Tbo
G.
A.
BORGESE
Gabrieled'Annunzio
CON
BIBLIOGRAFIA,
RITRATTO
E
AUTOGRAFO
/
NAPOLI
Riccardo
Ricciardi
1909
editore
PROPRIETÀ
Tutti
i
diritti
LETTERARIA.
di
TIPI
riproduzione
S.MORANO-
sono
NAPOLI
riservati.
A
ed
air
mio
ombra
padre
di
casta
solitudine
della
sua
compagna
alpestre.
Virgilio
L
COS'È
CHE
IL
DANNUNZIANESIMO?
Ancora
fermo
sul
lontano
di
qualche
d'Annunzio
ininterrotto
a
voti
Gabriele
e
»
«
Nel
ove
Sovrano
all'augusto
i
febbraio
telefonici
si
il
lieto
quest'
l'Italia
vide
partiti,
scorrere
una
ignorante
un
di
e
spegnersi
d'un
speranze,
secolo
la
luce
il
i fili
di
nascita
legrafici
te-
della
Fedra.
nel
coloniale;
impero
voia
Sa-
di
:
annunzio
le
perire
vedeva
lungo
di
nel
tempo,
fortune
tramontare
sangue
carica
pace
di
e
sorgere
I
e
Tebro.
intervallo
ampio
di
e
propagava
della
ultimogenita,
Durante
Umberto
romuleo
del
Gar-
augurii
«
poeta
nuovo
1909
del
e
tragedia
declivi
Vittorio
facevano
d'Italia
di
pubblicava
si
giovani
»,
del
briele
Ga-
trentennio
un
1879
natalizio
giorno
suo
Lungo
sogno
i
d'Annunzio
endecasillabo
Nel
del
«
cora
an-
cinquantina,
a
»
nel...
primo
dalla
marzo
operosità,
sua
ripensare
opuscolo,
un
della
anno
può
lavoro.
Prato
baglia
culmine
strade
politiche
cittadine
balzare
pianto
e
da
della
durante
vecchio
quale
una
rire
rifio-
pidigia
cu-
disfatta
questo
e
e
questo
il
tissimo
len-
lento
d'
albeggiare
che
andava
secolo
un
la
libertà
di
questioni
congiure
della
di
e
il
di
inamovibile
dal
queir
placata
Sono
chiuso,
e
la
talvolta
non
che
tempo,
senza
che
una
la trama
ed
giammai,
il titolo
domani
il teatro
un'amante
campagna
un
di
ed
è scivolata
licenziata.
una
nome
fron-
dei
nel
che
non
un
mese,
gurgite
dei
sarà
discorso
un
d'un
un
nuovo
solo
J
s' è
esecrato
d' Annunzio.
ricetta
Non
o
^
sogna
bi-
del
temporanei
con-
fragorosa dell'ultima
un'opera
la
è
non
anno
alla fantasia
duello; ieri
d'Albano,
un
dei librai. Non
l'eco
briele
Ga-
a
espellere?
folla semianomina
ed
si
appena
da
questo idolatrato
spiritualedi Gabriele
avventura
interesse
regicidio. E
Non
anni.
agli orecchi
della
Una
nazione,
vergogna
nelle vetrine
naca
cro-
gloria,che
una
della
aureo
giungesse
non
solo
un
d'una
arte
settimana,
una
questa
italiana, non
sua
nel libro
tispizH allineati
di
è
uomo
questione s'aggirava intorno
È Gabriele
d'Annunzio
o
squillaresulla
a
sol
d'Annunzio.
passione,
passati trent'
senza
tornasse
Gabriele
quieta
irre-
nell'unità
commozione
cancellare,
ora
dissima
rapi-
una
tanta
un
si fondeva
non
sola
grande poeta?
iscrivere
cose,
e
cabilmente
infati-
sciopero agrario, d'un
d'Annunzio.
da
in
mescevano
primo piano
l'efimera
quella inesauribile
macchia
l'unità
imperversare
tanto
che
nuova,
superstiti delle
fondò
quali si
di
e
era
una
elettorale, d'uno
un
crisi
rifluire nell' anima
a
fosse
che
uomo
questione,
tornava
i
passioni ondeggianti
uomini
molteplice,
sola
tra le
di
E
lentamente
passato al futuro; attraverso
vicenda
storia.
generazione
una
patria; attraverso
successione
rimasto
d'
e
seppellendo
delle
e
guerre
dannunzianesimo?
il
cos'è
Che
4
Oggi
scritta
rale,
elettofumo,
pro-
istante,
Che
durante
cos'è
il
volte
tre
dannunzianesimo?
dieci
anni
5
di concentrazione
dica,
pu-
,
di
semplice silenzio,
Pur
vita
si
nei
intima
ed
rari
brevi
e
pubblicità la segretezza,
che
Pareva
il popolo italiano
parla,
diffonde
non
e
italiano
popolo
l'amante,
come
scuro
e
la
Cécile
un
riflettore elettrico.
Chi
volle
il più
come
a
memoria
grande poeta
del mattino
giate
passeg-
una
nuova
crudele
una
col
dargli
senza
Ed
ansietà,
ritirata
dell'Italia
le
questo
cristallo
e
chi
dorma
come
faccia
sue
dalle
astenersi
opportuno
sue
nell'ombra?
come
di
apprendere
ora
apertamente
casa
casa
delle
viso
un
puntament
ap-
Guglielmo II, nessuna
così pubSorel, è vissuta
blicamen
una
sua
telefona, giacché
si sia
corrugata
nemmeno
attrice, nemmeno
ed
d'Annunzio, giacché
cova
in
meritato
im-
giorno dopo.
sovrano,
fu
cosa
bella
cui
il
per
questo
di
nemmeno
si torceva
la fronte
con
Nessun
Che
dere
ren-
soffrisse
inventa
non
a
il silenzio.
il bollettino
d'automobile?
ruota
il
almeno
riuscito
fragoroso
farà
cosa
non
ciarlataneschi
e
telegrafa,non
non
cavallo
a
Che
della
d'Annunzio
quasi ch'eglifosse
abbandono.
teriore.
in-
nei quali
intervalli,
primizie invereconde
in ventarli,pareva
non
elaborazione
muta
di Gabriele
estrinseca
propalarono
di
come
volle
si
svegli
in che
abluzioni, perché
dal vino,
da
dove
contemporanea,
sigarettee
La
illuminata
non
e
poeta.
con
stimi
che
e dove
compri le sue cravatte
foga faccia all' amore,
Alcune
diecine di migliaia
e quanti levrieri mantenga.
sono'
le persone
l'hanno
che
parecchie centinaia
quelle che
banchettarono
lui
udirono
dalla
con
sua
viva
in
conosciuto
gli
dettero
affettuosa
bocca
da
vicino;
del
tu, che
dimestichezza,
proteste
di fraterna
ami-
e
cos'è
Che
6
cizia
di
e
da
fremito
concentrici
cerchi
la
Ma
nei
interviste
i suoi
cento
alla
sale,
succur-
quelli,che
relazioni
Chi
ritratti
nelle
e
donde
ciurmatore?
Tutti
riviste, percorsero
il
sguardo
suo
difetto
per
in
ed
Italia
che
migliaia
diffuso
fu
lettori
lettori ;
e
fugaci,
ma
in
a
tornare
sintesi
si
sull'uomo.
per
volta
non
mai
così
mente
larga-
libro
da
quali ciascun
quasi
libro
milione
un
di
distratti
non
o
,
dannunziano
strada
riletture ed
cozzanti.
è
d'Annunzio.
come
parte
un
liano
ita-
solo
curiosi, ardentemente
pronunciavano
d'inesorabile
volta
con
d'impressioni
opuscoli,
e
sul
discussioni
epistole agli amici,
e
massima
darono
man-
rono
fischia-
o
un
fosse
copie, nelle
di
di
perché
conosciuto
fervidamente
vigorose
poeta
anima
artista
un
,
usi
e
neh"
rappresentano
,
romanzi,
pregiudizio o
un
conoscenza
esattamente
molte
suo
di
i suoi
che
raro
strada
o
vate?
o
,
avvenuto
con
È
si sia fatto
errore
artista
liriche,applaudirono
sue
drammi.
i suoi
demonio?
o
rilessero
e
le
mente
ge.
glacialitàdella Sfin-
angelo
avventuriero
poi lessero
a
Le
l'enimmatica
con
dunque?
era
dai
personali, nutrirono
quotidiani
cento
sfuggiva
be-
fuori
rimasero
,
vitreo
non
biografie,esplorarono lungamente
e
e
di beatitudine,
appassionata cupidigia, i
delle
curiosità
loro
di
di tributarii,
che,
fonte, chiedevano
di
neficii dell'intimità.
Ciascheduno
quarto d'ora
suo
nugolo
un
alla
attingere
un
il
durante
circondato
con
ammirazione.
singolare
questi eletti fu,
potendo
dannunzianesimo?
il
o
da
urti
Uscivano
conferenze
e
gatori,
inda-
già
caffè,
ed
letto
con
antitesi
articoli
discorsi
e
sul
Critici di specchiata imparzialità
pubblicarono saggi, ch'ebbero
l'aspetto di un giudizio definitivo.
acume
E
Che
taluno
cos'è
raggiunse,
ma
selva
coscienza.
di punti
s'affanna
riposando
a
il
riprendere
ad
Tale
di
generazione
di Minerva
rato
supe-
superare.
dannunziano,
Non
e
quello che
non
dannunziani
sono
allo
la decima
Silenzio
e
,
Più
e
musa,
quei
rimano
i
ove
a
sale
na-
voce
grande
con
Paralipomeni
memoria
s'afferma
che
nico
sire-
fischiatori al
coi
nasce
tempio
scoglio
parlare con
dove
imparano
che l'amore
a
colluttano
giusta dizione,
d'opera
il
abbandonando
ed
studenti
del teatro
a
dall'errore
diplomata, approdano
con
Città del
ciato
enun-
repliche,salvo
passando
Settignano, imparano
lubbione
dal dubbio,
cinque giovincelli,che, dipartendosi da ogni
o
di
la decisione;
giudizio
un
una
tezza,
all'incer-
posteri
ammette
non
crede.
si
volgarmente
e
da
in
in
ancora
districarsi
a
ora
cammino,
il fenomeno
è
quattro
che
errore
un
ad
ora
solennità
con
ai
alla
imporlo
si rassegna
vanamente
ad
d'
quale vagola
rimettendo
tivo,
defini-
giudizio
compito
Né
interrogativi.
e
7
il
suo,
nel
La
sbadigliando
ma
conto
per
riuscire
senza
pubblica
dannunzianesimo?'
il
la
dopo
stuono
fra-
delle
zione
PrefaDante
c'è che
Gabriele d'Annunzio.
Bisogna
Alighierinon
migerato
su
questo famitigare l'iniquo disprezzo, che grava
e pelato
dannunziano, il quale pare biondiccio
la zazcreolo
zera
e
anche
quand'ha la pelle d'un
d'un Assalonne, e pare impubere anche
quand'è
padre
di
nella
procrea
dei
come
teo.
figli,e, giunto
solitudine
superuomini,
il
nume
di
del
sfaccettando
Delfo,
quarant'anni,
spirito il progenitore
sul limitare
le
suo
per
strofe
dei
un
d'un
editore, ignoto
novello
Isot-
nunziani
danBisogna perdonare a costui, perché sono
anche
e l'oltraggiaquelli che lo deridono
cos'è
Che
8
Sono
no.
che
lo
gli
scomunicano,
Sono
ad
amici
che
trascurati
ogni
moralisti
infrangere, i
dannunziani
insomma
che
meno
i critici che
colonne
cinque
da
che
famano.
dif-
lo
denigratorinon
i pappagalli orgogliosi né più
gl'idolatri,
che
meno
né
dell'idolo
miracolo
nuovo
nuovo
taglio la poltrona
dannunziani
di
catapulta
una
loppano
ga-
diavoli
poveri
medio
rappresentazione;
lanciano
i
bigliettodi
un
giornaliche
di
la primizia del
dannunziani
; sono
con
prima
dietro
brigliasciolta
capolavoro
di
i direttori
dannunziani
a
pagano
dannunzianesimo?
il
i
i
mente
definiti esatta-
pappagalli ipocriti
,
dal
«
medesimo
aver/o
sapendo
non
e
per
di
invano
Dannunziani
i
coetanei, soffocati
stentate, che,
la
di spirito e più acuta
triste,che
che
grandezza
e
quelli
con
che
quelli che
escluso
il povero
in
(2 maggio
che
del
di
Panzacchi,
a
1880)
al
dar
e
una
con
valità;
ri-
pura
inoperosa
rispettabile
ma
fatica
gran
frenesia
dispetto
e
escluso
non
fiato
colto
Gloriosissimo
bero
li-
di
petto. Dannunziani
di
pugno;
loro
un
per
»
edificio di celebrità
un
servile
una
vituperio nel
consacrano
fiacca
una
costrutto
strillarono
Chiarini, primo
frusta
con
grand' impeto
bociano
di
generazione, più
nuova
disgusto
fu
unghie.
grottesca
una
d'intelietto,ma
di
le
proseguire
in
demolire
spera
smorfia
impotente
schiena
e
squillantesulle
sapendo
non
dannunziana
e
di
drone
pa-
rosso
dall'incubo
altamente
si contorcevano
cammino,
e
per
marchio
suo
graffiarlorompendosi
gloria fragorosa troppo
e
/' hanno
,
cercano
vite
il
che
disse
quando
maestro,
fronte
in
recano
,
d'Annunzio,
il
Morte
dannunziani
il
ziani
dannun-
d'ira,
alla tromba
dalla
e
e
primo
non
simo
poverislogio
dell'econ
la
quelli
pensiero
Che
cos'è
mattutino
il
il
l'ultimo
e
Cesareo, che,
Giacché
d'Annunzio
e
storia
una
nomina
della
di
e
adorarlo
nemmeno
sua
dove
comune,
di
di
contro
o
di
di
fosse
di
1'
salarii
giudizio,
trent'anni
ed
il
per
d'Annunzio,
a
di
d'Annunzio,
ed
le opere,
inedito
;
oltre
ed,
o
l'altro
tutta
d'Annunzio
1' opera
solenne
la vita
privata
di
opere
non
un
né
dei
giornali. Ma
:
od
sia
generalizzatoa
per
tutta
solo
l'
delaltre
pria
pro-
la passione
poi
teresse
in-
Quindi l'uno
atto
trasportata
; 1' entusiasmo
è
ira, ansioso
curiosità.
un
di
1' autore
che
pensate,
tenerezza
per
queir
vere,
se
vita; e
questa
che
di
un
il tempo—
l' irragionevolezza
nausea
e
dell'opera;
patisce la clorosi
scritte
dissennata
farebbe
né
sicuro
d'oca
reporters
la
accesso:
dell'individuo
o
e
che
le
e
mancava
leggenda
tutte
a
sdegno,
vuota
o
dolce
ai
passioni
amore
la
gionare
ra-
formato
già
—tutta
più
mai
non
narrate
delle
più
dalla penna
innumerevoli,
ha
in
essendo
rigo vergato
le
il
è
politicaestera
dell'uomo
equanime
i documenti
né
—
suoi
scioperi. Perché,
di
e
non
fissa,
,
si sarebbe
quale
e
Italia,la quale, per
questioni
dannunziana
medio
giudizio
a
sua
che
senso
,
e
lui, senza
manìa, d'idea
questo
intorno
le
tutte
politica interna,
e
caso
rifugialo spirito nei
in
tutta
discettare
fascio
tutte
del
farsi dell' arte
si
pigrizia.Ed
dannunziana
è
e
non
V importanza
specie
una
persona
intervalli
un
resupina passività.
una
,
luogo
vero,
significaripetere
in
dimenticanza
senza
della letterarura
non
Significa ingigantire
d'Annunzio,
pensare
per lui
tregua
dannunziano
e
neppure.
dannunziano
essere
9
pensiero serale;
scrivendo
lo
italiana, non
dannunzianesimo?
a
una
od
libro
un
tutto
l'uomo
lirica
sua
l'opera e
a
tutto
Che
10
l'uomo.
La
passione
i sì ed
Tale
in
è
dalle
la
come
irragionevole ma
retorici
grande
ed
morto
quello
crisi trentenne;
forse
in
del
di
spine. Ma, proprio
ad
accenna
storico
darne
la
poeta,
che
fatto
poesia, adulando
eccitando
i
delle
suo
il
nervi, esibendosi
città
di
morte
e
profitto la commozione
subbuglio
generato
Altri han
preceduto
nel
dal
tentato
metodo;
superficiedel pubblico
viva
e
né
ronarla
co-
e
più
reclamismo
disparendo
e
di
per
basta
»
del
sua
i sensi
ed
al momento
la
drammi
nità
va-
usurpando
funerale
l'ultimo
recente
più
mentosa
tor-
difficoltà del
delle città vive,
e
al posto
fustigando
sonetti
di
e
viaggiatore della
commesso
coronando
opportuno,
randosi
prepa-
spiegarlo?
«
blandendo,
e
più
Come
un
il dannunzianesimo
mentre
all' inverecondo
colpa
fra
va
d'incenso
complicata
si chiude.
che
s'è
la
villosi
ca-
vicini ad
d'Annunzio
esaurirsi,appare
all' osservatore
a
Italia metterà
giovine
senz'inazzurrarla
la
con
indifferenza
più giovine
non
le compete,
fatto
la
cui
,
l'immagine
che
siamo
placidità
equanime
affinità
aggiratasi intorno
pensosa
col
entusiasmo
alla fittizia rivalità
e
di
dilacerata
d'un
Forse
stato
pure
di simile
nulla
poche
malvivo.
un
della
soluzione
,
nuovo
fu sempre
ha
concorde; ha
problemi
una
dannunziano:
disputa sul Tasso
celebre
da
bonda.
furi-
negazione
una
effervescenza
transitoria
marinismo,
ad
Non
trappesa
con-
orgiasticamente
nostra, che
letterarie.
contese
giudizio, non
; tumultua
ma
il fenomeno
dunque
terra,
una
i
esita nel
non
affermazione
perentoria
una
dannunzianesimo?
il
cos'è
oltraggio
a
od
striaco?
au-
d'imitarlo, altri l'avevano
non
rimasero
interesse.
0
a
lungo
basterà
sulla
darne
il
cos'è
Che
alla
merito
grandi
fecero
vuoto,
al
nel
la
dei
pranzo
sia
l'impostura
non
sia
l'arte;
banale
meno
superandolo,
dev'essere
che
il
questo
nodo
alla
Ci
di
di
nodo
moderno.
più
men
assai
il
e
dev'essere
alto
puro
ricette
significa
d'
o
colezione
più
solite
le
dannunzianesimo,
Gabriele
meno
occupare
Banquo,
cosa
siano
non
,
spirito
senza
cosa
un
interpretandolo
dello
di
qualche
e
,
storia
via,
qualche
Sciogliere
successo.
loro
non
nell'oscurità,
contemporanei.
suoi
ci
poeti,
languirono
larva
temperamento
suo
o
la
come
non
e
lui,
tranquillamente
posto
ed
di
potenti
e
Il
Altri
d'artista?
potenza
sua
dannunzianesimo?
il
che
intimo
del
re,
giustifica-
significa
Annunzio
che
locare
colnella
La
J.
Mettete
ritagli
che
la
vita
l'opera
e
di
di
aritmetica
precisione
Gabriele
di
decennio
un
dell'artista.
e
biografo
un
periodi
tre
dell'uomo
biografia
d'
ciascuno
dal
,
che
al
1899,
collaboratore
un
strinseca
periodo
del
e
noti
la
1879
il
osservi
al
secondo
ed
e-
del
periodo
E
dramma.
nel
mettete
prevalente
segno
del
E
insignificante
come
come,
1909.
al
questa
lirica,
terzo
1899
dal
di
biografia
primo
in
,
1889
dal
1889,
Annunzio
che
primo
il
altro
un
manzo
ro-
boratore
colla-
decennio
nunzio
An-
d'
,
abbia
la
capitale
e
nel
come,
eletto
ed
di
centro
a
rifugio
a
lavoro
la
secondo
della
urbano
campagnuolo
spiaggia
abbia
del
vità
atti-
sua
di
glimento
racco-
Abruzzo;
nativo
lungamente
fra
esitato
,
Roma
Napoli,
adolescenza;
lo
nel
e
grandi
dei
infine
sbocciata
era
abbia
terzo
sleeping-car
dei
room
dov'
toscana,
campagna
decidendosi
Firenze,
e
la
eletto
treni
a
sua
e
internazionali
alberghi
prima
cilio
domi-
suo
direttissimi
la
per
il
tea-
onorando
,
la
solitaria
nei
le
le
rapide
liaisons
villa
rari
e
di
settignanese
momenti
facili
di
sosta.
Nel
i
durevoli
fugace
primo
donnesche,
conquiste
dangereuses,
qualche
nel
e
saggio
pasnio
decendo
secon-
placidamente
16
spirito
Lo
incoronò
che
fortuna
il ridicolo
esteriore
avvenimento
il
primo
suo
mercedi.
Un
periodo
dal
il
psicologo
critico
sua
del
riconoscimento
separa
al
svelando
secondo
capelli la
i
per
onori, applausi, vistose
raccolse
nunzio
d' An-
crisi
decenne
,
V universale
ottenne
genio,
la
diente
esor-
dine,
solitu-
la
sconforto,
un' altra volta
abbrancò
sorte,
superata
;
lo
V
vittoria
di
già
povertà,
la
seguirono
Alla fulminea
nel terzo.
morganatici
matrimonii
confessati
dannunziana.
l'arte
e
segreto
,
militare
,
anni
la
tra
,
Giovanni
parentesi, che
:
romano-bizantina
vita
quest'altro
di
Gabriele
il
(1897),
di
dietro
tenne
(1899).
e
Perfino
i disastri
doveva
e
del
di
e
il
niano
—
ambigua
Gloria
pubblica,
tune
le for-
si riverbera
illuminandola,
ora
E
sofferenza.
(1898),
La
patina opaca
una
anzi
e
1' impeto
d'una
sivo
irrifles-
be
gagliardo della lirica giovanile concluderebnostro
immaginario biografo psicologista e tai—
coincide
con
marittimo
col
le
elettora-
passata l'Italia
poeta,
d'
come
è
cui
traverso
soffondendola
velatura
di vita
le condizioni
riodo.
pe-
tare
parlamen-
sinistra
dietro
tener
gherebbe
spie-
passaggio,
all'estrema
destra
sull' opera
ora
di
rivoluzionario
gesto
tena
ca-
terzo
la campagna
d' Annunzio,
salto, dall'estrema
cui
è la vita
avvenimento
florida
al
dì
la gaudiosa
esteriore
secondo
dal
transizione
la
la
avvenimento
altro
dei trionfi. Un
quella
e
interruppe
spezzò
e
vizio
ser-
ventisei
a
Piacere
del
composizione
Episcopo
E
d' Annunzio
dal
prestato
il
è
quest'avvenimento
E
trasformazione.
della
furore
Mentre
affaristico
l'ansioso
la
africanista, con
folata
di Brin,
con
avventuriero
e
e
malsicuro
1' orgoglio
della
perialismo
l'im-
Crispino,
terza
raccoglimento,
ma.
Roche
Giovanni
dal
va
dell'
biografia
La
fra il disavanzo
la pace
spirito,la gioconda
suo
di
press' a
nello
narreremo
le
con
poco
fuori, e
Noi
fondo
si
proceda
dentro, e
giustamente
sfruttato
incolparono
di
di
«
Vienna),
metodi
di
vuole
arrivare
lo
ad
perciò gli somigliano,
sembrano
comprendere
un
uomo
che
e
tutta
e
lento
vio-
(di quel
modo
co-
poi
e
sommarughiana
la sostanza
segue
narrati
,
esaurire
di
per
chi
I fatti
guono
se-
sbrigativa
chiacchiere.
a
sarebbe
,
e
perciò
ed
un' altra
memoria
a
V ombra
spirito,come
di Abruzzo
festaiola ed
affaristica,
comoda
altro
storta, sul
una
svapora
quella Roma
tanlonghiana, spudorata ed
intrigante,che tutti sappiamo
operazione troppo
spieghi
critica paesana
collo
e
un'
entro
che
giornaliaustriaci, quando
liani
abruzzesi
»
gli studenti itadal
mentre
dose
considerevole
dai
al di
crediamo
l'evento
che
dalla
inventato
Abruzzo,
metodo,
dal di dentro
coloristico
e
noi
spiritodi
altro
un
certa dose
dopositi una
sensuale
dello
scegliamo
di fuori al di
realistico
crisi, che
interiore
spiritospieghi l'evento e non
spirito.Scomporre d'Annunzio
cui
le
con
e
la vita
che
dal
non
inventata, coincidono
svolgimento
crediamo
perché
giovanile,sine
esperienza vissuta
questa biografiaesteriore,che
tappe
d'Annunzio.
Gabriele
tro
restaura, den-
maturo.
averla
ripudiamo, dopo
noi
lo
cervello
un
le tappe
Ebbene,
lo
di
ricchezza
nella
tura
fu-
della
armonia
dell'
vastità
nella
fonizzandola
le basi
d'Annunzio
prosperità, e Gabriele
il
corrisponde
fra
fiducia, V Italia fonda
la
e
17
Dogali ed Abba-Carima,
schioppettate;finché,rinnovata
le
e
dell'artista.
e
alla Gioconda
Episcopo
periodo disastroso,
al
uomo
tutta
il corpo
;
e
abilmente,
la
di
vita
un'opera d'arte, anzi
2
spirito
Lo
18
esplorarla nell'intimo
di
realtà, un
i dati
dell' eredità
dell' ambiente
il
e
qualche
voluttuarii
neh'
circolarono
di
tentarono
poteva
Fracassa
si
e
musei
del
delle
e
placido
Napoli
da
Roma,
dalle
Firenze, dalla
da
d' Annunzio
passant, Gabriele
cose
e
ha
,
perché
di
quelle
il
bisogno
aveva
La
cui
determinate
etrusche
né
e
la
Se
da
civiltà moderna
da
e
certe
terminat
de-
avvenne,
delle
non
Mau-
altre,
spirito.
suo
comincia
storia
vera
inani.
questo
cose,
pienza
sa-
sgonfia le
imparato
altre
certe
non
della
Napoli
a
Carducci
classiche, da
memorie
ed
le formule
uccide
e
e
perpetuo, che
riso
delle
poteva imparare
si
rinascimento,
ed
verbali
vesciche
misurata
Firenze
a
d'un
schiettezza
franca
e
del
ritmo
vere
vi-
»
Roma
la
amare
forza
della
Ed
legislatrice.
il
pitan
Ca-
«
gli
pontificiade-
la Roma
che
fontane,
degli archi,
e
del
teche;
nelle sale delle Biblio-
e
invece
poteva,
obelischi
si
1883
Bizantina
Cronaca
«
o
,
corridoi
nei
terme
della
e
»
nel
redazione
nella
che
oltre
cantarono
,
Anche
il superuomo.
attuare
Roma,
a
che
giovani letterati,
Sommaruga
di
orbita
o
furono
gli abruzzesi
tutti
gnora
si-
le Laudi
comporre
tutti i
violenti, né
e
figlidella
tutti i
a
simile; né
di
cosa
Non
arrivarono
d' Annunzio
la
secondo
,
volere.
suo
ma
trasfor-
d'artista
individuale
e
In
coglierla in genesi.
di
e
temperamento
legge
sua
dannunziana.
l'arte
e
Ovidio
da
dalle
non
Nasone
zioni
immigra-
abruzzese
né
,
dalla
crisi
edilizia
dei
ta,
d' Annunzio
comincia
ma
medesimo.
di
Il
cause
e
quale
e
e
romana,
né
si ricerca
è
nato
si ricerca
non
in
quella dei Rapagnet-
in Gabriele
così
d'influenze,
nella genealogia
e
che
così
nemmeno
d'Annunzio
per
una
finità
in-
appros-
La
biografia
dell'uomo
simativamente
la
è
sintesi
alla
rono
delle
la
fa
si
storia
un'
con
la
e
le
e
analisi
che
di
critica
è
in
tutte
quest'
rio
arbitra-
sintesi
una
se
individuo
arbitraria, essendo
La
duo
indivi-
contribuì-
comprende
critica
19
Ogni
infinite,
cause
V infinito.
ricercar
discriminare.
possono
formazione,
sua
Ma
stesso.
non
si
dell'artista.
e
che
,
da
parte
opera
un'
altra
sintesi.
procede
non
lo
ma
glieP ha
in
coscienza
la
storia
della
dato,
d'un
P unica
i lettori
reale,
episodii
di
di
I
decennii,
viaggi,
tutt'
parranno
che
le
più
facili
i
trascureremo
privata
e
che
baderemo
Il
—
amori,
di
scaturirà
da
la storia
come
dall'istante
landosi
attivo, rive-
interiore, che
teatrali
serate
militari
i rinnovamenti
crisi
alla
sintesi
mentre
essa,
sull'uomo
e
i fattacci
del
dramma
—
se
pur
suo
;
pagne
cam-
anzi
sono
ne
Perciò
noi
della
vita
E
d'Annunzio.
Gabriele
sé.
non
e
riori
este-
storica
esemplificazioni.
è
illustrarla
agio
e
all' intimo
giudizio
con
servizii
con
fatti, i fatterelli
pubblica
loro
momento
le
visibili
e
dal
cronologie.
con
uno
a
E
supera.
e
contraddiranno
non
storia
la storia
aneddoti
periodi,
i
cP
e
elettorali,con
la
comincia
potranno
cacce
itinerarii
con
la
Fatta
opera.
nella
dell' artista
divenuto
è
sua
d' Annunzio
come
prima;
artistico
temperamento
un'
in
così
comincia
attimo
un
la
o
P intuizione
fisico
non
nonno
trasformatala,
e,
temperamento
questo
nel
storia
trasforma
individuo
nascita,
un
cui
dalla
prende
che
giudica
non
elementi
gli
d'arte,
sua
d'
e
dire
,
nutrice,
con
ritroso
a
cercandone
in
Vogliamo
non
tistico.
spirito ar-
fosse
sario
neces-
20
spirito
Lo
A
Savoia
I di
Umberto
Leggiamo,
La
in
S' intitola Primo
fuori
autore
nulla
Roma
del
da
e
di
Non
nel
disgusto
meno
di
della
nonna
e
che
vero
parte
d'Annunzio
dei
i diciassette
pueriliche
non
sognere
bi-
innesto
con
poemi
pito
com-
Vere?
classicheg-
genitoriFrancesco
memoria
del
chezza
stan-
corruzione
Primo
abruzzese
dedicava
in
esistevano
collegialinella
ambiente
quale
in
nemmeno
fortuna
e
aveva
bel mondo.
del
professori,inneggiava
è
di Pescara
casa
esisteva
tutti i
all'eredità
in
la massima
fra i sedici
e
diciassett' anni;
ancora
scritto
ai cari
«
sonetti
Savoia.
precoce;
per
Con
per far piacere ai
di
meno
giovinetto
gianti sull'Etna
scriveva
e
compito già
Il
guire.
se-
Collegio Cicognini, non
esistono
ridursi
dovevano
che
potrebbe interpretarsi il
fiorentino.
quanto
al-
indugiarsi
umile
ed
non
Sommaruga
la gloria la
amanti
scrivere.
lusso
piccolo
un
Ricci, a Chieti.
ancora
vecchia
sua
del mondo
come
sogno,
gloria
di
; le
sogno
alla
contava
pareti del
visto
La
e
non
la
che
le nude
è
no
sul finire dell'an-
stampato
tipografia di Giustino
Vere. É commovente
alla forza
L'
di nascita
fede
di questo
quelle impacciate fanciullaggini,quando
fra
si pensa
(1879)
Vere
di nascita
fede
la
trentaduesimo,
1879, nella
Primo
—
(1880).
momento,
un
spirito artistico.
volume
(1879)
Memoriam
In
e
di d'Annunzio*
Origini del temperamento
2.
e,
dannunziana
l'arte
e
Luisa
e
defunta,
ad Umberto
sia
stato
un
no,
so-
anni, più colti,più
d'Annunzio
e
I
ragazzi d'ingegno
fosse
»,
belli
ri-
nel-
22
Lo
spirito
metafora,
di
scivolano
e
ne'
Nude
dannunziana.
l'arte
e
quasi quasi
la pornografia:
verso
le forme
giri guizzavan
snelle, procaci...
Il Carducci
s' anche
professori, dei carducciani,
dei
Carducci
di
medesimo
volanti
saette
come
foco
del
e
delle
quello
,
Alceo
di
,
del
fantasia
nella
giovinetto
raccogliticcia,cozzante
la
di
immagine
sua
al
consentanea
riusciva
non
quel
la lussuria
cantate, nel
Sono
da
che
violenza
Primo
Ore
le
si
cattedrale
una
(l'autore,più
agnominava
tetra, un'Ora
che
satanica,
dell' Ufizio.
mi
e
mentre
una
—
di
questi oceani
È
un
beo
in
rosee
queste
non
riso
voce
danze
la vita:
godi, Floro,
la
suona
l'amore
mi
luci
di
tica.
go-
da
1' Ora
conda
gio-
arcane,
portanti profumi
è
un
dice:
e
raggio fecondo;
vita; godi l'amore,
o
Floro
o
samente
preci-
beo:
d'intorno
cade
ar-
un'Ora
sono
visioni
lennità
so-
Floro
soave,
Leggiamo
respiro quest' aure
trepida
lebrasse
ce-
il tempietto
:
In
che
e
Traslocare
Vere
carducciano
un'Ora
gioconda,
ducci
Car-
un
platonica
con
di
abside
Bruzzio), un'Ora
Era
nalità,
perso-
Stecchetti
serio
,
Floro
sua
eh' è
quel cinismo,
e
ardimento.
nelP
Venere
di
alla
paratice
im-
,
la
e
ditirambico
e
sul
persiste
poeta il quale prendesse
un
materialismo
prendere
a
insita
temperamento.
suo
realizzabile:
irreale,ma
sul serio
Carducci,
strofe
un'immagine
con
quella
come
for-
e
!
Origini
del
Godimento
io
morire,
fatta
mondo
tornerà,
Canto
fuso
sof-
vel
bacio
un
sul
virgineo,
tuo
donati
;
turgido
seno
Lilia !...
o
figurazione piuttosto ottimistica
una
con
del
giovinetto ; quella figurazione
gaio
questo
che
in
ed
voglio... voglio
S'era
né
spiritualizzato,
Lilia, il bianco
o
braccia
le
morir
23
malinconie:
Solleva,
apri
d' Annunzio
.
sottilmente
non
d'ideali
di
temperamento
d'indiscutibile
accento
un
nel
fede,
novo:
Oppresso
il
Io
dei
popol
era
dirà
—
adolescente
era
M'
ardea,
la
nel
Felicissimo
volta
una
lancia
sua
anni
tutta
più maturi,
della
memoria,
quanta
festosa
il
invece
,
,
rantolo.
conosceva
i
Ed
quali
la
e
tocco
Dolore.
inevitabile
van
gioconda.
il
dal
illusione
fabbricando,
leggenda
piacere
anche
il core;
aveami
in questa
salvo
sciocco.
poco
il cavalier
,
degli
un
petto, di dolcezza
pure
sé
ritratto:
fanciullo:
buon
un
con
più tardi, tratteggiando di
felicissimo
Io
non
piacere
s' addorme.
vivi
ancora
un
che
di
d'amor,
di
una
primo
vuota
rizia
pue-
Il dolore
compagna
ac-
vagito
poetino del Primo
afflizione
l'afflizione,
l'indistin
nel-
com'era
l'ultimo
al-
Vere
vuota
Lo
24
la
spirito
V
e
di
stanchezza
Un
Su
gelato
l'anima
in
le
vegliate
carte
e
indarno,
e
Oh
Guarda
Ieri
vita
la
oggi
m'
della
si
cade,
carmi
i miei
strana:
d' alba,
piovosa
come
sudo...
dileguano presto?
mutanza
alito
com'
fosca
appare
mi
penna
quale
tempo
pesa,
spine giace...
sopra
benigna
1' ora
E, quando
di
sogni perché
i
poco
rise
mi
core
la povera
amico,
o
in
'1
su
letto
un
Giovanni,
mio
sogni, quella
sognare:
tedio
lungo
di
intessuta
gioia: questa
sua
dannunziana.
arte
sera.
che
indugiava, e, trascorsa
le seguiva un'altr'ora
fosse, non
gioconda, allora il
lore,
poeta, pur di non
guardare a faccia a faccia il doabbandonava
l'anima
in preda a Satana.
Il
sua
quale Satana non
era
quello di Carducci, spiritodella
rivoluzione
sociale
speciale
giovinetto
la
godersi
No
e
non
e
di
Satana,
a
voglio
seni
ridde
uso
del
latte
mele
e
gentili tra'
vola
la
su
infernali
d' etère
su
voglio
fiori
a
fan
con
cui
i carmi:
'1 tramonto,
più languori...
non
grand'
prostrano
che
voleva
ideali,
non
di
ala
ispirami:
e
che
ribelli
d' amori
nenie,
fianco
che
il mondo:
conoscere
Voglio l'ebrezze
gl'inni
ad
d'Annunzio,
voglio dolcezze
non
sfammi
Satana
un
fabbricato
liceale
più femminee
non
ma
,
più caròle
Vola,
Rapisardi ;
vate
studente
pregni
scientifica, e
negazione
individuale
e
vita
più
:
della
e
del
quello
nemmeno
tutto
tetra
tuo!
tutto
son
l'anima
i
tremare
foco:
e
i sensi,
preti:
strepitie grida insensate,
passar
le
notti
:
del
Origini
voglio orgie lunghe
baci
tra
Satana,
Vola,
stammi
lui
Per
e
Ma
un
io
lui
l'estrema
Su
fremeran
su
Vola,
Satana,
vola
stammi
poeta
fianco
a
pretofobo
convenzionale
o
Ed
aforismi:
per
necesse
eroica
non
furore
di
cui il nuovo
e
il
la
contro
ralità
mo-
et sim-
l'imberbe
bisogno
sentiva
suo
pretate
Inter-
semifilosofica,
simile, che
né
tuo.
moralità, sic
laro
sco-
di
care.
cer-
il superuomo
piccolo bagaglio
e
la saggezza
non
«
tutto
Carducci.
a
dormire, soffrire
est,
foco;
di
son
bell'e confezionato
già
la morale
ala
verniciatura
una
ancora
avrete
grand'
la
corone,
porranno
carmi...
come
estremo.
moto
liberi
contro
che
un
trovava
non
il mio
ispirami:
il furore
o
superba,
artificialmente
si riattaccava
nietzschismo
culno
e
fuggono.
con
anticlericale,
la finzione
pliciter.Aggiungete
con
la
su
forte:
da
che
gli amici
l'arca
a' nemici
compagni,
sfida
sarà
esangue
e
morrò
vinti
una
atroce
questo corpo
Lacerate
sarà
parola
minaccia
una
de'
;
morale
di fronte
vati
de'
strilli canini
gli
tra
il curato
compunto
e
labbri
su'
lai.
e
panegirico...
il
'1 pugno
gridi feroci
tra'
pentimenti
sonetto
un
scriva
ne
scherno
lo
morrò
E
ponzi per
santo
padre
spada
'Metto..
lagrimette sparga
due
la
lini de
'1 viso
co
tuo!
tutto
son
gelidi
con
pia
con
con
su'
di foco:
ala
ispirami :
e
requiem
beghina
abatino
grand'
la
donnaccola,
ragli un
la
e
voglio insanire...
il futuro
una
come
bizzarri;
d'amore
canti
su
fianco
a
il vile
Tema
un
vola
25
.
con
bicchieri
e
d' Annunzio
di
temperamento
far
di
vigare
soffrire,na-
vai
legno
fi-
».
Rivelando
agi' Italiani
il
nuovo
poeta
,
Giuseppe
26
Lo
spirito
Chiarini
scriveva:
creder
una
cosa
poeticamente
di
desiderii
o
in
cervello
tutt' altro
onest'uomo,
l'onestà
gli
Visse
critico.
senso
sfornito
ottundeva
sana
poco
qualche
abbastanza
strepitie
le notti.
del
ispirazione
era
un
critico;
senso
volta
per
che
qual-
Chiarini
di
arte,
schiuma
che
Giuseppe
che
1'
cui passar
su
cuore,
per
infernalicon
di
»
e
è
vinetto
gio-
desiderare
essere
momento
un
di
e
belle
piace
Un
brutta.
cose
possono
felice imitazione.
poco
ma
le
mi
satanica
d'ingegno
seni d'etère
non
Ora
intitolata
ridde
che
meglio
desiderii,che
e
poeta, deve
il nostro
d'Annunzio...
del
moralmente
e
per
grida insensate, che
Simili
libro
anni, pieno
sedici
è di certo
cosa
nel
poesia
d' entusiasmo
pieno
suo
C'è
La
veri.
di
come
«
dannunziana.
di sentimenti
la ostentazione
non
l'arte
e
l'acume
del
accorgersi
che
nel
fugace frenesia
volle persuadersi che bisogna
non
giovine poeta; ma
no,
sopoeti, così come
prendere i poeti, quando sono
che queste non
fugaci frenesie corrispondevano
e
1'
ad
Ora
«
satanica
non
»
era
,
briele
spiritodi Ga-
nello
essenziali
fra i momenti
uno
una
d' Annunzio.
Abbiamo
questo
e
fiacchissimo
parlare
intorno
spenderemo
il ritmo
Primo
del
del
fanciullesco
e
Vere
appunto
all'orizzonte
romane
né
del
morale
né
i
poeta
erano
poeti decadenti,
la filosofia
di
quasi inarticolati
nell'Oro
non
tetra
e
Nietzsche.
né
apparse
né
la musica
In
questi
balbettamenti
tre
neh'
Ora
è
già
,
nell'Ora
satanica,
a
poetico
che
non
fissare
per
fin
dannunziano
primissimo albeggiare, quando
e
tentativo
più parole
con
alle Laudi,
temperamento
intorno
ampiamente
discorrere
voluto
dal
suo
mentale
le
dame
secentesca
malcerti
e
gioconda,
tutta
avvi-
del
Origini
ed
luppata
del
ed
implicita la
invece
della
che
e,
C'è
una
la
è
sintesi
d' Annunzio
27
.
storia
temperamento.
antitesi
una
di
temperamento
direi
tesi che
stanchezza
abituale
di
che
lettica
dia-
la
quasi,
è la
gioia,
Ma
godere.
sarebbe
mento
senti-
un
,
di
carico
di umanità
insomma
afferma
che
dolore
la
possibilità
forma
una
di
,
rincorrere
falsa
sintesi
la
specialissimo
bisogna
nausea,
gioia
la
quale
sua
arte.
generata
,
seconda
questa
sforzarla.
incubi, porterà
sarà
dall'
gioia
Si convellerà
dolore
,
il dolore
di
nascita
ed
Noi
che
dal
inebbria
facciamo
non
rimorso
i moralisti
,
schema
questo
probo
o
sana
evitarci
possiamo
di sentimenti
e
malsana
sanità
il
polso
per
estetica,
cioè
diagnosticare
cioè
quasi
che
cieco
la
l'espressione imperfetta. Il
nel
constatare
se
una
sia
poe-
poesia potesse
altra sanità
una
di
dell'uomo
che
l'espressione raggiunta,
che
lontà.
vo-
discutere
generi
alla
sarà
questo
e
sia lo schema
constatare
altra malattia
unicamente
di
se
ferenza
sof-
proposito
a
pena
dell'egoista e malvagio,
,
tastarsi
la
negli
è
addormenta
e
,
poesia
quilla.
tran-
e
il delirio
il delirio
perché
illuminato
è
quello
mentre
tanti,
ecci-
questa
,
suscita
da
degli
Ma
la
se
nasce
limpida
sofferenza.
nuova
alla
e,
negli spasimi, vaneggerà
seco
del
Giunti
Nata
sarà
non
costituisce
non
veleno
acre
gando
ne-
nunzio
il d'An-
gioia;
Se
preferibilealla prima,
amaro
mentre
alla
artificialmente.
produrla
naturale
meno
indietro
tornare
cede, bisogna
non
sé, bisogna
non
della
contenuto
il dolore
gioia,
,
lo
ottimismo,
superare
di
ricco
commisti
gioia
di quel malinconico
e
la saggezza
di
e
malattia
nostro
che
una
o
per
estetica,
compito
questo
sisteva
connon
,
28
spirito
Lo
altro, è r intimo
e
letteratura
di
vissuti
di
voluttà
il
L'ora
(1883)
novo
Il libro
il 1879
d'Annunzio
voluttà
di
ribollente
tanea
spon-
una
nuova
vegliato
in sogno,
Era
la fisica
gioia
di
terra
gioia
sapere
e
del
della
e
degli
in viva
ma
ed
che
lo
mare
,
pullulare della primavera,
la felicità di sentirsi vivo.
ansietà
e
di
fecondava
come
d'una
vergine
in
le
non
timori,
vita
non
ampio
giuste nozze
ancora
gli
da-
egli conobbe,
fosse
cosa
il bacio
un
parenti e
gioia.
giovane, alacre,forte:
stormire
Una
lastici,
sco-
nativa,
effettuale realtà,la
di sentirsi
infine
dei
dalla
compiti
marina
amici
,
di
dei
orgogliosa
vaticinii
Libero
gioconda.
monte
vent'anni.
ai
dal fastidio
e
tenerezza
speranzosi
Vergine (1883)
Vergini (1884).
ora
del
contatto
non
Terra
—
sua
convitto
dalla
gioconda.
delle
la
ebbe
in
libera
quale egli
nel
1883, avvicinandosi
il
e
disciplina del
della
latino
disgusto della
nell'acredine
vizii
zio
Stecchetti,di Ora-
di
classico
di
immune
volontaria.
Canto
la
decadente,
,
3.
Tra
nettamente
adolescente, ignaro
Carducci,
altro
già
era
d'Annunzio
certamente
soffocato
spirito dannunziano,
dramma
questo
di
qualche
trovava
non
dello
filosofia
e
nutrito
e
,
.
in Gabriele
disegnata
dannunziana
arte
dramma
di
linea
la
che
V
e
il colore
degli
delle
alberi
Era
donne.
rigogliosa e
oppressa
sorriso
la
fecondano
il
,
sana,
da
guidezze,
lan-
sua
maginazio
im-
i fianchi
impalliditadalla lunga
30
Lo
si
spirito
commendevole)
direbbe
sofferenti
dolore,
della
né
là
1'
la
il dolore
qualche
un
servirsene
della
posto,
suo
abbellimento
un
solo
non
espressione
più
tardi
gisce
in
damina
la
cui
truculenze
del
parallelo
credono
alla
su
degli
altri
sguizzi
i
pregi
d' Annunzio
dà
una
morale
dell'
la
poveri
di
di
risonanza
che
impiccato,
Caterina
vibrò
di
al
stuzzichi
pe
è
perché
'1
cinque
sia
quali
bile
possi-
al
bene
quadro
ingegno.
la
miseria
godimento,
come
l'appetito: «Agli
silenzio
o
i
gente per
d'
alle
stato
uno
,
Vergine
suo
linconia,
ma-
frivolo
spirito
persone
Terra
la
e
facendola
di sfondo
serva
delle
po'
alla
virtù
a-
assisteva
un
esistano
imbecillità
un'astinenza
Santo,
premio
un
risaltano
nel
dei
;
che
1' animo
è
il
ro,
bizzar-
e
la noia
impero
pollice verso
filosofia
l' umana
Così
:
tato
accet-
diciott' anni
gioia,
po'
basso
i mascalzoni
che
cui
Un
per
trova
Laudi,
la
quel-
come
ove
che
contro
salsisce
del
circo
decretare
che
antidoto
pungente.
in
dunque
nelle
in
più
;
singolare,
è
divinizzata
sentire
la coscienza
mondo,
quanto
quanto
e
viene
quella diversità,
energico
come
più saporosa
con
di
apparirà
ma
e
contrasto,
del
in
colpa
perversità
propria felicità. Il dolore
come
zare
simpatiz-
avidamente,
nel
conquistare,
a
la
tamente
assolu-
può
non
per
sofferenza
1' altrui
osservare
ed
può
non
V innocente
d' infantile
segno
felice
che
indulgenza
né
renza
indiffe-
brutale,
sebben
come
Giovanni
maestro
suo
patimento,
soffrire per
di
ramente
d'interpretare auste-
perfettamente
di
indignazione
il
sana,
creatura
ignara
per
velleità
come
dall'altro
dannunziana.
intenzione
letteraria
la
e
il
Verga;
l'arte
e
sei
del
Venerdì
squilleimprov-
L'ora
gioconda,
vise, gaie, argentine,
volo
un
Terra
delle
di
Vergini (1884)
rispetto al
dalla
ed
Stecchetti, in quelle Capuana
del
e
maturità
del
che
ragione
seguire
verseggiatore
più difficile
è
È
schema.
uno
del
nozione
mondo
liricamente
anche
esterno
anziché
oggettiva
il
«
de'
popol
più
difficile
la vita
di
voluttà
il d'Annunzio
canto,
il dramma
mensa
un'im-
come
di
cere—
pia-
mondo,
il
e
e
operetta,
a
come
dere
ca-
senza
la
per
umanità
sua
speciosità. Ma
questo,
si
non
ed
altri. Come
ha
non
vita
unicamente
Prospera
pur
in
una
felicità
torbida
colui
la
e
perfettamente
felice
ha
versi.
scrivono
gli alberi non
Considerate, per un momento,
stare
Acqui-
l'
implicita,del-
colui
vita
senza
dere
significa chiu-
ch'è
non
struosa
mo-
E,
novo.
morale; cosi
taciturna
sua
frattanto.
il Canto
propria
sia
coscienza,
angoscia degli
ancora
sapeva
per
o
colpiva
lo
capirebbe
della
coscienza
non
miseria, della malattia,della morte,
della
colpisse
innocente
zione
narra-
grottesco.
D'altro
una
di
impossibile
è
»
via
ov-
anziché
d'amor
famosa
nella
ed
sé medesimo
s'addorme»)
Cina
anno
acquistare
materia
come
e
maturità
liberi
esser
ripiegarsisu
vivi
della
paradiso
nel
di
(1879)
la vieta
per
sfogarsi. Considerare
somiglianza
lo
La
Verga.
partita di piacere («oppresso
se
Vere
prosatore ritarda, abitualmente, di qualche
sulla
un
tiva
narra-
questo Carducci
lirico. In
verso
il Libro
prosa
il Primo
che
sole».
parte,
rispetto alla
quel
suo
nel
in
tando
susci-
vivo,
tettoia
anche,
sono,
d'Annunzio,
luccichio
un
rondini
Vergine (1883)
di
era
con
31
eh' è
vita
fettament
per-
tuale.
spiri-
vegetativa.
il Canto
novo,
E
quale
spirito
Lo
32
dalla
La
1883.
nel
apparve
del
struttura
la
natura
le
poesie
abbondano
di
dei
violenza
Godete,
Fuori,
è fame,
notte
a
un
novelle
!a
fangose,
le
me
e' è
non
l'anello
Terra
fremito
midi
di
della
Il critico
medesimo
maturità
e' è
la
a
buio,
si muore,
dove
di
congiunzione
i
migliore
di
in
sono,
poetica
della
sono
un
fra il Canto
di
prosa
cane;
Novo
trillanti di
Terra
nel
Vergine, i
Canto
cioli
tru-
Novo.
primissimo periodo
che, raccogliendo nella
Pescara
e
primavere turgide,u-
elaborata
questo
Annunzio,
di
carezza,
! Io
pezzi
sfavillanti
cane;
una
bacio
un
salire...
un
sono
neanche
rusticani
bianco;
pensa:
anche
le Novelle
'1
a
reclina
gola
né
materia
d'
là
angiporti,
propagasi.
indi
Rossaccio
amore,
baci
letti.
sozzi
stamberghe
sordo
Vergine, come
in
caldi
ne'
è freddo,
il sangue
non
cene,
ben
dov'
anelante;
il bastardo
per
le
a'
testa; si fa bianco
grossa
dove
uccelli
sulle sciagure
si geme
e
entro
Io
la
ficiale
arti-
tenerezza
versi, dove
in
ascolta
si sente
sono
ritmi
more,
gl'impeti d'a-
e
di
ove
balli
i
soffitte,ne
le
dov'
Toto
strade
le
ne
ne
là
godetevi
felici; sognate
o
e
verbale,
ai
accanto
gaudiosa
miste
confermata
è
derelitti:
—
Queste
analisi
nostra
libro, nel quale,
veloci, celebranti
e
dannunziana.
l'arte
e
(1902), ripudiò
fu il
sua
tutta
Terra
Vergine e
(1896),
che
presso
espulse
tutto
ingenua celebrazione
Ma
quello che ne
di
ne
più stupende
cose
Come
definitiva
ciò
ritmi
barbari
e
nostalgica, e, quando
v'
! D'Annunzio
cartaceo
delle
gite
si sente
le durezze
bastano
non
lo
la
contatto
Le
stesso.
cascatene
la
le
tra
tutto
prunaie
da
i torrenti
dolci
la
e
foga
ed
dei
giù
rosse
le nari
ma
la
con
strofe
fanno
tura,
na-
tano
precipi-
percosse
,
acerbe,
al
canzoni,
con
mare,
non
lombi
e
suscitano
l'
dal-
stupendi
la china
per
feline
'1 sole, bella
eglicontempla
egli parla
nervi
nel gur-
selva, la spiaggia, la
alta, schiusa
violata
diaframma
scintillanti.
frenante
bella
traverso
at-
e
dall'acqua,musiche
Il mare,
malinconia
guardava
,
urto
alla natura
tuffa risolutamente
in
nunzio.
d'An-
scalpitanti;
illacerabile
ma
fra le
ducciano
spirito car-
libresca
giunto,
era
egli
arrestano
non
e
fretta
avessero
fragorose come
nel mare
le difficoltà verbali,
dell'essere;
d' espressione, le incongruenze stilistiche,
raffrenare
l'impeto lirico,come
i ciottoli
a
gorgoglianti
di confluire
libera
oggi
giungeva
tuttavia
si
natura
Novo
Gabriele
strofe
dalle
che
ed, appena
cose,
anche
esulato
è
e
sottilissimo
un
fosse
non
perituredi
meno
sublime
una
Canto
del
rimane
quello spiritocarducciano,
d'
Vergini;
gioia.
rapidamente
dai
gravato
che
rimase
e
il libro delle
tutto
1' edizione
licenziando
e,
33
gioconda.
L'ora
a
1' odor
stornellatrice
lo stesso
all' Oceano
gli basta
audace,
de
la selva,
:
desiderio,e,
che
chiamarlo:
do
quan-
gli tempra
«
O
Mare
!
3
spirito
Lo
34
.
sillabe nostre; lo invoca
O
Mare
lo
strepitoso trisillabo ditirambico
latta!
!
le
dannunziana
l'arte
e
con
»
Thàlatta!
T Oceano
grandi
e, l'alcaica
»
fiori violenti, abitare
le
navigare
natura
si
alberi
s' animano
le
e
in
i
i
e
tronchi
dei
L' unità
vetrici
animali
coda,
alla
prese
rosse
che
rono,
intui-
antichi
gli
fra i tronchi, i fiumi, le fonti,le stelle,
dall'
neh'
una
dolce, che
e
musicale
tremito
che
tale fraternità
spirito terribile
immenso
najadi
cose,
agevolmente
questo
grandi
eretti sulla
boa
gli
e
1' acqua.
delle
sentirono
passavano
di
occhi
lini,
sa-
sì che
respiro,
suo
di
della
forme
Le
ad attoniti
sono
sopra
panica
quando
gli
del
cinerei
sono
pendule
chioma,
palazzi
improvvisi abbracciamenti,
somigliano
pioppi
in
bisce.
come
nell'ardore
fogliecadute
carpe,
alighe
mescono
occulte
divinità
nel-
famiglia
strana
una
Thà-
«
Vede
rimbalza.
ne
vivere
infecondo
Greci:
dei
con
le
tutte
uomini
dèi
e
forma,
altra
in
accomuna
un
ed
viventi
cose
,
era
la
dei
miti, rivisse
mito
sé.
mica
E
narra
carezzevole,
virtù
una
come
un
fino
Allor
gemme
lette nei
e
Ed
i
ecco
cespuglio, i
dal
nel
sole
proruppe
fuor
dalle
subita
cuore
sale
1'
aure
stringere
co-
e
sua
la
me,
coa-
sona
per-
capelli vigoreggiano
si fanno
rosee
a
tutta
nervi
alla cima:
a
il sonno,
per
Il
libri;egli
il fiato della
serpere
e
fanciullo.
s'industria
non
lo tenesse
sentisse
ecco
metamorfosi
poeta
un
favole
le mani
ignota.
fibrille,ed
sangue
di
come
sentendo
non
pur
politi le
versi
in
di
nell' anima
più mitologia. Egli
è
non
narra
delle
significazioneprofonda
la
radici, il
linfa
miglia
ver-
L'ora
V
infanzia
e
da
gentil
le
lucide
le
che
rendevano
ardendo
V
di
in
il
canto
il
sagliente,
Ah,
la
tutta
ne!
chi
celebrava
T
gioia,
concedeva,
senza
Musa
la
ed
essa,
vendola,
be-
ebrietà
:
nel
voce.
prodigio
del
duplice
attingevano...
mondo
mio
fiorire
franca
!
puerile
tanta
con
la
rica
ca-
calici
tua
gioia
così
con
ombra
come
sommo
invocava
la
gioia,
I miei
de
sua
favola,
cielo
cantare,
tuo
la
poeta;
divina
il fiore,
e
aroma.
del
s'empivano,
rugiada,
e
spandeva
una
d'oro.
purpurei
E
fuoco
una
in
come
incoronata
una
odore
sull'amica
cantava
Cantavi
:
porpora
miracoloso
profumi
d'
di
di
piene
albero
i fiori
oltremirabili
ampie
urne
35
rame;
foglie,
fiori, corolle
E
una
de
le
rame
foglie,
come
A
gioconda.
la
riconoscenza,
gioia
—
sussulti
la
libera
e
senza
esultanza
gioia
donatrice
!
lussurie
e
la
(«
la
»)
come
,
contadina.
L'amore
di
Lalla
rimase
nell'opera
di
Gabriele
il
più schietto
d'Annunzio.
e
giocondo,
si
Lo
36
spirito
La
4.
Piacere
(1889)
Romane
(1892)
la
si
vena
sua
traggono
immaginaria
sua
simbolo
e
della
germe
e
della
gioia più
una
mondo
egli
e
0
Era
pace
raggiunta.
di
nulla, sospirava
mi
chiama
un
dolce
nuova
P incanto
si sentiva
nuoto
posava
Pur
ad
dei
egli
dalle
alla madre
nel
desio
fluire
occhi
pel
corse
sulle
Lalla
natura
nel
col
senso
fra il desiderio
Canto
di
di
e
e
avendo
maricarsi
ram-
a
Novo:
battaglie
ignoto cielo
sereni
anelito
identità
non
egli
intenso
genti ignote, lungi,
la
di
includere
di
felice,
non
morfosi
meta-
agli antipodi
amore
con
ma
cosa
sfinite le membra
dal
contatto
lare
singo-
le
infrenabile
Dell'
della
agile veliero,
un
un
era
la
madre,
a
mare
no,
orazia-
alle delizie
d'Annunzio
esultante
era
felicità sembra
la
in votis
erat
yachts. Il carattere
vasta.
primo virgineo
che
epicu-
futuri
questo
Egli
tranquilla euritmia
aggiungere
classica,
Lalla,
a
piacere
miti, collocava
i
(1902).
fermato
coscienza
villetta sul
dei
Pescara
rapidamente.
P hoc
di
Trionfo
del
dalla
e
//
—
//
—
Elegie
—
gioia, quello che, malgrado
sua
letteratura
verso
esaurita
imitava
dimenticava
(1893)
si fosse
sarebbe
raica; e, quando
(1890)
della
Novelle
durevole
una
non
Le
quelli,che
di
era
non
Paradisiaco
—
(1886)
Pantaleone
la Chimera
e
d' Annunzio
Gabriele
Se
Poema
—
San
—
L'Isotteo
(1894)
Morte
della
—
sensuale.
crisi
(1884)
di rime
Intermezzo
dannunziana.
l'arte
e
!
materni,
sangue,
una
do,
quan-
folli,dai galoppi,
ginocchia
il capo
38
spirito
Lo
di
complicate
quelle
voluttà
poeta
e
di
morali
virtù
d'Annunzio,
e
Manzoni
né
civili
e
La
che
È
madre
è quella
Ed
Giova,
di
suo
dell'
uomo
che
sta
dubbie
piangere
il
tempo,
Tutto
ciò
è
A
destino.
del
morali
di
virtù
massima
ogni
sopra
libero
umane,
di
feconda
lieta
ad
fatale
opra
ad
una
di
vane
?
una.
preciso
,
cosa.
profonda
oscurar
Terra
mia
figlia.
chiaro
e
velleità.
parte,
l' Intermezzo
anni
nettamente
di Rime
dopo),
nel
1890
che
biamo
dob-
coerente
,
poetica.
(V edizione
scevro
;
L'opera
ispirazione è, perciò,
questa
dieci
quanto,
rosa
è la
ed
ed
semplice
infingimentie
a
vizii
vermiglia.
1' anima
le vertudi
perdere
immortale
sorti
la dea
questa
V
ne
le
in
tutto
insegnamenti
sangue
amico,
o
melancolie
uscì
È
meditare
amo
di
quellidei decalogo
a
suggeriscono
Il
votis:
discorriamo
primi aforismi
i
le
l' indiscutibile
illacrimato
un
gio
villag-
:
palpita
la
in
erat
ebbe
somigliano
è santa.
carne
Hoc
non
ad
più
incompiuti, ma
sprofondatisi
plebi
non
,
nella
noi
risalgono
tempo
sociali
di
—
le
rimasero
ventenne
poetica, giacché
—
questo
d'
che
più
poco
voluttà
un
offrirgli
potesse
ignote.
compiere
per
conoscere
per
che
rimasero
non
abbandonando
di
e
Gli studii
abruzzese.
virtù
biondo, quanto
universitarii
studii
gli
dannunziana
.
giovine poeta
un
per
l'arte
e
Nel
definitiva
VIsotteo
e
la
e,
1884
parve
ap-
Chi-
La
isi
cr
sensuale
39
.
mera,
preparate già fin dal
dauro
ed
altre
legie Romane.
delle
La
(1886),
finché
Piacere
(1889).
svanite
le tracce
un'
con
è
Dogali;
di
San
culmina
in
in
la
oltre
Poiché
d'Annunzio
per
gioia fisica,così
corporale.
non
E
flaccido, della
si
che
carne
veleni
piaga
del
della
vive
scolaresca
purulenta
dissangua
convalescenza
pulsanti
della
in
un
in
tra
lui
Vergini e
nella
del
a
gioia che
dolore
che
la
lo spasimo
con
Pescara.
dita
inau-
La
templazione
con-
moncherino
del
contemplazione
macerata
diccio
umi-
tepore
le esalazioni
la sensazione
irrefrenabile
vittime
ancora
si affloscia
e
le
umanitaria.
altra
la
,
di
uomini
sadistica
descritto
trovate
Novelle
le
per
vernice
altro
travedut
in-
no
zioni
preoccupa-
esitava
esiste
esiste
or
velleità
libidine
atroce
non
si
del Piacere
tifo, e poi ripalpitanel
medicinali, esaspera
parve
riconosciute
ferita cancrenosa,
della
che
delle
novelle
Vergine
questo
nelle
perfezione
dai
disprezzo
Terra
prorompere
Novo.
alle
poi furono
che
Canto
liberamente
Sono
quelle
tona
mono-
degli altri
estranea
definitiva,queir
altrui,che
della
società
insolente
Pantaleone,
raccolta
La
col
e
imprecisa
spirito dannunziano.
parole d'
di
male
ed
oscura
dal Libro
romanzo
sofferenze, or
assolutamente
dello
famose
di
altruistica.
divenuta
del
individuo
un
E-
delle
Pantaleone
quel dramma,
fra
mondo
un
commozione
San
di
nell'apparenza
di
impegnarsi
ed
gioioso
progredì
la ripetizione del
è
non
Gutta-
il fascicolo
alle novelle
multiforme
fondo
dapprima
1892
raggiunse l'ampiezza
Quest' opera
Sono
Isaotta
con
narrativa
prosa
Vergini (1884)
nel
nel
poesie,
1886
turgore
acide
dei
delle arterie
di
sanità.
40
Lo
Non
mai
cioè
e
spirito
il verismo
inferiore
fu
strettamente
s' accoppiano
è
intuito
al
furono
molto
Di
Maupassant.
curiosità
poeta
rimase
come
il
del
Stecchetti,
con
ai
suoi
e
Verlaine,
con
facoltà
secondaria
si
può
con
al tumulto
d'altre
con
Dostoiewski
chiusi
i
rie
pirate-
quali
che
in
sé
pagano
ap-
Quasi
nulla.
e
fluenze
d'in-
dicemmo,
a
Terra
di
Novo,
Carducci,
Maupassant,
con
volta
tal-
furto,
ripetere dei suoi
dell' invenzione
spiritiegoistici,che,
sordi
rapporti
Verga,
Flaubert
con
Canto
Vere, del
e
rimase
d' imitazioni
quel
e
in
o
concludono
libero
del
motivi
d' Annunzio
e
monia
ar-
è raggiunto
pagine,
accuratissimi,
non
così
Primo
intere
queste
d'Annunzio,
intorno
Vergine,
e
1'
fisico è
il martirio
prestito
il
rompe.
cor-
protagonista
e
in
compilati elenchi
proposito
e
Di
si
dia,
nella Ma-
raccapricciante. I
preso,
molte
che
come
dove
maligno,
era
stranieri.
debitore
nessun
tutto
nella
capolavoro
narrazioni, talvolte
delle
autori
Il
mare,
crudeltà
una
quasi
di
ma
sche-
pietà scompagina
feroce.
tumore
un
con
le tracce
di
concezione
Cerusico
nel
racconto
folata
Lo
trova
cadavere
un
sfiorato,laddove,
è
mendace
della
si
monca
il fratello del morto
e
d'
verità
una
dannunziana
presenza
veristico,
dell'essere.
la vedova
dove
in
di
complesso
novella
Il laido
una
cosi
esattissima
dal
isolata
Veglia funebre,
La
dannunziana.
rappresentazione
tipico della
da
l'arte
e
con
porti
rap-
laire
Baude-
con
Wilde.
e
con
è
negata
agli
gono
riman-
medesimi
,
del
mondo
esteriore
e
non
,
l' interessante.
discernono
motivi,
essi
Quindi
j
verismo
hanno
Gabriele
Per
dei
bisogno
d' Annunzio
italiano, più
tardi
nel
nutrirsi
di
spunti
e
di
libri.
fruga dapprima
decadentismo
nel
france-
La
nel
dopo
se,
P opera
tragedia greca.
come
goccia
una
Le
rovente.
falsificazioni
che
evitando
lock
caduta
il disturbo
Holmes.
Tali,
Dice:—
Ne
1'
Torna
s' è
al
in
dire
era
d'
le
il
il ricordo
dramma
cioè
un
per
Gabriele
ventevoli
spa-
personaggio (in
che
benigna
gloriosa,
della
incuranza
e
nale.
car-
omicidii, quel che
fatuità
una
rimorsi
racconta
naturale
una
d' altro
spennacchia
novelle
ed
semicomico
Benigna
senza
sensibilità
autore, quando
suo
e
to,
all'avvenimen-
ed
elementare
mutilazioni
compreso
perché
che
e
:
nemmeno
personaggio
una
e
dell'avvenimento».
fanciullo
dugentesche
vano.
Perché
ritorna). «Per
non
Sher-
giovinezza
dell'
dell' animo
Con
è
di
scuola
,
conflitti
Turlendana
rie,
lettera-
dolcezza.
rimasto.
morale
dice
evidenti
pavoneggiano,
le
della Pescara
è
disciolto
P autore
imitato
fuori
si
lama
Blanzesmano.
Novelle
Si può
di
fior
ha
esercitazioni
della
egli
svapora
una
dell' Isotteo
mondo
ogni
amore
Maupassant
P interesse
al
sopra
esempio,
colascionate
in
nelle
critici
per
Tutto
Isaotta
Ma
ai
eh'
il resto
anzi
glese
in-
utilizzata,
per
venute
son
ne
lirica
ciò
d' Annunzio
che
dissimulano,
quattrocentesche
di
d' acqua
quasi dozzinali
e
si
non
Viene
carcassa:
volte
rare
nella
tutto
vecchia
spirito imitatore,
con
Ma
al contatto.
la
nuova,
41
infine
russo,
s'incenerisce
tocca
sensuale.
romanzo
nella
e
crisi
il cardellino
d' Annunzio
dura
Ver-
singolarità
anche
tormenti,
curanza
in-
in d'Annunzio,
come
nel
vivo.
chiude
le
42
spirito
Lo
del
porte
l'arte
e
.
spinto alla simpatia, ed
suo
fittizii—
puerili.Il
nella
felice
lo
è
quella
alla serenità
strappò
delle
Sonvi
dicea
—
gioia
la folle
Dice
più
gran
tu
far
Veder
mucchi
d'
?
Comporre
torcendo
serio
di
a
m'
divinamente
tredicesima
felicità del
vuoi
odi)
di
?
captive
Vuoi
?
prede
Ergere
tempio?
un
Vuoi
inno?
?
pugnare
Altre, altre
immortale
un
tu
sangue
marmo?
Sperellinon
l' invito
non
?
di
greggi
?
oro
un
(m'odi,
divinamente
prendeva
pugnare,
a
captive femmine;
dire,
—
?
amare
Andrea
fiumi
schiavi
vivere
giovine,
cuor
Sperelli la Chimera:
?
femmine
la Chimera.
mento
lo tuffò nel fer-
il
Vuoi
Uccidere
mo,
chiamere-
frutti, altri ignorati beni.
dolci
Andrea
ad
si
e
piaceri, che
di
e
Chimera
mio
sonvi
poeta,
chiuso
con-
Roma.
di
orgie
quanto
Sperellie
avidità
della
ponimenti
com-
inspirò nell'amante
che
un' insaziabile
Lalla
di
del
chiavano,
vivac-
suoi
interiori,che
personaggi
Chimera
La
tutto
ora
dannunziani, Andrea
nomi
con
è
individua
personalità
fra due
che
—
scolastica, nei
dramma
i personaggi
elimina
umanità
patria, plebe,
reminiscenza
per
combatte
dannunziana
soltanto
fatica
Canto
uccidere,
prendeva
ma
E
amare.
ad
Novo
a
sul
divinamente
descrivere,
di
troppo
ancora
Ercole.
tornò
ma
serio
greggi
V invito
voleva
amare
realizzare
anche
Dapprima
a
veder
,
sul
quando
risplendere
sulla
la
la
sua
La
vita
crisi
di
Maggio,
si lasciò
poco
Roma
florida
amori
nello
cacce
alla
Perfino
barocca,
Venere
lenocinlo
la
lieve
gioia
dei
Edoardo
Gabriele
lo
festa. L'anno
e
d'
altrimenti
di
cravatta
anche
raso
abruzzesemente
pranzava
bruzzesi
in
lindo
così
e
di
casa
Ma
della
una
per
durre
in-
potuto
giacchetta scura
mentica
anzi, di-
spesso
,
quella
sera
che
a-
così
della
preoccupato
si
di
Ciccillo Michetti, vedendolo
brutto
»
sciotte
Chi-
compagnia
dezza
lin-
».
poeta
Chimera
non
brutto
pare
,
Quelle
venticinque anni.
e
profumato
una
; come
uomo
dopo
Intermezzo
:
con
parve
come
nemmeno
bianco
studiosamente
mi
sua,
una
mai
la prima volta
avevamo
d'
la cravatta.
fana
dia-
una
di Don
Libro
e
lo
che
piettante
scop-
dimenticherò
non
mai
il suo
foresta,ma
da
come
azzimato
non
il fiorito
sentiva
della
ferì vedendo
mi
e
innanzi
vestirsi
una
Forse
che
stupore
gio
Mag-
al favellio
Scarfoglio nel
addobbato
a
che
col vento
Io
di
più l'allegrezza
era
vaporante
e
quella.
tradiscono
Non
porcellana preziosa. «
«
Peccato
cerebrale, consona
salotti
i suoi
e
più
era
non
dolce
d'acqua
ali' unisono
ebrietà
della
amanti
sue
giovinetto centauro,
battere
racconta
le
a
ville, delle fontane, delle
del bel mondo.
del
mattutina
una
Ma
dolce),poi
immaginazioni
del
spiritosie sottili,
titoli,
i
cuore
delie
scenario
della
e
dalle
collocò
e
d' Abruzzo
ricordi
a" acqua
Venere
penetrare
volpe.
43
si rituffò nei
cittadina,egli
(il Peccato
sensua'i.
cosette
azzimate
e
l'
del-
linde
e
,
preoccupate
per
e
conchiuse
Saranno
della
la
lindezza
festa,
nel
piccole
sono
cerchio
loro, addobbate
della
l'espressione dello
loro
snobismo
cose,
breve
di
e
ma
fumate
prosicure
perfezione.
un
parvenu
44
L
spirito
g
di
dell'eleganza
e
perché
il contenuto
di
«
gì'idillii
il
vigore
è
un
delle
sorridente
cerebrale, che imprimono
Sono
vita
una
superficialee distratto,ma
queste inquietudini e
le
vanti
snelle
più
curve
la
chiari
e
tiepidi, io
Ella
ancora
ne'
ride
ai
Su
la
I nudi
È
a'
senton
giungere
!
schietto.
getto.
rametto;
il diletto
marzolini.
inurbata, incipriata affiochita
natura
una
,
natura
in
soavissima
nninore
tono
che
Cappuccini
già qualche
meriggi
leggiadre
letto
suo
metton
de'
delineare
'1 Bernini
de
olmi
per
siero
pen-
internazionale:
1' aspetto
1 suo
il candido
leva
trovano
un
mattini
ciel, zaffiro
Il Tritone
ed
Barberini
piazza
il
della
matutini.
sogni
s' apre
cio
brac-
esasperazione
vanesia
decadentismo
volte, in su'
Quante
«in
pervase
le appiccature più
chincaglieriadel
che
sono
aggrovigliare questi sofismi
per
e
questi
giovinezza
della sofistica
inquietudine e
il poema
era
forte »,
e
s'uccide».
femmine
Canto^Novo,
Quello
altro.
d'una
i sonettini
espressione
ma
l'ala del
e
barbara
giovinezza
e
dannunziana.
provinciale,
un
Manca
inarrivabile.
una
l'arte
e
e
; una
debolissima.
,
Per
ritrovare
d' Annunzio
un
veemente
e
robusto
,
bisogna
trascurare
per
ascoltarlo
che
durò
circa
neh'
dieci
i
fugaci
ora
ritorni
triste
.
una
dell'
ora
gioconda,
lunghissima
anni, dall' Intermezzo
di
ora
Rime
Lo
46
il
spirito
quale
interrotto
brev'
per
,
dannunziana.
l'arte
e
dilettantismo
tranquillo episodio
di
nell' Isotteo
Chimera,
nella
e
pubblicata
da
Chisciotte:
«
dall'amore
bella
mi
danno
di
occuparmi
irosa
dei
stampate
l' ha
del
Era
la
nervi
sue
più
m'impedisce
l' irrequietezza
che
meglio
nelle
nelle
tere
let-
pubbliche
opere
e
desio
del
fu
Quella
da
amerò.
coglierò
conoscerò
di
scuoterla
tutti
Su
tutto
tutto
gelo
velo
circonda!
nudità
bisognosa
a
nel
nessun
e
perciò desiderosa
valessero
immonda,
carne
stanca....
carne
anzi
che
la
si spegne,
l'inerte
la
de
fiamma
disgusto
non
io
detto
atroce
d'amor
quella
Ma
».
ho
dalla
:
quando
che
mali
bolito
indee
Non
il fastidio
nei
mette
di
volta; gli occhi
una
,
Tristezza
Ma
d'
gioconda
mi
e
piccoli
private
orizzontale.
e
pieno
possesso
intellettuali. Sono
fastidio,e
spesso
in
di Don
Libro
piaceri dell'amore
vita
sanità
nel
ora
e
dai
della
consuetudine
quella
sento
e
siaco.
paradi-
d'Annunzio,
Scarfoglio nel
fisiche
forze
comprendere
posteriore all' Intermezzo
poco
mi
non
narrato
il Poema
e
il medesimo
Edoardo
Non
le mie
tutte
di
lettera
sua
una
confessata
ma
mondano
dovrebbe
l'Intermezzo, le Elegie Romane
L' ha
dall' ilare
ora
di abolirsi
nuove
e
dal
posseduta
le
sue
il desio
1' amor
più
suo
terreno,
del
vaste
mondo;
tualità,
spiri-
lussurie
letargo. Amerà
:
membra
nella
impure
La
occhi
negli
Giacché
se
nembi
udrò
battere
isi
r
suoi
inseguirò;
arido
e
di
il
sotto
il
suo
i sensi
ns
le
uà
cose
suo
oscure
seno
profondo;...
cuor
esausti
sono
sorte
qualche
un
nuovo
invocare
bisogna
,
dalla
47
.
senso
:
Estati, autunni, inverni, primavere,
vicende
o
che
costanti,
stanchezza
0
Chi
Invocava
come
'1 capo
su
potrà
darmi
e
della
io
posso
che
poi
questa bocca
Ma
che
dall'assurdo
ideale
privo
di
della
sua
devono
Devi
assaporare
Nulla
bacio
senso
!
?
i
cose
anch'
di
esso
curiosità
:
pia fontana,
m'
addolora
t' anelava.
molto
come
tu, uomo,
immite
pungolo
la tua
a
d'un
la
putredine
i
nuovo
sonnolenza
desiderio
tutto, le pure
ed
un
contenuto
devono,
penso!
avere
mite
come
crudele
un
vi
l' Ideale, considerato
talvolta
non
d'
qualche
un
ignominia
Bere
s'io
il ciel
diversivo
un
assale
indicibile
stanchezza
sempre
neh'
m'
infinite,
ore
senso
nuovo
e
ripiomba nel
carne
d'un
mento
fer-
!
corpi,
dell' anima
foglie,
le
come
come
sfarsi, marcire;
sogni sciogliersi in putredine.
sempre,
torpido
dal fato è immune.
tutto, morendo,
di ciò
la
Nel
devesi
che
ti diede
l'ebrezza
nausea.
corpo
e
nell'anima, tutto,
corrompere.
48
Lo
La
spirito
dannunziana
.
Il fastidio
stanca.
era
carne
l'arte
e
l'incapacità di superarlo
e
gli saliva
alla
1' astinenza
con
gola,
lo strangolava
:
torbido, invincibile,
viscere
mi
sorgeva
di
ogni pietà
Confessioni
Piacere
nel
Andrea
di
nel
e
collezione
dalle
e
per
le
e
Morte,
bruzzese
dei
motivi
per
il
erano
e
lirici,
crudele
i lascivi
che
si riflette
Meritano
Ma
un
alcune
la
focherello
lirica
acuminate
fiamma
le Novelle
a-
lenta
vio-
della Pescara.
dovute
loro
a
uno
analisi
è
precedeva
pagine stagnanti.
ma
seche
estrin-
trascinare
complessiva
centrale
le
stupende
possono
pertinacemente
spenta. Andrea
paesaggio
lirica che
molte
pagine descrittive,che
ed
il Poema
e
,
impalliditanelle
approvazione
Trionfo
nella luce
accessorie
della
ammirazione
un'
dal
tiene,
con-
mezzo
dell'Inter-
dell' Isotteo; il
insanguinò già
volontario
alla strofe
Il Piacere
paterna immersa
casa
todica
me-
distinguevano
tormenti
toni
non
nunzio,
d'An-
una
sostituito
periodo
parecchi
produzioni
sfruttamento
pera,
si
ad
quali
non
se
filo narrativo.
rialzati di
dalla
e
ad
i
,
Gabriele
di
iosa
a
attribuite
rispecchia piuttosto le Elegie
Sono
che
oggettivazioni
non
trovano
Aurispa
grazietteceramiche
Morte
e
Giorgio
commisti,
paradisiaco,
e
della
sottilissimo
un
insieme
della
Trionfo
a
solo
liriche
cuore.
si
i romanzi
come
saziato
genere
evidenti
che
lei nel
odio; moriva
quale
so
questo
Sperelli e
erano
non
lei, dall' ime
di
contro
di
per
il lettore
tutta
psicologia
V
suale.
sen-
fiacca, somigliando
covato
Sperellioscilla
tra
tra
la brace
la salute
o-
a
della
e
la
^
CÙL *L
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Dalle "Odi
Navali»
ntf\_»n
v^
La
stanchezza,
ed
la
tra
isi
cr
sensuale
libidine
lussuria,assunta,
nuova
superiore. Il
episodica
stesso
tra la lussuria
più
finisce
romanzo
disfatto
Caligola
sulla
le donne
vorrebbe
phila);
altro
più triste,
e
di suicidio
di
radisiaco
paaltro
di combinato
che
Vorrebbe
prima baciare
donna
una
tutte le
affrancarsi
forzoso,
il d'Annunzio,
sola
V uccidere
con
uccidere
mezzo
gonista.
prota-
scampo,
un
di
bocca
poi,
donna,
una
altre dello
disfatto
sensi. Giacché
Giovanni.
don
e
molte
giunge Giorgio Aurispa,
è nell'amore
romanziere,
e
catastrofe
una
senza
specie
una
dei suoi
Ippolita,tiranna
è
alla morte
anche, in
di qualità
come
nella vita del
già più
fiacchezza
Ed
morte.
è
una
triste è il poeta del Poema
più
e
sua
trascinandovi
lirico
con
succedere
potranno
La
/che nella
perché,
sa
alla quale
insignificante,
e
genere
come
si
non
Giorgio Aurispa
tutte
la nausea,
e
impotente velleità di purificarlaattraverso
una
fra
49
.
in
zione
immagina-
donne,
dalla
(Pam-
non
scendo
cono-
schiavitù
del
sesso.
Tutto
ciò
che
sembra
ottenuto
servirono
sue
liriche. Dice
Lussuria
«
del
altro
«
in
Un
sono
te
un
mondo.
»
disgusto gagliardo
quasi selvaggio gli si
essere,
s'
giacerebbe
ascolterebbe
egli
con
che
la donna
sul
nell' insonnio
della
il
delle
sovrana
Chimera,
l'invitta... Sono
della mia
Dice
come
una
anche
medesimo
più
pelle può
Giorgio
di
levavano
pensava
la
era
nome
sempre
manzi
ro-
degli appunti,
«Ella
il vero
dei
la costruzione
per
Ippolita:
nome,
intima
stesura
pensiero...L'odore
tuo
dissolvere
odio
un
di
ripeteva: Io
che
forte
»,
la
con
d'Annunzio
al
che
all' anima
appartiene
spa:
Auri-
nausea
dalle radici
per
quella
e
un
l'
delnotte
guanciale
respiro della
dormiente
e
e
spirito
Lo
50
di
dunque,
Poema
Piacere
Trionfo
Piacere,
Chimera,
contraddicendo
policromi,
Piacere
del
scritto
in
anche
e
parte delle
Elegie Romane
Poema
il 1890,
quella
fervida
rivelano
nella
voluttà
Perciò
il d' Annunzio
è
stanca
dalle
ora
profonde
improvvisa;
e
di
rimaneva
1894,
innanzi
liriche
gran
raccolte
di
queir
epoca
1' amarezza,
ad
fiacchezza.
come
i
annotava
Talvolta,
si
una
languida
Lo
preraffaelliti.
«
nelle
ancora
una
propria
Piacere:
là
ma
più
che
vergogna,
della
i
Non
regresso.
triste dimostra
di
nel
nel
linconico
ma-
rapido
solitudine, egli
viscere
più
un
idolatrava
descritto
tragedia,
quali, invece, paragonate
contemplazione
e
di
Le
schiavitù, maschia;
poeti decadenti,
d' animo
le
tutte
e
dell' Animai
nella
fibra, pur
cettosità
con-
di smalti
tono
un
stero
au-
concepito integralmente
e
concentrazione
acri confessioni
frivola
ancora
qualche tempo
Paradisiaco.
all' Intermezzo,
venava
sciolta in
parte
fra il 1889
nel
La
più
più
un
per
il romanzo
una
per
Trionfo, pubblicato
Il
massima
solo
non
alle intenzioni
s' è
solenne.
e
fu
che
Elegie
,
tivi:
capitoli narra-
carnale.
della miseria
della
quest'unico
Progredisce
della Morte.
Trionfo,
al
i due
e
complessità sinfonica, ma
sentimento
in
la sostanza,
per
Paradisiaco,
e
dal
trama
delle perpetue
capitoli lirici: Intermezzo
i tre
ideale,
ricca
si estenuerebbe
giorno,
fra le torture
tristezza
»
Coincidono
Romane,
al
rebbe
rimar-
e
bestiale
della
nuovo
ozio
consueto
alternative.
libro
di
data
accal-
carne
al desiderio
nuovo
il peso
s' affaccerebbe
pei
nel
la
di
sotto
nuovo
della
il contatto
e
soccomberebbe
e
e
1' odore
sentirebbe
dannunziana.
l'arte
e
sentiva
una
in
stato
che
qualsalire
nausea
assaporarla, torpida-
Lo
52
spirito
do; 1' oziosa
la
interrogazione
offrono
Il
di continuità.
viscido
resta
ripetendo
trova
pensiero poetico
opalescenti. Protoplasma
Un
poesia.
loquace,
marasmo
grammaticale
s'è sciolto. Un
numerandoli,
i
e
s'
i versi
la
prevista. Dov'
plaudite, come
su
mia
Auscultando
fronte
il
temperamento
Giovanni
di
e
li involge
d'
una
liformi,
fi-
lungo tempo
Plaudite
dite
plau-
line.,
circo, piante, col-
corona
è
cogliere
La
che
sfiorita.
le Laudi.
Novo
E
l'estremo
anelito
Musa
di
un
morale.
crisi
artistico
il Canto
di questa
si spenga.
Episcopo (1892)
Il temperamento
sgorgò
la tua
già quasi
poetico
5.
prorompere
al
«
palpito sfuggevole
invertebrata, pare
cui
gridava:
popolo
giovinezza, ahimè,
la
raccoglie,
tentacoli
da
e
nesso
! »?
mare
0
stanca
che
un
il
rosata
assottigliano come
colui
è
tuna
impor-
pure
bambagia
s' accascia
rima
un' ebetudine
inetto
crezioni
se-
anziché
petto consunto,
nella
accuratamente
strofe, ove
alcune
poetico
cervello
sospiri d'un
venza
par-
procede,
non
fraseologici,dove
rosarii
biascicano
desima
me-
miserevole
una
rattrappito, sbavando
e
sé
tornello
sfilaccicata,il ri-
risposta; l'immagine
sua
piagnucoloso
ma
dannunziana.
l'arte
e
—
L'Innocente
moribondo
e
quello
perciò,
da
udendo
(1892).
era
quello
cui
dovevano
la
storia
da
di
La
e
isi
r
mo
ale
r
53
.
me
questa pericolosa avventura, si trattiene il respiro co-
alla narrazione
Giunto
cara.
più
del
alla maturità
tardi, Gabriele
strofe
soffrire
che
rabbrividisce
nelle
gelo
acuta.
carezza
aperte pupille
il ferreo
sguardo
labbra
nel
fiso
del
Fato.
viso
mio
ridere
non
potevan
più
non
potevan
più piangere,
e
gli
occhi
o
Amore
!
pruina,
rugiada tremante,
la
né
la
né
alcuna
Sai
bianca
la
non
scaturiggine chiara,
un'
gelida
V Intermezzo
che
freddo
Montecorno
e
?
vorrei
mi
che
lunghe passeggiate
aria salutare.
Oh,
!
male.
quella lettera privata,scritta
di
eco
cosa
il mio
guarire
poteva
da
di
che
dopo
sperato
di-
e
schiena
più
Sembra
lungo
suo
congiunta
sguardo
non
o
è
uno
le
alcune
in
rievocò,
il
anni
dieci
colpa
nella
alla
Ahimè,
gran
alla
vertebra
funebre
del
fui
alla
E
genio,
suo
commozione,
vertebra
la
Vidi
del
persona
una
:
Congiunto
come
da
corso
d'Annunzio
d'impetuosa
«
rischio
e
se
che
Vorrei
già
in
qui
della
alle
mo:
parte riportamgran
neve
all'esercizio
sforzasse
e
larghe respirazioni
venisse
la
neve
Verrà; la invocherò
bito
su-
dalla
con
e
alle
l'
del-
Majella
tanta
pas-
spirito
Lo
54
sione
di
della
a
Come
in
venire
pianto
più
ombra
Come
del
mia
sola
immobilità,
a
tentativo
dolore
grandezza.
ad
fino
un' ombra
nel
desiderio
uscire
guarire
del
consistette
perché giungesse
mondo.
nel
robustezza
la nativa
il
sforzare
agli occhi,
uscire
dalla
questa
nel
altri
cercar
spurie
del
Canto
esperienza.
Novo,
Non
Gabriele
genere
del
tempo,
umanitaria
ed
Italia,per
stoi
e
aveva
di
potendo
novato
rin-
dualità
indiviumano.
le
poesie
era
dal
chiederla
suo
sensuale
; e
e
nesta
fu-
in sé la liberazione,
trovare
doveva
dissimile
non
pianto
stare
d'acqui-
ingorda
sua
evangelica. Comincia
il tramite
degli
Prima
egli
quando
il
Il
risorge,rinvigoritadalla
d' Annunzio
di letteratura
rare
ricupe-
a
termini, nel
egoisticae di simpatizzare col genere
puerile e fugace velleità,che deturpava
La
nebrosa
te-
temperamento?
nello
in
da
male,
suo
suo
mondo;
di
giunge.
non
corpo
il d' Annunzio
fece
primo
profondo
il mio
giacente
la
lunge,
agli occhi
L' immobilità
era
di
dal
che
avea
non
pensieri,
miei
sentii
Supino
neve
sepolto
marmo,
dei
orrore
sorgere
il
nero
sentii
io
la
bastò
non
guarirlo.
Majella
nell'
Ma
verrà.
che
amante,
dannunziana.
l'arte
e
a
la letteratura
decadente,
a
un
era
penetrare
francese, l'opera di Leone
in
Tol-
altri russi.
partireper
già
il servizio
scritto gran
militare
(1889-1890)
parte delle Elegie Romane
la
del
e
Trionfo
della
Una
si trova
nelle terzine
ne
1' Anima
disperata
che
poesia
raccolga
così
era
Sperelli,ammalato
lascia
nelP
il corpo,
attratto
anima
e
la
verso
società
la
grande
moderna,
Arte
del
mondo.
salvezza
dalle
mondane
gennaio
Serao
del
cose
Per
morire
più
incontrato
suo
»,
delle
sioni
pas-
e
lui
dichiarava
«
(1892),
da
—d'Annunzio
Scelse
un
sua
sé
Matilde
a
di
gli
protagonista
e
le
e
alcuna.
medesimo
romana;
per
uomini
»
per
—
s'appigliò
vita
novarsi
rin-
«
il metodo
che
trasposizione
uscire
nel
scritto
la necessità
studiare
dalla
almeno
parve
il
l'astinenza
e
lettera dedicatoria
senza
nella
Tornato
rinfrancato
diversi
Cosi
nello
male
eroici.
da
e
l' avesse
in crisi affermava
costringersi ad
il
la
intravveduto.
Episcopo
Nella
1891.
direttamente,
guarire
medii
Giovanni
consiste
rinnovarsi
verso
e
fenomeni
uomini
con
leccornie.
il poeta
o
tiforme,
mul-
multipla e
,
militare, parve
al
si sente
e
questi anacoreti
trascinante
dunque
era
contatto
prefazione
di
gli
gli affatica
miseria,
la Vita
verso
che
amarezze
»
schiavitù
continuo
rimento
dall'esau-
onde
la
e
rispecchiatricedei
Il programma
dalla
dalle
Andrea
«
estetico...
vanità
vibrante, sonante,
grande
nelle note:
e
ad
mondo.
dalle stanchezze
intende
ne
del
egoismo
Piacere
dedicate
?
sola
e
ogni dolor
vive
profondo
cor
commentata
di
del
stesso
'1 tuo
voci
Piacere:
del
Sperelli, piange
al fine
55
fra le ultime
Sperelli,protagonista
Fa
della
morale.
della Morte.
coscienza
sua
Andrea
La
crisi
ai
ri-
realmente
lo
scelse
56
Lo
spirito
di tal natura,
così
affogato
vino
dracca,
nel
da
miserevole
nella
spoglie.
Per
evitare
colmo
Poneva
così
(ed anche
Ancora
non
sicuro
di
rosicchiare
nel
la
introdurre
a
sua
Ma
di
e
raffermare
alla maniera
la
il
slabbrare
a
il
suo
riodo,
pe-
che
nevroti-
Episcopo
si
geva
accor-
di confondersi
e
ripeterlo,
di
bisogno
di
persuasione
sua
ticò
s'affa-
contraddizioni
,
quasi per
stile drammatico.
vaneggiare,
sentiva
sventure.
sue
medesimo,
sé
Giovanni
spesso
contraddirsi
prosa,
vanni
Gio-
che
curò
di
mentite
sotto
sé le
futuro
singultie
racconto.
troppo
da
fuggire
pericolo
cente,
Hermil, dell' Inno-
Tullio
cftlsuo
le basi
il
precauzione,
bal-
moglie
stesso
se
vile,quasi
e
sua
certezza
con
più tardi)narrasse
poco
di
di
ributtante
della
lirica,narrando
Episcopo
a
e
nell' onta
e
poter
ricadere
dannunziana.
l'arte
e
non
lare
par-
di Andrea
conto
Sperelli.In realtà, il racme
tranquillo cologico e corre
fila lucidamente
l'olio,malgrado questi procurati ingorghi, i quali
somigliano agli
sassolini
che
idrografici originati
spasmodica
dai
,
i fanciulli
dell' orto.
e
accidenti
collocano
Il tentativo
in
della
al
mezzo
convulsiva
prosa
fu presto abbandonato,
e
gnolo
riga-
riapparve
non
nell' Innocente.
Giovanni
tiens, e
la
untuose:
«
Conoscete
poveraccio
di
il cielo.
cielo?».
è
Gesù,
Ma
di
convinto
tenerezza
e
Gesù,
la
è
verità
lardellata
la fame
?
di
chiudere
bontà.
non
è
»
abbiamo
che
«
mai
E
tenerezza
in
«
fondo
Abbiamo
meritato
Giovanni
pa-
apostrofi
di
Avete
tristezza, di
di
Christus
di fame?...
morto
mezzo
al
paragonato
voi
il cuore,
strutto
tesori
è
confessione
sua
uomo
un
s' è
Episcopo
dato
guarvi
non
?
Il
»
a
sé
meritato
il
tuo
Episcopo
ha
crisi
La
Ginevra
sposato
gnominia
affinità
Tanto
bruto
alla
Novelle
sensualità
F ultimo
che
sensazione
circondato
era
di
volto
alla
sua
glie,
mo-
è
dal mondo
al tumore,
così:
Mi
«
E
esterno.
visuale
qui,
intero
tutto
piaga,
parla
può
d' un'atmosfera
come
soltanto
non
Cristo.
un
d'Annunzio
Pescara,
Episcopo
m' isolasse
non
amante
di
della sofferenza:
d'essere
ciullo
fan-
Cristo, che, quando
della
alla ferita. Giovanni
tista
Bat-
il suo
amato
bruto,
un
F i-
tollerato
F ubbriacone
ha
L' interesse
pugnala.
nelle
come
è
ha
amato
poco
alla schiena
pugnalare
lo
Egli
tanto
e
ha
elettiva,come
istinto.
per
57
lussuria, che
per
viltà,che
per
per
morale.
reva
pa-
colare
parti-
questa
mia
cutanea.
ma
»
,
Solo
che,
Episcopo
un
volontario
stesso
parlare
escogitato
diretto
fondo
con
tutti
triste
atti».
delle
e
sola
che
è
Ella
lirismo
un
il
umana
può
che
divorare
nel
si
che
pietà!
Che
delle
frutto
in
L'uomo
che
nelle bran-
perduto
è
cosa
ginocchia
torcono,
bisogno
un
si vede
e
salvarsi...
che
dezza
lai-
una
mangiava
si dibatte
che
tremano,
labbra
è
eh' ella metteva
signore,
si sente
spasima
sensazione?
Questo
«Ah,
non
mani
stato
nel sedicente
umane
provocante
vizio, l'uomo
vuole,
a
inevitabile
preoccupazioni
i suoi
vizio
ch'era
persona,
,
sensualità
dal
trascinando
e
dell' esistenza
Il fondo
«
le
vacillano, delle
essere
prima
s'insinua
quella
del
non
in
sificata
fal-
sensuale
crudeltà
impietosimento,
(cioè la sensualità).«
divorato
e
:
di tutte
»
la
Giovanni
il
novelle,
altri fini, il d' Annunzio
per
autobiografico, che
studio
delle
brutto, essendo
è
da
quello
differenza
a
di
tutto
implacabile
d'
più
che
un
una
»
d' Annunzio
non
,
Giovanni
Episcopo,
58
Lo
che
spirito
di
parla
sé
della
b'
altro, vorrebbe
un
dolorare
Giovanni
libidine.
che
avere
e
propria
sostanza
umana,
e
la
Innocente,
Episcopo
metodo
contiene
Serao
rispa,
fu
cui
di
esagerata
al
di
che
bruno»
«piccolo
quella
viltà
Tullio
il
nome
sulla
tutte
bruno
segno
per
Hermil
il Giovanni
dopo
tera
nella let-
e
»
cui,
che
giunge
ed
afflitta
un
per
due
hanno
dei due
udita
scoppia
dell' amante,
glia
somi,
piccolo
in
dirotto
sfoga
e
la
gno
se-
E
collo.
il
la viltà;
protagonisti è
rio,
dell'adulte-
la narrazione
moglie colpevole
Episcopo,
«
sul
Au-
ticidio,
all'infan-
signora
certo
Her-
all'assassinio
Giovanni
a
ne
un' autobiografia
immaginaria
anche
del
Episcopo,
Giorgio giunge
Ginevra
meretrice
alla
me
co-
perfezionamento
dell' autore,
Giuliana, la nobile
come
dito
vita
sua
Somiglia
suicidio.
della
uomo
nessun
il Giovanni
scritto
quella
come
viato,
tra-
fraternità
annunziato
e
il
come
nella
chiude
e
nell'intimo
implicita la negazione. Tullio
Andrea
Sperelli e di Giorgio
invece
fratello
è
mesi
pochi
1891),
(aprile-luglio
con
pre,
sem-
ogni
per
grande
la via
su
mo
uo-
comprendere
questa
tore:
au-
in ciascun
vedere
sentire
e
deli'
conto
per
ecco
?
scritto
Matilde
a
stezza,
tri-
sua
Ed
genere.
fraterna
di
voce
considerare
non
vorreb-
nella
uman
continua
sconosciuto...
uno
e
V
ogni addolorato,
per
lo
,
misericordia
una
è che
non
almeno
comprendere,
e
"ìz\Y Intermezzo
d' Annunzio
E... vedere, intendete?,
la sofferenza,
mil
Ma
tutto
per
Episcopo
«
V
il d'Annunzio
1' ubbriachezza
e
pseudonimo
essere
dannunziana.
medesimo,
Trionfo;
del
e
l'arte
e
pianto,
sua
proprio
bestiale
in
confessa; quella viltà,per cui, invece
quel
di
u-
e,
suria
lusmento
moscac-
60
voi
di
Lo
spirito
siete
ricco,
tutti
della
Siete
?
sentii
al
la
che
autore
difetta
negli
conversioni,
sue
uno
il
bontà, sulla
sua
1' autore
e
di
viluppo
queste
convenzionali
inette
per
1'
Giuliana
e
le
sue
amore
venivano
per
il
di baciare
tiepido.
era
ancora
ma
il lettuccio
ma
illuminata
di
sua
»
una
coscienza
ipocrisie,
la
Non
è
dano
denu-
e
di
zogne
men-
soltanto
«
Strane
sentire
il talamo
suale,
sen-
fiorent
ri-
passione
sua
di sensualità
impregnato
guanciale,di
scia,
amba-
di celarsi. Tullio
gelosia è
creature:
sulle
Concordi,
lui.
dall'involucro
è
Hermil
crudele
una
con
che
e
pietà,
sua
di
meno
sensuale
soltanto
come
la
che
ignora
non
l'
quella del-
Tullio
cui sperava
in
sarebbe,
non
in
e
—
dannunziani.
l'incorreggibilebassezza
Hermil
che
—
dità
luci-
nella
indispensabile
dubbio,
districano,
T altro
e
triste !
consiste
protagonista
senza
sulla
mozione
com-
1' àme
moins
àme
altri romanzi
s' illude
non
1'
è,
ver-
semplice
la
a
termini, indispensabile
di
rigor
a
meilleur
une
del
intellettuale
versicoli
di
me
esangui: «Co-
vale
dell' Innocente
bellezza
quelle
•"
n' est
faire
de
que
e
d'una
e
da
e
labbra
sue
mondo
!
bontà
Allez, rien
stesso
bontà
una
tolstoiani
sulle
nulla
che
della
Ma
Motti
si alternano
voi
dissimili
troppo
Episcopo.
lainiani
d'
ricolma
è
pietà intenzionali, non
Giovanni
di
contento
fatto
avete
»
Tullio
di
anima
Che
intelligente.
siete
esistenza?
vostra
V
voi
doni
questi
dannunziana.
l'arte
e
d'
fino
per-
voglie
se
mi
il solco
un'amante,
piccola figliuola.Una
sterile,
vigila gli avvolgimenti
tor-
La
tuosi
dei
sentimenti
trascurata
dalle
e
libidine
chiamare
sorella.
Tullio
E
«
1'
innanzi
sentito
aveva
commozione
semplice
impreveduto
e
dal
rimorso
il battito
veemente
che
i battiti del
suo
seno
Tullio
velame
di
pietà
si
gli
sforzi
della
forza
dilegua.
La
è
di
riso
sor-
un
passione
:
Più
«
mollezza
del
ebbi
;
è
Paradisiaco.
vacua,
del
di
pietà
realtà, ebbe
e
non
cuore
pietà
ammollimento
disperde
un
impenetrabile
un
ammollii
In
lui,
Il
carne.
in
di
vastità
turavano
ma«
La
il
fine
mento
sentiche
tempo
»
della
confessione
dialettica,agitata da
Questo
tempo
fra le
superi
di
perché
un
fa sì che
disfatta
è
pathos
viva, drammatica,
commovente
l' Innocente
e
collocato
lenne.
so-
nel
,
Elegie Romane
gran
ed
si
nella
con
stanchezza
che
tremare
cuore
la
nella
della
Poema
una
poche
».
In questo
stesso.
se
serabili
mi-
che
suo
sentii
Giuliana...».
di
di
fargli sentire
d' Annunzio
e
Mi
«
le liriche del
di tutti
del
allargano
mollezza
sensualità.
di
solamente
s'
cestuosa
in-
queste
dalla
per
taciturno, avviluppato
e
ebbi
la
mano
stoffa
Hermil,
che
sentire
lontano
me,
la
in
al lume
convulsa
io
cuore
che
parole,
simbolo.
può
suo
di
realtà
compiaciuto
era
cuore
malaticcio
e
traverso
a
Poche
la
gli prende
dalle
fantasticheria
bontà,
Giuliana
».
triste
di
suo
moglie
poco
medesimo
il
della
a
poco
indugiava
uomo
la
per
sua
s'
s'
chi
sottigliezzeera
ore
a
malata,
che
una
amore
nella
una
per
61
V
emerge
tenerezze
sadica
per
morale.
mendaci.
conculcata
e
lacrime
crisi
lunga
non
in
come
il Poema
bellezza
fluttuante
apatico
e
come
Paradisiaco,
l'una
la
la seconda.
e
l'altra
prima né
È l'unico
colta,
rac-
zionario
stacaso
Lo
62
nel
spirito
quale
libro
un
emerga
di
superba
disfida:
degli
alla
mil
Ma,
riconoscere
i
la
particolariche
V unico
Morte,
press' a
di
pagine
di
retorica
1' oggetto;
e
malattia
sua
rispa;
tronfiezza
di
né
Cantelmo
e
Stelio
in
Effrena
dell' estetismo, riconosce
della
sua
disfatta,e
dell'
Con
esser
l'Innocente
vittoria
sulla
dissanguato
sforzi
è
forza
che
si
Trionfo
d'Annunzio
della
un'
ad
dore
splen-
lo
nel
Hermil
antologia
velo
un
idolatra
non
Sperellie Giorgio
eroica,
posa
ma,
:
pur
An-
Claudio
come
fra le
sua
tra il soggetto
frappone
squisitezze
1' abiezione
compiange
si dissimula
la
lugubre
feriorit
in-
suo.
la breve
termina
Il
sua
ed
disperde
esausto.
vacua,
e
del
crisi
Ed
«La
è
ha
di
il sentimento
tempo
che
si
tato
ripor-
mento
tempera-
un
fine
di
morale
temperamento
suo
coscienza.
stanchezza
una
Tullio
e
non
d' Annunzio.
Gabriele
si
Andrea
s' immortala
e
soltanto
è
non
d'arte, perché
non
perché
come
consimili.
resterà
novelle
È un' opera
scelte.
e
che
rentesi
pa-
semislave:
e
di Gabriele
alcune
ad
viltà.
propria
sua
Scordio
quel
ad
e
,
tutti ammiriamo
tutto
poco,
insieme
prosa
sociali
è, malgrado
romanzo
Her-
Tullio
quale
l' Innocente
esso
romanzo;
della
manierate, le
e
di
giustizia
dittoria
perché contrad-
legami
riconoscere
complesso,
magnifico
della
La
tribunale
brutta
è
»
La
gemella.
figure umanitarie, rusticane,
suo
dei
la
Nessun
Hermil, Giovanni
nel
lirica
del libro, nel
a
dannunziana,
voglio.
né
tocca.
giudicarmi
riesce
le
Federico
e,
posso
brutte, perché estrinseche
e
un
Non
mi
di
ogni modo,
Sono
produzione
sostanza
si sforza
nell' opera
sulla
«
non
saprebbe
terra
dannunziana.
di prosa,
valore
uomini
l'arte
e
tutti
gli
della
dilegua.
»
L'avvento
La
sofferenza
acuta
sé
Poema
Paradisìaco
si conchiude
compiace
Anche
vanità.
con
dio
sta-
uno
si
ove
grottesca
una
ad
rapidamente
Paradisìaco),
in
medesima,
63
superuomo.
passa
(Poema
cronico
di
del
il
proposito
un
di
resipiscenza.
le tue
Dileguali
Giovinezza;
o
poi
che
altro
in
odo
Ma
Navali
Odi
Le
(\898)
La
—
Poiché
ardere
non
Come
Città Morta
La
(1899)
di
di
(1898)
-
//
Gabriele
—
tino
mat-
un
di
tramonto
un
Gloria
La
—
Fuoco
possibile rinnoversi
dunque
(1895)
Sogno
—
Sogno
—
più.
superuomo.
(1896)
Gioconda
riuscì
ormai
Allegoria dell'Autunno
—
(1897)
—
era
vive
credeva
ci
del
Rocce
primavera
autunno
(1899)
delle
bagliore.
altro
fraterni petti ausare.
(1893)
Vergini
di
fraterni
L'avvento
6«
dispare.
vedo
d'Annunzio
nemmeno
aurore,
le rive
vortice
suono,
occhi
lagrime,
ultime
tacciono
il tonante
Odo
Vedo
brevi
(1900).
bisognava
d'Annunzio
rire.
moa
varsi
sal-
?
Nel
dava
navale
25
del
numero
alla
nelle
acque
settembre
,
d' Annunzio
per
luce
9
settembre
di
Genova.
pubblicava
intitolato
la
breve
una
:
La
prima volta,
un
1892
odicina
Lo
:
stesso
articolo
bestia
di
il Mattino
Per
la
festa
giornale, il
di
elettiva. Vi
Federico
di Napoli
Gabriele
si parlava,
Nietzsche.
64
Lo
spirito
Il 26
l'arte
e
del
novembre
miraglio Saint-Bon.
dopo
medesimo
di
bellicose
irredentiste,le quali, unite
1893, furono
col
fiacco
da
quello
allo
da
d'aprile del
calen
riodetto
cui
:
Noi
«
nell' arte
1894
in alcun
il
l'avvento
che
di
interiore, iniziato
Nel
1895
una
conferenza,
Era
una
come
con
«
ci
Trionfo
navali,
alla
della
dell' Ueber-
si
no,
illustra-
non
sto
piutto-
ove,
la
narra
il
che
fitta
scon-
travaglio
s'era
d'Annunzio
retorica
della
città di dominazione
solo
Venezia
e
di
di
tregua; ella
questo
l'atto che
niva
piacere. Fi-
lo sforzo
ci
mostra
calibro
è la
di sorpassar
la
.
centesca,
cinqueapof-
e conteneva
profezia imperialistica,
specie:
stato.
arre-
l'Allegorìa dell'Autunno
intitolata
persuade ogni giorno
gnanimo
ma-
prepariamo
e
navali, non
di Gabriele
nel
«
del
voce
Morte,
rivelano
fine
af-
ed
questo pe-
con
V avvento
Odi
che
an-
Michetti, datata
Superuomo,
le
ma
il Piacere.
generato
Queste parole
; ma
della
verso
spirito di-
uno
contemporaneo
e
P.
Trionfo
apparve
filosofico-morali
di nostra
senza
una
in
Odi
delle
fede
con
celebrazione
il
prima
mente
aspra-
libro.
Cenobiarca;
o
del
miserabile
un
siaco,
Paradi-
del
l'orecchio
tendiamo
senso,
Poema
», concludeva
Superuomo».
del
mensch,
F.
a
sicura
con
seguente,
al
stato
era
Zarathustra,
tegmi
anni
dell' Innocente,
dedicatoria
l'anno
alle stampe
quello
spirito in
lettera
coda
mellifluo
e
concepito cinque
solo
che
e
rono
altre,forma-
perché, discordavano
fu licenziato
non
La
forse
e
tono
1894
Morte,
in
subito
liriche marinaresche
navali
pubblicate
sebbene,
Nel
di Odi
fascicolo
quel
pubblicò
pochissime
a
Tarn-
moriva
anno
Il d' Annunzio
collana
una
dannunziana.
:
Venezia
genesi
sé
stessa
medesimo
possibilitàdi
un
do-
L'avvento
lore
c'insegna
che
il
dalla
quale
molto
ha
sofferto
quale
molto
ha
gioito.
Da
delle
gini
Non
Rocce.
che
d'
nascesse
traccia
E
il
persistenza
Eroe,
e
so
di
a
vive
Quinto
un
il
Hermil
».
valore
L'ideale
ricco
ed
per
Ne
eroe.
Novo,
quel
a
peruomo.
Su-
tico
poe-
simi
lunghissi
non
troviamo
dio
nell'epiceera
che
un
eroe.
sembra, nella
profonde
le
d'amori.
e
moncherino
sanguinoso
Tullio
d'essere
Penedo
di ferocia
dannunziano
ozioso
turba
velleità
eroica
Hermil
si
che
sotto
ricorda,
di
alla Goletta
gli
si andava
a
occhi
San
Sperelli
discendente
«
della
di tanto
di Andrea
melensaggine
de
e
abbracciamenti
tra
/{
era
del
delle Novelle
qualche
proposito,
di
le Ver-
è l'Unmalido
suo
Giorgio Aurispa.
prodigi
il
il nascituro
Canto
fosfori
di
la lussuriosa
Raimondo
in
voluttà
ignote
Una
che
aveva,
Ma
nel
gagliardi
Pescara, che offre
in tanto
colui
Il cervello
affogato.L'amico
in altro senso,
Consalvo.
il
cui
con
selve
ne
consisteva,
sognava
e
all'avvento
si chiamava
morto
eroismo
suo
di
colui
Cenobiarca
al
improvviso.
il germe.
perfino
amico
un
per
fatto
d'Annunzio
superuomo:
qualche
che
e
di
mezzo
fuori, nel 1896,
finalmente
anni, nutrito
chiamava
certo
sapiente
men
Il voto
Gabriele
di
Natura
vennero
Assistevamo
sciolto.
più
»
silenzio
questo
è
stimolatrice
energia
il
è
piacere
offertoci
conoscimento
65
superuomo.
più efficace
nella
tramutato
ella
del
non
quel
operò
di Carlo
formulando
gentiluomo, proprietario di
5
66
feudi
di
spirito
Lo
di
e
molte
di
che
molti
vergini,
scannò
tutto
e
potere
suo
progenitore.
Non
erotiche,
dice
sonetto
donne
fui
e
vinti
ai
d'un
più
per
che
impossibile
bel
e
quando
trarre,
e
dio
o
riconoscete
«
è
guerresco
una
così
Pescara)
il sogno
la lussuria.
d'armi
ed
amai
e
una
voluttà
sangue
di
Sole, l'ultima
guerra
figlia?
tua
l'ora satanica
il terzo
»:
d'Annunzio.
della
e
la
momento
L'elemento
co
eroi-
Come
afrodisiaca.
droga
la
(Novelle
miseria
della
sensazione
templazione
con-
sanità
,
violenza
fra
alle
sia disceso
l'ostil
preda
suo
fanciulla
struprata
accese
eroe
de
potè,
esaspera
Una
mano
;
romano.
malattia
della
contese
simile
spirito di Gabriele
della
della
principe
condo
se-
trionfali.
sere
un
Ietto
al
deterso,
mia
mondo
del
Dove
uello
Il
sonetto.
mali
mie
le
la
le
ne
infiniti
ne
rogo
l'orgia
vili lussurie
ed
pugnace;
addussi
Voi
facili
e
possenti.
E
Pare
V Intermezzo,
languidi
fui
tempo
un
:
del
licoso
bel-
ma
chiaramente
primo
di
erotiche
erotiche,
Questi
il
stuprò
e
rammarico
ed
ed
dice
come
fastidiosi, dice
sono
nel
bellicose
o,
nemici
bellicose
erotica-heroica.
amori
blasoni, pronipote
concentrato
le gesta
imitare
non
—
dannunziana.
cavalli, sovraccarico
condottiero
un
l'arte
e
e
del
rapita
1' ululo
più profonda
con
dei
di
moltiplica
sangue
grande
vinti
clamore
offre
quella
che
mente
certapossa
68
spirito
Lo
glia
Ed
l'irredentismo
le
ed
scarse
Italia
conglomerate
nelle
Odi
vernice
qualche
e
velleità della terza
d'immaginarie battaglie.
che
l'esploratrice.Ora
puerile ansietà,
di
salpare
sensuali
Ma
la
confluiva
nella
celata
nemmeno
La
nave
corrente
stessa
Canto
nel
le patrie
gl'ignoti cieli, verso
verso
è
nave
di guerra.
strumento
non
apparve
pretesto per
come
con
dina.
garibal-
L'irredentismo
una.
sempre
qualcos'altro oltre
Novo,
liano,
lui, ita-
a
antiaustriaco,
equivoche
in
Navali,
descrizioni
la
che
primo
il furore
e
africanista
folata
Tutte
è
il
presentasse.
era
qualche
dannunziana.
Abbrancò
programma.
si
l'arte
e
lontane.
Viaggiare significasciogliersinettamente
dai
materialmente
febbre
la propria
visioni
Tutte
donne
sensuale, possedere
venivano
insieme
nunziano.
dan-
crudele
e
fortissimo
Bestia,
il
popolo
l'orbe
l'Austria, percorresse
conquista. Tra
di
avrebbe
navi
stuprato
in
terraqueo
l'uno
le
e
ratore
impe-
coronare
battesse
cannoni,
e
un
la gran
tiranno, che, soggiogata
fabbricasse
suo
diveniva
umano
italiano, si facesse
Roma,
il
formare
a
Ideale
particolare imperialismo.
fulminea
esotiche
Qui un'altra origine dell'africanismo
barbariche.
in
di
legami sociali, nutrire
quasi
e
una
corsa
peratore
l'im-
l'altro macello
figliedei
re
prigionieri.
Respice finem.
Questo
luce in
un
nitarii
e
in
bontà
menzogna.
«
ideal
tipo
d'Annunzio
morali
e
della
sua
la
sua
latino
»
dai
tormentato
cupido,
sia
poteva
non
pure
pregiudiziiumanelle
vigoria fisiologica,di
lussuria.
Il bellicoso
Egli era
alla
venire
conscio
imperialismo,
mittenze
inter-
rare
convertire
allora
avulso
da
della
una
L'avvento
base
nazionale
di
al
sul
magari,
sadico,
lubrico
liberarsi
per
dalla
viltà,
«
La
dolori
morale
le ho
fatto
soffrire
la coscienza
molte
cui
s'era
vizio,
la
tutta
virtù
la virtù
—
che
un
dannunziano:
avrei
la voluttà
Se
ella
mi
pericolo
non
base
era
Ed
pensai,
?
—
fondo
mi
spaventò
i miei
rimorsi,
mi
ma
debolezza
fantasma,
e
perverso,
e
la
peva
sa-
l'eroismo
era
convalescente
un
me
il mio
che
carezza;
tutti
con
Sapeva
e
che
dere
ar-
pensai che
d'incesto.
sapore
pensai. Certe
a
il sotterfugio,
mia
».
un
della
mia
ch'io
quel
spirito generandovi
la
curioso
alla memoria,
in
sere
d'es-
assioma,
sensualità
quasi
avuto
morisse
è
vita
dei
parte migliore di
illusione
—
la
mio
tutta
della
sotto
violenza
platonico. Tutto
fantasma
tornarono
che
nel
e
dannunziana
avrebbe
crudeltà
la feroce
occasione
della
questa
io
dalla
placare
a
di culto
la debole
ne
nobilitare
Questo
«
miseria
struggersi
si faceva
ideato
ideale
a
«
veduto
e
parole
rurgo
del chi-
sinistre.
E, per quella
gli uomini
sensuali, il
attrasse
».
Ecco
la
dell'eroismo.
Nemmeno
a
mia
appoggiavano
non
appena
radicato
specie
una
sfogarsi,
soffrisse
riuscito
ero
fantasma
in
per
ch'ella
Ma,
».
profondamente
assunta
e
avesse
lo ammoniva:
volte
un
si
ella
necessario
era
un' amante
Hermil
risultando
superati, perché
eroica
si ri-
perseguitato la moglie Giuliana.
aveva
grandezza
carnale
Tullio
cerità
sin-
sua
imprese
strozzare
sotterfugioper
un
cui
con
di
schiavitù
Ma
nella
le generose
e
sogno
cadavere.
illusioni. Ideava
69
superuomo.
sociale, si rivelava
o
furore
ducevano
del
Gabriele
dalla
al
più
robusto
d'Annunzio,
storia.
temperamento,
riesce
Se nello
di staccarsi
nemmeno
mente
definitiva-
svolgimento dell'umanità,
70
spirito
Lo
all'alba
fosse
dei
tempi
affatto
tribù
in
se
e
quella
di
di
XX
la
la
più che
di
maggiore
di
lampi
La
nella
abbia
di
il
Confessando,
ha
Nietzsche
Non
discutiamo
capito Nietzsche.
capito,
l'istinto
o
realizza
di presso,
con
separazione
dagli
ultimi
vincoli
fisiologicodella
di
Paradisiaco,
nei
momenti
suoi
infrequenti
non
lo
(1892-1894)
ora
se
zio
d'Annun-
in
falsificato,
capir, quanto
la morale
è l'unica
nissima
buo-
alcuni
l'uomo,
Questa
avvenimenti
dalla
è
risolveva
libidine
e
zogna,
men-
una
dosi
avvicinan-
s'accosta
al
lettura coincideva,
finitiva
propizii: la de-
moglie scioglieva
sociali, mentre
che
segue:
legge, che,
supera
l'eroe.
maturità
della
l'implacabilità
L'ha
verità, che
belva, l'uomo
^superuomo,
disparire,
bisogni personali. In Nietzsche
creduto
il dominio
che
alla
i suoi
la sola
è
Poema
Lo
disfatta ? A
propria
dato
aveva
col
e
luppando
svi-
e
in atrofia?
rimasti
sua
cessità
ne-
popolo
suo
temperamento
suo
il
e
la
subire
del
storia
Federico
fede, per
un
XIX
l'Europa
nel-
poetica.
alla rovina.
strappò
a
del
doveva
rocia
fe-
di
canti
fine
crisi, la quale,
bellezza
gosce
an-
tra la
ch'erano
chiarezza,
senza
Nato
s'avvicinava, col
decenne
lettura
i suoi
rali;
mosciuto
cre-
libidine.
la
propria inferiorità,
questa soluzione
una
fosse
feroce
secolo, egli
fu tentato, ed abortì.
sua
egli
egli avrebbe,
svoltosi
i sentimenti
sforzo
quel tempo
di
Superando
tempo.
suo
procreando
e
cantato
libidine, anzi
d'inquadrarsi
del
in
e
tormenti,
del
africana,
preoccupazioni religiose e
tribù
moderna,
principio
della foresta
cuore
d'Annunzio,
senza
e
dannunziana.
guerreggiando
libera
Gabriele
nel
o
vissuta
mai
l'arte
e
il
poeta
il consolidamento
la crisi
l'insufficienza
sensuale—
del corpo
L'avvento
del
nelle cui
all'implacabilelibidine—
d'Annunzio
Gabriele
di
Giovanni
nel
Nelle
prima
veementi
nella
crisi.
discordi
e
confuso
silenzio
se
diverso
esercizio
da
la
la bestia
:
in Gabriele
d'Annunzio
chiarezza,
di coscienza.
la sicurezza
crisi
e
l'aiuto
franca
la
celebra
nel
qual
il Canto
Novo
di
belva,
belva
laida.
più
belle
di
frasario
ideologico
che
belva
sapiente
ed
eloquente
muore;
da
una
s' è esaurita
ma
invereconda
con
e
perciò
nel
moribondo
D'Annunzio,
non
;
le Odi
sopravvive
truccatura.
Navali.
a
Per
a
belle
La
come
Celebra
modo
gliata
intru-
È
la
suo,
ia
Quindi
una
esteticamente
siaco,
Paradi-
Poema
se
non
lità,
anima-
Novo.
umanità.
ed
Egli
idealistico.
e
di
anni
eroiche,
si arroga,
patria
redimere
di sé. Ma
poesie
bandieruole
di
quindi ogni
e
quanto
Canto
ideal
sparisce
frainteso.
in
«
voglia,
dieci
dopo
scrivere
del
1'
creare
sicuro
animalità,
potrebbe
pavesata
una
di
funzione
è ormai
filosofo
un
libera
e
e
un
ma
Egli
comodative
ac-
L' esercizio
momento
questo
un
facoltà
dir si
re, che
o
gato
investi-
divenire
».
ogni incertezza,
di
caso
un' animalità
casi
nel
taneo
momen-
aveva
delle
dei
ottenuta
artificiale,
è
con
io
consueto
Da
eroica.
nel
potesse
variar
tipo latino», 1' imperatore
Roma
troppo
all' irrompere
sensazioni,
precisamente,
consisteva,
tumulti
argine
vita
quello
nel continuo
diverso
i necessarii
coscienza
mia
avventura
per
espone
le bramosie
un
delle
della
Cantelmo
,
innumerevole
e
Domati
posto
,
tato
documen-
nell' Innocente.
e
battute
giovinezza
ch'è
•",
Claudio
«
folle tentativo
quel
a
storia
Episcopo
della
disperate contorsioni
risoluto
delle Rocce
Vergini
il superamento
della
s'era
inquadrarsi
«
71
superuomo.
giato
stesso, sfrevena
cinque
anni
poetica
d'An-
Lo
72
spirito
nunzio
e
fuori
mette
ove
il
il
vuoto,
l'arte
dannunziana.
torrente
di
un
i
e
fievole
Claudio
della
voce
è vile
Tullio,
della
viltà: da
sua
delle Rocce.
Claudio
discendente
di
feroci
di
Andrea,
a
differenza
individuazione
lavora
così
:
divorato
il
e,
suo
cavallo
«
superando
il
né
mai;
il nobile
amore
greci,
come
il
modo
grandi gesta;
ma
corrotta,
glien'offre
Roma,
delitto.
è
pena,
perché
gli
nemmeno
ad
ardore
di
maceria
sempre
e
muore
in
non
vunque
dosun
nes-
grande
con
avrebbe
i filosofi
bisogno
contemporanea
il
di
vile
perversa
Di
II
effluvii del
d' eroismo
impresa.
?
«
«
dal
«
Borboni
fu
tanto
Che
di
e
fiamma
lampo
di
vale
non
lo
Napoli
gli
valsero
spettacolo e
terza
miserabile
dico
»
la
dalla
«
i
golfo
Neppure
lo
né
»,
restaurare
Francesco
Napoli
Roma,
mezzo.
attraversata
nemmeno
grande
una
golfo
»
cia
lan-
interpretare Socrate
Egli
società
la
d' un' ambizione
bel
tante,
esal-
di prove»,
alta
E
».
,
non
non
d'
libidinoso.
satiro
un
latino
tipo
coltivare
a
taria
volon-
e
sport dell' equitazione, legge
trova
e
oltre
ma,
vora
la,
che
in realtà
è
ma,
;
Tullio
di
troppo
sente
»
egli
meditazione
una
una
morire,
Anch'
bisogno
contro
pericolo,
saprebbe
posto
furioso
un
Vergini
avventurieri
ideal
un
scienza
Co-
hanno
progressiva
«
volte, dopo
da
gio,
Gior-
nelle
il brutto
Giorgio,
una
verso
Più
«
l'autore
lussuriosi
a
cepire
per-
come
superuomo.
di
panellano
scam-
soffocata.
Andrea,
ciò
già
e
serietà
tutta
con
è
mente
orgogliosa-
coscienza
come
bosa,
ver-
vorrebbero
che
lui, né
né
ma
e
frasi concinne
delle
gli orecchi
Cantelmo
come
decora
stucco
sonagli
assordando
la
di
ghirigoro
bolsa
prosa
1' odore
la
che
spinsero
effluvii
a
un
del
infondergli
della
pu-
del
L'avvento
tredine
disfatto
del
»,
eccitare
per
i
tirannidi
ha
il
formule
Che
fare
Il demonico,
la
Forse
in
alle piccole
in decadenza.
Claudio
Cantelmo?
«Goditi...
dire
fin
volte;
abolire
ma
lisci
abo-
fa,
lo
Cantelmo
ogni
vieto
di-
i carabinieri.
saranno
un' altra
Non
cosa.
salpante
nuova
nave
preveduto
V im-
e
l'evento;
ci
quando
sarà
America
poeta alla
l' ignoto
Claudio
due
soffii,lasciati
tutti i
a
le
concimare
dunque
recherà
ti
Questo,
impossibile,
è
il
altro
».
lasciarselo
aperto
non
fica
qualche magni-
germi; accogli
i
quanto
divieto
ogni
è
suriose
lus-
e
Czar
stesso
una
come
eroe
rimani
tutti
e
belle
spirito interiore, gli dice:
lo
da
penetrare
senza
Il mondo
un
primavera;
tua
Le
irrigaree
per
simi
potentis-
«
contrapporre
ribelli
bianca
arme
può
di
suoi
dei
isterilite ».
terre
sue
paterno,
spente. Lo
sono
gusto
chimiche
strage ad
cadavere
grandi pensieri ».
si
nemmeno
«
73
superuomo.
tava
can-
V A-
verso
tlantide:
Va,
dove,
fuor
Ma
oltre
secura
d'ogni giogo
il
espande
dove
Nave,
o
va,
sé
in
ognuno
in
che
poter
in
sé
le
sue
leggi,
ha
in
sé
la
sua
forza
quel
più precise
che
di Gabriele
eroe?
cosa
E
farà
Triplice è
sé
è
il
sovrano,
per
il
Cantelmo
è costretto
compito
al
:
nozioni
ha
alla
intorno
assurgere
suo
?
sogno
suo
d'Annunzio
frattanto
ognuno
chiude;
Claudio
sembra
americana.
Italia. Che
e
d'ogni vincolo,
fuor
stesso
ha
a
e
Sirti
le
tutte
a
grado
«
slazione
legiin
vivere
di
Condurre
piuto
comcon
Lo
74
diritto
spirito
il
metodo
suo
in
le
ricchezze
in
e
più
mettere
suprema
?
un
figliuolo
mondo
il
senso,
lis eroi
sociali,
senza
la
nelle
abolizione
sensualità
nella
cui
e
villa
Anatolia
averle
per
decidersi
a
più l'imbarazzo
autobiografica,
raffaellitici
e
di
ornata
di
1' attuazione
Ma
al
opera
meno
nem-
figliuolo,
un
pesse
princi-
tre
?
Claudio
tantae
tre:
e,
cui
per
dare
delle
e
—
più preciso
Massimilla
regem.
divieti
di
Claudio,
a
sua
la
arrivare
mo-
alla poligamia
di
superbe
che
qual-
giustificatodal
delie
ufo; poi,
di
de
granla
giovinette,
tre
visto
farsi
che
Non
Tuttavia
milla
Massi-
monaca
Claudio
mano,
scelta.
da
esente
non
stirpe latina, tormenta
Violante.
sposare
della
l'ultimo
Ragion
tutte
intenzione
la
il
pre
sem-
presenti sciagurate condizioni
mangia
respinge
sentirsi
per
possibilità
di fare
sentimentalità
persiste neh'
insegnamento
collaboratrice
o
rigenerare
la
proprie
sue
in sé
Quale
sposa.
difficoltà. Frattanto
di
P
è
—
una
condere
romanum
le
e
compiti
è capace
preferirebbe
compito
d' arte; preservare
propone
Anatolia
Violante,
un'
verso
uni-
provvisoriamente
si
Cantelmo
sembra,
suo
più comodo.
primi due,
scegliere
tre
sospesa
giacché
Cantelmo
del
di
al
Claudio
visione
coordini
questi
Ma,
bisogna
le
Di
,
terzo.
rito
spi-
sotto
elevate».
dei
suo
all'attuazione
Cantelmo
Claudio
del
stirpe
sua
e
essenza
opera
della
riconosca
certo
un
pura
figliuolo che,
un
d'aspirare
degno
più
perfetta integritàdel
più profonda
ideali
le
paterno,
in
sola
una
conquiste
la
la
riprodurre
alla
essere
tipo latino, adunare
e
dannunziana.
l'arte
e
e
lì lì
sembra
ormai
aveva
la
che
narrazione
squisitiatteggiamenti
pagine descrittive, si
pre-
chiude
76
spirito
Lo
di
sogno
A
Dal
Non
mai
famoso
l'eroe
ove
Bronte
la potenza
si mette
meravigliose
d'
vittima
di
della
bellissima
sociali
e
nelle
di
di
La
Comnena
braccia
ti
anch'
consanguineo
eroe
per
La
e
la
un
eroismo
la
sociale
sua
mia
te
quali
mi
in
que
qualun-
parole
della
rivoluzione
d' Annunzio.
Meglio
Ma
Il poeta
si
le mie
non
si
e
E
?.
lussuria,
Ruggero
un
ma
Fiam-
crede
un
contraddice.
in
restaurata
esulò
patriottico e
della
nuvola?
lo
era
re
cuo-
t'invita,
debolezza,
rapidamente
il
se
della
fu
volontà
solleva
una
vittima
brano
sem-
d'Annunzio
dalle
come
d' Annunzio
individuale.
le
bocca
Né
1' eroismo
gate
riepilo-
sono
ti toccano,
Giorgio Aurispa.
davvero.
speranza
istante
egli, una
conosce
pace
Gabriele
di
rude,
è definita
la
per
che
politi-
energia virile,di
mani
se
il mondo
debole
non
le mie
mera,
Chi-
convinzioni
dovunque,
«
Lussuria,
di chiamarsi
Gabriele
di
sce
peri-
sorella
una
della
Fauro,
fede
di
eroica
prendono,
si dissolve
un
Se
di
prima
nota,
è
conquistatore
di sincerità
forza
«
:
Le
segno
calma,
sua
Gloria.
sinistra:
ogni
e
invece
Giordano
di
estrema
campo,
quale
ma,
questo
professione
deputato
maschia
la
parole
la
».
Nemica;
battezzata
è
La
di
—
escogita
,
confini, ma,
degna
gesta
baldrac-
Comnena,
incarnazione
nuova
(1899),
gran
«
agraria
ai
e
baldracca.
Ippolita,una
la
—
mare
alcuna
stesso.
se
la Gloria
rivolta
una
sul
guerre
della
a
imperiale, Anna
di
compiuto
aver
coerente
strappa all'eroe Cesare
1' amante
nome
alla testa
più
Fiamma
e
d'istrionismo.
accusato
politico nacque
gesto
d'un
fu
uomo
Ruggero
erede
ca»
dannunziana.
siffatta Vita. Fu
una
torto.
l'arte
e
dal
Italia,
di
cuore
abbandonare
starsene
ripiegò su
per
paghi
se
l'
al-
stes-
L'avvento
due
da
Città
due
drammi
(1898)
morta
drammi
primi
tentativi
mattino
di
Cantelmo
la più pura
erada
del
d'arte.
bisognava
conquistar
delittuoso
la
e
del
T animo
poeta
che
amante,
Erano
i
che
Un
Trionfo
il
con
di
che
la
».
chiamar
libidine
quel
la
sorella
spirituali».
voluttà
Altra
rendo
spa-
ginazione
l'imma-
ereditaria»
ancora
dice
volta,
una
si
che
amante,
avido
amata
sua
gna
biso-
ora
sua:
delicato
Pensai
«
avrebbe
avuto
che
della
morta
sua
»
l'assassinio
ella
raggiungerà
bellezza
».
dice
quasi
crudele
Un'immaginazione
oscena:
penso
della
sadico
percorreva,
scoppiava
in
guinoso
san-
di
,
comunioni
«
furia,
invincibile
piaceva
«
e
l'
del-
autunnale
sogno
1' opera
tutta
«La
della Morte
zione
immagina-
il nudo
spettacolo
sottile
nastro
dell'incesto.
il
le fiamme.
tra
ricomparendo,
ora
dire
a
primaverile
primi pallidissimiesperimenti.
lo urgeva.
sto
que-
pensiero fisso
nel
dallo
perisce
1'
nudità
sua
dell' amato;
è sferzata
libidine
cortigiana
sulla
e
liberamente
sogno
dal
occupato
stringe
cadavere
sua
è
Nel
sola
cioè
turbare
senza
adunare
una
»,
immaginare
sconcio,
monto
tra-
raggiungere
i divieti
pregiudizii morali.
con
la
d'
d'un
Claudio
«
in
per
abolire
«
due
un
di
compiti
il secondo:
Anche
»
potenza
lo
i
universo
suo
dai
d'
Sogno
il
la
sti
que-
atto, il Sogno
e
dimenticare
essenza
preparati
e
un
(1898). Fra
opera
fine
(1897)
primavera
atti:
(1899); come
preceduti
in
rivava
de-
romanzo
cinque
e
Gioconda
la
e
quattro
drammatici,
non
suprema
in
erano
d' autunno
77
superuomo.
(1900). Questo
il Fuoco
scrisse
e
so,
del
si
un
V Innocente
sapore
mesceva
dell'amante:
la suprema
cesto
d'inmaginazione
all'im«Io
sione
espres-
78
Lo
spirito
Nel
mio
l'arte
e
pensiero,
dannunziana.
nel
quasi
d'
guizzo
io
lampo,
umile
umile
sanguinare,
stesa
'1 sangue,
tra
vidi
la
boccheggiare
alzare
e
un
le
supplici
mani
dal
rosso
lago...
Chiodo
caccia
eccita
non
dicono
chiodo,
la
più
fantasia
ed
s' ella
incestuosa,
?
morisse
una
gelosia,
pura
Ella
e
sottile
nelle
di
Morta
prorompe
fatalità
un
della
la schiavitù
soffocato
quelle
sono
sono
«
puro:
d'
sono
chi, chi avrebbe
tutto
1' assassino
dalla
anima; io
La
era
mia
donna
una
Come
del
puro...
;
sono
romanzo
cortigiana
o
Ippolita,essa
mal
Maria,
«
lei
ogni
del
esclama
quel
che
macchia
divenuto
e
una
»
della
schiava,
fustigava
dell'
Pan-
e
l'atroce
luce.
La
tasia
fannella
tesa
frain-
rediviva,
bilita
no-
E, quand'egli
le
sue
mondo
parole
:
«
io
l'incestuoso;
io ho
è
fatto?»
scomparsa
puro,
tutto
lirica
dannunziana
che
sassinio
as-
gognosa
ver-
poco
Umbelino
alla
trionfatore
fatto per
prosegue
alcun
di Leonardo.
eroe
siero,
pen-
malinconico;
greca,
Bianca
E
—
Questa
».
e
Rocce,
orgogliosa
sorella
un
di
fascino
sensuale
la
ed
delle
Vergini
!
di
eguale
dell' incesto
leggenda
tragedia
Morta
«
rificare
pu-
oltre la vita,senza
ed
irresoluta
delicato
si vela
Città
ha
dialettica
Nella
sé.
:
materia
pagato
finora
guizzava
tea, incastrata
delitto
ge
distrug-
sembra
delitto
un
diventerebbe
dolore
un
di
la lussuria,
idealità. Io l'amerei
con
perversa
1'
e
1' altro
assolvere
davere
ca-
libidine; quindi l'assassinio,
inspirato dalla lussuria, sopprime
la
Il
trivialmente.
poi fa
la libidine
puro
».
lo stesso.
del prò-
L'avvento
del
nella
trascinandolo
tagonista
79
superuomo.
sensuale
crisi
; come
,
Giuliana
la
annebbiava
essa
Tullio
di
coscienza
,
Hermil
suscitandovi
larve
rimorsi
di
martirio
cui
bontà.
Nella
la crisi
della
soggiaceva
doveva
superarsi
strema
tremenda
e
superarsi
Tullio
Hermil,
Giuliana,
dalla
dei
occasione
avesse
soffrisse
«la
morali
d'essere
eroica
quel eh' egli le
Settala
di
legge,
sorella
mi
egli
legava
ha
voluto
che
gli imponeva
che
lo faceva
La
Hermil
lui: da
a
ha
era
necessario
fatto
soffrire
virtù
vostra
da
vostro,
o
corge
ac-
Ma
dignità
a
Silvia,
contro
non
ma
altro, dal
s'
»,
soffre.
ne
e
ella
la
ch'el-
da
riscattarsi
Per
morire,
un
la
superati,perché
promosso
«
contro
risultando
morale
ragione
:
Quando
crudeltà
sue
sofisma,
sofisma
Gioconda
Giuliana
di
vincolo
nel
vive
la
e
del
ha
la sofferenza
necessaria.
grandezza
dolori
immediatamente
Lucio
e
e-
doveva
morale
che
giustificarele
che,
violenza
giusta
cere,
nuo-
un'
cava
ne
crisi
convinzione
è
per
pensa
La
voluttà.
debole
essere
1' assassinio
con
uccidendola,
V eroica
con
dannunziano,
all' impossibilitàdi
così
1' amante,
iniquo
perfetta
di
creatura
temperamento
cortigiana, ridotta
mentre
dell'
del
logica
sensuale
quella
l'
per
,
un
che
quello
quello
da
la vostra
legge
e
soffrire intollerabilmente».
Gioconda,
la femmina
perversa,
è la
Bellezza,
deale
l'inspirazioneprocreatrice del capolavoro. Così l'idi Claudio
si limitava, precisandosi.
Cantelmo
L'eroe
ormai
di
Roma
latino.
dannunziano,
dei
1' abolizione
più
o
per
la più pura
essenza
divieti
alla
condurre
Egli eleggeva
perfetta,non
la belva
suo
generare
perfezione
il secondo
del
per
chiedeva
un
il
re
ideal tipo
compito: «adunare
spirito e
riprodurre
la
80
Lo
spirito
più profonda
suprema
l'arte
e
visione
del
d' arte.
opera
»
dannunziana.
suo
universo
Fra
Ruggero
Settàla, Stelio Effrena, respinto
deluso
e
nell'aspettazione del
preferiva somigliare
tiranno.
Fuoco,
il
ove
invasato
dalla
le
della
imprescindibile
suo
Donatella
amica,
Cantelmo
di
bisogno
tutte
chiedeva
le
due
che
collaborazione
in
la
Malgrado
le divine
sulla
la prosa
non
e
il
—
—
immune
è
e
puerili discettazioni
dire
di
del
Fuoco
Stelio:
«Parlando
avevano
contrastava
che
quello
occupava
un
troppo
là di
arte
V attrice,
e
Straordinarie
dei
sogni
e
liturgiche».
dei
levrieri,del
liriche
di
cui
di
e
per
rinto,
labi-
dice,
egli
s'accorse
che
velata
con
la
so,
sconnes-
filosofia.
l'autore
che
sussulta
quelle gonfie
che
crudamente
la faccia
«
facilità
fastidio
falso,
suono
aveva
partorissero
faticoso, incoerente,
di
gliore
mi-
veneziana, dell'Avema-
previsioni
qua
la
con
pagine
romanzo
la
deva
desiderio, le quali egli cre-
dell'aurora
laguna
sima
dolcis-
frena
Stelio Ef-
; così
lui
da
cerimonie
delle
della pazza,
ria
il
avverarsi
solennità
la
cantatrice
la
l'oldiritto
di Roma
re
greca
già Claudio
tragedia :
nuova
il
contro
sedurne
principesse
donne,
promiscuità gli fingeva
con
tragedia
,
la
potessero
il
fecondate
imparzialmente
gogo
dema-
nacque
Come
al mondo
tre
e
al
latina
di
Arvale.
mettere
per
cittadino,
tormentare
tentar
e
tica
poli-
irrefutabile
suo
dovere
Foscarina
amante
la
stirpe
crede
cio
Lu-
e
vita
e
Stelio Effrena, tutto
di risuscitare
Barbari,
dei
trecotanza
dalla
anziché
frenesia
virtù
Fiamma
deliberazione
questa
sola
una
sangue
statuario
poeta, agnominato
restaurare
per
e
Da
allo
in
sua
Si può
volta,
una
le
sue
role
pa-
disinvoltura
l'ombra
dell'amante».
mortale
O,
me-
L*
del
avvento
glio, si può
i
e
Trigento:
desolazione
in
Claudio
ripetere quello che
alla villa di
osservava
«
fantasmi
Cantelmo
E nulla poteva
gliare
egua-
la realtà
revole
mise-
il contrasto
pomposi
81
superuomo.
tra
dal
espressi
cervello
del
demente».
fantasmi.
Pomposi
sé
ben
pubblicato
il Poema
diverso
aveva
di
battezzato
sul
la creatura
ed
pidige
dalla
diffuso
i
delle amanti.
s'
innamorato
di
della
il vizio
organizzando
il
satanica
servaggio
»
in
di
paramenti
scoccata.
era
Il
cattedrale
una
di
smo,
eroi-
stesso,
se
nei
lungo
ginazione,
imma-
sua
deificava
il
vo
schia-
tiranno,
religioso e
sacerdotali.
di
La
idoli
agli
confessarsi
tempietto
gotica.
cu-
convulso
sul
la
rito
un
virile
delle
larva
davanti
tiranno,
come
Aveva
energia
contro
V incenso
temperamento
suo
mutabile
im-
opera,
».
trasformar
dell'immaginazione,e, piuttostoche
del
in
; sconfitto
stesso
diffondeva
sua
eroe
sororale
coscienza
sua
la
una
sapendo
se
aveva
inferiore, incapace
fiacchezza
Non
1893
sfrenamento
gigli dell'amor
ventre
dibattito
anarchico
di
sinonimia, che
«
travisato
aveva
l' incontrollabile
cavato
di
e
rificav
glo-
Protagonista
triviale
«protagonista»
morale;
;
la
serio
nel
di tutta
e
1900
monumento
che
quello
vita
sua
superuomo
dominio
era
da
nel
un
Paradisiaco
la
preso
tutt'uno
di
poeta, che
.
di tutta
fa
il
elevandosi
medesimo,
parole, era
egli
Ma
stendo
ve-
L'«
largava
s'al-
Venere
necessità
ora
niva
dive-
virtù.
L'opera
l'artista
sé.
d'arte
orgoglioso
era
Negando
modo,
le
risonava
crisi
le
:
di
e
morale.
mondo
superato,
aveva
E
Ma
vacuità.
del
contento
e
crisi, egli
sensuale
sofistica
tornava
e
a
di
suo
fresco
82-
Lo
spirito
ed
ardente
come
l'arte
e
il Canto
Oh
inni
tra
l'alenare
squillanti dal petto per
Francesca
da
di mille
della
e
terra
degli
Jorio (1904)
La
verdi
La
gonfiarsi di
la Nuova
di
terra
versi
e
Fiaccola
un
di
sussultante
sembrava
un
fondesse
il
e
la
nella
primo
del
1899
del
cielo
la
prosa
sintesi, l'armonia
libertà
del
la
la
e
già
sillabici,
ed
il
verso
faceva
definitiva
periodo
dose
on-
Fuoco,
delle Laudi
compromesso
mare
verso
d' incontri
tra
di
saggio
del
periodo
canoro
nava
tor-
novembre
fra il
compromesso
già presentire
navali,
compromesso
come
Mail
Laudi
(1905).
semiritmi, strofe
accenti
dannunziano.
il
Figlia
La
—
moggio
le Odi
con
mare
Erano
eroi.
dannunziana,
prosa
il
sotto
del
cielo
(1904)
linfa. Il 16
intitolato
degli
boscaglia
del
II.
(1903);
nuova
multiformi,
e
Laudi
—
Antologia pubblicava
libro
della
I.
eroi:
l' ima
vittoria.
(1902)
La
—
ventenni
vite!
poetica, esaurita
vena
a
un
Rimini
labbra
rosse
Novo.
7.
di
sulle
quando
gli gorgogliò
dannunziana.
si
ove
del
rigidezza
metro.
Un
dopo
anno
veniva
orgoglioso
ecco
una
che,
volta
ne
della
lirica.
buio, affluisce
spezza
da
il
della rinnovata
invece
la
alla luce
mille
le
tragedia
tragedia,
L' onda,
a
sorgenti
Fuoco,
nunzio
l'an-
con
prorompe
ancora
lungo
trattenuta
allo
spirito dell'
pareti, scroscia
con
Ed
greca.
immenso
nel
tista,
ar-
im-
spirito
Lo
84
il
per
in voi
Glorificate
La
bella
vita
quale
nella
di
prima
gli
del
l'immagine
stava
trent'anni
bel
in
feroce
non
diventare
le
sul
velleità
spente
ancora
libidine, nutrita
questa
vero,
re
di
del
di
Vittorio
Tendi
di
un
Roma;
suo
veda
ma
di Roma
re
sogno
ti: un
strage
Emanuele
alla
e
tanto
sperava
di
generare
fatto
a
per
varsi,
oggetti-
per
d'un
le parvenze
a
era
rata
conside-
guerra
solitario,finiva
più
aspirava
il
della
e
prima,
come
ora
primitivo patriottismo. Claudio
Così
A
tiranno
tutte
e
all'avvento
miglianza
Mentre
erano
cuore,
sogno
un
assumendo
telmo
a
spettacolo. Ma
come
ben
fu preso
nascere.
che
Quel
d'Annunzio
di
democratiche
l'an-
sembra
di festa
socialista.
poesia
una
per
come
invocato
e
d'Annunzio,
Il canto
genesi
vita;
nominato
è
di
verso
nella
della bella
spesso
del bel mondo.
tomasia
serio
nel
e
prosa
è, considerata
non
così
che
mondo,
d'Annunzio
!
bella
la vita
un'inversione
che
dannunziana,
il
gio).
calendimag-
per
Bellezza:
la
che
chiede
non
.
realtà,agli operai Gabriele
in
Ma,
festa
di
(Canto
maggio
primo
dannunziana
l'arte
e
seb-
Canmeno
a
assistere
immagine
e
si-
:
giorno
tua
III
mare
latino
guerra.
consigliava:
l'arco, accendi
colpisci,illumina,
il
eroe
la
face,
latino!
coprirsi
La
Venera
Ricordiamo
difendere
bene;
alla
dominii
il forte !
le porte
elettorale
al
del
e' induce
della nostra
l'integrità
di predominio
l'istinto
fino
85
!
conservazione
la nostra
ad
grado
supremo
il danno
se
l'ora
quando
i ribelli
tra
anche
colui
stinto
«L'i-
affermare
e
a
del nostro
e
c'induce
ad
tare
aumen-
le nostre
gie
ener-
».
duri,
la vergogna
e
sia venuta,
vedrai
che
della
guizzo
1897:
persona
conquista sviluppando
Che,
Ultimo
futuri
ia
.
virtù
nostra
il programma
di
r
o
il lauro, esalta
Apri
dei
iti
v
da
oggi
svanita
vicino
ti saluta.
personalità
di
Ruggero
Fiamma.
11 poeta
pace
patriottico
sociale
rendevano
anzi
i marinai
in
E
quale
la
gesta
Roma.
materia
Finalmente
gli
offriva
garibaldina?
senza
arrivato
del
alla
eroici.
Cina,
s'
Celebrava
la
il poema
osava
V Italia moderna
poeta
della
versale
uni-
imperio
del
bel
la camicia
semiborbonico
Camera,
cava
cer-
—
indignava
il futuro
il
guerra
Bronzetti, piangeva
incoerenza,
nessuna
l'apologeta
Così
della
all' interno
di Pilade
miseria, vaticinando
di
come
e
dell' Italia
spettacolo
gli argomenti
la
che
ora
—
arricchimento
della rivoluzione
italiani caduti
presente
cantava,
che
Narciso
di
lo
probabile
avidità
con
più ribelle
non
progressivo
più
all'estero
memoria
il
e
e
diveniva,
Claudio
anche
epico.
se
non
tiranno
rossa;
telino,
Cauallora
86
spirito
Lo
senz'alcuna
della
gesta garibaldina lo
scritto
La
:
rimaneva
lo
dannunziane.
sublimi
il banchetto
cacio
dell'eroe
di
lo
Un
materiali
fiacco.
di
progresso
dei
paragone
delle
sente,
il
militari
che
Vergini
se
capolavoro,
pur
e
Claudio
mentre
re
Roma.
In
di
per
è
Fuoco,
ove
Victor
affine
una
a
quella
solenne
la salma
qui rumoreggiano
coscienza
ignora,
non
di
momento
Riccardo
Ma
un
cenzo
Vin-
per
Leonardo
L'ispirazio
Alighieri.
ultime
pagine
funebre
in prosa
Wagner.
impetuose,
mento
mo-
—
il d'Annunzio
—
Dante
delle
marcia
strofe
epigrafi ritmate.
per
mondo
al
Segantini,per
Hugo,
il
in
Fuoco
gloria per Giuseppe Verdi,
Bellini,per Giovanni
Vinci,
la
mettere
psicologico
ma
tar
can-
a
poeti. È
Cantelmo
di
brazione
cele-
la
giacché Stelio
confusa,
secondo
questo
cronologico,
inni
,
nel
Rocce:
delle
torbida
bellezza
di
osservammo
il
da
abbandonò
politici,passava
e
finge d'ignorare, l'assurdità
canta
Pescara.
della
poeta, lasciata
e
non
videnza
l'e-
perfin
supera
musici, dei pittori e dei
progresso
di
—
perciò
e
,
medesimo
del
trasto,
con-
taglia,
sfolgorantidi bate
un
episodio
Il d'Annunzio
sincerità
degli eroi
Effrena
di
eroe
cominciata.
appena
le laudi
dell'
bontà
nelle Novelle
episodii simili
era
canto
raccapriccio fisico del
il
ove
—
il terzo
decorativo
versi
sono
già raggiunto, quando
era
La
dell'acqua putrida
e
spirito
l'opera
Vi
lo
spirito d'abnegazione delle
descrizioni
stantio
Solo
puramente
come
anche
unicamente
Caprera.
di
elemento
un
eroine
Perché
commoveva
di sangue.
e
notte
all'incirca
Ma
dannunziana.
incoerenza, rivoluzionario.
spettacolo di strage
fu
l'arte
e
si
Ed
del
compagna
ac-
anche
pidarie
allargano la-
sottile filtro di
men-
La
attossica
zogna
è
di
astrazioni
fiacca
una
87
l'organismo
tutto
menzogna
sonore
vittoria
con
questa
ideologia paludata
vuota
e
E
dell'ode.
d'iniziali
copia
gran
iuscole
ma-
:
lo specchio
ma
Poeti,
o
la misura
la somma
Mistero,
visibile dell' Immortale
o
stirpe, della
Poeti,
è
non
razza,
patriottica. Ma
l'Italia per
del
e
più.
ideologiarestava
peggiore
della
degli Eroi,
Pensiero
del
il segno
La
Ideale,
dell'Arte
il vertice
muore,
dell'
i suoi
del
v'era
bei
monti
dubbio
senza
il
bel
suo
di fantasia le città silenziose
m
parole
sonanti
le
e
e
nei
dell'arte immortale.
le canzoni
frequenticasi, ove
la gelida ambizione
tutte
non
telmo
:
marmi
Baedeker
di
città del
non
completar
il
Da
amatore.
dannunziana,
sciolta
cosiffatta
dall'
l'Italia moderna,
ove
e
pose
pom-
le dettò
non
vissero
mini
uo-
Can-
di Claudio
artista
tissimo
poten-
e
compagnia
increscioso
genera
nacquero
ghirlanda. Sono
la
crudele, raffinato
In
della storia
fredde
dove
Kinascimento,
del
sime
Silenzio,bellis-
sono
e
una
vaticinio
questo
troppo dissimili dall'ideale
il tiranno
fondare,
pro-
:
patriottico in
delle Città del
versificazioni del
quasi
i suoi
disinteressata contemplazione
una
spenta
sonetti
e
ronare
inco-
mare,
turrite,tradurre
e
patriottica e sommergere
sensualità
i
tele
il sentimento
insomma,
futuro in
sue
celebrare
salvezza:
una
logia
l'ideo-
latino:
sangue
e
quella
la
dovere
meraviglie.
musa
di
La
dimere
re-
più
88
spirito
Lo
lunga
Rimini,
Non
somiglia
Città
alla
si
e
le
la
moralità
terzine
volte
nulla
E
eroica.
dantesche,
di paragone
la
fantasia
era
stata
si
difende
fra
la
moralità
ha
le
la
dannunziana,
abolita
gioiosamente
dal
egli
dannuziana,
e
e
Paolo
crisi
tragedia
un
si
turbare
«
da
tregua
che
e
suo
di
d'aver
sentimento
demone
tutto
se
dell'arte
ì
tutti d'un
selvaggi
di
valgono
prevendo,
scri-
morali,
e
la
lussuria
?.
di
cui
al Fuoco
l'inanità.
scrisse
Fu
Non
nel
dunque
lissima.
bel-
cosa
(Elettra), il poeta
:
sua
strò
dimo-
l'espressione
raggiunto
(Alcione)
come
chiamava
Vergini
menzogna,
eroico
mogenit
pri-
sua
voluttuosi
e
e
stesso
mine
fem-
d'Annunzio,
ciò,
dalle
nante
so-
selvaggiamente
sono
sangue
e
per
violenza,
Gabriele
va
a
d'ambagi
al
sfrena
quei problemi
studiosamente
del
voluttuosa
Gianciotto.
di
poema
travaglio
Orgoglioso
interne:
come
ignorava
non
scevro
Liberamente
dugentesca,
la
contro
voluttuosi.
sui
lasciò
si
con
convenzionale
legittima figliuola.I personaggi,
selvaggi
o
lungo
che
cozzo
vi
vi
Secondo
fondamentale
passione
lussuria,
hanno
non
pezzo,
la
di
dà
non
La
vedere
idolatri.
Rimini
la
né
già troppe
moralità
d'armi, splendida di marmi,
discinte.
che
prerinascimento.
rievoca
Gioconda,
convenzionale
ad
e
la
Prato.
su
tesi,
una
servirono
detrattori
a
anche
è
alla
niente
quali
è la Francesca
sonetti
vi
non
Ed
atti.
Gloria,
alla
non
dibattito
un
5
quattordici
ai
per
Silenzio,
del
in
tragedia
morta:
decide
dannunziana.
Città
le
insieme
bella,
più
fra
canzone,
da
l'arte
e
guata
ade-
chiede
vittoria
La
89
.
O
magnanimo
al buon
ch'ei
ch'ei
combattitor
senta
forza
ei
suo
questa
vedendolo
la
concedigli
gli ebri spirti
nella
certezza
È
nei
era
guardar
liberamente
fine
che
cantare,
la
come
sono
poesie
sono
soavi
E
come
o
Centauro
delle
toria.
della vit-
fervidamente
occhi
dire
per
della
poesie
in
sua
:
di
Alcione
cantare
bella
veementi.
estate.
Le
Quiesa:
i colli di
quella lor soavità, sospesa
fra i cieli chiari
tu
come
non
la vedi
una
e
l'acque trasparenti,
quasi,
gioia
!
torna
volontà, egli ri-
si propone
dire
e
al mattino
marittima
—
con
cicala
delicate
pubertà.
diciott'anni,quando,
suoi
e
Non
di
quello
seconda
la commozione
eroi
la natura
sensuali.
del
decuplata vigoria cerebrale,
la
degli
gaudio
le crisi, rampolla
tutte
una
gli alberi
nel
e
sulla riva
lunga esperienza d'arte,
a
venti.
di
novo.
qual
Dimentico
sauro
allenti
che
dei
c'è che
non
piedi,
l'aurora
su
melodie
dicean
—
lauro,
gioia del Centauro.
cavalcare
Salute
in
e
trionfatore
torna
mutato
Fiumi
Canto
nuovo
D'Annunzio
Di
cavallo
suo
abbandoni
tregua,
temperamento
il
bel
ed
nervo
alle voraci
Da
il
tu
or
del
i nudi
la
Despota,
l'ombra
sotto
dei
conosca
concedi
l'erba
consacri
alla
il
despota,
che
ma
non
la senti
si
palesa.
e
tro
alper
Vi
delicate
90
Lo
Così
spirito
l'arte
e
la percezione
:
si è
fatta acuta
che
sembra
in tal modo
del
è
che
Con
senso.
giunto
unica
La
mormorando
di
Progne,
siano
e
dubitare
qualche
e' illuda.
il
luce,
misteriosa
La
così
e
si fa
si fa
aria.
limpida
come
suono
sembra
come
quelli dei
fa
La
esprime
miele
ma
la
più
isolare
di
Ritmi
un
di
certe
non
vi
a
e
verso
acuti
fa
si
fonti
siano
quida
lipestri,
ru-
merse
im-
della
dei
nuvola,
incastrare
per
è
fra
Pioggia
due
nel
volare.
per
in
si
ritmi che
quartine
non
al
mesce
Stirpicanore
volta
tal-
nell'afa.
il
più
congiunta
aerei
si fa
fiumi
d' insetti
voli
strofe
quellidei
nelle
prugnola
delle
curi
resi si-
,
la frase;
ma
sensuale
abbia
come
gli odori,
come
ogni
della
egli
percezioni
accordi
parola
Ed
strofe.
critica
sfugga
così
potenza
godere
sue
tutti
e
silenziosi
nuvola
come
ci
il colore
salsedine, Icaro
l'asprezza
la
la
sensi
per
della
fico, negli
quasi
v'è
piuttosto
non
parola diviene
altri
felini,
sapori
ove
del
o
finché
le minime
pur
tutti i
dell'Off
inviolabili
emozioni
l'acque
taluni
centauro
godere
per
hanno
Non
che
; pare
rapaci. Si
Ed
L'isola
o
d'arte, che
oltrepassare
uomo
Glauco
Albasia
o
mani.
Il poeta
dell'
talvolta
accade
profumo,
delle quali dubitiamo
le
dell'espressione
usate
materia
materia
il d'Annunzio
quei palpiti impercettibili,
se
le parole
con
sparente
tra-
lità
spiritua-
sensuale
pineto
inafferrabili,quelle
espresse
con
dovizia
nel
la
cantata
Shelley. Ci
in
pioggia
di
attimi
quegli
la sola
la forma
e
quella immaterialità
a
credevamo
dannunziana.
verso
all'altra,
sibile
legami. È impos-
periodi
pineto
o
di
una
prosa
tina
quar-
Versilia.
di segreto
impenetrabile, poesie
dedalee
che
92
Lo
spirito
la nube
è il mio
Non
più
ho
è
E
l'infinito
intende
e
ed
esaurire
e
contingente palpitare
e
che
il
spirito può
suo
obliterato
rimorsi
la
con
identica
questo
le
Dio
esclude
la
brutali
oscura
è
o,
in
immersione
non
conosce
Innocente
ove
si
ignoto
lo
di
tra
ciò
che
il sospetto
come
di
albeggiato giammai.
un
se
più
Chi
ed
ch'egli
ciò
e
la
legge
con
materia
egli
nello
che
Wilde)
trepass
potere ol-
non
soggetto
spirito creatore
è assente,
gato
rinne-
o
conosciuto
e
distinguono più;
che
turo
ma-
un' altra direzione,
è veduto
di
l'opera degli artisti
ombra
perfetta.Tutto
nel mondo
l'idea
d'Annunzio
nume
stessi, la fusione
e
in
perentoriamente
nel
il sentimento
definitiva
conosce
fosse
e.
li tormentasse
se
non
p.
il
sua
è almeno
l' ipotesi di esistenze
Quindi,
non
perfetta e
bestialità,come
sua
la
quale
esclude
mancando
con
(Zola,
quasi
e
la
divinità.
completo,
che
e
oltre
che
:
la
bestia
implicitamente
trascendano
e
Dio
a
viventi
cose
della
che
dal mondo,
,
tranquillaignoranza
l'infinito
margine. Ciò
senza
senza
ridotto
ha
è addirittura
sente
non
curiosità
senza
finito
io
suo
Non
dannunziano.
panteismo
alle proporzioni
comprendere
nome
io vivo
l'universale; ma
e
l'universale
e
il mio
ma
è divina.
vita
nel
sorte
la Morte.
è il particolare
ch'egli senta
è
né
In tutto
come
la mia
sudore.
;
Meriggio.
tacito
dannunziana.
nome
gli uomini
tra
Questo
l'arte
e
non
scrittore
se
stesso
la Laus
getto
ogvede
una
sunta
as-
vede
l'
delnon
Vitae
La
93
vittoria
.
nel
vive
ed
il buio
che
d'un
centro
Nella
il nulla.
Elettra
nella
oltre che
Egli
raccolte
nel
pubblicarle
del
suo
un
d'un
composto
Pure
il
1903)
capolavoro.
è
riore
ante-
spirito,è posteriore.
quattro quinti delle
i
quando
prologo
Il
prologo,
uscì
serbò
poema
v'è
non
Vitae
suo
lungo
fiato ; dalla
del
(primavera
del
volume,
canto).
nuovo
Laus
la
scritto
secondo
con
quale
nel
dunque
storia
forse
aveva
di là dal
nunzio,
Alcione; nella biografia di d'An-
ad
e
Vive
editoriale
cronologia
ad
odi
cerchio,
(vasto preludio
che
Vitae, fu
Laus
la
delle
correzione
più
bozze
di mole.
raddoppiato
unità
approssimativa
una
di
pensò
di
struttura.
I tre
il
ed
il
Il canto
che
poema,
alla
viaggio
fra
narrano
Grecia,
della
gli dei
del
il
medesimo
più lungo viaggio
dodici
mito,
l' inno
con
nono,
ed
ad
canti, è dunque
l'Eliade
verso
Ermes,
il
di
maestro
verso
attra-
poeta,
trasfigurarse
a
occupa
ricerca
il
come
Il primo
mito.
nel
nel
narrato
ci
piacere, giungesse
vivere
a
canti
primi
santa.
moderno
più
chinatore,
Mac-
commerci,
Pellegrino, ad Ermes,
Vita, di Scienza, d'Impero, di
Costruttore,
il
sotto
di
nome
è
il
mortali, dà
parte. Roma,
della
regno
Grecia,
d'una
sera
Sono
vita
ebbra
alba,
al
l'altra
poeta
celebrate
fame
e
della
i
le città
frode,
la notte
infame,
risveglio dell'Uomo
viaggio,
il
figlilegittimidella
le
terribili,
sono
che
sacre
eletto
città
della
ricche
febbrose
e
seconda
Ttatàeaatv
j3ouXou.ac
canta.
le città
gresso
Pro-
infaticabili
della
il secondo
sono
immensa,
e
«
il
degl'
musicale
patria, è
I Latini
essi
della
conduttore
presentimento
vita.
ad
e
eEXXàva)v.
sangue
il dio
ancora
che
al
gloria
hanno
alla
del
la
grande
dominio
del
94
spirito
Lo
mondo
È
«
l'arte
e
dannunziana
.
la brutalità
cantata
dell'animale
umano,
.
divora, s'accoppia, urla, combatte, uccide, progenitore
che
forza
dell'invincibile
di
Roma;
è
funebre
bovino,
fiorirà
precursore
panico
L'ultimo
poeta.
al
pura
vento
il
le
adora
«
la
con
«
dio
il
»
,
alla
che
ebbe
Natura
«
lo
duce
con-
l'immensa
Nel-
oasi
ta.
liber-
della
«tempra
Nel
promessa
al
ed
alla
al
Giusuè
Ivi
pure
egli
lontà
petto, Vo-
E
sì dura».
inno
Compiuta
grazie
al
padre
morto
Claudio
Cantelmo
pera
l'o-
dai
sua
tale,
immored
al padre
quali egli
l'opera,
del-
l'encomio
con
inno.
suo
d'Annunzio
della
madre
gran
può,
a
spirto liberato
Carducci,
quale Gabriele
di
».
suo
suo
render
può
armoniosa;
sciogliereun
dal
carnale».
tempio
poeta
inclusa
gli
Istinto, 1' Istinto superiore
monumento
morrà,
non
alitanti
mortale
madre
alla
nel
il
immensa,
vita
nuovo
—
senz'
e
ultimo
putredine
Orgoglio
certo
liberatore
lor
divinità
quattro
Voluttà
e
vie
messaggio
il
trionfale.
solitudine
senza
gelo
Michelan-
ove
libico
il deserto
—
alla
aridità
col
avelli
tutte,
viaggio
deserto,
tende
cui
fiato
un
altro
un
giunge
egli seppellisce la Sfinge, e seppellisce
Ivi
gli
finale
Paradiso,
suo
giunge
sé
fratelli
deserta
libertà, quasi
in
pur
All'eroe
suoi
campagna
chiude
la vittoria
dipinse
ma
bellezza.
umili
nuovo
un
infeconda
e
debba
vi
procedere
agli
di
e
budello
che
inaccessibile, la Sistina,
culmine
un
Dalla
Roma
Ma
».
che
prima
fieno
di
profumo
tale
pur
grandezza
come
inattesa
una
primavera.
nuova
un
ma
vi possa
e
di
talvolta
balenante
4
ignoto
la
sozza
latino; e la plebe folle
trionfo
la
strada
tetra,
e
il dio
apparire
la
cantata
fece
che
ha
:
«
la
mantenuto
adunare
la
più
L
del
essenza
pura
d'arte
opera
miracoloso,
Con
E
del
stupefacente
di
umano
nello
era
simili.
suoi
i suoi
contro
non
v'è
Vivere
nella
e
lentissimo
vio-
nella
spettacolo
—
odio
i
che
ciò
contro
spirito
dei
lui abolire
significaper
rimorso
manità:
l'u-
contro
nello
e
divieti, sopprimere
dissidii, profondarsi
i
la coscienza, eliminare
vina
di-
•
suo
l'umanità, trasgredire senza
loro
una
unico
uomo
un
vincere
e
tenne,
ven-
rinnovantesi
simili, ma
spirito
di
un
d'incoercibile
acceso
—
lucidi
da
animati
Qui
esplosione
spogliatidelle
perpetuamente
libro.
ma
supre-
fermentazione
sole
al
e
fonda
pro-
sembrerebbe
che
dannunziani,
vivono
sola
una
subitanea
dolorosa
e
sentimento
immensità
in
la
prorompono
sincerità.
riprodurre la più
e
processo
un
fosse
non
tutti i motivi
fragiliscorie,
.
universo
un'acre
da
preparata
95
ia
r
spirito
suo
».
se
itto
v
suo
del
visione
a
pensiero
primigenia. Il mito è nel suo
l'atomo
nell'espressione della originaria brutalità, identica
natura
e
la
civiltà
di
spirito
materia
Da
irriducibile
e
nel
Così
purità.Gli
delle
gurgite
donde
sonoro,
supererà
Quando,
Viiae
a
per sentirsi
è
profetato
a
di
ma
libertà,
la lontana
torneranno
nell'anima
cose,
sommergersi
Pan
orgiaste e
miserabili
l'avvento
e
fiacchi.
di
colui
l'uomo.
quattro
paragonava
obbediva
uomini
soffocato
freme
mito,
nuovo
uscirono
Laus
nella
il
dolore.
inesauribile
e
V istinto
ove
spiritosulla
dello
elevazione
antinomia
sorgerà
spento,
la futura
ed
e
conflitti
perché
decadenza,
sono
materia
e
il cristianesimo
conquistatore;
moderna
quest'abisso,
non
che
nell'eroe
anni
la Laus
un'oscura
più tardi, Gabriele
Vitae
alla Divina
coscienza
del
vero.
zio
d'Annun-
Commedia,
Se
non
Lo
96
spirito
il
regge
parallelo, regge
Commedia
Divina
spirito, così
Laus
Commedia
polo. Poiché
la
e
che
al poeta
da
il sentimento
del
al
le
data
la materia, il d'Annunzio
nazioni
le
tutte
e
espressione. Lo
ormai
giunto
senz'ironia
a
chiamarsi
spiritol'offende
natura;
legge,
suo
di
Le
fervore
in
gareggia
strofe
immense
ov'
del
amara
si
che
peccatore
che
poco
di
pentiva
si doleva
è
ceduto
il vittorioso
E
dissi
al
La
mio
le
ed
pente
più
perché
che
la
vita
alla
può
contro
chiama
bestemmia
sua
più pura
crisi
esce
ra.
preghie-
superate
ultimi
gli
dalla
Invece
morte.
era
dello
peccato
un
della
narrasse
soggiacere
d'aver
E, quando
si
1' insuperabile
natura, l'empito del
chiama
tono
Ma,
creato
Tutta
il sublime.
egli
presenti,
ma
convinzione
egli ricorda
s'
come
mano
l'arbitrio,ch'egli
col
,
ha
come
divinizzare
raggiunge
misero
ormai,
religioso.
quella ch'egli
canto
di
mente
estetica-
dell' umanità.
ne
acerbamente
nel
e,
cui
epoche
stato
uno
storia,
universale;
taciturne
poteva
senso
poiché questa
anche
poema
tutte
il
della
cosa
collaborarono,
l'altro
debole
consenso
nacque
e
e
rature
lette-
infinitamente
l'inspiraè
più
vina
Di-
una
delle
movimento
cielo
terra
dello
incontestabilmente
al
la
razione
dichia-
è
storia
al lettore ; e,
paragonabile
non
Essa
; nella
incute
solitudine
questa
colossale
più
infinitamente
è
Come
proclama
materia^.
occupa
contraddice
religione
è la
religione che
così
di venerazione
sublime
più
della
essa
1' antitesi.
però
capovolta
moderne
dannunziana.
Vitae
«diritti
più bassa,
il
è
la
dei
mancò
l'arte
e
contrasti
selva
lo
non
materia
sono
ma
tanto
spirito
la
carne
,
per
un
esulta
cuore
allo
momento
cantando
il mio
nome
:
spirito.
La
itio
v
ia
r
97
.
Noi
crediamo
di
per
Virgiiio al
perfezione. E
d'Annunzio
attimo
un
traviato
sia divenuto
esclama
la
eroi
gioleschi
michelan-
con
in verbo
d' ale ;
pondo
mutavasi
attimo
un
parli
fremito
il triste
animale
eterno.
solo
sguscia, franca
;
eloquente
era
un
ardente
vitale
spirto che
uno
sé
interno
simulacro
sì che
poema
Gabriele
ossatura
sua
compagine
L' illusione dura
degli
spirto, artefice
suo
come
di
che
della
nel significato
idealista,
un
dall'
avea
suo
del
cammino
istante
un
cospetto
la
creato
del
sul
il rimbrotto
:
Ciascuno
del
per
in
ritrovare
esitante
crediamo
filosofico,quando
di
di
; e
il termine
verso
sione
nudità, la confes-
sua
finale:
Ed
V
La
vittoria
ebbi
che
stesso,
mio
sguardo
della
purità bestiale.
dello
spirito è dunque
a
è ; e,
se
nel
inconsapevolezza
spirito,e purità
anche
così
vi
profonde,
è sinonimo
dispetto
mentre
aspira
fa
di
opera
medesimo,
se
alla
poesia,
spirituale, dando
rimane
soppressione
convinzione
di
suicidio
di bestialità. Ma
aspira
con
nel
e
opera
con
dello
lo
rito,
spi-
lo
queldi
ne
passio-
perciò
testimonianza
se
di
premamente
su-
sé
7
spirito
Lo
98
nelP
in
implica
di
un
dramma,
viene
negata.
La
in
stesso
atto
dal
il
di
dantesco
Vanni
di
Ma
incredibile
dell' Inferno
v' è
stirpe
di
V ultimo
da
nel
Poema
e
nulla
è
galla
a
Ma
ritornano
Le
vortice.
sferza
di
un
un
Odi
dal
loro
impurità
si
ed
nocciolo
fiacchi
del
bel
gesto
Navali
sono
una
materia
e
la
del-
zioni
invoca-
ed
zione
esibi-
ni
Vergi-
Città Morta
dannunziani
fondo
disperse
e
d'insospettata lucidità.
tornano
ri-
di
sotto
come
attraverso
stantìa
:
miasmatico.
circolare
ansito
e
reclami-
Intermezzo,
vecchio
tae
Vi-
dannunziano
sorelle
alle
temporale fragoroso,
di
con
Laus
sono
poema
tutti i triti motivi
trasportatidall'
putrido
luce
della
archeologico,
e
Paradisiaco,
eliminato,
sentito
era
vestigio
furori, Fuoco
di sadici
plateale
sua
celebrazione
politici,
alla madre
di
orgoglio personaggio
stico-egoisticae paludamento
platoniche
s'
la
quel-
sconfitta, il
della
pirgopolinice. Esaltazione
viveur
programmi
e
di
bestemmia
dell' immoralismo
E
Inferno
impoverito
In paragone
snobistici.
nemmeno
posa
neh'
caso
allora
veemenza
apologie
atteggiamenti
gruppetto
pathos
fino
dantesco.
le solite
qualche
Fucci, purificato della
nessuno
lungi
la Laus
infinito,la
divino
il
Ben
Commedia,
un
Ulisse
d'
ansietà
senza
lubricità.
della
dannunziano.
di
che
cosa
negazione
questa
scegliere a
il racconto
:
Capaneo
può
di
persone
la
e
nega
Divina
la
con
si
angosciosa
non
la violenza
la negazione
le due
come
che
soggetto
e
Giacché
rinnega.
capolavoro
che
terzine
così
si
V amplificazione di
è
gesto
dannunziana.
medesima,
il
gareggiare
Vitae
cui
se
schiettezza
generarono
l'arte
e
è venuto
Per
la
un
la
volucro
l'in-
alla
prima
100
spirito
Lo
al
impeto
suo
nel
a
nel
tempo,
In
annunziatori
della
melodia
una
che
forma
come
la
la
:
quale
col
valanghe
come
Laude
e
delle
varianti
dalle
più dissimili
infiammata
forma
cristallina
conchiusa
strofe
la
fissi il caos
che
lingua
nei
un
viva
nei
vocabolarii
soffio
come
tutte
il
di
ardente
vigore
;
una
il
da
che
sono
e
fulminea
poema
lano
roto-
versi
e
la felina
con
inno
un
alle
guerresco.
sillabe
nove
sono
come
tenda
che
da
una
fu
fugace
tutte
ma
e
affratellate
in
le contraddizioni
armonizza
periodo;
percezione
nella
classici
primavera
stupefacente
è
melodia
parole, scelte
le
il
sua
generata. Saglienti,
mestieri,
della
a
cui spesso
semplice
una
ed
teria
ma-
come
arcaici, nei
elimina
creativo
pari nello
donde
monumenti
arti
al
verbosità
novenario,
di vita
le tinte. Dritto
di
di
cinque
sinfonico
e
torrente,
me
lunghissi-
le
la fine
verso
come
palpitanti,feconde
rapida
gli ottomilaquattrocento
formazione
verso
nella
un
perfin
nell'accento,
in
anche
come
indiane
strofe
dieci
,
ancor
quasi
si slanciano
snellezza
versi
le
e
viduale
indi-
imprime
che
con
libertà
versi,
ventun
violento
battito
suo
enumerazioni
I
di
di
nima
l'a-
e
riceverla
a
si manifesta
strofe
pindarica
i sensi
sfrenata
della
strepitosa velocità
una
della
pronti
saranno
concetto
i motivi
spunti
come
quando
galoppo serrato, rapinosa
un
tale
nel
è
cale.
musi-
serpeggiano
intera
tre
l'al-
che
struttura
una
seguente,
L' esaltazione
fremito.
ha
poema
parte
dell' ascoltatore
un
sostanzialmente
balzerà
che
sublimemente
è
essa
essa
del
ogni parte
foga. Scritta
la
mancare
Più
ritmo.
dannunziane,
opere
dannunziana.
venisse
precipitosamente
vertiginosa
l'arte
e
delle
unisono
gianti
fiammeg-
cose
della
le
magini
im-
crea-
La
tura
la natura
con
le
le
«
pioggia
i
chiaria
elesse
il
In
».
immediatamente
anni
Laudi
Ma
la materia
Vitae, tenevano
atti
tre
in
tragedia
La
o
11 pastore
con
furore
abbandona
la
nella
nella
il violento
un'
la donna
da
e
nativo,
è
nitivament
defistesso
alla
Novo,
il
fiaccola sotto
Siamo
della
un
suo
nella
dei
la sposa
e
sanguinaria
decaduta.
delle
amore,
la
alpestre. Quivi
Mila.
parricida, e,
al
di
zati,
avvinaz-
mistico
conduce
e
sue
Mila
mietitori
di
rusico
Ce-
del
borbonica
nobiltà
padre, Lazaro
consegnato
una
ancora
provincia
accesso
per
moggio,
popolaresco
barbarica
solitudine
si fa
Non
Novelle
nuove
fosca
libidine
acre
erano
tempo
Canto
le
do
mon-
furono
al
nuovo
lussurioso
casa
pura
gliandosi
spo-
Novo
Pescara
miticamente
di
e, sconvolto
da
riposò
Aligi salva, nel giorno medesimo
Vienda, la cortigiana campestre
dal
impura
si
della Pescara.
(1905).
Amalfi,
plebe primigenia come
Codra
cosmo
figliadi Iorio, tragedia pastorale
atti
quattro
mare
della
al
(1904),e
Contessa
nozze
spirito
del
al Canto
prima,
dietro
La
nell' Abruzzo
di
Y artista
pubblicate
e
(1902). Ora
Pescara, intitolate
nella
negator
le Novelle
raccolte
della
tra
marzo
dello
questo
seguite le Novelle
caso
puro
volta
di
mese
guarda
personalità per rientrare nel
sua
oggettivo. Vent'
in
nel
capolavoro,
della
Laus
viaggiano
ove
profeta.
Compiuto
delle
fava
dell'uomo.
cuore
cione
di Al-
canti
venti, palpitano le erbe,
fior della
e
il
per
più divini
pagine, le strofe, i singoli versi
Y occhiuto
10
101
ai
creatrice
nubi, gemono
tace
vittoria.
donna
lo
giunge
rag-
sato
Roio, invaAligi per proteggere
di
al
trascinato
carnefice
che
laggio
vildeve
Lo
102
spirito
in
chiuderlo
e
è
ha
la
sposato
violenza
una
Novelle
Tibaldo
sua
smorto,
,
Pescara
di
e
di grassume
serva
identica
della
vescica
della
Angizia, assassina
rivale e padrona
perita per
a
quella del fratricidio nelle
(la Madia). Gigliola, figliadi
lurida
Monica
contessa
per
Aligi, e, gridando : la
sul quale perirà.Il
rogo
il
Sangro,
de
a-
si dennnzia
menzogna
bella!, ascende
Tibaldo
conte
eroica
tarlo
but-
e
courtisane
la
sopraggiunge
con
mastino
grande
un
assassina, salva
per
fiamma
dannunziana.
con
Ma
che
moureuse,
maga
sacco
un
fiume.
nel
l'arte
e
la madre
vendica
Monica,
assassinata,
famiglia,colpita dalla decadenza
fisica e morale, perisce in una
lugubre catastrofe.
il moggio è La figliadi Iorio capoLa fiaccola sotto
volta:
il quintetto Tibaldo-Angizia-Gigliola-Simonetmentre
la
tutta
to-donna
Aldegrina parla
del
che
sentimenti
d' Annunzio
amori
Sono
stregoni
completa
arma
La
; e
delle Rocce
vive,
di
macchiette
non
Ecco
del
tutta
era
mai
nel
Trionfo
domestico
e
il consunto
il
del
che
stata
cariato
messa
in
della Morte
pellegrinaggio
ecco
nella
per
poco
parricidio;ecco
e
e
quanta nei Violenti
Messia;
nuovo
Fiaccola
della
materia
folkloristico
rancore
il fratricidio
dei
nemici
bruciate
o
cattolica
si ritrova
Abruzzo
e
giovinezza:
prima
sua
,
Iorio
Casalbordino
di Gabriele
inventiva
sgozzate
dimenticanza.
il
vesciato
ro-
i medesimi
e
spietate,padri
idolatria
Pantaleone
il chiassoso
Paterna
dalla
fanatici.
Figlia di
in San
ed
fin
ammazzate
di
e
facoltà
vendette
paesani,
fatti
i medesimi
scarsa
elesse
figli,amanti
della
la
selvaggi,
costumi
il tema
secondo
vive
e
quintettoAligi-Mila-Lazaro-Ornella-Can-
della Leonessa.
dia
a
sua
blasone
nelle
Casa
non
Vergini
borbonico,
La
v
Uxoria.
la nobile
famiglia impazzata
Tramonto
d' autunno
alle
fiamme;
libertino
vile
allora
come
del
di
chi
delitto.
la
stampo
bontà
della
Gigliola.Avviene
ai
di
che
pervenuta
clima
e
come
opaca
lo
che
non
per
le epoche:
in
virtù
fortuna,
per
pure
di
amanti
la
carnose
se
del
barocche
o
candore
Maria
nocente,
della
di
liquido
un
individui
gli
per
le
corruzione
la
(i padri della
si
Ferres
dalla
del
Silvia
Maria
sviluppo
Piacere
drammatiche
melo-
e
lardi
dalla
Vesta
Chiesa,
di
s' arricchisce
V Innominato)
dellV/z-
alla Bianca
Foscarina
che
invece
sono
interruzione
alla Giuliana
Più
novamento
rin-
pitati
questipreci-
senza
Gioconda
della
e
sentazioni
rappre-
comédie
d'Annunzio
susseguirono
Città Morta,
Gigliola alla
del
loro
facendosi
le rappresentazioni del vizio
Nell'opera
di
tuale,
spiri-
teroro
fondo
pastorale,
volta
una
contatto
di
gorose
vi-
e
in epoche
pittura preraffaellita);
morale
grossolane
vecchio
trascendentali
sono
(il dramma
moyante,
di
e-
Simonetto,
di
che,
al
me
co-
rati,
ventiquattro ca-
di
in
il gesto
e
di
avviene
epoche
purità
grafico
sceno-
è
sale
un
seduce
la maschera
questa
sciolga. Ciò
della
nuovo
che
poetico, precipita improvvisamente,
rigida
dalla
Ciò
il
cosa
Pescara,
sensuali
è
preda
una
particella dell' interno
una
in
spettacolo
Ornella,
poeti
rappresentazioni
carpiscono
lo
compenso
labe
come
Manca
assoluta, la
la purità sine
nel
di stoffe luminose
uccide.
In
ecco
crisi sensuale
prava.
è
vestito
alle Novelle
del
roica
femmina
ed
stupra
della
afflosciato
d' Annunzio
popolo
mancò
ed
;
cortigiana data
l'opere
tutte
della
pugno
abbrutita
e
la bella
impenitente
dal
ora
in
e
103
ad
V
ria
Ma-
Ornella, da
amore.
nelle
due
Di
tra-
Lo
104
spirito
gedie gemelle
ed
tipo
oziosa
liturgico allo
Leonessa
il
l'arte
e
della
madre
nobile
genitrice, che
assiste
sfacelo
Vitaé)
Rocce.
Poi
degrina,
s'è
Aldoina
stereotipatanei
diaconessa
della
Ema
neranda
ve-
gesto
con
della
della
nunziana
dan-
madre
Trionfo, Poema
la donna
con
della
»,
famiglia. Candia
impasto
un
{Canto Novo,
Laus
«
della
da
nacque
dannunziana.
Paradisiaco,
Verginidelle
delle
Al-
donna
di
nomi
(la Nave)
Etra
di
e
{Fedra).
Per
le medesime
fra le novelle
della
Iorio; la quale
medesima
interamente
soffio
è
non
privo
simmetriche
sembrano
le
dall' alto
simili
di
con
vie des
nelle
d'
quali
i
danzando.
morire
un
contese
monte
moltissima
loro.
hommes
con
Mettiamo
con
uno
e
le
e
personaggi
Ma, anche
da
una
tosi
elevai
Vitae, guardasse
passioni degli uomini
Considera
curiosità, con
viva
che
di
Annunzio,
inaccessibile.
nessunissima
folk-
melodrammatici
nella Laus
nume
gioie, le
ricercatore,
esser
di
grado
e
volta
elementi
e
cora
an-
equilibrio
un
l'artificio è nobilitato
artificio,
se
d'Annunzio,
leggiadria.È come
indefinibile
dolori
ed
V
si sente
al
amare
sentiamo
disordinato, ha raggiunto.
stilizzazioni
vivere
d'ingigantitapotenza.
quella
di
La
Laudi; nel primo atto,
misura
e
prio
pro-
prime.
rappresentazione
una
incomposto
sempre
Il resto
delle
solamente
liriche
veloce
e
Figlia di
la
giovinezza
forma
una
da
una
che
alle
molte
belle
son
della
sta
sciolto
occupato
costruzione
in
cui
bellissima
racconti
Vitae
loristica,troviamo
dove
è
ritmo
quel
il vastissimo
di
Pescara
ispirazione
In
quasi
per
ai
sta
la Laus
come
ragioni
i suoi
simpatia
compartecipazione
qualcuno
spirito non
abbia
lontano
scritto
da
di
l'
alla
quello
vittoria.
La
Maeterlinck
cui
con
la
vremo
d' Annunzio
fermamente
n' ebbe
delitto,come
il delitto
per
molte
che
opere
Egli
di
press'a
esaminava
la
dei
terra
Chrysanthème. C
studioso
ed
I
ingenue.
il
paraventi
di
sacri
fabbricante
deliziosi
egli abbellì
arcaico, tra
di
Iorio
di
una
è
o
fino
Un
come
un
volete
—
—
con
come
sofferente
da
Pierre
Loti
di
dame
Ma-
lo spirito
Iorio
di
stampe
gano
pre-
fili di
un
ed
lucidità
di decorazioni
in
inaudite.
una
C'è
un
lacrimetta
dei suoi
amoroso
la
stile
di
una
con
un
maginari
im-
le loro
per
De
Karolis,
Figlia di Iorio,
popolaresco
la
ed
Figlia
delicatezza
parricidio e
nel
suo
fra
pelle
e
e
zione
un'esecu-
insieme,
di Pierrot. Tutta
il dramma
sospira
orologiaio
grottesco. Tutta
e
tore
scul-
monaco
pittore, Adolfo
capitale. Eppure, pensata
sorridere
schi.
pittore-
e
vecchio
intenerirsi
ad
fregio decorativo,
grazia
lacca
un
come
meravigliosa
commovente
un
vera
po-
binocolo
capitano
di
la
e
,
sventure.
eh'
elementi
diretti dai
scannano
orologi musicali,
pupazzi
interpretòcon
Il vizio
s'inginocchiano,
,
avorii
di
mo.
superuo-
collezionista
un
artista burattinaio, meticoloso
di
nelle
egualmente
Figlia di
nella
personaggi
si
piangono
,
del
buon
un
come
paziente
e
di
con
è
meno
nem-
e
fece
come
imparziale.
arciricca
poco
contro
realtà, estremamente
Abruzzi
gli
campagna
rare
ed
lontana
una
significatoed
Esamina
virtù,
il delitto lo interessano
e
aspetti di
virtù
1' avvento
segnarono
è disinteressato
virtù, la purità
come
la
contro
la
per
mana
oltreu-
sua
nell' Innocente,
voglia
il
,
della
parteggia
a-
d'Annunzio
nuovo
persuaso
superiorità,non
il
Il
Iorio.
abeilles; e
des
vie
la
scrisse
di
Figlia
105
vi fa
pelle
se
,
quell'umanità
sospiro che sa di pie-
106
Lo
spirito
nilunio
di
e
che
nordica
Mila
debba
non
Fenice,
di
un'isola
sarà
sui
la
né
materia
di
Iorio
dannunziane,
pere
in
ricetta.
a
diventa
mai
dell'ambiente
è
non
della
decadenza
di
un' epoca
bella
è
del
cattiva
V
arbitrariamente
ove
la
peccato
nelle
le
serparo,
era
è
rinuncia
ad
dei
personaggi
la
finalmente
la
agire
e
verso
scarno
nello
si
se
dura
ed
toglie la
virtù
chi
quali
deserti
in
come
ed
esangue,
ma
,
ed
rito
spi-
estrinseco
raggiunta
rivelano
,
vita
una
drammatici
schematica
lo stile
La
lante,
crol-
casa
liriche, alle
Il
binata
com-
secchezza.
tutta
nei
o-
la descrizione
razza,
oasi
alfieriana.
raggiunge
tragedia
persino,
il viandante
le
punto ed
nessun
una
di
Difettano
nella
Figlia
tutte
parole, raramente
spezzato,
sobrietà
come
della
da
dramma
alla
a
passione;
vorace
azione
in
lacrimevole
e
zione
descri-
di saluto.
un
forma
violenza
di
che
somigliante
È
stessa.
nobiltà
fiaba
e
è né
motivi
somiglia
una
tragedia
di vista
non
Aligi
compiuta
stata
nei
e
regina
bella
più
nella
e
verbale
di
la
nulla:
né
ruggito
spesso
dissetarsi
dannunziani.
una
mai
se
La
tragedia.
scena
soleva
sia
Iorio
il dissolvimento
della
è
fiaba
a
È
che
e
ove
meravigliosa
il moggio
non
figura
nessuna
pricciosi
ca-
l'araba
alle rupi,
cima
alla Francesca
e
fanno.
trono,
un
solamente
sotto
fregioné una
alla Figlia
un
non
ceneri, come
di
Iorio
che
la Fiaccola
folletti
davvero
per
dalle
in
l'umanità
conosce
Ma
morto
gradini
di
Figlia
dell'umanità
chi
sia
pecoraio ? Questa
si chiama
gevole
fug-
una
,
fiorita fino
e
re
ma
a
e
benigne
far male
risorgere
salire
per
fate
di
Lazaro
che
fievoli,simile
con
fingono
possibile
dannunziana.
musiche
strane
favola
l'arte
e
giunta
rag-
evitare
il
apertamente
le
per
108
spirito
Lo
furia
composta
undici
da
la
necessità
urga
alla
convochi
dal
la
scrittoio
fretta
far
affannosa
le
ciecamente
ed
fra le
una
sciamarono
le sieste
durante
le
o
dal
espella
trepida
che
paura
inoltrata
con
la
la
per
valcate,
casuo
d'inchiostro
umidiccia
già troppo
superstiti;
gione
sta-
«
speranza
lauti incassi.
Ed
anche
che
in
rarissimi
si
non
volta
questa
dell' intima
di
casi
l'«ora
bestemmia
Il
miracolosa
è
quando
ripiegato
la Laus
Ma,
d'Annunzio
su
altro
si
stesso
se
Vitae
essendo
smunto
di
un
i
«
La
paralipomena
opere
successive
Laudi.
Sono,
d'animo
che
negazione
sarebbe
ed
per
camente
esteti-
ancora
incapace
in altri
preparò
sotto
della
contengono
i
una
la materia.
era
«
di
rare
gene-
il moggio
Figlia
di
paralipomena
del
tiene
con-
Iorio
»
termini, riproduzioni dello
l'avvento
mune
im-
anche
incapace
conseguenza
Fiaccola
»
dussero
pro-
capolavoro, Gabriele
un
e
la
e
volte
rielaborar
a
forze
artistici
rinnovamento.
quella che
in
capolavoro spasmodico,
di rimorsi
creativa;
altre
come
,
un
la
ripete
precedente, un'opera
fiacca, d'Annunzio
volta
si
non
sorto
schere
ma-
sono
forza
Se
prodotto,
ventennio
esteriori
capolavoro
satanica».
avessero
nel
i motivi
legge.
ripete giammai
chiamavano
di
forze
sue
che
allora
abortive, che
e
con
agli impegni
Sembra
porta.
sua
ancora
e
sia
non
fronte
forzosamente,
l'opera
»
dei
di
distratto
maturi
mento
mo-
,
imposte; scelga
cervello
volto
scon-
al
fino
mondani
e
ispirazioniconfuse
suo
ozio
torbido
un
vesse
vi-
d'Annunzio
se
in
anno
disperatamente
ed
usci
mille
dell'
intrighi amatorii
economici
serri
dannunziana.
affaristica,come
mesi
ove
egli
l'arte
e
;
le
delle
stato
capolavoro;
con
Decadenza.
l'aggravante
volte
che
della
della
del
Abbiamo
dopo.
vengon
l'apologia
conclusionale
109
morale
la
eroica,
di
fronte
sua
mente
superuomo
tre
ancora
comparsa
al tribunale
società.
Prima
l'idea
dalla
germogliare
a
della
Nave
laida
da
Francesca
della
sorella
fu
stracca
,
Rimini,
città del
silenzio.
Ma
esteticamente
non
falsi furori
la
gogna
è
anch'essa
perché
alla
la
gogna
futura
della
simbolo
disinteressata,
patriottici.Se
la
si
celebrazione,
è
Italia
imperatrice
Venezia,
mari
dei
dell'Austria,è glorificatanelle
origini.Ed
Venezia
di
che
ecco
succede
cosa
la fazione
:
sommissione
combatte
lurida
una
glorioseorigini
è così
divinamente
si
resiste
spoglia liberalmente,
ad
della fazione
di
Aurispa,
nave,
di
stanco
e
partire,a
dramma
un
il cui
nucleo
e
come
mo'
l'uno
un
Basiliola
E
nando
trasci-
il generoso
l'altro capo
antenato
Basiliola
e
ragion prima
di
Giorgio
alla prua
d'espiazione, per
di viltà morale
fratello;
vescovo
V ipocrita vernice
la cui
e
sun
nes-
fratelli. Acceso
Marco,
il
quale
spoglia,
nudità.
scanna
d'inchiodare
periplo. Raschiata
rivela
si
priapica
seducendo
e
la
sontuosamente,
follia
Gratico
lussuria
decide
di
e
sua
balla
gratica,Sergio
gelosia, Marco
ma,
e
collettiva
una
veneziano,
popolo
alla
servendosi
Faledra,
bella,che, quando
eroico
animo
della
la fazione
contro
cortigiana, Basiliola
voratric
di-
prime
sue
gratica, propugnatrice dell'indipendenza,
di
e
grecanica, partigiana
Bisanzio,
a
nelle
Nave
nella
politica estera.
sua
alla
messa
d'Annunzio,
di
di
pavoneggia
Gloria
nella
d'una
celebrazione
laida, perché
politica interna
messa
la
è
un
della
eroico
patriottica,si
di libidine
è
sadica,
nell'immagine
110
Lo
della
cortigiana,
spirito
da
servire
protagoniste
di
Iorio.
violenza,
cui
le mani
nel
e
—
la
mondo,
la
della
nel
carta
ha
per
l'urgenza e
soltanto
per
Quando
ma.
la
è
ostacolo
popolo
è
bellezza
bestiali
che
di
la
evitare
altro
ha
si
e
verso
nel
menar
favore
salpando
la
non
;
una
guerra
Marco
delle
noia
fare,
capisce
compiute
lunghe
a
va
far
giornate.
la
femmina
una
plebe
si
ai
di bruti
per
insaziabile
maius
della
è
sua
la
tragedia
della
fa pensare
una
corrotta,
un
crapule
;
lubile
vo-
pretesto
e
folla, nescio
progenitrice, la Gloria
;
eroi
durante
avere
di
suoi
che
mulatta
e
guerra
seminuda,
Simile
feroce
dievale,
me-
pronta ad applaudire in ogni occasione
Questa
perato
su-
sempre
sembrano
fanatica, religiosasolo
più alti schiamazzi,
nato
determi-
L'eroe
sempre
un'orda
veneziano:
sistendo
con-
raggiungerlo,
si affloscia.
eroica
moda
co-
specie di Ercole
volta
presenti
il
lunga più
patimento.
cui
da
di
verso
punto
un
nel
e
una
qualche
tartarica
forte.
la
con
in
ed
cui
a
sono
di gran
un'utopisticarepubblica
invasione
e
chi
partir per
come
imprese
gli
forza
sua
ad
a
di
l'aria
non
appena
il
salpare
quasi solo,
o
la
consiste
ventura,
geografica
qualunque
solo
alla
ma
contrasta
ideale
contro
Figlia
navigazione propriamente eroica,
questa
Gratico
la libidine
qual navigazione
che
lussuria;
non
come
della
e
protagonisti
importa
navigare
di
di
fiamme
conseguenza
per
supremo
poco
—
e
corpo
il cui
e
sangue
piccione
pur
e,
perisce nelle
autunnale
e
tiro al
Fuia,
Sogno
Gli eroi
Francesca.
briganti, nel
che
di
sincerità
la
della
Fossa
prua,
del
Poema
nel
si esercita
di
figura
le
manca
che
prigionieridella
i
contro
dannunziana.
l'arte
e
scenità,
d'oil più
quid
giacché
per
Decadenza
Ili
.
d'Annunzio
il popolo
corifei
per
è sinonimo
né
di folla,e,
non
tipi rappresentativi
per
necessariamente
manifestarsi
simmetricamente
disposti, nei quali ciaschedun
ripete
l'interiezione
esattamente
il d'Annunzio
con
estetica
la
di
sostanza
la
d' ideale
somma
chiedersi
bisogna
Schiavoni
Venezia
Tra
varo
il
si
primo disegno
in
pensate
meglio stampate
di
schiere
la
lussuria
a
patrievalgono
figurasse
loro
minare
doper
vessillo,
d'Annunzio
turpe
sua
gli
briaca
e
la missione
della
di
sette
metterli
sotto-
Fiaccola,
le
tardi
della
seconda.
nel
verso
,
mandando
quasi
in
sta
ansiosa
malora
ordinate
la
il
il
per
ragion
per
di
saltar
metrica
e
a
Quasi
per
prima proposizione, troppo presto
parola
dir
Fedra,
arbitrariamente.
della
L'ultima
a
o
nella
sillabe
troppo
suo
tragedie dalla
come
sono
undici,
finisce
verso
scritte
tutte
il
e
mente
Sostanzial-
la prosa.
versi, sono
di
e
(1905)
quantunque
prosa,
in
Nave
gli endecasillabi
e
ciaschedun
popolo;
di
nel
ritentò
poi. Nella
i settenarii
drone
Pa-
purificare /' Adriatico.
di
in
le
Domeneddio
(1908),d'Annunzio
Fiaccola
nel
destinata
è contenuta
come
da
aveva
e
che
Bizantini,giacché
i
e
altro
e
bruto
vicino.
suo
nazione
vero
che
elementari
contaminati
una
Se è
il mondo.
deve
,
s'illude di rappresentare
facchini
di
branco
un
del
vedere
non
artista, quando
pessimo
ma
di
urli
per
lando
par-
senso
senso
sciplina
di di-
nel
condo
se-
rendendo
,
omaggio
come
primo
logica. Si
alla
vestendoci
quando,
bottone
sbagliando,
semiconiche,
ed
in
col
secondo
alla
fine
che
un
prova
fretta, ci s'abbottona
occhiello
il vestito
e' imbarazzano
di fastidio,
senso
fa due
e
il
si prosegue
goffe pieghe
gonfiandosi
al più
112
Lo
spirito
leggero
movimento.
con
a
in
né,
in
non
che
del
gli
non
schemi
beli'
(endecasillabi
festa
s'addice
non
al
misti
tragedie, che
Ma
1' abitudine
Minerva.
Di
Vita
delle
Vite
ultimo
guizzo
Elettra
;
/'
che
del
Vesta,
la
la
solita
il dramma
vai
da
cui
sbocchi
più
senza
credette
nel
lago
incorrere
illustri
tra
gran
un
appartenga
Rodolfo».
nel
indispensabile
codice
rica
reto-
e
ed
unica
o-
nella
bella
scena
Brando
Corrado
e
più poetica
lunga
Ma
versificazione.
eroe,
al
delle
e
sistema
vuole
del
fece
è
prire
sco-
Nilo
molto
penale, e, poiché
all' esplorazione
conde,
Gio-
Brando
perché
Stanley
di
Più
episodii
somiglia. Corrado
;
invita
patriottismo
due
in
sue
di uomini
e
Città Morte
delle
vicino
l'Omo
la tronfia
errabonda
ed
un' esploratore africano
«se
di
è
prosa
meno
che
moderna
episodio
fiacca
versificare
segnatamente
secondo
Canto
grazia.
a
dell' esaurito
tragedia
Qui,
amore.
iniziale
Maria
la
e
Ri-
alle
(1906), prima
uomini
di
gli
da
nel
di mala
scrisse
Rienzi
di
promesse
scuri,
che
Cola
di
trovò
forza
per
costringeva
non
prosa
e
(endecasillabo sociale,
li subirono
lo
Figlia
contenuto
suo
settenarii)e
a
patriottico,profetico).Li impose
nuove
della
fatti nella Francesca
e
calendimaggio
per
alla struttura
d'Annunzio
Il
spensabile
indi-
è
le contraddice, è
costantemente
gemella.
estrinseci
mini
di
quando
nacque
concordia
la mirabile
con
il posto
Non
risponda
in
intonate
cedere
prosodica.
decasillabi
en-
più,
in
sillabe,
di
metrica
la struttura
la forma
che
forma
altra
pensiero
di Iorio ; ma,
segno
casuali
in
quanta
tutta
quali finiscono
serie
:
qualunque
una
dei
è
casuale, che potrebbero
accento
un
Nave
La
centinaia
ma,
dannunziana.
l'arte
e
o
di
non
dell' Africa
Decadenza.
tenebrosa
né
abbattere
né
i
la
«
del
è
cammello
Magno,
di
ad
apprese
bensì
secondo
ciò
eh'
nel
mondo
che
si
non
l'altra
e
Brando
costoro,
degli
ai
del
Ruggero
eroismo
eroi
è
L'
«
del
e
eroe
»
la
che
Il che
come
sue
e
«
non
magari
e
le
imprese
per
ma
rio
agra-
; non
per
colpe.
a
lo
chiunque
può
ad
né
nomare.
me-
purché
egli si
che
e-
non
definizione
auto-
per
crede
pace
ca-
mente
effettual-
ha
grado
malsé
possegga
per
travagli, considera
di
diritto
V
«
colpe, sibbene
sue
prezzo
concede
»
le
Chiunque
«
il
eh'
nella
tà
volon-
sua
già
le azioni
per
la
non
eroe,
morta
pre-
proclama
; ma
vero
è
privilegio
suo
di euritmico
distruggere
può
non
1' eroe
conquistato
grazia,
questo
sarà
compiere,
compiute
essersi
colpa
che
né
le
fratelli Gra-
tribuno
sé
a
siddetta
co-
l'
praticantedel-
»
intorno
perpetua
e
si dimentichi
di
la
prenata
era
fervoroso
un
la,
nul-
e
progenie
gli
;
sce,
asseri-
prefazione apologetica l'autore,
diffonde
eroica,
in tempo
Beethoven,
da
bontà
,
roe
fece
i due
di Roma
re
vanvera.
ciarlatanesca
lettere
e
si combina
non
come
che
Fiamma,
a
gobba
glielo perdoni,
superumana
cognome
tempi
nei
consanguisulla
non
cosiddetta
la
calpesta
e
ai
se
perfino
e
Dio
egli, se
numerosa
nome
»,
i fatti d'Alessandro
«
giustizia.Anch'egli,
tici
legge
questi spiritimagni l'eroismo
da
da
di
talità
delle fa-
Odissea, Rime
Corrado
apprendere
se
V
male,
peggiore
lega
ci
caricò
Dante, Erodoto,
»
della
perdonargli,
non
Michelangelo.
la
«
che
quella
anche
possiamo
suo
che
il
anche
fuori
mettersi
convinzione
corporali
»,
di
fare
di
capacità
termini,
la ferma
113
di
punirsi
altri.
riconoscersi
»
o
di
Sofisma:
meritevole
farsi
se
di
spirito
Lo
114
vale
autopunizione,
di
Cade
Chi,
nel
dunque
dal
astenersi
poiché
tutte
le infamie.
non
vince
al
Disgraziato
ed
sta
l'Africa
bottino, ed
suo
incinta,
i vili
nel
Così
delle
a
per
quarta Roma.
della
quel
non
che
aver
fatto
agenti
Corrado
se
il
del
Brando
poeta
di
si
poteva
come
delle
di
la
la
vacuità
del
guardar
di
da
dramma,
la
dentro
volta
revolver,
bel
un
re
finirà,
Anche
sicurezza.
cavare
moralismo
vergini
pelle agl'incolpevoli
sua
osò
,
dentro
gnanimo.
ma-
ce
ci di-
poeta
colpo
un
cara
altra
quel
megalomane
pubblica
osato
avesse
eroismo
suo
il
né
o-
piccolo Brando,
il
pagar
per
Roma
terza
tragedia ;
tirarsi
per
in
fanciulla
la
arrestare
per
nascere
gliore
mi-
suo
momento
Roma
vilissima
Il frenetico
sembra,
senza
del
Vesta, più fortunata
sia
rocce,
la
ragion
:
dall'estradizione, il
a
santuario
Maria
da
se
rarsi
procu-
imbarcando
bosco,
sicuro
della
finisce
amore
proprio nel
di
al
in
sorella
la
abbandonando
sgherri
penetrare
sano
è fortunato
uccel
equatoriale,
Una
all'esplorazione dell'Omo.
ingravida
farsi
per
Brando.
futile pretesto di
Quand'ecco,
amico.
cui
al
giuoco,
seduce
cui
per
è
rizza
geografica lo autoGiuoca
disperatamente, e,
e
svaligia
giuoco, assassina
necessarii
i mezzi
vrebbe
do-
pudore,
di
Corrado
milionario, col
vecchio
un
ritto.
di-
self-government,
di
parlare
dersi.
posse-
presunto
suo
rimasuglio
precisamente l'aspiranteeroe
nobile
e
platonica ambizione
a
il
vuoto
un
avesse
se
di
saputo dominarsi,
compiutamente
a
di
riconoscere
può
aver
non
riuscito
ancora
essere
non
che
dire
a
cioè
peccato,
aver
dannunziana.
l'arte
e
Tullio
vacuità
guardar
Hermil
,
che,
non
dissimile
da
Corrado
Brando
,
pronuncia-
spirito
Lo
116
gonisti. Anche
la
purità
dove
si sazia
la fame
della
libidine.
E
il
come
leggi
é
egli
anni
ed
del
cannibalico
omicida
personaggi
i
fagi
Flaccida
l'autore.
Poiché
di
artista
d'un
anni,
non
sia
oscurità
ed
una
è
terza
vivo
o
non
e
compito
nostro
sia
per
primavera
unanime
per
Jorio, ora
sazie
dopo
la
Laudi,
suo
incestuosa,
Quasi antropo-
autofago
ed
è
divenuto
ca,
strac-
irritante
il
scrivere
nel
necrologio
profetare
se
da
questa
un'altra
prorompere
grandezza.
oltraggiò le
ed
la
Figlia
intellettuali abbandonano
indebolito,gli si
Nave,
anche
caduta
dopo
dan-
dichiaratosi
intellettuali,
le aristocrazie
clamorosa
crisi
Il pubblico,
subito
che
per
pieno vigore degli
di artistica
aristocrazie
triottis
pa-
il d'Annunzio
l'artista
la
servita
era
col
moralità
che, fino alle Laudi, derisa
nunzianeggianti
stantìa
delle
prima
Per
la forma.
compito
verde
e
primi
languore
violenza,
è nostro
non
passi.
decrepitudine la materia;
per
slombata
e
sua
:
salsa
una
superuomo
addirittura
:
in
di casseforti.
afosa, opprimente
arida
la
e
scassinatrice
e
sui suoi
ove,
opere,
»
sete
arcana.
dieci anni
l'avvento
proclamato
legge
tornato
o
che
antiche
ricucinato
ha
ineffabile
«
sovverte
dunque
delle
all'elaborazione
è
sua
cinque
la materia, che
fu
chi
la
si spegne
vermi
nome
una
porre
per
Il d'Annunzio
anni
suo
giunge
rag-
complicata ragione
non
dei
di
nome
della
colei che, assassinando,
la
per
il
debellatrice
è la vittoriosa
Fedra
convenzionale,
moralità
dannunziana.
l'arte
e
dopo
mantiene
di Più
grado
mal-
l'amore, anche
che
la Fedra.
fedele
di
I
giovani impa-
Decadenza.
zienti
maligni
e
i
critici
ostinazione
dei
Iniquità
bestemmiano
fiacche
espiazione
negare
troppo
il
che
trionfo
tardi
della
perseverando
merita
più.
le
la
ogni
la
all'
gloria
braccia
sue
plebe
artista
balorda
sua
ad
giusto
troppo
riconquistarla
per
rannide;
tila
contro
protestano
É
per
quando
diuturna
troppo
cieca
plaudenti.
strenuamente
anche
la
inflessibili
ingenuità.
o
117
onorarlo
che
divenute
son
Ed
giorno.
letteraria,
che
lo
di
la
è
saria
neces-
pertinace
nel
pentitasi
compensi
trionfi,
sta
te-
troppo
meritò,
severità,
batté
com-
cinta
porti
ne
chi
ch'egli
tista
l'ar-
non
III.
BELLO
E
DEL
BRUTTO
NELL'ARTE
D'ANNUNZIO.
J. Gli
elementi
Loro
importanza
scarsa
principale carattere;
critica
Un
è
G.
di
è
non
d'Annunzio
molto
Per
esclude
filosofica
tipo
astratto
del
puro
astratti
più alieni dall'esercizio
intimamente
sa
d'immagini
ed
tronchi
con
iniziato
del
di
antitesi
il
suo
morale
la
come
ebra
di
in
penetra
potremo
programma
abbiamo
comune
chiamare
dell'opera
cui
poeti
italiani, se
di
leghe
i
nella
Chi
sua
conversazione,
virtù, che
sfavillante
ampiamente
il
suo
sensibilità,
il filo appena
genialità,egli
per
intelligenza. A
politico ed
quale
lo conobbe
instancabile
conclusione
poco
temperamenti
raziocinio.
di
zione
medita-
press'a
pure
noscono
co-
zio
del d'Annun-
del
una
si
non
un'epoca
pensiero. Ricchissimo
quella più
di
da
poeta
aforistica
una
d'Annunzio
il cervello
immune
intelligenza
estetica
grandi
Suo
-
positivistica.
critica, realizzando
o
l'indagine degli
i
L'
-
scienza
purità
fra
quasi
d'Annunzio
Gabriele
su
Ariosto,
Lodovico
si mantenne
di
eliminazione,
esempii
dannunziana.
disinteressata
dalla
strana
una
G.
di
Tracce
-
semplificato
altri
il
Cultura
-
giudizio complessivo
sua.
si
nell'arte
intellettuali
credo
mostrato,
una
che
fetta
di-
comoda
si riduca
filosofico
tracciando
e
la
di
L'arte
122
d'
Annunzio
.
storia
del
rivela
senza
spirito.La
suo
lacune
dalla
di
conoscenza
rature
e
nella
torii
poesia
molte
romana,
fuggevole
una
di
letture
biblico
molto
larga
la
ed
di
d' Annunzio
che
trovò
Tutti
le opere
che
dal
il solo
le
stesse
del
creature
del
suo
precisamente
le linee
per
dei
la
intimità,
ha
già
letti,
diatamente
imme-
d'una
nalità
perso-
d'un'ener-
ma
raccoglitrice di
la
per
il
suo
gli
sola
opera
libro, la
erano
«
teriali
ma-
che
ramente
ve-
opera.
sua
care
già
non
ma
come
ne
spiritoegocentrico. L'impressiogli lasciò
prima
la Divina
degli olivi
volta
di
Commedia,
Corfù,
Le
la comprese.
capolavori somigliano
da
1'
:
spirito universale,
il ricordo
sgretolatio
novello.
che
distingue
contrad-
furono
ammirate,
non
I
fra le
fortuna
d'Annunzio
assimilatrice,
altrui
dello
predominante,
egli
cuore:
genio
monumenti
pietre miliari
solito
gitato
dottrina, esco-
cultura
che
ha
libro,
a
di
vera
infaticabilmente
per
di
carattere, che
timbro,
inconsapevolmente
»
mente
infinita-
sia
non
grande
la
i libri
d'arte
volontà
uso
qualche
curiosità
ricettario
dottrina,
vera
decorate
e
reper-
,
dell'essenziale
il disinteresse.
ombra
gici
tra-
per
di
Platone,
vivace
e
immediata
Questo
musica.
la
è
nei
\
lettere,per la pitturaper la scultura
di
signore. Manca
come
dei
di storia
infarinatura
,
Le
razzie
opime
Nietzsche,
una
uomini
dal
gica
studio
lette-
mitologici archeologici ed araldici,nomenclature
gli
tutte
di
e
greci, qualche svogliata scorribanda
lirici
più fresca
per
italiana
dei
,
e
letteratura
cellente
libri: un'ec-
suoi
modernissime,
retorico,
fra
lettura dei
si
straniere
botaniche,
libro
cultura
appariscente
sua
sgretolare per
alle
alla
cui
pagine
lossei
pietre di Co-
metter
su
un
ficio
edi-
124
L'arte
Annuzio
a"
di
.
nulla
vedere
a
Canto
del
Alcione
di
fulmineo
sua
marginalmente
Ma
questa
avendo
copiato
imitatore
ogni
l' impeto
cosa
stile,un
che
definibile
La
che
tralascia
non
che, avendo
furti
piato
co-
innocenti
nel-
d'Annunzio
odierna
il tono
è
manca
timore
di
equivoci,
coscienza
fa
certo
un
di
pronunciate
di
che
preciso colore
vi
un'
posizione
com-
marsi
chia-
nerà
condan-
iniquità,la
chi
l'abuso,
protestare contro
si fa
del
la
pore
sa-
energicamente
commuove
occasione
critica
e
vostra
cui
altro, non
per
nella
in
che
senza
possa,
nell'istante
; ed
dire
a
dannunziano.
non
che,
pedissequo
un
originalità.Il
V intonazione
Provatevi
canzone.
quale,
resta
bustezza
ro-
spunti, materie, strofe,periodi, situazioni,
fuorché
di
nella
taluno
,
i suoi
vorticosa
una
è
talaltro
v' è
e
annega
,
di
rubato
tutto
:
rigo
un
significato
consiste
V
1' opera
libri letti.
ai
nessun
poeta
un
mediato
im-
materia, nel-
concepito
ha
libro
in
poetare
interlinearmente
non
rara
del
cose
a
plagi
qualche
sua
ha
dei casi
temperamento.
suo
mai
servile
ha
della
originalitàdi
del
e
contatto
constatazione
L'
molte
in
riuscito
ed
in
se
è
maggioranza
enorme
critico.
ed
novo,
dei
questione
che,
il d'Annunzio
e
V
tediosa
È verissimo
dannunziani.
poesia
la
con
di
criterio
nalità.
origi-
zio
Negare 1' originalitàdel plagiario d' Annunl' identità
dei
significa ammettere
plagiati la
con
Pindaro, di Maeterlinck
somiglianza di Verlaine
Poiché
il d'Annunzio
ha
Eschilo.
con
saccheggiato
i poeti più opposti e le ispirazioni
indifferentemente
,
più contraddittorie, vale
personalità
Leggendo
le ha
Dante
tutte
e
a
dire
quante
che
la
falsificate
Tolstoi, gl'inni
violenta
sua
della
e
corrose.
Chiesa
e
Elementi
intellettuali
125
.
Baudelaire, egli ha
cervello
tutto
poteva,
con
ciò
ed
tirannico
la
dato
maniera
sua
implicito un
Non
discordi
aliene.
da
a
sculture
della
sono
deliziose
scuola
l'ha
suo
La
una
dividual
in-
propria
famosa
i pensieri
tazione
interpre-
della
Morte),
squisita
bilità,
sensi-
dalla
venzionale
con-
giudicato
superiore,
da
che
universale
e
frequenti digressioni
fiorentina, a pitture
e
traduzioni
e
volatizzata
Fiorito
letterarie.
parte dei
può intendere
della letteratura
del
la
la massima
come
distillata
la scienza.
mente
unica-
capolavori michelangioleschi
a
critici d'arte, non
simpatie
Le
divagazioni
d'Annunzio,
biamo
ab-
facoltà
sue
un' estetica
settarie.
non
la
serietà
cupido
mente
una
attraverso
veneta,
delle
È Wagner
tematica.
formule
scuola
prima
più diligente
si allontana
non
di
il
Enrico
conoscimento,
(Trionfo
Wagner
critica
non
Wagner
della
Anche
di
prosa
wagneriano,
intorno
delle
metodo
allargarla,accettando
poetica, rivela
analisi
monda
rendersi
ed
ogni
sottolineare
le forme
e
prosa
come
di
ad
del Tristano
intenda
il
quegli che,
e
rinuncia
di
giudizio
critico
è
d'intensificare
un
fonti
di
spoglia
; ma
non
toglie pregio,
dubbio
senza
o
Vergini
non
gli esploratori di
è
suo
d' Annunzio.
Esponendo
come
lettura
dal
era
Questo
truccato.
di
acuto, all' opera
critiche.
nelle
,
usuraio
del
non
contraffazione,
Platone
fra loro, che
cultura
espulso
cervello
suo
di
Perfino
pretendono
Thovez
se,
al
è dannunzianamente
Rocce,
ed
che
marchio
un
somigliante.
come
automaticamente
la
in
primamente
plastica,se
sterebbe
poesia. Resotto
attratto
positivistica,
temperamento
verso
un
siddetti
co-
la
stellazione
co-
dalle
naturalismo
126
di
L'arte
materialistico,
che
E
t'inviluppi,
1 riflusso
materia
che
giammai
Non
letto
il gran
pura,
la
aveva
parla
sie
molto
di
finché
»,
Ed
»
fu
da
attraversato
simile
sussulto
un
fisico
Tutta
difesa.
del
i
suoi
riposo
a"
instabilità
rare
decima
tirannie
tutte
poiché
di
nervi,
anteriore
di
molto
;
in
Musa
egli
del
le
portato
aveva
d'Annunzio;
».
Simili
il
dell'amplesso
da
terribile
suo
di
nomeno
fe-
senza
il dominio
sotto
che
devano
inva-
valevano
attimo,
a
rica
sca-
una
vittima
cerebrale
centro
lunghezza
sua
era
sione
vi-
violento
ripercussioni
in
La
«
così
quel
era
attimo
molecolare
nel
lui
l'uomo
del-
excursus
:
prodotto
conscienza
sua
quel punto
muovere
la
la
desiderio
cui
delle
la
questa
i nervi
Morte
tutta
diseste-
«
in
urto
quello
Avveniva
elettricità.
di
e
»
prezioso
un
per
a
Episcopo
mistero,
della
diede
gli
Giovanni
un
Trionfo
dal
dell'amplesso
il corpo
Che
«
scente
l'adole-
prorompe
finalmente
ecco
psico-patologico
che
punto
:
Bùchner
del
parestesie
«
esclamazione
muore.
non
Nel
Novo?
certo
un
tempi:
immenso
libro
quali
non
a
lapalissiana
!
Canto
del
poeta
suoi
tendeva
inviolato,
germe
ne'
monade
de
dei
parolaia
scienza
pedestre
desse
ca-
arruffoni
gli
tutti
a
il d'Annunzio
anche
che
bisognava
nell'agguato
la
d'Annunzio.
che
il
a
periodo
grado
estremo
ridicolezze
sono
un
buon
Cesare
gusto
salvò
Lombroso.
«mondo»
77
d'Annunzio.
G
di
127
.
Il
2.
Confo
mondo
«
consuntivo
simpatia
della
Angustia
-
Paesaggi
e
riducono
a
Laus
d' umanità
Mancanza
-
del
dannunziani
Il labirinto
-
Arte
visto
considerar
o
fra
durature
il libro
Vitae;
arte?
ha
si
lezza?
bel-
o
quali
per
dall' Intermezzo
Novo
l'edizion
nel-
parsimonia
dal
libro
di
Elettra,
sotteo, dalle Elegie, dal Poema
Odi
da
Navali, dalle
Rimini;
le Novelle
assai
un
vi
la
persuasiva
manipolo,
è
chiuso
è
e
che
Innocente;
Pure, quando
resterebbe
non
Francesca
molte
fra
scelte,
prose
l'antologialirica. Non è
di periodi e di strofe, e
esercito
un
immortali.
cose
V
Jorio;
Pescara; un'antologiadi
della
meno
son
di
dalle
Paradisiaco,
la
con
dallV-
avarizia
con
tragedie sbagliate ;
Figlia
con
Chimera,
dalla
la
stampate:
e
il Canto
e
gioni,
ra-
diecimila
e
definitiva; un'antologia lirica scelta
abbondanza
il
Tutto
moda
le dieci
scritte
Alcione;
di
e
-
specchi.
dannunziana
quali siano,
il d'Annunzio
che
di
infinitesimo.
non
di
e
fantastico
mondo
suo
residuo
un
fantasia.
Abbiamo
pagine
d' Annunzio.
intellettuali dell' opera
pura
da
opera
monotonia
e
dunque
è
sua
personaggi
I caratteri
resto
di Gabriele
il conto
che
tivo
consun-
firmarlo
il
se
,
critico
eh'
si vede
egli
ha
brutture,
necessario
acuto
e
sfilare innanzi
assolte
un
penetrante
voce
e
lo
rimorso
dalle
prende,
d'appello,
processo
l'opera superstite
Qualche
scernendole
sottile
un
le bellezze
avvocato
il
migliore
nell'aula
nel
fiscale
vittoriose,
consanguinee
come
fosse
se
quale
perori
un
più
contro
d'Annunzio.
commenta
sfavorevolmente
128
di
L'arte
la finale
che
apologia dell'artista,
nella
lunga indagine,
una
spietato svelò
e
coronò
Questa
e
d'Annunzio
del
la
conquista
quale
è
dove
;
sa
dormire
capezzale,
il
far
faticosa,al
qualche
raro
di
Guido
e
coraggio
Mazzoni
all'incessante
cade
a
nella
È
vero
in
uno
:
ma
non
riprende nelle
per
una
:
gaudio
mani
per
noi
orgoglio
la natura
in
quid
humani
è
ospite desiderato
un
duraturo
forza
volume
di
alienimi
e
tensific
in-
può
Si
generare.
do,
quan-
nostri, abbiamo
cosa
di
nunziano
dan-
fisiologica,orgiastico
irrompente,
a
trovarsi
d'Annunzio,
qualche
felicità
coscienza
me
rilettura
propria
del
risale
consenso.
bisogna
di eventi
dura
lazione,
conso-
sazietà
dalla
quella
medesimi
trice
una
che
un
cerca
siasmo
dall'entu-
lettore, che
non
combinazione
in
riconosciuto
ma
per
della
sottigliezza
accorata
con
pigra sazietà,
d' animo,
stato
che
parola di
rileggere il d'Annunzio
per
possano
dell'eroe,
o
d'azione,
una
è
non
riposo.
del
franco
di
impeto
un
glia
vo-
lungo gli sterpi
libro
accennò
esitazione
non
fiscale
quelli che
uomo
di
e
sistenza
re-
sensibilità
pensatore
compagnia,
grande
senza
l'avvocato
di
del
mediocre
l'arte
dove
Il d'Annunzio
è
guanciale
ai sentimenti
pur
sua
confessa
in-
bellezza.
ammirazione,
della
non
stico
entusia-
piaga
persuade
nostra
V incontentabile.
possano
strada
la
che,
ci
non
malessere
sotto
che
né
in
da
dice
cede
simpatia. Ora
nostra
oscuro
poeta
folla,che
grande,
la
palpitantela
mano
motivi,
forza
esprimere
un
i
penetra
ne
con
giudice
fermo
pugno
da
immune
esce
il
quale
con
partita dalla
voce
non
d'Annunzio.
solitudine
delle nostre
puto.
invocato
Allora
; la
spregia-
forze.
Quic-
il d'Annunzio
mano
ardente
//
«mondo
G
di
?"
d'Annunzio.
129
.
di
chi
da
pagine,
lungo tempo
oltracotante.
nostro
che
ci
fanno
sentire
con
quotidiana
chiudono
le porte
sentirlo,la
a
bene
sempre,
amico
percepiamo
;
con
lo
cui
non
storia.
del
la
profumi,
la
sterile ed
La
inviso
; ma
ed
visitatore
tuno,
impor-
prolisso,
cui
sposti
di-
Ospite
padre,
non
fare
i
Se
né
il
un' avventura
chezza
stancome
ni,
doma-
vita
senza
dalla
perdita,
l'arte
matrimonio;
galante
la
sete
,
di voluttà
del
più
non
Y amiamo,
conti
nostra
senza
si
siamo
non
respingiamo
dalla
di
aliquid
Y imminente
lo
radiare,
Y
operosa
nemico.
nemmeno
più spasimante
fantasia
vi
uomo
per
a
non
ci
Y inscindibi
e
ci vince.
parola
frusciante
vita
nostro
densa
la
; di tutte
di
più
amara.
sua
un
Se
la fecondità
è
più
orecchi.
espellere
d'Annunzio
,
e
necessario
sia
né
è
un
un' ombra
si possa
Non
spirito
e
è
respingiamo,
possa
rimorso, che
coscienza
e
doloroso
pur
fatti,se
vanesio
od
come
se
si
sua
accetto
fratello,non
che
gli
e
dei
e
nostra
chiacchieratore
un
della
e
ciali
so-
rancore
responsabilità
il d'Annunzio
ansiosa, allora
uno
fati
dei
nella
trepida
in
impercettibile e
continuità
humani
filamenti
amore,
mondo
la nostra
dell' animo
voluttà
in
e
del
cose
un
la nostra
strappo
in odio
alle
che
gì'infiniti
se
sue
scaffale,li fruga
strofe
la
per
Ma,
legano
desiderio,
in
sulla
declamerà
rotonda
voce
ferma
si
cupidigia,
con
le
percorso
derelitti nello
i volumi
cerca
aveva
non
spaziare
e
la
ad
è
troppo
possa
prima
ed
chiusa
respirare. Vi
volta,
acclamare.
con
Ecco
angusta
entrate
Y animo
infiniti
ché
per-
tamente,
sbada-
disposto
paesi
e
lon-
nei
fanciulli
donne,
sofferenza
vita
della
od
divina
divina
davanti
le
di fontane
di volute
e
Roma
Le
?
sfondo
archi
malcerto
di
verso
cammino,
dell'
splende più
di vele
urlando
di
di
riva, vestiti
in
Ed
un
ecco
rito
tra
colori
ancora
il
basse,
tro
al-
Un
nella
terza
sull'
da
on-
s' assiapano
i
,
somiglia
nel
condo
se-
il mare;
dormono
;
di
lungo
suo
macchie
sgargianti
mare
Nel
azzurro.
Maiella
religioso che
di
scintillante
austero,
scarlatte
pagna.
cam-
velata
di tramonto.
ed
la
la
prossimo
le
gli
da-
e
primo piano
del
stanco
rosea
contro
fascina-
magrezza
pineta. Ride
cupo
fiorisce
nembo
un
; nel
d'
sposti
di-
raggricciano
da
coronata
turamente
ma-
pio
princi-
uno
di febbre
e
piazza
una
Alpe Apuana
biancheggia
sulla
da
sfrenate
le cavalle
pittura ; paranze
;
la
si
procace
fiume, già
un
traversa
pascolano
una
chiesa
una
quadro,
mare
ristoppie
V orizzonte
verso
scalea,
un'ampia
vista
sul
di là dalle terme
; ma
sale, molleggiandosi,
in
più
città
archi
cavaliere, emergendo
polvere, galoppa
acque
gli
diviene
quadri,
Neil'
una
un
razione
ammi-
vostra
mirabili
marmoree
e
tutto
Guardate
curiosità.
non
«
immensità
Cinque
terme
biondeggia
Un
per
La
né
dantesca
eroica"?
?
sfatta,
di-
dia,
Comme-
nuova
non
di disamina.
entusiastica
della
dannunziana,
creature
vicine.
uomini,
della
e
perfettidiorami, attraggono
la vostra
uno
poiché
quella mutevole
a
cose
come
in
di
e
cupidigia
ponderata
Una
la Commedia
»,
di natura
universo
vittoria
morte.
o,
ed
atteggiamenti
Commedia
una
umana
non
:
della
e
umana,
balzacchiana,
diversi
più
tripudio, della
del
e
di mistero
ombre
sfolgoranti ed
tananze
trice
d'Annunzio.
di
L'arte
130
popolani,
a
un
penultimo
canale.
bacqua-
L'arte
132
mano
scarna,
lungi
da
piacere,
Altre
le
Ecco
da
mistico
lunga
giovanile da una
dall'
gli occhi al cielo, mentre
danzando
1' immagine
incontro
dai
seni
i lembi
lunghe
E
Odio
fratricida,simile
che
donde
trasale
rogo,
salire
un
di
gioia
lambendole
di
fregio
giovinette, simili
recando
Magnifico
ci promettono
che
si
Facciamo
!
la
; e
dietro
un
sui capo
e
ancora
stendono,
dunque
invitandoci,
qualche
all' atleta
che
ghigno
tale
mor-
Chimera
alla
mento
basa-
sul
sima
bellissul
ella, ignuda
me
le fiam-
sentendo
E
tutt' intorno
alla
revoli
innume-
ove
all'altra nel volto, procedono
di
spighe.
più stupendo
le
l'
del-
della
grazia,
canestre
vagamente
statua
; e
le membra
l'una
pupille
l'
esterrefatti,dal-
occhi
schiettissima
le
cave
con
ventre.
di pampini
coronata
fattezze
sovrumana,
il
imberbi
fra le dita
raccolti
bassorilievo, dov'
un
si
par
minuda
cortigiana se-
capelli sconvolti
si svincolano
nemica
sala
fra i
la
ma
dell'Incesto,dagli
guizzanti
il
,
nelle
i denti
ruga
estatici
cedevoli
Chimera
eroica,
gli discopre
il simbolo
idre
forza
la
rappresenta
estremità
nell' orbite
alla
accanto
altra
fuggevole,
affondate
le chiome,
devastatrici.
velo
zietà
sa-
sorretto
volge
Bellezza,
prorompenti
del
una
croce,
due
ai
della
vivente
la
,
corpo
avanzi
rimbo
co-
pastore, gravate
dormente
agnello
un
chiome
ove
libidinosa,
un
non
carnoso
la testa,
alla bocca
ancora.
spalle
dalle
il
languide
reclina
già
e
presso
scava,
dita
sulla
destino; e,
giovinetto bellissimo,
ricciute, sfoglia fra le
del
il mento
appoggiata
sull'inevitabile
medita
lei, un
precoce.
d'Annunzio.
veneranda,
madre
Una
di
sarà
quello
che
crepuscolari lontananze
davanti
passo
più
ai nostri
occhi.
in là ; lasciamo
//
"-mondo
di
"
G
d'Annunzio.
133
.
Venezia
Bocca
e
d'
melodioso
pastore. iWa
ci
Non
arresta.
lato.
E
il nostro
quale
è
vaghe
fantastiche
statue, i medesimi
le medesime
quadri,
spiragli
di
e
campagna
luce
riflessi
1' altro
contro
sorella
dovunque,
:
lontano, neh'
e
presso
che
dannunziano
è
all' angustia del
libero
vasto
e
le
in
un
scricchioli
è
il
della
una
volontà
ad
rare
ammi-
bilmente
insensi-
danza,
l' Incesto
rugghiano
conquista,
La
che
dal
è
pare
madre
salvi
di
che
dal
colo
peripaura
portare alla
sé,
ha
non
impotente.
bassorilievo, e
che
randa
vene-
ha
di
vanitosa
si
urto.
sa
non
lascivo
l'Odio
e
che
al primo
dolore,
giovinetto
quale abbrancare,
e
cupido
credemmo
che
sottile
meretrice, cupida
gli uomini,
d' uccidere
le fiamme
la
e
nel
neranda,
ve-
segnati
specchi. Ras-
di
crollare
la
L' universo
nel sole.
nell' inerzia.
il
figliuolo, e
tutti
sapendo
d'
incapace
di
per
serafica
implorare
meretrice,
rovina
forza
ed
furore
uno
sinistra, da
a
tedio
un
di
madre
torniamo
mondo,
basamento
Quella Bontà, così
piangere
la
precordii. Quella Forza,
dai
perenne
sul
e
e
luogo chiuso,
Ma
note.
ci sale
scaglia
il
come
immagini
destra
ombra
sioni
inver-
Arno,
il fratello
piccolo labirinto
un
d'
mistico,
brucia,
a
ed
sistema
Bocca
Venezia,
cortigiana
finitame
in-
proiettati dall'
artificiosi
il pastore
nelle
gruppi
mirabile
un
per
cristallo.
romana,
la
della
di
giochi
La
medesimi
rifrazioni
multiple
ripetuti,con
e
i
sono
:
mo,
volgia-
ansietà
con
lontananze
ci
muraglia.
una
Guardiamo
specchio.
tro
dall'al-
nemmeno
contro
il
e
ostacolo
Dovunque
terzo.
sbatte
veneranda
improvviso
un
di là. E
dal
capo
uno
e
ecco
si passa
neanche
la madre
Arno,
non
quasi
Frattanto
le canefore
di
L'arte
134
a"
Annunzio
.
girano
fra
nulla
queste
tutte
si
in
muovono
leggiadre
così
decorativo,
a
ed
quest'
Non
simulacri
tra
di
confuse
;
languore
passi
di
di
narcotici
del
vostro
quelle
d'
vostri
vi
carceriere
cranio
aria
statue
libera.
e
le
E
quelle
ombre
magiche
occhi
allucinati.
e
questa
sul
e
voi
pareti
per
pitture
muro,
chiuso
di
a
pochi
la
vita?
prigionia,
ove
con
sfonderete
con
un
zioni
esala-
peto
l'im-
Per
guinare
san-
libera
luce,
vetro.
febbrili
!
rappreso
che
non
fumi
pro-
strascico
lo
alla
e
tanfo
e
gorgoglia
vedere,
vento
un
caldo
di
suo
pitture
nari
lentamente
uccide
perversi,
è
direbbe
mondo
di
Tutto
timpani
Chi
istante
di
nuova
Quale
svanite.
il
vernice
sui
snervante!
qualche
all'
di
il pastore
il
colpo
le
cora
an-
e
sulle
polvere
ché
fin-
ed
sfoglia
gran
;
gruppo
piange
assedia
ronza
tumultua
là
invisibile
se
vi
e
v'
alcova,
musiche
quale
Ancora
E
un
ancora
giovinetto
di
grano
d'
e
in
madre
un
sioni
pas-
mai,
urtano
soffocante?
preziosi.
stappati
di
il
ordine
un
museo
la
le
coreografiche
slancia
dunque
verrà
Ma
compongono
si
e
s'
non
e
cielo
il
sovvertire
sui
si
Forza
la
Non
opaco.
figure
procombe
guarda
corimbo.
leggiadre
danza
ove
Bontà
la
scatenate?
che
mai
dunque
avverrà
passioni
precise
e
della
fine
alla
Non
fine.
mai
senza
fossero
frenesie
chi
giuodei
Forma,
Forma,
3.
Impressione
delle
di
Incapacità di
Grammatica
Un
fatica
creature
sue
lingua
e
costruzione-Caratteri
fatica
di
alla
pieghe,
nell'imbarazzata
e
di
stanche
la
anelito
vivono
la
del
è
figure
troppo
possibile
ballerini
strette
fin
che
dalla
dei
ed
che
discorso, tenendo
e
il
o
un
palato.
Il poeta,
impresario, le tiene
dalla
passo,
troppo
pronunciare
di
contento
creativa
e
solo
averle
non
fosse
le
dirige
istante
le
create, quasi che
intimamente
istante
abbandona
un
come
dal
mano,
per
a
persuaso,
sé
pedagogo
l'ultimo
al-
primo
le
Non
forza
sua
pagna
accom-
nemmeno
medesime.
un
lingua
parola.
della
istante, e
la
fra
all' ultima
prima
sia
perché
sassolino
per
loro
alle
scarpe
con
inflessibile
Il
suscitate.
come
debbano
un
in
gaie. Sono
,
grande
noso
pe-
de
larvale, don-
imposto
e
danzare
con
romanzo
innaturale
libere
di muoversi
del
riluttanti
ha
creature
invocare
o
creatore
menti,
movi-
loro
Le
nel mondo
ha
loro
forza, sembrano,
nascita,
incomodo
oratori
di
con
delle
creativo.
e
poste
sotto-
generate
rigidezza
dramma
le
poeta
debbano
come
gioia
del
fine
il tirannico
che
gesto
di
Oppressi
le opere
state
Nella
sommergersi
per
mano
siano
-
questione della lingua.
che
pare
-
lingua dannunziana
intolleranti.
lo sforzo
araldi
vivere
la
preciso
e
dannunziano
e
compostezza
tradiscono
dannunziane,
vi
dolore.
stento
e
rende
lettura
grande
loro
vi
leggere,
vostra
esse
della
sintassi- D'Annunzio
e
limitato
classico
Differenza fra
-
135
stile.
e
-Valore
stento
iniquo disgusto
dalla
cui
lingua
di
stile.
e
un
La
sua
volontà
debba
le
dire,
non
loro
quale
libero
attimo
la
vita
s'arresta.
E
pensino
sa
né
,
schiavi
Al
che
fra
dal
illude
il
mentre,
timbro
angusto
basta
un
secondo
il
di
gesto
quando
sé,
e
certo
pubblico
contratte
la
dunque
più
nasale.
del
poeta
e
rimetterlo
gli sfondi,
Manca
d'interpretazioni.
le
non
bilmente
visi-
che
si
nifestino
ma-
zioni
tradu-
Quando
lano
par-
nel
loro
d'Annunzio
del
trasformista, che
con
acciuffare
per
regolamento
le ombre,
del
narici, discute
mano
basta
voce
se
come
comportino
raccolgono
discutere
leggermente
il limite
al
di
intima,
statuarii.
la
e
egli
prestabilito. Sono
quella
come
le
con
si
le
per
dell'aguzzino;
meandri
tuali.
spiri-
di
schema,
si
crocosmo
mi-
pensino
vita
che
atteggiamenti
invano,
che
che
riflessione,di dubbii,
un
per
egli tiene
di vista
punto
il
schiavo
sentano
di
e
trarranno
cade
suo
Quel
se
quel
meccanico
mano
eroine
affatto
mancano
segreto, parlano
falsificata
uomini
del
e
conto
sa
,
secondo
sé
dramma
in
sentano
d'Annunzio
verbali
chi
infinita prescienza
per
un
sua
ed
quel
di
che
gli
riflessa
gli sfuggono.
considerati
mancano
la
Eroi
come
fare, dicono
come
non
chiede:
dio
arbitrio, ma
stanca,
tiranti.
debbono
un
se
chi
il d'Annunzio
partito che
ignori che,
non
come
render
scampo
e
come
il
conosca
dal
senza
fanno
creature
sue
debbono
debba
impacciati
Immancabilmente
padrone.
un
che
azioni
sue
tasia.
fan-
sua
tronfii
son
lezione, ed
una
della
più energica
quei personaggi
recitare
delle
d'Annunzio.
costantemente
è
Perciò
a
di
L'arte
136
avversario,
un
con
se
medesimo,
L'orizzonte
può
un
in
è così
sempre
giungere
rag-
personaggio
belle
ri-
fila.
Mancano
multiple possibilità
alle creature
di
quest' arte
F
lingua
r ma
o
,
Shakspeare
la libertà, che
in
ed
lanciarle
amare
il loro
gagliardia ed
la pena
all'
di
t'intorno
nella
sua
le
sue
invece
e
nessuna
dal
seno
Nessuna
creatura
suo
creatore;
nessuna
sulla
portano
esse
della
bocca,
pittura arcaica,
non
è mai
che
estende
È
d'arte.
chiamato
a
anni
a
La
Dante
Sofocle
sua
corrompe
varietur.
Ne
della
e
vita,
varia
lettore
un'opera
o
manzo
ro-
un
nunzio
il d' An-
come
il d' Annunzio
S' egli fra
darebbe
la
cento
sorpresa
Sanctis,
il De
egli stesso,
che
d'Annunzio.
imbottigliata, sigillatae
esattamente
è
contorno,
di
perché
dato
darebbe
redivivo
numerata.
flusso
avrebbe
i
oltre
collaborazione,
da
;
gli
nessuno
ombra
dramma
un
il
trascende
il valore
impedirvelo.
redivivo
arte
di
lavoro
da
vado
significato. Il
scrivendolo
lì ad
sempre
risuscitasse,
a
quel
carsi
stac-
figure allegoriche
le
il loro
perio;
puer-
possa
ora
sua
diversamente
capito
che
inesorabile
come
impossibile capire
V ha
forte
un
all'infinito
sino
dannunziano
è
da
tutlatta
al-
interminabile
un
proietta la
finito. Chiuse
appesi
d' Annunzio
del
palpiti
dannunziana
balbettando:
materno
i
strumenti
in
così
cresce
dal cervello
stupendi perché
bottega. L'arte
creature
ste
robu-
la loro
isocronicamente
regolarne
me.
limiti del
secondo
troppo
arte
createle
farsi strada
a
quali, usciti
i
fa 1' orologiaio ai lucidi
come
che
mondo
gilio
Vir-
e
così
sentirono
morire
a
sogno,
dell' arte, parvero
valesse
le
nel
lottare
a
Eschilo
poiché,
creature,
giovinezza,
da
alacri
sé, ad
da
di
foga
gran
.
Balzac,
e
alle loro
largirono
137
stile
e
E
nel
ciò
che
flusso
non
della
varia
nel
morte:
si
perisce.
Se un'opera
è
perfettamente
chiara
per
l'artista
e
138
L'arte
i suoi
per
tutti i
deponi
i suoi
la
qualità,
germi.
solo
in
limitato
degli
elementi
satto
nella
lo
che
nascono
suo
specchio. Finito
Tra
che
dilata
Clitanno
le
è
suo
è
e
che
nel
ritmo,
sembra
siasi
del
armonia
certo
Dove
molteplicitàdel
limitato
tornato;
con-
e
co,
simmetri-
ivi il d'Annunzio
Laus
in
estinta
la
Vitae.
che
Tale
le
definimmo
la
percepisce
d'esecuzione,
ficienza
de-
sono
Malgrado
si
poeta
sima,
classicis-
evidenti
quello
tanei,
coe-
col
costruttore.
dell'ispirazione,vi
disordine
altri suoi
Polenta:
più
come
dannunziana,
nella
renza
diffe-
illimitato,cioè
agli
come
classiche,virtù
capolavoro:
è
infallibilmente
di
dell'arte
scente
iride-
ed
cristallizzato.
nella
e
Chiesa
della
e
il
dentro
errabondo.
più evidente,
un
e
è troppo
Annunzio,
virtù
fra
forze
quantità
capriccioso ed
una
vole
mute-
la stessa
passa
sentimento
il classico
d'
e-
mondi
costante
classico,
dove
al
fluidità
vastissimi
i
infinito,
vero
il d'Annunzio
Manca
del
del
nella
di
mente
esatta-
:
nella
contemplandosi
ed
il
sfericamente
riflettere
ivi
cioè
si
il
poeta,
simbolo,
E
storia.
coesistenza
illimitato
cristallino
tra
nell'estensione
dalla
dannunziano
e
passa
grande
dividuo
l'in-
trascende
perfetta goccia d'acqua.
una
classico
scava
ritmo, perpetuamente
muoiono
e
come
nel
e
trifica
pie-
le
non
alla
compongono;
di
capacità
che
sacro
forma,
nella
materie
contraddittorie
apparenza
che
ciò
è
Le
il futuro
definito
è
quantità
nella
ed
Solo
contingenza
classico
capolavoro
esaurì,
ne
ai posteri quell'opera
significati,
impenetrabili,
e
il
chi la scrisse
se
perfettamente incomprensibile.
sono
per
d'Annunzio.
contemporanei,
scrivendola,
sarà
di
un
nitaria
tri-
cilment
fa-
perico-
140
di
zienza
Quindi
attendere
gli
tutto
di
sovraccarica
di
nebulosa
forma
prossima
essa
ed
strofe
al
ossificazione.
ebolliente
alla
che
singulto
ed ammette
lo
la
; ma
versi) ripiglia
che
se
momento.
in
Le
rare
sua
apparenza,
volte
che
Continuamente
coglie
in cui si
strofe
sbrigliamento
da
fosse
un
fissità
un
pazzesco,
lasciata
la Laus
Vitae
è
e
lunque
quail periodo,
meratrice
enu-
(ventun
raccoglie
le
volo
nuovo
come
all' arbitrio
di
di
materia
della fantasia
per
punto
il d'Annunzio
in
rapprende
le redini
questo
la
chiuso
approssimativa
non
tria,
simme-
permette
ov'è
cornice
ma
talità
men-
l'iniziato processo
rapidamente
misura
Anche
questa
,
disorientato
la
di
gorgoglia
alata
infallibilmente
le riordina
sarà
forma
della
ampliamento
forze,
toccarla
fuggevole
lunghezza della
La
pagnata
accom-
V adamantina
mai
nell'istante
congeda.
dal
all' equilibrio strutturale,
rima,
sconvolge
Questa
viaggia
e
Vitae.
Laus
lì lì per
è
centrato.
con-
malincuore
espressiva
raggiunge
non
stallino
cri-
splendore
a
roteare,
é più
V astro
di
sfugge
città
una
Non
ancora
e
declivio
d'imprecisi fulgori.
della
ritmo,
appena
nuovo
che
sinceramente
la
è
di cose,
e
in
elimina.
non
dentali,
acci-
fortuiti.
un
musicale
non
gravame
un
e
vorrebbe
cui
da
è
ma
la cometa
entro
lungo
geometrica
misura
É
d'immagini
banda
sceglie
incontri
si
e
analogie
di
torrente
un
informe,
di
La
spurii, di
una
Non
cammino;
suo
codazzo
un
di
piena
disoccupata.
cerchio
nel
elementi
alla penna.
mano
por
buono
forte, come
troppo
la
senza
par
dietro
la
come
d'Annunzio.
digressioni esagerate,
Si trascina
si
di
L'arte
rebbe
sa-
del
vista, superficiale
il
s'abbandona
capolavoro.
risoluta-
Forma,
al
mente
lingua
tangente; quando
in
tenerli
è
in
; e
del
su
questo
resto
endecasillabi,
i suoi
periodi
non
le
computisti
poeta,
di
bassa
stesso
Carducci,
scamiciato
la
volto
e
analfabeti
tutto
È
e
virtù
noia;
poeta
sul
uno
cavano
ed
è
è
cenciosi,
colpa al
magnificenza
di
per
tempo
e
fuori
dal
di versi
e
stesso
eccezione
Le
operaio
si
sia
felice
come
in
verso
le
e
popolo
senza
e
lionaria.
mi-
altro
un
od
è la
circolari
una
pressa
im-
splendore
; é
esattamente
,
gone;
para-
parole
nel d'Annunzio
contesto
trarca,
Pe-
al
un
Se
un
denti.
sca-
stesso
blasonata
monotonia.
quei periodi
centuale
per-
mendicanti,
senza
quella qualità che
di
un
a
sun
nes-
una
officina
aristocrazia
quanto
che
pare
petto velloso.
i
sono
terminologia
Lo
dopo,
somigliano
incontriamo
periodo
si
:
subito
messi
media,
zoppicanti
fuliggine dell'
dannunziane
senza
sciatti
perfetti
abbia
vantare
Orazio.
sono
stilista.
quartine,
sue
una
può
Forse
letto
cui
utopistico,
lor
fettament
per-
tissimi,
altri mol-
in
italiana
lecita
periodi
Foscolo
,
sul
di
fra i più
nella
prosatore
Sofocle.
Forse
si sforzi
questioni d'arte, diremmo
nessun
così
lo
in
anche
soltanto
fosse
multo
tu-
gliriesce
terzine, le
considerati
ma,
ribelle
stupefacente
uno
sue
sono
più meravigliosi. Se
frasi
è
con
granitico. Questo
—
perfettissima letteratura
la
al mondo;
da
fantasmi,
senso
egli
—
del
medesimo
se
la
te
rigidamen-
contraddizione
carcere
un
I suoi
che
i suoi
entro
tirannide
di
metri
s'egli,conscio
come
prigioni
in
in
spesso
s'agitano
cui
esercizio
poi s'esprime
troppo
Pare
stesso.
se
141
libero, gli capita di sfuggire per
verso
ordinati,
stile.
e
gemma
un
gola:
re-
che
si
di
L'arie
142
dal
cava
castone
d'Annunzio.
di
uno
Tarsi
la tesi dell' accento
e
endecasillabi
quegli
,
si
in
equilibrano
ove
partita
ed
un'immagine è esaurita
ecco
margine, noi siamo
pronti ad esclamare:
parola eterna! E l'impariamo spontaneamente
perfettamente pari
s'
imprime
facilità
le
abbondanti,
di
di
alla
artista
è
reale
si
dei
suoi
valori;
tutta
od
sublime, salvo
è
la
corda
sua
frenetica.
solamente
più
Ma
lirica, ed
in
che
umili
uno
ed
fantasmi
i versi
non
è
di
di seconda
è
tutta
né
pathos
camuffato
reboa
o
Un
ne
nazio-
fantasia
è
scossa
se
suono
dannunziana
condità
fe-
mente
costante-
dionisiaco, vale
qualità.La
è
non
considerevole
essere
non
un' ispirazione
da
artificiosamente
quanta
tutto
sia esclusivamente
dia
può
do,
mon-
la varietà
una
non
di
quale
esercito
non
musa
dotata
non
stato
l'artista ha
la
è
E, poiché
acuta
La
monarchi
assurda
che
lirica,quasi sterile,e che
quando
nel
per
un
cessaria
ne-
esprime.
inconcepibile una
marescialli, così
perennemente
che
il Santissimo.
aristocratica
quanta
di
quanto
è
come
e,
è
sempre
che
! Ma
perdrix
coronano
vive
non
bata
preli-
alla fine
che
canicolare
il sole
fantastico,
o
caccia
mondo,
un
l'uragano sublime, né sempre
si conduce
in processione
o
troppo
se
la
non
moria
me-
ragione
,
materia
tutto
dardeggia
sempre
belle
perfezione
solenne
un
vilissima
come
a
maggiore
con
grido: tonjours
connaturata
e
e
quella signora,
famoso
perché quella
non
noia,
a
gola
nel
la
per
supremamente
cose
la
proruppe
fantasia
Non
vengono
stancò
facilità
una
il d'Annunzio
più. Ma
mai
estrema
con
cancella.
si
anche
che
dimenticarla
non
per
senza
i
società
aristocratica,
a
dire
periodi
dei suoi
come
a
lingua
Forma,
vista
prima
sembrava,
ristocrazia:
solo
che
la
le vesti
Il
ha
parata
Da
desideroso
poeta
mascherato
continua
da
in
è
sua
nell'arte
chi
lo
un
convegno
vi
sua
studia:
è
di
decorati
di
fuori
in
cartapesta
metafora
da
l'afflato
cui
e
dal
di
periodo
v'era
e
e
ogni tempo
la
incontri
col
parole
di
ne
insieme;
d'
oro
e
di
e
goffamente
per
lare
par-
sontuosamente
altri che
sono
la loro
brano
sem-
perfezione
imposto pigramente ad
e
senso
il
—
il
se
zio
del d'Annun-
verso
In
realtà, dai
l'amore
—
precisa, la ripugnanza
gli
arbitrii
parole
nella
e
sapiente
nel
neh'
provvedere
invece
secondaria
e
di
di termini
nell'evitare
sillabe
la rima
poggiare
importanza.
le licenze
formazione
che
rola
pa-
linguistici
alternare
a
della
l'eclettismo
monumenti
religiosaaccuratezza
fonici
per
grammaticali,
dai
suoi
d'insegnamenti
pur
necessità
nunzio
d'An-
del
periodo
Flaubert.
egli imparò
delle
nuovi,
del
assoluta
per
scelta
diverse
ve
Parnassiani,
dei
schietta
nella
valata
carne-
una
sono,
versi
derivato
spesso
francesi
poetiche
o
e
discorde.
verso
forestieri
grottesco?
o
dell'ispirazionegigantesca
convenzionale
Si è troppo
dal
quell'ansia
e
di coristi
perfetti,perché
sono
schema
maestri
i ciabattini.
grottesco
e
creatore
procedono;
non
materia
una
anche
latta. Vi
periodi
,
perfettiper
di
e
immensa
rutilanti
folla
una
teggiamen
at-
le appartengon
non
monarchi
e
a-
gli
una
sublime
monarchi
sono
confusi
acciaio
uno
di
principi
strepitosa ? È sublime
è
che
di
e
scimmiotta
gli stemmi,
e
plebe
quell'incertezzad'impressione
ciò
l'arte
di
vi
plebe
143
.
mista
è
ma
stile
e
cevoli
spiadi
desse
coinci-
casualmente
Non
cali
vo-
bisogna
su
di-
L'arte
144
menticare
immenso
un
nella
vita
dal
rigorosa
così:
libero
schema
al
di
contrario
possibile
voglia
di
debba
e
di
estrarre
antica
lingua
moderna
o
arbitrariamente,
individuale
coscienza
e
Può
lessicale
ha
letteraria
leggi,
capricci
italiana
sibbene
qualche
di
secolo
la
in
non
perché
in
qua,
per
raneo
contempoil termine
solamente
non
il
dall' oblio
da
prestito
neh'
non
lingua
aulica
colare,
seuna
mica.
accade-
questo liberismo
nunzio
il d'Anni
inversiola
compiaceva
si
lingua
ossequio pedantesco
erano
pigrizia in servigio
della
nella
rentino
fio-
uso
ed
parte delle
le inversioni
non
poeta
linguisticoè
poeta,
massima
cui
meno
nem-
V intuizione
grammaticale. Ma
l'assolutismo
respinto
è
non
suo
a
contraddittorio
sembrare
con
dei
nella
ha
siero:
pen-
ro
nume-
questo
arcaica
Il modello
del
nemmeno
di
un
perciò
ha
lo
non
perfindi foggiarsela,
e
sé.
da
va.
schia-
nea,
contempora-
poiché
egli
prenderla
di
anche
ma
a
presso
parole, secondo
manca
parola
una
scritta?
grammatica
medio
cui
stione
que-
arcaica?
suona
materia
Se
lingua parlata, il poeta
diritto di
e
quale
l'uomo
e
lingua
o
possibile fissare
esprimere.
intuisce
non
famigerata
sintassi
al poeta,
fissare
risoluto,con
gli atteggiamenti
è
non
particolare,che
un
nella
della
sufficiente
parole
delle
tutti
esprimere
ha
la
in
normale
approssimativo
può
astenutosi
grammatica
o
vocabolario
L'ordinamento
italiana:
d'Annunzio
dal
imposta
zio
d'Annun-
parlata
rettilinea
e
Gabriele
egli
esempio,
suo
lingua. Lingua
formula
poco
letteratura
teorizzare
del
della
La
di
,
forza
sintassi
d'Annunzio.
merito
nella
e
saggiamente
l'unica
di
e
i
che
rima
alle
capricci,
da
volgari espedienti
e
del
ritmo.
Forma,
In
questo
ha
la
che
le
Ma,
dalla
la
sua
in
far
per
Il
questo
senso
più bello
italiana
vantaggio:
il
la teoria
un
di
liberamente
Crusca
di
al
mille
Croce,
ribobolo
pasta
calda
ed
di
Purismo
sono
tumori
Ha
nella
e
storia
senza
suo
son
della nostra
scrivere
smo,
neologi-
pedanteria
e
La
ingorghi :
il
avuto
materia
moniosa,
ar-
tutta
una
che
successo
agli accademici
e
ventando
di-
popolarissima. Per
venuti
dopo
il d'Annunzio
dannunziani
un
momento
letteratura.
neanche
cerca
fusa, compatta,
essere
stile segna
che
che
e
superate.
tempo
vogliono
apparizione del
di
e
impeccabile
brevissimo
e
e
risulta
ne
lato, tutti quelli che
questo
ferire
negate
omogenea.
meritava, parendo
in
gici,
illo-
obbediva
rivoluzione
del d'Annunzio
esente
suo
a
canoni
a
non
espressione.
egualmente
verbale
ratura
lette-
ancora
,
venivano
glia
mi-
no,
manzonia-
quello dell'impressione
sua
e
sotterfugio;
questo
obbediva
Benedetto
la
passerebbe
la moderna
cui
ma
d'Annunzio, precorrendo praticamente
solo:
canone
cosiddette
vi
non
insieme
Con
vanti.
il Manzoni
che
mentre
a
si
nato
elimi-
manzoniani,
soltanto
supera
perfetto di
e
il d'Annunzio
ha
sente,
ai
ma,
di significat
manzoniani.
stile detestali
suo
lo stile carducciamo,
è il
dei
le licenze
estetica
non
sfumatura
lo
e
parola
parola speranza
parola ùmile,
comodo
coscienza
la
che
una
non
le parole
rimorso.
senza
o
per ciò che
dalla
dispetto
a
crede
arte
sua
non
e
lo
ha
dalla
distingue
non
poetiche,
su
la
credesse
umile
parola
145
anche
diversa
adoprerebbe
poiché
perché
Se
un' intonazione
che
e
stile.
e
assolutista
egli è
senso,
il vocabolario.
riguarda
speme
lingua
un
;
la
vo
decisi-
Senza
opuscolo
e
colpo
di
pole10
146
di
L'arte
il d'Annunzio
mica,
ha
risoluto
fuori
collocandosi
fra
d'Annunzio.
la
al di
e
gl'idolatridella
gua,
della lin-
questione
delle
sopra
regola
tizioni
compe-
gì' incensatori
e
dell'uso.
Falsità
dello
Assenza
malattie
forma
Che
asserendo,
nel
di
con
La
falsità
dal
di
impone
mento
tipico a qualunque
capo.
Il
suo
dal
tanto
tendeva
verso
la
sopratutto
tecnica
in Petrarca.
quest'ideale di
per
sorpresa,
abitudine
per
il
verso
della
e
Nei
endecasillabo
raggiunto
maniera.
antica
più
:
di
era
ad
non
della
fuori, come
a
grammatica
cui
con
;
il
fraseggia-
e
gli passi
nel
e
il
per
ritmo
cui
dall' ideale
poesia italiana,
lirici del trecento
qualche volta, quasi
nel d' Annunzio
Egli
parabolico,
grandi
riore
este-
forzosamente
nel tono
parnassiano quanto
verso
o
ch'esso
pompa
di
ritmo
bazzecola
deriva
non
e
suo
strofe
dire
dall'ostinazione
certo
un
periodo,
la miseria
piegano
lingua
cioè
didentro,
d'Annunzio
si
miglior
suo
un
la
dal
viene
non
convenzionali
al contenuto.
quella
coscienza
cattiva
ristico
umo-
quando
Vogliamo
poeti che, scrivendo,
viene
che
senso,
ed
dire,
od
speciale falsità,ove
nasconde
criterii
strofe
una
peggior
una
detta.
relazione
dunque
è dannunziano?
quel periodo
è falso
in
spiritocomico
nel
stilistico,
sazietà
con
nunziano
segreto del periodo dandi
intendiamo
cosa
respingiamo
nei
della
è il dannunzianesimo
senso.
cosa
Il
-
'Immaginifico
-
Le
-
dannunziana.
malattia
stilistico
schema
L
-
Tale
della
Analisi
4.
ha
accento
nessuna
è
divenuto
simpatia
sagliente
e
di-
tale
silenzio, nella pausa:
Voi
abbracciava».
esso
sapiente
e
che
il
periodo,
un
deve
subito
ad
al
di
Un
dannunziano,
spondaici
e
la
con
la
importa. Importa
notare
il
suona
periodo
accovacciata
mezzi
un'unità
come
in
Ortografia ed
assolute.
ed
E
sillabe
di
vaganti,
nulla, giammai
fuor
di
e
alla
di
aggettivi
la
suo
mandare
epiteto
frequenza
in
ibile,che
come
della
un
ne,
solitudi-
in
precedente
stampo
le
luisce
di-
l'abuso
parole
anche
esasperano
di
tivi
superla-
comodamente
dattiliche; la
sostantivo
e
ree
fer-
moltitudine
faire;
servono
particellaora
lo
guente.
se-
e
più spesso
o
enorme
galeotto
con
sono
è anche
che
armonie
ogni
cepisce
con-
agganciata
tool
significato:
delle
costruzione
di
dal
il
1'
à
consimili,
e
proposito
ed
pigia
Quindi
bonnes
revoli
innume-
in
il d'Annunzio
quasi assoluto
materia.
sua
dattilici
grammaticale
ritmico, nel quale il d'Annunzio
la
periodo
dell' esametro.
all'unità
analisi
la
drini
alessan-
accenti
che
cosa
cabile
imman-
del
vivente
stessa
se
esteriori
puramente
ed
chiusura
che
La
prende
e
chiusura,
sua
come
casi
Non
e
verbale.
di
successioni
le
con
ce
vo-
mistero
roco
formula
la
voce
sua
dei retori
seguace
facilmente
troverebbe
di
;
discendere
imminente
sua
retore
alta
della
medesima,
se
la
giro
maiuscole
per
e
del
termine
rincorsa, annunciando
vittoria.
sforzo
d'ombra
tono
un
aralda
si fa
dire
da
ad
sino
perdurante
dicitore, leggendo
lo
che
prima parola,
in
quel superlativo,
su
dopo
la
che
mi
io
mute
cose
stampata
concentrare
ascendente
percepirlo
delle
sentite
dovrebb'essere
grandissimo,
nel
che
all'immensità
davanti
sgomentai
d'Annunzio.
di
L'arte
148
tudine
consue-
accompagnato
col
suo
di altre
carceriere;
non
meno
di ondate
successione
alla fin
dei
conti
ma
per
del
di
fra
è
le
di
di
fronte
di
dovizia
sua
di
che
prosa
logica
e
inerte,
scarso
in
l'unità della materia
di
giunture
molle,
che
splendore
snellezza,
di
florido
così
che
ha
di
qualche
tappa
che
non
volta
né
forza
di
dirittura,
e
il fervido
di
si
vicino
da
ed
adiposo
e
Manca
dolo
veden-
celata
muoversi,
anacoluto
un
biancheggia
salute.
la mal
di reggersi
con
rapidità. E,
impettito per
procedere
di
arrotondato
tutti i buchi
é
periodo,
suo
carname
la
stile
suo
d'ossa, incapace
asciuttezza,
ed
quel
più
studiosamente
e
il
miracolo
un
diente
espe-
un
riempirne
modo
e
un
e
è
; per
questo
per
spesso
piedi
grassume
periodo
sembra
il
che
strano
è
Anch'esso
lungagginoso;
e
insuperabile
quasi più frequente nella
di forza, considerato
troppo
d'uno
il
mico
ne-
d'identità
rapporti
i
Tuttavia
verso.
suo
vista
prima
a
non
generale alla
Immaginifico
apparenze,
sia
come
nel
tronfio
rivela
di
precisione.
prestabilita.A
diventa
che
delle
rimpolpare
carcassa
e
Vitae, la
Laus
simili.
cogliere
alla diversità
e
di pensare;
associative
in
porta
lontane, nell'asserire
per
di
nel
comparativo
nesso
lo
immagini
tre
veramente:
cose
lismi,
paralle-
il d'Annunzio
della
e
de
proce-
per
serie
Quando
dualismo,
giustaposizione
egli
che
spirito anticristiano, e perciò
suo
ogni
non
o
;
oziosi
s'illudono
o
nella strofe
sfrenarsi, come
tendenza
d'Annunzio
pensano
immagini comparative.
può
periodo
i sinonimi
e
giustaposizioni, per
per
l'altro
e
contrapposizioni
poeti che
i
149
interrogative in pagine,
superflue. Il
antitesi, per
come
l'uno
asseriscono;
le enumerazioni
per
fra
nessi
come
insignificanti
la
dannunziana.
malattia
della
Analisi
di
voi
ficoltà
dif-
siderate
de-
Cellini,
di
L'arte
150
Annuzio
d'
.
il ritmo
di
zoppicante
quasi
Alfieri, la bonomia
di
la
Anche
qui
di
sanguigna
magrezza
d'Annunzio
camuffata
è
di
drappeggiano
viete
più
e
domina
di
È
che
le volte
ideale
s'è
dichiarata
Osservate
estetica.
ancora
di
d'umorismo,
deficienza
riso
è
è
scherzosa
ma
valori
sente
frate
e
prevalere
sulla
mentre
della
letteraria od
ziano:
dannundi
un
Poiché
vede
in
celebra
il feudo
Chiesa
si
ramente
oscu-
ramento,
supe-
di
negar
la
negazione,
all'istinto.
Boccaccio,
cultura
scompone
crudelmente
tista,
ar-
un
un
fiacchezza
del
sbeffeggiavano
del
sull'astuzia
fole
le vecchie
permanere
il
negazione
illusioni,deve
non
e
gaiezza,
lato, questa
scoppii
quali, malgrado
la libera
tutte
stupiditàdel villano, sghignazza;
consolida, ride
Padri
i
sua
retorica
con
morali,
che
si
tenta
che
le
tutte
l'arte
che
modo
violenta
e
e
stile.
suo
ispirazione.
possibile
superiori alla voluttà
restano
che
è
quale, malgrado
sentire
certi
all'
connaturata
dell'inferiore,non
Da
vello,
cer-
periodo
del
stesso
ironia.
superiorità spirituale
il
di
riso, l'assenza
l'impossibilitàdel
bel
suo
altro sintomo
un
cose
di
tipo
il
malattia
una
le
anche
determinato
nello
poco
stile si
suo
mania
una
lesca
anima-
sca
sadico-guerre-
respiro alla libertà
il
press'a
avvenuto
nel
immaginazione
certo
un
ispirazione
certo
un
la fissità di
tronca
verso
così
paludamenti grandiosi
con
così
nelF
tomo
sin-
un
viltà la libidine
eroismo,
certa
una
che
è
non
più semplici. Come
e
tiranno
da
nitica
gra-
di Manzoni,
sciatta
Come
la
il crimine
durezza
Leopardi.
verbale
la malattia
dell'ispirazionemalata.
del
la
Machiavelli,
e
la
vantes,
Cer-
vali
medie-
monarchia
passato;
qualche
anche
i
volta,
Analisi
della
indignandosi,
la
religiosamente
persuaso
frecce
ironiche
ma
Hermil.
valori
morali
ringhiando
per
Quindi
che
quella
cocciuta
sua
maschera
tragica; e,
con
una
la
se
irosamente
lo
ma
un'
di
d'
musona,
la traducete
per
comica
ciò
può
i
la loro
quando
Ma,
imposizione
necessità
al
medesimo
semplice
generare
il paragone
senza
gina
pa-
pericolo ad
una
gina
pa-
Ariosto
in
o
grandiosi
non
se
è
questo
gaio
o
fra la materia
dall'esterno,è
viene
si
tono
e
mantenga
Basterebbe
discorsivo
nello
di
più nobile,
un
o
manda.
couna
luta
asso-
mente
perennesolo
riodo
pe-
scherzevole
spiritodel lettore,
quel periodo
di
in
o
solenne
fulmineamente,
nient'affatto
Una
grandioso
pathos.
o
dignità
sua
lo
stilistica che
che
può
ispirazione perentoriamente
il tono
se
che
stile.
lo
riguarda
diventano
non
sorride
e
dall'ispirazione,voi
se,
Shakspeare
in
quali
,
che
seguire
grandiosa
Balzac
regge,
che
par
nell'intimo.
vibra
non
Egli
immobile
riso
un
teme, ridendo, di spogliarsi della
L'analisi
esaspera
sorride,
degnazione,
ma
ciò
Per-
robusti.
e
di esistere.
volta
una
faciali
sacerdotale.
per
sollazza,
inferiorità
sua
i
deridere
grande avversario,
ostinazione
compostezza
i muscoli
odiati
suo
1'eccezionale
notare
contrarre
Quasi
lo
non
dunque
faccia
il
di
li assalta
troppo
di
coscienza
forza
e
della
cata,
religioso.Soffo-
lui la
ha
pubblicamente:
scomparirà.
culminanti
stato
in
rinnega,
maschera
vi
lo
non
nemici
bersaglia di
che
toglietei punti
se
dell'uomo,
cuore
dell'uomo
morale
151
Nietzsche,
e
superuomo,
raggiunge
come
ride
non
del
palpitante, vive
pur
Tullio
il
la
Vitae, non
Laus
superstite idolatria:
d'Annunzio,
il
Ma
dannunziana.
malattia
tante
altre
e
la
teria,
ma-
pagine
e
periodi atteggiati
calasse
sipario
o
sul
ridere
un
Il
5.
nella
retorica
Origine
col
della
col
boccaccismo,
demagogico
e
Perchè
dell'
veneziana
pittura
il d'Annunzio
Schematismo
le
nella
nostra
è
deuzza
un
quotidiana
o,
Un
di
esprimersi
senza
per
in
gonfiare
perfino, una
?
arcade
prendere
grado
di
Direttamente
sentimento
il
di
zionale
convena
quasi
succedute
dire
scrivere
plicato
com-
congegno
un
anche
per
un' i-
logico, che
nesso
quattr'otto.Essere
della
all' immensità
qualsiasi frivolezza
sul
serio
un
boccaccismo,
e
di
lante
ga-
ca.
scolasti-
arbitrario
fantasia, esagerandolo
austero
-
secentista.
un
sono
vuol
fino
preraffaellita
scipita immaginazione
leggiadro giocherello
al
si
e
Il pregiudizio
del d'Annunzio
comuni
ovvio
una
scampo
né
periodo
quattro
rapporti
-
gravità,
cosa
un
Suoi
'enfasi wagneriana
sintomi
adoperare
o
petrarchista ?
passione
Pittura
-
dell'
Che
macchinoso
potrebbe
Relazioni
-
letterarie, che
?
-
decadente
un
sono
tradizione.
italiana*
l'Arcadia
stilistico,artefatta
boccaccevolmente
a
ce
Si di-
storica.
con
Flaubert
con
non
malattie
e
e
eloquenza
compostezza:
tutte
il
timentale,
sen-
scoppiasse
dannunziana
Influenza
-
che
svanisce.
petrarchismo
e
che
letteratura
malattia
Parnassiani
coi
prima
trata
en-
D'Annunzio
della
storia
V
dramma
un
mascherata
l'illusione
che
volgarmente
di
Magno
d'una
bello
più
scena
madre
scena
Carlo
come
di
servo
sulla
come
Sarebbe
sublimità.
a
di
prematura
d'Annunzio.
di
L'arte
152
utopia
indirettamente
e
fino
sociale.
le altre
ripetono la loro
malattie
i cui
precetti
bene
ad
persuadere. Secondo
nel
ma
bellezza
si
nel
consisteva
non
riducevano,
di
in
parlare
pubblico
gli
di due
altri: l'ode
di
sensi
patrie
il
infocava
allo
allo
stile di
dovessero
decidere,
fu,
la
—
in
gravi
Egli suggeriva
atto
folla
indecisa
al
bene
pubblico.
di
ad
delle
verso
che
Anche
strano
demagogico,
e
democrazie
se
come
le
se
loro
Catilina
contro
sia
greco-
no
produceva-
letterati,s'inspiravano
amici
Repubblica
e
ed
del
della
esercitazioni
Antonio,
torno
in-
Senato.
cerone
Ci-
letturatura
robustissima
ed
liana
ita-
sima,
operosis-
temperamenti energici,soggetta
periodiche
uno
È
oratore.
statale
essendo
molti
crisi
bariche;
bar-
terre
la
le malattie
tutte
fu, come
a
della
quale,
delle
conquista
classicisti,anche
Cicerone,
alle sorti
inspirava
alla difesa
sfacelo
pubblico
un
per
Il poeta
di tutti
pratica dell'attività estetica,sorta
Gli scrittori
latine.
in paragone
concittadini
storie, rimaneva
sopravvissuta
alla superva-
i suoi
spiritoschiettamente
uno
per
negata
palestritae
incitava
questa falsificazione
te
ar-
gioventù
più proficua
scriveva
poesia
all' «
era
la
nella
alla
prosatore
la deliberazione
se
od
mura
e
prosa
L' intimità
».
l'orazione.
e
Quindi
Majorana,
letterarii
ardire
ed
guerresca,
delle
civile
nobile
l'on.
e
pregiudizio portava
generi
si riducono
un' azione.
direbbe
all'artista. Questo
lutazione
ad
e
zione,
rappresenta-
una
nell'eloquenza,
come
numerosi
te
retori, l'opera d'ar-
comunicare
trascinare
culminava
i
sica,
clas-
retorica
negli occhi,
ma,
:
153
estremamente
erano
guardati
dalla
origine
discordi,
uno
storia.
nella
D'Annunzio
schema
illudere
—
il
di
modello
della
periodo
gli ascoltanti
con
canoro
prosa.
e
tondo,
ro-
l'armonia
fraseggiamento
del
della
deduzione
nella
struttura
e
di
L'arie
1 54
sul
quando
la forza
e
nel
e
d'Annunzio.
ritmo,
schema.
che
dir
Meglio
di
uomo
quale
nudità
sua
non
s'imitava
di
la
qui
della
la letteratura
Certo, sarebbe
alla
se
donna
la
amata
degna
fosse
signora
un'assemblea
il
o
cose
il
petrarchista, l'arcade,lo
convincere
ma
un
ricetta
a
dalla
piazza assolata,
quattro
tu
d'Annunzio
e
dei
sofismi
del
Anche
il
bel
suo
di
volevano
L'
tu
per
—
morali
se
quello
—
tiranno,
stile è dominato
un
—
civili
rappresentare,
avversario
esaltare
,
che
eruppe
assordante
medesimo.
fra
l'oratore
solitaria,del-
Anche
il cattivo
apostrofi patriottiche
spregiatore della
è
decidere
canzoni
eloquenza,
delle
come
Anch'essi
un'eloquenza
con
trarchism
pe-
parrucconi
a
di
strombonava
pareti. Diveniva
a
nel
all'Accademia,
immaginario
un
secoli.
petrarchistaparlava
scrittore
immaginario.
seguace
il
le
donare
abban-
Cicerone
simposio
non
—
non
ciceroniani.
dell' umanità.
la storia
urgenti per
combinate
ad
legislativa chiamata
di
e
Quindi
nei
cominciò
cercar
l'arcade
e
un
facilmente
fortuna
ma
era
,
di montarsi,
italiana,divenimmo
nell'Arcadia;
e
patria
persuaso.
vita
esagerato
più
nudità, perché della
immensa
sua
cosa.
,
s'imitano
come
il sentimento
Quando
in
animo
allo
Cicerone
di
e
sinceramente
era
facilmente,
smorfie:
qualche
bisogno
suo
proporzioni
obbedire
; ma
parte
aveva
il
presentare
osava
dir
che
di
di
pur
Demostene
passione
il
avvocato,
bene
così
pensava
sulle
esprimere l'oratore poteva
arbitrio
permettersi qualunque
rigore
sentimento, inviolabile
mentre
del pensiero da
nesso
Non
del
il
bastava
non
oratore
dal
folla ed
senza
logeta
apo-
piazza.
pregiudizio
dema-
d'
di
L'arte
156
Annunzio
.
in
chiuso
r
malattia
Wagner.
parola,
del
questo
è il
in
dove
punto
le
tutte
appartiene
alla storia
delle
che
parole,
nella
e
il balocco
questi
vizii
con
il conflitto
il contenuto
la
la
sostenuto
e
se
oziosi
sono
stesso
da
d'appello,
della
il
grande
nunzio
d'An-
di
dotica
all'aneddi
sé
com'è
desimo.
meo
queste
con
nelle
arti
rative
figu-
esperimenti dello
fanciullo
con
se
che
annoiato
fatto. In letteratura,
un
carattere
di
mancanza
la
per
in continuo
esprimere;
arbitrario.
comune
rispetto
prestabilitaè
da
guenza
conse-
secentismo,
nel
dente,
deca-
eliminato, essendo
Il decadente
ed
,
secentista,considerano
stessa,
fiscale,
trastullantesi
e
per
materia
puramente
a
Ebbene,
l'opera
consimili
la forma
il
sarebbe
spirito, non
è definitivamente
diverso,
si
s' intende
veder
è
abbiamo
non
spirito tentò
proverbiale
retore,
disaccordo
fine
lo
si manifestano
parola. Nel
come
che
se
per
nato
accen-
dell'arte,e per
dello
seria
infallibile,che
modo
storia
su
il
sciupa
in
alla
comunemente
spirito ripiegato
ed
debolezze,
musica,
come
Abbiamo
processo
sue
i movimenti
e
citato
decadentismo.
il decadentismo
ciò
abbiamo
gli sforzi dell'avvocato
parodie
Ma
camente
stori-
l'innegabile realtà
contro
Con
collocare
lettore
chiamavamo
che
quello
del
e
pindarica.
; e
qualunque
come
niana,
cicero-
cio,
classica, Boccac-
all' Arcadia
e
marinismo
si rompono
stesso
per
pittura veneziana,
atteso,
due
Ma,
dannunziana,
petrarchismo
almeno
strofe
l'oratoria
al
arte.
della prosa
Pindaro,
che
nientemeno
anche
della
Cicerone.
star
la
tenuto
l'onda
ascoltare
impeto sagliente
Lasciamo
la
ad
sé,
come
qualche
un
larva
giuoco
la
parola
di suoni
d'immagine.
pena
ap-
Il de-
D'Annunzio
cadente
in
è
languido,
l'uno
l'espressione vuotata,
sinfonie
ridere
sentire
per
di
vocali
ilare
con
che
non
delle
meccanica
organismo
accidentale
far mille
che
lasciato
triste
di costoro
di
le
ai
e
fronte
O
e
tale
di
strofe
stirpe
della
questo,
parole,
corrotte
pestilenti d'
ammollite
senile,
mestiere
ulceri
dalla
o
italici
rivendicarvi
vostra
io
non
s'è
nel
più
in
non
mene,
Oli-
paragonato
il
Vitae
in
opre
entro
evi
eterne
da
tempo
1' antitesi
suo
mento
senti-
date
quasi religioso.Ricor-
armi, per
sillabe
è
siaco
Paradi-
giusto
forza
degli
in
è
Laus
fertile
in
fortune
fermata
nella
di
è
parola
acerrima
alle
del
Poema
probità che
parole, mitica
della
il
il d'Annunzio
vita, nel
una
non
passa
strumenti
decadenti, egli
alla
stupende
che
belle).Indegnamente
artista
:
gli
sua
loro
nel
Il decadente
riposo
peggiori
cose
nell'altre
ai secentisti
zione
scomposi-
queste perversioni che
da
della
nelle
dure,
le fred-
per
disarticolate
suono.
più. Ma
servono
momento
né
a
ghiribizzi con
sedurre
(e
di
o
fanno
ci
significatosecondo
loro
letterato
un
gli
non
nel
quali
1' assurda
parole,
somiglianza
artista; è
un
a
falsate
e
le
come
freddure
avviene
come
percepiamo
appena
Fanno
dà.
consonanti,
disgusto,
con
rimbalzare
la fanno
tonfo
di
e
festevole;
è
l'altro. Si divertono
e
e
157
il secentista
mentre
realtà, scherzano
capita
storia.
nella
;
labbra
tetre,
balbuzie
segni
;
seppi
vergine gloria !
:
158
Io
d'Annunzio.
di
L'arte
trassi
vi
robusta
casta
e
della
prima
dal
contràttili
vi
il
che
lume
novo
nei
così
modi
che
rivelò
vostra
mare
colora.
disposi
dell' arte
le
la vita
segrete
radici, le innùmere
che
legano
alla
Natura
feci
Io
volti
Io
dal
e
in
Inno
in
vene
commozione
redentrice
in
deve
il vasto
canto.
novo
novamente
in
della
sangue
ciaschedun
dell' arte
è
v' ho
dell'
parole,
o
che
carne
di
mondi.
di
umana,
medesimo,
ciascheduno
amore
1' ombra
mio
io
sostanza
polpa,
qui
d'
sonate,
del
Converse
in
faville
baleni
Splendete
preludio
inondi.
cozzo
pregna
questo
morti
sùbita
vostro
futuro
del
E
tremendi
illuminarono
che
sé
i mille
di
anima
sprigionai,
I' una
tra
Passato
un'
stirpe
sonora.
sembianze
che
la
la
sillaba
del
come
Qui
fibre
tutta
apparire
1' altra
e
fresche
del
indicibilmente
Io
gorgo
origine,
corolle
le
come
mano
con
e
viva
mia
di
carne,
pianto.
artista, che
raggiunge
lettore
ammettere
dannunziana
è
riconosce
la
forza
del
dannunziano;
questa
sulla
stament
giublime.
su-
ché
per-
missione
lingua,
—
sog-
D'Annunzio
di
getta prima
e,
una
per
schiavitù,
nuova
al
rivelazione
una
è
ma
alla
la
mano
In
che
casta
i
senso
dei suoi
che
tempi
della
Constatare
hanno
della
letto
Petrarca.
Artisti
ceptae,
crea
il
solito
per
ad
essa,
quale
si
negare
nello
della
del
d' arte
di
di
nel
e
-
Kipling.
quelli che
Sanctis
De
sanità,
sine
Un
superarne
e,
con-
la
tista
ar-
genita
con-
intorno
storico,
forma
non
tis,
men-
spirito.Ora,
dello
contrassegna
come
grande
grandezza
dello
sul
labe
corruzione,
ricerca
per
interiore
luminosa
specie
italiana
sull'epoca
tutti
sanno
e
del
significadeprimere
svolgimento
storia
teria;
ma-
Relazioni
-
d'Annunzio
miracolose.
la
esercita
sua
potente; ha
e
dramma
suo
opere
specie
una
V artista,ma
collocandola
quale punto
una
nunziana
dan-
vanti
solitarii. Da-
dannunziana
saggio
limpida
Bach,
sulla
la coscienza
con
del
Lo
apparizioni
sono
L' arte
malati
e
nel
opera.
di
e
viziose.
malattia,
dannunziana.
sono
europeo
meditato
e
di
malattia, non
sua
listico
sti-
sintomo
è puro
malattia
barbarie
sua
Giotto
Omero,
per
la
schema
suo
»
formula
La
-
spirito
sottopose ad
sfoghi
a
Superioritàdell'arte
rappresenta
le
violenza
usa
artisti
pensiero
-
L'esaltazione
alla
della
grandi
col
il valore
di abitudini
robusta.
e
Sintesi
d'Annunzio
un
il d'Annunzio
poesia,
«
6.
è
si abbandona
non
del
giogo
libidinosa, ed
al classicismo
terelli,
degli Sten-
parole, egli
prestabilito,questo
non
Carducci,
il
indiretta, sullo
conseguenza
le
159
al manzonismo
e
Se, redente
italiano.
storia.
lui, e malgrado
Cruscanti
dei
—
nella
V
apparizione
160
dell'arte
di
dannunziana?
le
da
malattie,
del
e
d'
al
di
i
alla
di
popoli
di
di
felicità,di quel
dieci
stanca
P Italia delle
della
nazione.
di
comoda
ma
; P
delle
forche
Sommaruga,
e
i suoi
Bizantine
la
scarsa
sua
«
La
Bisanzio
e
del darvinismo;
mirando
tannica
bri-
saggezza
sicura
luculliano
festino
terza
essi ci han
Nell'arte
di
libertà
allegramente
un
Roma,
debole
contrapposta
con
dato
del
questo
cervello,
di
».
ducci
Car-
Il d'Annunzio
le
d'Annunzio
e
Depretis,
Dogali.
scrivevano
perfetta espressione
coscienza,
negazione
e
fratelli d'arme
».
raggio
co-
spaventosa
una
la crisi edilizia,Tanlongo,
sbraitava:
del
la
e
;
battaglie franco-piemontesi
austriache.
ed
Parigi
e
delusioni
di troppe
d'imbandire
commemorativo
delle
P unità
da
verni,
go-
rifugiava nella grottesca
si
Italia,pazzamente
pensava
di
il mondo
sangue
dell' automatica
malvaceo
chi
stan-
da
che
del
positivismo
si consolavano
popoli
sé,
del
t'anni
cen-
giustizia
sussultare
spirito,affranto
pensiero,
miseria
all' ideale
di
Lo
alla
tamburi
padri
ai
che
per
sperimentar
amarezze,
costata
era
ubbriacatura
fatto
anni
ogni
di
Europa
d' idee
e
un
di romanticismo
rincorsa
rullìo
in
d' utopia. Erano
e
pazzesca
P
tutt' intorno
quell'affannoso
quella
eh'
sistemi
XIX
svolto
stanca
; stanca
musica
briele
Ga-
che
del secolo
Era
e
ginazione
imma-
sua
es'è
nato
storica.
contese
aveva
i
è
in Germania
misticismo,
sive
espres-
pensare
italiano ed europeo
di metafisiche
e
Bisogna
stile?
stanchezza
rintronato
sono
analizzate, della
gigantesco battagliar di
aveva
crisi
quale
tramonto,
suo
di
momento
noi
suo
Annunzio,
volgente
del
d'Annunzio.
di
L'arte
«
ha
nache
Crovato
tro-
momento
di
spensierata
gaia impertinenza
al
della
Sintesi
malattia
dannunziana
161
.
duro
lavoro
la
essere
ideale
dei
di
poesia
edonistica
della
spirito alla materia, dell'
il
addentro,
rivela il
della
sua
credenza
nelle
forme
dello
spirito, ma
alto
più
È,
per
della
sulla
dire, l'afflato
anzi
che
del
sopravvento
fisicamente
(o gioire o
sensuali
detronizzavano
esprimere questo
e
d'
non
gli
era
che
o
barbaro
Ma
a
e
questa lussuria
dell' intimo
della
sua
a
raffinata
cioè
malattia.
il
lui per
Rudyard
un'
troviamo
:
raffinatezza
di sensi.
più
alla
vicino
è raffinata ;
anch'
sé definitivament
più
natura
:
tempo,
Qui
essa.
da
Kipling.
In
un
molte
ispirazione gemella
della
è
qui
lui nello
lavorava
crudeltà
questa
d'Annunzio,
Lontano
1' esaltazione
in
1' uomo
fabbricare
di
era
il
crudele.
del
dramma
animali
d' un' ardentis-
era
possibile distruggere
lui parve
lussurioso
sadica,
inaudita
cercò
rovescio,
il d'Annunzio
libidine
vicino
il
dal
!); e le percezioni
ragione e il pensiero. Per
sima
1' uomo,
natura.
morire
dotato, fornito com'
una
della
le funzioni
d'animo,
stato
spirito
nutrirsi,riprodursi,godere
:
la
nello
;
che
il germe
risucchiato
mondo
mirabilmente
Poiché
che
panico
panteismo. Quindi
il
prendevano
persuasione
inferiori
respirato sul
bene
L'accento
palpita
natura
forme
così
la fodera
sulla
persuasione
le
lebrazione
ce-
deilo
guardato
materialismo.
poggia
inferiori
Una
alla cellula. L' afflato
uomo
brutale
non
?
saputa,
in-
sua
a
riduzione
una
,
più
persistono
mondo
vita,
dannunziano
panteismo
,
materialismo
di
e
poteva
cosa
poeta impregnato,
un
di darvinismo
panico
Che
millennii.
a
barbara
il nòcciolo
la sintesi
è
cino
spazio, vi-
altro
cose
è
grande
dei
quella
natura
tista,
ar-
Kipling
nunzio
d'An-
del
e
della
ìi
il
godeva
un
popolo
non
fosse
vantaggi
tre
i barbari
il fatto
sopra
forza
pensò
barbarie
un' opera
Anche
meno
di
la
sensuale
da
le
di
le
dello
duraturo?
Il d'Annunzio
la
inferiorità
di
Ma
l'auriga-aedo
Cuore,
perciò
della
di
sua
il
iniziale
quelle
e
l'uomo.
di
quelle
e
che
Ignora l'uomo,
umilmente
d'umanità
possono
chiamarsi
sociale.
Il fuoco
sono
che
né
le abiette
doti
e
sue
muse.
la materia, nell'uomo
la
dopo aggiunge:
la tentazione
subiamo
contesto
non
ha
non
doti
la lussuria
di
Nel
altro
mondo
che
rare
nar-
manca
di
nel
e
care
invo-
può
cuore;
cadere
trometterc
d'in-
e
può prometterci
e
sua
tando:
rapsodie, can-
subito
noi
o
noso.
stile è affan-
d'intelligenzastorica
il sangue,
vano
deri-
grande. Quando
si chiamano
che, per
e
morso
di ri-
Perciò
sue
frasi dal
ispiratore il cuore,
deri-
definitivo
protestando. No, quest'artenon
ad
Il
confusamente
suo
è
opera
il sangue,
e
sana.
donde
era
sentiva
l'uomo...
fuoco
strappar
la
più
e
e
,
malattie.
alla storia.
Fedra
narrami
il
narrami
Quindi
spasimo
sue
torbida; perciò
è
anche
fronte
vuoto
dannunziana
spirito
almeno
immaginazione
vera
contraddizione,
e
sua
complicata
incessante
falsità
sue
Quell'abbassamento
sua
la
potente, però.
meno
dell' arte
queir
arrovellio
anche
di personale
e
sogno
e
lunga più
gran
potenza
appunto
ed
un
sopra
e
significativa
significatoe
visu
belve, fondava
non
che
storia
dell'imperialismo britannico.
una
compì
di
de
le
e
figliodi
egli era
:
carico
meno
V italiano, conosceva
della
del d' Annunzio,
in paragone
infinitamente
celebrazione
vuno
di
Kipling
simpatia
non
d'Annunzio.
Ma,
barbarie.
naturale
ma
di
L'arte
162
tia
simpatriviale,
e
d'anima
la violenza
egli non
l'animalità.
vede
Ma,
L'
164
quale
può
storia, tornando
per
o
scherzando
festevole
del
Ballads
Kipling
Stecchetti.
si
della
che
conosceva
quello
che
sentita
e
e
vi
non
del
ma
come
la
quale
in
con
euritmia,
di debolezza
non
fredda
come
palpita
che
bile
invisi-
storica,
più
ha
da
raccoman-
si
ove
duramente
anima
stasi,
umana,
più
la
possa
di
periodo
nell'arte
dagnato
gua-
vamo
chiama-
che
si
e,
zione,
perfe-
in
quello
quel
la
ispirazione,
il d'Annunzio
dell'immortale
indimenticabile
dell'epoca
ispiratrice
Perdendo
documento
curiosità
testimonianza
angoscia,
direttamente
sua
sua
ed, esprimendo
momento
all'avvenire
studiare
ingigantita.
chiarezza,
in vastità:
un
a
la
ne
l'arte
nel-
spirito universale,
lo
intorbidato
ha
l'ha
intorbidandola,
eletto
ha
ma
cosmo;
presente,
in
Egli
voluta.
non
di
e
sostanza
come
presentar
rap-
introducendo
d'inquietudine
entrava
ia
giodi
apparenza
deteriore,
parte
controia
accaduto
gli è
in
Lo
acerbamente.
cospirando
mentre
forma
sotto
sua,
materia
la
soffre
ne
Così
l'uomo,
tutto
e
vendica,
vittoriosa.
carne
Ce-
materialistica, egli percepisce
dell'ideale,
spirito rinnegato
la
negare
nemica.
di
resistenza
concezione
l'ombra
strada:
terza
una
l'ostinata
d'una
lebratore
d'Annunzio
l'originalitàdel
e
trovato
storia, sentendone
di Lorenzo
umoristiche
poesie
superiorità
La
nell'aver
consiste
le
o
renza
indiffe-
le Barrack-room
scrivendo
interiore:
vita
con
allo
davvero
la
barbarie
sulla
ziana.
dannun-
malattia
della
chiave
la
è
negare
di
stato
Annunzio
.
contrasto
Si
d'
di
arte
sentativa
rappre-
rinnegò.
Significato
7.
della
e
Tale
eroica
è
la
d'Annunzio
del
sensualità
Mila
dell'
dannunziana
di
Codro,
-
l'universalità
e
spiritualità
del
il d'Annunzio
il difficile comincia
giocondità
del d'Annunzio
l'opera
tutta
a
alla libidine di
nel d'Annunzio
che
spiritualedell'amore
della
d'altro
gioia
desiderio
che
di distinguere..
di
Ma
mente
facil-
nota
ardore
quel doloroso
mento
il senti-
anche
si afferra
non
sierata?
spen-
la libidine
Maupassant;si
fugge.
suale;
sen-
spiritualità
è
,
Ed
è
realizzato
e
genere.
e
gioia,quando
facilmente
manca
che
zio.
d'Annun-
un'impressione
sua,
? Si paragona
gedia
Tra-
mistica
tranquillaepicuraica,
della
rante
er-
quest'arte.
si tratta
vi lascia questo celebratore
ripensate
-
è voluttuario
quando
È questa sensualità
»
Lussuria
di
facile dire che
frivola
satanica
ora
«
Il cavaliere
-
simbolo
-
165
dell'opera dannunziana»
Sublimità
-
follianella
lussuria
È
universalità
materia
dannunziana.
opera
Significato definitivo
Spiritualitàed
e
dell'
stancarsi
spiritualitàquello
quel
stancarsi
non
del
del desiderare
mai
al desiderio
l'irraggiungibile
sia magari un' orgia irraggiungibile
quel perdersi
e
ed immense
in vuote
fantasmagorie di conquiste di
quel
e
por
meta
—
—
viaggi
e
di lussurie,
sempre
che
che
a
poco
è fisica
trascende
la
quel
più sottile
a
poco
e
complicato,
diviene
negli elementi
fisica
perchè
aspirare
penoso
che
a
ad
un
una
dimento
goluttà
vo-
puramente cerebrale,
la
compongono,
essere
nessun
ma
naturale
,
,
nemmeno
il
d'Annunzio,
finalmente, quel
quella sterile volontà
non
l'ha mai
lità,
provata. È spiritua-
contentarsi
di rinnovarsi
e
del Canto
di
Novo,
ampliarsi,quel
d'Annunzio.
di
L'arte
166
l'inesorabile
fragoroso battagliare contro
Lanciarsi
propria idealistica
della
vento
e
la
l'anima
ad
il
avuto
di
si
Venne
ben
dalle
e
piacevole vernice,
le
materia, dopo
tutto
A
non
questo
e
; i
giunsero
troppo. Gli
era
seguaci guardarono
sforzarsi
all' unisono
tenergli dietro
altri
polmoni.
raggiunti
tumultuosa
minori.
grandezza
a
neh'
Ed
mala
i
«
da
«
triste
ora
»,
ci
il d'Annunzio
della
sua
nell'arte
negli equivoci
sua
e
nei
solo
di
compromessi.
l'arte
che
sua
Quando
quella
re
all'ope-
di
l'epoca,
finché
ma,
volevano
folata
soverchiava
passione
;
»
quasi ignoti,
restarono
debole
vano
pote-
»;
popolarità che s'assiepava intorno
Così
vano
Pote-
malcerti.
e
rito,
spi-
capirono
non
satanica
una
trofeo.
dello
gioconda
ora
capolavori
pena
Chisciotte
della
vento,
a
immaginario
neh'
ora
dia.
trage-
i mulini
avversarli
«
di
gonfio
contro
stupiti
neh'
follia eruppe
di
Chisciotte
don
i
follìa
il don
un
ganza
ele-
tanta
dannunziane.
pagine
diffuse
di
tanta
di dolorosa
vento
ove
trionfante
fargli compagnia
per
vento
combattuto
aver
cavalcava
questo
Laudi,
giuro
scon-
Malgrado
un
si
stro
no-
il materialismo
stile,malgrado
e
tro
con-
nessun
di
questo
zesco
paz-
nostro
nessun
martire.
verniciate
che
giorno
Nacquero
più
parola
che
e
e
fendenti
e
Anche
e
mondane,
pose
un
dalla
cavaliere
di
sprigiona
uccidere,
esorcizzare.
suo
compostezza
botte
a
è grandioso
grandioso
men
menar
duta.
per-
i mulini
contro
nel sangue
ad
varrà
basterà
a
ci freme
che
fendente
vita
causa
immaginazione
è
non
ma
pazzesco;
spendere
ha
sfrenata
carriera
a
d'una
in servizio
frenesia
donchisciottesca
realtà,quella
tutta
si
la
nobbe
rico-
diguazzò
emerse
Significato
nella
furibonda
i
dolore,
Ho
detto
sincerità
:
nella
«
l'amore
idolo
di
funesto
un
di
donna,
vi
del
umanità,
sua
avvincono
lei
a
del sesso?
con
Giovanni
e' è
un
po'
»
mortuarie
l'Amore
fratello
:
«
tutti
»
;
in
perché
carnale
della
lui, allo spasimo
dell'
la vittima
cede
come
debolmente
può
i miei
dal
la sconfitta
cantano
dannunziana
vampiro
Ed
;
ma
i
al
Cede
invano
come
svolazza
distendo
le
membra
al richiamo
dei
supine
sua
sua
contro
somiglia,
Si
;
tenta
zione
tenta-
dibatte
ed,
di
battuto
ab-
tire,
men-
gloriosa
mirteti
sogni...
la
alla
una
sopra
opera
tutta
inerme
e
:
ecco
intorno
Fedra
carnefice.
rosignuolinei
vi
E
di
agonia.
nemico,
bellissimo
celebrando
Non
ripetere,
ricordi....
la
tutta
Morte.
poi s' offre, pallido
;
evidenza
della voluttà
Il fremito
di Venere.
la tirannia
che
1' aperta brutalità
femmina,
In
una
legami
una
ripete la disperata bestemmia
opera
per
con
»,
della
sole, qualche riga gialla,come
alle coltri
è
dei
il d'Annunzio
Anche
Episcopo
di
la
lungo
a
ma
mai
nozione
ogni
vedere,
di
e
vi accade
sociale,
stato
suo
"Eptoxoc
d'Anacreonte
guardando
tratto
un
è
non
degli Arcadi,
Non
«
«
atterrisce, la bestia,
vi
che
Iddio.
d'
smarrire
fanciullo
E
».
suprema
xòv
eyvwv
bendato
Episcopo
dolore
suo
d'Annunzio,
roseo
suo
spaventati.
presiede,
NOv
Cupido
il
Giovanni
chiede
il
terribile
e
che
rose.
non
ne
del
del
e
ritrassero
ne
Gabriele
di
coronato
Orazio,
se
167
follia
sua
sincerità
di
0sóg4 Eros,
P"xpì"£
e
della
carnale,
all'arte
divinità,
dannunziana.
opera
contemporanei
veramente
un
dell'
toria.
vit-
della Citerà
cupamente
il
vienmi
Oh,
libidine
i
forti
più
i
Incontrammo,
nel
capolino,
e
del
in
le
qua
la
al suicidio,
santità.
del suicidio; e fa
ed
altrove,
larva
la
accenni, confusi
mancano
di sincerità
conventuale, all'umiltà
francescana, all' estasi dei penitenti.Abbondano
gl'istanti
anelano
transitorii,che,
«
verso
Giorgio
sentire
come
bile
girare
la
chiave
col
tremito
mi
Non
il
è
del
suo
temperamento
rassegnarsi
a
perire
suicidio
a
tratti,non
era
punto,
né
artistico
la
sua
così tenace
per
il
apre
se
da
frate. Ma
un
il
nel convento,
troppo forte
era
cui
l' individuo
con
stavo
che
si facesse
affidato; perché
1' aveva
«
devoto
sorprenderebbe
sparito nel
oltrasensi-
convegno:
all'altro il d'Annunzio
non
la sensibilità
cinandosi
Hermil, avvi-
Tullio
Dice
*.
duto
cre-
aveva
elemento
un
gaudioso
d'Annunzio
per
a
del
»
perché
oltrepassasse
1' ora
reliquiario.
giorno
interno
essere
egli
superficie dell'anima,
la
su
che
gaudio
volte
tante
si comunicasse
e
dell'
che
bocca
appoggiata
un
per
carnale
incomparabile
la
divina
sensualità.
della
,
quella
bocca,
la
riconosceva
que-
sensuali,
rimangono
mentre
trasfigurazione
una
di
la vita nella
nella
larva
Trionfo
là, nel
in
incapacità
il mondo
d' artificio,alla pace
e
Per
fuggirono
fuggirono
Non
misticismo.
deboli
Trionfo,
talora
vittime
ascetica.
più
od
vincibile
turpitudini.L'in-
amene
sue
tragico
questo
scherzosi
madrigali
spinse
al male,
resistere
in
alla rinunzia
talaltra
gioventù.
raggiunto
od
galanti
svenevolezze
morte,
ha
sfoga
si
non
,
mia
la
sangue,
la lussuria
Quando
pathos
petto, gentile vampiro;
sul
il mio
ti dono
d'Annunzio.
di
L'arte
168
la
sofferenza,
e
continua
tura
na-
lentissim
vioda
Significato
trascinarlo
a
altri
in
Non
umoristica.
afflato
volendo
nella
di universale
tempi decideva
Discussione
alla rinunzia.
169
radicale; perché
queir
manca
che
dannunziana.
opera
risoluzione
una
moderna
vita
dell'
e
le anime
inutile e,
tate
tormen-
quasi quasi,
potendo
non
giosità,
reli-
tipo
del
lussurioso-mistico,il d'Annunzio
ha
tipo
del
lussurioso-eroico.
Gratico
della
Basiliola
carnale
andando
alla
po'
un
guerra,
po'
voluttà,
un
vecchio
vizio:
procurarsi
i
dell' Africa
i fiumi
il
V
ascendeva,
declinava
d'
rinnova
tenebrosa
il
verso
motivi
per
salpa
in
la violenza
di
omaggio
nello
mecenate
Giorgio Sorel.
qualche
ed
Tutto
sensualità
un
E
ed
che
Perciò
a
passato
dei
arte
lussuria.
la violenza
a
dannunziana
tempi,
un
questa sensualità
che
an-
Non
ma
tiran-
stocrazia
aricitare
di
quello
grado
resta, mal-
duale
capriccio indivi-
lussuria.
dannunziana,
Ma
del
:
vorrebbe
accanto
della
oggi
sono
smidollata
della
d'Annunzio
pseudonimo
neh'
chiani
Nietzs-
dell'avvenire,
nessuno
la violenza
segno
dunque,
del
o
ghese
bor-
stagnanti. Ma,
servizio
frodolento
e
Gabriele
di
nome
in
il
nunzio
il d'An-
fu donchisciottesco.
pallide larve
borbonica.
il
società
sale
ri-
verso
morale
sindacalisti
e
del
regni,
disfacimento.
suo
questo, il d'Annunzio
propugnò
inaudite
diversi, nel propugnare
rigeneratricedelle
in
i
ipocrita e dolciastra
stirneriani,anarchici
accordo,
ed
andare
incendia, saccheggia. Quando
sgozza,
e
di
soffocante
,
mondo,
sofferen
in-
della
giogo
nuove
dall' afa
popoli,
il
creato
lo sottometteva
sognando
o
uscire
debella
cui
scuote
guerra
per
per
Marco
schiavitù
Faledra, il d'Annunzio
libidine
alla
Come
il
ripetere
si riduce
bisogna concludere,
non
è
a
petendo
ri-
turpiloquio
e
sconcezza
;
ma
Questa
della
E,
di
L'arte
170
in
questo
la
storia
senso,
meretrice
d'Annunzio.
ed
dolore
ansiosa
si
lussuria
tragica
purificata
dal
diventa
una
di
volontà
suo
dannunziana,
al
presenta
medesimo
figura
ramento.
supe-
ardore.
altamente
Mila
dizio
giu-
o
bolica
sim-
Basiliola
,
che
perisce
trasfigurata
gridando
,
fiamma.
nella
sua
bella
Che
cos'
è
domanda
abbiamo
che
quale
la
ideale
mio
tutti
quasi
in
eredità
anche
e
le
sue
dagli
eroi
magagne.
dentro
l'animo
cui
elementi
di
il
stare
il cosiddetto
s' abbandonò
pubblicità,
la
colpa
a
non
e
nella
e
concilia
in-
gnalate
pu-
ripetizione, non
a
nemico,
perché
ed
il
mico
ne-
vita
sua
Se
:
cesso
suc-
d' Annunzio.
del
invereconda
tutta
imitatori.
letterario
non
reclamismo.
queir
fu
Furono
ni
loro; i primi, dannunzia-
clamoroso
nell'opera
erano
sue
menavano
stretto, sfegatati ammiratori
senso
le
secondi, avversarii
polemiche
distrutto
giure
con-
riconobbero
celate
i
fiacchit
in-
patrimo-
delle
riconobbe
contro
aver
si
riore,
infe-
s'era
il
vi
gli altri:
bombe
e
è il rappresentan
dilapidava
chi
e
d' Annunzio,
d'
persuasi
Lasciamo
chi
gli uni
chiuderemo
Con-
ricerca.
pensiero,
contemporanei
queir arte;
critiche
Altri
I
guerre.
del
in
il
lasciatole
dannunziani
era
decaduto
era
l' Italia
in
sta
que-
generazione
una
e
palesi cupidigie,
mai
d'
coscienza
delle
e
la nostra
artista, il d'Annunzio
1' apologeta
e
Con
risposta.
grande
un
nella
iniziata
la
con
Oltre
il dannunzianesimo?
dunque
molta
il d'Annunzio
furia
fu
di
dei
cos'è
Che
174
suoi
.
le
dannunziani
segrete
di
curiosità
in
ogni
che
conoscere
la
tripudiiconsumasse
i fatti
sapere
Anche
d'
vesti
e
i
le
irreprensibileeleganza,
il dolce
peccaminosa,
deliquio
in
colpa veniale
modernissima,
de
mente
a
brillare
L' adolescente
reazionario,
egli
è
è
nello
stato
adolescente
di
stanca
dai
con
dir
a
tedesca
1' ha
e
V odiosa
e
come
un
che
si
variante
e
adolescenti
voglia.
in
legge,
non
vero,
con
per
poi
In
cui
o
—
qualunque
vi
era
la società
di vincoli
ce
l'imperativo
l'ha
di
disciplina imposta
professori. Vorrebbe
dell'istinto; e vivere
vivere
in
secondo
natura
e
ghese,
bor-
XIX:
d' ideale.
con
Kant;
dai
un
epoca
adulta, sul finire del secolo
di
revano
pa-
darsi
man-
per
rivoluzionario
un
d' animo
pensiero,
L'adolescente,
fatti proprio
fettament
per-
paradiso.
sempre
dir
che
tura
cul-
dosi
di novità
intellettuali. Gli
il loro
tava
diven-
che
in
qualche opportuna
con
tutto
trovavano
sensi
di facili sofismi
profondità,
salotti
nei
di mondanità
ridotta
quanta
paraitre, verniciata
filosofica
attillata in
lussuria
dei
scenti.
adole-
gli
e
l'odore
assimilabili, smagliante
vieni
levano
Vo-
della letteratura,una
nome
tutta
crabili
ese-
ziana
dannun-
arte
donne
la
ci trovavano
donne
od
quinti della gente
quattro
stampata:
il
li contentò.
neh'
c'era
matta
l'autore.
vita
sua
una
compiute
il d'Annunzio
reclamismo,
carta
consuma
Le
suoi,
far delirare
che
di
che
il
senza
avrebbe
le
o
,
nella
quali invidiabili
in
ed
dunque
caso,
gesta
nisti
protago-
aspirazioni
si torcevano
medesimi,
sé
protagonista
prossimo
confessate
loro
vergogne,
parte di
gran
nei
quali, ritrovando
i
contemporanei,
loro
dannunzianesimo
il
la
tafisica
me-
ma
ce
genitori e
la sacra
ge
leg-
significaper
lui:
cos'è
Che
fumare
fare
ma
—
il
ha
non
le donne
lo
non
d' ultimo
vestiti
gli danno
ville sul
ha
che
volere
i
i
genitori e
scenarii
i
bislacchi:
torbida
fogli
descrivono
futuro
del
schiere
nemiche
le mette
di
e
di
figliedi
chi
è
non
t'anni?
Grant
un
Il
re
stato
Tempietto
che
cupidigie
nimbo
e
di
bastavano
non
libro
Ulisside
un
eroico
sfaccendata
tanta
a
e
sete:
solo
dell'
adolescente,
sua
Figli
libidine
ambizione,
ma,
i
del
e
sacre.
la
bidini
li-
più
?
diciot-
capitano
trovare
rie
immagina-
aureolando
solitaria
le facesse
di
e
alle
le
fulminee
bisognava
soddisfacesse
non
la
i
e
dide
splen-
volete
fra i tredici
Venere
priccio
ca-
queste
conquiste
stuprate. Che
barbari
V isole
dannunziana:
meta,
senza
fini.
con-
più frastagliate
Anche
mondo.
le
contro
stratagemmi,
siano
non
di
sercito
l'e-
quali
sterminati
isole
nella fantasia
tirannidi, viaggi
e
che
ed
le
e
all'innocuo
magari
basso
sfogo
trovano
ore
viaggi,
di
di
imperi
d' aspetto
questo
Le
s'imbrattano
cozzo
giorni
tre
disegnar penisole
pittoresche
penisole
dopo
di
dà
s'abbandona
Qualcuno
torto
gabbia.
interminabili
fuga, fondando
in
in
geografico
Napoleone
e,
di
pare,
emanci-
hanno
che
e
divergenti, lungo
e
Gli danno
pubertà suggeriscono sogni
dell' atlante
convergenti
e
cavallo,
a
volersi
a
tenerlo
a
molt'al-
e
ragione: gli dicon
i divieti »,
professori
che
d'itinerarii,
linee
abolire
«
i
luminosi, immagini
giunta, gli danno
della
neghittose
questo
ma
—
fumo,
mondani.
ragion lui, l'adolescente,
a
il
passeggiate
figurino, successi
Per
lontane.
tutto
mare,
cortigiane famose,
terre
Salvo
ancora.
deve
ma
—
le donne
sfogarsi con
;
vogliono
libri del d'Annunzio
ancora:
175
quattrini; divertirsi
compiti scolastici
i
tro
dannunzianesimo.
sua
di
un
inerte
Bisognava
trovare
neir
Ma
fra le
di
Mettete
genitori. Basta
i
e
lì c'è
ateniese
Senza
C
scrivere.
dire
è
neh'
ronza
si
e
imitare
il d'Annunzio,
ed
celebri
di
lui. Dicono
i
la
poeti fanno
dicono
una
sacco
sono
Stelio
Effrena.
quattrini,piacciono
in
automobile
falò
in
di
e
cospetto
gloria
e
in
nunzio
il d'Andi
1' altre
Tra
è
Dio,
cose,
punto
dunque
il d'Annunzio.
donne,
lavorano
come
mondana.
I
vero.
Guadagnano
pubblico
fortuna
dei poeti
anche
alle belle
yacht,
del
di
a
lui,più
castigo
un
genitorinon
di
splendono
la vita
vita da cani ? Guardate
Guardate
sofia.
filo-
impara
come
l'ha detto
—
superuomo.
i
s'
genitori che
sa
perfin la
è
celebri
essere
familiari
del
rovina
che
Si
cani.
i vincoli
—
quello
da
vita
C
glittica
periodo e di verso,
volta carpito, non
e, una
Bisogna
ripete a volontà.
orecchio
più,
abbandona
la
di
fisso
schema
uno
tura
lettera-
preraffaelliti,
d'Annunzio
col
che
moderno,
e
tedesca,
barocca.
I
nunzio;
il d'An-
leggere
i
che,
studiare?
Rinascimento,
la musica
l'architettura
e
invece
quasi
detto
e
russi, Shelley,
pittura veneziana,
sono
di
momenti
l'ha
lavorare
Roma,
francese, romanzi
una
nei
nasce.
ga-
esaltarsi
che
l'onniscibile, antico
tutto
Grecia,
concentrato:
è
giovani
di
Chi
letterato, bisogna
professori
vi
moci
intendia-
sia, com'è
erba.
in
letterato
un
essere
vi
c'è
l'adolescente
che
poi
sempre,
che
così
per
consolarsi
che
n' è parecchi
ce
Laudi,
le
so-
e
languore.
vizioso
la
dure
minori
cose
gioconde,
ore
Non
troppo
ossa
:
libri
questi
dannunziana.
opera
bene
per
di
l'Istinto; e
lennemento
nelle
glorificassepiacevolmente
che
libro
un
dannunzianesimo.
il
cos'è
Che
176
un
giano
viag-
poco,
un
e
menso
im-
Certo,
Che
cos'è
d'ora
prima
il
dannunzianesimo.
il letterato
italiano
177
era
chevole:
figuro stoma-
un
cioso.
pedante, erudito, occhialuto, goffo e ceninutili : sciupava
Sapeva una
quantità di cose
il
tempo
in
furia
per
Di
ciò
non
la
e
che
sa
fosse
non
la
il letterato
la
il
l'avvenire.
proposito
a
d' Orazio
sia
cosa
religione,
parla
intorno
a
il
e
tipo dannunziano
di
il
ne
lario.
vocabo-
adamantina
sua
borghesia, l'educazione,
Ma
di
o
prosodia
che
montava
e
indifferenza
la
storia, la
filosofia,la
che
sdegnosa
precisione
con
polverosi ;
di metrica
aveva
sua
Forcellini. Anche
non
libri
su
questione
una
buono
ignoranza
tutto
sgobbare
a
la
scienza,
la
socialismo,
il
passato,
e
presente
e
sproposito,
a
d'altronde
guastarsi
finge d'infervorarcisi, senza
che
il sangue,
né trasgredire, salvo
con
vituperii
le regole della buona
di puro
umanistico
stampo
e
,
È comodo
creanza.
soprattutto elegante :
goffo
cencioso
e
ai
componimenti
di
zatina
specie
di
alla
pubblico
si mantiene
una
anno
miopia
la
organizzato
reclutava
nuova
generazione
precedente.
Via
via
che
i
lubbioni.
si manteneva
una
un
striz-
caramella.
era
il contingente
costante
e
la lucida
dei
rio
necessa-
chic, con
dietro
conquista
entusiasmo
è
labbra
fior di
nazionale, che
leva
li lanciava
del
a
il dannunzianesimo
Così
e
precoce
Molto
il contrario.
cinque
sempre
poeta. Anzi
futuro
canzonatorio
sorrisetto
dà
italiana, che
del
proprio
esser
essere
come
letteratura
di
pedante, occhialuto,
sore
queir insopportabile profes-
è necessario
non
è
nunziano
tipo dan-
letterato di
essere
per
che
dire
Senza
economico.
ed
come
una
giovinetti,
La
costante,
forza
come
dell'esercito,quantunque
soppianti
in
d'anno
gli adolescenti
ma-
.12
in
; i
moralità
della
nome
nuti
letteratura, e, diveil d'Annunzio
il
(grande artista,peccato
ma
che...; magnifico romanziere,
nulla; bell'ingegno,
vai
(quanti?)
qualcuno
personalità
libera
i
più,
i
fanno
e
grandi poeti,
maltrattati
vanità,
il
fosse
Corrado
Brando
stogitone
in difesa
Credono,
di
un
repubblica
versi, la
per
laida
sua
è
questo
altre
quello
stato
«
placidità»,
di
che
coscienza
seggio
».
E
letteraria.
suo,
qualcuno
pubblicamente,
invidia
che,
e
la
sua
ridevole
pensosa
ha
non
in prosa
antidannunzianesimo,
o
in
speranza.
come
è,
non
dei
padri
di
giustiziadegli ignoranti
indifferenza
invocavamo
va
di Ari-
e
nità,
toccare, per diritto d'anzia-
la convenzionale
o
non
nemmeno
conto
per
ragioni, l'antidannunzianesimo
famiglia
nuova
l'alto
se
brerebbe
trasgredire, vi-
violata
ciascheduno
di confessare
vergogna
Non
loro
d' accidente
che
»
di Armodio
sparito l'usurpatore,debba
a
divieti
non
flaccida
loro
pugnale
della
poveretti,
molti,
morir
impunemente
il
altro
che
italiana ; e,
letteratura
potè
senz'
n' è
ve
nella
che
«
stiere.
me-
quelli di;questi. Fra
vedrebbero
benedetti
quei
saria;
avver-
di
gelosia
sua
antidannunziani
più
altro
della
despota
per
in
volentieri
quali
personalità
Y Italia aspetta,
offesi
né
i
che
:
della
avversione
schifo
più
non
falso); i
così
impotente
forse
teatro
antidannunziani
la forte
contro
turpe ed
per
dannunziani:
fosse
non
naturale
per
si trovano
Oggi
se
pel
ma
gradatamente
divenivano
letterati
luni
Ta-
pigri dilettanti pencolavano
fra il sì ed
perpetuamente
anni.
primi
famiglia, scomunicavano
di
padri
dei
dalla
affatto
straniavano
si
i bollori
placavano
si
turavano,
dannunzianesimo.
il
cos'è
Che
178
formandosi
sul
e
di
equanime
principio. Forse
in
certi
strati
la
del-
i
incutono
che
letterario
mestiere
è
sulla
via
è sulla via della tradizione
mettere
si deve
Bisogna
Ma, quando
della via.
oltre.
ozioso
il
è
è,
s' è
per
ed
è,
tanto
egli
seppe
confuso
col
il
averla
e
dello
un'epoca,
tutta
Giovanni
stadio
dalla
crisi che
la
complice,
suo
sua
ed
spirito poetico
siano
un
altro
coglie, quando
quali
già
roteò
materia
isolamento,
nel
ricondotta
spirare
re-
come
dei nostri
di
a
gareggiano
matura
in
vittima
l'anima
gravame
Gabriele
e
un'altra
V ardore
il
suo
anima
della
,
disperdere
pensiamo
il vortice
divenute
a
È
teratura
let-
ebbe
invochiamo
basta
non
speranza
non
dell'avvenire.
sentore
storica
alle
un
strappato la
l'opprimente
con
ed
ci
andar
come
rappresentare
desideriamo
che
e
Pascoli.
in cui
poeta,
nostra
mezzo
nunzio
al d'An-
negare
secolare
quasi
noi, uscendo
d'Annunzio
ci
tirandogliun
avere
aria
Poich'
passato,
Se
nel
animo,
menzogna
d'Annunzio
dal
grande
le nazioni.
del
di buon
meno,
quale, ignorata, languiva,
di
eh' è
limiti,universale,
senza
del
italiana
malata
storia,
oltrepassato l'ostacolo, è
ingenerosa
una
gloria
la
della
all' ostacolo, né
masso,
scavalcarlo
Carducci, né,
grande
della storia; ma
della
grande posto nella strada maestra
italiana. Egli è schiettamente
italiano,come
turo
esempio, il Fogazzaro o il suo rivale Ar-
Graf;
il
sul
come
suo
letteratura
era
davanti
di
totale.
tradizione,
capriccio vendicarsene
odioso
e
calcio; ed
non
sedere
a
d' anima
e
della
zione
venera-
maestro
nel cammino
e
bisogna spaventarsi
Non
vita
è
;
nel cammino
collocato
masso
maestri
di
che
la
incute
non
grandi
più
ostacolo
un
gran
un
dannunzianesimo.
bigotta. Il d'Annunzio
suistica
Forse
il
cos'è
Che
180
le
la tristezza,
cose
intorno
primi entusiasmi
ponderazione,
Che
cos'è
il
dannunzianesimo
181
.
di
ragionata analisi, di
incrudelire
senza
Il d'Annunzio,
T
oggi
od
giudizio
accetta
che dieci anni
il domani
e
freddo
della
fa,che cinque
bisogna togliere di
nel
proprio
lì per
che
posto
istante
che
ci diedero
con
alle
anche
le
chiesto
pagine
in
ad
elemosina
,
amico
un
spesso
c'interruppe durante
cerchio
d' amici
che
nelle
gratitudinec'inonda
davanti
di
il
storiografidi
guardare
al d' Annunzio
catalogo
frenesia
nunzio
del d'Anconvulso
nuovo
al
o
poema,
tanto,
sol-
in
ascoltando,
una
l'artista che
come
stessi, d'
della
un
il
spiro
re-
filiale
passò
largo fiume
un
orgoglio
che
singulto
allora
per
un
per
declamazione
sulla via
e
bitament
de-
ore
ventiquattr'
guance;
cuore
noi
innanzi
più
la
il freddo
felicità. Svanisce
chilometro
del
per
adolescenza
alla nostra
nel
ritorniamo
trattenevano,
s' affocavan
e
averlo
al fremito
ricco,
più
scaffale,
uno
le opere
e
che
e
d'indicibile
ore
noi
quasi
fatto storico,
un
dopo
se
oggi rinnegate,
sfogliammo le pagine
cui
in
era
morata
inna-
e
mente,
contrassegnato
e
la memoria
con
da
collocarlo
cognizioni.Allora,
nostre
la
e
gli compete,
classificato
delle
in
fa
anni
insaziabile
nostra
il tavolino
c'ingombra
ge
respin-
abbandonarsi.
senza
fantasia, s'è già trasformato
che
che
d'
esser
essere
venuti
di-
giunti un
storia,di poter
al dannunzianesimo
come
guarda a un grande e ad un piccolo passato. E,
susurriamo
il cammino,
pur ripigliando lentamente
alla sorte una
goethiana preghiera :
si
Gib
meine
Restituiscimi
Jugend
la mia
furori, pur
Napoli, febbraio
—
mir
zurùck.
giovinezza, pur
con
le
sue
Torino, maggio
pazze
1909.
con
i suoi
idolatrie.
sennati
dis-
è
Non
intorno
troppo
delle
qui
opere
sgg.), pubblicai
63
(cf. p.
superuomo
capitolo
nel
raggruppate
l'impressione
sotto
diciassettenne,
Appena
presto.
cominciai
Anzi,
d'Annunzio.
di Gabriele
all'opera
pubblicamente
parlo
che
volta
prima
la
questa
mente
pueril-
articolo,
un
del
L'avvento
:
antidannunziano:
Il
1.
«-La
Scintilla
Delle
82
p.
Francesca
di
G.
3.
La
dei
confronti (contro
la
aprile,
Sulla
4.
nella
Vitae
Laus
«
(1
d'allora
il
più
e
aprile
"
puro
interpretazione,
Gabriele
d'Annunzio
p. 92
capolavoro
e
scorsi
di-
—
presso
cesca,
Fran-
della
tendere
di frain-
il malvezzo
di Firenze,
zine
ter-
alle
I, n.
anno
11,
1902.
credetti
potesse
saggio
lunghissimo
mio
un
d'Annunzio,
nella
"-?
:
Nuova
1903).
settembre
(cf. qui
Credo
paragonandola
Medusa
apparve
16
poeta
e
L'opera poetica di Gabriele
Fin
1'
13, 27
n.
Antologia»
Vitae
d'A.,
tragedia dannunziana,
dantesche),
il
:
2.
critica
(cf.
vittoria
articoli, a proposito
titoli
coi
1900).
marzo
La
:
apologetico.
tono
miei
irreperibili due
pubblicati
13
in
1, 5
personalmente
allora
volte
n.
capitoletto
nel
conobbi
—
I,
rivista
nella
Syrius,
firmato
(anno
comprese
opere
sgg.)
fine,
Palermo
di
"
ripetute
che
della
principio
sgg.)
riconoscevo
dannunziano.
sul
serio
intendersi
che
nella
Laus
Esagerai
la concezione
idealisticamente.
neldi
186
In
Nota.
séguito
ad
d'un
il mio
poco
in
ravvedimento
sebbene
di Benedetto
osservazioni
alcune
ed
pensiero
perai
tem-
il mio
espressi
ziale
par-
articolo, più equilibrato nel tono,
un
entusiastico
egualmente
Croce,
nella
che
sostanza,
blicai
pub-
su
Le
5.
dicembre
La
seconda
bello
sul
d'A.,
al
come
chiude
il
la
dannunziana.
si
tempo
intorno
mia
Ho
molta
speranza,
dovuto
pubblicava
stile
il
d'A., che
sul
compiuto
Gargiulo.
darà
e
analisi
Le
dannunziano
raccolti
non
elenco
rapido
libro
ha
Alfredo
si trovano
in
volume
alla
quale
si
sgg.).
ma
da
6.
di
—
della
Se
tesi
magari
prima
Hermes»
comparsa,
gioventù
quel
Hermes
«
»,
considerevole
letterata
può leggere
ne
fascicolo
contraddetta,
sulla
necessario
compreso
non
l' ultimo
In
il
italiana
l'anonima
nel-
proclama
scritta:
me
d'Annunzio
: essere
essere
non
rivista,
una
raggruppò
dell' opera
opinione.
sua
di me,
contro
idealistica
la
Firenze
Prefazione («Hermes»,
una
gentilmente
accettare
a
171
sua
magnifica bibliografia
altro
interpretazione
(cf. qui p.
la
la
polemizzava
dannunziano
«
giudizio complessivo
Un
dello
e
movimento
L'
finora, il
Croce,
al
libro.
purtroppo
—
Croce
rifiutando
d'averlo
di
saggio
Pastonchi.
Benedetto
ed
deve
si deve
stampe
verso
articoli
Francesco
libro
(27
(1904, gennaio
quale fu compilato
con
alle
del
acute
negli
dannunziana
Si
il
pubblicò
equanime
Croce
nostro
molto
non
ed
sulla
bisogna aspettare
più
Italiana»
(cf.La Critica,II,pp. 169-190, III,pp. 437-480,
256-262),
VI, pp.
Critica
85-110).
e
compiuto
e
dannunziana
fra
«Illustrazione
sull'opera
1-28
p.
più
della
annata
Croce
marzo,
che
nell'
1903).
Benedetto
e
Laudi,
nuove
morì
via
d'
1°),
altronde, in
della
tradizione
oltrepassarlo
e
ma
,
stiene
so-
questo
italiana
a
patto
assimilato.
dannunziano.
pubblicai
si
ove
un
lungo
Pochi
scritto:
mesi
dopo
DANNUNZIANA
BIBLIOGRAFIA
Gabriele
d'Annunzio,
Pescara
Nota
biografica.
—
n.
1863.
il
12
marzo
a
(prov.
di
Chieti)
I.
1.
XVI
gurii
dei
d'Annunzio.
2.
3.
Memoriam
In
Pistoia,
e
Primo
5.
Canto
Terra
di
Vergine
questa
Sommaruga,
7.
grande,
Intermezzo
—
n.
di
corretta
Carabba,
disegno
Sommaruga,
Roma,
si ha
di
F.
n.
P.
penna
con
1880.
Michetti,
I, più
volte
Sommaruga,
una
(Floro
1882.
Sommaruga,
con
raccolta
d'Annunzio
edizione
Roma,
—
(Floro).
1880.
Lanciano,
Collezione
nella
economica
Anche
Novo
Gabriele
e
d'Annunzio
Gabriele
di
Seconda
—
edizione
ve
ne
—
Roma,
ha
una
ristampata.
1882.
economica
nella
2.
rime
Au-
1879.
Nicolai,
Tip.
aumentata.
l'edizione
Oltre
6.
Vere
ed
fuoco,
versi
—
1879.
Gabriele
di
Ricci,
—
Garbaglia
Giacchetti,
liriche
—
Giustino
Tip.
Bruzio).
4.
Vere
Savoia
natalizio.
giorno
Vittorio
Tip.
I di
Umberto
suo
giovani
Prato,
Primo
Chieti,
MDCCCLXXIX
del
voti
e
d'Italia
Sovrano
All'angusto
marzo
D'ANNUNZIO.
DEL
OPERE
Sommaruga,
1884.
zione
Colle-
Bibliografia.
192
Pantaleone
San
9.
Mario
Coleman,
Enrico
Ed.
11.
Il
12.
L'Isoiteo,
Piacere,
1890.
versione
latina
Giovanni
15.
L'
del
ne
ha
Treves,
17.
T.
N.
Bologna,
—
Antongini
Zanichelli,
C,
e
1906,
con
Titta.
de
Napoli,
—
Con
—
Pierro, 1892.
L.
di
disegno
un
G.
A.
Bideri, 1892.
tiratura
in 4°
grande
carta
su
a
priva però
mano,
Paradisiaco, Odi
Navali
(1891-1893)
—
Milano,
1893.
F.
Navali
poesie
la
per
Intermezzo
F.
parte
una
Bideri,
Edizione
18.
ves,
Tre-
Milano,
—
Sartorio.
del
Odi
Napoli,
F.
1889.
10.
romanzo
una
d'Italia
Napoli,
Roma
—
Treves,
(1885-1888)
n.
Episcopo
anche
16. Poema
Delle
C.
di
Napoli,
disegno
delle
Chimera
(1887-1891)
Innocente,
Sartorio.
Sartorio
,
Milano,
—
ediz., Milano,
14.
del
La
Ristampa
Nuova
1892.
Se
romanzo
Elegie Romane
13.
A.
G.
Ricci,
Cellini,
sandro
Formilli, Ales-
Cesare
Maria,
di
disegni
con
,
1886.
Tribuna,
La
1886.
Carlandi, Giuseppe
de
Alfredo
Morani,
poesie
altre
Onorato
Cabianca,
Vincenzo
ed
Guttadàuro
Isotta
10.
Barbera,
Firenze,
—
1384.
Sommaruga,
Roma,
Vergini—
delle
8. // libro
dell'ammiraglio
morte
Con
—
in
un
Saint
opuscolo
Bon,
Odi
:
l'armata
Al-
navali.
della
un
F.
disegno
di
quale,
altro,
P.
Michetti
—
1894.
accresciuta,
comprese
Trionfo
pubblicata
stata
1892.
Bideri,
assai
era
dalla
nell'ediz.
Morte,
segn.
romanzo—
al
per
n.
sono
escluse
alcune
7.
Milano, Treves,
1894.
Bibliografia
19.
L'Allegoria
20.
da
G.
Le
Vergini
Compiuto
—Firenze,
delle
Paggi,
Rocce
offerto
nezia
Ve-
a
1895.
romanzo
,
Milano
—
Tre,
il d' A.
dette
Piacere, L'Innocente
//
:
delle
due
libro,
questo
ai tre
»
Vergini
altri
d' A.
Omaggio
—
1896.
ves,
Rosa
dell' Autunno
193
.
Rocce
apri
annunziati
:
La
Grazia
«
di
Trionfo
e
la serie dei
il nome
Romanzi
della
della
Morte;
non
Le
con
e
del Giglio », dei
L'Annunziazione,
e
«Romanzi
quali gli
nora
fi-
stati
sono
pubblicati.
Conto
21.
novo
Intermezzo
—
Treves,
Il Canto
al
segn.
n.
22.
vi compone
novo
5,
e
quasi
assai
Edizione
—
finitiva
de-
1896.
qui di poche
tutte
d'un
Sogno
(1881-1883)
delle
corrette
mattino
di
liriche,compresa
ve
:
ha
ne
primavera
nell'ediz.
qualcuna
nuova.
Roma
—
lia-,
«Ita,
1897.
Ristampata
23.
La
a
Milano,
Parabola
delle
(nella Nuova
24.
La
(nella
25.
La
del
1904,
n.
Città
Sogno
d'
Treves,
il secondo
La
Antologia,
del
1°
delle
e
dicembre
ricco
gennaio
e
Vergini prudenti
1897).
del
Lazaro
povero
1898).
poli
di Na-
Figliuolprodigo (nel Mattino
di
Firenze,
I,
anno
1).
27.
28.
16
1898; ristampata ne\V Hermes
La
È
Vergini fatue
dell' Uomo
Parabola
26.
Milano,
1898.
Antologia,
Parabola
Nuova
Treves,
dei
Morta,
tragedia
Milano,
a" autunno,
tramonto
un
—
Treves,
poema
1898.
tragico
—
1898.
«Sogni
Gioconda,
delle
Stagioni». Cfr.
tragedia
—
Milano,
n.
22.
Treves,
1899.
13
Bibliografia.
194
29.
La
30.
//
31.
La
32.
In
Gloria, tragedia
Fuoco,
di
morte
Ve
un'
ha
ne
dovrebbero
Contiene
Commiato
Laino
anche
aggiunte
Martirio
di
volumetto
36.
titolo:
Laudi
Milano,
È
il
37.
Voi.
Gli
libro
II, Milano,
edite
i libri
e
alcune
d'
I
finora
non
stessa
idolatri, tre
delle
del
di Victor
Vi
delle
Ofena
è
La
due
Piacere)
aggiunta
Vergini
e
1902.
9), meno
n.
//
romanzo
(v.
madia,
collezione,
della
e
contiene
n.
del
novelle
Mare
parti
blicate.
pub-
col
n.
insieme
raccolte
19, furono
San
Terra
titolo
8). Sono
che,
prima
//
:
San
e
Violenti, Napoli, L. Pierro, 1892, nella
quella
titolo
col
del
Comprende
duca
Libro
due
in
lezione
«Colpate,
ristam-
Pantaleone.
degli Eroi
e
—
1903.
Treves,
Laudi
del
Cielo
del
primo
del
altre
Treves,
(v.
mutati.
spesso
prima
18. In
n.
del
appare
1902.
Pantaleone
parte
dove
il centenario
Milano,
—
le
(intitolato II martire), furono
titolo:
col
sono
morte
Galluca
Minima»,
col
la
far
a
1903,
quale
Treves,
San
del
I titoli
La
da
1901.
Malatesta,
Per
—
Pescara
novelle
Orsola,
1901.
preceduta
Treves,
trilogia della
Hugo
della
entrata
navigatore.
Vergine
un
è
(che
Treves,
Treves,
Milano,
Milano,
—
le
tutte
1898.
canzone
Sigismondo
e
Victor
a
novelle
Le
35.
col
Parisina
1802-1902
Hugo,
economica,
,
Canzone
34.
Milano,
Milano,
I Malatesti
essere:
Treves,
Verdi,
—
1899.
Rimini, tragedia— Milano, Treves, 1902.
edizione
generale:
il titolo
Giuseppe
da
Francesca
33.
Garibaldi—
Giovani
ai
Milano,
—
di
Canzone
un'orazione
La
romanzo
Treves,
Milano,
—
Cielo
Maia
del
Treves,
II
e
III:
Mare
la Laus
della
Terra
Vitae.
e
degli
Eroi
—
1904.
Elettra
inedite, composte
ed
Alcione,
nel
con
decennio
le
poesie
1894-1904.
mente
sparsa-
XLVIII
pag.
5.
Convito, 1895.
Gli
Studi
d' A.
G.
da
guerra
riuniti
nel
dal
estratti
rono
fu-
(capitoli
tip. della
Stab.
Roma,
—
la
Tribuna,
d' Italia
L' Armata
:
elettorale
Il discorso
principali giornali
questi scritti
di
Alcuni
discorso
un
concernenti
d'Annunzio
Tribuna)
La
Nencioni,
da
italiana, pubblicati nella
giornale
cato
pubbli-
Tribuna.
del
volumetto
a
1888.
Tribuna,
7.
articoli
di
I
pag.
prima
Enrico
di
preceduti
sono
nella
edito
fu
italiana
1898,
da
va
frammento
un
letteratura
già
serie
Una
marina
di
Monnier,
Le
,
i
quale
nel
Firenze,
6.
del
e
che
d' Annunzio
Gabriele
di
namento
di
afia.
Bibliogr
196
del
fu
1897
del
riprodotto
da
tutti
tempo.
Prose
nelle
ristampati
sono
scelte
(v. s.).
II.
CRITICI
STUDI
INTORNO
sommario
molto
al
Bibliografiadannunziana,
che
del Croce
Dei
lavori
alla letteratura
sul
d'Annunzio,
critici
italiani
gliarticoli già accennati,
sera), quelli di Luigi
Giannotta
,
più rapide
anche
e
;
si è
come
intorno
relative
alla citata
è
precede,
catalogo, che
Il
D'ANNUNZIO.
AL
,
nella
da
sono
del
1885,
Gli
«
ismi
lo studio
accompagna
(voi. II,III,VI).
nel
voli.
"
zioni
indica-
D'A., rimandandosi
ricordare
nei
(p. 186),
le
saranno
Critica
Pastonchi,
Capuana,
detto
anche
(oltre
Corriere
Per
della
tania
l'arte, Ca-
contemporanei,
ivi,
Bibliografia.
1898,
Rivista
nella
e
Mantovani
d'Italia,
Letteratura
1903,
Il
2
Giuseppe
da
scritto
dell'
dannunziana
Alla
:
1884,
«
ricerca
scritti
con
in
Intermezzo
è
sonetti
e
di
da
Lodi
nica,
dome-
164-6).
vedere
poesia
il volumetto
Sommaruga,
Nencioni
Panzac-
e
,
Balossardi
Marco
della
dalla
Roma,
verecondia,
D'A.,
al
Critica, II, pp.
»,
Chiarini
di
Gargano
S.
Fanfulla
suscitato
scandalo,
della
G.
di
e
nel
,
chi
Dino
Torino-Roma,
articolo, dedicato
estratti
(v.
dello
documento
Come
primo
Chiarini,
1880
maggio
331-394;
pp.
(articoli nel Marzocco),—
fu
di
1900;
marzo
,
Viarengo,
e
15
contemporanea
,
Roux
197
La
(Guerrini-Ricci).
,
sui
polemica
plagi
si
di
Milano
letteraria
I risultati
Thovez.
notizie
altre
1909
maggio
Dei
Vogué,
La
mond.es,
1
Les
di
A.
nel
gennaio
prima
foreign
con
Critica, del
1896;
Unwin,
Literature,
G.
1' articolo
linea,
in
d'A.,
di
Ouida,
V.
di
1900;
London,
Revue
del
des
R. Doumic,
di
poi, quelli
e,
Plttkammer
VON
del
opera
insieme
ora,
della
latine, G.
Perrin,
Fisher
vedano,
fascicolo
in
1895;
Paris,
si
per
20
165-177).
pp.
renaissance
dies, London,
in
consimili,
stranieri,
jeunes,
Studies
essa
1895-1896,
zetta
Gaz-
nella
principalmente
del
di
(VII,
lavori
svolse
in
nel
Criticai
De
deux
voi.
Stuin
CRAWFORD,
Duckworth
1899;
,
d'A.,
nella
Die
collezione
,
Dichtung,
plaies
nella
et
ed.
les
Grande
da
sept
P.
Remer,
beautés
revue,
25
de
1905;
di
E.
l'Italie,Paris,
gennaio
1908.
Tissot,
Perrin,
Les
sept
1900,
e
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