Allegato 2 SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE ALL’ESTERO ENTE 1) Ente proponente il progetto: ASSOCIAZIONE COMUNITA’ PAPA GIOVANNI XXIII NZ00394 2) Codice di accreditamento: 3) Albo e classe di iscrizione: NAZIONALE 1 CARATTERISTICHE PROGETTO 4) Titolo del progetto: CASCHI BIANCHI CORPO CIVILE DI PACE 2014 – CILE 5) Settore e area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): F - Servizio civile all’estero Area d’intervento: 07 Assistenza 11 – Educazione e Promozione culturale 6) Descrizione del contesto socio politico ed economico del paese o dell’area geografica dove si realizza il progetto; precedente esperienza dell’ente proponente il progetto nel paese o nell’area geografica anche in relazione alla propria mission; presentazione dei partner esteri: 1 L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII presenta 11 progetti di servizio civile all’estero, che interessano i seguenti paesi: Albania, Australia, Bangladesh, Bolivia, Brasile, Cile, Croazia, Francia, Georgia, Haiti, Paesi Bassi, Romania, Russia, Sri Lanka, Svizzera, Zambia. Si ritiene utile richiamare il carattere unitario della proposta, che si rifà al modello di Servizio civile all’estero denominato “Servizio Civile in missioni umanitarie e corpi civili di pace – Caschi Bianchi” , elaborato dagli enti aderenti alla Rete Caschi Bianchi (Focsiv, Caritas Italiana, Gavci, oltre all’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII) e depositato presso l’UNSC. Il carattere unitario che si intende sottolineare deriva dal fatto che alla base delle specifiche progettualità c’è una storia e una metodologia di intervento comuni caratterizzata dal desiderio di “abitare i conflitti”, esplorarli e favorirne una possibile trasformazione positiva con modalità nonviolente. I contesti in cui si realizzano i progetti denominati con il prefisso Caschi bianchi sono accomunati da conflittualità e da violazioni di diritti umani e concorrono alla realizzazione di finalità condivise, iscrivibili nelle finalità sancite dall’ art. 1 della legge 64/01. Al fine di rendere più agevole la comprensinoe ed il senso della proposta contenuta nel singolo progetto si ravvede la necessità di elencare alcuni elementi caratteristici del Modello di servizio civile a cui si rifanno. GLOBALIZZAZIONE E NUOVO CONCETTO DI DIFESA: La proposta progettuale non può essere avulsa dalla lettura della società attuale con particolar attenzione ai fenomeni globali che l’attraversano. Sempre più i destini delle persone e dei popoli sono legati fra loro ed interconnessi. Tale interconnessione inevitabilmente si trasforma in interdipendenza ma ancor di più produce contaminazione reciproche dal punto di vista sociale e culturale. Diversi studiosi hanno teorizzato ciò, non solo recentemente, ma oggi tale situazione è quanto mai palpabile. Il contesto in cui sempre più ci si trova ad operare è una società in cui è impensabile attuare politiche avulse dal contesto europeo e mondiale, perché ogni nostra azione ha delle ricadute anche in luoghi lontani: non solo nel “macro”, attraverso interventi di politica estera o scelte economiche, ma anche nel “micro”, attraverso le implicazioni delle varie filiere economiche e commerciali. Per tale ragione la prospettiva che ciascun progetto denominato Caschi Bianchi cerca di realizzare è senza dubbio definibile con il termine “Glocale”, sviluppandosi in contesti territorialmente definiti e con specifiche proprie, ma al tempo stesso frutto di un’analisi che cerca di considerare i legami fra essi e le varie dimensioni regionali e mondiale. Quanto finora descritto riafferma la necessità di promuovere una cittadinanza planetaria, basata su principi di solidarietà, di cooperazione, di promozione di una cultura di pace. Un’idea di cittadinanza che favorisca la realizzazione di quanto sancito nella Costituzione Italiana, Europea ma anche nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Un esercizio di cittadinanza attiva che possa contribuire, a partire da servizi civile, a rafforzare il legame fra cittadino ed Istituzioni. Tale esercizio di cittadinanza riassume, in parte la necessità di declinare la Difesa della Patria in impegno concreto anche nei paesi più poveri. Ecco perché riteniamo che abbia senso intervenire, in un’ottica di difesa della Patria, sia nei territori del Sud del Mondo, consapevoli che le nostre scelte economiche, politiche, ecc. hanno delle conseguenze anche in questi paesi; sia nel primo mondo, al fine di mettere in evidenza le contraddizioni e le povertà presenti anche nei paesi sviluppati, e nell’ottica di sensibilizzare su stili di vita alternativi. Il concetto di difesa della patria, pertanto si declina come difesa della società globale dal rischio del degrado, della povertà, dell’esclusione e della contrapposizione, attraverso progetti che si innestino in processi di prevenzione e trasformazione dei conflitti attraverso la costruzione di relazioni nonviolente basate sul dialogo e la mediazione. I progetti Caschi Bianchi tendono quindi alla costruzione di una comunità/società solidale, capace di gestire e trasformare le conflittualità -sia di tipo personale che di tipo comunitario- con metodi nonviolenti. Ciò riguarda non solo le comunità dei luoghi di realizzazione dei progetti, ma in termini più generali la società nel suo insieme, con attenzione quella di provenienza dei volontari. RIFERIMENTI STORICI DEL MODELLO “CASCHI BIANCHI” 2 Il termine “Caschi Bianchi” richiama volutamente la denominazione data dall’ONU per la “partecipazione di volontari in attività delle Nazioni Unite nel campo dell'aiuto umanitario, riabilitazione e cooperazione tecnica per lo sviluppo”. Anche se non immediatamente riconducibile al profilo previsto dall’ONU per tali corpi, il modello “caschi bianchi” richiama in parte il ruolo previsto dal mandato dei corpi civili di pace, in quanto: - si tratta di un’occasione privilegiata di formazione dei giovani, protagonisti della costruzione di una cultura di pace vissuta in prima persona; - prevede l’inserimento di giovani in specifici progetti di intervento realizzati all’estero in situazioni di conflitto armato o di violenza strutturale, caratterizzate da condizioni socio economiche disagiate, dall’impoverimento e dalla violazione dei principali diritti fondamentali, politici o di cittadinanza; - prevede la realizzazione di processi di coscientizzazione, educazione, informazione dal basso e relazioni basate su un confronto empatico, sul dialogo, secondo una metodologia nonviolenta; - si tratta di un modello che sperimenta forme di difesa civile non armata e nonviolenta. Il percorso dei Caschi Bianchi italiani inizia nei primi anni novanta con la guerra nel Golfo persico e successivamente attraverso una campagna di “disobbedienza civile” durante il conflitto nei Balcani, condotta dagli “obiettori al servizio della pace”. Tale percorso ha contribuito alla realizzazione della riforma legislativa in materia di obiezione di coscienza, l’art. 9 della legge 230/1998, che per prima ha sancito la possibilità di svolgere servizio civile all’estero. Molti sono gli enti che hanno contribuito a questo percorso. Fra questi , anche grazie alle richieste da parte dell'UNSC di un soggetto unitario come interlocutore sulla materia, vi sono all’Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII, Caritas Italiana, Volontari nel Mondo - FOCSIV, GAVCI di Bologna che insieme costituiscono la Rete Caschi Bianchi. Molti sono i fatti che hanno determinato e continuano a determinare l’evoluzione di questa esperienza, ormai pluriennale, fra questi: - - - la fase sperimentale avviata in collaborazione con la Regione Emilia Romagna nel 1999-2000, che prevedeva l’intervento in Kossovo e Albania; cfr. ass. Adusu, Caschi Bianchi difensori dei diritti umani e atti del convegno “Servire la Pace, difendere i diritti umani” 2003; la partecipazione ai bandi regionali per la valorizzazione dei progetti di servizio civile e la nascita della Rete Caschi Bianchi nel 2001; la sottoscrizione di un accordo specifico da parte della Rete Caschi Bianchi e l’elaborazione di un progetto generale di “Servizio civile in missioni umanitarie e corpi civili di pace – Caschi Bianchi”, depositato presso l’UNSC nel 2001 e aggiornato nel 2007 dal documento “Caschi Bianchi e Rete Caschi Bianchi, un modello di servizio civile”. Il documento redatto dal Comitato per la difesa civile non armata e nonviolenta2005 : Criteri e requisiti per la valutazione di progetti sperimentali di servizio civile all'estero nell'ambito della DCNAN; Il progetto sperimentale di servizio civile Caschi Bianchi oltre le Vendette conclusosi nel 2012; La pubblicazione della ricerca Caschi Bianchi oltre le vendette, sperimentare il Servizio civile e la DCNAN per conoscere e trasformare i conflitti nel corso del 2013; Il convegno “La miglior difesa è la Pace “ febbraio 2014 Diversi sono i documenti internazionali che legittimano il modello di servizio civile “Caschi Bianchi [..]” oltre la normativa relativa al Servizio Civile. Fra questi il rapporto “Un’Agenda per la pace” (1992/95) del Segretario Generale delle Nazioni Unite, la già citata risoluzione ONU n. 49/139/B (1994),il documento del Segretario generale dell’ONU (1995) inviato al Consiglio Economico e Sociale, il rapporto del Segretario Generale dell’ONU (1997). Per quanto riguarda nello specifico l’esperienza dell’Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII con il progetto Caschi Bianchi, in seguito all’esperienza nei Balcani, e alle prime 3 sperimentazioni in Kosovo e Albania, l’Ass. ha in seguito inviato Caschi Bianchi anche in contesti di violenza strutturale -primi fra tutti Zambia e Cile- oltre che di conflitto armato- nei Territori Palestinesi. Nel corso degli anni e con l’avvento della legge 64 del 2001, l’esperienza si è allargata ad altre destinazioni, prevalentemente caratterizzate da violenza strutturale (Bolivia, Brasile, Bangladesh, Tanzania, Kenya, Venezuela, Russia, Albania), oltre che da situazioni di conflitto (Palestina) o post- conflitto (Kossovo). Dopo i primi gruppi sperimentali di obiettori, il numero di caschi bianchi che ogni anno aderisce ai progetto Caschi Bianchi è aumentato nel corso degli anni fino a raggiungere il numero di 50 negli ultimi anni. Infine, nel corso dell’anno 2012 si è realizzato il progetto sperimentale “Caschi Bianchi Oltre le vendette”, nell’ambito dei conflitti legati alle vendette di sangue e al Kanun in Albania. Nei circa 15 anni di intervento dei Caschi Bianchi, si sono potuti riscontrare importanti risultati: Contributo al sostanziale miglioramento delle condizioni generali di vita delle persone incontrate nelle aree di intervento; Accresciuta attività di informazione e sensibilizzazione nelle comunità di destinazione ma anche nella comunità di provenienza dei giovani, in grado di sviluppare un bacino di attenzione rispetto alle problematiche riscontrate; Il risveglio nei giovani di un senso di responsabilità e di partecipazione che li spinge ad adoperarsi per rimuovere le cause che generano le ingiustizie; Contributo alla promozione di una sensibilità diffusa, in una dimensione di lungo periodo, rispetto ad attività connesse alla prevenzione dei conflitti e alla costruzione della pace, con particolare riferimento alla tutela dei diritti umani, alla mobilitazione umanitaria, alle attività di ricostruzione e alle politiche di cooperazione allo sviluppo. Contributo alla definizione di un modello di intervento di servizio civile riconducibile alla DCNAN applicato a situazioni di conflitto. Contributo nel favorire il dialogo in contesti internazionali di giovani in servizio civile e giovani locali, che sperimentano la decostruzione di pregiudizi e stereotipi, il decentramento del punto di vista, l’empatia e l’accoglienza reciproca fra culture. Descrizione del contesto socio politico ed economico del paese CILE: CONTESTO POLITICO, ECONOMICO E SOCIALE DEL PAESE Lo stato cileno occupa la sezione sudoccidentale dell'America meridionale; il territorio, dalla configurazione estremamente particolare, corrisponde ad una fascia di terra compresa tra lo spartiacque delle Ande e la costa dell'oceano Pacifico, larga in media 175 km e lunga 4300 dal confine settentrionale alla cuspide meridionale (Capo Horn), estremo limite del continente. Il Paese, largamente aperto all'oceano e separato dal resto dell'America Meridionale dalla barriera andina non si è sottratto alla storia politica del subcontinente fatta di instabilità, alternanza fra governi nominalmente liberali o addirittura progressisti e pesanti dittature (che ha avuto nel generale cileno Pinochet uno dei suoi culmini). DATI GENERALI Lingua ufficiale Capitale Popolazione Forma di governo Presidente repubblica Valuta della Spagnolo Santiago del Cile 17.363.894 (luglio 2014 est) Repubblica presidenziale Sebastián Piñera Peso 4 Data dell’indipendenza dalla Spagna 12 febbraio 1818 CONTESTO POLITICO La Repubblica del Cile è uno stato unitario democratico e di carattere presidenziale costituito da diverse istituzioni autonome che si inseriscono in uno schema costituzionale che determina le funzioni e le competenze degli organi secondo il principio della separazione dei poteri. ll potere esecutivo, formato da governo ed amministrazione pubblica, è attribuito al Presidente della Repubblica che è anche capo del governo. L'attuale costituzione è stata approvata l'11 settembre 1980 da parte del regime militare di Augusto Pinochet ma è stata sottoposta a diverse riforme costituzionali per renderla più idonea alla democrazia attualmente presente nel paese dopo la caduta della dittatura. Nel dicembre del 1989 in Cile si svolsero le prime elezioni libere, dopo 17 anni di dittatura. Vinse il centrosinistra della Concertaciòn por la Democracia, divisa tra democristiani e socialisti. Da allora il centrosinistra ha governato ininterrottamente fino al ballottaggio presidenziale del gennaio 2010, che ha assegnato la vittoria all'imprenditore Sebastián Piñera con il 52% dei voti. Alle elezioni parlamentari del 15 dicembre 2013, la Nueva Mayoría (coalizione di centrosinistra originata dalla precedente Concertaciòn por la Democracia) ottenne il 50.48% dei voti dei senatori e il 47.73% dei voti dei deputati vincendo su la Alianza di centrodestra. L’11 marzo 2014 Michelle Bachelet è tornata ad essere Presidente eletto del Chile. CONTESTO ECONOMICO L'economia cilena è riconosciuta internazionalmente come una delle più solide del subcontinente latinoamericano. Ha un’economia di mercato caratterizzata da un alto livello di commercio estero, un’alta reputazione di istituzioni finanziarie e politiche attendibili che gli hanno permesso di ottenere il rating più alto sull’affidabilità dei bond di tutto il sud America. Tuttavia, durante il corso della sua storia il Cile ha conosciuto diversi periodi di crisi ed altri di elevata crescita ed espansione economica. Durante la dittatura militare del generale Augusto Pinochet è stata applicata una politica neoliberista che è stata profondamente modificata durante i governi della Concertación attraverso riforme sociali progressiste in campo sanitario, previdenziale ed educativo e adottando la strategia della cosiddetta economia sociale di mercato. Dopo anni di isolamento il Cile è un mercato aperto al mondo con un'economia basata sull'esportazione sia di prodotti finiti che di materie prime; le esportazioni rappresentano più di un terzo del PIL e le materie prime costituiscono quasi i tre quarti delle esportazioni totali (soltanto il rame procura un terzo delle entrate governative). Dal 1999 la crescita ha avuto la media del 4% annuo. Il Cile vanta il maggior numero di accordi commerciali bilaterali e regionali di qualsiasi altro paese. Ha 59 accordi del genere, alcuni dei quali con Unione Europea, Mercosur, Cina, India, Corea del Sud e Messico. Negli ultimi sette anni l’afflusso di investimenti stranieri diretti sono quadruplicati fino ad arrivare a quasi 15 miliardi di dollari nel 2010. Il governo cileno conduce una politica fiscale anticiclica, che accumula surplus di fondi sovrani durante i periodi di elevato prezzo del rame e di crescita economica, permettendo deficit di spesa solo durante i periodi in cui il prezzo del rame è basso. A novembre 2011 quei fondi sociali – custoditi perlopiù fuori dal paese e separati dalle riserve della banca centrale – ammontavano a più di 18 miliardi di dollari e sono stati utilizzati per finanziare pacchetti di stimolo fiscale durante la flessione economica del 2009. Nel dicembre 2009, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OECD) invitò il Cile a diventare membro a pieno titolo, dopo un periodo di due anni in conformità al mandato dell’organizzazione e nel maggio 2010 il Cile firmò la Convenzione diventando il primo paese sudamericano entrato a farne parte. L’economia ha iniziato a dare segni di recupero nell’ultima parte del 2009 ed il PIL è cresciuto, del 5.8% nel 2011, del 5.6% nel 2012 e del 4.4% nel 2013, perdendo nell’ultimo anno 1 punto percentuale. 5 CONTESTO SOCIALE In Cile il divario tra il 10% più ricco ed il 10% più povero della popolazione è il più ampio tra i paesi dell’OECD. Questo divario è aumentato a partire dagli anni ’90 ed ha subito solo una lieve riduzione all’inizio del 2000, per poi attestarsi su valori ben più alti della media mondiale. Source: Provisional data from OECD Income distribution and Poverty Database (www.oecd.org/els/social/inequality). Il modello economico cileno mostra una distribuzione della ricchezza concentrata al vertice della struttura economica, dove il 10% della popolazione beneficia di oltre il 42% della ricchezza nazionale. Il coefficiente di Gini è pari allo 0,52 (stima Cia World Factbook, 2009) ed il paese si colloca nei primi posti della lista mondiale per disuguaglianza nella distribuzione dei redditi. Il sistema di tassazione contribuisce poco alla riduzione della diseguaglianza e la spesa dello stato per i servizi sociali (sanità, educazione, pensioni) risulta essere tra le più basse al mondo, penalizzando le fasce a basso reddito che non possono accedere a servizi di qualità per la maggior parte erogati da privati. I quasi vent’anni di dittatura hanno influenzato negativamente la società cilena smantellando tutte, o quasi, le organizzazioni sociali esistenti ed ancor oggi la società civile fa fatica ad organizzarsi (solo l'11% dei lavoratori è iscritto ad un sindacato, mentre appena l'8% è coperto da un contratto collettivo). L’accesso ineguale ai servizi è un fattore chiave nella lettura della diseguaglianza relativa, oltreché del benessere di un paese: a lungo andare, come sottolineato da molti studi di natura economica, differenze di reddito troppo ampie rischiano di compromettere la tenuta sociale di un paese favorendo l’instabilità politica. Il rischio è di scivolare verso un sistema economico e sociale diviso: da una parte la popolazione minoritaria ma sempre più ricca, dall’altra la maggioranza, esclusa dalla partecipazione alla ricchezza nazionale. Secondo l’inchiesta biennale del Ministero dello Sviluppo Sociale (CASEM), nel 2011 la popolazione cilena al di sotto della soglia di povertà corrispondeva circa al 14.4% (rispetto al 15.1% che risultava nell’inchiesta del 2009), di cui il 2.8% (rispetto al 3.7% del 2009) viveva in condizioni di povertà estrema; povertà che era maggiore negli uomini (13.3%) rispetto alle donne (15.5%). La povertà continua ad avere il volto delle donne e dei minori. Nel 2011, la diminuzione della povertà ha indicato un’importante inversione di tendenza rispetto all’aumento della stessa tra 2006 e 2009 e la povertà estrema o indigenza, scendendo a livelli anteriori al 2006, è stata la più bassa mai registrata nel Paese. Sempre secondo il CASEM, i fattori che hanno influito maggiormente nell’evoluzione della povertà sono: l’aumento del prezzo degli alimenti, l’incremento del lavoro e della moneta, le politiche sociali ed il terremoto. Uno degli obiettivi del nuovo governo in carica è la riduzione della povertà estrema a meno dell’1%. Il tasso di disoccupazione nel Paese è pari al 6% (CIA, World Factbook, 2013). Nel corso del 2011 in Cile è stata messa in atto tutta una serie di proteste studentesche determinata dalla mobilitazione di studenti universitari e della scuola secondaria. La motivazione delle manifestazioni risiedeva nel fatto che i tre 6 quarti del sistema educativo cileno viene finanziato direttamente dagli studenti e dalle loro famiglie e solo il livello di istruzione elementare è realmente gratuito per tutti i cittadini. La qualità dell’educazione offerta in queste scuole – però - è notevolmente inferiore a quella delle istituzioni private. A questa situazione, si somma il fatto che tutte le Università, sia pubbliche che private, sono a pagamento (con rette che vanno dai 300 ai 1500 dollari mensili, sistema che obbliga la maggior parte degli studenti universitari a chiedere un prestito allo Stato (se frequentano l’Università pubblica) o alle banche (se frequentano un’Università privata). Le scuole primarie e secondarie (comprese quelle che ricevono fondi pubblici) hanno inoltre la possibilità di selezionare gli studenti che ammettono attraverso l'applicazione di test psicologici, prove di ammissione ed interviste con i genitori. Questo tipo di prassi rende difficoltosa la soddisfazione del diritto all'istruzione e alla non discriminazione dei minori. Il sistema educativo cileno, di fatto, garantisce l’accesso ad un’educazione di qualità solo agli strati sociali più abbienti, acutizzando la disuguaglianza tra i suoi cittadini. Per tutto il 2013 si sono susseguite manifestazioni, in alcuni casi anche violente, riguardanti le riforme del sistema scolastico pubblico, i diritti delle popolazioni native ed il costo della vita. A febbraio 2013 in Patagonia sono state bloccate le strade ed innalzate barricate per protestare contro l’incapacità del governo di affrontare le problematiche economiche. La polizia ha impiegato gas lacrimogeni, proiettili di gomma e cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti; diverse persone sono rimaste ferite. Ha destato preoccupazione un progetto di legge sull’ordine pubblico per la possibile criminalizzazione delle proteste sociali (Rapporto Amnesty International, 2013). ESPERIENZA DELL’ENTE PROPONENTE IL PROGETTO La presenza dell’Associazione Papa Giovanni XXIII in Cile è iniziata nel 1994, con interventi rivolti in particolare al sostegno dei minori e delle famiglie in situazione di povertà ed emarginazione attraverso diverse modalità progettuali. L’intervento dell’Ente si concretizza in tre città cilene (Santiago del Chile, Valdivia e La Serena) nei vari programmi di accoglienza, sostegno alimentare, scolastico e di educazione speciale, di riabilitazione, ecc. e si esplicita nei diversi progetti: casefamiglia, strutture di accoglienza, comunità terapeutiche, mense, doposcuola e dormitori. L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII opera inoltre sul territorio attraverso il programma “Sol”, per la promozione di una cultura dell’inclusione e dell’accettazione della diversità attraverso diverse attività con persone disabili, in particolare sordomuti. Nello specifico, la Comunità Papa Giovanni XXIII gestisce le strutture e gli interventi di sostegno che si sono sviluppati negli anni e che sono di seguito descritti: 5 Case Famiglia e 9 famiglie aperte: dove vengono accolti minori, adolescenti, disabili fisici e/o psichici o altre persone in difficoltà; Comunità Terapeutica “Nuestra Señora de la Esperanza Andina”(Santiago): è una struttura per il recupero dei ragazzi tossicodipendenti. Tra le varie attività che vengono proposte ai ragazzi in programma terapeutico ci sono un piccolo laboratorio di falegnameria ed una panetteria che fornisce il pane a tutto il quartiere. Casa di Pronta Accoglienza “Esperanza” (Santiago): accoglie ragazzi minorenni, principalmente tra i 16 e i 18 anni, con problematiche di abbandono e/o di delinquenza. "Escuelita" (Santiago): doposcuola che cerca di dare soprattutto sostegno scolastico ai minori del comune di Peñalolen. Programma di affidamento familiare (Santiago): interventi di carattere psicologico e sociale su 25 minori inseriti in famiglie aperte. Gli obiettivi principali sono quelli di favorire lo sviluppo integrale del bambino, assicurare un futuro reinserimento in famiglia ed un cammino verso una vita autonoma ed indipendente. Programma Acuarela (Santiago): centro comunitario per minori ed adolescenti del comune de La Pintana. Opera per la promozione delle buone relazioni familiari e per prevenire i maltrattamenti e gli abusi sui minori. I minori sono coinvolti in attività culturali, artistiche e sportive e le famiglie vengono seguite per prevenire la violenza e l’abuso sui minori o per riparare 7 i danni nel caso in cui questa violenza sia stata subita dal minore. Questo si realizza interrompendo certe situazioni, facilitando il riassorbimento del trauma da parte del minore, fortificando psicologicamente e socialmente il suo benessere. Programma “Sol, Voz del Silencio” (Santiago): per il sostegno e l'integrazione di soggetti audiolesi, realizza corsi di Lingua dei Segni e cultura dei sordi, supporta le famiglie, organizza attività ricreative per minori e giovani, laboratori di teatro e sostegno scolastico. Progetto Comedor (Santiago): mensa per persone in difficoltà. PARTNERS - Sename Il Servizio nazionale minori (Sename) è un organismo governativo che collabora con il sistema giudiziario e che dipende dal Ministero della giustizia. E’ stato creato con il decreto legge n. 2.465 del 10 gennaio 1979, che costituisce la sua legge organica, pubblicata nella gazzetta ufficiale il 16 gennaio dello stesso anno. Un decreto ulteriore del 5 dicembre 1979 fissò l’impianto ed il Sename entrò in funzione il 1 gennaio 1980. Il Sename si pone l’obiettivo di contribuire allo sviluppo del sistema di protezione sociale dell’infanzia e dell’adolescenza garantendo il rispetto dei diritti ed il rinserimento sociale di minori e adolescenti in condizione di vulnerabilità attraverso una rete di programmi realizzati direttamente o in collaborazione con altre organizzazioni. Di seguito i tre obiettivi strategici del servizio: garantire l’offerta di programmi nazionali per dare risposte specializzate e integrali alle necessità dei minori utenti del servizio; la gestione efficace delle risorse attraverso un processo di supervisione dei progetti, al fine di migliorare la qualità delle prestazioni in linea con gli standard stabiliti dal servizio; fortificare le istituzioni dedicate alla presa in carico diretta di minori e adolescenti violati nei loro diritti e alla riabilitazione di adolescenti che hanno infranto la legge, attraverso una costante valutazione dei programmi offerti al fine di adeguarli alle politiche nazionali e internazionali in materia. Il Sename contribuisce al finanziamento di tre progetti dell’Ass. Papa Giovanni XXIII, determinando le linee programmatiche dell’intervento: un programma di affidamento familiare, una casa di accoglienza per adolescenti sottoposti a misure di protezione stabilite dal tribunale dei minori in seguito a reati di bassa gravità, un programma di prevenzione comunitaria denominato “Acuarela”. Red Ong Infancia y Juventud La rete di Ong Infancia e Juventud (Roij) è una rete di 45 istituzioni e organizzazioni della società civile, autonoma dallo stato ed impegnata sui temi dell’infanzia e dell’adolescenza, che ha come mission la diffusione di una cultura dei diritti umani e la costruzione di un contesto più equo per i minori. La rete si costruisce come osservatore critico e centro propositivo rispetto all’applicazione dei contenuti della Convenzione sui diritti dell’infanzia e lavora perché i minori stessi, assieme agli adulti, possano diventare promotori di diritti a livello locale, nazionale e internazionale. Ogni due anni la rete elabora un report che contribuisce alla stesura delle raccomandazioni sui diritti dell’infanzia Onu. L’Ass. Papa Giovanni XXIII partecipa attivamente alla rete attraverso la campagna “Mobilizzandoci per una cultura integrale dei diritti” e attraverso la formazione di minori rispetto alla promulgazione di una legge integrale sulla protezione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. E’ in diretto contatto con il mondo politico ed è attualmente convocata in Parlamento assieme ad alcuni minori inseriti nel programma dell’Ente denominato “Acuarela” per la discussione del progetto di legge sulla protezione dell’infanzia. Il lavoro della rete ha il suo culmine nei diversi Forum Social Infancia, nazionali ed internazionali, luoghi di partecipazione attiva di minori ed adolescenti con l’obbiettivo di creare un dialogo e un sempre maggior protagonismo giovanile. L’Ass. Papa Giovanni XXIII, attraverso i minori coinvolti in alcune attività dell’Ente, ha partecipato ai forum organizzati in Argentina, Ecuador e Paraguay, oltre a quelli realizzati in diverse città del territorio nazionale. The English Institute The English Institute è stato fondato nel 1976 ed è una delle istituzioni pioniere nell’offerta dell’insegnamento della lingua inglese. La mission dell’istituto è fornire una formazione scolare di alto livello e gli alunni iscritti provengono generalmente da famiglie appartenenti alla classa medio-alta. 8 Tra The English Istitute e l’Ass. Papa Giovanni XXIII è stato avviato dal 2007 un gemellaggio: mensilmente un gruppo composto da una decina circa di studenti di 3° e 4° superiore, accompagnato dalla responsabile delle attività di solidarietà dell’istituto e da un docente, visita il programma dell’Ente denominato “Escuelita” con l’obiettivo di un’educazione rivolta alla solidarietà e all’integrazione attraverso l’incontro e la conoscenza di due realtà cilene molto distanti tra loro. L’attività è accompagnata annualmente dalla raccolta di alimenti e materiale didattico da donare al programma. Fundación Techo para un Hermano La fondazione Techo para un Hermano è una fondazione di diritto privato senza fini di lucro che funziona con personalità giuridica dal 1996 e la cui mission è il miglioramento delle condizioni di vita di coloro che vivono in situazioni di estrema povertà. Dal 2002 la Fundación Techo para un Hermano lavora congiuntamente all’Ass. Papa Giovanni XXIII nel sostegno all’alimentazione e all’educazione dei minori inseriti nel programma “Escuelita” attraverso: il co-finanziamento per l’acquisto del terreno in cui è stata costruita la sede e la donazione di 8 containers da destinarsi ad uso aule, mensa ed ufficio; l’acquisto di materiale scolastico; la diretta partecipazione alle attività nell’appoggio scolastico e nella preparazione dei pasti per i minori; la collaborazione alla costruzione di una piccola biblioteca. La fondazione, inoltre, ha sostenuto e continua a sostenere il programma organizzando diverse attività di raccolta fondi (donazioni dei soci e organizzazione di serate ed eventi). Trewhela’s School Trewhela’s School è un’istituzione laica, scientifico-umanistica, fondata nel 1937 da Alce e Virginia Trewhela Lamb, educatrici di origine britannica, che stabilirono i fondamenti educativi e l’orientamento dell’istituto. Gruppi di studenti dell’istituto visitano mensilmente il programma “Escuelita” e Trewhela’s School lo sostiene attraverso periodiche attività di raccolta fondi (donazioni alimentari e materiale ludico e didattico). Senadis Il Servizio nazionale disabilità (Senadis) è stato creato con il decreto legge 20.422 che stabilisce le norme sull’uguaglianza di opportunità e inclusione sociale di persone con disabilità, normativa pubblica nella gazzetta ufficiale il 10 febbraio 2010. E’ un servizio pubblico territorialmente decentrato che ha come mission la promozione dell’uguaglianza, dell’inclusione sociale e la partecipazione delle persone con disabilità. Si relazione con il Presidente della Repubblica per mezzo del Ministero dello sviluppo sociale. L’Ass. Papa Giovanni XXIII è Ente accreditato presso il Senadis e questo gli permette di partecipare attivamente alle attività (seminari, convegni, ecc.), alla tavola rotonda mensile sulla disabilità e di presentare proposte di progetti per ricevere finanziamenti. L’Ass. Papa Giovanni XXIII collabora inoltre all’interno del programma denominato “Sol”, con una serie di organizzazioni del pubblico e del privato sociale sotto elencate: Scuola Anne Sullivan, scuola primaria per minori con sordità di El Bosque (comune della regione metropolitana di Santiago) attraverso la realizzazione di laboratori; Scuola Santiago Apostolo, scuola primaria per minori con sordità della regione metropolitana di Santiago nell’organizzazione di eventi ed iniziative; Ministero dell’educazione – Unità speciale di educazione, che fornisce il dizionario della lingua dei segni ed il libro “Historia de Matias” (storia che racconta delle difficoltà di una famiglia alla nascita di un figlio con sordità) per la loro diffusione e promulgazione; Red Incluye, nella partecipazione ai tavoli di confronto sui temi dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità; Università Andres Bello, che ogni anno invia quattro studenti tirocinanti in pratiche di terapia occupazionale; Università Metropolitana di Educazione per educatori differenziali, università che ogni anno invia studenti tirocinanti; Casa Rebeca Ergas per donne vittime di violenza intra familiare: sono state realizzate in congiunto attività di insegnamento base della lingua dei segni e di sensibilizzazione sulla cultura sorda data la presenza nella struttura di un’utente sordomuta che frequenta i laboratori del programma “Sol”, con l’intento di facilitare la comunicazione e la comprensione; Hogar de Cristo, dormitorio per senzatetto nell’accompagnamento degli educatori nell’interpretazione delle persone sordomute accolte nella struttura. 9 7) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto: Il contesto territoriale entro cui si realizza il progetto “Caschi Bianchi – Cile 2014” è circoscritto alla regione metropolitana di Santiago del Cile e si articola in un intervento che va ad incidere su tre ambiti specifici: la promozione dei diritti dell’infanzia, l’inclusione della disabilità e la riabilitazione delle persone con problematiche legate all’uso ed abuso di sostanze lecite e/o illecite. La città di Santiago, capitale della Repubblica del Cile, costituisce da sola una delle 15 regioni del paese, la regione metropolitana. Dal un punto di vista geografico la città si estende ad est sulla Cordigliera delle Ande, a ovest sulla Cordigliera della Costa e al centro sulla Depressione Intermedia. Secondo i dati dell'Istituto Nazionale di Statistica del Cile (INE) del 2012 la regione conta 7.007.620 abitanti, più di un terzo di tutta la popolazione dello Stato (17.402.630 ab1.), di cui il 96.9% risiede nella zona urbana della capitale, nel cui centro sono situate tutte le principali attività della vita politica, economica e sociale. La capitale, come il resto del Paese, è caratterizzata dalla presenza di notevoli disuguaglianze sociali. L’intervento a favore della promozione dei diritti dell’infanzia ha una ricaduta significativa nel comune di Peñalolén e nel comune de La Pintana, di cui sotto descriviamo il contesto territoriale. CONTESTO TERRITORIALE DI RIFERIMENTO - Peñalolén è uno dei trentaquattro distretti comunali di Santiago ed è situato ai piedi della precordigliera andina, a 750 m. di altezza; confina con i distretti comunali di La Florida, La Reina, Macul e Ňuñoa ed è uno degli otto comuni maggiormente estesi dell’area metropolitana, costituito prevalentemente da case popolari. Fino a qualche decennio fa era un area prettamente rurale e dedita all'agricoltura. Secondo i dati dell’INE del 2012 conta circa 249.621 abitanti. I minori di età compresa tra gli 0 e i 14 anni sono circa 56.000, mentre i giovani tra i 15 e i 29 anni sono circa 63.000. Il 47.52% della popolazione del comune ha meno di 29 anni e gli adulti con più di 65 anni rappresentano solo l’8.3% degli abitanti. Il comune di Peñalolén è uno dei più poveri e degradati dell’area metropolitana di Santiago e la disuguaglianza socio-economica all’interno del comune rimane alta e molto visibile: nella parte occidentale (o bassa) del comune si distinguono gli strati socio-economici più bassi (in passato qui era situato uno degli accampamenti più grandi della capitale oggi smantellato), mentre ad oriente (o in alto) vivono le famiglie a reddito più elevato e appartenenti a strati socio-economici di ceto alto, che cercano residenze con vista panoramica sulla capitale. Le due aree sono fisicamente distinte dall’Avenida Tobalaba. Uno studio comunale diretto a rilevare la condizione economica dei propri abitanti ha evidenziato che circa 8.200 residenti sono indigenti, persone cioè che non riescono a provvedere al soddisfacimento delle proprie necessità alimentari di base e che circa 16.600 persone si trovano in situazione di povertà 2; i disoccupati raggiungono il 28.3% e il 17.8% dei minori abbandona il percorso d’istruzione elementare (rispetto al dato regionale del 10% e al dato nazionale del 14,3%). - Il comune de La Pintana è un altro dei trentaquattro distretti comunali di Santiago; 1 Previsioni INE <<Instituto Nacional de Estadísticas Comisión Económica para América Latina y el Caribe División de Población Centro Latinoamericano y Caribeño de Demografía CHILE: Proyecciones y Estimaciones de Población. Total País 1950-2050 - Serie de la Publicación (CEPAL): OI N.208>>. L'ultimo censimento ufficiale INE svoltosi in Cile nel 2012 é attualmente soggetto di revisione e dal 27/03/2014 é stato disabilitato l'accesso ai relativi dati sul sito www.censo.cl fino a nuove disposizioni. 2 La povertà in Cile si definisce a partire dal cesto alimentare di base, il cui valore è attualizzato secondo la valutazione dei prezzi; con il detto valore si definisce la linea dell’indigenza e la linea della povertà ($ 32.067 e $ 64.134 rispettivamente per Casen, 2009). 10 nato nel 1984 durante la dittatura militare come ricettacolo di famiglie povere espulse dai quartieri ricchi del centro contava al tempo 169.900 abitanti e un'area di 30,3 Km quadrati. La Pintana è oggi un quartiere operaio e popolare, situato alla periferia sud della regione metropolitana e diviso in quattro settori. Secondo i dati delle proiezioni 2012 il comune conta 190.000 abitanti, di cui il 39% della popolazione (pari a 74.100 persone) ha un’età compresa tra 0 e 19 anni e il 6.2% della popolazione (per un totale di 11.856) appartiene al gruppo etnico originario degli indigeni Mapuche. La maggior parte delle famiglie del comune vive in condizioni di grande povertà; uno studio comunale diretto a rilevare la condizione economica dei propri abitanti ha evidenziato che nel 2009 nel comune de La Pintana c’erano circa 10 mila poveri in più rispetto al 2003, che circa il 6.4% dei residenti sono indigenti (rispetto al 3.74% della media nazionale) e che circa il 23.62% si trova in situazione di povertà (rispetto all’11.38% della media nazionale). A questa situazione si aggiunge un elevato tasso di disoccupazione tra i capofamiglia, tra cui la maggior parte è occupata in lavori precari e saltuari di manovalanza, spesso come muratori o contadini stagionali. Nel comune de La Pintana dal 2003 al 2012 è aumentato anche il numero di minori senza nessun tipo di istruzione (8,02% rispetto al dato nazionale del 3.52%) o che non riesce a portare a termine il percorso d’istruzione elementare (20.68% rispetto al dato nazionale del 14.34%). Particolarmente alto anche il numero di denunce di violenza intra familiare (872 ogni 100 mila abitanti nel 2010), che si è mantenuto stabile negli ultimi tre anni. CONTESTO SETTORIALE E INDIVIDUAZIONE DEI BISOGNI SPECIFICI La diseguaglianza in Cile colpisce soprattutto i minori, proporzionalmente più numerosi nei nuclei familiari a basso reddito. Nei settori più poveri della popolazione le condizioni di spazio limitato, la mancanza di spazi accoglienti e sicuri per la ricreazione e la carenza di servizi dedicati all’infanzia, violano le opportunità di sviluppo e socializzazione dei minori, soprattutto dei più piccoli. La povertà si lega – poi - a situazioni di disgregazione famigliare: sono molti i minori che vivono in famiglie monoparentali (solitamente con la madre). Soprattutto nei settori popolari le coppie non sono stabili ed i figli nascono spesso da padri che abbandonano la compagna durante la gravidanza o subito dopo il parto. L’educazione pubblica, in quanto gratuita, è frequentata per la maggior parte da minori provenienti dagli strati più poveri della popolazione determinando la situazione per cui solo i figli delle famiglie con un certo reddito possono aver accesso a scuole qualificate. Nel comune di Peñalolén sono presenti complessivamente 13 scuole private, 31 scuole municipali sovvenzionate da enti privati e 16 scuole pubbliche. Il costo annuale di una scuola privata è in media di 2.180.000 pesos cileni (circa 3.500 euro), quello di una scuola sovvenzionata di circa 323.000 pesos cileni (504 euro), mentre le scuole pubbliche sono completamente gratuite. L’Ass. Papa Giovanni XXIII interviene dal 1995 nel territorio di Peñalolén attraverso le attività del Centro educativo “Escuelita”, con l’obiettivo di offrire sostegno scolastico ai minori in condizione di povertà e/o vulnerabilità residenti nel comune. Nell’arco temporale 1995-2010 i responsabili e gli operatori del Centro sono giunti alla ridefinizione dell’intervento e ad una rivalutazione del bisogno, non solamente circoscritto al sostegno nell’acquisizione di nozioni relative ai programmi scolastici ma allargato alla persona, al diritto al gioco, ad attività ricreative ed alla partecipazione libera alla vita culturale ed artistica. La quasi totalità dei minori coinvolti nel Centro “Escuelita” proviene da situazioni di disagio (separazione dei genitori, violenza intrafamiliare, povertà, sovraffollamento nelle case, malnutrizione); la maggior parte di loro vive solamente con la madre o con la nonna e la figura paterna è assente. I risultati di un’indagine promossa dall’Ente nel 2010 (sulla base dei dati raccolti in 10 anni di attività, dal 2000 al 2010) ci danno interessanti elementi per la descrizione della situazione famigliare e sociale del nostro target: il 38% dei minori che hanno frequentato il Centro ha vissuto episodi di violenza fisica o psicologica all’interno della famiglia; il 34% proviene da situazioni famigliari in cui uno o più membri della famiglia consumano abitualmente droga e/o alcool; il 73% dei genitori di questi minori e 11 adolescenti non ha terminato la scuola dell’obbligo e sono per lo più impiegati in lavori saltuari (pulizie, baby-sitter, guardia notturna, muratore...), mal pagati e senza un regolare contratto né un orario che rispetti i diritti del lavoratore. Le abitazioni in cui vivono spesso sono di legno, principalmente “baracche” di 3x6 metri, composte da 2 stanze - una utilizzata come cucina/sala e l’altra come dormitorio per tutto il gruppo familiare. In tale contesto capita spesso che più di tre persone siano costrette a dormire nella stessa stanza o nello stesso letto. Nel corso del 2013 l’Ass. Papa Giovanni XXIII, all’interno del programma “Escuelita”, ha realizzato le seguenti attività: Descrizione attività Sostegno scolastico 1 laboratorio di cucina 1 laboratorio di attività manuali 1 laboratorio di teatro 4 visite educative di conoscenza del territorio circostante Sostegno alimentare Servizio di trasporto N. nel periodo N. destinatari 20 ore mensili, dal lunedì al 35 minori giovedì 4 ore mensili 35 minori 4 ore mensili 35 minori 8 ore mensili 35 minori 4 mezze giornate in un anno 35 minori circa 700 pasti mensili 35 minori nei giorni di apertura del 15 minori centro Accompagnamento alle almeno 1 all’anno per 27 famiglie famiglie famiglia Nel comune de La Pintana, invece, l’Ass. Papa Giovanni XXIII interviene attraverso il programma di prevenzione comunitario (PPC) “Acuarela”, sempre a sostegno dei minori e degli adolescenti in condizione di povertà e/o vulnerabilità residenti nel comune. Al lavoro specifico di supporto, riduzione del danno e prevenzione, si è cominciato ad affiancare negli ultimi anni anche un lavoro di promozione dei diritti dell’infanzia, attraverso attività che prevedono in prima istanza il diretto coinvolgimento dei minori e degli adolescenti. Con i minori coinvolti si lavora non solo all’interno delle mura della sede del programma ma anche fuori, nei quartieri, contribuendo alla crescita della consapevolezza, nella popolazione e nel territorio, delle tematiche legate alla promozione dei diritti dell’infanzia. Il PPC “Acuarela” segue la linea d’intervento dell’Ufficio Nazionale Minori che dal 2008 chiede una modalità di lavoro coordinata ed unitaria con i diversi attori della società civile ed interviene nella zona centrale del comune collaborando con la parrocchia, i comitati di quartieri, i club sportivi e le altre associazioni. In relazione al gruppo famigliare, dei 120 minori inseriti al programma nel 2011, il 50% vive in famiglie monoparentali, il 16% in famiglie monoparentali estese3, il 20% in famiglie allargate e solo l'11% in famiglie nucleari. Per quanto riguarda l'educazione delle figure genitoriali, una grande percentuale di padri e madri non ha terminato ne l’educazione di base (24% per i padri e 29% per le madri) ne l’educazione superiore (rispettivamente il 26% e il 30%); l'1% ha terminato gli studi universitari ma non sta svolgendo un lavoro per il quale ha studiato. Nel corso del 2013, l’Ass. Papa Giovanni XXIII all’interno del programma “Acuarela”, ha realizzato le seguenti attività: 3 Descrizione attività N. nel periodo 1 laboratorio artistico (ballo e folklore) 2 ore settimana N. destinatari a 15 minori, di età compresa tra i 12 e i 17 anni Famiglia formata da un solo genitore accompagnato da altre figure quali zii, nonni ecc. 12 1 laboratorio artistico (break dance) 1 laboratorio artistico (teatro) 4 ore settimana 2 ore settimana a 30 tra a 10 tra 1 programma radiofonico laboratorio di comunicazione (radio) 1 laboratorio artistico 4 ore settimana a 10 minori, di età compresa tra i 12 e i 17 anni 2 ore a settimana 2 gruppi sportivi 2 ore a (football) settimana (ogni gruppo) Sostegno alimentare circa 700 pasti mensili Accompagnamento alle almeno 1 famiglie all’anno per famiglia Partecipazione dei Circa 20 all’anno minori alle tavole rotonde sui temi dell’infanzia 15 tra 30 tra minori, di i 12 e i 17 minori, di i 12 e i 17 età compresa anni età compresa anni minori, di età compresa i 6 e i 12 anni minori, di età compresa i 6 e i 17 anni 120 minori 70 famiglie 4 minori Accanto all’impegno nella promozione dei diritti dell’infanzia, l’Ass. Papa Giovanni XXIII lavora per l’integrazione delle persone con disabilità, con particolare riferimento alle persone sordomute e per la riabilitazione delle persone con problematiche legate all’uso ed abuso di sostanze lecite e/o illecite della regione metropolitana di Santiago. In Cile le persone con disabilità rappresentano uno dei gruppi sociali particolarmente invisibili ed emarginati: tale condizione emerge in diversi ambiti come l’educazione, il mondo del lavoro, la salute, la possibilità di movimento e l’esercizio dei diritti civili e politici. Si osserva, inoltre, una relazione negativa tra persone con disabilità e condizione socioeconomica delle abitazioni. La povertà appare la costante che attraversa le diverse dimensioni esistenziali delle persone con disabilità, a maggior ragione se si tiene conto dell’impatto che la disabilità ha sull’economia famigliare. Il 16% delle persone con disabilità della regione metropolitana è considerato in condizione socio-economica precaria, percentuale più che doppia rispetto al dato complessivo (7%). Lo studio della distribuzione della disabilità per tipologia (Casen, 2009) evidenzia che in Cile il 13.6% delle persone con disabilità soffre di sordità o deficit uditivi. Lo stesso studio rivela che circa l’11.7% della popolazione con disabilità uditiva non ha nessun livello di scolarizzazione, meno della metà completa la scuola primaria e quasi la metà degli studenti con disabilità uditiva che riescono ad entrare alle scuole superiori non completa i loro studi. Solo il 3% della popolazione con disabilità uditiva completa studi post-secondari, con la conseguente riduzione della possibilità di accesso a posti di lavoro professionali. Il Cile è, inoltre, caratterizzato dalla carenza di norme per l’adempimento della legge vigente in materia di disabilità e dalla bassa formazione in tema di diritti della persona con disabilità. Fino alla promulgazione della legge sull’Integrazione Sociale del 1994 non esisteva nessun mezzo di comunicazione che permettesse l’accesso dei sordi all’informazione ed i sordi non potevano contrarre matrimonio civile senza acconsentire oralmente alla domanda del funzionario comunale. L’invisibilità della disabilità uditiva ha nascosto anche le particolarità linguistiche e culturali della comunità delle persone con sordità: solamente il 10 febbraio 2010, attraverso la legge 20422, la lingua dei segni cilena è stata riconosciuta come ufficiale e nazionale. L’Ass. Papa Giovanni XXIII intervenire nella regione metropolitana di Santiago dal 2005 attraverso il programma d’integrazione per persone con disabilità “Sol”, rivolto a persone sordomute. Il programma è stato ideato per rispondere ad una mancanza di attività specifiche in favore delle persone sordomute e promuove attività di sensibilizzazione, 13 integrazione sociale e formazione. Realizza corsi di lingua dei segni e cultura dei sordi, organizza attività ricreative per minori e giovani sordomuti, laboratori di teatro, serigrafia, applicazione su tela, sostegno scolastico, rafforzamento famigliare, cerca di facilitare l'accesso all'informazione e supporta le famiglie. Nel corso del 2013, l’Ass. Papa Giovanni XXIII, all’interno del programma “Sol” ha realizzato le seguenti attività: Descrizione attività N. nel periodo 2 laboratori annuale di 4 ore a lingua dei segni settimane per ogni laboratorio Sostegno scolastico 20 ore mensili, dal lunedì’ al venerdì 1 laboratorio artistico 2 ore a (creazione di settimana cuaderni) 1 laboratorio 2 ore a occupazionale (lana e settimana feltro) 1 laboratorio artistico 2 ore a (serigrafia) settimana 1 laboratorio artistico (applicazione su tela) 2 ore settimana N. destinatari 40 persone con disabilità uditiva e 9 famigliari 17 minori e adolescenti con disabilità uditiva in età scolare 8 persone con disabilità uditiva 14 persone sordomute 5 persone con disabilità uditiva a 4 persone con disabilità uditiva Nell’ambito della dipendenza da sostanza, il 10 settembre 2012 sono stati resi noti dal SENDA (Servizio nazionale per la prevenzione e la riabilitazione dal consumo di droghe e alcol) i principali risultati relativi al fenomeno del consumo e della circolazione di droghe lecite e illecite ottenuti dal 9° studio nazionale sulle droghe nella popolazione cilena in età scolare. Le dichiarazioni di consumo di marijuana nel 2011 sono arrivate così al 19.5% registrando un aumento del 4.4% in relazione allo studio anteriore, differenza statisticamente significativa. L’uso di cocaina arriva al 3.2%, mantenendosi stabile nel biennio, mentre il consumo di pasta base registra un abbassamento statisticamente significativo dal 2.6% del 2009 al 2.2% del 2011. In riferimento alla popolazione complessiva i dati mostrano differenze significative nell’uso di cocaina e/o pasta base tra il livello socioeconomico alto ed il livello socioeconomico basso, nonostante la riduzione della forbice negli ultimi anni, principalmente per la diminuzione del consumo nel livello socioeconomico basso. Attualmente, la prevalenza del consumo di cocaina nell’ultimo anno per il livello socioeconomico basso è pari all’1%, mentre la prevalenza del consumo di pasta base è pari all’1.1% (quasi sette volte maggiore rispetto al livello socioeconomico alto, nel quale la percentuale arriva allo 0.2%). Nel suo complesso, l’uso totale di cocaina (cocaina e/o pasta base) è il doppio per il livello socioeconomico basso rispetto a quello alto. Nel caso della marijuana non è possibile identificare una condotta di consumo associata al livello socioeconomico. L’Ass. Papa Giovanni XIII interviene nella regione metropolitana di Santiago dal 1998 attraverso le attività della Comunità terapeutica localizzata nel comune di Peñalolén. La Comunità terapeutica cominciò a lavorare nel 2006 per ottenere l’accreditamento, ottenuto dal Ministero della salute l'11 giugno 2007 e dal 2008 cominciò a ricevere fondi statali per mezzo del CONACE (Consiglio nazionale per il controllo degli stupefacenti), che attualmente si preoccupa della supervisione attraverso la visita mensile di propri professionisti. La modalità di intervento è di tipo residenziale ed il programma di riabilitazione è composto da un percorso a quattro fasi, di durata variabile a seconda delle caratteristiche individuali e dell’evoluzione del processo personale. La sostanza principalmente trattata è la pasta base (68.75%), in soggetti di età compresa tra i 26 e i 34 anni; gli uomini rappresentano più dell' 85% dei consumatori e il 60% circa appartiene alle fasce popolari più povere, mentre il 30% al ceto 14 medio. La seconda droga trattata è la cocaina (18.75%), nella stessa fascia di età. Relativamente agli utenti inseriti nel programma terapeutico-riabilitativo dell’Ass. Papa Giovanni XXIII dal 2007 ad oggi l’età di inizio del consumo risulta essere nel 9% dei casi tra i 9 e i 12 anni, nel 71% tra i 12 e i 16 anni e nel 20% tra il 16 e i 20 anni. La marijuana è solitamente la sostanza “di aggancio” (82%), seguita da cocaina (12%), ecstasy (3%) e solventi inalati (3%). La maggior parte dei beneficiari soffre di doppia diagnosi, con disturbi mentali causati dall’abuso di sostanze psicoattive, classificati da lievi a moderati. Gli operatori e gli utenti della Comunità Terapeutica gestiscono una mensa solidale dove quotidianamente mangiano circa 80 persone tra indigenti, senza dimora e famiglie disagiate del comune di Peñalolén. Nel corso del 2013, la Comunità terapeutica dell’Ass. Papa Giovanni XXIII ha realizzato le seguenti attività: Descrizione attività Psicoterapia individuale Psicoterapia di gruppo 2 laboratori di terapia occupazionale N. nel periodo N. destinatari (con problemi di abuso e/o consumo di sostanza legali o illegali) 1 ora a settimana 15 giovani adulti per ogni utente 1 ora al giorno 15 giovani adulti 2 ore al giorno 15 giovani adulti 1 laboratorio artistico (teatro) 2 ore a settimana 15 giovani adulti 1 laboratorio artistico (artigianato) 2 ore al mese 15 giovani adulti Servizio di “presa in carico” Ogni e informazione lunedì Servizio mensa (pranzo) Ogni lunedì giorno dal al venerdì giorno dal al venerdì 175 persone, donne e uomini di diverse età circa 80 persone tra indigenti, senza fissa dimora e nuclei famigliari disagiati del comune di Peñalolén DOMANDA DEI SERVIZI ANALOGHI Nella situazione attuale, il governo, le associazioni e le ONG presenti sul territorio sviluppano interventi che mirano a proteggere i diritti delle fasce più deboli della società (in particolare minori, adolescenti e disabili) e a creare interventi a carattere socio assistenziale ma, nonostante questo, vi è una parte della popolazione che ne rimane esclusa. In particolare, i bisogni secondari rivolti ai minori, adolescenti e disabili – soprattutto di quelli che crescono in famiglie a basso reddito ed in quartieri periferici o emarginati necessitano di maggiore evidenza: istruzione di qualità, promozione e diffusione dell’arte, cultura e ricreazione, accesso alle tecnologie e all’informazione, ecc., sono alcuni degli ambiti in cui ancora non ci sono interventi efficaci capaci di raggiungere tutto il nostro target. Per quanto riguarda la tossicodipendenza, invece, c’è la necessità di un serio piano di prevenzione che interessi insegnati ed alunni, da sviluppare nei centri aggregativi, nei quartieri a rischio, nelle scuole e nelle università. Altresì, mancano programmi efficaci di re-inserimento sociale che sostengano la persona in uscita dal programma terapeutico in questa nuova e delicata fase. OFFERTA DEI SERVIZI ANALOGHI In Cile, e soprattutto nella megalopoli di Santiago, operano un gran numero di Associazioni ed ONG a promozione e tutela dei diritti dell’infanzia. Di seguito, elenchiamo i Centri per minori che funzionano come doposcuola nel comune di Penalolèn. Gli stessi sono però di difficile accesso ai minori inseriti nell’ “Escuelita” perché molto distanti dall’abitazione e dalla scuola che frequentano; sono, inoltre, a pagamento. 15 Nome del Centro o programma CAM Penalolèn (Casa de Agogida del Amor Misericordioso), opera nel settore di Penalolèn basso Conace Previene Centro de Capacitacion y Extencion Cultural “La Escuela”, si trova nel settore di Penalolén alto Tipologia d’intervento La mission di CAM è centrata sull’inserimento dei minori in un ambiente sano, che offra loro libertà di espressione e possibilità di sviluppo degli interessi, sottraendoli alla strada, nel tentativo di allontanarli dal consumo di sostanze illegali, dalla delinquenza e dalla prostituzione. I servizi offerti sono rivolti principalmente al supporto scolastico, al sostegno alimentare ed alla gestione del tempo libero attraverso diversi laboratori (informatica, sport, arte, artigianato, cucina, teatro, musica, sviluppo personale, danza e giardinaggio). Segue circa 50 minori dai 5 ai 13 anni. E’ un programma creato nel 2000 dal Consiglio Nazionale per il controllo sugli stupefacenti nel tentativo di lavorare unitamente alla comunità ed alle reti sociali nella prevenzione del consumo e del traffico di droga all’interno del comune di Penalolén. Conta in uno staff multidisciplinare (coordinatore comunale, psicologo, educatore sociale) e opera nei seguenti settori: appoggio psicologico, familiare, educativo, realizzazione di laboratori dedicati ai giovani, partecipazione attiva all’interno del comune. Ha come proposito la crescita e lo sviluppo integrale dei minori, mettendo a diposizione della comunità di Penalolén uno spazio di incontro e integrazione. Il centro propone laboratori di perfezionamento e formazione ai differenti mestieri e laboratori culturali circa l’espressione corporea, la musica e la manualità. Di seguito elenchiamo, invece, i programmi analoghi a quello descritto nel progetto e presenti nel comune de La Pintana, un quartiere nel quale c’è moltissimo da lavorare: Nome del Centro o programma 2 “programmi di prevenzione comunitaria” (Ppc): Ppc “Entre Lazos” e il Ppc “La Pintana” 3 “programmi di intervento breve” (Pib). Oficina Protección de los Derechos (Opd). OPCIÓN Tipologia d’intervento Operano in quartieri differenti ma con le stesse finalità del Ppc Acuarela. Con il personale di questi programmi si comunica in maniera continuativa, al fine di creare una sorta di sinergia tra strutture simili che operano nella stessa area. Ci si incontra altresì con i responsabili e con i beneficiari di questi progetti durante le attività che coinvolgono tutta la comunità de La Pintana e alle riunioni della rete di tutti i Ppc, organizzate dall’Ufficio Nazionali Minori. Il Programa Intervención Breve è un programma specializzato che interviene sulla famiglia del minore attraverso lo strumento del doppio colloquio, con uno psicologo e un assistente sociale, per il rafforzamento del vincolo tra minore e famiglia stessa. Si mobilita in seguito a segnalazioni di forti violazioni dei diritti dei bambini, con lo scopo di interromperle e risolverle. Tali violazioni riguardano violenze domestiche, maltrattamenti, negligenza genitoriale, lesioni all’integrità fisica e psicologica. Sono molti i casi di minori segnalati da Pib ed inseriti nel Ppc Acuarela e viceversa. Ufficio di protezione dei diritti del minore, dipende direttamente dal municipio. Assiste e accoglie bambini fino ai 17 anni che vivono situazioni di esclusione sociale, violazione dei propri diritti e necessitano un intervento giudiziario. L’Opd offre appoggio psicologico e orientamento legale per i minori e le loro famiglie, grazie all’impiego di personale qualificato come avvocati, psicologi e assistenti sociali. In seguito all’accertamento di una forte violazione dei diritti di un beneficiario, il Ppc Acuarela segnala il caso all’Opd e in concertazione con questa, contribuisce al processo di ripristino delle condizioni dell’utente. E’ una corporazione privata senza scopo di lucro, fondata nel 1990, con l’obiettivo di proteggere e difendere i diritti dei minori 16 Ong Raicès 1 programma specializzato in consumo problematico di droga (Pdc) e disegnare proposte per migliorare la qualità e l’efficienza delle politiche pubbliche. Lavora con minori che vivono in situazione di violenza, maltrattamento, abuso e commercio sessuale, abbandono, lavoro infantile e per il rinserimento sociale, attraverso programmi educativi, di adolescenti che hanno infranto la legge. Il Ppc Acuarela riceve ragazzi provenienti dall’Opción che devono scontare una pena attraverso lavori socialmente utili; vengono impiegati nelle pulizie e nella manutenzione della struttura. E’ un’organizzazione senza fini di lucro dedicata alla promozione dei diritti dei minori, degli adolescenti e della donna. Il suo lavoro si è specializzato negli anni in indagini e ricerche sulle condizioni sociali di tali categorie, sensibilizzazione e prevenzione, monitoraggio delle politiche pubbliche e riparazione del danno, su temi come la violenza sessuale e il traffico di persone. L’Ong Raicès, formata per la maggior parte da giovani volontari, partecipa in maniera informale alle attività del Ppc Acuarela, coadiuvando in maniera volontaria al lavoro con i minori e gli adolescenti. Lavora a tempo pieno con minori previamente assistiti da altri programmi dell’Ufficio Nazionale Minori (Ppc, Pib), che presentano disturbi psicologici dovuti all’abuso di alcol e altri stupefacenti. Il suo staff è composto da psicologi, assistenti sociali, terapeuti e medici psichiatri. L’obiettivo è quello di interrompere il consumo e il reinserimento nella comunità d’appartenenza. Per quanto riguarda l’integrazione e l’inclusione sociale delle persone sordomute l’offerta del territorio è praticamente inesistente; esistono, piuttosto, diverse scuole speciali. Nell’ambito delle Strutture che operano nella riabilitazione delle persone con problematiche di uso e abuso di sostanze legali e illegali, si contano nella regione metropolitana di Santiago del Chile diverse Comunità Terapeutiche di tipo residenziale. Di seguito riportiamo l’elenco dell’offerta delle Strutture accreditate o in processo di accreditamento: Nome della Comunità Terapeutica Comunidad Terapeutica Rayencura Ñuñoa Comunidad Terapeutica Sayri – Puente Alto Comunidad Terapeutica Horizonte – Ñuñoa Comunidad Terapeutica Para Mujeres Crem Providencia Comunidad Terapeutica Senderos - Maipù Comunidad Terapeutica Carpe Diem – El Bosque Comunidad Terapeutica Rayun – La Florida Comunidad Utenza Tipologia d’intervento Tratta la dipendenza da sostanza connessa a patologie come depressione, disturbo di personalità, schizofrenia e disturbi alimentari. Offre programmi di trattamento e riabilitazione per persone con dipendenza di droga e alcool Offre programmi di trattamento e riabilitazione per persone con dipendenza di droga e alcool Tratta la dipendenza da sostanza connessa a patologie che necessitano di trattamento farmacologico. Ha al suo interno un asilo, propone terapia e laboratori e appoggio famigliare. Offre programmi di trattamento e riabilitazione per persone con dipendenza di droga e alcool Tratta la dipendenza da sostanza, riceve solo in accordo e su indicazione della Rete del Servizio di Salute. Tratta la dipendenza da sostanza, riceve solo in accordo e su indicazione della Rete del Servizio di Salute. Offre programmi di trattamento e Ragazzi/e, donne e uomini dai 18 anni in avanti Ragazzi/e, donne e uomini dai 18 anni in avanti Ragazzi e uomini dai 18 anni in avanti Ragazze e donne maggiori di 18 anni Ragazzi e uomini dai 18 anni in avanti Ragazzi/e, uomini tra 40 anni Ragazzi/e, uomini dai in avanti Ragazzi/e, donne e i 18 e i donne e 18 anni donne e 17 Terapeutica Shalom Reto a la Volunta – El Bosque riabilitazione per persone con dipendenza di media ed importante gravità Comunidad Terapeutica No te Rindas - Renca Tratta la dipendenza da sostanza, riceve solo in accordo e su indicazione della Rete del Servizio di Salute. Ha un orientamento evangelico. Tratta la dipendenza da sostanza, da la possibilità alle madri di entrare nella Struttura con i figli fino ai 4 anni. Comunidada Terapeutica Puerta Abierta – San Miguel uomini dai 15 anni in avanti senza patologie psichiatriche e non omosessuali Ragazzi/e, donne e uomini dai 18 anni in avanti Ragazzi/e, donne e uomini tra i 18 e i 45 anni DESTINATARI - - circa 35 minori di età compresa tra i 6 e i 14 anni (e quelli che saranno inseriti nel 2013, residenti nel comune di Peñalolén e provenienti da situazioni familiari difficili, 4 dei quali affetti da disabilità fisica o mentale. le circa 27 famiglie dei minori inseriti nel programma “Escuelita”(e quelle che saranno coinvolte nel 2013), alle quali sarà fornito un costante e regolare accompagnamento. Tali famiglie godranno del beneficio economico derivante dalla garanzia che i loro figli riceveranno vitto, sostegno scolastico ed usufruiranno regolarmente del servizio di trasporto. 120 minori e adolescenti di età compresa tra i 6 e i 17 anni, residenti nel comune de La Pintana e provenienti da situazioni familiari difficili. le 60 famiglie dei minori e adolescenti inseriti nel programma “Acuarela”, alle quali sarà fornito un costante e regolare accompagnamento. - 70 persone sordomute che partecipano alle attività del programma “Sol”. le famiglie delle persone sordomute che partecipano alle attività del programma “Sol”, nella possibilità di partecipare alla didattica della lingua dei segni e sostenute nel loro ruolo educativo. - 15 adulti maschi con consumo problematico di sostanze psicoattive inseriti nel programma riabilitativo-terapeutico. circa 175 persone con problematiche di abuso e/o uso di sostanze legali e/o illegali che si rivolgono annualmente al programma riabilitativo-terapeutico. - BENEFICIARI INDIRETTI - - - gli insegnanti e le scuole in cui sono iscritti i minori e gli adolescenti inseriti nel programma “Escuelita”. la popolazione del comune di Peñalolén e del comune de La Pintana in generale, dato che le attività saranno un incentivo alla responsabilità e al bene comune. La partecipazione ai programmi, oltre che a tradursi in un’effettiva diminuzione del numero di minori ed adolescenti che trascorrono il loro tempo in strada, rappresenterà anche un buon esempio per gli altri minori ed adolescenti che potranno vedere concretamente che un altro modo di crescere è possibile. Il Servizio nazionale minori, il cui obiettivo è il miglioramento della situazione dei minori, in particolare di quelli più svantaggiati ed appartenenti alle fasce popolari più povere. la società civile in generale, in qualità di soggetto da informare sulla situazione di esclusione sociale delle persone sordomute. le istituzioni locali che potranno contare sull’esistenza di un servizio volto all’integrazione delle persone sordomute. le famiglie degli utenti del centro terapeutico. circa 80 persone tra indigenti, senza fissa dimora e nuclei famigliari disagiati che fruiscono del servizio di mensa popolare gestita dagli utenti del centro terapeutico. la comunità tutta, in quanto offrire la possibilità di un percorso terapeutico significa diminuire il tasso di violenza ed il numero di tossicodipendenti che vive 18 in strada. INDICATORI Gli indicatori di seguito riportati sono riferiti all’ambito territoriale ristretto del comune di Peñalolén: - N. minori inseriti nel Centro “Escuelita” dell’Ente; - N. ore mensili di sostegno scolastico; - N. laboratori annuali; - N. attività ricreative; - N. visite domiciliari annuali alle famiglie dei minori e adolescenti inseriti nel Centro. Gli indicatori di seguito riportati sono riferiti all’ambito territoriale ristretto del comune de La Pintana: - N. minori inseriti nel Centro “Acuarela” dell’Ente; - N. percorsi laboratoriali ed artistici annuali; - N. puntate radiofoniche di Radio Acuarela - N. pasti distribuiti mensilmente; - N. visite domiciliari annuali alle famiglie dei minori inseriti e adolescenti inseriti nel Centro. Gli indicatori di seguito riportati sono riferiti all’intervento che il progetto prevede ad inclusione della disabilità: - N. laboratori annuali di lingua dei segni; - N. ore mensili di sostegno scolastico; - N. percorsi artistici e ricreativi. Gli indicatori di seguito riportati sono riferiti all’intervento che il progetto prevede per la riabilitazione ed inclusione delle persone con problematiche legate all’uso e abuso di sostanze legali e illegali: - N. utenti accolti nella Comunità Terapeutica dell’Ente; - N. attività di terapia occupazionale; - N. attività educative e ricreative; - N. inserimenti lavorativi protetti. 8) Obiettivi del progetto: L’obiettivo generale è la realizzazione di un modello di intervento integrato a più livelli, finalizzato a rimuovere le cause del disagio e della marginalità sociale con una metodologia nonviolenta. Tale modello si realizza attraverso la condivisione diretta con vive situazioni di disagio. A partire dalle relazioni concrete, dalla lettura condivisa dei contesti e dei conflitti che li caratterizzano, vengono sviluppate azioni di educazione, sensibilizzazione, informazione, finalizzate alla promozione di una cultura di solidarietà e pace e cooperazione tra i popoli. Tale obiettivo generale si coniuga in due obiettivi trasversali e comuni a tutti i progetti denominati Caschi Bianchi oltre che in specifici obiettivi per ciascun progetto e per ogni territorio: Obiettivo Trasversale 1: Incrementare la realizzazione e la diffusione di materiale informativo attraverso il sito www.antennedipace.org e gli strumenti informativi ad esso collegati utili a sensibilizzare la società civile italiana sulle conflittualità sociali presenti nei paesi di destinazione del progetto. Obiettivo trasversale 2: Realizzare un report sul grado di affermazione dei Diritti umani fondamentali, a partire da casi concreti e storie di persone nei diversi contesti in cui viene attuato il progetto, utile ad approfondire la conoscenza del contesto e di individuare eventuali nuove priorità di intervento. 19 Di seguito, gli obiettivi specifici del Paese: PROMOZIONE DEI DIRITTI DELL’INFANZIA OBIETTIVO SPECIFICO 1 Miglioramento del rendimento scolastico e delle abilità in genere dei circa 40 minori del comune di Peñalolén che frequentano il Centro “Escuelita” e che si trovano in situazione di disagio socio-ambientale, di ritardo scolastico o a rischio emarginazione e per i quali si ravvisi la necessità di un intervento educativo. INDICATORI DA CONTESTO INDICATORI - N. minori inseriti nel Centro “Escuelita” dell’Ente; - N. ore mensili di sostegno scolastico; - N. laboratori annuali; - N. attività ricreative; - N. visite domiciliari annuali alle famiglie dei minori inseriti nel programma. aumento delle ore mensili di sostegno scolastico (da 30 a 40); - aumento del 30% delle attività laboratoriali e ricreative; intensificazione dell’accompagnamento alle famiglie dei minori che frequentano il Centro attraverso le visite domiciliari. RISULTATI ATTESI/SITUAZIONE DI ARRIVO miglioramento del rendimento scolastico e del livello di alfabetizzazione di circa 40 minori del comune di Peñalolén; - miglioramento delle abilità e capacità di circa 40 minori del comune di Peñalolén; - diminuzione del tempo passato in strada e dell’esposizione ai fattori di rischio per i circa 40 minori che frequentano il Centro; - miglioramento della vita familiare in almeno 30 nuclei del quartiere. OBIETTIVO SPECIFICO 2 Offrire ai circa 100 minori del comune de La Pintana la possibilità di costruirsi le proprie “chiavi di interpretazione” della realtà per affrontare passaggi di crescita spesso molo critici, favorire una maggiore conoscenza della propria personalità, promuovere opportunità di interazione tra ragazzi e percorsi di protagonismo in un’ottica di prevenzione di comportamenti devianti. INDICATORI INDICATORI RISULTATI DA CONTESTO ATTESI/SITUAZIONE DI ARRIVO - N. minori inseriti nel Centro - aumento del numero - miglioramento delle “Acuarela” dell’Ente; di laboratori artistici capacità e delle abilità - N. percorsi laboratoriali ed annuali (da 3 a 6); dei circa 100 minori e artistici annuali; adolescenti inseriti nel - N. puntate radiofoniche di - aumento del numero Centro; Radio Acuarela; di minori e adolescenti - N. visite domiciliari annuali coinvolti nel programma aumento delle alle famiglie dei minori e radiofonico e opportunità di adolescenti inseriti nel intensificazione delle socializzazione per i programma “Acuarela”. attività dello stesso (da circa 100 minori e mensili a settimanali); adolescenti inseriti nel Centro; formazione di 1 compagnia teatrale coinvolgimento di permanente; almeno 20 minori in più nelle attività - rafforzamento delle continuative del Centro visite domiciliari alle (programma radiofonico famiglie dei minori e e compagnia teatrale); 20 adolescenti inseriti nel Centro “Acuarela”. miglior accompagnamento alle 70 famiglie dei minori e degli adolescenti inseriti nel Centro e conseguente miglioramento della vita familiare. INCLUSIONE DELLA DISABILITA’ OBIETTIVO SPECIFICO 3 Sostenere l’integrazione delle circa 30 persone sordomute che frequentano il Centro “Sol”, alle quali non sono offerte alternative utili alla socializzazione. INDICATORI DA CONTESTO INDICATORI - N. laboratori annuali di lingua dei segni; - N. ore mensili di sostegno scolastico; - N. percorsi artistici e ricreativi. - aumento del numero di corsi annuali di insegnamento della lingua dei segni (da 4 a 8, di diversi livelli); - aumento delle ore mensili di sostegno scolastico (da 30 a 40); - aumento del numero di laboratori annuali (da 4 a 6) e attività esterne (da 2 a 6); - realizzazione di 1 rappresentazione teatrale attraverso la tecnica del mino con persone sordomute e non; produzione materiale sensibilizzazione (calendario); di di RISULTATI ATTESI/SITUAZIONE DI ARRIVO implementare l’insegnamento della lingua dei segni cilena, offrendo la possibilità di accesso ai corsi a circa 100 persone; miglioramento del rendimento scolastico dei xx minori e adolescenti sordomuti che frequentano il Centro; - miglioramento delle capacità e della abilità delle xx persone che frequentano il Centro; - diffusione della cultura sorda e della cultura dell’inclusione, con la promozione e diffusione della rappresentazione teatrale e la distribuzione di almeno 500 copie del calendario in Cile e in Italia. ASSISTENZA ALLE PERSONE CON PROBLEMI DI DIPENDENZA OBIETTIVO SPECIFICO 4 Ridurre del 50% il tasso di abbandono del percorso terapeutico-riabilitativo destinato a persone con problematiche legate all’uso e abuso di sostanze legali e illegali all’interno della Comunità Terapeutica gestita dall’Ente. INDICATORI (SITUAZIONE DI PARTENZA) INDICATORI N. utenti accolti nella Comunità Terapeutica - N. attività di terapia - aumento del 50% delle attività di terapia occupazionale; - RISULTATI ATTESI/SITUAZIONE DI ARRIVO - acquisizione di maggiori, nuove competenze e capacità 21 occupazionale; - N. attività educative e ricreative; - N. inserimenti lavorativi protetti - aumento del 50% delle attività educative, ricreative e sportive; - aumento del 30% del numero di inserimenti lavorati protetti. relazionali nei giovani ed adulti seguiti dalla Comunità Terapeutica; - aumento del 30% della possibilità di inserimento lavorativo protetto per i giovani ed adulti seguiti dalla Comunità Terapeutica; - diminuzione del 50% dei casi di abbandono del percorso terapeutico prima della fine; - aumento del 50% del numero di giovani ed adulti che finiscono positivamente il percorso terapeutico. 9) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo: Il presente punto viene suddiviso, per leggibilità, in due parti: - una prima parte riguardante le attività, il personale e le attività dei volontari trasversali, connesse agli obiettivi trasversali a tutti i progetti con prefisso CASCHI BIANCHI - una seconda parte riguardante le attività, il personale e le attività dei volontari connesse agli obiettivi specifici del presente progetto 9.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi Riguardo ai due obiettivi generali comuni ai diversi progetti che ripropongono il modello di intervento “Caschi Bianchi”, sono previste le seguenti azioni: OBIETTIVO TRASVERSALE 1: Incrementare la realizzazione e la diffusione di materiale informativo attraverso il sito www.antennedipace.org e gli strumenti informativi ad esso collegati utili a sensibilizzare la società civile italiana sulle conflittualità sociali presenti nei paesi di destinazione del progetto. MESI AZIONI – AttivitàAzione 1 - COSTRUZIONE BACINO DI ATTENZIONE 1.1. Attività di censimento e contatto dei media tradizionali e non, presenti nel territorio di provenienza dei volontari 1.2. Invio di informazioni prodotte dai volontari e realizzazione di interviste ai contatti censiti 1.3. Realizzazione di testimonianze sull’esperienza all’estero Azione 2 – FORMAZIONE 2.1. Modulo formativo: introduzione al mondo dell’informazione: Dall’ informazione di massa 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 22 all’ informazione diffusa 2.2. Produrre informazione al tempo del web 2.0 2.3. Confronto periodico con la Redazione e con i tutor di riferimento 2.4 Approfondimento del contesto politico, socio-economico Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE 3.1 Selezione delle tematiche 3.2. Redazione di articoli, report, gallerie fotografiche, video 3.3. Confronto con la Redazione 3.4. Pubblicazione materiale www.anntennedipace.org e valorizzazione dei contenuti su social media e canali digitali Azione 1 - COSTRUZIONE BACINO DI ATTENZIONE 1.1. Attività di censimento e contatto dei media tradizionali e non, presenti nel territorio di provenienza dei volontari Prima dell’espatrio viene promosso un monitoraggio degli organi di informazione tradizionali e non presenti nei territori di provenienza dei singoli volontari. Si costruisce così un bacino di attenzione all’ esperienza del volontario. L’azione è funzionale a creare un “filo rosso” che unisca le comunità di provenienza e di destinazione dei volontari, che favorisca la ricaduta dell’ esperienza e la partecipazione seppur indiretta all’azione di Difesa che il progetto ed i volontari coinvolti esercitano. I contatti individuati verranno raccolti dalla redazione del sito www.antennedipace.org che costituisce il collettore delle informazioni prodotte dai volontari. 1.2. Invio di informazioni prodotte dai volontari e realizzazione di interviste ai contatti censiti La Redazione del sito www.antennedipace.org, utilizzando il censimento di cui al punto precedente struttura i contatti con i vari organi di informazione censiti ed avvia un rapporto di collaborazione finalizzato alla pubblicazione delle informazioni. Prima dell’ espatrio un comunicato stampa informa sull’imminente partenza e sulla disponibilità dei volontari a rilasciare interviste a quanti fossero interessati ad approfondire l’intervento che andranno a realizzare, le problematiche su cui interverranno ed il modello di intervento che seguiranno 1.3. Realizzazione di testimonianze sull’esperienza all’estero La costruzione del bacino di attenzione avviene anche attraverso testimonianze e incontri pubblici rivolti a gruppi target interessati. I volontari contattano direttamente i gruppi o le scuole interessate, concordano e realizzano gli incontri. Questa fase è fondamentale per riuscire a coscientizzare la società civile rispetto ai legami e interdipendenze che connettono zone lontane del pianeta, di risvegliare un senso di responsabilità e solidarietà internazionale, e di sviluppare la coscienza di una cittadinanza sempre più planetaria. Non meno importante, considerata la modalità testimoniale degli interventi è la possibilità di suscitare interesse da parte dei convenuti ad approfondire le tematiche e coinvolgersi in percorsi di intervento. Azione 2 – FORMAZIONE 2.1. Modulo formativo: introduzione al mondo dell’informazione: Dall’ informazione di massa all’ informazione diffusa Durante la formazione specifica pre-partenza i volontari approfondiscono l’ambito dell’informazione attraverso un percorso articolato in 2 moduli. Un primo modulo che li introduce al mondo dell’informazione di massa: cos’è la notizia, cosa fa notizia, il principio dell’equivicinanza, il rapporto tra informazione e conflitti. Viene contattato il giornalista o l’esperto che svilupperà la tematica, con il quale si concorderà data e contenuti del modulo formativo. 23 2.2. Produrre informazione al tempo del web 2.0 Un secondo modulo laboratoriale, permetterà ai volontari di sperimentarsi nella scrittura di report, articoli, pagine di diario. Questo modulo non ha solo lo scopo di fornire strumenti tecnici per la redazione di materiale informativo, ma di approfondire l’approccio all’informazione, con particolare attenzione ai principi della comunicazione nonviolenta. Particolare importanza ricopre questo modulo in relazione all’evoluzione del Web. Il Web 2.0 infatti facilita non solo l’informazione ma anche la comunicazione approfondita circa le tematiche proposte dagli autori. Viene predisposta durante la formazione una biblioteca fornita di una ricca bibliografia sui temi della comunicazione nonviolenta ma anche degli strumenti propri del web 2.0 utilizzabili dai volontari. Fra i contenuti previsti anche la fotografia e la realizzazione di video perché ciascun volontario possa disporre di tecniche e strumenti via via più vicini e funzionali sia al proprio approccio che alla situazione o contenuto che intenderà comunicare. 2.3. Confronto periodico con la Redazione e con i tutor di riferimento Durante il periodo all’estero sarà mantenuto vivo il dialogo con la Redazione che di volta in volta proporrà l’approfondimento di diverse tematiche. Inoltre è garantito un servizio di tutoraggio: almeno ogni 15-20 giorni il volontario entra in contatto con il tutor di riferimento che a sua volta lo motiva e stimola rispetto l’approfondimento delle diverse tematiche. 2.4. Approfondimento del contesto politico, socio-economico Nella formazione specifica sarà approfondito il contesto politico, socioeconomico, culturale del paese di destinazione, per preparare i volontari a una lettura critica della realtà, propedeutica alla redazione di articoli. Questo verrà fatto attraverso un modulo specifico proposto da un formatore presente in loco all’arrivo del volontario. Inoltre, durante l’anno di servizio, l’accompagnamento da parte degli OLP e dei referenti locali favorirà l’approfondimento di questi aspetti. Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE 3.1 Selezione delle tematiche Durante i primi mesi all’estero ed a cadenza periodica i volontari cercheranno di acquisire, accompagnati dagli OLP e dai tutor, gli strumenti adeguati per leggere in modo critico la realtà in cui prestano servizio, cercando di coglierne la complessità. A mano a mano che questo spirito critico viene acquisito, di concerto coi riferimenti locali e con la Redazione vengono selezionate le tematiche su cui verranno prodotti contenuti. In questa fase la Redazione può inviare articoli di approfondimento rispetto alle zone estere in cui sono inseriti i volontari, o richiedere l’approfondimento di certe tematiche. Coerentemente alle scelte fatte il volontario di concerto coi riferimenti locali raccoglie dati, articoli di giornali locali, materiali di approfondimento, sulle tematiche individuate. Questi dati serviranno per la stesura degli articoli. 3.2. Redazione di articoli, report, gallerie fotografiche, video Sulla base dei dati raccolti, i volontari- col supporto dell’OLP- ipotizzano una programmazione degli articoli da sviluppare, definendo nello specifico tematiche e tipologia dei vari articoli. Passano quindi alla stesura degli articoli. 3.3. Confronto con la Redazione I volontari inviano la prima stesura degli articoli alla Redazione, che a sua volta restituisce il feedback, evidenziando eventuali correzioni, tagli, integrazioni, approfondimenti ecc. che sarebbe opportuno realizzare. La Redazione durante il processo di redazione cercherà di far sperimentare ai volontari una forma di comunicazione nonviolenta, finalizzata al cambiamento, ed esercizio della funzione di Difesa, che susciti nel lettore una serie di buoni interrogativi che lo portano via via a prendere coscienza degli squilibri e delle contraddizioni presenti nella nostra società. 24 3.4. Pubblicazione e produzione multimediale sul sito www.anntennedipace.org I testi vengono pubblicati sul sito quale strumento di informazione alternativa. Inoltre possono essere promossi anche tramite collaborazioni stabili con organi di informazione tradizionale, quali testate giornalistiche e televisive, locali e nazionali. Sviluppo delle sezioni del sito che valorizzino la produzione multimediale (audio-video-foto) da parte dei Caschi Bianchi. Ai social media ( facebook, twitter ecc.), verrà data particolare attenzione selezionando i materiali valorizzabili anche su questi contenitori od articolando percorsi di produzione finalizzata alla comunicazione social. I contenuti potranno essere valorizzati e divulgati anche attraverso nuove piattaforme digitali. Consolidamento di partenariati con siti internet nell’ambito della promozione dei diritti, la difesa nonviolenta e la cittadinanza attiva per proporre la pubblicazione del link del sito antennedipace.org Ottimizzazione nella gestione della mailing-list per la diffusione periodica della newsletter del sito antennedipace.org OBIETTIVO TRASVERSALE 2: Realizzare un report sul grado di affermazione dei Diritti umani fondamentali, a partire da casi concreti e storie di persone nei diversi contesti in cui viene attuato il progetto, utile ad approfondire la conoscenza del contesto e di individuare eventuali nuove priorità di intervento. MESI 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 AZIONI – AttivitàAzione 1 - ANALISI DEL MATERIALE IN ESSERE 1.1.Illustrazione del percorso e materiale prodotto col precedente progetto 1.2. aggiornamento della situazione Azione 2 – SELEZIONE DEI TEMI E DEI FORMATI 2.1. definizione delle priorità tematiche 2.2. definizione dei formati Azione 3 – INTERVISTE E REDAZIONE 3.1. individuazione dei soggetti da intervistare 3.2. realizzazione delle interviste 3.3 Scrittura secondo i formati prescelti 3.4 Redazione dell’elaborato finale Azione 4 – PUBBLICAZIONE 4.1. Pubblicazione dell’ elaborato finale Azione 1 - ANALISI DEL MATERIALE IN ESSERE Considerato che le azioni e le conseguenti attività individuate si pongono in continuità di quanto realizzato attraverso progetti precedenti ed al momento in corso, una prima azione, propedeutica alle azioni individuate consterà nella condivisione di quanto fin qui realizzato. Le attività che compongono questa azione sono 2: 1.1 Illustrazione del percorso e materiale prodotto col precedente progetto Nei primi due mesi di servizio verrà illustrato il percorso attuato ed il materiale fin qui raccolto. Verranno illustrati i passi compiuti con particolare attenzione agli strumenti ed alle modalità di raccolta dei dati attuate, nonché l’analisi realizzata sui dati raccolti. Ulteriore argomento di questa attività sarà il fornire ai volontari coinvolti le indicazioni operative osservate da chi ha fin qui condotto l’indagine. 1.2. Aggiornamento della situazione Considerato i tempi in cui si stima che avranno avvio i progetti si può suppone 25 che le situazioni di violazioni di diritti umani riscontrate risultino ancora in essere. Tuttavia, avvalendosi del supporto del personale individuato dal partner Università agli Studi Carlo Bo di Urbino, verrà realizzata una valutazione rispetto alla validità dei dati raccolti e delle analisi realizzate al fine di porre in essere eventuali aggiornamenti dei dati o delle analisi. Nel caso alcuni dati risultassero ormai inadeguati si procederà all’aggiornamento od alla rimozione di questi dall’insieme dei contenuti interessati dalla Pubblicazione Azione 2 – SELEZIONE DEI TEMI E DEI FORMATI 2.1. Definizione delle priorità tematiche Alla luce dell’eventuale aggiornamento della situazione verranno, di concerto coi riferimenti locali , l’Università Carlo Bo di Urbino , individuate delle priorità tematiche su cui realizzare la pubblicazione finale. Si suppone che non tutti gli elementi emersi durante l’indagine in corso verranno inseriti nel rapporto finale al fine di rendere il rapporto di agevole lettura ed adeguatamente approfondito. Si rileva altresì che alcune violazioni riscontrate possano essere ritenute prioritarie rispetto ad altre per i vari contesti locali. Verrà quindi adoperata una selezione di priorità tematiche da inserire nel rapporto finale. 2.3. Definizione dei formati Dopo aver individuato le tematiche prioritarie verranno definiti i formati attraverso cui le situazioni saranno riportati nella pubblicazione finale. Essi potranno essere storie di persone, gruppi target più o meno formalizzati a seconda dello specifico contesto e della specifica violazione riscontrata. Una volta definiti i formati funzionali verranno predisposti adeguati strumenti e metodiche di rilevazione avvalendosi del contributo di uno o più soggetti che compongono la rete di partner a supporto del progetto. I volontari verranno in conseguenza formati all’ utilizzo degli strumenti individuati ed alle metodiche attuabili . AZIONE 3 - INTERVISTE E REDAZIONE 3.1. Individuazione dei soggetti da intervistare In relazione alle priorità ed ai formati individuati verranno individuati i soggetti da intervistare. I soggetti che verranno intervistati saranno scelti sulla base della significatività della loro storia in relazione alle situazioni descritte nel rapporto derivante dall’indagine attualmente in corso. Al fine di garantire la significatività delle storie i soggetti verranno individuati coerentemente alle priorità individuate ed interpellando sia i referenti locali che, se ritenuto necessario , gli stakeholder coinvolti nelle rilevazioni precedenti. 3.2. Realizzazione delle interviste Dopo aver contattato , richiesto la disponibilità e calendarizzato le interviste, esse verranno condotte dai volontari a progetto sulla base delle indicazioni ricevute e concordate. Al bisogno i volontari potranno essere affiancati dal personale locale di riferimento o da altro personale da questi individuato. 3.3 Scrittura secondo i formati prescelti Una volta realizzata l’intervista, verrà redatta una trascrittura della stessa ad opera dei volontari. I volontari potranno avvalersi dei riferimenti locali e di quelli individuati dalla struttura di gestione, al fine di realizzare un prodotto coerente con le indicazioni condivise nel percorso formativo. Il prodotto della trascrittura costituirà il contenuto necessario a realizzare l’elaborato finale. 3.4 Redazione dell’elaborato finale La struttura di gestione raccoglierà il materiale prodotto dai singoli volontari e redigerà l’elaborato finale. Sarà compito della struttura di gestione con il supporto dei soggetti che fanno 26 parte della rete di supporto redigere l’elaborato finale che prima della pubblicazione sarà sottoposto ad una rilettura da parte dei volontari e dei referenti locali. Azione 4 – PUBBLICAZIONE 4.1. Pubblicazione dell’ elaborato finale L’elaborato sarà pubblicato in formato digitale e diffuso attraverso i canali interni ed esterni di cui dispone l’ente. Al termine del progetto verrà realizzato un evento di presentazione del rapporto finale. Tale evento potrà svolgersi in presenza od attraverso canali digitali (es:webinar), al fine di renderlo fruibile dal più alto numero di persone possibili. 9.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette attività RISORSE UMANE NECESSARIE ALL’ESPLETAMENTO DELLE ATTIVITÀ PREVISTE PER GLI OBIETTIVI TRASVERSALI 1 E 2 Ruolo nel progetto - Competenze Azioni N° 1 Coordinatore di equipe, con esperienza OBIETTIVO 1 nella conduzione di gruppi e gestione di -Azione 1 - COSTRUZIONE gruppi di lavoro BACINO DI ATTENZIONE OBIETTIVO 2 Azione 1 - ANALISI DEL MATERIALE IN ESSERE OBIETTIVO 1 -Azione 1 - COSTRUZIONE BACINO DI ATTENZIONE -Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE 5 Operatori, tutors a distanza con esperienza nell’ambito del servizio civile e di conduzione dei gruppi e mediazione dei conflitti interpersonali, con esperienza di produzione informazione dal basso e supporto alla redazione. 1 Redattore, laureando in scienze della comunicazione con esperienza pluriennale nella produzione di informazione dal basso, scrittura collettiva ed uso della rete internet. OBIETTIVO 1 -Azione 1 - COSTRUZIONE BACINO DI ATTENZIONE -Azione 2 – FORMAZIONE -Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE OBIETTIVO 2 3.4 Redazione dell’elaborato finale 4.1. Pubblicazione dell’ elaborato finale 1 Coordinatore della realizzazione del Report indagine sui diritti umani, laureato in scienze politiche con esperienze di ricerca in tema di diritti umani coordinamento percorsi di ricerca. OBIETTIVO 2 Azione 1 - ANALISI DEL MATERIALE IN ESSERE 2.1. Definizione delle priorità tematiche 2.3. Definizione dei formati 3.4 Redazione finale 2 Esperti di ricerca e diritti umani individuati fra docenti dell’ Università di Urbino e l’associazione ADUSU di dell’elaborato OBIETTIVO 1 -Azione 2 – FORMAZIONE 27 Padova OBIETTIVO 2 Azione 2 – SELEZIONE DEI TEMI E DEI FORMATI 2 Docenti Università di Urbino, -Sociologia e Scienze della Comunicazione OBIETTIVO 1 -Azione 2 – FORMAZIONE -Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE Att. 3.6 - 3.2 Divulgazione e valorizzazione dei contenuti prodotti su social media e nuovi canali digitali 3 Esperti a vario titolo del mondo dell’ informazione 1 Esperto informatico , svolge attività di definizione degli strumenti informatico idonei alle necessità OBIETTIVO 1 -Azione 2 – FORMAZIONE 3.6 Divulgazione e valorizzazione dei contenuti prodotti su social media e nuovi canali digitali OBIETTIVO 1 -Azione 3 – ATTIVITA’ EDITORIALE OBIETTIVO 2 4.1. Pubblicazione dell’ elaborato finale 2 Coordinatore attività di indagine in loco, con esperienza nell’ambito dell’intervento sociale in loco e conoscenza della realtà associativa locale 2.1. Definizione delle priorità tematiche 3.1. Individuazione dei soggetti da intervistare 3.2. Realizzazione delle interviste 9.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto OBIETTIVO TRASVERSALE 1 Incrementare la realizzazione di materiale di sensibilizzazione e di informazione dal basso -report, interviste, pagine di cronaca, attualità ecc.- diffusi attraverso il sito www.antennedipace.org che sensibilizzino la società civile italiana sulle conflittualità sociali presenti nei paesi di destinazione del progetto, sviluppando un senso di responsabilità e solidarietà internazionale. AZIONI - Attività ATTIVITA’ DEL VOLONTARIO Azione 1 - COSTRUZIONE BACINO DI ATTENZIONE 1.4. Attività di ricerca dei -realizza una mappatura dei mass-media presenti a media presenti sul livello locale, nel proprio territorio di provenienza, territorio di appartenenza avendo cura di individuare i contatti di un referente dei volontari di ogni testa giornalistica, radio ecc.. -invia i dati raccolti alla Redazione del sito www.antennedipace.org. 1.5. Invio di comunicati Sollecita i contatti costruiti coi media locali già stampa ai contatti mappati comunicando la disponibilità a rilasciare individuati interviste. 1.6. Rilascio di interviste da Rilascia interviste parte dei volontari 1.7. Realizzazione di I volontari contattano direttamente o con il testimonianze supporto della sede locale (o della struttura di sull’esperienza all’estero gestione) i gruppi o le scuole interessate, 28 concordano e realizzano gli incontri. Azione 3 ATTIVITA’ EDITORIALE 3.1 Selezione delle tematiche 3.2 Raccolta di dati, materiale di approfondimento 3.3. Redazione di articoli, report, gallerie fotografiche, video 3.4. Confronto Redazione con la 3.5.Pubblicazione e produzione multimediale sul sito www.anntennedipace.org 3.6 Divulgazione e valorizzazione dei contenuti prodotti su social media e nuovi canali digitali Durante i primi mesi all’estero, i volontari cercheranno di acquisire, accompagnati dagli OLP e dai tutor, gli strumenti adeguati per leggere in modo critico la realtà in cui prestano servizio, cercando di coglierne la complessità. A mano a mano che questo spirito critico viene acquisito, si cominciano a individuare le tematiche di interesse e a raccogliere il materiale propedeutico alla stesura degli articoli. I volontari raccolgono dati, articoli di giornali locali, materiali di approfondimento, sulle tematiche individuate che serviranno per la stesura degli articoli. Sulla base dei dati raccolti, i volontari- col supporto dell’OLP- ipotizzano una programmazione degli articoli da sviluppare, definendo nello specifico tematiche e tipologia dei vari articoli. I Ciascun volontario redige gli articoli e/o contributi multimediali utili ad informare attraverso il sito www.antennedipace.org od altri spazi individuati dagli enti della rete che collabora alla realizzazione del progetto. I volontari inviano la prima stesura degli articoli alla Redazione, che a sua volta restituisce il feedback, evidenziando eventuali correzioni, tagli, integrazioni, approfondimenti ecc. che sarebbe opportuno realizzare. I testi ed i diversi contenuti prodotti vengono pubblicati sul sito quale strumento di informazione alternativa. I volontari potranno rilanciare alla propria rete di contatti i contenuti prodotti. Potranno altresì essere intervistati da organi di informazione tradizionale, quali testate giornalistiche e televisive, locali e nazionali. I volontari potranno diffondere attraverso i social media i contenuti prodotti, anche da altri volontari impegnati nel progetto OBIETTIVO TRASVERSALE 2 Realizzare un report sul grado di affermazione dei Diritti umani fondamentali, a partire da casi concreti e storie di persone nei diversi contesti in cui viene attuato il progetto, utile ad approfondire la conoscenza del contesto e di individuare eventuali nuove priorità di intervento. AZIONI - Attività Azione 1 - ANALISI DEL MATERIALE IN ESSERE 1.1.Illustrazione del percorso e materiale prodotto col precedente progetto 1.2. aggiornamento della situazione ATTIVITA’ DEL VOLONTARIO Il volontario partecipa alla formazione ed all’Illustrazione del percorso attuato e del materiale in essere Il volontario, nel caso alcuni dati risultassero inadeguati partecipa all’aggiornamento della situazione censita Azione 2 – SELEZIONE DEI 29 TEMI E DEI FORMATI 2.2. definizione dei formati I volontari partecipano alla formazione all’ utilizzo degli strumenti individuati ed alle metodiche attuabili . Azione 3 – INTERVISTE E REDAZIONE 3.2. realizzazione delle interviste 3.3 Scrittura secondo i formati prescelti 3.4 Redazione dell’elaborato finale Il volontario contatta, calendarizza e realizza le interviste sulla base delle indicazioni ricevute e concordate. Al bisogno i volontari potranno essere affiancati dal personale locale di riferimento o da altro personale da questi individuato. Il volontario trascrive l’intervista secondo il formato prescelto. Il prodotto della trascrittura costituirà il contenuto necessario a realizzare l’elaborato finale. Il volontario invia il materiale prodotto alla struttura di gestione che cura la redazione dell’ elaborato. Il volontario partecipa alla rilettura della bozza di elaborato finale. Azione 4 – PUBBLICAZIONE 4.1. Pubblicazione dell’ elaborato finale Il volontario contribuisce alla diffusione e partecipa all’evento di presentazione. 9.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi OBIETTIVO SPECIFICO 1: Miglioramento del rendimento scolastico e delle abilità in genere dei circa 40 minori del comune di Peñalolén che frequentano il Centro “Escuelita” e che si trovano in situazione di disagio socio-ambientale, di ritardo scolastico o a rischio emarginazione e per i quali si ravvisi la necessità di un intervento educativo. MESI 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 AZIONI-Attività AZIONE 1 – Revisione degli interventi pregressi e nuova programmazione 1.1. Revisione delle attività di sostegno scolastico e di quelle laboratoriali e ricreative pregresse 1.2. Ridefinizione dei programmi educativi AZIONE 2 – Sostegno scolastico e attività laboratoriali e ricreative 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività di sostegno scolastico 2.2. Sostegno scolastico 2.3. Pianificazione ed organizzazione delle attività laboratoriali e ricreative 2.4. Attività laboratoriali 2.5. Attività ricreative 30 AZIONE 3 – Sostegno famigliare 3.1. Pianificazione ed organizzazione delle visite domiciliari alle famiglie 3.2. Visite domiciliari familiari 3.3. Rafforzo dell’intervento o intervento d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei risultati 4.1 Monitoraggio delle attività costante 4.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti 4.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità AZIONE 1 – Revisione degli interventi pregressi e nuova programmazione 1.1. Revisione delle attività di sostegno scolastico e di quelle laboratoriali e ricreative pregresse Incontri di equipe tra operatori del Centro, psicologo, assistente sociale e coordinatore e raccolta di dati qualitativi (tramite colloqui con gli insegnanti e con le famiglie) e quantitativi sugli interventi realizzati in precedenza; elaborazione dei dati ed analisi degli interventi passati. 1.2. Ridefinizione dei programmi educativi Analisi dello stato attuale, dei bisogni di ogni minore, definizione degli obiettivi educativi da raggiungere e dei possibili interventi da realizzare; stesura dei progetti educativi individualizzati. AZIONE 2 – Sostegno scolastico e attività laboratoriali e ricreative 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività di sostegno scolastico Trimestralmente vengono programmate le attività di sostegno scolastico attraverso l’individuazione degli obiettivi da raggiungere per ciascun minore. 2.2. Sostegno scolastico Allestimento del luogo in cui si svolgeranno le attività e preparazione del materiale didattico e di cancelleria. 2.3. Pianificazione ed organizzazione delle attività laboratoriali e ricreative Trimestralmente vengono programmate le attività laboratoriali e ricreative: si verificano le risorse umane e finanziarie a disposizione da destinare e si definiscono le attività, le modalità ed i tempi di attuazione. 2.4. Attività laboratoriali Sulla base della programmazione vengono effettuate le attività laboratoriali, che nello specifico sono: o 2 laboratorio di espressione artistica; o 1 laboratorio di attività manuali; o 2 laboratori da definirsi in base alle risorse e all’analisi degli interessi dei minori che frequentano il programma. 2.5. Attività ricreative Sulla base della programmazione vengono effettuate le attività laboratoriali, che nello specifico sono: o attività sportive e di giochi di gruppo; o 2 uscite da definirsi al termine di ogni semestre scolastico. AZIONE 3 – Sostegno famigliare 3.1. Pianificazione ed organizzazione delle visite domiciliari alle famiglie 31 Trimestralmente vengono programmate le visite domiciliari alle famiglie dei minori che frequentano il Centro “Escuelita”. Nell’incontro d’equipe si procede: o alla stesura del calendario; o alla suddivisione dei compiti. Generalmente viene dedicato un giorno settimanale per la realizzazione delle visite domiciliari familiari (si cercano di effettuare una o due visite a settimana). 3.2. Visite domiciliari familiari L’azione mira all’approfondimento della conoscenza delle famiglie, per il rafforzamento della relazione ed il rinnovo dell’impegno. Attraverso le visite si cerca, inoltre, di svolgere un’attività di sensibilizzazione su tematiche psicosociali e di fornire alle famiglie gli strumenti educativi utili al miglioramento delle dinamiche interne. Al termine di ogni visita viene compilato un registro ed annotate le richieste/bisogni particolari. 3.3. Rafforzo dell’intervento o intervento d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio L’equipe del Centro “Escuelita” sostiene le famiglie in difficoltà attraverso: o aiuti alimentari; o sostegno psicologico; o sostegno sanitario; o fornitura di materiale scolastico; o supporto a piccoli lavori di ristrutturazione delle abitazioni. AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei risultati 4.1 Monitoraggio costante delle attività Incontri mensili tra operatori del Centro, psicologo, assistente sociale e coordinatore e stesura di un report di monitoraggio. 4.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti Esame del report, analisi dei risultati delle attività e delle criticità, valutazione dei progressi raggiunti evidenziando punti di forza e di debolezza. 4.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità Confronto tra operatori del Centro, psicologo, assistente sociale e coordinatore sui risultati raggiunti e generazione di nuove idee e proposte in base al budget e alle risorse disponibili. Elaborazione di nuovi piani educativi. OBIETTIVO SPECIFICO 2: Offrire ai circa 100 minori del comune de La Pintana la possibilità di costruirsi le proprie “chiavi di interpretazione” della realtà per affrontare passaggi di crescita spesso molo critici, favorire una maggiore conoscenza della propria personalità, promuovere opportunità di interazione tra ragazzi e percorsi di protagonismo in un’ottica di prevenzione di comportamenti devianti. MESI 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 AZIONI-Attività AZIONE 1 Attività artistiche e culturali 1.1. Pianificazione ed organizzazione dei laboratori artistici e culturali 1.2. Laboratori artistici e culturali AZIONE 2 – Potenziamento della presenza e delle attività degli adolescenti del Centro all’interno del programma radiofonico “Acuarela” 2.1. Creazione di un gruppo di lavoro 2.2. Preparazione della messa in onda 32 2.3. Trasmissione radiofonica 2.4. Aggiornamento del blog 2.5. Monitoraggio del progetto radiofonico AZIONE 3 – Formazione di una compagnia teatrale permanente 3.1. Creazione di un gruppo di lavoro 3.2. Ideazione della rappresentazione teatrale 3.3. Promozione ed esecuzione della rappresentazione teatrale AZIONE 4 – Sostegno famigliare 4.1. Pianificazione ed organizzazione delle visite domiciliari alle famiglie 4.2. Visite alle famiglie 4.3. Rafforzo dell’intervento o intervento d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio AZIONE 5 – Monitoraggio e verifica dei risultati 5.1 Monitoraggio delle attività costante 5.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti 5.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità AZIONE 1 - Attività artistiche e culturali 1.1. Pianificazione ed organizzazione dei laboratori artistici e culturali Trimestralmente vengono programmate le attività ricreative: si verificano le risorse umane e finanziarie a disposizione da destinare e si definiscono le attività, le modalità ed i tempi di attuazione. Ogni venerdì pomeriggio il gruppo di lavora si incontra per: o il coordinamento della settimana successiva; o il confronto e la gestione delle situazioni problematiche; o l’individuazione dei nuovi bisogni emergenti; o la valutazione delle attività proposte. Mensilmente il gruppo di lavoro si incontra per la supervisione d’equipe. 1.2. Laboratori artistici e culturali In base alla programmazione vengono effettuati i laboratori artistici e culturali, che nello specifico sono: o 1 laboratorio di break dance; o 1 laboratorio di arti circensi; o 1 laboratorio di balli tradizionali o 1 laboratorio di creazione letteraria e drammaturgia (per gli adolescenti dai 14 anni in avanti); o 1 laboratorio di teatro (per gli adolescenti dai 14 anni in avanti); o 1 laboratorio di fotografia (da inserire); o 1 laboratorio di chitarra(da inserire). La realizzazione delle attività presuppone l’allestimento dei luoghi di svolgimento dei laboratori e l’acquisto o la preparazione del materiale tecnico o didattico necessario. AZIONE 2 – Potenziamento della presenza e delle attività degli adolescenti del Centro all’interno del programma radiofonico “Acuarela” 2.1. Creazione di un gruppo di lavoro 33 Creazione di un gruppo lavoro per la gestione della registrazione settimanale dell’intervento all’interno del programma radiofonico “Acuarela: los derechos de los niños a todo color”. 2.2. Preparazione della messa in onda Settimanalmente il gruppo di lavoro si riunisce per: o la scelta della tematica da trattare (che ha come obiettivo la sensibilizzazione della comunità alle tematiche dei diritti umani e della cultura di pace, con un’attenzione particolare ai diritti dell’infanzia); o la modalità di conduzione (intervista, lettura di un brano e/o articolo, discussione, ecc). o il contatto con eventuali persone a cui richiedere la presenza in radio (nel caso di interviste o approfondimenti da parte di esperti). 2.3. Trasmissione radiofonica Costruzione della trasmissione, registrazione. preparazione della sala e dell’attrezzatura e 2.4. Aggiornamento del blog Aggiornamento del blog della trasmissione radiofonica (www.yastaradio.com), in particolare: o raccolta del materiale registrato; o produzione di foto e/o brevi filmati di documentazione; o pubblicazione sul blog della sintesi di ogni trasmissione nella doppia lingua (spagnolo e italiano); o realizzazione di banner per la promozione del blog. 2.5. Monitoraggio del progetto radiofonico Monitoraggio iniziale, intermedio e finale del progetto radiofonico ad opera dell’equipe del Centro “Acuarela” (secondo il numero degli ascolti ed il grado di interesse) tra le famiglie de La Pintana per stendere una valutazione dell’attività ed elaborare eventuali strategie di promozione. AZIONE 3 – Formazione di una compagnia teatrale permanente 3.1. Creazione di un gruppo di lavoro Creazione di un gruppo di lavoro permanente che possa lavorare in maniera continuativa negli anni e che lavori alla creazione di una rappresentazione teatrale, affrontando tematiche di carattere sociale connesse alla vita quotidiana dei minori e adolescenti de La Pintana. 3.2. Ideazione della rappresentazione teatrale La realizzazione di una rappresentazione teatrale implica: o la scelta dell'argomento da trattare (da definire attraverso un percorso che faccia emergere la tematica dagli adolescenti stessi); o l'elaborazione dell'argomento; o la stesura del copione; o la divisione dei ruoli e dei gruppi operativi (recitazione, scenografia, costumi, musica, ecc.). Settimanalmente il gruppo di lavoro si riunirà per lavorare alla realizzazione del laboratorio. 3.3. Promozione ed esecuzione della rappresentazione teatrale L’azione di promozione e riproduzione della rappresentazione teatrale implica: o la creazione e la stampa di una locandina; o la promozione della rappresentazione nei contesti formali (teatri sociali e/o istituti scolastici secondari della regione metropolitana) e nei contesti informali (piazze e strade o luoghi di aggregazione); o la messa in scena. AZONE 4 – Sostegno famigliare 4.1. Pianificazione ed organizzazione delle visite domiciliari alle famiglie Trimestralmente vengono programmate le visite domiciliari alle famiglie dei minori che frequentano il Centro “Acuarela”. Nell’incontro d’equipe si procede: 34 o alla stesura del calendario; o alla suddivisione dei compiti. Generalmente viene dedicato un giorno settimanale per la realizzazione delle visite domiciliari familiari (si cercano di effettuare una o due visite a settimana). 4.2. Visite domiciliari familiari L’azione mira all’approfondimento della conoscenza delle famiglie, per il rafforzamento della relazione ed il rinnovo dell’impegno. Attraverso le visite si cerca, inoltre, di svolgere un’attività di sensibilizzazione su tematiche psicosociali e di fornire alle famiglie gli strumenti educativi utili al miglioramento delle dinamiche interne. Al termine di ogni visita viene compilato un registro ed annotate le richieste/bisogni particolari. 4.3. Rafforzo dell’intervento o intervento d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio L’equipe del Centro “Acuarela” sostiene le famiglie in difficoltà attraverso: o aiuti alimentari; o sostegno psicologico; o sostegno sanitario; o fornitura di materiale scolastico; o supporto a piccoli lavori di ristrutturazione delle abitazioni. AZIONE 5 – Monitoraggio e verifica dei risultati 5.1 Monitoraggio costante delle attività Incontri mensili tra operatori del Centro, psicologo, assistente sociale e coordinatore e stesura di un report di monitoraggio. 5.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti Esame del report con gli operatori, analisi dei risultati delle attività e delle criticità, valutazione dei progressi raggiunti evidenziando punti di forza e di debolezza. 5.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità Confronto tra operatori del Centro, psicologo, assistente sociale e coordinatore sui risultati raggiunti e generazione di nuove idee e proposte in base al budget e alle risorse disponibili. Elaborazione di nuovi piani educativi. OBIETTIVO SPECIFICO 3: Sostenere l’integrazione delle circa 30 persone sordomute che frequentano il Centro “Sol”, alle quali non sono offerte alternative utili alla socializzazione. MESI 1 AZIONI-Attività AZIONE 1 – Laboratori di lingua dei segni 1.1 Pianificazione ed organizzazione dei laboratori di lingua dei segni 1.2 Laboratori di lingua dei segni AZIONE 2 – Sostegno scolastico e attività artistiche e culturali 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività di sostegno scolastico 2.2. Attività di sostegno scolastico 2.3. Pianificazione ed organizzazione dei laboratori e delle attività esterne 2.4. Laboratori artistici e attività esterne 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 35 AZIONE 3 – Produzione di attività e materiale di sensibilizzazione 3.1. Ideazione di un calendario con l’utilizzo di immagini che richiamano la comunicazione LSCh (lingua dei segni cilena) 3.2. Produzione del materiale 3.3. Diffusione del materiale di promozione AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei risultati 4.1 Monitoraggio costante delle attività 4.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti 4.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità AZIONE 1 – Laboratori di lingua dei segni 1.1. Pianificazione ed organizzazione dei laboratori di lingua dei segni Semestralmente vengono pianificati e programmati i laboratori di lingua dei segni (circa 2 mezze giornate a settimana); gli stessi vengono promossi nelle scuole, nelle sedi delle associazioni e nei circoli culturali. 1.2. Laboratori di lingua dei segni La realizzazione dei laboratori presuppone l’allestimento dei luoghi di svolgimento dell’attività e la preparazione del materiale didattico necessario. AZIONE 2 – Sostegno scolastico e attività artistiche e culturali 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività di sostegno scolastico Trimestralmente vengono pianificate e programmate le attività di sostegno scolastico, sulla base dell’analisi dei risultati scolastici. 2.2. Attività di sostegno scolastico La realizzazione delle attività di sostegno scolastico presuppone l’allestimento dei luoghi di svolgimento dell’attività e la preparazione del materiale didattico necessario 2.3. Pianificazione ed organizzazione dei laboratori e delle attività esterne Trimestralmente vengono programmati i laboratori e le attività esterne: si verificano le risorse umane e finanziarie a disposizione da destinare e si definiscono le attività, le modalità ed i tempi di attuazione. Mensilmente il gruppo di lavora si incontra per: o il coordinamento della settimana successiva; o il confronto e la gestione delle situazioni problematiche; o l’individuazione dei nuovi bisogni emergenti; o la valutazione delle attività proposte. 2.4. Laboratori artistici e attività esterne In base alla programmazione vengono realizzate le attività artistiche, che nello specifico sono: o 1 laboratorio di teatro attraverso la tecnica del mimo (il laboratorio prevede la partecipazione di persone sordomute e non); o 1 laboratorio di serigrafia; o 1 laboratorio di applicazione su tela; o 2 eventuali laboratori ancora da definirsi in base alle risorse e all’analisi degli interessi delle persone che frequentano il programma; o almeno 1 uscita mensile di visita alla città o ricreativa con la partecipazione di persone sordomute e non. 36 La realizzazione delle attività presuppone l’allestimento dei luoghi di svolgimento dei laboratori e l’acquisto o la preparazione del materiale tecnico o didattico necessario. AZIONE 3 – Produzione di attività e materiale di sensibilizzazione 3.1. Ideazione di un calendario con l’utilizzo di immagini che richiamano la comunicazione LSCh (lingua dei segni cilena) Il gruppo di lavoro si occupa di ideare il prodotto e pensare alle modalità di realizzazione. 3.2. Produzione del materiale Realizzazione del prodotto. 3.3. Diffusione del materiale di promozione Diffusione del materiale all’interno di eventi, manifestazioni o in occasioni particolari come occasione di sensibilizzazione, promozione e diffusione della cultura sorda. AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei risultati 4.1 Monitoraggio costante delle attività Incontri mensili tra operatori del Centro e coordinatore e stesura di un report di monitoraggio. 4.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti Esame del report, analisi dei risultati delle attività e delle criticità, valutazione dei progressi raggiunti evidenziando punti di forza e di debolezza. 4.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità Confronto tra operatori del Centro e coordinatore sui risultati raggiunti e generazione di nuove idee e proposte in base al budget e alle risorse disponibili. Elaborazione di nuovi piani educativi. OBIETTIVO SPECIFICO 4: Ridurre del 50% il tasso di abbandono del percorso terapeutico-riabilitativo destinato a persone con problematiche legate all’uso e abuso di sostanze legali e illegali all’interno della Comunità Terapeutica gestita dall’Ente. MESI 1 AZIONI-Attività AZIONE 1 – Revisione degli interventi pregressi e nuova programmazione 1.1. Revisione delle attività pregresse in generale 1.2. Ridefinizione programmi educativi 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 dei AZIONE 2 – Attività volte alla riabilitazione della persona 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività 2.2. Attività di sostegno psicologico e psichiatrico 2.3. Attività formative ed occupazionali 2.4. Attività educative, ricreative e sportive 2.5. Incontri di sostegno alle famiglie 2.6 Attività di inserimento lavorativo protetto 2.7. Lavoro d’equipe 37 AZIONE 3 – Monitoraggio e verifica dei risultati 3.1 Monitoraggio costante delle attività 3.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti 3.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità AZIONE 1 – Revisione degli interventi pregressi e nuova programmazione 1.1. Revisione delle attività pregresse in generale Incontri di equipe tra operatori del Centro, psicologo, assistente sociale e coordinatore e raccolta di dati qualitativi (tramite colloqui con le famiglie) e quantitativi sugli interventi realizzati in precedenza; elaborazione dei dati ed analisi degli interventi passati. 1.2. Ridefinizione dei programmi educativi Analisi dello stato attuale, dei bisogni di ogni utente, definizione degli obiettivi educativi da raggiungere e dei possibili interventi da realizzare; stesura dei progetti educativi individualizzati. AZIONE 2 – Attività volte alla riabilitazione della persona 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività Trimestralmente vengono programmate le attività formative-occupazionali, educative e ricreative: si verificano le risorse umane e finanziarie a disposizione e si definiscono le attività, le modalità ed i tempi di attuazione. Ogni lunedì si pianifica la settimana sulla base della programmazione e degli impegni particolari. 2.2. Attività di sostegno psicologico e psichiatrico La settimana è scandita dagli incontri di terapia gruppale (quotidiani) e di terapia individuale (settimanali) organizzati e definiti dal personale professionale della strutture terapeutica. Periodicamente vengono effettuate visite esterne psichiatriche per il controllo dell’andamento delle diverse terapie farmacologiche. 2.3. Attività formative ed occupazionali In base alla programmazione vengono effettuate le attività formative ed occupazionali, che nello specifico sono: o panetteria; o 1 laboratorio di lavorazione del legno; o 1 laboratorio di gelateria e pasticceria; o gestione e cura di serre per ortaggi. 2.4. Attività educative, ricreative e sportive Le attività educative e di accompagnamento che si realizzano nello specifico sono: o cura dell'igiene e della persona (vengono forniti spazzolino, dentifricio e sapone per la persona e per gli indumenti); o attività di cineforum; o 1 laboratorio valoriale e di sessualità; o 1 laboratorio di “Risoluzione non violenta del conflitto” o gestione quotidiana dell’ordine e della pulizia delle strutture terapeutiche. o campionati di calcio a livello locale; o circa 6 attività della durata di 1 giornata di condivisione e conoscenza del territorio. 2.5. Incontri di sostegno alle famiglie Le persone di riferimento mantengono il contatto con i famigliari degli utenti ed in base alla situazione vengono programmati degli incontri informativi sull’andamento dei singoli percorsi. A seconda dell’analisi delle problematiche si effettuano azioni di orientamento e suggerimento ai famigliari. 38 2.6 Attività di inserimento lavorativo protetto Inserimento lavorativo protetto nella Gelateria dell’azienda “Fugar” a Santiago con l’obiettivo di favorire l’inserimento professionale dei ragazzi a conclusione del programma terapeutico e creare opportunità lavorative. 2.7. Lavoro d’equipe L’equipe si riunisce settimanalmente per: o l’analisi della situazione degli utenti (limiti, potenzialità e andamento del percorso terapeutico); o il confronto e la gestione delle situazioni problematiche; o l’individuazione dei nuovi bisogni emergenti; o la conferma o revisione del programma di accompagnamento; o la valutazione delle attività proposte. AZIONE 3 – Monitoraggio e verifica dei risultati 3.1 Monitoraggio costante delle attività Incontri mensili tra operatori della Comunità Terapeutica, psicologo e coordinatore e stesura di un report di monitoraggio. 3.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti Esame del report con gli operatori, analisi dei risultati delle attività e delle criticità, valutazione dei progressi raggiunti evidenziando punti di forza e di debolezza. 3.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità Confronto tra operatori della Comunità Terapeutica, psicologo, assistente sociale e coordinatore sui risultati raggiunti e generazione di nuove idee e proposte in base al budget e alle risorse disponibili. Elaborazione di nuovi piani educativi. 9.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette attività OBIETTIVO SPECIFICO 1 Miglioramento del rendimento scolastico e delle abilità in genere dei circa 40 minori del comune di Peñalolén che frequentano il Centro “Escuelita” e che si trovano in situazione di disagio socio-ambientale, di ritardo scolastico o a rischio emarginazione e per i quali si ravvisi la necessità di un intervento educativo. N° Ruolo nel progetto Azioni Competenze 1 Responsabile del progetto Il responsabile del progetto ha la gestione Esperienza pluriennale nella generale delle attività e dei rapporti con tutti gestione delle strutture di gli attori coinvolti. accoglienza e nel In particolare si occupa di: coordinamento dei progetti. AZIONE 1 – Revisione degli interventi pregressi e nuova programmazione 1.1. Revisione delle attività di sostegno scolastico e di quelle laboratoriali e ricreative pregresse 1.2. Ridefinizione dei programmi educativi AZIONE 2 – Sostegno scolastico e attività laboratoriali e ricreative 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività di sostegno scolastico 2.3. Pianificazione ed organizzazione delle attività laboratoriali e ricreative AZONE 3 – Sostegno famigliare 3.1. Pianificazione ed organizzazione delle visite domiciliari alle famiglie AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei risultati 4.1 Monitoraggio costante delle attività 4.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti 4.3. Elaborazione di nuove proposte e 39 1 Assistente sociale Laurea in assistente sociale. 1 Psicologo Laurea specialistica psicologia dello sviluppo 3 Educatore Laurea in dell’educazione. pluriennale educativo. in Scienze Esperienza nell’ambito progettualità AZIONE 1 – Revisione degli interventi pregressi e nuova programmazione 1.1. Revisione delle attività di sostegno scolastico e di quelle laboratoriali e ricreative pregresse 1.2. Ridefinizione dei programmi educativi AZIONE 2 – Sostegno scolastico e attività laboratoriali e ricreative 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività di sostegno scolastico 2.3. Pianificazione ed organizzazione delle attività laboratoriali e ricreative AZONE 3 – Sostegno famigliare 3.1. Pianificazione ed organizzazione delle visite domiciliari alle famiglie 3.2. Visite domiciliari familiari 3.3. Rafforzo dell’intervento o intervento d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei risultati 4.1 Monitoraggio costante delle attività 4.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti 4.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità AZIONE 1 – Revisione degli interventi pregressi e nuova programmazione 1.1. Revisione delle attività di sostegno scolastico e di quelle laboratoriali e ricreative pregresse 1.2. Ridefinizione dei programmi educativi AZIONE 2 – Sostegno scolastico e attività laboratoriali e ricreative 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività di sostegno scolastico 2.3. Pianificazione ed organizzazione delle attività laboratoriali e ricreative AZIONE 3 – Sostegno famigliare 3.1. Pianificazione ed organizzazione delle visite domiciliari alle famiglie 3.2. Visite domiciliari familiari 3.3. Rafforzo dell’intervento o intervento d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio AZIONE 1 – Revisione degli interventi pregressi e nuova programmazione 1.1. Revisione delle attività di sostegno scolastico e di quelle laboratoriali e ricreative pregresse 1.2. Ridefinizione dei programmi educativi AZIONE 2 – Sostegno scolastico e attività laboratoriali e ricreative 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività di sostegno scolastico 2.2. Sostegno scolastico 2.3. Pianificazione ed organizzazione delle attività laboratoriali e ricreative 2.4. Attività laboratoriali 2.5. Attività ricreative AZONE 3 – Sostegno famigliare 3.1. Pianificazione ed organizzazione delle visite domiciliari alle famiglie 3.2. Visite domiciliari familiari 3.3. Rafforzo dell’intervento o intervento 40 2 d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei risultati 4.1 Monitoraggio costante delle attività 4.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti 4.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità Volontarie AZIONE 2 – Sostegno scolastico e Formazione specifica attività laboratoriali e ricreative nell’ambito dell’educazione. 2.2. Sostegno scolastico 2.4. Attività laboratoriali 2.5. Attività ricreative OBIETTIVO SPECIFICO 2 Offrire ai circa 100 minori del comune de La Pintana la possibilità di costruirsi le proprie “chiavi di interpretazione” della realtà per affrontare passaggi di crescita spesso molo critici, favorire una maggiore conoscenza della propria personalità, promuovere opportunità di interazione tra ragazzi e percorsi di protagonismo in un’ottica di prevenzione di comportamenti devianti. N° Ruolo nella Struttura Azioni Competenze 1 Responsabile del Il responsabile del progetto ha la gestione progetto generale delle attività e dei rapporti con Esperienza pluriennale nella tutti gli attori coinvolti. gestione delle strutture di In particolare si occupa di: accoglienza e nel AZIONE 1 - Attività artistiche e coordinamento dei progetti. culturali 1.1. Pianificazione ed organizzazione dei laboratori artistici e culturali AZIONE 4 – Sostegno famigliare 4.1. Pianificazione ed organizzazione delle visite domiciliari alle famiglie 4.2. Visite alle famiglie 4.3. Rafforzo dell’intervento o intervento d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio AZIONE 2 – Potenziamento della presenza e delle attività degli adolescenti del Centro all’interno del programma radiofonico “Acuarela” 2.5. Monitoraggio del progetto radiofonico AZIONE 5 – Monitoraggio e verifica dei risultati 5.1 Monitoraggio costante delle attività 5.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti 5.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità 2 Assistente sociale AZIONE 1 - Attività artistiche e Laurea in Lavoro Sociale culturali comunitario. 1.1. Pianificazione ed organizzazione dei Esperienza pluriennale laboratori artistici e culturali nell’ambito dell’assistenza AZIONE 4 – Sostegno famigliare sociale. 4.1. Pianificazione ed organizzazione delle visite domiciliari alle famiglie 4.2. Visite alle famiglie 4.3. Rafforzo dell’intervento o intervento d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio AZIONE 5 – Monitoraggio e verifica dei risultati 5.1 Monitoraggio costante delle attività 5.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti 5.3. Elaborazione di nuove proposte e 41 progettualità 2 Psicologo Laurea specialistica in psicologia. Master in psicologia giuridica. Esperienza pluriennale nell’ambito del sociale. 6 Educatori Esperienza pluriennale nell’animazione di gruppi e educazione di strada. 1 Insegnante dance 1 Insegnante folklore 1 Insegnante circensi 1 Insegnate di di break ballo di e arti specializzato AZIONE 1 - Attività artistiche e culturali 1.1. Pianificazione ed organizzazione dei laboratori artistici e culturali AZIONE 4 – Sostegno famigliare 4.1. Pianificazione ed organizzazione delle visite domiciliari alle famiglie 4.2. Visite alle famiglie 4.3. Rafforzo dell’intervento o intervento d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio AZIONE 5 – Monitoraggio e verifica dei risultati 5.1 Monitoraggio costante delle attività 5.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti 5.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità AZIONE 1 - Attività artistiche e culturali 1.1. Pianificazione ed organizzazione dei laboratori artistici e culturali 1.2. Laboratori artistici e culturali AZIONE 2 – Potenziamento della presenza e delle attività degli adolescenti del Centro all’interno del programma radiofonico “Acuarela” 2.1. Creazione di un gruppo di lavoro 2.2. Preparazione della messa in onda 2.3. Trasmissione radiofonica 2.4. Aggiornamento del blog 2.5. Monitoraggio del progetto radiofonico AZIONE 3 – Formazione di una compagnia teatrale permanente 3.1. Creazione di un gruppo di lavoro 3.2. Ideazione della rappresentazione teatrale 3.3. Promozione ed esecuzione della rappresentazione teatrale AZIONE 4 – Sostegno famigliare 4.1. Pianificazione ed organizzazione delle visite domiciliari alle famiglie 4.2. Visite alle famiglie 4.3. Rafforzo dell’intervento o intervento d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio AZIONE 5 – Monitoraggio e verifica dei risultati 5.1 Monitoraggio costante delle attività 5.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti 5.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità AZIONE 1 - Attività artistiche e culturali 1.2. Laboratori artistici e culturali AZIONE 1 - Attività artistiche e culturali 1.2. Laboratori artistici e culturali AZIONE 1 - Attività artistiche e culturali 1.2. Laboratori artistici e culturali AZIONE 1 - Attività artistiche e 42 1 1 4 in tecniche di teatro culturali sociale 1.2. Laboratori artistici e culturali Esperienza pluriennale nell’ambito del teatro sociale. Insegnate di fotografia AZIONE 1 - Attività artistiche e culturali 1.2. Laboratori artistici e culturali Insegnante di chitarra AZIONE 1 - Attività artistiche e culturali 1.2. Laboratori artistici e culturali Tirocinante AZIONE 1 - Attività artistiche e dell’Universidad culturali Católica de Chile 1.2. Laboratori artistici e culturali AZIONE 2 – Potenziamento della presenza e delle attività degli adolescenti del Centro all’interno del programma radiofonico “Acuarela” 2.2. Preparazione della messa in onda 2.3. Trasmissione radiofonica AZIONE 3 – Formazione di una compagnia teatrale permanente 3.3. Promozione ed esecuzione della rappresentazione teatrale OBIETTIVO SPECIFICO 3 Sostenere l’integrazione delle circa 30 persone sordomute che frequentano il Centro “Sol”, alle quali non sono offerte alternative utili alla socializzazione. N° Ruolo nella Struttura Azioni Competenze 1 Responsabile del progetto Il responsabile del progetto ha la gestione Esperienza pluriennale nel generale delle attività e dei rapporti con coordinamento dei progetti e tutti gli attori coinvolti. nell’ambito specifico della In particolare si occupa di: disabilità uditiva. AZIONE 1 – Laboratori di lingua dei segni 1.1 Pianificazione ed organizzazione dei laboratori di lingua dei segni AZIONE 2 – Sostegno scolastico e attività artistiche e culturali 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività di sostegno scolastico 2.3. Pianificazione ed organizzazione dei laboratori e delle attività esterne AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei risultati 4.1 Monitoraggio costante delle attività 4.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti 4.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità 2 Insegnante di lingua dei AZIONE 1 – Laboratori di lingua dei segni segni Esperienza pluriennale 1.1 Pianificazione ed organizzazione dei nell’insegnamento del laboratori di lingua dei segni linguaggio di segni. 1.2 Laboratori di lingua dei segni AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei risultati 4.1 Monitoraggio costante delle attività 4.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti 4.3. Elaborazione di nuove proposte e 43 progettualità 3 2 Educatori AZIONE 2 – Sostegno scolastico e Esperienza pluriennale attività artistiche e culturali nell’ambito dell’educazione 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle delle persone sorde. attività di sostegno scolastico 2.2. Attività di sostegno scolastico 2.3. Pianificazione ed organizzazione dei laboratori e delle attività esterne 2.4. Laboratori artistici e attività esterne AZIONE 3 – Produzione di attività e materiale di sensibilizzazione 3.1. Ideazione di un calendario con l’utilizzo di immagini che richiamano la comunicazione LSCh (lingua dei segni cilena) 3.2. Produzione del materiale 3.3. Diffusione del materiale di promozione AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei risultati 4.1 Monitoraggio costante delle attività 4.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti 4.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità Tirocinanti AZIONE 2 – Sostegno scolastico e dell’Universidad Andrea attività artistiche e culturali Bello 2.2. Attività di sostegno scolastico Terapisti occupazionali 2.4. Laboratori artistici e attività esterne AZIONE 3 – Produzione di attività e materiale di sensibilizzazione 3.1. Ideazione di un calendario con l’utilizzo di immagini che richiamano la comunicazione LSCh (lingua dei segni cilena) 3.1. Ideazione di un calendario 3.2. Produzione del materiale OBIETTIVO SPECIFICO 4: Ridurre del 50% il tasso di abbandono del percorso terapeutico-riabilitativo destinato a persone con problematiche legate all’uso e abuso di sostanze legali e illegali all’interno della Comunità Terapeutica gestita dall’Ente. N° Ruolo nella Struttura Azioni Competenze 1 Responsabile del progetto Il responsabile del progetto ha la gestione Esperienza pluriennale nella generale delle attività e dei rapporti con gestione delle strutture di tutti gli attori coinvolti. accoglienza e nel In particolare si occupa di: coordinamento dei progetti. AZIONE 1 – Revisione degli interventi pregressi e nuova programmazione 1.1. Revisione delle attività pregresse in generale 1.2. Ridefinizione dei programmi educativi AZIONE 2 – Attività volte alla riabilitazione della persona 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività 2.5. Incontri di sostegno alle famiglie 2.6 Attività di inserimento lavorativo protetto 2.7. Lavoro d’equipe AZIONE 3 – Monitoraggio e verifica dei risultati 44 1 4 2 3.1 Monitoraggio costante delle attività 3.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti 3.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità Psicologo AZIONE 1 – Revisione degli interventi Laurea specialistica in pregressi e nuova programmazione psicologia di comunità. 1.1. Revisione delle attività pregresse in generale 1.2. Ridefinizione dei programmi educativi AZIONE 2 – Attività volte alla riabilitazione della persona 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività 2.2. Attività di sostegno psicologico e psichiatrico 2.5. Incontri di sostegno alle famiglie 2.6 Attività di inserimento lavorativo protetto 2.7. Lavoro d’equipe AZIONE 3 – Monitoraggio e verifica dei risultati 3.1 Monitoraggio costante delle attività 3.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti 3.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità Operatori AZIONE 1 – Revisione degli interventi Esperienza pluriennale pregressi e nuova programmazione nell’ambito sociale 1.1. Revisione delle attività pregresse in generale 1.2. Ridefinizione dei programmi educativi AZIONE 2 – Attività volte alla riabilitazione della persona 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività 2.2. Attività di sostegno psicologico e psichiatrico 2.3. Attività formative ed occupazionali 2.4. Attività educative, ricreative e sportive 2.6 Attività di inserimento lavorativo protetto 2.7. Lavoro d’equipe AZIONE 3 – Monitoraggio e verifica dei risultati 3.1 Monitoraggio costante delle attività 3.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti 3.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità Volontari AZIONE 1 – Revisione degli interventi pregressi e nuova programmazione 1.1. Revisione delle attività pregresse in generale 1.2. Ridefinizione dei programmi educativi AZIONE 2 – Attività volte alla riabilitazione della persona 2.3. Attività formative ed occupazionali 2.4. Attività educative, ricreative e sportive 45 9.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto OBIETTIVO SPECIFICO 1 Miglioramento del rendimento scolastico e delle abilità in genere dei circa 40 minori del comune di Peñalolén che frequentano il Centro “Escuelita” e che si trovano in situazione di disagio socio-ambientale, di ritardo scolastico o a rischio emarginazione e per i quali si ravvisi la necessità di un intervento educativo. Azioni - attività Attività del volontario AZIONE 1 – Revisione degli o partecipa alla raccolta dei dati quantitativi e interventi pregressi e nuova qualitativi sugli interventi pregressi programmazione o coadiuva nell’elaborazione dei dati ed analisi o coadiuva nella preparazione di una scheda di raccolta dati o partecipa alla generazione di proposte e di idee AZIONE 2 – Sostegno o partecipa alle riunioni di equipe per la scolastico e attività programmazione delle attività di sostegno laboratoriali e ricreative scolastico e dei laboratori o partecipa alla preparazione degli spazi e del materiale tecnico necessario alle attività o collabora nel sostegno scolastico ai minori con difficoltà di apprendimento o collabora nell’ideazione e alla realizzazione delle attività artistiche e culturali o collabora nella gestione operativa della struttura Azione 3 – Sostegno o partecipa agli incontri di equipe per la famigliare definizione del calendario e la suddivisione dei compiti o partecipa alle visite alle famiglie, stila report e aggiorna i dati delle schede anagrafiche o gestione di bisogni particolari ed eventuali accompagnamenti nelle strutture sanitarie o a visite mediche AZIONE 4 – Monitoraggio e o partecipa agli incontri di verifica con gli verifica dei risultati educatori sui risultati raggiunti o può elaborare nuove idee e proposte OBIETTIVO SPECIFICO 2 Offrire ai circa 100 minori del comune de La Pintana la possibilità di costruirsi le proprie “chiavi di interpretazione” della realtà per affrontare passaggi di crescita spesso molo critici, favorire una maggiore conoscenza della propria personalità, promuovere opportunità di interazione tra ragazzi e percorsi di protagonismo in un’ottica di prevenzione di comportamenti devianti. Azioni – attività Attività del volontario Azione 1 - Attività artistiche o partecipa alle riunioni di equipe per la e culturali programmazione delle attività artistiche e culturali o collabora alla realizzazione dei laboratori, nella gestione partica degli stessi e del gruppo di minori o adolescenti o collabora alla realizzazione del laboratorio di scrittura creativa, all’ideazione di un piccolo libro e alla diffusione dello stesso AZIONE 2 – Potenziamento o supporta e coordina l’equipe minori nella della presenza e delle attività preparazione e realizzazione dello spazio degli adolescenti del Centro radiofonico, nella ricerca della tematica e della all’interno del programma modalità di presentazione radiofonico “Acuarela” o raccoglie il materiale, produce foto e filmati di documentazione utili all’aggiornamento del blog 46 AZIONE 3 – Formazione di una compagnia teatrale permanente Azione 4 famigliare – Sostegno AZIONE 5 – Monitoraggio e verifica dei risultati della trasmissione radiofonica o traduzione del materiale dallo spagnolo all’italiano o partecipa all’indagine di monitoraggio necessaria alla valutazione dell’attività o collabora nella promozione della trasmissione o affianca l’esperto di teatro sociale nel lavoro di scelta ed elaborazione della tematica da mettere in scena o segue il percorso di realizzazione del teatro forum in tutte le sue fasi o supporta il gruppo teatro nelle questioni tecniche e nel recupero materiale o collabora alla creazione della locandina e dell’opuscolo informativo circa l’evento o contatta gli enti pubblici e le associazioni cittadine per la promozione e diffusione del teatro forum o partecipa agli incontri di equipe per la definizione del calendario e la suddivisione dei compiti o partecipa alle visite alle famiglie, stila report e aggiorna i dati delle schede anagrafiche o gestione di bisogni particolari ed eventuali accompagnamenti nelle strutture sanitarie o a visite mediche o partecipa agli incontri di verifica con gli educatori sui risultati raggiunti può elaborare nuove idee e proposte OBIETTIVO SPECIFICO 3 Sostenere l’integrazione delle circa 30 persone sordomute che frequentano il Centro “Sol”, alle quali non sono offerte alternative utili alla socializzazione. Azioni – attività Attività del volontario Azione 1 – Laboratori di lingua dei segni Azione 2 – Sostegno scolastico e attività artistiche e culturali Azione 3 – Produzione attività e materiale promozione sensibilizzazione AZIONE 4 – Monitoraggio verifica dei risultati di di e e o partecipa ai laboratori di lingua dei segni o partecipa alle riunioni di equipe per la programmazione delle attività di sostegno scolastico, artistiche e culturali o collabora nel sostegno extrascolastico delle persone sordomute o partecipa alla realizzazione dei corsi di alfabetizzazione adulta o collabora alla realizzazione dei laboratori, nella gestione partica degli stessi e del gruppo dei partecipanti partecipa alle riunioni d’equipe per l’ideazione del prodotto partecipa alla creazione e alla divulgazione dello stesso o partecipa agli incontri di verifica con gli educatori sui risultati raggiunti può elaborare nuove idee e proposte OBIETTIVO SPECIFICO 4: Ridurre del 50% il tasso di abbandono del percorso terapeutico-riabilitativo destinato a persone con problematiche legate all’uso e abuso di sostanze legali e illegali all’interno della Comunità Terapeutica gestita dall’Ente. Azioni – attività Attività del volontario 47 AZIONE 1 – Revisione degli o partecipa alla raccolta dei dati quantitativi interventi pregressi e nuova e qualitativi sugli interventi pregressi programmazione o coadiuva nell’elaborazione dei dati ed analisi o coadiuva nella preparazione di una scheda di raccolta dati o partecipa alla generazione di proposte e di idee Azione 2 – Attività volte alla o partecipa agli incontri d’equipe per riabilitazione della persona l’organizzazione settimanale delle attività e di gestione della struttura o collabora nella gestione della struttura e degli spazi comuni o affianca gli operatori nella realizzazione delle attività riabilitative o collabora e partecipa alla definizione delle attività formative ed occupazionali o collabora nell’accompagnamento dei giovani adulti in percorso terapeutico nelle attività esterne alla struttura o affianca gli operatori nelle visite domiciliari alle famiglie e nelle attività di supporto AZIONE 3 – Monitoraggio e o partecipa agli incontri di verifica con gli verifica dei risultati educatori sui risultati raggiunti può elaborare nuove idee e proposte 10)Numero dei volontari da impiegare nel progetto: 6 11)Modalità di fruizione del vitto e alloggio: 6 SEDE N°vol 11031 3 11053 3 TOT ALLOGGIO I volontari saranno alloggiati presso la sede di attuazione o presso altre strutture dell’ Ente, idonee all’ accoglienza dei volontari secondo le vigenti normative locali, presenti nel territorio di realizzazione delle attività, nelle vicinanze della sede di servizio. In ogni sede ove verranno alloggiati i volontari è garantita la presenza di uno o più operatori dell’ente VITTO Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste. All’ occorrenza, qualora le attività non fossero all’interno della sede il vitto potrà essere fruito presso locali individuati di concerto con il personale di riferimento locale. 6 12)Numero posti senza vitto e alloggio: 13)Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo: 14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6): 0 40 6 48 15) Mesi di permanenza all’estero ed eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio: Il progetto “Caschi Bianchi Corpo Civile di Pace 2014 –Cile” richiede ai volontari il servizio all’estero per un periodo di 10-11 mesi. Non ci sono particolari obblighi a cui sono soggetti i volontari, tuttavia, viste le caratteristiche del progetto e dell’ente, ai volontari viene richiesto: rispettare usi e costumi locali; mantenere un comportamento e uno stile di vita improntato alla sobrietà, responsabile ed collaborativo rispetto alla presenza, alla proposta educativa dell’Ente, al lavoro degli operatori in loco e nel rapporto con i destinatari e i beneficiari; elevato spirito di adattabilità; flessibilità oraria; disponibilità ad impegni durante i fine settimana; disponibilità a partecipare a moduli di formazione comunitaria e residenziali: prima della partenza per l’estero, tra il 5° e 6° mese di servizio, in loco e a distanza; partecipare a un momento di verifica e valutazione del progetto nell’ultimo mese di servizio presso la sede di gestione del Servizio Civile a Mercatino Conca (PU); attenersi alle disposizioni impartite dai referenti dell’Associazione e/o dei partner locali e dai loro livelli di coordinamento, osservando attentamente le indicazioni soprattutto in materia di prevenzione dei rischi sociali, ambientali, e di tutela della salute; comunicare al proprio responsabile in loco qualsiasi tipo di spostamento al di là di quelli già programmati e previsti dal progetto; partecipazione a situazioni di vita comunitaria; partecipare a incontri/eventi di sensibilizzazione e di testimonianza ai temi della promozione dei diritti umani, della solidarietà internazionale e delle tematiche affrontate dal progetto durante i periodi di permanenza in Italia. CARATTERISTICHE ORGANIZZATIVE 16) Particolari condizioni di rischio per la realizzazione del progetto connesse alla situazione politica e sociale esistente nell’area d’intervento prescelta: I volontari in Servizio Civile impegnati nel presente progetto, nello svolgimento del proprio servizio, sono soggetti alle seguenti condizioni di rischio: Rischi per la sicurezza personale: il Paese nel complesso offre adeguate garanzie di sicurezza, anche se, in alcuni quartieri dell’area metropolitana di Santiago, vi sono rischi legati alla microcriminalità, specialmente nelle ore notturne. Rischi sanitari: la qualità delle strutture sanitarie pubbliche e le competenze del personale sanitario non sono sempre paragonabile agli standard europei. Durante la stagione fredda (giugno - settembre) gli alti livelli di inquinamento dell’aria possono provocare problemi respiratori e cardiocircolatori alle persone soggette, nonché frequenti casi di allergie Rischi di ordine pubblico: possibilità di trovarsi in territori caratterizzati da contrapposizioni politiche e/o etniche, e/o religiose con presenza di dimostrazioni pubbliche 17) Accorgimenti adottati per garantire i livelli minimi di sicurezza e di tutela dei volontari a fronte dei rischi evidenziati al precedente punto 16) e di quelli sanitari: Al fine di garantire i livelli minimi di tutela e sicurezza dei volontari nell’ambito di tutte le sedi di attuazione del progetto l’Ente adotta alcuni protocolli e accorgimenti sia di carattere generale che di carattere specifico in relazione alla tipologia di rischio indicati al precedente box 16. 49 Accorgimenti di carattere generale Prima della partenza: Registrazione dei dati relativi alla permanenza nel paese estero prima della partenza sul sito www.dovesiamonelmondo.it promosso dall’Unità di crisi del Ministero Affari Esteri Italiano. Coordinamento del viaggio di espatrio. Il viaggio di espatrio è preventivamente concordato fra la struttura di gestione e la sede di destinazione: viene comunicata alla sede locale il giorno e l’ora di arrivo del volontario nel paese di destinazione, nonché il piano di volo previsto per il volontario. Gli operatori dell'Associazione nel paese di destinazione si occuperanno dell’accoglienza dei volontari sin dall’arrivo presso l’aeroporto di destinazione. Per fare ciò potranno avvalersi di collaboratori locali. Comunicazione alla Rappresentanza Diplomatica nel paese di destinazione dei riferimenti dei volontari, oltre alla data di arrivo, i nominativi, i dati anagrafici, l’indirizzo e riferimenti dell’associazione in loco. Il rapporto di comunicazione con l’Ambasciata verrà mantenuto durante tutto il periodo di permanenza all’estero dei volontari. Informazioni igienico-sanitarie: Prima della partenza i volontari verranno informati delle norme di sicurezza igienico-sanitarie di base da adottare nel paese di destinazione. Al loro arrivo nella sede estera il personale di riferimento avrà cura di ribadire tali norme e gli eventuali accorgimenti da adottare. Vaccinazioni e profilassi ambientali: Prima della partenza i volontari verranno informati sulle indicazioni generali dell’OMS e del ministero della Salute rispetto al paese di destinazione e orientati riguardo alle procedure da seguire, eventualmente suggerendo la consultazione dei centri di Medicina del Viaggiatore sul territorio nazionale. Considerati i rischi sanitari individuati al precedente punto 16 e la possibilità di entrare in contatto con situazioni caratterizzate da un basso livello di igiene si consiglia di effettuare vaccinazioni contro l'epatite A e B, il tetano e il tifo, nonché le vaccinazioni e/o profilassi consigliate dal Ministero della Salute e consultabili all’ indirizzo www.salute.gov.it Informazioni di base sulla presenza all’estero: nel corso delle prime settimane di formazione , verrà descritto ai volontari il complesso delle attività dell’ente in loco, le sedi di attuazione, gli operatori dell’associazione, collaboratori etc. Ai volontari sanno inoltre forniti alcuni elementi generali rispetto a: prassi generali di carattere interculturale; norme di comportamento legate a situazioni di ordine pubblico; informazione e formazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari nei progetti di servizio civile; In loco: Informazioni sul paese e sullo stile di presenza Il personale nel paese di destinazione all’arrivo dei volontari li informerà su: situazione politica del paese e del contesto locale; informazioni di base sullo stile di presenza, in particolare rispetto agli atteggiamenti da adottare per una gestione positiva della relazione interculturale; condizioni sanitarie ed igieniche specifiche del paese e della realtà locale; informazione e formazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari nei progetti di servizio civile; Accorgimenti di carattere comportamentale e logistico: tutti gli spostamenti dei volontari vanno concordati con il personale di riferimento della sede locale. Se necessario il volontario potrà essere accompagnato da una persona con conoscenza del territorio. 50 Accorgimenti specifici: Accorgimenti rispetto ai rischi per la sicurezza personale: Il personale in loco informerà i giovani sui pericolo dovuti alla microcriminalità, in particolare segnalando orari, eventuali zone di maggior rischio, comportamenti ed atteggiamenti da evitare. Saranno inoltre fornite informazioni sulle cautele da adottare se si dovesse entrare in contatto con situazioni caratterizzate da illegalità o abusi (ad es. corruzione) che devono essere tempestivamente comunicate al proprio responsabile locale. Inoltre dai referenti locali saranno forniti i numeri di emergenza, sia delle forze dell’ordine locali che della rappresentanza consolare Italiana, a cui rivolgersi in caso di necessità e sarà indicata ai volontari la procedura da seguire nel caso siano vittime di episodi di questo tipo. Per prevenire i rischi legati alle precarie condizioni stradali si eviteranno gli spostamenti dopo il tramonto, in particolare fuori dalla cintura urbana. Accorgimenti rispetto ai rischi sanitari: I referenti locali forniranno ai volontari le istruzioni necessarie sulle norme igienico/sanitarie da adottare e sugli accorgimenti da avere al fine di evitare intossicazioni alimentari o di contrarre malattie. I collaboratori in loco faciliteranno l’accesso ai presidi sanitarie per gli accertamenti in caso di sospetta malaria. Saranno segnalati il personale medico di fiducia, i presidi sanitari a cui rivolgersi in caso di necessità e le farmacie a cui fare riferimento, indicando anche i numeri telefonici per le emergenze sanitarie. Accorgimenti rispetto ai rischi di ordine pubblico: Qualora si dovessero presentare tensioni tra fazioni opposte i volontari sono tenuti a mantenere un atteggiamento neutrale tra le parti e a evitare luoghi in cui si prevedono assembramenti e dimostrazioni. Se dovessero insorgere gravi problemi di ordine pubblico nel paese, caratterizzati da episodi di violenza, si farà riferimento alle indicazioni della Rappresentanza Diplomatica in loco, con la quale il contatto diverrà più assiduo (proporzionalmente a quanto la specifica situazione lo richieda) e con la quale si rivaluterà continuamente la situazione, definendo eventuali misure straordinarie, considerando la possibilità di rientro in Italia per i casi più gravi. Ospedali e Strutture Sanitarie più vicine alle sedi di realizzazione del progetto: Sede di realizzazione del progetto 11053 11031 Struttura sanitaria più vicina Hospital Carol Urzùa (Avenida Consistorial 1960, Peñalolen). Hospital Salvador (Avenida Salvador 364, Providencia). Hospital Clinico Universidad Catolica (Marcoleta 367). Mezzi di trasporto Tempi di percorrenza Il Centro di Salute è pubblico e dotato di Pronto Soccorso. Dista 2 Km dalla sede ed è raggiungibile in 5 minuti. A disposizione del volontario c’è un mezzo privato dell’Associazione. L’ospedale è privato e dotato di tutti i reparti specializzati. Dista 10 km dalla sede ed è raggiungibile in 20 minuti. A disposizione del volontario c’è un mezzo privato dell’Associazione. (http://www.hsalvador.cl) L’ospedale è privato e dotato di tutti i reparti. Dista 5 km dalla sede ed è raggiungibile in 10 minuti. A disposizione del volontario c’è un mezzo privato dell’Associazione. (http://redsalud.uc.cl/link.cgi/Hospital/HospitalClinico) 51 18) Particolari condizioni di disagio per i volontari connesse alla realizzazione del progetto: - Salute: i volontari possono vivere il disagio di ritrovarsi in territori in cui il contesto sanitario non è eccessivamente qualificato e le condizioni igieniche non sono sempre ottimali, in particolare a contatto con contesti di disagio. - Comunicazioni: le comunicazioni con l’Italia possono risultare difficili, per periodi limitati, in seguito a problemi di funzionalità delle linee telefoniche, spesso a causa di fattori climatici. - Privacy: nella quasi totalità delle strutture esistenti, si condividono gli spazi (camera, bagno ecc.) con altre persone (persone accolte, altri volontari, personale dell’Associazione, ecc), è spesso difficile riuscire a raggiungere condizioni di perfetta tranquillità. - Stile di vita: essenzialità e sobrietà sono le prerogative del modo di vivere del personale dell’Associazione. La coerenza con questi valori è, secondo lo stile di vita ed il pensiero dell’Associazione, una via di vicinanza e di condivisione con le persone più povere che si incontrano e un modo per mettersi in ascolto del contesto in cui si vive. Non significa vivere privandosi del soddisfacimento dei bisogni basilari bensì del superfluo. In particolare si richiede sobrietà per quanto riguarda l’uso di alcool, soprattutto per i volontari che prestano servizio in comunità terapeutiche, pronte accoglienze per minori e adulti che provengono dalla strada e che quindi potrebbe essere usuari di sostanze e alcool. Parlare di sobrietà implica un’attenzione maggiore alla gestione del tempo libero ( soprattutto per quanto riguarda i viaggi). - Contesto: possono vivere il disagio di ritrovarsi in contesti territoriali, soprattutto urbani, con presenza di microcriminalità e violenza. Questo può comportare la necessità di rispettare orari per il rientro la sera e di evitare certe zone della città o del paese particolarmente pericolosi. Inoltre condizioni climatiche particolarmente avverse possono, in certe situazioni, ostacolare e ridurre temporaneamente le attività previste dal progetto. - Relazioni: i volontari possono vivere il disagio di ritrovarsi immersi in una realtà totalmente nuova per loro e non avere le giuste coordinate per comprenderla, per capire come relazionarsi e comportarsi. Il disagio può derivare: dalla non conoscenza della lingua straniera, dalla necessità di interagire con una cultura diversa e a volte difficile da comprendere, dalla difficoltà di lavoro con gruppi di destinatari specifici. Queste difficoltà di tipo relazionale/comunicativo possono essere mitigate dalla presenza di operatori locali che parlano italiano e che possono fungere da mediatori tra le diverse culture e i diversi ruoli. Altra difficoltà può essere quella di dover mantenere un ruolo educativo, che presuppone un equilibrio tra empatia con i destinatari del progetto e nello stesso tempo una giusta distanza. 52 19) Sede/i di attuazione del progetto di appoggio in Italia ed Operatori Locali di Progetto: N. Sede di attuazione del progetto Nominativi degli Operatori Locali di Progetto Comune Indirizzo Cod. ident. sede N. vol. per sede Cognome e nome Data di nascita C.F. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 53 20) Sede/i di attuazione del progetto all’estero ed ente/i partners: N. Ente che ha presentato il progetto Paese estero Città Cod. ident. N. vol. sede per sede Ente partner paese estero Personale di riferimento sede estera (cognome e nome) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 54 21) Modalità di comunicazione della presenza dei volontari all’autorità consolare o diplomatica italiana presso il paese in cui si realizza il progetto: La struttura di gestione per il servizio civile procederà alla registrazione dei volontari all’interno del portale del Ministero degli Affari Esteri e dall’ Unità di Crisi, www.dovesiamonelmondo.it, segnalando la presenza nel paese estero nonché i periodi di espatrio dal paese estero. Comunicazione alla Rappresentanza Diplomatica: Prima dell’espatrio la struttura di gestione invia comunicazione, tramite fax o posta elettronica alle Ambasciate italiane dell’arrivo dei volontari in servizio civile. Il rapporto di comunicazione con l’Ambasciata verrà mantenuto durante tutto il periodo di permanenza all’estero dei volontari, anche in occasione di rientri in Italia o spostamenti fuori dal paese di realizzazione del progetto (che si possono rendere necessari in alcune circostanze per il rinnovi dei visti, o durante i permessi). 22) Modalità di collegamento e comunicazione con la sede italiana dell’ente proponente il progetto assicurata ai volontari: Per ciascuna delle sedi previste dal presente progetto è prevista e garantita la possibilità per i giovani volontari di comunicare con la sede centrale di gestione del Servizio Civile per l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII in Italia attraverso i seguenti mezzi di comunicazione: e-mail ([email protected]), telefono (+39.0541.972477), fax (+39.0541.972466), skype. I volontari sono inoltre invitati a dotarsi di una scheda telefonica per cellulari così da poter garantire la comunicazione con la sede dell’Ente in Italia e con i familiari, anche in caso di allontanamento del volontario dalla sede di attuazione del progetto. Gli Enti prevedono inoltre una figura di tutoraggio in Italia che accompagnerà i volontari durante la formazione in Italia e farà da ulteriore riferimento e accompagnamento durante la permanenza all’Estero. La comunicazione tra la sede dell’ Ente in Italia e le sedi di attuazione del progetto avviene regolarmente a cadenza quindicinale. Nell’eventualità in cui nella sede estera si verifichino situazioni di particolari disagio o di rischio le comunicazioni verranno intensificate di conseguenza. 23) Modalità e tempi di eventuali rientri in Italia dei volontari durante il periodo di permanenza all’estero: Il progetto “Caschi Bianchi Corpo Civile di Pace 2014 – Cile” prevede la permanenza all’estero dei volontari per circa 10-11 mesi. L’espatrio è previsto dopo circa un mese dall’ avvio del progetto. E’ altresì prevista, tra il 5° e 6° mese di servizio, la realizzazione della formazione intermedia, utile anche alla valutazione dell’andamento del progetto. Tale formazione potrà realizzarsi in Italia o presso una delle sedi dell’ente scelte fra quelle a progetto o fra quelle dei progetti che si realizzano nel medesimo continente. La possibilità di ulteriori rientri in Italia potrà essere presa in considerazione al verificarsi di una o più dei seguenti avvenimenti: problemi legati al progetto (valutazione straordinaria dell’andamento del progetto); problemi disciplinari (verifica straordinaria dell’andamento del servizio del volontario); problemi legati al visto di permanenza nella sede estera; motivi familiari e/o di salute. In qualunque situazione comunque, il rientro sarà concordato tra il volontario, il personale di riferimento e la struttura di gestione del Servizio Civile. Nel complesso sono previsti 3 periodi di permanenza in Italia : 55 1- prima dell’ espatrio della durata di circa 1 mese; 2- tra 5° e 6° mese di servizio della durata di circa 10 giorni; 3- durante l’ultimo mese di servizio della durata di 1 settimana circa per il momento di verifica e valutazione finale del progetto. Tempi - di realizzazione del progetto Avvio del servizio civile Formazione generale dei Caschi Bianchi (1 settimana) Formazione specifica dei Caschi Bianchi (10 giorni) Periodo formativo di addestramento presso la sede di appoggio(1 settimana) Partenza per il paese estero di destinazione all’inizio del 2°mese di servizio; Formazione specifica intermedia tra 5° e 6° mese di servizio; Rientro in Italia durante l’ultimo mese di servizio; 24) Eventuale assicurazione integrativa a copertura dei rischi indicati alla precedente voce 16): NO 25) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale: L’Associazione Papa Giovanni XXIII da più di 30 anni investe le proprie risorse nella promozione e gestione di progetti di servizio civile, prima ai sensi delle leggi 772/72 e 230/98 oggi come Servizio Civile Nazionale, sia in Italia che all’estero. Per questa ragione, credendo profondamente nel valore Universale del servizio civile e cosci dell’apporto che produce di a livello sociale che formativo -culturale, si ritiene che la promozione e la sensibilizzazione non debbano essere limitate al singolo progetto o strettamente all’arco di emanazione e scadenza del bando, ma siano permanenti e debbano realizzarsi trasversalmente ad ogni attività dell’Ente. L’Ente si è dotata da diversi anni di un ufficio centrale con ramificazioni territoriali, laddove è presente che espleta anche la funzione di struttura di gestione per il Servizio Civile. Nel corso di tutto l’anno è attivo uno sportello informativo centralizzato che riceve richieste di partecipazione ed informazione rispetto al Servizio civile e relativi progetti da parte di giovani interessati o semplicemente curiosi, che possono disporre anche di un numero verde dedicato che a tal fine è stato attivato. Durante tutto l’anno l’ente partecipa e promuove azioni di sensibilizzazione, discussione, elaborazione riguardanti i vari aspetti del SCN. Lo strumento privilegiato per le attività di promozione e sensibilizzazione dell’ente è la partecipazione diretta dei volontari in servizio civile tramite la loro presenza e la testimonianza come strumento di apprendimento, scoperta in una prospettiva didattica attiva, operativa ed immediata. Il piano di promozione è pertanto composto da un monte ore dedicato alla promozione e sensibilizzazione del Servizio Civile nel suo complesso ed un secondo monte ore dedicato alla promozione del singolo progetto. Alla somma di questi , riportati nella tabella seguente, si dovrebbero aggiungere una serie di attività , non quantificabili che comunque concorrono alla realizzazione del piano di promozione. Totale ore espressamente dedicate alla sensibilizzazione del Servizio Civile Nazionale promozione e Totale ore espressamente dedicate alla promozione e sensibilizzazione del progetto “Cile” Attività di promozione e pubblicizzazione non quantificabili in ore TOTALE ORE PROMOZIONE E SENSIBILIZZAZIONE A+B= A=18h B= 30h C 48h Alle suddette 48h ore bisogna aggiungere una serie di attività difficilmente misurabili e quantificabili ma che ai fini della promozione e sensibilizzazione rivestono, secondo noi, un elevato grado di rilevanza. Di seguito si riporta in dettaglio l’elenco delle azioni/attività: 56 EVENTO – AZIONE – ATTIVITA’ A B C Banchetto in occasione della “Tre Giorni Generale” dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, che si svolge a cadenza annuale ed ha rilevanza internazionale, a cui partecipano tutte le zone periferiche dell’associazione. I volontari in servizio civile collaborano alla gestione del banchetto. Collaborazione fissa con il mensile ”Sempre” attraverso la rubrica “Frontiere di Pace”, redatta a cura del Servizio Obiezione di Coscienza e pace dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che presenta testimonianze (e illustra i relativi contesti e progetti dove operano) di volontari in servizio civile nazionale sia in Italia che all’estero. Interventi in qualità di relatori o testimonianze di volontari ed ex volontari in incontri pubblici e seminari, banchetti in numerose manifestazioni nazionali, sportello informativo telefonico, ecc. TOTALE ORE QUANTIFICABILI EVENTO – AZIONE – ATTIVITA’ Quantificabili in ore N. ORE 6h 6h 6h 18h N. ORE 12h 18h 30h Realizzazione infodays e giornate di orientamento Colloqui di orientamento con giovani interessati TOTALE ORE QUANTIFICABILI EVENTI – AZIONI – ATTIVITA’ NON QUANTIFICABILI Attivazione di un numero verde per far fronte alle richieste telefoniche dei giovani interessati: 800 913 596 Partecipazione ad eventi pubblici e privati di promozione e sensibilizzazione a livello nazionale. Invio, tramite mail massiva, di materiale promozionale ad indirizzi privati acquistati da aziende specializzate in riferimento al target giovani del territorio. Pubblicizzazione del progetto Promozione su siti web: www.apg23.org www.odcpace.org www.antennedipace.org Newsletters a: Gruppi scout a livello nazionale Informagiovani del territorio nazionale Centri missionari diocesani d’Italia Giovani tra i 18 e i 28 anni sul territorio nazionale Promozione con inserti su riviste/quotidiani: Mensile “Sempre” Affissione e/o diffusione di materiale promozionale presso i canali informativi dei relativi partner: - Redattore Sociale srl - Fundacion Techo para un Hermano - FUGAR Produzione - Associazione ADUSU di Padova - Università Carlo Bo di Urbino Stampa e diffusione volantini (n° copie: 300) e manifesti (n° copie: 30 ) sul servizio civile nazionale volontario e sul progetto specifico, che viene messo a disposizione presso tutte le sedi periferiche dell’Ente, e diffuso attraverso gli enti che hanno sottoscritto partnership inerenti la promozione del servizio civile dell’ente. TOTALE ORE (A+B) = 48h 57 26) Criteri e modalità di selezione dei volontari: Si rinvia al sistema di reclutamento e selezione presentato dall’ Ente associazione Comunità Papa Giovanni XXIII in sede di accreditamento 27) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): SI ASSOCIAZIONE COMUNITA’ PAPA GIOVANNI XXIII 28) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del progetto: Si rinvia al sistema di monitoraggio presentato dall’ Ente associazione Comunità Papa Giovanni XXIII in sede di accreditamento 29) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): SI ASSOCIAZIONE COMUNITA’ PAPA GIOVANNI XXIII 30) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64: Oltre ai requisiti richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n.64, possono essere requisiti funzionali ed utili al progetto: Interesse verso attività di assistenza, educazione, animazione, microcredito, lavoro di gruppo, microsviluppo economico, tutela dei diritti umani in Italia ed all’ estero; impegno a rendere pubblica l’esperienza derivante dal progetto di servizio civile e a lavorare per la sensibilizzazione del territorio di provenienza sia durante il periodo di formazione in Italia che durante la permanenza all’estero; disponibilità a trascorrere un ampio periodo di tempo all’estero (10 – 11 mesi) con un solo rientro intermedio; interesse per i temi della solidarietà internazionale e della pace; volontà e desiderio di sperimentare concretamente la solidarietà e la condivisione con fasce di popolazione particolarmente svantaggiate e vulnerabili; desiderio di sperimentare modalità concrete di azione e difesa nonviolenta; interesse per percorsi a carattere formativo e di crescita individuale; desiderio di interazione costruttiva con chi è portatore di differenze culturali; volontà e capacità di lavorare in modo cooperativo, in gruppo ed in rete con altri soggetti; minima conoscenza della lingua spagnola disponibilità ad apprendere la lingua del paese dove è ubicata la sede prescelta ed eventualmente a frequentare corsi di lingua; disponibilità a sottoporsi alle previste profilassi mediche; disponibilità ad attenersi alle misure di sicurezza adottate dall’Ente, a rispettare gli orari stabiliti dall’OLP di riferimento per le uscite, e a comunicare gli 58 spostamenti, soprattutto per quelle sedi in cui è presente un alto tasso di delinquenza. 31) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del progetto: Il progetto prevede l’impiego di risorse finanziarie aggiuntive destinate alle attività del progetto elencate nei punti 9.1 e alle risorse tecniche previste alla voce 33 sia per gli obiettivi trasversali che per quelli specifici per i paesi. Si ricorda che a tutti i volontari in servizio civile, per la partecipazione della formazione specifica, in località diverse da quella di residenza vengono rimborsate le spese di trasporto effettuate con mezzi pubblici. L’ente inoltre investe nelle attività di tutoraggio dei volontari in quanto ritiene questa figura particolarmente importante per il buon andamento del servizio. Il tutor infatti coordina e segue la logistica dei momenti formativi specifici e monitora il percorso di servizio civile del volontario all’estero, attraverso una relazione costante con quest’ultimo e un rapporto costante con l’operatore locale di progetto all’estero. Le risorse sono state suddivise, per voci di spesa generali, per obiettivi trasversali e per obiettivi specifici. Le prime sono riferite alle azioni di promozione, all’organizzazione della formazione specifica(secondo quanto previsto ai punti 43-49), al tutoraggio a distanza per qualificare l’andamento del servizio. Le seconde riguardano spese aggiuntive per il raggiungimento degli obiettivi trasversali previsti dal progetto e fra questi i costi derivanti dalle risorse strumentali previste al successivo punto 33. Le ultime fanno riferimento alle spese (e alle relative risorse) aggiuntive per il raggiungimento degli obiettivi specifici. VOCI DI SPESA GENERALI Funzione Descrizione Promozione Spese sostenute per la promozione del progetto, attraverso la stampa di manifesti, volantini, spazi internet. Affitto locali Esperti Materiali Spostamenti volontari Spese di viaggio per la realizzazione di incontri e momenti informativi sul progetto Formazione specifica Tutto il complesso per le spese di affitto di strutture ad hoc per la formazione specifica dei volontari, oltre alle spese di utilizzo dei locali dell’Associazione. Spese per compenso a docenti esperti in specifiche tematiche previste nella formazione specifica Spese per abbonamenti a riviste, per acquisto di tutto il materiale di documentazione messo a disposizione dei volontari nel corso della formazione. Nel corso della prima parte del servizio civile, i volontari svolgono la formazione in Italia. Questa formazione è divisa in: un periodo di formazione generale di gruppo iniziale; un periodo di formazione specifica in gruppi di lavoro e un periodo di addestramento presso varie sedi dell’associazione sul territorio italiano. Si prevede inoltre un periodi formazione intermedia tra 5° e 6° mese ed un momento di valutazione e chiusura dell’esperienza nel corso dell’ultimo mese. I volontari sostengono nell’arco dell’anno alcuni viaggi sul territorio Quantità 180€ 180€ 540€ 300€ 90€ 90€ 59 nazionale. Personale dedicato Tutoraggio a distanza Spese per il personale espressamente dedicato al tutoraggio a distanza dei volontari all’ estero e spese viaggio per la realizzazione di incontri in presenza utili alla verifica dell’andamento del progetto e del servizio dei volontari. Costi tecnici telefono, connessione, abbonamento skype TOTALE RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE A 3000€ 60€ 5250€ VOCI DI SPESA SPECIFICHE LEGATE AGLI OBIETTIVI TRASVERSALI OBIETTIVO 1 –TRASVERSALE Incrementare la realizzazione e la diffusione di materiale informativo attraverso il sito www.antennedipace.org e gli strumenti informativi ad esso collegati utili a sensibilizzare la società civile italiana sulle conflittualità sociali presenti nei paesi di destinazione del progetto. AZIONI– Attività Azione 1 - COSTRUZIONE BACINO DI ATTENZIONE 1.1. Attività di censimento e contatto dei media tradizionali e non presenti nel territorio di provenienza dei volontari 1.2. Invio di informazioni prodotte dai volontari e realizzazione di interviste coi contatti censiti 1.3. Realizzazione di testimonianze sull’esperienza all’ estero Azione 2 – FORMAZIONE 2.1. Modulo formativo: introduzione al mondo dell’informazione 2.2. produrre informazione al tempo del web 2.0 2.3. Confronto periodico con la Redazione e con i tutor di riferimento 2.4 Approfondimento del contesto politico, socioeconomico RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE Descrizione Quantità Spesa per viaggi ed eventuale supporto da parte di personale esperto nell’individuazione dei media Spesa per acquisto o mantenimento strumentazione informatiche e materiale di cancelleria Spesa per personale per elaborazione comunicati stampa ovvero testi esplicativi Spesa per acquisto o mantenimento strumentazione informatiche e materiale di cancelleria Spese di viaggio per il raggiungimento dei luoghi per le interviste Spesa per personale esperto sul tema dell’ informazione e sull’utilizzo strategico dei mezzi di ripresa e di produzione e relativo materiale di consumo. 180€ 120€ 240€ 120€ Spesa per acquisto o mantenimento strumentazione informatiche e materiale di cancelleria Spesa per personale espressamente dedicato alla redazione del materiale di informazione prodotta dai volontari Spese per materiale di approfondimento 600€ 150€ 60 Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE 3.1 Selezione delle tematiche 3.2 Raccolta di articoli, report, gallerie fotografiche e video Spesa per personale espressamente dedicato alla redazione del materiale di informazione prodotta dai volontari Spese per materiale approfondimento 3.3. Confronto Redazione con la 3.5.Pubblicazione e produzione multimediale sul sito www.anntennedipace.org e valorizzazione su social media e canali digitali 600€ di Spesa per acquisto o mantenimento strumentazione informatiche e materiale di cancelleria Spese per mantenimento e/o aggiornamento tecnico del sito www.antennedipace.org e produzioni multimediali Spesa per acquisto o mantenimento strumentazione informatiche e materiale di cancelleria TOTALE RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE B 150€ 2160€ OBIETTIVO 2 –TRASVERSALE Realizzare un report sul grado di affermazione dei Diritti umani fondamentali, a partire da casi concreti e storie di persone nei diversi contesti in cui viene attuato il progetto, utile ad approfondire la conoscenza del contesto e di individuare eventuali nuove priorità di intervento. AZIONI– Attività RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE Descrizione quantità Azione 1 - ANALISI DEL MATERIALE IN ESSERE 1.1.Illustrazione del percorso e materiale prodotto col precedente progetto 1.2.aggiornamento della situazione Spese di viaggio necessarie alla realizzazione degli incontri necessari coi soggetti coinvolti nella definizione dell’ ambito di indagine Spese di viaggio necessarie alla realizzazione degli incontri necessari coi soggetti coinvolti nella definizione dell’ ambito di indagine 120€ 180€ *spese per docenti esperte già attribuite nelle voci di spesa generali Azione 2 – SELEZIONE DEI TEMI E DEI FORMATI 2.1. definizione delle priorità tematiche 2.2. Definizione dei formati 60€ Spese di viaggio ed organizzative necessarie ad incontri col personale coinvolto Azione 3 – INTERVISTE E REDAZIONE 61 3.1. Individuazione dei soggetti da intervistare 3.2. realizzazione delle interviste 3.3 Redazione dell’ elaborato finale Azione 4– PUBBLICAZIONE 4.1. Pubblicazione elaborato finale 120€ Spese di viaggio ed organizzative necessarie alla realizzazione Spese per personale espressamente dedicato 180€ Personale espressamente dedicato alla pubblicazione. Spese di viaggio necessarie alla realizzazione di incontri con gli enti che costituiscono la rete di sostegno alle attività per quanto attiene la condivisione dell’elaborato finale. Costi tecnici necessari alla pubblicazione ( grafica, ISBN,etc) TOTALE RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE C 660€ VOCI DI SPESA SPECIFICHE LEGATE AGLI OBIETTIVI SPECIFICI OBIETTIVO SPECIFICO 1: Miglioramento del rendimento scolastico e delle abilità in genere dei circa 40 minori del comune di Peñalolén che frequentano il Centro “Escuelita” e che si trovano in situazione di disagio socio-ambientale, di ritardo scolastico o a rischio emarginazione e per i quali si ravvisi la necessità di un intervento educativo AZIONI-Attività RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE AZIONE 1 – Revisione degli interventi pregressi e nuova programmazione 1.1. Revisione delle attività di quota carburante 80€ sostegno scolastico e di quelle materiale per 80€ laboratoriali e ricreative pregresse videoproiezione; 160€ 1.2. Ridefinizione dei programmi materiale di cancelleria e spese di segreteria. educativi AZIONE 2 – Sostegno scolastico e attività laboratoriali e ricreative 2.1. Pianificazione ed materiale di cancelleria e organizzazione delle attività di spese di segreteria. sostegno scolastico 2.2. Sostegno scolastico Materiale didattico; Attrezzatura per allestimento sala (sedie, tavoli, ecc.); 2.3. Pianificazione ed Materiale di cancelleria e organizzazione delle attività spese di segreteria; laboratoriali e ricreative quota carburante 2.4. Attività laboratoriali Materiale igienico di facile consumo; perline, cartoncini, filo, ecc. per laboratorio di attività manuali; vestiti, oggettistica varia, materiale di riciclo, ecc. 50€ 160€ 80€ 130€ 120€ 160€ 160€ 120€ 62 2.5. Attività ricreative per laboratorio d’espressione artistica; Quota carburante; Attrezzatura sportiva (palloni, scarpe, uniformi, ecc.) AZIONE 3 – Sostegno famigliare 3.1. Pianificazione ed materiale di cancelleria e organizzazione delle visite spese di segreteria; domiciliari alle famiglie Quota carburante 3.2. Visite domiciliari familiari 3.3. Rafforzo dell’intervento o Distribuzione di aiuti intervento d’emergenza nelle alimentari, medicine, situazioni ad alto rischio vestiario, materiale scolastico, fornitura di materiale edile per piccoli lavori di ristrutturazione; Quota carburante. AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei risultati 4.1 Monitoraggio costante delle quota carburante; attività materiale per 4.2. Valutazione ed analisi dei videoproiezione; materiale di cancelleria e risultati raggiunti 4.3. Elaborazione di nuove proposte spese di segreteria. e progettualità TOTALE RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE D 220 € 160€ 160€ 380€ 960€ 380€ 80€ 160€ 140€ 3940€ OBIETTIVO SPECIFICO 2: Offrire ai circa 100 minori del comune de La Pintana la possibilità di costruirsi le proprie “chiavi di interpretazione” della realtà per affrontare passaggi di crescita spesso molo critici, favorire una maggiore conoscenza della propria personalità, promuovere opportunità di interazione tra ragazzi e percorsi di protagonismo in un’ottica di prevenzione di comportamenti devianti. AZIONI-Attività RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE AZIONE 1 - Attività artistiche e culturali 1.1. Pianificazione ed quota carburante; organizzazione dei laboratori materiale per artistici e culturali videoproiezione; materiale di cancelleria e spese di segreteria. 1.2. Laboratori artistici e culturali chitarre, macchine fotografiche, cancelleria artistica, lettori musicali, ecc.); Allestimento stanze per svolgimento laboratori. AZIONE 2 – Potenziamento della presenza e delle attività degli adolescenti del Centro all’interno del programma radiofonico “Acuarela” 2.1. Creazione di un gruppo di materiale di cancelleria e lavoro spese di segreteria; 2.2. Preparazione della messa in Quota carburante; Attrezzatura radiofonica onda (mixer, cd, speaker, 2.3. Trasmissione radiofonica ecc.); Sala attrezzata a riunioni e alla messa in onda radio. 80€ 80€ 80€ 320€ 120€ 180€ 120€ 610€ 340€ 63 2.4. Aggiornamento del blog Materiali informatici (computer, software vari, ecc.); Riviste e documenti di vario genere, per sviluppare i contenuti; supporti audio/video. 2.5. Monitoraggio del progetto materiale di cancelleria e radiofonico spese di segreteria; Quota carburante AZIONE 3 – Formazione di una compagnia teatrale permanente 3.1. Creazione di un gruppo di materiale di cancelleria e lavoro spese di segreteria; Quota carburante. 3.2. Ideazione della Quota carburante; rappresentazione teatrale Affitto sala teatrale; Spese costumi scenici; Spese materiale scenografico; Materiale di cancelleria. 3.3. Promozione ed esecuzione Stampa del materiale di della rappresentazione teatrale promozione e volantinaggio; Quota carburante; materiale di cancelleria e spese di segreteria; AZIONE 4 – Sostegno famigliare 4.1. Pianificazione ed Materiale di cancelleria e organizzazione delle visite spese di segreteria; domiciliari alle famiglie quota carburante. 4.2. Visite alle famiglie 230€ 70€ 60€ 50€ 90€ 160€ 180€ 140€ 660€ 120€ 270€ 60€ 80€ 110€ 85€ 80€ 160€ 140€ 4.3. Rafforzo dell’intervento o Distribuzione di aiuti 660€ intervento d’emergenza nelle alimentari, medicine, situazioni ad alto rischio vestiario, materiale scolastico, fornitura di materiale edile per piccoli lavori di ristrutturazione; 380€ Quota carburante. AZIONE 5 – Monitoraggio e verifica dei risultati 5.1 Monitoraggio costante delle quota carburante; 80€ attività materiale per 160€ 5.2. Valutazione ed analisi dei videoproiezione; materiale di cancelleria e 40€ risultati raggiunti 5.3. Elaborazione di nuove proposte spese di segreteria. e progettualità TOTALE RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE E 5995 € OBIETTIVO SPECIFICO 3: Sostenere l’integrazione delle circa 30 persone sordomute che frequentano il Centro “Sol”, alle quali non sono offerte alternative utili alla socializzazione. AZIONI-Attività RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE AZIONE 1 – Laboratori di lingua dei segni 1.1 Pianificazione ed organizzazione quota carburante; 80€ dei laboratori di lingua dei segni ufficio attrezzato per 80€ riunioni e proiezioni; materiale di cancelleria; 80€ 1.2 Laboratori di lingua dei segni Materiale di cancelleria 130€ vario e artistico; materiale didattico; 170€ 64 Allestimento stanze per svolgimento laboratori. AZIONE 2 – Sostegno scolastico e attività artistiche e culturali 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività di sostegno scolastico 2.2. Attività di sostegno scolastico materiale di cancelleria e spese di segreteria; Quota carburante; Materiale didattico e scolastico; sale attrezzate per attività di doposcuola; materiale di cancelleria (pennarelli, matite, quaderni ecc.); quota carburante. 2.3. Pianificazione ed materiale di cancelleria e organizzazione dei laboratori e delle spese di segreteria; attività esterne 2.4. Laboratori artistici e attività Materiale di riciclo di esterne facile utilizzo; Vestiario per laboratorio del mimo; attrezzatura per laboratorio di serigrafia; quota carburante; AZIONE 3 – Produzione di attività e materiale di sensibilizzazione 3.1. Ideazione di un calendario con Materiale di cancelleria e l’utilizzo di immagini che spese di segreteria; richiamano la comunicazione LSCh Ufficio attrezzato di (lingua dei segni cilena) computer, telefoni e connessione Internet; 3.2. Produzione del materiale Quota carburante; 3.3. Diffusione del materiale di materiale di cancelleria e spese di segreteria; promozione Stampa del materiale di promozione e volantinaggio; Quota carburante; AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei risultati 4.1 Monitoraggio costante delle Materiale di cancelleria e attività spese di segreteria; 4.2. Valutazione ed analisi dei quota carburante; ufficio attrezzato di risultati raggiunti 4.3. Elaborazione di nuove proposte computer e connessione internet. e progettualità TOTALE RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE F 150€ 60€ 80€ 90€ 170€ 60€ 80€ 80€ 130€ 90€ 230€ 180€ 80€ 120€ 230€ 60€ 280€ 60€ 140€ 70€ 2980€ OBIETTIVO SPECIFICO 4: Ridurre del 50% il tasso di abbandono del percorso terapeutico-riabilitativo destinato a persone con problematiche legate all’uso e abuso di sostanze legali e illegali all’interno della Comunità Terapeutica gestita dall’Ente. AZIONI-Attività RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE AZIONE 1 – Revisione degli interventi pregressi e nuova programmazione 1.1. Revisione delle attività quota carburante; 180€ pregresse in generale ufficio attrezzato per 100€ 1.2. Ridefinizione dei programmi riunioni e proiezioni; materiale di cancelleria e 110€ educativi spese di segreteria; AZIONE 2 – Attività volte alla 65 riabilitazione della persona 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività 2.2. Attività di sostegno psicologico e psichiatrico 2.3. Attività occupazionali formative ed 2.4. Attività educative, ricreative e sportive 2.5. Incontri famiglie di 2.6 Attività di lavorativo protetto 2.7. Lavoro d’equipe sostegno alle inserimento Sala riunioni; materiale di cancelleria. Materiale didattico a sostegno degli educatori; quota carburante; materiale di cancelleria; allestimento sala per incontri di sostegno; materiale di cancelleria e spese di segreteria; derrate alimentari per varie produzioni; legname da utilizzare nel laboratorio di falegnameria; quota carburante. Materiale di riciclo di facile utilizzo; materiale igienico di facile consumo (carta igienica, guanti monouso ecc.) quota carburante; attrezzatura sportiva (palloni, scarpe, divise, ecc.). Quota carburante; materiale di cancelleria e spese di segreteria. Quota carburante; Vestiario consono all’ambiente di lavoro; materiale di cancelleria Materiale di cancelleria e spese di segreteria; Ufficio attrezzato di computer, telefoni e connessione Internet; AZIONE 3 – Monitoraggio e verifica dei risultati 3.1 Monitoraggio costante delle Materiale di cancelleria e attività spese di segreteria; 3.2. Valutazione ed analisi dei quota carburante; ufficio attrezzato di risultati raggiunti 3.3. Elaborazione di nuove proposte computer e connessione internet. e progettualità TOTALE RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE G 130€ 90€ 110€ 190€ 140€ 80€ 390€ 210€ 190€ 110€ 130€ 180€ 130€ 120 € 70 € 110€ 120€ 50€ 140€ 70€ 90€ 190€ 80€ 3510€ TOTALE RISORSE FINANZIARIE (A+B+C+D+E+F+G) =24.495 € 32) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners): PARTNER PROFIT REDATTORE SOCIALE s.r.l collabora alla realizzazione di quanto previsto dall’obiettivo trasversale 1 supportando: Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE Attività 3.6 Divulgazione e valorizzazione dei contenuti prodotti su social media e nuovi canali digitali Attraverso: la collaborazione nell’ elaborazione di strategie e strumenti utili al potenziamento della 66 presenza dei contenuti prodotti dai volontari e presenti nel sito www.antennedipace.org sui social media, valorizzando e divulgando i contenuti prodotti, promuovendone la diffusione anche attraverso nuove piattaforme digitali. FUGAR PRODUZIONE S.p.A. Azienda del Riminese dedicata alla produzione macchinari, attrezzature, minuterie e semilavorati per le pasticcerie e gelaterie. Collaborazione con il progetto supportando le seguenti attività dell’obiettivo specifico 4: Azione 2 – ATTIVITA’ VOLTE ALLA RIABILITAZIONE DELLA PERSONA Attività 2.6 –Attività di inserimento lavorativo protetto attraverso laboratori di pasticceria e gelateria artigianale PARTNER NO-PROFIT FONDACION “TECHO PARA UN HERMANO” Fondazione Cilena che collabora al progetto attraverso le seguenti azioni: attività giornaliera di sostegno scolastico; attività di “promozione alla lettura” con laboratori giornalieri di “racconta una storia”, “poesia”, ecc. Sostegno alimentare ai minori del Centro Escuelita fornendo gli alimenti necessari per la merenda giornaliera. Associazione ADUSU di Padova collabora alla realizzazione di quanto previsto dall’obiettivo trasversale 2 supportando: Azione 2 – SELEZIONE DEI TEMI E DEI FORMATI Attività 2.1. definizione delle priorità tematiche Attività 2.2. definizione dei formati Attraverso: La collaborazione nell’ individuazione delle priorità tematiche, per ciascun progetto e territorio in cui si realizza, che entreranno a far parte delle situazioni illustrate nel report conclusivo UNIVERSITA’ Università Carlo Bo di Urbino, collabora alla realizzazione di quanto previsto dall’obiettivo trasversale 1 supportando: Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE Attività 3.6 Divulgazione e valorizzazione dei contenuti prodotti su social media e nuovi canali digitali Attraverso: la collaborazione nell’ elaborazione di strategie e strumenti utili al potenziamento della presenza dei contenuti prodotti dai volontari e presenti nel sito www.antennedipace.org sui social media, valorizzando e divulgando i contenuti prodotti, promuovendone la diffusione anche attraverso nuove piattaforme digitali. E di quanto previsto dall’ obiettivo trasversale 2 supportando: Azione 2 – SELEZIONE DEI TEMI E DEI FORMATI Attività 2.1. definizione delle priorità tematiche Attività 2.2. definizione dei formati Attraverso: La collaborazione nell’ individuazione delle priorità tematiche, per ciascun progetto e territorio in cui si realizza, che entreranno a far parte delle situazioni illustrate nel report conclusivo. La collaborazione alla progettazione e predisposizione di uno o più formati di riferimento utili alla raccolta delle storie ed all’ elaborazione del Rapporto conclusivo relativo alle violazioni di diritti umani riscontrate nei luoghi dove si realizza il progetto 67 33) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto: Risorse tecnico strumentali legate agli obiettivi trasversali: OBIETTIVO 1 TRASVERSALE AZIONI – Attività Azione 1 - COSTRUZIONE BACINO DI ATTENZIONE 1.1. Attività di censimento e contatto dei media tradizionali e non, presenti sul territorio di provenienza dei volontari 1.2. Invio di informazioni prodotte dai volontari e realizzazione di interviste a contatti censiti 1.3. Realizzazione di testimonianze sull’esperienza all’estero Azione 2 – FORMAZIONE 2.1. Modulo formativo: introduzione al mondo dell’informazione: dall’ informazione di massa all’ informazione diffusa RISORSE TECNICHE STRUMENTALI Ufficio attrezzato con N° 8 pc, con connessione ad internet , telefono , fax, skype N°1 Postazione PC attrezzata con connessione ad internet, telefono, skype N°1 Ufficio stampa, dedicato al bisogno, alla diffusione dei comunicati stampa N°1 Indirizzario contatti stampa Sito internet per la diffusione dei comunicati stampa N° 1 computer portatile con videoproiettore N°1 Postazione PC attrezzata con connessione ad internet, telefono, fax, skype presso la struttura di gestione scn Aula didattica attrezzata con materiale didattico e tecnologie informatiche per la formazione (pc multimediale, videoproiettore) 2.2. Produrre informazione al tempo del web 2.0 2.4. Confronto periodico con la Redazione e con i tutor di riferimento 2.5 Approfondimento del contesto politico, socio-economico N°1 Macchina fotografica, n°1 videocamera Lavagna a fogli mobili Materiale di consumo N°1 Postazione PC attrezzata con connessione ad internet, telefono, fax, skype Aula didattica attrezzata con materiale didattico e tecnologie informatiche per la formazione (pc multimediale, videoproiettore) Lavagna a fogli mobili Materiale di consumo N°1 Postazione PC attrezzata con connessione ad internet, telefono, fax, skype per ogni sede di attuazione Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE 3.1 Selezione delle tematiche 3.2. Redazione di articoli, report, gallerie fotografiche, video 3.4. Confronto con la Redazione 3.5.Pubblicazione e produzione multimediale sul sito www.anntennedipace.org e valorizzazione dei contenuti su social media e canali digitali N°3 Postazioni PC attrezzata con connessione ad internet, telefono, fax, skype presso la struttura di gestione scn N°1 Postazione PC attrezzata con connessione ad internet, telefono, fax, skype per ogni sede di attuazione Sito internet per la diffusione dei comunicati stampa Automobile a disposizione del personale individuato dalla struttura di gestione per 68 la realizzazione di incontri con gli enti che costituiscono la rete di sostegno alle attività del progetto OBIETTIVO 2 TRASVERSALE AZIONI – Attività Azione 1 - ANALISI DEL MATERIALE IN ESSERE 1.1.Illustrazione del percorso e materiale prodotto col precedente progetto 1.2.aggiornamento della situazione Azione 2 – SELEZIONE DI TEMI E FORMATI 2.1. Definizione delle priorità tematiche 2.2. definizione dei formati RISORSE TECNICHE STRUMENTALI N°2 Postazioni PC attrezzata con connessione ad internet, telefono, fax, skype presso la struttura di gestione scn Aula didattica attrezzata con materiale didattico e tecnologie informatiche per la formazione (pc multimediale, videoproiettore) Lavagna a fogli mobili Materiale di consumo N°1 Postazione PC attrezzata con connessione ad internet, telefono, fax, skype per ogni sede di attuazione; Strumenti informatici appositamente definiti per la sistematizzazione delle interviste Azione 3 – INTERVISTE E REDAZIONE 3.1. Individuazione dei soggetti da intervistare 3.2. Realizzazione interviste 3.3 Scrittura secondo i formati prescelt N°1 Postazione PC attrezzata con connessione ad internet, telefono, fax, skype per ogni sede di attuazione Registratori portatili per l’eventuale registrazione delle interviste N°2 Postazioni PC attrezzate con connessione ad internet, telefono, fax, skype presso la struttura di gestione scn N°2 Postazioni PC attrezzate con connessione ad internet, telefono, fax, skype presso la struttura di gestione scn 3.4 redazione dell’ elaborato finale Automobile a disposizione del personale individuato dalla struttura di gestione per la realizzazione di incontri con gli enti che costituiscono la rete di sostegno alle attività del progetto Azione 4 – PUBBLICAZIONE Strumenti informatici appositamente definiti per la restituzione e diffusione dei dati 4.1 -Pubblicazione dell’elaborato finale N°1 Postazione PC attrezzata con connessione ad internet, telefono, fax, skype per ogni sede di attuazione N°2 Postazioni PC attrezzata con connessione ad internet, telefono, fax, skype presso la struttura di gestione scn 69 OBIETTIVO SPECIFICO 1 Sostenere il diritto all’educazione e alla partecipazione piena alla vita culturale ed artistica dei minori in condizione di disagio ed appartenenti alle fasce popolari più povere del comune di Peñalolén attraverso l’appoggio scolastico e l’organizzazione di attività ricreative, artistiche e culturali. AZIONI-Attività RISORSE TECNICHE STRUMENTALI AZIONE 1 – Revisione degli interventi pregressi e nuova programmazione 1.1. Revisione delle attività di sostegno Materiale di cancelleria; scolastico e di quelle laboratoriali e ricreative Ufficio attrezzato per riunioni ed pregresse incontri con proiezioni; 1 auto dell’ente. 1.2. Ridefinizione dei programmi educativi Materiale di cancelleria; 1 auto dell’ente. AZIONE 2 – Sostegno scolastico e attività laboratoriali e ricreative 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle Sala riunioni; attività di sostegno scolastico materiale di cancelleria. 2.2. Sostegno scolastico Sale per incontri di sostegno scolastico; materiale didattico (libri scolastici, quaderni, ecc.); 2.3. Pianificazione ed organizzazione delle Materiale di cancelleria; attività laboratoriali e ricreative Ufficio attrezzato per riunioni ed incontri con proiezioni; 1 auto dell’ente 2.4. Attività laboratoriali Spazi allestititi per le attività di laboratorio; materiale igienico di facile consumo (carta igienica, guanti monouso, ecc); materiale artistico per attività manuali (perline, filo, cartoncini, ecc.); materiale per laboratori espressivi (vestiti, oggettistica varia, ecc.). 2.5. Attività ricreative 1 pulmino; Attrezzatura sportiva (palloni, uniformi ecc.) AZIONE 3 – Sostegno famigliare 3.1. Pianificazione ed organizzazione delle 1 auto dell’ente; visite domiciliari alle famiglie Materiale di cancelleria; Ufficio attrezzato per riunioni ed incontri con proiezioni. 3.2. Visite domiciliari familiari Materiale di cancelleria; Ufficio attrezzato; 1 auto dell’ente. 3.3. Rafforzo dell’intervento o intervento Derrate alimentari; d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio Medicinali e vestiario di vario genere; materiale scolastico; materiale igienico di facile consumo (sapone, carta igienica, ecc.) AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei risultati 4.1 Monitoraggio costante delle attività 1 auto dell’ente. Ufficio attrezzato; Materiale di cancelleria; 4.2. Valutazione ed analisi dei risultati Materiale di cancelleria; raggiunti 1 auto dell’ente. Ufficio attrezzato; 70 4.3. Elaborazione progettualità di nuove proposte e Materiale di cancelleria; Ufficio attrezzato; 1 auto dell’ente. OBIETTIVO SPECIFICO 2: Offrire ai circa 100 minori del comune de La Pintana la possibilità di costruirsi le proprie “chiavi di interpretazione” della realtà per affrontare passaggi di crescita spesso molo critici, favorire una maggiore conoscenza della propria personalità, promuovere opportunità di interazione tra ragazzi e percorsi di protagonismo in un’ottica di prevenzione di comportamenti devianti. AZIONI-Attività RISORSE TECNICHE STRUMENTALI AZIONE 1 - Attività artistiche e culturali 1.1. Pianificazione ed organizzazione laboratori artistici e culturali dei Materiale di cancelleria; Ufficio attrezzato per riunioni ed incontri con proiezioni; 1 auto dell’ente. 1.2. Laboratori artistici e culturali Materiale per i vari laboratori (chitarre, macchine fotografiche, cancelleria artistica, lettori musicali, ecc.); sale allestite per svolgimento dei laboratori. AZIONE 2 – Potenziamento della presenza e delle attività degli adolescenti del Centro all’interno del programma radiofonico “Acuarela” 2.1. Creazione di un gruppo di lavoro Sala riunioni; materiale di cancelleria. 2.2. Preparazione della messa in onda materiale di cancelleria e spese di segreteria; Sala attrezzata a riunioni e alla messa in onda radio; Riviste giornalistiche varie. 2.3. Trasmissione radiofonica Sala attrezzata per la messa in onda radio; Attrezzatura radiofonica (mixer, speaker, cd, microfoni, ecc.); Attrezzatura informatica con connessione ad Internet. 2.4. Aggiornamento del blog Ufficio attrezzato di computer e connessione internet; Riviste giornalistiche di vario genere, per curare i contenuti del blog; 2.5. Monitoraggio del progetto radiofonico Materiale di cancelleria; Ufficio attrezzato; 1 auto dell’ente. AZIONE 3 – Formazione di una compagnia teatrale permanente 3.1. Creazione di un gruppo di lavoro 1 auto dell’ente; Materiale di cancelleria; Ufficio attrezzato per riunioni ed incontri con proiezioni, connessione Internet. 3.2. Ideazione della rappresentazione teatrale Piccola sala teatrale; Costumi Teatrali; Materiali scenografici; Materiale di cancelleria; 1 automezzo dell’ente; 3.3. Promozione ed esecuzione della Materiale promozionale (Brochure, rappresentazione teatrale bigliettini, mascotte, ecc.); Materiale di cancelleria; 71 1 automezzo dell’ente. AZIONE 4 – Sostegno famigliare 4.1. Pianificazione ed organizzazione delle 1 auto dell’ente; visite domiciliari alle famiglie Ufficio attrezzato; Materiale di cancelleria; 4.2. Visite alle famiglie Materiale di cancelleria; 1 auto dell’ente; Ufficio attrezzato; 4.3. Rafforzo dell’intervento o intervento Materiale igienico di facile consumo d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio (carta igienica, sapone, ecc); Derrate alimentari; Vestiario; Medicinali e beni sanitari; materiale didattico e di cancelleria. AZIONE 5 – Monitoraggio e verifica dei risultati 5.1 Monitoraggio costante delle attività Materiale di cancelleria; Ufficio attrezzato; 1 auto dell’ente. 5.2. Valutazione ed analisi dei risultati Materiale di cancelleria; raggiunti Ufficio attrezzato; 5.3. Elaborazione di nuove proposte e Materiale di cancelleria; progettualità Ufficio attrezzato; OBIETTIVO SPECIFICO 3: Sostenere l’integrazione delle circa 30 persone sordomute che frequentano il Centro “Sol”, alle quali non sono offerte alternative utili alla socializzazione. AZIONI-Attività RISORSE TECNICHE STRUMENTALI AZIONE 1 – Laboratori di lingua dei segni 1.1 Pianificazione ed organizzazione laboratori di lingua dei segni dei Materiale di cancelleria; Sale attrezzate per lo svolgimento dei laboratori; 1 auto dell’ente. 1.2 Laboratori di lingua dei segni Materiale di cancelleria; materiale didattico specifico; sale allestite per svolgimento dei laboratori. AZIONE 2 – Sostegno scolastico e attività artistiche e culturali 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle Sala riunioni; attività di sostegno scolastico materiale di cancelleria. 2.2. Attività di sostegno scolastico materiale di cancelleria; 1 pulmino dell’ente; materiale didattico e scolastico; sala attrezzata per le attività di sostegno scolastico; 2.3. Pianificazione ed organizzazione dei Ufficio attrezzato di computer e laboratori e delle attività esterne connessione internet; materiale di cancelleria. 2.4. Laboratori artistici e attività esterne Materiale di riciclo di facile utilizzo; Vestiario per laboratorio del mimo; attrezzatura per laboratorio di serigrafia; 1 pulmino dell’ente; AZIONE 3 – Produzione di attività e materiale di sensibilizzazione 3.1. Ideazione di un calendario con l’utilizzo di Materiale di cancelleria; immagini che richiamano la comunicazione Ufficio attrezzato, computer, telefoni LSCh (lingua dei segni cilena) e connessione internet; 72 3.2. Produzione del materiale 3.3. Diffusione del materiale di promozione Stampa del materiale promozionale (Brochure, bigliettini, mascotte, ecc.); Materiale di cancelleria; Ufficio attrezzato per riunioni ed incontri con proiezioni, connessione Internet. Distribuzione del materiale promozionale; 1 automezzo dell’ente AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei risultati 4.1 Monitoraggio costante delle attività Materiale di cancelleria; 1 automezzo dell’ente. Ufficio attrezzato, computer, telefoni e connessione internet; 4.2. Valutazione ed analisi dei risultati 1 auto dell’ente; raggiunti Ufficio attrezzato; Materiale di cancelleria; 4.3. Elaborazione di nuove proposte e Materiale di cancelleria; progettualità Ufficio attrezzato, computer, telefoni e connessione internet; OBIETTIVO SPECIFICO 4: Ridurre del 50% il tasso di abbandono del percorso terapeutico-riabilitativo destinato a persone con problematiche legate all’uso e abuso di sostanze legali e illegali all’interno della Comunità Terapeutica gestita dall’Ente. AZIONI-Attività RISORSE TECNICHE STRUMENTALI AZIONE 1 – Revisione degli interventi pregressi e nuova programmazione 1.1. Revisione delle attività pregresse in Materiale di cancelleria; generale Ufficio attrezzato di computer, telefoni e connessione internet; 1 auto dell’ente. 1.2. Ridefinizione dei programmi educativi Materiale di cancelleria; Ufficio attrezzato di computer, telefoni e connessione internet; AZIONE 2 – Attività volte alla riabilitazione della persona 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle Sala riunioni; attività materiale di cancelleria. 2.2. Attività di sostegno psicologico e 1 pulmino dell’ente; psichiatrico Materiale didattico a sostegno degli educatori; materiale di cancelleria; sala attrezzata per incontri; 2.3. Attività formative ed occupazionali 1 pulmino dell’ente; materiale per lo svolgimento dei laboratori (derrate alimentari, materiale di falegnameria, ecc.) 2.4. Attività educative, ricreative e sportive Materiale di riciclo di facile utilizzo; materiale igienico di facile consumo (carta igienica, guanti monouso ecc.) 1 pulmino dell’ente; DVD, TV e Videopriettore; attrezzatura sportiva (palloni, scarpe, divise, ecc.). 2.5. Incontri di sostegno alle famiglie 1 automezzo dell’ente; materiale di cancelleria; ufficio per rielaborazione dati. 2.6 Attività di inserimento lavorativo protetto Materiale di cancelleria; Ufficio attrezzato, computer, telefoni 73 e connessione internet; 2.7. Lavoro d’equipe Ufficio attrezzato, computer, telefoni e connessione internet; Materiale di cancelleria; AZIONE 3 – Monitoraggio e verifica dei risultati 3.1 Monitoraggio costante delle attività Ufficio attrezzato, computer, telefoni e connessione internet; Materiale di cancelleria; 1 automezzo dell’ente. 3.2. Valutazione ed analisi dei risultati Materiale di cancelleria; raggiunti 1 automezzo dell’ente. Ufficio attrezzato, computer, telefoni e connessione internet; 3.3. Elaborazione di nuove proposte e Ufficio attrezzato; progettualità Materiale di cancelleria; CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI 34) Eventuali crediti formativi riconosciuti: NO 35) Eventuali tirocini riconosciuti: NO 36) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae: Il progetto “Caschi Bianchi Corpo Civile di Pace 2014 - Cile” rende possibile l'acquisizione delle seguenti competenze, riferibili e contenute nel Repertorio delle Qualifiche previsto dal “Sistema Regionale di formalizzazione e certificazione delle competenze”, ai sensi della Delibera della Giunta Regionale Emilia Romagna del 19/04/2006 n.530 Le competenze indicate di seguito rappresentano due delle quattro Unità di Competenza che compongono la qualifica relativa alla figura professionale dell’Animatore Sociale, figura inscritta nel area professionale ”Erogazione servizi socio-sanitari” prevista dal citato sistema. UNITÀ DI COMPETENZA 2. Animazione sociale CAPACITÀ (ESSERE IN GRADO DI) Stimolare capacità di socializzazione ed emancipazione per ostacolare l'isolamento socio-affettivo Tradurre bisogni, manifesti e non, di singoli e gruppi, in azioni di scambio e confronto reciproco CONOSCENZE (CONOSCERE) Caratteristiche evolutive e dinamiche di cambiamento di individui e gruppi. Strumenti e tecniche di analisi e rilevazione dei bisogni: colloqui individuali e di gruppo, interviste, questionari. Il rapporto individuo-società: processi di marginalizzazione e devianza. Individuare ed incoraggiare occasioni di Caratteristiche psicopedagogiche 74 incontro ed integrazione sociale Riscontrare il livello di partecipazione e coinvolgimento dei fruitori individuando ulteriori ambiti di intervento Interpretare dinamiche comportamentali e criticità latenti dell'utente con approccio empatico e maieutico dei diversi modelli familiari. Strumenti e tecniche di analisi e verifica degli interventi: test, schede di analisi, report, ecc. Metodologie della ricerca sociale: analisi territoriale, analisi dei dati, la ricerca di intervento, ecc. Tecniche di comunicazione e relazione con l'utente. Principali riferimenti legislativi e normativi in materia di servizi sociosanitari ed assistenziali. Organizzazione dei servizi socioassistenziali e delle reti informali di cura. Trasmettere modelli comportamentali positivi per contrastare fenomeni di devianza e disadattamento 3. Animazione educativa Innescare processi di conoscenza e di consapevolezza del sé e di riconoscimento dei propri bisogni e motivazioni Stimolare dinamiche di crescita personale attraverso riflessioni ed elaborazione di atteggiamenti e comportamenti Tecniche di animazione: teatrale, espressiva, musicale, motoria, ludica. Tipologie di laboratorio manuale: disegno, pittura, lavori a maglia, cartapesta, creta, ecc. Principali tecniche di analisi della personalità e della relazione d'aiuto. Principi comuni e aspetti applicativi della legislazione vigente in materia di sicurezza. La sicurezza sul lavoro: regole e modalità di comportamento (generali e specifiche). L’acquisizione delle seguenti competenze verrà certificata e riconosciuta, su richiesta dell’ interessato, dall’ente OSFIN - F.P. OPERA SAN FILIPPO NERI - FORMAZIONE PROFESSIONALE, ente accreditato dalla Regione Emilia Romagna (cod. organismo 742), ai sensi della delibera della Giunta Regionale n. 177/2003 e integrata successivamente con le delibere n. 266/2005 e 645/2011 tramite il rilascio di apposito “Certificato di competenze“ CFR ALLEGATI Formazione generale dei volontari 37) Sede di realizzazione: La sede è scelta sulla base del posizionamento geografico delle sedi di attuazione dei progetti e dalla disponibilità di fruizione della struttura stessa, essendo la formazione di tipo residenziale. Pertanto è previsto che i corsi di formazione generale siano tenuti nelle seguenti sedi: a) Sede di Gestione del Servizio Civile, Via Dante Alighieri, snc – 61013 Mercatino Conca (PU) b) Colonia Stella Maris, Viale Regina Margherita 18 – 47900 – Rimini (RN) c) Casa Parrocchiale – Scout, Via Colombara – 47854 – Monte Colombo (RN) d) Hotel Royal Sands, V.le Carducci, 30, Cattolica 75 38) Modalità di attuazione: La formazione generale è effettuata in proprio, con formatori dell’ente, in quanto l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII è ente accreditato di prima classe nell’albo nazionale. 39) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio: SI ASSOCIAZIONE COMUNITA’ PAPA GIOVANNI XXIII 40) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: La metodologia di realizzazione della formazione generale rispetta le indicazioni contenute nel decreto N. 160/2013 del 19/07/2013 del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale: “Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale”. La metodologia alterna lezioni frontali (almeno per il 40% del monte ore complessivo) a dinamiche non formali (almeno per il 60% del monte ore complessivo) che comprendono: training, teatro dell’oppresso (Tdo), simulazione, roleplay, brainstorming, lavori di gruppo, cineforum, confronti in plenaria, visite di realtà presenti sul territorio. Lezioni frontali e dinamiche non formali si completano a vicenda, al fine di valorizzare l’esperienza e l’opinione di ciascun volontario, in un rapporto educativo che tenda ad essere più maieutico che trasmissivo. Anche i moduli più teorici e frontali cercheranno comunque di favorire la riflessione e il dibattito sulle tematiche affrontate, responsabilizzando i volontari all’interno del processo formativo. La metodologia scelta, dunque, è attiva e partecipativa, in quanto si parte dalla consapevolezza che su alcune tematiche trattate nella formazione generale- quali per esempio il concetto di gruppo e la sue dinamiche, il significato di cittadinanza attiva, la gestione dei conflitti- tutti possediamo delle pre-conoscenze, convincimenti e opinioni. E’ quindi importante che i momenti formativi offrano innanzitutto un clima favorevole al confronto e allo scambio di questo bagaglio formativo pre-esistente, al fine di permettere a ciascuno di esprimere il proprio punto di vista e le proprie opinioni. La formazione generale si effettua in modo residenziale favorendo la creazione di un ambiente eterogeneo, pedagogicamente adeguato all’apprendimento e alla condivisione di contenuti utili a comprendere, rielaborare e contestualizzare l’esperienza di Servizio Civile, e funzionale al confronto e all'arricchimento reciproco. La dimensione di gruppo sperimentata attraverso la residenzialità è essa stessa esperienza formativa informale, che favorisce lo sviluppo di competenze sociali e trasversali quali il rispetto dell’altro, la collaborazione, la gestione dei conflitti, la tutela del bene comune. Durante la formazione sarà garantita la presenza di un tutor d’aula con gli specifici compiti di gestire il gruppo, facilitare le relazioni interpersonali, valutare l’efficienza e l’efficacia dei moduli, gestire eventuali situazioni conflittuali all’interno del gruppo. Oltre al tutor sarà presente la figura del formatore, con il compito di progettare, coordinare, supervisionare il percorso formativo. 41) Contenuti della formazione: Il percorso formativo proposto si compone dei contenuti previsti dal decreto N. 160/2013 del 19/07/2013 del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale: “Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale” e quindi al sistema di formazione accreditato da questo ente. Con il percorso formativo proposto l’ente vuole permettere ai volontari di acquisire competenze utili allo svolgimento delle attività previste dal progetto, ma anche una maggiore consapevolezza del proprio ruolo di cittadini attivi, 76 attuatori del sacro dovere di difesa della patria sancito dall’art.52 della Costituzione italiana, con mezzi ed attività non militari e nonviolenti. Durante il percorso formativo verranno trattati il tema della Difesa della Patria e della cittadinanza attiva, in quanto il servizio civile, oltre ad essere difesa della Patria con modalità nonviolenta, è anche un percorso di formazione civica. Per questo ai volontari verranno offerti gli strumenti per potenziare la consapevolezza del proprio ruolo all’interno della società. Questi temi hanno particolare risalto nella formazione, in quanto presentati sia nei primi mesi, sia tra 5° e 6° mese, in coincidenza con il rientro in Italia dei caschi bianchi in occasione della formazione intermedia, proprio perché l’intervento nonviolento nelle situazioni di conflitto è un aspetto specifico del progetto caschi bianchi. Come previsto dal sistema di formazione accreditato, si prevede l’erogazione di tutta la formazione entro il 6° mese, erogando circa l’80% delle ore all’avvio del servizio e il restante 20% tra 5° e 6° mese. Si è preferito questa soluzione a quella indicata nelle linee guida (ovvero di riprendere tra 7° e 9° mese alcune tematiche) perché si ritiene che un rientro in Italia a metà percorso sia importante per i caschi bianchi, per accompagnare la ripresa di alcuni temi di formazione generale con la valutazione e la riprogettazione in itinere previste dalla formazione specifica intermedia (cfr. formazione specifica). I contenuti della formazione saranno trattati attraverso una sequenza logica che rispetta il criterio delle aree tematiche suggerito dalle linee guida. 1. “Valori e identità del servizio civile” I moduli appartenenti a quest’area vengono realizzati all’inizio dell’esperienza di servizio civile, in quanto approfondiscono gli aspetti valoriali su cui si basa il SCN. Forniscono quindi fin da subito ai volontari una chiave di lettura con cui leggere la propria esperienza. L’identità del gruppo in formazione e patto formativo 1.1 Conoscenza fra i volontari Costruire un’identità di gruppo Condivisione di motivazioni e aspettative Contestualizzazione dell’esperienza di Servizio Civile e in particolare dei Caschi Bianchi Il formatore lavorerà con i volontari alla definizione di un’identità di gruppo dei volontari, che esprimeranno le proprie idee sul servizio civile, le proprie aspettative, le motivazioni e gli obiettivi. Partendo dal concetto di patria, di difesa senza armi e di difesa nonviolenta, il formatore cercherà di accompagnare i volontari nell’acquisizione della consapevolezza che questo è il contesto che legittima lo Stato a sviluppare l’esperienza di Servizio Civile. Dall’Obiezione di Coscienza al Servizio Civile Nazionale: evoluzione storica, affinità e differenze tra le due realtà - La storia del servizio civile e la sua evoluzione: o La storia dell’Obiezione di Coscienza 1.2 o Dalla legge 772/72 alla legge 230/98 o I valori e le finalità della legge 64/2001 o Obiezione di Coscienza e Servizio Civile Volontario: affinità e differenze Gli attori del servizio civile: UNSC, Enti, Volontari Il formatore metterà in evidenza il legame storico e culturale del servizio civile nazionale con l’obiezione di coscienza, ripercorrendo la storia del fenomeno in Italia a partire dalla legge n. 772/72, passando per la legge di riforma n. 230/98, fino ad arrivare alla sua attuale configurazione così come delineata dal legislatore del 2001, ovvero di difesa civile della Patria con mezzi ed attività non militari, dimensione che lo caratterizza e differenzia da altre forme di intervento ed impegno sociale. Si darà un particolare rilievo alle sentenze della corte costituzionale, agli atti di disobbedienza degli obiettori durante il conflitto nell’ex-jugoslavia, all’istituzione del Comitato DCNAN, alla recente sperimentazione sui corpi civili di pace, in quanto la difesa nonviolenta è aspetto centrale nel modello di intervento dei Caschi Bianchi. Il dovere di difesa della patria – difesa civile non armata e nonviolenta 1.3 - La Costituzione italiana: 77 o Art. 52 della costituzione o Sentenze nn. 164/85, 228/04, 229/04, 431/05 Concetto di difesa della Patria: o Excursus storico sul concetto di patria, fino ad approfondire l’idea di patria nella società post-moderna; o Significato attuale di difesa della patria a partire dalla Costituzione e dalla Dichiarazione dei diritti umani Excursus storico sulle esperienze di difesa nonviolenta e forme attuali di difesa civile non armata e nonviolenta Nuovo Modello di Difesa e possibile ruolo dei civili Difesa civile non armata e nonviolenta e SCN - - Si approfondirà il concetto di Patria e di difesa civile della Patria attraverso mezzi ed attività alternativi a quelli militari a partire dai principi costituzionali della solidarietà (art. 2 Cost.), dell’uguaglianza sostanziale (art. 3 Cost.), del progresso materiale o spirituale della società (art. 4 Cost.), della promozione dello sviluppo della cultura, della tutela del paesaggio e del patrimonio storico ed artistico della nazione (art. 9 Cost.) e della pace tra i popoli (art. 11 Cost.). Si presenteranno inoltre le attuali forme di realizzazione della difesa nonviolenta sul piano istituzionale, di movimento e della società civile. Si potranno approfondire le tematiche relative alla “gestione e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, alla prevenzione della guerra e ai concetti di “peacekeeping” e “peacebuilding”. Nell'affrontare i temi suddetti, l'utilizzo di una modalità frontale è finalizzata a trasmettere i fondamenti dei temi in oggetto e sarà poi alternata a una metodologia euristica- tramite brainstorming, lavori di gruppo, discussione in plenaria- in modo da approfondire le conoscenze pregresse dei volontari rispetto a temi trattati, soprattutto i concetti di patria e difesa che rischiano oggi di essere svuotati di significato e il cui campo semantico è influenzato dai recenti mutamenti socio-culturali. Questa modalità permette di condividere saperi, ma anche di decostruire stereotipi e preconcetti, ri-attribuendo valore e significato a questi temi alla luce dell’esperienza di servizio civile. Questo modulo verrà ripreso nella formazione che si terrà tra 5° e 6° mese di servizio e riletto alla luce dei primi mesi di esperienza dei volontari all’estero. La normativa vigente e la carta di impegno etico 1.4 La carta di impegno etico Le norme attuali Il formatore illustrerà gli obiettivi e i valori dell’esperienza di servizio civile espressi nella “Carta di impegno etico”. Verranno illustrate le norme legislative che regolano il sistema del servizio civile, nonché quelle di applicazione riguardanti l’ordinamento e le attività del servizio civile nazionale. In particolare si evidenzierà l’importanza della sottoscrizione della Carta di Impegno Etico da parte del legale rappresentante dell’Ente, che rappresenta l’impegno a rispettare i valori fondanti del scn. 2. “La cittadinanza attiva” L’esperienza di SCN è esperienza civica, finalizzata alla tutela del bene comune, alla riscoperta della dimensione comunitaria, nonché delle responsabilità civiche di ciascuno. La formazione civica Dichiarazione Universale dei Diritti Umani 2.1 Carta costituzionale Gli organi costituzionali italiani (funzione, ruolo, rapporti) La formazione civica consiste nell’approfondimento della conoscenza della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e della Carta costituzionale, che contengono i principi e le norme che sono alla base della civile convivenza e quadro di riferimento per i volontari quali cittadini attivi. Saranno analizzati funzione e ruolo degli organi costituzionali, in particolare l’iter legislativo. Questo modulo formativo aiuterà i volontari ad accrescere le competenze civiche e sociali indispensabili per vivere come cittadini attivi, parte integrante di un corpo sociale e istituzionale in continua crescita e trasformazione. Le forme di cittadinanza 2.2 78 Concetto di cittadinanza attiva o condivisione di conoscenze ed esperienze; o Concetto di cittadinanza planetaria Dinamiche internazionali legate alla globalizzazione e al sottosviluppo Ruolo del volontario in servizio civile nella società Visita a realtà locali che rappresentano forme di cittadinanza attiva Il formatore illustrerà ai volontari le forme di partecipazione, individuali e collettive, che ogni cittadino può attuare in un’ottica di cittadinanza attiva. Saranno proposte ai volontari esperienze pregresse di cittadinanza attiva e saranno forniti gli strumenti utili alla loro stessa attivazione. Si cercherà di offrire ai volontari una visione più ampia della società e delle possibili risposte di fronte a problematiche quali povertà, esclusione sociale e sottosviluppo. Si allargherà inoltre la riflessione al più ampio concetto di cittadinanza planetaria, cercando di favorire un approccio “glocale” alle problematiche sociali: è necessario agire a livello locale in modo adeguato per rispondere ai bisogni della comunità, ma con uno sguardo che si allarga a livello mondiale, consapevoli della complessità che caratterizza la società globalizzata. Questo modulo sarà ripreso tra il 5° e 6° mese per essere riletto alla luce dei mesi di servizio precedenti attraverso un approccio riflessivo e per mettere in evidenza come il servizio civile sia un’esperienza di cittadinanza. La protezione civile 2.3 Difesa della patria e difesa dell’ambiente: la Protezione Civile Concetto di rischio: P x V x E Il metodo Augustus Protezione civile e Servizio civile volontario: finalità comuni Collegato al tema della difesa della Patria, in quanto risponde all’articolo 52 della Costituzione (tutela dell'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente dai danni o pericoli legati a calamità naturali), il modulo sulla protezione civile partirà dall’importanza della tutela e della valorizzazione dell’ambiente e del territorio, considerati come il substrato necessario delle attività umane. Si mostrerà l’azione della protezione civile attraverso la previsione e prevenzione dei rischi, l’intervento in emergenza e la ricostruzione post emergenza. Si sottolineerà il rapporto tra prevenzione e tutela, ambiente e legalità, ricostruzione e legalità. Infine, si illustreranno le norme di comportamento da seguire nella gestione delle emergenze. La rappresentanza dei volontari nel servizio civile 2.4 Elezioni per i rappresentanti regionali e nazionali dei volontari in servizio civile: valore e funzionamento Consulta Nazionale per il Servizio civile Ai volontari in servizio civile verrà presentata la possibilità di partecipare e di candidarsi alle elezioni per i rappresentanti regionali e nazionali dei volontari in servizio civile come una delle forme di partecipazione e cittadinanza attiva presentate nei moduli precedenti. Verranno illustrati funzionamento ed importanza della rappresentanza dei volontari attraverso l’intervento di ex volontari, rappresentanti in carica o di delegati regionali. 3 “Il giovane volontario nel sistema del servizio civile” I seguenti moduli saranno affrontati nei primi mesi del servizio civile. Essi infatti presentano i vari soggetti – enti, UNSC, OLP, RLEA - che compongono il sistema del servizio civile, le relazioni stesse tra questi soggetti e la disciplina che regola queste relazioni. Presentazione dell’Ente 3.1 Approfondimenti rispetto alla storia, i valori, la mission dell’Ente; Struttura organizzativa e gestionale dell’ente: zone e servizi; L’intervento sociale dell’ente o Modus operandi o Ambiti e tipologie d’intervento o Beneficiari 79 - o Il progetto Caschi Bianchi I fondamenti: dalla condivisione diretta alla rimozione delle cause: o La differenza tra condividere e prestare un servizio o Il ruolo degli “ultimi“ nella costruzione di una società nuova o La società del gratuito La presentazione dell’ente avviene attraverso la testimonianza di uno dei suoi rappresentanti. Un membro dell’ente presenta l’associazione, soffermandosi sulla storia, sulla mission e i valori, sulle modalità organizzative, affinché i volontari siano in grado di comprenderne le modalità di intervento. Si cercheranno di toccare i diversi ambiti di intervento, con particolare attenzione per quelli che coinvolgono l’intervento dei caschi bianchi. Infine, si approfondiranno i fondamenti alla base dell’ attività dell’Associazione, ovvero la condivisione diretta con gli “ultimi”- con chi è emarginato e versa in situazioni di grave disagio- e la rimozione delle cause che generano l’ingiustizia e i conflitti sociali. Il lavoro per progetti 3.2 - Metodologia della progettazione: o dal rilevamento del bisogno e della domanda, alla valutazione dei risultati attesi; o Monitoraggio e valutazione di esito, efficacia ed efficienza del progetto; Valutazione della formazione; L’obiettivo del modulo è di rendere partecipi i volontari del processo di progettazione, presentandone le varie fasi dall’ideazione, al rilevamento del bisogno presente nel territorio, alla formulazione di obiettivi e attività che rispondano a tale bisogno. Si presenterà quindi ai volontari il progetto di servizio civile nel quale sono inseriti illustrandone la struttura generale con particolare attenzione agli obiettivi e alle attività. I volontari in servizio civile sono parte integrante del progetto e il loro buon coinvolgimento è un elemento essenziale per la buona riuscita dello stesso e per la loro crescita personale. Verranno introdotti i concetti di monitoraggio e valutazione e si presenteranno gli strumenti del sistema di monitoraggio che l’ente utilizza per seguire l’andamento dei progetti e per apportare eventuali migliorie in itinere. Alla fine del corso formativo si effettua il monitoraggio della formazione attraverso i moduli previsti dal Sistema di monitoraggio accreditato dall’Ente e una verifica più approfondita in plenaria, al fine di fare emergere criticità e punti di forza, e dove se ne verificasse la necessità apportare i cambiamenti necessari ad un maggiore efficacia della proposta formativa. L’organizzazione del servizio civile e delle sue figure Il Sistema di servizio civile: UNSC, Enti di scn, Regioni e province autonome; 3.3 Figure che operano nel progetto: OLP, RLEA, altre figure professionali coinvolte nei progetti; Il modulo approfondisce “il sistema del servizio civile” in tutte le sue parti- gli enti di SCN, l’UNSC, le Regioni e le Province autonome- e le relazioni tra le stesse: è fondamentale infatti cogliere il contesto relazionale in cui si inserisce il servizio civile, che coinvolge appunto soggetti diversi. Il raggiungimento degli obiettivi del progetto inoltre è riconducibile anche alle figure che operano al suo interno, pertanto la conoscenze di queste figure, del loro ruolo e della loro interazione è fondamentale. Disciplina dei rapporti tra enti e volontari del servizio civile nazionale Ruolo del volontario Diritti e doveri del volontario in servizio civile In tale modulo verrà presentato e illustrato ai volontari il “Prontuario concernente la disciplina dei rapporti tra enti e volontari del servizi civile nazionale” (DPCM 4 febbraio 2009 e successive modifiche) in tutti i suoi punti. Nel corso del modulo il volontario acquisisce consapevolezza sulle proprie responsabilità, in quanto la sua esperienza non è solo individuale, ma pubblica. 3.5 Comunicazione interpersonale e gestione dei conflitti La comunicazione e i suoi elementi costitutivi (contesto, emittente, messaggio, canale, destinatario) 3.4 80 Elementi di comunicazione nonviolenta La comunicazione nel gruppo Il conflitto come strumento di autoregolazione dei gruppi Gestione nonviolenta dei conflitti In questo modulo formativo verrà affrontata una parte teorica rispetto alla formazione del processo di comunicazione e verranno quindi illustrati i concetti basilari (contesto, emittente, messaggio, canale, destinatario) per permettere ai volontari di comprendere al meglio l’argomento trattato. Poiché il servizio si svolge in un contesto di gruppo, in cooperazione con operatori ed altri volontari, i volontari verranno guidati nella comprensione dell’importanza della comunicazione all’interno di un gruppo e di come si possa lavorare in gruppo comunicando in maniera positiva ed efficace ai fini degli obiettivi preposti. Spesso, infatti, il gruppo può diventare il luogo in cui si verificano i conflitti e le incomprensioni proprio per un difetto di comunicazione tra i membri. Il formatore accompagnerà i volontari nella comprensione delle dinamiche legate all’insorgere dei conflitti, dell’interazione con altri soggetti e della loro risoluzione in modo costruttivo. Aiuterà a considerare il conflitto come opportunità e risorsa, come strumento per l’apprendimento e l’autoregolazione dei gruppi. 42) Durata: Quando Moduli formativi L’identità del gruppo in Settimana residenziale formazione e patto formativo all’avvio del servizio Presentazione dell’Ente Settimana residenziale all’avvio del servizio Disciplina dei rapporti tra enti Settimana residenziale e volontari del servizio civile all’avvio del servizio nazionale (diritti e doveri) Dall’Obiezione di Coscienza al Settimana residenziale Servizio Civile Nazionale: all’avvio del servizio evoluzione storica, affinità e differenze tra le due realtà Il dovere di difesa della patria Settimana residenziale – difesa civile non armata e all’avvio del servizio nonviolenta Ripreso Tra 5° e 6° mese Il lavoro per progetti Settimana residenziale all’avvio del servizio L’organizzazione del servizio Settimana residenziale civile e le sue figure all’avvio del servizio La normativa vigente e la Settimana residenziale carta di impegno etico all’avvio del servizio La formazione civica Settimana residenziale all’avvio del servizio Le forme di cittadinanza Settimana residenziale all’avvio del servizio La protezione civile La rappresentanza volontari nel servizio civile Ripreso Tra 5° e 6° mese Settimana residenziale all’avvio del servizio dei Settimana residenziale all’avvio del servizio Ore lezioni frontali 40% Ore dinamiche non form. 60% Totale ore 0 4 4 3 1 4 2 0 2 1 2 3 3 4 7 1 2 3 1 1 2 2 0 2 2 1 3 0 6 6 1 1 2 2 0 2 81 Comunicazione interpersonale Tra 5° e 6° e gestione dei conflitti TOTALE ORE FORMAZIONE GENERALE 0 4 4 18 26 44 Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari 43) Sede di realizzazione: La formazione specifica in Italia è di tipo residenziale, di conseguenza la sede è scelta in base alla disponibilità di fruizione della struttura stessa. Pertanto è previsto che i corsi di formazione generale siano tenuti nelle seguenti sedi: e) Sede di Gestione del Servizio Civile, Via Dante Alighieri, snc – 61013 Mercatino Conca (PU) f) Colonia Stella Maris, Viale Regina Margherita 18 – 47900 – Rimini (RN) g) Casa Parrocchiale – Scout, Via Colombara – 47854 – Monte Colombo (RN) h) Hotel Royal Sands, V.le Carducci, 30, Cattolica Per la formazione specifica in loco, invece la sede individuata è la stessa di attuazione del progetto. 44) Modalità di attuazione: In proprio presso l’ente, con formatori dell’ente 45) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i: 82 Nome e cognome Luogo di nascita CAPELLARI EMANUELA Data di nascita Codice fiscale Cotignola (RA) 05/07/1963 CPLMNL63L45D121H Campobasso (CB) 15/02/1982 CFLNDR82B15B5198 Bra (CN) 09/04/1974 LPNNCL74D09B111P Bologna (BO) 07/04/1954 PRILCU54D07A944U MILANI LAURA Thiene (VI) 15/05/1982 MLNLRA82E56L157V PANERAI ALFREDO Ivrea (TO) 17/08/1971 PNRLRD71M17E379J Loreto ( AN) 28/04/1981 PPADNL81D28E690A Bonavigo (VR) 17/06/1966 PRDDMN66H57A964B RAMBALDI DAVIDE Bologna (BO) 04/05/1959 RMBDVD59E04A944G SCALETTARI LUCIANO Venezia (VE) 20/03/1961 SCLLCN61C20L736N COFELICE ANDREA LAPENTA NICOLA PIERI LUCA PAPA DANIELE PERDONCINI DAMIANA SOLDATI ROBERTO Rimini (RN) ZANCHETTIN ALESSANDRO Milano 26/04/1948 SLDRRT48D26H294P 26/1/1962 ZNCLSN62A26F205F PARI ANTONIO ENRICO Caianello (CE) 18/01/1958 PRANNN58A18B361T CASTILIO ESCAIDA GABRIELA MARCELA Providencia (SANTIAGO DEL CILE) 29/09/1977 CSTGRL77P69Z603H CASADEI GIANNI Cesena (FC) 27/03/1967 CSDGNN67C27C573O 46) Competenze specifiche del/i formatore/i: Cognome nome CAPELLARI EMANUELA COFELICE ANDREA LAPENTA NICOLA Competenze specifiche Laureata in pedagogia, dal 1995 ad oggi ha svolto diversi incarichi in qualità di pedagogista e formatrice presso scuole medie, elementari e superiori, centri di formazione professionale, associazioni, comuni, Ausl. E’ operatrice di Teatro dell’Oppresso dal 1997. Ha svolto docenze nei centri di formazione sull’educazione interculturale. Dal 2010 collabora con la “Casa delle culture” di Ravenna come consulente e formatrice dei mediatori culturali, oltre a proporre interventi di teatro dell’oppresso al Festival delle Culture organizzato dall’Associazione. Laureato in Istituzioni e Politiche dei Diritti Umani e della Pace presso l’Università di Padova. Coordinatore di progetti per L’Università di Padova, per il Centro interdipartimentale di ricerca e servizi sui diritti della persona e dei popoli . Esperienza pluriennale nella formazione dei volontari in servizio civile per quanto riguarda il modulo sui diritti umani. Responsabile del servizio civile, con esperienza pluriennale di intervento in aree e situazioni di conflitto, formazione al Modulo svolto Laboratorio di intercultura con tecniche di Teatro dell’oppresso I diritti umani ConflittoApprofondimenti 83 PIERI LUCA MILANI LAURA servizio civile di obiettori di coscienza, volontari ed operatori, educazione alla pace. Laureato in Scienze Politiche con indirizzo politico sociale, collabora con l'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII nell'ambito delle attività formative per i giovani in servizio civile volontario affrontando le tematiche relative alla relazione d'aiuto, a partire dall’esperienza personale, in quanto spastico dalla nascita. Da 35 anni membro dell'Associazione italiana assistenza Spastici (AIAS) Bologna ONLUS. Laureata in Lettere antiche, laurenda in pedagogia, sta approfondendo con una tesi sperimentale l’educazione alla pace attraverso i conflitti, con particolare attenzione agli aspetti interculturali. Esperienza pluriennale nella realizzazione di percorsi educativi sulla “Gestione nonviolenta del conflitto” attraverso metodologie interattive e tecniche di Teatro dell’oppresso. Esperienze pluriennale nella gestione del servizio civile all’estero, in qualità di progettista, selettore, formatore, tutor dei caschi bianchi. Possiede un ottima conoscenza delle realtà progettuali dell’ente all’estero. La d’aiuto relazione Il casco bianco Verifica intermedia Riprogettazione in itinere FAD: Ruolo del volontario nel progetto specifico Approccio interculturale La figura del casco bianco nel progetto specifico PANERAI ALFREDO PAPA DANIELE PERDONCINI DAMIANA Laureato in filosofia a Milano, ha in seguito conseguito la qualifica in "Tecnico esperto in Mediazione sociale e penale" (Regione Toscana) e il Dottorato in Scienze della Formazione presso l’Università di Firenze. Da diversi anni lavora, soprattutto presso scuole, in progetti di formazione alla nonviolenza e alla comunicazione efficace con corsi rivolti ad insegnanti, studenti e genitori. Lavora spesso anche come facilitatore dei processi comunicativi di gruppo in diversi ambiti, proponendo un approccio maieutico e partecipativo. Da diversi anni collabora con l’ente nella formazione dei volontari. Laureando in scienze della Comunicazione con esperienze di servizio civile all’ estero (Albania). Esperienza nell’ambito dell’informazione, attraverso la gestione del portale di informazione nonviolenta www.antennedipace.org. Organizzazione di eventi di sensibilizzazione. Esperienze pluriennale nella gestione del servizio civile all’estero, in qualità di progettista, selettore, formatore, tutor dei caschi bianchi. Possiede un ottima conoscenza delle realtà progettuali dell’ente all’estero. Membro dell’associazione, possiede un’esperienza pluriennale sia nella gestione dei volontari in servizio civile in Veneto, sia La comunicazione nonviolenta nel gruppo e la gestione dei conflitti La funzione antenna di Il casco bianco Verifica intermedia Riprogettazione in itinere Verifica intermedia finale e 84 RAMBALDI DAVIDE SCALETTARI LUCIANO SOLDATI ROBERTO ZANCHETTIN ALESSANDRO PARI ANTONIO ENRICO CASTILIO ESCAIDA GABRIELA MARCELA all’estero, nei ruoli di formatrice, selettrice, tutor di riferimento dei volontari all’estero. Possiede un ottima conoscenza delle realtà progettuali dell’ente all’estero e delle modalità di intervento. Educatore professionale dapprima nell’ambito della disabilità mentale adulta, in seguito nelle tossicodipendenze, attualmente responsabile degli interventi di prevenzione all’uso di sostanze per il Sert dell’ USL di Bologna. Pedagogista, formatore, conduttore di gruppi dal 1996. Da 4 anni circa collabora con l’Associazione Papa Giovanni XXIII nelle formazioni dei caschi bianchi, in qualità di esperto di relazione d’aiuto e di affettività. Laureato in filosofia, inviato speciale di Famiglia Cristiana, si occupa prevalentemente del Continente Africano e del giornalismo d’inchiesta. Ha vinto vari premi giornalistici ( 2006:Premio Saint Vincent di Giornalismo per sezione periodici, 2006: Premio Lucchetta). Esperienza pluriennale di formazione con volontari in servizio civile sul tema dell’informazione. Laureato in ingegneria elettronica, ha frequentato il corso per Responsabile della Prevenzione e Protezione. Dal 2009 è il Responsabile per la sicurezza per l’ente Comunità Papa Giovanni XXIII, con il compito di organizzare la formazione dei dipendenti e dei volontari, e sovrintendere all’organizzazione delle squadre di primo soccorso e antincendio. Pedagogista esperto in interventi socioeducativi di strada e in centri di aggregazione, analisi dei conflitti, mediazione interpersonale e sociale, intercultura, promozione delle risorse individuali e di gruppo. Dal 1992 organizza e conduce laboratori di Tatro dell’oppresso. Per anni responsabile del Centro di Documentazione dell’ente e della gestione dell'archivio documenti dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Ha realizzato diversi approfondimenti sul contesto geopolitico, socio-economico di Centro e Sud America Membro dell’Associazione dal 2001 Laurea in Scienze Giuridiche e Sociali, lavora da anni nell’Associazione con Responsabilità di progetti educativi per minori, organizza e gestisce il Servizio Affidamento lavorando in equipe con Psicologi e Assistenti Sociali del territorio. Organizza e gestisce i ragazzi in Servizio Civile all’Estero nel Progetto “Caschi Bianchi” in Santiago del Cile con visite di accompagnamento alle famiglie e sul territorio, incontri di verifica sia personali Riprogettazione in itinere La d’aiuto relazione La funzione antenna di Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari nei progetti di servizio civile Approccio interculturale Contesto socioeconomico e politico dell’America Latina L’Ente e il suo intervento nel progetto Estero. Indicazioni di comportamento e stile di presenza. Il progetto “Caschi Bianchi Corpo Civile di Pace 2014- Cile” 85 che in gruppo sull’andamento del percorso, incontri di verifica con le strutture coinvolte nel progetto, incontri di verifica con i referenti presenti in Italia. Collabora con Associazioni ed Ente presenti nel territorio, CASADEI GIANNI Responsabile delle strutture e delle progettualità del’Ente in Cile. Responsabile di struttura di casa famiglia per minori e disabili da circa quindici anni a Santiago del Cile. Si occupa del tutoraggio dei caschi bianchi da circa quattro anni, organizzando incontri periodici di verifica dell’esperienza. L’Ente e il suo intervento nel progetto Estero. Indicazioni di comportamento e stile di presenza. Il progetto “Caschi Bianchi Corpo Civile di Pace 2014- Cile” 47) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: La formazione si realizza privilegiando una metodologia partecipativa e attiva, che favorisca il coinvolgimento dei volontari e l’instaurarsi di una relazione interpersonale costruttiva fra chi forma e chi viene formato. La metodologia adottata rende i volontari protagonisti e co- costruttori del percorso formativo: la formazione infatti favorisce la condivisione all’interno del gruppo formativo di conoscenze pregresse, esperienze e riflessioni personali nonché la decostruzione di stereotipi e pregiudizi, al fine di sviluppare nei volontari un certo approccio critico. Come per la formazione generale, si alternano lezioni frontali e modalità non formali che permettono di valorizzare le esperienze e le pre-conoscenze relative alle tematiche. Come previsto dal sistema di formazione accreditato dall’ente, il 70% delle ore di formazione specifica saranno realizzate entro il 3° mese di servizio, il restante 30% tra il 4° e il 9° mese. E’ vero infatti che la formazione specifica fornisce gli strumenti e le competenze necessarie per affrontare al meglio le attività e pertanto è importante che venga realizzata all’inizio del servizio. Si ritiene, tuttavia, qualificante riprendere alcune tematiche già trattate nei primi tre mesi di servizio anche successivamente, proprio perché l’esperienza di servizio civile è un imparare facendo, e pertanto richiede una costante riflessione sull’azione. Riflessione che dovrebbe essere garantita dall’OLP, in quanto “maestro”, ma che è opportuno sia sviluppata in contesti formativi ad hoc, anche oltre il 3° mese, che vanno ad integrare e rinforzare il bagaglio di competenze acquisito all’inizio. Questo permetterebbe di approfondire alcune tematica alla luce dell’esperienza maturata dai volontari, con una maggiore consapevolezza da parte di quest’ultimi. Tra le metodologie e tecniche non formali utilizzate vi sono: ● Training nonviolenti, simulazioni, giochi di ruolo, attribuzione di responsabilità nel processo formativo; ● Dibattiti, brainstorming, lavoro di gruppo, elaborazione di report ed articoli; ● Discussione in piccoli gruppi; ● Cineforum; ● Teatro dell’oppresso (TDO); ● Formazione individuale con tutor d’aula, incontri con realtà formative outdoor, utilizzo di risorse formative ed occasioni formative esterne agli enti ed offerte dal territorio, laboratori tematici; ● Verifiche periodiche. Oltre a lezioni frontali e non formali, si prevede anche una formazione a distanza (di 6h, pari a circa il 7% delle ore) attraverso una specifica piattaforma, finalizzata a creare uno spazio di confronto per rileggere, analizzare, rielaborare l’esperienza di servizio civile, operando costantemente- con il supporto dei formatori e del materiale formativo 86 a disposizione- un’ autoriflessione costante sul proprio servizio. Le formazione in Italia sono residenziali: i volontari vivono in una stessa struttura condividendo gli spazi, con una corresponsabilità nella gestione degli stessi. La dimensione di gruppo sperimentata attraverso la residenzialità è essa stessa esperienza formativa informale, che favorisce lo sviluppo di competenze sociali e trasversali quali il rispetto dell’altro, la collaborazione, la gestione dei conflitti, la tutela del bene comune. Durante la formazione sarà garantita la presenza di un tutor d’aula con gli specifici compiti di gestire il gruppo, facilitare le relazioni interpersonali, valutare l’efficienza e l’efficacia dei moduli, gestire eventuali situazioni conflittuali all’interno del gruppo. Oltre al tutor sarà presente la figura del formatore, con il compito di progettare, coordinare, supervisionare il percorso formativo. Il percorso formativo specifico prevede: - una formazione pre-espatrio in Italia, entro il primo mese di servizio; - Una formazione intermedia, tra 5° e 6° mese di servizio, come occasione di verifica e riprogettazione in itinere dell’esperienza; - Una formazione specifica in loco suddivisa in un momento iniziale al momento dell’inserimento nella sede estera e un altro momento tra 8°e 9° mese; - Una formazione a distanza al 3°, 5°, 8°mese; L’attività di monitoraggio è considerata parte integrante del percorso formativo. Il processo di verifica / valutazione / riprogettazione effettuato è costante ed è realizzato in forma interattiva con i volontari, i formatori e gli esperti coinvolti nei progetti e nei percorsi formativi. 48) Contenuti della formazione: I contenuti caratterizzanti la formazione specifica pre- espatrio sono: La relazione d’aiuto In questo modulo verranno trattati i fondamenti teorici utili all’ instaurazione di una relazione d'aiuto, in particolare, fra gli elementi generali ed introduttivi. Verranno forniti ai volontari gli strumenti per attuare una costante autoriflessione del proprio approccio all’altro nell’ambito della relazione educativa che caratterizza il progetto. Il rapporto “aiutante-aiutato” le principali fasi della relazione di aiuto la fiducia e le difese all’interno della relazione di aiuto presa in carico della persona aiutata ascolto ed empatia, gestione della rabbia e dell’aggressività Il Burn-Out come rischio nelle relazioni educative Contesto socio-economico e politico dell’America latina Questo modulo focalizza l’attenzione sugli assetti geopolitici che caratterizzano i paesi a progetto, con uno sguardo che si allarga agli assetti mondiali, alla luce delle interdipendenze legate alla globalizzazione. Riteniamo fondamentale infatti che il casco bianco assuma una prospettiva “glocale” , con uno sguardo pronto a cogliere i molteplici legami che i contesti specifici del progetto sviluppano con la dimensione mondiale. Il modulo in particolare approfondirà: i principali assetti geopolitici, economici e sociali nell’area in cui è inserito il progetto; descrizione dei contesti dei paesi specifici; Approfondimento sui conflitti dei territori in cui il progetto si sviluppa e sulle modalità di intervento attuate. Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari nei progetti di servizio civile: Il modulo offre ai volontari una puntuale informativa dei rischi connessi allo svolgimento alle attività pratiche in cui sono impegnati i volontari, con particolare attenzione alle misure di prevenzione e di emergenza. - Riferimento alla normativa sulla sicurezza in loco; - informativa dei rischi connessi all’ambiente di servizio e allo svolgimento delle attività pratiche in cui sono impegnati i volontari, alle possibili interferenze 87 - con altre attività che si svolgono in contemporanea nello stesso luogo; misure di prevenzione e di emergenza previste, in relazione alle attività del volontario e alle possibili interferenze tra queste e le altre attività che si svolgono in contemporanea. Il casco bianco Il presente modulo, utile a collocare il servizio prestato dai caschi bianchi verterà sui seguenti aspetti: Approfondimento dell’evoluzione e le caratteristiche della figura del Casco Bianco: il mandato , i compiti, il modello di servizio civile CASCHI BIANCHI condiviso dall’ omonima rete di enti; ruolo del volontario in servizio civile nella società; Stile di presenza dei CB all’estero ; Strumenti per la conoscenza della realtà in cui si va ad operare. La funzione di antenna Caratteristica fondamentale dell’operatività del Casco bianco è la “funzione di antenna”, secondo la quale ad ogni CB spetta il compito di produrre informazione dal basso, rispetto alle situazioni dove opera al fine di informare e sensibilizzare un “bacino di attenzione”, definito prima dell’ espatrio. Tale bacino si sostanzia nella propria comunità inviante (città , quartiere gruppi di appartenenza…). 1. Modulo introduttivo sull’informazione e sul “ruolo di antenna”: il mondo/mercato dell’ informazione, attori dell’informazione; il legame fra conflitto ed informazione, l’uso dei media ad uso propagandistico; analisi ed approfondimento di testi; sensibilizzazione sul territorio d’origine: sviluppo di un “bacino d’attenzione. 2.Laboratorio di scrittura: L’informazione nonviolenta, scopi e strumenti; Laboratorio di scrittura; Uso della macchina fotografica e della videocamera come strumenti di documentazione; L’utilizzo degli strumenti di comunicazione web 2.0. I diritti umani In questo modulo verranno presentati ed approfonditi alcuni strumenti di osservazione e monitoraggio dei diritti umani nel contesto territoriale in cui si sviluppa il progetto, nonché strumenti e tecniche di tutela dei diritti umani. Si approfondiranno in particolare: gli elementi di riferimento teorici rispetto ai diritti umani, del quadro normativo internazionale di riferimento, degli organismi e degli strumenti di tutela; strumenti di osservazione, monitoraggio e tutela dei diritti umani; parte laboratoriale di analisi dei diritti violati nell’area nel contesto paese in cui si sviluppa il progetto; presentazione attività di mappatura dei diritti umani; Il teatro dell’ oppresso Il teatro dell’oppresso è una tecnica teatrale che favorisce il cambiamento sociale tramite la coscientizzazione degli attori e degli spettatori. E’ molto utilizzata come tecnica formativa nei percorsi educativi per gruppi e per la gestione di situazioni conflittuali, in particolare verranno affrontati i seguenti temi: La demeccanizzazione, concetto, tecniche e loro applicazione; I ruoli definiti: l’oppresso, l’oppressore, le figure vivine, il giolli; La tecnica del Teatro-forum e il teatro immagine; Analisi di situazioni di oppressione e sperimentazione di possibili soluzioni attraverso l’uso delle tecniche presentate. Il conflitto - approfondimenti Verrà approfondito il conflitto e la sua gestione nonviolenta in relazione a tipiche situazioni conflittuali riscontrabili nei territori di destinazione. In relazione a tali situazioni verrà affrontato: Elementi fondamentali del conflitto: o conflitti a più livelli: macro, meso, micro; o violenza, forza, aggressività; 88 o l'escalation della violenza; Individuazione di strumenti e strategie di gestione nonviolenta dei conflitti; Approfondimento sulla MEDIAZIONE nel conflitto; Il conflitto interpersonale e all’interno del gruppo di lavoro. Verifica della formazione Alla fine della formazione generale si effettua il monitoraggio della formazione attraverso i moduli previsti dal Sistema di monitoraggio accreditato dall’Ente e una verifica più approfondita in plenaria, al fine di fare emergere criticità e punti di forza, e dove se ne verificasse la necessità apportare i cambiamenti necessari ad un maggiore efficacia della proposta formativa. Contenuti della formazione specifica intermedia in Italia: Verifica intermedia Il modulo prevede una rielaborazione dei vissuti legati all’esperienza, rielaborazione propedeutica poi alla valutazione intermedia rispetto agli obiettivi e attività del progetto. Si prevede in particolare: Rilettura dell’esperienza a partire dai vissuti personali; Rilettura dell’esperienza a partire dalle relazioni (con beneficiari, OLP, volontari) Condivisione delle esperienze: punti di forza e punti critici Valutazione obiettivi e attività del progetto; Valutazione attività comuni previste dal progetto; Riprogettazione in itinere Questa fase è fondamentale per la buona riuscita del progetto perché permette di apportare delle migliorie al progetto in itinere. E’ strettamente legata alla verifica e valutazione del progetto stesso. Partendo dalla valutazione (dai punti di forza e di debolezza rilevati) pensare a una riprogettazione Ripresa obiettivi del progetto Relazione aiuto/affettività: In genere i primi mesi sono impegnativi per i volontari, soprattutto da punto di vista affettivo: alla lontananza dagli affetti, si sommano le difficoltà legate alle differenze culturali, la difficoltà di mantenere la giusta distanza/vicinanza nella relazione educativa. Il modulo cerca di fornire degli strumenti per attuare un’autoriflessione sul proprio operato e per rielaborare l’esperienza finora vissuta. Si approfondiranno i seguenti temi: la conquista della fiducia e la gestione dell’aggressività nella relazione di aiuto La gestione dello stress e il Burn-Out, a partire dalle esperienze concrete dei volontari; Condivisione delle criticità emerse durante l’esperienza. Approccio interculturale: I contenuti del presente modulo sono funzionali all’ acquisizione di competenze utili a relazionarsi in maniera positiva con le differenti realtà culturali nei contesti in cui si opera. Tale modulo viene preceduto da un modulo propedeutico a distanza. Viene affrontato nella formazione intermedia per poter riflettere sulle criticità nella relazione interculturale, partendo dalle esperienze concrete dei volontari. acquisizione di competenze utili a relazionarsi positivamente con le differenti realtà culturali; approfondimento dei concetti di individuo, altro , giudizio e pregiudizio; Confronto su pregiudizi e difficoltà nell’incontro con la cultura locale; Rilettura dell’esperienza da un punto di vista interculturale; Verifica della formazione Alla fine della formazione intermedia si effettua il monitoraggio della formazione attraverso i moduli previsti dal Sistema di monitoraggio accreditato dall’Ente e una verifica più approfondita in plenaria, al fine di fare emergere criticità e punti di forza, e dove se ne verificasse la necessità apportare i cambiamenti necessari ad un maggiore efficacia della proposta formativa. 89 Contenuti della formazione specifica in loco: 1° incontro all’arrivo (2° mese di servizio): L’ente e il suo intervento nel progetto estero Il modulo approfondisce le realtà dell’ente a progetto, con particolare attenzione a quella che sarà la collocazione del volontario in quel contesto. Questa parte prevede la visita delle progettualità e l’approfondimento della modalità d’intervento dell’ente. Storia della presenza dell’ente in loco, mission, attività, stile di presenza; Il progetto Caschi Bianchi nel contesto specifico del progetto; Progetti e modalità di intervento; Attività e ruolo del casco bianco nel progetto specifico Visita alle diverse realtà progettuali dell’ente, con particolare attenzione alle realtà a progetto; Indicazioni di comportamento e stile di presenza indicazioni e norme di comportamento, in relazione al contesto culturale, socioeconomico e politico in cui si realizza il progetto; informazioni sui rischi presenti nel contesto di riferimento (sanitari, per la sicurezza personale, di ordine pubblico e ambientali); informazione sulle misure per prevenire i rischi e per le emergenze. Tra 8° e 9° mese: Il progetto “Caschi bianchi corpo civile di pace 2014- Cile” ripresa degli obiettivi e delle attività previste dal progetto; verifica dell’andamento del servizio; verifica attività generali ( antenne e mappatura); riprogettazione in itinere. Contenuti della FAD : Ruolo del volontario nel progetto specifico: Il ruolo del volontario nel progetto e grado di inserimento; La relazione con i destinatari del progetto; Il ruolo del volontario nel lavoro d’equipe; L’attività di competenza del volontario ricondotta agli obiettivi del progetto, con attenzione sul COME si fanno le cose. Approccio interculturale: le cornici culturali che condizionano le interpretazioni di un contesto complesso; analisi dei condizionamenti culturali a partire dalle esperienze concrete dei volontari; l’ascolto attivo come strumento per superare i pregiudizi culturali e comprendere la complessità del contesto. La figura del casco bianco nel progetto specifico: analisi e approfondimento delle conflittualità presenti nel territorio; approccio del cb rispetto ai conflitti meso e micro, a partire dal mandato del cb; buone prassi per la gestione dei conflitti. 90 49) Durata: Durata formazione specifica pre- espatrio in Italia: Moduli formativi Totale ore 8 La relazione d’aiuto Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari nei progetti di servizio civile Contesto socio-economico e politico dell’area di intervento Il casco bianco La funzione di antenna I diritti umani Il teatro dell’oppresso Conflitto- approfondimenti Verifica della formazione TOTALE ORE FORMAZIONE SPECIFICA A 4 4 4 8 4 8 10 2 52 Durata formazione specifica intermedia in Italia: Moduli formativi Verifica intermedia Riprogettazione in itinere Relazione aiuto/affettività Approccio interculturale Verifica della formazione TOTALE ORE FORMAZIONE SPECIFICA B Totale ore 6 2 4 4 2 18 Durata formazione specifica in loco: Moduli formativi L’ente e il suo intervento nel progetto estero Indicazioni di comportamento e stile di presenza Il progetto “Caschi bianchi corpo civile di pace 2014Cile” TOTALE ORE FORMAZIONE SPECIFICA C Totale ore 3 2 3 8 Durata formazione a distanza: Moduli formativi Ruolo del volontario nel progetto nel progetto specifico Approccio interculturale La figura del casco bianco nel progetto specifico TOTALE ORE FORMAZIONE SPECIFICA D Totale ore 2 2 2 6 TOTALE ORE FORMAZIONE SPECIFICA A+B+C+D= 52+18+8+6=84 Di queste 84 h, 59 verranno realizzate entro il 3° mese ( 70% del totale) e le restanti 25 entro il 9° mese (30%) 91 Altri elementi della formazione 50) Modalità di monitoraggio del percorso di formazione (generale e specifica) predisposto: Si rimanda al sistema di monitoraggio verificato in sede di accreditamento Data 30/07/2014 Il Responsabile del Servizio civile nazionale dell’ente NICOLA LAPENTA _________________________ 92