lettera
ai Romani di Paolo. «Uno dei testi più
impegnativi ­ ha detto l' arcivescovo ­ dove
Paolo si rivolge ai Romani, comunità già
evangelizzata, e li invita a vivere da cristiani in
una realtà multiculturale come era allora
Roma. E in questo senso ci sono analogie con
l' attualità odierna».
Particolare attenzione l' arcivescovo l' ha
rivolta ai giovani, ai quali bisogna trovare nuovi
spazi. «L' innalzamento dell' età media e una
certa staticità delle nostre comunità ­ afferma il
vescovo ­ portata spesso i "meno giovani" a
occupare tutti (o quasi) gli spazi e a non
agevolare l' ingresso dei giovani nei diversi
ruoli. Come può un ventenne o un trentenne
avere voglia di entrare in una realtà, ecclesiale
e non, dove l' età media è quella dei nonni e dove appunto i "nonni" occupano tutti gli spazi?». Una
possibile soluzione è che i giovani si prendano i loro spazi e ripartano per loro conto, anche riprendendo
buone intuizioni vissute dalle generazioni precedenti».
Richiamandosi alla recente visita di papa Francesco a Redipuglia, mons. Redaelli ha comunicato che la
lampada donata dal pontefice ha cominciato a girare per le varie realtà ecclesiali della diocesi per
continuare l' impegno per la pace. Riferendosi al centenario della prima guerra mondiale la diocesi ha
promosso due celebrazioni: l' 8 novembre in cattedrale sarà celebrata una messa in ricordo di tutti i
caduti della guerra, militari e non, il 28 novembre invece al santuario di Monte Santo, sarà ricordato
mons. Francesco Sedej, il vescovo della grande guerra. (fra. fem.
)
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STORIA&TRASPORTI.
Siglato patto di collaborazione tra Apt Gorizia e Atp
Sassari
«La meta è partire», diceva Ungaretti. Ed è
questa la frase che Paolo Polli, presidente di
Apt, ha voluto imprimere nella targa ricordo
donata a Leonardo Marras per suggellare il
gemellaggio tra due realtà imprenditoriali di
successo. Cerimonia avvenuta nei giorni
scorsi a Sassari, in occasione dell'
avvicendamento del comandante generale
della Brigata Sassari. Brigata che sul Carso
goriziano, durante la Grande guerra, ha scritto
tra le pagine più epiche del conflitto. Il patto di
collaborazione tra Atp Sassari e Apt Gorizia è
stato anche l' occasione di rinsaldare la
vicinanza tra le due città. Presente alla
trasferta in Sardegna anche la vicepresidente
della Provincia Mara Cernic. Nella cerimonia lo
stesso Polli ha letto una missiva inviata dal
sindaco Romoli ai sassaresi.
«Affinità storiche ci legano alla vostra terra ­ ha
detto Polli ­ e l' occasione che ci viene data
oggi serve per rafforzare ancor più i nostri
rapporti sociali e culturali, non solo
professionali». Leonardo Marras, omologo di
Polli, ha donato al collega «il simbolo della
Sardegna a cui teniamo tanto: la nostra
bandiera». L' immagine dei Quattro Mori
sventolerà anche a Gorizia, per ricordare un
patto di collaborazione «che avrà come madrina speciale ­ ha aggiunto Marras ­ la Brigata Sassari». E
proprio la banda dei sassarini durante la cerimonia ha regalato un sottofondo di emozioni con un
coinvolgente concerto culminato con l' inno della Brigata.
Due aziende di trasporti e ora anche una linea di congiunzione tra due terre. A cento anni dall' inizio
della Prima guerra mondiale sono state evidenziate più volte da Marras e Polli le relazioni strette tra la
Sardegna e Gorizia.
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Gorizia
candidatura del carso.
Gli ambientalisti tifano Unesco: ma la Tav potrebbe
rovinare tutto
Scendono in campo compatti gli ambientalisti
per sostenere la candidatura del Carso nei
beni naturali dell' Unesco, ma mettono in
guardia i promotori che un eventuale
avanzamento della realizzazione della "Tav"
potrebbe compromettere l' esito finale dell' iter
di riconoscimento.
Il documento, inserito nel progetto di
cooperazione transfrontaliera denominato
"Julius" di cui è Lead partner il Comune di
Monfalcone, è stato firmato ieri mattina al
Palaveneto dal sindaco Silvia Altran, da
Michele Tonzar per Legambiente, Graziano
Benedetti per il Wwf e da Giampaolo Zernetti
del Cai, Club alpino italiano. Dopo le Grotte di
San Canziano (Slovenia) dal 1986 patrimonio
dell' umanità c' è, dunque, la concreta
possibilità che il Carso classico da Monfalcone
a Duino fino a Postumia possa avere questo
prestigioso riconoscimento e diventare un'
area di particolare tutela.
«La proposta della candidatura ­ spiega Silvia
Altran ­ ha un contesto tale da poter essere
annoverato fra gli interessi dell' Unesco. Si
basa sulla presenza nell' area di testimonianze
di straordinaria importanza, non solo per le
indiscutibili bellezze naturalistiche, ma
soprattutto per l' evoluzione della vita sulla Terra, di fenomeni geofisici e ambientali unici del genere nel
contesto europeo e mondiale». Oggi la proposta, condivisa dai promotori, oltre che il Comune di
Monfalcone, quelli di Postumia, Duino Aurisina e Buje d' Istria, approderà a Bruxelles, dove saranno
presenti il sindaco Altran e quello di Duino­Aurisina, Vladimir Kukanja, in occasione della
manifestazione degli "Open Days", per presentare ufficialmente la proposta di candidatura. È prevista la
partecipazione del presidente del Consiglio regionale Franco Iacop, della presidente della Regione
Debora Serracchiani, di Oriano Otocan, referente della Regione Istria e dell' europarlamentare sloveno
Lojze Peterle.
«Questo protocollo di collaborazione ­ afferma Graziano Benedetti ­ per il Carso nell' Unesco, dovrebbe
far avanzare l' idea di un ambiente privo di infrastrutture come la Tav». Anche Legambiente è sulla
stessa lunghezza d' onda. «Abbiamo una proposta ambiziosa ­ dice Michele Tonzar ­ e l' intervento Tav
deve essere valutato con attenzione per non comprometterla». Lucio Gregoretti, responsabile della
Promozione del territorio del Comune di Monfalcone, ha sintetizzato in 4 fasi le prossime scadenze: la
nomina del Comitato scientifico del quale faranno parte anche gli ambientalisti, l' incontro con il ministro
dell' Agricoltura sloveno, Dejan Zidan, designazione dei rappresentanti e infine la presentazione della
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documentazione all' Unesco. «Non mettiamo in campo solo bellezza naturalistica dell' area ­ sottolinea
Gregoretti ­ ma criteri unici: il sito paleontologico di Duino, il primo insediamento umano nella Grotta di
Postumia, il periodo del "bronzo" , i "castellieri".
Puntiamo sul piano culturale nell' evoluzione della vita sulla Terra».
Ciro Vitiello.
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MORETTI (PD) NELLA GIORNATA DELLE AUDIZIONI.
«Mini­rigassificatore strategico, un errore dire di no»
«In tre anni non c' è stato nessun nuovo
investimento nel monfalconese, Smart Gas
rappresenta una grande opportunità, è
sbagliato dire di no».
Il consigliere regionale del Pd Diego Moretti
sostiene a spada tratta il progetto del mini­
rigassificatore che dovrebbe essere realizzato
nella zona del Lisert.
E lo fa alla vigilia di una giornata cruciale,
quella di oggi a Trieste, scelta dalle
commissioni regionali seconda e quarta, in
seduta congiunta, per le audizioni in merito al
progetto di valutazione ambientale per l'
impianto monfalconese. In mattinata sono stati
convocati tutti i soggetti protagonisti, dai vertici
di Smart Gas fino alle Province, i Comuni, la
Camera di commercio di Gorizia,
Confindustria Fvg e altri ancora compresa
Capitaneria di porto e associazioni
ambientaliste.
Un incontro importante e proprio per questo
Moretti ribadisce che «Ha ragione da vendere
il presidente del Consorzio per lo sviluppo
industriale di Monfalcone Enzo Lorenzon
quando da un lato si augura che l'
investimento di Smart Gas a Monfalcone (con
l' indotto che potrebbe sviluppare attorno a sé)
vada a buon fine, e dall' altro si lamenta che non solo non investe più nessuno (nè qui nè in Italia), ma
anche quando si trova qualcuno pronto a farlo, vi è chi si mette di piena volontà per farlo desistere».
Secondo l' esponente del Pd: «È volontà ed interesse di Smart Gas avere il massimo della sicurezza
possibile e stare nel pieno rispetto delle regole (gli imprenditori non sono quelli irrispettosi delle regole
ambientali e della sicurezza che forse esistevano qualche decennio fa)» ed è giusto fare alcune
riflessioni sulla situazione economica e occupazionale del territorio prima di dire di non ed «esprimere
sempre e comunque dubbi su tutto».
Moretti innanzitutto sottolinea che «senza industria e senza il secondario non c' è futuro per il nostro
territorio né per l' Italia» e sfata una volta per tutte quella che è una fantasia: «Pensare ad un nuovo e
massiccio sviluppo turistico per il nostro territorio è purtroppo un' utopia».
Il consigliere regionale del Pd fa tutta una serie di domande, chiede la ragione di tutte le opposizioni
sull' escavo del canale, mette in dubbio le ragioni di chi paventa rischi per il traffico portuale «Se l'
investimento di Smart Gas fosse in contraddizione con lo sviluppo portuale perchè la Compagnia
portuale ha sottoscritto una lettera di intenti con la società e annuncia di voler investire per il
prolungamento della banchina portuale?». Infine Moretti ribadisce la «strategicità dell' impianto per la
competitività delle imprese che risparmiano energia» e chiude invitando amministratori e politici ad
abbandonare preconcetti ed ideologie entrando nel merito delle questioni pensando soprattutto allo
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sviluppo del territorio».
(g.g.)
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Gorizia
Burgo, i sindaci fanno quadrato
Altran e Kukanija si mettono a disposizione per scongiurare ipotesi di chiusura o
ridimensionamento.
di Tiziana Carpinelli Impensabile che i territori
di Duino Aurisina e Monfalcone possano
assorbire il colpo, tremendo, di 400 lavoratori
specializzati (600 con l' indotto) senza più
occupazione. L' ipotesi, trapelata prima dell'
illustrazione del nuovo piano industriale di
Burgo alle organizzazioni sindacali, è ­ per
usare un eufemismo ­ "irricevibile".
Infatti i sindaci Vladimir Kukanja e Silvia Altran
fanno subito quadrato, mettendosi a
disposizione delle parti per scongiurare ogni
ipotesi di chiusura o ridimensionamento dello
stabilimento di San Giovanni di Duino. Mentre
il consigliere regionale Igor Gabrovec si
appella alla giunta Serracchiani affinché si
faccia promotrice di un tavolo istituzionale con
Burgo Group per chiarire gli scenari.
«Si sta ripetendo ­ esordisce Kukanja ­ il solito
gioco di fine anno, quando viene prospettato il
problema della tenuta dei posti di lavoro. Per
questo, in tempi non ancora sospetti e cioè a
inizio anno, avevamo, come Comune, preso
contatto con il vicepresidente della Regione
Bolzonello, ottenendo un incontro nel quale
avevamo avanzato la necessità di indire un
tavolo con la proprietà.
In quell' occasione Bolzonello ci aveva
assicurato che dopo Pasqua avrebbe fornito tutte le risposte, ma da allora non abbiamo più saputo
nulla».
«Duino Aurisina ­ prosegue il sindaco ­ non sarebbe assolutamente in grado di gestire e supportare 400
persone senza più lavoro. Si dovrebbe pensare a una loro riqualificazione e successiva rioccupazione,
ma in quali settori e realtà produttive?».
Per questo Kukanja ritiene indispensabile coinvolgere anche il Comune di Monfalcone («coinvolto forse
più di noi, visto che la maggior parte dei lavoratori è isontina»). In scaletta, dunque, un primo contatto
con la collega Altran, un confronto con le Rsu, eventualmente un odg in Consiglio e, a questo punto, una
telefonata per sentire Bolzonello.
E Monfalcone? «Col sindaco duinese, e anche col predecessore, si sono già affrontati momenti difficili
della Burgo ­ così Altran ­ e ora davanti a tali notizie non possiamo che metterci a disposizione di tutti gli
interlocutori: azienda, sindacati e Regione. Per scongiurare una chiusura che sarebbe drammatica. Non
scordiamo che lo stabilimento esce da anni di contratti di solidarietà e da una difficile trattativa sugli
esuberi: si sono messe in campo strategie per assicurare che la funzionalità dell' impianto venisse
pienamente sfruttata». Altran è «a disposizione» per «mettere in campo occasioni di incontro tese a far
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pesare la posizione dei lavoratori. Nssuno è in grado, oggi, di gestire 400 disoccupati».
Per Gabrovec l' impianto duinese «ha ben due delle quattro linee più performanti di Burgo» ed è un sito
integrato che «produce materia prima, la pasta legno, pure per l' impianto di Villorba». E dopo la
chiusura della vicenda­ esuberi «ha prodotto fino a giugno le migliori performance di sempre. Poi ­
sottolinea ­ c' è stato un lento peggioramento e infine, dopo la fermata agostana, un tracollo dovuto a
modifiche impiantistiche che le rappresentanze dei lavoratori giudicano sbagliate». Insomma, «dal 2001
Duino ha già pagato, con la diminuzione di 400 addetti e la riduzione da due a tre linee, ricorrendo a
contratti di solidarietà».
Ieri infine si è tenuta in fabbrica l' assemblea degli iscritti alla Cgil: «Abbiamo reso una valutazione
critica, problematica e preoccupata della situazione ­ riferisce Adriano Sincovich, della segreteria
regionale ­. Domani (oggi, ndr) alla riunione delle Rsu la Cgil farà la sua proposta e, sia chiaro, non se
ne starà con le mani in mano: metterà in campo tutto ciò che può per scongiurare una situazione che
preoccupa nel merito ed è inaccettabile nel metodo».
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Il futuro del Csim è legato all' Aussa Corno
La Regione guarda ad alleanze tra aree affini. Lorenzon fa il punto con l' assessore
Bolzonello.
Un futuro fatto di accorpamenti per i Consorzi
industriale, ma soprattutto fusioni sinergiche
tra aree più affini. Per Monfalcone significa
quasi certamente un' alleanza con l' Aussa
Corno che ha in comune la strategicità di un
territorio industriale affacciato al mare. In
mezzo poi un ulteriore motore logistico, l'
interporto di Cervignano che potrebbe risultare
decisivo per il decollo.
Non c' è ancora nulla di deciso, quello che è
certo è che la riforma di riordino è pronta,
arriverà in aula a gennaio e dopo l'
approvazione serviranno 6 mesi per le fusioni
e gli accorpamenti. Lo ha confermato ieri lo
stesso vice­presidente della giunta e
assessore regionale all' industria e al
commercio Sergio Bolzonello all' incontro con i
vertici del Csim, il presidente Enzo Lorenzon e
il direttore Giampaolo Fontana. Non solo una
visita, ma un incontro operativo, infatti l'
assessore si è portato dietro l' intera struttura
(il direttore centrale alle attività produttive
Franco Milan, il vice Lydia Alessio Vernì) e alla
riunione hano partecipato oltre al sindaco
Silvia Altran anche i consiglieri di
amministrazione del Csim.
Un appuntamento di lavoro durante il quale si
è fatto il punto su criticità e punti di forza dei Consorzi che, secondo l' idea della Regione dovrebbero
diventare realtà in grado di aiutare la competitività delle imprese fornendo logistica e infrastrutturazione.
Un compito che, nonostante le difficoltà economiche e finanziarie dovute alla crisi, sta portando avanti
da tempo il Csim di Monfalcone, che, lo ha ricordato il presidente Lorenzon, è uno tra i pochi che va
avanti con le sue gambe dal punto di vista finanziario. Nonostante questo la situazione, a causa non
solo della crisi, ma anche del pesante sistema burocratico delle autorizzazioni e dei controlli giunti
ormai al parossismo soprattutto nell' isontino, è ogni giorno più difficile. Lorenzon lo ha spiegato a
Bolzonello, gli ha ricordato che il Csim resiste perchè può contare sulla sua posizione strategica grazie
all' accesso al mare, alla' autostrada e alla rete ferroviaria. Solo grazie a questo e alla sua snella
organizzazione gestionale ha potuto far fronte alla crisi e al fatto che l' ultimo insediamento di impresa
risale al 2011. Si è passati da anni come il 2008­2009 in cui si sono venduti 80 mila metri quadrati e si
sono insediate 4 imprese all' anno al 2013­2014 dove si sono registrati solo ampliamenti e vendita di
poche decine di metri quadrati di zona industriale. Nessuna nuova attività, e il colpo è stato assorbito
solo per il fatto che tra le ultime insediate oltre alla Mangiarotti ci sono realtà come Cimolai o Beneteau
con Monta Carlo Yacht che hanno scelto l' area solamente per l' accesso al mare.
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Gorizia
Una situazione che l' assessore Bolzonello conosce bene e anche per questo Lorenzon ha chiesto che
venga data la possibilità al Csim di continuare nell' azione di sostegno alla competitività delle imprese
(grazie alla logistica e alle infrastrutture) con un sistema di partenariato pubblico/privato. Tra gli
argomenti trattati anche il progetto del mini­rigassificatore considerato strategico dal Csim per l'
abbattimento dei costi energetici delle imprese. L' assessore Bolzonello ha concluso la visita
incoraggiando il Csim a mantenere la sua vocazione nell' attirare imprese manifatturiere (ora sono il
51% a Monfalcone) che è la via che intende mantenere la Regione per la riorganizzazione dei futuri
Consorzi industriali.
Giulio Garau.
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VENERDì IN BIBLIOTECA.
Riforma delle autonomie locali, sindaci a confronto
Iniziativa promossa da Blasig e Fasola (CambiAmo). È stato invitato anche l' assessore
regionale Panontin.
Fine delle Province: verso un nuovo modello di
governo per il futuro. Con questo spirito la lista
"CambiAmo Monfalcone", rappresentata dal
capogruppo consiliare Luigi Blasig e dal
consigliere Gianpiero Fasola, ha promosso un
incontro, che si terrà venerdì alle 17.30 in
Biblioteca, al quale è stato invitato l' assessore
regionale alle Autonomie locali, Paolo
Panontin. All' incontro interverranno anche il
sindaco di Monfalcone, Silvia Altran, e il
sindaco di Staranzano, Riccardo Marchesan.
Sono stati invitati, inoltre, i sindaci degli altri
Comuni della Sinistra Isonzo.
Ciò che si prospetta è un confronto a tutto
campo in ordine al riassetto istituzionale già
avviato dalla Regione attraverso uno schema
di disegno di legge varato dalla Giunta. «La
soppressione delle Province ­ spiegano gli
esponenti consiliari di "CambiAmo" ­ apre una
fase nuova nell' organizzazione degli enti locali
che potrebbe finalmente portare alla
realizzazione di quel disegno avviato oltre 40
anni fa con la politica dei consorzi: un
mandamento unito, capace di contare, forte
del fatto di essere il quarto polo demografico
della regione, con un' area industriale
sviluppata evoluta, arricchita da un porto e da
un aeroporto. È un' idea per cui ci siamo spesi immaginando la "città comune" e che nel suo cammino
ha incontrato difficoltà: comprensibili difese delle identità comunali storicamente consolidatesi, un'
allocazione di finanziamenti che favoriva le divisioni e una legislazione che non dava spazio a
collaborazioni più forti tra enti locali. La crisi economica sta spazzando via tutto questo e pone la
necessità inderogabile di superare un modello istituzionale costoso e inutile, che moltiplica i centri di
potere e le rendite di posizione sottraendo risorse ai servizi». Blasig e Fasola, pertanto, lanciano la sfida
che non può prescindere dal coinvolgimento diretto delle realtà del territorio nella costruzione di un
nuovo futuro: «Oggi abbiamo la possibilità di costruire qualcosa di nuovo, che parta dalle comunità
locali rispettandone storia e volontà, ma che nello stesso tempo abbia il coraggio del cambiamento e
dell' innovazione che l' attuale situazione richiede. L' area del monfalconese ha il dovere di contribuire al
confronto che si aprirà dopo la presentazione del ddl approvato dalla Giunta regionale e di avviare un
percorso condiviso per la sua attuazione nel nostro territorio». Sul tema della riforma delle autonomie
locali, Blasig e Fasola hanno presentato una mozione consiliare. Un atto di impegno al fine di
«dichiarare il fallimento politico dell' esperienza della Provincia di Gorizia e manifestare nelle sedi
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Gorizia
istituzionali l' esigenza che la nuova articolazione delle autonomie locali consenta al territorio
monfalconese di liberarsi da vincoli territoriali antistorici e antieconomici, di esercitare un adeguato
livello di autogoverno e di guardare con fiducia al futuro».
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Ecco le ruspe, giù il cavalcavia di Fogliano
Partita la demolizione con la consegna dei lavori sulla 305. Picconate "liberatorie" dagli
amministratori e dai tecnici.
di Luca Perrino wFOGLIANO REDIPUGLIA
Era il 1964 quando, spinti dalle logiche militari
di allora e dall' allarme che proveniva dall' Est,
si pensò di realizzare una linea ferroviaria che
collegasse Redipuglia a Cormons. Fu costruito
il tracciato e messo in piedi quel mostro in
cemento armato, che ancora resiste al tempo
e all' incuria. Ieri mattina si è consumata una
svolta epocale, con l' avvio della demolizione
del cavalcavia che, da oltre 45 anni, spacca in
due il territorio comunale di Fogliano
Redipuglia.
Mentre poche decine di metri più in là le ruspe
stavano già "mangiando" parte dl manufatto,
nella parte centrale, quella alle cui spalle si
sono organizzate per anni tante feste paesane,
il "via libera" ufficiale ai lavori, che si
svilupperanno nei prossimi mesi, è stato dato
dal colpo di piccone che ha visto protagonisti il
presidente della Provincia di Gorizia Enrico
Gherghetta, l' assessore ai Lavori pubblici
Donatella Gironcoli, l' assessore regionale
Sara Vito, il direttore di Fvg StradeAugusto
Burtulo, e il sindaco Antonio Calligaris.
Una serie di colpi "liberatori", perché il paese,
dopo tanti anni, si libera di una bruttura che, a
detta di tutti, è una delle pagine peggiori di un
malcostume tutto italiano. Ancora non si sa quanti soldi furono impegnati per costruire questo
cavalcavia che non ha mai avuto sul groppone i binari e non ha mai salutato l' arrivo di nessun
convoglio. Sta di fatto che, allora, furono cancellati in un batter d' occhio alcuni palazzi storici del paese,
come il palazzo Cosolo e quello del Comune.
L' area, come ha sottolineato Gherghetta, sarà ceduta a titolo gratuito all' amministrazione comunale,
ma proprio in tal senso il coordinatore dei "Sentieri di pace" ed ex sindaco, Franco Visintin, ha
sollecitato che sia redatto un piano per lo sfruttamento dell' area. «Certo è ­ sono state la parole di
Gherghetta ­ che il ponte sull' Isonzo sarà utilizzato per la realizzazione di una pista ciclabile che si
svilupperà dal centro di Fogliano Redipuglia».
Nei prossimi sei mesi lavoreranno le due ditte incaricate, sotto la supervisione del direttore dei lavori
Gianfranco Macuglia. Del cavalcavia, allora, non rimarrà più traccia. La demolizione verrà avviata dai
due lati che si sviluppano in direzione Sagrado e Ronchi dei Legionari. Non ci sarà alcuna interruzione
del traffico lungo la strada regionale 305, ma verrà costruito un by­pass che permetterà al traffico di
defluire regolarmente, pur con alcune limitazioni. Il costo totale dell' opera ammonta a 343 mila euro.
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Gorizia
Il Consiglio delle autonomie stoppa la riforma
Panontin
Fronte di Province e alcuni Comuni: il disegno di legge non ottiene il quorum Ora la
decisione spetta alla giunta. Le città restano non vincolate alle Unioni.
UDINE La riforma degli enti locali non
raggiunge il quorum dei 12 sì ­ pari al 50%+1
dei componenti ­ al Consiglio delle autonomie
locali e il presidente Ettore Romoli, assieme a
Pietro Fontanini, chiede all' assessore «una
pausa di riflessione». I voti contrari delle
Province di Udine, Pordenone e Gorizia e dei
Comuni di Tarvisio, Cividale e Santa Maria la
Longa ­ sommati alle astensioni della
Provincia di Trieste, di Gorizia, Medea, Prata e
Ragogna ­ hanno impedito all' articolato,
modificato da Panontin rispetto all'
approvazione preliminare dello scorso 22
settembre, di tornare in giunta dopodomani
con il placet del Cal. Quanto ad eventuali stop
all' iter della riforma, l' assessore si rimette al
giudizio della giunta. «Il Cal ha espresso un
voto politico ­ ha commentato ­ perché a
schierarsi contro il ddl sono state le Province,
in trincea a difesa di posizioni anacronistiche,
e i Comuni di centro­destra. Una pausa? Sarà
la giunta a decidere».
Ma se Pietro Fontanini parla di «una grande
vittoria che dovrebbe far riflettere la
maggioranza in Regione» bisogna ricordare
che il parere del Cal non è vincolante e che già
in passato, come ricordato dallo stesso
presidente della Provincia di Udine, la giunta si è mossa in maniera opposta rispetto a quanto espresso
dagli enti locali. Un Cal che, tra l' altro, per Panontin dovrà necessariamente passare attraverso una
modifica dei propri componenti e compiti. «Ho volutamente stralciato dalla riforma ­ ha spiegato ­ l'
argomento Cal perché ritengo che prima vada completato il riordino degli enti locali. Mi pare evidente,
però, che al termine di questo iter bisognerà mettere mano anche al Consiglio sia da un punto di vista
del funzionamento, semplificandolo, che della rappresentanza».
Rispetto all' approvazione preliminare del 22 settembre, però, il ddl ­ finanziato grazie ai 30 milioni di
euro di minor gettito garantito per il 2014 dalla Regione agli enti locali ­ è stato modificato in più punti.
Ritorna, innanzitutto, la figura del direttore di cui ogni Unione avrà facoltà di dotarsi per la propria
gestione. Il direttore potrà essere individuato con procedura a evidenza pubblica (e contratto privato)
soltanto se non sia possibile trovarne uno adatto tra i dirigenti dell' Unione, all' interno del Comparto
unico o in seguito all' attività di mobilità intercompartimentale di segretari comunali o provinciali. Nella
riforma, inoltre, è stato inserito un nuovo articolo che specifica una penalità di almeno il 30% dei fondi
regionali per quei Comuni (sino a 30 mila abitanti) che non aderiranno alle Unioni, oltre a un comma che
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Gorizia
autorizza la creazioni di "subambiti" territoriali ­ chiamati Uffici di vallata nei territori di montagna ­.
Panontin, quindi, ha promesso l' istituzione di un Osservatorio che valuti, negli anni, il progresso e i
risultati ottenuti dalla riforma, ma ha chiuso sulla richiesta di obbligare anche i capoluoghi di Provincia
ad aderire alle Unioni. «Non è vero che escludiamo questi Comuni ­ ha detto l' assessore ­
semplicemente diamo la possibilità ai capoluoghi di uscire dalle Unioni senza penalizzazioni».
Mattia Pertoldi.
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la polemica.
Sindaco nel mirino: vanno distribuiti in tutta la
regione
Mentre l' emergenza­profughi a Gorizia ha
avuto un' eco anche in tv, con il servizio
realizzato dalla troupe di "Piazzapulita", il
programma di La7 condotto da Corrado
Formigli, e andato in onda lunedì sera, è
polemica continua fra il sindaco Romoli e i
capigruppo del centro­sinistra a proposito del
modo in cui si sta fronteggiando la situazione.
Sercondo Cingolani (Pd), Rosy Tucci (Gorizia
è Tua), Abrami (Idv), Bianchini (Sel) e Traini
(Prc) Romoli «fa finta di non capire che
abbiamo chiesto al prefetto proprio di
distribuire la presenza dei profughi in modo
omogeneo in Regione. Inoltre, ben prima dello
svolgimento del Consiglio comunale,
convocato sempre in ritardo su tutto, abbiamo
contattato i parlamentari isontini del Pd,
Fasiolo e Brandolin, affinché chiedano al
Ministro di attuare il decreto del 22 agosto, che
prevede l' apertura di una commissione in ogni
regione per l' esame delle richieste di asilo,
mentre a tutt' oggi a Gorizia c' è l' unica
commissione per tutto il Triveneto, ed è per
questo che i profughi arrivano nella nostra
città».
«È stata la Fasiolo ­ prosegue la nota ­, a
presentare un' interrogazione in Parlamento in
cui chiede al Ministro di intervenire in sede europea affinché si giunga a un' omogenea applicazione del
riconoscimento dello status di rifugiato, in modo che i profughi non vengano da noi perché suppongono
di avere più probabilità, rispetto ad altri paesi, che la loro domanda venga accolta.
Ed è stata nostra anche la richiesta che la Regione promuova un Piano per l' accoglienza dei richiedenti
asilo, da approvare ogni anno in base alle previsioni dei flussi di profughi».
Assieme al prefetto i capigruppo del centro­sinistra avevano considerato prioritario l' utilizzo delle
proprietà demaniali disponibili, di cui il Ministero ha inviato un elenco. In alternativa si è presa in
considerazione la possibilità di utilizzare un' ala dell' ex ospedale di via Vittorio Veneto per la prima
accoglienza, in modo da evitare che i profughi si ammassino in riva all' Isonzo, vivendo in pessime
condizioni igieniche e sanitarie e creando un rischio per la salute pubblica.
«Ma il sindaco finora non ha fatto nulla per tutelare la salute dei suoi concittadini, derogando ad una sua
precisa responsabilità e attuando la politica dello struzzo, con la speranza che i profughi sarebbero
scomparsi se ignorati».
Sull' emergenza­profughi è intervenuto anche il segretario provinciale del Pd, Marco Rossi, in
riferimento alla lettera che il ministro Alfano ha inviato a Romoli assicurando che la tendopoli di via
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Brassa sarà presto smantellata.
«Una lettera che non dice niente di nuovo e denota piuttosto il ritardo con cui Alfano si sta muovendo.
Quello che ci attendiamo e che serve veramente ­ ribadisce Rossi ­ è che il ministero dell' Interno si
attivi per rendere operative altre commissioni per i richiedenti asilo oltre a quella di Gorizia, che così fa
da calamita, e che siano date indicazioni alle Prefetture al fine di distribuire i profughi su tutto il
territorio».(vi.co.
)
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ciclo d' incontri.
Anziani, ecco i suggerimenti per difendersi dalle
truffe
Per prevenire truffe e reati ai danni di anziani e
delle fasce più deboli dei cittadini, la Provincia,
in collaborazione con i carabinieri, le
organizzazioni sindacali dei pensionati, l' Isis
"Galilei" e alcuni enti locali, organizza in vari
comuni dell' Isontino una serie di incontri
informativi, di supporto e di consigli pratici,
aperti a tutta la cittadinanza.
Gli anziani sono spesso le vittime più
vulnerabili di scippi, furti, borseggi e raggiri e,
nei momenti di distrazione, diventano un facile
bersaglio. Per questo motivo nasce "Sicurezza
anziani", progetto che ha lo scopo di informare
gli anziani che si sentono insicuri e diffidenti,
molto spesso soli, per aiutarli a prevenire reati
e truffe ai loro danni.
A ogni incontro informativo, ai partecipanti
sarà fornito un manuale illustrato, realizzato
dagli ideatori del progetto, e vengono guardati
e commentati i filmati realizzati dai ragazzi
dell' istituto "Galilei" di Gorizia; gli audiovisivi
rappresentano una serie di situazioni­tipo che,
assieme all' opuscolo informativo,
contribuiscono allo sviluppo di una cultura
della partecipazione nella costruzione della
sicu rezza per tutti.
Il primo appuntamento per il mese di ottobre si
terrà giovedì 9, alle 17.30, all' Auditorium Biagio Marin, a Grado.
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L' EMERGENZA.
Cinghiali devastano il parco, bimbi spaventati
Gli ungulati si sono rifatti vivi a Piedimonte. Bandelj: «Le istituzioni intervengano»
I cinghiali colpiscono ancora. Dopo gli incidenti
stradali verificatisi recentemente a Mossa, all'
altezza della nuova rotatorio e a Savogna e le
"calate" di alcuni branchi in centro a Cormòns,
stavolta sono stati coinvolti nello sgradevole
fenomeno il parco giochi e il campo sportivo di
Piedimonte Podgora: nella zona sotto il monte
Calvario alcuni esemplari hanno scorazzato in
lungo e in largo spaventando i bambini e
provocando buche e solchi nel terreno.
A prendersi a cuore la questione è stato il
consigliere comunale Walter Bandelj che ci ha
inviato «alcune foto del disastro» insieme a un
appello: «"Non è più possibile aspettare
eppure nessun ente si muove! Sono stati
contattati la Regione Friuli Venenzia­Giulia, la
Provincia di Gorizia, il distretto venatorio, il
Comune di Gorizia. Tutti sono consci della
situazione, ma purtroppo sono solo
comunicazioni e lettere morte». Bandelj, nella
circostanza, si fa portavoce delle continue
lamentele dei residenti ricordando «le tante
riunioni negli uffici chiusi da parte degli enti
competenti, senza arrivare al nocciolo della
questione per definire, una volta per tutte, i
rimedi da adottare».
Ora forse qualcosa sta sfuggendo di mano, se
si pensa ai recenti "faccia a faccia" tra i bambini del quartiere e i cinghiali locali. In conclusione il
consigliere chiede cortesemente di «provvedere al più presto per la sicurezza dei cittadini che spesso
colpisce la frazione di Piedimonte e le località limitrofe».
(e.m.)
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Romoli: i corsi di musica ora potranno ripartire
È quanto il sindaco comunicherà oggi ai vertici della neonata Accademia Il Comune
impegnato a reperire i fondi per gestire nel 2014 palazzo De Grazia.
di Vincenzo Compagnone Stamane, in un
incontro con il consiglio d' amministrazione
dell' Accademia musicale Città di Gorizia, il
sindaco Ettore Romoli tenterà di far cambiare
idea al neonato sodalizio presieduto da
Gabriella Bon convincendo i vertici dell'
associazione che, sia pure a prezzo di
sacrifici, i corsi della scuola che ha ottenuto in
comodato gratuito la sede di Palazzo De
Grazia possono partire per l' anno 2014­15.
È quanto ha affermato ieri il sindaco davanti
alla commissione comunale Cultura coordinata
da Luca Cagliari, anticipando un impegno che
si assumerà nella riunione odierna: quello di
reperire i fondi per coprire, fino alla fine del
2014, le spese di gestione (acqua, luce,
riscaldamento, pulizie eccetera) di Palazzo De
Grazia.
Ciononostante, gli sforzi di Romoli continuano
ad apparire una sorta di "mission impossible"
di fronte alla netta presa di posizione dell'
Accademia che nei giorni scorsi, sul proprio
sito, con una dichiarazione del maestro
Riccardo Radivo (uno dei principali artefici
dell' operazione­Accademia musicale,
sodalizio nato sulle ceneri del fallito Istituto di
musica) aveva comunicato la rinuncia a dar
corso all' anno scolastico per l' inadeguatezza dei finanziamenti.
C' è di più: il maestro Claudio Liviero, ex direttore dell' Istituto di musica, presente all' incontro, ha fatto
sapere che alcuni docenti si sono ormai "accasati" altrove (in particolare nella scuola di musica Emil
Komel) portandosi dietro i loro allievi. Troppo tardi dunque? È quanto sapremo oggi, dopo tante
polemiche e incertezze.
Ieri Romoli ha rivendicato ancora una volta il merito di «essere stato l' unico ad attivarsi per far ripartire
la scuola». Ha ricordato la formula escogitata per concedere Palazzo De Grazia in comodato gratuito
con un contratto fino al 31 dicembre prorogabile per altri 5 anni (ciò è stato possibile solo in quanto l'
Accademia si è configurata come Associazione di promozione sociale che opera a prevalente carattere
di volontariato), i 10 mila euro annui garantiti dal Comune, i 10 mila della Friuladria di Pordenone (con
anticipo di 2.500 euro per lo start­up) e infine i 20 mila annui "strappati" a livello però solo di promessa
alla Regione. In più, c' è l' assicurazione del presidente della Fondazione Carigo Gianluigi Chiozza di
mettere a disposizione degli allievi gli strumenti musicali essenziali, tuttora sotto sequestro, grazie a una
fidejussione rilasciata alla curatrice fallimentare nelle more della formalizzazione dell' offerta d' acquisto.
Alcune critiche sono state mosse a Romoli dai rappresentanti dell' opposizione, e in particolare da
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Giuseppe Cingolani (Pd) secondo il quale, nel momento in cui è tramontata l' ipotesi della Fondazione
partecipata che avrebbe dovuto gestire la nuova scuola, e «c' è stato il precipitoso ripiego sull'
Associazione di promozione sociale», il sindaco avrebbe dovuto verificare la fattibilità degli altri due
progetti alternativi presentati, e in particolare quello del maestro Liviero a nome del Centro chitarristico
Giuliani. Resta il fatto che soltanto oggi, 8 ottobre, la storia infinita (forse) finirà.
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Tondo: azzerata la nostra sanità virtuosa
TOLMEZZO Tondo attacca Serracchiani: «Ha
azzerato la sanità virtuosa della Carnia».
Tuona il consigliere regionale di centrodestra,
Renzo Tondo, che in più occasioni aveva
suonato il campanello d' allarme sulla riforma
sanitaria vista come fortemente penalizzante
per la Carnia e la montagna in genere.
«Purtroppo ­ dice ora ­ dobbiamo registrare
come la Carnia sia stata presa in giro ancora
una volta dalla presidente Serracchiani che,
come in occasione della vicenda del Tribunale,
è venuta in campagna elettorale a promettere
mare e monti per poi non solo non far nulla,
ma distruggere quanto si è costruito in questi
anni. Nello specifico ­ precisa Tondo ­ l'
emendamento alla riforma, approvata anche
dal consigliere carnico del Pd Enzo Marsilio, di
fatto non indebolisce solo l' Alto Friuli ma
anche l' ospedale di Tolmezzo. Ora il
baricentro della sanità è spostato verso San
Daniele che diventa il riferimento dell' area,
mentre mettere insieme la Carnia con
Codroipo, oltre ad aver ben poca coerenza,
decreta di fatto la fine dell' ospedale di
Gemona. È altrettanto avvilente ­ conclude
Tondo ­ vedere come la Serracchiani, mossa
soltanto dall' ideologia nascosta dietro la
bandiera della salute, abbia azzerato un duro e costante lavoro che avevo portato avanti da presidente
del Fvg. Un lavoro che nei fatti ha permesso a Tolmezzo di diventare centro ospedaliero di eccellenza
con oltre 20 milioni di euro investititi in 4 anni dalla mia giunta. I nodi stanno venendo al pettine anche
per chi ha fatto una campagna elettorale solo demagogica». (t.a.)
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Enti inutili, slitta lo stop del consorzio universitario
Friuli
Le due dipendenti non possono essere trasferite al Comune Ma i soci vogliono ripartire
il fondo cassa: un milione di euro
di Giacomina Pellizzari Slitta la chiusura del Consorzio
universitario del Friuli. Per effetto della sentenza della
Corte costituzionale che ha costretto la Regione a
riprendere in mano la legge sul personale, le due
dipendenti del Cuf non possono essere trasferite al
Comune e così l' iter si è bloccato. In cassa però resta
circa un milione di euro che i soci, tranne l'
amministrazione di palazzo D' Aronco, vogliono
ricevere.
«Costruire le scatole è facile, ma quando diventano
inutili chiuderle è molto difficile» ha commentato il
sindaco, Furio Honsell, nell' ultima seduta del consiglio
comunale nel corso della quale l' assemblea civica ha
approvato la variazione di bilancio che restituisce la
cifra, circa 160 mila euro, finita per errore nel bilancio
previsionale. «Non ho mai ritenuto opportuno ­ ha
sottolineato il sindaco ­ che il fondo cassa del Consorzio
venga distolto dalle funzioni di crescita dell' università.
C' è invece una forte pressione da parte degli altri soci
di prenderlo».
Il Consorzio è stato costituito nel 1967 per dotare il Friuli
di una sede universitaria. Tra i soci fondatori il Comune
(40%) e la Provincia di Udine (40%), la Provincia di Gorizia (4%) e il Comune di Gorizia (4%), la
Provincia di Pordenone (2%), la Camera di commercio di Udine (6%), l' Azienda ospedaliero­
universitaria Santa Maria della Misericordia (2%) e l' Azienda per i servizi sanitari Medio Friuli (2%).
Entrato a far parte del gruppone degli enti inutili, la Finanziaria 2008 decretò la sua fine e alla scadenza
della durata i soci decisero di chiuderlo.
Tant' è che lo scorso 9 maggio il Consorzio non è più stato prorogato.
«Al momento la procedura è bloccata perché non si riesce a trasferire il personale» ha aggiunto il
sindaco nel ribadire che l' obiettivo non è certo quello di saccheggiare il patrimonio del Cuf. Il Comune
di Udine, insomma, preferisce ripartire il fondo cassa quando sarà sbloccata la situazione del
personale. Nel frattempo, i liquidatori proseguono con l' inventariazione delle opere d' arte visto che la
questione immobili è già risolta. Da gennaio la proprietà di palazzo Antonini è retrocessa al Comune e
alla Provincia di Udine assicurando però l' uso esclusivo, a titolo gratuito, all' università. Il valore di
palazzo Antonini ammonta a 8 milioni 477 mila euro. Comune e Provincia si sono "spartiti" pure i beni
non utilizzati direttamente dall' ateneo friulano. Palazzo D' Aronco, per compensare il costo delle due
dipendenti, ha tenuto la sede del Consorzio di via Mantica (598 mila euro il suo valore), mentre palazzo
Belgrado ha ricevuto la casetta trecentesca di via Mazzini (212 mila euro) e il negozio di via Gemona
(221 mila euro) attuale sede della libreria universitaria.
Resta da chiarire chi pagherà le manutenzioni straordinarie degli immobili, soprattutto di palazzo
Antonini sede del polo umanistico dell' ateneo, visto che il magnifico rettore dell' università, Alberto
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Felice e Toni, continua a ripetere che le manutenzioni straordinarie restano a carico dei proprietari.
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8 ottobre 2014
Primorski dnevnik
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V Sloveniji iejo poslovne partnerje
Vse ve podjetij iz Furlanije Julijske krajine ie poslovne
partnerje v Sloveniji. Da bi jim pomagali pri navezovanju
novih poslovnih stikov, so na zvezi Unioncamere v
sodelovanju s Trgovinskimi zbornicami pripravili projekt
»Global competition«, ki ga je sofinancirala tudi deela
Furlanija Julijska krajina. V okviru projekta je gorika
Trgovinska zbornica v ponedeljek izpeljala gospodarsko
misijo v Ljubljani, pri organizaciji katere sta sodelovali
zveza Confcommercio in Slovensko deelno
gospodarsko zdruenje (SDGZ). »Z uspehom misije smo
zelo zadovoljni. Sodelujoi podjetniki so vzpostavili nove
poslovne stike, raunamo na to, da bo prilo tudi do novih
oblik sodelovanja in do sklepanja novih pogodb,« je
veraj poudaril predsednik gorike Trgovinske zbornice
Gianluca Madriz in napovedal, da bo novembra na vrsti
e ena misija, od katere priakujejo, da bo ravno tako
uspena. K uspehu ponedeljkovega sreanja je
pomembno prispeval ravno SDGZ. »Na slovenski strani
smo poiskali primerne sogovornike za 22 italijanskih
podjetij, ki so se udeleila misije. e pred asom smo v
Sloveniji predstavili italijanska podjetja in njihovo
dejavnost, potem pa smo zbirali elje e med slovenskimi
podjetji. Kdor je priel na sreanje, je tako e tono vedel, s kom se bo sreal in o emu se bo pogovarjal,«
pojasnjuje deelni podpredsednik SDGZ Robert Frandoli, ki je osebno sledil organizaciji sreanja in je na
njem tudi skrbel za vzpostavitev stika med nekaterimi sodelujoimi italijanskimi in slovenskimi podjetji.
Frandoli pojasnjuje, da so se v Slovenijo odpravila mala, srednja in velika podjetja iz raznih koncev
Furlanije Julijske krajine iz kovinsko­ predelovalnega in transportnega sektorja ter pohitvene industrije.
»Na sreanju so bila prisotna tudi nekatera velika slovenska podjetja ­ Talum, Iskra, Slovenske eleznice,
Pota Slovenije ...« nateva Frandoli, po katerem je bilo sreanje zanimivo, ker italijanska podjetja v
Sloveniji niso le prodajala svojih proizvodov, temve so se nekatera izmed njih zanimala tudi za nakup
slovenskih izdelkov in za iskanje slovenskih partnerjev za razvijanje svojih dejavnosti. Med udeleenci so
bila tudi tri slovenska podjetja iz Italije, ki so bila z udelebo na sreanju ravno tako zadovoljna. SDGZ
sicer vzpostavlja stike s podjetji v Sloveniji e leta, veliko izkuenj imajo tudi z ostalimi dravami bive
Jugoslavije. »Pred enim letom smo bili v Gruziji, maja letonjega leta pa v Turiji. Prizadevamo si, da bi
kot zdruenje nudili naim lanom im ve storitev tudi v bolj oddaljenih dravah,« pravi Robert Frandoli in
napoveduje, da se bo 19. novembra v Ljubljano odpravilo e tirideset podjetij iz Furlanije Julijske krajine.
V tem primeru gre za drube iz prehrambenega, pohitvenega in gradbenega sektorja. Na Trgovinski
zbornici so nam ob tem e povedali, da letno prirejajo ve gospodarskih misij, s katerimi skuajo pomagati
podjetjem iz gorike pokrajine pri iskanju novih poslovnih prilonosti. Tako se bodo v kratkem s tirimi
podjetji odpravili v Fort Lauderdale na Floridi, zatem bodo na vrsti Azerbajdan, Avstralija in Senegal.
(dr)
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8 ottobre 2014
Primorski dnevnik
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Skoraj 300 milijonov za razvoj kmetijstva
»Noemo ustvarjati priakovanj, ki jih ne bo mogoe
uresniiti. To je ena izmed prvenstvenih nalog, ki smo si
jih zadali v pripravljalni fazi deelnega programa za
kmetijski razvoj za obdobje 2013­2020.« Tako je
podpredsednik deele Sergio Bolzonello poudaril med
verajnjim sreanjem na sedeu konzorcija Collio v Krminu,
kjer je potekala predstavitev deelnega programa za
kmetijski razvoj za sedemletno obdobje, ki gre od leta
2013 do leta 2020. »V prihodnjih letih si bomo e posebej
prizadevali, da bo vsak evro pametno uporabljen,«
napoveduje Bolzonello in pojasnjuje, da imajo na voljo v
primerjavi s prejnjim programskim obdobjem priblino
deset odstotkov ve sredstev. Od leta 2006 do leta 2013
je bilo namre na razpolago 265 milijonov evrov, zdaj pa
je na voljo 296 milijonov evrov. Deela Furlanija Julijska
krajina bo zaetno razpolagala s sedemdesetimi odstotki
vseh sredstev, sicer pa predvidevajo, da bo prva
sredstva mogoe koristiti ez tri leta. Pri njihovem korienju
bo posebna pozornost namenjena spremembam na
svetovnem triu, tako da bodo sprejeti ukrepi im uspeneji.
Med krminskim sreanjem, ki ga je vodil Stefano Cosma,
je Bolzonello poudaril, da bodo skuali preko programa
za kmetijski razvoj reiti vrsto teav, ki zavirajo rast kmetijskih podjetij. Kot prvo izmed teav je Bolzonello
omenil nizko teo kmetijstva na zaposlitveni bilanci (le 3,2 odstotka), zatem pa je opozoril e na visoko
srednjo starost kmetov iz Furlanije Julijske krajine in na nizko tevilo lastnikov kmetijskih podjetij z
univerzitetno izobrazbo. Bolzonello je tudi napovedal, da bodo sredstva iz progama lahko koristile tudi
obine iz hribovitih in goratih obmoij, ki niso vkljuena v program Leader. Na verajnjem sreanju v Krminu
so posebno pozornost namenili vinogradnitvu, ki je kot znano v Brdih glavna kmetijska dejavnost.
Povedano je bilo, da bodo med drugim s sredstvi iz programa spodbujali zasajanje vinogradov s travo,
kar omejuje monost onesnaevanja podtalnice z uporabo umetnih gnojil.
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8 ottobre 2014
Primorski dnevnik
Gorizia
Goriska pepelka
Na deelni ravni je med poletjem gorika pokrajina doivela
najveji upad tevila turistov. To izhaja iz poroila o poletni
turistini sezoni, ki ga je veraj v Vidmu predstavil
podpredsednik deelne vlade Sergio Bolzonello. V deeli
je tevilo turistov naraslo za en odstotek, tevilo noitev pa
je upadlo za 2,8 odstotka. V goriki pokrajini je tevilo
turistov upadlo za 9,9 odstotka, tevilo noitev pa se je
znialo za kar 14,2 odstotka; upad je bil e zlasti obuten na
Trikem in je vezan na nije tevilo poslovneev oz.
uslubencev najrazlinejih podjetij, ki se mudijo v Triu
zaradi dela. V Gradeu je tevilo turistov naraslo za 3,4
odstotka, medtem ko je tevilo noitev upadlo za 4,1
odstotka. »Podatki, ki so jih predstavili v Vidmu, so
pokrajinskega znaaja, zato je vsak komentar izredno
teaven. Kar se tie gorike obine, smo med poletjem
zabeleili rast tevila obiskovalcev v gorikem gradu in v
vseh obinskih muzejskih strukturah,« je goriki upan
Ettore Romoli komentiral upad tevila turistov v goriki
pokrajini. »Poleg tega je treba upotevati, da bi bil obraun
tevila turistov v goriki obini e bolji, e bi upotevali tudi
praznik Okusi na meji, ki ga je obiskalo 400.000 ljudi,« e
poudarja goriki upan.
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8 ottobre 2014
Primorski dnevnik
Gorizia
Zagovorniki rabe slovenskega jezika so dobili
vzornika
e desetletja obudujem, kako jezikovno veinski del
Gorice in spodnjega Posoja s simpoziji, eseji, ploami,
obletnicami in pokloni spretno uspeva ovrednotiti vrsto
osebnosti, ki so tod ivele in bile dejavne na podroju
politike, slovstva, likovne umetnosti, gospodarstva,
arhitekture ... Tistemu delu se tudi samoumevno zdi, da
si tu pa tam prisvoji drugano izvorno jezikovno in celo
narodno istovetnost katerega od »odlineev«, da o
prilaganju pisne in zvone fonetike niti ne govorimo. Ko
pa skuamo manjinci zasidrati korenine na svoje
»izjemnike«, se zaradi manjega obutka za »reklamo« in
manjih monosti objavljanja ter posedovanja stavb, na
katere bi brez birokratskih dolgoletnih zapletov nameali
napise, ploe in oznake, omejimo na dva Gregoria,
Kociania, Tumo, Gabrka, Sedeja in ... e nam zmanjka
domiljije ali skoraj. Potem se pripeti, da izide knjiga o
baronu Andreju Winklerju, in odpre se nam povsem
neznan in z zgoraj opisanega gledanja hvaleen svet.
Zaslugo za to ima Joe umelj iz Nove Gorice, ki nam je
svojega sokrajana s Trnovske planote prikazal na 240
straneh debeli knjigi. Gre za etrti zvezek iz niza Besede
s planote, ki ga je izdalo Drutvo ljubiteljev narave
Planota. Na prvem sreanju z avtorji v pravkar zaeti sezoni, ki je potekalo minuli teden v gorikem
Kulturnem domu, sta se po pozdravu gostitelja Igorja Komela o Andreju Winklerju pogovarjala avtor Joe
umelj ter asnikar in politik Dimitrij Volcic. Ta je doslej iri publiki skoraj neznano osebnost okviril asovno
in drubeno za poldrugo stoletje v preteklost, ko se je iz gozdarskega naselja pri Nemcih dobesedno
izstrelil v nekaj desetletjih na odgovorne politine in upravne poloaje znotraj avstro­ogrske monarhije.
Izjemen je bil po tem, e gledamo nanj iz jezikovnega vidika, da je izredno vplival na uporabo
slovenskega jezika znotraj cesarsko avstrijskega upravnega aparata, v okviru katerega se je uspel
povzpeti do zavidljivih javnih poloajev. Ker je bil tudi izredno zdrav in ilav in se je upokojil ele pri 91. letu
starosti, si lahko predstavljamo, da je v asu slubovanja marsikaj postoril. Joe umelj je Andreja Winklerja
umestil najprej v otrotvo, ki ga je prebil med potomci tistih sedmih ali osmih druin, ki jih je Dunaj naselil
v Trnovskem gozdu, ker so bile strokovno dobro podkovane v gozdarskih opravilih. Poslovenile so se in
bodoi baron je zrasel s slovenskimi kulturnimi osnovami. Kasneje se je navdihoval v ilirizmu in v gibanju
za Zedinjeno Slovenijo. Ni bil to as za samostojno dravo, temve za povezavo vseh razdrobljenih
pokrajin z namenom, da bi na Dunaju kaj ve odtehtale. V Gorici je poueval, ustanovil je Slavljansko
bralno drutvo, napisal je nov slovenski »besednik« ­ slovar. Jezikovno je bil purist in Fran Levec, ki je bil
prevajalec v deelnem zboru, pria o prebedenih noeh zaradi piljenja besedil. Virtualno se je spopadel z
gorikim Judom, jezikoslovcem Graziadiom Isaio Ascolijem, ki je Slovence zamejeval na mestno obrobje
oziroma kar na poboja in planote ... Kot glavar je zahteval od podrejenih obin, da so si z glavarstvom
dopisovale v slovenini. Zavzemal se je, da bi se tevilo odbornikov po narodnosti uravnovesilo, kar se je
leta 1866 z novim volilnim zakonom tudi uresniilo. Razmerje 14:7 v prid italijansko furlanski veini se je
premaknilo na 11:10! Njegov slog obnaanja je bil prijazen, vselej je bil za dialog, kar mu je pomagalo na
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poti k uspehom: z italijanskimi politiki se je povezoval, da so skupaj nastopali na Dunaju v prid Posoja in
Gorike. Sicer pa si je tudi oblikoval povezave in poznanstva, saj je bil za glavarja v Tolminu in Krminu,
poslanec v deelnem zboru za Goriko in Gradiansko, poslanec v dravnem zboru na Dunaju in tudi
predsednik deele Kranjske. In e o sami knjigi: za izdajo je bilo potrebnih 1.500 evrov. Mestna obina
Nova Gorica je imela na razpolago dve tretjini, eno tretjino pa je z razumevanjem dala gorika pokrajina,
saj je bil Andrej Winkler politik tedaj povezanega ozemlja. Od prejnjega tedna je na proelju hie pri
Nemcih nameena ploa v njegov spomin. Med vonjo v sredie Trnovskega gozda si jo bomo lahko
ogledali, knjiga pa nam bo v pomo, da ozavestimo e eno pomembno osebnost tega prostora. (ar)
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