(Allegato 1)
nSCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
SERVIZIO CIVILE IN ITALIA
ENTE
1) Ente proponente il progetto:
COOPERATIVA CASTELLAMMARE 2000
Società Cooperativa Sociale – Onlus
Sede Legale e dell’Ufficio Servizio Civile:
Via Molinello, 21 – 91014 Castellammare del Golfo (TP)
C.F: 02008250819
Tel/Fax: 0924 34992
E-mail : [email protected]
Sito Web : www.castellammare2000.info
PEC: [email protected]
2) Codice di accreditamento:
3) Albo e classe di iscrizione:
NZ02111
REGIONALE- SICILIA
IV
CARATTERISTICHE PROGETTO
4) Titolo del progetto:
ORIZZONTE NUOVO – GARANZIA GIOVANI
5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):
Settore: Educazione e Promozione Culturale
Area:
 E 08 Lotta all’evasione scolastica e all’abbandono scolastico.
6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza
il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori
misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto:
Dati Territoriali:
Il D55 comprende i Comuni di Alcamo, Castellammare, Calatafimi. Alcamo è una
cittadina di media grandezza, a carattere tipicamente rurale, confinante con la
provincia di Palermo. La sua superficie è di Km. 130,87 con una densità abitativa di
347,53. Il verde pubblico ricopre una superficie di mq. 31.856,00.
Alla data del 31/12/02 la popolazione alcamese nel Comune di Alcamo ammonta a
45.482 unità. Di queste 23.300 sono femmine e 22.182 sono maschi.
Castellammare Del Golfo si estende su una superficie di 120 kmq, la densità
abitativa è di 108,33 per kmq, con una popolazione di 14.817 residenti.
Calatafimi Segesta si estende su una superficie di di 155 KM. con una popolazione
di 7.330 abitanti ed una densità abitativa di 47,89, con verde pubblico pari a mq
27.933
LA SITUAZIONE DRAMMATICA DEI SERVIZI PER MINORI
Gli interventi a favore della famiglia, nonché tutti gli interventi a sostegno di
situazioni di disagio rientrano nel livello essenziale delle prestazioni sociali
erogabili sotto forma di beni e servizi.
Il Distretto n. 55 vede la presenza di n. 24.137 famiglie di cui n. 16.665 ad
Alcamo, n. 5.420 a Castellammare del Golfo e n. 2.052 a Calatafimi Segesta.
Su tutto il Distretto si registra un calo delle nascite che in particolar modo ad
Alcamo è del 10,50%. Ma ciò non toglie che il numero assoluto dei minori nel DSS
è alto.
Le considerazioni contenute nel PdZ del DSS 55 sono decisamente preoccupate e
preoccupanti rispetto a quanto effettivamente prodotto e realizzato negli altri comuni
del Distretto.
Mentre Alcamo, infatti, ha sviluppato diverse iniziative sia in favore delle
famiglie che direttamente dei minori, nella città di Castellammare, rispetto alla quale
segnaliamo infatti:
AFFIDO FAMILIARE: Nel Comune di Castellammare del Golfo tale servizio,
istituito con Delibera di C.C. n. 65 del 29/07/94, non è stato attuato, pertanto si
prevede di divulgare a mezzo stampa e con appositi Convegni la conoscenza del
Servizio offerto al fine di istituire anche a Castellammare del Golfo l’Albo delle
famiglie disponibili all’affido temporaneo dei minori. Nell’analisi delle strutture e
servizi presenti sul territorio del Distretto n. 55, si è osservato che la loro
distribuzione è poco uniforme. Soltanto il Comune di Alcamo presenta diversi
servizi e progetti per attività ricreative estive e di risocializzazione, ed inoltre la
presenza di diverse famiglie disponibili all’affidamento familiare. Nel Comune di
Castellammare del Golfo l’affidamento familiare dei minori non è stato ancora
attivato, mentre nel Comune di Calatafimi hanno avuto inizio i primi affidi.
Riguardo agli interventi di tutela minorile, adozione ed affidi viene valutata la
necessità di attivare di concerto, interventi di sensibilizzazione ed informazione ai
cittadini sulle problematiche relative ai suddetti servizi, al fine di una maggiore
diffusione delle informazioni necessarie alla promozione dei diritti dell’infanzia e
adolescenza.
Per quanto attiene le STRUTTURE RESIDENZIALI, Calatafimi risulta essere
carente, non disponendo di alcuna unità; Castellammare del Golfo ed Alcamo
possono contare su una Comunità alloggio ciascuna e sulle IPAB “Regina Elena”
Castellammare del Golfo, “Opere Pie Riunite Pastore S. Pietro”, Alcamo. Si
evidenziano tuttavia le notevoli difficoltà economiche dei tre Comuni a sostenere le
notevoli spese delle rette di ricovero per i minori, stante le risorse economiche
sempre più esigue dei Comuni. Non vi sono fondi per attivare Servizi di Educativa
Domiciliare, tipo di intervento che si rivela tra i più efficaci ed efficienti per il
problema che si vuole affrontare.
L’analisi dei dati riferiti ai minori soggetti a provvedimento dell’Autorità
Giudiziaria porta inoltre ad evidenziare l’opportunità di privilegiare, a fianco degli
indispensabili interventi riparatori ed a volte sostitutivi della famiglia, qualificati
interventi di prevenzione rispetto alla genitorialità, individuando forme e modalità
che consentono di raggiungere soprattutto la popolazione più a rischio. Resta
comunque fondamentale, anche rispetto alla prevenzione, un’azione di
programmazione unitarie ed organica in capo all’A.S.P. Infine, nei Comuni di
Castellammare del Golfo e Calatafimi Segesta non sono stati attivati gli asili
nido.
Fonte: PdZ del DSS 55 – Alcamo (Capofila), Calatafimi Segesta, Castellammare
del Golfo.
IL PROBLEMA DA AFFRONTARE: L’INSUCCESSO SCOLASTICO
QUALE PRECURSORE DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA
La dispersione è anche, e spesso prima di tutto, forma d’insuccesso scolastico,
che si verifica quando gli studenti non riescono a dispiegare pienamente il loro
potenziale d’apprendimento, soddisfacendo i propri bisogni formativi. In moltissimi
casi il distacco dalla scuola non si consuma con l’abbandono, ma con la
disaffezione, disinteresse, demotivazione, noia, disturbi comportamentali. Tali
manifestazioni si basano spesso su difficoltà d’apprendimento (soprattutto sul
terreno linguistico espressivo, logico – matematico e del metodo di studio) e su una
carriera scolastica vissuta più come obbligo esterno (familiare, sociale), che interno
(bisogno di affermazione, crescita, acquisizione di saperi, capacità, cittadinanza) per
realizzarsi come persona.
Tra le principali cause di dispersione ed insuccesso attribuibili alla scuola
possono essere indicati:
-
circuiti comunicativi – relazionali poveri e monotoni;
rigidità ed uniformità dei curricoli formativi;
organizzazione didattica poco flessibile;
approccio alle discipline di studio prevalentemente contenutistico;
carenza di strategie individualizzate;
prevalente attenzione al compito e non al soggetto;
centralità del risultato ed indifferenza per il processo;
prevalenza di un apprendimento meccanico rispetto ad uno significativo.
Secondo il rapporto annuale dell’Ufficio scolastico provinciale di Trapani, in
media, su una popolazione scolastica complessiva di 75 mila studenti, il 10,5 per
cento non frequenta regolarmente o cessa completamente di frequentare prima del
tempo, senza conseguire nessun titolo di studio. I dati, resi noti durante il corso di
formazione per docenti, che si è svolto alla “Baia dei Mulini”, danno i seguenti
risultati: nelle secondarie superiori, i giovani che per vari motivi frequentano meno
o non frequentano affatto sono 3.800 (su 23.500) il 17 per cento; nella media
dell’obbligo sono 2.250 (su 24 mila), il 9 per cento, nella primaria 290, lo 0,9 per
cento. La situazione più grave si ha negli istituti professionali, con una dispersione
che si aggira intorno al 29,5 per cento. Mentre i più virtuosi sono i licei e i
magistrali.
A livello di dispersione scolastica vera e propria, quindi, il problema inizia tra il
primo ed il secondo ciclo di studio: nel passaggio tra le elementari e le medie.
Non si può biasimare il tentativo di trovare comunque una soluzione ancorchè
le risorse disponibili per il fenomeno sono ormai veramente esigue.
A quelle scolastiche possiamo aggiungere 3 centri polifunzionali diurni per
minori, finanziati con la Legge 285/97, il servizio di Affido Familiare, le diverse
strutture residenziali per minori. Ma perfino il GrEst, attività svolta dall’Oratorio
Salesiano, ha risentito della carenza di fondi. Basti pensare che nel periodo 19992000 contava 800 iscritti tra gli 8 ed i 13 anni e 150 con più di 14 anni. L’ultima
edizione non superava, inclusi i maggiorenni, i 150 iscritti totali, soprattutto per
mancanza di fondi e di possibilità di realizzare le stesse attività realizzate in passato.
Il d. lgs. 112/1998, Art. 139 parla peraltro di interventi integrati che il Comune
dovrebbe svolgere insieme alle scuole per quanto concerne l’abbandono e la
dispersione scolastica, ma all’interno del bilancio comunale e distrettuale non ci
sono stati fondi sufficienti neppure per il tempo prolungato e anche la copertura
finanziaria della refezione scolastica è divenuto un problema quasi insormontabile.
DESTINATARI DELL’INTERVENTO
Destinatari diretti dell’intervento sono 60 bambini in età scolare e non che
gravitano nel DSS 55 ed in particolare nell’ambito dell’ICS Pitrè-Manzoni di
Castellammare del Golfo (TP) con il quale la Cooperativa collabora ormai da diversi
anni.
La dislocazione a metà tra il centro storico e la zona nuova di Castellammare ne fa
un punto di difficile identificazione socio-culturale. Questo, nel tempo, ha
aumentato le difficoltà di integrazione e di compimento dei percorsi scolastici.
Per questa ragione si ritiene, con questo progetto, di poter dimezzare la attuale
dispersione/evasione scolastica che caratterizza questa Scuola.
BENEFICIARI DELL’INTERVENTO
Sono le famiglie del Distretto Scolastico a cui appartengono i bambini inseriti nelle
scuole, che fruiranno di servizi parascolastici ulteriori.
Sono gli insegnanti delle scuole, che si ritroveranno bambini più motivati a stare in
classe e a “fare scuola”.
Sono anche i Volontari di SCN che potranno fare una esperienza importante a
contatto con bambini e con altri operatori che già lavorano nel senso della
integrazione scolastica a 360 gradi.
E’ la comunità del DSS 55 che si troverà un servizio in più per i propri bambini e
una attività in più che rientra tra quelle di prevenzione primaria, azione che nei
periodi di crisi sembra scomparire, ma che intendiamo riattivare.
LE RETI INFORMALI E FORMALI GIA' ATTIVATE DALLA
COOPERATIVA CASTELLAMMARE 2000.
L’ESPERIENZA della Cooperativa non si declina soltanto all’interno dei servizi
che essa dedica ai minori presso le scuole del Distretto Sociosanitario 55, ma si
allarga anche verso le reti che essa ha nel tempo creato intorno a sé negli ultimi
anni.
Questa si compone di diverse tipologie di enti:
Comune di Castellammare del Golfo
Comune di Alcamo
Comune di Calatafimi – Segesta
Provincia Regionale di Trapani
Sono gli interlocutori istituzionali con i quali si interagirà, ed in particolare con i
Servizi Sociali degli stessi, al fine di conoscere le informazioni necessarie a
svolgere i propri interventi in modo più efficace e con i quali rapportarsi quando si
dovrà comunicare le risultanze del progetto.
Cooperativa “La Forza”
Associazione Giovani Orizzonti, Carini
Consorzio CON.SE.S., Alcamo
Associazione Namaste, Alcamo
Polisportiva “Don Bosco”, Alcamo
Parrocchia Anime Sante del Purgatorio, Alcamo.
Oratorio Salesiano, Alcamo.
Patronato SeNAS, Partinico.
Cooperativa Nuovi Orizzonti, Palermo.
Sono gli enti del terzo settore, dei servizi, del volontariato e religiosi che potranno
aiutare la riuscita del progetto: l’Oratorio Salesiano, in particolare, fornisce
all’intero distretto diversi spazi (campi sportivi, attrezzature, aule ecc.) ideali per
svolgere attività esterne. Il patronato fornirà agli utenti ed alle loro famiglie
consulenza specifica per l’ottenimento dei propri diritti e per lo svolgimento delle
pratiche burocratiche necessarie a ciò.Le associazioni, il consorzio e le altre realtà
del terzo settore daranno voce per la diffusione del progetto, per il raggiungimento
dei propri associati, mettendo a disposizione le proprie risorse per le attività
previste dal progetto. Ad essi andrebbero aggiunte altre realtà, anche del mondo
commerciale e produttivo, che hanno sempre sostenuto le attività della Cooperativa
(cartoleria, supermercato, libreria, ecc.) e che metteranno i propri servizi a
disposizione dei volontari e del progetto.
In breve. La problematica da affrontare, quindi, è la lotta all’insuccesso scolastico
visto come precursore della dispersione e dell’abbandono precoce dei percorsi
scolastici e formativi.
Il target principale è costituito da almeno 60 minori di età scolare con i quali
stabilire dei contatti extrascolastici che fungano da facilitatori del percorso
formativo. Essendo l’età critica quella di passaggio tra la primaria e la scuola media
(con una crescita dall’1 al 9 per cento di dispersione) in quella fascia si concentra
l’attenzione del nostro intervento.
7) Obiettivi del progetto:
In considerazione dell’analisi dei bisogni rilevati nei territori in oggetto,
relativamente all’area scelta, la finalità generale del progetto è la lotta alla
Dispersione ed all’insuccesso scolastico attraverso la strutturazione di spazi di
supporto alla integrazione scolastica ed all’accompagnamento dei minori in età
scolare verso la scuola, al fine di farla vivere come una esperienza positiva e
non frustrante da cui allontanarsi.
Gli obiettivi generali che con il presente progetto si intende perseguire sono i
seguenti:
 Favorire l’integrazione e la partecipazione attiva nei percorsi scolastici,
incrementare le occasioni di incontro e confronto intra e intergenerazionale,
di divertimento e di impegno sociale e culturale, nelle ore extrascolastiche e
nel periodo estivo, potenziando il successo scolastico, le capacità
comunicative e relazionali, favorendo un buon livello di autostima e di
autoefficacia nello studio e nelle relazioni tra pari, al fine di prevenire, sin
dalla scuola elementare, forme di disagio o di vera e propria devianza
sociale.
 Potenziare le attività educative individualizzate funzionali allo sviluppo
armonico dei minori per sostenere il processo di crescita, con particolare
attenzione alle situazioni di difficoltà e di disagio che hanno, quindi, bisogno
di un sostegno significativo.
 Favorire e sostenere, grazie alla guida di adulti di riferimento, la
socializzazione e l’aggregazione giovanile in luoghi appropriati, al fine di
promuovere la partecipazione sociale e la convivenza civile degli adolescenti
e di rendere le loro scelte personali, di studio e lavorative consapevoli e
ponderate.
 Prevenire comportamenti a rischio e condotte devianti attraverso l’offerta di
occasioni di socializzazione, sostengo educativo ed accompagnamento.
L’obiettivo si realizzerà attraverso il coinvolgimento in attività formative,
sportive, ludiche, gite, in particolare durante l’estate, periodo “più a rischio”;
 Favorire processi personalizzati di orientamento e informazione per gli
adolescenti, promuovendo la conoscenza del patrimonio artistico culturale
del territorio oggetto del progetto.
7.1 OBIETTIVI SPECIFICI RIFERITI AI CONTESTI TERRITORIALI
COINVOLTI
7.1.1 Per le attività di sostegno scolastico e pomeridiane (bimbi 6-11 anni)
 Integrare le attività scolastiche
 Sostenere il minore nel suo percorso evolutivo ed intellettivo.
 Offrire un adeguato sostegno scolastico
 Promuovere il lavoro di gruppo
 Creare occasioni di aggregazione spontanea dei bambini
 Promuovere il rispetto delle regole.
 Creare le condizioni affinché l’inserimento nella scuola sia il più sereno
possibile.
 Realizzare attività specifiche per i ragazzi con potenziali difficoltà
scolastiche al fine di sostenere il loro iter di studio; una particolare
attenzione vi sarà per i casi di demotivazione scolastica.
Indicatore di risultato specifico: i suddetti obiettivi specifici verranno raggiunti
qualora i partecipanti alle attività previste superino, il 66% dei minori individuati nel
target, frequentanti la scuola.
7.1.2 Per le attività ludico-ricreative e ludico-sportive in orario extra-scolastico e
nel periodo estivo (ragazzi 11-15 anni):
 Promuovere il lavoro di gruppo
 Creare occasioni di aggregazione spontanea, favorendo le relazioni
interpersonali tra i minori e lo scambio tra le generazioni.
 Garantire attività extrascolastiche aperte a tutti
 Stimolare la rappresentazione e l’espressione degli stati emotivi, dei
sentimenti, delle ansie e difficoltà attraverso l’attività ludica
 Sviluppare le potenzialità creative ed espressive del minore attraverso
l’attivazione di specifici laboratori.
 Promuovere attività di gioco, lettura e laboratorio
 Creare la coscienza civica dell’ambiente sociale in cui si vive
 Favorire l’acquisizione di nuovi modelli sociali.
 Favorire lo sviluppo psico-fisico e psico-motorio del minore.
 Aumentare nel minore il proprio livello di autostima, la fiducia in se stessi e
l’accettazione di sé.
Indicatori di risultato specifici: i suddetti obiettivi saranno raggiunti se si
verificherà un aggancio di almeno il 10% dei bambini contattati ragazzi borderline (ragazzi del muretto, ragazzi con capacità ma inattivi, ragazzi che
rimangono ai margini dei servizi e se i partecipanti alle attività previste
supereranno, in ciascun Comune interessato, il 20% dei minori individuati nel
target.
7.2 INDICATORI DI RISULTATO COMPLESSIVI
Il soddisfacimento di detti obiettivi potrà essere rilevato attraverso l’analisi dei
seguenti indicatori:
 Numero di attività aggiuntive e migliorative realizzate;
 Numero di contatti attivati con le istituzioni territoriali presenti nel territorio
 Numero di contatti con le reti familiari
 Grado di interesse e coinvolgimento degli utenti rilevabile attraverso il
numero dei minori partecipanti alle attività proposte;
 Livello di soddisfacimento dell’utenza (minori/famiglie) rilevabile dalla
somministrazione di questionari, client customer satisfaction, colloqui con
le figure professionali coinvolte, check list.
 Ricaduta territoriale del servizio, rilevata dalla somministrazione di
questionari inerenti la custumer satisfaction esterna.
7.3 OBIETTIVI PER IL VOLONTARIO DEL SERVIZIO CIVILE
Il presente progetto si propone di offrire al giovane Volontario del Servizio Civile
un’esperienza di maturazione e crescita personale, ma soprattutto una esperienza che
sia valida sul piano umano e risulti allo stesso tempo qualificante professionalmente.
La possibilità di essere al servizio della propria comunità permette al giovane di
conoscere i bisogni presenti nel territorio e di far tesoro delle esperienze nell’ambito
del sociale.
L’obiettivo che si vuole proporre ai giovani in Servizio Civile è la cultura della
pace, della non violenza, della solidarietà.
Questo progetto si rivolge poi:
 a quei ragazzi che sono fuori dagli spazi aggregativi, per aiutarli a scoprire
la propria identità, la speranza e il gusto della vita;
 a coloro che vivono ai margini delle realtà associative di ogni genere e
grado, la cui domanda più o meno espressa è quella di dare un senso alla
propria vita e al proprio agire;
 ai giovani che vivono dentro le Associazioni e appartengono a delle
comunità ecclesiali, la cui esigenza fondamentale è di integrare fede e vita
in un itinerario formativo e nel rispetto dei ritmi di ciascuno.
L’inserimento di Volontari, giovani selezionati e motivati, può diventare un volano
fondamentale per lo sviluppo di una cultura del volontariato, della tutela
dell’infanzia e la creazione di una rete giovane e dinamica.
L’intervento, inoltre, mira a:
 Rispondere con serietà e professionalità ai bisogni di natura affettiva,
relazionale e sociale dei destinatari attraverso un lavoro di formazione e
crescita sia degli stessi che delle famiglie di provenienza;
 Incentivare e promuovere il volontariato fra le giovani generazioni come
elemento di solidarietà, di partecipazione e cittadinanza attiva, di
orientamento e sensibilizzazione alle problematiche sociali;
 Sostenere e valorizzare il servizio civile volontario quale importante risorsa
della comunità sia come elemento migliorativo della qualità dei servizi
offerti a varie fasce di utenti dagli enti in cui i sono inserite sia attraverso un
rapporto di collaborazione ed interessante interscambio generazionale fra le
realtà del volontariato ed il servizio civile.
 Favorire l’integrazione solidale tra diversi contesti di vita
 Favorire l’acquisizione e/o l’approfondimento tra i volontari del Servizio
Civile di conoscenze relative alla psicologia dello sviluppo.
 Sensibilizzare i giovani volontari alle problematiche minorili.
 Promuovere il dialogo tra i giovani e la comunità minorile
 Promuovere la partecipazione attiva del volontario nella comunità di
appartenenza
 Promuovere l’accrescimento della dimensione professionale dei giovani
volontari del Servizio Civile.
 Stimolare nei giovani una crescita morale attraverso forme di solidarietà
 Potenziare il sentimento di appartenenza sociale
 Attivare un processo di feedback e di autorinforzi
 Sviluppare i sentimenti di solidarietà e di partecipazione attiva
 Sviluppare le abilità comunicative, interpersonali e di gestione relativamente
alla fascia di utenza in questione
 Lavorare secondo i principi di cooperazione, collaborazione e seguendo il
principio delle pari opportunità
7.3.1 Indicatori di risultato per i volontari di S.C.N.
 Incremento del livello motivazionale dei volontari, rilevabile mediante
somministrazione di questionari proposti dalle figure professionali coinvolte
nell’intervento progettuale e dal monitoraggio in itinere (si veda punto 21).
 Conoscenze e competenze acquisite con la formazione specifica rilevabile
attraverso test d’ingresso, in itinere e conclusivi.
 Competenze e conoscenze acquisite dai volontari rispetto ai servizi sociali e
nello specifico all'area minori e adolescenti che fanno riferimento al proprio
comune di riferimento.
 Rilevazione di assenza di discriminazioni di qualunque genere (n.
maschi/femmine, minori vs. maggiori opportunità ecc.)
7.3.2 Obiettivi specifici per volontari con minori opportunità (DA n.1267 del
21/08/2013)
 Supportare il vissuto del “sentirsi utili” per i giovani con minori opportunità
selezionati.
 Realizzare una vera inclusione di tutti i volontari selezionati a prescindere da
provenienza, “opportunità” iniziali, realizzando una vera integrazione umana
e solidale.
 Agganciare giovani e orientarli verso percorsi positivi e di crescita coerenti
con il servizio civile e con il proprio cammino di inclusione sociale.
 Consentire a tutti i volontari di potersi sperimentare in modo democratico,
abbattendo le barriere di qualunque genere che fanno sentire un giovane più
sfortunato di un altro.
8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le
attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in
servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo
che quantitativo:
8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi
L’idea di fondo è rinforzare la spinta culturale durante e al di fuori dell’orario
scolastico per prevenire la dispersione e l’insuccesso scolastico fin dalle primissime
classi (primaria) e utilizzare gli spazi e le strutture, nonché le attrezzature, per
realizzare, con l’aiuto dei volontari di SCN attività parascolastiche e ludicoricreative pomeridiane.
a) Le attività previste per il “durante e dopo-scuola” sono le seguenti:






Predisposizione di servizi di supporto per gli studenti con difficoltà di
apprendimento.
Approfondimento tematico delle discipline scolastiche
Percorsi di alfabetizzazione linguistica;
Lezioni individuali;
Approfondimenti con sussidi;
Attività ludico didattiche mirate all’acquisizione del concetto di partecipazione
sociale e del senso civico.
Queste attività saranno organizzate e strutturate in accordo con le istituzioni
scolastiche, in base alle esigenze didattiche e di apprendimento dei bambini.
b) Le attività ludico-ricreative previste in orario extra-scolastico e nel periodo
estivo sono le seguenti:









Laboratorio di disegno e pittura - Attività grafiche
Laboratorio di artigianato (realizzazione di manufatti in relazione alle
ricorrenze: Natale, Carnevale, Pasqua, le stagioni, festa della mamma e del papà)
Laboratorio danza;
Laboratorio di cineforum;
Varie attività sportive
Attività Ludico -Ricreative e di Animazione varia;
Giochi ambientati che recuperano valori (per Es. Pinocchio…)
Attività ricreative e socio-culturali, quali feste, mostre, spettacoli;
Gite ed escursioni;
8.1.1 Attività per il raggiungimento degli obiettivi di integrazione del Volontario
avente “minori opportunità”
L’esperienza del servizio civile non vuole solo offrire ai giovani l’opportunità di
sperimentarsi quali giovani “apprendisti”, ma vuole piuttosto offrire nuovi spunti di
riflessione, valorizzare questa esperienza intesa quale “esperienza di vita”, favorire
la partecipazione creativa, motivata e solidale dei giovani, consentire lo scambio e il
confronto culturale fra i giovani volontari e gli altri attori coinvolti nel processo.
Per consentire il raggiungimento di questi obiettivi, e dunque, per accrescere e
valorizzare la dimensione individuale dei giovani volontari, in particolare anche per
quei soggetti con minori opportunità, saranno predisposti periodicamente dei
momenti e delle esperienze che coinvolgano tutti i volontari in servizio civile, non
solo come vere e proprie occasioni di socializzazione, quanto piuttosto come
pretesto per favorire e stimolare ulteriormente la cooperazione fra i giovani, offrire
l’opportunità di incontro, scambio e confronto aldilà dei momenti formativi, ma
anche per porre l’attenzione sull’importanza delle relazioni sociali, quale valore
aggiunto alla suddetta progettualità, iter che sottolinea ulteriormente la volontà
dell’Ente di farsi portavoce e promotore di politiche in favore delle pari opportunità.
Provvediamo a descrivere di seguito le attività previste, che saranno predisposte
periodicamente e trasversalmente all’iter intrapreso dai giovani volontari.
8.1.2 Attività per il raggiungimento degli obiettivi di integrazione del Volontario
avente “minori opportunità”
Le fasi dell’inserimento dei volontari di Servizio Civile nelle attività previste sono
fondamentalmente tre;
FASE 1 – Primo mese di attività.
Il volontario inizia a prendere visione delle caratteristiche del Servizio civile
attraverso la formazione Generale e l’incontro con i responsabili dell’ente. Durante
la formazione si presentano anche i compiti del volontario e il personale che lo
accompagnerà nel precorso.
In questa fase la sperimentazione avverrà tramite role palying e simulazione, finchè
il volontario no si sentirà pronto allo step successivo.
FASE 2 – Secondo / Terzo mese di attività.
In questo periodo, conclusa la formazione, il volontario procederà ad un graduale
affiancamento degli operatori già attivi del progetto con i quali inizierà a
sperimentarsi come “assistente” dei propri OLP e degli educatori che propongono le
attività alle varie classi / gruppi di utenti. Dopo i primi giorni, saranno gli educatori
stessi a proporre ai volontari di prendere un po’ le redini del lavoro e di
sperimentare i propri apprendimenti.
FASE 3 – Dal Quarto mese in poi.
Il volontario, memore della formazione e della sperimentazione pratica dei propri
apprendimenti, con la supervisione degli operatori presenti si potrà cimentare nella
gestione autonoma di alcune attività laboratoriali (nel caso dei volontari con minori
opportunità) o nella strutturazione autonoma di percorsi con i minori che gli saranno
assegnati per lo sviluppo di attività parascolastiche o extrascolastiche.
8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività
previste, con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con
le predette attività
Il Progetto è portato avanti dalla seguente equipe:
1 assistente sociale. Si occupa del coordinamento del progetto, del contatto con le
famiglie, in particolare con quelle più problematiche appartenenti territorialmente
alla zona di competenza della scuola e della sede di attuazione del progetto
2 educatori. Conducono le attività presso la scuola Pitrè-Manzoni e fungeranno da
ponte tra le attività che si svolgeranno a scuola, i docenti e le attività che saranno
sviluppate in sede.
2 animatori. Sono l’anima delle attività. Si occupano dell’apertura, della chiusura,
delle attività interne, delle attività esterne, di tutto quello di cui la sede di attuazione
può e potrà necessitare.
A disposizione del gruppo dei volontari ci sarà anche un operatore
amministrativo, volontaria storica della cooperativa, che curerà la parte burocratica
e dei contatti amministrativi tra i volontari e le relative interfacce istituzionali
(UNSC, documentazione da raccogliere all’avvio, in itinere e a conclusione del
progetto). Sarà cura dell’operatrice (diplomata in ragioneria e con esperienza)
supportare anche dal punto di vista fiscale i volontari. Curerà anche l’acquisto e la
conservazione dei materiali laboratoriali.
8.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
I volontari impegnati nella realizzazione del progetto pur fungendo da supporto
avranno un ruolo primario che li metterà a contatto con il mondo minorile
acquisendo nel contempo conoscenze e competenze nel settore dell’età evolutiva.
Saranno inoltre soggetti attivi nello svolgimento delle attività proposte da cui
dipenderà la crescita dei bambini e la maturazione dei ragazzi insieme alla creazione
di un clima accogliente e costruttivo.
Il gruppo di volontari in servizio civile, supportato dalle figure professionali, diverrà
parte integrante dell’equipe che realizzerà gli interventi previsti.
Saranno avviati nella progettazione e nella realizzazione delle attività di tempo
libero partecipando alle iniziative nei gruppi di volontariato esistenti nel territorio.
In collaborazione con gli operatori, i volontari di servizio civile saranno impiegati
nelle attività di progettazione e nell’organizzazione di momenti di incontro con le
comunità locali, scuole, parrocchie etc..
Nel corso delle attività previste si alterneranno momenti di formazione,
programmazione e verifica delle attività.
I volontari in Servizio Civile parteciperanno a tutte le attività del presente progetto
con il compito di collaborare con il personale incaricato dello svolgimento delle
azioni previste:
i volontari saranno impiegati attivamente nell’organizzazione della campagna
di pubblicizzazione e di informazione indirizzata a diffondere tra i cittadini del
territorio una conoscenza del progetto di Servizio Civile Nazionale, del ruolo e
delle attività che coinvolgono direttamente i volontari in servizio civile
all’interno del presente progetto e nell’Organizzazione di momenti volti alla
promozione delle finalità del Servizio Civile Nazionale;
Supporto nella realizzazione di attività non specialistiche;
Affiancamento degli operatori sociali inseriti nel contesto;
Aiuto nella programmazione e nella realizzazione di attività ricreative e di
animazione (lavori, giochi di gruppo, ecc.) e nell’organizzazione del tempo
libero (uscite, passeggiate, ecc.);
Supporto nelle attività di laboratorio di psicomotricità, musicoterapia e
drammatizzazione; servizio di cura a supporto delle attività rivolto ai figli delle
donne coinvolte;
Affiancamento degli operatori nelle attività di:
Laboratorio di Informatica;
Laboratorio Multimediale
Laboratori artigianali e di giardinaggio
Doposcuola con i minori.
Attività ludico-ricreative.
Attività di laboratorio espressivo.
Attività sportive.
Integrazione di specifiche attività nei piani di intervento
individualizzati per gli utenti Accompagnamento durante gite ed
escursioni.
I volontari del Servizio Civile Nazionale si metteranno a disposizione per potenziare
il lavoro garantito contestualmente ai servizi presenti. Nello specifico i volontari
affiancheranno le figure professionali nello svolgimento di tutte le tipologie di
attività previste nel presente progetto e prima elencate.
8.4
Attività specifiche previste per i volontari con minori opportunità
Anche i volontari con minori opportunità potranno svolgere delle mansioni
interessanti, integrate e utili allo svolgimento del progetto nel suo insieme.
Alcune attività, infatti, possono essere condotte e svolte efficacemente da volontari
con bassa scolarizzazione piuttosto che migranti di seconda generazione ecc., per
come previsto dal DA 1267/2013.
Ciò permetterà loro di sperimentare la propria efficacia nel lavoro e la propria
importanza nel sistema generale di funzionamento di progetto rendendoli
pienamente integrati con le attività, gli operatori e i colleghi volontari.
Le attività, in particolare, tra quelle già citate che fanno parte integrante del lavoro,
che saranno condotte / affidate a volontari con minori opportunità:
Laboratori artigianali e di giardinaggio
Attività ludico-ricreative.
Laboratori ed attività sportive (organizzazione di tornei, funzione di
arbitro ecc.)
Integrazione di specifiche attività nei piani di intervento
individualizzati per gli utenti Accompagnamento durante gite ed
escursioni.
A queste, in caso di volontario con disabilità di tipo motorio, si aggiungeranno le
attività di:
Pubblicizzazione del servizio e del progetto.
Supporto alle attività presso la scuola (che ha un pieno abbattimento delle
barriere architettoniche).
Laboratorio di Informatica (che comprende l’utilizzo di programmi
accessibili a diversi tipi di disabilità).
Sarà cura degli OLP, dei formatori e di tutto il personale coinvolto nel progetto di
non discriminare i volontari in funzione delle attività svolte, ma anzi saranno tutti
valorizzati per il contributo che essi possono dare. La selezione delle attività più
adeguate a ciascuno sarà graduale e concordata con i volontari stessi.
9)
Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
6
10) Numero posti con vitto e alloggio:
11) Numero posti senza vitto e alloggio:
6
12) Numero posti con solo vitto:
13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
30
14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) :
5
15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:
16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato:
N.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
Sede di
attuazione del
progetto
Comune
Indirizzo
Cod.
N. vol. per
ident. sede
sede
Nominativi degli Operatori Locali di
Progetto
Cognome e Data di
nome
nascita
C.F.
Nominativi dei Responsabili Locali di Ente
Accreditato
Cognome e Data di
nome
nascita
C.F.
17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale:
La campagna di pubblicizzazione del Servizio Civile Nazionale, e del progetto
in particolare, si articolerà in 3 momenti specifici:
EX ANTE (24 ore)
Pubblicazione brochure ed opuscoli informativi con distribuzione presso:
- le sedi operative del progetto,
- le Istituzioni Pubbliche,
- le sedi sindacali,
- gli sportelli di relazione con il pubblico dei Comuni del distretto (U.R.P.)
- il terzo settore operante nel territorio,
per un totale di 24 ore di lavoro dedicato al contatto diretto con le amministrazioni e
le altre istituzioni potenzialmente utili.
Elaborazione di articoli standard per periodici di enti locali e di associazione
Campagne rivolte a mailing list dedicate ed a gruppi mirati di indirizzi (ad
esempio di studenti universitari) per informare dell'uscita del bando per la
presentazione delle domande di partecipazione delle posizioni disponibili
presso la Cooperative e le sue sedi (dalla data di pubblicazione del bando alla
data di scadenza, circa un mese)
IN ITINERE (18 ore)
Pubblicazione sul proprio sito internet (per tutto l’anno dei volontari e anche
successivamente) di materiale prodotto dai volontari durante i mesi inerente
la pubblicizzazione del servizio civile.
Presentazione del progetto presso la sede operativa (tavola rotonda di 4 ore)
con la partecipazione dei volontari stessi.
EX POST (8 ore)
Elaborazione dei dati di monitoraggio e pubblicazione dei dati sul sito web e
sul Poster (vedi punto 3)
Creazione, all’interno del sito web, di uno angolo dedicato ai volontari in
servizio civile, dedicato all’apertura di un blog e di uno spazio in cui i
volontari possano lasciare un report a testimonianza della loro
esperienza, non solo in termini di crescita personale ma anche del loro
contributo al cambiamento nel contesto territoriale di riferimento.
Realizzazione di un Poster da appendere nella sede della Cooperativa con i
contributi personali dei volontari (grafici, letterari, ecc.) che rappresentino il
punto di arrivo della loro esperienza e il nuovo punto di partenza.
Complessivamente saranno dedicate all’attività specifica di promozione e
sensibilizzazione 24 ore per articoli, pubblicazioni e tavola rotonda, comprese le
ore di preparazione previste per l’elaborazione e l’invio delle lettere e delle e-mail.
La manutenzione del sito e la presentazione del progetto occuperà almeno altre
18 ore nell’arco dell’anno a cui se ne aggiungono almeno altre 8 per il Poster e i
report di testimonianza dei volontari. Ciò implica un totale di circa 50 di
pubblicizzazione attive, oltre le 24 ore su 24 in cui il sito e le informazioni
scritte saranno disponibili.
18) Criteri e modalità di selezione dei volontari:
19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione
dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
NO
20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del
progetto:
Nello specifico per una efficace gestione di tale processo verranno predisposte le
seguenti attività/obiettivi:







incontro propedeutico con i volontari selezionati prima dell’avvio del
progetto, per presentare il piano di monitoraggio e valutazione
predisposto, e con tutte le risorse umane in organico per la presentazione
dell’iniziativa e dei volontari;
incontri trimestrali con volontari, operatori locali di progetto e
responsabile del monitoraggio per discutere sull’andamento delle attività;
somministrazione con cadenza trimestrale di questionari anonimi ad
utenti e/o beneficiari territoriali delle diverse attività progettuali per
valutare il gradimento degli interventi da parte dei volontari e degli altri
operatori coinvolti nella gestione delle diverse attività;
elaborazione dei risultati dei questionari da parte del responsabile del
monitoraggio;
studio ed attuazione delle azioni correttive periodiche alla gestione del
progetto con riferimento ai risultati dei questionari;
incontro finale (un mese prima della conclusione del percorso) di
condivisione, valutazione ed approvazione dei risultati ottenuti dai
questionari e dalle azioni correttive attuate nel corso dell’anno;
redazione di un documento finale di monitoraggio e valutazione da
consegnare a ciascun singolo volontario ed all’U.N.S.C.
Le attività sopraelencate andranno ad integrare, fungendo da supporto, il piano di
monitoraggio già predisposto dall’Ufficio Regionale, per cui sarà cura e dei giovani
volontari e del responsabile del monitoraggio compilare le apposite schede
predisposte, alla fine del primo, del terzo, del sesto e del nono mese della
progettualità.
Oggetto di valutazione, costantemente monitorata nelle attività, saranno:
 Condivisione dell’idea progetto;
 Grado di coinvolgimento attivo nella fase di programmazione;
 Capacità di interagire con i ragazzi;
 Capacità di lavorare in team;
 Grado di efficienza;
 Puntualità.
Strumenti di monitoraggio:
Colloqui di gruppo mensili o bimestrali con il responsabile del bilancio di
esperienze e l’esperto di monitoraggio
Questionari trimestrali di rilevazione della soddisfazione e di segnalazione
di problemi.
“Buca dei suggerimenti”, costituito fisicamente da una buca per le lettere in
cui il volontario può segnalare anche in modo anonimo problemi e
suggerimenti che potrebbero metterlo altrimenti in difficoltà.
21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
NO
22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli
richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
NO
23)
Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del
progetto:
Materiale
Copertura costo
Volantini e brochure
In economia con le risorse successive
(stampate, computer ecc.)
2 scrivanie 12 Sedie
Già in possesso dell’ente
1 telefoni – fax
Già in possesso dell’ente
1 computer completo di programmi di Già in possesso dell’ente
utilizzo p.c.: collegamento internet e
utilizzo e-mail, scanner e stampanti, 1
fotocopiatrice
preparazione materiale per espletamento
lavoro interno, e per predisporre il
materiale necessario alla formazione
Sala riunioni per le fasi di orientamento, Già in possesso dell’ente
formazione e pianificazione delle attività
Materiale per l’attività dei laboratori € 360,00 per realizzazione laboratori
artistici e per le attività di animazione
artistico artigianali. In Quota parte rispetto
agli acquisti abituali della Cooperativa.
Materiale di cancelleria (schedario, € 240,00 per realizzazione laboratori
blocknotes, penne e matite, cd rom).
artistico artigianali. In Quota parte rispetto
agli acquisti abituali della Cooperativa.
2 Automezzi messi a disposizione dalla Spese carburante: € 500,00 annui.
Cooperativa “La Forza” (Fiat Bravo
EP323FY e Fiat Punto EN746AD)
TOTALE € 1.100,00 messi a disposizione dalla
Cooperativa Castellammare 2000.
24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners):
1) ISTITUTO COMPRENSIVO PITRE’ - MANZONI
Via Kennedy n.3, Castellammare del Golfo (TP)
o Autorizzerà lo svolgimento di attività all’interno della Scuola
o Svolgerà, se necessario, interventi formativi presso le proprie aule
o Fornirà spazi e mezzi per lo svolgimento di attività laboratoriali
o Quant’altro utile alla realizzazione del progetto nel suo svolgimento
(previa autorizzazione del Dirigente)
2) COOPERATIVA SOCIALE “LA FORZA”
E’ una realtà in crescita del territorio distrettuale che sta convogliando forze sane
della società civile nella lotta ai fenomeni quali la dispersione scolastica, le
dipendenze patologiche e altri comportamenti antisociali.
Ha anche curato vari aspetti in ambito comunicativo e di creazione di Reti di
scambio tra i giovani.
IN QUESTO PROGETTO SI IMPEGNA A:
Fornire un pratico supporto alla formazione attraverso le
professionalità maturate nel complesso delle proprie attività
socioassistenziali.
Realizzare, attraverso i propri strumenti informatici e quelli messi
a disposizione della Cooperativa, a realizzare uno spazio specifico
per i blog dei volontari e un forum che fungerà, anche, da supporto
ai volontari di SCN da parte dei Consulenti Psicologici della
Cooperativa.
Riconoscere il SCN per le competenze acquisite
3) Libreria “D’ANGELO”
E’ una risorsa storica di Castellammare del Golfo. Da parecchi anni è un punto di
riferimento per la scelta e l’acquisto di testi scolastici, strumenti didattici e
quant’altro necessario allo svolgimento dei laboratori educativi che la Cooperativa
svolge all’interno delle scuole e delle proprie sedi.
Essa fornirà:
 Materiali di lavoro per le iniziative e per il coordinamento, ma anche
strumenti utili per la realizzazione delle attività “anticipando” le necessità
del gruppo dei volontari e dei progetti in genere, utilizzando tariffe
standardizzate ridotte (applicazione di uno sconto minimo del 5% sui
prodotti utili per i volontari, quali carta, penne, matite, libri ecc.)
25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
Sinteticamente saranno messe a disposizione le seguenti risorse per lo svolgimento
del progetto, a cui si affiancano le risorse dei partner.
Materiale
Volantini e brochure
2 scrivanie 12 Sedie
Elementi di coerenza con gli obiettivi
Avvio
fase
di
promozione
sensibilizzazione territoriale sul SCN
lavori di ufficio, coordinamento
e
1 telefoni – fax
mantenimento contatti con il territorio
2 computers completi di programmi di data entry, creazione database.
utilizzo p.c.: collegamento internet e
utilizzo e-mail, scanner e stampanti
1 fotocopiatrice
preparazione materiale per espletamento
lavoro interno, e per predisporre il
materiale necessario alla formazione
Sala riunioni per le fasi di orientamento, lavori di orientamento, formazione
formazione e pianificazione delle attività
volontari e pianificazione degli interventi
Materiale ludico per le attività di realizzazione attività ludico ricreative e
animazione (giochi da tavolo, palloni in sportive
gomma leggera, ecc.);
Materiale per l’attività dei laboratori realizzazione laboratori artistico artigianali
artistici (cartoncino colorato, colla
vinilica, colori a tempera, pennelli, forbici,
carta crespa, nastro adesivo, ceramica,
das);
Materiale di cancelleria (schedario, Mantenimento attività organizzative e di
blocknotes, penne e matite, cd rom).
coordinamento
2 Automezzi messi a disposizione dalla Per spostamenti e attività esterne e
Cooperativa “La Forza” (Fiat Bravo acquisto e trasporto dei materiali.
EP323FY e Fiat Punto EN746AD)
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
26) Eventuali crediti formativi riconosciuti:
Università degli Studi di Palermo – Delibera Senato Accademico del 18.04.2005.
“Sono riconosciuti, su insindacabile parere del Consiglio di Corso di Laurea, da 2
a 9 crediti formativi”.
27) Eventuali tirocini riconosciuti :
No
28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio,
certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
Le competenze utili alla crescita professionale dei volontari acquisibili con la
partecipazione alla realizzazione del progetto, utili nel loro percorso di inserimento
nel mercato del lavoro spendibili a livello di curriculum vitae sono:
o Competenze spendibili nel mercato del lavoro
o Sensibilizzazione al lavoro di gruppo
o Tecniche di comunicazione ed ascolto
o Competenze socio assistenziali specifiche
Queste competenze saranno certificate secondo la normativa vigente a conclusione
del progetto a cura dell’Ente Proponente e riconosciute dalla Cooperativa “LA
FORZA” che considera la esperienza di SCN come titolo preferenziale nel
Curriculum. (cfr. copia dell’accordo)
Formazione generale dei volontari
29) Sede di realizzazione:
COOPERATIVA CASTELLAMMARE 2000
Società Cooperativa Sociale – Onlus
Sede Legale e dell’Ufficio Servizio Civile:
Via Molinello, 21 – 91014 Castellammare del Golfo (TP)
C.F: 02008250819
Tel/Fax: 0924 34992
E-mail : [email protected]
Sito Web : www.castellammare2000.info
30) Modalità di attuazione:
In proprio con le professionalità riconosciute dei formatori accreditati presso l’Albo
della Regione Sicilia.
31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio:
NO
32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
Il ciclo degli incontri di formazione generale prevede una metodologia mista, in cui
si alterneranno lezioni frontali a dinamiche non formali.
Per lezioni frontali si intende il classico incontro sul modello scolastico tradizionale,
il docente trasmette una serie di nozioni e di informazioni, funzionali
all'apprendimento delle ragazze in SCN.
Questi temi sono però da approfondire tramite lavori di gruppo (brainstorming,
giochi di ruolo, discussione aperte, momenti di autovalutazione, simulazioni,
problem solving, …) per dare la possibilità ai volontari di analizzare e fare propri i
concetti che il formatore impartisce nella parte della lezione più “tecnica”. Obiettivo
primario del nostro ciclo formativo è quello di poter fornire conoscenze, competenze
e strumenti che i volontari in SCN possano sfruttare per aumentare la qualità e la
consapevolezza nello svolgimento del proprio compito.
Inoltre si vuole dare l'opportunità di aprire spazi di riflessione sul senso della
volontarietà e dell' impegno lavorativo all'interno della società e della comunità in
cui il volontario/cittadino è inserito.
Le dinamiche non formali: la situazione formativa che fa riferimento alle
dinamiche di un gruppo (ed alla sua evoluzione sul piano della autoregolazione della
struttura e degli obiettivi) è essenzialmente legata a risultati di facilitazione a che i
volontari riescano a percepire e ad utilizzare le risorse interne al gruppo, costituite
da ciò che ciascuno, come individuo e come parte di una comunità, porta come sua
esperienza, come suo patrimonio culturale, e dalle risorse che l’Ente mette a
disposizione dei partecipanti in diversi modi e sotto diversi aspetti. Le tecniche
all’uopo utilizzate comprendono, in maniera ampia, la sinottica e il metodo dei casi,
il T-group e l’esercitazione e i giochi di ruolo e, nel complesso, sia le tecniche di
apprendimento che i tipi di esperienze riconducibili alla formazione alle relazioni in
gruppo e di gruppo.
33) Contenuti della formazione:
Le tematiche – chiave indicate nella “Linee Guida Per La Formazione Generale
Dei Giovani In Servizio Civile Nazionale – n.160/2013, prot. 2013.0013749” in
cui l’Ufficio Nazionale chiarisce quali siano gli argomenti e le modalità che devono
essere utilizzate per lo sviluppo della formazione generale costituiscono la mappa
concettuale ed il percorso che si intende realizzare.
Esse sono raggruppate per similitudine tematica, si ritrovano facilmente nella
suddivisione seguente, che tiene conto anche delle esperienze già svolte nel tempo
dalla Cooperativa e della necessità, come sarà facile rilevare, di utilizzare voci
standardizzate per lo sviluppo del sistema e del percorso formativo.
La suddivisione in moduli, che segue le indicazioni delle linee guida, rispecchia uno
schema ben preciso e sequenziale di argomenti presentati, esercitazioni, attivazioni,
finalizzate all’apprendimento ed alla sua verifica, fino all’apertura degli argomenti
successivi. Essi non vanno visti come strumenti statici ma come percorso sviluppato
dal gruppo dei formatori che, prima di iniziare il lavoro, si riuniranno per
standardizzare le procedure e unificare le proprie metodologie in vista di una
maggiore omogeneità degli argomenti, a fronte delle competenze dei formatori ed
alla creativa elaborazione dei contenuti che i volontari svilupperanno durante il
percorso. In questo modo si favoriranno anche i ragazzi con minore preparazione
culturale di base, in quanto la universalità dei linguaggi che si utilizzeranno
metteranno tutti nella possibilità di fornire il proprio contributo originale allo
sviluppo degli argomenti.
AREA 1: VALORI E IDENTITA’ DEL SCN. 15 Ore formative.
MODULO 1.1
Il Patto formativo e l’identità del gruppo in formazione.
Obiettivi
Definizione di un’identità di
gruppo dei volontari.
Esplicitazione di aspettative,
idee, motivazioni e gli obiettivi
personali.
Condivisione di concetti chiave
del SCN
Argomenti



Presentazione del
percorso e analisi
delle aspettative
Analisi dei Bisogni
formativi e Patto
d’aula
Il lavoro di gruppo
Metodologia
 Lezione frontale
 Circle Time
 Brainstorming
 Giochi costruttivi e
Giochi di gruppo;
MODULO 1.2, Dall’obiezione di coscienza al S.C.N.
Obiettivi
La storia (e le storie) del SCN
a partire dalla obiezione di
coscienza di Massimiliano di
Tebessa a oggi
Condivisione di concetti
chiave del SCN
Argomenti


Presentazione del
percorso e analisi
delle aspettative
Analisi dei Bisogni
formativi e Patto
d’aula
Metodologia
 Lezione frontale
 Circle Time e
Coinvolgimento dialogico
 Brainstorming
 Giochi di gruppo;

Il lavoro di gruppo
MODULO 1.3
Il dovere di difesa della patria.
Obiettivi
Argomenti
Condividere i valori
costituzionali alla base
della difesa della patria


I mezzi alternativi di
difesa della patria
Gli articoli costituzionali
che definiscono questi
mezzi
Metodologia
 Lezione frontale
 Presentazione PPT
 Giochi di gruppo e role
playing;
MODULO 1.4
La difesa civile non armata e nonviolenta
Obiettivi
Confrontare i valori relativi
alla non violenza ed alla
difesa popolare a partire dai
personaggi storici (Ghandi
ecc.) fino ai metodi odierni.
Argomenti


La gestione
nonviolenta dei
conflitti
I documenti di
riferimento nazionali
ed internazionali
Metodologia
 Lezione frontale
 Presentazione PPT
 Giochi di gruppo e role

playing;
Proiezione Film (per
es.“Nato il 4 Luglio”)
MODULO 1.5
La normativa vigente e la Carta di impegno etico
Obiettivi
Verranno illustrate le norme
previste dal legislatore,
nonché quelle di
applicazione che regolano il
sistema del servizio civile
nazionale.
Sviluppo del senso Etico del
SCN e del Volontario.
Argomenti



La Carta di Impegno
Etico
I riferimenti storici,
legislativi e culturali
della Carta.
La condivisione dei
principi della Carta
di Impegno Etico
Metodologia
 Lezione frontale
 Circle Time e
Coinvolgimento dialogico
Giochi di gruppo e role
playing;
AREA 2: LA CITTADINANZA ATTIVA. 12 Ore formative
MODULO 2.1
La formazione civica
Obiettivi
Definizione di formazione
civica.
L’educazione civica come
obiettivo della legge 6 Marzo
2001 n. 64
Trattazione del concetto di
Cittadinanza Attiva
Argomenti
 L’inclusione e
l’esclusione sociale,
 Il problema delle nuove
forme di povertà
 Le regole di convivenza
civile
Metodologia
 Lezione frontale
 Circle Time
 Brainstorming
 Giochi di gruppo e role
playing;
MODULO 2.2
Forme di Cittadinanza
Obiettivi
Definire le modalitàdi
partecipazione alla vita
sociale di una nazione.
Incrementare la motivazione
Argomenti
 Associazionismo e Terzo
settore.
 La formazione politica e
la polis.
Metodologia
 Lezione frontale
 Circle Time
 Brainstorming
 Giochi di gruppo e role
 Strategie di inclusione
sociale e civile
all’impegno civico del
Volontario
playing;
MODULO 2.3
La Protezione Civile
Obiettivi
Argomenti
Integrazione del concetto di
protezione come forma di
difesa della patria
Difesa dell’ambiente e tutela
del patrimonio nazionale.
 La logica dell’analisi
dei rischi.
 La prevenzione del
rischio catastrofico I
modelli di intervento
della Protezione Civile
Metodologia
 Lezione frontale
 Circle Time
 Brainstorming
 Giochi di gruppo e role
playing;
MODULO 2.4
La rappresentanza dei volontari nel servizio civile
Obiettivi
Conoscenza delle forme e dei
modi in cui il volontario viene
rappresentato nel Sistema del
SCN.
Rappresentanza Regionale e
Nazionale
Argomenti
 Organi decisionali del
SCN
 Il Comitato DCNAN
 L’organizzazione
dell’UNSC e dell’Albo
Nazionale e Regionale
Metodologia
 Lezione frontale
 Utilizzo del Sito del
Servizio Civile Nazionale
 Giochi di gruppo e
cooperative learning;
AREA 3: IL GIOVANE VOLONTARIO NEL SISTEMA DEL
SERVIZIO CIVILE: 15 ore formative
MODULO 3.1
La Presentazione dell’Ente
Obiettivi
Fornire ai volontari gli
elementi di conoscenza del
contesto in cui si troveranno a
prestare l’anno di servizio
civile: storia, caratteristiche
specifiche e modalità
organizzative ed operative
dell’Ente.
Argomenti
 La storia della
Cooperativa
 Organigramma della
Coope-rativa e
professioni a disposizione del progetto di SCN
 Progettualità della
Cooperativa
Metodologia
 Lezione frontale
 Utilizzo del Sito del
Servizio Civile Nazionale
 Giochi di gruppo e
cooperative learning;
MODULO 3.2
Il Lavoro per Progetti
Obiettivi
il metodo della
progettazione nelle sue
articolazioni compresa la
fase della valutazione di
esito, di efficacia ed
efficienza del progetto.
Argomenti
 Piani – Programmi –
Progetti.
 La mentalità progettuale.
 Il processo di realizzazione
di un progetto.
 Le metodologie.
 Il monitoraggio e la
valutazione degli outcome di
progetto.
Metodologia
 Lezione frontale
 Utilizzo del Sito del
Servizio Civile Nazionale
 Giochi di gruppo e
cooperative learning;
MODULO 3.3
L’Organizzazione del Servizio Civile e le sue figure
Obiettivi
Argomenti
Metodologia
Conoscenza delle forme e dei
modi in cui funziona Sistema
del SCN.
Conoscenza dei ruoli
principali e accessori nelle
varie fasi della vita del SCN e
degli enti
 Il Sistema SCNe l’UNSC
 Le figure Professionali
presenti per il volontario
dell’ente ospitante /
realizzatore.
 L’accreditamento e le
altre funzioni per ente e
Albo.
 Lezione frontale
 Utilizzo del Sito del
Servizio Civile Nazionale
 Giochi di gruppo e
cooperative learning;
MODULO 3.4
Disciplina dei rapporti tra enti e volontari del SCN.
Obiettivi
Conoscenza di diritti e doveri
del volontario verso l’ente,
dell’ente verso il volontario e
verso l’UNSC
Si mettere in evidenza la
funzione del volontario, la sua
ETICA in senso etimologico e
la gestione del suo ruolo
all’interno di un sistema.
Argomenti
 Il prontuario concernente la
disciplina dei rapporti tra
enti e volontari SCN
 La gestione dei permessi.
Infortuni – Malattie ed altri
eventi straordinari nello
svolgimento del SCN
Metodologia
 Lezione frontale
 Utilizzo del Sito del
Servizio Civile
Nazionale
 Giochi di gruppo e
cooperative learning;
MODULO 3.5
La Comunicazione interpersonale e la gestione dei conflitti.
Obiettivi
Argomenti
Integrazione del volontario nel  La Comunicazione
Interpersonale: modelli e
sistema attraverso processi
stereotipi
virtuosi di comunicazioni

La relazione: simmetrica
La gestione delle fasi critiche
e complementare
nei 12 mesi.
 Cenni sulle dinamiche di
gruppo
 Il conflitto nel gruppo e le
sue evoluzioni.
Metodologia
 Lezione frontale
 Utilizzo del Sito del
Servizio Civile Nazionale
 Giochi di gruppo e
cooperative learning;
34) Durata:
42 ORE di cui 22 di lezione frontale interattiva e 20 di dinamiche informali
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
35) Sede di realizzazione:
COOPERATIVA CASTELLAMMARE 2000
Società Cooperativa Sociale – Onlus
Sede Legale e dell’Ufficio Servizio Civile:
Via Molinello, 21 – 91014 Castellammare del Golfo (TP)
C.F: 02008250819
Tel/Fax: 0924 34992
E-mail : [email protected]
Sito Web : www.castellammare2000.info
36) Modalità di attuazione:
In proprio con i formatori incaricati dall’Ente
37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
1. Guccione Marco, nato a Palermo il 18/09/71
2. Arancio Valeria, nata ad Alcamo (TP) il 26/06/1989
3. Arancio Filippo, nato a Castellammare del Golfo (TP) il 05/08/2014
38) Competenze specifiche del/i formatore/i:
o Marco Guccione, Psicologo, Psicoterapeuta, Psiconcologo, mediatore e
consulente familiare, già docente di Psicometria all’Università di Palermo,
facoltà di Medicina e Chirurgia, incaricato per la formazione all’uso del
portale informatico SIRIS ai Responsabili degli Uffici Piano (legge
328/2000) dei Distretti Sociosanitari della Sicilia. Esperto in conduzione di
gruppi, ha scritto sulla formazione degli operatori contro la pedofilia, sulla
sterilità psicogena e sul Giornale dell’Ordine degli Psicologi (Giugno 2001).
Ha svolto come responsabile e successivamente come psicologo 4 anni di
lavoro in 3 Comunità Alloggio per minori ed è stato Coordinatore del
Servizio di Educativa Domiciliare per Bambini 0-5 anni del Comune di
Palermo.
o Valeria Arancio, Assistente Sociale, legale rappresentante della
Cooperativa “La Forza” e responsabile della omonima Comunità terapeutica
Riabilitativa Residenziale per soggetti dipendenti da sostanze psicotrope, sita
in Calatafimi (TP) di cui ha curato anche tutte le fasi di accreditamento
presso la Regione Sicilia e la ASP n.9 di Trapani. E’ qualificata come O.S.A.
ed ha lavorato come operatore domiciliare.
o Filippo Arancio, Imprenditore edile ben conosciuto nel proprio territorio, ha
maturato proprio per la sua professione quasi quarantennale, molte
competenze in ambito di prevenzione e protezione dagli infortuni sul lavoro.
I diversi percorsi formativi seguiti ne fanno un ottimo consulente per questo
ambito. Inoltre, essendo stato anche legale rappresentante della Cooperativa
ha maturato una buona esperienza e conoscenza nel mondo del terzo settore
e dell’inserimento lavorativo.
39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
La formazione specifica si svolgerà, oltre che in aula, in situazioni di apprendimento
sul campo in cui i volontari si misureranno concretamente con la realtà dei problemi
e della organizzazione del lavoro. La metodologia didattica, in questo caso, sarà
fondata per lo più su una dimensione pratica caratterizzata dall’analisi e dalla
interpretazione di esperienze, di dinamiche osservate e di eventi.
Il percorso formativo dei volontari si articolerà in due fasi: la prima dedicata alla
conoscenza generale delle azioni previste dal progetto ed un'altra più specifica
dedicata alla conoscenza specifica delle attività programmate e del loro valore
rispetto al raggiungimento degli obiettivi del progetto e quindi degli esiti attesi dallo
stesso.
Le tecniche impiegate per trasferire i contenuti saranno le seguenti:
Lezioni frontali in aula;
Studi di caso;
Esercitazioni in aula;
Esercitazioni sul campo;
Simulazioni;
Accompagnamento nelle mansioni previste;
Attività di osservazione partecipante;
Lavoro di gruppo.
40) Contenuti della formazione:
I MODULO
Introduttivo: aspettative e obiettivi formativi
Durata: 6 ore
Temi
Analisi del contesto sociale;
Presentazione del percorso e analisi delle
aspettative e dei bisogni formativi;
Peculiarità delle situazioni e del contesto in
cui opera l’Ente;
Attività specifiche del progetto;
Finalità delle attività progettuali.
II MODULO
La Comunicazione efficace
Durata: 10 ore
Temi
Formatori:
Valeria Arancio
Metodologia didattica
o Lezione interattiva
o Uso di strumenti
multimediali
o Simulazioni
o Brainstorming
Formatori:
Marco Guccione
Metodologia didattica
Comunicazione verbale, non verbale o o Lezione interattiva
o Uso di strumenti
paraverbale,
multimediali
Strategie di comunicazione efficace.
o Casi studio
Gestione di situazioni critiche e conflittuali;
o Simulazioni
Tecniche di decision making e di problem
o Brainstorming
solving;
Burnout, mobbing, e altre forme di stress.
Il lavoro di comunicazione allo sportello
III MODULO
Tecniche e metodologie di intervento
Formatori:
Valeria Arancio
Durata: 10 ore
Temi
Metodologia didattica
o Lezione interattiva
Il lavoro di gruppo - il gruppo di lavoro;
o Coinvolgimento dialogico
Giochi costruttivi, socio- drammatici e di
e gruppi di lavoro
gruppo;
o Casi studio
Animazione di strada;
o Simulazioni
Sostegno e supporto psicologico, culturale, o Uso di strumenti
sociale e legale;
multimediali
Nozioni sui test psicologici utilizzati;
o Brainstorming
o Consegna di materiale
La Riqualificazione urbana;
Lavorare in rete.
Il front-office domiciliare
IV MODULO
Analisi dei bisogni e della utenza minorile
Durata: 8 ore
Temi
Il Profilo di comunità;
Analisi del territorio regionale, provinciale e
locale con cui l’Ente si interfaccia.
Psicologia dell’età evolutiva
Caratteristiche della utenza individuata da
progetto.
L’intervento educativo competente.
V MODULO
Formazione e Informazione sui rischi connessi all’impiego di Volontari in Progetti di Servizio Civile
Durata: 10 ore
Temi
 Guida all’utilizzo del software appropriato per
la gestione del lavoro
 Cura della documentazione in regime di sistema
di Qualità e la qualità nel lavoro sociale.
 Legislazione attuale sulla sicurezza sul lavoro.
 Il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro: il
DLGS 81/2008, le sue modifiche, le sue
integrazioni.
 L’ organizzazione della prevenzione in azienda
 Il controllo del comportamento : ambienti,
attrezzature, segnaletica.
VI MODULO –
Il terzo settore il lavoro nel sociale
Durata: 8 ore
Temi
Formatori:
Marco Guccione
Metodologia didattica
o Lezione interattiva
o Simulazioni
o Casi studio
o Coinvolgimento dialogico
o Consegna materiale
Formatore:
Filippo Arancio
Metodologia didattica
o Simulazioni
o Uso di strumenti
multimediali
o Coinvolgimento dialogico
o Simulazioni
Formatore:
Valeria Arancio
Metodologia didattica
Elementi di progettazione nel sociale
Tecniche di ricerca di dati;
Tecniche di creazione di banche dati.
La qualità nel lavoro sociale
Associazionismo e cooperazione;
Il ruolo delle associazioni nello sviluppo del
territorio;
La gestione dei ruoli all’interno delle associazioni
o
o
o
o
o
Lezione interattiva
Casi studio
Simulazioni
Coinvolgimento dialogico
Consegna di materiale
Formatore:
Valeria Arancio
Marco Guccione
Durata: 8 ore
Temi
Metodologia didattica
o Lezione interattiva
.Lavorare per laboratori
o Simulazioni
Conduzione delle attività laboratori ali
o Strumenti multimediali
Cenni di botanica
o Coinvolgimento dialogico
Il laboratorio di giardinaggio: punti di forza e nodi o Esercitazioni
VII MODULO
Il lavoro laboratoriale e l’attività esterna
critici
Formatori
VIII MODULO –
L’autoefficacia: il mondo del lavoro e la spendibilità Filippo Arancio
Marco Guccione
delle competenze acquisite
Durata: 8 ore
Temi
Politiche attive di ricerca del lavoro;
Riqualificazione professionale;
Inserimento nel mondo del lavoro;
La stesura del C.V. Europeo alla luce delle
competenze acquisite e da acquisire nel corso
del servizio.
IX MODULO –
Conclusione e Verifica del percorso
Durata: 7 ore
Temi
“Question Time”
Discussione aperta sulle tematiche.
Bilancio delle competenze acquisite
Valutazione conclusiva del percorso effettuato
41) Durata:
TOTALE: 75 0re
Di cui
40 ore di lezione frontale
Metodologia didattica
o
o
o
o
o
Lezione interattiva
Simulazioni
Strumenti multimediali
Coinvolgimento dialogico
Consegna di materiale
Formatore:
Marco Guccione
Metodologia didattica
o Lezione interattiva
o Strumenti multimediali
o Coinvolgimento dialogico
o Utilizzo schede formative
35 ore di: Casi Studio, Simulazioni, Workshop, ECC.
Altri elementi della formazione
42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto:
Essa si basa sul criterio dell’ effettivo accrescimento dell’abilità di comunicazione
interpersonale e sulle competenze effettivamente acquisite necessarie alla
applicazione del sistema del miglioramento continuo della qualità .
In modo specifico saranno misurati e quantificati con indicatori specifici le seguenti
caratteristiche :
Efficacia :
Indicatore di efficacia del valore puntuale delle conoscenze dei partecipanti :
rapporto risultato / standard di accettabilità calcolato in ammontare non inferiore
all’ 80% delle risposte del questionario in uscita (Risultato atteso)
A)Chiarezza dell’ obiettivo
B) livello di gradimento dei partecipanti (Risultato atteso 80%) del questionario .
La valutazione di processo sarà effettuata alla fine di ciascun modulo della
formazione anche in base a tecniche di integrazione di gruppo e
autocoscienza .Gli indicatori utilizzabili saranno elencati per l’ efficacia .
Efficienza:
Livello di utilizzo delle risorse umane
Rispetto dei tempi di esecuzione dell’ intervento formativo
Rispetto del budget
Congruità :
Utilizzo e corrispondenza della metodologia rispetto al progetto formativo
Pertinenza
Utilizzo della progettazione personalizzata
La Verifica dell’ attività verrà svolta attraverso l’ utilizzo di tre strumenti :
Integrazione e autocoscienza in gruppo
Applicazione agli esercizi della scheda di verifica del role play
Compilazione del questionario in uscita
Strumenti di Verifica:
Colloqui di verifica di apprendimento di gruppo (a conclusione di ogni
modulo, sia specifica che generale) da parte del docente conduttore.
Questionari distinti per tipologia di percorso da sottoporre all’inizio
(facoltativamente) e alla fine dei corsi (sempre).
Questionari (o parte di essi) dedicati alla rilevazione della custmer
satisfaction, a conclusione dei percorsi.
43) Bilancio di esperienza
Nell’ottica di dare maggiore significato e rilevanza all’esperienza esperita, l’Ente, in
conformità alla modulistica predisposta dall’Ufficio Regionale del Servizio Civile,
provvederà a supportare il giovane volontario nella compilazione del bilancio
dell’esperienza vissuta. Tale documento avrà lo scopo di fornire ai giovani uno
strumento di riflessione, il quale li stimolerà ad effettuare un’analisi critica circa il
percorso intrapreso, al fine di individuare tanto le potenzialità individuali emersi
durante l’annualità, quanto le competenze acquisite per mezzo dell’esperienza. Ciò
rappresenterà un valido ausilio, per il giovane, da sfruttare per aiutarlo a costruire un
proprio progetto di vita a partire dall’esperienza maturata, e dal significato che questa
ha costruito nella individualità del singolo volontario, e comporterà l’apporto di
ulteriore valore aggiunto al percorso. Dunque, il giovane volontario, coadiuvato da
un responsabile dell’Ente, dovrà avere cura di compilare la scheda relativa al bilancio
di esperienza, in cui riporterà i dati generali relativi al progetto, i propri dati
anagrafici, ed infine, la stesura vera e propria del bilancio di esperienza. In
quest’ultima parte, il giovane riporterà, in maniera sintetica, tutte quelle informazioni
pertinenti alla stesura del bilancio dell’esperienza, in cui indicherà gli obiettivi
raggiunti, le ripercussioni positive innescate della progettualità non solo
relativamente alla propria persona, ma anche a destinatari, territorio, e l’Ente. Il
referente responsabile del bilancio potrà,dal suo canto, riportare la soddisfazione
dell’Ente in merito alla realizzazione del progetto, anche attraverso il contributo del
giovane, descrivere il comportamento del giovane durante il periodo nonché discutere
circa le principali abilità mostrate dal giovane, apprezzandone il contributo apportato.
Contestualmente, verrà anche commentata, sinteticamente, l’esperienza formativa
esperita dal giovane, stilando una sorta di bilancio di competenze, in cui verranno
indicate non solo le competenze possedute a monte dal giovane, ma anche le
competenze acquisite in itinere, evidenziando in particolar modo quelle che hanno
contraddistinto l’operato del giovane durante la progettualità.
Il bilancio di Competenze sarà effettuato grazie alla professionalità del Dott. Marco
Guccione, progettista e volontario della Cooperativa e che ha una specifica
esperienza concreta nella formazione professionale, nell’orientamento e nel bilancio
di competenze anche su mandati di enti pubblici e scolastici (P.O.R. Sicilia, Aziende
private, enti di formazione in partenariato con la Università di Palermo ecc.).
Sarà utilizzata la scheda fornita dalla Regione Sicilia nel DD 1267/2013 anche al fine
di uniformare le valutazioni di tutti i volontari.
Castellammare del Golfo, 30/07/2014
Il Responsabile legale dell’ente /
Il Responsabile del Servizio civile nazionale dell’ente
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