Allegato 2
SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
SERVIZIO CIVILE ALL’ESTERO
ENTE
1) Ente proponente il progetto:
ASSOCIAZIONE COMUNITA’ PAPA GIOVANNI XXIII
NZ00394
2) Codice di accreditamento:
3) Albo e classe di iscrizione:
NAZIONALE
1
CARATTERISTICHE PROGETTO
4) Titolo del progetto:
CASCHI BIANCHI CORPO CIVILE DI PACE 2014 – CILE
5) Settore e area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):
F - Servizio civile all’estero
Area d’intervento: 07 Assistenza
11 – Educazione e Promozione culturale
6) Descrizione del contesto socio politico ed economico del paese o dell’area
geografica dove si realizza il progetto; precedente esperienza dell’ente
proponente il progetto nel paese o nell’area geografica anche in relazione alla
propria mission; presentazione dei partner esteri:
1
L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII presenta 11 progetti di servizio civile
all’estero, che interessano i seguenti paesi: Albania, Australia, Bangladesh, Bolivia,
Brasile, Cile, Croazia, Francia, Georgia, Haiti, Paesi Bassi, Romania, Russia, Sri Lanka,
Svizzera, Zambia. Si ritiene utile richiamare il carattere unitario della proposta, che si
rifà al modello di Servizio civile all’estero denominato “Servizio Civile in missioni
umanitarie e corpi civili di pace – Caschi Bianchi” , elaborato dagli enti aderenti alla
Rete Caschi Bianchi (Focsiv, Caritas Italiana, Gavci, oltre all’Associazione Comunità
Papa Giovanni XXIII) e depositato presso l’UNSC.
Il carattere unitario che si intende sottolineare deriva dal fatto che alla base delle
specifiche progettualità c’è una storia e una metodologia di intervento comuni caratterizzata dal desiderio di “abitare i conflitti”, esplorarli e favorirne una possibile
trasformazione positiva con modalità nonviolente.
I contesti in cui si realizzano i progetti denominati con il prefisso Caschi bianchi sono
accomunati da conflittualità e da violazioni di diritti umani e concorrono alla
realizzazione di finalità condivise, iscrivibili nelle finalità sancite dall’ art. 1 della legge
64/01. Al fine di rendere più agevole la comprensinoe ed il senso della proposta
contenuta nel singolo progetto si ravvede la necessità di elencare alcuni elementi
caratteristici del Modello di servizio civile a cui si rifanno.
GLOBALIZZAZIONE E NUOVO CONCETTO DI DIFESA:
La proposta progettuale non può essere avulsa dalla lettura della società attuale con
particolar attenzione ai fenomeni globali che l’attraversano. Sempre più i destini delle
persone e dei popoli sono legati fra loro ed interconnessi. Tale interconnessione
inevitabilmente si trasforma in interdipendenza ma ancor di più produce
contaminazione reciproche dal punto di vista sociale e culturale. Diversi studiosi hanno
teorizzato ciò, non solo recentemente, ma oggi tale situazione è quanto mai palpabile.
Il contesto in cui sempre più ci si trova ad operare è una società in cui è impensabile
attuare politiche avulse dal contesto europeo e mondiale, perché ogni nostra azione ha
delle ricadute anche in luoghi lontani: non solo nel “macro”, attraverso interventi di
politica estera o scelte economiche, ma anche nel “micro”, attraverso le implicazioni
delle varie filiere economiche e commerciali.
Per tale ragione la prospettiva che ciascun progetto denominato Caschi Bianchi cerca di
realizzare è senza dubbio definibile con il termine “Glocale”, sviluppandosi in contesti
territorialmente definiti e con specifiche proprie, ma al tempo stesso frutto di un’analisi
che cerca di considerare i legami fra essi e le varie dimensioni regionali e mondiale.
Quanto finora descritto riafferma la necessità di promuovere una cittadinanza
planetaria, basata su principi di solidarietà, di cooperazione, di promozione di una
cultura di pace. Un’idea di cittadinanza che favorisca la realizzazione di quanto sancito
nella Costituzione Italiana, Europea ma anche nella Dichiarazione Universale dei Diritti
dell’Uomo. Un esercizio di cittadinanza attiva che possa contribuire, a partire da servizi
civile, a rafforzare il legame fra cittadino ed Istituzioni.
Tale esercizio di cittadinanza riassume, in parte la necessità di declinare la Difesa della
Patria in impegno concreto anche nei paesi più poveri. Ecco perché riteniamo che
abbia senso intervenire, in un’ottica di difesa della Patria, sia nei territori del Sud del
Mondo, consapevoli che le nostre scelte economiche, politiche, ecc. hanno delle
conseguenze anche in questi paesi; sia nel primo mondo, al fine di mettere in evidenza
le contraddizioni e le povertà presenti anche nei paesi sviluppati, e nell’ottica di
sensibilizzare su stili di vita alternativi.
Il concetto di difesa della patria, pertanto si declina come difesa della società
globale dal rischio del degrado, della povertà, dell’esclusione e della
contrapposizione, attraverso progetti che si innestino in processi di prevenzione e
trasformazione dei conflitti attraverso la costruzione di relazioni nonviolente basate sul
dialogo e la mediazione.
I progetti Caschi Bianchi tendono quindi alla costruzione di una
comunità/società solidale, capace di gestire e trasformare le conflittualità -sia di
tipo personale che di tipo comunitario- con metodi nonviolenti. Ciò riguarda non solo le
comunità dei luoghi di realizzazione dei progetti, ma in termini più generali la società
nel suo insieme, con attenzione quella di provenienza dei volontari.
RIFERIMENTI STORICI DEL MODELLO “CASCHI BIANCHI”
2
Il termine “Caschi Bianchi” richiama volutamente la denominazione data dall’ONU per
la “partecipazione di volontari in attività delle Nazioni Unite nel campo dell'aiuto
umanitario, riabilitazione e cooperazione tecnica per lo sviluppo”. Anche se non
immediatamente riconducibile al profilo previsto dall’ONU per tali corpi, il modello
“caschi bianchi” richiama in parte il ruolo previsto dal mandato dei corpi civili di pace,
in quanto:
- si tratta di un’occasione privilegiata di formazione dei giovani, protagonisti della
costruzione di una cultura di pace vissuta in prima persona;
- prevede l’inserimento di giovani in specifici progetti di intervento realizzati all’estero
in situazioni di conflitto armato o di violenza strutturale, caratterizzate da condizioni
socio economiche disagiate, dall’impoverimento e dalla violazione dei principali diritti
fondamentali, politici o di cittadinanza;
- prevede la realizzazione di processi di coscientizzazione, educazione, informazione
dal basso e relazioni basate su un confronto empatico, sul dialogo, secondo una
metodologia nonviolenta;
- si tratta di un modello che sperimenta forme di
difesa civile non armata e
nonviolenta.
Il percorso dei Caschi Bianchi italiani inizia nei primi anni novanta con la guerra nel
Golfo persico e successivamente attraverso una campagna di “disobbedienza civile”
durante il conflitto nei Balcani, condotta dagli “obiettori al servizio della pace”. Tale
percorso ha contribuito alla realizzazione della riforma legislativa in materia di
obiezione di coscienza, l’art. 9 della legge 230/1998, che per prima ha sancito la
possibilità di svolgere servizio civile all’estero.
Molti sono gli enti che hanno contribuito a questo percorso. Fra questi , anche grazie
alle richieste da parte dell'UNSC di un soggetto unitario come interlocutore sulla
materia, vi sono all’Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII, Caritas Italiana, Volontari nel
Mondo - FOCSIV, GAVCI di Bologna che insieme costituiscono la Rete Caschi Bianchi.
Molti sono i fatti che hanno determinato e continuano a determinare l’evoluzione di
questa esperienza, ormai pluriennale, fra questi:
-
-
-
la fase sperimentale avviata in collaborazione con la Regione Emilia Romagna nel
1999-2000, che prevedeva l’intervento in Kossovo e Albania; cfr. ass. Adusu,
Caschi Bianchi difensori dei diritti umani e atti del convegno “Servire la Pace,
difendere i diritti umani” 2003;
la partecipazione ai bandi regionali per la valorizzazione dei progetti di servizio
civile e la nascita della Rete Caschi Bianchi nel 2001;
la sottoscrizione di un accordo specifico da parte della Rete Caschi Bianchi e
l’elaborazione di un progetto generale di “Servizio civile in missioni umanitarie e
corpi civili di pace – Caschi Bianchi”, depositato presso l’UNSC nel 2001 e
aggiornato nel 2007 dal documento “Caschi Bianchi e Rete Caschi Bianchi, un
modello di servizio civile”.
Il documento redatto dal Comitato per la difesa civile non armata e nonviolenta2005 : Criteri e requisiti per la valutazione di progetti sperimentali di servizio civile
all'estero nell'ambito della DCNAN;
Il progetto sperimentale di servizio civile Caschi Bianchi oltre le Vendette conclusosi
nel 2012;
La pubblicazione della ricerca Caschi Bianchi oltre le vendette, sperimentare il
Servizio civile e la DCNAN per conoscere e trasformare i conflitti nel corso del
2013;
Il convegno “La miglior difesa è la Pace “ febbraio 2014
Diversi sono i documenti internazionali che legittimano il modello di servizio civile
“Caschi Bianchi [..]” oltre la normativa relativa al Servizio Civile. Fra questi il rapporto
“Un’Agenda per la pace” (1992/95) del Segretario Generale delle Nazioni Unite, la già
citata risoluzione ONU n. 49/139/B (1994),il documento del Segretario generale
dell’ONU (1995) inviato al Consiglio Economico e Sociale, il rapporto del Segretario
Generale dell’ONU (1997).
Per quanto riguarda nello specifico l’esperienza dell’Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII
con il progetto Caschi Bianchi, in seguito all’esperienza nei Balcani, e alle prime
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sperimentazioni in Kosovo e Albania, l’Ass. ha in seguito inviato Caschi Bianchi anche in
contesti di violenza strutturale -primi fra tutti Zambia e Cile- oltre che di conflitto
armato- nei Territori Palestinesi. Nel corso degli anni e con l’avvento della legge 64 del
2001, l’esperienza si è allargata ad altre destinazioni, prevalentemente caratterizzate
da violenza strutturale (Bolivia, Brasile, Bangladesh, Tanzania, Kenya, Venezuela,
Russia, Albania), oltre che da situazioni di conflitto (Palestina) o post- conflitto
(Kossovo).
Dopo i primi gruppi sperimentali di obiettori, il numero di caschi bianchi che ogni anno
aderisce ai progetto Caschi Bianchi è aumentato nel corso degli anni fino a raggiungere
il numero di 50 negli ultimi anni.
Infine, nel corso dell’anno 2012 si è realizzato il progetto sperimentale “Caschi Bianchi
Oltre le vendette”, nell’ambito dei conflitti legati alle vendette di sangue e al Kanun in
Albania.
Nei circa 15 anni di intervento dei Caschi Bianchi, si sono potuti riscontrare importanti
risultati:
Contributo al sostanziale miglioramento delle condizioni generali di vita
delle persone incontrate nelle aree di intervento;
Accresciuta attività di informazione e sensibilizzazione nelle comunità di
destinazione ma anche nella comunità di provenienza dei giovani, in grado
di sviluppare un bacino di attenzione rispetto alle
problematiche
riscontrate;
Il risveglio nei giovani di un senso di responsabilità e di partecipazione che
li spinge ad adoperarsi per rimuovere le cause che generano le ingiustizie;
Contributo alla promozione di una sensibilità diffusa, in una dimensione di
lungo periodo, rispetto ad attività connesse alla prevenzione dei conflitti e
alla costruzione della pace, con particolare riferimento alla tutela dei diritti
umani, alla mobilitazione umanitaria, alle attività di ricostruzione e alle
politiche di cooperazione allo sviluppo.
Contributo alla definizione di un modello di intervento di servizio civile
riconducibile alla DCNAN applicato a situazioni di conflitto.
Contributo nel favorire il dialogo in contesti internazionali di giovani in
servizio civile e giovani locali, che sperimentano la decostruzione di
pregiudizi e stereotipi, il decentramento del punto di vista, l’empatia e
l’accoglienza reciproca fra culture.
Descrizione del contesto socio politico ed economico del paese
CILE: CONTESTO POLITICO, ECONOMICO E SOCIALE DEL PAESE
Lo stato cileno occupa la sezione sudoccidentale dell'America meridionale; il territorio,
dalla configurazione estremamente particolare, corrisponde ad una fascia di terra
compresa tra lo spartiacque delle Ande e la costa dell'oceano Pacifico, larga in media
175 km e lunga 4300 dal confine settentrionale alla cuspide meridionale (Capo Horn),
estremo limite del continente. Il Paese, largamente aperto
all'oceano e separato dal resto dell'America Meridionale
dalla barriera andina non si è sottratto alla storia politica
del subcontinente fatta di instabilità, alternanza fra governi
nominalmente liberali o addirittura progressisti e pesanti
dittature (che ha avuto nel generale cileno Pinochet uno
dei suoi culmini).
DATI GENERALI
Lingua ufficiale
Capitale
Popolazione
Forma di governo
Presidente
repubblica
Valuta
della
Spagnolo
Santiago del Cile
17.363.894 (luglio
2014 est)
Repubblica
presidenziale
Sebastián Piñera
Peso
4
Data
dell’indipendenza
dalla Spagna
12 febbraio 1818
CONTESTO POLITICO
La Repubblica del Cile è uno stato unitario democratico e di carattere presidenziale
costituito da diverse istituzioni autonome che si inseriscono in uno schema
costituzionale che determina le funzioni e le competenze degli organi secondo il
principio della separazione dei poteri. ll potere esecutivo, formato da governo ed
amministrazione pubblica, è attribuito al Presidente della Repubblica che è anche capo
del governo. L'attuale costituzione è stata approvata l'11 settembre 1980 da parte del
regime militare di Augusto Pinochet ma è stata sottoposta a diverse riforme
costituzionali per renderla più idonea alla democrazia attualmente presente nel paese
dopo la caduta della dittatura.
Nel dicembre del 1989 in Cile si svolsero le prime elezioni libere, dopo 17 anni di
dittatura. Vinse il centrosinistra della Concertaciòn por la Democracia, divisa tra
democristiani e socialisti. Da allora il centrosinistra ha governato ininterrottamente fino
al ballottaggio presidenziale del gennaio 2010, che ha assegnato la vittoria
all'imprenditore Sebastián Piñera con il 52% dei voti. Alle elezioni parlamentari del 15
dicembre 2013, la Nueva Mayoría (coalizione di centrosinistra originata dalla
precedente Concertaciòn por la Democracia) ottenne il 50.48% dei voti dei senatori e il
47.73% dei voti dei deputati vincendo su la Alianza di centrodestra.
L’11 marzo 2014 Michelle Bachelet è tornata ad essere Presidente eletto del Chile.
CONTESTO ECONOMICO
L'economia cilena è riconosciuta internazionalmente come una delle più solide del
subcontinente latinoamericano. Ha un’economia di mercato caratterizzata da un alto
livello di commercio estero, un’alta reputazione di istituzioni finanziarie e politiche
attendibili che gli hanno permesso di ottenere il rating più alto sull’affidabilità dei bond
di tutto il sud America. Tuttavia, durante il corso della sua storia il Cile ha conosciuto
diversi periodi di crisi ed altri di elevata crescita ed espansione economica. Durante la
dittatura militare del generale Augusto Pinochet è stata applicata una politica
neoliberista che è stata profondamente modificata durante i governi della Concertación
attraverso riforme sociali progressiste in campo sanitario, previdenziale ed educativo e
adottando la strategia della cosiddetta economia sociale di mercato.
Dopo anni di isolamento il Cile è un mercato aperto al mondo con un'economia basata
sull'esportazione sia di prodotti finiti che di materie prime; le esportazioni
rappresentano più di un terzo del PIL e le materie prime costituiscono quasi i tre quarti
delle esportazioni totali (soltanto il rame procura un terzo delle entrate governative).
Dal 1999 la crescita ha avuto la media del 4% annuo.
Il Cile vanta il maggior numero di accordi commerciali bilaterali e regionali di qualsiasi
altro paese. Ha 59 accordi del genere, alcuni dei quali con Unione Europea, Mercosur,
Cina, India, Corea del Sud e Messico. Negli ultimi sette anni l’afflusso di investimenti
stranieri diretti sono quadruplicati fino ad arrivare a quasi 15 miliardi di dollari nel
2010.
Il governo cileno conduce una politica fiscale anticiclica, che accumula surplus di fondi
sovrani durante i periodi di elevato prezzo del rame e di crescita economica,
permettendo deficit di spesa solo durante i periodi in cui il prezzo del rame è basso. A
novembre 2011 quei fondi sociali – custoditi perlopiù fuori dal paese e separati dalle
riserve della banca centrale – ammontavano a più di 18 miliardi di dollari e sono stati
utilizzati per finanziare pacchetti di stimolo fiscale durante la flessione economica del
2009. Nel dicembre 2009, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico
(OECD) invitò il Cile a diventare membro a pieno titolo, dopo un periodo di due anni in
conformità al mandato dell’organizzazione e nel maggio 2010 il Cile firmò la
Convenzione diventando il primo paese sudamericano entrato a farne parte.
L’economia ha iniziato a dare segni di recupero nell’ultima parte del 2009 ed il PIL è
cresciuto, del 5.8% nel 2011, del 5.6% nel 2012 e del 4.4% nel 2013, perdendo
nell’ultimo anno 1 punto percentuale.
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CONTESTO SOCIALE
In Cile il divario tra il 10% più ricco ed il 10% più povero della popolazione è
il più ampio tra i paesi dell’OECD. Questo divario è aumentato a partire dagli anni
’90 ed ha subito solo una lieve riduzione all’inizio del 2000, per poi attestarsi su valori
ben più alti della media mondiale.
Source: Provisional data from OECD Income distribution and Poverty
Database (www.oecd.org/els/social/inequality).
Il modello economico cileno mostra una distribuzione della ricchezza concentrata al
vertice della struttura economica, dove il 10% della popolazione beneficia di oltre
il 42% della ricchezza nazionale. Il coefficiente di Gini è pari allo 0,52 (stima Cia
World Factbook, 2009) ed il paese si colloca nei primi posti della lista mondiale
per disuguaglianza nella distribuzione dei redditi.
Il sistema di tassazione contribuisce poco alla riduzione della diseguaglianza e la spesa
dello stato per i servizi sociali (sanità, educazione, pensioni) risulta essere tra le più
basse al mondo, penalizzando le fasce a basso reddito che non possono accedere a
servizi di qualità per la maggior parte erogati da privati. I quasi vent’anni di dittatura
hanno influenzato negativamente la società cilena smantellando tutte, o quasi, le
organizzazioni sociali esistenti ed ancor oggi la società civile fa fatica ad organizzarsi
(solo l'11% dei lavoratori è iscritto ad un sindacato, mentre appena l'8% è coperto da
un contratto collettivo). L’accesso ineguale ai servizi è un fattore chiave nella lettura
della diseguaglianza relativa, oltreché del benessere di un paese: a lungo andare, come
sottolineato da molti studi di natura economica, differenze di reddito troppo ampie
rischiano di compromettere la tenuta sociale di un paese favorendo l’instabilità politica.
Il rischio è di scivolare verso un sistema economico e sociale diviso: da una parte la
popolazione minoritaria ma sempre più ricca, dall’altra la maggioranza, esclusa dalla
partecipazione alla ricchezza nazionale.
Secondo l’inchiesta biennale del Ministero dello Sviluppo Sociale (CASEM), nel 2011 la
popolazione cilena al di sotto della soglia di povertà corrispondeva circa al
14.4% (rispetto al 15.1% che risultava nell’inchiesta del 2009), di cui il 2.8%
(rispetto al 3.7% del 2009) viveva in condizioni di povertà estrema; povertà che
era maggiore negli uomini (13.3%) rispetto alle donne (15.5%). La povertà continua
ad avere il volto delle donne e dei minori. Nel 2011, la diminuzione della povertà
ha indicato un’importante inversione di tendenza rispetto all’aumento della stessa tra
2006 e 2009 e la povertà estrema o indigenza, scendendo a livelli anteriori al 2006, è
stata la più bassa mai registrata nel Paese.
Sempre secondo il CASEM, i fattori che hanno influito maggiormente nell’evoluzione
della povertà sono: l’aumento del prezzo degli alimenti, l’incremento del lavoro e della
moneta, le politiche sociali ed il terremoto.
Uno degli obiettivi del nuovo governo in carica è la riduzione della povertà estrema a
meno dell’1%. Il tasso di disoccupazione nel Paese è pari al 6% (CIA, World
Factbook, 2013).
Nel corso del 2011 in Cile è stata messa in atto tutta una serie di proteste
studentesche determinata dalla mobilitazione di studenti universitari e della
scuola secondaria. La motivazione delle manifestazioni risiedeva nel fatto che i tre
6
quarti del sistema educativo cileno viene finanziato direttamente dagli studenti e dalle
loro famiglie e solo il livello di istruzione elementare è realmente gratuito per tutti i
cittadini. La qualità dell’educazione offerta in queste scuole – però - è notevolmente
inferiore a quella delle istituzioni private. A questa situazione, si somma il fatto che
tutte le Università, sia pubbliche che private, sono a pagamento (con rette che vanno
dai 300 ai 1500 dollari mensili, sistema che obbliga la maggior parte degli studenti
universitari a chiedere un prestito allo Stato (se frequentano l’Università pubblica) o
alle banche (se frequentano un’Università privata). Le scuole primarie e secondarie
(comprese quelle che ricevono fondi pubblici) hanno inoltre la possibilità di selezionare
gli studenti che ammettono attraverso l'applicazione di test psicologici, prove di
ammissione ed interviste con i genitori. Questo tipo di prassi rende difficoltosa la
soddisfazione del diritto all'istruzione e alla non discriminazione dei minori.
Il sistema educativo cileno, di fatto, garantisce l’accesso ad un’educazione di
qualità solo agli strati sociali più abbienti, acutizzando la disuguaglianza tra i
suoi cittadini.
Per tutto il 2013 si sono susseguite manifestazioni, in alcuni casi anche violente,
riguardanti le riforme del sistema scolastico pubblico, i diritti delle popolazioni
native ed il costo della vita. A febbraio 2013 in Patagonia sono state bloccate le
strade ed innalzate barricate per protestare contro l’incapacità del governo di
affrontare le problematiche economiche. La polizia ha impiegato gas lacrimogeni,
proiettili di gomma e cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti; diverse persone
sono rimaste ferite.
Ha destato preoccupazione un progetto di legge sull’ordine pubblico per la possibile
criminalizzazione delle proteste sociali (Rapporto Amnesty International, 2013).
ESPERIENZA DELL’ENTE PROPONENTE IL PROGETTO
La presenza dell’Associazione Papa Giovanni XXIII in Cile è iniziata nel 1994, con
interventi rivolti in particolare al sostegno dei minori e delle famiglie in situazione di
povertà ed emarginazione attraverso diverse modalità progettuali.
L’intervento dell’Ente si concretizza in tre città cilene (Santiago del Chile, Valdivia e La
Serena) nei vari programmi di accoglienza, sostegno alimentare, scolastico e di
educazione speciale, di riabilitazione, ecc. e si esplicita nei diversi progetti: casefamiglia, strutture di accoglienza, comunità terapeutiche, mense, doposcuola e
dormitori.
L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII opera inoltre sul territorio attraverso il
programma “Sol”, per la promozione di una cultura dell’inclusione e dell’accettazione
della diversità attraverso diverse attività con persone disabili, in particolare sordomuti.
Nello specifico, la Comunità Papa Giovanni XXIII gestisce le strutture e gli interventi di
sostegno che si sono sviluppati negli anni e che sono di seguito descritti:
5 Case Famiglia e 9 famiglie aperte: dove vengono accolti minori,
adolescenti, disabili fisici e/o psichici o altre persone in difficoltà;
Comunità
Terapeutica
“Nuestra
Señora
de
la
Esperanza
Andina”(Santiago): è una struttura per il recupero dei ragazzi tossicodipendenti.
Tra le varie attività che vengono proposte ai ragazzi in programma terapeutico ci sono
un piccolo laboratorio di falegnameria ed una panetteria che fornisce il pane a tutto il
quartiere.
Casa di Pronta Accoglienza “Esperanza” (Santiago): accoglie ragazzi
minorenni, principalmente tra i 16 e i 18 anni, con problematiche di abbandono e/o di
delinquenza.
"Escuelita" (Santiago): doposcuola che cerca di dare soprattutto sostegno
scolastico ai minori del comune di Peñalolen.
Programma di affidamento familiare (Santiago): interventi di carattere
psicologico e sociale su 25 minori inseriti in famiglie aperte.
Gli obiettivi principali sono quelli di favorire lo sviluppo integrale del bambino,
assicurare un futuro reinserimento in famiglia ed un cammino verso una vita autonoma
ed indipendente.
Programma Acuarela (Santiago): centro comunitario per minori ed
adolescenti del comune de La Pintana.
Opera per la promozione delle buone relazioni familiari e per prevenire i maltrattamenti
e gli abusi sui minori. I minori sono coinvolti in attività culturali, artistiche e sportive e
le famiglie vengono seguite per prevenire la violenza e l’abuso sui minori o per riparare
7
i danni nel caso in cui questa violenza sia stata subita dal minore. Questo si realizza
interrompendo certe situazioni, facilitando il riassorbimento del trauma da parte del
minore, fortificando psicologicamente e socialmente il suo benessere.
Programma “Sol, Voz del Silencio” (Santiago): per il sostegno e
l'integrazione di soggetti audiolesi, realizza corsi di Lingua dei Segni e cultura dei sordi,
supporta le famiglie, organizza attività ricreative per minori e giovani, laboratori di
teatro e sostegno scolastico.
Progetto Comedor (Santiago): mensa per persone in difficoltà.
PARTNERS
- Sename
Il Servizio nazionale minori (Sename) è un organismo governativo che collabora con il
sistema giudiziario e che dipende dal Ministero della giustizia.
E’ stato creato con il decreto legge n. 2.465 del 10 gennaio 1979, che costituisce la sua
legge organica, pubblicata nella gazzetta ufficiale il 16 gennaio dello stesso anno. Un
decreto ulteriore del 5 dicembre 1979 fissò l’impianto ed il Sename entrò in funzione il
1 gennaio 1980.
Il Sename si pone l’obiettivo di contribuire allo sviluppo del sistema di protezione
sociale dell’infanzia e dell’adolescenza garantendo il rispetto dei diritti ed il
rinserimento sociale di minori e adolescenti in condizione di vulnerabilità attraverso una
rete di programmi realizzati direttamente o in collaborazione con altre organizzazioni.
Di seguito i tre obiettivi strategici del servizio:
garantire l’offerta di programmi nazionali per dare risposte specializzate e
integrali alle necessità dei minori utenti del servizio;
la gestione efficace delle risorse attraverso un processo di supervisione dei
progetti, al fine di migliorare la qualità delle prestazioni in linea con gli
standard stabiliti dal servizio;
fortificare le istituzioni dedicate alla presa in carico diretta di minori e
adolescenti violati nei loro diritti e alla riabilitazione di adolescenti che hanno
infranto la legge, attraverso una costante valutazione dei programmi offerti al
fine di adeguarli alle politiche nazionali e internazionali in materia.
Il Sename contribuisce al finanziamento di tre progetti dell’Ass. Papa Giovanni XXIII,
determinando le linee programmatiche dell’intervento: un programma di affidamento
familiare, una casa di accoglienza per adolescenti sottoposti a misure di protezione
stabilite dal tribunale dei minori in seguito a reati di bassa gravità, un programma di
prevenzione comunitaria denominato “Acuarela”.
Red Ong Infancia y Juventud
La rete di Ong Infancia e Juventud (Roij) è una rete di 45 istituzioni e organizzazioni
della società civile, autonoma dallo stato ed impegnata sui temi dell’infanzia e
dell’adolescenza, che ha come mission la diffusione di una cultura dei diritti umani e la
costruzione di un contesto più equo per i minori. La rete si costruisce come osservatore
critico e centro propositivo rispetto all’applicazione dei contenuti della Convenzione sui
diritti dell’infanzia e lavora perché i minori stessi, assieme agli adulti, possano
diventare promotori di diritti a livello locale, nazionale e internazionale. Ogni due anni
la rete elabora un report che contribuisce alla stesura delle raccomandazioni sui diritti
dell’infanzia Onu.
L’Ass. Papa Giovanni XXIII partecipa attivamente alla rete attraverso la campagna
“Mobilizzandoci per una cultura integrale dei diritti” e attraverso la formazione di minori
rispetto alla promulgazione di una legge integrale sulla protezione dei diritti
dell’infanzia e dell’adolescenza. E’ in diretto contatto con il mondo politico ed è
attualmente convocata in Parlamento assieme ad alcuni minori inseriti nel programma
dell’Ente denominato “Acuarela” per la discussione del progetto di legge sulla
protezione dell’infanzia.
Il lavoro della rete ha il suo culmine nei diversi Forum Social Infancia, nazionali ed
internazionali, luoghi di partecipazione attiva di minori ed adolescenti con l’obbiettivo di
creare un dialogo e un sempre maggior protagonismo giovanile. L’Ass. Papa Giovanni
XXIII, attraverso i minori coinvolti in alcune attività dell’Ente, ha partecipato ai forum
organizzati in Argentina, Ecuador e Paraguay, oltre a quelli realizzati in diverse città del
territorio nazionale.
The English Institute
The English Institute è stato fondato nel 1976 ed è una delle istituzioni pioniere
nell’offerta dell’insegnamento della lingua inglese. La mission dell’istituto è fornire una
formazione scolare di alto livello e gli alunni iscritti provengono generalmente da
famiglie appartenenti alla classa medio-alta.
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Tra The English Istitute e l’Ass. Papa Giovanni XXIII è stato avviato dal 2007 un
gemellaggio: mensilmente un gruppo composto da una decina circa di studenti di 3° e
4° superiore, accompagnato dalla responsabile delle attività di solidarietà dell’istituto e
da un docente, visita il programma dell’Ente denominato “Escuelita” con l’obiettivo di
un’educazione rivolta alla solidarietà e all’integrazione attraverso l’incontro e la
conoscenza di due realtà cilene molto distanti tra loro. L’attività è accompagnata
annualmente dalla raccolta di alimenti e materiale didattico da donare al programma.
Fundación Techo para un Hermano
La fondazione Techo para un Hermano è una fondazione di diritto privato senza fini di
lucro che funziona con personalità giuridica dal 1996 e la cui mission è il miglioramento
delle condizioni di vita di coloro che vivono in situazioni di estrema povertà.
Dal 2002 la Fundación Techo para un Hermano lavora congiuntamente all’Ass. Papa
Giovanni XXIII nel sostegno all’alimentazione e all’educazione dei minori inseriti nel
programma “Escuelita” attraverso: il co-finanziamento per l’acquisto del terreno in cui
è stata costruita la sede e la donazione di 8 containers da destinarsi ad uso aule,
mensa ed ufficio; l’acquisto di materiale scolastico; la diretta partecipazione alle attività
nell’appoggio scolastico e nella preparazione dei pasti per i minori; la collaborazione
alla costruzione di una piccola biblioteca. La fondazione, inoltre, ha sostenuto e
continua a sostenere il programma organizzando diverse attività di raccolta fondi
(donazioni dei soci e organizzazione di serate ed eventi).
Trewhela’s School
Trewhela’s School è un’istituzione laica, scientifico-umanistica, fondata nel 1937 da
Alce e Virginia Trewhela Lamb, educatrici di origine britannica, che stabilirono i
fondamenti educativi e l’orientamento dell’istituto. Gruppi di studenti dell’istituto
visitano mensilmente il programma “Escuelita” e Trewhela’s School lo sostiene
attraverso periodiche attività di raccolta fondi (donazioni alimentari e materiale ludico e
didattico).
Senadis
Il Servizio nazionale disabilità (Senadis) è stato creato con il decreto legge 20.422 che
stabilisce le norme sull’uguaglianza di opportunità e inclusione sociale di persone con
disabilità, normativa pubblica nella gazzetta ufficiale il 10 febbraio 2010. E’ un servizio
pubblico territorialmente decentrato che ha come mission la promozione
dell’uguaglianza, dell’inclusione sociale e la partecipazione delle persone con disabilità.
Si relazione con il Presidente della Repubblica per mezzo del Ministero dello sviluppo
sociale.
L’Ass. Papa Giovanni XXIII è Ente accreditato presso il Senadis e questo gli permette di
partecipare attivamente alle attività (seminari, convegni, ecc.), alla tavola rotonda
mensile sulla disabilità e di presentare proposte di progetti per ricevere finanziamenti.
L’Ass. Papa Giovanni XXIII collabora inoltre all’interno del programma denominato
“Sol”, con una serie di organizzazioni del pubblico e del privato sociale sotto elencate:
Scuola Anne Sullivan, scuola primaria per minori con sordità di El Bosque
(comune della regione metropolitana di Santiago) attraverso la realizzazione di
laboratori;
Scuola Santiago Apostolo, scuola primaria per minori con sordità della
regione metropolitana di Santiago nell’organizzazione di eventi ed iniziative;
Ministero dell’educazione – Unità speciale di educazione, che fornisce il
dizionario della lingua dei segni ed il libro “Historia de Matias” (storia che
racconta delle difficoltà di una famiglia alla nascita di un figlio con sordità) per
la loro diffusione e promulgazione;
Red Incluye, nella partecipazione ai tavoli di confronto sui temi dell’inclusione
lavorativa delle persone con disabilità;
Università Andres Bello, che ogni anno invia quattro studenti tirocinanti in
pratiche di terapia occupazionale;
Università Metropolitana di Educazione per educatori differenziali,
università che ogni anno invia studenti tirocinanti;
Casa Rebeca Ergas per donne vittime di violenza intra familiare: sono state
realizzate in congiunto attività di insegnamento base della lingua dei segni e di
sensibilizzazione sulla cultura sorda data la presenza nella struttura di
un’utente sordomuta che frequenta i laboratori del programma “Sol”, con
l’intento di facilitare la comunicazione e la comprensione;
Hogar de Cristo, dormitorio per senzatetto nell’accompagnamento degli
educatori nell’interpretazione delle persone sordomute accolte nella struttura.
9
7) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si
realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante
indicatori misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del
progetto:
Il contesto territoriale entro cui si realizza il progetto “Caschi Bianchi – Cile 2014” è
circoscritto alla regione metropolitana di Santiago del Cile e si articola in un
intervento che va ad incidere su tre ambiti specifici: la promozione dei diritti
dell’infanzia, l’inclusione della disabilità e la riabilitazione delle persone con
problematiche legate all’uso ed abuso di sostanze lecite e/o illecite.
La città di Santiago, capitale della Repubblica del Cile, costituisce da sola una delle 15
regioni del paese, la regione metropolitana. Dal un punto di vista geografico la città si
estende ad est sulla Cordigliera delle Ande, a ovest sulla Cordigliera della Costa e al
centro sulla Depressione Intermedia.
Secondo i dati dell'Istituto Nazionale di Statistica del Cile (INE) del 2012 la regione
conta 7.007.620 abitanti, più di un terzo di tutta la popolazione dello Stato
(17.402.630 ab1.), di cui il 96.9% risiede nella zona urbana della capitale, nel cui
centro sono situate tutte le principali attività della vita politica, economica e sociale. La
capitale, come il resto del Paese, è caratterizzata dalla presenza di notevoli
disuguaglianze sociali.
L’intervento a favore della promozione dei diritti dell’infanzia ha una ricaduta
significativa
nel comune di Peñalolén e nel comune de La Pintana, di cui sotto descriviamo il
contesto territoriale.
CONTESTO TERRITORIALE DI RIFERIMENTO
- Peñalolén è uno dei trentaquattro distretti comunali di Santiago ed è situato ai piedi
della precordigliera andina, a 750 m. di altezza; confina con i distretti comunali di La
Florida, La Reina, Macul e Ňuñoa ed è uno degli otto comuni maggiormente estesi
dell’area metropolitana, costituito prevalentemente da case popolari. Fino a qualche
decennio fa era un area prettamente rurale e dedita all'agricoltura.
Secondo i dati dell’INE del 2012 conta circa 249.621 abitanti. I minori di età
compresa tra gli 0 e i 14 anni sono circa 56.000, mentre i giovani tra i 15 e i 29
anni sono circa 63.000. Il 47.52% della popolazione del comune ha meno di 29 anni e
gli adulti con più di 65 anni rappresentano solo l’8.3% degli abitanti.
Il comune di Peñalolén è uno dei più poveri e degradati dell’area metropolitana di
Santiago e la disuguaglianza socio-economica all’interno del comune rimane alta e
molto visibile: nella parte occidentale (o bassa) del comune si distinguono gli strati
socio-economici più bassi (in passato qui era situato uno degli accampamenti più
grandi della capitale oggi smantellato), mentre ad oriente (o in alto) vivono le famiglie
a reddito più elevato e appartenenti a strati socio-economici di ceto alto, che cercano
residenze con vista panoramica sulla capitale. Le due aree sono fisicamente distinte
dall’Avenida Tobalaba.
Uno studio comunale diretto a rilevare la condizione economica dei propri abitanti ha
evidenziato che circa 8.200 residenti sono indigenti, persone cioè che non riescono
a provvedere al soddisfacimento delle proprie necessità alimentari di base e che circa
16.600 persone si trovano in situazione di povertà 2; i disoccupati raggiungono
il 28.3% e il 17.8% dei minori abbandona il percorso d’istruzione elementare
(rispetto al dato regionale del 10% e al dato nazionale del 14,3%).
- Il comune de La Pintana è un altro dei trentaquattro distretti comunali di Santiago;
1
Previsioni INE <<Instituto Nacional de Estadísticas Comisión Económica para América Latina y el
Caribe División de Población Centro Latinoamericano y Caribeño de Demografía CHILE: Proyecciones y
Estimaciones de Población. Total País 1950-2050 - Serie de la Publicación (CEPAL): OI N.208>>. L'ultimo
censimento ufficiale INE svoltosi in Cile nel 2012 é attualmente soggetto di revisione e dal 27/03/2014 é
stato disabilitato l'accesso ai relativi dati sul sito www.censo.cl fino a nuove disposizioni.
2
La povertà in Cile si definisce a partire dal cesto alimentare di base, il cui valore è attualizzato secondo la
valutazione dei prezzi; con il detto valore si definisce la linea dell’indigenza e la linea della povertà ($
32.067 e $ 64.134 rispettivamente per Casen, 2009).
10
nato nel 1984 durante la dittatura militare come ricettacolo di famiglie povere espulse
dai quartieri ricchi del centro contava al tempo 169.900 abitanti e un'area di 30,3 Km
quadrati.
La Pintana è oggi un quartiere operaio e popolare, situato alla periferia sud della
regione metropolitana e diviso in quattro settori. Secondo i dati delle proiezioni 2012 il
comune conta 190.000 abitanti, di cui il 39% della popolazione (pari a 74.100
persone) ha un’età compresa tra 0 e 19 anni e il 6.2% della popolazione (per un
totale di 11.856) appartiene al gruppo etnico originario degli indigeni Mapuche.
La maggior parte delle famiglie del comune vive in condizioni di grande povertà; uno
studio comunale diretto a rilevare la condizione economica dei propri abitanti ha
evidenziato che nel 2009 nel comune de La Pintana c’erano circa 10 mila poveri in più
rispetto al 2003, che circa il 6.4% dei residenti sono indigenti (rispetto al 3.74%
della media nazionale) e che circa il 23.62% si trova in situazione di povertà
(rispetto all’11.38% della media nazionale). A questa situazione si aggiunge un
elevato tasso di disoccupazione tra i capofamiglia, tra cui la maggior parte è
occupata in lavori precari e saltuari di manovalanza, spesso come muratori o contadini
stagionali.
Nel comune de La Pintana dal 2003 al 2012 è aumentato anche il numero di minori
senza nessun tipo di istruzione (8,02% rispetto al dato nazionale del 3.52%) o
che non riesce a portare a termine il percorso d’istruzione elementare
(20.68% rispetto al dato nazionale del 14.34%).
Particolarmente alto anche il numero di denunce di violenza intra familiare (872 ogni
100 mila abitanti nel 2010), che si è mantenuto stabile negli ultimi tre anni.
CONTESTO SETTORIALE E INDIVIDUAZIONE DEI BISOGNI SPECIFICI
La diseguaglianza in Cile colpisce soprattutto i minori, proporzionalmente più numerosi
nei nuclei familiari a basso reddito. Nei settori più poveri della popolazione le condizioni
di spazio limitato, la mancanza di spazi accoglienti e sicuri per la ricreazione e la
carenza di servizi dedicati all’infanzia, violano le opportunità di sviluppo e
socializzazione dei minori, soprattutto dei più piccoli. La povertà si lega – poi - a
situazioni di disgregazione famigliare: sono molti i minori che vivono in famiglie
monoparentali (solitamente con la madre). Soprattutto nei settori popolari le coppie
non sono stabili ed i figli nascono spesso da padri che abbandonano la compagna
durante la gravidanza o subito dopo il parto.
L’educazione pubblica, in quanto gratuita, è frequentata per la maggior parte da minori
provenienti dagli strati più poveri della popolazione determinando la situazione per cui
solo i figli delle famiglie con un certo reddito possono aver accesso a scuole qualificate.
Nel comune di Peñalolén sono presenti complessivamente 13 scuole private, 31 scuole
municipali sovvenzionate da enti privati e 16 scuole pubbliche. Il costo annuale di
una scuola privata è in media di 2.180.000 pesos cileni (circa 3.500 euro),
quello di una scuola sovvenzionata di circa 323.000 pesos cileni (504 euro),
mentre le scuole pubbliche sono completamente gratuite.
L’Ass. Papa Giovanni XXIII interviene dal 1995 nel territorio di Peñalolén attraverso le
attività del Centro educativo “Escuelita”, con l’obiettivo di offrire sostegno
scolastico ai minori in condizione di povertà e/o vulnerabilità residenti nel comune.
Nell’arco temporale 1995-2010 i responsabili e gli operatori del Centro sono giunti alla
ridefinizione dell’intervento e ad una rivalutazione del bisogno, non solamente
circoscritto al sostegno nell’acquisizione di nozioni relative ai programmi scolastici ma
allargato alla persona, al diritto al gioco, ad attività ricreative ed alla
partecipazione libera alla vita culturale ed artistica.
La quasi totalità dei minori coinvolti nel Centro “Escuelita” proviene da situazioni di
disagio (separazione dei genitori, violenza intrafamiliare, povertà, sovraffollamento
nelle case, malnutrizione); la maggior parte di loro vive solamente con la madre o con
la nonna e la figura paterna è assente.
I risultati di un’indagine promossa dall’Ente nel 2010 (sulla base dei dati raccolti in 10
anni di attività, dal 2000 al 2010) ci danno interessanti elementi per la descrizione
della situazione famigliare e sociale del nostro target: il 38% dei minori che hanno
frequentato il Centro ha vissuto episodi di violenza fisica o psicologica all’interno della
famiglia; il 34% proviene da situazioni famigliari in cui uno o più membri della famiglia
consumano abitualmente droga e/o alcool; il 73% dei genitori di questi minori e
11
adolescenti non ha terminato la scuola dell’obbligo e sono per lo più impiegati in lavori
saltuari (pulizie, baby-sitter, guardia notturna, muratore...), mal pagati e senza un
regolare contratto né un orario che rispetti i diritti del lavoratore. Le abitazioni in cui
vivono spesso sono di legno, principalmente “baracche” di 3x6 metri, composte da 2
stanze - una utilizzata come cucina/sala e l’altra come dormitorio per tutto il gruppo
familiare. In tale contesto capita spesso che più di tre persone siano costrette a
dormire nella stessa stanza o nello stesso letto.
Nel corso del 2013 l’Ass. Papa Giovanni XXIII, all’interno del programma “Escuelita”, ha
realizzato le seguenti attività:
Descrizione attività
Sostegno scolastico
1 laboratorio di cucina
1 laboratorio di attività
manuali
1 laboratorio di teatro
4 visite educative di
conoscenza
del
territorio circostante
Sostegno alimentare
Servizio di trasporto
N. nel periodo
N. destinatari
20 ore mensili, dal lunedì al 35 minori
giovedì
4 ore mensili
35 minori
4 ore mensili
35 minori
8 ore mensili
35 minori
4 mezze giornate
in un anno
35 minori
circa 700 pasti mensili
35 minori
nei giorni di apertura del 15 minori
centro
Accompagnamento alle almeno 1 all’anno per 27 famiglie
famiglie
famiglia
Nel comune de La Pintana, invece, l’Ass. Papa Giovanni XXIII interviene attraverso il
programma di prevenzione comunitario (PPC) “Acuarela”, sempre a sostegno
dei minori e degli adolescenti in condizione di povertà e/o vulnerabilità residenti nel
comune.
Al lavoro specifico di supporto, riduzione del danno e prevenzione, si è cominciato
ad affiancare negli ultimi anni anche un lavoro di promozione dei diritti
dell’infanzia, attraverso attività che prevedono in prima istanza il diretto
coinvolgimento dei minori e degli adolescenti. Con i minori coinvolti si lavora non solo
all’interno delle mura della sede del programma ma anche fuori, nei quartieri,
contribuendo alla crescita della consapevolezza, nella popolazione e nel territorio, delle
tematiche legate alla promozione dei diritti dell’infanzia.
Il PPC “Acuarela” segue la linea d’intervento dell’Ufficio Nazionale Minori che dal 2008
chiede una modalità di lavoro coordinata ed unitaria con i diversi attori della società
civile ed interviene nella zona centrale del comune collaborando con la parrocchia, i
comitati di quartieri, i club sportivi e le altre associazioni.
In relazione al gruppo famigliare, dei 120 minori inseriti al programma nel 2011, il 50%
vive in famiglie monoparentali, il 16% in famiglie monoparentali estese3, il 20% in
famiglie allargate e solo l'11% in famiglie nucleari. Per quanto riguarda l'educazione
delle figure genitoriali, una grande percentuale di padri e madri non ha terminato ne
l’educazione di base (24% per i padri e 29% per le madri) ne l’educazione superiore
(rispettivamente il 26% e il 30%); l'1% ha terminato gli studi universitari ma non sta
svolgendo un lavoro per il quale ha studiato.
Nel corso del 2013, l’Ass. Papa Giovanni XXIII all’interno del programma “Acuarela”, ha
realizzato le seguenti attività:
3
Descrizione attività
N. nel periodo
1 laboratorio artistico
(ballo e folklore)
2
ore
settimana
N. destinatari
a 15 minori, di età compresa
tra i 12 e i 17 anni
Famiglia formata da un solo genitore accompagnato da altre figure quali zii, nonni ecc.
12
1 laboratorio artistico
(break dance)
1 laboratorio artistico
(teatro)
4
ore
settimana
2
ore
settimana
a 30
tra
a 10
tra
1
programma
radiofonico laboratorio
di
comunicazione
(radio)
1 laboratorio artistico
4
ore
settimana
a 10 minori, di età compresa
tra i 12 e i 17 anni
2
ore
a
settimana
2 gruppi sportivi
2
ore
a
(football)
settimana (ogni
gruppo)
Sostegno alimentare
circa 700 pasti
mensili
Accompagnamento alle almeno
1
famiglie
all’anno
per
famiglia
Partecipazione dei
Circa 20 all’anno
minori alle tavole
rotonde sui temi
dell’infanzia
15
tra
30
tra
minori, di
i 12 e i 17
minori, di
i 12 e i 17
età compresa
anni
età compresa
anni
minori, di età compresa
i 6 e i 12 anni
minori, di età compresa
i 6 e i 17 anni
120 minori
70 famiglie
4 minori
Accanto all’impegno nella promozione dei diritti dell’infanzia, l’Ass. Papa Giovanni XXIII
lavora per l’integrazione delle persone con disabilità, con particolare riferimento
alle persone sordomute e per la riabilitazione delle persone con problematiche
legate all’uso ed abuso di sostanze lecite e/o illecite della regione metropolitana
di Santiago.
In Cile le persone con disabilità rappresentano uno dei gruppi sociali particolarmente
invisibili ed emarginati: tale condizione emerge in diversi ambiti come l’educazione, il
mondo del lavoro, la salute, la possibilità di movimento e l’esercizio dei diritti civili e
politici. Si osserva, inoltre, una relazione negativa tra persone con disabilità e
condizione socioeconomica delle abitazioni. La povertà appare la costante che
attraversa le diverse dimensioni esistenziali delle persone con disabilità, a maggior
ragione se si tiene conto dell’impatto che la disabilità ha sull’economia famigliare. Il
16% delle persone con disabilità della regione metropolitana è considerato in
condizione socio-economica precaria, percentuale più che doppia rispetto al dato
complessivo (7%).
Lo studio della distribuzione della disabilità per tipologia (Casen, 2009) evidenzia che in
Cile il 13.6% delle persone con disabilità soffre di sordità o deficit uditivi.
Lo stesso studio rivela che circa l’11.7% della popolazione con disabilità uditiva
non ha nessun livello di scolarizzazione, meno della metà completa la scuola
primaria e quasi la metà degli studenti con disabilità uditiva che riescono ad
entrare alle scuole superiori non completa i loro studi. Solo il 3% della
popolazione con disabilità uditiva completa studi post-secondari, con la conseguente
riduzione della possibilità di accesso a posti di lavoro professionali.
Il Cile è, inoltre, caratterizzato dalla carenza di norme per l’adempimento della legge
vigente in materia di disabilità e dalla bassa formazione in tema di diritti della persona
con disabilità. Fino alla promulgazione della legge sull’Integrazione Sociale del
1994 non esisteva nessun mezzo di comunicazione che permettesse l’accesso dei sordi
all’informazione ed i sordi non potevano contrarre matrimonio civile senza acconsentire
oralmente alla domanda del funzionario comunale.
L’invisibilità della disabilità uditiva ha nascosto anche le particolarità linguistiche e
culturali della comunità delle persone con sordità: solamente il 10 febbraio 2010,
attraverso la legge 20422, la lingua dei segni cilena è stata riconosciuta come
ufficiale e nazionale.
L’Ass. Papa Giovanni XXIII intervenire nella regione metropolitana di Santiago dal 2005
attraverso il programma d’integrazione per persone con disabilità “Sol”, rivolto
a persone sordomute.
Il programma è stato ideato per rispondere ad una mancanza di attività specifiche in
favore delle persone sordomute e promuove attività di sensibilizzazione,
13
integrazione sociale e formazione. Realizza corsi di lingua dei segni e cultura dei
sordi, organizza attività ricreative per minori e giovani sordomuti, laboratori di teatro,
serigrafia, applicazione su tela, sostegno scolastico, rafforzamento famigliare, cerca di
facilitare l'accesso all'informazione e supporta le famiglie.
Nel corso del 2013, l’Ass. Papa Giovanni XXIII, all’interno del programma “Sol” ha
realizzato le seguenti attività:
Descrizione attività
N. nel periodo
2 laboratori annuale di 4
ore
a
lingua dei segni
settimane
per
ogni laboratorio
Sostegno scolastico
20 ore mensili,
dal lunedì’ al
venerdì
1 laboratorio artistico 2
ore
a
(creazione di
settimana
cuaderni)
1
laboratorio 2
ore
a
occupazionale (lana e settimana
feltro)
1 laboratorio artistico 2
ore
a
(serigrafia)
settimana
1 laboratorio artistico
(applicazione su tela)
2
ore
settimana
N. destinatari
40 persone con disabilità
uditiva e 9 famigliari
17 minori e adolescenti
con disabilità uditiva in età
scolare
8 persone con disabilità
uditiva
14 persone sordomute
5 persone con disabilità
uditiva
a 4 persone con disabilità
uditiva
Nell’ambito della dipendenza da sostanza, il 10 settembre 2012 sono stati resi noti dal
SENDA (Servizio nazionale per la prevenzione e la riabilitazione dal consumo di droghe
e alcol) i principali risultati relativi al fenomeno del consumo e della circolazione di
droghe lecite e illecite ottenuti dal 9° studio nazionale sulle droghe nella popolazione
cilena in età scolare.
Le dichiarazioni di consumo di marijuana nel 2011 sono arrivate così al 19.5%
registrando un aumento del 4.4% in relazione allo studio anteriore, differenza
statisticamente significativa. L’uso di cocaina arriva al 3.2%, mantenendosi stabile nel
biennio, mentre il consumo di pasta base registra un abbassamento statisticamente
significativo dal 2.6% del 2009 al 2.2% del 2011.
In riferimento alla popolazione complessiva i dati mostrano differenze significative
nell’uso di cocaina e/o pasta base tra il livello socioeconomico alto ed il livello
socioeconomico basso, nonostante la riduzione della forbice negli ultimi anni,
principalmente per la diminuzione del consumo nel livello socioeconomico basso.
Attualmente, la prevalenza del consumo di cocaina nell’ultimo anno per il livello
socioeconomico basso è pari all’1%, mentre la prevalenza del consumo di pasta
base è pari all’1.1% (quasi sette volte maggiore rispetto al livello socioeconomico
alto, nel quale la percentuale arriva allo 0.2%). Nel suo complesso, l’uso totale di
cocaina (cocaina e/o pasta base) è il doppio per il livello socioeconomico
basso rispetto a quello alto.
Nel caso della marijuana non è possibile identificare una condotta di consumo associata
al livello socioeconomico.
L’Ass. Papa Giovanni XIII interviene nella regione metropolitana di Santiago dal 1998
attraverso le attività della Comunità terapeutica localizzata nel comune di Peñalolén.
La Comunità terapeutica cominciò a lavorare nel 2006 per ottenere l’accreditamento,
ottenuto dal Ministero della salute l'11 giugno 2007 e dal 2008 cominciò a ricevere
fondi statali per mezzo del CONACE (Consiglio nazionale per il controllo degli
stupefacenti), che attualmente si preoccupa della supervisione attraverso la visita
mensile di propri professionisti.
La modalità di intervento è di tipo residenziale ed il programma di riabilitazione è
composto da un percorso a quattro fasi, di durata variabile a seconda delle
caratteristiche individuali e dell’evoluzione del processo personale.
La sostanza principalmente trattata è la pasta base (68.75%), in soggetti di età
compresa tra i 26 e i 34 anni; gli uomini rappresentano più dell' 85% dei consumatori e
il 60% circa appartiene alle fasce popolari più povere, mentre il 30% al ceto
14
medio. La seconda droga trattata è la cocaina (18.75%), nella stessa fascia di età.
Relativamente agli utenti inseriti nel programma terapeutico-riabilitativo dell’Ass. Papa
Giovanni XXIII dal 2007 ad oggi l’età di inizio del consumo risulta essere nel 9% dei
casi tra i 9 e i 12 anni, nel 71% tra i 12 e i 16 anni e nel 20% tra il 16 e i 20 anni.
La marijuana è solitamente la sostanza “di aggancio” (82%), seguita da cocaina
(12%), ecstasy (3%) e solventi inalati (3%). La maggior parte dei beneficiari soffre di
doppia diagnosi, con disturbi mentali causati dall’abuso di sostanze psicoattive,
classificati da lievi a moderati.
Gli operatori e gli utenti della Comunità Terapeutica gestiscono una mensa solidale
dove quotidianamente mangiano circa 80 persone tra indigenti, senza dimora e
famiglie disagiate del comune di Peñalolén.
Nel corso del 2013, la Comunità terapeutica dell’Ass. Papa Giovanni XXIII ha realizzato
le seguenti attività:
Descrizione attività
Psicoterapia individuale
Psicoterapia di gruppo
2 laboratori di terapia
occupazionale
N. nel periodo
N. destinatari (con problemi di
abuso e/o consumo di sostanza
legali o illegali)
1 ora a settimana 15 giovani adulti
per ogni utente
1 ora al giorno
15 giovani adulti
2 ore al giorno
15 giovani adulti
1 laboratorio artistico
(teatro)
2 ore a settimana
15 giovani adulti
1 laboratorio artistico
(artigianato)
2 ore al mese
15 giovani adulti
Servizio di “presa in carico” Ogni
e informazione
lunedì
Servizio mensa (pranzo)
Ogni
lunedì
giorno dal
al venerdì
giorno dal
al venerdì
175 persone, donne e uomini di
diverse età
circa 80 persone tra indigenti,
senza fissa dimora e nuclei
famigliari disagiati del comune di
Peñalolén
DOMANDA DEI SERVIZI ANALOGHI
Nella situazione attuale, il governo, le associazioni e le ONG presenti sul territorio
sviluppano interventi che mirano a proteggere i diritti delle fasce più deboli della
società (in particolare minori, adolescenti e disabili) e a creare interventi a carattere
socio assistenziale ma, nonostante questo, vi è una parte della popolazione che ne
rimane esclusa.
In particolare, i bisogni secondari rivolti ai minori, adolescenti e disabili – soprattutto di
quelli che crescono in famiglie a basso reddito ed in quartieri periferici o emarginati necessitano di maggiore evidenza: istruzione di qualità, promozione e diffusione
dell’arte, cultura e ricreazione, accesso alle tecnologie e all’informazione, ecc., sono
alcuni degli ambiti in cui ancora non ci sono interventi efficaci capaci di raggiungere
tutto il nostro target.
Per quanto riguarda la tossicodipendenza, invece, c’è la necessità di un serio piano di
prevenzione che interessi insegnati ed alunni, da sviluppare nei centri aggregativi, nei
quartieri a rischio, nelle scuole e nelle università. Altresì, mancano programmi efficaci
di re-inserimento sociale che sostengano la persona in uscita dal programma
terapeutico in questa nuova e delicata fase.
OFFERTA DEI SERVIZI ANALOGHI
In Cile, e soprattutto nella megalopoli di Santiago, operano un gran numero di
Associazioni ed ONG a promozione e tutela dei diritti dell’infanzia. Di seguito,
elenchiamo i Centri per minori che funzionano come doposcuola nel comune di
Penalolèn.
Gli stessi sono però di difficile accesso ai minori inseriti nell’ “Escuelita” perché molto
distanti dall’abitazione e dalla scuola che frequentano; sono, inoltre, a pagamento.
15
Nome del Centro
o programma
CAM Penalolèn
(Casa de Agogida
del Amor
Misericordioso),
opera nel settore
di Penalolèn basso
Conace Previene
Centro
de
Capacitacion
y
Extencion Cultural
“La Escuela”,
si trova nel settore
di Penalolén alto
Tipologia d’intervento
La mission di CAM è centrata sull’inserimento dei minori in un
ambiente sano, che offra loro libertà di espressione e possibilità
di sviluppo degli interessi, sottraendoli alla strada, nel tentativo
di allontanarli dal consumo di sostanze illegali, dalla delinquenza
e dalla prostituzione. I servizi offerti sono rivolti principalmente
al supporto scolastico, al sostegno alimentare ed alla gestione
del tempo libero attraverso diversi laboratori (informatica, sport,
arte, artigianato, cucina, teatro, musica, sviluppo personale,
danza e giardinaggio). Segue circa 50 minori dai 5 ai 13 anni.
E’ un programma creato nel 2000 dal Consiglio Nazionale per il
controllo sugli stupefacenti nel tentativo di lavorare unitamente
alla comunità ed alle reti sociali nella prevenzione del consumo
e del traffico di droga all’interno del comune di Penalolén. Conta
in uno staff multidisciplinare (coordinatore comunale, psicologo,
educatore sociale) e opera nei seguenti settori: appoggio
psicologico, familiare, educativo, realizzazione di laboratori
dedicati ai giovani, partecipazione attiva all’interno del comune.
Ha come proposito la crescita e lo sviluppo integrale dei minori,
mettendo a diposizione della comunità di Penalolén uno spazio
di incontro e integrazione. Il centro propone laboratori di
perfezionamento e formazione ai differenti mestieri e laboratori
culturali circa l’espressione corporea, la musica e la manualità.
Di seguito elenchiamo, invece, i programmi analoghi a quello descritto nel progetto e
presenti nel comune de La Pintana, un quartiere nel quale c’è moltissimo da lavorare:
Nome del
Centro o
programma
2 “programmi di
prevenzione
comunitaria”
(Ppc):
Ppc
“Entre Lazos” e
il
Ppc
“La
Pintana”
3 “programmi di
intervento
breve” (Pib).
Oficina
Protección
de
los
Derechos
(Opd).
OPCIÓN
Tipologia d’intervento
Operano in quartieri differenti ma con le stesse finalità del Ppc
Acuarela. Con il personale di questi programmi si comunica in
maniera continuativa, al fine di creare una sorta di sinergia tra
strutture simili che operano nella stessa area. Ci si incontra
altresì con i responsabili e con i beneficiari di questi progetti
durante le attività che coinvolgono tutta la comunità de La
Pintana e alle riunioni della rete di tutti i Ppc, organizzate
dall’Ufficio Nazionali Minori.
Il Programa Intervención Breve è un programma specializzato
che interviene sulla famiglia del minore attraverso lo strumento
del doppio colloquio, con uno psicologo e un assistente sociale,
per il rafforzamento del vincolo tra minore e famiglia stessa. Si
mobilita in seguito a segnalazioni di forti violazioni dei diritti dei
bambini, con lo scopo di interromperle e risolverle. Tali violazioni
riguardano violenze domestiche, maltrattamenti, negligenza
genitoriale, lesioni all’integrità fisica e psicologica. Sono molti i
casi di minori segnalati da Pib ed inseriti nel Ppc Acuarela e
viceversa.
Ufficio di protezione dei diritti del minore, dipende direttamente
dal municipio. Assiste e accoglie bambini fino ai 17 anni che
vivono situazioni di esclusione sociale, violazione dei propri diritti
e necessitano un intervento giudiziario. L’Opd offre appoggio
psicologico e orientamento legale per i minori e le loro famiglie,
grazie all’impiego di personale qualificato come avvocati,
psicologi e assistenti sociali. In seguito all’accertamento di una
forte violazione dei diritti di un beneficiario, il Ppc Acuarela
segnala il caso all’Opd e in concertazione con questa, contribuisce
al processo di ripristino delle condizioni dell’utente.
E’ una corporazione privata senza scopo di lucro, fondata nel
1990, con l’obiettivo di proteggere e difendere i diritti dei minori
16
Ong Raicès
1
programma
specializzato in
consumo
problematico di
droga (Pdc)
e disegnare proposte per migliorare la qualità e l’efficienza delle
politiche pubbliche. Lavora con minori che vivono in situazione di
violenza, maltrattamento, abuso e commercio sessuale,
abbandono, lavoro infantile e per il rinserimento sociale,
attraverso programmi educativi, di adolescenti che hanno infranto
la legge. Il Ppc Acuarela riceve ragazzi provenienti dall’Opción
che devono scontare una pena attraverso lavori socialmente utili;
vengono impiegati nelle pulizie e nella manutenzione della
struttura.
E’ un’organizzazione senza fini di lucro dedicata alla promozione
dei
diritti dei minori, degli adolescenti e della donna. Il
suo lavoro si è specializzato negli anni in indagini e ricerche sulle
condizioni sociali di tali categorie, sensibilizzazione e prevenzione,
monitoraggio delle politiche pubbliche e riparazione del danno, su
temi come la violenza sessuale e il traffico di persone. L’Ong
Raicès, formata per la maggior parte da giovani volontari,
partecipa in maniera informale alle attività del Ppc Acuarela,
coadiuvando in maniera volontaria al lavoro con i minori e gli
adolescenti.
Lavora a tempo pieno con minori previamente assistiti da altri
programmi dell’Ufficio Nazionale Minori (Ppc, Pib), che presentano
disturbi psicologici dovuti all’abuso di alcol e altri stupefacenti. Il
suo staff è composto da psicologi, assistenti sociali, terapeuti e
medici psichiatri. L’obiettivo è quello di interrompere il consumo e
il reinserimento nella comunità d’appartenenza.
Per quanto riguarda l’integrazione e l’inclusione sociale delle persone sordomute
l’offerta del territorio è praticamente inesistente; esistono, piuttosto, diverse scuole
speciali.
Nell’ambito delle Strutture che operano nella riabilitazione delle persone con
problematiche di uso e abuso di sostanze legali e illegali, si contano nella regione
metropolitana di Santiago del Chile diverse Comunità Terapeutiche di tipo residenziale.
Di seguito riportiamo l’elenco dell’offerta delle Strutture accreditate o in processo di
accreditamento:
Nome della
Comunità
Terapeutica
Comunidad
Terapeutica
Rayencura
Ñuñoa
Comunidad
Terapeutica Sayri
– Puente Alto
Comunidad
Terapeutica
Horizonte – Ñuñoa
Comunidad
Terapeutica Para
Mujeres Crem Providencia
Comunidad
Terapeutica
Senderos - Maipù
Comunidad
Terapeutica Carpe
Diem – El Bosque
Comunidad
Terapeutica Rayun
– La Florida
Comunidad
Utenza
Tipologia d’intervento
Tratta la dipendenza da sostanza
connessa a patologie come depressione,
disturbo di personalità, schizofrenia e
disturbi alimentari.
Offre programmi di trattamento e
riabilitazione
per
persone
con
dipendenza di droga e alcool
Offre programmi di trattamento e
riabilitazione
per
persone
con
dipendenza di droga e alcool
Tratta la dipendenza da sostanza
connessa a patologie che necessitano di
trattamento farmacologico. Ha al suo
interno un asilo, propone terapia e
laboratori e appoggio famigliare.
Offre programmi di trattamento e
riabilitazione
per
persone
con
dipendenza di droga e alcool
Tratta la dipendenza da sostanza, riceve
solo in accordo e su indicazione della
Rete del Servizio di Salute.
Tratta la dipendenza da sostanza, riceve
solo in accordo e su indicazione della
Rete del Servizio di Salute.
Offre programmi di trattamento e
Ragazzi/e, donne e
uomini dai 18 anni
in avanti
Ragazzi/e, donne e
uomini dai 18 anni
in avanti
Ragazzi e uomini dai
18 anni in avanti
Ragazze e donne
maggiori di 18 anni
Ragazzi e uomini dai
18 anni in avanti
Ragazzi/e,
uomini tra
40 anni
Ragazzi/e,
uomini dai
in avanti
Ragazzi/e,
donne e
i 18 e i
donne e
18 anni
donne e
17
Terapeutica
Shalom Reto a la
Volunta
–
El
Bosque
riabilitazione
per
persone
con
dipendenza di media ed importante
gravità
Comunidad
Terapeutica No te
Rindas - Renca
Tratta la dipendenza da sostanza, riceve
solo in accordo e su indicazione della
Rete del Servizio di Salute. Ha un
orientamento evangelico.
Tratta la dipendenza da sostanza, da la
possibilità alle madri di entrare nella
Struttura con i figli fino ai 4 anni.
Comunidada
Terapeutica Puerta
Abierta
–
San
Miguel
uomini dai 15 anni
in
avanti
senza
patologie
psichiatriche e non
omosessuali
Ragazzi/e, donne e
uomini dai 18 anni
in avanti
Ragazzi/e, donne e
uomini tra i 18 e i
45 anni
DESTINATARI
-
-
circa 35 minori di età compresa tra i 6 e i 14 anni (e quelli che saranno inseriti
nel 2013, residenti nel comune di Peñalolén e provenienti da situazioni familiari
difficili, 4 dei quali affetti da disabilità fisica o mentale.
le circa 27 famiglie dei minori inseriti nel programma “Escuelita”(e quelle che
saranno coinvolte nel 2013), alle quali sarà fornito un costante e regolare
accompagnamento. Tali famiglie godranno del beneficio economico derivante
dalla garanzia che i loro figli riceveranno vitto, sostegno scolastico ed
usufruiranno regolarmente del servizio di trasporto.
120 minori e adolescenti di età compresa tra i 6 e i 17 anni, residenti nel
comune de La Pintana e provenienti da situazioni familiari difficili.
le 60 famiglie dei minori e adolescenti inseriti nel programma “Acuarela”, alle
quali sarà fornito un costante e regolare accompagnamento.
-
70 persone sordomute che partecipano alle attività del programma “Sol”.
le famiglie delle persone sordomute che partecipano alle attività del programma
“Sol”, nella possibilità di partecipare alla didattica della lingua dei segni e
sostenute nel loro ruolo educativo.
-
15 adulti maschi con consumo problematico di sostanze psicoattive inseriti nel
programma riabilitativo-terapeutico.
circa 175 persone con problematiche di abuso e/o uso di sostanze legali e/o
illegali che si rivolgono annualmente al programma riabilitativo-terapeutico.
-
BENEFICIARI INDIRETTI
-
-
-
gli insegnanti e le scuole in cui sono iscritti i minori e gli adolescenti inseriti nel
programma “Escuelita”.
la popolazione del comune di Peñalolén e del comune de La Pintana in generale,
dato che le attività saranno un incentivo alla responsabilità e al bene comune.
La partecipazione ai programmi, oltre che a tradursi in un’effettiva diminuzione
del numero di minori ed adolescenti che trascorrono il loro tempo in strada,
rappresenterà anche un buon esempio per gli altri minori ed adolescenti che
potranno vedere concretamente che un altro modo di crescere è possibile.
Il Servizio nazionale minori, il cui obiettivo è il miglioramento della situazione
dei minori, in particolare di quelli più svantaggiati ed appartenenti alle fasce
popolari più povere.
la società civile in generale, in qualità di soggetto da informare sulla situazione
di esclusione sociale delle persone sordomute.
le istituzioni locali che potranno contare sull’esistenza di un servizio volto
all’integrazione delle persone sordomute.
le famiglie degli utenti del centro terapeutico.
circa 80 persone tra indigenti, senza fissa dimora e nuclei famigliari disagiati
che fruiscono del servizio di mensa popolare gestita dagli utenti del centro
terapeutico.
la comunità tutta, in quanto offrire la possibilità di un percorso terapeutico
significa diminuire il tasso di violenza ed il numero di tossicodipendenti che vive
18
in strada.
INDICATORI
Gli indicatori di seguito riportati sono riferiti all’ambito territoriale ristretto del comune
di Peñalolén:
- N. minori inseriti nel Centro “Escuelita” dell’Ente;
- N. ore mensili di sostegno scolastico;
- N. laboratori annuali;
- N. attività ricreative;
- N. visite domiciliari annuali alle famiglie dei minori e adolescenti inseriti nel
Centro.
Gli indicatori di seguito riportati sono riferiti all’ambito territoriale ristretto del comune
de La Pintana:
- N. minori inseriti nel Centro “Acuarela” dell’Ente;
- N. percorsi laboratoriali ed artistici annuali;
- N. puntate radiofoniche di Radio Acuarela
- N. pasti distribuiti mensilmente;
- N. visite domiciliari annuali alle famiglie dei minori inseriti e adolescenti inseriti
nel Centro.
Gli indicatori di seguito riportati sono riferiti all’intervento che il progetto prevede ad
inclusione della disabilità:
- N. laboratori annuali di lingua dei segni;
- N. ore mensili di sostegno scolastico;
- N. percorsi artistici e ricreativi.
Gli indicatori di seguito riportati sono riferiti all’intervento che il progetto prevede per la
riabilitazione ed inclusione delle persone con problematiche legate all’uso e abuso di
sostanze legali e illegali:
- N. utenti accolti nella Comunità Terapeutica dell’Ente;
- N. attività di terapia occupazionale;
- N. attività educative e ricreative;
- N. inserimenti lavorativi protetti.
8) Obiettivi del progetto:
L’obiettivo generale è la realizzazione di un modello di intervento integrato a più
livelli, finalizzato a rimuovere le cause del disagio e della marginalità sociale con una
metodologia nonviolenta. Tale modello si realizza attraverso la condivisione diretta con
vive situazioni di disagio. A partire dalle relazioni concrete, dalla lettura condivisa dei
contesti e dei conflitti che li caratterizzano, vengono sviluppate azioni di educazione,
sensibilizzazione, informazione, finalizzate alla promozione di una cultura di solidarietà
e pace e cooperazione tra i popoli.
Tale obiettivo generale si coniuga in due obiettivi trasversali e comuni a tutti i
progetti denominati Caschi Bianchi oltre che in specifici obiettivi per ciascun progetto e
per ogni territorio:
Obiettivo
Trasversale
1:
Incrementare la realizzazione e la diffusione di materiale
informativo attraverso il sito www.antennedipace.org e gli
strumenti informativi ad esso collegati utili a sensibilizzare la
società civile italiana sulle conflittualità sociali presenti nei paesi di
destinazione del progetto.
Obiettivo
trasversale
2:
Realizzare un report sul grado di affermazione dei Diritti umani
fondamentali, a partire da casi concreti e storie di persone nei
diversi contesti in cui viene attuato il progetto, utile ad
approfondire la conoscenza del contesto e di individuare eventuali
nuove priorità di intervento.
19
Di seguito, gli obiettivi specifici del Paese:
PROMOZIONE DEI DIRITTI DELL’INFANZIA
OBIETTIVO SPECIFICO 1
Miglioramento del rendimento scolastico e delle abilità in genere dei circa 40 minori
del comune di Peñalolén che frequentano il Centro “Escuelita” e che si trovano in
situazione di disagio socio-ambientale, di ritardo scolastico o a rischio emarginazione
e per i quali si ravvisi la necessità di un intervento educativo.
INDICATORI
DA CONTESTO
INDICATORI
- N. minori inseriti nel
Centro “Escuelita” dell’Ente;
- N. ore mensili di sostegno
scolastico;
- N. laboratori annuali;
- N. attività ricreative;
- N. visite domiciliari annuali
alle famiglie dei minori
inseriti nel programma.
aumento
delle
ore
mensili
di
sostegno
scolastico (da 30 a 40);
- aumento del 30% delle
attività
laboratoriali
e
ricreative;
intensificazione
dell’accompagnamento alle
famiglie dei minori che
frequentano
il
Centro
attraverso
le
visite
domiciliari.
RISULTATI
ATTESI/SITUAZIONE
DI ARRIVO
miglioramento
del
rendimento scolastico e
del
livello
di
alfabetizzazione di circa
40 minori del comune di
Peñalolén;
- miglioramento delle
abilità e capacità di circa
40 minori del comune di
Peñalolén;
- diminuzione del tempo
passato in strada e
dell’esposizione ai fattori
di rischio per i circa 40
minori che frequentano
il Centro;
- miglioramento della
vita familiare in almeno
30 nuclei del quartiere.
OBIETTIVO SPECIFICO 2
Offrire ai circa 100 minori del comune de La Pintana la possibilità di costruirsi le
proprie “chiavi di interpretazione” della realtà per affrontare passaggi di crescita
spesso molo critici, favorire una maggiore conoscenza della propria personalità,
promuovere opportunità di interazione tra ragazzi e percorsi di protagonismo in
un’ottica di prevenzione di comportamenti devianti.
INDICATORI
INDICATORI
RISULTATI
DA CONTESTO
ATTESI/SITUAZIONE
DI ARRIVO
- N. minori inseriti nel Centro - aumento del numero - miglioramento delle
“Acuarela” dell’Ente;
di
laboratori
artistici capacità e delle abilità
- N. percorsi laboratoriali ed annuali (da 3 a 6);
dei circa 100 minori e
artistici annuali;
adolescenti inseriti nel
- N. puntate radiofoniche di - aumento del numero Centro;
Radio Acuarela;
di minori e adolescenti
- N. visite domiciliari annuali coinvolti nel programma aumento
delle
alle famiglie dei minori e radiofonico
e opportunità
di
adolescenti
inseriti
nel intensificazione
delle socializzazione
per
i
programma “Acuarela”.
attività dello stesso (da circa 100 minori e
mensili a settimanali);
adolescenti inseriti nel
Centro;
formazione
di
1
compagnia
teatrale coinvolgimento
di
permanente;
almeno 20 minori in più
nelle
attività
- rafforzamento delle continuative del Centro
visite domiciliari alle (programma radiofonico
famiglie dei minori e e compagnia teatrale);
20
adolescenti inseriti nel
Centro “Acuarela”.
miglior
accompagnamento alle
70 famiglie dei minori e
degli adolescenti inseriti
nel
Centro
e
conseguente
miglioramento della vita
familiare.
INCLUSIONE DELLA DISABILITA’
OBIETTIVO SPECIFICO 3
Sostenere l’integrazione delle circa 30 persone sordomute che frequentano il Centro
“Sol”, alle quali non sono offerte alternative utili alla socializzazione.
INDICATORI
DA CONTESTO
INDICATORI
- N. laboratori annuali di
lingua dei segni;
- N. ore mensili di sostegno
scolastico;
- N. percorsi artistici e
ricreativi.
- aumento del numero
di
corsi
annuali
di
insegnamento
della
lingua dei segni (da 4 a
8, di diversi livelli);
- aumento delle ore
mensili
di
sostegno
scolastico (da 30 a 40);
- aumento del numero
di laboratori annuali (da
4 a 6) e attività esterne
(da 2 a 6);
- realizzazione di 1
rappresentazione
teatrale attraverso la
tecnica del mino con
persone sordomute e
non;
produzione
materiale
sensibilizzazione
(calendario);
di
di
RISULTATI
ATTESI/SITUAZIONE
DI ARRIVO
implementare
l’insegnamento
della
lingua dei segni cilena,
offrendo la possibilità di
accesso ai corsi a circa
100 persone;
miglioramento
del
rendimento
scolastico
dei
xx
minori
e
adolescenti
sordomuti
che
frequentano
il
Centro;
- miglioramento delle
capacità e della abilità
delle xx persone che
frequentano il Centro;
- diffusione della cultura
sorda e della cultura
dell’inclusione, con la
promozione e diffusione
della rappresentazione
teatrale
e
la
distribuzione di almeno
500 copie del calendario
in Cile e in Italia.
ASSISTENZA ALLE PERSONE CON PROBLEMI DI DIPENDENZA
OBIETTIVO SPECIFICO 4
Ridurre del 50% il tasso di abbandono del percorso terapeutico-riabilitativo destinato
a persone con problematiche legate all’uso e abuso di sostanze legali e illegali
all’interno della Comunità Terapeutica gestita dall’Ente.
INDICATORI
(SITUAZIONE DI
PARTENZA)
INDICATORI
N. utenti accolti nella
Comunità Terapeutica
- N. attività di terapia
- aumento del 50%
delle attività di terapia
occupazionale;
-
RISULTATI
ATTESI/SITUAZIONE
DI ARRIVO
-
acquisizione
di
maggiori,
nuove
competenze e capacità
21
occupazionale;
- N. attività educative e
ricreative;
- N. inserimenti lavorativi
protetti
- aumento del 50%
delle attività educative,
ricreative e sportive;
- aumento del 30% del
numero di inserimenti
lavorati protetti.
relazionali nei giovani
ed adulti seguiti dalla
Comunità Terapeutica;
-
aumento del 30%
della
possibilità
di
inserimento
lavorativo
protetto per i giovani ed
adulti
seguiti
dalla
Comunità Terapeutica;
-
diminuzione
del
50%
dei
casi
di
abbandono del percorso
terapeutico prima della
fine;
-
aumento del 50%
del numero di giovani
ed adulti che finiscono
positivamente
il
percorso terapeutico.
9) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo
puntuale le attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei
volontari in servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista
sia qualitativo che quantitativo:
Il presente punto viene suddiviso, per leggibilità, in due parti:
- una prima parte riguardante le attività, il personale e le attività dei
volontari trasversali, connesse agli obiettivi trasversali a tutti i progetti con
prefisso CASCHI BIANCHI
- una seconda parte riguardante le attività, il personale e le attività dei
volontari connesse agli obiettivi specifici del presente progetto
9.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi
Riguardo ai due obiettivi generali comuni ai diversi progetti che ripropongono il modello
di intervento “Caschi Bianchi”, sono previste le seguenti azioni:
OBIETTIVO TRASVERSALE 1:
Incrementare la realizzazione e la diffusione di materiale informativo attraverso il
sito www.antennedipace.org e gli strumenti informativi ad esso collegati utili a
sensibilizzare la società civile italiana sulle conflittualità sociali presenti nei paesi
di destinazione del progetto.
MESI
AZIONI – AttivitàAzione 1 - COSTRUZIONE BACINO DI
ATTENZIONE
1.1. Attività di censimento e contatto dei
media tradizionali e non, presenti nel
territorio di provenienza dei volontari
1.2. Invio di informazioni prodotte dai volontari
e realizzazione di interviste ai contatti
censiti
1.3. Realizzazione di testimonianze
sull’esperienza all’estero
Azione 2 – FORMAZIONE
2.1. Modulo formativo: introduzione al mondo
dell’informazione: Dall’ informazione di massa
1
2
3
4
5
6
7
8
9 10 11 12
22
all’ informazione diffusa
2.2. Produrre informazione al tempo del web
2.0
2.3. Confronto periodico con la Redazione e
con i tutor di riferimento
2.4 Approfondimento del contesto politico,
socio-economico
Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE
3.1 Selezione delle tematiche
3.2. Redazione di articoli, report, gallerie
fotografiche, video
3.3. Confronto con la Redazione
3.4. Pubblicazione materiale
www.anntennedipace.org e valorizzazione dei
contenuti su social media e canali digitali
Azione 1 - COSTRUZIONE BACINO DI ATTENZIONE
1.1.
Attività di censimento e contatto dei media tradizionali e non, presenti
nel territorio di provenienza dei volontari
Prima dell’espatrio viene promosso un monitoraggio degli organi di
informazione tradizionali e non presenti nei territori di provenienza dei singoli
volontari. Si costruisce così un bacino di attenzione all’ esperienza del
volontario. L’azione è funzionale a creare un “filo rosso” che unisca le comunità
di provenienza e di destinazione dei volontari, che favorisca la ricaduta dell’
esperienza e la partecipazione seppur indiretta all’azione di Difesa che il
progetto ed i volontari coinvolti esercitano. I contatti individuati verranno
raccolti dalla redazione del sito www.antennedipace.org che costituisce il
collettore delle informazioni prodotte dai volontari.
1.2.
Invio di informazioni prodotte dai volontari e realizzazione di interviste
ai contatti censiti
La Redazione del sito www.antennedipace.org, utilizzando il censimento di cui
al punto precedente struttura i contatti con i vari organi di informazione censiti
ed avvia un rapporto di collaborazione finalizzato alla pubblicazione delle
informazioni. Prima dell’ espatrio un comunicato stampa informa sull’imminente
partenza e sulla disponibilità dei volontari a rilasciare interviste a quanti fossero
interessati ad approfondire l’intervento che andranno a realizzare, le
problematiche su cui interverranno ed il modello di intervento che seguiranno
1.3.
Realizzazione di testimonianze sull’esperienza all’estero
La costruzione del bacino di attenzione avviene anche attraverso testimonianze
e incontri pubblici rivolti a gruppi target interessati. I volontari contattano
direttamente i gruppi o le scuole interessate, concordano e realizzano gli
incontri.
Questa fase è fondamentale per riuscire a coscientizzare la società civile
rispetto ai legami e interdipendenze che connettono zone lontane del pianeta,
di risvegliare un senso di responsabilità e solidarietà internazionale, e di
sviluppare la coscienza di una cittadinanza sempre più planetaria.
Non meno importante, considerata la modalità testimoniale degli interventi è la
possibilità di suscitare interesse da parte dei convenuti ad approfondire le
tematiche e coinvolgersi in percorsi di intervento.
Azione 2 – FORMAZIONE
2.1.
Modulo formativo: introduzione al mondo dell’informazione: Dall’
informazione di massa all’ informazione diffusa
Durante la formazione specifica pre-partenza i volontari approfondiscono
l’ambito dell’informazione attraverso un percorso articolato in 2 moduli. Un
primo modulo che li introduce al mondo dell’informazione di massa: cos’è la
notizia, cosa fa notizia, il principio dell’equivicinanza, il rapporto tra
informazione e conflitti. Viene contattato il giornalista o l’esperto che
svilupperà la tematica, con il quale si concorderà data e contenuti del modulo
formativo.
23
2.2.
Produrre informazione al tempo del web 2.0
Un secondo modulo laboratoriale, permetterà ai volontari di sperimentarsi
nella scrittura di report, articoli, pagine di diario. Questo modulo non ha solo lo
scopo di fornire strumenti tecnici per la redazione di materiale informativo, ma
di approfondire l’approccio all’informazione, con particolare attenzione ai
principi della comunicazione nonviolenta. Particolare importanza ricopre questo
modulo in relazione all’evoluzione del Web. Il Web 2.0 infatti facilita non solo
l’informazione ma anche la comunicazione approfondita circa le tematiche
proposte dagli autori.
Viene predisposta durante la formazione una biblioteca fornita di una ricca
bibliografia sui temi della comunicazione nonviolenta ma anche degli strumenti
propri del web 2.0 utilizzabili dai volontari.
Fra i contenuti previsti anche la fotografia e la realizzazione di video perché
ciascun volontario possa disporre di tecniche e strumenti via via più vicini e
funzionali sia al proprio approccio che alla situazione o contenuto che
intenderà comunicare.
2.3. Confronto periodico con la Redazione e con i tutor di riferimento
Durante il periodo all’estero sarà mantenuto vivo il dialogo con la Redazione
che di volta in volta proporrà l’approfondimento di diverse tematiche. Inoltre è
garantito un servizio di tutoraggio: almeno ogni 15-20 giorni il volontario entra
in contatto con il tutor di riferimento che a sua volta lo motiva e stimola
rispetto l’approfondimento delle diverse tematiche.
2.4.
Approfondimento del contesto politico, socio-economico
Nella formazione specifica sarà approfondito il contesto politico, socioeconomico, culturale del paese di destinazione, per preparare i volontari a una
lettura critica della realtà, propedeutica alla redazione di articoli. Questo verrà
fatto attraverso un modulo specifico proposto da un formatore presente in loco
all’arrivo del volontario. Inoltre, durante l’anno di servizio, l’accompagnamento
da parte degli OLP e dei referenti locali favorirà l’approfondimento di questi
aspetti.
Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE
3.1
Selezione delle tematiche
Durante i primi mesi all’estero ed a cadenza periodica i volontari cercheranno
di acquisire, accompagnati dagli OLP e dai tutor, gli strumenti adeguati per
leggere in modo critico la realtà in cui prestano servizio, cercando di coglierne
la complessità. A mano a mano che questo spirito critico viene acquisito, di
concerto coi riferimenti locali e con la Redazione vengono selezionate le
tematiche su cui verranno prodotti contenuti. In questa fase la Redazione può
inviare articoli di approfondimento rispetto alle zone estere in cui sono inseriti i
volontari, o richiedere l’approfondimento di certe tematiche. Coerentemente
alle scelte fatte il volontario di concerto coi riferimenti locali raccoglie dati,
articoli di giornali locali, materiali di approfondimento, sulle tematiche
individuate. Questi dati serviranno per la stesura degli articoli.
3.2.
Redazione di articoli, report, gallerie fotografiche, video
Sulla base dei dati raccolti, i volontari- col supporto dell’OLP- ipotizzano una
programmazione degli articoli da sviluppare, definendo nello specifico
tematiche e tipologia dei vari articoli. Passano quindi alla stesura degli articoli.
3.3.
Confronto con la Redazione
I volontari inviano la prima stesura degli articoli alla Redazione, che a sua volta
restituisce il feedback, evidenziando eventuali correzioni, tagli, integrazioni,
approfondimenti ecc. che sarebbe opportuno realizzare. La Redazione durante il
processo di redazione cercherà di far sperimentare ai volontari una forma di
comunicazione nonviolenta, finalizzata al cambiamento, ed esercizio della
funzione di Difesa, che susciti nel lettore una serie di buoni interrogativi che lo
portano via via a prendere coscienza degli squilibri e delle contraddizioni
presenti nella nostra società.
24
3.4.
Pubblicazione e produzione multimediale sul sito
www.anntennedipace.org
I testi vengono pubblicati sul sito quale strumento di informazione alternativa.
Inoltre possono essere promossi anche tramite collaborazioni stabili con organi
di informazione tradizionale, quali testate giornalistiche e televisive, locali e
nazionali. Sviluppo delle sezioni del sito che valorizzino la produzione
multimediale (audio-video-foto) da parte dei Caschi Bianchi.
Ai social media ( facebook, twitter ecc.), verrà data particolare attenzione
selezionando i materiali valorizzabili anche su questi contenitori od articolando
percorsi di produzione finalizzata alla comunicazione social. I contenuti
potranno essere valorizzati e divulgati anche attraverso nuove piattaforme
digitali.
Consolidamento di partenariati con siti internet nell’ambito della promozione
dei diritti, la difesa nonviolenta e la cittadinanza attiva per proporre la
pubblicazione del link del sito antennedipace.org
Ottimizzazione nella gestione della mailing-list per la diffusione periodica della
newsletter del sito antennedipace.org
OBIETTIVO TRASVERSALE 2:
Realizzare un report sul grado di affermazione dei Diritti umani fondamentali, a
partire da casi concreti e storie di persone nei diversi contesti in cui viene attuato
il progetto, utile ad approfondire la conoscenza del contesto e di individuare
eventuali nuove priorità di intervento.
MESI
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
AZIONI – AttivitàAzione 1 - ANALISI DEL MATERIALE
IN ESSERE
1.1.Illustrazione del percorso e materiale
prodotto col precedente progetto
1.2. aggiornamento della situazione
Azione 2 – SELEZIONE DEI TEMI E
DEI FORMATI
2.1. definizione delle priorità tematiche
2.2. definizione dei formati
Azione 3 – INTERVISTE E REDAZIONE
3.1. individuazione dei soggetti da
intervistare
3.2. realizzazione delle interviste
3.3 Scrittura secondo i formati prescelti
3.4 Redazione dell’elaborato finale
Azione 4 – PUBBLICAZIONE
4.1. Pubblicazione dell’ elaborato finale
Azione 1 - ANALISI DEL MATERIALE IN ESSERE
Considerato che le azioni e le conseguenti attività individuate si pongono in continuità
di quanto realizzato attraverso progetti precedenti ed al momento in corso, una prima
azione, propedeutica alle azioni individuate consterà nella condivisione di quanto fin qui
realizzato.
Le attività che compongono questa azione sono 2:
1.1
Illustrazione del percorso e materiale prodotto col precedente progetto
Nei primi due mesi di servizio verrà illustrato il percorso attuato ed il
materiale fin qui raccolto.
Verranno illustrati i passi compiuti con particolare attenzione agli strumenti ed
alle modalità di raccolta dei dati attuate, nonché l’analisi realizzata sui dati
raccolti. Ulteriore argomento di questa attività sarà il fornire ai volontari
coinvolti le indicazioni operative osservate da chi ha fin qui condotto
l’indagine.
1.2.
Aggiornamento della situazione
Considerato i tempi in cui si stima che avranno avvio i progetti si può suppone
25
che le situazioni di violazioni di diritti umani riscontrate risultino ancora in
essere. Tuttavia, avvalendosi del supporto del personale individuato dal
partner Università agli Studi Carlo Bo di Urbino,
verrà realizzata una
valutazione rispetto alla validità dei dati raccolti e delle analisi realizzate al
fine di porre in essere eventuali aggiornamenti dei dati o delle analisi. Nel
caso alcuni dati risultassero ormai inadeguati si procederà all’aggiornamento
od alla rimozione di questi dall’insieme dei contenuti interessati dalla
Pubblicazione
Azione 2 – SELEZIONE DEI TEMI E DEI FORMATI
2.1.
Definizione delle priorità tematiche
Alla luce dell’eventuale aggiornamento della situazione verranno, di concerto
coi riferimenti locali , l’Università Carlo Bo di Urbino , individuate delle priorità
tematiche su cui realizzare la pubblicazione finale. Si suppone che non tutti gli
elementi emersi durante l’indagine in corso verranno inseriti nel rapporto
finale al fine di rendere il rapporto di agevole lettura ed adeguatamente
approfondito. Si rileva altresì che alcune violazioni riscontrate possano essere
ritenute prioritarie rispetto ad altre per i vari contesti locali. Verrà quindi
adoperata una selezione di priorità tematiche da inserire nel rapporto finale.
2.3.
Definizione dei formati
Dopo aver individuato le tematiche prioritarie verranno definiti i formati
attraverso cui le situazioni saranno riportati nella pubblicazione finale. Essi
potranno essere storie di persone, gruppi target più o meno formalizzati a
seconda dello specifico contesto e della specifica violazione riscontrata. Una
volta definiti i formati funzionali verranno predisposti adeguati strumenti e
metodiche di rilevazione avvalendosi del contributo di uno o più soggetti che
compongono la rete di partner a supporto del progetto. I volontari verranno in
conseguenza formati all’ utilizzo degli strumenti individuati ed alle metodiche
attuabili .
AZIONE 3 - INTERVISTE E REDAZIONE
3.1.
Individuazione dei soggetti da intervistare
In relazione alle priorità ed ai formati individuati verranno individuati i
soggetti da intervistare. I soggetti che verranno intervistati saranno scelti
sulla base della significatività della loro storia in relazione alle situazioni
descritte nel rapporto derivante dall’indagine attualmente in corso. Al fine di
garantire la significatività delle storie i soggetti verranno individuati
coerentemente alle priorità individuate ed interpellando sia i referenti locali
che,
se ritenuto necessario , gli stakeholder coinvolti nelle rilevazioni
precedenti.
3.2.
Realizzazione delle interviste
Dopo aver contattato , richiesto la disponibilità e calendarizzato le interviste,
esse verranno condotte dai volontari a progetto sulla base delle indicazioni
ricevute e concordate. Al bisogno i volontari potranno essere affiancati dal
personale locale di riferimento o da altro personale da questi individuato.
3.3
Scrittura secondo i formati prescelti
Una volta realizzata l’intervista, verrà redatta una trascrittura della stessa ad
opera dei volontari.
I volontari potranno avvalersi dei riferimenti locali e di quelli individuati dalla
struttura di gestione, al fine di realizzare un prodotto coerente con le
indicazioni condivise nel percorso formativo.
Il prodotto della trascrittura costituirà il contenuto necessario a realizzare
l’elaborato finale.
3.4 Redazione dell’elaborato finale
La struttura di gestione raccoglierà il materiale prodotto dai singoli volontari e
redigerà l’elaborato finale.
Sarà compito della struttura di gestione con il supporto dei soggetti che fanno
26
parte della rete di supporto redigere l’elaborato finale che prima della
pubblicazione sarà sottoposto ad una rilettura da parte dei volontari e dei
referenti locali.
Azione 4 – PUBBLICAZIONE
4.1. Pubblicazione dell’ elaborato finale
L’elaborato sarà pubblicato in formato digitale e diffuso attraverso i canali
interni ed esterni di cui dispone l’ente.
Al termine del progetto verrà realizzato un evento di presentazione del
rapporto finale.
Tale evento potrà svolgersi in presenza od attraverso canali digitali
(es:webinar), al fine di renderlo fruibile dal più alto numero di persone
possibili.
9.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività
previste, con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le
predette attività
RISORSE UMANE NECESSARIE ALL’ESPLETAMENTO DELLE ATTIVITÀ
PREVISTE PER GLI OBIETTIVI TRASVERSALI 1 E 2
Ruolo nel progetto - Competenze
Azioni
N°
1
Coordinatore di equipe, con esperienza
OBIETTIVO 1
nella conduzione di gruppi e gestione di -Azione 1 - COSTRUZIONE
gruppi di lavoro
BACINO DI ATTENZIONE
OBIETTIVO 2
Azione 1 - ANALISI DEL
MATERIALE IN ESSERE
OBIETTIVO 1
-Azione 1 - COSTRUZIONE
BACINO DI ATTENZIONE
-Azione 3 - ATTIVITA’
EDITORIALE
5
Operatori, tutors a distanza con
esperienza nell’ambito del servizio civile
e di conduzione dei gruppi e mediazione
dei conflitti interpersonali, con
esperienza di produzione informazione
dal basso e supporto alla redazione.
1
Redattore, laureando in scienze della
comunicazione con esperienza
pluriennale nella produzione di
informazione dal basso, scrittura
collettiva ed uso della rete internet.
OBIETTIVO 1
-Azione 1 - COSTRUZIONE
BACINO DI ATTENZIONE
-Azione 2 – FORMAZIONE
-Azione 3 - ATTIVITA’
EDITORIALE
OBIETTIVO 2
3.4
Redazione
dell’elaborato
finale
4.1. Pubblicazione dell’ elaborato
finale
1
Coordinatore della realizzazione del
Report indagine sui diritti umani,
laureato in scienze politiche con
esperienze di ricerca in tema di diritti
umani coordinamento percorsi di
ricerca.
OBIETTIVO 2
Azione 1 - ANALISI DEL
MATERIALE IN ESSERE
2.1.
Definizione delle priorità
tematiche
2.3.
Definizione dei formati
3.4
Redazione
finale
2
Esperti di ricerca e diritti umani
individuati fra docenti dell’ Università di
Urbino e l’associazione ADUSU di
dell’elaborato
OBIETTIVO 1
-Azione 2 – FORMAZIONE
27
Padova
OBIETTIVO 2
Azione 2 – SELEZIONE DEI TEMI
E DEI FORMATI
2
Docenti Università di Urbino, -Sociologia
e Scienze della Comunicazione
OBIETTIVO 1
-Azione 2 – FORMAZIONE
-Azione 3 - ATTIVITA’
EDITORIALE
Att. 3.6 - 3.2 Divulgazione e
valorizzazione dei contenuti
prodotti su social media e
nuovi canali digitali
3
Esperti a vario titolo del mondo dell’
informazione
1
Esperto informatico , svolge attività di
definizione degli strumenti informatico
idonei alle necessità
OBIETTIVO 1
-Azione 2 – FORMAZIONE
3.6 Divulgazione e
valorizzazione dei contenuti
prodotti su social media e
nuovi canali digitali
OBIETTIVO 1
-Azione 3 – ATTIVITA’
EDITORIALE
OBIETTIVO 2
4.1. Pubblicazione dell’ elaborato
finale
2
Coordinatore attività di indagine in loco,
con esperienza nell’ambito
dell’intervento sociale in loco e
conoscenza della realtà associativa
locale
2.1.
Definizione delle priorità
tematiche
3.1.
Individuazione
dei
soggetti da intervistare
3.2.
Realizzazione
delle
interviste
9.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
OBIETTIVO TRASVERSALE 1
Incrementare la realizzazione di materiale di sensibilizzazione e di informazione dal
basso -report, interviste, pagine di cronaca, attualità ecc.- diffusi attraverso il sito
www.antennedipace.org
che sensibilizzino la società civile italiana sulle
conflittualità sociali presenti nei paesi di destinazione del progetto, sviluppando un
senso di responsabilità e solidarietà internazionale.
AZIONI - Attività
ATTIVITA’ DEL VOLONTARIO
Azione 1 - COSTRUZIONE
BACINO DI ATTENZIONE
1.4. Attività di ricerca dei -realizza una mappatura dei mass-media presenti a
media
presenti
sul livello locale, nel proprio territorio di provenienza,
territorio di appartenenza avendo cura di individuare i contatti di un referente
dei volontari
di ogni testa giornalistica, radio ecc..
-invia i dati raccolti alla Redazione del sito
www.antennedipace.org.
1.5. Invio di comunicati
Sollecita i contatti costruiti coi media locali già
stampa ai contatti
mappati comunicando la disponibilità a rilasciare
individuati
interviste.
1.6. Rilascio di interviste da
Rilascia interviste
parte dei volontari
1.7. Realizzazione di
I volontari contattano direttamente o con il
testimonianze
supporto della sede locale (o della struttura di
sull’esperienza all’estero
gestione) i gruppi o le scuole interessate,
28
concordano e realizzano gli incontri.
Azione
3
ATTIVITA’
EDITORIALE
3.1 Selezione delle tematiche
3.2 Raccolta di dati, materiale
di approfondimento
3.3. Redazione di articoli,
report, gallerie fotografiche,
video
3.4.
Confronto
Redazione
con
la
3.5.Pubblicazione e produzione
multimediale sul sito
www.anntennedipace.org
3.6
Divulgazione
e
valorizzazione dei contenuti
prodotti su social media e
nuovi canali digitali


Durante i primi mesi all’estero, i volontari
cercheranno di acquisire, accompagnati dagli OLP e
dai tutor, gli strumenti adeguati per leggere in
modo critico la realtà in cui prestano servizio,
cercando di coglierne la complessità.
A mano a mano che questo spirito critico viene
acquisito, si cominciano a individuare le tematiche
di interesse e a raccogliere il materiale
propedeutico alla stesura degli articoli.
I volontari raccolgono dati, articoli di giornali locali,
materiali di approfondimento, sulle tematiche
individuate che serviranno per la stesura degli
articoli.
Sulla base dei dati raccolti, i volontari- col supporto
dell’OLP- ipotizzano una programmazione degli
articoli da sviluppare, definendo nello specifico
tematiche e tipologia dei vari articoli. I Ciascun
volontario redige gli articoli e/o contributi
multimediali utili ad informare attraverso il sito
www.antennedipace.org od altri spazi individuati
dagli enti della rete che collabora alla realizzazione
del progetto.
I volontari inviano la prima stesura degli articoli
alla Redazione, che a sua volta restituisce il
feedback, evidenziando eventuali correzioni, tagli,
integrazioni, approfondimenti ecc. che sarebbe
opportuno realizzare.
I testi ed i diversi contenuti prodotti vengono
pubblicati sul sito quale strumento di informazione
alternativa. I volontari potranno rilanciare alla
propria rete di contatti i contenuti prodotti.
Potranno altresì essere intervistati da organi di
informazione
tradizionale,
quali
testate
giornalistiche e televisive, locali e nazionali.
I volontari potranno diffondere attraverso i social
media i contenuti prodotti, anche da altri volontari
impegnati nel progetto
OBIETTIVO TRASVERSALE 2
Realizzare un report sul grado di affermazione dei Diritti umani fondamentali, a
partire da casi concreti e storie di persone nei diversi contesti in cui viene attuato il
progetto, utile ad approfondire la conoscenza del contesto e di individuare eventuali
nuove priorità di intervento.
AZIONI - Attività
Azione 1 - ANALISI DEL
MATERIALE IN ESSERE
1.1.Illustrazione del percorso
e materiale prodotto col
precedente progetto
1.2. aggiornamento della
situazione
ATTIVITA’ DEL VOLONTARIO
Il volontario partecipa alla formazione ed
all’Illustrazione del percorso attuato e del materiale
in essere
Il volontario, nel caso alcuni dati risultassero
inadeguati
partecipa
all’aggiornamento
della
situazione censita
Azione 2 – SELEZIONE DEI
29
TEMI E DEI FORMATI
2.2. definizione dei formati
I volontari partecipano alla formazione all’ utilizzo
degli strumenti individuati ed alle metodiche
attuabili .

Azione 3 – INTERVISTE E
REDAZIONE
3.2. realizzazione delle
interviste
3.3 Scrittura secondo i formati
prescelti
3.4 Redazione dell’elaborato
finale
Il volontario contatta, calendarizza e realizza le
interviste sulla base delle indicazioni ricevute e
concordate. Al bisogno i volontari potranno essere
affiancati dal personale locale di riferimento o da
altro personale da questi individuato.
Il volontario trascrive l’intervista secondo il formato
prescelto.
Il prodotto della trascrittura costituirà il contenuto
necessario a realizzare l’elaborato finale.
Il volontario invia il materiale prodotto alla
struttura di gestione che cura la redazione dell’
elaborato.
Il volontario partecipa alla rilettura della bozza di
elaborato finale.
Azione 4 – PUBBLICAZIONE
4.1. Pubblicazione dell’
elaborato finale
Il volontario contribuisce alla diffusione e partecipa
all’evento di presentazione.
9.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi
OBIETTIVO SPECIFICO 1:
Miglioramento del rendimento scolastico e delle abilità in genere dei circa 40
minori del comune di Peñalolén che frequentano il Centro “Escuelita” e che si
trovano in situazione di disagio socio-ambientale, di ritardo scolastico o a rischio
emarginazione e per i quali si ravvisi la necessità di un intervento educativo.
MESI
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
AZIONI-Attività
AZIONE 1 – Revisione degli
interventi
pregressi
e
nuova programmazione
1.1. Revisione delle attività di
sostegno scolastico e di quelle
laboratoriali
e
ricreative
pregresse
1.2.
Ridefinizione
dei
programmi educativi
AZIONE
2
–
Sostegno
scolastico
e
attività
laboratoriali e ricreative
2.1.
Pianificazione
ed
organizzazione delle attività di
sostegno scolastico
2.2. Sostegno scolastico
2.3.
Pianificazione
ed
organizzazione delle attività
laboratoriali e ricreative
2.4. Attività laboratoriali
2.5. Attività ricreative
30
AZIONE
3
–
Sostegno
famigliare
3.1.
Pianificazione
ed
organizzazione
delle
visite
domiciliari alle famiglie
3.2. Visite domiciliari familiari
3.3. Rafforzo dell’intervento o
intervento d’emergenza nelle
situazioni ad alto rischio
AZIONE 4 – Monitoraggio e
verifica dei risultati
4.1
Monitoraggio
delle attività
costante
4.2. Valutazione ed analisi dei
risultati raggiunti
4.3. Elaborazione di nuove
proposte e progettualità
AZIONE 1 – Revisione degli interventi pregressi e nuova programmazione
1.1. Revisione delle attività di sostegno scolastico e di quelle laboratoriali e ricreative
pregresse
Incontri di equipe tra operatori del Centro, psicologo, assistente sociale e coordinatore
e raccolta di dati qualitativi (tramite colloqui con gli insegnanti e con le famiglie) e
quantitativi sugli interventi realizzati in precedenza; elaborazione dei dati ed analisi
degli interventi passati.
1.2. Ridefinizione dei programmi educativi
Analisi dello stato attuale, dei bisogni di ogni minore, definizione degli obiettivi
educativi da raggiungere e dei possibili interventi da realizzare; stesura dei progetti
educativi individualizzati.
AZIONE 2 – Sostegno scolastico e attività laboratoriali e ricreative
2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività di sostegno scolastico
Trimestralmente vengono programmate le attività di sostegno scolastico attraverso
l’individuazione degli obiettivi da raggiungere per ciascun minore.
2.2. Sostegno scolastico
Allestimento del luogo in cui si svolgeranno le attività e preparazione del materiale
didattico e di cancelleria.
2.3. Pianificazione ed organizzazione delle attività laboratoriali e ricreative
Trimestralmente vengono programmate le attività laboratoriali e ricreative: si
verificano le risorse umane e finanziarie a disposizione da destinare e si definiscono le
attività, le modalità ed i tempi di attuazione.
2.4. Attività laboratoriali
Sulla base della programmazione vengono effettuate le attività laboratoriali, che nello
specifico sono:
o
2 laboratorio di espressione artistica;
o
1 laboratorio di attività manuali;
o
2 laboratori da definirsi in base alle risorse e all’analisi degli interessi dei minori
che frequentano il programma.
2.5. Attività ricreative
Sulla base della programmazione vengono effettuate le attività laboratoriali, che nello
specifico sono:
o
attività sportive e di giochi di gruppo;
o
2 uscite da definirsi al termine di ogni semestre scolastico.
AZIONE 3 – Sostegno famigliare
3.1. Pianificazione ed organizzazione delle visite domiciliari alle famiglie
31
Trimestralmente vengono programmate le visite domiciliari alle famiglie dei minori che
frequentano il Centro “Escuelita”.
Nell’incontro d’equipe si procede:
o
alla stesura del calendario;
o
alla suddivisione dei compiti.
Generalmente viene dedicato un giorno settimanale per la realizzazione delle visite
domiciliari familiari (si cercano di effettuare una o due visite a settimana).
3.2. Visite domiciliari familiari
L’azione mira all’approfondimento della conoscenza delle famiglie, per il rafforzamento
della relazione ed il rinnovo dell’impegno.
Attraverso le visite si cerca, inoltre, di svolgere un’attività di sensibilizzazione su
tematiche psicosociali e di fornire alle famiglie gli strumenti educativi utili al
miglioramento delle dinamiche interne.
Al termine di ogni visita viene compilato un registro ed annotate le richieste/bisogni
particolari.
3.3. Rafforzo dell’intervento o intervento d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio
L’equipe del Centro “Escuelita” sostiene le famiglie in difficoltà attraverso:
o
aiuti alimentari;
o
sostegno psicologico;
o
sostegno sanitario;
o
fornitura di materiale scolastico;
o
supporto a piccoli lavori di ristrutturazione delle abitazioni.
AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei risultati
4.1 Monitoraggio costante delle attività
Incontri mensili tra operatori del Centro, psicologo, assistente sociale e coordinatore e
stesura di un report di monitoraggio.
4.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti
Esame del report, analisi dei risultati delle attività e delle criticità, valutazione dei
progressi raggiunti evidenziando punti di forza e di debolezza.
4.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità
Confronto tra operatori del Centro, psicologo, assistente sociale e coordinatore sui
risultati raggiunti e generazione di nuove idee e proposte in base al budget e alle
risorse disponibili. Elaborazione di nuovi piani educativi.
OBIETTIVO SPECIFICO 2:
Offrire ai circa 100 minori del comune de La Pintana la possibilità di costruirsi le
proprie “chiavi di interpretazione” della realtà per affrontare passaggi di crescita
spesso molo critici, favorire una maggiore conoscenza della propria personalità,
promuovere opportunità di interazione tra ragazzi e percorsi di protagonismo in
un’ottica di prevenzione di comportamenti devianti.
MESI
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
AZIONI-Attività
AZIONE
1
Attività
artistiche e culturali
1.1.
Pianificazione
ed
organizzazione dei laboratori
artistici e culturali
1.2. Laboratori artistici e
culturali
AZIONE 2 – Potenziamento
della presenza e delle
attività degli adolescenti
del Centro all’interno del
programma
radiofonico
“Acuarela”
2.1. Creazione di un gruppo di
lavoro
2.2. Preparazione della messa
in onda
32
2.3. Trasmissione radiofonica
2.4. Aggiornamento del blog
2.5. Monitoraggio del progetto
radiofonico
AZIONE 3 – Formazione di
una compagnia teatrale
permanente
3.1. Creazione di un gruppo di
lavoro
3.2.
Ideazione
della
rappresentazione teatrale
3.3.
Promozione
ed
esecuzione
della
rappresentazione teatrale
AZIONE 4 – Sostegno
famigliare
4.1.
Pianificazione
ed
organizzazione delle visite
domiciliari alle famiglie
4.2. Visite alle famiglie
4.3. Rafforzo dell’intervento o
intervento d’emergenza nelle
situazioni ad alto rischio
AZIONE 5 – Monitoraggio e
verifica dei risultati
5.1
Monitoraggio
delle attività
costante
5.2. Valutazione ed analisi dei
risultati raggiunti
5.3. Elaborazione di nuove
proposte e progettualità
AZIONE 1 - Attività artistiche e culturali
1.1. Pianificazione ed organizzazione dei laboratori artistici e culturali
Trimestralmente vengono programmate le attività ricreative: si verificano le risorse
umane e finanziarie a disposizione da destinare e si definiscono le attività, le modalità
ed i tempi di attuazione.
Ogni venerdì pomeriggio il gruppo di lavora si incontra per:
o
il coordinamento della settimana successiva;
o
il confronto e la gestione delle situazioni problematiche;
o
l’individuazione dei nuovi bisogni emergenti;
o
la valutazione delle attività proposte.
Mensilmente il gruppo di lavoro si incontra per la supervisione d’equipe.
1.2. Laboratori artistici e culturali
In base alla programmazione vengono effettuati i laboratori artistici e culturali, che
nello specifico sono:
o
1 laboratorio di break dance;
o
1 laboratorio di arti circensi;
o
1 laboratorio di balli tradizionali
o
1 laboratorio di creazione letteraria e drammaturgia (per gli adolescenti dai 14
anni in avanti);
o
1 laboratorio di teatro (per gli adolescenti dai 14 anni in avanti);
o
1 laboratorio di fotografia (da inserire);
o
1 laboratorio di chitarra(da inserire).
La realizzazione delle attività presuppone l’allestimento dei luoghi di svolgimento dei
laboratori e l’acquisto o la preparazione del materiale tecnico o didattico necessario.
AZIONE 2 – Potenziamento della presenza e delle attività degli adolescenti del
Centro all’interno del programma radiofonico “Acuarela”
2.1. Creazione di un gruppo di lavoro
33
Creazione di un gruppo lavoro per la gestione della registrazione settimanale
dell’intervento all’interno del programma radiofonico “Acuarela: los derechos de los
niños a todo color”.
2.2. Preparazione della messa in onda
Settimanalmente il gruppo di lavoro si riunisce per:
o
la scelta della tematica da trattare (che ha come obiettivo la sensibilizzazione
della comunità alle tematiche dei diritti umani e della cultura di pace, con un’attenzione
particolare ai diritti dell’infanzia);
o
la modalità di conduzione (intervista, lettura di un brano e/o articolo,
discussione, ecc).
o
il contatto con eventuali persone a cui richiedere la presenza in radio (nel caso
di interviste o approfondimenti da parte di esperti).
2.3. Trasmissione radiofonica
Costruzione della trasmissione,
registrazione.
preparazione
della
sala
e
dell’attrezzatura
e
2.4. Aggiornamento del blog
Aggiornamento del blog della trasmissione radiofonica (www.yastaradio.com), in
particolare:
o
raccolta del materiale registrato;
o
produzione di foto e/o brevi filmati di documentazione;
o
pubblicazione sul blog della sintesi di ogni trasmissione nella doppia lingua
(spagnolo e italiano);
o
realizzazione di banner per la promozione del blog.
2.5. Monitoraggio del progetto radiofonico
Monitoraggio iniziale, intermedio e finale del progetto radiofonico ad opera dell’equipe
del Centro “Acuarela” (secondo il numero degli ascolti ed il grado di interesse) tra le
famiglie de La Pintana per stendere una valutazione dell’attività ed elaborare eventuali
strategie di promozione.
AZIONE 3 – Formazione di una compagnia teatrale permanente
3.1. Creazione di un gruppo di lavoro
Creazione di un gruppo di lavoro permanente che possa lavorare in maniera
continuativa negli anni e che lavori alla creazione di una rappresentazione teatrale,
affrontando tematiche di carattere sociale connesse alla vita quotidiana dei minori e
adolescenti de La Pintana.
3.2. Ideazione della rappresentazione teatrale
La realizzazione di una rappresentazione teatrale implica:
o
la scelta dell'argomento da trattare (da definire attraverso un percorso che
faccia emergere la tematica dagli adolescenti stessi);
o
l'elaborazione dell'argomento;
o
la stesura del copione;
o
la divisione dei ruoli e dei gruppi operativi (recitazione, scenografia, costumi,
musica, ecc.).
Settimanalmente il gruppo di lavoro si riunirà per lavorare alla realizzazione del
laboratorio.
3.3. Promozione ed esecuzione della rappresentazione teatrale
L’azione di promozione e riproduzione della rappresentazione teatrale implica:
o
la creazione e la stampa di una locandina;
o
la promozione della rappresentazione nei contesti formali (teatri sociali e/o
istituti scolastici secondari della regione metropolitana) e nei contesti informali (piazze
e strade o luoghi di aggregazione);
o
la messa in scena.
AZONE 4 – Sostegno famigliare
4.1. Pianificazione ed organizzazione delle visite domiciliari alle famiglie
Trimestralmente vengono programmate le visite domiciliari alle famiglie dei minori che
frequentano il Centro “Acuarela”.
Nell’incontro d’equipe si procede:
34
o
alla stesura del calendario;
o
alla suddivisione dei compiti.
Generalmente viene dedicato un giorno settimanale per la realizzazione delle visite
domiciliari familiari (si cercano di effettuare una o due visite a settimana).
4.2. Visite domiciliari familiari
L’azione mira all’approfondimento della conoscenza delle famiglie, per il rafforzamento
della relazione ed il rinnovo dell’impegno.
Attraverso le visite si cerca, inoltre, di svolgere un’attività di sensibilizzazione su
tematiche psicosociali e di fornire alle famiglie gli strumenti educativi utili al
miglioramento delle dinamiche interne.
Al termine di ogni visita viene compilato un registro ed annotate le richieste/bisogni
particolari.
4.3. Rafforzo dell’intervento o intervento d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio
L’equipe del Centro “Acuarela” sostiene le famiglie in difficoltà attraverso:
o
aiuti alimentari;
o
sostegno psicologico;
o
sostegno sanitario;
o
fornitura di materiale scolastico;
o
supporto a piccoli lavori di ristrutturazione delle abitazioni.
AZIONE 5 – Monitoraggio e verifica dei risultati
5.1 Monitoraggio costante delle attività
Incontri mensili tra operatori del Centro, psicologo, assistente sociale e coordinatore e
stesura di un report di monitoraggio.
5.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti
Esame del report con gli operatori, analisi dei risultati delle attività e delle criticità,
valutazione dei progressi raggiunti evidenziando punti di forza e di debolezza.
5.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità
Confronto tra operatori del Centro, psicologo, assistente sociale e coordinatore sui
risultati raggiunti e generazione di nuove idee e proposte in base al budget e alle
risorse disponibili. Elaborazione di nuovi piani educativi.
OBIETTIVO SPECIFICO 3:
Sostenere l’integrazione delle circa 30 persone sordomute che frequentano il
Centro “Sol”, alle quali non sono offerte alternative utili alla socializzazione.
MESI
1
AZIONI-Attività
AZIONE 1 – Laboratori di
lingua dei segni
1.1
Pianificazione
ed
organizzazione dei laboratori di
lingua dei segni
1.2 Laboratori di lingua dei
segni
AZIONE
2
–
Sostegno
scolastico
e
attività
artistiche e culturali
2.1.
Pianificazione
ed
organizzazione delle attività di
sostegno scolastico
2.2.
Attività
di
sostegno
scolastico
2.3.
Pianificazione
ed
organizzazione dei laboratori e
delle attività esterne
2.4.
Laboratori
artistici
e
attività esterne
2
3
4
5
6
7
8
9
10 11 12
35
AZIONE 3 – Produzione di
attività
e
materiale
di
sensibilizzazione
3.1. Ideazione di un calendario
con l’utilizzo di immagini che
richiamano la comunicazione
LSCh (lingua dei segni cilena)
3.2. Produzione del materiale
3.3. Diffusione del materiale di
promozione
AZIONE 4 – Monitoraggio e
verifica dei risultati
4.1 Monitoraggio costante delle
attività
4.2. Valutazione ed analisi dei
risultati raggiunti
4.3. Elaborazione di nuove
proposte e progettualità
AZIONE 1 – Laboratori di lingua dei segni
1.1. Pianificazione ed organizzazione dei laboratori di lingua dei segni
Semestralmente vengono pianificati e programmati i laboratori di lingua dei segni
(circa 2 mezze giornate a settimana); gli stessi vengono promossi nelle scuole, nelle
sedi delle associazioni e nei circoli culturali.
1.2. Laboratori di lingua dei segni
La realizzazione dei laboratori presuppone l’allestimento dei luoghi di svolgimento
dell’attività e la preparazione del materiale didattico necessario.
AZIONE 2 – Sostegno scolastico e attività artistiche e culturali
2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività di sostegno scolastico
Trimestralmente vengono pianificate e programmate le attività di sostegno scolastico,
sulla base dell’analisi dei risultati scolastici.
2.2. Attività di sostegno scolastico
La realizzazione delle attività di sostegno scolastico presuppone l’allestimento dei
luoghi di svolgimento dell’attività e la preparazione del materiale didattico necessario
2.3. Pianificazione ed organizzazione dei laboratori e delle attività esterne
Trimestralmente vengono programmati i laboratori e le attività esterne: si verificano le
risorse umane e finanziarie a disposizione da destinare e si definiscono le attività, le
modalità ed i tempi di attuazione.
Mensilmente il gruppo di lavora si incontra per:
o
il coordinamento della settimana successiva;
o
il confronto e la gestione delle situazioni problematiche;
o
l’individuazione dei nuovi bisogni emergenti;
o
la valutazione delle attività proposte.
2.4. Laboratori artistici e attività esterne
In base alla programmazione vengono realizzate le attività artistiche, che nello
specifico sono:
o
1 laboratorio di teatro attraverso la tecnica del mimo (il laboratorio prevede la
partecipazione di persone sordomute e non);
o
1 laboratorio di serigrafia;
o
1 laboratorio di applicazione su tela;
o
2 eventuali laboratori ancora da definirsi in base alle risorse e all’analisi degli
interessi delle persone che frequentano il programma;
o
almeno 1 uscita mensile di visita alla città o ricreativa con la partecipazione di
persone sordomute e non.
36
La realizzazione delle attività presuppone l’allestimento dei luoghi di svolgimento dei
laboratori e l’acquisto o la preparazione del materiale tecnico o didattico necessario.
AZIONE 3 – Produzione di attività e materiale di sensibilizzazione
3.1. Ideazione di un calendario con l’utilizzo di immagini che richiamano la
comunicazione LSCh (lingua dei segni cilena)
Il gruppo di lavoro si occupa di ideare il prodotto e pensare alle modalità di
realizzazione.
3.2. Produzione del materiale
Realizzazione del prodotto.
3.3. Diffusione del materiale di promozione
Diffusione del materiale all’interno di eventi, manifestazioni o in occasioni particolari
come occasione di sensibilizzazione, promozione e diffusione della cultura sorda.
AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei risultati
4.1 Monitoraggio costante delle attività
Incontri mensili tra operatori del Centro e coordinatore e stesura di un report di
monitoraggio.
4.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti
Esame del report, analisi dei risultati delle attività e delle criticità, valutazione dei
progressi raggiunti evidenziando punti di forza e di debolezza.
4.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità
Confronto tra operatori del Centro e coordinatore sui risultati raggiunti e generazione di
nuove idee e proposte in base al budget e alle risorse disponibili. Elaborazione di nuovi
piani educativi.
OBIETTIVO SPECIFICO 4:
Ridurre del 50% il tasso di abbandono del percorso terapeutico-riabilitativo
destinato a persone con problematiche legate all’uso e abuso di sostanze legali e
illegali all’interno della Comunità Terapeutica gestita dall’Ente.
MESI
1
AZIONI-Attività
AZIONE 1 – Revisione degli
interventi pregressi e nuova
programmazione
1.1. Revisione delle attività
pregresse in generale
1.2.
Ridefinizione
programmi educativi
2
3
4
5
6
7
8
9
10 11 12
dei
AZIONE 2 – Attività volte
alla
riabilitazione
della
persona
2.1.
Pianificazione
ed
organizzazione delle attività
2.2.
Attività
di
sostegno
psicologico e psichiatrico
2.3. Attività formative ed
occupazionali
2.4.
Attività
educative,
ricreative e sportive
2.5. Incontri di sostegno alle
famiglie
2.6 Attività di inserimento
lavorativo protetto
2.7. Lavoro d’equipe
37
AZIONE 3 – Monitoraggio e
verifica dei risultati
3.1 Monitoraggio costante delle
attività
3.2. Valutazione ed analisi dei
risultati raggiunti
3.3. Elaborazione di nuove
proposte e progettualità
AZIONE 1 – Revisione degli interventi pregressi e nuova programmazione
1.1.
Revisione delle attività pregresse in generale
Incontri di equipe tra operatori del Centro, psicologo, assistente sociale e coordinatore
e raccolta di dati qualitativi (tramite colloqui con le famiglie) e quantitativi sugli
interventi realizzati in precedenza; elaborazione dei dati ed analisi degli interventi
passati.
1.2. Ridefinizione dei programmi educativi
Analisi dello stato attuale, dei bisogni di ogni utente, definizione degli obiettivi educativi
da raggiungere e dei possibili interventi da realizzare; stesura dei progetti educativi
individualizzati.
AZIONE 2 – Attività volte alla riabilitazione della persona
2.1. Pianificazione ed organizzazione delle attività
Trimestralmente vengono programmate le attività formative-occupazionali, educative e
ricreative: si verificano le risorse umane e finanziarie a disposizione e si definiscono le
attività, le modalità ed i tempi di attuazione. Ogni lunedì si pianifica la settimana sulla
base della programmazione e degli impegni particolari.
2.2. Attività di sostegno psicologico e psichiatrico
La settimana è scandita dagli incontri di terapia gruppale (quotidiani) e di terapia
individuale (settimanali) organizzati e definiti dal personale professionale della strutture
terapeutica.
Periodicamente vengono effettuate visite esterne psichiatriche per il controllo
dell’andamento delle diverse terapie farmacologiche.
2.3. Attività formative ed occupazionali
In base alla programmazione vengono effettuate le attività formative ed occupazionali,
che nello specifico sono:
o
panetteria;
o
1 laboratorio di lavorazione del legno;
o
1 laboratorio di gelateria e pasticceria;
o
gestione e cura di serre per ortaggi.
2.4. Attività educative, ricreative e sportive
Le attività educative e di accompagnamento che si realizzano nello specifico sono:
o
cura dell'igiene e della persona (vengono forniti spazzolino, dentifricio e sapone
per la persona e per gli indumenti);
o
attività di cineforum;
o
1 laboratorio valoriale e di sessualità;
o
1 laboratorio di “Risoluzione non violenta del conflitto”
o
gestione quotidiana dell’ordine e della pulizia delle strutture terapeutiche.
o
campionati di calcio a livello locale;
o
circa 6 attività della durata di 1 giornata di condivisione e conoscenza del
territorio.
2.5. Incontri di sostegno alle famiglie
Le persone di riferimento mantengono il contatto con i famigliari degli utenti ed in base
alla situazione vengono programmati degli incontri informativi sull’andamento dei
singoli percorsi.
A seconda dell’analisi delle problematiche si effettuano azioni di orientamento e
suggerimento ai famigliari.
38
2.6 Attività di inserimento lavorativo protetto
Inserimento lavorativo protetto nella Gelateria dell’azienda “Fugar” a Santiago con
l’obiettivo di favorire l’inserimento professionale dei ragazzi a conclusione del
programma terapeutico e creare opportunità lavorative.
2.7. Lavoro d’equipe
L’equipe si riunisce settimanalmente per:
o
l’analisi della situazione degli utenti (limiti, potenzialità e andamento del
percorso terapeutico);
o
il confronto e la gestione delle situazioni problematiche;
o
l’individuazione dei nuovi bisogni emergenti;
o
la conferma o revisione del programma di accompagnamento;
o
la valutazione delle attività proposte.
AZIONE 3 – Monitoraggio e verifica dei risultati
3.1 Monitoraggio costante delle attività
Incontri mensili tra operatori della Comunità Terapeutica, psicologo e coordinatore e
stesura di un report di monitoraggio.
3.2. Valutazione ed analisi dei risultati raggiunti
Esame del report con gli operatori, analisi dei risultati delle attività e delle criticità,
valutazione dei progressi raggiunti evidenziando punti di forza e di debolezza.
3.3. Elaborazione di nuove proposte e progettualità
Confronto tra operatori della Comunità Terapeutica, psicologo, assistente sociale e
coordinatore sui risultati raggiunti e generazione di nuove idee e proposte in base al
budget e alle risorse disponibili. Elaborazione di nuovi piani educativi.
9.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività
previste, con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le
predette attività
OBIETTIVO SPECIFICO 1
Miglioramento del rendimento scolastico e delle abilità in genere dei circa 40
minori del comune di Peñalolén che frequentano il Centro “Escuelita” e che si
trovano in situazione di disagio socio-ambientale, di ritardo scolastico o a rischio
emarginazione e per i quali si ravvisi la necessità di un intervento educativo.
N°
Ruolo nel progetto
Azioni
Competenze
1
Responsabile del progetto Il responsabile del progetto ha la gestione
Esperienza pluriennale nella generale delle attività e dei rapporti con tutti
gestione delle strutture di gli attori coinvolti.
accoglienza
e
nel In particolare si occupa di:
coordinamento dei progetti.
AZIONE 1 – Revisione degli interventi
pregressi e nuova programmazione
1.1. Revisione delle attività di sostegno
scolastico e di quelle laboratoriali e ricreative
pregresse
1.2. Ridefinizione dei programmi educativi
AZIONE 2 – Sostegno scolastico e
attività laboratoriali e ricreative
2.1. Pianificazione ed organizzazione delle
attività di sostegno scolastico
2.3. Pianificazione ed organizzazione delle
attività laboratoriali e ricreative
AZONE 3 – Sostegno famigliare
3.1. Pianificazione ed organizzazione delle
visite domiciliari alle famiglie
AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei
risultati
4.1 Monitoraggio costante delle attività
4.2. Valutazione ed analisi dei risultati
raggiunti
4.3. Elaborazione di nuove proposte e
39
1
Assistente sociale
Laurea in assistente sociale.
1
Psicologo
Laurea
specialistica
psicologia dello sviluppo
3
Educatore
Laurea
in
dell’educazione.
pluriennale
educativo.
in
Scienze
Esperienza
nell’ambito
progettualità
AZIONE 1 – Revisione degli interventi
pregressi e nuova programmazione
1.1. Revisione delle attività di sostegno
scolastico e di quelle laboratoriali e ricreative
pregresse
1.2. Ridefinizione dei programmi educativi
AZIONE 2 – Sostegno scolastico e
attività laboratoriali e ricreative
2.1. Pianificazione ed organizzazione delle
attività di sostegno scolastico
2.3. Pianificazione ed organizzazione delle
attività laboratoriali e ricreative
AZONE 3 – Sostegno famigliare
3.1. Pianificazione ed organizzazione delle
visite domiciliari alle famiglie
3.2. Visite domiciliari familiari
3.3. Rafforzo dell’intervento o intervento
d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio
AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei
risultati
4.1 Monitoraggio costante delle attività
4.2. Valutazione ed analisi dei risultati
raggiunti
4.3. Elaborazione di nuove proposte e
progettualità
AZIONE 1 – Revisione degli interventi
pregressi e nuova programmazione
1.1. Revisione delle attività di sostegno
scolastico e di quelle laboratoriali e ricreative
pregresse
1.2. Ridefinizione dei programmi educativi
AZIONE 2 – Sostegno scolastico e
attività laboratoriali e ricreative
2.1. Pianificazione ed organizzazione delle
attività di sostegno scolastico
2.3. Pianificazione ed organizzazione delle
attività laboratoriali e ricreative
AZIONE 3 – Sostegno famigliare
3.1. Pianificazione ed organizzazione delle
visite domiciliari alle famiglie
3.2. Visite domiciliari familiari
3.3. Rafforzo dell’intervento o intervento
d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio
AZIONE 1 – Revisione degli interventi
pregressi e nuova programmazione
1.1. Revisione delle attività di sostegno
scolastico e di quelle laboratoriali e ricreative
pregresse
1.2. Ridefinizione dei programmi educativi
AZIONE 2 – Sostegno scolastico e
attività laboratoriali e ricreative
2.1. Pianificazione ed organizzazione delle
attività di sostegno scolastico
2.2. Sostegno scolastico
2.3. Pianificazione ed organizzazione delle
attività laboratoriali e ricreative
2.4. Attività laboratoriali
2.5. Attività ricreative
AZONE 3 – Sostegno famigliare
3.1. Pianificazione ed organizzazione delle
visite domiciliari alle famiglie
3.2. Visite domiciliari familiari
3.3. Rafforzo dell’intervento o intervento
40
2
d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio
AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei
risultati
4.1 Monitoraggio costante delle attività
4.2. Valutazione ed analisi dei risultati
raggiunti
4.3. Elaborazione di nuove proposte e
progettualità
Volontarie
AZIONE 2 – Sostegno scolastico e
Formazione
specifica attività laboratoriali e ricreative
nell’ambito dell’educazione.
2.2. Sostegno scolastico
2.4. Attività laboratoriali
2.5. Attività ricreative
OBIETTIVO SPECIFICO 2
Offrire ai circa 100 minori del comune de La Pintana la possibilità di costruirsi
le proprie “chiavi di interpretazione” della realtà per affrontare passaggi di
crescita spesso molo critici, favorire una maggiore conoscenza della propria
personalità, promuovere opportunità di interazione tra ragazzi e percorsi di
protagonismo in un’ottica di prevenzione di comportamenti devianti.
N°
Ruolo nella Struttura
Azioni
Competenze
1
Responsabile
del Il responsabile del progetto ha la gestione
progetto
generale delle attività e dei rapporti con
Esperienza pluriennale nella tutti gli attori coinvolti.
gestione delle strutture di In particolare si occupa di:
accoglienza
e
nel AZIONE 1 - Attività artistiche e
coordinamento dei progetti. culturali
1.1. Pianificazione ed organizzazione dei
laboratori artistici e culturali
AZIONE 4 – Sostegno famigliare
4.1. Pianificazione ed organizzazione delle
visite domiciliari alle famiglie
4.2. Visite alle famiglie
4.3. Rafforzo dell’intervento o intervento
d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio
AZIONE 2 – Potenziamento della
presenza
e
delle
attività
degli
adolescenti del Centro all’interno del
programma radiofonico “Acuarela”
2.5. Monitoraggio del progetto radiofonico
AZIONE 5 – Monitoraggio e verifica dei
risultati
5.1 Monitoraggio costante delle attività
5.2. Valutazione ed analisi dei risultati
raggiunti
5.3. Elaborazione di nuove proposte e
progettualità
2
Assistente sociale
AZIONE 1 - Attività artistiche e
Laurea in Lavoro Sociale culturali
comunitario.
1.1. Pianificazione ed organizzazione dei
Esperienza
pluriennale laboratori artistici e culturali
nell’ambito
dell’assistenza AZIONE 4 – Sostegno famigliare
sociale.
4.1. Pianificazione ed organizzazione delle
visite domiciliari alle famiglie
4.2. Visite alle famiglie
4.3. Rafforzo dell’intervento o intervento
d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio
AZIONE 5 – Monitoraggio e verifica dei
risultati
5.1 Monitoraggio costante delle attività
5.2. Valutazione ed analisi dei risultati
raggiunti
5.3. Elaborazione di nuove proposte e
41
progettualità
2
Psicologo
Laurea
specialistica
in
psicologia.
Master
in
psicologia
giuridica.
Esperienza
pluriennale
nell’ambito del sociale.
6
Educatori
Esperienza
pluriennale
nell’animazione di gruppi e
educazione di strada.
1
Insegnante
dance
1
Insegnante
folklore
1
Insegnante
circensi
1
Insegnate
di
di
break
ballo
di
e
arti
specializzato
AZIONE 1 - Attività artistiche e
culturali
1.1. Pianificazione ed organizzazione dei
laboratori artistici e culturali
AZIONE 4 – Sostegno famigliare
4.1. Pianificazione ed organizzazione delle
visite domiciliari alle famiglie
4.2. Visite alle famiglie
4.3. Rafforzo dell’intervento o intervento
d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio
AZIONE 5 – Monitoraggio e verifica dei
risultati
5.1 Monitoraggio costante delle attività
5.2. Valutazione ed analisi dei risultati
raggiunti
5.3. Elaborazione di nuove proposte e
progettualità
AZIONE 1 - Attività artistiche e
culturali
1.1. Pianificazione ed organizzazione dei
laboratori artistici e culturali
1.2. Laboratori artistici e culturali
AZIONE 2 – Potenziamento della
presenza
e
delle
attività
degli
adolescenti del Centro all’interno del
programma radiofonico “Acuarela”
2.1. Creazione di un gruppo di lavoro
2.2. Preparazione della messa in onda
2.3. Trasmissione radiofonica
2.4. Aggiornamento del blog
2.5. Monitoraggio del progetto radiofonico
AZIONE 3 – Formazione di una
compagnia teatrale permanente
3.1. Creazione di un gruppo di lavoro
3.2. Ideazione della rappresentazione
teatrale
3.3. Promozione ed esecuzione della
rappresentazione teatrale
AZIONE 4 – Sostegno famigliare
4.1. Pianificazione ed organizzazione delle
visite domiciliari alle famiglie
4.2. Visite alle famiglie
4.3. Rafforzo dell’intervento o intervento
d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio
AZIONE 5 – Monitoraggio e verifica dei
risultati
5.1 Monitoraggio costante delle attività
5.2. Valutazione ed analisi dei risultati
raggiunti
5.3. Elaborazione di nuove proposte e
progettualità
AZIONE 1 - Attività artistiche e
culturali
1.2. Laboratori artistici e culturali
AZIONE 1 - Attività artistiche e
culturali
1.2. Laboratori artistici e culturali
AZIONE 1 - Attività artistiche e
culturali
1.2. Laboratori artistici e culturali
AZIONE 1 - Attività artistiche e
42
1
1
4
in tecniche di teatro culturali
sociale
1.2. Laboratori artistici e culturali
Esperienza
pluriennale
nell’ambito
del
teatro
sociale.
Insegnate di fotografia
AZIONE 1 - Attività artistiche e
culturali
1.2. Laboratori artistici e culturali
Insegnante di chitarra
AZIONE 1 - Attività artistiche e
culturali
1.2. Laboratori artistici e culturali
Tirocinante
AZIONE 1 - Attività artistiche e
dell’Universidad
culturali
Católica de Chile
1.2. Laboratori artistici e culturali
AZIONE 2 – Potenziamento della
presenza
e
delle
attività
degli
adolescenti del Centro all’interno del
programma radiofonico “Acuarela”
2.2. Preparazione della messa in onda
2.3. Trasmissione radiofonica
AZIONE 3 – Formazione di una
compagnia teatrale permanente
3.3. Promozione ed esecuzione della
rappresentazione teatrale
OBIETTIVO SPECIFICO 3
Sostenere l’integrazione delle circa 30 persone sordomute che frequentano il
Centro “Sol”, alle quali non sono offerte alternative utili alla socializzazione.
N°
Ruolo nella Struttura
Azioni
Competenze
1
Responsabile del progetto Il responsabile del progetto ha la gestione
Esperienza pluriennale nel generale delle attività e dei rapporti con
coordinamento dei progetti e tutti gli attori coinvolti.
nell’ambito specifico della In particolare si occupa di:
disabilità uditiva.
AZIONE 1 – Laboratori di lingua dei
segni
1.1 Pianificazione ed organizzazione dei
laboratori di lingua dei segni
AZIONE 2 – Sostegno scolastico e
attività artistiche e culturali
2.1. Pianificazione ed organizzazione delle
attività di sostegno scolastico
2.3. Pianificazione ed organizzazione dei
laboratori e delle attività esterne
AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei
risultati
4.1 Monitoraggio costante delle attività
4.2. Valutazione ed analisi dei risultati
raggiunti
4.3. Elaborazione di nuove proposte e
progettualità
2
Insegnante di lingua dei AZIONE 1 – Laboratori di lingua dei
segni
segni
Esperienza
pluriennale 1.1 Pianificazione ed organizzazione dei
nell’insegnamento
del laboratori di lingua dei segni
linguaggio di segni.
1.2 Laboratori di lingua dei segni
AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei
risultati
4.1 Monitoraggio costante delle attività
4.2. Valutazione ed analisi dei risultati
raggiunti
4.3. Elaborazione di nuove proposte e
43
progettualità
3
2
Educatori
AZIONE 2 – Sostegno scolastico e
Esperienza
pluriennale attività artistiche e culturali
nell’ambito
dell’educazione 2.1. Pianificazione ed organizzazione delle
delle persone sorde.
attività di sostegno scolastico
2.2. Attività di sostegno scolastico
2.3. Pianificazione ed organizzazione dei
laboratori e delle attività esterne
2.4. Laboratori artistici e attività esterne
AZIONE 3 – Produzione di attività e
materiale di sensibilizzazione
3.1. Ideazione di un calendario con l’utilizzo
di
immagini
che
richiamano
la
comunicazione LSCh (lingua dei segni
cilena)
3.2. Produzione del materiale
3.3. Diffusione del materiale di promozione
AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei
risultati
4.1 Monitoraggio costante delle attività
4.2. Valutazione ed analisi dei risultati
raggiunti
4.3. Elaborazione di nuove proposte e
progettualità
Tirocinanti
AZIONE 2 – Sostegno scolastico e
dell’Universidad
Andrea attività artistiche e culturali
Bello
2.2. Attività di sostegno scolastico
Terapisti occupazionali
2.4. Laboratori artistici e attività esterne
AZIONE 3 – Produzione di attività e
materiale di sensibilizzazione
3.1. Ideazione di un calendario con l’utilizzo
di
immagini
che
richiamano
la
comunicazione LSCh (lingua dei segni
cilena)
3.1. Ideazione di un calendario
3.2. Produzione del materiale
OBIETTIVO SPECIFICO 4:
Ridurre del 50% il tasso di abbandono del percorso terapeutico-riabilitativo
destinato a persone con problematiche legate all’uso e abuso di sostanze legali
e illegali all’interno della Comunità Terapeutica gestita dall’Ente.
N°
Ruolo nella Struttura
Azioni
Competenze
1
Responsabile del progetto Il responsabile del progetto ha la gestione
Esperienza pluriennale nella generale delle attività e dei rapporti con
gestione delle strutture di tutti gli attori coinvolti.
accoglienza
e
nel In particolare si occupa di:
coordinamento dei progetti.
AZIONE 1 – Revisione degli interventi
pregressi e nuova programmazione
1.1. Revisione delle attività pregresse in
generale
1.2. Ridefinizione dei programmi educativi
AZIONE
2
–
Attività
volte
alla
riabilitazione della persona
2.1. Pianificazione ed organizzazione delle
attività
2.5. Incontri di sostegno alle famiglie
2.6 Attività di inserimento lavorativo
protetto
2.7. Lavoro d’equipe
AZIONE 3 – Monitoraggio e verifica dei
risultati
44
1
4
2
3.1 Monitoraggio costante delle attività
3.2. Valutazione ed analisi dei risultati
raggiunti
3.3. Elaborazione di nuove proposte e
progettualità
Psicologo
AZIONE 1 – Revisione degli interventi
Laurea
specialistica
in pregressi e nuova programmazione
psicologia di comunità.
1.1. Revisione delle attività pregresse in
generale
1.2. Ridefinizione dei programmi educativi
AZIONE
2
–
Attività
volte
alla
riabilitazione della persona
2.1. Pianificazione ed organizzazione delle
attività
2.2. Attività di sostegno psicologico e
psichiatrico
2.5. Incontri di sostegno alle famiglie
2.6 Attività di inserimento lavorativo
protetto
2.7. Lavoro d’equipe
AZIONE 3 – Monitoraggio e verifica dei
risultati
3.1 Monitoraggio costante delle attività
3.2. Valutazione ed analisi dei risultati
raggiunti
3.3. Elaborazione di nuove proposte e
progettualità
Operatori
AZIONE 1 – Revisione degli interventi
Esperienza
pluriennale pregressi e nuova programmazione
nell’ambito sociale
1.1. Revisione delle attività pregresse in
generale
1.2. Ridefinizione dei programmi educativi
AZIONE
2
–
Attività
volte
alla
riabilitazione della persona
2.1. Pianificazione ed organizzazione delle
attività
2.2. Attività di sostegno psicologico e
psichiatrico
2.3. Attività formative ed occupazionali
2.4. Attività educative, ricreative e sportive
2.6 Attività di inserimento lavorativo
protetto
2.7. Lavoro d’equipe
AZIONE 3 – Monitoraggio e verifica dei
risultati
3.1 Monitoraggio costante delle attività
3.2. Valutazione ed analisi dei risultati
raggiunti
3.3. Elaborazione di nuove proposte e
progettualità
Volontari
AZIONE 1 – Revisione degli interventi
pregressi e nuova programmazione
1.1. Revisione delle attività pregresse in
generale
1.2. Ridefinizione dei programmi educativi
AZIONE
2
–
Attività
volte
alla
riabilitazione della persona
2.3. Attività formative ed occupazionali
2.4. Attività educative, ricreative e sportive
45
9.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
OBIETTIVO SPECIFICO 1
Miglioramento del rendimento scolastico e delle abilità in genere dei circa 40 minori
del comune di Peñalolén che frequentano il Centro “Escuelita” e che si trovano in
situazione di disagio socio-ambientale, di ritardo scolastico o a rischio emarginazione
e per i quali si ravvisi la necessità di un intervento educativo.
Azioni - attività
Attività del volontario
AZIONE 1 – Revisione degli o
partecipa alla raccolta dei dati quantitativi e
interventi pregressi e nuova qualitativi sugli interventi pregressi
programmazione
o
coadiuva nell’elaborazione dei dati ed
analisi
o
coadiuva nella preparazione di una scheda
di raccolta dati
o
partecipa alla generazione di proposte e di
idee
AZIONE
2
–
Sostegno o
partecipa alle riunioni di equipe per la
scolastico
e
attività programmazione
delle
attività
di
sostegno
laboratoriali e ricreative
scolastico e dei laboratori
o
partecipa alla preparazione degli spazi e del
materiale tecnico necessario alle attività
o
collabora nel sostegno scolastico ai minori
con difficoltà di apprendimento
o
collabora nell’ideazione e alla realizzazione
delle attività artistiche e culturali
o
collabora nella gestione operativa della
struttura
Azione
3
–
Sostegno o
partecipa agli incontri di equipe per la
famigliare
definizione del calendario e la suddivisione dei
compiti
o
partecipa alle visite alle famiglie, stila
report e aggiorna i dati delle schede anagrafiche
o
gestione di bisogni particolari ed eventuali
accompagnamenti nelle strutture sanitarie o a visite
mediche
AZIONE 4 – Monitoraggio e o
partecipa agli incontri di verifica con gli
verifica dei risultati
educatori sui risultati raggiunti
o
può elaborare nuove idee e proposte
OBIETTIVO SPECIFICO 2
Offrire ai circa 100 minori del comune de La Pintana la possibilità di costruirsi le
proprie “chiavi di interpretazione” della realtà per affrontare passaggi di crescita
spesso molo critici, favorire una maggiore conoscenza della propria personalità,
promuovere opportunità di interazione tra ragazzi e percorsi di protagonismo in
un’ottica di prevenzione di comportamenti devianti.
Azioni – attività
Attività del volontario
Azione 1 - Attività artistiche o
partecipa alle riunioni di equipe per la
e culturali
programmazione delle attività artistiche e culturali
o
collabora alla realizzazione dei laboratori,
nella gestione partica degli stessi e del gruppo di
minori o adolescenti
o
collabora alla realizzazione del laboratorio
di scrittura creativa, all’ideazione di un piccolo libro
e alla diffusione dello stesso
AZIONE 2 – Potenziamento o
supporta e coordina l’equipe minori nella
della presenza e delle attività preparazione
e
realizzazione
dello
spazio
degli adolescenti del Centro radiofonico, nella ricerca della tematica e della
all’interno
del programma modalità di presentazione
radiofonico “Acuarela”
o
raccoglie il materiale, produce foto e filmati
di documentazione utili all’aggiornamento del blog
46
AZIONE 3 – Formazione di
una
compagnia
teatrale
permanente
Azione
4
famigliare
–
Sostegno
AZIONE 5 – Monitoraggio e
verifica dei risultati
della trasmissione radiofonica
o
traduzione del materiale dallo spagnolo
all’italiano
o
partecipa all’indagine di monitoraggio
necessaria alla valutazione dell’attività
o
collabora
nella
promozione
della
trasmissione
o
affianca l’esperto di teatro sociale nel
lavoro di scelta ed elaborazione della tematica da
mettere in scena
o
segue il percorso di realizzazione del teatro
forum in tutte le sue fasi
o
supporta il gruppo teatro nelle questioni
tecniche e nel recupero materiale
o
collabora alla creazione della locandina e
dell’opuscolo informativo circa l’evento
o
contatta gli enti pubblici e le associazioni
cittadine per la promozione e diffusione del teatro
forum
o
partecipa agli incontri di equipe per la
definizione del calendario e la suddivisione dei
compiti
o
partecipa alle visite alle famiglie, stila
report e aggiorna i dati delle schede anagrafiche
o
gestione di bisogni particolari ed eventuali
accompagnamenti nelle strutture sanitarie o a
visite mediche
o
partecipa agli incontri di verifica con gli
educatori sui risultati raggiunti
può elaborare nuove idee e proposte
OBIETTIVO SPECIFICO 3
Sostenere l’integrazione delle circa 30 persone sordomute che frequentano il Centro
“Sol”, alle quali non sono offerte alternative utili alla socializzazione.
Azioni – attività
Attività del volontario
Azione 1 – Laboratori di
lingua dei segni
Azione
2
–
Sostegno
scolastico e attività artistiche
e culturali
Azione 3 – Produzione
attività
e
materiale
promozione
sensibilizzazione
AZIONE 4 – Monitoraggio
verifica dei risultati
di
di
e
e
o
partecipa ai laboratori di lingua dei segni
o
partecipa alle riunioni di equipe per la
programmazione delle attività di sostegno
scolastico, artistiche e culturali
o
collabora nel sostegno extrascolastico delle
persone sordomute
o
partecipa alla realizzazione dei corsi di
alfabetizzazione adulta
o
collabora alla realizzazione dei laboratori,
nella gestione partica degli stessi e del gruppo dei
partecipanti
partecipa alle riunioni d’equipe per l’ideazione del
prodotto
partecipa alla creazione e alla divulgazione dello
stesso
o
partecipa agli incontri di verifica con gli
educatori sui risultati raggiunti
può elaborare nuove idee e proposte
OBIETTIVO SPECIFICO 4:
Ridurre del 50% il tasso di abbandono del percorso terapeutico-riabilitativo destinato
a persone con problematiche legate all’uso e abuso di sostanze legali e illegali
all’interno della Comunità Terapeutica gestita dall’Ente.
Azioni – attività
Attività del volontario
47
AZIONE 1 – Revisione degli o
partecipa alla raccolta dei dati quantitativi
interventi pregressi e nuova e qualitativi sugli interventi pregressi
programmazione
o
coadiuva nell’elaborazione dei dati ed
analisi
o
coadiuva nella preparazione di una scheda
di raccolta dati
o
partecipa alla generazione di proposte e di
idee
Azione 2 – Attività volte alla o
partecipa agli incontri d’equipe per
riabilitazione della persona
l’organizzazione settimanale delle attività e di
gestione della struttura
o
collabora nella gestione della struttura e
degli spazi comuni
o
affianca gli operatori nella realizzazione
delle attività riabilitative
o
collabora e partecipa alla definizione delle
attività formative ed occupazionali
o
collabora
nell’accompagnamento
dei
giovani adulti in percorso terapeutico nelle attività
esterne alla struttura
o
affianca gli operatori nelle visite domiciliari
alle famiglie e nelle attività di supporto
AZIONE 3 – Monitoraggio e o
partecipa agli incontri di verifica con gli
verifica dei risultati
educatori sui risultati raggiunti
può elaborare nuove idee e proposte
10)Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
6
11)Modalità di fruizione del vitto e alloggio:
6
SEDE
N°vol
11031
3
11053
3
TOT
ALLOGGIO
I volontari saranno alloggiati presso
la sede di attuazione o presso altre
strutture dell’ Ente, idonee all’
accoglienza dei volontari secondo le
vigenti normative locali, presenti
nel territorio di realizzazione delle
attività, nelle vicinanze della sede
di servizio.
In ogni sede ove verranno alloggiati
i volontari è garantita la presenza di
uno o più operatori dell’ente
VITTO
Il vitto verrà fornito
presso la sede dove si
realizzano le attività
previste. All’ occorrenza,
qualora le attività non
fossero all’interno della
sede il vitto potrà essere
fruito presso locali
individuati di concerto con
il personale di riferimento
locale.
6
12)Numero posti senza vitto e alloggio:
13)Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6):
0
40
6
48
15) Mesi di permanenza all’estero ed eventuali particolari obblighi dei volontari
durante il periodo di servizio:
Il progetto “Caschi Bianchi Corpo Civile di Pace 2014 –Cile” richiede ai volontari il
servizio all’estero per un periodo di 10-11 mesi.
Non ci sono particolari obblighi a cui sono soggetti i volontari, tuttavia, viste le
caratteristiche del progetto e dell’ente, ai volontari viene richiesto:
 rispettare usi e costumi locali;
 mantenere un comportamento e uno stile di vita improntato alla sobrietà,
responsabile ed collaborativo rispetto alla presenza, alla proposta educativa
dell’Ente, al lavoro degli operatori in loco e nel rapporto con i destinatari e i
beneficiari;
 elevato spirito di adattabilità;
 flessibilità oraria;
 disponibilità ad impegni durante i fine settimana;
 disponibilità a partecipare a moduli di formazione comunitaria e residenziali:
prima della partenza per l’estero, tra il 5° e 6° mese di servizio, in loco e a
distanza;
 partecipare a un momento di verifica e valutazione del progetto nell’ultimo
mese di servizio presso la sede di gestione del Servizio Civile a Mercatino
Conca (PU);
 attenersi alle disposizioni impartite dai referenti dell’Associazione e/o dei
partner locali e dai loro livelli di coordinamento, osservando attentamente le
indicazioni soprattutto in materia di prevenzione dei rischi sociali, ambientali, e
di tutela della salute;
 comunicare al proprio responsabile in loco qualsiasi tipo di spostamento al di là
di quelli già programmati e previsti dal progetto;
 partecipazione a situazioni di vita comunitaria;

partecipare a incontri/eventi di sensibilizzazione e di testimonianza ai temi della
promozione dei diritti umani, della solidarietà internazionale e delle tematiche
affrontate dal progetto durante i periodi di permanenza in Italia.
CARATTERISTICHE ORGANIZZATIVE
16) Particolari condizioni di rischio per la realizzazione del progetto connesse alla
situazione politica e sociale esistente nell’area d’intervento prescelta:
I volontari in Servizio Civile impegnati nel presente progetto, nello svolgimento del
proprio servizio, sono soggetti alle seguenti condizioni di rischio:
 Rischi per la sicurezza personale: il Paese nel complesso offre adeguate
garanzie di sicurezza, anche se, in alcuni quartieri dell’area metropolitana di
Santiago, vi sono rischi legati alla microcriminalità, specialmente nelle ore
notturne.
 Rischi sanitari: la qualità delle strutture sanitarie pubbliche e le competenze
del personale sanitario non sono sempre paragonabile agli standard europei.
Durante la stagione fredda (giugno - settembre) gli alti livelli di inquinamento
dell’aria possono provocare problemi respiratori e cardiocircolatori alle persone
soggette, nonché frequenti casi di allergie
 Rischi di ordine pubblico: possibilità di trovarsi in territori caratterizzati da
contrapposizioni politiche e/o etniche, e/o religiose con presenza di
dimostrazioni pubbliche
17) Accorgimenti adottati per garantire i livelli minimi di sicurezza e di tutela dei
volontari a fronte dei rischi evidenziati al precedente punto 16) e di quelli
sanitari:
Al fine di garantire i livelli minimi di tutela e sicurezza dei volontari nell’ambito di tutte
le sedi di attuazione del progetto l’Ente adotta alcuni protocolli e accorgimenti sia di
carattere generale che di carattere specifico in relazione alla tipologia di rischio indicati
al precedente box 16.
49
Accorgimenti di carattere generale
Prima della partenza:

Registrazione dei dati relativi alla permanenza nel paese estero prima della
partenza sul sito www.dovesiamonelmondo.it promosso dall’Unità di crisi del
Ministero Affari Esteri Italiano.

Coordinamento del viaggio di espatrio. Il viaggio di espatrio è preventivamente
concordato fra la struttura di gestione e la sede di destinazione: viene comunicata
alla sede locale il giorno e l’ora di arrivo del volontario nel paese di destinazione,
nonché il piano di volo previsto per il volontario.
Gli operatori dell'Associazione nel paese di destinazione si occuperanno
dell’accoglienza dei volontari sin dall’arrivo presso l’aeroporto di destinazione. Per
fare ciò potranno avvalersi di collaboratori locali.

Comunicazione alla Rappresentanza Diplomatica nel paese di destinazione
dei riferimenti dei volontari, oltre alla data di arrivo, i nominativi, i dati anagrafici,
l’indirizzo e riferimenti dell’associazione in loco. Il rapporto di comunicazione con
l’Ambasciata verrà mantenuto durante tutto il periodo di permanenza all’estero dei
volontari.

Informazioni igienico-sanitarie: Prima della partenza i volontari verranno
informati delle norme di sicurezza igienico-sanitarie di base da adottare nel paese
di destinazione. Al loro arrivo nella sede estera il personale di riferimento avrà cura
di ribadire tali norme e gli eventuali accorgimenti da adottare.

Vaccinazioni e profilassi ambientali: Prima della partenza i volontari verranno
informati sulle indicazioni generali dell’OMS e del ministero della Salute rispetto al
paese di destinazione e orientati riguardo alle procedure da seguire, eventualmente
suggerendo la consultazione dei centri di Medicina del Viaggiatore sul territorio
nazionale.
Considerati i rischi sanitari individuati al precedente punto 16 e la possibilità di
entrare in contatto con situazioni caratterizzate da un basso livello di igiene si
consiglia di effettuare vaccinazioni contro l'epatite A e B, il tetano e il tifo, nonché
le vaccinazioni e/o profilassi consigliate dal Ministero della Salute e consultabili all’
indirizzo www.salute.gov.it

Informazioni di base sulla presenza all’estero: nel corso delle prime settimane
di formazione , verrà descritto ai volontari il complesso delle attività dell’ente in
loco, le sedi di attuazione, gli operatori dell’associazione, collaboratori etc.
Ai volontari sanno inoltre forniti alcuni elementi generali rispetto a:
prassi generali di carattere interculturale;
norme di comportamento legate a situazioni di ordine pubblico;
informazione e formazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari nei
progetti di servizio civile;
In loco:

Informazioni sul paese e sullo stile di presenza Il personale nel paese di
destinazione all’arrivo dei volontari li informerà su:
situazione politica del paese e del contesto locale;
informazioni di base sullo stile di presenza, in particolare rispetto agli
atteggiamenti da adottare per una gestione positiva della relazione
interculturale;
condizioni sanitarie ed igieniche specifiche del paese e della realtà locale;
informazione e formazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari nei
progetti di servizio civile;

Accorgimenti di carattere comportamentale e logistico: tutti gli spostamenti
dei volontari vanno concordati con il personale di riferimento della sede locale. Se
necessario il volontario potrà essere accompagnato da una persona con conoscenza
del territorio.
50
Accorgimenti specifici:
Accorgimenti rispetto ai rischi per la sicurezza personale: Il personale in loco
informerà i giovani sui pericolo dovuti alla microcriminalità, in particolare segnalando
orari, eventuali zone di maggior rischio, comportamenti ed atteggiamenti da evitare.
Saranno inoltre fornite informazioni sulle cautele da adottare se si dovesse entrare in
contatto con situazioni caratterizzate da illegalità o abusi (ad es. corruzione) che
devono essere tempestivamente comunicate al proprio responsabile locale.
Inoltre dai referenti locali saranno forniti i numeri di emergenza, sia delle forze
dell’ordine locali che della rappresentanza consolare Italiana, a cui rivolgersi in caso di
necessità e sarà indicata ai volontari la procedura da seguire nel caso siano vittime di
episodi di questo tipo.
Per prevenire i rischi legati alle precarie condizioni stradali si eviteranno gli spostamenti
dopo il tramonto, in particolare fuori dalla cintura urbana.
Accorgimenti rispetto ai rischi sanitari: I referenti locali forniranno ai volontari le
istruzioni necessarie sulle norme igienico/sanitarie da adottare e sugli accorgimenti da
avere al fine di evitare intossicazioni alimentari o di contrarre malattie. I collaboratori
in loco faciliteranno l’accesso ai presidi sanitarie per gli accertamenti in caso di sospetta
malaria.
Saranno segnalati il personale medico di fiducia, i presidi sanitari a cui rivolgersi in
caso di necessità e le farmacie a cui fare riferimento, indicando anche i numeri
telefonici per le emergenze sanitarie.
Accorgimenti rispetto ai rischi di ordine pubblico: Qualora si dovessero
presentare tensioni tra fazioni opposte i volontari sono tenuti a mantenere un
atteggiamento neutrale tra le parti e a evitare luoghi in cui si prevedono
assembramenti e dimostrazioni.
Se dovessero insorgere gravi problemi di ordine pubblico nel paese, caratterizzati da
episodi di violenza, si farà riferimento alle indicazioni della Rappresentanza Diplomatica
in loco, con la quale il contatto diverrà più assiduo (proporzionalmente a quanto la
specifica situazione lo richieda) e con la quale si rivaluterà continuamente la
situazione, definendo eventuali misure straordinarie, considerando la possibilità di
rientro in Italia per i casi più gravi.
Ospedali e Strutture Sanitarie più vicine alle sedi di realizzazione del
progetto:
Sede di
realizzazione
del progetto
11053
11031
Struttura
sanitaria
più vicina
Hospital
Carol Urzùa
(Avenida
Consistorial
1960,
Peñalolen).
Hospital
Salvador
(Avenida
Salvador
364,
Providencia).
Hospital
Clinico
Universidad
Catolica
(Marcoleta
367).
Mezzi di trasporto
Tempi di percorrenza
Il Centro di Salute è pubblico e dotato di Pronto
Soccorso.
Dista 2 Km dalla sede ed è raggiungibile in 5 minuti.
A disposizione del volontario c’è un mezzo privato
dell’Associazione.
L’ospedale è privato e dotato di tutti i reparti
specializzati.
Dista 10 km dalla sede ed è raggiungibile in 20 minuti.
A disposizione del volontario c’è un mezzo privato
dell’Associazione.
(http://www.hsalvador.cl)
L’ospedale è privato e dotato di tutti i reparti.
Dista 5 km dalla sede ed è raggiungibile in 10 minuti.
A disposizione del volontario c’è un mezzo privato
dell’Associazione.
(http://redsalud.uc.cl/link.cgi/Hospital/HospitalClinico)
51
18) Particolari condizioni di disagio per i volontari connesse alla realizzazione del
progetto:
-
Salute: i volontari possono vivere il disagio di ritrovarsi in territori in cui il
contesto sanitario non è eccessivamente qualificato e le condizioni igieniche
non sono sempre ottimali, in particolare a contatto con contesti di disagio.
-
Comunicazioni: le comunicazioni con l’Italia possono risultare difficili, per
periodi limitati, in seguito a problemi di funzionalità delle linee telefoniche,
spesso a causa di fattori climatici.
-
Privacy: nella quasi totalità delle strutture esistenti, si condividono gli spazi
(camera, bagno ecc.) con altre persone (persone accolte, altri volontari,
personale dell’Associazione, ecc), è spesso difficile riuscire a raggiungere
condizioni di perfetta tranquillità.
-
Stile di vita: essenzialità e sobrietà sono le prerogative del modo di vivere del
personale dell’Associazione. La coerenza con questi valori è, secondo lo stile di
vita ed il pensiero dell’Associazione, una via di vicinanza e di condivisione con
le persone più povere che si incontrano e un modo per mettersi in ascolto del
contesto in cui si vive. Non significa vivere privandosi del soddisfacimento dei
bisogni basilari bensì del superfluo.
In particolare si richiede sobrietà per quanto riguarda l’uso di alcool,
soprattutto per i volontari che prestano servizio in comunità terapeutiche,
pronte accoglienze per minori e adulti che provengono dalla strada e che quindi
potrebbe essere usuari di sostanze e alcool. Parlare di sobrietà implica
un’attenzione maggiore alla gestione del tempo libero ( soprattutto per quanto
riguarda i viaggi).
-
Contesto: possono vivere il disagio di ritrovarsi in contesti territoriali,
soprattutto urbani, con presenza di microcriminalità e violenza. Questo può
comportare la necessità di rispettare orari per il rientro la sera e di evitare
certe zone della città o del paese particolarmente pericolosi. Inoltre condizioni
climatiche particolarmente avverse possono, in certe situazioni, ostacolare e
ridurre temporaneamente le attività previste dal progetto.
-
Relazioni: i volontari possono vivere il disagio di ritrovarsi immersi in una
realtà totalmente nuova per loro e non avere le giuste coordinate per
comprenderla, per capire come relazionarsi e comportarsi. Il disagio può
derivare: dalla non conoscenza della lingua straniera, dalla necessità di
interagire con una cultura diversa e a volte difficile da comprendere, dalla
difficoltà di lavoro con gruppi di destinatari specifici. Queste difficoltà di tipo
relazionale/comunicativo possono essere mitigate dalla presenza di operatori
locali che parlano italiano e che possono fungere da mediatori tra le diverse
culture e i diversi ruoli. Altra difficoltà può essere quella di dover mantenere un
ruolo educativo, che presuppone un equilibrio tra empatia con i destinatari del
progetto e nello stesso tempo una giusta distanza.
52
19) Sede/i di attuazione del progetto di appoggio in Italia ed Operatori Locali di Progetto:
N.
Sede di
attuazione del
progetto
Nominativi degli Operatori Locali di Progetto
Comune
Indirizzo
Cod. ident.
sede
N. vol.
per sede
Cognome e nome
Data di nascita
C.F.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
53
20) Sede/i di attuazione del progetto all’estero ed ente/i partners:
N.
Ente che ha presentato il
progetto
Paese estero
Città
Cod. ident. N. vol.
sede
per sede
Ente partner paese estero
Personale di riferimento sede
estera (cognome e nome)
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
54
21) Modalità di comunicazione della presenza dei volontari all’autorità consolare o
diplomatica italiana presso il paese in cui si realizza il progetto:

La struttura di gestione per il servizio civile procederà alla registrazione dei
volontari all’interno del portale del Ministero degli Affari Esteri e dall’ Unità di Crisi,
www.dovesiamonelmondo.it, segnalando la presenza nel paese estero nonché i
periodi di espatrio dal paese estero.

Comunicazione alla Rappresentanza Diplomatica: Prima dell’espatrio la
struttura di gestione invia comunicazione, tramite fax o posta elettronica alle
Ambasciate italiane dell’arrivo dei volontari in servizio civile. Il rapporto di
comunicazione con l’Ambasciata verrà mantenuto durante tutto il periodo di
permanenza all’estero dei volontari, anche in occasione di rientri in Italia o
spostamenti fuori dal paese di realizzazione del progetto (che si possono rendere
necessari in alcune circostanze per il rinnovi dei visti, o durante i permessi).
22) Modalità di collegamento e comunicazione con la sede italiana dell’ente
proponente il progetto assicurata ai volontari:
Per ciascuna delle sedi previste dal presente progetto è prevista e garantita la
possibilità per i giovani volontari di comunicare con la sede centrale di gestione del
Servizio Civile per l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII in Italia attraverso i
seguenti mezzi di comunicazione: e-mail ([email protected]), telefono
(+39.0541.972477), fax (+39.0541.972466), skype.
I volontari sono inoltre invitati a dotarsi di una scheda telefonica per cellulari così da
poter garantire la comunicazione con la sede dell’Ente in Italia e con i familiari, anche in
caso di allontanamento del volontario dalla sede di attuazione del progetto.
Gli Enti prevedono inoltre una figura di tutoraggio in Italia che accompagnerà i volontari
durante la formazione in Italia e farà da ulteriore riferimento e accompagnamento
durante la permanenza all’Estero.
La comunicazione tra la sede dell’ Ente in Italia e le sedi di attuazione del progetto
avviene regolarmente a cadenza quindicinale. Nell’eventualità in cui nella sede estera si
verifichino situazioni di particolari disagio o di rischio le comunicazioni verranno
intensificate di conseguenza.
23) Modalità e tempi di eventuali rientri in Italia dei volontari durante il periodo di
permanenza all’estero:
Il progetto “Caschi Bianchi Corpo Civile di Pace 2014 – Cile” prevede la permanenza
all’estero dei volontari per circa 10-11 mesi. L’espatrio è previsto dopo circa un mese
dall’ avvio del progetto. E’ altresì prevista, tra il 5° e 6° mese di servizio, la
realizzazione della formazione intermedia, utile anche alla valutazione dell’andamento
del progetto. Tale formazione potrà realizzarsi in Italia o presso una delle sedi dell’ente
scelte fra quelle a progetto o fra quelle dei progetti che si realizzano nel medesimo
continente.
La possibilità di ulteriori rientri in Italia potrà essere presa in considerazione al
verificarsi di una o più dei seguenti avvenimenti:




problemi legati al progetto (valutazione straordinaria dell’andamento del
progetto);
problemi disciplinari (verifica straordinaria dell’andamento del servizio del
volontario);
problemi legati al visto di permanenza nella sede estera;
motivi familiari e/o di salute.
In qualunque situazione comunque, il rientro sarà concordato tra il volontario, il
personale di riferimento e la struttura di gestione del Servizio Civile.
Nel complesso sono previsti 3 periodi di permanenza in Italia :
55
1- prima dell’ espatrio della durata di circa 1 mese;
2- tra 5° e 6° mese di servizio della durata di circa 10 giorni;
3- durante l’ultimo mese di servizio della durata di 1 settimana circa per il momento di
verifica e valutazione finale del progetto.
Tempi
-
di realizzazione del progetto
Avvio del servizio civile
Formazione generale dei Caschi Bianchi (1 settimana)
Formazione specifica dei Caschi Bianchi (10 giorni)
Periodo formativo di addestramento presso la sede di appoggio(1 settimana)
Partenza per il paese estero di destinazione all’inizio del 2°mese di servizio;
Formazione specifica intermedia tra 5° e 6° mese di servizio;
Rientro in Italia durante l’ultimo mese di servizio;
24) Eventuale assicurazione integrativa a copertura dei rischi indicati alla precedente
voce 16):
NO
25) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale:
L’Associazione Papa Giovanni XXIII da più di 30 anni investe le proprie risorse nella
promozione e gestione di progetti di servizio civile, prima ai sensi delle leggi 772/72 e
230/98 oggi come Servizio Civile Nazionale, sia in Italia che all’estero.
Per questa ragione, credendo profondamente nel valore Universale del servizio civile e cosci
dell’apporto che produce di a livello sociale che formativo -culturale, si ritiene che la
promozione e la sensibilizzazione non debbano essere limitate al singolo progetto o
strettamente all’arco di emanazione e scadenza del bando, ma siano permanenti e debbano
realizzarsi trasversalmente ad ogni attività dell’Ente.
L’Ente si è dotata da diversi anni di un ufficio centrale con ramificazioni territoriali,
laddove è presente che espleta anche la funzione di struttura di gestione per il Servizio
Civile.
Nel corso di tutto l’anno è attivo uno sportello informativo centralizzato che riceve richieste
di partecipazione ed informazione rispetto al Servizio civile e relativi progetti da parte di
giovani interessati o semplicemente curiosi, che possono disporre anche di un numero
verde dedicato che a tal fine è stato attivato. Durante tutto l’anno l’ente partecipa e
promuove azioni di sensibilizzazione, discussione, elaborazione riguardanti i vari aspetti del
SCN. Lo strumento privilegiato per le attività di promozione e sensibilizzazione dell’ente è
la partecipazione diretta dei volontari in servizio civile tramite la loro presenza e la
testimonianza come strumento di apprendimento, scoperta in una prospettiva didattica
attiva, operativa ed immediata.
Il piano di promozione è pertanto composto da un monte ore dedicato alla promozione e
sensibilizzazione del Servizio Civile nel suo complesso ed un secondo monte ore dedicato
alla promozione del singolo progetto. Alla somma di questi , riportati nella tabella seguente,
si dovrebbero aggiungere una serie di attività , non quantificabili che comunque concorrono
alla realizzazione del piano di promozione.
Totale ore espressamente dedicate alla
sensibilizzazione del Servizio Civile Nazionale
promozione
e
Totale ore espressamente dedicate alla promozione e sensibilizzazione
del progetto “Cile”
Attività di promozione e pubblicizzazione non quantificabili in ore
TOTALE ORE PROMOZIONE E SENSIBILIZZAZIONE A+B=
A=18h
B= 30h
C
48h
Alle suddette 48h ore bisogna aggiungere una serie di attività difficilmente misurabili e
quantificabili ma che ai fini della promozione e sensibilizzazione rivestono, secondo noi, un
elevato grado di rilevanza.
Di seguito si riporta in dettaglio l’elenco delle azioni/attività:
56
EVENTO – AZIONE – ATTIVITA’
A
B
C
Banchetto in occasione della “Tre Giorni Generale”
dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, che si svolge
a cadenza annuale ed ha rilevanza internazionale, a cui
partecipano tutte le zone periferiche dell’associazione. I
volontari in servizio civile collaborano alla gestione del
banchetto.
Collaborazione fissa con il mensile ”Sempre” attraverso la
rubrica “Frontiere di Pace”, redatta a cura del Servizio
Obiezione di Coscienza e pace dell’Associazione Comunità Papa
Giovanni XXIII che presenta testimonianze (e illustra i relativi
contesti e progetti dove operano) di volontari in servizio civile
nazionale sia in Italia che all’estero.
Interventi in qualità di relatori o testimonianze di volontari ed
ex volontari in incontri pubblici e seminari, banchetti in
numerose manifestazioni nazionali, sportello informativo
telefonico, ecc.
TOTALE ORE QUANTIFICABILI
EVENTO – AZIONE – ATTIVITA’ Quantificabili in ore
N.
ORE
6h
6h
6h
18h
N.
ORE
12h
18h
30h
Realizzazione infodays e giornate di orientamento
Colloqui di orientamento con giovani interessati
TOTALE ORE QUANTIFICABILI
EVENTI – AZIONI – ATTIVITA’ NON QUANTIFICABILI
Attivazione di un numero verde per far fronte alle richieste telefoniche
dei giovani interessati: 800 913 596
Partecipazione ad eventi pubblici e privati di promozione e
sensibilizzazione a livello nazionale.
Invio, tramite mail massiva, di materiale promozionale ad indirizzi
privati acquistati da aziende specializzate in riferimento al target giovani
del territorio.
Pubblicizzazione del progetto
Promozione su siti web:
www.apg23.org
www.odcpace.org
www.antennedipace.org
Newsletters a:
Gruppi scout a livello nazionale
Informagiovani del territorio nazionale
Centri missionari diocesani d’Italia
Giovani tra i 18 e i 28 anni sul territorio nazionale
Promozione con inserti su riviste/quotidiani:
Mensile “Sempre”
Affissione e/o diffusione di materiale promozionale presso i canali
informativi dei relativi partner:
- Redattore Sociale srl
- Fundacion Techo para un Hermano
- FUGAR Produzione
- Associazione ADUSU di Padova
- Università Carlo Bo di Urbino
Stampa e diffusione volantini (n° copie: 300) e manifesti (n° copie: 30 )
sul servizio civile nazionale volontario e sul progetto specifico, che viene
messo a disposizione presso tutte le sedi periferiche dell’Ente, e diffuso
attraverso gli enti che hanno sottoscritto partnership inerenti la
promozione del servizio civile dell’ente.
TOTALE ORE (A+B) = 48h
57
26) Criteri e modalità di selezione dei volontari:
Si rinvia al sistema di reclutamento e selezione presentato dall’ Ente associazione
Comunità Papa Giovanni XXIII in sede di accreditamento
27) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
SI
ASSOCIAZIONE COMUNITA’ PAPA GIOVANNI XXIII
28) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del
progetto:
Si rinvia al sistema di monitoraggio presentato dall’ Ente associazione Comunità Papa
Giovanni XXIII in sede di accreditamento
29) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
SI
ASSOCIAZIONE COMUNITA’ PAPA GIOVANNI XXIII
30) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre
quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
Oltre ai requisiti richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n.64, possono essere requisiti
funzionali ed utili al progetto:

Interesse verso attività di assistenza, educazione, animazione, microcredito,
lavoro di gruppo, microsviluppo economico, tutela dei diritti umani in Italia ed
all’ estero;

impegno a rendere pubblica l’esperienza derivante dal progetto di servizio civile
e a lavorare per la sensibilizzazione del territorio di provenienza sia durante il
periodo di formazione in Italia che durante la permanenza all’estero;

disponibilità a trascorrere un ampio periodo di tempo all’estero (10 – 11 mesi)
con un solo rientro intermedio;

interesse per i temi della solidarietà internazionale e della pace;

volontà e desiderio di sperimentare concretamente la solidarietà e la
condivisione con fasce di popolazione particolarmente svantaggiate e
vulnerabili;

desiderio di sperimentare modalità concrete di azione e difesa nonviolenta;

interesse per percorsi a carattere formativo e di crescita individuale;

desiderio di interazione costruttiva con chi è portatore di differenze culturali;

volontà e capacità di lavorare in modo cooperativo, in gruppo ed in rete con altri
soggetti;

minima conoscenza della lingua spagnola

disponibilità ad apprendere la lingua del paese dove è ubicata la sede prescelta
ed eventualmente a frequentare corsi di lingua;

disponibilità a sottoporsi alle previste profilassi mediche;

disponibilità ad attenersi alle misure di sicurezza adottate dall’Ente, a rispettare
gli orari stabiliti dall’OLP di riferimento per le uscite, e a comunicare gli
58
spostamenti, soprattutto per quelle sedi in cui è presente un alto tasso di
delinquenza.
31) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla
realizzazione del progetto:
Il progetto prevede l’impiego di risorse finanziarie aggiuntive destinate alle attività del
progetto elencate nei punti 9.1 e alle risorse tecniche previste alla voce 33 sia per gli
obiettivi trasversali che per quelli specifici per i paesi.
Si ricorda che a tutti i volontari in servizio civile, per la partecipazione della formazione
specifica, in località diverse da quella di residenza vengono rimborsate le spese di
trasporto effettuate con mezzi pubblici. L’ente inoltre investe nelle attività di tutoraggio
dei volontari in quanto ritiene questa figura particolarmente importante per il buon
andamento del servizio. Il tutor infatti coordina e segue la logistica dei momenti
formativi specifici e monitora il percorso di servizio civile del volontario all’estero,
attraverso una relazione costante con quest’ultimo e un rapporto costante con
l’operatore locale di progetto all’estero.
Le risorse sono state suddivise, per voci di spesa generali, per obiettivi trasversali
e per obiettivi specifici.
Le prime sono riferite alle azioni di promozione, all’organizzazione della formazione
specifica(secondo quanto previsto ai punti 43-49), al tutoraggio a distanza per
qualificare l’andamento del servizio.
Le seconde riguardano spese aggiuntive per il raggiungimento degli obiettivi trasversali
previsti dal progetto e fra questi i costi derivanti dalle risorse strumentali previste al
successivo punto 33.
Le ultime fanno riferimento alle spese (e alle relative risorse) aggiuntive per il
raggiungimento degli obiettivi specifici.
VOCI DI SPESA GENERALI
Funzione
Descrizione
Promozione
Spese sostenute per la promozione del progetto,
attraverso la stampa di manifesti, volantini,
spazi internet.
Affitto locali
Esperti
Materiali
Spostamenti
volontari
Spese di viaggio per la realizzazione di incontri e
momenti informativi sul progetto
Formazione specifica
Tutto il complesso per le spese di affitto di
strutture ad hoc per la formazione specifica dei
volontari, oltre alle spese di utilizzo dei locali
dell’Associazione.
Spese per compenso a docenti esperti in
specifiche tematiche previste nella formazione
specifica
Spese per abbonamenti a riviste, per acquisto
di tutto il materiale di documentazione messo a
disposizione dei volontari nel corso della
formazione.
Nel corso della prima parte del servizio civile, i
volontari svolgono la formazione in Italia.
Questa formazione è divisa in: un periodo di
formazione generale di gruppo iniziale; un
periodo di formazione specifica in gruppi di
lavoro e un periodo di addestramento presso
varie sedi dell’associazione sul territorio italiano.
Si prevede inoltre un periodi formazione
intermedia tra 5° e 6° mese ed un momento di
valutazione e chiusura dell’esperienza nel corso
dell’ultimo mese. I volontari sostengono
nell’arco dell’anno alcuni viaggi sul territorio
Quantità
180€
180€
540€
300€
90€
90€
59
nazionale.
Personale
dedicato
Tutoraggio a distanza
Spese per il personale espressamente dedicato
al tutoraggio a distanza dei volontari all’ estero
e spese viaggio per la realizzazione di incontri
in presenza utili alla verifica dell’andamento del
progetto e del servizio dei volontari.
Costi tecnici telefono, connessione, abbonamento skype
TOTALE RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE A
3000€
60€
5250€
VOCI DI SPESA SPECIFICHE LEGATE AGLI OBIETTIVI TRASVERSALI
OBIETTIVO 1 –TRASVERSALE
Incrementare la realizzazione e la diffusione di materiale informativo attraverso il
sito www.antennedipace.org e gli strumenti informativi ad esso collegati utili a
sensibilizzare la società civile italiana sulle conflittualità sociali presenti nei paesi
di destinazione del progetto.
AZIONI– Attività
Azione 1 - COSTRUZIONE
BACINO DI ATTENZIONE
1.1. Attività di censimento e
contatto dei media
tradizionali e non presenti
nel territorio di provenienza
dei volontari
1.2. Invio di informazioni
prodotte dai volontari e
realizzazione di interviste coi
contatti censiti
1.3. Realizzazione di
testimonianze sull’esperienza
all’ estero
Azione 2 – FORMAZIONE
2.1. Modulo formativo:
introduzione al mondo
dell’informazione
2.2. produrre informazione al
tempo del web 2.0
2.3. Confronto periodico con
la Redazione e con i tutor di
riferimento
2.4
Approfondimento
del
contesto
politico,
socioeconomico
RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE
Descrizione
Quantità
Spesa per viaggi ed eventuale
supporto da parte di personale
esperto nell’individuazione dei
media
Spesa
per
acquisto
o
mantenimento
strumentazione
informatiche e materiale di
cancelleria
Spesa
per
personale
per
elaborazione comunicati stampa
ovvero testi esplicativi
Spesa
per
acquisto
o
mantenimento
strumentazione
informatiche e materiale di
cancelleria
Spese
di
viaggio
per
il
raggiungimento dei luoghi per le
interviste
Spesa per personale esperto sul
tema
dell’
informazione
e
sull’utilizzo strategico dei mezzi
di ripresa e di produzione e
relativo materiale di consumo.
180€
120€
240€
120€
Spesa
per
acquisto
o
mantenimento
strumentazione
informatiche e materiale di
cancelleria
Spesa
per
personale
espressamente
dedicato
alla
redazione
del
materiale
di
informazione
prodotta
dai
volontari
Spese
per
materiale
di
approfondimento
600€
150€
60
Azione 3 - ATTIVITA’
EDITORIALE
3.1 Selezione delle tematiche
3.2 Raccolta di articoli,
report, gallerie fotografiche e
video
Spesa
per
personale
espressamente
dedicato
alla
redazione
del
materiale
di
informazione
prodotta
dai
volontari
Spese
per
materiale
approfondimento
3.3.
Confronto
Redazione
con
la
3.5.Pubblicazione
e
produzione multimediale sul
sito www.anntennedipace.org
e valorizzazione su social
media e canali digitali
600€
di
Spesa
per
acquisto
o
mantenimento
strumentazione
informatiche e materiale di
cancelleria
Spese per mantenimento e/o
aggiornamento tecnico del sito
www.antennedipace.org
e
produzioni multimediali
Spesa
per
acquisto
o
mantenimento
strumentazione
informatiche e materiale di
cancelleria
TOTALE RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE B
150€
2160€
OBIETTIVO 2 –TRASVERSALE
Realizzare un report sul grado di affermazione dei Diritti umani fondamentali, a
partire da casi concreti e storie di persone nei diversi contesti in cui viene attuato
il progetto, utile ad approfondire la conoscenza del contesto e di individuare
eventuali nuove priorità di intervento.
AZIONI– Attività
RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE
Descrizione
quantità
Azione 1 - ANALISI DEL
MATERIALE IN ESSERE
1.1.Illustrazione del percorso
e materiale prodotto col
precedente progetto
1.2.aggiornamento della
situazione
Spese di viaggio necessarie alla
realizzazione
degli
incontri
necessari coi soggetti coinvolti
nella definizione dell’ ambito di
indagine
Spese di viaggio necessarie alla
realizzazione
degli
incontri
necessari coi soggetti coinvolti
nella definizione dell’ ambito di
indagine
120€
180€
*spese per docenti esperte già
attribuite nelle voci di spesa
generali
Azione 2 – SELEZIONE DEI
TEMI E DEI FORMATI
2.1. definizione delle priorità
tematiche
2.2. Definizione dei formati
60€
Spese di viaggio ed organizzative
necessarie
ad
incontri
col
personale coinvolto
Azione 3 – INTERVISTE E
REDAZIONE
61
3.1. Individuazione dei
soggetti da intervistare
3.2. realizzazione delle
interviste
3.3 Redazione dell’ elaborato
finale
Azione 4– PUBBLICAZIONE
4.1. Pubblicazione elaborato
finale
120€
Spese di viaggio ed organizzative
necessarie alla realizzazione
Spese
per
personale
espressamente dedicato
180€
Personale
espressamente
dedicato alla pubblicazione.
Spese di viaggio necessarie alla
realizzazione di incontri con gli
enti che costituiscono la rete di
sostegno alle attività per quanto
attiene
la
condivisione
dell’elaborato finale.
Costi
tecnici
necessari
alla
pubblicazione ( grafica, ISBN,etc)
TOTALE RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE C
660€
VOCI DI SPESA SPECIFICHE LEGATE AGLI OBIETTIVI SPECIFICI
OBIETTIVO SPECIFICO 1:
Miglioramento del rendimento scolastico e delle abilità in genere dei circa 40
minori del comune di Peñalolén che frequentano il Centro “Escuelita” e che si
trovano in situazione di disagio socio-ambientale, di ritardo scolastico o a
rischio emarginazione e per i quali si ravvisi la necessità di un intervento
educativo
AZIONI-Attività
RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE
AZIONE 1 – Revisione degli
interventi pregressi e nuova
programmazione
1.1. Revisione delle attività di quota carburante
80€
sostegno scolastico e di quelle materiale
per
80€
laboratoriali e ricreative pregresse
videoproiezione;
160€
1.2. Ridefinizione dei programmi materiale di cancelleria e
spese di segreteria.
educativi
AZIONE 2 – Sostegno scolastico
e
attività
laboratoriali
e
ricreative
2.1.
Pianificazione
ed materiale di cancelleria e
organizzazione delle attività di spese di segreteria.
sostegno scolastico
2.2. Sostegno scolastico
Materiale didattico;
Attrezzatura
per
allestimento sala (sedie,
tavoli, ecc.);
2.3.
Pianificazione
ed Materiale di cancelleria e
organizzazione
delle
attività spese di segreteria;
laboratoriali e ricreative
quota carburante
2.4. Attività laboratoriali
Materiale igienico di facile
consumo;
perline, cartoncini, filo,
ecc. per laboratorio di
attività manuali;
vestiti, oggettistica varia,
materiale di riciclo, ecc.
50€
160€
80€
130€
120€
160€
160€
120€
62
2.5. Attività ricreative
per
laboratorio
d’espressione artistica;
Quota carburante;
Attrezzatura
sportiva
(palloni, scarpe, uniformi,
ecc.)
AZIONE 3 – Sostegno famigliare
3.1.
Pianificazione
ed materiale di cancelleria e
organizzazione
delle
visite spese di segreteria;
domiciliari alle famiglie
Quota carburante
3.2. Visite domiciliari familiari
3.3. Rafforzo dell’intervento o Distribuzione
di
aiuti
intervento
d’emergenza
nelle alimentari,
medicine,
situazioni ad alto rischio
vestiario,
materiale
scolastico, fornitura di
materiale edile per piccoli
lavori di ristrutturazione;
Quota carburante.
AZIONE 4 – Monitoraggio e
verifica dei risultati
4.1 Monitoraggio costante delle quota carburante;
attività
materiale
per
4.2. Valutazione ed analisi dei videoproiezione;
materiale di cancelleria e
risultati raggiunti
4.3. Elaborazione di nuove proposte spese di segreteria.
e progettualità
TOTALE RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE D
220 €
160€
160€
380€
960€
380€
80€
160€
140€
3940€
OBIETTIVO SPECIFICO 2:
Offrire ai circa 100 minori del comune de La Pintana la possibilità di costruirsi
le proprie “chiavi di interpretazione” della realtà per affrontare passaggi di
crescita spesso molo critici, favorire una maggiore conoscenza della propria
personalità, promuovere opportunità di interazione tra ragazzi e percorsi di
protagonismo in un’ottica di prevenzione di comportamenti devianti.
AZIONI-Attività
RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE
AZIONE 1 - Attività artistiche e
culturali
1.1.
Pianificazione
ed quota carburante;
organizzazione
dei
laboratori materiale
per
artistici e culturali
videoproiezione;
materiale di cancelleria e
spese di
segreteria.
1.2. Laboratori artistici e culturali
chitarre,
macchine
fotografiche, cancelleria
artistica, lettori musicali,
ecc.);
Allestimento stanze per
svolgimento laboratori.
AZIONE 2 – Potenziamento
della presenza e delle attività
degli adolescenti del Centro
all’interno
del programma
radiofonico “Acuarela”
2.1. Creazione di un gruppo di materiale di cancelleria e
lavoro
spese di segreteria;
2.2. Preparazione della messa in Quota carburante;
Attrezzatura radiofonica
onda
(mixer,
cd,
speaker,
2.3. Trasmissione radiofonica
ecc.);
Sala attrezzata a riunioni
e alla messa in onda
radio.
80€
80€
80€
320€
120€
180€
120€
610€
340€
63
2.4. Aggiornamento del blog
Materiali
informatici
(computer, software vari,
ecc.);
Riviste e documenti di
vario
genere,
per
sviluppare i contenuti;
supporti audio/video.
2.5. Monitoraggio del progetto materiale di cancelleria e
radiofonico
spese di segreteria;
Quota carburante
AZIONE 3 – Formazione di una
compagnia teatrale permanente
3.1. Creazione di un gruppo di materiale di cancelleria e
lavoro
spese di
segreteria;
Quota carburante.
3.2.
Ideazione
della Quota carburante;
rappresentazione teatrale
Affitto sala teatrale;
Spese costumi scenici;
Spese
materiale
scenografico;
Materiale di cancelleria.
3.3. Promozione ed esecuzione Stampa del materiale di
della rappresentazione teatrale
promozione
e
volantinaggio;
Quota carburante;
materiale di cancelleria e
spese di segreteria;
AZIONE 4 – Sostegno famigliare
4.1.
Pianificazione
ed Materiale di cancelleria e
organizzazione
delle
visite spese di segreteria;
domiciliari alle famiglie
quota carburante.
4.2. Visite alle famiglie
230€
70€
60€
50€
90€
160€
180€
140€
660€
120€
270€
60€
80€
110€
85€
80€
160€
140€
4.3. Rafforzo dell’intervento o Distribuzione
di
aiuti
660€
intervento
d’emergenza
nelle alimentari,
medicine,
situazioni ad alto rischio
vestiario,
materiale
scolastico, fornitura di
materiale edile per piccoli
lavori di ristrutturazione;
380€
Quota carburante.
AZIONE 5 – Monitoraggio e
verifica dei risultati
5.1 Monitoraggio costante delle quota carburante;
80€
attività
materiale
per
160€
5.2. Valutazione ed analisi dei videoproiezione;
materiale di cancelleria e
40€
risultati raggiunti
5.3. Elaborazione di nuove proposte spese di segreteria.
e progettualità
TOTALE RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE E
5995 €
OBIETTIVO SPECIFICO 3:
Sostenere l’integrazione delle circa 30 persone sordomute che frequentano il
Centro “Sol”, alle quali non sono offerte alternative utili alla socializzazione.
AZIONI-Attività
RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE
AZIONE 1 – Laboratori di lingua
dei segni
1.1 Pianificazione ed organizzazione quota carburante;
80€
dei laboratori di lingua dei segni
ufficio
attrezzato
per
80€
riunioni e proiezioni;
materiale di cancelleria;
80€
1.2 Laboratori di lingua dei segni
Materiale di cancelleria
130€
vario e artistico;
materiale didattico;
170€
64
Allestimento stanze per
svolgimento laboratori.
AZIONE 2 – Sostegno scolastico
e attività artistiche e culturali
2.1.
Pianificazione
ed
organizzazione delle attività di
sostegno scolastico
2.2. Attività di sostegno scolastico
materiale di cancelleria e
spese di segreteria;
Quota carburante;
Materiale
didattico
e
scolastico;
sale
attrezzate
per
attività di doposcuola;
materiale di cancelleria
(pennarelli,
matite,
quaderni ecc.);
quota carburante.
2.3.
Pianificazione
ed materiale di cancelleria e
organizzazione dei laboratori e delle spese di segreteria;
attività esterne
2.4. Laboratori artistici e attività Materiale di riciclo di
esterne
facile utilizzo;
Vestiario per laboratorio
del mimo;
attrezzatura
per
laboratorio di serigrafia;
quota carburante;
AZIONE 3 – Produzione di
attività
e
materiale
di
sensibilizzazione
3.1. Ideazione di un calendario con Materiale di cancelleria e
l’utilizzo
di
immagini
che spese di segreteria;
richiamano la comunicazione LSCh Ufficio
attrezzato
di
(lingua dei segni cilena)
computer,
telefoni
e
connessione Internet;
3.2. Produzione del materiale
Quota carburante;
3.3. Diffusione del materiale di materiale di cancelleria e
spese di segreteria;
promozione
Stampa del materiale di
promozione
e
volantinaggio;
Quota carburante;
AZIONE 4 – Monitoraggio e
verifica dei risultati
4.1 Monitoraggio costante delle Materiale di cancelleria e
attività
spese di segreteria;
4.2. Valutazione ed analisi dei quota carburante;
ufficio
attrezzato
di
risultati raggiunti
4.3. Elaborazione di nuove proposte computer e connessione
internet.
e progettualità
TOTALE RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE F
150€
60€
80€
90€
170€
60€
80€
80€
130€
90€
230€
180€
80€
120€
230€
60€
280€
60€
140€
70€
2980€
OBIETTIVO SPECIFICO 4:
Ridurre del 50% il tasso di abbandono del percorso terapeutico-riabilitativo
destinato a persone con problematiche legate all’uso e abuso di sostanze legali
e illegali all’interno della Comunità Terapeutica gestita dall’Ente.
AZIONI-Attività
RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE
AZIONE 1 – Revisione degli
interventi pregressi e nuova
programmazione
1.1.
Revisione
delle
attività quota carburante;
180€
pregresse in generale
ufficio
attrezzato
per
100€
1.2. Ridefinizione dei programmi riunioni e proiezioni;
materiale di cancelleria e
110€
educativi
spese di segreteria;
AZIONE 2 – Attività volte alla
65
riabilitazione della persona
2.1.
Pianificazione
ed
organizzazione delle attività
2.2. Attività di sostegno psicologico
e psichiatrico
2.3.
Attività
occupazionali
formative
ed
2.4. Attività educative, ricreative e
sportive
2.5. Incontri
famiglie
di
2.6
Attività
di
lavorativo protetto
2.7. Lavoro d’equipe
sostegno
alle
inserimento
Sala riunioni;
materiale di cancelleria.
Materiale
didattico
a
sostegno degli educatori;
quota carburante;
materiale di cancelleria;
allestimento
sala
per
incontri di sostegno;
materiale di cancelleria e
spese di segreteria;
derrate alimentari per
varie produzioni;
legname da utilizzare nel
laboratorio
di
falegnameria;
quota carburante.
Materiale di riciclo di
facile utilizzo;
materiale igienico di facile
consumo (carta igienica,
guanti monouso ecc.)
quota carburante;
attrezzatura
sportiva
(palloni, scarpe, divise,
ecc.).
Quota carburante;
materiale di cancelleria e
spese di segreteria.
Quota carburante;
Vestiario
consono
all’ambiente di lavoro;
materiale di cancelleria
Materiale di cancelleria e
spese di segreteria;
Ufficio
attrezzato
di
computer,
telefoni
e
connessione Internet;
AZIONE 3 – Monitoraggio e
verifica dei risultati
3.1 Monitoraggio costante delle Materiale di cancelleria e
attività
spese di segreteria;
3.2. Valutazione ed analisi dei quota carburante;
ufficio
attrezzato
di
risultati raggiunti
3.3. Elaborazione di nuove proposte computer e connessione
internet.
e progettualità
TOTALE RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE G
130€
90€
110€
190€
140€
80€
390€
210€
190€
110€
130€
180€
130€
120 €
70 €
110€
120€
50€
140€
70€
90€
190€
80€
3510€
TOTALE RISORSE FINANZIARIE (A+B+C+D+E+F+G) =24.495 €
32) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners):
PARTNER PROFIT
REDATTORE SOCIALE s.r.l collabora alla realizzazione di quanto previsto dall’obiettivo
trasversale 1
supportando:
Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE
Attività 3.6 Divulgazione e valorizzazione dei contenuti prodotti su social media e nuovi
canali digitali
Attraverso:
la collaborazione nell’ elaborazione di strategie e strumenti utili al potenziamento della
66
presenza dei contenuti prodotti dai volontari e presenti nel sito www.antennedipace.org
sui social media, valorizzando e divulgando i contenuti prodotti, promuovendone la
diffusione anche attraverso nuove piattaforme digitali.
FUGAR PRODUZIONE S.p.A.
Azienda del Riminese dedicata alla produzione macchinari, attrezzature, minuterie e
semilavorati per le pasticcerie e gelaterie.
Collaborazione con il progetto supportando le seguenti attività dell’obiettivo specifico 4:
Azione 2 – ATTIVITA’ VOLTE ALLA RIABILITAZIONE DELLA PERSONA
Attività 2.6 –Attività di inserimento lavorativo protetto attraverso laboratori di
pasticceria e gelateria artigianale
PARTNER NO-PROFIT
FONDACION “TECHO PARA UN HERMANO”
Fondazione Cilena che collabora al progetto attraverso le seguenti azioni:
attività giornaliera di sostegno scolastico;
attività di “promozione alla lettura” con laboratori giornalieri di “racconta una
storia”, “poesia”, ecc.
Sostegno alimentare ai minori del Centro Escuelita fornendo gli alimenti
necessari per la merenda giornaliera.
Associazione ADUSU di Padova collabora alla realizzazione di quanto previsto
dall’obiettivo trasversale 2
supportando:
Azione 2 – SELEZIONE DEI TEMI E DEI FORMATI
Attività 2.1. definizione delle priorità tematiche
Attività 2.2. definizione dei formati
Attraverso:
La collaborazione nell’ individuazione delle priorità tematiche, per ciascun progetto e
territorio in cui si realizza, che entreranno a far parte delle situazioni illustrate nel
report conclusivo
UNIVERSITA’
Università Carlo Bo di Urbino, collabora alla realizzazione di quanto previsto
dall’obiettivo trasversale 1
supportando:
Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE
Attività 3.6 Divulgazione e valorizzazione dei contenuti prodotti su social media e nuovi
canali digitali
Attraverso:
la collaborazione nell’ elaborazione di strategie e strumenti utili al potenziamento della
presenza dei contenuti prodotti dai volontari e presenti nel sito www.antennedipace.org
sui social media, valorizzando e divulgando i contenuti prodotti, promuovendone la
diffusione anche attraverso nuove piattaforme digitali.
E di quanto previsto dall’ obiettivo trasversale 2
supportando:
Azione 2 – SELEZIONE DEI TEMI E DEI FORMATI
Attività 2.1. definizione delle priorità tematiche
Attività 2.2. definizione dei formati
Attraverso:
La collaborazione nell’ individuazione delle priorità tematiche, per ciascun progetto e
territorio in cui si realizza, che entreranno a far parte delle situazioni illustrate nel
report conclusivo.
La collaborazione alla progettazione e predisposizione di uno o più formati di riferimento
utili alla raccolta delle storie ed all’ elaborazione del Rapporto conclusivo relativo alle
violazioni di diritti umani riscontrate nei luoghi dove si realizza il progetto
67
33) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
Risorse tecnico strumentali legate agli obiettivi trasversali:
OBIETTIVO 1 TRASVERSALE
AZIONI – Attività
Azione 1 - COSTRUZIONE BACINO DI
ATTENZIONE
1.1. Attività di censimento e contatto dei
media tradizionali e non, presenti sul
territorio di provenienza dei volontari
1.2. Invio di informazioni prodotte dai
volontari e realizzazione di interviste a
contatti censiti
1.3. Realizzazione di testimonianze
sull’esperienza all’estero
Azione 2 – FORMAZIONE
2.1. Modulo formativo: introduzione al
mondo dell’informazione: dall’
informazione di massa all’ informazione
diffusa
RISORSE TECNICHE STRUMENTALI
Ufficio attrezzato con N° 8 pc, con
connessione ad internet , telefono , fax,
skype
N°1 Postazione PC attrezzata con
connessione ad internet, telefono, skype
N°1 Ufficio stampa, dedicato al bisogno,
alla diffusione dei comunicati stampa
N°1 Indirizzario contatti stampa
Sito internet per la diffusione dei
comunicati stampa
N° 1 computer portatile con
videoproiettore
N°1 Postazione PC attrezzata con
connessione ad internet, telefono, fax,
skype presso la struttura di gestione scn
Aula didattica attrezzata con materiale
didattico e tecnologie informatiche per la
formazione (pc multimediale,
videoproiettore)
2.2. Produrre informazione al tempo del
web 2.0
2.4. Confronto periodico con la Redazione
e con i tutor di riferimento
2.5 Approfondimento del contesto
politico, socio-economico
N°1 Macchina fotografica, n°1
videocamera
Lavagna a fogli mobili
Materiale di consumo
N°1 Postazione PC attrezzata con
connessione ad internet, telefono, fax,
skype
Aula didattica attrezzata con materiale
didattico e tecnologie informatiche per la
formazione (pc multimediale,
videoproiettore)
Lavagna a fogli mobili
Materiale di consumo
N°1 Postazione PC attrezzata con
connessione ad internet, telefono, fax,
skype per ogni sede di attuazione
Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE
3.1 Selezione delle tematiche
3.2. Redazione di articoli, report, gallerie
fotografiche, video
3.4. Confronto con la Redazione
3.5.Pubblicazione e produzione
multimediale sul sito
www.anntennedipace.org e
valorizzazione dei contenuti su social
media e canali digitali
N°3 Postazioni PC attrezzata con
connessione ad internet, telefono, fax,
skype presso la struttura di gestione scn
N°1 Postazione PC attrezzata con
connessione ad internet, telefono, fax,
skype per ogni sede di attuazione
Sito internet per la diffusione dei
comunicati stampa
Automobile a disposizione del personale
individuato dalla struttura di gestione per
68
la realizzazione di incontri con gli enti che
costituiscono la rete di sostegno alle
attività del progetto
OBIETTIVO 2 TRASVERSALE
AZIONI – Attività
Azione 1 - ANALISI DEL
MATERIALE IN ESSERE
1.1.Illustrazione del percorso e
materiale prodotto col precedente
progetto
1.2.aggiornamento della situazione
Azione 2 – SELEZIONE DI TEMI E
FORMATI
2.1. Definizione delle priorità
tematiche
2.2. definizione dei formati
RISORSE TECNICHE STRUMENTALI
N°2 Postazioni PC attrezzata con
connessione ad internet, telefono, fax,
skype presso la struttura di gestione scn
Aula didattica attrezzata con materiale
didattico e tecnologie informatiche per la
formazione (pc multimediale,
videoproiettore)
Lavagna a fogli mobili
Materiale di consumo
N°1 Postazione PC attrezzata con
connessione ad internet, telefono, fax,
skype per ogni sede di attuazione;
Strumenti informatici appositamente
definiti per la sistematizzazione delle
interviste
Azione 3 – INTERVISTE E
REDAZIONE
3.1. Individuazione dei soggetti da
intervistare
3.2. Realizzazione interviste
3.3 Scrittura secondo i formati
prescelt
N°1 Postazione PC attrezzata con
connessione ad internet, telefono, fax,
skype per ogni sede di attuazione
Registratori portatili per l’eventuale
registrazione delle interviste
N°2 Postazioni PC attrezzate con
connessione ad internet, telefono, fax,
skype presso la struttura di gestione scn
N°2 Postazioni PC attrezzate con
connessione ad internet, telefono, fax,
skype presso la struttura di gestione scn
3.4 redazione dell’ elaborato finale
Automobile a disposizione del personale
individuato dalla struttura di gestione per
la realizzazione di incontri con gli enti
che costituiscono la rete di sostegno alle
attività del progetto
Azione 4 – PUBBLICAZIONE
Strumenti informatici appositamente
definiti per la restituzione e diffusione
dei dati
4.1 -Pubblicazione dell’elaborato
finale
N°1 Postazione PC attrezzata con
connessione ad internet, telefono, fax,
skype per ogni sede di attuazione
N°2 Postazioni PC attrezzata con
connessione ad internet, telefono, fax,
skype presso la struttura di gestione scn
69
OBIETTIVO SPECIFICO 1
Sostenere il diritto all’educazione e alla partecipazione piena alla vita culturale ed
artistica dei minori in condizione di disagio ed appartenenti alle fasce popolari più
povere del comune di Peñalolén attraverso l’appoggio scolastico e l’organizzazione di
attività ricreative, artistiche e culturali.
AZIONI-Attività
RISORSE TECNICHE
STRUMENTALI
AZIONE 1 – Revisione degli interventi
pregressi e nuova programmazione
1.1. Revisione delle attività di sostegno Materiale di cancelleria;
scolastico e di quelle laboratoriali e ricreative Ufficio attrezzato per riunioni ed
pregresse
incontri con proiezioni;
1 auto dell’ente.
1.2. Ridefinizione dei programmi educativi
Materiale di cancelleria;
1 auto dell’ente.
AZIONE 2 – Sostegno scolastico e attività
laboratoriali e ricreative
2.1. Pianificazione ed organizzazione delle Sala riunioni;
attività di sostegno scolastico
materiale di cancelleria.
2.2. Sostegno scolastico
Sale
per
incontri
di
sostegno
scolastico;
materiale didattico (libri scolastici,
quaderni, ecc.);
2.3. Pianificazione ed organizzazione delle Materiale di cancelleria;
attività laboratoriali e ricreative
Ufficio attrezzato per riunioni ed
incontri con proiezioni;
1 auto dell’ente
2.4. Attività laboratoriali
Spazi allestititi per le attività di
laboratorio;
materiale igienico di facile consumo
(carta igienica, guanti monouso,
ecc);
materiale
artistico
per
attività
manuali (perline, filo, cartoncini,
ecc.);
materiale per laboratori espressivi
(vestiti, oggettistica varia, ecc.).
2.5. Attività ricreative
1 pulmino;
Attrezzatura
sportiva
(palloni,
uniformi ecc.)
AZIONE 3 – Sostegno famigliare
3.1. Pianificazione ed organizzazione delle 1 auto dell’ente;
visite domiciliari alle famiglie
Materiale di cancelleria;
Ufficio attrezzato per riunioni ed
incontri con proiezioni.
3.2. Visite domiciliari familiari
Materiale di cancelleria;
Ufficio attrezzato;
1 auto dell’ente.
3.3. Rafforzo dell’intervento o intervento Derrate alimentari;
d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio
Medicinali e vestiario di vario genere;
materiale scolastico;
materiale igienico di facile consumo
(sapone, carta igienica, ecc.)
AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei
risultati
4.1 Monitoraggio costante delle attività
1 auto dell’ente.
Ufficio attrezzato;
Materiale di cancelleria;
4.2. Valutazione ed analisi dei risultati Materiale di cancelleria;
raggiunti
1 auto dell’ente.
Ufficio attrezzato;
70
4.3. Elaborazione
progettualità
di
nuove
proposte
e Materiale di cancelleria;
Ufficio attrezzato;
1 auto dell’ente.
OBIETTIVO SPECIFICO 2:
Offrire ai circa 100 minori del comune de La Pintana la possibilità di costruirsi le
proprie “chiavi di interpretazione” della realtà per affrontare passaggi di crescita
spesso molo critici, favorire una maggiore conoscenza della propria personalità,
promuovere opportunità di interazione tra ragazzi e percorsi di protagonismo in
un’ottica di prevenzione di comportamenti devianti.
AZIONI-Attività
RISORSE TECNICHE
STRUMENTALI
AZIONE 1 - Attività artistiche e culturali
1.1. Pianificazione ed organizzazione
laboratori artistici e culturali
dei Materiale di cancelleria;
Ufficio attrezzato per riunioni ed
incontri con proiezioni;
1 auto dell’ente.
1.2. Laboratori artistici e culturali
Materiale
per i
vari laboratori
(chitarre,
macchine
fotografiche,
cancelleria artistica, lettori musicali,
ecc.);
sale allestite per svolgimento dei
laboratori.
AZIONE
2
–
Potenziamento
della
presenza
e
delle
attività
degli
adolescenti del Centro all’interno
del
programma radiofonico “Acuarela”
2.1. Creazione di un gruppo di lavoro
Sala riunioni;
materiale di cancelleria.
2.2. Preparazione della messa in onda
materiale di cancelleria e spese di
segreteria;
Sala attrezzata a riunioni e alla messa
in onda radio;
Riviste giornalistiche varie.
2.3. Trasmissione radiofonica
Sala attrezzata per la messa in onda
radio;
Attrezzatura
radiofonica
(mixer,
speaker, cd, microfoni, ecc.);
Attrezzatura
informatica
con
connessione ad Internet.
2.4. Aggiornamento del blog
Ufficio attrezzato di computer e
connessione internet;
Riviste giornalistiche di vario genere,
per curare i contenuti del blog;
2.5. Monitoraggio del progetto radiofonico
Materiale di cancelleria;
Ufficio attrezzato;
1 auto dell’ente.
AZIONE
3
–
Formazione
di
una
compagnia teatrale permanente
3.1. Creazione di un gruppo di lavoro
1 auto dell’ente;
Materiale di cancelleria;
Ufficio attrezzato per riunioni ed
incontri con proiezioni, connessione
Internet.
3.2. Ideazione della rappresentazione teatrale Piccola sala teatrale;
Costumi Teatrali;
Materiali scenografici;
Materiale di cancelleria;
1 automezzo dell’ente;
3.3.
Promozione
ed
esecuzione
della Materiale promozionale (Brochure,
rappresentazione teatrale
bigliettini, mascotte, ecc.);
Materiale di cancelleria;
71
1 automezzo dell’ente.
AZIONE 4 – Sostegno famigliare
4.1. Pianificazione ed organizzazione delle 1 auto dell’ente;
visite domiciliari alle famiglie
Ufficio attrezzato;
Materiale di cancelleria;
4.2. Visite alle famiglie
Materiale di cancelleria;
1 auto dell’ente;
Ufficio attrezzato;
4.3. Rafforzo dell’intervento o intervento Materiale igienico di facile consumo
d’emergenza nelle situazioni ad alto rischio
(carta igienica, sapone, ecc);
Derrate alimentari;
Vestiario;
Medicinali e beni sanitari;
materiale didattico e di cancelleria.
AZIONE 5 – Monitoraggio e verifica dei
risultati
5.1 Monitoraggio costante delle attività
Materiale di cancelleria;
Ufficio attrezzato;
1 auto dell’ente.
5.2. Valutazione ed analisi dei risultati Materiale di cancelleria;
raggiunti
Ufficio attrezzato;
5.3. Elaborazione di nuove proposte e Materiale di cancelleria;
progettualità
Ufficio attrezzato;
OBIETTIVO SPECIFICO 3:
Sostenere l’integrazione delle circa 30 persone sordomute che frequentano il Centro
“Sol”, alle quali non sono offerte alternative utili alla socializzazione.
AZIONI-Attività
RISORSE TECNICHE
STRUMENTALI
AZIONE 1 – Laboratori di lingua dei segni
1.1 Pianificazione ed organizzazione
laboratori di lingua dei segni
dei Materiale di cancelleria;
Sale attrezzate per lo svolgimento dei
laboratori;
1 auto dell’ente.
1.2 Laboratori di lingua dei segni
Materiale di cancelleria;
materiale didattico specifico;
sale allestite per svolgimento dei
laboratori.
AZIONE 2 – Sostegno scolastico e attività
artistiche e culturali
2.1. Pianificazione ed organizzazione delle Sala riunioni;
attività di sostegno scolastico
materiale di cancelleria.
2.2. Attività di sostegno scolastico
materiale di cancelleria;
1 pulmino dell’ente;
materiale didattico e scolastico;
sala attrezzata per le attività di
sostegno scolastico;
2.3. Pianificazione ed organizzazione dei Ufficio attrezzato di computer e
laboratori e delle attività esterne
connessione internet;
materiale di cancelleria.
2.4. Laboratori artistici e attività esterne
Materiale di riciclo di facile utilizzo;
Vestiario per laboratorio del mimo;
attrezzatura
per
laboratorio
di
serigrafia;
1 pulmino dell’ente;
AZIONE 3 – Produzione di attività e
materiale di sensibilizzazione
3.1. Ideazione di un calendario con l’utilizzo di Materiale di cancelleria;
immagini che richiamano la comunicazione Ufficio attrezzato, computer, telefoni
LSCh (lingua dei segni cilena)
e connessione internet;
72
3.2. Produzione del materiale
3.3. Diffusione del materiale di promozione
Stampa del materiale promozionale
(Brochure,
bigliettini,
mascotte,
ecc.);
Materiale di cancelleria;
Ufficio attrezzato per riunioni ed
incontri con proiezioni, connessione
Internet.
Distribuzione
del
materiale
promozionale;
1 automezzo dell’ente
AZIONE 4 – Monitoraggio e verifica dei
risultati
4.1 Monitoraggio costante delle attività
Materiale di cancelleria;
1 automezzo dell’ente.
Ufficio attrezzato, computer, telefoni
e connessione internet;
4.2. Valutazione ed analisi dei risultati 1 auto dell’ente;
raggiunti
Ufficio attrezzato;
Materiale di cancelleria;
4.3. Elaborazione di nuove proposte e Materiale di cancelleria;
progettualità
Ufficio attrezzato, computer, telefoni
e connessione internet;
OBIETTIVO SPECIFICO 4:
Ridurre del 50% il tasso di abbandono del percorso terapeutico-riabilitativo destinato
a persone con problematiche legate all’uso e abuso di sostanze legali e illegali
all’interno della Comunità Terapeutica gestita dall’Ente.
AZIONI-Attività
RISORSE TECNICHE
STRUMENTALI
AZIONE 1 – Revisione degli interventi
pregressi e nuova programmazione
1.1. Revisione delle attività pregresse in Materiale di cancelleria;
generale
Ufficio
attrezzato
di
computer,
telefoni e connessione internet;
1 auto dell’ente.
1.2. Ridefinizione dei programmi educativi
Materiale di cancelleria;
Ufficio
attrezzato
di
computer,
telefoni e connessione internet;
AZIONE
2
–
Attività
volte
alla
riabilitazione della persona
2.1. Pianificazione ed organizzazione delle Sala riunioni;
attività
materiale di cancelleria.
2.2. Attività di sostegno psicologico e 1 pulmino dell’ente;
psichiatrico
Materiale didattico a sostegno degli
educatori;
materiale di cancelleria;
sala attrezzata per incontri;
2.3. Attività formative ed occupazionali
1 pulmino dell’ente;
materiale per lo svolgimento dei
laboratori
(derrate
alimentari,
materiale di falegnameria, ecc.)
2.4. Attività educative, ricreative e sportive
Materiale di riciclo di facile utilizzo;
materiale igienico di facile consumo
(carta igienica, guanti monouso ecc.)
1 pulmino dell’ente;
DVD, TV e Videopriettore;
attrezzatura sportiva (palloni, scarpe,
divise, ecc.).
2.5. Incontri di sostegno alle famiglie
1 automezzo dell’ente;
materiale di cancelleria;
ufficio per rielaborazione dati.
2.6 Attività di inserimento lavorativo protetto Materiale di cancelleria;
Ufficio attrezzato, computer, telefoni
73
e connessione internet;
2.7. Lavoro d’equipe
Ufficio attrezzato, computer, telefoni
e connessione internet;
Materiale di cancelleria;
AZIONE 3 – Monitoraggio e verifica dei
risultati
3.1 Monitoraggio costante delle attività
Ufficio attrezzato, computer, telefoni
e connessione internet;
Materiale di cancelleria;
1 automezzo dell’ente.
3.2. Valutazione ed analisi dei risultati Materiale di cancelleria;
raggiunti
1 automezzo dell’ente.
Ufficio attrezzato, computer, telefoni
e connessione internet;
3.3. Elaborazione di nuove proposte e Ufficio attrezzato;
progettualità
Materiale di cancelleria;
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
34) Eventuali crediti formativi riconosciuti:
NO
35) Eventuali tirocini riconosciuti:
NO
36) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del
servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
Il progetto “Caschi Bianchi Corpo Civile di Pace 2014 - Cile” rende possibile
l'acquisizione delle seguenti competenze, riferibili e contenute nel Repertorio delle
Qualifiche previsto dal “Sistema Regionale di formalizzazione e certificazione delle
competenze”, ai sensi della Delibera della Giunta Regionale Emilia Romagna del
19/04/2006 n.530
Le competenze indicate di seguito rappresentano due delle quattro Unità di Competenza
che compongono la qualifica relativa alla figura professionale dell’Animatore Sociale,
figura inscritta nel area professionale ”Erogazione servizi socio-sanitari” prevista dal
citato sistema.
UNITÀ DI
COMPETENZA
2.
Animazione
sociale
CAPACITÀ
(ESSERE IN GRADO
DI)
Stimolare capacità di
socializzazione ed
emancipazione per
ostacolare l'isolamento
socio-affettivo
Tradurre bisogni,
manifesti e non, di
singoli e gruppi, in
azioni di scambio e
confronto reciproco
CONOSCENZE
(CONOSCERE)

Caratteristiche evolutive e
dinamiche di cambiamento di
individui e gruppi.

Strumenti e tecniche di analisi e
rilevazione dei bisogni: colloqui
individuali e di gruppo, interviste,
questionari.

Il rapporto individuo-società:
processi di marginalizzazione e
devianza.

Individuare ed
incoraggiare occasioni di
Caratteristiche psicopedagogiche
74
incontro ed integrazione
sociale
Riscontrare il livello di
partecipazione e
coinvolgimento dei
fruitori individuando
ulteriori ambiti di
intervento
Interpretare dinamiche
comportamentali e
criticità latenti
dell'utente con
approccio empatico e
maieutico
dei diversi modelli familiari.

Strumenti e tecniche di analisi e
verifica degli interventi: test, schede
di analisi, report, ecc.

Metodologie della ricerca sociale:
analisi territoriale, analisi dei dati, la
ricerca di intervento, ecc.

Tecniche di comunicazione e
relazione con l'utente.

Principali riferimenti legislativi e
normativi in materia di servizi sociosanitari ed assistenziali.

Organizzazione dei servizi socioassistenziali e delle reti informali di
cura.
Trasmettere modelli
comportamentali positivi
per contrastare
fenomeni di devianza e 
disadattamento
3.
Animazione
educativa
Innescare processi di
conoscenza e di

consapevolezza del sé e
di riconoscimento dei
propri bisogni e

motivazioni
Stimolare dinamiche di
crescita personale
attraverso riflessioni ed
elaborazione di
atteggiamenti e
comportamenti
Tecniche di animazione:
teatrale, espressiva, musicale,
motoria, ludica.
Tipologie di laboratorio manuale:
disegno, pittura, lavori a maglia,
cartapesta, creta, ecc.
Principali tecniche di analisi della
personalità e della relazione d'aiuto.

Principi comuni e aspetti
applicativi della legislazione vigente
in materia di sicurezza.

La sicurezza sul lavoro: regole e
modalità di comportamento
(generali e specifiche).
L’acquisizione delle seguenti competenze verrà certificata e riconosciuta, su richiesta
dell’ interessato, dall’ente OSFIN - F.P. OPERA SAN FILIPPO NERI - FORMAZIONE
PROFESSIONALE, ente accreditato dalla Regione Emilia Romagna (cod. organismo 742),
ai sensi della delibera della Giunta Regionale n. 177/2003 e integrata successivamente
con le delibere n. 266/2005 e 645/2011 tramite il rilascio di apposito “Certificato di
competenze“
CFR ALLEGATI
Formazione generale dei volontari
37) Sede di realizzazione:
La sede è scelta sulla base del posizionamento geografico delle sedi di attuazione dei
progetti e dalla disponibilità di fruizione della struttura stessa, essendo la formazione di
tipo residenziale.
Pertanto è previsto che i corsi di formazione generale siano tenuti nelle seguenti sedi:
a) Sede di Gestione del Servizio Civile, Via Dante Alighieri, snc – 61013
Mercatino Conca (PU)
b) Colonia Stella Maris, Viale Regina Margherita 18 – 47900 – Rimini (RN)
c) Casa Parrocchiale – Scout, Via Colombara – 47854 – Monte Colombo (RN)
d) Hotel Royal Sands, V.le Carducci, 30, Cattolica
75
38) Modalità di attuazione:
La formazione generale è effettuata in proprio, con formatori dell’ente, in quanto
l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII è ente accreditato di prima classe nell’albo
nazionale.
39) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio:
SI
ASSOCIAZIONE COMUNITA’ PAPA GIOVANNI XXIII
40) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
La metodologia di realizzazione della formazione generale rispetta le indicazioni
contenute nel decreto N. 160/2013 del 19/07/2013 del Dipartimento della Gioventù e
del Servizio Civile Nazionale: “Linee guida per la formazione generale dei giovani in
servizio civile nazionale”.
La metodologia alterna lezioni frontali (almeno per il 40% del monte ore
complessivo) a dinamiche non formali (almeno per il 60% del monte ore
complessivo) che comprendono: training, teatro dell’oppresso (Tdo), simulazione, roleplay, brainstorming, lavori di gruppo, cineforum, confronti in plenaria, visite di realtà
presenti sul territorio.
Lezioni frontali e dinamiche non formali si completano a vicenda, al fine di valorizzare
l’esperienza e l’opinione di ciascun volontario, in un rapporto educativo che tenda ad
essere più maieutico che trasmissivo. Anche i moduli più teorici e frontali cercheranno
comunque di favorire la riflessione e il dibattito sulle tematiche affrontate,
responsabilizzando i volontari all’interno del processo formativo.
La metodologia scelta, dunque, è attiva e partecipativa, in quanto si parte dalla
consapevolezza che su alcune tematiche trattate nella formazione generale- quali per
esempio il concetto di gruppo e la sue dinamiche, il significato di cittadinanza attiva, la
gestione dei conflitti- tutti possediamo delle pre-conoscenze, convincimenti e opinioni.
E’ quindi importante che i momenti formativi offrano innanzitutto un clima favorevole al
confronto e allo scambio di questo bagaglio formativo pre-esistente, al fine di
permettere a ciascuno di esprimere il proprio punto di vista e le proprie opinioni.
La formazione generale si effettua in modo residenziale favorendo la creazione di un
ambiente eterogeneo, pedagogicamente adeguato all’apprendimento e alla condivisione
di contenuti utili a comprendere, rielaborare e contestualizzare l’esperienza di Servizio
Civile, e funzionale al confronto e all'arricchimento reciproco.
La dimensione di gruppo sperimentata attraverso la residenzialità è essa stessa
esperienza formativa informale, che favorisce lo sviluppo di competenze sociali e
trasversali quali il rispetto dell’altro, la collaborazione, la gestione dei conflitti, la tutela
del bene comune.
Durante la formazione sarà garantita la presenza di un tutor d’aula con gli specifici
compiti di gestire il gruppo, facilitare le relazioni interpersonali, valutare l’efficienza e
l’efficacia dei moduli, gestire eventuali situazioni conflittuali all’interno del gruppo.
Oltre al tutor sarà presente la figura del formatore, con il compito di progettare,
coordinare, supervisionare il percorso formativo.
41) Contenuti della formazione:
Il percorso formativo proposto si compone dei contenuti previsti dal decreto N. 160/2013 del
19/07/2013 del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale: “Linee guida per
la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale” e quindi al sistema di
formazione accreditato da questo ente. Con il percorso formativo proposto l’ente vuole
permettere ai volontari di acquisire competenze utili allo svolgimento delle attività previste
dal progetto, ma anche una maggiore consapevolezza del proprio ruolo di cittadini attivi,
76
attuatori del sacro dovere di difesa della patria sancito dall’art.52 della Costituzione italiana,
con mezzi ed attività non militari e nonviolenti. Durante il percorso formativo verranno
trattati il tema della Difesa della Patria e della cittadinanza attiva, in quanto il servizio civile,
oltre ad essere difesa della Patria con modalità nonviolenta, è anche un percorso di
formazione civica. Per questo ai volontari verranno offerti gli strumenti per potenziare la
consapevolezza del proprio ruolo all’interno della società. Questi temi hanno particolare
risalto nella formazione, in quanto presentati sia nei primi mesi, sia tra 5° e 6° mese, in
coincidenza con il rientro in Italia dei caschi bianchi in occasione della formazione
intermedia, proprio perché l’intervento nonviolento nelle situazioni di conflitto è un aspetto
specifico del progetto caschi bianchi.
Come previsto dal sistema di formazione accreditato, si prevede l’erogazione di tutta la
formazione entro il 6° mese, erogando circa l’80% delle ore all’avvio del servizio e il restante
20% tra 5° e 6° mese. Si è preferito questa soluzione a quella indicata nelle linee guida
(ovvero di riprendere tra 7° e 9° mese alcune tematiche) perché si ritiene che un rientro in
Italia a metà percorso sia importante per i caschi bianchi, per accompagnare la ripresa di
alcuni temi di formazione generale con la valutazione e la riprogettazione in itinere previste
dalla formazione specifica intermedia (cfr. formazione specifica).
I contenuti della formazione saranno trattati attraverso una sequenza logica che rispetta il
criterio delle aree tematiche suggerito dalle linee guida.
1. “Valori e identità del servizio civile”
I moduli appartenenti a quest’area vengono realizzati all’inizio dell’esperienza di servizio
civile, in quanto approfondiscono gli aspetti valoriali su cui si basa il SCN. Forniscono quindi
fin da subito ai volontari una chiave di lettura con cui leggere la propria esperienza.
L’identità del gruppo in formazione e patto formativo




1.1
Conoscenza fra i volontari
Costruire un’identità di gruppo
Condivisione di motivazioni e aspettative
Contestualizzazione dell’esperienza di Servizio Civile e in particolare dei
Caschi Bianchi
Il formatore lavorerà con i volontari alla definizione di un’identità di gruppo dei
volontari, che esprimeranno le proprie idee sul servizio civile, le proprie aspettative, le
motivazioni e gli obiettivi. Partendo dal concetto di patria, di difesa senza armi e di
difesa nonviolenta, il formatore cercherà di accompagnare i volontari nell’acquisizione
della consapevolezza che questo è il contesto che legittima lo Stato a sviluppare
l’esperienza di Servizio Civile.
Dall’Obiezione di Coscienza al Servizio Civile Nazionale: evoluzione
storica, affinità e differenze tra le due realtà
-
La storia del servizio civile e la sua evoluzione:
o
La storia dell’Obiezione di Coscienza
1.2
o
Dalla legge 772/72 alla legge 230/98
o
I valori e le finalità della legge 64/2001
o
Obiezione di Coscienza e Servizio Civile Volontario: affinità e
differenze
 Gli attori del servizio civile: UNSC, Enti, Volontari
Il formatore metterà in evidenza il legame storico e culturale del servizio civile
nazionale con l’obiezione di coscienza, ripercorrendo la storia del fenomeno in Italia a
partire dalla legge n. 772/72, passando per la legge di riforma n. 230/98, fino ad
arrivare alla sua attuale configurazione così come delineata dal legislatore del 2001,
ovvero di difesa civile della Patria con mezzi ed attività non militari, dimensione che lo
caratterizza e differenzia da altre forme di intervento ed impegno sociale. Si darà un
particolare rilievo alle sentenze della corte costituzionale, agli atti di disobbedienza
degli obiettori durante il conflitto nell’ex-jugoslavia, all’istituzione del Comitato DCNAN,
alla recente sperimentazione sui corpi civili di pace, in quanto la difesa nonviolenta è
aspetto centrale nel modello di intervento dei Caschi Bianchi.
Il dovere di difesa della patria – difesa civile non armata e nonviolenta
1.3
-
La Costituzione italiana:
77
o Art. 52 della costituzione
o Sentenze nn. 164/85, 228/04, 229/04, 431/05
Concetto di difesa della Patria:
o Excursus storico sul concetto di patria, fino ad approfondire l’idea di
patria nella società post-moderna;
o Significato attuale di difesa della patria a partire dalla Costituzione e dalla
Dichiarazione dei diritti umani
Excursus storico sulle esperienze di difesa nonviolenta e forme attuali di
difesa civile non armata e nonviolenta
Nuovo Modello di Difesa e possibile ruolo dei civili
Difesa civile non armata e nonviolenta e SCN
-
-
Si approfondirà il concetto di Patria e di difesa civile della Patria attraverso mezzi ed
attività alternativi a quelli militari a partire dai principi costituzionali della solidarietà
(art. 2 Cost.), dell’uguaglianza sostanziale (art. 3 Cost.), del progresso materiale o
spirituale della società (art. 4 Cost.), della promozione dello sviluppo della cultura,
della tutela del paesaggio e del patrimonio storico ed artistico della nazione (art. 9
Cost.) e della pace tra i popoli (art. 11 Cost.).
Si presenteranno inoltre le attuali forme di realizzazione della difesa nonviolenta sul
piano istituzionale, di movimento e della società civile. Si potranno approfondire le
tematiche relative alla “gestione e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, alla
prevenzione della guerra e ai concetti di “peacekeeping” e “peacebuilding”.
Nell'affrontare i temi suddetti, l'utilizzo di una modalità frontale è finalizzata a
trasmettere i fondamenti dei temi in oggetto e sarà poi alternata a una metodologia
euristica- tramite brainstorming, lavori di gruppo, discussione in plenaria- in modo da
approfondire le conoscenze pregresse dei volontari rispetto a temi trattati, soprattutto i
concetti di patria e difesa che rischiano oggi di essere svuotati di significato e il cui
campo semantico è influenzato dai recenti mutamenti socio-culturali.
Questa modalità permette di condividere saperi, ma anche di decostruire stereotipi e
preconcetti, ri-attribuendo valore e significato a questi temi alla luce dell’esperienza di
servizio civile.
Questo modulo verrà ripreso nella formazione che si terrà tra 5° e 6° mese di servizio
e riletto alla luce dei primi mesi di esperienza dei volontari all’estero.
La normativa vigente e la carta di impegno etico
1.4


La carta di impegno etico
Le norme attuali
Il formatore illustrerà gli obiettivi e i valori dell’esperienza di servizio civile espressi nella
“Carta di impegno etico”. Verranno illustrate le norme legislative che regolano il
sistema del servizio civile, nonché quelle di applicazione riguardanti l’ordinamento e le
attività del servizio civile nazionale. In particolare si evidenzierà l’importanza della
sottoscrizione della Carta di Impegno Etico da parte del legale rappresentante
dell’Ente, che rappresenta l’impegno a rispettare i valori fondanti del scn.
2. “La cittadinanza attiva”
L’esperienza di SCN è esperienza civica, finalizzata alla tutela del bene comune, alla
riscoperta della dimensione comunitaria, nonché delle responsabilità civiche di ciascuno.
La formazione civica
 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
2.1
 Carta costituzionale
 Gli organi costituzionali italiani (funzione, ruolo, rapporti)
La formazione civica consiste nell’approfondimento della conoscenza della
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e della Carta costituzionale, che contengono i
principi e le norme che sono alla base della civile convivenza e quadro di riferimento
per i volontari quali cittadini attivi. Saranno analizzati funzione e ruolo degli organi
costituzionali, in particolare l’iter legislativo.
Questo modulo formativo aiuterà i volontari ad accrescere le competenze civiche e
sociali indispensabili per vivere come cittadini attivi, parte integrante di un corpo
sociale e istituzionale in continua crescita e trasformazione.
Le forme di cittadinanza
2.2
78

Concetto di cittadinanza attiva
o
condivisione di conoscenze ed esperienze;
o
Concetto di cittadinanza planetaria
Dinamiche internazionali legate alla globalizzazione e al sottosviluppo
Ruolo del volontario in servizio civile nella società
Visita a realtà locali che rappresentano forme di cittadinanza attiva



Il formatore illustrerà ai volontari le forme di partecipazione, individuali e collettive,
che ogni cittadino può attuare in un’ottica di cittadinanza attiva.
Saranno proposte ai volontari esperienze pregresse di cittadinanza attiva e saranno
forniti
gli
strumenti
utili
alla
loro
stessa
attivazione.
Si cercherà di offrire ai volontari una visione più ampia della società e delle possibili
risposte di fronte a problematiche quali povertà, esclusione sociale e sottosviluppo. Si
allargherà inoltre la riflessione al più ampio concetto di cittadinanza planetaria,
cercando di favorire un approccio “glocale” alle problematiche sociali: è necessario
agire a livello locale in modo adeguato per rispondere ai bisogni della comunità, ma
con uno sguardo che si allarga a livello mondiale, consapevoli della complessità che
caratterizza la società globalizzata.
Questo modulo sarà ripreso tra il 5° e 6° mese per essere riletto alla luce dei mesi di
servizio precedenti attraverso un approccio riflessivo e per mettere in evidenza come il
servizio civile sia un’esperienza di cittadinanza.
La protezione civile
2.3




Difesa della patria e difesa dell’ambiente: la Protezione Civile
Concetto di rischio: P x V x E
Il metodo Augustus
Protezione civile e Servizio civile volontario: finalità comuni
Collegato al tema della difesa della Patria, in quanto risponde all’articolo 52 della
Costituzione (tutela dell'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente
dai danni o pericoli legati a calamità naturali), il modulo sulla protezione civile partirà
dall’importanza della tutela e della valorizzazione dell’ambiente e del territorio,
considerati come il substrato necessario delle attività umane. Si mostrerà l’azione della
protezione civile attraverso la previsione e prevenzione dei rischi, l’intervento in
emergenza e la ricostruzione post emergenza. Si sottolineerà il rapporto tra
prevenzione e tutela, ambiente e legalità, ricostruzione e
legalità. Infine, si
illustreranno le norme di comportamento da seguire nella gestione delle emergenze.
La rappresentanza dei volontari nel servizio civile
2.4

Elezioni per i rappresentanti regionali e nazionali dei volontari in servizio
civile: valore e funzionamento
 Consulta Nazionale per il Servizio civile
Ai volontari in servizio civile verrà presentata la possibilità di partecipare e di candidarsi
alle elezioni per i rappresentanti regionali e nazionali dei volontari in servizio civile
come una delle forme di partecipazione e cittadinanza attiva presentate nei moduli
precedenti. Verranno illustrati funzionamento ed importanza della rappresentanza dei
volontari attraverso l’intervento di ex volontari, rappresentanti in carica o di delegati
regionali.
3 “Il giovane volontario nel sistema del servizio civile”
I seguenti moduli saranno affrontati nei primi mesi del servizio civile. Essi infatti presentano
i vari soggetti – enti, UNSC, OLP, RLEA - che compongono il sistema del servizio civile, le
relazioni stesse tra questi soggetti e la disciplina che regola queste relazioni.
Presentazione dell’Ente
3.1



Approfondimenti rispetto alla storia, i valori, la mission dell’Ente;
Struttura organizzativa e gestionale dell’ente: zone e servizi;
L’intervento sociale dell’ente
o
Modus operandi
o
Ambiti e tipologie d’intervento
o
Beneficiari
79
-
o
Il progetto Caschi Bianchi
I fondamenti: dalla condivisione diretta alla rimozione delle cause:
o
La differenza tra condividere e prestare un servizio
o
Il ruolo degli “ultimi“ nella costruzione di una società nuova
o
La società del gratuito
La presentazione dell’ente avviene attraverso la testimonianza di uno dei suoi
rappresentanti. Un membro dell’ente presenta l’associazione, soffermandosi sulla
storia, sulla mission e i valori, sulle modalità organizzative, affinché i volontari siano in
grado di comprenderne le modalità di intervento. Si cercheranno di toccare i diversi
ambiti di intervento, con particolare attenzione per quelli che coinvolgono l’intervento
dei caschi bianchi.
Infine, si approfondiranno i fondamenti alla base dell’ attività dell’Associazione, ovvero
la condivisione diretta con gli “ultimi”- con chi è emarginato e versa in situazioni di
grave disagio- e la rimozione delle cause che generano l’ingiustizia e i conflitti sociali.
Il lavoro per progetti

3.2
-
Metodologia della progettazione:
o
dal rilevamento del bisogno e della domanda, alla valutazione dei
risultati attesi;
o
Monitoraggio e valutazione di esito, efficacia ed efficienza del
progetto;
Valutazione della formazione;
L’obiettivo del modulo è di rendere partecipi i volontari del processo di progettazione,
presentandone le varie fasi dall’ideazione, al rilevamento del bisogno presente nel
territorio, alla formulazione di obiettivi e attività che rispondano a tale bisogno. Si
presenterà quindi ai volontari il progetto di servizio civile nel quale sono inseriti
illustrandone la struttura generale con particolare attenzione agli obiettivi e alle
attività. I volontari in servizio civile sono parte integrante del progetto e il loro buon
coinvolgimento è un elemento essenziale per la buona riuscita dello stesso e per la loro
crescita personale.
Verranno introdotti i concetti di monitoraggio e valutazione e si presenteranno gli
strumenti del sistema di monitoraggio che l’ente utilizza per seguire l’andamento dei
progetti e per apportare eventuali migliorie in itinere.
Alla fine del corso formativo si effettua il monitoraggio della formazione attraverso i
moduli previsti dal Sistema di monitoraggio accreditato dall’Ente e una verifica più
approfondita in plenaria, al fine di fare emergere criticità e punti di forza, e dove se ne
verificasse la necessità apportare i cambiamenti necessari ad un maggiore efficacia
della proposta formativa.
L’organizzazione del servizio civile e delle sue figure
Il Sistema di servizio civile: UNSC, Enti di scn, Regioni e province autonome;
3.3 Figure che operano nel progetto: OLP, RLEA, altre figure professionali
coinvolte nei progetti;
Il modulo approfondisce “il sistema del servizio civile” in tutte le sue parti- gli enti di
SCN, l’UNSC, le Regioni e le Province autonome- e le relazioni tra le stesse: è
fondamentale infatti cogliere il contesto relazionale in cui si inserisce il servizio civile,
che
coinvolge
appunto
soggetti
diversi.
Il raggiungimento degli obiettivi del progetto inoltre è riconducibile anche alle figure
che operano al suo interno, pertanto la conoscenze di queste figure, del loro ruolo e
della loro interazione è fondamentale.
Disciplina dei rapporti tra enti e volontari del servizio civile nazionale

Ruolo del volontario

Diritti e doveri del volontario in servizio civile
In tale modulo verrà presentato e illustrato ai volontari il “Prontuario concernente la
disciplina dei rapporti tra enti e volontari del servizi civile nazionale” (DPCM 4 febbraio
2009
e
successive
modifiche)
in
tutti
i
suoi
punti.
Nel corso del modulo il volontario acquisisce consapevolezza sulle proprie
responsabilità, in quanto la sua esperienza non è solo individuale, ma pubblica.
3.5 Comunicazione interpersonale e gestione dei conflitti
 La comunicazione e i suoi elementi costitutivi (contesto, emittente,
messaggio, canale, destinatario)
3.4
80
 Elementi di comunicazione nonviolenta
 La comunicazione nel gruppo
 Il conflitto come strumento di autoregolazione dei gruppi
 Gestione nonviolenta dei conflitti
In questo modulo formativo verrà affrontata una parte teorica rispetto alla formazione
del processo di comunicazione e verranno quindi illustrati i concetti basilari (contesto,
emittente, messaggio, canale, destinatario) per permettere ai volontari di comprendere
al meglio l’argomento trattato. Poiché il servizio si svolge in un contesto di gruppo, in
cooperazione con operatori ed altri volontari, i volontari verranno guidati nella
comprensione dell’importanza della comunicazione all’interno di un gruppo e di come si
possa lavorare in gruppo comunicando in maniera positiva ed efficace ai fini degli
obiettivi preposti. Spesso, infatti, il gruppo può diventare il luogo in cui si verificano i
conflitti e le incomprensioni proprio per un difetto di comunicazione tra i membri. Il
formatore accompagnerà i volontari nella comprensione delle dinamiche legate
all’insorgere dei conflitti, dell’interazione con altri soggetti e della loro risoluzione in
modo costruttivo. Aiuterà a considerare il conflitto come opportunità e risorsa, come
strumento per l’apprendimento e l’autoregolazione dei gruppi.
42) Durata:
Quando
Moduli formativi
L’identità
del
gruppo
in Settimana residenziale
formazione e patto formativo
all’avvio del servizio
Presentazione dell’Ente
Settimana residenziale
all’avvio del servizio
Disciplina dei rapporti tra enti Settimana residenziale
e volontari del servizio civile all’avvio del servizio
nazionale (diritti e doveri)
Dall’Obiezione di Coscienza al Settimana residenziale
Servizio
Civile
Nazionale: all’avvio del servizio
evoluzione storica, affinità e
differenze tra le due realtà
Il dovere di difesa della patria Settimana residenziale
– difesa civile non armata e all’avvio del servizio
nonviolenta
Ripreso Tra 5° e 6°
mese
Il lavoro per progetti
Settimana residenziale
all’avvio del servizio
L’organizzazione del servizio
Settimana residenziale
civile e le sue figure
all’avvio del servizio
La normativa vigente e la Settimana residenziale
carta di impegno etico
all’avvio del servizio
La formazione civica
Settimana residenziale
all’avvio del servizio
Le forme di cittadinanza
Settimana residenziale
all’avvio del servizio
La protezione civile
La
rappresentanza
volontari nel servizio civile
Ripreso Tra 5° e 6°
mese
Settimana residenziale
all’avvio del servizio
dei Settimana residenziale
all’avvio del servizio
Ore
lezioni
frontali
40%
Ore
dinamiche
non form.
60%
Totale
ore
0
4
4
3
1
4
2
0
2
1
2
3
3
4
7
1
2
3
1
1
2
2
0
2
2
1
3
0
6
6
1
1
2
2
0
2
81
Comunicazione interpersonale Tra 5° e 6°
e gestione dei
conflitti
TOTALE ORE FORMAZIONE
GENERALE
0
4
4
18
26
44
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
43) Sede di realizzazione:
La formazione specifica in Italia è di tipo residenziale, di conseguenza la sede è scelta in
base alla disponibilità di fruizione della struttura stessa.
Pertanto è previsto che i corsi di formazione generale siano tenuti nelle seguenti sedi:
e) Sede di Gestione del Servizio Civile, Via Dante Alighieri, snc – 61013
Mercatino Conca (PU)
f)
Colonia Stella Maris, Viale Regina Margherita 18 – 47900 – Rimini (RN)
g) Casa Parrocchiale – Scout, Via Colombara – 47854 – Monte Colombo (RN)
h) Hotel Royal Sands, V.le Carducci, 30, Cattolica
Per la formazione specifica in loco, invece la sede individuata è la stessa di attuazione
del progetto.
44) Modalità di attuazione:
In proprio presso l’ente, con formatori dell’ente
45) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
82
Nome e cognome
Luogo di
nascita
CAPELLARI EMANUELA
Data di
nascita
Codice fiscale
Cotignola
(RA)
05/07/1963
CPLMNL63L45D121H
Campobasso
(CB)
15/02/1982
CFLNDR82B15B5198
Bra (CN)
09/04/1974
LPNNCL74D09B111P
Bologna (BO)
07/04/1954
PRILCU54D07A944U
MILANI LAURA
Thiene (VI)
15/05/1982
MLNLRA82E56L157V
PANERAI ALFREDO
Ivrea (TO)
17/08/1971
PNRLRD71M17E379J
Loreto ( AN)
28/04/1981
PPADNL81D28E690A
Bonavigo
(VR)
17/06/1966
PRDDMN66H57A964B
RAMBALDI DAVIDE
Bologna (BO)
04/05/1959
RMBDVD59E04A944G
SCALETTARI LUCIANO
Venezia (VE)
20/03/1961
SCLLCN61C20L736N
COFELICE ANDREA
LAPENTA NICOLA
PIERI LUCA
PAPA DANIELE
PERDONCINI DAMIANA
SOLDATI ROBERTO
Rimini (RN)
ZANCHETTIN ALESSANDRO
Milano
26/04/1948
SLDRRT48D26H294P
26/1/1962
ZNCLSN62A26F205F
PARI ANTONIO ENRICO
Caianello (CE) 18/01/1958
PRANNN58A18B361T
CASTILIO ESCAIDA
GABRIELA MARCELA
Providencia
(SANTIAGO
DEL CILE)
29/09/1977
CSTGRL77P69Z603H
CASADEI GIANNI
Cesena (FC)
27/03/1967
CSDGNN67C27C573O
46) Competenze specifiche del/i formatore/i:
Cognome nome
CAPELLARI
EMANUELA
COFELICE
ANDREA
LAPENTA NICOLA
Competenze specifiche
Laureata in pedagogia, dal 1995 ad oggi ha
svolto diversi incarichi in qualità di
pedagogista e formatrice presso scuole
medie, elementari e superiori, centri di
formazione
professionale,
associazioni,
comuni, Ausl. E’ operatrice di Teatro
dell’Oppresso dal 1997. Ha svolto docenze
nei centri di formazione sull’educazione
interculturale. Dal 2010 collabora con la
“Casa delle culture” di Ravenna come
consulente e formatrice dei mediatori
culturali, oltre a proporre interventi di
teatro dell’oppresso al Festival delle Culture
organizzato dall’Associazione.
Laureato in Istituzioni e Politiche dei Diritti
Umani e della Pace presso l’Università di
Padova. Coordinatore di progetti per
L’Università di Padova, per il Centro
interdipartimentale di ricerca e servizi sui
diritti della persona e dei popoli .
Esperienza pluriennale nella formazione dei
volontari in servizio civile per quanto
riguarda il modulo sui diritti umani.
Responsabile del servizio civile, con
esperienza pluriennale di intervento in aree
e situazioni di conflitto, formazione al
Modulo svolto
Laboratorio di
intercultura con
tecniche di Teatro
dell’oppresso
I diritti umani
ConflittoApprofondimenti
83
PIERI LUCA
MILANI LAURA
servizio civile di obiettori di coscienza,
volontari ed operatori, educazione alla
pace.
Laureato in Scienze Politiche con indirizzo
politico sociale, collabora con l'Associazione
Comunità Papa Giovanni XXIII nell'ambito
delle attività formative per i giovani in
servizio civile volontario affrontando le
tematiche relative alla relazione d'aiuto, a
partire dall’esperienza personale, in quanto
spastico dalla nascita. Da 35 anni membro
dell'Associazione italiana assistenza Spastici
(AIAS) Bologna ONLUS.
Laureata in Lettere antiche, laurenda in
pedagogia, sta approfondendo con una tesi
sperimentale
l’educazione
alla
pace
attraverso i conflitti, con particolare
attenzione
agli
aspetti
interculturali.
Esperienza pluriennale nella realizzazione di
percorsi
educativi
sulla
“Gestione
nonviolenta
del
conflitto”
attraverso
metodologie interattive e tecniche di Teatro
dell’oppresso. Esperienze pluriennale nella
gestione del servizio civile all’estero, in
qualità di progettista, selettore, formatore,
tutor dei caschi bianchi. Possiede un ottima
conoscenza delle realtà progettuali dell’ente
all’estero.
La
d’aiuto
relazione
Il casco bianco
Verifica
intermedia
Riprogettazione in
itinere
FAD:
Ruolo del
volontario nel
progetto specifico
Approccio
interculturale
La figura del
casco bianco nel
progetto specifico
PANERAI
ALFREDO
PAPA DANIELE
PERDONCINI
DAMIANA
Laureato in filosofia a Milano, ha in seguito
conseguito la qualifica in "Tecnico esperto
in Mediazione sociale e penale" (Regione
Toscana) e il Dottorato in Scienze della
Formazione presso l’Università di Firenze.
Da diversi anni lavora, soprattutto presso
scuole, in progetti di formazione alla
nonviolenza e alla comunicazione efficace
con corsi rivolti ad insegnanti, studenti e
genitori.
Lavora spesso anche come facilitatore dei
processi comunicativi di gruppo in diversi
ambiti, proponendo un approccio maieutico
e partecipativo. Da diversi anni collabora
con l’ente nella formazione dei volontari.
Laureando in scienze della Comunicazione
con esperienze di servizio civile all’ estero
(Albania).
Esperienza
nell’ambito
dell’informazione, attraverso la gestione del
portale
di
informazione
nonviolenta
www.antennedipace.org. Organizzazione
di eventi di sensibilizzazione.
Esperienze pluriennale nella gestione del
servizio civile all’estero, in qualità di
progettista, selettore, formatore, tutor dei
caschi
bianchi.
Possiede
un
ottima
conoscenza delle realtà progettuali dell’ente
all’estero.
Membro
dell’associazione,
possiede
un’esperienza pluriennale sia nella gestione
dei volontari in servizio civile in Veneto, sia
La comunicazione
nonviolenta nel
gruppo e la
gestione dei
conflitti
La funzione
antenna
di
Il casco bianco
Verifica
intermedia
Riprogettazione in
itinere
Verifica
intermedia
finale
e
84
RAMBALDI
DAVIDE
SCALETTARI
LUCIANO
SOLDATI
ROBERTO
ZANCHETTIN
ALESSANDRO
PARI ANTONIO
ENRICO
CASTILIO
ESCAIDA
GABRIELA
MARCELA
all’estero, nei ruoli di formatrice, selettrice,
tutor di riferimento dei volontari all’estero.
Possiede un ottima conoscenza delle realtà
progettuali dell’ente
all’estero e delle
modalità di intervento.
Educatore
professionale
dapprima
nell’ambito della disabilità mentale adulta,
in
seguito
nelle
tossicodipendenze,
attualmente responsabile degli interventi di
prevenzione all’uso di sostanze per il Sert
dell’
USL
di
Bologna.
Pedagogista,
formatore, conduttore di gruppi dal 1996.
Da 4 anni circa collabora con l’Associazione
Papa Giovanni XXIII nelle formazioni dei
caschi bianchi, in qualità di esperto di
relazione d’aiuto e di affettività.
Laureato in filosofia, inviato speciale di
Famiglia
Cristiana,
si
occupa
prevalentemente del Continente Africano e
del giornalismo d’inchiesta. Ha vinto vari
premi giornalistici ( 2006:Premio Saint
Vincent
di
Giornalismo
per
sezione
periodici,
2006:
Premio
Lucchetta).
Esperienza pluriennale di formazione con
volontari in servizio civile sul tema
dell’informazione.
Laureato in ingegneria elettronica, ha
frequentato il corso per Responsabile della
Prevenzione e Protezione. Dal 2009 è il
Responsabile per la sicurezza per l’ente
Comunità Papa Giovanni XXIII, con il
compito di organizzare la formazione dei
dipendenti e dei volontari, e sovrintendere
all’organizzazione delle squadre di primo
soccorso e antincendio.
Pedagogista esperto in interventi socioeducativi di strada e in centri di
aggregazione,
analisi
dei
conflitti,
mediazione
interpersonale
e
sociale,
intercultura, promozione delle risorse
individuali e di gruppo. Dal 1992 organizza
e conduce laboratori di Tatro dell’oppresso.
Per anni responsabile del Centro di
Documentazione dell’ente e della gestione
dell'archivio documenti dell'Associazione
Comunità
Papa
Giovanni
XXIII.
Ha
realizzato diversi approfondimenti sul
contesto geopolitico, socio-economico di
Centro e Sud America
Membro dell’Associazione dal 2001 Laurea
in Scienze Giuridiche e Sociali, lavora da
anni nell’Associazione con Responsabilità di
progetti educativi per minori, organizza e
gestisce il Servizio Affidamento lavorando
in equipe con Psicologi e Assistenti Sociali
del territorio.
Organizza e gestisce i ragazzi in Servizio
Civile all’Estero nel Progetto
“Caschi
Bianchi” in Santiago del Cile con visite di
accompagnamento alle famiglie e sul
territorio, incontri di verifica sia personali
Riprogettazione in
itinere
La
d’aiuto
relazione
La funzione
antenna
di
Formazione
e
informazione sui
rischi
connessi
all’impiego
dei
volontari
nei
progetti
di
servizio civile
Approccio
interculturale
Contesto
socioeconomico
e
politico
dell’America
Latina
L’Ente e il suo
intervento
nel
progetto Estero.
Indicazioni
di
comportamento e
stile di presenza.
Il
progetto
“Caschi
Bianchi
Corpo Civile di
Pace 2014- Cile”
85
che in gruppo sull’andamento del percorso,
incontri di verifica con le strutture coinvolte
nel progetto, incontri di verifica con i
referenti presenti in Italia. Collabora con
Associazioni ed Ente presenti nel territorio,
CASADEI GIANNI
Responsabile delle strutture e delle
progettualità del’Ente in Cile. Responsabile
di struttura di casa famiglia per minori e
disabili da circa quindici anni a Santiago del
Cile. Si occupa del tutoraggio dei caschi
bianchi da circa quattro anni, organizzando
incontri periodici di verifica dell’esperienza.
L’Ente e il suo
intervento
nel
progetto Estero.
Indicazioni
di
comportamento e
stile di presenza.
Il
progetto
“Caschi
Bianchi
Corpo Civile di
Pace 2014- Cile”
47) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
La formazione si realizza privilegiando una metodologia partecipativa e attiva, che
favorisca il coinvolgimento dei volontari e l’instaurarsi di una relazione interpersonale
costruttiva
fra
chi
forma
e
chi
viene
formato.
La metodologia adottata rende i volontari protagonisti e co- costruttori del percorso
formativo: la formazione infatti favorisce la condivisione all’interno del gruppo formativo
di conoscenze pregresse, esperienze e riflessioni personali nonché la decostruzione di
stereotipi e pregiudizi, al fine di sviluppare nei volontari un certo approccio critico.
Come per la formazione generale, si alternano lezioni frontali e modalità non formali
che permettono di valorizzare le esperienze e le pre-conoscenze relative alle tematiche.
Come previsto dal sistema di formazione accreditato dall’ente, il 70% delle ore di
formazione specifica saranno realizzate entro il 3° mese di servizio, il restante 30% tra
il 4° e il 9° mese. E’ vero infatti che la formazione specifica fornisce gli strumenti e le
competenze necessarie per affrontare al meglio le attività e pertanto è importante che
venga realizzata all’inizio del servizio. Si ritiene, tuttavia, qualificante riprendere alcune
tematiche già trattate nei primi tre mesi di servizio anche successivamente, proprio
perché l’esperienza di servizio civile è un imparare facendo, e pertanto richiede una
costante riflessione sull’azione. Riflessione che dovrebbe essere garantita dall’OLP, in
quanto “maestro”, ma che è opportuno sia sviluppata in contesti formativi ad hoc,
anche oltre il 3° mese, che vanno ad integrare e rinforzare il bagaglio di competenze
acquisito all’inizio. Questo permetterebbe di approfondire alcune tematica alla luce
dell’esperienza maturata dai volontari, con una maggiore consapevolezza da parte di
quest’ultimi.
Tra le metodologie e tecniche non formali utilizzate vi sono:
● Training nonviolenti, simulazioni, giochi di ruolo, attribuzione di responsabilità
nel processo formativo;
● Dibattiti, brainstorming, lavoro di gruppo, elaborazione di report ed articoli;
● Discussione in piccoli gruppi;
● Cineforum;
● Teatro dell’oppresso (TDO);
● Formazione individuale con tutor d’aula, incontri con realtà formative outdoor,
utilizzo di risorse formative ed occasioni formative esterne agli enti ed offerte
dal territorio, laboratori tematici;
● Verifiche periodiche.
Oltre a lezioni frontali e non formali, si prevede anche una formazione a distanza (di 6h,
pari a circa il 7% delle ore) attraverso una specifica piattaforma, finalizzata a creare
uno spazio di confronto per rileggere, analizzare, rielaborare l’esperienza di servizio
civile, operando costantemente- con il supporto dei formatori e del materiale formativo
86
a disposizione- un’ autoriflessione costante sul proprio servizio.
Le formazione in Italia sono residenziali: i volontari vivono in una stessa struttura
condividendo gli spazi, con una corresponsabilità nella gestione degli stessi.
La dimensione di gruppo sperimentata attraverso la residenzialità è essa stessa
esperienza formativa informale, che favorisce lo sviluppo di competenze sociali e
trasversali quali il rispetto dell’altro, la collaborazione, la gestione dei conflitti, la tutela
del bene comune.
Durante la formazione sarà garantita la presenza di un tutor d’aula con gli specifici
compiti di gestire il gruppo, facilitare le relazioni interpersonali, valutare l’efficienza e
l’efficacia dei moduli, gestire eventuali situazioni conflittuali all’interno del gruppo.
Oltre al tutor sarà presente la figura del formatore, con il compito di progettare,
coordinare, supervisionare il percorso formativo.
Il percorso formativo specifico prevede:
- una formazione pre-espatrio in Italia, entro il primo mese di servizio;
- Una formazione intermedia, tra 5° e 6° mese di servizio, come occasione di
verifica e riprogettazione in itinere dell’esperienza;
- Una formazione specifica in loco suddivisa in un momento iniziale al momento
dell’inserimento nella sede estera e un altro momento tra 8°e 9° mese;
- Una formazione a distanza al 3°, 5°, 8°mese;
L’attività di monitoraggio è considerata parte integrante del percorso formativo. Il
processo di verifica / valutazione / riprogettazione effettuato è costante ed è realizzato
in forma interattiva con i volontari, i formatori e gli esperti coinvolti nei progetti e nei
percorsi formativi.
48) Contenuti della formazione:
I contenuti caratterizzanti la formazione specifica pre- espatrio sono:
La relazione d’aiuto
In questo modulo verranno trattati i fondamenti teorici utili all’ instaurazione di una
relazione d'aiuto, in particolare, fra gli elementi generali ed introduttivi. Verranno
forniti ai volontari gli strumenti per attuare una costante autoriflessione del proprio
approccio all’altro nell’ambito della relazione educativa che caratterizza il progetto.
 Il rapporto “aiutante-aiutato”
 le principali fasi della relazione di aiuto
 la fiducia e le difese all’interno della relazione di aiuto
 presa in carico della persona aiutata
 ascolto ed empatia, gestione della rabbia e dell’aggressività
 Il Burn-Out come rischio nelle relazioni educative
Contesto socio-economico e politico dell’America latina
Questo modulo focalizza l’attenzione sugli assetti geopolitici che caratterizzano i paesi a
progetto, con uno sguardo che si allarga agli assetti mondiali, alla luce delle
interdipendenze legate alla globalizzazione. Riteniamo fondamentale infatti che il casco
bianco assuma una prospettiva “glocale” , con uno sguardo pronto a cogliere i molteplici
legami che i contesti specifici del progetto sviluppano con la dimensione mondiale.
Il modulo in particolare approfondirà:
 i principali assetti geopolitici, economici e sociali nell’area in cui è inserito il
progetto;
 descrizione dei contesti dei paesi specifici;
 Approfondimento sui conflitti dei territori in cui il progetto si sviluppa e sulle
modalità di intervento attuate.
Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari nei
progetti di servizio civile:
Il modulo offre ai volontari una puntuale informativa dei rischi connessi allo svolgimento
alle attività pratiche in cui sono impegnati i volontari, con particolare attenzione alle
misure di prevenzione e di emergenza.
- Riferimento alla normativa sulla sicurezza in loco;
- informativa dei rischi connessi all’ambiente di servizio e allo svolgimento delle
attività pratiche in cui sono impegnati i volontari, alle possibili interferenze
87
-
con altre attività che si svolgono in contemporanea nello stesso luogo;
misure di prevenzione e di emergenza previste, in relazione alle attività del
volontario e alle possibili interferenze tra queste e le altre attività che si
svolgono in contemporanea.
Il casco bianco
Il presente modulo, utile a collocare il servizio prestato dai caschi bianchi verterà sui
seguenti aspetti:
 Approfondimento dell’evoluzione e le caratteristiche della figura del Casco
Bianco: il mandato , i compiti, il modello di servizio civile CASCHI BIANCHI
condiviso dall’ omonima rete di enti;
 ruolo del volontario in servizio civile nella società;
 Stile di presenza dei CB all’estero ;
 Strumenti per la conoscenza della realtà in cui si va ad operare.
La funzione di antenna
Caratteristica fondamentale dell’operatività del Casco bianco è la “funzione di antenna”,
secondo la quale ad ogni CB spetta il compito di produrre informazione dal basso,
rispetto alle situazioni dove opera al fine di informare e sensibilizzare un “bacino di
attenzione”, definito prima dell’ espatrio. Tale bacino si sostanzia nella propria comunità
inviante (città , quartiere gruppi di appartenenza…).
1. Modulo introduttivo sull’informazione e sul “ruolo di antenna”:
 il mondo/mercato dell’ informazione, attori dell’informazione;
 il legame fra conflitto ed informazione, l’uso dei media ad uso propagandistico;
 analisi ed approfondimento di testi;
 sensibilizzazione sul territorio d’origine: sviluppo di un “bacino d’attenzione.
2.Laboratorio di scrittura:
 L’informazione nonviolenta, scopi e strumenti;
 Laboratorio di scrittura;
 Uso della macchina fotografica e della videocamera come strumenti di
documentazione;
 L’utilizzo degli strumenti di comunicazione web 2.0.
I diritti umani
In questo modulo verranno presentati ed approfonditi alcuni strumenti di osservazione
e monitoraggio dei diritti umani nel contesto territoriale in cui si sviluppa il progetto,
nonché strumenti e tecniche di tutela dei diritti umani.
Si approfondiranno in particolare:
 gli elementi di riferimento teorici rispetto ai diritti umani, del quadro normativo
internazionale di riferimento, degli organismi e degli strumenti di tutela;
 strumenti di osservazione, monitoraggio e tutela dei diritti umani;
 parte laboratoriale di analisi dei diritti violati nell’area nel contesto paese in cui
si sviluppa il progetto;
 presentazione attività di mappatura dei diritti umani;
Il teatro dell’ oppresso
Il teatro dell’oppresso è una tecnica teatrale che favorisce il cambiamento sociale
tramite la coscientizzazione degli attori e degli spettatori. E’ molto utilizzata come
tecnica formativa nei percorsi educativi per gruppi e per la gestione di situazioni
conflittuali, in particolare verranno affrontati i seguenti temi:
 La demeccanizzazione, concetto, tecniche e loro applicazione;
 I ruoli definiti: l’oppresso, l’oppressore, le figure vivine, il giolli;
 La tecnica del Teatro-forum e il teatro immagine;
 Analisi di situazioni di oppressione e sperimentazione di possibili soluzioni
attraverso l’uso delle tecniche presentate.
Il conflitto - approfondimenti
Verrà approfondito il conflitto e la sua gestione nonviolenta in relazione a tipiche
situazioni conflittuali riscontrabili nei territori di destinazione. In relazione a tali
situazioni verrà affrontato:
 Elementi fondamentali del conflitto:
o conflitti a più livelli: macro, meso, micro;
o violenza, forza, aggressività;
88



o l'escalation della violenza;
Individuazione di strumenti e strategie di gestione nonviolenta dei conflitti;
Approfondimento sulla MEDIAZIONE nel conflitto;
Il conflitto interpersonale e all’interno del gruppo di lavoro.
Verifica della formazione
Alla fine della formazione generale si effettua il monitoraggio della formazione
attraverso i moduli previsti dal Sistema di monitoraggio accreditato dall’Ente e una
verifica più approfondita in plenaria, al fine di fare emergere criticità e punti di forza, e
dove se ne verificasse la necessità apportare i cambiamenti necessari ad un maggiore
efficacia della proposta formativa.
Contenuti della formazione specifica intermedia in Italia:
Verifica intermedia
Il modulo prevede una rielaborazione dei vissuti legati all’esperienza, rielaborazione
propedeutica poi alla valutazione intermedia rispetto agli obiettivi e attività del
progetto.
Si prevede in particolare:
 Rilettura dell’esperienza a partire dai vissuti personali;
 Rilettura dell’esperienza a partire dalle relazioni (con beneficiari, OLP, volontari)
 Condivisione delle esperienze: punti di forza e punti critici
 Valutazione obiettivi e attività del progetto;
 Valutazione attività comuni previste dal progetto;
Riprogettazione in itinere
Questa fase è fondamentale per la buona riuscita del progetto perché permette di
apportare delle migliorie al progetto in itinere. E’ strettamente legata alla verifica e
valutazione del progetto stesso.
 Partendo dalla valutazione (dai punti di forza e di debolezza rilevati) pensare a
una riprogettazione
 Ripresa obiettivi del progetto
Relazione aiuto/affettività:
In genere i primi mesi sono impegnativi per i volontari, soprattutto da punto di vista
affettivo: alla lontananza dagli affetti, si sommano le difficoltà legate alle differenze
culturali, la difficoltà di mantenere la giusta distanza/vicinanza nella relazione
educativa. Il modulo cerca di fornire degli strumenti per attuare un’autoriflessione sul
proprio operato e per rielaborare l’esperienza finora vissuta. Si approfondiranno i
seguenti temi:
 la conquista della fiducia e la gestione dell’aggressività nella relazione di aiuto
 La gestione dello stress e il Burn-Out, a partire dalle esperienze concrete dei
volontari;
 Condivisione delle criticità emerse durante l’esperienza.
Approccio interculturale:
I contenuti del presente modulo sono funzionali all’ acquisizione di competenze utili a
relazionarsi in maniera positiva con le differenti realtà culturali nei contesti in cui si
opera. Tale modulo viene preceduto da un modulo propedeutico a distanza. Viene
affrontato nella formazione intermedia per poter riflettere sulle criticità nella relazione
interculturale, partendo dalle esperienze concrete dei volontari.




acquisizione di competenze utili a relazionarsi positivamente con le differenti
realtà culturali;
approfondimento dei concetti di individuo, altro , giudizio e pregiudizio;
Confronto su pregiudizi e difficoltà nell’incontro con la cultura locale;
Rilettura dell’esperienza da un punto di vista interculturale;
Verifica della formazione
Alla fine della formazione intermedia si effettua il monitoraggio della formazione
attraverso i moduli previsti dal Sistema di monitoraggio accreditato dall’Ente e una
verifica più approfondita in plenaria, al fine di fare emergere criticità e punti di forza, e
dove se ne verificasse la necessità apportare i cambiamenti necessari ad un maggiore
efficacia della proposta formativa.
89
Contenuti della formazione specifica in loco:
1° incontro all’arrivo (2° mese di servizio):
L’ente e il suo intervento nel progetto estero
Il modulo approfondisce le realtà dell’ente a progetto, con particolare attenzione a
quella che sarà la collocazione del volontario in quel contesto. Questa parte prevede la
visita delle progettualità e l’approfondimento della modalità d’intervento dell’ente.
 Storia della presenza dell’ente in loco, mission, attività, stile di presenza;
 Il progetto Caschi Bianchi nel contesto specifico del progetto;
 Progetti e modalità di intervento;
 Attività e ruolo del casco bianco nel progetto specifico
 Visita alle diverse realtà progettuali dell’ente, con particolare attenzione alle
realtà a progetto;
Indicazioni di comportamento e stile di presenza
 indicazioni e norme di comportamento, in relazione al contesto culturale, socioeconomico e politico in cui si realizza il progetto;
 informazioni sui rischi presenti nel contesto di riferimento (sanitari, per la
sicurezza personale, di ordine pubblico e ambientali);
 informazione sulle misure per prevenire i rischi e per le emergenze.
Tra 8° e 9° mese:
Il progetto “Caschi bianchi corpo civile di pace 2014- Cile”
 ripresa degli obiettivi e delle attività previste dal progetto;
 verifica dell’andamento del servizio;
 verifica attività generali ( antenne e mappatura);
 riprogettazione in itinere.
Contenuti della FAD :
Ruolo




del volontario nel progetto specifico:
Il ruolo del volontario nel progetto e grado di inserimento;
La relazione con i destinatari del progetto;
Il ruolo del volontario nel lavoro d’equipe;
L’attività di competenza del volontario ricondotta agli obiettivi del progetto, con
attenzione sul COME si fanno le cose.
Approccio interculturale:
 le cornici culturali che condizionano le interpretazioni di un contesto complesso;
 analisi dei condizionamenti culturali a partire dalle esperienze concrete dei
volontari;
 l’ascolto attivo come strumento per superare i pregiudizi culturali e
comprendere la complessità del contesto.
La figura del casco bianco nel progetto specifico:
 analisi e approfondimento delle conflittualità presenti nel territorio;
 approccio del cb rispetto ai conflitti meso e micro, a partire dal mandato del cb;
 buone prassi per la gestione dei conflitti.
90
49) Durata:
Durata formazione specifica pre- espatrio in Italia:
Moduli formativi
Totale
ore
8
La relazione d’aiuto
Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei
volontari nei progetti di servizio civile
Contesto socio-economico e politico dell’area di intervento
Il casco bianco
La funzione di antenna
I diritti umani
Il teatro dell’oppresso
Conflitto- approfondimenti
Verifica della formazione
TOTALE ORE FORMAZIONE SPECIFICA A
4
4
4
8
4
8
10
2
52
Durata formazione specifica intermedia in Italia:
Moduli formativi
Verifica intermedia
Riprogettazione in itinere
Relazione aiuto/affettività
Approccio interculturale
Verifica della formazione
TOTALE ORE FORMAZIONE SPECIFICA B
Totale ore
6
2
4
4
2
18
Durata formazione specifica in loco:
Moduli formativi
L’ente e il suo intervento nel progetto estero
Indicazioni di comportamento e stile di presenza
Il progetto “Caschi bianchi corpo civile di pace 2014Cile”
TOTALE ORE FORMAZIONE SPECIFICA C
Totale ore
3
2
3
8
Durata formazione a distanza:
Moduli formativi
Ruolo del volontario nel progetto nel progetto
specifico
Approccio interculturale
La figura del casco bianco nel progetto specifico
TOTALE ORE FORMAZIONE SPECIFICA D
Totale ore
2
2
2
6
TOTALE ORE FORMAZIONE SPECIFICA A+B+C+D= 52+18+8+6=84
Di queste 84 h, 59 verranno realizzate entro il 3° mese ( 70% del totale) e le
restanti 25 entro il 9° mese (30%)
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Altri elementi della formazione
50) Modalità di monitoraggio del percorso di formazione (generale e specifica)
predisposto:
Si rimanda al sistema di monitoraggio verificato in sede di accreditamento
Data
30/07/2014
Il Responsabile del Servizio civile nazionale dell’ente
NICOLA LAPENTA
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