Rimini e Provincia
DIRETTORE RESPONSABILE: Degli Innocenti Andrea
Periodico quadrimestrale dell’AVIS Provinciale Rimini. Registrazione Tibunale di Rimini n. 19/95 del 03/11/95.
Spedizione in A.P. art. 2 comma 20/c legge 662/96 Filiale di Forlì.
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Stampa: Litografia LA.SER - Via Modena, 10 - Tel. 0541.656658 - Fax 0541.657640 - 47853 Coriano (RN) - E-mail: [email protected]
IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE ALL’UFFICIO RIMINI C.P.O. PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A VERSARE LA DOVUTA TASSA.
Anno 14
Num. 2
Ago. 2008
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ASSOCIAZIONE VOLONTARI ITALIANI SANGUE
L’Assemblea Regionale AVIS Intervista al Presidente Antonio Ragazzi. La comunicazione in AVIS Regionale Intervista a Renzo Angeli.
Donatori? Fin dal primo giorno.
Investire sull’educazione alla salute. Le differenze? Non contano.
Parola di un giramondo. Intervista
a Sabri Kechrida, donatore tunisino presso l’AVIS di Parma. Donatori
extra...ordinari. Intervista a Taoufiq
Jamil, donatore marocchino presso
AVIS Ravenna. Collaborazione AVIS
ADMO.
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www.avis.it/rimini
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Editoriale
I proponimenti di un Presidente
L’Assemblea Regionale AVIS
La comunicazione in AVIS Regionale
Donatori? Fin dal primo giorno
Investire sull’educazione alla salute
Le differenze? Non contano.
Parola di un giramondo
Donatori extra...ordinari
Collaborazione AVIS ADMO
Beach volley 2008
ASD Riccione
AVIS San Giovanni in Marignano
AVIS Coriano
AVIS Verucchio
AVIS Morciano di Romagna
AVIS Bellaria - Igea Marina
AVIS Rimini
AVIS Santarcangelo di Romagna
AVIS Cattolica
AVIS Misano
Avis
Notizie
editoriale
72° Assemblea generale AVIS a Riva
del Garda con due temi principali,il primo riassunto dal titolo: ”Meglio donare,
donare meglio” e riguarderà le unità di
raccolta associativa, il secondo tema:
“Il Bilancio sociale” la cui prima edizione viene presentata in questa importante occasione.
Occuparci delle unità di raccolta è un
argomento per soli addetti ai lavori o
qualcosa che tocca da vicino la nostra
associazione?
Il nostro statuto associativo, all’art.2,
com.3, lett.D, recita: “l’Avis ha il compito di promuovere una adeguata diffusione delle proprie associate su tutto
il territorio nazionale e delle attività
associative e sanitarie ad esse riconosciute, come la raccolta del sangue
e degli emocomponenti, quindi la funzione associativa di raccolta del sangue
e plasma non è compito extra statuto
ma un’attività inscindibile dello stesso
statuto associativo. La legge 219/05
all’art. 7 riconosce che “Le associazioni
di donatori possono organizzare e gestire in singolo o in aggregazione, unità
di raccolta autorizzate dalla regione di
appartenenza, in conformità alle esigenze della programmazione sanitaria
regionale”.
Il sistema trasfusionale italiano
comprende già, fra le attività delle associazioni e federazioni di donatori di
sangue, la raccolta, in questo contesto,
discutere su questo tema serve a dimostrare al Servizio Sanitario Nazionale
che l’Avis non vuole rimanere estranea
ad uno dei compiti assegnatole dal legislatore, visto che, in fase di stesura
della legge, le stesse associazioni lo
avevano richiesto.
L’Avis con questo tema assembleare si presta ad affrontare , in anticipo
sui tempi, la possibile tendenza che i
servizi sanitari regionali, nell’ottica di
ottimizzare le proprie risorse economiche decidano di affidare o riaffidare
alle associazioni le attività di raccolta di
sangue e plasma.
A Riva del Garda dal 16 al 18 maggio 2008 si stimolerà quindi un sano
dibattito, dal quale un moderno ente
non-profit come l’Avis non può prescindere, una costruttiva discussione al suo
interno, nel cui contesto trova spazio
anche la scelta di presentare il primo
bilancio sociale dell’Avis Nazionale,
precorrendo i tempi, visto che il decreto
legislativo 155/06, con i relativi decreti
attuativi già da ora impone alle imprese
sociali la redazione di un bilancio, tutto
ciò ci porta a credere che questa pratica
diventerà obbligatoria anche per le associazioni di volontariato.
Dopo questa doverosa premessa
analizziamo, riassumendolo, quanto
emerso al termine della tre giorni assembleare:
• Si rileva, favorevolmente,l’avvio di un
percorso riflessivo condiviso da tutti
gli organi nazionali e dai presidenti
regionali sulla necessità di approfondire il confronto così che nella prossima assemblea nazionale si giunga
pronti al rinnovo delle cariche sociali,
sulla base di linee di programma politico-associativa interna ed esterna.
• Viene apprezzato il lavoro svolto dalla
consulta nazionale giovani e dai gruppi giovani che operano nel paese, invitando tutte le strutture avisine a valorizzare l’impegno e la disponibilità,
affidando loro dirette responsabilità.
• Si ritiene essenziale sviluppare l’organizzazione in rete di Avis così da
utilizzare al meglio le risorse umane
e tecniche a disposizione.
• L‘Associazione avisina deve trovarsi
dinamicamente pronta a cogliere i
mutamenti socio-economici e culturali e a riaffermare con forza il valore
etico e la gratuità del dono del sangue, nonché l’importanza dell’attività
del terzo settore a valorizzare il proprio capitale sociale anche con la definizione della “Carta dei valori”.
• Unanime plauso viene indirizzato alla
redazione e pubblicazione del primo
“Bilancio sociale“ dell’Avis nazionale,
augurandosi che questo importante
strumento di rendicontazione trasparente delle attività venga realizzato
anche nei prossimi anni.
• L’apprezzamento assembleare va alla
progettualità prodotta dall’Avis nel
rapporto con il servizio civile volontario, auspicando che in futuro più
strutture avisine concorrano al progetto e alle opportunità offerte.
• S o d d i sfazione per l’incremento
dell’attività donazionale degli avisini
registrato lo scorso anno, si ritiene
però che il mantenimento dell’autosufficienza di sangue e plasma richieda un costante sforzo aumentando il numero dei donatori periodici.
• La raccolta associativa viene considerata momento fondante e qualificato
per la fidelizzazione del donatore,così
come attività complementare indispensabile al S.T.N.
• Essa rappresenta una delle opportunità di crescita e di miglioramento
del servizio rivolto ai soci, così come
prevede la legge 219/05 e dal D.L.
261/07 e nel rispetto della qualità e
sicurezza previsti dalle recenti norme
comunitarie e nazionali.
• Si esprime soddisfazione per l’avvenuto insediamento del Centro Nazionale Sangue e per la definizione del
programma di autosufficienza nazionale di sangue e plasma, nel quale
vi sia partecipazione e condivisione
con i rappresentanti di Avis in seno al
C.N.S.
• Si prende atto con vivo interesse
dell’avvenuta istituzione del sistema
informativo dei servizi trasfusionali
(SISTRA), viene auspicata una rapida
applicazione nella quale sia prevista
la possibilità di accesso alle associazioni, per migliorare e adeguare
la programmazione e gestione delle
attività trasfusionali.
• S i co n d i vi d e la p re o ccupazione
espressa nella relazione circa le modifiche recentemente apportate alla
normativa nazionale, sulla conservazione del “Sangue cordonale” ,un invito viene rivolto al direttivo nazionale
perché si attivi e difenda i valori della
donazione anonima, volontaria e solidale, garantiti dalle “Banche Sangue
cordonale” pubbliche.
• Infine, preso atto che le normative
europee hanno valenza giuridica soprannazionale, invita ancora il Direttivo Nazionale a vigilare ed intervenire presso le competenti istituzioni
comunitarie e nazionali, in difesa dei
contenuti etici e solidaristici della do
nazione volontaria e non remunerativa e della unitarietà dei processi trasfusionali.
Il Direttore
Andrea Degli Innocenti
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Avis
Notizie
I proponimenti di un presidente
M
ancano pochi mesi alla
fine del mandato quadriennale dei nostri organi di gestione dell’Avis.
Infatti ogni quattro anni
occorre rinnovare l’apparato
dirigente dei vari livelli di associazione: comunale, provinciale, regionale e nazionale.
E’ quindi giunto il momento di cominciare a pensare
ad un nuovo programma per
continuare il lavoro inerente
il nostro volontariato e trovare le persone che possano
realizzarlo.
Questo scritto vuole essere lo stimolo agli attuali dirigenti per trovare forze nuove,
giovani, disponibili, invitandole fino da ora a proporsi e alla
partecipazione della vita associativa. Il nostro volontariato non si esaurisce nella sola
attività di raccolta, anzi ha bisogno di persone che abbiano
voglia di mettersi in gioco per
la parte politico-organizzativa. Ci servono dirigenti capaci di dialogare con il servizio
pubblico e con le altre associazioni, di gestire il personale amministrativo e sanitario.
Sarebbe auspicabile che chi si
propone abbia idee, non solo
innovative, ma anche realizzabili attraverso un confronto
continuo e sereno con tutte
le persone coinvolte. Fondamentale sarà la capacità
comunicativa e il sapere accettare anche un parere contrario senza preconcetti. Fra i
vari compiti sono necessarie
figure di riferimento per le
varie mansioni che vengono
richieste, come ad esempio
il tesoriere, oppure il segretario, o anche coloro che si
occupano di progetti specifici
come la realizzazione di un
giornale associativo.
Cerchiamo di realizzare obiettivi a progetto nelle
scuole, come forme di educazione alla salute, nella promozione del dono del sangue,
attraverso campagne formative/informative verso tutti i
cittadini. Per fare ciò occorrono risorse umane ed anche
economiche. Ci vuole qualcuno in grado di trovare queste
risorse.
Il volontario non è solo colui che dona, ma anche colui
che dedica del tempo prezio-
so alle attività che servono
alla realizzazione dei concetti
sopra esposti.
Mi aspetto quindi che
quanto scritto sia da stimolo
per alcuni di voi. Avvicinatevi
tranquillamente alla vostra
Avis comunale per proporvi.
Riceverete appropriate informazioni poiché siamo aperti a
ogni possibile forma di collaborazione. Più siamo, meglio
è!
Il C.D. AVIS Provinciale
Rimini
Avis
L’Assemblea Regionale AVIS
Notizie
Intervista al Presidente Antonio Ragazzi
Il titolo dell’Assemblea Regio­
nale che si svolgerà il 19 aprile prossimo a Classe di Ravenna sarà, conformemente
a quello nazionale, “Meglio
donare, do­nare meglio”. Puoi
spiegarce­ne meglio il significato?
Le considerazioni che sono
state fatte a livello regionale hanno messo in rilievo due
aspetti fonda­mentali. Da un
lato il “meglio do­nare” è legato
ad un atteggia­mento valutativo
paraegoistico (se posso donare
sangue vuol dire che sono nelle condizioni di salu­te ottimale
per poterlo fare). Dal-l’altro il
“donare meglio” è l’im­pegno
costantemente rinnovato di
far sì che le donazioni vengano fatte nel massimo rispetto
delle normative vigenti e degli
stan­dard di sicurezza ad altissimo li­vello, ed anche che si
svolgano in strutture sempre
più accoglienti. In stretta associazione a tale aspetto è il
tema della raccolta, poiché il
modo più efficace per “donare
meglio” è che il percorso della
raccolta di sangue sia cura­to
direttamente dall’associazione e dai volontari, consapevoli
del sacrificio e dedizione che il
dona­tore mette per compiere
questo gesto.
Si prevede che il 2008 sarà un
anno difficile a causa ancora
della Chikungunya?
Purtroppo non si possono fare
previsioni certe: senza dubbio si stanno prendendo tutti
i provve­dimenti necessari ad
evitare la si­tuazione che si ve-
cortezze maggiori per po­tersi
garantire la possibilità di ef­
fettuare donazioni di sangue.
Antonio Ragazzi
rificò lo scorso anno, ma rimane un margine di imponderabilità poichè non pos­siamo avere
un controllo sulle de­posizioni
di uova della zanzara ti­gre infetta. Ci si sta adoperando perché vengano attuate accortez­
ze comportamentali, misure di
disinfestazione per ridurre la
pro­liferazione dei vettori del
virus. Saranno messe in campo una se­rie di misure informative rivolte alla popolazione. Le disinfesta­zioni fatte dai
comuni e dalle isti­tuzioni sono
efficaci solo al 30% se analogo
comportamento non si realizza
nelle aree private, nei parchi,
in casa, nei giardini laddo­ve ci
sono tutti quei piccoli depo­siti
di acqua stagnante che costi­
tuiscono un favorevole terreno di coltura per la zanzara. Il
Piano Regionale di prevenzione prevede la distribuzione di
materiale in­formativo, sia per
tutti i cittadini che, in maniera
mirata, per il do­natore, il quale dovrà ovviamente avere ac-
Quali sono le strategie di Avis
regionale per il 2008 per au­
mentare le donazioni?
Le campagne di comunicazione rappresentano ovviamente
un mezzo imprescindibile. Si
punte­rà, come già da tempo si
sta fa­cendo, sia a sensibilizzare
mag­giormente i donatori affinché ef­fettuino tutte le donazioni di san­gue possibili previste
per legge (quattro all’anno) ed
aumentino quelle di plasma,
sia a catturare l’attenzione di
quanti più donato­ri potenziali
possibili attraverso le campagne già realizzate e quelle che
si realizzeranno.
Il responsabile per la comuni­
cazione Renzo Angeli per
que­st’anno ha fortemente voluto una campagna che presentasse AVIS non solo come
associa­zione di volontari ma
come spazio di condivisione di
inte­ressi, come luogo d’incontro di persone che condividono un certo universo valoriale. Cosa ne pensi?
Il responsabile per la comuni­
cazione Renzo Angeli per que­
st’anno ha fortemente voluto
una campagna che presentasse AVIS non solo come associa­
zione di volontari ma come
spazio di condivisione di inte­
ressi, come luogo d’incontro
di persone che condividono un
certo universo valoriale. Cosa
ne pensi?
Luciana Apicella
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Avis
Notizie
La comunicazione in AVIS Regionale
Intervista a Renzo Angeli
Partiamo ovviamente dalle strate­gie
comunicative di Avis Regionale per il
2008. Prima però ti chiedo di fare un
passo indietro: in che modo sono modificate le strategie comu­nicative di
Avis regionale nel corso del tempo?
La comunicazione ha subito senza
dubbio profonde modifiche. Abbiamo
cominciato a pensare in maniera strut­
turata alla comunicazione per la rac­
colta di sangue in Emilia Romagna a
partire dal 2001, quando fu ideata la
campagna “Si può dare di più” con te­
stimonial Gianni Morandi. A quell’e­poca
erano già state fatte delle cam­pagne
per la raccolta durante l’estate, con un
target di riferimento quindi specifico,
poiché ci si rivolgeva ai do­natori per
invitarli a non trascurare il loro impegno anche nel periodo estivo, ma senza
dubbio quello fu il momento in cui si
costituì un sistema, che vide coinvolta
l’associazione assieme alle istituzioni,
con il vantaggio dunque di poter disporre di investimenti finanzia­ri più cospicui per campagne di comu­nicazione
che sarebbero diventate da allora in
poi un momento imprescindi­bile di
dialogo con i cittadini. Una campagna
con un testimonial “trasver­sale” come
Morandi, adatto al pubbli­co di ogni età,
voleva essere un messag­gio a tutta la
popolazione sulla neces­sità di un gesto come la donazione che da chiunque
poteva essere fatto. Oggi siamo arrivati
alla logica di una comunicazione diretta
a target mirati. Lo testimonia l’attenzione al mondo giovanile per quel che
riguarda Avis nazionale o, per Avis Regionale, una fascia di popolazione più
ampia, sensi­bile alle tematiche sulle
quali come Avis regionale quest’anno
punteremo.
Quali sono le linee che avete scelto di
seguire per il 2008? Quale il tar­get di
riferimento ed il messaggio che occorre far passare?
Il ragionamento che è stato condotto
a livello regionale è stato quello di un
mutamento di prospettiva nei confron­
ti della visione dell’associazione. Non
più, o non soltanto si vuole puntare ad
incentivare l’atto della donazione. In
qualche modo abbiamo scelto di sba­
razzarci almeno in parte dell’immagne, per così dire, ingessata, dell’asso­
Renzo Angeli
Responsabile Area Promozione e
Comunicazione AVIS Regionale.
ciazione. È un punto di vista fortemen­te
innovativo rispetto al passato: l’idea
è quella di promuovere l’immagine di
Avis come una realtà che cresce col
tempo, che si modifica, che si plasma
sul territorio e sulla base di quelle che
sono le necessità della popolazione
che su quel territorio vive. Oggi credo
che in qualche modo si stia scalfendo
quella superficie di egoismo che ha caratterizzato il modello di so­cietà degli
ultimi anni. Abbiamo dalla nostra parte,
mi pare e mi auguro sia una percezione
giusta, la diffusa sen­sazione che si stia
intaccando un po’ quella cortina di ferro
di egoismo che ha caratterizzato negli
ultimi anni la nostra società. Si comincia ad avere la necessità di recuperare
valori quali il senso di appartenenza a
una collettivi­tà, il piacere della condivisione, della famiglia, della solidarietà.
Avis vuole inserirsi proprio in questa
necessità diffusa di recupero di questi
principi, proponendosi come la “casa”
di chiun­que voglia aderire a un certo
universo valoriale. Non soltanto dunque dona­zione, ma spazio da abitare, da
vivere, nel quale sentirsi accolti come si
può esserlo in un ambiente familiare,
quo­tidiano, vicino.
C’è una grande attenzione anche nei
confronti delle nuove tecnolo­gie. In
questo senso va anche la de­cisione di
trasformare questa news­letter in un
giornale elettronico, che sarebbe un
unicum nel panorama avisino italiano.
Internet diventa un mezzo sempre più
importante e presente nella vita di cia­
scuno, in special modo di quella popo­
lazione giovanile nei confronti della
quale l’attenzione è sempre crescente. La trasformazione della newsletter
re­gionale, che già dà spazio alle varie
realtà provinciali raccogliendone ini­
ziative, programmi, eventi, in giornale
elettronico va nella direzione di con­
sentirne un utilizzo più snello e prati­co.
Invece di scaricare interamente il documento l’utente potrà selezionare gli
argomenti di proprio interesse con un
clic del mouse, e soprattutto po­tranno
trovare spazio aree tematiche di varia
natura, nelle quali le diverse categorie di “navigatori” possano sod­disfare
i propri interessi, siano essi do­natori,
o insegnanti che hanno necessi­tà di
arricchire la propria offerta for­mativa,
operatori sanitari che vogliano reperire
note tecniche su argomenti ri­guardanti
il tema della raccolta, e così via. Si tratta dunque di un progetto ambizioso.
A proposito di ciò che dicevi sull’in­
dipendenza delle singole realtà avi­
sine, la frammentarietà della comu­
nicazione è un pregio o un difetto?
Essendo una federazione di associazio­
ni ognuna può autogestirsi, però logi­
ca, opportunità e ottimizzazione delle
risorse e degli uomini vorrebbe che ci
fosse una comunicazione, definiamola
così, a “cascata”. Avis nazionale do­
vrebbe fare campagne di carattere isti­
tuzionale, per divulgare il “marchio”.
La struttura regionale dovrebbe sof­
fermarsi sulla valutazione del territo­rio
per essere di supporto alle realtà locali.
La comunicazione più mirata al donatore si fa in casa, quindi la strut­tura locale
è quella che dovrebbe fare una comunicazione di tipo più diretto, L’eccessiva
frammentazione della co­municazione
comporta uno spreco di risorse senza
che si ottenga nessun ti­po di risultato.
Bisognerebbe che ri­uscissimo tutti a
comprendere che es­sendo una rete dovremmo lavorare co­me tale, a costo di
sacrificare qualche autonomia.
Luciana Apicella
Responsabile Area Promozione e Comunicazione Avis Regionale
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Donatori? Fin dal primo giorno
Notizie
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Le potentialità del sangue cordonale e le donatrici GADCO
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Notizie
Investire sull’educazione alla salute
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Notizie
Le differenze? Non contano. Parola di un giramondo
Intervista a Sabri Kechrida, donatore tunisino presso l’AVIS di Parma
D
opo la vittoria del Premio Montece­
lio TP per la comunicazione pubblica lo
scorso dicembre a Roma da parte della
campagna promossa dall’Avis provinciale di Parma per incentivare i cittadini
stranieri presenti in Italia al­la donazione, inauguriamo una serie di interviste
con alcuni dei donatori ex­tracomunitari
residenti nella nostra regione. Il primo
a rispondere al no­stro appello è Sabri
Kechrida, che pro­prio a Parma vive ed
ha partecipato attivamente all’iniziativa
della sua Avis Provinciale.
Partiamo dalle tue origini, Sabri, e dal
percorso che hai compiuto per arrivare in Italia. La tua è stata una scelta
meditata o il frutto del caso?
Beh le mie origini sono una questione
un pò complicata - scherza Sabri -dal
momento che mia madre è peruviana, mio padre tunisino ma di origini
egizia­ne e io sono nato in Francia, sono
cre­sciuto in Tunisia e vivo in Italia dal
1981. L’Italia non è stata una scelta pro­
grammata, credo che ci abbia messo lo
zampino il destino. Ero partito per un
“tour de monde”, come si dice in Fran­
cia, per soddisfare la mia curiosità di
conoscenza del diverso, cosa che ha
confermato la mia idea che non esista­
no tanto le diversità tra uomini, quanto persone che fanno le stesse cose in
mo­di differenti. Giunto al porto di Genova dove avrei dovuto fare il biglietto per
tornare a casa incontrai un ragazzo del
mio quartiere, che stava in Italia e mi
propose di passare qualche giorno con
lui invece di partire subito. Così, sono
rimasto.
Immagino tu fossi molto giovane, stiamo parlando di 26 anni fa. A noi italiani
che non abbiamo questo spi­rito nomade sembrano vicende straordinarie ed
esotiche.
Si avevo 21 anni, avevo la necessità di
conoscere meglio la mia terra, la Tuni­
sia, e poi spostarmi nel bacino del Me­
diterraneo: Algeria, Marocco, Spagna,
Portogallo, e poi l’Europa dell’est, del
nord, il Sudamerica…Sono riuscito a
viaggiare tanto anche senza ingenti ri­
sorse economiche perché sono stato
educato allo scoutismo che nella nostra
Un’immagine tratta dalla campagna
di sensibilizzazione al dono rivolta ai
donatori extracomunitari promossa
dall’AVIS Provinciale di Parma.
cultura non ha connotazioni religiose,
lo definirei quasi un addestramento
mili­tare, che ti insegna il contatto col
pros­simo, con la natura, e ti insegna ad
ar­rangiarti, come mi diceva sempre un
vecchio capo scout. L’unico mio rammarico rimane quello di non aver ancora visto gli Usa e il Ca­nada, ma dopo
l’11 settembre è diven­tato quasi impossibile ottenere visti o spostarsi senza
subire umilianti con­trolli, nonostante io
abbia soltanto un terzo di sangue arabo. Sono restrizioni che un occidentale
fatica a comprende­re: la tua provenienza diventa già di per sé una condanna e
ciò è doloroso.
Quando hai cominciato a donare?
In Tunisia, al compimento della mag­
giore età: lì non esistono strutture co­
me l’Avis, ma quando una persona ca­
ra, un parente, un vicino di casa hanno
bisogno di una trasfusione tutta la fa­
miglia, l’intera tribù si mobilitano per
offrire il proprio aiuto. Quando in gio­co
c’è la vita di una persona non ci si pensa
due volte, c’è un sentimento di solidarietà molto forte. A ciò si aggiun­ga che
vivevo vicino al reparto mater­nità, ero
molto ricercato!
Quindi la donazione non è struttura­ta,
si chiede il sangue laddove serve. Ci
sono forse motivazioni religiose?
No, affatto, la Legge Coranica prevede,
così come la Bibbia, che si salvi la vita
del proprio fratello in tutti i modi pos­
sibili, quindi anche offrendo il proprio
sangue. Piuttosto c’è il sospetto diffuso
che il sangue che viene donato venga
poi rivenduto. È una questione cultura­
le dunque, non religiosa. Anche se devo
dire che ultimamente i media stanno
fa­cendo campagne di sensibilizzazione
al dono, e durante l’estate sui lungomare si trovano facilmente unità mobili per
l’analisi e la raccolta di sangue. Quando sono arrivato in Italia per me è stato
naturale aderire all’Avis. Ho co­minciato
con il gruppo donatori dell’a­zienda per
la quale lavoravo, ed ho pro­seguito, nonostante le arrabbiature di mia mamma che mi diceva che questi signori mi
prendevano sangue senza darmi nulla
in cambio! L’ho dovuta convincere che
il grazie di una persona che riceve il
tuo sangue, che ti conosca o no, non ha
prezzo.
Come pensi si possa proseguire il
cammino di coinvolgimento dei do­
natori extracomunitari, andando ol­tre
la campagna di comunicazione che è
stata fatta a Parma?
Credo che non si debba puntare ad una
promessa vaga di maggiore integrazio­
ne per chi si presti a donare sangue. Si
deve anzitutto combattere il pregiudi­
zio di cui parlavo prima, ossia che il
sangue raccolto sia poi rivenduto. Si
deve conquistare la fiducia dei donato­
ri convincendoli della bontà e della ne­
cessità di un gesto che può salvare una
vita. Per quanto concerne la comunità
araba credo che sarebbe necessario
che i responsabili Avis entrassero nelle mo­schee, parlassero ai fedeli col
tramite degli Imam. In questo modo
l’appello alla donazione assumerebbe
una forza molto più grande. Su 20mila
potenzia­li donatori stranieri oggi dona
una per­centuale bassissima, lo 0,1 %
circa. Dobbiamo fare di più. Parlare
agli im­migrati di prima generazione,
fare sì che essi coinvolgano al dono le
loro donne, naturalmente dotate di una
maggior sensibilità, che però all’interno
di una cultura maschilista non hanno
molti margini di autonomia. Parlare ai
ragazzi, coinvolgerli, farli sentire parte
della comunità, perché in tanti non si
sentono italiani nonostante siano nati e
cresciuti qua. Occorre vincere il senti­
mento di estraneità, e donare il proprio
sangue diventerà per loro un fatto na­
turale. Credo ciecamente nel loro forte
senso di solidarietà.
Luciana Apicella
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Notizie
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Donatori extra...ordinari
Intervista a Taoufiq Jamil, donatore marocchino presso AVIS Ravenna
La prima domanda è la più ba­
nale: da dove vieni e da quanti
anni sei in Italia?
Sono originario del Marocco, per
l’esattezza vengo dalla capitale,
Rabat. Ho ventotto anni e sono in
Italia da quando ne avevo sette,
fanno quindi 21 anni. Per quel che
riguarda i motivi che mi han­no
portato sino a qui, preferirei non
rivelarli, poiché si tratta di argomenti molto personali.
Quando hai cominciato, e per­ché,
a donare sangue?
Ho cominciato a donare due anni
fa, e il motivo più immediato è che
i miei genitori erano essi stessi
donatori in Marocco. È stata quindi
una scelta naturale, dal momento che vivo la dona­zione come un
gesto di umanità nei confronti del
prossimo. In più si aggiunga che
qualche anno fa una persona molto cara alla mia famiglia perse la
vita perché non ricevette sangue
a sufficienza: appartenendo ad
un gruppo piut­tosto raro non ci fu
modo di re­perire il sangue sufficiente per salvarlo. Quando portai
i miei genitori in Italia non poterono iscriversi al-l’Avis poiché non
avevano una perfetta conoscenza
della lingua e per le normative
sulla privacy non fu data a me la
possibilità di compilare per loro i
loro moduli di iscrizione all’associazione.
Il sistema di raccolta del san­gue
nel tuo paese d’origine è strutturato come in Italia su base volontaria?
Si perché è diffuso il sistema
francese, anche se non tutte le
città sono attrezzate con centri di
Un’immagine tratta dalla campagna
di sensibilizzazione al dono rivolta ai
donatori extracomunitari promossa
dall’AVIS Provinciale di Parma.
raccolta. Senza dubbio essi sono
presenti nei grandi centri urbani, come Rabat o Casablanca, ma
non c’è una diffusione capillare su
tutto il territorio.
Tante province nella nostra re­
gione stanno facendo campa­
gne rivolte ai donatori extraco­
munitari, perché il bisogno di
sangue è costante e si sente la necessità di coinvolgere una fetta di
popolazione che diven­ta sempre
più importante nu­mericamente.
Secondo te può esserci un mo­do
giusto per coinvolgere i cit­tadini
extracomunitari e farli diventare
donatori?
Credo che ci siano differenze tra
i cittadini stranieri che non vanno trascurate. Io per esempio
sono be­ne integrato ed amo questo paese più del mio, perché ho
vissuto in Marocco episodi molto dolorosi e spiacevoli che mi
hanno inevitabil­mente portato
ad allontanarmi, a non poter in
qualche modo perdo­nare il mio
paese. Però quando si chiede ad
un citta­dino extracomunitario di
donare, lui o lei potrebbero sempre contro­battere che darebbero
senz’altro il sangue per i propri
connazionali, ma che non vedono
la ragione di donarlo agli italiani,
a una popola­zione che comunque
avvertono co­me estranea. Questo
a mio avviso è un discorso figlio
dell’ignoranza. Quando gli amici
mi incontrano e sanno che io sto
andando a donare sangue non se
ne capacitano. In Francia la situazione è diversa per­ché le etnie
francesi e marocchine sono per
così dire cugine quindi è più facile compiere un gesto come quello
della donazione di sangue.
Senza dubbio la componente cul­
turale è importante, l’educazione
ricevuta, il rispetto di certi valo­ri.
Molti degli immigrati che arri­vano
qui in Italia non sono mai stati a
scuola. Le classi più agia­te mandano i propri figli all’uni­versità,
affinché possano co­struirsi una
posizione nel proprio paese d’origine, la gente che non ha niente
da perdere invece si vende il proprio pezzo di terra e viene qua. Io
dono perché la mia famiglia l’ha
sempre dato e perché è mor­ta una
persona vicina alla mia fa­miglia in
mancanza del gruppo sanguigno
di cui necessitava in quel momento. La mia famiglia mi aveva educato alla cultura del dono e per
me è stato un passag­gio naturale
dare il mio contribu­to al paese in
cui vivo, che è di­ventato casa mia.
Bisogna a mio avviso lavorare
sulle nuove generazioni. Mio fra­
tello ha 13 anni, si sente intera­
mente italiano: ecco, lui sarà, non
appena l’età glielo consentirà, un
donatore di sangue.
Luciana Apicella
dall’Avis Provinciale di Parma.
Avis
Notizie
Rimini
Collaborazione AVIS ADMO
L
’associazione ADMO (Associazione Donatori di Midollo Osseo), tra le proprie attività, si occupa della ricerca di nuovi donatori
di midollo osseo tra la popolazione. Questa
azione di proselitismo viene ampiamente condivisa dalla nostra associazione, in
quanto il midollo osseo rappresenta la matrice delle cellule del sangue, quindi globuli
rossi, globuli bianchi, piastrine. Ma il midollo osseo è ricchissimo anche di Cellule Staminali Totipotenti in senso ematologico che
possono differenziarsi negli elementi cellulari sanguigni e questo sta alla base della
donazione di midollo per eventuali trapianti
che possono ridare letteralmente la vita ad
individui affetti da leucemia o linfoma.
La perenne ricerca di donatori è giustificata dal fatto che ogni persona bisognosa di
trapianto riconosce solamente tessuti e
organi a lei compatibili, quindi non è certamente facile e immediato trovare il donatore. E questo è il motivo per cui più individui
vengono sottoposti ad esame specifico per
testare il proprio corredo genomico HLA, più
possibilità esistono di poter avere midolli
compatibili per trapianto.
La selezione del donatore di midollo
viene svolta con un iniziale colloquio medico che serve a completare le informazioni
ricevute dal potenziale donatore dai volontari dell’ADMO. Tale colloquio viene seguito,
in caso di buon esito della selezione, da un
prelievo di sangue che il Servizio Trasfusionale di Rimini invierà ai laboratori regionali
specializzati nell’esecuzione dei test specifici. Occorrono tre o quattro invii di questi
campioni, a distanza di mesi uno dall’altro,
Comunicazione per i donatori
A
mici Donatori, vi informiamo che con l’avvento del nuovo sistema informatico che gestisce i dati dei donatori per tutta la Romagna (Rimini,
Ravenna, Cesena e Forlì) abbiamo a disposizione un unico data base per
decine di migliaia di donatori.
Questo sta comportando degli inconvenienti sui tempi di attesa per la
donazione.
Abbiate pazienza ancora per qualche settimana. Abbiamo chiesto al
personale che gestisce la raccolta di comunicare eventuali disservizi perché possiamo risolverli tempestivamente.
La Direzione sanitaria Avis
S
per codificare completamente il sistema di
compatibilità e questo è giustificato dalla
complessità del sistema stesso.
Considerando poi il fatto che la selezione dei donatori di midollo ha gli stessi
crismi della selezione del donatore di sangue, ecco giustificato il motivo (se mai ce ne
fosse stato bisogno) di fattiva collaborazione
tra le associazioni ADMO e AVIS.
Infatti, a Rimini, è attivo un progetto che
vede i medici AVIS coinvolti nella selezione
dei donatori di midollo; sono stati condivisi
concordati tempi e modalità di tale progetto che vede anche un intervento del servizio
trasfusionale.
Purtroppo non è presente fisicamente
una sezione ADMO riminese, tuttavia grazie
alla collaborazione con ADMO di Faenza e
AVIS di Rimini stiamo aiutando la crescita
del numero dei potenziali donatori anche
nella nostra provincia, non dimenticando
che l’azione di proselitismo è comune alle
due associazioni e chi vuole provare a diventare donatore di midollo può farlo anche per
il sangue e viceversa.
Legenda
Cellule Staminali Totipotenti: sono cellule particolari, presenti nel nostro organismo, che possono
maturare e differenziarsi in altri tipi di cellule, rendendo possibile un trapianto cellulare.
Corredo genomico HLA: sistema di proteine presenti sulla superficie di alcune cellule che, data la loro
specificità e alta complessità, rendono un individuo
unico al mondo. Le cellule che sono tra loro compatibili hanno un sistema HLA molto simile tra loro.
Malavasi Claudio
Collaborazione con gli altri
ono alcuni anni che l’Avis Comunale Rimini collabora con l’Associazione UILDM (Unione Italiana Lotta Distrofia Muscolare) di
Rimini, sia in occasione della raccolta per Telethon, sia per la
giornata Nazionale UILDM mirata questa alla raccolta di fondi per
l’associazione stessa.
Questa collaborazione, molto apprezzata, ci consente di dare
una mano a delle splendide persone impegnate a gestire un’attività rivolta al sostegno di chi purtroppo è affetto da distrofia
muscolare, a promuovere e favorire a tutti i livelli l’integrazione
sociale e una migliore qualità della vita delle persone diversamente abili e a combattere ogni forma di emarginazione.
Le difficoltà che può incontrare un’associazione, pur di grande spessore umano sono una barriera che si può abbattere con
l’aiuto di tutti, per questo la comunale di Rimini invita le consorelle Avis della provincia a valutare l’opportunità di allargare
la collaborazione considerando che l’attività richiesta non è poi
tanto impegnativa.
Per maggiore conoscenza ricordiamo che l’Avis di Rimini fornisce un gazebo e altre piccole strutture, oltre a impegnare alcuni
volontari per le giornate in oggetto.
L’UILDM fornisce tutto il materiale pubblicitario e quant’altro,
l’Avis ha la possibilità di fare proselitismo con il proprio materiale.
UILDM/Sezione di Rimini
Via Popilia, 65 - 47900 Rimini
Tel./fax 0541/612075
E-mail: [email protected]
Giorgio Bugli
Presidente Avis Comunale Rimini
11......
Avis
Notizie
......12
Beach volley 2008
200 Ragazzi, 20 Squadre di
Beach volley, 10 Squadre per i
giochi in spiaggia. Questi sono i
numeri del 2 Meeting Nazionale
Giovani che dal 31 maggio al
2 giugno ha animato la spiaggia del Bagno 36 Nicoletta di
Rimini.
Per la prima volta un’ iniziativa dei giovani Nazionale si
appoggia ad un evento locale
già presente e super collaudato
come il Torneo di Beach Volley
Attilia Marcatelli organizzato
ormai da 9 anni in gemellaggio
da Modena e Rimini. Oltre ai
partecipanti venuti da tutta la
regione per il torneo di Beach
volley molti giovani hanno deciso di giungere da tutta Italia per
prendere parte a questi tre giorni di sport.
Tutti i partecipanti rigorosamente vestiti con la t shirt rossa
hanno partecipato e dato vita a
tre giorni intensi di sport e giochi.
Sabato pomeriggio alle 15.00
è cominciata la manifestazione
con le prime partite di beach
volley, 20 squadre si sono misurate in campo per riuscire a
vincere il torneo e la coppa che
da anni ormai viene custodita
dalla squadra vincitrice del torneo. Tutte le squadre hanno fatto del loro meglio e hanno dato
il massimo per portare a casa
l’ambito trofeo. La manifestazione è proseguita con le partite
in notturna e, nella mattina del
01 giugno con i giochi in spiag-
gia organizzati da Savini di AVIS
CESENA. Le regioni partecipanti
al Meeting si sono misurate nel
Tiro alla Fune, Nello sciatore
Impedito, nel Passa acqua e nella realizzazione di una Piramide
Umana. Durante la sessione pomeridiana dei giochi è stata decretata la squadra vincitrice del
Beach Volley e dei Giochi.
Insomma, 3 giorni di Mare,
sole e AVIS sulla spiaggia di Rimini che ha eletto squadra vincitrice del Beach Volley Ferrara
Comunale, seconda classificata
Modena e terza Rimini Comunale. Un grande grazie va a tutto lo
staff del BAGNO 36 NICOLETTA che ha sopportato tutte le
nostre stravaganze e le nostre
richieste, a Cenni e Mantovani veterani dell’organizzazione
del Torneo di beach volley e che
ogni anno si impegnano sempre
di più per realizzare al meglio la
manifestazione, a tutti i volontari che hanno aiutato nell’organizzazione.
Al prossimo ANNO!
Avis
Notizie
L
a società ciclistica A.S.D.
Riccione Avis, in collaborazione con la sede comunale
Avis di Ricccione, giovedì 8
Maggio ha organizzato nella
sede della “Casa delle Associazioni Sportive”, un’incontro per parlare di sport ed in
particolare su Ciclismo e Donazioni.
Presenti all’incontro i
gruppi sportivi ciclistici: Velo
Club Riccione, Perla Verde
Libertas ed altri.
Relatori: il dott. Eugenio
Albini, medico sportivo, i medici dell’Avis Provinciale dott.
ssa Paola Piccioni e dott.
Claudio Malavasi ed il Presidente Provinciale Avis Luigi
Casadei.
L’incontro è iniziato con il
dott. Albini che ha spiegato
l’uso del caridofrequenzimetro nell’allenamento ciclistico; come ci si deve preparare
alle uscite in bicicletta, sia
per l’allenamento che per le
gare; l’alimentazione prima,
durante e dopo l’attività, ed
infine di doping nello sport.
L’incontro è proseguito
con gli interventi della dott.
ssa Piccioni e del dott. Malavasi che si sono prodigati nello spiegare ai presenti
l’importanza delle donazioni,
le modalità di svolgimento
del prelievo e di come viene
analizzato, e soprattutto dove
e come viene usato il sangue
donato.
Argomenti, questi, che
hanno catturato l’attenzione
di tutti visto che molti partecipanti all’incontro erano
non-donatori e che, come
spiegato dal dott. Albini, per
uno sportivo e specialmente per i ciclisti, donare non
comporta alcun rischio per le
prestazioni sportive nè per la
propria salute.
Quindi amici sportivi, fate
un gesto di altruismo, DIVENTATE DONATORI, aiuterete a
fare del bene agli altri ed anche a voi stessi.
Il consiglio della comunale
di Riccione ricorda che chiunque voglia partecipare attivamente alla vita associativa
può comunicare la propria
disponibilità alla nostra sede.
13......
Avis
Notizie
......14
AVIS San Giovanni in Marignano
S
abato 14 giugno è stata la giornata
mondiale dei donatori, un modo per
rendere merito a chi dedica un po’ del
proprio tempo agli altri e a chi, con
un piccolo sacrificio, rende possibile
a tante persone di curare numerose
malattie croniche o temporanee.
A voi avisini, che sapete bene di
cosa sto parlando, vorrei però parlare di donazione di midollo osseo, portando la mia testimonianza su come è
andata la mia esperienza.
Mi sono iscritto al registro nazionale (all’epoca andai a Pesaro,
nell’Ospedale dove operava il dott.
Lucarelli) fin da quando avevo 18
anni, senza particolari motivazioni, a
quell’età si è poco razionali, nel bene
e nel male.
Passarono un po’ di anni quando
mi chiamarono per la prima volta.
In quell’occasione, da qualche parte
in Europa, trovarono un donatore più
compatibile di me con il ricevente, e
quindi mi “scartarono”. Fu una cosa
positiva, perché venne trovato un donatore che offriva più garanzie di riuscita. Spesso non si trova nemmeno
un donatore purtroppo. È il numero
che alza le possibilità di riuscita, più
sono gli iscritti, più è probabile trovare la compatibilità tra non consanguinei.
Lo scorso autunno invece fu la
volta “buona”: questa volta fu Bologna a “chiamare”, e quindi salii per le
prime analisi e il primo colloquio.
Analisi molto dettagliate, che
avrei poi ripetuto anche al servizio
trasfusionale di Rimini in altre occasioni. Esami del sangue, elettrocardiogramma, radiografie, una lista
che voi donatori conoscete comunque
bene.
Il primo colloquio a Bologna fu
un po’ “preoccupante”. La dottoressa che mi accolse mi parlò delle due
modalità di donazione, la prima per
via venosa, con un processo che in
estrema sintesi stimola la proliferazione delle cellule che poi verranno
raccolte appunto per via venosa in
una modalità simile a quella del plasma. La seconda tramite un prelievo
dalle ossa del bacino delle cellule
staminali, in un intervento da farsi in
anestesia totale o locale.
Ho usato il termine “preoccupante” perché mi è stato elencato ogni
possibile rischio cui andavo incontro
in entrambe le procedure di donazione, in maniera molto precisa ed esaustiva. Successivamente accennai a
quel modo di spiegare le modalità
che rischiavano di spaventare: i dottori mi dissero che è una scelta voluta, perché chi dona deve essere informato su tutti i rischi, anche quelli che
hanno una possibilità su un miliardo
di accadere. La scelta deve essere più
che consapevole. In fondo io mi sono
iscritto a 18 anni, e di acqua sotto i
ponti ne è passata, la mia convinzione
doveva in effetti essere dimostrata.
Dopo tutti gli esami a Bologna prima e a Rimini poi, sono stato dichiarato idoneo e ho fatto gli ultimi controlli
e le due autodonazioni di sangue che
sarebbero servite durante l’intervento per immettere sangue fresco per
stimolare ulteriormente la crescita
delle cellule che mi sarebbero state
tolte. Prima di procedere, ci fu un altro colloquio a Bologna con tutti i dottori che mi avrebbero seguito: il chirurgo, l’anestesista, la dottoressa del
trasfusionale. Mi rispiegarono la procedura dell’operazione e nuovamente
i rischi e mi fecero firmare il foglio
di accettazione. Dal momento in cui
si da la propria disponibilità scritta,
il ricevente viene “svuotato” del proprio sangue, in attesa del midollo che
dovrà rigenerare il suo sangue. È per
questo che si insiste molto anche se
i rischi sono esigui, un ripensamento
pochi giorni prima dell’intervento sarebbe sicuramente letale.
I tre giorni a Bologna sono volati,
sono entrato in ospedale verso mezzogiorno di un martedì di gennaio per
un primo controllo, e quindi pomeriggio libero, passato in centro a rinverdire il tempo universitario.
Le infermiere sono state gentilissime, la sera mi sono addormentato
senza problemi e la mattina alle sei
un ulteriore prelievo è stata la sveglia. Verso le otto ero in sala anestesia, ricordo i dottori intorno a me e
poi mi sono rivisto gli stessi dottori
che mi chiamavano. L’intervento era
già finito. Fuori i miei famigliari, con
mamma che quando mi ha visto sveglio ha tirato un sospiro di sollievo.
Sono tornato in reparto verso le
undici e all’una ero già a fare i primi passi. Il possibile dolore, il mal di
schiena, fortunatamente non si sono
fatti vedere né sentire. Un piccolo fastidio, come quando si da una “culata” quando si scia. Il giorno dopo alle
undici sono ripartito in treno, facendomi pure una passeggiata dall’ospedale in stazione. Pur prescrivendomi
qualche giorno di riposo, il lunedì ero
già tranquillamente sul mio posto di
lavoro.
Una esperienza importante, non
so a chi era destinata la donazione,
so solo che era una persona francese di 55 anni. Un pensiero a lui, o
lei, che dopo il trapianto avrà passato
un ulteriore periodo con mille rischi
di prendere infezioni o altre malattie
che viste le sue difese immunitarie
basse potrebbero essere fatali.
Personalmente, non ho sentito
alcun dolore né ho avuto complicazioni successive. Il personale medico
e quello paramedico di Bologna sono
stati gentilissimi e mi hanno quasi
fatto sentire in vacanza. Anche a Rimini poi sono stato seguito con molta
disponibilità, sia prima che dopo l’intervento, in occasione degli esami di
controllo previsti il mese successivo e
tre mesi dopo.
Unica difficoltà, le ripetute analisi, che per chi ha ad esempio una
propria attività in effetti a livello di
tempo sono dispendiose. Non è il mio
caso, anzi i miei datori di lavoro non
mi hanno fatto nessun tipo di storia.
Invito però tutti quanti a segnarsi al
registro europeo. È importante che
si possano avere a disposizione numerosi e diversi tipi di “midolli”, si
potrebbero salvare più vite, o almeno
tentare di farlo.
Non abbiate paura, è un gesto importante da chi, come voi avisini, ha
già dimostrato la propria sensibilità.
Se ve la sentite, fate anche questo
passo. Spesso non si viene nemmeno
chiamati per la donazione, ma qualcuno in Italia e in Europa potrebbe o
potrà avere bisogno del vostro midollo. Per voi, che ogni volta che donate
permettete a qualcuno la possibilità
di vivere, è un gesto naturale.
Un donatore
di San Giovanni in Marignano
Avis
Notizie
AVIS Coriano
Entro l’anno nuova sede e nuova ambulanza
L
a notizia più fresca dalla nostra comunale è quella che un
po’ tutti aspettavano: è stato
dato il via ai lavori di ristrutturazione per la messa a norma della sezione. Come è ormai noto, e
non solo agli addetti, una spada
di Damocle incombeva sulla nostra sede: quella rappresentata
dalla minaccia di chiusura per
la mancanza di autorizzazione
sanitaria. I vincoli che ci erano
imposti risultavano eccessivamente elevati per poter evitare
l’interruzione del servizio di raccolta a causa, tra l’altro, dell’insufficiente metratura coperta.
Questo stato di incertezza ha
generato un’impasse di alcuni
mesi difficile da risolvere senza
una soluzione che implicasse
stravolgimenti logistico - organizzativi o spese fuori budget.
Più volte il nostro direttivo si è
incontrato con l’amministrazione comunale, le delegazioni del
Provinciale e i tecnici dell’AUSL,
proponendo ed esaminando svariate soluzioni, non ultima anche
lo spostamento della sede. Infine, grazie alla collaborazione di
tutte le parti e, comunque, alla
strenua volontà di mantenere
operativa la sezione, si è giunti
ad una soluzione che accontenta
tutti. L’Avis Comunale di Coriano
resterà al proprio posto, ma la
sede dovrà subire un radicale
restyling che implicherà la chiusura dei locali nei mesi di luglio
ed agosto. Si tratta senz’altro
della soluzione meno indolore,
ma che senz’altro richiederà un
ulteriore sforzo da parte dei no-
stri donatori: infatti volendo evitare la sospensione del calendario delle uscite in un periodo
così delicato come quello estivo,
per poter effettuare la donazione saranno costretti a migrare
temporaneamente nelle sedi limitrofe di Riccione, Morciano e
Rimini.
Quello che ci apprestiamo ad
attuare è quindi un rinnovamento globale: con l’acquisizione di
un’altra decina di metri quadri
dello stabile che già occupiamo,
la superficie coperta arriverà
a coprire un centinaio di metri
quadrati. In dettaglio, i lavori
previsti prevedono l’allestimento di due ambulatori per le visite, la sala prelievi diventerà più
spaziosa ed aerata e un servizio
igienico per disabili si aggiungerà a quello preesistente. L’attuale segreteria inoltre verrà sottoposta a modifiche strutturali al
fine di ottimizzare il lavoro dei
volontari, da una parte e garantire l’accurata osservazione delle norme della privacy dei donatori, dall’altra. La riapertura
è prevista, salvo inconvenienti,
per il prossimo settembre.
Cambiamo argomento e passiamo a parlare della nuova autoambulanza acquistata dalla
nostra sezione con il contributo
del Comune e della Pro Loco
di Coriano, della Banca Malatestiana - Credito Cooperativo
e della Polisportiva Junior Coriano. Dopo aver perfezionato il
contratto del veicolo nei primi
mesi dell’anno, eravamo in attesa della definizione dei tempi
di consegna. A detta del con-
cessionario, infatti, potevano
essere lunghi ed arrivare fino
ad autunno inoltrato, poiché se
la tempistica vincola di per sé le
varie fasi che vanno dall’ordine,
all’allestimento, alla messa su
strada, c’era di mezzo anche la
chiusura delle attività nel mese
di agosto. Ma buone nuove arrivano anche da questo fronte
e sembra proprio che riusciremo a rendere operativo il nuovo
mezzo entro l’estate. Ci piace
pensare che questo risparmio
di tempo sia dovuto al fatto che,
come AVIS, (ma è solo una supposizione), abbiamo potuto godere di una corsia preferenziale.
Per chiudere alcuni dati sulla
sezione. Ad oggi il numero progressivo dei soci tesserati è pari
a 1006. Il numero dei donatori in
elenco per donazioni è pari a 684
(462 per il sangue intero, 36 per
il plasma, 186 sospesi temporaneamente). Infine il totale del
numero di sacche raccolte nello
scorso anno solare corrisponde
a 916 (+ 6 rispetto al precedente).
Altre informazioni: la collaborazione con l’AUSER ha permesso di tenere aperti i nostri uffici
tutte le mattine feriali dalle 9,30
alle 11,30. Al pomeriggio poi,
dalle 15,30 fino a sera si trova
quasi sempre qualcuno (grazie
ad Andreina e Domenico!!). Tra
le varie attività a sostegno di iniziative sportive ci preme ricordare quella della squadra di calcio Caffè Centrale - Avis Coriano
che milita nella serie B girone A
del Torneo Amatori del CSI.
G. Pulcinelli
15......
Avis
Notizie
......16
AVIS Verucchio
A
nche la sezione comunale Avis di Verucchio
è arrivata a festeggiare
il 25° anniversario della
sua fondazione. Per l’occasione è stata creata una
tuta per il tempo libero
con sopra un piccolo scudetto riportante la scritta
25° anni Avis Verucchio,
in campo tricolore che i
soci desiderosi di averla,
potevano richiedere alla
segreteria. Il momento
culminante dei festeggiamenti però, si è avuto domenica 6
aprile, quando nei locali del ristorante “Casa Zanni” di Villa Verucchio, si è avuto il pranzo sociale.
Vista l’importanza dell’evento, si è
cercato di curare il tutto in modo
particolare, infatti oltre ad aver invitato le più alte personalità locali
e dirigenti Avis del passato e tuttora in carica, hanno fatto da corollario al pranzo, alcuni momenti
particolarmente significativi. Si è
iniziato con l’omaggio di stupendi fiori a chi, in qualche modo, a
contribuito alla vita associativa, si
è passati poi alla consegna delle benemerenze ai donatori più
meritevoli ed infine si è avuta la
consegna delle borse di studio a
ragazzi delle scuole superiori che
si sono distinti per il punteggio
ottenuto all’esame di maturità.
Dopo 25 anni di vita, è giusto tirare anche le somme per ciò che riguarda la vita associativa dell’Avis
Verucchio ed in particolare ciò che al giorno d’oggi
rappresenta. L’associazione come tutti sanno è una
O.N.L.U.S., cioè non ha
fini di lucro ed è regolarmente iscritta nel registro
nazionale di tali associazioni. Conta alla data del
31 dicembre 2007, 421
soci donatori di ogni età e
di ogni estrazione sociale.
Le donazioni effettuate
alla stessa data sono state 723 ed hanno contribuito in misura significativa,
a contenere la flessione di donazioni che si è avuta nella provincia di Rimini. Naturalmente,
come tutti sanno, il sangue non si
può fabbricare e tutte le persone
che vogliono aiutarci ad arrivare
a soddisfare il continuo e a volte
disperato bisogno di sangue, sono
sempre le benvenute nella nostra
associazione.
Marco Marconi
Avis Verucchio valica i confini italiani
Q
uesta volta la gita organizzata dalla sezione
Avis di Verucchio, ha valicato i confini dell’Italia e
ha raggiunto il Principato
di Monaco. Le mete toccate nelle tre giornate del 25,
26 e 27 aprile, sono state:
Sanremo, Monaco e Genova. Anche questa volta il
tempo è stato bello ed ha
giovato alla buona riuscita
della vacanza. A Montecarlo, dopo l’immancabile passaggio in pullman
sul strade del percorso del Gran
Premio di Formula 1 (meno emozionante però rispetto ad un’auto
da corsa) la visita è proseguita al
Casinò, dove fra Maserati e Ferrari i partecipanti hanno potuto
ammirare l’entrata di un partico-
lare luogo di divertimento,
dove trascorrere il tempo
a volte a caro prezzo. Nella
serata però, chi ha voluto
tentare il colpo di fortuna
è entrato al Casinò di Sanremo, ma a giudicare dalle
espressioni delle persone
al ritorno dall’incursione, nessuno ha cambiato
il corso della nostra vita.
Infine la visita è proseguita all’acquario di Genova
per la gioia dei bambini e
non solo, presenti. Appuntamento ancora una volta
alla prossima gita.
Marco Marconi
Avis
Notizie
AVIS Morciano di Romagna
Al corna l’al pasa la mutua
Q
uesto è il titolo della commedia
dialettale che l’AVIS
Comunale di Morciano, in collaborazione con la compagnia morcianese
“NOI CI PROVIAMO”,
ha presentato sabato 19 Aprile, presso il Centro
polivalente di S. Andrea in
Casale.
La commedia, scritta da
Massimo Renzi (che è anche
l’interprete di uno dei principali personaggi) è un’esilarante successione di situazioni tragicomiche che si
avvicendano nella vita di un
medico condotto, inguaribile
giocatore d’azzardo.
I numerosi spettatori (la
sala era piena) hanno assistito ad uno spaccato di vita in
cui si sono riconosciute situazioni e personaggi della quotidianità.
“I testi hanno una loro originalità - ci ha spiegato l’autore - e sono stati scritti con
l’intento di non tradire la tipicità del nostro dialetto, di far
risaltare modi di dire, situazioni tipiche, tradizioni che
volenti o nolenti, fanno parte
del nostro essere cittadini
oggi, senza tradire le nostre
origini”.
La commedia è stata magistralmente diretta da Giuseppe Cavalli e Giordano
Leardini, registi, mentre la
direzione di scena è stata curata da Umberto Piccioni.
Considerato
l’apprezzamento del pubblico riteniamo che la serata sia stata un
successo, grazie anche alla
magistrale e travolgente interpretazione degli attori.
Ci auguriamo che la collaborazione fra l’AVIS e la compagnia teatrale morcianese
“NOI CI PROVIAMO”, nata nel
1987 quasi per gioco, possa
proseguire anche in futuro.
A fine spettacolo
è stata consegnata
una targa a Giordano Leardini a ricordo dell’evento.
Un doveroso ringraziamento
va
al Sindaco di San
Clemente Cristian
D’Andrea presente
alla serata, e per le disponibilità della sua amministrazione. Un ringraziamento va anche al Presidente del Centro
polivalente Secondo D’Andrea
e a tutti i Volontari che hanno
collaborato per l’organizzazione. Il ringraziamento più
grande dell’Associazione va a
tutti gli intervenuti Donatori e
non, per la loro gradita partecipazione.
Alfio Binotti
17......
Avis
Notizie
......18
AVIS Bellaria - Igea Marina
L’AVIS di Bellaria - Igea Marina in festa
D
omenica 20 Aprile 2008 si è svolta l’annuale FESTA DEL DONATORE,
che anche quest’anno aveva il doppio intento di premiare i donatori che
con impegno e costanza hanno raggiunto un numero ragguardevole di
donazioni, e quello di ritrovarci tutti
assieme, almeno una volta all’anno
a festeggiare in allegria e serenità,
ed inoltre poterci scambiare le varie
opinioni sull’andamento della nostra
associazione,con la possibilità, per
chi lo ritenesse necessario di formulare nuove proposte per il futuro.
La festa come di consueto è stata
preceduta dalla celebrazione della SS
Messa e seguita poi dalla deposizione
di una Corona d’Alloro in ricordo dei
soci Avis defunti presso il Monumento ai Caduti, situato davanti alla Biblioteca Comunale. Successivamente
ci siamo ritrovati tutti all’Hotel Milano
dove abbiamo potuto apprezzare con
soddisfazione la cucina di Eros Foschi.
Durante il pranzo abbiamo avuto
il piacere di premiare 40 donatori col
distintivo in rame, 40 donatori col distintivo in argento, 11 donatori col distintivo in argento dorato, 8 donatori
col distintivo in oro ed 1 col distintivo
in oro con rubino.
Ci hanno fatto l’onore e il piacere
di partecipare alla festa l’Assessore
ai servizi sociali sig. GINO FRISONI in
rappresentanza dell’amministrazione
comunale, tutte le delegazioni delle
varie Avis della provincia, il Presidente dell’Avis Provinciale Luigi Casadei
il direttore Sanitario dell’Avis Provinciale Dr. Paola Piccioni e le infermiere
che più di sovente vengono a Bellaria
durante le giornate di donazione.
Vogliamo ringraziare anche i comandi della Polizia Municipale e dei
Carabinieri per aver mandato una
loro rappresentanza ad onorare la
nostra festa.
L’Avis di Bellaria Igea Marina vi
aspetta, per informazioni ed eventuali
adesioni, nella sede situata presso il
polo sanitario Piazza del Popolo 1 tutti i giorni dalle ore 9,30 alle ore12,30
e vi ricorda che donare sangue è un
gesto che salva la vita.
Tel. 0541/346806 - 0541/327164.
Il Segretario
Anderlini Massimiliano
L’AVIS di Bellaria va in rete!!!!!
C
omincia a portare frutto la strada
intrapresa dalla dirigenza comunale
Avis di Bellaria da un paio di anni: investire nel connubio giovani e sport al
fine di propagandare la bellezza del
donare gratuitamente al prossimo e
dello stare bene curando la propria
salute, coinvolgendo ragazzi e ragazze dediti all’attività fisica.
Il 15 Aprile si è concluso il torneo di
calcetto organizzato dal “MAF”centro
sportivo di Bellaria, gestito da Godio
Andrea (socio donatore) e fratelli,
torneo a cui hanno partecipato 12
squadre del circondario e che ha visto
il successo della squadra che porta il
nome e veste i colori dell’Avis bellariese: i “Red Angels”. Il successo è
doppio se si pensa che tutti i componenti della formazione sono donatori ed alcuni di essi lo sono diventati
dopo aver cominciato a giocare nella
squadra Avis.
In finale si sono affrontati come
detto i Red Angels e i Black Devils
guidati da Alessandro Pizzi, in una
sorta di Derby. Il sofferto successo è
arrivato al termine di una finale intensa, tesa e ricca di emozioni: da 1
a 0 per i Red Angels si è passati al
2 a 1 per i Black Devils ed alla fine è
terminata 5 a 2 per i ragazzi dell’Avis
di Bellaria Igea Marina.
La compagine vittoriosa è composta da: Grassi Federico, Grassi
Francesco, Baseggio Danilo, Corbelli
Marco, Sabbadini Andrea, Pesaresi
Fabio, Giorgetti Luca e Garattoni Mi-
chael, poi non va dimenticato il ruolo
di Massimiliano Anderlini, “l’esperto”
segretario comunale dell’associazione che per primo ha creduto nel
progetto e seguito passo a passo la
squadra.
Morale della “favola”, vincere è
divertente, divertirsi è bello, ma la
vittoria più bella è quella di aiutare gli
altri, per lo più giovani, che per mille
ragioni, sfortunate e diverse, hanno
bisogno di sangue.
Tutto ciò è possibile e semplice diventando un donatore di sangue:
“Regala una goccia della tua gioventù, della tua passione per lo sport:
dona sangue…”
contatta la segreteria dell’Avis di
Bellaria Igea Marina: 0541 346806,
troverai tutte le mattine qualcuno disponibile per rispondere ad ogni tuo
dubbio o informazione.
Anderlini Massimiliano
Avis
Notizie
AVIS Rimini
Con la Tunisia AVIS Rimini colpisce ancora
U
n grande entusiasmo ha
preceduto la gita in Tunisia organizzata da Avis Rimini, ma più
grande si è manifestato durante
e dopo, a gita conclusa.
Sarà stata la temperatura
ottimale per gitanti in continuo
movimento, sarà stata la conoscenza di nuove culture, di posti
meravigliosamente caratteristici, di visioni desertiche indimenticabili e tante altre sensazioni che hanno trasformato
ancora una volta la vacanza in
un bellissimo periodo d’allegria,
spensieratezza e gioia di vivere
la quotidianità con amici in un
ambiente molto diverso dal nostro, con caratteristiche che difficilmente saranno dimenticate.
Partiamo in serata da Bologna con forte ritardo di conseguenza ad Hammamet dove c’è
il nostro primo albergo arriviamo alle due di notte. All’aeroporto di Monastir ci ha accolto la
guida tunisina Ikbal, un signore
di cinquanta anni e in breve realizziamo l’idea che la sua presenza sarà fondamentale per il
buon esito della gita, in quanto
oltre che bravo nel suo lavoro ci
ha pure conquistato con la sua
simpatia, da vero amico.
Il giorno seguente ci accoglie Tunisi, la capitale, a 160
Km. da Hammamet; sostiamo
sulla tristemente famosa, P.zza
della Casbak (caserma) dove furono fucilati 142 giovani patrioti
tunisini, poi ci inoltriamo nella caotica Medina, sosta sulla
piazzetta dove un tempo si praticava il mercato degli schiavi, la
Moschea Ezzitoma la possiamo
vedere solo esternamente visto
che c’è il divieto di ingresso ai
non mussulmani.
Nel pomeriggio ci accolgono
le rovine di Cartagine e il bianco-azzurro villaggio Berbero
Sidi Bou Said che raggiungiamo
con un caratteristico trenino.
Il terzo giorno 400 Km. ci
portano a Tozeur passando per
Kairouan, città Santa del Maghreb, con le sue moschee.
Il giorno successivo siamo
ancora a Tozeur (città caratterizzata dai datteri) nella mattinata un’allegra passeggiata in
calesse, trainati per quel che mi
riguarda dal focoso Zarcan, ci
porta all’interno dell’oasi di Tozeur, con dimostrazione di scalata delle palme per la raccolta
dei datteri... tutto bello tranne
le zanzare...! ! ! (tante e cattive).
Nel pomeriggio con i fuoristrada
4x4 si va alle oasi di montagna ai
confini con l’Algeria; la giornata
è molto calda ma le oasi meritano di essere viste, la più caratteristica Chebika con 3.500 palme
e la sua sorgente naturale.
Il quinto giorno dei 230 Km.
per raggiungere Kebili, 50 li
facciamo attraverso il lago salato Chott El Djerid. Si tratta di
un’infinita distesa di sabbia che
a mezzo metro di profondità ha
una bianca coltre di sale. Durante questo tragitto abbiamo l’op-
19......
Avis
Notizie
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AVIS Rimini
portunità di vedere e scoprire
l’arcano dei miraggi. Arriviamo
quindi a Kebili in pieno Sahara e
ne approfittiamo per una cavalcata sui dromedari, che sono il
simbolo della città. Per rispetto
del luogo, ci vestono con camicioni e turbanti beduini, quindi
via per il deserto con il caratteristico mezzo di locomozione.
Nel frangente eravamo alquanto preoccupati visto che alcuni
cammellieri beduini avevano
“puntato” e fatto avances alle
nostre donne... vero Katia...?
Fortunatamente siamo rientrati
tutti.
Il sesto giorno lasciamo il
deserto e puntiamo a est verso
Sfax, sulla costa. Una sosta sulle
montagne Matmata, un paesaggio lunare dove sono stati girati i
films “Guerre stellari” e “Predatori dell’arca perduta”. Lungo la
strada osserviamo la macellazione delle pecore e contemporaneamente a fianco c’è il fuoco
per l’eventuale cottura di carne
fresca.
Arriviamo a Sfax, seconda
città importante dopo Tunisi, ci
inoltriamo nella Medina e qui ci
accorgiamo di avere con noi due
angeli custodi che non ci perdono mai di vista per la nostra
sicurezza; ovviamente la cosa ci
ha fatto piacere.
L’ultima mattinata la dedichiamo al magnifico Colosseo di
El Jem il più importante monumento romano della Tunisia.
La soddisfazione traspira da
tutti e a tutti un arrivederci molto probabilmente al prossimo
anno in Portogallo.
Giorgio Bugli
Rimini comunica
D
i questi tempi l’utilizzo del
cellulare è diventato, per coloro che lo possiedono, pressoché quotidiano e non solo come
mezzo di comunicazione.
Da qui la novità associativa:
da qualche tempo alcuni nostri
donatori si trovano sul cellulare
un SMS con l’invito a contattare
il Punto di Raccolta per prenotare una donazione di sangue, essendo già intercorsi i tempi utili
dall’ultimo prelievo.
Questa
iniziativa
nasce
dall’esigenza di esperimentare un sistema innovativo e più
immediato nella chiamata alla
donazione, determinato in alcuni casi anche dalla difficoltà nel
raggiungere i nostri soci con la
classica telefonata.
Per coloro quindi che dispongono del cellulare abbiamo pensato all’invio di un messaggino
breve e sintetico con l’invito alla
donazione, si tratta poi di comunicare telefonicamente l’eventuale appuntamento (orario e
giorno prescelto) per chi vuole
usufruire di quest’ulteriore possibilità.
L’SMS può riguardare anche
altri servizi, come ad esempio il
richiamo per analisi, per colloqui con i nostri medici, per sospensioni, ecc.
Questo non vuole togliere il
piacere di una telefonata con
l’amico donatore, vuole solo
rappresentare un’opportunità in
più di contatto.
Ci auguriamo che i nostri
soci donatori recepiscano benevolmente l’iniziativa e ci diano
sostegno collaborativo senza il
quale l’associazione difficilmente riuscirà a far fronte alle esigenze di servizio che quotidianamente aumentano.
Bugli Giorgio
Avis
Notizie
AVIS Santarcangelo di Romagna
Una giornata di festa
per il 30° anniversario di fondazione
È
finalmente è arrivato sabato 24 maggio 2008, il giorno
programmato dal Consiglio Direttivo, in collaborazione con la
Consulta Comunale delle Associazioni di Volontariato, per la
festa in piazza in occasione del
30° Anniversario di fondazione
della nostra Comunale.
In mattinata numerosi volontari avisini hanno provveduto ad
allestire la Piazza Ganganelli con
tutte le attrezzature necessarie al fine di permettere il buon
svolgimento della manifestazione. L’allestimento della citata
piazza è stato possibile grazie
alla collaborazione dell’amministrazione comunale, dell’ente
“Santarcangelo dei teatri” e della parrocchia di San Michele
Alle ore 9 alcuni volontari
hanno appeso ai tabelloni, predisposti al centro della piazza, i 70
disegni e gli 80 slogan preparati
dagli alunni delle 9 classi della
Scuola Primaria M. Pascucci del
capoluogo.
Alle 10 circa sono arrivati
gli alunni, accompagnati dalle
insegnanti per una veloce visita in anteprima all’esposizione
dei lavori, e successivamente
l’Assessore ai servizi Sociali sig.
Capobianco in rappresentanza
dell’Amministrazione Comuna-
le, il maestro Giorgetti che aveva brillantemente coordinato la
Commissione Valutatrice delle
opere, il Dirigente Scolastico
Dott. Montemaggi e la nostra
Direttrice Sanitaria Dott.ssa Paola Piccioni, che quattro mesi
fa aveva intrattenuto gli alun-
Disegno 1° classificato, autrice: Tosi Gaia, classe 4ª B.
Slogan 1° classificato, autrice: Argenziano Lucia, classe 5ª C.
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Avis
Notizie
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AVIS Santarcangelo di Romagna
ni delle classi quarte e quinte
sul tema della solidarietà, degli scopi dell’Avis, del dono del
sangue e del suo utilizzo e sul
funzionamento del sistema circolatorio umano e degli organi
interessati.
Alle 10 e 30 è iniziata la premiazione, preceduta da brevi interventi del Presidente dell’Avis
Comunale sig. Guidi e dell’Assessore sig. Capobianco.
La consegna dei diplomi con
medaglie ai primi tre alunni classificati (più tre alunni segnalati)
per la categoria ‘manifesto’ ed ai
primi tre alunni classificati per
la categoria ‘slogan’ (lo slogan
terzo classificato è stato realiz-
zato da un gruppo di tre alunni),
unitamente a confezioni di penne ‘AVIS’ e gagliardetti, ha visto
il predominio delle femminucce
sui maschietti per otto a tre.
La Dott.ssa Piccioni ha consegnato al Dirigente Scolastico
un modello di busto per lo studio
del corpo umano ed un modello
di cuore, unitamente a due tavole didattiche sul sistema circolatorio e sullo scheletro umano,
donati dall’Istituto di Credito Coperativo che ha sponsorizzato il
concorso.
Vista l’attenzione con cui gli
alunni avevano seguito le conferenze in classe tenute dalla
Direttrice Sanitaria dell’AVIS e
Un momento della premiazione degli alunni.
Il gruppo degli alunni vincitori.
visto l’impegno profuso e la fantasia mostrata nella realizzazione dei lavori, siamo convinti di
avere lasciato un ricordo indelebile nel cuore degli alunni primi
classificati e dei partecipanti tutti: la nostra speranza è che una
grossa parte degli alunni che
hanno partecipato al progettoconcorso, al compimento della
maggiore età, segua l’esempio
degli attuali cittadini solidali e si
avvicini senza titubanza alla donazione del sangue.
Nella mattinata i giovani del
Consiglio Paolo e Roberto hanno allestito allo Sferisterio un
campo di Beach-Tennis per lo
svolgimento del torneo che fa-
Avis
Notizie
AVIS Santarcangelo di Romagna
ceva da raccordo tra le manifestazioni del mattino e quelle del
tardo pomeriggio.
Nel frattempo in piazza Ganganelli erano stati allestiti due
giochi gonfiabili, per la gioia dei
più piccoli: uno scivolo messo a
disposizione gratuitamente da
un amico del socio Giorgio ed
un gioco per minitornei di tiri in
porta appositamente noleggiato.
L’allestimento dello stand per
la preparazione e distribuzione
della piadina farcita è stato curato dai volontari e soci Avis della frazione di S.Vito, unitamente
al titolare della ‘Piada di casa
nostra’.
Intanto i tecnici della Easy
Sound diffondevano musica
d’ascolto nell’attesa delle attrazioni.
Alle18 e 30 è arrivata l’animatrice Miss Bolle che ha coinvolto i più piccoli in adatti balli di
gruppo e li ha inondati di muticolori bolle di sapone.
Contemporaneamente è iniziata la distribuzione di piada ed
affettati e di vino, bibite ed acqua che ha superato ogni nostra
aspettativa: cotte 1500 piade! …
e vuotate oltre 5 damigiane di
vino!!!!!!.
Sul palco alle ore 20 Claudia, ha presentato la premiazione dei partecipanti al torneo di
Beach-Tennis, seguito alle 20 e
30 da un saluto dell’Assessore ai
Servizi Sociali sig. Capobianco,
del nostro Presidente Guidi e del
Segretario dell’Avis Provinicale
sig. Culiani, che ci ha onorato
della sua presenza per tutta la
durata della festa.
L’angolo dei ‘gonfiabili’, palloncini e pop-corn.
Affollamento allo stand della piadina farcita.
Self-service della piadina farcita.
A seguire sul palco si è esibito un gruppo di giovani percussionisti e quindi il Trio Baravela, nostrani attori dilettanti
in commedie dialettali, si sono
esibiti in schetch e riedizioni di
storiche canzoni preparate per
l’occasione.
Ha concluso la serata l’esibizione del cantante riminese
Dino Moroni, detto Arcano, il cui
cavallo di battaglia è il fatto di
essere un bravo sosia di Vasco
Rossi e di avere una voce che gli
permette di superare... il maestro.
A nostro parere la festa è riuscita anche grazie alla notevole presenza di donatori della
nostra Comunale e di quella di
Verucchio.
Walter Fratti
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Avis
Notizie
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AVIS Santarcangelo di Romagna
La 5ª ‘Pedalata esagerata!’
L
unedì 2 giugno si è svolta la
5ª edizione della ‘Pedalata esagerata’, organizzata dall’Avis
Santarcangelo e dalla Coplhand
come manifestazione collaterale alla XII Festa della Solidarietà promossa dalla Consulta del
Volontariato e delle Famiglie e
dall’Assessorato ai Servizi Sociali.
All’edizione di quest’anno,
nonostante il tempo imbronciato, hanno partecipato una novantina di persone e, probabilmente per merito del percorso
‘protetto’, c’erano diversi bam-
bini accompagnati dai genitori.
Lasciata Piazza Ganganelli,
luogo del raduno, la colonna di
ciclisti, ha imboccato la pista ciclabile lungo la trasversale Marecchia fino a S.Martino dei Mulini, fino al campo di tiro a volo di
Vergiano.
Dopo una breve sosta, il gruppo di partecipanti ha raggiunto S.
Ermete e quindi la struttura residenziale della Coplhand, dove
personale specializzato assiste
un gruppo di persone meno fortunate.
Molti ospiti ci aspettavano
vuoi perché ormai è un appunta-
mento consolidato, vuoi perché
la Direzione per l’occasione aveva preparato un ricco ristoro con
pasticcini salati, crostate e tanta
frutta di stagione.
Per la terza volta ci ha accompagnato l’Assessore ai Servizi
Sociali sig. Capobianco, che pur
di essere con noi ha imparato ad
andare in bicicletta. L’Assessore
ha salutato gli ospiti con un breve discorso, in cui ha ringraziato
anche l’Avis per l’organizzazione
ed ha ricordato il nostro 30° Anniversario di Fondazione appena
festeggiato.
Walter Fratti
Le ragazze conquistano il secondo posto ai CDS
nazionali A3 allieve a Bastia Umbra, un incredibile
terzo posto ai CDS regionali dei ragazzi
L
’Avis provinciale di Rimini
ha sostenuto con un contributo
la Società Atletica Rimini Nord,
che anche grazie alla collaborazione del Consigliere dell’Avis di
Santarcangelo di Romagna sig.
Paolo Pacelli, ha ottenuto nelle
varie discipline dei campionati
di società CDS nazionali e regionali risultati di tutto rilievo.
Le allieve hanno compiuto un
autentico miracolo classificandosi al secondo posto ai nazionali A3 di Bastia Umbra. 12 le
società presenti, contava il piazzamento e non il risultato. Tutte
e nove le ragazze hanno dato il
massimo nelle loro rispettive
gare e quasi tutte hanno limato
il loro limite personale e quindi
anche molti primati societari.
Anche i nostri ragazzi hanno
ottenuto un fantastico 3° posto
ai campionati di società categoria ragazzi, ottenendo risultati di
notevole prestigio.
Avis
Notizie
AVIS Cattolica
AVIS partecipa a “Cattolica in fiore”
A
nche quest’anno, come da
consolidata tradizione, la sezione A.V.I.S. di Cattolica ha partecipato attivamente alla manifestazione culminante della
primavera cattolichina: “Cattolica in fiore”, svoltasi dall’1 al 4
Maggio lungo le vie e le piazze
del centro cittadino.
Grazie al contributo congiunto della C.N.A. e dei panificatori
di Cattolica, che hanno costantemente rifornito il nostro stand
con dolci ed altre specialità tipiche locali, l’associazione è riuscita nel proprio intento: coinvolgere, informare e sensibilizzare
numerosi cittadini e visitatori al
problema della carenza di sangue ed avvicinarli alla donazio-
ne. I volontari, infatti, oltre ad
offrire ciambella, crostata e vino
e ad allietare i più piccoli con
magliette e palloncini, hanno
distribuito opuscoli e materiale
informativo, chiarendo dubbi e
curiosità di ogni genere.
Da sottolineare il sempre più
ampio coinvolgimento di “nuove
giovani leve” (come dimostrano
le foto qui accanto) al fianco dei
volontari “veterani” che, oramai
da diversi anni, curano la realizzazione dell’iniziativa. L’esperienza e la capacità organizzativa dei volontari di lungo corso
si è così unita all’entusiasmo e
all’allegria dei giovani, creando
un mix vincente, che ha attirato
un numero di visitatori sicuramente mai registrato negli anni
precedenti.
Un particolare ringraziamento va rivolto all’Amministrazione
Comunale della Regina per la
collaborazione offerta nell’allestimento e nell’organizzazione
dello stand A.V.I.S.
Infine un sentito GRAZIE a
tutti gli avisini che hanno partecipato vivamente all’iniziativa
e alle persone che, con la loro
generosità, hanno sostenuto e
continuano a sostenere la nostra importantissima attività di
volontariato.
Vi aspettiamo numerosi alla
prossima manifestazione!!!
Chiara, Marco,
Matteo, Silvia
25......
Avis
Notizie
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Comunale in festa”
È
la festa del donatore a rappresentare il momento clou
dell’attività promozionale della
comunale di Misano Adriatico,
una manifestazione che, abitualmente, si svolge secondo un
canovaccio pressoché identico.
E’ stata la chiesa di S. Maria
Assunta di Scacciano ad ospitare la parte religiosa della ricorrenza; si perchè è questa la sola
importante novità, ogni anno ci
si sposta per il rito religioso in
una delle cinque chiese parrocchiali del territorio comunale.
Merita una sottolineatura
particolare la sentita omelia del
parroco don Claudio Signorini
a favore del dono del sangue,
molto apprezzata da tutti i donatori e dalla nutrita schiera di
fedeli presenti alla cerimonia
religiosa.
La festa ha avuto seguito nei
locali del Centro Sociale “Giuseppe Del Bianco” con il pranzo, la premiazione dei numerosi
donatori benemeriti e l’attesa
estrazione finale dei ricchi premi a disposizione.
Se l’esito dell’iniziativa è sta-
to particolarmente apprezzato,
ciò è dovuto principalmente al
rinnovato impegno profuso da
tutti i componenti il comitato
della comunale, dal sostegno e
dall’apporto fornito dal personale del Centro Sociale, dalla
presenza delle autorità locali,
dell’AVIS Provinciale ed alla nutrita presenza delle rappresentanze di diverse comunali consorelle che, con i loro stendardi,
hanno contribuito ad impreziosire la nostra festa.
Un sentito ringraziamento riteniamo infine doveroso a
tutti i nostri soci donatori che
non si esimono periodicamente
dall’importante gesto di solidarietà loro richiesto.
Questa opportunità è stata altresì significativa per fare il punto sullo stato della comunale.
Il numero complessivo delle
donazioni è ad oggi assai sod-
AVIS Misano
disfacente, ci si auspica che
in questi mesi estivi il trend si
mantenga tale al fine di poter
contribuire fattivamente alle necessità che, normalmente intervengono d’estate.
Il coordinamento fra le comunali di Riccione e Misano, atto a
garantire le presenze domenicali al centro prelievi Ceccarini,
funziona bene.
Ovviamente non possiamo
fare a meno, anche in questa
occasione, di rivolgere il nostro
costante appello ai soci di stare
vicini all’associazione, l’appello vale sia per tutti i soci donatori effettivi sia per coloro che
per raggiunti limiti di età o altro
non potessero contribuire fattivamente con il dono del proprio
sangue.
C’è bisogno del contributo
di tutti: per essere presenti nei
giorni di prelievo, per le attività
esterne di promozione e sensibilizzazione, per l’organizzazione di feste ed iniziative sportive.
Claudio Baschetti
Presidente
della Comunale di Misano A.
Avis
Notizie
AVIS Misano
Benemeriti 2007 premiati il 30/3/2008
BENEMERENZA
01 RAME, N° 17
(ex Diploma di benemerenza)
BENEMERENZA
02 ARGENTO, N° 18
(ex Medaglia di bronzo)
BENEMERENZA
03 ARGENTO DORATO, N°5
(ex Medaglia argento)
BENEMERENZA
04 ORO, N° 2
(ex Medaglia d’oro)
BENEMERENZA
05 ORO CON RUBINO, N° 1
(ex distintivo con Fronde)
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giornalino agosto 2008( 2 MB)