LINEE GUIDA PER LA SICUREZZA E LA
SALUTE DELLE LAVORATRICI MADRI
a cura di Caterina Peviani,
del Servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro U.O. ASL MI 2 di
Melegnano (MI) via Maestri, 2
PRESENTAZIONE
Nel primo trattato di medicina del lavoro nella storia il grande studioso e medico
Ramazzini aveva già individuato alcuni rischi lavorativi che influiscono
negativamente sulla riproduzione. Parlando delle tessitrici scrisse: “ la fatica di
questo mestiere produce i suoi danni sulle donne che, se incinte, abortiscono
facilmente, e a ciò si aggiungono molti altri mali”.
La legislazione più recente fornisce nuovi strumenti di intervento col D.Lgs. 151/01.
Nella valutazione dei rischi che il datore di lavoro deve fare va tenuto conto anche
delle persone che, per loro condizione soggettiva, possono essere maggiormente
esposte (la gravidanza è da considerarsi una condizione nella quale determinati rischi
lavorativi risultano maggiori).
La riflessione sulla attuale legislazione italiana riguardante la tutela delle lavoratrici
in gravidanza ci ha portato a riconoscere la necessità di finalizzare un’attività di
lavoro alla tutela dei segmenti della popolazione lavorativa particolarmente
vulnerabile che prevede di:
• Tutelare individualmente la lavoratrice gravida dai rischi professionali che
minacciano la sua specifica condizione, il normale sviluppo del feto, la piena
salute del neonato;
• Avviare mediante azioni dirette e indirette un processo di tutela collettiva delle
lavoratrici dai suddetti rischi e più in generale dai fattori di rischio che possono
influenzare negativamente sulla salute riproduttiva.
Sarebbe però molto riduttivo limitarsi alla salute della gravidanza. Cominciamo col
dire che l’enfasi sulla salute riproduttiva della donna genera seri problemi. La salute
riproduttiva è anche uomo. La salute della donna è anche altro rispetto alla
riproduzione.
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INDICE DEI CAPITOLI
1. Presentazione
2. Di quali norme disponiamo
3. La Valutazione del rischio
4. Schede di alcune mansioni con relativi fattori di rischio
5. Scheda di approfondimento del settore sanitario
6. Lavori più complessi
7. Dizionarietto
8. Modulistica
pag. 2
pag. 4
pag. 6
pag.15
pag.33
pag.44
pag.60
pag.63
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DI QUALI NORME DISPONIAMO OGGI ?
Decreto Legislativo 26 MARZO 2001, N° 151
Questo decreto, riordina in un unico provvedimento le diverse norme emanate in tema di
maternità nel corso degli anni (es:. Legge 1204/71 è la normativa principale, in materia di
maternità , DPR 1026/76 è il relativo regolamento di esecuzione, Legge 184/83, Legge
546/87, Legge 379/90, Legge 104/92, Legge 236/93, D.LG. 645/96, Legge 449/97,
Legge 488/99, D.LG. 24/00, D.LG. 61/00, Legge 388/00, Legge 53/00, D.LG. 81/00
ecc………….) per agevolare l’accesso alla conoscenza da parte dei destinatari. Il testo unico si
articola in 16 Capi così suddivisi:
PRIMO: fornisce il quadro di riferimento, le nuove definizioni delle assenze
dal lavoro, i destinatari e le opportunità offerte sia al datore di lavoro che ai
lavoratori, ribadendo il divieto a discriminare e, per i lavoratori, l’opportunità di
utilizzare l’anticipazione del trattamento di fine rapporto, per sostenere le spese
conseguenti all’assenza dal lavoro.
SECONDO: è dedicato alla tutela della salute della lavoratrice, inserendo
l’obbligo della valutazione dei rischi, in particolare i rischi di esposizione ad agenti fisici,
chimici o biologici, processi o condizioni di lavoro di cui allegato C, (elenco non esauriente di
agenti processi e condizioni di lavoro DLGS 81/08 allegato 1) nel rispetto delle linee direttrici
elaborate dalla Commissione dell’Unione Europea, individuando le misure di Prevenzione da
adottare. Questa valutazione dei rischi si colloca nel contesto delle disposizioni del DLGS
81/08. Qualora i risultati della valutazione, rivelino un rischio per la sicurezza e salute delle
lavoratrici, il datore di lavoro deve adottare tutte le misure necessarie affinché l’esposizione
al rischio delle lavoratrici sia evitato. Quando queste modifiche non sono possibili per motivi
organizzativi o altro, il datore del lavoro deve informare per iscritto Ispettorato del lavoro
competente per territorio, affinché predisponga l’astensione anticipata al lavoro.
I CAPI SUCCESSIVI, fino al settimo compreso, riguardano le diverse
tipologie di congedi previsti, rendendo visibili quelli innovativi per i padri, precisando
altresì che i diritti al congedo parentale vanno riferiti ad ogni singolo bambino.
Inserendo altresì efficaci prescrizioni legate ad adozioni e affidamenti e sulle condizioni
di applicabilità dei riposi e permessi per i figli con handicap grave.
I CAPI ottavo e nono , disciplinano i divieti di lavoro notturno e di
licenziamento, le tutele al rientro al lavoro e nel caso di dimissioni.
I CAPI decimo, undicesimo e tredicesimo, riguardano le singole tipologie
lavorative: a termine nella pubblica amministrazione, personale militare, lavoro
stagionale, lavoro a tempo parziale, lavoro a domicilio, lavoro domestico, lavoro in
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agricoltura, collaborazioni coordinate e continuative, attività socialmente utili, lavoratrici
autonome, libere professioniste. Nel capo tredicesimo viene specificato come devono
essere gestiti gli assegni di maternità destinati alle casalinghe, lavoratrici atipiche e
discontinue.
I DUE CAPI finali si occupano delle disposizioni generali in materia di
vigilanza e in materia oneri contributivi e di copertura finanziaria.
QUESTO DOCUMENTO SI COMPONE DI TRE PARTI:
La 1° parte è dedicata alla VALUTAZIONE DEL RISCHIO: linee guida relative alla
valutazione del rischio per la sicurezza e la salute delle lavoratrici madri nei vari
settori lavorativi.
La 2° parte
Analisi di situazioni problematiche
Nella 3° parte si riporta la seguente modulistica:
•
istanza di maternità anticipata o posticipata per lavoro a rischio (modulo 1)
•
modulo di risposta da parte della Ditta di possibilità o impossibilità di cambio
mansione della lavoratrice in gravidanza o allattamento, conseguente a richiesta
da parte del Servizio (modulo 2)
•
comunicazione del datore di lavoro ai sensi del D. Lgs. 151/2001 (modulo 3)
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1° Parte
LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO : linee guida
Premessa
La finalità di queste linee guida è quella di diffondere agli attori della prevenzione a livello aziendale e
oltre uno strumento il più possibile efficace e pratico per la valutazione dei rischi per la salute e
sicurezza delle lavoratrici gestanti o in periodo di allattamento, così come previsto dagli articoli 11 e 12
del D.Lgs. 151/01.
Valutazione dei rischi
Nell’approccio alla valutazione dei rischi presenti nell’ambiente di lavoro, la prima fase corrisponde
all’identificazione degli stessi (agenti fisici, chimici, biologici; processi industriali; movimenti e posture;
fatica psicofisica) nel rispetto delle linee direttrici elaborate dalla Commissione delle Comunità
Europee sopraccitate.
FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA
FATTORI FISICI
Rumore
Il rumore, comunemente definito come suono non desiderato, è l’inquinante più diffuso negli ambienti
di lavoro. (considerando le aree di lavoro a prevalenza femminile è presente soprattutto nell’industria
tessile, nelle operazioni di montaggio e confezionamento meccanizzate, nella metalmeccanica leggera, in
agricoltura, nell’ambiente scolastico, soprattutto asili-nido e scuole materne, in molti uffici open-space,
chi lavora su strada (vigili, guidatrici di mezzi pubblici…) o settori commerciali rumorosi.
Gli effetti dell’esposizione a rumore elevato, maggiore di 80 dBA, durante la gravidanza, sono stati
oggetto di numerosi studi sperimentali ed epidemiologici, i risultati dei quali non sono sempre univoci.
La maggior parte delle indagini epidemiologiche mette in evidenza una riduzione di crescita del feto e
quindi un minor peso alla nascita, mentre più incerti sono i risultati di studi sull’aumento dell’abortività
e sulla mortalità fetale nelle donne esposte a rumore elevato. Non sono ancora chiari i meccanismi
d’azione del rumore sull’andamento della gravidanza e sul feto, si ipotizza una vasocostrizione
articolare che potrebbe essere responsabile di una diminuzione del flusso placentare.
In attesa di ulteriori conoscenze sull’argomento si ritiene prudente un allontanamento dal lavoro per
livelli di esposizione pari o superiori ad 80 dBA.
Radiazioni ionizzanti
L’esposizione a radiazioni ionizzanti riguarda quasi esclusivamente l’ambito sanitario e interessa in
particolare il personale medico e paramedico di radiodiagnostica e radioterapia. Sono ben noti gli
effetti nocivi provocati dall’esposizione ad alte dosi di radiazioni ionizzanti, sia che provengono da una
sorgente esterna (irradiazione) sia che raggiungono il feto dall’interno (radiocontaminazione). Tra i
tanti effetti dannosi si evidenzia una sterilità, facilità all’aborto, aumento delle malformazioni e tumori
nei figli.
Radiazioni non ionizzanti
Al momento attuale non esistono sufficienti risultati sugli effetti provocati sulla gravidanza da
sorgenti più intense di campi elettromagnetici a bassa frequenza, sia di tipo occupazionale che legati
alla residenza della donna (elettrodotti, forni micronda):
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Vibrazioni
Il rischio da vibrazioni è diffuso in rapporto alla meccanizzazione e con l’incremento della rete di ogni
tipo di trasporto. Le categorie più esposte includono operaie dell’industria tessile, lavoratrici agricole e
le donne che lavorano su mezzi di trasporto. Le vibrazioni trasmesse in tutto il corpo, possono
provocare irregolarità dei cicli mestruali con conseguente diminuzione della fertilità, aumento delle
minacce di aborto, del numero di aborti, aumento delle complicanze in gravidanza e parti prematuri.
Microclima
Nell’industria tessile, dell’abbigliamento in particolare la stiratura, nell’industria alimentare e della
ristorazione rappresentano i settori dove è più frequente il rischio da microclima sfavorevole. I
meccanismi della termoregolazione che vengono attivati in ambiente caldo possono risultare meno
efficaci durante la gravidanza, in quanto esiste in questo periodo una vasodilatazione fisiologica ed un
aumento della frequenza cardiaca. Oltre a ciò si osserva un aumento del metabolismo basale con
diminuzione delle riserve energetiche.
L’effetto più importane segnalato risulta essere un aumento degli aborti spontanei per esposizione ad
elevate temperature.
FATTORI CHIMICI
Molti studi evidenziano una correlazione tra l’esposizione occupazionale a solventi organici di
lavoratrici in gravidanza, con verificarsi di aborti spontanei, specialmente nei primi tre mesi di
gestazione.
Il campo di utilizzazione dei solventi è molto ampio, vengono usati come materie prime nella produzione
di fibre sintetiche, materie plastiche, gomma. Viene inoltre sfruttato il loro potere sgrassante nelle
operazioni di pulitura, decapaggio, sgrossatura, sia nell’industria metallica, sia nelle lavanderie a secco.
I solventi sono componenti essenziali di colle e mastici (industrie calzaturiere e tessili), di vernici e
lacche, inchiostri e resine ecc. (industria del legno, metalmeccanica, grafica, farmaceutica).
Ci sono altre sostanze che potrebbero dare problemi durante la gravidanza anche se su alcune non ci
sono ancora dati certi in bibliografia attestante effetti nocivi sulla gravidanza.
Le sostanze sono i seguenti:
Formaldeide
Glutaraldeide
Detergenti
Ossido di etilene
In attesa di ulteriori dati il problema va affrontato con atteggiamento preventivo si
consiglia quindi l’allontanamento fino dall’inizio della gravidanza.
GAS ANESTETICI
Preparati attualmente usati per l’induzione e il mantenimento dell’anestesia generale. Il personale
sanitario presente in sala operatoria è quello più esposto in quanto anche se non dovrebbe capitare i
gas si possono disperdere nell’ambiente.
Alcuni studi hanno evidenziato un aumento di aborti “spontanei” e di neonati con basso peso alla nascita
nelle lavoratrici esposte a gas anestetici durante la gravidanza. Vi sono inoltre evidenze di un possibile
rischio di ipertensione nelle donne gravide, con rischio sia per la madre che per la gravidanza.
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Farmaci antiblastici
Sono utilizzati in ambito sanitario e il personale che manipola tali sostanze può essere esposto per
fatti accidentali legati all’assorbimento di microdosi nelle attività di ricostruzione e preparazione dei
farmaci, sommistrazione, contaminazione per la rottura accidentale di flaconi. Questi farmaci sono
considerati mutageni e teratogeni per la specie umana, pertanto il loro assorbimento accidentale
durante le operazioni già sopra descritte , può comportare un serio pericolo per la gravidanza. Possono
determinare aborto “spontaneo” e malformazioni. Si ricorda inoltre che l’esposizione delle donne in età
fertile può portare a menopausa precoce con conseguente infertilità.
METALLI
Piombo
L’impiego più frequente di questo metallo si ha nei seguenti settori lavorativi:
ceramica
metalmeccanica
grafica
fotoceramica
elettronica
plastica
lavorazione del vetro e del cristallo
produzione accumulatori
lavorazione del petrolio
distribuzione di benzina.
Il piombo è tra gli agenti tossici meglio documentati. Può agire già prima del concepimento sia sulla
donna che sull’uomo, durante la gravidanza, sia sulla madre che sul prodotto di concepimento e dopo la
nascita, sul neonato attraverso il latte materno.
Mercurio
L’impiego più frequente del mercurio si ha nei seguenti comparti:
produzione di apparecchiature elettriche
produzione e manutenzione di strumentazione sanitarie.
L’esposizione a mercurio nella donna può causare un aumento di disordini mestruali, aborti, nati morti e
malformazioni congenite,
basso peso alla nascita, paralisi celebrali, convulsioni nei neonati.
A tutt’oggi non esistono dati certi sulla tossicità riproduttiva umana del cromo, nichel e cadmio.
FATTORI BIOLOGICI
Le malattie infettive contratte in gravidanza possono avere notevoli ripercussioni sull’andamento della
stessa, gli effetti di una malattia possono essere:
• un aggravamento della malattia infettiva;
• repercussioni sfavorevoli sull’andamento della gravidanza (aborto, morte intrauterina del feto,
parto anticipato. Si dovranno considerare le condizioni generali di salute della donna in esame ed il
suo stato immunitario rispetto ad alcuni agenti per cui si realizza un’immunità
permanente.pretermine);
• embriopatie, fetopatie o nanopatie infettive causate ad esempio da alcuni virus (rosolia, morbillo,
parotite, citamegalovirus, herpes virus, influenza, epatiti, ADIS) e dal toxoplasma.
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Il rischio di contaminazione infettiva deve essere valutato caso per caso, tenendo conto della natura,
del grado e della durata dell’esposizione.
FATTORI ORGANIZZATIVI
Posture e movimentazione manuale dei carichi
Questi fattori di rischio sono presenti in quasi tutti i comparti lavorativi. In particolare possono
essere soggette a movimentazione manuale di carichi e postura in piedi prolungata per più di metà del
tempo lavorativo: le infermiere, le addette all’assistenza, le educatrici degli asili nido, le addette al
comparto alberghiero, le addette alle mense, le addette a lavori di magazzino. Sono sottoposte a
posture obbligate particolarmente affaticanti le addette alle catene di montaggio, le addette al
controllo e confezionamento a catena, le addette alle macchine da cucire, le lavoratrici nell’industria
orafa, nelle ceramiche artistiche, nell’industria tessile, le addette del montaggio nell’industria
metalmeccanica.
Cos’è la postura di lavoro?
Per postura di lavoro si intende il complesso e la sequenza degli atteggiamenti che il corpo assume per
lo svolgimento di un determinato compito lavorativo.
Le posizioni fisse obbligate, sia sedute che erette, per lunghi periodi, possono determinare
un’accentuazione di patologie già frequenti in questo periodo.
Alcuni studi, sebbene non completamente confermati, hanno evidenziato una maggior prevalenza di
aborti, parti prematuri e basso peso alla nascita del neonato, causati dal rischio dovuto alla
movimentazione manuale dei carichi.
FATICA VISIVA
Il sovraccarico visivo o affaticamento visivo può essere determinato da un impegno continuativo e
prolungato in operazioni che richiedono una visione ravvicinata o anche da condizioni scorrette di
illuminazione. La presenza di difetti visivi non corretti, mal corretti o difficilmente correggibili può
essere, in alcuni casi, causa di per sé di affaticamento visivo; in altri casi può concorrere, insieme ai
fattori connessi al tipo e all’ambiente di lavoro, all’insorgenza di fatica visiva.
Come agisce?
L’eccessiva e prolungata contrazione dei muscoli impegnati nell’accomodare e nel convergere durante la
visione da vicino può indurre affaticamento visivo. Condizioni scorrette di illuminazione, ostacolando la
buona visione, costringono l’occhio ad un maggiore impegno e ne determinano, di conseguenza, un
precoce affaticamento.
La fatica visiva si manifesta con bruciore, senso di fastidio (sensazione di corpo estraneo), prurito agli
occhi, arrossamento della congiuntiva, dolore ai bulbi oculari o in regione frontale, mal di testa.
Si tratta di disturbi transitori che per lo più scompaiono dopo un adeguato periodo di riposo, ma spesso
comportano un abuso di anti dolorifici. I settori più a rischio sono: uffici in relazione all’uso del VDT;
laboratori in relazione all’utilizzo di microscopi ottci, lenti di ingrandimento; elettronica in relazione
all’utilizzo di microscopi ottici, alle operazioni di montaggio e controllo di piccoli pezzi; grafico in
relazione alla correzione di bozze; meccanico in relazione al montaggio e al controllo di piccoli pezzi;
farmaceutico in relazione alle operazioni di sperlatura (consiste nel controllare visivamente che non
siano presenti impurezze in fiale e flaconi); orafo in particolare nelle fasi di montaggio e di controllo;
tessile soprattutto nelle operazioni di controllo pezzi; alimentare nelle operazioni di controllo
confezionamento.
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STRESS
Negli ambienti di lavoro, il termine può essere applicato ad una serie di condizioni ambientali obiettive
e ad altre legate all’organizzazione del lavoro e alle relazioni umane, quindi più soggettive.
Dai dati finora disponibili, risulta che lo stress è una delle condizioni ambientali da prendere in
considerazione nella valutazione del rischio lavorativo.
Le lavoratrici gestanti e puerpere possono risentire in modo particolare dello stress professionale per
mutamenti ormonali, fisiologici e psicologici.
LAVORO NOTTURNO
Prevalentemente il lavoro notturno interessa le donne del comparto sanitario, le addette alle pulizie, le
lavoratrici occupate in comparti a ciclo continuo.
Effetti sulla fertilità
Alcuni autori hanno segnalato una associazione tra il lavoro a turni notturni e problemi di fertilità nelle
lavoratrici, con una maggiore frequenza della abortività spontanea e di parto prematuro. Altri studi
hanno rilevato una maggiore frequenza di irregolarità mestruali e di dismenorrea (mestruazioni
dolorose).
Effetti cancerogeni
Recentemente è stata infine segnalata da alcuni autori una associazione tra lavoro notturno e
comparsa di tumori della mammella. Si tratta di una serie di osservazioni epidemiologiche che
suggerirebbero una ipotesi causale legata agli equilibri ormonali. Il lavoro su turni notturni infatti
altererebbe il ciclo di produzione di alcuni ormoni (melatonina, gonadotropine cioè ormoni sessuali) che
potrebbe essere in relazione con una aumentata comparsa di tumori mammari nelle lavoratrici turniste.
Questo nuovo e importante rischio per la salute, merita necessariamente una alta attenzione sia in
termini di azioni preventive che di ulteriori indagini epidemiologiche.
TOSSICI DA ABUSO PERSONALE
Quali sono?
Alcool, fumo di sigarette e droghe (cocaina, eroina, psicofarmaci). Bisogna ricordare che possono
causare dei problemi durante la gravidanza e al nascituro.
COSA FARE DOPO AVER IDENTIFICATO I RISCHI ?
Una volta identificati i rischi, il secondo passaggio è quello di stabilire se gli stessi rientrano tra quelli
che sono considerati dalla normativa come pregiudizievoli per la salute. In tal senso, se tali rischi sono
compresi nell’allegato A e B del D.Lgs. 151/01, rientrano tra quelli vietati; se compresi nell’allegato C
devono essere oggetto di misure qualitative e quantitative.
Se da tale valutazione emergono situazioni di rischio, il datore di lavoro individua le categorie di
lavoratrici esposte ( gestanti e/o in allattamento) e le misure di prevenzione e protezione da adottare.
Dei risultati della valutazione dei rischi e sulle conseguenti misure di prevenzione e protezione
adottate devono essere informate tutte le lavoratrici ed i loro rappresentanti per la sicurezza.
Sia l’applicazione delle misure di prevenzione e protezione che l’informazione sono di estrema
importanza, in particolare per il primo trimestre di gravidanza.
In effetti vi è un periodo che va dai 30 ai 45 giorni dal concepimento in cui una lavoratrice può non
essere ancora consapevole del suo stato e di conseguenza non essere in grado di darne comunicazione
al datore di lavoro. Alcuni agenti, in particolare fisici e chimici, possono nuocere al nascituro proprio in
questo periodo e pertanto la consapevolezza della presenza di rischi in ambiente di lavoro, per una
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donna che abbia programmato una gravidanza, può permetterle di tutelarsi il più precocemente
possibile.
La valutazione deve essere effettuata in collaborazione con le figure aziendali previste dal D.Lgs.
81/08; in particolare il medico competente riveste un ruolo decisivo nell’individuazione delle mansioni
pregiudizievoli e delle conseguenti misure di tutela da adottare.
Dopo aver effettuato la valutazione dei rischi il datore di lavoro deve elaborare un documento ai sensi
del D.Lgs. 81/08, che dovrà riportare la data di compilazione ed essere sottoscritto da chi ha
partecipato alla sua elaborazione.
Qualora il datore di lavoro abbia optato per l’autocertificazione ai sensi del D.Lgs. 81/08,
deve comunque essere in grado di documentare l’avvenuta valutazione e i risultati della stessa.
Conseguenze della valutazione
Al fine di mettere in pratica le misure di tutela necessarie per evitare l’esposizione al rischio delle
lavoratrici il datore di lavoro deve attuare uno o più dei seguenti provvedimenti:
modifica temporanea delle condizioni o dell’orario di lavoro;
spostamento della lavoratrice ad altro reparto/mansione non a rischio;
qualora non siano possibili le suddette opzioni dovrà allontanare immediatamente la lavoratrice gravida
e/o in allattamento e darne contestuale comunicazione scritta alla Direzione Provinciale del Lavoro al
fine di ottenere il provvedimento autorizzativo di astensione per rischio lavorativo.
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Percorso per la valutazione dei rischi e l’adozione delle misure di
tutela
IL SEGUENTE DIAGRAMMA DI FLUSSO ILLUSTRA LE PROCEDURE OPERATIVE, PROPOSTE ALLE
LAVORATRICI NEI CASI DI GRAVIDANZA PATOLOGICA O NEI CASI DI GRAVIDANZA NORMALE CON
UN LAVORO A RISCHIO
LAVORATRICE
Presenta al D.L. il certificato di
gravidanza
Gravidanza
patologica
GRAVIDANZA FISIOLOGICA
(NORMALE) E LAVORO A
RISCHIO
Ginecologo
Ispettorato
del Lavoro
D.L mette in atto
le procedure
previste
Possibilità di
spostamento
Nuova mansione
non a rischio
Il M. C. esprime
un giudizio di
idoneità
Impossibilità di
spostamento
Richiesta di
astensione
anticipata
Possibile verifica
ed informazioni
U.O. P.S.A.L
ISPETTORATO
DEL LAVORO
Leggenda: D.L. (datore di lavoro)
M.C. (medico competente)
U.O.P.S.A.L (unità operativa prevenzione salute ambienti di lavoro)
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Allo scopo di agevolare la redazione del documento si forniscono delle tabelle di riferimento che
riportano in sintesi alcune indicazioni pratiche sui contenuti di minima che deve contenere; si fornisce
inoltre un fac-simile della domanda di astensione da
inviare alla Direzione Provinciale del Lavoro (allegato 3 – SEZIONE MODULISTICA)
Le linee direttrici della Commissione delle Comunità Europee del 5/10/2000
sono reperibili sul sito: www.amblav.it/Download/Linee_Direttrici_UE.pdf
Seconda parte
ANALISI DI UNA SITUAZIONE PROBLEMATICA
•
PENDOLARISMO
Il viaggio tra il luogo di lavoro e l’abituale residenza non viene contemplato dalla legislazione, ma viene
comunque citato come fattore di rischio nelle Linee Direttrici
UE.
Infatti alla voce “spostamenti all’interno o all’esterno del luogo di lavoro” troviamo la seguente
descrizione: “Gli spostamenti durante il lavoro e da e verso il luogo di lavoro possono essere
problematici per le donne gestanti e comportare rischi, tra cui: fatica,, vibrazioni, stress, posture
statiche, disagi e infortuni. Tali rischi possono avere effetti significativi sulla salute delle lavoratrici
gestanti e puerpere”.
Si ritiene pertanto opportuno, nell’analisi del rischio per stabilire il periodo di astensione obbligatoria
effettuare una valutazione caso per caso considerando i seguenti elementi:
a) distanza (indicativamente otre 100 Km complessivi tra andata e ritorno)
b) tempo di percorrenza (indicativamente oltre 2 ore complessive tra andata e
ritorno)
c) numero e tipo di mezzi di trasporto utilizzati (impiego di 2 o più mezzi)
d) caratteristiche del percorso (strade di montagna, condizioni meteorologiche sfavorevoli, ecc. )
In linea di massima, si applica il seguente criterio:
•
un mese anticipato se presente solo il requisito della distanza o il tempo di percorrenza
•
tutto il periodo del pre-parto se presenti almeno due degli elementi su indicati.
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Guida per l’effettuazione della valutazione dei rischi ai seni del
D.Lgs. 151/01 per la tutela delle lavoratrici in età fertile da
adottare dal momento del ricevimento del certificato di gravidanza da
parte della lavoratrice.
Reparto
mansioni
Per
ogni
reparto
dovranno
essere
individuate
le mansioni
presenti o
i compiti
lavorativi
svolti
Rischi
Riferimenti
Periodo
di Misure di tutela *
lavorativi
legislativi
riferimento
Dovranno
I lavori vietati Indicare
il Indicare:
essere
sono
indicati periodo in cui è •
modifica
delle
valutati
i negli allegati A necessario
condizioni
o
rischi
e B del Decreto l’allontanamento
dell’orario
di
relativi alle 151/01; devono del rischio:
lavoro
mansioni
inoltre essere •
Gravidanza
•
cambio mansione
svolte
e valutati i rischi •
Allattament
(specificare
in
quelli
per la sicurezza
o(fino
a
dettaglio quale e
relativi
e la salute delle
sette mesi
in quale reparto
all’ambiente lavoratrici con
dopo
il •
allontanamento
in cui tali riferimento
parto)
della lavoratrice
mansioni
all’allegato C del
e
contestuale
vengono
citato decreto.
informativa
effettuate,
scritta
alla
Direzione
in
provinciale
del
particolare
dovranno
lavoro
per
il
essere
rilascio
del
valutati
i
provvedimento di
seguenti
interdizione dal
rischi:
lavoro
fisici,
chimici,
biologici,
legati
all’organizza
zione
del
lavoro.
*le misure di tutela possono essere riportate in un documento di procedura aziendale
per la tutela delle lavoratrici madri da adottare dal momento del ricevimento del
certificato di gravidanza da parte della lavoratrice.
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Schede di alcune mansioni: identificazione dei rischi specifici correlati
all’attività
CONFEZIONAMENTO
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
In molti settori produttivi (tessile, farmaceutico, abbigliamento, alimentare, metalmeccanico, grafico, ecc.) le
attività di confezionamento e di controllo della qualità dei prodotti vengono svolte per lo più da personale
femminile impiegato nelle operazioni più ripetitive e di minor contenuto professionale.
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO
RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione
PER
LA
Fattori di rischio
Postura obbligata
Riferimenti Legislativi
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
Rumore
D.Lgs. 645/96 All. I comma 1 lett. c
GRAVIDANZA
CON
Assemblaggio
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
Confezionamento
Postura in piedi
Stress
D.Lgs. 645/96 All. I comma 1
lett. g
Movimentazione
manuale dei carichi
D.Lgs. 645/96 All. I comma 1 lett. g
D.Lgs. 645/96 All. I comma 1 lett. f
Microclima
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INDUSTRIA FARMACEUTICA
ELENCAZIONE DELLE PRINCIPALI LAVORAZIONI
1. PREPARAZIONE DEL FORMULATO
2. CONFEZIONAMENTO
3. SPERLATURA
4. LABORATORIO CHIMICO-FISICO
5. STABULARISTI
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
Nella produzione di un farmaco si distinguono due momenti principali: la sintesi del principio attivo ed il
confezionamento del prodotto finito intendendo con questo termine la preparazione del formulato ed il suo
confezionamento. Le industrie di sintesi sono tipiche industrie chimiche, ad occupazione soprattutto maschile;
mentre nei confezionamenti l'occupazione è tipicamente femminile.
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON
RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione
Confezionamento e imballaggio
prodotti in vetro
Fattori di rischio
Riferimenti Legislativi
Rischio chimico
L. 1204/71 art. 3 comma III
Postura incongrua e fatica fisica
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
Microclima
D.Lgs. 645/96 All. I comma 1 lett. f
Rumore
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. c
Alcol isopropilico
DPR 1026/76 art. 5 lett. B
DPR 303/56 art. 33 voce 40 tabella allegata
Sperlatura
Postura incongrua e fatica fisica
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
Laboratorio chimico-fisico
Sostanze chimiche
L. 1204/71 art. 3 comma III
Postura incongrua e fatica fisica
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
Rischio infettivo
D.Lgs. 645/96 all. I comma 2
DPR 1026/76 art. 5 lett. L
Stabulatori
16
ABBIGLIAMENTO
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
Il lavoro è tipicamente femminile.
ELENCAZIONE DELLE PRINCIPALI LAVORAZIONI
1. TAGLIO
2. CUCITURA
3. STIRATURA
4. SMACCHIATURA
5. CONFEZIONAMENTO
6. LAVORI IN MAGAZZINO
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON
RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione
Fattori di rischio
Riferimenti Legislativi
Taglio
Postura in piedi
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
Cucitura
Postura obbligata
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
Utilizzo di macchine
mossa o comandata a
pedale con ritmo
frequente e notevole
sforzo
DPR 1026/76 art. 5 lett. H
Rumore
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. c
Postura in piedi
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
Microclima
D.Lgs. 645/96 all. I comma I lett. f
Smacchiatura
Solventi clorurati
DPR 1026/76 art. 5 lett. B
Confezionamento
Postura in piedi
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
Lavori in magazzino
Postura in piedi
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
Movimentazione manuale dei
carichi
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. g
Stiratura
17
METALMECCANICA
ELENCAZIONE DELLE PRINCIPALI LAVORAZIONI
1. CONFEZIONAMENTO
2. MONTAGGIO
MONTAGGIO
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
Queste operazioni sono tipiche nel settore della meccanica, elettromeccanica, elettronica e sono prevalentemente affidate alle
donne. Sono caratterizzate da alta ripetitività e bassa qualificazione, pur richiedendo un certo grado di attenzione. Vengono
effettuate sia presso le grandi - medie aziende che, soprattutto, presso piccole aziende artigiane, caratterizzate da limitate
possibilità di controllo.
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON
RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione
Lavorazione dei metalli
con macchine
Fattori di rischio
Rumore
Riferimenti Legislativi
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. c
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett.a
DPR 1026/76 art. 5 lett. I
Vibrazioni
DPR 1026/76 art. 5 lett. B
Saldatura
Oli minerali
Fumi di saldatura
con possibilità di
esposizione a
metalli:
piombo
cromo
nichel
cadmio
mercurio
DPR 1026/76 art. 5 lett. B
D.Lgs. 645/96 all. II comma I lett. c
Sgrassatura
Solventi
Detergenti
DPR 1026/76 art. 5 lett. B, C
Decapaggio
Acidi forti (cloridico
solforico, nitrico,
ecc)
Solventi
Pigmenti
Resine
Rischi generali:
Postura
DPR 1026/76 art. 5 lett. B, C
Movimentazione
manuale dei carichi
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. g
Verniciatura
Operazioni varie
DPR 1026/76 art. 5 lett. B, C
DPR 1026/76 art.
5 lett. G
18
LEGNO
ELENCAZIONE DELLE PRINCIPALI LAVORAZIONI DOVE VENGONO IMPEGNATE LE DONNE
1. RIFINITURA DEI MOBILI
2. VERNICIATURA
3. LUCIDATURA
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON
RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione
Fattori di rischio Riferimenti Legislativi
Lavorazione
legno Rumore
D.Lgs. 645/96 all. II comma 1
con macchina
lett. c
Polveri di legno
Lucidatura
Carteggiatura
Incollaggio
DPR 1026/76 art. 5 lett. B, C
- Polveri di legno, di DPR 1026/76 art. 5 lett. B, C
vernici, ecc
Formaldeide
DPR 1026/76 art. 5 lett. B
Microonde
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1
lett. e
Verniciatura
Solventi
Pigmenti
Resine
Operazioni varie
Rischi generali:
Postura
Movimentazione
manuale dei
carichi
DPR 1026/76 art. 5 lett. B, C
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1
lett. g
19
PELLETTERIE E CALZATURE
ELENCAZIONE DELLE PRINCIPALI LAVORAZIONI
1. TAGLIO PELLI
2. ORLATURA-GIUNTURA (sgranatura, cucitura, incollaggio)
3. MONTAGGIO-ASSEMBLAGGIO(messa in forma incollaggio, ribattitura)
4. FISSAGGIO-RIFINITURA (coloritura ritocco, applicazione solette, stiratura pulizia)
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
La lavorazione delle pelli e delle calzature è una tipica attività produttiva italiana dove viene impiegato
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO
RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione
Taglio pelli
Fattori di rischio
Riferimenti Legislativi
Postura
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
PER
LA
GRAVIDANZA
CON
DPR 1026/76 art. 5 lett. C
Orlatura-Giuntura
(scarnitura, spaccatura,
cucitura, incollaggio)
Polvere di pelle e
cuoio
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. c
Rumore
Postura
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
Polvere di pelle e
cuoio
DPR 1026/76 art. 5 lett. C
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. c
Rumore
DPR 1026/76 art. 5 lett. B
Solventi
MontaggioAssemblaggio (messa in
forma, incollaggio
ribattitura)
Postura
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett.c
Rumore
Fissaggio-Rifinitura
(coloritura, ritocco,
applicazione solette,
stiratura pulizia)
Solventi
DPR 1026/76 art. 5 lett. B
Postura
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
DPR 1026/76 art. 5 lett. B
Solventi/Tinture
20
PLASTICHE
I CICLI PRODUTTIVI
Sotto il termine “lavorazione delle materie plastiche” si nasconde in realtà una miriade di diverse tecniche
produttive, tra cui le più importanti sono:
STAMPAGGIO
INIEZIONE:
PER L’oggetto
si
ottiene
spingendo e stampando
plastica fusa in una
pressa orizzontale.
ESTRUSIONE:
La plastica fusa viene
fatta “filare” attraverso
fori di diversa forma e
spessore.
IMPREGNAZIONE:
Diversi tipi di supporto
vengono impregnati per
immersione o spruzzatura
di resine.
SPALMATURA:
La resina viene spalmata
sul supporto.
TERMOFORMATURA: Il semilavorato in resina
viene formato a caldo.
STAMPAGGIO
A La plastica ( di un tipo
PRESSIONE:
che tende a indurire col
calore) viene stampata in
presse verticali.
CALANDRATURA:
La plastica viene fatta
passare
attraverso
grandi cilindri, che la
trasforma in una lamina
o un foglio, che verrà poi
variamente lavorato e
raccolto in rotoli.
CARATTERIZZAZIONE DI QUESTO SETTORE
Sotto il termine di lavorazione delle materie plastiche vengono raccolte molte lavorazioni diversificate, tutte in
grande espansione per l'aumento degli oggetti di plastica pura o riciclata nella vita quotidiana. Si parla di
stampaggio per iniezione, estrusione, impregnazione, spalmatura. Si tratta di un settore considerato non pesante,
ad elevata parcellizzazione e ripetitività delle mansioni, dove viene impiegata molta manodopera femminile.
DESCRIZIONE DELLE PRINCIPALI MANSIONI
Il caricamento delle materie prime: granuli, sfridi, coloranti in master avviene spesso automaticamente con
tramogge e altro. Il personale, soprattutto quello femminile, viene impiegato nello scarico dei pezzi e nei lavori di
finitura.
21
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO
RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione
Fattori di
rischio
Preparazione
Rumore
materie
(macinazione)
mescola, aggiunta di Postura
additivi
Iniezione,
estrusione
Stampa
PER
LA
GRAVIDANZA
CON
Riferimenti Legislativi
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. c
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
D.Lgs. 645/96 all. II lett. c
Additivi
contenenti
piombo
Postura
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
Rumore
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. c
Postura
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
DPR 1026/76 art. 5 lett. B
Solventi
Inchiostri
22
TESSILE
ELENCAZIONE DELLE PRINCIPALI LAVORAZIONI
1.
2.
3.
4.
FILATURA –TORCHIATURA
ROCCATURA
TESSITURA
CONTROLLO SMACCHIATURA
Questo comparto produttivo è caratterizzato da una presenza femminile "storicamente" piuttosto elevata sia nelle fasi di
tessitura che in quelle di tintura, finitura e confezionamento.
TESSITURA
LE PRINCIPALI MANSIONI
1) Addetta alla preparazione filati.
2) Addetta ai telai.
3) Addetta alla visita pezze e confezioni tessuti.
TINTO STAMPERIA
La presenza femminile è cospicua solo nelle stamperie e nella preparazione della "tintura e purga a stella" della seta.
PRINCIPALI MANSIONI FEMMINILI
1) Addetta alla cucina colori.
2) Stampatrice e aiuto-stampatrice.
3) Campionatura.
4) Visita pezze.
FOTOINCISIONI DI QUADRI PER STAMPA TESSUTI
La presenza femminile è significativa nella preparazione lucidi e nel ritocco dei quadri.
PRINCIPALI MANSIONI FEMMINILI
1) Lucidista.
2) Mascheratrice.
3) Ritoccatrice.
23
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON
RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione
Filatura Torciatura
Fattori di rischio
Riferimenti Legislativi
Rumore
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. c
Microclima
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. f
DPR 1026/76 art. 5 lett. f D.Lgs. 645/96 all. I
comma 1 lett. a
Vibrazioni
Polveri
DPR 1026/76 art. 5 lett. C
Roccatura
Rumore
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. c
Tessitura
Microclima
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. f
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. c
Rumore
DPR 1026/76 art. 5 lett. I
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. a
Controllo
smacchiatura
Rischi comuni
Vibrazioni
Solventi clorurati
Postura in piedi
DPR 1026/76 art. 5 lett. B
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. g
24
COMPARTO ALBERGHIERO
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
Il settore alberghiero è tra i più importanti comparti lavorativi del nostro paese in termini di prodotto interno
lordo e numero di addetti. Nel "mercato globale" che tanta crisi porta in tutti i settori produttivi, l'Italia con le
sue bellezze naturali ed artistiche potrebbe avere nel turismo una grande ricchezza stabile nel tempo. Ma
solamente con l'entrata in vigore delle direttive CEE con il Decreto 626 questo settore è stato studiato dal punto
di vista dei rischi professionali. Sino ad oggi relativamente alle malattie professionali denunciate appare "silente",
anche se ricerche internazionali indicano nella patologia muscolo-scheletrica (della colonna vertebrale) e nelle
dermatiti (da prolungato mantenimento delle mani nell'acqua, da uso di detersivi, disinfettanti e da contatto con
superfici nichelate: es. carrelli), le malattie professionali più frequenti. Come tutte le attività di "servizio alla
persona" il lavoro in campo turistico e alberghiero è tipicamente femminile.
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO
RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione
Pulizia locali
Servizio camere
Guardaroba
Cucina
Fattori di
rischio
Riferimenti Legislativi
Postura
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
Fatica fisica
DPR 1026/76 art. 5 lett. F
Movimentazion
e dei carichi
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1 lett.G
Microclima
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1 lett.f
PER
LA
GRAVIDANZA
CON
Lavoro su scale DPR 1026/76 art. 5 lett. E
DPR 1026/76 art. 5 lett. C
Detergenti
25
COMMERCIO E GRANDE DISTRIBUZIONE
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
In questo settore molte donne sono impiegate soprattutto nelle attività di commessa e di cassiera. Ma anche i
servizi ausiliari (scaffaliste e pulizie) sono frequentemente eseguite da personale femminile.
●
CURIOSITA’. I lettori ottici sono strumenti laser del tipo a gas neutri o atomici. Si tratta di strumenti
sicuri per gli addetti alle casse e per gli utenti. Sono strumenti funzionanti a bassa potenza con una emissione
massima permessa non superabile in nessuna condizione di impiego. Si escludono danni per l'apparato oculare o
la pelle e per la gravidanza.
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO
RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione
Operazioni
varie
Fattori di rischio
Riferimenti Legislativi
Rischi generali:
Postura
DPR 1026/76 art. 5 lett.
G
Movimentaz.manuale
dei carichi
D.Lgs. 645/96 all. I
comma 1 lett. g
Microclima
D.Lgs. 645/96 all. I
comma 1 lett. f
Stress
D.Lgs. 645/96 All. I
comma 1
lett. g
DPR 1026/76 art. 5 lett.
E
Lavoro su scale
PER
LA
GRAVIDANZA
CON
26
MENSE
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
Si tratta di un settore in crescita (per le modifiche dell'organizzazione sociale e del lavoro) e ad
elevata occupazione femminile. L'organizzazione delle mense è molto varia e configura situazioni di
esposizione a fattori di rischio diversificate; ad esempio non in tutte le situazioni vi è presente una
cucina (pensiamo alla distribuzione dei pasti nelle scuole), in altre la distribuzione dei pasti può essere
fatta secondo un modello di self-service.
CURIOSITA’. Un problema particolare: in gravidanza spesso la donna ha delle avversioni a odori e a
cibi che si manifestano con nausea e vomito: in questo settore è piuttosto difficile combattere questo
rischio.
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON
RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione
Fattori di rischio
Riferimenti Legislativi
Postura
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
Fatica fisica
DPR 1026/76 art. 5 lett. F
Movimentaz. dei carichi
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1
lett.g
Cucina
Microclima
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1
lett.f
Lavoro su scale
DPR 1026/76 art. 5 lett. E
Detergenti
DPR 1026/76 art. 5 lett. C
27
PARRUCCHIERE ED ESTETISTE
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
Tolte rare eccezioni è un settore a componente quasi esclusivamente femminile. Si tratta per lo più di piccole aziende familiari
con apprendisti e lavoranti, ma in grande espansione per l'elevarsi della qualità di vita sociale.
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO
RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione
Tutte le
operazioni
Uso di prodotti
vari per shampoo,
tinture,
permanenti,
lacche e
decolorazioni
Fattori di rischio
Riferimenti Legislativi
Postura
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
Microclima
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1
lett.f
Biologico (epatie B e C,
AIDS)
D.Lgs. 645/96 all. I com. 2
Sostanze allergizzanti
Coloranti
Ammoniaca
Persolfati
DPR 1026/76 art. 5 lett. B,
C
PER
LA
GRAVIDANZA
CON
28
IMPRESE DI PULIZIE
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
Le imprese di pulizie sono ambiti di lavoro tipici del lavoro femminile. Negli ultimi anni si è affermata questo tipo di
impresa di servizio alla collettività (Comuni, Ospedali) e al settore privato: nella pulizia di uffici, banche,
condomini, etc. Si tratta spesso di un lavoro precario dove lo sfruttamento della manodopera, trattandosi di
imprese di piccole dimensioni, è elevato: salari scarsi, orari difficili, carichi di lavoro pesanti, potere contrattuale
minimo. E’ anche un settore in cui è presente una quota non trascurabile di “lavoro nero”. E' quindi un settore dove
risulta problematica l'applicazione della normativa vigente sia di tutela della maternità che di tutela della salute e
sicurezza sul lavoro.
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati
nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione
Fattori di rischio
Riferimenti Legislativi
Fatica fisica
DPR 1026/76 art. 5 lett. F
Movimentazione manuale dei
carichi
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1 lett.g
Postura
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
Lavoro su scale
DPR 1026/76 art. 5 lett. E
Microclima
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1 lett.f
Detergenti Acidi alcali
DPR 1026/76 art. 5 lett. B, C
Operazioni varie
29
SANITA' E SERVIZI
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
Questo settore si caratterizza per una maggiore presenza femminile tra gli occupati ( sino al 60%). I fattori di rischio
occupazionali possono quindi costituire un reale e serio rischio per la gravidanza.
Le donne sono particolarmente presenti nelle mansioni di infermiera e ausiliaria e nelle attività di laboratorio. Ma anche i medici
donna sono oramai una figura frequente nelle strutture sanitarie. A composizione pressoché totalmente femminile sono le
attività di ostetrica, puericultrice e fisioterapista. In questo settore i problemi più rilevanti si trovano all'interno degli ospedali
e più in generale dei luoghi di assistenza e cura. Numerosi sono i luoghi di lavoro del settore sanitario da considerare:
dall'ospedale alla casa di riposo, dai servizi domiciliari di assistenza all'aiuto del dentista, dal laboratorio all'assistenza sociosanitaria.
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO
RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione
Reparti di
degenza e Pronto
Soccorso
Sale operatorie
Fattori di rischio
Riferimenti
Legislativi
Rischio biologico
D.Lgs. 645/96 all.
I com. 2
DPR 1026/76 art.
5 lett. L
Movimentazione
pazienti
D.Lgs. 645/96 all.
I com. 1 lett.g
Chemioterapici
D.Lgs. 645/96 all.
I com. 3 lett.d
Turno notturno
L.903/77 art.5
Anestetici volatili
DPR 1026/76 art.
5 lett. B
Radiazioni
ionizzanti
D.Lgs. 645/96 all.
I com. 1 lett.d
DPR 1026/76 art.
5 lett. D
D.Lgs. 645/96 all.
I com. 1 lett.d
DPR 1026/76 art.
5 lett. D
D.Lgs. 645/96 all.
I com. 2 lett.L
DPR 1026/76 art.
5 lett. L
DPR 1026/76 art.
5 lett. B
DPR 1026/76 art.
5 lett. B
Radio diagnostica, Radiazioni
radio terapia
ionizzanti
Laboratorio
analisi
Rischio biologico
Solventi
Sterilizzazion
strumenti
Addetti pulizia
Ossido di
etilelene,
formaldeide,
glutaraldeide
Fatica fisica
PER
LA
GRAVIDANZA
CON
DPR 1026/76 art.
5 lett. F
Disinfettanti,
detergenti
DPR 1026/76 art.
5 lett. B, C
Postura
DPR 1026/76 art.
5 lett. G
30
GUARDIA GIURATA
Servizi di vigilanza e investigazione
Lavorazione
Servizio di portineria e
controllo accessi nei
servizi di portierato
senza presenza di valori
senza possesso dell’arma
Servizio di portineria e
controllo accessi nei
servizi di portierato
senza presenza di valori
con possesso dell’arma
Servizio di vigilanza
armata
•
Vigilanza diretta o
tramite circuiti
•
Antitaccheggio
•
Vigilanza alla
chiusura serale
Fattori di rischio
Postura in piedi
Postura in piedi
Rischio di aggressioni e
reazioni violente
Postura in piedi
Rischio di aggressioni e
reazioni violente
Riferimenti Legislativi
D. Lgs. 151/01 art. 7 comma
1 allegato A lett. G
D. Lgs. 151/01 art. 7 comma
1 allegato A lett. G
D. Lgs. 151/01 art. 7 comma
4
D. Lgs. 151/01 art. 7 comma
1 allegato A lett. G
D. Lgs. 151/01 art. 7 comma
4
ASSISTENTE ALLA POLTRONA
Lavorazione
Assistenza al medico
dentista
•
Estrazione,
interventi
chirurgici
•
Detartasi
•
Otturazioni,
ricostruzioni
•
Preparazione
amalgama
Lavaggio disinfezione
sterilizzazione
strumentario, superfici
e attrezzature
Fattori di rischio
Postura in piedi
Rischio biologico
Rischio chimico
Postura in piedi
Rischio biologico
Rischio chimico
Riferimenti Legislativi
D. Lgs. 151/01 art. 7 comma
1 allegato A lett. A
D. Lgs. 151/01 art. 7 comma
1 allegato A lett. A
31
ESSATTRICE AUTOSTRADALE
Lavorazione
Addetta riscossione
pedaggio autoveicoli
Fattori di rischio
Postura assisa fissa
Riferimenti Legislativi
D. Lgs. 151/01 art. 17
comma 1
Ritmi sostenuti, gas di
scarico autoveicoli,
microclima, rumore
D. Lgs. 151/01 art. 17
comma 4
Fattori di rischio
Riferimenti Legislativi
D. Lgs. 151/01 art. 17
comma 4
LOGOPEDISTA
Lavorazione
Attività rieducative e
studio del
comportamento con
bambini di 0-6 anni
Attività con bambini e
adoloscenti portatori di
handicap psico fisici
Posizioni incongrue
Rischio biologico
Eventuale rischio di
reazioni improvvise
violente
D. Lgs. 151/01 art. 17
comma 4
32
SCHEDE DI APPROFFONDIMENTO DEL SETTORE SANITARIO
CHEMIOTERAPICI ANTIPLASTICI. RISCHI PER LA RIPRODUZIONE E STRATEGIE PER LA
PREVENZIONE
Introduzione I chemioterapici antiblastici (CA) sono dei farmaci citotossici utilizzati per il
trattamento di patologie tumorali e non. Le proprietà immunosopressive di alcuni CA possono essere
utili anche in condizioni quali artrite reumatoide, il trapianto di organi, la talassemie, la psoriasi. Il loro
impiego come antitumorale risale agli anni quaranta.
Fin dall’inizio degli anni ’80, a livello internazionale, molta attenzione è stata rivolta all’esposizione
lavorativa ad antiblastici. In Italia, da più di 10 anni, si è preso coscienza di questo problema. Nel
febbraio 1995, la Commissione Oncologica nazionale ha conferito all’Istituto Superiore per la
Prevenzione e Sicurezza sul lavoro (ISPESL) l’incarico di coordinare un gruppo di lavoro per lo studio
della “prevenzione dei rischi derivanti dall’uso di chemioterapici antiblastici in ambiente sanitario”.
Questo gruppo di lavoro, nel 1997 ha elaborato le linee guida per la sicurezza e la salute dei lavoratori
esposti a chemioterapici antiblastici in ambiente sanitario, questo documento è stato approvato dalla
Commissione Oncologica Nazionale nel 1999, emanando le “Linee guida per la sicurezza e la salute dei
lavoratori esposti a chemioterapici antiblastici in ambiente sanitario”.
Si tratta in sostanza di “indirizzi” che, alla luce delle attuali conoscenze, indicano la strada per
effettuare valutazioni di esposizione, sorveglianza sanitaria, nonché per attuare misure di prevenzione,
ovvero modalità di carichi operativi, valutazione della suscettibilità individuale a sostanze alcune delle
quali potenzialmente cancerogene, come da classificazione IARC, la quale ha classificato numerososi
farmaci antitumorali come sostanze cancerogene o probabilmente cancerogene per l’uomo.
PRINCIPALI FATTORI
RIPRODUTTIVO
●
DI
RISCHIO
DEL
PERSONALE
ESPOSTO
SUL
SISTEMA
Effetti mutageni cancerogeni. L’effetto mutageno è stato osservato in alcuni studi. Esaminando
ad esempio la mutagenicità delle urine di infermiere del reparto di oncologia in confronto alle
infermiere di altri reparti, uno studio ha costatato una maggiore prevalenza di positività tra le
infermiere oncologiche, con un gradiente dose e risposta secondo il numero di dose preparate. Uno
studio più recente condotto in Danimarca e in Cecoslovacchia ha riscontrato un tasso maggiore di
rotture e aberrazioni cromosomiche nel personale addetto alla preparazione di ciclosfamide. La
valutazione dell’effetto mutageno è tuttavia complicato sia da problemi di natura tecnico-analitico,
che dal problema di confondimento a causa di esposizione a mutageni non lavorativi, in particolare
fumo di sigaretta attivo o passivo. La responsabilità degli antiblasti nel determinare i vari effetti
mutageni è stata comunque confermata anche da studi che hanno mostrato che laddove si attuano
misure di sicurezza, si osserva l’annullamento o la riduzione di questi effetti. Il problema resta
ancora in quei paesi dove non si è ancora preso coscienza del rischio.
●
Effetti riproduttivi. Questi studi sono più numerosi e provengono da diverse realtà lavorative. Gli
studi di Hemminki e Selevan in Filanda sono basati sull’accertamento dell’esposizione durante le
prime settimane di gestazione, che è anche il periodo di maggiore suscettibilità. Altri studi sono
basati su questionari senza un riscontro obiettivo dell’effettiva esposizione. Tuttavia, nonostante
queste limitazioni, esiste una forte convergenza dell’evidenza epidemiologica a favore dell’ipotesi
di un incremento del rischio di aborto spontaneo tra le infermiere che lavorano senza misure
protettive. Un effetto ben documentato, e probabilmente collegato all’aborto spontaneo, è quello
dei disturbi mestruali. Infatti un ampio studio, sulla salute delle infermiere, condotto negli Stati
Uniti all’inizio degli anni ’90, ha evidenziato un maggior numero di disfunzioni mestruali tra le
infermiere che manipolano farmaci chemioterapici. Meno concreta è l’evidenza sul possibile ruolo di
33
questa esposizione nelle malformazioni congenite e nelle gravidanze extrauterina, è risultato
negativo. Quest’ ultimo effetto è stato osservato per la prima volta in uno studio francese nel
1993, ma si basa solo su 15 casi. Successivamente, uno studio molto più ampio, disegnato
specificatamente per esplorare l’ipotesi dell’associazione tra esposizione professionale a
chemioterapici e gravidanza extrauterina, è risultato negativo. Il possibile effetto teratogeno è
stato sospettato sulla base di due studi, ma ambedue erano senza un’adeguata definizione delle
esposizioni a chemioterapici, basati solo sulla categoria professionale delle lavoratrici. Infatti,
trattandosi di eventi rari, lo studio di malformazioni congenite ed esposizioni professionali a
chemioterapici (altrettanto rare) presenta molte difficoltà. Gli antiblastici disturbano eventi alla
base della replicazione cellulare e della fisiologia cellulare, questi comprendono agenti alchilanti
come la ciclosfosfamide, inibitori del metabolismo dei folati come il metrotessato, sostanze che
alterano il citoscheletro come gli alcaloidi vincristina ecc. Pertanto, è evidente come gli antiblastici
possono avere una forte tossicità per i tessuti in rapida proliferazione e differenziazione come
quelli embrionali; infatti, l’uso terapeutico in gravidanza è associato al rischio di abortività e
malformazioni congenite, e specifiche sindromi malformative (effetti ritardi sullo sviluppo,
meccanismi di embriotossicità e teratogenesi, ecc). Da questa breve rassegna emerge, che
nonostante le interessanti indicazioni fornite dai lavori scientifici, i dati disponibili sono
assolutamente inadeguati per contribuire ad una valutazione quantitativa del rischio riproduttivo in
seguito ad esposizione occupazionale .
●
LA PREVENZIONE INDIVIDUALE E COLETTIVA
Alla luce di tutte queste considerazioni come già anticipato nella parte introduttiva sono state
stilate delle linee guida per la sicurezza e la salute dei lavoratori esposti a chemioterapici
antiblastici in settore sanitario. I cardini della prevenzione individuale e collettiva in tema di
rischio da esposizione a chemioterapici antiblastici sono tre. Innanzitutto la centralizzazione
organizzativa e strutturale che abbia dimensioni e caratteristiche adeguate alla struttura cui è
destinata. Alla centralizzazione deve affiancarsi la protezione collettiva e individuale. La prima,
secondo le indicazioni delle linee guida vede nella cappa a flusso laminare verticale, il suo elemento
fondamentale. I dispositivi di protezione individuale (guanti, mascherine, camici, occhiali ecc). Tra
questi di particolare rilievo assumono i guanti, che rappresentano la protezione fondamentale
rispetto all’assorbimento transcutaneo di chi prepara la somministrazione.
●
LA SORVEGLIANZA SANITARIA
Chi esegue la sorveglianza sanitaria deve tenere conto che i farmaci antiblastici, in particolare gli
agenti alchilanti, sono composti citotossici potenzialmente cancerogeni e possono causare effetti
negativi sulla riproduzione in soggetti professionalmente esposti. In pazienti sottoposti a terapia
antiplastica, sono stati descritti effetti irritativi o allergici (cute e mucose), perdita di capelli,
nausea, ecc. Durante la sorveglianza sanitaria dovrebbero essere valutate quelle condizioni
fisiologiche e/o patologiche, temporanee o permanenti, che potrebbero rappresentare situazioni di
aumentata suscettibilità individuale, (gravidanza e allattamento, talassemie, anemie, alterazioni
epatico renali, ecc).
Sarà, pertanto, necessario approfondire notizie anamnestiche periodicamente ad espletare gli
organi e apparati. Il monitoraggio biologico, attraverso lo studio degli indicatori di citogenetica,
può trovare indicazioni solo in situazioni particolari. Eccessivo assorbimento di farmaci antiblastici
per infortunio o sospetta malattia professionale.
NOTA
L’argomento trattato è molto vasto, essendo questa una scheda sintetica siamo a disposizione per darvi
il materiale per approfondire in modo dettagliato altri punti, ad esmpio:
1. Linee guida (precise direttive)
2. Elenco dei principali chemioterapici usati in Italia
3. Classificazione dei farmaci antitumorali secondo la IARC
34
RISCHI
DI NATURA INFETTIVA NELLE DONNE CHE OPERANO IN SANITÀ
PREMESSA
Le malattie infettive contratte in gravidanza possono avere notevoli ripercussioni sull’andamento della
stessa, gli effetti di una malattia possono essere:
•
un aggravamento della malattia infettiva;
•
ripercussioni sfavorevoli sull’andamento della gravidanza (aborto, morte intrauterina del feto,
parto anticipato. Si dovranno considerare le condizioni generali di salute della donna in esame
ed il suo stato immunitario rispetto ad alcuni agenti per cui si realizza un’immunità permanente.
pretermine);
•
embriopatie, fetopatie o nanopatie infettive causate ad esempio da alcuni virus (rosolia,
morbillo, parotite, citamegalovirus, herpes virus, influenza, epatiti, ADIS) .
Il rischio di contaminazione infettiva deve essere valutato caso per caso, tenendo conto della natura,
del grado e della durata dell’esposizione.
INFEZIONE DA ROSOLIA
Riguardo al rischio delle infezioni nosocomiali occupazionali sullo stato di salute della donna, con
particolare riguardo per la sfera riproduttiva e gli eventuali effetti sul nascituro, in primo luogo si
identifica nella rosolia quella identità etiologica, immunologia e clinica responsabile, com’è noto, di
malformazioni fetali per trasmissione del virus della madre attraverso la placenta. Ai fini preventivi,
attraverso la vaccinazione verso il virus della rosolia di tutta la popolazione infantile, si possono
ottenere ottimi risultati, mentre la strategia selettiva, la quale limita la vaccinazione soltanto alle
bambine in età prepubere, in vista delle future gravidanze, permette la circolazione del virus selvaggio
della rosolia nei bambini di sesso maschile e cioè in larghissima fascia popolazione, che rimane esposta
al rischio di infezioni, e non garantisce l’eradicazione del virus e della malattia.
INFEZIONE DA VARICELLA (VZV)
Le infezioni da virus della varicella-herpes zoster (VSZ), nelle loro manifestazioni nosologiche,
varicella ed herpes zoster, hanno assunto una loro rilevanza, anche per le complicanze alle quali possono
andare incontro. La varicella in gravidanza è gravata da una elevata incidenza di complicazioni materne,
principalmente polmonite, che in alcune casistiche colpisce fino a un terzo delle donne e può essere
causa di morte; tuttavia, recenti valutazioni fanno ritenere che questi rischi siano stati molto
sovrastimati perché i casi non complicati tendono ad essere segnalati più raramente. Se contratta nelle
settimane intorno al parto, il virus può causare varicella neonatale, che è gravata da una mortalità fino
al 30% dei casi. In particolare, il rischio di infezione, di sintomatologia clinica e di malattia grave è
particolarmente elevato se l’esantema compare nei 7 giorni precedenti e successivi al parto, mentre
decresce progressivamente allontanadosi da questo periodo. Il rischio di sindrome da varicella
congenita, legata all’infezione contratta nel I o II trimestre (ed in particolare tra la 10° e la 20°
settimana), è invece relativamente basso (1-3%). La sindrome può comprendere microftamia,
cataratta, corioretinite, sindrome do corner, microcefalia, atrofia corticale, encefalite, ritardo della
crescita intruterina, ipoplasia degli arti, dita rudimentarie, atrofia muscolare, disfunzione degli
sfinteri e cicatrici cutanee. Da ultimo, i neonati di madri che hanno contratto la varicella in gravidanza
non sembra comportare alcun rischio di varicella neonatale, sindrome da varicella congenita o zoster in
età pediatrica.
Tutto ciò giustifica, per il personale sanitario femminile a rischio, l’interesse per misure preventive di
vaccinazione, oggi possibile ancorché tuttora in discussione per taluni suoi aspetti.
35
INFEZIONE DA HIV
Gli studi epidemiologici condotti in questi anni hanno accertato il rischio di infezioni occupazionali da
HIV, anche se esso appare ridotto in confronto con gli altri rischi di infezione. Rimane da sottolineare
la gravità dell’infezione da HIV soprattutto in donne in età fertile con possibilità, in caso di gravidanza,
del contagio prenatale o peri_partum. Sotto il profilo infettivologico, la prognosi dei bambini, nati da
madre HIV sieropositiva, è spesso sfavorevole. Complessivamente si ritiene infatti che circa la metà di
tutti i nati risulta portatrice dell’infezione, mentre circa il 20% può sviluppare la sindrome da
immunodeficienza acquisita nel primo anno di vita. Gravi interrogativi permangono anche sui bambini
che apparentemente non hanno contratto infezione e non mostrano segni di immunodeficienza dopo il
diciottesimo mese di vita. Le norme di protezione dal contagio professionale da HIV nelle strutture
sanitarie dovranno pertanto essere attuate con ogni scrupolo, tenendo in particolare considerazione
quegli ambienti o quelle situazioni più a rischio (sale parto, laboratori, gabinetti di odontoiatria, ecc.).
INFEZIONE DA HBV
Anche se non presenta particolari aspetti clinici e di decorso, è bene tenere presente che l’epatite in
gravidanza comporta una più elevata gravità (10 volte superiore alla norma). Per il feto non sembra vi
siano rischi di malformazioni. Di conseguenza è sempre necessario il controllo di tutti markers
specifici. La trasmissione dell’epatite al feto può avvenire solo al momento del parto, mentre difficile
per via transplacentare. Subito dopo la nascita, e non oltre 12 ore, si devono somministrare al neonato
immunoglobuline specifiche 0,5 ml/kg di peso per via intramuscolare, ed entro 7 giorni dalla nascita la
prima dose di vaccino, seguita dalla seconda dopo un mese e dalla terza dopo un altro mese (0-1-2
mesi). La presenza di anti-HBs a titolo superiore a 10 mUI/ml indica buona protezione. Qualora non si
raggiunga tale valore vuol dire che il bambino non è del tutto protetto, per cui a sei mesi occorre fare
un’altra dose di vaccinazione.
INFEZIONE DA MORBILLO
L’introduzione della vaccinazione contro il morbillo in molti paesi industrializzati ha cambiato
l’epidemiologia della malattia, che in passato colpiva quasi esclusivamente i bambini, mentre al giorno
d’oggi è diventata più comune negli adulti. Benché la circolazione del virus nella popolazione possa
essere estremamente ridotta dai programmi di vaccinazione, la maggior parte delle donne in età
riproduttiva non sono vaccinate e, se non hanno contratto il morbillo in età pediatrica, possono
contrarlo per l’esposizione ad un occasionale fonte di contagio. In era prevaccinica, la prevalenza del
morbillo in gravidanza era di circa 5 casi su 100.000 gravidanze, mentre la prevalenza attuale non è
nota. Il morbillo può essere particolarmente grave nelle gestanti, con un’elevata incidenza di
complicazioni polmonari che possono portare a morte materna. Il morbillo è inoltre gravato da
un’elevata incidenza di aborto, parto pretermine e morte intrauterina. Tali eventi avvengono in genere
entro 2 settimane dall’insorgenza della sintomatologia clinica. I bimbi di madri che hanno contratto il
morbillo in epoca peripartale possono avere la malattia clinica nel periodo neonatale. Anche se sono
stati riportati casi di anomalie congenite nei figli di madri con morbillo in gravidanza, la loro
eterogeneità ed il tipo di malformazione in relazione all’età gestionale al momento dell’infezione
sembrano escludere ogni nesso di causalità. Il ricorso all’interruzione di gravidanza per il morbillo
sembra quindi ingiustificato. Al contrario, poiché le immunoglobuline risultano efficaci contro il
morbillo, la loro somministrazione alle donne gravide entro 6 giorni dall’esposizione al contagio ed ai
neonati di madri con morbillo in gravidanza è altamente raccomandata. Potrebbe risultare anche
opportuno associare alla vaccinazione per la rosolia quella per il morbillo nelle donne in età riproduttiva
che risultano non immuni.
TABELLA AGENTI DI ESPOSIZIONE
36
Agente
d’esposizi
one
Reparti più a
rischio
Possibili effetti
sulla
funzione
riproduttiva
Possibili
effetti sulla
prole
rosolia
pediatria
morbillo
pediatria
HBV HIV
tutti
Aborti
spontanei
Aborti
spontanei
Vedi relazione
Varicella
(VZV)
pediatria
Vedi relazione
Nascite
premature
Nascite
premature
Vedi
relazione
Vedi
relazione
LA PREVENZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO
Le esigenze attuali per prevenire la diffusione occupazionali di patogeni a trasmissione ematica sono
state espresse nelle precauzioni universali e precauzioni standard pubblicate per la prima volta nel
1985 dai Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta (CDU-USA), successivamente
aggiornate nel 1987 e 1988, e introdotte in Italia nel 1989 con emanazione delle linee guida di
comportamento per OS (inclusi studenti, frequentatori e tirocinanti). Queste precauzioni sono
depositate da leggi. Nel 1995 i CDC hanno rivisto e aggiornato ulteriormente le linee guida da loro
elaborate, queste contengono due campi di applicazione:
1. precauzioni standard si applicano a tutte le persone assistite, indipendentemente dalla
diagnosi e dal sospetto di infezione. Devono essere usate in caso di contatto con sangue o altri
liquidi organici, secrezioni, escrezioni, cute non integra e mucose.
2. Precauzioni da adottare in aggiunta alle precauzioni standard, nei pazienti in cui si conosce
o si sospetta un’infezione da parte di un patogeno epidemiologicamente importante
NOTA:
L’argomento trattato è molto vasto, essendo questa una scheda sintetica siamo a disposizione per darvi
il materiale per approfondire in modo dettagliato altri punti, ad esempio:
1.
tutte le indicazioni contenute nelle precauzioni universali.
2. Elenco dei reparti ad alto rischio infettivo sia per il paziente che per l’operatore sanitario.
3. Approfondimenti sulle malattie infettive trattate su questa scheda.
37
RISCHI CAUSATI DA GAS ANESTETICI
PREMESSA
Vari agenti nocivi presenti nell’ambiente ospedaliero sono stati associati con esiti riproduttivi negativi,
in particolare con l’aborto spontaneo. Tra questi, anche i gas anestetici. In seguito ad una casistica di
18 aborti tra 31 gravidanze tra anestesiste sovietiche, sono stati condotti numerosi studi
epidemiologici e sperimentali per individuare il grado e la natura di questa associazione. In tutti questi
studi è stato confermato un incremento del rischio di aborto spontaneo per le donne esposte a questo
gas. Alcuni studi hanno inoltre riscontrato un incremento del rischio per difetti congeniti e basso peso
alla nascita.
Nel corso degli anni, sono scomparsi dall’uso farmaci altamente tossici e sospetti di cancerogenicità,
come il cloroformio, il cui il primo caso di nefrite in un anestesista venne pubblicato addirittura nel
1992, e che fu abbandonato nel dopoguerra per l’elevata epatossicità. Và ricordato comunque che il
cloroformio viene tuttora usato dai dentisti per il riempimento delle cavità radicolalari, e che anche
questa operazione può esporre a livelli di tossici al di sopra dei limiti accettabili (Allard e Andersson,
1992).
Un altro anestetico non più usato è l’etere etilico, che già nel 1949 veniva segnalato come responsabile
di danno miocardio nel personale di sala operatoria, ed è stato abbandonato per la sua infiammabilità; o
il tricolroetilene, anch’esso epatotossico e neuro tossico, abbandonato nel dopoguerra per la sua
instabilità. Solo per circostanze fortunate hanno impedito che venisse largamente usato in anestesia il
cloruro di venile monomero, un composto a lungo ritenuto poco tossico e sperimentato come anestetico,
che si è rilevato negli anni ‘ 70 uno dei più potenti cancerogeni per l’uomo capace di indurre nei
lavoratori addetti alla produzione della plastica PVC l’emagio-endotelio-sarcoma epatico, oltre che un
formidabile angiotossico, induttore di un angiopatia periferica e sistemica, con fibrosclerosi del
fegato, del polmone e della cute.
I prodotti anestetici attualmente più utilizzati nelle sale operatorie sono: l’alotano (fluotano),
l’enflurano (etrano), l’isofluorano (forano) e metossifluorano (pentrano) sono idrocarburi alifatici
alogenati presenti allo stato di vapore a temperatura e pressione ambiente. Questi composti
vengono utilizzati in miscela con il protossido d’azoto e l’ossigeno.
L’impiego di questi anestetici per inalazione da luogo ad una dispersione più o meno cospicua
nell’ambiente. La concentrazione atmosferica del gas varia, oltre che in funzione del tipo di intervento
e delle varie fasi operatorie, anche da numerosi altri fattori, come il tipo di tecnica usata (maschera o
intubazione), le eventuali perdite e la maggiore o minore efficienza dei ricambi d’aria. Nelle sale di
risveglio, in particolare, si possono raggiungere concentrazioni assai elevate perché i pazienti espirano
liberamente i gas somministrati durante l’anestesia e tali locali sono spesso privi di adeguata
ventilazione.
Il DPR 1401/97 e le norme UNI 737-1, 2, 3, 4 indicano i requisiti minimi dall’impianto centralizzato alla
macchina per l’anestesia. L’entità del rischio professionale per il personale di sala ha indotto inoltre il
nostro Ministero della Sanità a indicare, nella circolare n. 5/1989, una serie di norme e controlli per la
valutazione e la limitazione dell’esposizione professionale ad anestetici in sala operatoria.
RAPPORTO TRA ESPOSIZIONE PROFFESSIONALE AD ANESTETICI E PROBLEMI LEGATI
ALLA GRAVIDANZA
38
Le indagini epidemiologiche che cercano di chiarire il rapporto tra esposizione professionale ad
anestetici e risultati della gravidanza sono numerose e riguardano un po’ tutti i Paesi. La maggior parte
delle indagini rivela un associazione tra l’esposizione ad anestetici e una aumentata frequenza di
interruzione spontanea della gravidanza, o l’aumento di malformazioni nei nati da madri esposte.
Alcuni studi segnalano un eccesso di eventi sfavorevoli in gravidanza anche nelle mogli di
anestesisti.
Altri effetti conosciuti
Effetti neurocomportamentali precoci;
effetti sulla funzione epatica;
effetti sulla funzione renale;
effetti sulla funzione emopoietica;
effetti sulla funzione immunitaria;
effetti citogenetici;
effetti sulla funzione cardiaca.
Prevenzione
La citata circolare del Ministero della sanità e le norme UNI elenca una serie di misure volte a
mantenere i livelli di inquinamento delle sale operatorie entro i valori limiti proposti l’ACGIH
(associazione degli igienisti industriali americani), che propone un limite di 50 ppm per il protossido
d’azoto e l’alotano e di 75 ppm per l’enflurano. Valori più bassi sono consigliati da un altro ente
statunitense, il NIOSH (organismo federale e quindi tradizionalmente meno sensibile alle esigenze
produttive e maggiormente attento ai problemi preventivi).
In caso di gravidanza la lavoratrice deve essere allontanata ai sensi dell’art.7 e dell’art. 11 del
D.LGS del 26 marzo 2001, n° 151. Prima del Decreto sopra citato il divieto era esteso ai sensi
del DPR 1026/76 art.5 lettera B.
NOTA:
L’argomento trattato è molto vasto, essendo questa una scheda sintetica siamo a disposizione per darvi
il materiale per approfondire in modo dettagliato altri punti, ad esempio:
1. Le norme UNI 737-1, 2, 3, 4 e altra normativa.
2. Schede di valutazione degli impianti di distribuzione dei gas medicali (realizzate a cura dell’ASL
MI 2 Dipartimento di prevenzione, nell’ambito del “Progetto Ospedali”).
39
SCUOLA
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
Il settore dell'educazione è fortemente caratterizzato dalla presenza femminile con una
concentrazione particolare nella docenza (soprattutto nella scuola materna ed elementare) e nelle
mansioni di assistente amministrativo (ex-applicata di segreteria) e di collaboratrice scolastica (exausiliaria, custode, bidella).
c)Collaboratrice scolastica. Le principali attività riguardano ancora la pulizia delle aule, dei servizi
comuni, degli uffici, la distribuzione di materiali (merende, sussidi, circolari...), la sorveglianza delle
classi in caso di momentanea assenza del docente, lo spostamento di suppellettili, la pulizia degli spazi
di pertinenza della scuola. Sono incaricate inoltre dell'assistenza degli alunni portatori di handicap per
l'accesso e l'uscita dalla scuola, per l'uso dei servizi igienici e nella loro igiene personale oltreché per
tutti l'assistenza a piccoli infortuni e incidenti.
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON RIFERIMENTI
LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Mansione/lavorazion Fattori di rischio
Riferimenti Legislativi
e
Asilo Nido
Stress
Educatrici di infanzia
e operatrici di asilo
nido
Movimentazione
bambini
Assistenza bambini e Postura
supporto bambini con
handicap
Rischio infettivo
D.Lgs. 645/96 All. I comma 1
lett. g
Lavoro di pulizia dei
locali per le
operatrici
DPR 1026/76 art. 5 lett. F
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
Scuola materna ed
Elementare
Insegnante
Educazione con
eventuale assistenza
dei bambini
Supporto bambini
con handicap
Fatica fisica
Postura
Stress
Eventuale
movimentazione
alunni con handicap
Lavoro svolto in locali Rumore
come palestre,
mense
Rischio infettivo
Fatica fisica
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1 lett.g
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
D.Lgs.645/96 all. I comma 2
DPR 1026/76 art. 5 lett. L
D.Lgs. 645/96 All. I comma 1
lett. g
D.Lgs. 645/96 All. I comma 1
lett. g
D.Lgs. 645/96 All. I comma 1
lett. c
D.Lgs.645/96 all. I comma 2
DPR 1026/76 art. 5 lett. F
DPR 1026/76 art. 5 lett. F
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
40
Bidella
Pulizie aule, bagni
ecc.
eventuale
supporto
servizio
mensa, distribuzione
pasti e lavori in
cucina,
assistenza
bambini ed eventuale
supporto a bambini
con handicap
Postura
Eventuale
movimentazione
alunni con handicap
Rumore
Rischio infettivo
Scuola
inferiore
D.Lgs. 645/96 All. I comma 1
lett. g
D.Lgs. 645/96 All. I comma 1
lett. c
D.Lgs.645/96 all. I comma 2
DPR 1026/76 art. 5 lett. F
Vedi rischi scuola
media materna ed
elementari
(Movimentazione
bambini
Postura Rischio
infettivo
Fatica fisica
Postura
Stress Rumore
Eventuale
movimentazione
alunni con handicap)
41
VIGILANZA URBANA
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
Il lavoro di vigile urbano é considerato ancora tipicamente maschile, ma negli ultimi anni molte donne vi si
sono inserite soprattutto nelle grandi città; attualmente il 50% dei vigili in assunzione sono donne.
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON RIFERIMENTI
LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione Fattori di
Riferimenti Legislativi
rischio
Operazioni
varie
Stress
Microclima
Posture
incongrue
Rumore
D.Lgs. 645/96 All. I comma
1
lett. g
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1
lett.f
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1
lett.c
42
LAVORO DI UFFICIO
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
In questo settore è particolarmente significativa la presenza delle donne, impiegate per lo più in attività di
tipo esecutivo ma fortunatamente in molti luoghi di lavoro non è più così.
allo sportello (banche - poste - servizi sociali...).
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON RIFERIMENTI
LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione
Operazioni
varie
Fattori di rischio
Riferimenti Legislativi
Stress
D.Lgs. 645/96 All. I comma
1
lett. g
Microclima
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1
lett.f
43
LAVORATIVI PIU’ COMPLESSI
AUTOGRILL
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
In questo settore molte donne sono impiegate soprattutto nelle attività di commessa, di cassiera, addetta
alle pulizie, cuoca , barista,.
DESCRIZIONE DELLE PRINCIPALI MANSIONI
L'attività delle operatrici impiegate presso l’autogrill comporta il contatto con il pubblico, la continua
movimentazione di oggetti di vario peso (da scaffali, da banchi di vendita e viceversa), la registrazione
degli importi (su tastiere, con lettura ottica, scanner del codice a barre), presa e consegna dello scontrino,
incasso e consegna del resto. Operazioni sussidiarie e saltuarie sono quelle della smagnetizzazione (di capi
di vestiario), di riordino, di pulizia dell'ambiente di lavoro.
Nei self-service il lavoro implica soprattutto una movimentazione di pesi: contenitori di alimenti, stoviglie,
vassoi, oltre che i lavori di riordino e pulizia delle stoviglie e degli ambienti. Nelle cucine vere e proprie,
oltre a queste mansioni vi sono tutte le operazioni di preparazione dei cibi: dal lavaggio delle verdure al
taglio e la pezzatura di carne, formaggi, alla cottura, alla porzionatura e distribuzione dei pasti.
Nel bar il lavoro implica sopratutto una postura eretta in piedi e una movimentazione manuale dei carichi
(cestello delle stoviglie da mettere in lavastoviglie), uno stressante continuo contatto con i clienti.
PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO
●
Posture incongrue e movimenti ripetitivi. Il lavoro di addetta autogrill si svolge quasi sempre in piedi
con conseguente aumento di lombalgie e rischi di insufficienza venosa alle gambe, quello di cassiera si
svolge in posizione seduta fissa mantenuta per molte ore consecutive in posti di lavoro per lo più
inadeguati, spesso assai costrittivi. Più in generale come si diceva nella grande distribuzione e nel
commercio vi sono molte operazioni che comportano una movimentazione ed una spinta manuale di
carichi, che alla fine del turno di lavoro può essere complessivamente elevata. Frequenti sono i disturbi
della colonna vertebrale, le infiammazioni dei muscoli e dei tendini degli arti superiori per cui tendinite
ed epicondiliti sono le conseguenze di questi lavori ripetitivi e senza pause. Le posture coatte fisse
possono comportare una facilità alle forme infiammatorie (cistiti, vaginiti) e ad una insufficienza
venosa alle gambe con gonfiori, crampi, formicolii. Alle cassiere vanno garantiti sedili ergonomici: sicuri,
pratici, adattabili alle misure umane, confortevoli, solidi e adeguati. Per la donna in gravidanza si
possono avere nascite sottopeso o premature proprio per l'affaticamento fisico. La movimentazione
manuale dei carichi deve essere presa in considerazione nella valutazione dei rischi obbligatoria in
applicazione del Decreto 81 del 2008; le addette vanno dotate di tutti gli ausili di movimentazione:
pallets autosollevanti, rollers e carrelli (a cui va garantita una manutenzione adeguata delle ruote) che
devono scorrere su pavimenti senza avvallamenti e buche. La movimentazione manuale di carichi pesanti
è ritenuta rischiosa per la gravidanza in quanto può determinare lesioni al feto e un parto prematuro. Il
rischio dipende dallo sforzo, vale a dire dal peso del carico, dal modo in cui esso viene sollevato e dalla
frequenza con cui avviene il sollevamento durante l’orario di lavoro. Con il progredire della gravidanza
una lavoratrice incinta è esposta a un rischio maggiore di lesioni a seguito della movimentazione manuale
di carichi. Ciò è causato dal rilassamento ormonale dei legamenti e dai problemi posturali ingenerati
44
dalla gravidanza avanzata. Vi possono essere rischi per le puerpere, ad esempio dopo un parto cesareo
che può determinare una limitazione temporanea delle capacità di sollevamento e di movimentazione.
●
Fattori di stress. Il contatto con un pubblico non sempre "gentile" è sicuramente il fattore di stress
più evidente. Dato che il "cliente ha sempre ragione", le difese sono piuttosto aleatorie e il controllo
della lavoratrice –addetta alle autrogrill dipende non solo dalla "gerarchia interna", ma soprattutto dal
giudizio degli utenti. L'ambiente, piuttosto rumoroso e caotico, rende poi più pesante dal punto di vista
psico-fisico il lavoro. Il regime degli orari non riesce a quantificare la variabilità del carico di lavoro,
che può avere punte molto elevate in particolari momenti della giornata, della settimana, dell'anno.
Frequentemente, a causa di ritmi di lavoro troppo elevati, vi sono difficoltà di effettuare anche le
pause" fisiologiche". Le lavoratrici gestanti e puerpere possono risentire in modo particolare dello
stress professionale per mutamenti ormonali, fisiologici e psicologici.
●
Microclima. I principali problemi possono derivare da un cattivo condizionamento dei locali (eccessivo
freddo in estate e caldo in inverno), dalla vicinanza di posizioni di lavoro fisse (es. cassiere) a porte di
ingresso e la presenza di aree a diversa temperatura (presenza di frigoriferi...), zone di cottura.
Occorre comunque negli ambienti condizionati garantire che venga effettuata periodicamente la pulizia
dei filtri e la verifica della loro efficienza. I meccanismi della termoregolazione che vengono attivati in
ambiente caldo possono risultare meno efficaci durante la gravidanza, in quanto esiste in questo
periodo una vasodilatazione fisiologica ed un aumento della frequenza cardiaca. Oltre a ciò si osserva
un aumento del metabolismo basale con diminuzione delle riserve energetiche. L’effetto più importante
segnalato risulta essere un aumento degli aborti spontanei per esposizione ad elevate temperature.
●
L'uso di detergenti. Non si conoscono allo stato attuale ricerche su effetti per la salute del nascituro
delle sostanze normalmente utilizzate nel lavoro di pulizia; anche se i detergenti in uso possono dare
patologie irritanti e allergiche a carico della cute e dell'apparato respiratorio e che, talvolta, possono
essere causa di reazioni allergiche anche gravi (crisi di asma). Un cenno particolare va riservato
all’ammoniaca: è una sostanza chimica utilizzata in soluzione con acqua ed ha spiccate proprietà
detergenti e per questo motivo viene spesso impiegata nei lavori di pulizia domestica e industriale.
L’ammoniaca è molto irritante per l’apparato respiratorio per la cute e per gli occhi. Pertanto, anche se
non sono segnalati effetti tossici generali con eventuale rischio per la gravidanza, si sconsiglia l’uso di
ammoniaca durante il periodo di gestazione anche in considerazione del fatto che la sua percezione
olfattiva, di per se sgradevole, si ha per concentrazioni molto basse nell’aria ambiente e che la donna
gravida ha normalmente una minore tolleranza per gli odori forti.
Lavoro notturno. Il lavoro notturno può influenzare negativamente le alterazioni fisiologiche già
presenti durante la gravidanza (modificazioni dell’apparato cardiovascolare, respiratorio,
digerente, neurologico, locomotore). La L.903/77 art.5 integrato all’articolo 53 del D.Lgs
151/2001 vieta di adibire le donne al lavoro dalle 24 alle ore 6, dall’accertamento dello stato di
gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.
●
CURIOSITA’. I lettori ottici sono strumenti laser del tipo a gas neutri o atomici. Si tratta di
strumenti sicuri per gli addetti alle casse e per gli utenti. Sono strumenti funzionanti a bassa potenza
con una emissione massima permessa non superabile in nessuna condizione di impiego. Si escludono danni
per l'apparato oculare o la pelle e per la gravidanza.
45
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON RIFERIMENTI
LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione Fattori di rischio
Rischi generali:
Postura
Sotanze chimiche
Riferimenti Legislativi
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
DPR 1026/76 art. 5 lett. B,
C
Microclima
D.Lgs. 645/96 all. I comma
1 lett. f
Stress
D.Lgs. 645/96 All. I comma
1 lett. g
Operazioni
varie
Lavoro notturno
L.903/77 art.5
46
NETTEZZA URBANA
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
Il lavoro di addetti alla nettezza urbana é considerato ancora tipicamente maschile, ma negli ultimi anni
molte donne vi si sono inserite soprattutto nelle grandi città.
IL CICLO DI LAVORAZIONE
Sotto questo termine vengono descritte le varie operazioni che vengono effettuate in un turno di lavoro,
che si possono così sintetizzare:
RIMOZIONE
Viene
effettuata
con
le
seguenti
modalità:
1. raccolta sacchi indifferenziata
2. raccolta carta e cartone
3. raccolta umido
4. raccolta plastica
5. raccolta vetro
Stazionamento dell’addetto su pedana del
mezzo in movimento
Conducente camion raccolta rifiuti
1. guida del mezzo
ADDETTI PULIZIA STRADE
Viene
effettuata
con
le
seguenti
modalità:
1. manualmente, con utilizzo di apecar
2. meccanicamente,
con
utilizzo
di
spazzatrice
PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO
Posture in piedi e obbligata. Si verifica durante tutta l’attività di lavoro. Il lavoro richiede una
presenza continua "in piedi". Questo può comportare un aumentato rischio di lombalgie e disturbi
venosi alle gambe. La compressione venosa può ridurre il ritorno di sangue venoso dalla zona pelvica che
porta ad un aumento per compensazione nel ritmo cardiaco materno ed a contrazioni dell’utero. Se la
compensazione è insufficiente, ciò può condurre a debolezza e capogiri. La relazione tra attività in
posizione eretta e aumentato rischio di aborto o parto prematuro sono conosciute. Confronti tra donne
lavoratrici in posizione eretta e quelle sedute ha rivelato un rischio maggiore di parti prematuri per le
prime. Le attività erette sono associate inoltre ad un più alto rischio di basso peso alla nascita.
Movimentazione manuale dei carichi. Nel considerare il rischio dovuto alla movimentazione manuale
dei carichi bisogna valutare come si effettua lo spostamento e cioè se è necessario compiere dei
47
movimenti di torsione della colonna vertebrale o se è necessario compiere dei movimenti di flessione ed
estensione. Nelle fasi avanzate della gravidanza si deve tener conto della distanza del carico da
spostare dal baricentro del corpo, per evidenti problemi di ingombro, ciò comporta un aumento dello
sforzo che la donna deve compiere a parità di peso da spostare. La maggior fatica fisica necessaria
determina maggior arco a livello della colonna vertebrale con rischio aumentato per quanto riguarda la
comparsa di lombalgia o di più importanti patologie come ernia del disco. Alcuni studi anche se non
completamente confermati, hanno evidenziato che sollevare e trasportare grossi pesi durante la
gravidanza comporta una maggior prevalenza di aborti, parti prematuri e basso peso alla nascita del
neonato.
Rischio biologico. Per il contatto accidentale di rifiuti infetti (feci, sangue ecc.) portatori di agenti
biologici. Il personale deve essere informato circa l’uso dell’equipaggiamento protettivo personale:
indumenti di lavoro/tute e guanti. Le mani dovrebbero essere lavate frequentemente con sapone e
acqua. Molti agenti biologici possono interessare il nascituro in caso di infezione della madre durante la
gravidanza. Essi possono giungere al bambino per via placentare mentre questo è ancora nell’utero
oppure durante e dopo il parto, ad esempio nel corso dell’allattamento o a seguito dello stretto
contatto fisico tra madre e bambino. Agenti tipo che possono infettare il bambino in uno di questi modi
sono il virus dell’epatite B, quello dell’epatite C, l’HIV ( il virus dell’AIDS), l’herpes, la tubercolosi, la
sifilide, la varicella e il tifo. Il rischio di contaminazione infettiva deve essere valutato caso per caso,
tenendo conto della natura, del grado e della durata dell’esposizione. Si dovranno considerare anche gli
aspetti peculiari della donna in esame quali ad esempio le sue condizioni generali di salute e il suo stato
immunitario rispetto ad alcuni agenti per cui si realizza un’immunità permanente.
Microclima. Soprattutto la stagione invernale comporta per chi opera in questo settore notevoli disagi,
aggravati soprattutto dal dover mantenere una posizione abbastanza fissa e un abbigliamento
confortevole ma spesso ingombrante. Il freddo facilita la permanenza d'inquinanti e batteri
nell'apparato respiratorio, facilitando tutte le forme infiammatorie e influenzali. La peculiarità
dell'ambiente di lavoro impedisce specifiche e sostanziali misure di bonifica. Il lavoro a temperature
molto fredde può essere pericoloso per le gestanti e i nascituri. Si dovrebbe mettere a disposizione
indumenti caldi. I rischi aumentano comunque nel caso di un’esposizione a improvvisi sbalzi termici.
Durante la gravidanza le donne sopportano meno il calore ed è più facile che svengano o risentano di
stress da calore. Il rischio si riduce di norma dopo il parto ma non è certo con quanta rapidità migliori
la tolleranza. L’esposizione al calore può avere esiti nocivi sulla gravidanza. L’allattamento può essere
pregiudicato a causa della disidratazione da calore.
Stress. Non tutte le donne ne risentono allo stesso modo ai rischi correlati allo stress che variano a
seconda del tipo di lavoro. Tuttavia l’affaticamento mentale e psichico, aumenta generalmente durante
la gravidanza e nel periodo pos natale a causa dei diversi cambiamenti, fisiologici e non, che
intervengono. Può essere necessario adeguare temporaneamente gli orari e le altre condizioni di lavoro,
compresi i tempi e la frequenza delle pause nonché modificare la tipologia e la durata dei turni, al fine
di evitare rischi.
Rumore. Gli studi sul rapporto tra rumore elevato e gravidanza sono controversi. La maggior parte
delle indagini mette in evidenza una riduzione della crescita del feto e quindi un minor peso alla nascita.
Inoltre sembra certo che esista un rischio per l’udito dei figli di madri esposte a elevato rumore,
durante la gravidanza (in particolare dal sesto mese in poi). Più incerte le segnalazioni sul rapporto tra
rumore, mortalità fetale, minaccia di aborto. Da un recente studio, per esempio, risulterebbe che
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l’esposizione a rumore industriale durante la gravidanza aumenta il rischio di morte fetale anteparto.
Comunque, nonostante le incertezze ancora presenti, la maggior parte degli esperti ritiene necessario
un allontanamento delle donne gravide da esposizione a rumorosità elevata (sicuramente se con livelli di
esposizione superiori a 90 dBA).
Vibrazioni. Il rischio da vibrazioni in questo settore è legato alle donne che lavorano su mezzi di
trasporto. Le vibrazioni trasmesse in tutto il corpo, possono provocare irregolarità dei cicli
mestruali con conseguente diminuzione della fertilità, aumento delle minacce di aborto, del
numero di aborti, aumento delle complicanze in gravidanza e parti prematuri.
Lavoro notturno. Il lavoro notturno può influenzare negativamente le alterazioni fisiologiche già
presenti durante la gravidanza (modificazioni dell’apparato cardiovascolare, respiratorio,
digerente, neurologico, locomotore). La L.903/77 art.5 integrato all’articolo 53 del D.Lgs
151/2001 vieta di adibire le donne al lavoro dalle 24 alle ore 6, dall’accertamento dello stato di
gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON RIFERIMENTI
LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione
Fattori di rischio
Riferimenti Legislativi
Postura
Movin.Manuale carichi
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
D.Lgs. 645/96 All. I comma
1
lett. g
Rischio biologico
D.Lgs. 645/96 all. I com. 2
lett.L
DPR1026/76 art.5lett. L
Microclima
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1
lett.f
Operazioni
varie
Stress
Rumore
Vibrazioni
Lavoro notturno
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1
lett.g
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1
lett.c
DPR 1026/76 art. 5 lett. I
D.Lgs. 645/96 all. I comma 1
lett. A
L.903/77 art.5
49
IL LAVORO DELLE CASALINGHE
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
E’ il un lavoro tipicamente femminile ed è molto faticose, come lasciano intuire alcune testimonianze:
“Talvolta ho l’impressione di non riuscire più a farcela. Ho l’impressione che se continuo con questi
ritmi, cado per terra stremata; noi tutti sappiamo che alla fine della giornata ne abbiamo un’altra
che continua uguale”…………..
“Non c’è niente di peggio che salire e scendere le scale, aprire le finestre per arieggiare, ecc; alla
fine ti ammali………..”
DESCRIZIONI DELLE VARIE MANSIONI
Nulla è più conosciuto del lavoro domestico e quindi sarebbe inutile elencare le numerosissime fasi
operative “ del ciclo produttivo casa”. Pulizia di tutto, rifacimento di letti, cucina (cucinare e riordino della
cucina), lavaggi vari, stiratura, aiuto ai compiti dei figli, varie commissioni. In casi particolari ricordiamoci
che è la donna che assiste al figlio portatore di handicap e in questo caso il lavoro si raddoppia sia dal punto
di vista fisco che psichico.
PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO
Fatica fisica. Molte ricerche hanno dimostrato che il lavoro domestico consuma molte energie. Il
lavoro domestico è quindi considerato medio-pesante. Durante il lavoro domestico si assumono
posizioni scomode: chine a stirare, a rifare i letti, a lavare gli angoli, a curare giardini o in piedi a
braccia sollevate per spolverare, si sollevano e si spostano pesi anche per incongrue altezze di piani di
lavoro, lavelli. Le alterazioni della colonna vertebrale e in gran parte dei mal di schiena delle casalinghe
sono dovuti all’usura precoce degli elementi che compongono la colonna. Per quanto riguarda la fatica
fisica occorre premettere che la donna in gravidanza è più suscettibile alla fatica ( fisiologico aumento
della frequenza cardiaca, tendenza all’anemia, diminuzione delle riserve energetiche). Inoltre un
eccessivo sforzo fisico può essere correlato ad un aumento dell’abortività spontanea e dei nati
pretermine.
Movimentazione manuale dei carichi. Nel considerare il rischio dovuto alla movimentazione manuale
dei carichi bisogna valutare come si effettua lo spostamento e cioè se è necessario compiere dei
movimenti di torsione della colonna vertebrale o se è necessario compiere dei movimenti di flessione ed
estensione. Nelle fasi avanzate della gravidanza si deve tener conto della distanza del carico da
spostare dal baricentro del corpo, per evidenti problemi di ingombro, ciò comporta un aumento dello
sforzo che la donna deve compiere a parità di peso da spostare. La maggior fatica fisica necessaria
determina maggior arco a livello della colonna vertebrale con rischio aumentato per quanto riguarda la
comparsa di lombalgia o di più importanti patologie come ernia del disco. Alcuni studi anche se non
completamente confermati, hanno evidenziato che sollevare e trasportare grossi pesi durante la
gravidanza comporta una maggior prevalenza di aborti, parti prematuri e basso peso alla nascita del
neonato.
50
Stress. Il lavoro delle casalinghe è una vera fatica senza limiti: appena pulito ricompare lo sporco, il
cibo cucinato viene spazzolato in pochi istanti , appena finito di pulire il bagno, viene risporcato ecc….. .
Non tutte le donne ne risentono allo stesso modo ai rischi correlati allo stress che variano a seconda
del tipo di lavoro. Tuttavia l’affaticamento mentale e psichico, aumenta generalmente durante la
gravidanza e nel periodo pos natale a causa dei diversi cambiamenti, fisiologici e non, che intervengono.
PARTICOLARITA’
Un elevato rischio di infortuni
“Casa dolce casa” oasi felice e luogo sicuro dai pericoli del mondo. Lo crediamo , a tal punto che di solito in
casa, la nostra attenzione è assai minore rispetto a quello che manteniamo per affrontare il mondo esterno.
I fatti però smentiscono questa nostra credenza: nei paesi dell’Unione Europea gli incidenti tra le mura
domestiche sono ogni anno parecchi milioni.
E se è vero che i bambini sono i più esposti, gli incidenti riguardano anche chi ha raggiunto l’età della
ragione: donne e anziani.
Per cominciare alcuni numeri sui dati italiani più recenti. Secondo l’ISTAT nel 1999 ci sono stati 3.301.000
incidenti domestici: ben 2.554.000 persone ne hanno subito almeno uno e il 15% più di uno.
Gli incidenti più frequenti sono le cadute seguiti da quelli con utensili da cucina e quelli ai fornelli.
Nello stesso anno i morti sono stati 8.464 (più di 23 al giorno), in testa la Lombardia con 1283 casi, e
subito dopo Piemonte e Lazio.
Sono ancora le statistiche dell’ISTAT a ricordarci che su 100 decessi di infortunio il 7% avviene nei luoghi
di lavoro, il 37% sulle strade e ben il 56% negli ambienti di vita (casa, scuola, sport).
A spiegare la grandezza del fenomeno concorrono molti elementi (lo sviluppo tecnologico, la scarsa cura
degli impianti, la diffusione incontrollata d’apparecchi, nonché giocattoli poco sicuri). Ma non si può
attribuire al caso ogni sorta di incidente e per evitarne almeno alcuni basta un minimo di attenzione. E’
quindi necessario abituarsi a “guardare” tutto con occhio preventivo.
Esiste una legge sull’assicurazione alle casalinghe. È la legge del 3 dicembre 1999, n°493 recante le “Norme
per la tutela della salute nelle abitazioni e istituzione dell’assicurazione contro gli infortuni domestici”. Per
maggiori informazioni l’INAIL ha attivato un sito internet e un numero verde, che sono i seguenti:
•
Sito internet www.inail.it
•
Numero verde 803888
Per gli incidenti domestici sono stati identificati alcuni fattori di rischio specifici.
-
Piccoli elettrodomestici
1. Rischio di folgorazione
2. Rischio di principio di incendio
-
Grandi elettrodomestici
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-
-
-
-
1. Rischio di folgorazione
2. Rischio di principio di incendio
Chimica e veleni
1. Rischio di principio di incendio
2. intossicazione
Tessuti (Abbigliamento e scarpe)
1. Rischio infiammabile
2. Rischio di caduta
Arredamento
1. Rischio di schiacciamento
2. Rischio di taglio
Cibi
Tra le mura domestiche in ricordo di vecchie tradizioni, a volte ci cimentiamo con dei
pericolosissimi “fai da te in cucina”(tossine, muffe ecc..).
Diciamo che per gli incidenti domestici si possono sintetizzare tre grandi famiglie di rischio.
Rischi chimici
In casa abbiamo una dose di prodotti tossici e/o infiammabili di proporzioni veramente
allarmanti (vernici, veleni, solventi, detersivi, deodorati ecc..). I detersivi, i candeggianti non
sono solo irritanti per la pelle e le mucose (degli occhi, della gola e dell’apparato respiratorio,)
ma possono essere anche allergizzanti. Va ricordato inoltre che vernici e solventi dovrebbero
essere utilizzati in ambienti ben areati. I prodotti infiammabili come alcool, trielina ecc..
dovrebbero essere conservati con le dovute cautele perché possono facilmente provocare
incendi. Sicuramente non vanno conservati nell’armadietto della cucina in prossimità dei fornelli.
Ci sono poi altre cose infiammabili a cui a volte non si pensa, la bottiglia dell’olio lasciata vicino ai
fornelli può nel caso venisse rovesciata causare un bell’incendio e lo stesso dicasi per il rotolo
della carta da cucina. Sempre in casa abbiamo prodotti altamente velenosi come alcune colle, le
pile ecc... . Tutto questo arsenale deve quindi essere conservato al meglio, fuori dalla portata
dei bambini e deve essere smaltito con attenzione: non tra i rifiuti urbani altrimenti
trasferiremo il problema dalle mura domestiche all’ambiente esterno e nell’aria che respiriamo.
È buona norma conservare le cose nei recipienti originali. Non si devono mai usare vecchi
barattoli o bottiglie non etichettate a dovere, una distrazione può essere fatale.
Rischio Elettrico
I maggiori pericoli dell’elettricità sono quelli di folgorazione e di principi di incendio. Regola numero 1
evitare di dedicarsi al fai da te e non fidarsi di chi sostiene di intendersene: far eseguire i lavori e
manutenzione degli impianti da personale qualificato, assicurarsi che ci sia la “messa a terra” far
installare interruttori differenziali e disattivare quello generale anche se si deve soltanto sostituire
una lampadina. Inoltre: leggere i libretti di istruzione, evitare l’utilizzo di apparecchiature con fili
scoperti, spine volanti, non collegare più apparecchi ad una sola presa (vedi ciabatte) non usare
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apparecchi elettrici con le mani bagnate o i piedi nudi. In caso di presenza di bambini inserire su tutte
le prese di corrente le placche di sicurezza, evitando di lasciare prolunghe inserite nelle prese a
parete. Non lasciare in giro forbici o utensili che possano diventare motivo di gioco e di curiosità nel
tagliare cavi elettrici. Infine: accertarsi che i propri elettrodomestici siano muniti del marchio qualità
garanzia di sicurezza degli apparecchi, rendendoli meritevoli di fiducia
Rischio fisico
Sono molti in casa gli elementi strutturali che possono provocare tagli, contusioni, ferite varie e
cadute. Il più delle volte gli incidenti avvengono per il sovrapporsi di situazioni di poca visibilità
(es:. corridoi) la disattenzione di alcuni gesti quotidiani e da scivolamento per presenza d’acqua o
pavimenti troppo lucidi. E’ opportuno illuminare bene gli spazi, imbottire gli spigoli munirsi di
strisce antisdrucciolo e tappeti ben aderenti soprattutto in presenza di bambini ed anziani.
53
LAVORO A DOMICILIO “Assistenza domestica agli anziani”
“ Tra il 1971 e il 1997 la popolazione lombarda ha perso circa 900.000 giovani sotto i 20 anni,
mentre gli ultrasessantenni sono cresciuti di circa 700.000 individui. Anche la crescita della vita
media ha fatto sentire, nello stesso arco temporale, i suoi effetti…..(i sessantenni sono aumentati
del 25%, i settantenni del 61% …). Tale fenomeno ha un grandissimo rilievo, non solo sull’annosa
questione del sistema previdenziale sulla quale da anni vi è stata una grande attenzione, ma anche,
sulla considerazione che la malattia e invalidità colpiscono chi è più avanti con gli anni. Da queste
considerazioni potete analizzare come è nata la figura di assistente degli anziani (a pagamento o
fornita da vari Enti ). “
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
Numerosi sono i luoghi di lavoro del settore sanitario da considerare: dall'ospedale alla casa di riposo, dai
servizi domiciliari di assistenza alle persone anziane, dal laboratorio, all'assistenza socio-sanitaria.
Da diverse indagine condotte risulta che gli anziani hanno dichiarato la necessità di rivolgersi ad
operatori/operatrici per diversi tipi di aiuto (domestico, disbrigo pratiche, sostegno psicologico, assistenza
fisica).
DESCRIZIONE DELLE PRINCIPALI MANSIONI
Comporta diversi tipi di attività: assistenza alla persona anziana, preparazione e somministrazione di
terapie, collaborazione all'esecuzione di trattamenti diagnostici. Altre principali attività riguardano: la
pulizia della casa, l'assistenza non tipicamente sanitaria dell’anziano, (la preparazione e distribuzione dei
pasti e supporto psicologico ecc.).
PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO
•
Rischio biologico. Il rischio biologico è diffuso ma si concentra in particolare in quelle operazioni
che comportano maggiore contatto con la persona anziana malata e coi suoi materiali biologici. La
più frequente malattia infettiva é l'epatite virale (epatiti del gruppo B e C), la più drammatica
anche se fortunatamente rarissima é oggi quella dovuta al virus dell'AIDS: entrambe sono per lo
più determinate da tagli o punture con strumenti infetti. Fra gli altri rischi importanti vi è quello
della rosolia e delle malattie virali in genere che, se contratte in gravidanza, possono provocare
aborti "spontanei" o malformazioni del feto. Molti agenti biologici possono interessare il nascituro
in caso di infezione della madre durante la gravidanza. Essi possono giungere al bambino per via
placentare mentre questo è ancora nell’utero oppure durante e dopo il parto, ad esempio nel corso
dell’allattamento o a seguito dello stretto contatto fisico tra madre e bambino. Agenti tipo che
possono infettare il bambino in uno di questi modi sono il virus dell’epatite B, quello dell’epatite C,
l’HIV ( il virus dell’AIDS), l’herpes, la tubercolosi, la sifilide, la varicella e il tifo. Il rischio di
contaminazione infettiva deve essere valutato caso per caso, tenendo conto della natura, del grado
e della durata dell’esposizione. Si dovranno considerare anche gli aspetti peculiari della donna in
esame quali ad esempio le sue condizioni generali di salute e il suo stato immunitario rispetto ad
alcuni agenti per cui si realizza un’immunità permanente.
•
Movimentazione manuale di carichi e posture incongrue. Lo spostamento manuale della persona
anzina ed oggetti e il conseguente impegno fisico sono notevoli e frequenti. Particolarmente
gravose sono le operazioni di trasferimento dal letto. La movimentazione manuale di carichi pesanti
54
è ritenuta rischiosa per la gravidanza in quanto può determinare lesioni al feto e un parto
prematuro. Con il progredire della gravidanza una lavoratrice incinta è esposta a un rischio
maggiore di lesioni a seguito della manipolazione manuale di carichi. Ciò è causato dal rilassamento
ormonale dei legamenti e dai problemi posturali ingenerati dalla gravidanza avanzata. Và inoltre
ricordato che la natura e l’entità dei rischi di lesioni o di patologie risultanti dai movimenti o dalle
posture durante o dopo la gravidanza dipendono da diversi fattori (il ritmo, fattori ergonomici,
ecc). Inoltre vi possono essere rischi per le puerpere, ad esempio dopo un taglio cesareo che può
determinare una limitazione temporanea della capacità di sollevamento e di movimentazione.
•
Fattori di stress. Il contatto quotidiano con situazioni di sofferenza e di morte. Non tutte le
donne ne risentono allo stesso modo ai rischi correlati allo stress che variano a seconda del tipo di
lavoro. Tuttavia l’affaticamento mentale e psichico, aumenta generalmente durante la gravidanza e
nel periodo pos natale a causa dei diversi cambiamenti, fisiologici e non, che intervengono.
•
Sostanze chimiche. Sotto questa voce vanno compresi: i farmaci, i disinfettanti e i detergenti sia
per la cura del paziente che per la pulizia degli strumenti e dell'ambiente. Le malattie più frequenti
dovute all'uso di tali sostanze sono le dermatiti irritative, meno frequenti le allergie della pelle e
respiratorie. Alcune sostanze contenute nei prodotti utilizzati a scopo detergente e disinfettante
possono avere effetti nocivi sulla gravidanza
•
Lavoro notturno. Il lavoro notturno può influenzare negativamente le alterazioni fisiologiche già
presenti durante la gravidanza (modificazioni dell’apparato cardiovascolare, respiratorio,
digerente, neurologico, locomotore). La L.903/77 art.5 integrato all’articolo 53 del D.Lgs
151/2001 vieta di adibire le donne al lavoro dalle 24 alle ore 6, dall’accertamento dello stato
di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON RIFERIMENTI
LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione
Fattori di rischio
Riferimenti Legislativi
Rischio biologico
D.Lgs. 645/96 all. I com. 2
DPR 1026/76 art. 5 lett. L
Movimentazione carichi
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1 lett.g
Lavoro notturno
L.903/77 art.5
Stress
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1 lett.g
Operazioni varie
DPR 1026/76 art. 5 lett. B, C
Sostanze chimiche
55
ADDETTE ALLA GUIDA DI MEZZI DI TRASPORTO
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
Il lavoro di addetti alla guida di mezzi di trasporto é considerato ancora tipicamente maschile, ma negli
ultimi anni molte donne vi si sono inserite soprattutto nelle grandi città (taxista, tram, autobus, pulman,
treni ecc).
PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO
●
●
●
●
Stress. La continua attenzione richiesta dai vari compiti in un ambiente rumoroso, inquinato, male
illuminato, a volte caotico come la strada, richiede un notevole impegno. Il contatto con il pubblico in
condizioni difficili (illegalità, alterchi, incidenti) non facilita certamente un sereno lavoro. In
particolare per il sesso femminile tale situazione può comportare un maggior coinvolgimento nel lavoro,
un atteggiamento competitivo nei confronti del sesso maschile per il quale è ipotizzabile, almeno in
partenza, una situazione più favorevole per l'affermazione del proprio ruolo che nei confronti
dell'utenza. “Le addette guidatrici” devono poi sopportare purtroppo a volte stupidi sarcasmi derivanti
dall'essere donne. Non tutte le donne ne risentono allo stesso modo ai rischi correlati allo stress che
variano a seconda del tipo di lavoro. Tuttavia l’affaticamento mentale e psichico, aumenta generalmente
durante la gravidanza e nel periodo post-natale a causa dei diversi cambiamenti, fisiologici e non, che
intervengono.
Posture incongrue. L’ addetta alla guida di mezzi di trasporto si svolge in posizione seduta fissa
mantenuta per molte ore consecutive in posti di lavoro per lo più inadeguati, spesso assai costrittivi.
Frequenti sono i disturbi della colonna vertebrale, le infiammazioni dei muscoli e dei tendini degli arti
superiori per cui tendinite ed Le posture coatte fisse possono comportare una facilità alle forme
infiammatorie (cistiti, vaginiti) e ad una insufficienza venosa alle gambe con gonfiori, crampi, formicolii.
Il sedile di guida dovrebbe garantire dei requisiti ergonomici: sicuri, pratici, adattabili alle misure
umane, confortevoli, solidi e adeguati. Per la donna in gravidanza si possono avere nascite sottopeso o
premature proprio per l'affaticamento fisico.
Rumore. Il rumore dovuto al traffico raggiunge spesso punte piuttosto elevate; anche se discontinuo e
caotico nella sua manifestazione è un fattore non solo di fastidio, stress, stanchezza, ma anche di vero
e proprio rischio per l'apparato uditivo (diminuzione dell'udito). Gli effetti della esposizione a rumore
durante la gravidanza sono stati studiati sia con ricerche condotte su animali che con indagini
epidemiologiche su donne esposte. Anche se con qualche contraddizione la maggior parte delle indagini,
comunque, mette in evidenza una riduzione della crescita del feto, un aumento degli aborti " spontanei"
e quindi un minore peso alla nascita. Questi effetti potrebbero essere dovuti alla vasocostrizione delle
piccole arterie della placenta che "nutre" il feto.
Microclima. Soprattutto la stagione invernale comporta per chi opera in questo settore notevoli disagi,
aggravati soprattutto dal dover mantenere una posizione abbastanza fissa. Il freddo facilita la
permanenza d'inquinanti e batteri nell'apparato respiratorio, facilitando tutte le forme infiammatorie
e influenzali. La peculiarità dell'ambiente di lavoro impedisce specifiche e sostanziali misure di
bonifica. Il lavoro a temperature molto fredde può essere pericoloso per le gestanti e i nascituri. Si
dovrebbe mettere a disposizione indumenti caldi. I rischi aumentano comunque nel caso di
un’esposizione a improvvisi sbalzi termici. Durante la gravidanza le donne sopportano meno il calore ed
è più facile che svengano o risentano di stress da calore. Il rischio si riduce di norma dopo il parto ma
non è certo con quanta rapidità migliori la tolleranza. L’esposizione al calore può avere esiti nocivi sulla
gravidanza. L’allattamento può essere pregiudicato a causa della disidratazione da calore.
56
Fatica visiva. Le prolungate ore di guida, la scarsa illuminazione, lo scorrere veloce e caotico del
traffico, contribuisce alla comparsa di disturbi visivi.
● Lavoro notturno. Il lavoro notturno può influenzare negativamente le alterazioni fisiologiche già
presenti durante la gravidanza (modificazioni dell’apparato cardiovascolare, respiratorio, digerente,
neurologico, locomotore). La L.903/77 art.5 integrato all’articolo 53 del D.Lgs 151/2001 vieta di
adibire le donne al lavoro dalle 24 alle ore 6, dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al
compimento di un anno di età del bambino.
NOTA
●
Tutela della dignità sul lavoro
Molestie sessuali:integrità fisica e morale
….L’obbligo previsto dall’art 2087 c. c. , che impone ad datore di lavoro di tutelare l’integrità fisica e
morale del lavoratore, determinandosi, in caso di violenze di esso, una responsabilità contrattuale……….
L’obbligo è rivolto in principalmente ai datori di lavoro, ma anche ai sindacati, che possono svolgere un ruolo
fondamentale in sede di contrattazione collettiva.
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON RIFERIMENTI
LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione
Operazioni
varie
Fattori di rischio
Riferimenti Legislativi
Stress
D.Lgs. 645/96 All. I comma 1
lett. g
Microclima
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1 lett.f
Posture
incongrue
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
L.903/77 art.5
Lavoro notturno
Rumore
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1 lett.c
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LE RAPPRESENTANTI
CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE
In questo settore sono impiegati negli ultimi anni indifferentemente sia donne che uomini. Il lavoro delle
rappresentanti comporta fatica fisica e mentale. Molto tempo da passare seduto, molto da parlare,
crescente congestione delle strade, alti obiettivi del volume di affari.
PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO
●
Stress. La continua attenzione richiesta dai vari compiti in un ambiente rumoroso, inquinato, male
illuminato, a volte caotico come la strada, richiede un notevole impegno. Il contatto con il pubblico in
condizioni difficili (tempi stretti, obbiettivi da raggiungere) non facilita certamente un sereno lavoro.
In particolare per il sesso femminile tale situazione può comportare un maggior coinvolgimento nel
lavoro, un atteggiamento competitivo nei confronti del sesso maschile per il quale è ipotizzabile, almeno
in partenza, una situazione più favorevole per l'affermazione del proprio ruolo che nei confronti
dell'utenza. Le rappresentanti devono poi sopportare purtroppo a volte stupidi sarcasmi derivanti
dall'essere donne. Non tutte le donne ne risentono allo stesso modo ai rischi correlati allo stress che
variano a seconda del tipo di lavoro. Tuttavia l’affaticamento mentale e psichico, aumenta generalmente
durante la gravidanza e nel periodo post-natale a causa dei diversi cambiamenti, fisiologici e non, che
intervengono.
●
Posture incongrue. Le ore passate alla guida della macchina o le ore sedute in treno o altri mezzi per
raggiungere i clienti costringono le rappresentanti in posizione seduta fissa per molte ore consecutive.
Le posture coatte fisse possono comportare una facilità alle forme infiammatorie (cistiti, vaginiti) e ad
una insufficienza venosa alle gambe con gonfiori, crampi, formicolii.. Per la donna in gravidanza si
possono avere nascite sottopeso o premature proprio per l'affaticamento fisico.
●
Rumore. Il rumore dovuto al traffico raggiunge spesso punte piuttosto elevate; anche se discontinuo e
caotico nella sua manifestazione è un fattore non solo di fastidio, stress, stanchezza, ma anche di vero
e proprio rischio per l'apparato uditivo (diminuzione dell'udito). Gli effetti della esposizione a rumore
durante la gravidanza sono stati studiati sia con ricerche condotte su animali che con indagini
epidemiologiche su donne esposte. Anche se con qualche contraddizione la maggior parte delle indagini,
comunque, mette in evidenza una riduzione della crescita del feto, un aumento degli aborti " spontanei"
e quindi un minore peso alla nascita. Questi effetti potrebbero essere dovuti alla vasocostrizione delle
piccole arterie della placenta che "nutre" il feto.
●
Microclima. Soprattutto la stagione invernale comporta per chi opera in questo settore notevoli disagi.
Il freddo facilita la permanenza d'inquinanti (esposizione a gas di scarico) e batteri nell'apparato
respiratorio, facilitando tutte le forme infiammatorie e influenzali. Il lavoro a temperature molto
fredde può essere pericoloso per le gestanti e i nascituri. Si dovrebbe mettere a disposizione
indumenti caldi. I rischi aumentano comunque nel caso di un’esposizione a improvvisi sbalzi termici.
Durante la gravidanza le donne sopportano meno il calore ed è più facile che svengano o risentano di
stress da calore. Il rischio si riduce di norma dopo il parto ma non è certo con quanta rapidità migliori
la tolleranza. L’esposizione al calore può avere esiti nocivi sulla gravidanza. L’allattamento può essere
pregiudicato a causa della disidratazione da calore.
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●
Fatica visiva. Le prolungate ore di guida per raggiungere i clienti, la scarsa illuminazione, lo scorrere
veloce e caotico del traffico, contribuisce alla comparsa di disturbi visivi.
CURIOSITA’
Il capitolo XI e XII del D.L. 151/2001(Gazzetta ufficiale, n. 96 del 26 aprile 2001).
Forniscono
il
quadro
di
riferimento,
per
le lavoratrici autonome, e le libero
professioniste
NOTA
Tutela della dignità sul lavoro
Molestie sessuali:integrità fisica e morale
….L’obbligo previsto dall’art 2087 c. c. , che impone ad datore di lavoro di tutelare l’integrità fisica e
morale del lavoratore, determinandosi, in caso di violenze di esso, una responsabilità contrattuale……….
L’obbligo è rivolto in principalmente ai datori di lavoro, ma anche ai sindacati, che possono svolgere un ruolo
fondamentale in sede di contrattazione collettiva.
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON RIFERIMENTI
LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001)
Lavorazione Fattori di rischio
Riferimenti Legislativi
Stress
D.Lgs. 645/96 All. I comma 1
lett. g
Microclima
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1 lett.f
Posture
incongrue
DPR 1026/76 art. 5 lett. G
Operazioni
varie
D.Lgs. 645/96 all. I com. 1 lett.c
Rumore
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DIZIONARIETTO
ABERRAZIONI CROMOSOMICHE: anomalia irregolarità di uno sviluppo normale dei cromosomi.
ABORTO: con questo termine si intende un'interruzione della gravidanza prima che il feto sia vitale, cioè
capace di una vita extra-uterina indipendente. Dal punto di vista legale si intende l'espulsione del feto
entro 180° giorno di gestazione.
Questo evento non è cosi' raro come si può pensare, poiché ammontano a circa un quarto di tutti i
concepiti.
Frequentemente si tratta di un evento misconosciuto, poiché molto precoce, legato a cause cromosomiche.
Tra le numerose cause che lo possono determinare, oltre a quelle più note ( età, malattie febbrili, varie
condizioni ginecologiche, fumo di sigaretta, alcool, ecc…) vanno sicuramente annoverati alcuni fattori di
rischio lavorativo (ossido di etilene, policlorobifenili, gas anestetici, radiazioni ionizzanti, ecc…).
AGENTE TERATOGENO: che provoca malformazioni. Solo nel 5% delle malformazioni è stato evidenziato
l'agente teratogeno. Tra gli agenti teratogeni in ambiente lavorativo vanno ricordate le radiazioni
ionoizzanti, il piombo, alcuni solventi organici, pesticidi, ecc…
Da ricordare la pericolosità di alcune infezioni contratte durante il periodo della gravidanza: rosolia,
toxoplasmosi, ecc…
AGENTE CANCEROGENO: in grado di provocare l'insorgenza di tumori. Molti agenti cancerogeni sono
anche teratogeni. Poiché alcuni agenti cancerogeni possono, attraverso la placenta, esplicare i loro effetti
sul feto, una particolare attenzione dovrà essere posta all'esposizione delle donne fertili a questi agenti.
AGENTE MUTAGENO: che provoca alterazioni del patrimonio genetico. Le mutazioni più gravi possono
determinare aborto mentre le più lievi si evidenziano come malformazioni.
Alcuni agenti mutageni inducono tumori e vengono pertanto definiti anche "cancerogeni". Tra gli agenti
mutageni più noto in uso lavorativo, ricordiamo il benzene, le radiazioni ionizzanti, farmaci antineoplastici
ecc..
ASTENIA: senso di debolezza, mancanza di forze.
EMBRIONE: E' il prodotto di concepimento nelle prime otto settimane di gravidanza; successivamente e
sino al termine della gravidanza viene detto feto. L'esposizione ambientale, anche lavorativa, ad alcuni
agenti nocivi può determinare in questo periodo dello sviluppo intrauterino, sia la morte del prodotto del
concepimento che gravi lesioni a carico di quegli organi che si stanno sviluppando in quel momento.
Data la particolare vulnerabilità del nascituro in questi primi mesi della gravidanza è importante che la
donna consapevole di essere in situazione di rischio lavorativo, segnali immediatamente il proprio stato di
gravidanza al datore di lavoro.
EMBRIOPATIE: malattia embrionaria.
EPICONDILITI: dolore ai muscoli e ai tendini inseriti all'epicondilo (protuberanza ossea adiacente a un
condilo, che costituisce il punto d'inserimento di legamenti o tendini) dell'omero.
ETICHETTATURA SOSTANZE CHIMICHE:
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Le sostanze e i prodotti chimici per poter circolare liberamente sul mercato europeo devono essere
classificate in base alla loro tossicità secondo criteri stabiliti in sede di Comunità Europea (CEE) ora
denominata Unione Europea (UE). La classificazione comporta che il prodotto o la sostanza vengano
etichettati con due simboli ( es. T+= molto tossico, X= nocivo ecc) accompagnati da frasi R (di rischio) e da
frasi S (consigli di prudenza).
E' importante quindi, per tutti i lavoratori che manipolano sostanze chimiche, leggere attentamente le
informazioni contenute nell'etichetta del prodotto.
Per i problemi connessi con la riproduzione ricordiamo che esistono diverse frasi R specifiche:
R33 = Può causare effetti cumulativi (anche durante la fase intra_uterina e/o la lattazione)
R39 = Pericolo di effetti irreversibili molto gravi
R40 = Possibilità di effetti irreversibili
R45 = Può provocare cancro (tumore)
R46 = Può provocare alterazioni genetiche ereditarie
R47 = Può provocare malformazioni congenite
R61 = Può danneggiare i bambini non ancora nati
R62 = Possibile rischio di ridotta fertilità
R63 = Possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati
R64 = Può essere nocivo per i bambini allattati al seno
FETO: prodotto del concepimento dal secondo mese di vita intrauterina al parto.
FETOPATIE: disturbi, affezioni del prodotto di concepimento.
GESTAZIONE: gravidanza.
INFERTILITA': con questo termine si intende la difficoltà al concepimento. In genere nello studio di
questo fenomeno si considera infertile la coppia che non ha registrato gravidanze dopo aver praticato
rapporti sessuali liberi per almeno un anno.
Sebbene la maggior parte delle cause di infertilità sono sconosciute, l'origine professionale di alcune di
esse è stata dimostrata.
L'infertilità può essere dovuta sia all'uomo che alla donna.
Per l'uomo fra i fattori di rischio lavorativo identificati troviamo le radiazioni ionizzanti, le microonde, il
piombo, il solfuro di carbonio. Sono sospettati anche il calore, alcuni metalli come il mercurio, magnese,
arsenico, cadmio e sostanze come l'epicloridrina. Nelle donne sono state evidenziate soprattutto
alterazioni del ciclo mestruale, con conseguente infertilità. Fondati sospetti si hanno per lo stirene,
etilenglicole, formaldeide, rumore, sforzi fisici eccessi e esposizione a gas anestetici.
MALFORMAZIONI : E' un'alterazione della normale conformazione di un tessuto, organo o parte del
corpo.
Poiché la malformazione si evidenzia alla nascita o nei primissimi anni di vita viene anche definita come
"difetto congenito".
Le malformazioni possono essere di tipo morfologico (labbro leporino, malformazione cardiaca, renale,
focomelia ecc…).
Si stima che alla nascita circa 4 o 5 neonati su 100 siano affetti da qualche difetto congenito. Nel 60-70%
delle malformazioni la causa non è conosciuta.
61
METABOLISMO BASALE: consumo minimo di energie da parte dell'organismo in assoluto riposo.
MICROESPOSIZIONE CUMULATIVA: esposizioni di piccole dosi di sostanze che portano ad accumuli
nell’organismo.
MORTILITA' INFANTILE: mortalità che colpisce i nati vivi fra la nascita e il primo compleanno.
NEONATOPATIE INFETTIVE: disturbi, affezioni del bambino appena nato, di tipo infettivo.
PARALISI CEREBRALI: totale arresto, impossibilità delle normali funzioni del cervello.
PREMATURITA’: la nascita prima del completamento della gestazione. Secondo la definizione dell’OMS, si
considera: pretermine un neonato con età gestazionale inferiore a 259 giorni o a 37 settimane. A termine
un neonato con età gestazionale tra 259 e 294 giorni, oppure tra 37 e 42 settimane. Postermine un
neonato con età gestazionale oltre i 294 giorni, oppure le 42 settimane.
Anche se importante dal punto di vista clinico, questa variabile è poco utilizzata in studi epidemiologici per
via della sua limitata validità. Infatti la definizione età gestazionale richiede la conoscenza della data della
fecondazione, o come approssimazione, la data dell’inizio dell’ultima mestruazione. Queste date non sono
sempre accuratamente riportate dalle gestanti, né possono essere sempre correttamente stimate dal
medico, nemmeno in popolazioni ben istruite e adeguatamente seguite dai servizi sanitari.
SISTEMA LINFOPOETICO: sistema di formazione dei linfociti.
PUERPERIO: periodo che segue il parto e il secondamento, fino al ritorno della donna nelle condizioni
normali, della durata approssimativa di 60 giorni.
TENOSINOVITI: infiammazione di una guaina tendinea.
VASOCOSTRIZIONE ARTICOLARE: riduzione di calibro dei vasi sanguigni.
62
Terza Parte
Modulistica
•
•
•
istanza di maternità anticipata o posticipata per lavoro a rischio (modulo 1)
da inviare da parte della lavoratrice alla Direzione provinciale del Lavoro di competenza Territoriale
modulo di risposta da parte della Ditta di possibilità o impossibilità di
cambio mansione della lavoratrice in gravidanza o allattamento (modulo 2)
conseguente a richiesta da parte del Servizio
comunicazione del datore di lavoro ai sensi del D. Lgs. 151/2001
(modulo 3)
da utilizzarsi da parte del datore di lavoro, al fine di ottenere il provvedimento autorizzativo di
astensione anticipata/posticipata.
63
MOD. N. 1
DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO
DI ____________________
VIA ____________________
_______________________
La sottoscritta _______________________________ nata a ___________________________il___/___/_____
residente in_______________________________C.A.P.__________via_______________________________
Tel._____/_____________________U.S.L_______________________________________________________
Addetta a ______________________________nel reparto__________________________________________
presso la Ditta___________________________ esercente__________________________________________
con sede in __________________________________ via_________________________ Tel.____/__________
CHIEDE
ai sensi e per gli effetti dell’art. 17 del D. Lgs. 151/01, sulla tutela delle lavoratrici madri,
di essere autorizzata ad assentarsi dal lavoro, prima della data del periodo di interdizione
obbligatoria dal lavoro pre-parto, per uno dei seguenti motivi:
Art. 17 comma 2 lett. A): gravi complicanze della gestazione o di preesistenti forme morbose che si
presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza di cui all’allegata certificazione sanitaria,
rilasciata in data
____/____/________ per il periodo dal ____/____/________ al ____/____/________ ;
Art. 17 comma 2 lett. B): condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli alla salute della donna e del
bambino
Dal ____/____/________ al ____/____/________ ;
Specificare dettagliatamente i lavori faticosi ed insalubri a cui è adibita la lavoratrice:
_________________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________
La sottoscritta dichiara di essere al ____________________________ mese di gravidanza con data
presumibile del parto_______________________._________________________,____/____/_______
Firma dell’interessata
Allega la seguente documentazione:
1. Certificati medici
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MOD. N. 2
Spett.le ASL MI 2
SERVIZIO PREVENZIONE E SICUREZZA
DEGLI AMBIENTI DI LAVORO
__________________________
_________________________
E p.c. alla Sig.ra______________________
______________________
______________________
OGGETTO: Allontanamento da mansione a rischio ai sensi del D.Lgs. 151/2001 sulla tutela
delle lavoratrici madri.
Con riferimento alla richiesta di spostamento relativa alla Sig.ra______________________________________
dipendente di codesta Ditta con mansione di_____________________________________________________
si comunica quanto segue:
o Non è possibile reperire una mansione adeguata per tutto il periodo della gravidanza per i seguenti
motivi:____________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________
o Non è possibile reperire una mansione adeguata per tutto il periodo della gravidanza e fino a 7
mesi dopo il parto per i seguenti
motivi:____________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________
o Non è possibile reperire una mansione adeguata dal termine del periodo di astensione obbligatoria
post-parto fino a 7 mesi dopo il parto per i seguenti motivi:
_________________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________
o La lavoratrice verrà adibita immediatamente alla seguente
mansione:________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________
Data___________ Timbro e Firma
65
AZIENDA
_________________
_________________
_________________
Alla Direzione Provinciale del Lavoro
Servizio Ispezione del Lavoro
Via ______________________
_____________________
e p.c. ASL____
_____________________
_____________________
Oggetto: Decreto 26 marzo 2001 n. 151 art. 12 comma 2
Con la presente si comunica che la lavoratrice, Sig.ra ______________________________________________
nata il _________________ residente in ___________________ Via ______________Tel. ________________
dipendente di questa azienda con contratto a tempo indeterminato/a termine con scadenza il _______ si trova:
_ in stato di gravidanza con data presunta del parto _______________;
_ in stato di allattamento con data del parto ____________________;
La lavoratrice svolge la mansione di ___________________ comportante i seguenti rischi
_________________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________
e non può essere adibita a mansioni diverse da quelle svolte o che non abbiano caratteristiche vietate.
Si richiede pertanto il rilascio del provvedimento di interdizione dal lavoro a partire dal____________, data di
allontanamento della lavoratrice, sino al periodo di astensione obbligatoria/sino a 7 mesi dopo il parto.
Si allega il certificato ginecologico presentato dalla lavoratrice
Timbro e firma dell’Azienda
66
Scarica

linee guida per la sicurezza e la salute delle lavoratrici madri