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Hanno partecipato alla prima edizione
del documento i Dipartimenti di Prevenzione
delle Aziende Sanitarie regionali:
Azienda per i Servizi Sanitari n. 1 “Triestina”
Azienda per i Servizi Sanitari n. 2 “Isontina”
Azienda per i Servizi Sanitari n. 3 “Alto Friuli”
Azienda per i Servizi Sanitari n. 4 “Medio Friuli”
Azienda per i Servizi Sanitari n. 5 “Bassa Friulana”
Azienda per i Servizi Sanitari n. 6 “Friuli Occidentale”
e l’Agenzia Regionale della Sanità
Illustrazioni a cura di: Rodolfo Sorato
Coordinamento:
Direzione Centrale Salute e Protezione Sociale
Servizio Prevenzione Collettiva e Assistenza Sanitaria
Il documento è stato aggiornato dal Servizio assistenza sanitaria e formazione delle professioni sanitarie nel luglio 2006
- dott. Giulio Rocco
- A.S. Mira Pettirosso
Si ringrazia in particolare per la collaborazione
tecnica il dott. Dino Faraguna responsabile
dell’Unità Operativa di Pediatria dell’A.S.S. n. 2
“Isontina”
Stampa:
Litho Stampa srl (Pasian di Prato-UD)
Pubblicato a cura della Direzione Comunicazione
della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
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L’importanza di immunizzare i bambini
La prevenzione delle malattie infettive è una
delle priorità della sanità pubblica e la vaccinazione è uno degli strumenti più efficaci per proteggere i nostri bambini.
E`vero che per indurre una risposta immunitaria completa spesso sono necessarie più dosi di
vaccino, tuttavia le complicanze e le sequele di
una malattia infettiva sono molto più preoccupanti rispetto ai pochi fastidi e alle rare reazioni avverse eventualmente conseguenti ad una vaccinazione.
Ai nostri giorni i vaccini sono forse “vittime”
del loro successo. Molti genitori giovani non hanno mai visto un caso di poliomielite, difterite o pertosse e quindi si interrogano sulla necessità o
meno delle vaccinazioni. Dobbiamo tuttavia considerare che, se ci siamo dimenticati di quanto alcune malattie infettive possano essere dannose, lo
dobbiamo proprio ai vaccini e che, se oggi l’occasione di esposizione ad alcune di esse può essere
anche molto rara nel nostro Paese, non è così altrove.
La vaccinazione serve non solamente a proteggere i nostri bambini ma anche le generazioni
future quando, grazie a tali interventi di prevenzione, altre malattie saranno debellate.
Anche per il morbillo, come avvenuto in passato per altre malattie infettive, è iniziata la strada
verso l'eliminazione ma per raggiungere questo
traguardo è importante migliorare ancora il livello
di copertura vaccinale nei confronti di questa infezione che può condurre a gravi complicanze.
L’immunizzazione del singolo bambino aiuta a
proteggere la salute di tutta una communità e specialmente di coloro che non possono essere vaccinati per ragioni mediche o di coloro che non
rispondono adeguatamente al vaccino.
Molti Paesi fra cui anche l’Italia sono dotati di
sistemi di sorveglianza delle sospette reazioni av-
verse a vaccino; questi rappresentano uno strumento molto efficiente di monitoraggio della sicurezza dei vaccini grazie all’ampia dimensione
numerica della popolazione di vaccinati presa in
considerazione.
A tale proposito anche la nostra Regione ha
sviluppato un sistema di monitoraggio che raccoglie le principali informazioni in materia vaccinale e partecipa a sistemi europei di raccolta dei
dati statistico-epidemiologici.
Tale sistema di monitoraggio include anche
una adeguata anamnesi dei singoli casi e l’analisi
di tutte le reazioni avverse.
Il presente opuscolo è rivolto principalmente ai
genitori, ma è stato curato anche nell’aspetto
grafico per poter così veicolare alcune importanti
informazioni anche ai bambini più grandi che si
apprestano a fare i primi richiami vaccinali dopo
il ciclo primario; in esso sono contenute le informazioni più significative per favorire una scelta
consapevole da parte dei genitori. I vari argomenti potranno comunque essere meglio approfonditi
nel colloquio con il proprio medico di fiducia e con
il personale sanitario dei centri vaccinali.
È quanto mai opportuno che l’informazione
data ai genitori sia completa e trasparente: anche
il manifestare le pur rare reazioni avverse e spiegare il giusto rapporto costo-beneficio, se fatto con
serenità e competenza, può solo portare a decisioni più consapevoli e quindi ad una maggior efficacia della campagna di prevenzione.
I contenuti del libretto inoltre tengono conto
delle più attuali conoscenze scientifiche in materia
di vaccinazioni tratte dalla letteratura e dalle documentazioni fornite dall’Istituto Superiore di Sanità
e dal Ministero della Salute.
L’Assessore
dott. Ezio Beltrame
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Vaccini
Sono il mezzo più efficace e conveniente per prevenire le malattie infettive e
le loro complicazioni.
Stimolano l’organismo a produrre attivamente una risposta immunitaria e lo rendono capace di resistere, così, alle infezioni.
Con le vaccinazioni vengono evitati nel
mondo, ogni anno, non meno di tre milioni di decessi nei bambini di età inferiore a 5 anni, ed almeno 400.000 casi di
polio paralitica, malattia di cui è prossima la totale eliminazione in tutto il mondo, al pari di quanto è già avvenuto per
il vaiolo.
Questi traguardi sono stati raggiunti grazie al “Programma Esteso di Immunizzazione” (EPI), promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nell’ambito del Piano “Salute per tutti nell’anno 2000”.
Anche l’Italia, come Stato membro dell’OMS, ha aderito al programma EPI e
ne segue le raccomandazioni, che prevedono il controllo delle malattie infettive
attraverso vaccinazioni e calendari vaccinali differenti a seconda delle situazioni sanitarie dei diversi Paesi.
Le malattie infettive dell’infanzia si
manifestano spesso ciclicamente (con
epidemie ogni due, tre anni), poiché nel
corso dell’episodio epidemico si infettano la maggior parte dei bambini, ed é
dunque necessario un certo lasso di tempo affinché si formino nuovi gruppi di
bambini suscettibili all’infezione (non
protetti, perché privi di anticorpi naturali o non vaccinati).
Ministero della Sanità
Dipartimento della Prevenzione
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INDICE
INDICE
Ai genitori
Vaccinarsi conviene
Cosa sono e come agiscono i vaccini
Controindicazioni alle vaccinazioni
False controindicazioni
Reazioni e complicazioni
Come controllare le più comuni reazioni al vaccino
La vaccinazione: protezione del singolo e interesse per la comunità
La vaccinazione contro la poliomielite
La vaccinazione contro la difterite e il tetano
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Cos’é la difterite
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Cos’é il tetano
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La vaccinazione antidifterica-antitetanica
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La vaccinazone contro la pertosse
25
Cos’é la pertosse
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La vaccinazione antipertossica
27
La vaccinazione contro l’epatite B
28
Cos’é l’epatite B
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La vaccinazione antiepatite B
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La vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia
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Cos’é il morbillo
33
Cos’é la parotite
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Cos’é la rosolia
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Vaccinazione associata antimorbillo - parotite - rosolia (MMR)
35
La vaccinazione contro le malattie da Haemophilus influenzae tipo b 38
Quali sono le malattie da Haemophilus influenzae tipo b
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La vaccinazione anti Haemophilus influenzae tipo b
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Altre vaccinazioni
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i genitori
Voler sapere di più sulle vaccinazioni, oltre che un vostro diritto, è segno che la salute di vostro figlio vi sta a cuore.
Vi invitiamo dunque a leggere con attenzione questo libretto.
Potrete richiedere ulteriori informazioni o chiarimenti al pediatra
di fiducia, o al personale sanitario del Servizio di Vaccinazione.
Se non vi fosse possibile accompagnare il bambino all’appuntamento fissato per la vaccinazione - perché malato o per qualunque altro motivo - vi preghiamo di avvertire il Servizio di
Vaccinazione, anche telefonicamente, per concordare una
nuova data.
Conservate con cura il tesserino delle vaccinazioni che vi verrà
consegnato al momento della prima vaccinazione di vostro figlio. Ricordatevi di portarlo con voi in occasione di ogni successiva vaccinazione del bambino.
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li dell’organismo né uno stile di vita sano
possono offrire in questo caso alcuna protezione. Anche le cure possono fare poco o
niente: gli antibiotici, ad esempio, efficacissimi in altre situazioni, nulla possono contro una malattia da virus, come la poliomielite, o contro malattie dovute a tossine,
come la difterite e il tetano.
I vaccini oggi disponibili sono sempre
più efficaci e sicuri, grazie anche alla complessa serie di controlli a cui vengono costantemente sottoposti.
I vantaggi derivanti dalla vaccinazione
sono enormi rispetto agli effetti collaterali,
che sono in genere molto modesti.
Le reazioni gravi, seppure possibili, sono rarissime.
In Italia le vaccinazioni contro poliomielite, difterite, tetano
ed epatite B sono obbligatorie
per legge
mentre altre
vaccinazioni,
come quelle
contro pertosse,
rosolia, morbillo, parotite,
malattie da
Haemophilus influenzae b, anche se
non obbligatorie, sono vivamente raccomandate.
Le vaccinazioni rappresentano una delle più grandi conquiste della medicina.
Nessun altro progresso o scoperta in campo medico, neppure quella degli antibiotici, ha migliorato la qualità della vita dell’uomo quanto le vaccinazioni.
Grazie ad esse una malattia tremenda
quale il vaiolo è scomparsa dalla faccia
della terra, e altre malattie molto gravi come la poliomielite sono state del tutto eliminate da gran parte del mondo. Anche per
il tetano e la difterite, molto spesso mortali,
si registrano sempre meno casi grazie all’impiego esteso delle vaccinazioni.
Proprio questi grandi successi, però,
hanno in qualche modo sminuito l’importanza delle vaccinazioni agli occhi della
gente: “se le malattie contro le quali si fanno le vaccinazioni sono diventate così rare,
allora - pensano alcuni - serve ancora vaccinarsi?”. In realtà malattie terribili come la
poliomielite, la difterite e il tetano, sono
sempre in agguato.
Se cominciasse a diminuire il numero
delle persone vaccinate, fatalmente torneremmo a sentir parlare di bambini paralizzati dalla poliomielite o morti per difterite o
tetano.
Solo la prevenzione può difenderci da
queste malattie e l’unica prevenzione efficace è la vaccinazione: né le difese natura8
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molto pericolose (ad esempio morbillo,
rosolia, pertosse ed epatite B).
L’unico modo efficace per proteggersi
da queste malattie è far sì che l’organismo si trovi già preparato a difendersi
quando incontrerà il germe infettante. I
vaccini agiscono proprio in questo modo: stimolando il sistema immunitario
rendono capace l’organismo di bloccare
il germe responsabile di malattia.
Generalmente una persona sana si difende dalle malattie infettive, che sono
causate da microrganismi (batteri, virus
o altri germi), mediante il proprio sistema naturale di difesa, chiamato sistema
immunitario.
In occasione del primo contatto con
questi microrganismi il sistema immunitario si attiva producendo anticorpi
e mettendo in funzione cellule immunitarie specializzate. Gli anticorpi e
le cellule immunitarie in molti casi riescono a bloccare gli agenti aggressori o i loro prodotti tossici, impedendo
così il manifestarsi della malattia o,
se questa si è già manifestata, favorendo la guarigione. In genere, l’organismo rimane poi protetto da eventuali successive infezioni dovute allo stesso germe: è
diventato immune nei confronti di
quella malattia.
Non sempre, però, le difese naturali dell’organismo sono in grado
di bloccare lo svilupparsi di una malattia infettiva: si possono avere allora
malattie gravissime, molto spesso mortali (è il caso di poliomielite, difterite e tetano), oppure malattie meno gravi ma
capaci comunque di dare complicazioni
Si può dire che con la vaccinazione
l’organismo prepara, prima ancora di
essere attaccato, munizioni specifiche ed
efficaci (anticorpi e cellule immunitarie)
in grado di sconfiggere quel particolare
nemico (microrganismo).
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I vaccini possono essere costituiti da
batteri o virus inattivati (= uccisi) oppure
attenuati (= non uccisi, ma modificati al
punto tale da renderli innocui) oppure
da particolari sostanze tossiche prodotte
dai germi, le tossine, anche queste inattivate.
A seconda del tipo, i vaccini possono
essere somministrati con una iniezione
intramuscolare (ad esempio vaccino antidifterite-tetano-pertosse) o con una
iniezione sottocutanea (ad esempio antimorbillo-parotite-rosolia).
Alcuni vaccini con una sola dose o un
solo ciclo di base proteggono contro la
malattia per tutta la vita, mentre altri per
mantenere la protezione hanno bisogno
di dosi di richiamo, da ripetere a intervalli regolari di tempo.
Grazie alle tecniche dell’ingegneria
genetica saranno disponibili più vaccini
in un unico preparato, come già avviene
ad esempio per la vaccinazione antidifterite-tetano-pertosse o antimorbillo-parotite-rosolia. E’ stato infatti dimostrato
che la somministrazione contemporanea
di più vaccini assicura la stessa efficacia
che si avrebbe somministrando i singoli
vaccini separatamente, senza aumentare il rischio di effetti collaterali e con il
grosso vantaggio di poter ridurre il numero di iniezioni e di appuntamenti
presso il Servizio di Vaccinazione.
33.. CONTROINDICAZIONI
CONTROINDICAZIONI
ALLE
ALLE VACCINAZIONI
VACCINAZIONI
In genere tutte le persone sane possono
essere vaccinate: le condizioni in cui le
vaccinazioni non possono essere eseguite
sono estremamente rare.
In alcune situazioni particolari è opportuno che la somministrazione delle vaccinazioni venga posticipata o del tutto sospesa.
Le principali controindicazioni alle vaccinazioni (condizioni in presenza delle
quali è previsto l’esonero temporaneo o
definitivo) sono le seguenti:
malattie acute clinicamente importanti
(di media, alta gravità): in questi casi è
opportuno evitare di sovrapporre eventuali effetti collaterali della vaccinazione
alla sintomatologia clinica dovuta alla
malattia in atto. La decisione di ritardare
la vaccinazione a causa della corrente
malattia febbrile dipende dalla severità
dei sintomi e dall’eziologia della malattia.
La diarrea non grave e le infezioni delle
alte e medie vie respiratorie di norma non
rappresentano motivo per posticipare la
vaccinazione;
alterazioni del sistema immunitario: alcune gravi malattie come l’ipo/agammaglobulinemia, le leucemie, i linfomi e i tumori maligni o le malattie che necessitano
di trattamento con agenti alchilanti o con
radioterapia controindicano la somministrazione dei vaccini preparati con micror10
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Controindicazioni alle vaccinazioni
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ganismi viventi (ad es. vaccino antimorbillo-parotite-rosolia, vaccino antivaricella).
Per i bambini sieropositivi da virus HIV
la situazione viene valutata caso per caso;
in generale il vaccino MPR è comunque indicato ai soggetti infetti asintomatici e negli altri casi la somministrazione viene valutata in base al numero di linfociti presenti all’emocromo;
reazioni gravi dopo precedenti somministrazioni di vaccino. Il medico del Servizio di Vaccinazione valuterà l’opportunità
di un esonero definitivo;
malattie neurologiche evolutive: nel caso di bambini che si presentano per la prima dose e che sono affetti da malattie neurologiche instabili o in evoluzione, è opportuno che l’inizio della vaccinazione antipertossica venga rinviato fino all’accertamento della diagnosi e di solito fino al
compimento del primo anno di vita.
La gran par te delle patologie neurologiche non costituisce controindicazione
alla vaccinazione. Le rarissime situazioni
di esonero saranno cer tamente segnalate
dai medici curanti ai genitori.
In caso di anamnesi positiva per shock
anafilattico sarà necessaria una valutazione individuale in base alla relazione clinica e al parere del medico curante.
Se il vostro bambino ha o ha avuto
qualcuno di questi problemi o, in ogni
caso, se avete qualche dubbio in proposito, prima della vaccinazione consultate
con fiducia il vostro pediatra o medico di
famiglia o i medici dei Servizi di Vaccinazione: vi indicheranno la soluzione
più adatta.
Ricordate comunque che prima di vaccinare il bambino viene sempre valutata
con cura l’esistenza di ogni eventuale controindicazione.
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False controindicazioni
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44..
FALSE
CONTROINDICAZIONI
CONTROINDICAZIONI
bambini prematuri: se il bambino è
nato prima del termine, è necessario che
riceva le vaccinazioni secondo il normale calendario raccomandato;
storia di convulsioni in familiari o storia
di convulsioni febbrili nel bambino in corso
di malattia oppure dopo somministrazione
di una dose precedente di vaccino. Le convulsioni che possono comparire dopo la
somministrazione di un vaccino sono di tipo febbrile e non sono associate a danni
permanenti dello sviluppo psichico o intellettivo. I bambini che hanno avuto convulsioni dopo una dose di vaccino precedente
non hanno una maggior probabilità che
questi sintomi si manifestino anche in una
dose successiva. Per il trattamento preventivo della febbre si raccomanda l’utilizzo di
farmaci antipiretici idonei (es. paracetamolo) come da indicazioni fornite dal medico
curante o dalla struttura ospedaliera.
In linea generale, è importante proteggere con la vaccinazione tutti i bambini affetti da malattie croniche dei polmoni, del
cuore (comprese le cardiopatie congenite),
del sangue, del fegato e dei reni, e così
pure le persone con malattie neurologiche
non evolutive e i soggetti con sindrome di
Down. Queste condizioni non solo non costituiscono una controindicazione alla vaccinazione, ma anzi, rappresentano un
motivo in più per vaccinare. Per questi
soggetti, infatti, vi è un maggior rischio che
le comuni malattie infettive abbiano un andamento grave e diano complicanze serie.
Al di fuori delle condizioni appena
elencate non esistono altre vere controindicazioni alle vaccinazioni, anche se alcuni genitori e perfino degli operatori sanitari talvolta ritengono, a torto, che non
si debba vaccinare un bambino con
qualche altro problema di salute che invece non ha nulla a che vedere con le vere controindicazioni.
In particolare non sono controindicazioni:
malattie clinicamente non importanti
(raffreddore, tosse, otite, febbre inferiore
a 38.5°);
fase di convalescenza di malattie acute;
trattamenti antibiotici concomitanti;
trattamenti con cortisonici a livello topico (cutaneo, oculare, ecc.), somministrazioni intrarticolari di cortisonici per borsiti
o applicazioni mediante aerosol;
trattamenti con cortisonici per via sistemica di durata inferiore a due settimane o con dosi inferiori a 20 mg equivalenti al giorno di prednisone;
eczemi o infezioni della pelle localizzate;
allergie all’uovo senza episodi di anafilassi (il rischio di reazioni allergiche al
vaccino nei soggetti allergici all’uovo non
è maggiore di quello degli altri bambini).
Questi soggetti possono ricevere tutti i
vaccini raccomandati per l’infanzia;
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febbre (che può comparire entro poche
ore dall’iniezione o dopo una decina di
giorni nel caso della vaccinazione antimorbillosa) e le reazioni locali nella sede
dell’iniezione. Le reazioni locali possono
essere dovute all’adiuvante (sostanza aggiunta artificialmente al vaccino per aumentare la capacità di stimolare le difese
immunitarie) presente in molti vaccini; in
genere si tratta di sali di alluminio i quali
possono causare dolore, arrossamento e
gonfiore, che normalmente scompaiono
dopo qualche giorno.
Reazioni locali possono essere causate anche dal vaccino stesso (soprattutto
antidifterico e antitetanico, più frequentemente dopo le dosi di richiamo); in
questo caso possono manifestarsi orticaria, rossore e gonfiore poco dopo l’iniezione (entro mezz’ora - un’ora) oppure
rossore e gonfiore e talora indurimento a
maggior distanza di tempo dall’iniezione (da diverse ore a qualche giorno). Le
reazioni di ipersensibilità con orticaria e
rush cutanei sono rarissime mentre lo
shock allergico è eccezionale.
Le vaccinazioni possono dare con una
frequenza estremamente rara di qualche
caso su molti milioni di vaccinati anche
complicazioni più serie; il rischio diventa
tuttavia quasi inesistente se si escludono
dalla vaccinazione quei pochissimi bambini con problemi di salute già elencati nel
capitolo delle controindicazioni. I rischi remoti di complicazioni severe dopo la pri-
È importante che sia vaccinato regolarmente anche chi è affetto da fibrosi cistica,
da malattia celiaca, diabete mellito o altre
malattie del metabolismo. Devono essere
protetti anche i bambini con l’asma.
Vaccini combinati
Sono da tempo in commercio vaccini
combinati che contengono nella stessa
preparazione anche 5 o 6 componenti
vaccinali. La sicurezza di queste preparazioni è sovrapponibile ai vaccini singoli e non si rileva un aumentato rischio
di effetti collaterali.
Vaccini e tiomersale
Quasi tutti gli attuali vaccini per l’età
evolutiva non contengono più tiomersale,
un composto organico del mercurio utilizzato con funzione conservante. Le minime concentrazioni di mercurio utilizzate non hanno mai prodotto effetti collaterali specifici.
55..
REAZIONI
REAZIONI EE
COMPLICAZIONI
COMPLICAZIONI
Per ciascuna vaccinazione sono descritte nel rispettivo capitolo le comuni reazioni e complicazioni.
In generale le reazioni, dette anche effetti collaterali, sono dovute alle caratteristiche dei vaccini. Le più comuni sono la
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Reazioni e complicazioni
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ma dose di vaccino antipolio orale hanno
portato, in base all’attuale situazione epidemiologica del nostro Paese, alla modifica del calendario vaccinale con l’introduzione graduale del vaccino antipolio inattivato attualmente utilizzato per tutte e
quattro le dosi.
È fondamentale comunque che chi accompagna il bambino alla vaccinazione
riferisca di eventuali problemi.
Si può sicuramente affermare che i benefici di una protezione contro queste malattie superano di molto i rischi della vaccinazione.
I vaccini agiscono inoltre utilizzando i
meccanismi di difesa che la natura ha reso disponibili e sono preparati per stimolare allo stesso modo il sistema naturale di
difesa del nostro organismo senza che si
verifichino i danni causati dall’infezione.
66.. COME
COME CONTROLCONTROLLARE
LARE LE
LE PIU’
PIU’ COMUNI
COMUNI
REAZIONI
REAZIONI AL
AL VACCINO
VACCINO
Dopo la vaccinazione il vostro bambino può avere alcune linee di febbre, un
po’ di gonfiore o arrossamento nel punto
di iniezione, con o senza dolore, o mostrarsi irrequieto.
Queste reazioni non sono pericolose
e si risolvono da sole in pochi giorni. In
ogni caso possono essere facilmente ed
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efficacemente affrontate dai genitori.
Se la febbre supera i 38.5° è opportuno che venga trattata con un antifebbrile
per uso pediatrico (preferibilmente paracetamolo*) alle dosi consigliate. Questo
farmaco può essere utilizzato anche per
controllare l’irritabilità, il pianto protratto
e il malessere generale che il bambino
può presentare.
Il gonfiore, l’arrossamento e il dolore
locale possono essere affrontati nelle prime ore con l’applicazione di ghiaccio o
di panni bagnati freddi per ridurre l’infiammazione.
In questa fase può essere utile l’uso del
paracetamolo per ridurre il dolore.
Non c’è da preoccuparsi se nel punto
di iniezione si forma un piccolo nodulo
non dolente: in genere si risolve spontaneamente entro qualche settimana.
Se queste reazioni persistono nonostante gli accorgimenti consigliati, oppure se si manifestano reazioni più gravi, è opportuno rivolgersi prontamente
al pediatra di fiducia o al medico vaccinatore.
*Dosaggio:
10 - 15 mg/kg di peso al bisogno;
3-4 gocce/kg oppure supposte da 125 mg
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La vaccinazione: protezione del singolo e interesse della comunità
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77.. LA
LA VACCINAZIONE:
VACCINAZIONE:
PROTEZIONE
PROTEZIONE DEL
DEL SINGOLO
SINGOLO EE
INTERESSE
INTERESSE DELLA
DELLA COMUNITA’
COMUNITA’
Complicanze gravi dopo la vaccinazione sono estremamente rare. È però doveroso che la collettività si faccia carico anche
delle eventuali conseguenze sfavorevoli di
questa pratica così importante per la salute di tutti. La Legge n. 210 del 25 luglio
1992 prevede che le persone danneggiate
in modo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie possano chiedere un indennizzo da parte dello Stato. Recenti sentenze hanno applicato la suddetta norma
anche al caso che la somministrazione riguardi un vaccino raccomandato.
La vaccinazione come pochi altri interventi sanitari tutela contemporaneamente
la salute dell’individuo e l’interesse della
comunità.
Alcune infezioni sono ancora molto
comuni in Italia tanto che la scelta di evitare un vaccino equivale alla scelta di
prendere molto probabilmente l’infezione. Sebbene alcune malattie siano state
eliminate completamente dal nostro Paese, queste sono tuttavia ancora presenti
in molte parti del mondo.
Solo per fare alcuni esempi nei Paesi
dove i programmi di vaccinazione sono
stati ridotti, l’incidenza della malattia è diventata da 10 a 100 volte maggiore rispetto ai Paesi confinanti che continuavano a vaccinare. Quando in Giappone si
smise di usare il vaccino della pertosse, nei
tre anni successivi si verificarono molti più
decessi per complicazioni della pertosse
rispetto ai pochi casi segnalati negli anni
in cui la vaccinazione veniva effettuata.
Negli Stati Uniti i casi di morbillo e di malattie sostenute dall’Haemophilus influenzae si sono ridotti attualmente a poche decine di unità all’anno, merito delle efficienti campagne vaccinali.
Tutti i vaccini inoltre sono accuratamente testati per la loro sicurezza.
IL CALENDARIO DELLE
VACCINAZIONI OBBLIGATORIE
E RACCOMANDATE
PER L’ ETA’ EVOLUTIVA.
(Accordo Stato-Regioni dd.3 marzo 2005 concernente il
Nuovo Piano Nazionale Vaccini 2005-2007).
Il Piano Nazionale Vaccini 2005-2007
individua le strategie vaccinali e le aree
prioritarie di intervento per la prevenzione mediante vaccini delle principali malattie infettive.
Al fine di raggiungere e mantenere le coperture vaccinali adeguate al controllo e
all’eliminazione delle malattie bersaglio, il
Ministero della Salute auspica il tempestivo
e costante coinvolgimento delle Autorità
sanitarie centrali e periferiche, degli operatori e dei cittadini attraverso l’adozione di
adeguati strumenti operativi.
Il calendario vaccinale è continuamente aggiornato in base alle acquisizioni scientifiche e al mutamento delle situazioni epidemiologiche. Alla pagina 44 è
riportata l’attuale schedula vaccinale regionale per i nuovi nati.
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La vaccinazione contro la poliomielite
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88.. LA
LA VACCINAZIONE
VACCINAZIONE
CONTRO
CONTRO LA
LA
POLIOMIELITE
POLIOMIELITE
Cos’é la poliomielite
La poliomielite è una malattia infettiva
e contagiosa provocata da 3 tipi di poliovirus (= virus della poliomielite). I poliovirus entrano nell’organismo attraverso la bocca, si localizzano nella gola e
successivamente nell’intestino causando
sintomi abbastanza generici come febbre, mal di gola, vomito e diarrea.
In alcuni casi, però, i virus raggiungono anche il sistema nervoso e compaiono allora i sintomi caratteristici della poliomielite, costituiti da paralisi dei muscoli, soprattutto delle braccia e delle gambe (poliomielite paralitica). La paralisi è
spesso permanente e, in alcuni casi può
causare anche la morte.
Prima che venisse introdotta la vaccinazione, questa malattia era presente in
tutto il mondo, anche con epidemie gravissime.
Con la vaccinazione di massa si è potuto eliminare la malattia in molti Paesi
del mondo. I rari casi segnalati in Italia
dopo che questa vaccinazione è divenuta
obbligatoria si sono avuti proprio in quelle zone del Paese in cui, nonostante l’obbligatorietà, non tutti i bambini venivano
vaccinati nei tempi stabiliti.
Come si trasmette
La sorgente di infezione è l’uomo che
elimina il virus con le feci: queste possono contaminare gli alimenti o l’acqua
potabile.
I virus possono essere trasmessi anche
con le mani o con oggetti contaminati,
portati alla bocca.
La vaccinazione antipolio
La vaccinazione contro la poliomielite
è obbligatoria in Italia dal 1966 (Legge
n. 51 del 4.2.1966).
Il vaccino utilizzato è quello di Salk a base di virus uccisi.
La vaccinazione antipolio viene somministrata secondo il calendario riportato alla pagina 43.
Controindicazioni
(vedi anche capitolo 3)
Il vaccino Salk non deve essere somministrato nei seguenti casi:
- malattie clinicamente importanti di media o alta gravità o febbre maggiore di
38.5°
- severe reazioni allergiche (anafilassi)
in occasione di una dose precedente.
Reazioni e complicazioni
(vedi anche capitolo 5)
Nei Paesi che utilizzano il vaccino IPV
per tutte le dosi non si sono osservati
eventi avversi importanti legati alla somministrazione del vaccino.
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La vaccinazione contro la difterite e il tetano
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99.. LA
LA VACCINAZIONE
VACCINAZIONE
CONTRO
CONTRO LA
LA DIFTERITE
DIFTERITE
EE ILIL TETANO
TETANO
Cos’é la difterite
La difterite è una malattia infettiva e
contagiosa molto grave, causata da un
germe che produce una tossina particolarmente dannosa per il sistema nervoso e per il cuore. Il germe entra nell’organismo generalmente attraverso le prime vie respiratorie. L’infezione può anche non dare alcun disturbo. Quando
invece si manifesta la malattia vera e
propria, si hanno reazioni sia locali che
generali.
Le reazioni locali
Limitate al punto di entrata del microbo nell’organismo, consistono in una forma particolare di mal di gola e laringite,
con formazione di una membrana che
può ostruire le vie respiratorie portando
addirittura al soffocamento.
Le reazioni generali
Sono provocate dalla tossina difterica, che si diffonde a tutto l’organismo attraverso il sangue, causando febbre e
gravi danni in molti organi e tessuti (soprattutto cuore e sistema nervoso) fino
alla paralisi respiratoria dovuta a blocco
dei nervi che regolano la respirazione.
Nonostante le cure, il 5-10% dei casi di
difterite è mortale. Oggi in Italia la malattia è praticamente scomparsa grazie alla
vaccinazione, obbligatoria dal 1939, anche se si verificano ancora alcuni casi in
aree del Paese in cui l’obbligo vaccinale
non viene puntualmente rispettato.
Come si trasmette
In genere l’infezione è trasmessa dalle goccioline di saliva emesse dal malato
o anche dal portatore sano con la tosse,
lo starnuto o anche parlando.
Cos’é il tetano
Il tetano è una malattia infettiva non
contagiosa causata dalla penetrazione
nell’organismo, per lo più attraverso ferite o anche piccole lesioni della pelle, di
un germe diffuso ovunque e molto resistente. Questo germe, una volta penetrato nell’organismo, produce una tossina
che altera gravemente la trasmissione
del comando nervoso ai muscoli, causando alla fine intensi spasmi muscolari.
I sintomi iniziali di solito sono mal di
testa, malessere, rigidità dei muscoli della bocca, del collo e della schiena. Segue
rapidamente la comparsa di spasmi muscolari che si aggravano nei giorni successivi, con interessamento anche dei
muscoli respiratori e della laringe: ciò
può portare a morte per soffocamento.
Ancora oggi, nonostante i progressi della medicina, più della metà dei casi di te23
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tano sono mortali. Se non correttamente
vaccinati, tutti possono ammalarsi di tetano, a qualunque età, anche per ferite
apparentemente banali.
Come si contrae
Di solito il tetano è causato dall’infezione di ferite imbrattate di terra contenente il germe, che non vengono accuratamente disinfettate. Possono però essere
sufficienti anche lesioni minime, quali ad
esempio punture con spine di rosa!
La vaccinazione
antidifterica-antitetanica
La vaccinazione contro la difterite è
obbligatoria in Italia per tutti i bambini
dal 1939. Successivamente è stata resa
obbligatoria anche la vaccinazione antitetanica ed è stato deciso di somministrare insieme le due vaccinazioni (Legge n.
419 del 20.3.1968), che vengono indicate con la sigla DT (Difterite-Tetano).
Il vaccino DT viene somministrato mediante iniezione intramuscolare nella
parte anteriore della coscia fino al 3°
anno di vita e nella parte alta del braccio, vicino alla spalla nei bambini più
grandi e negli adulti secondo il calendario riportato a pagina 43. Successivamente, per essere protetti, è raccomandato eseguire una dose di richiamo di
vaccino antitetanico antidifterico del tipo
adulti ogni 10 anni e per tutta la vita,
(DPR n. 464 del 7 novembre 2001).
Controindicazioni
(vedi anche capitolo 3)
In genere non ci sono controindicazioni alla vaccinazione antidifterica-antitetanica. La vaccinazione sarà rinviata in
caso di malattia clinicamente importante
di media o alta gravità o di febbre maggiore di 38.5°.
Reazioni e complicazioni
(vedi anche capitolo 5)
Le reazioni alla vaccinazione sono
in genere molto modeste. Di solito si
tratta di lievi reazioni nel punto di
iniezione (dolore
con arrossamento e
gonfiore, anche sotto
forma di nodulo duro)
che scompaiono comunque
entro
qualche
giorno.
Si possono avere, in alcuni casi
febbre ed
eventualmente
sonnolenza e
irritabilità.
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Se la febbre dovesse superare i 38.5°
è opportuno consultare il proprio pediatra e somministrare farmaci antifebbrili.
Le reazioni allergiche gravi alla vaccinazione sono eccezionali. La sola controindicazione al vaccino DT è un’allergia grave ai componenti del vaccino dopo una precedente dose dello stesso.
1100.. LA
LA VACCINAZIONE
VACCINAZIONE
CONTRO
CONTRO LA
LA PERTOSSE
PERTOSSE
Cos’é la per t o s s e
La pertosse è un’infezione acuta delle
vie respiratorie causata da un batterio. E’
molto contagiosa e rimane una delle malattie più temibili dell’infanzia, anche perché non sempre risponde bene alle cure.
I primi sintomi sono simili a quelli del
raffreddore: malessere, stanchezza, lieve aumento della temperatura, starnuti e
tosse secca soprattutto di notte. Questi
disturbi durano in genere 1-2 settimane.
In seguito compaiono i tipici attacchi di
tosse, per i quali la malattia è conosciuta anche come “tosse cattiva” o “tosse
convulsa” o “tosse asinina”.
Ogni attacco è costituito da una serie
di colpi di tosse rapidi e soffocanti che
rendono difficoltosa la respirazione e terminano con il caratteristico “urlo” inspiratorio. Spesso l’attacco causa il vomito e
ciò può anche compromettere la nutrizione del bambino.
Questa fase della malattia dura circa
4-6 settimane ed è seguita da una convalescenza di qualche settimana in cui
gli attacchi di tosse sono sempre meno
frequenti e intensi.
Attacchi di tosse ricorrenti possono
comunque ripresentarsi anche per 1-2
anni dopo la guarigione, in occasione di
infezioni delle vie respiratorie, pur non
trattandosi di ricadute della malattia.
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La vaccinazione contro la pertosse
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La pertosse può essere una malattia
anche molto grave nei bambini di età inferiore ai 2 anni: in questi casi con una
certa frequenza si hanno complicazioni
come otiti (soprattutto nei lattanti), bronchiti, broncopolmoniti e danni cerebrali,
che possono portare anche a morte.
Come si trasmette
La trasmissione avviene tramite le goccioline di saliva emesse dal malato con la
tosse, lo starnuto o anche parlando.
La vaccinazione
antiper tossica
Considerato che la pertosse è molto
contagiosa, ed è particolarmente grave
nel lattante, soprattutto nei primi 6 mesi
di vita, la vaccinazione antipertossica,
anche se non obbligatoria, è vivamente
raccomandata. Il vaccino contro la pertosse è disponibile associato a quello
contro la difterite e il tetano (vaccino trivalente) ed è presente nei vaccini combinati (pentavalente, esavalente).
Controindicazioni
(vedi anche capitolo 3)
I bambini con epilessia richiedono
una valutazione particolare.
La vaccinazione non si esegue in
bambini con malattie neurologiche evolutive e va sospesa in caso di reazione
severa ad una precedente dose di vaccino o in caso di reazione anafilattica.
Reazioni e complicazioni
(vedi anche capitolo 5)
Si possono avere reazioni nel punto di
iniezione, in genere lievi (dolore con arrossamento e gonfiore anche sotto forma di
nodulo duro) che scompaiono comunque
entro qualche giorno; solo l’indurimento
può durare anche per qualche settimana.
Possono comparire anche febbre (che dura
in genere 1-2 giorni e non supera i 39°),
sonnolenza o irritabilità, pianto, calo dell’appetito ed eventualmente vomito.
Sarà opportuno in questi casi consultare il proprio pediatra e somministrare farmaci contenenti paracetamolo se la febbre
dovesse superare i 38.5° o in caso di
pianto protratto. Le reazioni sopra riportate sono da considerare normali e non devono perciò far sospendere le dosi successive della vaccinazione antipertossica.
Sarà effettuata una valutazione rischiobeneficio prima di somministrare ulteriori
dosi a bambini che hanno presentato reazioni nei 2-3 giorni seguenti alla vaccinazione, come febbre superiore a 40.5°, col-
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lasso, pianto inconsolabile e persistente che
duri più di tre ore oppure pianto stridulo
mai presentato prima, convulsioni con o
senza febbre. Queste reazioni importanti
sono comunque eccezionali con l’attuale
vaccino acellulare e si risolvono spontaneamente senza lasciare danni. Il nuovo vaccino acellulare è raccomandato anche per i
bambini con una storia familiare (fratelli o
genitori) di convulsioni.
1111.. LA
LA VACCINAZIONE
VACCINAZIONE
CONTRO
CONTRO L’EPATITE
L’EPATITE BB
Cos’é l’epatite B
E’ una malattia infettiva contagiosa
che colpisce prevalentemente il fegato ed
è causata dal virus dell’epatite B. Il virus
può causare un’epatite acuta, i cui sintomi più frequenti sono: perdita dell’appetito, nausea e vomito, stanchezza e malessere generale.
Si può avere anche febbre, a volte con
manifestazioni della pelle simili all’orticaria e dolori alle articolazioni. Le urine diventano scure e le feci chiare; successivamente la pelle e le mucose assumono un
colorito giallo-bruno (ittero). In genere,
se non vi sono complicazioni, dopo alcuni mesi si ha la guarigione completa.
In alcuni casi, però, l’infezione può
persistere, provocando un’epatite cronica, che può anche evolvere in cirrosi e in
cancro del fegato.
Nella maggioranza dei casi, invece, il
virus dà una forma di epatite con pochi
sintomi o addirittura senza sintomi, così
leggera da passare inosservata (epatite
asintomatica).
Sia chi ha avuto l’epatite acuta, sia
chi ha avuto la forma asintomatica può
restare a lungo portatore del virus, talora per tutta la vita. Anche chi è portatore può andare incontro a epatite croni-
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La vaccinazione contro l’epatite B
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ca, cirrosi epatica e cancro del fegato.
Queste evoluzioni sfavorevoli sono
piu frequenti se l’infezione avviene nei
primi anni di vita. Il portatore può inoltre trasmettere l’infezione ad altre persone, e ciò anche a sua insaputa nel caso
abbia avuto una forma asintomatica.
Come si trasmette
Il virus dell’epatite B si trasmette con il
sangue (punture o ferite con oggetti contaminati da sangue infetto: siringhe, ma
anche strumenti di uso comune come forbicine, lamette, spazzolini da denti,
ecc.), mediante i rapporti sessuali e,
qualora la madre sia portatrice del virus,
da madre a figlio al momento del parto.
Come evitarla
Per prevenire l’infezione è importante
conoscere le modalità di contagio ed evitare così i comportamenti a rischio. L’arma più efficace è però senz’altro la vaccinazione.
La vaccinazione
antiepatite B
Il vaccino antiepatite B oggi disponibile è sicuro ed efficace. Non è derivato
da sangue umano, ma viene invece preparato in laboratorio attraverso la tecnica dell’ingegneria genetica.
La vaccinazione è attalmente obbligatoria per tutti i nuovi nati, ed è stata obbligatoria per i dodicenni fino alla coorte
di nascita del 2001 in considerazione del
fatto che l’adolescenza e la giovinezza
sono i periodi della vita in cui vi è maggior rischio di contrarre l’infezione (infatti i casi di malattia si verificano soprattutto tra i 15 e i 24 anni). Inoltre la vaccinazione già da anni viene raccomandata e offerta gratuitamente ad alcune categorie di persone più esposte al rischio di
infezione per motivi professionali (operatori sanitari, operatori ecologici, ecc.),
per il loro comportamento (tossicodipendenti, omosessuali, prostitute) o perché
conviventi di portatori del virus.
Ai lattanti il vaccino viene somministrato contemporaneamente alle altre
vaccinazioni obbligatorie con iniezione
intramuscolare nella coscia secondo il
calendario riportato a pagina 43.
Agli adolescenti e alle persone a rischio le prime due dosi si praticano a
distanza di 1 mese l’una dall’altra, la
3a dose dopo 6 mesi dalla 1a con iniezione intramuscolare, nella parte alta
del braccio.
Per i bambini nati da madre portatrice del virus dell’epatite B, si procede come segue:
- somministrazione di immunoglobuline
specifiche contro il virus dell’epatite B entro 24 ore dalla nascita e somministrazione di una dose di vaccino entro la prima
settimana di vita, presso il punto nascita
dell’Ospedale dove è avvenuto il parto;
- somministrazione delle dosi successive
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durante il 1°, il 3° e l’11° mese di vita,
presso i Servizi Vaccinali dell’Azienda
Sanitaria.
Controindicazioni
La vaccinazione sarà rinviata in caso
di malattia clinicamente importante di
media o alta gravità o di febbre maggiore di 38.5°, o può essere sospesa in quei
rarissimi casi di accertata
grave reazione allergica
al vaccino. Non devono
essere vaccinati i soggetti
con reazioni anafilattiche al lievito di birra.
Reazioni e complicazioni
(vedí anche capitolo 5)
Sono generalmente assenti. Solo in alcuni casi si hanno lievi reazioni nel punto di iniezione (dolore con
arrossamento e gonfiore, anche sotto forma di nodulo
duro), che scompaiono
comunque entro qualche giorno. Ancor
più raramente si
possono avere disturbi generali come affaticamento, vertigini, calo di
pressione oppure sintomi simil-influenzali
come febbre, malessere, mal di testa e
dolori muscolari e alle articolazioni. Anche questi disturbi sono di breve durata e
si risolvono spontaneamente.
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La vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia
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1122.. LA
LA VACCINAZIONE
VACCINAZIONE
CONTRO
CONTRO ILIL MORBILLO,
MORBILLO, LA
LA
PAROTITE
PAROTITE EE LA
LA ROSOLIA
ROSOLIA
Cos’é il morbillo
Il morbillo è una malattia infettiva altamente contagiosa, causata da un virus. E’
una malattia cosiddetta dell’infanzia perché colpisce prevalentemente i bambini: è
infatti molto difficile raggiungere l’età
adulta senza essersi ammalati di morbillo,
dal momento che il virus è molto diffuso e
si trasmette con grande facilità da una
persona all’altra. Comunque, anche gli
adulti che non abbiano avuto la malattia
da bambini e/o non siano stati vaccinati
possono essere colpiti dal morbillo: in
questi casi la malattia ha un andamento
più grave che nell’infanzia. Il virus penetra nell’organismo attraverso le vie respiratorie.
Il morbillo inizia con congiuntivite, raffreddore e tosse, malessere generale e
febbre. Dopo alcuni giorni compare la tipica eruzione cutanea (= esantema, da
cui il nome di malattia esantematica), prima alla fronte e poi, nell’arco di 2-3 giorni, anche alla faccia, alla nuca, alle braccia e, via via, al tronco e alle gambe.
In genere la malattia si risolve favorevolmente in una settimana o poco più;
però possono anche presentarsi varie
complicazioni, tra cui le più frequenti
sono otite, bronchite e polmonite.
La complicazione più grave è però
l’encefalite, che colpisce un malato ogni
1.000 e lascia danni permanenti in circa
la metà dei casi.
Per il morbillo ogni anno in Italia devono essere ricoverati in ospedale più di
5.000 bambini. Inoltre, a distanza di
molti anni dalla guarigione dal morbillo,
può comparire una complicazione estremamente temibile seppur molto rara (in
genere 1 caso ogni 100.000 che hanno
avuto la malattia): si tratta della panencefalite sclerosante subacuta, che consiste in una gravissima degenerazione
progressiva del sistema nervoso.
Come si trasmette
Il morbillo, come già detto, è una malattia altamente contagiosa; l’infezione si trasmette da malato a sano tramite le goccioline di saliva emesse con la tosse, lo starnuto o anche parlando.
L’ammalato è contagioso da quando
compaiono i primi sintomi ad alcuni giorni
dopo la comparsa dell’esantema.
Cos’é la parotite
La parotite, conosciuta comunemente
anche con il nome di “orecchioni”, è
una malattia infettiva contagiosa dovuta
a un virus che entra nell’organismo attraverso la bocca, raggiunge le ghiandole salivari e da qui si diffonde tramite
il sangue ad altri organi e tessuti.
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Le ghiandole salivari più colpite sono
le parotidi.
La malattia causa malessere, mal di
testa, stanchezza e febbre, ed è caratterizzata dall’ingrossamento delle parotidi, che può essere anche molto doloroso.
In genere inizia a ingrossarsi una sola
delle due parotidi ma, dopo alcuni giorni, nella maggior parte dei casi si gonfia
anche l’altra ghiandola.
Nel giro di una settimana in genere
scompaiono sia la febbre che l’ingrossamento delle ghiandole.
Le complicazioni più frequenti della
parotite sono: pancreatite, meningite ed
encefalite, miocardite, sordità e, nel maschio dopo la pubertà, orchite (= infiammazione dei testicoli) con conseguente rischio di sterilità.
Come si trasmette
L’infezione si trasmette dal malato al
sano attraverso le goccioline di saliva,
emesse con la tosse, lo starnuto e anche
parlando.
Cos’é la rosolia
La rosolia è la più lieve tra le comuni
malattie infettive cosiddette dell’infanzia.
E’ causata da un virus che entra nell’organismo attraverso le vie respiratorie e
viene poi trasportato dal sangue.
La malattia in genere causa febbre,
eruzione cutanea (= esantema) con piccole macchioline rosacee, ingrossamento
delle ghiandole linfatiche dietro le orecchie, sotto la nuca e sotto il mento. L’esantema inizia al volto e si estende rapidamente al tronco e agli arti; scompare
di solito nell’arco di qualche giorno.
L’ingrossamento delle ghiandole linfatiche dura invece qualche settimana,
mentre la febbre, generalmente lieve,
dura 1-2 giorni.
Non è raro però che questi segni siano così lievi da passare addirittura inosservati.
La rosolia nei bambini ha un andamento benigno; diventa invece molto
pericolosa per il nascituro se colpisce
una donna in gravidanza (rosolia congenita), particolarmente nelle prime settimane.
In questo caso può provocare la nascita di un bambino con gravi patologie:
malformazioni del cuore, del sistema
nervoso, degli occhi e dell’apparato uditivo e alterazioni delle ossa e della coagulazione del sangue. Se l’infezione è
molto grave e precoce si può verificare
anche la morte intrauterina del feto.
Come si trasmette
La rosolia sia nel bambino che nell’adulto si trasmette per via respiratoria attraverso le goccioline di saliva, emesse con la
tosse, lo starnuto o anche parlando.
Nell’infezione congenita, invece, il virus presente nel sangue materno raggiunge il feto attraverso la placenta.
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Vaccinazione associata
antimorbillo-parotite-rosolia
(MPR)
Vaccino anti-morbillo
Anche se non obbligatoria, è una
vaccinazione vivamente raccomandata.
Viene praticata tra il 12° e il 15° mese di vita, ed è poi consigliata una seconda dose al 5°- 6° anno o all’11°-12°
anno di età. (Accordo Stato-Rgioni dd.
13.11.2003 concernente il Piano Nazionale di eliminazione del morbillo e
della rosolia congenita). La vaccinazione può comunque essere eseguita a
qualunque età, anche nell’adulto.
Il vaccino contiene i tre virus del morbillo, della parotite e della rosolia (vaccinazione ‘trivalente’), vivi ma modificati in modo da renderli innocui (= vaccino vivo attenuato) ma ancora capaci di
stimolare le difese immunitarie dell’organismo.
Il vaccino si somministra con un’unica
iniezione per via sottocutanea, nella
parte alta del braccio, vicino alla spalla.
Chi viene vaccinato non trasmette il
virus ad altre persone: dunque può essere vaccinato tranquillamente anche chi
sta a contatto con donne in gravidanza.
Può essere somministrato a qualunque
età e a chiunque non abbia ancora avuto il morbillo.
E’ fortemente raccomandato per tutti i
bambini, particolarmente entro i 10 anni
di età. E’ raccomandato anche per tutti i
soggetti con infezione da HIV.
In Italia nelle zone in cui si è riusciti a
vaccinare la quasi totalità dei bambini si
è ottenuta una notevolissima riduzione
del numero di casi di morbillo e di ricoveri per le sue complicazioni, con conseguente guadagno in salute e risparmio in
spese sanitarie per i genitori e la società
intera.
Dopo la vaccinazione contro il morbillo non si hanno in genere particolari
disturbi. In alcuni casi, dopo una decina
di giorni dalla vaccinazione, può comparire febbre, eventualmente accompagnata da un’eruzione cutanea (una specie di lieve sintomologia da morbillo).
Entrambi i segni scompaiono comunque in pochi giorni. Se la febbre dovesse superare i 38.5° è necessario consultare il proprio pediatra e somministrare
farmaci antifebbrili.
Il bambino che presenta queste reazioni non è comunque contagioso. Una
persona che è venuta a contatto con un
malato di morbillo può ancora essere
protetta dalla malattia se viene vaccinata entro 3 giorni.
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Vaccino anti-parotite
Può essere somministrato a qualunque
età, a chiunque non abbia ancora avuto
la malattia. In alcuni casi nel corso della
seconda settimana dopo la vaccinazione
possono aversi febbre, mal di testa, malessere e anche gonfiore delle parotidi.
Eventuali reazioni a carico del sistema
nervoso sono di gran lunga più rare rispetto all’infezione naturale e comunque
sempre benigne e di breve durata.
E’ raro che si manifestino reazioni in
seguito a questa vaccinazione.
In alcuni casi, dopo 1-2 settimane dalla vaccinazione, possono comparire febbre, eruzione cutanea e gonfiore delle
ghiandole linfatiche del collo. Nelle donne adulte possono comparire anche dolori alle articolazioni. In genere però si tratta di reazioni modeste e di breve durata.
Vaccino anti-rosolia
Per prevenire le malformazioni congenite causate dalla rosolia l’unica arma efficace è la vaccinazione, dal momento che non
esiste una cura specifica né per la donna in
gravidanza né tantomeno per il nascituro.
La vaccinazione è vivamente raccomandata per ogni bambina prima dell’età fertile (cioè prima della comparsa
delle mestruazioni).
Possono comunque essere vaccinate anche le donne adulte, purché non siano in
gravidanza ed evitino la stessa nei tre mesi
successivi alla vaccinazione.
Chi ha già avuto la rosolia può essere
ugualmente vaccinato: in questo caso la
vaccinazione non solo non è dannosa ma,
anzi, rinforza lo stato immunitario.
Chi viene vaccinato non trasmette il
virus ad altre persone: dunque possono
essere vaccinate tranquillamente anche
bambine che stanno a contatto con donne in gravidanza.
N.B. Ogni donna in età fertile che non conosce il
proprio stato immunitario nei confronti della rosolia dovrebbe essere vaccinata. In alternativa è
necessario eseguire il rubeo–test e, nel caso risulti negativo, effettuare la vaccinazione per evitare
che, in caso di gravidanza, il feto corra il pericolo della rosolia congenita con le sue gravissime
conseguenze. L’intervallo minimo tra la somministrazione del vaccino e l’inizio di una gravidanza è, secondo le recenti raccomandazioni internazionali, di un mese.
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Controindicazioni
(vedi anche capitolo 3)
La vaccinazione va temporaneamente
rinviata in caso di:
- malattia clinicamente importante di media o alta gravità o febbre superiore ai
38.5°;
- somministrazione di immunoglobuline
nei 3/6 mesi precedenti (a seconda del
tipo di IG).
Non deve essere invece somministrata
nei seguenti casi:
- alterazioni del sistema immunitario;
- gravidanza;
- reazione allergica grave ad una precedente dose dello stesso vaccino.
Numerosi studi hanno documentato la
sicurezza dei vaccini del morbillo e della
parotite (preparati su colture cellulari di
uovo embrionato di pollo) in bambini
con allergia grave all’uovo.
Piano nazionale di eliminazione
del morbillo e della
rosolia congenita
L’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita rappresenta per il nostro Paese la principale priorità nel campo delle
malattie prevenibili con la vaccinazione.
Per raggiungere questo obiettivo di salute è necessario ridurre drasticamente la
quota di popolazione suscettibile a queste
due infezioni in tutte le classi di età, raggiungendo coperture vaccinali elevate.
Tra le azioni individuate dal piano vi è
l’attività straordinaria di recupero rivolta ai
bambini dai 3 ai 15 anni di età ancora suscettibili e l’introduzione dell’offerta attiva
della 2a dose di vaccino MPR. Sono inoltre
previste strategie mirate per l’eliminazione
della rosolia congenita con azioni rivolte
alle donne in età fertile o in gravidanza
nonché al personale esposto ad un elevato
rischio professionale. Tali inziative sono basate sulla valutazione dell’immunità nei
confronti della rosolia e sulla vaccinazione
delle donne ancora non protette contro l’infezione.
Reazioni e complicazioni
(vedi anche capitolo 5)
La vaccinazione associata antimorbillo-parotite-rosolia in genere non provoca disturbi.
In alcuni casi, dopo una decina di
giorni dalla vaccinazione, può comparire la febbre, che dura in genere 1-2
giorni, eventualmente accompagnata
da un’eruzione cutanea.
Se la febbre dovesse superare i
38.5° è opportuno consultare il proprio
pediatra e somministrare farmaci antifebbrili.
Può comparire anche un gonfiore
delle ghiandole linfatiche del collo o,
meno frequentemente, tosse secca e raffreddore, congiuntivite e gonfiore delle
parotidi.
Artralgie, artriti acute e, in generale,
sintomatologia a carico delle articola-
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1133.. LA
LA VACCINAZIONE
VACCINAZIONE
CONTRO
CONTRO LE
LE MALATTIE
MALATTIE
DA
DA HAEMOPHILUS
HAEMOPHILUS
INFLUENZAE
INFLUENZAE TIPO
TIPO BB
zioni sono legati alla componente rubeolica del vaccino MPR e si manifestano con maggior frequenza nelle donne
in età post-puberale che tra i bambini e
gli adolescenti. Tutto comunque scompare in pochi giorni. Anche il bambino
che presenta queste reazioni non è contagioso.
Quali sono le malattie
da Haemophilus
influenzae tipo b
L’Haemophilus influenzae tipo b è uno
dei germi che più spesso causa malattie
invasive gravi (meningite, epiglottite, setticemia, artrite, polmonite, ecc.) nel lattante e nel bambino.
In particolare l’Haemophilus è responsabile del 40% circa delle meningiti dei
lattanti entro i primi 5 mesi di vita, e del
60% dei casi di epiglottite entro i primi 5
anni di vita. Le malattie da Haemophilus
possono causare danni permanenti (sordità, ritardo psicomotorio, ecc.). Inoltre la
meningite, nonostante la possibilità di essere curata, può essere, ancora oggi,
causa di morte.
Come si trasmette l’infezione
L’Haemophilus si trasmette tramite goccioline di saliva emesse dal malato con la
tosse, lo starnuto o anche parlando.
Il rischio di contagio è maggiore per i
bambini che frequentano comunità infantili, e particolarmente per i piccoli che
vanno all’asilo nido.
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La vaccinazione anti
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ALTRE
ALTRE
Haemophilus influenzae
VACCINAZIONI
tipo b
VACCINAZIONI
E’ indicata nel primo anno di vita.
Nei Paesi in cui è stata eseguita su larga scala, in associazione con le altre
vaccinazioni dell’infanzia, ha già portato a una notevole riduzione o addirittura alla scomparsa delle malattie invasive da Haemophilus nei bambini.
Il vaccino si somministra secondo il
calendario riportato a pagina 43 con
iniezione intramuscolo nella coscia. La
vaccinazione non è più indicata dopo i
cinque anni di età.
Controindicazioni
(vedi anche capitolo 3)
In genere non vi sono controindicazioni alla vaccinazione.
Reazioni e complicazioni
(vedi anche capitolo 5)
Il vaccino contro l’Haemophilus è ben
tollerato. Non sono stati segnalati effetti
collaterali gravi, né locali né generali. Si
possono avere invece lievi reazioni nel
punto di iniezione (dolore con arrossamento e gonfiore) o, più raramente, febbre e irritabilità.
Vaccinazioni contro
l’influenza
E’ raccomandata soprattutto per gli anziani e per le persone di qualunque età
con malattie croniche, per le quali anche
una banale influenza può risultare una
malattia grave e perfino mortale.
Per quanto riguarda in particolare i
bambini, è opportuno vaccinare ogni anno contro l’influenza, a partire dai 6 mesi di vita, tutti quelli affetti da asma e da
altre malattie respiratorie croniche.
La vaccinazione è inoltre indicata se è
stata diagnosticata la fibrosi cistica, il
morbo celiaco, una malattia cronica del
cuore (compresa la cardiopatia congenita), del sangue, dei reni, del metabolismo
(compreso il diabete mellito) e del sistema
immunitario e, inoltre, anche per i bambini con infezione da HIV e quelli in terapia
di lunga durata con aspirina.
La vaccinazione viene eseguita nella
stagione autunnale.
Vaccinazione contro
la meningite e le altre
malattie da meningococco
I meningococchi sono frequenti colonizzatori asintomatici della gola e del naso
(sono presenti in circa il 10% della popolazione), ma sono anche causa di malattie
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La vaccinazione contro la meningite e le altre malattie del meningococco
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Va c c i n a z i o n e c o n t r o
la tubercolosi
severe quali la meningite o la setticemia
(batteriemia). I meningococchi conosciuti
che hanno come ospite l’uomo appartengono a 13 sierogruppi e 5 di questi (sierogruppi A, B, C, W135 e Y), sono più frequentemente implicati nelle forme invasive.
Il gruppo A è la principale causa di malattia nella fascia sub-sahariana ed è presente anche in Cina e in America Latina. Il
gruppo B è il più rappresentato in Europa,
anche se la sua frequenza in rapporto con
il gruppo C varia notevolmente nelle diverse nazioni e in differenti periodi. Attualmente si dispone di due tipi di vaccino antimeningococcico, quello polisaccaridico
tetravalente (A, C, W135 e Y) che è in
grado di stimolare una memoria immunologica a lungo termine quando somministrato a bambini al di sopra di 5 anni di
età e il vaccino meningococcico C coniugato che è immunogeno già a partire dai
tre mesi di età del bambino. Tali vaccinazioni sono raccomandate per i soggetti
che presentano particolari condizioni di
salute che li pongono a rischio di contrarre l’infezione invasiva da menigococco
(es. pazienti splenectomizzati o con malattie caratterizzate da alterazioni dei fattori
del complemento). L’estensione dell’utilizzo
del vaccino antimeningococccico ad altre
categorie di bambini è regolamentata da
programmi regionali specifici;
È obbligatoria solo per alcune categorie di soggetti in conformità al DPR 7 novembre 2001 n. 465.
È offerta ai bambini che andranno ad
abitare in zone ad alta endemia per TBC
(figli di lavoratori all’estero, ecc.) o in
Paesi con l’obbligo di vaccinazione antitubercolare e ai bambini di età inferiore
ai 5 anni con elevati fattori di rischio in
accordo con il pediatra curante e il medico specialista.
Va c c i n a z i o n e c o n t r o
la rabbia
La vaccinazione pre-esposizione è
raccomandata per le persone esposte al
rischio di morsicatura di animali (veterinari, cacciatori, ecc.) mentre la vaccinazione post-esposizione viene eseguita
dopo morsicature o altre lesioni a rischio
provocate da animali rabidi e/o sospetti
secondo protocollo ministeriale.
Va c c i n a z i o n e c o n t r o
l’epatite A
Attualmente è raccomandata soprattutto per i viaggiatori internazionali che si recano in zone a rischio, per gli addetti allo
smaltimento dei rifiuti, per i tossicodipendenti e per i soggetti epatopatici cronici.
Vaccinazione contro il tifo
E’ raccomandata per i viaggiatori internazionali diretti in zone a rischio.
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Vaccinazione contro le
malattie da pneumococco
e
Lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) ha una diffusione ubiquitaria
ed analogamente ad altri due batteri filogeneticamente vicini (meningococco ed
Haemophilus influenzae) colonizza il nasofaringe e circola nella popolazione attraverso soggetti asintomatici. È una causa frequente di polmonite, batteriemia,
sinusite ed otite media. I più alti tassi di
malattia invasiva da pneumococco si verificano specialmente tra i bambini di età
inferiore ai due anni. Il vaccino coniugato anti - pneumococcico è elaborato per
ottenere una risposta adeguata anche in
bambini al di sotto dei 24 mesi di età.
Il numero di dosi da somministrare
varia con l’epoca in cui ha inizio l’immunizzazione.
La vaccinazione è raccomandata ai
soggetti di età inferiore a 5 anni, classificati ad alto rischio di contrarre una patologia invasiva da Streptococco pneumoniae (soggetti con anemia falciforme,
talassemia, asplenia funzionale, broncopneumopatie croniche, immunodepressione, diabete mellito, insufficienza renale e sindrome nefrosica, infezione da
HIV, immunodeficienze congenite, malattie cardiovascolari croniche, perdita di liquido cefalo-rachidiano, pazienti portatori di impianto cocleare o altre patologie secondo le indicazioni del medico
curante; Il vaccino anti-pneumococcico
non va somministrato in caso di accertata ipersensibilità al tossoide difterico.
L’estensione dell’utilizzo del vaccino
antipneumococcico ad altre categorie di
bambini è regolamentata da programmi
regionali specifici.
Gli effetti collaterali riferiti più frequentemente consistono in dolore, eritema, tumefazione nel sito di inoculo. Altre segnalazioni di reazioni indesiderate sono riferite a febbre di grado moderato, irritabilità, mialgie, astenia e rush cutanei.
Vaccinazione contro la
varicella
La varicella è attualmente la malattia
infettiva più diffusa nell'infanzia.
Il suo decorso nel bambino è quasi
sempre benigno, sono però possibili complicanze anche gravi in soggetti appartenenti a gruppi a rischio.
L’intervento di immunoprofilassi è mirato ai seguenti individui: 1) Soggetti suscettibili che vivono con persone immunodepresse; 2) Soggetti senza precedenti di
varicella con patologie ad elevato rischio
(leucemia linfatica acuta in remissione, insufficienza renale cronica, trapianti renali, persone con infezioni da HIV senza segni di immunodeficienza e con una proporzione di CD4>25%). Per quanto riguarda gli adulti la vaccinazione è raccomandata alle donne in età fertile senza
precedenti di varicella (la vaccinazione va
praticata procrastinando la possibilità di
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intraprendere la gravidanza per 3 mesi),
alle persone suscettibili che lavorano in
ambiente sanitario e ai lavoratori suscettibili che operano nei seguenti ambienti:
asili nido, scuole materne e comunità della prima infanzia, scuole primarie e scuole secondarie; L’estensione della vaccinazione antivaricella ad altre categorie di
soggetti è regolamentata da programmi
regionali specifici.
Bambini e viaggi
i n t e r nazionali
Si raccomanda ai genitori di consultare il Servizio di Vaccinazione con congruo anticipo rispetto alla data di partenza per il viaggio. Se si tratta della
somministrazione di vaccini con ciclo a
dose unica sono necessari in generale
almeno 15 giorni per l’instaurarsi della
conseguente immunità.
Per quanto riguarda in particolare la
febbre gialla ci sono Paesi per i quali la
vaccinazione è obbligatoria, altri per i
quali è solo raccomandata. L’età minima
per la vaccinazione è nove mesi; la controindicazione è l’allergia franca all’albumina dell’uovo.
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Vaccinazioni 2007 - Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia