Stampata su carta ecologica 100% riciclata
“E-2000”, con inchiostri a base vegetale, prodotta
senza uso di cloro dalle Cartiere Cariolaro S.p.A.
PERIODICO DI INFORMAZIONE RISERVATO AI CLIENTI NATURASÌ | SPECIALE N. 1
numero monografico
Intolleranze
e allergie
Sommario
INTOLLERANZE E ALLERGIE ALIMENTARI
Intolleranze e allergie alimentari
4
Controlliamo
le etichette 7
La celiachia 10
Ipersensibilità al glutine 13
Uova e derivati
16
Latte e latticini 18
I lieviti
21
I solfiti 24
L'esperienza di Irene 27
INTOLLERANZE
E ALLERGIE NON ALIMENTARI
Intolleranze e allergie non alimentari
31
I pannolini 33
I detersivi 36
Editore
NaturaSì: via De Besi, 20/c (Vr)
tel. 045.8918611, www.naturasi.it, [email protected]
NaturaSì è certificata ISO 9001/2000.
Direttore responsabile
Luigi Speri.
Redazione e realizzazione grafica
EcoComunicazione.it
progetti di comunicazione ecologica.
InformarSi è stampato da MediaPrint (Vr)
Stampato su carta ecologica 100% riciclata.
Pubblicazione trimestrale registrata presso
il Tribunale di Verona in data 30/12/2003 n. 1575.
2
Il primo
speciale InformarSì
PERIODICO DI INFORMAZIONE RISERVATO AI CLIENTI NATURASÌ | SPECIALE N. 1
la vita
ù Bio
numero monografico
Intolleranze
e allergie
www.alcenero.it
5-07-2010 16:54:51
Stampata su carta ecologica 100% riciclata
“E-2000”, con inchiostri a base vegetale, prodotta
senza uso di cloro dalle Cartiere Cariolaro S.p.A.
utto bio!
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erante al frumento, i latti
tosio, le confetture senza
sempre buoni e gustosi…
Accogliere ogni giorno nei nostri negozi migliaia di clienti e
accompagnarli nella ricerca del prodotto adeguato alle loro
esigenze è uno degli obiettivi che ci siamo da sempre prefissati.
Talvolta per quelli che entrano con lo sconforto di chi ha
appena scoperto di avere una qualche intolleranza o allergia,
vorremmo mettere a disposizione la nostra esperienza per
sostenerli nel viaggio verso un nuovo tipo di alimentazione.
Pensiamo infatti che scoprirsi intolleranti, ipersensibili o
allergici possa essere un’opportunità e non una privazione: per
gustare menù alternativi, approcciare uno stile di vita diverso,
essere più attenti a ciò che introduciamo ogni giorno nel
nostro corpo.
Spesso rappresenta una porta che si apre su un mondo di
illimitate nuove esperienze gustative, creative e di conoscenze
prima mai sperimentate.
Consigli in pillole
Libri consigliati
Manuale delle allergie
e intolleranze
alimentari
La vera causa di disturbi e sintomi con i
quali, purtroppo, abbiamo spesso imparato a convivere.
Marcello Mandatori – Tecniche Nuove
Conoscere le allergie
e le intolleranze
alimentari
I benefici di una corretta alimentazione.
Matteo Giannattasio – Aedel
Le intolleranze
alimentari
Le cause, i sintomi, le terapie e i rimedi.
David Sheinkin, Michael Schachter,
Richard Hutton – Edizioni Red
Intolleranze zero
La cucina nelle intolleranze alimentari.
Irene Binaghi, Francesco Pincini
Tecniche Nuove
Così, con l’intento di proporre un vero e proprio percorso di
approfondimento su alcuni argomenti specifici, abbiamo deciso di
realizzare dei numeri dedicati a temi di particolare interesse per
i nostri clienti che, oltre a fornire loro un bagaglio importante
sotto il profilo informativo, potrebbero rivelarsi anche utili
Il mal di latte
strumenti per vivere meglio il quotidiano.
Infatti accanto agli articoli, elaborati con la collaborazione
di alcuni esperti, abbiamo indicato in modo semplice ed
immediato i prodotti selezionati per i diversi tipi di richieste
alimentari.
Allergie alimentari
per negati
Ci è piaciuto inoltre inserire anche “L’esperienza di Irene”
che, con ironia e positività, ci ha raccontato la scoperta di un
nuovo modo di mangiare e di vivere, attraverso quello che era
sembrato inizialmente un grave problema.
Questo InformarSì Speciale, quindi, è un’occasione di incontro
tra chi produce alimenti buoni e rigorosamente bio pensati
proprio per le varie tipologie di intolleranze e i cosumatori che
così potranno trasformare il loro elenco di “privazioni” in una
lista della spesa curiosa, colorata e sfiziosa.
Giò Gaeta
Responsabile progetto InformarSì
Intolleranze, allergie e malattie
da latte e latticini.
Lorenzo Acerra – Macro edizioni
Allergici a uova, latte, crostacei?
Vivere bene si può. Ecco come.
Joe Kraynak, Robert A. Wood
Oscar manuali
Superare le intolleranze alimentari
Una guida per tornare a mangiare,
dedicata ad allergici e intolleranti.
Attilio Speciani, Francesca Speciani
Tecniche Nuove
Celiachia, intolleranze,
allergie alimentari
800 ricette naturali senza glutine, uova,
latte vaccino, lievito.
Teresa Tranfaglia – Macro edizioni
Libri consigliati
Senza glutine
Nicola Michieletto, Monica Negroni
Tecniche Nuove
In copertina: la difficile ricerca quotidiana dell’equilibrio nell’uso dei prodotti
alimentari e non alimentari, illustrata da Gianni Burato.
3
Consigli in pillole
Sono celiaco
non malato
Una guida per adulti e bambini intolleranti al glutine.
Raffaella Oppimitti, Gianfranco Trapani
Red Edizioni
Il pane degli angeli
Il quotidiano senza glutine.
Alessandra Emma Grande – Il leone
verde
Golosità
senza latticini
Tante ricette naturali senza l’utilizzo di
latte e derivati.
Teresa Tranfaglia – Macro edizioni
Siti utili
Intolleranze
e allergie
alimentari
Negli ultimi decenni il numero delle persone
che soffrono di allergie è notevolmente aumentato
e, per quanto riguarda le intolleranze, circa il 20%
della popolazione ne è oggi colpita.
di Maria Erminia Piroli*
e Pina Grazia Tagliaferri*
Allergia 2000
Punto di riferimento per chi ricerca
informazioni sulle malattie allergiche
in internet.
www.allergia2000.it
Asma e allergia
Vasto e completo sito italiano di allergologia e pneumologia.
www.asmaeallergia.it
Associazione Italiana
Celiachia
La principale associazione italiana di
promozione dell’assistenza ai celiaci.
www.celiachia.it
Food Allergy Italia
Fondazione Italiana Allergie Alimentari.
www.foodallergyitalia.org
Ecor
Entra su: http://www.ecor.it/prodottibiologici-biodinamici.asp#
clicca sulla categoria di prodotti che ti interessano (freschi, confezionati, cosmesi)
e ti comparirà la lista con le caratteristiche che cerchi (senza uova, senza latte,
senza glutine...).
Valore alimentare
Approfondimenti, domande e risposte
per vivere meglio, grazie ai preziosi
consigli di medici ed esperti.
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4
L’interesse generale per le intolleranze
alimentari nasce, in primo luogo, dal riconoscimento dell’importanza del problema
dell’alimentazione nella vita e nella salute
dell’uomo.
In oriente, sia nell’ambito della medicina Ayurvedica che in quella Tradizionale
Cinese, sono state utilizzate in modo
sistematico molte conoscenze riguardo
alle proprietà dei cibi. Anche nella storia
occidentale, fin dai tempi dell’antico Egitto
e in Grecia, l’importanza terapeutica del
cibo era sempre tenuta in profonda considerazione. Fino a una cinquantina di anni
fa, i termini allergia e intolleranza non
Intolleranze e allergie alimentari
Effetti delle intolleranze alimentari
Ecco alcune problematiche che, in
assenza di una spiegazione basata su
dati clinici, possono in taluni casi essere
ricondotte alle intolleranze alimentari:
•apparato urogenitale: irritazioni vaginali,
cistiti ricorrenti, enuresi, infezioni ricorrenti;
•apparato respiratorio: congestione nasale,
rinite, sinusite, catarro, asma, bronchiti
ricorrenti, otite;
•apparato muscolo-scheletrico: osteoporosi,
dolori articolari, spasmi, torcicollo, crampi
muscolari;
•dermatologia: eritemi, dermatiti, orticaria,
erano così frequenti nel linguaggio comune e
i casi clinici erano piuttosto rari. Negli ultimi
decenni il numero delle persone che soffrono
di allergie è notevolmente aumentato e, per
quanto riguarda le intolleranze, circa il 20%
della popolazione ne è oggi colpita.
I fattori ambientali che contribuiscono a rendere il fenomeno sempre più diffuso, sono
molteplici: in primo luogo la scelta, di tipo
sociale, di abbreviare (o non iniziare per nulla)
il periodo dell’allattamento al seno materno in
favore dell’introduzione del latte artificiale. Di
pari importanza è il cosiddetto sviluppo della
tecnologia agricola e industriale che in pochi
decenni ha devastato il delicato, ma perfetto e
antichissimo, equilibrio della biosfera. I trattamenti chimici, i concimi, gli ormoni e gli
antibiotici con cui viene trattato il bestiame da
Reazioni agli alimenti
Classificazione della Società
Statunitense di Allergologia
•allergie alimentari, si manifestano con
reazione immediata al cibo;
•pseudo allergie, ad esempio quelle provocate dal mal funzionamento di un enzima capace di metabolizzare il galattosio;
•reazioni tossiche, si manifestano verso
alcuni alimenti (funghi, cibi avariati);
•ipersensibilità, reazioni ad alcune sostanze (istamina nel vino rosso o cioccolata);
•intolleranze alimentari, reazione di tipo
cronico, i cui sintomi possono presentarsi
fino a 96 ore dopo l’ingestione dell’alimento.
psoriasi, eczemi, prurito persistente;
•dismetabolismi: obesità, sovrappeso, dislipidemie, linfatismo;
•apparato cardiovascolare: ipertensione,
ipotensione;
•sistema nervoso: attacchi di panico, depressione, stanchezza cronica, alterazioni
dell’umore;
•sistema immunitario: infezioni ricorrenti,
candidosi sistemiche, ipersensibilità tiraminiche, ipersensibilità istaminiche;
•sistema digestivo: gonfiori addominali,
meteorismo, colon irritabile, lentezza digestiva.
allevamento, sono tutte sostanze difficilmente
degradabili che alterano il suolo, impoverendolo progressivamente dalle sostanze utili,
accumulando invece quelle nocive.
Oltre al fattore ecologico dobbiamo anche
considerare l’aspetto sociale. Per esempio
l’abitudine, sempre più diffusa, di non dedicare abbastanza tempo alla preparazione dei
cibi partendo da alimenti freschi, ma di fare
uso di prodotti industriali pronti al consumo e più veloci. Anche l’introduzione di cibi
esotici incrementa, a volte, il potenziale degli
allergeni a cui siamo esposti, dobbiamo tener
presente che i cambiamenti ambientali sono
stati rapidissimi, mentre quelli genetici sono
estremamente lenti. Per questa ragione non
possiamo ancora valutare l’impatto dei cibi
geneticamente modificati (Ogm) sul nostro
organismo, ma possiamo dire con certezza
assoluta che il nostro codice genetico ha bisogno di un adattamento lunghissimo prima di
riconoscere un codice genetico prodotto in
laboratorio. L’intestino è un organo antico, dal
punto di vista evolutivo; risale ad almeno 500
milioni di anni fa. Nel suo sviluppo evolutivo
le connessioni create con il resto dell’organismo sono molto profonde e complesse.
Il meccanismo di produzione delle difese
immunitarie ha origine, in gran parte, nell’intestino, quindi le conseguenze di una cattiva
alimentazione, di una insufficiente digestione
o di carente assimilazione dei nutrienti fondamentali si ripercuotono su tutti gli organi,
compromettendone le funzioni.
I geni, che compongono il nostro codice primordiale, non riconoscono gli alimenti artefatti e così creano “intolleranze” che si manicontinua
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Intolleranze e allergie alimentari
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Carnesì Srl
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per la massima freschezza
e sicurezza alimentare
Perché abbiamo
scelto il sottovuoto Skin
La conservazione sottovuoto è quanto di più
naturale esista consistendo solo nell’estrarre
l’aria dalla confezione composta da un vassoio
con film “barrierato” dove la pellicola aderisce
al prodotto come una “seconda pelle”; da cui
il nome di “confezionamento skin”.
Con l’assenza di ossigeno, che è la causa del
deperimento degli alimenti, la carne perde
temporaneamente il suo colore “vivo” presentandosi di colore scuro tornando al colore
naturale una volta aperta la vaschetta e lasciata a contatto con l’aria per un paio di minuti.
I vantaggi del sottovuoto (skin)
maggiordurata(almeno15-18gg);
nonsialteralanaturalequalità;
perfettocontrolloigienicosanitario;
mantenimentodelcoloreoriginaledellacarne
(unavoltaapertalaconfezione);
laconfezionenonintegraèsubitovisibile
(sipresentaconfilmnonaderente);
unavoltaripostonelfrigodicasapreservadal
rischiodicontaminazioniincrociate;
laconfezioneoccupaminorspaziorispettoa
quellainatmosferaprotettiva;
ilprodottoconfezionatopuòesseredirettamentecongelato(quelloinatm,primadel
congelamentodomestico,dovrebbeessere
toltodallaconfezioneeinseritoinunabusta
peralimenti);
laconfezione,nellasuatrasparenza,mostra
perfettamenteilprodottocontenuto.
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Genuina e controllata
dal pascolo alla tavola
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Sensibilità ritrovata
Un divieto chiaro: “Questo ti fa male, non
mangiarlo” e tutta la nostra sensorialità si
orienta in quella direzione. “Niente latte,
niente zuccheri, niente caffè, niente lieviti.”
È certo: il profumo di cappuccino e brioche
vi inseguirà come un pugno nello stomaco
passando vicino ad ogni bar. È un fenomeno irritante, che ci fa rimpiangere quello
che non ci è concesso. Quando riusciamo
ad orientare il nostro olfatto, vista, tatto,
gusto e udito su ciò che possiamo mangiare,
allora iniziamo a vivere quotidiane sorprese.
Ci allietano le fragole lavate in una coppa
bianca, l’acqua che scorre sulle fette di cocco
fresco, il profumo di caminetto delle castagne arrosto, il croc dei pistacchi sgusciati,
la cascatella di spremuta d’arancia dalla
bocchetta dello spremi-agrumi.
festano in modo molto diverso da individuo a
individuo. Spesso la causa di una depressione,
di una crisi di panico, di una colite o di una
diarrea sono da associare, oltre che a motivazioni psicologiche, ad una cattiva digestione,
che può presentarsi in diversi modi. Alla luce
delle attuali conoscenze, è corretto dire che
il benessere dell’individuo è condizionato da
quello che il suo sistema digestivo effettivamente trasforma, assimila ed espelle, e non
solo dalla qualità del cibo che assume.
Nell’ambito delle disfunzioni, è importante
fare una distinzione tra allergie e intolleranze.
Le vere allergie sono quelle che chiamano
direttamente in causa il sistema immunitario,
con una liberazione istantanea di immunoglobuline di tipo E (IgE) con liberazione di
istamina. Al contrario, le intolleranze o ipersensibilità non coinvolgono direttamente il
sistema immunitario, ma sono dovute ad un
sovraccarico che deriva dall’ingestione continua di alimenti non ben metabolizzati.
Quando veniamo a contatto con un alimento che il nostro organismo non tollera più,
gradualmente le funzioni digestive vengono
compromesse e, a seconda dei casi, si verificano vari fenomeni che possono riguardare sia
un errato assorbimento di alcuni nutrienti,
sia un sovraccarico di tossine, sia un deficit
di enzimi. Le intolleranze sono un fenomeno
molto più diffuso delle allergie e anche molto
più subdolo da verificare, poiché si possono
manifestare anche alcuni giorni dopo il contatto con gli alimenti e, soprattutto, possono
presentarsi in modi che non fanno pensare
direttamente al cibo.
* Maria Erminia Piroli
Psicologa Psicoterapeuta Nutrizione
Naturopatica Floriterapeuta
* Pina Grazia Tagliaferri
Dott.ssa in Filosofia della Scienza NaturopataHeilpraktiker Federazione Nazionale
Naturopati Heilpraktiker Professionisti
L’agrifoglio: Centro salute e benessere
Via Algajola, 22 - 00122 Ostia Tel. 06 56304011
Crêpes di grano saraceno
alla crema di nocciole, mandorle
e cannella
Tempo occorrente: 10 minuti.
Ingredienti per 4 persone:
4 cucchiai di farina di grano saraceno,
2 dl di latte d’avena, 1 presa di cannella,
4 cucchiai di crema di nocciola senza zucchero, 30 gr di mandorle sfilettate,
24 chicchi di caffè ricoperti di cioccolato,
1 cucchiaio di margarina.
Stemperare la farina di grano saraceno con
il latte d'avena e aromatizzare con la cannella. In un padellino sciogliere un quarto
della margarina, quando sfrigola unire la
pastella di grano saraceno. Cuocere finché
la superficie è uniforme e croccante.
Trasferire la crêpe su carta assorbente.
Distribuire un cucchiaio di crema di nocciola, chiudere la crêpe e metterla su un
piatto decorando con le mandorle ed i chicchi di caffé.
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Controlliamo
le etichette
Nel 2003 l’Unione europea
ha emanato la direttiva
n. 89, che obbliga a inserire
nelle etichette degli alimenti
indicazioni chiare e complete
sull’eventuale presenza
delle sostanze allergeniche
e dei loro derivati.
di Roberto Pinton*
Colpiscono le informazioni diffuse lo scorso
maggio in occasione della settimana mondiale dell’allergia alimentare.
In Italia è affetto da questa patologia più di
mezzo milione di under 18.
I bambini fra zero e cinque anni allergici a
uno o più alimenti sono 270mila (100.000
al latte vaccino, 80.000 alle uova, 50.000 a
noci, nocciole e arachidi), e il fenomeno è
in crescita costante.
continua
Sui nostri scaffali
NaturBio
Pane Bauletto bio
al Kamut®
È un ottimo pane da tavola, naturalmente ricco di proteine, che ben si
presta a gustosi panini,
tramezzini e toast: per
merende, spuntini e pranzi
veloci.
Il grano Kamut® Khorasan è
un cereale antichissimo, coltivato in Mesopotamia e in
Egitto più di 5000 anni fa.
Dal sapore caratteristico,
dolce e leggero.
Biovita
Cous cous di Kamut®
Il cous cous di grano Kamut® Khorasan
Biovita è sano e genuino, prodotto
con le migliori farine di grano Kamut®
Khorasan che provengono solo ed
esclusivamente dagli Stati autorizzati
alla coltivazione di questo cereale. Il
grano Khorasan è una varietà di grano
duro, la cui diffusione era molto elevata
nell’antico Egitto. Il tipo di couscous
che se ne produce contiene proteine
di facile digestione
e buona tolleranza
che lo rendono
adatto quindi a chi
può essere leggermente intollerante al
frumento.
NaturBio
Pane Bauletto bio di farro
Il Pane Bauletto al farro nasce dalla ricerca di alimenti sani e naturali, che ha
portato alla riscoperta di questo cereale
di antichissima origine, per secoli alla
base dell’alimentazione delle popolazioni mediterranee e asiatiche.
Le materie prime rigorosamente selezionate unite ad avanzate
tecnologie, hanno prodotto
questo pane di farro bio,
ottimo sostituto del pane e
perfetto per veloci spuntini e
merende.
7
Sui nostri scaffali
Prometeo
Una passione naturale
per il farro
Il farro Prometeo è frutto di una nostra
selezione di varietà locali di farro dicocco. Cereale antichissimo, grazie alle sue
peculiari proprietà nutrizionali e ad un
basso indice glicemico, risulta particolarmente adatto a chi pratica attività
sportive ed è un ottimo sostituto del
frumento.
Bisogna comunque tener presente che
il farro è pur sempre un
cereale che contiene glutine e quindi non adatto a
chi soffre di celiachia.
Per informazioni e ricette:
www.prometeourbino.it
Ecor
Fette biscottate farro
Già il nome aiuta a capire come
vengono prodotte le fette “biscottate”,
indicando che sono “cotte due volte”.
L’impasto di farina, lievito, acqua e
sale viene fatto lievitare e cotto in pani
rettangolari. Quest’ultimi, tolti dagli
stampi, vengono messi riposare per 24
ore durante le quali
si raffreddano e sono
pronti per essere
tagliati in fette che si
passano in un altro
forno dove vengono
biscottate, diventando
leggere e croccanti.
NaturaSì
Fette biscottate Kamut®
Il grano Kamut® Khorasan, ovviamente, proviene dall'USA e dal Canada
direttamente dalla Kamut® Association.
L’olio di oliva utilizzato è italiano, il sale
proviene dai paesi del Mediterraneo.
Le fette biscottate
NaturaSì sono
buone spalmate con
marmellate o creme
di frutta secca
o direttamente
inzuppate nel thè o
nel caffè.
8
Intolleranze e allergie alimentari
Le dosi necessarie per scatenare una reazione
patologica di carattere immunologico possono
essere estremamente ridotte; anche quando
gli esiti non sono fatali (da noi i decessi per
shock anafilattico sono sull’ordine di qualche
decina l’anno) peggiora comunque la qualità
della vita di chi è affetto da allergia e dei suoi
familiari.
Secondo stime della Commissione, il fenomeno coinvolge circa l’8% dei bambini e il 3%
degli adulti in Europa.
Si tratta di numeri davvero ragguardevoli: è
come se fossero affetti da allergia più di tutti
gli abitanti di Austria e Danimarca messi
assieme. È per questo che nel 2003 l’Unione
europea ha ritenuto di correre ai ripari con
l’emanazione della direttiva n. 89, che obbliga a inserire nelle etichette degli alimenti
indicazioni chiare e complete sull’eventuale
presenza delle sostanze allergeniche e dei loro
derivati. In precedenza, quando un componente di un prodotto fosse stato a sua volta
composto da più ingredienti (mettiamo, una
confettura di albicocche in una crostatina),
per non allungare oltremodo l’elenco degli
ingredienti era del tutto legittimo indicare
genericamente “confettura di albicocche”,
senza dettagliarne gli ingredienti, quando il
suo peso fosse stato inferiore al 25% di quello
del prodotto finito. La direttiva ha ridotto drasticamente al 2% la percentuale che esonera
dal dettaglio degli ingredienti (per restare alla
nostra confettura, ora vanno indicati tutti:
albicocche, zucchero, gelificante – pectina,;
correttore di acidità – acido citrico). Non solo:
quando l’ingrediente pur presente in quantità
inferiore al 2% contenga una sostanza ritenuta allergenica, essa va sempre indicata, anche
se presente in quantità debolissima, per consentire al consumatore acquisti consapevoli e
sicuri. In un prodotto che contenga anche solo
l’1% di ortaggi misti, ma tra i quali sia compreso il sedano, la sua presenza va evidenziata
(“ortaggi misti-contiene sedano”).
Non serve ripetere il nome della sostanza
allergenica quando sia già evidenziata nella
denominazione di vendita o nell’elenco degli
ingredienti, il che è logico: non sarebbe di
nessuna utilità specificare “contiene uova” in
un biscotto che già si dichiari “frollino all’uovo” o che l’uovo diligentemente si elenchi
nella lista degli ingredienti.
Va invece precisato quando non appaia così
evidente: se il prodotto contiene “lecitina”, va
precisato se essa deriva dalla soia o dall’uovo,
direttamente nell’elenco degli ingredienti
(“lecitina di soia” o “lecitina di uova”) oppure
con il chiaro riferimento a parte “contiene
soia” o “contiene uova”.
Analogamente, se il prodotto ha come ingrediente della crusca, va specificato se deriva
da un cereale che, assolutamente innocuo e
gradito ai più, va invece evitato dagli allergici
(dettagliando “crusca di frumento” o specificando a parte “contiene cereali contenenti
glutine”).
Nel 2005, su pressione dell’industria alimentare, la direttiva allergeni ha subito una modifica: alle imprese produttrici non andava giù
dover indicare “contiene pesce” nell’etichetta
di un succo di frutta vitaminizzato (nella
produzione convenzionale di alcune vitamine
e di alcuni aromi viene utilizzata gelatina di
pesce). La Commissione europea ha aderito a
queste accorate richieste, tagliando l’obbligo
di dicitura per una comunque non lunga serie
di derivati dalle sostanze allergeniche.
E se per sbaglio…
La direttiva europea non disciplina le ipotesi
di contaminazione accidentale con sostanze
allergeniche di un alimento nella cui produzione non sono di per sé utilizzate (è quella
Miglio alle primizie
Tempo occorrente: 45 minuti.
Ingredienti per 4 persone:
300 gr di miglio, 100 gr di taccole fresche,
100 gr di piselli freschi, 100 gr di punte di
asparagi, 2 cipollotti, 1 zucchina, 1 chiodo di
garofano, 1 foglia d’alloro, 4 cucchiai d’olio
extra-vergine d’oliva, mezzo cucchiaino di
vaniglia bourbon in grani, sale fino marino
integrale, sale grosso marino integrale.
Mettere i granelli di vaniglia in una ciotola
Sui nostri scaffali
Sempre pronto, sempre buono: lo zuppino
Nel cambio di alimentazione si smette di
contare sul piatto scaldato in 10 minuti
sul fuoco o al microonde. Si tratta di una
liberazione: dal pre-cotto, dal pre-condito.
Ammettiamolo però! Era tanto comodo: tornare a casa e limitarsi ad aprire una busta.
Però anche in un regime alimentare consa-
che in gergo si definisce “cross contamination”).
Gli operatori del settore alimentare sono
tenuti a predisporre, attuare e mantenere
procedure permanenti di monitoraggio della
produzione basate sui principi del sistema
HACCP (Hazard analysis and critical control),
che costituiscono un fondamentale strumento
di garanzia della sicurezza degli alimenti.
Pur operando con il massimo rigore nella
formazione del personale, nella pulizia delle
attrezzature, nella netta separazione degli
ingredienti e nell’autocontrollo di tutti i
processi, qualche azienda, in considerazione dell’estrema vulnerabilità che potrebbe
caratterizzare qualche consumatore (l’allergia
alimentare, in particolare verso latte, uova e
con tre cucchiai d’olio. Mondare e lavare la
zucchina, tagliare il cipollotto tenendo il
bianco e steccandolo con un chiodo di garofano.
In una pentola alta mettere abbondante acqua
fredda, aggiungere la zucchina, il cipollotto e
la foglia d’alloro. Portare a ebollizione e cuocere per 20 minuti. Aggiustare di sale.
Aggiungere il miglio e cuocere per 17 minuti.
Velocemente togliere dai baccelli i piselli,
lavare, mondare e tagliare piccoli rombi di
taccole. Cuocere al vapore mettendo una griglia sopra la pentola di miglio per circa 10-14
minuti. Raffreddarle sotto l’acqua fredda e
metterle sulla carta assorbente ad asciugare.
Mescolarle all’olio alla vaniglia.
Scolare anche il miglio passati i 17 minuti.
Tenere 10 cucchiai di brodo da parte.
Tagliare sottilmente un cipollotto, farlo stufare con il brodo tenuto da parte, unire il
miglio e le verdure aromatizzate alla vaniglia.
Servire subito.
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pevole esiste un piatto che aiuta. Lo zuppino: verdure, cereali e legumi preparati
alla mattina. Si porta ad ebollizione per
10 minuti, si spegne il fuoco e si copre con
un coperchio. Alla sera troviamo un piatto
pronto, croccante, e ristoratore, caldo in
inverno, fresco in estate.
nocciole, è la causa più frequente di shock
anafilattico), preferisce etichettare “può contenere tracce di…” oppure “prodotto in uno
stabilimento che usa anche…”.
Baule Volante
Tanta frutta da spalmare
La nostra frutta spalmabile biologica
viene prodotta con un’altissima percentuale di frutta (oltre il 70%) e con lo
sciroppo d’agave. Questo dolcificante
naturale a ridotto indice glicemico,
estratto dalla pianta dell’agave blu,
risulta particolarmente adatto a chi
desidera evitare il consumo di zucchero
saccarosio. Baule Volante vi offre 15
gusti diversi, tutti da provare; dal classico mirtillo al sorprendente arancia/
zenzero.
E il biologico?
Se per altre allergie, intolleranze e sensibilità
(basta pensare alla Multiple Chemical Sensitivity, la sensibilità chimica multipla, il disturbo
che colpisce un numero crescente di persone
che non tollerano intere classi di sostanze
chimiche) i prodotti biologici costituiscono
la risposta più immediata e sicura per il consumatore, così non è per gli allergeni previsti
nella direttiva europea.
Il latte biologico, le uova biologiche e il sedano biologico, insomma, non vanno purtroppo
assunti da chi è allergico o intollerante a latte,
uova o sedano.
Per quanto riguarda le procedure, prima di
inserire nel suo assortimento un nuovo prodotto, NaturaSì ne acquisisce ricetta e scheda
tecnica, che evidenziano la presenza intenzionale di sostanze allergeniche, ma anche
il rischio di presenze accidentali, richiede al
fornitore analisi o le effettua direttamente.
Se l’etichetta non evidenzia nella lista degli
ingredienti o con un espresso richiamo separato la presenza effettiva di una sostanza non
desiderata, né presenta una dicitura che,
anche in via solo cautelativa, non la escluda in
assoluto, quindi, la persona allergica o intollerante può consumare il prodotto in tutta
serenità!
* Roberto Pinton
Tra i fondatori di una delle prime cooperative
agricole biologiche nel lontano 1984, e
tuttora impegnato nell'associazionismo
di settore (è segretario di AssoBio), è
anche consulente in materia di normativa
agroalimentare ed etichettatura, argomenti
sui quali ha scritto una mezza dozzina di libri
sia tecnici che divulgativi.
Corsini
Le Piumette
Plumcake di Kamut®
È una merendina soffice e gustosa con
un buon equilibrio tra proteine, carboidrati e grassi.
La ricetta prevede l’impiego esclusivo
di olio di girasole, uova
fresche e yogurt prodotto
giornalmente.
Il colore ambrato e dorato
è merito della farina di
grano Kamut® Khorasan,
che conferisce inoltre una
delicata nota di vaniglia e
burro.
Oleificio Gabro Srl
Olio Gabro.
Qualità italiana al 100%
Da oggi l’olio Gabro arriva sulle tavole
degli italiani con una garanzia in più:
alla tracciabilità di filiera si aggiunge
il marchio 100%. L’olio extra vergine
di oliva a marchio 100% è prodotto
nel rispetto dell’ambiente e secondo
specifiche procedure di
produzione, trasformazione
e conservazione descritte nel
disciplinare dell’alta qualità.
È di alta qualità l’olio extra
vergine di oliva italiano al
100% che rispetta parametri analitici e sensoriali più
restrittivi di quelli indicati
dall’attuale norma vigente.
9
Sui nostri scaffali
Probios
Riso Torty al limone
Probios propone una morbida tortina di
riso al fresco gusto di limone.
La confezione riporta il simbolo
della spiga sbarrata, poiché si tratta di
prodotti che soddisfano le condizioni
ed i controlli richiesti dall’Associazione
Italiana Celiachia.
Il prodotto è rimborsabile
dal Sistema Sanitario
Nazionale, in base alle
condizioni stabilite dalle
ASL di zona. Riso Torty al
limone non contiene latte,
è quindi adatto anche alle
persone che hanno questa
tipologia di intolleranze.
La celiachia
Identificata per la prima volta oltre un secolo fa,
la celiachia è stata messa in correlazione con il glutine
solo dopo la fine della seconda guerra mondiale.
di Nicola Michieletto
Rachelli
Sorbetti Demeter senza
glutine e lactose free
I sorbetti Gildo Rachelli Demeter sono
l’ideale per chi è intollerante sia al latte
che al glutine: vengono realizzati senza
l’utilizzo di latte o panna e da luglio
2010 l’Associazione Italiana Celiachia
ha certificato che tutti i prodotti della
linea Demeter sono assolutamente privi
di glutine. Disponibili in 5 referenze –
limone, mango, fragola,
lampone, albicocca – e
in confezioni da 125 ml
e 500 ml, sono distribuiti
presso i punti vendita
cuorebio e NaturaSì.
Rondanini
Salame Milano e Salame
Ungherese senza glutine
L’attenzione per la salute del consumatore ci ha spinto a produrre un salame
che, grazie all’impiego di materie prime
di origine biologica e prive di contaminazione da glutine, garantiscono un
elevato grado salutistico. Le caratteristiche sensoriali del Salame Milano, il suo
sapore dolce e delicato, il suo profumo e
il colore rubino contribuiscono a renderlo
eccellente. Il processo produttivo curato
del Salame Ungherese, la sua grana fine
e il suo gusto
gradevolmente
affumicato gli
conferiscono
caratteristiche
uniche.
10
Il morbo celiaco
Detto anche “sprue celiaca”, enteropatia
da glutine o più comunemente celiachia,
il morbo celiaco è una malattia cronica
causata dall’intolleranza al glutine presente
nel grano e in alcuni cereali (avena, orzo,
segale, farro, kamut) che si caratterizza per
la presenza di lesioni della mucosa dell’intestino. Le lesioni alla mucosa determinano
il malassorbimento dei nutrienti introdotti
con l’alimentazione.
Con l’eliminazione dalla dieta del glutine
ed in particolare di alcune delle sue componenti come la gliadina o le prolamine,
è possibile ridurre i disturbi primari della
celiachia.
Intolleranze e allergie alimentari
Buon esempio, nessun catechismo
La buona salute ritrovata, la convivialità della tavola leggermente cambiata, il
sorriso, l’ironia e il buon umore saranno
un inconsapevole invito, per chi vi è vicino,
ad ascoltarsi. Qualcuno inizierà a chiedere
ricette e racconti del cambiamento, magari
Cos’è il glutine
Il glutine è una proteina presente in vari
cereali ed in particolare nel frumento e quindi nella maggior parte dei prodotti da forno,
nella pasta e nel pane. È per questo che la sua
presenza quotidiana sulle tavole può rendere
non semplice la sua eliminazione dalla dieta.
Infatti, fino a qualche anno fa il celiaco era
costretto a rinunciare ad alcuni alimenti.
Oggi invece, sono molte le aziende e i ristoranti che offrono cibi “gluten free” ovvero cibi
senza glutine adatti ai celiaci, rendendo così la
qualità della loro vita migliore e meno problematica rispetto al passato.
La celiachia in cifre
In Italia la celiachia colpisce una persona su
cento. Secondo i dati dell’Associazione Italiana
Celiachia (AIC) ogni anno vengono effettuate cinquemila nuove diagnosi e si stima che
nascano 2800 nuovi celiaci, con un incremento annuo di circa il 10%. Tuttavia, la reale
diffusione della malattia non è ancora ben
individuata.
I nuovi metodi di ricerca messi a punto, nei
prossimi anni, consentiranno di migliorare la
diagnosi con un probabile aumento della percentuale di popolazione coinvolta.
Reazione immunitaria
Grazie ai progressi raggiunti nell’ambito della
ricerca, oggi è possibile individuare gli anticorpi responsabili dell’intolleranza al glutine.
Infatti, il Sistema Immunitario dei celiaci
si attiva erroneamente per produrre degli
anticorpi diretti contro la mucosa intestinale
provocando così le caratteristiche alterazioni
che sono alla base dei sintomi della celiachia.
Il danno arrecato ai villi che rivestono la parete intestinale impedisce pertanto il corretto
assorbimento delle sostanze nutrienti.
La sintomatologia
A seconda dell’individuo e delle caratteristiche
con cui si manifesta, la sintomatologia del
ammettendo che forse neppure lui o lei sta
perfettamente. Nessun discorso, nessuna
questione di principio, solo il risultato di
una scelta che porta agio nella propria pelle
può convincere altri a cambiare il proprio
quotidiano.
morbo celiaco risulta ampia e talvolta aspecifica. I sintomi più diffusi sono: diarrea, perdita
di peso, carenze nutritive di vario genere,
crampi, debolezza muscolare, formicolii,
emorragie, gonfiore alle caviglie, dolori ossei,
facilità alle fratture, alterazioni cutanee, afte,
o in alcuni casi anche disturbi psichici. Frequente è anche l’anemia provocata da carenza
di ferro. La comparsa di uno o più di questi
sintomi associati dovrebbe suggerire di sottoporsi a test e screening specifici e, nel caso di
positività agli anticorpi, ad approfondire l’indagine con biopsia intestinale.
Nuove abitudini alimentari
La celiachia è la conseguenza di un’anomalia
permanente del sistema immunitario e quindi
può essere curata ma non guarita.
Il celiaco che, vogliamo sottolineare, non è un
malato, deve solo acquisire una nuova mentalità che gli consenta di convivere con tale condizione senza soffrire disagi o problemi.
In questo senso, il celiaco deve diventare
medico di se stesso modificando le proprie
abitudini alimentari e lo stile di vita, grazie
anche al supporto e all’aiuto di associazioni
come l’AIC, che aiutano ad affrontare meglio
la celiachia.
I prodotti in commercio
A disposizione del celiaco si trova una gamma
sempre più ampia di prodotti specifici “gluten
free”, siano essi convenzionali, biologici o,
addirittura, prodotti tipici locali.
Il celiaco ha così modo di non vivere limitazioni di alcun genere e di poter variare la sua
scelta a seconda dei gusti e delle esigenze. Ma
non solo. Egli acquisisce un bagaglio di informazioni e conoscenze che lo rendono sempre
più consapevole, attento e critico nelle sue
scelte d’acquisto. Come l’esperienza personale mi insegna, riscontro che le persone che
devono accettare delle restrizione dietetiche
particolari, sviluppano una migliore sensibilità
nei confronti del cibo e una maggiore consacontinua
11
Sui nostri scaffali
Schnitzer
Biscottini di pastafrolla
senza glutine con gocce
di cioccolato
Schnitzer, azienda specializzata nella
produzione di prodotti senza glutine,
propone una nuova linea di referenze
da forno biologiche. Il prodotto di
punta sono i Biscottini di pastafrolla
con gocce di cioccolato senza lattosio. Finalmente biscotti sfiziosi senza
glutine, con farina di mais e di riso,
con l’11% di cioccolato fondente! In
pratica confezione
da 150g, ideali a
merenda o come
prima colazione.
Golfera
Le Biodelizie:
petto di pollo al forno
Nato per soddisfare il consumatore
attento a uno stile di vita più sano e
consapevole, la sua ricetta è studiata
con particolare cura nella scelta degli
ingredienti, per un prodotto gustoso
dall’equilibrato apporto nutrizionale,
che garantisce la completa assenza di
glutine. Per offrire maggior sicurezza
al consumatore Golfera ha scelto di
certificare tutti i
prodotti della linea
Le Biodelizie con
il marchio “Spiga
Barrata” dell’AIC per
l’assenza di glutine.
Golfera
Le Biodelizie:
petto di tacchino al forno
Una nuova specialità di Golfera nel
mondo delle carni bianche. Un prodotto
innovativo che unisce gusto, equilibrio
nutrizionale e semplicità di utilizzo.
Preparato con le migliori carni di petto
di tacchino bio, condito con sale, pepe,
aglio, rosmarino e cotto al forno. Il
prodotto dal gusto piacevole e delicato,
gradito anche al palato dei più piccoli.
Oltre a essere privo
di derivati del latte
è certificato, come
gli altri prodotti Le
Biodelizie, con il
marchio “spiga barrata” dell’AIC per
l’assenza di glutine.
12
Intolleranze e allergie alimentari
pevolezza ed attenzione grazie all’incremento
della conoscenza e dell’informazione. Così,
mentre il consumatore comune è orientato
principalmente dal gusto nella sua scelta,
quello con intolleranze valuta la risposta che il
cibo dà al suo fisico ed ai vantaggi che da esso
può trarre.
L’Associazione Italiana Celiachia
L’informazione è uno degli strumenti fondamentali per il celiaco. Grazie ad essa è in
grado di affrontare e gestire al meglio la propria condizione di salute.
Da oltre trent’anni l’Associazione Italiana
Celiaci (AIC) è impegnata nel fornire assistenza ai celiaci attraverso molteplici attività di
informazione e formazione in collaborazione
con il Ministero della Salute e il Servizio
Sanitario Nazionale. Tra le attività svolte
dall’Associazione si possono citare le iniziative legate alla ricerca e alla sensibilizzazione
delle Istituzioni politiche, amministrative e
sanitarie, la realizzazione di un Prontuario di
prodotti per celiaci certificato dal Ministero
della Salute. Per aiutare i celiaci nella scelta di
alimenti sicuri per la propria dieta, dal 2005
inoltre, l’Associazione ha avviato un progetto
di marchio (Spiga Barrata) che viene apposto,
su concessione, a tutti i prodotti che hanno
superato controlli e verifiche previste dall’Associazione. Inoltre, AIC ha avviato un progetto
importante denominato “Alimentazione Fuori
Casa” che coinvolge tutte le tipologie di ristoratori disposti ad offrire un servizio idoneo
alle esigenze dei celiaci.
www.celiachia.it
Consigli utili
non solo ai celiaci…
Il glutine, è una sostanza molto usata – perfino abusata – dall’industria alimentare. Quindi,
anche a chi non soffre di celiachia, è consigliabile ridurre la quantità di alimenti a base
di glutine preferendo prodotti integrali, con
lievitazione lunga e non troppo soffici, con più
fibra e una dieta semplice fatta di cibi naturali,
meglio se biologici. Inoltre, per tutti è molto
importante per la salute ritrovare il piacere e
la fantasia in cucina limitando il più possibile
l’utilizzo di prodotti trasformati. Infatti, proprio l’offerta di prodotti sempre più lavorati e
raffinati, la ricerca estrema della conservabilità, la rincorsa al prezzo hanno avuto come
conseguenza più grave la perdita del rapporto
e della conoscenza del cibo.
Pasta spigata e noci
Tempo occorrente: preparazione 15 minuti.
Cottura: 40 minuti.
Ingredienti per 4 persone:
350 g di penne di mais, 400 g di foglie
verdi dell’insalata, 400 g di pomodori ciliegini, 1 porro, 8 noci sgusciate,
1 carota, 1 cipolla, 1 gambo di sedano,
1 rametto di rosmarino, 1,2 lt d’acqua,
4 cucchiai d’olio extra-vergine d’oliva, sale
grosso, sale alle erbe.
Mettere sul fuoco una pentola, quando
bolle, gettarvi i pomodori ciliegino per 5
minuti, scolarli, passarli all’acqua fredda,
spellarli, rimetterli sul fuoco con la carota
pulita, la cipolla senza buccia ed il sedano
mondato.
Far cuocere dieci minuti disfando i pomodori con una forchetta.
Ritirare dal fuoco, togliere gli odori, salare
con sale alle erbe, aggiungere 3 cucchiai
d’olio e montare con il mixer. Mettere da
parte.
Lavare l’insalata spigata, utilizzare le foglie
verdi. Mettere a bollire una pentola d’acqua
con sale grosso.
Quando bolle far cuocere le foglie verdi per
3 minuti, poi aggiungere la pasta di mais e
far cuocere per altri 6 minuti.
Intanto lavare e mondare il porro, tagliarlo
finemente. Tritare altrettanto finemente i
gherigli di noci.
In una pentola mettere l’olio rimasto, farlo
scaldare, unire i porri tritati, il sale alle erbe
ed i gherigli di noci.
Far imbiondire il tutto. Quando la pasta
è cotta, scolarla, farla insaporire a fuoco
vivo con porro e noci, poi unire la salsa di
pomodoro fresco.
Servire caldo.
www.cucinasenzasenza.com
Ipersensibilità
al glutine
Quando è chiaro che il glutine produce disturbi, anche
in soggetti nei quali la diagnosi di celiachia è esclusa,
siamo di fronte ad una condizione definibile come
“ipersensibilità al glutine”.
di Paolo Pigozzi*
Sui nostri scaffali
Probios
Impanatura di mais
senza glutine
La linea Viva Mais Probios, è sempre
più ricca di prodotti senza glutine. Una
grande novità è l’impanatura di mais,
l’unica con garanzia senza glutine! Prodotta con farina di mais tostata, è adatta per fritture e per gratinare i prodotti
al forno. La sua particolare struttura
consente di far assorbire al cibo il 50%
di olio in meno rispetto al normale pan
grattato: ecco perché
l’impanatura Viva Mais,
è amata anche da
coloro che non hanno
allergie alimentari.
Dalla linea Viva Mais
anche la polenta senza
glutine e il cous cous
senza glutine.
Schnitzer
Barrette energetiche
biologiche senza glutine
Le golose barrette di frutta secca e
semi, senza zucchero, sono ideali in
ogni momento della giornata.
Schnitzer propone 4 diversi mix, tutti
contraddistinti
dal marchio
Spiga Barrata,
di nocciole,
mandorle,
sesamo, uvetta,
semi di zucca,
arachidi.
Il glutine può creare problemi anche in chi
non è celiaco? A questa domanda si deve
oggi rispondere affermativamente. Ovviamente è sempre stato così.
Un tempo a chi soffriva di gonfiori di
pancia, di diarrea e di disturbi intestinali
veniva diagnosticata, un po’ sbrigativamente una “colite” (soprattutto se i classici
accertamenti per la celiachia risultavano
negativi). E a nessuno, in casi come questi,
veniva in mente di consigliare una sospensione o una riduzione del consumo di glutine, nella granitica convinzione che, al di
continua
Rachelli
Niente glutine nei gelati
Gildo Rachelli Demeter
I gelati Gildo Rachelli Demeter sono
assolutamente privi di glutine. Lo
certifica l’Associazione Italiana Celiachia attraverso il marchio della spiga
barrata inserito su tutte le confezioni
della linea.
Distribuiti nei punti vendita cuorebio e
NaturaSì, i gelati Gildo Rachelli Demeter sono disponibili in
vasetti da 125 e 500
ml nei gusti: caffè,
cioccolato, cocco,
nocciola, pistacchio,
stracciatella, vaniglia
e yogurt.
13
Sui nostri scaffali
Lammsbräu
Il gusto pieno senza glutine
La Neumarkter Lammsbräu offre ora
a tutti coloro che soffrono di intolleranza al glutine una birra con malto
d’orzo veramente “senza glutine”, che
conserva tutto il gusto di una autentica
birra biologica, mentre le cosiddette
“birre” senza glutine offerte finora
sono prodotte a base di miglio, riso,
mais, sorgo o grano saraceno. L’assenza
di glutine nella “Lammsbräu
senza glutine” è attestata dai
più moderni metodi di analisi
(Ridascreen competitive assay).
Per il suo sapore straordinario
la birra “Lammsbräu Glutenfrei“ senza glutine è stata
premiata dalla rivista “Ökotest“ con il voto ottimo.
BioVitagral
Polenta taragna
istantanea bio
Molino Filippini è leader nella produzione di alimenti a base di grano
saraceno, naturalmente privo di glutine,
garantiti dal marchio “spiga barrata”
sulle confezioni. Il processo produttivo
è gestito secondo gli standard BRC e
IFS (in certificazione) e la
sicurezza alimentare dei
nostri prodotti è garantita
da un severo controllo
analitico, di filiera e da
parte di ICEA che permettono di monitorare l’intero
processo produttivo dal
campo alla tavola.
Sunval
Omogeneizzati
senza glutine
Sunval produce da più di 50 anni
alimenti biologici per bambini adatti
ad ogni fase di crescita. L’utilizzo di
materie prime bio e i regolari controlli
sulla produzione garantiscono massima
qualità e sicurezza del prodotto. L’assortimento offre una vasta gamma priva
di glutine, come per esempio la linea di
omogeneizzati di carne, che comprende
manzo, vitello, tacchino e pollo nel
pratico formato da 80g. Ottimi anche
accompagnati
da creme di
verdure o
patate.
14
Intolleranze e allergie alimentari
fuori di un chiaro quadro clinico di celiachia,
il glutine non potesse produrre effetti tossici.
Effettivamente questa realtà (la tolleranza
individuale al glutine) è molto più complessa.
Non solo perché parecchie persone non celia-
che possono testimoniare che una certa attenzione (una riduzione) nel consumo di glutine
produce effetti benefici su molti disturbi, ma
anche perché i risultati di numerose ricerche
inducono a considerare che il glutine può
essere un nutriente problematico anche per
soggetti diversi dai celiaci.
Alcuni fattori favorenti
Gnocchi di zucca e carciofi
Tempo occorrente: preparazione 4 ore.
Cottura: 15 minuti.
Ingredienti per 4 persone:
500 g di polpa di zucca cotta al forno, farina
di riso quanto basta, mezzo cucchiaino di
curry, sale alle erbe, 4 grani di pepe, 2 chiodi di garofano, 1 grattata di noce moscata, 8
carciofi, 1 spicchio d’aglio, 4 cucchiai d’olio
extra-vergine d’oliva, 2 cucchiai di panna di
soja, sale grosso.
Cuocere in forno a 180° la zucca per 40
minuti. In un mortaio pestare insieme le
spezie ed il sale alle erbe. Mettere 500 g
polpa di zucca, già cotta, in una terrina,
unire il trito di spezie e tanta farina di riso
da ottenere un impasto che si stacchi dalle
pareti della terrina. Lasciare riposare 4 ore
in frigo.
Mondare e lavare i carciofi. Strofinare il
fondo di una padella con uno spicchio
d’aglio. Unire l’olio e far scaldare, aggiungere un pizzico di sale alle erbe e i carciofi,
lasciare rosolare per 10 minuti. Frullare
3 cucchiai di carciofi con la panna di soja,
fino ad ottenere una crema da riunire al
resto dei carciofi. Formare gli gnocchi con
l'impasto preparato. Portare ad ebollizione
abbondante acqua, aggiungere 2 cucchiai
d’olio e sale grosso. Immergere delicatamente gli gnocchi nell’acqua bollente.
Quando vengono a galla scolarli, impiattarli
e decorarli con la salsa ai carciofi.
www.cucinasenzasenza.com
Quando è chiaro che il glutine produce disturbi anche in soggetti nei quali la diagnosi di
celiachia è esclusa siamo di fronte ad una
condizione definibile come “ipersensibilità al
glutine”. Oppure, come la chiamano i ricercatori, Gluten Sensitivity (GS). In realtà, è
assai probabile che non esista un confine netto
tra l’intolleranza al glutine e la celiachia.
Quest’ultima è una malattia geneticamente
determinata e con una ovvia e non trascurabile componente ereditaria: il rischio per i famigliari di un celiaco di sviluppare la malattia è
del 10-14% mentre nella popolazione generale
il rischio è di circa 1,5%.
I soggetti che tollerano poco (o per niente)
il glutine probabilmente sviluppano i loro
disturbi in parte per responsabilità genetica,
ma anche per il concorso di diversi altri fattori, in particolare quelli che alterano l’equilibrio della flora batterica intestinale e la corretta permeabilità della mucosa digestiva.
È noto che batteri intestinali, salute della
mucosa e corretta funzionalità del sistema
immunitario sono elementi strettamente
collegati e funzionalmente dipendenti l’uno
dall’altro. Ad esempio, una infiammazione
virale dell’intestino oppure l’alterazione della
flora batterica, che consegue ad una terapia
antibiotica, possono determinare una riduzione della capacità dell’organismo di tollerare
(magari solo per un po’ di tempo) il glutine.
Lo stesso risultato può essere prodotto da
una dieta monotona (ad esempio, cappuccino
e brioche a colazione, due foglie di lattuga e
spaghetti al pomodoro a pranzo, pizza e birra
la sera), povera di alimenti vitali e crudi e che
non arricchiscono la flora batterica.
Anche il consumo regolare di latte vaccino da
parte di soggetti che non lo tollerano altera
sicuramente l’ambiente intestinale potendo
favorire l’insorgenza di disturbi nell’assimilazione del glutine. Perfino la mancanza dell’allattamento al seno o lo svezzamento precoce e
troppo rapido giocano talvolta un ruolo, per lo
meno nell’evidenziare una latente predisposizione all’intolleranza al glutine.
Sui nostri scaffali
L’accordo perfetto, senza senza
Cambiano gli ingredienti, cambiano le armonie. Ogni giorno diventa un’opportunità per
scoprire nuovi accordi. Sperimentate alcuni
esempi sia come insaporitori che come basi
per salse e contorni:
– curry-cocco
– carote-cannella
– zucca-mandorle-cannella-noce moscata
– basilico-aglio-pinoli
– prezzemolo-fettine di limone con buccia
Uno studio pubblicato il 23/11/2005 sulla rivista scientifica Archives of Diseases of Childhood online testimonia che l’allattamento al seno
protegge dallo sviluppo del morbo celiaco.
Infatti, se al momento dell’introduzione del
cibo solido il bambino è allattato al seno, si
riduce significativamente il rischio di sviluppare la malattia.
I geni contano,
ma non sono tutto
La celiachia è indubbiamente una malattia
geneticamente determinata. Tuttavia, oggi
sappiamo che il gene non è tutto e che le
informazioni che vi sono contenute (la possibilità, ad esempio, di indurre una patologia,
di sintetizzare una certa proteina, oppure di
determinare una specifica caratteristica morfologica o funzionale nell’organismo, ecc.) si traducono concretamente nell’organismo vivente
solo all’interno di un complesso sistema di
regolazione, a sua volta influenzato dall’ambiente nel senso più ampio del termine. Detto
ancora più chiaramente, per un bambino che
porta nei suoi cromosomi il gene o i geni che
determinano la celiachia, non è indifferente
essere allattato al seno o alimentato con latte
adattato, essere svezzato non precocemente oppure prima dei sei mesi di vita, essere
curato frequentemente con antibiotici o con
la fitoterapia e l’omeopatia, consumare regolarmente alimenti biologici, crudi, non Ogm
oppure cibi prodotti e manipolati industrialmente, ecc. Influenzano il nostro stato di salute anche altre caratteristiche dello stile di vita
e dell’ambiente: la quantità di tempo passata
all’aperto o al chiuso, l’esposizione alla luce
solare o artificiale, l’inquinamento dell’aria
e dei cibi. Infine, ce lo dice la psiconeuroendocrinoimmunologia (ma pure l’esperienza
concreta di tutti i giorni), anche le emozioni
– zenzero-aglio-salsa di soya
– basilico-peperoncino-limone
– coriandolo fresco-pesce
– capperi-olive-acciughe
– funghi-aglio-prezzemolo
Viaggi, ricordi d’infanzia e affinità elettive
costituiranno occasioni di nuove esperienze.
Il tempo e la curiosità consolideranno le
scoperte.
e i sentimenti danno un contributo al nostro
benessere o malessere. Se questo vale per un
bambino celiaco figuratevi se non vale per un
soggetto ipersensibile al glutine!
Il glutine: una proteina tossica?
Che il glutine sia una proteina tossica per i
celiaci (e solo per loro) è un dato che finora
nessuno ha messo in discussione. Tuttavia, la
direzione che gli studi recenti stanno prendendo segue invece una logica completamente
opposta: il glutine è una proteina tossica
per tutti, ma la maggior parte delle persone
sviluppa una tolleranza, un meccanismo di
protezione che mette al riparo le cellule intestinali dall’azione dannosa di questo composto
proteico. Altri soggetti, invece, perdono (o
non sviluppano) questa tolleranza e in alcuni
casi (con il concorso di specifici geni) questa
condizione evolve in malattia celiaca. In altri
casi il glutine produrrebbe comunque una reazione anomala, si tratterebbe proprio di coloro
che vengono definiti ipersensibili al glutine, i
quali non tollerano il glutine (o certe quantità
di glutine). In ogni caso questo loro disturbo
rimane comunque diverso dalla malattia celiaca e sicuramente meno coinvolgente per il
sistema immunitario.
* Paolo Pigozzi
Medico a Verona dal 1977, è diplomato
in omeopatia classica, perfezionato in
Nutrizione clinica e Dietetica e in Fitoterapia
(Università di Siena) e in Diagnosi e Terapia
dei Disturbi del Comportamento Alimentare
(Università di Padova). Scrive su varie riviste
ed è autore di numerosi testi sull'impiego
terapeutico dell'alimentazione e delle piante
medicinali. Ha cucinato per tre anni in un
ristorante vegetariano e ancora oggi dedica
ogni giorno un po’ di tempo a pentole e
fornelli (www.paolopigozzi.blogspot.com).
Sapori dalla Natura
Preparati per brodo
e condimento
L’azienda Zangrando presenta la linea
Sapori dalla Natura che tiene conto delle esigenze nutrizionali e delle principali
intolleranze dei consumatori.
I prodotti non contengono lattosio o
glutine e nella gamma sono presenti un
dado a bassissimo contenuto di sodio
ed uno senza lievito, formulati per
essere utilizzati da tutti, non solo da chi
ha specifiche esigenze.
I preparati per brodo Sapori dalla
Natura sono
inseriti nel prontuario AIC 2010.
Provali!
Biovida
Il würstel biologico
La nostra azienda da oltre 10 anni produce salumi biologici di alta qualità.
Il nostro würstel biologico si inserisce
perfettamente in questa filosofia.
Prodotto con carni accuratamente selezionate, senza utilizzo di emulsioni di
grasso, senza derivati del latte e senza
fonti di glutine. Inoltre non contiene
fecole, amidi e altri inutili additivi.
Vogliamo dare al consumatore un prodotto il più naturale
possibile, senza però
trascurare la sicurezza alimentare
che ogni alimento
deve sempre
garantire.
PrimaVera
Salamino Cacciatore Dop:
al buon gusto
non si rinuncia, neanche
in presenza di intolleranze
Il Salumificio Pedrazzoli propone la
linea primavera: salumi biologici, privi
di conservanti e coloranti, idonea alle
persone allergiche al glutine e alle proteine del latte. Nella “collezione bio”
il Salamino Cacciatore Dop è inserito
anche nel Prontuario dei Celiaci.
Di piccola taglia (da 350 g) ha un profumo delicato e un gusto leggermente
aromatizzato che
ben si sposa con
i vini bianchi e
i rossi giovani e
briosi.
15
Sui nostri scaffali
La Finestra sul Cielo
Biolight. Merenda di farro
e fichi: un break a ridotto
contenuto di grassi
La merenda di farro e fichi è un delizioso break a forma di biscotto, di sola
farina di farro, farcito con composta di
fichi. Biolight è quindi a ridotto contenuto di grassi e non vede nella ricetta
ingredienti come latte, uova e zucchero.
La merenda di farro e fichi Biolight ha
il 30% di grassi in meno rispetto alla
media delle merende
farcite di frutta. Ogni
confezione contiene
6 merende confezionate singolarmente.
1 merenda=95 kcal.
Uova
e derivati
Quella all’uovo è una delle più comuni allergie
alimentari. In particolare, si tratta dell’allergia
ad alcune proteine dell’uovo, principalmente
contenute nell’albume.
di Paolo Pigozzi
Dolci delle Venezie
Biscotti di Kamut®
senza uova
Leggeri e ben tollerati i Biscotti di grano
Kamut® Khorasan sono dolcificati con
malto di riso e orzo e malto di mais.
Sono deliziosi biscotti da agricoltura
biologica per rispondere alle esigenze
dell’alimentazione moderna. Nella
stessa linea Dolci delle
Venezie sono disponibili
i Biscotti Decò con farina
di frumento, i Biscotti Decò farro e riso, i
biscotti Petit di frumento,
i Biscotti Petit di farro e
riso e i gustosi Frollini in
sacco: di farro, di segale
e avena e i nuovi di
kamut®.
Dolci delle Venezie
Petit farro e riso
Continua il successo del biscotto secco
“Petit farro e riso” ora con la nuova
ricetta con olio extravergine di oliva.
Senza latte, senza burro, senza uova.
Leggeri e ben tollerati i Dolci delle
Venezie sono adatti alle esigenze
dell’alimentazione moderna.
Dolci delle Venezie è il
marchio che contraddistingue i prodotti
dolciari da agricoltura
biologica di Piovesana Biscotti, la storica
azienda di Conegliano
Veneto.
16
Ascolta il corpo, trova lo spirito
Eliminare degli alimenti, scoprire nuovi
sapori, reintegrare, con il tempo, gli alimenti mal tollerati per scoprire di preferire
le nuovi acquisizioni alimentari, equivale
all’esperienza di un lunghissimo viaggio in
terre molto lontane.
In ogni viaggio viviamo tempi morti, momenti di ascolto, di adattamento a terri-
tori sconosciuti. Quando ci consentiamo di
ascoltare il corpo per capire cosa gli fa bene
accade, una volta sistemato il lato fisico, che
emergano i desideri e i bisogni profondi. Li
avevamo sepolti ma ora attraverso l’attenzione e il silenzio che dedichiamo al corpo,
trovano lo spazio per manifestarsi ed essere
ascoltati.
Intolleranze e allergie alimentari
Quella all’uovo è una delle più comuni allergie
alimentari. In particolare, si tratta dell’allergia
ad alcune proteine dell’uovo, principalmente
contenute nell’albume. Tuttavia, anche il tuorlo contiene sostanze allergizzanti. I sintomi e
le reazioni, possono interessare la cute (orticaria, dermatite atopica), l’apparato gastrointestinale (diarrea, vomito) e respiratorio (asma,
rinite, tosse). La cottura migliora la compatibilità dell’uovo con il sistema immunitario (fino
al 70%, secondo alcune stime), ma non elimina totalmente il problema. In pratica, quindi,
è consigliabile porre la massima attenzione
dal punto di vista del potere allergizzante, sia
all'uovo cotto che a quello crudo. Questa allergia interessa soprattutto i bambini (dopo il
latte vaccino, è l’uovo l’alimento più a rischio
per allergie alimentari). Fortunatamente, dopo
i 4-10 anni di età la questione, almeno apparentemente, si ridimensiona parecchio. A ben
guardare, tuttavia, sarebbe forse meglio dire
che il problema di fondo non sparisce, ma si
trasforma. Infatti, nel 50% dei casi questi soggetti possono sviluppare una allergia ai pollini,
alla polvere di casa e ai peli di gatto.
preconfezionati). Gli adulti facciano attenzione
anche al vino: può essere stato chiarificato con
albume. Infine, alcuni soggetti con spiccata
allergia all’uovo devono evitare la carne di
pollo (che contiene proteine simili a quelle
dell’albume) per il pericolo concreto di reazioni crociate.
Che l’assunzione di antibiotici e il contemporaneo consumo di uova sia una pratica da
evitare è una convinzione abbastanza diffusa.
Eppure non c’è nulla di vero in tutto ciò. È
vero piuttosto che potrebbe essere utile evitare di mangiare uova durante una terapia con
sulfamidici. Si tratta di farmaci antibatterici
ormai poco usati, anche per la facilità con cui
producono effetti collaterali e allergie.
Una dieta senza uovo
Se si deve seguire una dieta che escluda l’uovo
(l’unica terapia valida), è evidente che non ci si
può limitare a non consumare le uova sode, la
maionese o la frittata.
La versatilità dell’uovo e l’utilità tecnologica
per l’industria alimentare rende questo alimento e i suoi derivati largamente diffusi in
moltissimi alimenti. È dunque sempre opportuno leggere con attenzione le etichette, cercando di individuare l'eventuale presenza dei
seguenti ingredienti: albume (bianco d’uovo),
tuorlo, polvere di uovo, rosso di uovo, globulina, livetina, lisozima (indicato anche come
E1105 e utilizzato spesso nei formaggi stagionati a scopo battericida), maionese, meringa,
ovoalbumina, ovomucina, ovovitellina, ovomucoide. Lecitina (E322) e emulsionanti in
qualche raro caso in cui non sono di origine
vegetale. Sono da escludere anche sformati e
bevande a base di cacao maltato. Da osservare
con molta attenzione: biscotti, torte dolci e
salate, budini e pudding, caramelle (in particolare le gelatine), cereali per la prima colazione, cialde, creme, gelati, sorbetti, miscele
pronte per torte, salse in genere, soufflè, zuppe
pronte, pasta all’uovo, prodotti ottenuti dalla
trasformazione della carne (salsicce, polpette,
polpettoni, ripieno per arrosto, hamburger
Orzotto
Tempo occorrente: preparazione 6 ore.
Cottura: 40 minuti.
Ingredienti per 4 persone:
400 g di orzo perlato, 2 cipolle, 1 carota,
1 gambo di sedano, 1 zucchina, 1 rametto
di rosmarino, 4 chiodi di garofano, 1,2 lt
d’acqua, sale grosso, 1 bustina di zafferano,
1 cucchiaino di curry e uno di margarina.
Mettere a bagno l’orzo per 6 ore. Preparare
il brodo con l’acqua a freddo, una cipolla
steccata, chiodi di garofano, zucchina,
sedano, rosmarino, sale. Far cuocere per
20 minuti. Intanto affettare sottilmente la
cipolla rimasta e farla soffriggere in una
pentola a bordi alti. Una volta dorata, unire
l’orzo ed 1 lt di brodo. Far cuocere a fuoco
dolce per 20 minuti. A cottura quasi ultimata, stemperare in un cucchiaio d’acqua
tiepida lo zafferano ed unirlo. Mantecare e
unire anche un cucchiaino di curry con la
margarina. Mantecare il tutto e poi servire.
www.cucinasenzasenza.com
Sui nostri scaffali
De Rit
Mayonese senza uova
La Mayonese senza uova De Rit è
preparata solo con ingredienti biologici,
senza zucchero di canna o di barbabietola. L’uso della soia anziché delle uova
la rende particolarmente leggera e delicata. La Mayonese De Rit senza uova
è deliziosa con le insalate,
come salsa, o come ingrediente base per guarnire i
vostri piatti, ed è ideale nella
dieta alimentare vegana.
Baule Volante
I Cestelli:
il piacere del benessere
Baule Volante presenta “Linea benessere”, una nuova gamma di prodotti
biologici dedicati a chi ricerca il proprio
benessere ogni giorno e ha esigenze
precise in fatto di alimentazione.
I Cestelli sono croccanti biscotti integrali con germe di grano, senza uova,
senza latte, prodotti con olio di girasole
e senza grassi animali. Sono ricchi di
fibre, una importante
componente della
nostra dieta, che
migliora la funzionalità intestinale, e ricchi
di gusto, elemento
indispensabile per il
buon umore!
Disponibili da novembre 2010!
Gautschi
Maionese di riso
Gautschi è un’azienda svizzera fondata
nel 1974 nel cantone di Berna. Da
sempre produce maionesi e salse senza
additivi chimici e da qualche anno anche
una linea di prodotti biologici. Della
vasta gamma vi segnaliamo la maionese
di riso, al 100% vegetale e dal basso
contenuto di grassi saturi, priva di uova,
soia, lattosio e frumento. Altra novità è
la senape, delicata e saporita, con ricetta
ispirata al tipo francese di Digione:
accompagna in modo perfetto il bollito
misto, i würstel, le uova. È ottima anche
come base per preparare marinate da
spalmare sulla carne alla griglia. Disponibile in tubetti da 170g.
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Sui nostri scaffali
La Finestra sul Cielo
BuongiornoBio biscotti
Soia+: la colazione super
I biscotti BuongiornoBio Soia+ sono ottimi per una colazione super perché sono
preparati con ingredienti personalizzati
e selezionati come la nostra esclusiva
bevanda di soia. La ricetta dei biscotti
BuongiornoBio Soia+ non prevede
l’uso di ingredienti come latte, uova e
zucchero. Sono l’ideale per iniziare la
giornata con l’energia di un vero “BuongiornoBio”. Un consiglio: da
inzuppare con gioia nella tua
bevanda di cereali preferita
per il massimo del gusto.
Latte e latticini
L’intolleranza al latte interessa circa il 50% della popolazione
italiana ed è dovuta alla carenza di lattasi, l’enzima preposto
al metabolismo del lattosio o all’incapacità di digerire
la caseina (in questo caso si parla di allergia),
una delle proteine del latte.
di Maria Erminia Piroli
e Pina Grazia Tagliaferri
La Mandorle
“Latte di Mandorla”
in polvere
La Mandorle, professionista del latte
di mandorla, propone preparati per
latte di mandorla elaborati secondo un
brevetto che garantisce un alto tenore in
frutto e preserva i nutrienti. Facilmente
digeribile, fonte di proteine e minerali,
naturalemente privo di lattosio, glutine
e colesterolo. La preparazione è rapida e
semplice; da consumare a casa o da portare con sè al lavoro o a scuola. Basta
aggiungere la giusta quantità di acqua,
mescolare o shakerare.
Forno di campagna
Fette biscottate Kamut®
Nella lavorazione di questo prodotto,
assieme alla farina bianca di Kamut®
viene utilizzato un “lievito madre di
pasta acida” ottenuto dalla stessa farina. Si procede con una serie di impasti
fino all’aggiunta dei vari ingredienti,
si ottiene così un impasto omogeneo
che dopo una pausa viene suddiviso in
pezzi. Segue la formatura in tanti piccoli
filoni, poi la lievitazione, la cottura, il
raffreddamento, il taglio, la
biscottatura, un secondo
raffreddamento ed infine il
confezionamento. Un prodotto
friabile, saporito e gradevole
al gusto che esprime tutte
le caratteristiche del grano
Kamut®.
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Latte: alimento simbolo
Il latte è uno degli alimenti più ricchi di
valenze simboliche. È il primo alimento
di cui facciamo esperienza, subito dopo il
trauma della nascita. È l’alimento tipico
dei mammiferi, le specie più complesse dal
punto di vista evolutivo, ed ha caratteristiche diverse, a seconda della specie, legate
alla velocità di accrescimento dei cuccioli.
L’uomo è l’unico, tra i mammiferi, che continua ad assumere questo alimento dopo lo
svezzamento. In natura inoltre, non accade,
se non in condizioni molto particolari,
che un cucciolo consumi il latte di una
specie diversa dalla propria. Dal punto di
vista archetipico, in questa sede, offriamo
Intolleranze e allergie alimentari
solo uno spunto di riflessione sul fatto che la
nostra galassia porta il nome di Via Lattea e
che tutte le altre galassie conservano la radice
Gala, che, in greco, indica una relazione con
il latte.
Anche il latte sta cambiando
Con il passare del tempo il latte, cibo definito
“puro e perfetto” grazie al suo alto contenuto
di calcio e di proteine, si sta rivelando come
qualcosa che non è affatto perfetto come siamo
stati indotti a credere. Infatti alcuni nutrizionisti e molti degli stessi consumatori, hanno
iniziato a ricredersi circa la sua importanza e
persino sulla sua sicurezza come cibo da usarsi tutti i giorni, inoltre, l’uso eccessivo che si è
fatto del latte e dei suoi derivati ha già provocato l’indebolimento del sistema immunitario.
A causa dell’ambiente che ci circonda e del
cibo che mangiamo, assistiamo al moltiplicarsi
di fenomeni di intolleranza (o ipersensibilità)
alimentare, solitamente dovuti a una specie di
fenomeno di accumulo, come se si trattasse di
un avvelenamento progressivo, e sono quindi
differenti dalle allergie alimentari in cui la
risposta patologica si evidenzia nel giro di
minuti dalla ingestione del cibo responsabile.
È essenziale conoscere l’esistenza di questo
fenomeno, perché gli effetti di un’intolleranza
sull’organismo sono effetti di tipo subclinico,
cioè non immediatamente evidenti, ma che
giorno dopo giorno provocano una progressiva tossiemia. È di estrema importanza capire
quale sia il cibo o i cibi o eventualmente gli
additivi e i conservanti alimentari responsabili
di questa reazione dell’organismo. Il diffondersi di intolleranze nei confronti del latte
vaccino, insieme alla scelta, per motivi etici
o semplicemente dietetici, di non nutrirsi di
prodotti animali, ha portato una schiera crescente di consumatori a ricercare alternative
vegetali. L’intolleranza al latte interessa circa il
50% della popolazione italiana ed è dovuta alla
carenza di lattasi, l’enzima preposto al metabolismo del lattosio o all’incapacità di digerire
la caseina (in questo caso si parla di allergia),
una delle proteine del latte. Ma oltre a queste
cause di origine endogena, ne esistono altre
legate ai processi di industrializzazione: la
dieta naturale delle mucche è l’erba da pascolo, nell’allevamento industriale si utilizzano
invece molti altri prodotti sostitutivi sotto
forma di mangimi. Il latte intero è uno dei
pochi alimenti completi, che contiene una
quantità significativa di tutti i macronutrienti,
Attenzione al cibo:
cura di sè
Spesso capita di sognare ad occhi aperti
soggiorni in SPA rigeneranti, trattamenti
estetici capaci di indurre la metamorfosi;
abiti e accessori che ci rivestano di forme,
colori e consistenza per noi esaltanti. Eppure, in quel momento, stiamo delegando
ad altri l’arduo compito di prendersi cura
di noi stessi. Prendersi il tempo di pensare,
acquistare, preparare, servire e assumere
gli alimenti che ci fanno bene, significa
fare spazio agli elementi costitutivi del
nostro benessere. Ogni giorno, 3 volte al
giorno, in prima persona. All’inizio è un
po’ faticoso ma i risultati faranno svanire i
sogni ad occhi aperti. Prepariamo il nostro
pasto con amore.
variabili a seconda della specie, della stagione,
dello stadio di lattazione. Dal punto di vista
nutrizionale, contiene infatti proteine, lipidi,
glucidi, vitamine e sali minerali.
Latte di capra
Il latte di capra presenta differenze importanti
nei confronti di quello vaccino. La percentuale di carboidrati (lattosio) presenti nel latte
di capra è simile a quella del latte vaccino,
mentre esistono differenze notevoli riguardo
la qualità dei grassi e delle proteine. Il grasso
del latte di capra è molto variabile a seconda
delle razze e delle zone di produzione. In Italia
il latte di capra è leggermente meno grasso di
quello di vacca e di pecora e quindi è quello
che ha minor contenuto di colesterolo. Però le
proteine del latte di capra contengono meno
caseina, la proteine che forma la cagliata e che
quindi ritroviamo nel formaggio, determinando una maggior difficoltà nella caseificazione.
Le proteine del latte di capra sono molto simili a quelle del latte bovino, tuttavia molti studi
hanno dimostrato che una percentuale elevata
dei soggetti allergici al latte bovino lo sono
anche al latte di capra, che quindi non risulta
essere adatto ai soggetti intolleranti.
Latte di pecora
Il latte di pecora è un latte molto più ricco di
quello di mucca. La percentuale di carboidrati
(lattosio) presenti nel latte di pecora è simile a
quella del latte vaccino, mentre esistono differenze notevoli riguardo la quantità ma sopratcontinua
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Sui nostri scaffali
Il fior di loto
Ricchi di gusto
e garantiti milk free
Zer%® latte “Il fior di loto” è la linea
di alimenti dove l’assenza di latte è
garantita nel prodotto finito e non solo
in ricetta. L’azienda opera secondo
un protocollo preciso che prevede la
verifica dei processi di produzione, delle
materie prime e le analisi periodiche
sul prodotto finito. Riccafrolla farro è
il frollino goloso, grazie alla dolcezza
dello zucchero di canna e del miele bio
ed alla friabilità ottenuta con l’utilizzo
delle uova
bio.
Colazione
Zer%® latte e
tanto gusto!
Sojade
Cuisine 200ml
Sojade Cusine è una panna 100%
vegetale, priva di lattosio e colesterolo,
ottenuta da semi di soia interi non
Ogm. Con solo 17% di materia grassa,
Sojade Cusine è ricca di acidi grassi
essenziali e ha un sapore neutro che
la rende ideale per la preparazione di
ogni piatto. Sana e leggera, Sojade
Cuisine si può utilizzare sia
fredda per accompagnare
macedonie e dessert, che
calda nelle salse per i piatti tradizionali: dalla pasta
alle lasagne al forno.
Sojade
Sojade Naturale 4x100g
Nel formato pratico e conveniente della
vasta linea Sojade 100% vegetale, è
ricco di proteine vegetali e di fermenti
probiotici come il prezioso Bifidus.
Sojade Naturale è povero di grassi, è
senza lattosio e colesterolo ed è quindi
indicato per tutti quelli che scelgono
un’alimentazione equilibrata, specialmente per coloro che devono limitare
o evitare questi nutrienti. Cremoso e
delicato, Sojade Naturale è un prodotto
versatile: ottimo sia con la frutta che
come base di ricette o salse, rappresenta la proposta base
di una ricca linea
di budini e dessert
freschi alla frutta e
bevande vegetali.
20
Intolleranze e allergie alimentari
tutto la qualità dei grassi e delle proteine.
Il latte di pecora crudo o pastorizzato ha un
sapore neutro molto simile a quello di mucca,
il suo grasso presenta caratteristiche simili a
quello di capra, ma quantità percentuali decisamente superiori. Inoltre, il latte di pecora
contiene quasi il doppio delle proteine del
latte di vacca e di capra, si va dal 5.5 al 6.5%.
Alternative al latte
Chi si vede costretto a rinunciare ai latticini
perché a fatica li digerisce o perché intollerante al lattosio non corre il rischio di
rimanere a corto di calcio, a patto che segua
una dieta a base di cibi integrali, includendo
soprattutto ortaggi verdi come broccoli, cavoli, cime di rape, tarassaco, ortaggi a radice,
cereali, legumi, pesce (come sardine o pesci
affumicati come il salmone), semi di sesamo.
Il calcio contenuto in tali alimenti è più facilmente assorbibile rispetto a quello presente
nei formaggi, per la presenza in questi ultimi di fosfati che fanno eliminare più calcio
attraverso la diuresi. Poiché il lattosio viene
spesso utilizzato nell’industria alimentare
come conservante, sarà opportuno, in caso di
intolleranza, leggere la composizione degli alimenti in scatola e surgelati, al fine di evitare
Polenta, marroni e funghi
Tempo occorrente: 60 minuti.
Ingredienti per 4 persone:
300 g di farina di polenta veloce, 100 g di
farina di grano saraceno, 500 g di marroni
freschi, 1 zucchina, 1 carota, 2 cipolle rosse
4 chiodi di garofano, La buccia di mezzo
limone, 40 g di funghi secchi, 1 rametto di
rosmarino, 1 rametto d’alloro, 1 manciata
di prezzemolo, Sale marino integrale, 1
cucchiaio di margarina, 1 cucchiaio d’olio
extra-vergine d’oliva.
l’introduzione accidentale di quote di lattosio.
Anche molti farmaci contengono lattosio come
eccipiente, compresi i granuli omeopatici. Vorremmo aggiungere, infine, che si può vivere in
buona salute e senza andare incontro a carenze nutrizionali, anche evitando l’assunzione di
latte e derivati, che possono essere sostituiti
in maniera egregia da molti altri alimenti.
Appartengono alla nostra tradizione anche le
bevande ottenute dai cereali, in commercio
i più diffusi sono quelle di riso, avena, orzo
e miglio. Se il latte di mandorle e quello di
cereali sono i tipi di latte vegetali più tradizionali, quello di soia è oggi sicuramente il più
diffuso non solamente nei Paesi orientali, ma
anche in Occidente. Al naturale, però, non è
idoneo all’alimentazione del lattante a causa
dell’eccessivo contenuto di proteine e di sali
minerali e per lo scarso tenore di calcio e di
vitamina B12. Perciò, la maggior parte dei formulati a base di soia per la prima infanzia oggi
in commercio vengono arricchiti con modeste
quantità di amido di mais (o di saccarosio), oli
vegetali, vitamine e oligoelementi.
In commercio si trova anche il filtrato di soia
che sostituisce molto bene il latte di vacca in
tutte le preparazioni culinarie (crema, besciamella, minestre, sformati, crêpe, torte).
Incidere i marroni e mettere a bagno i funghi secchi. Sbucciare la carota, la zucchina,
la cipolla. Steccare la cipolla con i chiodi di
garofano. Mettere le verdure in un litro d’acqua, insieme alla buccia di limone, poco sale.
Cuocere a vapore i marroni.
Spegnere il fuoco, sbucciare i marroni e
filtrare il brodo. In una pentola mettere i
marroni sbucciati, il brodo filtrato, il rosmarino e l’alloro, continuare la cottura fino a
completo assorbimento del liquido.
Strizzare i funghi, tritarli grossolanamente,
sbucciare e affettare la restante cipolla rossa
e tritare il prezzemolo.
Per la polenta: 2 litri d’acqua sul fuoco con
un po’ di sale grosso, aggiungere le due farine e cuocere, rimescolando con un cucchiaio
di legno per 20 minuti circa.
In una padella scaldare margarina e olio.
Unire la cipolla e i funghi, aggiungere le
castagne, aggiustare di sale e insaporire con
il prezzemolo. Servire con la polenta.
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Lieviti
Esistono vari livelli di
intolleranza ai lieviti.
Nel caso di forme lievi,
la causa potrebbe essere
probabilmente attribuita al
lievito di birra, in quelle più
severe è possibile identificare
come fattore responsabile
anche altri agenti chimici
lievitanti.
di Nicola Michieletto*
Esistono vari livelli di intolleranza ai lieviti.
Nel caso di forme lievi, la causa potrebbe
essere probabilmente attribuita al lievito
di birra; in quelle più severe, accertate da
analisi mediche, è possibile identificare
come fattore responsabile non solo il lievito
di birra, ma anche altri agenti chimici lievitanti – condizione poco frequente – e tutte
le basi di prodotti alimentari sottoposti a
fermentazione.
continua
Sui nostri scaffali
La Finestra sul Cielo
I golosi. Crostatine
di Kamut® all’abicocca
senza lievito
Le crostatine di grano Kamut® Khorasan all’albicocca sono una deliziosa
merenda con farina di Kamut® senza
l’aggiunta di nessun tipo di lievito.
L’ideale per una merenda a scuola o
come break nella giornata.
La ricetta non prevede l’uso
di ingredienti quali latte,
uova e zucchero.
Il meglio del gusto senza
l’aggiunta di lievito per
un’alimentazione equilibrata.
La Finestra sul Cielo
Bastoncini di Kamut®
senza lievito:
sfizi croccanti
Grissini friabili e croccanti di sola farina
di grano Kamut® Khorasan per un
delizioso snack, merenda o
per accompagnare il pasto.
I grissini di Kamut® non
contengono nessun tipo di
lievito e sono preparati con
olio extra vergine di oliva.
Disponibili in 4 comode monoporzioni salva freschezza
da 50 g.
L’Antica Cucina
Piadina di grano antico
con semi di lino
e di girasole
Una particolare variazione della tipica
piadina romagnola, che pur conservando le caratteristiche della ricetta
originale, si sposa perfettamente con
l’innovazione di alcuni ingredienti come
i semi di lino e di girasole.
I sapori antichi incontrano la leggerezza e la digeribilità del senza lievito:
farina di grano duro
Senatore Cappelli,
olio extravergine
d’oliva spremuto a
freddo, acqua, semi
di girasole, semi di
lino e sale.
21
Sui nostri scaffali
L’Antica Cucina
Pizza margherita di Kamut®
senza lievito con formaggio di capra
In questo prodotto tutto il gusto e la
golosità tipici della pizza diventano
alla portata di tutti grazie alla scelta
dell’ulilizzo del formaggio di capra
e dell’impasto senza lievito. L’ideale
per un pasto nutriente, bilanciato
e al contempo sfizioso. Ingredienti:
farina di grano Kamut® Khorasan, olio
extravergine di oliva
spremuto a freddo,
acqua, pomodoro,
formaggio di capra,
origano e sale.
L’Antica Cucina
Sfogliatine di farro tipo 0
senza lievito
Ideali in ogni momento della giornata,
come sostituto del pane o come snack
fuori e dentro casa, dal sapore delicato
e naturale che si combina perfettamente con tutti i gusti e
tutte le pietanze.
Ingredienti: farina di
farro tipo “0”, olio
extravergine di oliva
spremuto a freddo,
acqua, sale.
Il Fior di loto
Zero lievito
Le nostre Margherite sono friabili e
golose e non contengono alcun tipo
di lievito, né chimico, né naturale. Le
Margherite riso e cocco sono dolcificate
con malto di frumento e la ricetta non
prevede l’utilizzo di latte, uova e soia.
L’assenza di lieviti è ottenuta grazie
a un preciso protocollo che prevede
la verifica dei processi di produzione,
delle materie prime e le analisi a lotto
sul prodotto finito. Il marchio Zer%®
significa bontà, qualità e sicurezza
e comprende anche grissini e dadi.
22
Intolleranze e allergie alimentari
Lieviti e agenti lievitanti
A seconda delle esigenze e del tipo d’impasto,
sono vari i tipi di agenti lievitanti che vengono
impiegati nella preparazione degli alimenti:
– Lievito naturale o pasta madre con lievito di
birra: il cosidetto “lievito di birra” ha mantenuto ormai solo il nome (Saccharomyces
cerevisiae) e si ottiene facendo moltiplicare i
lieviti su substrato zuccherino (melassa).
Viene usato come starter per la fermentazione naturale o da solo direttamente nell’impasto, in questo caso, si usa una quantità superiore, con il rischio che mantenga attività
fermentativa anche dopo cottura.
– Lievito naturale o pasta madre senza lievito
di birra: è la pasta madre del pane.
La lievitazione è ottenuta dall’impasto di
acqua e farina lasciato a temperature idonee
per un tempo determinato che dà luogo a
una fermentazione acido-lattica.
Tale fermentazione è presente in alcune
bevande e alimenti come vino, aceto e frutta.
– Lievito chimico o lieviti da fermentazioni
naturali: sono formati da acidi e basi che a
contatto con acqua e calore producono gas
aumentando il volume di un impasto dolce o
salato.
Tra questi troviamo il bicarbonato di sodio,
il bicarbonato di ammonio, l’acido tartarico,
il cloruro di ammonio, il cremor tartaro e i
pirofosfati.
Questi agenti sono contenuti in merendine,
biscotti e plumcake, dove non è indicata
la lievitazione naturale, e sono indicati
nell’elenco ingredienti come “agenti lievitanti”.
Solitamente sono meglio tollerati dall’organismo.
Intolleranze vere e false
Non sempre i disturbi possono essere ricondotti ad una condizione di intolleranza o
allergia ai lieviti, ma piuttosto ad una cattiva
preparazione o trasformazione dello stesso
prodotto.
Ad esempio, pizza e pane poco lievitati o poco
cotti possono portare a fermentazione dopo
essere stati ingeriti creando così una irritazione intestinale che si può manifestare con
gonfiore, mal di testa, sete e altri disturbi.
Quindi, in questo caso, può essere l’inadeguata
preparazione che rende il cibo non adatto alla
digestione, soprattutto nelle persone non più
giovanissime e/o con problemi di salute.
Come si affronta
la dieta senza lieviti?
Non c’è dubbio che l’intolleranza comporti
modificazioni allo stile di vita.
Una dieta per intolleranza al lievito naturale
(pasta acida e/o di birra) infatti, prevede l’eliminazione di alimenti quali: pane, pizza, torte,
bevande fermentate, estratto di lievito, dado
(sono presenti lieviti) e aceto (anche balsamico
e di mele).
Malgrado tali esclusioni, gli intolleranti hanno
comunque a disposizione un’ampia gamma di
alimenti alternativi: cereali, verdura, frutta,
carne, pesce, uova e dolci senza lieviti.
Inoltre, l’ampio assortimento di prodotti specifici presenti nei negozi bio consente loro di
affrontare il problema senza alcun disagio o
difficoltà.
Come compotarsi
Andare oltre l’assuefazione del consumismo
alimentare.
Prima ancora di essere trasformato dal nostro
organismo in molecole chimiche, vitamine,
minerali, aminoacidi, il cibo possiede una sua
anima, una sua struttura, rappresenta un simbolo, un riconoscimento individuale.
Piada con i broccoli
Tempo occorrente: 30 minuti.
Ingredienti per 4 persone:
1 confezione di piadine di kamut®
senza lievito,
500 g di broccoli,
20 g di pinoli, 4 semi di coriandolo,
40 g di farina di kamut®,
½ l di acqua,
2 cucchiai d’olio extra-vergine d’oliva,
sale alle erbe, sale grosso marino integrale,
sale fino marino integrale,
1 cucchiaio di farina di mais.
Per questo, è importante ricercare la qualità
dei cibi, ritrovare la tipicità, riscoprire metodi
di preparazione e cottura collaudati da secoli
e ricordare sempre che non esistono solo ed
esclusivamente quelle varietà di prodotti che
mode e pubblicità propongono e, sempre più,
subdolamente impongono...
Cosa scegliere
L’intollerante ai lieviti si deve soffermare con
attenzione sui prodotti esposti sugli scaffali dei
negozi e supermercati, è importante che egli
legga bene le etichette e impari a riconoscere i
prodotti consentiti qui elencati:
–frutta e verdura senza limitazioni, ad eccezione dei funghi;
–pasta di ogni tipo: di frumento, integrale
di farro, di riso, di kamut, ecc;
–riso bianco o integrale;
–polenta, semolino;
–gallette di frumento, mais, riso, farro...;
–carne e pesce, freschi o in scatola;
–salumi, facendo attenzione alle etichette;
–olio extravergine o di semi e burro;
–latte e/o bevande vegetali;
–infusi di erbe e tisane, tè verde, caffè, cacao;
–uova;
Mondare, lavare i broccoli e farli cuocere in
acqua bollente salata per 15 minuti.
Mettere a scaldare mezzo litro d’acqua con il
sale alle erbe.
Intanto in una pentola far scaldare la farina
con un cucchiaio d’olio mescolando fino ad
ottenere una consistenza a grumi consistenti
che si staccano dal fondo, aggiungere l’acqua
aromatizzata con il sale alle erbe fino ad
ottenere una besciamella densa, spegnere.
Scolare i broccoletti, passarli sotto l’acqua
corrente e asciugarli con carta assorbente.
In un mortaio pestare i pinoli con i semi
di coriandolo, una volta ridotti in farina
aggiungerli alla besciamella. Unire i broccoletti e mescolare fino ad ottenere una crema
consistente.
Ungere una pirofila con un cucchiaio d’olio e
cospargere di farina di mais e fare degli strati
di piadina e crema di broccoletti, terminando
con la piadina. Scaldare in forno pre-riscaldato a 180° per 10 minuti.
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In tavola: si va in scena
Il rinnovamento passa anche attraverso
un’attenzione mirata nell’apparecchiare,
nello scegliere i colori.
Il rinnovamento del gusto innesca un’esperienza estetica esaltante e confortante allo
stesso tempo perché parte dai nostri sensi.
Certe volte ci dimentichiamo che siamo
animali, incredibilmente sofisticati, ma pur
sempre animali.
Tenerlo sempre presente costituisce un’ancora di salvezza in qualunque scenario.
–marmellata, meglio senza zucchero aggiunto;
–frutta secca di ogni tipo;
–cereali per la colazione;
–farine raffinate o integrali e di vari cereali;
–aromi, erbe, spezie.
Quando l’etichetta non basta
È importante ricordare che l’attuale normativa non distingue la panificazione tra le preparazioni con lievito naturale di pasta acida
più lievito di birra e quelle senza, in quanto
i saccaromiceti (Saccharomyces cerevisiae)
risultano comunque presenti in entrambe le
tipologie di lievito.
La differenza sostanziale risiede nel processo
fermentativo lungo che oltre a conferire caratteristiche organolettiche migliori ne aumenta la tollerabilità. Quindi, le persone che
dimostrano intolleranza ai lieviti dovrebbero
scegliere preparazioni a lunga lievitazione,
mentre gli allergici dovrebbero evitarle categoricamente.
Per aiutare a compiere la scelta d’acquisto più
idonea, nei negozi di alimentazione biologica,
è possibile rivolgersi al personale che sarà ben
lieto di aiutarvi a fare una scelta accurata, davvero adatta alle proprie esigenze.
* Nicola Michieletto
Dopo il diploma di cuoco ha scelto di
specializzarsi in alimentazione salutistica.
Ha lavorato come chef nell’Istituto Palatini
alle Terme di Salzano; ha insegnato in
numerosi corsi di alimentazione naturale,
oggi è docente ai corsi professionali per
cuochi, è consulente per la refezione
scolastica per il comune di Venezia e per la
Camst di Torino e collabora con distributori di
alimenti biologici.
È autore di altre pubblicazioni specializzate.
23
Sui nostri scaffali
Castello di Arcano
Triccus nonso’ - Bianco IGT
È un vino prodotto in quantità limitata
da uve selezionate, perfettamente sane
e con una maturazione ottimale.
È vinificato in piccole vasche con 12
giorni di macerazione sulle bucce e
affinato sulle fecce nobili mantenute
in agitazione, con lo scopo di favorire
l’aumento di mannoproteine protettrici
naturali del vino, fino al momento dell’imbottigliamento.
L’uva di elevata qualità, il
particolare procedimento e
l’attenzione in tutto il processo di vinificazione permetteno
la totale eliminazione dell’uso
della solforosa. Questo vino
non contiene solfiti.
Perlage
Animæ: spumante
senza solfiti
I solfiti sono sostanze conservanti a
cui un numero crescente di persone
presenta sensibilità. La Comunità
Europea ha reso obbligatorio, quindi,
la dichiarazione in etichetta ”contiene
solfiti“, quando presenti. Questo vale
per tutti gli alimenti, vini e spumanti
inclusi. Lo spumante Animæ di Perlage
è l’unico spumante al
mondo ottenuto senza
questi allergeni. È stato
insignito della medaglia
d’oro all’ultima Bio-Fach
di Norimberga, a conferma dell’altissima qualità
ottenuta.
Azienda Agricola Fasoli Gino
“R” Rosso Veronese
e “B” Bianco Veronese
IGT no SO2
Le uve vengono accuratamente selezionate e leggermente appassite prima della pigiatura. La fermentazione avviene
in vasche di acciaio, a temperatura controllata, a contatto con le bucce, per una
quindicina di giorni, con follatura manuale. Non viene effettuata l’aggiunta
di lieviti selezionati nè di
anidride solforosa. Questi
vini vengono affinati per
nove mesi in tonneaux di
rovere francese, sempre a
contatto con i propri lieviti. Non vengono filtrati ne
stabilizzati tartaricamente.
24
Solfiti
Gli alimenti che contengono
solfiti possono, nei soggetti
sensibili, determinare
fenomeni di allergia
che si presentano con
arrossamento a macchie
della cute, mal di testa,
vertigini, irritazione delle
vie respiratorie, fenomeni
di asma.
di Paolo Pigozzi
Cantico dei cantici
Le intolleranze obbligano ad un ritorno ad
alimenti, condimenti e tecniche di preparazione più arcaici e, conseguentemente, più
naturali. Nel tempo i gesti, i sapori, le abitudini più naturali sviluppano una sensibilità
verso ciò che è più originario. Coltivare il
ritorno alla natura ci regala la riscoperta del
sesto senso: l’istinto, il nostro e quello degli
altri, intendendo per altri, tutte le creature
viventi.
Intolleranze e allergie alimentari
Sui
Sui
nostri
nostri
scaffali
scaffali
In breve
Ecco i nove composti a base di zolfo presenti
nell’elenco degli additivi.
Con la sigla o (più raramente) con la denominazione per esteso li trovate obbligatoriamente indicati in etichetta quando la
loro concentrazione supera i 10 mg/kg o per
litro.
L’anidride solforosa è un gas, gli altri (i solfiti) sono sali che liberano l’anidride solforosa.
E220 Anidride solforosa
E221 Sodio solfito
E222 Bisolfito di sodio
E223 Metabisolfito di sodio
E224 Metabisolfito di potassio
E225 Solfito di potassio “Senta dottore, mi capita questo fenomeno
strano. Da qualche tempo, ogni volta che
bevo due sorsi di vino (sono proprio due, non
di più!), la mia faccia diventa tutta rossa, a
macchie. Sto malissimo e mi sembra quasi di
svenire. Che cosa mi succede?”.
Le cause di questi disturbi potrebbero essere
diverse, ma è assai probabile che questo signore sia allergico ai solfiti.
A cosa servono i solfiti?
I solfiti sono additivi alimentari che contengono zolfo.
In particolare, la legge ammette l’impiego di
nove composti. Si tratta dell’anidride solforosa
(un gas) e di altri sali la cui presenza negli alimenti è generalmente richiamata in etichetta
con il nome o, più spesso, con le rispettive
sigle identificative che vanno da E220 fino a
E228 (vedi box).
I solfiti vengono aggiunti a svariati alimenti
per le loro proprietà antiossidanti e antimicrobiche. In altre parole evitano che gli alimenti,
soprattutto al contatto con l’aria, perdano il
colore naturale e assumano un aspetto poco
invitante (pensate, ad esempio, all’imbrunimento della frutta tagliata). Inoltre, questi
additivi contrastano lo sviluppo della flora
batterica, contribuendo ad una migliore conservazione.
È evidente che questi additivi hanno un ruolo
importante nella produzione di alcuni alimenti
conservati (vino, birra, succhi di frutta, frutta
essiccata, sottaceti, sottoli, fiocchi di patate,
pesce secco o in scatola, semi oleosi, frutta
E226 Solfito di calcio
E227 Bisolfito di calcio
E228 Solfito acido di potassio
Vengono aggiunti a diversi alimenti
come baccalà, gamberi e conserve di pesce,
ma anche pesce e crostacei freschi o congelati, frutta essiccata, semi oleosi, sottaceti
e sottoli, marmellate e confetture, aceto,
bibite, birra, vini, bevande a base di succo
di frutta, funghi secchi, farine, fiocchi di
patate, ecc.
Nei soggetti sensibili questi additivi, anche se assunti in piccola quantità, possono
provocare irritazioni cutanee, respirazione
faticosa e asma, tosse, mal di testa.
candita, marmellate, funghi secchi, ecc.) oppure alimenti il cui aspetto, commercialmente
e convenzionalmente accettato, debba essere
di un bianco che non ammette sfumature (lo
zucchero bianco da cucina ecc.). I solfiti vengono utilizzati (a volte sotto forma di spray)
anche su alimenti freschi, di pronto consumo,
che devono mantenere per qualche ora un
aspetto invitante e presentabile (insalate crude
e macedonie servite nei ristoranti e nei self
service, gamberi e crostacei, ecc.).
Redoro Frantoi Veneti
L'Extravergine
per eccellenza
Il primo olio extravergine biologico
veneto a fregiarsi della denominazione
di origine protetta.
Un extravergine elegante e
raffinato di categoria superiore
ottenuto grazie alla coltivazione dell’olivo in collina,
che comporta produzione di
quantità ridotte ma con elevati
valori organolettici.
Carnesì
Hamburger
di bovino adulto
L’hamburger è un macinato di carne
pressato, realizzato al 100% con carne
di bovino adulto, con una percentuale
di grassi inferiore al 20% e rapporto
tra tessuto connettivo e proteine della
carne inferiore al 15%. Confezionato
in atmosfera modificata in modo da
garantire una shelf life di 6 giorni senza
l’utilizzo di alcun additivo. Carnesì ha
fissato metodi rigorosi per la preparazione, il confezionamento e la vendita
di carni macinate e hamburger. Viene
utilizzata solo carne magra di bovino
adulto confezionata nell’arco della giornata.
L’intolleranza ai solfiti
L’assunzione degli alimenti che contengono
solfiti può, nei soggetti sensibili, determinare
fenomeni di intolleranza più o meno vistosi
che si presentano con arrossamenti a macchie
della cute (orticaria), mal di testa, vertigini,
irritazione delle vie respiratorie, fenomeni
di asma per arrivare, nei casi più gravi, allo
shock anafilattico.
Proprio per la potenziale problematicità, la
presenza di questi additivi negli alimenti deve
essere segnalata in etichetta. Una attenta consultazione delle etichette è dunque un primo
strumento di orientamento e di aiuto nella
scelta.
La dose da non superare
La dose giornaliera ammissibile (DGA), imposta dalle autorità sanitarie, nell’assunzione di
solfiti è di 0,7 mg per kg di peso corporeo.
Per un adulto che pesa 80 kg, la quantità da
non superare è, dunque, di circa 50-60 mg al
giorno.
continua
Carnesì
Prosciutto cotto
“alta qualità”
Prodotto con cosce di suino selezionate,
provenienti da allevamenti controllati
e certificati secondo le norme sull’agricoltura biologica, quindi esclusivamente
con ingredienti non Ogm. È senza fonti
di glutine, senza lattosio e caseinati.
Il prodotto è certificato con il marchio
“spiga barrata” dall’Associazione
Italiana Celiachia e il contenuto di sale
è pari al 20% in
meno del contenuto medio dei prosciutti cotti. Adatto
a diete prive di
glutine e senza
eccesso di sale.
25
Sui nostri scaffali
Le Carline
Refosco dal Peduncolo Rosso
senza solfiti
Siamo stati pionieri nel coltivare i
vigneti con metodi di Agricoltura
Biologica e oggi siamo orgogliosi di
presentarvi questo vino frutto della
sola fermentazione del succo d’uva,
ottenuto senza aggiunta di solfiti né di
altri coadiuvanti enologici.
Libero così da qualsiasi interferenza, il vino regala, con una
franchezza inconfondibile, pronunciati sentori di bacche e di
muschio e al palato si presenta
secco e corposo.
Castello di Arcano
Cabernet Franc nonso’
È un vino che dimostra il nostro
particolare interesse alla tutela del
consumatore.
Prodotto in quantità limitata da uve
selezionate, perfettamente sane e con
una maturazione ottimale, è vinificato
in piccole vasche e affinato in botte di
legno da 20 ettolitri.
L’uva di elevata qualità e
l’attenzione in tutto il processo
di vinificazione e affinamento
consentono di escludere l’aggiunta di qualunque coadiuvante chimico.
Non contiene solfiti.
Castello di Arcano
Merlot nonso’
Anche questo è un vino prodotto in
quantità limitata da uve selezionate,
perfettamente sane e con una maturazione ottimale.
È vinificato in piccole vasche e affinato
in botte di legno da 20 ettolitri.
L’uva di elevata qualità e l’attenzione in
tutto il processo di vinificazione
e affinamento consentono di
escludere l’aggiunta di qualunque coadiuvante chimico.
Da analisi ufficiale i solfiti totali
risultano assenti.
26
Intolleranze e allergie alimentari
In realtà quanti solfiti mangiamo ogni giorno? Non è facile stabilirlo perché la quantità
dipende dalle abitudini dietetiche di ciascuno.
In ogni caso, non sembra per niente difficile
oltrepassare il limite giornaliero ammesso
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Pensate ad esempio ad uno spuntino rustico:
un bel vassoio di insaccati, una bottiglia di
vino bianco, un cesto di noci (sbiancate). Se
fate onore alla tavola siete già oltre i limiti
consigliati.
Come comportarsi
Non esistendo, per l’organismo sensibile, una
possibilità di adattamento ai solfiti, l’unica
cosa da fare è limitare al massimo gli alimenti
che contengono questi additivi.
Un primo criterio, quasi sempre valido, è quello di evitare gli alimenti conservati. Scegliete,
inoltre, alimenti di produzione biologica, per
i quali (con la parziale eccezione del vino da
uve biologiche) l’impiego di questi additivi,
sbiancanti e conservanti non è ammesso.
Preferite farine integrali o semintegrali e
prodotti da forno preparati con sfarinati non
raffinati.
In ogni caso, se le vostre esigenze dietetiche
dovessero portarvi a consumare sfarinati raffinati, scegliete comunque quelli provenienti da
cereali di coltivazione biologica.
Per quanto riguarda alcuni alimenti secchi
che dovrebbero essere consumati regolarmente nell’ambito di una dieta sana e variata (semi
oleosi come noci, mandorle, nocciole, frutta
essiccata come albicocche secche, fichi secchi,
mele secche a fette, ecc.), la scelta biologica è
imperativa. Questi prodotti, infatti, non sono
trattati con anidride solforosa.
Oltre al fatto che potete verificarne la qualità
leggendo con attenzione l’etichetta, con un
po’ di abitudine e di attenzione imparerete a
riconoscerli a vista d’occhio.
Ad esempio, il colore del guscio delle noci
biologiche è naturalmente più scuro (a qualcuno sembreranno quasi “sporche”!), mentre
quello delle albicocche secche non trattate
(buonissime al gusto) tenderà più al bruno
che all’innaturale arancione dei frutti lavorati
convenzionalmente.
Per quanto riguarda le bevande, preferite,
per quanto possibile, l’acqua fresca, magari
addizionata con succo fresco di limone o di
pompelmo.
Una buona soluzione sono anche le spremute
(a colazione, ad esempio) oppure i succhi cen-
trifugati freschi preparati nella vostra cucina
poco prima di essere consumati.
Il vino: meglio da uva biologica
Occorre dire che nella vinificazione di uve di
produzione biologica è ammesso l’impiego
di una certa quantità di solfiti (comunque
limitata: circa il 30% della quantità che la
legge ammette nei vini convenzionali), mentre
alcuni vinificatori si stanno cimentando nella
produzione di vini di qualità ottenuti senza
l’impiego di questi problematici additivi. L’etichetta di questi vini innovativi segnala questa
pregiata caratteristica con la scritta “senza
solfiti aggiunti”.
Per non aggiungere l’anidride solforosa, che
poi si trasforma in solfito, e nessun altro additivo chimico durante la lavorazione del vino
è necessaria una attenta cura dell’uva in particolare dopo il raccolto. Infatti si deve lavare
l’uva con acqua molto accuratamente e delicatamente per rimuovere ciò che si deposita
sulla buccia.
Si deve inoltre lavorare in ambienti estremamente puliti per evitare di contaminare il prodotto con batteri estranei. Queste semplici ma
impegnative pratiche contribuiscono all’abbandono dell'uso dei succitati conservanti.
Neve in granita
Tempo occorrente: 3 minuti.
Ingredienti per 4 persone:
4 coppe di neve, 4 bicchieri di vino rosso
dolce, 4 stecche di cannella.
Raccogliere 4 coppe di neve freschissima
di una nevicata abbondante, oltre i 10 cm,
bagnare con il vino rosso dolce, mescolare
con una stecca di cannella in modo da insaporire la neve, senza annegarla.
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Essere intolleranti
e allergici:
l’esperienza di Irene
Ero risultata intollerante
al grano, lieviti, latticini,
carne di maiale, arance,
zucchero. Poi bisognava
togliere in un primo tempo
uova, patate, peperoni,
melanzane, caffè, cioccolato.
Photo courtesy Valeria Scaglia
di Irene Binaghi*
Nell’estate del 2003 faceva un caldo esplosivo. Mi rifugiai in montagna. Facevo passeggiate verso l’alto. Una sera ho iniziato a
sentire l’aria che usciva dai buchi sbagliati,
il cuore si è agitato e anch’io. Non so quanto è durato. La mattina dopo sono andata
in ospedale. Mi hanno detto: “Non è chiaro se si sia trattato di edema o enfisema
polmonare. Torni la prossima volta che le
capita, così capiamo meglio.” Ho ringraziato per il parere, rimuginando: “La prossima
volta? Quale prossima volta?”. Presto anche
il sistema gastro intestinale ha iniziato a
dare segni di sconforto. Un pitone si era
continua
5 mix di cereali
e legumi!
27
Intolleranze e allergie alimentari
da agricoltura biologica
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e
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o
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ll r tato
mai s buono!
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s
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accoccolato nel mio apparato digerente, sferrando dei colpi di coda imprevedibili. A quel
punto ho avuto il flash di una conferenza
seguita molto tempo prima alla mia scuola di
Yoga, Associazione Italiana Raja Yoga. Il dottor
Pincini, gastroenterologo del Fatebenefratelli,
spiegava come l’intestino sia il depositario del
nostro sistema immunitario e che dalla sua
salute dipende non solo quella dell’intestino
Tagliatelle di farro con zenzero
e crudo di branzino
Tempo occorrente: 30 minuti.
Ingredienti per 4 persone:
400 g di tagliatelle di farro, un cubetto da
3 cm di lato di zenzero fresco, il verde di 2
cipollotti, 200 g di carpaccio di branzino,
pepe bianco, 4 cucchiai di olio extra-vergine
d’oliva, 1 carota, 1 cipolla, 1 chiodo di
garofano, 1 zucchina, 1 foglia d’alloro, sale
grosso marino integrale, sale fine marino
integrale.
da Riso Italiano
senza
zuccheri aggiunti
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prodotti senza glutine biologici a base
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28
Mondare e lavare la zucchina. Sbucciare la
carota e la cipolla, steccarla con il chiodo di
garofano. Mettere a cuocere per 20 minuti.
in una pentola d’acqua con le verdure e una
presa di sale grosso.
Mondare, lavare e affettare il verde dei
cipollotti.
Pelare e affettare sottilmente lo zenzero.
Insaporire il carpaccio con 2 cucchiai d’olio
e pepe bianco pestato nel mortaio. Ritirare
le verdure dal brodo, mettere a bollire la
pasta di farro per 9 minuni.
In una padella far soffriggere l’olio rimasto
con il verde dei cipollotti e lo zenzero. Scolare la pasta e passarla nel soffritto.
Unire il carpaccio di branzino e servire
immediatamente. Aromatizzare con timo
fresco.
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ma anche di molti altri organi: la pelle, i polmoni per esempio. Noi ci rimpinziamo di cibo
super ricco, super veloce da preparare, ma in
realtà l’intestino è lo stesso di quando mangiavamo radici e bacche. Per questo la nostra
alimentazione può provocare degli scompensi,
come le intolleranze alimentari. Ho rintracciato il dottor Pincini. Mi ha fatto fare anche lui
parecchie analisi. Quindi ha guardato il tutto
e con sicurezza mi ha invitato a cambiare l’alimentazione.
Ero risultata intollerante al grano, lieviti, latticini, carne di maiale, arance, zucchero. Poi
bisognava togliere in un primo tempo uova,
patate, peperoni, melanzane, caffè, cioccolato.
“Iniziamo con 5 giorni di sola verdura verde
a pranzo e a cena dopo i quali inserirà un alimento a settimana”. “Ma perché?” ho chiesto
allarmata, vedendomi in piedi con 2 foglie di
lattuga durante 5 lunghissimi giorni. “Perché
ogni alimento che ingeriamo impiega 5 giorni
per sparire dal nostro corpo. Mangiare per 5
giorni solo verdura verde significa pulire tutto
e ricominciare da zero, come i bambini che
imparano a mangiare. Non va bene per tutti,
ma nel suo caso darà buoni risultati. E poi
quando si dice sola verdura non s’immagini
quelle tristissime verdurine alla griglia. Deve
farsi delle vasche di minestroni verdi, verdure
al vapore in quantità e condire tutto con poco
olio crudo. Mi richiami quando ha concluso, o
prima, se ha dei dubbi”.
Stavo così male che mi son fidata. Ho cucinato minestrone e verdure. La mente incredula
doveva ammettere che stavo molto meglio. I
dolori e qualunque disturbo già dopo il primo
giorno si erano calmati. Però riaffioravano
ricordi delle medie, poi delle elementari e
infine dell’asilo. All’inizio del terzo giorno
ho chiamato il dottor Pincini, raccontandogli queste sfumature un po’ psyco del verde
mangiare. È stato rassicurante: stavo facendo
pulizia e quando si agisce sul corpo si lavora
anche ad altri livelli.
Nella consapevolezza dell’effetto placebo ho
chiesto se potevo prendere qualcosa. Il medico, perplesso, mi ha consigliato di andare in
erboristeria. Così mi son trascinata ad un centro bio sia di alimentari che di erboristeria, al
proprietario, vegano da anni, ho spiegato che
stavo mangiando solo verdura per 5 giorni, ero
al terzo e anche se di corpo stavo bene, di testa
un po’ meno. Il signore ha sgranato gli occhi:
“Ma che meraviglia 5 giorni di sola verdura.
Se proprio vuole prenda dell’eleuterococco,
Percorsi di nuove sensibilità a Milano
Per una medicina senza medicine:
Roberta Vismara ti riallinea con te stesso
e con il mondo. È laureata in osteopatia
all’Université de Bourgogne.
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Per un ascolto consapevole del corpo:
Moiz e Renata Palaci da 30 anni insegnano
la consapevolezza a partire dal tappetino.
Associazione Italiana di Raja yoga.
www.rajayogaitalia.it.
ma lei sta benissimo”. Ho annuito, preso
l’eleuterococco e tirato altri 2 giorni. All’alba
del sesto giorno ho mangiato un piccolo castagnaccio per colazione. Indimenticabile. E da
lì ho ri-inserito alimenti, partendo dai cereali
integrali, poi i semi oleaginosi, il pesce, il tofu,
i legumi, i malti, il miele e piano piano tutti
gli alimenti. Ci son voluti circa 8 mesi in cui
ad ogni alimento nuovo introdotto, si resta in
ascolto a capire le reazioni. E tutte le volte che
si scopre un cibo consentito buono, facile da
preparare si guadagna in buon umore per 3
giorni. Il dottor Pincini mi ha aiutato in questo processo dandomi dei fermenti, in base alla
mia situazione, ma il suo intervento è stato
più forte sul cambio di mentalità verso il cibo
che non nel dare medicine. Mi ha insegnato
ad essere onnivora, a mangiare di tutto e non
solo pasta al pomodoro, bistecca, formaggio,
prodotti da forno. Pian, piano ho iniziato ad
elaborare delle ricette compatibili con le mie
scelte alimentari e appetibili a tutti gli altri.
Spesso ricevevo telefonate: “Senti ma quella
pasta di farro come l’avevi preparata?”.
Così, coinvolgendo il dottor Pincini, ho scritto
un libro, per raccontare questa storia di una
guarigione dalle intolleranze (Intolleranze
Zero! - Tecniche Nuove, 2008 n.d.r.). Ogni
capitolo è introdotto da conversazioni tra
paziente e medico in cui vengono affrontati sia
i temi teorici sia le dritte pratiche per districarsi tra condimenti e ammollo di cereali.
Dimenticavo, il cibo, deve essere bio, sempre
e comunque; l’obiezione più comune: il prezzo elevato. Può sembrarlo a prima vista: ma
si risparmia in medicine. Davvero. E mano
a mano che la vicinanza alla natura lavora si
estende la scelta bio ai detersivi, alla cosmesi e
agli abiti. Con gradualità ma inevitabilmente.
Ho iniziato a grattarmi come una scimmia per
Per recuperare il paradiso terrestre
sulla pelle: Anna d'Aquino disegna e produce abiti dalle linee armoniose in tessuti
che addosso regalano la naturalezza di una
condizione originaria. www.canvasfibrenaturali.com
Barbara Sighieri ha girato il mondo
sulla via del The: il suo negozio ne racconta la storia.
www.teieraeclettica.it
i tessuti che contenevano fibre non naturali
e a scovare negozi che vendessero abiti bio.
Ho scoperto che la ritualità del mondo del the
è un degno sostituto di cappuccio e brioche;
e che i rimedi omeopatici e l’osteopatia mi
rimettono in forma senza medicine. Anche i
trucchi che metto sulla pelle sono solo bio,
sennò avverto la sgradevole sensazione di una
pellicola di plastica in faccia. La sensibilità
si affina e trova altri percorsi, vicini, pratici
che son lì da sempre. Un giorno diventano
interessanti. Lo slancio di Intolleranze Zero si
è trasformato in un blog: www.cucinasenzasenza.com che ospita una ricetta a settimana
nel rispetto di chi soffre di intolleranze ma
che faccia venire l’acquolina in bocca a tutti.
La scoperta delle intolleranze alimentari, la
cura e la guarigione hanno preso tempo; un
tempo che ha aperto nuovi mondi e che mi ha
insegnato a trasformare la sofferenza in gioia
attraverso il cambiamento. Ora so, con ogni
cellula, che tutto è possibile. E se vale per le
mie cellule ci sono buone probabilità che funzioni anche per quelle di altri.
Perciò non perdetevi d’animo e trasformate la
scoperta della vostra intolleranza in una nuova
visione di voi stessi e del cibo che introducete.
È ora di cambiare!
* Irene Binaghi
Laureata in Estetica all'Università Statale
di Milano, diplomata all’Ecôle Hôtelière di
Losanna. Sales manager all'Exclusive Hotel
Collection.
Nel 2003 ha scoperto di soffrire di
intolleranze alimentari, ha incontrato il
dott. Francesco Pincini, che l'ha guidata nel
cambiare alimentazione.
Risultato? un libro: Intolleranze Zero! Edizioni
Tecniche Nuove e un blog:
www.cucinasenzasenza.com.
29
Sui nostri scaffali
Les Encens du Monde
Incenso vegetale
L’azienda si distingue per il costante impegno a utilizzare unicamente
materie prime e processi di lavorazione
da fonti rinnovabili, praticando una raccolta responsabile. Alla realizzazione di
questi incensi collaborano attivamente
persone diversamente abili. L’impiego
di materie prime provenienti da agricoltura biologica o raccolta spontanea e la
complessiva naturalezza degli ingredienti e dei sistemi produttivi, hanno
permesso a “Les
Encens du Monde” di ottenere
da I.C.E.A. per
questi prodotti
una dichiarazione
di autenticità
(Protocollo 913).
Intolleranze
e allergie
non alimentari
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un aspetto vellutato.
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Testimonial del progetto “Prodotti Amici” di NaturaSì
Sui nostri scaffali
Sogno o son corpo?
Lo abbiamo trattato da ricettacolo degli
istinti più bassi, sentina di ogni vizio, carcassa pesante che la mente si porta in giro. Più
recentemente ci siam arrogati il diritto di
alterarlo, tagliuzzarlo ad immagine e somiglianza di modelli elaborati al computer.
Peccato, un vero peccato!
C’è chi dice che i cosmetici
e i prodotti per la casa
sono i migliori amici della
donna o dell’uomo. Ma per
alcuni, le sostanze contenute
possono creare problemi.
di Alessandro Spadoni
Responsabile Eco Bio Cosmesi ICEA
Sono sempre di più i prodotti dell’industria
chimica complessi che entrano nelle nostre
case e nella nostra vita per la cura del corpo,
della casa, dei nostri animali domestici...
Alcuni di questi ci creano non pochi problemi. Non è il caso però di allarmarsi troppo, la
colpa è solo di una predisposizione individuale, basta porre attenzione a ciò che si compra,
con lettura degli ingredienti, con la preferenza
ai prodotti semplici (preferire la lista degli
ingredienti meno numerosa).
Perché accade
È un po’ quello che succede con le intolleranze alimentari: un alimento a una persona non
dà alcun problema, magari a un’altra provoca
fastidiosi disturbi. Va anche detto, però, che
quello delle intolleranze ai prodotti dell’industria chimica è un fenomeno in aumento. Colpa anche di stress, ansia e tensione
emotiva, che rendono la pelle maggiormente
ipersensibile e vulnerabile. A soffrirne di più
sono le persone con una pelle più delicata che
reagisce a modo suo, a contatto con alcune
sostanze. Stanno emergendo gli individui “atopici”. L’atopia è la predisposizione genetica a
sviluppare reazioni anafilattiche localizzate in
seguito a contatto, inoculazione o inalazione
di allergeni.
Si stima che almeno il 10% della popolazione
mondiale abbia questa predisposizione di tipo
multifattoriale.
Il corpo ci radica nella terra.
Il corpo ci ricorda che la legge di gravità è
uguale per tutti.
Il corpo ci manda messaggi a voce sempre
più alta, fino a strillare.
Uno di questi urli sono le intolleranze alimentari.
Dal medico
Per ognuno si tratta, comunque, di manifestazioni molto diverse. L’irritazione, per esempio,
è una risposta immediata legata al contatto
con la sostanza non tollerata, mentre l’allergia
può manifestarsi anche tempo dopo il contatto e rappresenta il modo con cui il sistema
immunitario attacca la sostanza “nemica”.
Il medico dermatologo o allergologo vi sottoporrà al “patch test” un esame che consiste
nel disporre sulla schiena o sull’avambraccio 30 goccioline, fatte penetrare nella pelle
tramite una piccola escoriazione. Ciascuna
goccia corrisponde a un allergene, cioè a una
sostanza che è potenzialmente “pericolosa”
per l’organismo. Se entro 48 ore non si verificano reazioni di nessun tipo, si riprova con
altri allergeni fino a scoprire eventuali reazioni positive.
Le reazioni
La sensibilizzazione ai prodotti dell’industria
chimica cosmetici e prodotti per la casa può
dipendere dalla composizione del prodotto,
dalla concentrazione degli ingredienti, dalla
durata del contatto, dalla zona in cui viene
applicato.
Sono tanti anche i modi in cui la pelle reagisce. Ecco quali:
•Dermatiti da contatto: Si presenta con
un rossore diffuso, spesso accompagnato
da gonfiore e macchie in rilievo. Possono
formarsi chiazze di un rosso più marcato o
piccole vescicole di liquido che prudono e
che, se si rompono, creano piccole abrasioni superficiali. La dermatite non compare
subito dopo il contatto con la sostanza e può
estendersi ad altre zone: dal viso al collo al
décolleté.
•Orticaria: si manifesta con ponfi con un
alone arrossato, è sempre circoscritta e pruriginosa, ma scompare eliminando la sostanza che l’ha provocata.
Può comparire anche in punti del corpo
continua
Lavera
Double black mascara
Un colore, due applicatori, infinite
possibilità.
L’applicatore di precisione allunga,
rafforza e separa per l’impatto
finale, mentre l’applicatore volume
fissa il look e crea delle ciglia mozzafiato. Ingredienti naturali come
la cera d’api e i pigmenti minerali
garantiscono una lunga durata e
protezione intensa.
Laica
Caraffe filtranti: il piacere
dell’acqua di casa
Perché filtrare l’acqua di rubinetto?
Quando l’acqua potabile, nel tragitto
tra la fonte controllata e il rubinetto di
casa, passa attraverso le condutture
della rete idrica, potrebbe raccogliere
residui di sostanze indesiderate, come
metalli pesanti e derivati del cloro.
Il sistema filtrante Laica composto di
caraffa e cartuccia è il metodo più pratico ed economico per ridurre tali sostanze, preservando
in misura adeguata
il contenuto salino
totale dell’acqua,
estremamente importante per
l’organismo.
Neutroflora
Delicatamente Pura
Una linea di cosmesi naturale e
certificata per la cura e l’igiene della
persona.
Si distingue per l’impiego di materie
prime a elevato grado di purezza:
emulsionanti e tensioattivi di origine
vegetale, non irritanti e non dannosi.
Lo shampoo neutro è adatto a tutti i
tipi di capello: l’alta qualità dei tensioattivi permette di detergere i capelli
senza aggressività, proteggendoli e
donando lucentezza e morbidezza.
Il detergente intimo è formulato con
tensioattivi
eudermici delicati e emollienti
naturali. pH 5,5
- dermatologicamente testato.
31
Sui nostri scaffali
Intolleranze e allergie non alimentari
distanti da quello entrato in contatto con la
sostanza.
•Irritazione: i sintomi? Rossore, prurito e
pizzicore, che emergono subito dopo il contatto. Ma soltanto nella zona interessata.
Le terapie
La prima regola per guarire è eliminare la
sostanza che ha provocato la reazione. Può
essere anche necessario consultare il proprio
medico. In seguito, però, occorre evitare i
cosmetici e i prodotti che contengono quantità anche minime della sostanza che ha scatenato la reazione. Per i clienti di NaturaSì è
disponibile l’opuscolo “Prodotti amici”, con
una selezione di cosmetici con requisiti di
eccellenza. Gli stessi prodotti sono anche ben
evidenziati a scaffale per facilitarne l’acquisto.
Ingredienti “a rischio“
Leggete bene l’etichetta e tenete d’occhio l’ordine della lista. Dal secolo scorso la legge che
disciplina i prodotti cosmetici e i prodotti per
la casa impone alle case produttrici l’obbligo
di indicare sulle confezioni i componenti in
ordine decrescente: il primo della lista, quindi,
è quello presente in maggiore quantità. Questo per permettere di sapere subito se, e in che
misura è presente una certa sostanza in un
prodotto. I principali “ingredienti” da tenere
d’occhio sono:
•i conservanti: impediscono che il cosmetico
si deteriori e venga attaccato dai batteri.
Oltre a quelli chimici, ce ne sono di naturali, come l’olio essenziale di timo.
•i coloranti: vengono usati per i trucchi o per
migliorare l’aspetto delle creme. Alcuni sono
dl origine vegetale, come il verde estratto
dalla clorofilla e il giallo dal carotene. Altri
sono animali, altri ancora sintetici.
I profumi e le essenze
Possono essere oli essenziali o sostanze chimiche sintetiche. Le dosi consentite cambiano
a seconda del tipo di prodotto. In quelli destinati alle pelli delicate e sensibili sono quasi
sempre assenti. Bisogna sospettare un’intolleranza a prodotti chimici cosmetici o per la
casa quando compaiono prurito, arrossamenti
cutanei, in concomitanza con l’uso di prodotti
per l’igiene, per il make up, la colorazione di
capelli, l’idratazione, etc. Conservanti, tensioattivi, emulsionanti, filtri solari, prodotti per
la cura dei capelli, profumi, smalti per unghie,
sono fra le principali cause di intolleranze.
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Sasso nello stagno
Uno strato sottile ci separa dal resto del
mondo: la nostra pelle.
Ne siamo ricoperti interamente.
Protezione, equilibrio, purificazioni passano attraverso i pori che sanno trattenere
ciò che giova ed eliminare quello che non
serve.
La pelle si merita il meglio della natura
perché ne farà buon uso, regalandoci
elementi che ci rafforzano. E tutti abbiamo
bisogno di forza.
L’intolleranza ai cosmetici e ai prodotti per la
cura della casa non è certamente una generica
espressione allergica, come è erroneamente
nell’opinione di molti. Nei soggetti con cute
sensibile è indubbiamente diminuita la soglia
di tolleranza della pelle e le alterazioni della
sensibilità cutanea indicano un coinvolgimento del sistema nervoso cutaneo, probabilmente
legato a diversi neurotrasmettitori, che sono
prodotti sia da cellule cutanee che dalle terminazioni nervose. Le reazioni ai cosmetici sono
generalmente locali, cutanee o delle mucose.
Le reazioni più comuni sono quelle da contatto diretto con i prodotti. Per tale ragione
l’intensità del contatto è ovviamente minore
per quelli a risciacquo (come saponi, shampoo
e detergenti di vario genere) e maggiore per
altri prodotti (per esempio deodoranti, tinture
per capelli, creme, prodotti coloranti di vario
tipo). La penetrazione delle sostanze chimiche presenti nei cosmetici o tramite i residui
di prodotti chimici, che possono rimanere
nei tessuti e sulle stoviglie, è più facile nelle
aree cutanee più sottili, come le palpebre,
le mucose di bocca e zone intime o i bordi
delle dita rispetto al palmo. Anche il pH dei
prodotti applicati può avere importanza, dal
momento che quelli fortemente alcalini (per
esempio i prodotti per l’epilazione e i saponi)
sono dotati di maggiore aggressività. La crema
“filler” coi suoi 30 o più ingredienti ammorbidisce le rughe per una sera, ma poi a lungo
andare può creare problemi. Preferire prodotti
certificati di parte terza per cui il produttore
paga organizzazioni, che dispongono di accreditamenti anche internazionali, specializzate
al fine di farsi controllare e certificare taluni
requisiti resi pubblici. Leggere e informarsi
anche sui siti web sia dei certificatori, che dei
produttori aiuta a diventare più attenti e consapevoli delle scelte di acquisto.
Sui nostri scaffali
Argital
Linea Baby
Frutto della ricerca e di un test condotto, con l’aiuto delle mamme, su
neonati affetti da forte arrossamento
da pannolino.
La linea è composta da: latte protettivo
(deterge delicatamente), polvere protettiva (assorbe gli arrossamenti), crema
protettiva (allevia gli arrossamenti),
shampoo doccia vegetale (delicatissimo, non brucia gli occhi), crema per il
corpo (idratante).
100% naturale, con ingredienti
biologici. Patch test o test di irritazione
cutanea e oculare negativi.
Pannolini
Oltre il 90% delle mamme
e papà del mondo spesso
non si pongono il problema
e pensano che l’uso del
pannolino sia indispensabile.
di Marco Benedetti*
Credo che in pochi campi come quello dei
prodotti monouso per l’igiene personale, la
Ricerca Scientifica e l’Università abbiano
dedicato così poca attenzione all’interazione tra un manufatto e l’Essere umano per
il “benessere” del quale il manufatto è stato
pensato e prodotto. Le uniche tesi oggi
presenti sono dedicate soprattutto alla cura
dei neonati e ci confermano che i prodotti
come i pannolini è “meglio toglierli che
averli” e in questo mi sentirei di condividere totalmente la conclusione, se non
continua
Helan
Sapone Liquido
Detergente delicato
per le pelli più sensibili
Per una dolce detersione delle manine
dei più piccoli nonché per la loro igiene
quotidiana, la linea bimbi Helan propone il sapone liquido. Molto leggero
e delicato, arricchito degli estratti di
calendula e camomilla, addolcenti e
calmanti, e formulato secondo i principi
della filosofia a marchio Helan senza
SLS e suoi derivati, senza conservanti e
coloranti. Sviluppa una leggerissima schiuma morbida
e cremosa rispettando il
delicato equilibrio delle pelli
più sensibili.
bjobj
Amido di riso Bimbo
Polvere finissima di puro amido di
riso. Ha particolari proprietà lenitive,
calmanti e rinfrescanti.
È ideale anche per calmare e dare sollievo ad arrossamenti e irritazioni non
solo per la cute delicata del neonato e
del bambino.
Va sciolto qualche
cucchiaio direttamente
nell’acqua tiepida del
bagno.
Sacchetto da 400 g.
33
Intolleranze e allergie non alimentari
l’alternativa ecologica
ai tamponi
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silicone ipoallergenico che raccoglie
il sangue mestruale e si riutilizza ciclo dopo
ciclo. Posizionata all’interno della vagina,
si svuota ogni 4-8 ore secondo l’intensità
del flusso.
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34
fosse che oltre il 90% delle mamme e papà del
mondo spesso non si pongono il problema e
pensano che l’uso del pannolino sia indispensabile.
Poiché a questa lacuna dell’ambiente scientifico non ci sono spiegazioni evidenti, né
una bibliografia a cui appellarsi, mi permetto
(dopo aver a fondo studiato e sperimentato) di
avanzare delle ipotesi, in chiave ironica:
a)viene dato per assunto che il problema non
esista (in fondo cosa rappresentano 150
miliardi di pannolini, pannoloni e altrettanti
assorbenti igienici, indossati ogni anno!);
b)il problema non è scientificamente rilevante
(la “prevenzione” è infatti più un fatto culturale che tecnico-scientifico);
c)questi manufatti fanno parte della quotidianità (e degli interessi della multinazionali
del settore), eliminarli dunque non si può,
e quindi tanto vale accettare il principio del
“è più interessante curare (anche a spese
della sanità pubblica) che prevenire (solo a
spese del consumatore)”;
d)poiché i neonati non parlano e gli adulti
faticano ad interpretare il loro pianto e riso,
tanto vale rivolgersi ad altri che sono delegati a capire i bisogni dei bambini.
Questo ricorso in genere si effettua ogni qualvolta che si presentano i seguenti sintomi sul
sederino:
- arrossamento diffuso (alcuni dicono che sia
responsabile l’acidità della pipì);
- puntini rossi con un una piccola vescicola
bianca (come fosse di bruciatura);
- organi genitali dei maschi sempre caldi,
come se avessero la febbre e delle femmine
rossi e irritati;
- reazione allergica.
Fatta questa lunga, ed ironica, premessa in
cui tutti noi genitori ci possiamo ritrovare e
comunque sempre in assenza di tesi pubblicate su qualche rivista scientifica di grido, provo
a riflettere: un pannolino pesa mediamente tra
30 e 50 gr ed è indossato su una massa corporea che pesa mediamente 15 kg (i pannolini
monouso si comincia ad indossarli appena nati
intorno ai 3 kg e si tolgono anche a 25-30 kg
anche se “li utilizza solo di notte” intorno a 3
anni).
Se rapportato al peso di un adulto di 70 kg è
come se il genitore indossasse biancheria intima di circa 3 etti (280 gr).
Il punto è che la nostra “biancheria intima”
pesa dieci volte meno e vorremmo pesasse
ancora meno. Un pannolino commerciale sia
esso di marche note e non, è generalmente
composto dal filtrante (cioè il tessuto “soffice
come cotone” a contatto con la pelle) che è
composto di fibra di polipropilene, un polimero sintetico con cui normalmente vengono
prodotti piatti e bicchieri, imballaggi e oggetti
vari, certamente non tossico, ma con i difetti
delle plastiche.
Per rendere il filtrante non irritante e non surriscaldante, o meglio per rendere il sederino
fresco e liscio, bisognerebbe sapere che tipo
di materiale viene utilizzato, purtroppo sulle
confezioni non sempre è indicata la composizione.
Ci sono però delle eccezioni in cui per es. nel
filtrante c’è effettivamente una certa percentuale di fibra di cotone (bio) – forse arriva
all’8% (neppure l’1% del peso del pannolino)
ed il resto è comunque fibra polipropilene –
ed altri che invece hanno materie prime più
sostenibili, fino ad arrivare ad avere effettivamente il 100% di bio-polimero di pla, ma il
caso è davvero più unico che raro.
Il test di efficienza del pannolino è mediamente calcolato con la capacità di questo di
non provocare fuoriuscite (bagnature del body
o del pigiamino) a pieno carico e nel lungo
intervallo notturno (5-7 ore).
Il pannolino per evitare questo tipo di inconvenienti è infatti realizzato con una serie di
sicurezze meccaniche tipo:
a)barriere con elastico a protezione del giro
coscia;
b)tessuto sintetico accoppiato con film (di
Bambino e disinfettanti
Il bambino nasce sterile e i suoi contatti con i
batteri avvengono, di preferenza, attraverso
il contatto cutaneo e il latte materno. Questo
non significa che si debba sviluppare, come
troppo spesso succede, nei confronti dei
bambini un atteggiamento iperprotettivo
che diventa, talvolta, iperigienista.
Il sistema immunitario del bambino viene
stimolato, matura e prende pieghe diverse a
seconda del tipo di stimolazione ambientale
che riceve. Se non riceve alcuna stimolazione
dall'ambiente che lo circonda, mantiene di
preferenza l'equilibrio, anzi lo squilibrio, che
ha alla nascita, tutto spostato verso la reattività allergica.
Quando offriamo il ciuccio al bambino o
dobbiamo allattarlo con il biberon si pone il
polietilene o poliuretano ma nei casi migliori con film di mater-bi, almeno non citotossico) con effetto impermeabilizzante;
c)cintura in vita con chiusure meccaniche in
velcro o adesivo (comunque riposizionabili)
con possibilità di calibrare il tiraggio delle
alette laterali;
d)sul retro un micro tampone assorbente di
carta (facoltativo) per stoppare eventuali
perdite di rifiuto solido.
Viene da riflettere cosa potrebbe oltremodo
succedere se venisse offerto in dotazione anche
un rotolo di nastro sigillante...
Il pannolino non è un palloncino che quando
si riempie di liquido si espande.
Nel caso dei pannolini poiché il liquido non
scompare quando impregnato il pannolino,
si gonfia ma non verso l’esterno, in quanto
questo tipo di film non è elasticizzato. A proposito, quando impregnato il pannolino arriva
a pesare il doppio del peso iniziale: nel caso è
come se un adulto si portasse addosso e a volte
per qualche ora, mutande del peso di 600 gr e
per di più molto umide.
Lascio a ciascuno di noi genitori trarre dunque
le debite conclusioni. Mi viene però comunque
da pensare che quando il sederino è arrossato
non sia solo colpa dell’acidità della pipì.
Comunque qualcosa si sta muovendo nel
mondo dei pannolini monouso, finalmente
più in funzione della tutela della salute dei
bambini che della ricerca di nuovi record nelle
prestazioni; qualcuno ha finalmente investito nella Ricerca sui materiali alternativi alle
problema dell'igiene e dei disinfettanti da
utilizzare... e puntando sempre e comunque
alla sterilità crediamo di fare la cosa migliore.
Di fatto, il passaggio con acqua bollente, ad
una temperatura di 80°C, ci garantisce un
sufficiente grado di sterilità, l'importante
è poi maneggiare gli oggetti con le mani
pulite ed avere l'accortezza di non starnutirci
o tossirci sopra! In definitiva possiamo dire
che una giusta igiene per garantire l'assenza
di batteri patogeni è necessaria.
Ma un eccesso di igiene porta ad avere
residui di disinfettanti o detersivi, con conseguente possibile alterazione della flora
batterica di intestino e cute oltre a fenomeni
irritativi o reazioni allergiche.
Siam piccoli
ma cresceremo
Durante i nostri primi 2 anni di vita qualcuno ci nutre, ci lava, ci coccola, ci fa addormentare, ci mostra ogni cosa indicandola
con il proprio nome, ci porta a spasso.
Non ricordiamo la sensazione di guardare
il mondo dal passeggino, eppure passiamo
un sacco di tempo su quella astronave a
rotelle.
Gli esperti concordano che le esperienze
vissute nei primi 24 mesi determinano il
nostro modo di percepire la realtà. Anche
se abbiamo perso la memoria dei singoli
dettagli.
plastiche sintetiche. Una azienda tutta italiana, fuori dalle regole e dai confini dei “soliti
noti” ha rotto schemi e indugi ricercando e
applicando per la prima volta al mondo nuovi
materiali (soprattutto quelli a contatto con
la pelle) di origine vegetale come il pla (acido
polilattico): sigla che indica un polisaccaride
la cui versione meno tecnologica, l’acido lattico, è ampiamente usato come conservante in
cosmesi ed è prodotto dal corpo umano come
lubrificante dei muscoli.
Questa si può dire la più interessante e coraggiosa tra le novità (industriali) perché conferma che la Ricerca – almeno in Italia – è possibile anche senza i capitali delle multinazionali
e dello Stato.
L’altra alternativa verso una tutela della salute
sono i pannolini lavabili in cotone (anche bio)
e in microfibra di poliestere.
Il parere dei consumatori è discordante: pesano troppo (anche il doppio di un già pesante
pannolino monouso) e sembrano essere non
molto performanti, pur essendo ottimali dal
punto di vista ecologico.
* Marco Benedetti
Già giornalista indipendente per il
quotidiano Avvenire e per riviste di
tecnologia tessile. Collabora con l’Unione
Industriale Pratese per la promozione
dell'industria meccanotessile e partecipa
a missioni esplorative dedicandosi in
particolare allo studio del settore dei tessuti
tecnici e tessuti-non-tessuti. Cofondatore di
W.I.P. S.p.A. (wellness innovation project),
impegnata nel settore dei beni di largo
consumo e monouso da materie prime
innovative eco-sostenibili.
35
Sui nostri scaffali
Ecor
Detersivo polvere lavatrice
Il detersivo Ecor Lavatrice in polvere è
formulato con materie prime di origine
naturale. Contiene percarbonato di
sodio che, in fase di lavaggio, rilascia
ossigeno migliorando la funzionalità di
tutti gli altri principi attivi. Ideale per la
pulizia dei capi anche a basse temperature. Non contiene enzimi, sbiancanti
ottici nè fosfati ed è
profumato con olio
essenziale di lavanda
biologica.
Prodotto certificato
Eco Bio Detergenza
Icea e Stop ai test su
animali L.A.V.
Detersivi
Oggi le esigenze di igiene delle famiglie sono innumerevoli
e, se da una parte l’igiene ha contribuito al superamento di
alcune malattie, dall’altra l'eccesso sta dando vita a nuove
patologie.
di Donato Vitaloni*
Sonett
Detersivo liquido
per lavatrice
Adatto per biancheria bianca e a colori
in cotone, lino, canapa e tessuti misti.
Non contiene sostanze petrolchimiche
e i tensioattivi sono a base di vegetali. Senza profumi, coloranti, agenti
complessanti, conservanti ed enzimi.
Completamente biodegradabile. Il
particolare metodo di saponificazione
a risparmio energetico, l’utilizzo di oli
da produzione biologica e
un rapporto prezzo-prestazione di lavaggio estremamente economico per un
detersivo liquido, sono le
caratteristiche più notevoli
di questo prodotto.
Sonett
Detersivo neutro
per stoviglie a mano
Contiene tensioattivi a base di vegetali,
senza sostanze petrolchimiche, profumi,
coloranti, agenti complessanti e conservanti. Particolarmente delicato sulla
pelle e completamente biodegradabile.
Il detersivo liquido a mano
è un prodotto concentrato
e quindi ad alta resa. I tensioattivi, il solfato di alcol di
grasso di cocco e i tensioattivi da zucchero utilizzati
presentano dopo il sapone
uno dei migliori tassi di
decomposizione nell’acqua
di scarico e nel contempo
non irritano la pelle.
36
L’utilizzo di sostanze
detergenti risale
a qualche millennio fa
Sembra che la scoperta del sapone, come
molte scoperte che hanno rivoluzionato la
nostra vita, sia stata casuale. Probabilmente
del grasso di carne messa a cuocere sul
fuoco vivo, colando è venuto a contatto con
della cenere formando una sostanza bianca.
L’uomo ha poi scoperto che poteva utilizzare questa sostanza per lavarsi e per lavare i
Intolleranze e allergie non alimentari
Bianco che più bianco non si può
Chiarore abbagliante, schiuma densa, profumo di laboratorio e pini montani sono i
segni distintivi del pulito, ma pulito per chi?
Per i cassetti in cui mettiamo uno sull’altro
i vestiti belli stirati o per le credenza in cui
riordiniamo i piatti lavati e brillantati?
Ma dove va a finire la schiuma densa e i
propri indumenti. Questa sostanza bianca fu il
primo detergente di tutti i tempi: il sapone.
Da allora la ricerca in campo chimico ha fatto
passi da gigante miscelando e facendo reagire
centinaia di sostanze ed ottenendo decine di
prodotti detergenti come quelli che utilizziamo quotidianamente.
L’evoluzione della detergenza
Oggi le esigenze di igiene e pulizia delle
famiglie sono innumerevoli e, se da una parte
l’igiene ha contribuito al superamento di alcune malattie, dall’altra, l’eccesso, sta dando vita
a nuove patologie.
Una famiglia normale utilizza ogni anno decine di litri di prodotti detergenti, basti pensare
alle innumerevoli esigenze ed alla gamma di
prodotti disponibili sul mercato per soddisfarle: detersivi per piatti, capi colorati, capi
neri, lana e seta, sbiancanti, ammorbidenti,
vetri, multiuso, wc, prodotti per il legno, per
l’acciaio, ecc.
La base di ogni prodotto detergente è data da
“tensioattivi” ovvero sostanze lavanti formate
da molecole che sono in grado di legarsi all’acqua e al grasso delle macchia rimuovendo lo
sporco in fase di risciacquo.
A questa base, che è il principio lavante, vengono poi aggiunte sostanze che fanno ottenere, a seconda delle esigenze, ad ogni detersivo,
le prestazioni e l’aspetto che il consumatore
desidera.
Così, oltre ai tensioattivi, in un detersivo
potremmo trovare:
Sbiancanti ottici: detti anche azzurranti, la
cui funzione è quella di far apparire i tessuti
più bianchi.
Enzimi: aiutano a rimuovere le macchie di
proteine e amido dai tessuti.
Coloranti: danno al detersivo un colore bello e
accattivante.
Conservanti: conservano il prodotto.
Perlanti: fanno apparire il detersivo di un bel
colore perlaceo.
contenitori di plastica dei prodotti?
Possiamo ragionevolmente pensare di inquinare acque e prati per mantenere alto il
baluardo del senza macchia?
Forse è tempo di iniziare ad elaborare una
nuova estetica della pulizia.
Profumi sintetici: danno al detersivo e,
di conseguenza, ai capi, una buona profumazione. In quantità minore poi, a secondo del
prodotto, vengono inserite nei detersivi una
grande quantità di altre sostanze per dare un
“claim” al prodotto (con carboni attivi, con
cenere, con bicarbonato, ecc.).
Spesso però, sui tessuti, restano delle tracce
di tutte queste sostanze che non vengono
eliminate nella fase di risciacquo restando così
“impigliate” nelle fibre e, di conseguenza,
a contatto con la nostra pelle in modo continuativo.
C
M
Y
Il costo del pulito
CM
L’esposizione casuale o continuata a sostanze
chimiche di questo tipo, unita ad altri fattori,
può essere una delle cause della dermatite da
contatto.
La dermatite da contatto è una reazione cutanea di tipo infiammatorio causata dal contatto,
appunto, occasionale o ripetuto nel tempo,
con agenti ambientali esterni. È un’irritazione di tipo tossico diretto, senza mediazioni
immunologiche e si presenta pertanto solo
nell’area del contatto.
I sintomi possono essere molteplici, da un
semplice eritema transitorio a un vero e
proprio edema con formazione di bolle. Solitamente è accompagnata da prurito diffuso e
la zona dell’irritazione è spesso ben evidente
anche se non perfettamente delineata.
Uno degli agenti che favorisce la dermatite
da contatto è la sudorazione, pertanto è più
probabile che essa si presenti in zone dove
la sudorazione è maggiore come le ascelle,
il collo, l’incavo posteriore del ginocchio, la
parte anteriore e posteriore delle cosce, ecc.
Le persone in sovrappeso, gli sportivi, le persone che lavorano in ambienti caldi e chiusi,
e che quindi hanno una maggior probabilità
di sudorazione, sono più soggette a questa
patologia.
Essendo moltissime le sostanze che possono
MY
CY
CMY
K
continua
37
Sui nostri scaffali
Sonett
Sapone per le mani neutro
Con tensioattivi a base di vegetali,
senza sostanze petrolchimiche, senza
profumi, coloranti, agenti complessanti
e senza conservanti. Particolarmente
delicato sulla pelle, nutriente e completamente biodegradabile. Adatto a tutte
le situazioni sia casalinghe che professionali grazie al suo pratico dosatore.
Gli oli per questo sapone per
le mani provengono al 100%
da produzione biologica. Il
grasso di cocco proviene da
un progetto “Fair-Trade“ della Repubblica Dominicana.
L’olio d’oliva lo acquistiamo
da cooperative in Spagna,
Italia e Grecia.
provocare la reazione cutanea spesso per individuare la causa della dermatite da contatto
ci si affida ad un dermatologo che effettua
una serie di esami, fra cui il “patch test”, che
consiste nel porre sulla pelle dei cerotti contenenti le sostanze potenzialmente responsabili
della reazione cutanea e, valutandone successivamente la reazione, riuscire ad individuare
la o le sostanze responsabili.
A volte la dermatite da contatto si presenta
dopo un contatto continuativo con la sostanza
che la provoca.
È come se il corpo reagisse ad un accumulo
di contatti provocando l’irritazione. In genere
cessando l’esposizione alla sostanza che provoca la dermatite i sintomi si attenuano fino a
scomparire.
Ecor
Detersivo igienizzante
liquido
Detersivo multiuso ad azione igienizzante. Contiene tensioattivi di origine
naturale che hanno una pregevole azione pulente senza bisogno di risciacquo.
Gli oli essenziali biologici di timo, salvia
e limone rafforzano l’azione igienizzante lasciando le superfici
pulite e gradevolmente
profumate. Il prodotto è
disponibile anche nella
“confezione ricarica”.
Prodotto certificato Eco Bio
Detergenza Icea e Stop ai
test su animali L.A.V.
Come difendersi?
Ecor
Detersivo lavastoviglie
in pastiglie
Pratico ed efficace il detersivo per lavastoviglie in pastiglie è formulato con
materie prime di origine naturale.
La particolare formulazione lo rende
ecologico ed efficace. I silicati e il sodio
citrato hanno una pregevole azione
lavante che lascia le stoviglie pulite e
sgrassate. Senza enzimi, con olio essenziale di limone biologico che ha un
ottimo effetto deodorante. La confezione contiene 25 pastiglie da 20 grammi
per 25 lavaggi.
Prodotto certificato
Eco Bio Detergenza
Icea e Stop ai test
su animali L.A.V.
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Intolleranze e allergie non alimentari
Chi ha sofferto di problemi di dermatite sa
quanto possa essere fastidiosa e, a volte, debilitante.
Per quanto riguarda le precauzioni da prendere sicuramente la prima è quella di individuarne, attraverso la consulenza di un medico
specialista, la causa e, successivamente, mettere in pratica tutte le azioni per evitare di
venire a contatto con la o le sostanze ritenute
responsabili.
Per questo, una volta che si sono individuate le sostanze che provocano la dermatite, è
bene acquistare prodotti detergenti che oltre
a riportare in etichetta, nella composizione,
le diciture di legge (es. Tensioattivi Anfote-
ri) riportino più informazioni possibili sugli
ingredienti (es. Tensioattivi Anfoteri: Lauramidopropyl Betaina).
Evitare prodotti che contengano troppi coloranti e profumi sintetici, i quali sono spesso
fonti di reazioni allergiche.
Le sostanze di origine vegetale sono solitamente meno aggressive di quelle di sintesi,
quindi è meglio preferire detersivi che contengano il più possibile ingredienti di origine
vegetale.
Importante è ricordare di seguire pedissequamente le dosi di utilizzo e le precauzioni d’uso
consigliate sulle confezioni dei prodotti.
Un detersivo è comunque una sostanza che
è stata studiata e formulata per rimuovere lo
sporco, anche quello più ostinato, e quindi la
sua formula può essere particolarmente concentrata, per questo bisogna evitare il contatto
con la pelle in fase di utilizzo, è bene quando
si lavano i piatti o il bucato a mano, indossare
guanti protettivi, e, successivamente, risciacquare abbondantemente con acqua i piatti, le
stoviglie e i capi lavati.
Le dermatiti da contatto sono in aumento,
ma con semplici e pratici accorgimenti si può
evitare che la nostra pelle venga a contatto
con agenti esterni irritanti ponendo un freno a
questa dilagante malattia dei tempi moderni.
* Donato Vitaloni
Responsabile della produzione di detersivi
ecologici e di ecobiocosmetici certificati
dell'azienda Sanecovit.
Il detersivo ecologico
Con la dicitura “ecologico“ intendiamo, normalmente, un detersivo che rispetti l'uomo e
l'ambiente.
La scelta del detersivo per le stoviglie è
molto importante e delicata perché alle
stoviglie, per quanto si risciacqui, rimangono
sempre adese alcune molecole, che poi possono essere rilasciate nei cibi quando questi
vengono versati, soprattutto caldi, oppure
nel caso ci siano ingredienti che aumentano
l'acidità come ad esempio il pomodoro, il
succo di limone o l'arancia.
Queste sostanze, oltre a ridurre il contatto
con la flora batterica ambientale, provocano
irritazioni e possibili alterazioni delle difese
immunitarie.
Ecco perché è sempre meglio scegliere un
detersivo ecologico e, magari quando si lava
a mano, sono sufficienti acqua calda, una
buona spugna e succo di limone o aceto, che
hanno una buona azione sgrassante e anche
leggermente disinfettante.
Per sterilizzare stoviglie, biberon e altri oggetti d'uso casalingo, quando necessario, è
sufficiente un passaggio a vapore con acqua
a temperatura di 80 °C.
Quindi il passaggio con acqua bollente
garantisce un sufficiente grado di sterilità,
l'importante è poi maneggiare gli oggetti
con mani pulite ed avere l'accortezza di non
starnutirci o tossirci sopra.
Per disinfettare gli indumenti può essere utilizzato, con ottimi risultati il ferro da stiro.
Notizie in pillole
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Intolleranze e allergie