- 5 (dal N. 4 de
Robbins) ed alcuni documenti di maggiore importan~a
L'Unità ~uropea, dal N. 5 de L'Unità. Europea, Voci federaliste della
Resistenza europea). Stiamo ciclostilando altri due ~uaderni : Unione
Federale e Società delle Nazioni di C.K. Streit e Alcune note sul problema tedesco di Wo Ropke. L'opuscolo di R., del quale~ stata fatta
la traduzione in francese (v:. allegato 8) è stato distribuito in Ie500
copie nell'edizione italiana (V. allegato IO) e ne sono in ristampa
altre 2.000 copie~ Nella medesima edizione, per conto del M.F.E., sono
in stampa un'opuscolo "Federazione delle democr a zie e confederazione
mondiale" col rapporto del I942 della Federal Union, e l'opuscolo di
Junius "I problemi economici della Federazione europea", che è stato
scritto a nostra richiesta e già pubblicato sulla "Gazzetta Ticinese"
(V. allegato 11).
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Infine con la collaborazione di diversi insegnanti universitazi
stiamo completando v.n libro "L'uomo e il cittadino", delle quali già
sono state distribuite tre parti separatamente mn fascicoli per i corsi di cultura civica organizzati dall'IlVICA nei campi degl'internati
militari. In un capitolo "Lo stato nazionale nella comunità internazionale" abbiamo spiegato i nostri principi federalistio Il libro ver:t-à tirato in IO, ·OOO copie per la distribuzione in Isvizzera e verrà
subito inviato in Isvezia per esservi ristampato e di lì poi distribuito in tutti i campi dove sono dei prigionieri nei paesi tenuti dagli anglo-sassoni~ Speriamo anche di poterne portare alcune migliaia
di copie con noi rientrando in Italia.
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)ORTO D L 'A!r I VITA'
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Be1 oonvegno ~~u o
il~o il 27zg
4) dal }ovime . o 1
l~ano .p :r la. Federazione •uropea vennero approvate dell
dixettiv di la~0%0, in çui, al pultto 7; si sta'ktil:tva :J "Il .I •• .E. n-on potrà pa.:rlare oon
· u:ffioient autorit~ :finchè non abbia un sosteniQ inttn"nazìon le. aso deve
pelai~ provv dare a tentare in o ni m~o l
convocazione in un p e e n · urale di un
o feren•a intern sion le fe ralista, l
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_ p~esanii Qri fato d'or~sn amento nsll
tual incertezza.
re b utìlis mo
olie la · prociama~ione d 1 oompitt l dom 1 non -f~
fatia solo dagli àttua11 gov rnan~i dell
{azioni Unite, ma aqche
un convegno di uomini che
possano pa:rlar oon morta aggio:r
pregiudiaat ~za ~ p eci~on , indio do
~1· · st ~ si ~-f tuali governanti la · v a giust • "
eois:l.oni o l' t .p ~ ar
all'~nizia~iva
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. · p,raggiunta l t ocioupazione t 'e ·eeca, dna •quindi-c-ina di giorn dopo'
v ndo alc\Ul co pito specifico d
ssolver in I talia, i !ein
p z c zcar di s a il r tali r lazioni ~tern z onali .
l 'l vor.o , in la izz' r ' r~aul t o $'t:r emament difficil
it dél paes Qo ~t ringevano ·i rifiug~a 1 à segiornar in l o 1 fissi è
proibiv
loro di_ volgel'
ual ia 1 à.tt1v1t politioa. · ut o i l laYozo ha
dovuto uindi s er atto illegalment e con norme lentezza, per l diffiool
d~
ttanere ·i permessi di · at·arsi d4 un luoao
l' ltro.
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natur lizza o sv·zzezo m i orìg
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l'altro svizzero che ha
vi'Ssttto, molti anni all'este o. Dopo
e:r com_
tuta fin , dalìe ori ini 11
fa.scis o e il nazismo ess
anno ontinua_to
la or r con L m mbr1 pi ' a.~­
tiv1 d Ile esistenze d i diver i p esi . Gr zi al l~ro ~uto ed al tatto
oh R., ai primi di mar~o, er ~ riusc ' to ad ottene~e il tr sferi ento dal
ioino a Ginevxa ( entr
• non l'iusoiva a t
er rei a uri o, dov avreb
desi e:ra.to ri;.:;iede:re , e:r av :re
ggio:ri poa ibilita di stringere
%ap orti con tedeschi),
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el e rel z oni cariali oo:r1 alcuni fr ncesi - prov · i enti i d ~ movi en.to
r .i tiano-so iale
qi u nisp:ri.'t" oh e 'fao 11ano un ot·timo o let~ino se t
anal
' nf o:rme.zione
per 1 ovi nti
l a Resistenz francese ed er
a. tali ovimenti inoal'ioati di tutti i rap orti co l'eatero •. Qb
potuto far ripoztare
ul Bollettino stesso (eh . v n:iva
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ono stati tradotti uasi alla let t era dalle tesi del • • E. , approva te
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c . a • . Quest' rt i oolo lo · 'bi o a tto· tamp re in oglietto volant è per
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conv egno t enuto a Or on (.Losc:~.nna) i l 16 e I 7 set tembre a in~ziatìva del,J. a :rivista 11 1 Suisse Con tempor a.i ne" . A t ale convegno, a eu~ hanno paz-
teoipato paxecchie p rsonalit del mondo universitario e giornalistico,
per lo studio d i probl mi dell'organizzazion interna zionale nel dopogu rr a , .R. ha so tenuto in pieno le t si f derali
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'uomo e il ci t tadino", el · e y_U:b.l i - à sono stat e
di t:ribuit txe pa:r i epàra a énte in ascicoli per i corsi di cultura
civica organizzati dall'I CA nèi campi d gl'int rnati ili ar i. In un
c a pito o " o stat o nazionale nell comunità internazionale'·
i ·mo s - iagato i nost ri principi_ fed ralisti. Il ibro verrà tirato in IO . 000 c pi<e ·per "la
·'s.t-ribuzion in I vlzz r
verr' sub · to in i· to in I svezia
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istampato e i l ' poi d st~ibuito ntutti i c· pi
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un cJnt :i..·i .; u 't t. e . . .1 e :1zl ul e l'ile; nùo suDt: .· ·.. e tll t e le d i f fit 'a C JL, ... an . w:no G l :3o . . L.' ...J r .~se u u t e , S l. e' ~ g ' illì. t l. al l · ~ t;.-; d· i;j Zl. OI
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·. lb..l'S0 ~;i ... ::..·~c.ta impc ' ..1 n t , ,
1.-' t: r-.~ :1 ~ . ., c-.,_. ~ . u .'-o Jv e f" ~ . c ::; · c c: :1 : r ::: t a . l
v o ~ ·. I' . ~ t t e il z i ~ cJ. e s ':l l .
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di Co ~Lcn i e jj_ :.i-iU-3 .. tJ..Yt...- a~~pro . .fi .ti::1te ~e~ )8-)i'Jili t à u.i l~vorl. sl.3 .en·~.:.
Ll I -~l:..u li •·:::-ratu Jèl' ovilL:'.. .:re ~ l'c~.·-· '•)r~-.1re .:.i l
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1t-1
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LE VIE DELLA POLITICA ESTERA IT.ALIAUA.
( ~1Jftt,)
Il. quadro dello stato nazionale sovrano è oggi divenuto troppo ristretto,
per qualsiasi llaese europeo, e se i vari popoli non vorranno intristire in
mezzo a sospetti ed odi inestinguibili ed a periçdiche lotte fratricide,
si dovrà ben trovare il modo di liberarsi da questi fatàli letti di Frocuste.
Benchè però ci sia un interesse fondamentale comune a tutti i paesi, cbe
spinge ad t~~a soluzione federalistica, tuttavia i motivi politici, economici e culturali che prevalgono in ogni singolo paese sono diversamente colorati sia perchè diversa è la posizione internazionale di ciascun paese,
sia perchè diversamente combinati sono i sentimenti, gli interessi ed in
genere gli orientamenti cosmppolitici e quelli nazionalistici. Se perciò
si vuole elaborare una politica federalista efficace, non ci si puo limitare ad affermare in linea generale l.'u ti l i t ft di una soluzione federali sta
e ad illustrarne i meecanismi e le conseguenze, ma si deve altresì cercare
di dar corpo in ogni singolo paese ad una corrente federalista europea ere
getti le radici nelle tradizioni più sane e più vitali del paese stesso.
Solo in tal modo si potrà fare un'opera fruttuosa.
Che i popoli europei debbano riuniEspi in una federazione è stato affermato ripetutamente e da molte parti . Tuttavia essendo finora mancato anche
il più embrionale organo di rappresentanza popolare europea non è da sperare che dall'oggi . al domani si possa riunire una costituente europea.
così come potrebbe riunirsi una costituente nazionale, che rediga le t&Vole
fondamentali dello stato federale europeo e le presenti ad ogni singola
nazione perchè QUesta decida se aderirvi o meno . La federazione europea
non :può sorgere in un modo così semplice come è sorta quella degli Stati
Uniti djAmerica. La via sarà probabilmente assai più tortuosa. Vi saranno
l abbozzi di legami ':'ederali fra vart stati, tentativi esi tanti e contra:sta.nti di superare la sov ani~à nijiZionaJ.e.
Uno st ato d.iani mp generale favorevole alla convivenza pacifica fra i
popoli si può senz 1 altro prevedere, poichè tutti han visto le rovine cui
portavano le varie appl.icazioni del principio della sovranità illimitata.
Nè la potenza militare p nè la neutralità, nè le alleanze, nè i patti di
non aggressione , nè lo spiri·to pacifico han salvato alcun paese dal vortice.
Tuttavia è anche da prevedere che la maggioranza dei . cittadin~~ei vari
paesi, se vedrà con una certa si~:patia ogni sforzo fatto per creare un~
unione federale, seguirà i necessari passi con un notevole grado di indifferenza. Tutti saran troppo presi dalle gravissime cure dellla ricostruzione di una loro normale vita nazionale , e troppo diffusa è la persuasione che la po litica estera è una faccenda di cui devono occuparsi solo
i ministeri degli' esteri, e sulla g_uale i cittadini chiacchierano abbon- dante t mente ma non si propongono di influirvi in un modo o nell'altro.
\
L'esito buono o cattivo del lavoro di costruzione di una federazione
europea dipenderà percio soprattutto dalla buona volontà, dalla perseveranza, e d.al.la intelli'g enza di coloro che dirigeranno la vita: :poli ti ca
dei singoli paesi , i quali dovranno avere insieme audacia nelle iniziative , pazienza nell 1 attesa dei frutti , abi lità del superare gli ostacolio
La guerra attuale ha squalificato in quasi tutti i paesi del contimente i
vecchi uo mini politici. 'J.Olto dipenderà daJ.l'ani mo làm: deglj_ uomini nuovi
_1
che in seguito agli sconvolgi menti verificati si vengono ora a twovarsi
T
capo dei rispettivi :popoli.
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Quali dei temi caratteristici della vi t a :poli ti ca di ciascun paese
saranno ripresi con maggior vigore? E con quali intenzioni profonda saranno svilup:pati ? Noi siamo stati abitua ti da più di un secolo di vi t a po,litica popolare a considerare i problemi politici co~e problemi di interessi
di masse , di sentimenti di masse, di movimenti di masse . Invece nella
questione dei rapporti che si verranno a stabilire fra i v ari stati eurò _
:p e i, ben oh è si tratti di co se che concernano Eli e oi, •e e- centinai a di mil~ioni di uomini , ci troviamo di fronte a situazioni in cui orientamenti e
decisioni si trovano nelle mani di poche centinai~ di uomini politici
alimentati dalla cultura e dall~.i~~d\~ioni dei rispettivi paesi7. si
tratt.a di comprendere si tuazioniCAY~n cui si fan vaJ.ere i valori positivi e negativi , più delicati e~ sfuggevoli della cultura n~io~ale di
ogni singolo paese. Solo se) gesto~~~ a creare istituzioni.
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democ r atiche internazionali, i milioni di cittadini avranno :poi gli organi
rappresentativi europei in cui potranno far sentire in modo più diretto la
loro voce ed i loro· desiderf.
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Cerchiamo di applicare queste considerazioni generali al caso concreto
dell'Italia. Che il popolo italiano abbia tutto l'interessse a partecipare
ad una federazione democratica europea è cosa che non può essere seriamente
contestata da nessuno. Politicamente la democrazia italiana ne sarebbe consolidata. Econor~camente si potrebbe ordinare la produzione nel modo più red~
ditizio, avere i capitali esteri necessart, inviare la sovrappo~olazione *pwwwWwKkKkkawkaxw•xwcw laboriosn in paesi che ne hanno bisogno. Il maggior
benessere che ne conseguirebbe permetterebbe ampie ed efficaci riforme sociali. Culturalmente s1 rinsalderebbero i legami innumerevoli fra cultura italiana e cultura mondiale .
Tuttavia non e su questi vantaggi obbiettivi che qui vogliamo soffermarci, ma sui motivi profondi che debbono essere alla base della politica
italiana perchè questa sia in grado di contribuire in modo positivo ad una
politica europea costruttiva.
Quantunque non si possa ancora sapere in tutti i dettagli quale sarà la
posizione dell'Italia dopo la fine della guerra , la si può tuttavia già• de- lineare con sufficiente precisione nelle sue linee t . fondamentali. 38..- questa
- catastrofe, che non e certo la sola che abbia colpito il paese nella sua storia plurimillenaria, ma che è comunque la prima abbattutasi sul paese da quan
do si è costituito in stato nazionale, è andato perduto tutto quel che lo
stato italiano aveva acquistato , salvo l 8 unità nazionale.
E ' probabile che in qualche luogo si avranno correzioni di frontiere che
peseranno sul cuore degli italiani. Ma non può trattarsi che di modifiche
marginali, operate ·n regioni"a popolazione mista. Il diritto degli italiani
a conservar e una struttura s%aiKkK politica nazionale è fuori contestazione.
I tentativi di suscitare un separatismo nazionale si son dissolti come nebbia
al sole nel giro di poche settimane.
Più significativo ancora del riconoscimento che la grandi potenze han
dovuto fare dell'unità nazionale del paese è il fatto che gli italiani stessi ,
che eran rimasti cosi indifferenti ed ostili a tutti i tentativi fascisti di
far loro credere che la guerra dell'asse fosse una guerra giusta, hanno impro~isamente mostrato di esser pronti ad affrontare la peggiori persecuzioni
e a condurre la più disperata lotta di liberazione nazionale. Tutti i cosidetti antinazionali si sono rivelati campioni della nazione, ed 1 pochi rottami . superstiti del fascismo, eh~ avevaRO per venti ~~i preteso di guidare
l'Italia verso chissà quali imperiali destini, si son ridotti a sgherri del
nazismo tedesco, privi di qualsiasi contatto profondo col paese. La lotta di
liberazione ha mostrato che il popolo italiano è ormai tenuto insieme dalla
coscienza ai una comunità di destino, sopravvissuta allo stesso crollo momentaneo dello stato. L'unificazione operata dal risorgimento è divenuta veramente irrevocabile.
Tutto il resta è però andato perduto . Il paese devastato; le istituzioni
politiche libere da ricostruire da cima a fondo; perdita quasi sicura di tutte le colonie; riparazioni di guerra da pagare; scomparsa di tutte le posizioni di forza nel mediterraneo ; probabile controllo abbastanza lungo e duro da
parte dei vincitori.
Con che animo le nuove classi dirigenti• italiane debbono accingersi
all'opera di ricostruzione?
Se guardi amo un po ' a fondo nell i anima degli i tali ani col ti, ai quali
in ultima istanza spetterà la direzione del paese, scorgiamo elementi culturali e sentimentali contrastanti, dai quali possono venir fuori politiche
opposte.
L' orientam~nto fondamentale dello spirito italiano è nettamente cosmopolita ed aperto a quanto L· ~ ~ viene da tutte le parti dell' orizzonte.
La lunga storia della civiltà itali~a ha fatto penetrare fin nelle regioni
dell'incosciente questa recettivit • Roma imperiale e Roma cattolica non sono
stati centri di civiltà nazionali , ma centri alla cui fioritura han contribuito popoli interi. Anche il rinascimento - il più caratteristico prodotto dello spirito itailiiano - e stato un processo di riassimilazione delli umanesimo
latino e greco. E quando, dopo il lungo letargo de~ '600 ha co minciato a sor-
gere la nuova Italia, essa ha accolto ed assi milato senza inti me difficoltà
il pensiero francese, inglese, tedesco.~ ~uesti accoglimenti lo spirito
italiano non si è mai sfaldato e disperso, perchè non si è mai trattato di
recezioni passive , ma di rielaborazioni in cui gli italiani mettono di loro
.la capacità di comprendere i li mi ti, di conciliare esigenze contrarie, di
essere itwwitwww razionalisti èe mperati dal buon senso. Questo sobrio e scanzonato spirito - che è lo spirito di · achiavelli, di Cavour,di 1- urati - è
- capace di costruire con mater&iale proveniente da qualsiasi parte del mondo ,
e sa pensare ed agire in i talianlb ~ sapendo di pensare ea. agire semplicemente
in termini umani. La prevalenza dell 'el emento ~,~c~ umano su quello
specificamente na~ionale spiega non solo la facilità con cui gli italiani
assimilano , ma anche quella con cui si assi milano nei paesi do'Vre vanno. Da
secoli l'Italia fuanda per il mondo uomini grandi e piccoli che svolgono la
loro opera elevata o modesta senza avere in nessun luogo fatto :.n ai sorgere
veri e pro~ri problemi di minoranze italiane .
L'aspe t to umanistico dello spirito italiano, che ha le sue r adici siax
nella migliore t radizione culturale del paese , che nel semplice buon senso
pagano del suo popolo , è però controbilanciato da altri ele menti assai meno
gradevoli .
Essendo l'Italia stata per tre volte nella sua storia centro della politica , della religione e della cultura mondiale , ne è risultato per la mezza
ClJ~tura del paese uno stato d 9 animo di nobili impoveriti, invidiosi e pieni
di risentimenti. Il pensiero italiano de teriore produce da secoli opere gonfie
di boria nazionale g di irritazione contro gl i stranieri , di p ersuasione che
all ' talia si sian fatti torti di ogni genere , di velleità i mperiali. Questo
orientamento ~w«w±woc non ha prodotto mai in I ~ali a nulla di grande . Quando il paese si è costituito ·in s tato nazionale sono stati gli i tali ani sobri
e non questi re tori a formare la nuova co munità
1'- : ca - una corr :te
EU
AH
UE
1
~~~a~Lpe~r~àl~-·~~a~z~~·~o~~~~~~~~~~~~c~tSa~~~~~-~~~~~~~~~~~~~-.:
HA
E
U
AH
UE
HA
decennt,rafforzata. Essa si co mpendia nella~ persuasione
i suoi meriti passati, wwwwwwwftèèw••«W- e si scoprono sempre mille meriti
passati~ veri e fittizt ~dovre bbe godere di un trattamento speciale ,di grande
potenza. ~on essendo però una grande potenza ed i fatti non corrispondendo
~~ ai desidert , si tende a far uso dellàwkmàmaw, furberia, che gli
i tali ani posseggono i n dose ~J elevata, per manovrare , per farsi
avanti• ed apparire per più di quel che si '· Questo atteggiamento, passando
clalla cultura alla poli ti ca., ha contribuito a dare uno sviluppo fatale al paese ..
Si è creato un apparato militare pretenzioso e non corrispondente nè ai bisog~ veri, nè alle forze del paese. Si è costruita una industria protetta che
non serve a dare una reale indipendenza ~ economica al paese , ma solo
ad impoverirlo. Si è fatta in ~ritrea una politica coloniale megalomane terminata con una sconfitta. Si e condotta l'i mp resa libica con maggiore abilità
e successo , ma senza nessun senso di responsabilità europea, aprendo il ciclo
di guerre che han portato a quella WKW«~ mondiale del 'I4. Si è giunti ad
instaurare il fascismo in ~talia 9 L•impresa abissina, fatta per la vanità
di avere un impero1 ha dato il via alla cri si che ha portato alla seconda guerra mondiale . Ed infine ci si è lanciati nella folle guerra accanto ad Hitler.
· Le occasioni, le forze in azione, gli atti concreti sono stati volta a volta
. di versi, ma in questo crescendo imperialistico si riscontra 1 1 ascesa dello
.._ spiri t c(nazionalista risentito ed intrigante e la sua. vi t tori a sullo spirito·
cosmppolita costruttivo e ~ sobrio. L'attuale catastrofe è stata la
conclusione di questa asce sao
Oggi la particolare costellazione politica che costituiva il fascismo
è caduta. ìH.a. non bi sogna credere che sia con ciò automaticamente scomparso
anche lo stato d'animo di rancore nazionale.
Cosci ~a cosmppolita e coscienza nazionalista hanno entrambe radici antiche
nello spirito italiano, ed anche domani, nell'opera .di ricostruzione si batteranno per il sopravvento. :Per indi vuarle non serve andare a sfogliare i
programmi dei partiti. Gli stessi programmi possono essere interpretati ed
applicati in modi assai diversi, ed in~uadrati in politiche internazionali
effettive diverse.
el condurre la politica internazionale non cont~o affe~mazioni dottrinarie fisse, ma certi orientamenti spiritu~i profondi
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Domani, anzi già oggi, è possibile considerare la sconfitta it~~~.
la diffidenza che molti paesi nutriranno a lungo contro di noi, le piccole
e grandi umiliazioni che l'Italia dovrà subire , wm i pesi che dovremo sopportare, e le limitazioni della sovranità dello stato, - è possibile considerare
tutto ciò t ancora una volta cor.1e un torto che si fa ad uno dei più bravi e meritevoli popoli che esistano su questa terra. Protestro1do e lamentandosi ad
ogni passo si metterà in opera la tradizionale cinica furberia italiana per
rimettere a galla la barchetta affondata del nazi onalismo . Senza preoccuparsi
gran che delle forme di cooperazione mondiale che certamente comincieranno a
sorgere per mettere un certo ordine nei rapporti fra stati, anzi mostrandosi
diffidenti verso tali tentativi, perchè in essi la posizione dell'Italia sarebbe durante tutto un ~rimo tempo assai umile, si puo stare attenti a sfruttare tutti i contrasti che certamente non mancheranno nella politica europea
e mondiale . Volta a volta si potre ~1no in tal modo ottenere piccpl~~x~t~gi _
che permetteranno di accrescere di un poco la ~tttxx potenza~~
L'amor proprio nazionalistico ne risulterà ogni volta non plaéàto, ma .. ·
ancor più irritato, perchè i guadagni saranno volta a volta assai meschini .
D•altra parte se si considera quanto nevralgico sia il punto in cui si trova
liltalia, e facile oomprenàere che ogni manovra di ·questo genere renderebbe
più instabile e difficile a m~tenere 1•ordine europeo. Ciò però importerebbe•
poco a chi ~ansa che anzitutto bisogna provvedere ad una maggiore potenza nazionale. Certamente non sarebbe l'Italia a creare i contrasti imperialistici ;
essa si limiterebbe ad inserire il suo piccolo egoismo nazionale nel giuoco
dei grandi egoismi, come ha fatto per il passato. l.fa in tal modo contri buireb· be validamente alla preparazione della terza guerra mondiale , come ha contribuito alle due precedenti. E potrebbe avere anche l ' anima in pace, perchè la
colpa della nuova crisi ricadrebbe comunque soprattutto sulle _grandi ~otenze.
Se si tien conto che lo stato d'animo capace di alimentare a~a tale
politica, è quello che reagisce sempre petulante mente contro ogni ingiustizia, magari vera, delle grandi potenze , che le.. richieste ,, in_iziali saranno
certamente assai modeste ed assai ragionevoli , che le· conseguenze gravi s~
lontane e perciò difficilmente scorgi bili, benchè si. cure, si comprende senza
- difficoltà che una tale politica può esserhondotta anche da persone che si
offenderebbero se si dicesse loro che stanho riformando il piccolo inquieto
èd inquietante imperialismo i tW.iano.
Contro questo pericolo nazionalista e reazionario , che, come diceva
De Sanctis, non si presenterà dichiarando a tutti di essere la reazione, ma
che sorge quasi inconsapevolmente dagli antichi elementi malsani della cultura italiana, occorerà star bene in gùardi a per salvare quel che di più
prezioso e di più fecondo noi abbiamo Bi:- cioè lo spirito i_taliano universale che sa essere modesto e non pretendere ad ogni costo di far cose grandi ,
ma le fa solo quando la gr a.nia cala in esso .
A.nche que s to spirito co smp:poli t a può avere in I tali a una. sua.. :poli ti cc .
La quale consisterà nello stare ben attenti a tutti quei germi ~ di
cooperazione internazionale che .f~o nel campo della poli ti ca elU'"o:pea
e mondiaJ..e , nel discernere què-lli vitali da quelli sterili , e nel parteciparvi nel modo piu leale ed intelligente perchè si sviluppino e consolidino. I~ risanamen to ed il benessere dell•Italia, dipendendo anzitutto dal
tipo di ordinamen to internazionale che si formerà, bisognerà in primissim8
linea dare il :proprio coB_t~ibuto :perchè esso sia sano· e giusto, e non chiudersi invece nella grett~~ffiascita della sovranità assoluta dello stato
i tali ano . Date. la cai>aci tà dello spirito i tali ano di comprendere le esigenze
universali dello spirito u mano, noi :potremo dare a tale opera un contributo
non trascurabile.
Certamente non tutte le colpe della crisi attuale della civiltà ricadono sugli italiani, ed anzi le cause fondamentali son dovute essenzi$~­
me~te . all ~oper a di al:t~.rJ-. 17~~~i~- e di __ altri gov~rnanti . · Ia J!. ai tali a vi ha contr~bU2to ~n modo non~. Nel catacl1sma finale lo stato italiano
- ha fatto fiU. limento, quasi a mostrare che le più profonde esigenze de]~ o
~pi~i to i tali ~o ed i :più elementa:i bi sogni materiali ed ideali del · :popolb (1)
1
3:-:taJ i aJ:Je :aon :Pl:8SQOJ;',l,O lilè 2ddatta..;t>sl: alla etru'tit'tl:ra: d:elle stato nazionale
~ovreR&. Non alia ricostruzione di questa assoluta sovranità dobbiamo
perciò mirare , ma al1iimmissione del1a nostra nazione in una superiore
comunità di popoli liberi. Ad altee nazioni oggi più potenti di qael1a
i talia.na spetterà di fare i primi passi, ma la nostra adesione attiva a tali
~~~tt.·v---d-~~-~
~,....e..~ ·
""~-~ ·
(1)~~~~·~· ~-~~· k·~~ ·~,~~ ~· ~~'
1t)- ' iniziative o i1 nostro tacito sabotaggio potranno essere forse anche
de ai si ve :per la loro riuscita o per il ~oro fallimento·.
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0.L.N .. pe-r il Piem nte
~·. ~~·;:r~~~~. ~~~~:.............
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c)
1
Paragraf1 4 - I C.L. N. che s rg n sul lu.e g di lav r (C.L. N. di fabbric
e di azienda) saranno c stituiti dai rappresenta nti di tutti i partiti a tti
vi nella ' f abbrica e nell' azie nda, da i rapprese nt a nti di tutte le categeriearte cipi nella pr duzi ne, ivi c mpre
il pers nale dirigente, e d i r ppresent anti delle r gan izzaz i on i di massa. I r ppresentanti, c n met de p ssi
bilmen te elet t iv ., sar· nn scelti fr a ·gli elementi di prevata fede antifa- sciata e di specch i at a m r alità; sarà assicura t a l a r a ppresenta~ z di tutte
le c rren ti p litiche in m d che, se prese ti ed attive, abbian almeno un
dele ga t nel c mitat di libera zi ne.
La pr p rzi nalit à della r apprese nt anza s arà stabilita c n nerme a parte.
Per tutt quel che riguarda i pr blemi sinda ca li e l a r ap prese nt an za di
classe nell a f abbri c a riman e il c mi ta t di a git a zi ne.
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Paragraf 5 - I C.L. 1. di f abbrica e di az ienda han n c me c mpit~ essenziale:
a) a~sicur a re l a m bilitazi ne delle masse s tt la bandiera del C.L. N. per ·
l' i nsurrezi r e nazionale im· i n ente;
b) cura re l'epura z ione degli elementi f a scisti e collab r a zi nisti, avyenut la c a cciat a del nemic , e se gnala re agli rgan i c mpetenti quelli pa_
sibili di sanzioni giudizi arie;
c) e llab rare perchè tutt l' apparat pr duttiv venga mess in b diziene di c, nti nuare a fun z i nare per l a pr duzi ne di guerra ,,o.'ecess ar-ia al
la continuazi ne della l tta antina zist a , per i bis gni dell a p p lazi_
ne civile e per l a successiva tra sf r 11a zi ne della pr -duzi ne bellica in
produzi ne civile;
d) qualera il c.~~ N . pr vinciale, anche su pr p sta de l C. L •. • di fabbrica,
di azienda, assuma il c ntr llo di a zi ende i cui dirigenti abbiane cel
lab rat o c l nemice, spetterk al C.L. N. di fabb~ica e di a zien d di preperre ijemi di dirige nti pr vvis ori e di sèquestratari, di esplicare una
pe ra di contrlle sulla ler attivi tà e i nfine di c llab rare perchè
la partic lare situaz i ne n n st a c li l'effi cien za de lla pr duzi ne;
e) i C. L. N. di f abbrica e di azie nd s ara nn consult ati e ch i amati a c 11!,
b r are ~·~ c n gli rgan i ec n miei pr 'vi ncia li e re g i na li i nc a ricati
di . co rdina re lvattività ec n mic a e pr duttiva.
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L' r di ne del gi rn del C.L. N. per il Piem nte sulla c stit~zi ne
dei C. L. N. di fzbb~i~a e di a zie nda è u n fa;t re di estrema i mpert a 1za che
può rapprese nt are, per le sue p ssibilità di ulteri re ev luzi n e, u na
v lta verame nte decisiva nelle sviluppo dem cratic del c rs• rivoluzi narie.
Ta li p ssibilita s· n r a cchi use però a nc ra s lt ant i n m de p tenziale
e dipenderà s pr tut t dai lav r at ri ste s si il S8per dar ad e ss e c ncreta
ttu zi ne . All' a ffermaz i r1e delle aut n me fun zi n i p li t i che de i nu vi r ·
gani di f bbrica i c pa gni lav r at ri del Partit d' Azi ne, partit riv lu
zi nati s cial isti aut n mist a e demecratico, p tra nn e d vrann d r un
contribut de cioivo.
Le funzi oni, i c ar a tteri e le p s ibilit à egelutive dell'istitut appai n evi de nti dall' rdine del ~i m del C.L. N.:
a) - la costituzi ne dei C.L. N di F. garant isce la c ntinuità d l c n t a tt
tra le mass e riv luziona r ie e i• r gane di g ve~ n p p lare c stituite da l
C.L.N. Il c a r a ttere popolare e dem cratic , se nz esclusivismi di portiti
di classe, del m t riv luzi onario del lav&r s a r à a ssicurate da tali rgani se ·essi sapr a n n ma nte r ere u na l
fu nzi ne "auten ma" dai partiti e
sviluppare u n 1 a zi ne di diretta pr pulsi n e dell'azi on p litica di g v r n
del C.L. N. Il quale, a sumendo una fun zion e di c rdiname nt sul generale
pian p olitici, delle sp nta nee i n iziative p p lari di base , eviterà di rest are avuls da ll'iniziativa riv luzi nari a ne lle fabbriche
di ridiventare strument di dif sa delle classi reazi na rie e c nservatrici;
b) - i C.L. N. di F. c stituisc n la premessa della legalizzazi one d aL fut~
r nu v ordine riv luzi nario nelle f ab briche. Il sergere ne lle fabbriche
dei C.L. N. di F . a fianco dei C mitati di Ag itaz i :)ne significa il passo f !!
damen t ale per la trasf rmazi ne dell l tta di liber a zi ne antifascist a ed
antite desca, in que lla di c struzione di u n erdine sciale· nù v , f nd at su
ergani istituzi na li nu vi.
I C. L. N. che ha nne r acc lt e guidat , per pera del c n se ns p po lare, le
f rze delle mas e nella l tta a ~ti fa scista ed an tite desca, w~4W~~x ~jwzw*
àW':Ilw;i rexliiwxwxwrdml!WlB•~Iixi.:ew:m\'UVllliXiff::atu1u% xswxwrgBtdw:i:wmm:z · wri±w:mut i.
diverrabbi cisì strumen ti di u n g vern pregressiv , riv luzi na riamente dem cratic •
c) - le funzi ni attribuit nell'o rdi ne del gi rni ai C.L. N. di F . s no la
premessa f ndament a le· del ric n scime nt de lle funzi ni di c ntroll della
attivit à s ciale di d mani, dalle masse . lav r a trici nelle i ndust rie nazi naliz zate
s cializzate. I C. L. N. di F . s ne una tappa f ndamentale nella
strada dell' attuazi ne di quel regime di C n sigli di Fabbrica per cui da, t mP• su quest foglie n i del P.d 1 A. ci siam battuti; di un regime ci è che
attui l a dem cra tizzazi ne e s cializza zione della fabbrica e l'emancipazine delle ma sse lav r a trici.
N n d bbiamo tuttavia nasconderei che t ali cara tteri e funzi n i dei nu vi
or gan i dip nderanne i n gran parte dalla l r capa cità di affermazi n e, di
inizi a tiva e di reg lare funzi namemte nell a fase i mmediatame nte successiva
all'i nsurrezi ne e alla lib erazion e; dipe ndera nn s pr atutt dalla l r c ap~
cità di s dd isfare a due f ndamentali esige nze: c n ti nuità del l a pr duz i ne
e, per quant c nse ntit dalle bbiett ive c ndizi ni, migli rament delle c n
dizi ni materiali dei lav r ato ri.
Rite niame si debba si n d ' r a i nsistere su l pericolo che i C.L. N. di F . riT lgan
di fatt esclusivame nte la l r attività - e quindi, praticam nte,
·n i t in la l r funzione - ad un 1 az i ne di epurazi ne p li tic a degli
•. 2 -
elementi della f a bb ric a pa lese mente compr mes s i p er la l or att i v ità fi of~
sciat a e filote desc a . A cio mireranno se na dubbie le cate g rie padr ona l i
spalle gg i a te dagli ele menti _p lit ici di destra . Tal e azi one epu ra tri ce, i n di
s pens sb ile e da c n dursi e nergic am ent e, d vrà es s er e diret ta p iù pr ~ n dam~nte, si n
a co)p ire quelle f rze c a pitalistich e r eaz io na rie eh del f a scism• ~ rtan l'ins pprimibile respe ne a bilit a . Op era quest a ch e pot rà essere
perseguita s l a co nd i z i on e che i nu vi rga~ i s app i an di m s tra r e l a l r a
B acita di s stituire ne gli essenzia li pr b lemi dell'e c on mia e della pr duzi ne gli eleme nti della cl a sse dirigen te ec n omica da eliminare .
Ferch è ciò poss a avv enire ccorre c h e le mas s e l av or a trici nell e f abbr iche, sin da l pri~ m mento, evitin a t tegg i ame nti i ncerti e c ·ntr ad ditt ri;
perciò i r a ppre se ntanti delle f rze antifa ciste n elle fabbri che, dei vari r~
arti nell o s t a~ilim ente e dei vari stabilime nti di u n medesim gruppe i n du
atriale,, d vran n sin d' ra concert a rsi su det e r mfun a te moda li tà e misure p r~
tic h e, quali il modG della c nferma elet t iva dei C. L . N. di ] o, i rapp ert1. r_
cipr ci , i p teri e il cara ttere dell' a zi one n el perio d, i mme di a t amente su s s_
gue nte alla l i ber a z ion e dall' ppressi n e te desca.
Formuliamo quj. alcun e pro p ste.
Indispe n s abile è, qua.lunaue sia l a comp sl.zl one e i r~ p rti r..um r io i degli pera i, i mp iega ti e dirigen ti, ch e tutte queste c a tegorie sian r appresentate n ei C.L . N. di F . acc anto ai rapprese nt an ti d i pa r t iti viv i n elle
masse lav r a trici. A p a rte gni altra c nsi deraz i on di supe r ame nt d i es c l~
sivismi cla s s isti, basterà i l f atte delle fu n zio ni che i nu vi r ga ni int .nd n · e d o vr an~ assumere, a ric h ie dere l a prese nz a d i element i att i ad a ssicurare p er le man sioni e le c mpete nze, u n efficie nte c ntr 11 ed u na diretta l e st i o n ~, di fr n te alla care nza o ad u na eventua le a zion e ssb et a trice
delle direzio n i pa dro n ali . Può es s ere pp ertun a u na c mp esi z io ne nume r ica
del segue nte t ip :
Impiegati:
in stabilimenti:
fi n o a 500
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da 50 a 100
ltre 1 00
Dirige nti
perai
da 500 a 1.500
da 1.500 a 3. 000
altre 3.000
fin a 10 i mpie gati
da 10 a 50
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Operai:
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3
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7
9
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2 (l tecnic e l amml.nl.3
strativ )
4 (2 tecn. e 2 ammin.)
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An drà tuttavi a ben c h i a rito a questo pr p sit che u na t a le c mp SlZlo n e
n n dovrà ass lutame nte far pens a re a ll a creazio ne di due rgan i separa ti e
nep pure di due sezi on i separa te di un medes i mo organ ( opera i e impie gati).
Il C. L •• di F? dour à av ere in ogn i cas un c arattere un it ari ed m gen e ,
che s arà a ssicur at sol o se l'elezio n e di tutti i membri del C.IJ. N. di F.
( per a i, i mp ie ga t 1, diri ge n t e) :mxrlna:xa sarà c m.piuta i nsieme e uni tament e
da t utti i c mp n e nti dell a ~a ssa lavoratrice dell st abiliment •
Elezi on i separa te p trebb ero a nc r a u na v lta dare alle due c a te g rie la
se ~ s a z ion e di eleg ge r e ris p et t ivame n te un a r pprese nt anz a di c a te g ri a , me ntre i n r ea ltà si elegge qui qualc osa di t t a l me nte nu v : la rappre~e nt a nza 9
n n s 1 ec nomica, ma p olitic a , delle f crze di l av r dello stabilimen~ 9
cen bbiet t i v i c muni, n n più s l di difesa d i diritti econ miei n elle st~
biliment , ma di c o pera z i ne a l rivol uzi c nari e dem cra tic ri nnevament
della struttura ec onomic a , p litica e sociale dell stat •
- 3 Subi t de r la liberhzi oi 1 e, a l moment delle prime elezi · ni J rma li dei
C.L. N: di F. purtr ppe nor sar k f acile tte nere la presenza di tutte il ersGnale dell stab i l i ment , ma n i sappiam che i pr esent i s arann i migli ri,
àaran ne . c l r che , rientrand nelle città celle ferma zi ni partigiane
· rim~
nende sin• a ll'ultime nell' stabi.limente, avr anno lot t at e pe r l a d ife sa della
"lore" fabbrica/ E s ~ rà sul f ndamente merale di questa re6e nte batt aglia c n
detta dagli ffpera i (mer.t re tr pp i padr n i hanne c ntinuat • sine ali 'ul ti m ad
arricchirsi c lle c mm i~si ni be l liche tedesche) che si aff rme r anne , a v ce
de i r.D . N. di F. j di rit ti nu evi delle ferze lav ratrici.
Ideale s Erè. la f erma di elezione a suffr ag i universale diret t e, ma a ll'uscita de una 1 tt 'J cla ndestina che f rse D n ha permess a tutti d i c nos cere
i cempagni migli ori, potrà essere pp. rtun che 11 C mi t at e di Agi t az i ne e il
già es i s te nt e C mit at di Liberazi n e Na zi onale di Fabbrica clandestine, s t t ~
p nga a tit l · i ndicativ una list a di n mi .
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I cemp it i ec n mi ei e p litici dei COLoN . di F . dipe nderann in futur dal
l'ev luzi one, dall'ist itut e dalla sit uazi ne p litica generale. Ma si n d ' ~
gi p ssiamo teccare a lcun i arg menti di miner e pe rt at a su cui si d vrà esercì
t are la l r az i n e imrne diat a .
An zitutto sarà cempite dei singoli C.L. N. di F? di avanzare al gevern pep lare di C. L. N. le pr e p ste d i "sequestre pr evv iseri ett di quei c mp lessi pr_
duttivi c~e debban , per i mme diate esige nze pelitiche ed ec n mic he , essere
s t t ra t ti alla di s p nibi lità. ed iniziativa della direzi ne padr nal e. Si tra,!
terà supratutt e di quelle f abbri che del la cui disponibilità i dirigenti si s_
n r e si indegni, qual i c mpl ici dei · t rad it ri fascisti e degli ppress ri tedes chi; nen p tran ne settrarsi a t ale misura quei maggi ri cemplessi pr edutti
vi i quali, per il genere stes se della l r a ttività (preduzi ne bellic a )
per la vastità e la c ndizdìene di dem li zi ne degli i mpian ti
per la p s i zi_
ne di demini m n p listic del mercat , viene ad investire una pe rt a t a di iB
ter esse pu bb lic generale.
I n t ali i ndustrie l a funzi on e dei ·c . L. N•· di F . diventerà di f ndame nt a le
' i mpe rt anza qu a le partècipe della d ir~ tta gesti ne es ercit a ta da un cemmissari e st r a rdinario, nemi nat dal C.D.N~ su pr p sta del C.L.N. di F . stes •
\, Ma anche nelle i ndustrie che rimar rann• a disp n i b ilit à dei ceti padr nali,
\~ l'aziene di c ntr 11e de i C. L. N. di F ~ d vrà esercitarsi efficac .mente quale
preme s sa dell'azi n P s cializzatrice.
Non d•bb i amo f arci treppe illusi n i sulle pe ss i bilità dei C.L.N. di F. di
ttenere i mmed i a t amente u n s ensibi l e migli r amente delle cen dizi ~n i materiali
de i l av r a t ri
un n rma le rit me dell'attività p r du ttiva. Cen i mpiant i parzialment e o t ot almen te distrut ti, cen mancanz a di ferza metrice e di materie
pri me, n n sarà cert nelle p•ssibili tà de i sing li C. L. N. di vvi are c n a zi~
ne autenema a d una situazi ne che pe trà trevare s lu~i ne s l i n un p i an• di
pr vvedime nti di pe rtata generale e s tt c n dizi ne di u n efficac e aiut e d
parte degli Alle a ti. Na m lt o tuttavia p tran ne fare i C.L.N. di F~ c n azi ne
e ris luzi ne i m~diata di pr blemi ce nti ngenti e d una energica aziene perequ~
trice del t ratt amente del pe ra nal e.
Nei rite niam ch e premes sa indispe ns abile per u na efficac e a zi ne dei C.L. a
di F. sia una ler c r di na zi ne, per acc•rdi diretti tra cemit at i m stabili
menti appartenenti ad u n medesim · gruppe industriale
cempresi i n u n medesim ciel preduttive. P ichè la ri presa del l av r in une .stabilimente sarà
c nd izi nata da i n te nsificazi ne
m difica z i n e di preduzi n e dell' a ltr , da
c ne rdarài per i ntant media nte a ce r di diretti tra CemitaU.
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- 4 N n c nfidiam affat t i n u~a defin itiva i nstaura zi ne di u n 'ec n mia
di gruppi, ma ci re ndiam c nt ch e, sin a qu and le condi z ion i bbiettive
n n c nsen tan al gevern l'avvi di 'unefficie Pte e i nd i spe ns Abile pianificazi n e nell' pera di ric struz i n e genera le, m l t si d vrà c nfidare nelle
si ng le iniziative de i c mplessi aziendali. E negli accordi d iretti tra C mi
tati, ispiratt a criterii su era nti il semplice i n ter~sse partic l ar i s tic di
azie r da , perchè m ssi dalle m lle della s li dari ~ tà di clas se e da una v isi
ç e più amp ia degli i nteressi genera li delle masse l av er atrici, si avr à la pFi
ma e f ndament nle pr v a della ma turità p litica delle masse stes e.
Nelle s ing le azie nd e le ·aspirazioni delle mass e l a v ratrici spingeranne
c ert - , ~i n dalla prima fase, precede nte a lla legal izza z i n e di nueve f rme
strutturali, ad Rttegg i amenti ed esige nze en ergicamente r i v nd i catrici, seE
·~r
di p• rt qta i mmedi at a e centi ngente, ne l camp s a laria le, dis cip l inare,
assiste nzi ale. Di essa si f a ec il iupp lement N. 2 di V ci d'Officina: ·t ali esigenze f a cilme nte si cencreterann • p r a ti~a m ente nell'immediata r ichiesta di aume nt ~- salnria li, di ab liz i ene degli attual i c ntratt i c llettivi,
di •ppressi•ne del si s tema di c t t imo e delle rite nute sul sal ari •
Tali preb lemi, a nestre parere, ne n petran n tr vare s luzie n e definitiva
se nen ·u u n pia ne di pertata generale, i n seriti in un rivoluzi enament
trut
turale. Per int anto e si
a quande ri n ~ vamenti struttura li e ianificazi ni
d'~rdine gener a le ne n parifich i n
le possib ilità di l avore e di guada gn dei
lavGr~ t ri, i j C.L . r . di Fo devranne, nella l r • particolare sfera d'azi•ne ,
agire energicament e, ma adegu8ndesi c en cretamente alle po.ssibi_l i tà • alla i
tuazi ne della ris pet t iva i ndustria. Se u n ' industria è press chè radicalmente distrutta, è i nutile illude rci che un v t del su C.L. N. ~i F& p ssa far
r ial zar e dèl 200
300 % i salari; p ic h è in tal cas avreme epurat • s ci~
lizzat i n gran pa rte delle maceri e
de i pacchet t i azi nari r a prese nt anti
il va l re dell e ma cerie , n n siam an c ra giunti a t ccare i p rtaf gli privati dei padr ni. S pr atutt e i n tali casi l'azi ne dei C. L. N. di Fo devrà aver cura di n n dem ilre p re c ipit samen te, sine a che dei nuevi nen sian•
stati a pp ortati, sistemi e istituti di legislazi ne del lav r , e pur i nfelici
spess jugulat ri , rapprese t ane pur se mp re u n 'immediata base di · dife
as~ dei dirit ti de i l av rat ri. Di fr nte alla ferte efferta di ma • d' pera,
frut t della dis ccupa zi ne, certi c• ntratti c llet tiv i sarann e pur sempre
u n argi ne a ribassi s a l a ri a li.
Un 'immediata a zi one dei C.D . N. di F? p trà esercitarsi i nt an to in sense
perequa tive, nell'appl ica zi one de i c ntratti medesimi, face nd• si c~e la
"classificazi ne " del pers nale c rrisp nda effettivamente alle man ieh! e
alle c a pa cità. Per i nt ant . si po tr à f a r subito cess ar e il frequehte abus di
manten ere qua lifica e paga d i maneval i spe ci ali zzati a pers nale ch e viene
addett a lle ma cchine;
di per a i s pecializzati a ch i, per fun zi ni . di s erveglian za e di c cctr ll e , ~ effet t ivamente u n assiste nte; e le gi va ni eperaie a dd ette a l avcri aw~inistr a tiv i d'uffi ci (c nte ggi c ttimi) riceveranne
il tratt ame nt di i mp iegate.
D' a ltra pa rte s arà i nd is pen s abile che i n tutte le az iende il l~ce n ziame.n­
t• e l'assunzi ne del pe r s nale sia i mmediatamente settepest a l dirett c ntr lle dei C.L. ~ . di F . N n ci dobb i ame illudere: le ce ndizi ni del merc a te
di lavoro t end eraun ad es r citare un'azi ne fre na trice e limitatrice del rialz• de i s al .ri, per l a f r mazi on e di v a ste masse di di a ccup ati. I C .L. N ~ d~
Fo i mpedira nn nelle i ndustrie an cera efficient i a direziene padrenale, liceQ
ziamenti i n g i us t ificati • a ensi ne di pers nale, n•n strettamen te i neyitabile per le c nd izi ni degl i impi anti,c he spesa p trebber essere i irati
- 5 !
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~l desi der i
di i rd eb li r e l a ma s s a riv luzi ona ri a dell a f a~b ric a , e di
aa nt ·nere i n e s s a s l u n ri stre t t ~umer di p er ~ i privilegia ti, che siano di difes a all a dire zi ne pa dr na le, nell ' a ttes a di i ncerti a ~e nimenti fu
<~ turi. O'altra pa rte acc erdi dir etti tr a C.L. N. d i F . ~i dive r si stabilimen:
ti pe tra nn , p i à vel ce me nt e di b r e cratici p r vvedimenti, da re i mm ediat
s ol l i ev a c ert e s i t u a zilln i a s si cur3n d ±ì l' i rn.m edi a to ri a s rbimente del
p er s ., na le li ce .:zi at i n a lt ra i ~ dustria .
I l s i s te ma di r etribu z i ·) ne a c tt i rr: è ggi ebbi ettiv di a tt a c c hi g e n e r~
l i, i n r e3 ltà , . ella maggi r part e d ei ca s i, i c et t im i ggi n• n funz i nane,
• fu nzi onano mal e , p er le c r t inue s s p e r si ni del l ~ v r e ,per l'irre g• larità
di e r ~ ga ~i ~ n ~ i ell a f ~ rza m tri ce , pe r l' uso i mBt .rie pri me i ra da tte al
wa c c hin ari~. Là a ~ v e e s s i n :-~ assi c ur a n
p iu u n ad egua t e n en arbitrari e si
stema di r e tri bu zi n ~, i Col . F . di F . d vr a n ~ e f a rli s • sp~ n der e , s ostitue nde
li c ~n una paga 3 d ec n mi a cal cGl a t a sul l a med i a dei . c t t i mi de l l 'ultime ~
ried e ch e si pub c ensi de r ar e ne gGl nre . ~a n• i tuttavia p e ~ s i am• che n n sarà p p r tur a u na pa r l a d ' r din e ge nera le dei C. L •• •1 F o centr il sistema
di r et r ib u zi ne a c t t i ~• · 1 i rit en i am che la t ~ n d en zi a l e •PP s iz i n e degli ' p era i per il l a v r a cett i ~• d vrà s pa rire quand e si ane m dific a ti
s·t rut t ura l mente i r apperti dei l av rs t r i c 11' i m11r e sa. Qu Rnd e , i n virtù
dell a s cia l iz za z i r. e, s a r à a cu i t i l s e r s e di re s pefl s ,~ b i lità dell 'e pera i• 9
per l a s ua pa rtec i pa zi en e a l g dime nt o dell a ~ e rtu na d ell ' i mp re ~a , l stim l ad un e i n t ~r si fi c a zi ne dell ' attua le pr •duttiva f i ssat da l c ttim ' •n
a ppar1ra p i ù c me u n i ndebij• t r Rttament , 8 c eme arma di danne s g ian e nt dei
c mpag r i d i l avor , ~a c me me z ze d i mi gli ar ame nte ec nem ic e p ~r s nale e c l
let t ivo , e di l ez i &ne dei mi gli e ri. La se lu z i ~ n e del r eblema p litice del
c t t i rn• è c èmplet ·mente c ap v • lte dal l 8 s st'tu zi ne di u na. s cietà di s t rut
t :1 ra s oc i al i s tic a a quell a ca pi t al i s bica.
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Co.ri ssi:J.O .i ..:p . c.:·razie i.rfiEi te di tutto . Di:..'fondere 110 interessaYJti
docu. enti o .r . ai-rivato bents1:d;·.o. Già st-_bilito ottir a coll8.borazio:ne
collett:"LVH ~ J_)ersonrle • .Si tuaziune relativ· .. •.ente buona q_ui (dopo
d.olC~rosissi.~.a :ìel,~_it8. dilJy situazione statica) a ~.i l. sit . più
difficd1e (arresti) per"::-;ir.a t. Bolot;n8(fuciJ.~.zione c1i 1.• asia e si Al t ri
sette cvt..:Jrl{_;ni) . 0it . yD:t:L2:·m~·- c1 ·u.:r~~ , L a re'>i~;te bene . Fnre tutti gli
sforzi ~er invio arr.·i : '.l~lic ~ (~nsn. or::- vera;\Pnte ir port·nte a.ui . Insistere con ogni. ·:'orh sn qvesto pm1to . :De~isi re:-ùizzare iY'BUJ'l'ezione
e 0tte,.!erc •.,_nc}le su te:rre'Yìo noli tico e r:; o ci-:..ùe ltlutto QUP::nto si ])ossa
otte·iere :O:H.:.mt-::, sc[,.~-~~O o lnsistict'!O su cort~~ollo lavoratori a mezzo
C . J.J . ::.~ o aJ. fal)~ìTict. e f:..1u1te :Jr·polal'i di coverno (fond'1.r:entRl:nente d i
!.~in:.~tra •1. T. R. U. b . ecc . / COL.I}oste eia C. :L . F . allargati . Tentativo
èli B t t'bi l ire OVU.ilC~t.\J.e O l'~..~· Yti dl r..~.as8a ( :fc't- rri C~ t ..,..ione , Villageio , Ci t t à )
J,Je·:· collega,:ellto (1 el ~over··w eoJ: } e ·u!~B:. e e ilee;li alle 11i con il :po']o .. o i t•ù:i.w.1a . CoiJ ~"~."hortlZi()·' P t'ru t tuo .:w. con eor! . è.iff1. ci ,_e con so c. corter:c cor. l e aJ tre forze . Buon 1[\Voro interess'1nte vostro . Abb r accia.. o ti . lhvia. Abbracci e ri ·1cr az i nt:tìeYlti n;:L.J siro ech i a .
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23 Agosto 1944. Carissimo Pant
- ogg1 è il gio.t·no della liberazione
di Parigi, del la caduta di Marsiglia e di Grenoble e dell·usoita della RUmania dalla guerra. Si siamo chiesti, Gius . e io , se non riterrete opportunotrasportare 11 uom1tato permanente di collegamento, Empirico compreso, a Parigi, che darà certamente maggiori possibilità di Ginevra. Siamo molto inqui ti
che tu non sia ancox·a qui: L.,Gius. e io ti preghiamo vivia imamente di non
rimandare ulteriormente la tua partenza neppure di un•ora. Vi sono molteplid
e gravi ragioni per cui tu debba essere qui.
l) Non possi~o lavorare in concreto che dentro e per il tramite di un partito politico e- questo non può essere che 11 pdA, nel quale la nostra e la tua
personale posizione non è conquistata, ma da conquistare. Tutto è stato predisposto, specie da L., perchè il tuo lavoro qui sia subito redditizio e
nell' ambie~te del pdA che meglio possa accogliere con entusiasmo la tua
particolare configurazione e ti permetta ~~· . 1ncapsularti alla perfez~one 1n
modo da far trovare i tuoi eventuali
davanti ad un fatto compiuto l . . .. . , l rrnt' ma a tutto eiò manca ora: un particolare non trascurabile:
la tua presenza.
2) non vorrei che i successi del vostro lavoro svizzero ti portassero a sot~
valutare la situazione generale interna italiana nei confronti del federalis.
essa è dura e difficile, 11 nazionalismo, 1·ra gli antit"ascisti, è più acceso
che mai e la tendenza a t·ar le vittime ••dell• iniquo armistizio .. anche, 1n
tutti, dai lib; al soc.Le d1t'l idenze sono estreme ed. hanno giust11'1oat il
Comunicato pubblicato sul N.5 di UE che ti accludo. Abbiamo bisogno di un
" capo autorevole .. che sia federalista innanzitutto, e non puoi essere che te.
3) Si stanno in questi giorni sosti tuend.o alla 1 rontiera le guardie di 1"1nanza con i militi, devi entrare prima del cambio, quindi subito. Ti supplim
di rompere gli indugi e di venire
tuo Pessimista.
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'1-:tn.c . In q_ue Lo o t . tn 1 rd i ~- J.·ri-rr -~· 1 · tu 1.. 1~tter
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.i_~ L.;l''J:lèe i .._(•rtrr~~·a di
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r~)]_)Orti (!011 .i.lC~r~J, ·~1. ~1...'2:: se t; ['i .. ('Co , c ~.Y1c'l..e se non ci aiuta
di f~r conoscenz~ co~ i
ici di Lyon. OrLEi non s tratta ui~
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t . .,_.n.to Ili lui r,n,mto dei circoli et e ei )Otrà , se non lo incli sponiaPO l
~.z-l'ire ù.o1 •• .s.ni :nel suo 1aese ,. B: i quali con l''. nor"ina di Hidaul t
s ,r . . ltrtO )er noi force i ,l.i.u.. iruport· nti . 0e non )ossir.mo contare
su. di lul co . . ~e <;olle,,~or:~tore ef"ic . .tce , d.or'biar::o co 1unque rest!1.re
in o t ti i "r·..~ .' orti aÌl.\ l_,~q '.t "i ci" .
:~on
,,i d.ici niente mù ]roGetto di l.rttera dfl inclirizzRre dal
)"COv.i..soire P~ l •. ouv·e iT!en t d:IZ Libéro.tion Nf'ltionale e 8.1. C. F ..
E . ...... , s7_e .ilitiero ti ·-t.v<n•s r.. tj11dHto l'ltina,:1:lnte . Dovresti farla
a t-lJ~rov ~J.re e uJB.i1i<:.,le al .iJ. nret..,to . (Dopo averci fatto a-p:portare le
eventu l i corre~~cni lin~ui ~tiche) q
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E 1 venut:1
mi pare
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E cos>:1• nensi d.ell 1 o '~ uscolo fatto di vari articoli di cui A. ti
ha Et&.'1d···to l ' indice ·t ~e fosse fn.tto ,
isocnerebbe mettere prima i
1-lroble ... i t:;ene roli e :poi CJUalli i tali ani .
~"l,bbast, tnza
bene la pagina. fed.eralista
dell ~ Avangnardia
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.,.i acri ve woreno che vorrebbe che Suss ( o chi nl tro) r i s-pandesse
all ' articolo sul federllismo ap_HU"'SO sull~~ L . S .. di oggi . Io-lo
scrivo a Suss , ma se lo vedi tu :)rima , dielielo .. Non so se n.vrà
vor;li a d.i scrj vere le 2tesse co se una second.P Yol ta e contro une
che se è 1neno Ct.gt;ressivo c.:.. Lucio , non è ::_)er ~uello p-iù intelligente .
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mi hr-..i r.enda. to la 11 1\é,DonBe du •· .. F " E . au C o F . F . B. 11 , r1entre che
io volevo la lettera del Corrité :prorisoire au 1... L . Uo et au C. F . F oE .
yrogettata de, ~- della u_uale ti parlo ~)ÌÙ ù in sù. .. Poi ti chiedeYO
con co1a.nod.o , E'i inteYJde , la lettera eli o:1ccompagnamento approvata
.'.l III co~ve(J-no c1 el 20 r::<tggio in i t , li ano (in francese ce l~ ·10)"
1.li è..is 1)iace cl1e hai t nnto da fare . Verrei volentieri 3.d aiUlltarti un ·)o ' r1c- doYrei :per questo trasloc8.re tutta la famieliBJ . Se
oueeto ... fo;se f <J tti bile , lo farei subito ~ ta,:nto più che Fiorella
,;orrebbe iscriversi a2. ' Universita di Gi1evre. ed anzi prega Egi clio
di do.re le informazioni su di lei se gl.i fossero :richieste . Ha
..... esso nelle. sT·. a dorumdA. d 8iscrizione lui cot1e eara..nte della veri dici ta delle sue asse:-::-zioni è i aver studir1.to l ed_ cina R Roma dal
l940j4l e eli ~~ver . . atto i rPl .t1vi esami.
Carizst rL1i
s -ùuti :9er Ad.a e te da noi tutti ,
Bellin7.ona , 30 . IX. 44 .
No .,a.
Cr·.ro
.~rne sto
,
[JOlte erazie r;er 1:3 tua lettere . Sono stata ieri a Lut;a...llO , a.ove
ho avuto anche un , i. gli etto di A. con eolo -)oche ì.lLro le di sqluto ,
c:tu·H;;nt::_ a:ì~riv:-d~c 'l. ~~e +i.nLzione . Ti scrivero nat\li'fJl~ ente omi
volta che avro sue .Jc. tl eie • .a Lugr:1no tu tti erano no l to 1Jre~ccunati
della si-tngzione a Do1:oclossola , che oare brutta non sol~ dal l;,to
·:.l i L." e n t a.r e '""1 a all o h e d.:'t q u e 11 o ] o l i t i c o • Ocn un o - di c o n o - c e r c a d i
farsi a~a11 ti per ccmto _pro::;>rio, e c 8 è . o l tu confu~:>ione e man canza
di coJ l~.:~,bor'.LZione.
vorrei s·._.L>ere a. chi vuoi che inoltro ID: J.a roba ora che il
è i:!Ue.s i se[..:;;re assen te? 0o che il successore di Federici
8 aiutato da un t;iovru.1e che si c>~li[U!la rt:1.s·:"!hi e cf r i nar e siR.
Pbbast c:mza puntu ule . - O •.Hndarlo al Cclcnello'l
-
~ ... c~let;;hino
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ùO che :2~-:.nt :non voleva che sia pe r ora pub licata o comunque
:t·eso ~:'ubbl ico l 1 .:...rticolo "Vie clella ~)()J_itica estera it ,..liana" . Ha
detto che forse lo i'aceva h:Q~~ar ire 11 e che al: er a s-:. 2 oteva
I'i_"re .. Hlerlo di l~ . Te l ' ha me..ndato solo pe f fe.rlo leggere a te .
Ti includo unr1 letter ~t di .~.. ort a.rB, rer A., arri va te. oggi . Forse
vuoi rispondersli .
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Ti ringrazio di aver~..i ris-posto oJ.la "lia lettera di " preoccupazioni" Capisco e stlmo (si puu dire cos~? voglio dire : ho stima)
il tuo 1Ytmto di vist3. , coz:;:.e vedo che fai col mio . E purtro::;rpo sono
convinta D.l1ch 1 io di quello che dici del pericolo futuro . E ' terribile l) ero questa situa zione , e fa cor..prendere un :po ' che Churchill
sente il h i sot.:ne di fare agli i tAli ani J.a lezioncina sui rapporti
frt>v libertà ind.ivid1.1 c.J.. e e poli ti ca .
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Spero cl~e Ada stia :ue~l io . Da noi c' 8 un ::_1~mde c1 onio :perchè :pare
le b anbi11e abbiano lt'.. tosse canina , e Sfl.rebbe una grave minaccia
per Dilma. Speriamo che V t, da bene .
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Carissimi saluti
.)O GI :
~l ../
'l.lN' rJ 1 lì D GR YJ
( ont h l y Journ al : Soci · l i st Comm en ta.ry)
12,Great · a st l e J tree t - London , W.l .
:Che Bureau,
rovisional <.;ommittee fo:r: Federal
;•~J.rope
-
sept . 29th 1944-
•' e have received your dra t st b.tement on the creation of an ~uro­
pean Fe d er :J.tion and w.~.sh to a.s sure you that we a r e i n complete agreement
with th t. p r o gr .:.:om8 Ol.!. tline d ì.u taa t s·ca t em ent. , e wel com. ':itJ.ole-heartedl y
t .ne :Dt~ : ct iC' , l .:. t ~ PS ,Y •) ll Ìh.V G' ta 1um to r\' c Xd.~ t .hG txe u.lisat; on o f t:! United
:~Llr o pe .
[ t i s 0ur hc;pe tha:t they \NiJ.l r in u ver y 'Vi'i d e sup!ll"t fr c m the r esi .J'".: ~-1.r.t c a
m•.) v.:;: ~ ents
in t l'i :.-!. ~ l ~cnn tr j 0 •. ~
.ìJ cìal is t '/d.tir!,Ud.r\1 c; 1:oup wrt o :J..;: ru~m b e rs <.1 l a a.Ll ~ctive i n tb e
.;Jv .Ltish ~.<J.bou :r . cv emen t, llaf::i si nc e the iH.'t,in!nng o l' tl.. wa:r. wor k ed cons i s 4. ent l y :fo the es t ab li sh er)l en t J ì' a.n urc.; pe1:1n .f ede :u.:~. t~on wh i eh alone
CW J s ~ s u ~ u niti~ ru~ ~ ~e ac e ln
ur u pe . ~t its nnnual Gonferences held
in 1 St1~: ,1;; 4 ·. ;..,.nd 1944 .J.ll .Lon d vn, tl: ~ i .: tea oì ·-·.L r cp ean Uniti y ha been
!.1 ht!
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i l ::'ie x ec. t
.t' _:: .:;.:n i;.1où Cc • ..~ pe aKO .! S f .ro m ffi ijJì y
se ~ t.ion.s o :t· t ! -~.e lnternatto n al
c o untri.es,
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United .ur o pe h ~.ve be vn .t~ uolis.he d r._y c ur g r u uy so::1e o.t wnicr.~. you know.
J.'he sthtt:H ~ ~~I~ t on '' J..• ' rupe anù · orld · N4. c ~" p:reyared 't"J ou.r g roup to stiruv.l u te c.t i u~ u. ~ ... ion on these proble r:. s , v ~. s ~ · idely circul :.L ted in tha L· bou.r
1 ov -;·a~ ent
2n d cther vro g rt:; ~ ~; ive o r g ; .n l sar~on::s • . e a:r e vrcry gl a.d to lear n
t.r~a t ~.t huc be ~;; r:. rep.rinted in " L' U:Jità t.trupea'' • ln our montnly journal
"~oci~list Go m ru~nta ry' ' ,as well as in spcci ttl .i:J..., · ~nl e ts , we h · ve frequen ~1.y 1.- utlished mé!teri a l on th e devel op wmer1t of the :resistance .movements
in r)~ r op e rln d article s dect.ling w· th t h eir i) r o blems . In ~ articu.lar we .have
given publicity to the trends towa .rds ...;urupean Unity such. as th Italian
.1. ovea:e.:1t for .:.:ur o pean l•·e e . r: ation , who:J~ pro g ramm e we published in ful l .
In the i n terest of cl 0 se c on t act and coopcrùtion we should be very
g l ad i f <~ ou. WtJul d. keep us in f' <.. :r:med about 1.111 fi.lrther developm ents in
the wo:rk o.f JOUl uom.u ittee . èhe mo:re in!'cr::u.. : tim w-:. have about tl:e effo rts
roJ:i de h j t l H:.: evn "L..lneHtal re si ...; t è..lll ca gr o pn te crat a uniteét -~.:urope the
b e tt er dl4 a l .1. w~ J. ~ 6-b l e t o help in mobilising prcgretlsi v e opinion in
th i s Cv t~ri"try , t; S p è cì~.ùl y in thP :.Jabou:r j~ ovc n;. er:t r ir f a vou.r of thi g:reat
:i.deòl.
··:i. tL t l'le be s t ~ J i shes t o:r t· e s u e ·. e ..~s of your work and
fo.r tho è:tChi ev arll cnt oi' our com:r: on objective, your l:raternally
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DA1I D FCYD
Ho n . ~u cret ary
I.:EUROPE FÉDÉRALISTE
,
"CD e la CJ<ésisfance d f'unifé eutopeenne
Non, il ne faut pas que 1919 se répète,
et pour l'éviter, il est nécessaire que la
paix ne détruise. pas les liens de solidarité que la lutte a créés, Il faut que les
hommes libres d'Europe sachent entendre l'appel que leur a adressé d'Alger
Henri Frenay, au nom du groupe «Combat >> j il 1aut que la grande fraternité des
hommes libres, qui s'est révélée au sein
des Mouvemenls de la Résistance et
dans les nombreux accords que ceux-ci
sont parvenus à sceller par-dessus les
irontières, soit maintenue et forme les
premiers ca.dres d'une Europe libre. Il
faut avoir la ferme volonté de ne plus
retomber dans l'ornière d'une paix provisoire, inspirée de conceptions purement
stratégiques et diplomatiques, et qui ne
résaudraient en rien les problèmes vi ~aux.
C'est pourquoi, au meme moment, dans
plu.sieurs pays, notamment au sein de la
Résistance française et italienne et aus :d
en Angleterre, un courant de « fédéralisme européen >> a pris naissance.
Lors de l'entreprise de pillage et de
destruction engagée par le troisième
Reich contre l'Union soviétique, les nazis et leurs complices de tous les pays
nous ont rebattu les oreilles par les cris
de : « Commtmaulé européenne ,,, « L'Europe ou la mort », Or, le.ur entreprise a
échoué et leurs phrases se sont retour-
nées contre eux, parce que la communau.té de l'Europe s'est faite à leur détriment. Dans celte alternative « L'Eurape ou la mort ,,, il n'est que trop évident que la mort c'est eux et que l'Eurape, c'est nous.
Les camarades de divers pays qui se
groupent autour de notre revue «L'Eurape Fédéraliste >> se proposent d'étudier
et d'approfondir les problèmes que cette
véritable communauté du destin européen a so nlevés : problèmes de l' Allemagn.e, problèmes des rapports avec les
grandes nations alliées, problèmes de la
structure, du droit, du pouvoir, de l'économie. Notre re.v ue constitue en meme
temps un centre de ralliement pour tous
ceux qui, par leurs expériences et leurs
réfexions, sont arrivés aux conclusions
suivantes: le nazisme et l E~ guerre n'ont
pu naitre que dans l'anarchie européenne;
la liberté ne peut durer que dans un
ordre européen, dans une Europe démocratique et fédérée.
Les Européens de toutes les nations,
de t ous les partis, qui ont comoattu pour
le liberté, se doivent de créer cette Eurape. Car, sans une démocra.tie européenne, il n'est plus de démocratie nationaie possible, L'Union de l'Europe ou la
taillite de la paix, telle est l'inéluctahle
alternative.
AH
UE
Voilà plus de deux ans que des mains
mystérieuses tracent sur les murs des
villes occup2es ce chiifre fatai : « 1918 "•
prophétisant ainsi la défaite nazie. En
effet, nous sommes à la veille d'un
nouveau 1918, et les nazis eux-memes
ne le nient plus, allant meme jusqu'à
se déclarer \'ictimes. à leur tour du
« coup de poignard dans le dos » ! Les
<<lraitreS>> 1 celte fois-ci, ne sont plus issus
des partis du centre catholique et de
gauche, camme en novembre 1918, mais
des généraux de la Wehrmacht euxmemes. Et ces généraux, dès qu'ils sont
faits prisonniers par les Russes, expliquent que c'est Hitler et les dilettantes
du parti qui ont tout compromis j ils
essaient ainsi de rendre au peuple allemand la confiance. en ses chefs militaires traditionnels, rejetant selon leur
habitude tonte responsabilité personneile,
La défaite allemande est évidente et
toute proche. L'histoire s'est répétée. Par
le combat, par le sang, par la souffrance
de millions d'hommes, il a été prouvé
que l'Europe ne saurait tolérer l'entreprise d'hégémonie d'une << race de maitres >>.
Mais si l'histoire se répète, sa répétition n'est jamais tout à fait la meme, et
c'est heureux: sinon, au fatidique 1918
devrait inévitablement succéder un nouveau 1919: une paix gachée, dès la victoire, par l'anarchie d'une Europe balkanisée en une vingtaine d'autarcies. Et
dans une Europe camme celle-là, morcelée ou divisée en << sphères d'influence >>,
incapable d'une action durable, inconsciente du but à atteindre en commun,
rien ne pourrait empecher par la suite
le redressement du militarisme, la résurrection de la menace totalitaire. Nous
risquerions alors d'assister une fois de
plus à une << démocratisation » 1 aussi
éphémère que la précédente, car la démocratie moderne ne peut plus vivre sur
un continent cloisonné, entre des nationalismes étroits et des bureaucraties tracassières, sans s'effondrer dans le chaos
cles crises économiques et politiques,
HA
1919
EU
AH
Editoria[: 1919.
Documents : Le Comité provisoire pour
la Fédération européenne. Déclaration
du Comité français pour la Fédération
européenne.
Etude: Démocratie· et Fédération en Europe.
Chroniques: Lettre d'Angleterre. Lettre
ouverte· du Mouvement italien pour la
Fédération européenne. Le programme
intemational du M. L. N. Messages de
Jacque·!> Maritain et de' Thomas Mann.
UE
N° l * SEPTEMBRE-OCTOBRE 1944
((
Do~nJDents
l. Constitution du comité provisoire pour la Fédération européenne
HA
E
U
Le projet de déclaration que nous présentons à nos lecteurs a été établi par
des militanh des mouvements de résistance de neuf pays européens.
Venant après une longue période d'élaboration théorique' et d 'actions convergentes pendant laquelle le~ militants furent. !>éparés les uns des autres dans les
différents pays, cette déclaration constitue le premier appel à la coordination
et le premi.e r acte eHectif des fédéralistes européens.
lS"ous publions ce document en le faisant pr écéder du texte de la lettre qui
l'accompagnait :
« Quelques militants des mouvemenh
de· résistance de France, de Hollande,
d 'Italie, de Norvège, de Pologne, de
T chécoslovaquie, de Yougoslavie, et le
représentant d'un groupe de militants
anti-nazis en Allemagne, ayant eu l'occasion de s.e· r encontrer afin de discuter
ensemble les prcblèmes de la reconstruction de l'Europe, ont constaté qu 'une
entente générale· régnait entre eux : la
sauvegarde de la liberté et de la civili!>ation ne p eut etre assurée sur le continent européen que si une Union féd érale remplace l'anarchie actuelle des
trente Etats souverains. La solidarité qui,
dès aujourd'hui, unit tous les peuples et
tous les mouvements qui luttent contre
l' oppression nazie ne devra pas se relàcher quand celle-ci sera vaincue ; elle
devra, au contraire, se renforcer toujour!> plus et trouver son accomplissement dans la création de solides liens
fédéra.ux entre les peuples européens..
Etant donné les conditions memes de la
lutte que mènent les divers mouvements
de résistance, conditions qui ne permettent pas dfo' réunir une véritable assemblée générale publique où cette volonté
!>oit affirmée, lesdits militants ont pensé
qu'il convenait de rédiger en commun
un e déclaration qui devra etre envoyée
dans tous les pays où cela sera possible,
alin que puissent y adhérer tous les parli~. les mouvements ou les groupes de la
résistance qui ont pris conscience de la
nécessité d'une union étroite des peuples
européens. Ainsi, cette· déclara.tion, reuvre de quelques personnes, deviendra une
prise de position claire des grands mouvements et elle manifestera solennellement leur volonté de résoudre le problème fondamenta} de l'existence pacifique
des peuples libres et civilisés.
>> Nous vous envoyons ce texte pour
que vous nous adressiez le plus rapidemeni possible votre a.dhésion. Dans l'examen de ce document, veuillez porter votre
Projet de déclaration
II
HA
E
EU
HA
U
Quelques milita.nts cles mouvements de
résida.nce du Danemark, de France, d'Itaiie, de Norvè&e•, de& Pays-Ba.s, de Pologne,
de Tchécoslovaquie et de Y ougoslavie, et
le représentant d'un groupe de militants
a.nti-nazis en Allemagne, se sont réunis
dans une ville d 'Europe les 31 mars, 29
avril, 20 mai, 6 et 7 juillet. Ils ont élaboré le proje-t de· déclaration ci-dessous
qu'ils ont &oumis à la di&cussion et à
l'approbation de leurs mouvements respedifs et de l'ensemble cles mouvements
de résistance européens. lls estiment opportun de faire connaitre dès maintenant
leur projet à l'opinion publique internationale: sous r é&erve de· le· publier dans
&a rédaction définìtive dès qu'il aura été
accepté par les mouvements, groupes et
partis auxquels il a été soumis :
I
La résistance à l' oppression nazie
qui unit les peuples d'Europe dans un
meme combat a créé entre eux une
solidarité et une communauté de but
et d'intérèts qui prennent toute Ieur
signification et toute leur p ortée dans
le fait que les délégués cles mouvements de résistance européens se sont
réunis pour rédiger la présente déclaration, où ils entendent exprimer leurs
2
III
La paix européenne est la clé de
voùte de la paix du monde. En effet,
dans l'espace d'une seule génération,
l'Europe a été l'épicentre de deux conflits rriondiaux qui ont eu avant tout
pour origine l' existence sur c~ continent de trente Etats souverains. Il importe de remédier à cette anarchie par
la création d'une Union fédérale entre
les peuples européens.
Seule une Union fédérale permettra
la participation du peuple allemand à
la vie européenne sans qu'il soit un
danger pour les autres peuples.
Seule une Union fédérale permcttra
de résoudre les problèmes cles tracés
de frontières dans les zones de population mixte, qui cesseront ainsi d 'etre
l'objet cles folles convoitises naHon a-
IV
Il n 'est pas possible de prévoir dès
à présent les limites géographiques de
l'Union fédérale qui pourra assurer la
paix de l'Europe. Il convient de préciser cependant qu'elle devra etre dès
le déhut assez forte et assez large pour
ne pas courir le risque de n'etre qu'une
zone d'influence d'un Etat étranger ou
de devenir l'instrument de la politique
hégémonique d'un cles Etats membres.
De plus, elle devra etre ouverte dès le
début aux pays appartenant entièrement ou en partie à l'Europe, qui pourront et qui voudront en devenir membres.
L'Union fédérale devra etre fondée
sur une déclaration cles droits civils,
politiques et économiques qui garantira le libre développement de la personnalité humaine et le fonctionnement
normal cles institutions démocratiques;
de plus, elle devra s'appuyer sur une
déclaration cles droits cles minorités à
une existence autonome qui soit compatible avec l'intégrité cles Etats ~latio­
naux desquels elles font partie.
L'Union fédérale ne devra pas porter
atteinte au droit de chacun cles pays
membres de résoudre ses problèmes
particuliers conformém.ent à ses carac ·
téristiques ethniques et culturelles.
Mais, compte tenu cles expériences et
cles échecs de la S. d. N., les Etats devront abandonner irrévocablement à
la fédération 'les attributions de leur
souveraineté concernant la défense de
leur territoire, les rapports avec les
puissances extérieures à l'Union fédérale, les échanges et les communications internationales.
L'Union fédérale devra posséder essentiellement :
1. Un gouvernement responsable non
pas envers les gouvernements cles
divers Etats membres, mais envers
leurs peuples, par lesquels il devra
pouvoir exercer une juridiction directe dans les limites de ses attributions.
2. Une armée placée sous les ordres de
ce gouvernement et excluant toute
autre armée nationale.
AH
Ces buts ne peuvent etre atteints que
si les divers pays du monde acceptent
de dépasser le dogme de la souveraineté absolue cles Etats en s'intégrant
dans une unique organisation fédérale.
Le manque d'unité et de cohésion
qui existe encore entre les diverses
parties du monde ne permet pas de
parvenir immédiatement à la création
d'une organisation rassemblant toutes
les civilisations sous un gouvernement
fédéral unique. A la fin de cette guerre,
il faudra se limiter à créer une organisation universelle moins ambitieuse,
susceptible cependant de se développer dans le sens de l'unité fédérale,
dans laquelle les grandes civilisations
qui en constitueront les assises auront
pour mission d'assurer la sécurité collective. Mais elle ne pourra etre un
efficace instrument de paix qu'à la
condition que ces grandes civilisations
soient organisées de telle manière que
l'esprit de paix et de compréhension
puisse prévaloir.
·
C'est pourquoi, dans le cadre de
cette organisation universelle, le problème européen doit faire l'objet d 'une
solution plus directe et plus raài cale.
listes et deviendront de simples questions de délimitation territoriale, de
pure compétence administrative.
Seule une Union fédérale permettra
la sauvegarde cles institutions démocratiques de manière à empecher que
les pays n'ayant pas une suffisante
maturité politique puissent mettre en
péril l' ordre général.
Seule une Union fédérale permettra
la reconstruction économique du continent et la suppression cles monopoles
et cles autarcies nationales.
Seule une Union fédérale permettra
la solution logique et naturelle cles
problèmes de l'accès à la mer cles pays
situés à l'intérieur du continent, de
l'utilisation rationnelle cles fleuves qui
traversent plusieurs Etats, du contrale
cles détroits et, d'une manière générale,
de la plupart cles problèmes qui ont
troublé les relations internationales au
cours de ces dernières années.
UE
espoirs et leurs intentions1 quant au
sort de la civilis.ation et de la paix.
Les hommes libres qui font partie
aujourd'hui cles mouvements de résistance ont conscience que la lutte menée
inlassablement sur le front de la résistance intérieure, malgré la terreur, contre la machine de guerre ennemie est
une contribution positive importante à
la lutte menée par les Nations Unies
et qu'elle justifie pour leurs pays le
droit de participer à l'édification de la
paix et à la reconstruction de l'Europe
au meme titre que les autres puissances
victorieuses.
Souscrivant aux déclarations essentielles de la Charte de l'Atlantique, ils
affirment que la vie cles peuples qu'ils
représentent . doit etre fondée sur le
respect de la personne, la sécurité, la
justice sociale, l'utilisation intégrale
cles ressources économiques en faveur
de la collectivité tout entière, et l'épanouissement autonome de la vie natio ..
nale.
AH
UE
attention sur l'affirmation centrale· qu'il
contient, c'E.st-à-dire &ur la nécessité de
1econstruire l'Europe sur -une base fédérale, car c'est sur ce sujet, avant tout,
qile· nous vou& demandons de prendre
po&ition. Il se·r ait &ans doute utile que
le texte définitif d'une telle déclaration
fut établi après que toutes les tendances
eus&ent pu préci&er leurs corrections et
amendements. Nous vous demandons,
pour le moment, de· surseo-ir à cette exigence, ou tout au moins de nous faire
vos observations en spé-cifiant que vous
maintiendriez votre approbation du projet dans son ensemble dans le ca& où les
autres si.g,n ataires n'approuveraient pas
vos corrections. Les d iscussions de détail
peuvent etre renvoyées à la réunion générale qui suivra la cessation cles hostilités.
>> Cette procédure extraordinaire nous
est imposée: par les conditions a ctuelles
de notre travail. Il est nécessa.ire qu'une
déclara.tion fédéraliste cles mouvements
de· r ésistance soit faite et diffusée par
la presse· et la radio le plus rapidement
possible dans tous les pays occupés et
dans les pays alliés. Si nous continuons
à échanger cles messages clandestins
pour nous mettre d'accorci, cles mois et
cles mois passeront avant que nous puissions établir un texte définitif et nous
perdrons ainsi l' occasion de dire ce que
nous avons à dire. Nous espérons que
vous voudrez bien tenir compte que cette
déclaration a été établie sérieu&ement et
minutieusement par cles représentants de
diver& pays et que les points de vue les
plus variés y ont déjà été examinés.
>> Nous vous prions de· rallier le plus
grand nombre possible d 'a. dhé&ions à cette
d é cla.ration, mais nous vous engageons
toutefois à nous faire parvenir aussitòt
que possible les adhésions cles partis,
mouvements ou groupes i!>o•l és, car il
se-rait préféra.ble que nous puissions constituer dès à pr ésent un premier noyau
européen, mem e composé de fqrces partie-lles, plutòt que d' a.ttendre un ralliement unanime avant de commencer notre
action. >>
Il. Déclaration du Comité français pour la Fédération européenne
3. Un tribuna! supreme qui jugera toutes les questions relatives à l'interprétation de la Constitution fédérale et tranchera les différends
éventuels entre les Etats membres
ou entre les Etats et la fédération.
(C. F. F. E.)
Juin 1944.
Au moment où les pays de l'Europe
se soulèvent con tre l' occupation hitlérienne et aperçoivent enfin l'aurore de
leur libération, pavmi ceux-là meme
qui sont à la pointe du combat contre
le nazisme, dans tous les mouvements
de la résistance grandit et se précise
l'idée de l' organisation démocratique
d'une Europe d'après-guerre, guérie à
j amais de la peste brune.
Depuis de lon2s mois, la propagande
en faveur d'une Fédération européenne
assurant vraiment la démocratie et la
paix est commencée dans plnsieurs cles
principaux journaux clandestins de la
résistance, en France, en Belgique, en
Hollande, en Pologne, en Norvège. Et
l'idée d'une Europe libérée et fédér éc
unit dans le meme espoir et souticnt
dans la meme lutte nombre de militants
antifascistes allemands qui ont pu
échapper aux tortures de la Gestapo
et au billot d'exécution. Enfin, dans
les pays libres, le mouvement pour la
Fédération européenne s'est déjà organisé. En Angleterre, il est fondé et se
développe au sein du Parti travailliste,
il organise une vaste campagne de conférences et de meetings ; a;iUeurs, un
comité de liaison est créé ; en Italie,
le Comité italien pour la F édération
européenne, constitué dès la chute de
Mussolini, groupe de nombreux combattants antifascistes de touj ours, enfin libérés cles prisons et cles iles, et
appartenant aux divers partis de l'Italie nouvelle.
A leur tour en France, cles militants membres cles principaux courants du Mouvement de la Résistance
décident de créer le Comité français
pour la Fédération européenne autour cles idées fondamentales smvantes:
2. - Toute tentative d'organiser la
prospérité, la démocratie et la paix
par une Société cles Nations du type
d'une ligue d'Etats est vouée à la
faillite. Une telle Société cles Nations
serait, en réalité, un Conseil impuissant d'Etats souverains et rivaux,
parce qu' elle ne peut disposer en
propre d'aucune force économique,
politique et militaire indépendante.
capable d'imposer ses décisions. Elle
deviendrait un instrument servant la
politique d'hégémonie cles Etats les
plus forts et rendant inévitables de
nouveaux conflits.
3. L'Europe ne peut se développer dans la voie du progrès économique, de la démocratie et de la
oaix que si les Etats nation·a ux se
fédèrent et •r emettent à l'Etat fédéral
européen : l'organisation économique
et commerciale de l'Europe, le droit
d'avoir seui une armée et d'intervenir
contre toute tentative de rétablissement de régimes autoritaires, la direction cles relations extérieures,
l'administration cles territoires coloniaux qui ne sont pas encore miìrs
pour l'indépendance, la création de
la citoyenneté européenne en plus de
la citoyenrieté nationale. Le gouvernement de l'Etat fédéral sera élu,
non par les Etats nationaux, mais
démocratiquement et directement par
les peuples.
4. - La F édération européenne ne
s'oppose pas aux nations dans ce
qu'elles ont de progressif. Les gouvernements nationaux ne seront subordonnés au gouvernement fédéral
que lorsqu'il s'agira de questions intéressant l'ensemble cles Etats fédérés. Mais les .gouvernements nationaux, de meme que les organes de
self-government régionaux et locaux, subsisteront avec leurs lois
particulières dans la mesure où elles
ne sont pas en contradiction avec les
lois fédéralés, en gardant leur autonomie administrallive, linguistique et
cuJ turelle.
5. - Le Mouvement pour la F édération européenne entend s'appuyer
sur les mouvements nationaux qui
luttent pour la justice économique et
sociale, con tre l' oppression politique,
pour le libre et pacifique établissement de leur génie national spécifique. Mais alors que cles patriotes démocrates, socialistes, communistes,
pensent souvent que ces buts doivent
d'abord etre atteints dans chaque
pays séparément, et qu'en fin de
compte surgira une situation inter-
AH
UE
HA
EU
AH
v
La paix qui naitra de la guerre devra
etre fondée sur la justice et le progrès
et non sur la vengeance et la réaction ;
mais elle devra se montrer implacable
envers tous les criminels de guerre
dont l'impunité serait une insulte au
sacrifice cles morts de la guerre et en
particulier cles héros anonymes de la
résistance européenne. L'Allemagne et
ses satellites devront participer à la
reconstruction économique cles régions
qu'ils ont dévastées, mais l'Allemagne
devra etre aidée, et s'il le faut contrainte, à transformer sa structure
politique et économique, afin qu'elle
puisse s'intégrer dans l'Union fédérale.
Pour cela, elle devra etre totalement
désarmée et soumise temporairement à
un contròle fédéral dont les taches
principales seront les suivantes :
Confier le pouvoir aux éléments
sincèrement démocratiques qui ont
mené contre le nazisme un combat
sans équivoque.
Reconstruire un Etat démocratique
et décentralisé où il n'y ait plus
trace du bureaucratisme et du militarisme prussien.
Exiger la destruction radicale du
système féodal agraire et industrie!.
Intégrer l'industrie lourde et chimique allemande à l'organisation
industrielle européenne, afin qu'elle
ne puisse plus etre utilisée pour
cles fins nationalistes allemandes.
Empecher que l'éducation de la
jeunesse allemande soit faite selon
les doctrines nazies, militaristes et
totalitaires.
réalisé. Une telle Europe serait condamnée en permanence aux rivalités
économiques, au déséquilibre démographique, à la décadence matérielle,
sociale et culturelle, aux poussées de
chauvinisme et de racisme, aux
guerres sans cesse renaissantes embrasant le monde entier et détruisant
toute civilisation humaine.
UE
Le projet de déclaration du Comité
provisoire a été favorablement accueilli
par l'ensemble cles mouvements de résista.nce européens. Nous rendrons compte
ultérieurement cles réponses - adhésion~
ou critiques - qui sont parvenue& ou qui
parviendront au Comité provisoire. En
France notamment, le projet de déclaration a obtenu l'adhésion de nombreux
mouvements qui dans leurs manifestes,
l e& affiches et les tracts qu'ils distribuent
se montrent partisans r é&olus du Fédéralisme· européen. Dès réception du pro·jet
de déclaration du Comité provisoire·, quelques militants cles mouvements de ré&istance français ont créé un Comité
français pour la Fédération européenne
(C . F. F. E.) qui a publié la déclaration
qu'on lira ci-dessous.
HA
E
U
VI
Les mouvements de résistance soussignés reconnaissent la nécessité d'une
participation active d es N ations Uni es
à la solution du problème européen,
mais demandent que toutes les mesures qui seront prises entre la cessation
d es hostilités et l' établissement de la
paix soient prises en fonction cles exigences de l' organisation fédérale.
Ils font appel à toutes les forces spirituelles et politiques du monde, et ~.,n
particulier à celles cles N ations Unies,
pour qu'elles les aident à atteindre les
buts indiqués dans la présente déclaration,
Ils s'engagent à considérer leurs problèmes nationaux respectifs comme cles
aspects particuliers du problème européen dans son ensemble et ils décident
de constituer dès à présent un bureau
permanent chargé de coordonner leurs
efforts pour la libération de leurs pays,
pour l'organisation de l'Union fédérale
cles peuples européens et pour l'instauration de la paix et de la justice dans
le monde.
1. - Il est impossible de reconstruire une Europe prospère, démocratique et pacifique, sous la forme
d'un assem.blage d'Etats souverains,
séparés par leurs frontières politiques et douanières : la reconstruction
économique s'effectuerait dans les pires conditions ; l'anéantissement du
fascisme et du nazisme par la destruction totale de leurs racines économiques et sociales ne saurait etre
3
6. - Le Mouvement pour la F édération européenne repousse l'opinion
stiivant iaquelle il convient de remettre à plus tard l'étude de ces questions sous le prétexte qu'il s'agit uniquement auj ourd'hui de combattre
pour la libération nationale. Ces deux
taches doivent etre menées ensem-
ble, sinon, comme en 1919, une organisation réactionnaire de l'Europe
risque d 'etre imposée aux peuples. Si
le Mouvement pour la F édération européenne ne se basait pas immédiatement sur les Mouvements de ~ésis­
tance et de libération, s'il n'était pas
leur expression politique dominante
dans la situation révolutionnaire qui
vient, il serait ensuite infiniment plus
difficile, sinon impossible de réaliser
la F édération européenne.
7. La Fédération européenne,
étape vers la F édération mondiale
cles . peuples, doit etre l'objectif immédiat des militants démocrates, socialistes, communistes, de la Résistance. Le Comité français pour la
F édération européenne l es appelle à
donner leur adhésion individuelle ou
collective aux idées essentielles de
san programme et à accorder leur
appui à san action.
AH
Et ode
Démocratie et fédération en Europe
HA
EU
guerre mondiale avait abouti, elle aussi,
à une démocratisation générale de· l'Eurape, et cependant, dans l'ade meme
qui achevait cd essor démocratique, le
mouvement général des esprits vers la
diciature prit nai~sance. Car les passions
sont indispensables pour créer, mais elles
s ' éteignent rapidement et, par conséquent,
servent bien peu pour maintenir. C'est
pourquoi une politique démocratique
clairvoyante doit regarder au delà de ces
pa.~sions pcur découvrir les points faibles de la renaissance démocratique européenne et pour réussir ainsi à créer un
ordre durable.
Créer des institutions démocratiques
dans les différ'e nts p ays d'Europe est une
tàche rela.hvement aisée. Après l'écroulement des régimes totalitaire~, il est
norma.! que l'an ait recours aux institutions qui sont reconnues a.ujourd'hui universellement comme légitimes par !es peuples, à des assemblées populaires dont
surgiront les nouveaux gouvernements .
Mais pour que la liberté politique soit
solidement ancrée, il faut qu'elle pénètre
t out l'appareil étatique. Or, dans tous les
pays européens ~ exception faite pour
les anciennes communautés libres comme
la Grande-Bretagne, les Pays-Bas, les
pays scandinaves et la Suisse, où la structure de l'Etat corre~pond le mieux aux
exigence~ d e la liberté c'est la structure de· l'Etat qui contrecarre ces exigences. En fait, les différents peuplE.s sont
organisés politiquement en des Etats unitaires dans lesquels l'administration de
presque toutes les affaires publiques est
dirigée par un appareil bureaucratique
qui reçoit tous les o·r dres de· la capitale.
Ce typ€:' d'Etat, né dans la lutte· contre
la féodalité et consolidé à l'époque des
monarchies absolues, a été perfectionné
par Napoléon et imité par presque tous
les pays européens.
Au cours du siècle dernier, les mouvements libéraux et démocratique~ des
différents pays ont cherché, sous des formes diverses et avec plus ou moins de
succès, à soumettre cet appareil centralisé au contròle d'un parlement, en créant
HA
E
U
AH
UE
Entre les deux guE.rres mondiales, des
états d 'àm es et des courants politiques
hostile~ à la démocratie ont surgi d ans
tous les pays d 'Europe·. En un certain
nombre de ces pays, les institutions politiques se sont moulées sur cette· nouvelle orientation ; et dans les pays qui
avaient réussi à sauvegarder leur structure démocrati que, les tendances totalitaires ont commencé à miner et à discréditer· plus ou moins profondément la démocratie, réduite à la déftnsive et per7
dant une position après l'autre. La d émo cratie· et les libertés politiques semblaient
appartenir de plus en plus à un passé
irrévocablement révolu.
L'ère des tyrannies a rapidement amené la guerre actuelle, avec ses haines,
~es massacres et ses ravages. Le monstre
du nazisme, entrainant toute l'Europe et
bien au-delà dans la ruine, a menacé de
fa ire disparaitre toute tra ce de civilisation humaine de: notre continent et a
provoqué . un renversement total de l'échelle des valeurs po.Jitiques. La Iiberté
et la démocratie·, dont on commençait à
se détourner, sont de nouveau à l'honneur, et c'est en leur nom que les peuples
combattE-nt. A présent, il n'est plus nécE.ssaire de· faire l'apologie de: l'idéal d émocratique et libéral, car quiconque lutte
contre Hitler en fait profes~ion. Cela
signifie que dans les Etats européens qui,
après la guerre, rdrouveront leur indépendance, il sera en fait impossible de
songer à édifier des régimes politiques
autres que d émocratiques La passion
populaire et le sang ver~é ne le· permettraient pas. Meme l'Allemagne, qui probablement reste·r a soumise pendant un
certain temps à une administration centrale constituée de concert par les nations victorieuses, devra reconstruire sa
structure politique sur des bases démo cratique~ . ·
Ce serait néanmoins une erreur de
croire que la pa~sion d émocratique et
libérale, si largement répandue en ce
moment, consti tue une garantie suffisaminent solide de la vitalité d es démocraties europée~nes renouvelées. Le première
4
ainsi un compromis entre· l'Etat absolutiste et l'Etat libéral. Un tel compromis
ne pouvait cependant durer qu'à condition
de ne conserver qu'un minimum des fonctions de l'Etat. En eHet, tout élargissement des fonctions de l'Etat signifiait un
renforcement de l'élément bureaucratique a.bsolutiste, et rendait le· compromis
plus précaire. Or, la ligne· de développement de· la vie politique moderne tendait
précisément vers l'extension continuelle
et vers la concentration des fonctions de
l'Etat. Plusieurs causes ont contribué à
cette évolution.
En premier lieu, elle était, dans une
certa. in e mesure, techniquement inévitable. L'inten~ification des rapports entre
les territoires qui composaient l'Etat faisa.i t surgir des besoins publics communs
à tous et qui ne· pouvaient etre satisfaits
par chaque région d'une manière indépendante sans qu'il en résultàt un désordre· g,énéral. La gestion des principaux
moyens de communication, les me~ures
générales d'hygiène et de police, la défense militaire, une législation civile et
commerciale homogène ainsi que d'autres fonctions a.nalogues s'a.ppliquaient de
plus en plus à un rayon qui se confondait
avec l'Etat tout entier et, par conséquent,
ne pouvaient etre· a.ssumé~ que par le pouvoir centrai de l'Etat.
Cette concentration était due à la prédominance·, dans les différents pays, des
courants démocr·a tiques qui tenaient à
tout n iveler par rapport a.u pouvoir centrai pour briser ainsi les privilèges encore
survivants. D'autre part, la tendance des
démocraties à l'égalité pousse ver~ l'élimination des corps intermédiaires, vers
la concentl'ation de la volonté générale
des citoyens en un acte· unique qui se
manifeste· par un organe représentatif
unique· e·t se réalise par un gouvernement
unique. Cette tendance·, justifiée lorsqu'dle· cherche à détruire les corps intermédiaires féodaux, fondés sur la violence· et l'exploitation, s'étend volontiers
à d'autres corps intermédiaires qui, tout
en étant e~~entiellement démocratiques,
genent à la formation d'une volonté générale unique.
Il s'y ajoutait l'affirmation progressive
des tendances socialisies qui, de manière
plus ou moins saines ou nocives, · pour
des raisons ph:.s ou moins justifiées,
tendant à attribuer à l'Etat des fonctions
économiques croissantes ; ainsi
l'Etat finit par assumer la gestion d'un
grand nombre d'entrepri~es et par absorber une partie considérable des revenus privés pour développer ses institutions socia:les.
Enfin, les changements qui se sont produits dans le domaine économique et qui
ont transformé l' économie de marché en
une économie· dominée de plus en plus par
cles coalitions d'intéreh ont contraint
l'Etat à devenir toujours plus l'organisateur centrai du sy~tème économique national
Cette évolution a renversé le compromis
fragil e qui s'était labo-rieusement établi
dans la seconde moitié du 19e siècle et
elle· a renforcé l'appareil absolutiste · des
Etats européens vis-à-vis des citoyens, en
rédui~ant le· ~ institutions libres à un mince
vernis qui craque dès que la société doit
fa ire fa ce à d es problèmes réellement gr aves.
Bien qu'à l'avenir certaines formes de
centra lisation devraient etre éliminées (et
nous savons qu'au sein des mouvements
de ré~istance des différents pays d'importants courants d'opinion se prononcent en
faveur d'une teUe politique), il faut bien
UE
nationale dans laquelle tous les peuples pourront fraterniser, le lVlouvement pour la F édération européenne
met en garde contre cette illusion.
L' ordre de ces buts est exactement
inverse. Dans le cadre d'une Europe
divisée en Etats souverains, ces mouvements nationaux ne peuvent qu'avorter ou dégénérer ; ils ne peuvent
se développer dans un sens progressif que dans une Europe fédérée. La
Fédération européenne est clone le
premier des buts que doivent se fixer
les éléments patriotes démocrales,
socialistes et communistes.
UE
tendre à ce qu'il soit aisé de limiter le&
pouvoirs de l Eta t national en concédant
cles pouvoir& autonomes à l'échelle locale
et régionale.
Si l'on VE;Ut sauver les libertés démocra~
tiques au moyen d'une Constitution fédérale, la vo-ie dans laquelle il faut s'engager et dont on peut attendre un bon
résultat n'est pas celle· - trop doctrinaire
- de céder d(;s .pouvoirs étatiques à des
organismes inférieurs. La méthode qu'il
faut suivre est tout au. contraire celle qui
a été adoptée effectivement par toutes les
fédérations de l'histoire et qui consiste
dans la réunion de· plusieurs Etats et dans
la cession de certains de leurs pouvoirs à
un organisme politique supérieur commun.
Une d émocratie sain.e ne peut aujourd 'hui surgir en Europe qu'à l'échelle européennt, a.u moyen de la création. d'une
Union fédérale européenne·. Les intérets
politiques et économiques d'ordre européens sont tellemen.t puissants et vastes
qu'ils pourraient alimenter une vie politique fédérak intense, à condition que les
pnncipaux Etats se décident à créer un
tel pouvoir, doté des attributs effectifs
d'un Etat démocratique. Et d'autre part,
tout en renonçant à la souveraineté dans
le domaine militaire, douanier, monétaire,
et dans les autr(;s domaines qui intéressent
le continent tout entier, chaque Etat national continuerait à avoir sa propre vie
publique très vigoureuse.
Toutes le·s graves difficultés de la reconstruction de: l'après-guerre pourront
alors etre abordées avec la certitude· que
les méthodes de la démocratie et de la
liberté ne feront pas naufra&,e en cours
de route. Le fait meme que la conscience
libérale des peuples européens soit actuellement assez faible rend cette solution impérieuse. La liberté devra se fonder en
Europe, pour un laps de temps assez long,
plus encore sur un équilibre: des institutions que sur une maturité politique des
peuples européens. Dans chaque Etat, tant
qu'il demeure souverain, cette liberté se
base·r ait presque exclusivement sur l'esprit libéral des gouvernants et pourrait
dane etre facilement étouffée si par le
mécanisme électoral lui-meme les masses
a.llaient se ruer vers des tendances e·t des
des hommes d'esprit dictato·r ial. Au contraire, dans une fédération. européenne,
les institutions libres des divers pays pourraient etre garanties par l'autorité fédérale· ·c ontre le manque éventuel de maturit~ politique cles peuples. Cette autorité
trouverait un frein implicite dans l'existence des corps intermédiaires vigoureux,
et l'échelonnement de!> pouvoirs cen.traux
et périphériques assurerait la permanence
des institutions libres dans tous les membres du corps européen. Les possibilités
les plus vastes et les plus diverses se présenteraient dès lors pour que la liberté aujourd'hui telkment meurtrie puisse
entrer dans les mceurs et s'épanouir.
AH
UE
HA
EU
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quiers s'e&t complètement discrédité. La
méfiance entre le conservatisme et la démocratie est désormais tellement profonde
qu'entre eux le « fair play » qui a caractérisé la vie politique du siècle dernier
n'est plus possible. Chacun vise à la destruction de l'autre. 1 )
En rejetant la solution des conservateurs-libéraux parce qu'elle est devenue
inéalisable, nous ne fermons nullement
les yeux devant les dangers inhérents à la
démocratie, mais nous comprenons que le
remède doit etre cherché dans les institutions d émocratiques elles-memes en renonçant à vouloir re:staurer des édifices
définitivement écroulés.
Dans un ca.dre démocra.tique, la liberté
ne peut etre garantie solidement et prése·r vée dans la mesure du possible contre
l ';nexpérience et l es mouvements irréfléchis des peuples, et en meme temps contre
les gouve·rna.nts, que parla fondation d'institutions démocratiques, non pas unitaires
mais ffdérales. Les premières gardent le
principe des fonctior:.s étatiques virtuellement illimitées et dég,énèrent facilement
en tyrannie·, particulièrement dans les
époques de crise telle que· la nòtre. Les
!:econdes se basent sur un système de corps
politiques autonomes et sur la limitation
à la fois des fonctions du pouvoir centrai
et des pouvoirs fédéraux, de telle façon
que la liberté dont les citoyens isolés ne
jouissent à présent que de façon fort précaire· se·r ait garantie presque automatiquement pa.r le· jeu des divers corps politiques ; chacun de· ces organismes serait,
par sa nature propre, démocratique, et
dans chacun d'eux les tendances despotiques pourraient etr·e contre·-balancées par
d'autres pouvoirs.
Une solution conservative, pas plus
qu'une solution fédéraliste, ne peut etre
construite à priori simplement par amour
d'une· idé e. Pour la réaliser, il importe que
les intérets locaux et généraux qui alimenferaient une vie po.Jitique vigoureuse aussi
bien au centre qu'à la périphérie de la
fédération existent réellement. Quand un
Etat est déjà centralisé camme le sont les
principaux Etats européens, la tentative
de le transformer en Etat fédéral se heurte
à des difficultés énormes. Evidemment, il
ne faut rien négliger pour réaliser un maximum de décentralisation et d'autonomies
locales. Mais, abstraction faite de cas
particuliers camme celui de l'Etat yougoslave de formation récente et constitué de
groupes nationaux fortement attachés à
une· large autonomie·, on ne peut guère s'at-
HA
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U
se rendre compte que des corps autonomes capables de constituer un contrepoids efficace à l'autorité centrale ne
peuvent pas etre· !".U&cités par décret, mais
doivent se fonder sur un vigoureux e&prit
d 'autonomie des membre& du groupe luimeme, Les principaux peuples européens
- et il suffit de nommer l es F rançais, l es
Allemands et les Italiens - sont désormais habitués d'attendre de leur capitale
la sati~faction de leurs besoins publics.
Les seuls groupements fortement imbus
du sentiment de leurs intérets et capables
de tenir tete à la puissance de l'Etat unitaire· sont aujourd'hui le& grands groupements d'intérets économiques organisé&.
Ils sont l'équivalent moderne des anciennes seigneuries féodales foyers
d'a.narchie et non de· liberté. Une des
taches principales de· la démocratie de
demain, et qui sera sans nul doute entreprise très radicalement, consiste dans
l'abolition de ces groupements-là.
Il faut dane conclure que, dans les Etats
modernes trop centra.lisés et trop surchargés de fonctions publiques pour que leur
activité puisse se concilier avec la liberté
politique, il n'existe plus des forces intcrnes a.ssez énergiques pour imposer les
limites nécessaires à l'autorité du gouvernement.
Enfin, pour comprendre pleinement les
difficultés d'une renai&sance démocratique, il faut savoir qu'on ne peut pas compter sur le poids de la t.radition et d'une
longue pratique libérale ni chez les peuples ni chez leurs gouvernements. L'habitude de résoudre les difficultés par les
m éthodes de la liberté manque à presque
tous le~ peuples du continent, et elle a
été affaiblie encore davantage par ces
trente années de g,u erres et de révolutions.
La grande misère et l'incertitude de l'aven ir qui pèseront pendant des années sur
des millions d'hommes ruinés et déracinés
constitueront, camme dans le passé, le terrain le plus favorable pour la transformation de la démocratie en cé&arisme.
Pour surmonter ces difficultés, les libéraux traditionnels voudraient rétablir
l'ancien équilibre entre les forces démocratiques d'une part les institutions et
groupes autoritaires de l'autre (menarchies, aristocraties terriennes et imdustrielles, castes militaires). En effet, au
cours du 19e siècle, la lihe·r té politique
s' était fondée en grande partie sur un tel
équilibre. L'élément autoritaire n'était plus
assez fort pour étouffer les libertés populaires et les forces démocratiques qui
devaient affronter et ronger ces positions
de privilège ne pouvaient pas enco·r e manifester le dangereux césarisme qu'elles
contenaient déjà en germe.
Mais l'espoir d'une solution semblahle
n 'est plus basé à présent que sur une
sorte de pieux souvenir où il n'est pas
tenu compte· des ruptures irrémédiables
qui se sont produites dans le monde poHtiques de notre· continent. Les institutions
et l es classes conserva trices d es différents
pays européens, se sentant sapées par les
succès du principe démocratique, n'ont su
ni voulu défendre les constitutions libres
et légitimes contre les usurpations totalitaires et ont noué une alliance avec les
dictatures fascistes et nazistes de leur
propre pays ou de l'étranger. En Italie,
en Allemagne·, en Espagne·, en Frane e, en
Yougoslavie, en Roumanie et ailleurs, cette
capitulation s'est produite sous des fo·r mes
et dans des constellations historiques différentes. Dans tous les cas, le résultat a
été que le conservatisme européen, avec
ses rois, ses généraux, ses grands propriéta.ires, ses gros industriels et ses han-
1) L'An glete rre et les Etats - U~i s n'ont pas vé cu cette
rupture ~t ce la explique mieux la dilficulté qu 'ils ont à
comprendre auj ourd'hui les exi gen ces de la démocrati e
c ombattante europ éenne ain si que les véritables erreurs
psychologiques qu'ils ont commises dans .presqu e tous les
pays europ éens en v oulant s'appu ye r sur !es forces c onse rvatri ces dans l'illu s ion de lravaill er ains i pour la démocrali e. Il est si gnificati! que l'U.R.S .S , au contrai re, ai t
compris beaucoup mieux ce qui s'e st produit dan s les
pays d'Euror> e bien qu'elle n'ai! aucune compréhension
véritable de leurs exi gences démocraliqu es.
Fédéraliste.
CHRONIQUES
Lettre d' Angleterre: Un mouvement fédéraliste au sein
du Parti travailliste anglais
Dans le Parti travailliste anglais, la
conscience d'une solidarité du destin européen a beaucoup augmenté dep•u is la
guerre et s'est produite par ce mo.f du major Attlee : « Europe must federate or perish » (l'Europe doit se lédérer ou périr).
C'est avant tout le Socialist Vanguard
Group qui a concrétisé ce courant << européen » et qui en a étudié !es problèmes.
Dans ce but, le Socialist Vanguard Group
a ccmvc.qué des congrès internatio·n aux. Au
congrès d' avril 1942 participèrent J el Rens
5
pour la Belgique, Willi Eichler pour l'Allemagne, Bemard Drzewieski pour la Pologne, Louis Lévy pour la France , Paolo Treves pour l'Italie et Georges Green pour
l'Angleterre. Les discours de ces orateurs
furent rassemblés dans un opuscule avec
!es déclarations suivantes en conclusion :
HA
E
U
AH
UE
HA
EU
AH
UE
celle-ci entrainerait de profonds bou3. Il faut lutter contre les forces poleversemen:ts sociaux qui porteraient
litiques et économiques responsaatteinte aux privilèges de leur classe.
bles de la création cles régimes
De meme, chez nous, elles luttent
fascistes en Europe.
contre nous pour empecher que s'ac4. Il faut tout mettre en reuvre pour
complissent les réformes essentielles
le désarmement immédiat et total
à la reconstruction d'après-guerre,
1. La future organisation de l'Europe
de l'Allemagne et la destruction de
Il y a eu cles moments dans l'entrene doit pas etre fondée sur cles .
toutes les assises sociales, polirtiques
deux guerres où le « Labour Moveet culturelles du nazisme, du miliEttats souverains nationaux.
ment » anglais, s'il avait poursuivi une
tarisme et du racisme.
2. Tout ordre européen fondé sur la
politique indépendante du gouvernedivision de l'Europe en blocs
5. Il faut appuyer et soutenir la créament au pouvoir, aurait pu empecher
d'Etats ou en zones d'influence
tion d'une Fédération européenne
le désordre cles relations internatioserait une catastrophe.
qui
garantira aux peuples européens
nales qui a abouti à la guerre. Le
3. Il faut constituer une .fédération
l'abondance, !es libertés démocra« Labour Movement » a aujourd'hui
pour assurer runité économi•q ue et
tiques et l'indépendance nat.'onale'
pour tàche impérieuse et urgente de
politique de l'Europe.
mettre tout en reuvre pour que soit
6. Il .faut faire renaitre les syndicats
4. Cette fédération européenne, pour
assuré l'avenir de l'Europe. La situaet les mouvements socialistes sur
pouvoir garantir la coHahoration
tion exige une ·direction ferme et des
le continent et conher la responpacif.ique avec d'autres puissances,
conceptions audacieuses, ainsi qu'une
sabihté de la création d'une noudoit réaliser un prog.r amme social
défirrition sans ambiguité de la polivelle Europe à rl eurs représentants
et économique qui devra se rapprotique à suivre, afin que les peuples
et à ceux des autres mouvements
cher du socialisme.
de résistance.
de tous ·les pays comprennent que leur
5. Un régime hégémonique anglo-amébien-etre et leur bonheur à venir dé7. Il faut encourager la nouvelle Euricain n'est pas dans J'intéret de
p endent de l'unité de l'Europe, Les
rape unirf iée à jouer son ròle dans
l'Europe ni de la paix future.
' points suivants doivent etre inclus
la collaboration économique uni6. Une extension de l'actuel régime
dans cette déclaration politique :
verselle et dans l'organisation monrusse ·à toute l'Europe ou à une
1. Il faut s'oppose.r au retour du rédiale de la paix.
partie .de celle-ci ne serait point
gime cles: Etats souvera:ins.
8. Il faut agir pour tout cela en condésirable.
2. Il faut démasquer tous les plans de
tact étroit avec rl es forces progres7. Une Europe socialiste représentedivision de l'Europe en blocs ou
sistes du continenrt et servir de lien
rait la meiHeure garantie pour la
en sphères d'influence dépendant
entre elles et celles de toutes les
sécurité de la Russie.
de puissances en rivalité.
autres parties du monde.
8. Les socialistes continentaux voient
avec grand espoir les efforts des
socialistes britann:iques pour donner
LETTRE OUVERTE
le plus grand appui à une polidu
Movimento
italiano
per la Federazione europea (M. F. E.)
Hque qui faciliterait la formation
d'une Europe progressive et unie.
au Comité français pour la Fédération européenne (C. F. F. E.)
Une collaboration étroite entre soNous avons reçu tout récemment
cialistes continentaux et socialistes
La meme constata·tion, nous l'avions
la nouvelle de la constitution du Cobritanniques e.s t souhaitable.
déjà faite dans notre mani,fes,t e du
mité français pour la Fédération eu9. L'Angleterre, l'Amérique et la Rusmois d'aout 1941 quand nous écriropéenne et nous vous envoyons avant
sie auront une in1fluence décisive
vions:
tout
le
salut
·fraterne!
du
Movimento
sur l'organisation européenne d'a« La ligne de division entre partis
près-guerre. Mais les Européens italiano per la Federazione Europea.
Dans l'artiole sur le Mouvement fédéprogressistes et partis .réactionnaires
memes, en élaboranrt: en commun
raliste italien et dans les thèses apn'est plus désormais. la ligne 'formelle
leurs plans et en arrivant à la consprouvées au premier rassemblement
cience de futi'lité d'une adion comd'une démocratie et d'un socialisme
fédéraliste italien à Milàn au mois
mune, pourront faire valoir leurs
plus ou moins étendus, mais une ligne
d'aout 1943, dont vous trouverez dexigences et ohtenir une position
de division substantielle et tout à fait
j o in t copies, vous pouvez voir que vos
capable de les faire considérer et
nouverlle. D'une part, il y a ceux qui
idées et les nòtres sont identiques.
traiter camme cles participants avec
conçoivent camme champ centrai dc
cles droits égaux. iLes socialistes
Ce qui ~ ous a le plus frappé dans
la lutte l'ancien ohamp, c'est-à-dire
doivent tendre vers ce but, en augvotre déclaration, et ce qui corresla conquete et les formes du pouvoir
mentant leurs efforts en faveur de
pond pleinement à nos vues, est le
politique national. Ils feront - meme
l'unité et de l'action socialiste.
point 5 où vous dites : « Mais al ors
involontairement - le jeu cles forces
que
cles
patriotes
démocrates,
sociaE n février 1944, le Groupe d' Avantréactionnaires, en permettant que la
lis tes, communistes pensent souvent
Garde lui-méme a publié dans la revue
que ces buts doivent d'abord etre atlave ardente cles passions populaires
<< Socialist Commentary » un rapport reteints dans chaque pays séparément
marquable, tendant à provoquer une disse solidifie de nouveàu dans les foret qu'en fin de compte surgira une
cussion immédiate au sein du Parti trames nationales anciennes et que les
vai/liste sur !es buts de guerre. Ce rapport
situation internationale dans laquelle
vieilles absurdités renaissent. D'autre
conclut ainsi :
tous les peuples pourront fraterniser,
part, il y a pour ceux qui voient
le Mouvement pour la Fédération euNous savons tous que, en Anglecamme tache centrale la création d'un
ropéenne met en garde contre cette
terre, les forces qui ont favorisé et
solide Etat international. Ils s'efforillusion, L'or dr~ de ces buts es•t exacsoutenu l' agression fasciste con tre l es
ceront d'acheminer les forces poputement inverse ... La Fédération euroclasses ouvrières d'Italie, d'Espagne et
laires vers ce but et, :ineme après
péenne est... le premier cles buts que
d'AJ.lemagne et qui firent tant pour
doivent se fixer les éléments patriotes
avoir conquis le pouvoir national, ils
que revive le militarisme allemand,
démocrates, social.istes et communissont très puissantes. Elles luttent aul'emploieront avant tout pour réaliser
tes. » C'est précisément dans ce renjourd'hui pour maintenir leur autorité
l'unité internationale. »
versement de l'ordre cles problèmes
et poursuivent une politique qui risque
politiques actuels que se distingue le
Le fédéral:isme européen a quiHé le
d' entrainer la classe ouvrière interdomwine de.s1 utropies et peurt comvrai fédéraliste de cerl ui pour le,q uel
nationale vers de nouveaux désastres.
mencer à jeter cles racines parce qu 'il
il ne s'agit que de rendre un homElles sont .d écidées à rf aire tout ce qui
existe aujourd'hui un terrain capable
sera en leur pouvoir pour empeeher
mage formel à une idée belle, mais
de l'alimenter. Ce terrain est la résisl'unification de l'Europe, parce que
abstraite.
6
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