Azienda sanitaria locale n.13
Aut. 31/97
26/07/1997
In Forma
MARIO MINOLA
DIRETTORE GENERALE DELL’ASL N. 13 DI NOVARA
IN QUESTO NUMERO:
13
MARIO MINOLA, DIRETTORE DELL’ASL N.
NOVARA
DI
PAG.
1
SERGIO BERTONE NUOVO DIRETTORE AMMINISTRATITO DELL’ASLN. 13 DI NOVARA
PAG.
2
ARABELLA
FONTANA
DIRETTORE
DELL’ASL N. 13 DI NOVARA
PAG.
2
SANITARIO
PIEMONTE INFORMA
NOMINATI I DIRETTORE GENERALI DELLE AZIENDE
SANITARIE PIEMONTESI
BRESSO: SI CONTINUA A LAVORARE SECONDO GLI
INDIRIZZI TRACCIATI DA VALPREDA
PAGG.
3/4
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5
NOTIZIE DAL DIPARTIMENTO MEDICO
DIALISI E TRAPIANTO: UNA SFIDA POSSIBILE
PAG. 6
NOTIZIE DAL DIPARTIMENTO CHIRURGICO
“CAMPUS” ALL’OCULISTICA DI ARONA. CORSI DI
PERFEZIONAMENTO POST RESIDENZIALE SULLE
PAG. 7
PATOLOGIE DELLA VITREO RETINA
NOTIZIE DAL DIPARTIMENTO DI
AREA DIAGNOSTICA
L’INFORMATIZZAZIONE DEL LABORATORIO ANALISI
E… PROVIAMO INSIEME A VINCERE LA PAURA
DELLA SIRINGA….
SOSPENSIONE TEMPORANEA ATTIVITÀ DI RADIODIAGNOSTICA AL POLIAMBULATORIO DI OLEGGIO
DELL’ASL 13
PAGG.
8/9
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9
NOTIZIE DAL DIPARTIMENTO
POST ACUZIE
DELLE CURE PALLIATIVE NELL’ASL N.
L’ATTIVITÀ
13 CON IL PACE MAKER RICARICABILE IL DOLORE
BENIGNO PUÒ ESSERE SCONFITTO
PAG.
10
IL CANTO DELLE SIRENE
PAG.
11
L’8 MARZO AL SERVIZIO PSICHIATRICO DI DIAGNOSI E CURA DI BORGOMANERO
PAG.
11
LA RELAZIONE INTERPERSONALE, OGGI. APPROCCIO E GESTIONE DEL PAZIENTE CON AGITAZIONE
PSICOMOTORIA, TECNICHE BASE DI AUTODIFESA IN
CASO DI AGGRESSIONE
PAG.
12
NOTIZIE DAL DIPARTIMENTO DI
SALUTE MENTALE
La Giunta della Regione Piemonte ha
provveduto alla nomina dei Direttori Generali
delle Aziende Sanitarie Piemontesi, con
incarico a decorrere dal
1° marzo u.s.,
confermando nella maggior parte dei casi, i
manager a cui nell’aprile del 2006 era stato
conferito l’incarico di Commissario.
Mario Minola, laureato Medicina e Chirurgia,
ha svolto dal 1997 l’incarico di Direttore
Sanitario nell’ASL 13 di Novara, assumendo
l’incarico nel 2003 di Direttore Generale
dell’Azienda Ospedaliera Maggiore della Carità
di Novara.
NOTIZIE DAL DIPARTIMENTO TERRITORIALE
PSICORAV. UN SERVIZIO GRATUITO DI CONSULTAZIONE PSICOLOGICA
PAGG.
13/14
NOTIZIE DAL DIPARTIMENTO
MATERNO INFANTILE
PAG. 15
NOTIZIE DAL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE
ITALIA – UNGHERIA GEMELLAGGIO INTERNAZIONAPAG. 16
AQUA
LE
NOTIZIE DAI DISTRETTI
L’ATTIVITÀ DELL’I.S.I. IL CENTRO DI ASSISTENZA
AGLI IMMIGRATI IRREGOLARI
PAGG.
17/18
NOTIZIE DAGLI ENTI GESTORI
PRESENTATO A BORGOMANERO IL DOCUMENTO
DEL PIANO DI ZONA DEI SERVIZI SOCIO ASSISTENZIALI
PAGG.
18/19
NOTIZIE DA: L’ASL 13 INFORMA
Dal 2006 è al vertice dell’ASL n. 13 di Novara,
prima come Commissario ed ora come
Direttore Generale.
BARBARA BUONO NUOVO RESPONSABI SERVIZIO
ECONOMICO FINANZIARIO DELL’ ASL 13
UN SALUTO A PIERO CAPITTINI E A GIANFRANCO
CAMMAROTA
PAG.
20
PAGG.
20/21
NOTIZIE DAL CRAL
PAG. 21
NOTIZIE DAL COMITATO PARI OPPORTUNITA’
MIRELLA VALLI “ARONESE DELL’ANNO”
PAG. 21
DICONO DI NOI…
DICONO DI NOI
PAG. 22
IL TORNEO DI TENNIS OSPEDALIERO
FORMA
IN IN
FORMA
Pagina
2
Pagina
2
Anno
4 – Numero
4
Anno
6– Numero
2
SERGIO BERTONE
NUOVO DIRETTORE AMMINISTRATIVO DELL’ASL N. 13 DI NOVARA
Prima della nomina all’ASL n.
13 di Novara ha svolto
l’incarico di Direttore Amministrativo alle AA.SS.LL. n. 5 e n.
6 di Collegno e Cirié.
Ha preso parte, infine, a numerose attività formative ad indirizzo manageriale ed attinenti
alla gestione della materia sanitaria.
Il Direttore Generale dell’ASL.
n. 13 di Novara dott. Mario Minola ha nominato, con effetto
dal 5 marzo u.s.., il nuovo Direttore Amministrativo nella
persona del dott. Sergio Bertone (nella foto), in sostituzione
del dott. Carlo Marino che si è
trasferito in altra sede.
dal 1972, nel settore pubblico
presso l’Ente Ospedaliero di Ciriè (poi accorpato nell’ex USSL
27), divenendone nel 1986 Direttore Amministrativo.
Sergio Bertone si è laureato
all’Università degli Studi di Torino in Economia e Commercio
ed annovera nel Suo curriculum
esperienze in ambito privato e,
Nel gennaio del 1995 è nominato
Direttore Amministrativo dell’ASL
n. 6 di Cirié assumendo, nel 1999 sino al 2005, l’incarico di Direttore Generale.
Nella fotografia a lato il nuovo
Dir et t o r e A m m inis t r at i vo
dell’ASL n. 13 di Novara: dott.
Sergio Bertone
Dal 1992 al 1993 ha svolto funzioni di Coordinatore Amministrativo dell’ex USSL 27 di Cirié.
ARABELLA FONTANA
DIRETTORE SANITARIO DELL’ASL N. 13 DI NOVARA
Il Direttore Generale dell’ASL.
n. 13 di Novara dott. Mario Minola ha
nominato Direttore
Sanitario, con effetto dal 1°
marzo
u.s.., rinnovandoLe
l’’incarico, la dott.ssa Arabella
Fontana (nella foto).
Si è laureata all’Università de-
gli Studi di Torino in Medicina e
Chirurgia con lode e si è specializzata in igiene e medicina preventiva con indirizzo di epidemiologia e sanità pubblica ed in igiene e organizzazione dei servizi
ospedalieri con lode. Ha conseguito successivamente il master
di II livello in Risk Management
della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi
di Torino.
La Sua carriera professionale è
iniziata nel 1990 come Medico
del Servizio di Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica (ex
USSL 51 di Novara) e poi come
Dirigente Responsabile del Controllo di Gestione e Contabilità
Analitica dell’ASL n. 13; ha, inoltre, ricoperto l’incarico di Direttore
Medico dei Presidi Ospedalieri
Riuniti dell’ASL n. 13.
Ha insegnato educazione, statistica e demografia sanitaria al corso
di Educazione Sanitaria presso la
Scuola Infermieri Professionali
dell’Ospedale “Maggiore della
Carità” di Novara.
Ha preso parte a numerose attività formative ed ha progettato e
condotto diversi corsi riguardanti
la materia sanitaria. Ha infine
scritto e collaborato nella redazione di numerose pubblicazioni
scientifiche.
Pagina 3
A cura di Mara Anastasia,
addetto stampa Regione Piemonte
La giunta regionale, nella
seduta del 19 febbraio, ha
provveduto alla nomina dei
direttori generali delle aziende sanitarie piemontesi. Pochi i cambiamenti rispetto
all’attuale assetto dirigenziale: nella maggior parte dei
casi, infatti, sono stati infatti
confermati i manager cui
nell’aprile del 2006 era stato
conferito l’incarico di commissario.
Fanno eccezione le aziende
sanitarie della provincia di
Torino per le quali la nuova
proposta di piano approvata
dalla giunta il 28 dicembre
scorso ha previsto degli accorpamenti diversi da quelli
inizialmente proposti: così
Giorgio Rabino cederà il vertice dell’Asl 6 di Ciriè a Marina Fresco (che contemporaneamente manterrà la guida
dell’Asl 7 e dell’Asl 9), e assumerà, insieme alla direzione dell’Asl 5, anche quella
dell’Asl 10. A Giovanni Caruso, invece, ora commissario dell’azienda pinerolese e
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di quella di Chieri, resterà
quest’ultima.
Novità anche a Cuneo: Fulvio
Moirano lascia l’Aso «S. Croce
e Carle», per passare a dirigere
le Asl 15, 16 e 17. Al suo posto,
alla guida dell’ospedale, è stato
designato Giorgio Gatti, ex direttore generale della Provincia
di Torino.
Momentaneamente rinviata,
invece, non essendo ancora
pervenuto
il
parere
dell’Università di Torino, la
nomina di Giuseppe Galanzino
e di Carmelo Frigione a direttori rispettivamente delle Molinette e del San Luigi di Orbassano.
«La scelta di confermare i vertici
attuali - spiega l’assessore Valpreda - nasce da una valutazione
co m p l e s s i v a m e n te p o s i t i v a
dell’opera fin qui svolta dai commissari, ai quali, con il conferimento dell’incarico di direttore
generale, viene chiesto di proseguire nell’importante azione di
riqualificazione dell’assistenza e di
riequilibrio economico-finanziario
avviata in questi mesi. In particolare, nelle delibere di nomina, vengono assegnati come obiettivi pri-
Anno 6– Numero 2
mari il perseguimento
dell’integrazione interaziendale, la realizzazione di una rete
integrata dei presidi ospedalieri
e dei servizi sanitari sul territorio, accanto allo sviluppo di
interventi per assicurare la
continuità delle cure e dei percorsi di assistenza, il potenziamento della prevenzione e il
consolidamento delle iniziative
a sostegno dei soggetti
“fragili”.
In questo quadro di sostanziale continuità si inserisce
anche la decisione di designare un unico direttore per
le Asl che, con la definitiva
approvazione del piano, si
andranno ad accorpare. Un
provvedimento che risponde
alla necessità organizzativa
di interventi immediati, che
garantiscano, da subito e coerentemente con il lavoro già
impostato, una gestione coordinata ed efficiente delle
attività».
Per tutti i manager,
l’assunzione dell’incarico
decorrerà a partire dal 1°
marzo.
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IN FORMA
Anno 6– Numero 2
AZIENDA SANITARIA
NUOVO
ATTUALE
REGIONALE
DIRETTORE GENERALE
COMMISSARIO
Asl 1 Torino
Ferruccio Massa
Ferruccio Massa
Asl 2 Torino
Ferruccio Massa
Ferruccio Massa
Asl 3 Torino
Giulio Fornero
Giulio Fornero
Asl 4 Torino
Giulio Fornero
Giulio Fornero
Asl 5 Collegno
Giorgio Rabino
Giorgio Rabino
Asl 6 Ciriè
Marina Fresco
Giorgio Rabino
Asl 7 Chivasso
Marina Fresco
Marina Fresco
Asl 8 Chieri
Giovanni Caruso
Giovanni Caruso
Asl 9 Ivrea
Marina Fresco
Marina Fresco
Asl 10 Pinerolo
Giorgio Rabino
Giovanni Caruso
Asl 11 Vercelli
Mauro Barabino
Mauro Barabino
Asl 12 Biella
Oreste Brusoni
Oreste Brusori
Asl 13 Novara
Mario Minola
Mario Minola
Asl 14 VCO
Ezio Robotti
Ezio Robotti
Asl 15 Cuneo
Fulvio Moirano
Stefano Silvano
Asl 16 Mondovì
Fulvio Moirano
Stefano Silvano
Asl 17 Savigliano
Fulvio Moirano
Stefano Silvano
Asl 18 Alba
Giovanni Monchiero
Giovanni Monchiero
Asl 19 Asti
Luigi Robino
Luigi Robino
Asl 20 Alessandria
Giampaolo Zanetta
Giampaolo Zanetta
Asl 21 Casale Monferrato
Giampaolo Zanetta
Giampaolo Zanetta
Asl 22 Novi Ligure
Giampaolo Zanetta
Giampaolo Zanetta
Aso CTO/CRF/M.Adelaide
Alberto Andrion
Alberto Andrion
Claudio Macchi
Claudio Macchi
Enrico Bighetti
Enrico Bighetti
Aso S. Croce e Carle
Giorgio Gatti
Fulvio Moirano
Aso Ss. Antonio e Biagio e Arrigo di Alessandria
Maria Teresa Flecchia
Maria Teresa Flecchia
Aso OIRM/s. Anna di Torino
Marinella d’Innocenzo
Marinella d’Innocenzo
Aso Maggiore della Carità
di Novara
Aso Ordine Mauriziano
di Torino
Pagina 5
A cura di Franco Borgogno,
portavoce della Presidente Mercedes Bresso
«Il lavoro dell’Assessorato
alla tutela della salute e sanità prosegue senza interruzioni, secondo gli indirizzi
tracciati da Mario Valpreda». A dichiararlo è la presidente della Regione Mercedes Bresso, che questa mattina ha firmato il decreto di
riassunzione delle deleghe in
materia sanitaria.
Subito dopo, la presidente,
insieme al capo di Gabinetto,
Roberto Moisio, ha incontrato
il
direttore
dell’Assessorato, Vittorio
Demicheli, per fare il punto
sulle questioni da affrontare
nell’immediato e fissare il
programma di lavoro per i
prossimi mesi.
Tra le priorità, c’è l’avvio
delle trattative con il governo per l’abolizione del ticket
sulle ricette per visite ed esa-
IN FORMA
mi diagnostici. Una legge che
modifica la finanziaria ha infatti previsto la possibilità per
le Regioni di rimuovere questa forma di compartecipazione, a condizione che se ne introducano altre in grado di
garantire un gettito analogo,
che nel caso del Piemonte è
stato stimato intorno agli 80
milioni.
«Nelle scorse settimane - spiega Bresso - l’assessore Valpreda aveva predisposto un piano di misure alternative per
cercare di arrivare al più presto all’eliminazione di questo
balzello che colpisce in maniera indiscriminata tutti i
cittadini. Ora lo presenteremo
a i sin da ca ti e, do p o
l’approvazione in giunta,
provvederò ad avviare l’iter
di autorizzazione della manovra presso il Ministero. Contemporaneamente, insieme ai
rappresentanti delle altre Regioni, continueremo a fare
pressioni sull’esecutivo perché riveda il provvedimento,
anche alla luce della positiva
situazione delle entrate».
Nel frattempo, l’Assessorato
terminerà la definizione del
piano di investimenti in edilizia sanitaria da avviare da qui
al termine della legislatura,
da finanziare, oltre che con
fondi regionali e con i proventi derivanti dalla messa a reddito del patrimonio delle a-
Anno 6– Numero 2
ziende sanitarie, anche con
le risorse messe a disposizione dalle legge 67/88.
«Il piano sarà pronto entro
aprile - continua Bresso con l’indicazione degli interventi suddivisi per gruppi:
urgenti, a breve termine e a
medio termine. Nel primo
rientrano il completamento
degli ospedale già in via di
costruzione, l’edificazione
delle Case delle salute e le
opere di ristrutturazione e
messa a norma dei presidi
esistenti e dei poliambulatori. Negli altri due, invece, è
compresa la costruzione dei
nuovi ospedali previsti sul
territorio regionale».
Infine, proseguirà nei prossimi giorni la serie di incontri
già calendarizzati con i nuovi direttori generali di ASL e
ASO, per il monitoraggio
dello stato organizzativo e
finanziario delle aziende sanitarie.
IN FORMA
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Anno 6– Numero 2
DIALISI E TRAPIANTO:
UNA SFIDA POSSIBILE
A cura di Elena Vallana
Intervista
alla dott.ssa
Elena Ragazzoni Referente
trapianti di
rene ASL 13
- Nefrologia e DialisiOspedale
Borgoma-
nero – (nella foto)
Cosa significa vivere di dialisi oggi?
Innanzitutto occorre precisare
che la terapia dialitica, sostitutiva
della funzione renale, è diventata
terapia di routine negli anni 70,
infatti, in quel periodo in Piemonte era attivo il Centro delle Molinette, tra i primi in Italia, e
l’Ospedale di Borgomanero.
La terapia dialitica consente una
buona qualità di vita ma rimane il
legame con il rene artificiale per
156 volte all’anno.
Quanti sono i dializzati in Italia?
Attualmente in Italia vivono con
la dialisi 50.000 pazienti, circa un
centinaio sono seguiti dalla Nefrologia e Dialisi dell’ Ospedale di
Borgomanero e dai CAL (centri
di assistenza limitata) di Arona e
Oleggio.
Si vive di dialisi per tutta la vita?
Il trapianto renale è l’unica terapia che consente di uscire dal
tunnel della dialisi.
Anche in questo campo la Divisione di Nefrologia dell’Ospedale
di Borgomanero si è distinta nei
primi anni 70 favorendo
l’iscrizione dei pazienti in lista
trapianto in numerosi centri stranieri, poiché in Italia il trapianto
era ancora agli albori.
Molti dei pazienti seguiti dalla
Nefrologia sono tutt’ora liberi
dalla dialisi grazie ai “viaggi della
speranza” verso i Centri di Bruxelles, Lione o Marsiglia, dove
hanno ricevuto un trapianto che
dura da quasi 30 anni.
Oggi in Italia ed in particolare in
Piemonte, nei Centri Trapianto di
Torino e Novara, i pazienti uremici trovano una risposta a questo tipo di terapia sostitutiva.
Qual è l’iter che un paziente deve
seguire?
I pazienti che dializzano pressi il
nostro Centro devono eseguire
un lungo iter diagnostico per
poter essere iscritti in lista per il
trapianto, allo scopo di escludere
patologie che controindicano tale
intervento.
Dopo l’iscrizione in lista vi è un
tempo di attesa di circa 2,5-3
anni in cui il paziente viene periodicamente controllato con esami ematochimici e strumentali, in
attesa dell’organo compatibile.
Quando i pazienti vengono dimessi dal Centro Trapianti tornano al nostro Ambulatorio posttrapianto dove eseguono, per
tutta la durata del trapianto, gli
esami necessari per controllare
la funzione renale e gli effetti
della terapia immunosoppressiva.
Quanti sono i pazienti trapiantati
seguiti dal Centro di Borgomanero?
I nostri pazienti trapiantati sono
attualmente 83, tra questi vi sono 4 che hanno ricevuto un trapianto da vivente (fratello, padre,
madre) e uno di questi ha eseguito il trapianto prima di iniziare
il trattamento dialitico.
Il trapianto offre migliori probabilità di sopravvivenza del paziente
rispetto alla dialisi, una migliore
qualità di vita e un miglior reinserimento sociale e lavorativo rispetto alla dialisi.
Il trapianto da vivente anche
quando eseguito tra soggetti geneticamente estranei (ad esempio tra coniugi) offre sia nel breve sia nel lungo termine una sopravvivenza renale migliore rispetto al trapianto da cadavere.
Tanto minore è il tempo di attesa
in dialisi, tanto maggiori sono le
probabilità di successo nel lungo
termine.
Grazie al costante aggiornamento dei protocolli terapeutici, delle
metodologie chirurgiche e delle
procedure diagnostiche, i risultati
clinici si sono dimostrati in continuo miglioramento.
Le sopravvivenze del paziente e
del rene nel periodo 2000-2005
sono state rispettivamente 95 e
91 % al V° anno, con un significativo miglioramento rispetto
all’88 e 58% del periodo 198590.
Per concludere cosa possiano dire
alle persone..
Non vi sarebbe trapianto senza
donazione ed è proprio in questo
senso che va rivolto ogni sforzo,
sia come operatori sanitari che
come cittadini, affinché un gesto
d’amore come la donazione possa ridare la speranza a chi vive
in dialisi.
IN FORMA
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Anno 6 - numero 2
“CAMPUS” ALL’OCULISTICA DI ARONA
CORSI DI PERFEZIONAMENTO POST RESIDENZIALE SULLE PATOLOGIE
DELLA VITREO-RETINA
La Struttura
di
Oculistica
del Presidio Ospedaliero di
A r o n a
dell’ASL
n. 13 di
Novara,
organizza
dei Corsi
di Perfezionamento nella Gestione Pratica di Patologie della Vitreo-Retina presso la sede
del Reparto – via San Carlo n.
11 ad Arona (NO) – I corsi, in
totale 5 compresi tra Giugno e Ottobre 2007, si articolano in una settimana di approfondimento per giovani neo-specialisti in oculistica– afferma il dott. Vito Belloli, Direttore della Struttura (nella foto) –
nella gestione pratica quotidiana di
alcune tra le principali patologie
della retina. Alla luce delle più recenti acquisizioni queste problematiche saranno discusse ed esaminate
dalla loro diagnosi alle reali indicazioni per i diversi trattamenti farmacologici, parachirurgici e chirurgici attualmente disponibili. Saranno affrontate patologie quali il distacco di retina, l’edema maculare
diabetico o la degenerazione maculare senile ed altre ancora che si impongono all’attenzione dello Specialista per la loro attualità dovuta
oltre che per le importanti novità
mediche e chirurgiche che si sono
affermate negli ultimi anni anche il
loro rilevante impatto sociale.
E’ una iniziativa di rilevanza nazionale, interessando specialisti
provenienti da tutta Italia, che
nasce da una iniziativa della
Struttura di Oculistica di Arona e
si realizza grazie al sostegno
della Fondazione Salina di Arona
e dalla Società Farmaceutica
Farmigea. Essa prevede la partecipazione di cinque medici a
settimana (oculisti specialisti da
non più di 3 anni) che verranno
integrati in veste di osservatori
nell’attività del Reparto di Oculistica.
Ogni argomento sarà presentato
e discusso nel pomeriggio attraverso una lezione teorica con
l’ausilio di supporti audiovisivi e
la mattina successiva lo stesso
tema sarà affrontato direttamente in sala operatoria o negli ambulatori dedicati.
Grazie al sostegno della Fondazione Salina e della Azienda Farmaceutica Farmigea continua
così l’investimento da parte
dell’Oculistica di Arona nella formazione professionale di giovani
oculisti all’insegna di un approfondimento scientifico fondato
sul continuo confronto nella pratica clinica e chirurgica di tutti i
giorni.
Chi volesse prendere parte
all’iniziativa potrà inviare alla
segreteria organizzativa: [email protected], entro il
mese di aprile un breve curriculum che verrà poi preso in esame assieme agli altri provenienti
dal resto di Italia
L’evento formativo, inoltre, sarà
accreditato (credici ECM) ed al termine della settimana verranno effettuati tests di verifica.
Nella foto sotto l’équipe di Oculistica.
Da sinistra in alto: il dott. Battistello, il dott. Savastano, il dott. Cataldo ed il dott. Pacelli.
Da sinistra, in basso: la dott.ssa
Abbiati, il dott. Belloli, il dott. Ferrara, la dott.ssa
Franzetti e
l’ortottista sig. a Baraggia
IN FORMA
Pagina 8
Anno 6 - numero 2
L’INFORMATIZZAZIONE DEL LABORATORIO ANALISI E
…. PROVIAMO INSIEME A VINCERE LA PAURA DELLA SIRINGA…
A cura di Elena Vallana
Intervista alla dott.ssa Anna Tinivella - Direttore Laboratorio Analisi dell’ASL n. 13
Cosa è cambianto in questi anni
nell’effettuazione degli esami di
laboratorio (prelievo del sangue ,
esame urine….) nell’ASL n. 13?
Da alcuni mesi anche al Centro
Prelievi dell’Ospedale di Borgomanero gli utenti possono accedere dell’ASL n. 13 senza prenotazione.
Tutte le mattine, dal lunedì al
venerdì dalle 8.00 alle 9.30, cinque prelevatori (medici ed infermieri professionali) accolgono
oltre 200 utenti.
Qual è l’iter che deve seguire un
utente?
L’assistito si presenta agli sportelli accettazione dove il personale amministrativo (quattro segretarie), nel rispetto della
privacy, inserisce i dati anagrafici e le analisi richieste dal medico curante.
Successivamente, ogni persona,
dopo aver ricevuto il foglio indicante l’ammontare del ticket e la
data del ritiro dell’esito degli esami, accede alla zona dedicata
ai prelievi dove personale qualificato controlla che non ci siano
stati errori d’inserimento e prepara il materiale per il prelievo.
Può quindi verificarsi un errore
durante le fasi di preparazione ed
esecuzione del prelievo?
In passato le fasi di preparazione e di esecuzione del prelievo
erano svolte manualmente,
comportando una possibilità di
errore, dovuta in particolare ai
tempi ristretti per lo svolgimento
di tali operazioni, al coinvolgimento di operatori diversi ed alla
concomitante presenza del paziente.
Grazie all’acquisizione di un sistema informatizzato per i Centri
Prelievi di Borgomanero ed Arona, è stata possibile
l’automazione della fase di preparazione del materiale per il
prelievo.
∗ Il sistema:
∗ seleziona per ogni paziente
le provette per il prelievo;
∗ stampa ed attacca ad ogni
provetta le etichette barcode
(con codice a barre);
∗ inserisce le provette in un
vassoio dedicato al paziente;
∗ aggiunge le etichette per eventuali campioni speciali;
∗ riduce i tempi di attesa
(produttività fino a 300 pazienti/ora).
Il robot raggruppa tutto ciò che
appartiene allo stesso paziente
in un singolo vassoio, eliminando gli errori dovuti a diversi fattori, come lo scambio di provette/paziente oppure etichette con
codice a barre attaccate alla
provetta di tipo errato o attaccate in modo errato (capovolte,
storte o rovinate), o ancora, provette anonime o prive di etichette (per distacco o dimenticanza).
Un sistema moderno ed
all’avanguardia, cos’altro permette
l’automazione?
Il sistema inoltre permette di:
∗ automatizzare la fase preanalitica del prelievo di sangue
ed urine;
∗ risolvere inefficienza e colli di
bottiglia nel flusso dei campioni/pazienti;
∗ eliminare alcuni tra i più frequenti errori della fase preanalitica;
∗ predisporre un flusso costante e continuo verso la
fase analitica ;
∗ adottare livelli di efficienza
nel servizio;
∗ eseguire delle operazioni in
completa automazione essendo interfacciato al sistema informatico centrale;
∗ rintracciare ogni fase.
Accanto all’informatizzazione c’è
amcpra attenzione verso il paziente?
Certamente, conclusasi la fase
di ristrutturazione dei locali adibiti a Centro Prelievi e riorganizzati i flussi di accesso,
l’attenzione dei nostri operatori
si è sempre più focalizzata sulle
fasce più fragili della popolazione come i diversamente abili, gli
extracomunitari, gli anziani e i
bambini.
Per i diversamente abili, considerato ad es. che il Centro Prelievi di Borgomanero si trova al
secondo piano, gli operatori
possono effettuare, in caso di
necessità, le prestazioni negli
ambulatori dell’allergologia e
diabetologia (ubicati al piano
terra),
Per le persone extracomunitarie e gli stranieri in genere, sono a disposizione (ed in fase di
ulteriore messa a punto, in collaborazione della Direzione Medica dei Presidi Ospedalieri Riuniti e del Mediatore Culturale)
alcune istruzioni operative tradotte in arabo, albanese, inglese
e francese.
Pagina 9
Il personale ausiliario, inoltre, si
occupa ogni giorno di dare informazioni agli anziani sulle modalità di accesso al Centro Prelievo,
accompagnando chi è in difficoltà
attraverso il “percorso” burocratico/amministrativo
per
l’esecuzione del prelievo.
E i bambini?
E’ stato dedicato uno sportello
proprio per più piccoli (in età
compresa tra 0 e 12 anni).
I genitori hanno la precedenza
rispetto agli altri utenti e possono
accedere alla segreteria senza
attendere in coda il proprio turno.
Una volta espletate le pratiche
burocratiche, l’addetto alla consegna del materiale accompagna i
bimbi con i genitori in una saletta
riservata, dove il personale, con
competenze
specifiche
nell’assistenza ai più piccini, esegue il prelievo.
La saletta è arredata con manifesti e pupazzi con l’obiettivo di ricreare l’atmosfera di una nursery
per aiutare il bambino a vincere la
paura della siringa.
Mi parli anche del diploma di bambino coraggioso…..
Il “diploma di bambino coraggioso”, (nell’immagine sopra)
viene consegnato ai piccoli pazienti per il coraggio dimostrato,
insieme uno dei tanti giochi e
gadget che ogni anno Privati ed
Associazioni di Volontariato donano alle Strutture dell’ASL n. 13.
Altre iniziativi a favore dei più pic-
IN FORMA
ro, una zona da adibire ad
“area giochi” per i bimbi che
non devono fare il prelievo, ma
accompagnano i genitori che,
in alcuni casi, non hanno nessuno a cui lasciarli quando devono effettuare delle prestazio-
Anno 6 - numero 2
Cosa si propone per il futuro?
Il nostro obiettivo consiste nel
lavorare bene per migliorare sia
la qualità dei servizi offerti che
quella percepita dagli utenti, con
la volontà di garantire anche
l’integrazione favorendo le fasce
più fragili della popolazione.
Sospensione temporanea attività di
Radiodiagnostica al Poliambulatorio di Oleggio
dell’ASL13
Per consentire la sostituzione di apparecchiature radiologiche e gli interventi di ristrutturazione della
sede del Servizio di Radiodiagnostica del Poliambulatorio di Oleggio del Distretto di Arona della ASL n.
13, le attività di radiologia saranno sospese da giovedì 22 marzo 2007 a venerdì 27 aprile 2007.
Nel periodo indicato, ad Oleggio sarà possibile eseguire esclusivamente esami di ortopantomografia
(panoramica dentale), mentre tutti gli altri accertamenti radiologici ed ecografici potranno essere effettuati: nell’ASL n. 13 presso le Strutture di Radiodiagnostica dei Presidi Ospedalieri di Arona e Borgomanero e presso il Poliambulatorio di Novara (via Dei
Mille,2), oppure all’Azienda Ospedaliera “Maggiore
della Carità” di Novara od ancora nelle Strutture convenzionate.
coli?
Per far sentire sempre più a proprio agio il bambino, si vorrebbe
individuare, nella sala di attesa
del Centro Prelievi di Borgomane-
L’Azienda Sanitaria Locale n. 13 di Novara si scusa
per gli eventuali disservizi che potrebbero verificarsi
e si impegna a ridurre al minimo i disagi per gli utenti.
IN FORMA
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Anno 6 - numero 2
L’ATTIVITÀ DELLE CURE PALLIATIVE NELL’ASL N. 13
con il pacemaker ricaricabile il dolore benigno puo’ essere sconfitto
A cura di Elena Vallana
Da anni il personale medico ed infermieristico delle Cure Palliative e
Terapia Antalgica del Presidio Ospedaliero di Borgomanero dell’ASL n.
13 è impegnato per garantire alle
persone una qualità di vita senza
dolore, sia a quei pazienti in cui il
dolore si è cronicizzato, sia a quelle
persone che si trovano in una fase in
cui la malattia non può più essere
sconfitta.
La notizia: Non dovrebbe più soffrire per 9 anni. Questa è la promessa fatta, nel mese di dicembre
scorso, ad una novarese, poco
più che quarantenne, il cui dolore
cronico è stato sconfitto per mezzo di un’innovativa protesi impiantabile totalmente ricaricabile.
Uno speciale pacemaker che invece di inviare impulsi elettrici al
cuore stimola il midollo spinale
ingannando la sensazione di dolore.
Sull’argomento abbiamo intervistato il dott. Venerando Cardillo Responsabile della Struttura Cure Palliative e Terapia Antalgica dell’ASL
n. 13.
Una protesi che guarisce dal dolore?
La paziente, affetta da dieci anni
da una malattia che le provocava
grande dolore era in cura nel nostro Centro dal 2003. Come in
tante altre situazioni cliniche, il
dolore si trasforma da sintomo di
una malattia in una manifestazione patologica da trattare e curare con metodiche ad hoc.
spiega il dott. Venerando Cardillo.
Le cure palliative intervengono,
quindi, per alleviare il dolore?
Il dolore cronico è uno dei problemi medici meno riconosciuti e
trattati del XXI secolo, può essere
benigno - quando è causato da
diversi tipi di lesioni e malattie, tra
cui l’artrite e le forme di danneg-
giamento del sistema nervoso – o
maligno, se oncologico.
Il dolore cronico benigno può essere curato in ambito riabilitativo, in
modo da restituire definitivamente
ai pazienti una qualità di vita altrimenti compromessa, il dolore maligno può solo essere affrontato con
le cure palliative in fase terminale.
Nel caso specifico il dolore benigno è
stato affrontato e superato. In che
modo?
La novità dell’intervento consiste
nell’utilizzo di un neurostimolatore multicanale totalmente ricaricabile.
Ci aiuti a capire…
Questo tipo di intervento è ancora
poco diffuso in Italia. La stimolazione spinale prevede l’invio di lievi
impulsi elettrici al midollo spinale in
modo da interferire con i segnali
dolorifici prima che raggiungano il
cervello. Si provoca così un effetto
di neuromodulazione che trasforma
il segnale di dolore in un lieve formicolio.
… a beneficio del paziente che soffre… Quali sono i vantaggi di questa
nuova protesi?
Il sistema, una volta programmato
dal medico specialista, permette al
paziente di gestire l’intensità della
stimolazione e il bersaglio (come
schiena e gambe) attraverso un
se mplice telecom a nd o. In
quest’intervento siamo riusciti ad
impiantare alla paziente un dispositivo totalmente ricaricabile,
proprio dal paziente stesso. La
possibilità di ricarica evita di sottoporsi ad ulteriori interventi per un
arco di tempo di 9 anni, considerando che uno stimolatore normale ha una durata più limitata nel
tempo e deve essere sostituito
ogni 3-5 anni.”
e quindi…
La paziente, in cura già da anni
con gli
stimolatori impiantabili
proprio per i forti dolori di cui soffriva, faceva un uso continuo dello
stimolatore esaurendo in breve
tempo la carica della batteria. Da
qui una vita fatta di nuovi impianti
e re-interventi, almeno 3 negli ultimi 4 anni, per sostituire le batterie consumate dal dolore.
La ricaricabilità ha convinto l’amministrazione a sostenere l’investimento legato all’utilizzo della protesi. Da analisi effettuate si è previsto un risparmio già entro i primi
tre anni dall’impianto, di fronte ad
una nuova e più duratura qualità
della vita offerta alla paziente.
Legenda: Il pacemaker – neurostimolare ricaricabile
È un neurostimolatore ricaricabile impiantabile.
Generando leggeri impulsi elettrici trasmessi alla colonna vertebrale o al
sistema nervoso periferico, allevia il dolore neuropatico quando i medicinali
non riescono a dare sollievo o causano intollerabili effetti collaterali. Il sistema è gestibile anche dal paziente grazie ad un telecomando che può
accendere/ spegnere la batteria e scegliere tra più programmi di stimolazione a seconda dell’intensità e della localizzazione del dolore. Il sistema
viene inserito sotto la cute dell’addome – attraverso una breve operazione
chirurgica mini-invasiva - ed è connesso ad un elettrocatetere, in modo tale
da indirizzare gli impulsi elettrici per la terapia direttamente alla zona da
trattare.
Il neurostimolatore ricaricabile contiene la batteria più potente e a più lunga durata disponibile al mondo: nove anni. Quando il livello di carica è
basso, un allarme acustico indica che si deve ricaricare e un’icona appare
sul telecomando del paziente. La ricarica può avvenire senza interrompere
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IN FORMA
Anno 6– Numero 2
IL CANTO DELLE SIRENE
A cura di Elena Vallana
Nell’anno dedicato alle pari opportunità è importante ricordare
l’impegno di molte strutture
dell’ASL n. 13 per mettere in atto
azioni finalizzate all’integrazione
ed il superamento di pregiudizi e
discriminazioni.
Tra i tanti progetti si distingue
quello del Servizio Psichiatrico di
Diagnosi e Cura (SPDC) del Dipartimento di Salute Mentale
nord dell’ASL n. 13 - diretto dal
dott. Michele Vanetti – che nel
2006 ha realizzato un opuscolo
dal titolo “Il canto delle sirene”,
dedicato alle donne, le cui risposte assolutamente autentiche e
non guidate, hanno aperto nuovi
modi di percepire il senso di una
parola,
Le frasi riportate nel volume
appartengono a donne tra i 19 ed
i 49 anni, ospiti del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di
Borgomanero, diretto dalla
dott.ssa Piera Mainini che abbiamo intervistato per approfondire
l’argomento.
"Parole,parole,parole…" penso
che tutti conosciamo questa
famosa canzone che ci ricorda
come le stesse abbiano pesi e
misure diverse in relazione a
ciò che noi siamo, acquistando un
peso diverso in relazione al mondo affettivo che le sottende, parole
che possono distruggere o salvare.
Quanto pesano le parole in un momento di solitudine?
Si dice sempre che la conquista
dell’essere umano è la dimensione pensiero, ma nella solitudine il
pensiero è sterile, solo la parola
è ponte della relazione e solo la
relazione con tutte le sue sfumature e significati rappresenta la
ricchezza e l’unicità dell’essere
umano.
Nella vita quotidiana usiamo spesso le parole senza realizzare la
loro complessità, dimenticando e lo sottolineo - che la parola è
sempre espressione di ciò che noi
siamo.
Capita a tutti noi di dire "non volevo dire questo… mi sono espresso male…hai frainteso…" perché
siamo così impegnati nel vivere
che non riusciamo a soffermarci
sempre sul significato semantico
ed affettivo della parola.
Da queste considerazioni è nata
l’idea de “Il canto delle sirene”?
Da queste osservazioni gli Infermieri del SPDC di Borgomanero hanno coinvolto le donne
che sono state ospiti presso la
nostra struttura a definire alcuni
termini.
Le ospiti hanno
tutte aderito
all’iniziativa?
No, non tutte hanno voluto, alcune
hanno preferito stare ad osservare
le altre che davano contenuti alle
parole proposte dagli operatori,
scelte tra quelle più comuni, come
l’odio, la famiglia, l’amore,
l’amicizia….
Una domanda nasce spontanea, le
definizioni espresse riguardo ad alcuni sentimenti ad es. l’amore come
"fuoco e vento che si consumano
insieme", la tristezza "buio" non
sono poi così lontane e differenti dal
pensare “comune”….
Sono ormai cinque anni che la
nostra struttura – in occasione
delle festività natalizie - coinvolge
gli ospiti per augurare buone feste
agli operatori, ai visitatori ed alle
Istituzioni che hanno legami con il
Dipartimento di Salute Mentale
nord. “Il canto delle sirene” è un
titolo suggestivo, un canto che ci
affascina e, nel contempo, cerchiamo di tenere lontano da noi,
ma con con questa iniziativa abbiamo voluto dare voce alla sofferenza delle persone con cui
lavoriamo, dare voce a chi è difficilmente ascoltato
In occasione dell’8 marzo 2007
festa della donna, l’Associazione
Culturale “Maestro Castelletta” di
Borgomanero ha voluto, attraverso
un piccolo gesto, regalare un sorriso
ed un momento di serenità ad alcune ospiti del Servizio Psichiatrico di
Diagnosi e Cura
La dott.ssa Mainini si è detta contenta dell’iniziativa che, per la prima
volta, ha considerato le ospiti della
Struttura, come persone nella loro
identità femminile.
Nella foto da sinistra: Luigi Laterza
(socio dell’Associazione) Angelo Laversa (infermiere professionale), Piera Mainini (direttore del SPDC) e Marco Croce
(Presidente dell’Associazione).
IN FORMA
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Anno 6– Numero 2
LA RELAZIONE INTERPERSONALE, OGGI
Approccio e gestione del paziente con agitazione psicomotoria,
tecniche base di autodifesa in caso di aggressione
a cura di Elena Vallana
Oggi viviamo in quello che viene
definito il “villaggio globale” dove le varie culture e stili di vita
entrano in contatto e spesso si
esprimono con atteggiamenti in
opposizione tra loro. Comunicare è un’esigenza umana che
nasce da un bisogno di stimoli e
di riconoscimento; occorre imparare ad ascoltare, ad osservare, a
non giudicare sia pure nel disaccordo, ad esprimersi nel rispetto
di sé e dell'altro, a rispettare la
diversità in quanto possibilità di
arricchimento. “Approccio e gestione del paziente con agitazione
psicomotoria, tecniche base di
autodifesa in caso di aggressione”
è il titolo del corso di formazione
– rivolto agli operatori sanitari -,
organizzato dal Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) di
Borgomanero del Dipartimento
di Salute Mentale nord dell’ASL
13. Sull’argomento abbiamo intervistato la dott.ssa Piera Mainini, Responsabile del SPDC. In Sanità quanto incidono i bisogni
nella relazione?
I bisogni, soprattutto in ambito
sanitario, spesso rivestono caratteristiche d’urgenza tali da
non tollerare attese; di conseguenza possono innescarsi da
parte dell’utente reazioni violente, frutto di pregiudizi verso la
Sanità (spesso sotto i riflettori
dei mass media) o come reazione all’angoscia legata al proprio bisogno. Certe parole non
sufficientemente mediate o
pensate possono avere profonde ripercussioni sulle persone
con cui s’interagisce, in particolare se si trovano in condizioni
di fragilità, perché, ad esempio,
malati o stranieri.
Le persone, grazie alle informazioni che hanno a disposizione,
possono però far valere i loro diritti?
Certamente oggi si è più attenti ai
propri diritti, spesso dimenticandosi
dei doveri. In questo periodo storico, nel quale le frustrazioni sono
quotidiane, la Sanità rappresenta
il settore con cui l’individuo si interfaccia talvolta in modo irruente
ed aggressivo. L’operatore della
sanità diventa la persona su cui si
riversano i disagi legati ad altre
problematiche personali.
Cosa può fare, quindi, chi si trova
“dall’altra parte “, in questo caso
l’operatore? Molti operatori di Servizi
e Reparti hanno segnalato la difficoltà a gestire situazioni con esplicite aggressioni verbali o comportamenti impetuosi da parte
dell’utenza. Si è reso necessario,
quindi, fornire una risposta adeguata sia al bisogno del personale, sia
a quello dell’utente.
In concreto?... Consapevoli delle
nuove problematiche emerse e valutata attentamente la difficoltà di
relazione interpersonale, è stato
intrapreso un percorso formativo su
più profili destinato al personale.
Il percorso affronta gli aspetti legislativi, le tecniche di contenzione
verbale e psicologica, le modalità di
decodificazione della comunicazione verbale e, con l’assistenza di un
esperto, vengono impostate tecniche basi di auto-difesa.
La domanda è spontanea: la situazione è così critica da dover essere affrontata anche attraverso tecniche di
auto-difesa? Occorre fare un passo
indietro per evitare fraintendimenti.
L’iniziativa formativa nasce dalla
volontà di riflettere e di risolvere il
problema dell’agitazione psicomotoria nei pazienti ricoverati in diversi
reparti e per i quali è richiesta la
consulenza e la collaborazione del
personale del Servizio Psichiatrico
di Diagnosi e Cura (SPDC).
Il progetto formativo, in questione,
nasce nel 2004 quando il personale
è stato addestrato all’uso del corpo
come strumento di lavoro da un
consulente esperto in arti marziali.
Il SPDC, per approfondire il disagio
evidenziato dagli operatori, ha predisposto un questionario per il personale sanitario (ogni questionario
era composto da 9 domande con
possibilità di risposta multipla).
Cosa è emerso dall’indagine? Sono
stati coinvolti 180 infermieri di nove
strutture ospedaliere diverse e
dall’analisi dei dati è emerso che:
∗ il 29% del personale consultato
aveva confusione sulla competenza
della contenzione psicologica;
∗ per il 17% non era chiaro l’uso degli
strumenti per il controllo dello stato
di agitazione;
∗ il 9 % dimostrava perplessità sul
riconoscimento dello stato di agitazione, del significato di contenzione
fisica e della competenza della contenzione fisica;
∗ per l’8% non era chiaro il concetto di
stato di necessità.
Sulla base di questi risultati è stato,
quindi, ideato il percorso di formazione ed aggiornamento dal titolo
“Approccio e gestione del paziente con agitazione psicomotoria”.
Il corso non è quindi un fenomeno
isolato? La prima edizione si è svolta a Borgomanero nel mese di dicembre 2004, la seconda nei mesi
di ottobre e novembre 2006 ed è
stato riproposto anche per il 2007
(12/03/07 -23/04/07/-28/05/07 ).
Per l’edizione di quest’anno sono
pervenute 105 richieste d’adesione,
a conferma del disagio lamentato, a
cui si vuole dare una risposta appropriata con modalità professionalmente valide.
Chi sono i formatori? Il corso è gestito
dagli operatori del SPDC che sono
quotidianamente impegnati sul campo:
dalla sottoscritta (dott.ssa Piera Mainini), dalla CPSE (capo sala) Silvia Turati
e dai CPS (infermieri professionali)
Filippo Spallina, Ornella De Serio, Giuseppe Denicolò, Massimiliano D’Alù
Laversa (quest’ultimo responsabile del
progetto), mentre le tecniche di arti
marziali sono insegnate dal maestro
Luigi Macaluso di Ivrea.
IN FORMA
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Anno 6– Numero 2
PSICORAV
UN SERVIZIO GRATUITO DI CONSULTAZIONE PSICOLOGICA
PSICORAV
è una pagina on line che consente
di contattare gratuitamente uno
Psicologo attraverso:
un numero verde:
800 134 881
attivo il lunedì, il martedì
ed il giovedì
dalle 15.30 alle 17.00
oppure scrivendo
all’indirizzo e-mail:
[email protected]
Il servizio si rivolge alle persone
che si trovano in condizioni di
“fragilità”, con disagio psicologico
legato a situazioni di vita “difficili”,
come l’insorgenza della malattia,
esperienze di lutto, di stress, di
problemi per la perdita del lavoro
o di svilimento professionale.
Il servizio informa in merito a problematiche psicologiche in aree
specifiche e sulle modalità di accesso al servizio per le situazioni
di disagio psicologico.
Crea una rete di sostegno ai familiari che assistono pazienti con
patologie a rischio di cronicizzazione e costituisce un supporto
per le problematiche del lutto e
dell’età anziana. Consente un pri-
mo contatto telefonico con un
professionista psicologo ed anche di dialogare telepaticamente. Facilita, infine, i contatti con
le Associazioni di auto-mutuoaiuto ed il mondo del volontariato
.
Il servizio si prende cura della
sofferenza dell’altro, dedicandogli la massima attenzione ed una
disponibilità totale all’ascolto, per
garantirgli l’assistenza migliore.
Il progetto è il risultato della collaborazione tra la Fondazione
Novara Sviluppo, il Lions Club
Arona Stresa – che hanno patrocinato il progetto - ed il Servizio di Psicologia del Dipartimento Territoriale dell’ASL n. 13
che ha attivato un canale di consultazione psicologica on-line ed
un numero di telefono dedicato
alla consulenza.
Il dott. Mario Minola, Commissario dell’ASL13 - nel ringraziare gli
Enti che hanno collaborato al
progetto dichiara “il servizio costituisce un tentativo di aprire
nuovi canali di comunicazione
interattivi
fra il territorio e
l’Azienda Sanitaria, a favore delle persone più fragili.
In funzione dell’efficacia del processo di comunicazione è coinvolto anche il mondo del Volontariato, presente sul territorio
novarese, che concorre, insieme
alle Istituzioni, a tessere una rete
sempre più rispondente alle molteplici esigenze della popolazione.
Il progetto è stato presentato nel
corso di una conferenza che si è
tenuta a Novara il 15 febbraio u.s.
nella sede legale dell’ASL 13
Nella foto sotto: la dott.ssa Grazia
Nuvolone Responsabile del Servizio di Psicologia dell’ASL 13, il
dott. Mario Minola Direttore Generale dell’ASL n. 13 e l’arch. Emanuele Monti del Lions Club Arona
Stresa
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IN FORMA
Anno 6– Numero 2
WWW.E-RAV.IT
RAV: una Rete per le Associazioni di Volontariato
Un’intranet offerta gratuitamente a tutte le organizzazioni no profit che vogliono comunicare e
mettere a fattor comune la conoscenza per aiutare con più efficacia i più deboli: AIUTACI AD
AIUTARE
Una Rete per le Associazioni di Volontariato (la RAV): è questa una iniziativa lanciata in Rete dal Lion Club
Arona-Stresa e dalla Fondazione Novara Sviluppo.
E’ noto quanto sia elevato il livello di autonomia che le Associazioni di volontariato adottano nel gestire le
proprie attività; a questa autonomia spesso non corrispondono percorsi chiari per i potenziali utenti con
l’inevitabile conseguenza che azioni degne di grande attenzione non sono note al di fuori di una piccola
cerchia di persone. Si dice spesso che il Volontario è geloso della propria professionalità di operatore
assistenziale.
In questo scenario, la Rete si presenta ricca di portali di Associazioni di volontariato la cui funzione
principale è informare: informare su situazioni di disagio, sui bisogni, su malattie spesso con il supporto di
esperti di grande professionalità, su progetti, iniziative avviate o da avviare, sulla necessità di un supporto
economico, sui link con altre Associazioni, Enti di interesse comune… informare.
“MA ALLORA ! Se così è perché non facilitare
l’accesso alle informazioni che tutte queste
organizzazioni
offrono?
Per
esempio
organizzando percorsi guidati di ricerca che
superino la conoscenza derivata dal tam-tam di
strada.”, spiega Roberto Leverone ideatore della
RAV: “Creando nuovi canali di comunicazione
fra operatori, in aree riservate e protette per
sfuggire ai produttori di bla bla insignificanti e
inquinanti, con linguaggi semplici e comuni,
facilitando lo scambio e l’accesso alle
informazioni disponibili, creare Gruppi di Lavoro,
attivare Forum, Chat di comunicazione,
scambiarsi documenti, avere anche una finestra
aperta sull’esterno con bacheche per pubblicare
annunci di domanda o offerte di ogni genere o
più specifici per chi cerca casa o
cercalavoro….in altre parole creare una RETE protetta (una intranet) per le ASSOCIAZIONI di
VOLONTARIATO: la RAV”
“La RAV è completamente gratuita” aggiunge Leverone, “ tutte le Associazioni di volontariato, tutti i gruppi
che operano nel settore delle attività umanitarie senza scopo di lucro possono richiedere di entrare in RAV;
ogni Associazione o Gruppo ha quindi accesso ad un’area riservata e protetta dove potrà inserire i propri
associati, attivare in maniera autonoma Gruppi di Lavoro, gestire al proprio interno Forum, Chat e scambi di
documenti, scrivere annunci da pubblicare in Rete in altri termini creare un ambiente per comunicare,
costruire, crescere”.
La RAV oltre a fornire gratuitamente i servizi così descritti per le singole Associazioni/ Gruppi, intende
attivare servizi di rilevanza più generale; il primo che è stato avviato è un servizio gratuito chiamato
PSICORAV che si rivolge a: “Chi soffre di disagio psicologico legato a vicende del ciclo di vita, quali
l’insorgenza di malattie.” “Chi ha avuto esperienze di perdita, lutto, solitudine, stress accentuato per disturbi
d’ansia e depressione.”, spiega la dott.ssa Grazia Nuvolone responsabile del Servizio di Psicologia ASL 13
dell’Ospedale di Borgomanero (NO): “La PSICORAV vuole offrire informazioni sull’accesso ai trattamenti di
supporto psicologico per la prevenzione del disagio legato al convivere con la malattia anche via mail
([email protected]) . Fornire una rete di sostegno attraverso il numero verde 800 134881 attivo il lunedì,
martedì e giovedì dalle 15.30 alle 17.00, anche ai famigliari e care givers (ad esempio nelle problematiche
della cronicità e del decadimento cognitivo.) Facilitare i contatti con le associazioni di auto mutuo aiuto e il
mondo del Volontariato con cui questa iniziativa realizza una sinergia costante.”
Le Associazioni i Gruppi no profit che volessero entrare nella Rete delle Associazioni di Volontariato e
avvalersi di questi strumenti non devono che navigare nell’url www.e-rav.it ed effettuare l’iscrizione
direttamente on line o scrivere a [email protected] : naturalmente tutto gratuitamente.
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Anno 6– Numero 2
AQUA
Il 29 e 30 novembre u.s. si è
svolto presso la piscina comunale di Galliate il corso di aggiornamento aqua di formazione teorico pratica di preparazione al parto in acqua.
Il corso, gestito dalle ostetrica
Carmen Ceffa e Anna Rita Pedroni, era rivolto agli operatori
dell’ASL 13 del percorso nascita, al personale ostetrico, a pediatri e ginecologi.
L’acqua e i suoi simboli, il parto
in acqua – come nasce e si
sviluppa – sono stati gli argomenti trattati in modo approfondito prendendo in considerazione gli aspetti teorici e pratici
della tecnica.
Sono stati affrontati: le modalità
di percezione dell’acqua, il movimento in acqua, la respirazione, il massaggio, le tecniche di
rilassamento e il watsu.
E’ stato, inoltre, proiettato un
video sul valore e significato
simbolico dell’acqua, delle lezioni tipo pre-parto ed il parto in
acqua.
Il corso ha permesso agli operatori di confrontarsi e praticare
in vasca le tecniche che vengo-
no insegnate alle donne in
gravidanza, sperimentando
personalmente l’effetto benefico dell’acqua sul corpo
e sulla psiche.
Il corso ha significato
l’integrazione tra territorio
ed ospedale, attraverso il
confronto tra operatori e
l’utilizzo di esperienze e
competenze univoche da
mettere a disposizione delle
donne aiutandole nel loro percorso per una maternità consapevole.
Un ringraziamento va rivolto al
personale del Dipartimento Materno Infantile, all’Organizzazione e
Sviluppo Risorse Umane ed al
Referente Educazione alla Salute
dell’ASL n. 13, ed ancora a Mirko
Bosio regista del video ed a tutti i
partecipanti.
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Anno 6– Numero 2
ITALIA—UNGHERIA
GEMELLAGGIO INTERNAZIONALE
Mercoledì 21 marzo la delegazione di veterinari ungherese ha incontrato, all’Ordine
provinciale dei Medici Chirurghi, Odontoiatri e Veterinari – in via Torelli, 31/a a Novara - il Direttore Generale Mario Minola ed i Direttori dei Servizi di Assistenza Veterinaria
dell’ASL n. 13: Franco Tinelli e Maurizio Roceri (quest’ultimo è anche il Presidente
dell’Ordine dei Veterinari),
L’incontro convalida il gemellaggio tra Paesi membri dell’Unione Europea: Italia e Ungheria, per il progetto internazionale finalizzato all’uso del sistema traces di marcatura
degli animali nell’ambito della rintracciabilità dei prodotti alimentari di origine animale e
della sicurezza alimentare in genere, in un’ottica di tutela della salute pubblica.
Il progetto ha previsto seminari che si sono tenuti a Budapest e visite studio (della durata
ciascuna di 4 giorni) nella Regione Piemonte.
Nella foto sopra la delegazione ungherese ed i vertici dell’ASL n. 13 di Novara. Da sinistra in basso Franco Tinelli, Cecilia Ravagnan - Coordinatore dei progetti internazionali - e Mario Minola; a sinistra in alto Maurizio Roceri ed infine
Massimo Favilla (il secondo da destra in basso) Project Leader - già Direttore dei Servizi Veterinari e del Dipartimento di
Prevenzione dell’ASL n. 13 di Novara -
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Anno 6– Numero 2
L’ATTIVITÀ DELL’I.S.I.,
il Centro di Assistenza agli Immigrati Irregolari
A cura di Elena Vallana
Viviamo in una società multirazziale, un universo di colori,
di tradizioni e costumi differenti che ha determinato importanti conseguenze sia sul piano
socio - economico, sia su quello sanitario.
Agli stranieri extracomunitari
provvisti di permesso di soggiorno bisogna aggiungere un
numero di clandestini in continuo aumento, come testimoniano gli sbarchi sulle coste italiane o gli ingressi irregolari dai
confini territoriali.
Il grande numero di immigrati
ha introdotto, inevitabilmente,
nuovi elementi nel panorama
sanitario italiano, soprattutto
dal punto di vista epidemiologico ed igienistico: basti pensare
alla promiscuità o alla scarsa
igiene di abitazioni, spesso edifici dismessi, che ospitano i
clandestini.
Sull’argomento abbiamo intervistato il dott. Biagio Zappulla,
Dirigente Medico Referente
dell’I.S.I. (centro informazione
salute immigrati) dell’ASL n. 13.
La Regione Piemonte ha istituito
i Centri di Informazione Salute
Immigrati – I.S.I. per garantire
assistenza sanitaria agli stranieri
irregolari e nel contempo per contenere il diffondersi di eventuali
malattie infettive.
Nel Distretto di Borgomanero
dell’ASL n. 13, il Centro I.S.I. è
operativo dal 1996, successivamente nel novembre 1998 è stato
attivato anche a Novara, e garantisce agli stranieri irregolari temporaneamente presenti sul territorio
nazionale le cure ambulatoriali ed
ospedaliere, per malattia ed infortunio, con estensione a programmi di medicina preventiva.
Sono, inoltre, garantite la tutela
sociale della gravidanza e della
maternità responsabile, la tutela
della salute del minore ed interventi di profilassi internazionale
(vaccinazioni).
E’ garantita anche l’assistenza
farmaceutica.
Quali sono i compiti specifici dei
Centri I.S.I.?
Tali Centri devono assicurare cure
urgenti ed essenziali, inoltre, hanno compiti di informazione, promozione, educazione sanitaria,
organizzazione dell’accesso alla
prestazione e raccolta di dati epidemiologici.
Le prestazioni a favore degli immigrati clandestini sono erogate senza oneri qualora questi siano privi
di risorse economiche sufficienti,
rendendo un’autodichiarazione di
indigenza prevista dalla legge,
fatte salve le quote di partecipazione alla spesa sanitaria (ticket),
allo stesso modo ed alle stesse
condizioni dei cittadini italiani.
Nel concreto lo straniero irregolare che necessita di una visita o
di una prestazione cosa deve fare?
L’immigrato clandestino può rivolgersi al Centro I.S.I.,
E’ tenuto a fornire le proprie generalità mediante l’esibizione di un
documento di riconoscimento rilasciato dalle autorità dello Stato di
provenienza.
All’atto della richiesta di prestazione dovrà dichiarare l’autenticità
dei dati anagrafici forniti, il proprio
domicilio di fatto e di non possedere i requisiti per essere iscritto
al Servizio Sanitario Nazionale.
Se l’immigrato dichiara di non essere non avere mezzi economici
viene esentato dal pagamento
della prestazione, salvo la corresponsione del ticket.
Ricevuta la richiesta di assistenza
ed eseguito l’accertamento medico, il Centro I.S.I. invia l’utente
immigrato alla struttura sanitaria
competente per gli accertamenti
ed approfondimenti del caso.
Nell’ASL n. 13 l’immigrato irregolare dove può recarsi per ricevere assistenza sanitaria?
I Centri I.S.I. dell’ASL n. 13 sono a
Borgomanero – presso la sede del
Distretto in viale Zoppis, 10 – ed a
Novara – presso il Poliambulatorio
di via Dei Mille, 2 –
In entrambe le sedi ci si avvale
della collaborazione di un mediatore culturale che conosce a fondo
i problemi degli immigrati e che
può, quindi, agevolare i loro rapporti con il servizio e con il personale medico ed infermieristico.
Lo Sportello Informativo a Novara, tramite il mediatore culturale,
fornisce informazioni in francese,
inglese ed arabo ed è aperto al
pubblico il lunedì dalle 13.15 alle
15.15, il mercoledì dalle 13.00 alle
15.00 ed il venerdì dalle 10.30 alle
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12.30.
E a Borgomanero?
Gli ambulatori, con la presenza del
medico, sono aperti a Borgomanero
il lunedì ed il mercoledì dalle 10.00
alle 12.00 ed il lunedì è presente
nello stesso orario il mediatore culturale; a Novara il mercoledì dalle
13.00 alle 15.00 ed il venerdì dalle
10.30 alle 12.30;.
Come è cambiata l’attività dei
Centri I.S.I. negli anni.?
L’attività dei Centri I.S.I. di
Borgomanero e Novara è in
costante crescita: si è passati
da un solo utente nel 1996,
a 2 nel 1997, 42 nel 1998,
248 nel 1999, 410 nel 2000,
579 nel 2001, 1492 nel 2002,
1082 nel 2003 (il decremento
è attribuibile alla regolarizzazione mediante sanatoria),
2204 nel 2004, 3058 nel 2005
e 3661 nel 2006.
A quali nazionalità appartengo-
Anno 6– Numero 2
no gli stranieri che si rivolgono
ai Centri I.S.I.?
Negli anni novanta la maggior
parte erano albanesi, marocchini
e senegalesi oggi l’etnia più rappresentativa è quella dell’est europeo (513 ucraini, 230 rumeni
che dal 1° gennaio sono entrati a
far parte dell’Unione Europea)
seguiti dalla nazionalità albanese
(268), marocchina (268), senegalesi (230).
PRESENTATO A BORGOMANERO IL DOCUMENTO
DEL PIANO DI ZONA DEI SERVIZI SOCIO ASSISTENZIALI
Nella foto da
sinistra:
il
dott.
Bruno
Valloggia Presidente CISS, il
dott. Massimo
Tosi Assessore
Provinciale
alla Politiche
Sociale ed il
dott.
Mario
Minola Direttore Generale
ASL 13
A cura di Stefano Frattini, addetto
stampa CISS
Mercoledì 14 febbraio u.s. , presso
la sala conferenze della Casa di
Riposo Opera Pia Curti di Borgomanero, è stato presentato ufficialmente alla stampa il documento di
programmazione del Piano di Zona dei servizi sociali che riguarda
tutta l’area nord della provincia di
Novara.
Un documento importante, frutto di
un rilevante lavoro voluto dai
quattro Enti Gestori coinvolti: il
C.I.S.AS. di Castelletto Ticino, il
C.I.S. S. di Bor gom anero,
l’I.S.P.A. di Arona e l’I.S.A. di
Ghemme, insieme alla Direzione
Generale dell’ASL13. La consulenza tecnica è stata fornita
dall’I.R.S. (Istituto Ricerca Sociale) di Milano.
Erano presenti all’incontro i rappresentanti del Tavolo Tecnico e
del Tavolo Politico che hanno
curato e seguito l’iniziativa di pro-
grammazione, compresi i
Comuni, la Provincia, gli Enti
Gestori e l’ASL. In particolare
hanno partecipato il dottor
Mario Minola, Commissario
dell’ASL 13, il dottor Mario
Esposito, direttore del Distretto Sanitario di Borgomanero, il dottor Paolo Lo Giudice, direttore del Distretto Sanitario di Arona, Bruno Valloggia, presidente del CISS,
Gianpiero Enoch, sindaco di
Ghemme,
Mario Chinello,
presidente del CISAS e Mario Pagliano, assessore ai
servizi sociali di Arona. Presenti anche i direttori degli
enti e loro rappresentanti, i
dottori: Luisa Ferrara, Claudia Frascoia e Felice Sarcinelli e l’assessore provinciale
alle politiche sociali Massimo
Tosi.
Bruno Valloggia, che ha seguito direttamente l’intero
Piano, è stato il moderatore
della serata ed ha ricordato
che: “Il lavoro è stato possibile grazie alla volontà di condivisione del progetto per un
territorio così ampio”. Mario
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IN FORMA
dell’esistente.
riorganizzazione”.
Dopo la consultazione, è stato
compito del Tavolo Tecnico trasformare la mole enorme del
materiale raccolto in obiettivi ed
azioni della programmazione.
Questi obiettivi sono innanzi
tutto di innovazione, che richiedono azioni organizzative di sistema, di sviluppo, richiedenti
interventi di consolidamento e
potenziamento dell’esistente.
Il documento di programmazione getta quindi le linee guida degli interventi sociosanitari per il biennio 20072008. Prevede una programmazione partecipata ed obiettivi ed azioni distinte area per
area: anziani, minori, disabili,
responsabilità famigliari e nuove povertà. Interessante anche
l’ultima parte del documento
sulla rilevazione del contesto
territoriale.
Molto collaborativo è stato
l’apporto dei Responsabili dei
vari Servizi dell’ASL e il Commissario Dott. Minola li ha per
questo ringraziati.
Pagliano ha espresso quindi i
suoi apprezzamenti definendo
questo come un “grandioso documento”.
Il lavoro di predisposizione del
Piano ha coinvolto quarantasei
Comuni ed i due Distretti Sanitari
di Arona e Borgomanero. Il tutto è
ora contenuto in un volumetto di
circa centocinquanta pagine.
Con questo documento si è voluto avviare un cambiamento di
prospettiva, non soltanto cercando di rendere omogenea un’area
territoriale tanto vasta, ma anche
investendo risorse nuove. Dai
quattro territori si è voluto un piano integrato e incrementale seguendo precise fasi di costruzione.
Con una continua formazione e
monitoriaggio degli operatori, il
tutto è partito più di un anno fa
con una prima fase di formazione
di Tavoli, in base alle cinque aree
tematiche scelte come primarie, in
cui i soggetti del territorio interessati potessero parteciparvi. Una
scelta azzeccata fu impiegare gli
operatori degli Enti quali conduttori dei tavoli anziché
affidare
l’incarico a consulenti esterni: ne
è risultata una chiara fotografia
Anno 6– Numero 2
Una prima valutazione del piano
mostra fin da subito
l’integrazione come elemento
predominante: tra istituzioni, tra
sociale e sanitario e con il privato sociale.
Mario Chinello ha spiegato: “In
queste pagine è stata condensata la realtà locale, mettendo
nero su bianco: ciò che si può
realizzare e non ciò che si vorrebbe. Non è un libro dei sogni,
ma il primo fondametnale passo
per rendere omogeni gli interventi su tutto il territorio.
Le azioni riportate sono di certo
tutte realizzabili nel biennio soprattutto con una loro migliore
Bruno Valloggia ha concluso:
“Ora il lavoro continuerà incalzante: avremo due anni intensi,
in cui alcuni processi si sono
già avviati a conseguenza di
questo documento. I Tavoli
Tematici diventeranno dei Tavoli di consultazione permanente da cui i Tecnici attingeranno per la programmazione”.
Il volumetto è già stato diffuso
nei giorni scorsi a tutte le amministrazioni comunali ed ai
soggetti interessati, in vista
della
sottoscrizione
dell’accordo di programma.
E’ stata istituita infine una Segreteria di Piano, operativa
presso gli Uffici del C.I.S.S. di
Borgomanero e disponibile per
ogni informazione al riguardo.
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Dal 1° febbraio 2007 la dott.ssa
Barbara Buono è stata nominata Dirigente Responsabile della Struttura Complessa Servizio Economico
Finanziario (c.d. Ragioneria).
Trentaseienne, già Reggente
della medesima Struttura, diploma di Ragioneria, Barbara
Buono, nell’anno accademico
1994-1995, si è laureata in Economia Aziendale presso
l’Università Commerciale
“Luigi Bocconi” di Milano. Ha
preso parte a numerose attività formative organizzate
dall’Università Bocconi stessa,
dall’Università degli Studi di
Torino, dall’Università del
IN FORMA
Piemonte Orientale e da altre
scuole di formazione, dagli Ordini dei Ragionieri e dei Dottori
Commercialisti di Torino nonché
dalla Regione Piemonte.
La Struttura Complessa Servizio
Economico Finanziario è composta complessivamente da quindici persone (compreso il Responsabile): otto a Novara presso la
sede in via dei Mille e sette a
Borgomanero presso il Presidio
Ospedaliero.
Riveste importanza fondamentale nella gestione amministrativa
dell’azienda in quanto è la Struttura che si occupa della corretta
tenuta delle scritture contabili,
della redazione dei Bilanci Trimestrali e del Bilancio Consunti-
A Piero Capittini
gli auguri di vivere con
serenità
e con entusiasmo
questa nuova fase della
Sua vita,
certi che non gli
mancheranno ulteriori
e significative
soddisfazioni
Anno 6– Numero 2
vo d’Esercizio, della predisposizione di flussi informativi di natura contabile per la Direzione e per
la Regione, del rispetto degli obblighi fiscali previsti dalla normativa vigente (tra i più importanti:
la compilazione dei registri IVA e
la predisposizione dichiarazioni
fiscali), della gestione di tutte le
problematiche contabili legate alle
attività poste in essere
dall’azienda, nonché della contabilizzazione di tutte le attività e
passività e di tutti i costi ed i ricavi con i connessi pagamenti ed
incassi.
Il Servizio Economico Finanziario
gestisce inoltre il debito ed i rapporti con la Tesoreria
dell’Azienda
IN FORMA
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Anno 6– Numero 2
A Gianfranco Cammarota
gli auguri di “...spassartela...”
nella nuova esperienza toscana.
dai tuoi colleghi
….ci mancherà la tua simpatia…
A cura di Carmen Gatti
Dopo tre mesi di incontri e bellissime partite, svolti secondo le regole basilari del tennis, presso il Centro
Sportivo “Sporting Club Arona” è giunto al termine il “1° Torneo di Tennis Ospedaliero” .
Le semifinali si sono svolte tra i tennisti: Tonati - Massa e Bruzzi - Poletti, la finale si è svolta tra Massa, Patologo dell’Ospedale di Verbania ed il responsabile del gruppo sportivo ospedaliero Massimiliano Bruzzi, infermiere di Traumatologia dell’Ospedale di Borgomanero.
Le capacità e l’esperienza del fortissimo Massa hanno prevalso su Bruzzi che ne è uscito sconfitto, ma soddisfatto di essere arrivato in finale ed aver dato del filo da torcere ad un avversario come Massa.
L'augurio è che l’evento sportivo possa essere di stimolo e spunto per fare informazione sanitaria.
Dal Comitato per le Pari Opportunità dell’ASL 13
E’ Mirella Valli “Aronese dell’anno” 2007
Mirella Valli è l’Aronese dell’Anno.
Il premio Le è stato assegnato sabato 10 marzo dalla Commissione
Giudicatrice presieduta dal Sindaco di Arona Antonio Catapano.
Mirella Valli, settantasettenne, è nata a Carpi e si è distinta per il suo
impegno politico e civile sin dal primo dopoguerra.
Consigliere comunale negli anni ottanta, ha condotto numerose lotte per la
conquista dei diritti civili alle donne, dall’istituzione dei consultori familiari
all’applicazione della riforma sanitaria.
E’ stata inoltre promotore dei centri estivi per i bambini e di servizi per gli
anziani e dell’Università della terza età di cui è stata la prima
vicepresidente.
Un impegno costante nel tempo.
A lei vanno gli auguri del Comitato Pari Opportunità dell’ASL n. 13
IN FORMA
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Anno 6– Numero 2
Segnalazione pervenuta all’Ufficio Relazioni Esterne:
Contrariamente a tutte le notizie di malasanità, io …. omissis…, mi devo complimentare e
ringraziare i Medici ed il personale del reparto di Oculistica di Arona per la cortesia, gentilezza e disponibilità di tutti con me personalmente e con tutti i pazienti, nonché devo rivolgere gli stessi elogi anche alla dottoressa ed al personale dei poliambulatori di Oculistica
che durante la visita di controllo mi hanno fatto una visita così accurata che non ho mai
avuto il piacere di fare nemmeno nelle visite a pagamento in ambulatori privati.
Grazie di vero cuore
Lettera firmata, 15 febbraio 2007
COMITATO DI REDAZIONE
Direzione
Mario Minola
Arabella Fontana
Sergio Bertone
La Direzione Generale dell’A.S.L. n. 13
ringrazia il personale per la professionalità e
competenza con la quale
ogni giorno svolge la propria attività .
Direttore Responsabile:
Elena Vallana
Coordinatore
Redazione:
Maurizio Robberto
Redazione:
Anna Rita Audone
Andrea Bertaccini
Raffaella D'Andretta
Mirella Frattini
Carmen Gatti
Alessandra Mondini
Alberta Paggi
Paola Pontiroli
Carlo Prelli
Barbara Schietti
Claudio Teruggi
Carlo Alberto Zambrino
PER IL VOLONTARIATO
Andrea Bassetti
Lorenza Fontana
Si riportano alcune segnalazione a testimonianza della
qualità eccellente dei servizi sanitari erogati
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in forma 2/2007