CONOSCERSI
PER PROGETTARE
Una comunità consapevole dei propri bisogni
Risultati della Ricerca-Intervento
A cura di Nicoletta Cinotti
Il campione
8
Le interviste di gruppo e le proposte emerse
18
Lo Spazio Famiglia
Ringraziamenti
Un ringraziamento a tutte le persone, grandi o piccole, giovani o anziani, privati cittadini o membri
di associazioni ed enti, che hanno partecipato alle interviste. Senza di loro questo lavoro non
avrebbe avuto né senso né scopo.
Nicoletta Cinotti
Si ringraziano inoltre:
L’Assessorato alla Città Solidale del Comune di Chiavari
Allaman Allamani
Valentina Bandelloni
Marco Bernardini
Laura Labate
Gli intervistatori: Graziella Aramini, Rita Compagnoni, Fulvio di Sigismondo,
Adriana Ferrari, Roberto Frugone, Alberto Rigoni, Erika Solari, Nadia Vanini
Riferimenti bibliografici
Azienda Sanitaria Locale n°4”Chiavarese”, Carta dei servizi
“Stato di salute della popolazione della ASL 4 Chiavarese”
Comune di Chiavari, Carta dei Servizi Sociali
Baraldi C., Rossi E., La prevenzione delle azioni giovanili a rischio, Milano, Angeli Ed.,2002
Edwards J, et alii, Social influence processes and prevention: Social psychological applications to
social issues, New York, Plenum Press 1990
Pacilli M.G., Prezza M., Characteristics of urban child-friendliness: a study in Rome, Dipartimento
di Psicologia, Roma, La Sapienza
Prezza M., Children’s independent mobility in Italy, Dipartimento di Psicologia, Roma, La Sapienza
Ravenna M., Kirchler E., Giovani e tempo del loisir, Giornale italiano di psicologia, n°3, 2000
Scala sul senso di Comunità, (Prezza et al. 1999), SWLS, (Diener et al. 1985), Scala sul benessere
psicologico, (Ryff 1989)
Zani B., Sentirsi in/sicuri in città, Bologna, il Mulino Ed, 2003
L’idea di fare una ricerca sui bisogni di salute esprime la convinzione di un
connubio strettissimo tra ricerca valutativa e prevenzione: è necessario un
processo di riflessione per renderci in grado di passare da un insieme di azioni
preventive ad un progetto di prevenzione e promozione della salute.
Da più parti ormai si ritiene necessario far precedere una ricerca valutativa che
identifichi i reali bisogni e le reali richieste della comunità agli interventi di
prevenzione e promozione della salute.
Questo significa anche ritenere i cittadini competenti a partecipare alla
costruzione del quadro dei bisogni di salute usando gli indicatori sociali ed
epidemiologici tradizionali solo come corredo ai dati raccolti.
Affinché la competenza sia rispettata e garantita abbiamo indagato gli stessi temi
con livelli differenziati di complessità in base all’età dei soggetti. Competenza
significa però anche conoscenza della realtà, dei suoi problemi e delle sue
risorse. Per questa ragione è stata fatta la scelta di rendere disponibili, attraverso
il sito prima e l’opuscolo poi, le varie fasi della ricerca e i risultati raccolti.
Un auspicio questo che speriamo si concretizzi nelle azioni successive alla
presente ricerca e che veda coinvolti interlocutori a vario livello interessati.
La partecipazione e la competenza non possono prescindere dal rispetto di tempi
e priorità. Per questa ragione la raccolta dei dati si è conclusa nel giro di due mesi
e i tempi per la presentazione dei risultati sono stati rispettati.
Questo riteniamo sia un elemento importante nel nostro lavoro: progetti definiti
nel tempo e nello spazio, rispetto dei tempi di restituzione dei risultati relativi agli
obiettivi proposti.
La mappa che abbiamo disegnato utilizza come criterio quello del bisogno percepito.
Il bisogno percepito è una informazione qualitativa che fa riferimento alla
esperienza personale.
Presentazione
5
Campione
Presentazione della Ricerca
Questa ricerca si colloca nell’area delle ricerche – intervento relative al tema
della prevenzione e promozione della salute.
In questo caso la ricerca aveva lo scopo di far emergere i problemi e le soluzioni
dal contesto della comunità fornendo informazioni per poter valutare la
situazione e identificare le aree critiche e le possibili risposte da adottare.
Trattandosi di una ricerca qualitativa si è scelta la campionatura intenzionale, che
è quella più frequentemente usata in questi casi.
Rispetto a questi due elementi – l’individuazione delle aree critiche e delle
possibili risposte – sia indirettamente con l’elevato numero di interviste raccolte
(3371 interviste individuali e 283 partecipanti ai focus group) che direttamente,
esprimendo in modi diversi e ripetuti il desiderio che le indicazioni emerse
venissero prese in considerazione, Chiavari ha indubbiamente manifestato il
desiderio, la volontà e la capacità di partecipare.
Focus Group
3
PRESENTAZIONE DELLA RICERCA
Spazio Famiglia
Indice
3
Sicuramente, come sempre quando lavoriamo a livello di prevenzione, risulta
saliente il ruolo dell’informazione. Trovare un modo adeguato di raggiungere ed
informare l’utenza potenziale dell’esistenza di un servizio, costruirlo sulla base
dei suoi bisogni, motivare e sostenere la partecipazione è un processo che
richiede, oggi più che mai, la collaborazione e la costruzione di prassi comuni tra
amministrazione pubblica e territorio. Tra enti,terzo settore, volontariato e privato
sociale.
Un elemento importante del lavoro di ricerca è stato la costituzione del gruppo
degli intervistatori. Gli intervistatori sono stati scelti come rappresentativi delle
diverse voci della città, proprio perché le diverse componenti della vita
chiavarese si sentissero sufficientemente rappresentate. Ognuno di loro, per
motivi professionali e personali, aveva già particolari competenze nel campo
della comunicazione.
Inoltre è stata organizzata una formazione per verificare l’uso degli strumenti
della ricerca attraverso simulazioni e role-playing in aggiunta agli incontri
organizzativi veri e propri.
Abbiamo ritenuto, e la partecipazione quantitativa sembra confermarlo, che
attivare una ricerca di questo genere, fosse già un modo per incentivare forme e
processi trasversali di partecipazione.
Speriamo che questo percorso continui.
1
Azienda Sanitaria locale n°4 “Chiavarese”. Carta dei Servizi
Comune di Chiavari. Carta dei servizi sociali
In ogni caso l’insieme di questi elementi fa si che le giovani famiglie si ritrovino,
in prospettiva, con un doppio carico, dovuto sia alla crescita dei figli che alle
necessità di assistenza dei congiunti anziani. Un carico che può esser aggravato
dal fatto che, nel frattempo, la residenza si è spostata nelle aree limitrofe e quindi
Chiavari diventa un luogo da raggiungere più che da abitare.
Se analizziamo l’indice di dipendenza della popolazione chiavarese3,
considerando il progressivo innalzamento dell’età di scolarizzazione che termina
nella stragrande maggioranza dei casi a 19 anni e oltre, troviamo che il valore
atteso per il 2021 prevede per Chiavari quasi una persona a carico (0,7) per ogni
lavoratore. Risulta evidente il peso crescente che grava sulle famiglie.
L’aumento della popolazione anziana residente ha effetto anche su una delle
attività tipiche di Chiavari: il commercio. Una popolazione anziana ha vocazioni
d’acquisto diverse rispetto a quelle di una famiglia.
2
3
“Stato di salute della popolazione della ASL 4 Chiavarese”
Per indice di dipendenza si intende la popolazione non attiva e non indipendente economicamente.
Presentazione
Campione
Vorrei fare un esempio per chiarire. Alcune delle proposte emerse nelle interviste
1
possono essere, dal punto di vista istituzionale, già operative . Questo non
significa che il problema è risolto. Significa, piuttosto, che qualcosa tra la risposta
istituzionale e il cittadino non ha funzionato.
Può darsi che il servizio non sia efficiente, può darsi che copra un bacino di
utenza quantitativamente insufficiente, può darsi che l’informazione
sull’esistenza del servizio non sia stata efficace, può darsi che il cittadino abbia
l’aspettativa negativa che non può arrivargli una risposta o altro ancora.
In ogni caso non possiamo procedere a banalizzare questo dato. Diventa
necessario chiedersi perché viene registrato e a quale livello può rendersi
necessaria una risposta e un intervento.
Come già accennato il campione intervistato è stato un campione intenzionale,
ossia un campione formato da persone che hanno aderito spontaneamente
all’iniziativa. Per poter valutare la rappresentatività delle risposte abbiamo però
valutato alcuni indicatori demografici.
Chiavari manifesta una particolare distribuzione di popolazione.
Circa il 34,5 % dei residenti nell’area comunale sono infatti di età superiore ai 64 anni.
La distribuzione che vediamo
Anno 2004 - distribuzione percentuale della popolazione
riportata nel grafico è, con
variazioni numericamente poco
ragazzi
anziani
14,7 %
rilevanti, costante da diversi
34,5 %
anni. Questa distribuzione
di popolazione per età
può diventare un trend in
crescita che vede diminuire
progressivamente il numero di
forza lavoro
nuove famiglie che si insediano
50,8 %
sul territorio comunale con
un progressivo invecchiamento
dell’età media della popolazione2. Diversi possono essere gli elementi che hanno
contribuito a strutturare questo fenomeno: una dinamica naturale che vede il numero
di nati inferiore al numero dei morti, una bassa propensione alla fecondità delle
coppie e delle donne come elementi demografici – il costante aumento del valore
degli immobili, una riduzione di posti di lavoro dipendente per la carenza di strutture
industriali di grosse dimensioni, la vocazione ad un turismo di seconde case che
comporta un trasferimento più stabile con l’età della pensione – come fattori
economico/sociali, e altro ancora.
Focus Group
È estremamente significativo quando il dato percepito e quello obiettivo sono
molto distanti. Significa che qualcosa, a livello fisico, psichico o sociale non sta
funzionando correttamente. La risposta quindi, anziché banalizzare o negare la
validità della percezione, sarà quella di valutare a quale livello di
malfunzionamento si situa il problema per intervenire sia sul dato di realtà –
quando necessario – che per rispondere e/o ridefinire – quando necessario – la
risposta percettiva, oppure operare su entrambi.
IL CAMPIONE
Spazio Famiglia
Presentazione
C
C aa m
m pp ii oo nn ei
Focus Group
Spazio Famiglia
4
Non è detto che coincida con i dati obiettivi e quantitativi, ma entra in maniera
preponderante nella soddisfazione e nella valutazione della propria qualità di vita.
5
Poiché, come dicevamo, una attenzione specifica è stata data alle famiglie una
analisi particolare è stata fatta sul campione dei 669 genitori intervistati.
Campione per quartiere di residenza
14%
Composizione < 18 anni per quartiere di residenza
13%
14%
18%
10%
14%
9%
14%
12%
27.882
27.746
27.915
27.922
37%
3,5
2,5
15.000
1,55
1,78
1,98
2,0
2,09
1,5
Caperana
1,0
5.000
0
0,5
432
Spazio Famiglia
Focus Group
1999
6
498
2000
551
581
859
2001
2002
anni
2003
966
34%
3,0
percentuale
3,46
3,08
20.000
10.000
4,0
0,0
totale
stranieri
%
Bacezza
Centro
Ri
Sanpierdicanne
Altro
Su un totale di 669 genitori abbiamo una composizione familiare di 2401 persone.
Il numero totale di anziani non autosufficienti di cui queste famiglie si occupano
è di 45 persone, tra anziani conviventi e non conviventi, corrispondente al 7%
delle famiglie intervistate.
La composizione media di ogni nucleo familiare è di 3,5 persone.
2004
Nella presente ricerca, per l’insieme di questi elementi, abbiamo riservato
particolare attenzione alle esigenze delle famiglie con figli ancora minorenni,
andando a valutare anche quanto fossero coinvolte nella cura di anziani non
autosufficienti, che fossero o meno residenti presso la stessa abitazione.
Nel valutare l’attività lavorativa il dato che emerge conferma una caratteristica
strutturale di Chiavari: la maggior parte dei residenti intervistati, il 61%, svolge
una attività in proprio che va dai livelli artigianali a quelli imprenditoriali
passando per il commercio e la libera professione. Necessità dovuta alla carenza
di strutture ad alto numero di dipendenti – e virtù caratteristica della tradizione
chiavarese di iniziativa privata.
Questo, dal punto di vista dei servizi, diventa spesso un problema, poiché
diversifica e spezzetta all’infinito la richiesta dell’utenza che non condivide lo
stesso stile di vita. Essere un commerciante di un grosso negozio o l’idraulico
artigiano o il libero professionista – tutti esempi di iniziativa privata presenti sul
territorio chiavarese – significa condividere poco a livello di esigenze di servizi.
Sicuramente molto meno che se tutti lavorassero – inquadrati a livelli
corrispondenti allo stesso reddito – presso una grossa industria.
I bambini intervistati sono stati 699, di cui il 27% frequentanti scuole elementari
private e il 73% scuole pubbliche.
A questi vanno aggiunti i risultati di composizione del campione di 369 adulti
intervistati singolarmente, il 69% dei quali sono donne e il restante 31% uomini.
Questo campione, con una età media nella fascia 40-50 registra un 3% di
persone non autosufficienti. L’11% del campione ha risposto anche alle domande
del Nottingham Health Profile.
Il campione dei giovani raccoglie 1120 interviste di cui il 61% rivolte a ragazze
con una età media di 16,5 e il restante 39% a ragazzi con una età media di 16,6.
Il 10% del campione frequenta istituti superiori privati, il 5% l’università e il
restante 85% istituti cittadini di istruzione superiore.
I ragazzi delle scuole medie intervistati sono stati 514, frequentanti sia scuole
pubbliche, il 79%, che private, il 21%. Il 47% del campione è costituito da
ragazze e il restante 53% da ragazzi.
Focus Group
27.902
25.000
popolazione
Campione
27.950
Campione
11%
Andamento popolazione straniera 1999-2004
30.000
Presentazione
Inoltre la forte presenza di attività individuali incide in maniera rilevante sul
traffico e sull’uso dei mezzi di trasporto rendendo poco utilizzato il servizio
pubblico e sovrautilizzato quello privato.
Spazio Famiglia
Presentazione
Per quanto riguarda invece l’assistenza della popolazione anziana, questo
comporta – di fatto – un aumento della popolazione straniera residente.
L’insieme di questi elementi – invecchiamento dell’età media della popolazione,
aumento stranieri residenti, diminuzione giovani famiglie residenti da generazioni
nella città – comporta un cambiamento sia nella percezione del senso di
appartenenza alla comunità che nella percezione della sicurezza sociale. Tendiamo
infatti a sentirci parte di una comunità che riteniamo sicura e nella quale ci
riconosciamo. Tendiamo ad essere disponibili alla solidarietà e al sostegno se
abbiamo fiducia di poter ricevere aiuto per i nostri bisogni e le nostre necessità.
Se questi elementi si modificano troppo velocemente rischiamo di disinvestire a
livello di aspettative e di fiducia dalla realtà nella quale viviamo.
7
Le interviste di gruppo sono state limitate a sole 4 domande e si sono svolte quasi
esclusivamente nella sede del gruppo. Sono stati fatti 43 focus group con la
partecipazione di 283 persone in totale
Spazio Famiglia
Focus Group
I dati delle interviste individuali collegati con i temi emersi nei focus group
verranno riportati nel testo con i caratteri blu scuro.
8
Un commento specifico più esteso sui dati emersi dalle interviste individuali verrà
riportato nella sezione Spazio Famiglia.
L‘intervista, della durata di un’ora e mezzo, si concludeva con un breve
questionario di autovalutazione dell’esperienza.
Il questionario mirava a valutare sia il livello di soddisfazione generale rispetto
all’esperienza dell’intervista sia la rappresentatività dei dati che venivano raccolti.
Tutti questi dati, che sommati coprono il 98% degli intervistati, si collocano nello
spettro di valutazione positiva o molto positiva dell’esperienza.
Ritiene che l’intervista di gruppo abbia consentito di raccogliere indicazioni
significative sui bisogni di salute della comunità?
Molto
significative
tot. 156
55%
Abbastanza
significative
tot. 125
44%
Non so
tot. 1
0,5%
Poco
significative
tot. 1
0,5%
Non
significative
tot. 0
0%
Quando sono stati intervistati gli aderenti ad una associazione formale o
informale sono state compilate anche delle schede relative alla qualità
dell’intervento effettuato dall’associazione stessa al fine di poter verificare se lo
scopo prioritario dell’attività era di natura educativa o assistenziale.
Il tema della malattia è stato visto sia come un evento legato al destino che come
frutto di azioni individuali: spesso, soprattutto per i giovani la salute è percepita
come scontata e resistente ad ogni rischio. Coperta da un ottimismo un po’
irrealistico contro ogni problema.
Il concetto di destino è un concetto rilevante perché è quello che ci rende capaci
di un atteggiamento responsabile nei confronti della propria salute e che ci fa
sentire attori in prima persona del suo mantenimento. Più ci riteniamo
responsabili della nostra salute e della salute delle persone che ci circondano più
siamo disponibili ad azioni attive per il suo mantenimento. Riprenderemo più
estesamente questo concetto nell’analisi delle interviste individuali.
E’ interessante che il concetto di salute prevalente sia orientato soggettivamente:
la percezione che si ha di sé è quella ritenuta rilevante rispetto alla definizione
clinica e nosografica. E’ lo stato in cui la persona si percepisce come adeguata o
autosufficiente per il proprio standard di vita: in grado di far fronte alle proprie
necessità. In questo senso salute è anche vivere in armonia con i propri limiti.
Sono state frequenti le associazioni tra stress e malattia. Tra le cause di malattia
rilevanti quelle psicologiche che possono riguardare anche concetti che
interfacciano sia gli aspetti individuali che sociali, come la sensazione che la
solitudine possa essere una causa di malattia o aggravi in maniera determinante
la malattia in atto.
Dopo aver definito il concetto di salute condiviso dal gruppo intervistato, la
seconda domanda mirava a definire il concetto di salute dentro la città di Chiavari.
Presentazione
La prima delle domande era orientata a circoscrivere la definizione di salute che
il gruppo condivideva. Nella maggioranza dei casi la definizione di salute
metteva in relazione il benessere psicofisico con l’ambiente naturale e sociale in
cui le persone vivono.
Per ambiente in molti casi l’attenzione era data anche agli aspetti relazionali,
sottolineando come il contesto relazionale incida – positivamente o
negativamente – nella gestione delle situazioni di malattia. Salute quindi come
possibilità di avere contatti indipendentemente dallo stato fisico della persona e
salute come possibilità di accettarsi con le proprie caratteristiche individuali.
Una salute vista non solo e non tanto come assenza di malattia ma come uno
stato di benessere collegato strettamente alla qualità della vita e alla qualità
dell’ambiente affettivo e sociale che ci circonda.
Salute anche come partecipazione e presenza dentro la propria comunità in
opposizione all’idea di essere abbandonato. Una salute correlata con il senso di
appartenenza alla realtà sociale e familiare e non solo alla assenza di malattia.
Campione
I focus group hanno riguardato:
enti o istituzioni che operano nell‘area della salute;
associazioni sportive;
associazioni di volontariato;
associazioni e movimenti religiosi;
circoli culturali e/o ricreativi;
gruppi informali;
associazioni di categoria;
altre realtà associative.
D1. Qual è la vostra definizione di salute?
Quali sono gli elementi prioritari che hanno concorso alla sua definizione?
Focus Group
Le interviste di gruppo, dette anche focus group, hanno affrontato le stesse tematiche
delle interviste individuali ma, poiché si ritiene che questi interlocutori dispongano
di un osservatorio più selezionato e più strettamente collegato alla loro specifica
fascia d ‘intervento, è stato ritenuto più adeguato lo strumento del focus group.
Le domande dell’intervista di gruppo.
Spazio Famiglia
Presentazione
Campione
L E I N T E RV I S T E D I G R U P P O E L E P R O P O S T E E M E R S E
9
Nelle interviste individuali il 68% delle famiglie ha genitori entrambi occupati
in attività lavorative. Di questi il 32,4% lavora entro il comune di residenza, il
22%,10 km oltre il comune di residenza e il restante 45,6% lavora 20 km oltre
il proprio comune di residenza. Nel campione relativo agli adulti, il 69% dei
quali risulta occupato,il 28% lavora 10 km oltre il comune di residenza, il 22%
lavora 20 km oltre il comune di residenza, il 41% non dichiara la distanza dal
luogo di lavoro e il restante 9% lavora entro il comune di residenza.
La necessità di aggregazione e di creare luoghi e realtà aggregative torna con una
frequenza molto alta. Chiavari è definita come una città che privilegia i luoghi di
consumo rispetto a quelli di aggregazione libera. In alcuni focus viene addirittura
descritta come uno spazio urbanistico pensato a favore dei luoghi di
consumo:questa richiesta di spazi liberi di aggregazione è quindi in
controtendenza.
La promozione della salute e la prevenzione di azioni giovanili a rischio
attraverso centri e realtà aggregative si presenta come una delle strategie di
intervento più efficaci rivolte ai gruppi giovanili informali, agevolando i processi
di personalizzazione e favorendo gli interventi educativi anche verso quelle fasce
giovanili che non vanno a scuola o che non sono disponibili a comunicare nel
contesto della famiglia4.
Questo tipo di intervento promozionale, rivolto a qualunque gruppo d’età
rovescia il significato della comunicazione usuale: porta qualcosa anziché
chiedere qualcosa.
Nel campione dei giovani intervistati individualmente, alla domanda se ci sono
sufficienti spazi di aggregazione, la risposta ha un valore di 1,1 dove 2 è
considerato il valore minimo positivo.
Il campione degli adulti alla stessa domanda ha risposto con un valore di 1,3,
dove 2 è considerato il valore minimo positivo.
Spazi di aggregazione che mancano anche per gli anziani. Il 75% delle interviste
4
Baraldi C., Rossi E., La prevenzione delle azioni giovanili a rischio, Milano, Angeli Ed., 2002
Al fine di valutare il benessere sociale, nelle interviste individuali, è stata usata
5
una forma ridotta della Scala sul Senso di Comunità .
Questa scala è multifattoriale ed i fattori che la compongono sono considerati
rilevanti nella realizzazione di progetti preventivi di comunità.
Il Senso di Appartenenza è uno dei sei fattori considerati.
Per chiarezza indicheremo ogni volta con una sottolineatura i termini che fanno
riferimento ai fattori della Scala sul Senso di Comunità.
Il Senso di Appartenenza alla comunità è di 2,2 nel campione degli adulti
intervistati senza differenze statisticamente significative tra uomini e donne –
dove 2 è il valore minimo positivo e 4 il valore massimo positivo ma il senso di
Sostegno e Connessione emotiva nella comunità nello stesso campione è di 1,3,
sempre con gli stessi parametri di riferimento, un dato quindi negativo.
Nel campione dei giovani intervistati il Senso di Appartenenza alla comunità è
di 1,8. Il senso di Connessione Emotiva e Sostegno con la Comunità è di 1,8, un
indicatore rafforzato dai dati relativi alla fiducia di poter trovare aiuto in
famiglia che è di 2,9, considerando sempre 2 il valore minimo positivo e 4 il
valore massimo positivo. Nei ragazzi della scuola media i dati sono leggermente
più positivi. Raggiunge il 2,6 il Senso di Appartenenza ma è ancora negativo per
quanto riguarda il Sostegno e Connessione emotiva con 1,8.
Il tema delle giovani famiglie viene correlato a quello delle opportunità abitative.
Gli affitti cari, il valore troppo alto degli immobili spingono le giovani famiglie
verso i comuni limitrofi.
Questo problema, viene segnalato come rilevante dal 18,7% delle famiglie
intervistate e dal 30% degli adulti intervistati individualmente. Il 48% dei giovani
ritiene che maggiori opportunità lavorative renderebbero Chiavari più vivibile.
Un altro dato che riveste particolare importanza è quello legato ai servizi.
In alcune interviste vengono segnalate carenze nei servizi – la perdita del Pronto
soccorso di Chiavari, una insufficiente copertura per la guardia medica
pediatrica, la mancanza di guardia medica turistica – ma quello che prevale,
5
Scala sul Senso di Comunità (Prezza et al. 1999).
Presentazione
Campione
Nucleo di attenzione la famiglia. Una famiglia che ha bisogno di essere sostenuta
nelle condizioni di crisi – anziani non autosufficienti, adolescenti a rischio,
emergenze psichiatriche, patologie croniche – con interventi di sollievo e non di
sostituzione. Una famiglia che esiste con le sue necessità anche nella normalità
della vita quotidiana: necessità di spazi di aggregazione per bambini non a
pagamento, necessità generale di luoghi di aggregazione pubblici e di occasioni
culturali di incontro, necessità di sostegno nella gestione dei figli per le famiglie
in cui entrambi i genitori lavorano.
Focus Group
Una attenzione primaria è stata data agli aspetti relativi alla salute sociale come
estremamente rilevanti nel quadro della qualità della vita.
di gruppo affronta questo tema. Se colleghiamo questo dato con la forte
partecipazione alla ricerca ci rendiamo conto che già la ricerca stessa è stata colta
come una significativa opportunità aggregativa, venendo incontro ad una forte
esigenza di confronto e integrazione delle esperienze tra realtà diverse.
Questi dati sono resi ancora più rilevanti se comparati con quelli delle interviste
individuali relative al senso di comunità e alla percezione della possibilità di
ricevere sostegno. Chiavari sembra essere una città che non partecipa ma si
dichiara, nelle interviste raccolte, come una realtà sociale desiderosa di avere
occasioni di partecipazione e sofferente per la chiusura delle opportunità libere
di incontro.
Spazio Famiglia
Presentazione
Campione
Focus Group
Spazio Famiglia
10
D2. Quali sono i bisogni di salute prioritari della nostra città?
11
Attenzione anche alle azioni di prevenzione, mirate a specifiche fasce d’età –
disturbi d’apprendimento, consumo di alcol in adolescenza, prevenzione
dipendenze – o rivolte in generale alla popolazione.
Un ruolo centrale nella aggregazione e integrazione è pensato per i medici di
base, in ambito sanitario, e per le assistenti sociali in ambito sociale.
Il problema del traffico viene registrato come rilevante sia nella qualità della vita
che sulla qualità dell’ambiente. Inquinamento acustico, inquinamento
atmosferico, inquinamento da traffico e traffico da ricerca di parcheggi.
L’80% del campione di adulti e famiglie intervistate usa un mezzo proprio
motorizzato – auto o moto – per andare a lavorare. Il 46,5% dei bambini arriva
a scuola in macchina, solo il 19% utilizza il servizio di pulmino. Il restante
34,5% arriva a piedi. Il 33% dei ragazzi delle medie arriva a scuola in macchina
con i genitori mentre il restante 67% arriva a piedi o con mezzi pubblici.
I giovani, alla domanda se sentono di rischiare nel traffico rispondono con un 1,
ossia non ritengono che il traffico sia un problema.
Rimanendo in tema d’ambiente la mancanza di spazi verdi, la necessità di
Hanno partecipato ai focus group alcune associazioni sportive. Le indicazioni
emerse dalle loro interviste non differiscono significativamente da quelle
presentate dal resto del campione. Anche in questo caso i temi dominanti sono
stati l’aggregazione giovanile e la cura della realtà urbanistica cittadina – problemi
di traffico e di inquinamento ambientale – e delle strutture sportive esistenti.
Una proposta interessante è la collaborazione consultiva con le associazioni
sportive in sede di progettazione e manutenzione degli impianti sportivi.
Il 13,7% del campione adulto, il 15% dei genitori, il 36,8% dei ragazzi, il
34,5% dei giovani ritengono che la presenza di più impianti sportivi
migliorerebbe la qualità della vita a Chiavari. Il 55,6% dei giovani e il 56,8 dei
ragazzi intervistati dichiara di fare attività sportive nel tempo libero. Il 33% dei
bambini delle elementari intervistati pratica attività sportive.
La necessità di pensare forme di integrazione delle marginalità è riportata dal
30% dei gruppi intervistati. La presenza di un movimento migratorio di stranieri,
come riportato nei grafici presentati, e l’impatto che questo può avere sulla
popolazione residente sono solo alcuni degli aspetti che il tema della marginalità
presenta.
Altre marginalità possono essere legate a difficoltà economiche, alle difficoltà di
assistenza di fronte a patologie croniche o alla solitudine in cui vivono alcune
persone.
Il 27% degli adulti intervistati, il 18% delle famiglie, il 14% dei giovani
ritengono necessaria maggiore solidarietà sociale. Alla domanda se c’è
disponibilità ad aiutarsi il valore è 1,3 dove 2 è il valore minimo positivo nel
campione degli adulti. Nei genitori alla domanda se qualcuno in difficoltà viene
aiutato nella propria zona di residenza il 5% risponde che non viene mai aiutato,
il 51% risponde qualche volta e solo il 44% risponde con “sempre” o “ spesso”.
Presentazione
Campione
Facilità di accesso alle strutture, assistenza domiciliare e servizi di
accompagnamento, abbattimento delle barriere architettoniche ma anche
adeguato trasporto urbano di collegamento e accesso tra ospedale e territorio e
adeguata informazione sui servizi disponibili e sul loro bacino potenziale di
utenza sono gli elementi maggiormente sottolineati
Un processo di valorizzazione di ciò che è già attivo ed operante, ipotizzando
una rete di aggregazione, con equipe di valutazione multidisciplinare, una
implementazione della accessibilità dei servizi e la valorizzazione delle risorse
umane operanti, sia sul fronte della formazione degli operatori che sui temi della
relazione e dell’ascolto empatico – quindi non solo sulla qualità medica ma
anche sugli aspetti relazionali – e sul fronte della collaborazione con le
associazioni di volontariato.
Il 42% del campione costituito da adulti e genitori e il 43% dei giovani ritiene
che una maggiore presenza di spazi verdi migliorerebbe la vivibilità della città,
seguito da un 40% di adulti e un 19% di giovani che vorrebbero delle piste
ciclabili. Se consideriamo cosa renderebbe Chiavari una città più vivibile per i
bambini il 63% delle famiglie intervistate sceglie più spazi verdi e il 44% più
piste ciclabili. I ragazzi scelgono le piste ciclabili per il 39%.
Focus Group
Il 53% del campione di adulti intervistati e il 47,5% delle famiglie intervistate
dichiara che il fatto che un servizio sia in un’altra città influenza la decisione di
utilizzarlo ma il 29% degli adulti e il 22% delle famiglie se interessato è
disponibile a muoversi e il 15% di entrambi i campioni più che un problema di
distanza sottolinea un problema di raggiungibilità.
attenzione per l’ambiente attraverso la cura degli arenili e delle spiagge, la
valorizzazione dell’ambiente marino, la raccolta differenziata dei rifiuti e la
pulizia della città sono temi che tornano ripetutamente. Lo spazio ambientale, il
lungo fiume Entella e Rupinaro, uno per la costruzione di una pista lungo l’argine,
l’altro per la prevenzione del ripetersi di alluvioni, sono elementi sottolineati
ripetutamente. La mancanza di spazi verdi liberi fruibili dai cittadini è una delle
voci che raccoglie maggiori consensi nelle interviste individuali.
Spazio Famiglia
Presentazione
Campione
Focus Group
Spazio Famiglia
12
come atteggiamento e indicazione operativa, è la necessità di una migliore
integrazione socio-sanitaria e di una migliore rete di collegamento con il
volontariato e il terzo settore. Le proposte, che rispetto ai servizi emergono
parallelamente alla seconda domanda, sottolineano proprio tutti quegli aspetti
che integrano la cura e l’assistenza con il territorio stesso.
13
1. Partecipazione, aggregazione, cooperazione
Il caposaldo attorno alle quali ruotano è l’implementazione delle possibilità di
partecipazione e cooperazione tra le diverse realtà pubbliche e private.
Le proposte vanno dalla creazione di consigli di circoscrizione o di quartiere, alla
costruzione di un lavoro in rete tra le agenzie sanitarie, educative e sociali.
Altre ancora alla costituzione di una rete di gruppi di auto-aiuto per realizzare
momenti d’incontro o la creazione di aree libere di aggregazione pensate per le
esigenze delle diverse fasce d’età.
Anche le consulte, come sedi di incontro tra associazionismo e cittadini e luoghi
di creazione di un piano regolatore sociale, sono tra le proposte avanzate.
Più in dettaglio:
libro bianco sulle associazioni di volontariato;
creazione di una rete telefonica per interventi infermieristici e creazione di un data base dei
soggetti a rischio socio-sanitario segnalati dai medici di base;
promuovere progetti ed iniziative di “vicinato solidale”;
Presentazione
Campione
Sono emerse anche molte indicazioni di tipo urbanistico. Una sezione delle
interviste individuali per genitori era appositamente riservata alle aree del
quartiere ritenute abbandonate e pericolose. Lo scopo della domanda era quello
di valutare se la propria zona di residenza era ritenuta sicura per il movimento
autonomo dei bambini. Molte delle risposte hanno assunto un criterio più
urbanistico. Altre proposte, alcune delle quali probabilmente non di competenza
dell’amministrazione comunale, sono emerse dalle interviste individuali. Tutte
queste segnalazioni, interessanti e diversificate, sono state riportate nella
relazione consegnata all’assessorato. Abbiamo ritenuto, per esigenze di spazio e
di congruità, di non includerle nel presente opuscolo.
Andiamo a valutare insieme le principali proposte emerse, divise per aree
tematiche.
Campione
Presentazione
Questo dato merita una riflessione particolare: come già detto poc’anzi, una
comunità che non sente di essere sufficientemente aiutata sarà una comunità
difficile da coinvolgere in progetti di solidarietà. Non a caso i temi relativi al
sostegno delle marginalità sono portati avanti in quei focus group i cui
partecipanti vivono una forte realtà aggregativa. Non è solo il condividere una
convinzione religiosa che motiva, perché non tutti i gruppi fanno parte di realtà
di questo tipo. È il vivere una esperienza nutriente di aggregazione e di sostegno
indiretto che aumenta la disponibilità ad aiutare. Inoltre proprio il crescere della
pressione esercitata sulle famiglie da mutate condizioni demografiche ed
economiche fanno sì che il bisogno di sostegno non si accompagni più solo alla
condizione di disagio sociale o emarginazione. Anzi, alcune forme di aiuto
esistenti possono venir rifiutate proprio perché percepite troppo stigmatizzanti.
coordinamento tra Scuola, Comune e Associazionismo Sportivo;
creazione di un referente di zona;
referendum sulle scelte di cambiamento della città;
14
D3. Secondo voi quali sono gli strumenti più efficaci per intervenire?
Le proposte emerse
Attualmente è sempre più chiaro, non solo in tema di salute, che i partner
istituzionali necessitano, per portare avanti i loro compiti, della collaborazione e
del dialogo con le diverse realtà territoriali e con la cittadinanza.
Il fatto che le interviste abbiano riguardato tutti gli interlocutori del dialogo tra
istituzioni e territorio ha aiutato sicuramente l’emergere di soluzioni che vanno
nel versante dell’integrazione e aggregazione tra interlocutori istituzionali,
volontariato e terzo settore. Ha promosso anche una serie di proposte che
includono la disponibilità di alcune associazioni a coinvolgersi e a partecipare
per realizzare progetti comuni.
Un elemento molto sottolineato è la necessità di progetti a breve e medio termine
che si integrino con progetti più impegnativi e strutturali. Questo perché è molto
sentita l’esigenza di segnali forti che rinsaldino il legame di fiducia con le
istituzioni. Istituzioni talvolta vissute come estremamente deficitarie e talaltra
come potenzialmente onnipotenti ma demotivate all’intervento. Talora si rileva
una scarsa consapevolezza delle specifiche aree di intervento proprie di una
amministrazione comunale o dei costi che certi interventi comporterebbero.
2. L’informazione: un canale a doppio senso.
Il tema dell’informazione torna ripetutamente nelle indicazioni.
Questo elemento è in linea con la tendenza emergente dalla ricerca che
evidenzia l’interesse, più che alla creazione di nuovi servizi, alla conoscenza,
valorizzazione e integrazione dei servizi esistenti.
Informazione e comunicazione intese come un dialogo a doppio senso: da una
parte la necessità che il servizio pubblico informi correttamente sui servizi
esistenti e verifichi l’effettiva ricaduta dell’informazione. Dall’altra l’esigenza che
le necessità e i bisogni della cittadinanza vengano ascoltati e rilevati con
frequenza maggiore di quella che si verifica oggi, sia attraverso strumenti come la
presente ricerca sia attraverso la creazione di osservatori permanenti.
Il tema dell’informazione rischia di essere cruciale nelle relazioni tra utenza e
servizi: una buona qualità dell’intervento e buone iniziative possono rimanere
inefficaci se non si collocano in fasce di bisogno reale e se non sono
accompagnate da un processo di valutazione. Popolazioni diverse necessitano di
tipi di informazioni diverse: uno strumento che può essere efficace per una
popolazione italiana adulta con media scolarità può essere del tutto inadeguato
Focus Group
sportello sociale delle associazioni di volontariato presenti sul territorio.
Spazio Famiglia
Spazio Famiglia
Focus Group
collaborazione con i comuni limitrofi
15
ricerche sui bisogni dei cittadini;
osservatorio permanente sui bisogni della famiglia;
corsi di sostegno e informazione sulle problematiche delle famiglie ed educative;
sostegno del ruolo informativo della medicina di base;
Spazio Famiglia
Focus Group
Campione
osservatori permanenti sui bisogni di salute;
16
sportello di aiuto per le piccole pratiche, prenotazioni, informazioni;
sistema di rilevazione e ascolto dei cittadini.
3. Trasporti e vivibilità urbana
Il tema dei trasporti è molto sentito. Le proposte si orientano verso il servizio
pubblico. Effettivamente i dati sopra riportati sull’utilizzo del mezzo proprio per
gli spostamenti fanno pensare ad un cittadino poco abituato ad utilizzare il
trasporto pubblico. Difficile dire se questo è causato da un deficit del servizio
stesso o da un effetto di eccessiva parcellizzazione del bisogno che spinge a
prediligere le soluzioni individualizzate.
Anche il pulmino è scarsamente utilizzato e un uso considerevole del trasporto
pubblico si verifica solo per le persone che lavorano 20 km oltre il comune di
residenza.
Confrontando i dati sul traffico delle interviste individuali con quelle dei dati
relative ai parcheggi, semafori, attraversamenti pedonali sembra che il problema
traffico sia sentito più da automobilista che da pedone. Parallelamente alle
problematiche di trasporti e traffico emergono quelle relative ai parcheggi.
È comunque certo che un servizio difficilmente raggiungibile rischia di essere un
servizio inutilizzato.
Inoltre, per alcune fasce d’età e per persone con particolari patologie, i problemi
del trasporto individuale possono essere estremamente rilevanti.
Più in dettaglio :
La media attribuita al valore assistenziale dei loro interventi è stata di 7,7 per
l’associazionismo – volontariato e terzo settore – con un range di riferimento da
zero a 10 mentre gli scopi educativi hanno raggiunto 9, sempre con lo stesso
range di riferimento.
Un forte orientamento alla solidarietà delle associazioni, che non dovrebbero
però – e non sempre è così – avere l’idea di colmare spazi lasciati vuoti
dall’impegno istituzionale.
Per questa ragione penso sia stato dato un rilievo molto alto alla cooperazione e
integrazione tra pubblico, privato sociale e associazionismo.
Su un terreno di questo tipo si corre il rischio di vivere la solidarietà come una
iniziativa privata: iniziativa privata che ai chiavaresi non fa difetto.
Sempre sul tema dell’immigrazione ricordiamo i dati demografici relativi a
Chiavari e al Tigullio che vedono, nella prospettiva del 2021, una diminuzione
della popolazione italiana residente e un aumento della popolazione straniera
con un incremento dell’1,9 per mille.
Presentazione
segnaletica dei diversi servizi presenti in città;
Campione
creazione di point informativi come bacheche di quartiere, newsletter periodiche sui servizi, cultura,
innovazioni con orari, eventi e iniziative;
Alle associazioni formali o informali che hanno partecipato ai focus group alla
fine dell’intervista veniva chiesta una autovalutazione sul valore assistenziale o
educativo della loro attività.
Più in dettaglio:
progetti formativi per alunni e insegnanti sull’integrazione e sui temi legati all’immigrazione;
progetti comuni tra cittadini e disabili;
scambi culturali che tengano conto dei temi e delle difficoltà legate all’immigrazione.
5. Educazione alla salute e prevenzione
Come vedremo meglio nella sezione Spazio Famiglia una forte attenzione è data
agli aspetti di prevenzione e promozione della salute relativi ai comportamenti a
rischio e alle dipendenze.
Focus Group
Più in dettaglio :
4. Solidarietà
Più in dettaglio:
campagne di sensibilizzazione al rispetto ambientale;
sostegno del Banco Farmaceutico;
piste ciclabili e percorsi protetti per i bambini;
campagne di educazione alla salute e di educazione civica;
servizi navetta per gli ambulatori ospedalieri, centro città e spiaggia;
abbattimento barriere architettoniche;
riqualificazione del personale e formazione comune per operatori socio-sanitari sulla
comunicazione, sull’ascolto empatico e sui processi di empowerment e advocacy;
incentivare i progetti di educazione stradale a partire dalle elementari;
unità di valutazione multidisciplnare;
impiegare i volontari del Servizio Civile Volontario con funzioni di accompagnamento;
corsi informativi di prevenzione per la terza età e per i bambini;
più vigili e nonni-vigili lungo i percorsi scolastici per favorire l’autonomia dei bambini.
campagne e progetti di educazione alla salute nelle scuole;
messa in sicurezza degli impianti gas nelle case abitate da anziani.
Spazio Famiglia
Presentazione
per una popolazione anziana. Non conoscere diventa così non avere la
possibilità di utilizzare una risorsa e alza inutilmente i costi di un intervento.
17
Le interviste individuali sono state costruite utilizzando, in forma ridotta, alcune
scale validate su piano nazionale6. In aggiunta a queste sono stati costruiti altri item,
differenziati per gruppi d’età, che miravano a valutare l’atteggiamento di fronte ai
comportamenti a rischio, il locus of control rispetto alla salute e lo stile di vita.
Per i bambini delle elementari, seguendo le ricerche di Prezza e Pacilli7, è stata
valutata la possibilità di movimento autonomo.
Per gli adolescenti, basandosi sulle ricerche di Ravenna e Kirchler8,
l’atteggiamento nei confronti della notte.
Nelle interviste con i genitori sono stati valutati alcuni elementi: da una parte è
stato chiesto, come in tutte le altre interviste, una valutazione su cosa
migliorerebbe la vivibilità di Chiavari per le famiglie e per i bambini, dall’altra i
criteri di educazione alla salute e le proposte relative.
Inoltre, poiché uno dei fili rossi delle interviste è stato quello di valutare il senso
di sicurezza percepita nell’ambiente urbano, sono state fatte domande relative ai
criteri oggettivi – spazi trascurati e abbandonati – e soggettivi – persone di cui non
ci si fida, che possono influenzare il senso di sicurezza urbana.
In relazione a questo dato si è cercato, valutando la percezione soggettiva, di
capire se veniva percepito possibile il ricevere aiuto nella propria zona di
residenza e se si riteneva che un bambino in difficoltà sarebbe stato aiutato.
6
7
Scala sul senso di Comunità, (Prezza et al. 1999), SWLS, (Diener et al. 1985), Scala sul benessere psicologico,(Ryff 1989)
Prezza M., Children’s independent mobility in Italy, Dipartimento di Psicologia, Roma, La Sapienza
Pacilli M.G., Prezza M., Characteristics of urban child-friendliness: a study in Rome, Dip.to di Psicologia, Roma,La Sapienza
Sarebbe interessante a questo punto parametrare i dati di reati per molestie e/o
violenza contro minori compiuti fuori dal nucleo familiare nell’area cittadina .
Penso che questo dia una misura della percezione di insicurezza delle famiglie
rispetto al contesto urbano in cui vivono.
Uno studio condotto in maniera integrata su 5 aree italiane con il coordinamento
9
di 5 dipartimenti universitari (Zani 2003) ha rilevato come un forte senso di
comunità riduce la paura della criminalità.
Una indagine recentemente condotta su due quartieri bolognesi conferma
l’ipotesi che la qualità dei legami sociali porti ad una diminuzione del senso di
insicurezza, agendo sia sulle componenti cognitive che su quelle emotive.
Tradotto significa che dove le interazioni di vicinato sono più frequenti e
8
9
Ravenna M., Kirchler E., Giovani e tempo del loisir,Giornale italiano di psicologia,n°3, 2000
Zani B., Sentirsi in/sicuri in città, Bologna, Il Mulino ed., 2003
Presentazione
Campione
Nelle interviste per i bambini è
stato chiesto quali pericoli,
11%
3%
secondo loro, potrebbero
38 %
12%
incontrare se andassero a
scuola da soli. La percentuale
8%
della
voce
“Sconosciuti
malintenzionati” è del 38%: di
30%
8 punti superiore al traffico
Potrei perdermi
Sono distratto
Traffico
come problema percepito dai
Sconosciuti
bambini.
Solo
il
20%
Non risponde
Altro
malintenzionati
attribuisce il pericolo ad una
N.B: la somma delle percentuali è > 100 per effetto dell’arrotondamento
propria incapacità, distrazione
o disorientamento, come
riportato nelle voci “Sono distratto”, “Potrei perdermi”. Non a caso,
probabilmente, il 17% dei genitori ritiene che una maggiore presenza di forze di
sicurezza renderebbe la città più vivibile per i bambini.
Parlano i bambini: pericoli a piedi
Focus Group
Nell’impostazione del disegno di ricerca abbiamo cercato di privilegiare alcuni
punti di osservazione della città e dei suoi bisogni di salute che non escludessero
le istituzioni o le tradizionali agenzie educative e sanitarie, ma le integrassero con
lo sguardo di chi fruisce dei servizi.
In questa ottica la famiglia diventa il luogo privilegiato: sia perché raccoglie
potenzialmente i bisogni dei bambini e dei giovani, sia perché si occupa degli
anziani, direttamente o indirettamente, e delle necessità di cura di chi è
ammalato.
Questa scelta iniziale si è rivelata una felice intuizione: le necessità delle
famiglie, la necessità di offrire sostegno alle famiglie, sia nei compiti educativi
che nella vita quotidiana, sono stati opportunamente e ripetutamente sottolineati
nelle interviste raccolte.
Se Chiavari si connota come una città fortemente contraddistinta dalla presenza
di una popolazione anziana, non si può procedere alla risposta automatica di
trasformarla in una città per anziani: questo comporterebbe la perdita progressiva
delle sue risorse vitali e produttive.
È necessario in prospettiva aiutare le famiglie residenti a rimanere, offrire
opportunità abitative e lavorative ai giovani e integrare la popolazione italiana
con quella straniera richiamata proprio dalle necessità della popolazione anziana.
Questi due elementi permettono di inferire dei dati d’atteggiamento.
Più la propria città è percepita come insicura più basso sarà il tasso di fiducia nei
confronti delle istituzioni e minore sarà l’utilizzo dei mezzi pubblici e dei servizi
pubblici o comunque minore sarà il grado di soddisfazione per i servizi ricevuti.
Il 49% incontra persone di cui non si fida nella propria zona di residenza. Il 5%
ritiene che una persona in difficoltà non viene mai aiutata, il 44% ritiene che
venga aiutata sempre o spesso e il restante 51% ritiene che venga aiutata qualche
volta. Se guardiamo i dati relativi all’aiuto che può ricevere un bambino in
difficoltà il 41% ritiene che verrebbe aiutato, il 7% propende per un no dubitativo
e il 52% per un “forse si”.
Se guardiamo la percentuale di bambini delle elementari che esce qualche volta
da solo per brevi tragitti troviamo che il 67,5% dei bambini delle elementari non
esce mai da solo, solo il 3% dei bambini, con una età media di 10 anni, esce
qualche volta da solo. In media l’età che viene giudicata adatta per uscire da soli
o andare a scuola da soli coincide con la Scuola Media.
Spazio Famiglia
Presentazione
Campione
Focus Group
Spazio Famiglia
18
S PA Z I O FA M I G L I A
19
Campione
Senso di comunità Adulti
2,5
2
1,5
1
0,5
0
F1
F2
F3
F4
F5
F6
Fattori componenti del senso di comunità
Figura 1. Si considerano positivi soli i valori superiori a 2
Senso di comunità Giovani
Tabella A - Cosa renderebbe Chiavari
più vivibile per le famiglie e i bambini
2,5
2
1,5
1
0,5
0
Più spazi verdi
Spazio Famiglia
Focus Group
F1
20
F2
F3
F4
F5
F6
Fattori componenti del senso di comunità
Maggior sostegno sociale
Risposte
delle famiglie
42%
63%
16,5%
16,5%
Maggiore presenza vigili
5%
5%
Più attività culturali
20%
20%
La media complessiva per i 6 fattori considerati è 1,8 per il campione degli adulti
e di 1,9 per il campione dei giovani. Entrambi sono valori sotto il valore minimo
positivo.
In questo senso i dati confermano la necessità di interventi che migliorino il senso
di appartenenza alla comunità con opportunità di aggregazione libera e
partecipazione.
Percorsi ciclabili
40%
44%
Maggiore presenza forze di sicurezza
17%
17%
Più informazioni educative per i genitori
7,5%
7%
Riduzione del traffico
31%
26%
Più impianti sportivi
15%
14%
Maggiore pulizia
26%
21%
Maggiore sicurezza sociale
19%
Più marciapiedi
4%
19%
13%
Senso di comunità Ragazzi
2
1
0
F1
F2
F3
F4
Fattori componenti del senso di comunità
Figura 3. Si considerano positivi solo i valori superiori a 2
F5
F6
Il dato che emerge è che le differenze significative tra le esigenze delle famiglie
e quelle dei bambini sono relative prevalentemente agli spazi verdi, mentre le
altre risposte confermano una sostanziale omogeneità.
Hanno partecipato alle interviste bambini dalla prima alla quinta elementare.
Se la percezione iniziale dei bambini è quella che identifica la città con la casa
e le proprie immediate situazioni di vita, a partire dalla terza elementare risulta
chiaro, e via via si rafforza nel tempo, che casa e città non sono identificabili e
che la città ha responsabilità che riguardano le esigenze di tutte le persone.
La qualità dell’esperienza che i bambini hanno della città influenza la formazione
del concetto di contesto urbano. Come dice una bambina di quinta elementare,
10
Presentazione
Risposte
dei bambini
Figura 2. Si considerano positivi solo i valori superiori a 2
Il senso di comunità è stato analizzato anche nel campione dei ragazzi,
utilizzando, per questa fascia d’età, i seguenti fattori: Senso d’appartenenza,
Soddisfazione dei bisogni e opportunità di coinvolgimento, Sostegno e
connessione emotiva nella comunità, Senso di sicurezza nello spazio urbano,
Senso di autonomia, Connessione emotiva con i coetanei.
Campione
Vediamo quali sono i dati registrati nel campione degli adulti e giovani.
Edwards J, et alii, Social influence processes and prevention: social psychological applications to social issues, New
York, Plenum Press 1990
Focus Group
Il Senso di Comunità è uno degli elementi che è stato indagato trasversalmente in
tutte le popolazioni intervistate.
E’ stato scelto di analizzarlo a partire da 6 fattori: Senso di appartenenza,
Soddisfazione dei bisogni e opportunità di coinvolgimento, Sostegno e
connessione emotiva nella comunità, Connessione emotiva con i coetanei, Feste
e tradizioni, Opportunità d’influenza. Nel campione dei giovani il fattore Feste e
tradizioni è sostituito dal fattore Percezione di sostegno personale.
Il valore del Senso di Comunità, leggermente più positivo per questo campione,
è di 1,95. Rimangono fortemente negativi i valori F2 e F6 relativi al senso di
Soddisfazione dei bisogni e opportunità di coinvolgimento e la Connessione
emotiva con i coetanei.
L’importanza di variabili come il sostegno sociale e il senso d’appartenenza alla
comunità è stata sottolineata da diversi autori10.
Il livello di controllo sociale consente di distinguere i quartieri sani: sono quelli
in cui le persone si riconoscono, condividono valori e si sentono responsabili
della sicurezza e della qualità urbana. Ricordo che il 49% dei genitori incontra
nel proprio quartiere persone di cui non si fida. Un dato significativo non tanto
dal punto di vista oggettivo, ma come indice di un disagio in crescita.
Il senso di insicurezza urbana aumenta la percezione di degrado e sporco: il 26%
ritiene sia necessaria una maggiore pulizia della città.
Qui un dato oggettivo: la qualità urbana è influenzata dalla pulizia del contesto;
e soggettivo: lo sporco aumenta il senso di insicurezza.
Confrontando i dati con le risposte sulla vivibilità vorrei sottolineare come gli
spazi verdi, oltre ad essere elementi legati alla qualità ambientale, offrono spazi
liberi di aggregazione e incontro fruibili in maniera personalizzata dalle diverse
fasce d’età.
Spazio Famiglia
Presentazione
significative il sentimento di sicurezza è maggiore.
21
Per necessità di sintesi riportiamo la tavola riassuntiva delle scelte relative al tema
dell’educazione alla salute, come espresse dai genitori.
Tutti i campioni di popolazione intervistati considerano la salute una
responsabilità individuale: il rapporto con il medico è necessario quando insorge
un problema di tipo fisico. In questo senso la malattia è considerata frutto per
metà del destino e per metà dei propri comportamenti individuali.
Questa visione fortemente responsabilizzante si accompagna a diversi
comportamenti preventivi. Se il 26% del campione maschile adulto dice di
occuparsi di se con l’attività fisica, nello stesso campione le donne si dimostrano
più preoccupate che attive nei confronti della propria salute. Il controllo
dell’alimentazione, attivo o desiderato, è il comportamento preventivo più
frequentemente riportato da tutto il campione degli adulti. Dei fumatori il 34%
farebbe qualcosa per smettere e il 27% della popolazione adulta ritiene che
dovrebbe bere meno. Di questo il 64% sono uomini e il restante 36% donne.
Tabella B - Priorità dell’educazione alla salute
Vivere in un luogo sicuro rispetto ai rischi sociali
12%
Spiegargli effetti comp. a rischio
50%
Seguire indicazioni pediatra
11%
Insegnargli igiene personale, dentale
44%
Insegnargli con l'esempio uno stile di vita sano
66%
Insegnargli autonomia e rispetto
44,70%
Insegnargli ad ascoltare i messaggi del proprio corpo
16,60%
Curare alimentazione
44,50%
Cura di sè con sport, vita all'aria aperta…
47%
Ambiente non inquinato
27%
Rispetto ai comportamenti a rischio dove i ragazzi dichiarano di rischiare di più
è l’alcool, confermando un dato già rilevato sia su scala nazionale che locale.
Rispetto all’intervista dichiarano di essere consapevoli dei rischi di dipendenza
legati all’uso di sostanze e di essere consapevoli che anche un uso saltuario può
costituire un problema. Anche il motorino è considerato una delle cose nelle
quali rischiano di più, anche se non considerano il traffico un rischio (1).
Non si ritengono in grado di gestire la loro vita sessuale – (0,8) – ma dichiarano
di non volere consigli a riguardo (2,9): una affermazione che sottolinea come la
prevenzione e la promozione della salute sia da iniziare molto prima dell’età in
cui i comportamenti a rischio possono effettivamente verificarsi.
Una nota di commento rispetto alle risposte relative ai comportamenti a rischio.
Queste risposte manifestano una distribuzione sugli estremi: facendo una
distribuzione dei risultati anziché una media possiamo dire che è identificabile
un 20-25% del campione che manifesta un comportamento problematico rispetto
ad uno dei rischi indagati e una percentuale inferiore (8%) che manifesta un
comportamento multiproblematico. Non ci sono differenze statisticamente
significative tra ragazzi e ragazze.
Presentazione
Campione
Focus Group
Educazione alla salute
Nella valutazione dei temi relativi alla educazione alla salute, il campione dei
genitori manifesta una grande omogeneità: gli aspetti più importanti sono
l’esempio con uno stile di vita sano, un atteggiamento di prevenzione – Spiegargli
gli effetti dei comportamenti a rischio registra il 50% di risposte e Autonomia e
rispetto il 44,7% di preferenze – la cura dell’alimentazione, sport, vita all’aria
aperta e igiene dentale e personale. Esprimendo così una conoscenza
dell’importanza di un atteggiamento di prevenzione e di uno stile di vita sano.
Nel campione degli adulti intervistati, l’8% si dichiarava interessato a campagne
di prevenzione e promozione della salute: evidentemente è un argomento che
tocca maggiormente chi è coinvolto con l’allevamento dei figli e gli aspetti
educativi.
Alla domanda se ammalarsi è questione di sfortuna il campione di adulti
intervistati raggiunge un valore di 2 per le donne – cioè considera l’affermazione
abbastanza vera – e di 1,5 – cioè considera l’affermazione poco vera – per gli
uomini. Le donne risultano però più preoccupate per la loro salute degli uomini
e meno attive fisicamente.
Nel campione dei giovani intervistati se è chiaro che è importante evitare
comportamenti a rischio e che ammalarsi non è questione di sfortuna (2,5) sia nel
campione maschile che in quello femminile, si registrano però differenze
significative di atteggiamento nei confronti dell’attività fisica e sportiva.
Le ragazze non sentono l’attività fisica come un modo di prendersi cura di sé
mentre i ragazzi sono molto più orientati in quella direzione. Il valore di risposta
dato alla frase Mi prendo cura di me con l’attività fisica e sportiva è 1 per le
ragazze e 2,6 per i ragazzi, dove 2 è il valore minimo positivo.
Sottolineiamo questo elemento perché la partecipazione a gruppi informali, per
esempio sportivi, o l’attività fisica regolare sono considerati indicatori generici di
riduzione dell’incidenza di comportamenti a rischio in adolescenza.
Spazio Famiglia
Presentazione
Campione
Focus Group
Spazio Famiglia
22
la città ideale è una città in cui ci siano spazi gratis per giocare all’aperto,
cogliendo saggiamente quanto le attività sportive, pure importanti e
fondamentali, rientrino tra le attività ludiche con accesso a pagamento e quanto
questo possa discriminarne la partecipazione.
Gli amici, i vicini sono elementi qualitativi della propria zona di residenza.
La tolleranza dei vicini nei confronti dei rumori degli altri, la quantità di rumore
fatto dai vicini, la disponibilità a salutarsi, riconoscersi sono elementi sottolineati
dalla maggioranza dei bambini come rilevanti rispetto alla qualità della vita.
Un buon vicinato è citato e ricordato dai bambini così come un vicinato difficile.
La città però è anche pericolo. La maggioranza dei bambini percepisce il traffico
– “ ci sono macchine che vanno come razzi”– e gli sconosciuti come una fonte
di rischio e solo nelle zone periferiche si abbassa l’età in cui i bambini si sentono
in grado di muoversi da soli. Dalla 4° elementare per la periferia, dalla 5° per il
centro, i bambini iniziano a sentirsi in grado di andare a scuola da soli.
Una valutazione a volte contrastata apertamente dai genitori.
Molti bambini dichiarano anche la propria soddisfazione. La città ideale è questa
nella quale viviamo. Magari qualche ritocco, ma va bene così.
23
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