IL BOLLETTINO SALESIANO Rivista della Famiglia Salesiana Fondata da san Giovanni Bosco nel 1877 Quindicinale di informazione e cultura religiosa edito dalla Congregazione Salesiana di San Giovanni Bosco . Spett.le Bollettino Salesiano INDIRIZZO Via della Pisana 1111 - Casella post . 9092 00163 Roma-Aurelio - Tel . 06/69 .31 .341 . Conto corr . post. n . 46 .20 .02 intestato a Direzione Generale Opere Don Bosco, Roma . DIRETTORE RESPONSABILE GIUSEPPE COSTA Redazione : Giuliana Accornero - Marco Bongioanni - Carlo Borgetti - Gaetano Nanetti - Luciano Panfilo - Dora Pandolfi - Cosimo Semeraro - Saverio Stagnoli . Collaboratori : Nino Barraco - Elia Ferrante Domenica Grassiano - Adolfo L'Arco - Angelo Paoluzi - Francesca Tiziani - Domenico Volpi . Archivio: Guido Cantoni Propaganda : Giuseppe Clementel Diffusione : Arnaldo Montecchio Fotocomposizione e impaginazione: Scuola Grafica Salesiana Pio XI - Roma Stampa : Officine Grafiche SEI - Torino Registrazione : Tribunale di Torino n . 403 del 16 .2 .1949 IL BOLLETTINO SALESIANO SI PUBBLICA ,w, Il primo di ogni mese (undici numeri, eccetto agosto) per la Famiglia Salesiana . ,_; II 15 del mese peri Cooperatori Salesiani . Collaborazione : La Direzione invita a mandare notizie e foto riguardanti la Famiglia Salesiana, e s'impegna a pubblicarle secondo il loro interesse generale e la disponibilità di spazio . Edizione di metà mese . A cura dell'Ufficio Nazionale Cooperatori - Viale dei Salesiani 9 00175 Roma - Tel . (06) 74 .80 .433 . 1 OTTOBRE 1983 ANNO 107 - NUMERO 14 In copertina : Donna Kekchí (foto Jorge) . Servizio di copertina pag . 17-22. Don Bosco è notizia, 3-9 NOTE SPIRITUALI / A cura di Nino Barraco, 10-11 FAMIGLIA SALESIANA / Suore d'assalto per il nord-est, 12-15 Tra i Kekchìes di Carchà con allegria e speranza, 17-22 IL BOLLETTINO SALESIANO NEL MONDO II BS esce nel mondo in 41 edizioni nazionali e 20 lingue diverse (tiratura annua oltre 10 milioni di copie) in : Antille (a Santo Domingo) - Argentina - Australia - Austria - Belgio (in fiammingo) - Bolivia - Brasile - Canada - Centro America (a San Salvador) - Cile - BS Cinese (a Hong Kong) - Colombia - Ecuador - Filippine Francia - Germania - Giappone - Gran Bretagna - India (in inglese, malayalam, tamil e telugú) - Irlanda - Italia - Jugoslavia (in croato e in sloveno) - Korea del Sud - BS Lituano (edito a Roma) - Malta - Messico - Olanda - Paraguay - Perù - Polonia - Portogallo - Spagna - Stati Uniti - Sudafrica - Thailandia - Uruguay - Venezuela . DIFFUSIONE Il BS è dono-omaggio di Don Bosco ai componenti la Famiglia Salesiana, agli amici e sostenitori delle sue Opere . Copie arretrate o di propaganda : a richiesta, nei limiti del possibile . Cambio di indirizzo: comunicare anche l'indirizzo vecchio . 2 • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 PROGETTO AFRICA / I capoverdiani sono anche da noi, 23-25 PROTAGONISTI / vorrei rispondere alla lettera apparsa nel Bollettino del 1° luglio . Chi ha scritto è una ragazzaa della mia età, residente a Pistoia, con problemi che io ho già avuto e che sto cercando di superare . Cara «Lettera firmata, 51100 Pistoia» scusami se ti chiamo così, ma sconosco il tuo nome . lo mi chiamo Lia, ho 21 anni e sono studente in legge . Ho comunque i tuoi stessi problemi di fondo : la paura di non essere utile, la responsabilità che sento quando qualcuno, un fratello, soffre, la consapevolezza che potrei fare molto di più . . . in qualche altra parte del mondo . Ma in questa ultima frase è veramente il nostro problema! Spesso pensiamo che potremmo aiutare quelle persone che stanno lontano da noi, mentre dobbiamo capire che chi ci sta intorno, persone abituali per noi, per te saranno tuo marito e tua figlia, per me i genitori e gli amici, sono le persone da amare di più . Tu hai già la tua missione, non facile, certo : quella di creare una famiglia cristiana, di educare tua figlia, di essere cellula viva del Corpo della Chiesa . Hai già fatto la tua scelta di vita, seguila fino in fondo, e vi troverai il Cristo ad aspettarti . La gioia di vivere la troverai quando avrai la certezza che Lui ti ama, non per quello che vorresti essere, ma per quella che sei, ringraziaLo quindi per averti dato una famiglia in cui puoi predicare il Vangelo . Aiutati con la preghiera . . . anche io ti sarò accanto e pregherò per te. Forza e coraggio quindi, La vita è troppo bella per sprecarla . . . Se vuoi scrivermi il mio indirizzo è Riggi Lia - Via Terranova, 11 93017 San Cataldo (CL) Spett.le Bollettino Salesiano, Sono exallievo salesiano come artigiano sarto . Il mio capo sarto si chiamava Pietro Cenci, il direttore don Abbà, il prefetto don Staderini . Ho un ricordo di grande consolazione dei miei quattro anni di permanenza . Oggi ho deciso di scrivervi . Ho 83 anni finiti il 20 ottobre scorso . Con ossequi Pujotti Mario Monsignore, chi vincerà la partita?, 26-28 Caro don Rubio, provveditore di tutti, 29-31 RUBRICHE : Scriveteci, 2 - Qualche tempo fa . . ., 9 - Don Bosco si diverte, 16 - Libreria, 32 - I nostri morti, 33 - I nostri santi, 34 - Solidarietà, 35 IMPORTANTE . Non si prendono in considerazione le lettere non firmate e senza indirizzo completo del mittente . A richiesta la firma può essere non pubblicata . Si raccomanda la brevità delle lettere. CASA GENERALIZIA Conclusa l'Assemblea VDB Le Volontarie di Don Bosco (VDB) hanno concluso la loro seconda Assemblea Generale rieleggendo per altri sei anni la signorina Anna Marocco come Responsabile Maggiore dell'istituto . Durante l'Assemblea che si è svolta presso la Casa Generalizia dei Salesiani dal 3 al 25 luglio 1983 e che ha visto la partecipazione di 40 delegate in rappresentanza delle oltre settecento laiche consacrate sono stati dibattuti i problemi dell'istituto . In un ambiente di grande fraternità e amicizia le Volontarie di Don Bosco hanno in particolare approfondito gli elementi essenziali della loro salesianità secolare . La commemorazione poi del 21 luglio 1978 - data in cui Papa Paolo VI, pochi giorni prima THAILANDIA Nuovo santuario a Maria Ausiliatrice II 24 luglio 1983 ad un anno appena dalla posa della prima pietra è stato inaugurato il santuario a Maria Ausiliatrice che monsignor Carretto ha voluto erigere a Phanon in Thailandia . monsignor Giuseppe Ek processioni durante le non Thapping, vescovo di Rat- infrequenti piogge . L'altezza buri, diocesi un tempo affi- della chiesa è di 30 metri con data a monsignor Carretto - una croce fosforescente di 6 metri ; dispone di 7 finestroni e 25 sacerdoti . Per gli appassionati dei nel centro della cupola che numeri eccone alcuni che si danno luce variopinta sull'alriferiscono al nuovo edificio : tare e che simboleggiano i 7 il nuovo santuario ha una su- sacramenti . perficie interna di 560 metri Nelle foto : alcune immaquadrati : ha un corridoio gini dell'edificio e della ceesterno di 340 metri che condella morte, diede l'approrimonia . vazione pontificia all'istituto - è servita a ricordare la missione ecclesiale dello stesso Istituto . Nelle foto : la Responsabile Maggiore Anna Marocco e un momento di fraternità serale. Con l'occasione è venuto a Phanon il pro-Nunzio in Thailandia monsignor Renato Raffaele Martino che ha avuto anche modo di prendere contatto per la prima volta con la Diocesi retta dal salesiano monsignor Carretto . La prima concelebrazione ha visto attorno al nuovo altare tre vescovi - per l'occasione è venuto anche • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • 3 Papa Giovanni Paolo li . Alla raccolta delle lettere è stata aggiunta una artistica pergamena opera del salesiano Mario Bovio ed una lettera ufficiale dell'intera comunità educativa con le firme degli allievi e dei docenti . In data 8 luglio 1983 il Santo Padre tramite il Sostituto della Segreteria di Stato monsignor Eduardo Martinez Somalo ha risposto con una lettera inviata al direttore dell'istituto don Felice Rizzini, che pubblichiamo : CASA GENERALIZIA La strenna 1984 In data 1 settembre 1983 il Rettor Maggiore ha scelto la Strenna che per tutto il 1984 sarà oggetto di studio e riflessione da parte della Famiglia Salesiana . Il tema scelto è il seguente : «Il "NON BASTA AMARE!" della lettera di Don Bosco da Roma ci muova a rinnovati propositi di Santità tipicamente Salesiana» . Si tratta di una Strenna fortemente impegnativa che non mancherà di sviluppare interessanti riflessioni storiche e pedagogiche sulla Lettera che Don Bosco scrisse da Roma il 10 maggio 1884 avente come oggetto una serie di considerazioni sul sistema educativo salesiano . Altro avvenimento con il quale è legata la Strenna è certamente il cinquantesimo della canonizzazione di Don Bosco avvenuta il 1° aprile 1934 . Questa strenna 1984 - ha dichiarato don Giovanni Raineri, consigliere generale per la Famiglia Salesiana - ha tuttavia nel suo retroterra storico anche altri avvenimenti e documenti della nostra tradizione come, per esempio, il «Testamento spirituale» di Don Bosco . Dopo averlo a lungo meditato, steso e riveduto il Santo lo consegnò quasi come viatico al suo successore don Rua nel settembre del 1884, sentendo, come disse, «non distante il tempo del rendiconto al Signore» . E un documento pieno di saggezza in cui la santità diventa direttiva concreta per uomini attività e cose e che servì al suo successore per dissipare diffidenze e dubbi sulla continuità e validità dell'opera di Don Bosco . toli ispettoriali, cogliere le convergenze più rilevanti e di segnalare le problematiche emergenti . I risultati di tale lavoro sono stati raccolti in due volumi con criteri di completezza ed obiettività cercando anche una esposizione funzionale agli stessi capitolari che troveranno in essi gli strumenti più preziosi del loro lavoro capitolare . Il primo dei due volumi raccoglie le proposte dei capitoli ispettoriali e dei singoli salesiani mentre il secondo volume raccoglie rilievi e indicazioni che la Commissione precapitolare ha inteso offrire agli oltre duecento salesiani che in rappresentanza dei loro confratelli dal 9 gennaio 1984 saranno riuniti a Roma presso la casa generalizia . Nelle foto: Il gruppo dei Tutto è pronto per Il 22° Capitolo Generale ITALIA Con un intenso lavoro durato dal 27 giugno al 26 agosto 1983, la Commissione precapitolare animata dal Regolatore dello stesso Capitolo don Giovanni Vecchi, ha concluso l'iter di preparazione della massima assise salesiana . La Commissione composta da ventisei membri provenienti da diverse ispettorie ha avuto il compito non facile di sintetizzare i risultati delle riflessioni che i Salesiani hanno espresso nei capi- Concorso' fotografico L'Unione Exallievi del »S . Francesco di Sales» di Catania anche per quest'anno ha bandito un concorso fotografico. L'iniziativa denominata «Premio Don Bosco» giunge così alla sua quarta edizione ; essa è aperta a tutti i fotoamatori e si articola in tre sezioni : stampe bianco e nero, stampe a colori, diapositive a colori . Il termine ultimo per la partecipazione al concorso è fissato per il 10 gennaio 1984 mentre la pre- miazione delle opere avverrà il 29 gennaio dello stesso mese . Chiunque fosse interessato all'iniziativa può chiedere il regolamento del concorso rivolgendosi all'Unione Exallievi «S . Francesco di Sales» via Cifali 7 - 95123 Catania . 4 • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 precapitolare. Reverendo Signore, Celebrando il 90 .mo di fondazione, codesto Istituto Salesiano ha potuto constatare, con legittima gioia e fierezza, che fra gli elementi costitutivi che lo caratterizzano «emerge una grande devozione al Papa, secondo gli esempi di Don Bosco» . Ed appunto le iniziative promosse nel quadro delle celebrazioni commemorative come il Concorso «Lettera al Papa» e la raccolta delle firme dei ragazzi, offerta in segno di omaggio a Sua Santità - hanno fornito eloquente conferma di tale devozione ed hanno mostrato, altresì, come codesta Comunità conservi immutata la sia affettuosa ed operante fedeltà al Vicario di Cristo . Di ciò è stato informato il Santo Padre mediante il cortese dono, che Gli è stato inviato e che Egli ha ben accolto ed apprezzato . Il Sommo Pontefice, pertanto ; desidera che Le siano resi manifesti i sentimenti della Sua soddisfazione e riconoscenza, mentre, in cambio di tanta delicata bontà, augura che tutti i membri dell'istituto - auspice Maria S S .ma Ausiliatrice - siano sempre «ferventi nello spirito, lieti nella speranza e accetti al Signore» (Rom 12,11) . A conferma di tali voti e quale pegno di copiosi favori del Cielo, Sua Santità imparte a Lei, ai Collaboratori ed a tutti i cari Allievi con le rispettive famiglie l'implorata, propiziatrice Benedizione Apostolica . Con sensi di distinta stima, mi confermo d ev .m o nel Signore >pE Martinez, Sost . I ragazzi scrivono CITTA DEL VATICANO e il Papa risponde In occasione del 90° di Don Stickier fondazione dell'Opera salenominato arcivescovo siana di Treviglio i ragazzi L'Osservatore Romano del della scuola media hanno scritto una serie di lettere a 9 settembre 1983 ha dato no- tizia che il Santo Padre ha nominato Pro-Bibliotecario di Santa Romana Chiesa il Rev .mo don Alfons Stickler, SDB, elevandolo in pari tempo, in qualità di Arcivescovo, alla sede titolare di Bolsena . Il neo arcivescovo è nato i 23 agosto 1910 in Austria a Neunkirchen in diocesi di Vienna . Entrato giovanissimo nel collegio salesiano di Vienna a 18 anni emetteva i primi voti religiosi . Ha studiato teologia a Benedikbeuern (Germania), Torino e Roma . Fu ordinato sacerdote a Roma nel 1937 e si è laureato utroque iure presso l'Università Lateranense . Ha tenuto la Cattedra di Diritto canonico al Pontificio Ateneo Salesiano sin dal 1940. Dello stesso Ateneo divenuto Università Pontificia è stato in diversi periodi Preside di Facoltà e Rettor Magnifico . II 25 marzo 1971 Paolo VI lo nominò Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana . Nel corso di questi anni la famosa Biblioteca ha fatto nuove preziose acquisizioni attrezzandosi scientifiche anche con i più aggiornati sistemi di catalogazione e di conservazione . GERMANIA Agenzia di volontariato La Procura missionaria salesiana di Bonn sta svolgendo un intenso lavoro di sostegno alle opere salesiane del Terzo Mondo . Fra le sue attività più significative è da annoverare la formazione e l'invio di giovani volontari laici nelle missioni . Sparsi in India (Kumbalam, Ravulapalem, Madras), Perù (Cusco), Guinea Equatoriale (Bata) ben 65 giovani tedeschi, a loro spese, hanno dedicato agli altri parte della loro giovinezza . Una attenzione particolare la Procura ha rivolto nella ricerca di giovani dentisti : ben cinquanta fra medici ed odontotecnici si sono dichiarati disposti ad andare in territorio missionario . Il primo è già partito per Barcelos in Brasile . cluderà il prossimo 9 ottobre. Ad esso prendono parte una ventina di Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice e Cooperatori interessati alla conoscenza giovanile o perché docenti in qualche università - è il caso di don Giancarlo Milanesi e di suor Enrica Rosanna docenti di Sociologia - o perché operano nel settore . Il Seminario affronterà in particolare lo studio della condizione giovanile in Africa . MALTA La Famiglia Salesiana a Congresso Qual'è la missione della Famiglia Salesiana nell'isola di Malta? Per rispondere a questo interrogativo don Charles Cini ha convocato tutti i rami della Famiglia per una grande festa e per un dibattito congressuale . L'iniziativa si è congretizzata nei giorni 21-22 maggio 1983 ed ha visto con tutti i rappresentanti locali della Famiglia Salesiana, la partecipazione, fra gli altri, del Vicario Generale dei Salesiani don Gaetano Scrivo, della Vicaria generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Madre Maria del Pilar Leton, del professor Giuseppe Castelli presidente mondiale degli Exallievi di Don Bosco . L'incontro ha avuto momenti di fraternità e di riflessione . Di particolare interesse è stato il dibattito provocato sia dagli interventi degli illustri ospiti che da quelli dei responsabili locali dei Cooperatori ed Exallievi maltesi rispettivamente i signori Carmelo Briffa e Louis Camilleri . BRASILE Nuovi Cooperatori per l'altro secolo Il Brasile salesiano proprio l'estate scorsa ha concluso le celebrazioni del centenario salesiano in quel Paese . Fra le tante celebrazioni delle quali IL BOLLETTINO SALESIANO riferirà una segnalazione merita quanto è avvenuto a Niteroi il 14 luglio . In questa località brasiliana giunsero il 14 luglio 1883 i primi salesiani . Esattamente cent'anni dopo, il 14 luglio 1983, il consigliere generale per la Famiglia Salesiana don Giovanni Raineri ha ac- Questo primo incontro ha voluto anche celebrare il 75° anniversario della presenza salesiana a Malta che come ha detto in un saluto l'arcivescovo monsignor Giuseppe Mercieca - è molto apprezzata . colto tra i Cooperatori una giovane coppia impegnata nell'animazione dell'oratorio di Riachuele e nell'educazione dei propri figli . Certamente - ha commentato don Raineri - un segno di fedeltà per la Famiglia Salesiana del Brasile, un segno di fedeltà a Don Bosco ed un segno di speranza per gli oltre venticinque milioni di giovani brasiliani in difficoltà su cui lo stesso Rettor Maggiore don Egidio Viganò ha voluto richiamare l'attenzione dei Salesiani all'inizio del loro secondo secolo di presenza brasiliana . Nelle foto : Il ricordo ufficiale del Congresso e don Cini che presenta il signor Camilleri presidente degli Exallievi maltesi, all'arcivescovo monsignor Mercieca ; nel centro Madre Maria del Pilar Leton . Essere giovani in Africa Anche quest'anno la Procura missionaria di Bonn d'intesa con la Fondazione Adenauer ha organizzato un seminario di studi per approfondire la conoscenza della condizione giovanile nel Terzo Mondo. Il Seminario iniziato a Bonn il 25 settembre si con• BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • 5 INDIA Il santuario di Bandel STATI UNITI Un manifesto per le vocazioni I nostri fratelli d'oltre Oceano non sono nuovi a iniziative del genere . Già l'anno scorso le strade di Toronto in Canadà sono state tappezzate di grandi manifesti dove un Cristo in croce invitava con queste parole : «Abbi coraggio : sii un prete come me» . Negli Stati Uniti poi anni or sono ci fu un gran discutere per via del fatto che inviti al seguire il Cristo erano stati ampiamente disseminati in mezzo ad annunzi pubblicitari di riviste note per tutt'altro contenuto . Questo che presentiamo è un manifesto preparato dal centro vocazionale salesiano dell'Ispettoria di New York : umorismo e buon gusto fanno un tutt'uno con lo stesso messaggio pubblicitario. Una cosa è certa : il problema vocazionale si fa sempre più drammatico soprattutto tra i popoli più tecnicamente sviluppati e ci interpella per nuove strategie e per una testimonianza cristiana più incisiva . La più antica chiesa del nord est indiano è un santuario mariano . Si tratta della chiesa dedicata alla Madonna del Buon Viaggio di Bandel, località vicino Calcutta, eretta dai portoghesi nel 1599 . Questa chiesa è affidata ai Salesiani fin dal 1928 . Nel corso degli anni il Santuario - meta di innumerevoli pellegrinaggi - è diventato una vera e propria cittadella salesiana . Nel 1951 al già fio- rente aspirantato dei salesiani si è aggiunta l'opera delle Figlie di Maria Ausiliatrice che attualmente hanno un internato, una fiorente scuola superiore, un dispensario medico ed un oratorio festivo con centinaia di bambine . Nel 1968 le opere del Santuario si sono arricchite di una Casa per Esercizi Spirituali . Le foto si riferiscono alla singolare processione che il Santuario organizza ogni anno nella prima domenica di quaresima e che vede la partecipazione di migliaia di pellegrini . Nel po- GUATEMALA Si è svolta la 158 Settimana della Gioventù «Juventud 83» è una manifestazione giovanile che ormai da quindici anni vede riunire migliaia di giovani presso l'istituto Salesiano Don Bosco di Guatemala . L'iniziativa avviata nel 1969 e favorita dal fatto che l'istituto dispone di eccezionali attrezzature per l'attività sportivo-culturale -, quest'ànno ha visto la partecipazione di oltre ventimila giovani appartenenti a 120 scuole . Per una settimana - l'ultima di luglio - il Don Bosco ha visto così alternarsi migliaia di giovani in dibattiti, giochi e spettacoli d'ogni genere . La manifestazione - ha commentato il direttore don Ugo Santucci - vuole essere un contributo alla pace e alla fraternità in un momento in cui il Guatemala vede spesso affermarsi violenza e odio . 6 • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • meriggio di tale domenica molti fedeli si danno appuntamento a Bandel per ascoltare un «sermoncino» sulla Passione di cristo e per dare inizio ad una Via Crucis - in verità molto suggestiva che alla sua quarta stazione vedrà la statua del Figlio congiungersi con quella della Madre e proseguire fino alla morte . Nascono le suore della Visitazione di Don Bosco «Oggi si costituisce, qui, questo nuovo gruppo di giovani donne col consenso e l'incoraggiamento dei sette sono ancora il gruppo più abbandonato nell'attività della Chiesa . La maggior parte delle case religiose maschili e femminili si trovano in grandi o piccole città . Il missionario, i catechisti, e alcune suore incontrano la gente dei nostri villaggi in alcune visite fugaci ma per il resto dell'anno quella gente è abbandonata a se stessa . L'ignoranza della fede e vita cristiana è spaventosa, il livello di alfabetizzazione è scioccante, non più dei 10%, le vittime di malattie sono innumerevoli, la miseria è indescrivibile e la povertà è vergognosa» . Nella foto : le prime candidate a « Visitandine di Don Bosco»). SALVADOR La capitale salvadoregna vuoi bene a Don Rua vescovi della regione per rispondere agli urgenti bisogni dell'india e del Nord Est» . Sono queste le parole con cui monsignor D'Rosario arcivescovo salesiano di Shillong-Gauhati il 31 maggio 1983 ha salutato il primo gruppo di candidate a ciò che per ora è una Pia Associazione Privata detta Pia Associazione della Visitazione e che domani potrà essere una congregazione di suore . Perché questa ennesima istituzione femminile? La risposta viene data dallo stesso arcivescovo : «L'india ha una popolazione di circa 690 milioni dei quali 540 milioni vivono nei 600 .000 villaggi e costituiscono il 82,7% della popolazione totale . Di questi 270 milioni vivono appena al di sopra del livello della povertà mentre 300 milioni ne vivono al di sotto . Circa 70% degli indiani sono analfabeti, 80% al di sotto del livello di povertà e molti muoiono ogni anno per varie malattie . Dopo quasi 2000 anni di cristianesimo i nostri villaggi In tutta l'America Latina non è difficile trovare opere d'ogni genere dedicate all'Auxiliadora, e a Don Bosco . Tra tutte le città basta ricordare Panama dove la devozione popolare al Padre e Maestro della gioventù non è eguali al mondo : si pensi che il giorno della sua festa presso il Tempio di Don Bosco di Panama vanno in processione centomila persone . Naturalmente questa devozione si esprime in mille modi . Così, ad esempio, nelle Antille a Santo Domingo è possibile vedere un Ambulatorio medico dedicato a Don Bosco il cui titolare è un medico exallievo, in Guatemala una Tienda Maria Auxiliadora o un «Taxis Don Bosco», in Nicaragua poi basta andare al mercato di Monimbò per trovare innumerevoli venditori di quadri e immagini salesiane . . . stampate in Italia chissà quanti anni fa e che continuano a servire da umile e semplice strumento di pietà popolare . Università, piazze e vie, ospedali, circoli ed associazioni d'ogni genere persino dolci e caramelle, in America Latina portano nomi che si riferiscono al mondo salesiano . La capitale del Salvador ha una predilezione particolare per don Rua . Ne volete una prova? Osservate le due foto, scattate nei pressi del Santuario Maria Auxiliadora che si intravede osservando a destra e dell'opera salesiana dedicata, per l'appunto, al primo successore di Don Bosco . Il Santuario di Maria Ausiliatrice in francobollo Il Santuario di Maria Auxiliadora ha certamente il primato d'essere la prima chiesa salesiana finita su un francobollo . Il fatto è avvenuto recentemente e l'occasione è stata data dalla visita del Papa in quel Paese . Si trattava - hanno dichiarato al Ministero delle Poste salvadoregno - di ricordare la visita del Papa unendo la sua alla nostra devozione mariana . Niente di meglio che il Santuario dell'Auxiliadora meta di continui pellegrinaggi e di singoli devoti che nella Madonna di Don Bosco cercano rifugio e conforto . il tempio - bello e devoto anche se interventi compositi nel corso degli anni ne hanno in parte disturbato lo stile «gotico e dinamico quasi Nella foto: la busta commemorativa stampata dalla Direzione Generale delle Poste Salvadoregne. Il giorno di emissione è stato il 4 marzo mentre la visita del Santo Padre è avvenuta il 6 marzo 1983. • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • 7 futurista» - del quale il campanile è dimostrazione - fu costruito negli anni Sessanta . È ampio 60 per 19 metri ed alto 17 metri . I suoi architetti sono stati Mauricio Pineda e Benjamin Canas mentre i lavori sono stati seguiti dall'italiano Nino Minassi . Il campanile - alto 90 metri - è uno dei più alti dell'America Latina la qualcosa è tanto più singolare se si considerano i frequenti terremoti del Centroamerica . dottor Mancusi Barone, giudice del Tribunale dei minori di Napoli, di don Elvio, presidente regionale della Caritas e del dottor Palladino consigliere al Comune di Napoli . Riuscitissima anche la Festa del Premio . Durante questa manifestazione, alla presenza del Provveditore agli Studi di Napoli, dottor Pasquale Capo, sono stati dati segni di incoraggiamento a molti giovani della scuola salesiana che si sono distinti nell'adempimento dei loro doveri . Alla manifestazione, naturalmente, non poteva mancare la banda dell'Istituto ovvero, come piace loro chiamarsi «Gli scugnizzi di Don Bosco» . (Le foto si riferiscono alle due manifestazioni). ITALIA Devianza giovanile e.. . premi scolastici a Napoli Per concludere l'anno scolastico 1982-83 i Salesiani del Don Bosco di Napoli hanno messo assieme un dibattito sulla devianza giovanile ed una simpatica serata durante la quale sono stati assegnati premi e medaglie . II dibattito sulla «devianza giovanile, cause e prospetti- ve», coordinato dal direttore dell'Opera salesiana don Bruno Gambardella, ha visto gli interventi di don Alfonso Alfano, ispettore salesiano per le regioni meridionali, del «Mani Tese» per suor Nicolina Uno dei tanti «Micro interventi» che Mani Tese, organismo contro la fame e lo sviluppo dei popoli, opera a favore del Terzo Mondo, quest'anno ha interessato una Figlia di Maria Ausiliatrice, suor Nicolina Viano . Nell'annunciare questa Microrealizzazione, Mani Tese ha presentato la seguente scheda : Suor Nicolina Viano è in India dal 1950 ed ha svolto la sua opera di infermiera in numerosi dispensari, villaggi e lebbrosari . Ha svolto anche lavoro sociale tra le famiglie ed ha creato nello stato dei Karnakata, Mysore-Bangalore un pensionato per le ragazze operaie, trovando un posto di lavoro ed insegnando loro a guadagnarsi da vivere . Dal 1981 è stata mandata nello stato di Maharashtra-Bombay nel paese di Nasik che dista 5 ore di treno da Bombay . Questo luogo sta diventando sede di industrie perché le fabbriche, per mancanza di aree fabbricabili vicino a Bombay, vengono trasferite qui . Lei ed altre due suore sono state chiamate qui per iniziare un'opera a favore delle ragazze povere della zona, per insegnare loro un lavoro e per trovar loro un lavoro anche al termine dell'addestramento . Si è provveduto quindi alla costruzione del laboratorio le cui dimensioni sono di 12 m . x 9 ed alla costruzione dei pensionato di uguali dimensioni . Le ragazze che frequentano i corsi verseranno una piccola retta a seconda delle loro possibilità (chi non può non darà nulla) . La dattilografia verrà insegnata da una persona qualificata, mentre il taglio e il cucito verrà insegnato dalle suore stesse . Le ragazze verranno impegnate anche nella gestione del pensionato circa l'acquisto delle provviste, il cucinare i cibi . Inoltre si prevede di poter vendere i manufatti che verranno eseguiti ed il cui ricavato servirà al mantenimento della scuola . Mani Tese si è impegnato a fornire l'attrezzatura per la scuola : 6 macchine per cucire, 6 macchine per scrivere, tavoli per ufficio e per laboratorio, sgabelli, armadio ecc . 8 • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 PItW dí DEL VAGLIO Pubblichiamo in questa rubrica fatti, fatterelli, curiosità raccolti rileggendo le pagine dei Bollettino Salesiano dalla sua nascita, nel lontano 1877. Denuncia di sabotaggio - La Direzione del Bollettino segnala nel numero di settembre 1890 una sistematica azione di sabotaggio a danno del periodico e ne addita i responsabili : alcuni distributori postali e qualche segretario di persona altolocata . I primi «per non avere il disturbo di recapitare il Bollettino ce lo rimandano scrivendoci sopra : "respinto" o "sconosciuto" e persino "defunto" dando così facilmente la patente di morto a chi ancora felicemente vive e veste panni» . Quanto ai «personaggi altolocati», ad essi «la poeta non giunge se prima non passa per cento mani più o meno fedeli, e il "respinto" viene arbitrariamente scritto da qualche segretario» . Ma, conclude polemicamente il Bollettino, se qualcuno è da «respingere» sono proprio codesti segretari . . . Un orto botanico «salesiano» Proprio così . Il salesiano don Giuseppe Martinelli è riuscito a creare un orto botanico nell'Alto Cadore . Come ci sia riuscito, che cosa esso rappresenti, ci viene raccontato da Guido Buzzo, Presidente dell'Azienda Autonoma soggiorno e Turismo di «Val Comelico» . "A Valgrande, uno dei tre angoli verdi del Comelico, più conosciuta per l'esistenza dei famosi «bagni» e delle acque medicinali sulfuree, esiste da oltre trent'anni, sconosciuto ai più, un importante orto botanico-giardino fiori di montagna ideato e curato dal salesiano Prof . don Giuseppe Martinelli . Egli è un grande esperto in materia di flora montana e di erbe medicinali, uno scienziato in costante collegamento con botanici esteri . Laureato in lingue, ha insegnato, per oltre trent'anni presso il Collegio «Don Bosco» di Pordenone ove risiede, e durante la buona stagione estiva soggiorna a Valgrande, nell'Alto Cadore (Belluno), ove s'immerge nella cura dell'orto e nella ricerca, ad alte quote, di fiori e di erbe rare . Ha fatto tutto da solo, lavorando sodo, raccogliendo e piantando nel giardino-orto molte specie di fiori, qualcuna proveniente anche dal Tibet, e creando per ciascuna l'habitat naturale . Il giardino non era aperto al pubblico ; lo potevano visitare solamente gli esperti, tra i quali numerosi stranieri, specialmente tedeschi e austriaci, che verificavano, controllavano, ammiravano e fotografavano . Per don Martinelli però l'intero peso della cura del giardino-orto comincia a diventare pesante e ha bisogno di aiuto . A questo punto occorrevano dei fondi per assicurare la continuità dell'epoca che ha portato' lustro al Comelico. È stata interessata la Regione Veneto, che ha riconosciuto l'importanza scientifico-culturale dell'orto-giardino e, con l'interessamento dell'assessore Felice del Santo, ha erogato un contributo per le prime spese, tramite l'Azienda Soggiorno, e con la possibilità di consolidare l'intervento in forma annuale . E qui è intervenuta la disponibilità e la collaborazione dei Salesiani di Pordenone che gestiscono la casa di Valgrande alla quale è annesso il giardino . Essi hanno accettato di continuare ad adibire la loro area a giardino di fiori di montagna-orto botanico, dando libero accesso per la visita ai cittadini, ai turisti e ai visitatori inviati dall'Azienda Soggiorno nel quadro del Festival nazionale del fiore di montagna . I Salesiani hanno così fatto conoscere e apprezzare, in Comelico a mezzo di don Martinelli nel corso degli ultimi trent'anni, a migliaia di giovani, loro ospiti, le bellezze e le caratteristiche dell'affascinante flora alpina . Nella bufera della guerra - Momenti di ansietà e di seri pericoli per i salesiani che operano in Cile, a causa della guerra civile scoppiata nel 1891 in quel paese sudamericano . Il Bollettino ne dà notizia quando la guerra è ormai conclusa, «dopo otto mesi di atroci lotte, di accaniti combattimenti, incalcolabili danni, saccheggi e incendi» . E pubblica alcune lettere di missionari in Cile . In una di esse, don Spirito Scavini racconta le peripezie vissute e gli sforzi fatti per impedire che l'orfanotrofio di Concezione venisse sgomberato dei suoi piccoli ospiti per far posto alle truppe . E dice anche della penuria di viveri causata dal conflitto : «Abbiamo dovuto diminuire o sopprimere alcune cose della nostra refezione : il caffè e il latte a colazione, per esempio,, sono stati dei tutto aboliti perché hanno un prezzo esorbitante . . . Ma andiamo avanti anche senza caffè e latte, confortati dall'esortazione di Don Bosco : nulla ti turbi!» 15 anni di vita dei BS - Nel dicembre 1891, il Bollettino Salesiano celebra il 15 ° anno di vita . «Fondato dal compianto Don Bosco - scrive il BS - per far conoscere ai cooperatori e alle cooperatrici quanto si va compiendo dalla pia Società da lui istituita», il Bollettino «è entrato ormai in molti seminari, collegi, educatori, dove se ne fa pubblica lettura a mensa . . . se ne è introdotta e raccomandata la lettura in diverse parrocchie, associazioni cattoliche, e passa di famiglia in famiglia, cosicché si sono moltiplicati i lettori» . Il BS ringrazia i tanti amici «i quali, quando facciamo appello pel concorso a qualche pia opera, tosto se ne prendono teneramente cura come di cosa propria» . La cosa più consolante è che da allora ad oggi, amici e lettori del BS hanno continuato a percorrere la stessa strada . 1 cattolici leggono poco? - Severo richiamo ai cattolici che trascurano troppo la lettura . «Non vogliamo certo lodare i divoratori di giornali e di libri - si legge sul Bollettino dell'ottobre 1892 - ma i cattolici pendono dal lato opposto . O per economia, o per occupazioni o per principio, leggono troppo poco : è un difetto, perché di fronte all'azione energica, febbrile del male e della cattiva stampa non si riesce ad opporre che l'azione valida di pochi . Facciamo della lettura buona un dovere, un obbligo preciso e giornaliero, provvediamo alla diffusione della buona stampa» . I tempi, dall'800, sono cambiati, ma c'è da chiedersi : per quanto riguarda la stampa e i lettori cattolici, sono cambiati di molto? • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • 9 sono stato a Lourdes ma Lourdes non esiste redevo anch'io che, sui primi gradini delle montagne dei Pirenei, esistesse Lourdes. Ed invece, vi assicuro che non esiste . No, non c'è nessuna Lourdes . Quale sia il nome di questo « vecchio nido di rocce », l'ho saputo da un uomo muto . Era lì, in ospedale, di ritorno dalla solenne pròcessione del Santissimo Sacramento . Il suo volto una maschera, un sogghigno, una espressione contorta di commozione e di felicità . Con la punta di un dito, sviato dalla disarmonia di tutta la mano deforme, egli cominciò a segnare, su una minuscola tavola alfabetica, alcune lettere . Quanti con amore gli stavano attorno, lessero : «Mi pare il Paradiso»! Ecco il nome di Lourdes : Paradiso! C Qui la Madonna - oh! com'è meraviglioso - ha sorriso . «Ti ha guardato e ti ha sorriso» confidava Bernadette a una compagna dopo un'estasi . Questo sorriso riempie la Grotta di una tenerezza materna ed ineffabile, gocciola con la pioggia sulle guance dell'uomo, mescolandosi al tepore delle lacrime, suggella il fervore delle labbra che implorano, spasimanti, sulla sacra roccia, nella commossa «processione del bacio» . Paradiso . In quest'ansa di universo, la preghiera degli uomini si incontra con quella della Chiesa nella trionfale acclamazione della Litur1 O • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • gia : «Visitasti terram et inebriasti eam» . All'umile pastorella che le aveva presentato carta e calamaio perché scrivesse quanto desiderava, Maria ebbe ad assicurare : «Non ti prometto che sarai felice in questo mondo, ma nell'altro» . Eppure, qui, ogni ammalato trova in cambio la felicità . Il martirio diventa la beatitudine di quelli che piangono, diventa inno di Maria, di questa donna più bella dell'aurora, sorgente di acqua viva, fontana sigillata : «Ave, ave, Maria! » . Il canto dell'Ave occupa tutto lo spazio di Lourdes, unisce ogni anima ai grani di un rosario interminabile, scorre continuo come il Gave, si dilata per l'«Esplanade», ricopre il sangue di ogni Getsemani ansante, lacerato. È il sorriso di Maria che trionfa sulle « folle del ' dolore » convenute da tutto il mondo in devoto appuntamento di figliolanza . E quel sorriso si beve a perdifiato, come l'acqua miracolosa che scorre da quel 25 febbraio 1858 per la salute e la consolazione di ogni infermo : «Va' a bere e lavati alla fontana» . Mi sono lavato anch'io alla piscina miracolosa . Le mani incrociate sul petto . Non dimenticherò mai quella gioia . È il miracolo che fa saltare ogni preavviso dell'igiene, è l'amore di Maria che canta la sua vittoria sulla materia, travolgendo nell'acqua gelida ogni timidezza ed ogni scoraggiamento. «Colui che tu ami è ammalato » E viene l'ora solenne in cui la Città di Maria diventa la Città dell'Eucaristia . Ogni pomeriggio è sempre la festa del Corpus Domini a Lourdes . È il raduno di tutta la miseria umana dinanzi alla Basilica del Rosario . Si snoda, allora, la processione di Cristo che passa in rassegna la carovana, soffermandosi a lungo, benedicente, dinanzi ad ogni fila di barellati, di carrozzelle . . . Le invocazioni salgono al cielo, nell'universale coro del pianto : «Signore, colui che tu ami è ammalato! . . . Signore, se lo vuoi, puoi guarirmi! . . . Fa' che io veda! . . . Fa' che io senta! . . . Fa' che io cammini! . . . Madonna di Lourdes, Santa Bernadette prega per noi! . . .» . No, non ci sono parole al mondo per raccontare questo miracolo che si rinnova e che prorompe, con tromba sonora, nella gloria di Dio : «Lauda Sion Salvatorem, lauda ducem et pastorem, in hymnis et canticis»! Dopo aver messo cuore ed impegno per esprimere col marmo la visione di Bernadette, l'artista si chiedeva contristato : «Come poter esprimere l'inesprimibile?» . E tutto è ineffabile per chi va a Lourdes, per chi può godere d'un attimo solo, trascorso, quando la notte è ormai fonda, davanti alla prodigiosa Grotta di Massabielle . Vicino, lo sciacquio delle acque . Palpita il respiro degli ammalati di tutti i tempi . I ceri si consumano lentamente, i grandi ceri del dolore . La processione delle fiaccole è terminata d'un pezzo . Gli occhi ancora bruciano di quel misterioso torrente di fuoco che, quasi lago di luce, ha inondato la gradinata del Rosario . Alla «Salve Regina», solenne e fiduciosa, è seguito il silenzio profondo, abissale, eterno . Sulla valle di lacrime Maria ha fatto cadere la rugiada del suo sorriso : le ferite bruciano, ora, soltanto di carità, come il braciere che arde senza soste ai suoi piedi . Anime scosse dai tormenti, turbate dagli affanni, sconvolte dalle passioni, lacerate dai rimorsi : penso all'immenso altare dal quale si alza l'Ostia benedicente nella sotterranea Basilica di S . Pio X, popolata di sterminate ed universali miserie, palpitante di umanità e di dolore : «Parce, Domine, parce populo tuo . . . » . Il dolore si trasforma in pace, la ferita si muta in solco, e nel solco gettata la semente, e questa fa fiorire la vita ed accende il canto : « Sì, o Signore, tu mi conosci . Tu ci ami ad uno ad uno . Tu sai quello che fai. Tu non sbagli i colpi, non colpisci invano. Tu ci scalpelli perché la nostra rassomiglianza a te, sia sempre più perfetta» . Il miracolo più difficile delle beatitudini Quelli che non sanno, domandano : «C'è stato qualche miracolo?» . Non sanno che il miracolo, il più grande miracolo è il trapianto del cuore di Dio . È la fede, la luce . È l'impianto visivo di Dio nell'occhio dell'uomo . Non il miracolo sulle pustole, sulle gambe, sul corpo, ma il miracolo più difficile . Il miracolo delle beatitudini! Qui si capisce cosa possa essere la «vera vita» . Qui si impara a discernere l'esenziale dal relativo, il vero dall'effimero . È sollevando le lenzuola che ci si accorge, e si adora in ginocchio l'Ecce Homo . Ed è a contatto di questo Cristo crocifisso che si capisce che cosa possa essere vivere per risorgere . Qui, un ammalato, cinquant'anni su una carrozzella, Giacomo Gaglione, il fondatore dell'Apostolato della Sofferenza, ebbe a scrivere un libro straordinario : «Il pellegrinaggio di un'anima» . Parla di questa esperienza unica, inimmaginabile . Parla del suo essere ritornato «lo stesso» . «Guarire, perché? se ci è dato di vivere l'immenso tutto, la vicinanza, la immedesimazione con Gesù, adagiandoci nelle braccia di Maria? . . . Molti dicono : È tornato lo stesso . Ma non sospettano neppure il significato soprannaturale di questo tornare lo stesso . Tornare lo stesso : lo voglia il Signore! Lo stesso : cioè come ci vuole il Signore . Lo stesso : cioè di Gesù, cioè di Dio, cioè per tutti, per gli ammalati, i peccatori . . . incenso da bruciare al Trono di Dio per ottenere misericordia su tutti» . Paradosso di chi soffre e torna « lo stesso » . Conversione di chi non ha mai sofferto, e torna «diverso», umiliato dal suo privilegio . Qui, chi è sano è davvero straniero . Qui, tutto è « al contrario» . Qui, si dimentica tutto . O meglio : tutto viene rivissuto, ricreato in una dimensione nuova, in una nuova scala dei valori . La precedente scala è crollata, è andata in frantumi . Qui è macina di mulino, segno e altare di questa «città del soccorso» . Qui è Eucaristia che si spezza, di Dio e dell'uomo . Qui, dinanzi a questo altare, un Papa, Giovanni Paolo Il ha pregato le piaghe di Cristo per il futuro del mondo . • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • 11 suore d'assalto per il nord-est .Missionarie di Maria Ausiliatrice» soccorrono i poveri nel villaggi sperduti nella foresta «Mi trovavo a Gauhati, attuale capitale dell'Assam, dove a quel tempo avevamo un orfanotrofio . . . Una mattina, dopo la Messa, venne da me suor Luigina Saletta : - Padre, mi disse, ci sono otto ragazze che, terminati gli studi, non vogliono far ritorno in famiglia . . .» o sempre ammirato le suore, anime generose che trascorrono sovente la vita nel silenzio, nel nascondimento, consacrandosi totalmente a Dio nella preghiera, come le contemplative, o a servizio dell'uomo nella dedizione più totale, lavorando spesso in ambienti dove altri non oserebbe avventurarsi . Tra le tante famiglie religiose incontrate nei miei viaggi, le «Missionarie di Maria Ausiliatrice», operanti nel nord-est dell'India, «la missione miracolo», come fu definita per il gran numero di conversioni ottenute, sono degne della più grande ammirazione. In una regione più vasta dell'Italia settentrionale (194 .000 kmq), coperta in gran parte da foreste, abitata da oltre 150 tribù H 12 • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • diverse, molte delle quali ancorate alla preistoria, dopo 62 anni di lavoro e di apostolato, i cattolici sono passati da 5 .000 a 600.000, e dove non esisteva alcuna diocesi oggi ne esistono ben sei, con clero autoctono . Una parte di questo meraviglioso lavoro, in costante espansione, è dovuto a questa giovane congregazione, una delle tante nate dal grande albero della famiglia di Don Bosco! Nei diversi viaggi apostolici in quella parte dell'India ho potuto vederle al lavoro, fin nei più sperduti villaggi, nella grande vallata del Brahamaputra e tra le vaste foreste delle colline preimalaiane . Una vita dura, intessuta di sacrifici, di privazioni, di faticoso lavoro apostolico, in zone poverissime . La congregazione è nata da una geniale intuizione dei primi salesiani giunti in questa terra nel gennaio 1922 . Per l'educazione della gioventù femminile e per l'apostolato nei villaggi, occorrevano persone che, nate sul posto, abituate al clima, agli usi e costumi, incarnate nella cultura di quelle popolazioni, potessero completare e in parte sostituire l'opera dei missionari . Il primo a dare vita all'istituzione fu mons . Stefano Ferrando, arcivescovo di Shillong, tanto che vengono chiamate con il familiare nomignolo di «Ferrandine» . Data di nascita: 24 ottobre 1942 . Per avere maggiori notizie ho voluto intervistare don Attilio Colussi, che ebbe una parte preminente nella loro formazione, come direttore spirituale . Ecco il suo racconto . - Mi trovavo a Gauhati, attuale capitale dell'Assam, dove a quel tempo avevamo un orfanotrofio, una scuola media e la parrocchia. Accanto a noi vivevano le Figlie di Maria Ausiliatrice che si prendevano cura della gioventù femminile . Una mattina, dopo la Messa, venne da me suor Luigina Saletta : - Padre, mi disse, ci sono otto ragazze che, terminati gli studi, non vogliono far ritorno in famiglia e mi hanno chiesto di farsi suore . Ho fatto presente alle superiore questo loro desiderio, ma mi hanno risposto che sono elementi non ancora maturi . Proven- gono da famiglie ancora pagane ... sono da poco convertite ... Intanto queste insistono nei loro propositi e io non so cosa fare . Sapevo che il vescovo da tempo accarezzava il progetto di una congregazione indigena . Gliene parlai e con suor Luigina gli presentammo le otto ragazze . Rimase soddisfatto . - Seguile, mi disse, e preparale, con l'aiuto della suora, alla vita religiosa. Mi diede dei suggerimenti pervenuti da Roma (Propaganda Fide), dicendomi di tracciare un primo abbozzo di regola . Lesse, ritoccò, aggiunse e mi incaricò di presentarla alle giovani «ad experimentum » . Un anno dopo, nel 1942, in una casa separata, si aprì il noviziato affidandone la direzione a suor Luigina e a suor Severina, entrambe delle Figlie di Maria Ausiliatrice . Dif- ticolarmente da suor Nelly Nunes di Madras, prima come maestra di noviziato e loro prima superiora generale; a lei subentrò come superiora suor Villa, anche delle F.M.A., fino a quando, divenute pienamente indipendenti, elessero nel secondo capitolo generale del 1976 l'attuale superiora madre Maria Rosa Thappa . Le costituzioni, dopo l'approvazione del vescovo, ne ebbero una ufficiale da «Propaganda Fide» nel 1948 . Dopo il Vaticano II, nel 1972, il primo capitolo generale ne curò l'aggiornamento . Approvate dal nuovo arcivescovo di Shillong, mons . Hubert D'Rosario, furono inviate a Roma e il 21 marzo 1977 il S. Padre Paolo VI inviava il «Decretum laudis» . Da quel momento entravano di «diritto pontificio» nel grande albero secolare della Chiesa. Profondamente le- se, sede anche del noviziato, per qualche conferenza catechistica e intrattenermi un po' con l'attuale superiora . Una vocazione veramente eccezionale la sua: da fervente indù a superiora generale ... Mi piace farmi raccontare la storia del suo incontro con Cristo : ascoltiamolo. - Sono nata a Rawalpindi, una cittadina sul fiume Leb, a 520 metri di altitudine, quasi ai confini con il Cashmir, attualmente sotto il Pakistan. A quel tempo, sotto il protettorato britannico, era una importante sede militare per la difesa della frontiera nordoccidentale. Mio padre era ufficiale in quella guarnigione . Sono nata nel 1935 e mi chiamarono Lakhsmi . I miei genitori erano indù molto religiosi. A 17 anni seguii mio padre a Delira Dum nell'Assam, dove era stato trasferito . La Madre Generale delle .Misslonarle di Maria Auslllatrice» con Il suo Consiglio nella Casa Madre dl Shiliong . ficile si presentò la scelta del nome e dell'abito . Monsignore desiderava fossero missionarie, di qui il nome «Missionarie di Maria Ausiliatrice» . Per l'abito io ero del parere fosse il «sari indiano», ma esse, per sentirsi più impegnate davanti a Dio e alla popolazione, optarono per quello tradizionale . Furono formate e guidate per molti anni dalle nostre suore, par- gate alla famiglia salesiana di cui hanno assorbito lo spirito, il 15 ottobre 1982 hanno presentato al rettor maggiore don Egidio Viganò, formale domanda di farne parte. Quando mi reco a Shillong non manco mai di fare una capatina alla casa madre di queste religio- Per continuare gli studi chiesi di entrare come interna nel collegio di Calaghat, dove ebbi il primo contatto con le suore Missionarie di Maria Ausiliatrice . Mons. Oreste Marengo nel suo libro di memorie (1) racconta l'incontro con questa giovane che doveva un giorno occupare un posto tanto importante in quella famiglia religiosa . - Venne da me per chiedermi BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • 13 di aiutarla a entrare nel collegio Divenne così suora tra le «Mis- mano «madre» e lavorano in ben «Saint Mary» . sionarie di Maria Ausiliatrice» di- 46 centri missionari, accudendo Lei è cristiana?, le domandai . rette a quel tempo da suor Nelly migliaia di bimbi, molti dei quali - No, ma ho un vivo desiderio Nunes, che per vent'anni fu la non hanno genitori. di conoscere la religione cattolica . loro guida. Suor Maria Rosa ha il dono di - Ha avuto qualche contatto Quando la congregazione diven- accontentare tutti, anche la mamcon persone religiose? ne adulta, la prima superiora ge- ma, assicurandole che Dio l'avreb- Sì, a Calcutta ho conosciuto nerale nominata dal capitolo ge- be benedetta in modo speciale per una brava signora che mi parlava nerale fu proprio la giovane Maria avergli donato una sua figliuola. con grande entusiasmo della sua Rosa che avevo accolto a DibruEletta la prima volta superiora fede. Fu lei a spingermi ad appro- garh. Da allora per ben due volte nel 1976, venne rieletta a pieni fondire questo problema . Quando è stata eletta superiora generale . voti nel terzo capitolo del 1981 . è ripartita per l'Inghilterra mi Credo sia tuttora l'unica cattolica sono preoccupata di trovare un della sua famiglia . La vecchia maistituto che mi accogliesse, per dre, devota indù, non fu mai con- Quante siete attualmente?, questo sono qui . tenta che la figlia avesse abbrac- le chiedo . Non mi fu difficile farla accet- ciato il cristianesimo ; ora è più o - Professe 305, 44 novizie, 24 tare. Ma quando era ormai decisa meno rassegnata, spiacente che postulanti e 160 aspiranti. a entrare nella Chiesa, temette di non riuscire a ottenere il consenso del padre, di cui era la prediletta . Le feci scrivere una lettera in questi termini : «Carissimo papà, so quanto mi ami e quanto desideri che io sia felice. Lo sarei veramente se mi permettessi di diventare cattolica . Sento che ti amerei ancora di più e ogni giorno pregherei per te» . La risposta non si fece attendere : «Mia cara Lakhsmi, voglio che tu sia veramente felice, e se ritieni che solo diventando cristiana lo sarai, hai il mio pieno consenso». Entrò a far parte del popolo di Dio l'8 dicembre 1953, festa dell'Immacolata, con il nome di Maria Rosa . Un giovane nepalese che lavorava nella nostra tipografia di Calcutta, mi scrisse che se la ragazza avesse accettato, sarebbe Giovani novizie che si preparano al difficile apostolato che le attende stato felice di sposarla . Feci leggere la lettera alla giovane che, dopo averci pensato un po' : viva così lontano da lei . Durante I dati mi vengono confermati - Vescovo, disse, ti farò cono- l'ultimo incontro le disse : da padre Noel Kenny, un vene- Sei stata tanti anni lontana! rando salesiano che dal febbraio scere la mia decisione per Natale . Non potei che ammirare la sua Ora sono vecchia, vieni a stare 1965 è direttore spirituale della ponderatezza in una questione di con me, ti lascerò portare anche giovane congregazione, alla quale tanta importanza . Fedele alla quell'abito che indossi, ma non la- dedica gran parte della sua attipromessa, per Natale venne a tro- sciarmi più sola . Nessuno dei tuoi vità con uno zelo e una dedizione varmi : fratelli e sorelle mi vuole bene degna di un fondatore. - Vescovo, ho pensato a lungo come te, e poi hanno le loro fa- Da dove provengono queste a quanto mi hai detto e sono qui miglie . fanciulle? per chiederti una cosa che ti stuSuor Maria le rispose : - Dalle tribù tra le quali lapirà anche perché molto difficile - Mamma, non puoi immagi- voriamo, nella maggioranza Naga da realizzare. Sono diventata cat- nare quanto affetto porti il mio e Adibasi, ma sono rappresentate tolica solo da poco tempo, ma vor- cuore per te e come sarei felice di ben 21 tribù, con lingue, usi, corei avere il tuo consenso per di- averti vicina! Ma vedi, anch'io ora stumi diversi . ventare suora tra le religiose che ho una grande famiglia : sono più - In quanti stati e diocesi siedi trecento le suore che mi chia- te presenti? mi ospitano. 14 • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 - In sei stati e undici diocesi ; ma abbiamo numerose richieste che non possiamo accogliere per il numero sempre limitato del personale. - Quale lo scopo principale del vostro lavoro? - L'apostolato missionario nei villaggi : catechesi ai piccoli e ai grandi, preparazione alla recezione dei Sacramenti, corsi per fidanzati, dispensari e cura dei malati, insegnamento scolastico, scuole professionali femminili con laboratori di taglio, cucito, ricamo, preparazione delle ragazze alla vita di famiglia : puericultura, igiene, allevamento di animali da giorni : visitano i malati, tengono lezioni di catechismo, aiutano i catechisti nella preparazione dei catecumeni, radunano gli adulti per discutere con loro problemi riguardanti il miglioramento della vita religiosa e sociale della comunità. - Una vita durissima, da quel che ho potuto costatare . - Sono preparate a questo : il più delle volte viaggiano a piedi, dormono per terra come gli abitanti dei villaggi e per cibo si accontentano di quello che viene loro offerto ... manicaretti sicuramente non adatti al vostro palato : carne di serpente, di cane, di Italia o in qualche altra parte del mondo? - Ancora no ; non siamo conosciute fuori di questa parte dell'India, ma dovremo fare qualcosa per provvedere almeno alle case di formazione, che per ora sono mantenute dai contribuenti di alcune scuole e dai sacrifici di tante sorelle che si privano spesso del necessario . - Malgrado tante privazioni e la vita, durissima che conducono, le ho viste sempre serene, sorridenti, disponibili ... - Siamo anche noi figlie di Don Bosco, il santo della gioia 'e dell'allegria . Facciamo un po' da Gruppo dl novizie, provenienti da varie tribù delle .Missionarie dl Maria Ausiliatrice» cortile, giardinaggio ... in una pa- scimmia, bachi da seta ... Vengono rola tutto quello che può essere tutte dalle tribù e devono saper utile alla promozione della donna vivere come loro . Per questo sono e al miglioramento della vita eco- ovunque accette e il loro apostonomica e culturale di queste po- lato ottiene magnifici risultati . polazioni . - Ho notato che in molti luo- Ho incontrato molte vostre ghi vivono in una povertà che suore, anche in villaggi isolati, sfiora la miseria. - Siamo povere e il nostro telontani dai loro centri di resinore di vita non deve scostarsi da denza. - Uno dei nostri impegni è la quello delle popolazioni alle quali visita periodica a tutti i villaggi vogliamo portare il messaggio di della circoscrizione, dove il mis- Cristo . Lo stipendio che ci passionario non può arrivare o vi si sano i vescovi e i missionari spesso reca una, due volte all'anno . Ge- non è neppur sufficiente per i neralmente vanno due a due, ri- viaggi e il vitto . - Non avete dei benefattori in manendo assenti anche 10-20 battistrada ai nostri missionari, per spianare la via a Cristo, l'unico liberatore, il vero salvatore . Per questo siamo felici della nostra vocazione e della nostra missione, anche se il cammino è talvolta aspro e difficile . Questo ci serve anche per mettere tutta la nostra fiducia in Dio! Antonio M. Alessi (1) «Il vescovo delle tribù imalaiane,,, di A . Alessi, L.D .C ., pp. 304, L . 5 .000. • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • 15 Una domenica del 1834 un saltimbanco aveva spopolato la Chiesa di Chieri perché teneva spettacolo proprio durante le funzioni religiose . A Giovannino piangeva il cuore e fece di tutto perché l'acrobata cambiasse l'orario . Ma non ci fu verso : l'istrione spavaldo si infischiava delle funzioni religiose . Allora gli amici più intimi di Bosco lo indussero a sfidare il saltimbanco . Questi, se avesse perduto, avrebbe dovuto fare le valige . L'uomo accettò la sfida . II concorso della folla e l'ansia dei compagni di scuola crearono un tifo ad alta tensione . In tutte le prove Giovannino risultò sempre vincitore, ma nella ultima sbalordì tutti . Questa volta fu proprio il saltimbanco a sfidare lo studente e a proporre la prova . Accennando ad un olmo del viale, l'acrobata disse : «Ho ancora cento franchi e li scommetto ; li guadagnerà chi di noi due riuscirà a mettere i piedi più vicino alla cima dell'albero» . Lo sfidante, lesto come uno scoiattolo, raggiunse in pochi secondi la cima dell'olmo ; questa, se fosse salito ancora pochi centimetri si sarebbe spezzata . Era impossibile salire più in alto . Non s'era infranta la cima, ma s'era infranta la speranza nel cuore degli amici di Giovannino, che impallidirono . Ma l'atletica, specie quella di Don Bosco, si fa più col cervello che con i muscoli . Un attimo di riflessione, un luccichio negli occhi e poi su, su, più su . Conquistata l'altezza del saltimbanco tutti pensavano che Giovannino si sarebbe arreso, invece il ricciutello spericolato, attanagliando con tutte due le mani il punto più sicuro della cima, lanciò come una bandiera tutto il corpo in alto : i piedi del ragazzo oscillavano un metro più su . Giovannino con la testa giù vedeva i salti di gioia che i compagni facevano tra il delirio della folla. Il cuore del santo giovanetto era salito ancora più in alto : aveva raggiunto quello della Madonna, a cui si era raccomandato e che ora ringraziava . Il corpo oscillava nell'azzurro ed il cuore vibrava nell'amore. Gli studenti, mossi a pietà, restituirono il denaro al saltimbanco, ma gli fecero pagare un 16 • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • pranzetto che consumarono con un appetito degno della gara (MB 1,314) . Giovannino Bosco, quando frequentava il ginnasio di Chieri, un giorno si dimenticò a casa il libro di testo. II professore era assai severo e l'avrebbe rimproverato aspramente per tale dimenticanza . Al posto del volume di Cornelio Nepote, si mise davanti la grammatica latina ed istintivamente, per scaricare il nervosismo, girava e rigirava i fogli . Il primo compagno, che se ne accorse, ridacchiando fece osservare la scena ai vicini . Qualche minuto dopo tutta la scolaresca distratta puntava gli occhi su Giovanni. L'insegnante intuì che era lui la causa del disordine, lo fece alzare in piedi e gli ordinò di ripetere la traduzione . Giovannino, sempre tenendo davanti agli occhi la grammatica, recitò tutto il brano di Cornelio Nepote, ne fece perfettamente la costruzione e ripeté ad litteram la traduzione del professore . Allora i compagni entusiasti esplosero in un applauso . A memoria d'uomo in quel sacrosanto tempio della cultura non s'era mai sentito un applauso ad un compagno, schiaffi però se ne erano sentiti e tanti ; il professore perciò livido ne mollò uno, che doveva essere solenne, ma andò a vuoto perché Giovannino, da abile acrobata, lo evitò con uno scatto della testa . L'insegnante, infuriato per il crollo della disciplina, domandò alla scolaresca la causa di tanto disordine . I ragazzi stupiti e divertiti risposero in coro : « Bosco legge la grammatica latina come se fosse il libro di Cornelio Nepote » . Il docente non credeva ai suoi orecchi, ma dovette riconoscere che il fenomeno era autentico : allora dalla collera passò all'ammirazione e da buon cristiano, qual era, esclamò : « Giovanni, Dio ti ha concesso un dono eccezionale! » . Giovannino leggeva ancor meglio un altro libro: il Crocifisso . tra i Kekchies di Carchà con allegria e speranza Forse lontani discendenti dei Maya, i Kekchìes rappresentano una parte significativa degli Indigeni guatemaltechi . Da quasi cinquant'anni i Figli di Don Bosco lavorano per loro . Siamo andiati a trovarli . sa verso le città dove sono costretti a sopportare sulla loro pelle un accelerato processo di degradazione culturale e sociale . Uguale assalto - ma con sfumature diverse - subiscono gli abitanti dell'Amazzonia, del Mato Grosso e del Chaco. Fra i circa quattromila Salesiauando Cristoforo Colombo sbarcò in America La- ni che lavorano in America latina tina, credette d'essere sono centocinquanta quelli che operano direttamente ed esclusigiunto in India. Qualche attenuante per quel vamente tra gli indigeni . Operangrossolano errore di rotta dovette do spesso in situazioni che esigono pur esserci se a distanza di quasi un eccezionale coraggio, questi sacinque secoli gli indigeni Latino- lesiani continuano così sulla scia americani - divisi in due grandi dei grandi don Balzola, don blocchi etnici, Andino e Amazzo- Colbacchini, don Cocco e di tanti nico - sono ancor'oggi più di altri . trenta milioni . Gli Indios andini rappresen- Il territorio di Verapaz tano la stragrande maggioranza e Un Paese latino americano continuano a portare sulle spalle il peso di una convivenza ingiusta dove questo problema appare in maniera macroscopica è il Guacon i bianchi venuti dall'Europa . In un continente in costante evo- temala . Qui infatti almeno cinque dei luzione, infatti, essi ne subiscono più di tutti i contraccolpi . La crisi suoi sette milioni di abitanti sono dei campi, poi, li ha spinti in mas- d'origine indiana che, in buona Q parte, vivono precariamente . Tipica è la regione di Verapaz, organizzata in due provincie ed in una diocesi . Qui il 98% degli abitanti sono indigeni Kekchìes . L'evangelizzazione, da queste parti è arrivata con l'avanzata spagnola e fra i suoi protagonisti vide anche il famoso frate domenicano Bartolomeo Las Casas . Siamo andati nel cuore del territorio di Verapaz, a San Pedro Carchà, cittadina di oltre settemila abitanti e vera capitale Kekchi ; da quasi cinquant'anni vi lavorano i Salesiani e da qui si son spinti verso Campur e Raxruhà. La missione opera a favore di una popolazione indigena calcolabile fra i 125 e i 150 mila abitanti in un territorio di circa tremila chilometri quadrati e organizzati in almeno 289 piccole comunità. San Pedro Carchà è situata a quasi cinque ore di autobus dalla Capitale . Anche se pesante - nonostante una buona strada - val la pena almeno una volta, recarvicisi servendosi di uno dei tanti - BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • 1 7 coloratissimi torpedoni che la ditta «Escobar» organizza da Guatemala a Carchà. Il costo si aggira sui cinque quetzales, quasi ottomila lire . Su un pullman stracolmo di poveri contadini indigeni ci stacchiamo dalla città inerpicandoci su e giù verso la regione di Verapaz . Si fanno più di venti fermate ed ogni volta è lo stesso rituale : passeggeri che scendono e passeggeri che salgono ; fra questi non mancano venditori e venditrici di tortiglie, formaggio, e marafion e dell'onnipresente Coca Cola . Il paesaggio ricorda suggestive località alpine anche se piantagioni di caffè, bananeti e alberi di «llama del bosque» con i loro caratteristici fiori rosso-fiamma alternati a pini e cedri, ti ricordano che le Alpi sono lontane. Finalmente giungiamo a Carchà . La piazza della cittadina è lì : il municipio, la chiesa, le case attorno, gli abiti della gente : tutto è violentemente coloniale, di ieri e di oggi . Soltanto i coloratissimi abiti femminili sanno di diverso, di libero. L'insegna di una farmacia denominata «Auxiliadora» mi dice subito che da queste parti con Don Bosco ed i suoi figli è giunta anche Maria Ausiliatrice . La Missione salesiana, meglio il suo centro, si trova sulla piazza principale di Carchà e del resto essa è sviluppata proprio attorno all'antica chiesa domenicana . Le foto di questo servizio sono state scatt riferiscono a mome Un intenso lavoro catechistico in movimento per visitare l'opera L'accoglienza dei salesiani è e i dintorni facciamo una lunga fraterna, e come meglio non conversazione. avrebbe potuto essere fatta . Fini«La nostra missione - racconto il pranzo, e prima di mettermi ta don Luis De Leon, guatemal1 8 • BOLLETTINO SALESIANO .1 OTTOBRE 1983 mitz . A quei tempi tutta la Diocesi - la sede diocesana è a Coban, città-capoluogo, otto chilometri da Carchà - c'erano meno di dieci cerdoti per quasi mezzo milion i indios. Il personale salesiano) è cresciuto lentamente ed oggi siamo in dieci : cinque a Carchà, due a Camput e tre a Raxruhaa» . Nel corso della conversazione vengo a sapere che assieme ai Salesiani in tutto il territorio lavorano tre comunità di religiose ed esattamente le suore della Carità, le Ancelle del Sacro Cuore e le Figlie del Divin Salvatore quest'ultime fondate in Salvador dal vescovo salesiano monsignor Aparicio . Dal 1548 - data approssimativa dell'arrivo dei primi domenicani - fino al 1935 sembra che da queste parti non vi siano stati più sacerdoti o quasi il che ha favorito con il provocare tra gli Indios una religione cristiana talmente legata a pratiche animiste da rendere necessaria oggi una nuova evangelizzazione. Purtroppo per l'esiguità dei mezzi e per la scarsezza del personale fino agli Anni Sessanta i Salesiani hanno operato come se si trovassero in ambiente di «cristianità» . Molte energie furono spese, ad esempio, nella normale amministrazione dei Sacramenti . È dal 1967 che l'impegno missionario della comunità di Carchà incomincia a caratterizzarsi con maggior forza nella coscienza degli stessi missionari. Tale consapevolezza ha portato rapidamente ad un cambiamento di metodo e di stile ed ha avuto come punto di partenza lo studio e la riconoscenza della lingua e dal direttore di Carchà don Jorge e si i di vita Kekchì . teco e autore di un pregevole saggio su Carchà - compirà cinquant'anni nel prossimo 1985 . Il primo salesiano a giungere qui fu un tedesco : don Giuseppe Sch• BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • 19 della cultura Kekchì . « La nostra missione - ci ha detto don Leon - ha sempre lavorato in una doppia direzione : quella promozionale umana e quella evangelizzatrice» . Ed è proprio con riferimento a quest'ultima che i Salesiani hanno svolto un intenso lavoro catechistico che va dalla produzione dei testi-pagine semplici e piene di disegni dal momento che il 75% dei Kekchì è analfabeta - alla formazione dei catechisti che rappresentano un unto essenziale nella strategia salesiana di Carchà. Più tardi avrò modo di conoscere qualcuno di questi catechisti : gente in gamba disposta a dare anche l'esistenza per Cristo e per la diffusione del suo Vangelo proprio come è successo l'anno scorso a Macacio Sacul Xi e a Mario Pop Cu fatti sparire nel nulla in una notte di marzo . Ed è sempre per evangelizzazione che il salesiano don Alfonso Frisio ha creato tutta una serie di canti che i Kekchìes eseguono accompagnandosi con i movimenti del corpo e al caratteristico suono della marimba. Quanto alla promozione umana a Carchà se ne fa e se n'è fatta tanta specialmente se si considera che i piani di sviluppo che lo Stato attraverso un apposito ente ha programmato qui sono falliti quasi totalmente . Con una massiccia opera di alfabetizzazione si è riusciti così a ridurre l'analfabetismo - passato dalla quasi totalità degli abitanti al 75% - mentre in un territorio dove esiste appena un ospedale per mezzo milione di persone sparsi per quasi tremila chilometri quadrati sono stati creati ambulatori e ricoveri . Si sono formate cooperative tra i contadini e sono state avviate vere e proprie campagne di salute pubblica . E il caso dell'impegno che i salesiani hanno messo per debellare la triste piaga del'alcoolismo . «Parlando di promozione umana - s'affretta a ricordare don Guzman, un salesiano guatemalteco giunto a Carchà ventisei anni fa - credo che si sia lavorato molto anche con la radio attraverso messaggi e programmi educativi 20 • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • d'ogni genere» . Il lavoro dei missionari si svolge nei villaggi : cinquanta villaggi a testa . In essi il missionario è per lo più accompagnato da un catechista e fa di tutto : prete, medico, insegnante. Si è anche costruito di tutto : chiese, strade, gabinetti . Volontario dal Kerala Il direttore di Carchà è don Jorge : un salesiano indiano del Kerala venuto volontario per cinque anni in occasione dell'anno centenario delle missioni salesiane, che è finito con il rimanere . «Don Jorge, gli chiedo, che differenza passa fra i kekchies e gli indiani dell'Assam in India?» . «Senta, risponde, c'è poca differenza. In certa forma ambedue i gruppi sono "animisti" anche se qui si tratta di un animismo impregnato di cristianesimo. Fisicamente si rassomigliano e sembrano dello stesso tipo mongolico . Molte abitudini, ad esempio il culto dei morti, sono simili . La lingua è totalmente diversa» . Che differenza c'è con i Ladini del Guatemala? « L'indigeno ha certamente molti valori religiosi ed è rassegnato nei confronti della propria condizione. Il ladino ha più orgoglio . Del resto certe situazioni hanno finito con il condizionare l'indio . Si pensi che ci fu un periodo in cui in Spagna si disputò se lo si potesse considerare o no un soggetto da battezzare . Oggi il punto di partenza del nostro lavoro missionario è l'affermazione della dignità dell'Indio» . «Ricordo - continua ancora don Jorge - questo episodio : Mi ero recato in un ambulatorio e quella volta indossavo un clergyman ben stirato . - È lei il dottore? - mi domandò un ragazzo - No, risposi, non sono il dottore . - Ma chi è allora? LA CHIESA RINNOVA . .. La Chiesa vi presenta il messaggio salvifico di Cristo, in atteggiamento di profondo rispetto ed amore . Essa è ben cosciente che quando annuncia il Vangelo, deve incarnarsi nei popoli che accolgono la fede ed assumere le loro culture . Le vostre culture indigene sono le ricchezze dei popoli, mezzi efficaci per trasmettere la fede, rappresentazioni della vostra relazione con Dio, con gli uomini e con il mondo . Meritano, pertanto, il massimo rispetto, stima, simpatia e appoggio da parte di tutta l'umanità . Queste culture, infatti, hanno lasciato monumenti impressionanti - come quelli dei mayas, aztecas, incas e tanti altri che ancora oggi contempliamo con meraviglia . Pensando a tanti missionari, evangelizzatori, catechisti, apostoli, che vi hanno annunziato Gesù Cristo, tutti animati da zelo generoso e da grande amore per voi, ammiro e benedico la loro donazione esemplare ricompensata con frutti abbondanti per il Vangelo . L'opera evangelizzatrice non distrugge ma si incarna nei vostri valori, li consolida e li rafforza . Fa crescere il seme sparso dal «Verbo di Dio, che prima di farsi carne per tutto salvare e ricapitolare in Se stesso, già era "nel mondo", come "luce vera che illumina ogni uomo" », come insegnò l'ultimo Concilio, il Vaticano Il (Gaudium et spes, 57) . Questo, tuttavia, non impedisce che la Chiesa, fedele alla universalità della sua missione, annunci Gesù Cristo ed inviti tutte le razze e tutti i popoli ad accettare il suo messaggio . Così, con l'evangelizzazione, la Chiesa rinnova le culture, combatte gli errori, purifica ed eleva la morale dei popoli, feconda le tradizioni, le consolida e le restaura in Cristo (cf Gaudium et spes, 58) . In questa stessa linea, i vostri Vescovi dissero con chiarezza, insieme all'Episcopato dell'America Latina : «La Chiesa ha la missione di dar testimonianza dei vero Dio e dell'unico Signore, per cui non può esser vista come un sopruso l'evangelizzazione che invita ad abbandonare false concezioni di Dio, condotte antinaturali ed aberranti manipolazioni dell'uomo sull'uomo» (Puebla, 406) . Ma la Chiesa non solo rispetta ed evangelizza i popoli e le culture, ma ha sempre difeso gli autentici valori culturali di ogni gruppo etnico . - Sono un sacerdote indiano . - Allora lei non è una persona, concluse il ragazzo. La mamma presente si affrettò a zittire il figliolo ma è lì che si vede un atteggiamento fatto proprio da secoli di sofferenza». A prima vista quello che dice il direttore della comunità di Carchà nella situazione indigena può sembrare scontato. Non lo è qui dal momento che tutti e dieci i salesiani della regione di Verapaz sono stati più di una volta minacciati perché sono intervenuti a difesa di alcuni elementari diritti umani. « Non soltanto - riprende il direttore - abbiamo riconosciuto la loro dignità ma li educhiamo a credere in se stessi . E - questo un capo di accusa che onora me ed i miei confratellli» . - Che tipo di difficoltà trova un direttore di una comunità missionaria e per di più internazionale? «La prima difficoltà - da tem- po superata - è stata quella che io sono vissuto sempre in comunità religiose tradizionali . Per il resto non ho nessun problema . Quanto alla diversità delle nazioni io vedo che c'è una ricchezza così grande perché tutti siamo diversi e abbiamo diverse idee e tutte le idee sono buone. Del resto lo dica anche al Rettor Maggiore, che speriamo di avere tra noi nel 1985, a cinquant'anni dal primo arrivo salesiano a Carchà, - ci siamo gloriati e ci gloriamo di essere salesiani. Questo lo sanno molto bene in Diocesi alla quale diamo molto anche in orientamento pastorale ed in varietà di proposte» . I salesiani di Carchà operano in strettissima collaborazione con il centro diocesano . Numerose iniziative a servizio dell'intera Diocesi portano il nome salesiano : è il caso di un «Bollettino» della Radio, dello stesso Seminario diocesano . L'opera salesiana di Carchà raggruppa una scuola serale di alfabetizzazione, un ambulatorio, un dormitorio chiamato - dagli stessi Kekchìes - Betléhem dove gli indios venuti in paese dall'interno della regione possono trovare un letto, varie altre opere parrocchiali. Un po' fuori rispetto al centro abitato c'è un grosso ambulatorio dedicato a Maria Ausiliatrice che raccoglie una novantina di ammalati d'ogni genere. Dal punto di vista economico l'opera come si regge? «Qui, risponde il direttore, tutto è Provvidenza . In molte cose tuttavia insistiamo perché l'indio si autofinanzi. Preferiamo in altri termini che sia l'indio a costruirsi la sua chiesa : non importa se verrà fuori qualcosa di povero . Noi cerchiamo di aiutarli ma i protagonisti della loro crescita sono essi stessi . Certo abbiamo bisogno di aiuti : in Italia, negli Stati Uniti, in Germania, abbiamo tanti amici» . Un quetzal imbalsamato LE CULTURE Anche in questo momento la Chiesa conosce, amati figli l'emarginazione che subite ; le ingiustizie che sopportate ; le serie difficoltà che avete, per difendere le vostre terre e i vostri diritti ; la frequente mancanza di rispetto per i vostri costumi e tradizioni . Per questo, compendio il suo compito di evangelizzazione, essa vuole stare vicino a voi e levare la sua voce di condanna quando si violi la vostra dignità di esseri umani e di figli di Dio ; vuole accompagnarvi pacificamente come esige il Vangelo, ma con decisione ed energia, nel raggiungimento del riconoscimento e della promozione della vostra dignità e dei vostri diritti come persone . Per tale ragione, da questo luogo e in forma solenne, chiedo ai Governanti in nome della Chiesa, una legislazione che vi protegga efficacemente dagli abusi e vi offra l'ambiente e i mezzi adeguati per il vostro normale sviluppo . Chiedo con insistenza che non si ostacoli la libera pratica della vostra fede cristiana; che nessuno pretenda di confondere mai più evangelizzazione con sovversione, e che i ministri del culto possano esercitare la loro missione con sicurezza e senza ostacoli . E voi non lasciatevi strumentalizzare da ideologie che vi incitano alla violenza e alla morte. Chiedo che siano rispettate le vostre riserve, e soprattuto che sia salvaguardato il carattere sacro della vostra vita . che nessuno, per nessun motivo, disprezzi la vostra esistenza, giacché Dio ci proibisce di uccidere e ci ordina di amarci come fratelli . Finalmente, esorto i responsabili di curare la vostra elevazione umana e culturale . E per questo di procurarvi scuole, mezzi sanitari, senza alcun genere di discriminazione . Con profondo amore verso tutti, esorto a seguire le vie delle soluzioni concrete tracciate dalla Chiesa nel suo insegnamento sociale ; al fine di giungere per tale cammino alle necessarie riforme, evitando ogni ricorso alla violenza . (Parole di Giovanni Paolo li rivolte agli indigeni del Guatemala riuniti a Quetzaltenango il 7 marzo 1983) A Carchà i Salesiani hanno creato anche un Museo che, vi assicuro, non è da buttare . Nato su proposta di don Raffaello Farina, rettore emerito dell'Università Pontificia Salesiana, il Museo di Carchà è una creatura di don Leon anche se un po' tutti sono consapevoli del suo valore . In sei stanze è possibile così vedere non soltanto antichi reperti archeologici ma cogliere in efficaci disegni ed in eleganti pannelli la storia di questo popolo ancora così poco conosciuto . Una vetrina speciale è dedicata al quetzal, il leggendario uccello simbolo del Guatemala. Si narra che questo uccello di montagna, dalla piume coloratissime, riesca a vivere soltanto in libertà . Oggi è difficile trovarlo perfino in esemplare imbalsamato . Di certo quello esposto a Carchà ha i colori bellissimi come le stoffe lavorate dalle donne Kekchies . Chissà se quando questa gente sarà totalmente libera, il quetzal tornerà a volteggiare nel cielo di Verapaz! Il Museo - dicono a Carchà vuole essere un atto di amore per la cultura Kekchì . Che ciò sia sta- BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • 2 1 Le .Sorelle della Risurrezione» . to capito dagli stessi indigeni lo si intuisce dall'interesse con cui vengono a visitarlo, pagando - loro poverissimi - venti centesimi per biglietto d'ingresso e dall'orgoglio con cui son soliti portare vasi, stoffe, e reperti vari che desiderano regalare al Museo . Lo sforzo di adeguamento pastorale alla cultura del luogo ha portato don Jorge a fondare un 22 • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 Istituto femminile per le donne . A Carchà la donna vive all'ombra dell'uomo, rispettata ma sempre ai margini . Lentamente dice il direttore - stiamo operando anche qui una rivoluzione portando le ragazze a dare il loro specifico contributo soprattutto in campo educativo . Certo non è facile . Le « Sorelle della Risurrezione» - si chiama così l'Istituto - sono oltre trenta ed hanno già avuto l'approvazione del vescovo di Coban . Vestono come le donne Kekchìes e hanno una vita comunitaria secondo i costumi del loro popolo. Diventeranno una grossa congregazione femminile a tutti gli effetti? «Non c'è fretta, risponde il loro fondatore . Per intanto lasciamo fare allo Spirito e prendiamo atto che queste ragazze - la superiora ha poco più di 26 anni - con la loro capacità di servizio sono già un vero e proprio segno di resurrezione per i loro fratelli» . Durante la visita a Carchà ho avuto la possibilità di partecipare ad una liturgia in kekchl e al pasto che ne è seguito tra tutti i partecipanti . Ci si accorge subito che la convivialità e l'ospitalità accompagnate dalla semplicità di vita - tutte dimensioni lontane e carenti dalla civiltà del benessere - qui hanno ancora profonde radici . « Con le persone che ricevono nelle loro case - mi dice don Melgar - essi si comportano senza problema come se si trovassero innanzi a persone care e di famiglia . Quello che posseggono viene spartito anche con l'ospite più sconosciuto . Essi poi per vivere si accontentano di poco con semplicità e austerità . Non c'è poi indigeno senza comunità : anche quando emigrerà sarà sempre alla ricerca dei propri fratelli» . Quale il futuro di questi nostri fratelli? Certo per i Kekchìes la vita non si prevede rosea né i colpi di stato dei militari che si alternano come le stagioni al governo della Nazione fanno ben sperare . Eppure tra i Figli di Don Bosco ho trovato molto allegria e speranza. A Carchà ho imparato due parole in lingua Kekchì : «sachò» e «bantiox » ; la prima vuol dire «sono contento» ed è un espressione di saluto mentre la seconda vuol dire semplicemente «grazie» . Le ho sentite pronunziare tante volte nella mia breve visita . Non mi resta che ripeterle pensando ai miei confratelli, alla loro fede, al loro coraggio. Giuseppe Costa i capoverdiani sono anche da noi Sono almeno settemila i cittadini del Capo Verde emigrati in Italia da un paese povero ma impegnato seriamente sulla via dello sviluppo. Un gruppo di missionari salesiani a Sào Vicente In occasione della visita di don Rico, Consigliere Generale . e si vuole fare conoscenza con qualche capoverdiano non è necessario salire su un aereo e recarsi in quel lontano arcipelago dell'oceano Atlantico, 450 chilometri a ovest del Sene- S gal. Basta cercare qui da noi, in Italia, e prima o poi e ne troverà certamente qualcuno . Il nostro paese ne ospita almeno settemila . Bisogna tuttavia avere l'avvertenza di condurre la ricerca presso fa- miglie benestanti perché è li che i capoverdiani - ma si tratta in genere di donne - lavorano in qualità di domestici . Hanno abbandonato il loro paese, al pari di un gran numero di loro connazionali sparsi per il mondo, perché spinti dal bisogno . Ed essendo sprovvisti di qualificazione professionale, sono costretti ad accettare i lavori più umili . E vergognoso, ma occorre anche dire che molti datori di lavoro italiani speso non si comportano correttamente nei confronti di questi immigrati, evitando di corrispondere loro un salario adeguato e sottraendosi al pagamento dei contributi previdenziali . Ciò rende ancora più umiliante la condizione di tante donne - giovani e non più giovani - che debbono aggiungere al profondo disagio della lontananza dalla patria e dalla famiglia, la dura realtà dello sfruttamento . L'arcipelago del Capo Verde, d'altra parte, non è in grado di sfamare tutti i suoi pur non numerosissimi figli . E un paese povero, fra i più poveri dell'Africa . • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • 23 Quelle dieci isole di varia grandezza che spuntano dalle acque dell'oceano, un tempo erano verdeggianti di fitta vegetazione, tanto da colpire l'occhio dei primi naviganti che le incontrarono sulla loro rotta e che si affrettarono a battezzarle appunto con il nome di Capo Verde . Oggi, a causa di prolungati periodi di siccità, di verde ce n'è rimasto ben poco e l'impressione che riceve il visitatore al primo impatto con le isole è quella di un desolato deserto pietroso . Evidentemente, le condizioni climatiche hanno subito consistenti trasformazioni nel corso dei secoli, tanto che oggi l'arcipelago viene incluso in quella fascia del Sahel su cui grava come una flagellazione il flagello della siccità . La pioggia qui si fa aspettare addirittura per anni . Ne sono stati contati fino a sette consecutivi prima che una goccia d'acqua cadesse dal cielo . Tutto ciò, ovviamente, vuol dire terra riarsa, raccolti più che magri, miseria. Gli abitanti delle isole vivono in massima parte di agricoltura (sette capoverdiani su dieci sono contadini), e il flagello della siccità si ripercuote con tragiche conseguenze sul versante alimentare. Le carestie hanno da sempre reso difficile la vita ai capoverdiani . Ce ne sono state una cinquantina dal 1750 al 1900, con almeno 135 mila morti per fame, ai quali occorre aggiungere i 1354 mila morti nel XX secolo . Oggi gli abitanti delle isole hanno di che sfamarsi, grazie soprattutto all'aiuto internazionale . Ma la malnutrizione è tuttora causa di gravi carenze nel settore della salute pubblica. Ecco perché l'obbiettivo del governo è il raggiungimento dell'autosufficienza alimentare. In questa direzione vengono compiuti gli sforzi maggiori . L'agricoltura resta il settore chiave anche perché non esistono che poche imprese industriali di Case in costruzione a Borgo San Pietro . piccola o media dimensione. Non mancano tuttavia prospettive sul piano turistico : ci sono spiagge molto belle, incontaminate, e c'è soprattutto la qualità dell'accoglienza dei cordialissimi capoverdiani . Ma il governo è intenzionato a procedere in questo settore, come del resto negli altri, con prudenza, per evitare distorsioni economiche e, soprattutto, turbolenze di carattere sociale . La stessa posizione geografica dell'arcipelago può essere meglio sfruttata. Capo Verde fu in passato scalo marittimo di primaria importanza per le navi schiaviste, e oggi lo è per le flottiglie da pesca che incrociano nell'Atlantico . In una delle isole - quella del Sale - è in funzione un aeroporto internazionale fra i più efficienti dell'Africa, utilizzato dalle compagnie aeree soprattutto come scalo tecnico nei voli a lungo raggio. Resta tuttavia il fatto che attualmente il Capo Verde deve contare sull'aiuto del mondo . Ne è consapevole e accetta questa con- I SALESIANI A CAPO VERDE La presenza salesiana a Cabo Verde risale al 1947 ed è opera dei Salesiani del Portogallo . Attualmente essa consta di una parrocchia, di una scuola e di altre attività . 24 • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • dizione con grande dignità . «Non abbiamo né oro né diamanti dice il primo ministro Pedro Pires - ma cerchiamo di utilizzare razionalmente tutte le nostre risorse. Chiediamo e accettiamo l'aiuto però all'insegna dello slogali "aiutateci a liberarci dal bisogno dell'aiuto"» . In ogni caso, per il governo capoverdiano, l'aiuto deve rimanere aiuto, non comportare, cioè, alcuna rinuncia all'indipendenza del paese. E un atteggiamento del tutto conseguente con il recente passato dei capoverdiani, che si sono conquistati l'indipendenza lottando con tenacia contro il colonialismo portoghese . C'è, a questo riguardo, nella storia capoverdiana, un tratto singolare . La lotta per l'indipendenza si è svolta non tanto nelle isole del Capo Verde, ma piuttosto sul continente africano, nella Guinea-Bissau, essa pure colonia portoghese . Pur tra loro lontane, il Capo Verde e la Guinea erano da sempre legate insieme non solo dalla sottoposizione al dominio di Lisbona, ma soprattutto dalla forte corrente di emigrazione che dall'arcipelago si dirigeva verso il territorio sulla terraferma . Furono proprio meticci originari del Capo Verde e stabilitisi da tempo in Guinea a dare avvio alla guerriglia antiportoghese, sotto la guida del Partito africano per l'indipendenza della Guinea e del Capo Verde (PAIGC), di cui era presidente Amilcar Cabral, destinato a diventare uno dei leader più prestigiosi dell'Africa (fu assassinato il 20 gennaio 1973) . Con la lotta comune, i due paesi conquistarono insieme l'indipendenza, e pur conservando una reciproca autonomia, rimasero uniti con il legame dell'unico partito . Ciò fino al 1980, quando questo legame si spezzò per via di un colpo di Stato nella Guinea-Bissau, dove gli uomini di origine capoverdiana furono estromessi dal potere. Da allora, i due paesi sono diventati del tutto indipendenti l'uno rispetto all'altro . Cinquecento anni di dominazione portoghese, svoltasi all'insegna di una politica di assimilazione, ha fatto dei capoverdiani una popolazione composta al 90 per cento di meticci. Ciò non ha eliminato la «base» africana della popolazione, ma al tempo stesso ha favorito, anche con l'imporsi della lingua creola, l'omogeneità razziale, sottolineata in particolare dalla nascita di una letteratura originale. Un forte orgoglio patriottico spinge i capoverdiani a mantenere stretti vincoli con la loro terra anche quando sono costretti ad abbandonarla in cerca di lavoro. Molti sono infatti emigrati che, appena le circostanze lo consentono, fanno ritorno in patria . Ma al Capo Verde la vita resta difficile . Le risorse dell'agricoltura e le rimesse degli emigranti non bastano a sostenere l'economia, gravata oltretutto dalla crisi internazionale, con i suoi innegabili riflessi sulla situazione dei paesi più poveri . Il processo di sviluppo è guidato dallo Stato, senza, tuttavia, forzature ideologiche. Sono preferite, al contrario, le scelte nazionali, con attenzione ai problemi concreti . Questo realismo, unito a una prudenza che evita di lasciarsi prendere la mano da soverchie illusioni, ha guadagnato stima internazionale ai dirigenti capoverdiani . I problemi da risolvere restano molti, e tutti sono di grossa por- tata. Nel settore dell'istruzione, per fare solo un esempio, si stimano intorno al 20 per cento gli uomini e al 40 per cento le donne che, nei centri urbani, non sanno né leggere né scrivere, mentre nelle campagne l'80 per cento dei capifamiglia è analfabeta . La stessa scuola ha bisogno di profondi mutamenti. Sono poche le scuole, scarsi gli insegnanti, ma è soprattutto il carattere dell'insegnamento che richiede trasformazioni radicali, con il passaggio da un insegnamento ancora troppo teorico a uno che privilegi l'istruzione tecnico-professionale . Questo è anche l'orientamento espresso dal ministro dell'educazione Araujo . E nel settore dell'istruzione che la Chiesa capoverdiana svolge un ruolo insostituibile, affrontando con coraggio la situazione nuova che si è creata dopo l'indipendenza. Anche qui, come nelle altre colonie africane del Portogallo, la Chiesa è passata da una situazione di privilegio a una situazione condizionata da uno Stato che si proclama «laico» e non confessionale. Ma a differenza di ciò che accade in Angola e in Mozambico, al Capo Verde non c'è da parte degli organi statali avversione nei confronti della Chiesa . Questa, a sua volta, si è messa sulla via di un approfondimento della sua missione, e ciò facilita il dialogo con lo Stato . Di recente, il Vescovo di Praia - la capitale del Capo Verde ha dichiarato: «Viviamo una reale situazione di missione . C'è penuria di personale, sacerdoti e laici, adeguatamente preparato . E c'è crisi di vocazioni» . Nasce di qui l'appello che la Chiesa del Capo Verde rivolge ai cattolici di tutto il mondo perché contribuiscano con uomini e mezzi a facilitare il duro lavoro della chiesa locale. C'è un settore, soprattutto, che ha particolare urgenza di cure spirituali : quello dei giovani, che specie nei centri maggiori rivelano un preoccupante allontanamento dalla pratica religiosa. CAPO VERDE - Superficie : 4 .033 chilometri quadrati (poco meno del Molise). Popolazione : 320 mila abitanti . Capitale: Praia . Religioni : in larga maggioranza i cattolici . IL DONO DI DON BOSCO ALLA FAMIGLIA hO VUOI? È il Bollettino Salesiano. Dal lontano 1877 questa rivista viene inviata gratuitamente a chi ne fa richiesta . Scrivi il tuo indirizzo a : Bollettino Salesiano Diffusione Casella Postale 9092 00163 ROMA • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • 25 monsignore, chi vincerà la partita? Che cosa pensa il successore di Romero? Quali sono i problemi pastorali della sua Città? Ecco quanto ci ha detto un vescovo che crede profondamente nel Concilio e nel dialogo . iste dall'alto le sei Repubbliche centroamericane - qualcuno, anni fa, le ha definite « repubbliche bananas» per via della grande produzione di banane che questi Stati, El Salvador, Guatemala, Nicaragua, Honduras, Costarica e Panama, immettono sul mercato - con quell'alternarsi a chiazze di terre vulcaniche e di mari stagnanti, sembrano un gigantesco colabrodo. Quanti nel mondo operano per la pace qui rischiano, un giorno o l'altro, di morire d'infarto . L'orizzonte socio-politico infatti in tutte e sei le Repubbliche di chi? - è così fosco ed intricato da far emettere sospiri di sollievo al termine di quelle poche giornate nelle quali non ci sono minacce militari delle grandi poten- V 26 - BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • Mons. Arturo Rivera Damas ze o scaramucce tra guerriglieri ed eserciti governativi . I Salesiani sono presenti in tutte e sei le Repubbliche con opere - sia detto con chiarezza e senza equivoci di sorta - estremamente popolari e affollate di giovani . Qui, terra di violenti contrasti, è più difficile educare che altrove e qui si sperimenta, più struggente, la lunga e paziente attesa dei frutti. In tre dei sei Paesi poi, la presenza salesiana è ancora più sofferta per il fatto che salesiani sono l'arcivescovo successore di Romero, a San Salvador, Monsignor Arturo Rivera Damas ; l'arcivescovo di Managua in Nicaragua, monsignor Miguel Obando Bravo e l'arcivescovo di Tegucigalpa in Honduras monsignor Santos Hernàndez . Siamo andati in El Salvador ed abbiamo incontrato monsignor Rivera. Il successore di Romero è un salvadoregno tra i cinquanta ed i sessant'anni . Sin da ragazzo ha vissuto in ambiente salesiano . Ha fatto il liceo al Santa Cecilia - una grande scuola nei pressi della Capitale - dove nel 1944 si è diplomato; ha quindi studiato teologia in Italia presso l'Ateneo Salesiano. Al ritorno in El Salvador è stato anche direttore di comunità salesiane. Il 23 ottobre 1960, poco più che trentenne, è stato consacrato vescovo nel Santuario Maria Auxiliadora di San Salvador . L'abbiamo incontrato al Don Rua - l'opera salesiana annessa al Santuario - dove Monsignore è solito abitare con la semplicità dei suoi stessi confratelli . La sua cattedrale è da anni in costruzione - l'anno prossimo, dice, speriamo di portarla a buon punto . - Da buon salesiano non disdegna la conversazione con la battuta salace e scherzosa e da buon salesiano ama, come i ragazzi, muoversi . Quando non può farlo con una sgambettatura allora ripiega sul tennis da tavolo ed allora, è capitato a me, per il suo avversario il due a zero è assicurato . Erede di una chiesa, quella salvadoregna, spaccata a metà, monsignor Rivera con carità paziente e benevola traducendo in metodo pastorale il Concilio e il dialogo sta riuscendo a creare una nuova speranza di pace e di unità . Ecco come ha risposto alle nostre domande : - Monsignore, quali sono i problemi pastorali della sua Arcidiocesi? - L'arcidiocesi di San Salvador con oltre un milione di abitanti è la più grande del nostro Paese . Essa comprende quattro dipartimenti e la capitale . In un tempo di fortissima urbanizzazione - la situazione politica ha accentuato ulteriormente l'esodo dalle campagne verso la città - la densità della popolazione è cresciuta in maniera incredibile . Per assistere questa popolazione disponiamo di 230 sacerdoti . In questo numero sono compresi tutti, religiosi e diocesani, anziani e giovani . Direttamente impegnati nelle parrocchie sono circa 150 . Un apporto pastorale notevole ci viene dalle suore ; ne abbiamo circa ottocento : parecchie comunità sono salvadoregne mentre altre sono venute dall'Europa, dal Messico e dalla Colombia . Molte lavorano in istituzioni scolasticoeducative ed assistenziali . Dal Concilio in poi almeno venti comunità religiose femminili lavorano a fianco delle parrocchie nella capitale e fuori . Esiste un bel numero di catechisti che noi chiamiamo «celebratori della Parola» . È il frutto più bello del Concilio : radunano la gente, celebrano liturgie portano la comunione . Con l'aiuto di questi laici possiamo dire che la fame spirituale e religiosa del nostro popolo è appagata. Una spinta particolare poi è venuta dalla visita del Papa e dalla celebrazione dell'Anno Santo della Redenzione : due avvenimenti importanti per portare il Paese alla riconciliazione e alla pace . - I termini «riconciliazione e pace» qui, in El Salvador come si configurano e specificano? - Noi partiamo dal presupposto che la causa delle tensioni salvadoregne - sebbene molto complessa - è l'ingiustizia sociale . Quando parliamo di riconciliazione e di pace perciò intendiamo dire che bisogna rimuovere questa ingiustizia attraverso la promozione umana e vincendo l'egoismo dei ricchi che certamente non aiuta a superare la situazione . Abbiamo un concetto dinamico di pace ; essa non è soltanto la fine della guerra ma il cambiamento della nostra situazione di ingiustizia . Credo che la dottrina sociale della chiesa sia in questa direzione quando afferma che fra i frutti della giustizia c'è anche la pace. - Monsignore, in El Salvador chi controlla il sistema delle informazioni? - Abbiamo una legge che limita la libertà di stampa per la sicurezza nazionale . Tuttavia posso dire che esiste una radio ispirata dalla sinistra; esistono anche emittenti commerciali che danno informazioni oggettive . Anche noi cattolici abbiamo una radio e siamo abbastanza liberi e per questo la sua informazione è molto ricercata ed apprezzata . Tuttavia esiste sempre quella legge. - Come è affrontato questo problema nella sua Diocesi? - Esiste un gruppo di laici cattolici interessati, e molto, alla comunicazione sociale. C'è una commissione diocesana presieduta dal mio vescovo ausiliare che è, per l'appunto, un esperto « comunicatore» dal momento che ha fatto in Europa studi in merito . Fra l'attività di questa commissione merita un ricordo la redazione di un settimanale diocesano molto apprezzato . La porta d'ingresso dell'imponente cattedrale dl San Salvador, da anni In costruzione . - Eccellenza, parlando con cattolici salvadoregni ho avuto l'impressione quasi di una fatalistica rassegnazione di fronte a questa situazione . Lei di che parere è? - Certamente sono passati parecchi anni e le misure politiche non sono state efficaci . Dal momento che le elezioni non sono una risposta al problema bisognerebbe che esse fossero unite al dia- BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • 2 7 1 Il Papa prega presso la tomba di Mons. Romero ucciso II 24 marzo 1980. logo specie con le forze più distanti. Per questa ragione ci sono salvadoregni un po' pessimisti ; se ne trovano tuttavia altri che sanno che questa situazione non può essere eterna . Cercano di lavorare, di avere speranza e di continuare a cercare strade che diano una uscita politica pacifica . Io sono tra questi . - Girando la città, nonostante i suoi guai, si vedono scuole ed istituti educativi funzionanti. Come vede il futuro dei giovani salvadoregni? - Io penso che il numero dei giovani radicalizzati nell'estremismo politico sia minimo . In qualche caso ho potuto anche constatare la stessa fine della radicalizzazione . Ciò vuol dire che nonostante la nostra situazione sociale e politica i giovani sono aperti al positivo. Non soltanto nelle parrocchie ma anche nelle scuole ci sono gruppi che praticano sport ed attività varie . Intensa poi è la formazione catechistica e spirituale . Credo che i nostri giovani non siano perduti . - Parlando con il Nunzio di El Salvador e del Costarica ho potuto apprendere la preoc28 • BOLLETTINO SALESIANO . 1 OTTOBRE 1983 • cupazione della Chiesa per i giovani universitari costaricensi. Qual è la situazione in Salvador? - C'è qualche sacerdote che si occupa direttamente di loro nelle università . La cosa più importante tuttavia credo sia questa : la chiesa si è fatta sentire sui problemi del Paese e sul suo futuro . Ogni qualvolta essa parla o scrive suscita l'interesse dei giovani . In altri termini: anche se manca una assistenza istituzionalizzata ai giovani universitari, siamo sicuri di essere presenti nella loro vita . - L'eredità di monsignor Romero - ucciso il 24 marzo 1980 - è stata una eredità pesante? - Certamente egli ha influito e continua ad influire sulla nostra gente . Questo significa che per parte nostra si deve cercare di mantenere tale amore evitando tuttavia le manipolazioni della sua memoria. L'ha raccomandato anche il Santo Padre . È importante che i suoi insegnamenti continuino ad illuminare il cammino della nostra gente. Per conto mio non ho avuto difficoltà alcuna anche perché ero amico dell'arcivescovo . Per me nominare e onorare Romero non rappresenta una difficoltà ; è, piuttosto il ricordo, triste e gioioso assieme, di un amico . Gli stessi suoi avversari questo lo sanno. Tutto il clero è unito al successore di Romero . - Lei ha parlato con qualche sacerdote «guerrigliero»? - Si, ho parlato con qualcuno. - Quali sono le motivazioni che portano per giustificare la loro scelta? - Questi sacerdoti considerano che qui c'era una situazione di peccato e di violenza impossibile da modificarsi con mezzi pacifici; e questa la prima giustificazione alla loro scelta. Credo tuttavia che questi sacerdoti più che «guerriglieri» sono «cappellani» di questi gruppi armati anche se ne condividono gli ideali e i «planteamientos politicos», come diciamo qui . - Quali sono gli elementi che diversificano la situazione salvadoregna da quella, ad esempio del Nicaragua? - Il Nicaragua in questo momento è in uno stadio più avanzato rispetto a quello che qualcuno vorrebbe fare in El Salvador. Sono giunti ad un chiaro processo di cubanizzazione come si suol dire qui . In El Salvador si sta lottando per questo . Personalmente sono convinto che non si arriverà alla stessa situazione nicaraguense dal momento che qui la situazione è diversa : abbiamo la possibilità di parlare e al tempo stesso di ascoltare le critiche di quanti non sono contenti della maniera come la chiesa cerca di illuminare il cammino e di esigere una società più fraterna e più giusta . Nel Nicaragua c'è difficoltà di dialogo . - I preti più giovani, quelli del Concilio, hanno il senso dei problemi che vive il loro paese o no? - Certamente i giovani sono più maturi . Prima essi consideravano più che la pastorale delle masse quella di alcune élites, fortemente ideologizzate ed intellettualizzate, preoccupati di condividerne le scelte in una pastorale di « acompanamiento » . Questo ormai è passato . I più hanno capito che per fare l'opzione giustizia e per proclamare i diritti umani impegno costante della chiesa non è necessario lasciare il sacerdozio e perdere la propria identità . (a cura di G. C.) aro d on Rubio, / p rovveditore d l tutti Don Rublo In occasione della visita In India del re di Spagna Juan Carlos . Uno alla volta scompaiono I grandi salesiani che hanno «fondato» Don Bosco in India . È a questi silenziosi messaggeri di bontà che tutti dobbiamo qualcosa . uando un salesiano morirà per il troppo lavoro, sarà una grande gloria per la Congregazione» . Pensavo a questa affermazione di Don Bosco, quando mi è giunta inattesa la notizia della morte improvvisa di don Ignazio Rubio, procuratore dell'Archidiocesi di Shillong nell'India nord-est . Un uomo che aveva sempre dato il meglio di se stesso, senza concedersi mai un momento di riposo . Ricordo l'ultimo incontro, tre mesi prima della morte. Lo avevo trovato molto affaticato ... - Caro don Rubio, lei lavora troppo ; così finirà per ammazzarsi! - Me lo hanno detto anche i medici e per un po' ho cercato di diminuire il ritmo, ma l'ingranaggio degli impegni ha ripreso a gi- rare vorticosamente ed è difficile, non dico arrestarlo, ma anche solo rallentarne la marcia . La necessità dei nostri missionari, l'attesa di tante anime non può andare delusa. E così quel cuore generoso che non sapeva mai dire di no, si è spento di colpo, improvvisamente, la notte del 15 aprile scorso . Se ne è andato tutto solo, in punta di piedi, senza disturbare nessuno, lui che era in ogni momento al servizio di tutti . « Al mattino - mi scrive il fratello don Giuseppe, vissuto tanti anni accanto a lui, condividendo la sua vita e il suo apostolato non vedendolo scendere in cappella come di consueto, andai nella sua camera e lo trovai già freddo cadavere» . La sua attività non aveva limiti : costruzione di chiese, cappelle, ospedali, dispensari, internati, seminari, scuole di ogni tipo e grado, lo trovarono continuamente occupato, coadiuvato da don Tomaso Lopez, ingegnere e architetto, che traduceva in disegni quello che la sua mente geniale di artista andava escogitando, per rispondere ai sempre crescenti bisogni della missione in continua espansione. Compito non meno gravoso trovare i mezzi per realizzare queste opere, fornirle di suppellettili per il culto e l'insegnamento, aiutare i missionari per il mantenimento delle centinaia di catechisti e religiosi impegnati nell'evangelizzazione della vasta regione che si estende dalle pianure dell'Assam alle colline preimalaiane, abitate da oltre cento tribù diverse. Migliaia di benefattori in Italia e Spagna rispondevano con grande generosità ai suoi appelli . Con loro egli manteneva una fitta corrispondenza, ringraziandoli anche per la più piccola offerta . Per ripagarli della loro generosità e fare dell'apostolato, ogni anno mi incaricava di inviare loro in regalo un volume della Elle Di Ci : «I fioretti di Don Bosco», «Don Bosco - Una biografia nuova », « Il vescovo delle tribù imalaiane» .. . Per quest'anno aveva prenotato 10.000 copie del volume in corso di stampa : «Don Bosco nell'Assam» . Penso pochi salesiani abbiano diffuso come lui tanta buona stampa nelle famiglie! Il suo ufficio, a pianterreno del• BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • 29 Don Rublo con alle spalle una delle tante .sue . costruzioni . l'episcopio, era sempre aperto a tutti; un via vai continuo di visitatori, operai, impresari, fornitori, confratelli e religiose che si rivolgevano a lui per aiuti o anche solo per consigli ; una processione che talvolta si prolungava fino alle tarde ore della notte . Calmo, sorridente, accoglieva tutti : un cuore sempre aperto ai problemi, alle necessità degli altri che aiutava con grande generosità. La lesione al cuore era cominciata qualche anno fa, quando in mezzo a difficoltà e contrasti aveva realizzato quello che si può definire il suo capolavoro : un grandioso seminario regionale, a servizio delle sette diocesi dell'India nord-est. Qualcuno mi disse : - Questa è l'ultima follia di don Rubio. Una vera «follia», ma una follia di amore, a servizio delle future generazioni di sacerdoti che reggeranno e dilateranno il regno di Dio in questa terra meravigliosa . 30 • BOLLETTINO SALESIANO . 1 OTTOBRE 1983 • La morte lo ha colto d'improvviso; è caduto sulla breccia, come un buon soldato al suo posto di combattimento . Un soldato che sapeva di arrischiare, ma che non voleva abbandonare il posto che Dio gli aveva assegnato . Don Rubio sapeva il pericolo che correva, me lo aveva scritto e ripetuto più volte : «Siamo nelle mani del buon Dio . Non dobbiamo preoccuparci ; egli sa bene quello che è bene per noi. Importante essere sempre pronti alla sua chiamata» . Una vocazione generosa Era nato l'8 aprile 1921 a Barcellona (Spagna) . I suoi genitori, Giovanni e Angela Moreno, furono i suoi primi educatori alla fede, che videro sbocciare tra i figli ben due vocazioni religiose, sacerdotali e missionarie : don Ignazio e don Giuseppe . La sua fede e la vocazione si temprarono durante la tragica persecuzione religiosa in Spagna del 1935. - Era ancora bambino, ricorda il fratello, e in casa celebrava per conto suo la Messa, su un altarino, con paramenti di carta che si era fatti. Durante la Guerra civile arrischiò spesso la vita per portare l'Eucarestia a persone braccate dalla polizia o avvisare le famiglie sul luogo dove si sarebbe celebrata la Messa da parte di un sacerdote che i genitori tenevano nascosto in casa. A 21 anni si legava definitivamente a Don Bosco con la professione religiosa (16 agosto 1942) . Nel 1948 chiedeva e otteneva di partire per l'India dove trascorrerà il resto di una vita tútta spesa a servizio del grande ideale missionario . Completa a Shillong i suoi studi teologici e il 13 agosto 1950 viene ordinato sacerdote a Madras, da mons . Mathias, capo del primo drappello di missionari sbarcati in India nel gennaio del 1922 . Le sue prime esperienze di apostolato le svolge nel sud del paese, a Tiruppatur e Kotagiri, come preside della scuola e animatore dei gruppi giovanili . Nel 1954 lo tfoviamo direttore, prima a Basin Bridge (Madras), poi a Katpadi, dal 1956 al '59, quando venne chiamato come amministratore del grande complesso di Matunga a Bombay, -realizzato da don Aurelio Maschio . Quando mons . Hubert D'Rosario, a quel tempo direttore del centro di Matunga, venne eletto vescovo di Dibrugarh, nel 1964, il neo eletto chiese e ottenne che don Rubio lo seguisse nella nuova diocesi come vicario generale e procuratore. Nel 1970 mons . D'Rosario venne eletto arcivescovo della circoscrizione ecclesiastica di GahuatiShillong. Ancora una volta chiese che questo suo insostituibile collaboratore lo seguisse in questo nuovo campo di lavoro . Qui egli consacrerà, senza risparmiarsi, gli anni migliori in un'attività che desta stupore e ammirazione, realizzando opere, ognuna delle quali impegnerebbe la vita di un uomo . - ~ Una recente foto dl Don Rublo . «Egli lascia un ricordo indelebile - scrive l'ispettore don Matteo Kochuparampil - negli annali della Congregazione in India e nella Chiesa del nord-est, per quantità e bellezza di opere costruite in così breve tempo, ma è stato insieme un grande salesiano e un sacerdote esemplare, sempre fedele alla Chiesa, al cui servizio ha messo tutte le sue energie . Con tenacia e con tanta fede in F Don Rubio seguiva con particolare attenzione I problemi delle case di formazione . Questo è un nuovo Centro di Teologia da lui voluto . Dio, ha saputo superare tutte le difficoltà e portare a termine ogni opera . Posso" testimoniare come, malgrado i pressanti impegni di lavoro, egli sia sempre stato fedele alle sue pratiche di pietà. Dio ha sempre occupato il primo posto nella sua vita» . E concludeva : «Abbiamo perduto un grande figlio di Don Bosco : una perdita irreparabile per la nostra famiglia . Il vuoto che egli lascia, difficilmente potrà essere colmato» . « La sua è stata una vita nutrita di fede - scrive il suo Arcivescovo - vissuta nella fede. Si sentiva sempre prete : all'altare, al suo tavolo di lavoro, lungo le strade, nei villaggi, con chiunque incontrasse . Una vita tutta spesa per amore, a servizio della Chiesa« . Ricordo come anche nei tormentati viaggi non mancava mai di recitare il Breviario e il Rosario . Quando aveva qualche momento libero lo dedicava a libri formativi : desiderava tenersi sempre aggiornato . Don Rubio per la sua umanità, bontà, generosità, fu amato da tutti . I suoi dipendenti erano come « figli » e lo piansero come un padre. - Abbiamo perduto la persona più cara, andavano ripetendo ; il padre, l'amico, il benefattore . Nessuno mai ci ha amato e aiutato come lui! « Don Rubio era un prete eccezionale - mi scrive sr . Tilde Galli FMA - un cuore grande, generoso, aperto a tutti : era l'amico, il consigliere, il benefattore di tutti» . Una folla innumerevole di fedeli volle rendere l'estremo saluto a questo instancabile operaio della vigna del Signore, stroncato a soli 62 anni di età . La cattedrale non riuscì a contenere i fedeli che anche dall'esterno partecipavano alla concelebrazione, presenti tre vescovi e 120 sacerdoti, giunti da ogni parte della missione . Al cimitero, alle preghiere si univa il pianto di tante persone, anche non cristiani, che sentivano di perdere un grande amico e benefattore che aveva speso tutta la vita per fare solo del bene a tutti . a • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • 31 ricca di fascino come non succede in altre pubblicazioni agiografiche . I continui riferimenti poi al contesto so* GIUSEPPE COSTA Luci del mattino (Pensieri alla RAI radio due), ElleDiCi, Leumann 1983, pp. 136, L. 3 .600 Il volume della Collana LE COORDINATE raccoglie le brevi conversazioni radiofoniche che il direttore del Bollettino Salesiano don Giuseppe Costa ha tenuto alla radio nazionale durante il primo trimestre 1983 . E un volumetto agile che potrà far del bene a quanti sanno leggere ed apprezzare le cose semplici ed immediate . LUCI DEL AUTTIw) PENSIERI ALLA RAI RADIODUE GIUSEPPE COSTA I pensieri non hanno pretese magisteriali nè tanto meno, di esaustività . Essi cercano di stimolare una visione di fede partendo da fatti e circostanze di vita . Lo stile è incisivo e veloce proprio come si conviene perr tre minuti di trasmissione . I temi affrontati, poi sono tanti e diversi . * DOMENICO CARENA 11 Cottolengo e gli altri, SEI, Torino, 1983, pp . 342, L . 12.000 «Non si esce da una sosta al Cottolengo eguali a come si è entrati . Si è necessariamente più buoni e ci si sente impegnati ad aiutare quest'opera . . .» . Sono queste alcune delle parole che l'onorevole Giulio Andreotti ha voluto scrivere nella prefazione al volume che Fratel Domenico Carena ha dedicato al fondatore dell'Istituto di cui egli stesso fa parte : San Giuseppe Cottolengo . Si tratta di un lavoro divulgativo ma al tempo stesso rigorosamente scientifico . La figura dei Cottolengo che ne viene fuori è umanissima e 32 cioculturale dell'Ottocento ne fanno un volume utile anche per gli appassionati di storia . * MICHEL QUOIST A cuore aperto, SEI, Torino, 1983, pp . 358, L. 12.000 Chi non conosce Michel Quoist, l'impagabile autore di Riuscire, Appuntamento con Cristo, Dieci minuti con Dio, Cristo è vivo, e prima ancora i diari di Daniele e Anna Maria? Ebbene : questo libro li supera tutti . «Sono - scrive lo stesso Autore - annotazioni a caldo, scritte dappertutto, non importa quando, scritte per me stesso : è uno dei miei modi di riflettere e di pregare . Queste soste rapide e prolungate mi permettono di intravvedere l'al di là della mia vita, della vita degli uomini, della vita del mondo . Scrivendo parlo a me stesso, mi interrogo . Vi offro dunque le mie riflessioni personali . E chiaro che non cerco affatto di imporvele : sarò felice se vi darò l'occasione di riflettere sulla vostra vita, se vi trascinerò a cercarvi la trama del Cristo ed a lasciare scaturire la vostra preghiera» . • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 M ICH LL QUOI ST A aperto SEI * NICOLA DE MARTINI Maturità problema decisivo, ElleDiCi, Leumann, 1983, pp . 167, L . 4 .500 Ecco un libro che può essere dato direttamente in mano ai giovani purché ci sia in loro la disponibilità alla riflessione e all'impegno . La costruzione di una personalità esige una conoscenza di se stessi ed una costante verifica . L'Autore si presenta come un profondo conoscitore dell'animo giovanile . della Collana studi e ricerche di catechetica . L'ha preparato il salesiano don Gevaert catecheta ben noto soprattutto per i suoi studi sul rapporto fra antropologia ed annunzio della fede . In questo volume l'Autore segnala una serie di indicazioni utili per chi vuol cimentarsi nello studio della catechetica. Vi si parla infatti della struttura di questi studi, delle riviste e dei centri specialistici, dei congressi e degli incontri che hanno segnato le tappe della crescita di questa scienza . * JOSEPH GEVAERT Il materiale raccolto si riStudiare catechetica, ElleDiCi, Leumann 1983, pp . ferisce al periodo 1950-1982 119, L . 5.800 e vi si avverte una ampia Ecco ancora un volume sensibilità internazionale . DOSSIER ADOLESCENTI : UNA NUOVA COLLANA ELLEDICI Sono usciti i primi quattro fascicoli di una Collana realizzata da Umberto De Vanna su iniziativa del Centro Catechistico Salesiano di Leumann (TO). Si tratta di fascicoli agili che trattano temi attenti alla formazione umana e cristiana degli adolescenti (15-17 anni). Ogni fascicoli è un utile strumento per «attivare» la riflessione perso- nate del ragazzo ma soprattutto il lavoro di gruppo . «Dossier» usciti : 1 . Gli anni dell'impazienza . Conoscere se stessi a 1517 anni . 2 . La voglia di diventare qualcuno . Adolescenti e progetto di vita . 3 . Importantissimo amore . Dall'amore «bruciato verde» all'incontro vero . 4 . La fede a 16 anni. Il bisogno di credere per convinzione . Il costo di ogni fascicolo è di L . 700 . I LIBRI PRESENTATI SU QUESTA RUBRICA vanno richiesti alle Editrici z • o contrassegno (spese di spedizione a carico del richiedente) ; • o con versamento anticipato su conto corrente postale (spedizione a carico dell'Editrice) : LAS : Libreria Ateneo Salesiano - Piazza Ateneo Salesiano 1, 00139 Roma . Ccp . 57 .49 .20 .01 . LDC : Libreria Dottrina Cristiana - 10096 Leumann ( TO) . Ccp 8128 . SEI: Società Editrice Internazionale - Corso Regina Margherita t 176, 10152 Torino . Ccp . 20.41 .07 . AZZOLLA Sac. MARIO Salesiano t Pisa a 68 anni Ultimo di quattro fratelli don Mario nacque a Casale Bergamasco nel 1915 e fu subito educato ai grandi valori della fede e del lavoro . Incontratosi con i salesiani benché stesse per entrare in Seminario, scelse Don Bosco . Fece il Noviziato in Portogallo dove a 32 anni fu anche ordinato sacerdote. Ritornò in Italia nel 1951 e passò tutta la sua vita salesiana in Toscana . Borgo San Lorenzo, Strada in Casentino, Figline Valdarno furono le case del suo primo apostolato sacerdotale in Patria. A Figline fu anche direttore per quattro anni . Nel 1959 venne a Pisa in via dei Mille trasferendosi quasi subito al CEP . Qui infatti stava sorgendo un grande quartiere popolare e l'arcivescovo della città monsignor Camozzo volle che fossero i Figli di Don Bosco ad occuparsi della cura pastorale del quartiere . Toccò proprio a don Mario iniziare . Lo fece con umiltà e semplicità e cattivandosi la simpatia di tutti . Un poco alla volta con le case fu eretta la prima rudimentale cappella, un piccolo centro sociale e furono superate le non indifferenti difficoltà burocratiche per l'erezione dell'attuale imponente complesso parrocchiale . Negli oltre vent'anni di presenza tra la gente del CEP don Mario ha seminato bontà e semplicità. Uomo di poche parole si donò totalmente al bene dei suoi parrocchiani che ricambiarono con stima e simpatia le cure del loro pastore . Il funerale fu un vero e proprio plebiscito di riconoscenza . BUHL Sac. ERICH Salesiano t Bolzano a 83 anni Salesiano e Sacerdote fedele a Cristo e a Don Bosco, da tutti considerato il «patriarca», il «depositario» di una tradizione salesiana genuina e fedele . Generoso, sacrificato lavoratore sempre pronto ad offrire la sua opera per il bene della Comunità . Uomo di Dio in cui le beatitudini del Signore hanno trovato un'umile corrispondenza, portandolo a vivere con semplicità la povertà dello spirito, la purezza di cuore, la mitezza e la bontà . DI GIOVANNI Sig. MARIO Coadiutore Salesiano t Fossano a 42 anni A distanza di oltre sei mesi dalla sua tragica morte avvenuta il 1° 1983 ci resta ancora il rimpianto per una persona cara strappata nel pieno della sua maturità alla famiglia e alla Congregazione . Accolto, con il fratello maggiore, nell'istituto Salesiano di San Mauro Torinese (la sorella era presso le Figlie di Maria Ausiliatrice a Mornese) proveniva da Sparanise (Caserta), dove era nato il 25 febbraio 1942 e dove era rimasto orfano di padre, carabiniere . A San Mauro maturava la vocazione : era Salesiano Coadiutore . Si perfezionava al Rebaudengo di Torino e quindi insegnava a San Benigno Canavese (To), a Bra (Cn) e Fossano (Cn), dove da cinque anni era Consigliere e responsabile del Laboratorio di Meccanica. Chi l'ha conosciuto lo ricorda gioviale, simpatico: viveva con coerenza gli impegni della vocazione e come religioso e come educatore : era convinto dell'importanza della missione salesiana e della preziosità del metodo di Don Bosco . Equilibrato, lineare, aveva un forte senso del dovere, godeva la stima di tutti . Da due anni era Consigliere ispettoriale . Nell'ultimo incontro con gli Insegnanti, pochi giorni prima della morte, aveva raccomandato : «Con i giovani dobbiamo essere giustamente esigenti, aiutandoli ad esprimere tutto quello che possono ; ma proprio per questo dobbiamo stare di più in mezzo a loro, perché sappiano che noi vogliamo loro bene» . La morte, così come descritta da chi gliel'ha procurata, è coerente con la vita e ne evidenzia la figura di «martire dell'educazione» : ragiona con i giovani (perché lo fate?), non entra nella logica della violenza (sottratto ad uno di essi il martello lo getta lontano), testimonia la sua fede pregando (Madonna mia, aiutami!) e perdonando (lo vi perdono, vi perdono!) . GOBBATO Sac . GIUSEPPE, Salesiano t Bolzano a 75 anni Salesiano, educatore e uomo di cultura, si dedicò con fervore all'insegnamento per arricchire intellettualmente A quanti hanno chiesto informazioni, annunciamo che LA DIREZIONE GENERALE OPERE DON BOSCO con sede in ROMA, riconosciuta giuridicamente con D .P . del 2-9-1971 n . 959, e L'ISTITUTO SALESIANO PER LE MISSIONI con sede in TORINO, avente personalità giuridica per Decreto 13-1-1924 n . 22, possono legalmente ricevere Legati ed Eredità . Formule valide sono : - se si tratta d'un legato : « . . .lascio alla Direzione Generale Opere Don Bosco con sede in Roma (oppure all'istituto Salesiano per le missioni con sede in Torino) a titolo di legato la somma di lire . . ., (oppure) l'immobile sito in . . . per gli scopi perseguiti dall'Ente, e parti- e cristianamente i giovani . Il suo temperamento, la sua sensibilità lo hanno portato a sostenere non facili battaglie umane, affrontate con stile e dignità . Sinceramente devoto della Vergine Ausiliatrice, la invocò profondamente fiducioso nella sua capacità di soccorrere le umane debolezze . Con autentico senso del dovere si dimostrò sempre disponibile ad ogni eventuale bisogno della comunità, conscio del valore dell'ubbidienza ai propri superiori, alla Regola Salesiana, a Dio. La sua morte non potrà mai far dimenticare quanto di bello e buono è riuscito a lasciarci con la sua intelligenza e dedizione a Dio, del quale contribuì ad effondere la luce . sciare il suo Brasile e tornare nel suo Friuli : prima al Bearzi e poi al San Luigi . Ricordiamo di lui l'amore a Don Bosco, alla vocazione salesiana . Il suo squisito senso missionario capace di distribuire consigli e buone parole ovunque, la fedeltà quasi meticolosa alla preghiera, la vita spirituale semplice, il suo amore schietto e geloso della vocazione a coadiutore salesiano, la capacità di raccontare, di tratteggiare finissimamente la vita missionaria demitizzando con dolcezza e fine battuta anche le venerande figure dei missionari del Mato Grosso . LEDER Sac . ENRICO Salesiano t Bolzano a 73 anni Sacerdote di trasparente e viva fedeltà a Don Bosco e alla Congregazione cui donò gioiosamente nel servizio ai giovani tutto se stesso, le sue doti intellettuali, le sue energie, il suo tempo . Uomo di Dio che alimentò la sua vita con una pietà semplice ma autentica santificando ogni lavoro e trasformandolo in sacrificio gradito a Dio . Dall'unione con Dio don Enrico trasse forza per la sua disponibilità generosa ed ininterrotta e per quella umiltà e semplicità evangelica che ne fecero un salesiano sereno e contento, vivificatore della comunità religiosa . CENNI MARIA EMILIA ved . VISI Cooperatrice t Soci (Arezzo) a 89 anni Donna semplice e forte seppe vivere in amore la missione che il Signore volle affidarle dando una testimonianza serena ai valori della fede . Interpretò con la vivacità del carattere l'invito di Don Bosco a far consistere la santità nell'allegria; infatti donò a larga mano l'ottimismo e la fiducia nella cristiana partecipazione alla vita altrui . Fu innamorata di Don Bosco e fu felice quando il Santo le chiese il dono del figlio don Carlo. Educatrice saggia e prudente volle essere maestra di bontà per i figli e per i familiari, tra i quali ricordiamo i «sei gemelli Giannini . . PRATURLON Sig . ENRICO Coadiutore Salesiano t Gorizia a 70 anni La domenica 22 maggio aveva festeggiato al San Luigi di Gorizia i suoi 50 anni di professione religiosa e di fedeltà a Don Bosco . Una giornata bellissima . . . L'Eucarestia solenne, il pranzo in famiglia tra confratelli salesiani, fratelli, nipoti e amici . E al centro di tutto e di tutti, lui, il sig . Enrico fiero della sua lunga e provata fedeltà . Poi, quasi all'improvviso, il manifestarsi del male : poco più di un mese all'ospedale amorevolmente assistito dai suoi confratelli . E spirava il sabato 9 luglio : era il giorno in cui il Brasile salesiano celebrava con il Rettor Maggiore i cento anni di presenza dei figli di Don Bosco in quella terra . Enrico, infatti, era arrivato nella nostra Ispettoria dopo 36 anni di lavoro missionario nell'Ispettoria del Mato Grosso. Era giunto da noi malandato di salute . Si era umilmente inserito nelle nostre comunità . E forse ai più era passata inosservata la sua lunga e stupenda vita missionaria . Bororos, Xavantes sono state le tribù alle quali il «Mestre Enrique» (il Maestro Enrico) ha insegnato tutti i mestieri . Agli avamposti dell'evangelizzazione, con i grandi missionari, con don Colbacchini nell'impresa della evangelizzazione dei Xavantes : ed Enrico davanti a tutti con la forza delle sue braccia, con l'intelligenza del suo lavoro. Poi, dopo tanto lavoro, ha dovuto la- INNOCENTE Mons. DE FERRARI Cooperatore t Alassio a 68 anni Parroco per oltre 32 anni della parrocchia S . Ambrogio di Alassio, amico dei Salesiani e devoto ammiratore di Don Bosco. Ha sempre invitato con insistenza tutti i giovani della città a frequentare l'Oratorio salesiano, era presente nei tempi forti (feste, premiazioni. . .) della sua vita . Il vescovo nell'omelia funebre: «Seppe ottenere la collaborazione di tutte le comunità religiose, specialmente dei Figli di Don Sosco . Quante volte in questi ultimi anni mi ha parlato dei Salesiani. Che Dio li remuneri con la sua benedizione» . Il viceparroco ha scritto : «Mons . Prevosto era un padre per tutti, aveva un motto, quello di Don Bosco "Prevenire le azioni, possibilmente mai rimproverare e tanto meno castigare"» . AI suo testamento spirituale: «Ricordiamo e ringraziamo i Padri Salesiani che si sono prodigati con zelo ammirevole durante le Sacre funzioni domenicali e feriali in Parrocchia . . .» . Ed in fine per sigillare quanto il nostro parroco fosse stato autentico membro della Famiglia salesiana ecco due righe del fratello : «Come da disposizioni private lasciatemi dal defunto fratello don Innocente, allego la somma di L . 2 .000.000 (duemilioni) da destinare all'Opera dell'Oratorio maschile Salesiano», e colarmente di assistenza e beneficenza, di istruzione e educazione, di culto e di religione» . - se si tratta invece di nominare erede di ogni sostanza l'uno o l'altro dei due Enti su indicati : « . . .annullo ogni mia precedente disposizione testamentaria . Nomino mio erede universale la Direzione Generale Opere Don Bosco con sede in Roma (oppure l'Istituto Salesiano per le Missioni con sede in Torino) lasciando ad esso quanto mi appartiene a qualsiasi titolo, per gli scopi perseguiti dall'Ente, e particolarmente di assistenza e beneficenza, di istruzione e educazione, di culto e di religione» . (luogo e data) (firma per disteso) • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 • 33 Con tutto il cuore ringrazio Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco che mi hanno ottenuto da Dio una grande grazia . La mamma di mio genero aveva subìto un intervento chirurgico molto delicato ; quando questo fu superato sopraggiunse un embolo polmonare che la portò in fin di vita tanto che le si amministrò l'estrema unzione . Mentre si andavano perdendo tutte le speranze la mia fiducia aumentava, io invocavo con tutte le forze del mio cuore la mamma celeste . La madonna mi ha esaudita, grata di tanto favore prego perché continui a proteggere le nostre famiglie. tanta maggiore fiducia quanto più incerto e difficile era considerato l'intervento dai chirurghi stessi . Nel corso dell'operazione sopraggiunse una forte emorragia, con calo di tensione arteriosa fino a 50-60 e conseguenti collassi che inducevano il cardiologo assistente a far desistere dal proseguire l'intervento . Con l'assistenza di madre Mazzarello il chirurgo poté procedere fino al termine, nonostante le mie condizioni assai precarie . Con una normale convalescenza potei gradatamente riprendere i precedenti impegni quotidiani e ora, a distanza di due anni, rinnovo il mio ringraziamento a madre Mazzarello e chiedo di pubblicare la grazia. Esterina Forno, Torino Sr. Maria Restelli, Gallarate (VA) LA MIA FIDUCIA AUMENTAVA UNA GHIANDOLA PER ANALIZZARLA Mia madre fu ricoverata in ospedale nel marzo 1981 per ghiandole al collo che, dagli accertamenti del t .a .c ., risultarono radicate fino al cervello : si rendeva necessario un pericoloso intervento chirurgico, che avrebbe probabilmente danneggiato un occhio e alterato la mobilità dei nervi facciali (bocca storta) . Il professore, all'ultimo momento, decise di soprassedere e di estrarre una ghiandola per analizzarla . Era il 24 : mia sorella ed io decidemmo di supplicare con insistenza M . Ausiliatrice . Dall'analisi risultò la natura tubercolare delle ghiandole, che poterono perciò essere curate e guarite con cure appropriate senza intervento chirurgico. Quest'anno, ancora in marzo, mia madre fu nuovamente ricoverata per sospetta cirrosi epatica con siero : così dai sintomi allarmanti e persistenti (dolori al fegato e allo stomaco, vomito ecc .) . Di nuovo il nostro ricorso alla Madonna fu pieno di fiducia e filialmente insistente : chiedevamo che come a Cana la Madonna modificasse la situazione per l'intervento del suo Figlio Gesù . Infatti il sospetto siero risultò, all'analisi, di natura adiposa ; e il fegato ipertrofico - non ammalato - poté essere curato senza interventi chirurgici . Ne ringraziamo di cuore M . Ausiliatrice, che continuiamo a pregare perché protegga la nostra famiglia . Letizia Tursi, Monteparano (TA) ULTRAOTTANTENNE, A GUARIGIONE AVVENUTA Ex allieva delle Suore Salesiane di S . Giovanni Bosco, già ultraottantenne colpita da grave malore mi rivolsi con grande fiducia a Maria Ausiliatrice, iniziando una novena durante la quale ebbi un graduale miglioramento . Ora, a guarigione ottenuta, con animo profondamente grato, desidero rendere pubblica la grazia, consigliando a tutti di confidare sempre nel potente aiuto della Mamma Celeste . Maria Bottari, Vittorio Veneto UN SOSTEGNO CONTINUO Ogni giorno nelle piccole e grandi difficoltà Don Bosco mi assiste . Tocco con mano che ogni preoccupazione svanisce solo che affidi a Lui il compito di trovare una soluzione . Ostacoli di lavoro e di rapporti con le persone che sembrano insuperabili, quando mi volto indietro mi accordo che . . . è come non fossero mai esistiti . A. B. LA GIOIA DEL PRIMO NIPOTINO E arrivato il primo nipotino Paolo Domenico . Riconoscentissimi ringraziamo S . Giovanni Bosco e S . Domenico Savio per la grazia ricevuta . Chiediamo con fede ai santi intercessione e alla dolcissima madre Maria Ausiliatrice protezione e aiuto per questa creatura benedetta . Ermelinda Dodi, S. Ilario d'Enza (RE) UN ABORTO SCONGIURATO Rendo grazie a S. Domenico Savio perché in una notte disperata invocammo il suo aiuto per la nuora incinta di sette mesi con minacce di aborto e fummo esauditi . La gravidanza fu portata a termine e nacque il piccolo Roberto sano e robusto e per il momento tanto bravo . Grazie S . Domenico Savio e proteggi tutti i nipotini . Dionigi Olga, Brusca (CN) È NATA UNA BAMBINA SANA E BELLA Sento il dovere di ringraziare S . Domenico Savio per una grazia tutta speciale . Il medico di mia nipote aveva detto che il bambino che doveva nascere sarebbe stato deforme, ho pregato il santo ed è nata una bellissima bambina di quasi quattro chili . ENTRAMBI I FIGLI OPERATI POTÉ PROCEDERE Lo scorso anno due miei figli dovettero essere operati a distanza di otto giorni ; li raccomandai a Maria Ausiliatrice e a Don Bosco, e pregai . Ringrazio di vero cuore unita nella preghiera della famiglia salesiana . M. D. 34 • BOLLETTINO SALESIANO . 1 OTTOBRE 1983 • Operata undici anni fà all'anca sinistra, dovetti recentemente essere sottoposta ad un altro intervento perché la gamba cedeva : nell'entrare nuovamente all'ospedale di Giussano (MI) affidavo l'esito a madre Mazzarello con IL PENSIERO PER LA SALUTE DEI GENITORI Desidero ringraziare suor Eusebia Palomino e Maria Ausiliatrice per l'aiuto accordato ai miei cari genitori . Prima mio padre ricoverato d'urgenza per il cuore è riuscito a superare la crisi ed è ritornato con noi . Dopo due mesi la mamma ricoverata per emorragia interna dopo svariati esami e trasfusioni di sangue i medici non trovando nulla di anormale l'hanno rimandata a casa . Ora stanno abbastanza bene ed io ringrazio di cuore Maria Ausiliatrice e suor Eusebia Palomino con la speranza che continueranno a proteggere i miei cari . Giuseppina Bosco, Torino IL LAVORO PREMIATO Scrivo per rendere pubblica la grazia ricevuta da tutti i santi salesiani, da Maria Ausiliatrice e in particolare da suor Eusebia Palomino . Dopo un anno di lavoro non riuscivamo a vendere le mele, abbiamo pregato e siamo stati esauditi, questa e tante altre volte grazie con tutto il cuore . L. M. S . UN CASO . . . QUASI DISPERATO Alcuni mesi fa vi avevamo chiesto e ottenuto un'immagine con opuscolo biografico del servo di Dio don Artemide Zatti, alla cui intercessione ci eravamo raccomandate per ottenere una grazia . . . difficile . Si trattava di un'ammalata anziana, che in seguito ad incidente aveva riportato gravi lesioni cerebrali . Per lunghi mesi nonstante le cure in ospedale le sue condizioni non miglioravano ; ormai era svanita ogni speranza di recupero, data anche la sua età avanzata : oltre gli 80 . . . Nonostante tutto continuammo le preghiere, sempre fiduciose nell'aiuto di don Zatti . Oggi dopo un po' di tempo in cui ero rimasta priva di sue notizie, ho rivisto quella persona ritornata alla piena lucidità mentale e ancora autosufficiente! Maria Verra, Va/grana (CN) Direzione sco opere Don Bo 01,0 Missionari perVenute borse di studio per 9giova"' Borsa : Maria Ausiliatrice, in memoria di don Di Benedetto Fiori e implorando protezione, a cura di C .T .L ., Torino, L . 1 .500.000 Borsa : Maria Ausiliatrice, Don Bosco, S. Domenico Savio, in ringraziamento e invocando protezione, a cura di Viziale Secondina, L . 500 .000 Borsa : M . Mazzarello, a cura di Conca Vittoria, Bresso MI, L . 500 .000 Borsa : in memoria di don Evaristo Marcoaldi, a cura dei beneficati sempre riconoscenti, L . 500 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, in memoria e suffragio del marito Costantino, a cura di Varvello Piazza Cristina, Gabiano AL, L . 500 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice, in memoria e suffragio dei fratelli Francesco e don Felice, salesiano, e invocando protezione, a cura di Di Noia Giraudi, Brescia, L . 400 .000 Orsola, a cura di Callini Teresa, Arconate MI, L . 150 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice e Don Bosco, per ringraziamento e protezione, a cura di Mombellardo Enrichetta e Antonietta, L . 150 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice, Don Bosco, Domenico Savio, per ringraziamento ; grazia ricevuta, e protezione, a cura di Narese C ., L . 150 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, in memoria e suffragio dei miei cari, a cura di Baralda Domenica, Santena, L . 150 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice e Santi Salesiani, in memoria di Paolo VI e per protezione del papà, a cura di N .N ., L . 150 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice e Santi Salesiani, in ringraziamento e protezione, a cura di M .M ., Cagliari, L . 150 .000 Borsa: Beato Michele Rua, a cura del Sac . PL- L . 300 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, per grazia ricevuta e in suffragio dei miei defunti, a cura di Zannoni Luigi, L . 150 .000 Borsa: S. Giovanni Bosco, nel 1 ' anniversario della morte di don C . Vinciguerra, a cura delle sorelle Teresa e Giovanna, L . 250 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice, Don Bosco, Domenico Savio, in memoria e suffragio di Erina, a cura del marito Mario, L . 150 .000 Borsa : S . Domenico Savio, prega per noi, a cura di N .N ., Castiglione Tinella CN, L . 200 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice e Santi Salesiani, in ringraziamento e protezione dei miei cari, a cura di Parlani Giorgina, BO, L. 140 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice e Don Bosco, a suffragio dei nostri defunti e invocando continua protezione, a cura di Walter e Maria Rosa Fiora, L . 200 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice, invocando conforto e protezione, a cura di Maggetti Maria, Svizzera, L . 110 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice e Don Bosco, chiedendo particolari grazie, a cura di N . N ., Santuario Vicoforte CN, L . 200 .000 BORSE DI L . 100.000 Borsa : Mons . Luigi Versiglia e Don Caravario, a cura di Tosi Giuseppe, Venezia, L . 200 .000 Borsa : In memoria di don Guido Favini, a cura di Giacotto Caterina v . Boeri, TO Borsa : S. Cuore di Gesù, Maria Ausiliatrice, Don Bosco, in memoria e suffragio della moglie Giorgina, a cura del marito L .E ., L . 200.000 Borsa : Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, invocando protezione per le mie figlie e nipoti, a cura di Brandazzi Maria, Colico CO Borsa : Don Bosco : per protezione alla mia famiglia, a cura di Ferrari Renzo, Corvara in Badia BZ, L . 200.000 Borsa : Beato Don Rua, in suffragio dei miei defunti, per poterli raggiungere presto, a cura di Nogara Sandra, Sellano, CO Borsa : Maria Ausiliatrice, Don Bosco, Domenico Savio, in memoria e suffragio di Antonietta e Teresa, a cura dei familiari, L . 200 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice, a gloria di Dio, a cura di Anna e Mario, Firenze, L . 200 .000 Borsa : Mons . Versiglia e Don Caravario e in ricordo del salesiano don M. Fato, a cura di Ardito Mario, Roma, L . 200 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice, in memoria e suffragio dei miei genitori e parenti, a cura di Mussotto Katherine, USA, L . 150 .000 Borsa : In suffragio di Callini Ernesto e Borsa : S . Domenico Savio, in suffragio dei miei morti, a cura di Bertaccini Santarelli Maria, Lucca Borsa : Mons . Cimatti, a cura di Rosso Carlos E ., Cinisello B ., MI Borsa : Maria Ausiliatrice, Don Bosco, Domenico Savio, invocando protezione sulla famiglia, a cura di B .C .-G .C . Borsa : S. Cuore di Gesù, Maria Ausiliatrice, Don Bosco, implorando per me protezione e la pace nel mondo, a cura di P.G . e C.E. Borsa : Maria Ausiliatrice, Don Bosco, Domenico Savio: salvate la mia famiglia, a cura di N .N . Borsa: Beato Michele Rua, grazie, a cura di N .N . Borsa: Maria Ausiliatrice, Santi Salesiani, aiutate i nostri cari più lontani, a cura di N .N . Borsa: Maria Ausiliatrice, Don Bosco, Domenico Savio, grazie per aver potuto ancora camminare, a cura di Salussolia Olga, Vercelli Borsa : Maria Ausiliatrice, per protezione, a cura di Lissandro Giovanni, TO Borsa : Maria Ausiliatrice, S. Giovanni Bosco, in memoria dei miei genitori e per protezione sulla famiglia, a cura di Cima Angiolina, Borgo D'Ale Borsa : Maria Ausiliatrice, Santi Salesiani, in suffragio di mio marito Giovanni, a cura di Cagliero Maria, Torino Borsa : Maria Ausiliatrice, S. Giovanni Bosco, per protezione, a cura di Garbero Liliana e Giuseppe, Torino Borsa : Divina Provvidenza, a cura di Boglione Francesco, Torino Borsa : Don Filippo Rinaldi : proteggi gli offerenti e le famiglie, Torino Borsa : Maria Ausiliatrice, Santi Salesiani, Sr . Eusebia, chiedendo protezione, a cura di Marinello Maria, Sciacca Ag Borsa : Maria Ausiliatrice, in ringraziamento e implorando protezione, a cura di T .O . Borsa : Maria Ausiliatrice, a cura delle Alunne, l Corso D - Ciop - Milano Borsa : Maria Ausiliatrice e Santi Salesiani : invoco grazie e protezione, a cura di Bergadano Olimpia, Orbassano TO Borsa : Maria Ausiliatrice, per grazia ricevuta, a cura di Peaquin Lucia, Challant S . Anselme AO Borsa : Maria Ausiliatrice, in ringraziamento e invocando protezione, a cura della exallieva D .A . Borsa : In suffragio dei defunti della mia famiglia, a cura di Battelli AP Borsa : Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bsco, in memoria e suffragio di Guido,- a cura della moglie e famiglia, Biella VC Borsa : Maria Ausiliatrice e Don Giorgio Serié, a cura di V .A ., Torino Borsa : Santi Salesiani, in memoria e suffragio di mia madre Amelia Borghi Piloggi, a cura della figlia Marina Borsa : Maria Ausiliatrice, Don Bosco, Domenico Savio, in ringraziamento e invocando protezione, a cura di Croce Dino, Alba CN Borsa : Maria Ausiliatrice, per ricordare la mia mamma Maria, a cura di Massenzana Licia, Legnano MI Borsa : In memoria di Sr. Grazia Catalano, a cura,delle Cooperatrici di Messina Borsa : Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, in suffragio dei genitori Egle e Augusto, a cura di Amaducci Renza, LU Borsa : Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, per suffragio dei miei defunti e protezione per me, a cura di Mapelli Rosa, Villasanta MI Borsa : S. Domenico Savio, Santi Salesiani, per grazia ricevuta, a cura di N . N ., Alba CN Borsa : Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, a suffragio dei miei defunti e invocando protezione, a cura di Fracchia Emilia Roccavignale CN Borsa : Maria Ausiliatrice, in memoria del nipote chierico salesiano, a cura della zia Ernestina Borsa : Maria Ausiliatrice e Santi Salesiani, invocando protezione sulla famiglia, a cura di Monticelli Enrico, Treviglio BG Borsa : Don Bosco, a cura di Attard Salvatore, Malta Borsa : Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, per grazia ricevuta e invocando protezione, a cura di Amicone Anita, Moneglia GE Borsa : Don Bosco e Santi Salesiani, invocando protezione per i miei figli, a cura di B .F ., Roma Borsa : Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, a cura di Nasi Serra Rina, CN Borsa : Maria Ausiliatrice, ringraziando per le grazie ricevute, a cura di N .N ., Bistagno AL Borsa : Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, ringraziando, a cura di Garini Cesare, Dolceacqua IM • BOLLETTINO SALESIANO • 1 OTTOBRE 1983 35 AVVISO PER IL PORTALETTERE In caso di MANCATO RECAPITO inviare a TORINO CENTRO CORRISPONDENZA per la restituzione al mittente Spediz. in abbon. postale - Gruppo 2° (70) - 1 • quindicina Un grande successo internazionale pubblicato anche in Italia il mondo dai lupetti È per i ragazzi dai 7 agli 11 anni : un libro entusiasmante, avventuroso, utile, divertente . Vi sono molti consigli, idee, suggerimenti sulle cose che un ragazzo può fare da solo e con altri . Un bellissimo volume-regalo per i vostri figli, educativo e simpatico, tutto a colori, da leggere e usare in tante occasioni . L . 12 .000 SOCIETA EDITRICE INTERNAZIONALE - TORINO