L’ALCHIMIA
« L'alchimia serve a separare il vero
dal falso » (Teofrasto Paracelso)
Indice
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Etimologia
Obiettivi
L’Alchimia cinese
L’Alchimia nell’antico Egitto
L’Alchimia greco-alessandrina
L’Alchimia nel mondo islamico
L’Alchimia nel Medioevo
La Pietra filosofale
L’Alchimia nell’età moderna
Declinio dell’alchimia occidentale
Etimologia
• Inanzitutto la parola “Alchimia” proviene dal arabo
“Al-Kimia”,il prefisso “Al”indica l’essere
supremo,l’Onnipotente come in “Al-lah” e la parola
greca khymeia (χυμεία) significa "fondere“. L’alchimia
è sempre stata conosciuta come la scienza di Dio,la
chimica di “Al” . Un'altra etimologia collega la parola
con Al Kemi, che significa "l'arte egizia", dato che gli
antichi Egiziani chiamavano la loro terra Kemi ed
erano considerati potenti maghi in tutto il mondo
antico. Il vocabolo potrebbe anche derivare da kimiya, termine cinese che significa "succo per fare l'oro".
Vi sono tre grandi obiettivi che si proponevano gli
alchimisti:
1. conquistare l'onniscienza
2. creare la panacea universale, un rimedio cioè
per curare tutte le malattie, per generare e
prolungare indefinitamente la vita
3. trasmutare i metalli in oro o argento.
La pietra filosofale, sostanza di tipo etereo (che
potrebbe essere una polvere, un liquido o una
pietra), era la chiave per realizzare questi
obiettivi.
L’Alchimia
cinese
L’Alchimia è stata una cultura di
antichissima formazione.
Già si conoscono tracce del pensiero
alchemico fin dalla età�del ferro ed in
particolare dalla antica cultura della Cina.
L’Alchimia Cinese si fondo� sulla base
della alternanza di due principi
complementari detti YANG-YIN - che
generavano una unione di opposti YANG
(Cielo - Sole - Maschio) e YIN (Terra- Luna
-Femmina), capaci di realizzare tra di loro
inversione di proprietà attive e passive
generalmente simbolizzata da un
cerchio:in cui una doppia spirale a
rotazione inversa genera un polo nero in
un semi-campo bianco e viceversa un
polo bianco nell’ altro semi-campo nero.
Alchimia nell’antico Egitto
La città di Alessandria in Egitto fu un centro
di conoscenza alchemica, e conservò la
propria preminenza fino al declino della
cultura egiziana antica. Sfortunatamente
non esistono documenti originali egizi
sull'alchimia. Questi scritti, qualora fossero
esistiti, andarono perduti nell'incendio
della Biblioteca di Alessandria, nel 391.
L'alchimia egiziana è per lo più conosciuta
attraverso le opere di antichi filosofi greci,
sopravvissute solamente in traduzioni
islamiche.
La leggenda vuole che il fondatore
dell'alchimia egiziana fu il dio Thot,
chiamato Ermes-Thoth o Ermes il tre volte
grande (Ermes Trismegisto) dai Greci.
Figura immaginaria conoscitore di tutte le
scienze
Alchimia
GrecoAlessandrina
I Greci si appropriarono delle
dottrine ermetiche degli Egiziani,
mescolandole, nell'ambiente
sincretistico della cultura
alessandrina, con le filosofie del
Pitagorismo e della scuola ionica e
successivamente dello Gnosticismo.
La filosofia pitagorica consiste
essenzialmente nella credenza che i
numeri governino l'universo e che
siano l'essenza di tutte le cose, dal
suono alle forme. Un concetto molto
importante, introdotto in quel
tempo da Empedocle, è che tutte le
cose nell'universo erano formate
solamente da quattro elementi:
terra, aria, acqua e fuoco. A questi
elementi Aristotele aggiunge l'etere,
la materia di cui sono formati i cieli
e che viene denominata
quintessenza.
Alchimisti islamici come al-Razī,
diedero un contributo
fondamentale alle scoperte
chimiche, come la tecnica della
distillazione, e ai loro esperimenti
si devono l'acido muriatico
(l'antico nome dell'acido
cloridrico), l'acido solforico e
l'acido nitrico, oltre alla soda (alnatrun) e potassio (al-qali), da cui
derivano i nomi internazionali di
sodio e potassio, Natrium e
Kalium. La più grande e influente
figura è probabilmente Jabir ibn
Hayyan.Questo importante
alchimista, nato agli inizi dell'VIII
secolo, fu il primo, a quanto
sembra, ad aver analizzato gli
elementi secondo le quattro
qualità base di caldo, freddo, secco
e umido.
Alchimia
nel mondo
islamico
Alchimia nel Medioevo
• Dopo essere caduta alquanto in disuso
durante l'alto Medioevo, l'Occidente riprende
contatto con la tradizione alchemica greca
attraverso gli Arabi. L'incontro tra la cultura
alchemica araba ed il mondo latino avviene
per la prima volta in Spagna, probabilmente ad
opera di Gerberto di Aurillac, che più tardi
divenne Papa Silvestro II, (morto nel 1003). Il
rientro vero e proprio dell'alchimia in Europa
viene in genere fatto risalire al 1144, quando
Roberto di Chester tradusse dall'arabo il Liber
de compositione alchimiae, un libro dai forti
connotati iniziatici, mistici e esoterici. Il primo
vero alchimista dell'Europa medievale deve
essere considerato Roger Bacon (1241-1294)
un Francescano che esplorò i campi dell'ottica
e della linguistica oltre agli studi alchemici.
Nel XIV secolo l'alchimia ebbe una flessione a causa dell'editto di Papa
Giovanni XXII, che vietava la pratica alchemica, fatto che scoraggiò gli
alchimisti appartenenti alla Chiesa dal continuare gli esperimenti.
L'alchimia fu comunque tenuta viva da uomini come Nicholas Flamel, il
quale è degno di nota solamente perché fu uno dei pochi alchimisti a scrivere
in questi tempi travagliati. Flamel visse dal 1330 al 1419 e sarebbe servito da
archetipo per la fase successiva della pratica alchemica. Il suo unico interesse
per l'alchimia ruotava intorno alla ricerca della pietra filosofale; in anni di
paziente lavoro riuscì a tradurre il mitico Libro di Abramo l'ebreo, che
avrebbe acquistato nel 1357, e che gli avrebbe rivelato i segreti per la
costruzione della pietra dei filosofi.
Nell'alto Medioevo gli alchimisti si
concentrarono nella ricerca dell'elisir della
giovinezza e della pietra filosofale, credendo
che fossero entità separate. In quel periodo
molti di loro interpretavano la purificazione
dell'anima in connessione con la trasmutazione
del piombo in oro (nella quale credevano che il
mercurio giocasse un ruolo cruciale). Questi
individui erano visti come maghi e incantatori
da molti, e furono spesso perseguitati per le
loro pratiche.
La Pietra Filosofale
La pietra filosofale sarebbe dotata di tre proprietà
straordinarie:
1. fornire un elisir di lunga vita in grado di conferire
l'immortalità e di dare la panacea universale per
qualsiasi malattia;
2. far acquisire l‘ "onniscienza" ovvero la conoscenza
assoluta del passato e del futuro, del bene e del
male (cosa che spiegherebbe anche l'attributo di
"filosofale");
3. la possibilità infine di trasmutare in oro i metalli vili
(proprietà che ha colpito maggiormente l'avidità
popolare).
Alchimia nell’età moderna
Agli inizi del XVI secolo uno dei maggiori interpreti di
questo coacervo di discipline scientifiche fu il medico,
astrologo, filosofo e alchimista Heinrich Cornelius Agrippa
von Nettesheim, 1486-1535. Costui credeva di essere un
mago e di essere capace di evocare gli spiriti. La sua
influenza fu di modesta entità, ma come Flamel, produsse
opere, fra le quali il De occulta philosophia, alle quali
fecero riferimento tutti gli alchimisti posteriori. Ancora
come Flamel fece molto per cambiare l'alchimia da una
filosofia mistica ad una magia occultista. Inoltre mantenne
vive le filosofie degli antichi alchimisti, che includevano
scienza sperimentale, numerologia, ecc., aggiungendovi la
teoria magica, che rinforzava l'idea di alchimia come
credenza occultista[.
Declinio dell’alchimia occidentale
• Il declino dell'alchimia in Occidente fu
causato dalla nascita della scienza
moderna con i suoi richiami a rigorose
sperimentazioni scientifiche.
• Nel XVII secolo Robert Boyle (16271691) diede l'avvio al metodo
scientifico nelle investigazioni
chimiche, alla base di un nuovo
approccio alla comprensione della
trasformazione della materia, che di
fatto rivelò la futilità delle ricerche
alchemiche della pietra filosofale.
Dopo aver goduto per più di duemila
anni di un grande prestigio intellettuale
e materiale, l'alchimia uscì in tal modo
dal pensiero occidentale, salvo
ricomparire nelle opere di studiosi a
cavallo tra scienza, filosofia ed
esoterismo, quali lo psicanalista Carl
Gustav Jung e il pensatore Julius Evola.
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