Il Coordinamento regionale Lazio PROCIV Italia al via VOLONTARIATO I saluti delle autorità di Campidoglio e Regione Lazio e la lettura dei messaggi di amici e rappresentanti del mondo del volontariato. Poi gli interventi dei responsabili locali e del presidente nazionale Ivan Pontremoli. La presentazione del Coordinamento regionale Lazio PROCIV Italia si è svolta in un clima festoso ma soprattutto costruttivo e consapevole di Francesco Unani C C'era l'atmosfera dei grandi eventi sabato 18 gennaio a Roma presso il Centro comunale di Formazione e diffusione della cultura di PC nello splendido parco di Aguzzano, dove si sono riunite le rappresen- tanze di 14 associazioni di volontariato di Protezione civile del braccio laziale dell'associazione ‘PROCIV Italia’ per annunciare la nascita del loro Coordinamento regionale, raccogliere le sfide del presente e gettare le basi del Ivan Pontremoli, presidente nazionale PROCIV Italia 112 In piedi Sergio Achille, presidente ASSODIMA, Associazione Disaster Manager duno dei volontari erano presenti associazioni provenienti dalle realtà più grandi come Roma (SVS, Brigata Volontaria, Brigata Garbatella, Prociv Acli, Roma VIII, Millennium, Gabriele Viti, Roma Soccorso, Ancis Politeia e Bluegreen Sommozzatori) e altre da piccoli borghi come Latera (VT), Vignanello e Castel Sant'Elia, tutti in provincia di Viterbo. Intorno alle dieci del mattino tutto era pronto per celebrare la nascita del Coordinamento laziale: una struttura che negli anni ha maturato esperienza in molteplici settori. Dalla gestio- La Protezione civile ITALIANA gennaio - febbraio 2014 - 1 futuro. I tanti volontari, circa 250 volontari arrivati da Roma e da altri comuni del Lazio, hanno voluto ribadire il ruolo ‘di supporto’ del volontariato di protezione civile, la necessità di una maggiore formazione per chi interviene in emergenza e la diffusione della cultura di autoprotezione presso la popolazione. Sul posto sin dalle prime ore del mattino, i volontari hanno allestito la sede e disposto in rassegna i mezzi (un posto medico, un'ambulanza, mezzi anfibi e pick-up) a testimonianza delle tante specialità riunite in un solo giorno. Al ra- Volontari e attrezzature varie 113 VOLONTARIATO 114 ne dei grandi eventi all'anticendio e al sanitario; dal rischio idrogeologico all'attività di recupero in acqua; dalla logistica all'emergenza neve, alla bonifica ambientale fino alle attività di clownterapia. Un gruppo di 250 volontari che in circa 4 mesi (dalla costituzione a livello giuridico avvenuta appena lo scorso 8 ottobre) ha dato vita a un Coordinamento. In una Regione come il Lazio, che riassume sul suo territorio l'insieme delle possibili esperienze per un volontario di protezione civile, un'iniziativa del genere rappresenta la possibilità di mettere a disposizione di emergenze di livello nazio- nale un concentrato di saperi. Per questo, intervenendo nel corso della mattina, è stato proprio Massimo La Pietra del Dipartimento della PC Nazionale a ricordare che “la nascita del Coordinamento è solo l'inizio di un percorso che ricomincia per ciascuno dai propri territori e solo successivamente andrà a livello nazionale”. A questo proposito La Pietra ha ricordato come il Dipartimento nazionale stia approntando sei moduli completi di assistenza alla popolazione da affidare ad altrettante associazioni in grado di gestirli, e il Coordinamento laziale di PROCIV Italia potrebbe essere una di queste. A sottolineare l'importanza dell'evento anche l'intervento del presidente dell'Associazione nazionale Disaster Manager, Sergio Achille, che ha evidenziato la necessità della formazione del volontariato e ha sottolineato il bisogno dei comuni di poter contare su figure professionali in grado di gestire davvero e coordinare le emergenze. Di rilievo anche l'appassionato intervento di Francesca Danese, vice presidente nazionale e presidente laziale del CESV-Centro dei Servizi per il Volontariato, che ha messo l'accento sul ‘ruolo politico’ dei volontari sottolineando, tra l'altro, le potenzialità culturali della loro azione nell'accrescere e modernizzare l'approccio con le tematiche del rischio e la mentalità legata alla Protezione civi- riconosciute dal Sistema Paese alle altre componenti della protezione civile: il volontario deve ‘concorrere’, ma con grandi capacità”. Un ‘saper fare’ che per Pontremoli viene comunque dopo il ‘saper essere’: un punto di vista che spalanca le porte alle opportunità pratiche di intervento, anche a livello nazionale (“sì, saremo in grado di gestire il modulo nazionale di assistenza” ha tenuto a dire alla platea), ma che lascia in primo piano l'impegno per la diffusione della cultura di protezione civile: “Abbiamo il privilegio di parlare con le persone, sapere prima di tutti cosa può succedere su un territorio: per questo il volontario fa politica, anche se non sposa nessuna appartenenza. E per questo diciamo che, secondo noi, ogni piano paesaggistico dovrebbe adeguarsi ai piani di protezione civile”. Parole che pesano come un macigno sugli interessi di speculatori e amministratori indifferenti alla cura del territorio e alla sicurezza delle persone. Ma che nell'Italia che frana a ogni pioggia suonano come una piccola grande speranza per il futuro. ■ La Protezione civile ITALIANA le nei nostri territori. A seguire le conclusioni dei responsabili locali, dai referenti delle organizzazioni fino agli organizzatori della giornata. Cristiano Bartolomei, fondatore della Brigata Garbatella e presidente del Coordinamento Laziale, ha annunciato per maggio la prima esercitazione pratica del coordinamento, mentre Marco Colini della SVS - Brigata Volontaria e vice presidente del neonato sodalizio ha sottolineato come l'unione delle 14 associazioni sarà occasione di crescita per tutte le realtà che ne fanno parte. A chiudere la giornata l'intervento di Ivan Pontremoli, il presidente che da oltre due anni guida PROCIV Italia a livello nazionale che insieme a indicare gli obiettivi futuri ha messo al centro l'attenzione ai valori: “Sono soddisfatto per i risultati da voi ottenuti - ha esordito - ma come volontari possiamo sempre imparare qualcosa di più: per questo è ormai pronta una piattaforma di e-learning a livello nazionale”. Il presidente ha poi ammonito tutti: “Il volontario di protezione civile non deve mai pensare di sostituirsi alle professionalità gennaio - febbraio 2014 - 1 Un momento della presentazione del Coordinamento regionale Lazio PROCIV Italia 115 Dall'emergenza alla fase di ripristino: l'attività del farmacista volontario L’esperienza inedita del farmacista volontario raccontata da Sara Pellegrino, responsabile funzione tecnico-legislativa dell'Associazione Farmacisti Volontari in Protezione civile della Provincia di Cuneo VOLONTARIATO di Emanuela Savio C Corporatura esile, una stretta di mano sicura, un sorriso sincero. Sara Pellegrino, responsabile funzione tecnico-legislativa dell'Associazione Farmacisti Volontari in Tempera (L'Aquila): vista del campo gestito dal Coordinamento provinciale Volontari di Protezione civile di Cuneo 142 Protezione civile della Provincia di Cuneo, è in forza dal terremoto in Abruzzo del 2009. “Quando ho ricevuto l'email dall'Ordine Farmacisti di Cuneo e sono partita per l'Aquila Farmacisti volontari una settimana dopo il terremoto a L'Aquila Farmacisti volontari in Protezione civile della provincia di Cuneo all'opera a Borghetto del Vara (SP) in Liguria La Protezione civile ITALIANA Un modello tutto da creare, l'intento di proporre protocolli operativi per uniformare il lavoro dei volontari. Dopo l'esperienza abruzzese si sono mossi i primi passi in questa direzione, quali sono state le tappe? Ho iniziato a lavorare alla stesura del documento insieme a Luca Calcagnile, presidente Associazione Farmacisti Volontari in Protezione civile della provincia di Cuneo e responsabile Unità Mobile Farmaceutica del Coordinamento marzo 2013 - 3 - spiega Sara - mi sono trovata ad affrontare una situazione, oltre che drammatica, del tutto nuova. La figura del farmacista volontario all'interno dei soccorsi sanitari non era contemplata, non si era mai previsto un collasso delle farmacie nelle aree colpite”. 143 VOLONTARIATO Finale Emilia (MO): il camper farmacia viene lasciato in gestione all'Ordine dei Farmacisti di Modena come servizio di lunga durata fino all'allestimento di un container adibito a farmacia fissa di Cuneo nel 2010 dopo l'intervento a L'Aquila. A seguito dell'alluvione in Liguria, che ci ha visti operare in un contesto totalmente diverso in quanto al di fuori della Colonna mobile, è stato ulteriormente affinato per essere messo a punto definitivamente dopo l'esperienza emi- liana. In tutti i vari passaggi ci siamo avvalsi della consulenza di Elsio Balestrino, presidente dell'Unità Medico Infermieristica e dell'Unità Sanitaria Volontaria di Protezione civile del Coordinamento di Cuneo e di Massimo Mana, presidente Federfarma Piemonte e presidente Camper farmacia, fiore all'occhiello della Colonna mobile della Protezione civile della Provincia di Cuneo 144 Intervento di Sara Pellegrino, responsabile funzione tecnico-legislativa dell'Associazione Farmacisti Volontari in Protezione civile della Provincia di Cuneo, sulla gestione del farmaco negli scenari di emergenza in occasione della VIa edizione del corso teorico-pratico di formazione ed aggiornamento sulla ‘Gestione sanitaria degli incidenti maggiori’ che si è tenuto presso il Centro Congressi Navìze-te di Borgo San Dalmazzo (CN), sabato 27 ottobre 2012 Allestimento della ‘farmacia’ nel campo di Tempera (AQ) Il documento stilato vuole anche essere strumento di efficace sinergismo tra i Farmacisti volontari e gli altri operatori sanitari dei Pass (Posto di Assistenza Socio Sanitaria), ora istituzionalizzati. Esatto. L'Associazione Farmacisti Volontari di Protezione civile di Cuneo compone, insieme all'Unità Medico-Infermieristica Volontaria marzo 2013 - 3 La gestione del farmaco negli scenari di emergenza sembra un problema del tutto aperto. Quali sono le vostre proposte? La possibilità di sconfezionare i medicinali per dare più assistenza a più assistiti, modalità prescrittive semplificate per le ricette mediche, una rigida fase di controllo sui farmaci donati che devono avere requisiti indispensabili e sistemi per scoraggiare donazioni di prodotti non richiesti e non corrispondenti ai reali bisogni della popolazione, attraverso la creazione di moduli online gestiti dalle Associazioni o dagli Ordini. Il Dipartimento ci appoggia sull'operatività ma queste tematiche devono essere af- frontate su un tavolo di lavoro più ampio con i rappresentanti di categoria e il Ministero della Salute. La Protezione civile ITALIANA Associazione Titolari Farmacia della Provincia di Cuneo, sempre in stretto contatto con il Dipartimento nazionale di Protezione civile, nella persona di Federico Federighi, responsabile del Servizio di Emergenza Sanitaria e Assistenza alla Popolazione. 145 VOLONTARIATO Andrea Mandelli, presidente del FOFI con i farmacisti volontari della provincia di Cuneo (UMI) e all'Unità Psicologi dell'Emergenza, la struttura sanitaria del Coordinamento provinciale di Protezione civile di Cuneo di cui Roberto Gagna è presidente; progetto pilota precursore delle strutture PASS di recente istituzionalizzazione. Il camper farmacia è il primo ad arrivare sulla scena di un disastro; il lavoro del farmacista volontario è sia di supporto operativo, sia di sostegno agli operatori colpiti dalla calamità. Potersi avvalere di linee guida faciliterebbe il lavoro di tutti i volontari impiegati nelle strutture sanitarie campali. ■ 146 Di seguito, il documento contenente le linee guida dell’Associazione Farmacisti Volontari in Protezione civile di Cuneo sull'attività del Farmacista volontario dalla fase che dall'emergenza porta a un graduale ritorno alla normalità e alla funzionalità delle strutture sanitarie del territorio colpito. La prima fase di emergenza è già regolamentata sul piano sanitario dai “Criteri di massima sulla dotazione di farmaci e dispositivi medici di un posto medico avanzato (PMA) di II livello utilizzabile in caso di catastrofe” (Supplemento Ordinario 139, GU 196 del 25/08/2003) che completa il precedente “Criteri di massima per l'organizzazione dei soccorsi sanitari nelle catastrofi” (Supplemento Ordinario 116, GU 109 del 12/05/2001). In seguito all'intesa sullo schema di direttiva recante “Disposizioni per la realizzazione di strutture sanitarie campali, denominate PASS, Posto di Assistenza Socio-Sanitaria, preposte all'assistenza sanitaria di base e sociosanitaria alla popolazione colpita da catastrofe”, sancita in data 24/01/2013 in sede di Conferenza Unificata, si è reso necessario predisporre dei criteri generali per la dotazione e la gestione dei medicinali e dei dispositivi medici in caso di catastrofe o di comunque acuta discrepanza tra le risorse di- VOLONTARIATO sponibili e i bisogni di una comunità nella fase di continuità assistenziale. Si è quindi definita l'attività del farmacista volontario nella fase che dall'emergenza porta ad un graduale ritorno alla normalità e alla funzionalità delle strutture sanitarie locali. La presente relazione è stata redatta principalmente tenendo conto delle esperienze maturate sul campo, in particolar modo durante il terremoto in Abruzzo (2009), l'alluvione delle Cinque Terre (2011) e il terremoto in Emilia Romagna (2012) e vuole completare e integrare i documenti sopra citati. A tal proposito occorre ribadire come sia necessaria “l'organizzazione razionale dell'approvvigionamento dei medicinali e di dispositivi medici destinati al soccorso delle popolazioni colpite da una calamità, al fine di migliorare l'efficacia e l'efficienza dell'intervento e al tempo stesso contenere lo spreco di risorse” (Allegato A, GU n. 196 del 25/08/2003 Suppl.Ord. n. 139). Si deduce quindi come “l'invio di prodotti non essenziali o comunque non rispondenti ai bisogni reali della popolazione da assistere, confezionati singolarmente con difficoltà di catalogazione in tempi brevi, scaduti, prossimi alla scadenza o conservati in maniera non idonea, comporta un aggravio dell'organizzazione dei soccorsi, una riduzione dell'efficacia dell'assistenza e un'inevitabile perdita economica dovuta allo spreco di materiale ed alla necessità di smaltire i prodotti non utilizzati” (Allegato A, GU n.196 del 25/08/2003 Suppl.Ord. n. 139). Protocolli operativi 1 - Gestione della UMoF e della UFC; 2 - Gestione della Farmacia-PASS; 3 - Iter del farmaco donato; 4 - Ricetta Emergenza; 148 UMoF = Unità Mobile Farmaceutica UFC= Unità Farmaceutica Campale UMI = Unità Medico-Infermieristica PASS = Posto Assistenza Socio-Sanitaria DPC= Dipartimento Protezione Civile 1 - GESTIONE DELL'UNITA' MOBILE FARMACEUTICA (UMoF) E DELLA UNITA' FARMACEUTICA CAMPALE (UFC) L'Unità Mobile Farmaceutica (UMoF) è un camper attrezzato a farmacia. L'Unità Farmaceutica Campale è uno shelter allestito a farmacia. L'operatività della UMoF e della UFC sono tecnicamente sovrapponibili. E' verosimile che venga in un primo momento attivata la UMoF e poi in un secondo momento questa venga sostituita o affiancata dalla UFC. La procedura di intervento si differenzia a seconda della situazione calamitosa e si distingue per la finalità operativa: 1) funzione logistica, 2) funzione integrativa o sostitutiva delle strutture farmaceutiche locali. Nel primo caso le strutture locali (farmacie) sono inagibili/distrutte ma le risorse umane locali (farmacisti del territorio) sono efficienti e adeguate (esperienza alluvione Cinque Terre 2011 e sisma Emilia Romagna 2012). L'UMoF si mobilita per essere operativa entro le 72 dalla richiesta di intervento. In tale funzione logistica, la dotazione farmaceutica è esclusivamente costituita da farmaci salvavita. Il compito è quello di ristabilire la funzionalità di una sede farmaceutica già esistente, ma distrutta o resa inagibile dall'evento calamitoso, fornendo la struttura campale all'interno della quale opera il farmacista locale. L'attività vera e propria di dispensazione del farmaco e spedizione della ricetta è quindi fin da subito gestita dai farmacisti locali che continuano in tal modo a costituire un punto di riferimento fondamentale per la popo- lazione colpita, contribuendo a ristabilire la continuità assistenziale. Le competenze e le modalità operative sono: ● rifornimento nei magazzini locali in base a indicazioni dei farmacisti territoriali locali; ● posizionamento, sulla base delle indicazioni dell'Autorità sanitaria competente o della funzione F2, della UMoF per il tempestivo ripristino dell'attività quotidiana ed ordinaria della farmacia locale. Appena possibile l'UMoF viene sostituita dalla UFC (Unità Farmaceutica Campale), shelter attrezzato a farmacia. E' comunque possibile che venga attivata inizialmente e unicamente la UFC. In questa fase i farmacisti volontari svolgono un ruolo collegamento/comunicazione tra le strutture operative di soccorso, gli operatori sanitari locali e il Servizio Farmaceutico Territoriale competente per zona. In tale funzione logistica, la permanenza del farmacisti volontari è prevista, ordinariamente, per un periodo non superiore a giorni 15 giorni dall'insediamento UMoF/UFC. Nel secondo caso la funzione sostitutiva/integrativa delle strutture farmaceutiche locali è necessaria a causa dell'acuta inadeguatezza delle strutture sanitarie locali. L'UMoF si mobilita per essere operativa entro le 72 dalla richiesta di intervento. In tale funzione la dotazione farmaceutica è costituita oltre che dai farmaci "salvavita", dalle categorie farmaceutiche indispensabili ad assicurare la continuità assistenziale di una popolazione eterogenea per età e patologia. Per qualità e quantità la dotazione è “de minimis”, cioè una dotazione minima al di sotto della quale non si può andare e di cui tutte le UMoF, le UFC e il PASS devono essere provviste. L'elenco dei farmaci e dei presidi medici è consultabile nell'allegato 1 (cfr. www.coord-procivcuneo.it) Il successivo necessario approvvigionamento deve essere eseguito presso la farmacia ospe- VOLONTARIATO 150 daliera territoriale, e ove tale struttura sia impossibilitata, presso un grossista operante in loco, con fatturazione a carico dell'Asl di competenza della zona colpita da catastrofe. La richiesta di approvvigionamento è stilata su apposita modulistica, in dotazione alla UMoF la cui validità formale si attiva all'atto della dichiarazione di stato di emergenza e alla richiesta d'intervento da parte del DPC o della Regione vulnerata. La dotazione e la movimentazione del materiale saniatario è gestita mediante supporto informatico, al fine anche di facilitare il farmacista volontario nell'aggiornamento delle giacenze. La distribuzione del farmaco è fatta in regime di “diretta”, con l'obbligo da parte del farmacista volontario di trattenere le fustelle per giustificare l'uscita del farmaco applicandole sulle relative ricette. 2 - GESTIONE DELLA FARMACIA PASS Nel corso di eventi calamitosi nei quali si avverta l'esigenza di supportare il sistema sanitario territoriale colpito da catastrofe con l'istituzione di strutture sanitarie campali, si provvede all'attivazione dei PASS, Posto di Assistenza Socio-Sanitario, all'interno dei quali operano in sinergia tra loro medici, infermieri, psicologi e farmacisti. La Farmacia-PASS ha, per quanto riguarda i medicinali, la dotazione “de minimis” precedentemente descritta, mentre ha, per quanto riguarda i presidi monouso e il materiale da medicazione, tipologie e quantità appropriate alla specifica situazione sanitaria da fronteggiare. Nella Farmacia-PASS si utilizza, inoltre, l'analoga modulistica per l'approvvigionamento di medicinali e lo stesso supporto informatico per annotare i movimenti di entrata-uscita dei farmaci. All'interno della Farmacia-PASS possono essere presenti farmaci provenienti da donazioni. Tali prodotti sono conservati insieme alla dotazione “de minimis” dalla quale si di- stinguono per la fustella annullata tramite pennarello indelebile rosso. L'attività della Farmacia-PASS dipende ed evolve in base alla funzionalità delle farmacie locali. Nel caso in cui le farmacie locali siano totalmente compromesse nelle loro ordinarie attività di approvvigionamento e dispensazione o seriamente inadeguate, la FarmaciaPASS ha un ruolo integralmente sostitutivo e provvede ad erogare medicinali in regime di distribuzione “diretta”, con l'obbligo da parte del farmacista volontario di trattenere le fustelle per giustificare l'uscita del farmaco applicandole sulle relative ricette. Nel momento in cui le farmacie locali iniziano il graduale ritorno alla normalità e sono garantite le ordinarie operazioni di approvvigionamento e dispensazione del farmaco (anche se in strutture campali), si ripristina la regolare distribuzione convenzionata da parte dei farmacisti locali. La Farmacia-PASS in questa fase resta in esclusivo supporto del personale medico-infermieristico in esso operante, provvedendo a distribuire agli assistiti dal PASS, dietro richiesta dei sanitari operanti nella struttura, di dosi minime di farmaci (o presidi medici) in quantità tali da assicurare l'inizio e/o la prosecuzione del trattamento fino ad un massimo di tre giorni. In tal modo la Farmacia-PASS assicura al paziente la garanzia della continuità terapeutica e il tempo necessario per acquisire presso la farmacia locale la restante terapia prescritta su regolare ricetta. Al fine di una gestione funzionale ed economica delle risorse farmaceutiche, il farmacista volontario operante nel PASS è autorizzato a dispensare farmaci anche in dosi singole (anche di medicinali soggetti a RNR) e quindi a sconfezionare e a conservare confezioni di medicinali non integre. Fase di accettazione Il materiale che afferisce con iter difforme da quello indicato o privo dei requisiti fondamentali, è avviato necessariamente a distruzione. Tale pratica si rende necessaria in quanto, non potendo assicurare che i prodotti siano stati maneggiati e conservati in maniera idonea, non è possibile garantirne il sicuro impiego. I medicinali/presidi medici invece idonei ma prossimi alla scadenza (4 mesi dalla data di ricezione) devono essere opportunamente contrassegnati dal farmacista volontario. Fase di controllo Ad ogni avvicendamento di squadra, i farmacisti subentranti devono controllare le scadenze e per i medicinali/presidi medici prossimi alla scadenza (minimo consentito un mese di validità) provvedere al loro smaltimento (raccolta negli appositi contenitori per farmaci scaduti e successiva consegna agli operatori incaricati per il ritiro e distruzione). Fase di smantellamento A chiusura delle strutture farmaceutiche campali (UMof, UFC, PASS), i farmaci donati rimasti sono ordinatamente suddivisi in scatole e a ogni scatola è allegato un elenco dettagliato del contenuto. Il materiale farmaceutico così confezionato è preso in carico dalle Associazioni di farmacisti volontari. 4 - LA RICETTA NELLA FASE DI EMERGENZA Nella prima fase di emergenza sono previste due modalità prescrittive: 1) la regolare ricetta a modello SSN regionale; 2) una ricetta speciale. La necessità di avere un modello di ricetta speciale, utilizzabile in caso di emergenza, è dovuta a due motivi: ● per i MMG del presidio territoriale nel caso in cui il loro ricettario SSN regionale sia andato distrutto; ● per i Medici volontari extra-regione, operan- marzo 2013 - 3 Caratteristiche del farmaco donato Non sono accettate donazioni incontrollate al territorio colpito da catastrofe. Le donazioni devono essere indirizzate direttamente ad Associazioni di Farmacisti Volontari. L'invio deve essere fatto mediante pacco sigillato riportante la dicitura esterna “farmaci donati” e l'identificazione del mittente e deve contenere all'interno una lista quali e quantitativa del materiale donato. Le confezioni di medicinali e dispositivi medici devono possedere i seguenti requisiti fondamentali: ● confezioni integre; ● validità di almeno quattro mesi dalla data dell'invio; ● fustella annullata da pennarello indelebile rosso (non defustellati). Fase di stoccaggio La fase di stoccaggio è così codificata: ● i medicinali/presidi medici ritenuti idonei vengono prima caricati su supporto informatico e poi stoccati insieme a quelli appartenenti alla lista “de minimis”; ● i farmaci sono ordinati per categoria terapeutica, in omegeneità a quanto avviene per la dotazione “de minimis”; ● a parità di principio attivo, nella dispensazione si opta per il prodotto a scadenza più breve. La Protezione civile ITALIANA 3 - ITER DEI FARMACI PROVENIENTI DA DONAZIONI “L'invio di prodotti non essenziali o comunque non rispondenti ai bisogni reali della popolazione da assistere, confezionati singolarmente con difficoltà di catalogazione in tempi brevi, scaduti, prossimi alla scadenza o conservati in maniera non idonea, comporta un aggravio dell'organizzazione dei soccorsi, una riduzione dell'efficacia dell'assistenza ed un'inevitabile perdita economica dovuta allo spreco di materiale e alla necessità di smaltire i prodotti non utilizzati” (GU 196 del 25/08/2003 Suppl.Ord. 139). 151 VOLONTARIATO ti nelle strutture campali, per poter effettuare prescrizioni terapeutiche. 152 Caratteristiche della ricetta speciale-emergenza: ● modello unico per tutto il territorio nazionale e valevole nel territorio ove è stato decretato lo stato di emergenza; ● utilizzabile da MMG locali e Medici Volontari extra-regione; ● in dotazione a UMoF, UFC e PASS; ● esenzione totale farmaci fascia A e C con e senza ricetta; ● prescrizione fino a 6 diverse specialità. In assenza di delibera regionale che riduca od aumenti l'utilizzabilità temporale di tale ricetta speciale-emergenza, la stessa ha validità di giorni 15 dalla data di dichiarazione dello stato di emergenza. In questa fase (15 giorni salvo delibera regionale) possono quindi essere prescritti e dispensati in regime di esenzione totale: ● farmaci di fascia A (normalmente rimborsabili dal SSN); ● farmaci di fascia C che richiedono ricetta; ● farmaci di fascia C che non richiedono ricetta (SOP e OTC), quindi tutti i farmaci con codice Minsan che inizia con A0, lettera A seguita da numero zero e tutto quello che la Regione colpita da calamità riterrà opportuno erogare gratuitamente (vedi determina DG8/47 della Giunta Regionale Abruzzo del 9 Aprile 2009). Le modalità compilative per il medico prescrittore sono: ● nome e cognome del paziente (ove possibile il codice fiscale) residente nella zona colpita da catastrofe o ospite della struttura di accoglienza; ● data firma e timbro del medico prescrittore (in assenza del timbro sarà sufficiente o il codice regionale o il numero di iscrizione all'Ordine e la Provincia); ● possibilità di prescrivere fino a sei diverse specialità sulla stessa ricetta; ogni singola spe- cialità prescritta non dovrà superare i 30 giorni di terapia; prescrivibili medicinali di fascia A e C; ● per la ricetta a modello SSN apposizione di codice di esenzione xxx (da definire). Sono temporaneamente non applicate le note AIFA e i piani terapeutici, mentre rimangono le regole regionali riguardanti la distibuzione per conto. In caso di indisponibilità del modello “ricetta speciale emergenza” i sanitari operanti presso il PASS – siamo essi medici volontari extra-regione oppure medici locali con indisponibilità del proprio ricettario SSN regionale – la ricettazione viene effettuata su carta intestata del PASS con modalità compilative analoghe a quelle sopra specificate per la ricetta speciale emergenza. Gli obblighi per il farmacista, sia esso volontario sia operante nelle farmacie convenzionate locali, sono: ● controllo validità ricetta: 30 giorni escluso quello di emissione; ● dispensazione in regime di esenzione totale del farmaco prescritto (o equivalente) sia fascia A che C; ● applicazione delle fustelle (fino a sei) sulla ricetta; per il farmacista volontario operante nella UMoF-UFC e nella Farmacia-PASS è possibile l'apposizione di fustelle annullate con pennarello indelebile rosso, che indica la dispensazione di farmaci provenienti da donazioni. ● conservazione e successiva consegna delle ricette al Servizio Farmaceutico Territoriale. La distribuzione dei medicinali può essere eseguita in regime di: 1) convenzionata + per conto; 2) diretta + per conto. 1) La distribuzione convenzionata in uno scenario di emergenza può continuare (senza avviare la distribuzione diretta) se i farmacisti locali potranno garantire la loro normale funzio- ne di approvvigionamento e di dispensazione di medicinali, anche in strutture campali. La distribuzione convenzionata è eseguita solo dai farmacisti locali che hanno l'obbligo di trattenere le fustelle dei medicinali dispensati e di consegnare le relative ricette al Servizio Farmaceutico Territoriale per il regolare rimborso. I farmacisti volontari operanti nella UMoF-UFC e nel PASS possono invece solo distribuire dosi di medicinali in quantità tale da coprire tre giorni di terapia. 2) La distribuzione diretta è avviata solo se le farmacie locali non possono garantire le normali procedure di approvvigionamento e dispensazione, anche all'interno di strutture campali UFC. La durata della distribuzione diretta dipende dal ripristino di queste funzioni operative. La distribuzione diretta viene effettuata sia dai farmacisti locali sia dai farmacisti volontari operanti nella UMoF e nel PASS. Entrambi devono trattenere le fustelle dei medicinali erogati e consegnare le relative ricette al Servizio Farmaceutico Territoriale. In un secondo tempo la distribuzione diretta è sostituita dalla regolare distribuzione convenzionata. L’autore Sara Pellegrino, farmacista responsabile funzione tecnico-legislativa dell'Associazione Farmacisti Volontari in Protezione Civile, Coordinamento di Cuneo. Recapiti: [email protected] . E' possibile chiedere copia del presente lavoro. In caso di riproduzione di parti del presente lavoro si ricorda l'obbligo della citazione in bibliografia. Artec di Zille Stefano Via Gabelli, 54/A Porcia (Pn) Tel. 0434 554631 [email protected] www.artec-zille.it Oltre 500 volontari radunatisi a Bari per il 1° meeting delle Misericordie VOLONTARIATO Le Confraternite di Puglia premiate dal Comune di Bari per l'opera incessante sui territori. Presenti nella Regione dal ’91, i volontari delle Misericordie si sono in primis adoperati per il soccorso a seguito degli sbarchi lungo le coste per poi dedicarsi a 360° alle necessità di tutta la popolazione di Pasquale Stefano Massaro* M Momenti istituzionali di rilevante interesse e momenti ludici di grande aggregazione: la sintesi della Bari, piazza Ferrarese. Momenti esercitativi 120 due giorni dedicata alle Confraternite Misericordie di Puglia sta tutta in questi due passi con gli oltre 500 volontari regi- Consegna del primo premio ‘Matteo Mangiacotti’ alla rappresentanza della Confraternita di Lizzano, Misericordia dell'anno 2014 proprio con questi sorrisi, con i sorrisi che sto raccogliendo qui a Bari, che la Misericordia deve affrontare il futuro - ha detto aprile 2014 - 3 Il posto medico avanzato (PMA) allestito in piazza Ferrarese La Protezione civile ITALIANA stratisi tra il 22 e 23 marzo delle 43 organizzazioni di volontariato presenti in Regione. A impreziosire i lavori la presenza di Roberto Trucchi, presidente nazionale delle Misericordie d'Italia, che ha rilanciato il ruolo delle Confraternite sui territori: “E' 121 VOLONTARIATO La premiazione con Gianfranco Gilardi, presidente regionale delle Misericordie di Puglia; Roberto Trucchi, presidente nazionale delle Misericordie d'Italia e Antonio Vasile, assessore al Marketing Territoriale del Comune di Bari Roberto Trucchi -. Progetti ve ne sono molti, ma le Confraternite devono ricordarsi di avere sempre al centro l'uomo e la propria missione di soccorso e accoglienza. Qui in Puglia si sta lavorando benissimo e la risposta di questo Meeting è splendida”. 122 Il movimento delle Misericordie di Puglia ha cominciato il suo viaggio dopo il '91 e dopo i migliaia di sbarchi in Regione: da quel Sale del Portico della basilica di San Nicola momento tante città hanno cominciato a costituire le Confraternite in risposta alle esigenze di tantissima gente. Poiché le Misericordie d'Italia si apprestano a festeggiare a breve il 770esimo anno dalla fondazione, il Comune di Bari ha voluto premiare simbolicamente le Confraternite con il prezioso simbolo della città: “L'opera incessante che le Misericordie realizzano sui territori - ha detto Antonio Vasile, assessore al Marketing Territoriale del Comune di Bari merita tutta l'attenzione delle istituzioni. Ho scoperto questo movimento proprio in occasione di questo meeting, poichè l'azione silenziosa che viene svolta dai volontari ha bisogno di momenti di condivisione come questi e la città di Bari è contenta ed orgogliosa di aver potuto ospitare il primo evento di questo genere nel proprio centro antico”. Piazza del Ferrarese e la Basilica di San Nicola, con l'installazione di un posto medico avanzato, ambulanze, mezzi, gazebi, palloncini e bandierine, per due giorni sono stati colorati di giallo e blu, colori tipici delle Misericordie e di un gruppo di volontari rinsaldato e unito ancor di più, da Lecce a Foggia. Durante il pomeriggio del sabato, poi, oltre alle simulazioni dei volontari, vi è stato anche un intervento vero per una ragazza colta da un improvviso attacco epilettico in piazza: “Siamo in tanti e siamo orgogliosi del nostro costante lavoro al servizio dei cittadini e dei territori - ha detto Gianfranco Gilardi, presidente regionale delle Misericordie di Puglia -; non possiamo che ringraziare tutte le Misericordie di Puglia e i volontari per la partecipazione e per la loro opera incessante a h24, le istituzioni per il grande impegno al nostro fianco, il Consiglio nazionale di Presidenza nonché il presidente Trucchi, il Comune di VOLONTARIATO Una fase dei lavori dell’assemblea regionale delle Misericordie. Il pubblico in sala Bari e il Padre Priore della Basilica di San Nicola, Lorusso, per la completa disponibilità di questi giorni, ma permettetemi anche un particolare ringraziamento a tutti i ra- 124 gazzi volontari dello staff che hanno compiuto un gran lavoro per la realizzazione di Il taglio del nastro, in piazza, tra i volontari alla Misericordia dell'anno 2014: la Confraternita premiata è stata quella di Lizzano per il grande e indefesso lavoro al servizio degli immigrati nell'accoglienza e il soccorso durante tutto il 2013. Matteo Mangiacotti è stato un giovane Governatore di San Giovanni Rotondo che dopo un grande lavoro per la costituzione della Confraternita Misericordia della sua città, è stato stroncato da un male incurabile all'età di 35 anni. Ispirandosi ai suoi principi e al suo lavoro, gli organizzatori hanno anche premiato i volontari dell'anno di ogni singola Confraternita: un modo per stimolare tutti a non cedere il passo all'appagamento. ■ *Ufficio Stampa - Misericordia Andria La Protezione civile ITALIANA questo momento di assoluto interesse per tutti”. Futuro, formazione e racconto: la sfida delle Misericordie passa attraverso il progetto Alzaia che nei prossimi tre anni animerà le attività delle Confraternite: “Alzaia è un'idea, una risposta, una fune ha detto Carlo Andorlini, responsabile del Laboratorio Alzaia per le Misericordie d'Italia - abbiamo provato ad immaginare come canalizzare l'opera incessante delle tante associazioni italiane per consolidare sui territori la nostra idea di volontariato”. Tra i momenti istituzionali, oltre alle tavole rotonde su sanità e protezione civile, la presentazione di Alzaia e l'assemblea regionale delle Misericordie, vi è stata la consegna del primo Premio ‘Matteo Mangiacotti’ aprile 2014 - 3 Domenica, 23 marzo. Foto ricordo per i volontari 125 Radioamatori al servizio della comunità Patrizio Losi è presidente della FIR CB SER, Associazione nazionale di PC che si occupa di comunicazioni radio d’emergenza ed è rappresentata nella Consulta Nazionale del Volontariato di Protezione civile. A lui chiediamo di raccontarci la storia della sua organizzazione, dalle origini a oggi di Cristina Meggiarin e Franco Pasargiklian VOLONTARIATO - foto: Archivio FIR CB SER 54 Difficile pensare che dietro a una semplice sigla possano celarsi le vicissitudini di uomini e donne riuniti dalla passione per le radiocomunicazioni, eppure questo accade per FIR CB, organizzazione che proprio nel 2013 festeggia il 40° anno di attività. Una struttura, come spiega il presidente Patrizio Losi, che è nata inizialmente per tutelare la libertà di chi voleva usare apparati radio come forma di espressione personale in modo da essere soggetto stesso dell’informazione e che poi ha generato una costola in emergenza. Fino al 1973, infatti, l'uso della radio come mezzo di espressione e comunicazione era vietato ai privati, con rischio di denuncia penale, in quanto monopolio del Servizio pubblico. “Grazie anche alle numerose manifestazioni della nostra Associazione, vennero pubblicate le prime leggi per la liberalizzazione dell’etere e della comunicazione via radio - spiega Losi -. Eravamo nel pieno del boom degli apparati radio, qualcosa di paragonabile solo all’attuale diffusione dei social network come Twitter e Facebook”. Un’esplosione davvero, se pensiamo che coin- D Centro di trasmissione mobile del FIR CB SER maggio 2013 - 5 La Protezione civile ITALIANA volgeva più di 2.000.000 di poi a loro volta sono ‘tranutenti, ognuno dei quali slate’ alle diverse sedi. “Non per così dire - “in grado ogni paghiamo il canone perché sera di costruire un Tg per siamo Onlus - spiega Losi conto suo”. anche se non sono poco imIn quella fase arrivano anche portanti i costi da sostenere le prime conferme dell’estreper l’acquisto di apparecma utilità fornita dalle cochiature professionali”. municazioni radio alternati“Quando FIR CB interviene ve per il supporto dei soccorcontinua Losi - si assume la si nelle ore immediatamente responsabilità di alleggerire dopo un’emergenza. “Il prile comunicazioni durante mo intervento organizzato una qualsiasi emergenza, seguito usando le apparecanche locale mettendo a diPatrizio Losi, presidente chiature dei radioamatori CB del FIR CB SER sposizione del direttore delè stato il terremoto del 1976 l’emergenza le proprie reti e in Friuli Venezia Giulia”. È da il proprio parco radio con una questo evento che parte la comune riflessiogerarchia di attivazione che parte delle assone circa l’aspetto strategico delle comunicaciazioni locali con l’immediata sussidiarietà zioni radio alternative rispetto a quelle uffidelle strutture provinciali, regionali e naziociali (Esercito, Prefetture ecc.). “Il comune citnale”. tadino appassionato di elettronica e di radio “Certo, oggi tutti parlano con facilità di cocontinua Losi - con il proprio apparecchio che municazioni radio di emergenza ma esistono normalmente usa per hobby per la prima volin realtà due grandi famiglie di comunicaziota si integra al sistema di gestione dell’emerni che occorre identificare chiaramente pergenza per coprirne i buchi”. ché spesso a livello locale provinciale e regioDopo l’intervento in Friuli nasce, allora, il prinale non si coglie questa differenza. Esistono, mo nucleo di volontari di protezione civile alcioè, le comunicazioni radio per l’emergenza l’interno della Federazione Italiana Radiointendendo con queste quelle fatte, ad esemamatori, fondato dall’Ing. Campagnoli aiutato pio, tra un’ambulanza e la sua sede per veicoda Paolo Perondi, che fu il primo coordinatolare le informazioni necessarie per quella spere nazionale del SER-Servizio Emergenza cifica rete o emergenza di quel momento - e Radio. Oggi, ci sono sedi FIR CB SER in tutte le comunicazioni di emergenza, ovvero quello le Regioni, tranne la Valle d’Aosta, mentre la di cui si occupa FIR CB quando sostituisce o Sala operativa nazionale è in Lombardia. integra le comunicazioni istituzionali andate Chiari e definiti sono gli ambiti d’intervento in black-out a causa proprio di una catastrodegli operatori FIR CB SER, che utilizzano le fe, per trasmettere informazioni, per esempio frequenze professionali assegnate dal Minidal sindaco al COM, o costruire reti alternatistero, con i ‘colleghi’ dell’ARI, i quali usano ve per i COC. In pratica, agiamo come veri frequenze radioamatoriali di libero accesso a propri ‘terzisti’ dell’informazione che veicolatutti, subito disponibili in virtù del possesso no l’informazione d’emergenza senza genedella patente di radioamatore. rarla”. In pratica, l’associazione FIR CB mette a punRelativamente ai rapporti con il Dipartimento to progetti specifici e fa proposte al Ministero della Protezione civile nazionale, Losi spiega preposto che li tratta alla stregua di una qualcome normalmente, in caso di emergenza, il siasi società, assegnando loro frequenze che FIR CB si occupi di predisporre immediata- 55 VOLONTARIATO Ancora Losi durante un briefing con i “suoi” uomini (in realtà sono davvero molte le donne volontarie che fanno parte dell’associazione) mente la sua rete radio, che poi viene gradualmente sostituita da quella del DPC, con il prosieguo delle attività da parte degli stessi operatori radio FIR CB con le apparecchiature del DPC, come accaduto a seguito del sisma abruzzese. Se il presente FIR CB appare ben delineato, qualche nube potrebbe insediarsi all’orizzonte come tiene a precisare Losi quando il discorso vira verso il passaggio al digitale. “È stato già Una squadra FIR CB durante un’esercitazione 56 standard specifico. In pratica, in considerazione di questa scelta, chi voleva essere omogeneo e ‘parlare’ con il DPC doveva attenersi alla stessa scelta”. Oggi in FIR CB l’80% degli operatori usano uno standard, il restante 20% l’altro; ma grazie al fatto che tutte le apparecchiature possono ancora trasmettere in analogico, si può comunque ipotizzare una completa compatibilità in caso di emergenza nazionale. Almeno per i prossimi 10 anni: tale il tempo che impiegherà lo switch off analogico-digitale, quando l’ultima radio verrà spenta e tutti passeranno al digitale. Tuttavia, oltre al digitale (futuro immediato), FIR CB da alcuni anni sta sperimentando con successo le nuove forme di comunicazione definite ‘WEB.2’. “Dal terremoto dell’Abruzzo disponiamo di una sala operativa virtuale che si basa proprio su applicazioni di comunicazioni via WEB con la condivisione di foto, documenti, relazioni, stati di attivazione delle nostre strutture di primo intervento e quant’altro fra gli operatori. Anche se si trovano a migliaia di chilometri di distanza, con il ‘WEB.2’, questi possono interagire insieme per il governo dell’emergenza”. ■ La Protezione civile ITALIANA lanciato un segnale di allarme sia al DPC che alle grandi aziende produttrici di attrezzature e apparati radio”. Il problema è, continua Losi, che sul luogo della grande emergenza il forte afflusso di volontari ognuno dotato della propria radio produce in genere una “massa critica” di centinaia di attrezzature e set radio analogici e pertanto perfettamente compatibili fra di loro, che in un lasso di tempo molto breve e dipendente dal numero di apparati, questi possano parlarsi tra di loro. Con il digitale lo scenario si complica, o per lo meno cambia. “In commercio ci sono ora apparati radio digitali costruiti secondo due standard completamente incompatibili fra di loro. Le radio, se costruite con standard diversi, anche se operanti sulla medesima frequenza, non potranno mai parlarsi. Nell’ultimo congresso FIR CB, dopo varie discussioni per la loro selezione, si è visto come la scelta di uno standard penalizzasse commercialmente l’altro. In attesa di altre precisazioni dal DPC, un documento ufficiale dal nostro congresso è stato comunque stilato in considerazioni delle scelte stesse effettuate in passato dal Dipartimento nazionale, che a partire dal G8 ha iniziato ad acquistare apparati radio con uno maggio 2013 - 5 Un volontario FIR CB monta un’antenna per le comunicazioni VHF 57 Simulazione evento sismico e sensibilizzazione della cittadinanza su tematiche di PC VOLONTARIATO Scattano gli allarmi di emergenza, la sirena della Torre dell’Orologio annuncia l’imprevisto, le campanelle delle scuole invitano gli studenti all’evacuazione. Il sistema di Protezione civile si avvia: San Ferdinando di Puglia è stato interessato da un terremoto di grado 4,5 della scala Richter. Ben 130 i volontari partecipanti alle diverse situazioni di emergenza innescate dal sisma Testo raccolto dalla Redazione H Ha coinvolto tutta la cittadinanza del paese lo scenario esercitativo che lo scorso 28 maggio si è svolto nella San Ferdinando di Puglia: la Protezione civile si addestra contro il rischio sismico e incontra la popolazione 122 cittadina pugliese. Si è trattato della simulazione di un terremoto importante, a seguito del quale si è dato inizio alla prova generale Uomini e mezzi presso l’area di ammassamento del Piano comunale di Protezione civile, da poco adottato dalla locale Amministrazione comunale. Immediata l’attivazione del COCCentro Operativo Comunale, organo fondamentale della macchina dei soccorsi e del luogo idoneo a ospitare i mezzi e il personale di Protezione civile - denominato ‘Area di ammassamento’, situato presso l’area mercatale -, dove nella circostanza era già stata allestita una tendopoli comprensiva di due PMA-Posto Medico Avanzato di prima classe, in grado di fornire oltre che le prime cure del caso, anche la possibilità di eventuali ricoveri. Con lo scorrere dei primi concitati attimi, le prime vittime vengono segnalate presso gli edifici del circolo didattico ‘Edmondo de Amicis’. La simulazione ha viSoccorso a feriti nei plessi scolastici sto, quindi, scendere in campo anche l’unità cinofila, nuovo strumento di cui si avvale il Nucleo di Protezione civile dell’ANC di San Ferdinando di Puglia: ad essa è stato affida- Addetti alla ristorazione to il compito di ricercare i dispersi durante la fase di evacuazione. I primi mezzi di soccorso partono subito a sirene spiegate verso l’obiettivo e, grazie alla professionalità dei volontari delle associazioni che hanno partecipato - giunti da diversi paesi della provin- cia BAT e non - e all’ausilio di un’unità cinofila, immediatamente vengono individuati i primi feriti. Dopo l’intervento presso la scuola elementare, il COC si mobilitava per il soccorso ad altri feriti presso l’istituto comprensivo Giovanni XXIII, mentre quasi in contemporanea venivano segnalati altri feriti presso l’Istituto Tecnico Commerciale Michele Dell’Aquila. L’intera simulazione ha interessato duemila studenti, con il coinvolgimento dei volontari del Nucleo di Protezione civile ANC di San Ferdinando di Puglia, promotori della esercitazione, e delle associazioni ANC Grumo Appula (BA), ANC Foggia, ANC Bari, ANC Noci (BA), OER Bisceglie, OER Canosa, AVS Trinitapoli, SOS San Ferdinando di Puglia, G. Marconi di Spinazzola, GOE Minervino Murge, Gruppo Scout di San Ferdinando di Puglia e Croce Rossa Italiana delegazioni di Bari, Andria e Trinitapoli. Tutti i volontari partecipanti sono stati poi impiegati nel pomeriggio della stessa giornata oltre che nell’evacuazione e nella ricerca di Alzabandiera 124 eventuali feriti di un condominio colpito da uno scoppio e successivo crollo, anche nelle ricerche di un disperso nelle campagne adiacenti il fiume Ofanto, dove al momento della richiesta, sono state pianificate strategie e idonei moduli di ricerca per l’organizzazione di una battuta nell’agro di San Ferdinando di Puglia. Al termine delle simulazioni svolte nella mattinata il campo base è stato visitato da studenti e cittadini che hanno ricevuto indicazioni sulle diverse ubicazioni delle aree di attesa, di accoglienza, di ricovero e di ammassamento previste nel Piano comunale di Emergenza dagli stessi volontari e hanno potuto apprezzare da vicino le varie attrezzature e specializzazioni delle associazioni di Protezione civile. La mattinata si è conclusa con gli interventi delle autorità che hanno avuto parole di apprezzamento per l’iniziativa realizzata e la professionalità dimostrata dai volontari, trasformatisi per l’occasione in indispensabili strumenti di sensibilizzazione degli studenti presenti alle diverse tematiche di Protezione civile. Nella fattispecie, sono intervenuti Francesco Ventola, presidente della Provincia BAT; Luigi Roccotelli, assessore provinciale alla Protezione civile; Ruggiero Mennea, consigliere regionale; il sindaco Michele Lamacchia; i rappresentanti dei comuni della BAT che hanno concesso il patrocinio; Giuseppe Chiga, comandante della Stazione Carabinieri; Savino Filannino, comandante della Polizia locale di Barletta; Russo Giuseppe, comandante della Polizia locale di San Ferdinando di Puglia; Salvatore Costa, ispettore regionale Associazione Nazionale Carabinieri Puglia e i presidi degli istituti scolastici locali. Particolare soddisfazione per l’esito di questa prima prova di evacuazione è stata VOLONTARIATO I bimbi circondano l’unità cinofila per una foto ricordo espressa da Giacomo Demichele, assessore alla Sicurezza e Protezione civile di San Ferdinando di Puglia: “Innanzitutto - ha affermato - mi sento in dovere di ringraziare tutti i volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri Protezione civile di San Ferdinando, che con grande impegno hanno preparato e allestito questa manifestazione. 126 Oggi, come non mai, il fenomeno del cambiamento climatico e altre calamità si pongono al centro di un dibattito necessario per l’incolumità del nostro pianeta e per il futuro delle prossime generazioni. Proprio per I volontari del Nucleo di Protezione civile dell’ANC di San Ferdinando di Puglia funzionario del Settore Protezione civile della Provincia BAT e dall’assessore De Michele - è stato, come già anticipato, organizzato dall’Associazione Nazionale Carabinieri Benemerite e Volontari San Ferdinando di Puglia - Nucleo Protezione civile presieduta dal Cav. Uff. Ferdinando Polione in collaborazione con l’Amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Michele Lamacchia e dall’assessore delegato Giacomo De Michele e ha ricevuto il patrocinio dello stesso DPC, della Regione Puglia, della Provincia di Barletta-Andria-Trani, dell’ispettorato ANC Regione Puglia e dei comuni di Barletta, Minervino Murge, Spinazzola e Trinitapoli. Al termine dell’esercitazione - svolta a compendio di un corso formativo di primo soccorso e protezione civile patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento di Protezione Civile, frequentato e superato da circa sessanta volontari -, le autorità intervenute sin dalle prime ore della mattina hanno consegnato sia gli attestati di frequenza a tutti i corsisti che gli attestati di partecipazione alla simulazione. ■ La Protezione civile ITALIANA questo, riteniamo che la tutela e l’educazione alla Protezione civile non siano più azioni rinviabili”. Anche Ferdinando Polione, presidente del Nucleo ANC Protezione civile, ha ringraziato tutte le associazioni e volontari intervenuti nell’esercitazione, invitando i giovani e le famiglie a osservare i consigli sui comportamenti da tenere in caso di emergenze per alleviare tragiche conseguenze, come indicato su un opuscolo distribuito a tutte le scuole, le famiglie e gli esercizi pubblici. Polione ha, quindi, concluso affermando che compito dell’Associazione “è di formare i volontari di Protezione civile ed educare la cittadinanza alla cultura stessa di Protezione civile”. “Tutti i cittadini - ha precisato - devono essere messi a conoscenza dei rischi cui vanno incontro. Speriamo di continuare su questa strada, perché riuscire in questo nostro intento, significa rendere un servizio alla comunità intera”. L’evento - monitorato per l’intera durata delle diverse operazioni da Lello Cafaro, dirigente della PC regionale (per l’occasione alle comunicazioni radio); da Gianni Di Trizio, giugno 2014 - 5 Scatto finale con tutti i partecipanti all’esecitazione 127 Da 25 anni al servizio della collettività Il Gruppo di Protezione civile VVAA, Volontari Valle Aniene Associati, nato nel 1988 come distaccamento di Guidonia Montecelio (RM) dell’Associazione Corpo Volontari Radio Soccorso (CVRS), è da sempre in prima linea per attivismo e propositività VOLONTARIATO a cura della Redazione È È stato uno dei primi sodalizi sul territorio dei comuni di Tivoli, Guidonia e dintorni quale ‘prolungamento’ del CVRS. Successivamente, con l’avvento della Legge n. 225/92 il gruppo diventa autonomo e costituisce l’attuale ‘VVAA Volontari Valle Aniene Associati’. Da quel momento grazie ai contributi regionali e comunali e all’opera altruistica Intervento dei volontari 146 dei propri volontari, diventa una delle prime associazioni regionali in fatto di operatività e capacità, grazie anche ai numerosi corsi di specializzazione tenuti al personale. Diretti ammirevolmente fino al 2011 dal presidente Costanzo Di Paolo, già encomiato per l’attività svolta durante il terremoto del 1980 in Irpinia, i volontari intervengono in numerose campagne antincendio, alluvioni, frane, incidenti stradali e terremoti nonché missioni all’estero (supporto alla Missione ‘Pellicano’ del 1993 e alla missione ‘Arcobaleno’ del 1999) in collaborazione con il Dipartimento della Protezione civile nazionale. Nel 1999 si gemellano con i corrispondenti volontari di Sarno colpita dalla tremenda vicenda conosciuta. Attualmente le redini dell’Organizzazione sono tenute da Serena Di Paolo, forte di oltre un ventennio di esperienza. Nell’arco della propria esistenza il sodalizio è stato impegnato in attività mirate alla tutela collettiva delle persone, alla tutela dell’am- VOLONTARIATO biente, degli animali e del territorio compiendo, come rilevato dai diversi archivi, oltre 7.500 interventi di emergenza. L’altro punto di forza dell’Associazione insieme alla formazione è senz’altro la rilevanza assegnata sin dalle origini alla sicurezza. Nonostante l’elevato turnover - oltre 3.000 volontari si sono nel tempo alternati nel contesto associativo - nessuno ha mai riportato infortuni; ogni membro è stato, infatti, sempre dotato di mirati DPI e ha operato con le migliori attrezzature logistiche. Negli ultimi tempi, seppur con un tono minore e nonostante i tagli economici operati dalle istituzioni, l’Associazione opera per gli stessi scopi nel puro spirito volontaristico che l’ha sempre contraddistinta. Numerose sono le testimonianze delle attività, molte delle quali sono pubblicate su you tube, o sul sito www.volontarivalleaniene.it . Certo, resta sicuramente difficile sintetizzare in poche righe un’attività che dura da circa 25 anni… ma già solo questa breve presentazione lascia un significativo segno nell’anno del venticinquesimo anniversario di questi attivissimi volontari! ■ Parata 148