ESERCIZI DI BENE COMUNE
ESERCIZI DI
BENE COMUNE
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
ESERCIZI DI BENE COMUNE
Indice
Introduzione……………………………………………………………. pag. 5
Pubblicazione a cura del settore Giovani di Ac
Si ringraziano:
Michele D’Avino (Nocera Inferiore-Sarno),
Sabrina Atturo (Anagni-Alatri),
Raimondo Cacciotto (Alghero-Bosa),
Ivana Campolongo (Cosenza-Bisignano),
Antonio Cecere (Taranto),
Giandomenico Chirico (Reggio Calabria-Bova),
Paolo Da Pelo (Bari-Bitonto),
Annamaria Emili (Orvieto-Todi),
don Francesco Fiorillo (Gaeta),
Raffaele Freddi (Carpi),
Francesca Orsatti (Sulmona-Valva),
Anna Panighini (Massa Carrara-Pontremoli),
Roberto Ciavarro (Mlac – Roma),
Angela Fruci e Lucia Bruni (Gioc).
Dottrina sociale della Chiesa - Costruire insieme la
civiltà dell’amore....................................................... pag. 6
Cittadinanza – Fratelli d’Italia, cittadini d’Europa e
del mondo..……………………………….........……………………. pag. 11
Politica – Politica è partecipazione...…..…………………… pag. 16
Giustizia e legalità – La misura minima……......………...
Sviluppo sostenibile – Vivere con stile........................ pag. 26
Discernimento comunitario – Tra Bibbia e giornale...
Il libretto sarà scaricabile dal sito www.giovani.azionecattolica.it
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pag. 21
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pag. 31
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avvenimenti di tanta mole che sembrerebbero effetti sproporzionati alla
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tenuità della causa.”
(dal “Discorso in occasione del cinquantesimo della Società”)
Per approfondire
Il libro sul comodino
Inge Sholl, La rosa Bianca, Itaca, 2006.
Libro che approfondisce la vicenda di un gruppo di giovani (I fratelli
Sholl, C. Probst, A. Schmorell, W. Graf) che nella Germania nazista della
II Guerra mondiale si organizzarono in un gruppo di resistenza passiva
alla violenze e ingiustizie del regime e operarono volantinaggi nel
tentativo di scuotere le coscienze.
Il film da vedere
Uomini di Dio, 2010, regia di Xavier Beauvois, 120’, Francia,
drammatico. Il film permette di riflettere sul valore del discernimento
comunitario di fronte a una situazione di difficoltà. Il film racconta delle
scelte dei monaci trappisti francesi uccisi nel monastero di Tibhirine
(Algeria) nel 1996.
ESERCIZI DI BENE COMUNE
Introduzione
Fiato ai polmoni, cuore pronto, mani operose e scarpe comode per
percorrere le strade della tua città e tracciarvi nuovi segni di speranza...
Questi sono “esercizi di bene comune”! Esercizi utili non solo a mantenere
in forma il cuore e lo spirito, ma anche a far circolare il bene intorno a te,
nella comunità civile ed ecclesiale.
Nelle pagine che seguono troverai delle piste di riflessione su alcuni dei
temi che ci appartengono, in quanto giovani di Ac e cittadini in questo
tempo, e che risuonano oggi come una pro-vocazione alla responsabilità e
all’impegno: Dottrina sociale della Chiesa, cittadinanza, politica, giustizia e
legalità, sviluppo sostenibile, discernimento comunitario.
Le piste presentano tutte la medesima struttura, con una breve
introduzione al tema scelto, suggerimenti di buone prassi da realizzare, la
voce di giovani che quotidianamente si impegnano per fare la differenza, la
voce di testimoni noti e meno noti e riferimenti per poter approfondire.
Si tratta di pagine pensate per i giovani e scritte da altri giovani, senza la
pretesa di esaustività, ma con la passione per il bene comune, il desiderio
di condividere pensieri ed idee e il coraggio di dire parole nuove, in una
dinamica laboratoriale ed inclusiva.
Le consegniamo con l’invito a trasformarle in vita, personale ed associativa,
promuovendo incontri e percorsi di approfondimento, generando
confronto e cultura negli ambienti di vita quotidiana, aggiornando gli
impegni della regola di vita spirituale.
Sappiamo infatti che, in un tempo in cui sembra che nulla possa mai
cambiare, i giovani di Ac sanno essere capaci di proposte e fermento di
novità. In un tempo che sembra non avere più buone notizie per i giovani, i
giovani di Ac sanno essere la buona notizia per questo tempo!
14
Dal Toso P., Diaco E., Mario Fani e Giovanni Acquaderni. Profilo e scritti dei
fondatori dell’Azione cattolica, pagg. 129-131, AVE, 2008
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA
Costruire insieme la civiltà dell’amore
Scoprendosi amato da Dio, luomo comprende la
propria trascendente dignità, impara a non
accontentarsi di sé e ad incontrare laltro in una
rete di relazioni sempre più autenticamente umane.
Uomini resi nuovi dallamore di Dio son in grado di
cambiare le regole e la qualità delle relazioni e
anche le strutture sociali: sono persone capaci di
portare pace, dove ci sono conflitti, di costruire e
coltivare rapporti fraterni dove cè odio, di cercare la
giustizia dove domina lo sfruttamento delluomo
sulluomo. Solo lamore è capace di trasformare in
modo radicale i rapporti che gli essere umani
intrattengono tra loro.
(Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 4)
Di che si tratta?
La Dottrina Sociale della Chiesa (DSC) propone un modello di azione e di
educazione alla politica che si esprime nei momenti del vedere, giudicare e
agire. Essa non si presenta come un prontuario di soluzioni predefinite ma
suo scopo principale è di interpretare l’esistenza dell’uomo esaminandone
la conformità o difformità alla luce del Vangelo secondo un complesso di
principi, insegnamenti e direttive, aiutare i cristiani nel discernimento
rispetto i problemi socio-politico-economici. Il Compendio vuole sostenere
e spronare l’azione dei cristiani in campo sociale, specialmente dei fedeli
laici; tutta la loro vita deve qualificarsi come una feconda opera
evangelizzatrice. Il cristiano trova nella Dottrina Sociale della Chiesa i
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
Valutare quali possono essere gli strumenti, i modi ed i tempi per
giudicare le scelte fatte e le direzioni prese, anche solo per rivederle,
aggiornarle.
Il testimone
Giovanni Acquaderni (1839 – 1922): figlio del Conte Giovanni Battista
e di Giuditta Raffi di Imola, seguì gli studi in Legge, laureandosi
all'Università di Bologna. Fu tra i protagonisti assoluti del laicato cattolico
del tardo Ottocento: nel 1867 fondò con Mario Fani la «Società della
Gioventù Cattolica», l'attuale Azione Cattolica; nel 1896 creò la Banca del
Piccolo Credito Romagnolo e fu tra i fondatori del primo quotidiano
cattolico italiano, il bolognese L'Avvenire d'Italia. Dotato di notevole spirito
caritatevole, fondò anche l'«Opera dei rifiuti» per raccogliere stracci di ogni
genere (rottami di vetro, di ferro, di carta, ecc.) Tra il 1874 e il 1878 fu a
capo del consiglio direttivo dell'Opera dei congressi.
“Se la misericordia di Dio chiamò un manipolo di giovani, giovani deboli
ed inesperti, fidenti solo nella loro santa audacia, nella franca
professione della loro fede; del loro amore e della loro fedeltà al Vicario
di Gesù Cristo, in epoca tanto tempestosa, tra gli urti di una fiera
opposizione, che aveva abbattuti i nostri maestri, rinchiusi nello
squallore delle carceri, condannati a domicilio coatto, dispersi nell’esilio
i forti atleti, difensori della Chiesa, se quei giovani non atterriti ma fatti
baldi si riunivano e si disciplinavano senza mistero alla luce del giorno,
dinanzi agli occhi degli avversari in società e in circoli sotto le pieghe di
una bandiera che li eccitava alla preghiera, all’azione, al sacrificio e si
gettarono coraggiosi sempre, talvolta audaci nel furore della mischia di
chi era il merito? A chi è dovuto l’onore e la gloria?
A Dio benedetto, che scelse povere e deboli creature a strumento delle
sue opere, ad un santo Pontefice, Pio IX, che fino al primo vederli li
accolsi paternamente, se li strinse al cuore, li incoraggiò e diè loro la
vocazione di scendere in campo e combattere per Gesù Cristo, per la
Chiesa, per la Sede Apostolica.
Veramente quando nella mia solitudine passo in rassegna le opere della
Società Giovanile, resto attonito allo schierarmi davanti fatti e
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
ESERCIZI DI BENE COMUNE
scardinando i miei schemi mentali così ben costruiti. In primis, la scelta di
lavorare nel sociale decidendo di spendere la mia formazione in un campo
in cui di sicuro “non diventerò mai ricca”, ma avrò la possibilità di aiutare
l’altro, ogni giorno, con passione e professionalità. Accanto a questo la
scelta di fare la spesa nei piccoli negozietti del paese che vendono prodotti
locali per non alimentare i guadagni delle grandi multinazionali o quella di
installare in casa un filtro per bere l’acqua del rubinetto senza sprecare
inutilmente plastica. O ancora quella di scegliere le bomboniere del
commercio equo e solidale e i vini della cooperativa Libera per il giorno del
matrimonio così che, in un giorno di festa, qualcun altro non debba soffrire
per causa nostra.
Paola De Lena, Diocesi di Termoli-Larino
principi di riflessione, i criteri di giudizio e le direttive di azione da cui
partire per promuovere un umanesimo integrale e solidale.
Esercizi di bene comune
Ad occhi aperti. È importante cercare di leggere la realtà in modo
obiettivo, cercando di essere liberi da precomprensioni o da
valutazioni un po’ “emotive”. È necessario partire da una riflessione su
dati tangibili. Per fare ciò, ed anche per andare oltre i propri schemi,
può essere utile confrontarsi con le persone che potrebbero aver
maturato idee sulla questione (assistenti, responsabili… a seconda del
caso) con l’obiettivo di intercettare i bisogni delle persone che
abbiamo accanto.
Davvero insieme. Coltivare un’attenzione particolare per la
“comunione” da coltivare come aspetto caratteristico e indispensabile
per fare discernimento. Questa attenzione può nascere dal riscoprirsi
comunità edificata dal Signore nell’eucarestia domenicale, oppure
valorizzando i momenti di preghiera comunitaria od anche solo nel
saper attendere i momenti adeguati per il confronto o nel non negare
il proprio contributo nelle situazioni in cui è richiesto.
Dal dire al fare. Essendo all’interno di una comunità è indispensabile
porre attenzione alle persone che ci circondano, cercando di creare
nuove sinergie che possano essere motivi di speranza per il territorio.
Inoltre è importante non perdersi tra il dire e il fare ma arrivare a
conclusioni concrete e verificabili del discernimento fatto insieme.
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Il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa presenta in modo
sistematico i capisaldi dell’insegnamento sociale della Chiesa. La sua genesi
risale all'enciclica Rerum Novarum (1891) di Papa Leone XIII; il grande
nucleo della dottrina sociale è composto da famose encicliche e dai discorsi
sociali dei Pontefici quali Quadragesimo Anno (1931) di Papa Pio XI, Mater
et Magistra (1961) di Papa Giovanni XXIII, Populorum progressio (1967) di
Papa Paolo VI, Centesimus annus (1991) di Papa Giovanni Paolo II, Caritas
in veritate (2009) di Papa Benedetto XVI e alcuni discorsi di Papa Pio XII.
Il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa non è solo frutto del
Magistero della Chiesa, ma anche del dibattito e degli studi di sacerdoti e
laici cattolici. Esso è dono ai credenti e a tutti gli uomini di buona volontà,
alimento di crescita umana e spirituale, personale e comunitaria,
strumento che aiuta l’umanità nella ricerca operosa del bene comune. La
sfida è trasformare la realtà sociale con la forza del Vangelo testimoniato
da uomini e donne fedeli a Cristo.
Nel messaggio per la XXII Giornata Mondiale della Gioventù del 2007
Benedetto XVI rivolgeva ai giovani l’invito pressante ad approfondire la
Dottrina Sociale della Chiesa, perché dai suoi principi sia ispirata e
illuminata la loro azione nel mondo.
Essere giovani oggi
Radio Centro On-Air
Radio Centro è una piccola realtà radiofonica della parrocchia di S. Giorgio
Martire di Locorotondo. Dal 2006 al 2009 è andato in onda
settimanalmente Pensando e Parlando, un piccolo esperimento di
formazione socio-politica radiofonica proposto alle varie diocesi raggiunte
dal segnale. Il programma ha avuto l’obiettivo di formare e preparare alla
politica i giovani universitari attraverso lo strumento della Dottrina Sociale
della Chiesa, con i testi magisteriali commentati e studiati, con l’aiuto di
esperti di diversi ambiti. E’ stato un momento di crescita, di conoscenza del
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
ESERCIZI DI BENE COMUNE
patrimonio della DSC, delle sue ricadute sulla quotidianità, sull’applicabilità
dei valori cristiani all’interno anche della politica. Il lavoro alla radio è fatto
di impegno, di studio, di scelta degli ospiti, di rete con persone,
associazioni, docenti disposti a mettersi in gioco, ma anche di ore di
registrazione, di scelta musicale. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di
formarci e formare alla persona. Da qui la necessità di uscire fuori, nelle
piazze, attraverso i “Caffè Filosofici”, con diretta radiofonica dei singoli
eventi. Se la formazione è per la persona, come vuole la Dottrina Sociale
della Chiesa, portare la cultura in piazza, dare uno spazio (Radio o Caffè) ai
cittadini può aiutare a formare coscienza civica e stimola momenti di
cittadinanza attiva e di incontro, anche per un pubblico non specialistico.
Antonio Cecere, Diocesi di Taranto
3. Il terzo momento è quello dell’approfondimento e della valutazione. Il
riferimento immediato è il Vangelo e il Magistero. Quando si tratta di
questioni sociali, la Dottrina sociale diventa la fonte ed il principio a cui
ispirasi per poter giudicare. Lì non troviamo le soluzioni, ma piuttosto i
riferimenti per poter giudicare.
4. Quarto momento è il momento decisionale. Il discernimento porta ad
elaborare degli orientamenti e ad operare delle scelte coerenti col
Vangelo. Non saranno sempre scelte perfette, spesso saranno i passaggi
possibili in una realtà complessa. Ma il discernimento ci apre un
cammino che ci porta verso la verità e il bene comune, ci indica le
tappe, ci indica dei passi da fare. Si tratta di imparare a distinguere il
piano dei valori evangelici da quello delle mediazioni storiche e
concrete.
5. L’ultimo momento è il momento esecutivo. Ogni decisione va tradotta
in una scelta, poi messa in pratica ed in seguito verificata. Bisognerà
rispondere e dire quali sono i risultati. È stata fatta questa scelta con
questi obiettivi: ci siamo arrivati? Sì? No? Perché? Dove siamo arrivati?
E così via…
(per maggiori info www.radiocentro.it )
Esercizi di bene comune
Occhi vedenti: spesso i nostri occhi non sono attenti, sono superficiali.
È necessario invece, vedere e osservare con attenzione e cura il
contesto socio-politico-economico della realtà locale e globale. Per
essere attento conoscitore del contesto, raccogli informazioni e dati
sul bene comune offerti dai mass media (telegiornali, stampa locale e
nazionale, radio, teatro, musica…) e poni uno sguardo attento e vigile
sulle relative scelte politiche adottate dalle istituzioni.
Testa pensante/cuore pulsante: nella vita di tutti i giorni le scelte che
compi si realizzano attraverso una sintesi tra ragione (testa) e fede
(cuore); esse non possono essere separate dalle questioni sociali,
economiche e politiche. Valuta e giudica la loro coerenza rispetto alle
indicazioni ed ai principi contenuti nel Compendio della Dottrina
Sociale della Chiesa; alla luce degli stessi, sarai così in grado di valutare
cosa manca, cosa è possibile integrare, modificare, sistemare.
Piedi peregrinanti: i giovani vivono in cammino cercando spazi di
responsabilità e di sano protagonismo. Individua le direttive per agire,
poni in essere azioni che promuovano un umanesimo integrale e
solidale alla luce degli insegnamenti della dottrina sociale. Partecipa ai
Consigli comunali promuovendo idee, sollecita la costituzione dei
Consigli comunali giovani e dell’ufficio Informagiovani. Crea occasioni
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In conclusione: “Il discernimento comunitario, nel senso proprio del
termine, non significa arrivare alla scelta sommando i discernimenti
individuali, ma che la comunità si riconosce come un organismo vivo, che le
persone che la compongono creano una comunione dei cuori tale che lo
Spirito si può rivelare e che esse lo colgono in quanto comunione di
13
persone, unità di intesa” .
Essere giovani oggi
Il servizio civile volontario può davvero cambiare la vita: questa volta la
pubblicità non mente e l’ho sperimentato nella mia vita. Dodici mesi in una
casa famiglia per ragazze madri e donne vittime della tratta della
prostituzione hanno contribuito, insieme alla formazione sui temi della
pace, della cittadinanza e della legalità, ad orientare le mie scelte di vita
quotidiana, quelle più importanti e quelle semplici di ogni giorno
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Rupnik M.I., Il discernimento. Seconda parte: come rimanere con Cristo, Lipa,
Roma, 2001
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
ESERCIZI DI BENE COMUNE
Il discernimento comunitario ha quindi come obiettivo quello della ricerca
della verità e del bene comune e si attua nel confronto con gli altri.
Siamo chiamati a costruire sulla Parola affidabile del Signore, sapendo che
non è nostra prerogativa costruire qualcosa che possa essere definitivo o
edificare una comunità in cui vada tutto bene. Spesso rischiamo di
sopportare male ciò che ci sembra turbare un equilibrio che abbiamo
difficilmente costruito nella nostra comunità (gruppo, parrocchia, diocesi).
La diversità di opinioni ci inquieta invece di arricchirci. Eppure siamo
chiamati ad ascoltare ogni opinione mettendoci in discussione e
considerando ricchezza ogni diversità secondo l’idea che ognuno porta in
sé la conoscenza di una parte della Verità.
In questo senso ci sono alcuni luoghi (consigli parrocchiali, consigli
diocesani, gruppi giovani, ecc.) in cui il discernimento comunitario è
premessa indispensabile per un ordinario funzionamento.
In particolare, il gruppo giovani, tenuto conto anche delle sue difficoltà e
del suo percorso di crescita, può costituire un luogo privilegiato dove
attuare un serio discernimento condiviso rispetto alla vocazione e alle
responsabilità nella realtà con cui si è a contatto (nella parrocchia, nel
paese, nel quartiere, nella città).
di studio e di confronto su specifici temi del Compendio in spazi fisici
e/o virtuali, generando una cultura diffusa che sia attenta alle
dimensioni quotidiane del vivere, che possa interessare i coetanei, i
politici e tutte le persone di buona volontà della città. Proponi la
ristrutturazione di un locale pubblico abbandonato, di un muro
comunale, di un’aiuola pubblica. Proponi un taglio “giovane” nelle
Scuole di formazione politica già attive in diocesi affinché siano sempre
più scuole per l’educazione alla responsabilità personale, all’impegno
pubblico, al senso delle istituzioni, alla partecipazione, alla democrazia.
Per pensare il discernimento comunitario possiamo individuare uno
schema di massima, che non è tanto un metodo da applicare quanto
piuttosto uno stile con cui stare nel mondo per affrontare le questioni che
12
ci interpellano :
1. Il primo momento riguarda la conoscenza dell’oggetto di cui dobbiamo
parlare. Può essere una questione relativa al bene comune, può essere
una scelta da compiere per la comunità, può essere un percorso
associativo da dover pensare. Prima di tutto è importante conoscere la
realtà che ci troviamo di fronte, anche utilizzando strumenti scientifici e
superando analisi frettolose e superficiali.
2. Il secondo momento è quello della “purificazione interiore”, in cui
vengo chiamato a liberarmi dalle mie incomprensioni rispetto alla
questione. Si tratta di porre interrogativi sui propri schemi. Se mi porto
dentro dei pregiudizi, l’altro finisce col diventare un nemico, un
oppositore.
12
dall’intervento di don Antonio Mastantuono al campo nazionale del settore
Giovani di Ac, Fognano, 2010
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Il testimone
Giuseppe Toniolo (1845 – 1918): economista e sociologo italiano, occupa
un posto importante nella storia del pensiero e dell'organizzazione del
laicato cattolico: nel 1889 fondò a Padova l'Unione cattolica di studi sociali,
collaborò anche con l'Opera dei Congressi. Dopo il suo scioglimento (1904),
si occupò di riorganizzare l'Azione cattolica. Fu ispiratore e fondatore della
prima Settimana sociale dei cattolici italiani (1907). Formulò il primo
programma politico cristiano democratico, il “Programma dei cattolici di
fronte al socialismo” sulla scia aperta dalla pubblicazione della Rerum
Novarum. Aderendo alla scuola storica dell'economia aveva imparato che le
"leggi" economiche non esistono in astratto, al di là delle condizioni
concrete in cui l'homo oeconomicus vive, tanto meno possono prescindere
dal fattore etico, che è dimensione qualificante dell'essere umano. Toniolo
si impose per il suo indiscutibile ingegno, per la sua profonda preparazione,
per la statura spirituale di credente che gli era riconosciuta anche dagli
avversari. Giuseppe Toniolo fu un uomo di sintesi, una sintesi coltivata
innanzitutto nell’equilibrio tra la vita pubblica e l'interiorità.
“Gli studi diverranno dunque la tua professione. E ben sai come ciò mi
soddisfi, continuando la traccia della mia carriera professionale. Ma
vecchio di anni, non ancora di spirito, ti dico che per gli studi non devi
dimenticare i problemi della vita pratica, in ispecie quelli sociali, che
oggi grandeggiano e che rientrano pure palesemente nei disegni della
Provvidenza, per richiamare le presenti generazioni per questa via a sé.
Vi dedica perciò una parte secondaria e completiva della tua attività;
ma non disinteressartene, proseguendo in qualche misura l’opera
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
ESERCIZI DI BENE COMUNE
Discernimento comunitario
iniziata fin qui. Perocché noi dobbiamo di tale programma sociale fare
quasi una parte dei nostri doveri di cattolici, dappoiché la Chiesa quel
programma fece suo; e vuol dirigerlo alla salvezza del popolo e alla
rivendicazione della civiltà cristiana.”
Tra Bibbia e giornale
Tratto dalla lettera al figlio Antonio (Pisa, 1° luglio 1904)
Il fedele laico è chiamato a individuare, nelle
concrete
situazioni
politiche,
i
passi
realisticamente possibili per dare attuazione ai
principi e ai valori morali propri della vita sociale.
Ciò esige un metodo di discernimento, personale e
comunitario, articolato attorno ad alcuni punti
nodali: la conoscenza delle situazioni, analizzate
con l'aiuto delle scienze sociali e degli strumenti
adeguati; la riflessione sistematica sulle realtà,
alla luce del messaggio immutabile del Vangelo e
dell'insegnamento
sociale
della
Chiesa;
l'individuazione delle scelte orientate a far
evolvere in senso positivo la situazione presente.
Per approfondire
Il libro sul comodino
Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Compendio della
Dottrina Sociale della Chiesa, Libreria Editrice Vaticana, 2004. Il
Compendio vuole sostenere e spronare l’azione dei cristiani in campo
sociale, specialmente dei fedeli laici; in essa il cristiano troverà i principi
di riflessione, i criteri di giudizio e le direttive di azione da cui partire per
promuovere un umanesimo integrale e solidale.
(Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 568)
Il film da vedere
In un mondo migliore, 2010, Regia di S. Bier , 113’, Danimarca/Svezia,
drammatico). Il film affronta la fragilità delle relazioni tra gli uomini
nella società contemporanea, evidenziando la fatica e le difficoltà di chi
sceglie la via della solidarietà e del perdono, sollevando la riflessione
sulla forza del pacifismo e il predominio della violenza.
Di che si tratta?
Il discernimento comunitario è un’azione che mira ad individuare e
riconoscere la volontà di Dio nella storia per poter compiere delle scelte
che, secondo lo Spirito, possano portare “molto frutto” per la realtà in cui
viviamo. Siamo infatti convinti che all’inizio dell’esperienza cristiana “non
c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un
avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con
11
ciò la direzione decisiva” .
11
Benedetto XVI, Lettera enciclica Deus caritas est, n. 1, Libreria Edizione Vaticana,
2005
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
ESERCIZI DI BENE COMUNE
Per approfondire
CITTADINANZA
Il libro sul comodino
Fratelli d'Italia, cittadini d'Europa e del mondo
Albanese G., Ma io che c’entro? Il bene Comune in tempo di crisi, Ed.
Messaggero Padova, 2009.
“Per essere brave persone (se uno è credente potremmo dire bravi
cristiani) bisogna per forza essere bravi cittadini. D’altronde, i problemi
contemporanei della cittadinanza richiedono da parte di ogni uomo e di
ogni donna di buona volontà, un’attenzione nuova sia al ruolo della
società civile, pensata diversamente in rapporto allo stato e ai principi di
sussidiarietà e di solidarietà, sia ai grandi problemi della cittadinanza
mondiale, tra i quali emergono le istanze fin qui accennate cui si
aggiungono altre: dalla fame alla povertà; dalla giustizia economica
internazionale all’emigrazione; dalla pace all’ambiente.”
Il film da vedere
Biutiful cauntri, 2007, regia di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio
e Peppe Ruggiero, 83’, Italia, documentario.
Allevatori che vedono morire le proprie pecore per la diossina. Un
educatore ambientale che lotta contro i crimini ambientali. Contadini
che coltivano le terre inquinate per la vicinanza di discariche. Storie di
denuncia e testimonianza del massacro di un territorio. Siamo in Italia,
nella regione Campania dove sono presenti 1200 discariche abusive di
rifiuti tossici. Sullo sfondo una camorra imprenditrice che usa camion e
pale meccaniche al posto delle pistole. Una camorra dai colletti bianchi,
imprenditoria deviata ed istituzioni colluse, raccontata da un magistrato
che svela i meccanismi di un'attività violenta che sta provocando più
morti, lente nel tempo, di qualsiasi altro fenomeno criminale.
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Il Concilio esorta i cristiani, cittadini dell'una e
dell'altra città, di sforzarsi di compiere fedelmente i
propri doveri terreni, facendosi guidare dallo spirito
del Vangelo. Sbagliano coloro che, sapendo che qui
noi non abbiamo una cittadinanza stabile ma che
cerchiamo quella futura, pensano che per questo
possono trascurare i propri doveri terreni, e non
riflettono che invece proprio la fede li obbliga
ancora di più a compierli, secondo la vocazione di
ciascuno. A loro volta non sono meno in errore
coloro che pensano di potersi immergere talmente
nelle attività terrene, come se queste fossero del
tutto estranee alla vita religiosa, la quale
consisterebbe, secondo loro, esclusivamente in atti
di culto e in alcuni doveri morali.
(Gaudium et Spes, n. 43)
Di che si tratta?
Quando si parla di cittadinanza non si dovrebbe mai prescindere dal
concetto di persona che ne è alla base. L’uomo non può vivere da solo, in
quanto il suo essere è un essere per l’altro, per la relazione: è insito
nell’anima umana il voler vivere in aggregazioni civili. Ogni persona esercita
un’apertura verso il mondo, che è lo spazio in cui si gioca la nostra identità
e la nostra testimonianza, e, riconoscendosi membro di una comunità, è
responsabile del suo destino di sviluppo o di deterioramento.
Il concetto di cittadinanza travalica, quindi, i confini puramente geografici
di un territorio; ma in un mondo globalizzato, di quale comunità parliamo?
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
ESERCIZI DI BENE COMUNE
Sentirsi parte di una comunità significa prima di tutto avvertire forte
l’appartenenza alla propria città, ricercare un’etica e un bene collettivo,
maturare un’identità sociale.
M'impegno. Cerca di utilizzare mezzi di trasporto non inquinanti,
privilegiando gli spostamenti a piedi o in bicicletta per gli spostamenti
brevi superando la pigrizia, oppure utilizzando i mezzi pubblici. Pratico
nella mia ordinarietà la raccolta differenziata ed utilizzo materiali
riciclabili.
Una città con una propria identità sociale è una città che ha come priorità
assoluta l'attenzione ai poveri ed ai bisognosi; è una città che permette di
intessere relazioni sociali positive, dove i sogni e le aspettative di ognuno
possono essere realizzati in una comunità che sa stare insieme, aggregare,
includere, accogliere, solidarizzare.
Avere una propria identità, inoltre, aiuta ad alimentare un senso di
appartenenza alla comunità tale da pensare di non abbandonarla "mai",
anche quando trovare un lavoro è impresa ardua o quando vivere in essa
diventa difficile, anche quando la solitudine diventa la prima forma di
povertà. Essere portatori di un’identità, in questa prospettiva, significa
presentarsi all'incontro con l'altro a "mani piene". Maturare un’attenzione
alle piccole cose, alle relazioni personali, l’aver a cuore tutto e tutti i
membri di una comunità da un lato fa sì che, interpreti delle tradizioni e
delle vocazioni di un territorio, sappiamo accogliere le persone che
vengono ad abitarlo; d’altro lato possiamo sentirci, anche dal nostro
territorio, costruttori di una cittadinanza europea e mondiale, membra di
una comunità più grande e come tali mai “stranieri” sulle vie del mondo.
Diceva Mons. Tonino Bello che il genere umano è chiamato a vivere sulla
terra ciò che le tre persone divine vivono nel cielo: la convivialità delle
differenze.
L’esperienza associativa è un grande dono che l’Ac può fare al Paese, è un
modello esemplare di convivialità, di democrazia partecipata, che educa a
crescere nella corresponsabilità e nel dialogo intergenerazionale, facendo
ognuno il suo in un’ottica comune, maturando progressivamente i propri
talenti e mettendoli a disposizione di tutti in un servizio che, di volta in
volta, si esercita in forme, modi e tempi differenti. Un’esperienza di bene
comune, da tradurre in prassi quotidiana nella vita di tutti i giorni.
La formazione delle coscienze, in tal senso, non è un mero esercizio
intellettuale o uno sforzo teorico, ma ha il fine di portare la luce del
Vangelo nel mondo contemporaneo, rinnovando lo stile degli incontri tra le
persone, promuovendo la cultura del rispetto, dell'accoglienza, della
condivisione, e valorizzando la dignità della vita di ogni persona, nel
rispetto della legge e delle istituzioni democratiche. Tale sforzo formativo
va compiuto prima di tutto nelle stesse comunità parrocchiali e diocesane
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Scelgo. Informati e approfondisci le tematiche che riguardano: il
consumo critico, scegliendo gli acquisti di prodotti in base alle scelte
sociali ed ambientali che le imprese adottano; il risparmio e
l'investimento etico, valutando non solo le conseguenze economiche,
ma anche le ripercussioni sociali, l'impatto ambientale e il rispetto dei
diritti umani fondamentali; le possibili economie alternative, come la
decrescita felice, il commercio equo e solidale, i gruppi di acquisto
solidale (GAS).
Il testimone
Ernesto Olivero (1940): ultimo di nove fratelli, nasce a Pandola, paese
del Salernitano dove si era trasferita la sua famiglia per lavoro. Passa una
carriera scolastica in salita tra la Campania e Chieri, dove si trasferisce
all’età di dodici anni; lavorerà in alcune industrie della zona e poi in una
filiale della Banca San Paolo fino alla pensione. A ventiquattro anni, il 24
maggio 1964 fonda il Sermig (SERvizio MIssionario Giovani) insieme alla
moglie Maria Cerrato, conosciuta organizzando le Giornate Missionarie
Mondiali, e ad alcuni amici con i quali si incontra settimanalmente a casa
propria. Questo gruppo, che raccoglie giovani, coppie di sposi, monaci e
monache, inizia in sordina ad impegnarsi a fianco dei poveri e degli
emarginati di Torino, sua città di adozione, seguendo l’insegnamento del
Vangelo.
“Esistono due tipi di persone: gli uomini di buona volontà e quelli di non
buona volontà. Questi ultimi sono coloro che per fede, convinzione, etica,
ambizione personale, si fanno gli affari propri. Invece quelli di buona
volontà sono coloro che per gli stessi motivi si fanno gli affari degli altri.”
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
ESERCIZI DI BENE COMUNE
Essere giovani oggi
che, talvolta, nel piccolo riflettono le tensioni e le dinamiche ricorrenti nella
società.
“DIFFERENZIAMOCI… Aria pulita più sana la vita” comincia con un
gemellaggio tra noi della parrocchia Maria SS. Annunziata di S. Cipriano
d’Aversa (Ce) e i giovani della parrocchia di S. Giovanni Battista di Aversa
(Ce). Insieme abbiamo condiviso le nostre inquietudini di giovani che
vivono tutte le difficoltà di una terra in cui, problemi come la diffusa
illegalità o lo sfruttamento ambientale, offrono un futuro abbastanza
incerto ma non spengono in noi la volontà di cambiare almeno qualcosa.
L’idea di iniziare un’“avventura” ecologica prende vita dalla voglia di
riappropriarci del nostro territorio, dal desiderio di vivere, e non più di
“sopravvivere”, nel luogo che ci è stato donato e di cui ci sentiamo custodi.
Così, un po’ dal nulla, nasce un Incontro pubblico sulla salvaguardia del
creato, punto di partenza per una campagna di sensibilizzazione a favore
della raccolta differenziata. Un momento di vera condivisione per la nostra
associazione, che ha coinvolto non solo noi giovani, ma anche i giovanissimi
ed i ragazzi. Ciò che ci è premuto ricordare è che tutti siamo chiamati a
“fare la differenza”, contribuendo a portare un segno di speranza nuova
per il bene comune e «a promuovere l’ambiente come casa e come risorsa
10
a favore dell’uomo e di tutti gli uomini» .
Antonella Esposito, diocesi di Aversa
Anche in questo ambito vale il discorso che tanto più facile sarà costruire
un’identità sociale, quanto più saremo consapevolmente solidi nella nostra
identità culturale e religiosa. In questo senso occorre non dimenticare mai
la necessità di curare la propria formazione spirituale per essere in grado di
cogliere sempre la presenza del Signore nelle cose che facciamo e intuire la
presenza dello Spirito Santo nel discernimento che di volta in volta si sarà
chiamati a fare nell’interpretare profeticamente i segni dei tempi.
Esercizi di bene comune
Risparmio. Stai attento alle tue abitudini quotidiane, ti renderai conto
che potrai avere alcuni accorgimenti che ti permettono di non sprecare
o risparmiare le risorse: approfittare della luce solare invece di
accendere sempre la luce, utilizzare le apparecchiature che
permettono il risparmio energetico, mettere in modalità standby o
chiudere il computer se non lo stai utilizzando, riutilizzare i fogli di
carta scritti solo da un lato, bere acqua di rubinetto, non lasciar
scorrere l'acqua potabile quando non la usi, sono alcune delle
accortezze che potrai avere.
Educando alla città il cattolico può davvero porsi come punto di riferimento
e come attento indicatore di valori nel mondo: la carità può davvero
permeare il mondo, la speranza rende gioiosi gli occhi dei nostri
concittadini, la città può essere luogo di vocazione!
Essere giovani oggi
Era l’aprile del 2008 quando appresi la notizia di essere stata eletta
Consigliere di maggioranza nel mio paese. Prima sensazione? Invasa da un
grande senso di responsabilità: “Così giovane (avevo 26 anni) ce la farò?”
Avevo accettato la candidatura animata proprio dal grande desiderio di
prestare Servizio per il mio paese: dopo l’attività in parrocchia e la
responsabilità educativa, sentivo di dover e poter dare di più, mettendomi
in gioco anche aldilà dell’ambiente protetto dell’associazione stessa. Ma
presto ho imparato che l’entusiasmo non basta a sé stesso: servono
preparazione, spirito di squadra, pazienza e… fiducia! Nelle mani di noi
giovani è racchiuso il potere del cambiamento, non certo con la rivoluzione,
ma con piccoli barlumi di testimonianza di vita. Non è utopia, ma speranza!
Solo il tempo potrà dire se questa strada sarà la vera vocazione della mia
vita; certo sarà un’esperienza di crescita sul piano personale, con la
speranza di aver contribuito ad accendere in questo cammino almeno un
piccolo lume di fiducia nella possibilità di cambiamento. “Un'ideologia non
può sopravvivere a lungo senza una morale” (Karol Wojtyla)
Alessandra Fusco, Diocesi di Treviso
10
Tratto dal discorso del Santo Padre Giovanni Paolo II ai partecipanti al convegno
Ambiente e Salute 24 marzo 1997
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
Esercizi di bene comune
Abita: Conosci e riscopri le tradizioni e la storia della tua città o del tuo
paese! C’è una storia che ti ha preceduto, di cui oggi sei erede e
testimone, chiamato a viverla, sentirtene parte e darle continuità per il
bene dei luoghi che abiti e delle persone che fanno parte della
comunità. Proponiti di riscoprire le tradizioni e la storia della tua terra
(leggi qualche buon libro, intervista qualche anziano del paese, riscopri
la storia dei personaggi a cui sono intitolate le strade, ecc.)
Questa è la mia casa: oggi il mondo diventa la tua casa e alla
costruzione della tua identità contribuisce la dimensione europea e
mondiale. Impegnati a vivere quotidianamente i valori dell’accoglienza,
del dialogo, del rispetto dei diritti e dei doveri di tutti. Individua
esperienze di accoglienza e integrazione sul tuo territorio. Ricerca,
anche nel passato, figure di laici testimoni e protagonisti di storie di
accoglienza, solidarietà, integrazione. Invita al gruppo un giovane
immigrato che racconti la sua storia personale.
Insieme… in cantiere!: Attraverso la cura delle relazioni contribuiamo a
rendere più bella la città! Ricerca forme di collaborazione con altre
associazioni, anche non ecclesiali, con cui percorrere un tratto di
strada comune, promuovendo occasioni di incontro, dibattito,
confronto, dialogo e democrazia.
Il testimone
Gino Pistoni (1924 – 1944): animatore dei centri giovanili in varie località
della diocesi di Ivrea, maturò il suo fecondo apostolato da un finissimo
spirito di preghiera, incentrato sull’Eucaristia, sulla lettura spirituale e sulla
forte devozione alla Madonna. Durante la II Guerra Mondiale, Gino non ha
dubbi nello schierarsi coi partigiani in lotta per la libertà, ma senza odiare i
propri nemici. Al momento finale della sua vita, colpito a morte dai
tedeschi mentre soccorreva un loro soldato ferito, sente l'esigenza di
spiegare il suo atto supremo, scrivendo con il sangue sul sacchetto del pane
ESERCIZI DI BENE COMUNE
inquinamento atmosferico, contaminazione delle acque e dei territori, a
causa di una produzione eccessiva di rifiuti talvolta non smaltibili e
altamente tossici.
È evidente, dunque, come il perseguimento di una crescita continua e
illimitata non abbia assicurato una crescita del benessere, una scomparsa
della disoccupazione, un’equità sociale, bensì ha ampliato i divari tra classi
sociali o tra paesi. Tali considerazioni non possono non sfociare in una
ricerca costante di un modello di sviluppo diverso, che difenda i diritti
umani e che sia mirato ad una salvaguardia dell’ambiente e alla
realizzazione di un’uguaglianza sociale e di uno sviluppo sostenibile.
Comunemente per sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo in grado di
assicurare “il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza
compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare il
9
proprio.” Fu Papa Paolo VI, nell’enciclica Populorum Progressio a
sostenere che “lo sviluppo di cui parliamo non può essere limitato alla sola
crescita economica. Per essere autentico, esso deve sostenere lo sviluppo
di ogni essere umano e di tutta l’umanità”, il principio da seguire non è
quello di consentire che i fattori economici, sociali e politici vadano a
danno dell’essere umano, ma che siano a favore della dignità della persona
umana, che deve essere posta al di sopra di tutto. “È sostenibile solo uno
sviluppo che rispetti la creazione e che non danneggi l'ambiente” ha
affermato Benedetto XVI all’udienza del 27 gennaio 2010. Uno sviluppo che
riconosca la dignità umana, che non sia uno sviluppo di pochi a discapito di
molti, che sia uno sviluppo comune.
A noi dunque il compito di sostenere i paesi che subiscono la nostra
crescita, un sostegno che non sia sostentamento, ma che comportino
scelte radicali: la scelta di uno stile di vita sobrio, la scelta della rinuncia al
superfluo e la scelta dell’impegno nella difesa dell’ambiente,
riconoscendoci “uomini custodi della creazione”. Non dobbiamo mai
dimenticare che il creato è un dono di Dio per tutti, nessuno lo possiede,
ma ognuno ha delle responsabilità verso l’umanità intera nel giusto utilizzo
di ciò che ci è stato affidato.
9
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Rapporto Brundtland, 1987
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
SVILUPPO SOSTENIBILE
Vivere con Stile
Dio ha destinato la terra con tutto quello che in
essa è contenuto all'uso di tutti gli uomini e popoli,
sicché i beni creati devono pervenire a tutti con
equo criterio, avendo per guida la giustizia e per
compagna la carità.
(Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 171)
queste parole: "Offro la mia vita per l'AC e l'Italia. W Cristo Re" (25 luglio
1944).
Gino Pistoni ha scritto pochissimo; non aveva molta familiarità con la
penna, preferiva comunicare con le parole e i fatti. Quando ha fatto
l'ingresso nella "Società Operaia del Getsemani", movimento spirituale di
dedizione all'Apostolato sorto all'interno dell'Ac, scrisse questa preghiera
che doveva rimanere segreta:
"Il mio cuore oggi eleva a te un inno di lode e di ringraziamento. […] Ti
ringrazio di avermi chiamato a far parte dell'Azione cattolica e di aver
dato alla mia vita, prima di allora veramente vuota, uno scopo che la
rendesse degna di essere vissuta... Ti chiedo la grazia di vivere con te le
sofferenze del Getsemani […] concedimi inoltre la grazia per vivere una
vita interamente e profondamente cristiana tutta dedita al Tuo servizio
e al salvamento delle Anime. Così sia".
Per approfondire
Di che si tratta?
“Se il mondo fosse un palazzo di cinque piani, abitato da cento persone
suddivise in gruppi di venti per piano, scopriremmo che gli inquilini
dell’attico arraffano, da soli, l’86% della ricchezza prodotta. Quelli del piano
di sotto si appropriano del 9%, mentre quelli dei due successivi ricevono il
2% ciascuno. Infine quelli dello scantinato devono accontentarsi di circa
8
l’1%”. È dunque evidente che lo sviluppo di determinate popolazioni abbia
provocato l’impoverimento di altre, devastate da guerre coloniali o
costrette a lavorare con ritmi sovraumani ricevendo un’irrisoria parte del
ricavato. Ma siamo sicuri che tutta questa produzione aumenti il benessere
di qualcuno?
A subire le conseguenze di una crescita spietata e senza scrupoli è anche il
nostro stesso ambiente. Spesso l’attenzione al rispetto delle regole per la
difesa ambientale è un grosso ostacolo per chi ha come obiettivo il
massimo guadagno. Se da un lato, dunque, vi è apparentemente un
notevole sviluppo economico, dall’altro ci rendiamo conto che il nostro
pianeta sta patendo le nostre scelte. E anche noi, che dovremmo essere i
primi beneficiari di questo progresso, spesso lo subiamo sotto forma di
8
ESERCIZI DI BENE COMUNE
Il libro sul comodino
Fruttero C. e Gramellini M., La patria, bene o male, Mondadori, 2010.
Attraverso 150 date scelte dagli autori, si snoda un percorso il cui
intento è quello di offrire un’infarinatura essenziale della storia d’Italia.
Il film da vedere
Noi credevamo, 2010, regia di Mario Martone, 204’, Italia/Francia,
drammatico/storico. Un film di notevole impegno, che offre però la
possibilità di riflettere sulla necessità di arrivare ad una memoria
condivisa sulle radici della nazione italiana, assaporarne la storia,
sentendocene parte, eredi e protagonisti attuali.
Gesualdi F., Sobrietà, Feltrinelli, 2005
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
Politica
Politica è partecipazione
Per i fedeli laici limpegno politico è unespressione
qualificata ed esigente dellimpegno cristiano al
servizio degli altri.
(Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 565)
ESERCIZI DI BENE COMUNE
elevato il comandamento della carità a norma obbligatoria di condotta
perché è proprio questo salto di qualità che connota il cristiano.
La giustizia è necessaria, ma non sufficiente, e può e deve essere superata
dalla legge della carità che è la legge dell’amore, amore verso il prossimo e
verso Dio, ma verso il prossimo in quanto immagine di Dio, quindi in modo
7
non riducibile alla mera solidarietà umana.»
Per approfondire
Il libro sul comodino
Di che si tratta?
La politica (dal greco POLITKÉ che attiene alla città, sottinteso Tèchné arte)
è l’arte di governare gli Stati, è l’amministrazione della cosa pubblica. Se
ogni cristiano, in quanto cittadino depositario di diritti e doveri
costituzionalmente garantiti, è impegnato in politica in forme e vocazioni
diverse, diventa indispensabile tradurre in prassi quotidiana la fede
professata riconoscendo che l’agire politico rientra a pieno titolo nella
testimonianza della carità e in essa trova un suo preciso significato
profondo.
È celebre una frase di Paolo VI: “La politica è la forma più alta ed esigente
della carità”. Anch’essa, dunque, chiama al dono di sé per l’altro, sollecita
alla gratuità, alla solidarietà e al servizio.
Il nostro agire non può prescindere dal nostro essere: se siamo cristiani
inevitabilmente la fede in Dio è il perno intorno al quale ruota tutta la
nostra vita, ispira scelte e comportamenti e tiene insieme tutto il resto.
È dalla fede che matura la tensione a una testimonianza credibile negli
ambienti di vita, è grazie alla pulizia dell’anima che le parole rendono
autorevolezza alla Parola e gli atteggiamenti sono coerenti con ciò che si
annuncia.
L’equilibrio e la sobrietà con il quale perseguire questo impegno sono ben
definiti d’altronde anche dalla scelta religiosa che l’Ac fece chiaramente
con lo statuto del 1969. Non è certo da intendersi come un disimpegno
dalla vita politica e sociale. Vittorio Bachelet così la spiegava nel 1973:
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Limoccia L. e Diana M., Petali di Vita. Don Peppe Diana: un cammino per
la Giustizia, Rubettino, 2010. "Coscienti che come chiesa dobbiamo
educare con la parola e la testimonianza di vita alla prima beatitudine del
Vangelo che è la povertà, come distacco della ricerca del superfluo, da ogni
ambiguo compromesso o ingiusto privilegio, come servizio sino al dono di
sé, come esperienza generosamente vissuta di solidarietà". (Don Peppe
Diana)
Il film da vedere
Il giudice ragazzino, 1994, regia di Alessandro di Robilant, Italia. Il film
racconta con fedeltà le vicende della vita di Rosario Livatino, evidenziandone
il grande impegno civile e l’ideale di giustizia intransigente, alimentato da
una costante e profonda dimensione spirituale.
7
Tratto dalla relazione “Fede e diritto” svolta nella sala-conferenze dell'Istituto
delle Suore Vocazioniste, a Canicattì, il 30 aprile 1986
- 25 -
ESERCIZI DI BENE COMUNE
nel tempo l’efficacia di questo proposito.
Denuncia. Individua, anche insieme al tuo gruppo, negli ambienti di
vita che attraversi ogni giorno (condominio, quartiere, parrocchia,
città), persone, luoghi, situazioni a cui occorre dare voce, per
consentire il rispetto della dignità e dei diritti di ciascuno.
Annuncia. Stringi relazioni significative e promuovi occasioni di
confronto con altri giovani o altri gruppi sulle motivazioni, laiche e di
fede, che spingono ad avere “fame e sete di giustizia”. Valorizza le
realtà buone di annuncio già esistenti nella tua terra.
Il testimone
Rosario Livatino (1952 – 1990): figlio dell'avvocato Vincenzo e della
signora Rosalia Corbo. Conseguita la maturità presso il liceo classico, si
laureò nel 1975 in giurisprudenza cum laude. Tra il 1977 ed il 1978 prestò
servizio come vicedirettore in prova presso l'Ufficio del Registro di
Agrigento e, sempre nel 1978, entrò in magistratura presso il Tribunale di
Caltanissetta. Nel 1979 diventò sostituto procuratore presso il tribunale di
Agrigento e ricoprì la carica fino al 1989, quando assunse il ruolo di giudice
a latere. Venne ucciso il 21 settembre del 1990 sulla SS 640 mentre si
recava, senza scorta, in tribunale, per mano di quattro sicari assoldati dalla
Stidda agrigentina, organizzazione mafiosa in contrasto con Cosa Nostra.
6
Magistrato “martire della giustizia ed indirettamente della fede” , indicato
ai giovani da Papa Benedetto XVI come un modello al quale fare
riferimento per operare per il bene e contrastare il male:
«I non cristiani credono nel primato assoluto della giustizia come fatto
assorbente di tutta la problematica della normativa dei rapporti
interpersonali, mentre i cristiani possono accettare questo postulato a
condizione che si accolga il principio del superamento della giustizia
attraverso la carità.
ESERCIZI DI BENE COMUNE
«Allora la scelta religiosa insegna al cristiano che la testimonianza di carità
si fa per lui anche impegno civile e politico che non può delegare al gruppo
e alla comunità ecclesiale, ma alla cui coscienza e responsabilità il gruppo e
la comunità ecclesiale debbono formarlo».
L’impegno politico esige specifica competenza, capacità di analisi e
condivisione, nella piena consapevolezza che in politica non s’improvvisa.
Un impegno politico orientato alla ricerca del bene comune, dunque, non
può prescindere da un tenace esercizio delle virtù, di quelle “attitudini
ferme, disposizioni stabili, perfezioni abituali dell’intelligenza e della
1
volontà” ordinate non solo a compiere atti buoni, ma al dare il meglio di
sé. Esercitare la prudenza nell’impegno politico significherà, così, ricercare
il vero bene e discernere sui mezzi più adeguati e giusti per compierlo,
superando il personale interesse o non cedendo a facili logiche
populistiche. La virtù della temperanza diventerà sinonimo di moderazione,
misura, attesa dei tempi, dominio di sé, sobrietà; la giustizia agire con
equità e secondo diritto. La fortezza si tradurrà in costanza e tenacia nella
ricerca del bene e nel perseguirlo. Ma al di sopra di tutto vi sia sempre il
primato della carità. Un credente, sostenuto dalla comunità ecclesiale nella
quale si educa alla luce della Parola e dei sacramenti, che sappia discernere
con sapienza cristiana il presente, pronto a impegnare la propria
responsabilità con scelte coerenti nell’esercizio della propria coscienza
offrirà un contributo prezioso alla vita della propria comunità, quel
patrimonio di valori indispensabili per lo sviluppo della vita umana e per la
cura delle relazioni nel rispetto della piena dignità dell'uomo. Così facendo
un politico cristiano sarà persona di comunione e non di opposizione, forza
aggregante delle buone volontà a servizio del bene comune capace di
superare le logiche di partito, a volte vincolanti, e promotore efficace di
dialogo ed ascolto tra le differenze.
“Se la democrazia è partecipazione, coscienza civile, libertà, spetta a tutti
noi, e soprattutto a voi giovani, che rappresentate la forza nuova della
2
nazione, recuperare il senso della politica”
Il Cristo non ha mai detto che soprattutto bisogna essere "giusti", anche se
in molteplici occasioni ha esaltato la virtù della giustizia. Egli ha invece
1
6
Dalle parole di Papa Giovanni Paolo II ad Agrigento il 9 maggio del 1993
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2
Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1804, Libreria Editrice Vaticana, 2003
Cananzi R., Giovani e la politica in Italia, Ed. Paoline, 1999
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
Essere giovani oggi
Sono stato eletto, il 29 marzo 2010, consigliere comunale di maggioranza
nel paese in cui sono nato: Acquaviva delle Fonti (BA). Il mio impegno nella
politica attiva non è conseguenza di un’adesione ad un movimento
giovanile di partito ma è conseguenza di un cammino intrapreso con
l’Azione cattolica.
In questi anni l’Ac mi ha offerto essenzialmente tre doni: un sacco di amici
con cui dibattere, condividere percorsi e impegnarmi nella vita sociale;
molti testimoni (Bachelet, Lazzati, La Pira, Marvelli) dai quali cerco di
estrapolare caratteristiche per crearmi un’identità politica da imitare; non
per ultimo l’Ac mi ha insegnato a curare l’interiorità. Questo dono mi
permette di vivere con energie sempre nuove l’impegno politico, un
impegno difficile e bello.
Vincenzo Caporusso, Diocesi di Bari-Bitonto
Esercizi di bene comune
Punti di vista: studia gli eventi da più punti di vista esercitando un
pensiero critico il più possibile consapevole e libero da pregiudizi e
logiche di parte.
M’illumino d’impegno: Utilizza lo strumento di internet per cercare
esempi di gesti concreti di edificazione della città dell'uomo, cioè
scelte, idee, suggerimenti, buone prassi amministrative, che
considerino l'uomo perno delle scelte strategiche per lo sviluppo della
società. Guardati attorno! individua esempi di giovani e adulti che
testimoniano tutti i giorni i valori della gratuità, della condivisione,
della reciprocità. Con l'aiuto del consiglio parrocchiale di Ac, puoi
anche promuovere occasioni di incontro, luoghi di discernimento
comunitario, di educazione alla responsabilità e alla politica. Monitora
l'attività politica della tua città, esercitando il diritto-dovere di
controllo e proposta! Invita un amministratore ad un confronto su
alcune tematiche locali, assisti ad un consiglio comunale. Potresti
anche farti promotore, preliminarmente, con alcuni amici di un giro in
bicicletta per le vie del quartiere e della città, individuando luoghi
simbolo di incuria e degrado amministrativo, così come anche luoghi
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
Non l’ho cercato, è venuto da me. All’inizio è stato quindi un po’ forzato
trovare delle motivazioni per conoscerlo e impegnarsi in esso in modo
attivo: ho vissuto buona parte della mia vita, credo, come molti altri ragazzi
del sud non direttamente coinvolti nelle schiere dei “buoni” e dei “cattivi”,
sentendo i termini “mafia”, “ndrangheta”, come delle eco lontane; vere, sì,
ma non tangibili. Un buon cammino di fede ed una buona educazione
familiare mi davano già la certezza che la giustizia e la legalità fossero valori
alti, importanti, da perseguire. Ma dove? E come?
La prima cosa che ha fatto per me il Museo è stata presentarmi la realtà
delle cose, della quotidianità, della mia terra. Ed è stata una realtà
tremenda, fatta davvero di orrori celati dietro gli occhi delle persone che
quotidianamente incontravo. Attraverso la lettura e lo studio vero e
proprio degli atti giudiziari, abbiamo ricostruito la storia di un ragazzino del
mio quartiere, ucciso a soli 14 anni e fatto sparire, dalle stesse persone che
possedevano la villa che è ora sede del museo. Ho visto il mio paese da un
punto di vista diverso, che mi faceva paura. Sapevo che entrando in quella
villa sfarzosa avevo addosso gli occhi dei vicini e dei parenti del boss, e
sono stati occhi che si sono fatti sentire, anche attraverso alcune minacce.
Era inconcepibile per loro che un’abitazione venisse confiscata ad una
famiglia per essere data ad un’associazione.
Ma la seconda cosa che ha fatto per me il Museo è stata aprirmi gli occhi
sull’essere umano: non si può lottare contro il male, senza dimenticare che
le persone non sono il male. È molto difficile ancora per me riuscire ad
accettarlo: Cristo è morto ed è risorto anche per un boss o un assassino. Un
giovane Cristiano non dovrebbe mai smettere di avere davanti a sé questa
verità. L’amore incondizionato per la Vita, porta necessariamente al
rispetto della dignità di ognuno.
Paola, volontaria Museo della Ndrangheta di Reggio Calabria
Esercizi di bene comune
Rinuncia. Verifica se esistono nella tua quotidianità (università, lavoro,
famiglia ecc.) abitudini, atteggiamenti, pretese (ad es. utilizzo di libri
interamente fotocopiati o compact disc masterizzati, mancato rispetto
del Codice della strada o del regolamento condominiale, ecc...) che
intralciano i diritti di qualcun altro. Proponiti di rimediare, verificando
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
ESERCIZI DI BENE COMUNE
consentono alle associazioni e agli individui di conseguire ciò a cui hanno
4
diritto secondo la loro natura e la loro vocazione» .
L’impegno ad essere uomini giusti si realizza quotidianamente ponendosi in
ascolto dei bisogni, individuando i luoghi e le cause dell’ingiustizia,
sacrificandosi per combattere tutto ciò che ruba dignità ad ogni essere
umano, assumendosi in prima persona la responsabilità di garantire i diritti
degli altri.
Condizione essenziale e conseguente è anche il rispetto della legalità, che
significa rifiutare quei vantaggi, quelle agevolazioni, quei benefici che
possono derivare dall’illegalità; questo comporta dei sacrifici e delle
rinunce rispetto a comportamenti che ci vengono proposti come “normali”
o, addirittura, “necessari”.
Tenendo aperto l’orizzonte della speranza, che non abbandona mai l’uomo,
anche nella notte più buia, la Conferenza Episcopale Calabrese ha indicato
tre atteggiamenti concreti per i laici cristiani di quella terra, che possono
essere qui riproposti con valenza universale: “rinunciare”, “denunciare” e
5
“annunciare” . Si tratta, cioè, di impegnarsi in segni concreti di
testimonianza, di esprimere a voce alta il proprio desiderio di bene, di
vivere il Vangelo.
Vivere in prima persona questa dimensione di impegno e di fede significa
incarnare un’alternativa possibile e credibile: il contrasto all’illegalità e la
costruzione di una società più giusta si concretizzano non soltanto in un
“essere contro”, ma anche e soprattutto in un “essere per”, un essere per
la vita, per il perdono, per la riconciliazione, per la vicinanza.
resi accoglienti e funzionali per i cittadini da buone scelte
amministrative.
Essere giovani oggi
La prima cosa che mi viene chiesta sempre sul Museo della Ndrangheta è
“cosa c’è da vedere?”. Non è un museo come normalmente ce lo
immaginiamo, o almeno lo è in parte. È anche e soprattutto un luogo di
promozione della cultura della legalità, di collaborazione con gli enti
dell’educazione e della cultura. Un posto in cui crescere in modo attivo, e
non da fruire da spettatore passivo.
Il fine non giustifica i mezzi: Guardati attorno! Individua esempi di
giovani ed adulti che testimoniano tutti i giorni i valori della gratuità,
della condivisione, della reciprocità. Essere cristiani è anche una
questione di stile, non tutto è buono e giusto per raggiungere il bene,
stai attento a “come” persegui il bene: il modello è il Maestro. Un buon
giovane di Ac ha l’arma della creatività per studiare e sognare sempre
strade nuove, giuste e virtuose per creare comunione e ricercare
insieme il bene comune.
Il testimone
Maria Federici (1899 – 1984): nata a L’Aquila il 19 settembre 1899.
Cattolica impegnata, profonda fede nei valori di libertà e di democrazia, la
Federici matura la sua formazione influenzata dal pensiero cristiano sociale
– il personalismo di Mounier e l’umanesimo integrale di Maritain – che
avrebbe connotato profondamente la filosofia del secondo novecento.
Deputato all’Assemblea costituente per la Democrazia cristiana, dal 19
luglio 1946 al 31 gennaio 1948, contribuisce a scrivere le regole
fondamentali della nostra Costituzione. Maria Federici è un esempio ante
litteram d’emancipazione femminile. Nel 1944 è tra i fondatori delle ACLI,
poi del Centro Italiano Femminile (CIF) del quale diventa prima Presidente.
Ma soprattutto è una delle figure più importanti della nuova Repubblica
democratica.
“La forma democratica verso cui si avvia il paese darà alla loro volontà
(ndr. delle donne) un peso importantissimo… esse lo sanno e sanno
pure che volendo la vita sociale tutta impostata sulla dottrina sociale
cattolica contribuiranno a rimettere in piedi il loro paese… questa
umana speranza che fiorisce al sole della fede sulle squallide rovine
materiali e morali, dispone i nostri cuori alle fatiche che saranno lunghe
e gravi.”
4
Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1928, Libreria Editrice Vaticana, 2003
Cfr. Lettera alle nostre Chiese di Calabria nel fascino dei nostri santi meridionali, 13
febbraio 2005.
5
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ESERCIZI DI BENE COMUNE
ESERCIZI DI BENE COMUNE
Per approfondire
GIUSTIZIA E LEGALITÀ
Il libro sul comodino
La misura minima
Saramago J., Saggio sulla lucidità, Giulio Einaudi Editore, 2005. “L’arte e
la parte insieme mi autorizzano ad affermare che votare scheda bianca
è una manifestazione di cecità altrettanto distruttiva dell’altra, O di
lucidità, disse il ministro della giustizia, Che cosa, domandò il ministro
dell’interno, ritenendo di aver udito male, Ho detto che votare scheda
bianca si potrebbe considerare come una manifestazione di lucidità da
parte di chi l’ha fatto, Come osa, in pieno consiglio del governo,
pronunciare una simile barbarità antidemocratica, dovrebbe
vergognarsi, non sembra neanche un ministro della giustizia, sbottò
quello della difesa.”
La giustizia, infatti, non è una semplice convenzione
umana, perché quello che è +giusto, non è
originariamente determinato dalla legge, ma
dall'identità profonda dell'essere umano.
(Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 202)
Di che si tratta?
Il film da vedere
Baaria, 2009, regia di Giuseppe Tornatore, 150’, Italia/Francia,
drammatico. Una famiglia siciliana raccontata attraverso tre
generazioni: da Cicco al figlio Peppino al nipote Pietro. Le vicende
private di questi personaggi e dei loro familiari si svolgono sullo sfondo
della comunità di Bagheria in un arco di tempo che va dagli anni Trenta
agli anni Ottanta del Novecento.
Sin dall'inizio quella che ci viene proposta in Baarìa è una corsa contro il
tempo che cancella una memoria collettiva che sembra
progressivamente non esistere più. Oggi ben pochi sembrano accorgersi
della perdita della conoscenza di un passato recente in cui umiliazioni,
lotte e parziali vittorie lasciavano segni profondi nella collettività. Segni
che, come l'affresco sulla volta della chiesa, “dovevano” essere
cancellati.
Il film è un omaggio malinconico al percorso storico-politico del nostro
Paese, figlio di suggestioni infantili e profumi di una Sicilia e di
un’umanità che sembrano ormai profondamente lontani.
“Chi ama con carità gli altri è innanzitutto giusto verso di loro. Non solo la
giustizia non è estranea alla carità, non solo non è una via alternativa o
parallela alla carità: la giustizia è «inseparabile dalla carità», intrinseca ad
essa. La giustizia è la prima via della carità o, com’ebbe a dire Paolo VI, «la
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misura minima» di essa” .
Nella declinazione biblica del termine giustizia (sia nell'Antico Testamento
che nel Nuovo Testamento) è intrinsecamente contenuto il significato di
"affermazione e custodia della dignità di ogni individuo, proprio in quanto
figlio di Dio". Insomma, per la Bibbia giustizia è porre in essere tutte quelle
condizioni (anche di tipo sociale) che consentano a ciascuno (soprattutto al
più debole, al più fragile) di non vedersi mai declassato rispetto alla sua
indiscutibile dignità di figlio di Dio - redento da Cristo; per questo, essere
"giusto" equivale a non prevaricare, non oltraggiare ecc.
Dunque, la giustizia va oltre il rispetto del diritto o della legalità, essa è
condizione-impegno non negoziabile perché nessuno sia deprivato della
sua dignità (anche laicamente intesa).
Nel Catechismo della Chiesa Cattolica troviamo un’espressione significativa
del concetto di giustizia per il quale essa è il realizzarsi delle «condizioni che
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Benedetto XVI, Caritas in veritate, n.6, Libreria Editrice Vaticana, 2009
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Esercizi di bene comune - Giovani di Azione Cattolica