UMBRIA E TURISMO RELIGIOSO
Ricognizione di itinerari religiosi sul territorio umbro
Indice
Premessa
pag.
4
1. Turismo religioso: quadro definitorio
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8
2. Gli attrattori del turismo religioso: i luoghi dello spirito e gli itinerari religiosi
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11
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18
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19
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21
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23
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31
1.1 Regione Umbria
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31
1.2. Agenzia di Promozione Turistica
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43
1.3. Servizi Turistici Associati Territoriali
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43
1.4. Province di Perugia e Terni
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46
1.5. Comuni
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49
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53
2.1 Guida Rossa del Touring Club Italiano
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53
2.2 Guida di Dove Umbria
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53
2.3 Portali e siti internet di privati che a fini promozionali e/o commerciali
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53
3. Ordini religiosi e associazioni ecclesiastiche
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58
4. Considerazioni su alcuni aspetti relativi agli itinerari religiosi umbri
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60
5. Soggetti dell’intermediazione viaggi (umbri) operanti nella commercializzazione
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63
PARTE PRIMA
TURISMO RELIGIOSO
2.1 Servizi al turismo religioso
3. La domanda di turismo religioso
3.1 Alcuni dati
4. Organizzazione, promozione e distribuzione di prodotti per il turismo religioso
PARTE SECONDA
RICOGNIZIONE DEGLI ATTUALI ITINERARI RELIGIOSI RELATIVI
AL TERRITORIO UMBRO E LORO VALUTAZIONE
1. Organizzazione Turistica Pubblica
2. Altri soggetti operanti nella promozione territoriale
inseriscono proposte di circuito/itinerario in ambito umbro
di offerte rivolte al turismo religioso
2
PARTE TERZA
RICOGNIZIONE E RILEVAZIONE, RISPETTO ALL’OFFERTA DI ITINERARI
RELIGIOSI, DI SERVIZI DI FRUIZIONE E DI OFFERTE TERRITORIALI
COLLEGATE E COERENTI
1. Ricettività religiosa
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68
2. Attrattive collegate
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70
3. Servizi collegati
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72
4. Principali criticità riscontrate
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72
BIBLIOGRAFIA
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77
Team di ricerca: Laila Bauleo e Oderisi Nello Fiorucci
Assisi settembre 2007
3
Premessa
4
Lo svolgimento delle attività relative all’analisi dell’offerta religiosa in Umbria si è sviluppato
attraverso tre fasi distinte:
Fase 1. Definizione di turismo religioso e valutazione delle caratteristiche della domanda che
si muove per motivazioni religiose e dei sistemi di offerta capaci di attirarli
Questa fase è consistita, primo luogo, nella definizione delle peculiarità del turismo religioso,
indispensabile per evitare pericolose confusioni in sede di progettazione di specifiche linee di
offerta da parte di una destinazione.
Successivamente, si è proceduto all’individuazione del sistema di attrattori che caratterizza la
destinazione “religiosa” nonché delle principali criticità da cui dipende la qualità dell’offerta
per il turismo religioso. Luoghi dello spirito e itinerari che interconnettono in un territorio gli
attrattori religiosi sono, infatti, la base per individuare il potenziale di attrattiva di un territorio
verso questo specifico segmento di utenza.
La potenziale capacità di richiamo di tali flussi non basta da sola a creare un sistema di offerte
mirato né una destinazione a caratterizzazione religioso-culturale. Diventa fondamentale che
siano assicurati i servizi di natura strettamente religiosa, indispensabili per rispondere alle richieste della domanda in questione e che vengano offerte forme coerenti di ospitalità.
Un ultimo approfondimento è stato dedicato alla problematica della organizzazione, promozione e distribuzione del turismo religioso in Italia, che vede operare, da una parte, soggetti di
natura ecclesiale e associazioni di ispirazione cattolica, che detengono un ruolo preminente;
dall’altro lato, un insieme di soggetti imprenditoriali che operano con logiche di mercato.
Fase 2. Ricognizione degli attuali itinerari religiosi relativi al territorio umbro e loro valutazione
Il lavoro si è concentrato sulla rilevazione degli itinerari che attualmente vengono proposti, in
varie forme e maniere, con l’obiettivo di valorizzare l’Umbria come destinazione rivolta ad un
turismo religioso.
La suddetta analisi è stata effettuata censendo le iniziative ed i progetti promossi o realizzati
dai soggetti pubblici istituzionalmente competenti per la promozione turistica del territorio:
- Regione Umbria;
- Agenzia di Promozione Turistica;
- Province;
- Servizi Turistici Territoriali Associati;
- Comuni.
5
Le informazioni così ottenute sono state implementate con l’analisi dell’offerta di itinerari e/o
di pacchetti turistici così come proposti dagli ordini religiosi, dalle associazioni di ispirazione
cattolica e da altri soggetti privati (tour operator incoming, agenzie di viaggio ricettiviste, infomediari, ecc.).
Fase 3. Ricognizione e rilevazione, rispetto all’offerta di itinerari religiosi, di servizi di fruizione
e di offerte territoriali collegate e coerenti
Nell’ultima fase di questa analisi, si è cercato di misurare la vocazione e l’effettiva capacità di
offrire un prodotto turistico religioso completo dei diversi territori turistici della nostra regione, arrivando a configurare una specie di “rating” turistico – religioso. A tale fine, sono stati
individuati e censiti per ogni comprensorio turistico regionale alcuni fattori chiave dell’offerta
religiosa:
- ricettività “religiosa”;
- luoghi di interesse religioso;
- santuari;
- abbazie e siti benedettini (PUT della Regione Umbria);
- musei di interesse religioso.
Lo scopo di tale rilevazione è quello di fornire al committente una serie di elementi cognitivi
tali da consentire di individuare offerte maggiormente “mature” per essere qualificate e promosse come prodotti rivolti al turismo religioso.
Per integrare e confrontare i risultati dell’analisi desk si è ritenuto necessario confrontarsi con
alcuni stakeholders locali con le loro diverse vision che ci hanno consentito di meglio individuare soprattutto le criticità del settore.
6
PARTE 1
Turismo religioso
7
1. Turismo religioso: quadro definitorio
Il primo problema nell’analizzare il fenomeno del turismo religioso risulta essere proprio la
formalizzazione della sua definizione. La pluralità di motivazioni che spingono alla visita di luoghi caratterizzati dalla spiritualità e dalla sacralità, la loro diversa intensità e le personali modalità con cui si vanno a combinare spiegano la difficoltà di tracciare linee di confine precise. Alla base della definizione si colloca l’irrimediabile contraddizione fra “la nobiltà e l'intangibilità
sacrale del pellegrinaggio”1 e la natura edonistica e commerciale dei prevalenti modelli di turismo. Il pellegrinaggio si caratterizza, infatti, per non essere un semplice viaggio, ma
un’esperienza di fede profonda e matura: per il pellegrino, il santuario non è una meta turistica, ma memoria dell’opera di Dio, e l’atto di andare verso il luogo sacro presuppone una adeguata preparazione che si svilupperà nelle tappe del cammino che conduce al santuario.
Dal punto di vista soggettivo, il pellegrino è, dunque, un cristiano che compie un atto di culto,
mentre il turista, anche quello che visita luoghi religiosi, non intende compiere atti di culto,
ma semplicemente soddisfare la propria curiosità (anche culturale), di scoprire luoghi nuovi,
riposarsi o distrarsi 2.
Di fatto, le varie forme di turismo religioso sembrano accomunate da una richiesta di vivere
un’esperienza di natura religiosa, tradotta in conformità alla soggettività e identità religiosa,
dell’individuo o gruppo. Sicuramente il turismo religioso si differenzia rispetto al pellegrinag1
Il termine turismo religioso va considerato come un ossimoro che accosta due concetti fra loro contrari: turismo e religione. Secondo Mazza, direttore Ufficio Nazionale per la Pastorale del Tempo libero, turismo e sport
della Cei, il fenomeno complesso e articolato del turismo religioso si profila come un'esperienza umana collegata al "viaggiare turistico" nel quale si evidenzia in modo eminente la caratterizzazione "religiosa", relativa al trascendente (Carlo Mazza, Turismo religioso e modernità, 2005, in www.chiesacattolica.it). Esso “si attua e si sviluppa in forza di una sua ratio intrinseca adeguata alla dinamica strutturale del turismo e di una connessione rispetto al sentire religioso del nostro tempo, coinvolgendo motivazioni e tendenze assai eterogenee, realizzando alla
fine una sorta di contaminatio” (Carlo Mazza, La dimensione culturale del turismo religioso in vista del Giubileo,
Convegno BIT Milano 1996, in www.chiesacattolica.it, e idem, Il turismo per l’arte. Una svolta di qualità, intervento nella “Giornata di Studio dei Beni Culturali Ecclesiastici”, Roma, 19/5/2005, in www.chiesacattolica.it). Su questa linea di pensiero vedi anche G. Rinschede, Forms of Religious Tourism, in “Annals of Tourism Research”, vol.
19, n. 1 (1992), p. 51-67; M. Bauer, Tourisme religioux ou touristes en milieu religieux. Esquisse d'une typologie, in
“Tourisme religieux”, Les Cahiers Espaces, n. 30 (1993), pp. 24-37.
2
Nella nota pastorale della Commissione Ecclesiale per la Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport della
CEI del 29/6/1998, “Venite, saliamo sul monte del Signore” Il Pellegrinaggio alle soglie del terzo millennio, in
www.spipellegrinaggi.com, si sottolinea la differenza fra pellegrinaggio e turismo religioso: “sebbene le forme esteriori possano avvicinare il turismo religioso al pellegrinaggio, queste due realtà nascono però da motivazioni
profondamente diverse, che a loro volta generano o dovrebbero generare diversità anche nei modi di effettuazione. Mentre il pellegrinaggio è ispirato da consapevoli motivazioni di fede, il turismo religioso ha motivazioni
culturali e ricreative e fa riferimento alla religione solo in quanto fruisce di spazi e oggetti ad essa pertinenti”. Dal
punto di vista ecclesiale, distinguere i due fenomeni è necessario per evitare “confusioni o indebite riduzioni della essenziale e irrinunciabile finalità religiosa del pellegrinaggio”, che culmina nella partecipazione alla vita liturgica
del santuario.
8
gio3, di cui condivide la dimensione religiosa e l’avere come mete luoghi del sacro. Se ne differenzia in quanto utilizza lo schema-modello base del turismo, su cui innesta l'esperienza religiosa che ne determina una sostanziale trasformazione in termini di qualità, finalità, ritmi e
stile di attuazione. Proprio questa caratteristica impone un ripensamento della proposta di
viaggio/soggiorno pensata per questo particolare turista per quanto riguardo a qualità, finalità,
ritmi e stile di fruizione di luoghi e servizi4.
Dunque, è possibile circoscrivere il turismo religioso nei confini di una forma di turismo caratterizzata dalla finalità religiosa e di culto5: il problema, o meglio l’opportunità, è l’essere un fenomeno in continua evoluzione, complesso e frammentario nelle dinamiche attuative, dominato da bisogno di spiritualità, di cultura delle radici e di socializzazione.
Il turismo religioso per queste sue caratteristiche si intreccia in maniere complesse, senza identificarsi completamente, con il turismo sociale6 e, soprattutto, con il grande contenitore
3
Il pellegrinaggio è una particolare forma di culto, comune a tutte le grandi religioni, che richiama il bisogno di
visitare luoghi caratterizzati dalla presenza del divino sotto varie forme e resi sacri da fondatori di religioni, reliquie di santi, eventi particolari (miracoli, visioni, ecc.): vedi Maria Luisa Lo Giacco, Il pellegrinaggio: Profili giuridici,
in “Profili giuridici e storia dei santuari cristiani in Italia”, Atti del Convegno (Bari, 3-4 aprile 2003), a cura di Gaetano Dammacco e Giorgio Otranto, Edipuglia, Bari, 2004.
L’importanza e la funzione del pellegrinaggio come espressione della fede personale e comunitaria è sottolineata dal magistero della Chiesa: molte le lettere apostoliche di Giovanni Paolo II dedicate a questo tema (Tertio
millennio adveniente e Novo millennio inuente), come anche i documenti del Pontifico Consiglio della Pastorale
per i Migranti e gli Itineranti. In particolare vanno citati: Il Pellegrinaggio nel Grande Giubileo del 2000, del
25/4/1998, e Santuario. Memoria, presenza e profezia del Dio vivente, del 8/5/1999.
4
In tali termini si esprime Carlo Mazza, La dimensione culturale del turismo religioso in vista del Giubileo, Convegno
BIT Milano 1996 e idem, Turismo religioso e modernità, 2005, in www.chiesacattolica.it. Secondo Maria Luisa Lo
Giacco, Il pellegrinaggio: Profili giuridici, in “Profili giuridici e storia dei santuari cristiani in Italia”, Atti del Convegno
(Bari, 3-4 aprile 2003), a cura di Gaetano Dammacco e Giorgio Otranto, Edipuglia, Bari, 2004, nelle normative
nazionali e regionali, come pure nelle intese fra regioni e conferenze episcopali regionali, è riscontrabile un equivoco di fondo: la frequente sovrapposizione fra pellegrinaggio e turismo religioso.
5
A. Chizzoniti, Il turismo religioso fra normativa statale e normativa regionale, in “Codice del turismo religioso”, Milano, Giuffrè, 1999. Non convince l’ulteriore distinzione che l’autore fa tra un turismo religioso in senso oggettivo, che si avrebbe quando il viaggio è motivato da un fine religioso, da un turismo religioso soggettivo o in senso lato, qualora, mancando la motivazione religiosa, questo riguardi espressamente soggetti religiosi.
6
Secondo la definizione del Bureau International du Tourisme Social (Bits), il turismo sociale ricomprende
l’insieme dei rapporti e dei fenomeni collegato alla fruizione di turismo, in particolare, da parte degli strati sociali
a basso reddito, resa possibile o facilitata grazie a misure di carattere sociale, conformi ai principi definiti dalla
Dichiarazione di Montreal del 1996, Pour une vision humaniste et sociale du tourisme. Questa concezione di turismo sociale trova la sua giustificazione nel riconoscimento del diritto delle persone di arricchire la propria personalità attraverso il turismo che consente di scoprire luoghi e culture diverse, di svolgere attività sportive, ricreative, artistiche, culturali, di incontrare altre persone e di dialogare con le stesse. Da questo punto di vista il turismo sociale oggi si rivolge a gruppi di qualsiasi età e reddito proponendosi di:
- assicurare la possibilità di fare turismo a tutti;
- favorire la crescita personale degli individui;
- migliorare le relazioni umane e la coesione sociale fronteggiando l’esclusione sociale;
- contribuire allo sviluppo economico in chiave di sostenibilità sociale e ambientale;
- assicurare managerialità e professionalità nell’organizzazione delle attività.
La tendenza di fondo vede il superamento di un tipo di approccio meramente assistenzialistico a favore di uno
ricreativo e “di relazione”: il turismo sociale si concentra sulla soddisfazione di bisogni di socialità e condivisione
di gruppo, interpretando l’attività, balneare piuttosto che culturale o educativa o sportiva, non come un’attività
9
del turismo culturale7.
Rispetto a quest’ultima forma di turismo che si muove verso i luoghi del sacro per ragioni estetiche, di scoperta delle radici culturali della sua civiltà o di civiltà aliene, sono evidenti le aree di integrazione, ma anche le diversità delle motivazioni di base con le evidenti ricadute in
termini di richiesta di prodotti e servizi.
Può, pertanto, essere opportuno parlare di turismo religioso–culturale non assimilabile al pellegrinaggio anche se ad esso contiguo e che si basa sulla motivazione prevalente o rilevante
di scoprire o ri-scoprire il significato religioso di beni culturali o di eventi etnici appartenenti
ad una religione attraverso la fruizione di beni e servizi professionalmente organizzati e intellettualizzati8.
Il connubio fra turismo religioso e culturale determina la proposta da parte di destinazioni e
operatori di una vasta e differenziata offerta che, partendo dall’identificazione di nuove attese
nella domanda e nell'offerta, disegna nuove nicchie di mercato, verso cui si rivolgono nuovi
soggetti imprenditoriali con la proposta di nuovi prodotti/circuiti turistici.
della vacanza, quanto come una modalità dello stare insieme agli altri (Associazione Mecenate 90, Il Turismo Sociale in Italia, 2004).
Spesso il turismo sociale è campo di azione privilegiata dell’associazionismo cattolico e si rivolge a località e
strutture (case per ferie, case di vacanza auto-gestite, ecc.) anch’esse utilizzate dal turismo religioso.
7
Secondo la World Tourism Organization, il turismo culturale è caratterizzato dalla motivazione culturale e vi
rientrano pertanto una vasta gamma di linee di prodotto: visite a siti e monumenti, viaggi per lo studio e conoscenza di natura, arte e folclore, viaggi culturali, viaggi per festival o altri eventi culturali, viaggi di studio e, infine,
anche i pellegrinaggi. Le conclusioni e raccomandazioni che hanno chiuso la Prima Conferenza internazionale sul
turismo religioso - ICORET 2006, tenutasi a Cipro ottobre 2006, sottolineano come il turismo religioso sia “interrelated with alternative forms of tourism such as natural and cultural heritage tourism, rural tourism and like
many other forms of tourism must be based on quality respect and cooperation. Religious tourism coincides in
time and place with non religious cultural tourists that takes place in religious buildings or sites, which can be
generally considered to be one of the varieties of the segment usually called cultural tourism.” (icoret.metacanvas.com)
8
Nicolò Costa, Connessioni fra turismo religioso-culturale e turismo sostenibile, in “Turistica”, n. 1, 2003, p. 93.
L’autore distingue ulteriormente il turismo religioso-culturale fra un’area sociale, costituita da soggetti di ispirazione religiosa che, con finalità educative, operano per ridurre i costi di mercato con l’obiettivo di aprire a fasce
più ampie di popolazione la possibilità di fare turismo, ed una profit in cui si colloca l’offerta di servizi singoli (ospitalità, ristorazione, trasporto, ecc.) o complessi (package tour, soggiorni, ecc.) da parte di imprese secondo
logiche di mercato. Il turismo religioso nella sua valenza culturale consente l’accessibilità alla spiritualità caratteristica delle culture locali. Culture capaci di offrire un tipo di accoglienza economica, ma anche di offrire determinati valori comuni quali la pace, la fraternità, il valore delle diversità di etnia, di cultura, di lingua, di razza, di religione, il valore della comunità locale, quello del creato e di tutte le sue creature (Ulderico Bernardi, Del viaggiare. Turismi, culture, cucine, musei open air, Milano, FrancoAngeli, 1997, p. 37)
10
Figura 1 - Forme di fruizione di luoghi sacri rispetto al mix motivazionale
ƒ Pellegrinaggi
ƒ Esercizi spirituali
ƒ Ritiri spirituali
ƒ Eventi religiosi
ƒ Riti e celebrazioni
liturgiche
sacro
ƒ Convegni a tema religioso
ƒ Incontri di associazioni cattoliche
ƒ Corsi di approfondimento di
tematiche religiose
ƒ Campi scuola per giovani
ƒ Tour soggiorni turisticoreligiosi
ƒ Vacanze comunitarie
per famiglie
motivazione
ƒ Visita località di
interesse storico
artistico
ƒ Relax
ƒ Contatto con natura
ƒ Divertimento
secolare
La focalizzazione sull’aspetto culturale rischia, tuttavia, di mettere in secondo piano l’attualità
di un atto di culto ancora vissuto come espressione di identità e appartenenza di fede. Questo determina problemi nella gestione dei beni culturali di interesse religioso (chiese, santuari,
opere d’arte e loro collezioni, itinerari religiosi, ecc.) che per il turista rappresentano una
memoria storica (fatto culturale) da fruire secondo modalità e con la disponibilità di servizi
che non sono quelli del pellegrino, che vive il bene culturale come oggetto di un atto di culto.
Nell’affrontare il turismo religioso culturale come sistema di offerta è, pertanto, necessario fare chiarezza fra questi diversi approcci, ad esempio evitando di affrontare la progettazione di
itinerari religiosi come mero fenomeno culturale, accostabile ai percorsi eno-gastronomici, alle strade del vino o ad altra forma di tematismo9.
Il turismo religioso si presenta, dunque, con una sua originalità, che va compresa e analizzata,
configurandosi “come fenomeno in continua evoluzione, complesso e frammentario nelle dinamiche attuative, dominato da tendenze che esprimono bisogni di spiritualità, di consolazione, di cultura delle radici e di calda socializzazione” 10.
2. Gli attrattori del turismo religioso: i luoghi dello spirito e gli itinerari religiosi
Il sistema, complesso e integrato, di offerta del turismo religioso si basa sulla presenza in un
territorio di due gruppi di attrattori: uno specifico alla motivazione religiosa e uno riguardante
9
A.G. Chizzoniti, Gli itinerari turistico-religiosi giubiliari fra turismo e cultura, in “Aedon, Rivista di arti e diritto on line”, 1999, 1, p. 5
10
Carlo Mazza, La dimensione culturale del turismo religioso in vista del Giubileo, Convegno BIT Milano 1996, in
www.chiesacattolica.it. Lo stesso autore sostiene che oggi: “Si diffonde la richiesta di “nuovi significati esistenziali”
che si concretizza per ora in forme di commistione tra turismo-religione-arte-folklore - come di un cocktail, un
assemblaggio, che include il divertimento e lo svago – per trarne quei significati che la vita quotidiana non può
offrire.” (Carlo Mazza, Giubileo e oltre. Le prospettive del pellegrinaggio e del Turismo religioso, Convegno BIT 2000,
in www.chiesacattolica.it)
11
l’attrattività turistica di fondo dell’area. Naturalmente, la potenzialità determinata dalla presenza di questi fattori, per diventare offerta presentabile al mercato, abbisogna di servizi
strumentali sia di tipo religioso che turistico.
Tra turismo religioso e territorio esiste una intrinseca correlazione: “un significativo turismo
religioso non si attua efficacemente se non si innesta nel tessuto delle realtà vitali territoriali,
viste nella loro specificità storico-religioso-culturale-economico-sociali”11. Il turismo religioso
può contribuire ad esprimere e valorizzare le testimonianze storico-culturali del territorio
stesso in un circuito dinamico e interrelato, creando opportunità economiche e commerciali.
Figura 2 - Sistema di offerta del turismo religioso
TERRITORIO
Servizi al turista
Attrattori
turistici generici
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
Attrattori religiosi
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
Storia
Arte
Musei
Paesaggio
Immagine territoriale
Eventi culturali
Santuari
Monasteri
abbazie
Eremi
Itinerari religiosi
Altri luoghi dello spirito
Servizi al pellegrino
Il turismo culturale/religioso, dunque, può costituire un’occasione di sviluppo locale, diversificando i motivi di visita, collegando i luoghi sacri ad altri fattori di interesse culturale (gastronomia, artigianato, folklore, architettura, ecc.), naturalistico e paesaggistico, contribuendo
spesso alla destagionalizzazione degli arrivi e delle presenze.
Tuttavia, per avviare un serio processo di valorizzazione di tale opportunità, i territori devono
saper mettere a sistema tutte le risorse dell'area, in una logica di trasversalità e integrazione
fra sistemi produttivi e attori locali coinvolti (istituzionali e non).
11
Carlo Mazza, Sulle tracce della fede. Turismo religioso, 2005, in www.chiesacattolica.it.
12
Figura 3 - Turismo religioso: il sistema di offerta
Soggetti turismo religioso: offerta specializzata
ƒ Gestori di strutture ricettive e ristorative totalmente o per quota parte di
attività dedicate al turismo religioso
ƒ Società di noleggio di autopullman
ƒ Vettori aerei operanti rotte interessate al turismo religioso
ƒ Gestori di musei, pinacoteche e altri servizi culturali di rilievo religioso o
di proprietà di istituzioni ecclesiali
ƒ Guide, accompagnatori e animatori operanti nel turismo religioso
ƒ Cooperative di gestione di servizi operanti nel turismo religioso
ƒ Aziende produttrici di oggettistica sacra
ƒ Aziende editoriali operanti nel turismo religioso
ƒ Gestori di bookshop e altri punti vendita di souvenir, oggettistica
religiosa, ecc.
Fra gli stakeholder del turismo religioso assumono una particolare rilevanza, con riferimento
al mondo cattolico, i soggetti proprietari/responsabili della gestione dei beni culturali religiosi,
quali diocesi, ordini religiosi, parrocchie, ecc., che fra l’altro sono responsabili della regolamentazione dell’accesso dei visitatori (pellegrini e turisti) ai luoghi del sacro e dell’erogazione dei
servizi religiosi.
Figura 4 – Stakeholder del turismo religioso
TERRITORIO
Operatori servizi al turista
Responsabili
governance territoriale
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
Chiesa locale
ƒ Conferenza episcopale
regionale
ƒ Ordini religiosi
ƒ Associazionismo religioso
ƒ Responsabili santuari
ƒ Responsabili altri luoghi
del sacro
Regione
Province
Comuni
Sovrintendenze
....
Operatori servizi al pellegrino
Gli itinerari e le destinazioni del turismo religioso si costruiscono intorno ai luoghi del sacro:
santuari, abbazie, centri monastici e altre comunità religiose, chiese e cattedrali, centri storici a
prevalente interesse artistico-religioso. Va poi considerata la forte rilevanza rivestita dagli eventi religiosi di rilevo internazionale o nazionale.
13
In primo luogo, va definito il concetto di luogo sacro12. Per qualificare sacro un luogo questo
deve caratterizzarsi per:
- capacità di attrarre e accogliere pellegrini;
- presenza di opere ispirata dalla fede;
- essere segno culturale che racconta la storia del luogo e degli uomini che lo hanno abitato
e della relazione con il sacro.
Queste caratteristiche possono essere possedute da santuari, chiese e basiliche, catacombe e
monasteri, abbazie, eremi, luoghi sacri della fede storica, ecc.
Il luogo di culto è quasi sempre inserito in un contesto territoriale turisticamente attrattivo
che ne rafforza l’immagine presso il turista religioso e culturale.
Dal punto di vista della capacità di attrarre flussi di pellegrini, spicca il santuario, definito dal
canone 1230 del codice di diritto canonico del 1983 come: “chiesa o altro luogo sacro ove i
fedeli, per un peculiare motivo di pietà, si recano numerosi in pellegrinaggio con
l’approvazione dell’Ordinario del luogo”13. L’esistenza di flussi di pellegrini è, dunque, uno degli elementi identificativi dei santuari, che Giovanni Paolo II identificava come “pietre della
memoria” della Chiesa.
In molti casi, il luogo sacro assume un significativo valore culturale e artistico, configurandosi
come bene culturale ecclesiale (chiese, cattedrali, abbazie, monasteri, basiliche, catacombe,
luoghi sacri della fede storica, ecc.): il problema diventa come raccordare e armonizzare la
fruizione di tale bene da parte dei turisti, con la nativa funzione cultuale e catechistica, con la
conoscenza e la contemplazione estetica e, infine, con la gestione generale degli stessi monumenti “religiosi”14.
Nei luoghi sacri oggetto dei maggiori flussi di pellegrini/turisti si evidenziano alcune specifiche
criticità che richiedono interventi e sensibilità da parte dei responsabili del governo del territorio (comuni, regioni, autorità di pubblica sicurezza, ecc.):
- accessibilità dei luoghi sacri (regolamentazione/pagamento ingressi, barriere architettoniche, parcheggi, ecc.);
12
Secondo Carlo Mazza, Luoghi dello spirito: tra quotidianità e desiderio di infinito, Convegno BIT, Milano, 2005, in
www.chiesacattolica.it, “oggi lo spirito umano ha bisogno di luoghi riservati, denominati, fatti su misura di sé, carichi di “appeal” sensitivo ed emotivo, lontani dalle tensioni competitive e dai conflitti.”
13
Il can. 1231 distingue anche fra santuari diocesani, nazionali, internazionali, a seconda che l’approvazione sia
concessa dall’Ordinario diocesano, dalla Conferenza dei Vescovi, per quelli nazionali, o dalla Santa Sede, tramite
la competenza della Congregazione per il Clero, per i Santuari internazionali. Alla diversa tipologia corrisponde
una diversità quantitativa e qualitativa dei pellegrinaggi, una differente notorietà, ecc. Il TCI ha stimato che in Italia vi siano 1.763 santuari su più di 100.000 chiese, ma in realtà i santuari famosi ed in grado di attirare una clientela propriamente turistica sono relativamente pochi, circa un ventina.
14
C. Mazza, Il turismo per l’arte. Una svolta di qualità, 2005
14
- sicurezza e ordine pubblico;
- igiene e salute;
- silenzio e rispetto.
Figura 5 – Livelli di regolazione dei flussi di turismo religioso
ALTA
Turismo religioso-culturale
alternativo programmato
ƒ Monasteri con accoglienza
ƒ Case di accoglienza
ƒ …..
Livello di
regolamentazione
dei flussi
Turismo religioso-culturale
sostenibile di massa
ƒ Grandi santuari
ƒ Chiese ad alto valore
artistico e storico
ƒ Musei
ƒ …..
Turismo religioso-culturale
alternativo occasionale
ƒ Chiese di campagna
ƒ Beni culturali religiosi minori
ƒ Itinerari religiosi in formula
trekking
ƒ …..
Turismo religioso-culturale
insostenibile di massa
ƒ Grandi santuari
ƒ Chiese ad alto valore
artistico e storico
ƒ …..
BASSA
BASSA
Intensità dei flussi
ALTA
Fonte: rielaborazione da Nicolò Costa, Connessioni fra turismo religioso-culturale e turismo sostenibile, in “Turistica”, n.
1, 2003, p. 93
Pertanto, una destinazione, per rispondere alle opportunità, ma anche alle criticità determinate dalla presenza di flussi di turismo religioso, deve:
-
proteggere l’integrità fisica dei siti religiosi e il rispetto del loro significato religioso;
-
assicurare alla comunità ospitante benessere e il suo diritto prioritario ad utilizzare i luoghi sacri per il soddisfacimento dei visitatori;
-
riconciliare gli interessi commerciali dell’industria del turismo con quelli spirituali e religiosi dei pellegrini e dei fedeli in quanto fra i differenti tipi di turismo religioso, i pellegrini a
motivazione spirituale sono i più antichi15.
Le caratteristiche del turismo religioso moderno impongono ai diversi “portatori di interesse
territoriali” una attenta programmazione delle iniziative volte a valorizzare il patrimonio culturale e artistico a caratterizzazione religiosa (beni culturali ecclesiastici) di una destinazione che
15
Icoret 2006 – First International Conference on Religious Tour, 19-21 ottobre 2006, Conclusioni e raccomandazioni, in icoret.metacanvas.com
15
deve puntare ad assicurare un adeguato livello di qualità della proposta di turismo religioso16,
qualità che non può che essere a più dimensioni e mirare ad un alto livello dei seguenti fattori:
-
qualità storico-artistica. Una delle tendenze di maggior evidenza all’interno del turismo
religioso-culturale appare essere la rivalorizzazione della “memoria”, cioè la richiesta di rilettura della storia religiosa, di approfondimento della sua conoscenza, partendo dalle
forme estetiche che la caratterizzano per ricercare radici culturali e valori e trovare nuovi
spunti per il vivere nel tempo attuale. Il voler sapere di più della religione produce il desiderio di un’informazione più specialistica e significante sia dal punto di vista culturale
che pastorale17. Si deve partire dall’individuazione del patrimonio artistico-monumentale
di interesse religioso per arrivare alle modalità di presentazione dello stesso e della località ai visitatori: turisti, ma anche tutti quelli motivati da interessi estetico-culturali e/o da
esigenze spirituali o di ricerca di esperienze religiose. Per rispondere a questo livello di
qualità, il sistema di offerta e le istituzioni religiose devono focalizzarsi sulla preparazione
dei materiali e dei servizi informativi e di assistenza alla visita dei luoghi sacri, ma anche
assicurare l’accessibilità, fruibilità e conservazione degli stessi;
-
qualità teologico-catechistico-didattica. Fondamentale, per soddisfare pellegrini e turisti
religiosi, è il rispetto e la valorizzazione della dimensione religiosa/spirituale di monumenti, rappresentazioni pittoriche e architetture ecclesiastiche, assicurando una fruizione appropriata dei beni culturali ecclesiali e una efficace catechesi coerente con l'opera d'arte.
In questa prospettiva si deve agire sulla qualità degli strumenti multimediali a supporto
della visita dei luoghi sacri e dei beni culturali ecclesiastici, sull’oggettistica religiosa e sui
souvenir, su guide e altro materiale illustrativo (dépliant, video-guide, manifesti-poster,
segnaletica ambientale, arredamento, sussidi liturgici, vademecum del pellegrino, santini,
ecc.), sui book-shop museali, sulla predisposizione di percorsi ascetico-mistici in luoghi
attrezzati (ad esempio, la Via Crucis di Roccaporena);
-
qualità pedagogico-antropologica. Fondamentale per assicurare qualità è agire per sviluppare una cultura dell'accoglienza e forme di ospitalità coerenti. Altrettanto importante
16
Secondo Carlo Mazza, La dimensione culturale del turismo religioso in vista del Giubileo, Convegno BIT Milano
1996, in www.chiesacattolica.it, “la qualità del turismo religioso infatti ha bisogno - per essere detta e predicata
con realismo - della dimensione etica e della dimensione culturale per giungere a quella "qualità totale" che è
l'obiettivo ottimale pensabile.” Analogo concetto viene ribadito dall’autore in Il turismo per l’arte. Una svolta di
qualità, intervento nella “Giornata di Studio dei Beni Culturali Ecclesiastici”, Roma, 19/5/2005, in
www.chiesacattolica.it
17
Carlo Mazza, Sulle tracce della fede. Turismo religioso, 2005, in www.chiesacattolica.it
16
è saper far gustare e capire l'opera d'arte, come segno di fede, testimonianza della religiosità del luogo e della capacità espressiva della civiltà da cui nasce. L’obiettivo è di
coinvolgere il visitatore in un'esperienza estetico-religiosa-culturale indimenticabile. In
questo caso, per assicurare qualità, si deve operare sulla disponibilità di un'offerta di ricettività adeguata (forme di ospitalità alternative, atmosfera, disponibilità ad intercettare
le esigenze del turista religioso da parte delle imprese ricettive tradizionali, ecc.), sulla
competenza delle persone coinvolte nei servizi (guide-accompagnatori, animatori liturgici, assistenti spirituali, da un lato, e personale delle imprese ricettive, ristorative e
dell’intermediazione organizzata dall’altro), sulle modalità di organizzazione della fruizione
turistica dei luoghi sacri e delle aree in cui sono ubicati (arredo pubblico, pulizia, sicurezza, parcheggi, ecc.), ecc.
La qualità culturale del turismo religioso, determinata dalle sopradescritte dimensioni, va poi
mixata con la qualità aziendalistica del sistema delle imprese turistico-ricettive e della distribuzione che, nelle località maggiormente visitate da turismo religioso, può essere declinata in
maniera specifica. Questa complessità impone uno sforzo di progettazione globale e integrata da parte dell’intero sistema di offerta, con il coinvolgimento di competenze differenziate18.
I luoghi del sacro assumono una particolare valenza quando costituiscono una rete caratterizzante uno specifico territorio, secondo tematismi significativi per il credente, ma anche per il
turista. La loro connessione in itinerari consente al pellegrino e al turista religioso di strutturarsi un percorso più o meno complesso, da fruire con tempi, mezzi (in pullman, in aereo, in
treno, a piedi, in bicicletta, ecc.) e richiedendo strutture di ospitalità (hotel, monasteri, case
per religiosi, case vacanza in autogestione, ecc.) e servizi turistici e religiosi diversi a seconda
del personale mix motivazionale.
Sicuramente, gli antichi itinerari religiosi (Via Francigena, Cammino di Santiago di Compostela,
ecc.), oggetto negli ultimi anni di una nuova attenzione19, non possono essere ridotti a meri
“parchi archeologici” da visitare al fine di incrementare la semplice conoscenza curiosa e intellettualistica né in destinazioni turistiche alternative, ma hanno bisogno di essere interpretati in
18
Carlo Mazza, Giubileo e oltre. Le prospettive del pellegrinaggio e del Turismo religioso, Convegno BIT 2000, in
www.chiesacattolica.it
19
La riscoperta di questi itinerari di pellegrinaggio si è incentrata sulla valenza spirituale e culturale del viaggio a
piedi, considerato una forma “alternativa” di fare turismo, basata sul fattore della lentezza, caratteristica non
concepita dalla maggior parte del turismo contemporaneo. Il vivere a piedi l’esperienza di un itinerario religioso
concede al pellegrino/turista religioso il tempo “di guardare, di gustare, di capire” e di entrare in contatto con i
residenti e con altri viandanti (Duccio Canestrini, Andare a quel paese, Milano, Feltrinelli Traveller, 2001)
17
relazione alla complessiva esperienza di fede20.
L’attuale sovrabbondate produzione di itinerari religiosi impone uno sforzo da parte della governance pubblica di inventariare e razionalizzare le diverse iniziative assicurando anche una
funzione di garanzia riguardo al rispetto da parte di questi itinerari di standard minimi (predisposizione di adeguato materiale informativo, disponibilità dello stesso presso uffici di informazione, siti Internet, e altri media, predisposizione e manutenzione di apposita sentieristica e
della relativa segnaletica, conformità dell’itinerario e dei servizi ad esso correlati alle motivazioni religiose e turistico-culturali dell’utente potenziale).
2.1 Servizi al turismo religioso
La fruizione dei luoghi dello spirito da parte del pellegrino come anche del turismo religioso
richiede la disponibilità non solo dei classici servizi per il turista (alloggio, ristorazione, trasporti, informazione, assistenza, ecc.), ma anche di servizi religiosi che, in presenza di una motivazione spirituale e di culto, il visitatore del luogo sacro richiede: messe, confessioni, matrimoni,
altre liturgie, assistenza alla visita, animazione spirituale, disponibilità di testimonianze, uffici di
informazioni religiose, ecc.
Il servizio maggiormente richiesto è la possibilità di accedere al sacramento della confessione.
Il santuario di S. Rita a Cascia vede proprio nella “Penitenzieria” uno dei punti forti dell’offerta
di servizi al pellegrino e non solo21. Mentre la possibilità di presenziare a messe individualmente o come gruppi, con officiante esterno o interno, è uno dei punti di forza della Basilica
di S. Maria degli Angeli.
Specie con riferimento ai beni culturali ecclesiali di maggiore pregio storico-artistico, diventa
centrale la presenza di “guide turistiche religiose”, capaci cioè di trasmettere una corretta interpretazione dei simboli, delle tradizioni e delle forme di spiritualità che caratterizzano il luogo e/o l’ordine religioso che lo gestisce. Si parla anche di animatori pastorali del turismo e dei
pellegrinaggi e di guide bibliche, specializzate di norma su Terra Santa ed i luoghi dell’Esodo.
Il pellegrino e il turista religioso tendono, inoltre, a ricercare forme di ospitalità maggiormente
20
C. Mazza, Antichi e nuovi itinerari di pellegrinaggio. Proposte per un impegno ecclesiale, Convegno S. Giovanni
Rotondo, 13/10/2006, www.chiesacattolica.it. Molti sono i siti dedicati ai grandi e piccoli itinerari italiani ed europei. A mero titolo esemplificativo citiamo: www.caminosdelafe.com; www.associazioneviafrancigena.com;
www.viafrancigena.info; www.francigena-international.org; www.feec.org; www.confraternitadisanjacopo.it;
www.mundicamino.com; www.via-sacra.at; www.camminodifrancesco.it.
21
Secondo la Commissione Ecclesiale per la Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport della CEI, nei santuari il pellegrino dovrà trovare una catechesi appropriata e avere la possibilità di ricevere i sacramenti, in particolare quello della riconciliazione (nota pastorale del 29/6/1998, “Venite, saliamo sul monte del Signore” Il Pellegrinaggio alle soglie del terzo millennio)
18
coerenti con la propria personale motivazione rispetto a quelle classiche: non solo alberghi,
ma sempre più case per ferie, case religiose, case di accoglienza, case vacanza auto-gestite,
arrivando a chiedere la possibilità di soggiornare in monasteri o conventi a stretto contatto
con i religiosi che vi operano.
Queste strutture o, in alternativa, i luoghi sacri sono chiamate sempre più spesso ad assicurare la disponibilità di sale per incontri e corsi, strutture convegnistiche, aree attrezzate per lo
sport e la ricreazione di giovani e bambini, ecc., nonché un’ambientazione della struttura e
della località coerente con l’atmosfera richiamata da un luogo dello spirito.
Molti territori, specie in Umbria, possiedono le potenzialità per attrarre turismo religioso, ma
qualsiasi politica di prodotto deve partire da un’analisi dei potenziali sistemi di offerta, delle
loro interconnessioni secondo percorsi/itinerari e della loro diversa attrattività rispetto a questi particolari flussi di visitatori. Può pertanto ritornare utile individuare una griglia di fattori
sulla cui base determinare un ranking delle diverse aree territoriali:
-
brand identity del territorio;
-
presenza di attrattori religiosi (quantità e/o qualità dei luoghi sacri);
-
eventi religiosi;
-
riti e celebrazioni religiose;
-
rilevanza storico-artistica-culturale dell’area;
-
qualità ambientale del territorio;
-
turisticità del territorio (arrivi e presenze, numero e tipologia di esercizi ricettivi, ecc.);
-
presenza di strutture e servizi per il turismo religioso (servizi di informazione, materiali
informativi, menù ad hoc, cappelle all’interno delle strutture ricettive, case per religiosi,
guide turistico-religiose, itinerari segnalati e attrezzati, ecc.);
-
livello di sensibilità delle imprese turistiche ai bisogni religiosi dei turisti religiosi/pellegrini.
3. La domanda di turismo religioso
In Italia, secondo diversi analisti, il turista religioso si identifica con il pellegrino che ha bassa
capacità di spesa e sta via una notte al massimo due. Va comunque sottolineato come accanto al pellegrino/turista religioso, rilevato statisticamente in quanto arriva e pernotta in strutture ricettive ufficiali, debba essere valutato l’impatto determinato dal pellegrino escursionista
che non pernotta nella località ove è ubicato il luogo sacro oggetto di visita. Le modalità di
19
fruizione dei luoghi sacri, i servizi turistici e religiosi e le problematiche per il territorio ospitante risultano spesso molto differenti rispetto alle due sopraindicate tipologie di visitatore.
I luoghi connotati dalla componente del sacro e dello spirito rappresentano sempre più spesso la meta di un turismo che va oltre i grandi numeri dei pellegrini attratti da santuari o eventi religiosi, ma che si connota per essere colto e di qualità; un turismo interessato a strutture
di significato religioso, ma anche di importanza storica e/o artistica; attratto dai paesaggi in cui
si situano i beni religiosi; coinvolto da eventi e manifestazioni o feste religiose, percepiti come
segno d’identità locale.
Pur nella prevalenza quantitativa del turismo di massa, ormai da tempo si è sviluppata la tendenza a ricercare luoghi e prodotti turistici innovativi con un tasso elevato di qualità nei contenuti e nelle modalità di costruzione (self-packaging, dynamic packaging, ecc.) e di acquisizione (multicanalità, Internet, ecc.), non omologati e caratterizzati dalla ricerca di altrove/altrimenti/altri e di nuove e autentiche “identità”22.
In questo ambito si colloca la fioritura negli ultimi anni, in Italia, di percorsi tematici legati al
credo religioso e alla rilettura del patrimonio culturale (anche di quello minore), spesso legato alle tracce della fede che la storia ha disseminato nel nostro Paese ed in Umbria. Per avere
appeal presso questa nuova domanda, le destinazioni devono possedere o acquisire una
specifica e coerente brand identity basata su tre componenti: religione, cultura, natura.
Queste nuove tendenze attestano come il turismo religioso stia diventando sempre più diversificato, spaziando dalle tradizionali modalità di fruizione da parte di gruppi organizzati assimilabili, dal punto di vista del processo produttivo, a quelle del turismo di massa, a nuove
forme sempre più sofisticate che ricercano una esperienza personale di qualità23.
Questa trasformazione del pellegrino in turista religioso-culturale impone ai sistemi di offerta
di disegnarne un nuovo identikit: curiosità rispetto ai territori visitati, ricerca radici e autenticità, richiesta di personalizzazione della sua presenza nel luogo del sacro (sia come individuo
che come gruppo) e autonomia nel selezionare il proprio percorso/itinerario a motivazione
religiosa e spirituale. Uno dei più evidenti effetti di questa tendenza è che pullman e treni,
che fino ad oggi hanno fatto la parte del leone nell’assicurare la mobilità di questo turismo, iniziano ad essere affiancati da altre modalità: camper, trekking, spostamenti in bicicletta, a cavallo, ecc. Basti pensare alla riscoperta degli antichi cammini della fede, come la Via Francigena e Cammino di Santiago di Compostela.
22
Aci-Censis, Rapporto Turismo 2001, pubblicato nel 2003 e scaricabile dal sito www.aci.it
Icoret 2006 – First International Conference on Religious Tour, 19-21 ottobre 2006, Conclusioni e raccomandazioni, in icoret.metacanvas.com
23
20
3.1 Alcuni dati
Pur davanti alla difficoltà di misurare quantitativamente i flussi di turismo religioso per la difficoltà di distinguere il turista normale dal visitatore a motivazione religiosa di luoghi del sacro,
è possibile fornire alcuni dati significativi.
Durante la International Conference on Religious Tourism (ICORET), tenuta a Cipro
nell’ottobre 2006, le dimensioni dell’industria dei viaggi basata su motivazioni religiose vennero stimate intorno ai $18 miliardi.
Secondo la World Tourism Organization (WTO) il turismo religioso risulta essere uno dei
segmenti dell’industria di viaggi a maggiore tasso di crescita.
La Travel Industry Association of America valuta che un quarto dei viaggiatori statunitensi afferma di essere interessato a una vacanza/viaggio spirituale (pellegrinaggio, ritiro religioso, ecc.) e
questo in maniera trasversale alle diverse fasce di età.
Il Vaticano stima fra i 220 e i 250 milioni all’anno i visitatori di siti religiosi.
Figura 6 - Flussi di turismo religioso a livello internazionale
R om a: 7 m ilioni visitatori Basilica S . P ietro
S . G iovanni R otondo: 6 m ilioni visitatori (750.000 arrivi nel 2006)
Assisi: 5,5 m ilioni visitatori (558.000 arrivi nel 2006)
Loreto: 4,5 m ilioni visitatori
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
K um bha M ela (India) : 75 m ilioni di pellegrini nel 2001
M adonna di G uadalupe (M essico): 10 m ilioni di presenze
Lourdes (Francia): 8 m ilioni di pellegrini nel 2006
Fatim a (P ortogallo): 4,5 m ilioni visitatori
M ecca: 2.5 m ilioni di pellegrini ogni anno
Fonte: Eugenio Yunis (WTO), Religious Tourism and Sustainability, International Conference on Religious Tourism,
Cipro, 2006
Passando all’Italia, Eurispes stima in 35 milioni le persone (non solo fedeli) che nel 2005 hanno visitato l’Italia, secondo formule miste di turismo culturale-religioso, con un tasso di crescita annuo attestato al 4,3%; ben 14 milioni di pellegrini all’anno visitano i luoghi del sacro italiano, attivando un giro d’affari stimato in oltre 60 miliardi di euro.
21
A sua volta, l’Istat valuta che nel 2006 il 2% dei viaggi di vacanza degli italiani da 1 a 3 pernottamenti ha avuto alla base una motivazione religiosa, che scende appena sotto l’1% nei viaggi
con 4 o più pernottamenti24.
Figura 7 - Viaggi di vacanza per motivo prevalente – anno 2006 (composizioni percentuali)
90
77,0
80
70
69,9
61,6
60
50
40
34,7
26,9
30
20,2
20
10
2,0 1,7
0,9 1,9
1,4 1,8
0
Vacanza 1-3 notti
Piacere, svago
Vacanza 4 notti o più
Vacanze
Visita a parenti e amici
Motivi religiosi
Trattamenti di
Fonte: Istat, Indagine trimestrale “Viaggi e vacanze” 2006 –Dati provvisori
Questa stima va integrata con una fetta, ben difficile da determinare, di viaggi di vacanza che
hanno avuto per destinazione città d’arte (11,3%) o che sono consisti in tour (11,4%).
Figura 8 - Vacanze di riposo/piacere/svago per tipologia – anno 2006 (composizione percentuale)
6,0%
11,4%
11,3%
46,1%
5,8%
19,4%
Mare, crociera
Montagna
Lago,campagn
Visita città o località d'arte
Giro turistico
Altro
Fonte: Istat, Indagine trimestrale “Viaggi e vacanze” 2006 –Dati provvisori
24
Nel 2006, Istat stima che i residenti in Italia hanno effettuato 107 milioni e 895 mila viaggi (con pernottamento) a cui sono corrisposte 721 milioni e 72 mila notti. Rispetto al 2005, si registra un aumento nel numero di
viaggi (+0,7%) e delle notti trascorse fuori casa (+6,6%). All’interno dei viaggi, le vacanze hanno pesato per
l’87%.
22
Trademark Italia25 valuta in oltre il 20% il tasso di crescita del settore nel 2005 e ne colloca il
giro d'affari annuo intorno ai 5 miliardi di euro, determinato da oltre 40 milioni di viaggiatori,
che hanno fatto registrare 19 milioni di pernottamenti. Gli enti religiosi controllano circa
4.000 strutture ricettive (hotel, case per ferie, case di accoglienza, ecc.) con un’offerta di circa
250.000 posti letto. Un centinaio sono i monasteri-alberghi entrati nei network Condé-Nast,
Relais & Chateaux o Leading Hotels of the World.
Una precedente ricerca, commissionata nel 2002 da Federalberghi a Mercury, valutava il business del turismo religioso in Italia in 3,5 milioni di euro l’anno, pari al 3,5% del fatturato
dell’intero settore turistico. Secondo questo studio i viaggi di origine solo o prevalentemente
religiosa rappresentavano in Italia circa l’1% del totale. L’incidenza della motivazione religiosa
riguarda il 4,6% dei viaggi con pernottamento di 3 notti o meno e solo l’1,7 % con soggiorni
più lunghi. Con riguardo alla componente straniera, questo tipo di viaggi ha riguardato nel
2000 circa l’1,5% dei pernottamenti e l’1,6% della spesa complessiva degli stranieri in Italia
(dato da considerare con prudenza per la concomitanza con il Grande Giubileo). Sempre secondo Mercury, gli spagnoli con una quota del 28,4% dei pernottamenti e del 17,9% della
spesa rappresentano la componente principale, seguita da Francia (4,7% e 21,4%), Germania
(8% e 5,6%), USA (5,9% e 12,1%), Polonia (2% e 3,1%) e Portogallo (2,5% e 3,5%).
I flussi si dirigono prevalentemente verso una ventina di località. La leadership è detenuta da
Roma, con la Basilica di S. Pietro, seguita da S. Giovanni Rotondo, Assisi, Loreto, Padova e
Pompei. All'estero, oltre naturalmente alla Terra Santa, con i noti problemi di sicurezza, le località che attraggono maggiori flussi di pellegrini e turisti religiosi sono: in Messico il santuario
della Madonna di Guadalupe (Città del Messico) e quello della Virgen de la Conception (Los
Lagos); in Europa, Lourdes (Francia), Fatima (Portogallo), Santiago de Compostela (Spagna),
Czestochowa (Polonia) e Medjugorie (Bosnia-Erzegovina). La maggiore novità degli ultimi
tempi sono i pellegrinaggi verso la Russia (Mosca e San Pietroburgo) e la spiritualità ortodossa.
4. Organizzazione, promozione e distribuzione di prodotti per il turismo religioso
In Italia, il turismo religioso va considerato come un comparto in cui è molto difficile entrare,
in quanto organizzato e gestito da un numero relativamente limitato di decisori, prevalente25
Trademark Italia, Il turismo religioso cifre e tendenze di un fenomeno in forte sviluppo, Aurea – Borsa del Turismo
Religioso, San Giovanni Rotondo, 4 Novembre 2005
23
mente appartenenti al mondo ecclesiale e dell’associazionismo di ispirazione cattolica, che
mantengono forti legami con i bacini di domanda: parrocchie, diocesi, movimenti, associazioni, ecc.. Questi soggetti tendono a fare rete, concedendo spazi limitati ad iniziative esterne,
consolidando ulteriormente la propria tradizionale capacità di controllare la domanda (secondo alcune stime fra il 60 ed il 70% del comparto).
Figura 9 – I soggetti del turismo religioso attivi nelle fasi di organizzazione e distribuzione
S og g etti turism o religio so:
o rg anizzazio ne e distrib uzio n e
ƒ D iocesi
ƒ P arrocchie
ƒ O rdini e m ovim enti religiosi
ƒ A ssociazioni di ispirazione cattolica
operanti nel turism o religioso
ƒ T our operator, bus operator e agenzie di
viaggio tradizionali specializzate nel
turism o religioso
ƒ A genzie di viaggio on-line con contenuti
per il turism o religioso
ƒ Infom ediari con siti specializzati in
contenuti inform ativi sul turism o religioso
In particolare, il ruolo di maggiore rilievo è quello svolto dalle parrocchie, che controllano in
maniera capillare e continuativa l’organizzazione di gruppi in visita a luoghi dello spirito per
obiettivi e motivazioni diverse e diversamente mixate (spirituali, culturali, formative, ricreative,
ecc.).
Di grande portata è anche l’azione delle diocesi che, nell’ambito delle proprie funzioni pastorali in tema di turismo, sono attive su tre filoni principali:
•
gestione diretta del turismo legato alle comunità cristiane. Queste attività di gestione sono, naturalmente, considerate strumentali alle esigenze pastorali che portano, per esempio, a richiedere che ogni pellegrinaggio e ogni viaggio di turismo religioso debba essere
preparato e diretto (necessità della presenza di sacerdoti o laici adeguatamente preparati a fornire assistenza spirituale durante il viaggio), per poter assicurare occasioni di annuncio (valorizzando chiese, storia religiosa locale, incontri con comunità, ecc.). In diversi
casi le maggiori diocesi italiane ed estere controllano una propria agenzia di viaggio specializzata nell’organizzazione di pellegrinaggi, viaggi di turismo religioso e vacanze per famiglie e gruppi di fedeli (vedi per tutte, la Duomo Viaggi & Turismo di Milano, di proprietà
della Diocesi ambrosiana);
24
•
offerta di informazioni su itinerari di interesse culturale e spirituale ai fedeli che partono
per le vacanze. In questo senso, molte diocesi indicano i valori etici e spirituali che dovrebbero contrassegnare il tempo dedicato al turismo, nel rispetto della natura, nelle relazioni familiari e nell’incontro con culture, popolazioni e religioni diverse. Viene spesso
assicurata anche la fornitura di informazioni su case per ferie e altre strutture ricettive gestite e animate dalla diocesi o secondo modalità validate dalla stessa (vedi ad esempio il
sito www.hospites.it e/o il sito della diocesi di Milano: www.chiesadimilano.it), nonché le
strutture specializzate per accogliere momenti di ritiro spirituale (un elenco abbastanza
completo è contenuto nel sito: www.esercizispirituali.it);
•
organizzazione dell’accoglienza nei luoghi di villeggiatura.
Di grande rilievo è il peso, inoltre, dei movimenti religiosi e delle associazioni di ispirazione
cattolica in quanto organizzatori di eventi (raduni, convegni, seminari, ecc.) e di momenti di
condivisione e di comunità fra gli aderenti (vacanze o soggiorni auto-gestiti per famiglie e giovani, ecc.).
La forte presenza di organizzazioni ecclesiali e di ispirazione cattolica ha spinto le stesse a ricercare forme di coordinamento per assicurare linee guide pastorali comuni, ma anche una
maggiore “forza contrattuale” nelle relazioni con vettori, alberghi e altre strutture ricettive,
tour operator, agenzie di viaggio e responsabili di santuari e luoghi sacri. Esempio di ciò è la
Segreteria nazionale pellegrinaggi (SPI), fondata all’inizio degli anni ’80 con sede a Roma presso
l’Opera Romana Pellegrinaggi.
Tabella 1 – Organizzazioni aderenti a Segretariato Italiano Pellegrinaggi – SPI
Ente
A.D.P.I.E.
Associazione Diocesana Pellegrinaggi Italia Estero
A.M.A.M.I.
Associazione Mariana Assistenza Malati d’italia
A.M.A.S.I.
Associazione Mariana Assistenza Sollievo Infermi
A.P.P.S.I.E.
Associazione Pratese Pellegrinaggi Santuari Italiani
ed Esteri
ASSOCIAZIONE SANTA MARIA
C.D.P.
Centro Diocesano Pellegrinaggi
C.I.P.P.
Centro Italiano Promozione Pellegrinaggi
C.P.D.
Centro Pellegrinaggi Diocesi di Aversa
Comitato Nazionale Italiano Pro Palestina e
Lourdes
Diocesi
Località
Agenzia
tecnica
Diocesi di Massa Marittima - Piombino
Portoferrario
(LI)
Erebus sas
Napoli
Erebus sas.
Salerno
Erebus sas
Prato
Erebus sas
Torino
Erebus sas
Diocesi di Bergamo
Bergamo
O.V.E.T. srl
Diocesi di Brescia
Brescia
Brevivet
spa
Diocesi di Aversa
Aversa
Milano
Duomo
Viaggi e
25
Ente
COMUNITÀ EMANUELE
E.P.P.
Ente Pellegrinaggi Paolini
C.V. S. – Lega Sacerdotale Mariana
O.A.S.I. Mariana
Opera Assistenza E Sollievo Infermi
O.D.P.
Opera Diocesana Pellegrinaggi
O.D.P.
Opera Diocesana Pellegrinaggi
O.D.P.
Opera Diocesana Pellegrinaggi
O.D.P.
Opera Diocesana Pellegrinaggi
O.D.P.
Opera Diocesana Pellegrinaggi
O.D.P.
Opera Diocesana Pellegrinaggi
O.D.P.
Opera Diocesana Pellegrinaggi
O.F.T.A.L.
Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes
O.F.P.
Opera Francescana Pellegrinaggi
O.N.P.
Opera Napoletana Pellegrinaggi
O.P. - Monfortani
Opera Pellegrinaggi Monfortani
O.P.F.B. Opera Pellegrinaggi Foulards Bianchi
O.R.P.
Opera Romana Pellegrinaggi
OSPITALITÀ TRIDENTINA
Opera Diocesana Pastorale Ammalati e Pellegrinaggi
P.D.R.
Pellegrinaggi Domenicani del Rosario
PELLEGRINAGGI TOSCANI
P.U.A.C.S.
Pia Unione Ammalati Cristo Salvezza
Roma
Agenzia
tecnica
Turismo srl
Erebus sas
Brevivet
spa
Erebus sas
Salerno
Erebus sas
Diocesi Montecassino
Cassino
Erebus sas
Diocesi Mondovì
Mondovì
Brevivet
spa
Diocesi Pompei
Pompei
Erebus sas.
Diocesi
Località
Diocesi Penne-Pescara
Moscufo (PE)
Milano
Diocesi Sora - Aquino Pontecorvo
Diocesi Sorrento - Castellammare di Stabia
Castellammare
di Stabia (NA)
Diocesi Torino
Torino
Diocesi Ventimiglia –
San Remo
Ventimiglia
(IM)
Diocesi Napoli
Erebus sas
Erebus sas.
Brevivet
spa
Erebus sas
Trino (VC)
Sogevitour
Salerno
Arechi
Viaggi srl.
Napoli
S.I.T.I. srl
Bergamo
Reggio Calabria
Roma
Brevivet
S.P.A.
Erebus sas
Quo Vadis
srl.
Brevivet
spa.
Arcidiocesi Trento
Trento
Arcivescovado Firenze
Madonna
dell’Arco (NA)
Firenze
Turishav srl
Pagani (SA)
Erebus sas
PRO CIVITATE CHRISTIANA
S.D.P.
Segretariato Diocesano Pellegrinaggi
SEGRETARIATO PELLEGRINAGGI
S.M.O.M. Sovrano Militare Ordine Di Malta
U.A.L. Pia Unione Amici di Lourdes
U.A.L.S.I.
Unione Amici di Lourdes E Santuari Italiani
U.D.P. Ufficio Diocesano Pellegrinaggi
U.N.A.L.
Unione Nazionale Amici di Lourdes
U.N.I.T.A.L.S.I.
Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati
Lourdes e Santuari Internazionali
Sora (FR)
Assisi
Diocesi Cremona
Cremona
Diocesi Verona
Verona
Roma
Foggia
S. Anastasia
(NA)
Novara
Mondragone
(CE)
Diocesi Novara
Erebus sas
Cosmoviaggi
Profilotours srl
Quo Vadis.
Erebus sas
Egeria
Viaggi srl
Roma
Fonte: SPI in www.spipellegrinaggi.com
26
Molte sono le agenzie di viaggio e i tour operator italiani, in alcuni casi creati e controllati da
diocesi e associazioni cattoliche, che presentano al mercato linee di offerta rivolte al turismo
religioso incoming e outgoing. Nella maggior parte dei casi il turismo religioso non costituisce
il prodotto principale, ma solo una delle tipologie di offerta che l’impresa presenta al mercato
(frequente è una più generale specializzazione in turismo culturale o nel prodotto viaggi di
gruppo in autopullman). Solo in un numero limitato di casi l’agenzia opera come tour
operator incoming di una destinazione caratterizzata da luoghi del sacro.
Fra i maggiori operatori italiani troviamo: Brevivet (nata nel 2000 dalla fusione fra due dei
maggiori operatori specializzati nel turismo religioso: Brevitours e Ivet), Erebus Viaggi, Rusconi
Viaggi, Sogevi Tour, Duomo viaggi e turismo, Opera Napoletana Pellegrinaggi, Opera diocesana Pellegrinaggi Torino e Quo Vadis, agenzia di viaggio dell’Opera Romana Pellegrinaggi.
Un approfondimento merita proprio l’Opera Romana Pellegrinaggi (ORP), attività istituzionale
del Vicariato di Roma, organo della Santa Sede, alle dirette dipendenze del Cardinale Vicario
del Papa, che ha come scopo la promozione e organizzazione di pellegrinaggi verso i santuari
di Lourdes, Fatima, Santiago di Compostela, Czestochowa, la Terra Santa e verso luoghi di
particolare interesse culturale, spirituale ed ecumenico; l’organizzazione di servizi di accoglienza a Roma e in Italia, di assistenza negli itinerari religioso-culturali e nei pellegrinaggi in favore
di diocesi, parrocchie, enti pubblici, associazioni ed istituti religiosi in Italia ed all'estero. Suo
organismo tecnico è, come già sottolineato, l’agenzia di viaggi Quo Vadis, specializzata
nell’organizzazione di itinerari turistico culturali, attiva dal 1969.
Un’altra iniziativa potenzialmente di grande rilievo nel settore dei pellegrinaggi italiani è la
creazione, nel 2004, da parte di Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a
Lourdes e santuari internazionali), Oftal (Opera federativa trasporto ammalati a Lourdes) e
Brevivet di Sarp spa (Società associazioni religiose per i pellegrinaggi), società creata per occuparsi del business del trasporto di pellegrini in treno dall’Italia verso Lourdes, ma con potenzialità ancora più ampie se si pensa alla prossima liberalizzazione del trasporto ferroviario
prevista nell’Unione Europea per il 2008.
In forte espansione sono i soggetti che gestiscono su Internet siti dedicati al pellegrinaggio e
al turismo religioso. Si può operare una distinzione fra due macro categorie di siti:
-
siti che forniscono informazioni su luoghi sacri, itinerari religiosi, strutture ricettive e di
accoglienza26. Spesso sono gestiti o collegati a ordini religiosi presenti nei luoghi sacri (ad
26
Fra quelli maggiormente specializzati su tipologie ricettive di interesse del turismo religioso o che possono essere considerati come portali tematici: www.caseperferie.org; www.casereligiose.com; www.hospites.it;
27
esempio, www.assisiofm.org, sito dell’Ordine dei Frati Minori dell’Umbria) o interessati
direttamente dal tematismo dell’itinerario. Vi rientrano anche portali territoriali turistici di
enti pubblici (regioni, province, comuni, enti di promozione turistica, ecc.) che
nell’ambito della più generale copertura del territori di competenza inseriscono contenuti specificamente dedicati al turismo religioso;
-
siti di imprese turistiche. Si va dai portali dedicati a tipologie ricettive particolarmente
gradite al turista religioso (case per ferie, case per esercizi spirituali, ecc.) ai siti di singole
strutture ricettive che si rivolgono in maniera specifica a questo segmento, come a quelli
di tour operator e agenzie di viaggio.
La crescente attenzione che il mercato rivolge al turismo religioso è testimoniata anche dal
crescente numero di eventi promozionali e di incontro fra domanda e offerta che si rivolgono al mondo del turismo religioso. In Italia, troviamo:
-
MOTUS, salone dedicato al variegato mondo del turismo sociale e religioso che ospita e-
spositori, eventi, convegni e dibattiti su questi temi, che si tiene annualmente a Roma
all’interno di SEVICOL - Settimana della Vita Collettiva.
-
AUREA - Borsa del turismo religioso e delle aree protette, organizzata a S. Giovanni Rotondo grazie all’attenzione della Regione Puglia e di altri enti territoriali locali, arrivata alla
quarta edizione. Sono previsti due distinti workshop, uno rivolto alla domanda nazionale
e uno alla domanda internazionale. Aurea opera in collaborazione con Expocts e la BIT
di Milano, come borsa di settore.
-
Borsa dei Percorsi Devozionali e Culturali, a cadenza biennale, arrivata quest’anno alla
seconda edizione, organizzata da Regione Piemonte, ATL Biella, Santuario di Oropa
presso il Sacro Monte di Oropa (Biella).
L'Opera Romana Pellegrinaggi ha annunciato l’organizzazione a Roma, in collaborazione con
Globe e la Fiera di Roma, del Festival del Turismo Religioso (17-20 gennaio 2008) che si
propone di essere la principale borsa italiana del turismo mondiale delle diocesi, evento a cui
saranno chiamati a partecipare esponenti delle diocesi, delle parrocchie e delle associazioni a
impostazione religiosa di tutto il mondo. Lo scopo dichiarato è fare di Roma il vero hub internazionale del turismo religioso dal quale dovranno partire i percorsi per Gerusalemme,
www.citsnet.it; www.turismoreligioso.eu; www.santuari.it; www.pellegrinaggi.com; www.istituti-religiosi.org;
www.monasteri.org; www.iluoghidelsociale.it.
28
Santiago de Compostela, Lourdes. Nel settembre 2008 è prevista la prima edizione
dell’evento World Religious Travel Expo, organizzata dalla World Religious Travel Association
(WRTA) (www.religioustravelassociation.com), creata da due delle maggiore istituzioni nord
americane rappresentative degli interessi dell’industria dei viaggi basati su motivazione di fede:
Religious Market Consulting Group e Christian Travel Finder.
29
PARTE II
Ricognizione degli attuali itinerari religiosi
relativi al territorio umbro e loro valutazione
30
Questa seconda sezione del lavoro si propone di fornire un quadro relativo all’offerta di itinerari rivolti al turismo religioso, attualmente presente in Umbria.
Il lavoro in questione è stato realizzato acquisendo dati e informazioni da una pluralità di fonti
per poi renderli oggetto di una valutazione complessiva, soffermandosi tuttavia sulle peculiarità proprie di ciascun itinerario. Inoltre, è stato fornito un quadro sintetico degli operatori della intermediazione umbri, attivi nei servizi incoming e nell’organizzazione di viaggi di gruppo,
che si rivolgono con offerte specifiche al turismo religioso.
A seguire, si elencano le diverse proposte di itinerario rivolte al turismo religioso, in relazione
agli enti realizzatori e/o promotori delle stesse.
1. Organizzazione Turistica Pubblica
Si è fatto riferimento al materiale predisposto dalla Regione Umbria, dall’Agenzia di Promozione Turistica regionale, dalle Province di Perugia e di Terni, dai dodici Servizi Turistici Associati e dai Comuni umbri.
A premessa di quanto di seguito affermato, si precisa che la gran parte della produzione di itinerari religiosi, da parte degli enti istituzionalmente preposti alla promozione turistica territoriale ha trovato la sua massima concentrazione in occasione del Giubileo del 2000, allorquando furono formulati diversi tracciati attraverso i quali ripercorre la storia religiosa umbra:
il tutto con l’impegno e la collaborazione della Conferenza Episcopale Regionale. Attualmente, questa produzione si ritrova all’interno del sito istituzionale regionale, www.umbria2000.it,
a cui si è fatto riferimento per valutare proprio l’attività di produzione di itinerari religiosi; ovviamente, sono stati analizzati anche gli itinerari originari, vale a dire, quelli predisposti in occasione del Giubileo del 2000 (“Itinerari della Santità nell’Umbria del Giubileo”), sia in versione cartacea (guide ed opuscoli) che multimediale (CD Rom).
Di seguito, si svilupperanno in maniera sistematica informazioni e notizie tali da poter fornire
un quadro, quanto più esaustivo possibile, della produzione di itinerari religiosi che afferiscono all’ambito territoriale umbro.
1.1 Regione Umbria
La Regione Umbria si è adoperata per la produzione e la valorizzazione di itinerari a carattere religioso con diverse tipologie di intervento, realizzate sia nel contesto dell’attività cosiddetta istituzionale che con riguardo a progettazioni a finanziamento comunitario. Tali inter31
venti sono stati realizzati da Servizi differenti dell’istituzione regionale (assetto del territorio,
turismo, trasporti, ecc.), spesso con problemi di sovrapposizione e di coordinamento tra le
varie attività realizzate.
L’iniziativa della Regione in questo specifico ambito ha raggiunto il suo apice con il Giubileo
del 2000, quando, come già accennato, sono stati prodotti materiali di diversa natura (cartaceo e CD Rom) rivolti al turismo religioso: tali itinerari, noti con la dicitura di “Itinerari della
Santità nell’Umbria del Giubileo”, sono stati frutto della collaborazione tra Regione e Conferenza Episcopale Umbra.
A tale proposito, il CD Rom, così come il materiale cartaceo prodotto in tale occasione, contengono una indicazione di circuiti immediatamente visionabili nel loro tracciato che viene riportato graficamente su cartina dell’Umbria. Si fa presente, tuttavia, che le versioni di itinerario disponibili su CD Rom non corrispondono integralmente a quelle inserite all’interno dei
depliant così come nelle Guide illustrative relative, appunto, a tali itinerari. Infatti, alcune località non sono sempre presenti all’interno delle proposte di percorso valorizzate in occasione
del Giubileo, secondo che si visioni il materiale multimediale o quello cartaceo: così Terni e
Torgiano (per gli itinerari francescani), mentre, come è ovvio, il livello di approfondimento e
di descrizione sui percorsi promossi è molto differente, nonostante le formule di itinerario
siano le stesse: pertanto, tali itinerari vengono presentati in una versione molto snella nei pieghevoli, più approfondita all’interno del CD Rom.
Il livello di dettaglio degli “Itinerari della Santità nell’Umbria del Giubileo”, infine, risulta molto
elevato quando sono inseriti in pubblicazioni ad ognuno di essi specificamente dedicate.
I tracciati riportati di seguito, in numero complessivo di nove, evidenziano i punti
dell’itinerario, i quali spesso coincidono con capoluoghi di comuni umbri, altre volte con località (comprese in comuni segnalati o meno), altre volte ancora con singole emergenze (abbazie, eremi, ecc.):
•
itinerari “Francescani”. I cinque itinerari si sviluppano attraverso i territori come di seguito
indicati:
1.
La Verna - Montecasale - Città di Castello - Umbertide - Gubbio – Assisi.
I luoghi di interesse sono: Eremo de La Verna, Chiusi; Eremo di Montecasale, Sansepolcro; Chiesa di San Francesco, Città di Castello; Chiesa di San Francesco, Umbertide; Chiesa di Santa Maria della Pietà, Umbertide; Chiesa di San Bernardino,
Umbertide; Chiesa di Santa Croce, Umbertide; Chiesa di San Francesco, Gubbio;
Chiesa di San Francesco della Pace, Gubbio; Chiesa di Santa Maria della Vittoria,
32
Gubbio; Santuario di Sant’Ubaldo, Gubbio; Basilica di San Francesco, Assisi; Chiesa
di San Damiano, Assisi; Basilica di Santa Chiara, Assisi; Basilica di Santa Maria degli
Angeli, Assisi; Cattedrale di San Rufino, Assisi; Chiesa Nuova, Assisi; Chiesa di Santa
Maria Maggiore, Assisi; Eremo delle Carceri, Assisi; Chiesa di Rivotorto, Assisi;
2.
Gubbio - Vallingegno - Caprignone - Giomici - Valfabbrica - San Gregorio - Assisi
(segnalato come itinerario pedonale).
I luoghi di interesse sono: Basilica di San Francesco, Assisi; Chiesa di S. Damiano, Assisi; Basilica di S. Chiara, Assisi; Basilica di S. Maria degli Angeli, Assisi; Cattedrale di
San Rufino, Assisi; Chiesa Nuova, Assisi; Chiesa di S. Maria Maggiore, Assisi; Eremo
delle Carceri, Assisi; Chiesa di Rivotorto, Assisi; Chiesa di Santa Maria, Valfabbrica;
Chiesa di Caprignone, Gubbio; Eremo di S. Pietro in Vigneto, Gubbio; Abbazia di S.
Verecondo, Gubbio; Chiesa di San Francesco, Gubbio; Chiesa di S. Francesco della
Pace, Gubbio; Chiesa di Santa Maria della Vittoria, Gubbio; Santuario di S. Ubaldo,
Gubbio;
3.
Cortona - Isola Maggiore sul Trasimeno - Città della Pieve - Perugia - Collestrada –
Assisi.
I luoghi di interesse sono: Chiesa di San Francesco, Cortona; Santuario di Santa
Margherita, Cortona; Eremo delle Celle, Cortona; Isola Maggiore, Tuoro sul Trasimeno; Convento dei Cappuccini, Città della Pieve; Oratorio di San Bartolomeo, Città della Pieve; Chiesa di San Francesco al Prato, Perugia; Oratorio di San Bernardino,
Perugia; Oratorio dei disciplinati di San Francesco, Perugia; Convento di Montemalbe, Perugia; Convento di Monteripido, Perugia; Prigione di Collestrada, Perugia; Basilica di San Francesco, Assisi; Chiesa di San Damiano, Assisi; Basilica di Santa Chiara,
Assisi; Basilica di Santa Maria degli Angeli, Assisi; Chiesa Nuova, Assisi; Chiesa di Santa Maria Maggiore, Assisi; Eremo delle Carceri, Assisi; Chiesa di Rivotorto, Assisi;
Chiesa di San Damiano, Assisi;
4.
Valle Reatina – Speco di Narni - Calvi dell’Umbria – Terni - Spoleto – Foligno –
Assisi.
I luoghi di interesse sono: Convento di San Francesco di Greccio, Rieti; Convento di
Santa Maria de la Foresta, Rieti; Convento di Fontecolombo, Rieti; Convento di San
Francesco di Poggio Bustone, Rieti; Chiesa di San Francesco, Calvi dell’Umbria; Convento di Monteluco, Spoleto; Chiesa di San Francesco, Foligno; Basilica di San Francesco, Assisi; Chiesa di San Damiano, Assisi; Basilica di Santa Chiara, Assisi; Basilica di
33
Santa Maria degli Angeli, Assisi; Cattedrale di San Rufino, Assisi; Chiesa Nuova, Assisi; Chiesa di Santa Maria Maggiore, Assisi; Eremo delle Carceri, Assisi; Chiesa di Rivotorto, Assisi;
5.
Valle Reatina - Narni – Amelia – Todi – Deruta – Bettona – Cannara –Torgiano –
Assisi.
•
itinerario Benedettino, articolato attraverso i territori di Norcia, S. Eutizio di Preci, S. Felice di Narco, Spoleto, Terni, S. Cassiano di Narni, S. Angelo in Massa, Narni. I luoghi di
interesse sono: Basilica di San Benedetto, Norcia; Chiesa di Santa Scolastica, Norcia;
Chiesa di San Salvatore di Campi, Norcia; Abbazia di Sant’Eutizio, Preci; Chiesa di San
Felice di Narco, Sant’Anatolia di Narco; Abbazia di San Pietro in Valle, Ferentillo; Eremo
di Sant’Antimo, Spoleto; Chiesa di San Giuliano, Spoleto; Chiesa di Sant’Ansano, Spoleto;
Chiesa di San Paolo inter vineas, Spoleto; Chiesa di Sant’Eufemia, Spoleto; Chiesa di San
Nicolò, Spoleto; Chiesa San Gregorio Maggiore, Spoleto; Abbazia di San Ponziano, Spoleto; Basilica di San Salvatore, Spoleto; Abbazia di San Felice, Giano dell’Umbria; Abbazia
dei Santi Fidenzio e Terenzio, Massa Martana; Abbazia di Santa Maria in Pantano, Massa
Martana; Abbazia di San Benedetto al Subasio, Assisi; Abbazia San Silvestro, Spello; Abbazia Santa Croce, Foligno; Chiesa di Sant’Alò, Terni; Abbazia di San Benedetto in fundis,
Stroncone; Abbazia di San Simeone, Stroncone; Abbazia di San Nicolò, Sangemini; Abbazia di San Cassiano, Narni; Chiesa San Michele Arcangelo, Narni; Chiesa di Santa Pudenziana, Narni; Abbazia di Sant’Angelo in Massa, Narni27;
•
itinerario dell’“Amore Misericordioso e Eucaristico”, con transito nei territori di Todi,
Collevalenza, Orvieto, Bolsena. I luoghi di interesse sono: Basilica Superiore dell'Amore
Misericordioso, Collevalenza; Chiesa del Santissimo Crocifisso, Todi; Chiesa S. Maria della Consolazione, Todi; Chiesa di S. Fortunato, Todi; Duomo Maria Santissima Annunziata, Todi; Santuario Madonna del Campione, Todi; Chiesa di Santa Maria in Camuccia,
Todi; Chiesa di S. Terenziano, Todi; Duomo di Maria Santissima, Orvieto; Chiesa di S.
Giovenale, Orvieto; Chiesa San Domenico, Orvieto; Chiesa dei Santi Andrea e Bartolomeo, Orvieto; Catacombe di Villa San Faustino, Massa Martana; Basilica di Santa Cristina,
Bolsena;
•
27
itinerario della Santità Femminile, con un percorso che si snoda da Città di Castello per
Tratto dal sito internet www.umbria2000.it
34
Perugia, Assisi, Foligno, Montefalco, Cascia, Norcia e Narni. Le Sante e Beate umbre e i
Luoghi di interesse sono i seguenti: Santa Veronica Giuliani, Monastero di Santa Veronica
- Città di Castello; Beata Margherita Chiesa di San Domenico - Città di Castello; Beata
Colomba Chiesa di San Domenico – Perugia; Monastero della Beata Colomba – Perugia;
Santa Chiara d'Assisi Basilica di Santa Chiara – Assisi; Beata Angela da Foligno Chiesa di
San Francesco – Foligno; Chiesa di San Feliciano – Foligno; Convento di San Bartolomeo
– Foligno; Beata Angelina da Montegiove; Monastero di Sant'Anna – Foligno; Chiesa di
San Francesco – Foligno; Santa Chiara da Montefalco Santuario di Santa Chiara – Montefalco; Santa Rita da Cascia Santuario di Santa Rita – Cascia; Monastero di Santa Rita –
Cascia; Santa Scolastica da Norcia Chiesa di Santa Scolastica – Norcia; Beata Lucia da
Narni Chiesa di Sant’Agostino – Narni; Chiesa di San Domenico – Narni; Duomo di San
Giovenale – Narni;
•
itinerario Romualdino, con transito per Fonte Avellana, Badia di Sitria, Gubbio, Badia di
Camporeggiano, Monastero della Madonna del Deserto, Badia di S. Salvatore, Eremo di
Montecorona, Umbertide, Città di Castello, Camaldoli.
Gli itinerari in questione sono frutto di scelte che hanno inteso discernere “tra i vari tipi di
spiritualità che si sono venute affermando lungo i secoli”28; essi costituiscono tuttora la base
informativa rispetto alla quale sono stati predisposti gran parte dei percorsi promossi dalla
Regione anche attraverso il sito internet di Umbria 2000 e che, per l’appunto, sono qualificati
con il medesimo titolo. Una delle principali differenze consiste nella modalità di identificazione del percorso, qualificato attraverso la segnalazione dei comuni che ne sono parte mentre
il percorso originario, previsto all’interno degli itinerari in CD Rom e del materiale cartaceo
predisposti per il Giubileo del 2000, qualificava il percorso indicando o i comuni o le località
(o, ancora, i siti quali abbazie, chiese, ecc.) ubicati lungo il percorso stesso. Ciò ovviamente a
rischio di ingenerare qualche incomprensione per chi, non avendo conoscenza dei luoghi, deve rintracciare le località toccate dall’itinerario piuttosto che, più semplicemente, i comuni.
Ad ogni modo, tale problema non si presenta più nelle proposte di percorso presenti attualmente nell’offerta regionale.
28
Pietro Bottacioli, Presidente del Comitato regionale ecclesiale per il Grande Giubileo del 2000.
35
Fonte: Itinerari della Santità – Giubileo del 2000
Da segnalare come, all’interno del CD Rom, per ogni percorso siano previsti specifici approfondimenti che consentono di apprendere elementi del territorio anche al di fuori di quelli
che sono gli ambiti conoscitivi propri della fede.
Gli approfondimenti titolano:
-
“I testimoni”, relativo a quelle personalità dell’arte, della storia, della parola, della pace e
della fede che hanno lasciato le loro testimonianze lungo il tracciato;
-
“L’arte e la cultura”, dove vengono segnalate, per ognuno dei comuni toccati
dall’itinerario, le principali emergenze aventi valore storico-artistico-architettonico;
-
“L’ambiente”, che ricomprende una descrizione delle principale aree a vocazione naturalistica presenti lungo il percorso (aree protette in genere);
-
“Le città”, contenente una descrizione sintetica relativa alle origini e ai trascorsi storici dei
centri urbani interessati dal percorso;
-
“Gli appuntamenti”, dove vengono segnalati appunto gli eventi principali nei centri ubicati
lungo il tracciato.
36
In tutti questi casi le segnalazioni si attestano su livelli puramente descrittivi e non contengono notizie che siano tali da garantire al visitatore/turista concrete possibilità di fruizione del
prodotto. Da un lato, infatti, non sempre risulta chiaro il percorso in termini di modalità e
tempi di percorrenza; dall’altro lato, alle notizie sulla presenza di aree o strutture di interesse
storico, ambientale o ancora di manifestazioni ed eventi non si accompagnano informazioni
su raggiungibilità di tali strutture, orari di accesso (o calendario per manifestazioni/eventi), costo del biglietto (ove previsto) e quant’altro da cui non si può prescindere allorquando si voglia realizzare un prodotto utile a chi intende percorrere itinerari di visita (o, più in generale, a
chi si reca in una località per motivi di vacanza). Diversa, per alcuni aspetti, la versione sul
web di questi itinerari che consente di acquisire informazioni su dove dormire e mangiare, gli
eventi, i prodotti tipici e i musei da visitare. Purtroppo, alla descrizione del prodotto tipico
non si accompagna l’informazione su dove acquistarlo; allo stesso modo, gli eventi e la ricettività segnalati non sono necessariamente collegati alla tipologia di utenza, ma semplicemente
alla prossimità temporale (per gli eventi) e spaziale (per gli eventi, la ricettività e gli altri servizi
in genere) con l’itinerario. Tuttavia, l’architettura dell’offerta, in questo caso, si caratterizza per
alcune similitudini con il pacchetto turistico piuttosto che con le proposte tradizionali di itinerario turistico.
La Regione Umbria si propone come ente propulsore nella promozione e valorizzazione di
risorse rivolte al turismo religioso anche attraverso progetti di respiro comunitario. Si ricordano, a tale proposito, due Progetti:
1) Interreg III B Programma Cadses EST – European Places of the Spirit che vede la Regione
Umbria come capofila dell’iniziativa, la quale si propone di mettere in rete luoghi europei ad
alta densità di emergenze culturali-religiose (quali monasteri, abbazie, ecc.) al fine di creare
prodotti d’area del tipo “Luoghi dell’Anima”, in grado di aumentare l’attrattività turistica dei
territori coinvolti, contribuendo alla crescita dell’economia locale. L’aspetto spirituale costituisce pertanto il filo conduttore di una serie di pacchetti turistici che coinvolgono le seguenti
aree: la Valnerina, Monteluco e Spoleto in Umbria, la medio-alta Valle dell’Esino nelle Marche;
per la Grecia: Trikala e Magnesia in Tessaglia; per la Romania: Neamt e Suceava in Bucovina.
Questo progetto ha originato un kit composto da materiale cartaceo e multimediale i cui
contenuti si traducono in una vera e propria guidistica culturale e spirituale del territorio interessato dall’intervento dell’Interreg. Più che di itinerari si tratta di luoghi, sette complessivi, selezionati in quanto “accomunati da grandi tradizioni storico-culturali, nonché da una presenza
religiosa tangibile ed importante consolidata nei secoli ed armoniosamente integrata con una
37
natura incontaminata ..”: da qui, la volontà di rivolgersi, attraverso i Luoghi selezionati, a “chi è
alla ricerca del proprio benessere fisico e mentale e che vede nel riposo o nella vacanza contemplativa la risposta ad un crescente bisogno di spiritualità e alla necessità di fuggire per un
breve periodo dallo stress quotidiano”29.
I luoghi individuati sono stati così nominati: “Il Monteluco”, “La Valdinarco”, “I Santuari di
Confine”, “Norcia, Preci e i luoghi benedettini”, “I Monti Sibillini”, “Cascia e Santa Rita”, “Dal
culto pagano a quello cristiano”.
Ad ognuno di tali luoghi è dedicata una specifica sezione che a sua volta, è suddivisibile in
quattro sotto-sezioni: la prima, descrittiva del territorio e delle sue valenze (artistiche, architettoniche, religiose, ecc.), costruita non tanto allo scopo di fornire un quadro analitico quanto di evocare immagini e sensazioni rispetto alle aree di riferimento; la seconda, “Dentro il
Luogo”, maggiormente assimilabile ad una vera e propria guida con individuazione delle tappe
del percorso e approfondimenti sulle emergenze proposte per la visita; la terza, invece, è
immediatamente collegata ai tematismi oggetto di valorizzazione e, pertanto, si focalizza su
aspetti di carattere esperenziale legati alla vacanza e alle opportunità del luogo; in particolare,
come ovvio, si sottolinea il misticismo che promana da questi luoghi, il quale, tuttavia, si accompagna ad occasioni anche ludiche da vivere in loco, più che altro collegate alla possibilità
di degustare le produzioni tipiche o di fare sport (non solo trekking, ma anche torrentismo,
rafting e così via); la quarta è una cartina del territorio, con l’indicazione dell’ubicazione delle
emergenze segnalate nella sezione “Dentro il Luogo” a completamento della descrizione dei
Sentieri. In chiusura della pubblicazione, si rilevano due sezioni informative (“Appuntamenti” e
“Come arrivare in Umbria”) e un approfondimento sulle quattro chiavi di lettura che, a parere
di chi scrive, consentono di “apprendere” i territori. “Vivere i Luoghi” è il titolo di questo approfondimento, il quale, partendo dalle caratteristiche delle due aree di Monteluco di Spoleto e della Valnerina, ne declina le vocazioni e, di conseguenza, i possibili target di utenza: “Natura e Spiritualità – Emozione e devozione”; “Benessere – Natura, riposo e sport”; “Etica ed Estetica – Arte cultura, conoscenza e coscienza”; “Ruralità e Autenticità – Semplicità gusto ed accoglienza”.
29
La citazione è tratta dal materiale prodotto nell’ambito del Progetto “I Luoghi dell’Anima. La Valnerina e
Monteluco di Spoleto”.
38
2) Interreg III C EST MoNoPi (Monument Nomination and Pilot Implementation a san Alternative Form of Architetture and Religion Tourism) di cui la Regione Umbria è stata partner.
L’obiettivo di tale Progetto è stato quello di valorizzazione i monasteri e le abbazie non solo
come elementi di riunificazione della spiritualità religiosa quanto anche come attrattori turistici rivolti a segmenti di clientela differenti: pellegrini, amanti dell’arte, uomini d’affari. In particolare, l’Umbria ha inteso caratterizzare la sua partecipazione al Progetto attraverso
l’individuazione delle emergenze religiose risalenti al monachesimo benedettino. D’altro canto, va precisato che questa iniziativa si è mossa lungo una direttrice già avviata a livello regionale nel 1997, quando, nel Piano Urbanistico Territoriale (PUT), si è riconosciuto il valore
storico – culturale degli insediamenti benedettini (“Abbazie e principali siti benedettini”) attraverso il loro censimento. Sempre nell’ambito del PUT, si ricorda inoltre che è presente anche
il censimento dell’architettura religiosa, inserita in apposita cartografia assieme all’architettura
militare e ai centri storici. Nell’ambito di tale Progetto, è stata prodotta una guida bilingue (italiano e inglese) che contiene tre proposte di itinerario all’interno del territorio umbro. Tali
proposte ruotano tutte intorno ad un’attrattiva principale, un monastero benedettino ovviamente, ma si propongono allo stesso tempo di valorizzare altri aspetti del territorio, quali natura e cultura. La descrizione del percorso assembla indicazioni relative ai comuni toccati dal
tracciato ma anche a frazioni interne a tali comuni e a singole valenze/attrattive:
I proposta di itinerario: Abbazia di Sant’Eutizio, Preci, Piedivalle, Campi, Norcia, Parco dei Sibillini
Fonte: immagine tratta dal testo “Guida turistico-culturale ai monasteri dell’Umbria” – Pubblicazione realizzata nell’ambito
dell’Interreg III C Mo.No.Pi.
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