(Allegato 1) SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1) Ente proponente il progetto: COMUNE DI PARABITA 2) Codice di accreditamento: 3) Albo e classe di iscrizione: NZ 00441 ALBO REGIONALE – REG. PUGLIA 4^ CARATTERISTICHE PROGETTO 4) Titolo del progetto: Ubriachi di vita 5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): A 02 – Minori 6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto: BREVE PROFILO DEL COMUNE DI PARABITA Parabita è una cittadina di origini antichissime, ubicata alle falde della collina di S. Eleuterio, ricca di un notevole patrimonio culturale e artistico. Le attività produttive tradizionali, per molto tempo, sono state legate all’agricoltura, ma negli ultimi tempi si sono registrati nuovi insediamenti produttivi. E’ presente un’economia di tipo terziario, in particolare nell’artigianato di antica tradizione: ferro battuto, legno, restauro e tessitura, i cui prodotti incrementano la ricchezza locale. Negli ultimi anni si sono sviluppate piccole aziende manifatturiere. Nel circondario, entro 10/20 Km dal territorio comunale, sono presenti località caratterizzate da crescenti attività legate al turismo che, in alcuni periodi dell’anno, incrementano le attività commerciali ed alberghiere. 1 CARATTERISTICHE STRUTTURALI DELLA POPOLAZIONE Il Comune di Parabita fa parte dell’Ambito di Casarano, a cui afferiscono 7 comuni, Casarano, Matino, Parabita, Taurisano, Collepasso, Supersano, Ruffano. Per ciò che attiene la struttura demografica, stando ai dati aggiornati al 31 dicembre 2010, la popolazione complessiva dell’Ambito Territoriale Sociale di Casarano ammonta a 74.753 unità, distribuita su una superficie di 1.580,56 Kmq, per una densità demografica pari a 47,29 abitanti per kmq. Tabella n. 1: Territorio e caratteristiche strutturali della popolazione N. Comuni Ambito Territoriale Superficie 7 Comuni 1.580,56 Totale popolazione residente Densità demografica(Ab/Kmq) 2010 2010 74.753 47,29 Fonte: Elaborazione su dati Uffici SC- Anagrafe- Statistica Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale di Casarano, al 31-12-2010 Disaggregando il dato dal punto di vista territoriale, emerge che il numero maggiore di abitanti è concentrato nei Comuni di Casarano (20.630 abitanti), Taurisano (12.674) e Matino (11.570); seguono, nell’ordine, i Comuni di Ruffano (9.724), Parabita (9.371), Collepasso (6.396) e Supersano (4.388). Tabella n. 2: Caratteristiche strutturali della popolazione 31/12/2010 Popolazione Comuni Casarano 20.630 Collepasso 6.396 Matino 11.570 Parabita 9.371 Ruffano 9.724 Supersano 4.388 Taurisano 12.674 Totale Ambito 74.753 Fonte: Elaborazione su dati Uffici SC- Anagrafe- Statistica Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale di Casarano, al 31-12-2010 Proseguendo con l’analisi della distribuzione della popolazione per fasce d’età, a livello di Ambito, si registra un maggior numero di presenze nella classe 30-64 anni (33.401 abitanti), seguita dalla popolazione ultra sessantacinquenne, pari a 16.462 abitanti e da quella tra i 18 e i 29 anni (11.193 unità). Più contenute le presenze nelle fasce 0-10 anni (7.884) e 11-17 anni (5.713), per le quali l’incidenza sul totale della popolazione è pari, rispettivamente, al 10,56% e al 7,64%. Tabella n. 3: Distribuzione della popolazione per fasce di età FASCE D’ETA’ 0-10 11-17 18-29 30-64 65- più Casarano 2.181 1.567** 2.943** 10.175** 3.764** Collepasso 596 474 1.122 2.689 1.515 Matino 1.138 836 1.786 5.499 2.311 Parabita 810 634 1.252 4.446 2.229 Ruffano 1.236 792 1.295 2.643 3.758 Supersano 483 310 656 2.091 848 Taurisano 1.440 1.100 2.139* 5.858* 2.037 Totale Ambito 7.884 5.713** 11.193** 33.401** 16.462** 2 Totali in % 10,56 7,64* 14,97** 44.68** 22,02** Fonte: Elaborazione su dati Uffici SC- Anagrafe- Statistica Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale di Casarano, al 31-12-2010 * Fonte: Elaborazione su dati Istat, al 01-01-2010 ** Dato approssimativo La composizione della popolazione conferma l’incidenza della popolazione femminile, in linea con il trend nazionale, regionale e provinciale. La Famiglia Analizzando i dati, il numero di famiglie presenti all’interno del territorio dell’intero Ambito risulta pari 27.927; il numero medio di componenti per famiglia, a livello di Ambito, è pari a 2,6. Parabita, in particolare, conta su 3.782 famiglie e su 634 minori nella fascia compresa tra gli 11-17 anni. La famiglia, fino a qualche anno fa, soprattutto nella cultura meridionale, era il principale nucleo di appoggio e di gratificazione affettiva per l’armonioso sviluppo psicofisico dei propri figli. Sul piano sociale il ruolo della famiglia e delle Istituzioni era fondamentale nella promozione del benessere fisico, psichico e materiale dei suoi componenti, a prescindere dalla posizione sociale. La famiglia era l’agenzia educativa primaria dove ogni componente, a partire dal più piccolo fino al più grande, trovava gratificazione e sostegno. La connotazione della famiglia patriarcale, nel sud Italia e, soprattutto nei piccoli paesi, ha sempre consentito ad esempio che le giovani coppie e i loro figli, trovassero nella famiglia d’origine la risoluzione ai loro problemi di vita quotidiana: ad esempio accudimento per i propri figli, sostegno economico, e spesso anche ospitalità. Nonostante tale mentalità continui ad essere diffusa, si è preso atto negli anni che la grave crisi economica abbia contribuito in maniera importante a rendere difficoltosa la continuazione di questo modello di vita, per una serie di motivazioni. L’età pensionabile degli anziani, che svolgevano il ruolo di care giver in favore dei propri nipoti si è innalzata a minimo 65 anni e, pertanto, le giovani coppie sono costrette a rivolgersi al mercato privato per l’accudimento dei propri figli, non avendo più come risorse la rete parentale. Questo ha indotto alcune volte la donna a restare fuori dal mercato del lavoro per prendersi cura dei propri figli, alimentando le criticità di tipo economico, già acuite dalla predetta crisi; altre volte ad accettare lavori sotto pagati pur di conciliare i tempi di vita (madre/moglie) e di lavoro. Il padre invece, si è trovato spesso a fare i conti con la precarietà ed a ritrovarsi in poco tempo, in mobilità, cassa integrazione, o addirittura senza impiego, avendo magari delle scadenze mensili a cui assolvere. Tutto ciò, altro non ha fatto che creare continue tensioni nei nuclei familiari divenuti un luogo dove ogni membro passa e vive come una “stazione dei tram”: movimento, disordine, urla. Il risultato è che gli adulti non educano più, oberati spesso da lavori precari, in difficoltà nei rapporti sentimentali, (divorzi e separazioni) incapaci di proporre modelli autorevoli. Pertanto i figli, soprattutto in età pre e adolescenziale si ritrovano privi di modelli educativi di riferimento che la frequenza della sola scuola non può colmare. Da qui il ricorso, già in giovane età, all’uso di sostanze che possano fungere da rifugio alle proprie carenze affettive. In particolare l’abuso di alcool, sembrerebbe attualmente essere l’attività “preferita” dai giovani, sia per una conclamata facilità di reperimento oltre che per l’economicità del prodotto, rispetto ad altre sostanze stupefacenti. Per favorire la prevenzione di tale fenomeno, è necessario prevedere forme di intervento, che non devono essere solo tradizionali, ma innovative e che vedano come protagonisti attivi i destinatari stessi di tale progetto cioè i giovani dagli 11 ai 17 anni. DESCRIZIONE DEL CONTESTO Il Comune di Parabita, come già detto, fa parte dell’ambito di zona di Casarano; quest’ultimo è sede del Distretto Socio Sanitario e, nello specifico, del Servizio per le tossicodipendenze (SER.T.). Dati recenti, riferiti all’anno 2011 e pervenuti da questo servizio, evidenziano come non ci sia un dato censito su quanti minori al di sotto dei 18 anni facciano abuso di Alcol, nonostante l’informale conoscenza della diffusione del fenomeno. Solo per informazione si segnala che i soggetti presi in carico nell’ambito delle attività del SER.T., nell’anno 2011, per Alcol dipendenza sono in tutto 85 e che la fascia d’età maggiormente presente è quella che da 40 a 49 anni (N=31). I super alcolici, la birra e il vino sono le 3 sostanze più diffuse e in alcuni casi, ben 11, in comorbidità con l’uso di sostanze stupefacenti, psicotrope e farmaci. Il servizio, nell’ottica di favorire l’accesso dei soggetti alcolisti, ha dato vita in collaborazione con i Servizi Socio Sanitari Territoriali ad una serie di interventi: - Accordo con i reparti di Medicina e di Neurologia del P.O. di Casarano per richieste di consulenza ai pazienti con problemi Alcool correlati. - Sensibilizzazione dei Medici di Medicina Generale sui problemi Alcol correlati al fine di favorire l’invio per counseling del paziente e/o dei familiari. - Gruppo degli alcolisti in trattamento aperto ai familiari e condotto da un’operatrice con contestuale consulenza medica. - Prevenzione del fenomeno attraverso azioni di sensibilizzazione nelle Scuole Medie di secondo grado con l’istituzione dei CIC (Centri informativi e consulenza) - Peer Education e Life Skills per gli studenti degli istituti di scuola media di secondo grado. - Sensiblizzazione degli operatori di Associazione di Volontariato attraverso Focus group sui problemi Alcol correlati. - Progettazione integrata con associazioni del terzo settore ed istituzioni locali per la creazione di uno spazio giovani - Formazione ed aggiornamento del personale. Anche a livello di ambito, l’andamento crescente del fenomeno ha richiesto nuove forme di intervento e di verifica al fine di fronteggiare le richieste e i bisogni emergenti. Di notevole importanza per gli obiettivi raggiunti è stata l’attuazione del progetto “Fatti… Furbo” (Piano Strategico per la Prevenzione Primaria di ogni forma di dipendenza e disagio), che ha coinvolto non solo tutti gli operatori del settore socio-sanitario ma i ragazzi dagli 11 ai 19 anni e le realtà associative del territorio con l’obiettivo prioritario di promuovere nei giovani l’assunzione, autonoma e consapevole di comportamenti volti alla tutela e alla valorizzazione della salute. A livello locale, il Comune di Parabita, pur collaborando con il SER.T. ed essendo parte attiva dell’ambito di Casarano, ha attivato negli anni una serie di interventi volti ai giovani, al fine di prevenire il loro disagio e potenziali forme di dipendenza. Nell’anno 2000, con i finanziamenti relativi al D.P.R. 309/90, ha istituito il Centro Informagiovani, Servizio di ascolto ed orientamento, tutt’ora presente all’interno della struttura Comunale. Con la medesima fonte di finanziamento, ha istituito il Centro Sociale Giovanile, punto di incontro e di auto-intrattenimento dei ragazzi con abilità musicali. Il Centro era ubicato in zona 167 e mirava all’integrazione sociale dei giovani appartenenti a nuclei svantaggiati. Nell’anno 2008 in collaborazione con il SER.T. di Casarano, in seno al progetto “Itinera”, gli operatori del Centro Informagiovani hanno dato vita alla campagna di prevenzione dell’Alcol Dipendenza, denominata “Calici di Salute”, attraverso incontri di sensibilizzazione nei luoghi di ritrovo dei ragazzi. Attualmente d’intesa con l’ambito di Casarano, si è giunti nella fase finale del progetto “Fatti… Furbo” e, precisamente, si sta organizzando l’azione di Street Marketing per le strade principali del paese. Nel corso degli anni, seppur su tale problematica si siano realizzate e continuino a realizzarsi una serie di azioni, attraverso il collegamento tra i Servizi Sociali del Comune di Parabita ed il SER.T. di Casarano, gli interventi facenti capo alla prevenzione si sono dimostrati isolati, mancando nell’importante fattore della continuità. Pertanto, con questo progetto si intende agire in tale direzione affinché i risultati finora raggiunti con le azioni descritte, possano instaurare un circolo virtuoso in cui i nostri ragazzi siano in grado di trovare la forza di rifiutare stili di vita dannosi per se stessi e per gli altri. Preoccupa che l’uso di sostanze stia cambiando progressivamente negli anni, così come sono cambiati i significati e la percezione del comportamento a rischio. Da qui la necessità di ripensare strategie di prevenzione e cura nonché l’organizzazione del sistema dei servizi, offrendo trattamenti differenziati, flessibili, accoglienti e prossimi alla domanda. 4 RISORSE DEL TERRITORIO: - Servizio Sociale Comunale - Servizio Sociale Consultoriale - Centro Informagiovani del Comune di Parabita. - Servizio di Guardia Medica - Comando Carabinieri - Polizia Municipale - LA SCUOLA: nel comune sono presenti scuole dell’infanzia, sia pubbliche che private, una scuola primaria, una scuola secondaria di primo grado ed un Istituto di Istruzione Secondaria Superiore (Istituto Statale d’arte).Nella prima metà del ‘900, la scuola media di Parabita serviva i comuni vicini (Tuglie e Collepasso) che ne erano privi, finché la legge sull’obbligo non ne ha favorito l’istituzione. LE ASSOCIAZIONI A connotare il tessuto sociale parabitano è un vivace associazionismo che, da molti anni, opera attivamente nel volontariato, nell’assistenza, nella cultura, nello sport anche se spesso su percorsi paralleli. Le associazioni presenti sono: -A.DO.VOS. “F. GRECO” -ASS.NE MADRE TERRA -ASS.NE NAZ. CARABINIERI -ASS. PROGETTO PARABITA -ASS. DI VOL. PROTEZIONE CIVILE C.B C.O.V.E.R. -CENTRO CULTURALE “LA MERIDIANA” -ASS.NE CENTRO DI SOLIDARIETA’ “MADONNA DELLA COLTURA” -CIRCOLO DEGLI AMICI -CIRCOLO CITTADINO -CENTRO RICERCA PSICO SOMATICA -COMPAGNIA TEATRALE “L. LA GRECA 1998” -ASS.NE GHENIRA -EMERGENZE SUD -CANTIERI CULTURALI APERTI -GRUPPO GENITORI INSIEME -GRUPPO IRIDE -ASS. CELIACHIA -A.N.M.I.L. deleg. Comun. -ASS. TURISTICO-CULTURALE “OSPITALITA’ E CULTURA” -IL LABORATORIO “CENTRO CULTURALE” -ARCHIVIO STORICO PARABITANO -ITALIA NOSTRA -LEGAMBIENTE -LE MIRIADI 49 -PRO LOCO “G. VINCI NOTAIO” -PROTEZIONE CIVILE “F. CATALDI” -S2M – MUSIC -Arci “VENTO DI SCIROCCO -ASS. SALENTINA “A. SERRA” -APA SUD SALENTO -HARMONIUM SCUOLA DI MUSICA -GRUPPO SCOUT PARABITA 1 -MOVIMENTO GIOVANILE DOMENICANO -BASILICA M. SS. DELLA COLTURA 5 -PARROCCHIA SANT’ANNA -PARROCCHIA SANT’ANTONIO -PARROCCHIA SAN GIOVANNI BATTISTA - BASILICA M. SS. DELLA COLTURA -GIOVENTU’ CALCIO -A. C. PARABITA -AMATORI CALCIO -CALCIO 2000 -OLIMPIUS -SALENTO BASKET -GRUPPO CICLISTICO BAVOTA -ACTIVE LIFE -PODISTICA PARABITA -JUMP SPORT SALUS I GAP DEL TERRITORIO Il comune di Parabita manca nel settore d’intervento di questo progetto dei seguenti servizi: - Assenza di centri d’ascolto. - Assenza nel settore, di Gruppi di auto e mutuo aiuto. - Sporadiche campagne di prevenzione e sensibilizzazione. - Assenza di controlli sulla vendita di alcolici e super alcolici ai minori. - Servizi di alcologia poco strutturati con personale in gran parte a tempo parziale. - Assenza nel territorio regionale di comunità per doppia diagnosi. - Assenza di Associazioni specifiche di settore. IL TARGET I destinatari immediati del progetto sono i minori compresi nella fascia di età 11-17, frequentanti le classi scolastiche coinvolte nel progetto ( I^, II^ e III^ classe scuola secondaria di primo grado e I^, II^, III^ e IV^ classe della scuola secondaria di secondo grado ). Attraverso la pubblicizzazione dei lavori creativi svolti dai ragazzi (direttamente coinvolti nel progetto) si allargherà il target finale a tutti i minori compresi nella fascia d’età predetta e oltre. 7) Obiettivi del progetto: OBIETTIVO GENERALE: il presente progetto ha l’obiettivo di promuovere tra i giovani un approccio all’alcol responsabile, coscienzioso e di prevenire abusi che possano creare nell’immediato presente, ma anche in futuro, situazioni di pericolo per la propria ed altrui salute ed incolumità. OBIETTIVI SPECIFICI: • Creare e/o implementare la conoscenza dei ragazzi rispetto alla tematica alcol: abusi, dipendenze, pericoli diretti/indiretti, attraverso strumenti e canali accattivanti e moderni. • Sviluppare nei ragazzi uno stile comunicativo assertivo, per riuscire, quando necessario, a sottrarsi al trasporto del gruppo dei pari in situazioni a rischio. • Instaurare nei ragazzi un atteggiamento negativo nei confronti dell’abuso di alcol. • Sviluppare un circolo virtuoso di persuasione volto alla promozione e prevenzione sui temi dell’abuso di alcol tra i giovani, attraverso la “peer 6 education”. Estendere l’approccio mentale negativo nei confronti dell’abuso di alcool anche agli altri tipi di abuso: sostanze, gioco d’azzardo, dipendenze in generale. • Sostenere e supportare l’inserimento lavorativo di persone a bassa scolarità, in contesti formali ed informali, per fare acquisire conoscenze nello svolgimento di mansioni d’ufficio e di supporto a figure professionali. RISULTATI ATTESI: Raggiungere i giovani con mezzi e canali innovativi per un approccio responsabile all’uso dell’alcol e che funga da volano per altre forme di dipendenza (droga, gambling etc) • 8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo: Con il presente progetto, volto all’obiettivo di responsabilizzare i giovani all’uso di alcol, si intende andare oltre il tradizionale modo di fare prevenzione. I ragazzi saranno coinvolti attivamente nel processo, che non si limiterà ad una semplice azione informativa raccolta passivamente, ma proprio questi ultimi saranno parte integrante della buona riuscita del progetto. Gli utenti target, affiancati e seguiti da vicino dalle figure professionali incluse nel progetto, saranno parte attiva e protagonisti in ogni fase. Attraverso la peer-education, saranno quindi gli utenti finali stessi a donare maggiore efficacia al progetto, creando un circolo virtuoso di coinvolgimento e propagazione del messaggio promuovente un approccio responsabile all’alcol. Si farà leva su una teoria ben nota in Psicologia degli Atteggiamenti e della Comunicazione Persuasiva: la “dissonanza cognitiva”. Attraverso l’intero progetto, si cercherà di instaurare nei giovani utenti target, un atteggiamento negativo nei confronti dell’abuso di alcol. Negli anni, gli studi e le ricerche in ambito psicosociale, hanno sottolineato come le persone tendano a ricercare il più possibile una coerenza tra atteggiamenti/opinioni specifiche e relativi comportamenti. Coinvolgendo direttamente i ragazzi nella creazione di messaggi persuasivi da rivolgere ai loro pari, si dovrebbe avere, come primo risultato, un’auto-persuasione volta al cambiamento del proprio atteggiamento e conseguente comportamento rispetto all’uso di alcol, in riferimento alla ricerca di coerenza (teoria della “dissonanza cognitiva”) su citata. A questo aspetto si aggiungerebbe poi l’effetto della Peer- Education, sperimentato che, i messaggi persuasivi promulgati dai propri pari siano più efficaci di altre fonti. 8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi Fase 1: (tempi di attuazione: mesi 3) - Formazione generale e specifica dei volontari. La prima sarà tenuta dal Comune di Parabita, con formatori accreditati; la seconda dagli operatori del Ser.t. di Casarano 7 con l’ausilio di personale altamente specializzato (Dirigente Medico, Assistente Sociale, Educatore Professionale e Psicologo esterno). - Mappatura del territorio, ad opera dei volontari, sotto la supervisione di uno psicologo coordinatore esterno attraverso interviste mirate con giovani e adulti coinvolti, a vario titolo, sul problema alcol (dai medici di medicina generale a quelli del pronto soccorso del presidio ospedaliero di Casarano e Gallipoli, vicini territorialmente, agli studenti e agli insegnanti della scuola primaria di secondo grado a quelli del biennio della scuola secondaria di secondo grado; dagli operatori dei centri di aggregazione giovanile ai baristi, al comandante della Polizia Municipale e del Comando stazione dei carabinieri), con lo scopo di creare un Report della situazione territoriale, rispetto al tema affrontato al momento dell’avvio del progetto. - Il responsabile del servizio sociale comunale, l’operatore amministrativo in collaborazione con gli operatori del Ser.T di Casarano elaborerà un questionario (Scala di Likert) da somministrare (assolutamente in forma anonima) ai ragazzi delle classi coinvolte nel progetto ( I^, II^ e III^ media e I^, II^, III^ e IV^ superiore tramite i volontari), con lo scopo di conoscere a livello preliminare la loro esperienza personale rispetto all’uso/abuso di alcol e le conoscenze rispetto agli effetti di questo. Fase 2: (tempi di attuazione: mesi 2) - Sotto la supervisione degli operatori del Ser.T di Casarano, i dati raccolti ed elaborati dai volontari in servizio civile, con l’aiuto degli operatori del Centro informa giovani, verranno elaborati e discussi nelle varie classi, in spazi di tempo ricavati dall’orario scolastico, in accordo con i docenti ed i dirigenti scolastici, fissando quindi dei calendari pre-stabiliti che includano anche le fasi successive. Tale discussione fungerà da apripista all’avvio di Focus Group diretti dagli operatori del Ser.T di Casarano ( in particolare dallo psicologo coordinatore) sul tema alcol tra i giovani. Si prenderà nota dei temi emersi per avviare la fase successiva, e cioè la fase informativa rispetto ai problemi scatenati dall’abuso di alcol. All’interno dei Focus Group, grazie alla presenza di uno Psicologo Coordinatore e ai volontari propriamente formati ed addestrati, oltre ad affrontare temi quali l’abuso di alcol e le dinamiche all’interno del gruppo dei pari (influenze reciproche, conformismo), sarà dedicato dello spazio ad esercitazioni di comunicazione assertiva, per imparare a conoscere e, quindi evitare il fenomeno dell’emulazione e/o plagio nel gruppo dei pari. Lo scopo è rendere capaci di dire “no”. Fase 3: (tempi di attuazione: mesi 1) - Si procederà quindi alla fase informativa e di sensibilizzazione, dove ai ragazzi saranno trasmesse, attraverso i volontari propriamente formati e preparati, le informazioni rispetto ai rischi e agli effetti diretti/indiretti dell’uso e abuso di alcol. Per far ciò si farà riferimento a strumenti e canali che possano attrarre i ragazzi ed in particolare: filmati, immagini, presentazioni multimediali ecc., sfruttando anche nuovi media come youtube e Social Network. Si conta, attraverso questi canali innovativi, di catalizzare e mantenere vivida l’attenzione dei ragazzi, coinvolgendoli il più possibile nel progetto per poi essere, nella fase successiva, protagonisti attivi. 8 Fase 4: (tempi di attuazione: mesi 4) - In questa fase, i ragazzi saranno direttamente coinvolti nel progetto, e cioè come parte attiva ed integrante alla buona riuscita dell’esperienza. I giovani utenti non saranno ritenuti quindi delle menti da plasmare passivamente, ma saranno loro stessi ad essere protagonisti del proprio ed altrui cambiamento, attraverso i meccanismi della Peer Education e della Comunicazione Persuasiva. I ragazzi quindi, dopo aver acquisito le importanti nozioni sui pericoli dell’abuso di alcol attraverso la fase precedente, aiutati dai volontari, saranno coinvolti in un “contest” dove lo scopo finale sarà quello di creare, attraverso dei lavori di gruppo (classe), delle campagne di sensibilizzazione rivolte ai propri pari, contro l’abuso di alcol. I ragazzi stessi sceglieranno liberamente la forma con cui presentare i loro progetti: filmati, foto reportage, opuscoli, siti internet, presentazioni multimediali ecc., ciascun gruppo e componente mettendo in atto e sfruttando le proprie doti creative a 360°; gli stessi dovranno coniare uno Spot da utilizzare a livello territoriale per la successiva campagna di prevenzione e sensibilizzazione che si andrà a fare in modo capillare. A questa fase saranno dedicate TOT 4 ore settimanali da ritagliare all’interno dell’orario scolastico in accordo con docenti e dirigenti scolastici. In queste ore i gruppi si dedicheranno alla realizzazione del proprio progetto, assistiti dai volontari che supervisioneranno ed aiuteranno i ragazzi alla creazione del proprio progetto, rispondendo alle eventuali domande, chiarendo dubbi, prodigandosi affinché tutti i componenti del gruppo siano coinvolti nella realizzazione del progetto creativo, ognuno con le proprie doti e capacità, con speciale attenzione ai soggetti “problematici”. Per portare a compimento le varie creazioni i ragazzi potranno altresì sfruttare le attrezzature scolastiche (ad esempio sala computer, proiettori, ecc.). Ai ragazzi sarà fornita una data di termine lavori entro la quale i vari progetti dovranno essere pronti per la presentazione e diffusione sul territorio. Fase 5: (tempi di attuazione: mesi 1) L’intera esperienza creativa si concluderà con una manifestazione finale, all’interno dell’aula magna di uno degli istituti scolastici coinvolti, dove ogni gruppo di lavoro avrà spazio (massimo 10 minuti) per presentare la propria realizzazione al pubblico formato da studenti di ogni ordine e grado, associazionismo locale, famiglie e istituzioni e di fronte ad una giuria formata da docenti, operatori socio-sanitari, rappresentanti di istituto, che decreterà i migliori lavori. Indipendentemente da ciò, tutti i gruppi di lavoro dovranno ricevere la giusta attenzione per il proprio impegno e sentirsi protagonisti al di là di ogni “classifica finale”. I lavori premiati saranno pubblicizzati dalle scuole di ogni ordine e grado e dal Comune di Parabita, attraverso canali consoni al formato del progetto, (internet, opuscoli, manifesti, presentazione del lavoro in altri istituti scolastici, ecc.) di modo che il lavoro dei ragazzi ed il relativo messaggio persuasivo con contenuti “anti-abuso”, sia sparso il più possibile, espletando così le potenzialità e l’efficacia della peer-education. Fase 6: (tempi di attuazione: mesi 1) Individuazione degli obiettivi generali e specifici ed elaborazione di una scheda di monitoraggio per la verifica degli obiettivi conseguiti e la valutazione dell’indice di gradimento delle classi, dei singoli e dei gruppi e nel contempo di autovalutazione del volontario. Inizio campagna di sensibilizzazione territoriale a cura dei volontari del Servizio Civile a livello territoriale. 9 8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette attività . Per la realizzazione del progetto il Comune di Parabita metterà a disposizione le seguenti figure: - Comune di Parabita: Responsabile del servizio sociale comunale e Assistente Sociale per coordinamento di tutte le attività del progetto; -N.1 Psicologo coordinatore esterno per la supervisione: • di tutte le fasi inerenti lo svolgimento dei focus group; • delle esercitazioni di comunicazione assertiva; • della fase informativa. n° 1 operatore dell’Ufficio Informagiovani per pubblicizzazione e informatizzazione; - n° 1 Amministrativo per la preparazione degli atti; Si potrà contare sui volontari facenti parte delle associazioni partners del progetto secondo le modalità previste dagli appositi accordi, allegati al presente progetto. 8.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto Per l’attuazione di questo progetto, abbisogna di figure professionali specifiche, aventi una formazione in ambito socio-educativo, psicologico. In questo senso si procederà alla selezione dei volontari in possesso della seguente qualifica professionale: 1 Psicologo 1 Ass.te Sociale 1 Educatore Professionale Oltre alle figure professionali elencate, si prevede la selezione di un Operatore di Base (riserva), a bassa scolarità, che possa coadiuvare gli altri volontari in tutte le fasi del progetto, in particolare nella preparazione di materiali necessari allo svolgimento delle attività, pulizia degli ambienti ed eventuale affiancamento di alunni disabili. Il contenuto complessivo del progetto, descritto nei punti precedenti, prevede una serie di “sotto interventi” o attività diversificate, per cui i volontari riceveranno una formazione generale e specifica accurate, implementando le conoscenze che di base avranno già nel loro background professionale. Saranno coinvolti in prima persona, svolgendo un ruolo attivo, propositivo ed anche progettuale. La linea direttrice è la elaborazione di un vero e proprio “piano di lavoro”, non fisso ma flessibile, che preveda correzioni migliorative in corso d’opera, nello stile della ricerca-azione, dove saranno cadenzati i ruoli e le attività dei volontari. - Nella Fase 1 i volontari, dopo essere stati opportunamente formati, condurranno sotto il controllo e monitoraggio del Responsabile del servizio sociale comunale e dell’assistente sociale, un’indagine socio-territoriale attraverso interviste semi-strutturate, aventi come oggetto la conoscenza generale dell’estensione del problema alcol nella fascia di età interessata nel progetto ( 11-17 anni), rivolgendosi a medici di medicina generale a quelli 10 del pronto soccorso del presidio ospedaliero di Casarano e Gallipoli (vicini territorialmente), agli studenti e agli insegnanti della scuola primaria di secondo grado a quelli del biennio della scuola secondaria di secondo grado; dagli operatori dei centri di aggregazione giovanile ai baristi, al comandante della Polizia Municipale e del Comando stazione dei carabinieri, ecc. La riserva (operatore di base) si occuperà invece della gestione del cartaceo prodotto e della relativa archiviazione. Avrà inoltre, sotto supervisione della Responsabile del Servizio Sociale del Comune, il compito di gestire e fissare gli appuntamenti dei suoi colleghi di progetto con le figure obiettivo delle interviste. Terminata questa primissima indagine territoriale preliminare, affiancati dall’O.L.P., dagli operatori del Ser.T di Casarano, e dallo Psicologo Coordinatore esterno, i volontari elaboreranno con l’aiuto dell’operatore dell’informagiovani, un questionario da somministrare alle classi scolastiche coinvolte nel progetto, per la conoscenza specifica della situazione del target. I volontari si occuperanno inoltre della somministrazione dei test alle classi e successiva elaborazione dei dati, con l’aiuto dell’operatore informagiovani e con il coordinamento dello Psicologo Coordinatore esterno. - Nella Fase 2 i volontari, dopo l’elaborazione quantitativa e qualitativa dei dati ricavati dalla somministrazione dei questionari, utilizzando l’attrezzatura multimediale, messa a disposizione dal comune, passeranno, secondo le loro specifiche competenze professionali possedute, alla fase successiva. Organizzati dallo Psicologo coordinatore esterno, secondo una programmata turnazione e collaborazione, discuteranno con le classi (in forma anonima) i dati estrapolati dalla somministrazione del test, stimolando un aperto dialogo e confronto all’interno del gruppo, dando il via ai successivi Focus Group specifici, condotti nelle varie classi dallo Psicologo volontario, specificamente formato, coadiuvato dagli altri volontari (Ass.te Sociale, Educatore, ed operatore di base). I primi due si preoccuperanno di svolgere una co-conduzione, di contrastare eventuali distrazioni e di coinvolgere la classe nella sua interezza, compresi i docenti presenti durante lo svolgimento delle attività. L’ultimo sarà di supporto nella preparazione e distribuzione dei questionari, nella loro raccolta e nella distribuzione del materiale di cancelleria. I volontari si prodigheranno affinché ogni studente si senta libero di confrontarsi ed esternare le proprie idee, opinioni, riflessioni, senza timori, ricreando un ambiente in cui saranno abbandonati gli stili comunicativi “paternalistici” e autoritari, dando spazio a scambi comunicativi più simmetrici, seppur ponendo comunque estrema attenzione ai canoni della comunicazione civile e rispettosa dei ruoli in campo. L’Assistente Sociale volontaria/o, inoltre, (aiutato anche dagli altri volontari) si occuperà di prendere nota degli spunti interessanti emersi dalle discussioni, creando un sintetico verbale, su cui si ritornerà nella fase successiva. Terminati i Focus Group sul tema “abuso di alcol tra i giovani”, si passerà ai temi riguardanti la convivenza nel gruppo dei pari, discutendo i meccanismi interni ai gruppi, le influenze, il conformismo, la costruzione dell’identità sociale, ecc. La formula sarà la stessa usata per i Focus Group sul tema “Alcol”. In chiusura, lo Psicologo coordinatore, coadiuvato dai volontari ( Psicologo volontario, Ass.te Sociale e dall’Educatore/rice), coinvolgeranno le classi allo svolgimento di esercitazioni di “comunicazione assertiva”, avendone 11 - - preventivamente spiegato i meccanismi ed i vantaggi. Lo scopo sarà rendere i ragazzi capaci di esprimere i propri voleri, le proprie emozioni e la propria personalità, anche quando il gruppo dei pari spinge verso posizioni opposte e/o di pericolo, senza timori di esclusione. Nella Fase 3: fase informativa, i volontari si impegneranno, con l’aiuto dell’operatore informa giovani e dell’operatore di base a creare del materiale multimediale (video, foto, presentazioni Power Point, ecc.) attraverso il quale fornire ai ragazzi coinvolti le importanti nozioni rispetto ai pericoli e rischi biologici, psicologici e comportamentali legati all’abuso di alcol. A riguardo, si porrà opportunamente attenzione durante la selezione dei volontari, a requisiti di dinamicità e creatività, oltre ad un’ottima capacità di uso del computer. La peculiarità di questa fase sarà l’uso di media e strumenti attraenti per i giovani utenti target, facendo riferimento anche a Social Network e Social Media. I volontari collaboreranno insieme alla elaborazione di questo materiale, attraverso azioni di ricerca e assemblaggio delle informazioni, in una forma innovativa e accattivante, capace quindi di tenere alta l’attenzione anche in una fase che altrimenti potrebbe risultare poco interessante agli occhi dei giovani utenti finali. Le competenze rispetto al tema “comunicazione persuasiva” già possedute dallo Psicologo, ed implementate attraverso la formazione specifica (anche nelle altre figure professionali coinvolte), saranno di aiuto nella creazione del materiale finale da presentare ai ragazzi. L’operatore di base assisterà i suoi colleghi nelle operazioni di reperimento e assemblaggio del materiale utile, svolgendo delle ricerche attraverso Internet. Successivamente, i volontari (Psicologo, Ass.te Sociale ed Educatore) saranno impegnati nella presentazione alle classi, dividendosi il lavoro secondo il calendario stabilito, in accordo con Docenti e Dirigenti Scolastici. Oltre ad esporre, i volontari dovranno stimolare i ragazzi a porre domande e quindi chiarire i propri dubbi in merito ai temi trattati. Infine verranno rilasciate delle dispense informative utili ai ragazzi per la fase successiva. L’operatore di base si occuperà di preparare tutto il materiale cartaceo secondo le disposizioni dei suoi colleghi volontari e del Responsabile del Servizio Sociale Comunale e della relativa distribuzione agli alunni nelle classi. Nella Fase 4 i ragazzi diventeranno assoluti protagonisti del progetto e cioè parte attiva. I volontari quindi svolgeranno la funzione di “registi” e supervisori delle attività creative svolte dai ragazzi, fungendo da guida ai giovani utenti nella realizzazione delle proprie campagne di sensibilizzazione. I ragazzi avranno bisogno di essere seguiti ed indirizzati nella loro progettazione. I volontari saranno quindi presenti in aula durante le ore dedicate al progetto, divisi per classe, a disposizione dei ragazzi, per rispondere alle domande, chiarire i dubbi in merito al tema affrontato e dirigere il lavoro creativo dei giovani utenti, senza però compromettere in alcun modo l’originalità e l’autonomia del processo creativo. I volontari, saranno altresì impegnati nell’importante supervisione delle dinamiche di gruppo rispetto alla realizzazione del progetto e si prodigheranno affinché ogni elemento del gruppo-classe sia coinvolto in essa. I volontari, viste le competenze possedute, cureranno l’aspetto educativo dell’esperienza, ponendo peculiare attenzione nel coinvolgimento dei “ragazzi problematici”. L’operatore di base sarà impegnato nella gestione della cancelleria e del materiale di facile consumo oltre che a svolgere un ruolo di collegamento tra le varie classi impegnate nella realizzazione del progetto, veicolando 12 comunicazioni ed esigenze dei gruppi di lavoro, ai suoi colleghi volontari, impegnati in classi diverse. - Nella Fase 5, e cioè la fase di presentazione dei progetti realizzati dalle varie classi coinvolte, il Responsabile del Servizio Sociale Comunale e l’Assistente Sociale insieme ai dirigenti scolastici, organizzeranno, con il supporto dei volontari, la manifestazione finale in cui i lavori saranno presentati al pubblico e alla giuria che decreterà i lavori migliori, premiandoli con la pubblicazione attraverso canali consoni al formato dei progetti. In maniera specifica i volontari saranno coinvolti nella coorganizzazione dell’evento, curandone i vari aspetti. L’operatore di base si occuperà della preparazione delle attrezzature e della sala (ad es. pulizia degli ambienti, proiettore, computer, amplificazione, posti a sedere, ecc.) e della pubblicizzazione dell’evento (affissione manifesti, volantinaggio, comunicazioni alle associazioni giovanili, ecc.) I volontari, sotto supervisione dello Psicologo Coordinatore, si occuperanno di organizzare i turni di presentazione dei progetti realizzati dai ragazzi e di stabilire quindi la scaletta ed il programma dell’evento, durante il quale interverranno tra gli altri, il Dirigente Scolastico e l’ O.L.P. I volontari infine si occuperanno e si interesseranno della pubblicizzazione dell’evento svoltosi e dei lavori vincitori, attraverso i canali in possesso del Comune (siti internet, pagine dei Social Network, manifesti, ecc.) avvalendosi anche dell’apporto e dalla collaborazione del centro informa giovani e delle associazioni partner. - Nella Fase 6: al follow up (1 mese dopo la manifestazione finale) si verificheranno gli obiettivi raggiunti, attraverso un re-test. I volontari oltre a portare avanti la campagna di sensibilizzazione territoriale, procederanno alla somministrazione dello stesso test presentato ai ragazzi all’inizio del progetto, verificando eventuali cambiamenti di atteggiamento e comportamento rispetto all’uso di alcol e alle conoscenze sviluppate sul tema affrontato. Inoltre i giovani utenti coinvolti compileranno un questionario di gradimento del progetto. Anche ai volontari sarà chiesto di completare un questionario di gradimento, oltre ad una relazione di fine servizio dove sottolineare eventuali crescite professionali legate al progetto, le difficoltà incontrate, opinioni sui punti di forza e sui punti critici dell’intera esperienza con relativi personali suggerimenti volti al miglioramento. I volontari si troveranno spesso a lavorare in equipe, fondendo le proprie competenze professionali allo scopo di raggiungere gli obiettivi finali del progetto. 9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto: 4 10) Numero posti con vitto e alloggio: / 11) Numero posti senza vitto e alloggio: 4 12) Numero posti con solo vitto: / 13 13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo: 30 14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) : 5 15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio: È richiesta massima flessibilità di orari, al fine di garantire la piena fruibilità dei servizi offerti. Ciò comporta, in particolare, la disponibilità a lavorare, nelle scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio anche di sabato e, almeno in 3 serate, durante eventi e sagre organizzate da paesi limitrofi, in seno al progetto Safe Night, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sul tema delle dipendenze. Per l’organizzazione della campagna di prevenzione e sensibilizzazione, nonché della manifestazione finale, si potrebbe richiedere la disponibilità a prestare servizio anche nei giorni festivi per raggiungere più facilmente i giovani nei luoghi di ritrovo abituali. I volontari dovranno altresì garantire massima partecipazione alle iniziative (almeno 5) sul Servizio Civile, organizzate o promosse dalla Regione Puglia. I volontari saranno anche messi nelle condizioni di raccogliere le iniziative di comunicazione, formazione, sensibilizzazione e Net-Working realizzate e promosse dalla Regione per lo sviluppo del Servizio Civile. 14 16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato: N. Sede di attuazione del progetto Comune di 1 Parabita 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 Comune Parabita Indirizzo Via L.Ferrari Cod. ident. sede N. vol. per sede 17730 4 Nominativi degli Operatori Locali di Progetto Cognome e nome Baldari Rosaria Data di nascita 11.01.1972 C.F. Nominativi dei Responsabili Locali di Ente Accreditato Cognome e nome Data di nascita C.F. BLDRSR 72A51B936Z 15 17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale: L’attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale sul territorio supera l’impegno di 25 ore annue. Saranno previsti: - Incontri pubblici tra Amministrazione e cittadini; manifesti murali; - comunicazione/diffusione del progetto presso i singoli, i gruppi, i nuclei familiari e le associazioni di volontariato, associazioni sportive, scuole di ogni ordine e grado. - Pubblicazione del progetto sul sito istituzionale del Comune coinvolto e sulle newsletter diffuse dal Centro Informagiovani di Parabita oltre che sulla pagina ufficiale facebook del comune di Parabita. - Pubblicazione di articoli su testate giornalistiche locali e Regionali ( Il Gallo, Piazza Salento, il Nuovo Quotidiano di Puglia e la Gazzetta del Mezzogiorno) - Diffusione del bando presso i centri per l’impiego di Casarano e Gallipoli, vicini territorialmente, per la pubblicizzazione del progetto ed in particolar modo per il reclutamento di un volontario a bassa scolarità, disoccupato e con esperienza nel settore sociale. In tutte le attività precedentemente citate inoltre, si metterà in rilievo il coinvolgimento e la selezione della riserva all’interno del progetto. Durata dell’attività di sensibilizzazione e promozione: 15 ore - Incontri di caseggiato e/o di quartiere al fine di promuovere, oltre i valori del servizio civile anche i contenuti del progetto presentato dall’Ente ed in corso di valutazione per l’eventuale approvazione. L’obiettivo è quello di costituire, attraverso questa particolare attività di sensibilizzazione portata avanti da idonei operatori inseriti fra le figure accreditate, un humus favorevole all’attecchimento della successiva specifica campagna di promozione del progetto di tutte le realtà coinvolte nel medesimo, al fine di prevenire e sensibilizzare i giovani ad un approccio all’alcol responsabile, coscienzioso e di prevenire abusi che possano creare nell’immediato presente, ma anche in futuro, situazioni di pericolo per la propria ed altrui salute ed incolumità. Durata dell’attività di promozione nei quartieri : ore 20. Totale ore promozione: 35 18) Criteri e modalità di selezione dei volontari: Criteri UNSC ai sensi della determinazione del Direttore Generale dell’11 giugno 2009, n. 173. Con riferimento alla deliberazione della Regione Puglia n. 1647 del 7/8/2012, con i quali sono stati individuati i criteri aggiuntivi per la redazione dei progetti di Servizio Civile nazionale, si puntualizza che la commissione, per la selezione della riserva, non applicherà ai giovani che concorrono per tale raggruppamento, la valutazione del titolo di studio e dei titoli professionali, così come previsto nei paragrafi relativi dell’all.1 al decreto n. 173 dell’11 giugno 2009. Riterrà, comunque, titolo preferenziale per la riserva (operatore di base): esperienze in campo associazionistico, parrocchiale, ed eventuali corsi di formazione professionale in ambito sociale, nonché uso base di internet e delle sue funzionalità. 16 19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): NO 20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del progetto: Il piano di monitoraggio e valutazione che viene proposto è articolato in due sistemi distinti per finalità, metodologie e strumenti utilizzati, ma fortemente interconnessi tra loro: - sistema di monitoraggio a cadenza trimestrale, con riferimento alla raccolta, elaborazione e diffusione dati e informazioni in relazione alle attività svolte; - sistema di valutazione, a cadenza semestrale, degli effetti - in termini di percezione da parte degli utenti - delle attività svolte, desumibili da indagini, attraverso la somministrazione di un questionario di gradimento del Servizio. I due sistemi sono tra di loro integrati. Il sistema di monitoraggio è focalizzato sia sugli aspetti processuali sia sugli esiti, prevede diversi momenti e coinvolge: a) i volontari: - al termine di ogni bimestre di servizio, il responsabile del monitoraggio incontra i volontari, documentando gli incontri attraverso verbali, al fine di valutare insieme il loro percorso educativo e formativo: √ per fare il punto sulla situazione, √ riflettere sull’esperienza, √ analizzare i problemi emersi, √ raccogliere proposte, critiche e domande; in tale occasione vengono somministrati questionari di auto valutazione sull’andamento del progetto, sulla base degli obiettivi e dei tempi prefissati; - nell’incontro del quarto mese verrà chiesto ai volontari di verificare il progetto sulla base dell’esperienza maturata, proponendo eventuali correttivi; - nell’incontro dell’ottavo mese, al termine del servizio, è richiesta una relazione conclusiva, che identifichi criticità e positività del progetto ed elenchi le acquisizioni individuali in termini di crescita e di esperienza. b) Operatori locali di progetto: - si prevedono incontri periodici per √ la pianificazione delle azioni previste, √ l’individuazione di ulteriori sviluppi, √ la realizzazione di specifiche fasi progettuali, √ almeno tre incontri di verifica e riprogettazione. In ogni incontro viene analizzato √ lo stato di attuazione del progetto, √ il raggiungimento degli obiettivi quantitativi e qualitativi, √ i problemi sorti e le criticità; - è prevista la definizione di tavoli di mediazione realizzati dal responsabile del monitoraggio, al fine di concertare al meglio gli interventi; - sono previsti degli incontri di approfondimento per la risoluzione di eventuali problematiche emergenti, con la possibilità di apportare modifiche ai progetti di 17 intervento elaborati; - all’inizio del dodicesimo mese è prevista la verifica finale. c) Progettista: - fornisce un report finale in cui si mettono in evidenza: √ il raggiungimento degli obiettivi, √ le azioni previste comparate con quelle realizzate, √ le azioni non programmate, √ i nodi critici delle attività, √ le risorse impiegate, √ i risultati raggiunti. Il sistema di valutazione prevede che vengano coinvolti i destinatari delle azioni. Tale valutazione è finalizzata alla possibilità di individuare e motivare interventi correttivi da proporre agli organi competenti. Gli indicatori di progetto, sulla base dei quali verrà eseguita la valutazione, consistono in indici riferiti agli obiettivi tecnici di progetto ed articolati nella seguente scheda di questionario: QUESTIONARIO DI GRADIMENTO DEL SERVIZIO Gentile utente, si desidera conoscere la sua opinione sull’ esperienza con i volontari del SCN e sulle attività svolte. Le sue indicazioni sono indispensabili per capire quali sono i problemi esistenti e quali i possibili interventi per migliorare la qualità del servizio offerto. Il questionario che Le viene proposto è assolutamente anonimo; se desidera può firmarlo, mantenendo comunque il diritto alla massima riservatezza, così come disposto dalla L. 196/03. Una volta compilata la scheda può riconsegnarlo in busta chiusa all’operatore o spedirlo per posta. Il questionario viene compilato in data __/__/__; dall’utente con l’aiuto di familiari o conoscente con l’aiuto di un operatore da un intervistatore esterno E’ stato riconsegnato agli operatori spedito per posta altro_____________________________ N.B. ! Per ogni domanda apporre la croce su un solo quadratino di risposta (laddove possibile è lasciata la facoltà di più risposte) INFORMAZIONI GENERALI Sesso Maschio Femmina Età______ Nazionalità Italiana Straniera Classe frequentata ed Istituto Scolastico: ________________________________ Nella fase successiva del questionario, troverà delle affermazioni sulle quali dovrà esprimere il suo grado di 18 accordo apponendo una crocetta nelle caselle da 1 a 5, dove 1 è il minimo grado di accordo e 5 è il massimo grado di accordo. AFFERMAZIONE Ritengo che le mie conoscenze rispetto ai rischi dell’abuso di alcol siano maggiori dopo il progetto Il progetto in cui sono stato coinvolto mi ha reso più accorto rispetto ai comportamenti a rischio Credo che il progetto sia stato utile alla mia crescita personale I volontari del Servizio Civile Nazionale sono stati utili nella realizzazione del progetto della classe I volontari sono riusciti a mantenere alta la mia attenzione e la voglia di partecipare al progetto Ritengo che i miei compagni di progetto abbiano apprezzato l’esperienza con i volontari Credo che attività come questa siano utili ai giovani e andrebbero ripetute anche in futuro Grado di accordo 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 Esprimi ora un giudizio generale sull’esperienza in cui sei stato coinvolto attraverso un voto da 0 a 10 VOTO:_______ 21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): NO 22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64: I candidati dovranno essere in possesso preferibilmente dei seguenti titoli di studio: N.1- Laurea in Psicologia Clinica; N.1- Laurea in Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali – Assistente Sociale; N.1 Laurea in Scienze della Formazione – Educatore Professionale; N.1 Scuola dell’obbligo 23) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del progetto: Piano di Finanziamento Progetto “ Ubriachi di vita” SPESE ( EURO) Formazione specifica € 30,00x75ore = € 2.250,00 Corso di primo soccorso € 30,00X15 ore = € 450,00 Informazione, pubblicità, articoli su testate giornalistiche locali e regionali Locandine e depliant elaborate in house con la collaborazione dell’ufficio 19 Informagiovani €. 400,00 Materiale facile consumo €. 100,00 Competenze psicologo coordinatore €. 800,00 Attrezzature n. 2 pc portatili per la costruzione del questionario, stampa, raccolta ed elaborazione dati dati, creazione materiale multimediale per fase informativa. €. 900,00 Costo totale € 4.900,00 24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners): I soggetti partners del progetto, così come dagli accordi in atti sono: - Ser.T di Casarano, servizio per le tossicodipendenze, per la formazione specifica dei volontari e il successivo affiancamento nelle seguenti attività: supervisione e formazione durante una giornata di visita guidata presso il SER.T. di Casarano, al fine di conoscere il servizio e i relativi compiti. Affiancamento dei volontari, durante la loro partecipazione a 3 serate in seno al progetto “Safe Naip” organizzato dal dipartimento delle Tossicodipendenze, nelle sagre ed eventi di paesi limitrofi, con camper, per prevenire e sensibilizzare la comunità sui temi delle dipendenze - Associazione “Genitori Insieme” per la divulgazione del progetto tra le famiglie ed eventuale coinvolgimento. - Istituto Professionale “E. Giannelli” , classi I^, II^, III^ e IV^ che, con la collaborazione dei docenti, permetterà la realizzazione del progetto, mettendo a disposizione anche i laboratori informatici, l’aula multimediale e l’aula magna per la realizzazione della manifestazione finale. - Istituto Comprensivo, scuola secondaria di primo grado, classi I^, II^ e III^ che, con la collaborazione dei docenti, permetterà la realizzazione del progetto, mettendo a disposizione i laboratori informatici e l’aula multimediale. - Associazione di promozione sociale Emergenze Sud-Cantieri Culturali aperti, per la diffusione e pubblicizzazione dei risultati del progetto tra i giovani, attraverso campagne pubblicitarie durante la stagione degli eventi culturali. - Il Laboratorio Centro culturale per la diffusione e pubblicizzazione dei risultati del progetto tra i giovani, attraverso campagne pubblicitarie durante la stagione degli eventi culturali. 25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto: In coerenza con gli obiettivi e le modalità di attuazione del progetto, si indicano di 20 seguito le risorse tecniche e strumentali ritenute necessarie e adeguate: Risorse tecnologiche e strumentali per la formazione specifica: - 1 P.C. – con accesso ad internet, - stampante a colori, - lavagna luminosa, - aula per la formazione Attrezzature didattiche - materiale di facile consumo, - libri e riviste specializzate, Materiale necessario per le attività del servizio - 2 P.C. portatili - Cancelleria varia CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI 26) Eventuali crediti formativi riconosciuti: NO 27) Eventuali tirocini riconosciuti : NO 28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae: Il Comune di Parabita rilascerà un attestato di partecipazione che avrà validità ai fini del curriculum vitae. I volontari, con questo progetto, impareranno a conoscere il territorio, le sue risorse e soprattutto a fare “rete”, mettendo a disposizione il proprio operato e quello altrui per il benessere della comunità. Formazione generale dei volontari 29) Sede di realizzazione: Comune di Parabita 30) Modalità di attuazione: 21 In proprio, con formatori accreditati messi a disposizione dall’Ente. 31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio: NO 32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: Per i percorsi formativi, sono di seguito elencate le risorse tecniche impiegate: la didattica sarà realizzata nella Sala Macina di Palazzo Ferrari- presso la sede del Comune di Parabita attrezzata con: Pc e strumentazione informatica connessione alla rete internet telefoni fax videoproiettore e maxischermo lettore Dvd La metodologia attingerà da un sistema integrato formato da: lezioni frontali lavori e confronti di gruppo ricerca d’aula sussidi disponibili sulla rete LAN dell’ente dispense formative. Tempi: Il percorso formativo generale per i volontari si articolerà in: Prologo: all’inizio della formazione si prevede un momento, di 4 ore, per la descrizione e la spiegazione del vademecum ai volontari, in termini di diritti e doveri, organizzazione, chiarimenti eventuali. Primo ciclo: tre giornate di circa 8 ore e una di 6 ciascuna per un totale di 30 ore; Secondo ciclo: due giornate di circa 4 ore ciascuna a distanza di un mese, per un totale di 8 ore. Totale h. formative: 42 La strutturazione della formazione generale in due tempi è stata pianificata per permettere ai volontari di acquisire, accanto ad una prima conoscenza più approfondita del servizio civile, anche una successiva esperienza delle attività e del personale relativo al proprio progetto; si riprendono nel secondo ciclo formativo approfondimenti ed eventuali dubbi e chiarimenti in merito, per favorire una partecipazione attiva dei volontari ai momenti formativi. 22 33) Contenuti della formazione: Per i contenuti relativi alla formazione generale ci si conforma a quanto indicato dalle linee guida per la formazione generale dei volontari emanate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con la determina del 04/04/2006. PROGRAMMA DETTAGLIATO DELLA FASE DI FORMAZIONE GENERALE Prologo Unica giornata Accogliere i volontari Presentazione dei volontari all’Ente,. 4 h. Incontro con i Responsabili del Servizio Civile presso l’ente e gli O.L.P. per informazioni generali sull’organizzazione del servizio civile (vademecum) Presentazione del progetto di Servizio civile attivato dall’ente Primo ciclo I giorno - Esplicitare le motivazioni dei volontari, punti di forza e criticità, in relazione al loro progetto. - Offrire una prospettiva storica e culturale del S.C. nella sua dimensione collettiva e pubblica. II giorno - Conoscere la - Costruzione del gruppo e analisi motivazioni 8 h. - Inquadramento S.C., elementi di continuità e rottura con l’obiezione di coscienza - La legge e la sua 8 h. 23 Legge 64/01, primo articolo, - Contestualizzare il proprio servizio alla luce della prima giornata. finalità, - Conoscere e condividere il progetto quale attività di servizio civile e di cittadinanza attiva - concetto di inclusione/esclusione sociale, centralità e marginalizzazione; significato, funzione e ruolo delle diverse istituzioni pubbliche (RegioneProvince-Comuni-AslAziende MunicipalizzateConsorzi-Società di ServiziQuestura-Prefettura), con particolare riferimento alla relazione cittadini-istituzioni; attori Istituzionali e non – Forme di partecipazione. III giorno - Costruire la relazione con l’O.L.P. - Condividere il patto di servizio IV giorno - Analizzare i modelli organizzativi generali e quello in cui operano i volontari Leggi e settori di intervento, Carta di impegno etico 8 h. Patto di servizio con il proprio O.L.P. Elementi di modelli organizzativi (modelli “leggeri”, con esempi “interattivi” sul progetto presente) 6 h. Elementi di sicurezza, L.626, - Fornire elementi di Elementi di protezione civile sicurezza e di protezione civile Secondo ciclo I giorno - Conoscere e comprendere linee di conflittualità micro/macro; Risoluzione non violenta dei conflitti, diritti umani. 4 h. - Conoscere tecniche di risoluzione non violenta dei 24 conflitti; - Comprendere l’interdipendenza dei diritti umani. II giorno - Analizzare e conoscere le dinamiche relazionali di gruppo declinate all’interno del contesto di servizio dei volontari; Analisi del contesto di servizio: 4 h. - Rielaborazione dell’esperienza del primo mese di servizio; - Valutazione delle ricadute formative, utilità e senso. - Valutare il percorso formativo. 34) Durata: Durata complessiva di 42 ore Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari 35) Sede di realizzazione: Comune di Parabita 36) Modalità di attuazione: In proprio, con formatori accreditati messi a disposizione dall’Ente. 37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i: Dott. Aurelio Rausa, nato il 18.12.1952 a Casarano, Responsabile Ser.T Casarano; Dott. Fabio Cataldo, nato il 27/12/1983 a Casarano, Psicologo Dott.ssa Patrizia Lupo, nata il 11.04.1959 a Casarano, Assistente Sociale Dott.ssa Beatrice Filomena Pagliarulo, nata il 12.05.1963 _ Gallipoli _,Educatore Professionale 38) Competenze specifiche del/i formatore/i: - Dott. Aurelio Rausa, Dirigente Medico del SER.T di Casarano Dott. Fabio Cataldo, Psicologo Clinico e della Salute. Dott.ssa Patrizia Lupo, Assistente Sociale del SER.T. di Casarano Dott.ssa Beatrice Pagliarulo, Educatore Professionale del SER.T. di Casarano 25 (Si allegano Curriculum vitae) 39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: Lezioni frontali – Lavori e confronti di gruppo con sussidi disponibili in formato cartaceo e informatico. 40) Contenuti della formazione: Primo Ciclo I Giorno II Giorno III Giorno Elementi di Comunicazione Interpersonale Comunicazione Interpersonale e Lavoro di Gruppo Comunicazione Persuasiva (prima parte) - Comunicazione: Definizione, modelli teorici e funzioni. - Gli assiomi della comunicazione. - Comunicazione verbale/non verbale. - Gli stili comunicativi e sviluppo dello stile assertivo - Esercitazioni - Gruppi: definizione e dinamiche psicologiche interne - Costruzione dell’Identità sociale nel gruppo dei pari: potenziali aspetti positivi e negativi dell’appartenenza ad un gruppo - Il Gruppo di Lavoro Interdisciplinare - La progettualità comune ed Integrata - I conflitti: metodi di analisi e risoluzione - Prevenzione sindrome Burn-out - Atteggiamenti: definizione e funzioni - Relazione tra Atteggiamento e Comportamento - Indici della fonte nella Comunicazione Persuasiva 7h 7h 6h 26 - Il cambiamento di Atteggiamento: fasi, attori, modelli. IV Giorno V Giorno VI Giorno Secondo Ciclo I Giorno Comunicazione Persuasiva (seconda parte) Sviluppo delle Life Skills Nozioni sui risvolti psicologici dell’abuso di sostanze e dipendenze in generale Attività nei gruppi di automutuo aiuto (teoria) - Il costrutto della dissonanza cognitiva: le relazioni rispetto al cambiamento di atteggiamento e comportamento - Tecniche specifiche di persuasione - Gli interventi di promozione della Salute (prevenzione primaria, secondaria e terziaria) - La Peer-Education - Locus of Control (L.O.C.): Definizione e favoreggiamento di un L.O.C. interno - Coping: Definizione e vari stili. - Tecniche di Problem Solving - Concetto di Autoefficacia e relativo sviluppo all’interno di contesti educativi - Gestione dei Focus Group - La Dipendenza: definizioni, fattori scatenanti, precipitanti e fattori di protezione. - Le nuove dipendenze (dipendenza da Internet, Social Network, Gambling, Shopping, ecc.) e le nuove tendenze rispetto al tema dell’abuso. - I metodi Innovativi per contrastarle. - Servizi Territoriali - CAT - AA. - AL Anon. 6h 6h 5h 5h 27 II Giorno III Giorno IV Giorno V Giorno VI Giorno VII Giorno Attività nei gruppi di automutuo aiuto (pratica) Il Counseling (teoria) - Il Counseling (pratica) Alcolismo (prima parte) Peer Education - Alcolismo (seconda parte) - - - Esercitazioni e Simulazione Il Counseling e l’approccio motivazionale Esercitazioni e Simulazione Clinica e Terapia Come ci si pone e cosa si può fare nel settore specifico dell’alcologia Esercitazioni Discussione in forma anonima di casi trattati dal SER.T. 5h 6h 5h 5h 7h 5h 41) Durata: 75 ore Con riferimento alla deliberazione della Regione Puglia n. 1647 del 7/8/2012 con i quali sono stati individuati i criteri aggiuntivi per la redazione dei progetti di Servizio Civile nazionale, si puntualizza che i volontari, al fine di poter dare un contributo in caso di situazioni di emergenza, senza nuocere, effettueranno un corso di primo soccorso, per un ammontare di 15 ore ( ulteriori rispetto alla formazione specifica), con l’obiettivo di acquisire conoscenze e competenze basilari. Saranno inoltre previsti i seguenti percorsi formativi per accrescere nei volontari la capacità di leggere il territorio in rapporto al contesto in cui operano: - N. 1 giornata presso il SER.T. di Casarano; - N. 3 serate in seno al progetto Safe Night, organizzato dal Dipartimento delle Tossicodipendenze, nelle sagre ed eventi di paesi limitrofi, con camper, per prevenire e sensibilizzare la comunità sui temi delle dipendenze. Altri elementi della formazione 42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto: Il piano di monitoraggio ha per finalità la valutazione della qualità e della efficacia dell’attività di formazione. Esso viene svolto attraverso un controllo periodico e sistematico del processo formativo mediante il reperimento di dati e informazioni connessi agli obiettivi del programma formativo. L’attività di monitoraggio si propone di verificare il raggiungimento di tali obiettivi attraverso le seguenti azioni: a) verifica del livello di apprendimento e delle conoscenze acquisite; b) verifica delle competenze e delle abilità acquisite; c) verifica degli aspetti relazionali relativi all’inserimento dei volontari nell’ambiente di lavoro; 28 d) verifica del gradimento dei volontari circa il percorso formativo. Gli strumenti che verranno utilizzati per il monitoraggio sono i seguenti: - test di ingresso e di uscita; - test intermedi di verifica dell’apprendimento e delle conoscenze acquisite; - questionario di gradimento; - questionario di autovalutazione; - riunioni con i volontari. Per la parte generale, il monitoraggio sulla formazione avverrà prevalentemente tramite questionari e focus group realizzati dal formatore, allo scopo di verificare il livello di conoscenze e informazioni acquisite circa le finalità e gli aspetti sociali, culturali e civici del servizio civile. Per quanto riguarda la parte specifica della formazione, il programma di monitoraggio verterà principalmente su esercitazioni, role playing e simulazioni, allo scopo di verificare aspetti della dimensione professionale della esperienza di servizio civile, come ad esempio, le competenze acquisite, la capacità di operare e di progettare azioni di lavoro finalizzate al raggiungimento di risultati e alla soluzione di problemi. Scheda di valutazione finale a risposta multipla. Data Il Responsabile legale dell’ente / Il Responsabile del Servizio civile nazionale dell’ente 29 30