(Allegato 1)
SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
SERVIZIO CIVILE IN ITALIA
ENTE
1) Ente proponente il progetto:
Centro di Servizio per il Volontariato della provincia dell’Aquila
NZ01122
2) Codice di accreditamento:
3) Albo e classe di iscrizione:
Albo Regione Abruzzo
3
CARATTERISTICHE PROGETTO
4) Titolo del progetto:
VERSO UNA VITA INDIPENDENTE: RICOMINCIAMO DALLE AUTONOMIE
5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):
Settore: Assistenza
Area: Disabili
Codifica: A06
6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza
il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori
misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto:
Il progetto è proposto dal Centro di Servizio per il Volontariato della
provincia di L’Aquila e dall’AIPD (Associazione Italiana Persone Down),
sezione di L’Aquila.
L’Associazione, legalmente costituita dall’anno 1996, è nata per volontà di un
gruppo di genitori di bambini e ragazzi con sindrome di Down che si erano
conosciuti presso il Centro di Riabilitazione in cui accompagnavano i propri figli.
Da quegli incontri emerse il bisogno di mettersi insieme, di associarsi per dare e
ricevere auto-mutuo aiuto e per diventare punto di riferimento per altri genitori
e per gli operatori sociali, sanitari e scolastici, riguardo alle specifiche
problematiche della sindrome di DOWN.
Il fine dell’associazione è quello di tutelare i diritti delle persone con sindrome di
Down, favorirne il pieno sviluppo fisico e mentale, contribuire alla loro
integrazione scolastica e sociale, sensibilizzare sulle loro reali capacità,
divulgare le conoscenze sulla sindrome.
Dal 2004, alla sezione di L’Aquila si è aggiunta la sede staccata di Trasacco, con
lo scopo di operare in maniera più capillare anche nel territorio marsicano. Nel
corso degli anni, l’associazione ha ampliato e specializzato le proprie attività in 2
direzioni:
a) L’educazione degli adolescenti e dei giovani con sindrome di
Down nella conquista delle autonomie utili nella vita sociale quotidiana,
con metodologie specifiche, messe a punto da ricercatori e studiosi della
nostra Associazione nazionale e validate nelle sezioni locali.
b) La formazione “in situazione” di giovani volontari e di studenti
interessati alle problematiche della disabilità psicofisica.
L’AIPD sez.di L’Aquila è iscritta al Registro regionale del volontariato, di
cui all’art. 6 della legge n. 266/1991, con provvedimento n. 584, dello
04.11.1998 (si allega copia di iscrizione).
Attività e servizi dell’AIPD
a) I settori educativi in cui opera l’Associazione, con interventi specifici
per le persone con sindrome di Down, sono raggruppabili in quattro ambiti:
•
Promozione dell’autonomia sociale delle persone con disabilità
intellettiva (uso del denaro, comportamento in strada, uso dei mezzi
pubblici, orientamento, comunicazione, );
•
Attività di tempo libero (organizzazione e partecipazione a feste ed
eventi; partecipazione ad attività sportive, teatrali, cinematografiche;
realizzazione di visite, viaggi e di settimane di vacanze)
•
Educazione all’autonomia abitativa (esperienze di residenzialità
brevi, corso di cucina, )
•
Orientamento e inserimento lavorativo (stage e tirocini formativi
finalizzati e non all’assunzione; coinvolgimento e sostegno alle famiglie
per l’avviamento al lavoro dei loro figli; contatti e consulenza alle
aziende)
Già da queste prime enunciazioni, risulta evidente l’importanza che l’AIPD dà
allo sviluppo dei ragazzi, inteso come passaggio graduale dalla dipendenza
verso l’autonomia; questa diviene completa se e quando il bambino diventa
adulto e cittadino a tutti gli effetti, capace di lavorare e di avere rapporti paritari
con gli altri.
Nella crescita verso l’autonomia un bambino disabile incontra due tipi di
ostacoli: da una parte quelli legati al suo deficit, dall’altra gli atteggiamenti
iperprotettivi, sostitutivi ed assistenzialistici che per paura e/o per affettività
sbagliata, interferiscono con il suo grado di sviluppo potenziale, limitando
l’acquisizione della possibile indipendenza. Partendo da questi presupposti,
l’Associazione imposta tutte le sue attività sulla promozione della massima
autonomia possibile per tutti i suoi utenti, adeguando le proposte educative
all’età ed ai bisogni dei partecipanti e privilegiando una metodologia basata sulla
motivazione reale, sul coinvolgimento attivo dei ragazzi nelle scelte e nella
gestione delle attività, sul riconoscimento esplicito del loro diventare “grandi”,
sul rinforzo continuo della personale autostima. Le attività, pertanto, non sono
assimilabili né ai corsi di formazione professionale, né alle lezioni scolastiche,
ma consistono tutte in momenti di esperienza di vita vera, in cui, facendo, si
impara a risolvere le difficoltà ed a raggiungere il traguardo prefissato.
In relazione al punto 1) l’AIPD organizza corsi triennali diretti a ragazzi dai 14
ai 20 anni, denominati “Club Ragazzi in gamba”.
Obiettivo del "Corso" è offrire ai ragazzi la possibilità di acquisire nuove
competenze per l'inserimento sociale nella vita di tutti i giorni, fuori dalle mura
domestiche (l'orientamento, l'uso dei mezzi di trasporto, gli acquisti, ecc.)
attraverso un itinerario di apprendimento teorico-pratico. Il "Corso" si struttura
in una serie di incontri della durata di un pomeriggio durante i quali i ragazzi,
organizzati in piccoli gruppi, effettuano, con un operatore ed un giovane
volontario, alcune "uscite" finalizzate all'apprendimento di specifiche abilità in
un contesto prevalentemente ricreativo (andare al cinema, a prendere un
gelato, al parco, ecc.). Per raggiungere la destinazione prescelta, bisogna
individuare la strada, il mezzo di trasporto giusti; bisogna imparare a chiedere
informazioni se non si sa dove andare, sapersi muovere nel traffico, saper
attraversare le strade, ecc. Occorre cioè far maturare tante abilità che, pur in
una situazione di deficit cognitivo, possono essere opportunamente esercitate e
consolidate, fino a diventare competenze personali spendibili in situazioni di vita
quotidiana.
Per ogni ragazzo, dopo una valutazione iniziale delle abilità già possedute, viene
predisposto un itinerario di apprendimento individualizzato che sarà poi percorso
attraverso l'attività di piccolo gruppo.
Nel prossimo anno questa attività coinvolgerà 4 adolescenti, che avevano
iniziato il percorso prima del terremoto.
In relazione
al punto 2) l’AIPD organizza L’”Agenzia del tempo libero”,
attività bisettimanale di socializzazione e di gestione del tempo libero, per
giovani dai 20 anni in su.
Questa attività è la prosecuzione del corso di autonomia e risponde al bisogno di
fare esperienze da grandi con un gruppo di amici, con cui confrontarsi alla pari e
condividere le attività che normalmente fanno le persone giovani.
I ragazzi intervengono nella gestione e nella scelta delle attività in un clima di
autonomia, dove si mantiene lo stile di lavoro e dello stare insieme già praticato
al Club. Si cerca di dare il più possibile l’organizzazione in mano ai ragazzi; si
sperimenta l’uso delle guide cittadine e dei giornali locali, si realizza un’agenda
dell’ATL per tutti i partecipanti del gruppo dove si annotano appuntamenti e
indicazioni utili (luoghi e orari degli appuntamenti, denaro necessario e
quant’altro) cercando di veicolare, nei ragazzi, un modo per organizzarsi anche
quando sono da soli. Le persone disabili che saranno coinvolte in queste attività,
saranno 16: 12 con sindrome di Down, 4 con ritardo cognitivo di altra eziologia.
In relazione al punto 3) l’Associazione sta avviando la realizzazione di un
progetto, denominato “Casa Più”, consistente in un articolato programma di
esperienze di residenzialità breve, finalizzato ad avviare le persone con
disabilità intellettiva verso un’autonomia abitativa il più possibile indipendente e
in un’offerta di sostegno psicologico ai genitori per favorire il processo di
distanziamento/separazione dai propri figli, ormai divenuti adulti.
Queste
esperienze costituiscono la logica evoluzione delle attività che l’Associazione ha
svolto, finora a favore di un nutrito gruppo di ragazzi che hanno ormai raggiunto
la maggiore età. Il nucleo centrale del progetto consiste nella realizzazione di “
week-end “, in cui i giovani con disabilità intellettiva, organizzati in piccoli gruppi
guidati da un educatore, imparano a pianificare tempi, spazi e risorse per gestire
la vita domestica quotidiana, in una casa nuova, appunto la nostra CASA PIU’,
diversa da quella di famiglia e in assenza dei familiari. L’appartamento, che
dispone di un’articolata struttura edilizia adeguata allo scopo, con spazi
multifunzionali progettati specificamente per accoglienze di persone disabili.
Partner del progetto è anche la Facoltà di Ingegneria dell’Università di
L’Aquila, con il compito di studiare strumenti tecnologici idonei ad aumentare la
sicurezza abitativa e l’autonomia delle persone con disabilità psichica.
I destinatari dell’intervento di residenzialità breve sono:
ƒ
I 12 giovani con sindrome di down, di età compresa tra i 20 ed i
35 anni che hanno frequentato l’Associazione, fin da bambini e
che attualmente partecipano alle attività dell’ATL e del SIL. Tutti
vivono con le rispettive famiglie. Hanno un ritardo mentale di
vario grado, alcuni di essi stanno finendo le scuole superiori, 1
lavora, 3 sono in attesa di ricominciare gli stage lavorativi che
frequentavano prima dell’evento sismico.
ƒ
Le loro 12 famiglie nei cui confronti saranno attivati percorsi di
accompagnamento, attraverso sostegno psicosociale di gruppo ed
individuale.
In relazione al punto 4), l’AIPD ha istituito il SIL (Servizio Inserimento
Lavorativo), finalizzato all’orientamento ed all’inserimento lavorativo delle
persone con sindrome di Down. Questo servizio vuole creare delle possibilità
concrete affinché le persone con sindrome di Down, che ne hanno le potenzialità
e le capacità, possano trovare un lavoro adeguato e creare le basi per una vita il
più possibile indipendente. Prima del terremoto sono state realizzate tre
esperienze di alternanza Scuola-Lavoro; due stage lavorativi (presso un
supermercato ed una biblioteca pubblica) ed un tirocinio formativo presso
un’Azienda della ristorazione che, è stato ripreso dopo il terremoto e che,
recentemente, si è concluso con un contratto di lavoro a T.I.
b) Formazione di giovani volontari
Nei confronti dei giovani volontari, l’Associazione, realizza annualmente corsi di
formazione e seminari aventi come contenuti le varie metodologie e le strategie
di lavoro per l’educazione all’autonomia delle persone disabili.
Ai nostri corsi hanno partecipato, finora, oltre 100 giovani studenti, lavoratori,
docenti ed operatori dell’handicap.
La sede Associativa, inoltre, accoglie annualmente una decina di studenti
universitari delle facoltà di Psicologia, Scienze dell’Educazione, Scienze Motorie
e delle SISS, per lo svolgimento dei tirocini previsti dai rispettivi piani di studio.
Con tutti i volontari ed i tirocinanti, oltre al corso di formazione teorica, viene
realizzata una formazione pratica, “in situazione” attraverso stage di attività
svolte in Associazione, sotto la supervisione di educatori e di volontari esperti
che già operano presso la nostra sede.
L’AIPD dopo il sisma del 6 aprile 2009
Dopo il terremoto del 6 aprile 09 che ha colpito l’Abruzzo e in particolare la città
dell’Aquila, il contesto territoriale del nostro comune ha subito un’improvvisa,
drammatica e profonda mutazione che ha devastato radicalmente non solo le
nostre case, i nostri quartieri, i monumenti ed i luoghi di ritrovo, ma anche le
nostre relazioni, il tessuto sociale e i punti di riferimento abituali di tutta la
popolazione.
Anche la nostra Associazione, come quasi tutte le Associazioni non - profit della
città, ha dovuto sospendere ogni tipo di attività per l’impossibilità materiale di
operare. Anche la sede associativa ha subito danni. C’è stata, inoltre, una
dispersione delle famiglie e dei volontari appartenenti all’AIPD: alcuni hanno
trovato una sistemazione presso parenti ed amici, in tutto il territorio regionale
e nazionale; altri nelle varie tendopoli allestite in città e nei comuni limitrofi.
Se la perdita dei propri “luoghi” fisici, affettivi e relazionali è stata gravissima
per tutti, riteniamo che sia stata particolarmente distruttiva per le persone più
deboli, come le nostre persone con sindrome di Down che sicuramente hanno
più difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti.
Fuori dell’ordinarietà, che dava loro alcune sicurezze, molti hanno perso le
“autonomie” acquisite che riuscivano ad esprimere nella propria vita quotidiana.
Tutti i ragazzi hanno perso slancio e voglia di fare, cadendo in condizioni di
apatia e di chiusura. Alcuni hanno manifestato paure e comportamenti
regressivi.
Appena si sono create le condizioni, l’AIPD ha ripreso i contatti con le famiglie
ed i ragazzi e, in collaborazione con il CSV e con le altre Associazioni che si
occupano delle persone disabili, sono stati creati momenti ed occasioni
d’incontro, per tentare di riallacciare quei legami che il terremoto aveva
dolorosamente spezzato.
Grazie
all’impegno di alcuni genitori ed alla collaborazione di alcuni giovani
volontari sono state parzialmente riattivate alcune attività educative inerenti
l’Agenzia del Tempo Libero ed il Corso per L’Autonomia; ci stiamo organizzando
per la ripresa del SIL, per l’arricchimento delle attività di tempo libero e per
nuove esperienze:
corso di cucina,residenzialità breve (giornate , week-end,
settimane di vacanze); coltivazione di piante aromatiche e di ortaggi.
Con questo progetto, grazie anche alla presenza dei nuovi volontari del SCN,
riteniamo di poter restituire vitalità alla nostra Associazione, garantendo la
prosecuzione delle precedenti attività, il
potenziamento di alcuni settori
educativi, la sperimentazione di percorsi formativi innovativi.
IL CONTESTO
Il territorio della provincia di L’Aquila, evidenzia dal punto di vista di numerosi
indicatori
sociali, una situazione di forte
problematicità.
Particolarmente
complessa è la situazione nell’area handicap, in quanto la popolazione con
disabilità grave è pari a 54,1 su 1000 abitanti a fronte della media nazionale
pari a 48,5. I dati del comune di L’Aquila (fonte Regione Abruzzo) attestano una
presenza di 1.207 portatori di handicap grave riconosciuti ai sensi dell’art. 3,
comma 3 della Legge 104/94. Il
Piano sociale 2007-2009 del nostro ambito
territoriale, partendo da questi dati, specificamente nell’area handicap, rileva la
carenza di strutture di accoglienza e socio-educative, di servizi pubblici di
accoglienza residenziale diurna e notturna per famiglie con alti carichi
assistenziali e per il “dopo di noi”, di supporto professionale al lavoro protetto
(laboratori), di sostegno alla vita indipendente ed all’autonomia personale.
In particolare, alla conclusione del percorso scolastico, si determina una
condizione di totale isolamento delle persone disabili che non trovano nel
territorio del nostro Comune alcuna struttura o servizio
pubblico, idonei ad
accoglierli ed a continuare la loro formazione.
Per sopperire a tali carenze alcune Associazioni di volontariato cittadine, prima
del terremoto, si erano organizzate nell’offerta di percorsi educativi, di
laboratori e di centri di accoglienza in cui realizzare esperienze, rispondenti ai
bisogni di formazione, socializzazione e sviluppo delle persone diversamente
abili
In questo contesto territoriale e sociale, l’AIPD sezione di L’Aquila, aveva
organizzato
numerose
attività
,
finalizzate
alla
crescita
dell’autonomia
personale, sociale e lavorativa delle persone con sindrome di Down, aventi come
obiettivo ultimo la conquista del massimo livello di indipendenza possibile, nella
vita adulta.
L’evento sismico che ha colpito L’Aquila e la sua provincia ha disgregato e
distrutto tutto quello che era stato faticosamente avviato, privando le persone
disabili, che già faticavano a veder riconosciuti i loro diritti, di punti di
riferimento stabili sia sotto l’aspetto socio-educativo che riabilitativo. La nuova
struttura della città, “allargata” in tanti dispersi nuclei abitativi, in cui convivono
famiglie provenienti da quartieri e strade e frazioni diverse, impedisce la
rinascita delle preesistenti relazioni sociali ed umane e non facilita la nascita di
nuovi legami.
In questo contesto, che vede ulteriormente aggravata la precaria stabilità delle
persone disabili e delle loro famiglie, la nostra Associazione, d’intesa con il
Coordinamento delle Associazioni di disabili e con l’Ufficio Handicap del Comune
di L’Aquila, ha cercato faticosamente di riorganizzarsi, per ricominciare. E per
farlo ha deciso di puntare su un modello di struttura associativa, in cui nuovi
giovani volontari, in servizio civile, possano apportare entusiasmo, vivacità e
vitalità ai pochi volontari ed operatori rimasti, per riattivare un dinamico
processo di integrazione sociale, nell’amicizia e nella collaborazione, che
sviluppi, nei giovani tutti, disabili e non, la consapevolezza che ciascuno di noi
ha valore e che insieme possiamo fare meglio e di più per noi e per gli altri.
Il titolo del progetto riassume l’intenzione di conservare la fedeltà al proprio
modo di operare, sempre orientato verso il massimo di indipendenza per
ciascuna persona Down, e, nello stesso tempo di rinnovare ed arricchire il
contesto organizzativo ed operativo della nostra Associazione.
Destinatari
Destinatari del presente progetto sono 20 persone con disabilità psichica (16
con sindrome di Down, 4 con ritardo mentale di altra origine) e le loro famiglie
che saranno coinvolti nelle varie attività progettate, come specificato nei quadri
7 ed 8, a seconda dell’età e dell’obiettivo da conseguire.
Altri destinatari sono i familiari dei ragazzi che, in alcuni percorsi, saranno
direttamente coinvolti in gruppi di attività e che, comunque, beneficeranno dei
risultati conseguiti dai propri figli anche in termini di sollievo ed aiuto nella loro
cura.
7) Obiettivi del progetto:
Lo scopo sintetico di questo progetto è quello di motivare, di sostenere e di
incentivare la ripresa delle attività con le persone Down e con le loro famiglie,
dopo la devastazione del terremoto. Riteniamo che questo obiettivo sia
perseguibile, garantendo la continuità delle esperienze preesistenti, da un lato e
l’introduzione di nuove attività e relazioni, dall’altro La continuità, infatti, può
aiutare i nostri ragazzi a recuperare la sicurezza emotiva minata dal violento e
drammatico
cambiamento
imposto
dal
sisma,
mentre
l’innovazione
può
generare curiosità, vivacità ed energia motivando al fare dinamico ed operoso.
L’obiettivo generale è, pertanto, quello di ridare una migliore qualità alla vita
delle persone con sindrome di Down , reinserendole in un vivace contesto di
relazioni affettive e collaborative con il gruppo dei “pari”, attraverso proposte di
attività che rinforzino il senso di benessere, la fiducia in sé, la gioia del fare e
dello sperimentare e che promuovano il massimo sviluppo delle potenzialità
individuali in ordine alle conoscenze, alle abilità ed alle competenze. I volontari
del SCN possono dare un grande contributo al conseguimento di tale obiettivo,
sia perché la loro presenza amplia il contesto relazionale, sia perché la nostra
metodologia di lavoro, centrata sul lavoro di gruppo e di piccolo gruppo, facilita
la loro piena integrazione nelle attività e, nel contempo si arricchisce del loro
significativo apporto.
Obiettivi specifici:
Obiettivo specifico 1 - Riorganizzazione di un corso per l’autonomia
Si tratta di riattivare e di completare un percorso educativo, denominato “club
ragazzi in gamba”, finalizzato alla conquista di alcune autonomie sociali, diretto
ad adolescenti in età compresa tra i 13 ed i 18 anni. Il percorso ha durata
triennale, prolungabile in presenza di particolari difficoltà individuali. Attraverso
questo tipo di formazione, condotto da educatori specificamente preparati,
supportati da volontari, i nostri adolescenti acquisiscono conoscenze ed abilità
utili nella vita sociale quotidiana, in ordine alle seguenti aree:
- Comunicazione: sapere chiedere, sapere dare i propri dati anagrafici, uso del
telefono, di internet...
- Orientamento: lettura delle indicazioni stradali, individuazione di punti di
riferimento, riconoscimento delle fermate di autobus, taxi, raggiungimento
autonomo di luoghi nuovi...
- Uso del denaro.
- Uso dei negozi: supermercati, negozi di uso comune, riconoscimento ed
individuazione dei prodotti, stesura di una lista...
- Uso dei servizi: uffici pubblici ( semplici operazioni postali...), locali ( bar,
ristoranti, cinema...), mezzi di trasporto.
Risultato atteso
Completamento di un corso per 4 adolescenti che, alla data del terremoto,
erano
al
secondo
anno
di
frequenza
e
conseguimento
degli
obiettivi
individualizzati previsti per ciascun ragazzo.
Indicatore
Frequenza assidua delle attività del Club da parte dei ragazzi e partecipazione
delle loro famiglie alle attività associative.
Obiettivo specifico 2 - Potenziamento dell’ “Agenzia del tempo libero”
(ATL)
Gli obiettivi di questa iniziativa sono:
•
dare ai ragazzi un luogo di incontro “da grandi”
•
imparare a gestire il proprio tempo
•
imparare a scegliere
•
vivere autenticamente l’esperienza del “gruppo dei pari”
Per fare questo ci si incontra, in gruppo, due volte a settimana il pomeriggio, ed
almeno una volta al mese di sera. L’ ATL ha orari elastici, in funzione dei
programmi e delle attività scelte dai ragazzi. Il gruppo, coordinato da un
educatore, prevede la presenza di un numero variabile di volontari che
condividono con i ragazzi le attività scelte. Si esce a gruppetti, che cambiano
durante l’anno, e si va a teatro, al cinema, a ballare, in pizzeria, a fare quello
che fanno gli amici quando si incontrano. Si programmano gite ed escursioni
nei dintorni della città; due volte l’anno si organizzano viaggi fuori città della
durata di un’intera giornata. Nella sede associativa, un gruppetto di ragazzi, una
volta al mese, si occupa di predisporre un programma di attività e di guidare gli
altri nel realizzarlo, un po’ come un “circolo ricreativo”. All’inizio del periodo
estivo, si realizza una settimana di vacanze al mare, in località della costa
abruzzese. All’interno del gruppo nascono, a volte, storie di amore e di amicizia
che vengono vissute secondo le dinamiche proprie dell’età giovanile e delle
caratteristiche individuali. Emerge a volte, da
parte di alcuni ragazzi, la
richiesta di avere anche momenti di confronto, per parlare di temi interessanti
per la loro età: amore, sessualità, amicizia, il lavoro, il rapporto coi genitori.
Cercando di rispettare le diverse esigenze di chi non vuole o non può
partecipare a questi momenti, si organizzano discussioni con particolare
attenzione all’utilizzo di modalità di animazione che possano permettere la
massima comunicazione possibile.
Quest’ anno vorremmo arricchire il ventaglio di attività per il tempo libero con:
•
l’offerta di un corso di nuoto e di attività motorie per i ragazzi che
vorranno praticarle;
•
la proposta di un corso di cucina, organizzato per piccoli gruppi di 3-4
persone, finalizzato alla crescita dell’autonomia personale, in un clima di
gioiosa attività di gruppo (potranno essere realizzati dolci, pietanze, bibite
per merende o per cenette con gli amici);
•
la disponibilità periodica di uno psicologo che possa accogliere i ragazzi
nei
momenti
di
difficoltà
personale
e
nei
momenti
di
tensione
interpersonale che, a volte, turbano il funzionamento del gruppo. Questo
professionista potrà, inoltre, coadiuvare l’educatore nell’affrontare quelle
tematiche di natura affettiva e relazionale che, anche per le resistenze e
le paure dei genitori, richiedono di essere trattate con adeguata sicurezza,
sensibilità e senso di realtà.
Risultato
atteso:
Crescita
della
coesione
del
gruppo
e
del
benessere
individuale. Miglioramento delle capacità organizzative e delle capacità di scelta
nella gestione del proprio tempo (sapere cosa ci piace fare, cosa ci interessa o ci
diverte di più).
Indicatore: numero ed assiduità dei partecipanti.
Obiettivo specifico 3 - potenziamento di esperienze di autonomia
abitativa: progetto “Casa Più”
L’avviamento di esperienze di residenzialità breve nasce come prima risposta ad
un assillante problema che i genitori di figli con disabilità intellettiva si pongono
in forma spesso angosciosa: quello del cosiddetto “dopo di noi” e cioè il non
sapere quali scenari si apriranno per i propri figli quando essi non saranno più
capaci di occuparsene.
Il problema è stato più volte posto anche all’interno dell’associazione e dal
confronto costante con le famiglie è nata l’idea di avviare delle esperienze di
residenzialità brevi in cui i ragazzi, trascorrendo due giorni in un appartamento,
senza i genitori, ed utilizzando le abilità di autonomia acquisite potessero
pianificare tempi spazi e risorse necessarie al vivere insieme.
Queste esperienze dovrebbero essere propedeutiche ad un futuro autonomo
alternativo a soluzioni meramente assistenzialistiche. A tal fine un valido aiuto
viene dalla collaborazione della Facoltà di Ingegneria dell’Università di
L’Aquila che, partendo dai bisogni e dalle difficoltà operative rilevate nei
ragazzi, sperimenteranno l’uso di strumenti e sussidi tecnologi che possano
migliorare l’autonomia e la sicurezza abitativa dei ragazzi
Obiettivi dell’azione sono i seguenti:
•
sviluppare, secondo il modello della sperimentazione, un contesto di
residenzialità nel quale le persone con disabilità intellettiva possano
acquisire competenze necessarie alla gestione della vita domestica
quotidiana, con il massimo grado di autonomia possibile e di sicurezza
possibile
•
integrare l’esperienza di autonomia abitativa di ciascun partecipante nel
percorso evolutivo personalizzato, finora svolto in Associazione
•
coinvolgere
attivamente
le
famiglie
nella
organizzazione
e
nel
monitoraggio del progetto ed offrire loro un aiuto psicologico che li
sostenga nel processo di separazione dai loro figli e nel riconoscimento
dei loro bisogni di indipendenza dalla famiglia.
•
Individuare strumenti tecnologici che possano accrescere la sicurezza
l’autonomia dei partecipanti
Le esperienze di residenzialità saranno ospitate in un appartamento ubicato a
L’Aquila.
I ragazzi varranno suddivisi in 4 gruppi di 3 elementi ciascuno, supportati da un
educatore e da più volontari che accompagnano i ragazzi nei vari momenti della
giornata, interni ed esterni all’appartamento. Ogni gruppo farà un’esperienza di
residenzialità al mese, della durata di 2 giorni ed una notte, preferibilmente nel
fine settimana.
L’esperienza inizia con l’arrivo dei ragazzi, il sabato mattina alle ore 10 e
termina la domenica sera, alle ore 19. Si darà molta importanza all’integrazione
del gruppo nella comunità locale, attraverso iniziative legate all’impiego del
tempo libero, nella serata del sabato e nel pomeriggio della domenica.
Particolare attenzione sarà rivolta all’organizzazione di tutte le attività esterne
che comportino il rapporto con persone nuove, gli spostamenti con i mezzi
pubblici e la partecipazione alla vita sociale della città. Questo progetto non può
prescindere dalla presenza di giovani volontari che possano condividere e
supportare i protagonisti del week-end, nelle varie attività della giornata.
I percorsi di accompagnamento alle famiglie si svolgeranno nella sede della
nostra Associazione con la seguente organizzazione:
•
incontri del gruppo genitori: 1 al mese, della durata di due ore, con il
coordinamento di uno psicologo e/o di un assistente sociale
•
incontri individuali e/o a piccoli gruppi con gli educatori: 1 al mese
•
incontri individuali con lo psicologo: a richiesta degli interessati, in giorni
ed ore concordati.
Risultato atteso:
- individuazione, fra i partecipanti, di persone Down capaci e disponibili a
proseguire esperienze di autonomia abitativa, per tempi più lunghi, in vista di
un futuro indipendente dalla famiglia d’origine.
- aumento della consapevolezza delle famiglie circa la possibilità di vita
autonoma dei loro congiunti;
- individuazione di strumenti che possano facilitare lo svolgimento delle attività
di vita domestica quotidiana e la sicurezza in casa e negli spostamenti.
Indicatori:
- partecipazione costante dei 12 ragazzi ed incremento del loro livello di
autonomia (abilità apprese rispetto a quelle possedute all’inizio dell’esperienza)
- numero delle presenze delle famiglie agli incontri di gruppo
Obiettivo specifico 4 - Riorganizzazione ed arricchimento delle attività
di orientamento e di preparazione al lavoro.
In relazione a questo obiettivo l’Associazione intende agire in 2 direzioni:
a) riorganizzazione del SIL (Servizio Inserimento Lavorativo)
b) avvio di un’esperienza lavorativa di coltivazione di piante aromatiche e di
ortaggi
a) La riorganizzazione del SIL, istituito presso la nostra sezione dal 2005, ha le
seguenti finalità:
•
Conoscenza, diffusione ed applicazione della L.68/99 sull’inserimento
lavorativo dei disabili e dei principi di rispetto e tutela della persona
umana che la sottendono
•
Informazione e sensibilizzazione delle aziende
•
Informazione
delle
famiglie
sugli
aspetti
normativi
e
loro
accompagnamento
nella presa di coscienza di avere figli adulti, potenziali lavoratori
•
Formazione dei ragazzi nella comprensione del ruolo di lavoratore
•
Avviamento e monitoraggio di percorsi di alternanza scuola-lavoro, di
stage lavorativi, di tirocini finalizzati o non all’assunzione.
b)La proposta di avviare la coltivazione dell’orto e del giardino delle erbe
aromatiche è stata formulata da alcuni genitori della nostra Associazione, che
hanno vissuto un’esperienza analoga presso la tendopoli in cui hanno
soggiornato nel post-terremoto. Gli obiettivi che ci proponiamo, per i ragazzi
che vorranno partecipare al progetto, sono i seguenti:
•
acquisizione di nuovi saperi e di abilità relative all’intero ciclo di
coltivazione delle piante
• fare esperienza di inserimento lavorativo in un reale processo produttivo,
in quanto il loro lavoro servirà a soddisfare bisogni veri (se lavori, ottieni un
frutto, che mangi tu e che vedi mangiare da altri), determinando senso di
responsabilità, di soddisfazione e crescita dell’autostima.
• Allargamento della rete delle relazioni e dei rapporti umani con gli esperti
(soprattutto i nonni e/o conoscenti anziani) che verranno ad insegnarci le
tecniche e le procedure di lavorazione.
Risultati attesi:
- cambiamento culturale nell’opinione pubblica e soprattutto nei genitori e nelle
aziende rispetto alle possibilità lavorative delle persone con disabilità psichica
- realizzazione di nuove esperienze lavorative in aziende esterne e presso l’orto
che verrà avviato nel sito messo a disposizione dal Comune.
Indicatori:
- numero delle aziende che accetteranno di incontrare gli operatori del SIL per
discutere dell’inserimento lavorativo delle persone disabili;
- realizzazione di almeno tre nuovi stage o tirocini formativi presso aziende e/o
esercizi commerciali del territorio
Obiettivi per le volontarie ed i volontari in Servizio Civile:
L’obiettivo generale è sicuramente l’arricchimento del corredo umano dei
giovani in tutte le aree della loro personalità: cognitiva, affettiva, relazionale,
operativa e la maturazione del loro senso civico, inteso come conoscenza e
rispetto dei diritti e dei doveri e come capacità di cooperare nel contesto sociale.
Nel contesto della nostra Associazione questo obiettivo si può precisare nei
seguenti obiettivi specifici:
•
Conoscenza della sindrome di Down e delle caratteristiche delle persone
che ne sono portatrici;
•
Conoscenza delle principali norme relative alla tutela ed all’integrazione
scolastica, sociale e lavorativa delle persone diversamente abili
•
Conoscenza
dell’organizzazione
e
del
funzionamento
dei
servizi
territoriali per l’handicap e del servizio per il collocamento mirato del
Centro per l’impiego
•
Apprendere ed esercitare metodi e strumenti utili per la gestione dei
gruppi
•
Acquisire
conoscenze
e
competenze
nelle
metodologie
specifiche
utilizzate dalla nostra Associazione per lo sviluppo dell’autonomia nelle
varie fasce di età.
•
Migliorare le proprie capacità osservative e comunicative per rendere più
efficace l’intervento educativo e lo scambio interpersonale con i ragazzi
ed i genitori
•
Acquisire conoscenze e competenze necessarie alla programmazione ed
alla verifica di interventi educativi per le persone con disabilità psichica.
8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le
attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in
servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo
che quantitativo:
obiettivo
specifico
del progetto
1.
Riorganizzazione
di un corso per
l’autonomia
8.1 Attività previste per il
raggiungimento
dell’obiettivo e numero
dei
destinatari
1.1 Costituzione del “Club
Ragazzi in Gamba” per un
gruppo di 4 adolescenti che
sono già al secondo anno di
corso ed osservazione iniziale
delle abilità e dei
comportamenti di ciascun
ragazzo.
1.2 compilazione del PEI
(Programma Educativo
individualizzato) e , dopo
circa due mesi,
comunicazione al ragazzo
della Stella degli Obiettivi (5
obiettivi,individuati nelle
varie aree educativa:
comunicazione,
orientamento,comportamento
stradale,uso del denaro, uso
dei servizi ) che ciascun
ragazzo deve conseguire al
termine dell’ anno di
frequenza del Club.
1.3 Realizzazione delle
attività: i ragazzi si
incontrano nella sede
dell’Associazione un
pomeriggio alla settimana e
dopo un momento comune,
in cui si decide cosa fare e
dove andare, il gruppo intero,
o diviso in due sottogruppi
più un educatore e un
volontario esce per
raggiungere il luogo
prescelto. Il gruppo viene
guidato, a turno, da uno dei
suoi componenti che,deve
8.2 risorse
umane, con
specifica delle
professionalità
8.3 ruolo ed
attività dei
volontari
Le attività di
ciascun gruppo
vengono
programmate ed
organizzate da un
educatore (con
contratto a
progetto) con
formazione sociopsico-pedagogica
di base, che ha
ricevuto, poi,
dall’Associazione,
una formazione
specifica sulla
metodologia del
progetto.
L’educatore viene
affiancato da due
volontari
dell’associazione
con esperienza
pluriennale
all’interno della
stessa.
I volontari ( tutti
giovani per poter
garantire la
realizzazione di un
clima di effettiva
condivisione coi
ragazzi),
affiancano gli
educatori in tutte
le attività dei
percorsi di
autonomia. La loro
presenza consente
di creare una
dimensione di
gruppo ottimale,
coadiuvando gli
educatori nel ruolo
educativo ed
eliminando il
rischio di
dipendenza da una
sola persona e di
competitività
affettiva fra i
ragazzi
- Oltre alla
presenza nei
gruppi del Club, i
volontari svolgono
le seguenti attività
di base:
Partecipazione alle
attività di
programmazione e
di verifica annuale
e periodica;
comunque cavarsela
chiedendo informazioni o
cercando punti di riferimento.
L’educatore ed il volontario
prestano l’assistenza
necessaria, con
incoraggiamenti e piccoli
suggerimenti, che devono
stimolare le sue capacità
riflessive e decisionali senza
mai sostituirsi alle scelte del
ragazzo. Talora, a causa di
errori, l’intero gruppo deve
tornare sui propri passi e
cambiare il percorso. Anche
in questo caso, è
fondamentale il ruolo
dell’educatore e del
volontario nel dare fiducia, e
nel riorientare il gruppo.
1.4 Incontri quindicinali degli
operatori e dei volontari per
la verifica e la
programmazione periodica.
Occorre, infatti,ridefinire di
volta in volta le attività e gli
strumenti da utilizzare, in
riferimento agli obiettivi da
perseguire, incrociando le
abilità dei ragazzi, le risorse
esistenti,la creatività degli
operatori.
1.5 Incontri periodici fra
operatori e genitori per
confrontarsi, per aiutare i
genitori ad aumentare gli
spazi di autonomia dei propri
figli nella loro vita quotidiana
2.
potenziamento
dell’Agenzia del
tempo Libero
(ATL)
2.1 Costituzione di un gruppo
di 12 persone, di età
superiore a 20 anni, che
hanno già frequentato il
corso per l’autonomia. Analisi
delle abilità possedute che
possono essere consolidate,
Predisposizione dei
materiali
promozionali e di
comunicazione con
i genitori, gli enti,
la realtà cittadina,
le altre
associazioni;
Accompagnamento
dei ragazzi negli
spostamenti con i
mezzi pubblici o
con il pulmino
dell’Associazione;
Guida e sostegno
individuale ai
ragazzi che
imparano ad usare
il mezzo pubblico
da casa alla sede
associativa;
Gestione della
corrispondenza
cartacea ed
elettronica,
secondo le
indicazioni dei
responsabili
dell’Associazione;
Partecipazione agli
incontri con le
altre Associazioni
di volontariato e
con il
coordinamento dei
disabili;
Le attività dell’ATL
sono
programmate, e
gestite da 2
educatori (con
contratto a
progetto) con
Contatti con il
Comune, la ASL, il
Centro per
l’impiego ed altri
uffici pubblici,
secondo le
indicazioni dei
responsabili
dell’Associazione.
I volontari
coinvolti nell’ATL si
inseriscono nei
diversi gruppi di
ragazzi, per
andare al cinema,
al parco, al bar,in
attraverso le attività dell’ATL.
2.2 programmazione
generale delle possibili
attività e predisposizione
delle risorse materiali ed
umane necessarie.
2.3 organizzazione dei corsi
di nuoto e di attività motorie,
tramite convenzione con una
società sportiva. Il nuoto
viene realizzato a gruppi
costituiti da 4-6 ragazzi; le
attività motorie, invece
vengono realizzate con la
presenza di tutti coloro che
vogliono aderire: adolescenti
e ragazzi grandi.
2.4 allestimento di uno
spazio per il corso di cucina,
adeguatamente arredato ed
attrezzato. Il corso viene
realizzato a gruppi costituiti
da 3-4 ragazzi, per
consentire a ciascuno una
fattiva operosità.
2.5 realizzazione delle attività
di tempo libero a cadenza
bisettimanale. I ragazzi che
scelgono di partecipare a
tutte le attività offerte
dall’Associazione, risultano
impegnati per 5 giorni alla
settimana, prevalentemente
di pomeriggio,dal lunedì al
venerdì: 2 volte per l’ATL, 1
volta per il nuoto, 1 volta per
l’attività motoria, 1 volta per
il corso di cucina. Per i
ragazzi che non frequentano
più la scuola, i corsi di cucina
e di nuoto vengono proposti
anche in orario
antimeridiano.
2.6 Organizzazione e
realizzazione di una
settimana di vacanza in
località marina, senza i
genitori, con gli amici e gli
operatori. Finora le vacanze
sono state realizzate in
alberghi o in villaggi turistici
con servizi di pensione
completa ed animazione. Per
il futuro si sta pensando a
soggiorno in case o
bungalow, per favorire la
gestione diretta dei ragazzi
ed offrire loro l’opportunità
formazione di
base socio-psicopedagogica, e
formazione
specifica
dell’Associazione
Vengono inoltre
coinvolti due
volontari
dell’associazione
con esperienza,
a seconda delle
attività
programmate
pizzeria, nel corso
di cucina,ecc. negli
orari e nei giorni
stabiliti.
Prestano aiuto ed
assistenza in caso
di necessità;
costituiscono
un punto di
riferimento
affettivo e
rassicurante
per tutti i membri
del gruppo;
I corsi di nuoto e
di attività motorie
vengono condotti
da due istruttori
esterni
all’associazione
che a titolo
gratuito
svolgeranno le
attività previste
(Rif. Lettera di
partenariato
ASD Sport 99)
con formazione
specifica in
scienze motorie e
specializzazione
per l’handicap.
Vengono affiancati
da 2 volontari
dell’associazione
con esperienza e
con competenza
specifica sul
nuoto, per
ciascun gruppo.
Per i corsi di nuoto
e di attività
motorie, i 2
volontari previsti
per ciascun
gruppo,
accompagnano i
ragazzi durante il
trasporto,
prestano
assistenza fuori
vasca, aiutano
quei ragazzi che
hanno qualche
difficoltà nella
preparazione
iniziale e finale
(fare doccia e
shampoo,
riordinare la
borsa,ecc.).
Il corso di cucina
viene realizzato da
un educatore
(con contratto a
progetto)
disponibile che,
per la sua
competenza
pedagogica e
metodologica, può
garantire
l’operosità di tutti i
ragazzi e
l’adeguamento dei
compiti alle
capacità
I volontari
partecipano alle
vacanze, con il
ruolo di
accompagnatori
per il viaggio, di
assistenza
materiale e di
sostegno
psicologico;
assicurano la loro
costante presenza
nel gruppo,
aiutando ad
organizzare ed a
realizzare le varie
attività della
giornata.
I volontari
partecipano a tutti
per fare passi avanti nella
propria autonomia personale
o nell’autonomia domestica.
I ragazzi vengono coinvolti
nell’organizzazione già prima
della partenza,
predisponendo, ad esempio,
la lista delle cose da fare e
delle cose da portarsi in
valigia.
2.7 verifica periodica e finale
di tutte le attività svolte ed
aggiornamento delle schede
informative individuali.
3.1 Pubblicizzazione del
progetto, attraverso brochure
Potenziamento di informativa ed un convegno
esperienze di
pubblico
3.2 Costituzione di 4 gruppi
autonomia
di 3 ragazzi ciascuno che
abitativa:
abiteranno a “Casa Più ed
progetto “Casa
assegnazione a ciascuno di
Più”
un educatore e di uno o due
volontari che gestiranno la
sperimentazione
3.3 Compilazione del profilo
iniziale dei ragazzi ed
individuazione delle abilità da
sviluppare attraverso le
esperienze di residenzialità
3.4 Realizzazione dei weekend da parte dei 4 gruppi che
si alternano mensilmente
nell’appartamento
dell’associazione “Abitare
insieme”. L’esperienza inizia
con l’arrivo dei ragazzi, il
sabato mattina alle ore 10 e
termina la domenica sera,
alle ore 20. Dopo la verifica
intermedia, si valuterà
l’opportunità di prolungare di
qualche giorno la durata del
soggiorno per i gruppi che
abbiano dimostrato buone
capacità di adattamento alla
nuova vita. La presenza
dell’educatore e dei volontari
si ridurrà progressivamente
nel tempo, in relazione alla
crescita delle competenze e
della sicurezza dei ragazzi
3.5 Individuazione ed
installazione di strumenti
3.
individuali al fine
di migliorare
l’autonomia nella
vita quotidiana.
Per la settimana di
vacanza è prevista
la presenza di 4
volontari.
Questo personale
è individuato fra
quelli che hanno
operato durante
l’anno di attività e
che conoscono
bene i ragazzi.
6 volontari
dell’associazione
che ricoprono
incarichi di
responsabilità
(direttivo)
1 Psicologo
(incarico a
progetto)
4 educatori
incaricati del
progetto
1 pedagogista
con contratto a
progetto
8 volontari con
esperienza
nell’ambito
dell’attività
specifica
4 Tecnici e
docenti
dell’Università
gli incontri di
verifica e
predispongono ed
aggiornano i
documenti cartacei
ed elettronici.
I volontari
predispongono il
materiale
pubblicitario e
collaborano nella
realizzazione del
convegno;
I volontari
collaborano
nell’osservazione
dei ragazzi e nella
compilazione
cartacea e/o
elettronica delle
schede individuali;
Condividono
l’esperienza di
residenzialità con
l’educatore ed i
ragazzi, con
funzioni di aiuto
ed assistenza.
Svolgono anche un
importante ruolo
di osservazione
dei cambiamenti
nel
comportamento
dei ragazzi e delle
principali difficoltà
che questi
incontrano nelle
attività
domestiche ed in
quelle esterne
all’appartamento;
Osservano i
tecnologici utili per
aumentare la sicurezza e
l’autonomia dei ragazzi
3.6 Realizzazione degli
incontri di gruppo ed
individuali delle famiglie con
lo psicologo
3.6 Monitoraggio costante
dell’esperienza, attraverso le
osservazioni di tutti i
professionisti
ed i volontari coinvolti ed il “
diario di bordo” quotidiano
compilato anche dai ragazzi
4.
riorganizzazione
ed arricchimento
delle attività di
orientamento e
di preparazione
al lavoro.
4.1 Costituzione del gruppo
di lavoro per il servizio di
orientamento e di
inserimento lavorativo,
denominato sinteticamente
SIL
4.2 Realizzazione di materiale
pubblicitario ed informativo
sulla L.68/99 e sugli
inserimenti lavorativi di
persone disabili già realizzati
4.3 Incontri in sezione ed
attività esterne per far
conoscere ai ragazzi le varie
realtà lavorative: visite ad
aziende, esercizi commerciali,
uffici pubblici e botteghe
artigianali; incontri con
giovani lavoratori;
discussione ed
apprendimento delle parole
del lavoro: contratto, busta
paga, mansione, diritti e
doveri, ferie, ecc.
4.4 Contatti con le aziende
per informare sulla normativa
e le agevolazioni previste per
l’inserimento lavorativo dei
disabili.
4.5 Incontri con i genitori per
confrontarsi sulle difficoltà,
sulle possibilità e sulle
modalità di inserimento
L’équipe
dell’attività è
costituita dal
referente responsabile (un
volontario,
membro del
direttivo), il
coordinatore
pedagogico, lo
psicologo, i
docenti ed i tecnici
universitari, gli
educatori ed i
volontari.
1 educatore con
contratto a
progetto
1 assistente
sociale con
contratto a
progetto
1 volontario con
esperienza (che
ha seguito un
corso di
formazione sulle
attività specifiche)
comportamenti dei
ragazzi e
riferiscono circa
l’efficacia delle
tecnologie
installate;
Predispongono il
calendario dei
incontri e tengono
i contatti con i
genitori;
Contribuiscono alla
compilazione del
diario di bordo.
Curano il registro
delle presenze e la
nota delle spese
giornaliere.
Predispongono il
calendario degli
incontri e curano i
l raccordo tra i
vari operatori.
Collaborazione
nella
preparazione,
stampa e
diffusione del
materiale
informativo
Contatti con le
realtà lavorative
locali;
Predisposizione del
calendario delle
visite e delle altre
attività interne
Partecipazione agli
incontri dei
ragazzi,
accompagnamento
nelle visite alle
aziende,
partecipazione agli
incontri con i
genitori;
Compilazione del
registro delle
attività;
Contatti con il SIL
lavorativo dei loro figli
4.6 Avvio del progetto di
coltivazione di ortaggi e di
piante aromatiche:
preparazione del terreno,
della recinzione, del sistema
di irrigazione e degli attrezzi
agricoli
4.7 realizzazione di uno stage
formativo presso un’azienda
agricola del territorio
4.8 scelta delle piante e dei
semi,operazioni di semina,
piantagione e cura delle
piante; a suo tempo raccolta
degli ortaggi e degli aromi.
4.9 Organizzazione di
momenti di socializzazione
(feste e banchetti con musica
popolare) per presentare al
quartiere i prodotti degli
“orti”.
Realizzazione di piccoli
omaggi (sacchetti-regalo con
erbe aromatiche) da
distribuire gratuitamente in
città
del Centro
provinciale per
l’impiego, per
raccogliere
informazioni sulle
disponibilità e
sulle “scoperture”
delle aziende
locali;
Le professionalità
impegnate nel
progetto orto
saranno: un
agronomo con
funzioni di
consulenza,
esperti volontari
individuati tra i
nonni ed i
conoscenti (4),
un educatore (
contratto a
progetto)
responsabile
dell’impostazione
metodologica,
dell’osservazione
dei ragazzi e del
coordinamento
generale delle
attività.
I volontari
collaboreranno con
l’educatore ed i
ragazzi in tutte le
attività:
accompagnamento
nello stage
formativo, aiuto e
sostegno
nell’attività
agricola, acquisto
degli attrezzi e dei
semi.
Cureranno la
compilazione del
diario di bordo, del
registro delle
presenze, della
nota spesa
giornaliera.
Cureranno
l’allestimento di
banchetti dei
prodotti per la
festa di quartiere e
la preparazione
dei gadget da
distribuire ai
partecipanti.
Le risorse complessive impegnate nel progetto sono:
o
4 educatori con contratti a progetto;
o
1 psicologo con contratto a progetto;
o
1 pedagogista con contratto a progetto;
o
1 agronomo volontario;
o
4 esperti volontari (nonni, conoscenti);
o
2 istruttori di nuoto ed attività motorie a titolo volontario (rif. Lettera di
partenariato allegata Associazione Sportiva Dilettantistica Sport 99);
o
1 assistente sociale con contratto a progetto;
o
4 tecnici e docenti dell’Università dell’Aquila a titolo gratuito (rif. Lettera di
partenariato allegata Università dell’Aquila);
o
6 volontari responsabili del direttivo;
o
10 volontari con esperienza maturata all’interno dell’associazione.
Diagramma di Gantt
Attività ott
1.1
X
1.2
1.3
1.4
X
1.5
2.1
X
2.2
X
2.3
2.4
2.5
2.6
2.7
3.1
X
3.2
X
3.3
X
3.4
3.5
3.6
4.1
X
4.2
4.3
4.4
4.5
X
4.6
4.7
4.8
4.9
9)
nov
dic
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
X
X
X
X
X
6
10) Numero posti con vitto e alloggio:
0
11) Numero posti senza vitto e alloggio:
6
12) Numero posti con solo vitto:
0
13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
30
14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) :
6
15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:
-
-
Disponibilità a missioni e spostamenti;
Flessibilità oraria
Impegno nei giorni festivi
Pernottamenti
Partecipazione ad eventi,seminari,riunioni
16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato:
N.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
Sede di
attuazione del
progetto
Comune
Indirizzo
Cod.
N. vol. per
ident. sede
sede
Nominativi degli Operatori Locali di
Progetto
Cognome e Data di
nome
nascita
C.F.
Nominativi dei Responsabili Locali di Ente
Accreditato
Cognome e Data di
nome
nascita
C.F.
17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale:
Il CSVAQ svilupperà azioni e strumenti di sensibilizzazione e promozione del
SCN e diffusione dei progetti delle proprie sedi di attuazione sul territorio di
riferimento. Il piano di promozione elaborato dal CSVAQ comporterà un
impegno per la realizzazione e gestione delle attività e delle azioni previste di
ore 25. Verranno realizzate le seguenti attività per le quali è previsto il
coinvolgimento e la partecipazione dei volontari in Servizio Civile.
ƒ
Incontri pubblici (per la fase organizzativa e di realizzazione degli
incontri sono previste 15 ore)
organizzati sui territori di riferimento dei progetti con il coinvolgimento delle
sedi di attuazione.
ƒ
Percorsi formativi (1 corso della durata di 10 ore) realizzati in
collaborazione con altre realtà locali del volontariato e dell’associazionismo
per la diffusione del Servizio Civile Nazionale tra le associazioni e gli enti
interessati.
ƒ
Numero speciale del periodico del Centro, CSVAQ informa, dove
saranno dettagliatamente indicati i contenuti dei progetti del Centro. Il
periodico sarà diffuso su tutto il territorio provinciale.
ƒ
Opuscoli e brochures che ogni anno il CSVAQ realizza per la diffusione
delle proprie attività formative, dei propri progetti e le attività e progetti
proposti dalle associazioni al Centro. All’interno di queste pubblicazioni verrà
dato spazio ai progetti e alle attività che il CSVAQ realizzerà in merito al
SCN.
Il piano di promozione sviluppato dal CSVAQ comporterà un impegno per la
realizzazione e gestione delle attività e azioni previste di 25 ore
Altre azioni di promozione:
Il CSVAQ svilupperà azioni e strumenti di sensibilizzazione e promozione del
SCN e diffusione dei progetti delle proprie sedi di attuazione sul territorio di
riferimento.
Strumenti e modalità di comunicazione con il territorio ed in particolare con il
mondo giovanile (come già indicato nel sistema di comunicazione MOD.com in
fase di accreditamento).
Strumento privilegiato di comunicazione con l’esterno ed in particolare con il
mondo giovanile sarà il sito web del Centro di Servizio per il Volontariato della
provincia dell’Aquila (www.csvaq.it), l’aggiornamento costante dell’apposita
sezione del sito dedicata al SCN e il profilo facebook che ha raggiunto oltre
3.000 contatti.
Pubblicazione di una newsletter informatica quindicinale da inviare alla
mailing del CSVAQ e in generale a tutti coloro i quali ne facciano richiesta. Essa
conterrà tutte le novità in merito alle attività istituzionali, attività promozionali
sia a livello nazionale che locale, avvisi, informazioni sia per le associazioni, sia
per i cittadini interessati al Servizio Civile Nazionale
Inoltre è prevista una rubrica dedicata sul periodico del Centro CSV NOTIZIE,
dove approfondire, in ogni trimestre, gli aspetti inerenti il Servizio Civile.
Promozione del SCN attraverso gli stessi giovani impegnati nei vari
progetti sia del Centro di Servizio che di altri Enti:
Da tempo il CSVAQ ha avviato collaborazioni su tutto il territorio provinciale per
la diffusione e la promozione del SCN, attraverso incontri con le scuole,
organizzazioni di eventi promozionali rivolti ai giovani.
Realizzazione di almeno tre incontri tra i giovani impegnati nei progetti del
CSVAQ (così come previsto anche nel piano di monitoraggio) e organizzazione di
incontri tra i giovani del Centro e altri giovani impegnati negli altri progetti di
altri Enti presenti sul nostro territorio provinciale.
18) Criteri e modalità di selezione dei volontari:
GRIGLIA CRITERI AUTONOMI PER LA SELEZIONE DEI VOLONTARI
Note esplicative
Il punteggio massimo che un candidato può ottenere è pari a 110 punti, ripartiti
come di seguito specificato:
o
Sezione 1 Curriculum vitae: precedenti esperienze, titoli di studio,
master, corsi e esperienze all’estero – max 50 punti.
In sede di presentazione della domanda i titoli valutabili possono essere
dichiarati sotto forma di autocertificazione. I soli candidati idonei
selezionati da avviare al servizio dovranno produrre, su richiesta, idonea
documentazione relativa ai titoli dichiarati prima dell’approvazione
definitiva della graduatoria. Si precisa inoltre che tutte le esperienze
dichiarate dovranno essere documentate con l’indicazione anche della
durata e delle attività svolte; in mancanza di tale documentazione non
sarà assegnato il punteggio relativo.
o
Sezione 2 Colloquio: scheda di valutazione – max 60 punti.
Il punteggio massimo della scheda di valutazione compilata in sede di
colloquio per ogni candidato è pari a 60. I candidati per ottenere
l’idoneità al servizio dovranno superare il colloquio con un punteggio
minimo di 36/60.
Il punteggio si ottiene dalla media aritmetica dei giudizi relativi ai singoli
fattori di valutazione riportati nella scheda.
Sezione 1 - Valutazione Curriculum Vitae (titoli di studio ed esperienze)
Punteggio max attribuibile 50 punti
Elementi del CV da
valutare
Precedenti
esperienze
lavorative o di volontariato
c/o gli enti proponenti il
progetto svolte nell’ambito
dello
stesso
settore
di
intervento.
Precedenti
esperienze
lavorative o di volontariato
c/o enti diversi da quelli
proponenti il progetto svolte
nell’ambito
dello
stesso
settore di intervento.
Precedenti
esperienze
lavorative, di volontariato,
tirocini, stage nello stesso
settore del progetto o in
settori diversi.
TITOLO DI STUDIO (si
valuta solo il titolo di
studio superiore)
Laurea specialistica o vecchio
ordinamento
attinente
al
progetto
Laurea specialistica o vecchio
ordinamento non attinente al
progetto
Laurea triennale attinente al
progetto
Laurea
triennale
non
attinente al progetto
Diploma di scuola media
superiore
Licenza media
Frequenza
scuola
media
superiore
Master post universitari, corsi
di
perfezionamento
universitario,
corsi
di
specializzazione.
Esperienze di studio
o
esperienze di volontariato
(es. SVE – Servizio Volontario
Coefficienti e note esplicative
1 (sarà attribuito 1 punto per ogni mese o
frazione di mese superiore o uguale a 15
gg.). Punteggio max attribuibile 14 punti.
E’ possibile sommare la durata di più
esperienze fino al raggiungimento del
periodo massimo valutabile.
0.75 (sarà attribuito 0.75 punto per ogni
mese o frazione di mese superiore o uguale
a 15 gg.). Periodo max valutabile 12 mesi.
E’ possibile sommare la durata di più
esperienze fino al raggiungimento del
periodo massimo valutabile.
0.50 (sarà attribuito 0.50 punto per ogni
mese o frazione di mese superiore o uguale
a 15 gg.). Periodo max valutabile 12 mesi.
E’ possibile sommare la durata di
esperienze fino al raggiungimento
periodo massimo valutabile.
più
del
7 punti
6 punti
6 punti
5 punti
4 punti
3 punti
Max 4 punti (1 punto per ogni anno
concluso)
Max 5 punti (1 punto per ogni titolo)
Concorrono alla formazione del punteggio
massimo attribuibile soltanto i titoli attinenti
al progetto.
0.75 (sarà attribuito 0.75 punto per ogni
mese o frazione di mese superiore o uguale
a 15 gg.). Periodo max valutabile 12 mesi.
Europeo
o,
progetti
cooperazione….) all’estero
di
E’ possibile sommare la durata di
esperienze fino al raggiungimento
periodo massimo valutabile.
più
del
Sezione 2 – Colloquio. Scheda di valutazione
Punteggio max attribuibile 60 punti
Fattori di valutazione
Idoneità del candidato a svolgere le mansioni
previste nelle attività progettuali.
Condivisione da parte del candidato degli
obiettivi previsti nel progetto
Motivazioni del candidato alla scelta del
progetto
Disponibilità alla continuazione delle attività al
termine del servizio
Conoscenza del servizio civile nazionale;
motivazioni generali sulla scelta del candidato
a svolgere attività di servizio civile
Interesse del candidato ad acquisire
particolari abilità e professionalità previste nel
progetto
Disponibilità del candidato in riferimento a
particolari condizioni previste nel progetto
(es. flessibilità, trasferimenti, missioni….)
Doti e abilità umane possedute dal candidato
Altre abilità possedute dal candidato (che non
sono state valutate in sede di assegnazione di
punteggio nel CV). Es. informatica
musica, teatro, pittura, conoscenza lingue
straniere ecc..
Specificare
Cittadinanza attiva e partecipazione. Il ruolo
del volontariato e dell’associazionismo nelle
politiche sociali di una comunità.
Giudizio max 60 punti
Giudizio max 60 punti
Giudizio max 60 punti
Giudizio max 60 punti
Giudizio max 60 punti
Giudizio max 60 punti
Giudizio max 60 punti
Giudizio max 60 punti
Giudizio max 60 punti
Giudizio max 60 punti
19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione
dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
NO
20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del
progetto:
Piano di monitoraggio interno per la valutazione dei risultati del
progetto:
Il monitoraggio dei progetti di Servizio Civile viene inteso come uno strumento
di accompagnamento e controllo durante la fase operativa con la finalità di
individuare, controllare e valutare le azioni svolte fino a un determinato
momento e di risolvere i problemi che si presentano in fase di realizzazione. Il
monitoraggio ha il fine di verificare l’esecuzione dei programmi e di garantire un
adeguamento continuo tra il progetto e la realtà. Gli attori coinvolti nel
monitoraggio sono i volontari, il responsabile locale di ente accreditato, gli
operatori locali di progetto, il responsabile del monitoraggio e il responsabile del
Servizio Civile Nazionale.
Il piano di monitoraggio si articola su più livelli e prevede una condivisione della
valutazione. Gli operatori locali di progetto effettuano azioni di valutazione in
relazione alle attività svolte dal volontario, verificandone l’idoneità la
responsabilità, l’affidabilità e la crescita durante il percorso. Il responsabile del
servizio civile nazionale coordina le attività di tutti i responsabili di sede locale di
progetto e dei volontari. Il RLEA rappresenta l’interfaccia dei volontari e degli
OLP. I volontari effettuano azioni di autovalutazione rispetto al proprio servizio,
valutando l’ambiente e il gruppo di lavoro in cui operano. I volontari e gli
operatori locali di progetto sono chiamati a monitorare il progetto in un’ottica di
condivisione dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi iniziali attraverso gli
indicatori individuati in fase di progettazione.
Il Responsabile del Monitoraggio ha il compito di raccogliere e analizzare i dati
qualitativi e quantitativi emersi dalle indagini periodiche con l’obiettivo di
restituire agli interlocutori interessati riflessioni e sollecitazioni.
Il piano di monitoraggio interno consente di valutare sia il progetto in relazione
alle attività svolte, sia il lavoro dei volontari, la loro crescita, le competenze
acquisite e il livello di soddisfazione generale.
Strumenti per il piano di monitoraggio
1. Scheda progetto: permette l’individuazione degli indicatori dei risultati
attesi.
2. Mod. A: permette di valutare le aspettative, le capacità e la percezione del
Servizio Civile Nazionale dei volontari.
3. Mod. SVSC: permette ai volontari di valutare e monitorare ogni due mesi la
soddisfazione generale, le proprie attività, il lavoro di gruppo e l’ambiente
in cui operano (mesi II, IV, VI, VII, X).
4. Mod. VOLP: permette agli operatori locali di progetto di valutare gli
atteggiamenti e i comportamenti dei volontari durante le attività di Servizio
Civile e di monitorare, con cadenza bimestrale, i progressi di ogni
volontario (mesi III, VI, IX, XII).
5. Mod. VIP e Mod. VFP: i due moduli permettono la stesura di report periodici
per monitorare lo stato di avanzamento dei progetti, rispetto agli obiettivi,
le fasi e i tempi di attuazione con cadenza bimestrale (mesi II, IV, VI, VIII,
X, XII).
6. Incontro tra i volontari, il responsabile del SCN e il RLEA: Ogni due mesi è
previsto un incontro tra i volontari, il responsabile del SCN e il responsabile
locale di ente accreditato per verificare lo stato di avanzamento dei progetti
e per condividere le valutazioni personali dei volontari. Gli incontri si
terranno presso la sede centrale del CSVAQ, in questa sede verrà
somministrato il Mod. SVSC (punto 3) e verranno redatti dei report sulla
soddisfazione dei volontari, sintesi dei questionari e della condivisione delle
singole verifiche nel corso degli incontri.
7. Incontro tra gli operatori locali di progetto (OLP), il responsabile del SCN e
il RLEA: Ogni tre mesi il responsabile del servizio civile nazionale incontrerà
gli operatori locali di progetto e il RLEA e definirà un quadro della situazione
generale. Gli incontri si terranno presso la sede centrale del CSVAQ.
8. Mod. F: permette ai volontari di valutare complessivamente l’esperienza di
Servizio Civile. Una sezione del questionario sarà dedicata all’efficacia della
formazione in relazione alle attività svolte.
9. Relazione finale:al termine delle attività progettuali verrà redatta una
relazione finale contenente i dati emersi attraverso gli strumenti appena
elencati. La relazione conterrà:
∗ risultati raggiunti in relazione agli obiettivi iniziali,
∗ eventuali modifiche degli obiettivi e motivazione,
∗ eventuali modifiche nelle attività previste,
∗ il grado di soddisfazione generale dei volontari,
il grado di soddisfazione generale degli operatori locali di progetto.
GLI STRUMENTI DEL MONITORAGGIO
Questionario
Mod. A
Mod. SVSC
Mod. F
Mod. VOLP
Mod. VIP
Mod. VFP
Incontro Volontari e
Resp. SCN
Incontro OLP e Resp.
SCN
Descrizione
Questionario iniziale su aspettative e motivazioni
Questionario intermedio di valutazione delle attività di
SCN e di autovalutazione
Questionario di valutazione finale dell’esperienza di
SCN
Scheda di valutazione dei volontari
Scheda di valutazione intermedia del progetto
Scheda di valutazione finale del progetto
Incontro di verifica
Incontro di verifica
Figure interessate
Volontari
Volontari
Volontari
Operatori Locali di progetto
Volontari + OLP + RLEA
Volontari + OLP + RLEA
Volontari + Responsabile SCN (CSVAQ) +
RLEA
Volontari + Responsabile SCN (CSVAQ) +
RLEA
CRONOGRAMMA MONITORAGGIO
Mod.
A
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
Mod.
SVSC
Incontro
Volontari
RLEA e
Responsabile
SCN
Mod.
F
Mod.
Volp
Incontro OLP
RLEA e
Responsabile
SCN
Formazione
Generale
Formazione
Specifica
Scheda
Formatori
Mod.
VIP
Mod.
VFP
OBIETTIVI DEL MONITORAGGIO
Scheda
progetto
Valutazione progetto
Valutazione formazione
Valutazione attività dei
volontari
Mod.
A
Mod.
SVSC
X
Incontro
Volontari
RLEA e
Resp.
SCN
X
Mod.
F
Mod.
Volp
Incontro
OLP
RLEA e
Resp.
SCN
X
X
X
X
X
X
Formazione Formazione
Scheda
Mod. Mod.
Generale
Specifica
Formatori VIP VFP
X
X
X
X
X
X
X
MODULISTICA MONITORAGGIO
MOD. A
Centro di Servizio per il Volontariato della provincia dell’Aquila
Nome volontario __________________________
Progetto _________________________________
DATA ________________________
1
2
In quale ambito di attività svolgerai il tuo servizio
civile?
Assistenza
Cura e riabilitazione
Reinserimento sociale
Prevenzione
Protezione civile
Difesa ecologica
Tutela e incremento del patrimonio forestale
Salvaguardia e fruizione del patrimonio ambientale
Salvaguardia e fruizione del patrimonio artistico
Promozione culturale
Educazione
Servizio civile all’estero
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
Come sei venuto/a a conoscenza della possibilità di
svolgere il servizio civile volontario?
l'ho appreso dalla stampa/tv/radio
l'ho appreso dagli amici
l'ho appreso in famiglia
tramite l’associazione _________________
altro (specificare) ___________________________
□
□
□
□
□
Quanto sei stato influenzato da ognuna delle
3 seguenti motivazioni nella scelta di svolgere il
servizio civile volontario
per fare qualcosa di utile per gli altri
per ottenere un credito formativo per entrare nel
mondo del lavoro
per ottenere un credito formativo nell’ambito del
corso di studi frequentato
per realizzarti come persona e cittadino
per poter ricevere uno stipendio
per un ingresso più rapido nel mondo del lavoro
altro
(specificare)_______________________________
_____________
1
2
3
4
5
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
4
5
6
Conosci il progetto di Servizio Civile nel quale sarai
impegnato?
si, lo conosco
□
□
conosco in parte gli obiettivi principali
□
conosco i destinatari del progetto
□
non lo conosco
Conosci l’associazione dove svolgerai il Servizio
Civile?
SI
□
NO
□
Se alla domanda precedente hai risposto “SI”, come
hai conosciuto l’associazione?
□
tramite amici, conoscenti, familiari, etc.
conosco dei volontari che operano in associazione □
□
sono/ sono stato un volontario dell’associazione
altro (specificare) __________________________ □
Quali sono le caratteristiche della tua personalità
7 che, secondo te, potranno contribuire per una buona
riuscita del progetto?
____________________________________________
____________________________________________
____________________________________________
____________________________________________
Barra la casella corrispondente ed indica il
livello di accordo rispetto alle seguenti
8
affermazioni riguardanti le tue attitudini e
capacità (1=poco; 5=molto)
1
a
Creatività o capacità di innovazione.
Flessibilità, ovvero la capacità di adeguare il
b proprio comportamento alle mutevoli situazioni
lavorative.
Propensione al rischio,ovvero la capacità di operare
c
in situazioni di incertezza o poco conosciute.
d Capacità di assumersi responsabilità.
□ □ □ □ □
e
Capacità di apprendimento.
□ □ □ □ □
f
Motivazione ai risultati o al successo.
□ □ □ □ □
2
3
4
5
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
g Capacità di relazionarsi nel gruppo.
□ □ □ □ □
h Capacità di operare con autonomia.
□ □ □ □ □
Mi definisco:
(Per ciascuna voce, segna la cifra che meglio corrisponde alla tua scelta, considerando che 7
significa che adotti al massimo grado la riposta "moltissimo” e che 1 significa che tu adotti al
massimo grado la risposta "per nulla”. Tra i due estremi hai la possibilità di indicare delle risposte
intermedie.)
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
autonomo
puntiglioso
esibizionista
controllato
generoso
disponibile
all’ascolto
dotato di senso della
giustizia
dotato di
autocontrollo
pragmatico
previdente
pratico
perseverante
autorevole
preciso
sistematico
serio
forte
dotato di capacità
organizzative
interessato a culture e
mondi diversi dal mio
dinamico
strategico
razionale
scrupoloso
negoziatore
intuitivo
ottimista
deciso
diplomatico
tenace
equilibrato
1
1
1
1
1
1
2
2
2
2
2
2
3
3
3
3
3
3
4
4
4
4
4
4
5
5
5
5
5
5
6
6
6
6
6
6
7
7
7
7
7
7
1
2
3
4
5
6
7
1
2
3
4
5
6
7
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
4
4
4
4
4
4
4
4
4
4
5
5
5
5
5
5
5
5
5
5
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
7
7
7
7
7
7
7
7
7
7
1
2
3
4
5
6
7
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
4
4
4
4
4
4
4
4
4
4
4
5
5
5
5
5
5
5
5
5
5
5
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
7
7
7
7
7
7
7
7
7
7
7
Mod. Volp
Sede di attuazione
OLP
VOLONTARIO
DATA
Barra la casella corrispondente ed indica il livello di accordo rispetto alle seguenti affermazioni
riguardanti alle attitudini e capacità del volontario (1=poco; 5=molto)
1 2 3
4
5
1
Capacità di operare con autonomia.
□
□
□
□
□
2
Creatività o capacità di innovazione.
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
5
Flessibilità, ovvero la capacità di adeguare il proprio comportamento alle
mutevoli situazioni lavorative.
Propensione al rischio,ovvero la capacità di operare in situazioni di incertezza o
poco conosciute.
Capacità di assumersi responsabilità.
6
Capacità di apprendimento.
□
□
□
□
□
7
Motivazione ai risultati o al successo.
□
□
□
□
□
8
Capacità di relazionarsi nel gruppo.
□
□
□
□
□
9
Capacità di relazionarsi con operatore locale di progetto, tutor, etc.
□
□
□
□
□
10
Capacità di relazionarsi con l’esterno (utenti del progetto).
□
□
□
□
□
11
Quali sono le principali attività che il volontario ha svolto in questo periodo di Servizio Civile?
3
4
a)
b)
c)
12
Quali sono le principali competenze che il volontario ha acquisito grazie alle attività svolte?
a)
b)
c)
IN QUESTO SPAZIO PUOI EVIDENZIARE PROBLEMI E DIFFICOLTA’ INCONTRATI DAL
VOLONTARIO NELLO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA’:
Modello SVSC
Sede di attuazione
DATA
1
Quali sono le principali attività svolte in questo periodo di Servizio Civile?
a)
b)
c)
2
Quali sono le principali competenze che ritieni di aver acquisito grazie alle attività
svolte?
a)
b)
c)
Barra la casella corrispondente ed indica il livello di accordo rispetto alle seguenti
affermazioni (1=poco d’accordo; 5=molto d’accordo)
Sezione 1
1
2
3
4
5
3
Ritieni che le tue competenze vengono valorizzate nelle attività
che svolgi?
□
□
□
□
□
4
Sei in grado di svolgere le attività che ti vengono richieste?
□
□
□
□
□
5
Le attività che stai svolgendo corrispondono alle tue aspettative?
□
□
□
□
□
6
Sei soddisfatto dei rapporti che hai avuto durante le attività di
servizio civile con i destinatari/fruitori delle attività?
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
Sezione 2
1
2
3
4
5
9
La definizione dei ruoli e delle responsabilità è condivisa?
□
□
□
□
□
10
I membri del gruppo comunicano molto tra loro?
□
□
□
□
□
11
Quanto ti senti ascoltato e compreso dal gruppo?
□
□
□
□
□
12
Quanta responsabilità provi rispetto alle decisioni prese?
□
□
□
□
□
13
Quanta soddisfazione provi per la qualità della partecipazione che
hai avuto nelle decisioni prese?
□
□
□
□
□
7
8
Questa esperienza ti permette di entrare in contatto con problemi
realtà che prima non conoscevi?
Questa esperienza ti permette di metterti in discussione?
Sezione 3
1
2
3
4
5
14
Sono definite in modo chiaro le varie funzioni e le relative
responsabilità?
□
□
□
□
□
15
I carichi di lavoro sono divisi in modo equo?
□
□
□
□
□
16
Ritieni adeguati i tuoi carichi e i tuoi ritmi di lavoro?
□
□
□
□
□
17
Ritieni utile effettuare riunioni periodiche nella programmazione
d ll tti ità?
Hai possibilità di relazionarti serenamente con l’operatore locale
di progetto?
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
Ritieni che le tue richieste vengono ascoltate e comprese
dall’operatore locale di progetto?
□
□
□
□
□
Sezione 4
1
2
3
4
5
20
I rapporti con gli altri operatori e volontari dell’associazione sono
stati positivi e costruttivi?
□
□
□
□
□
21
Consideri accoglienti gli ambienti di lavoro?
□
□
□
□
□
22
La dotazione strumentale (PC,fotocopiatrici,att. laboratori, ..) è
adeguata ?
□
□
□
□
□
23
Giudichi adeguato lo spazio di lavoro che ti è stato assegnato?
□
□
□
□
□
24
Giudichi adeguato il livello di pulizia degli ambienti?
□
□
□
□
□
18
19
IN QUESTO SPAZIO PUOI EVIDENZIARE PROBLEMI E DIFFICOLTA’ CHE HAI
INCONTRATO NELLO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA’:
MODULO VIP – Valutazione Intermedia di progetto
Titolo Progetto:
Associazione:
Data compilazione relazione:
Il progetto si sta svolgendo in linea con quanto preventivato?
no
□
in parte
□
Azioni concluse alla data di compilazione della relazione:
Descrizione sintetica
Data di inizio
Data di chiusura
Descrizione dell’azione svolta (destinatari coinvolti, obiettivi raggiunti, commenti):
Descrizione sintetica
Data di inizio
Data di chiusura
Descrizione dell’azione svolta (destinatari coinvolti, obiettivi raggiunti, commenti):
Descrizione sintetica
Data di inizio
Data di chiusura
Descrizione dell’azione svolta (destinatari coinvolti, obiettivi raggiunti, commenti):
si
□
INDICATORE DI
RISULTATO
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
TEMPI
PREVISTI
TEMPI
EFFETTIVI
VALORE
RAGGIUNTO
CAUSE EVENTUALI
NOTE/IMPLICAZIONI
SCOSTAMENTI
AZIONI ATTUALMENTE IN CORSO DI SVOLGIMENTO
Descrizione sintetica
Data di inizio
Data di chiusura prevista
Note sull’andamento dell’azione:
Data di inizio
Data di chiusura prevista
Note sull’andamento dell’azione
Note sull’andamento generale del progetto:
Criticità da segnalare:
Correttivi da apportare alle modalità di attuazione del progetto:
MODULO F- Questionario di valutazione finale
ASSOCIAZIONE:
VOLONTARIO:
DATA:
1
In quale ambito di attività hai svolto il tuo servizio
civile?
Assistenza
□
Cura e riabilitazione
□
Reinserimento sociale
□
Prevenzione
□
Protezione civile
□
Difesa ecologica
□
Tutela e incremento del patrimonio forestale
□
Salvaguardia e fruizione del patrimonio ambientale □
Salvaguardia e fruizione del patrimonio artistico
□
Promozione culturale
□
Educazione
□
Servizio civile all’estero
□
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
Il tuo inserimento nell’associazione presso la quale hai svolto le
attività di Servizio Civile è stato positivo dal punto di vista delle
relazioni personali, della disponibilità e dell’apertura nei tuoi
confronti?
Ritieni che ti siano stati messi a disposizione strumenti adeguati
rispetto agli obiettivi del progetto di Servizio Civile?
Ritieni di aver avuto facilità di accesso alle informazioni di cui
avevi bisogno?
Hai avuto problemi nell’adeguarti alle regole dell’associazione
presso la quale hai svolto le attività di Servizio Civile?
Come valuti la tua condizione di lavoro rispetto ai carichi e ai
ritmi di lavoro
Come valuti la tua condizione di lavoro rispetto alla fatica fisica
e/o mentale
Come valuti la tua condizione di lavoro rispetto al rapporto con
il tuo operatore locale di progetto?
Come valuti la tua condizione di lavoro rispetto all’ambiente di
lavoro in generale
Ritieni che l’associazione sia soddisfatta del contributo da te
fornito al fine dello svolgimento del progetto?
Come giudichi i rapporti che hai avuto durante il servizio civile
con i responsabili del progetto e dell'ente?
Come giudichi i rapporti che hai avuto durante il servizio civile
con gli altri volontari e operatori?
Come giudichi i rapporti che hai avuto durante il servizio civile
con i destinatari/fruitori delle attività?
Come giudichi le attività di tutoraggio svolte del CSVAQ?
Questa esperienza di permette di entrare in contatto con
2
3
4 5
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
16
problemi realtà che prima non conoscevi?
Nel corso del servizio, hai avuto occasioni per verificare
l'andamento del progetto nel quale eri inserito/a?
S □ N □
1
2
3
4 5
Sulla base della tua esperienza e della tua valutazione, ritieni
17
che gli obiettivi del progetto di servizio civile siano stati
raggiunti?
18
Ti ritieni complessivamente soddisfatto dei risultati del progetto
di Servizio Civile?
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
Prima di iniziare il servizio civile, hai partecipato ad attività di
19
formazione organizzate dall'ente che gestisce il progetto nel
quale sei stato inserito/a?
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
Se sì, queste attività hanno riguardato (una risposta)?
Gli aspetti generali del servizio civile
Gli aspetti specifici e tecnici del servizio che poi hai svolto
Entrambi gli aspetti
Il tuo interesse per i contenuti della formazione generale è:
Il tuo interesse per i contenuti della formazione specifica è:
In quale misura ritieni che la formazione generale sia stata utile
per un adeguato svolgimento delle tue attività di Servizio
Civile?
In quale misura ritieni che la formazione specifica sia stata utile
per un adeguato svolgimento delle tue attività di Servizio
Civile?
Ritieni che le conoscenze acquisite durante la formazione
generale potranno essere utili per lo svolgimento delle tue
attività lavorative o nel tuo corso di studi?
Ritieni che le conoscenze acquisite durante la formazione
specifica potranno essere utili per lo svolgimento delle tue
attività lavorative o nel tuo corso di studi?
Quanto ti ha influenzato ognuna delle motivazioni seguenti nella
scelta iniziale di svolgere il servizio civile volontario?
per fare qualcosa di utile per gli altri
per ottenere un credito formativo per entrare nel mondo del lavoro
per ottenere un credito formativo nell’ambito del corso di studi
frequentato
per realizzarti come persona e cittadino
per poter ricevere uno stipendio
per un ingresso più rapido nel mondo del lavoro
altro
(specificare)___________________________________________
Quanto ti è servito il Servizio Civile per:
approfondire contenuti specifici utili alla crescita della mia
professionalità
sviluppare nuove competenze
migliorare il livello di autonomia
migliorare la capacità di orientarsi nel mondo del lavoro
Pensi che il servizio civile che hai svolto ti sia stato utile per
S □ N □
□
□
□
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
1 2 3 4 5
□ □ □ □ □
□ □ □ □ □
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□ □ □ □ □
1 2 3 4 5
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
30
31
32
avere un’idea più precisa sulla tua professione e/o attività
futura?
In quale misura il servizio civile svolto ha risposto alle tue attese
□ □ □ □ □
iniziali?
Qualcuna delle tue attese iniziali è rimasta insoddisfatta?
S □ N □
Se si quale ______________________________________________
Se ne avessi la possibilità, continueresti ad operare del progetto
33
di servizio civile nel quale hai lavorato in questi 12 mesi?
S □ N □
Pensi che il servizio civile che hai svolto ti sia stato utile per
34
35
conoscere meglio la tua personalità?
1
Questa esperienza ti ha permesso di metterti in discussione?
□ □ □ □ □
2
3
4 5
Ritieni che le tue competenze siano state valorizzate durante il
36
Servizio Civile?
37
Ritieni in particolare di aver dimostrato di possedere?
Responsabilità ed affidabilità
Creatività ed iniziativa
Competenze tecniche
Capacità di relazione e lavoro di gruppo
Se dovessi valutare il tuo grado di preparazione e formazione da
te posseduto prima di iniziare il servizio civile, quale giudizio
□ □ □ □ □
daresti?
38
□
1
□
□
□
□
□
2
□
□
□
□
□
3
□
□
□
□
□
4
□
□
□
□
□
5
□
□
□
□
Se dovessi giudicare adesso, alla fine del servizio, lo stesso
39
grado di preparazione e formazione, quale giudizio daresti?
□ □ □ □ □
Per ognuna delle seguenti affermazioni dovresti indicare il tuo
40
grado di competenza e capacità all’inizio e al termine del Servizio
Civile.
1
Conoscenze tecniche specifiche.
Metodologie, strumenti e sistemi di lavoro.
2
3
4 5
All’inizio del SCN
□ □ □ □ □
Al termine del SCN
□ □ □ □ □
All’inizio del SCN
□ □ □ □ □
Al termine del SCN
□ □ □ □ □
All’inizio del SCN
□ □ □ □ □
Al termine del SCN
□ □ □ □ □
All’inizio del SCN
□ □ □ □ □
Al termine del SCN
□ □ □ □ □
All’inizio del SCN
□ □ □ □ □
Al termine del SCN
□ □ □ □ □
All’inizio del SCN
□ □ □ □ □
Al termine del SCN
□ □ □ □ □
Capacità personali utili per inserirsi nel
mondo del lavoro.
Capacità di operare con autonomia.
Creatività o capacità di innovazione.
Flessibilità,
adeguare
il
ovvero
proprio
la
capacità
di
comportamento
alle mutevoli situazioni lavorative.
Propensione al rischio,ovvero la
capacità di operare in situazioni di
incertezza o poco conosciute.
Capacità di assumere responsabilità.
Capacità di apprendimento.
Motivazione ai risultati.
Capacità di relazionarsi nel gruppo.
All’inizio del SCN
□ □ □ □ □
Al termine del SCN
□ □ □ □ □
All’inizio del SCN
□ □ □ □ □
Al termine del SCN
□ □ □ □ □
All’inizio del SCN
□ □ □ □ □
Al termine del SCN
□ □ □ □ □
All’inizio del SCN
□ □ □ □ □
Al termine del SCN
□ □ □ □ □
All’inizio del SCN
□ □ □ □ □
Modulo VFP – Valutazione Finale del Progetto
Titolo progetto:
Sede di attuazione:
Durata del
progetto:
Data inizio
Data fine
Azioni realizzate:
Descrizione sintetica
Data di inizio
Data di chiusura
Descrizione dell’azione svolta (destinatari coinvolti, obiettivi raggiunti, commenti):
Descrizione sintetica
Data di inizio
Data di chiusura
Descrizione dell’azione svolta (destinatari coinvolti, obiettivi raggiunti, commenti):
Descrizione sintetica
Data di inizio
Data di chiusura
Descrizione dell’azione svolta (destinatari coinvolti, obiettivi raggiunti, commenti):
Descrizione sintetica
Data di inizio
Data di chiusura
Descrizione dell’azione svolta (destinatari coinvolti, obiettivi raggiunti, commenti):
INDICATORE DI RISULTATO
a
b
c
d
e
f
g
Obiettivi raggiunti:
Obiettivi a breve termine
1
2
3
4
5
Obiettivi a lungo termine
1
2
3
4
5
VALORE RAGGIUNTO
TEMPI
NOTE
Note sull’andamento generale del progetto:
Il progetto è stato efficace nell’ottica di corrispondenza obiettivi/risultati?
Gli utenti del progetto/ servizio hanno soddisfatto le loro esigenze e i loro
desideri?
Il progetto si è sviluppato in linea con quanto preventivato?
Valutazione generale del progetto
21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
NO
22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli
richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
Possesso patente B
23)
Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del
progetto:
VOCE DI COSTO
Attività 3.1 Realizzazione e stampa materiale
promozionale e organizzazione del convegno (sala,
service ecc.).
Attività 2.3. Corso di nuoto e att.motirie (docce, fitto
corsia,fitto palestra,piccoli attrezzi)
Attività 2.4 Materiale per la realizzazione del corso di
cucina (attrezzatura da cucina e alimenti)
Attività 2.5 Attività ricreative ATL (pizzeria, sala
giochi, cinema)
Attività 2.6 Vacanza Marina Costi di Vitto e Alloggio
per 4 ragazzi in SCN
Attività 3.4 Contributo spese utilizzo appartamento
di proprietà di un’associazione locale per progetto
residenzialità
Attività 4.2 Materiale pubblicitario ed informativo
Attività 4.3 Spese carburante
Attività 4.8 e 4.9 Acquisto semi, piante, ortaggi e
strumentazione (palette ecc.). Materiale per
allestimento feste e banchetti.
Dispense e materiale per la formazione specifica
Materiale di cancelleria destinato al progetto
Totale
IMPORTO
€ 1.000,00
€ 1.250,00
€ 350,00
€ 1.500,00
€ 2.000,00
€ 3.000,00
€ 250,00
€ 250,00
€ 1.000,00
€ 260,00
€ 100,00
€10.960,00
24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners):
Partner: ASD Sport 99
Indirizzo: Via E. Scarfoglio, 11/A 67100 L’Aquila
Codice Fiscale: 017266430661
Responsabile: Mauro Pasqualone
Ruolo all’interno del progetto:
realizzazione corsi di nuoto e di attività motoria Obiettivo e attività 2.3 nel
formulario (come specificato nella lettera allegata).
Partner: Università degli Studi dell’Aquila Facoltà – Centro di Eccellenza
per la ricerca DEWS
Indirizzo: Via Giovanni Falcone, 25 67100 L’Aquila
Codice Fiscale: 01021630668
Responsabile: Vicedirettore Prof. Fabio Graziosi
Ruolo all’interno del progetto:
Ricerca, allestimento e monitoraggio di tecnologie per la sicurezza e l’autonomia
nella vita domestica ed extra domestica. Obiettivo e attività 3.5 del progetto.
(come specificato nella lettera allegata).
Partner: Azienda Chirass srl
Indirizzo: Viale Corrado IV, 54/56 67100 L’Aquila
Codice Fiscale: 09139951009
Responsabile: Simone Soldera
Ruolo all’interno del progetto:
Collaborazione nelle attività di orientamento e inserimento lavorativo. Obiettivo
e attività 5.3 del progetto. (come specificato nella lettera allegata).
25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
8.1 Attività previste per il
raggiungimento
dell’obiettivo e numero dei
destinatari
1.1 Costituzione del “Club
Ragazzi in Gamba” per un
gruppo di 4 adolescenti che
sono già al secondo anno di
corso ed osservazione iniziale
delle abilità e dei
comportamenti di ciascun
ragazzo.
1.2 compilazione del PEI
(Programma Educativo
individualizzato) e , dopo circa
due mesi, comunicazione al
Risorse tecniche e
strumentali
Computer,e stampante,
telefono e fax
Computer, materiali di
cancelleria
ragazzo della Stella degli
Obiettivi (5
obiettivi,individuati nelle varie
aree educativa:
comunicazione,
orientamento,comportamento
stradale,uso del denaro, uso
dei servizi ) che ciascun
ragazzo deve conseguire al
termine dell’ anno di
frequenza del Club.
1.3 Realizzazione delle
attività: i ragazzi si incontrano
nella sede dell’Associazione un
pomeriggio alla settimana e
dopo un momento comune, in
cui si decide cosa fare e dove
andare, il gruppo intero, o
diviso in due sottogruppi più
un educatore e un volontario
esce per raggiungere il luogo
prescelto. Il gruppo viene
guidato, a turno, da uno dei
suoi componenti che,deve
comunque cavarsela
chiedendo informazioni o
cercando punti di riferimento.
L’educatore ed il volontario
prestano l’assistenza
necessaria, con
incoraggiamenti e piccoli
suggerimenti, che devono
stimolare le sue capacità
riflessive e decisionali senza
mai sostituirsi alle scelte del
ragazzo. Talora, a causa di
errori, l’intero gruppo deve
tornare sui propri passi e
cambiare il percorso. Anche in
questo caso, è fondamentale il
ruolo dell’educatore e del
volontario nel dare fiducia, e
nel riorientare il gruppo.
1.4 Incontri quindicinali degli
operatori e dei volontari per la
verifica e la programmazione
periodica. Occorre,
infatti,ridefinire di volta in
volta le attività e gli strumenti
da utilizzare, in riferimento
agli obiettivi da perseguire,
incrociando le abilità dei
ragazzi, le risorse esistenti,la
creatività degli operatori.
1.5 Incontri periodici fra
operatori e genitori per
confrontarsi, per aiutare i
genitori ad aumentare gli
Materiali di cancelleria,
portafogli speciali (sussidio
specifico creato dall’AIPD),
orari autobus e servizi, piante
e carte della città e dei
dintorni, giornali locali,
programmi degli spettacolo
teatrali,
cinematografici,musicali,
macchina fotografica i
videocamera.
Locale della sede,attrezzato
per riunioni, materiali di
cancelleria, computer,
telefono
Locale per riunioni
spazi di autonomia dei propri
figli nella loro vita quotidiana
2.1 Costituzione di un gruppo
di 12 persone, di età superiore
a 20 anni, che hanno già
frequentato il corso per
l’autonomia. Analisi delle
abilità possedute che possono
essere consolidate, attraverso
le attività dell’ATL.
2.2 programmazione generale
delle possibili attività e
predisposizione delle risorse
materiali ed umane
necessarie.
2.3 organizzazione dei corsi di
nuoto e di attività motorie,
tramite convenzione con una
società sportiva. Il nuoto
viene realizzato a gruppi
costituiti da 4-6 ragazzi; le
attività motorie, invece
vengono realizzate con la
presenza di tutti coloro che
vogliono aderire: adolescenti
e ragazzi grandi.
2.4 allestimento di uno spazio
per il corso di cucina,
adeguatamente arredato ed
attrezzato. Il corso viene
realizzato a gruppi costituiti
da 3-4 ragazzi, per consentire
a ciascuno una fattiva
operosità.
2.5 realizzazione delle attività
di tempo libero a cadenza
bisettimanale. I ragazzi che
scelgono di partecipare a tutte
le attività offerte
dall’Associazione, risultano
impegnati per 5 giorni alla
settimana, prevalentemente di
pomeriggio,dal lunedì al
venerdì: 2 volte per l’ATL, 1
volta per il nuoto, 1 volta per
l’attività motoria, 1 volta per il
corso di cucina. Per i ragazzi
che non frequentano più la
scuola, i corsi di cucina e di
nuoto vengono proposti anche
in orario antimeridiano.
2.6 Organizzazione e
realizzazione di una settimana
di vacanza in località marina,
senza i genitori, con gli amici
e gli operatori. Finora le
vacanze sono state realizzate
in alberghi o in villaggi turistici
Locale attrezzato con
computer, stampante,
telefono e tavolo per lavoro di
gruppo
Materiale di cancelleria,
computer.
Piccoli attrezzi per attività
motorie (palle di vari materiali
e dimensioni cerchi,
bacchette, birilli, ostacolino,
ecc.) e per corso nuoto
(manopole, cinture, pesi
galleggianti, tavolette, ecc.)
Attrezzi da cucina ( pentole,
stoviglie, utensili da cucina
ecc.); alimenti, condimenti,
aromi per preparazione piatti
e dolci; detersivi, spugne e
stracci per pulizie
Orari autobus e servizi, piante
e carte della città e dei
dintorni, giornali locali,
programmi degli spettacoli
teatrali, cinematografici,
musicali,macchina fotografica,
videocamera.
Pulmino dell’Associazione.
con servizi di pensione
completa ed animazione. Per il
futuro si sta pensando a
soggiorno in case o bungalow,
per favorire la gestione diretta
dei ragazzi ed offrire loro
l’opportunità per fare passi
avanti nella propria autonomia
personale o nell’autonomia
domestica.
I ragazzi vengono coinvolti
nell’organizzazione già prima
della partenza,
predisponendo, ad esempio, la
lista delle cose da fare e delle
cose da portarsi in valigia.
2.7 verifica periodica e finale
di tutte le attività svolte ed
Materiale di cancelleria,
aggiornamento delle schede
computer, stampante, tavolo
informative individuali.
per lavori di gruppo.
3.1 Pubblicizzazione del
progetto, attraverso brochure
informativa ed un convegno
pubblico
3.2 Costituzione di 4 gruppi di
3 ragazzi ciascuno che
abiteranno a “Casa Più ed
assegnazione a ciascuno di un
educatore e di uno o due
volontari che gestiranno la
sperimentazione
3.3 Compilazione del profilo
iniziale dei ragazzi ed
individuazione delle abilità da
sviluppare attraverso le
esperienze di residenzialità
3.4 Realizzazione dei weekend da parte dei 4 gruppi che
si alternano mensilmente
nell’appartamento
dell’associazione “Abitare
insieme”. L’esperienza inizia
con l’arrivo dei ragazzi, il
sabato mattina alle ore 10 e
termina la domenica sera, alle
ore 20. Dopo la verifica
intermedia, si valuterà
l’opportunità di prolungare di
qualche giorno la durata del
soggiorno per i gruppi che
abbiano dimostrato buone
capacità di adattamento alla
nuova vita. La presenza
dell’educatore e dei volontari
si ridurrà progressivamente
nel tempo, in relazione alla
crescita delle competenze e
Computer e software per
l’elaborazione dei testi e del
materiale grafico. Pulmino
dell’Associazione per la
diffusione del materiale
promozionale
Locale e tavolo per lavoro di
gruppo
Cancelleria e computer
Prodotti alimentari per
confezionare i pasti e materiali
informativi e pubblicitari per la
scelta delle attività di tempo
libero(già indicati al punto
2.5)
della sicurezza dei ragazzi
3.5 Individuazione ed
installazione di strumenti
tecnologici utili per aumentare
la sicurezza e l’autonomia dei
ragazzi
3.6 Realizzazione degli
incontri di gruppo ed
individuali delle famiglie con lo
psicologo
3.6 Monitoraggio costante
dell’esperienza, attraverso le
osservazioni di tutti i
professionisti
ed i volontari coinvolti ed il
“diario di bordo” quotidiano
compilato anche dai ragazzi
4.1 Costituzione del gruppo di
lavoro per il servizio di
orientamento e di inserimento
lavorativo, denominato
sinteticamente SIL
4.2 Realizzazione di materiale
pubblicitario ed informativo
sulla L.68/99 e sugli
inserimenti lavorativi di
persone disabili già realizzati
4.3 Incontri in sezione ed
attività esterne per far
conoscere ai ragazzi le varie
realtà lavorative: visite ad
aziende, esercizi commerciali,
uffici pubblici e botteghe
artigianali; incontri con
giovani lavoratori; discussione
ed apprendimento delle parole
del lavoro: contratto, busta
paga, mansione, diritti e
doveri, ferie, ecc.
4.4 Contatti con le aziende
per informare sulla normativa
e le agevolazioni previste per
l’inserimento lavorativo dei
disabili.
4.5 Incontri con i genitori per
confrontarsi sulle difficoltà,
sulle possibilità e sulle
modalità di inserimento
lavorativo dei loro figli
4.6 Avvio del progetto di
coltivazione di ortaggi e di
piante aromatiche:
preparazione del terreno, della
recinzione, del sistema di
irrigazione e degli attrezzi
agricoli
4.7 realizzazione di uno stage
Sensori di vario tipo, per la
sicurezza domestica; display,
diffusori audio; reader e tag
per l’accesso all’abitazione,
dispositivi di tracking con
telefoni radiomobili, ecc.
Locale per lavori di gruppo,
cancelleria, computer e
stampante
Locale per lavoro di gruppo,
telefono, fax, computer e
stampante.
Software specifico, materiali di
cancelleria.
Pulmino dell’Associazione per
le visite alle aziende;
locale attrezzato per riunioni,
per lo svolgimento dei lavori
di gruppo
Telefono, fax, pulmino per gli
spostamenti
Locale per riunioni
Attrezzi agricoli, reti, paletti,
Pulmino dell’Associazione
formativo presso un’azienda
agricola del territorio
4.8 scelta delle piante e dei
semi,operazioni di semina,
piantagione e cura delle
piante; a suo tempo raccolta
degli ortaggi e degli aromi.
4.9 Organizzazione di
momenti di socializzazione
(feste e banchetti con musica
popolare) per presentare al
quartiere i prodotti degli
“orti”.
Realizzazione di piccoli omaggi
(sacchetti-regalo con erbe
aromatiche) da distribuire
gratuitamente in città
Acquisto semi e piante
Tavoli, espositori, locandine,
contenitori e materiali specifici
per i prodotti dell’’orto
Sacchetti, buste, nastri ed
etichette
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
26) Eventuali crediti formativi riconosciuti:
NO
27) Eventuali tirocini riconosciuti :
NO
28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio,
certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
Per la certificazione di competenze e professionalità acquisite dai volontari l’Ente
si affiderà ad un ente terzo, identificabile nel Associazione CNOSFAP Regione
Abruzzo, in possesso della certificazione di qualità secondo le norme UNI EN ISO
9001:2008, rilasciato dal Rina n. Certificato 7519/02/S registrazione n. IT
27259 – Validità Certificato dal 28/12/2009 al 23/09/2011, regolarmente
accreditato come ente di formazione professionale e per i servizi di
orientamento presso l’Assessorato Regionale della Regione Abruzzo, con i
seguenti codici di sede operativa: Sede di Ortona (CH) n. DL/224 del
18/07/2007 e pertanto abilitato alla certificazione delle competenze e
professionalità acquisite e valide ai fini del Curriculum Vitae.
L’Ente CNOS-FAP Regione Abruzzo, come specificato nell’accordo allegato,
rilascerà il libretto di Dichiarazione delle competenze ai volontari del SCN dopo
l’accertamento delle competenze in esito. Il libretto ha valore curriculare per i
per i volontari uscenti. Prima del rilascio del Libretto i volontari uscenti dovranno
espletare delle prove finali di verifica:
o TEST con domande chiuse per valutare l’acquisizione delle competenze di
tipo tecnico-professionale acquisite;
o QUESTIONARIO a domande aperte per valutare il livello di motivazione
dei volontari verso il proseguimento di obiettivi professionali in linea con
il percorso di servizio civile terminato;
o COLLOQUIO per verificare gli obiettivi professionali e formativi dei
volontari uscenti.
L’ente suddetto riconosce e certifica le seguenti competenze attinenti al
progetto (utili alla crescita professionale dei volontari):
Conoscenze e competenze acquisibili
‐ Le persone disabili - con particolare riferimento ai soggetti colpiti dalla
sindrome di down: specificità, numeri della consistenza del problema,
problematiche assistenziali, scolastiche, lavorative e sociali correlate;
‐ I principi e gli elementi attuativi essenziali delle leggi relative
all’inserimento mirato;
‐ Introduzione al ciclo di integrazione lavorativa;
‐ l’assistenza al disabile:
‐ i rapporti interpersonali con i disabili;
‐ normativa sulla disabilità;
‐ il ruolo di mediatore tra disabile e il mondo che lo circonda;
‐ la presa di conoscenza di quelle che potrebbero essere le barriere
architettoniche e sociali per il disabile;
‐ Lettura dei contesti istituzionali e organizzativi, delle loro diverse
caratteristiche ambientali e sociali;
‐ Il lavoro di equipe;
‐ Il lavoro di rete e la valorizzazione delle risorse informali ed aggregative
del territorio;
‐ Esperienza di inserimento nella équipe di operatori di assistenza a
disabili;
‐ Approccio alla conoscenza delle ONLUS e delle realtà associative del terzo
settore;
‐ Saper perseguire gli obiettivi e assumere il ruolo degli operatori della
mediazione (tutor) in ambito sociale sia nei riguardi delle persone disabili
che delle aziende. (Esperienza maturata sul campo che consente di
acquisire la consapevolezza del valore del ruolo di questa figura
professionale;
‐ Integrazione lavorativa delle persone disabili con particolare riferimento
ai ragazzi down.
CAPACITA’ E COMPETENZE ARTISTICHE
‐ animazione culturale verso soggetti disabili;
CAPACITA’ E COMPETENZE RELAZIONALI (Vivere e lavorare con altre persone,
in ambiente multiprofessionale, occupando posti in cui la comunicazione è
importante e in situazioni in cui è
essenziale lavorare in equipe)
‐ capacità di lavorare in team e per progetti;
‐ capacità relazionali in ambiente pubblico;
‐ collaborazione con altri enti di volontariato e enti pubblici e privati;
‐ capacità di gestione dei processi comunicativi interni ed esterni.
‐
CAPACITA’ E COMPETENZE ORGANIZZATIVE
‐ capacità di programmare ed attuare corsi di formazione;
‐ capacità ad affrontare e gestire un progetto per persone disabili con
particolare riferimento ai progetti di autonomia.
CAPACITA’ E COMPETENZE PROFESSIONALI E/O TECNICHE
‐ organizzazione di convegni pubblici;
‐ capacità di saper strutturare dei percorsi formativi;
‐ capacità di utilizzo del computer.
Formazione generale dei volontari
29) Sede di realizzazione:
Sede principale (L’Aquila) del Centro di Servizio per il Volontariato della
provincia dell’Aquila.
30) Modalità di attuazione:
In proprio, presso l’ente con formatore dell’ente
Formatore: Mauro Tursini accreditato dall’UNSC per il Centro di Servizio per il
Volontariato della provincia dell’Aquila.
Secondo quanto previsto nel paragrafo 2 delle linee guida per la formazione
generale dei volontari, nel corso delle lezioni frontali relativi ai moduli 2 e 5 ci si
avvarrà anche di persone esperte nelle materie oggetto dei moduli.
31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio:
NO
32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
I corsi di formazione tenuti dal Centro di Servizio per il Volontariato della
provincia dell’Aquila prevedono:
ƒ
lezione
frontale:
lezioni
frontali,
letture,
proiezione
video
e
schede
informative;
ƒ
dinamiche non formali: incontri interattivi con coinvolgimento diretto dei
partecipanti, giochi di ruolo, di cooperazione e di simulazione, giochi di
conoscenza e di valutazione, esperienze volte alla formazione delle relazioni
in gruppo e di gruppo
La metodologia didattica utilizzata è sempre finalizzata al coinvolgimento attivo
dei partecipanti.
La formazione dei volontari ha come obiettivi il raggiungimento delle finalità di
cui all’art. 1 della legge 64/2001: la formazione civile, sociale e culturale dei
volontari.
Essa
intende
fornire
ai
partecipanti
strumenti
idonei
all’
interpretazione dei fenomeni storici e sociali al fine di costruire percorsi di
cittadinanza attiva e responsabile. Attraverso i corsi di formazione e i momenti
di verifica del progetto si intende altresì fornire ai volontari competenze
operative di gestione di attività in ambito no-profit.
33) Contenuti della formazione:
I contenuti della formazione generale, in coerenza con le “Linee guida per la
formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale”, (determina
Direttore UNSC del 4 aprile 2006) prevedono:
1. FORMATORE: Mauro Tursini
MODULO: Identità del gruppo in formazione
ƒ definizione identità di gruppo
ƒ aspettative e motivazioni
ƒ consapevolezza circa l’esperienza di Servizio Civile Nazionale
ƒ le relazioni di gruppo e nel gruppo;
ƒ la comunicazione violenta e la comunicazione ecologica
ƒ il lavoro e la cooperazione nei gruppi
METODOLOGIA:Dinamiche non formali
DURATA: 6 ore
2. FORMATORE: Mauro Tursini
MODULO: Identità e finalità del SCN
ƒ la storia dell’obiezione di coscienza;
ƒ dal servizio civile alternativo al servizio militare al SCN;
ƒ identità del SCN;
ƒ confronto con ex obiettori di coscienza come occasione di riflessione sul
cambiamento e il passaggio dall’obiezione di coscienza al servizio civile.
METODOLOGIA: Lezione frontale
DURATA: 5 ORE
3. FORMATORE: Mauro Tursini
MODULO: SCN e promozione della Pace
ƒ la nozione di difesa della Patria secondo la nostra Costituzione e la
giurisprudenza costituzionale in materia di difesa della Patria e di SCN;
ƒ la difesa civile non armata e nonviolenta;
ƒ mediazione e gestione nonviolenta dei conflitti;
ƒ la nonviolenza;
ƒ l’educazione alla pace.
METODOLOGIA:lezione frontali
DURATA: 6 ore
4. FORMATORE: Mauro Tursini
MODULO: La solidarietà e le forme di cittadinanza
ƒ cittadinanza, collettività e territorio;
ƒ approfondimento del concetto di cittadinanza, interdipendenza tra
problematiche locali e dimensione globale;
ƒ il SCN, terzo settore e sussidiarietà;
ƒ il volontariato e l’associazionismo;
ƒ democrazia possibile e partecipata;
ƒ disagio e diversità;
ƒ meccanismi di marginalizzazione e identità attribuite;
ƒ dinamiche delle interazioni sociali;
ƒ istituzione e vita democratica e gestione dei servizi nel contesto territoriale.
METODOLOGIA: lezioni frontali
DURATA: 6 ore
5. FORMATORE: Mauro Tursini
MODULO: La protezione civile
ƒ prevenzione, conoscenza e difesa del territorio e delle popolazioni.
METODOLOGIA: lezione frontale
DURATA: 3 ore
6. FORMATORE: Mauro Tursini
MODULO: La legge 64/01 e le normative di attuazione
ƒ normativa vigente e carta di impegno etico;
ƒ diritti e doveri del volontario e dell’ente accreditato;
METODOLOGIA: lezione frontale
DURATA: 3 ore
7. FORMATORE: Mauro Tursini
MODULO: Presentazione del Centro di Servizio del Volontariato della
provincia dell’Aquila
ƒ Storia;
ƒ Radicamento sul territorio;
ƒ Le finalità e modello organizzativo del Centro di Servizio del Volontariato
della provincia dell’Aquila;
ƒ Ruolo nella comunità locale;
ƒ Relazione con gli altri soggetti territoriali;
ƒ lavoro per progetti.
METODOLOGIA: lezione frontale
DURATA: 6 ore
9. FORMATORE: Mauro Tursini
MODULO: Il lavoro per progetti
ƒ obiettivi del progetto ed attività dei volontari rispetto agli obiettivi;
ƒ articolazione del progetto;
ƒ la valutazione delle attività svolte: monitoraggio degli obiettivi:
ƒ valutazione dell’esperienza.
METODOLOGIA: dinamiche non formali
DURATA: 4 ore
10. FORMATORE: Mauro Tursini
MODULO: Il volontario in Servizio Civile
ƒ Ruolo;
ƒ Funzione;
ƒ Tempi e luoghi di partecipazione e di crescita nell’esercizio della
cittadinanza;
ƒ Valorizzazione dell’esperienza.
METODOLOGIA: dinamiche non formali
DURATA: 4 ore
34) Durata:
La durata della formazione generale è di 43 ORE per ogni volontario (14 ore
saranno svolte attraverso metodi di dinamiche non formali mentre le restanti 29
ore saranno svolte attraverso lezioni frontali); la formazione è parte integrante
delle attività del progetto ed è conteggiata a tutti gli effetti ai fini del monte ore
del singolo giovane in Servizio Civile.
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
35) Sede di realizzazione:
Sede dell’Associazione Italiana Persone Down
36) Modalità di attuazione:
La formazione sarà effettuata in proprio, presso la sede di attuazione del
progetto con formatori dell’associazione.
37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
Nome e cognome: Maria Grosso
Nata a San Giovani Lipioni (CH) il 27.11.1947
Residente in Via Madonna di Pettino, n° 1/C – 67100 L’Aquila
Telefono: 328.3586304
Indirizzo e-mail: [email protected]
Nome e Cognome: Monica Berarducci
Nata a Civitavecchia (Roma) il 30/01/1976
Residente in Viale Val Padana, 15 - 00141 Roma
Recapiti telefonici: cell.: 338 9502067
Indirizzo e-mail: [email protected]
38) Competenze specifiche del/i formatore/i:
Si indicano le esperienze e le competenze del singolo formatore, ritenute
coerenti con i contenuti della formazione specifica.
Formatore: Maria Grosso
Attività ed incarichi:
- Collaboro, come volontaria, con l’Associazione Italiana Persone Down di
L’Aquila dal 1996, in cui spendo le competenze
professionali acquisite nel mio lavoro di dirigente scolastica
ed il tempo disponibile, essendo in pensione dal 1°
settembre 2002 .
- Dal 2004 faccio parte del Consiglio Direttivo dell’ AIPD occupandomi, in modo
particolare, della formazione dei volontari e degli operatori
e della progettazione delle attività della sezione
provinciale.
- Nel corrente anno 2010 sono referente-responsabile di 3 diversi progetti, tutti
relativi alle varie autonomie delle persone Down, finanziati
dal Comune di L’Aquila ( con i fondi del PNA), dalla regione
Abruzzo ( con i fondi della L.R. n.95 per le famiglie) e dal
fondo per la Perequazione Sociale.
- Dal 2004 al 2006 : membro del GLIP (gruppo di lavoro interistituzionale) della
Provincia di L’Aquila, in rappresentanza delle Associazioni di disabili.
- Membro del Consiglio direttivo del Centro Servizi per il Volontariato dell’Aquila
dal 2005 al 2007.
-Progettazione e direzione di 4 corsi di formazione e di un seminario formativo
per operatori e volontari dell’AIPD, concernenti la promozione delle autonomie
nelle persone con disabilità, realizzati nel 2004, nel 2005, nel 2006, nel 2007 e
nel 2008. Vi hanno partecipato 100 giovani, in maggioranza studenti universitari
e degli Istituti di Istruzione Superiore di L’Aquila, alcuni dei quali sono diventati
collaboratori volontari o operatori nei nostri progetti associativi.
- Avviamento e coordinamento del SIL (servizio inserimento lavorativo) presso
l’Aipd di L’Aquila, attraverso le seguenti azioni:
- Convegno”L’inserimento lavorativo delle persone
con sindrome di Down: una sfida possibile”,
realizzato l’8 ottobre 2005
- Coordinamento del Progetto “Lavoratori si diventa:
percorsi di orientamento e di preparazione al
lavoro”, durato oltre un anno, da dicembre 2005 a
marzo 2007, nell’ambito del programma operativo
FSE – Ob.3 Piccoli Sussidi della Provincia di L’Aquila
-Partecipazione al progetto dell’AIPD Nazionale
“Lavoratori in corso”, avviato nell’ottobre 2007 ,
finanziato con la L.383/2000 – direttiva annualità
2006.
- Dal 2004 collaborazione con il settore Politiche Sociali del Comune di L’Aquila,
come rappresentante delle Associazioni di disabili.
Formazione Specifica:
Per assicurare un espletamento più consapevole e competente sotto l’aspetto
tecnico-educativo, ho partecipato a vari corsi e giornate formative, organizzate
dall’AIPD nazionale sui temi della promozione dell’autonomia, dell’orientamento
lavorativo e della gestione delle risorse umane e materiali.
Formatore: Monica Berarducci
ESPERIENZE LAVORATIVE
1996-2001:
04/2002- 7/2007:
Dal 2002 ad oggi:
11/2004 - 7/2005:
Dal 1/11/2005
al 31/12/2006:
Attività di volontariato presso l’Associazione Italiana
Persone Down Onlus, Viale delle Milizie 106, Roma. Lavora
inoltre privatamente con ragazzi Down per ripetizioni
scolastiche ed educazione all’autonomia personale.
Lavora come operatrice con ruolo educativo nell’ambito del
“Corso di educazione all’autonomia per adolescenti con
Sindrome di Down” presso l’Associazione Italiana Persone
Down (A.I.P.D. Sezione di Roma Onlus, Viale delle Milizie
106 Roma).
Partecipa come educatrice ai soggiorni estivi organizzati
dall’AIPD Sez. di Roma Onlus per i ragazzi Down inseriti
nei percorsi di educazione all’autonomia.
Effettua lavoro di coordinamento-supervisione presso
L’Associazione Italiana Persone Down Onlus, Sez. Castelli
Romani (Cecchina).
Lavora come coordinatrice responsabile nell’ambito dei
progetti “Che fai sabato sera? – Una guida per tutti”,
presso l’Associazione Italiana Persone Down (A.I.P.D.
Sezione di Roma Onlus, Viale delle Milizie 106, Roma).
Da 10/2006 ad oggi: Lavora all’interno del progetto “Ragazzi in gamba”, presso
l’Associazione Italiana Persone Down Sede Nazionale
(A.I.P.D., Viale delle Milizie 106, Roma).
Da 02/2007 ad oggi: Lavora come coordinatrice responsabile nell’ambito del
progetto “Una guida per tutti”, presso l’Associazione
Italiana Persone Down (A.I.P.D. Sezione di Roma Onlus,
Viale delle Milizie 106, Roma).
Da Ottobre 2007 a
Marzo 2009 Lavora all’interno del progetto “Lavoratori in corso”, presso
l’Associazione Italiana Persone Down Sede Nazionale
(A.I.P.D., Viale delle Milizie 106, Roma), con contratto a
progetto come operatrice-formatrice
Dal 2004 ad oggi: Contratto di consulenza come formatrice, presso l’AIPD
nazionale
Dal 2006 ad oggi Contratto di consulenza come operatrice-docente all’interno
del progetto “Educare all’autonomia”, finanziato dalla
regione Lazio
CORSI,SEMINARI,CONGRESSI
10/2002-10/2003:
Partecipazione al “Seminario per Operatori Progetti di
Educazione all’Autonomia”, organizzato dall’Associazione
Italiana Persone Down Onlus.
19/01/04:
Partecipazione alla Tavola Rotonda “Tutti i bambini sono
uguali ma tutti sono diversi. Storie di integrazione nella
Scuola dell’Infanzia”, organizzata dall’ Associazione
Italiana Persone Down Onlus.
18/06/04:
Partecipazione ad un workshop di due giorni sulle tecniche
e sui procedimenti di intervento della Terapia Ricostruttiva
Interpersonale, tenuto dalla Prof. Lorna Smith Benjamin,
creatrice del modello
10/2002-10/2003: Partecipazione al “Seminario per Operatori Progetti di
Educazione all’Autonomia”, organizzato dall’Associazione
Italiana Persone Down Onlus.
19/01/04:
Partecipazione alla Tavola Rotonda “Tutti i bambini sono
uguali ma tutti sono diversi. Storie di integrazione nella
Scuola dell’Infanzia”, organizzata dall’ Associazione
Italiana Persone Down Onlus.
18/06/04:
Partecipazione ad un workshop di due giorni sulle tecniche
e sui procedimenti di intervento della Terapia Ricostruttiva
Interpersonale, tenuto dalla Prof. Lorna Smith Benjamin,
creatrice del modello.
28/06/04:
Partecipazione al III Convegno Corso di Formazione ECM
“L’integrazione
ricovero-riabilitazione
nella
logica
dipartimentale”, tenutosi presso la Casa di Cura “Sorriso
sul Mare” di Formia (LT).
14/10/04:
Partecipazione al seminario “I disturbi alimentari”, tenutosi
presso l’Istituto di Psicologia e Psicoterapia Cognitiva PostRazionalista di Roma.
20-21/10/04:
Partecipazione
al
“Seminario
sull’Educazione
all’Autonomia”
organizzato
dall’Associazione
Italiana
Persone Down Onlus, tenutosi presso la Residenza
Montemario di Roma.
05/11/04:
Partecipazione al seminario organizzato dall’Istituto Gestalt
Firenze I.G.F. “ La relazione come fattore di cura: uso e
limiti del DSM IV”, presso il Consiglio Nazionale delle
Ricerche di Roma.
11/02/05:
Partecipazione al seminario: “Comunità terapeutiche per
chi? Criteri di valutazione per l’ingresso dei pazienti nelle
comunità terapeutiche psichiatriche”, tenutosi presso
l’Ordine degli Psicologi del Lazio, Via Flaminia 79 (Roma).
Dal 2002 ad oggi: Partecipazione annuale ai seminari di formazione e
aggiornamento
per
gli
operatori
organizzati
dall’Associazione Italiana Persone Down Onlus, sede
Nazionale.
PUBBLICAZIONI
- Buzzelli A., Berarducci M., Leonori C. (a cura di), “Persone con disabilità
intellettiva al lavoro. Metodi e strumenti”, Erickson, Trento, 2009.
- Contardi A., Berarducci M. (a cura di) “Parliamone…chi e’ una persona con
sindrome di Down?” Quaderno AIPD n. 19 a – 19 b, AIPD Nazionale, Roma,
2009.
-Monica Berarducci, Rondinella O. Associazione Italiana Persone Down e
Comune di Roma V Dipartimento (a cura di), “Scoprire come divertirsi. Una
guida per tutti 2” , Carocci, Pisa, 2008.
-Berarducci M., Associazione Italiana Persone Down e Comune di Roma V
Dipartimento (a cura di), “Scoprire come divertirsi. Una guida per tutti” ,
Carocci, Pisa, 2007.
39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
La formazione specifica verrà svolta utilizzando sia la forma tradizionale, con la
presenza del relatore, che on –line, con il tutoraggio dell’OLP.
Molte ore saranno dedicate ai lavori di gruppo, organizzati per analizzare,
approfondire, commentare, materiali audiovisivi ( film, documentari, diapositive
ecc.), pubblicazioni monotematiche (fascicoli e quaderni) prodotte dalla sede
nazionale che sintetizzano i principi teorici e metodologici e che contengono
schede di lavoro per le esercitazioni. Alcuni lavori di gruppo saranno dedicati
all’ esplorazione di siti internet che forniscono approfondimenti ed esperienze
concernenti i contenuti della nostra formazione. In tutti i lavori di gruppo, i
volontari saranno coordinati ed assistiti dai relatori stessi o dai OPL.
40) Contenuti della formazione:
Il percorso formativo è organizzato in moduli monotematici, di durata variabile,
con i seguenti contenuti:
Modulo e contenuto 1 - L’Associazione Italiana Persone Down: storia,
struttura, mission, attività
Formatore: Maria Grosso -2 ore
1.a - Lavoro di gruppo: Esplorazione del sito dell’AIPD nazionale - 3 ore
Totale: 5 ore
Modulo e contenuto 2: La sindrome di Down: aspetti genetici e di
sviluppo
Formatore: Monica Berarducci – 2 ore
2.a - Lavori di gruppo: esame e discussione dei fascicoli AIPD nn. 19 A e 19
B
“ Parliamone…..chi è una persona con la sindrome di Down?” – 6 ore - (3
per ciascun incontro)
2.b – Lavoro di gruppo per approfondire una ricerca del Dipartimento di
Scienze Pediatriche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, sul
tema:“Eccesso ponderale ed alimentazione negli adolescenti con sindrome di
Down”, sintetizzata in un pacchetto di diapositive Power Point - 2 ore
Totale: ore 10
Modulo e contenuto 3 - I diritti e le agevolazioni per le persone con SD e
le loro famiglie
Formatore: Monica Berarducci – 2 ore
3.a – Lavoro di gruppo: esame e discussione del quaderno AIPD n.15
“Aspetti assistenziali e di tutela” (3 ore)
Totale: ore 5
Modulo e contenuto 4 - L’integrazione scolastica dei bambini con SD: le
norme, le difficoltà, le buone prassi
Formatore: Maria Grosso - 2 ore 4.a- Lavoro di gruppo per esame e discussione del quaderno AIPD n.18
“Verso una scuola più competente e partecipata” - 3 ore Totale: ore 5
Modulo e contenuto 5 - L’educazione all’autonomia: i principi di base
Formatore: Monica Berarducci – 2 ore 5a. Proiezione e discussione, in presenza del relatore, del video”Ragazzi in
gamba” -1 ora –
5b. Lavori di gruppo per esaminare materiali tratti dal testo di Anna
Contardi: “Verso l’autonomia”, relativi ai seguenti argomenti:
- le 5 aree educative; - 3 ore - la scheda di osservazione: esercizio di compilazione – 3 ore - la stella degli obiettivi: esercizio di compilazione - 3 ore - i rapporti con i genitori: strumenti e modalità di dialogo – 2 ore - le situazioni problematiche: come affrontarle -3 oreTotale: ore 17
Modulo e contenuto 6 - L’Agenzia del tempo libero: i principi base
Formatore: Maria Grosso - 2 ore –
6.a - Lavoro di gruppo: simulare l’organizzazione di una gita – 3 ore Totale: ore 5
Modulo e contenuto 7 - L’orientamento e l’inserimento lavorativo delle
persone con SD
Formatore: Monica Berarducci – 2 oreVisione e discussione del filmato “Lavoratori in corso”, in presenza del relatore 1 ora –
7.a Lavori di gruppo per esame e discussione di materiali tratti dal testo:
“Persone con disabilità intellettiva al lavoro” di Buzzelli, Berarducci,
relativi ai seguenti argomenti:
- la legge 68 e l’esercizio del diritto al lavoro da parte delle persone
con Disabilità – 2 ore –
- Le strategie per l’inserimento lavorativo e la preparazione dei
ragazzi;
- 3 ore –
- L’organizzazione e la funzione dei SIL; - 2 ore –
- I contatti ed i rapporti con le aziende; - 2 ore
- Il collocamento mirato: ruolo e funzione del tutor; - 2 ore –
- L’accompagnamento alle famiglie; - 2 oreTotale: ore 16
Modulo e contenuto 8 - La comunicazione comprensibile
Formazione interattiva on-line con piattaforma sul sito internet dell’AIPD
nazionale
Totale: ore 8
Modulo e contenuto 9 L’autonomia abitativa: la condizione adulta delle
persone con disabilità intellettiva – Attività della nostra sezione “Casa
Più”
Formatore: Maria Grosso - 3 ore –
9.a Lavori di gruppo: studio e discussione di materiali tratti dagli atti del
convegno sulla residenzialità dei disabili intellettivi:”Il loro futuro ha una
casa” sui seguenti argomenti:
- Prospettive educative, riabilitative e sociali dell’adulto con sD; – 2 ore
- Le esperienze di residenzialità dei comuni di Roma e di Torino; - 3 ore
- L’esperienza dei fratelli in rapporto alla residenzialità. – 2 ore Totale: ore 10
41) Durata:
La durata complessiva della formazione specifica è di 81 ore.
Altri elementi della formazione
42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto:
Il piano di monitoraggio delle attività formative intende verificare l’andamento
del percorso formativo iniziale generale e specifico.
La valutazione dei risultati dell’intervento formativo deve essere effettuata a due
livelli:
ƒ In relazione agli obiettivi didattici;
ƒ In relazione alle aspettative dei volontari;
Tali valutazioni vengono condotte in momenti diversi:
ƒ Durante il processo formativo e nella sua fase finale;
Dopo un periodo di tempo, dalla conclusione dell’intervento formativo,
sufficientemente ampio, durante il quale i partecipanti valutano la possibilità di
aver attivato le competenze acquisite durante lo svolgimento delle attività.
VALUTAZIONE RISPETTO AGLI OBIETTIVI DIDATTICI
La valutazione rispetto agli obiettivi didattici viene condotta dai docenti durante
e nella fase terminale dei moduli formativi. I formatori sono osservatori
privilegiati nella valutazione dell’efficacia della formazione. La valutazione
avverrà attraverso la compilazione di schede finalizzate a valutare l’andamento
didattico e l’apprendimento dei volontari e sarà curata dai docenti della
formazione specifica.
VALUTAZIONE IN RELAZIONE ALLE ASPETTATIVE DEI VOLONTARI
FORMAZIONE GENERALE
Al termine dei dieci moduli di formazione generale ai volontari verrà
somministrato un questionario di valutazione delle attività formative
concernente tutti gli aspetti della situazione formativa (risultati didattici,
metodologie didattiche, ambiente di apprendimento, qualità della docenza,
aspetti motivazionali, etc.).
Al termine dell’esperienza di Servizio Civile ai volontari verrà somministrato un
questionario di valutazione dell’esperienza (vedi “PIANO DI MONITORAGGIO
INTERNO PER LA VALUTAZIONE DEI PROGETTI”). Una sezione del questionario
è dedicata alla valutazione della formazione generale in relazione alle attività
svolte. Obiettivo di questa sezione è comprendere e valutare l’efficacia della
formazione erogata (i volontari hanno avuto modo di attivare durante lo
svolgimento delle attività di Servizio Civile le competenze acquisite attraverso la
formazione generale?).
FORMAZIONE SPECIFICA
Al termine di ogni modulo di formazione specifica ai volontari verrà
somministrato un questionario di valutazione delle attività formative
concernente tutti gli aspetti della situazione formativa (risultati didattici,
metodologie didattiche, ambiente di apprendimento, qualità della docenza,
aspetti motivazionali, etc.).
Al termine dell’esperienza di Servizio Civile ai volontari verrà somministrato un
questionario di valutazione dell’esperienza (vedi “PIANO DI MONITORAGGIO
INTERNO PER LA VALUTAZIONE DEI PROGETTI”). Una sezione del questionario
è dedicata alla valutazione della formazione specifica in relazione alle attività
svolte. Obiettivo di questa sezione è comprendere e valutare l’efficacia della
formazione erogata (i volontari hanno avuto modo di attivare durante lo
svolgimento delle attività di Servizio Civile le competenze acquisite attraverso la
formazione specifica?).
STRUMENTI
Scheda verifica formatori
Questionario di valutazione formazione specifica
Questionario di valutazione formazione generale
Questionario di valutazione finale Servizio Civile (vedi “PIANO DI
MONITORAGGIO INTERNO PER LA VALUTAZIONE DEI PROGETTI”).
I dati quantitativi e qualitativi raccolti attraverso i diversi strumenti saranno
oggetto di analisi da parte del Responsabile del monitoraggio e dello staff di
formazione, che provvederanno a restituire in modo organico riflessioni,
sollecitazioni e proposte raccolte ai diversi interlocutori interessati.
In allegato:
ƒ Scheda valutazione Formazione Generale (da somministrare ai volontari al
termine della formazione generale)
ƒ Scheda valutazione Formazione Specifica (da somministrare ai volontari al
termine di ogni modulo di formazione specifica)
ƒ Scheda docenti (da somministrare ai docenti di formazione specifica)
SCHEDA DI VALUTAZIONE FORMAZIONE GENERALE
SEDE DELLA FORMAZIONE GENERALE Centro di Servizio per il Volontariato della provincia dell’Aquila
DURATA IN ORE 42
DATA
______________________________
1 2 3 4 5 6 7
1
2
3
4
5
6
7
Il formatore spiega in modo chiaro?
Il formatore stimola e motiva l’interesse?
Il formatore è disponibile a fornire chiarimenti?
Il formatore mostra disponibilità nei confronti delle
esigenze e delle richieste dei volontari?
Il formatore utilizza metodi d’insegnamento efficaci?
All’inizio del corso, gli obiettivi e i contenuti sono stati
presentati in modo:
All’inizio del corso, gli aspetti organizzativi (orari,
per niente
per niente
per niente
per niente
per niente
per niente
esauriente
per niente
□ □ □ □ □ □ □
□ □ □ □ □ □ □
□ □ □ □ □ □ □
□ □ □ □ □ □ □
□ □ □ □ □ □ □
□ □ □ □ □ □ □
□ □ □ □ □ □ □
molto
molto
molto
molto
molto
molto
esauriente
molto
8
9
10
11
12
13
14
15
regole,…) sono stati presentati in modo:
Rispetto agli obiettivi formativi il numero complessivo di
ore di formazione generale è:
L’organizzazione del corso in termini di orari è
complessivamente:
L’impegno complessivo richiesto secondo te è:
Indipendentemente da come sono stati proposti, il tuo
interesse per i contenuti della formazione generale è:
Ritieni che ti siano mancate le conoscenze preliminari per
affrontare questo corso di formazione?
Ritieni che i temi trattati nella formazione generale siano
serviti per meglio comprendere il valore del Servizio
Civile?
Come valuti l’organizzazione complessiva del
formazione generale?
Il corso ha soddisfatto le tue aspettative iniziali?
esauriente
esauriente
scarso
□ □ □ □ □ □ □
eccessivo
pessima
scarso
□ □ □ □ □ □ □
□ □ □ □ □ □ □
eccessivo
nullo
□ □ □ □ □ □ □
molto
elevato
si,
moltissimo
□ □ □ □ □ □ □
no, nessuna
per niente
□ □ □ □ □ □ □
molto
scarsa
□ □ □ □ □ □ □
no
□ □ □ □ □ □ □
ottima
ottima
le ha
superate
Moduli Formativi
Relativamente a ciascun modulo formativo come valuti il tuo interesse?
1 2 3 4 5 6 7
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
Identità del gruppo in formazione
Identità e finalità del SCN
SCN e promozione della Pace
La solidarietà e le forme di cittadinanza
La protezione civile
La legge 64/01 e le normative di attuazione
Identità del gruppo
Presentazione del Centro di Servizio del Volontariato
della provincia dell’Aquila4
Il volontario in Servizio Civile
Il lavoro per progetti
nullo
nullo
nullo
nullo
nullo
nullo
nullo
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
□
nullo
nullo
nullo
□ □ □ □ □ □ □
□ □ □ □ □ □ □
□ □ □ □ □ □ □
elevato
elevato
elevato
elevato
elevato
elevato
elevato
elevato
elevato
elevato
ANNOTAZIONI E SUGGERIMENTI:
_________________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________
SCHEDA DI VALUTAZIONE FORMAZIONE SPECIFICA
PROGETTO
SEDE DEL CORSO
DURATA IN ORE
TITOLO MODULO
DATA
__________________________________
__________________________________
__________________________________
__________________________________
__________________________________
1 2 3 4 5 6 7
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
16
17
18
Il formatore ha spiegato in modo
chiaro?
Il formatore ha stimolato e motivato
l’interesse?
Il formatore è stato disponibile a
fornire chiarimenti?
Il formatore ha mostrato disponibilità
nei confronti delle esigenze e delle
richieste dei volontari?
Il formatore ha utilizzato metodi
d’insegnamento efficaci?
All’inizio del modulo, gli obiettivi e i
contenuti sono stati presentati in
modo:
All’inizio del modulo, gli aspetti
organizzativi (orari, regole,…) sono
stati presentati in modo:
Rispetto agli obiettivi formativi il
numero complessivo di ore del
modulo formativo è:
L’organizzazione del modulo in
termini di orari è complessivamente:
L’impegno complessivo richiesto
secondo te è:
Indipendentemente da come sono
stati proposti, il tuo interesse per i
contenuti del modulo di formazione
specifica è:
Ritieni che ti siano mancate le
conoscenze preliminari per affrontare
questo modulo di formazione?
Come valuti l’organizzazione
complessiva del modulo di
formazione specifica?
Il modulo formativo ha soddisfatto le
tue aspettative iniziali?
Ritieni che gli argomenti trattati
durante questo modulo siano
utilizzabili nello svolgimento
quotidiano del progetto?
Ritieni che gli argomenti affrontati in
questo modulo ti abbiano permesso di
sviluppare nuove competenze?
Ritieni che gli argomenti affrontati in
questo modulo saranno utili per
aumentare il tuo grado di autonomia
per niente
□ □ □ □ □ □ □
molto
per niente
□ □ □ □ □ □ □
molto
per niente
□ □ □ □ □ □ □
molto
per niente
□ □ □ □ □ □ □
molto
per niente
□ □ □ □ □ □ □
molto
per niente
esauriente
□ □ □ □ □ □ □
molto
esauriente
per niente
esauriente
□ □ □ □ □ □ □
molto
esauriente
scarso
□ □ □ □ □ □ □
eccessivo
pessima
□ □ □ □ □ □ □
ottima
scarso
□ □ □ □ □ □ □
eccessivo
nullo
□ □ □ □ □ □ □
molto
elevato
si,
moltissimo
□ □ □ □ □ □ □
no, nessuna
scarsa
□ □ □ □ □ □ □
ottima
no
□ □ □ □ □ □ □
le ha
superate
per niente
□ □ □ □ □ □ □
molto
per niente
□ □ □ □ □ □ □
molto
per niente
□ □ □ □ □ □ □
molto
nello svolgimento delle attività di
Servizio Civile?
SUGGERIMENTI:
_________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________
SCHEDA FORMATORI
Associazione
Progetto di Servizio Civile
Modulo di Formazione Specifica
Formatore
Data
1. Quanti volontari hanno partecipato al modulo di
formazione specifica?
2. Nel corso del modulo di formazione specifica quale metodologia
didattica è stata utilizzata?
ƒ Lezione
Frontale
%
ƒ Dinamiche
non
formali
%
3. Durante il modulo di formazione specifica è stato distribuito materiale di
supporto?
SI

NO

4. Secondo te l’esperienza di questo modulo formativo, in che misura ha
conseguito i seguenti risultati?
a
Stimoli a livello motivazionale
0 1 2 3
b Consapevolezza del ruolo di “cittadino attivo”
0 1 2 3
c
0 1 2 3
Arricchimento di conoscenze
d Interazione e scambio con i partecipanti
0 1 2 3
5. Durante il modulo formativo come valuti il comportamento dei volontari
rispetto a:
Interesse rispetto agli argomenti trattati
Partecipazione durante l’attività formativa
0
0
1
1
Firma del formatore
2
2
3
3
4
4
Data
Il Responsabile legale dell’ente /
Il Responsabile del Servizio civile nazionale dell’ente
Scarica

Scheda progetto