Allegato 2
SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
SERVIZIO CIVILE ALL’ESTERO
ENTE
1) Ente proponente il progetto:
ASSOCIAZIONE COMUNITA’ PAPA GIOVANNI XXIII
2) Codice di accreditamento:
3) Albo e classe di iscrizione:
NZ00394
NAZIONALE
1
CARATTERISTICHE PROGETTO
4) Titolo del progetto:
CASCHI BIANCHI CORPO CIVILE DI PACE 2014 – EURASIA
5) Settore e area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato
3):
Settore: F, Servizio civile all’estero
Area di intervento: 07 – Assistenza
11 – Educazione e promozione culturale
6) Descrizione del contesto socio politico ed economico del paese o dell’area
geografica dove si realizza il progetto; precedente esperienza dell’ente
proponente il progetto nel paese o nell’area geografica anche in relazione alla
propria mission; presentazione dei partner esteri:
1
L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII presenta 11 progetti di servizio
civile all’estero, che interessano i seguenti paesi:
Albania, Australia,
Bangladesh, Bolivia, Brasile, Cile, Croazia, Francia, Georgia, Haiti, Paesi Bassi,
Romania, Russia, Sri Lanka, Svizzera, Zambia. Si ritiene utile richiamare il
carattere unitario della proposta, che si rifà al modello di Servizio civile
all’estero denominato “Servizio Civile in missioni umanitarie e corpi civili di
pace – Caschi Bianchi” , elaborato dagli enti aderenti alla Rete Caschi Bianchi
(Focsiv, Caritas Italiana, Gavci, oltre all’Associazione Comunità Papa Giovanni
XXIII) e depositato presso l’UNSC.
Il carattere unitario che si intende sottolineare deriva dal fatto che alla base
delle specifiche progettualità c’è una storia e una metodologia di intervento
comuni - caratterizzata dal desiderio di “abitare i conflitti”, esplorarli e
favorirne una possibile trasformazione positiva con modalità nonviolente.
I contesti in cui si realizzano i progetti denominati con il prefisso Caschi
bianchi sono accomunati da conflittualità e da violazioni di diritti umani e
concorrono alla realizzazione di finalità condivise, iscrivibili nelle finalità
sancite dall’ art. 1 della legge 64/01. Al fine di rendere più agevole la
comprensinoe ed il senso della proposta contenuta nel singolo progetto si
ravvede la necessità di elencare alcuni elementi caratteristici del Modello di
servizio civile a cui si rifanno.
GLOBALIZZAZIONE E NUOVO CONCETTO DI DIFESA:
La proposta progettuale non può essere avulsa dalla lettura della società
attuale con particolar attenzione ai fenomeni globali che l’attraversano.
Sempre più i destini delle persone e dei popoli sono legati fra loro ed
interconnessi. Tale interconnessione inevitabilmente si trasforma in
interdipendenza ma ancor di più produce contaminazione reciproche dal punto
di vista sociale e culturale. Diversi studiosi hanno teorizzato ciò, non solo
recentemente, ma oggi tale situazione è quanto mai palpabile. Il contesto in
cui sempre più ci si trova ad operare è una società in cui è impensabile attuare
politiche avulse dal contesto europeo e mondiale, perché ogni nostra azione ha
delle ricadute anche in luoghi lontani: non solo nel “macro”, attraverso
interventi di politica estera o scelte economiche, ma anche nel “micro”,
attraverso le implicazioni delle varie filiere economiche e commerciali.
Per tale ragione la prospettiva che ciascun progetto denominato Caschi Bianchi
cerca di realizzare è senza dubbio definibile con il termine “Glocale”,
sviluppandosi in contesti territorialmente definiti e con specifiche proprie, ma
al tempo stesso frutto di un’analisi che cerca di considerare i legami fra essi e
le varie dimensioni regionali e mondiale. Quanto finora descritto riafferma la
necessità di promuovere una cittadinanza planetaria, basata su principi di
solidarietà, di cooperazione, di promozione di una cultura di pace. Un’idea di
cittadinanza che favorisca la realizzazione di quanto sancito nella Costituzione
Italiana, Europea ma anche nella Dichiarazione Universale dei Diritti
dell’Uomo. Un esercizio di cittadinanza attiva che possa contribuire, a partire
da servizi civile, a rafforzare il legame fra cittadino ed Istituzioni.
Tale esercizio di cittadinanza riassume, in parte la necessità di declinare la
Difesa della Patria in impegno concreto anche nei paesi più poveri. Ecco
perché riteniamo che abbia senso intervenire, in un’ottica di difesa della
Patria, sia nei territori del Sud del Mondo, consapevoli che le nostre scelte
economiche, politiche, ecc. hanno delle conseguenze anche in questi paesi; sia
nel primo mondo, al fine di mettere in evidenza le contraddizioni e le povertà
presenti anche nei paesi sviluppati, e nell’ottica di sensibilizzare su stili di vita
alternativi.
Il concetto di difesa della patria, pertanto si declina come difesa della
società globale dal rischio del degrado, della povertà, dell’esclusione e
della contrapposizione, attraverso progetti che si innestino in processi di
2
prevenzione e trasformazione dei conflitti attraverso la costruzione di relazioni
nonviolente basate sul dialogo e la mediazione.
I progetti Caschi Bianchi tendono quindi alla costruzione di una
comunità/società solidale, capace di gestire e trasformare le conflittualità sia di tipo personale che di tipo comunitario- con metodi nonviolenti. Ciò
riguarda non solo le comunità dei luoghi di realizzazione dei progetti, ma in
termini più generali la società nel suo insieme, con attenzione quella di
provenienza dei volontari.
RIFERIMENTI STORICI DEL MODELLO “CASCHI BIANCHI”
Il termine “Caschi Bianchi” richiama volutamente la denominazione data
dall’ONU per la “partecipazione di volontari in attività delle Nazioni Unite nel
campo dell'aiuto umanitario, riabilitazione e cooperazione tecnica per lo
sviluppo”. Anche se non immediatamente riconducibile al profilo previsto
dall’ONU per tali corpi, il modello “caschi bianchi” richiama in parte il ruolo
previsto dal mandato dei corpi civili di pace, in quanto:
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si tratta di un’occasione privilegiata di formazione dei giovani,
protagonisti della costruzione di una cultura di pace vissuta in prima
persona;
prevede l’inserimento di giovani in specifici progetti di intervento
realizzati all’estero in situazioni di conflitto armato o di violenza
strutturale, caratterizzate da condizioni socio economiche disagiate,
dall’impoverimento e dalla violazione dei principali diritti fondamentali,
politici o di cittadinanza;
prevede la realizzazione di processi di coscientizzazione, educazione,
informazione dal basso e relazioni basate su un confronto empatico, sul
dialogo, secondo una metodologia nonviolenta;
si tratta di un modello che sperimenta forme di difesa civile non
armata e nonviolenta.
Il percorso dei Caschi Bianchi italiani inizia nei primi anni novanta con la
guerra nel Golfo persico e successivamente attraverso una campagna di
“disobbedienza civile” durante il conflitto nei Balcani, condotta dagli “obiettori
al servizio della pace”. Tale percorso ha contribuito alla realizzazione della
riforma legislativa in materia di obiezione di coscienza, l’art. 9 della legge
230/1998, che per prima ha sancito la possibilità di svolgere servizio civile
all’estero.
Molti sono gli enti che hanno contribuito a questo percorso. Fra questi , anche
grazie alle richieste da parte dell'UNSC di un soggetto unitario come
interlocutore sulla materia, vi sono all’Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII,
Caritas Italiana, Volontari nel Mondo - FOCSIV, GAVCI di Bologna che insieme
costituiscono la Rete Caschi Bianchi.
Molti sono i fatti che hanno determinato e continuano a determinare
l’evoluzione di questa esperienza, ormai pluriennale, fra questi:
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la fase sperimentale avviata in collaborazione con la Regione Emilia
Romagna nel 1999-2000, che prevedeva l’intervento in Kossovo e Albania;
cfr. ass. Adusu, Caschi Bianchi difensori dei diritti umani e atti del
convegno “Servire la Pace, difendere i diritti umani” 2003;
la partecipazione ai bandi regionali per la valorizzazione dei progetti di
servizio civile e la nascita della Rete Caschi Bianchi nel 2001;
la sottoscrizione di un accordo specifico da parte della Rete Caschi Bianchi
e l’elaborazione di un progetto generale di “Servizio civile in missioni
umanitarie e corpi civili di pace – Caschi Bianchi”, depositato presso l’UNSC
3
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nel 2001 e aggiornato nel 2007 dal documento “Caschi Bianchi e Rete
Caschi Bianchi, un modello di servizio civile”.
Il documento redatto dal Comitato per la difesa civile non armata e
nonviolenta-2005 : Criteri e requisiti per la valutazione di progetti
sperimentali di servizio civile all'estero nell'ambito della DCNAN;
Il progetto sperimentale di servizio civile Caschi Bianchi oltre le Vendette
conclusosi nel 2012;
La pubblicazione della ricerca Caschi Bianchi oltre le vendette,
sperimentare il Servizio civile e la DCNAN per conoscere e trasformare i
conflitti nel corso del 2013;
Il convegno “La miglior difesa è la Pace “ febbraio 2014
Diversi sono i documenti internazionali che legittimano il modello di servizio
civile “Caschi Bianchi [..]” oltre la normativa relativa al Servizio Civile. Fra
questi il rapporto “Un’Agenda per la pace” (1992/95) del Segretario Generale
delle Nazioni Unite, la già citata risoluzione ONU n. 49/139/B (1994),il
documento del Segretario generale dell’ONU (1995) inviato al Consiglio
Economico e Sociale, il rapporto del Segretario Generale dell’ONU (1997).
Per quanto riguarda nello specifico l’esperienza dell’Ass. Comunità Papa
Giovanni XXIII con il progetto Caschi Bianchi, in seguito all’esperienza nei
Balcani, e alle prime sperimentazioni in Kosovo e Albania, l’Ass. ha in seguito
inviato Caschi Bianchi anche in contesti di violenza strutturale -primi fra tutti
Zambia e Cile- oltre che di conflitto armato- nei Territori Palestinesi. Nel corso
degli anni e con l’avvento della legge 64 del 2001, l’esperienza si è allargata
ad altre destinazioni, prevalentemente caratterizzate da violenza strutturale
(Bolivia, Brasile, Bangladesh, Tanzania, Kenya, Venezuela, Russia, Albania),
oltre che da situazioni di conflitto (Palestina) o post- conflitto (Kossovo).
Dopo i primi gruppi sperimentali di obiettori, il numero di caschi bianchi che
ogni anno aderisce ai progetto Caschi Bianchi è aumentato nel corso degli anni
fino a raggiungere il numero di 50 negli ultimi anni.
Infine, nel corso dell’anno 2012 si è realizzato il progetto sperimentale “Caschi
Bianchi Oltre le vendette”, nell’ambito dei conflitti legati alle vendette di
sangue e al Kanun in Albania.
Nei circa 15 anni di intervento dei Caschi Bianchi, si sono potuti riscontrare
importanti risultati:
 Contributo al sostanziale miglioramento delle condizioni generali di vita
delle persone incontrate nelle aree di intervento;
 Accresciuta attività di informazione e sensibilizzazione nelle comunità di
destinazione ma anche nella comunità di provenienza dei giovani, in
grado di sviluppare un bacino di attenzione rispetto alle problematiche
riscontrate;
 Il risveglio nei giovani di un senso di responsabilità e di partecipazione
che li spinge ad adoperarsi per rimuovere le cause che generano le
ingiustizie;
 Contributo alla promozione di una sensibilità diffusa, in una dimensione
di lungo periodo, rispetto ad attività connesse alla prevenzione dei
conflitti e alla costruzione della pace, con particolare riferimento alla
tutela dei diritti umani, alla mobilitazione umanitaria, alle attività di
ricostruzione e alle politiche di cooperazione allo sviluppo.
 Contributo alla definizione di un modello di intervento di servizio civile
riconducibile alla DCNAN applicato a situazioni di conflitto.
Contributo nel favorire il dialogo in contesti internazionali di giovani in servizio
civile e giovani locali, che sperimentano la decostruzione di pregiudizi e
4
stereotipi, il decentramento del punto di vista, l’empatia e l’accoglienza
reciproca fra culture;
GEORGIA
La Georgia è uno stato transcaucasico costituitosi nel ‘91 dopo il crollo
dell’U.R.S.S. situato ad est del Mar Nero, confinante a nord con la Russia,
a sud con la Turchia e l'Armenia, a est con l'Azerbaigian e a ovest col Mar
Nero.
Nome Ufficiale
Lingua Ufficiale
Capitale
Popolazione
Superficie
Forma di Governo
Valuta
Data
dell’Indipendenza
dall’URSS
Georgia
საქართველო
Georgiano
Tbilisi
4,935,880
69,700 km2
Repubblica Semi-Presidenziale
Lari Georgiano
25 Dicembre 1991
CONTESTO POLITICO
In
base
alla
costituzione
la
Georgia
è
una repubblica democratica semipresidenziale.
A dispetto dei considerevoli progressi fatti dalla rivoluzione delle Rose non è
ancora una vera e propria democrazia. La struttura politica instabile e in
continua evoluzione viene considerata dagli osservatori come una
conseguenza della mancanza di dialogo tra gli interlocutori politici del paese.
Nei 10 anni di governo del presidente Saakashvili il paese era dipinto
dall’opposizione come un repubblica Dittatoriale. Il 2 Ottobre 2012 Bidzina
Ivanishvili con il suo partito “Sogno Georgiano” si impose sul partito dell’ex
presidente Saakashvili “Movimento Nazionale Unito”, riuscendo ad unire le
forze di opposizione contrarie al governo Saakashvili, formando un polo
politico alternativo sui temi delle riforme sociali, sulla mancanza di un sistema
giudiziario indipendente e garantista, ma anche sulla denuncia delle ingiustizie
ai danni delle istituzioni democratiche compiute dal governo in carica, e le
pressioni politiche su soggetti ritenuti vicini alle forze di opposizione.
CONTESTO
SOCIOECONOMICO
I Georgiani
sono
poco più dell’80 %
della popolazioni, i
restanti
gruppi
etnici includono gli
azeri con il 6,5%
della popolazione,
armeni
5,7%,
russi
1,5% e
piccole minoranze
di abcasi, e osseti.
Nel paese vivono
anche altre piccole
minoranze etniche,
5
come Assiri, Ceceni, Cinesi, Ebrei Georgiani (una delle più antiche al mondo),
Greci, Curdi, Tatari, Turchi e Ucraini. Pur avendo come lingua ufficiale il
Georgiano (parlata dal 71% della popolazione), l’area presenta una
significativa diversità linguistica, con il 9% che parla russo, il 7% armeno, il
6% azero, e il 7% altre lingue. Ad oggi 80 % della popolazione pratica il
Cristianesimo della Chiesa Ortodossa Georgiana; vi sono poi delle minoranze,
il 10 % di mussulmani, Apostolici Armeni (3,9%), Russi Ortodossi (2,0%),
Cattolici (0,8 %). Nonostante la lunga storia di tolleranza religiosa in Georgia,
nel recente passato si sono verificati episodi di violenza e discriminazione
contro le minoranze religiose, soprattutto rispetto i testimoni di Geova e
Mussulmani.
Nonostante il paese attraversi una fase di relativa incertezza, la crescita
economica perdura vicina al 2,5 %, ben lontana dal boom che portò la Georgia
a registrare una crescita superiore al 9 % nel periodo 2004-2008. Peraltro la
Georgia annualmente vede il suo debito estero aumentare, al 2013 vicino i 4,5
miliardi di dollari (22 % del PIL cifra con un trend in continuo aumento),
questo perché la crescita economica in continua involuzione, legata anche alla
situazione di crisi economica globale, porta lo stato Georgiano a richiedere
continuamente prestiti agli istituti finanziari internazionali. Ciò fa della Georgia
una delle più povere Repubbliche dell’ex Unione Sovietica, con un reddito pro
capite di soli 6100 $ ben quattro volte minori rispetto a quello italiano.
Alcuni dati stimano intorno al 10 % la popolazione che vive sotto la soglia di
povertà, tuttavia ONG che operano sul territorio ritengono che le stime
debbano essere riviste.
Fonte (www.indexmundi.com)
La Georgia è composta da due territori autonomi Abkhazia e l’Ossezia del sud,
formatisi da conflitti interni. Le conseguenze di questi conflitti sono ancora
molto presenti nella quotidianità dello stato, specialmente l’Ossezia del Sud
che nel periodo dal 7 al 15 Agosto 2008 è stata scenario di pesanti scontri tra
l’esercito Georgiano e milizie Ossete, supportate da un ingente spiegamento di
forze militari Russe che nel frattempo avevano occupato un’ampia parte dei
territori indipendentisti. Una missione diplomatica il 15 Agosto ha portato alla
firma di un cessate il fuoco che ha impegnato la Russia ad un ritiro dal
territorio Georgiano e la Georgia alla rinuncia all'uso della forza contro
l'Ossezia e l'Abkhazia. Il 26 Agosto dello stesso anno la Russia, dopo aver
sottoscritto accordi militari con le due regioni autonome, le riconosce di fatto
indipendenti dal territorio nazionale Georgiano. La limitatissima possibilità da
parte dei mezzi d’informazione ma degli stessi funzionari pubblici, di libera
espressione e associazione, condiziona significativamente la mediazione
politica che quasi mai risulta imparziale in questi territori, ma anche a livello
nazionale. (Rapporto Amnesty 2013)
Conseguenza dei conflitti degli anni 90 e 2008 ha portato in Georgia, il 6%
della popolazione, approssimativamente 257.000 persone, ad appartenere alla
categoria dei rifugiati interni; di questi, circa il 40% vive tutt’ora all’interno dei
campi profughi.
Il governo dopo la guerra dei primi anni ’90, cercò di fornire soluzioni abitative
adeguate alle centinaia di migliaia di profughi che vivevano precariamente nei
campi profughi. Tuttavia la contestata modalità d’assegnazione degli alloggi,
ha poi costretto chi rimasto escluso a l’occupazione di case abbandonate. La
risposta del Governo si è concretizzata attraverso numerosi sgomberi forzati
violando di fatto i diritti internazionali dei rifugiati.
Tra le varie categorie i minori sono coloro che vedono i propri diritti violati
quotidianamente. Dopo un attento studio dell’Unicef è emerso che 1 su 4 dei
tutori di questi minori usa regolarmente la forza per imporre una qualsiasi
regola educativa, inoltre si evidenzia il fatto che il 18 % dei minori presenti
negli istituti ha subito violenze sessuali di vario tipo. Le violenze domestiche in
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Georgia sono ancora un argomento tabù, dove tutt’oggi le istituzione non
riescono ad avere un’incisività nell’affrontare il problema.
ESPERIENZA DELL’ENTE PROPONENTE IL PROGETTO
L’Associazione Papa Giovanni XXIII opera sul territorio georgiano dal 2007, da
quando un gruppo di operatori dell’ente ha avviato una realtà di accoglienza in
pianta stabile nella città di Batumi. La necessità era quella d’avere una
struttura d’accoglienza che rispondesse ai bisogni di minori e adolescenti
provenienti da famiglie in situazioni di disagio sociale ed economico. In alcune
occasioni sono state accolte nella struttura addirittura interi nuclei familiari,
che necessitavano di un appoggio momentaneo. Dal 2009 si sono iniziate
attività di sostegno alle famiglie sfollate presenti nel campo profughi, cittadini
dell’Abkhazia esiliati dal governo dopo la guerra del 1992. Ben presto il campo
è diventato una vera e propria baraccopoli che ospita la popolazione più
povera della città e della regione. I primi interventi dell’ente consistevano,
quindi,
nell’offrire
un
sostegno
materiale
a
queste
persone.
In seguito l’ente ha avviato una serie di attività a favore dei minori della
baraccopoli, che maggiormente risentono delle condizioni di vita precarie.
Recentemente è stato costituito un gruppo di sostegno domiciliare rivolto ai
minori in condizioni familiari disagiate presenti sul territorio di Batumi.
Recentemente, dopo aver riscontrato durante le visite domiciliari come non vi
siano risposte adeguate ai bisogni dei disabili, nel 2013, è stata aperta una
nuova struttura di accoglienza per disabili psichiatrici.
PARTNERS
L’Associazione Papa Giovanni XXIII collabora dal 2007 con la Caritas
Georgiana presente a Batumi, che essendo molto diffusa sul territorio tenta di
dare risposta a diverse tipologie di soggetti svantaggiati come senza tetto,
disabili, famiglie in difficoltà ma in particolare bambini. Oltretutto fornisce in
comodato d’uso una delle due strutture d’accoglienza dell’ente. In
cooperazione con Caritas vengono implementati diversi progetti d’accoglienza
e sostegno sul territorio cittadino rivolti a minori e portatori di handicap.
Rispetto all’individuazione e segnalazione di casi a rischio, la collaborazione
con i servizi sociali e la polizia locale è essenziale, così da formalizzare le varie
richieste di accoglienza.
L’ente collabora con la parrocchia locale che
attraverso l’oratorio individua alcune situazione di criticità del minore che poi
vengo segnalate all’ente.
ROMANIA
CONTESTO POLITICO SOCIALE ECONOMICO DEL PAESE
La Romania è una Repubblica Democratica, prodotto di un gran numero di
identità diverse, legate in alcuni casi ai vicini popoli slavi e in altri casi alla
Grecia, alla Turchia, alla Germania sassone, all’Unione Sovietica e all’Ungheria.
Per quanto riguarda la popolazione, i romeni costituiscono l’89.5% dei
21,729,871milioni di abitanti del paese. Vi sono, inoltre, delle notevoli
minoranze ungheresi (6.1%) e, in misura minore, rom (3.1%), ucraine
(soprattutto nelle regioni settentrionali, 0.3% della popolazione totale del
paese), tedesche (0.2%), turche e tartare (0.23%) o anche russi-lipoveni
(0.11%) e serbe (0.11%)(Istituto di Statistica Nazionale Rumeno, Censimento
2011, CIA Factbook, luglio 2014).
Attualmente la Romania sta attraversando una fase di sviluppo e di
cambiamento straordinariamente rapida. Il Paese, con una base industriale
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obsoleta ed un modello di produzione non corrispondente alle reali esigenze,
ha iniziato nel 1989 il passaggio dal comunismo al liberalismo.
Al di la delle questioni di politica interna, l’obiettivo perseguito negli ultimi anni
dal governo romeno è stato l’ingresso e l’integrazione nell’Unione Europea e
negli altri organismi internazionali. Negli anni precedenti e successivi
all’ingresso nell’UE l’economia della Romania ha registrato qualche
miglioramento, seguito da una rapida espansione economica. I principali passi
in avanti sono stati il rafforzamento del lei rispetto all’euro, la nascita della
classe media ed uno straordinario boom edilizio che ha attirato investitori da
ogni parte del mondo. La rassicurante presenza del sigillo d’approvazione
europea ha catapultato inoltre la Romania ai primi posti della classifica dei
paesi in cui le aziende di tutto il mondo trasferiscono le loro strutture
produttive per ridurne i costi.
L’ingresso della Romania nell’Unione Europea, avvenuto nel 2007, ha
avuto effetti contrastanti: se infatti ha determinato diversi effetti positivi, tra
cui il miglioramento delle infrastrutture, dei servizi e l’avvio di riforme
economiche, non si può negare che abbia anche avuto qualche ripercussione
negativa (ad esempio un’elevata inflazione a breve termine).
Nonostante la crescita economica del paese, l’entrata nell’UE e la diminuzione
del tasso di disoccupazione (oggi al 7.3%, fonte: Cia World Factbook 2014)
sono comunque ancora molto diffuse situazioni di povertà e disparità tra uomo
e donna, che portano queste ultime a cercare altrove nuove prospettive e vie
di fuga, diventando facilmente vittime dello sfruttamento sessuale. Molti
abitanti del Paese continuano ad emigrare in cerca di lavoro negli Stati Uniti,
in Spagna, in Italia o nel Regno Unito. L’indice di sviluppo umano, secondo
Human Development reports 2013 è pari allo 0,786: la Romania è al 56°
posto, tra i paesi classificati come alto sviluppo umano, ma comunque al di
sotto dell’Italia (al 25° posto) e sotto molti paesi dell’ Est Europa (Lituania,
Ungheria, Estonia, Polonia) e poco sopra la Bulgaria. La Romania è il
secondo paese più povero dell’Unione, con il 40,3% della popolazione che
vive al limite della soglia di povertà. Secondo l’UE una persona viene
considerata povera se il suo guadagno è al di sotto del 60% del guadagno
medio nazionale. L'Istituto nazionale di statistica romeno (INS) ha
recentemente riportato che il guadagno medio nazionale dell'ultimo trimestre
dell'anno scorso è stato di 884 lei procapite, equivalenti a circa 200 euro. Oltre
8 milioni e mezzo di romeni vivono con meno di 100 euro al mese. E quindi al
di sotto della soglia di povertà secondo i criteri UE. Anche chi lavora non è al
sicuro, infatti secondo il ministero del lavoro rumeno il rischio di povertà fra le
persone che lavorano supera il 17,3% (Osservatorio Balcani, 2012). Oggi Il
22.2% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà ( Cia
World
Factbook
2014)
Il 28% della popolazione, secondo dati dell’Unicef, non ha accesso a servizi
igienici adeguati. Il 97.7% della popolazione risulta essere alfabetizzata anche
se è molto diffusa la corruzione all’interno del sistema scolastico rumeno.
Dopo la caduta del comunismo i salari degli insegnanti non sono aumentati
quanto il costo della vita. Non avendo grossi strumenti per far pressione sul
governo, gli insegnanti si sono trovati a proporre lezioni private ai propri
alunni. Il passo successivo è stato veloce, oggi infatti secondo una ricerca del
8
quotidiano Adevarul, esisterebbe un vero e proprio sistema di regali a favore
dei professori. Si va dal semplice mazzo di fiori all'I-pod. Il ventaglio è molto
ampio: pacchetti di caffè, gioielli in oro, profumi di alta gamma, servizi da
tavola, vasi in cristallo, tende, apparecchi elettronici. A questo si aggiungono
buste con contanti, 400-500 euro a classe o più, soldi raccolti da uno dei
genitori con ciascuno nella classe che versa dai 10 ai 50 euro (Osservatorio
Balcani,
2014).
Le pressioni esercitate dall’UE su questioni quali inquinamento, corruzione e
indigenza dei contadini non hanno ancora ottenuto risultati decisivi e Bruxelles
considera la Romania uno dei paesi più corrotti dell’UE.
Nel 2006 l’Ufficio Statistico Romeno calcolò che il PIL della Romania
era cresciuto del 7.7% (uno dei tassi più alti registrati in Europa). Dopo
aver segnato uno stupefacente incremento dell’8.9% nei primi nove mesi del
2008, la Romania è stata colpita, come ogni altro paese del mondo, dalla
crisi finanziaria globale, che ha riportato il potere d’acquisto e la
disoccupazione a condizioni critiche spingendo Bucarest a cercare un
pacchetto di emergenza e assistenza di 26 miliardi di dollari dal Fondo
Monetario Internazionale, dall’Unione Europea e da altri istituti di credito
internazionali. Nel settembre 2013, le autorità romene, il Fondo
Monetario Internazionale e l'UE hanno approvato un accordo di standby, del valore di 5,4 miliardi dollari, per continuare con le riforme, anche
se Bucarest ha annunciato che non intende adempiere all'accordo. La crescita
economica ha accelerato nel 2013, spinto da forti esportazioni industriali e un
ottimo raccolto agricolo; nel dicembre 2013 l'inflazione è scesa ad un tasso
annuo minimo storico del 1,6%; e il disavanzo delle partite correnti si è ridotto
notevolmente. Tuttavia, i progressi sulle riforme strutturali è irregolare e
l'economia è ancora vulnerabile agli shock
Secondo il Rapporto annuale di Amnesty 2013, ci sono state delle tensioni a
marzo 2012 in seguito all’introduzione di un nuovo codice del lavoro che
cancella la tutela dei diritti sindacali e nega la rappresentanza sindacali a un
gran numero di lavoratori. Nel corso del 2012, il governo è caduto due volte. A
febbraio2012, dopo settimane di proteste contro le misure d’austerità, il
gabinetto di Emil Boc (Partito democratico liberale) si è dimesso. Ad aprile
2012, dopo un’altra ondata di proteste, un voto di sfiducia ha costretto alle
dimissioni il gabinetto del primo ministro Mihai Razvan Ungureanu. Il
presidente della Repubblica ha nominato un primo ministro ad interim, Victor
Ponta, il cui partito ha in seguito conquistato la maggioranza dei seggi nelle
elezioni parlamentari di dicembre. Con un voto di impeachment, a luglio 2012
il parlamento ha sospeso il presidente della Repubblica. Il voto era seguito alle
accuse del governo secondo cui il presidente aveva violato la costituzione. Il
successivo referendum popolare sulla sua sospensione è stato invalidato dalla
bassa affluenza di votanti e il presidente è rimasto in carica. A luglio 2012, la
Commissione europea ha espresso gravi preoccupazioni sul rispetto dello stato
di diritto e l’indipendenza della magistratura in Romania (Rapporto Annuale
Amnesty,
2013).
Il sistema sanitario ha risentito delle misure di austerità introdotte nel 2009:
nel 2011 sono stati chiusi 67 ospedali, suscitando preoccupazione rispetto
l’accesso alle cure mediche. Nell’ambito dell’assistenza psichiatrica in
particolare sono stati riscontrati dei casi di maltrattamento: sono state
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richieste indagini sulle condizioni di vita e il trattamento di pazienti ricoverati
in
istituti
di
salute
mentale.
Sono state infine registrate forme di discriminazione dei rom da parte di
esponenti del governo, avvezzi all’utilizzo di stereotipi etnici negativi. Il
Reports on Human Rights Practices 2014 evidenzia come anche minori rom
siano stati oggetto di discriminazione all’interno degli istituti scolastici. Infatti
a ottobre 2013, il Comitato consultivo della Convenzione quadro per la
protezione delle minoranze nazionali del Consiglio d'Europa ha stabilito che i
bambini rom erano ancora inseriti in scuole per minori disabili e in scuole o
classi separate. (Rapporto Annuale Amnesty, 2013)
Pe quanto riguarda la violazioni dei diritti dei minori, durante i primi sei mesi
del 2013, i servizi di assistenza ai minori hanno identificato 5.956 casi di
abusi sui minori, di cui 545 abuso fisico; 719 abuso emotivo; 347 abusi
sessuali; 115 sfruttamento del lavoro; 31 sfruttamento sessuale; 35 di
sfruttamento per commettere reati; e 4.164 abbandono. Tra i casi segnalati,
2.852 erano per i ragazzi e 3.104 erano ragazze. La maggior parte dei casi di
abuso, 5566, si sono verificati in famiglia. In generale l’abuso e l’abbandono di
minori sono problemi largamente diffusi e inoltre finora il governo non ha
istituito un meccanismo per identificare i bambini abusati e abbandonati e le
loro famiglie (Country Reports on Human Rights Practices, 2013). Secondo la
ricerca “Misurare la povertà tra i bambini e gli adolescenti” redatta dal Centro
di Ricerca Innocenti dell’Unicef, in Romania il 25.5% dei bambini vive in
famiglie con un reddito equivalente inferiore al 50% del reddito
mediano nazionale.
Per quanto riguarda i diritti della donna diverse sono le
violazioni.
Difficilmente vengono portati a termine con successo processi legati a casi di
stupro.
Secondo le statistiche della polizia, durante i primi 11 mesi del 2012, ci sono
stati 1857 casi di violenza domestica , e di questi 697 erano casi di stupro.
440 sono state le persone inviate a processo per questo reato(Country Reports
on Human Rights Practices, 2013). Ogni due minuti in Romania una donna
viene picchiata. Queste le statistiche di una società dove la violenza si
impara innanzitutto in famiglia e dove la prima causa di atteggiamenti violenti
è rappresentata dall’alcolismo. La violenza in famiglia, secondo varie Ong che
si occupano del problema, non conosce differenze di classe sociale, visto che
le donne sono aggredite, picchiate e umiliate al di là dello status socioeconomico e culturale. Alle radici della violenza, infatti, c’è spesso un
problema di autorità e esercizio del controllo. Molti casi di violenza sulle donne
sono raccapriccianti: svegliate dal sonno e prese a pugni e calci, minacciate
con coltello, tutto davanti ai bambini che a loro volta subiscono traumi
psicologici, ma anche fisici destinati a segnarli per tutta la vita (Osservatorio
Balcani,
2010).
La violenza contro le donne continua ad essere un caso serio, come
confermano anche le ONG che intervengono in questo ambito. Nonostante il
codice penale preveda sanzioni severe per chi commette violenza domestica,
di fatto vengono raramente applicate. A volte sono le vittime stesse che
ritirano le accusano e che si riconciliano col coniuge. Un sondaggio del 2008
rivelava che gli uomini diventano violenti dopo cinque anni di
matrimonio, mentre nel 16% dei casi i primi casi di violenza compaiono
10
addirittura prima del matrimonio. Il 26% delle donne non prendeva
alcuna misura contro il marito violento, il 17% si limitava a sperare in un
futuro miglioramento della situazione, mentre il 14% delle intervistate
dichiarava di essere ancora innamorata dell’aggressore (Osservatorio Balcani,
2010).
59 centri hanno offerto alloggio e protezione alle vittime di abusi, ma sono
pochi e distribuite male nel territorio, e 23 quelli invece che hanno offerto un
servizio di supporto e consulenza (Country Reports on Human Rights
Practices, 2013).
Alcune donne, in particolare Rom, hanno avuto difficoltà ad accedere a servizi
legati alla salute riproduttiva, per vari motivi tra cui la mancanza di
informazioni, la discriminazione etnica, la mancanza di assicurazione sanitaria,
e
la
povertà.
Di fatto la discriminazione legata al sesso è ancora frequente e il governo
stesso non dedica particolare attenzione ai problemi delle donne.
Tra i paesi europei, la Romania, e in modo particolare Bucarest,
rappresenta una delle principali mete turistiche per chi pratica
turismo sessuale. Nella maggior parte dei casi, le prime vittime sono i
bambini di strada. Si calcola che il 5% dei bambini senza patria (come
rom e nomadi) in Romania sono coinvolti forzatamente nello
sfruttamento sessuale. Di recente, a fronte di questo fenomeno, si è
registrato un aumento degli arresti e delle condanne di cittadini stranieri
incriminati
di
questo
reato.
In Romania, lo sfruttamento di donne e bambini ai fini della
prostituzione ha sempre rappresentato un grave problema. La legge
emanata nel 2001 contro il dilagare del traffico di persone non ha condotto a
nessun miglioramento rilevante. Donne e bambini rumeni continuano a essere
trafficati in vari paesi europei, sia dell’est che dell’ovest, per poi essere
sfruttati sessualmente. Chi viene maggiormente attirato dalle false promesse
di questi trafficanti sono soprattutto i bambini di strada. Negli ultimi anni è
stato osservato che molti di loro vengono avviati al giro della prostituzione di
Amburgo, Berlino e Amsterdam, per citare solo alcuni esempi.
La Romania funge anche da paese di transito per molte vittime provenienti da
numerosi altri paesi, come la Turchia e la Tailandia, e dirette in altri stati
europei (http://www.child-hood.com).
Nella Romania inoltre c'è una piaga che non si riesce proprio a curare,
nonostante il dichiarato impegno delle autorità. È il dramma dei bambini di
strada ( in rumeno copiii strazii), che passano la loro vita soggetti ad abusi di
ogni
genere,
mendicando
un
pezzo
di
vita
alla
giornata.
Sono migliaia. Le statistiche dell'Autorità nazionale per la tutela del bambino
indicano una diminuzione del fenomeno e riportano il numero di 1395 bambini
di strada a ottobre 2007 (dieci mesi dopo l'adesione della Romania all'UE)
rispetto ai 2500 rilevati nel 2000.
Tuttavia, secondo uno studio del 2009 elaborato dall'organizzazione Save the
Children, solo nella capitale Bucarest vivono circa 1270 minori di
strada. Lo studio prende in esame anche altre due grandi città come
Costanza, con oltre 230 bambini, e Brasov, dove sono tra 97 e 177 i bambini
11
che chiedono l'elemosina. Queste cifre necessariamente approssimative non
riescono a offrire un panorama completo del dramma, difficilmente spiegabile
a parole, di migliaia di bambini per i quali la casa è la strada o un posto
nelle fogne, quando d'inverno ci si riesce a riscaldare tra i tubi, dimenticando
il dolore drogandosi con la colla.
Una giungla che, a parte l'età anagrafica,
non ha più niente in comune con l'infanzia. Lo studio conclude che l'età media
dei bambini e dei giovani di strada è di 18 anni a Bucarest (con un 48% sotto
questa soglia), 15 anni a Brasov (con un 65% di minorenni) e 13 anni a
Costanza (85% di minorenni). In tutte e tre le città la maggioranza di questi
ragazzi sono i maschi (circa il 70% nella capitale). Ci sono bambini che vivono
in strada con la famiglia, minori che vivono senza famiglia e altri mandati
precocemente a lavorare. Sono circa 436 nella capitale i bambini per cui la
strada
è
l'unica
realtà.
Alcune centinaia hanno ricevuto assistenza nei centri sociali: un pasto caldo, la
possibilità di lavarsi o di studiare. Ma poi tornano sempre per strada. Non ci
sono ancora ricette vincenti per un loro totale recupero. Ci sono tentativi, in
gran parte dovuti alle numerose organizzazioni non governative e alle chiese
cattolica e ortodossa, nonostante quest'ultima sia stata spesso criticata per
non essere abbastanza coinvolta nel sociale, anche se ultimamente sembra
aver indirizzato parte delle sue risorse in questo campo(Osservatorio Balcani e
Caucaso,
2009).
Nonostante le autorità di Bucarest che dichiarano sforzi e progressi nella tutela
dei bambini, di tutti i bambini, devono comunque ammettere che i bambini di
strada esistono ancora, si vedono sulle scale della metropolitana, dappertutto,
e spesso finiscono sulla stampa internazionale, cosa che non fa piacere alle
autorità locali. Spesso i bambini vengono allontanati anche con la forza dai
gendarmi. Alcuni raccontano di essere stati brutalmente picchiati. A loro volta
rispondono con la violenza attaccando i passanti che non offrono soldi. È un
quadro dipinto di violenza. Non è di sicuro facile recuperare questi bambini.
Ma un paese dell'Ue e l'Ue stessa dovrebbero poterli salvare. Dopo centinaia di
programmi, progetti e fondi europei, si parla ancora di migliaia di bambini
che vivono per strada per un periodo medio di 9 anni.
Dopo l'entrata della Romania nell'Ue nel 2007 in alcuni paesi europei è
cresciuto il numero di bambini romeni abbandonati a se stessi che
mendicano per strada. Reti criminali li hanno portati in altri paesi, sfruttati e
abusati. Sopravvivono mendicando, scippando o prostituendosi in cambio di
cibo. È cresciuto anche il numero degli immigrati romeni che a volte lasciano
in patria i loro bambini, affidati a parenti che spesso li sfruttano, li costringono
a mendicare. Una legge recente obbliga i genitori ad indicare a chi affidano i
bambini
prima
di
lasciare
il
paese.
Anche oltre confine, il numero dei bambini di strada ha raggiunto quote
allarmistiche. Solo in Italia ci sono circa 2500 minori romeni non
accompagnati. E c'è anche un accordo tra i due stati, firmato nel giugno del
2008, che ne prevede il rimpatrio. L'Italia si impegna a fornire alle
rappresentanze diplomatiche tutte le informazioni sui bambini romeni non
accompagnati e a rimpatriarli. Una volta arrivati in Romania, saranno affidati
ad istituti oppure alle cosiddette "assistenti maternali" (educatrici pagate dallo
stato), o forse ritorneranno nella propria famiglia (Osservatorio Balcani e
Caucaso, 2009).
12
a. Bucarest
ESPERIENZA DELL’ENTE PROPONENTE IL PROGETTO
L’Associazione Comunità Papa Giovanni è presente in Romania a Bucarest e
Mătăsari dal 2004 circa dapprima attraverso campi estivi di un paio di
settimane rivolti a minori dei quartieri più poveri della città. Durante i campi
estivi venivano proposte attività ludico-ricreative e di socializzazione per 8h
giornaliere con il coinvolgimento di un gruppo di circa 20 volontari dall’Italia.
La realizzazione dei campi estivi ha permesso di creare gradualmente una
serie di contatti con associazioni del territorio, fino a portare all’avvio di una
presenza e vera e propria da parte dell’ente a Bucarest nel 2009. Dopo una
prima fase di approfondimento dei bisogni del territorio, grazia anche ai
contatti pre-esistenti, è stata aperta una casa famiglia per l'accoglienza di
persone adulte (maschi) con disabilità fisica "lieve" o mentale, a volte anche
abbastanza
grave.
Dal Gennaio 2014 è stata aperta una nuova casa sempre a Bucarest, che
attualmente non viene usata per le accoglienze di adulti in situazione di
disagio, ma dall’estate 2014 sarà utilizzata per l’accoglienza di gruppi di
volontari durante il periodo estivo che supportano l’ente nell’organizzano e
realizzazione di campi estivi, dopo alcuni anni di sospensione di queste
attività.
PARTNERS
Sono diverse le associazioni con cui l’Associazione Comunità Papa Giovanni
XXIII collabora. Le principali sono:





“Acuma" (significa: "adesso") associazione che si rivolge alle famiglie
disagiate del comune di Chitila, periferico alla citta di Bucarest, con
attività di supporto materiale, accanto a interventi di sostegno
educativo e sociale. Con Acuma l’ente collabora nell’orrire sostegno a
due mamme zingare rispettivamente una con tre e una con quattro
figli; inoltre una volta a settimana viene realizzato un doposcuola nel
piccolo centro urbano di Chitila, alle porte di Bucarest, dove ci sono
soprattutto bambini di etnia rom;
l’ente collabora inoltre con i "frati missionari della Carità" nella
realizzazione di un servizio di strada per senza fissa dimora, in
particolare adulti. Spesso i frati inviano alla struttura adulti in
situazione di disagio perché siano accolti;
l’ente collabora anche con i frati maristi di Bucarest, che spesso
inviato richieste di accoglienza.
collabora con FDP, un associazione che si occupa di inserimenti
lavorativi per adulti provenienti da situazioni di disagio. Spesso gli
accolti delle strutture dell’ente vengono inseriti nelle attività di
composizione di mosaici.
Infine, collabora anche con Parada, l’associazione più strutturata per
quanto riguarda interventi integrati a favore dei minori e delle famiglie
che vivono nelle fogne di Bucarest. Alcune richieste di accoglienza
arrivano proprio da Parada, che a sua volta provvede agli inserimenti
lavorativi degli accolti dell’ente.
b. Timisoara
ESPERIENZA
DELL’ENTE
PROPONENTE
PRESENTAZIONE PARTNER ESTERO
IL
PROGETTO
–
L’Associazione Papa Giovanni XXIII collabora da diversi anni con l’ONG
13
romena Generatie Tanara, che funge da sede del progetto, attraverso
un accordo tramite il quale si impegna a sostenere, a vario livello, le attività
della ONG, in particolare quelle relative al programma di reintegrazione e
protezione della vittime di tratta e sfruttamento provenienti dai paesi terzi,
dall’Italia o fermate dalla polizia di frontiera rumena.
Generatie Tanara è un'organizzazione non governativa, apolitica, non
religiosa e senza scopo di lucro fondata a Timisoara nel 2001. Opera in
favore della tutela dei diritti dei minori, delle vittime della tratta di esseri
umani e dei rifugiati politici e richiedenti asilo, attraverso programmi di
accoglienza, assistenza sanitaria e legale, reinserimento socio-professionale e
prevenzione e sensibilizzazione.
Generatie opera sull’intero territorio nazionale rumeno e ha al suo interno tre
uffici: ufficio reintegrazione vittime (reintegrazione sociale, educativa,
professionale, famigliare e comunitaria); ufficio assistenza sociale per le
vittime (servizi socio-assistenziali per le vittime che si trovano nelle strutture
protette); ufficio assistenza sociale e giuridica per i richiedenti asilo e per i
rifugiati.
Dal 2001 Generatie Tanara si occupa di vittime della tratta, su vari livelli:

offre assistenza alle vittime tramite i centri di accoglienza, provvedendo
alle cure sanitarie;

sostiene le vittime nel reinserimento socio-professionale;

attua una campagna di prevenzione e sensibilizzazione sulla tratta.
Sempre dal 2001 l’Associazione interviene nell’ambito dei minori vittime della
tratta e minori non accompagnati che si trovano fuori dal paese: dopo averli
individuati, provvede, con l’aiuto dei partner esteri- tra cui l’Associazione Papa
Giovanni XXIII- al loro reinserimento nella famiglia naturale o allargata, alla
creazione di programmi di reinserimento sociale e professionale con il governo
o
partner
non
governativi.
Da marzo 2012 l’ONG ha cominciato a offrire protezione alle donne vittime di
violenza.
Oltre a queste attività legate alla tutela delle donne vittime di violenza e di
sfruttamento sessuale, l’associazione opera in altri ambiti di intervento:
Tra il 2005 e 2006 Generatie Tanara è diventata partner operativo dell’
UNHCR
e ha offerto assistenza a 440 profughi uzbeki
che sono stati
regolarizzati a Timisoara.
Nel 2007, quando l’UNHCR apre a Timisoara un campo di transizione per
l’accoglienza di rifugiati- il primo in Europa-, Generatie continua la
collaborazione offrendo sostegno ai richiedenti asilo e ai rifugiati, al fine di
valutare la corretta ed efficace applicazione di asilo (tenendo conto anche
dell'età e del sesso della ricorrente), e di tutelare i loro diritti.
Dal 2008 inoltre l’associazione interviene anche nell’ambito della tutela dei
diritti delle persone di etnia rom con cittadinanza rumena.
14
La sede principale della ONG si trova nella città di Timisoara dove è presente
l’Ufficio reintegrazione sociale delle vittime, ma l’organizzazione da qualche
anno svolge attività anche nelle città di Recas, dove sviluppa attività di
prevenzione e sensibilizzazione contro la tratta rivolte a minori.
Recentemente Generatie, pur continuando a intervenire a sostegno delle
vittime di tratta, sta potenziando le attività di prevenzione a favore dei minori
dai 3 ai 12 anni, soprattutto i minori che vivono in condizioni familiari ed
economiche precarie, maggiormente esposti al rischio della tratta. In
quest’ottica si stanno avviando due centri per minori nelle città di Calacea e
Carani, a pochi km da Timisoara. I due centri offrono sia accoglienza ai minori,
sia attività educative e ludiche.
Sempre a Calacea è stata recentemente avviata una cooperativa agricola
dove inserire vittime di tratta, ma anche rifugiati o richiedenti asilo.
PARTNERS
Per quanto riguarda i partner, Generatie Tanara ha sviluppato collaborazioni
con diversi soggetti istituzionali sia a livello nazionale che internazionale.
Grazie alla stretta collaborazione con queste organizzazioni internazionali è
nata una fitta rete di rapporti ed una collaborazione transfrontaliera che
permette di trasferire informazioni in tempo reale della situazione dei casi
identificati nei singoli paesi in relazione a vittime rumene o di altra nazionalità
e di organizzare i rimpatri.
A livello nazionale , per quanto riguarda la lotta al traffico di esseri umani,
Generatie collabora con la Polizia Romena (Dipartimento per il Contrasto alla
Criminalità Organizzata), la Polizia di Frontiera di tutti i distretti
amministrativi del Paese, l’Agenzia Nazionale contro il Traffico di
Persone, il Dipartimento Protezione dei Minori di tutti i distretti
amministrativi del Paese, i comuni di tutti i distretti amministrativi del Paese e
altre associazione che si occupano di tratta. Sono questi soggetti a richiedere
l’inserimento delle vittime nei progetti di protezione dell’ONG e collaborano
nella gestione dei programmi di protezione.
A livello internazionale Generatie Tanara collabora con il Segretario
Generale dei Servizi Sociali Internazionale con sede a Ginevra e con le
sue sedi europee, statunitensi, canadesi, australiane. In particolare collabora
con i Servizi Sociali italiani, francesi e tedeschi, nel tentativo di
organizzare il rimpatrio delle vittime e/o i ricongiungimenti familiari e di
costituire una rete internazionale attiva soprattutto nei confronti del fenomeno
del traffico di esseri umani.
Generatie Tanara è partner operativo dell'Ufficio dell'Alto Commissariato
delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), in collaborazione con il quale
gestisce dal 2005 l’assistenza e la regolarizzazione di profughi di diverse etnie
e dal 2007 il campo di transizione per l’accoglienza dei rifugiati. Oltre
all’UNHCR, per l’accoglienza dei rifugiati all’interno del campo Generatie
collabora anche con ORI (Ispettorato generale per l’Immigrazione)- che
interviene nei settori della migrazione, dell'asilo e l'integrazione degli stranieri
- e OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni)- il principale
15
organismo intergovernativo in ambito migratorio-..
Partner della ONG per quanto riguarda le attività di prevenzione con i minori
sono inoltre: Save the Children Moldova; OFII (Ufficio per l’Immigrazione
francese); Unga Liv Sweden (associazione che si occupa della tutela dei
minori e delle ragazze vittime della tratta della prostituzione) e Fondazione
King Baudouin (associazione di difesa della democrazia e per il rispetto delle
diversità).
Recentemente GTR ha firmato un partenariato pubblico-privato con la
Direzione Generale di Assistenza Sociale e Protezione del Bambino
della provincia di Timis che prevede l’inserimento dei minori del territorio di
Recas all’interno del centro di Generatie allo scopo di sviluppare progetti per
bambini in situazioni di rischio. Per la realizzazione del Centro Generatie ha
collaborato con l’associazione americana Bob Gass, che ne ha finanziato la
ristrutturazione.
RUSSIA
La Federazione Russa, così denominata dopo il crollo dell’U.R.S.S. è uno Stato
situato nell'emisfero Nord, che si estende dall’ Europa e all’Asia settentrionale.
La vastità del territorio oltre ai 9 fusi orari che la spezzettano ha dato vita a
quella multiculturalità che ad oggi comprende sul territorio ben 190 gruppi
etnici.
Nome ufficiale
Российская Федерация
Lingua Ufficiale
Capitale
Popolazione
Superficie
Forma di Governo
Valuta
Data
dell’Indipendenza
dall’URSS
Federazione Russa
Russo
Mosca 11,551,930
142,470,272 ab. (stima aprile
2014)
17,098,242
Repubblica presidenziale federale
Rublo Russo
26 Dicembre 1991
CONTESTO POLITICO
La Federazione Russa è composta (dopo l’annessione della Crimea) da ben 85
soggetti federali politici:
16

22 repubbliche;

9 Kraj край (cioè territori al confine);

46 province;

3 città federali (Mosca e San Pietroburgo dal marzo 2014 inclusa anche
Sebastopoli città della Crimea);

4 distretti federali autonomi;

1 provincia autonoma (Jewish Autonomous Oblast);
Dopo la dissoluzione dell’ U.R.S.S., il primo presidente della Russia fu Boris
El’Cin, il quale, eletto per due mandati consecutivi, finisce il suo mandato
lasciando il 31 Dicembre 1999 un’economia in rovina, corruzione pubblica in
aumento e crisi militari sempre più aspre. Al suo posto succede Vladimir Putin
tutt’oggi Capo di Stato per la terza volta, e figura predominante della scena
politica da oramai più di un decennio; oltretutto grazie alla nuova legge
elettorale il suo mandato è stato prolungato da 4 a 6 anni. L’assetto
decisionale è suddiviso in potere esecutivo e potere legislativo, il primo
esercitato principalmente dalla figura del Presidente della Federazione o
altresì da quella del Primo Ministro, mentre quello legislativo viene gestito
dall’Assemblea Federale. Quest’ultima è composta dal Consiglio Federale
(camera Alta) e dalla Duma di Stato (camera Bassa): la Duma ha la facoltà di
ratificare o meno la nomina del Primo Ministro e, nel caso in cui dovesse
essere respinta per ben tre volte l’assegnazione, il Presidente avrebbe la
facoltà di sciogliere l’Assemblea Federale. C’è da sottolineare il fatto che il
Presidente è anche capo delle Forze Armate e del Consiglio Nazionale di
Sicurezza, con potere decisionale di approvazione di decreti legge senza il
consenso dell’Assemblea Federale. Motivi questi che hanno determinato una
definizione del modello di governo russo come “Presidenzialistico”.
Recentemente la vicina Ucraina è stata teatro di proteste e scontri che hanno
portato l’ex Primo Ministro Yanukovych alla deposizione avvenuta il 22
febbraio, con la fuga in Russia.. A seguito di queste altalene politiche il 27
17
febbraio la Federazione Russa interviene militarmente in Crimea (penisola a
sud dell’Ucraina) rivendicando l’appartenenza del territorio, occupando di
fatto gli edifici del governo locale. Il 6 marzo il parlamento della Crimea si
pronuncia all’unanimità per l’adesione alla Federazione Russa staccandosi così
dall’Ucraina, il 16 marzo questa decisione viene ratificata dai cittadini
attraverso il referendum che con il 96 % di voti a favore di fatto ufficializza la
Crimea come nuova realtà costituente russa. Nei giorni seguenti si registrano
scontri a fuoco in varie città della Crimea, che portano la morte di alcuni
soldati filo-russi e ucraini. Il 21 Marzo Vladimir Putin dichiara ufficialmente che
la Crimea è parte della Federazione Russa, a questo punto lo stato Ucraino
ordina lo sgombero di tutte le basi militari occupate da i propri soldati. Dopo
l’annessione illegittima secondo l’Europa, il 24 Marzo la Federazione Russa
viene esclusa dal G8.
CONTESTO ECONOMICO - CONTESTO SOCIALE
L’economia della Federazione Russa al momento della sua istituzione era
praticamente al collasso. Purtroppo dal 1992 al 1998 subì un costante
indebolimento, dovuto all’incapacità del governo di implementare riforme
economiche adeguate al rilancio dell’economia. Il picco più basso fu toccato
durante la crisi finanziaria asiatica, fattore che portò al deprezzamento del
Rublo con conseguente default del debito pubblico. Incidentalmente proprio la
debolezza monetaria frenò le importazioni, incoraggiando la produzione
manifatturiera locale. Dopo anni di crisi è iniziato un trend in crescita vicino al
7 % annuo, che continua tutt’oggi con previsioni che si attestano al 4 %.
La Russia è un paese ricco di risorse minerarie ed energetiche, che
costituiscono l’80 % dell’export, e non a caso è il primo produttore mondiale di
gas, il secondo per petrolio e carbone. Inoltre vengono estratti grandi quantità
di altri minerali come uranio, ferro, manganese, diamanti, oro e platino. Le
risorse sono parte fondamentale di sostentamento dell’economia russa, queste
però condizionano molto i rapporti di cooperazione e scambio internazionale,
in particolare con l’UE e gli stati confinanti dell’Asia Centrale. Anche il settore
primario è parte integrante dell’economia grazie principalmente ad aiuti statali
che hanno supportato privati e grandi Farms Corporation. Grazie a questi input
la produzione di cereali è aumentata, come anche l’allevamento di bestiame
che in 10 anni è aumentato del 50 %, senza tralasciare che la Federazione
Russia è il maggior produttore di pesce al mondo.
Questo crescita ha creato un’evidente disparità che caratterizza la società
Russa, difatti è presente una classe composta da ricchi e super ricchi,
solitamente facenti parte della sfera politica o affini, ed un’ampia fascia della
popolazione che vive vicina o sotto la soglia di povertà. Come noto è alquanto
discutibile il rapporto diretto che lega le sfere politiche ai fedelissimi Oligarchi:
110 persone controllano il 35 % della ricchezza nazionale, principalmente
attraverso la gestione delle maggiori industrie energetiche. Questa forte
disuguaglianza è evidente se si fa una comparazione trail reddito pro
capite russo e quello italiano, che risulta più alto del 70% rispetto al
primo
Secondo gli ultimi dati risalenti al 2013 la percentuale di russi che vive sotto la
soglia di povertà nazionale si attesta al 11 % (16 milioni circa), dati che
18
secondo fonti autorevoli dovrebbero essere riviste al rialzo. La situazione dal
punto di vista politico è delicata, secondo l’Indice di percezione della
corruzione, che definisce “l'abuso di pubblici uffici per il guadagno privato” la
Federazione Russa risulta tra i paesi più corrotti, attestandosi al 154° posto
su 178 paesi. Elemento questo che conferma la scarsa democraticità già
denunciata da molte Associazioni Locali ed Internazionali dovuto alla politica
del Presidente Vladimir Putin, che pur cambiando incarichi né oramai alla
guida del paese da più di un decennio. Dubbi e perplessità sono stati avanzate
rispetto alla trasparenza delle tornate elettorali degli ultimi anni, che hanno
visto il semplice alternarsi di nomi tra la figura di Primo Ministro e Capo di
Stato (portando un unico partito al potere). A questo si aggiunge il monopolio
quasi dittatoriale dei mezzi di comunicazione (tv e carta stampata), ottenuto
imponendo misure restrittive-repressive e limitando ampiamente la libertà
d’espressione. Gli attivisti, giornalisti e avvocati che denunciano le violazioni di
diritti umani dal Caucaso del Nord alla Crimea e in molti altri luoghi, hanno
subito intimidazioni e minacce da parte di funzionari di polizia, ed alcuni
addirittura sono stati uccisi. L’uso della forza, congiunto con le prassi di
tortura e maltrattamenti utilizzato dalle autorità di polizia, apparentemente
per immobilizzare i detenuti o sospetti criminali, da poi modo agli investigatori
di negare ai fermati l’accesso ad avvocati di propria scelta e di favorire
avvocati d’ufficio di nomina statale, noti per ignorare i segni delle torture.
Nella Federazione Russa si stima che il 9 % (13 milioni) delle persone sia
disabile.
La disabilità è una problematica inesistente agli occhi dello Stato e degli stessi
cittadini, di conseguenza non si investe in politiche adatte a garantire i diritti
fondamentali delle persone con handicap.
I diritti di accesso all’istruzione e al lavoro da parte di quest’ultimi, non
vengono legiferate affatto. Specchio di ciò i soli 20 soggetti federali su 85 che
godono di facilitazioni educative per soggetti disabili.
Statistiche del Ministero dell’Educazione Russo stimano la presenza di almeno
un milione e mezzo di bambini con bisogni specifici in età scolare, di questi
solo 500,000 vengono reputati ufficialmente disabili. Sempre rispetto ai report
del Ministero dell’Educazione, solo 200,000 di questi minori frequentano
normalmente la scuola, più di 30,000 ricevono un’educazione approssimativa a
casa e altri 70,000 siano inseriti in scuole speciali. Rimane esclusa una fascia
di quasi 200,000 che non ricevono nessun accesso a strutture scolastiche o
formative di nessun tipo.
La povertà è un problema molto diffuso nelle zone urbane russe che all’inizio
degli anni ’90 ha avuto un boom del fenomeno legato ai senza fissa dimora, il
crollo dell’Unione Sovietica a svuotato di ogni potere lo stato permettendo di
fatto una spinta verso la privatizzazione del mercato immobiliare,
condizionando di fatto l’accesso abitativo con costi contenuti ad un gran
numero di persone. Questo richiesta di assistenza secondo le stime riguarda
più di 5 milioni di persone, che viene affrontata da parte dello stato con un
nulla di fatto lasciando nelle sole mani di ONG ed Enti caritatevoli la
responsabilità di fronteggiare il problema.
19
ESPERIENZA DELL’ENTE PROPONENTE IL PROGETTO
L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII è presente in Russia dal 1992 in
seguito ad un invito della Caritas Italiana per dare un sostegno a famiglie con
minori e adulti portatori di Handicap cognitivo, sensoriale o fisico causa di
pregiudizi sociali che non facilita l’integrazione scolastica e sociale.
Attualmente, gli operatori dell’Associazione realizzano interventi in tre diverse
realtà cittadine (Volgograd, Astrakhan, Elista), la presenza si traduce nei vari
programmi di accoglienza, in particolar modo a sostegno di disabili fisici
e psichici, persone senza fissa dimora e minori in situazioni di povertà.
Essendo problemi invisibili agli occhi delle istituzioni e della società,
l’intervento a sostegno di questi soggetti è pressoché inesistente.
Nello specifico l’Associazione Papa Giovanni XXIII gestisce:



1 struttura Casa Famiglia a Volgograd (dal 2002), che accoglie
senza fissa dimora;
2 strutture Casa Famiglia ad Astrakhan (dal 2008 e dal 2009) per
senza fissa dimora e minori in situazione di disagio;
1 struttura Casa Famiglia ad Elista dal (2007) che accoglie persone
con disabilità. Negli ultimi anni, l’accoglienza di persone con disabilità
nella struttura di Elista e l’approfondimento delle problematiche
connesse all’essere disabile in Russia, ha spinto l’associazione ad aprire
un centro disabili ad Elista (dal 2009) che, attraverso la creazione di
oggettistica e la realizzazione di laboratori ludico ricreativi, ha
l’obiettivo di valorizzare le potenzialità delle persone con disabilità. Il
centro ha anche l’obiettivo di sensibilizzare la comunità locale rispetto
ai diritti dei disabili e alla loro integrazione nella società.
Dal 1995 l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII esercita un’azione di
monitoraggio e assistenza dei senza fissa dimora sul territorio attraverso
progetti di Unità di Strada.
PARTNERS
In Russia la collaborazione tra istituzioni locali ed Enti di stampo cattolico è
resa complicata dalla diffidenza e il timore da parte dello Stato al legame che
si può creare con movimenti religiosi o enti associazionisti.
Nonostante ciò, l’ente ad Astrakan collabora con la Parrocchia Locale
nell’offerta di servizi a supporto dei senza fissa dimora. Sul territorio è
presente anche un Centro di Adattamento Sociale, che anche attraverso le
attività dell’Ente, compie un monitoraggio e documenta le varie tipologie di
disagio (adulto, dell’infanzia e disabilità).
A Volgograd l’ente collabora con la Caritas Diocesana Tedesca, a sostegno e
assistenza alle famiglie in situazione di povertà estrema presenti in città. La
Caritas oltretutto invia annualmente nella struttura dell’ente un volontario a
sostegno delle attività svolte.
Ad Elista l’ente collabora con “l’Associazione dei disabili locale” di Elisa e
l’Associazione della Repubblica di Calmucchia” che attraverso il Ministero
dello Sport organizza per i ragazzi portatori di handicap delle giornate di sport
con gare e tornei sia a livello regionale che nazionale, a cui partecipano anche
i
disabili
del
centro
diurno
dell’ente.
Inoltre il Ministero della Salute segnala all’ente eventuali casi critici di
20
persone con disabilità, richiedenti aiuto sia economico che d’integrazione nel
tessuto sociale: l’ente di volta in volta valuta l’eventuale accoglienza nella
propria
struttura
di
Elista
o
l’inserimento
nel
centro
diurno.
Infine collabora con il gruppo giovani della parrocchia locale che
occasionalmente invia volontari per svolgere attività con i disabili nel centro
diurno.
7) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si
realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante
indicatori misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del
progetto:
GEORGIA
CONTESTO TERRITORIALE,SETTORIALE E DEI BISOGNI SPECIFICI
Le attività del progetto si sviluppano nella città di Batumi, capoluogo della
regione dell’Ajara, situata a sud-ovest e confinante con Turchia e Mar Nero. La
città ad oggi conta una popolazione di 190,000 abitanti.
Prima della caduta del comunismo, Batumi era una città economicamente
stabile, le fabbriche di thè, le segherie e le piccole medie imprese oltre
all’esportazione di prodotti agricoli come agrumi e vini rendevano possibile un
benessere collettivo. Dopo la caduta del comunismo, molte fabbriche sono
state chiuse, aziende agricole abbandonate e quel livello di benessere ha
lasciato il posto gradualmente in estrema povertà. Questa contesto ha
costretto molti capi famiglia ad emigrare nella vicina Europa o in Turchia, in
cerca di un lavoro che potesse permettere alle loro famiglie di soddisfare le
necessità essenziali.
La città di Batumi è uno dei due principali porti Georgiani sul Mar Nero. Punto
di snodo per le petroliere provenienti dall’occidente che caricano il greggio
proveniente dall’oleodotto dell’Azerbaijan. Per la sua natura di luogo di
frontiera e crocevia portuale, Batumi è una città dove hanno trovato rifugio
parecchie persone provenienti da Paesi di confine, componente che non aiuta
la stabilità socio-politica del territorio.
Inoltre la città presenta altri problemi e mancanze strutturali: gli ospedali e le
scuole sono ospitati in edifici decadenti come d'altronde le infrastrutture
obsolete e inadeguate. Oltre a questo un elevato numero di persone vive sotto
la soglia di povertà, i dati ufficiali parlano di un 10 % a livelli Nazionale
(www.indexmundi.com). Rispetto al contesto territoriale di Batumi, questo
dato risulta sottostimato: non essendoci dati ufficiali le associazioni che
operano in loco, tra i cui la Caritas Diocesana e l’ente stesso, evidenziano che
circa il 20 % della popolazione di Batumi vive sotto la soglia di povertà.
Questa povertà ricade chiaramente sulla fascia debole dei nuclei familiari, i
minori. A Batumi il 27% dei minori vive in queste condizioni disagiate, in
abitazioni che spesso non hanno acqua corrente; in contesti familiari che non
sempre riescono a garantire un’educazione adeguata.
Particolarmente grave è la condizione di vita circostanze che si concretizzano
principalmente in un territorio abbandonato della città, dove diverse famiglie
hanno costruito baracche di legno e lamiera. Attualmente questa zona conta
500 baracche, prive di ogni servizio igienico sanitario, acqua potabile e solo
nell’ultimo anno si è provveduto ad un collegamento con la rete elettrica.
L’ente ogni anno entra in contatto con 120 minori, provenienti da famiglie che
21
vivono in gravi situazioni di povertà. Generalmente si tratta di nuclei familiari
numerosi composti da 3-4 minori, i quali non vedono soddisfatti i bisogni
primari, ovvero un’adeguata alimentazione ed un accesso a cure sanitarie e di
base.
Gli operatori dell’Ente, nel corso del 2013 hanno portato avanti diversi
interventi rivolti a ridimensionare questi disagi:








accoglienza di 10 minori, nelle strutture residenziali dell’ente;
150 minori incontrati e sostenuti proveniente dalle famiglie disagiate
delle baraccopoli di Batumi;
2 volte a settimana attività di tutoraggio scolastico per gli accolti nella
struttura dell’ente;
attività assistenziali quotidiane rivolte ai minori accolti nelle strutture;
2 volte a settimana attività di doposcuola rivolte ai 30 minori presenti
nella baraccopoli;
2 volte a settimana attività ludico-ricreative indirizzate ai 30 minori
svantaggiati della baraccopoli;
10 visite di sostegno settimanali rivolte a famiglie con minori
vulnerabili;
3 pomeriggi la settimana interventi educativi e ludico-ricreativi
all’interno della baraccopoli.
BISOGNI SPECIFICI
Il sostegno offerto dall’ente ai minori in situazione di estrema povertà accolti
e supportati dalle progettualità attuali non è sufficiente per rispondere ai
bisogni educativi e di socializzazione dei minori stessi.
DESTINATARI
 10 minori accolti attualmente nelle strutture residenziali dell’Ente a
Batumi;
 150 minori a cui durante l’anno viene offerto sostegno per quanto
riguarda il soddisfacimento dei bisogni primari (alimentazione, cure di
base, educazione);
 30 minori destinatari degli interventi educativi e ludico-ricreativi
dell’ente all’interno della baraccopoli.
BENEFICIARI
 le famiglie delle persone accolte nelle strutture dell’Ente a Batumi,
sostenendole nelle loro funzioni genitoriali ed educative;
 le famiglie dei minori sostenuti dall’ente, in quanto supportate nel
garantire ai minori i bisogni primari e indirettamente beneficiarie degli
aiuti economici;
 la società civile beneficiaria della progressiva diminuzione della povertà
territoriale;
 le istituzioni, che attraverso le attività dell’ente hanno un ulteriore
strumento di monitoraggio dei bisogni delle famiglie e dei minori sul
territorio;
DOMANDA DEI SERVIZI ANALOGHI
Per quanto riguarda la condizione dei minori, da un’approfondita analisi del
territorio, si possono rilevare i seguenti bisogni, oltre a quelli educativi e di
socializzazione già evidenziati:

non esistono politiche di 'crescita condivisa', che si concretizzano in una
scarsa programmazione d’attività che relegano ancora di più i minori
in situazioni di estrema povertà;
22

non esiste un reale interesse da parte delle istituzioni nel tutelare le
famiglie che vivono in estrema povertà, dal momento che non sono
previste opportunità di usufruire di prestazioni mediche libere;

le significative carenze a livello statale si traducono in meccanismi di
previdenza sociale insufficienti rispetto alla necessità d’implementare
programmi di tutela della salute dei minori, ma in particolar modo di
attività pre-scuola per i minori che hanno un limitato accesso
all’istruzione;

l’abbandono familiare molto diffuso, non trova risposta nella ridotta
offerta di case famiglia che riescono ad accogliere minori in situazioni
disagiate.
L’elevato numero di famiglie in situazione di povertà estrema sottolinea
l’importanza di attuare interventi di assistenza, finalizzati a una fattibile
autonomia che favorisca la soddisfazione dei bisogni basilari dei minori,
rivolgendo l’attenzione rispetto alla creazione di una rete sociale che proponga
a quest’ultimi contesti protetti di socializzazione e sviluppo delle capacità
cognitive.
Sono richiesti interventi di assistenza e accoglienza per soggetti devianti, con
problemi di dipendenza e donne vittime di tratta. Un supporto sostanziale
viene richiesto per inserimenti lavorativi di soggetti più deboli.
OFFERTA DEI SERVIZI ANALOGHI
La decisione da parte dello stato di chiudere gradualmente gli istituti per
minori in tutta la Georgia, ha promosso la politica dell’affido familiare, di gran
lunga economicamente più sostenibile rispetto agli Istituti. Le consistenti
entrate economiche legate all’affido rappresentano il rapido diffondersi
dell’accoglienza nelle famiglie Georgiane.
Sempre a Batumi opera anche l’associazione Step Forward che offre
assistenza sanitaria e spazi per attività ricreative a bambini residenti nell'area
montagnosa fuori Batumi. Nella città di Kutaisi “SoS Villaggi dei Bambini” offre
accoglienza a gruppi famiglia composti dalla sola figura genitoriali materne con
4-5 bambini. Sos ha programmi di sostegno alle famiglie bisognose che
prevedono la distribuzione di beni alimentari e materiale scolastico. Con
l’obiettivo di evitare l’abbandono o sfruttamento dei propri figli, vengono
organizzati momenti di formazione per i genitori, consulenza pedagogica e
aiuto sociale.
“La casa dei liberi giornalisti” è un’associazione di Batumi che offre un
inserimento lavorativo all’interno di un bar/libreria per ragazzi con problemi
familiari e sociali. Organizza inoltre momenti di animazione e socializzazione
per bambini e giovani, prevedendo anche formazioni e sensibilizzazioni della
popolazione rispetto alle problematiche sociali del territorio.
A Batumi non ci sono altre associazioni che offrono sostegno ai minori
attraverso interventi domiciliari finalizzati a supportare le famiglie nelle loro
funzioni genitoriali, oltre all’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, né
tanto meno associazioni che promuovono attività educative all’interno della
baraccopoli dove l’ente opera.
INDICATORI DI CONTESTO



n. minori individuati dall’ente che necessitano di supporto educativo;
n. di minori accolti nelle strutture residenziali dell’Ente;
n. attività di tutoraggio scolastico a favore dei minori accolti nelle
strutture dell’ente;
23



n. visite di sostegno ai minori delle famiglie supportate;
n. interventi educativi e ludico-ricreativi all’interno della baraccopoli;
n. attività assistenziali rivolte ai minori.
ROMANIA
a. Bucarest
CONTESTO TERRITORIALE E SETTORIALE DI RIFERIMENTO E
INDIVIDUAZIONE DEI BISOGNI SPECIFICI
Il contesto territoriale in cui avviene l’intervento dell’ente è quello della città di
Bucarest
e
dintorni,
capitale e città più popolata della Romania con ben 1 883 425 abitanti (Ufficio
di statistica nazionale, 2011) , 2,1 milioni con l'area metropolitana. Situata a
sud del Paese, è il maggiore centro industriale e commerciale del paese.
Dal 1989 ha conosciuto un rapido sviluppo urbano e le zone che prima erano
rurali, hanno lasciato spazio a nuovi quartieri intorno alla città. Le zone
periferiche a Nord (Pipera, Băneasa) sono più ambite dalla ristretta fascia più
ricca della popolazione, mentre nelle zone a Sud vivono soprattutto i cittadini
a
basso
reddito.
L’economia di Bucarest produce da sola il 21% del PIL del paese, essendo la
zona più sviluppata e industrializzata dell'Europa dell'est. La città possiede un
quarto della produzione industriale del paese. Anche dal punto di vista dei
trasporti, Bucarest è il più importante nodo ferroviario, stradale ed aereo del
paese. IL suo progresso economico è legato in particolare allo sviluppo e alla
costruzione
di
centri
immobiliari
e
commerciali.
Dai primi anni del 2000 si sono diffusi velocemente i grandi ipermercati
cui Carrefour e Metro
AG,
oltre
a
numerosi
centri
commerciali.
Questo quadro economico apparentemente molto positivo potrebbe far
pensare a un paese sviluppato, dominato dal progresso e dal benessere. In
realtà, l’economia di Bucarest, così come quella rumena in generale, negli
ultimi anni ha avuto uno sviluppo impetuoso che ha generato squilibri sociali
e,
di
conseguenza,
esclusioni
e
problematiche
sociali.
La forbice sociale tra chi possiede e chi invece non ha niente continua ad
aumentare con l’aumentare della crisi attuale.
L’ambito di intervento del progetto è quello dei disagio legato alla vita di
strada,
che
colpisce
adulti,
minori,
a
volte
anche
famiglie.
Dopo la caduta di Ceausescu negli anni ’90, molti minori, la maggior parte
orfani, hanno cominciato a vivere nelle fogne e nei cunicoli di Bucarest. Molti
di loro oggi sono adulti, a loro volta hanno avuto dei figli che vivono nelle
stesse
precarie
condizioni.
I cunicoli e le fogne della città, a partire dalla zona della stazione, sono ormai
al collasso. D’inverno, infatti, i bambini di strada si rifugiano nel sottosuolo,
nelle
stanze
sotterranee
progettate
per
la manutenzione dei canali del riscaldamento centralizzato della città. Qui
dormono aggrappati alle tubature, per combattere il freddo. Centinaia di
persone, soprattutto giovani e giovanissimi, popolano questi luoghi, in una
situazione
che
si
fa
esplosiva
anche
sul
piano
sanitario.
Lo Stato tende a nascondere questa grave problematica, diffondendo cifre
poco veritiere che tendono a minimizzare il fenomeno. Le stime realizzate,
invece, da Parada, la principale associazione che interviene con i ragazzi e gli
adulti di strada a Bucarest- contano circa 2.500 persone –tra minori, adulti
e a volte famiglie- che vivono in strada.
Molti di quanti vivono in strada hanno gravi problemi di salute, in quanto
24
esposti a pericoli, senza avere alcun accesso alle cure sanitarie: gli ospedali a
volte
si
rifiutano
di
ricoverarli.
Spesso
sono
malati
di
Aids.
E’ comune tra i senza tetto anche l’uso di droghe: se nei primi anni del
fenomeno si trattava di colla da sniffare, oggi si è notevolmente diffuso il
consumo di eroina e droghe sintetiche che inalate, frastornano
e provocano allucinazioni, in casi estreme gravi danni cerebrali.
L’unica attività consiste nel raccogliere materiali riciclabili, per ricevere
qualche misero compenso dal comune. Nei sotterranei, poi, dominano le
bande, che controllano i posti al riparo dal freddo, il traffico di droga, il
controllo
della
prostituzione
ecc.,
Finiscono in strada i ragazzi che fuggono da famiglie difficili e traumatizzanti,
quelli che scappano dagli Istituti, o i figli di quanti vivono in strada dagli anni
’90.
Sul totale di bambini e giovani che vivono sulla strada, oltre il 65% non hanno
terminato le scuole primarie e circa il 25% non sono mai andati a scuola,
essendo quindi analfabeti. Soltanto il 5% ha finalizzato le scuole dell’obbligo.
Questa situazione fa si che i giovani non possano accedere alla formazione
professionale, che prevede appunto la conclusione del ciclo scolastico
dell’obbligo.
Il fenomeno dei minori in strada è strettamente legato alle opportunità
educative a loro offerte, che spesso sono molto scadenti.
Le autorità non intervengono più di tanto, lo stesso vale per i servizi sociale,
soprattutto in seguito ai recenti tagli sul sociale a causa della crisi economica.
(http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/2014
ehttp://piattaformainfanzia.org/dalleuropa/bambini-di-strada-abucarest/2012)
BISOGNO SPECIFICO 1 DEL TERRITORIO:
Nella città di Bucarest le stime di Parada, confermate dalle altre
associazioni, parlano di 2500 soggetti, tra adulti e minori, che vivono nelle
fogne della città. La povertà di strada è correlata a varie forme di disagio,
quali povertà, dipendenze, disabilità fisiche o psichiatriche, malattie, che
causano emarginazione sociale. Il territorio necessita quindi di interventi di
supporto materiale,
psicologico per uscire dalla strada, in quanto gli
interventi già esistenti non sono sufficienti, e di proposte educative capaci di
ridurre i rischi di finire in strada.
Nel corso dei 2013 la struttura ha accolto in totale 9 adulti, di cui 5
tuttora inseriti nella casa. Si tratta di adulti in situazione di disagio di vario
tipo: chi con problematiche fisiche, chi con problematiche mentali, chi con
problemi di dipendenza. Tutti questi accolti arrivano da esperienze di strada,
e le patologie fisiche e a volte mentali che riportano sono strettamente legate
a
questa
esperienza
provante.
Vengono inoltre supportati materialmente e psicologicamente 3 nuclei familiari
in situazione di estrema povertà, composti da 3 mamme con 9 bambini.
Di seguito le attività svolte nel 2013:



Attività di assistenza e di sviluppo delle autonomie per gli accolti nella
struttura 3h per 3 volte la settimana;
Un Servizio di strada per senza fissa dimora, una volta la settimana, in
collaborazione con i frati missionari della Carità: durante ogni uscita
vengono supportati almeno 60 soggetti tra adulti e minori, in tutto
l’anno vengono supportati circa 250 persone di strada;
Un servizio di doposcuola per 4 h la settimana per 25 minori di una
scuola di Chitila, in periferia di Bucarest, in collaborazione con
25

l’associazione Acuma
4 inserimenti lavorativi con l’appoggio di Parada e FDP.
DESTINATARI
 5 adulti in situazione di disagio accolti nella struttura dell’ente: un
uomo di 58 anni, senza un polmone e con un passato da alcolista,
accolto dal 2009; un uomo di 54 anni con vari problemi di salute,
diabetico e cardiopatico e con un lieve ritardo mentale; un ragazzo di
19 anni, con una paraparesi spastica agli arti inferiori; un adulto
ipocondriaco di 33 anni, accolto diverse volte; infine, un adulto con
disabilità psichica medio-lieve. A questi vanno aggiunte almeno altre 5
accoglienze, per un totale di 10 accoglienze tra quelle attuali e future.
 3 famiglie mononucleari supportate dall’ente: 3 mamme rom con i
rispettivi figli, in totale 9; a questi vanno aggiunti almeno 3 nuovi
nuclei familiari, per un totale di 6 gruppi familiari;
 Si stima di supportare almeno 500 persone di strada- minori, adulti,
famiglie- destinatari del servizio di strada che verrà avviato in
autonomia dall’ente;
 25 minori a Chiliti a cui vengono indirizzate attività di sostegno
scolastico ed educativo;
BENEFICIARI
 Le famiglie dei 25 minori di Chitila a cui viene realizzato il doposcuola,
le quali sono supportate dall’ente nell’esercizio della loro genitorialità,
delle responsabilità educative e della tutela dei minori stessi;
 Le altre associazioni del territorio con cui l’ente collabora, in quanto le
sue azioni supportano anche interventi di queste associazioni, tra cui in
particolare Parada, FDP, Acuma e i frati Missionari della Carità;
 la società civile, in quanto l’intervento dell’associazione ha delle
ricadute positive in termini di supporto sociale, e di fatto porta
indirettamente alla diminuzione della criminalità, del traffico di drogra,
ecc.;
 la società civile, in quanto sensibilizzata dall’intervento e dallo stile
dell’ente: la presenza di figure che volontariamente accolgono persone
con varie problematicità diventa una testimonianza e una provocazione
per cittadinanza stessa, rispetto ai temi della solidarietà sociale e della
tolleranza.
 La scuola di Chitila, che viene supportata dall’ente per quanto riguarda
l’offerta formativa rivolta ai 25 minori del doposcuola;
DOMANDA DI SERVIZI ANALOGHI
Rispetto al target previsto dal progetto, ovvero minori e adulti che vivono in
strada, con tutti i disagi che questa comporta, si possono individuare, oltre
agli interventi dell’ente, la seguente richiesta di servizi analoghi:





interventi di assistenza sanitaria, considerando che la vita di strada,
nelle fogne di Bucarest porta a uno stato di abbandono fisico e di
esposizione alle rigidità del clima, causa di numerose malattie.
Oltretutto, sembra che tra i minori e gli adulti di strada sia molto
diffusa l’HIV;
campagna di prevenzione sull’HIV rivolte a minori e adulti che vivono in
strada;
campagna di prevenzione e sensibilizzazione rispetto alla dipendenza
da droghe e alcool, considerando che molti destinatari hanno problema
di dipendenze;
percorsi di riabilitazione per quanti sono dipendenti da droghe e alcool;
interventi di inserimento lavorativo per gli adulti che escono dalla
26





strada e pertanto vanno accompagnati nel difficile percorso di
reinserimento sociale;
politiche di sostegno alle famiglie, in particolare quelle a basso reddito,
maggiormente esposte al rischio di finire in strada;
potenziare i servizi educativi a favore dei minori, in quanto è
dimostrato che il fenomeno dei bambini di strada va a colpire
maggiormente minori con un livello di istruzione molto basso;
servizi che favoriscono il reinserimento dei minori che escono dalla
strada a scuola;
attività di socializzazione e di integrazione sociale per gli adulti e minori
che escono dalla strada e che devono reinserirsi nel tessuto sociale;
interventi educativi di comunità, per responsabilizzare la comunità
rispetto alle situazioni di emarginazione e di disagio sociale, e per
diffondere una contro-cultura fondata sulla solidarietà sociale e la
tolleranza.
OFFERTA DI SERVIZI ANALOGHI
Per quanto riguarda le offerte di servizi rivolti a minori e adulti e famiglie che
vivono in strada, i principali interventi sono quelli di Parada, il cui scopo è
proprio quelli di portare i minori e gli adulti “fuori dalla strada” , e lavorare per
un loro reinserimento sociale. Parada prevede una serie di interventi
diversificati
e
complementari:

l’unità mobile notturna per realizzare un primo incontro e fornire un
primo aiuto (cibo, assistenza sociale e sanitaria) ai ragazzi e alle
famiglie che vivono nelle strade di Bucarest;
 il centro diurno, frequentato quotidianamente da circa 25-30 ragazzi,
bambini, e famiglie contattati dagli operatori che lavorano sulla strada,
che offre servizi di igiene personale, pasti caldi, assistenza medica e
sociale e differenti attività educative e ricreative volte ad un piano di
intervento personalizzato;
 attività artistiche e spettacoli che rappresentano un’occasione di
reiserimento sociale;
 una comunità alloggio per il reinserimento socio-professionale dei
giovani;
un centro educativo rivolto a 80 minori con attività di tipo educativoscolastico,
e
di
sostegno
psicologico.
Oltre a Parada, vi sono poi associazioni quali:
 la già citata Acuma, associazione che si rivolge alle famiglie disagiate
di Chitila, periferica alla citta di Bucarest, con attività di supporto
materiale, accanto a interventi di sostegno educativo e sociale.
 i "frati missionari della Carità" che hanno implementato un servizio
di strada per minori e adulti;
 l’associazione FDP che organizza attività occupazionali rivolte
soprattutto a soggetti emarginati;
 Caritas Bucarest che è presente nel territorio attraverso la struttura
accoglienza per minori orfani e abbandonati "Casa S.Giovanni";
 l'organizzazione Save the children Romania che prevede in diverse
città della Romania, tra cui Bucarest, programmi educativi, di
protezione, di assistenza sociale e medica, riconoscimento i diritti dei
minori;
 l’Associazione Serviciul APEL che dal 2001 interviene a Bucarest con
un servizio di Formazione e Integrazione Professionale per giovani di
Bucarest che vivono in situazione di grave emarginazione sociale.
Nel territorio di Bucarest, come si può constatare da questo breve excursus, ci
sono diverse associazioni che intervengono rispetto alla problematica del
disagio di strada, tuttavia nessuna associazione offre un contesto familiare agli
27
utenti, come invece fa l’ente. Inoltre, la maggior parte degli interventi sono
sbilanciati a favore dei minori, mentre secondari sono gli interventi per gli
adulti
e
per
le
famiglie.
A dimostrazione del fatto che la domanda di questi servizi non è per nulla
soddisfatta, si consideri che Parada stessa, che pur prevede numerose
progettualità, chiede supporto all’associazione per quanto riguarda
l’accoglienza.
INDICATORI UTILIZZATI PER MISURARE IL CONTESTO
 n. accolti nelle strutture dell’ente;
 n. famiglie supportate dall’ente;
 n. Attività di assistenza e di sviluppo delle autonomie per gli accolti
nella struttura;
 n. inserimenti lavorativi degli accolti;
 n. unità di strada per senza fissa dimora attivate;
 n. persone di strada (minori e adulti) destinatari del servizio di strada;
 n. ore di doposcuola settimanali realizzate per i minori di una scuola di
Chitila;
 n. minori destinatari degli interventi educativi;
b. Timisoara
CONTESTO TERRITORIALE E SETTORIALE
INDIVIDUAZIONE DEI BISOGNI SPECIFICI
DI
RIFERIMENTO
E
Il contesto territoriale in cui si realizza il progetto è circoscritto alla città di
Timisoara e ad alcuni paesi nei pressi di Timosoara, ovvero Carani, Calacea.
Città di confine tra i più importanti poli urbani del paese, Timisoara conta
307.347 abitanti e si trova a nel distretto di Timis, nella parte più occidentale
della Romania, a pochi chilometri dalla Serbia. Per questa sua collocazione di
confine tra Europa Occidentale e Europa Orientale, è stata al centro di varie
influenze, dall’impero ottomano all’impero austro-ungarico, in un via-vai
continuo di persone e di popoli. Questo crogiolo di culture nelle varie epoche
storiche ha reso questa città un polo urbano moderno e un vivace centro
culturale nella regione storica del Banato. Questo aspetto si riflette anche
nell’urbanistica, come mostrano i palazzi storici, che vanno dallo stile
Secessionista al Barocco, dall’Art Nouveau del periodo austro-ungarico (per cui
è chiamata la “piccola Vienna”) agli agglomerati di cemento edificati sia in
centro
che
in
periferia
da
Ceaucescu.
Dopo la caduta del regime comunista, nonostante il declino di alcuni settori
economici tradizionali, sostituiti da attività industriali più moderne, la città ha
conosciuto una fase di rinascita. Il settore industriale continua ad assicurare
più del 3% della produzione industriale nazionale, mentre il terziario è in
continua
espansione.
Negli ultimi anni l'economia di Timişoara ha conosciuto una crescita economica
significativa, dovuta agli investimenti di diverse imprese straniere
delocalizzate, in particolare tedesche, statunitensi e anche italiane. Fra le
maggiori
industrie
presenti
si
possono
citare
il
produttore
di
pneumatici Continental,
la
compagnia
americana Solectron(telefonia,
elettronica), Draexelmaier (componenti auto per BMW e Audi), Linde Gas (gas
industriali), Procter & Gamble (detergenti), Nestlè, Siemens e molte altre.
Lo sviluppo industriale ha prodotto stipendi e nuovi consumatori; non da meno
sono le rimesse degli emigrati, presenti quasi in ogni famiglia timisoreana, che
alimentano
i
consumi
locali.
Tuttavia, nonostante la crescita economica e l’entrata della Romania
nell’Unione Europea nel 2007, situazioni di povertà ed emarginazione sono
ancora diffuse, con conseguenze a volte pesanti per quanto riguarda le fasce
più deboli della società, ovvero donne , bambini, immigrati e rom.
28
Coloro che sono ai margini possono però essere riciclati nel circuito perverso di
una società che affronta le contraddizioni legate a un pesante cambiamento,
cadendo
in
situazioni
ancor
peggiori.
Sono proprio questi emarginati a diventare spesso vittima del traffico di essere
umani.
Nelle zone rurali vicino a Timisoara, dove ancora l’economia è
prevalentemente agricola, le famiglie vivono in condizioni di povertà.
In particolare nei vicini villaggi di Calacea, Carani, dove l’associazione
interviene con dei centri per minori, le famiglie vivono ancora in condizioni
spesso
precarie.
A 25 km da Timisoara si trova la città di Calacea nel distretto di Timiş, Banat,
in Romania. Appartiene al comune di Ortisoara ed ha una popolazione di 674
abitanti (2004). Si tratta di una città termale in parziale declino. L’economia
del
villaggio
dipende
soprattutto
dal
petrolio
e
dal
gas.
La città di Carani, confina con Calacea, dista circa 18 km da Timisoara, e conta
circa
1794
abitanti.
Almeno il 50% delle famiglie di Calacea e Carani vive in condizioni di povertà,
con ricadute notevoli rispetto all’accesso all’istruzione e all’esposizione ai rischi
legati al traffico di esseri umani, soprattutto per quanto riguarda i minori.
L’intervento di Generatie Tanara a Timisoara e nei villaggi vicini si articola in
due livelli:


programmi di protezione a favore delle vittime di tratta;
programmi di prevenzione rivolti ai minori dei territorio di Calacea e
Carani.
I minori sono le principali vittime del traffico di esseri umani, pertanto l’attività
di prevenzione è fondamentale per rimuovere le cause del fenomeno.
Le vittime vengono da situazioni di povertà e da situazioni familiari
destrutturate. Possono essere orfani, o minori che vivono con parenti che
spesso faticano a seguirli, mentre i genitori lavorano all’estero; a volte
nonostante vivano con i genitori, non hanno la possibilità di ricevere le cure e
le attenzioni necessarie, perché i genitori sono fuori casa tutto il giorno per
mantenere
la
famiglia.
Ci sono casi di giovani vittime proveniente da famiglie in situazioni di disagio
sociale: genitori divorziati e risposati, a volte protagonisti di atti di violenza
domestica (botte, abusi sessuali, ecc..), casi di madri o padri alcolisti,
promiscuità ecc.. Spesso le problematiche si intrecciano, tanto da poter
parlare
di
famiglie
multiproblematiche.
Questi minori sono maggiormente esposti al traffico di esseri umani.
Nonostante ci sia una legge che sancisce le misure per la prevenzione e la
lotta al traffico di persone, i criminali sfuggono spesso alle autorità e ricevono
protezione dalle organizzazioni mafiose a cui appartengono.
Nel 2013 a livello nazionale sono state identificate 896 vittime della tratta,
secondo le informazioni disponibili nel sito ufficiale dell’ Agenzia Nazionale
contro la Tratta di Esseri Umani.
Ne sono state assistite presso GRT 56, di cui 25 minorenni e 31 adulti. Inoltre
l’associazione ha assistito 32 vittime di violenza domestica, di cui 23
minorenni.
Nei primi mesi del 2014 – fino a giugno- sono state assistite 23 vittime di
tratta,
tra
adulti
e
minori.
Le
vittime
spesso
vengono
maltrattate,
malnutrite,
violentate.
A tutte è stata garantita assistenza e sono state inserite in programmi
individuali di reintegrazione sociale all’interno delle sedi di Timisoara, Recas
(che si trova a 20 km circa da Timisoara), Calacea e Carani.
29
Si tratta per la maggior parte di minori di età compresa tra i 14 e i 16 anni (
anche se ve ne sono alcune maggiorenni), la maggior parte delle quali sono
state “sfruttate” in Romania, all’interno dei centri urbani, in mano alla
criminalità organizzata. Alcune invece sono finite all’estero, e rimpatriate una
volta rintracciate dalla polizia. Tutte provengono dalle zone rurali,
appartenenti a famiglie in condizioni di povertà; molte sono state
abbandonate.
Dopo essere state identificate dalla polizia, sono state portate a Generatie,
dove hanno intrapreso il percorso di reintegrazione sociale. GTR fornisce alle
vittime della violenza domestica un supporto iniziale, in caso d`emergenza,
quindi per un peridio limitato.
Nel 2013 sono stati implementati 56 programmi di protezione delle vittime di
tratta, e 23 nel primo semestre del 2014. I programmi di protezione
prevedono:







Il rimpatrio delle vittime e laddove possibile la reintegrazione nelle
famiglie d’origine;
Attività quotidiane di assistenza: offerta di vitto, materiale di supporto
(abbigliamento, prodotti per la cura personale, ecc), accompagnamenti
alle varie attivitò previste;
Supporto sanitario e psicologico alle vittime;
Supporto nella preparazione dei documenti d’ identità;
Supporto nell’inserimento nei percorsi scolastici o professionali;
Servizi di mediazione tra la vittima e la famiglia fatti da un mediatore
autorizzato.
Consulenza professionale: identificazione del datore di lavoro,
preparazione CV per evidenziare le abilità e competenze ed il supporto
necessario per preparazione dei documenti necessari per l’assunzione;
Inoltre l’associazione, in collaborazione con i Servizi Sociali delle comunità di
Calacea e Carani, sta avviando due centri destinati all’accoglienza da lunedì e
venerdì di minori tra i 3 e i 12 anni esposti al rischio della tratta. Oltre a offrire
un contesto protetto e familiare, i centri avvieranno attività di prevenzione
finalizzare allo sviluppo della personalità sociale dei minori, e che si
articoleranno in attività di sostegno scolastico, educative, ludico ricreative. Le
attività sono attualmente in fase di programmazione e saranno implementate
tra il 2014- e gli inizi del 2015.
BISOGNO SPECIFICO DEL TERRITORIO 2:
L’associazione ha individuato a Calacea e Carani almeno 40 minori tra i 3 e
12 anni particolarmente esposti al rischio di cadere nel traffico di esseri
umani, a causa delle condizioni di povertà in cui vivono, dell’assenza di punti
di riferimento stabili- vedi destrutturazione delle famiglie-, e delle
conseguenti carenze educative. A questi si aggiungono i circa 50 minori
provenienti da tutto il territorio nazionale, che in media ogni anno vengono
segnalati a GT dalle istituzioni locali in quanto già vittime di tratta e di
violenza domestica che necessitano di programmi di protezione e di
reinserimento sociale.
DESTINATARI
 40 minori a rischio tra i 3 e i 12 anni individuati da GT nel territorio di
Calacea e Carani, che verranno accolti nel Centro e a cui verranno
indirizzate attività educative e ricreative;
 Circa 50 minori vittime di tratta o di violenza domestica che verranno
inseriti nei programmi di protezione e di reinserimento sociale dell’ONG
30
nel 2015
BENEFICIARI
 Le famiglie delle vittime di tratta, con le quali avviene il
ricongiungimento delle vittime e che possono contare su una rete
sociale nella quale trovare un sostegno reale di fronte alle difficoltà
relative alle problematiche economiche e alla cura ed educazione dei
figli;
 le istituzioni nazionali ed internazionali di settore e quelle che
interagiscono con l’Ente, affiancate nel compito di protezione,
assistenza e re-inserimento sociale delle vittime di tratta e di violenza
domestica;
 la società civile, in quanto l’intervento dell’associazione opera una
contro-cultura che promuove il riconoscimento della dignità e il rispetto
dell’essere umano e della donna in particolare;
 le famiglie e i parenti dei minori destinatari delle attività di prevenzione
a Calacea e a Carani, che sono sostenute dall’ONG nella responsabilità
educativa e possono affidare i figli a figure educative di fiducia;
DOMANDA DI SERVIZI ANALOGHI
L’intervento di GT è integrato, e incide sui diversi livelli e bisogni del minore:
bisogni materiali, istruzione, cure sanitarie, alimentazione adeguata. Gli
interventi di prevenzione, infatti, vanno a incidere sulle cause della tratta, che
sono legate a diversi fattori.
Oltre agli interventi di prevenzione, il target di riferimento del progetto, ovvero
i minori, necessitano:
 di cure sanitarie adeguate, per quanto riguarda in particolare i minori
disabili: Amnesty International, Centre for Legal Resources e Save the
Children-Romania sostengono che in Romania molti disabili psichici
non ricevano cure adeguate e che molti ospedali, essendo sotto
organico e non dotati di personale specializzato, non rispettino gli
standard internazionali sui diritti umani. Del diritto a non essere
discriminati dai coetanei e dalla comunità locale: vi sono infatti
problemi di di discriminazione contro i rom, che continuano a veder
loro negata parità di accesso all’istruzione, all’abitazione, ai servizi
sanitari e all’impiego.
 E’ necessario implementare sul territorio percorsi di coscientizzazione
sui diritti della donna e dei minori e programmi di protezione per le
vittime di violenza.
 È necessario sostenere le famiglie nell’esercizio della genitorialità, per
preservare il diritto del minore alla famiglia.
 È necessario qualificare l’offerta formativa, in particolare quella
formale.
Per quanto riguarda le vittime, oltre al supporto offerto dall’associazione,
necessiterebbero ancora:
 Di una rete sociale capace di sostenerle e di favorire la loro
reintegrazione;
 Di un tutoraggio delle attività professionali, anche al termine del
programma protettivo dell’ente;
 Di una famiglia capace di valorizzarle e di favorire il loro reinserimento
sociale. A questo proposito i familiari stessi avrebbero bisogno di un
sostegno formativo, e di un accompagnamento nell’esercizio della loro
genitorialità.
OFFERTA DI SERVIZI ANALOGHI
Per quanto riguarda la tratta, ci sono diverse ONG presenti sul territorio,
tuttavia Generatie Tanara è una delle poche davvero attive in termini di
31
identificazione e trattamento delle vittime di tratta. In particolare Generatie
Tanara monitora e gestisce casi di vittime del traffico di esseri umani
segnalate dalla polizia all’interno del paese, ma anche quelle che vengono
individuate nei paesi esteri, grazie alle collaborazioni con istituzioni e
associazioni internazionali, tra le quali l’Associazione Comunità Papa Giovanni
XXIII o
“Save the Children” per quanto riguarda la Moldavia.
Tra le principali associazioni che si occupano di tratta ci sono:

ADPARE (Association for Developing Alternative Practices for
Reintegration and Education): associazione presente a Bucarest, che
offre diversi servizi alle vittime di tratta, tra i quali assistenza sociale,
legale, medica, sostegno psicologico e terapia di gruppo, terapia
occupazionale, art therapy, inserimenti professionali;
 Associazione “Reaching out” a Pitesti, che presenta uno shelter con
soggiorno medio di un anno per le vittime di tratta, a cui viene offerta
terapia occupazionale, assistenza, formazione professionale;
 L’associazione “Betania” a Bacau, che tra le varie strutture presenta un
centro per l'inserimento e l'integrazione dei giovani che sono stati
protetti dalla Direzione Generale della previdenza sociale e la
protezione dei bambini di Bacau previdenza sociale e la protezione dei
bambini, e altri soggetti a rischio, tra cui vittime del traffico di esseri
umani. Il centro mette a disposizione 22 posti in 3 case di tipo
familiare.
 “Fundatia Filantropia” a Timisoara che offre assistenza e programmi di
protezione alle vittime di tratta e integrazione socio-professionale.
Per quanto riguarda le attività per minori a rischio, nel territorio è presente
una Direzione dei Servizi Sociali/Assistenza Sociale, che dovrebbe erogare
servizi di prevenzione per tutelare i minori e, laddove possibile, evitare di
separarli dalle loro famiglie. Tuttavia per realizzare questi interventi, i Servizi
non possono fare a meno della collaborazione dell’ONG, come conferma il
partenariato realizzato a Recas. Oltre a GT, sono poi presenti:
 “Save the Children”, che sviluppa progetti di prevenzione e intervento
su abusi, counseling per bambini e famiglie, informazioni sull‟abuso sui
media e durante vari eventi organizzati per professionisti e gente
comune.
 La Caritas della Chiesa cattolica a Timisoara, che fornisce un ambiente
sicuro grazie all‟accoglienza in strutture di alloggio di donne e bambini
vittime di violenza.
Nonostante la presenza di altre organizzazioni che operano sul territorio,
continuano ad arrivare a GT ogni anno tra le 60 e le 90 richieste di accoglienze
di vittime di tratta –minori e adulti- da parte della polizia locale e dei servizi
sociali e di programmi di prevenzione rivolti ai minori, su sollecitazione dei
Servizi stessi del territorio. I Servizi stessi hanno appena stretto un
partenariato a Recas, e sono in collaborazione con l’ente anche a Carani e
Calacea, chiedendo all’associazione un supporto concreto nella prevenzione
con i minori, in quanto gli interventi istituzionali e delle altre associazioni, non
sono sufficienti.
INDICATORI UTILIZZATI PER MISURARE IL CONTESTO



N. domande di accoglienza di vittime di tratta e di violenza domestica
da parte delle istituzioni
N. di minori a rischio individuati a Carani e Calacea
N. di programmi di protezione attivati
32
RUSSIA
In Russia l’Ente Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII sul
territorio di Elista opera prioritariamente con persone aventi problemi
di disabilità, attraverso l’accoglienza residenziale in strutture di
multiutenza, e promuovendo attività educative all’interno di un centro
diurno.
CONTESTO TERRITORIALE
BISOGNO SPECIFICO
E
SETTORIALE
E
DESCRIZIONE
DEL
L’intervento del progetto dell’ente si sviluppa nella città di Elista, (100,000 ab.
circa), capitale della Calmucchia, regione situata nella Russia sud-occidentale,
nella pianura prossima al mar Caspio. Formatasi come cittadina nel 1865 da
sole 15 case, nel 1920 è diventata un centro amministrativo autonomo.
La repubblica di Calmucchia (290.000 ab circa) si estende su una superficie di
76,100 km2; oltre il 44 % della popolazione vive in contesti urbani, con una
densità di circa 3,8 km2. Storicamente la predominanza degli abitanti è di
provenienza mongola (60%), Russi (30%) ed il 10% di altre popolazioni che
migrarono in questo territorio.
I Calmucchi essendo in prevalenza Buddisti hanno creato un contesto
territoriale dall’aspetto insolito rispetto alle realtà territoriali circostanti, che in
prevalenza è influenzata da una cultura Cristiano Ortodossa e Mussulmana.
(fonte Kalmykia.eu)
Come si può notare osservare dai dati quasi il 50% della popolazione della
Calmucchia risiede ad Elista, dove lo sviluppo urbano ed economico cittadino si
basa principalmente sulla raffinazione di materie minerali e sull’estrazione di
oli combustibili, fattore che purtroppo non si traduce nella sufficiente creazione
di significative opportunità lavorative.
La disabilità in Russia è una condizione che le istituzioni e la società civile non
considerano. Lo stato Russo attraverso i suoi attori istituzionali e sociali non è
mai riuscito a creare una reale integrazione sociale dei soggetti disabili, basata
sull’inserimento delle diverse identità in un contesto all’interno del quale non
siano presenti discriminazioni.
Proprio lo scarso interesse da parte delle istituzioni verso i bisogni e le
problematiche delle persone con disabilità fa sì che non siano reperibili stime
ufficiali, soprattutto a livello locale. I dati utilizzati, pertanto, sono stati
elaborati dall’ente e dalle associazioni che operano da anni nel territorio e che
raccolgono i dati delle persone accolte nelle strutture, inserite nelle
progettualità o che semplicemente prendono contatto per esplicitare un
bisogno.
Gli operatori dell’Ente presenti sul territorio di Elista stimano la presenza di
persone con disabilità vicina al 10 % della popolazione locale, dato in linea con
la media nazionale.
I servizi statali e associativi rivolti a soggetti con disabilità ad Elista - come
33
nella regione della Calmucchia sono molto limitati. Il percorso di
sensibilizzazione della società nei confronti della disabilità è ancora agli inizi.
L’indifferenza rispetto a questa tipologia di persone è evidente se si considera
l’assenza di programmi scolastici e ricreativi sul territorio che rispondano ai
bisogni dei disabili. L’emarginazione ha inizio già sui banchi di scuola, dove i
bambini con disabilità vengono inseriti in strutture ad hoc (non in classe con
bambini normodotati), dato che solo il 3 % delle scuole russe adotta
programmi specifici per persone con disabilità. Si cerca di rispondere a questa
problematica attraverso lezioni svolte via internet o attraverso lezioni a
domicilio da parte degli insegnanti, limitando la già scarsa opportunità
d’inserimento sociale dei soggetti con disabilità. Nell’ultimo anno un piccolo
passo è stato fatto dalle istituzioni, attraverso alcuni inserimenti nelle scuole
pubbliche di persone con disabilità, anche se di fatto non è stata implementata
nessuna progettualità annuale che incida in modo significativo sulla
problematica.
Anche
le
infrastrutture
cittadine
condizionano
significativamente la vita dei disabili: vi sono numerose barriere
architettoniche, dai trasporti alle strade dissestate, incrementando oltremodo
quell’emarginazione sociale che già porta i disabili e recludersi nelle proprie
abitazioni. Oltremodo emblematico nella Federazione Russa il tasso di
Istituzionalizzazione delle persone con disabilità, soprattutto minori, che
secondo i dati dell’Unicef è tra i più alti al mondo.
L’Associazione comunità Papa Giovanni XXIII interviene ad Elista nell’ambito
della disabilità attraverso l’accoglienza residenziale in una casa famiglia e
l’inserimento diurno in un centro aperto ai disabili presenti sul territorio.
L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII ad Elista offre:

Accoglienza residenziale a 5 adulti con disabilità, 3 con invalidità
fisica, 2 con sindrome di Down.
 Inserimento di 20 disabili nel centro diurno di Elista;
 Nel corso del 2013 ha realizzato le seguenti attività:-Attività di sviluppo
delle autonomie 2 volte a settimana per i disabili accolti e quelli inseriti
nel centro diurno;
 Attività ludico ricreative e di socializzazione 2 volte al mese per i
disabili accolti (gite nei musei, cinema, passeggiate) e per quelli del
centro diurno;
 1 volta la settimana laboratori manuali con attività di lavorazione della
cartapesta e creazione di oggettistica (candele, lavorazione a maglia,
bigliettini, braccialetti) per i disabili del centro;
 Attività sportive nella palestra statale 1 volta a settimana, e ogni 2
mesi organizzazione di eventi sportivi per i disabili del centro;
 2 volte a settimana corso di lingua italiana per 10 ragazzi disabili
esterni alle attività del centro;
 Eventi ed attività con banchetti di sensibilizzazione e promozione sul
territorio finalizzati alla creazione di una cultura della solidarietà 3 volte
l’anno.
BISOGNI SPECIFICI
Le occasioni di socializzazione offerte dalla struttura e dal centro non sono
sufficienti a far uscire dall’isolamento sociale gli utenti. Tale isolamento è
aggravato dalla scarsa autonomia degli utenti stessi e dall’assenza di una
rete sociale capace di valorizzare e integrare chi è disabile.
34
DESTINATARI


20 disabili coinvolti nelle attività del centro diurno;
5 disabili accolti in modalità residenziale nelle strutture dell’ente;
BENIFICIARI



le 20 famiglie dei disabili accolti quotidianamente o per eventi nel
centro diurno di Elista, orientandole allo sviluppo di una mentalità
d’integrazione e riconoscimento della diversità come valore positivo;
la popolazione di Elista, che attraverso i servizi forniti dall’ente viene
sensibilizzata e coinvolta nello spirito di solidarietà e rispetto dei più
deboli, in particolare dei disabili;
gli attori istituzionali e sociali locali, destinatari del lavoro
d’integrazione sociale e lavoro coordinato in rete fatto dall’ente.

DOMANDA DEI SERVIZI ANALOGHI
Per quanto riguarda il target del progetto, ovvero i disabili, si possono
individuare i seguenti bisogni e quindi la conseguente richiesta di intervento:






lo scarso inserimento nel contesto sociale e l’accesso pressoché
inesistente ad attività educative o ricreative;
la noncuranza delle famiglie, che si materializza con l’abbandono delle
persone con disabilità. E’ necessario un sostegno alle famiglie che
fanno fatica a crescere figli disabili per problemi economici o culturali;
la diffusione di una cultura che si basi sul rispetto delle differenze, sia
nei contesti educativi formali, che in quelli non formali e informali;
lo stato Russo per legge prevede posti di lavoro destinati a soggetti
svantaggiati, che però solitamente si tramuta in un nulla di fatto.
Sarebbe necessaria l’applicazione della normativa prevista;
sarebbe necessario affrontare l’istituzionalizzazione e la reclusione in
contesti casalinghi di questi soggetti attraverso un piano annuale che
coinvolga i disabili in attività lavorative e ricreative, volte ad
un’integrazione sociale reale;
manca l’informazione e sensibilizzazione dei disabili e delle famiglie
stesse dei propri diritti.
OFFERTA DEI SERVIZI ANALOGHI
Riguardo la situazione che presentano dei disabili, il ministero del lavoro e
dello Sviluppo sociale, interviene su quei soggetti disabili a quali viene
diagnosticato un grado elevato di handicap mentale o fisico. Le forme di
accoglienza più diffuse di accoglienza sono i cosiddetti “Dom Rebyonka”, che
principalmente accolgono minori disabili fino a 4 anni, per poi essere trasferiti
nei “Dom Dyetskii” dove posso rimanere sino alla maggiore età, nei quali però
molto spesso subiscono maltrattamenti e violenza di vario genere. Dopo la
maggiore età l’unica opportunità per i disabili che non hanno nessun tipo di
sostegno familiare, sono gli istituti psichiatrici, dove le molte mancanze
strutturali (sia educative che ambientali) non riescono a rispondere alle
necessità dei disabili accolti. Il ministero del Lavoro e dello Sviluppo sociale,
35
dopo aver individuato i soggetti disabili e le criticità rispetto la loro situazioni,
viene previsto per legge un loro inserimento in contesti lavorativi adeguati,
che permettano un inserimento sociale, e un aumento delle proprie
autonomie. Pur essendo legge, è molto raro veder implementato questo
programma d’inserimento.
INDICATORI DI CONTESTO:






n.
n.
n.
n.
n.
n.
disabili inseriti nelle strutture dell’ente;
attività di sviluppo delle autonomie realizzate;
attività ludico-ricreative realizzate;
laboratori realizzati;
attività sportive realizzate;
eventi ed attività di sensibilizzazione e promozione sul territorio
8) Obiettivi del progetto:
L’obiettivo generale è la realizzazione di un modello di intervento integrato
a più livelli, finalizzato a rimuovere le cause del disagio e della marginalità
sociale con una metodologia nonviolenta. Tale modello si realizza attraverso la
condivisione diretta con vive situazioni di disagio. A partire dalle relazioni
concrete, dalla lettura condivisa dei contesti e dei conflitti che li
caratterizzano, vengono sviluppate azioni di educazione, sensibilizzazione,
informazione, finalizzate alla promozione di una cultura di solidarietà e pace e
cooperazione tra i popoli.
Tale obiettivo generale si coniuga in due obiettivi trasversali e comuni a
tutti i progetti denominati Caschi Bianchi oltre che in specifici obiettivi per
ciascun progetto e per ogni territorio:
Obiettivo
Trasversale
1:
Incrementare la realizzazione e la diffusione di materiale
informativo attraverso il sito www.antennedipace.org e gli
strumenti informativi ad esso collegati utili a sensibilizzare la
società civile italiana sulle conflittualità sociali presenti nei paesi di
destinazione del progetto.
Obiettivo
trasversale
2:
Realizzare un report sul grado di affermazione dei Diritti umani
fondamentali, a partire da casi concreti e storie di persone nei
diversi contesti in cui viene attuato il progetto, utile ad
approfondire la conoscenza del contesto e di individuare eventuali
nuove priorità di intervento.
GEORGIA
BISOGNO SPECIFICO
Il sostegno offerto dall’ente ai minori in situazione di estrema povertà accolti e
supportati dalle progettualità attuali non è sufficiente per rispondere ai bisogni
educativi e di socializzazione dei minori stessi.
OBIETTIVO SPECIFICO
Garantire strutture, modalità educative e assistenza a 190 minori inseriti nelle
progettualità dell’ente, provenienti dalle famiglie disagiate interessate dall’intervento
dell’ente, diretto al significativo miglioramento della propria situazione sociale.
INDICATORI
DI CONTESTO
DI RISULTATO
RISULTATI ATTESI
36
- n. minori individuati
dall’ente che necessitano
di supporto educativo;
- n. di minori accolti nelle
strutture
residenziali
dell’Ente;
- n. attività di tutoraggio
scolastico a favore dei
minori
accolti
nelle
strutture dell’ente;
- n. visite di sostegno ai
minori
delle
famiglie
supportate;
- n. attività educative e
ludico-ricreativi all’interno
della baraccopoli
- n. attività assistenziali
- incremento del n° di
minori
raggiunti
dal
supporto
educativo,
nutrizionale e sanitario
dell’ente (da 120 a 150);
- aumento delle attività di
tutoraggio scolastico da 2
a 3 volte a settimana per i
minori accolti dall’ente;
- aumento da 3 a 4
pomeriggi a settimane
delle attività educative e
ludico-ricreative proposte
nella baraccopoli;
-aumentare da 10 a 12 il
numero di visite rivolte a
famiglie
con
minori
vulnerabili.
- maggiore coesione ed
integrazione nel tessuto
sociale
dei
minori
provenienti
da
famiglie
vittime di povertà estrema;
- miglioramento del livello
d’apprendimento
e
di
socializzazione
dei
30
minori coinvolti nell’attività
ludiche e di doposcuola;
Miglioramento
del
rendimento scolastico e
dello sviluppo cognitivo dei
10 minori accolti nelle
strutture dell’ente;
- maggior sviluppo delle
autonomie da parte delle
famiglie
e
dei
minori
coinvolti nei programmi di
sostegno.
rivolte ai minori
ROMANIA
a. Bucarest
Bisogno specifico 1:
Nella città di Bucarest le stime di Parada, confermate dalle altre associazioni, parlano
di 2500 soggetti, tra adulti e minori, che vivono nelle fogne della città. La povertà di
strada è correlata a varie forme di disagio, quali povertà, dipendenze, disabilità
fisiche o psichiatriche, che causano emarginazione sociale. Il territorio necessita
quindi di interventi di supporto materiale, psicologico per uscire dalla strada, in
quanto gli interventi già esistenti non sono sufficienti, e di proposte educative capaci
di ridurre i rischi di finire in strada.
INDICATORI
OBIETTIVO
DI CONTESTO
DI RISULTATO
RISULTATI
SPECIFICO 1
ATTESI
Incrementare gli
Aumento delle n. accolti nelle Miglioramento
strutture
delle
interventi di
accoglienze
dell’ente;
condizioni
di
sostegno
nella struttura
n.
famiglie
vita per i 6
materiale,
dell’ente (da 5 a
supportate
nuclei familiari
psicologico ed
10);
dall’ente;
supportati
educativo rivolti ai N.
famiglie
n. Attività di dall’ente
541 destinatari
supportate
assistenza e di
persone
di
sviluppo
delle
strada
dell’intervento
dall’ente ( da 3
autonomie per
supportate;
dell’ente
a 6);
gli accolti nella Diminuzione
Aumento delle
struttura;
dei
rischi
attività
di
n.
inserimenti
correlati
alla
assistenza e di
lavorativi degli
vita di strada
sviluppo
delle
accolti;
per i 25 minori
autonomie (da
n.
unità
di
destinatari
strada
per
delle
attività
3 a 5 volte la
senza
fissa
di
sostegno
settimana)
dimora attivate; scolastico
e
Aumento degli
n. persone di
dei
campi
inserimenti
strada (minori e
estivi;
lavorativi per gli adulti)
Aumento dello
37
-
-
destinatari del
servizio
di
strada;
n.
ore
di
doposcuola
settimanali
realizzate per i
minori di una
scuola
di
Chitila;
n.
minori
destinatari degli
interventi
educativi;
-
-
-
-
accolti
della
struttura (da 4
a 8 l’anno)
Attivazione
di
un servizio di
strada proprio
dell’ente
che
prevede
2
uscite in strada
settimanali;
Aumento delle
persone
di
strada
destinatarie del
servizio (da 250
a 500)
Aumento delle
ore
di
doposcuola per i
25 minori di
Chitila (da 4h a
8 h settimanali)
Avvio dall’estate
2014 di campi
estivi per i 25
minori di Chitila
-
sviluppo delle
autonomie,
del
reinserimento
sociale
e
miglioramento
delle
condizioni
di
vita dei 10
accolti
nella
struttura;
Diminuzione
del senso di
isolamento
sociale
e
maggiore
coscienza
delle
alternative
possibili
per
uscire
dalla
strada per le
400
persone
di
strada
incontrare
dall’ente
b. Timisoara
Bisogno specifico 2:
L’associazione ha individuato a Calacea e Carani almeno 40 minori tra i 3 e 12 anni
particolarmente esposti al rischio di cadere nel traffico di esseri umani, a causa delle
condizioni di povertà in cui vivono, dell’assenza di punti di riferimento stabili- vedi
destrutturazione delle famiglie-, e delle conseguenti carenze educative. A questi si
aggiungono i circa 50 minori provenienti da tutto il territorio nazionale, che in media
ogni anno vengono segnalati a GT dalle istituzioni locali; minori già vittime di tratta e
di violenza domestica che necessitano di programmi di protezione e di reinserimento
sociale.
INDICATORI
OBIETTIVO
DI CONTESTO
DI RISULTATO
RISULTATI
SPECIFICO 2
ATTESI
Inserire 50
N. inserimenti di N. domande di miglioramento
accoglienza di
delle
minori vittime
minori
vittime
di
vittime
di
condizioni di
di tratta nei
violenza e di tratta
tratta
e
di
vita dei 40
programmi di
(almeno 50 nuovi
violenza
minori
di
protezione
inserimenti)
domestica da
Carani
e
dell’ONG e
N.
programmi
di
parte
delle Calacea
attivare un
protezione
per istituzioni
riduzione dei
N. di minori a
rischi
legati
nuovo
minori
vittime
di
rischio
alla tratta e
programma di
tratta
e
violenza
individuati
a
alla violenza
prevenzione
domestica ( almeno
Carani
e
domestica per
per 40 minori a
50)
Calacea
i 40 minori
Carani e
N. minori di Carani e
N.
di inseriti
nel
Calacea
Calacea inseriti nel
programmi di
programma di
nuovo programma di
protezione
prevenzione
attivati
di Carani e
prevenzione (almeno
38
40)
Attivazione di un
programma
di
prevenzione per 40
minori a Carani e
Calacea
che
prevede:
- Attività assistenziali
quotidiane;
- Attività di attività
educative e di sostegno
scolastico quotidiane;
- Attività ludico-ricretive
a cadenza settimanale
-
-
Calacea
reintegrazione
nella società
per
almeno
l’80 % delle
vittime
di
tratta inserite
nei
programmi di
protezione;
RUSSIA
BISOGNO SPECIFICO
Le occasioni di socializzazione offerte dalla struttura e dal centro non sono sufficienti
a far uscire dall’isolamento sociale gli utenti. Tale isolamento è aggravato dalla
scarsa autonomia degli utenti stessi e dall’assenza di una rete sociale capace di
valorizzare e integrare chi è disabile.
OBIETTIVO SPECIFICO
Promuovere l’integrazione sociale dei 25 disabili inseriti nelle strutture dell’ente,
implementando attività di socializzazione, valorizzando la diversità come valore
positivo, attraverso un qualitativo miglioramento delle attività che stimolano le
abilità cognitive, sociali e di autonomia personale dei soggetti disabili.
INDICATORI
DI CONTESTO
DI RISULTATO
RISULTATI ATTESI
--n. disabili inseriti nelle - aumento delle attività di - aumento della capacità
strutture dell’ente;
sviluppo delle autonomie d’autonomia dei soggetti
- n. attività di sviluppo (da 2 a 3 volte la disabili coinvolti;
delle
autonomie settimana);
- aumento delle capacità
realizzate;
cognitive e manuali dei
n.
attività
ludico- - aumento attività ludico- soggetti;
ricreative realizzate;
ricreative da 2 a 4 volte al - maggiore integrazione
- n. laboratori realizzati;
mese;
sociale dei disabili inseriti
n.
attività
sportive - aumento attività sportive nel
centro
e
nelle
realizzate;
da 1 a 2 volte la settimana strutture;
- n. eventi ed attività di aumento
eventi
di - sensibilizzazione degli
sensibilizzazione
e sensibilizzazione
sul attori istituzionali e alla
promozione sul territorio
territorio da 3 a 5 all’anno
società civile, la cultura
della
diversità
come
valore.
39
9) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo
puntuale le attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei
volontari in servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista
sia qualitativo che quantitativo:
Il presente punto viene suddiviso, per leggibilità, in due parti:
-una prima parte riguardante le attività, il personale e le attività dei volontari
trasversali, connesse agli obiettivi trasversali a tutti i progetti con prefisso CASCHI
BIANCHI
-una seconda parte riguardante le attività, il personale e le attività dei volontari
connesse agli obiettivi specifici del presente progetto
9.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi
Riguardo ai due obiettivi generali comuni ai diversi progetti che ripropongono il modello di
intervento “Caschi Bianchi”, sono previste le seguenti azioni:
OBIETTIVO TRASVERSALE 1:
Incrementare la realizzazione e la diffusione di materiale informativo attraverso il sito
www.antennedipace.org e gli strumenti informativi ad esso collegati utili a sensibilizzare
la società civile italiana sulle conflittualità sociali presenti nei paesi di destinazione del
progetto.
MESI
AZIONI – AttivitàAzione 1 - COSTRUZIONE BACINO DI
ATTENZIONE
1.1. Attività di censimento e contatto dei media
tradizionali e non, presenti nel territorio di
provenienza dei volontari
1.2. Invio di informazioni prodotte dai volontari e
realizzazione di interviste ai contatti censiti
1.3. Realizzazione di testimonianze sull’esperienza
all’estero
Azione 2 – FORMAZIONE
2.1. Modulo formativo: introduzione al mondo
dell’informazione: Dall’ informazione di massa all’
informazione diffusa
2.2. Produrre informazione al tempo del web 2.0
2.3. Confronto periodico con la Redazione e con i
tutor di riferimento
2.4 Approfondimento del contesto politico, socioeconomico
Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE
3.1 Selezione delle tematiche
3.2.
Redazione
di
articoli,
report,
gallerie
fotografiche, video
3.3. Confronto con la Redazione
3.4. Pubblicazione materiale
www.anntennedipace.org e valorizzazione dei
contenuti su social media e canali digitali
1
2
3
4
5
6
7
8
9 10 11 12
Azione 1 - COSTRUZIONE BACINO DI ATTENZIONE
1.1.
Attività di censimento e contatto dei media tradizionali e non, presenti nel
territorio di provenienza dei volontari
Prima dell’espatrio viene promosso un monitoraggio degli organi di informazione
tradizionali e non presenti nei territori di provenienza dei singoli volontari. Si costruisce
così un bacino di attenzione all’ esperienza del volontario. L’azione è funzionale a creare
un “filo rosso” che unisca le comunità di provenienza e di destinazione dei volontari, che
favorisca la ricaduta dell’ esperienza e la partecipazione seppur indiretta all’azione di
Difesa che il progetto ed i volontari coinvolti esercitano. I contatti individuati verranno
40
raccolti dalla redazione del sito www.antennedipace.org che costituisce il collettore delle
informazioni prodotte dai volontari.
1.2.
Invio di informazioni prodotte dai volontari e realizzazione di interviste ai
contatti censiti
La Redazione del sito www.antennedipace.org, utilizzando il censimento di cui al punto
precedente struttura i contatti con i vari organi di informazione censiti ed avvia un
rapporto di collaborazione finalizzato alla pubblicazione delle informazioni. Prima dell’
espatrio un comunicato stampa informa sull’imminente partenza e sulla disponibilità dei
volontari a rilasciare interviste a quanti fossero interessati ad approfondire l’intervento
che andranno a realizzare, le problematiche su cui interverranno ed il modello di
intervento che seguiranno
1.3.
Realizzazione di testimonianze sull’esperienza all’estero
La costruzione del bacino di attenzione avviene anche attraverso testimonianze e incontri
pubblici rivolti a gruppi target interessati. I volontari contattano direttamente i gruppi o le
scuole interessate, concordano e realizzano gli incontri.
Questa fase è fondamentale per riuscire a coscientizzare la società civile rispetto ai legami e
interdipendenze che connettono zone lontane del pianeta, di risvegliare un senso di
responsabilità e solidarietà internazionale, e di sviluppare la coscienza di una cittadinanza
sempre più planetaria.
Non meno importante, considerata la modalità testimoniale degli interventi è la possibilità di
suscitare interesse da parte dei convenuti ad approfondire le tematiche e coinvolgersi in
percorsi di intervento.
Azione 2 – FORMAZIONE
2.1. Modulo formativo: introduzione al mondo dell’informazione: Dall’ informazione di
massa all’ informazione diffusa
Durante la formazione specifica pre-partenza i volontari approfondiscono l’ambito
dell’informazione attraverso un percorso articolato in 2 moduli. Un primo modulo che li
introduce al mondo dell’informazione di massa: cos’è la notizia, cosa fa notizia, il
principio dell’equivicinanza, il rapporto tra informazione e conflitti. Viene contattato il
giornalista o l’esperto che svilupperà la tematica, con il quale si concorderà data e
contenuti del modulo formativo.
2.2.
2.3.
2.4.
Produrre informazione al tempo del web 2.0
Un secondo modulo laboratoriale, permetterà ai volontari di sperimentarsi nella
scrittura di report, articoli, pagine di diario. Questo modulo non ha solo lo scopo di
fornire strumenti tecnici per la redazione di materiale informativo, ma di approfondire
l’approccio all’informazione, con particolare attenzione ai principi della comunicazione
nonviolenta. Particolare importanza ricopre questo modulo in relazione all’evoluzione
del Web. Il Web 2.0 infatti facilita non solo l’informazione ma anche la comunicazione
approfondita circa le tematiche proposte dagli autori.
Viene predisposta durante la formazione una biblioteca fornita di una ricca bibliografia
sui temi della comunicazione nonviolenta ma anche degli strumenti propri del web 2.0
utilizzabili dai volontari.
Fra i contenuti previsti anche la fotografia e la realizzazione di video perché ciascun
volontario possa disporre di tecniche e strumenti via via più vicini e funzionali sia al
proprio approccio che alla situazione o contenuto che intenderà comunicare.
Confronto periodico con la Redazione e con i tutor di riferimento
Durante il periodo all’estero sarà mantenuto vivo il dialogo con la Redazione che di
volta in volta proporrà l’approfondimento di diverse tematiche. Inoltre è garantito un
servizio di tutoraggio: almeno ogni 15-20 giorni il volontario entra in contatto con il
tutor di riferimento che a sua volta lo motiva e stimola rispetto l’approfondimento delle
diverse tematiche.
Approfondimento del contesto politico, socio-economico
Nella formazione specifica sarà approfondito il contesto politico, socio-economico,
culturale del paese di destinazione, per preparare i volontari a una lettura critica della
41
realtà, propedeutica alla redazione di articoli. Questo verrà fatto attraverso un modulo
specifico proposto da un formatore presente in loco all’arrivo del volontario. Inoltre,
durante l’anno di servizio, l’accompagnamento da parte degli OLP e dei referenti locali
favorirà l’approfondimento di questi aspetti.
Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE
3.1
Selezione delle tematiche
Durante i primi mesi all’estero ed a cadenza periodica i volontari cercheranno di
acquisire, accompagnati dagli OLP e dai tutor, gli strumenti adeguati per leggere in
modo critico la realtà in cui prestano servizio, cercando di coglierne la complessità. A
mano a mano che questo spirito critico viene acquisito, di concerto coi riferimenti locali
e con la Redazione vengono selezionate le tematiche su cui verranno prodotti
contenuti. In questa fase la Redazione può inviare articoli di approfondimento rispetto
alle zone estere in cui sono inseriti i volontari, o richiedere l’approfondimento di certe
tematiche. Coerentemente alle scelte fatte il volontario di concerto coi riferimenti locali
raccoglie dati, articoli di giornali locali, materiali di approfondimento, sulle tematiche
individuate. Questi dati serviranno per la stesura degli articoli.
3.2.
Redazione di articoli, report, gallerie fotografiche, video
Sulla base dei dati raccolti, i volontari- col supporto dell’OLP- ipotizzano una
programmazione degli articoli da sviluppare, definendo nello specifico tematiche e
tipologia dei vari articoli. Passano quindi alla stesura degli articoli.
3.3.
Confronto con la Redazione
I volontari inviano la prima stesura degli articoli alla Redazione, che a sua volta
restituisce il feedback, evidenziando eventuali correzioni, tagli, integrazioni,
approfondimenti ecc. che sarebbe opportuno realizzare. La Redazione durante il
processo di redazione cercherà di far sperimentare ai volontari una forma di
comunicazione nonviolenta, finalizzata al cambiamento, ed esercizio della funzione di
Difesa, che susciti nel lettore una serie di buoni interrogativi che lo portano via via a
prendere coscienza degli squilibri e delle contraddizioni presenti nella nostra società.
3.4.
Pubblicazione e produzione multimediale sul sito www.anntennedipace.org
I testi vengono pubblicati sul sito quale strumento di informazione alternativa. Inoltre
possono essere promossi anche tramite collaborazioni stabili con organi di informazione
tradizionale, quali testate giornalistiche e televisive, locali e nazionali. Sviluppo delle
sezioni del sito che valorizzino la produzione multimediale (audio-video-foto) da parte
dei Caschi Bianchi.
Ai social media ( facebook, twitter ecc.), verrà data particolare attenzione selezionando
i materiali valorizzabili anche su questi contenitori od articolando percorsi di produzione
finalizzata alla comunicazione social. I contenuti potranno essere valorizzati e divulgati
anche attraverso nuove piattaforme digitali.
Consolidamento di partenariati con siti internet nell’ambito della promozione dei diritti,
la difesa nonviolenta e la cittadinanza attiva per proporre la pubblicazione del link del
sito antennedipace.org
Ottimizzazione nella gestione della mailing-list per la diffusione periodica della
newsletter del sito antennedipace.org
OBIETTIVO TRASVERSALE 2:
Realizzare un report sul grado di affermazione dei Diritti umani fondamentali, a partire da
casi concreti e storie di persone nei diversi contesti in cui viene attuato il progetto, utile
ad approfondire la conoscenza del contesto e di individuare eventuali nuove priorità di
intervento.
MESI
AZIONI – AttivitàAzione 1 - ANALISI DEL MATERIALE IN
ESSERE
1.1.Illustrazione del percorso e materiale
prodotto col precedente progetto
1
2
3
4
5
6
7
8
9 10 11 12
42
1.2. aggiornamento della situazione
Azione 2 – SELEZIONE DEI TEMI E DEI
FORMATI
2.1. definizione delle priorità tematiche
2.2. definizione dei formati
Azione 3 – INTERVISTE E REDAZIONE
3.1. individuazione dei soggetti da intervistare
3.2. realizzazione delle interviste
3.3 Scrittura secondo i formati prescelti
3.4 Redazione dell’elaborato finale
Azione 4 – PUBBLICAZIONE
4.1. Pubblicazione dell’ elaborato finale
Azione 1 - ANALISI DEL MATERIALE IN ESSERE
Considerato che le azioni e le conseguenti attività individuate si pongono in continuità di quanto
realizzato attraverso progetti precedenti ed al momento in corso, una prima azione,
propedeutica alle azioni individuate consterà nella condivisione di quanto fin qui realizzato.
Le attività che compongono questa azione sono 2:
1.1
Illustrazione del percorso e materiale prodotto col precedente progetto
Nei primi due mesi di servizio verrà illustrato il percorso attuato ed il materiale fin qui
raccolto.
Verranno illustrati i passi compiuti con particolare attenzione agli strumenti ed alle
modalità di raccolta dei dati attuate, nonché l’analisi realizzata sui dati raccolti.
Ulteriore argomento di questa attività sarà il fornire ai volontari coinvolti le indicazioni
operative osservate da chi ha fin qui condotto l’indagine.
1.2.
Aggiornamento della situazione
Considerato i tempi in cui si stima che avranno avvio i progetti si può suppone che le
situazioni di violazioni di diritti umani riscontrate risultino ancora in essere. Tuttavia,
avvalendosi del supporto del personale individuato dal partner Università agli Studi
Carlo Bo di Urbino, verrà realizzata una valutazione rispetto alla validità dei dati
raccolti e delle analisi realizzate al fine di porre in essere eventuali aggiornamenti dei
dati o delle analisi. Nel caso alcuni dati risultassero ormai inadeguati si procederà
all’aggiornamento od alla rimozione di questi dall’insieme dei contenuti interessati
dalla Pubblicazione
Azione 2 – SELEZIONE DEI TEMI E DEI FORMATI
2.1.
2.3.
Definizione delle priorità tematiche
Alla luce dell’eventuale aggiornamento della situazione verranno, di concerto coi
riferimenti locali , l’Università Carlo Bo di Urbino , individuate delle priorità tematiche
su cui realizzare la pubblicazione finale. Si suppone che non tutti gli elementi emersi
durante l’indagine in corso verranno inseriti nel rapporto finale al fine di rendere il
rapporto di agevole lettura ed adeguatamente approfondito. Si rileva altresì che alcune
violazioni riscontrate possano essere ritenute prioritarie rispetto ad altre per i vari
contesti locali. Verrà quindi adoperata una selezione di priorità tematiche da inserire
nel rapporto finale.
Definizione dei formati
Dopo aver individuato le tematiche prioritarie verranno definiti i formati attraverso cui
le situazioni saranno riportati nella pubblicazione finale. Essi potranno essere storie di
persone, gruppi target più o meno formalizzati a seconda dello specifico contesto e
della specifica violazione riscontrata. Una volta definiti i formati funzionali verranno
predisposti adeguati strumenti e metodiche di rilevazione avvalendosi del contributo
di uno o più soggetti che compongono la rete di partner a supporto del progetto. I
volontari verranno in conseguenza formati all’ utilizzo degli strumenti individuati ed
43
alle metodiche attuabili .
AZIONE 3 - INTERVISTE E REDAZIONE
3.1.
Individuazione dei soggetti da intervistare
In relazione alle priorità ed ai formati individuati verranno individuati i soggetti da
intervistare. I soggetti che verranno intervistati saranno scelti sulla base della
significatività della loro storia in relazione alle situazioni descritte nel rapporto
derivante dall’indagine attualmente in corso. Al fine di garantire la significatività delle
storie i soggetti verranno individuati coerentemente alle priorità individuate ed
interpellando sia i referenti locali che, se ritenuto necessario , gli stakeholder coinvolti
nelle rilevazioni precedenti.
3.2.
Realizzazione delle interviste
Dopo aver contattato , richiesto la disponibilità e calendarizzato le interviste, esse
verranno condotte dai volontari a progetto sulla base delle indicazioni ricevute e
concordate. Al bisogno i volontari potranno essere affiancati dal personale locale di
riferimento o da altro personale da questi individuato.
3.3
Scrittura secondo i formati prescelti
Una volta realizzata l’intervista, verrà redatta una trascrittura della stessa ad opera dei
volontari.
I volontari potranno avvalersi dei riferimenti locali e di quelli individuati dalla struttura
di gestione, al fine di realizzare un prodotto coerente con le indicazioni condivise nel
percorso formativo.
Il prodotto della trascrittura costituirà il contenuto necessario a realizzare l’elaborato
finale.
3.4 Redazione dell’elaborato finale
La struttura di gestione raccoglierà il materiale prodotto dai singoli volontari e redigerà
l’elaborato finale.
Sarà compito della struttura di gestione con il supporto dei soggetti che fanno parte
della rete di supporto redigere l’elaborato finale che prima della pubblicazione sarà
sottoposto ad una rilettura da parte dei volontari e dei referenti locali.
Azione 4 – PUBBLICAZIONE
4.1. Pubblicazione dell’ elaborato finale
L’elaborato sarà pubblicato in formato digitale e diffuso attraverso i canali interni ed
esterni di cui dispone l’ente.
Al termine del progetto verrà realizzato un evento di presentazione del rapporto finale.
Tale evento potrà svolgersi in presenza od attraverso canali digitali (es:webinar), al fine
di renderlo fruibile dal più alto numero di persone possibili.
9.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste,
con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette
attività
RISORSE UMANE NECESSARIE ALL’ESPLETAMENTO DELLE ATTIVITÀ PREVISTE
PER GLI OBIETTIVI TRASVERSALI 1 E 2
Ruolo nel progetto - Competenze
Azioni
N°
1
Coordinatore di equipe, con esperienza nella OBIETTIVO 1
conduzione di gruppi e gestione di gruppi di -Azione 1 - COSTRUZIONE BACINO
lavoro
DI ATTENZIONE
OBIETTIVO 2
Azione 1 - ANALISI DEL MATERIALE
44
IN ESSERE
OBIETTIVO 1
-Azione 1 - COSTRUZIONE BACINO
DI ATTENZIONE
-Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE
5
Operatori, tutors a distanza con esperienza
nell’ambito del servizio civile e di conduzione
dei gruppi e mediazione dei conflitti
interpersonali, con esperienza di produzione
informazione dal basso e supporto alla
redazione.
1
Redattore, laureando in scienze della
comunicazione con esperienza pluriennale
nella produzione di informazione dal basso,
scrittura collettiva ed uso della rete internet.
OBIETTIVO 1
-Azione 1 - COSTRUZIONE BACINO
DI ATTENZIONE
-Azione 2 – FORMAZIONE
-Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE
OBIETTIVO 2
3.4 Redazione dell’elaborato finale
4.1. Pubblicazione dell’ elaborato
finale
1
Coordinatore della realizzazione del Report
indagine sui diritti umani, laureato in scienze
politiche con esperienze di ricerca in tema di
diritti umani coordinamento percorsi di
ricerca.
OBIETTIVO 2
Azione 1 - ANALISI DEL MATERIALE
IN ESSERE
2.1.
Definizione delle priorità
tematiche
2.3.
Definizione dei formati
3.4 Redazione dell’elaborato finale
2
Esperti di ricerca e diritti umani individuati
fra docenti dell’ Università di Urbino e
l’associazione ADUSU di Padova
OBIETTIVO 1
-Azione 2 – FORMAZIONE
OBIETTIVO 2
Azione 2 – SELEZIONE DEI TEMI E
DEI FORMATI
2
Docenti Università di Urbino, -Sociologia e
Scienze della Comunicazione
3
Esperti a vario titolo del mondo dell’
informazione
1
2
OBIETTIVO 1
-Azione 2 – FORMAZIONE
-Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE
Att. 3.6 - 3.2 Divulgazione e
valorizzazione dei contenuti
prodotti su social media e nuovi
canali digitali
OBIETTIVO 1
-Azione 2 – FORMAZIONE
3.6 Divulgazione e valorizzazione
dei contenuti prodotti su social
media e nuovi canali digitali
Esperto informatico , svolge attività di
OBIETTIVO 1
definizione degli strumenti informatico idonei -Azione 3 – ATTIVITA’ EDITORIALE
alle necessità
OBIETTIVO 2
4.1. Pubblicazione dell’ elaborato
finale
Coordinatore attività di indagine in loco, con
esperienza nell’ambito dell’intervento sociale
in loco e conoscenza della realtà associativa
locale
2.1.
Definizione delle priorità
tematiche
3.1.
Individuazione dei soggetti
da intervistare
3.2.
Realizzazione delle interviste
45
9.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
OBIETTIVO TRASVERSALE 1
Incrementare la realizzazione di materiale di sensibilizzazione e di informazione dal
basso -report, interviste, pagine di cronaca, attualità ecc.- diffusi attraverso il sito
www.antennedipace.org
che sensibilizzino la società civile italiana sulle
conflittualità sociali presenti nei paesi di destinazione del progetto, sviluppando un
senso di responsabilità e solidarietà internazionale.
AZIONI - Attività
ATTIVITA’ DEL VOLONTARIO
Azione 1 - COSTRUZIONE
BACINO DI ATTENZIONE
1.4. Attività di ricerca dei -realizza una mappatura dei mass-media presenti a
media
presenti
sul livello locale, nel proprio territorio di provenienza,
territorio di appartenenza avendo cura di individuare i contatti di un referente
dei volontari
di ogni testa giornalistica, radio ecc..
-invia i dati raccolti alla Redazione del sito
www.antennedipace.org.
1.5. Invio di comunicati
Sollecita i contatti costruiti coi media locali già
stampa ai contatti
mappati comunicando la disponibilità a rilasciare
individuati
interviste.
1.6. Rilascio di interviste da
Rilascia interviste
parte dei volontari
1.7. Realizzazione di
I volontari contattano direttamente o con il
testimonianze
supporto della sede locale (o della struttura di
sull’esperienza all’estero
gestione) i gruppi o le scuole interessate,
concordano e realizzano gli incontri.
Azione
3
ATTIVITA’
EDITORIALE
3.1 Selezione delle tematiche
3.2 Raccolta di dati, materiale
di approfondimento
3.3. Redazione di articoli,
report, gallerie fotografiche,
video
3.4.
Confronto
Redazione
con
la
3.5.Pubblicazione e produzione
multimediale sul sito
www.anntennedipace.org


Durante i primi mesi all’estero, i volontari
cercheranno di acquisire, accompagnati dagli OLP e
dai tutor, gli strumenti adeguati per leggere in
modo critico la realtà in cui prestano servizio,
cercando di coglierne la complessità.
A mano a mano che questo spirito critico viene
acquisito, si cominciano a individuare le tematiche
di interesse e a raccogliere il materiale
propedeutico alla stesura degli articoli.
I volontari raccolgono dati, articoli di giornali locali,
materiali di approfondimento, sulle tematiche
individuate che serviranno per la stesura degli
articoli.
Sulla base dei dati raccolti, i volontari- col supporto
dell’OLP- ipotizzano una programmazione degli
articoli da sviluppare, definendo nello specifico
tematiche e tipologia dei vari articoli. I Ciascun
volontario redige gli articoli e/o contributi
multimediali utili ad informare attraverso il sito
www.antennedipace.org od altri spazi individuati
dagli enti della rete che collabora alla realizzazione
del progetto.
I volontari inviano la prima stesura degli articoli
alla Redazione, che a sua volta restituisce il
feedback, evidenziando eventuali correzioni, tagli,
integrazioni, approfondimenti ecc. che sarebbe
opportuno realizzare.
I testi ed i diversi contenuti prodotti vengono
pubblicati sul sito quale strumento di informazione
alternativa. I volontari potranno rilanciare alla
propria rete di contatti i contenuti prodotti.
Potranno altresì essere intervistati da organi di
informazione
tradizionale,
quali
testate
giornalistiche e televisive, locali e nazionali.
46
3.6
Divulgazione
e
valorizzazione dei contenuti
prodotti su social media e
nuovi canali digitali
I volontari potranno diffondere attraverso i social
media i contenuti prodotti, anche da altri volontari
impegnati nel progetto
OBIETTIVO TRASVERSALE 2
Realizzare un report sul grado di affermazione dei Diritti umani fondamentali, a
partire da casi concreti e storie di persone nei diversi contesti in cui viene attuato il
progetto, utile ad approfondire la conoscenza del contesto e di individuare eventuali
nuove priorità di intervento.
AZIONI - Attività
Azione 1 - ANALISI DEL
MATERIALE IN ESSERE
1.1.Illustrazione del percorso
e materiale prodotto col
precedente progetto
1.2. aggiornamento della
situazione
ATTIVITA’ DEL VOLONTARIO
Il volontario partecipa alla formazione ed
all’Illustrazione del percorso attuato e del materiale
in essere
Il volontario, nel caso alcuni dati risultassero
inadeguati
partecipa
all’aggiornamento
della
situazione censita
Azione 2 – SELEZIONE DEI
TEMI E DEI FORMATI
2.2. definizione dei formati
I volontari partecipano alla formazione all’ utilizzo
degli strumenti individuati ed alle metodiche
attuabili .

Azione 3 – INTERVISTE E
REDAZIONE
3.2. realizzazione delle
interviste
3.3 Scrittura secondo i formati
prescelti
3.4 Redazione dell’elaborato
finale
Il volontario contatta, calendarizza e realizza le
interviste sulla base delle indicazioni ricevute e
concordate. Al bisogno i volontari potranno essere
affiancati dal personale locale di riferimento o da
altro personale da questi individuato.
Il volontario trascrive l’intervista secondo il formato
prescelto.
Il prodotto della trascrittura costituirà il contenuto
necessario a realizzare l’elaborato finale.
Il volontario invia il materiale prodotto alla
struttura di gestione che cura la redazione dell’
elaborato.
Il volontario partecipa alla rilettura della bozza di
elaborato finale.
Azione 4 – PUBBLICAZIONE
4.1. Pubblicazione dell’
elaborato finale
Il volontario contribuisce alla diffusione e partecipa
all’evento di presentazione.
47
A SEGUIRE I PUNTI 9.1 9.2 9.3 RELATIVI AL PROGETTO SPECIFICO
9.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi
GEORGIA
OBIETTIVO
Garantire strutture, modalità educative e assistenza a 190 minori inseriti nelle
progettualità
dell’ente,
provenienti
dalle
famiglie
disagiate
interessate
dall’intervento dell’ente, diretto al significativo miglioramento della propria
situazione sociale.
MESI
AZIONI -Attività
AZIONE 1 – Individuazione dei nuclei
familiari che necessitano di sostegno
1.1.
Gestione e presa in carico delle
richieste di sostegno
1.2.
Pianificazione degli interventi
1.3.
Interventi
d’inserimento
nelle
strutture dell’ente
AZIONE 2 - Interventi a sostegno dei
minori provenienti dalle famiglie
povere della baraccopoli
2.1. Programmazione ed organizzazione
degli interventi
2.2. Attività assistenziali
2.3. Attività di doposcuola e sostegno
psico-sociale
2.4. Verifica delle attività
AZIONE 3 – Realizzazione di attività
ludico-ricreative e di socializzazione
3.1. Pianificazione delle attività ricreative
e di socializzazione
3.2. Realizzazione di attività sportive e
ludiche-ricreative
3.3.
Verifica
delle
attività
e
riprogettazione
AZIONE 4 – Verifica degli interventi
4.1. Valutazione degli obiettivi raggiunti
4.2. Riprogettazione degli interventi
compiuti
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
AZIONE 1 - Inserimento nella struttura centro diurno
1.1.
Gestione e presa in carico delle richieste di sostegno:
In collaborazione con altre associazione e le istituzioni locali (servizi sociali) vengono
individuati i bisogni delle famiglie in situazioni di disagio economico provenienti dalla
baraccopoli, focalizzando l’attenzione specialmente sulle situazioni di vulnerabilità dei
minori.
1.2.
Pianificazione degli interventi:
Individuati i bisogni specifici dei minori sulla base dei colloqui fatti con le famiglie,
viene compilato un prontuario con i relativi dati anagrafici e le attività a sostegno del
minore o della famiglia. Vengono definiti tempi e modalità di verifica dell’intervento
programmando visite mensili alle famiglie. Questa fase avviene con la collaborazione
di un’assistente sociale.
1.3. Interventi d’inserimento nelle strutture dell’ente:
Dopo l’individuazione delle situazioni più critiche dei minori maggiormente esposti a
situazioni di disagio economico e sociale, l’ente rispetto alle opportunità economiche,
48
di risorse umane e disponibilità di posti all’interno delle strutture, provvede
all’accoglienza residenziale dei minori o di nuclei familiari ristretti.
AZIONE 2 - Interventi a sostegno dei minori provenienti dalle famiglie povere
della baraccopoli
2.1. Programmazione ed organizzazione degli interventi
Monitoraggio da parte degli operatori dell’ente dei bisogni educativi, ma anche
alimentari e igienico-sanitari delle famiglie disagiate, con particolare attenzione ai
bisogni dei minori. Settimanalmente i responsabili oltre a visitare le famiglie già
coinvolte nel programma di sostegno organizzano momenti dedicati alla visita di altre
famiglie in stato di bisogno.
2.2. Attività assistenziali
Sulla base della pianificazione vengono attuate le seguenti attività di supporto:
- distribuzione di beni alimentari e di prima necessità;
- distribuzione di materiale sanitario e beni per l’infanzia (medicine, pannolini e
vestiario) ;
- accompagnamento dei destinatari a eventuali prestazione mediche, in particolare
visite pediatriche;
- sensibilizzazione e accompagnamento stimolando le famiglie ad una più attenta cura
di sé laddove necessario ma anche ad una più attenta gestione degli spazi casalinghi.
2.3. Attività di doposcuola e sostegno psico-sociale
Gli operatori dell’ente dopo aver individuato i minori nella baraccopoli che hanno un
limitato accesso all’istruzione, sulla base di una attenta analisi delle difficoltà del
minore e delle sue risorse personali, vengono definiti gli strumenti, le strategie ed i
metodi adeguati per aumentare il profitto scolastico volti al superamento delle
difficoltà di apprendimento. Le giornate di studio vengono strutturate con metodologie
specifiche per dare occasione ai minori l’opportunità di una reale presa di coscienza
delle proprie potenzialità. Nello specifico le attività sono:
 corso d’apprendimento dell’inglese;
 sostegno allo studio e approfondimento giornaliero degli argomenti
trattati a scuola.
Il sostegno psico-sociale si traduce in attività di empowerment da parte degli operatori
volta all’identificazione delle criticità nei vari contesti familiari, proponendo durante le
visite a domicilio la risoluzione delle problematiche attraverso la valorizzazione delle
risorse personali, volta alla ricerca di una maggiore autonomia.
2.4. Verifica delle attività
Con cadenza bimestrale vengono pensati dei momenti di verifica rispetto l’andamento
delle attività implementate, confrontando le aspettative ed il raggiungimento degli
obiettivi o autonomie, si passa alla riprogettazione. Lo storico sull’andamento degli
interventi proposti, viene avallato dalla compilazione di questionari proposto agli
utenti coinvolti.
AZIONE 3 – Realizzazione di attività ludico-ricreative e di socializzazione
3.1. Pianificazione delle attività ricreative e di socializzazione
Stesura di un calendario settimanale di attività di gioco e socializzazione ai vari gruppi
di minori. Individuazione degli spazi e delle modalità operative da utilizzare,
propedeutiche per la buona riuscita dell’intervento.
3.2. Realizzazione di attività sportive e ludiche-ricreative
Gli operatori dell’ente durante la settimana prevedono degli spazi-gioco determinati,
utilizzati per lo svolgimento delle attività in contesti protetti, dove attraverso il gioco
sia di movimento che di logica, vengono stimolate e valorizzate le già acquisite
capacità cognitive e motorie dei bambini. Le attività sono:
mini tornei di Calcio e Basket;
49
attività artistiche;
visione di cartoni e film;
escursioni connesse ad attività culturali.
3.3. Verifica delle attività e riprogettazione
Trimestralmente si procede ad una valutazione delle attività proposte ai minori, al
livello di socializzazione e sviluppo delle potenzialità raggiunto dai soggetti coinvolti.
Viene rielaborato il calendario e le modalità delle attività proposte in maniera congrua
anche in base ad eventuali nuovi inserimenti.
AZIONE 4 – Verifica degli interventi
4.1. Valutazione degli obiettivi raggiunti
Riunendo i dati raccolti dalle verifiche svolte dopo le varie attività, viene creato un
record di valutazione dell’andamento nell’arco dell’anno che mette a confronto la
progettualità proposta con il reale raggiungimento degli obiettivi.
4.2. Riprogettazione degli interventi compiuti
Prendendo come spunto i risultati emersi dall’anno di attività svolte e dall’eventuale
raggiungimento degli obiettivi, si valuta con tutti gli operatori dell’ente una
riprogettazione dei futuri interventi da implementare.
9.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste,
con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette
attività
N°
1
Ruolo
nella
struttura
Competenza
Responsabile della struttura e dei
progetti
Operatore
di
comunità,
esperienza
pluriennale
di
coordinamento
di
strutture
residenziali di accoglienza per
minori
Esperienza nella gestione delle
risorse umane e strumentali a
disposizione dell’Ente
1
Co-responsabile
Assistente di Comunità, con
esperienza
pluriennale
di
coordinamento
di
strutture
residenziali di accoglienza per
minori
Esperienza in animazione di
minori e tutoraggio scolastico
Azioni
AZIONE 1 – Individuazione dei nuclei
familiari che necessitano di sostegno
1.1. Gestione e presa in carico delle richieste di
sostegno
1.2. Pianificazione degli interventi
1.3. Interventi d’inserimento nelle strutture
dell’ente
AZIONE 2 - Interventi a sostegno dei minori
provenienti dalle famiglie povere della
baraccopoli
2.1. Programmazione ed organizzazione degli
interventi
2.4. Verifica delle attività
AZIONE 3 – Realizzazione di attività ludicoricreative e di socializzazione
3.1. Pianificazione delle attività ricreative e di
socializzazione
3.3. Verifica delle attività e riprogettazione
AZIONE 4 – Verifica degli interventi
4.1. Valutazione degli obiettivi raggiunti
4.2. Riprogettazione degli interventi compiuti
AZIONE 1 – Individuazione dei nuclei
familiari che necessitano di sostegno
1.1. Gestione e presa in carico delle richieste di
sostegno
1.2. Pianificazione degli interventi
1.3. Interventi d’inserimento nelle strutture
dell’ente
AZIONE 2 - Interventi a sostegno dei minori
provenienti dalle famiglie povere della
baraccopoli
2.1. Programmazione ed organizzazione degli
interventi
2.2. Attività assistenziali
2.3.
Attività di doposcuola e sostegno psico-
50
1
Educatrice
Laureata
in
scienze
della
formazione, con esperienza in
interventi sociali in contesti di
marginalità e in strutture di
accoglienza per minori
Esperienza di animazione con
minori
1
Psicologo
Laurea in psicologia
Esperienza
con
minori
situazione
di
disagio
e
affidamento
1
in
in
Assistente sociale
Laurea in servizi sociali
Esperienza di interventi sociali in
contesti
di
marginalità,
esperienza con minori
sociale
2.4. Verifica delle attività
AZIONE 3 – Realizzazione di attività ludicoricreative e di socializzazione
3.1. Pianificazione delle attività ricreative e di
socializzazione
3.2. Realizzazione di attività sportive e ludichericreative
3.3. Verifica delle attività e riprogettazione
AZIONE 4 – Verifica degli interventi
4.1. Valutazione degli obiettivi raggiunti
4.2. Riprogettazione degli interventi compiuti
AZIONE 2 - Interventi a sostegno dei minori
provenienti dalle famiglie povere della
baraccopoli
2.1. Programmazione ed organizzazione degli
interventi
2.2. Attività assistenziali
2.3.
Attività di doposcuola e sostegno psicosociale
2.4. Verifica delle attività
AZIONE 3 – Realizzazione di attività ludicoricreative e di socializzazione
3.1. Pianificazione delle attività ricreative e di
socializzazione
3.2. Realizzazione di attività sportive e ludichericreative
3.3. Verifica delle attività e riprogettazione
AZIONE 4 – Verifica degli interventi
4.1. Valutazione degli obiettivi raggiunti
AZIONE 2 - Interventi a sostegno dei minori
provenienti dalle famiglie povere della
baraccopoli
2.1. Programmazione ed organizzazione degli
interventi
2.3. Attività di doposcuola e sostegno psicosociale
AZIONE 4 – Verifica degli interventi
4.1. Valutazione degli obiettivi raggiunti
AZIONE 1 – Individuazione dei nuclei
familiari che necessitano di sostegno
1.1. Gestione e presa in carico delle richieste di
sostegno
1.2. Pianificazione degli interventi:
9.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
OBIETTIVO SPECIFICO
Garantire strutture, modalità educative e assistenza a 190 minori inseriti nelle progettualità
dell’ente, provenienti dalle famiglie disagiate interessate dall’intervento dell’ente, diretto al
significativo miglioramento della propria situazione sociale.
AZIONI-Attività
AZIONE 1 – Individuazione dei
nuclei familiari che necessitano
di sostegno
1.2. Pianificazione degli interventi
ATTIVITA’ DEL VOLONTARIO
è parte dell’equipe che settimanalmente visita i minori
provenienti da famiglie in situazioni di povertà della
baraccopoli,
collaborando
alla
pianificazione
e
distribuzione dei beni.
51
AZIONE
2
Interventi
a
sostegno dei minori provenienti
dalle famiglie povere della
baraccopoli
2.1.
Programmazione
ed
organizzazione degli interventi
2.2. Attività assistenziali
2.3.
Attività di doposcuola
sostegno psico-sociale
e
2.4. Verifica delle attività
in collaborazione con gli altri operatori, redige i
questionari di verifica per l’autovalutazione sul
raggiungimento degli obiettivi.
AZIONE 3 – Realizzazione di
attività ludico-ricreative e di
socializzazione
3.1. Pianificazione delle attività
ricreative e di socializzazione
3.2.
Realizzazione
di
attività
sportive e ludiche-ricreative
3.3. Verifica
riprogettazione
AZIONE 4
interventi
delle
–
4.1. Valutazione
raggiunti
attività
Verifica
degli
- contribuisce all’evaluation dei bisogni dei minori
provenienti dalla baraccopoli a cui è rivolto
l’intervento;
- prende parte alla programmazione delle attività della
settimana, delineando gli obiettivi e le modalità
d’intervento
- partecipa alla distribuzione dei beni alimentari e di
prima necessità, oltre alla consegna di medicine e beni
per l’infanzia;
- all’occorrenza si occupa dell’accompagnamento dei
minori alle visite mediche.
- partecipano all’organizzazione delle attività e alla
preparazione dei materiali didattico necessario;
- partecipe al confronto con i vari operatori sul livello
scolastico del minore accolto per comprendere quali
sono i punti deboli che necessitano di essere
potenziati;
-partecipano
alla
definizione
delle
attività
d’insegnamento dell’inglese.
e
affiancamento degli operatori nel percorso di
programmazione delle attività ludico ricreative e di
socializzazione;
- contribuisce all’organizzazione delle attività e alla
preparazione
dei
materiali
necessari
per
la
realizzazione;
- partecipano alle seguenti attività:
- Giochi, attività sportive;
Attività artistiche;
Visione di film;
Escursioni, attività culturali, vacanze estive;
collabora alla valutazione rispetto l’andamento delle
attività svolte, contribuendo alla riprogettazione degli
interventi.
degli
obiettivi
4.2. Riprogettazione degli interventi
compiuti
- partecipa alla valutazione dei risultati attesi,
focalizzando il target del risultato sul soddisfacimento
dei
bisogni
primari
dei
minori
destinatari
dell’intervento;
- offre un contributo rispetto la definizione degli aspetti
positivi e negativi dell’intervento messo in atto.
partecipa alla revisione e alla riscrittura delle
progettualità.
52
ROMANIA
a. Bucarest
OBIETTIVO SPECIFICO 1:
Incrementare gli interventi di sostegno materiale, psicologico ed educativo rivolti ai
541 destinatari dell’intervento dell’ente
MESI
1
2
3
4
5
6
7
8
9 10 11 12
AZIONI-Attività
AZIONE 1- Inserimento di
nuove accoglienze nella
struttura e nelle attività di
supporto diurne
1.1. Raccolta delle richieste
di accoglienza
1.2.
Valutazione
e
accettazione richieste
1.3.
Inserimento
nella
struttura o nelle attività
dell’ente
AZIONE
2Implementazione
e
incremento delle attività
di supporto materiale e
educativo
2.1.
Pianificazione
e
programmazione
delle
attività
2.2. Attività assistenziali e di
sviluppo delle autonomie di
accolti e famiglie supportate
2.3. Inserimenti lavorativi
2.4. Attivazione di un servizio
di strada
2.5. Attività educative e di
sostegno
scolastico
per
minori a rischio
AZIONE 3- Rafforzamento
del lavoro di rete con altre
associazioni sul territorio
3.1. Incontri di
coordinamento con le
associazioni del territorio
3.2. Supporto alle attività
delle altre associazioni
AZIONE 4- Valutazione
delle attività di supporto
materiale, psicologico ed
educativo
4.1. Valutazione dei risultati
attesi
4.2. Revisione delle attività
programmate
e
riprogettazione
53
AZIONE 1- Inserimento di nuove accoglienze nella struttura e nelle attività di
supporto diurne
1.1. Raccolta delle richieste di accoglienza
Periodicamente arrivano richieste di accoglienza, in particolare dai frati Missionari della
Carità e dai frati maristi di Bucarest. Quotidianamente infatti gli indigenti, soprattutto
adulti che vivono in strada e con varie problematiche chiedono aiuto ai frati, che non
hanno la possibilità di provvedere all’accoglienza. IN questi casi i frati contattano
l’ente, fornendo informazioni circa il richiedente. Viene organizzato quindi un incontro
per approfondire la richiesta.
1.2. Valutazione e accettazione richieste
Una volta raccolte le informazioni necessarie, gli operatori fanno una valutazione della
situazione interna degli utenti della struttura, in quanto i nuovi inserimenti hanno delle
ricadute negli equilibri della casa. Ci si confronta in particolare sulla richiesta specifica,
valutando la fattibilità e le risorse disponibili. Se necessario, si approfondisce
ulteriormente che chi ha fatto la proposta.
1.3. Inserimento nella struttura o nelle attività dell’ente
Ai nuovi ingressi viene presentata la struttura e gli altri utenti, facendo presenti le
regole di convivenza. Vengono realizzati le visite mediche in ingresso. Gli operatori
effettuano alcuni colloqui con il nuovo utente per ricostruirne la storia e definire i
bisogni individuali. Di conseguenza si provvede alla definizione degli obiettivi del
percorso educativo individualizzato.
AZIONE 2-Implementazione e incremento delle attività di supporto materiale
e
educativo
2.1. Pianificazione e programmazione delle attività
Gli operatori si riuniscono in equipe per confrontarsi circa i bisogni dei destinatari dei
diversi interventi, quindi: accolti, famiglie bisognose di supporto, persone di strade,
minori. Vengono definite le priorità di intervento, gli obiettivi e le modalità. Quindi si
provvede
alla
stesura
delle
attività
e
alla
loro
calendarizzazione.
Per la programmazione delle attività di supporto alle famigli e di doposcuola con i
minori di Chitila la programmazione avviene di concerto con gli operatori
dell’associazione Acuma.
2.2. Attività assistenziali e di sviluppo delle autonomie di accolti e famiglie supportate
Gli operatori della struttura affiancano gli utenti in attività quotidiane, dalla cura e la
pulizia del sé, alla sperimentazioni di spostamenti in autonomia laddove possibile,
all’assunzione di terapie in autonomia per gli psichiatrici lievi. In particolare, a seconda
delle possibilità di ognuno, vengono assegnate piccole responsabilità e mansioni, da
realizzare in semi-autonomia con l’affiancamento dell’operatore e, gradualmente, in
autonomia. Laddove possibile, gli utenti partecipano ad alcune attività sviluppate dalla
struttura, quali le attività dei campi estivi o il servizio di strada.
Vengono supportati anche 6 nuclei familiari, attraverso visite a domicilio in cui si
distribuiscono cibo e vestiario e ci si mette in ascolto dei bisogni della famiglia,
provando a soddisfarli se possibile.
2.3. Inserimenti lavorativi
L’associazione valuta dapprima quali utenti della struttura hanno la possibilità e le
54
capacità per essere inseriti in attività lavorative. Gli operatori, quindi, prende contatto
con quelle associazioni sul territorio che prevedono attività professionali in particolare
a soggetti in situazione di emarginazione e forte disagio, quindi Parada e FDP. L’utente
viene preparato al colloquio di lavoro, viene supportato nella realizzazione della
documentazione necessario. Viene quindi inserito nelle attività delle associazioni o
supportato da queste a trovare lavoro.
2.4. Attivazione di un servizio di strada
L’associazione già collabora con i frati Missionari della Carità, supportando il servizio di
strada dei frati una volta la settimana. L’ente, considerato il bisogno del territorio,
vuole avviare un servizio di strada proprio, pur mantenendo la collaborazione con i
frati. Il servizio di strada prevede la distribuzioni di alimenti precedentemente reperiti
e preparati dall’ente, e di bevande. Il supporto materiale è anche il pretesto per creare
una relazione di fiducia con i destinatari, per mettersi in ascolto delle loro
problematiche, e per informarli rispetto alle alternative alla strada e alle opportunità
che l’associazione stessa può offrire.
2.5. Attività educative e di sostegno scolastico per minori a rischio
Si tratta di attività educative e di rinforzo scolastico di 25 minori di una scuola di
Chitila. La prima attività, ha un taglio più scolastico: gli operatori individuano i bisogni
dei minori, confrontandosi con gli insegnanti e con gli operatori di Acuma. Vengono
quindi realizzate le attività di supporto scolastico, che non si limitano però alla
realizzazione dei compiti. Attraverso queste attività, infatti, si instaura una relazione
significativa col minore, si individuano eventuali situazioni problematiche, da
segnalare all’associazione Acuma o ai servizi del territorio. Si tratta di un intervento
educativo che riduce il rischio di finire in strada.
Durante l’estate, con l’arrivo di gruppi di volontari si organizzano 3 settimane di
attività educative e ludico-ricreative. Dapprima i volontari si incontrano con gli
operatori dell’ente, per definire obiettivi e metodologie di intervento ed eventualmente
esplicitare la presenza di situazioni particolare tra i minori. Si definiscono le attività, si
provvede a raccogliere il materiale necessario (materiale da cancelleria, da riciclo,
palloni, cartapesta, strumenti musicali…) e a preparare il setting. Si realizzano attività
espressive, quali:
 Attività con la cartapesta e con materiale riciclabile;
 Attività artistica;
 Attività musicale;
Inoltre vengono organizzati diversi giochi in squadra.
AZIONE 3- Rafforzamento del lavoro di rete con altre associazioni sul
territorio
3.1. Incontri di coordinamento con le associazioni del territorio
3 volte l’anno si prevede di strutturare degli incontri con le altre associazioni presenti
sul territorio, con le quali già si collabora. Tuttavia finora, gli incontri sono stati
saltuari, legati a bisogni contingenti. Si vorrebbero invece implementare incontri
periodici tra le associazioni per definire priorità d’intervento condivise, condividere
buone prassi e sviluppare nuove collaborazioni.
3.2. Supporto alle attività delle altre associazioni
In base alle priorità definite negli incontri di coordinamento, vengono attivate
collaborazioni tra le diverse associazioni, in forme non rigide, ma flessibili, in base al
bisogno e alle esigenze di ciascuno. L’ente in particolare porta avanti le collaborazioni
55
già esistenti, tra cui il supporto alle due mamme rom assieme ad Acuma, gli interventi
educativi con i minori di Chitila, e l’intervento di strada settimanale con i frati
Missionari della Carità.
AZIONE 4- Valutazione delle attività di supporto materiale, psicologico ed
educativo
4.1. Valutazione dei risultati attesi
Si fa una valutazione dei risultati e delle abilità conseguite dai destinatari delle varie
attività: di accoglienza, di supporto alle famiglie, del servizio di strada, di sostegno
scolastico. Per la valutazione si fa riferimento anche a periodici colloqui tenuti con gli
adulti inseriti nelle progettualità. Si valuta inoltre se effettivamente le attività proposte
hanno diminuito i rischi legati alla strada.
4.2.
Revisione
delle
attività
programmate
e
riprogettazione
Sulla base della valutazione dei risultati attesi, si realizza una verifica delle attività
svolte, mettendo in evidenza i punti di forza e le criticità. Si valuta inoltre se
effettivamente le attività proposte- di supporto materiale, psicologico e educativohanno risposto ai bisogni dei destinatari. Quindi si provvede a una riprogettazione dei
progetti e in particolare delle nuove attività.
9.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste,
con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette
attività
OBIETTIVO SPECIFICO 1:
Incrementare gli interventi di sostegno materiale, psicologico ed educativo rivolti ai 541
destinatari dell’intervento dell’ente
N°
1
Ruolo
nella
struttura
Competenze
Responsabile dell’associazione
Coordinatore delle attività
– Azioni
AZIONE 1- Inserimento di nuove accoglienze
nella struttura e nelle attività di supporto diurne
1.1. Raccolta delle richieste di accoglienza
Operatore di Comunità, con 1.2. Valutazione e accettazione richieste
esperienza
pluriennale
nella 1.3. Inserimento nella struttura o nelle attività
gestione
della
strutture
di dell’ente
accoglienza con adulti, nella
realizzazione di unità di strada e AZIONE 2-Implementazione e incremento delle
nelle attività di sviluppo delle attività di supporto materiale e educativo
autonomie. Esperienza di 3 anni 2.1. Pianificazione e programmazione delle attività
come responsabile di un centro 2.2.
Attività assistenziali e di sviluppo delle
diurno per psichiatrici e adulti autonomie di accolti e famiglie supportate
con disagio in Italia
2.4. Attivazione di un servizio di strada
2.5. Attività educative e di sostegno scolastico per
minori a rischio
AZIONE 3- Rafforzamento del lavoro di rete con
altre associazioni sul territorio
3.1. Incontri di coordinamento con le associazioni del
territorio
3.2. Supporto alle attività delle altre associazioni
AZIONE 4- Valutazione delle attività di supporto
materiale, psicologico ed educativo
4.1. Valutazione dei risultati attesi
4.2. Revisione delle attività programmate e
riprogettazione
56
1
Co-responsabile di struttura
AZIONE 1- Inserimento di nuove accoglienze
nella struttura e nelle attività di supporto diurne
Operatrice di comunità, con 1.2. Valutazione e accettazione richieste
esperienza
pluriennale
in 1.3. Inserimento nella struttura o nelle attività
strutture
di
accoglienza,
in dell’ente
particolare
con
adulti
in
situazione di disagio e con AZIONE 2-Implementazione e incremento delle
psichiatrici.
attività di supporto materiale e educativo
2.1. Pianificazione e programmazione delle attività
2.2.
Attività assistenziali e di sviluppo delle
autonomie di accolti e famiglie supportate
2.3. Inserimenti lavorativi
2.4. Attivazione di un servizio di strada
2.5. Attività educative e di sostegno scolastico per
minori a rischio
AZIONE 3- Rafforzamento del lavoro di rete con
altre associazioni sul territorio
3.2. Supporto alle attività delle altre associazioni
20
Animatori volontari
Esperienze di volontariato in
parrocchie, oratori, scout, con
esperienza
in
attività
di
animazione con minori (presenti
per i mesi estivi, quando sono
attivi i campi estivi con i minori)
AZIONE 4- Valutazione delle attività di supporto
materiale, psicologico ed educativo
4.1. Valutazione dei risultati attesi
4.2. Revisione delle attività programmate e
riprogettazione
AZIONE 2-Implementazione e incremento delle
attività di supporto materiale e educativo
2.1. Pianificazione e programmazione delle attività
2.4. Attivazione di un servizio di strada
2.5. Attività educative e di sostegno scolastico per
minori a rischio
9.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
OBIETTIVO SPECIFICO 1:
Incrementare gli interventi di sostegno materiale, psicologico ed educativo rivolti
ai 541 destinatari dell’intervento dell’ente
AZIONI-Attività
ATTIVITA’ DEL VOLONTARIO
AZIONE 1- Inserimento di nuove
accoglienze nella struttura e nelle
attività di supporto diurne
2.3. Inserimento nella struttura o nelle - il volontario supporta gli operatori
nell’inserimento
dell’utente
nella
attività dell’ente
struttura, avendo cura di dedicargli
attenzione e di rassicurarlo;
- affiancherà l’operatore nel condividere
e nel far rispettare le regole di
convivenza;
- si confronta con l’operatore rispetto al
percorso individualizzato definito per il
nuovo utente.
AZIONE
2-Implementazione
incremento
delle
attività
supporto materiale e educativo
e
di
57
2.1. Pianificazione e programmazione
delle attività
2.2. Attività assistenziali e di sviluppo
delle autonomie di accolti e famiglie
supportate
- con una certa gradualità il volontario
parteciperà alle equipe, dapprima come
osservatore e poi offrendo il suo punto
di vista rispetto ai bisogni dei destinatari
dei diversi interventi;
- partecipa alla stesura delle attività e
alla loro calendarizzazione.
- il volontario, seguendo i suggerimenti
degli operatori, affianca gli utenti in
attività quotidiane, dalla cura e la pulizia
del
sé,
alla
sperimentazioni
di
spostamenti in autonomia laddove
possibile, all’assunzione di terapie in
autonomia per gli psichiatrici lievi;
- affianca nella realizzazione di piccole
responsabilità e mansioni, da realizzare
in semi-autonomia e, gradualmente, in
autonomia.
In questa fase la dimensione relazione è
centrale: è attraverso la relazione di
fiducia
instauratasi
che
si
può
rassicurare
l’utente
e
favorirne
l’empowerment;
- il volontario affianca l’operatore nelle
visite a domicilio, nella distribuzione del
vestiario e degli alimenti e dell’ascolto
dei bisogni dei 6 nuclei familiari
supportati dall’ente.
2.4. Attivazione di un servizio di strada
- il volontario partecipa al servizio di
strada dell’ente e in particola alla
distribuzioni
di
alimenti
precedentemente reperiti e preparati
dall’ente, di bevande, offrendo anche
un’opportunità
di
ascolto.
Anche qui la dimensione relazionale è
centrale: attraverso la relazione di
fiducia si cerca di informare gli utenti
delle alternative alla strada e degli
eventuali supporti che si possono offrire.
2.5. Attività educative e di sostegno
scolastico per minori a rischio
- il volontario aiuta i minori a svolgere i
compiti e propone attività educative, in
supporto agli operatori;
Il volontario avrà cura di instaurare una
relazione
significativa
col
minore,
prestando
attenzione
a
eventuali
situazioni problematiche.
-Partecipa all’organizzazione di
3
settimane di attività educative e ludicoricreative,
alla
preparazione
del
materiale necessario (materiale da
cancelleria,
da
riciclo,
palloni,
cartapesta, strumenti musicali…) e del
setting.
- partecipa con gli altri volontari alla
realizzazione delle attività espressive e
dei
giochi in squadra.
58
AZIONE 3- Rafforzamento del
lavoro di rete con altre associazioni
sul territorio
3.2. Supporto alle attività delle altre
associazioni
- il volontario supporta gli operatori
dell’ente
per
quanto
riguarda
le
collaborazioni già esistenti, tra cui il
supporto alle due mamme rom assieme
ad Acuma, gli interventi educativi con i
minori di Chitila, e l’intervento di strada
settimanale con i frati Missionari della
Carità
AZIONE
4Valutazione
delle
attività di supporto materiale,
psicologico ed educativo
4.1. Valutazione dei risultati attesi
4.2.
Revisione
delle
attività
programmate e riprogettazione
- il volontario offre il suo contributo per
quanto riguarda la valutazione dei
risultati e delle abilità conseguite dai
destinatari delle varie attività
- il volontario partecipa alla valutazione
dei risultati attesi, e offre il suo
contributo per la riprogettazione dei
progetti e in particolare delle nuove
attività.
b. Timisoara
9.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi
OBIETTIVO SPECIFICO 2:
Inserire 50 minori vittime di tratta nei programmi di protezione dell’ONG e attivare
un nuovo programma di prevenzione per 40 minori a Carani e Calacea
8
9
10 11 12
MESI
1
2
3
4
5
6
7
AZIONI-Attività
AZIONE
1Programmazione
degli
interventi
1.1. Approfondimento dei
fenomeni della tratta e della
violenza domestica
1.2. Verifica dello stato
dell’arte dei programmi e
delle
attività
promosse
dall’ente
1.3.
Pianificazione
e
programmazione
delle
attività
AZIONE 2- Inserimento
delle vittime di tratta nel
programma di protezione
di Generatie Tanara
2.1. Realizzazione di colloqui
con le istituzioni locali e con
59
la polizia
2.2.
Valutazione
e
accettazione richieste
2.3.
Inserimento
nel
programma di protezione e
aggiornamento dei beneficiari
a carico del programma
AZIONE
3Implementazione
del
programma di protezione
delle vittime
3.1. Attività assistenziali
3.2. Attività ludico-ricreative
3.3. Attività educative
3.4. Attività di inserimento
scolastico o lavorativo
AZIONE
4Implementazione
del
programma
dei
prevenzione dei minori
4.1. Attività assistenziali
4.2. Attività educative e di
sostegno scolastico
4.3. Attività ludico-ricreative
AZIONE 5- Valutazione dei
programmi di protezione e
di prevenzione
5.1. Valutazione dei risultati
attesi
5.2. Revisione delle attività
programmate
e
riprogettazione
AZIONE 1-Programmazione degli interventi
1.1.
Approfondimento dei fenomeni della tratta e della violenza domestica
Questa attività è propedeutica alla verifica dello stato dell’arte e alla
riprogrammazione degli interventi. Le problematiche infatti sono complesse e
dinamiche, è necessario quindi un continuo aggiornamento da parte degli operatori,
raccolta di dati sempre aggiornati sul fenomeno. Questo avviene grazie alla
collaborazione con l’Agenzia sull’anti-tratta a Oradea, e altre istituzioni che si
occupano di tratta e di vittime di violenza domestica. Questo prevede periodiche visite
presso tali realtà al fine appunto di approfondire la tematica e partecipazioni a
seminari organizzati di volta in volta da ONG e istituzioni. E’ prevista la partecipazione
a seminari internazionali sulla tratta in Ungheria, Bulgaria, Serbia, Moldavia e altri
paesi europei.
1.2.
Verifica dello stato dell’arte dei programmi e delle attività promosse dall’ente
In relazione agli ultimi report elaborati sulle attività svolte, gli operatori e i soggetti
coinvolti si confronteranno sullo stato dell’arte degli interventi, analizzando
l’allocazione delle risorse impiegate e i punti di forza e le criticità riscontrate, per le
quali si proporranno le opportune modifiche. Si cercheranno inoltre di individuare e
valorizzare le buone pratiche emerse.
60
1.3.
Pianificazione e programmazione delle attività
Sulla base dei progetti individuali delle vittime, mensilmente si realizza una
programmazione di massima delle attività di reintegrazione sociale, tenendo conto che
la gestione di questi programmi di protezione richiede una grande flessibilità
nell’organizzazione, considerando che le accoglienze nelle strutture di Timisoara e di
Recas subiscono continuamente modifiche. Per la stesura del programma si tiene
conto sia delle risorse umane e finanziarie a disposizione, sia dei bisogni specifici dei
destinatari, individuati attraverso dei colloqui. Infine si definiscono le attività, la
modalità
e
i
tempi
di
attuazione.
Anche per la programmazione delle attività legate alla prevenzione, si effettuano
colloqui con i minori per conoscere meglio le aspettative, i problemi e i bisogni, e si
definiscono quindi obiettivi specifici, modalità e tempi delle singole attività.
AZIONE 2- Inserimento delle vittime di tratta nel programma di protezione di
Generatie Tanara
2.1.
Realizzazione di colloqui con le istituzioni locali e con la polizia
Nel momento in cui la polizia locale individua una vittima di tratta, come prima cosa
la informa che può essere inserita nei procedimenti giudiziari e anche in un centro
protetto, dove ricevere assistenza. Se la vittima acconsente viene portata da
Generatie Tanara. Quindi vengono realizzati dei colloqui con le istituzioni per cercare
di ricostruire la storia della vittima, risalire alla famiglia e alle condizioni di vita della
famiglia stessa. Queste informazioni vengono raccolte in relazioni individuali.
2.2.
Valutazione e accettazione richieste
La responsabile dell’ONG valutato se accettare o meno l’inserimento, in base alle
possibilità e alle risorse dell’ente. Generalmente si cerca comunque di dare risposta
affermativa a tutte le segnalazioni. Infine si comunica formalmente alle istituzioni la
presa in carico della vittima.
2.3.
Inserimento nel programma di protezione e aggiornamento dei beneficiari a
carico del programma
Le vittime di tratta e di violenza domestica vengono inserite nel programma di
protezione dell’ente. Viene quindi elaborato un progetto individuale per ciascuna
vittima,
in
base
ai
bisogni
e
alla
situazione
specifica.
I dati dei nuovi inserimenti vengono archiviati assieme ai documenti personali
attraverso un’attività di segreteria. Questi dati vengono aggiornati costantemente e
messi a disposizione degli operatori e assistenti sociali che operano nell’associazione.
Viene redatto e aggiornato un registro presenze delle vittime in programma.
AZIONE 3-Implementazione del programma di protezione delle vittime
3.1.
Attività assistenziali
Le vittime ricevono accoglienza e supporto materiale (abbigliamento, prodotti per la
cura personale, ecc.). Vengono responsabilizzate per quanto riguarda la cura di sé:
questo aspetto è parte fondamentale del programma di reinserimento sociale. Oltre a
ciò, alle vittime viene garantito supporto medico e psicologico grazie alla presenza
costante nella struttura di Timisoara di personale qualificato. Viene offerta inoltre
consulenza giuridica e supporto nelle relazioni con le istituzioni giuridiche e nella
preparazione della documentazione necessaria. In particolare l’associazione cerca di
ottenere i documenti d' identità per i minori inseriti, che li hanno persi o non li hanno
mai
avuti.
Viene garantito il trasporto e l’accompagnamento nelle varie attività quotidiane.
61
3.2. Attività ludico-ricreative
Settimanalmente vengono programmati alcuni momenti ludici, tra cui:
 Attività culturali sul territorio (cinema, visita alla città ecc.);
 Attività ricreative, come festeggiamenti in occasioni di ricorrenze particolari,
compleanni ecc., escursioni;
 Attività ricreative all’interno della casa (laboratori di bigiotteria, attività
artistiche ecc.)
3.3.
Attività educative
In base all’organigramma e ai progetti individuali delle vittime, si definiscono le
attività educative occupazionali finalizzate a migliorare il grado di autonomia nella
self-care e nelle attività della vita quotidiana. Le attività variano appunto in base alle
esigenze della persona. In generale l’aspetto educativo si trasmette attraverso la
relazione tra utente e educatori: l’educatore cerca di costruire una relazione di fiducia
con la vittima e di educarla informalmente a una gestione della relazione non
strumentale- come avviene nell’ambito della prostituzione- ma basata sul rispetto
reciproco e sulla valorizzazione di sé. Centrale nell’attività educative è dunque
l’approccio dell’educatore alle vittime, approccio basato sull’ascolto attivo e il dialogo.
E’ prevista la realizzazione di un corso di inglese e il supporto scolastico per le vittime
che decidono di iscriversi a scuola.
3.4.
Attività di inserimento scolastico o lavorativo
In base ai progetti individuali e all’età delle vittime, si prevede l’inserimento scolastico
o lavorativo. Nel caso della scuola o di corsi formativi, l’associazione si preoccupa di
supportare l’orientamento scolastico, di prendere contatto con gli istituti, e di
preparare la documentazione necessaria per l’iscrizione. Per quanto riguarda gli
inserimenti lavorativi, l’associazione supporta le vittime nella preparazione del
curriculum vitae per valorizzarne le abilità, identifica i datori di lavoro, supporta nella
preparazione dei documenti necessari per l’assunzione. Per le vittime in inserimento
lavorativo si valutano anche soluzioni abitative alternative alle strutture di
accoglienza, quali gruppi appartamento.
AZIONE 4-Implementazione del programma dei prevenzione dei minori
4.1. Attività assistenziali
Ai minori inseriti nel programma di prevenzione, viene garantito vitto e alloggio. Oltre
a ciò, verranno accompagnati al bisogno da medici e psicologi, al fine di garantire un
costante supporto psicologico e sanitario. In generale si cerca di rispondere ai bisogni
materiali dei minori, garantendo loro uno spazio protetto.
4.2. Attività educative e di sostegno scolastico
In base alle risorse disponibili e rispondendo in modo flessibile ai bisogni dei minori, si
predispone il setting dei laboratori e i materiali necessari.
Verranno quindi realizzati i seguenti laboratori:
 laboratorio di arte terapia;
 laboratorio di bigiotteria;
Verrà
inoltre
offerto
quotidianamente
un
tutoraggio
scolastico
4.3. Attività ludico-ricreative
Settimanalmente vengono programmati alcuni momenti ludici, tra cui:
Attività culturali sul territorio (cinema, visita alla città, visita ai musei, teatro, ecc.);
Attività ricreative, come festeggiamenti in occasioni di ricorrenze particolari,
compleanni ecc., escursioni;
Dopo una calendarizzazione delle attività, si verificano gli aspetti logistici quali la
disponibilità dei mezzi, e gli accompagnatori.
62
AZIONE 5- Valutazione dei programmi di protezione e di prevenzione
5.1.
Valutazione dei risultati attesi
Si valutano i risultati attesi rispetto agli obiettivi di partenza e ai progetti individuali di
ciascun minore e si individuano gli aspetti positivi e le criticità. Vengono coinvolti in
questo momenti di verifica gli operatori coinvolti, le figure specializzate ( assistente
sociale e psicologa) e la responsabile dell’associazione. Si considera il grado di
soddisfacimento degli utenti.
5.2.
Revisione delle attività programmate e riprogettazione
Sulla base della valutazione svolta, si individuano aspetti da potenziare, e modalità
per ridurre o eliminare le criticità. Si passa quindi alla riprogettazione delle diverse
azioni.
9.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste,
con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette
attività
OBIETTIVO SPECIFICO 2:
Inserire 50 minori vittime di tratta nei programmi di protezione dell’ONG e attivare un nuovo
programma di prevenzione per 40 minori a Carani e Calacea
N°
1
Ruolo
nella
struttura
Competenze
Responsabile dell’associazione
Coordinatore di progetto
– Azioni
Esperienza pluriennale nella gestione
della strutture di accoglienza, nel
coordinamento
dei
progetti.
Esperienza ventennale in programmi
di protezione per vittime della tratta
Fondatrice e coordinatrice delle
attività dell’ONG e delle risorse
umane
Responsabili
dei
rapporti
con
istituzioni nazionali e internazionali
AZIONE 1-PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI
AZIONE 2- Inserimento delle vittime di tratta nel
programma di protezione di Generatie Tanara
2.1. Realizzazione di colloqui con le istituzioni locali e con la
polizia
2.2. Valutazione e accettazione richieste
AZIONE
3-Implementazione
del
programma
protezione delle vittime
3.1. Attività assistenziali
3.4. Attività di inserimento scolastico o lavorativo
AZIONE 4-Implementazione
prevenzione dei minori
4.1. Attività assistenziali
1
Assistente sociale
Dipendente
Laurea in Lavoro Sociale comunitario.
Esperienza pluriennale nell’ambito
dell’assistenza sociale con particolari
competenze rispetto l’assistenza alle
vittime e gestione delle relazioni con i
servizi sociali territoriali
del
programma
di
dei
AZIONE 5- Valutazione dei programmi di protezione e
di prevenzione
5.1. Valutazione dei risultati attesi
5.2. Revisione delle attività programmate e riprogettazione
AZIONE 1-PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI
AZIONE 2- Inserimento delle vittime di tratta nel
programma di protezione di Generatie Tanara
2.2. Valutazione e accettazione richieste
2.3. Inserimento nel programma di protezione e
aggiornamento dei beneficiari a carico del programma
AZIONE 3- Implementazione del programma di
protezione
delle
vittime
3.1. Attività assistenziali
3.4. Attività di inserimento scolastico o lavorativo
AZIONE 5- Valutazione dei programmi di protezione e
di prevenzione
63
1
Assistente sociale
AZIONE 1-PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI
AZIONE 4-Implementazione del programma
Laurea in Lavoro Sociale comunitario. prevenzione dei minori
Esperienza pluriennale nell’ambito 4.1. Attività assistenziali
dell’assistenza sociale
4.2. Attività educative e di sostegno scolastico
1
3
dei
AZIONE 5- Valutazione dei programmi di protezione e
di prevenzione
Operatore
AZIONE 2- Inserimento delle vittime di tratta nel
programma di protezione di Generatie Tanara
Esperienza di contabilità e gestione 2.3. Inserimento nel programma di protezione e
risorse umane
aggiornamento dei beneficiari a carico del programma
Educatore
AZIONE 1-PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI
Esperienza pluriennale nell’ambito 1.3. Pianificazione e programmazione delle attività
educativo e assistenziale con vittime
di tratta
AZIONE
3-Implementazione
del
programma
protezione delle vittime
di
AZIONE 5- Valutazione dei programmi di protezione e
di prevenzione
1
Psicologo
AZIONE
3-Implementazione
Laurea in Psicologia, esperienza protezione delle vittime
pluriennale con vittime di tratta
3.1. Attività assistenziali
del
programma
di
1
Giurista
Laurea
in
diritto
comunitario,
esperienza nel supporto legale di
vittime di tratta
Educatore
Esperienza pluriennale nell’ambito
educativo e assistenziale con minori
del
programma
di
3
AZIONE
3-Implementazione
protezione delle vittime
3.1. Attività assistenziali
AZIONE 4-Implementazione
prevenzione dei minori
del
programma
dei
AZIONE 5- Valutazione dei programmi di protezione e
di prevenzione
1
Autista
AZIONE
3-Implementazione
protezione delle vittime
3.1. Attività assistenziali
AZIONE 4-Implementazione
prevenzione dei minori
4.1. Attività assistenziali
2
del
del
programma
programma
di
dei
Operatori
AZIONE 4-Implementazione del programma dei
Esperienza pluriennale nelle attività prevenzione dei minori
socio-assistenziali alle vittime e ai
minori.
AZIONE 5- Valutazione dei programmi di protezione e
di prevenzione
64
9.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
OBIETTIVO SPECIFICO 2:
Inserire 50 minori vittime di tratta nei programmi di protezione dell’ONG e
attivare un nuovo programma di prevenzione per 40 minori a Carani e Calacea
AZIONI-Attività
ATTIVITA’ DEL VOLONTARIO
AZIONE
1-PROGRAMMAZIONE
DEGLI INTERVENTI
1.1. Approfondimento dei fenomeni - approfondisce il fenomeno della
della tratta e della violenza domestica
tratta e della violenza domestica,
raccogliendo dati, leggendo report sul
tema;
- partecipa assieme agli operatori alle
visite presso associazioni o istituzioni
che operano nell’ambito della tratta e
della violenza domestica, presenti sul
territorio
rumeno
(in
particolare
l’Agenzia nazionale sull’anti-tratta a
Oradea);
- partecipa assieme agli operatori a
seminari nazionali e internazionali;
1.3. Pianificazione e programmazione - partecipa alla programmazione, sulla
base dei progetti individuali delle
delle attività
vittime, dei programmi di protezione e di
prevenzione. Propone e partecipa alla
definizione delle attività, delle modalità e
dei tempi di attuazione.
AZIONE 3-Implementazione del
programma di protezione delle
vittime
3.1. Attività assistenziali
- affianca i destinatari del progetto nelle
attività legate alla cura di sé;
- accompagna le vittime alle visite
mediche;
- si confronta con il personale qualificato
presente nelle strutture dell’ente
3.2. Attività ludico-ricreative
affianca
gli
educatori
nella
programmazione
settimanale
delle
attività;
affianca
gli
educatori
nella
realizzazione delle attività culturali e
ricreative sul territorio o dentro la
struttura (uscite culturali, escursioni,
cinema ecc.)
3.3. Attività educative
- partecipa con gli educatori alla
definizione delle attività occupazionali da
proporre ai destinatari;
- cerca di creare una relazione di fiducia
con
la
vittima
e
di
educarla
informalmente a una gestione della
relazione basata sul rispetto reciproco.
3.4. Attività di inserimento scolastico o - affianca gli operatori nelle attività di
orientamento scolastico, di preparazione
lavorativo
dei documenti. Supporta le vittime nella
ricerca
di
occupazione,
nella
realizzazione dei cv e nella preparazione
ai colloqui
AZIONE 4-Implementazione del
programma dei prevenzione dei
minori
65
4.1. Attività assistenziali
4.2. Attività educative e di sostegno
scolastico
4.3. Attività ludico-ricreative
- affianca gli operatori nell’accoglienza
dei minori;
- affianca i destinatari del progetto nelle
attività legate alla cura di sé;
- accompagna i minori a visite mediche
e psicologiche;
- si confronta con il personale qualificato
presente nelle strutture dell’ente
- affianca gli operatori nella realizzazione
dei vari laboratori;
- offriranno quotidianamente un
supporto scolastico ai minori;
affianca
gli
educatori
nella
programmazione
settimanale
delle
attività;
affianca
gli
educatori
nella
realizzazione delle attività culturali e
ricreative sul territorio o dentro la
struttura (uscite culturali, escursioni,
cinema ecc.)
RUSSIA
9.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi
OBIETTIVO
Promuovere l’integrazione sociale dei 25 disabili
implementando attività di socializzazione, valorizzando
attraverso un qualitativo miglioramento delle attività che
e di autonomia personale dei soggetti disabili.
MESI
1 2 3
AZIONI -Attività
AZIONE 1 - Inserimento nella struttura
e nel centro diurno
1.4.
Valutazione
e
gestione
delle
richieste d’inserimento
1.5.
Inserimento
AZIONE 2 - Interventi socio-educativi e
riabilitativi
inseriti nelle strutture dell’ente,
la diversità come valore positivo,
stimolano le abilità cognitive, sociali
4
5
6
7
8
9
10
11
12
2.1. Programmazione ed organizzazione
delle attività
2.2. Attività laboratoriali di creatività
2.3. Attività di sviluppo delle autonomie
2.4. Attività sportive e ludico ricreative
2.5. Verifica delle attività
AZIONE 3 – Realizzazione di attività di
sensibilizzazione e formazione sul
territorio di Elista
3.1 Programmazione ed organizzazione delle
attività di formazione e sensibilizzazione
3.2 Promozione delle attività di formazione
3.3 Realizzazione delle attività di formazione
e sensibilizzazione
3.4 Verifica delle attività e riprogettazione
AZIONE 1 - Inserimento nella struttura centro diurno
1.1.
Valutazione e gestione delle richieste d’inserimento :
l’intenzione è d’informare il territorio rispetto l’ampliamento delle attività del Centro
Diurno, attraverso l’elaborazione di un opuscolo esplicativo saranno informate le
66
famiglie sul territorio di Elista attraverso la descrizione della struttura, i servizi offerti
e l’equipe di lavoro coinvolta.
1.2.
Inserimento nel centro diurno
Dopo un primo incontro tra la famiglia e gli operatori del centro diurno, vien effettuato
l’inserimento graduale del soggetto con disabilità nelle attività del centro. Attraverso
la compilazione di una scheda individuale, si definiscono gli obiettivi che il nuovo
utente può raggiungere, così da redigere un programma d’accompagnamento.
AZIONE 2 - Interventi socio-educativi e riabilitativi
2.1. Programmazione ed organizzazione delle attività
Con cadenza mensile vengono pianificate le attività dall’equipe di lavoro, la stesura del
calendario viene elaborata in base al raggiungimento degli obiettivi preposti e alla
disponibilità finanziaria del centro.
2.2. Attività laboratoriali di creatività
Sulla base della pianificazione vengono attuate le attività creative, che concretamente
sono :
 1 laboratorio sulla lavorazione della carta riciclata, e successiva trasformazione
del materiale riciclato in bigliettini regalo per ricorrenze o festività;
 2 laboratorio manuali di realizzazione candele attraverso la trasformazione
della cera;
 1 laboratorio di lavorazione della lana cotta;
 1 laboratorio di taglio e cucito, per le ragazze disabili presenti al centro;
 2 laboratori sulla creazione e realizzazione di braccialetti e collane.
Durante lo svolgimento dei laboratori, vengono apportate modifiche e migliorie,
basandosi sui bisogni e la risposta dei destinatari coinvolti.
2.3. Attività di sviluppo delle autonomie
Le modalità d’intervento sostanzialmente si distinguono tra gli accolti nelle strutture
dell’ente e gli utenti che frequentano giornalmente il centro diurno. Nel caso degli
accolti si tratta di attività già pre-esistenti, che con il presente progetto saranno
intensificate da 2 a 4 volte la settimana, per gli utenti del centro queste attività
verranno proposte 3 volte a settimana. Le attività di sviluppo delle autonomie saranno
impostate e monitorate dagli operatori delle strutture di accoglienza che
affiancheranno gli utenti al miglioramento dell’autonomia nella cura e la pulizia di sé.
Affiancandoli nella realizzazione di compiti specifici, quali la sperimentazioni di
spostamenti in autonomia laddove possibile, all’assunzione in autonomia di terapie, e
l’integrazione nella rete sociale attraverso la conoscenza di spazi di aggregazione dei
quali
usufruire.
2.4. Attività sportive e ludico ricreative
All’interno del programmazione educativa mensile sono previste alcune attività sia
ludiche che sportive così strutturate:
 1 volta a settimana attività sportiva al palazzetto cittadino, bimestralmente si
partecipa a tornei di basket, pallavolo e calcio.
 mensilmente organizzazione di eventi di festeggiamento in occasioni di
ricorrenze particolari, compleanni ecc.
 1 laboratorio/scuola d’insegnamento della lingua italiana;
 1 laboratorio di musicoterapia;
 1 volta a settimana attività sportive al palazzetto cittadino;
 2 uscite mensili con gli utenti del centro (cinema, gite o manifestazioni
culturali).
2.5. Verifica delle attività
67
Con cadenza trimestrale vengono organizzati momenti di verifica dell’andamento delle
singole attività, elaborando eventuali modifiche e variazioni di programma attraverso
la riprogettazione delle attività proposte. Le valutazione sull’andamento vengono
supportate da una scheda di valutazione consegnata alle famiglie degli utenti, che
nella compilazione posso esprimere dubbi o suggerimenti agli operatori per migliorare
sostanzialmente le attività del centro.
AZIONE 3 – Realizzazione di attività di sensibilizzazione e formazione sul
territorio di Elista
3.1. Programmazione ed organizzazione delle attività di formazione e sensibilizzazione
L’equipe partendo dai risultati ottenuti nell’esperienze pregresse con i disabili, si
prefigge la realizzazione di un breve percorso didattico da sottoporre agli enti
Associazionisti e Istituzionali del territorio. Focalizzandosi sui contenuti, le tempistiche,
la modalità di svolgimento delle attività e il coinvolgimento dei destinatari.
3.2. Promozione delle attività di formazione
La promozione del percorso di sensibilizzazione e formazione preposto comporta:
 la realizzazione e distribuzione di una brochure esplicativa del percorso
didattico offerto (tempi, modalità e contenuti);
 realizzazione di un database contenente i riferimenti dei vari interlocutori
istituzionali ed associazionistici del territorio;
 contato con i soggetti coinvolti elaborando insieme il calendario, individuando
così gli spazi da utilizzare;
3.3. Realizzazione delle attività di formazione e sensibilizzazione
Organizzazione dei luoghi adibiti allo svolgimento del programma proposto,
realizzazione delle attività, attraverso l’utilizzo del materiale tecnico/didattico prodotto
nella fase di programmazione. Durante l’anno si realizzano 6 eventi in piazza di
sensibilizzazione rispetto la disabilità.
3.4. Verifica delle attività e riprogettazione
Successivamente ad ogni incontro si eseguirà una valutazione dell’interesse e
esaminando la nuova modalità relazionale prodotta nei soggetti coinvolti in
correlazione alle tematiche trattate. In fine si analizzeranno i punti di forza e le
criticità del percorso, così da poter apportare le necessarie modifiche.
9.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste,
con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette
attività
N°
1
Ruolo nella Struttura Competenze
Responsabile di struttura
Esperienza pluriennale nella
gestione della strutture di
accoglienza, nel coordinamento dei
progetti. Esperienza nella gestione
delle risorse umane e strumentali a
disposizione dell’Ente.
Azioni
AZIONE 1 - Inserimento nella struttura e
nel centro diurno
1.1. Valutazione e gestione delle richieste
d’inserimento
1.2.Inserimento
AZIONE 2 - Interventi socio-educativi e
riabilitativi
2.1. Programmazione ed organizzazione delle
attività
2.5. Verifica delle attività
AZIONE 3 – Realizzazione di attività di
sensibilizzazione
e
formazione
sul
territorio di Elista
3.1 Programmazione ed organizzazione delle
attività di formazione e sensibilizzazione
3.3 Realizzazione delle attività di formazione e
68
1
2
2
sensibilizzazione
3.4 Verifica delle attività e riprogettazione
Operatore
AZIONE 1 - Inserimento nella struttura e
Operatore di Comunità, esperienza nel centro diurno
pluriennale di coordinamento di
1.1. Valutazione e gestione delle richieste
strutture residenziali di accoglienza d’inserimento
per disabili.
1.2. Inserimento
AZIONE 2 - Interventi socio-educativi e
riabilitativi
2.1. Programmazione ed organizzazione delle
attività
2.2. Attività laboratoriali di creatività
2.3. Attività di sviluppo delle autonomie
2.4. Attività sportive e ludico ricreative
2.5. Verifica delle attività
AZIONE 3 – Realizzazione di attività di
sensibilizzazione
e
formazione
sul
territorio di Elista
3.1. Programmazione ed organizzazione delle
attività di formazione e sensibilizzazione
3.2. Promozione delle attività di formazione
3.3. Realizzazione delle attività di formazione e
sensibilizzazione
3.4 Verifica delle attività e riprogettazione
Volontari
AZIONE 1 - Inserimento nella struttura e
Esperienza pluriennale nell’ambito nel centro diurno
del volontariato.
1.2. Inserimento
AZIONE 2 - Interventi socio-educativi e
riabilitativi
2.2. Attività laboratoriali di creatività
2.3. Attività di sviluppo delle autonomie
2.4. Attività sportive e ludico ricreative
AZIONE 3 – Realizzazione di attività di
sensibilizzazione
e
formazione
sul
territorio di Elista
3.2. Promozione delle attività di formazione
3.3. Realizzazione delle attività di formazione e
sensibilizzazione
Educatore
AZIONE 2 - Interventi socio-educativi e
Esperienza pluriennale
riabilitativi
nell’animazione di gruppi e
2.1. Programmazione ed organizzazione delle
l’educazione di soggetti con
attività
problemi di disabilità
2.2. Attività laboratoriali di creatività
2.3. Attività di sviluppo delle autonomie
AZIONE 3 – Realizzazione di attività di
sensibilizzazione
e
formazione
sul
territorio di Elista
3.1. Programmazione ed organizzazione delle
attività di formazione e sensibilizzazione
3.3. Realizzazione delle attività di formazione e
sensibilizzazione
3.4 Verifica delle attività e riprogettazione
69
9.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
OBIETTIVO SPECIFICO
Promuovere l’integrazione sociale dei 25 disabili inseriti nelle strutture dell’ente,
implementando attività di socializzazione, valorizzando la diversità come valore positivo,
attraverso un qualitativo miglioramento delle attività che stimolano le abilità cognitive, sociali
e di autonomia personale dei soggetti disabili.
AZIONI - Attività
ATTIVITA’ DEL VOLONTARIO
AZIONE 1 - Inserimento nella
struttura e nel centro diurno
1.2. Inserimento
- parte dell’equipe che segue l’inserimento del nuovo
utente;
- contribuisce alla stesura e compilazione della scheda
individuale dell’utente e all’elaborazione del programma
di accompagnamento.
AZIONE 2 - Interventi socioeducativi e riabilitativi
2.1.
Programmazione
ed - prende parte alle riunioni dello staff di programmazione
organizzazione delle attività
e pianificazione delle attività da proporre ai destinatari.
2.2.
Attività laboratoriali di - collabora nella realizzazione dei laboratori;
creatività
- coopera al reperimento del materiale necessario;
- contribuisce all’allestimento degli spazi;
- presente all’esposizione dei manufatti presso le fiere
locali;
2.3.
Attività di sviluppo delle - assiste gli operatori nella spiegazione e realizzazione
autonomie
delle attività proposte;
2.4.
Attività sportive e ludico - collabora nell’organizzazione e nello svolgimento dei
ricreative
corsi d’italiano e di musicoterapia.
- collabora all’accompagnamento degli utenti nelle
strutture adeguate allo svolgimento delle attività;
si occupa dell’organizzazione e realizzazione degli
eventi di festeggiamento.
2.5. Verifica delle attività
- partecipa alle riunioni di verifica delle attività.
AZIONE 3 – Realizzazione di
attività di sensibilizzazione e
formazione sul territorio di
Elista
3.1
Programmazione
ed collabora
alla
realizzazione
del
percorso
di
organizzazione delle attività di sensibilizzazione sulla disabilità.
formazione e sensibilizzazione
3.2
Promozione delle attività di - realizza e stampa la brochure informativa;
formazione
- stila un registro di contatti delle associazioni e istituti
dove poter promuovere percorsi di formazione e
sensibilizzazione.
3.3 Realizzazione delle attività di - collabora con gli educatori nello svolgimento delle
formazione e sensibilizzazione
attività e l’allestimento dei luoghi, prepara il materiale
necessario alla realizzazione del percorso.
3.4 Verifica delle attività e - verifica in equipe delle attività svolte, programmando la
riprogettazione
riprogettazione dei percorsi da proporre.
70
10)Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
11)Modalità di fruizione del vitto e alloggio:
SEDE
13832
N°vol
2
69262
4
80633
2
115278
2
TOT
10
ALLOGGIO
I volontari saranno alloggiati presso
la sede di attuazione o presso altre
strutture dell’ Ente, idonee all’
accoglienza dei volontari secondo le
vigenti normative locali, presenti nel
territorio di realizzazione delle
attività, nelle vicinanze della sede
di servizio.
In ogni sede ove verranno alloggiati
i volontari è garantita la presenza di
uno o più operatori dell’ente
I volontari saranno alloggiati presso
la sede di attuazione o presso altre
strutture dell’ Ente, idonee all’
accoglienza dei volontari secondo le
vigenti normative locali, presenti nel
territorio di realizzazione delle
attività, nelle vicinanze della sede
di servizio.
In ogni sede ove verranno alloggiati
i volontari è garantita la presenza di
uno o più operatori dell’ente
I volontari saranno alloggiati presso
la sede di attuazione o presso altre
strutture dell’ Ente, idonee all’
accoglienza dei volontari secondo le
vigenti normative locali, presenti nel
territorio di realizzazione delle
attività, nelle vicinanze della sede
di servizio.
In ogni sede ove verranno alloggiati
i volontari è garantita la presenza di
uno o più operatori dell’ente
I volontari saranno alloggiati presso
la sede di attuazione o presso altre
strutture dell’ Ente, idonee all’
accoglienza dei volontari secondo le
vigenti normative locali, presenti nel
territorio di realizzazione delle
attività, nelle vicinanze della sede
di servizio.
In ogni sede ove verranno alloggiati
i volontari è garantita la presenza di
uno o più operatori dell’ente
10
10
VITTO
Il
vitto
verrà
fornito
presso la sede dove si
realizzano
le
attività
previste. All’ occorrenza,
qualora le attività non
fossero all’interno della
sede il vitto potrà essere
fruito
presso
locali
individuati di concerto con
il personale di riferimento
locale.
Il
vitto
verrà
fornito
presso la sede dove si
realizzano
le
attività
previste. All’ occorrenza,
qualora le attività non
fossero all’interno della
sede il vitto potrà essere
fruito
presso
locali
individuati di concerto con
il personale di riferimento
locale.
Il
vitto
verrà
fornito
presso la sede dove si
realizzano
le
attività
previste. All’ occorrenza,
qualora le attività non
fossero all’interno della
sede il vitto potrà essere
fruito
presso
locali
individuati di concerto con
il personale di riferimento
locale.
Il
vitto
verrà
fornito
presso la sede dove si
realizzano
le
attività
previste. All’ occorrenza,
qualora le attività non
fossero all’interno della
sede il vitto potrà essere
fruito
presso
locali
individuati di concerto con
il personale di riferimento
locale.
71
12)Numero posti senza vitto e alloggio:
13)Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6):
0
40
6
15) Mesi di permanenza all’estero ed eventuali particolari obblighi dei volontari
durante il periodo di servizio:
Il progetto “Caschi Bianchi Corpo Civile di Pace 2014 – EURASIA” richiede ai
volontari il servizio all’estero per un periodo di 10-11 mesi.
Non ci sono particolari obblighi a cui sono soggetti i volontari, tuttavia, viste le
caratteristiche del progetto e dell’ente, ai volontari viene richiesto:
 rispettare usi e costumi locali;
 mantenere un comportamento e uno stile di vita improntato alla
sobrietà, responsabile ed collaborativo rispetto alla presenza, alla
proposta educativa dell’Ente, al lavoro degli operatori in loco e nel
rapporto con i destinatari e i beneficiari;
 elevato spirito di adattabilità;
 flessibilità oraria;
 disponibilità ad impegni durante i fine settimana;
 disponibilità a partecipare a
moduli di formazione comunitaria e
residenziali: prima della partenza per l’estero, tra il 5° e 6° mese di
servizio, in loco e a distanza;
 partecipare a un momento di verifica e valutazione del progetto
nell’ultimo mese di servizio presso la sede di gestione del Servizio
Civile a Mercatino Conca (PU);
 attenersi alle disposizioni impartite dai referenti dell’Associazione e/o
dei partner locali e dai loro livelli di coordinamento, osservando
attentamente le indicazioni soprattutto in materia di prevenzione dei
rischi sociali, ambientali, e di tutela della salute;
 comunicare al proprio responsabile in loco qualsiasi tipo di spostamento
al di là di quelli già programmati e previsti dal progetto;
 partecipazione a situazioni di vita comunitaria;
 partecipare a incontri/eventi di sensibilizzazione e di testimonianza ai
temi della promozione dei diritti umani, della solidarietà internazionale
e delle tematiche affrontate dal progetto durante i periodi di
permanenza in Italia.
CARATTERISTICHE ORGANIZZATIVE
16) Particolari condizioni di rischio per la realizzazione del progetto connesse alla
situazione politica e sociale esistente nell’area d’intervento prescelta:
72
I volontari in servizio civile impegnati nel presente progetto, nello svolgimento
del proprio servizio, sono soggetti alle seguenti condizioni di rischio:
Rischi per la sicurezza personale: nei contesti urbani si possono verificare
fenomeni di microcriminalità, specialmente nelle ore notturne data la scarsa
illuminazione dei luoghi pubblici. Le infrastrutture stradali possono presentare
tratti
dissestati
o
mal
segnalati.
In particolare la criminalità è più diffusa nei centri urbani della Romania, in
particolare nei quartieri popolari densamente popolati di Bucarest e nelle zone
adiacenti agli alberghi internazionali, alle stazioni ed agli aeroporti, dove ci
sono
casi
di
furti
e
di
frode.
Molto più tranquilla invece Elista, Batumi e Timisoara in cui la criminalità è
presente, ma in modo contenuto.
Rischi Sanitari: sono presenti aree territoriali con standard igienici non
sempre adeguati, dove l’esistenza di patologie come difterite, epatite A e B o
virale ma soprattutto tubercolosi, richiedono possibilmente vaccinazioni previo
parere medico. Il livello delle strutture sanitarie ed ospedaliere, soprattutto al
di fuori dei principali centri urbani, è inferiore a quello occidentale, non tanto
per la carenza di professionalità del personale medico, quanto per attrezzature
obsolete e mancanza di medicinali. In alcune zone della Russia molte strutture
abitative presentano ancora diverse coperture in Eternit, che accidentalmente
vengono utilizzate per tamponare buche presenti sul manto stradale.
In
Georgia
sono
diffusi
casi
di
rabbia
e
tubercolosi.
In Romania, e in particolare a Bucarest, è diffuso il randagismo canino.
Rischi di ordine pubblico: sporadiche occasioni di trovarsi in territori
caratterizzati da conflitti etnici, politici e/o religiosi, con sporadiche
manifestazioni pubbliche di dissenso. Attualmente l’elevata situazione di
tensione tra Russia e Ucraina, dovuta all’invasione della Crimea non ha
ripercussioni sull’ordine pubblico e sulla sicurezza della zona interessata dal
progetto.
17) Accorgimenti adottati per garantire i livelli minimi di sicurezza e di tutela dei
volontari a fronte dei rischi evidenziati al precedente punto 16) e di quelli
sanitari:
Al fine di garantire i livelli minimi di tutela e sicurezza dei volontari nell’ambito
di tutte le sedi di attuazione del progetto l’Ente adotta alcuni protocolli e
accorgimenti sia di carattere generale che di carattere specifico in relazione
alla tipologia di rischio indicati al precedente box 16.
Accorgimenti di carattere generale
Prima della partenza:

Registrazione dei dati relativi alla permanenza nel paese estero prima
della partenza sul sito www.dovesiamonelmondo.it promosso dall’Unità di
crisi del Ministero Affari Esteri Italiano.

Coordinamento del viaggio di espatrio. Il viaggio di espatrio è
preventivamente concordato fra la struttura di gestione e la sede di
73
destinazione: viene comunicata alla sede locale il giorno e l’ora di arrivo
del volontario nel paese di destinazione, nonché il piano di volo previsto
per il volontario.
Gli operatori dell'Associazione nel paese di destinazione si occuperanno
dell’accoglienza dei volontari sin dall’arrivo presso l’aeroporto di
destinazione. Per fare ciò potranno avvalersi di collaboratori locali.

Comunicazione alla Rappresentanza Diplomatica nel paese di
destinazione dei riferimenti dei volontari, oltre alla data di arrivo, i
nominativi, i dati anagrafici, l’indirizzo e riferimenti dell’associazione in
loco. Il rapporto di comunicazione con l’Ambasciata verrà mantenuto
durante tutto il periodo di permanenza all’estero dei volontari.

Informazioni igienico-sanitarie: Prima della partenza i volontari
verranno informati delle norme di sicurezza igienico-sanitarie di base da
adottare nel paese di destinazione. Al loro arrivo nella sede estera il
personale di riferimento avrà cura di ribadire tali norme e gli eventuali
accorgimenti da adottare.

Vaccinazioni e profilassi ambientali: Prima della partenza i volontari
verranno informati sulle indicazioni generali dell’OMS e del ministero della
Salute rispetto al paese di destinazione e orientati riguardo alle procedure
da seguire, eventualmente suggerendo la consultazione dei centri di
Medicina del Viaggiatore sul territorio nazionale.
Considerati i rischi sanitari individuati al precedente punto 16 e la
possibilità di entrare in contatto con situazioni caratterizzate da un basso
livello di igiene si consiglia di effettuare vaccinazioni contro l'epatite A e B,
il tetano e il tifo, nonché le vaccinazioni e/o profilassi consigliate dal
Ministero della Salute e consultabili all’ indirizzo www.salute.gov.it

Informazioni di base sulla presenza all’estero: nel corso delle prime
settimane di formazione , verrà descritto ai volontari il complesso delle
attività dell’ente in loco, le sedi di attuazione, gli operatori
dell’associazione, collaboratori etc.
Ai volontari sanno inoltre forniti alcuni elementi generali rispetto a:
- prassi generali di carattere interculturale;
- norme di comportamento legate a situazioni di ordine pubblico;
- informazione e formazione sui rischi connessi all’impiego dei
volontari nei progetti di servizio civile;
In loco:

Informazioni sul paese e sullo stile di presenza Il personale nel
paese di destinazione all’arrivo dei volontari li informerà su:
 situazione politica del paese e del contesto locale;
 informazioni di base sullo stile di presenza, in particolare rispetto
agli atteggiamenti da adottare per una gestione positiva della
relazione interculturale;
 condizioni sanitarie ed igieniche specifiche del paese e della realtà
locale;
 informazione e formazione sui rischi connessi all’impiego dei
volontari nei progetti di servizio civile;

Accorgimenti di carattere comportamentale e logistico: tutti gli
spostamenti dei volontari vanno concordati con il personale di riferimento
della sede locale. Se necessario il volontario potrà essere accompagnato da
una persona con conoscenza del territorio.
74
Accorgimenti specifici:
Rischi per la sicurezza personale: Gli operatori in loco comunicheranno ai
giovani i pericoli dovuti alla microcriminalità, in particolare indicando gli orari e
le zone di maggior rischio, comportamenti ed atteggiamenti da evitare.
Verranno inoltre forniti strumenti utili ad affrontare con le giuste caute
eventuali situazioni caratterizzate da illegalità ed abusi (es. corruzione), che
richiedono la comunicazione immediata al proprio referente locale. In
particolare si chiederà ai volontari di non girare per strada con oggetti di
valore quali denaro, cellulare, passaporto, soprattutto a Bucarest, e di diffidare
da agenti di Polizia in borghese che chiedono di mostrare i documenti.
Inoltre i responsabili locali forniranno i numeri di emergenza della
rappresentanza consolare Italiana che delle forze dell’ordine locali, a cui
potersi rivolgere in caso siano vittime di questi episodi. Riguardo la
prevenzione legata agli spostamenti stradali, sarebbe preferibile soprattutto
per lunghe distanze l’utilizzo del treno, quando non possibile è preferibile
muoversi durante le ore di luce e mai dopo il tramonto, evitando minimamente
i pericoli legati alle precarie condizioni del manto stradale.
Rischi Sanitari: Il personale locale fornirà le buone prassi da seguire
necessarie al fine di adottare i giusti accorgimenti igienico/sanitari, evitando di
fatto intossicazioni alimentari o contrazione di malattie. Gli operatori in loco
agevoleranno l’accesso alle strutture sanitario/ospedaliere per controlli e
accertamenti di varia natura nel caso di patologie sospette come difterite,
epatite A e B o virale ma soprattutto tubercolosi e rabbia. Si raccomanderà ai
volontari, soprattutto a Bucarest, di evitare il contatto con cani randagi e,
qualora vengano accidentalmente morsi, saranno portati in ospedale per gli
opportuni
accertamenti.
Qualora si dovessero presentare situazioni che coinvolgano eternit, verranno
fornite informazioni al volontario sulle varie modalità utilizzabili d’isolamento
del materiale, gli accorgimenti e le situazioni critiche da segnalare agli enti
locali
preposti.
Verranno indicati il personale medico di fiducia a cui fare riferimento in caso di
necessità, i presidi sanitari e le farmacie dove poter trovare i medicinali
basilari, indicando i numeri telefonici ai quali poter comunicare eventuali
emergenze sanitarie.
Rischi di ordine pubblico: Nell’eventualità che i volontari si dovessero
trovare tra fazioni opposte, si richiede di mantenere una condotta neutrale tra
le parti in conflitto, sconsigliando la frequentazione di luoghi dove possono
aver luogo dimostrazioni o assembla mento di gruppi organizzati.
Nell’eventualità ci fossero gravi problemi di ordine pubblico, sfociando in
episodi di violenza, verrà fatto riferimento agli istituti di Rappresentanza
Diplomatica in loco, intensificando i contatti proporzionalmente alla gravità
della situazione, che di volta in volta rivaluterà la gravità del contesto
delineando eventuali nuove misure straordinari da adottare (rientro in Italia
nei casi più gravi). Rispetto la situazione di conflitto tra Russia ed Ucraina, in
caso di peggioramenti delle condizioni di sicurezza sul territorio di attuazione
del progetto l’ente attuerà in cooperazione con gli organi Consolari e
75
Istituzionali il protocollo specifico per casi d’emergenza.
Paese
Città di
realizzazione
del progetto
Struttura
sanitaria più
vicina
Ospedale pubblico
della città di Batumi
Georgia
Batumi
Clinica privata
“Medina”
Clinica privata
“Referaruli”
Timisoara
Romania
Bucarest
Hospital Spitalul
Clinic Judetean de
Urgenta
L’ospedale è privato
e dotato di tutti i
reparti specializzati.
Spitalul Clinica
municipal de
Urgenta Timisoara
Offre tutte le
prestazioni ed è
specializzato in
medicina
d’urgenza.
Altamente
qualificato.
Ospedale pubblico
Offre tutte le
prestazioni, in
particolare cure di
base, analisi del
sangue, interventi
di emergenza,
servizio di 118, ma
qualità non elevata.
Spitalul Universitar
de Urgenta ELias
(ospedale
universitario, offre
tutte le prestazione
ed è specializzato
in medicina
d’urgenza;
Mezzi di trasporto
Tempi di percorrenza
L’ospedale è pubblico e dotato
di tutti i reparti specializzati.
Dista 5 Km dalla sede ed è
raggiungibile in 10 minuti.
A disposizione del volontario
c’è
un
mezzo
privato
dell’Associazione.
Clinica privata dotata di reparti
specializzati di chirurgia e
ortopedia.
Dista
7
km
dalla
sede
progettuale, ed è raggiungibile
in 15 minuti.
Utilizzabile dal volontario un
mezzo
privato
dell’Associazione.
Clinica privata che offre servizi
sanitari specifici di cardiologia
e TAC e RX.
Dista
4
km
dalla
sede
progettuale, ed è raggiungibile
in 10 minuti.
Utilizzabile dal volontario un
mezzo
privato
dell’Associazione.
Dista 10 km dalla sede ed è
raggiungibile in 20 minuti in
auto o con i mezzi pubblici.
A disposizione del volontario
c’è
un
mezzo
privato
dell’Associazione.
Dista 3 km circa dalla sede è
raggiungibile in 5 minuti in
auto, poco più con i mezzi
pubblici.
A disposizione del volontario
c’è
un
mezzo
privato
dell’Associazione.
Si trova a 200 metri dalla sede
dell’ente,
pertanto
raggiungibile tranquillamente
anche a piedi.
A disposizione del volontario
c’è
un
mezzo
privato
dell’Associazione.
Si trova a circa 10 km dalla
sede
dell’ente,
pertanto
raggiungibile in pochi minuti in
auto.
A disposizione del volontario
c’è
un
mezzo
privato
dell’Associazione.
76
prestazioni di alta
qualità)
Spitalul Universitar
de Urgenta
Bucuresti
(Ospedale
Universitario offre
tutte le prestazione
ed è di alta qualità,
consigliato anche
da Viaggiaresicuri)
Spitalul Clinic de
Urgenta Militar
Central “Dr. CAROL
DAVILA”
(Ospedale Militare,
privato, di alta
qualità, offre tutte
le prestazioni,
consigliato anche
da Viaggiare sicuri)
Repubblican
Hospital
Ospedale pubblico
con servizi di
diagnostica di base.
Ospedale
Repubblicano P.
Zhemchueva
Russia
Elista
Clinica consultiva
“Stavropol”
Si trova a circa 5 km dalla
sede dell’ente, raggiungibile in
un’ora con i mezzi pubblici, e
in circa 20 m con l’auto.
A disposizione del volontario
c’è
un
mezzo
privato
dell’Associazione.
Si trova a 9km dalla sede di
attuazione
dell’ente.
E’
raggiungibile in un’ora con i
mezzi pubblici, e in circa 25 m
con l’auto.
A disposizione del volontario
c’è
un
mezzo
privato
dell’Associazione.
Raggiungibile in 20 minuti circa
con auto privata messa a
disposizione dall’ente
Raggiungibile in 20 minuti circa
con auto privata messa a
disposizione dall’ente
Ospedale
pubblico
con
prestazioni e servizi medici
quali ECG, chirurgia, ortopedia
e analisi.
Clinica priva attrezzata di un
laboratorio
di
analisi
e
diagnosi, fornisce prestazioni
di vario genere (RX,TAC, ECG)
di media-alta qualità. Dista 10
km dalla sede progettuale, ed
è raggiungibile in circa 20
minuti con un mezzo privato
messo a disposizione dall’ente.
18) Particolari condizioni di disagio per i volontari connesse alla realizzazione del
progetto:
-
Salute: i volontari possono vivere il disagio di ritrovarsi in territori in
cui il contesto sanitario non è eccessivamente qualificato e le condizioni
igieniche non sono sempre ottimali, in particolare a contatto con
contesti di disagio.
-
Comunicazioni: le comunicazioni con l’Italia possono risultare difficili,
per periodi limitati, in seguito a problemi di funzionalità delle linee
telefoniche, spesso a causa di fattori climatici.
-
Privacy: nella quasi totalità delle strutture esistenti, si condividono gli
spazi (camera, bagno ecc.) con altre persone (persone accolte, altri
volontari, personale dell’Associazione, ecc), è spesso difficile riuscire a
raggiungere condizioni di perfetta tranquillità.
77
-
Stile di vita: essenzialità e sobrietà sono le prerogative del modo di
vivere del personale dell’Associazione. La coerenza con questi valori è,
secondo lo stile di vita ed il pensiero dell’Associazione, una via di
vicinanza e di condivisione con le persone più povere che si incontrano
e un modo per mettersi in ascolto del contesto in cui si vive. Non
significa vivere privandosi del soddisfacimento dei bisogni basilari bensì
del superfluo.
In particolare si richiede sobrietà per quanto riguarda l’uso di alcool,
soprattutto per i volontari che prestano servizio in comunità
terapeutiche, pronte accoglienze per minori e adulti che provengono
dalla strada e che quindi potrebbe essere usuari di sostanze e alcool.
Parlare di sobrietà implica un’attenzione maggiore alla gestione del
tempo libero ( soprattutto per quanto riguarda i viaggi).
-
Contesto: possono vivere il disagio di ritrovarsi in contesti territoriali,
soprattutto urbani, con presenza di microcriminalità e violenza. Questo
può comportare la necessità di rispettare orari per il rientro la sera e di
evitare certe zone della città o del paese particolarmente pericolosi.
Inoltre condizioni climatiche particolarmente avverse possono, in certe
situazioni, ostacolare e ridurre temporaneamente le attività previste
dal progetto.
-
Relazioni: i volontari possono vivere il disagio di ritrovarsi immersi in
una realtà totalmente nuova per loro e non avere le giuste coordinate
per comprenderla, per capire come relazionarsi e comportarsi. Il
disagio può derivare: dalla non conoscenza della lingua straniera, dalla
necessità di interagire con una cultura diversa e a volte difficile da
comprendere, dalla difficoltà di lavoro con gruppi di destinatari
specifici. Queste difficoltà di tipo relazionale/comunicativo possono
essere mitigate dalla presenza di operatori locali che parlano italiano e
che possono fungere da mediatori tra le diverse culture e i diversi ruoli.
Altra difficoltà può essere quella di dover mantenere un ruolo
educativo, che presuppone un equilibrio tra empatia con i destinatari
del progetto e nello stesso tempo una giusta distanza.
78
19) Sede/i di attuazione del progetto di appoggio in Italia ed Operatori Locali di Progetto:
N.
Sede di
attuazione del
progetto
Nominativi degli Operatori Locali di Progetto
Comune
Indirizzo
Cod. ident.
sede
N. vol.
per sede
Cognome e nome
Data di nascita
C.F.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
79
20) Sede/i di attuazione del progetto all’estero ed ente/i partners:
N.
Ente che ha presentato il
progetto
Paese estero
Città
Cod. ident. N. vol.
sede
per sede
Ente partner paese estero
Personale di riferimento sede
estera (cognome e nome)
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
80
21) Modalità di comunicazione della presenza dei volontari all’autorità consolare o
diplomatica italiana presso il paese in cui si realizza il progetto:

La struttura di gestione per il servizio civile procederà alla registrazione
dei volontari all’interno del portale del Ministero degli Affari Esteri e dall’
Unità di Crisi, www.dovesiamonelmondo.it, segnalando la presenza nel
paese estero nonché i periodi di espatrio dal paese estero.

Comunicazione alla Rappresentanza Diplomatica: Prima dell’espatrio
la struttura di gestione invia comunicazione, tramite fax o posta elettronica
alle Ambasciate italiane dell’arrivo dei volontari in servizio civile. Il rapporto
di comunicazione con l’Ambasciata verrà mantenuto durante tutto il periodo
di permanenza all’estero dei volontari, anche in occasione di rientri in Italia
o spostamenti fuori dal paese di realizzazione del progetto (che si possono
rendere necessari in alcune circostanze per il rinnovi dei visti, o durante i
permessi).
22) Modalità di collegamento e comunicazione con la sede italiana dell’ente
proponente il progetto assicurata ai volontari:
Per ciascuna delle sedi previste dal presente progetto è prevista e garantita la
possibilità per i giovani volontari di comunicare con la sede centrale di
gestione del Servizio Civile per l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII in
Italia
attraverso
i
seguenti
mezzi
di
comunicazione:
e-mail
([email protected]),
telefono
(+39.0541.972477),
fax
(+39.0541.972466), skype.
I volontari sono inoltre invitati a dotarsi di una scheda telefonica per cellulari
così da poter garantire la comunicazione con la sede dell’Ente in Italia e con i
familiari, anche in caso di allontanamento del volontario dalla sede di
attuazione del progetto.
Gli Enti prevedono inoltre una figura di tutoraggio in Italia che accompagnerà i
volontari durante la formazione in Italia e farà da ulteriore riferimento e
accompagnamento durante la permanenza all’Estero.
La comunicazione tra la sede dell’ Ente in Italia e le sedi di attuazione del
progetto avviene regolarmente a cadenza quindicinale. Nell’eventualità in cui
nella sede estera si verifichino situazioni di particolari disagio o di rischio le
comunicazioni verranno intensificate di conseguenza.
23) Modalità e tempi di eventuali rientri in Italia dei volontari durante il periodo di
permanenza all’estero:
Il progetto “Caschi Bianchi Corpo Civile di Pace 2014 – EURASIA” prevede la
permanenza all’estero dei volontari per circa 10-11 mesi. L’espatrio è previsto
dopo circa un mese dall’ avvio del progetto. E’ altresì prevista, tra il 5° e 6°
mese di servizio, la realizzazione della formazione intermedia, utile anche alla
valutazione dell’andamento del progetto. Tale formazione potrà realizzarsi in
Italia o presso una delle sedi dell’ente scelte fra quelle a progetto o fra quelle
dei progetti che si realizzano nel medesimo continente.
La possibilità di ulteriori rientri in Italia potrà essere presa in considerazione
al verificarsi di una o più dei seguenti avvenimenti:

problemi legati al progetto (valutazione straordinaria dell’andamento del
progetto);
81



problemi disciplinari (verifica straordinaria dell’andamento del servizio
del volontario);
problemi legati al visto di permanenza nella sede estera;
motivi familiari e/o di salute.
In qualunque situazione comunque, il rientro sarà concordato tra il volontario,
il personale di riferimento e la struttura di gestione del Servizio Civile.
Nel complesso sono previsti 3 periodi di permanenza in Italia :
1- prima dell’ espatrio della durata di circa 1 mese;
2- tra 5° e 6° mese di servizio della durata di circa 10 giorni;
3- durante l’ultimo mese di servizio della durata di 1 settimana circa per il
momento di verifica e valutazione finale del progetto.
Tempi di realizzazione del progetto
 Avvio del servizio civile
 Formazione generale dei Caschi Bianchi (1 settimana)
 Formazione specifica dei Caschi Bianchi (10 giorni)
 Periodo formativo di addestramento presso la sede di appoggio(1
settimana)
 Partenza per il paese estero di destinazione all’inizio del 2°mese di
servizio;
 Formazione specifica intermedia tra 5° e 6° mese di servizio;
 Rientro in Italia durante l’ultimo mese di servizio;
24) Eventuale assicurazione integrativa a copertura dei rischi indicati alla
precedente voce 16):
NO
25) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile
nazionale:
L’Associazione Papa Giovanni XXIII da più di 30 anni investe le proprie risorse
nella promozione e gestione di progetti di servizio civile, prima ai sensi delle leggi
772/72 e 230/98 oggi come Servizio Civile Nazionale, sia in Italia che all’estero.
Per questa ragione, credendo profondamente nel valore Universale del servizio
civile e cosci dell’apporto che produce di a livello sociale che formativo -culturale,
si ritiene che la promozione e la sensibilizzazione non debbano essere limitate al
singolo progetto o strettamente all’arco di emanazione e scadenza del bando, ma
siano permanenti e debbano realizzarsi trasversalmente ad ogni attività dell’Ente.
L’Ente si è dotata da diversi anni di un ufficio centrale con ramificazioni
territoriali, laddove è presente che espleta anche la funzione di struttura di
gestione per il Servizio Civile.
Nel corso di tutto l’anno è attivo uno sportello informativo centralizzato che riceve
richieste di partecipazione ed informazione rispetto al Servizio civile e relativi
progetti da parte di giovani interessati o semplicemente curiosi, che possono
disporre anche di un numero verde dedicato che a tal fine è stato attivato.
Durante tutto l’anno l’ente partecipa e promuove azioni di sensibilizzazione,
discussione, elaborazione riguardanti i vari aspetti del SCN.
Lo strumento
privilegiato per le attività di promozione e sensibilizzazione dell’ente è la
partecipazione diretta dei volontari in servizio civile tramite la loro presenza e la
82
testimonianza come strumento di apprendimento, scoperta in una prospettiva
didattica attiva, operativa ed immediata.
Il piano di promozione è pertanto composto da un monte ore dedicato alla
promozione e sensibilizzazione del Servizio Civile nel suo complesso ed un
secondo monte ore dedicato alla promozione del singolo progetto. Alla somma di
questi , riportati nella tabella seguente, si dovrebbero aggiungere una serie di
attività , non quantificabili che comunque concorrono alla realizzazione del piano
di promozione.
Totale ore espressamente dedicate alla promozione e
sensibilizzazione del Servizio Civile Nazionale
Totale ore espressamente dedicate alla promozione e
sensibilizzazione del progetto “Caschi Bianchi Corpo Civile di
Pace 2014 – EURASIA”
Attività di promozione e pubblicizzazione non quantificabili in
ore
TOTALE ORE PROMOZIONE E SENSIBILIZZAZIONE A+B=
A=30
B= 50
C
80
Alle suddette 80
ore bisogna aggiungere una serie di attività difficilmente
misurabili e quantificabili ma che ai fini della promozione e sensibilizzazione
rivestono, secondo noi, un elevato grado di rilevanza.
Di seguito si riporta in dettaglio l’elenco delle azioni/attività:
EVENTO – AZIONE – ATTIVITA’
A
B
C
Banchetto in occasione della “Tre Giorni Generale”
dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, che si svolge
a cadenza annuale ed ha rilevanza internazionale, a cui
partecipano tutte le zone periferiche dell’associazione. I
volontari in servizio civile collaborano alla gestione del
banchetto.
Collaborazione fissa con il mensile ”Sempre” attraverso la
rubrica “Frontiere di Pace”, redatta a cura del Servizio
Obiezione di Coscienza e pace dell’Associazione Comunità Papa
Giovanni XXIII che presenta testimonianze (e illustra i relativi
contesti e progetti dove operano) di volontari in servizio civile
nazionale sia in Italia che all’estero.
Interventi in qualità di relatori o testimonianze di volontari ed
ex volontari in incontri pubblici e seminari, banchetti in
numerose manifestazioni nazionali, sportello informativo
telefonico, ecc.
TOTALE ORE QUANTIFICABILI
EVENTO – AZIONE – ATTIVITA’ Quantificabili in ore
Realizzazione infodays e giornate di orientamento
Colloqui di orientamento con giovani interessati
N.
ORE
10
10
10
30
N.
ORE
20
30
TOTALE ORE QUANTIFICABILI
50
EVENTI – AZIONI – ATTIVITA’ NON QUANTIFICABILI
Attivazione di un numero verde per far fronte alle richieste telefoniche
dei giovani interessati: 800 913 596
Partecipazione ad eventi pubblici e privati di promozione e
sensibilizzazione a livello nazionale.
Invio, tramite mail massiva, di materiale promozionale ad indirizzi
privati acquistati da aziende specializzate in riferimento al target giovani
83
del territorio.
Pubblicizzazione del progetto
Promozione su siti web:
www.apg23.org
www.odcpace.org
www.antennedipace.org
Newsletters a:
Gruppi scout a livello nazionale
Informagiovani del territorio nazionale
Centri missionari diocesani d’Italia
Giovani tra i 18 e i 28 anni sul territorio nazionale
Promozione con inserti su riviste/quotidiani:
Mensile “Sempre”
Affissione e distribuzione di materiale promozionale presso:
Università Carlo Bo di Urbino;
Redattore Sociale s.r.l;
Associazione ADUSU di Padova;
Stampa e diffusione volantini (n° copie: 500) e manifesti (n° copie: 50 )
sul servizio civile nazionale volontario e sul progetto specifico, che viene
messo a disposizione presso tutte le sedi periferiche dell’Ente, e diffuso
attraverso gli enti che hanno sottoscritto partnership inerenti la
promozione del servizio civile dell’ente.
TOTALE ORE (A+B) = 80
26) Criteri e modalità di selezione dei volontari:
Si rinvia al sistema di reclutamento e selezione presentato dall’ Ente
associazione Comunità Papa Giovanni XXIII in sede di accreditamento
27) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
SI
ASSOCIAZIONE COMUNITA’ PAPA GIOVANNI XXIII
28) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività
del progetto:
Si rinvia al sistema di monitoraggio presentato dall’ Ente associazione
Comunità Papa Giovanni XXIII in sede di accreditamento
29) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento
(eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il
servizio):
SI
ASSOCIAZIONE COMUNITA’ PAPA GIOVANNI XXIII
30) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre
quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
84
Oltre ai requisiti richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n.64, possono essere
requisiti funzionali ed utili al progetto:

Interesse verso attività di assistenza, educazione, animazione,
microcredito, lavoro di gruppo, microsviluppo economico, tutela dei
diritti umani in Italia ed all’ estero;

impegno a rendere pubblica l’esperienza derivante dal progetto di
servizio civile e a lavorare per la sensibilizzazione del territorio di
provenienza sia durante il periodo di formazione in Italia che durante la
permanenza all’estero;

disponibilità a trascorrere un ampio periodo di tempo all’estero (10 – 11
mesi) con un solo rientro intermedio;

interesse per i temi della solidarietà internazionale e della pace;

volontà e desiderio di sperimentare concretamente la solidarietà e la
condivisione con fasce di popolazione particolarmente svantaggiate e
vulnerabili;

desiderio di
nonviolenta;

interesse per percorsi a carattere formativo e di crescita individuale;

desiderio di interazione costruttiva con chi è portatore di differenze
culturali;

volontà e capacità di lavorare in modo cooperativo, in gruppo ed in rete
con altri soggetti;

disponibilità ad apprendere la lingua del paese dove è ubicata la sede
prescelta ed eventualmente a frequentare corsi di lingua;

disponibilità a sottoporsi alle previste profilassi mediche;

disponibilità ad attenersi alle misure di sicurezza adottate dall’Ente, a
rispettare gli orari stabiliti dall’OLP di riferimento per le uscite, e a
comunicare gli spostamenti, soprattutto per quelle sedi in cui è presente
un alto tasso di delinquenza.
sperimentare
modalità
concrete
di
azione
e
difesa
31) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla
realizzazione del progetto:
Il progetto prevede l’impiego di risorse finanziarie aggiuntive destinate alle
attività del progetto elencate nei punti 9.1 e alle risorse tecniche previste alla
voce 33 sia per gli obiettivi trasversali che per quelli specifici per i paesi.
Si ricorda che a tutti i volontari in servizio civile, per la partecipazione della
formazione specifica, in località diverse da quella di residenza vengono
rimborsate le spese di trasporto effettuate con mezzi pubblici. L’ente inoltre
investe nelle attività di tutoraggio dei volontari in quanto ritiene questa figura
particolarmente importante per il buon andamento del servizio. Il tutor infatti
coordina e segue la logistica dei momenti formativi specifici e monitora il
percorso di servizio civile del volontario all’estero, attraverso una relazione
costante con quest’ultimo e un rapporto costante con l’operatore locale di
progetto all’estero.
Le risorse sono state suddivise, per voci di spesa generali, per obiettivi
trasversali e per obiettivi specifici.
85
Le prime sono riferite alle azioni di promozione, all’organizzazione della
formazione specifica(secondo quanto previsto ai punti 43-49), al tutoraggio a
distanza per qualificare l’andamento del servizio.
Le seconde riguardano spese aggiuntive per il raggiungimento degli obiettivi
trasversali previsti dal progetto e fra questi i costi derivanti dalle risorse
strumentali previste al successivo punto 33.
Le ultime fanno riferimento alle spese (e alle relative risorse) aggiuntive per il
raggiungimento degli obiettivi specifici.
VOCI DI SPESA GENERALI
Funzione
Descrizione
Promozione
Spese sostenute per la promozione del progetto,
attraverso la stampa di manifesti, volantini,
spazi internet.
Affitto locali
Esperti
Materiali
Spostamenti
volontari
Personale
dedicato
Spese di viaggio per la realizzazione di incontri e
momenti informativi sul progetto
Formazione specifica
Tutto il complesso per le spese di affitto di
strutture ad hoc per la formazione specifica dei
volontari, oltre alle spese di utilizzo dei locali
dell’Associazione.
Spese per compenso a docenti esperti in
specifiche tematiche previste nella formazione
specifica
Spese per abbonamenti a riviste, per acquisto
di tutto il materiale di documentazione messo a
disposizione dei volontari nel corso della
formazione.
Nel corso della prima parte del servizio civile, i
volontari svolgono la formazione in Italia.
Questa formazione è divisa in: un periodo di
formazione generale di gruppo iniziale; un
periodo di formazione specifica in gruppi di
lavoro e un periodo di addestramento presso
varie sedi dell’associazione sul territorio italiano.
Si prevede inoltre un periodi formazione
intermedia tra 5° e 6° mese ed un momento di
valutazione e chiusura dell’esperienza nel corso
dell’ultimo mese. I volontari sostengono
nell’arco dell’anno alcuni viaggi sul territorio
nazionale.
Tutoraggio a distanza
Spese per il personale espressamente dedicato
al tutoraggio a distanza dei volontari all’ estero
e spese viaggio per la realizzazione di incontri
in presenza utili alla verifica dell’andamento del
progetto e del servizio dei volontari.
Costi tecnici telefono, connessione, abbonamento skype
TOTALE SPESA A
Quantità
300 euro
300 euro
900 euro
500 euro
150 euro
1500 euro
5000 euro
100 euro
8.750 euro
VOCI DI SPESA SPECIFICHE LEGATE AGLI OBIETTIVI TRASVERSALI
OBIETTIVO 1 –TRASVERSALE
Incrementare la realizzazione e la diffusione di materiale informativo attraverso il
sito www.antennedipace.org e gli strumenti informativi ad esso collegati utili a
sensibilizzare la società civile italiana sulle conflittualità sociali presenti nei paesi
86
di destinazione del progetto.
AZIONI– Attività
Azione 1 - COSTRUZIONE
BACINO DI ATTENZIONE
1.1.
Attività
di
censimento
e
contatto dei media
tradizionali e non
presenti nel territorio
di provenienza dei
volontari
1.2.
Invio di informazioni
prodotte dai volontari
e realizzazione di
interviste coi contatti
censiti
1.3.
Realizzazione
di
testimonianze
sull’esperienza
all’
estero
Azione 2 – FORMAZIONE
2.1.
Modulo
formativo:
introduzione
al
mondo
dell’informazione
2.2. produrre informazione al
tempo del web 2.0
2.3. Confronto periodico con
la Redazione e con i tutor di
riferimento
2.4
Approfondimento
del
contesto
politico,
socioeconomico
Azione 3 - ATTIVITA’
EDITORIALE
3.1 Selezione delle tematiche
3.2 Raccolta di articoli,
report, gallerie fotografiche e
video
RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE
Descrizione
Quantità
Spesa per viaggi ed eventuale
supporto da parte di personale
esperto nell’individuazione dei
media
Spesa
per
acquisto
o
mantenimento
strumentazione
informatiche e materiale di
cancelleria
Spesa
per
personale
per
elaborazione comunicati stampa
ovvero testi esplicativi
Spesa
per
acquisto
o
mantenimento
strumentazione
informatiche e materiale di
cancelleria
Spese
di
viaggio
per
il
raggiungimento dei luoghi per le
interviste
Spesa per personale esperto sul
tema
dell’
informazione
e
sull’utilizzo strategico dei mezzi
di ripresa e di produzione e
relativo materiale di consumo.
300 euro
200 euro
400 euro
200 euro
Spesa
per
acquisto
o
mantenimento
strumentazione
informatiche e materiale di
cancelleria
Spesa
per
personale
espressamente
dedicato
alla
redazione
del
materiale
di
informazione
prodotta
dai
volontari
Spese
per
materiale
di
approfondimento
1000 euro
Spesa
per
personale
espressamente
dedicato
alla
redazione
del
materiale
di
informazione
prodotta
dai
volontari
1000 euro
Spese
per
materiale
150 euro
di
87
3.3.
Confronto
Redazione
con
la
3.5.Pubblicazione
e
produzione multimediale sul
sito www.anntennedipace.org
e valorizzazione su social
media e canali digitali
approfondimento
Spesa
per
acquisto
o
mantenimento
strumentazione
informatiche e materiale di
cancelleria
Spese per mantenimento e/o
aggiornamento tecnico del sito
www.antennedipace.org
e
produzioni multimediali
150 euro
Spesa
per
acquisto
o
mantenimento
strumentazione
informatiche e materiale di
cancelleria
TOTALE SPESA B
3.400 euro
OBIETTIVO 2 –TRASVERSALE
Realizzare un report sul grado di affermazione dei Diritti umani fondamentali, a
partire da casi concreti e storie di persone nei diversi contesti in cui viene attuato
il progetto, utile ad approfondire la conoscenza del contesto e di individuare
eventuali nuove priorità di intervento.
AZIONI– Attività
RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE
Descrizione
quantità
Azione 1 - ANALISI DEL
MATERIALE IN ESSERE
Spese di viaggio necessarie alla
200 euro
1.1.Illustrazione del percorso realizzazione
degli
incontri
e materiale prodotto col necessari coi soggetti coinvolti
precedente progetto
nella definizione dell’ ambito di
indagine
Spese di viaggio necessarie alla
300 euro
realizzazione
degli
incontri
necessari coi soggetti coinvolti
nella definizione dell’ ambito di
1.2.aggiornamento
della
indagine
situazione
*spese per docenti esperte già
attribuite nelle voci di spesa
generali
Azione 2 – SELEZIONE DEI
TEMI E DEI FORMATI
2.1. definizione delle priorità
tematiche
2.2. Definizione dei formati
Azione 3 – INTERVISTE E
REDAZIONE
3.1.
Individuazione
dei
soggetti da intervistare
3.2.
realizzazione
interviste
delle
100 euro
Spese di viaggio ed organizzative
necessarie
ad
incontri
col
personale coinvolto
200 euro
Spese di viaggio ed organizzative
necessarie alla realizzazione
Spese
per
personale
espressamente dedicato
88
3.3 Redazione dell’ elaborato
finale
Azione 4– PUBBLICAZIONE
4.1. Pubblicazione elaborato
finale
300 euro
Personale
espressamente
dedicato alla pubblicazione.
Spese di viaggio necessarie alla
realizzazione di incontri con gli
enti che costituiscono la rete di
sostegno alle attività per quanto
attiene
la
condivisione
dell’elaborato finale.
Costi
tecnici
necessari
alla
pubblicazione ( grafica, ISBN,etc)
TOTALE SPESA C
1.100 euro
VOCI DI SPESA SPECIFICHE LEGATE AGLI OBIETTIVI SPECIFICI
GEORGIA
OBIETTIVO SPECIFICO:
Garantire il soddisfacimento dei bisogni primari (alimentazione, cure di base,
educazione) a minori appartenenti alle famiglie disagiate di Batumi e a 5 minori
accolti nella struttura dell’ente
AZIONI – ATTIVITÀ
RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE
AZIONE
1
–
Individuazione dei nuclei
familiari che necessitano
di sostegno
1.1. Gestione e presa in Quota carburante
400 euro
carico
delle
richieste
di
sostegno
Materiale di cancelleria
50 euro
1.2.
Pianificazione
interventi
degli
Spese di segreteria e materiale di
cancelleria
1.3. Interventi d’inserimento Materiale di cancelleria
nelle strutture dell’ente
Materiale di facile consumo per
l’igiene (guanti monouso,
spugnette, detergenti per igiene
personale);
AZIONE 2 - Interventi a
sostegno
dei
minori
provenienti dalle famiglie
povere della baraccopoli
2.1.
Programmazione
ed Quota Carburante
organizzazione
degli
interventi
Materiale di cancelleria
2.2. Attività assistenziali
Quota Carburante
200 euro
150 euro
300 euro
200 euro
50 euro
200 euro
Generi alimentari e vestiario
400 euro
Medicinali
500 euro
Materiale di facile consumo per
l’igiene
(guanti
monouso,
spugnette, detergenti per igiene
300 euro
89
personale);
2.3. Attività di doposcuola e Quota carburante
sostegno psico-sociale
Materiale didattico (libri, quaderni,
pennarelli, ecc.)
2.4. Verifica delle attività
Quota carburante
500 euro
200 euro
250 euro
Materiale di cancelleria
AZIONE 3 – Realizzazione
di attività ludico-ricreative
e di socializzazione
3.1.
Pianificazione
delle Quota carburante
attività
ricreative
e
di
socializzazione
Materiale di cancelleria
3.2. Realizzazione di attività Quota carburante
sportive e ludiche-ricreative
Materiale per attività ludiche
100 euro
Materiale di facile consumo per
l’igiene
(guanti
monouso,
spugnette, detergenti per igiene
personale);
3.3. Verifica delle attività e Materiale di cancelleria
riprogettazione
AZIONE 4 – Verifica degli
interventi
4.1.
Valutazione
degli Quota carburante
obiettivi raggiunti
4.2. Riprogettazione degli Materiale di cancelleria
interventi compiuti
TOTALE SPESA D
100 euro
300 euro
100 euro
200 euro
200 euro
100 euro
200 euro
100 euro
5.100 euro
ROMANIA
a. Bucarest
OBIETTIVO SPECIFICO 1:
Incrementare gli interventi di sostegno materiale, psicologico ed educativo rivolti ai
541 destinatari dell’intervento dell’ente
AZIONI-Attività
AZIONE 1- Inserimento di
nuove
accoglienze
nella
struttura e nelle attività di
supporto diurne
1.1. Raccolta delle richieste di
accoglienza
1.2. Valutazione e accettazione
richieste
1.3. Inserimento nella struttura o
nelle attività dell’ente
AZIONE 2-Implementazione e
incremento delle attività di
supporto materiale e educativo
2.1.
Pianificazione
e
programmazione delle attività
RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE
Quota carburante;
Ufficio attrezzato con
computer, connessione
Internet e stampanti;
Materiale da cancelleria e
spese di segreteria.
Sale attrezzate per incontri
con supporto del
videoproiettore;
materiale di cancelleria;
quota carburante.
2.2.
Attività assistenziali e di quota carburante;
sviluppo delle autonomie di accolti materiale igienico di facile
270 euro
160 euro
110 euro
220 euro
180 euro
110 euro
180 euro
90
e famiglie supportate
consumo (carta igienica,
sapone, spazzolini, ecc.);
materiale di uso domestico
(scope, spugnette, ecc.);
medicine, beni alimentari e
vestiario;
Materiale da cancelleria;
2.3. Inserimenti lavorativi
Ufficio attrezzato con
computer, connessione
Internet e stampanti;
materiale di cancelleria e
spese di segreteria;
quota carburante.
2.4. Attivazione di un servizio di Quota carburante;
materiale di cancelleria e
strada
spese di segreteria;
beni alimentari di prima
necessità;
2.5. Attività educative e di Materiale didattico;
sostegno scolastico per minori a materiale di cancelleria e
riciclo;
rischio
DVD e Tv per attività musicali
e Cineforum;
AZIONE 3- Rafforzamento del
lavoro
di
rete
con
altre
associazioni sul territorio
3.1. Incontri di coordinamento con Sale attrezzate per meeting
le associazioni del territorio
ed incontri con gli altri enti;
3.2. Supporto alle attività delle quota carburante;
materiale di cancelleria e
altre associazioni
promozionale;
ufficio attrezzato di
computer, connessione
internet e telefoni;
AZIONE 4- Valutazione delle
attività di supporto materiale,
psicologico ed educativo
4.1. Valutazione dei risultati attesi Materiale di cancelleria e
4.2.
Revisione
delle
attività spese di segreteria;
quota carburante;
programmate e riprogettazione
ufficio attrezzato di
computer, stampanti, telefoni
e connessione internet.
TOTALE SPESA E
130 euro
110 euro
370 euro
40 euro
160 euro
110 euro
130 euro
190 euro
80 euro
230 euro
110 euro
130 euro
90 euro
260 euro
110 euro
140 euro
130 euro
90 euro
170 euro
120 euro
4.130 euro
b. Timisoara
OBIETTIVO SPECIFICO 2:
Inserire 50 minori vittime di tratta nei programmi di protezione dell’ONG e attivare un
nuovo programma di prevenzione per 40 minori a Carani e Calacea
AZIONI-Attività
RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE
AZIONE
1-PROGRAMMAZIONE
DEGLI INTERVENTI
1.1. Approfondimento dei fenomeni
della
tratta
e
della
violenza
domestica
1.2. Verifica dello stato dell’arte dei
programmi e delle attività promosse
dall’ente
1.3.
Pianificazione
e
Quota carburante;
Ufficio attrezzato con
computer, connessione
Internet e stampanti;
Materiale da cancelleria.
120 euro
120 euro
80 euro
91
programmazione delle attività
AZIONE 2- Inserimento delle
vittime di tratta nel programma
di
protezione
di
Generatie
Tanara
2.1. Realizzazione di colloqui con le
istituzioni locali e con la polizia
2.2. Valutazione e accettazione
richieste
2.3. Inserimento nel programma di
protezione e aggiornamento dei
beneficiari a carico del programma
AZIONE 3-Implementazione del
programma di protezione delle
vittime
3.1. Attività assistenziali
Costo delle strutture di
sistemazione temporanea
dei destinatari;
quota carburante;
Materiale da cancelleria;
Ufficio attrezzato con
computer, connessione
Internet e stampanti;
Materiale di facile consumo;
derrate alimentari e
medicinali;
vestiario.
3.2. Attività ludico-ricreative
Ufficio attrezzato con
computer, connessione
Internet e stampanti;
Materiale da cancelleria
3.3. Attività educative
Materiale per laboratorio
artigianale;
Sale per la realizzazione dei
laboratori, adattate con
relativa strumentazione.
Materiale artistico di
cancelleria (colori a cera,
filo, ecc.)
3.4.
Attività
di
inserimento Materiali per attività
ludiche;
scolastico o lavorativo
Giochi in scatola, palloni,
ecc.
Quota carburante;
Materiale di abbellimento
per saloni (festoni, colori,
palloncini, ecc.).
AZIONE 4-Implementazione del
programma dei prevenzione dei
minori
4.1. Attività assistenziali
Mantenimento delle
strutture d’accoglienza;
quota carburante;
Ausili medico-sanitari
4.2. Attività educative e di sostegno materiale per creazioni
artistiche (perline, spago,
scolastico
cartoncini colorati, ecc.);
quota carburante;
libri di testo, vocabolari,
materiali di supporto allo
studio;
mantenimento stanze per la
realizzazione dei laboratori.
4.3. Attività ludico-ricreative
Quota carburante;
affitto spazi per
l’organizzazione di attività di
gruppo;
palloni, giochi in scatola,
video proiettore, DVD e TV,
220 euro
180 euro
80 euro
120 euro
210 euro
230 euro
160 euro
130 euro
80 euro
260 euro
160 euro
180 euro
120 euro
100 euro
160 euro
120 euro
220 euro
100 euro
290 euro
160 euro
130 euro
70 euro
220 euro
180 euro
230 euro
120 euro
92
ecc.
AZIONE
5Valutazione
dei
programmi di protezione e di
prevenzione
5.1. Valutazione dei risultati attesi
Ufficio attrezzato con
5.2.
Revisione
delle
attività computer, connessione
Internet e stampanti;
programmate e riprogettazione
Materiale da cancelleria.
TOTALE SPESA F
80 euro
130 euro
4.760 euro
RUSSIA
OBIETTIVO:
Promuovere l’integrazione sociale dei 25 disabili inseriti nelle strutture dell’ente,
implementando attività di socializzazione, valorizzando la diversità come valore
positivo, attraverso un qualitativo miglioramento delle attività che stimolano le abilità
cognitive, sociali e di autonomia personale dei soggetti disabili.
AZIONIRISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE
ATTIVITÀ
AZIONE 1 - Inserimento nella struttura e nel centro diurno
1.1. Valutazione
200 euro
e gestione delle Spese di segreteria e materiale di cancelleria
richieste
Quota carburante
d’inserimento
400 euro
1.2. Inserimento Materiali medico (farmaci per terapie), ausili per 300 euro
soggetti disabili, ecc.
Materiale di facile consumo per l’igiene (guanti
monouso, spugnette, detergenti per igiene personale).
AZIONE 2 - Interventi socio-educativi e riabilitativi
2.1.
Spese di segreteria e materiale di cancelleria
Programmazione
ed
organizzazione
delle attività
2.2.
Attività Materiale di cancelleria e da riciclo
laboratoriali
di
creatività
Materiale per lavorazione lana cotta (lana, aghi, colla
a caldo, spago, coloranti, forbici, ecc…)
200 euro
150 euro
200 euro
400 euro
Materiale per realizzazione di candele e braccialetti
300 euro
2.3. Attività di Materiale di facile consumo per l’igiene (guanti 150 euro
sviluppo
delle monouso, spugnette, detergenti per igiene personale).
autonomie
Medicine
300 euro
2.4.
Attività Materiale didattico (vocabolari d’italiano, quaderni,
sportive e ludico ecc.)
ricreative
50 euro
Quota carburante
200 euro
Materiale
2.5.
Verifica Spese di segreteria e cancelleria
100 euro
delle attività
AZIONE 3 – Realizzazione di attività di sensibilizzazione e formazione sul
territorio di Elista
3.1
Spese di segreteria e cancelleria
50 euro
Programmazione
ed
organizzazione
93
delle attività di
formazione
e
sensibilizzazione
3.2
Materiale di cancelleria e promozionale
Promozione
delle attività di Quota Carburante
formazione
3.3
Materiale di cancelleria e promozionale
Realizzazione
delle attività di Materiale didattico
formazione
e
sensibilizzazione Quota carburante
3.4 Verifica delle Spese di segreteria e cancelleria
attività
e
riprogettazione
TOTALE SPESA G
100 euro
150 euro
100 euro
100 euro
300 euro
50 euro
3.800 euro
TOTALE RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE(A+B+C+D+E+F+G)=
31.040 euro
32) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners):
PARTNER PROFIT
REDATTORE SOCIALE s.r.l collabora alla realizzazione di quanto previsto
dall’obiettivo trasversale 1
supportando:
Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE
Attività 3.6 Divulgazione e valorizzazione dei contenuti prodotti su social media
e nuovi canali digitali
Attraverso:
la collaborazione nell’ elaborazione di strategie e strumenti utili al
potenziamento della presenza dei contenuti prodotti dai volontari e presenti nel
sito www.antennedipace.org sui social media, valorizzando e divulgando i
contenuti prodotti, promuovendone la diffusione anche attraverso nuove
piattaforme digitali.
PARTNER NO-PROFIT
Associazione ADUSU di Padova collabora alla realizzazione di quanto previsto
dall’obiettivo trasversale 2 supportando:
Azione 2 – SELEZIONE DEI TEMI E DEI FORMATI
Attività 2.1. definizione delle priorità tematiche
Attività 2.2. definizione dei formati
Attraverso:
La collaborazione nell’ individuazione delle priorità tematiche, per ciascun
progetto e territorio in cui si realizza, che entreranno a far parte delle
situazioni illustrate nel report conclusivo
UNIVERSITA’
Università Carlo
Bo di Urbino, collabora alla realizzazione di quanto
previsto dall’obiettivo trasversale 1
supportando:
Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE
Attività 3.6 Divulgazione e valorizzazione dei contenuti prodotti su social media
e nuovi canali digitali
Attraverso:
la collaborazione nell’ elaborazione di strategie e strumenti utili al
94
potenziamento della presenza dei contenuti prodotti dai volontari e presenti nel
sito www.antennedipace.org sui social media, valorizzando e divulgando i
contenuti prodotti, promuovendone la diffusione anche attraverso nuove
piattaforme digitali.
E di quanto previsto dall’ obiettivo trasversale 2
supportando:
Azione 2 – SELEZIONE DEI TEMI E DEI FORMATI
Attività 2.1. definizione delle priorità tematiche
Attività 2.2. definizione dei formati
Attraverso:
La collaborazione nell’ individuazione delle priorità tematiche, per ciascun
progetto e territorio in cui si realizza, che entreranno a far parte delle
situazioni illustrate nel report conclusivo.
La collaborazione alla progettazione e predisposizione di uno o più formati di
riferimento utili alla raccolta delle storie ed all’ elaborazione del Rapporto
conclusivo relativo alle violazioni di diritti umani riscontrate nei luoghi dove si
realizza il progetto
33) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
Risorse tecnico strumentali legate agli obiettivi trasversali:
OBIETTIVO 1 TRASVERSALE
AZIONI – Attività
Azione 1 - COSTRUZIONE BACINO DI
ATTENZIONE
1.1 Attività di censimento e contatto dei
media tradizionali e non, presenti sul
territorio di provenienza dei volontari
1.2.
Invio di informazioni prodotte dai
volontari e realizzazione di interviste
a contatti censiti
1.3.
Realizzazione di testimonianze
sull’esperienza all’estero
Azione 2 – FORMAZIONE
2.1. Modulo formativo: introduzione al mondo
dell’informazione: dall’ informazione di massa
all’ informazione diffusa
2.2. Produrre informazione al tempo del web
2.0
2.4. Confronto periodico con la Redazione e
con i tutor di riferimento
2.5 Approfondimento del contesto politico,
socio-economico
RISORSE TECNICHE STRUMENTALI
Ufficio attrezzato con N° 8 pc, con
connessione ad internet , telefono , fax, skype
N°1 Postazione PC attrezzata con connessione
ad internet, telefono, skype
N°1 Ufficio stampa, dedicato al bisogno, alla
diffusione dei comunicati stampa
N°1 Indirizzario contatti stampa
Sito internet per la diffusione dei comunicati
stampa
N° 1 computer portatile con videoproiettore
N°1 Postazione PC attrezzata con connessione
ad internet, telefono, fax, skype presso la
struttura di gestione scn
Aula didattica attrezzata con materiale
didattico e tecnologie informatiche per la
formazione (pc multimediale, videoproiettore)
N°1 Macchina fotografica, n°1 videocamera
Lavagna a fogli mobili
Materiale di consumo
N°1 Postazione PC attrezzata con connessione
ad internet, telefono, fax, skype
Aula didattica attrezzata con materiale
didattico e tecnologie informatiche per la
formazione (pc multimediale, videoproiettore)
Lavagna a fogli mobili
Materiale di consumo
95
N°1 Postazione PC attrezzata con connessione
ad internet, telefono, fax, skype per ogni sede
di attuazione
Azione 3 - ATTIVITA’ EDITORIALE
3.1 Selezione delle tematiche
3.2. Redazione di articoli, report, gallerie
fotografiche, video
3.4. Confronto con la Redazione
3.5.Pubblicazione e produzione multimediale
sul sito www.anntennedipace.org e
valorizzazione dei contenuti su social media e
canali digitali
OBIETTIVO 2 TRASVERSALE
AZIONI – Attività
Azione 1 - ANALISI DEL MATERIALE
IN ESSERE
1.1.Illustrazione del percorso e materiale
prodotto col precedente progetto
1.2.aggiornamento della situazione
N°3 Postazioni PC attrezzata con connessione
ad internet, telefono, fax, skype presso la
struttura di gestione scn
N°1 Postazione PC attrezzata con connessione
ad internet, telefono, fax, skype per ogni sede
di attuazione
Sito internet per la diffusione dei comunicati
stampa
Automobile a disposizione del personale
individuato dalla struttura di gestione per la
realizzazione di incontri con gli enti che
costituiscono la rete di sostegno alle attività
del progetto
RISORSE TECNICHE STRUMENTALI
N°2 Postazioni PC attrezzata con connessione
ad internet, telefono, fax, skype presso la
struttura di gestione scn
Aula didattica attrezzata con materiale
didattico e tecnologie informatiche per la
formazione (pc multimediale, videoproiettore)
Lavagna a fogli mobili
Materiale di consumo
Azione 2 – SELEZIONE DI TEMI E
FORMATI
2.1. Definizione delle priorità tematiche
2.2. definizione dei formati
N°1 Postazione PC attrezzata con connessione
ad internet, telefono, fax, skype per ogni sede
di attuazione;
Strumenti informatici appositamente definiti
per la sistematizzazione delle interviste
Azione 3 – INTERVISTE E REDAZIONE
3.1. Individuazione dei soggetti da
intervistare
3.2. Realizzazione interviste
3.3 Scrittura secondo i formati prescelti
N°1 Postazione PC attrezzata con connessione
ad internet, telefono, fax, skype per ogni sede
di attuazione
Registratori portatili per l’eventuale
registrazione delle interviste
N°2 Postazioni PC attrezzate con connessione
ad internet, telefono, fax, skype presso la
struttura di gestione scn
96
N°2 Postazioni PC attrezzate con connessione
ad internet, telefono, fax, skype presso la
struttura di gestione scn
3.4 redazione dell’ elaborato finale
Azione 4 – PUBBLICAZIONE
4.1 -Pubblicazione dell’elaborato finale
Automobile a disposizione del personale
individuato dalla struttura di gestione per la
realizzazione di incontri con gli enti che
costituiscono la rete di sostegno alle attività
del progetto

Strumenti informatici appositamente definiti
per la restituzione e diffusione dei dati
N°1 Postazione PC attrezzata con connessione
ad internet, telefono, fax, skype per ogni sede
di attuazione
N°2 Postazioni PC attrezzata con connessione
ad internet, telefono, fax, skype presso la
struttura di gestione scn
GEORGIA
Obiettivo specifico:
Garantire strutture, modalità educative e assistenza a 190 minori inseriti nelle
progettualità
dell’ente,
provenienti
dalle
famiglie
disagiate
interessate
dall’intervento dell’ente, diretto al significativo miglioramento della propria
situazione sociale.
AZIONI – ATTIVITA’
RISORSE TECNICHE STRUMENTALI
AZIONE 1 – Individuazione dei nuclei familiari che necessitano di sostegno
1.1. Gestione e presa in carico delle
1 automezzo;
richieste di sostegno
Materiale di cancelleria.
1.2. Pianificazione degli interventi
1 Ufficio attrezzato composto da 2 stanze,
4 computer, connessione Internet ADSL e 4
stampanti, Telefoni, ecc. ;
Materiale di cancelleria.
1.3.
Interventi
strutture dell’ente
d’inserimento
nelle
Materiale scolastico (cancelleria, quaderni,
pennarelli, ecc.);
Materiale di facile consumo per l’igiene
(guanti monouso, spugnette, detergenti per
igiene personale).
AZIONE 2 - Interventi a sostegno dei minori provenienti dalle famiglie
povere della baraccopoli
2.1. Programmazione ed organizzazione
degli interventi
1 automezzo;
1 Ufficio attrezzato composto da 2
stanze, 4 computer, connessione
Internet ADSL e 4 stampanti, Telefoni,
ecc.
Materiale di cancelleria
2.2. Attività assistenziali
1 automezzo;
Generi alimentari, vestiario, medicine,
pannoloni, ecc.;
97
Materiale di facile consumo per l’igiene
(guanti
monouso,
spugnette,
detergenti per igiene personale).
2.3.
Attività di doposcuola e sostegno
psico-sociale
1 Pulmino;
1 Automezzo;
1 Ufficio attrezzato da 2 stanze;
Materiale
didattico
(cancelleria,
quaderni, libri di testo, ecc.).
2.4. Verifica delle attività
1 Automezzo;
1 Ufficio attrezzato composto da 2
stanze, 4 computer, connessione
Internet ADSL e 4 stampanti, Telefoni,
ecc.
AZIONE 3 – Realizzazione di attività ludico-ricreative e di socializzazione
3.1. Pianificazione delle attività ricreative e
di socializzazione
1 Automezzo;
1 Ufficio attrezzato, con 2 stanze, 4
computer, connessione Internet e 4
stampanti, connessione Adsl, telefoni,
ecc;
Materiale di cancelleria.
3.2. Realizzazione di attività sportive e
ludiche-ricreative
1 Pulmino;
Materiale Ludico ricreativo (6 giochi in
scatola,
4
palloni,
6
biciclette,
attrezzature varie, ecc.;
2 TV, 2 lettori DVD, 1 Playstation,
ecc.;
Materiale di facile consumo per l’igiene
(guanti
monouso,
spugnette,
detergenti per igiene personale).
3.3. Verifica delle attività e riprogettazione
1 Ufficio attrezzato composto da 2
stanze, 4 computer, connessione
Internet ADSL e 4 stampanti, Telefoni,
ecc.
AZIONE 4 – Verifica degli interventi
4.1. Valutazione degli obiettivi raggiunti
1 Automezzo;
1 Ufficio attrezzato composto da 2
stanze, 4 computer, connessione
Internet ADSL e 4 stampanti, Telefoni,
ecc.;
Materiale di cancelleria.
4.2.
Riprogettazione
compiuti
degli
interventi
1 Ufficio attrezzato composto da 2
stanze, 4 computer, connessione
Internet ADSL e 4 stampanti, Telefoni,
ecc.;
Materiale di cancelleria.
98
ROMANIA
a. Bucarest
OBIETTIVO SPECIFICO 1:
Incrementare gli interventi di sostegno materiale, psicologico ed educativo rivolti ai
541 destinatari dell’intervento dell’ente
AZIONI-Attività
RISORSE TECNICHE STRUMENTALI
AZIONE 1- Inserimento di nuove
accoglienze nella struttura e nelle
attività di supporto diurne
1.1. Raccolta delle richieste di accoglienza

Ufficio attrezzato con computer,
connessione
Internet
e
stampanti;

Materiale da cancelleria;

1 automezzo.
1.2. Valutazione e accettazione richieste

Ufficio attrezzato con computer,
connessione
Internet
e
stampanti;

Materiale da cancelleria (schede
progetto, portadocumenti, ecc.)
1.3. Inserimento nella struttura o nelle

Ufficio attrezzato con computer,
connessione
Internet
e
attività dell’ente
stampanti;

1 automezzo dell’ente;

Materiale da cancelleria;
AZIONE
2-Implementazione
e
incremento delle attività di supporto
materiale e educativo
2.1. Pianificazione e programmazione delle

Sale attrezzate per riunioni ed
incontri con altri enti;
attività

DVD
e
supporto
del
videoproiettore;

1 automezzo;

Materiale da cancelleria;
2.2. Attività assistenziali e di sviluppo delle

Materiale domestico;

Medicine e bene alimentari;
autonomie di accolti e famiglie supportate

Materiale di facile consumo
igienico (carta igienica, sapone,
ecc.);

Materiale da cancelleria;

1 automezzo;
2.3. Inserimenti lavorativi

1 automezzo;

Materiale da cancelleria;

Ufficio attrezzato con computer,
connessione
Internet
e
stampanti;
2.4. Attivazione di un servizio di strada

Beni alimentari;

1 automezzo dell’ente;

Materiale di cancelleria.
2.5. Attività educative e di sostegno

Materiale didattico;

DVD, TV e giochi per le attività
scolastico per minori a rischio
educative di sostegno;

Materiale di cancelleria vario.
AZIONE 3- Rafforzamento del lavoro di
rete con altre associazioni sul territorio
3.1. Incontri di coordinamento con le

Materiale di cancelleria;
associazioni del territorio

Sale attrezzate per meeting o
tavole rotonde;

1 automezzo;

Ufficio attrezzato di computer,
99
3.2. Supporto
associazioni
alle
attività
delle
altre
AZIONE 4- Valutazione delle attività di
supporto materiale, psicologico ed
educativo
4.1. Valutazione dei risultati attesi
4.2. Revisione delle attività programmate e
riprogettazione








stampanti,
telefoni
e
connessione internet.
Materiali di cancelleria;
1 automezzo;
Ufficio attrezzato con computer,
connessione
Internet
e
stampanti;
Ufficio attrezzato con computer,
connessione
internet
e
stampanti;
1 automezzo;
Materiale di cancelleria.
Ufficio attrezzato con computer,
connessione
internet
e
stampanti;
Materiale di cancelleria.
b. Timisoara
OBIETTIVO SPECIFICO 2:
Inserire 50 minori vittime di tratta nei programmi di protezione dell’ONG e attivare un
nuovo programma di prevenzione per 40 minori a Carani e Calacea
AZIONI-Attività
RISORSE TECNICHE STRUMENTALI
AZIONE 1-PROGRAMMAZIONE DEGLI
INTERVENTI
1.1. Approfondimento dei fenomeni della

Ufficio attrezzato con computer,
connessione Internet e stampanti;
tratta e della violenza domestica

Materiale da cancelleria;

1 automezzo.
1.2. Verifica dello stato dell’arte dei

Ufficio attrezzato con computer,
connessione Internet e stampanti;
programmi e delle attività promosse

Materiale da cancelleria (schede
dall’ente
progetto, portadocumenti, ecc.)
1.3. Pianificazione e programmazione

Ufficio attrezzato con computer,
connessione Internet e stampanti;
delle attività

Materiale da cancelleria;
AZIONE 2- Inserimento delle vittime
di tratta nel programma di protezione
di Generatie Tanara
2.1. Realizzazione di colloqui con le

Ufficio attrezzato con computer,
connessione Internet e stampanti;
istituzioni locali e con la polizia

1 automezzo;

Materiale da cancelleria;
2.2. Valutazione e accettazione richieste

Ufficio attrezzato con computer,
connessione Internet e stampanti;

Materiale da cancelleria;

1 automezzo;
2.3. Inserimento nel programma di

Strutture
di
sistemazione
temporanea dei destinatari;
protezione e aggiornamento dei beneficiari

1 automezzo;
a carico del programma

Materiale da cancelleria;

Ufficio attrezzato con computer,
connessione Internet e stampanti;
AZIONE
3-Implementazione
del
programma
di
protezione
delle
vittime
3.1. Attività assistenziali

Materiale medici e ausili sanitari;

Vestiario e prodotti per l’igiene
100




3.2. Attività ludico-ricreative

3.3. Attività educative




3.4. Attività di inserimento scolastico o
lavorativo




AZIONE
4-Implementazione
programma
dei
prevenzione
minori
4.1. Attività assistenziali
4.2. Attività
scolastico
educative
e
di
(spazzolino,
sapone,
bagno
schiuma, ecc);
1 automezzo;
Sale attrezzate per incontri.
1 pulmino;
Materiale di riciclo e di consumo,
per laboratori artistici (spago,
perline, cartoncini, colla, ecc.);
Materiale per allestimento di spazi
festa (sedie, tavoli, festoni, ecc.)
Materiale di cancelleria;
Sale per incontri educativi e
attività di recupero scolastico;
1 automezzo
Materiale
didattico
(testi
scolastici, libri, ecc.)
Materiali
scolastico
di
vario
genere;
1 automezzo;
Ufficio attrezzato con computer,
connessione Internet e stampanti;
Materiale di cancelleria.
del
dei
sostegno







4.3. Attività ludico-ricreative




AZIONE 5- Valutazione dei programmi
di protezione e di prevenzione
5.1. Valutazione dei risultati attesi
5.2. Revisione delle attività programmate
e riprogettazione




Strutture d’accoglienza adeguate;
1 automezzo;
Ausili medico-sanitari.
Materiale artistico di vario genere
(perline,
spago,
cartoncini
colorati, ecc.);
1 automezzo;
testi
scolastici
e
materiale
didattico;
spazi adeguati per la realizzazione
di laboratori.
1 automezzo;
spazi per momenti d’incontro e
festa;
materiale
ricreativo
(palloni,
giochi in scatola, gessetti, ecc.).
TV, DVD e videoproiettore.
Ufficio attrezzato con computer,
connessione Internet e stampanti;
Materiale da cancelleria
Ufficio attrezzato con computer,
connessione Internet e stampanti;
Materiale da cancelleria
RUSSIA
OBIETTIVO:
Promuovere l’integrazione sociale dei 25 disabili inseriti nelle strutture dell’ente,
implementando attività di socializzazione, valorizzando la diversità come valore
positivo, attraverso un qualitativo miglioramento delle attività che stimolano le abilità
cognitive, sociali e di autonomia personale dei soggetti disabili.
AZIONI-ATTIVITÀ
RISORSE
TECNICHE
STRUMENTALI
AZIONE 1 - Inserimento nella struttura e nel centro diurno
1.1. Valutazione e gestione delle richieste Uffici attrezzati, con 2 stanze,
101
d’inserimento
4
computer,
Internet
Adsl,4
telefoni, fax, ecc.;
connessione
stampanti,
Materiale vario di cancelleria
(pennarelli, cartelline, quaderni,
ecc.);
1 Automezzo;
1.2. Inserimento
1 Pulmino.
Struttura idonea all’accoglienza
diurna
di
soggetti
disabili
(salone, materiali medici, ausili
per disabili, ecc.);
Materiale di facile consumo per
l’igiene
(guanti
monouso,
spugnette, detergenti per igiene
personale).
AZIONE 2 - Interventi socio-educativi e riabilitativi
2.1. Programmazione ed organizzazione delle Uffici attrezzati, con 2 stanze,
attività
4
computer,
connessione
Internet
Adsl,4
stampanti,
telefoni, fax, ecc.;
2.2. Attività laboratoriali di creatività
Struttura
idonea
allo
svolgimento;
Materiale di cancelleria e da
riciclo;
Materiale per lavorazione lana
cotta (lana, aghi, colla a caldo,
spago, coloranti, forbici, ecc.);
Materiale
per
realizzazione
braccialetti
(perline,
filo,
bustine ecc.);
2.3. Attività di sviluppo delle autonomie
2.4. Attività sportive e ludico ricreative
Materiale per lavorazione delle
candele (cera, stampi, fiocchi
decorativi ecc.)
Materiale di facile consumo per
l’igiene
(guanti
monouso,
spugnette, detergenti per igiene
personale);
Medicine sanitario
per terapie, ecc.)
1 Automezzo;
Materiale didattico
lingua Italiana;
(medicine
per
corso
Materiale per laboratorio di
musica
terapia:
Jambè,
xilofono, chitarra, flauto;
Materiale per attività ludiche e
sportive
(palloni,
magliette,
giochi in scatola, attrezzature
varie, ecc.);
Materiale per l’allestimento di
102
aventi
di
festeggiamento
(addobbi vari)
2.5. Verifica delle attività
Uffici attrezzati, con 2 stanze,
4
computer,
connessione
Internet
Adsl,4
stampanti,
telefoni, fax, ecc.;
AZIONE 3 – Realizzazione di attività di sensibilizzazione e formazione sul
territorio di Elista
3.1. Programmazione ed organizzazione delle Uffici attrezzati, con 2 stanze,
attività di formazione e sensibilizzazione
4
computer,
connessione
Internet
Adsl,4
stampanti,
telefoni, fax, ecc.;
3.2. Promozione delle attività di formazione
1 Automezzo;
Materiale
di
promozionale;
3.3. Realizzazione delle attività di formazione e 1 Automezzo;
sensibilizzazione
Materiale
di
promozionale;
3.4. Verifica delle attività e riprogettazione
cancelleria
e
cancelleria
e
Materiale didattico.
Uffici attrezzati, con 2 stanze,
4
computer,
connessione
Internet
Adsl,4
stampanti,
telefoni, fax, ecc.;
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
34) Eventuali crediti formativi riconosciuti:
NO
35) Eventuali tirocini riconosciuti:
NO
36) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del
servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
Il progetto “CASCHI BIANCHI CORPO CIVILE DI PACE 2014 – EURASIA” rende
possibile l'acquisizione delle seguenti competenze, riferibili e contenute nel
Repertorio delle Qualifiche previsto dal “Sistema Regionale di formalizzazione e
certificazione delle competenze”, ai sensi della Delibera della Giunta Regionale
Emilia Romagna del 19/04/2006 n.530
Le competenze indicate di seguito rappresentano due delle quattro Unità di
Competenza che compongono la qualifica relativa alla figura professionale
dell’Animatore Sociale, figura inscritta nel area professionale ”Erogazione
servizi socio-sanitari” prevista dal citato sistema.
103
CAPACITÀ
UNITÀ
DI
(ESSERE IN
COMPETENZA
DI)
GRADO
CONOSCENZE
(CONOSCERE)

Stimolare capacità di
socializzazione
ed
emancipazione
per
ostacolare l'isolamento 
socio-affettivo
2.
Animazione
sociale
Tradurre
bisogni,
manifesti e non, di
singoli e gruppi, in azioni 
di scambio e confronto
reciproco
Individuare
ed 
incoraggiare occasioni di
incontro ed integrazione

sociale
Riscontrare il livello di
partecipazione
e

coinvolgimento
dei
fruitori
individuando
ulteriori
ambiti
di
intervento

Interpretare dinamiche
comportamentali
e 
criticità
latenti
dell'utente con approccio
empatico e maieutico

3.
Animazione
educativa
Trasmettere
modelli
comportamentali positivi
per
contrastare 
fenomeni di devianza e
disadattamento
Caratteristiche
evolutive
dinamiche
di
cambiamento
individui e gruppi.
e
di
Strumenti e tecniche di analisi e
rilevazione dei bisogni: colloqui
individuali e di gruppo, interviste,
questionari.
Il
rapporto
individuo-società:
processi di marginalizzazione e
devianza.
Caratteristiche psicopedagogiche dei
diversi modelli familiari.
Strumenti e tecniche di analisi e
verifica degli interventi: test, schede
di analisi, report, ecc.
Metodologie della ricerca sociale:
analisi territoriale, analisi dei dati, la
ricerca di intervento, ecc.
Tecniche
di
comunicazione
relazione con l'utente.
e
Principali riferimenti legislativi e
normativi in materia di servizi sociosanitari ed assistenziali.
Organizzazione dei servizi socioassistenziali e delle reti informali di
cura.
Tecniche di animazione: teatrale,
espressiva,
musicale,
motoria,
ludica.
Innescare processi di 
conoscenza
e
di
consapevolezza del sé e
di riconoscimento dei
propri
bisogni
e 
motivazioni
Tipologie di laboratorio manuale:
disegno, pittura, lavori a maglia,
cartapesta, creta, ecc.

Principi comuni e aspetti applicativi
della legislazione vigente in materia
di sicurezza.
Stimolare dinamiche di
crescita
personale
attraverso riflessioni ed
elaborazione
di 
atteggiamenti
e
comportamenti
Principali tecniche di analisi della
personalità e della relazione d'aiuto.
La sicurezza sul lavoro: regole e
modalità
di
comportamento
(generali e specifiche).
L’acquisizione delle seguenti competenze verrà certificata e riconosciuta, su
richiesta dell’ interessato, dall’ente OSFIN - F.P. OPERA SAN FILIPPO NERI FORMAZIONE PROFESSIONALE, ente accreditato dalla Regione Emilia Romagna
(cod. organismo 742), ai sensi della delibera della Giunta Regionale n.
177/2003 e integrata successivamente con le delibere n. 266/2005 e 645/2011
tramite il rilascio di apposito “Certificato di competenze“
CFR ALLEGATI
104
Formazione generale dei volontari
37) Sede di realizzazione:
La sede è scelta sulla base del posizionamento geografico delle sedi di
attuazione dei progetti e dalla disponibilità di fruizione della struttura stessa,
essendo la formazione di tipo residenziale.
Pertanto è previsto che i corsi di formazione generale siano tenuti nelle
seguenti sedi:
a) Sede di Gestione del Servizio Civile, Via Dante Alighieri, snc – 61013
Mercatino Conca (PU)
b) Colonia Stella Maris, Viale Regina Margherita 18 – 47900 – Rimini
(RN)
c) Casa Parrocchiale – Scout, Via Colombara – 47854 – Monte Colombo
(RN)
d) Hotel Royal Sands, V.le Carducci, 30, Cattolica
38) Modalità di attuazione:
La formazione generale è effettuata in proprio, con formatori dell’ente, in
quanto l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII è ente accreditato di
prima classe nell’albo nazionale.
39) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed
eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il
servizio:
SI
ASSOCIAZIONE COMUNITA’ PAPA GIOVANNI XXIII
40) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
La metodologia di realizzazione della formazione generale rispetta le indicazioni
contenute nel decreto N. 160/2013 del 19/07/2013 del Dipartimento della
Gioventù e del Servizio Civile Nazionale: “Linee guida per la formazione
generale dei giovani in servizio civile nazionale”.
La metodologia alterna lezioni frontali (almeno per il 40% del monte ore
complessivo) a dinamiche non formali (almeno per il 60% del monte ore
complessivo) che comprendono: training, teatro dell’oppresso (Tdo),
simulazione, role-play, brainstorming, lavori di gruppo, cineforum, confronti in
plenaria, visite di realtà presenti sul territorio.
Lezioni frontali e dinamiche non formali si completano a vicenda, al fine di
valorizzare l’esperienza e l’opinione di ciascun volontario, in un rapporto
educativo che tenda ad essere più maieutico che trasmissivo. Anche i moduli
più teorici e frontali cercheranno comunque di favorire la riflessione e il
105
dibattito sulle tematiche affrontate, responsabilizzando i volontari all’interno
del processo formativo.
La metodologia scelta, dunque, è attiva e partecipativa, in quanto si parte dalla
consapevolezza che su alcune tematiche trattate nella formazione generalequali per esempio il concetto di gruppo e la sue dinamiche, il significato di
cittadinanza attiva, la gestione dei conflitti- tutti possediamo delle preconoscenze, convincimenti e opinioni. E’ quindi importante che i momenti
formativi offrano innanzitutto un clima favorevole al confronto e allo scambio di
questo bagaglio formativo pre-esistente, al fine di permettere a ciascuno di
esprimere il proprio punto di vista e le proprie opinioni.
La formazione generale si effettua in modo residenziale favorendo la
creazione di
un ambiente eterogeneo,
pedagogicamente adeguato
all’apprendimento e alla condivisione di contenuti utili a comprendere,
rielaborare e contestualizzare l’esperienza di Servizio Civile, e funzionale al
confronto e all'arricchimento reciproco.
La dimensione di gruppo sperimentata attraverso la residenzialità è essa stessa
esperienza formativa informale, che favorisce lo sviluppo di competenze sociali
e trasversali quali il rispetto dell’altro, la collaborazione, la gestione dei
conflitti, la tutela del bene comune.
Durante la formazione sarà garantita la presenza di un tutor d’aula con gli
specifici compiti di gestire il gruppo, facilitare le relazioni interpersonali,
valutare l’efficienza e l’efficacia dei moduli, gestire eventuali situazioni
conflittuali all’interno del gruppo.
Oltre al tutor sarà presente la figura del formatore, con il compito di
progettare, coordinare, supervisionare il percorso formativo.
41) Contenuti della formazione:
Il percorso formativo proposto si compone dei contenuti previsti dal decreto N.
160/2013 del 19/07/2013 del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile
Nazionale: “Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile
nazionale” e quindi al sistema di formazione accreditato da questo ente. Con il
percorso formativo proposto l’ente vuole permettere ai volontari di acquisire
competenze utili allo svolgimento delle attività previste dal progetto, ma anche una
maggiore consapevolezza del proprio ruolo di cittadini attivi, attuatori del sacro
dovere di difesa della patria sancito dall’art.52 della Costituzione italiana, con
mezzi ed attività non militari e nonviolenti. Durante il percorso formativo verranno
trattati il tema della Difesa della Patria e della cittadinanza attiva, in quanto il
servizio civile, oltre ad essere difesa della Patria con modalità nonviolenta, è anche
un percorso di formazione civica. Per questo ai volontari verranno offerti gli
strumenti per potenziare la consapevolezza del proprio ruolo all’interno della
società. Questi temi hanno particolare risalto nella formazione, in quanto presentati
sia nei primi mesi, sia tra 5° e 6° mese, in coincidenza con il rientro in Italia dei
caschi bianchi in occasione della formazione intermedia, proprio perché l’intervento
nonviolento nelle situazioni di conflitto è un aspetto specifico del progetto caschi
bianchi.
Come previsto dal sistema di formazione accreditato, si prevede l’erogazione di
tutta la formazione entro il 6° mese, erogando circa l’80% delle ore all’avvio del
servizio e il restante 20% tra 5° e 6° mese. Si è preferito questa soluzione a quella
indicata nelle linee guida (ovvero di riprendere tra 7° e 9° mese alcune tematiche)
perché si ritiene che un rientro in Italia a metà percorso sia importante per i caschi
bianchi, per accompagnare la ripresa di alcuni temi di formazione generale con la
valutazione e la riprogettazione in itinere previste dalla formazione specifica
intermedia (cfr. formazione specifica).
I contenuti della formazione saranno trattati attraverso una sequenza logica che
106
rispetta il criterio delle aree tematiche suggerito dalle linee guida.
1. “Valori e identità del servizio civile”
I moduli appartenenti a quest’area vengono realizzati all’inizio dell’esperienza di
servizio civile, in quanto approfondiscono gli aspetti valoriali su cui si basa il SCN.
Forniscono quindi fin da subito ai volontari una chiave di lettura con cui leggere la
propria esperienza.
L’identità del gruppo in formazione e patto formativo




1.1
Conoscenza fra i volontari
Costruire un’identità di gruppo
Condivisione di motivazioni e aspettative
Contestualizzazione dell’esperienza di Servizio Civile e in particolare
dei Caschi Bianchi
Il formatore lavorerà con i volontari alla definizione di un’identità di gruppo dei
volontari, che esprimeranno le proprie idee sul servizio civile, le proprie
aspettative, le motivazioni e gli obiettivi. Partendo dal concetto di patria, di
difesa senza armi e di difesa nonviolenta, il formatore cercherà di
accompagnare i volontari nell’acquisizione della consapevolezza che questo è il
contesto che legittima lo Stato a sviluppare l’esperienza di Servizio Civile.
Dall’Obiezione di Coscienza al Servizio Civile Nazionale:
evoluzione storica, affinità e differenze tra le due realtà
-
La storia del servizio civile e la sua evoluzione:
o
La storia dell’Obiezione di Coscienza
1.2
o
Dalla legge 772/72 alla legge 230/98
o
I valori e le finalità della legge 64/2001
o
Obiezione di Coscienza e Servizio Civile Volontario: affinità e
differenze
 Gli attori del servizio civile: UNSC, Enti, Volontari
Il formatore metterà in evidenza il legame storico e culturale del servizio civile
nazionale con l’obiezione di coscienza, ripercorrendo la storia del fenomeno in
Italia a partire dalla legge n. 772/72, passando per la legge di riforma n.
230/98, fino ad arrivare alla sua attuale configurazione così come delineata dal
legislatore del 2001, ovvero di difesa civile della Patria con mezzi ed attività
non militari, dimensione che lo caratterizza e differenzia da altre forme di
intervento ed impegno sociale. Si darà un particolare rilievo alle sentenze della
corte costituzionale, agli atti di disobbedienza degli obiettori durante il conflitto
nell’ex-jugoslavia, all’istituzione del Comitato DCNAN, alla recente
sperimentazione sui corpi civili di pace, in quanto la difesa nonviolenta è
aspetto centrale nel modello di intervento dei Caschi Bianchi.
Il dovere di difesa della patria – difesa civile
nonviolenta
1.3
-
-
non armata e
La Costituzione italiana:
o Art. 52 della costituzione
o Sentenze nn. 164/85, 228/04, 229/04, 431/05
Concetto di difesa della Patria:
o Excursus storico sul concetto di patria, fino ad approfondire l’idea
di patria nella società post-moderna;
o Significato attuale di difesa della patria a partire dalla
Costituzione e dalla Dichiarazione dei diritti umani
Excursus storico sulle esperienze di difesa nonviolenta e forme attuali
di difesa civile non armata e nonviolenta
107
-
Nuovo Modello di Difesa e possibile ruolo dei civili
Difesa civile non armata e nonviolenta e SCN
Si approfondirà il concetto di Patria e di difesa civile della Patria attraverso
mezzi ed attività alternativi a quelli militari a partire dai principi costituzionali
della solidarietà (art. 2 Cost.), dell’uguaglianza sostanziale (art. 3 Cost.), del
progresso materiale o spirituale della società (art. 4 Cost.), della promozione
dello sviluppo della cultura, della tutela del paesaggio e del patrimonio storico
ed artistico della nazione (art. 9 Cost.) e della pace tra i popoli (art. 11 Cost.).
Si presenteranno inoltre le attuali forme di realizzazione della difesa
nonviolenta sul piano istituzionale, di movimento e della società civile. Si
potranno approfondire le tematiche relative alla “gestione e trasformazione
nonviolenta dei conflitti”, alla prevenzione della guerra
e ai concetti di
“peacekeeping” e “peacebuilding”.
Nell'affrontare i temi suddetti, l'utilizzo di una modalità frontale è finalizzata a
trasmettere i fondamenti dei temi in oggetto e sarà poi alternata a una
metodologia euristica- tramite brainstorming, lavori di gruppo, discussione in
plenaria- in modo da approfondire le conoscenze pregresse dei volontari
rispetto a temi trattati, soprattutto i concetti di patria e difesa che rischiano
oggi di essere svuotati di significato e il cui campo semantico è influenzato dai
recenti mutamenti socio-culturali.
Questa modalità permette di condividere saperi, ma anche di decostruire
stereotipi e preconcetti, ri-attribuendo valore e significato a questi temi alla
luce dell’esperienza di servizio civile.
Questo modulo verrà ripreso nella formazione che si terrà tra 5° e 6° mese di
servizio e riletto alla luce dei primi mesi di esperienza dei volontari all’estero.
La normativa vigente e la carta di impegno etico
1.4


La carta di impegno etico
Le norme attuali
Il formatore illustrerà gli obiettivi e i valori dell’esperienza di servizio civile
espressi nella “Carta di impegno etico”. Verranno illustrate le norme
legislative che regolano il sistema del servizio civile, nonché quelle di
applicazione riguardanti l’ordinamento e le attività del servizio civile nazionale.
In particolare si evidenzierà l’importanza della sottoscrizione della Carta
di Impegno Etico da parte del legale rappresentante dell’Ente, che
rappresenta l’impegno a rispettare i valori fondanti del scn.
2. “La cittadinanza attiva”
L’esperienza di SCN è esperienza civica, finalizzata alla tutela del bene comune,
alla riscoperta della dimensione comunitaria, nonché delle responsabilità civiche di
ciascuno.
La formazione civica
 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
2.1
 Carta costituzionale
 Gli organi costituzionali italiani (funzione, ruolo, rapporti)
La formazione civica consiste nell’approfondimento della conoscenza della
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e della Carta costituzionale, che
contengono i principi e le norme che sono alla base della civile convivenza e
quadro di riferimento per i volontari quali cittadini attivi. Saranno analizzati
funzione e ruolo degli organi costituzionali, in particolare l’iter legislativo.
Questo modulo formativo aiuterà i volontari ad accrescere le competenze
civiche e sociali indispensabili per vivere come cittadini attivi, parte integrante
di un corpo sociale e istituzionale in continua crescita e trasformazione.
108
Le forme di cittadinanza

2.2
Concetto di cittadinanza attiva
o
condivisione di conoscenze ed esperienze;
o
Concetto di cittadinanza planetaria
Dinamiche internazionali legate alla globalizzazione e al
sottosviluppo
Ruolo del volontario in servizio civile nella società
Visita a realtà locali che rappresentano forme di cittadinanza attiva



Il formatore illustrerà ai volontari le forme di partecipazione, individuali e
collettive, che ogni cittadino può attuare in un’ottica di cittadinanza attiva.
Saranno proposte ai volontari esperienze pregresse di cittadinanza attiva e
saranno
forniti
gli
strumenti
utili
alla
loro
stessa
attivazione.
Si cercherà di offrire ai volontari una visione più ampia della società e delle
possibili risposte di fronte a problematiche quali povertà, esclusione sociale e
sottosviluppo. Si allargherà inoltre la riflessione al più ampio concetto di
cittadinanza planetaria, cercando di favorire un approccio “glocale” alle
problematiche sociali: è necessario agire a livello locale in modo adeguato per
rispondere ai bisogni della comunità, ma con uno sguardo che si allarga a
livello mondiale, consapevoli della complessità che caratterizza la società
globalizzata.
Questo modulo sarà ripreso tra il 5° e 6° mese per essere riletto alla luce dei
mesi di servizio precedenti attraverso un approccio riflessivo e per mettere in
evidenza come il servizio civile sia un’esperienza di cittadinanza.
La protezione civile
2.3




Difesa della patria e difesa dell’ambiente: la Protezione Civile
Concetto di rischio: P x V x E
Il metodo Augustus
Protezione civile e Servizio civile volontario: finalità comuni
Collegato al tema della difesa della Patria, in quanto risponde all’articolo 52
della Costituzione (tutela dell'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e
dell'ambiente dai danni o pericoli legati a calamità naturali), il modulo sulla
protezione civile partirà dall’importanza della tutela e della valorizzazione
dell’ambiente e del territorio, considerati come il substrato necessario delle
attività umane. Si mostrerà l’azione della protezione civile attraverso la
previsione e prevenzione dei rischi, l’intervento in emergenza e la ricostruzione
post emergenza. Si sottolineerà il rapporto tra prevenzione e tutela, ambiente
e legalità, ricostruzione e
legalità. Infine, si illustreranno le norme di
comportamento da seguire nella gestione delle emergenze.
La rappresentanza dei volontari nel servizio civile
2.4

Elezioni per i rappresentanti regionali e nazionali dei volontari in
servizio civile: valore e funzionamento
 Consulta Nazionale per il Servizio civile
Ai volontari in servizio civile verrà presentata la possibilità di partecipare e di
candidarsi alle elezioni per i rappresentanti regionali e nazionali dei volontari in
servizio civile come una delle forme di partecipazione e cittadinanza attiva
presentate nei moduli precedenti. Verranno illustrati funzionamento ed
importanza della rappresentanza dei volontari attraverso l’intervento di ex
volontari, rappresentanti in carica o di delegati regionali.
3 “Il giovane volontario nel sistema del servizio civile”
109
I seguenti moduli saranno affrontati nei primi mesi del servizio civile. Essi infatti
presentano i vari soggetti – enti, UNSC, OLP, RLEA - che compongono il sistema
del servizio civile, le relazioni stesse tra questi soggetti e la disciplina che regola
queste relazioni.
Presentazione dell’Ente



3.1
-
Approfondimenti rispetto alla storia, i valori, la mission dell’Ente;
Struttura organizzativa e gestionale dell’ente: zone e servizi;
L’intervento sociale dell’ente
o
Modus operandi
o
Ambiti e tipologie d’intervento
o
Beneficiari
o
Il progetto Caschi Bianchi
I fondamenti: dalla condivisione diretta alla rimozione delle cause:
o
La differenza tra condividere e prestare un servizio
o
Il ruolo degli “ultimi“ nella costruzione di una società nuova
o
La società del gratuito
La presentazione dell’ente avviene attraverso la testimonianza di uno dei suoi
rappresentanti. Un membro dell’ente presenta l’associazione, soffermandosi
sulla storia, sulla mission e i valori, sulle modalità organizzative, affinché i
volontari siano in grado di comprenderne le modalità di intervento. Si
cercheranno di toccare i diversi ambiti di intervento, con particolare attenzione
per quelli che coinvolgono l’intervento dei caschi bianchi.
Infine, si approfondiranno i fondamenti alla base dell’ attività dell’Associazione,
ovvero la condivisione diretta con gli “ultimi”- con chi è emarginato e versa in
situazioni di grave disagio- e la rimozione delle cause che generano l’ingiustizia
e i conflitti sociali.
Il lavoro per progetti

3.2
-
Metodologia della progettazione:
o
dal rilevamento del bisogno e della domanda, alla
valutazione dei risultati attesi;
o
Monitoraggio e valutazione di esito, efficacia ed efficienza del
progetto;
Valutazione della formazione;
L’obiettivo del modulo è di rendere partecipi i volontari del processo di
progettazione, presentandone le varie fasi dall’ideazione, al rilevamento del
bisogno presente nel territorio, alla formulazione di obiettivi e attività che
rispondano a tale bisogno. Si presenterà quindi ai volontari il progetto di
servizio civile nel quale sono inseriti illustrandone la struttura generale con
particolare attenzione agli obiettivi e alle attività. I volontari in servizio civile
sono parte integrante del progetto e il loro buon coinvolgimento è un elemento
essenziale per la buona riuscita dello stesso e per la loro crescita personale.
Verranno introdotti i concetti di monitoraggio e valutazione e si presenteranno
gli strumenti del sistema di monitoraggio che l’ente utilizza per seguire
l’andamento dei progetti e per apportare eventuali migliorie in itinere.
Alla fine del corso formativo si effettua il monitoraggio della formazione
attraverso i moduli previsti dal Sistema di monitoraggio accreditato dall’Ente e
una verifica più approfondita in plenaria, al fine di fare emergere criticità e
punti di forza, e dove se ne verificasse la necessità apportare i cambiamenti
necessari ad un maggiore efficacia della proposta formativa.
L’organizzazione del servizio civile e delle sue figure
3.3 - Il Sistema di servizio civile: UNSC, Enti di scn, Regioni e province
autonome;
110
-
Figure che operano nel progetto: OLP, RLEA, altre figure professionali
coinvolte nei progetti;
Il modulo approfondisce “il sistema del servizio civile” in tutte le sue parti- gli
enti di SCN, l’UNSC, le Regioni e le Province autonome- e le relazioni tra
le stesse: è fondamentale infatti cogliere il contesto relazionale in cui si
inserisce il servizio civile, che coinvolge appunto soggetti diversi.
Il raggiungimento degli obiettivi del progetto inoltre è riconducibile anche alle
figure che operano al suo interno, pertanto la conoscenze di queste figure, del
loro ruolo e della loro interazione è fondamentale.
Disciplina dei rapporti tra enti e volontari del servizio civile
nazionale
3.4

Ruolo del volontario

Diritti e doveri del volontario in servizio civile
In tale modulo verrà presentato e illustrato ai volontari il “Prontuario
concernente la disciplina dei rapporti tra enti e volontari del servizi civile
nazionale” (DPCM 4 febbraio 2009 e successive modifiche) in tutti i suoi punti.
Nel corso del modulo il volontario acquisisce consapevolezza sulle proprie
responsabilità, in quanto la sua esperienza non è solo individuale, ma pubblica.
3.5 Comunicazione interpersonale e gestione dei conflitti
 La comunicazione e i suoi elementi costitutivi (contesto,
emittente, messaggio, canale, destinatario)
 Elementi di comunicazione nonviolenta
 La comunicazione nel gruppo
 Il conflitto come strumento di autoregolazione dei gruppi
 Gestione nonviolenta dei conflitti
In questo modulo formativo verrà affrontata una parte teorica rispetto alla
formazione del processo di comunicazione e verranno quindi illustrati i concetti
basilari (contesto, emittente, messaggio, canale, destinatario) per permettere
ai volontari di comprendere al meglio l’argomento trattato. Poiché il servizio si
svolge in un contesto di gruppo, in cooperazione con operatori ed altri
volontari, i volontari verranno guidati nella comprensione dell’importanza della
comunicazione all’interno di un gruppo e di come si possa lavorare in gruppo
comunicando in maniera positiva ed efficace ai fini degli obiettivi preposti.
Spesso, infatti, il gruppo può diventare il luogo in cui si verificano i conflitti e le
incomprensioni proprio per un difetto di comunicazione tra i membri. Il
formatore accompagnerà i volontari nella comprensione delle dinamiche legate
all’insorgere dei conflitti, dell’interazione con altri soggetti e della loro
risoluzione in modo costruttivo. Aiuterà a considerare il conflitto come
opportunità e risorsa, come strumento per l’apprendimento e l’autoregolazione
dei gruppi.
42) Durata:
Quando
Moduli formativi
L’identità
del
gruppo
in Settimana residenziale
formazione e patto formativo
all’avvio del servizio
Presentazione dell’Ente
Settimana residenziale
Ore
lezioni
frontali
40%
Ore
dinamiche
non form.
60%
Totale
ore
0
4
4
3
1
4
111
all’avvio del servizio
Disciplina dei rapporti tra enti Settimana residenziale
e volontari del servizio civile all’avvio del servizio
nazionale (diritti e doveri)
Dall’Obiezione di Coscienza al Settimana residenziale
Servizio
Civile
Nazionale: all’avvio del servizio
evoluzione storica, affinità e
differenze tra le due realtà
Il dovere di difesa della patria Settimana residenziale
– difesa civile non armata e all’avvio del servizio
nonviolenta
Ripreso Tra 5° e 6°
mese
Il lavoro per progetti
Settimana residenziale
all’avvio del servizio
L’organizzazione del servizio
Settimana residenziale
civile e le sue figure
all’avvio del servizio
La normativa vigente e la Settimana residenziale
carta di impegno etico
all’avvio del servizio
La formazione civica
Settimana residenziale
all’avvio del servizio
Le forme di cittadinanza
Settimana residenziale
all’avvio del servizio
Ripreso Tra 5° e 6°
mese
La protezione civile
Settimana residenziale
all’avvio del servizio
La
rappresentanza
dei Settimana residenziale
volontari nel servizio civile
all’avvio del servizio
Comunicazione interpersonale Tra 5° e 6°
e gestione dei
conflitti
TOTALE ORE FORMAZIONE
GENERALE
2
0
2
1
2
3
3
4
7
1
2
3
1
1
2
2
0
2
2
1
3
0
6
6
1
1
2
2
0
2
0
4
4
18
26
44
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
43) Sede di realizzazione:
La formazione specifica in Italia è di tipo residenziale, di conseguenza la sede è scelta in
base
alla
disponibilità
di
fruizione
della
struttura
stessa.
Pertanto è previsto che i corsi di formazione generale siano tenuti nelle seguenti sedi:
e) Sede di Gestione del Servizio Civile, Via Dante Alighieri, snc – 61013
Mercatino Conca (PU)
f)
Colonia Stella Maris, Viale Regina Margherita 18 – 47900 – Rimini (RN)
g) Casa Parrocchiale – Scout, Via Colombara – 47854 – Monte Colombo (RN)
h) Hotel Royal Sands, V.le Carducci, 30, Cattolica
Per la formazione specifica in loco, invece la sede individuata corrisponde alla sede di
attuazione del progetto
112
44) Modalità di attuazione:
In proprio presso l’ente, con formatori dell’ente
45) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
Nome e cognome
Luogo di
nascita
Data di
nascita
Codice fiscale
CAPELLARI EMANUELA
Cotignola (RA)
05/07/1963
CPLMNL63L45D121H
Campobasso
(CB)
15/02/1982
CFLNDR82B15B5198
Bra (CN)
09/04/1974
LPNNCL74D09B111P
Bologna (BO)
07/04/1954
PRILCU54D07A944U
MILANI LAURA
Thiene (VI)
15/05/1982
MLNLRA82E56L157V
PANERAI ALFREDO
Ivrea (TO)
17/08/1971
PNRLRD71M17E379J
Loreto ( AN)
28/04/1981
PPADNL81D28E690A
PERDONCINI DAMIANA
Bonavigo (VR)
17/06/1966
PRDDMN66H57A964B
RAMBALDI DAVIDE
Bologna (BO)
04/05/1959
RMBDVD59E04A944G
SCALETTARI LUCIANO
Venezia (VE)
20/03/1961
SCLLCN61C20L736N
COFELICE ANDREA
LAPENTA NICOLA
PIERI LUCA
PAPA DANIELE
SOLDATI ROBERTO
Rimini (RN)
ZANCHETTIN ALESSANDRO
26/04/1948
SLDRRT48D26H294P
Milano
26/1/1962
Forli (FC)
27/04/1978
GVNMRC78D27D704C
LORUSSO MARILISA
Mantova(MN)
11/01/1975
LRSMLS74A51E897N
COFANO GIANPIERO
Fasano (BR)
22/10/1975
CFNGPR75R22D50Y
SANTO STRANO
Catania (CT)
22/04/1966
STRSNT66D22C351P
Ors.Borsa
Jud.Maramures
(ROMANIA)
02/09/1982
MRCVRC82P42Z129W
GIOVANNETTI MARCO
MARCUT VIORICA
ZNCLSN62A26F205F
46) Competenze specifiche del/i formatore/i:
Cognome nome
CAPELLARI
EMANUELA
Competenze specifiche
Laureata in pedagogia, dal 1995 ad oggi ha
svolto diversi incarichi in qualità di
pedagogista e formatrice presso scuole
medie, elementari e superiori, centri di
formazione
professionale,
associazioni,
comuni, Ausl. E’ operatrice di Teatro
dell’Oppresso dal 1997. Ha svolto docenze
nei centri di formazione sull’educazione
interculturale. Dal 2010 collabora con la
“Casa delle culture” di Ravenna come
consulente e formatrice dei mediatori
culturali, oltre a proporre interventi di
teatro dell’oppresso al Festival delle Culture
Modulo svolto
Laboratorio di
intercultura con
tecniche di Teatro
dell’oppresso
113
COFELICE
ANDREA
LAPENTA NICOLA
PIERI LUCA
MILANI LAURA
organizzato dall’Associazione.
Laureato in Istituzioni e Politiche dei Diritti
Umani e della Pace presso l’Università di
Padova. Coordinatore di progetti per
L’Università di Padova, per il Centro
interdipartimentale di ricerca e servizi sui
diritti della persona e dei popoli .
Esperienza pluriennale nella formazione dei
volontari in servizio civile per quanto
riguarda il modulo sui diritti umani.
Responsabile del servizio civile, con
esperienza pluriennale di intervento in
aree e situazioni di conflitto, formazione
al
servizio
civile
di
obiettori
di
coscienza,
volontari
ed
operatori,
educazione alla pace.
Laureato in Scienze Politiche con indirizzo
politico sociale, collabora con l'Associazione
Comunità Papa Giovanni XXIII nell'ambito
delle attività formative per i giovani in
servizio civile volontario affrontando le
tematiche relative alla relazione d'aiuto, a
partire dall’esperienza personale, in quanto
spastico dalla nascita. Da 35 anni membro
dell'Associazione italiana assistenza Spastici
(AIAS) Bologna ONLUS.
Laureata in Lettere antiche, laurenda in
pedagogia, sta approfondendo con una tesi
sperimentale
l’educazione
alla
pace
attraverso i conflitti, con particolare
attenzione
agli
aspetti
interculturali.
Esperienza pluriennale nella realizzazione di
percorsi
educativi
sulla
“Gestione
nonviolenta
del
conflitto”
attraverso
metodologie interattive e tecniche di Teatro
dell’oppresso.
Esperienze
pluriennale
nella
gestione
del
servizio
civile
all’estero, in qualità di progettista,
selettore, formatore, tutor dei caschi
bianchi. Possiede un ottima conoscenza
delle
realtà
progettuali
dell’ente
all’estero.
I diritti umani
ConflittoApprofondimenti
La
relazione
d’aiuto
Il casco bianco
Verifica
intermedia
Riprogettazione
in itinere
FAD:
Ruolo del
volontario nel
progetto
specifico
Approccio
interculturale
La figura del
casco bianco nel
progetto
specifico
PANERAI
ALFREDO
PAPA DANIELE
Laureato in filosofia a Milano, ha in seguito
conseguito la qualifica in "Tecnico esperto in
Mediazione sociale e penale" (Regione Toscana) e
il Dottorato in Scienze della Formazione presso
l’Università di Firenze. Da diversi anni lavora,
soprattutto presso scuole, in progetti di
formazione alla nonviolenza e alla comunicazione
efficace con corsi rivolti ad insegnanti, studenti e
genitori.
Lavora spesso anche come facilitatore dei
processi comunicativi di gruppo in diversi ambiti,
proponendo
un
approccio
maieutico
e
partecipativo. Da diversi anni collabora con
l’ente nella formazione dei volontari.
Laureando
in
scienze
della
Comunicazione
con
esperienze
di
La comunicazione
nonviolenta nel
gruppo e la
gestione dei
conflitti
La funzione
antenna
di
114
PERDONCINI
DAMIANA
RAMBALDI
DAVIDE
SCALETTARI
LUCIANO
SOLDATI
ROBERTO
ZANCHETTIN
ALESSANDRO
GIOVANNETTI
MARCO
servizio civile all’ estero (Albania).
Esperienza
nell’ambito
dell’informazione, attraverso la gestione
del portale di informazione nonviolenta
www.antennedipace.org. Organizzazione
di eventi di sensibilizzazione.
Esperienze pluriennale nella gestione
del servizio civile all’estero, in qualità di
progettista, selettore, formatore, tutor
dei caschi bianchi. Possiede un ottima
conoscenza delle realtà progettuali
dell’ente all’estero.
Membro
dell’associazione,
possiede
un’esperienza pluriennale sia nella gestione
dei volontari in servizio civile in Veneto, sia
all’estero, nei ruoli di formatrice, selettrice,
tutor di riferimento dei volontari all’estero.
Possiede un ottima conoscenza delle realtà
progettuali dell’ente
all’estero e delle
modalità di intervento.
Educatore
professionale
dapprima
nell’ambito della disabilità mentale
adulta,
in
seguito
nelle
tossicodipendenze,
attualmente
responsabile
degli
interventi
di
prevenzione all’uso di sostanze per il
Sert dell’ USL di Bologna. Pedagogista,
formatore, conduttore di gruppi dal
1996. Da 4 anni circa collabora con
l’Associazione Papa Giovanni XXIII nelle
formazioni dei caschi bianchi, in qualità
di esperto di relazione d’aiuto e di
affettività.
Laureato in filosofia, inviato speciale di
Famiglia
Cristiana,
si
occupa
prevalentemente
del
Continente
Africano e del giornalismo d’inchiesta.
Ha vinto vari premi giornalistici (
2006:Premio
Saint
Vincent
di
Giornalismo per sezione periodici, 2006:
Premio
Lucchetta).
Esperienza
pluriennale di formazione con volontari
in
servizio
civile
sul
tema
dell’informazione.
Laureato in ingegneria elettronica, ha
frequentato il corso per Responsabile
della Prevenzione e Protezione. Dal
2009 è il Responsabile per la sicurezza
per l’ente Comunità Papa Giovanni
XXIII, con il compito di organizzare la
formazione
dei
dipendenti
e
dei
volontari,
e
sovrintendere
all’organizzazione
delle
squadre
di
primo soccorso e antincendio.
Pedagogista esperto in interventi socioeducativi di strada e in centri di
aggregazione,
analisi
dei
conflitti,
mediazione interpersonale e sociale,
Intercultura, promozione delle risorse
individuali
e
di
gruppo. Dal
1992
organizza e conduce laboratori di Teatro
dell’oppresso.
Membro dell’Associazione vive a Volgograd
(Russia) dal 2000, responsabile per conto
Il casco bianco
Verifica
intermedia
Riprogettazione
in itinere
Verifica
intermedia
finale
e
Riprogettazione
in itinere
La
relazione
d’aiuto
La funzione
antenna
di
Formazione
e
informazione sui
rischi
connessi
all’impiego
dei
volontari
nei
progetti
di
servizio civile
Approccio
interculturale
L’Ente e il
intervento
suo
nel
115
LORUSSO
MARILISA
COFANO
GIANPIERO
SANTO STRANO
MARCUT VIORICA
dell’Associazione dei progetti presenti sul
territorio, gestisce una struttura di prima
accoglienza per senza fissa dimora.
Partecipa alla stesura dei progetti e alla
loro realizzazione, verificandone il percorso,
le finalità e gli obiettivi finali. Ha un’ottima
conoscenza del territorio degli aspetti socio
– politico, collabora con Enti e Associazioni
sia del territorio che Estere. Responsabile
della gestione dei giovani in Servizio Civile
nel progetto Caschi Bianchi in Russia,cura
in
particolare
modo
l’accoglienza,
l’accompagnamento nel territorio e il
percorso personale e di gruppo.
Pluri - Laureata in Scienze Diplomatiche
Internazionali e Scienze Politiche, con
particolare interesse a Democrazia e Diritti
Umani. Esperienze di studio, lavoro e
ricerca
nell’ambito
Euro-Asiatico,
in
particolare in Turchia – Georgia – Abkhazin.
Membro dell’Associazione dal 1996, cura e
gestisce
per
conto
dell’Associazione
numerosi progetti nei Balcani per la lotta al
traffico
di
esseri
umani,vanta
una
decennale esperienza in progetti Italiani o
Esteri a favore della riduzione del traffico
degli esseri umani. Responsabile legale
della filiale dell’Associazione presente in
Georgia. Collabora alla gestione dei giovani
in Servizio Civile nel progetto Caschi
Bianchi in Georgia, cura in particolare modo
l’accoglienza,
l’accompagnamento
nel
territorio e il percorso personale e di
gruppo.
Esperienza pluriennale di gestione e lavoro
in strutture di accoglienza e aggregazione
per soggetti svantaggiati.
Esperienza
pluriennale
di
gestione
dell’intervento del’Ente nella città di
Bucarest, con particolate attenzione alla
gestione dei giovani in Servizio Civile, cura
in
particolare
modo
l’accoglienza,
l’accompagnamento nel territorio e il
percorso personale e di gruppo.
Assistente Sociale e coordinatrice dei
progetti
nell’Associazione
“Generatie
Tanara”
presente
in
Romania,
è
Responsabile dell’equipe operatori , della
progettazione, dell’accoglienza degli utenti.
Cura e mantiene
i contatti con le
Associazioni
del
territorio
e
quelle
Straniere. Cura e mantiene i contatti con le
Istituzioni Pubbliche e Private del territorio.
Tutor per la Romania dei giovani in Servizio
Civile nel progetto “Caschi Bianchi”,cura in
particolare
modo
l’accoglienza,
l’accompagnamento nel territorio e il
percorso personale e di gruppo.
progetto Estero.
Indicazioni
di
comportamento e
stile di presenza.
Il progetto
“Caschi Bianchi
Corpo Civile di
Pace 2014 EURASIA”
Contesto
socioeconomico
e
politico
dell’Eurasia.
L’Ente e il suo
intervento
nel
progetto Estero.
Indicazioni
di
comportamento e
stile di presenza.
Il progetto
“Caschi Bianchi
Corpo Civile di
Pace 2014 EURASIA”
L’Ente e il suo
intervento
nel
progetto Estero.
Indicazioni
di
comportamento e
stile di presenza.
Il
progetto
“Caschi
Bianchi
Corpo Civile di
Pace
2014
EURASIA”
L’Ente e il suo
intervento
nel
progetto Estero.
Contesto socioeconomico e
politico
dell’Eurasia
Il progetto
“Caschi Bianchi
Corpo Civile di
Pace 2014 EURASIA”
116
47) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
La formazione si realizza privilegiando una metodologia partecipativa e attiva, che
favorisca il coinvolgimento dei volontari e l’instaurarsi di una relazione interpersonale
costruttiva
fra
chi
forma
e
chi
viene
formato.
La metodologia adottata rende i volontari protagonisti e co- costruttori del percorso
formativo: la formazione infatti favorisce la condivisione all’interno del gruppo formativo
di conoscenze pregresse, esperienze e riflessioni personali nonché la decostruzione di
stereotipi e pregiudizi, al fine di sviluppare nei volontari un certo approccio critico.
Come per la formazione generale, si alternano lezioni frontali e modalità non formali
che permettono di valorizzare le esperienze e le pre-conoscenze relative alle tematiche.
Come previsto dal sistema di formazione accreditato dall’ente, il 70% delle ore di
formazione specifica saranno realizzate entro il 3° mese di servizio, il restante 30% tra
il 4° e il 9° mese. E’ vero infatti che la formazione specifica fornisce gli strumenti e le
competenze necessarie per affrontare al meglio le attività e pertanto è importante che
venga realizzata all’inizio del servizio. Si ritiene, tuttavia, qualificante riprendere alcune
tematiche già trattate nei primi tre mesi di servizio anche successivamente, proprio
perché l’esperienza di servizio civile è un imparare facendo, e pertanto richiede una
costante riflessione sull’azione. Riflessione che dovrebbe essere garantita dall’OLP, in
quanto “maestro”, ma che è opportuno sia sviluppata in contesti formativi ad hoc,
anche oltre il 3° mese, che vanno ad integrare e rinforzare il bagaglio di competenze
acquisito all’inizio. Questo permetterebbe di approfondire alcune tematica alla luce
dell’esperienza maturata dai volontari, con una maggiore consapevolezza da parte di
quest’ultimi.
Tra le metodologie e tecniche non formali utilizzate vi sono:
● Training nonviolenti, simulazioni, giochi di ruolo, attribuzione di responsabilità
nel processo formativo;
● Dibattiti, brainstorming, lavoro di gruppo, elaborazione di report ed articoli;
● Discussione in piccoli gruppi;
● Cineforum;
● Teatro dell’oppresso (TDO);
● Formazione individuale con tutor d’aula, incontri con realtà formative outdoor,
utilizzo di risorse formative ed occasioni formative esterne agli enti ed offerte
dal territorio, laboratori tematici;
● Verifiche periodiche.
Oltre a lezioni frontali e non formali, si prevede anche una formazione a distanza (di 6h,
pari a circa il 7% delle ore) attraverso una specifica piattaforma, finalizzata a creare
uno spazio di confronto per rileggere, analizzare, rielaborare l’esperienza di servizio
civile, operando costantemente- con il supporto dei formatori e del materiale formativo
a disposizione- un’ autoriflessione costante sul proprio servizio.
Le formazione in Italia sono residenziali: i volontari vivono in una stessa struttura
condividendo gli spazi, con una corresponsabilità nella gestione degli stessi.
La dimensione di gruppo sperimentata attraverso la residenzialità è essa stessa
esperienza formativa informale, che favorisce lo sviluppo di competenze sociali e
trasversali quali il rispetto dell’altro, la collaborazione, la gestione dei conflitti, la tutela
del bene comune.
Durante la formazione sarà garantita la presenza di un tutor d’aula con gli specifici
compiti di gestire il gruppo, facilitare le relazioni interpersonali, valutare l’efficienza e
l’efficacia dei moduli, gestire eventuali situazioni conflittuali all’interno del gruppo.
Oltre al tutor sarà presente la figura del formatore, con il compito di progettare,
coordinare, supervisionare il percorso formativo.
Il percorso formativo specifico prevede:
una formazione pre-espatrio in Italia, entro il primo mese di servizio;
Una formazione intermedia, tra 5° e 6° mese di servizio, come occasione di
verifica e riprogettazione in itinere dell’esperienza;
Una formazione specifica in loco suddivisa in un momento iniziale al momento
dell’inserimento nella sede estera e un altro momento tra 8°e 9° mese;
117
-
Una formazione a distanza al 3°, 5°, 8°mese;
L’attività di monitoraggio è considerata parte integrante del percorso formativo. Il
processo di verifica / valutazione / riprogettazione effettuato è costante ed è realizzato
in forma interattiva con i volontari, i formatori e gli esperti coinvolti nei progetti e nei
percorsi formativi.
48) Contenuti della formazione:
I contenuti caratterizzanti la formazione specifica pre- espatrio sono:
La relazione d’aiuto
In questo modulo verranno trattati i fondamenti teorici utili all’ instaurazione di
una relazione d'aiuto, in particolare, fra gli elementi generali ed introduttivi.
Verranno forniti ai volontari gli strumenti per attuare una costante
autoriflessione del proprio approccio all’altro nell’ambito della relazione
educativa che caratterizza il progetto.
 Il rapporto “aiutante-aiutato”
 le principali fasi della relazione di aiuto
 la fiducia e le difese all’interno della relazione di aiuto
 presa in carico della persona aiutata
 ascolto ed empatia, gestione della rabbia e dell’aggressività
 Il Burn-Out come rischio nelle relazioni educative
Contesto socio-economico e politico dell’area di intervento ell’Eurasia.
Questo modulo focalizza l’attenzione sugli assetti geopolitici che caratterizzano
i paesi a progetto, con uno sguardo che si allarga agli assetti mondiali, alla luce
delle interdipendenze legate alla globalizzazione. Riteniamo fondamentale
infatti che il casco bianco assuma una prospettiva “glocale” , con uno sguardo
pronto a cogliere i molteplici legami che i contesti specifici del progetto
sviluppano con la dimensione mondiale.
Il modulo in particolare approfondirà:
 i principali assetti geopolitici, economici e sociali nell’area in cui è
inserito il progetto;
 descrizione dei contesti dei paesi specifici;
 Approfondimento sui conflitti dei territori in cui il progetto si sviluppa e
sulle modalità di intervento attuate.
Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei
volontari nei progetti di servizio civile:
Il modulo offre ai volontari una puntuale informativa dei rischi connessi allo
svolgimento alle attività pratiche in cui sono impegnati i volontari, con
particolare attenzione alle misure di prevenzione e di emergenza.
- Riferimento alla normativa sulla sicurezza in loco;
- informativa dei rischi connessi all’ambiente di servizio e allo
svolgimento delle attività pratiche in cui sono impegnati i volontari,
alle possibili interferenze con altre attività che si svolgono in
contemporanea nello stesso luogo;
- misure di prevenzione e di emergenza previste, in relazione alle
attività del volontario e alle possibili interferenze tra queste e le
altre attività che si svolgono in contemporanea.
Il casco bianco
Il presente modulo, utile a collocare il servizio prestato dai caschi bianchi
118
verterà sui seguenti aspetti:
 Approfondimento dell’evoluzione e le caratteristiche della figura del
Casco Bianco: il mandato , i compiti, il modello di servizio civile CASCHI
BIANCHI condiviso dall’ omonima rete di enti;
 ruolo del volontario in servizio civile nella società;
 Stile di presenza dei CB all’estero ;
 Strumenti per la conoscenza della realtà in cui si va ad operare.
La funzione di antenna
Caratteristica fondamentale dell’operatività del Casco bianco è la “funzione di
antenna”, secondo la quale ad ogni CB spetta il compito di produrre
informazione dal basso, rispetto alle situazioni dove opera al fine di informare
e sensibilizzare un “bacino di attenzione”, definito prima dell’ espatrio. Tale
bacino si sostanzia nella propria comunità inviante (città , quartiere gruppi di
appartenenza…).
1. Modulo introduttivo sull’informazione e sul “ruolo di antenna”:
 il mondo/mercato dell’ informazione, attori dell’informazione;
 il legame fra conflitto ed informazione, l’uso dei media ad uso
propagandistico;
 analisi ed approfondimento di testi;
 sensibilizzazione sul territorio d’origine: sviluppo di un “bacino
d’attenzione.
2.Laboratorio di scrittura:
 L’informazione nonviolenta, scopi e strumenti;
 Laboratorio di scrittura;
 Uso della macchina fotografica e della videocamera come strumenti di
documentazione;
 L’utilizzo degli strumenti di comunicazione web 2.0.
I diritti umani
In questo modulo verranno presentati ed approfonditi alcuni strumenti di
osservazione e monitoraggio dei diritti umani nel contesto territoriale in cui si
sviluppa il progetto, nonché strumenti e tecniche di tutela dei diritti umani.
Si approfondiranno in particolare:
 gli elementi di riferimento teorici rispetto ai diritti umani, del quadro
normativo internazionale di riferimento, degli organismi e degli
strumenti di tutela;
 strumenti di osservazione, monitoraggio e tutela dei diritti umani;
 parte laboratoriale di analisi dei diritti violati nell’area nel contesto
paese in cui si sviluppa il progetto;
 presentazione attività di mappatura dei diritti umani;
Il teatro dell’ oppresso
Il teatro dell’oppresso è una tecnica teatrale che favorisce il cambiamento
sociale tramite la coscientizzazione degli attori e degli spettatori. E’ molto
utilizzata come tecnica formativa nei percorsi educativi per gruppi e per la
gestione di situazioni conflittuali, in particolare verranno affrontati i seguenti
temi:
 La de meccanizzazione, concetto, tecniche e loro applicazione;
 I ruoli definiti: l’oppresso, l’oppressore, le figure vivine, il giolli;
 La tecnica del Teatro-forum e il teatro immagine;
 Analisi di situazioni di oppressione e sperimentazione di possibili
soluzioni attraverso l’uso delle tecniche presentate.
Il conflitto - approfondimenti
Verrà approfondito il conflitto e la sua gestione nonviolenta in relazione a
119
tipiche situazioni conflittuali riscontrabili nei territori di destinazione. In
relazione a tali situazioni verrà affrontato:
 Elementi fondamentali del conflitto:
o conflitti a più livelli: macro, meso, micro;
o violenza, forza, aggressività;
o l'escalation della violenza;
 Individuazione di strumenti e strategie di gestione nonviolenta dei
conflitti;
 Approfondimento sulla MEDIAZIONE nel conflitto;
 Il conflitto interpersonale e all’interno del gruppo di lavoro.
Verifica della formazione
Alla fine della formazione generale si effettua il monitoraggio della formazione
attraverso i moduli previsti dal Sistema di monitoraggio accreditato dall’Ente e
una verifica più approfondita in plenaria, al fine di fare emergere criticità e
punti di forza, e dove se ne verificasse la necessità apportare i cambiamenti
necessari ad un maggiore efficacia della proposta formativa.
Contenuti della formazione specifica intermedia in Italia:
Verifica intermedia
Il modulo prevede una rielaborazione dei vissuti legati all’esperienza,
rielaborazione propedeutica poi alla valutazione intermedia rispetto agli
obiettivi e attività del progetto.
Si prevede in particolare:
 Rilettura dell’esperienza a partire dai vissuti personali;
 Rilettura dell’esperienza a partire dalle relazioni (con beneficiari, OLP,
volontari)
 Condivisione delle esperienze: punti di forza e punti critici
 Valutazione obiettivi e attività del progetto;
 Valutazione attività comuni previste dal progetto;
Riprogettazione in itinere
Questa fase è fondamentale per la buona riuscita del progetto perché permette
di apportare delle migliorie al progetto in itinere. E’ strettamente legata alla
verifica e valutazione del progetto stesso.
 Partendo dalla valutazione (dai punti di forza e di debolezza rilevati)
pensare a una riprogettazione
 Ripresa obiettivi del progetto
Relazione aiuto/affettività:
In genere i primi mesi sono impegnativi per i volontari, soprattutto da punto di
vista affettivo: alla lontananza dagli affetti, si sommano le difficoltà legate alle
differenze culturali, la difficoltà di mantenere la giusta distanza/vicinanza nella
relazione educativa. Il modulo cerca di fornire degli strumenti per attuare
un’autoriflessione sul proprio operato e per rielaborare l’esperienza finora
vissuta. Si approfondiranno i seguenti temi:
 la conquista della fiducia e la gestione dell’aggressività nella relazione di
aiuto
 La gestione dello stress e il Burn-Out, a partire dalle esperienze
concrete dei volontari;
 Condivisione delle criticità emerse durante l’esperienza.
Approccio interculturale:
I contenuti del presente modulo sono funzionali all’ acquisizione di competenze
utili a relazionarsi in maniera positiva con le differenti realtà culturali nei
120
contesti in cui si opera. Tale modulo viene preceduto da un modulo
propedeutico a distanza. Viene affrontato nella formazione intermedia per
poter riflettere sulle criticità nella relazione interculturale, partendo dalle
esperienze concrete dei volontari.




acquisizione di competenze utili a relazionarsi positivamente con le
differenti realtà culturali;
approfondimento dei concetti di individuo, altro , giudizio e pregiudizio;
Confronto su pregiudizi e difficoltà nell’incontro con la cultura locale;
Rilettura dell’esperienza da un punto di vista interculturale;
Verifica della formazione
Alla fine della formazione intermedia si effettua il monitoraggio della
formazione attraverso i moduli previsti dal Sistema di monitoraggio accreditato
dall’Ente e una verifica più approfondita in plenaria, al fine di fare emergere
criticità e punti di forza, e dove se ne verificasse la necessità apportare i
cambiamenti necessari ad un maggiore efficacia della proposta formativa.
Contenuti della formazione specifica in loco:
1° incontro all’arrivo (2° mese di servizio):
L’ente e il suo intervento nel progetto estero
Il modulo approfondisce le realtà dell’ente a progetto, con particolare
attenzione a quella che sarà la collocazione del volontario in quel contesto.
Questa parte prevede la visita delle progettualità e l’approfondimento della
modalità d’intervento dell’ente.
 Storia della presenza dell’ente in loco, mission, attività, stile di
presenza;
 Il progetto Caschi Bianchi nel contesto specifico del progetto;
 Progetti e modalità di intervento;
 Attività e ruolo del casco bianco nel progetto specifico
 Visita alle diverse realtà progettuali dell’ente, con particolare attenzione
alle realtà a progetto;
Indicazioni di comportamento e stile di presenza



indicazioni e norme di comportamento, in relazione al contesto
culturale, socio-economico e politico in cui si realizza il progetto;
informazioni sui rischi presenti nel contesto di riferimento (sanitari, per
la sicurezza personale, di ordine pubblico e ambientali);
informazione sulle misure per prevenire i rischi e per le emergenze.
Tra 8° e 9° mese:
Il progetto “Caschi bianchi corpo civile di pace 2014-EURASIA”
 ripresa degli obiettivi e delle attività previste dal progetto;
 verifica dell’andamento del servizio;
 verifica attività generali ( antenne e mappatura);
 riprogettazione in itinere.
Contenuti della FAD :
Ruolo del volontario nel progetto specifico:
121




Il ruolo del volontario nel progetto e grado di inserimento;
La relazione con i destinatari del progetto;
Il ruolo del volontario nel lavoro d’equipe;
L’attività di competenza del volontario ricondotta agli obiettivi del
progetto, con attenzione sul COME si fanno le cose.
Approccio interculturale:
 le cornici culturali che condizionano le interpretazioni di un
contesto complesso;
 analisi dei condizionamenti culturali a partire dalle esperienze
concrete dei volontari;
 l’ascolto attivo come strumento per superare i pregiudizi culturali
e comprendere la complessità del contesto.
La figura del casco bianco nel progetto specifico:
 analisi e approfondimento delle conflittualità presenti nel
territorio;
 approccio del cb rispetto ai conflitti meso e micro, a partire dal
mandato del cb;
 buone prassi per la gestione dei conflitti.
49) Durata:
Durata formazione specifica pre- espatrio in Italia:
Durata formazione specifica intermedia in Italia:
Moduli formativi
La relazione d’aiuto
Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei
volontari nei progetti di servizio civile
Contesto socio-economico e politico dell’area di intervento
Il casco bianco
La funzione di antenna
I diritti umani
Il teatro dell’oppresso
Conflitto- approfondimenti
Verifica della formazione
TOTALE ORE FORMAZIONE SPECIFICA A
Moduli formativi
Verifica intermedia
Riprogettazione in itinere
Relazione aiuto/affettività
Approccio interculturale
Verifica della formazione
TOTALE ORE FORMAZIONE SPECIFICA B
Totale
ore
8
4
4
4
8
4
8
10
2
52
Totale ore
6
2
4
4
2
18
Durata formazione specifica in loco:
122
Moduli formativi
L’ente e il suo intervento nel progetto estero
Indicazioni di comportamento e stile di presenza
Il progetto “Caschi bianchi corpo civile di pace 2014EURASIA”
TOTALE ORE FORMAZIONE SPECIFICA C
Totale ore
3
2
3
8
Durata formazione a distanza;
Moduli formativi
Ruolo del volontario nel progetto nel progetto
specifico
Approccio interculturale
La figura del casco bianco nel progetto specifico
TOTALE ORE FORMAZIONE SPECIFICA D
Totale ore
2
2
2
6
TOTALE ORE FORMAZIONE SPECIFICA A+B+C+D= 52+18+8+6=84
Di queste 84 h, 59 verranno realizzate entro il 3° mese ( 70% del
totale) e le restanti 25 entro il 9° mese (30%)
Altri elementi della formazione
50) Modalità di monitoraggio del percorso di formazione (generale e specifica)
predisposto:
Si rimanda al sistema di monitoraggio verificato in sede di accreditamento
Data
30 LUGLIO 2014
Il Responsabile del Servizio civile nazionale dell’ente
NICOLA LAPENTA
123
Scarica

scheda progetto per l`impiego di volontari in servizio civile all`estero