(Allegato 1) nSCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1) Ente proponente il progetto: COOPERATIVA CASTELLAMMARE 2000 Società Cooperativa Sociale – Onlus Sede Legale e dell’Ufficio Servizio Civile: Via Molinello, 21 – 91014 Castellammare del Golfo (TP) C.F: 02008250819 Tel/Fax: 0924 34992 E-mail : [email protected] Sito Web : www.castellammare2000.info PEC: [email protected] 2) Codice di accreditamento: 3) Albo e classe di iscrizione: NZ02111 REGIONALE- SICILIA IV CARATTERISTICHE PROGETTO 4) Titolo del progetto: ORIZZONTE NUOVO – GARANZIA GIOVANI 5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): Settore: Educazione e Promozione Culturale Area: E 08 Lotta all’evasione scolastica e all’abbandono scolastico. 6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto: Dati Territoriali: Il D55 comprende i Comuni di Alcamo, Castellammare, Calatafimi. Alcamo è una cittadina di media grandezza, a carattere tipicamente rurale, confinante con la provincia di Palermo. La sua superficie è di Km. 130,87 con una densità abitativa di 347,53. Il verde pubblico ricopre una superficie di mq. 31.856,00. Alla data del 31/12/02 la popolazione alcamese nel Comune di Alcamo ammonta a 45.482 unità. Di queste 23.300 sono femmine e 22.182 sono maschi. Castellammare Del Golfo si estende su una superficie di 120 kmq, la densità abitativa è di 108,33 per kmq, con una popolazione di 14.817 residenti. Calatafimi Segesta si estende su una superficie di di 155 KM. con una popolazione di 7.330 abitanti ed una densità abitativa di 47,89, con verde pubblico pari a mq 27.933 LA SITUAZIONE DRAMMATICA DEI SERVIZI PER MINORI Gli interventi a favore della famiglia, nonché tutti gli interventi a sostegno di situazioni di disagio rientrano nel livello essenziale delle prestazioni sociali erogabili sotto forma di beni e servizi. Il Distretto n. 55 vede la presenza di n. 24.137 famiglie di cui n. 16.665 ad Alcamo, n. 5.420 a Castellammare del Golfo e n. 2.052 a Calatafimi Segesta. Su tutto il Distretto si registra un calo delle nascite che in particolar modo ad Alcamo è del 10,50%. Ma ciò non toglie che il numero assoluto dei minori nel DSS è alto. Le considerazioni contenute nel PdZ del DSS 55 sono decisamente preoccupate e preoccupanti rispetto a quanto effettivamente prodotto e realizzato negli altri comuni del Distretto. Mentre Alcamo, infatti, ha sviluppato diverse iniziative sia in favore delle famiglie che direttamente dei minori, nella città di Castellammare, rispetto alla quale segnaliamo infatti: AFFIDO FAMILIARE: Nel Comune di Castellammare del Golfo tale servizio, istituito con Delibera di C.C. n. 65 del 29/07/94, non è stato attuato, pertanto si prevede di divulgare a mezzo stampa e con appositi Convegni la conoscenza del Servizio offerto al fine di istituire anche a Castellammare del Golfo l’Albo delle famiglie disponibili all’affido temporaneo dei minori. Nell’analisi delle strutture e servizi presenti sul territorio del Distretto n. 55, si è osservato che la loro distribuzione è poco uniforme. Soltanto il Comune di Alcamo presenta diversi servizi e progetti per attività ricreative estive e di risocializzazione, ed inoltre la presenza di diverse famiglie disponibili all’affidamento familiare. Nel Comune di Castellammare del Golfo l’affidamento familiare dei minori non è stato ancora attivato, mentre nel Comune di Calatafimi hanno avuto inizio i primi affidi. Riguardo agli interventi di tutela minorile, adozione ed affidi viene valutata la necessità di attivare di concerto, interventi di sensibilizzazione ed informazione ai cittadini sulle problematiche relative ai suddetti servizi, al fine di una maggiore diffusione delle informazioni necessarie alla promozione dei diritti dell’infanzia e adolescenza. Per quanto attiene le STRUTTURE RESIDENZIALI, Calatafimi risulta essere carente, non disponendo di alcuna unità; Castellammare del Golfo ed Alcamo possono contare su una Comunità alloggio ciascuna e sulle IPAB “Regina Elena” Castellammare del Golfo, “Opere Pie Riunite Pastore S. Pietro”, Alcamo. Si evidenziano tuttavia le notevoli difficoltà economiche dei tre Comuni a sostenere le notevoli spese delle rette di ricovero per i minori, stante le risorse economiche sempre più esigue dei Comuni. Non vi sono fondi per attivare Servizi di Educativa Domiciliare, tipo di intervento che si rivela tra i più efficaci ed efficienti per il problema che si vuole affrontare. L’analisi dei dati riferiti ai minori soggetti a provvedimento dell’Autorità Giudiziaria porta inoltre ad evidenziare l’opportunità di privilegiare, a fianco degli indispensabili interventi riparatori ed a volte sostitutivi della famiglia, qualificati interventi di prevenzione rispetto alla genitorialità, individuando forme e modalità che consentono di raggiungere soprattutto la popolazione più a rischio. Resta comunque fondamentale, anche rispetto alla prevenzione, un’azione di programmazione unitarie ed organica in capo all’A.S.P. Infine, nei Comuni di Castellammare del Golfo e Calatafimi Segesta non sono stati attivati gli asili nido. Fonte: PdZ del DSS 55 – Alcamo (Capofila), Calatafimi Segesta, Castellammare del Golfo. IL PROBLEMA DA AFFRONTARE: L’INSUCCESSO SCOLASTICO QUALE PRECURSORE DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA La dispersione è anche, e spesso prima di tutto, forma d’insuccesso scolastico, che si verifica quando gli studenti non riescono a dispiegare pienamente il loro potenziale d’apprendimento, soddisfacendo i propri bisogni formativi. In moltissimi casi il distacco dalla scuola non si consuma con l’abbandono, ma con la disaffezione, disinteresse, demotivazione, noia, disturbi comportamentali. Tali manifestazioni si basano spesso su difficoltà d’apprendimento (soprattutto sul terreno linguistico espressivo, logico – matematico e del metodo di studio) e su una carriera scolastica vissuta più come obbligo esterno (familiare, sociale), che interno (bisogno di affermazione, crescita, acquisizione di saperi, capacità, cittadinanza) per realizzarsi come persona. Tra le principali cause di dispersione ed insuccesso attribuibili alla scuola possono essere indicati: - circuiti comunicativi – relazionali poveri e monotoni; rigidità ed uniformità dei curricoli formativi; organizzazione didattica poco flessibile; approccio alle discipline di studio prevalentemente contenutistico; carenza di strategie individualizzate; prevalente attenzione al compito e non al soggetto; centralità del risultato ed indifferenza per il processo; prevalenza di un apprendimento meccanico rispetto ad uno significativo. Secondo il rapporto annuale dell’Ufficio scolastico provinciale di Trapani, in media, su una popolazione scolastica complessiva di 75 mila studenti, il 10,5 per cento non frequenta regolarmente o cessa completamente di frequentare prima del tempo, senza conseguire nessun titolo di studio. I dati, resi noti durante il corso di formazione per docenti, che si è svolto alla “Baia dei Mulini”, danno i seguenti risultati: nelle secondarie superiori, i giovani che per vari motivi frequentano meno o non frequentano affatto sono 3.800 (su 23.500) il 17 per cento; nella media dell’obbligo sono 2.250 (su 24 mila), il 9 per cento, nella primaria 290, lo 0,9 per cento. La situazione più grave si ha negli istituti professionali, con una dispersione che si aggira intorno al 29,5 per cento. Mentre i più virtuosi sono i licei e i magistrali. A livello di dispersione scolastica vera e propria, quindi, il problema inizia tra il primo ed il secondo ciclo di studio: nel passaggio tra le elementari e le medie. Non si può biasimare il tentativo di trovare comunque una soluzione ancorchè le risorse disponibili per il fenomeno sono ormai veramente esigue. A quelle scolastiche possiamo aggiungere 3 centri polifunzionali diurni per minori, finanziati con la Legge 285/97, il servizio di Affido Familiare, le diverse strutture residenziali per minori. Ma perfino il GrEst, attività svolta dall’Oratorio Salesiano, ha risentito della carenza di fondi. Basti pensare che nel periodo 19992000 contava 800 iscritti tra gli 8 ed i 13 anni e 150 con più di 14 anni. L’ultima edizione non superava, inclusi i maggiorenni, i 150 iscritti totali, soprattutto per mancanza di fondi e di possibilità di realizzare le stesse attività realizzate in passato. Il d. lgs. 112/1998, Art. 139 parla peraltro di interventi integrati che il Comune dovrebbe svolgere insieme alle scuole per quanto concerne l’abbandono e la dispersione scolastica, ma all’interno del bilancio comunale e distrettuale non ci sono stati fondi sufficienti neppure per il tempo prolungato e anche la copertura finanziaria della refezione scolastica è divenuto un problema quasi insormontabile. DESTINATARI DELL’INTERVENTO Destinatari diretti dell’intervento sono 60 bambini in età scolare e non che gravitano nel DSS 55 ed in particolare nell’ambito dell’ICS Pitrè-Manzoni di Castellammare del Golfo (TP) con il quale la Cooperativa collabora ormai da diversi anni. La dislocazione a metà tra il centro storico e la zona nuova di Castellammare ne fa un punto di difficile identificazione socio-culturale. Questo, nel tempo, ha aumentato le difficoltà di integrazione e di compimento dei percorsi scolastici. Per questa ragione si ritiene, con questo progetto, di poter dimezzare la attuale dispersione/evasione scolastica che caratterizza questa Scuola. BENEFICIARI DELL’INTERVENTO Sono le famiglie del Distretto Scolastico a cui appartengono i bambini inseriti nelle scuole, che fruiranno di servizi parascolastici ulteriori. Sono gli insegnanti delle scuole, che si ritroveranno bambini più motivati a stare in classe e a “fare scuola”. Sono anche i Volontari di SCN che potranno fare una esperienza importante a contatto con bambini e con altri operatori che già lavorano nel senso della integrazione scolastica a 360 gradi. E’ la comunità del DSS 55 che si troverà un servizio in più per i propri bambini e una attività in più che rientra tra quelle di prevenzione primaria, azione che nei periodi di crisi sembra scomparire, ma che intendiamo riattivare. LE RETI INFORMALI E FORMALI GIA' ATTIVATE DALLA COOPERATIVA CASTELLAMMARE 2000. L’ESPERIENZA della Cooperativa non si declina soltanto all’interno dei servizi che essa dedica ai minori presso le scuole del Distretto Sociosanitario 55, ma si allarga anche verso le reti che essa ha nel tempo creato intorno a sé negli ultimi anni. Questa si compone di diverse tipologie di enti: Comune di Castellammare del Golfo Comune di Alcamo Comune di Calatafimi – Segesta Provincia Regionale di Trapani Sono gli interlocutori istituzionali con i quali si interagirà, ed in particolare con i Servizi Sociali degli stessi, al fine di conoscere le informazioni necessarie a svolgere i propri interventi in modo più efficace e con i quali rapportarsi quando si dovrà comunicare le risultanze del progetto. Cooperativa “La Forza” Associazione Giovani Orizzonti, Carini Consorzio CON.SE.S., Alcamo Associazione Namaste, Alcamo Polisportiva “Don Bosco”, Alcamo Parrocchia Anime Sante del Purgatorio, Alcamo. Oratorio Salesiano, Alcamo. Patronato SeNAS, Partinico. Cooperativa Nuovi Orizzonti, Palermo. Sono gli enti del terzo settore, dei servizi, del volontariato e religiosi che potranno aiutare la riuscita del progetto: l’Oratorio Salesiano, in particolare, fornisce all’intero distretto diversi spazi (campi sportivi, attrezzature, aule ecc.) ideali per svolgere attività esterne. Il patronato fornirà agli utenti ed alle loro famiglie consulenza specifica per l’ottenimento dei propri diritti e per lo svolgimento delle pratiche burocratiche necessarie a ciò.Le associazioni, il consorzio e le altre realtà del terzo settore daranno voce per la diffusione del progetto, per il raggiungimento dei propri associati, mettendo a disposizione le proprie risorse per le attività previste dal progetto. Ad essi andrebbero aggiunte altre realtà, anche del mondo commerciale e produttivo, che hanno sempre sostenuto le attività della Cooperativa (cartoleria, supermercato, libreria, ecc.) e che metteranno i propri servizi a disposizione dei volontari e del progetto. In breve. La problematica da affrontare, quindi, è la lotta all’insuccesso scolastico visto come precursore della dispersione e dell’abbandono precoce dei percorsi scolastici e formativi. Il target principale è costituito da almeno 60 minori di età scolare con i quali stabilire dei contatti extrascolastici che fungano da facilitatori del percorso formativo. Essendo l’età critica quella di passaggio tra la primaria e la scuola media (con una crescita dall’1 al 9 per cento di dispersione) in quella fascia si concentra l’attenzione del nostro intervento. 7) Obiettivi del progetto: In considerazione dell’analisi dei bisogni rilevati nei territori in oggetto, relativamente all’area scelta, la finalità generale del progetto è la lotta alla Dispersione ed all’insuccesso scolastico attraverso la strutturazione di spazi di supporto alla integrazione scolastica ed all’accompagnamento dei minori in età scolare verso la scuola, al fine di farla vivere come una esperienza positiva e non frustrante da cui allontanarsi. Gli obiettivi generali che con il presente progetto si intende perseguire sono i seguenti: Favorire l’integrazione e la partecipazione attiva nei percorsi scolastici, incrementare le occasioni di incontro e confronto intra e intergenerazionale, di divertimento e di impegno sociale e culturale, nelle ore extrascolastiche e nel periodo estivo, potenziando il successo scolastico, le capacità comunicative e relazionali, favorendo un buon livello di autostima e di autoefficacia nello studio e nelle relazioni tra pari, al fine di prevenire, sin dalla scuola elementare, forme di disagio o di vera e propria devianza sociale. Potenziare le attività educative individualizzate funzionali allo sviluppo armonico dei minori per sostenere il processo di crescita, con particolare attenzione alle situazioni di difficoltà e di disagio che hanno, quindi, bisogno di un sostegno significativo. Favorire e sostenere, grazie alla guida di adulti di riferimento, la socializzazione e l’aggregazione giovanile in luoghi appropriati, al fine di promuovere la partecipazione sociale e la convivenza civile degli adolescenti e di rendere le loro scelte personali, di studio e lavorative consapevoli e ponderate. Prevenire comportamenti a rischio e condotte devianti attraverso l’offerta di occasioni di socializzazione, sostengo educativo ed accompagnamento. L’obiettivo si realizzerà attraverso il coinvolgimento in attività formative, sportive, ludiche, gite, in particolare durante l’estate, periodo “più a rischio”; Favorire processi personalizzati di orientamento e informazione per gli adolescenti, promuovendo la conoscenza del patrimonio artistico culturale del territorio oggetto del progetto. 7.1 OBIETTIVI SPECIFICI RIFERITI AI CONTESTI TERRITORIALI COINVOLTI 7.1.1 Per le attività di sostegno scolastico e pomeridiane (bimbi 6-11 anni) Integrare le attività scolastiche Sostenere il minore nel suo percorso evolutivo ed intellettivo. Offrire un adeguato sostegno scolastico Promuovere il lavoro di gruppo Creare occasioni di aggregazione spontanea dei bambini Promuovere il rispetto delle regole. Creare le condizioni affinché l’inserimento nella scuola sia il più sereno possibile. Realizzare attività specifiche per i ragazzi con potenziali difficoltà scolastiche al fine di sostenere il loro iter di studio; una particolare attenzione vi sarà per i casi di demotivazione scolastica. Indicatore di risultato specifico: i suddetti obiettivi specifici verranno raggiunti qualora i partecipanti alle attività previste superino, il 66% dei minori individuati nel target, frequentanti la scuola. 7.1.2 Per le attività ludico-ricreative e ludico-sportive in orario extra-scolastico e nel periodo estivo (ragazzi 11-15 anni): Promuovere il lavoro di gruppo Creare occasioni di aggregazione spontanea, favorendo le relazioni interpersonali tra i minori e lo scambio tra le generazioni. Garantire attività extrascolastiche aperte a tutti Stimolare la rappresentazione e l’espressione degli stati emotivi, dei sentimenti, delle ansie e difficoltà attraverso l’attività ludica Sviluppare le potenzialità creative ed espressive del minore attraverso l’attivazione di specifici laboratori. Promuovere attività di gioco, lettura e laboratorio Creare la coscienza civica dell’ambiente sociale in cui si vive Favorire l’acquisizione di nuovi modelli sociali. Favorire lo sviluppo psico-fisico e psico-motorio del minore. Aumentare nel minore il proprio livello di autostima, la fiducia in se stessi e l’accettazione di sé. Indicatori di risultato specifici: i suddetti obiettivi saranno raggiunti se si verificherà un aggancio di almeno il 10% dei bambini contattati ragazzi borderline (ragazzi del muretto, ragazzi con capacità ma inattivi, ragazzi che rimangono ai margini dei servizi e se i partecipanti alle attività previste supereranno, in ciascun Comune interessato, il 20% dei minori individuati nel target. 7.2 INDICATORI DI RISULTATO COMPLESSIVI Il soddisfacimento di detti obiettivi potrà essere rilevato attraverso l’analisi dei seguenti indicatori: Numero di attività aggiuntive e migliorative realizzate; Numero di contatti attivati con le istituzioni territoriali presenti nel territorio Numero di contatti con le reti familiari Grado di interesse e coinvolgimento degli utenti rilevabile attraverso il numero dei minori partecipanti alle attività proposte; Livello di soddisfacimento dell’utenza (minori/famiglie) rilevabile dalla somministrazione di questionari, client customer satisfaction, colloqui con le figure professionali coinvolte, check list. Ricaduta territoriale del servizio, rilevata dalla somministrazione di questionari inerenti la custumer satisfaction esterna. 7.3 OBIETTIVI PER IL VOLONTARIO DEL SERVIZIO CIVILE Il presente progetto si propone di offrire al giovane Volontario del Servizio Civile un’esperienza di maturazione e crescita personale, ma soprattutto una esperienza che sia valida sul piano umano e risulti allo stesso tempo qualificante professionalmente. La possibilità di essere al servizio della propria comunità permette al giovane di conoscere i bisogni presenti nel territorio e di far tesoro delle esperienze nell’ambito del sociale. L’obiettivo che si vuole proporre ai giovani in Servizio Civile è la cultura della pace, della non violenza, della solidarietà. Questo progetto si rivolge poi: a quei ragazzi che sono fuori dagli spazi aggregativi, per aiutarli a scoprire la propria identità, la speranza e il gusto della vita; a coloro che vivono ai margini delle realtà associative di ogni genere e grado, la cui domanda più o meno espressa è quella di dare un senso alla propria vita e al proprio agire; ai giovani che vivono dentro le Associazioni e appartengono a delle comunità ecclesiali, la cui esigenza fondamentale è di integrare fede e vita in un itinerario formativo e nel rispetto dei ritmi di ciascuno. L’inserimento di Volontari, giovani selezionati e motivati, può diventare un volano fondamentale per lo sviluppo di una cultura del volontariato, della tutela dell’infanzia e la creazione di una rete giovane e dinamica. L’intervento, inoltre, mira a: Rispondere con serietà e professionalità ai bisogni di natura affettiva, relazionale e sociale dei destinatari attraverso un lavoro di formazione e crescita sia degli stessi che delle famiglie di provenienza; Incentivare e promuovere il volontariato fra le giovani generazioni come elemento di solidarietà, di partecipazione e cittadinanza attiva, di orientamento e sensibilizzazione alle problematiche sociali; Sostenere e valorizzare il servizio civile volontario quale importante risorsa della comunità sia come elemento migliorativo della qualità dei servizi offerti a varie fasce di utenti dagli enti in cui i sono inserite sia attraverso un rapporto di collaborazione ed interessante interscambio generazionale fra le realtà del volontariato ed il servizio civile. Favorire l’integrazione solidale tra diversi contesti di vita Favorire l’acquisizione e/o l’approfondimento tra i volontari del Servizio Civile di conoscenze relative alla psicologia dello sviluppo. Sensibilizzare i giovani volontari alle problematiche minorili. Promuovere il dialogo tra i giovani e la comunità minorile Promuovere la partecipazione attiva del volontario nella comunità di appartenenza Promuovere l’accrescimento della dimensione professionale dei giovani volontari del Servizio Civile. Stimolare nei giovani una crescita morale attraverso forme di solidarietà Potenziare il sentimento di appartenenza sociale Attivare un processo di feedback e di autorinforzi Sviluppare i sentimenti di solidarietà e di partecipazione attiva Sviluppare le abilità comunicative, interpersonali e di gestione relativamente alla fascia di utenza in questione Lavorare secondo i principi di cooperazione, collaborazione e seguendo il principio delle pari opportunità 7.3.1 Indicatori di risultato per i volontari di S.C.N. Incremento del livello motivazionale dei volontari, rilevabile mediante somministrazione di questionari proposti dalle figure professionali coinvolte nell’intervento progettuale e dal monitoraggio in itinere (si veda punto 21). Conoscenze e competenze acquisite con la formazione specifica rilevabile attraverso test d’ingresso, in itinere e conclusivi. Competenze e conoscenze acquisite dai volontari rispetto ai servizi sociali e nello specifico all'area minori e adolescenti che fanno riferimento al proprio comune di riferimento. Rilevazione di assenza di discriminazioni di qualunque genere (n. maschi/femmine, minori vs. maggiori opportunità ecc.) 7.3.2 Obiettivi specifici per volontari con minori opportunità (DA n.1267 del 21/08/2013) Supportare il vissuto del “sentirsi utili” per i giovani con minori opportunità selezionati. Realizzare una vera inclusione di tutti i volontari selezionati a prescindere da provenienza, “opportunità” iniziali, realizzando una vera integrazione umana e solidale. Agganciare giovani e orientarli verso percorsi positivi e di crescita coerenti con il servizio civile e con il proprio cammino di inclusione sociale. Consentire a tutti i volontari di potersi sperimentare in modo democratico, abbattendo le barriere di qualunque genere che fanno sentire un giovane più sfortunato di un altro. 8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo: 8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi L’idea di fondo è rinforzare la spinta culturale durante e al di fuori dell’orario scolastico per prevenire la dispersione e l’insuccesso scolastico fin dalle primissime classi (primaria) e utilizzare gli spazi e le strutture, nonché le attrezzature, per realizzare, con l’aiuto dei volontari di SCN attività parascolastiche e ludicoricreative pomeridiane. a) Le attività previste per il “durante e dopo-scuola” sono le seguenti: Predisposizione di servizi di supporto per gli studenti con difficoltà di apprendimento. Approfondimento tematico delle discipline scolastiche Percorsi di alfabetizzazione linguistica; Lezioni individuali; Approfondimenti con sussidi; Attività ludico didattiche mirate all’acquisizione del concetto di partecipazione sociale e del senso civico. Queste attività saranno organizzate e strutturate in accordo con le istituzioni scolastiche, in base alle esigenze didattiche e di apprendimento dei bambini. b) Le attività ludico-ricreative previste in orario extra-scolastico e nel periodo estivo sono le seguenti: Laboratorio di disegno e pittura - Attività grafiche Laboratorio di artigianato (realizzazione di manufatti in relazione alle ricorrenze: Natale, Carnevale, Pasqua, le stagioni, festa della mamma e del papà) Laboratorio danza; Laboratorio di cineforum; Varie attività sportive Attività Ludico -Ricreative e di Animazione varia; Giochi ambientati che recuperano valori (per Es. Pinocchio…) Attività ricreative e socio-culturali, quali feste, mostre, spettacoli; Gite ed escursioni; 8.1.1 Attività per il raggiungimento degli obiettivi di integrazione del Volontario avente “minori opportunità” L’esperienza del servizio civile non vuole solo offrire ai giovani l’opportunità di sperimentarsi quali giovani “apprendisti”, ma vuole piuttosto offrire nuovi spunti di riflessione, valorizzare questa esperienza intesa quale “esperienza di vita”, favorire la partecipazione creativa, motivata e solidale dei giovani, consentire lo scambio e il confronto culturale fra i giovani volontari e gli altri attori coinvolti nel processo. Per consentire il raggiungimento di questi obiettivi, e dunque, per accrescere e valorizzare la dimensione individuale dei giovani volontari, in particolare anche per quei soggetti con minori opportunità, saranno predisposti periodicamente dei momenti e delle esperienze che coinvolgano tutti i volontari in servizio civile, non solo come vere e proprie occasioni di socializzazione, quanto piuttosto come pretesto per favorire e stimolare ulteriormente la cooperazione fra i giovani, offrire l’opportunità di incontro, scambio e confronto aldilà dei momenti formativi, ma anche per porre l’attenzione sull’importanza delle relazioni sociali, quale valore aggiunto alla suddetta progettualità, iter che sottolinea ulteriormente la volontà dell’Ente di farsi portavoce e promotore di politiche in favore delle pari opportunità. Provvediamo a descrivere di seguito le attività previste, che saranno predisposte periodicamente e trasversalmente all’iter intrapreso dai giovani volontari. 8.1.2 Attività per il raggiungimento degli obiettivi di integrazione del Volontario avente “minori opportunità” Le fasi dell’inserimento dei volontari di Servizio Civile nelle attività previste sono fondamentalmente tre; FASE 1 – Primo mese di attività. Il volontario inizia a prendere visione delle caratteristiche del Servizio civile attraverso la formazione Generale e l’incontro con i responsabili dell’ente. Durante la formazione si presentano anche i compiti del volontario e il personale che lo accompagnerà nel precorso. In questa fase la sperimentazione avverrà tramite role palying e simulazione, finchè il volontario no si sentirà pronto allo step successivo. FASE 2 – Secondo / Terzo mese di attività. In questo periodo, conclusa la formazione, il volontario procederà ad un graduale affiancamento degli operatori già attivi del progetto con i quali inizierà a sperimentarsi come “assistente” dei propri OLP e degli educatori che propongono le attività alle varie classi / gruppi di utenti. Dopo i primi giorni, saranno gli educatori stessi a proporre ai volontari di prendere un po’ le redini del lavoro e di sperimentare i propri apprendimenti. FASE 3 – Dal Quarto mese in poi. Il volontario, memore della formazione e della sperimentazione pratica dei propri apprendimenti, con la supervisione degli operatori presenti si potrà cimentare nella gestione autonoma di alcune attività laboratoriali (nel caso dei volontari con minori opportunità) o nella strutturazione autonoma di percorsi con i minori che gli saranno assegnati per lo sviluppo di attività parascolastiche o extrascolastiche. 8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette attività Il Progetto è portato avanti dalla seguente equipe: 1 assistente sociale. Si occupa del coordinamento del progetto, del contatto con le famiglie, in particolare con quelle più problematiche appartenenti territorialmente alla zona di competenza della scuola e della sede di attuazione del progetto 2 educatori. Conducono le attività presso la scuola Pitrè-Manzoni e fungeranno da ponte tra le attività che si svolgeranno a scuola, i docenti e le attività che saranno sviluppate in sede. 2 animatori. Sono l’anima delle attività. Si occupano dell’apertura, della chiusura, delle attività interne, delle attività esterne, di tutto quello di cui la sede di attuazione può e potrà necessitare. A disposizione del gruppo dei volontari ci sarà anche un operatore amministrativo, volontaria storica della cooperativa, che curerà la parte burocratica e dei contatti amministrativi tra i volontari e le relative interfacce istituzionali (UNSC, documentazione da raccogliere all’avvio, in itinere e a conclusione del progetto). Sarà cura dell’operatrice (diplomata in ragioneria e con esperienza) supportare anche dal punto di vista fiscale i volontari. Curerà anche l’acquisto e la conservazione dei materiali laboratoriali. 8.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto I volontari impegnati nella realizzazione del progetto pur fungendo da supporto avranno un ruolo primario che li metterà a contatto con il mondo minorile acquisendo nel contempo conoscenze e competenze nel settore dell’età evolutiva. Saranno inoltre soggetti attivi nello svolgimento delle attività proposte da cui dipenderà la crescita dei bambini e la maturazione dei ragazzi insieme alla creazione di un clima accogliente e costruttivo. Il gruppo di volontari in servizio civile, supportato dalle figure professionali, diverrà parte integrante dell’equipe che realizzerà gli interventi previsti. Saranno avviati nella progettazione e nella realizzazione delle attività di tempo libero partecipando alle iniziative nei gruppi di volontariato esistenti nel territorio. In collaborazione con gli operatori, i volontari di servizio civile saranno impiegati nelle attività di progettazione e nell’organizzazione di momenti di incontro con le comunità locali, scuole, parrocchie etc.. Nel corso delle attività previste si alterneranno momenti di formazione, programmazione e verifica delle attività. I volontari in Servizio Civile parteciperanno a tutte le attività del presente progetto con il compito di collaborare con il personale incaricato dello svolgimento delle azioni previste: i volontari saranno impiegati attivamente nell’organizzazione della campagna di pubblicizzazione e di informazione indirizzata a diffondere tra i cittadini del territorio una conoscenza del progetto di Servizio Civile Nazionale, del ruolo e delle attività che coinvolgono direttamente i volontari in servizio civile all’interno del presente progetto e nell’Organizzazione di momenti volti alla promozione delle finalità del Servizio Civile Nazionale; Supporto nella realizzazione di attività non specialistiche; Affiancamento degli operatori sociali inseriti nel contesto; Aiuto nella programmazione e nella realizzazione di attività ricreative e di animazione (lavori, giochi di gruppo, ecc.) e nell’organizzazione del tempo libero (uscite, passeggiate, ecc.); Supporto nelle attività di laboratorio di psicomotricità, musicoterapia e drammatizzazione; servizio di cura a supporto delle attività rivolto ai figli delle donne coinvolte; Affiancamento degli operatori nelle attività di: Laboratorio di Informatica; Laboratorio Multimediale Laboratori artigianali e di giardinaggio Doposcuola con i minori. Attività ludico-ricreative. Attività di laboratorio espressivo. Attività sportive. Integrazione di specifiche attività nei piani di intervento individualizzati per gli utenti Accompagnamento durante gite ed escursioni. I volontari del Servizio Civile Nazionale si metteranno a disposizione per potenziare il lavoro garantito contestualmente ai servizi presenti. Nello specifico i volontari affiancheranno le figure professionali nello svolgimento di tutte le tipologie di attività previste nel presente progetto e prima elencate. 8.4 Attività specifiche previste per i volontari con minori opportunità Anche i volontari con minori opportunità potranno svolgere delle mansioni interessanti, integrate e utili allo svolgimento del progetto nel suo insieme. Alcune attività, infatti, possono essere condotte e svolte efficacemente da volontari con bassa scolarizzazione piuttosto che migranti di seconda generazione ecc., per come previsto dal DA 1267/2013. Ciò permetterà loro di sperimentare la propria efficacia nel lavoro e la propria importanza nel sistema generale di funzionamento di progetto rendendoli pienamente integrati con le attività, gli operatori e i colleghi volontari. Le attività, in particolare, tra quelle già citate che fanno parte integrante del lavoro, che saranno condotte / affidate a volontari con minori opportunità: Laboratori artigianali e di giardinaggio Attività ludico-ricreative. Laboratori ed attività sportive (organizzazione di tornei, funzione di arbitro ecc.) Integrazione di specifiche attività nei piani di intervento individualizzati per gli utenti Accompagnamento durante gite ed escursioni. A queste, in caso di volontario con disabilità di tipo motorio, si aggiungeranno le attività di: Pubblicizzazione del servizio e del progetto. Supporto alle attività presso la scuola (che ha un pieno abbattimento delle barriere architettoniche). Laboratorio di Informatica (che comprende l’utilizzo di programmi accessibili a diversi tipi di disabilità). Sarà cura degli OLP, dei formatori e di tutto il personale coinvolto nel progetto di non discriminare i volontari in funzione delle attività svolte, ma anzi saranno tutti valorizzati per il contributo che essi possono dare. La selezione delle attività più adeguate a ciascuno sarà graduale e concordata con i volontari stessi. 9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto: 6 10) Numero posti con vitto e alloggio: 11) Numero posti senza vitto e alloggio: 6 12) Numero posti con solo vitto: 13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo: 30 14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) : 5 15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio: 16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato: N. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 Sede di attuazione del progetto Comune Indirizzo Cod. N. vol. per ident. sede sede Nominativi degli Operatori Locali di Progetto Cognome e Data di nome nascita C.F. Nominativi dei Responsabili Locali di Ente Accreditato Cognome e Data di nome nascita C.F. 17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale: La campagna di pubblicizzazione del Servizio Civile Nazionale, e del progetto in particolare, si articolerà in 3 momenti specifici: EX ANTE (24 ore) Pubblicazione brochure ed opuscoli informativi con distribuzione presso: - le sedi operative del progetto, - le Istituzioni Pubbliche, - le sedi sindacali, - gli sportelli di relazione con il pubblico dei Comuni del distretto (U.R.P.) - il terzo settore operante nel territorio, per un totale di 24 ore di lavoro dedicato al contatto diretto con le amministrazioni e le altre istituzioni potenzialmente utili. Elaborazione di articoli standard per periodici di enti locali e di associazione Campagne rivolte a mailing list dedicate ed a gruppi mirati di indirizzi (ad esempio di studenti universitari) per informare dell'uscita del bando per la presentazione delle domande di partecipazione delle posizioni disponibili presso la Cooperative e le sue sedi (dalla data di pubblicazione del bando alla data di scadenza, circa un mese) IN ITINERE (18 ore) Pubblicazione sul proprio sito internet (per tutto l’anno dei volontari e anche successivamente) di materiale prodotto dai volontari durante i mesi inerente la pubblicizzazione del servizio civile. Presentazione del progetto presso la sede operativa (tavola rotonda di 4 ore) con la partecipazione dei volontari stessi. EX POST (8 ore) Elaborazione dei dati di monitoraggio e pubblicazione dei dati sul sito web e sul Poster (vedi punto 3) Creazione, all’interno del sito web, di uno angolo dedicato ai volontari in servizio civile, dedicato all’apertura di un blog e di uno spazio in cui i volontari possano lasciare un report a testimonianza della loro esperienza, non solo in termini di crescita personale ma anche del loro contributo al cambiamento nel contesto territoriale di riferimento. Realizzazione di un Poster da appendere nella sede della Cooperativa con i contributi personali dei volontari (grafici, letterari, ecc.) che rappresentino il punto di arrivo della loro esperienza e il nuovo punto di partenza. Complessivamente saranno dedicate all’attività specifica di promozione e sensibilizzazione 24 ore per articoli, pubblicazioni e tavola rotonda, comprese le ore di preparazione previste per l’elaborazione e l’invio delle lettere e delle e-mail. La manutenzione del sito e la presentazione del progetto occuperà almeno altre 18 ore nell’arco dell’anno a cui se ne aggiungono almeno altre 8 per il Poster e i report di testimonianza dei volontari. Ciò implica un totale di circa 50 di pubblicizzazione attive, oltre le 24 ore su 24 in cui il sito e le informazioni scritte saranno disponibili. 18) Criteri e modalità di selezione dei volontari: 19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): NO 20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del progetto: Nello specifico per una efficace gestione di tale processo verranno predisposte le seguenti attività/obiettivi: incontro propedeutico con i volontari selezionati prima dell’avvio del progetto, per presentare il piano di monitoraggio e valutazione predisposto, e con tutte le risorse umane in organico per la presentazione dell’iniziativa e dei volontari; incontri trimestrali con volontari, operatori locali di progetto e responsabile del monitoraggio per discutere sull’andamento delle attività; somministrazione con cadenza trimestrale di questionari anonimi ad utenti e/o beneficiari territoriali delle diverse attività progettuali per valutare il gradimento degli interventi da parte dei volontari e degli altri operatori coinvolti nella gestione delle diverse attività; elaborazione dei risultati dei questionari da parte del responsabile del monitoraggio; studio ed attuazione delle azioni correttive periodiche alla gestione del progetto con riferimento ai risultati dei questionari; incontro finale (un mese prima della conclusione del percorso) di condivisione, valutazione ed approvazione dei risultati ottenuti dai questionari e dalle azioni correttive attuate nel corso dell’anno; redazione di un documento finale di monitoraggio e valutazione da consegnare a ciascun singolo volontario ed all’U.N.S.C. Le attività sopraelencate andranno ad integrare, fungendo da supporto, il piano di monitoraggio già predisposto dall’Ufficio Regionale, per cui sarà cura e dei giovani volontari e del responsabile del monitoraggio compilare le apposite schede predisposte, alla fine del primo, del terzo, del sesto e del nono mese della progettualità. Oggetto di valutazione, costantemente monitorata nelle attività, saranno: Condivisione dell’idea progetto; Grado di coinvolgimento attivo nella fase di programmazione; Capacità di interagire con i ragazzi; Capacità di lavorare in team; Grado di efficienza; Puntualità. Strumenti di monitoraggio: Colloqui di gruppo mensili o bimestrali con il responsabile del bilancio di esperienze e l’esperto di monitoraggio Questionari trimestrali di rilevazione della soddisfazione e di segnalazione di problemi. “Buca dei suggerimenti”, costituito fisicamente da una buca per le lettere in cui il volontario può segnalare anche in modo anonimo problemi e suggerimenti che potrebbero metterlo altrimenti in difficoltà. 21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): NO 22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64: NO 23) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del progetto: Materiale Copertura costo Volantini e brochure In economia con le risorse successive (stampate, computer ecc.) 2 scrivanie 12 Sedie Già in possesso dell’ente 1 telefoni – fax Già in possesso dell’ente 1 computer completo di programmi di Già in possesso dell’ente utilizzo p.c.: collegamento internet e utilizzo e-mail, scanner e stampanti, 1 fotocopiatrice preparazione materiale per espletamento lavoro interno, e per predisporre il materiale necessario alla formazione Sala riunioni per le fasi di orientamento, Già in possesso dell’ente formazione e pianificazione delle attività Materiale per l’attività dei laboratori € 360,00 per realizzazione laboratori artistici e per le attività di animazione artistico artigianali. In Quota parte rispetto agli acquisti abituali della Cooperativa. Materiale di cancelleria (schedario, € 240,00 per realizzazione laboratori blocknotes, penne e matite, cd rom). artistico artigianali. In Quota parte rispetto agli acquisti abituali della Cooperativa. 2 Automezzi messi a disposizione dalla Spese carburante: € 500,00 annui. Cooperativa “La Forza” (Fiat Bravo EP323FY e Fiat Punto EN746AD) TOTALE € 1.100,00 messi a disposizione dalla Cooperativa Castellammare 2000. 24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners): 1) ISTITUTO COMPRENSIVO PITRE’ - MANZONI Via Kennedy n.3, Castellammare del Golfo (TP) o Autorizzerà lo svolgimento di attività all’interno della Scuola o Svolgerà, se necessario, interventi formativi presso le proprie aule o Fornirà spazi e mezzi per lo svolgimento di attività laboratoriali o Quant’altro utile alla realizzazione del progetto nel suo svolgimento (previa autorizzazione del Dirigente) 2) COOPERATIVA SOCIALE “LA FORZA” E’ una realtà in crescita del territorio distrettuale che sta convogliando forze sane della società civile nella lotta ai fenomeni quali la dispersione scolastica, le dipendenze patologiche e altri comportamenti antisociali. Ha anche curato vari aspetti in ambito comunicativo e di creazione di Reti di scambio tra i giovani. IN QUESTO PROGETTO SI IMPEGNA A: Fornire un pratico supporto alla formazione attraverso le professionalità maturate nel complesso delle proprie attività socioassistenziali. Realizzare, attraverso i propri strumenti informatici e quelli messi a disposizione della Cooperativa, a realizzare uno spazio specifico per i blog dei volontari e un forum che fungerà, anche, da supporto ai volontari di SCN da parte dei Consulenti Psicologici della Cooperativa. Riconoscere il SCN per le competenze acquisite 3) Libreria “D’ANGELO” E’ una risorsa storica di Castellammare del Golfo. Da parecchi anni è un punto di riferimento per la scelta e l’acquisto di testi scolastici, strumenti didattici e quant’altro necessario allo svolgimento dei laboratori educativi che la Cooperativa svolge all’interno delle scuole e delle proprie sedi. Essa fornirà: Materiali di lavoro per le iniziative e per il coordinamento, ma anche strumenti utili per la realizzazione delle attività “anticipando” le necessità del gruppo dei volontari e dei progetti in genere, utilizzando tariffe standardizzate ridotte (applicazione di uno sconto minimo del 5% sui prodotti utili per i volontari, quali carta, penne, matite, libri ecc.) 25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto: Sinteticamente saranno messe a disposizione le seguenti risorse per lo svolgimento del progetto, a cui si affiancano le risorse dei partner. Materiale Volantini e brochure 2 scrivanie 12 Sedie Elementi di coerenza con gli obiettivi Avvio fase di promozione sensibilizzazione territoriale sul SCN lavori di ufficio, coordinamento e 1 telefoni – fax mantenimento contatti con il territorio 2 computers completi di programmi di data entry, creazione database. utilizzo p.c.: collegamento internet e utilizzo e-mail, scanner e stampanti 1 fotocopiatrice preparazione materiale per espletamento lavoro interno, e per predisporre il materiale necessario alla formazione Sala riunioni per le fasi di orientamento, lavori di orientamento, formazione formazione e pianificazione delle attività volontari e pianificazione degli interventi Materiale ludico per le attività di realizzazione attività ludico ricreative e animazione (giochi da tavolo, palloni in sportive gomma leggera, ecc.); Materiale per l’attività dei laboratori realizzazione laboratori artistico artigianali artistici (cartoncino colorato, colla vinilica, colori a tempera, pennelli, forbici, carta crespa, nastro adesivo, ceramica, das); Materiale di cancelleria (schedario, Mantenimento attività organizzative e di blocknotes, penne e matite, cd rom). coordinamento 2 Automezzi messi a disposizione dalla Per spostamenti e attività esterne e Cooperativa “La Forza” (Fiat Bravo acquisto e trasporto dei materiali. EP323FY e Fiat Punto EN746AD) CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI 26) Eventuali crediti formativi riconosciuti: Università degli Studi di Palermo – Delibera Senato Accademico del 18.04.2005. “Sono riconosciuti, su insindacabile parere del Consiglio di Corso di Laurea, da 2 a 9 crediti formativi”. 27) Eventuali tirocini riconosciuti : No 28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae: Le competenze utili alla crescita professionale dei volontari acquisibili con la partecipazione alla realizzazione del progetto, utili nel loro percorso di inserimento nel mercato del lavoro spendibili a livello di curriculum vitae sono: o Competenze spendibili nel mercato del lavoro o Sensibilizzazione al lavoro di gruppo o Tecniche di comunicazione ed ascolto o Competenze socio assistenziali specifiche Queste competenze saranno certificate secondo la normativa vigente a conclusione del progetto a cura dell’Ente Proponente e riconosciute dalla Cooperativa “LA FORZA” che considera la esperienza di SCN come titolo preferenziale nel Curriculum. (cfr. copia dell’accordo) Formazione generale dei volontari 29) Sede di realizzazione: COOPERATIVA CASTELLAMMARE 2000 Società Cooperativa Sociale – Onlus Sede Legale e dell’Ufficio Servizio Civile: Via Molinello, 21 – 91014 Castellammare del Golfo (TP) C.F: 02008250819 Tel/Fax: 0924 34992 E-mail : [email protected] Sito Web : www.castellammare2000.info 30) Modalità di attuazione: In proprio con le professionalità riconosciute dei formatori accreditati presso l’Albo della Regione Sicilia. 31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio: NO 32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: Il ciclo degli incontri di formazione generale prevede una metodologia mista, in cui si alterneranno lezioni frontali a dinamiche non formali. Per lezioni frontali si intende il classico incontro sul modello scolastico tradizionale, il docente trasmette una serie di nozioni e di informazioni, funzionali all'apprendimento delle ragazze in SCN. Questi temi sono però da approfondire tramite lavori di gruppo (brainstorming, giochi di ruolo, discussione aperte, momenti di autovalutazione, simulazioni, problem solving, …) per dare la possibilità ai volontari di analizzare e fare propri i concetti che il formatore impartisce nella parte della lezione più “tecnica”. Obiettivo primario del nostro ciclo formativo è quello di poter fornire conoscenze, competenze e strumenti che i volontari in SCN possano sfruttare per aumentare la qualità e la consapevolezza nello svolgimento del proprio compito. Inoltre si vuole dare l'opportunità di aprire spazi di riflessione sul senso della volontarietà e dell' impegno lavorativo all'interno della società e della comunità in cui il volontario/cittadino è inserito. Le dinamiche non formali: la situazione formativa che fa riferimento alle dinamiche di un gruppo (ed alla sua evoluzione sul piano della autoregolazione della struttura e degli obiettivi) è essenzialmente legata a risultati di facilitazione a che i volontari riescano a percepire e ad utilizzare le risorse interne al gruppo, costituite da ciò che ciascuno, come individuo e come parte di una comunità, porta come sua esperienza, come suo patrimonio culturale, e dalle risorse che l’Ente mette a disposizione dei partecipanti in diversi modi e sotto diversi aspetti. Le tecniche all’uopo utilizzate comprendono, in maniera ampia, la sinottica e il metodo dei casi, il T-group e l’esercitazione e i giochi di ruolo e, nel complesso, sia le tecniche di apprendimento che i tipi di esperienze riconducibili alla formazione alle relazioni in gruppo e di gruppo. 33) Contenuti della formazione: Le tematiche – chiave indicate nella “Linee Guida Per La Formazione Generale Dei Giovani In Servizio Civile Nazionale – n.160/2013, prot. 2013.0013749” in cui l’Ufficio Nazionale chiarisce quali siano gli argomenti e le modalità che devono essere utilizzate per lo sviluppo della formazione generale costituiscono la mappa concettuale ed il percorso che si intende realizzare. Esse sono raggruppate per similitudine tematica, si ritrovano facilmente nella suddivisione seguente, che tiene conto anche delle esperienze già svolte nel tempo dalla Cooperativa e della necessità, come sarà facile rilevare, di utilizzare voci standardizzate per lo sviluppo del sistema e del percorso formativo. La suddivisione in moduli, che segue le indicazioni delle linee guida, rispecchia uno schema ben preciso e sequenziale di argomenti presentati, esercitazioni, attivazioni, finalizzate all’apprendimento ed alla sua verifica, fino all’apertura degli argomenti successivi. Essi non vanno visti come strumenti statici ma come percorso sviluppato dal gruppo dei formatori che, prima di iniziare il lavoro, si riuniranno per standardizzare le procedure e unificare le proprie metodologie in vista di una maggiore omogeneità degli argomenti, a fronte delle competenze dei formatori ed alla creativa elaborazione dei contenuti che i volontari svilupperanno durante il percorso. In questo modo si favoriranno anche i ragazzi con minore preparazione culturale di base, in quanto la universalità dei linguaggi che si utilizzeranno metteranno tutti nella possibilità di fornire il proprio contributo originale allo sviluppo degli argomenti. AREA 1: VALORI E IDENTITA’ DEL SCN. 15 Ore formative. MODULO 1.1 Il Patto formativo e l’identità del gruppo in formazione. Obiettivi Definizione di un’identità di gruppo dei volontari. Esplicitazione di aspettative, idee, motivazioni e gli obiettivi personali. Condivisione di concetti chiave del SCN Argomenti Presentazione del percorso e analisi delle aspettative Analisi dei Bisogni formativi e Patto d’aula Il lavoro di gruppo Metodologia Lezione frontale Circle Time Brainstorming Giochi costruttivi e Giochi di gruppo; MODULO 1.2, Dall’obiezione di coscienza al S.C.N. Obiettivi La storia (e le storie) del SCN a partire dalla obiezione di coscienza di Massimiliano di Tebessa a oggi Condivisione di concetti chiave del SCN Argomenti Presentazione del percorso e analisi delle aspettative Analisi dei Bisogni formativi e Patto d’aula Metodologia Lezione frontale Circle Time e Coinvolgimento dialogico Brainstorming Giochi di gruppo; Il lavoro di gruppo MODULO 1.3 Il dovere di difesa della patria. Obiettivi Argomenti Condividere i valori costituzionali alla base della difesa della patria I mezzi alternativi di difesa della patria Gli articoli costituzionali che definiscono questi mezzi Metodologia Lezione frontale Presentazione PPT Giochi di gruppo e role playing; MODULO 1.4 La difesa civile non armata e nonviolenta Obiettivi Confrontare i valori relativi alla non violenza ed alla difesa popolare a partire dai personaggi storici (Ghandi ecc.) fino ai metodi odierni. Argomenti La gestione nonviolenta dei conflitti I documenti di riferimento nazionali ed internazionali Metodologia Lezione frontale Presentazione PPT Giochi di gruppo e role playing; Proiezione Film (per es.“Nato il 4 Luglio”) MODULO 1.5 La normativa vigente e la Carta di impegno etico Obiettivi Verranno illustrate le norme previste dal legislatore, nonché quelle di applicazione che regolano il sistema del servizio civile nazionale. Sviluppo del senso Etico del SCN e del Volontario. Argomenti La Carta di Impegno Etico I riferimenti storici, legislativi e culturali della Carta. La condivisione dei principi della Carta di Impegno Etico Metodologia Lezione frontale Circle Time e Coinvolgimento dialogico Giochi di gruppo e role playing; AREA 2: LA CITTADINANZA ATTIVA. 12 Ore formative MODULO 2.1 La formazione civica Obiettivi Definizione di formazione civica. L’educazione civica come obiettivo della legge 6 Marzo 2001 n. 64 Trattazione del concetto di Cittadinanza Attiva Argomenti L’inclusione e l’esclusione sociale, Il problema delle nuove forme di povertà Le regole di convivenza civile Metodologia Lezione frontale Circle Time Brainstorming Giochi di gruppo e role playing; MODULO 2.2 Forme di Cittadinanza Obiettivi Definire le modalitàdi partecipazione alla vita sociale di una nazione. Incrementare la motivazione Argomenti Associazionismo e Terzo settore. La formazione politica e la polis. Metodologia Lezione frontale Circle Time Brainstorming Giochi di gruppo e role Strategie di inclusione sociale e civile all’impegno civico del Volontario playing; MODULO 2.3 La Protezione Civile Obiettivi Argomenti Integrazione del concetto di protezione come forma di difesa della patria Difesa dell’ambiente e tutela del patrimonio nazionale. La logica dell’analisi dei rischi. La prevenzione del rischio catastrofico I modelli di intervento della Protezione Civile Metodologia Lezione frontale Circle Time Brainstorming Giochi di gruppo e role playing; MODULO 2.4 La rappresentanza dei volontari nel servizio civile Obiettivi Conoscenza delle forme e dei modi in cui il volontario viene rappresentato nel Sistema del SCN. Rappresentanza Regionale e Nazionale Argomenti Organi decisionali del SCN Il Comitato DCNAN L’organizzazione dell’UNSC e dell’Albo Nazionale e Regionale Metodologia Lezione frontale Utilizzo del Sito del Servizio Civile Nazionale Giochi di gruppo e cooperative learning; AREA 3: IL GIOVANE VOLONTARIO NEL SISTEMA DEL SERVIZIO CIVILE: 15 ore formative MODULO 3.1 La Presentazione dell’Ente Obiettivi Fornire ai volontari gli elementi di conoscenza del contesto in cui si troveranno a prestare l’anno di servizio civile: storia, caratteristiche specifiche e modalità organizzative ed operative dell’Ente. Argomenti La storia della Cooperativa Organigramma della Coope-rativa e professioni a disposizione del progetto di SCN Progettualità della Cooperativa Metodologia Lezione frontale Utilizzo del Sito del Servizio Civile Nazionale Giochi di gruppo e cooperative learning; MODULO 3.2 Il Lavoro per Progetti Obiettivi il metodo della progettazione nelle sue articolazioni compresa la fase della valutazione di esito, di efficacia ed efficienza del progetto. Argomenti Piani – Programmi – Progetti. La mentalità progettuale. Il processo di realizzazione di un progetto. Le metodologie. Il monitoraggio e la valutazione degli outcome di progetto. Metodologia Lezione frontale Utilizzo del Sito del Servizio Civile Nazionale Giochi di gruppo e cooperative learning; MODULO 3.3 L’Organizzazione del Servizio Civile e le sue figure Obiettivi Argomenti Metodologia Conoscenza delle forme e dei modi in cui funziona Sistema del SCN. Conoscenza dei ruoli principali e accessori nelle varie fasi della vita del SCN e degli enti Il Sistema SCNe l’UNSC Le figure Professionali presenti per il volontario dell’ente ospitante / realizzatore. L’accreditamento e le altre funzioni per ente e Albo. Lezione frontale Utilizzo del Sito del Servizio Civile Nazionale Giochi di gruppo e cooperative learning; MODULO 3.4 Disciplina dei rapporti tra enti e volontari del SCN. Obiettivi Conoscenza di diritti e doveri del volontario verso l’ente, dell’ente verso il volontario e verso l’UNSC Si mettere in evidenza la funzione del volontario, la sua ETICA in senso etimologico e la gestione del suo ruolo all’interno di un sistema. Argomenti Il prontuario concernente la disciplina dei rapporti tra enti e volontari SCN La gestione dei permessi. Infortuni – Malattie ed altri eventi straordinari nello svolgimento del SCN Metodologia Lezione frontale Utilizzo del Sito del Servizio Civile Nazionale Giochi di gruppo e cooperative learning; MODULO 3.5 La Comunicazione interpersonale e la gestione dei conflitti. Obiettivi Argomenti Integrazione del volontario nel La Comunicazione Interpersonale: modelli e sistema attraverso processi stereotipi virtuosi di comunicazioni La relazione: simmetrica La gestione delle fasi critiche e complementare nei 12 mesi. Cenni sulle dinamiche di gruppo Il conflitto nel gruppo e le sue evoluzioni. Metodologia Lezione frontale Utilizzo del Sito del Servizio Civile Nazionale Giochi di gruppo e cooperative learning; 34) Durata: 42 ORE di cui 22 di lezione frontale interattiva e 20 di dinamiche informali Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari 35) Sede di realizzazione: COOPERATIVA CASTELLAMMARE 2000 Società Cooperativa Sociale – Onlus Sede Legale e dell’Ufficio Servizio Civile: Via Molinello, 21 – 91014 Castellammare del Golfo (TP) C.F: 02008250819 Tel/Fax: 0924 34992 E-mail : [email protected] Sito Web : www.castellammare2000.info 36) Modalità di attuazione: In proprio con i formatori incaricati dall’Ente 37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i: 1. Guccione Marco, nato a Palermo il 18/09/71 2. Arancio Valeria, nata ad Alcamo (TP) il 26/06/1989 3. Arancio Filippo, nato a Castellammare del Golfo (TP) il 05/08/2014 38) Competenze specifiche del/i formatore/i: o Marco Guccione, Psicologo, Psicoterapeuta, Psiconcologo, mediatore e consulente familiare, già docente di Psicometria all’Università di Palermo, facoltà di Medicina e Chirurgia, incaricato per la formazione all’uso del portale informatico SIRIS ai Responsabili degli Uffici Piano (legge 328/2000) dei Distretti Sociosanitari della Sicilia. Esperto in conduzione di gruppi, ha scritto sulla formazione degli operatori contro la pedofilia, sulla sterilità psicogena e sul Giornale dell’Ordine degli Psicologi (Giugno 2001). Ha svolto come responsabile e successivamente come psicologo 4 anni di lavoro in 3 Comunità Alloggio per minori ed è stato Coordinatore del Servizio di Educativa Domiciliare per Bambini 0-5 anni del Comune di Palermo. o Valeria Arancio, Assistente Sociale, legale rappresentante della Cooperativa “La Forza” e responsabile della omonima Comunità terapeutica Riabilitativa Residenziale per soggetti dipendenti da sostanze psicotrope, sita in Calatafimi (TP) di cui ha curato anche tutte le fasi di accreditamento presso la Regione Sicilia e la ASP n.9 di Trapani. E’ qualificata come O.S.A. ed ha lavorato come operatore domiciliare. o Filippo Arancio, Imprenditore edile ben conosciuto nel proprio territorio, ha maturato proprio per la sua professione quasi quarantennale, molte competenze in ambito di prevenzione e protezione dagli infortuni sul lavoro. I diversi percorsi formativi seguiti ne fanno un ottimo consulente per questo ambito. Inoltre, essendo stato anche legale rappresentante della Cooperativa ha maturato una buona esperienza e conoscenza nel mondo del terzo settore e dell’inserimento lavorativo. 39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: La formazione specifica si svolgerà, oltre che in aula, in situazioni di apprendimento sul campo in cui i volontari si misureranno concretamente con la realtà dei problemi e della organizzazione del lavoro. La metodologia didattica, in questo caso, sarà fondata per lo più su una dimensione pratica caratterizzata dall’analisi e dalla interpretazione di esperienze, di dinamiche osservate e di eventi. Il percorso formativo dei volontari si articolerà in due fasi: la prima dedicata alla conoscenza generale delle azioni previste dal progetto ed un'altra più specifica dedicata alla conoscenza specifica delle attività programmate e del loro valore rispetto al raggiungimento degli obiettivi del progetto e quindi degli esiti attesi dallo stesso. Le tecniche impiegate per trasferire i contenuti saranno le seguenti: Lezioni frontali in aula; Studi di caso; Esercitazioni in aula; Esercitazioni sul campo; Simulazioni; Accompagnamento nelle mansioni previste; Attività di osservazione partecipante; Lavoro di gruppo. 40) Contenuti della formazione: I MODULO Introduttivo: aspettative e obiettivi formativi Durata: 6 ore Temi Analisi del contesto sociale; Presentazione del percorso e analisi delle aspettative e dei bisogni formativi; Peculiarità delle situazioni e del contesto in cui opera l’Ente; Attività specifiche del progetto; Finalità delle attività progettuali. II MODULO La Comunicazione efficace Durata: 10 ore Temi Formatori: Valeria Arancio Metodologia didattica o Lezione interattiva o Uso di strumenti multimediali o Simulazioni o Brainstorming Formatori: Marco Guccione Metodologia didattica Comunicazione verbale, non verbale o o Lezione interattiva o Uso di strumenti paraverbale, multimediali Strategie di comunicazione efficace. o Casi studio Gestione di situazioni critiche e conflittuali; o Simulazioni Tecniche di decision making e di problem o Brainstorming solving; Burnout, mobbing, e altre forme di stress. Il lavoro di comunicazione allo sportello III MODULO Tecniche e metodologie di intervento Formatori: Valeria Arancio Durata: 10 ore Temi Metodologia didattica o Lezione interattiva Il lavoro di gruppo - il gruppo di lavoro; o Coinvolgimento dialogico Giochi costruttivi, socio- drammatici e di e gruppi di lavoro gruppo; o Casi studio Animazione di strada; o Simulazioni Sostegno e supporto psicologico, culturale, o Uso di strumenti sociale e legale; multimediali Nozioni sui test psicologici utilizzati; o Brainstorming o Consegna di materiale La Riqualificazione urbana; Lavorare in rete. Il front-office domiciliare IV MODULO Analisi dei bisogni e della utenza minorile Durata: 8 ore Temi Il Profilo di comunità; Analisi del territorio regionale, provinciale e locale con cui l’Ente si interfaccia. Psicologia dell’età evolutiva Caratteristiche della utenza individuata da progetto. L’intervento educativo competente. V MODULO Formazione e Informazione sui rischi connessi all’impiego di Volontari in Progetti di Servizio Civile Durata: 10 ore Temi Guida all’utilizzo del software appropriato per la gestione del lavoro Cura della documentazione in regime di sistema di Qualità e la qualità nel lavoro sociale. Legislazione attuale sulla sicurezza sul lavoro. Il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro: il DLGS 81/2008, le sue modifiche, le sue integrazioni. L’ organizzazione della prevenzione in azienda Il controllo del comportamento : ambienti, attrezzature, segnaletica. VI MODULO – Il terzo settore il lavoro nel sociale Durata: 8 ore Temi Formatori: Marco Guccione Metodologia didattica o Lezione interattiva o Simulazioni o Casi studio o Coinvolgimento dialogico o Consegna materiale Formatore: Filippo Arancio Metodologia didattica o Simulazioni o Uso di strumenti multimediali o Coinvolgimento dialogico o Simulazioni Formatore: Valeria Arancio Metodologia didattica Elementi di progettazione nel sociale Tecniche di ricerca di dati; Tecniche di creazione di banche dati. La qualità nel lavoro sociale Associazionismo e cooperazione; Il ruolo delle associazioni nello sviluppo del territorio; La gestione dei ruoli all’interno delle associazioni o o o o o Lezione interattiva Casi studio Simulazioni Coinvolgimento dialogico Consegna di materiale Formatore: Valeria Arancio Marco Guccione Durata: 8 ore Temi Metodologia didattica o Lezione interattiva .Lavorare per laboratori o Simulazioni Conduzione delle attività laboratori ali o Strumenti multimediali Cenni di botanica o Coinvolgimento dialogico Il laboratorio di giardinaggio: punti di forza e nodi o Esercitazioni VII MODULO Il lavoro laboratoriale e l’attività esterna critici Formatori VIII MODULO – L’autoefficacia: il mondo del lavoro e la spendibilità Filippo Arancio Marco Guccione delle competenze acquisite Durata: 8 ore Temi Politiche attive di ricerca del lavoro; Riqualificazione professionale; Inserimento nel mondo del lavoro; La stesura del C.V. Europeo alla luce delle competenze acquisite e da acquisire nel corso del servizio. IX MODULO – Conclusione e Verifica del percorso Durata: 7 ore Temi “Question Time” Discussione aperta sulle tematiche. Bilancio delle competenze acquisite Valutazione conclusiva del percorso effettuato 41) Durata: TOTALE: 75 0re Di cui 40 ore di lezione frontale Metodologia didattica o o o o o Lezione interattiva Simulazioni Strumenti multimediali Coinvolgimento dialogico Consegna di materiale Formatore: Marco Guccione Metodologia didattica o Lezione interattiva o Strumenti multimediali o Coinvolgimento dialogico o Utilizzo schede formative 35 ore di: Casi Studio, Simulazioni, Workshop, ECC. Altri elementi della formazione 42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto: Essa si basa sul criterio dell’ effettivo accrescimento dell’abilità di comunicazione interpersonale e sulle competenze effettivamente acquisite necessarie alla applicazione del sistema del miglioramento continuo della qualità . In modo specifico saranno misurati e quantificati con indicatori specifici le seguenti caratteristiche : Efficacia : Indicatore di efficacia del valore puntuale delle conoscenze dei partecipanti : rapporto risultato / standard di accettabilità calcolato in ammontare non inferiore all’ 80% delle risposte del questionario in uscita (Risultato atteso) A)Chiarezza dell’ obiettivo B) livello di gradimento dei partecipanti (Risultato atteso 80%) del questionario . La valutazione di processo sarà effettuata alla fine di ciascun modulo della formazione anche in base a tecniche di integrazione di gruppo e autocoscienza .Gli indicatori utilizzabili saranno elencati per l’ efficacia . Efficienza: Livello di utilizzo delle risorse umane Rispetto dei tempi di esecuzione dell’ intervento formativo Rispetto del budget Congruità : Utilizzo e corrispondenza della metodologia rispetto al progetto formativo Pertinenza Utilizzo della progettazione personalizzata La Verifica dell’ attività verrà svolta attraverso l’ utilizzo di tre strumenti : Integrazione e autocoscienza in gruppo Applicazione agli esercizi della scheda di verifica del role play Compilazione del questionario in uscita Strumenti di Verifica: Colloqui di verifica di apprendimento di gruppo (a conclusione di ogni modulo, sia specifica che generale) da parte del docente conduttore. Questionari distinti per tipologia di percorso da sottoporre all’inizio (facoltativamente) e alla fine dei corsi (sempre). Questionari (o parte di essi) dedicati alla rilevazione della custmer satisfaction, a conclusione dei percorsi. 43) Bilancio di esperienza Nell’ottica di dare maggiore significato e rilevanza all’esperienza esperita, l’Ente, in conformità alla modulistica predisposta dall’Ufficio Regionale del Servizio Civile, provvederà a supportare il giovane volontario nella compilazione del bilancio dell’esperienza vissuta. Tale documento avrà lo scopo di fornire ai giovani uno strumento di riflessione, il quale li stimolerà ad effettuare un’analisi critica circa il percorso intrapreso, al fine di individuare tanto le potenzialità individuali emersi durante l’annualità, quanto le competenze acquisite per mezzo dell’esperienza. Ciò rappresenterà un valido ausilio, per il giovane, da sfruttare per aiutarlo a costruire un proprio progetto di vita a partire dall’esperienza maturata, e dal significato che questa ha costruito nella individualità del singolo volontario, e comporterà l’apporto di ulteriore valore aggiunto al percorso. Dunque, il giovane volontario, coadiuvato da un responsabile dell’Ente, dovrà avere cura di compilare la scheda relativa al bilancio di esperienza, in cui riporterà i dati generali relativi al progetto, i propri dati anagrafici, ed infine, la stesura vera e propria del bilancio di esperienza. In quest’ultima parte, il giovane riporterà, in maniera sintetica, tutte quelle informazioni pertinenti alla stesura del bilancio dell’esperienza, in cui indicherà gli obiettivi raggiunti, le ripercussioni positive innescate della progettualità non solo relativamente alla propria persona, ma anche a destinatari, territorio, e l’Ente. Il referente responsabile del bilancio potrà,dal suo canto, riportare la soddisfazione dell’Ente in merito alla realizzazione del progetto, anche attraverso il contributo del giovane, descrivere il comportamento del giovane durante il periodo nonché discutere circa le principali abilità mostrate dal giovane, apprezzandone il contributo apportato. Contestualmente, verrà anche commentata, sinteticamente, l’esperienza formativa esperita dal giovane, stilando una sorta di bilancio di competenze, in cui verranno indicate non solo le competenze possedute a monte dal giovane, ma anche le competenze acquisite in itinere, evidenziando in particolar modo quelle che hanno contraddistinto l’operato del giovane durante la progettualità. Il bilancio di Competenze sarà effettuato grazie alla professionalità del Dott. Marco Guccione, progettista e volontario della Cooperativa e che ha una specifica esperienza concreta nella formazione professionale, nell’orientamento e nel bilancio di competenze anche su mandati di enti pubblici e scolastici (P.O.R. Sicilia, Aziende private, enti di formazione in partenariato con la Università di Palermo ecc.). Sarà utilizzata la scheda fornita dalla Regione Sicilia nel DD 1267/2013 anche al fine di uniformare le valutazioni di tutti i volontari. Castellammare del Golfo, 30/07/2014 Il Responsabile legale dell’ente / Il Responsabile del Servizio civile nazionale dell’ente