ISSN 0000-0000
ISSN 1562-5478
natura
2000
NOTIZIARIO NATURA DELLA COMMISSIONE EUROPEA DG ENV
Numero 13 • Dicembre 2000
INDICE
IN PRIMO PIANO
Alla ricerca di nuove
opportunità
pagg. 2–4
SPECIE
L’ululonedal ventre di
fuoco, Bombina bombina
pag. 5
BAROMETRO
NATURA
Ultimo aggiornamento
del barometro al
14 novembre 2000
pagg. 6–7
Pesca sportiva nell’Arcipelago Merenkurkku, Finlandia. Photo: Seppo Lammi
BENVENUTO, LIFE III!
Dopo una lunga (e democratica)
gestazione, finalmente è nato il nuovo
LIFE! Il suo stato di salute è ottimo! La
Commissione aveva presentato una
proposta di regolamento già nel
dicembre 1998, ma solo all’inizio del
luglio 2000, al termine di una procedura
di concertazione, il Consiglio e il
Parlamento europeo hanno finalmente
approvato LIFE III.
LIFE III coprirà il periodo 2000 – 2004
ed avrà un bilancio totale di 640 milioni
di Euro, di cui il 47% sarà destinato alla
conservazione della natura. Sono state
introdotte nuove disposizioni, tra cui
l’apertura del fondo ai paesi candidati
all’adesione; inoltre, sono state istituite
due nuove misure di accompagnamento
per LIFE-Natura: i progetti “starter”, con
i quali si incoraggia l’elaborazione di
proposte che coinvolgono partner di più
Stati membri, e le misure “coop”, dirette
a stimolare lo scambio di esperienze tra
progetti.
D’ora in avanti, i progetti riguardanti
la natura dovranno essere presentati
ogni anno entro la fine di ottobre; la
selezione sarà effettuata durante l’inverno
e in primavera la Commissione
pubblicherà l’elenco dei progetti da
finanziare. In questo modo, i beneficiari
di LIFE-Natura potranno iniziare le
attività sul campo prima di quanto
sarebbe stato possibile con LIFE II (che
prevedeva l’annuncio dei cofinanziamenti
in luglio): i lavori sul campo, quindi,
potranno partire già dal primo anno.
Nel rinnovare il sostegno allo
strumento LIFE, gli Stati membri e il
Parlamento europeo hanno comunque
insistito sulle garanzie di affidabilità
tecnica e finanziaria che devono offrire i
beneficiari, come pure sul fatto che i
progetti devono essere realistici e
coerenti con le azioni realizzate
attraverso i Fondi strutturali.
Ora sta a ciascuno di noi –
beneficiari di LIFE-Natura,
amministrazioni nazionali competenti in
materia di conservazione della natura e
servizi della Commissione – far sì che
venga fatto buon uso del denaro messo a
disposizione per il bene del patrimonio
naturale dell’Europa.
SUL CAMPO
Una rete di risorse per
salvare il gipeto
pagg. 8–10
NOTIZIARIO
Sintesi degli ultimi
avvenimenti e
pubblicazioni
pagg. 11–12
Il notiziario NATURA 2000 è
prodotto dall’Unità di
Conservazione della Natura
della Direzione Generale
Ambientale (DG ENV D.2)
della Commissione Europea.
IN PRIMO PIANO
Discrete zone di appostamento lungo
la riva dello Steinhuder Meer, un sito
pilota della Carta europea per un
turismo sostenibile.
Foto: Naturpark Steinhuder Meer
A DESTRA Parco nazionale di
Bieszczady, Polonia. Foto: M. Thauront
Alla ricerca di nuove opportunità
Natura 2000 sta finalmente
cominciando a prendere forma e
l’attenzione si concentra sempre
più sulla gestione a lungo termine
dei siti che ne fanno parte. Come
illustrato anche nell’ultimo
numero , la gestione di Natura
2000 si attua fondamentalmente
influenzando l’uso del territorio.
Ma nella maggior parte dei casi
questa influenza è vista come una
limitazione. Certo, Natura 2000 ha
come scopo prioritario la
salvaguardia delle specie e degli
habitat per i quali il sito è stato
designato, ma non per questo va
vista solo come un vincolo: al
contrario, può offrire anche nuove
opportunità, ad esempio nel
settore del turismo.
Di questo argomento si è parlato
in un convegno organizzato dalla
Commissione europea sul tema
“Turismo sostenibile e Natura 2000”,
che si è svolto a Lisbona a dicembre
1999 e che ha visto la partecipazione
di circa 130 persone provenienti dai
settori del turismo e della
conservazione della natura. Obiettivo
del convegno era studiare, attraverso
2
NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000
seminari ed esempi concreti di
iniziative da prendere a modello,
soluzioni che permettano di combinare
sviluppo del turismo e conservazione
dei siti Natura 2000 in modo proficuo
per l’uno e per gli altri.
Il ruolo positivo del turismo
Il turismo è una delle industrie più
fiorenti a livello mondiale: in Europa,
rappresenta in media il 6% del PIL e
dà occupazione ad una percentuale
significativa della forza lavoro. Finora,
il turismo è stato costituito soprattutto
dal “turismo di massa” e si è
concentrato sulle coste e sulle
montagne, dove il suo impatto
sull’ambiente è stato nel complesso
devastante, con la costruzione di
infrastrutture di massa, la crescita
della pressione dei visitatori,
l’aumento dell’inquinamento, ecc.
Oggi, però, sempre più persone
hanno un orario di lavoro ridotto e si
concedono vacanze più brevi ma più
frequenti: di qui la richiesta di forme
di turismo specializzate, come
l’ecoturismo. Tra i fattori che possono
contribuire a questo cambiamento ci
sonouna migliore coscienza
ambientale e una maggiore necessità
di soddisfare i visitatori.
Cosa si può fare affinché questa
tendenza si trasformi in un vantaggio
per i siti della rete Natura 2000? Il
turismo può svolgere diversi ruoli: ad
esempio, può contribuire a rendere
turisti e residenti più consapevoli
dell’importanza della conservazione e
può anche aiutare l’economia locale
con la creazione di nuove attrazioni
o fonti di entrate, favorendo in
questo modo non solo una maggior
accettazione dell’area protetta da
parte della comunità locale, ma
anche l’afflusso di fondi per la
conservazione del sito.
Fattori di successo
Questo non significa che tutte le aree
della rete Natura 2000 siano adatte
per il turismo: prima bisogna valutare
attentamente vari fattori. La prima
cosa da stabilire, e la più ovvia, è se
l’area sia in grado di sopportare
l’afflusso di visitatori, e in caso
affermativo, dove, quando e in che
misura. Se si vuole contenere
l’impatto del turismo, è fondamentale
definire la capacità ricettiva e i limiti
di accettabilità del cambiamento.
Talvolta basta decidere che tipo di
attrazione offrire per garantire la
pacifica convivenza di turismo e
natura. Sull’isoletta di Terschelling,
nei Paesi Bassi, ad esempio, il
numero di visitatori è recentemente
salito ad oltre 360.000 all’anno,
eppure i valori naturali dell’isola
sono ancora in condizioni
soddisfacenti grazie ad un’attenta
pianificazione e ad un’accorta
gestione dei visitatori.
Per ottenere questo risultato si è
realizzato, ad esempio, un percorso
ciclabile di 15 km lungo i confini
della riserva naturale, lontano dal
cuore del parco. Il percorso è
pavimentato per i primi 2 km,
sufficienti per accontentare coloro
che si recano nella riserva per il
piacere di una passeggiata (70% dei
visitatori), poi diventa un sentiero
sterrato, che appaga i desideri degli
amanti della natura alla ricerca di
qualche emozione in più (20% dei
visitatori), e nell’ultimo tratto si riduce
ad un sentiero invaso dalla
vegetazione lungo cui si avventurano
solo i naturalisti più determinati (10%
dei visitatori).
Coinvolgere le comunità locali
Un altra considerazione importante
da tener presente è che il turismo
dovrebbe basarsi sulla cooperazione
e sulla partecipazione di tutti i gruppi
di interesse: in fin dei conti si tratta
di un settore multidisciplinare e non
ha senso realizzare dei percorsi
attorno ad una riserva naturale se le
vie d’accesso sono poco praticabili o
se nella zona le infrastrutture, gli
alloggi, i ristoranti, ecc. sono pochi,
molto distanti l’uno dall’altro e di
livello scadente. Molti dei casi di
studio presentati alla conferenza di
PRINCIPI DELLA CARTA DEL TURISMO
SOSTENIBILE
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Rispettare i limiti della capacità di carico
Contribuire alla tutela e al potenziamento del turismo
interessato al patrimonio naturale
Preservare le risorse naturali
Sostenere l’economia locale
Promuovere il coinvolgimento delle popolazioni locali
Sviluppare un turismo adeguato di alta qualità
Rendere accessibili a tutti le aree protette
Sviluppare nuove forme di occupazione
Incoraggiare comportamenti rispettosi dell’ambiente
Costituire un modello per altri settori economici ed
influenzarne le pratiche
Per maggiori informazioni contattare la Fédération des Parcs naturels régionaux de
France, 4, rue de Stockholm – F 75008 Parigi tel +33 1 44 90 86 20;
fax + 33 1 45 22 70 78; email [email protected] (testo
disponibile in francese, inglese, tedesco, spagnolo e italiano)
Lisbona lo scorso anno
sottolineavano come, per la riuscita
dei progetti, sia indispensabile
coinvolgere la comunità locale sin
dalle prime fasi. Ma per garantire
questo coinvolgimento, i
conservazionisti devono riuscire a
spiegare con un linguaggio
accessibile a tutti quali caratteristiche
devono possedere i siti Natura 2000
dal punto di vista ecologico: Natura
2000, infatti, sembra rimanere una
realtà più o meno sconosciuta tra i
non addetti ai lavori.
Collocare Natura 2000 nel
contesto regionale
In terzo luogo, occorre stabilire se la
riserva naturale sia, da sola,
un’attrazione sufficiente a sostenere il
turismo. Il turismo giornaliero non
basta: se si vogliono generare entrate
per la comunità locale è importante
trovare il modo di trattenere più a
lungo i visitatori, ad esempio
diversificando le attrazioni e fornendo
prodotti di qualità. In altre parole,
Agriturismo lungo la valle della Loira. Photo: M. Thauront
bisogna inserire il sito Natura 2000 nel
contesto geografico regionale.
Proprio questo è l’approccio
adottato nel parco naturale di
Grebenzen in Austria. In quest’area,
che rientra tra quelle previste
dall’obiettivo 5b, la conservazione, la
ricreazione, l’educazione e lo sviluppo
regionale sono stati messi sullo stesso
piano allo scopo di sviluppare un
modello integrato di ecoturismo. A tal
fine, con la partecipazione attiva delle
comunità locali ed il coinvolgimento
di 70 agricoltori e 50 affittacamere è
stato definito un insieme articolato di
iniziative tra cui la vendita diretta di
prodotti biologici nelle fattorie,
ristoranti nel parco naturale, sentieri
per i visitatori, passeggiate tematiche,
un “bus natura”, corsi pratici, ecc. In
questo modo, grazie al coordinamento
delle iniziative è stato possibile garantire
un’offerta turistica molto superiore alla
somma delle singole parti.
Linee guida per un turismo
sostenibile
Infine, tenendo presenti tutti questi
fattori, i partecipanti al convegno di
Lisbona si sono chiesti se fosse
opportuno elaborare delle linee-guida
per il turismo sostenibile nelle aree
Natura 2000 e hanno concluso che,
anziché definirne di nuove, è
preferibile usare e adeguare quelle
esistenti. Due iniziative, in
particolare, sono state considerate
particolarmente adatte a Natura 2000.
La prima è la Carta europea del
turismo sostenibile stilata dalla
Federazione EUROPARC. Con
l’adesione alla Carta (che può
NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000
3
IN PRIMO PIANO segue
Le spiagge dove le tartarughe marine
depongono le uova a Creta.
Foto: K. Sundseth, Ecosystems LTD
avvenire su base volontaria o
contrattuale), i firmatari si impegnano
ad applicare i principi del turismo
sostenibile (vedi box) attraverso
l’elaborazione di una strategia
quinquennale ed un piano d’azione
per il sito con la partecipazione sia
degli organismi cui è affidata la gestione
del parco che dei fornitori di servizi
turistici. La Carta è attualmente in fase
di sperimentazione in 10 aree pilota.
La seconda iniziativa, denominata
PAN Parks e promossa dal WWF e dal
Gruppo Molecanten (una società
olandese che fornisce servizi
ricreativi), si basa sull’idea che la
natura può diventare un fattore di
solido sviluppo economico nelle
regioni rurali europee. PAN Parks
PRINCIPI E CRITERI INDICATIVI
DELLA RETE PAN PARKS
Principio 1: le aree protette sono importanti per
le specie selvatiche e per gli habitat e
rappresentative del patrimonio naturale europeo.
I parchi devono avere un’estensione sufficiente a
garantire il mantenimento dei processi ecologici
ed il sostentamento delle popolazioni di specie in
pericolo
Principio 2: la gestione del parco garantisce il
mantenimento e il ripristino dei processi ecologici
e della biodiversità negli ecosistemi naturali
Principio 3: il parco mette a disposizione dei
visitatori informazioni, servizi e strutture di
buona qualità ed offre la possibilità di entrare
direttamente in contatto con la natura nel rispetto degli obiettivi di conservazione
Principio 4: i vari partner mirano ad ottenere sinergie tra la conservazione della
natura e turismo sostenibile elaborandone una strategia di sviluppo sostenibile ,
impegnandosi a rispettarla ed assumendosi congiuntamente la responsabilità della
sua attuazione.
Principio 5: i partner commerciali rispettano determinati criteri per garantire che
il turismo naturalistico apporti benefici a lungo termine e crei posti di lavoro nelle
comunità locali che vivono nelle vicinanze all’area protetta.
Per maggiori informazioni contattare: Harri Karjalainen, WWF International, Av de
Mont Blanc, 1196 Gland, Switzerland; tel +41 22 364 9426; fax +41 22 364 32 39;
email [email protected]
vuole quindi fornire una risposta
incentrata sulla natura al mercato
fiorente dell’ecoturismo e in questo
modo trasformare le potenziali
minacce in opportunità.
Per ottenere il marchio di qualità
PAN Parks, le aree interessate (di
superficie non inferiore a 10.000 ha)
devono essere in grado di rispettare i
rigorosi principi e criteri del
programma (vedi box). I parchi che
aderiscono alla rete PAN Parks
garantiscono standard elevati di
conservazione e parallelamente
offrono varie attività e strutture che
ruotano attorno alla natura senza
disturbare le specie selvatiche. Come
nel caso della Carta, le aree aderenti
devono elaborare una strategia di
conservazione e sviluppo del turismo
sostenibile in collaborazione con i
gruppi di interesse. L’iniziativa è in
corso di sperimentazione in 17 parchi
che applicano una procedura di
autovalutazione.
Conclusioni
Entrambi i sistemi sono in fase di
sperimentazione ma è già stato
stabilito che, una volta definiti in tutti
i dettagli, potranno essere adattati alla
rete Natura 2000. Nel frattempo, gli
esempi delle iniziative da prendere a
modello, le linee guida ed i punti di
discussione generali presentati al
convegno di Lisbona sono stati inseriti
nel sito Web della DG Ambiente
(indirizzo a pag. 12, in basso). È lecito
sperare che questi esempi non si
limitino ad offrire nuovi spunti al
settore del turismo e a quello della
conservazione, ma stimolino anche un
maggior dialogo tra i due settori.
Parco nazionale dell’Arcipelago,
Finlandia, un sito pilota PAN Parks.
Foto: Leif Lindgren
A SINISTRA
4
NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000
SPECIE
L’ululonedal ventre di fuoco,
Bombina bombina
Foto: Erich Wederkinch, Vestsjaelland County
L’ululone dal ventre di fuoco, un anfibio che deve il suo nome al suono
caratteristico che emette e al colore brillante di cui si serve per mettere in
guardia i predatori, trascorre una schiva esistenza nei tranquilli stagni soleggiati.
Gli habitat che predilige sono i pascoli estensivi sui terreni calcarei dell’Europa
centrale ed orientale. Gli adulti svernano nel terreno, ma trascorrono la maggior
parte della primavera e dell’estate nei piccoli specchi d’acqua dove si
riproducono. In quei mesi, l’aria si riempie del suono cupo e melodico dei loro
richiami nuziali.
Purtroppo, le aree abitate da questo piccolo anfibio sono ideali anche per
l’agricoltura intensiva. Passare da uno stagno all’altro diventa allora un’impresa
rischiosissima: ammesso che sopravviva all’avanzare dell’aratro, l’ululone viene
falcidiato da pesticidi e fertilizzanti. Come se non bastasse, gli stagni sono sotto la
minaccia costante del prosciugamento, dell’eutrofizzazione e della crescita di una
vegetazione resa troppo fitta dal pascolo insufficiente. Di conseguenza, gli habitat
di questa specie sono sempre più frammentati e le popolazioni di Bombina
bombina sempre più isolate: c’è il rischio quanto mai reale che una popolazione
venga annientata da un giorno all’altro a causa di calamità inattese, come avverse
condizioni meteorologiche.
Non sorprende, quindi, sapere che l’ululone è stato inserito nell’elenco di
specie prioritarie della direttiva Habitat. Nella maggior parte dei paesi dell’UE
si sta cercando di invertire la tendenza al declino di questa specie. In
Danimarca, ad esempio, con i finanziamenti LIFE-Natura è stato avviato un
importante programma che mira a proteggere l’ululone in 7 degli 8 siti in cui
vive, lungo le coste meridionali del paese. Il programma non si limiterà a
riportare in condizioni ottimali gli stagni esistenti e i loro dintorni, ma creerà
anche nuovi stagni “di riserva” in cui verranno introdotte uova deposte da
animali allevati in cattività per dar vita a nuove colonie. Per cercare di
allontanare questa specie dall’orlo dell’estinzione, infatti, la soluzione è una
sola: ampliare il suo ambiente naturale.
Foto: Birgit Bjerre Laursen, Fyn County
NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000
5
BAROMETRO NATURA
(del 14/11/00)
Stato
membro
Direttiva uccelli
Numero
dei siti
designati
Area totale
(km2)
% del
territorio
nazionale
Mappe
dei siti
Schede
Natura
2000
Progressi
Danmark
111
9.601
22,3%
Deutschland
617
21.672
6,1%
52
4.965
3,8%
España
260
53.602
10,6%
France
117
8.193
1,5%
Ireland
109
2.236
3,2%
Italia
342
13.707
4,6%
Luxembourg
13
160
6,2%
Nederland
79
10.000
24,1%
Österreich
83
12.080
14,4%
Portugal
47
8.468
9,2%
Suomi
451
27.500
8,1%
Sverige
394
24.647
5,5%
United Kingdom
209
8.648
3,5%
2.920
209.792
Ellas
altamente insufficiente
incompleta
incompleta
completa e
praticamente completo
completa,
➙
Per maggiori
informazioni contattare:
Micheal O’Briain,
DG ENV.D.2 per
Classificazione ZPS
➙
14,1%
➙
4.313
➙
• Il barometro natura si basa sulle
informazioni ufficiali dagli Stati
Membri.
• Diversi siti possono essere stati,
totalmente o parzialmente, proposti
ai sensi di ambedue le direttive.
Non è quindi possibile sommare i
valori.
• La percentuale della superficie è
indicativa. Fa riferimento al totale
dell’area proposta, terrestre e
marina, riferita alla superficie
dell’area terrestre dello Stato
Membro. Vari Stati Membri hanno
designato parti rilevanti delle loro
acque costiere.
• Alcuni Stati Membri hanno proposto
vaste aree che includono zone
cuscinetto. Altri hanno limitato le
loro proposte alle “core areas”
(zone chiave interne). Tuttavia l’area
può comprendere ora anche le zone
periferiche da quando l’articolo 6
della Direttiva Habitat si applica
anche alle nuove attività previste al
di fuori di un sito Natura 2000, ma
che probabilmente avranno
conseguenze all’interno del sito
stesso.
• La valutazione globale delle liste
nazionali potrà essere modificata,
con aggiunte o riduzioni, a seguito
di analisi scientifiche più complete,
in particolare durante i seminari
biogeografici relativi.
36
België/Belgique
➙
Nota bene:
6
NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000
progressi n
Stato
membro
Direttiva habitat
Numero
di siti
proposti
Totale area
proposta
(km2)
% del
territorio
nazionale
Mappe
dei siti
Schede
Natura
2000
Valutazione
delle liste
nazionale
209
1.105
3,6%
194
10.259
23,8%
2.196
20.434
5.8%
234
26.522
20,1%
937
90.129
17,9%
1.028
31.440
5,7%
317
6.140
8,7%
2.507
49.364
16,4%
Italia
38
352
13,6%
Luxembourg
76
7.078
17,0%
Nederland
127
9.144
10,9%
Österreich
94
16.502
17,9%
1.381
47.154
13,9%
Suomi
2.454
50.908
12,4%
Sverige
386
17.941
7.4%
12.178
384.472
België/Belgique
➙
Danmark
Deutschland
➙
Ellas
España
➙
➙
France
Ireland
Portugal
United Kingdom
a e/o non digitalizzata
altamente insufficiente
e digitalizzata
Elenco sostanziale ma ancora incompleto
digitalizzati e convalidata
completa
Il Barometro Natura:
Aggiornamenti sullo stato di
avanzamento
• Il Barometro Natura: aggiornamento
sullo stato di avanzamento Notevoli
progressi si possono registrare per
quanto riguarda la Direttiva Habitat
nei seguenti paesi: in Germania,
con 701 nuovi siti (+6028 km2), in
Spagna con 70 (principalmente
nella regione delle Baleari), in
Irlanda con 50, raggiungendo cosi l’
8,7% del territorio nazionale. Anche
il Portogallo ha trasmesso altri 29
siti (+4352 Km2) e il Regno Unito
ha presentato una nuovo gruppo di
46 siti (+313 km2). La Svezia ha
trasmesso una nuova lista nazionale
rivista, con un aumento del numero
totale dei siti proposti ma senza
una modifica sostanziale dell’area
complessiva. Infine i nuovi siti
trasmessi qualche mese fa dal
Belgio, che non erano stati inclusi
nella precedente versione del
Barometro, sono stati aggiunti.
• C’e stato un notevole progresso
anche per quanto riguarda la
Direttiva Uccelli per la Germania
(40 nuovi siti), per la Spagna (79
nuovi siti), per l’Italia (74 nuovi siti)
e per la Svezia (90 nuovi siti).
Anche la Francia e il Regno Unito
hanno notificato qualche nuovo
sito. I totali dei siti per la Finlandia
e per l’Austria, che si basavano su
precedenti trasmissioni, sono stati
corretti. La superficie totale di
tutte le aree ZPS e aumentata di
27703 Km2.
Per maggiori
informazioni contattare:
Fotios Papoulias,
DG ENV.D.2 per
Proposta SIC.
notevoli dall’ultimo barometro natura
NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000
7
SUL CAMPO
Gipeto. Foto: F. Marquez.
INSET
Foto: Fundacion para la Conservacion del Quebrantahuesos
Una rete di risorse per salvare il gipeto
La sagoma di un uccello
imponente, con la coda a cuneo e
le ali a punta larghe quasi 3 metri,
si staglia contro il cielo e poi
scompare silenziosa dietro la
montagna. È il gipeto, Gypaetus
barbatus, una delle quattro specie
di avvoltoio che vivono in Europa:
per pochi fortunati, un raro
avvistamento da ricordare tutta la
vita.
Questa specie si distingue dagli
altri avvoltoi anche per la sua dieta
particolare, composta essenzialmente
da ossa di ungulati morti, più che
dalla loro carne. Se un osso è troppo
lungo per inghiottirlo intero, il gipeto
lo fa precipitare dall’alto sulle rocce,
in modo da romperlo in pezzi più
piccoli. Grazie ai suoi potenti succhi
gastrici, questo avvoltoio è in grado
di estrarre le proteine ed i sali
minerali dalle ossa e dal midollo di
cui si nutre.: una peculiare strategia
di sopravvivenza in un ambiente
tanto ostile. Il gipeto, inoltre, è un
uccello longevo (fino a quarant’anni
in cattività) che raggiunge la maturità
sessuale solo all’età di sei-sette anni e
depone non più di un uovo per volta.
Un drastico declino
Presente su gran parte delle catene
montuose europee fino al XIX
secolo, con l’andar del tempo il
gipeto ha risentito pesantemente di
varie forme di persecuzione (come
la caccia o l’avvelenamento) e della
trasformazione dei suoi habitat. A
causa di ciò, questa specie è quasi
scomparsa dall’Europa: la
popolazione attuale raggiunge a
stento il centinaio di coppie.
L’ultima vera roccaforte del gipeto è
sui Pirenei, anche se popolazioni
isolate sopravvivono in Corsica e a
STATO DI CONSERVAZIONE DEL GIPETO NELL’UE
Region
Popolazione
Pirenei
94 coppie
(71in Spagna,
23 in Francia)
➚
Corsica
10 coppie
Creta
4–6 coppie
➙
➘
Alpi
Evoluzione Minacce
4 coppie (reintrodotte)
(2 in Francia,
2 in Italia)
➚
Avvelenamento, caccia
elettrocuzione, disturbo dei siti di
nidificazione (silvicoltura, strade,
attività sportive, caccia, ecc.).
NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000
Present distribution
Distribuzione
attuale
Completed
LIFE-Nature
Progetti
LIFE
Naturaprojects
completati
On-going LIFE
LIFE-Nature
projects
Progetti
Natura
in corso
Reintroduced
Reintroduced population
population
Popolazione
reintrodotta
Diminuzione delle fonti di cibo
Caccia, degrado dell’habitat,
apertura di strade di montagna.
Caccia, collisione con linee
elettriche e cavi di funivie.
Distribuzione del Gipeto in Europa.
8
Historic distribution
Distribuzione
storica
?
?
Creta e alcuni esemplari sono stati
recentemente reintrodotti sulle Alpi.
L’intervento di LIFE-Natura
Per il suo stato di conservazione
precario, il Gypaetus barbatus è
considerato una specie prioritaria
per i finanziamenti previsti nel
quadro di LIFE. Complessivamente,
nel corso degli anni sono stati
finanziati sei progetti; di questi, due
sono già giunti al termine e gli altri
quattro sono partiti insieme nel
1998.
Collaborazione internazionale nei
Pirenei
Una parte del progetto francospagnolo per la conservazione dei
vertebrati minacciati di estinzione
nei Pirenei ha riguardato
l’elaborazione di un piano per la
conservazione del gipeto in questa
particolare catena montuosa. Alla
fine del progetto, nel 1999, la
popolazione era aumentata
sensibilmente e varie aree
abbandonate, in particolare nella
parte orientale del massiccio, verso
la Francia, erano state ricolonizzate.
Resta però un problema da risolvere:
la classificazione di queste aree
come ZPS. L’esperienza concreta
acquisita in questo primo caso
servirà anche per i nuovi progetti.
Ricolonizzazione naturale nelle
Sierras spagnole
L’Aragona spagnola è nell’Unione
europea la regione che ospita la
popolazione più numerosa di gipeti.
In Aragona i dati indicano un
aumento lento ma costante del
numero di esemplari negli ultimi
due anni, grazie all’impegno sul
fronte della conservazione. Il nuovo
progetto LIFE-Natura intende
sfruttare su questo dinamismo e
stimolare il ripopolamento naturale
di altre catene montuose. Gli
spostamenti dei giovani gipeti
vengono seguiti via radio per
individuare le potenziali minacce
per l’incremento numerico di questa
popolazione(troppi esemplari
muoiono avvelenati o per aver
urtato le linee elettriche). Il progetto,
inoltre, prevede la creazione di
speciali stazioni di alimentazione in
punti strategici per attirare avvoltoi
“pionieri” nella speranza che si
stabiliscano nella zona.
Effetti del cambiamento della
pastorizia in Corsica
La transumanza, cioè il trasferimento
delle greggi dalla pianura alla
montagna, è una tradizione antica in
Corsica, ed è un’usanza che fornisce
una fonte vitale di cibo ai gipeti. La
costante diminuzione del successo
della riproduzione negli ultimi
quindici anni è dovuta molto
probabilmente al graduale
abbandono delle usanze tradizionali
della pastorizia. Grazie al progetto
LIFE, è stato avviato un programma
coordinato per studiare gli effetti del
cambiamento della pastorizia sulla
specie ed è stato ingaggiato
personale specializzato per tenere
sotto controllo i siti di nidificazione,
creare stazioni di alimentazione e
valutare il numero di greggi presenti
nell’areale di questa specie.
Il ritorno del gipeto sulle Alpi
Nel quadro di un programma
internazionale di reintroduzione del
Gypaetus barbatus sulle Alpi, il
progetto LIFE-Natura sul versante
francese delle Alpi prevede la
liberazione di 2–3 esemplari all’anno
di gipeti allevati in cattività.
Parallelamente, si cerca di limitare le
morti attorno ai siti di nidificazione,
ad esempio modificando le linee
elettriche in modo da evitare che i
gipeti le urtino rimanendo uccisi.
Malgrado ciò, la popolazione rimane
molto fragile: la scorsa primavera un
esemplare è stato abbattuto da un
cacciatore senza scrupoli.
Salvare gli ultimi esemplari in Grecia
Avendo ormai stabilito che purtroppo
il gipeto è con ogni probabilità
estinto nelle regioni continentali della
Grecia, ora si sta cercando di
proteggere gli ultimi esemplari rimasti
sull’isola di Creta, individuati
attraverso un precedente progetto. La
maggior parte delle iniziative mira a
combattere le due minacce più
temibili, il bracconaggio e l’apertura
di strade di montagna. La situazione
resta comunque grave: malgrado gli
sforzi, negli ultimi anni ben tre gipeti
sono stati uccisi dai bracconieri.
Una rete europea per il gipeto
Poiché i quattro progetti LIFE-Natura
in corso ed il progetto francospagnolo già ultimato hanno obiettivi
simili, su invito della Commissione
europea i loro responsabili hanno
istituito una rete allo scopo di
favorire lo scambio di esperienze ed
intraprendere alcune azioni in
comune. In futuro, dovrebbe anche
essere possibile decidere le priorità
per la conservazione della specie a
livello europeo.
Ciascun progetto nomina, a turno,
una persona incaricata di organizzare
seminari tecnici nelle diverse regioni.
L’intenzione non è tanto discutere gli
aspetti scientifici della conservazione
della specie, quanto di promuovere la
cooperazione e le sinergie tra
persone che lavorano in regioni
diverse. Inoltre, grazie alla rete sarà
possibile evitare di replicare lavori già
eseguiti e in questo modo risparmiare
Linee elettriche responsabili dell’elettrocuzione di esemplari di gipeto. Foto: F. Marquez
NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000
9
SUL CAMPO segue
denaro. Ecco un assaggio dei temi
discussi in questi seminari.
Scambio di tecniche di conservazione
Molti dei problemi vanno affrontati a
livello locale ma per alcune iniziative,
come la creazione di stazioni di
alimentazione, può essere molto utile
uno scambio di pareri sugli aspetti
pratici e organizzativi. Recentemente i
seminari hanno portato alla
definizione di alcuni principi guida
generali. Si è stabilito così che le
stazioni di alimentazione vanno
preferibilmente create in zone
sperdute di montagna per evitare che
le attività umane disturbino gli
animali. Il cibo deve essere costituito
prevalentemente da ossa e non da
intere carcasse, per limitare la
competizione da parte di altri animali
necrofagi, e deve essere fornito con
regolarità, più o meno ogni quindici
giorni tra novembre ed aprile, così da
coprire le fasi iniziali del ciclo
riproduttivo che, tra l’altro,
coincidono con il periodo in cui è più
difficile per i gipeti procurarsi il cibo.
Quanto allo scopo di queste stazioni,
si è stabilito che è quello di aiutare i
gipeti non ancora adulti ed aumentare
le loro probabilità di sopravvivenza,
fornendo loro regolarmente del cibo
sicuro (non avvelenato) in modo da
aiutarli, in futuro, a colonizzare nuove
aree. Le stazioni di alimentazione,
quindi, devono rappresentare una
misura provvisoria a cui ricorrere
finché la popolazione non sarà
tornata a livelli soddisfacenti.
Cooperazione sul campo
I componenti di un gruppo hanno
partecipato a programmi di
addestramento in un’altra regione per
migliorare le loro capacità sul campo.
Stazione di alimentazione nella Sierra
spagnola. Foto: Fundacion para la
Conservacion del Quebrantahuesos
10
NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000
Punto informazione sul gipeto a Chania, Creta.
Foto: Museo di storia naturale di Creta
Proprio durante una di queste
giornate, nel 1999, è stata scoperta
una nuova coppia di avvoltoi in
Corsica: un risultato niente male per
la formazione sul campo!
Strumenti comuni di comunicazione
Una forma ovvia di cooperazione
riguarda la produzione di materiale
di sensibilizzazione, che può essere
utilizzato in tutti i paesi. Il progetto
greco, ad esempio, ha prodotto un
poster con il nome della specie
tradotto in varie lingue e dialetti e
con i logo delle diverse
organizzazioni che si occupano della
sua conservazione. Il progetto dei
Pirenei, invece, ha creato un kit
didattico composto da 12 diversi
strumenti: lucidi, opuscoli, CD Rom,
giochi da tavolo e persino un
modello del gipeto in grandezza
naturale. Il kit sta per essere adattato
per poter essere utilizzato anche in
Corsica e nelle Alpi.
Strumenti comuni di addestramento
I progetti greco, corso e aragonese si
sono spinti ancora più in là e stanno
collaborando alla stesura di una
guida comune sull’identificazione dei
vari stadi del piumaggio. La guida,
che conterrà schede informative
redatte in tutte e tre le lingue,
permetterà di stabilire l’età degli
avvoltoi e la struttura della
popolazione. All’ultimo incontro gli
scienziati di un progetto austriaco
non collegato a LIFE hanno trovato
quest’iniziativa tanto interessante che
hanno chiesto di partecipare al
lavoro e tradurre le schede in
tedesco e in italiano.
Il valore aggiunto delle reti
Come illustrano gli esempi, la
costituzione di reti di progetti che
riguardano la stessa specie ed
affrontano problemi simili può
assicurare molti vantaggi e
soprattutto può far risparmiare tempo
e sappiamo tutti quanto sia cruciale
questo elemento quando si ha a che
fare con specie gravemente in
pericolo come il gipeto. Per questo,
non possiamo che sperare che
questo esempio venga seguito da un
numero sempre maggiore di progetti
LIFE-Natura in futuro.
Per maggiori informazioni
contattare:
Grecia Michalis PROBONAS Museo
di storia naturale di Creta
[email protected]
Tel./fax +30 81 324366
Alpi francesi Céline CLEMENTE
Ligue pour la Protection des Oiseaux
(LPO) lpogypaè[email protected]
Tel. +33 1 53585838
fax +33 1 53585839
Corsica Jean François SEGUIN Parc
Naturel Régional de la Corse
[email protected]
Tel./fax +33 4 95470836
Spagna nord-orientale Ramón
ANTOR Governo dell’Aragona /
Fondazione per la conservazione del
gipeto [email protected],
Tel./fax +34 976 299667 Web page:
http//:www.quebrantahuesos.org/
NOTIZIARIO
Nuovi orientamenti per la
presentazione di relazioni sui
progetti LIFE III
Nei primi mesi di quest’anno, la
Commissione ha fornito ai beneficiari
di LIFE II una serie di linee guida
riguardanti la presentazione di relazioni
sui progetti. Tali orientamenti sono stati
ora riveduti per LIFE III allo scopo di
adeguarli alle nuove disposizioni
amministrative standard. Entrambi i
documenti – per i progetti finanziati da
LIFE II e per i progetti finanziati da
LIFE III – saranno disponibili a partire
dell’inizio del 2001 in francese, inglese,
tedesco, spagnolo e italiano nel sito
Web della DG Ambiente (indirizzo a
pag. 12, in fondo).
Natura 2000 e i terreni militari
Il ministero francese della Difesa ha
pubblicato un opuscolo conservazione
della natura. L’opuscolo, illustrato,
contiene tra l’altro un resoconto dei
partenariati istituiti attraverso i progetti
LIFE-Natura; ad esempio vi è descritta
la collaborazione tra l’esercito francese
ed ONG belghe, francesi,
lussemburghesi e tedesche nel quadro
del progetto internazionale sui
pipistrelli (vedi notiziario Natura 2000
n. 11). Le aree militari sono spesso
particolarmente ricche di habitat
naturali e di specie, probabilmente per
la quasi totale assenza di sostanze
chimiche e per la scarsa manutenzione
che favorisce ed accelera la
successione. In Francia è stato proposto
di inserire il 17% dei terreni militari,
pari a 45.000 ha, nella rete Natura
2000. Contattare: Délégation à
l’information et à la communication de
la Défense, 14 rue Saint-Dominique F00450 Armées, Tel : +33 1 44.42.30.11,
Fax : 33 1 44 42 31 43,
Internet : www.defense.gouv.fr
Una strategia europea per le zone
costiere
Tra il 1996 e il 1999, le Direzioni
generali Ambiente, Pesca e Politica
regionale della Commissione Europea
hanno lavorato insieme allo scopo di
promuovere misure con cui arginare il
degrado delle zone costiere europee. È
nato così un programma di
dimostrazione sulla Gestione Integrata
delle Zone Costiere (GIZC) che mira a
fornire informazioni tecniche sulla loro
gestione sostenibile e a stimolare il
dibattito tra i vari soggetti interessati.
A seguito di tale programma e in
risposta alle pressioni sempre più forti
cui sono sottoposte le zone costiere, la
Commissione europea ha recentemente
adottato altri due testi sull’argomento. Il
primo è una comunicazione che
definisce una strategia europea contro il
degrado delle zone costiere e sottolinea
la necessità di intraprendere azioni
informate, coordinate e complementari
a tutti i livelli dell’amministrazione,
nonché di coinvolgere tutti i soggetti
che usano o gestiscono le zone
costiere. Il secondo è una proposta di
raccomandazione che invita gli Stati
membri ad elaborare una propria
strategia nazionale per la gestione
integrata delle zone costiere. I due testi
sono disponibili su Internet all’indirizzo
europa.eu.int/comm/environment/iczm/
home.htm
Anche i monasteri greci fanno
conservazione della natura
LIFE-Natura attribuisce grande
importanza alla creazione di
partenariati, con risultati anche curiosi.
In Grecia, ad esempio, i monasteri
compaiono sempre più frequentemente
nei progetti. La cosa non è poi così
sorprendente, dal momento che gli
istituti religiosi sono tra i maggiori
proprietari terrieri in Grecia e che gran
parte dei loro terreni è gestita in modo
estensivo e non intensivo. Le origini di
questo coinvolgimento risalgono al
1991, nell’ambito del vecchio
programma ACE, quando al monastero
di Simonos Petras sul Monte Athos
(Grecia settentrionale) fu assegnato un
cofinanziamento per un progetto di
tutela degli habitat boschivi che ha
portato all’elaborazione di una specifica
strategia di gestione dei boschi e alla
definizione di tecniche innovative di
protezione del suolo.
Anche di recente gli esempi di
coinvolgimento non sono mancati: ad
esempio, sull’isola di Creta, il
monastero di Toplou collabora dal 1998
ad un progetto per la salvaguardia della
foresta di palma endemica di Vai
(Phoenix theophrasti). Questo piccolo
sito è cinto d’assedio da terreni agricoli
che gli impediscono di rigenerarsi e di
espandersi. Grazie al monastero, però,
forse si è trovato il modo di liberare il
palmeto da questa morsa: in cambio
delle tenute agricole intorno al palmeto,
il monastero ha offerto alcuni suoi
terreni situati in altre zone della stessa
regione. In questo modo gli agricoltori
potranno continuare a coltivare la terra
e allo stesso tempo il palmeto potrà
ricominciare ad espandersi nelle nuove
zone di protezione. Anche il monastero
del Profeta Elia sta facendo la sua parte
per la tutela della natura: ha cominciato
a piantare alberi per incoraggiare il
ritorno di rari rapaci sulle colline che si
affacciano sulla baia di Amvrakikos.
Ora si sta cercando di far rientrare
quest’attività in un progetto LIFE-Natura
dedicato agli uccelli minacciati di
estinzione che vivono in quell’area.
I picchi e le pinete delle Canarie
Nelle pinete delle Canarie vivono
numerosi rari endemismi, tra cui due
sottospecie di picchio rosso maggiore
(Dendrocopos major): quella di
Tenerife (D. m. canariensis) e quella di
Gran Canaria (D. m. thanneri).
Consapevole delle sorti incerte di questi
habitat e di queste specie, nel 1997 il
governo regionale delle Canarie ha
proposto un progetto LIFE-Natura per il
picchio rosso maggiore sull’isola di
Tenerife. Nell’ambito del suo
programma di sensibilizzazione, inoltre,
ha pubblicato recentemente un volume
ricco di informazioni sulle pinete e
sugli animali che vi abitano, in
particolare sulle specie minacciate di
estinzione. Nel libro vengono spiegati i
principali problemi di conservazione
(incendi, eccessivo sfruttamento delle
risorse idriche e struttura inadeguata
delle pinete dovuta ai vecchi
programmi di rimboschimento) e
vengono illustrate
NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000
11
NOTIZIARIO segue
14
Tecniche innovative per il
contenimento del ginepro
Il Parco nazionale dell’Arcipelago
comprende 8.400 isole del Baltico al
largo dell’estremità sud-occidentale
della Finlandia. Nel Parco la natura è
padrona del territorio ed ogni isola
ospita un ricco mosaico di habitat
diversi, dai pascoli arborati ai prati
umidi e aridi. Ma con l’abbandono
dell’agricoltura insulare su piccola scala,
gran parte di questo patrimonio
naturale sta soffocando sotto una fitta
coltre di arbusti.
Per questo, nel 1997 è stato lanciato
un progetto LIFE–Natura con lo scopo
di combattere l’invasione degli arbusti
su 34 isole. Per rendere più agevole
questo intervento, sono state realizzate
apposite macchine frutto dell’inventiva
di alcuni partecipanti al progetto. La
prima è un trattore munito di un
braccio in grado di afferrare e sradicare
il ginepro comune, Juniperus
communis, un’operazione che
altrimenti avrebbe dovuto essere
effettuata manualmente. La seconda
macchina, uno sradicatore di ceppi, è
ancora un prototipo ma ha già
dimostrato di essere conveniente (850
€/ha) rispetto ai metodi più tradizionali
(2500 €/ha). Queste ed altre esperienze
sono illustrate in un libro intitolato
“Island Pastures”. Per avere una copia
CR-AA-00-003-IT-C
anche le azioni già realizzate attraverso
LIFE-Natura: si va da azioni pratiche,
come il taglio degli alberi, ad interventi
di tipo programmatico, ad esempio la
modifica delle politiche forestali
regionali. Per avere una copia (solo in
spagnolo) del volume contattare:
Asunción Delgado Dirección General
de Medio Ambiente Gobierno de
Canarias, Avda. Anaga, 35, E-38001
Santa Cruz de Tenerife Tel: + 34 922
473900, Fax: +34 922 287115
Trattore modificato, Parco nazionale dell’Arcipelago, Finlandia. Foto: Leif Lindgren
(in finlandese, svedese o inglese – 295
FIM) contattare: Leif Lindgren, FIN21710 Korppoo, Finlandia. Tel. +358 2
465 1860; fax +358 2 465 1861 e-mail:
[email protected].
Protezione delle tartarughe
marine a Madeira
Il Centro di indagine e tecnologia di
Madeira sta svolgendo un progetto
LIFE-Natura a sostegno della
conservazione delle tartarughe marine
del Nord Atlantico. Nell’ambito di
questo progetto, il Centro ha pubblicato
un agile opuscolo sull’identificazione di
questi animali. L’ultima parte
dell’opuscolo, che è destinato alla
comunità locale, indica cosa fare
quando si incontra una tartaruga
marina. Per avere una copia (in
portoghese) contattare: Estação de
Biologia Marinha do Funchal,
Promenade da Orla Marítima, Cais do
Carvão, 9000-107 Funchal, Madeira –
Portogallo, [email protected]
Redattori: Bertrand Delpeuch (DG ENV.D.2), Kerstin Sundseth (Ecosystems LTD., Brussels)
Hanno contribuito a questo numero: Bertrand Delpeuch, Fotios Papoulias, Kerstin Sundseth,
Mariella Fourli, Michael O’Briain, Concha Olmeda, Olivier Patrimonio, Oliviero Spinelli,
Marc Thauront.
Questo notiziario è pubblicato tre volte all’anno ed è disponibile in inglese, francese, tedesco,
spagnolo e italiano. Per essere inclusi nell’indirizzario, mandate il vostro nome e indirizzo
alla DG ENV.D2, BU-9 3/204, European Commission, 200 Rue de Loi, B-1049 Brussels. Fax:
+322 296 9556. In alternativa potete consultare il sito web della DG ENV: http://europa.eu.int/
comm/environment/natura/home.htm dove troverete questo notiziario ed altri documenti
collegati alla politica della conservazione della natura.
NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000
Una dimenticanza: Abbiamo
dimenticato di stampare l’attribuzione
della foto dello scoiattolo volante a
pagina 3 del numero 12 del notiziario.
E’ stata scattata da Heikki Willamo.
Siti Web relativi a LIFE-Natura
Continua la rassegna dei siti Web sui
progetti LIFE-Natura più recenti:
• Protezione della natura sul Federsee,
Germania: http://www.Naturschutzam-Federsee.de (in tedesco)
• Progetto LIFE nel parco nazionale di
Müritz nella Germania orientale:
http://www.nationalparkmueritz.de/ (in tedesco)
NATURA 2000 NEWSLETTER
12
• Recupero delle torbiere vicino
Salisburgo (Austria): http://
www.land-sbg.gv.at/naturschutz/
wengermoor (in tedesco)
• Gestione degli habitat dell’Asphodelus
bento-rainhae in Portogallo: http://
www.gardunha.com/life.htm
• L’Agenzia svedese per la protezione
dell’ambiente ha aperto un sito
Web per tutti i progetti svedesi
LIFE-Natura e LIFE-Ambiente: http:/
/www.environ.se/dokument/
omverket/ekostod/ekodok/life/
lifeproj.htm (solo in svedese)
Il notiziario Natura 2000 non rif lette
necessariamente il punto di vista ufficiale della
Commissione Europea. La riproduzione è
autorizzata, eccetto per motivi commerciali,
a condizione che sia citata la fonte.
Stampato su Cyclus Print 115 gr/m3 carta
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