ISSN 0000-0000 ISSN 1562-5478 natura 2000 NOTIZIARIO NATURA DELLA COMMISSIONE EUROPEA DG ENV Numero 13 • Dicembre 2000 INDICE IN PRIMO PIANO Alla ricerca di nuove opportunità pagg. 2–4 SPECIE L’ululonedal ventre di fuoco, Bombina bombina pag. 5 BAROMETRO NATURA Ultimo aggiornamento del barometro al 14 novembre 2000 pagg. 6–7 Pesca sportiva nell’Arcipelago Merenkurkku, Finlandia. Photo: Seppo Lammi BENVENUTO, LIFE III! Dopo una lunga (e democratica) gestazione, finalmente è nato il nuovo LIFE! Il suo stato di salute è ottimo! La Commissione aveva presentato una proposta di regolamento già nel dicembre 1998, ma solo all’inizio del luglio 2000, al termine di una procedura di concertazione, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno finalmente approvato LIFE III. LIFE III coprirà il periodo 2000 – 2004 ed avrà un bilancio totale di 640 milioni di Euro, di cui il 47% sarà destinato alla conservazione della natura. Sono state introdotte nuove disposizioni, tra cui l’apertura del fondo ai paesi candidati all’adesione; inoltre, sono state istituite due nuove misure di accompagnamento per LIFE-Natura: i progetti “starter”, con i quali si incoraggia l’elaborazione di proposte che coinvolgono partner di più Stati membri, e le misure “coop”, dirette a stimolare lo scambio di esperienze tra progetti. D’ora in avanti, i progetti riguardanti la natura dovranno essere presentati ogni anno entro la fine di ottobre; la selezione sarà effettuata durante l’inverno e in primavera la Commissione pubblicherà l’elenco dei progetti da finanziare. In questo modo, i beneficiari di LIFE-Natura potranno iniziare le attività sul campo prima di quanto sarebbe stato possibile con LIFE II (che prevedeva l’annuncio dei cofinanziamenti in luglio): i lavori sul campo, quindi, potranno partire già dal primo anno. Nel rinnovare il sostegno allo strumento LIFE, gli Stati membri e il Parlamento europeo hanno comunque insistito sulle garanzie di affidabilità tecnica e finanziaria che devono offrire i beneficiari, come pure sul fatto che i progetti devono essere realistici e coerenti con le azioni realizzate attraverso i Fondi strutturali. Ora sta a ciascuno di noi – beneficiari di LIFE-Natura, amministrazioni nazionali competenti in materia di conservazione della natura e servizi della Commissione – far sì che venga fatto buon uso del denaro messo a disposizione per il bene del patrimonio naturale dell’Europa. SUL CAMPO Una rete di risorse per salvare il gipeto pagg. 8–10 NOTIZIARIO Sintesi degli ultimi avvenimenti e pubblicazioni pagg. 11–12 Il notiziario NATURA 2000 è prodotto dall’Unità di Conservazione della Natura della Direzione Generale Ambientale (DG ENV D.2) della Commissione Europea. IN PRIMO PIANO Discrete zone di appostamento lungo la riva dello Steinhuder Meer, un sito pilota della Carta europea per un turismo sostenibile. Foto: Naturpark Steinhuder Meer A DESTRA Parco nazionale di Bieszczady, Polonia. Foto: M. Thauront Alla ricerca di nuove opportunità Natura 2000 sta finalmente cominciando a prendere forma e l’attenzione si concentra sempre più sulla gestione a lungo termine dei siti che ne fanno parte. Come illustrato anche nell’ultimo numero , la gestione di Natura 2000 si attua fondamentalmente influenzando l’uso del territorio. Ma nella maggior parte dei casi questa influenza è vista come una limitazione. Certo, Natura 2000 ha come scopo prioritario la salvaguardia delle specie e degli habitat per i quali il sito è stato designato, ma non per questo va vista solo come un vincolo: al contrario, può offrire anche nuove opportunità, ad esempio nel settore del turismo. Di questo argomento si è parlato in un convegno organizzato dalla Commissione europea sul tema “Turismo sostenibile e Natura 2000”, che si è svolto a Lisbona a dicembre 1999 e che ha visto la partecipazione di circa 130 persone provenienti dai settori del turismo e della conservazione della natura. Obiettivo del convegno era studiare, attraverso 2 NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000 seminari ed esempi concreti di iniziative da prendere a modello, soluzioni che permettano di combinare sviluppo del turismo e conservazione dei siti Natura 2000 in modo proficuo per l’uno e per gli altri. Il ruolo positivo del turismo Il turismo è una delle industrie più fiorenti a livello mondiale: in Europa, rappresenta in media il 6% del PIL e dà occupazione ad una percentuale significativa della forza lavoro. Finora, il turismo è stato costituito soprattutto dal “turismo di massa” e si è concentrato sulle coste e sulle montagne, dove il suo impatto sull’ambiente è stato nel complesso devastante, con la costruzione di infrastrutture di massa, la crescita della pressione dei visitatori, l’aumento dell’inquinamento, ecc. Oggi, però, sempre più persone hanno un orario di lavoro ridotto e si concedono vacanze più brevi ma più frequenti: di qui la richiesta di forme di turismo specializzate, come l’ecoturismo. Tra i fattori che possono contribuire a questo cambiamento ci sonouna migliore coscienza ambientale e una maggiore necessità di soddisfare i visitatori. Cosa si può fare affinché questa tendenza si trasformi in un vantaggio per i siti della rete Natura 2000? Il turismo può svolgere diversi ruoli: ad esempio, può contribuire a rendere turisti e residenti più consapevoli dell’importanza della conservazione e può anche aiutare l’economia locale con la creazione di nuove attrazioni o fonti di entrate, favorendo in questo modo non solo una maggior accettazione dell’area protetta da parte della comunità locale, ma anche l’afflusso di fondi per la conservazione del sito. Fattori di successo Questo non significa che tutte le aree della rete Natura 2000 siano adatte per il turismo: prima bisogna valutare attentamente vari fattori. La prima cosa da stabilire, e la più ovvia, è se l’area sia in grado di sopportare l’afflusso di visitatori, e in caso affermativo, dove, quando e in che misura. Se si vuole contenere l’impatto del turismo, è fondamentale definire la capacità ricettiva e i limiti di accettabilità del cambiamento. Talvolta basta decidere che tipo di attrazione offrire per garantire la pacifica convivenza di turismo e natura. Sull’isoletta di Terschelling, nei Paesi Bassi, ad esempio, il numero di visitatori è recentemente salito ad oltre 360.000 all’anno, eppure i valori naturali dell’isola sono ancora in condizioni soddisfacenti grazie ad un’attenta pianificazione e ad un’accorta gestione dei visitatori. Per ottenere questo risultato si è realizzato, ad esempio, un percorso ciclabile di 15 km lungo i confini della riserva naturale, lontano dal cuore del parco. Il percorso è pavimentato per i primi 2 km, sufficienti per accontentare coloro che si recano nella riserva per il piacere di una passeggiata (70% dei visitatori), poi diventa un sentiero sterrato, che appaga i desideri degli amanti della natura alla ricerca di qualche emozione in più (20% dei visitatori), e nell’ultimo tratto si riduce ad un sentiero invaso dalla vegetazione lungo cui si avventurano solo i naturalisti più determinati (10% dei visitatori). Coinvolgere le comunità locali Un altra considerazione importante da tener presente è che il turismo dovrebbe basarsi sulla cooperazione e sulla partecipazione di tutti i gruppi di interesse: in fin dei conti si tratta di un settore multidisciplinare e non ha senso realizzare dei percorsi attorno ad una riserva naturale se le vie d’accesso sono poco praticabili o se nella zona le infrastrutture, gli alloggi, i ristoranti, ecc. sono pochi, molto distanti l’uno dall’altro e di livello scadente. Molti dei casi di studio presentati alla conferenza di PRINCIPI DELLA CARTA DEL TURISMO SOSTENIBILE • • • • • • • • • • Rispettare i limiti della capacità di carico Contribuire alla tutela e al potenziamento del turismo interessato al patrimonio naturale Preservare le risorse naturali Sostenere l’economia locale Promuovere il coinvolgimento delle popolazioni locali Sviluppare un turismo adeguato di alta qualità Rendere accessibili a tutti le aree protette Sviluppare nuove forme di occupazione Incoraggiare comportamenti rispettosi dell’ambiente Costituire un modello per altri settori economici ed influenzarne le pratiche Per maggiori informazioni contattare la Fédération des Parcs naturels régionaux de France, 4, rue de Stockholm – F 75008 Parigi tel +33 1 44 90 86 20; fax + 33 1 45 22 70 78; email [email protected] (testo disponibile in francese, inglese, tedesco, spagnolo e italiano) Lisbona lo scorso anno sottolineavano come, per la riuscita dei progetti, sia indispensabile coinvolgere la comunità locale sin dalle prime fasi. Ma per garantire questo coinvolgimento, i conservazionisti devono riuscire a spiegare con un linguaggio accessibile a tutti quali caratteristiche devono possedere i siti Natura 2000 dal punto di vista ecologico: Natura 2000, infatti, sembra rimanere una realtà più o meno sconosciuta tra i non addetti ai lavori. Collocare Natura 2000 nel contesto regionale In terzo luogo, occorre stabilire se la riserva naturale sia, da sola, un’attrazione sufficiente a sostenere il turismo. Il turismo giornaliero non basta: se si vogliono generare entrate per la comunità locale è importante trovare il modo di trattenere più a lungo i visitatori, ad esempio diversificando le attrazioni e fornendo prodotti di qualità. In altre parole, Agriturismo lungo la valle della Loira. Photo: M. Thauront bisogna inserire il sito Natura 2000 nel contesto geografico regionale. Proprio questo è l’approccio adottato nel parco naturale di Grebenzen in Austria. In quest’area, che rientra tra quelle previste dall’obiettivo 5b, la conservazione, la ricreazione, l’educazione e lo sviluppo regionale sono stati messi sullo stesso piano allo scopo di sviluppare un modello integrato di ecoturismo. A tal fine, con la partecipazione attiva delle comunità locali ed il coinvolgimento di 70 agricoltori e 50 affittacamere è stato definito un insieme articolato di iniziative tra cui la vendita diretta di prodotti biologici nelle fattorie, ristoranti nel parco naturale, sentieri per i visitatori, passeggiate tematiche, un “bus natura”, corsi pratici, ecc. In questo modo, grazie al coordinamento delle iniziative è stato possibile garantire un’offerta turistica molto superiore alla somma delle singole parti. Linee guida per un turismo sostenibile Infine, tenendo presenti tutti questi fattori, i partecipanti al convegno di Lisbona si sono chiesti se fosse opportuno elaborare delle linee-guida per il turismo sostenibile nelle aree Natura 2000 e hanno concluso che, anziché definirne di nuove, è preferibile usare e adeguare quelle esistenti. Due iniziative, in particolare, sono state considerate particolarmente adatte a Natura 2000. La prima è la Carta europea del turismo sostenibile stilata dalla Federazione EUROPARC. Con l’adesione alla Carta (che può NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000 3 IN PRIMO PIANO segue Le spiagge dove le tartarughe marine depongono le uova a Creta. Foto: K. Sundseth, Ecosystems LTD avvenire su base volontaria o contrattuale), i firmatari si impegnano ad applicare i principi del turismo sostenibile (vedi box) attraverso l’elaborazione di una strategia quinquennale ed un piano d’azione per il sito con la partecipazione sia degli organismi cui è affidata la gestione del parco che dei fornitori di servizi turistici. La Carta è attualmente in fase di sperimentazione in 10 aree pilota. La seconda iniziativa, denominata PAN Parks e promossa dal WWF e dal Gruppo Molecanten (una società olandese che fornisce servizi ricreativi), si basa sull’idea che la natura può diventare un fattore di solido sviluppo economico nelle regioni rurali europee. PAN Parks PRINCIPI E CRITERI INDICATIVI DELLA RETE PAN PARKS Principio 1: le aree protette sono importanti per le specie selvatiche e per gli habitat e rappresentative del patrimonio naturale europeo. I parchi devono avere un’estensione sufficiente a garantire il mantenimento dei processi ecologici ed il sostentamento delle popolazioni di specie in pericolo Principio 2: la gestione del parco garantisce il mantenimento e il ripristino dei processi ecologici e della biodiversità negli ecosistemi naturali Principio 3: il parco mette a disposizione dei visitatori informazioni, servizi e strutture di buona qualità ed offre la possibilità di entrare direttamente in contatto con la natura nel rispetto degli obiettivi di conservazione Principio 4: i vari partner mirano ad ottenere sinergie tra la conservazione della natura e turismo sostenibile elaborandone una strategia di sviluppo sostenibile , impegnandosi a rispettarla ed assumendosi congiuntamente la responsabilità della sua attuazione. Principio 5: i partner commerciali rispettano determinati criteri per garantire che il turismo naturalistico apporti benefici a lungo termine e crei posti di lavoro nelle comunità locali che vivono nelle vicinanze all’area protetta. Per maggiori informazioni contattare: Harri Karjalainen, WWF International, Av de Mont Blanc, 1196 Gland, Switzerland; tel +41 22 364 9426; fax +41 22 364 32 39; email [email protected] vuole quindi fornire una risposta incentrata sulla natura al mercato fiorente dell’ecoturismo e in questo modo trasformare le potenziali minacce in opportunità. Per ottenere il marchio di qualità PAN Parks, le aree interessate (di superficie non inferiore a 10.000 ha) devono essere in grado di rispettare i rigorosi principi e criteri del programma (vedi box). I parchi che aderiscono alla rete PAN Parks garantiscono standard elevati di conservazione e parallelamente offrono varie attività e strutture che ruotano attorno alla natura senza disturbare le specie selvatiche. Come nel caso della Carta, le aree aderenti devono elaborare una strategia di conservazione e sviluppo del turismo sostenibile in collaborazione con i gruppi di interesse. L’iniziativa è in corso di sperimentazione in 17 parchi che applicano una procedura di autovalutazione. Conclusioni Entrambi i sistemi sono in fase di sperimentazione ma è già stato stabilito che, una volta definiti in tutti i dettagli, potranno essere adattati alla rete Natura 2000. Nel frattempo, gli esempi delle iniziative da prendere a modello, le linee guida ed i punti di discussione generali presentati al convegno di Lisbona sono stati inseriti nel sito Web della DG Ambiente (indirizzo a pag. 12, in basso). È lecito sperare che questi esempi non si limitino ad offrire nuovi spunti al settore del turismo e a quello della conservazione, ma stimolino anche un maggior dialogo tra i due settori. Parco nazionale dell’Arcipelago, Finlandia, un sito pilota PAN Parks. Foto: Leif Lindgren A SINISTRA 4 NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000 SPECIE L’ululonedal ventre di fuoco, Bombina bombina Foto: Erich Wederkinch, Vestsjaelland County L’ululone dal ventre di fuoco, un anfibio che deve il suo nome al suono caratteristico che emette e al colore brillante di cui si serve per mettere in guardia i predatori, trascorre una schiva esistenza nei tranquilli stagni soleggiati. Gli habitat che predilige sono i pascoli estensivi sui terreni calcarei dell’Europa centrale ed orientale. Gli adulti svernano nel terreno, ma trascorrono la maggior parte della primavera e dell’estate nei piccoli specchi d’acqua dove si riproducono. In quei mesi, l’aria si riempie del suono cupo e melodico dei loro richiami nuziali. Purtroppo, le aree abitate da questo piccolo anfibio sono ideali anche per l’agricoltura intensiva. Passare da uno stagno all’altro diventa allora un’impresa rischiosissima: ammesso che sopravviva all’avanzare dell’aratro, l’ululone viene falcidiato da pesticidi e fertilizzanti. Come se non bastasse, gli stagni sono sotto la minaccia costante del prosciugamento, dell’eutrofizzazione e della crescita di una vegetazione resa troppo fitta dal pascolo insufficiente. Di conseguenza, gli habitat di questa specie sono sempre più frammentati e le popolazioni di Bombina bombina sempre più isolate: c’è il rischio quanto mai reale che una popolazione venga annientata da un giorno all’altro a causa di calamità inattese, come avverse condizioni meteorologiche. Non sorprende, quindi, sapere che l’ululone è stato inserito nell’elenco di specie prioritarie della direttiva Habitat. Nella maggior parte dei paesi dell’UE si sta cercando di invertire la tendenza al declino di questa specie. In Danimarca, ad esempio, con i finanziamenti LIFE-Natura è stato avviato un importante programma che mira a proteggere l’ululone in 7 degli 8 siti in cui vive, lungo le coste meridionali del paese. Il programma non si limiterà a riportare in condizioni ottimali gli stagni esistenti e i loro dintorni, ma creerà anche nuovi stagni “di riserva” in cui verranno introdotte uova deposte da animali allevati in cattività per dar vita a nuove colonie. Per cercare di allontanare questa specie dall’orlo dell’estinzione, infatti, la soluzione è una sola: ampliare il suo ambiente naturale. Foto: Birgit Bjerre Laursen, Fyn County NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000 5 BAROMETRO NATURA (del 14/11/00) Stato membro Direttiva uccelli Numero dei siti designati Area totale (km2) % del territorio nazionale Mappe dei siti Schede Natura 2000 Progressi Danmark 111 9.601 22,3% Deutschland 617 21.672 6,1% 52 4.965 3,8% España 260 53.602 10,6% France 117 8.193 1,5% Ireland 109 2.236 3,2% Italia 342 13.707 4,6% Luxembourg 13 160 6,2% Nederland 79 10.000 24,1% Österreich 83 12.080 14,4% Portugal 47 8.468 9,2% Suomi 451 27.500 8,1% Sverige 394 24.647 5,5% United Kingdom 209 8.648 3,5% 2.920 209.792 Ellas altamente insufficiente incompleta incompleta completa e praticamente completo completa, ➙ Per maggiori informazioni contattare: Micheal O’Briain, DG ENV.D.2 per Classificazione ZPS ➙ 14,1% ➙ 4.313 ➙ • Il barometro natura si basa sulle informazioni ufficiali dagli Stati Membri. • Diversi siti possono essere stati, totalmente o parzialmente, proposti ai sensi di ambedue le direttive. Non è quindi possibile sommare i valori. • La percentuale della superficie è indicativa. Fa riferimento al totale dell’area proposta, terrestre e marina, riferita alla superficie dell’area terrestre dello Stato Membro. Vari Stati Membri hanno designato parti rilevanti delle loro acque costiere. • Alcuni Stati Membri hanno proposto vaste aree che includono zone cuscinetto. Altri hanno limitato le loro proposte alle “core areas” (zone chiave interne). Tuttavia l’area può comprendere ora anche le zone periferiche da quando l’articolo 6 della Direttiva Habitat si applica anche alle nuove attività previste al di fuori di un sito Natura 2000, ma che probabilmente avranno conseguenze all’interno del sito stesso. • La valutazione globale delle liste nazionali potrà essere modificata, con aggiunte o riduzioni, a seguito di analisi scientifiche più complete, in particolare durante i seminari biogeografici relativi. 36 België/Belgique ➙ Nota bene: 6 NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000 progressi n Stato membro Direttiva habitat Numero di siti proposti Totale area proposta (km2) % del territorio nazionale Mappe dei siti Schede Natura 2000 Valutazione delle liste nazionale 209 1.105 3,6% 194 10.259 23,8% 2.196 20.434 5.8% 234 26.522 20,1% 937 90.129 17,9% 1.028 31.440 5,7% 317 6.140 8,7% 2.507 49.364 16,4% Italia 38 352 13,6% Luxembourg 76 7.078 17,0% Nederland 127 9.144 10,9% Österreich 94 16.502 17,9% 1.381 47.154 13,9% Suomi 2.454 50.908 12,4% Sverige 386 17.941 7.4% 12.178 384.472 België/Belgique ➙ Danmark Deutschland ➙ Ellas España ➙ ➙ France Ireland Portugal United Kingdom a e/o non digitalizzata altamente insufficiente e digitalizzata Elenco sostanziale ma ancora incompleto digitalizzati e convalidata completa Il Barometro Natura: Aggiornamenti sullo stato di avanzamento • Il Barometro Natura: aggiornamento sullo stato di avanzamento Notevoli progressi si possono registrare per quanto riguarda la Direttiva Habitat nei seguenti paesi: in Germania, con 701 nuovi siti (+6028 km2), in Spagna con 70 (principalmente nella regione delle Baleari), in Irlanda con 50, raggiungendo cosi l’ 8,7% del territorio nazionale. Anche il Portogallo ha trasmesso altri 29 siti (+4352 Km2) e il Regno Unito ha presentato una nuovo gruppo di 46 siti (+313 km2). La Svezia ha trasmesso una nuova lista nazionale rivista, con un aumento del numero totale dei siti proposti ma senza una modifica sostanziale dell’area complessiva. Infine i nuovi siti trasmessi qualche mese fa dal Belgio, che non erano stati inclusi nella precedente versione del Barometro, sono stati aggiunti. • C’e stato un notevole progresso anche per quanto riguarda la Direttiva Uccelli per la Germania (40 nuovi siti), per la Spagna (79 nuovi siti), per l’Italia (74 nuovi siti) e per la Svezia (90 nuovi siti). Anche la Francia e il Regno Unito hanno notificato qualche nuovo sito. I totali dei siti per la Finlandia e per l’Austria, che si basavano su precedenti trasmissioni, sono stati corretti. La superficie totale di tutte le aree ZPS e aumentata di 27703 Km2. Per maggiori informazioni contattare: Fotios Papoulias, DG ENV.D.2 per Proposta SIC. notevoli dall’ultimo barometro natura NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000 7 SUL CAMPO Gipeto. Foto: F. Marquez. INSET Foto: Fundacion para la Conservacion del Quebrantahuesos Una rete di risorse per salvare il gipeto La sagoma di un uccello imponente, con la coda a cuneo e le ali a punta larghe quasi 3 metri, si staglia contro il cielo e poi scompare silenziosa dietro la montagna. È il gipeto, Gypaetus barbatus, una delle quattro specie di avvoltoio che vivono in Europa: per pochi fortunati, un raro avvistamento da ricordare tutta la vita. Questa specie si distingue dagli altri avvoltoi anche per la sua dieta particolare, composta essenzialmente da ossa di ungulati morti, più che dalla loro carne. Se un osso è troppo lungo per inghiottirlo intero, il gipeto lo fa precipitare dall’alto sulle rocce, in modo da romperlo in pezzi più piccoli. Grazie ai suoi potenti succhi gastrici, questo avvoltoio è in grado di estrarre le proteine ed i sali minerali dalle ossa e dal midollo di cui si nutre.: una peculiare strategia di sopravvivenza in un ambiente tanto ostile. Il gipeto, inoltre, è un uccello longevo (fino a quarant’anni in cattività) che raggiunge la maturità sessuale solo all’età di sei-sette anni e depone non più di un uovo per volta. Un drastico declino Presente su gran parte delle catene montuose europee fino al XIX secolo, con l’andar del tempo il gipeto ha risentito pesantemente di varie forme di persecuzione (come la caccia o l’avvelenamento) e della trasformazione dei suoi habitat. A causa di ciò, questa specie è quasi scomparsa dall’Europa: la popolazione attuale raggiunge a stento il centinaio di coppie. L’ultima vera roccaforte del gipeto è sui Pirenei, anche se popolazioni isolate sopravvivono in Corsica e a STATO DI CONSERVAZIONE DEL GIPETO NELL’UE Region Popolazione Pirenei 94 coppie (71in Spagna, 23 in Francia) ➚ Corsica 10 coppie Creta 4–6 coppie ➙ ➘ Alpi Evoluzione Minacce 4 coppie (reintrodotte) (2 in Francia, 2 in Italia) ➚ Avvelenamento, caccia elettrocuzione, disturbo dei siti di nidificazione (silvicoltura, strade, attività sportive, caccia, ecc.). NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000 Present distribution Distribuzione attuale Completed LIFE-Nature Progetti LIFE Naturaprojects completati On-going LIFE LIFE-Nature projects Progetti Natura in corso Reintroduced Reintroduced population population Popolazione reintrodotta Diminuzione delle fonti di cibo Caccia, degrado dell’habitat, apertura di strade di montagna. Caccia, collisione con linee elettriche e cavi di funivie. Distribuzione del Gipeto in Europa. 8 Historic distribution Distribuzione storica ? ? Creta e alcuni esemplari sono stati recentemente reintrodotti sulle Alpi. L’intervento di LIFE-Natura Per il suo stato di conservazione precario, il Gypaetus barbatus è considerato una specie prioritaria per i finanziamenti previsti nel quadro di LIFE. Complessivamente, nel corso degli anni sono stati finanziati sei progetti; di questi, due sono già giunti al termine e gli altri quattro sono partiti insieme nel 1998. Collaborazione internazionale nei Pirenei Una parte del progetto francospagnolo per la conservazione dei vertebrati minacciati di estinzione nei Pirenei ha riguardato l’elaborazione di un piano per la conservazione del gipeto in questa particolare catena montuosa. Alla fine del progetto, nel 1999, la popolazione era aumentata sensibilmente e varie aree abbandonate, in particolare nella parte orientale del massiccio, verso la Francia, erano state ricolonizzate. Resta però un problema da risolvere: la classificazione di queste aree come ZPS. L’esperienza concreta acquisita in questo primo caso servirà anche per i nuovi progetti. Ricolonizzazione naturale nelle Sierras spagnole L’Aragona spagnola è nell’Unione europea la regione che ospita la popolazione più numerosa di gipeti. In Aragona i dati indicano un aumento lento ma costante del numero di esemplari negli ultimi due anni, grazie all’impegno sul fronte della conservazione. Il nuovo progetto LIFE-Natura intende sfruttare su questo dinamismo e stimolare il ripopolamento naturale di altre catene montuose. Gli spostamenti dei giovani gipeti vengono seguiti via radio per individuare le potenziali minacce per l’incremento numerico di questa popolazione(troppi esemplari muoiono avvelenati o per aver urtato le linee elettriche). Il progetto, inoltre, prevede la creazione di speciali stazioni di alimentazione in punti strategici per attirare avvoltoi “pionieri” nella speranza che si stabiliscano nella zona. Effetti del cambiamento della pastorizia in Corsica La transumanza, cioè il trasferimento delle greggi dalla pianura alla montagna, è una tradizione antica in Corsica, ed è un’usanza che fornisce una fonte vitale di cibo ai gipeti. La costante diminuzione del successo della riproduzione negli ultimi quindici anni è dovuta molto probabilmente al graduale abbandono delle usanze tradizionali della pastorizia. Grazie al progetto LIFE, è stato avviato un programma coordinato per studiare gli effetti del cambiamento della pastorizia sulla specie ed è stato ingaggiato personale specializzato per tenere sotto controllo i siti di nidificazione, creare stazioni di alimentazione e valutare il numero di greggi presenti nell’areale di questa specie. Il ritorno del gipeto sulle Alpi Nel quadro di un programma internazionale di reintroduzione del Gypaetus barbatus sulle Alpi, il progetto LIFE-Natura sul versante francese delle Alpi prevede la liberazione di 2–3 esemplari all’anno di gipeti allevati in cattività. Parallelamente, si cerca di limitare le morti attorno ai siti di nidificazione, ad esempio modificando le linee elettriche in modo da evitare che i gipeti le urtino rimanendo uccisi. Malgrado ciò, la popolazione rimane molto fragile: la scorsa primavera un esemplare è stato abbattuto da un cacciatore senza scrupoli. Salvare gli ultimi esemplari in Grecia Avendo ormai stabilito che purtroppo il gipeto è con ogni probabilità estinto nelle regioni continentali della Grecia, ora si sta cercando di proteggere gli ultimi esemplari rimasti sull’isola di Creta, individuati attraverso un precedente progetto. La maggior parte delle iniziative mira a combattere le due minacce più temibili, il bracconaggio e l’apertura di strade di montagna. La situazione resta comunque grave: malgrado gli sforzi, negli ultimi anni ben tre gipeti sono stati uccisi dai bracconieri. Una rete europea per il gipeto Poiché i quattro progetti LIFE-Natura in corso ed il progetto francospagnolo già ultimato hanno obiettivi simili, su invito della Commissione europea i loro responsabili hanno istituito una rete allo scopo di favorire lo scambio di esperienze ed intraprendere alcune azioni in comune. In futuro, dovrebbe anche essere possibile decidere le priorità per la conservazione della specie a livello europeo. Ciascun progetto nomina, a turno, una persona incaricata di organizzare seminari tecnici nelle diverse regioni. L’intenzione non è tanto discutere gli aspetti scientifici della conservazione della specie, quanto di promuovere la cooperazione e le sinergie tra persone che lavorano in regioni diverse. Inoltre, grazie alla rete sarà possibile evitare di replicare lavori già eseguiti e in questo modo risparmiare Linee elettriche responsabili dell’elettrocuzione di esemplari di gipeto. Foto: F. Marquez NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000 9 SUL CAMPO segue denaro. Ecco un assaggio dei temi discussi in questi seminari. Scambio di tecniche di conservazione Molti dei problemi vanno affrontati a livello locale ma per alcune iniziative, come la creazione di stazioni di alimentazione, può essere molto utile uno scambio di pareri sugli aspetti pratici e organizzativi. Recentemente i seminari hanno portato alla definizione di alcuni principi guida generali. Si è stabilito così che le stazioni di alimentazione vanno preferibilmente create in zone sperdute di montagna per evitare che le attività umane disturbino gli animali. Il cibo deve essere costituito prevalentemente da ossa e non da intere carcasse, per limitare la competizione da parte di altri animali necrofagi, e deve essere fornito con regolarità, più o meno ogni quindici giorni tra novembre ed aprile, così da coprire le fasi iniziali del ciclo riproduttivo che, tra l’altro, coincidono con il periodo in cui è più difficile per i gipeti procurarsi il cibo. Quanto allo scopo di queste stazioni, si è stabilito che è quello di aiutare i gipeti non ancora adulti ed aumentare le loro probabilità di sopravvivenza, fornendo loro regolarmente del cibo sicuro (non avvelenato) in modo da aiutarli, in futuro, a colonizzare nuove aree. Le stazioni di alimentazione, quindi, devono rappresentare una misura provvisoria a cui ricorrere finché la popolazione non sarà tornata a livelli soddisfacenti. Cooperazione sul campo I componenti di un gruppo hanno partecipato a programmi di addestramento in un’altra regione per migliorare le loro capacità sul campo. Stazione di alimentazione nella Sierra spagnola. Foto: Fundacion para la Conservacion del Quebrantahuesos 10 NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000 Punto informazione sul gipeto a Chania, Creta. Foto: Museo di storia naturale di Creta Proprio durante una di queste giornate, nel 1999, è stata scoperta una nuova coppia di avvoltoi in Corsica: un risultato niente male per la formazione sul campo! Strumenti comuni di comunicazione Una forma ovvia di cooperazione riguarda la produzione di materiale di sensibilizzazione, che può essere utilizzato in tutti i paesi. Il progetto greco, ad esempio, ha prodotto un poster con il nome della specie tradotto in varie lingue e dialetti e con i logo delle diverse organizzazioni che si occupano della sua conservazione. Il progetto dei Pirenei, invece, ha creato un kit didattico composto da 12 diversi strumenti: lucidi, opuscoli, CD Rom, giochi da tavolo e persino un modello del gipeto in grandezza naturale. Il kit sta per essere adattato per poter essere utilizzato anche in Corsica e nelle Alpi. Strumenti comuni di addestramento I progetti greco, corso e aragonese si sono spinti ancora più in là e stanno collaborando alla stesura di una guida comune sull’identificazione dei vari stadi del piumaggio. La guida, che conterrà schede informative redatte in tutte e tre le lingue, permetterà di stabilire l’età degli avvoltoi e la struttura della popolazione. All’ultimo incontro gli scienziati di un progetto austriaco non collegato a LIFE hanno trovato quest’iniziativa tanto interessante che hanno chiesto di partecipare al lavoro e tradurre le schede in tedesco e in italiano. Il valore aggiunto delle reti Come illustrano gli esempi, la costituzione di reti di progetti che riguardano la stessa specie ed affrontano problemi simili può assicurare molti vantaggi e soprattutto può far risparmiare tempo e sappiamo tutti quanto sia cruciale questo elemento quando si ha a che fare con specie gravemente in pericolo come il gipeto. Per questo, non possiamo che sperare che questo esempio venga seguito da un numero sempre maggiore di progetti LIFE-Natura in futuro. Per maggiori informazioni contattare: Grecia Michalis PROBONAS Museo di storia naturale di Creta [email protected] Tel./fax +30 81 324366 Alpi francesi Céline CLEMENTE Ligue pour la Protection des Oiseaux (LPO) lpogypaè[email protected] Tel. +33 1 53585838 fax +33 1 53585839 Corsica Jean François SEGUIN Parc Naturel Régional de la Corse [email protected] Tel./fax +33 4 95470836 Spagna nord-orientale Ramón ANTOR Governo dell’Aragona / Fondazione per la conservazione del gipeto [email protected], Tel./fax +34 976 299667 Web page: http//:www.quebrantahuesos.org/ NOTIZIARIO Nuovi orientamenti per la presentazione di relazioni sui progetti LIFE III Nei primi mesi di quest’anno, la Commissione ha fornito ai beneficiari di LIFE II una serie di linee guida riguardanti la presentazione di relazioni sui progetti. Tali orientamenti sono stati ora riveduti per LIFE III allo scopo di adeguarli alle nuove disposizioni amministrative standard. Entrambi i documenti – per i progetti finanziati da LIFE II e per i progetti finanziati da LIFE III – saranno disponibili a partire dell’inizio del 2001 in francese, inglese, tedesco, spagnolo e italiano nel sito Web della DG Ambiente (indirizzo a pag. 12, in fondo). Natura 2000 e i terreni militari Il ministero francese della Difesa ha pubblicato un opuscolo conservazione della natura. L’opuscolo, illustrato, contiene tra l’altro un resoconto dei partenariati istituiti attraverso i progetti LIFE-Natura; ad esempio vi è descritta la collaborazione tra l’esercito francese ed ONG belghe, francesi, lussemburghesi e tedesche nel quadro del progetto internazionale sui pipistrelli (vedi notiziario Natura 2000 n. 11). Le aree militari sono spesso particolarmente ricche di habitat naturali e di specie, probabilmente per la quasi totale assenza di sostanze chimiche e per la scarsa manutenzione che favorisce ed accelera la successione. In Francia è stato proposto di inserire il 17% dei terreni militari, pari a 45.000 ha, nella rete Natura 2000. Contattare: Délégation à l’information et à la communication de la Défense, 14 rue Saint-Dominique F00450 Armées, Tel : +33 1 44.42.30.11, Fax : 33 1 44 42 31 43, Internet : www.defense.gouv.fr Una strategia europea per le zone costiere Tra il 1996 e il 1999, le Direzioni generali Ambiente, Pesca e Politica regionale della Commissione Europea hanno lavorato insieme allo scopo di promuovere misure con cui arginare il degrado delle zone costiere europee. È nato così un programma di dimostrazione sulla Gestione Integrata delle Zone Costiere (GIZC) che mira a fornire informazioni tecniche sulla loro gestione sostenibile e a stimolare il dibattito tra i vari soggetti interessati. A seguito di tale programma e in risposta alle pressioni sempre più forti cui sono sottoposte le zone costiere, la Commissione europea ha recentemente adottato altri due testi sull’argomento. Il primo è una comunicazione che definisce una strategia europea contro il degrado delle zone costiere e sottolinea la necessità di intraprendere azioni informate, coordinate e complementari a tutti i livelli dell’amministrazione, nonché di coinvolgere tutti i soggetti che usano o gestiscono le zone costiere. Il secondo è una proposta di raccomandazione che invita gli Stati membri ad elaborare una propria strategia nazionale per la gestione integrata delle zone costiere. I due testi sono disponibili su Internet all’indirizzo europa.eu.int/comm/environment/iczm/ home.htm Anche i monasteri greci fanno conservazione della natura LIFE-Natura attribuisce grande importanza alla creazione di partenariati, con risultati anche curiosi. In Grecia, ad esempio, i monasteri compaiono sempre più frequentemente nei progetti. La cosa non è poi così sorprendente, dal momento che gli istituti religiosi sono tra i maggiori proprietari terrieri in Grecia e che gran parte dei loro terreni è gestita in modo estensivo e non intensivo. Le origini di questo coinvolgimento risalgono al 1991, nell’ambito del vecchio programma ACE, quando al monastero di Simonos Petras sul Monte Athos (Grecia settentrionale) fu assegnato un cofinanziamento per un progetto di tutela degli habitat boschivi che ha portato all’elaborazione di una specifica strategia di gestione dei boschi e alla definizione di tecniche innovative di protezione del suolo. Anche di recente gli esempi di coinvolgimento non sono mancati: ad esempio, sull’isola di Creta, il monastero di Toplou collabora dal 1998 ad un progetto per la salvaguardia della foresta di palma endemica di Vai (Phoenix theophrasti). Questo piccolo sito è cinto d’assedio da terreni agricoli che gli impediscono di rigenerarsi e di espandersi. Grazie al monastero, però, forse si è trovato il modo di liberare il palmeto da questa morsa: in cambio delle tenute agricole intorno al palmeto, il monastero ha offerto alcuni suoi terreni situati in altre zone della stessa regione. In questo modo gli agricoltori potranno continuare a coltivare la terra e allo stesso tempo il palmeto potrà ricominciare ad espandersi nelle nuove zone di protezione. Anche il monastero del Profeta Elia sta facendo la sua parte per la tutela della natura: ha cominciato a piantare alberi per incoraggiare il ritorno di rari rapaci sulle colline che si affacciano sulla baia di Amvrakikos. Ora si sta cercando di far rientrare quest’attività in un progetto LIFE-Natura dedicato agli uccelli minacciati di estinzione che vivono in quell’area. I picchi e le pinete delle Canarie Nelle pinete delle Canarie vivono numerosi rari endemismi, tra cui due sottospecie di picchio rosso maggiore (Dendrocopos major): quella di Tenerife (D. m. canariensis) e quella di Gran Canaria (D. m. thanneri). Consapevole delle sorti incerte di questi habitat e di queste specie, nel 1997 il governo regionale delle Canarie ha proposto un progetto LIFE-Natura per il picchio rosso maggiore sull’isola di Tenerife. Nell’ambito del suo programma di sensibilizzazione, inoltre, ha pubblicato recentemente un volume ricco di informazioni sulle pinete e sugli animali che vi abitano, in particolare sulle specie minacciate di estinzione. Nel libro vengono spiegati i principali problemi di conservazione (incendi, eccessivo sfruttamento delle risorse idriche e struttura inadeguata delle pinete dovuta ai vecchi programmi di rimboschimento) e vengono illustrate NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000 11 NOTIZIARIO segue 14 Tecniche innovative per il contenimento del ginepro Il Parco nazionale dell’Arcipelago comprende 8.400 isole del Baltico al largo dell’estremità sud-occidentale della Finlandia. Nel Parco la natura è padrona del territorio ed ogni isola ospita un ricco mosaico di habitat diversi, dai pascoli arborati ai prati umidi e aridi. Ma con l’abbandono dell’agricoltura insulare su piccola scala, gran parte di questo patrimonio naturale sta soffocando sotto una fitta coltre di arbusti. Per questo, nel 1997 è stato lanciato un progetto LIFE–Natura con lo scopo di combattere l’invasione degli arbusti su 34 isole. Per rendere più agevole questo intervento, sono state realizzate apposite macchine frutto dell’inventiva di alcuni partecipanti al progetto. La prima è un trattore munito di un braccio in grado di afferrare e sradicare il ginepro comune, Juniperus communis, un’operazione che altrimenti avrebbe dovuto essere effettuata manualmente. La seconda macchina, uno sradicatore di ceppi, è ancora un prototipo ma ha già dimostrato di essere conveniente (850 €/ha) rispetto ai metodi più tradizionali (2500 €/ha). Queste ed altre esperienze sono illustrate in un libro intitolato “Island Pastures”. Per avere una copia CR-AA-00-003-IT-C anche le azioni già realizzate attraverso LIFE-Natura: si va da azioni pratiche, come il taglio degli alberi, ad interventi di tipo programmatico, ad esempio la modifica delle politiche forestali regionali. Per avere una copia (solo in spagnolo) del volume contattare: Asunción Delgado Dirección General de Medio Ambiente Gobierno de Canarias, Avda. Anaga, 35, E-38001 Santa Cruz de Tenerife Tel: + 34 922 473900, Fax: +34 922 287115 Trattore modificato, Parco nazionale dell’Arcipelago, Finlandia. Foto: Leif Lindgren (in finlandese, svedese o inglese – 295 FIM) contattare: Leif Lindgren, FIN21710 Korppoo, Finlandia. Tel. +358 2 465 1860; fax +358 2 465 1861 e-mail: [email protected]. Protezione delle tartarughe marine a Madeira Il Centro di indagine e tecnologia di Madeira sta svolgendo un progetto LIFE-Natura a sostegno della conservazione delle tartarughe marine del Nord Atlantico. Nell’ambito di questo progetto, il Centro ha pubblicato un agile opuscolo sull’identificazione di questi animali. L’ultima parte dell’opuscolo, che è destinato alla comunità locale, indica cosa fare quando si incontra una tartaruga marina. Per avere una copia (in portoghese) contattare: Estação de Biologia Marinha do Funchal, Promenade da Orla Marítima, Cais do Carvão, 9000-107 Funchal, Madeira – Portogallo, [email protected] Redattori: Bertrand Delpeuch (DG ENV.D.2), Kerstin Sundseth (Ecosystems LTD., Brussels) Hanno contribuito a questo numero: Bertrand Delpeuch, Fotios Papoulias, Kerstin Sundseth, Mariella Fourli, Michael O’Briain, Concha Olmeda, Olivier Patrimonio, Oliviero Spinelli, Marc Thauront. Questo notiziario è pubblicato tre volte all’anno ed è disponibile in inglese, francese, tedesco, spagnolo e italiano. Per essere inclusi nell’indirizzario, mandate il vostro nome e indirizzo alla DG ENV.D2, BU-9 3/204, European Commission, 200 Rue de Loi, B-1049 Brussels. Fax: +322 296 9556. In alternativa potete consultare il sito web della DG ENV: http://europa.eu.int/ comm/environment/natura/home.htm dove troverete questo notiziario ed altri documenti collegati alla politica della conservazione della natura. NATURA 2000 13 • DICEMBRE 2000 Una dimenticanza: Abbiamo dimenticato di stampare l’attribuzione della foto dello scoiattolo volante a pagina 3 del numero 12 del notiziario. E’ stata scattata da Heikki Willamo. Siti Web relativi a LIFE-Natura Continua la rassegna dei siti Web sui progetti LIFE-Natura più recenti: • Protezione della natura sul Federsee, Germania: http://www.Naturschutzam-Federsee.de (in tedesco) • Progetto LIFE nel parco nazionale di Müritz nella Germania orientale: http://www.nationalparkmueritz.de/ (in tedesco) NATURA 2000 NEWSLETTER 12 • Recupero delle torbiere vicino Salisburgo (Austria): http:// www.land-sbg.gv.at/naturschutz/ wengermoor (in tedesco) • Gestione degli habitat dell’Asphodelus bento-rainhae in Portogallo: http:// www.gardunha.com/life.htm • L’Agenzia svedese per la protezione dell’ambiente ha aperto un sito Web per tutti i progetti svedesi LIFE-Natura e LIFE-Ambiente: http:/ /www.environ.se/dokument/ omverket/ekostod/ekodok/life/ lifeproj.htm (solo in svedese) Il notiziario Natura 2000 non rif lette necessariamente il punto di vista ufficiale della Commissione Europea. La riproduzione è autorizzata, eccetto per motivi commerciali, a condizione che sia citata la fonte. Stampato su Cyclus Print 115 gr/m3 carta riciclata al 100%. Design Nature Conservation Bureau, UK UFFICIO DELLE PUBBLICAZIONI UFFICIALI OFFICE FOR OFFICIAL PUBLICATIONS DELLE EUROPEE OF THECOMUNITÀ EUROPEAN COMMUNITIES L-2985 Luxembourg