DALLADONNA DI PALAZZO
ALLADONNA DI FAMIGLIA
Pedagogiae culturafemminile
tra Rinascimentoe Controriforma
FRANCESCOSBERLATI
D
ietro la civilta del Rinascimentosi allungal'ombradi una
congiuntura antropologicae culturale straordinariamenteinnovativa, con conseguenze determinantiper le successive epoche della civilta moderna. Si tratta dell'interesse per la donna e la
condizione femminile. Vale a dire, dell'interesse ideologicamente
provocatorio per una figura la cui alterita e dissimiglianzarispetto
ai canoni del maschilismo culturale dominante dal Medioevo in
poi coinvolge tutti i piani dell'esistenza: anatomico, psicologico,
mentale, sociale, professionale. Alla base di questo contributo c'e
pertanto il tentativo di riconoscere, confrontando la documentazione fin qui nota, una svolta decisiva nei rapporti fra quei due
principi fondamentali per la storia della nostra cultura che sono il
femminile e il maschile. Questa svolta si situa storicamente tra gli
anni Venti e la meta"del Cinquecento, fino all'inizio del Concilio
di Trento (1545-1563), quando reazionarie scelte di politica religiosa e sociale respingerannola dimensione e la funzione femminile in ruoli retrivi e subalterni, fortemente ridimensionati sul piano
dell'incidenza culturale. In questi decenni la donna e al centro di
un'attenzione intellettuale e anche mondana vivacissima. Le esponenti di maggior rilievo di questo 'femminismo' cinquecentesco
mostrano una evidente contiguita con i modelli culturali piu accreditati dell'epoca, svolgendo talvolta un ruolo di primo piano all'inDesideroesprimerela mia sinceragratitudineai proff. SalvatoreCamporealee
DavidQuint, le cui pazienti,puntualie opportuneosservazionihannocontribuitoa migliorarequestosaggio.Un graziespecialeva inoltrea tutta la comunitadegli studiosidi
VillaI Tatti,i qualimi hannofornitosuggerimenti
ed indicazioni.
119
Casa Editrice Leo S. Olschki s.r.l. and Villa I Tatti, The Harvard Center for Italian Renaissance Studies
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FRANCESCO SBERLATI
ternodel complessomeccanismo
che presiedealle sceltedi gusto
esteticoe di concezioniideologiche.'
L'attenzioneaccesasulladonna,finalmenteintesacomesoggettodotatodi unadistintivaautonomia
nei confronti
psicologica
del modellomaschile,producetuttaunaseriedi opere2nellequali
la dimensionefemminiledellagratia,dellamisurae dellapiacevolezzariceveuna sortadi celebrazione
teorica,collegataperlopiu
e ficinianeereditatedall'Uaglialtilivellidelleideeneoplatoniche
manesimo quattrocentesco.3La cultura rinascimentalepuo cosl dare il via all'edificazione di una figura letteraria e artistica - quella
della donna gratiosa, appunto - nella quale gradualmente si tralascia la natura umana a favore del dato retorico e stilemico. Ancora
una volta il Rinascimento traduce le idee in immagini, vale a dire
in allegorie, in emblemi, in simboli. Anche il femminismo culturale cinquecentesco sembra ridursi, pertanto, nell'esibizione imitabile di figure topiche, nell'iterazione allegorica delle immagini testuali e visive, nella riproposizione quasi propagandistica di un
modello di donna canonicamente libresco piuttosto che concretamente storico.4
1
Per un inquadramentostorico di carattere generale si possono utilmente consulta-
re i lavoridi R. DEMAIo,Donnae Rinascimento,
Milano,1987;Storiadelledonnein Occidente, a cura di G. DUBY-M.PERROT,
5 voll., III, Dal Rinascimentoall'eta moderna, a
cura di N. ZEMONDAVIS-A.FARGE,
Roma-Bari, 1991; M. ZANCAN,
"La donna", in Letteraturaitaliana, a cura di A. ASORROSA,V. Le Questioni, Torino, 1986, pp. 765-827, in
part. pp. 788-811; G. SERVADIO,La donna nel Rinascimento,Milano, 1986; P. BENSON,
The invention of the Renaissancewoman: the challengeof female independencein the literature and thoughtof Italy and England,Pennsylvania State U.P., 1992; Ambiguousrealities:
women in the Middle Ages and Renaissance, a cura di C. LEVINE-J.WATSON, Detroit,
1987; F. MEDIOLI,
"Culture, Society and Women in Renaissance Italy", Nouvelles de la
Republiquedes Lettres, 1994, n. 2, pp. 213-217. Per il periodo precedente a quello qui
affrontato v. D. BACKHOUSE-PH.
MADDERN-N.
TOMAS,Women in Medievaland Renaissance Europeanhistory, c. 1100-1500: a bibliography,Melbourne, 1989. Per la nozione
"Le classificazioni femminili nella mentamedievale di femminilita vedi ora M. BIANCO,
lita medievale (sec. XII-XVI)", Nuova rivistastorica, LXXIX, 1995, pp. 261-274.
2 M.-F. PIEJus,"Index chronologique des ouvrages sur la femme publies en Italie
de 1471 'a 1560", in Imagesde la femme dans la litteratureitalienne de la Renaissance.
Preiuge'smisogyneset aspirationsnouvelles: Castiglione,Piccolomini, Bandello, a cura di J.
Gumi-A. RoCHON et al., Paris, 1980, pp. 157-165.
3 P. 0. KRISTELLER,
"Neoplatonismo e Rinascimento", in Il neoplatonismonel Rinascimento,a cura di P. PRINI,Roma, 1993, pp. 9-28.
4 C. JORDAN, Renaissancefeminism: literarytexts and political models, Ithaca, N.Y.,
1990; S. FISHER-J. E. HALLEY, Seeking the woman in late Medievaland Renaissancewritings: essays in feminist contextual criticism, Knoxville, 1989; The cranniedwall: women,
120
DALLA DONNA DI PALAZZO ALLA DONNA DI FAMIGLIA
La componente femminile del Rinascimento italiano emerge
chiaramente dalle testimonianze dei contemporanei e in particolare dalle pagine di opere dedicate ad argomenti pedagogici e educativi. Come e emerso sin dagli studi per molti aspetti pioneristici di
Ruth Kelso e Conor Fahy, esse sono opere di grande importanza
documentaria.5Sono libri in se preziosi in quanto strumenti storici
che ci consentono di ritrovare il significato piiuautentico del femminismo rinascimentale e che costituiscono un preciso filone di
trattatistica interamente dedicata alle questioni della didattica e
dell'educazione femminile. Ma prima di soffermarsi su di essa, occorre preliminarmentevolgere un rapido sguardo a quello che viene ritenuto il maggior documento letterario della nuova sensibilita
rinascimentale verso la dimensione femminile, cioe il Libro del
Cortegianodi BaldassareCastiglione.
Pubblicato nel 1528 e diviso in quattro libri, il Cortegianoriporta un dialogo immaginarioche l'autore dice avvenuto nel 1506
presso la Corte di Urbino, nel quale gli interventi dei vari interlocutori servono a definire l'ideale sociale e culturale del perfetto
uomo e della perfetta donna di Corte. In esso di fatto il lento processo di dissoluzione delle strutture concettuali della civilta%
feudale e accompagnato dall'elaborazione cosciente di una iconologia
che definirei 'neocavalleresca',dove nobilta e aristocraziadi Corte
sono assunte entro l'orizzonte di maturazione di una identita culturale cortese. Nel Cortegianola donna riveste grande importanza.
Alla costruzione di un nuovo modello di femminilita tutto cinquereligion,andtheartsin earlymodemEurope,a curadi C. A. MONSON,Ann Arbor,1992;
I. MACLEAN,TheRenaissance
notionof woman:a studyin thefortunesof scholasticism
and
medicalsciencein Europeanintellectuallife, Cambridge-New
York, 1980; Womenin the
MiddleAgesandthe Renaissance:
a curadi M. B. ROSE,
literaryandhistorical
perspectives,
Syracuse,N.Y., 1986; M. L. KING, Womenof the Renaissance,
Chicago,1991; S. F.
MATTHEWSGRIECO,"La Querelledesfemmesnell'Europadel Rinascimento",
Quaderni
storici,XXV, 1990, pp. 683-688.
S R. KELSO,Doctrinefor the Ladyof the Renaissance,
UrbanaIll., 1956; C. FAHY,
"ThreeearlyRenaissancetreatiseson women",ItalianStudies,XI, 1956, pp. 30-55. Piu
recentementevedi M. L. LENZI,Donnee madonne.L'educazione
femminilenelprimoRinascimento
italiano,Torino, 1982. Inoltrevedi S. F. MATTHEWSGRIEco, "Persuasive
Pictures:DidacticPrintsand the Constructionof the SocialIdentityof Womenin 16th
CenturyItaly"in Culture,Societyand Womenin Renaissance
Italy,a curadi L. PANIZZA,
Oxford,1996, in corsodi stampa.Sonomoltogratoa SaraMatthewsGriecoper avermi
concessodi leggereil suo importantestudio primadella pubblicazioneed inoltre per
avermigentilmentefornito alcunenotevoli segnalazioni,pur non condividendointeramentela tesi da me espostain questoarticolo.
121
FRANCESCO SBERLATI
centesco Castiglione dedica infatti l'intero terzo libro del Cortegiano, mentre in tutta l'opera assai frequenti sono i passi in cui la
conversazione riflette sulla necessita di una definizione di sensibilita femminile sganciata dagli stereotipi misogini ed orientata invece in direzione di una acquisita emancipazione sociale e culturale.
La comprensibilita della dimensione femminile da parte del pubblico colto del primo Cinquecento e forse uno degli aspetti pii'usignificativi del Cortegiano,nel quale prende forma e sostanza il canone rinascimentaledella bellezza muliebre. Direi anzi che cio che
contraddistingue il Cortegianoda quella triade di libri giustamente
individuata da Amedeo Quondam,6 vale a dire il Galateo di Giovanni Della Casa, La civil conversazionedi Stefano Guazzo e appunto il Cortegiano,consiste proprio nei numerosi passi che informano circa la nuova rappresentazionedi femminilita e le modalita
attraverso le quali essa si impone quale cifra stilistica predominante.
Nel libro di Castiglione il rapporto concettuale che si profila
dietro il dialogo degli interlocutori e di natura tale da risultare
espressione di una civilta davvero moderna, al cui interno la donna occupa una funzione di primarialevatura. Un tratto predomina
sugli altri nella nuova figura di donna cosl ben codificata nel Cortegiano, quello forse che meglio esprime la portata rivoluzionaria
della femminilita cinquecentesca. E l'insistenza ripetuta e piiuvolte ribadita sull'erudizione della donna, sulla sua educazione letteraria e artistica, sulle sue frequentazioni intellettuali e librarie, sulle sue capacit"adi apprezzaree stimare le prove piiudifficili e complesse della cultura rinascimentale. Alla donna del Rinascimento e
richiesta una preparazioneculturale simile ed equivalente a quella
dell'uomo, il suo 'sapere' deve essere altrettanto robusto ed elevato, pena l'emarginazione sociale. La questione non e da sottostimare, poiche esprime una svolta culturale, e direi persino antropo6 A. QUONDAM,
"Introduzione"a STEFANO
GuAzzo, La civil conversazione,a cura
di A. QUONDAM,
2 voll., Modena, 1993, I, p. xi.
7 G. FUMAGALLI,
"Donnebibliofileitaliane",L'Esopo,XV, 1993, pp. 9-22. Inol-
tre vedi M. E. Rossi CHINELLI,
IsabellaSforzae i letteratidel suo tempo. Per una ricognizione della presenzafemminile nella culturapiacentinadel Rinascimento, Piacenza, 1992;
F. AMBROSI, "Libri e lettrici in terra veneta nel sec. XVI. Echi erasmiani e inclinazioni eterodosse", in Erasmo, Venezia e la culturapadana nel '500. Atti del XIX Convegno di Studi Storici, Rovigo, 8-9 maggio 1993, a cura di A. OLiviEi, Rovigo, 1995,
pp. 75-84.
122
DALLA DONNA DI PALAZZO ALLA DONNA DI FAMIGLIA
logica,di fondamentale
importanza
perla storiadelleidee in eta
moderna.Unataledimensione
femminile,a metatraerudizionee
gratia,emergenel Cortegiano
proprio1a dove si insiste sul valore
civileassuntodall'educazione
culturale.Questava intesanon come meraerudizionefine a se stessa,vissutain ambitoprivatoed
individuale,
maal contrariocomeefficacestrumento
di partecipalo
zionesociale,talvoltaostentandoed esibendo,se le circostanze
intellettualematurata
una
consentono,unaformazione
attraverso
dei classicilatinie volgari,e nel contempartecipefrequentazione
i modellibiograficida questiappresi.
di
sforzandosi
rivivere
po
Pertanto,e gia statoosservatoda interpretiautorevoli,il Corl'ideale
tegianodi Baldassare
Castiglioneesprimecompiutamente
femminiledi indubbiapredominanza
nellaculturae nellasocieta
del librodi Castiglione
non
cinquecentesche.8
Questavalutazione
il fatto che in
Basticonsiderare
e inopportuna
ne incongruente.
la trattatisticadi pedagogiafemminilecoevaindica
maggioranza
nel modellodi donnaespressonel Cortegiano
l'obiettivoa cui tendere,il risultatoda raggiungere
tramiteun percorsoeducativoche
sembraperl'appuntoimpostatocon lo scopoprecisodi pervenire
gradualmente
alla formazionedi una perfettadonnadi palazzo.
Dal Cortegiano
provengono
le indicazionie le prescrizioni
meglio
connotatesul pianodella prassididattica.I riflessiculturalidi
questapedagogiafemminilesono di primoordinegiacchedimostreranno
del Rinagrandeinfluenzanellavitaartisticae letteraria
scimento,esaltandoil ruolodelladonnanellasocietacivileed incidendoa fondosull'assetto
esteticoed espressivo
dell'epoca.9
8 G. SACCARO
BATIISTI,"La donna, le donne nel Cortegiano",in La corte e il "Cortegiano":I. La scena del testo, a cura di C. OSSOLA,
Roma, 1980, pp. 219-250; M. ZANCAN, "La donna e il cerchio nel Cortegianodi B. Castiglione. Le funzioni del femminile
nell'immaginariodi corte", in Nel cerchio della luna. Figuredi donna in alcuni testi del
XVI secolo, a cura di M. ZANCAN,
Venezia, 1983, pp. 13-56; D. A. DRAFTON,
Politics
and the praise of women: political doctrinein the Courtier'sthird book, New Haven-London, 1983; V. FINucci, The Lady Vanishes.Subjectivityand Representationin Castiglione
and Ariosto, Stanford, 1992. Vedi anche le segnalazioni di M. Pozzi, "Rassegna bibliografica. Rassegna di studi rinascimentali IV", Giornale storico della letteraturaitaliana,
CLXXI, 1994, pp. 96-132, in part. pp. 127-130.
9 G. PATRIZI,
"II libro del Cortegianoe la trattatistica sul comportamento", in Letteraturaitaliana, a cura di A. ASORROSA,III/2. Le forme del testo. La prosa, Torino,
1984, pp. 855-890; M. AURIGEMMA, "La civil conversazione e i trattati sul comportamento", in La letteraturaitaliana. Storia e testi, a cura di C. MUSCErrA, IV/I. II Cinquecento. Dal Rinascimentoalla Controriforma,Roma-Bari, 1973, pp. 493-537. A. GAGLIARDI, La misurae la grazia.Sul "Librodel cortegiano",Torino, 1989.
123
FRANCESCO SBERLATI
Esaminero qui alcuni esempi di questa trattatistica pedagogica,
richiamando i testi pi'usignificativi dedicati all'educazione femminile pubblicati tra gli anni Quaranta e Sessanta del Cinquecento.
Questa circoscritta limitazione cronologica tra le due meta del
XVI secolo ci permettera di vedere in che modo, entro un arco
temporale assai breve, le concezioni inerenti alla femminilita subirono drastici mutamenti ed involuzioni. Tramite selezionati specimini esemplificativi potremo agevolmente farci un'idea dei canoni
sui quali era impostata l'educazione di una donna d'estrazione sociale alta, appartenente ad una famiglia dell'aristocrazia o della
grande borghesia mercantile e latifondista con aspirazioni nobiliari. Tuttavia, prima di procedere nell'esame di queste opere, credo
sia opportuno fornire sin d'ora un avvertimento preliminare.Ai fini di una lettura storicamente aderente, capace insomma di evitare
interpretazioni anacronisticheproiettando su di esse la nostra sensibilita di moderni, occorre tenere nel debito conto il carattere repressivo di questi manuali di pedagogia, talvolta con dichiarati intenti inibitori. Ovviamente alla donna e concessa ora una dignita
ed un ruolo impensabili sino a qualche decennio prima, e le vengono riconosciuti meriti e capacita di indubbia rilevanza. Cio nonostante, non va dimenticato che il fine ultimo di questi educatori
consisteva nel mantenere il controllo sociale della femminilit'atramite un'opera di istruzione preventiva tendente ad evitare l'imporsi di posizioni culturalmente eversive. Anche se i dilatati orizzonti mentali del Rinascimento avevano consentito l'emergere e il
diffondersi di una nuova idea di femminilita, sul piano concreto
delle testimonianze documentarie scopriamoin realta che la condizione storica della donna, sia pure arricchitadalla dignita culturale
di recente conquistata, era socialmente ancora irreggimentata nel
tradizionale ordine tripartito degli 'stati' verginale, maritale e vedovile. II suo ruolo non aveva altre dimensioni all'infuori di queste tre: vergine in attesa di matrimonio, di frequente con un uomo
impostole da legami di interesse dinastico o finanziario; sposa e
madre; casta vedova devota alla memoria del marito. Tre fasi inevitabili che ne scandiscono preordinatamente,salvo rarissime eccezioni, la vicenda biografica ed esistenziale.
II valore emblematico di tali materiali educativi si riconosce
con esattezza nel trattato di Galeazzo Flavio Capella (o Capra, stan124
DALLA DONNA DI PALAZZO ALLA DONNA DI FAMIGLIA
do alle precisazioni di Maria Luisa Doglio 1), intitolato Della eccellenza et dignita delle donne, uscito dapprima a Roma presso
Francesco Minicio Calvo nel 1525 e poi a Venezia presso la tipografia di Gregorio de Gregoriis nel 1526, ben tre anni prima, si
noti, della pubblicazione del Cortegiano.Ingiustamente dimenticato, questo libro condensa in se una gamma vasta e complessa di
componenti culturali, perlopi'udi estrazione tipicamente umanistica, delle quali sara necessario fornire un rapido resoconto. In primo luogo va detto che gia il titolo rappresentauna sorta di preciso
manifesto culturale, fedele e solidale al progetto insieme etico ed
ideologico dell'antropocentrismo quattrocentesco. Esso richiama
infatti per analogia e affinit"auna robusta e teoricamente motivata
tradizione filosofico-letteraria, ricalcando alla lettera, dopo opportuna traduzione dal latino al volgare, titoli di opere quali l'Oratio
de dignitatehominis di Giovanni Pico della Mirandola o il De excellentia ac praestantiahominis di Bartolomeo Facio. Opere fondamentali per la speculazione neoplatonica del XV secolo, con pieni
e diretti meriti nell'enuclearsi di un preciso filone antimedievale.
Nel Quattrocento occorreva sottrarre al monopolio divino le capacita umane di costruire il proprio destino e la propria fortuna. Nel
Cinquecento occorre sottrarre al monopolio della cultura maschilista il diritto della donna di influire sulla propriavita tramite scelte
coscientemente eseguite. E prevale decisamente nel trattato di
Flavio Capella l'amplificazione dei tratti antimisogini a favore di
una riconciliazione dei sessi in nome di un ideale di dignita umana
non scevro da ragioni sostanzialmenteumanistiche.
Ribadita a piZuriprese, l'idea dell'imitazione di un modello muliebre letterariamente accreditato come principio pedagogico basilare rappresentail sostrato concettuale su cui Flavio Capella edifica il suo manuale. L'imitazione ed emulazione di un canone comportamentale desunto dai testi (e non dalla vita o dall'esperienza)
sono il fulcro intorno al quale si dispone la proposta educativa formulata nel Dell'eccellenzaet dignitadelle donne. Tutto sta nel replicare il modello esemplare assunto quale regola e norma di vita civile, mediante la realizzazione di un ordine delle somiglianze che
10 GALEAZZO
e dignitadelledonne,a cura di M. L.
FLAVIOCAPRA,Dellaeccellenza
Roma, 1988, pp. 5-7. Vedi L. D'AsciA, "Galeazzo Flavio Cajella traduttore di
DOGLIO,
Erasmo", Lettereitaliane,XLII, 1990, pp. 66-68.
125
FRANCESCO SBERLATI
dellepeculiarita
puntaa ridurre,se non ad azzerare,l'espressione
individualie soggettive.Di qui il lungoelencodi figurefemminili
del passatofornitodall'autore,
dellequalisi pongonoin evidenza
allenecessit"a
dellaculturae sensibilita
le virtiumeglioomologabili
con lo scopoprecisodi fornireall'edufemminilecinquecentesca,
di modellibiograficiprimaancorachepsicolocandaun repertorio
unostatosocialmente
elevato.
giciai qualiattenersiperconseguire
che si tiene
La donna di mondo, adatta alla civil conversazione1'
deve
nellesaledei palazzisignorili,comesuggeritonel Cortegiano,
ad uno stereotipodivenutodominanesserecapacedi equipararsi
stravagante
o eccentrite, altrimentieccederala misuraapparendo
ca. FlavioCapellainsiste sul concettodi misuracon argomenti
delladonnaelaboratada Castiglione,
conformiall'idealizzazione
il processod'assealtreslsul pianostorico-letterario
denunciando
stamentoconcettualeche si va compiendotra gli anni Venti e
di strutturae di contenuto
Trentadel XVI secolo.I cambiamenti
ereditati
che tale processoattuarispettoai modellidi femminilit"a
si comprendono
solo a partireda unaprospettidal Quattrocento
va che non mi sembraeccessivodefiniredi forte laicizzazione,
con misuracritica,in nomedi una
tantoda riusciread oggettivare
dalleconvenelitariasuperiorita
culturale,il distaccoprogressivo
zioni religiose che regolavanoin senso coercitivo la vita sociale
la
letterariamostrachiaramente
delladonna.La documentazione
di questosviluppoantitradizionale
nella
latitudinedel propagarsi
o comunque
del Cinquecento,
anchein areemarginali
primameta"
periferiche.
La misura,cifrastilisticaed insiemeideologicadellagratia,didifficilmente
sofisticatissima,
pendenondimenoda una mentalit"a
moderni.Laqualee assimilaperi nostriparametri
comprensibile
all'intellettualizzazione
dell'amore,
bile teoricamente
neoplatonica
intesocomefunzionemetafisicae psicologicadellatendenzaalla
deificazione.In questopercorsodi emblemied allegoriementali,
la ricapitolazione
simbolicadell'immagine
che si snodaattraverso
elaboratadallamitologiaclassica,e ben evidente
delladonna-dea
hanno
culturaleche i traduttoridi Aby Warburg
quelprogramma
11
GuAzzo,op. cit. (vedinota 6), LibroII, vol. I, pp. 163-172.
126
DALLADONNA DI PALAZZOALLADONNA DI FAMIGLIA
definito"rinascita
del paganesimo
Si trattadi un itineantico"."2
rariomentale,e direianzirazionale,basatosulmimetismo
letterario nei confrontidel reale,sullametamorfosi
spirituale
e la risoluzionedefinitivadellepassioni.Un taleitinerario,strumento
di fuga da unarealtacostrittivaversola rievocazione
nostalgicadi un
passatoidealecristallizzato
nellamemorialetteraria,conservaintatta la sua misuraculturalenei numerositrattatiche il secolo
XVIha dedicatoallacodificazione
di unafilosofiadell'amore.
Tra
questimi limitoquia ricordare,
perfornirequalcherapidaindicazionedi testimonianze,
il Librode naturade Amore(1525)di Mario Equicola,i Dialoghid'Amore(1535)di LeoneEbreo,il Ragionamento
nelqualesi insegna
a' giovaniuominila bellaarted'Amore
(1545)di Francesco
Sansovino,
lo Specchio
d'Amore
(1547)di BartolomeoGottifredi,il Dellainfinitadi Amore(1547)di Tulliad'Aragona,il De pulchroet Amore(1531)di AgostinoNifo, aristotelico professoredi filosofiamoraleall'Universita
di Padova,fino al
testo forsepiiuimportante
del secoloperprofondit"a
e robustezza
di contenutiteoretici,l'Amorosa
filosofiadi Francesco
Patrizi.Anche l'amore,tra filosofiae arte (perla precisionel'arslatinacol
suo significatoetimologico),
devenecessariamente
essere'misurato', vale a direrisoltominuziosamente
entrounacontrollata
velleitadi elevazionemorale,di innalzamento
ad un livelloetico superiore.Pertanto,la vita socialedelladonnadi mondodel Rinascimentosi costruisceartificialmente
comeunabiografiain cui e
dislocatoil reticolomemorabile
dei modelliesemplari
da imitaree
replicare.Ognigesto,ogniparolarinviaad un testo, ad unacitazione.Vivendo,essa riscriveun'esistenzafemminilepreesistente
ritenutaesemplare
e dunquedegnadi essereimitata.
Non si discostadal tracciatoeducativoindicatoda FlavioCapellail trattato,simileanchenel titolo,De nobilitate
et praecellentia foemineisexus del medicoe astrologoHeinrichCornelius
Agrippavon Nettesheim.'3
Stesodapprima
in latinoversoil 1509
e poi impressoad Anversanel 1529,il trattatodi Agrippafu pubblicatoin Italiadall'editore
GabrielGiolitode' Ferraria Venezia
12 A. WARBURG,La rinascita
delpaganesimo
antico.Contributi
alla storiadellacultura, trad.G. BING, Firenze,1966, pp. 4-46; vedi inoltrele fini osservazionidi KRIsTELLER,op. cit. (vedinota 3), pp. 14-23.
13 HENRI CORNEILLE AGRIPPA,
De nobilitate et praecellentiafoeminei sexus, a cura di
R. ANTONIOLI et alii, Geneve, 1990.
127
FRANCESCO SBERLATI
nel 1549 col titolo Della nobiltd et eccellenzadelle donne nella traduzione approntata da Alessandro Piccolomini, lui stesso, come
vedremo, autore di un'opera dichiaratamente 'femminista'. Non
diversamente da queUe di Capella e Castiglione, le prescrizioni
fornite dal trattato di Cornelio Agrippa sembrano connotate da
un'insistenza speciale sull'imitazione, cioe sulla emulazione topica
di un seletto catalogo di figure femminili.'4 Ma c'e nel libro di
Agrippa un dato ulteriore che sara opportuno non sottostimare. Si
tratta del procedimento retorico che conduce alla celebrazione della donna tramite la riproposizione di un formulario di iconologie
verbali desunto dai libri antichi e moderni piiu famosi del tempo.
La donna stessa, secondo l'idea insegnativa espressa nel Della nobilta et eccellenzadelle donne, deve impararein primo luogo a 'ricordare', a ripercorrerenell'ordine della memoria la casistica degli
stilemi e dei comportamenti socio-culturali a lei piiu adeguati. L'educazione umanistica che le verra impartita serve pertanto al compito di rammentare. La sua erudizione dipendera dalla sua capacit'adi 'ritenere' nella memoria quanto le e stato insegnato. E, questo, un dato importante poiche si connette direttamente alla discussione quattro-cinquecentesca sull'ars memoriae e agli schemi
14 Le donne la cui vicenda biografica costituisce un exemplum,e dunque un modeladdilo da emulare secondo il precetto normativo dell'imitatio umanistica, sono perlopiCu
tate da Agrippa in personaggi biblici (in particolare vetero-testamentari)e in personaggi
dell'antichita greco-romana. Cosi l'autore enumera ed allinea i nomi di Sara, Rebecca,
Betsabea, Judith, Susanna, Ester (donne che alla bellezza hanno saputo aggiungere una
grande virtui).Accanto a queste donne della tradizione giudaico-cristiana, queue consegnate dalla tradizione classica: Argia sposa di Polinice, Giulia sposa di Pompeo, Porcia
sposa di Catone, Cornelia dei Gracchi, Messalina sposa di Sulpicio, Alceste sposa di Admeto, Didone di Cartagine, le romane Lucrezia e Sulpicia, la volsca Camilla, le greche
Ifigenia e Cassandra. Queste ultime sono ottimo esempio di casto e fedelissimo amore o
di tale forza morale che neppure di fronte alla minaccia della morte rinunciarono ai valori della verginita e del pudore. Non mancano neppure esempi di donne dalla piiurecente
epoca medievale, altrettanto generose nel testimoniare una esistenza che merita di essere
ripetuta ed imitata dalle donne del Rinascimento. Cosl Agrippa richiama le vicende biografiche di Teodolinda, figlia del re di Baviera, la quale convertl al Cristianesimo i Longobardi; di Gresilla, sorella dell'imperatore Enrico I, che convertl gli Ungari; di Clotilde, figlia del re dei Burgundi, che convertl i Franchi. Insomma Agrippa fornisce alla pedagogia femminile del Cinquecento un repertorio assai vasto di biografie di donne ritenute modelli primari a cui tendere, o a cui ispirare la propria esistenza. Ancora una volta, nel pieno rispetto delle norme che regolano la civilta del Rinascimento, occorre imitare, emulare, ripetere, ri-scrivere, riesumare. Qualsiasi innovazione individuale o soggettiva e decisamente da rigettare, se non e corroborata da un precedente modello assunto
come auctoritas o come guida.
128
DALLADONNA DI PALAZZOALLADONNA DI FAMIGLIA
" Tuttavia,quelartificiosa'
da essaesperiti.
analogicidi 'memoria
in questasedee il fattoche, attraverso
lo che importaprecisare
il
percorsodellafloridatrattatistica
sullapedagogia
femminile,si costituiscerapidamente
un'innovativa
tradizionedi studisulladonna, irrobustita
dall'assimilazione
dei materialiclassicirecentemente rivivificatiper meritodell'Umanesimo
ma soquattrocentesco,
prattuttoattualizzata
tramitela sperimentazione
di equilibriinediti in cui collocarei variatiapportidissodatidall'emergere
del femminismo.
Si trattadi unavicendache restae predomina
in quantostoriograficamente
distintiva.La mediazione
dellaculturafemminile
rappresenta
cio che megliocaratterizza
la tipicacoesistenzarinadi tantimessaggieterogeneie taloraantagonistici,
scimentale
poichepropriodall'intelligenza
dellaquestionefemminilesembraprovenirela rispostapiiuoriginalea questacrisidi crescita.L'attecchimentoprecocedei valorifemministie la fortunadellapedagogia femminiledimostrano
appuntoun rapportoprivilegiato
con le
istanzepiiuricettivedella culturarinascimentale.
II trattatodi
Agrippaesprimecompiutamente
questanuovadimensione
femminile, tantoche resteraa lungo,lo vedremo,il libroprincipedella
trattatistica
sulladonnanel XVI secolo.Al De nobilitate
si richiamerannoinfatti,taloraderivandone
interipassi,gli autoripiiuattentie meglioinformati,comeDomenichie Piccolomini.
Unatramatura
di apportie materiali
ineterogenea
fortemente
novativi,e talvoltapersinoeversivirispettoallepersistenticategorie articolate
sulprincipiodellamisoginia,
e riconoscibile
senzaeccessivedifficoltaallabasedi un altroimportante
librodi pedagoSi trattade La nobiltadelledonne
gia femminiledel Cinquecento.
di LudovicoDomenichi,uscitoa VeneziapressoGabrielGiolito
de' Ferrarinel 1549.E anch'essocostruito,comeil Cortegiano
di
Castiglione,sulloschemadel dialogo:cinqueinterlocutori
'ragionano'sullanuovaconcezionedi femminilita
che il Rinascimento
ha impostoallecoscienzepiiuavvertitedell'epoca.Comesi deduce
infattidallepaginepiiusignificativedel libro,la presenzaattiva
delledonneall'internodei circuitipiu avanzatidellacivilt'arina15 L. BOLZONI, La stanza della memoria.Modelli letterarie iconograficinell'eta della
stampa,Torino, 1995; La culturadella memoria,a cura di L. BOLZONI-P. CORSI,Bologna,
1992.
129
9
FRANCESCO SBERLATI
scimentalesembrasaldamente
assestataed ammessasenzapudori,
taloracon ruoliarditamente
vicinia posizioniestremedellaculturariformatrice.
Ancheper Domenichi,come per Castiglione,il destinatario
idealedellasuaoperae unadamasufficientemente
educatae raffinatada comprendere
ed apprezzare
le provepiiueruditedellaletteraturae dell'arte.Nell'austera
serietadel dibattitoriportatonella Nobiltadelledonne,il nuovomessaggio
mirainnanzitutto
a fare
elevatadelladonnain ambitosocialee culspazioadun'immagine
turale,espressione
umanain sensopienodi unadimensione
psicologicae nel contempoostensionepubblicadi una funzionecivile.
Mal'altrafacciadellapassioneletterariache conquistoil pubblico
del Cinquecento
ha inveceil profilorestrittisignorilee cortigiano
Su questoorizzonvo e proibitivodel manualedi comportamento.
te, le esigenzeinsegnativeed educativesi saldanocon le istanze
coercitiveradicatenell'ideologia
rinascimentale,
quelledellacompostezza,della misura,dellagratia,istanzecon le qualiancheil
trattatodi Domenichiparestringererelazionistabili.Vedremopiu
di questoatteggiamento
durantele politiche
oltrele conseguenze
reazionarie
dell'etaconciliaree post-tridentina.
Soffermiamoci
ora
librodi LudovicoDomenichi.
su questoimportante
il complessodialogodi Domenichipreferirei
Nell'affrontare
didattici.Punterei
tralasciare
gli aspettipedagogicie meramente
inveceadun attentoesamedei materialiideologiciin essoesposti.
Un datotuttaviami sembranon sia statoancorasegnalato,sfuggito comeparealladisaminaa tutt'oggieseguitadaglistudiosidi
settore.E cioe che il dialogodi Domenichiderivain granparte
dal trattatodi CornelioAgrippa,dal qualeriprendele argomentache ne sostienel'inzioniessenzialinonchel'impiantoconcettuale
terastruttura.
Anzi,il librodi Domenichisi configuratalvoltacoitalianadel De nobilitatedi Agrippa.
me unapuntualetraduzione
distesamente
una
Non e questala sedepiiuadeguata
peraffrontare
problematica
filologicacoslcomplessa.
Nondimeno,forniroqui alallecitazioni
cunerapideprovedi questadipendenza,accostando
da Domenichii corrispondenti
passiprelevatidallibrodi Agrippa.
che lega,coSar'apertantoagevolenotarela relazionegenealogica
il
di
De
nobilitate
Cornelio
me antigrafoad apografo,
Agrippaa La
nobiltadi LudovicoDomenichi.Tuttaviaun indubbiomeritodi
fortementemodernista
va riconosciuto
originalit'a
all'operadi Do130
DALLA DONNA DI PALAZZO ALLA DONNA DI FAMIGLIA
menichi,nonostantele frequentiripetizionidi fondamentali
luoghi agrippiani.
E quellodi averfornitoun manualein formadi
dialogo,secondoistanzedi parenesiapoditticain cui le opinioni
reciprocamente
contrarievengonoespostee dibattutein modo
equanime.II dialogoe appuntola 'forma'pi'upersuasiva
dell'esposizionescientificae filosofica,oppostae contrariaallaformadel
trattato,nellaqualeunasolavoce esprimele sue opinionisenz'affatto confrontarsi
con convinzionidiverse.Nel trattatoe assente
il dissenso.Nel dialogosi tentaal contrariodi persuadere
e convinceregli oppositoria mutarele proprieopinioni.II De nobilitate
di Agrippa,fermorestandole sue posizionid'avanguardia
all'internodellaculturacinquecentesca,
e appuntoun trattato.
Un veroe proprioscartodifferenziale
di culturasi coglienella
Nobiltddelledonne,in cui sonodistribuiteconcezionistraordinariamentemodernerelativealladonnae allasuafunzionesociale,
talida maturare
unasortadi femminismo
talvoltaesasperato.
Non
solo viene asseritae consolidata
la convinzionedi una equanime
paritafrai sessi,masi propendeanziperaffermare
con argomenti
assolutamente
originalila superioritadella donna rispetto all'uomo.
Nelle pagineinizialidellaNobiltadelledonne,Domenichiattaccasenzamezziterminii pregiudizimisoginie maschilistiche
l'eta suaha ereditatodal Medioevo,il qualea suavoltali aveva
derivatidallaciviltaclassica.In particolare
eglisi scagliacontrogli
antichiGreci,primiresponsabili
dellasottovalutazione
culturale
e socialedelladonna.E colpadei Grecie dellaloro presunzione omocentrica
se la condizionefemminileha patitonei secoliingiusteposizionidi subalternita,
ridottaallafunzioneprocreatrice
e
in tutto sottopostaall'uomo.Ecco come Domenichipolemizza
controquestoprincipiogerarchico
aspramente
che definisce"falsa
openione":
Gli scrittoriGreci,i qualiessendosopratutteI'altrenationidel
Mondoinstabili
e vantatori,
fraloroch'agliantichinon
s'imaginarono
fossedatoil cuoredipotercelebrare
le Donne,perche
in essenonsi trovassequellabontachefossedegnad'esserlodatadagliuomini.Et cosl
in questalorofalsaopenione,
continuando
in quegliaffattola
essendosi
veritaperdutaper essereeglinonaturalmentedall'ambitionee vanagloria
accecati,mossiancodallosfrenatoamoredi loro stessi, cominciaronoindegnamentea preporreil maschioallafemina,ponendoquegliin cielo e
131
FRANCESCO SBERLATI
quelledi manieraabbassandoche non volevanoche di loro si tenessepiiu
conto che delle gallinesi faccia,le qualisolo per fare uova nutritesono,
pensandoche la Donna solamenteper far figliuolisi debba mantenere.
[...] Anzi, a torto le volseropoco menoche serveriputare[...]. Ne di cio
rimanendocontenti, s'imaginarono
la donnadoverein tutto accomodarsi et essereall'uomosottoposta.E da questoerroreper giudiciode' cieli
n'incorseroin un altro peggiore,che fu lo stimarela loro compagnia
dannosa[I...].Et perchequestadannosaopenioneoggi anco in molti regna, et per aventuramolto piiuin quegli che molto piiudegli altri sono
reputativalere,io, che nacquie sono e saro sempreservo delle Donne,
[...] mi sono nuovamentemesso a scriverequesto ragionamento,non
tanto per celebrarle Donne, le quali al mio parerepoco n'hannobisogno, ma per onore e difesa degli uomini;e di queglimassimamenteche,
come io, si sono dati ad amarlee servirle,di ch'esse sopraogni altracosa del Mondodignissimesono.16
Dopo questo incisivo esordio tendente ad abbattere l'ingiustificato pregiudizio della inferiorit"afemminile, una vera pars destruensche mira a decostruire il tradizionale ordine gerarchico dei
ruoli sociali, Domenichi passa ad esporre, tramite la conversazione
dei dialoganti e in particolare le opinioni espresse dal visconte
Pierfrancesco, quella che potremmo indicare come la pars construensdella sua ideologia femminista. In questa sezione la donna
assume una importanza eccezionale, non constatabile in altri simili
testi coevi. Per la prima volta nella storia della cultura occidentale
le sacre scritture bibliche sono chiamate a deporre a favore dell'emancipazione femminile. Poiche e stata creata per ultima, la donna e al primo posto nella scala delle preferenze divine. Se la sequenza della creazione, cosi come e testimoniata dalla Genesi, segue un ordine di graduale avvicinamento alla sostanza divina, cioe
nella trafila minerale-vegetale-animale-uomo-donna,e lecito allora
ritenere la donna, e non l'uomo, la creaturapiu prossima al principio emanatore dell'universo. La donna, non l'uomo, e il fine ultimo della creazione. Il dato e di capitale importanza, e si rivelera%
16
LUDOVICODOMENICHI,La nobilta delle donne, Venezia, 1549, pp. lv-2r. Nelle
citazioni dai testi cinquecenteschi mi attengo a criteri conservativi. Mi limito a distinguere u da v, ad eliminare h etimologico, ad unire o dividere le parole secondo l'uso grafico moderno, a regolarizzarepunteggiatura ed accenti, a sciogliere il compendio per la
congiunzione in e davanti a consonante, in et davanti a vocale, a sciogliere infine il titulus per le nasali.
132
DALLA DONNA DI PALAZZO ALLA DONNA DI FAMIGLIA
peril successivosviluppodellasensibilit"a
gravidodi conseguenze
una
femminile.Ecco quelloche scriveDomenichi,capovolgendo
sein primoluogoteologicae dottrinale,stabilmente
acquisizione
giudaicodimentataper lunghisecolinellaciviltadell'Occidente
cristiano:
della
e cominciando
dalprincipio
le Scritture,
dunque
Considerando
maggiore
haavutodignita
dicochelaDonnanelloessercreata
creatione,
chetuttelecose,lequalisonostatefatteda
Noisappiamo
assaidell'uomo.
sono:chealcunedi quelle
in questofralorodifferenti
Dio,specialmente
allacoret altresonosottoposte
incorrottibili,
rimangono
perpetuamente
E Dionelcrearle
questoordinetenne,cheinet allamutatione.
ruttione
cominciandodal piu nobiledi uno, fin'inel nobilissimodell'altro.Perche
primacreogli Angeliincorrottibilie le anime,conciosiacosach'e opinione
di Agostinoche l'animadel primonostropadreAdamo,anzi che fosse
creatoil corpo,fu creatainsiemecongli Angeli.Creoi corpiincorrottibili,
sl comesono i cieli e le stelle;et ancogli elementiincorrottibili,mapero
sottopostia variemutationi,e di questitutte l'altrecose soggetteallacorruttionecompose,procedendodai piu vili per ciascungradodi dignitadi
nuovo ascendendoalla perfettionedell'universo.Di qui primieramente
uscironoi minerali,dapoii vegetali,le piantee gli alberi,posciale piante
animali,finalmentegli animalibrutti,appressoi reptili,i pesci,gli uccelli
e i quadrupedi.Ma nell'ultimocreodue uominisimilia se, il maschioprimae poi la femina,nellaqualesi compironoi cielie la terraet ogniloroornamento.Perciocheil creatoredel tutto, poi ch'egliebbecreatola femina,
si riposoin quelladallefatichesue, comenon gli restassepiu di crearealcunacosapiuonoratadi lei: et in essatuttala sapienzae potenzadel fattore si terminoet ebbefine, et oltradi lei altracreaturanon si trova,ne imaginarsi puote. Essendoadunquela Donnal'ultimacreata,fine e compimentoperfettissimodell'operedi Dio, mi negheretevoi ch'ellaper la sua
sommaeccellenzanon sia dignissimasopratutte l'altrecreature?Che senza lei il mondogia in tutto perfettissimoe in ogni cosacompiutosarebbe
stato imperfetto [...]. Cos'ila Donna, mentre si fabrico il mondo, fra tutte
le create cose in quanto al tempo fu l'ultima; e la medesima, per auttorita e
per dignita, fu la prima nel concetto della mente di Dio [...]. La donna fu
la ultima opra che facesse Iddio e da lui introdotta in questo mondo come
regina di esso in un real palazzo gia preparatoper lei, ornato e compiuto di
cio che fa bisogno. Debitamente dunque e amata, riverita et osservata da
ogni creatura,et ogni creaturameritamente a lei e soggetta et la ubedisce,
essendo ella Regina e fine di tutte.l'altre creaturee perfettione e gloria in
tutti i modi perfetta.17
17
Ibid.,pp. 19v-20v, con alcuni tagli.
133
FRANCESCO SBERLATI
Come si e gia anticipato sopra, le idee qui espresse da Domenichi ripetono in realta quelle esposte un ventennio prima da Cornelio Agrippa. Dal confronto col De nobilitate et praecellentiafoeminei sexus si potra verificare questa derivazione, la quale pare vincolata ad una aderenza tale da mantenere pressoche inalterato,
dietro il figmentumdel volgarizzamento, persino il dato linguistico
e lessicale.'8 Tuttavia, il libro di Domenichi oltrepassa la speculazione filosofica agrippianaper volgersi invece verso una dimensione assai piiu concreta. Nel testo di Domenichi, a differenza di
quello di Agrippa, e riconoscibile un tipo femminile che sa adoperare efficacemente sul piano sociale gli strumenti di cui e in possesso, primi fra gli altri l'intelligenza e la bellezza. Inoltre, la
straordinariaprofondita del suo spessore culturale rende La nobilta delle donne non solo un convincente manuale di comportamento
(dunque di galateo)e di civil conversazione,ma anche e soprattutto
un repertorio selezionato di doti e virtCufemminili, un inventario
18 Cfr. AGRICOLA,
op. cit. (vedi nota 13), pp. 52-53, con alcuni tagli: "Scrutemur
itaque Scripturas(ut aiunt) et ab ipso creationis initio sumentes exordium, quid dignitatis mulier ipsa in primo productionis ordine supra virum sortita est, disseramus. Scimus
quaecumque a Deo Optimo Maximo facta sunt, hoc potissimum differre, ut quaedam
eorum perpetuo maneant incorruptibilia, quaedam corruptioni ac mutationi subjecta
sint, atque in his creandis Deum hoc ordine progressum, ut a nobiliori unius incipiens,
in nobilissimum alterius desineret. Itaque creavit primum incorruptibiles angelos, et animas: ita namque Augustinus animam primi nostri parentis ante corporum productionem
una eum angelis creatam fuisse. Porro creavit incorruptibiliacorpora, ut coelos ac stellas,
ac elementa incorruptibilia quidem, sed variis mutationibus obnoxia, ex quibus caetera
omnia quae corruptioni subjecta sunt, conflavit ex vilioribus per singulos dignitatis gradus, rursus ascendendo ad universi perfectionem procedens. Hinc primum mineraliaprodierunt, post vegetabilia, plantae, et arbores, deinde zoophita, demum animantia bruta
per ordinem, reptilia, natantia, volantia, quadrupedia.Postremo vero creavit sibi similes
homines duos, marem inquam primum, et postremo foeminam, in qua perfecti sunt coeli, et terra, et omnis ornatus eorum: ad mulieris enim creationem veniens creator, quievit in illa, ut nihil honoratius creandumprae manibus habens in ipsaque conclusa et consummata est omnis creatoris sapientia, atque potestas, ultra quam non reperitur creatura
alia, nec excogitari potest. Cum itaque mulier sit ultima creatura ac finis, et complementum omnium operum Dei perfectissum, ipsiusque universi perfectio, quis eam negabit
super omnem creaturampraecellentia dignissimam, sine qua mundus ipse jam ad unguem
perfectissimus, et numeris omnibus absolutus fuisset imperfectus, qui non aliter quam in
creaturarum omnium longe perfectissima perfici potuit. [...] Sic mulier dum creatur
mundus inter omnia creata tempore fuit ultima, eadem cum authoritate, tum dignitate
in ipso divinae mentis conceptu omnium fuit prima [...]. Mulier autem fuit postremum
Dei opus introducta a Deo in hunc mundum, velut ejus regina in regiam sibi jam paratam, ornatam et omnibus muneribus absolutam. Merito igitur illam omnis creatura amat,
veneratur observat, meritoque ili omnis creatura subjicitur atque obedit, quae omnium
creaturarumregina est atque finis, et perfectio et gloria modis omnibus absoluta".
134
DALLA DONNA DI PALAZZO ALLA DONNA DI FAMIGLIA
ben catalogatodegli stilemiletterariamente
piiuautorevolinella
descrizione
e psicologica
anatomica
delladonnarinascimentale."9
IIlibrodi Domenichie importante
percomprendere
fino a che
puntosi estremizzarono
certe posizionidel femminismo
cinquecentesco,talora,comein questocaso,pericolosamente
vicineall'eresia.E ovvioche l'interpretazione
del testo biblicodatada Domenichie forzatae strumentale,
sicuramente
fuorviante
rispettoal
tracciatodell'ortodossia
cattolica,a tal puntocheversol'autorein
piU di un casosarannoindirizzatigli sguardiattentie minacciosi
dei censoriinquisitoriali.
La sceltadi Domenichie comunque
coraggiosissima,
ammessoche sia sincerae convinta.In tal modo
prendecorpo,entrola Nobiltadelledonne,un femminismo
che
perseguel'azzeramento
definitivodelle convenzionimaschiliste
ancorafortementeradicatein moltezonedellaculturacinquecentesca.Non si mirapiiua delineareun equilibrio
e simbioparitario
tico trail maschilee il femminile,ma ad imporreun modelloanche nonmi sembraesagerato
tropologico
definire'ginecocentrico',
non confrontabile
ne equiparabile
aglialtrimodellidi femminilita
elaboratidallatradizione.20
Nell'operadi LudovicoDomenichi,in
cui purgiocaun forteruolola componente
anticlericale,
le conseguenzeestremedi questarivoluzionefemministasono evidenti
nell'afflusso
di ideevicineall'eterodossia,
in particolare
la dovele
argomentazioni
epidittichesembranodipenderedall'assimilazione
di apporticulturaliestrattidaiconsolidati
circuitiche auspicavano
unaradicalerenovatio
ed ecclesiatica.2"
spirituale
19 Per la retorica letteraria della descriptiopuellae tra Quattro e Cinquecento si veda il recente, esauriente contributo di G. Pozzi, "Il ritratto della donna nella poesia d'inizio Cinquecento e la pittura di Giorgione", in Sull'orlo del visibile parlare, Milano,
1993, pp. 146-171 e, sempre nello stesso volume, "Nota additiva alla descriptiopuellae",
pp. 173-184.
20 Sviluppano adeguatamentequesto tema, cruciale nella cultura femminile del Rinascimento, gli studi di F. DAENENS,"Superiore perche inferiore: il paradosso della superiorita della donna in alcuni trattati italiani del Cinquecento", in Trasgressione
tragicae
norma domestica. Esemplaridi tipologiefemminili dalla letteraturaeuropea, a cura di V.
GENTILI,Roma, 1983, pp. 11-41; EAD., "Doxa e paradoxa:uso e strategia della retorica
nel discorso sulla superioritadella donna", Nuova D. W. F., 25-26, 1985, pp. 27-38.
21 Non sara pertanto senza preciso significato rammentareche
all'eta di trentotto
anni Domenichi venne arrestato e condannato al perpetuo carcere a Firenze dall'Inquisizione per aver tradotto dal latino in volgare e pubblicato la "Nicomediana" del riformatore Calvino (stampata appunto a Firenze, ma sotto il falso luogo di stampa di Basilea).
Solo l'interessamento di Cosimo granduca di Toscana, tramite l'abile mediazione diplo-
135
FRANCESCO SBERLATI
Vi e un altroaspettodellaNobiltadelledonneche meritaalmeno un accenno.Si trattadell'attenzione
dedicataal corpofemminile, capolavoro
dellanaturae dellacreazionedivina.La ragione
dell'avvenente
bellezzadelladonnasta nel fattoche I'animafemminilee piiunobiledell'anima
maschile:
e la bellezza,pergli uomini del Rinascimento,
e fruttodellabonta.Se dunquei corpidelle
donnesono assaipiiubelli e piiuidelicatidi quellidegliuomini,e
manifestosegnoche le loroanimesononecessariamente
piu degne
ed eccellenti.II processodi laicizzazione
antifideistica
che s'individua nell'orditura
generaledel dibattitodivieneevidentissimo
nell'ampia
parteche Domenichidedicaallacelebrazione
anatomica delladonna.Il corpofemminilee descrittopassandominuziosamentein rassegnal'elencodei suoicomponentifisici.L'animaresta solosubosfondo,quasicomecautelaalleeventualicritichedei
mentreil corpoirrompesullascenacon la suatravoldetrattatori,
gente fisicita.Le formedell'anatomia
femminile,ritenutestrumentoprivilegiatodelle tentazionidel demonioper tutto il Medioevo,22
una connotazioassumono,nellaculturarinascimentale,
il
ne di aureaarmoniaestetica.Anchequi, comenel Cortegiano,
piaceredellavistae dellacuradel corpoassumeunarilevanzadecisiva.Ma nel librodi Domenichie dato scorgerein piiuun elementodi edonismosensuale,e direiaddirittura
tattile,che manca
nel librodi Castiglione.Leggiamoquest'altro
branoestrattodalla
Nobiltddelledonne,un autenticomanifestodellabellezzafemminilenel Cinquecento:
II corpo Donnescoe dilicatissimoa vedere e toccare:la carnetene-
il colorchiaroe bianco;
la pellelucidae polita;la testabella,la
rissima,
il voli capeglidilicatie sottili,splendenti
e lunghi;
chioma
vaghissima,
lo sguardo
la facciaformosissima
to venerabile;
allegroe ridente;
sopra
serenae rilucente.
Ella
la frontespatiosa,
tuttele cose;il collocandido;
e gratia
ha gli occhie piiuvivie lucentiassai,e di amabile
allegrezza
maticadi PaoloGiovio, lo sottrassealle prigionidelle Stinche.Notizie su questooscuro
ed assai poco documentato episodio si possono trovare in GIROLAMOTIRABOSCHI,Storia
della letteraturaitaliana, Venezia,1796, VII/VIII,pp. 1008-1009.Vedi inoltreD. AGUZ-
zi BARGAGLI,"La difesa di valorietici nella trattatisticasullanobiltadel secondoCinXXIX, 1989, pp. 377-427, in part. per Domenichipp. 387quecento",Rinascimento,
390, con bibliografia.
22 M. PILOsU, La donna,la lussuria
e la chiesanel Medioevo,Genova,1989;per l'ela representation
de la
vedi S. F. MATTHEWS GRIECO, Angeou diablesse:
ta rinascimentale
femmeau XVIesiecle,Paris,1991.
136
DALLA DONNA DI PALAZZO ALLA DONNA DI FAMIGLIA
adornati,soprai quali stannole cigliacompostein sottilissimogiro. Le
qualida un pianoonesto et egualmentedistanteson divise, dal cui mezzo discendeil naso eguale,e ritiratoa dirittamisura.Sotto il qualee la
bocca bella et gratiosaper le tenere labraconformementefatte, fra le
qualiper piccioloriso si veggonobiancheggiare
i minutidenti, e collocati con ordineeguale,e risplendentinon altramenteche avorio[...]. D'intornopoi levansile mascellee le gote tenereet morbide,piene d'onesta
e coloritea guisa di vermiglierose. II mento ritondettoe grato per la
convenevoleconcavita,sotto il qualesta il collo schiettoet alquantolungo, elevato dalle ritondespalle. La gola delicatae bianca,sostenutada
mediocregrassezza.La voce e la favellasoave, il petto ampioe rilevato,
vestito egualmentedi carne, con le poppe sode e con la rotondit"a
di
quelleinsiemementee del corpo.I fianchimorbidiet il dossopianoe diritto;le braccialunghe,le manischiette;le dita ritondee lunghe,con le
giuntureben disposte; i fianchi e le coscie onestamentecarnose. Le
estremitadelle mani et dei piedi finisconoin giro circolare,et tutte le
membraottimamentenodrite. Aggiugnia queste bellissimeet lodevoli
partiil caminarmaturo,i passi modestie gravi,il movimentoonesto, i
gesti degni. Oltra di cio nella misura,nell'ordine,nella figura,et nella
dispositionedi tutto il corposommamentein ogni cosa e bellissima.Et
in tutto l'ordinedelle creaturenon e spettacolosi maraviglioso,ne miracolo tantoriguardevole.23
La fonte di Domenichi, ancora una volta, va segnalata nel De
nobilitatedi Enrico Cornelio Agrippa, il quale elenca, in maniera
non dissimile, le varie componenti del corpo femminile, tessendone le lodi ed indicandolo come creazione di grado superiore rispetto al corpo dell'uomo: "Praecellit mulier virum materia creationis". A questo proposito Agrippa introduce pure una sottile distinzione dottrinale: "Vir itaque naturae opus, mulier opificium
Dei". Dopodiche egli passa ad enumerarele sensuali doti anatomiche della fisicita femminile, fornendo un repertorio di stilemi poi
messo a frutto da Domenichi.24 Non devono tuttavia fuorviare
23 DOMENICHI,op. cit.
24
(vedinota 16), pp. 24r-25r.
AGRIPPA,op. cit. (vedi nota 13), pp. 55-56: "Hinc mulieris corpusculum omni
aspectu tactuque delicatissimum, caro tenerissima, color clarus et candidus, cutis nitida,
caput decorum, cesaries venustissima, capilli molles, lucidi et protensi, vultus augustior,
prospectusque hilarior, facies omnium formosissima, cervix lactea, frons expeditus, spatiosus et splendidus, oculos habet vibrantiores micantioresque, amabili hilaritate et gratia contemperatos, supra hos supercilia in tenuem gyrum composita, eademque cum decora planitie, decenti distentia divisa, e quorum medio descendit nasus aequalis et intra
137
FRANCESCO SBERLATI
certi estesi recuperi da Agrippa, l'importanza dei quali non va sovrastimata. Essi sono assimilati in profondita, sedimentati, metabolizzati, poi rielaborati e direi persino risemantizzati all'interno
della generale concezione 'femminista' che sottende La nobilt2 delle donne. E, questo di Domenichi, un libro di fondamentale rilevanza nella storia della cultura moderna, che segna una fase capitale e decisiva nell'enuclearsi di un autentico filone di cultura al
femminile. Al di la della tenace polemica nei confronti degli stereotipi misogini di derivazione medievale, va piuttosto sottolineata la componente ideologica che connota il libro di Domenichi: nel
senso di una consapevole aperturaalla femminilita intesa come categoria spirituale, ora finalmente accreditata, di cittadinanza entro
la civilt"adel Rinascimento. Attraverso il percorso elaborato dalla
Nobilt2 delle donne si oltrepassa infatti quel senso di sospetto maschilismo ancora largamente avvertibile persino nei passi piu innovativi del Cortegianodi Castiglione. Anche la fonte agrippiana e
adoperata da Domenichi in maniera assai scaltrita. I precetti di
pedagogia e di comportamento femminile espressi nella Nobilta
tendono ad assecondare lo sviluppo di una formazione all'interno
della quale l'elemento psicologico prevale su quello culturale, mentre la dimensione etico-morale, cos"ifortemente codificata dal De
nobilitate di Agrippa, cede all'irrobustirsi dell'ambito privato ed
individuale. L'erudizione stessa, oltre che strumento di partecipazione sociale (come vuole Castiglione), consente anche di conquistare ed acclarare una femminilit'adi suprema grazia, austera
rectummodumcohibitus,sub quo os rutilum,et tenellislabrisconformicompositione
venustum,intraquaetenuirisudentesemicant,minutiliet aequoordinelocati,eburneo
candorenitentes [...]. Circumsurgunt
maxillaegenaequeteneramollitie, roseo fulgore
rubentes,verecundiaeque
plenae,ac mentumorbiculare,decenticoncavitatejucundum.
Sub hoc collumhabetgracileet longiusculumrotundisex humeriserectum,gulamdelicatamet albicantem,mediocricrassitiefultam,vocem et orationemsuaviorem,pectus
amplumet eminens,aequalicarnevestitumcummamillarum
duritie,illarumquesimulac
ventrisorbicularirotunditate,lateramollia,dorsumplanumet erectum,brachiaextensa,
manusteretes digitosqueconcinnisjuncturisprotensos,ilia coxaquehabitiores,suras
carnosiores,extremamanuumpedumquein orbicularemductumdesinentia,singulaque
membrasucciplena.Ad haec incessusgressusquemodestus,motusdecentior,gestusdigniores,totiusquepraetereacorporisordineatquesymmetria,figuraac habitudinelonge
latequein omnibusspeciosissima,nullumquein tota creaturarum
serie, nequespectaculum adeo mirandum,nequemiraculumperindespectandum".Su questopassoagrippiano vedi G. BERRA,"Lastoriadei canoniproporzionali
del corpoumanoe gli sviluppiin
arealombardaallafine del Cinquecento",Raccoltavinciana,1993, n. 25, pp. 159-310.
138
DALLADONNA DI PALAZZOALLADONNA DI FAMIGLIA
ed amabilenel contempo,eppurevissutanell'intimita
soggettivae
personale.
Ad accrescere
il valoredi questatrattatistica
sulladonna,della
la
qualee possibilequi solo indicareper campioniesemplificativi
misuradelleenergiecoinvolte,si aggiungeunamediazione
letteraria di primaria
importanza
perla storiaculturaledel XVI secolo.
Laliricapetrarchistica,
di granmodanellaprimametadel Cinquecento, risultain ampiamisuracoinvoltain questoprocessodi
aperturaai caratterifemminili.25
L'immissione
innovativadell'icondentitafemminileentroil sistemaculturaledel Rinascimento
ducead unafortepresenzadelledonnetrale personalita
intelletin tal sensoad un
tuali piCu
autorevolidell'epoca,contribuendo
e allargamento
dei ruolitradizionalmente
ampliamento
assegnati
all'esclusiva
competenzamaschile.A questopropositooccorrera
precisare
chenessunaaltraepocadellaletteratura
italianaha potuto contareun numerocosl elevatodi poetessee scrittrici,ne in
passatone in futuro,e bisogneraattenderel'et"acontemporanea
per vedereancoracosl tante donne dedicarsiall'eserciziodella
scrittura
colseassai
poetica.NellasuaStoria,GirolamoTiraboschi
benequestanumerosa
presenzadi donnescrittrici,mostrando
ancoraunavoltala lungimiranza
del suo sensocriticoe storico.Egli
scriveinfatti:"Niunacosaci fa maggiormente
conoscerequalfosin Italiaperlo studiodellavolgarPoesia,
se il comuneentusiasmo
quantoil vederele piuinobilidamerivoltea coltivarlacon sommo
ardore,di niunacosamaggiormente
pregiarsiquantodel titolodi
25 G. TOFFANIN,
"Le donne poetesse e Michelangelo", in II Cinquecento,Milano,
1929, pp. 354-367; E. BONORA,
"Le donne poetesse", in Storia della letteraturaitaliana,
a cura di E. CECCHI-N. SAPEGNO,
IV. II Cinquecento,Milano, 1966, pp. 241-258; M.
AURIGEMMA,
"II genere lirico: modelli, tendenze, personalita", in La letteraturaitaliana.
Storia e testi, op. cit. (vedi nota 9), pp. 375-435, in part. pp. 383-391; M. ZANCAN,
"Figure di donna. Testi letterari del XVI secolo: fonti - scritture - percorsi critici", Nuova
D. W. F., 25-26, 1985, pp. 27-38; L. BORSETTO,
"Narciso ed Eco. Figura e scritturanella lirica femminile del Cinquecento: esemplificazioni e appunti", in Nel cerchio della luna, op. cit. (vedi nota 8), pp. 171-223. Per le singole personalita vedi A. GREco, "Vittoria Colonna", in Letteraturaitaliana. I Minori, Milano, 1969, II, pp. 977-986; G. DOLCI,
"Gaspara Stampa", ibid., pp. 1315-1326; ID., "Veronica Franco", ibid., pp. 1401-1412;
L. MONTELLA, "La poesia di LauraTerracinae la scrittura 'al femminile' ", in I Gaunico
e il Rinascimentomenidionale.Atti del Convegno di studi, Montecorvino Rovella (10-12
aprile 1988), a cura di A. GRANESE-S. MARTELLI-E. SPINELLI, Salerno, 1992, pp. 429443. Infine il recente ed esaustivo volume miscellaneo Les femmes ecnivainsen Italie au
Moyen Age et a la Renaissance.Actes du colloque international, Aix-en-Provence, 12-14
novembre 1992, Aix-en-Provence, 1994.
139
FRANCESCO SBERLATI
L'erudito abate modenese dedica ben otto paragrafi
(xvii-xxiv) della sua opera alle scrittrici del Cinquecento, giungendo persino a polemizzare con un suo autorevolissimo collega, il gesuita Francesco Saverio Quadrio, poiche questi ha tralasciato di
informare adeguatamente su alcune di esse, peccando in tal modo
di eccessiva semplificazione. Cos'i lamenta Tiraboschi: "Alcune
pero sono state omesse, o sol di passaggio accennate dal Quadrio,
che degne erano di piiu distinta menzione".27 Gi'a alla fine del
XVIII secolo, dunque, le menti piiuaccorte e meglio preparate avvertivano la necessita di sottolineare l'importanza storica di una
cosi diffusa letteratura al femminile, non in seguito ripetutasi fino
ai piZurecenti decenni del Novecento. D'altra parte un grande storico della letteratura come Carlo Dionisotti vide proprio nel "contributo delle donne" il riconoscimento di una nuova societa letteraria italiana imposta dalla tendenza espansiva e associativa
della cultura rinascimentale. Nella letteratura femminile egli individua infatti "la prova piiu vistosa di tale novita e mutamento",
precisando con la solita efficace lapidarieta: "Soltanto nella letpoetesse".6
26 TIRABOSCHI,
27
op. cit. (vedinota 21), p. 1130.
Ibid.,p. 1137. Si noti che nellalungatrattazionefornitada Tiraboschi,e com-
presatra le pp. 1130-1152,si ricordanonumeroseautricie poetessei cui nomi sono poi
perdel tutto scomparsidallemodernestorieletterarie,le qualisi limitanoa rammentare
solo le piu note. Pertantoenumeroqui di seguitole donneletterateaffrontatedallopiiu?
l'indaginedi Tiraboschi,al fine di operareun tentativoper sottrarleal baratrodell'oblio: LucreziaBorgia,ArgentinaPallavicina,GentileVolta, VittoriaColonna,Veronica
Gambara,Mariadi Cardona,PorziaMalvezza,AngiolaSirena,Tulliad'Aragona,GasparaStampa,LucreziaGonzaga,LauraTerracina,EleonoraFalletti,Claudiadella Rovere, Anna Ottaviadegli Scaravelli,MaddalenaPallavicini,Livia TorniellaBorromeo,
LauraBattiferriAmmannati,IsottaBrembati,ChiaraMatraini,IsabellaMorra,Lucrezia
Marinella,LucreziaBebbiaSassatelli,VirginiaSalvi,VirginiaAccoramboni,Maddalena
SalvettiAcciaiuoli,BarbaraCavalletti,ModestaPozzo, LuciaBettani, ErsiliaCortese,
TarquiniaMolza,VeronicaFranco,MariaSpinola,IppolitaSforzaBentivoglio,Cecilia
Bergamina,CamillaScarampa,ViolanteGardona,Costanzada Novellara,CaterinaPio(ne ho tralavene, CamillaValenti,OlimpiaMorato.Sono, comesi vede, numerosissime
sciato alcune).Ma e indubbioche il fenomenodella letteraturafemminiledel Cinqueuno degli episodipHivistosi e sotto certi aspettipiu inusualidi nove
cento rappresenta
avvertoche le informazionidate
secolidi letteraturaitaliana.Per scrupolodocumentario
dalla antologiaRime diversed'alcune
da GirolamoTiraboschiderivanoin maggioranza
e virtuosissime
nobilissime
donne,pubblicatada LudovicoDomenichia Luccanel 1559. E
la sceltadel curatoreandranecessariamente
valutatatenendoben presentequantosu di
lui si e detto sopra,a propositodel suo dialogosu La nobiltadelledonne.II riferimento
polemico e invece a FRANCESCO SAVERIO QUADRIO, Della storia e della ragioned'ognipoe-
sia, II, Milano,1741, pp. 154-161.
140
DALLA DONNA DI PALAZZO ALLA DONNA DI FAMIGLIA
le donnefannogruppo.Non priteraturadel medioCinquecento
mane poi".28
da ambientisocialieteroQuestedonneletterateprovengono
del processodi emancidell'estendersi
genei,il che e significativo
pazioneculturaleanchepressogli stratimenoelevati.SonotalvolcomeVittoriaColonnao Veronica
ta nobilidamedell'aristocrazia
IsabellaMorra.Sonotalaltraesponenti
Gambara
o la giovanissima
TorelliStrozzi
di spiccodell'altaborghesia
cittadinacomeBarbara
Sonopersonaggi
o LauraAmmannati
Battiferrio LauraTerracina.
dellospettacolocomeIsabellaCanaliAndreini,attricedi grandismeretrici
simosuccessoversola metadel secolo.Sonoaddirittura
SoGasparaStampae VeronicaFranco.29
comeTulliad'Aragona,
28 C. DIONISOrrI,
"La letteratura italiana nell'eta del concilio di Trento", in Stonia
e geografiadella letteraturaitaliana, Torino, 19844, pp. 227-254, in part. pp. 237-238.
Tra i piiurecenti contributi vedi almeno VeronicaGambarae la poesia del suo tempo nell'Italia settentrionale.Atti del Convegno (Brescia-Correggio,17-19 ottobre 1985), a cura
di C. BOZZETTI-P. GIBELLINI-E.SANDAL,Firenze, 1989; A. CARMINATI, "L'appassionata
Gaspara Stampa, poetessa veneziana", Ateneo Veneto, XXVII, 1989, pp. 277-289; M.
Rusi, "Una foscarina del Cinquecento: Gaspara Stampa", Cniticaletteraria,XVII, 1989,
pp. 275-284; M. DIBERTI LEIGH, VeronicaFranco.Donna, poetessae cortigianadel Rinascimento, Ivrea, 1988; C. VECCE, "Petrarca, Vittoria, Michelangelo. Note di commento
a testi e varianti di Vittoria Colonna e di Michelangelo", Studi e Problemidi CriticaTestuale, 44, 1992, pp. 101-125; G. RABITrI, "Vittoria Colonna, Bembo e Firenze: un caso
di ricezione e qualche postilla", ibid., pp. 127-155; S. M. PAGANO-C. RANIERI, Nuovi documentisu VittoriaColonna e ReginaldPole, Citta del Vaticano, 1989. Per le edizioni di
testi: VERONICA FRANCO, Rime, a cura di S. BIANCHI, Milano, 1995; VERONICA GAMBARA, Le Rime, a cura di A. BULLOCK, Firenze-Perth, 1995; CHIARA MATRAINI, Rime e Lettere, a cura di G. RABITTI,Bologna, 1989; GASPARA
STAMPA,
Rime, a cura di R. CERIELLO, Milano, 19762.
29 D'altronde, in certi ambienti intellettuali la frequentazione delle meretrici (o
"cortigiane", come si diceva nel Cinquecento), soddisfaceva ad un tempo le abitudini
maschili e la preoccupazionedi salvaguardarela nuova idea di femminilita. Tullia d'Aragona, una delle piiucelebri e ricercate "cortigiane" del tempo tra Venezia, Ferrara, Siena e Firenze, intrattenne relazioni non solo strettamente culturali con Bernardo Tasso,
Claudio Tolomei, Gerolamo Fracastoro, Benedetto Varchi, Francesco Maria Molza. E
proprio grazie ai meriti della sua produzione poetica e letteraria, a Tullia fu revocato,
con delibera medicea del 10 maggio 1547, l'obbligo di indossare il velo giallo (in base alla disposizione emanata da Cosimo il 19 ottobre 1546, nello stato fiorentino le cortigiane erano infatti tenute ad indossare pubblicamente un velo giallo). Anche Veronica
Franco e a Venezia una cortigiana rinomatissima,professione che ha ereditato e appreso
dalla madre. Veronica e intima amica di pittori famosi come Jacopo Tintoretto, che le
dedico un ritratto, di sovrani come Enrico III re di Francia, di intellettuali stranieri di
passaggioin Italia come Michel de Montaigne, il quale la ricorderanel suo Journal.D'altra parte e ormai serenamente riconosciuto il ruolo socialmente attivo svolto dalle meretrici nella civilta italiana del Rinascimento: vedi P. CIBIN, "Meretrici e cortigiane a Venezia nel '500", Nuova D. W. F., 25-26, 1985, pp. 79-102, con ampia bibliografia; F.
141
FRANCESCO SBERLATI
no infine devotedameautricidi rimespiritualicome Francesca
Turrinie ChiaraMatraini.Sono,comesi vede, donnediversissime tra loro per estrazionesocialee ruoloprofessionale,
eppure
tutteunitedallapassioneperl'eserciziodellaletteratura,30
divenuto ancheperloro,comepergli uomini,uno strumentoper ascenderei gradininon facilidellasocietacinquecentesca.
Nonostante
l'evidentediversitadelle esistenzeindividuali,cio che accomuna
questedonnee la maturata
coscienzadel dirittodi decideredella
propriavita. L'immagine
devotadellacastasposasottomessaal
marito,nella qualei tabNudegli ecclesiasticie dei misticiebberofacile gioco a trionfare sulla sensibilitNae sulla psicologia femminili,
perlopiiuridotte a manifestazioni di umiltNao ad espressioni di fedele ortodossia inclini persino alla mortificazione della donna, e
scalzata da questa vigorosa emergenza di una dimensione femminile che rivendica per se tutti gli aspetti dell'esistenza materiale,
compresi quelli comunemente additati come peccaminosi e lascivi.
Ne e un caso che il piiu importante manuale di mestieri del XVI
secolo, cioe La piazzauniversaledi tuttele professionidel mondodi
Tomaso Garzoni, uscito la prima volta a Venezia nel 1588 dalla
stamperia di Giovan Battista Somasco, dedichi alla professione
della meretrice un esteso ed eruditissimo discorso.3'
Come s'e detto, la maturazione cinquecentesca che conduce all'esito assai peculiare del femminismo si situa fra gli anni Venti e
Cinquanta del XVI secolo, ma con scie di epigonismo fino alla metNameridiana del secolo, dentro il cuore dell'epoca controriformista. Stando alle testimonianze letterarie, il periodo che presenta
tratti di speciale innovazione, distaccando la sua cifra stilistica e
ideologica dalle consuetudini antiuxorie proprie dell'Umanesimo
BAUSI," 'Con agra zampogna'. Tullia d'Aragona a Firenze (1545-48)", Schede umanistiche, nuova serie, 2, 1993, pp. 61-91. In part. per la questione dell'abbigliamentovedi R.
RAINEY, "Dressing Down the Dressed-Up: Reproving Feminine Attire in Renaissance
Florence", in RenaissanceSociety and Culture.Essaysin Honor of EugeneF. Rice Jr., a cura diJ. MONFASANI-R.G. MUSTO, New York, 1991, pp. 217-238.
30 M. L. DOGLIO,Letterae donna. Scritturaepistolarealfemminile tra Quattroe Cinquecento, Roma, 1993; A. R. JONES, The currencyof Eros: women's love lyric in Europe,
1540-1620, Bloomington, 1990.
31 TOMASO
GARZONI,"Delle meretrici, et de' loro seguaci in parte. Discorso lxxiiij", in La Piazza universaledi tutte le professionidel mondo, Venezia, 1588, pp. 592
sgg. Per un inquadramento socio-letterario della questione vedi Lettere di cortigianedel
Rinascimento, a cura di A. ROMANO,Roma, 1990. Inoltre L. LAWYNER,Lives of the
Courtesans.Portraitsof the Renaissance,New York, 1987.
142
DALLADONNA DI PALAZZOALLADONNA DI FAMIGLIA
quattrocentesco, risulta imporsi negli anni immediatamente successivi alla pubblicazione del Cortegiano.In questa fase la cultura
della femminilita, metabolizzata entro un processo di assimilazione, appare gia organica all'asse paradigmatico del Rinascimento,
assorbita senza difficolta entro quell'opera di coordinamento che
sembra presiedere a tutto lo svolgimento dell'avventura intellettuale cinquecentesca. In nome di un ideale di eleganza misurata e
di equilibrio, la cultura del femminismo si manifesta nella pienezza delle sue acquisizioni, oltre che tramite l'emergere delle donne
poetesse, in personalit"amaschili che invitano ad aprirsi ad orizzonti sociali piiularghi di quelli tradizionalmenteammessi.
Nella sua cronistoria editoriale, riflette bene le successive fasi
di tale maturazioneil Dialogonel qualesi ragionadellabellacreanza delle donne di Alessandro Piccolomini, pubblicato dapprima a
Venezia nel 1539 dalla stamperia di Curzio de' Navo e poi piu
volte ristampatoper almeno un ventennio, come dimostra l'edizione uscita nel 1562 a Venezia presso il tipografo Domenico Farri.
II Dialogo di Piccolomini, conosciuto anche con il titolo La Raffaella dal nome della protagonista, e un testo assai particolarenella
trattatistica femminile del Cinquecento, e merita piu di una menzione per certe specificita della cultura che elabora.32II Dialogo
propone una morale edonistica intimamente sentita, che guarda
con favore agli aspetti piuisensuali dell'esistenza umana, in perfetto accordo con i nuovi ideali sostenuti da Domenichi. Le argomentazioni esposte nel libro di Piccolomini insistono su una nuova definizione del rapporto fra i sessi e del concetto di amore, giungendo addiritturaad una legittimazione teorica dell'infedelta'.Due sono le protagoniste del Dialogo di Piccolomini: Margarita,una giovane sposina senese trascuratadal marito, e Raffaella, una non piu
giovane ma scaltrita donna che si offre di dare alla prima consigli
su come valorizzare al meglio la sua femminilita. II modello retorico ed epidittico sul quale e costruito il libro e quello della madre
che, sulla base della sua esperienza, dispensa alla figlia insegnamenti e suggerimenti su come comportarsinei confronti degli uomini. Nell'opera di Piccolomini, per la precisione, Margaritanon e
32 E pubblicato
in Trattatidel Cinquecento
sulladonna,a curadi G. ZONTA, Bari,
1913, pp. 1-67 (di qui le citazioni).Su Piccolomini'femminista'vedi Imagesde lafemme,
op. cit. (vedinota2).
143
FRANCESCO SBERLATI
figliadi Raffaella.Maquest'ultima,
significativamente,
si comporta comese lo fosse,e nonperdeoccasionein tuttolo svolgersidella conversazione
perprecisareche lei, Raffaella,si rivolgea Margaritacomese questafossela sua "figliuola",specificando:
"che
cos'iti possochiamare
peril tempoe perla affezzione".3
Alla base delle argomentazioni
espostetramiteil discorsodi
Raffaellasi intravedeil motivoumanisticodella giovinezzache
che va vissutahic et nunc,senzanullarinviafuggee dellafelicit"a
re alle incertezzedel domani.Nondimeno,per quantosfruttato,
non semplicemente
questomotivoapparein Piccolomini
riesumato dall'archivio
dellememorieletterarie,ma anzirielaborato
proprioin funzionedi una nuovadefinizionedel ruolosocialedella
donna,oltreche di unanuovaideadi femminilita.
Tuttoil Dialogo di Piccolomini
e protesoad unaesaltazionedell'amore
autentico, senzalaccine vincolisociali.La donnaha tutto il dirittodi
sceglierechi amaree a chi concedersi.II matrimonio,
istituzione
sacraed inviolabileper la tradizionale
educazionecristiana,e in
nientedi piuiche una formadi aggiustamento
realta%
sociale,un
dalqualederivarevantaggieconomicie formali.Escompromesso
comeparavento,
comeschermodietroil qualeriso serveperlopiui
di rispettabilit"a
e onesta.Ma esso
pararsie salvarele apparenze
nonpuoe nondeveimpedireche gli autenticie sincerisentimenti
amorosidi una donnaabbianoil loro gioiosoe piacevolecoronamento.Raffaellanonperdeoccasioneperscagliarsi
polemicamente
in
controquestafasullaformadi legameaffettivo,rivendicando
primoluogoil dirittoal piaceredelleeffusionie delloscambioeroi mariti,perche"le carezze
tico. A cio non servononaturalmente
e i piacerico' maritisonpocomancosciapitie disutiliche sienoa
questemonachei trastullidei lor passatempi".34
Anzi, sostiene
Raffaella,"conli maritibastaa fingerd'amarli,e questogli basta
a loro".35
Il trattopiu significativo
del Dialogodi Piccolomini
sembraesserequellorelativoallalibertadei costumi.Nellesuedichiarazioni
33 ALESSANDRO
PICCOLOMINI,
Dialogode la bellacreanzade le donne,p. 11. II rape piu volte specificatoda Raffaella:cosl a p. 64: "Burleroio una che
portomadre-figlia
io tengo in luogo di figlia?Non pensare,che non lo farei mai";a p. 67: "Ti ringrazio,
figliuolamia:ci saratempoa ognicosa";a p. 42: "Uh!non dir, figliolamia!".
34 Ibid.,p. 14.
35 Ibid.,p. 55.
144
DALLADONNA DI PALAZZOALLADONNA DI FAMIGLIA
Raffaellainfrangeogni consuetudine
sociale,delineandouno scenariostraordinariamente
innovativoall'internodellaculturacinquecentesca.
La castafedeltamatrimoniale
e per lei una norma
cheva accuratamente
violatain manieraspregiuelusa,addirittura
dicatae conun sottilevelamedi ipocrisia.Dal suopuntodi vista,
tuttocio noncostituiscereatoo peccato:e solol'unicavia di fuga
dalleproibitiverestrizionisocialiconcessaalladonna.E unastraunatramadi piccoliingannidotegiadi finzionie dissimulazioni,
mesticied innocuebugiepubbliche,resanecessaria
dallecondizioni talvoltamortificanti
in cui essa e costrettaa vivere.Vediamo
comesi sviluppail percorsodellaeversivaesposizione
di Raffaella.
In primoluogo,in manierasolidalee concordeall'antichissimo
principiodellepubblichevirtiue dei vizi privati,occorrepreoccuunaimmagine
ufficialechenondestisospetparsidi salvaguardare
to alcuno.Tuttostanelleapparenze
esterne,sullequalisi basal'opinionedei piiu.EccocomeRaffaellaspiegae giustificaa Margarita la necessita dello sdoppiamento tra la dimensione pubblica e
quella privata dell'esistenza di una donna, affinche essa sia reputa-
ta onestae senzaerrore:
Perchehai da sapereche l'onoreo il biasimonon consisteprincipalmentenel fareella una cosa o non la fare, ma nel credersiche la facciao
non credersi;perchel'onorenon e ripostoin altro, se non ne la stimazione appressoagliuomini.Peroche,se '1seraalcunsegretissimamente
o
ladroo omicidao simili,e seratenutolealissimoe giusto, tanto e a punto, quantoa l'onore,come se non avessequei vizi; e cosl per il contrario, essendouomo dabbenee tenuto scelerato,le virtiusue gli sono poco
men che vane e superflue.E questoparimentesi ha da dir d'unadonna,
l'onorde la qualenon consiste,comet'ho detto, nel fareo non fare (che
questoimportapoco), ma nel credersio non credersi.[...] E per questo
una donnaha da sapereusareogni arte, non di non far la cosa, ma di
non darcagioneche si abbiada trovareistoriesoprade' casi sUoi.36
Strettamente connessa a questa inclinazione verso una meno
restrittiva dimensione degli affetti amorosi, sembra essere la concezione di 'peccato' che trapela dalle parole di Raffaella. E una
idea di peccato improntata soprattutto alla tolleranza, alla comprensione e al perdono. E il "peccatuzzo" di gioventZunato dal
36
Ibid.,pp. 42-43.
145
10
FRANCESCO SBERLATI
di una
naturalesfogo degli amorosisensi, dalla rivendicazione
agliimpulsivitalistici
che non intendepiiurinunciare
femminilit"a
e che in fondo
con fremitoe trepidazione,
che si percepiscono
rendonol'esistenzariccadi piacevoliemozioni.Una tale nozione
senzapudorie decidi colpao peccatopuoa primavistasembrare
al di laidel diMa essa acquistaimportanza
samenteliberatoria.
di Raffaellapoichesi inscrivenel piiuampio
scorso'pedagogico'
il
dellasociet'adel primoRinascimento,
processodi laicizzazione
qualesi risolvequi in uno smaliziatodisincantoversola consedellapunizione.E piuttostoil motivoevanguenzaintimidhtoria
geficodel perdonoa prendererisaltoe consistenza,e a permeare
femminilenatadallaconsapevodi se l'ideadi unaemancipazione
lezzadelladebolecaducitaumana.Nel branoche seguesi potranle principaliragionidi fondodel Diariconoscere
no agevolmente
il sensodellabrevitadellagiovinezzae il mologodi Piccolomini:
l'idi essaprimadellasuafugacescomparsa;
nito di approfittare
nei confrontidi chi e indottoa commettere
dea di unatolleranza
certe naturalidisposizionidella fisicita
peccatodall'assecondare
proumana;infine,ma soprattutto,la necessitadi unareformatio
modomaschilistadi pensarela donna.E
fondadel tradizionale
concettualedel Dialogodi Piccolominell'impianto
evidentissima,
adun radicalerinnovamento:
ni, questaaspirazione
e ridicodi nuovoche,se fossepossibile,
Io t'hogiadetto,Margarita,
sarebbebenissimofatto appressoa Dio non far maiun minimopeccae rosaie discipline.E
tuzzo,anzivivercomeunaromitafrapaternostri
Dio '1volesseche si potessefare,che nonci sarebbontantipeccatorial
che
mondo!Ma percheio, perla pratticacho ho, conoscochiaramente
e chebisognaperforzafarunadi questedueconoi siamnatipeccatori,
in
un pocodi qualcheerroruzzo,
se: o sfogarla malizia,col commetter
overerrarpoi in vecchiezzacon maggiordannoe vergogna,e
gioventiu;
passatainvano,e caderperquestoin desperaziopentirside la gioventiu
ed utilelo
ne; perfuggirdunquetantaruina,conoscoesserenecessario
sfogaregli animinegliannigiovani,nei qualiDio piiufacilmenteperdoe ridaquelche si
parche acconvenga
na ed il mondoscusapiiu,e piZu
semprela mofaccia.[...] Ti conseglioda figliuola,che tu hai (salvando
e pendestiaed onestatua)dapassarei tuoiannigioveniliallegramente,
sareche non venganose non unavolta,e che un medesimopiacerein
ed e scusatoda tuttie perdonaqueltempogiovae dilettainfinitamente
146
DALLADONNA DI PALAZZOALLADONNA DI FAMIGLIA
to da Dio con l'acquasanta;e ne la vecchiezzapoi e derisoda ognuno,
aggravala conscienziaassaie portapochissimodiletto e piacere.37
Nella sua apologiadell'adulterioe dell'infedeltaconiugale,
Raffaellaaffrontatematichee questioniche sorprendono
per le
modalitacon cui sonosviluppate.Cosl a propositodelletecniche
femminilidi seduzione,sulle qualiinsistea lungoe in maniera
dettagliata.
Ancoraunavoltaspiccatragli altrimotiviquellodella
bellezzae dellacuradel corpo.Occorreche la donnasappiarendersiattraenteagliocchidegliuomini:la suavistadeveprovocare
in essi piaceree desiderio,taloraturbamento.
Di qui l'attenzione
che nel Dialogosi dedicaal vestire,allacosmesi,alleacconciature,
perfinoallalingeria,in mododa evidenziare
adeguatamente
queUe
formeanatomicheche suscitanonell'uomo"maggiorcontentezza". Inoltre, come gi"ateorizzato nel Cortegiano, alla donna e richiesto un portamento garbato e conveniente ("portatura"),unitamente a movenze e gestualita di molta grazia ("azzione").38Tuttavia una simile cura del corpo e dell'aspetto fisico non deve naturalmente essere fine a se stessa, ne la gratificazione che ne deriva
limitarsi agli sguardi ammirati e compiaciuti degli osservatori ma-
schili. Al contrario, ogni attenzione dedicata ad accrescere la bellezza di una donna deve naturalmente servire a mantenere accesa
e rovente la fiamma dell'amore. Ecco come l'esperta Raffaella
sprona la giovane e ingenua Margarita:
E che ti credevi?Pensaviforseche i piaceride le giovaniconsistessero in essereun poco piiumiratao manco,o simil frivolezze?Meschinaa
te, che Dio propriomi ti ci ha mandata!Oime, una bellezzacom'e la
tua avevaa invietirsiintornoa la roccaed a le cenere?Per questocredi
che Dio te I'abbiadata?Quantostarebbebene a questetali, che Dio le
facessebruttissimecome furie, poichenon san conoscereil bene quando
1'hanno!E che val, semplicellache tu sei, la beltae I'altrebuonepartiin
una donna,senzaamore?[...] Amorrifioriscein altruila cortesia,la gentilezza, il garbodel vestire, la eloquenzadel parlare,i movimentiagraziati ed ogni altrabella parte;e, senza esso, son poco apprezzate,quasi
comecose perdutee vane.39
37
Ibid.,p. 34.
38
Ibid., pp. 16-30.
39
Ibid.,pp. 60-61.
147
FRANCESCO SBERLATI
Allafine, dopol'incessante
operadi convincimento
di Raffaella, Margarita
si persuadera
a commettereadulterio.Acconsentira%
finalmenteallerichiestedi un corteggiatore
che si e dimostrato
fedelee costante,Aspasio,guardacasosegnalatole
propriodallaacuta Raffaella.Seguendoil principiodantescodi "Amor,ch'anubo
amatoamarperdona",Margarita
scoprein se I'ardoree il sentimentoper costuie si mostraormaisvincolatadallenormesociali
chele impedivano
la felicita:
[...] voglioessersaviaperl'avenire,
e nonlassiarpassarquestavenil cambio
tura,e renderli
de l'amorchemiporta,e maggior,
s'iopotro.
B massime
cheio mici sentivaincinataprimaa costui,io nonsoin che
modo;mamispaventavan
quellecosech'iovi hodetto.Ma,conoscendo
oggi,perle vostreparole,ch'unagiovinee necessitata,
perfuggirmaggiorerrore,sfogarl'animoalquanto
in gioventiu,
e dicendomi
voi per
certele buoneparoledi messerAspasio
e l'amorchemiporta,mirisolvoin tuttoa donarmegli
pertutto'1tempochemirestadi vivere.40
Nel Dialogodi Piccolomini,
al di lIadel consuetoschemaretorico delladisposizione
dialogicae dell'apparente
leggerezza
degliard'ideazione
ed un'unit'a
d'imgomentiaffrontati,c'e un'organicita
piantoconcettualeche non possonolasciareindifferenti.Questa
si esprimenon soloentroun'aureamisuraletteraria,
connotazione
di solidalecoerenzacon le posizioni
ma anchenell'atteggiamento
pi,uavanzatedellaculturafemminilecinquecentesca.
Ne sarasenza significatoil fatto che un uomodellalevaturaintellettualedi
tra i piiuquotatidel Cinquecento,fra i
Piccolomini,un magister
del suotempo,sental'esigenzadi
maggioriespertidi aristotelismo
esprimerenel Dialogodellabellacreanzadelladonnamotivazioni
connessecon le istanzepiu coraggiose
personaliintrinsecamente
dellaculturafemminista
rinascimentale.
Non tutti gli autoricinquecenteschi
che si occuparono
della
donnahannoalle spalle,comeCastiglioneo Piccolomini,un approfonditomagisteroassorbitoalle fonti dellaculturaumanistica
40 Ibid., p. 65. Vedi A. BALDI, "La Raffaella di Alessandro Piccolomini: il trattato
volto del gioco", in Passareil tempo. La letteraturadel gioco e dell'intrattenimentodal XII
al XVI secolo. Atti del Convegno, Pienza (10-14 settembre 1991), 2 voll., Roma, 1993,
II, pp. 665-677; M. F. PIEjUs, "L'Orazionein lode delle donne di Alessandro Piccolomini", Giornalestorico della letteraturaitaliana, CLXX, 1993, pp. 524-545, e la Postilla di
A. Di BENEDETTO, ibid., pp. 545-551.
148
DALLA DONNA DI PALAZZO ALLA DONNA DI FAMIGLIA
classica e quattrocentesca. Alcuni di loro svelano concezioni dipendenti da una mentalita di stampo medievale e perlopiiucontrastanti con le posizioni piiu avanzate espresse dall'acceso dibattito
di quegli anni. Un esempio di trattato pedagogico attardato su posizioni arretrate e difficilmente omologabili ai parametri che abbiamo fin qui analizzato puo essere tranquillamente additato ne
La institutionedi unafanciullanatanobilmentedi GiovanniMichele Bruto, uscito ad Anversa presso il tipografo Christophe Plantin
nel 1555 in una curiosa edizione bilingue italiana e francese. Anche se depurati da certe severita dell'originariocodice medievale e
amplificati in una direzione antropologica tipicamente signorile,
gli schemi didattici applicati alla pedagogia femminile qui risentono ancora in manieradeterminante del vecchio ordine tripartito di
vergine, moglie e vedova. Inoltre, sul piano spirituale manca quel
forte senso della religiosita che si vorrebbe imprimere all'intero
trattato, sicche anche gli exempladerivati dall'agiografiadelle sante e dalla biografia delle donne virtuose del passato hanno scarsa
forza dimostrativa, essendo complessivamentemale amalgamatiallo svolgersi della tecnica espositiva. Eppure, nonostante questi
evidenti limiti, l'opera di Michele Bruto assume importanza perche testimonia il radicale mutamento di rotta degli orizzonti culturali cinquecenteschi, imposto con severa determinazione dalla
Controriforma e dalle direttive di restaurazione sociale emanate
dal Concilio di Trento tra il 1545 e il 1563. In quegli anni si assiste infatti ad una opera di coercizione delle coscienze tendente a
salvaguardarel'ortodossia cattolica dal pericoloso dilagare delle
confessioni riformate. L'obiettivo e quello di reimporre il predominio, nella vita laica e sociale, delle convenzioni devozionali e
delle norme dottrinali. La fede, prima ancora di essere un moto di
autentica spiritualita individuale, si esprime come una serie di leggi confessionali che regolano l'esistenza di ogni individuo, suggerendogli scelte quasi obbligate ed indirizzandolo verso uno stile di
vita nel quale il rispetto per le pratiche istituite dai decreti conciliari assume una determinante rilevanza. All'infuori di questo
schema c'e il territorio dell'eresia e la minaccia dell'Inquisizione.
La rinnovata attenzione per la donna e la condizione femminile, cosl come emerge dalle testimonianze che abbiamo finora esaminato, segna la sua fase terminale con la pubblicazione nel 1554
de II libro della bella donna di Federico Luigini, uscito per le cure
149
FRANCESCO SBERLATI
GirolamoRuscelli,a
di uno dei piiuabilifilologicinquecenteschi,
E l'ultimoesempiodi
Veneziapressol'editorePlinioPietrasanta."1
trattatisticafemminileche risultaesserefedele alle innovazioni
sopraevocate,l'anellotermifemministeespressedallepersonalita
delladonna
naledi unacatenadi operededicateallacelebrazione
e psicologicaintesaprimadi altrocomesoggettoanatomicamente
mentediversodal maschio,eppureconnotato,piiudell'uomo,da
Si puo asserireche II librodella
un profondosensodi umanit'a.
belladonnachiudeun'epoca,segnandoil passaggiotraumaticoe
del secoloinnovativae spregiudicatamennon indoloredallameta%
ed arroccata
su guardinghe
allametaconservatrice
te progressista
stabilito.II trattatodi FedericoLuiposizionidi difesadell'ordine
le posizionivariamente
infattinellasuaarticolazione
giniassomma
nel modello
dellaculturafemminista,riassumendo
caratterizzate
di donnain esso elaboratoi tratticontenutisticiche piuihanno
ed acclarare
l'ambiziosa
ma intellettualcontribuitoad accrescere
menteeducataidealitafemminile.Alla basedel Librodellabella
gradonnac'e primadi tuttola nozionedi misurataed armoniosa
nounitamentea quelladellaeccellenza,
tia diffusada Castiglione,
sostenutada Flabiltae dignitafemminilecosi appassionatamente
vio Capella,CornelioAgrippa,LudovicoDomenichi,Alessandro
intornoalle
Motivazioni,queste,che si svilupparono
Piccolomini.
esperienzepiuielevatedellafreneticavita letterariae artisticadel
apertaad una variaed estrosacompetitivita
primoCinquecento,
intesanei modidi un
con la dimensionefemminile,specialmente
efficacerealismoche si addiceallaperfezioneal recuperodel corsonodrasticafisicita.Matalimotivazioni
po e dellasuagradevole
se non taloraazzerate,dalleprofondetramenteridimensionate,
41 Pubblicatoin Trattati
sulla donna,op. cit. (vedi nota 32), pp.
del Cinquecento
221-305. Le partipiiuinteressantide II librodi Luiginisono quelleche testimonianouna
decisa aperturaverso gli aspetti 'fisici' della femminilita.Cosi, ad esempio,la lungae
descrizionedel corpodelladonna(pp. 249-252),con una insistenzatalvolsensualissima
sulle "partivergognose"(pp. 253-255);cosl l'apologiadellanuditafemta imbarazzante
minile,intesaancheda LuiginicomecapolavorodellaNatura(p. 258); cosl l'importanza
data allabellezzaesteriore(p. 273), primaancorache a quellainterioredell'anima.Come i trattatistiche l'hannopreceduto,ancheLuiginiintendel'esistenzafemminilecome
biografiache imitae replicaun precedentemodellodi vita muliebre.Di qui i numerosi
esempidi donnevirtuosech'egliallega(pp. 284-289), additatiappuntocome "vite" da
che aspiranoa condurreuna esistenzasotemulareda partedelledonnecinquecentesche
trattaalle normee ai pregiudizidel maschilismo.Argomentisimiliin VINCENZO
SIGONIO,
La Difesaperle donne,a curadi F. MARRI,Bologna,1978, pp. 71 sgg.
150
DALLADONNA DI PALAZZOALLADONNA DI FAMIGLIA
sformazioni degli istituti socio-culturaliindotte dabo statuscontroriformista. Nel disegno culturale della Controriforma, ordinato in
senso di controllo strategico gi'averso il 1560, e perseguito I'azzeramento delle acquisizioni non immediatamenteequiparabiliall'assetto sociale imposto dall'eta post-conciliare.
La consistenza di tanti messaggi diversi e talora antagonistici
caratterizza la metNadel XVI secolo. Abla consolidata dimensione
di una femminilita emancipata, quale istanza compatta e stabile,
inizia a contrapporsiil ramificato lavoro preparatoriodella reazione controriformista.Presa dal suo rapportoprivilegiato con la condizione femminile delle corti signorili e delle aule cortigiane, la
cultura rinascimentale ha tralasciato di occuparsi di un ceto preborghese che sta dando vita ad una intensa circolazione di idee, e
che viene sostenuto da un'attivita professionale coordinata secondo criteri assai redditizi. In tal modo, essa ha offerto facilmente il
fianco al contraccolpo della cultura clericale, le cui spinte sociali
piiugenuine e radicate provengono dal basso. E si tratta perlopiiu
di spinte che si pongono in aperto contrasto con l'organizzazione
sociale del rapporto uomo-donna maturatoin ambito nobiliare. Un
istruttivo esempio piiu documentario che letterario (data la scarsa
qualita della produzione) di questa transizione alquanto caotica
agli inizi della seconda meta del XVI secolo puo venire dall'area
romagnola, una zona periferica e marginale contesa dai Malatesta
di Rimini e dai Montefeltro di Urbino, ma all'epoca gia ufficialmente sotto la giurisdizione pontificia.
Vista la fluidita della situazione culturaleverso gli anni Sessanta del Cinquecento non stupisce che nelle opere dedicate alla cultura e al ruolo femminile ben poche siano le componenti ispirate
alla seria concretezza del dibattito primocinquecentesco.Un documento notevole sul piano storico e culturale (ripeto, non su quello
letterario), e rappresentatodal poemetto in ottave La Bellezza delle donne di Malatesta Fiordiano da Rimini,42uscito appunto a Rimini per i tipi di Giovanni di Nicola da Modena nel 1562. E un
libretto di poche carte (non numerate), degno di menzione poiche
42 Le pochenotizie storichee biografichesu questoinconsuetoe curiosopersonaggio sono a tutt'oggiraccoltein C. TONINI,La colturaletteraria
e scientificain Rimini.Dal
secoloXIV ai primordidel XIX, 2 voll., a curadi P. DELBIANCO,
Rimini, 1988, I, pp.
293-314(1a ed. 1884).
151
FRANCESCO SBERLATI
attestauna corrispondenza
del tutto superficiale
ed esteriorecon
del primoRinascimento,
e nel contempo
la culturafilo-femminista
di certi recuperimauna pienaaderenzaalle istanzereazionarie
schilistirichiamandosi
al solitoregestodi luoghicomunimisogini.
II poemettodi Fiordiano- che in appendicepubblicapureun
- riduceallasemsonettoin lodedi LauraAmmannati
Battiferri43
plicecelebrazione
estetico-anatomica
la dimensione
dellafemminiunacombinazione
retoricadi queglielementiche
lit"a.Elaborando
in uno spazioideologicoda Agrippa,
abbiamogia visti amplificati
Domenichi,Castiglione,Piccolominie Luigini,ancheFiordiano
da una selettaimmaginedellapropriaconcezionedi femminilita.
La suaespressivita
linguisticasi aprealleformeestremedell'iconismodellascrittura,spingendola suamanoal ripristino(maa puro
letterariain cui si rispecscopoimitativo)di quellaimpostazione
chiavafedelmentela propostadi femminilitaculturaledei primi
decennidel Cinquecento.Eppurenei versi di Fiordiano,nono43 A quantomi risultail sonettoe pressochesconosciuto.Pertantolo trascrivoqui
e a regolaresein un'edizionesemidiplomatica,
limitandomia scioglierele abbreviazioni
condo l'uso modernoapostrofied accenti.II sonetto e contenutonelle due carte finali
del poemettodi FiordianoMalatesta,sicche non ci sono dubbi sulla sua attribuzione.
Comeho gia detto, il librettonon ha la numerazionedellepagineed anchela cartulazione dei fascicolirisultaesserealquantoincertae malsicuraa causadi alcunemutilazioni.
Derivo il testo dall'esemplare
de La Bellezzadelle donneconservatoa Riminipressola
BibliotecaGambalunghiana
e segnato4.N.IV.20 (vedi nota 44). Ritengoche il sonetto
datatofra la fine degli anni Cinquantae i primidei Sespossaessereragionevolmente
santadel Cinquecento.
Alla SignoraLauraBattiferra.
Donnache i piiufamosisemidei
cantandoagguagli,onde di Pindoil monte
piu che maibel per te verdeggia,e il fonte
altiersen' va de i sacririvi Ascrei;
se gia fu chiaroil nomedi colei
5
che a Daphnebellae al padredi Fetonte
splendoraccrebbe,e impressenellafronte
portotanted'honorpalmee trophei;
horpiiuche maisonarLauraimmortale
10
s'udracon alto et honoratogrido;
mercede i dolcituoi diviniaccenti;
felicein ver poi che per te sei tale
che con stupordellepiiudotte genti,
hoggiillustrite stessae il tuo bel nido.
"LauraBattiferradegli Ammannati'sFirst
Sulla Battiferrivedi ora V. KIRKHAM,
Book of Poetry. A RenaissanceHolographComes out of Hiding", Rinascimento,
XXXVI, 1996, pp. 351-391.
152
DALLADONNA DI PALAZZOALLADONNA DI FAMIGLIA
stanteil permanere
di un'accentuata
colorazione
sensualeed edonistica,sonodel tuttoassentiesplicitisegnidi confluenzecontale
propostao di affinisviluppiintellettuali.Lo spessoreideologico
che per soliditae complessita
esercitavaun influssodecisivosul
versantestilisticoed esteticoappareormaicomeazzeratonell'impassemanieristica.
II datomarcatamente
sensualistico,
tuttoproteso ad unadisposizione
laicaversole piacevolifattezzedel corpo
femminile,non bastapiiua giustificare
le radiciideologichedella
dimensione
femminile.La celebrazione
delladonnae qui giustificabile solo sul piano dell'iconologia, ma non e confermata su quel
piano etico-civile che qualche decennio prima abbiamo visto sovvenzionato e accolto nel cuore della civilta signorile. Sara sufficiente leggere qualche ottava della Bellezza delle donne per rendersi conto di quanto limitate siano le informazioni di Fiordiano circa
le fasi e le misure degli apporti di cultura al femminile:
[I]
Altafral'altrealquanto
e di statura,
conartificio
talfuin cielformata,
contalproportion,
contalmisura
chea tuttigl'occhi
in ognipartee grata.
Larghe
le spalle,e strettalacintura,
l'un'e l'altraancaalquanto
rilevata,
lagamba
drittahalapersona
schietta,
verodileggiadria
e corona.
specchio
[II]
Bionda,
lunga,sotil,lustra,annellata
la chiomae che '1mio cor dolceincatena;
biancapolitaet ampla,e in giro alzata
la frontepiiuche '1ciel chiarae serena;
neroe sottile e il ciglio,e delicata
la guanciadi vermiglierosepiena;
neri son gli occhibei soavie ardenti,
veri stralid'amorgravie pungenti.
[III]
Sorgenel mezoil profilatonaso,
alto, schiettoe gentildi quelcolore
che in biancanubeil sol, quandoa l'occaso
s'inchina,suol formarcol suo splendore.
153
FRANCESCO SBERLATI
Sembrala boccadi Pandorail vaso,
si pretiosae riccae dentroe fuore,
dove lucideperlesono i denti,
e le labrarubinvaghie splendenti.
[IV]
II collobiancoe tondo di alabastro
mobilcolonnaparproprioal sembiante,
di cui non fece mai martelne incastro
di Phidiaoprasl bellao di Timante.
Il petto fatto dal sopremoMastro
tutto e d'un purolatte tremolante;
le pomerilevat'e sode e tonde
vie piu ch'avorioson polite e monde.44
La concezione di femminilita espressa da Fiordiano e tutta fascinosa ed estetica, percepita per esibire la riproposizione di un
ideale di bellezza muliebre ormai ampiamente collaudato. E pertanto il sigilo di quel modello di mentalita maschile che non senza
fondamentali ragioni culturali verra di 11a poco gradualmentestratificato nella civilt"amanierista e seicentesca. La dimensione della
di scritfemminilita e sentita come corresponsabiledelle modalita%
niente
ormai
autorizza un'identita femminile
piu
tura estetica, ma
che rammenta un soggetto storico e morale coerentemente identificato. Tutta la femminilita rimane nell'ombra di una topica retorica e letteraria che ne esalta la descrizione e la quantificazione
della bellezza. La sostanziale valutazione della donna in termini di
servitium intellettuale o etico-civile, o di diversita morale per rispondere ad esigenze antropologiche, e praticamente rimossa. A
questa distribuzione retorica di timbri espositivl tesi sapientemente ad inquadraturedi primo piano verso un'immagine di femminilita ormai divenuta convenzionale, si accompagna un processo di
rallentamento dell'emancipazione sociale della donna, anzi un
compiuto straniamento rispetto alla cerchia degli ideali femministi
44 Cito da MALATESTAFIORDIANO
DA RimINI, La Bellezzadelle donne, Rimini,
1562. Comeho gia precisato,l'opuscolonon ha le cartenumerate.Le ottavequi riportadei fascicoliAiii r - Aiiii v. La numerazionedelle ottave
te si trovanoin corrispondenza
tra parentesiquadree mia, ma non seguel'ordineoriginaleche esse hannonel testo di
documentaria,
ho ritenutopiiu'efficacequesta
Fiordiano.Per ragionidi esemplificazione
modalitadi citazione.
154
DALLADONNA DI PALAZZOALLADONNA DI FAMIGLIA
del primo Cinquecento. E lo dimostra proprio Fiordiano, il quale
recupera nelle ottave conclusive della Bellezza delle donne uno degli stereotipi piiubanali e scontati del filone maschilista e misogino, quello della "mutevolezza" come caratteristicadominante nell'orizzonte dell'identit'afemminile:
Le donneson volubilie incostanti,
sempreprontea cangiarpensierie voglie;
vaghevedersiintornomilleamanti,
e ripportarda ogniuntriomphie spoglie.
Falsene i cori, e dolci ne i sembianti,
non maisatie di lagrimeo di doglie,
facil a dar,e a tor, d'Amori frutti,
cagiondi milleincendi,stratije lutti.45
E il gusto del trascrittore e dell'emulatore quello che predomina in Fiordiano Malatesta. Egli altro non e che un fedele compilatore che assembla in sequenze paratattiche materiali di prestigio,
svuotati della loro valenza ideologica o culturale, poi ricomposti e
tenuti insieme in artificiosa unita. Nell'eta della Controriforma,la
tipologia rinascimentale che forniva il quadro storico-culturaledi
una donna pensata secondo un progetto mirato ad intendere come
punto di forza una rinnovata societa civile, e annullata all'interno
di una sistemazione letteraria ormai perlopiuidisposta a farsi assimilare all'ordinamento tridentino. Sul piano dei contenuti, tuttavia, non sara inessenziale notare un'importazione passiva di modelli di femminilita aristocratico-nobiliariall'interno della incipiente civilta borghese. Le eroine esaltate come esempi di bellezza
appartengonoalla memoria storica dell'erudizione mitologica, alla
rievocazione nostalgica di un'utopia collettiva. L'identita femminile di tali eroine non regge al rischioso confronto con l'identita presente di soggetti storici femminili che confermano dialetticamente
la loro differenza sociale e culturale. Mirando a preservare gli
equilibri sociali meno abbienti, ed anzi talora alleandosi con essi,
la politica di controllo controriformista concentra le energie sull'imposizione di un nuovo ruolo da attribuirsi alla donna, in netto
contrasto con gli stilemi cortigiani del primo Cinquecento, ma for-
45
Ibid.,c. Diiii r.
155
FRANCESCO SBERLATI
tementecollegatoalle spintedell'operosa
vitalitacittadinaed extrasignorile.
CerteopzioniideologichedellaControriforma
non sonoperaltro inedite.Sicuramente
riconducibile
agliannidi pocosuccessivi
al 1540e l'innestodi istanzespiritualistiche
all'interno
dellestrutture mentalie operativedellapedagogiafemminile.Questadirezionereligiosaimpressaoraallaletteratura
didatticae addebitabile allacomplessamodificazione
subitadallepratichedi devozione
tradizionale
dopola diffusionein Europadelleconfessioniprotestantie riformiste.46
Allapedagogianon e piu solamenterichiesto
di impartirealladonnaunaeducazioneerudita,poicheoccorrein
aggiuntainsegnarlea salvaguardare
gli autenticidogmicristiani
dallecorrentiscismatiche
delleeresieluteranae calvinista.Un tentativodi fonderela prassidelladidatticafemminilecon esigenze
autentichedi elevazionereligiosae facilmenteidentificabile
in un
trattatodel filosofoed umanistaspagnolo,ma a lungoattivoin
Italia,JuanLuisVives,dal titolo De l'istitutione
de la feminacristiana,uscitoa Venezianel 1546pressol'editoreVincenzoValgrisi. Nel librodi Vivesl'argomentazione
e didascalica
pedagogica
a
favoredell'erudizione
letterariadelladonnariemergeintattae con
le stesse motivazioniche abbiamovisto in altri testimonidella
trattatistica
cinquecentesca.
Tuttavia,si scorgenel De l'istitutione
de lafeminacristiana
unamaggiore
incidenzadellaformazione
religiosadelladonna,sullaqualesi insistefrequentemente
tramiteil
direttoricorsodell'exemplum
mutuatodall'agiografia
di beate e
sante.Sulpiuvastoorizzontedellaricezionesociologica,
il manuale di Vivesindicaesplicitamente
qualeportataabbiaavutola diffusionedel rinnovamento
religiosoe spiritualeavvenutonel corso
del Cinquecento.
Fermorestandole radicaliinnovazionirispetto
ai pregressicanoni misogini e maschlisti, si evince purtuttavia
dall'operadi Vivesla divulgazione
di un modellofemminileconnotatoda unaprofondaadesioneaglischemireligiosiche regolano
46 Womenin reformation
and counter-reformation
Europe:publicandprivateworlds,
a cura di S. MARSHALL, Bloomington, 1989; R. H. BAINTON,Women of the Reformation
in Germanyand Italy, Minneapolis, 1971. Ne esiste ora una traduzione italiana ampliata
rispetto all'originale:ID., Donne della Riforma in Germania,in Italia e in Francia,Introduzione di S. PEYRONEL ROMBALDI, Torino, 1992. In part. per la realta italiana vedi A.
VALERIO, "Domenica da Paradiso e la mistica femminile dopo Savonarola", Studi medie-
vali, XXXVI, 1995, pp. 345-354.
156
DALLA DONNA DI PALAZZO ALLA DONNA DI FAMIGLIA
il ruolodelladonnanellasocieta.In quantofanciulladevotae sottomessamogliee madretimoratadi Dio, la donnameritaogniridi questiruoliessaperdeognidecoroe ogni
spetto.Maall'infuori
al giustodisprezzodell'opinione
decenza,esponendosi
comune.Se
uniformata
alle convenzionidel sistemaclericale,la donnae una
figuradalleattrattiveseducenti,chegodedi un prestigiospirituale
paria quellodell'uomo.Se osa porsiall'esternodi tale sistema,o
in unaposizionedi criticadistanza,alora essadivienefigurasospettae finiscecoll'essereoggettodelladiffidenzagenerale.Perde
dunquela ragioneprimaria
dellasuaesistenza:quelladi viverein
funzionedel marito.47
si assistead una progressiva
Nell'epocadella Controriforma
II nodoproblematico
trasformazione
del concettodi femminilita.
riguarda
innanzituttoil diffondersied il radicarsidi quellespregiudicateistanzefemministeche abbiamofin qui visto nelleloro
implicazioni
teoriche.Giustoa cavallotra gli anni Cinquantae
Sessantadel XVI secolo,in coincidenza
con lo svolgersidel Conciliodi Trento,la discussione
sulruolosocialedelladonnaassume
evidenticonnotatidi revisionee ripensamento.
Le acquisizioni
del
femminismo
primo-cinquecentesco
(quellodeglianniVentie Trenta del secolo),sonoricondotteentroil piiuampiodibattitointorno
ai collegamenti
culturalied istituzionali
frafedecattolicae societa
civile.L'avviodi questolargodibattitosullaculturadei decenni
immediatamente
precedentiall'epocaconciliare
coinvolse,com'era
naturale,anchequellaideadi donnae di femminilita
coslpericolosamenteinnovativa.Anzi, il suo innestosperimentale
nel corpo
delle tradizioniartistico-letterarie
rinascimentali
venne precocementeritenutola causapiiugravee principale
del deprecabile
decadimentodei costumi.E in effetti, a ben guardare,
nel Rinascimentola vicendadelleformeartistichee letterariesi incarnanella
fortunastoricadei modellisocialie antropologici.
Nellatradizione
materiale
di essi, la concezionefemminista
s'intreccia
e si connette con argomentied idee apertia innovare,taloraa sovvertire,
l'ordinetradizionalmente
costituito,sulla spintadi motivazioni
certononallineabili
ai principiconservativi
sullabasedei qualil'istituzioneclericalefondala sua autorita%.
Pertantooccorrevacon47 D. FRIGO, "Dal caos all'ordine: sulla questione del 'prender moglie' nella trattatistica del sedicesimo secolo", in Nel cerchiodella luna, op. cit. (vedi nota 8), pp. 57-93.
157
FRANCESCO SBERLATI
trastare il predominio di queste nuove forme di femminilita libertaria e antitradizionale, tentando di ripristinare una immagine di
donna che sembra coniugarsi con quella misogina di stampo medievale.
Cio non fu del tutto possibile. Nella realta storica del Cinquecento s'e compiuta ormai la saldaturaideologica e culturale al femminile. Nell'ottica della ricezione sociologica, le istanze di quel
nuovo stile di femminilita, approfondito nella sua umanita ed affinato nell'arte, si svelano gia profondamente assorbite ed assimilate, trovando accoglienza presso le coscienze piiuavvertite del tempo. Difficile, dunque, bandirle. Simili condizioni rendevano necessaria la ricerca della mediazione. Tale mediazione e evidente al
massimo grado negli estremi prodotti di pedagogia femminile forniti dalla meta antimeridiana del XVI secolo. A siffatti cambiamenti di contenuto sembra alludere tra gli altri il Dialogo della curafamiliare di Sperone Speroni, uscito la prima volta assieme agli
altri Dialogi nel 1542 a Venezia dalla tipografia dei Figliuoli di Aldo, dei quali si ebbero nel corso di un cinquantennio ben nove
edizioni, sino a quella uscita sul limitare del secolo presso Roberto
Meietti a Venezia nel 1596. Nel Dialogo di Speroni l'innesto dell'elemento femminista, proveniente dai territori culturali d'avanguardia, all'interno della tradizionale cerchia chiusa della donna
vergine-sposa-madre,si risolve perlopiiuin una apologia celebratoria della moglie.48Rigettate le pregiudiziali antiuxorie dell'Umanesimo quattrocentesco, essa diviene figura essenzialmente positiva e
in certa misura autonoma, poiche essenziale alla prosecuzione della genealogia parentale, alla educazione della prole, al sostentamento e all'amministrazionedella micro-economiafamiliare. Certo
la donna sembra non disporre di alcuna autonomia decisionale,
poiche dipendente dalle decisioni che prendono per lei il padre
prima, il marito poi. Nondimeno essa riveste un ruolo di importanza determinante all'interno dell'ambiente domestico, svolgendo
funzioni dalle quali dipende il consolidamento del patrimonio familiare.49
48 M. D'AMELIA,
"Marito e moglie. II Dialogo della curafamiliare di Sperone Speroni", Memoria,I, 1981, pp.76-86.
49 La donna nell'economia - secc. XIII-XVIII. (Atti della XXI Settimana di studi,
Prato, 10-15 aprile 1989), a cura di S. CAVACIOCCHI,
Firenze, 1990; E. CASALI," 'Economica' e 'creanza' cristiana", Quadernistorici, XLI, 1979, pp. 555-583; D. FRIGo, II
158
DALLA DONNA DI PALAZZO ALLA DONNA DI FAMIGLIA
La Controriformabiasima il modello di donna che abbiamo visto imporsi nei primi decenni del XVI secolo e ne raccomandaaltri. La struttura sociale che si riassume bene negli schemi tradizionali della vergine, della moglie e della vedova viene reimposta con
un vigore ideologico pari solo alla misura delle energie coinvolte
sul piano della prevenzione.i0Occorre estirpare certe deprecabili e
talora peccaminose costumanze femminili divenute dominanti negli anni recenti, ma occorre ancor piiuprevenirne ed evitarne l'ulteriore diffusione. Sulla base di questo mutato orizzonte, nei tratdel Cinquetati di pedagogia femminile stesi nella seconda meta%
cento le esigenze di restaurazionespirituale si saldano con le istanze insegnative, dando origine ad una sorta di parenesi didattico-edificante. non esperita nei testi antecedenti. Di questi trattati ne
ricordero qui solo due. Si noti che gia dai rispettivi titoli essi
esprimono orientamenti programmaticidi evidente tendenza conservatrice. II primo e quello dovuto a Giulio Cesare Cabei, intitolato Ornamentidella gentildonnavedova e uscito a Venezia presso
Cristoforo Zanetti nel 1574. In esso la condizione della vedovanza
si risolve in un isolamento di tipo monacale, interamente dedicato
padredi famiglia. Governodella casa e governocivile nella tradizionedell' "Economica"tra
Cinque e Seicento, Roma, 1985. Per un esempio proveniente dall'Italia meridionale vedi
A. MAZZOLDIDi FINzI-CONTINI,"Ricerche sulla vita familiare nella Sicilia del '500: I'archivio dei Sardo", Studi StoriciLuigi Simeoni. Istitutoper gli Studi Storici Veronesi,XLII,
1992, pp. 55-66. Per l'Italia del Nord vedi M. P. ZANOBONI," 'De suo labore et mercede me adiuvabit': la manodopera femminile a Milano nell'eta sforzesca", Nuova rivista
storica, LXXVIII, 1994, pp. 103-122. Internidi famiglia. Patrimonioe sentimentidi figlie,
madni,mogli, vedove. II Friuli tra medioevo ed eta moderna.Atti del Convegno, Udine (4
dicembre 1992), a cura di R. CORBELLINI,
Udine, 1994; sul quale vedi R. SARTI,"Donne
e famiglia. A margine di un volume sulla realta friulana", Rassegnadegli Archivi di Stato,
LIV, 1994, pp. 675-688.
50 G. ZARRI,"Orsola e Caterina. fl matrimonio delle vergini nel secolo XVI", Rivista di storiae letteraturareligiosa,XXIX, 1993, pp. 527-554; EAD., "Disciplina regolaree
pratica di coscienza: le virtiue i comportamentisociali in comunita femminili (secc. XVIXVIII)", in Disciplinadell'anima,disciplinadel corpo e disciplinadella societa tra medioevo
ed eta moderna.Atti del Convegno internazionaledi studio, Bologna (7-9 ottobre 1993), a
cura di P. PRODI-C.PENUTI, Bologna, 1994, pp. 257-278. Per la tutela giuridica della figura della moglie durante l'eta controriformistavedi A. RIGO,"Giudici del Procuratoree
donne 'malmaritate'.Interventi della giustizia secolare in materiamatrimonialea Venezia
in epoca tridentina", Atti dell'IstitutoVenetodi Scienze,Lettereed Arti, CLI, 1992-93, pp.
241-266. Inoltre A. GATTI,"Il sistema assistenziale femminile a Mantova tra '500 e
'700", Civilta mantovana,XXIX, 1994, pp. 5-21; L. SEBASTIANI,"Gruppi di donne tra
convivenza e assistenza", in La citta e i poveri.Milano e le terrelombardedal Rinascimento
all'eta spagnola,a cura di D. ZARDIN,Milano, 1995, pp. 101-115.
159
FRANCESCO SBERLATI
all'eserciziodelle pratichedevozionaliin attesadi ricongiungersi
con l'animadel marito.II secondoe operadi OnofrioZarrabini,
maritale
e vedovilee pubblicatodalintitolatoDe gli stativerginale,
l'editoreFrancescode' Franceschia Venezianel 1586, trattato
del sistemadi vachepiiudi altrivertesulladrasticareimposizione
riDireianzichein essoe pressocheinteramente
loritradizionale.
Solola necessitadi
pristinatoil modellomedievaledi femminilit"a.
scandirenel librole tappematerialidellavita delladonna,dalla
allavecchiaia,permetteal trattatodi Zargiovinezzaallamaturit'a
rabinidi aprirsiaglispazidellacontemporaneita.
Eppurequestotrattatoha un suo intrinsecovalore,che e innonsi rivolgeallaarisiemepedagogico
e documentario.
Zarrabini
delladamanobile.Eglielabora
stocraticaclassedellagentildonna,
inveceun progettodi vita destinatoalle donnedi quel ceto che
Nel
con definizioneanacronistica
potremmochiamare'borghesia'.
femminilele caratteristiche
dominanti
suomodellodi antropologia
sono quelledell'orizzontepsicologicomercantile.La donnache
immersain una
egli intendeeducaree formaree organicamente
concretaesistenzadi classe.Non vive isolatanell'austero
palazzo
mapartecipaallamovimentadallacampagna,
signorilecircondato
cittadina.Pocoimportase il suolivellodi erudiziota dimensione
ne non sarattale da consentirle di affrontare ardue e complesse
questionidi teologiao di filosofia o di scrittura letteraria. Quello
che e determinante nella sua educazione formativa riguardale capacit"aindividuali di partecipare all'amministrazione del patrimonio familiare, dal quale dipendono il sostentamento e la crescita
della prole. Dal momento che la sua partecipazione al fare del suo
tempo si modula secondo la scansione esistenziale della crescita
biologica e anagrafica, la donna e al centro della vita quotidiana.
Essa deve naturalmente conservare nel proprio scaffale i testi edificanti e didattici che i religiosi o i moralisti approntanoper l'educazione sua e dei suoi figli. Ma deve soprattutto dimostrare consuetudine con i principi cardini della societNa
borghese e mercantile
premoderna: il legame di famiglia, la maternita e la discendenza,
la prosapia, l'eredita, il banco commerciale del marito, i conti e le
quantificazioni delle sostanze disponibili, le scelte con finalita remunerative, il corredo e la dote delle figlie.51
51
TH. KUEHN,Law,familyandwomen:towarda legalanthropology
of Renaissance
160
DALLA DONNA DI PALAZZO ALLA DONNA DI FAMIGLIA
Questadimensionefemminileche definirei'protoborghese'
emergea chiaritrattidai documentibenissimostudiatida ChristianeKlapisch-Zuber,
documentidel catastofiorentinodal 1427
all'etadel Conciliodi Trento,oraconservatipressol'Archiviodi
Statodi Firenze. Comee statoefficacemente
espostodallastudiosa,il modellosocialedi donnaversola metadel Cinquecento
andavarapidamente
in direzionedi formedi schietta
orientandosi
e tuttaviaancorainteramente
modernita,
risoltonell'eticadellafamiglia.All'internodellasua casala donnae regina.Ma tuttala
suaesistenzasi dibattenellequestionidellapreparazione
al matrimonio,delritonuziale,delladotee dei donidi nozze,nelgoverno
dellacasae dellaeventualeservitu,dellamaternita,delladevota
educazionedellaprole,del corredoperle figlie,dellavedovanza.
Non sono ammesseper lei altremansionine altreoccupazioni,
tantomenoquelleintellettuali
che abbiamovistoessereinvecealquantodiffusenei primidecennidel secolo.Questomodellofemminiledi transizione,
non piiucortigiano-nobiliare
manon ancora
schiettamente
borghese,e accoltoin pienaconsapevolezza
dalla
nuovagenerazione
di autoriche scrivonodi pedagogia
e didattica
femminile.Esso sembraanzimaturatoe perdipiiu
legittimatodall'auctoritas
testamentaria,
e pertantoin perfettoaccordoconle disposizionitridentine,nel Discorsosoprala nobiltadelledonnedi
TomasoGarzoni,pubblicato
nel 1588 a VeneziapressoGiovanni
DomenicoImberti,unitamentead altriscrittidi aedificatio
devoItaly, Chicago, 1991. Inoltre S. F. MATTHEWSGRIECO,"Arte, ideologia sociale e rappresentazione della famiglia e della vita coniugale nell'Italia moderna", in Matrimoniitaliani, a cura di M. DE GIORGIO-C.KLAPISCH-ZUBER,
Roma-Bari, 1996, pp. 251-283.
52 C. KLAPISCH-ZUBER,
La famiglia e le donne nel Rinascimentoa Firenze,Roma-Bari, 1988; vedi anche EAD., "The Genesis of the Family Tree", I Tatti Studies, 4, 1991,
pp. 105-129; EAD., "Les femmes dans les rituels de l'alliance et de la naissance "aFlorence , in Riti e rituali nelle societ2 medievali, a cura di J. CHIFFOLEAU-L.
MARTINES-A.
PARAVICINI
BAGLIANI,
Spoleto, 1994, pp. 3-22; J. BROWN-J.
GOODMAN,
"Women and Industry in Florence", Journal of Economic History, XL, 1980, pp. 73-80. Inoltre vedi N.
TOMAS,A Positive Novelty: Women and Public Life in RenaissanceFlorence, Clayton
(Victoria), 1992. Per l'epoca precedente vedi F. FURLAN,
"Verba non manent. La donna
nella cultura toscana fra Tre e Quattrocento", Intersezioni,XVI, 1996: Le donne nella
storia e nella cultura, a cura di A. BATTISTINI,
pp. 259-274. Vedi anche i contributi raccolti in Ilariadel Carrettoe il suo monumento.La donna nell'arte,la culturae la societa del
'400. Atti del Convegno Internazionaledi Studi, Lucca (15-17 settembre 1994), a cura di
S. TOUSSAINT,
Lucca, 1995.
161
11
FRANCESCO SBERLATI
zionale rivolti in primo luogo al pubblico femminile.53Testimone
prezioso, in quegli stessi anni Ottanta, di una concezione di femminilit'a in cui si delinea un reticolo serrato di mediazioni tra
istanze rinascimentalie posizioni post-conciliari e ancora il Discorso della virtu femminile di Torquato Tasso, uscito a Venezia nel
1582 dalla stamperia di Bernardo Giunta. Si noti di passaggio che
il mutato orizzonte culturale e ideologico fa avvertire le sue ripercussioni anche sul piano delle forme retoriche in cui si elabora il
messaggio letterario. Allo schema articolato e polifonico del 'dialogo', basato appunto sulla compresenza di una pluralita di voci, e
subentrato lo schema irreggimentato e monotonale del 'discorso'.
II 'discorso' e una riedizione in forma retorica del 'trattato'.
II modello di mentalita, oltre che di femminilita, che sta alla
base del moderno concetto di famiglia, intesa anche come cellula
di un piu vasto tessuto sociale tenuto insieme da coesioni aggregative, e un prodotto della Controriforma. La Controriforma facilita
l'ascesa della donna borghese e asseconda la decadenza della donna aristocratica. Nondimeno, anche la cultura della femminilita
elaborata nell'epoca controriformista esprime forti tensioni di rinnovamento sociale. Le figure femminili primocinquecentesche di
cortigiane, poetesse, coltissime dame di palazzo, muse ispiratrici
di artisti e letterati, divengono rapidamente minoritarie. Al loro
posto si installa la perfetta donna schiettamente 'borghese', tutta
chiesa e famiglia, il cui modello sociale dominera praticamente con
indisturbata prevalenza sino all'emergeredel movimento femminista nel nostro secolo.
Questo sconvolgimento radicale dei modelli sociali di femminilita e fedelmente testimoniato da un trattato pedagogico di grande
importanza culturale. Al suo interno avviene infatti il processo di
sostituzione e scambio dell'archetipo aristocratico con l'archetipo
dunque soffermarsi, fornendo piiu
borghese. Su di esso occorrerNa
di un chiarimento. Mi riferisco al Della institution delle donne di
Lodovico Dolce, uscito una prima volta nel 1545 e poi riedito per
ben quattro volte nel corso del Cinquecento. Per la nostra analisi
mi serviro dell'edizione del 1560, stampata a Venezia da Gabriel
53 TOMASO
Le vite delle donne illustri della ScritturaSacra:con l'aggiunta
GARZONI,
delle vite delle donne oscuree laide dell'uno e l'altro Testamentoe un Discorso in fine sopra
Ravenna, 1994.
la nobilta delle donne, a cura di B. COLLINA,
162
DALLADONNA DI PALAZZOALLADONNA DI FAMIGLIA
Giolito de' Ferrari. E, per 1'ennesimavolta, un trattato in forma
di dialogo, diviso in tre libri secondo i restauraticanoni degli 'stati' tradizionali. II primo libro si occupa della fanciulla vergine, il
secondo della moglie, il terzo della vedova. Due soli sono gli interlocutori: un austero precettore a cui Dolce affida l'esposizione delle sue opinioni ed una mansueta educanda di nome Dorotea. Mi Iimitero qui a offrire una disamina del primo libro della Institution,
dove si affronta l'educazione della giovane.
Anche sul piano dell'enunciazione si comprende subito e con
chiarezza fino a che punto sia giunto il processo di esautoramento
di un modello di donna fino a pochi anni prima apertamente celebrato dagli intellettuali di punta della civilta rinascimentale. Non
solo quella sofisticata immagine di donna colta e erudita viene rimossa, ma addiritturaDolce si sente legittimato a deprecarlae deriderla. E molto meglio che la donna si adoperi per riapprenderele
sue peculiari mansioni domestiche e casalinghe, abitudinarie occupazioni andate perdute durante il femminismo del primo Cinquecento, piuttosto che perseguire il raggiungimentodi una raffinata
educazione letteraria.54La comunicazione di Dolce non si sottrae
al piglio polemico. Egli liquida senza tentennamenti le acquisizioni
femministe stratificate nell'ideologia cortigiana, che ritiene dannose e vanitose. A proposito dell'abbandono dei tradizionali uffici
familiari da parte delle aristocratichedonne dedite all'esercizio intellettuale, Dolce espone da subito la sua lamentosa requisitoria:
Oventosavanita,o delicatezzadannosadelle Nobili del nostrosecolo! Poiche queste s'irecanoa vergognaquello che in tutte le et"afu di
sommoonorealle Donne d'altafortuna,e celebrateper moltevirt'u.5
Non si sottraggono a questa opera di sarcastica demolizione
della figura femminile profondamente erudita neppure le ambizioni intellettuali ostentate da molte donne dell'epoca. Qual e dunque lo scopo, egli si chiede, di una educazione letteraria cosi insistita? A cosa puo giovare una erudizione sofisticatissima? Dove
condurrannoquei ragionamenti senza fine che si tengono nelle sa54 L'involuzione
culturaledi alcunisettori della societa"
del tardoRinascimentoe
ben documentatae descrittada P. F. GRENDLER,Therejectionof learningin mid-CinquecentoItaly,New York,1966.
55 LODOVICoDOLCE,Dellainstitution
delledonne,Venezia,1560, p. 1lr.
163
FRANCESCO SBERLATI
A talioccupazioni
intellettuali
e senzaduble dei palazzisignorili?
bio preferibileil tradizionalelavorodella donna, sua specifica
mansionerimastainalteratanel corsodei secoli.Le convinzionidi
Dolce sono espresse in un passo nel quale l'ironia e talmente accesa da rasentarela canzonaturao la burla:
Che farannoelle? Consumerannosemprele ore tra la moltitudine
delle Damigellee de' Cortegiani?Quali ragionamentisarannoi loro?
Parlerannosempre di motti e d'argutie?0 pure novelleranno?Non
avran(n)noquestiragionamentimai fine?A che darannopoi opera?Penalcuno.I pensierifemminilisono per lo piiuveseranno- mi risponder"a
loci, instabili,leggieri,erranti,e non sannodove fermarsi.Leggeranno:
debbonoindrizzarrl'animo.Ma
ottimo esercitio,al qualeprimieramente
semprenon si puo leggere:e lo stare in ocio, come piuiinanzi si dira, e
cosa tanto dannosache nullapiiu.[...] Ma gli onesti lavorisempredilettano, e dopo le fatiche sono i riposi piu grati. Conchiudoche le nostre
Donne non dovrebbonodisprezzarquel lavoroche alle passatee stato in
veduto, onorevolee di sommopregio.16
ogni tempo,come s'e%
II "lavoro" a cui si riferisce Dolce e ovviamente quello relativo all'amministrazione domestica e al buon governo della casa.
Nell'ideologia controriformistanon sono contemplate altre funzioni per la donna che non siano direttamente riconducibili al ruolo
di sposa e madre. Ci sono questioni ben piu importanti da sbrigare, che non lo stare a leggere libri o discutere sulle varie teorie in
essi esposte. La Institution,lo si vedra, non da adito ad equivoci su
questo punto dell'educazione femminile.
Marchiato dalla volonta della mediazione tra l'espressione di
definibile in modo univoco ed una
una cultura femminile non piu%
adesione alla ideologia controriformista, il libro di Dolce rende riconoscibile con sicurezza il desiderio di allontanare la letteratura
dalla figura femminile, e reciprocamentedi distanziare e dissociare
la donna dalla frequentazione dell'delitecolta. Le letture della donna dell'et"acontroriformistasaranno pertanto di carattere rigorosamente religioso e spirituale.7 Due infatti sono i principi sui quali
56
Ibid., pp. llv-12r.
Per il complesso rapporto tra cultura femminile e religiosita nel periodo che va
dal Rinascimento agli albori del Barocco, vedi G. ZARRI, Le sante vive. Culturae religiosita femminile nella prima eta moderna, Torino, 1990; Donna, disciplina, creanzacristiana
dal XV al XVII secolo, a cura di G. ZARRI, Roma, 1996; Donne e fede. Santitae vita reli57
164
DALLA DONNA DI PALAZZO ALLA DONNA DI FAMIGLIA
il devotorispettoperl'ortodossia
devebasarsila suaeducazione:
religiosae il governodellacasa.Su questiduepuntil'autoredella
Institution
e chiarissimo.
Eccocio cheegliprescrivea proposito:
Comela fanciulla
sarapervenuta
in eta attaa imparar
lettere[...],
in lei duefini:l'unola religione,
vogliochealorail padreconsideri
e
l'altroil governo
dellacasa.E secondo
questiduefinis'affatichi
di fare
ch'ellasi ammaestri
nellediscipline
virtuose
e negliesercitij
checonvengonoa chiha adessereDonnadi famiglia.
Nellediscipline
la
porremo
di Dioe dell'onesto,
contezza
quellapertinente
alcomponimento
dell'animae questaalleattionidelcorpo.Negliesercitij
si contener'a
il governoet i lavori.58
Questafanciullamodestae pudica,le cui principali
virtiusono
timidezzae vergogna,
nonpococonl'archetipo
contrasta
femminile sostenutoda trattatisticomeDomenichio Castiglione
o Piccolomini.A lei, futuradonna'borghese',
perfettamogliee madretimoratadi Dio, vieneimpartitaunaeducazione
su criimprontata
terichenonmi sembrafuoriluogodefinire'domestici',
valea dire
perseguendo una sorvegliata acquisizione di capacitNa
anche ammi-
nistrativeed organizzative
inerentiallenecessit"a
del mantenimento del milieufamiliare,main ognicasoescludendo
ognioccasione
di otium letterario. E piuttosto il negotium, il mestiere specifico
tradizionalmente attribuito alla donna, ad acquisire rilievo nelle
argomentazionidi Dolce. II governo della casa, principale mansione della maritata, onorevole e di sommo pregio ma caduta in disuso a causa del velleitarismo intellettuale delle gentildonne rinascimentali, emerge nell'opera di Dolce come un aspetto essenziale
della femminilita borghese, contribuendo cos'i a corroborare uno
giosa in Italia, a cura di L. SCARAFFIA-G. ZARRI,Roma-Bari, 1994; D. ZARDIN,Donna e
religiosadi raraeccellenza. ProsperaCoronaBascape',i libri e la culturanei monasterimilanesi del Cinque e Seicento, Firenze, 1992; F. MEDIOLI,"Fedeli, infedeli, dubbiose. Religiosita e storia delle donne", Quadernistorici, XXVIII, 1993, Pp. 933-938; A. GROPPI,I
conservatoridelle virtu. Donne reclusenella Roma dei papi, Roma-Bari, 1994; M. ROMANELLO, "La donna tra Cinque e Seicento: un ruolo in evoluzione tra Chiesa e societa.
Alla radice degli istituti femminili di vita apostolica", Quadernifranzoniani, VIII, 1995,
pp. 11-19; A. FACCHIANO, Monasterifemminili e nobilt2 a Napoli tra Medioevo ed eta moderna,Altavilla Silentina, 1992; infine A. JACOBSONSCHUTTE, "Come costruirsi il corpo
di una santa", Studi storici, XXXIII, 1992, pp. 127-139.
58 DOLCE,op. cit. (vedi nota 55), p. lOv.
165
FRANCESCO SBERLATI
stereotipodi donnaimpostosinei secolia venire.Eccocomeegli
celebraquestaattivitafemminile:
Io [...] consigliobene [...] che non solo questafanciullas'addestrasse
nelle facendeparticolaridella casa (che molte ne sono), s'icome in adornare una camera,acconciareun letto, far che tutte le massariciefamigliarisianodivisatecon ordineet a luoghiloro in modoche paiache tutta la casada ogni partegoda e sia pienad'allegria;ma etiandiodellacucina, imparandoil mododi cucinaree di ordinarle vivande,le qualivorrei che per la maggiorparte fossero curateet amministrateda lei. Percioche ci sono semprepiiugrati que' cibi che vengonodalle mani delle
nostre o sirocchieo mogli o figliuoleche abbiamo,che non sono quegli
altriche vengonodallefanti.
E trovaallafine ancheil gustodi prendersigiocodi quellenobildonneo aristocratiche
che snobisticamente
si sottraggono
all'esercizio di queste funzioni:
Ben so io che alcunedelicateMadonnesi farannobeffe e mi scherniranno (se questi ragionamentipervenisseroalle orecchieloro), ch'io voglia occuparnellacuradellacucina(le) loro figliuole!59
D'altra parte il confronto con il modello di donna che abbiamo
appreso dalla lettura di Piccolomini e Domenichi rivela ormai solo
insanabili divergenze. Va comunque detto che quando scrive il
Della institutiondelle donne, Dolce ha gia lavorato a lungo sui testi
letterari piiudiffusi dell'epoca e conosce pertanto assai bene quell'ideale di donna cos'i affine a certe posizioni del neoplatonismo,
nonche quella trattatistica sull'amore cortese che lo sostiene e lo
giustifica socialmente. Ma i tempi non sono piiu gli stessi. Nella
sua funzione di pedagogo, Dolce deve tener conto di componenti
nuove che sono il risultato di una transizione storica assai complessa, la quale non e piiudisposta a tollerare apertureverso apporti d'estrazione non palesemente ortodossa. Come professionista attivo nelle officine editoriali di Venezia, capitale mondiale della
stampa nel Cinquecento, Dolce ha contatti con letterati e artisti,
con gli esperti filologi commentatori dei classici latini e volgari,
con gli intellettuali allora piiuproduttivi, persino con le dame coltissime dell'aristocraziaveneta. Ma sono gli stessi ambienti edito59 Ibid., p. 12v.
166
DALLA DONNA DI PALAZZO ALLA DONNA DI FAMIGLIA
rialiche vedonoproprioin quegliannila circolazione
frequente
dei censoriinviatidal Sant'Uffizioper vigilaresul rispettodelle
posizioniortodossecoslcomesonostatedi recentecodificatedalle
direttivetridentine.Sonogli annidel controlloe dellarevisione
inquisitoriale
di ognilibropubblicato,60
dei processipereresiarapidamente
istruiti,dellarepressione
socialee ideologica.
DallepaginedellaInstitution
questacomplessae sedimentata
stratificazione
delle componentibalzaevidente.Nondimeno,la
caratteristica
che meglioesprimeil rispettoperla condizionefemminilenell'etadella Controriforma
va a mio avvisoindividuata
nellaconsapevoleformulazione
di un programma
educativoche
scegliela via dellapersuasione
e nondell'imposizione,
del convincimentoe nondellacoercizione.
IEquestounodei meritiprecipui
della Controriforma,
fermorestandocerti limiti oscurantisti.Si
tendea sollecitarelo sviluppodi predisposizioni
innate,di assecondareinclinazioniche emergonospontaneamente,
ma sempre
nel pienorispettodell'ortodossia
cattolica.Questaconcezionesara allabasedellapropostastraordinariamente
innovativadi ratio
60 P. F. GRENDLER,Cultureand censorshipin late RenaissanceItaly and France,London, 1981; ID., The Roman Inquisition and the Venetian press, 1540-1605, Princeton,
1977. Per piiu recenti indagini e documenti d'archivio si veda ora M. INFELISE,"Note
per una ricerca sull'editoria veneziana del '500", in La stampain Italia nel Cinquecento.
Atti del Convegno, Roma (17-21 ottobre 1989), a cura di M. SANTORO,2 vol., Roma,
1992, II, pp. 633-640; A. ROTONDO,"Editoria e censura nel Cinquecento", ibid., I, pp.
71-88; M. JACOVELLO, "Proteste di editori e librai veneziani contro l'introduzione della
censura della stampa a Venezia (1543-1555)", Archivio storico italiano, CLI, 1993,
pp. 27-56; M. MARSILI,"Battaglia giurisdizionale a Venezia per l'applicazione dell'indice clementino", Culturae scuola, XXXII, 1993, pp. 98-106; U. Rozzo, "In margine agli
Indici dei libri proibiti italiani del 1549 e 1554", La Bibliofilia, XCII, 1990, pp. 311321. I testi degli Indici sono pubblicati in Index de Venise, 1549, Venise et Milan, 1554,a
cura di J. M. DE BuJANDA-R. DAVIGNON-E.STANEK,Introduction historique de P. F.
GRENDLER,Sherbrooke (Quebec), 1987. Notizie di rilievo anche in A. STIPCEVIC, "La
censura veneziana e il libro in Dalmazia", in II libro nel bacino adniatico(secc. XV-XVIII), a cura di S. GRACIOTTI,Firenze, 1992, pp. 43-50. Inoltre per una visione d'insieme sul mercato editoriale veneziano si veda il libro di C. Di FILIPPoBAREGGI,Il mestiere
di scrivere.Lavoro intellettualee mercatolibrarioa Venezianel Cinquecento,Roma, 1988,
sul quale si tengano presenti le notazioni di A. GANDA, "A proposito del libro di Claudia
di Filippo Bareggi sul lavoro intellettuale e il mercato librario a Venezia nel Cinquecento", Nuova rivistastorica, LXXVII, 1993, pp. 646-651. Per un quadro storico piiugenerale sull'attivita dell'Inquisizione nella seconda meta del Cinquecento e assai istruttivo il
volume miscellaneo, L'Inquisizioneromanain Italia nell'eta moderna.Archivi, problemidi
metodo e nuove ricerche.(Atti del seminario internazionale, Trieste, 18-20 maggio 1988),
Roma, 1991.
167
FRANCESCO SBERLATI
gestudiorum
avanzatada Ignazioda Loyolae dallaCompagnia
suitica.
A benguardare
anchela sceltaespositivadi Dolcenonesclude
il direttoricorsoaglistrumentipareneticie suasori,talorapersino
epiditticied apologetici,strumentiretoriciche la suacompetenza
con efficacepadronanza.
professionale
gli consentivadi adoperare
dellagiovanedonna,DolcemostrainfatIn materiadi formazione
ti unatotaleadesionealladottrinacattolica.iII fine ultimodella
sua educazioneculturalee individuatoin una sortadi erudizione
revisioreligiosabasatasullaletturadei testi sacriopportunamente
conciliaried offertiallafruizionedei devoti
natidalledisposizioni
esplicativeche servonoad
con un ampiocorredodi informazioni
orientareil fedeleversounarettainterpretazione.
Dunquesiamo
che auspicaun ritornoallalettura
del protestantesimo,
all'opposto
senzamediazionidi commentio
direttadelle fonti testamentarie
glosseo apparatiesegetici.Per Dolcegli studidelleletterefanno
ad affermare
la loro onee contribuiscono
le donneammaestrate
sta, maquestistudinonhannovalorein se. Essiservonoperaccoalle buonedottrine,perche
starsicon una migliorepreparazione
dellacognizionedi Dio se nonper
all'altezza
non si puoascendere
gradi.Occorrealloraimpartireallagiovanedonnaunaeducazione
1'arla conducaad affrontareautonomamente
che gradualmente
dualetturadi queilibrida cui trarrei principiche devonoregolarapprere la suainteraesistenza.Questigradisononaturalmente
da
tutti
tecom'e
ovvio
studi
quei
letterari,
purificati
sentatidagli
Eccoun brevepasso
sti connotatida traccelascivee peccaminose.
che puo veniraddottoad esempiodi questoperdellaInstitution
corsoeducativo,e meritadi essereletto attentamente:
il primofinealqualesi deeindrizzare
la nostrafanPercheadunque
la religione,
la qualee apabbiamo
ciullaragionevolmente
posto(essere)
e conservator
nostro,
poggiata
sopraunsolocapo,chee Cristo,Signore
i
cercare
nel tenero
dottrina
che
debbono
la prima
padrid'imprimer
siaessoCristo.IIchefarenonsi potrase ellanon
cuoredellafigliuola
e suoredentore.
Et nonpotrasimilmente
lui
suo
conosce esser creatore
nellequali
se
non
via
delle
di
venirea notitia questo[...]
Scritture,
per
61
Si discostaparzialmenteda quella qui espostal'interpretazioneche ne da A.
delledonnedi LodovicoDolce ossia1' 'insegnarvirtuet hone"L'Institution
CHEMELLO,
sti costumiallaDonna'", in Trattatiscientificinel Venetofra il XV e il XVIsecolo,a cuet alii, Vicenza, 1985, pp. 103-134.
ra di E. RIONDATO
168
DALLA DONNA DI PALAZZO ALLA DONNA DI FAMIGLIA
si contengonoi maravigliosimisterijdelle sue parole.[...] Onde la principaledottrina,comeio dico, sarannole sacrelettere,cioe Cristo.62
II trattato di Dolce si mostra quindi alquanto ossequioso alle
prescrizioni stabilite dalla legislazione controriformista. Ma egli e
e resta, innanzitutto, un uomo di lettere, non un precettore religioso. Tra le caratteristicheintrinseche di quest'opera vorrei infatti sottolineare il notevole rilievo assunto dai materiali esplicitamente orientati in direzione di pedagogia letteraria, rilievo che acquisisce un significato ancora maggiore qualora si tenga conto degli austeri costumi indotti dal clima di repressione culturale di
quegli anni. Questa connotazione e inoltre particolarmente evidente la dove, sull'esempio fornito anni prima da Castiglione, accanto alle esigenze dell'educazione culturale della donna si scorge
un preciso canone di prescrizioni sociali e norme comportamentali.
I libri da leggersi cambiano per registro e contenuto, ma la funzione edificante che ad essi viene attribuita resta intatta. L'adattamento della tradizione letteraria agli schemi insegnativi dell'epoca
controriformista avviene sulla base di severi criteri selettivi tendenti a porre in posizione subalterna, e talvolta addirittura ad
escludere con forza proibitiva, i testi e le opere piiu difficilmente
allineabili ad un principio educativo moralistico e religiosamente
ortodosso. Una chiara dimostrazione di questo processo selettivo e
offerta appunto dal Della institution delle donne di Dolce, dove
egli elenca letture da farsi e nel contempo letture da evitarsi, secondo canoni di veto che rinviano all'ideologia propria dell'Index
librorumprohibitorum.
Quali sono ora i libri che vanno letti? E quali, invece, vanno
attentamente evitati? Vediamolo attraversol'elenco che ne fa Dolce. Per prima cosa bisogna preoccuparsi della cognizione di Dio.
Per essa saranno sufficienti i due sacri volumi del Vecchio e del
Nuovo Testamento, da leggersi pero non senza l'ausilio delle esposizioni che hanno fornito i dottori della patristica: dunque la giovane leggera anche Ambrogio, Agostino, Girolamo. Una particolare cautela occorrer'ainvece per gli autori moderni che si occupano
di cose sacre, facendo attenzione a coloro che espongono la scrittura non secondo il vero sentimento, ma a soddisfazione del mon62 DOLCE,op cit.
(vedi nota 55), pp. 17r-v.
169
FRANCESCO SBERLATI
i teodo e adutiledi se medesimi.L'accenno
riguarda
ovviamente
logi riformatiche hannoaccettatoi principidelleconfessioniprotestanti.Quantoalledisciplinemorali,la giovanestudieraPlatone
e Seneca,e tutti quei filosofidai qualisi possonotrarresantie
onesticostumi.Lo studiodellafilosofianone tuttaviaindispensaculturaledelladonna,perchegiada solele sabile allaformazione
cre letterefornisconoun'esauriente
educazioneetica, insegnando
a sufficienzatuttoquelloche pertieneallabuonavita. Nondimeno
la filosofiapuo anchecostituiretaloraoggettodi studio,ma essa
un ornamento
non e essenziale:la si puo coltivareper aggiungere
o per aversemprein che tenereoccupato
alledoti dell'educanda,
l'animosuo. D'altraparte,il padrenondeveesserecos'iseveroda
vietarlela lezione,di tantoin tanto,di queilibriche si occupano
di un Dolcecondi coseumane,valea dire,nel cifratolinguaggio
Ancheda essi si derivano
di poesiae di letteratura.
troriformista,
a voltebuoniesempi.Mae verochebisognafarnescelta.
Molti libri che si trovanonellaletteraturalatinae bene che
non sianoveduti ne letti dalle oneste donne.In praticavanno
schifatitutti i poeti,eccettoVirgilio,ma non da leggersitutto, e
alcunepartidi Orazio,quellepiiucastee piu morali.La giovane
dovrainveceessereindottaa leggerePrudenzio,Prosperod'Aquitania,Giovencoe Lattanzio,Paolinoda Nola. Trai moderniche
letti Jacopo
hannoscrittoin latinodi argomentimoraliandranno
e MarcoGerolamo
Vida,
Sannazzaro
(autoredel De partuVirginis)
e autoredel poemaChristias,
sulla
animatore
dellaControriforma
vita di Cristo.Tra gli scrittoridi prosala giovanedonnapotra
vederetuttele operedi Cicerone.Allostessomotranquillamente
do le sarannodi notevolegiovamento
gli storicicomeLivio,Sallustio, CurzioRufo, Svetonio,Tacito.Questeletturesono importantiperchedallelezionidi Ciceronealtronon si puo raccogliere
che esempidi virtue buoniconsigli,giacchela storiae maestradi
vita. Dellaletteratura
volgaresi fugganotutti i librilascivi,come
si fuggonole serpie gli animalivelenosi.Traquelliche si debbono
fuggire, le novelle di Giovanni Boccaccio (cioe il Decameron)terranno il primo luogo. Tra quelli che meritano di esser letti, primi
saranno il Canzonieredi Petrarca e la Commediadi Dante. Nel primo si troveranno, insieme con le bellezze della poesia volgare e
della lingua toscana, esempi di onestissimo e castissimo amore.
Dal secondo si derivera un eccellente ritratto di tutta la filosofia
170
DALLADONNA DI PALAZZOALLADONNA DI FAMIGLIA
cristiana.A questiandranno
le operedel dottissimo
accompagnate
cardinale
PietroBembo,l'Arcadia
del Sannazaro,
i Dialoghimorali
di SperoneSperoni.3Questol'indiceapprontato
da Dolceperl'educazione
dellagiovane,il qualesignificativamente
cos'iconclude:
Ma non perola miadiscepolasia tanto intentaa sl fatti studijche ella lascida partei lavoriconvenienti,et essendocongiuntaa marito,i governidellacasa,perchequestonon ricercaIddio.
II trapassodal modellodi femminilit'a
dei primiannidel Cinquecentoal modellodellasecondametadel secoloe in praticaavvenutoe resterastabilmente
confermato
nei secolisuccessivi.Ma
primadi archiviare
questotestodi LodovicoDolce,coslimportante sulpianodelletestimonianze
storiche,si rendononecessarie
alcuneconsiderazioni.
Abbiamofin quipercorsoil tracciatodiacronicodellaconcezionerinascimentale
di femminilita.
Siamopartiti
dallaconstatazione
del successosocialee letterarioarrisoad un
idealedi donnacherompevaognilegameconi pregiudizi
misogini
del Medioevo,dei qualisi ebberocontinuazioni
nellaradicatatradizioneantiuxoria
dell'Umanesimo.
Unaconcezionedi femminilita davveroeversivae sovvertitrice,
che miravaad instaurare
una
rinnovata
definizionedei ruolisociali.Unataleconcezioneerabasatain primoluogosul processodi acculturamento
delladonna,
sullasuacrescenteincidenzaintellettuale.
Per sapereed erudizione, perconoscenza
e sapienza,la donnadovevaesserein gradodi
confrontarsi
e competerecon l'uomo,di uguagliarlo
e, se necessario, superarlo.
Apprendiamo
per controdal libro di Dolce che quel sapere
in apparenza
multidisciplinare
cosl congenialeallanobildonna
del
primoCinquecento,
delineatosu un reticoloserratodi difficilimediazionie di reciprociinflussiche le consentivadi conversare
in
posizioneparitaria
confilosofie poeti,linguistie teologi,politicie
diplomatici,quel saperee divenutoinutilizzabileed inservibile
nellarealtastoricadellaciviltacontroriformista.
L'acculturamento
delladonnasegnacoslun ritornoa posizionidi partenzapre-rinaallequalivienericondottopureil suoruolosociale.La
scimentali,
culturaeruditanon rappresenta
piu il suo trattoinconfondibil63
Ibid.,pp. 18r-19v. Da p. 19v anche la prossimacitazione nel testo.
171
FRANCESCO SBERLATI
di
mentemoderno.Al primoposto vengonoora le sue capacit"a
amministrare
l'ambitofamiliare.Capacitache sonosi anchedi ormache sonoprimadi tuttocapadineorganizzativo
e finanziario,
di
manifatturiere,
cit"afabrili,tattili,manualie gestuali,capacit'a
domestica.Nelladonnadell'eta
minutama preziosamanovalanza
dellaControriforma
le manivengonoprimadel cervello.II governo dellacasavieneprimadellostudio.Si vedaa questoproposito,
di Dolce:
un altropassoderivatodallaInstitution
perconcludere,
fu giudicato
dasaviuominichefossepocotemQuantoall'imparare
chenonsi convenga
po tuttoil corsodellavita.Peroio possocredere
se nonin quanto
diterminare
alcunfinecosialladonnacomeall'uomo,
di piiudiscipline,
all'uomo
e mestiero
la cognition
essendoeglitenutodi
mail benedella
procurar
nonpurl'utiledi se stessoe dellasuafamiglia,
suaRepublica
o delsuoPrencipe,
e parimente
degliamici.Mala donna,
in cuialtrononsi ricerca
dellacasa,vorreicheellafosse
che'1governo
nondeeessenzapiiu,percioche
rivoltaallostudiodellafilosofia
morale
et de'suoifigliuoli,
e nonle apsermaestra
di altruichedi se medesima
tragliuomini.64
tenerescolao disputar
partiene
La divisionedei saperisullabase dei sessie qui chiaramente
esclusivadistinta.La culturaritornaad essereuna prerogativa
mentemaschile.Perchiudereil discorsosu Dolcee sullapedagogia femminile nella seconda metNadel XVI secolo, rammentero la
battuta illuminante di Dorotea, la giovane educanda protagonista
della Institutiondelle donne, da lei pronunciata durante il procedimento educativo che abbiamo finora descritto. Essa vale nella sua
lapidariasemplicita come monito terminale di una prassi pedagogica e nel contempo come efficace immagine simbolica di una condizione femminile destinata a perdurare nel tempo. Ecco le scarne
ma incisive parole di Dorotea:
Diro bene che il sapercucirea noi donne tanto appartiene,quantoa
voi uominiil saperescrivere.61
L'immagine e a mio avviso bellissima e tale da acquistare sostanza iconologica. Tra l'indice e il police della mano destra, con
l'ausilio di un lieve movimento del polso, la penna e l'ago esprimo64
65
Ibid.,p. 18r.
Ibid.,p. 12v.
172
DALLA DONNA DI PALAZZO ALLA DONNA DI FAMIGLIA
e la
la suddivisione
degliambitiprofessionali
no simbolicamente
del sapere.Doroteanonsi limitaa distingueprecisadivaricazione
il saperecuciredal
re il cuciree lo scrivere.Distinguesoprattutto
saperescrivere.La differenzatra i sessi si fondain eta moderna
dei corrispettie qualitativa
anchesu di unadistinzionegerarchica
vi saperi.6
avviata
e immediatafu dunquela risistemazione
Amplissima
La culturaal femminiledel primoCinquedallaControriforma.
a quelbagagliodi
centoe ridottapressocheal silenzio,accorpata
archiviate.La trattatiesperienzeintellettualiassaiprecocemente
a
sticasulladonnae sullasuaeducazionesembraorapreoccupata
intenzioniedificantipiiuche didattiche,entroun quadro
garantire
religiosoe fideistico.67
di stampoespressamente
questodiscorsomi limiteroad una
conclusione
a
Nell'avviare
Dettoin drasticasintesi,nel suoinsiemela culsolaosservazione.
non riusciraa delinearee a imturafemminiledel Rinascimento
porreuna propriaidentita.Nei primidecennidel Cinquecento,
questaculturaal femminilenon potevache limitarsia replicarei
dagliautori
modelliculturalisinoad alloratrattatiesclusivamente
la culturafemminie riconosciuta,
maschili.Peresserelegittimata
e
equipararsi
ha dovutonecessariamente
le primo-cinquecentesca
ha
non
In
sostanza,
maschile.68
di
monopolio
schemi
allinearsi
agli
prodottone inventatonulladi nuovo.Solocon la Controriforma
differenziata
in unagerarchia
essatroverail modoperimmettersi
66 J. BROWN,
"A Woman's Place was in the Home. Women's Work in Renaissance
Tuscany", in Rewritingthe Renaissance.The Discoursesof Sexual Differencein Early MoChicago, 1986,
J. VICKERS,
QUILLIGAN-N.
dernEurope,a cura di M. W. FERGUSON-M.
pp. 206-226; P. SIMONS,Genderand sexualityin Renaissanceand BaroqueItaly: a working
bibliography,Sydney, 1988; Sex and genderin historicalperspective,a cura di E. MuIR-G.
RUGGIERO, Baltimore, 1990.
67 Per un istruttivo confronto con la situazione non dissimile degli altri paesi euro"Reflexions sur l'education des filles au XVIe siecle: avec les
pei vedi J.-C. MARGOLIN,
ecolieres de La guirlandedes jeunesfilles (1564) de Gabriel Meurier", in L'educazionee la
formazione intellettuale nell'eta dell'Umanesimo. Atti del II Convegno internazionale,
Milano, 1992, pp. 127-154. Affronta gli arTARUGI,
SECCHI
1990, a cura di L. ROTONDI
"Per
gomenti qui discussi, ma entro una diversa prospettiva, anche S. S. MACCHIETTI,
una pedagogia dell'educazione femminile in Italia nei secoli XVI e XVII", Quaderni
franzoniani,VIII, 1995, pp. 21-54.
68 K. FIETZE,Spiegelder Vernunft.Theorienzum Menschseinder Frau in der Anthropologie des 15. Jahrhunderts,Paderborn, 1991; e i saggi raccolti in Rinascimentoalfemminile, a cura di 0. NiccoLI, Roma-Bari, 1991. Per l'aspetto ideologico della questione vedi G. BOCK,Storia,storiadelle donne, storiadi genere,Firenze, 1988.
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FRANCESCO SBERLATI
di saperi che oggi diremmo sessuati. La seconda met"adel Cinquecento esprime infatti un progetto mirato ad una sistemazione storica il cui intendimento prevalente sembra essere quello di integrare le differenze, di omologare l'eterogeneo. Si punta pertanto a
comporre un'immagine virtualmente univoca della societa, inglobando al suo interno tutte le anime e le personalita. In questo
quadro la donna trova collocazione dignitosa e rispettabilissima
proprio in quanto soggetto diverso dall'uomo, alla quale spettano
funzioni e compiti diversi da quelli attribuiti all'uomo. La Controriforma non vuole una donna che sia una replicata immagine di
uno stereotipo maschile: la vuole donna proprio in quanto diversa
dall'uomo. Cosi come e stata intesa durante l'ettamoderna, la donna e paradossalmenteun'invenzione della Controriforma.
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