Il Coordinamento
regionale Lazio PROCIV
Italia al via
VOLONTARIATO
I saluti delle autorità di Campidoglio e Regione Lazio e la lettura dei messaggi di amici e rappresentanti del mondo del
volontariato. Poi gli interventi dei responsabili locali e del presidente nazionale Ivan Pontremoli. La presentazione del
Coordinamento regionale Lazio PROCIV Italia si è svolta in
un clima festoso ma soprattutto costruttivo e consapevole
di Francesco Unani
C
C'era l'atmosfera dei grandi eventi sabato 18 gennaio a Roma presso il
Centro comunale di Formazione e diffusione della cultura di PC nello splendido parco
di Aguzzano, dove si sono riunite le rappresen-
tanze di 14 associazioni di volontariato di
Protezione civile del braccio laziale dell'associazione ‘PROCIV Italia’ per annunciare la nascita del loro Coordinamento regionale, raccogliere le sfide del presente e gettare le basi del
Ivan Pontremoli, presidente
nazionale PROCIV Italia
112
In piedi Sergio Achille, presidente ASSODIMA, Associazione Disaster Manager
duno dei volontari erano presenti associazioni
provenienti dalle realtà più grandi come Roma
(SVS, Brigata Volontaria, Brigata Garbatella,
Prociv Acli, Roma VIII, Millennium, Gabriele
Viti, Roma Soccorso, Ancis Politeia e Bluegreen
Sommozzatori) e altre da piccoli borghi come
Latera (VT), Vignanello e Castel Sant'Elia, tutti
in provincia di Viterbo.
Intorno alle dieci del mattino tutto era pronto
per celebrare la nascita del Coordinamento laziale: una struttura che negli anni ha maturato esperienza in molteplici settori. Dalla gestio-
La Protezione civile ITALIANA
gennaio - febbraio 2014 - 1
futuro. I tanti volontari, circa 250 volontari arrivati da Roma e da altri comuni del Lazio, hanno voluto ribadire il ruolo ‘di supporto’ del volontariato di protezione civile, la necessità di
una maggiore formazione per chi interviene in
emergenza e la diffusione della cultura di autoprotezione presso la popolazione.
Sul posto sin dalle prime ore del mattino, i volontari hanno allestito la sede e disposto in rassegna i mezzi (un posto medico, un'ambulanza,
mezzi anfibi e pick-up) a testimonianza delle
tante specialità riunite in un solo giorno. Al ra-
Volontari e attrezzature varie
113
VOLONTARIATO
114
ne dei grandi eventi all'anticendio e al sanitario; dal rischio idrogeologico all'attività di recupero in acqua; dalla logistica all'emergenza
neve, alla bonifica ambientale fino alle attività
di clownterapia. Un gruppo di 250 volontari
che in circa 4 mesi (dalla costituzione a livello
giuridico avvenuta appena lo scorso 8 ottobre)
ha dato vita a un Coordinamento. In una
Regione come il Lazio, che riassume sul suo
territorio l'insieme delle possibili esperienze per
un volontario di protezione civile, un'iniziativa
del genere rappresenta la possibilità di mettere a disposizione di emergenze di livello nazio-
nale un concentrato di saperi. Per questo, intervenendo nel corso della mattina, è stato
proprio Massimo La Pietra del Dipartimento
della PC Nazionale a ricordare che “la nascita
del Coordinamento è solo l'inizio di un percorso che ricomincia per ciascuno dai propri territori e solo successivamente andrà a livello nazionale”. A questo proposito La Pietra ha ricordato come il Dipartimento nazionale stia approntando sei moduli completi di assistenza alla popolazione da affidare ad altrettante associazioni in grado di gestirli, e il Coordinamento
laziale di PROCIV Italia potrebbe essere una di
queste. A sottolineare l'importanza dell'evento
anche l'intervento del presidente dell'Associazione nazionale Disaster Manager, Sergio
Achille, che ha evidenziato la necessità della
formazione del volontariato e ha sottolineato il
bisogno dei comuni di poter contare su figure
professionali in grado di gestire davvero e coordinare le emergenze. Di rilievo anche l'appassionato intervento di Francesca Danese, vice
presidente nazionale e presidente laziale del
CESV-Centro dei Servizi per il Volontariato, che
ha messo l'accento sul ‘ruolo politico’ dei volontari sottolineando, tra l'altro, le potenzialità
culturali della loro azione nell'accrescere e modernizzare l'approccio con le tematiche del rischio e la mentalità legata alla Protezione civi-
riconosciute dal Sistema Paese alle altre componenti della protezione civile: il volontario deve ‘concorrere’, ma con grandi capacità”. Un ‘saper fare’ che per Pontremoli viene comunque
dopo il ‘saper essere’: un punto di vista che
spalanca le porte alle opportunità pratiche di
intervento, anche a livello nazionale (“sì, saremo in grado di gestire il modulo nazionale di
assistenza” ha tenuto a dire alla platea), ma
che lascia in primo piano l'impegno per la diffusione della cultura di protezione civile:
“Abbiamo il privilegio di parlare con le persone,
sapere prima di tutti cosa può succedere su un
territorio: per questo il volontario fa politica,
anche se non sposa nessuna appartenenza. E
per questo diciamo che, secondo noi, ogni piano paesaggistico dovrebbe adeguarsi ai piani di
protezione civile”. Parole che pesano come un
macigno sugli interessi di speculatori e amministratori indifferenti alla cura del territorio e
alla sicurezza delle persone. Ma che nell'Italia
che frana a ogni pioggia suonano come una
piccola grande speranza per il futuro. ■
La Protezione civile ITALIANA
le nei nostri territori. A seguire le conclusioni
dei responsabili locali, dai referenti delle organizzazioni fino agli organizzatori della giornata.
Cristiano Bartolomei, fondatore della Brigata
Garbatella e presidente del Coordinamento
Laziale, ha annunciato per maggio la prima
esercitazione pratica del coordinamento, mentre Marco Colini della SVS - Brigata Volontaria
e vice presidente del neonato sodalizio ha sottolineato come l'unione delle 14 associazioni
sarà occasione di crescita per tutte le realtà che
ne fanno parte. A chiudere la giornata l'intervento di Ivan Pontremoli, il presidente che da
oltre due anni guida PROCIV Italia a livello nazionale che insieme a indicare gli obiettivi futuri ha messo al centro l'attenzione ai valori:
“Sono soddisfatto per i risultati da voi ottenuti
- ha esordito - ma come volontari possiamo
sempre imparare qualcosa di più: per questo è
ormai pronta una piattaforma di e-learning a livello nazionale”. Il presidente ha poi ammonito
tutti: “Il volontario di protezione civile non deve mai pensare di sostituirsi alle professionalità
gennaio - febbraio 2014 - 1
Un momento
della presentazione
del Coordinamento
regionale Lazio
PROCIV Italia
115
Dall'emergenza
alla fase di ripristino:
l'attività del farmacista
volontario
L’esperienza inedita del farmacista volontario raccontata da
Sara Pellegrino, responsabile funzione tecnico-legislativa
dell'Associazione Farmacisti Volontari in Protezione civile
della Provincia di Cuneo
VOLONTARIATO
di Emanuela Savio
C
Corporatura esile, una stretta di mano
sicura, un sorriso sincero. Sara Pellegrino,
responsabile funzione tecnico-legislativa
dell'Associazione Farmacisti Volontari in
Tempera (L'Aquila): vista del campo
gestito dal Coordinamento provinciale
Volontari di Protezione civile di Cuneo
142
Protezione civile della Provincia di Cuneo, è in
forza dal terremoto in Abruzzo del 2009.
“Quando ho ricevuto l'email dall'Ordine
Farmacisti di Cuneo e sono partita per l'Aquila
Farmacisti
volontari
una settimana
dopo il terremoto
a L'Aquila
Farmacisti volontari in Protezione civile
della provincia di Cuneo all'opera a Borghetto
del Vara (SP) in Liguria
La Protezione civile ITALIANA
Un modello tutto da creare, l'intento di proporre protocolli operativi per uniformare il lavoro dei
volontari. Dopo l'esperienza
abruzzese si sono mossi i primi
passi in questa direzione, quali
sono state le tappe?
Ho iniziato a lavorare alla stesura del documento insieme a Luca Calcagnile, presidente
Associazione Farmacisti Volontari in Protezione
civile della provincia di Cuneo e responsabile
Unità Mobile Farmaceutica del Coordinamento
marzo 2013 - 3
- spiega Sara - mi sono trovata ad affrontare
una situazione, oltre che drammatica, del tutto nuova. La figura del farmacista volontario
all'interno dei soccorsi sanitari non era contemplata, non si era mai previsto un collasso
delle farmacie nelle aree colpite”.
143
VOLONTARIATO
Finale Emilia (MO):
il camper farmacia
viene lasciato in
gestione all'Ordine
dei Farmacisti
di Modena come
servizio di lunga
durata fino
all'allestimento
di un container
adibito a farmacia
fissa
di Cuneo nel 2010 dopo l'intervento a L'Aquila.
A seguito dell'alluvione in Liguria, che ci ha visti operare in un contesto totalmente diverso
in quanto al di fuori della Colonna mobile, è
stato ulteriormente affinato per essere messo a
punto definitivamente dopo l'esperienza emi-
liana. In tutti i vari passaggi ci siamo avvalsi
della consulenza di Elsio Balestrino, presidente
dell'Unità Medico Infermieristica e dell'Unità
Sanitaria Volontaria di Protezione civile del
Coordinamento di Cuneo e di Massimo Mana,
presidente Federfarma Piemonte e presidente
Camper farmacia, fiore all'occhiello
della Colonna mobile
della Protezione civile
della Provincia di Cuneo
144
Intervento di Sara Pellegrino, responsabile funzione tecnico-legislativa dell'Associazione Farmacisti
Volontari in Protezione civile della Provincia di Cuneo, sulla gestione del farmaco negli scenari
di emergenza in occasione della VIa edizione del corso teorico-pratico di formazione ed aggiornamento
sulla ‘Gestione sanitaria degli incidenti maggiori’ che si è tenuto presso il Centro Congressi Navìze-te
di Borgo San Dalmazzo (CN), sabato 27 ottobre 2012
Allestimento della ‘farmacia’
nel campo di Tempera (AQ)
Il documento stilato vuole anche
essere strumento di efficace sinergismo tra i Farmacisti volontari e
gli altri operatori sanitari dei Pass
(Posto di Assistenza Socio Sanitaria), ora istituzionalizzati.
Esatto. L'Associazione Farmacisti Volontari di
Protezione civile di Cuneo compone, insieme
all'Unità Medico-Infermieristica Volontaria
marzo 2013 - 3
La gestione del farmaco negli scenari di emergenza sembra un problema del tutto aperto. Quali sono
le vostre proposte?
La possibilità di sconfezionare i medicinali per
dare più assistenza a più assistiti, modalità prescrittive semplificate per le ricette mediche,
una rigida fase di controllo sui farmaci donati
che devono avere requisiti indispensabili e sistemi per scoraggiare donazioni di prodotti non
richiesti e non corrispondenti ai reali bisogni
della popolazione, attraverso la creazione di
moduli online gestiti dalle Associazioni o dagli
Ordini. Il Dipartimento ci appoggia sull'operatività ma queste tematiche devono essere af-
frontate su un tavolo di lavoro più ampio con i
rappresentanti di categoria e il Ministero della
Salute.
La Protezione civile ITALIANA
Associazione Titolari Farmacia della Provincia
di Cuneo, sempre in stretto contatto con il
Dipartimento nazionale di Protezione civile,
nella persona di Federico Federighi, responsabile del Servizio di Emergenza Sanitaria e
Assistenza alla Popolazione.
145
VOLONTARIATO
Andrea Mandelli, presidente del FOFI con i farmacisti volontari della provincia di Cuneo
(UMI) e all'Unità Psicologi dell'Emergenza, la
struttura sanitaria del Coordinamento provinciale di Protezione civile di Cuneo di cui
Roberto Gagna è presidente; progetto pilota
precursore delle strutture PASS di recente istituzionalizzazione. Il camper farmacia è il primo
ad arrivare sulla scena di un disastro; il lavoro
del farmacista volontario è sia di supporto operativo, sia di sostegno agli operatori colpiti dalla calamità. Potersi avvalere di linee guida faciliterebbe il lavoro di tutti i volontari impiegati nelle strutture sanitarie campali. ■
146
Di seguito, il documento contenente le linee guida dell’Associazione
Farmacisti Volontari in Protezione
civile di Cuneo sull'attività del
Farmacista volontario dalla fase
che dall'emergenza porta a un graduale ritorno alla normalità e alla
funzionalità delle strutture sanitarie del territorio colpito.
La prima fase di emergenza è già regolamentata sul piano sanitario dai “Criteri di massima sulla dotazione di farmaci e dispositivi
medici di un posto medico avanzato (PMA)
di II livello utilizzabile in caso di catastrofe”
(Supplemento Ordinario 139, GU 196 del
25/08/2003) che completa il precedente
“Criteri di massima per l'organizzazione
dei soccorsi sanitari nelle catastrofi”
(Supplemento Ordinario 116, GU 109 del
12/05/2001).
In seguito all'intesa sullo schema di direttiva
recante “Disposizioni per la realizzazione di
strutture sanitarie campali, denominate
PASS, Posto di Assistenza Socio-Sanitaria,
preposte all'assistenza sanitaria di base e sociosanitaria alla popolazione colpita da catastrofe”, sancita in data 24/01/2013 in sede
di Conferenza Unificata, si è reso necessario
predisporre dei criteri generali per la dotazione e la gestione dei medicinali e dei dispositivi medici in caso di catastrofe o di comunque acuta discrepanza tra le risorse di-
VOLONTARIATO
sponibili e i bisogni di una comunità nella
fase di continuità assistenziale. Si è quindi
definita l'attività del farmacista volontario
nella fase che dall'emergenza porta ad un
graduale ritorno alla normalità e alla funzionalità delle strutture sanitarie locali.
La presente relazione è stata redatta principalmente tenendo conto delle esperienze
maturate sul campo, in particolar modo durante il terremoto in Abruzzo (2009), l'alluvione delle Cinque Terre (2011) e il terremoto in Emilia Romagna (2012) e vuole completare e integrare i documenti sopra citati.
A tal proposito occorre ribadire come sia necessaria “l'organizzazione razionale dell'approvvigionamento dei medicinali e di dispositivi medici destinati al soccorso delle popolazioni colpite da una calamità, al fine di migliorare l'efficacia e l'efficienza dell'intervento e al tempo stesso contenere lo spreco
di risorse” (Allegato A, GU n. 196 del
25/08/2003 Suppl.Ord. n. 139). Si deduce
quindi come “l'invio di prodotti non essenziali o comunque non rispondenti ai bisogni
reali della popolazione da assistere, confezionati singolarmente con difficoltà di catalogazione in tempi brevi, scaduti, prossimi
alla scadenza o conservati in maniera non
idonea, comporta un aggravio dell'organizzazione dei soccorsi, una riduzione dell'efficacia dell'assistenza e un'inevitabile perdita
economica dovuta allo spreco di materiale
ed alla necessità di smaltire i prodotti non
utilizzati” (Allegato A, GU n.196 del
25/08/2003 Suppl.Ord. n. 139).
Protocolli operativi
1 - Gestione della UMoF e della UFC;
2 - Gestione della Farmacia-PASS;
3 - Iter del farmaco donato;
4 - Ricetta Emergenza;
148
UMoF = Unità Mobile Farmaceutica
UFC= Unità Farmaceutica Campale
UMI = Unità Medico-Infermieristica
PASS = Posto Assistenza Socio-Sanitaria
DPC= Dipartimento Protezione Civile
1 - GESTIONE DELL'UNITA' MOBILE
FARMACEUTICA (UMoF) E DELLA
UNITA' FARMACEUTICA CAMPALE
(UFC)
L'Unità Mobile Farmaceutica (UMoF) è un
camper attrezzato a farmacia.
L'Unità Farmaceutica Campale è uno shelter
allestito a farmacia.
L'operatività della UMoF e della UFC sono tecnicamente sovrapponibili. E' verosimile che
venga in un primo momento attivata la UMoF
e poi in un secondo momento questa venga
sostituita o affiancata dalla UFC.
La procedura di intervento si differenzia a seconda della situazione calamitosa e si distingue per la finalità operativa:
1) funzione logistica,
2) funzione integrativa o sostitutiva delle
strutture farmaceutiche locali.
Nel primo caso le strutture locali (farmacie)
sono inagibili/distrutte ma le risorse umane
locali (farmacisti del territorio) sono efficienti e adeguate (esperienza alluvione
Cinque Terre 2011 e sisma Emilia Romagna
2012).
L'UMoF si mobilita per essere operativa entro le 72 dalla richiesta di intervento.
In tale funzione logistica, la dotazione farmaceutica è esclusivamente costituita da
farmaci salvavita.
Il compito è quello di ristabilire la funzionalità di una sede farmaceutica già esistente, ma
distrutta o resa inagibile dall'evento calamitoso, fornendo la struttura campale all'interno della quale opera il farmacista locale.
L'attività vera e propria di dispensazione del
farmaco e spedizione della ricetta è quindi
fin da subito gestita dai farmacisti locali che
continuano in tal modo a costituire un punto di riferimento fondamentale per la popo-
lazione colpita, contribuendo a ristabilire la
continuità assistenziale.
Le competenze e le modalità operative sono:
● rifornimento nei magazzini locali in base a
indicazioni dei farmacisti territoriali locali;
● posizionamento, sulla base delle indicazioni dell'Autorità sanitaria competente o della
funzione F2, della UMoF per il tempestivo ripristino dell'attività quotidiana ed ordinaria
della farmacia locale.
Appena possibile l'UMoF viene sostituita
dalla UFC (Unità Farmaceutica Campale),
shelter attrezzato a farmacia.
E' comunque possibile che venga attivata
inizialmente e unicamente la UFC.
In questa fase i farmacisti volontari svolgono un ruolo collegamento/comunicazione
tra le strutture operative di soccorso, gli
operatori sanitari locali e il Servizio Farmaceutico Territoriale competente per zona.
In tale funzione logistica, la permanenza del
farmacisti volontari è prevista, ordinariamente, per un periodo non superiore a giorni 15 giorni dall'insediamento UMoF/UFC.
Nel secondo caso la funzione sostitutiva/integrativa delle strutture farmaceutiche locali è necessaria a causa dell'acuta inadeguatezza delle strutture sanitarie locali.
L'UMoF si mobilita per essere operativa entro le 72 dalla richiesta di intervento.
In tale funzione la dotazione farmaceutica è
costituita oltre che dai farmaci "salvavita",
dalle categorie farmaceutiche indispensabili
ad assicurare la continuità assistenziale di
una popolazione eterogenea per età e patologia.
Per qualità e quantità la dotazione è “de minimis”, cioè una dotazione minima al di sotto della quale non si può andare e di cui tutte le UMoF, le UFC e il PASS devono essere
provviste. L'elenco dei farmaci e dei presidi
medici è consultabile nell'allegato 1 (cfr.
www.coord-procivcuneo.it)
Il successivo necessario approvvigionamento
deve essere eseguito presso la farmacia ospe-
VOLONTARIATO
150
daliera territoriale, e ove tale struttura sia impossibilitata, presso un grossista operante in
loco, con fatturazione a carico dell'Asl di competenza della zona colpita da catastrofe.
La richiesta di approvvigionamento è stilata su
apposita modulistica, in dotazione alla UMoF
la cui validità formale si attiva all'atto della dichiarazione di stato di emergenza e alla richiesta d'intervento da parte del DPC o della
Regione vulnerata.
La dotazione e la movimentazione del materiale saniatario è gestita mediante supporto informatico, al fine anche di facilitare il farmacista
volontario nell'aggiornamento delle giacenze.
La distribuzione del farmaco è fatta in regime
di “diretta”, con l'obbligo da parte del farmacista volontario di trattenere le fustelle per giustificare l'uscita del farmaco applicandole sulle
relative ricette.
2 - GESTIONE DELLA FARMACIA PASS
Nel corso di eventi calamitosi nei quali si avverta l'esigenza di supportare il sistema sanitario territoriale colpito da catastrofe con
l'istituzione di strutture sanitarie campali, si
provvede all'attivazione dei PASS, Posto di
Assistenza Socio-Sanitario, all'interno dei
quali operano in sinergia tra loro medici, infermieri, psicologi e farmacisti.
La Farmacia-PASS ha, per quanto riguarda i
medicinali, la dotazione “de minimis” precedentemente descritta, mentre ha, per quanto riguarda i presidi monouso e il materiale
da medicazione, tipologie e quantità appropriate alla specifica situazione sanitaria da
fronteggiare.
Nella Farmacia-PASS si utilizza, inoltre,
l'analoga modulistica per l'approvvigionamento di medicinali e lo stesso supporto informatico per annotare i movimenti di entrata-uscita dei farmaci.
All'interno della Farmacia-PASS possono essere presenti farmaci provenienti da donazioni. Tali prodotti sono conservati insieme
alla dotazione “de minimis” dalla quale si di-
stinguono per la fustella annullata tramite
pennarello indelebile rosso.
L'attività della Farmacia-PASS dipende ed
evolve in base alla funzionalità delle farmacie locali.
Nel caso in cui le farmacie locali siano totalmente compromesse nelle loro ordinarie attività di approvvigionamento e dispensazione o seriamente inadeguate, la FarmaciaPASS ha un ruolo integralmente sostitutivo
e provvede ad erogare medicinali in regime
di distribuzione “diretta”, con l'obbligo da
parte del farmacista volontario di trattenere
le fustelle per giustificare l'uscita del farmaco applicandole sulle relative ricette.
Nel momento in cui le farmacie locali iniziano
il graduale ritorno alla normalità e sono garantite le ordinarie operazioni di approvvigionamento e dispensazione del farmaco (anche se
in strutture campali), si ripristina la regolare distribuzione convenzionata da parte dei farmacisti locali.
La Farmacia-PASS in questa fase resta in esclusivo supporto del personale medico-infermieristico in esso operante, provvedendo a distribuire agli assistiti dal PASS, dietro richiesta dei sanitari operanti nella struttura, di dosi minime di
farmaci (o presidi medici) in quantità tali da
assicurare l'inizio e/o la prosecuzione del trattamento fino ad un massimo di tre giorni. In tal
modo la Farmacia-PASS assicura al paziente la
garanzia della continuità terapeutica e il tempo necessario per acquisire presso la farmacia
locale la restante terapia prescritta su regolare
ricetta.
Al fine di una gestione funzionale ed economica delle risorse farmaceutiche, il farmacista volontario operante nel PASS è autorizzato a dispensare farmaci anche in dosi singole (anche
di medicinali soggetti a RNR) e quindi a sconfezionare e a conservare confezioni di medicinali non integre.
Fase di accettazione
Il materiale che afferisce con iter difforme da
quello indicato o privo dei requisiti fondamentali, è avviato necessariamente a distruzione.
Tale pratica si rende necessaria in quanto, non
potendo assicurare che i prodotti siano stati
maneggiati e conservati in maniera idonea,
non è possibile garantirne il sicuro impiego.
I medicinali/presidi medici invece idonei ma
prossimi alla scadenza (4 mesi dalla data di ricezione) devono essere opportunamente contrassegnati dal farmacista volontario.
Fase di controllo
Ad ogni avvicendamento di squadra, i farmacisti subentranti devono controllare le scadenze
e per i medicinali/presidi medici prossimi alla
scadenza (minimo consentito un mese di validità) provvedere al loro smaltimento (raccolta
negli appositi contenitori per farmaci scaduti
e successiva consegna agli operatori incaricati
per il ritiro e distruzione).
Fase di smantellamento
A chiusura delle strutture farmaceutiche campali (UMof, UFC, PASS), i farmaci donati rimasti sono ordinatamente suddivisi in scatole e a
ogni scatola è allegato un elenco dettagliato
del contenuto.
Il materiale farmaceutico così confezionato è
preso in carico dalle Associazioni di farmacisti
volontari.
4 - LA RICETTA NELLA FASE
DI EMERGENZA
Nella prima fase di emergenza sono previste
due modalità prescrittive:
1) la regolare ricetta a modello SSN regionale;
2) una ricetta speciale.
La necessità di avere un modello di ricetta speciale, utilizzabile in caso di emergenza, è dovuta a due motivi:
● per i MMG del presidio territoriale nel caso in
cui il loro ricettario SSN regionale sia andato
distrutto;
● per i Medici volontari extra-regione, operan-
marzo 2013 - 3
Caratteristiche del farmaco donato
Non sono accettate donazioni incontrollate al
territorio colpito da catastrofe.
Le donazioni devono essere indirizzate direttamente ad Associazioni di Farmacisti Volontari.
L'invio deve essere fatto mediante pacco sigillato riportante la dicitura esterna “farmaci donati” e l'identificazione del mittente e deve
contenere all'interno una lista quali e quantitativa del materiale donato.
Le confezioni di medicinali e dispositivi medici
devono possedere i seguenti requisiti fondamentali:
● confezioni integre;
● validità di almeno quattro mesi dalla data
dell'invio;
● fustella annullata da pennarello indelebile
rosso (non defustellati).
Fase di stoccaggio
La fase di stoccaggio è così codificata:
● i medicinali/presidi medici ritenuti idonei
vengono prima caricati su supporto informatico e poi stoccati insieme a quelli appartenenti alla lista “de minimis”;
● i farmaci sono ordinati per categoria terapeutica, in omegeneità a quanto avviene per la
dotazione “de minimis”;
● a parità di principio attivo, nella dispensazione si opta per il prodotto a scadenza più breve.
La Protezione civile ITALIANA
3 - ITER DEI FARMACI
PROVENIENTI DA DONAZIONI
“L'invio di prodotti non essenziali o comunque
non rispondenti ai bisogni reali della popolazione da assistere, confezionati singolarmente
con difficoltà di catalogazione in tempi brevi,
scaduti, prossimi alla scadenza o conservati in
maniera non idonea, comporta un aggravio
dell'organizzazione dei soccorsi, una riduzione
dell'efficacia dell'assistenza ed un'inevitabile
perdita economica dovuta allo spreco di materiale e alla necessità di smaltire i prodotti non
utilizzati” (GU 196 del 25/08/2003 Suppl.Ord.
139).
151
VOLONTARIATO
ti nelle strutture campali, per poter effettuare
prescrizioni terapeutiche.
152
Caratteristiche della ricetta speciale-emergenza:
● modello unico per tutto il territorio nazionale e valevole nel territorio ove è stato decretato lo stato di emergenza;
● utilizzabile da MMG locali e Medici Volontari
extra-regione;
● in dotazione a UMoF, UFC e PASS;
● esenzione totale farmaci fascia A e C con e
senza ricetta;
● prescrizione fino a 6 diverse specialità.
In assenza di delibera regionale che riduca od
aumenti l'utilizzabilità temporale di tale ricetta speciale-emergenza, la stessa ha validità di
giorni 15 dalla data di dichiarazione dello stato di emergenza.
In questa fase (15 giorni salvo delibera regionale) possono quindi essere prescritti e dispensati in regime di esenzione totale:
● farmaci di fascia A (normalmente rimborsabili dal SSN);
● farmaci di fascia C che richiedono ricetta;
● farmaci di fascia C che non richiedono ricetta (SOP e OTC),
quindi tutti i farmaci con codice Minsan che
inizia con A0, lettera A seguita da numero zero e tutto quello che la Regione colpita da calamità riterrà opportuno erogare gratuitamente (vedi determina DG8/47 della Giunta
Regionale Abruzzo del 9 Aprile 2009).
Le modalità compilative per il medico prescrittore sono:
● nome e cognome del paziente (ove possibile
il codice fiscale) residente nella zona colpita da
catastrofe o ospite della struttura di accoglienza;
● data firma e timbro del medico prescrittore
(in assenza del timbro sarà sufficiente o il codice regionale o il numero di iscrizione
all'Ordine e la Provincia);
● possibilità di prescrivere fino a sei diverse
specialità sulla stessa ricetta; ogni singola spe-
cialità prescritta non dovrà superare i 30 giorni di terapia; prescrivibili medicinali di fascia A
e C;
● per la ricetta a modello SSN apposizione di
codice di esenzione xxx (da definire).
Sono temporaneamente non applicate le note
AIFA e i piani terapeutici, mentre rimangono le
regole regionali riguardanti la distibuzione per
conto.
In caso di indisponibilità del modello “ricetta
speciale emergenza” i sanitari operanti presso
il PASS – siamo essi medici volontari extra-regione oppure medici locali con indisponibilità
del proprio ricettario SSN regionale – la ricettazione viene effettuata su carta intestata del
PASS con modalità compilative analoghe a
quelle sopra specificate per la ricetta speciale
emergenza.
Gli obblighi per il farmacista, sia esso volontario sia operante nelle farmacie convenzionate
locali, sono:
● controllo validità ricetta: 30 giorni escluso
quello di emissione;
● dispensazione in regime di esenzione totale
del farmaco prescritto (o equivalente) sia fascia
A che C;
● applicazione delle fustelle (fino a sei) sulla
ricetta; per il farmacista volontario operante
nella UMoF-UFC e nella Farmacia-PASS è possibile l'apposizione di fustelle annullate con
pennarello indelebile rosso, che indica la dispensazione di farmaci provenienti da donazioni.
● conservazione e successiva consegna delle ricette al Servizio Farmaceutico Territoriale.
La distribuzione dei medicinali può essere eseguita in regime di:
1) convenzionata + per conto;
2) diretta + per conto.
1) La distribuzione convenzionata in uno scenario di emergenza può continuare (senza avviare la distribuzione diretta) se i farmacisti locali potranno garantire la loro normale funzio-
ne di approvvigionamento e di dispensazione di medicinali, anche in strutture
campali.
La distribuzione convenzionata è eseguita solo dai farmacisti locali che hanno
l'obbligo di trattenere le fustelle dei medicinali dispensati e di consegnare le relative ricette al Servizio Farmaceutico
Territoriale per il regolare rimborso.
I farmacisti volontari operanti nella
UMoF-UFC e nel PASS possono invece
solo distribuire dosi di medicinali in
quantità tale da coprire tre giorni di terapia.
2) La distribuzione diretta è avviata solo
se le farmacie locali non possono garantire le normali procedure di approvvigionamento e dispensazione, anche all'interno di strutture campali UFC. La durata
della distribuzione diretta dipende dal ripristino di queste funzioni operative.
La distribuzione diretta viene effettuata
sia dai farmacisti locali sia dai farmacisti
volontari operanti nella UMoF e nel PASS.
Entrambi devono trattenere le fustelle dei
medicinali erogati e consegnare le relative ricette al Servizio Farmaceutico Territoriale.
In un secondo tempo la distribuzione diretta è sostituita dalla regolare distribuzione convenzionata.
L’autore
Sara Pellegrino, farmacista responsabile
funzione tecnico-legislativa dell'Associazione Farmacisti Volontari in Protezione
Civile, Coordinamento di Cuneo.
Recapiti: [email protected] .
E' possibile chiedere copia
del presente lavoro.
In caso di riproduzione di parti del presente lavoro si ricorda l'obbligo della citazione in bibliografia.
Artec di Zille Stefano
Via Gabelli, 54/A Porcia (Pn)
Tel. 0434 554631
[email protected]
www.artec-zille.it
Oltre 500 volontari
radunatisi a Bari
per il 1° meeting
delle Misericordie
VOLONTARIATO
Le Confraternite di Puglia premiate dal Comune di Bari per
l'opera incessante sui territori. Presenti nella Regione dal
’91, i volontari delle Misericordie si sono in primis adoperati
per il soccorso a seguito degli sbarchi lungo le coste per poi
dedicarsi a 360° alle necessità di tutta la popolazione
di Pasquale Stefano Massaro*
M
Momenti istituzionali di rilevante
interesse e momenti ludici di grande aggregazione: la sintesi della
Bari, piazza Ferrarese. Momenti esercitativi
120
due giorni dedicata alle Confraternite
Misericordie di Puglia sta tutta in questi
due passi con gli oltre 500 volontari regi-
Consegna del primo premio ‘Matteo Mangiacotti’ alla rappresentanza della Confraternita di Lizzano,
Misericordia dell'anno 2014
proprio con questi sorrisi, con i sorrisi che
sto raccogliendo qui a Bari, che la Misericordia deve affrontare il futuro - ha detto
aprile 2014 - 3
Il posto medico avanzato (PMA)
allestito in piazza Ferrarese
La Protezione civile ITALIANA
stratisi tra il 22 e 23 marzo delle 43 organizzazioni di volontariato presenti in
Regione. A impreziosire i lavori la presenza
di Roberto Trucchi, presidente nazionale
delle Misericordie d'Italia, che ha rilanciato
il ruolo delle Confraternite sui territori: “E'
121
VOLONTARIATO
La premiazione con Gianfranco Gilardi, presidente regionale delle Misericordie di Puglia; Roberto Trucchi,
presidente nazionale delle Misericordie d'Italia e Antonio Vasile, assessore al Marketing Territoriale del
Comune di Bari
Roberto Trucchi -. Progetti ve ne sono molti, ma le Confraternite devono ricordarsi di
avere sempre al centro l'uomo e la propria
missione di soccorso e accoglienza. Qui in
Puglia si sta lavorando benissimo e la risposta di questo Meeting è splendida”.
122
Il movimento delle Misericordie di Puglia ha
cominciato il suo viaggio dopo il '91 e dopo
i migliaia di sbarchi in Regione: da quel
Sale del Portico della basilica
di San Nicola
momento tante città hanno cominciato a
costituire le Confraternite in risposta alle
esigenze di tantissima gente. Poiché le
Misericordie d'Italia si apprestano a festeggiare a breve il 770esimo anno dalla fondazione, il Comune di Bari ha voluto premiare
simbolicamente le Confraternite con il prezioso simbolo della città: “L'opera incessante che le Misericordie realizzano sui territori - ha detto Antonio Vasile, assessore al
Marketing Territoriale del Comune di Bari merita tutta l'attenzione delle istituzioni.
Ho scoperto questo movimento proprio in
occasione di questo meeting, poichè l'azione silenziosa che viene svolta dai volontari
ha bisogno di momenti di condivisione come questi e la città di Bari è contenta ed
orgogliosa di aver potuto ospitare il primo
evento di questo genere nel proprio centro
antico”.
Piazza del Ferrarese e la Basilica di San
Nicola, con l'installazione di un posto medico avanzato, ambulanze, mezzi, gazebi,
palloncini e bandierine, per due giorni sono
stati colorati di giallo e blu, colori tipici
delle Misericordie e di un gruppo di volontari rinsaldato e unito ancor di più, da Lecce
a Foggia. Durante il pomeriggio del sabato,
poi, oltre alle simulazioni dei volontari, vi è
stato anche un intervento vero per una ragazza colta da un improvviso attacco epilettico in piazza: “Siamo in tanti e siamo
orgogliosi del nostro costante lavoro al servizio dei cittadini e dei territori - ha detto
Gianfranco Gilardi, presidente regionale
delle Misericordie di Puglia -; non possiamo
che ringraziare tutte le Misericordie di
Puglia e i volontari per la partecipazione e
per la loro opera incessante a h24, le istituzioni per il grande impegno al nostro fianco, il Consiglio nazionale di Presidenza
nonché il presidente Trucchi, il Comune di
VOLONTARIATO
Una fase dei lavori dell’assemblea regionale delle Misericordie. Il pubblico in sala
Bari e il Padre Priore della Basilica di San
Nicola, Lorusso, per la completa disponibilità di questi giorni, ma permettetemi anche
un particolare ringraziamento a tutti i ra-
124
gazzi volontari dello staff che hanno compiuto un gran lavoro per la realizzazione di
Il taglio del nastro, in piazza, tra i volontari
alla Misericordia dell'anno 2014: la Confraternita premiata è stata quella di Lizzano
per il grande e indefesso lavoro al servizio
degli immigrati nell'accoglienza e il soccorso durante tutto il 2013. Matteo Mangiacotti è stato un giovane Governatore di San
Giovanni Rotondo che dopo un grande lavoro per la costituzione della Confraternita
Misericordia della sua città, è stato stroncato da un male incurabile all'età di 35 anni. Ispirandosi ai suoi principi e al suo lavoro, gli organizzatori hanno anche premiato
i volontari dell'anno di ogni singola Confraternita: un modo per stimolare tutti a non
cedere il passo all'appagamento. ■
*Ufficio Stampa - Misericordia Andria
La Protezione civile ITALIANA
questo momento di assoluto interesse per
tutti”. Futuro, formazione e racconto: la sfida delle Misericordie passa attraverso il
progetto Alzaia che nei prossimi tre anni
animerà le attività delle Confraternite:
“Alzaia è un'idea, una risposta, una fune ha detto Carlo Andorlini, responsabile del
Laboratorio Alzaia per le Misericordie
d'Italia - abbiamo provato ad immaginare
come canalizzare l'opera incessante delle
tante associazioni italiane per consolidare
sui territori la nostra idea di volontariato”.
Tra i momenti istituzionali, oltre alle tavole
rotonde su sanità e protezione civile, la
presentazione di Alzaia e l'assemblea regionale delle Misericordie, vi è stata la consegna del primo Premio ‘Matteo Mangiacotti’
aprile 2014 - 3
Domenica, 23 marzo. Foto ricordo per i volontari
125
Radioamatori
al servizio
della comunità
Patrizio Losi è presidente della FIR CB SER, Associazione
nazionale di PC che si occupa di comunicazioni radio d’emergenza ed è rappresentata nella Consulta Nazionale del
Volontariato di Protezione civile. A lui chiediamo di raccontarci la storia della sua organizzazione, dalle origini a oggi
di Cristina Meggiarin e Franco Pasargiklian
VOLONTARIATO
- foto: Archivio FIR CB SER
54
Difficile pensare che dietro a una semplice sigla possano celarsi le vicissitudini di uomini e donne riuniti dalla
passione per le radiocomunicazioni, eppure
questo accade per FIR CB, organizzazione che
proprio nel 2013 festeggia il 40° anno di attività. Una struttura, come spiega il presidente
Patrizio Losi, che è nata inizialmente per tutelare la libertà di chi voleva usare apparati
radio come forma di espressione personale in
modo da essere soggetto stesso dell’informazione e che poi ha generato una costola in
emergenza. Fino al 1973, infatti, l'uso della
radio come mezzo di espressione e comunicazione era vietato ai privati, con rischio di denuncia penale, in quanto monopolio del
Servizio pubblico. “Grazie anche alle numerose manifestazioni della nostra Associazione,
vennero pubblicate le prime leggi per la liberalizzazione dell’etere e della comunicazione
via radio - spiega Losi -. Eravamo nel pieno
del boom degli apparati radio, qualcosa di paragonabile solo all’attuale diffusione dei social network come Twitter e Facebook”.
Un’esplosione davvero, se pensiamo che coin-
D
Centro
di trasmissione
mobile
del FIR CB SER
maggio 2013 - 5
La Protezione civile ITALIANA
volgeva più di 2.000.000 di
poi a loro volta sono ‘tranutenti, ognuno dei quali slate’ alle diverse sedi. “Non
per così dire - “in grado ogni
paghiamo il canone perché
sera di costruire un Tg per
siamo Onlus - spiega Losi conto suo”.
anche se non sono poco imIn quella fase arrivano anche
portanti i costi da sostenere
le prime conferme dell’estreper l’acquisto di apparecma utilità fornita dalle cochiature professionali”.
municazioni radio alternati“Quando FIR CB interviene ve per il supporto dei soccorcontinua Losi - si assume la
si nelle ore immediatamente
responsabilità di alleggerire
dopo un’emergenza. “Il prile comunicazioni durante
mo intervento organizzato
una qualsiasi emergenza,
seguito usando le apparecanche locale mettendo a diPatrizio Losi, presidente
chiature dei radioamatori CB del FIR CB SER
sposizione del direttore delè stato il terremoto del 1976
l’emergenza le proprie reti e
in Friuli Venezia Giulia”. È da
il proprio parco radio con una
questo evento che parte la comune riflessiogerarchia di attivazione che parte delle assone circa l’aspetto strategico delle comunicaciazioni locali con l’immediata sussidiarietà
zioni radio alternative rispetto a quelle uffidelle strutture provinciali, regionali e naziociali (Esercito, Prefetture ecc.). “Il comune citnale”.
tadino appassionato di elettronica e di radio “Certo, oggi tutti parlano con facilità di cocontinua Losi - con il proprio apparecchio che
municazioni radio di emergenza ma esistono
normalmente usa per hobby per la prima volin realtà due grandi famiglie di comunicaziota si integra al sistema di gestione dell’emerni che occorre identificare chiaramente pergenza per coprirne i buchi”.
ché spesso a livello locale provinciale e regioDopo l’intervento in Friuli nasce, allora, il prinale non si coglie questa differenza. Esistono,
mo nucleo di volontari di protezione civile alcioè, le comunicazioni radio per l’emergenza l’interno della Federazione Italiana Radiointendendo con queste quelle fatte, ad esemamatori, fondato dall’Ing. Campagnoli aiutato
pio, tra un’ambulanza e la sua sede per veicoda Paolo Perondi, che fu il primo coordinatolare le informazioni necessarie per quella spere nazionale del SER-Servizio Emergenza
cifica rete o emergenza di quel momento - e
Radio. Oggi, ci sono sedi FIR CB SER in tutte
le comunicazioni di emergenza, ovvero quello
le Regioni, tranne la Valle d’Aosta, mentre la
di cui si occupa FIR CB quando sostituisce o
Sala operativa nazionale è in Lombardia.
integra le comunicazioni istituzionali andate
Chiari e definiti sono gli ambiti d’intervento
in black-out a causa proprio di una catastrodegli operatori FIR CB SER, che utilizzano le
fe, per trasmettere informazioni, per esempio
frequenze professionali assegnate dal Minidal sindaco al COM, o costruire reti alternatistero, con i ‘colleghi’ dell’ARI, i quali usano
ve per i COC. In pratica, agiamo come veri
frequenze radioamatoriali di libero accesso a
propri ‘terzisti’ dell’informazione che veicolatutti, subito disponibili in virtù del possesso
no l’informazione d’emergenza senza genedella patente di radioamatore.
rarla”.
In pratica, l’associazione FIR CB mette a punRelativamente ai rapporti con il Dipartimento
to progetti specifici e fa proposte al Ministero
della Protezione civile nazionale, Losi spiega
preposto che li tratta alla stregua di una qualcome normalmente, in caso di emergenza, il
siasi società, assegnando loro frequenze che
FIR CB si occupi di predisporre immediata-
55
VOLONTARIATO
Ancora Losi durante un briefing con i
“suoi” uomini (in realtà sono davvero
molte le donne volontarie
che fanno parte dell’associazione)
mente la sua rete radio, che poi viene gradualmente sostituita da quella del DPC, con il
prosieguo delle attività da parte degli stessi
operatori radio FIR CB con le apparecchiature
del DPC, come accaduto a seguito del sisma
abruzzese.
Se il presente FIR CB appare ben delineato,
qualche nube potrebbe insediarsi all’orizzonte
come tiene a precisare Losi quando il discorso
vira verso il passaggio al digitale. “È stato già
Una squadra FIR CB durante un’esercitazione
56
standard specifico. In pratica, in considerazione di questa scelta, chi voleva essere omogeneo e ‘parlare’ con il DPC doveva attenersi alla stessa scelta”.
Oggi in FIR CB l’80% degli operatori usano
uno standard, il restante 20% l’altro; ma grazie al fatto che tutte le apparecchiature possono ancora trasmettere in analogico, si può
comunque ipotizzare una completa compatibilità in caso di emergenza nazionale. Almeno
per i prossimi 10 anni: tale il tempo che impiegherà lo switch off analogico-digitale,
quando l’ultima radio verrà spenta e tutti passeranno al digitale.
Tuttavia, oltre al digitale (futuro immediato),
FIR CB da alcuni anni sta sperimentando con
successo le nuove forme di comunicazione
definite ‘WEB.2’. “Dal terremoto dell’Abruzzo
disponiamo di una sala operativa virtuale che
si basa proprio su applicazioni di comunicazioni via WEB con la condivisione di foto, documenti, relazioni, stati di attivazione delle
nostre strutture di primo intervento e quant’altro fra gli operatori. Anche se si trovano a
migliaia di chilometri di distanza, con il
‘WEB.2’, questi possono interagire insieme per
il governo dell’emergenza”. ■
La Protezione civile ITALIANA
lanciato un segnale di allarme sia al DPC che
alle grandi aziende produttrici di attrezzature
e apparati radio”. Il problema è, continua Losi,
che sul luogo della grande emergenza il forte afflusso di volontari ognuno dotato della
propria radio produce in genere una “massa
critica” di centinaia di attrezzature e set radio
analogici e pertanto perfettamente compatibili fra di loro, che in un lasso di tempo molto breve e dipendente dal numero di apparati, questi possano parlarsi tra di loro. Con il digitale lo scenario si complica, o per lo meno
cambia. “In commercio ci sono ora apparati
radio digitali costruiti secondo due standard
completamente incompatibili fra di loro. Le
radio, se costruite con standard diversi, anche
se operanti sulla medesima frequenza, non
potranno mai parlarsi. Nell’ultimo congresso
FIR CB, dopo varie discussioni per la loro selezione, si è visto come la scelta di uno standard
penalizzasse commercialmente l’altro. In attesa di altre precisazioni dal DPC, un documento ufficiale dal nostro congresso è stato
comunque stilato in considerazioni delle scelte stesse effettuate in passato dal Dipartimento nazionale, che a partire dal G8 ha iniziato ad acquistare apparati radio con uno
maggio 2013 - 5
Un volontario FIR CB
monta un’antenna
per le comunicazioni VHF
57
Simulazione evento sismico
e sensibilizzazione
della cittadinanza
su tematiche di PC
VOLONTARIATO
Scattano gli allarmi di emergenza, la sirena della Torre
dell’Orologio annuncia l’imprevisto, le campanelle delle
scuole invitano gli studenti all’evacuazione. Il sistema di
Protezione civile si avvia: San Ferdinando di Puglia è stato interessato da un terremoto di grado 4,5 della scala Richter.
Ben 130 i volontari partecipanti alle diverse situazioni di
emergenza innescate dal sisma
Testo raccolto dalla Redazione
H
Ha coinvolto tutta la cittadinanza del
paese lo scenario esercitativo che lo
scorso 28 maggio si è svolto nella
San Ferdinando di Puglia:
la Protezione civile si addestra
contro il rischio sismico e
incontra la popolazione
122
cittadina pugliese. Si è trattato della simulazione di un terremoto importante, a seguito
del quale si è dato inizio alla prova generale
Uomini e mezzi presso l’area di ammassamento
del Piano comunale di Protezione civile, da
poco adottato dalla locale Amministrazione
comunale. Immediata l’attivazione del COCCentro Operativo Comunale, organo fondamentale della macchina dei soccorsi e del
luogo idoneo a ospitare i mezzi e il personale di Protezione civile - denominato ‘Area di
ammassamento’, situato presso l’area mercatale -, dove nella circostanza era già stata
allestita una tendopoli comprensiva di due
PMA-Posto Medico Avanzato di prima classe, in grado di fornire oltre che le prime cure del caso, anche la possibilità di eventuali
ricoveri. Con lo scorrere dei primi concitati
attimi, le prime vittime vengono segnalate
presso gli edifici del circolo didattico
‘Edmondo de Amicis’. La simulazione ha viSoccorso a feriti nei plessi scolastici
sto, quindi, scendere in campo anche l’unità
cinofila, nuovo strumento di cui si avvale il
Nucleo di Protezione civile dell’ANC di San
Ferdinando di Puglia: ad essa è stato affida-
Addetti alla ristorazione
to il compito di ricercare i dispersi durante la
fase di evacuazione. I primi mezzi di soccorso partono subito a sirene spiegate verso
l’obiettivo e, grazie alla professionalità dei
volontari delle associazioni che hanno partecipato - giunti da diversi paesi della provin-
cia BAT e non - e all’ausilio di un’unità cinofila, immediatamente vengono individuati i
primi feriti.
Dopo l’intervento presso la scuola elementare, il COC si mobilitava per il soccorso ad
altri feriti presso l’istituto comprensivo
Giovanni XXIII, mentre quasi in contemporanea venivano segnalati altri feriti presso
l’Istituto Tecnico Commerciale Michele
Dell’Aquila. L’intera simulazione ha interessato duemila studenti, con il coinvolgimento
dei volontari del Nucleo di Protezione civile
ANC di San Ferdinando di Puglia, promotori
della esercitazione, e delle associazioni ANC
Grumo Appula (BA), ANC Foggia, ANC Bari,
ANC Noci (BA), OER Bisceglie, OER Canosa,
AVS Trinitapoli, SOS San Ferdinando di
Puglia, G. Marconi di Spinazzola, GOE
Minervino Murge, Gruppo Scout di San
Ferdinando di Puglia e Croce Rossa Italiana
delegazioni di Bari, Andria e Trinitapoli. Tutti
i volontari partecipanti sono stati poi impiegati nel pomeriggio della stessa giornata oltre che nell’evacuazione e nella ricerca di
Alzabandiera
124
eventuali feriti di un condominio colpito da
uno scoppio e successivo crollo, anche nelle
ricerche di un disperso nelle campagne adiacenti il fiume Ofanto, dove al momento della richiesta, sono state pianificate strategie e
idonei moduli di ricerca per l’organizzazione
di una battuta nell’agro di San Ferdinando di
Puglia.
Al termine delle simulazioni svolte nella
mattinata il campo base è stato visitato da
studenti e cittadini che hanno ricevuto indicazioni sulle diverse ubicazioni delle aree di
attesa, di accoglienza, di ricovero e di ammassamento previste nel Piano comunale di
Emergenza dagli stessi volontari e hanno potuto apprezzare da vicino le varie attrezzature e specializzazioni delle associazioni di
Protezione civile.
La mattinata si è conclusa con gli interventi
delle autorità che hanno avuto parole di apprezzamento per l’iniziativa realizzata e la
professionalità dimostrata dai volontari, trasformatisi per l’occasione in indispensabili
strumenti di sensibilizzazione degli studenti presenti alle diverse tematiche di
Protezione civile. Nella fattispecie, sono intervenuti Francesco Ventola, presidente della Provincia BAT; Luigi Roccotelli, assessore
provinciale alla Protezione civile; Ruggiero
Mennea, consigliere regionale; il sindaco
Michele Lamacchia; i rappresentanti dei comuni della BAT che hanno concesso il patrocinio; Giuseppe Chiga, comandante della
Stazione Carabinieri; Savino Filannino, comandante della Polizia locale di Barletta;
Russo Giuseppe, comandante della Polizia
locale di San Ferdinando di Puglia; Salvatore
Costa, ispettore regionale Associazione
Nazionale Carabinieri Puglia e i presidi degli
istituti scolastici locali.
Particolare soddisfazione per l’esito di questa prima prova di evacuazione è stata
VOLONTARIATO
I bimbi circondano l’unità cinofila per una foto ricordo
espressa da Giacomo Demichele, assessore
alla Sicurezza e Protezione civile di San
Ferdinando di Puglia: “Innanzitutto - ha affermato - mi sento in dovere di ringraziare
tutti i volontari dell’Associazione Nazionale
Carabinieri Protezione civile di San Ferdinando, che con grande impegno hanno preparato e allestito questa manifestazione.
126
Oggi, come non mai, il fenomeno del cambiamento climatico e altre calamità si pongono al centro di un dibattito necessario per
l’incolumità del nostro pianeta e per il futuro delle prossime generazioni. Proprio per
I volontari del Nucleo di Protezione civile dell’ANC
di San Ferdinando di Puglia
funzionario del Settore Protezione civile della Provincia BAT e dall’assessore De Michele
- è stato, come già anticipato, organizzato
dall’Associazione Nazionale Carabinieri
Benemerite e Volontari San Ferdinando di
Puglia - Nucleo Protezione civile presieduta
dal Cav. Uff. Ferdinando Polione in collaborazione con l’Amministrazione comunale,
rappresentata dal sindaco Michele Lamacchia e dall’assessore delegato Giacomo
De Michele e ha ricevuto il patrocinio dello
stesso DPC, della Regione Puglia, della
Provincia di Barletta-Andria-Trani, dell’ispettorato ANC Regione Puglia e dei comuni di Barletta, Minervino Murge,
Spinazzola e Trinitapoli.
Al termine dell’esercitazione - svolta a compendio di un corso formativo di primo soccorso e protezione civile patrocinato dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento di Protezione Civile, frequentato e superato da circa sessanta volontari -,
le autorità intervenute sin dalle prime ore
della mattina hanno consegnato sia gli attestati di frequenza a tutti i corsisti che gli attestati di partecipazione alla simulazione. ■
La Protezione civile ITALIANA
questo, riteniamo che la tutela e l’educazione alla Protezione civile non siano più azioni rinviabili”.
Anche Ferdinando Polione, presidente del
Nucleo ANC Protezione civile, ha ringraziato
tutte le associazioni e volontari intervenuti
nell’esercitazione, invitando i giovani e le famiglie a osservare i consigli sui comportamenti da tenere in caso di emergenze per alleviare tragiche conseguenze, come indicato
su un opuscolo distribuito a tutte le scuole,
le famiglie e gli esercizi pubblici. Polione ha,
quindi, concluso affermando che compito
dell’Associazione “è di formare i volontari di
Protezione civile ed educare la cittadinanza
alla cultura stessa di Protezione civile”. “Tutti
i cittadini - ha precisato - devono essere
messi a conoscenza dei rischi cui vanno incontro. Speriamo di continuare su questa
strada, perché riuscire in questo nostro intento, significa rendere un servizio alla comunità intera”.
L’evento - monitorato per l’intera durata
delle diverse operazioni da Lello Cafaro, dirigente della PC regionale (per l’occasione alle comunicazioni radio); da Gianni Di Trizio,
giugno 2014 - 5
Scatto finale con tutti i partecipanti all’esecitazione
127
Da 25 anni
al servizio
della
collettività
Il Gruppo di Protezione civile VVAA, Volontari Valle
Aniene Associati, nato
nel 1988 come distaccamento di Guidonia Montecelio (RM) dell’Associazione Corpo Volontari
Radio Soccorso (CVRS),
è da sempre in prima linea per attivismo e propositività
VOLONTARIATO
a cura della Redazione
È
È stato uno dei primi sodalizi sul territorio dei comuni di Tivoli, Guidonia e dintorni quale ‘prolungamento’ del CVRS.
Successivamente, con l’avvento della Legge n.
225/92 il gruppo diventa autonomo e costituisce l’attuale ‘VVAA Volontari Valle Aniene
Associati’. Da quel momento grazie ai contributi regionali e comunali e all’opera altruistica
Intervento dei volontari
146
dei propri volontari, diventa una delle prime
associazioni regionali in fatto di operatività e
capacità, grazie anche ai numerosi corsi di specializzazione tenuti al personale.
Diretti ammirevolmente fino al 2011 dal presidente Costanzo Di Paolo, già encomiato per
l’attività svolta durante il terremoto del 1980
in Irpinia, i volontari intervengono in numerose campagne antincendio, alluvioni, frane, incidenti stradali e terremoti nonché missioni all’estero (supporto alla Missione ‘Pellicano’ del
1993 e alla missione ‘Arcobaleno’ del 1999) in
collaborazione con il Dipartimento della
Protezione civile nazionale. Nel 1999 si gemellano con i corrispondenti volontari di Sarno
colpita dalla tremenda vicenda conosciuta.
Attualmente le redini dell’Organizzazione sono
tenute da Serena Di Paolo, forte di oltre un
ventennio di esperienza.
Nell’arco della propria esistenza il sodalizio è
stato impegnato in attività mirate alla tutela
collettiva delle persone, alla tutela dell’am-
VOLONTARIATO
biente, degli animali e del territorio compiendo, come rilevato dai diversi archivi, oltre 7.500
interventi di emergenza.
L’altro punto di forza dell’Associazione insieme
alla formazione è senz’altro la rilevanza assegnata sin dalle origini alla sicurezza.
Nonostante l’elevato turnover - oltre 3.000 volontari si sono nel tempo alternati nel contesto
associativo - nessuno ha mai riportato infortuni; ogni membro è stato, infatti, sempre dotato di mirati DPI e ha operato con le migliori attrezzature logistiche.
Negli ultimi tempi, seppur con un tono minore
e nonostante i tagli economici operati dalle
istituzioni, l’Associazione opera per gli stessi
scopi nel puro spirito volontaristico che l’ha
sempre contraddistinta. Numerose sono le testimonianze delle attività, molte delle quali sono pubblicate su you tube, o sul sito www.volontarivalleaniene.it .
Certo, resta sicuramente difficile sintetizzare in
poche righe un’attività che dura da circa 25
anni… ma già solo questa breve presentazione
lascia un significativo segno nell’anno del venticinquesimo anniversario di questi attivissimi
volontari! ■
Parata
148
Scarica

Volontariato - Protezione Civile