Istituto Tecnico Industriale Statale “ G.SEGATO” Via Jacopo Tasso, 11 – 32100 Belluno c.f. 80001970252 __________________________________________________ ESAME DI STATO ANNO SCOLASTICO 2011/2012 DOCUMENTO DEL CONSIGLIO (DPR N° 323 DI DEL23.07.1998) CLASSE 5° SEZ. A INDIRIZZO MECCANICA Belluno, 15 maggio 2012 CLASSE SOMMARIO Sommario.................................................................................................................................................1 composizione del consiglio della classe 5ª Meccanica A.........................................................................2 PRESENTAZIONE DELL’ISTITUTO...................................................................................................3 PRESENTAZIONE DELLA CLASSE....................................................................................................4 PROGRAMMAZIONE DELL’ATTIVITÀ DIDATTICO-DISCIPLINARE.........................................6 Attività curricolari ed extracurricolari.....................................................................................................7 Verifiche...................................................................................................................................................8 Criteri di valutazione................................................................................................................................9 OBIETTIVI, METODOLOGIE, STRUMENTI, VERIFICHE E contenuit DeLLE DISCIPLINE CURRICULARI.....................................................................................................................................12 METODO D’INSEGNAMENTO..........................................................................................................40 FIRME DEI DOCENTI DEL CONSIGLIO DI CLASSE.....................................................................48 1° Simulazione prima prova...................................................................................................................50 2° Simulazione prima prova ..................................................................................................................57 griglia di correzione prima prova...........................................................................................................63 Conoscenze relative all’argomento........................................................................................................64 Sviluppo critico delle questioni e costruzione di un discorso organico e coerente................................64 Correttezza e proprietà nell’uso della lingua..........................................................................................64 1° Simulazione seconda prova ..............................................................................................................68 2° Simulazione seconda prova ..............................................................................................................70 1° simulazione terza prova.....................................................................................................................72 2° simulazione terza prova.....................................................................................................................77 GRIGLIA DI CORREZIONE TERZA PROVA....................................................................................82 2 COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DELLA CLASSE 5ª MECCANICA A GUASTADISEGNI Gina LINGUA E LETTERE ITALIANE STORIA ANGHERA’ Marta LINGUA STRANIERA (INGLESE) BURIGO Patrizia ECONOMIA DIRITTO MERCORILLO Giuseppa MATEMATICA CIMITAN Mauro LABORATORIO DI MATEMATICA SCHIOCCHET Bruno MECCANICA E MACCHINE A FLUIDO MAERAN Aurelio TECNOLOGIA MECCANICA ED ESERCITAZIONI SPADA Mauro LABORATORIO DI TECNOLOGIA PLACCO Giovanni DISEGNO, PROGETTAZIONE ORGANIZZAZIONE INDUSTRIALE SPADA Mauro LABORATORIO DI DISEGNO DE BIASI Silvia SISTEMI ED AUTOMAZIONE INDUSTRIALE POTÌ Pierino LABORATORIO DI SISTEMI MARIO Massimiliano EDUCAZIONE FISICA PLONKA Jadwiga RELIGIONE INDUSTRIALE ED ELEMENTI DI ED 3 PRESENTAZIONE DELL’ISTITUTO CENNI STORICI L’Istituto Tecnico Industriale Statale, fondato nel 1905 e intitolato allo studioso bellunese Girolamo Segato, sin dalla sua istituzione si è configurato come una realtà scolastica ben inserita nell’ambiente sociale, culturale e produttivo della città e della provincia di Belluno. CORSI DI STUDIO Perito Edile Perito Meccanico Perito Elettrotecnico e per l’Automazione Perito Elettronico e per le Telecomunicazioni. Perito Informatico Perito Termotecnico I corsi di specializzazione dell’Istituto costituiscono un punto di riferimento importante per il territorio bellunese, che è oggi in Italia una delle zone più attive dal punto di vista economico e lavorativo, ricco di piccole e medie imprese con tecnologie avanzate in tutti i settori produttivi. SBOCCHI LAVORATIVI E DI STUDIO Il percorso didattico seguito nelle varie specializzazioni permette sia sbocchi lavorativi immediati dopo il diploma, sia l’iscrizione a qualsiasi corso universitario a lungo e a breve termine. Da alcuni anni fanno parte integrante dell’attività didattica le cosiddette “aree di progetto”, mirate alla realizzazione tecnica e pratica di progetti commissionati da aziende leader nei settori dell’elettronica, della meccanica e dell’impiantistica elettrica, che operano in provincia. Le "aree di progetto" sono state realizzate grazie anche all'intervento dell'Associazione degli Industriali di Belluno. E' inoltre in corso una collaborazione pluriennale con la Camera di Commercio di Belluno per il settore dell'Edilizia. ATTIVITA’ SVOLTE NELL’ISTITUTO L’I.T.I.S. “G. SEGATO” è una realtà scolastica rivolta, non solo al mondo industriale e produttivo, ma anche alle istituzioni che operano nel Bellunese con finalità culturali e sociali, con le quali collabora sia per la realizzazione delle “aree di progetto” del biennio, sia con l’apertura dell’edificio per conferenze e convegni. In questi ultimi anni ha ospitato convegni e attività riguardo ad aspetti artistico - culturali e a problematiche del mondo giovanile. 4 PRESENTAZIONE DELLA CLASSE STORIA DELLA CLASSE La classe quest’anno è formata da diciannove alunni, nel corso del triennio ha cambiato spesso profilo e numerosità sia per il ritiro di alcuni alunni, sia per la non ammissione alle classi successive di altri. Il nucleo iniziale era composto da 23 allievi, ma alla fine della classe terza sono stati bocciati due allievi; in quarta si sono aggiunti tre alunni ripetenti, ed a fine anno sono stati bocciati quattro allievi mentre uno si è ritirato nel corso dell’anno. La continuità didattica, nei tre anni di corso, ha riguardato le seguenti discipline: Economia industriale ed elementi di diritto (disciplina prevista solo per il quarto e quinto anno), Inglese, Religione ed Educazione Fisica. Per le altre materie vi sono stati cambiamenti di docenti sia in quarta (Italiano, Storia, Matematica, Meccanica e macchine a fluido, Tecnologia, Sistemi e automazione industriale, Disegno progettazione e organizzazione industriale, Educazione fisica), sia all’inizio del corrente anno scolastico (Sistemi e automazione industriale, Disegno progettazione e organizzazione industriale). Fin dalla terza, la classe è apparsa piuttosto eterogenea per interesse, capacità, motivazione, preparazione di base e partecipazione al dialogo educativo. Circa un terzo dei ragazzi ha lavorato nel triennio in modo costante, cercando di aumentare le proprie conoscenze e competenze. Il metodo di lavoro e l’approccio generale al problema, pur migliorando nel corso del tempo, sono rimasti talvolta di tipo meccanico e riproduttivo. L’impegno profuso nel corso del tempo, non si è purtroppo trasformato in un approccio trainante per il resto della classe. Il comportamento durante l’attività didattica ha subito nel tempo notevoli variazioni: in terza una componente notevole della classe aveva un atteggiamento talvolta irrequieto ed infantile, con problemi di attenzione e di applicazione. Questo comportamento è proseguito fino al primo periodo della classe quarta, e ha avuto bisogno di interventi che sollecitassero un atteggiamento più responsabile. Con il passare del tempo il gruppo è migliorato, ma ad oggi per una metà dei ragazzi rimangono i problemi di applicazione soprattutto domestica. La frequenza alle lezioni è risultata nel complesso regolare. 5 SITUAZIONE DELLA CLASSE E RISULTATI RAGGIUNTI La preparazione conseguita dai singoli alunni è sostanzialmente omogenea, non sussistendo evidenti differenze di atteggiamento ed impegno nei confronti delle discipline nell’area umanistico-letteraria e in quella tecnico-professionale. I risultati raggiunti però variano notevolmente per le differenze di atteggiamento e di impegno profuso. Per questo il profitto appare nettamente differenziato tra gli alunni: va dai risultati ottimi di alcuni alla sufficienza faticosamente raggiunta da altri, con qualche passaggio per la gamma intermedia delle valutazioni. Circa un terzo della classe è emerso infatti positivamente, dimostrando in tutte le discipline buone capacità critiche e di rielaborazione personale, sostenute anche da una costante applicazione, con buoni risultati complessivi e qualche punta di eccellenza. Il secondo gruppo di alunni, pur nella varietà delle situazioni, non ha lavorato in modo costante. Vanno rilevati anche i tentativi di qualche ragazzo che, pur cercando di migliorare una situazione di partenza piuttosto debole, non è riuscito a conseguire un profitto completamente adeguato. Un gruppo intermedio invece ha riportato risultati discontinui, animato più dal desiderio di “superare l’anno scolastico” con una gestione strategica delle verifiche che da quello di consolidare le proprie conoscenze. Alcuni elementi presentano quindi difficoltà non completamente colmate in più discipline. L’interesse manifestato per le materie tecniche è sempre stato stimolato dalla utilizzazione delle attrezzature dei laboratori, in quanto le attività pratiche hanno affiancato costantemente lo svolgimento della parte teorica del programma, dando modo, soprattutto ai ragazzi più motivati, di mettere in evidenza impegno e partecipazione attiva. 6 PROGRAMMAZIONE DELL’ATTIVITÀ DIDATTICO-DISCIPLINARE OBIETTIVI GENERALI PER LA SPECIALIZZAZIONE MECCANICA In sede di programmazione triennale, dopo avere analizzato gli obiettivi curricolari e il profilo professionale del perito industriale per la meccanica delineati all’inizio dei programmi ministeriali, il Consiglio di classe della classe 5ˆ sez. A ha definito i seguenti obiettivi generali, che, alla fine del percorso formativo, risultano acquisiti. IL PERITO MECCANICO: CONOSCE: le caratteristiche dei processi di lavorazione e del controllo di qualità dei materiali, le caratteristiche funzionali e d’impiego delle macchine utensili; l’organizzazione e la gestione di alcuni processi industriali; i principi di funzionamento delle macchine a fluido; le principali norme antinfortunistiche e di sicurezza del lavoro in relazione alle macchine e ai processi di lavorazione studiati. DIMOSTRA COMPETENZA: nella fabbricazione e nel montaggio di componenti meccanici tramite cicli di lavorazione, nell’avanzamento e nel controllo della produzione; nello sviluppo di progetti e di dimensionamenti di elementi e di semplici gruppi meccanici; nel controllo e nel collaudo dei materiali e dei prodotti finiti; nell’utilizzazione d’impianti e di sistemi automatizzati; nello sviluppo di programmi esecutivi per macchine utensili (C.N.C.); nella sicurezza del lavoro. HA ACQUISITO CAPACITÀ: linguistico- espressive e logico-matematiche; di lettura e d’interpretazione di schemi e di disegni di organi meccanici; di proporzionamento di organi meccanici; di scelta delle macchine e delle attrezzature; di utilizzo di strumenti informatici per il disegno (C.A.D.) e per la lavorazione con le macchine utensili (C.N.C.). Per indicazioni più puntuali si rimanda ai percorsi formativi delle singole discipline, in cui vengono definiti gli obiettivi raggiunti in termini più specifici. 7 ATTIVITÀ CURRICOLARI ED EXTRACURRICOLARI Oltre alle normali attività curriculari sono state effettuate le seguenti attività: ATTIVITÀ CULTURALI − Orientamento professionale LIONS Aula Magna dell’Istituto − Orientamento universitario Università di Padova Aula Magna dell’Istituto − Orientamento universitario Università di Trento Aula Magna dell’Istituto − Orientamento universitario Università di Udine Aula Magna dell’Istituto − Incontri orientamento Scuola / Lavoro - Aula Magna dell’Istituto VISITE GUIDATE − visita ad azienda Fretor di Pieve d’Alpago (BL) VIAGGIO DI ISTRUZIONE Visita alla città di Madrid nel mese di aprile 2012 AREA DI PROGETTO DEL TRIENNIO Progettazione di uno stampo, realizzazione della parte stampante e stampaggio di un oggetto in materia plastica presso ed in collaborazione con la ditta MECCANOSTAMPI di Limana (BL). 8 VERIFICHE Nei programmi delle singole discipline sono specificati i tipi di verifiche svolte. Sono state effettuate anche a. due simulazioni di PRIMA PROVA SCRITTA con tutte le tipologie previste dalla normativa (v. allegato n° 1), in data 29.11.2011 e 09.05.2012. b. due simulazioni di SECONDA PROVA SCRITTA il 24.02.2012 e 28.04.2012 c. due simulazioni di TERZA PROVA SCRITTA: il 29.02.2012 su quattro discipline (Economia industriale ed Elementi di Diritto, Lingua straniera-Inglese, Sistemi ed automazione industriale, Matematica) con quesiti di tipologia B (“3 quesiti a risposta singola per ogni disciplina”) e durata 150 minuti (v. allegato n°1) il 04.05.2012 su quattro discipline (Economia industriale ed Elementi di Diritto, Lingua straniera-Inglese, Sistemi ed automazione industriale, Matematica) con quesiti di tipologia B (“3 quesiti a risposta singola per ogni disciplina”) e durata 150 minuti (v. allegato n°1) La tipologia B delle due simulazioni è adeguata alle esigenze della maggior parte delle discipline coinvolte ed alla preparazione media della classe. La durata della prova di complessivi 150 minuti, cadenzata sulla scansione oraria delle attività didattiche, è risultata sufficiente. 9 CRITERI DI VALUTAZIONE Il Consiglio di classe, per quanto riguarda la corrispondenza fra elementi di verifica e valutazione numerica, si è attenuto alle seguenti tabelle, concordate dal Collegio dei docenti e indicate nel P.O.F.. PER LE MATERIE LETTERARIE E GIURIDICHE 1 – 2 l’alunno rifiuta la prova (non vuole essere interrogato o consegna in bianco un compito scritto); 3 abilità di base pressoché inesistenti, contenuti insufficienti o assenti, gravissime lacune nell’ambito argomentativo e logico-formale; 4 conoscenze carenti; il messaggio prodotto è disorganizzato nei concetti e scorretto nell’esposizione, tanto da risultare scarsamente intelligibile; l’alunno appare disorientato anche di fronte alle richieste più semplici ed inutili risultano i tentativi di aiuto da parte dell’insegnante; 5 conoscenze superficiali e non ancora sufficienti; difficoltà nell’applicazione delle abilità; mancanza di autonomia nell’esecuzione di compiti semplici; l’allievo giunge a conclusioni solo parziali; 6 il discorso ha una struttura semplice, ma sostanzialmente corretta e linguisticamente appropriata; la conoscenza è completa, ma non approfondita; sufficienti capacità di analisi; sintesi approssimativa; l’alunno talora ha bisogno di essere aiutato; 7 il discorso è preciso, pertinente, con una struttura sufficientemente articolata dei contenuti ed è espresso in forma corretta e linguisticamente appropriata; non sono necessari particolari interventi; 8 il discorso è organizzato in modo autonomo e logicamente strutturato, con ricchezza di argomentazioni ed in forma linguisticamente appropriata, corretta e fluente; conoscenze ampie e sicure; 9 piena conoscenza dei contenuti e padronanza dell’uso degli strumenti; presenza di motivazioni e di attitudine per la materia; uso del linguaggio specifico con competenza e proprietà; capacità di valutare e rielaborare in modo autonomo ed approfondito; 10 alla padronanza concettuale e linguistica indicata al punto precedente, si aggiungono originalità di pensiero e un notevole bagaglio di conoscenze personali 10 PER LE MATERIE TECNICO-SCIENTIFICHE 2-1 (NULLO): l’alunno rifiuta la prova orale o consegna l’elaborato senza alcun cenno di risoluzione. 3 (SCARSO): conoscenza molto limitata degli argomenti con notevoli difficoltà di applicazione e di esposizione dei contenuti; 4 (GRAVEMENTE INSUFFICIENTE): conoscenza limitata degli argomenti, applicazione dei contenuti stentata, difficoltà nell’esposizione, numerose imprecisioni nei calcoli; 5 (INSUFFICIENTE): conoscenza parziale e superficiale degli argomenti, incertezza nell’applicazione dei contenuti, esposizione stentata, diverse imprecisioni nei calcoli; 6 (SUFFICIENTE): conoscenza degli argomenti principali, qualche incertezza nell’applicazione dei contenuti, esposizione che presenta talora superficialità ed insicurezza, qualche imprecisione nei calcoli; 7 (DISCRETO): conoscenza completa ma non particolarmente approfondita degli argomenti affrontati, correttezza, anche se con qualche imprecisione, nell’applicazione dei contenuti, esposizione non del tutto appropriata, calcoli sostanzialmente corretti con qualche errore dovuto a disattenzione; 8 (BUONO): conoscenza completa degli argomenti affrontati, giusta scelta dei metodi di risoluzione, esposizione non completamente approfondita sul piano teorico, calcoli corretti; 10-9 (OTTIMO): conoscenza completa ed approfondita degli argomenti affrontati, conseguente scelta dei metodi di risoluzione più appropriati, esposizione chiara e rigorosa dei fondamenti teorici richiesti, calcoli corretti; 11 CREDITO SCOLASTICO Per l’attribuzione del punteggio in riferimento al credito scolastico il Consiglio si atterrà ai criteri stabiliti dalla tabella A allegata all’art. 11, comma 2 del D.P.R. 23 luglio 1998 n° 323. In particolare terrà conto: dei voti dell’anno scolastico in corso; dell’assiduità della frequenza scolastica; della frequenza nell’area di progetto; dell’interesse e dell’impegno nella partecipazione al dialogo educativo, alle attività complementari e integrative; di eventuali crediti formativi. CREDITI FORMATIVI Per la valutazione dei crediti formativi ci si è attenuti a quanto previsto nell’art. 12 del D.P.R. 23 luglio 1998 n° 323 e del D.M. n° 49/00 del 24 febbraio 2000. In particolare, secondo i criteri generali stabiliti dal Collegio docenti, saranno valutati quelli relativi: alle attività sportive, la cui valutazione è affidata all’insegnante di Educazione fisica; esperienze lavorative, che devono essere inerenti al corso di studi seguito dall’allievo e devono essere documentate con una dichiarazione da parte della ditta presso cui è stata svolta l’attività, con l’indicazione dell’ente presso il quale sono stati versati i contributi assicurativi; alle esperienze di volontariato, che saranno valutate caso per caso, documentate con dichiarazione della società di appartenenza, con l’indicazione dell’impegno, dei tempi, delle modalità di svolgimento, ecc… 12 OBIETTIVI, METODOLOGIE, STRUMENTI, VERIFICHE E CONTENUIT DELLE DISCIPLINE CURRICULARI MATERIA: LINGUA E LETTERE ITALIANE Insegnante: GINA GUASTADISEGNI Ore settimanali: 3 OBIETTIVI E PROFILO DELLA CLASSE Tenendo presenti i programmi ministeriali, sono stati individuati, a livello di dipartimento, gli obiettivi che lo studente deve raggiungere al termine del percorso formativo, in termini di conoscenze, competenze e capacità: - conoscere gli aspetti più significativi della letteratura italiana dall’unificazione nazionale all’epoca contemporanea; saper leggere autonomamente qualsiasi tipo di testo; saper esporre in modo chiaro e coerente gli argomenti trattati, utilizzando un lessico appropriato; saper analizzare le vicende letterarie italiane, mettendole in rapporto con i fatti storicoculturali e riferendole a problematiche del mondo contemporaneo; saper analizzare testi antologici, proponendo anche confronti intertestuali; saper elaborare dei testi secondo le tipologie previste dal nuovo esame di stato, dimostrando una sufficiente competenza linguistico-espressiva; saper esprimere, sia allo scritto sia all’orale, il proprio pensiero in modo originale, logico e chiaro; saper prescindere dal proprio punto di vista nell’acquisizione dei concetti. Tali obiettivi sono stati raggiunti pienamente da pochi alunni, in modo complessivamente sufficiente dalla maggioranza, solo in parte da pochi studenti, i quali, a causa di un impegno settoriale, di una partecipazione saltuaria e non sempre efficace, nonché di un possesso incerto degli strumenti linguistici, presentano una preparazione lacunosa in alcuni ambiti. In particolare gli allievi sono in grado di leggere un testo letterario e di individuarne analiticamente i punti salienti e gli aspetti stilistici più evidenti, alcuni sanno cogliere le relazioni con altri brani dello stesso autore e formulare un giudizio. Nella esposizione degli argomenti, molti sono legati al testo ed essenziali nell’articolazione dei temi, qualcuno necessita di domande-guida, alcuni argomentano in modo sufficientemente chiaro. Nella lingua scritta, la maggioranza produce testi semplici, ma abbastanza corretti a livello sintattico, qualcuno evidenzia lacune nell’organizzazione di periodi complessi e nell’ortografia. pochi presentano elaborati coerenti e coesi. 13 METODO E VALUTAZIONE Nell´affrontare gli argomenti di letteratura e l’analisi delle opere, sono state adottate la lezione frontale o partecipata, la lettura selettiva del manuale mediante domande-guida e la schematizzazione. Si sono svolte verifiche, scritte e orali, al termine di ogni argomento e, nel secondo quadrimestre, interrogazioni in itinere con una cadenza mensile, o al massimo bimestrale; la valutazione è stata fatta sulla base delle scale stabilite a livello di gruppo disciplinare. Per quanto riguarda lo scritto, sono state somministrate due simulazioni della prima prova, in cui sono state proposte integralmente tutte le tipologie d’esame; durante l’anno, gli alunni hanno affrontato tracce ministeriali ed in un caso hanno tutti effettuato l’analisi del testo. I materiali relativi alle simulazioni e le griglie utilizzate per la valutazione sono allegate al presente documento. Testo adottato: ARMELLINI COLOMBO Letteratura Letterature versione rossa volume 3.1 Il secondo Ottocento volume 3.2 Il Novecento Zanichelli editore . 14 PROGRAMMA SVOLTO DI ITALIANO Il pensiero nel Secondo Ottocento L’evoluzionismo Il positivismo Il materialismo storico Il Naturalismo : poetica e contenuti Flaubert, Zola ,Maupassant Gustave Flaubert : Le insofferenze di Madame Bovary Emile Zola : La Stireria Il Verismo : poetica e contenuti Giovanni Verga la vita, le opere e la poetica Da Novelle rusticane : Libertà, La roba Da Vita dei campi : Rosso Malpelo, La lupa Da I Malavoglia : L’addio di ‘Ntoni Da Mastro don Gesualdo :Morte di Mastro Don Gesualdo Il Decadentismo : poetica e contenuti La crisi della ragione Nietzsche ed il superuomo Razza nazione, impero I letterati e la società borghese : il poeta maledetto, il poeta veggente Il parnassianesimo La poesia simbolista Baudelaire, Rimbaud, Verlaine, Mallarmé Charles Baudelaire Corrispondenze, Spleen, L´albatro La Scapigliatura (cenni) L´estetismo Giovanni Pascoli La vita, le opere e la poetica Da Myricae: Lavandare, Temporale, L´assiuolo, Novembre. Gabriele D´ Annunzio la vita, le opere e la poetica Da Il piacere: Don Giovanni e Cherubino Da Trionfo della morte : Tu mi sei ignota Da Alcyone: La sera fiesolana, La pioggia nel pineto Da Notturno: Scrivo nell’oscurità Il pensiero del Primo Novecento Le scienze umane e la psicanalisi Le avanguardie in Italia Il Futurismo: poetica e contenuti Filippo Tommaso Marinetti : Manifesto del Futurismo, Correzione di bozze + desideri in velocità 15 Il Crepuscolarismo : poetica e contenuti Guido Gozzano : La signorina Felicita Gli scrittori vociani La poesia L’ermetismo : poetica e contenuti Salvatore Quasimodo : Dormono selve Giuseppe Ungaretti la vita, le opere, la poetica Da L´allegria: I fiumi, San Martino del Carso, Veglia Da Sentimento del tempo: La madre Da Il dolore : Giorno per giorno Eugenio Montale la vita, le opere, la poetica Da Ossi di seppia: Spesso il male di vivere, Cigola la carrucola Da Le occasioni: La casa dei doganieri, Non recidere, forbice, quel volto Da La bufera: La frangia dei capelli La prosa Luigi Pirandello La vita, le opere, la poetica Da novelle per un anno : La carriola Da L’umorismo : Il sentimento del contrario Da Il fu Mattia Pascal: Un caso strano e diverso Da Sei personaggi in cerca d´autore : Siamo qua in cerca d’un autore Da Enrico IV : Fisso in questa eternità di maschera Italo Svevo la vita, le opere, il pensiero Da Senilità: La metamorfosi di Angiolina Da La coscienza di Zeno: Preambolo, Il fumo Belluno, 15 maggio 2012 Per presa visione gli allievi ________________________________ L’insegnante ________________________________ ________________________________ 16 MATERIA: STORIA Insegnante: GINA GUASTADISEGNI Ore settimanali: 2 OBIETTIVI, METODO E PROFILO DELLA CLASSE Obiettivi dell´insegnamento della storia del triennio: 1. Ricostruire la complessità del fatto storico attraverso l’individuazione di interconnessioni, di rapporti tra particolare e generale, tra soggetti e contesti. 2. Acquisire la consapevolezza che le conoscenze storiche sono elaborate sulla base di fonti di natura diversa che lo storico vaglia, seleziona, ordina e interpreta secondo modelli e riferimenti ideologici. 3. Consolidare l’attitudine a problematizzare, a formulare domande, a riferirsi a tempi e spazi diversi, a dilatare il campo delle prospettive, a inserire in scala diacronica le conoscenze acquisite in altre aree disciplinari. 4. Riconoscere e valutare gli usi sociali e politici della storia e della memoria collettiva. 5. Scoprire la dimensione storica del presente. 6. Affinare la “sensibilità” alle differenze. 7. Acquisire consapevolezza che la fiducia d’intervento nel presente è connessa alla capacità di problematizzare il passato. Relativamente a tali obiettivi, alti ed impegnativi, si è dato maggior rilievo a quelli inerenti la comprensione della valenza storica, per permettere agli alunni di comprendere la problematicità e la complessità dei fattori e delle ragioni che concorrono alla realizzazione del presente. Tuttavia la maggioranza degli allievi si limita a ripetere quanto esposto nel testo, organizzando la trattazione degli argomenti secondo il principio di causa-effetto; solo qualcuno riesce ad effettuare confronti diacronici e sincronici ed a fornire una lettura critica degli eventi; i restanti presentano una preparazione piuttosto lacunosa ed un possesso delle competenze limitato. Nella pratica didattica, sono stati utilizzati lezioni frontali e dialogate, per suscitare domande, incoraggiare riflessioni e potenziare l’esposizione orale; schematizzazioni proposte dall’insegnante o realizzate dagli studenti per focalizzare l’attenzione sulle relazioni tra gli avvenimenti; analisi puntuali della terminologia specifica per arricchire il lessico; lettura selettiva del manuale per cogliere i nodi fondanti dei periodi esaminati. La partecipazione, l´interesse e l’impegno degli alunni, tranne in qualche caso, sono stati generalmente discontinui e settoriali, anche se leggermente migliorati nel corso di quest´ultimo anno scolastico. Per quanto riguarda le modalità di valutazione, oltre alle interrogazioni, sono state proposte verifiche semi strutturate per un controllo veloce degli apprendimenti e per far esercitare gli alunni sulle risposte a domande aperte, dato che questa è la modalità stabilita dal Consiglio di Classe per la terza prova scritta. Testo adottato: BRANCATI PAGLIARANI Il nuovo dialogo con la storia, volume terzo, La Nuova Italia 17 PROGRAMMA SVOLTO DI STORIA L’Europa ed il Mondo nel secondo Ottocento - La seconda rivoluzione industriale e la nascita della questione sociale - L’evoluzione politica mondiale (cenni) - L’Italia del secondo Ottocento: Destra e Sinistra L’imperialismo e la crisi dell’equilibrio europeo -La spartizione dell’Africa e dell’Asia -Luci ed ombre della Belle Epoque -La Germania di Guglielmo II ed il nuovo sistema di alleanze Lo scenario extraeuropeo - l’ imperialismo del Giappone ed il conflitto con la Cina - la Russia degli zar tra modernizzazione e opposizione politica - la guerra tra Russia e Giappone e la rivoluzione del 1905 - la rapida crescita economica degli Stati Uniti - l’imperialismo degli Stati Uniti in America Latina (cenni) L’Italia giolittiana -la legislazione sociale di Giolitti e lo sviluppo industriale dell’Italia -la politica interna tra socialisti e cattolici -la politica estera e la guerra di Libia La prima guerra mondiale - le cause della guerra - dalla guerra di movimento alla guerra di posizione - neutralisti e interventisti in Italia - le vicende sul fronte italiano - fronte interno ed economia di guerra - caduta del fronte russo ed intervento statunitense - la fine della guerra e degli Imperi centrali Visione del film La grande guerra di Mario Monicelli. La rivoluzione in Russia - la rivoluzione di febbraio, governo provvisorio e soviet - la rivoluzione d´ottobre - Lenin al potere: svolta autoritaria e fine della guerra L’Europa ed il Mondo dopo il conflitto - La Conferenza di pace e la Società delle Nazioni -i Trattati di pace ed il nuovo volto dell’Europa -il crollo dell’impero turco e la spartizione del Vicino Oriente - i Paesi afroasiatici verso l’indipendenza -il crollo dell’impero cinese e la rivoluzione maoista (cenni) L’Unione sovietica tra le due guerre e lo stalinismo -la Russia tra guerra civile e comunismo di guerra - la NEP e la nascita dell’URSS - l’ascesa di Stalin e l’industrializzazione: l’economia pianificata - il regime del terrore ed i gulag 18 - il consolidamento dello stato totalitario Il fascismo . le difficoltà economiche e sociali della ricostruzione - nuovi partiti e movimenti politici nel dopoguerra - la questione di Fiume ed il biennio rosso - l’ ascesa del fascismo: dalla marcia su Roma al discorso del 3 gennaio 1925 - le “ leggi fascistissime” e la costruzione del regime - il potere fascista tra propaganda e repressione, tra consenso ed opposizione - la politica economica - i rapporti con la Chiesa cattolica - la politica estera e le leggi razziali del 1938. Il nazismo -la nascita della repubblica di Weimar -Hitler e la nascita del nazionalsocialismo -il nazismo al potere -l’ideologia nazista e l’antisemitismo Gli Stati Uniti e la crisi del ‘29 - il nuovo ruolo degli Stati Uniti e la politica isolazionista - gli anni 20 fra boom economico e cambiamenti sociali - la crisi del `29 - Roosevelt e il New Deal La seconda guerra mondiale - verso la guerra: la politica delle annessioni, la conferenza di Monaco, il Patto d´acciaio e patto Molotov-Ribbentrop - la guerra lampo e l’attacco all’Inghilterra - l’Italia nel conflitto - l´attacco all´Unione Sovietica - l’attacco giapponese e l’intervento USA - la svolta del 1943 (Stalingrado, Africa settentrionale, sbarco in Sicilia) - il crollo del fascismo, il governo Badoglio, la situazione politica e militare dell´Italia dopo l´otto settembre - la guerra dei civili e lo sterminio degli ebrei - la Resistenza e la liberazione dell´Italia - la conferenza di Yalta e la vittoria degli alleati Il secondo dopoguerra (sintesi) - Usa e Urss: da alleati ad antagonisti - la guerra fredda e il sistema delle alleanze - la ricostruzione economica dell´Europa - 1953-1963: la coesistenza pacifica e le sue crisi Belluno, 15 maggio 2012 Per presa visione gli allievi ________________________________ L’insegnante ________________________________ ________________________________ 19 MATERIA: LINGUA E CIVILTÀ INGLESE INSEGNANTE: MARTA ANGHERA’ ORE SETTIMANALI: 2 In relazione alla programmazione curricolare sono stati conseguiti i seguenti obiettivi in termini di: CONOSCENZE, COMPETENZE, CAPACITA’. Il programma svolto nel corso del triennio è stato sviluppato facendo riferimento agli obiettivi finali del corso di Lingua Straniera previsti dal POF d’Istituto, e cercando di fornire agli studenti una formazione culturale non limitata alle sole conoscenze linguistiche. Durante le classi terza e quarta il lavoro si è concentrato sugli aspetti più propriamente lessicali e grammaticali, con una omogeneizzazione e un consolidamento della preparazione, mentre nel corso della seconda metà del quarto anno e durante l’ultimo anno scolastico sono stati approfonditi temi e argomenti più strettamente tecnici e specialistici, collegati alle materie di indirizzo, conformemente alle indicazioni fornite dal Ministero . Agli alunni è stato dato come obbiettivo il saper comprendere testi orali e scritti relativi alla lingua tecnica settoriale e saper parlare, in modo semplice ma sufficientemente comprensibile, di argomenti tecnici legati alle materie di indirizzo. Tutto questo al fine di permettere agli studenti di orientarsi nella comprensione di testi relativi al settore di appartenenza, di sapere esporre i temi proposti e di saper produrre semplici testi scritti relativi agli argomenti affrontati utilizzando il linguaggio specifico. Alla fine del triennio un numero molto limitato di Studenti dimostra di aver acquisito una sufficiente CONOSCENZA del lessico e delle strutture grammaticali e semantiche richieste, e di aver raggiunto una sufficiente consapevolezza delle tematiche e degli argomenti relativi al settore di indirizzo specifico presentati in classe. Permangono però, per alcuni dei ragazzi, carenze sia linguistiche che nella conoscenza degli argomenti, carenze dovute allo studio saltuario, ad attenzione superficiale e impegno scolastico discontinuo e poco serio . Per quanto riguarda le COMPETENZE, parte degli Alunni è in grado di utilizzare le conoscenze acquisite, operando, sia pure in modo semplice, parafrasi e sintesi, nei casi migliori effettuando collegamenti tra argomenti, anche se con qualche inesattezza e / o errore di carattere grammaticale e nella pronuncia, ma riuscendo tuttavia a trasmettere il contenuto del messaggio in modo intelligibile e sufficientemente articolato. Un numero molto limitato di Studenti, dotati di discrete/buone capacità ricettive, espressive, logiche, operative , di una discreta/ buona motivazione , di un adeguato metodo di studio e di un buon interesse specifico per gli argomenti presentati è riuscito ad acquisire le conoscenze e competenze richieste, oltre alle CAPACITA’ critiche e di elaborazione che hanno permesso loro di affrontare senza troppi timori argomenti e linguaggi nuovi e / o diversi, e di esprimersi in modo sufficientemente autonomo nella lingua straniera. Le lezioni sono state di tipo frontale, con presentazione di brani presenti nel libro di testo , lettura, a volte ascolto,eventuali esercizi di comprensione e /o approfondimento linguistico, trasposizione in lingua italiana; la successiva sintesi operata dai singoli studenti con lavoro autonomo è stata oggetto di verifica orale e/o scritta. Sono state svolte esercitazioni di ripasso e consolidamento delle strutture grammaticali e sintattiche. MATERIALI DIDATTICI Il testo in adozione è: ON MECHANICS di Bianca Franchi Martelli e Hilary Creek, Minerva Italica Ed. Inoltre si è fatto riferimento anche ai testi “IDENTITIES” di Ferruta, Rowley e Rooney, Arnoldo Mondadori Scuola ed. e “GRAMMAR TRACKS 2” di Fiocchi P. e Pitt A., Alice ed. , testi usati prevalentemente durante il terzo e quarto anno. 20 CRITERI E STRUMENTI DI VALUTAZIONE ADOTTATI Specificare: (prove scritte, verifiche orali, test oggettivi, prove grafiche, prove di laboratorio, ecc.): Le prove scritte hanno riguardato soprattutto quesiti a risposta aperta, focalizzando il lavoro su un tipo di verifica scritta prevista dall' Esame di Stato. Le verifiche orali hanno avuto per argomento i temi trattati in classe. Per quanto riguarda i criteri di valutazione, si è tenuto conto della comprensione e della capacità di produrre la Lingua Straniera in modo corretto e scorrevole, autonomo e personale, utilizzando le strutture ed il lessico necessari nello specifico ambito semantico. Per la valutazione delle singole prove durante l’A.S. si è tenuta presente una scala decimale i cui estremi sono stati valutati in un decimo e dieci decimi. Per quanto riguarda i criteri di valutazione si è fatto riferimento a quanto previsto dal P.O.F. Sono state eseguite due simulazioni della Terza Prova di esame. 21 PROGRAMMA SVOLTO Dal testo ON MECHANICS, di Bianca Franchi Martelli e Hilary Creek, Minerva Italica Ed. Modulo 3 Step 1 Reading Text 1 MACHINE TOOLS Text 2 Turning on a lathe Text 3 Cnc machine Tools Step 2 Writing Step 3 Communicating (listening 1,2,3) Grammar revision: relative pronouns relative clauses Step 5 Milling Machines Modulo 6 Automation and Robotics Step 1 Reading Text 1 Automation Text 2 Impact of New Technologies on Companies Text 3Application of new technology in Engineering Step 3 Communicating Useful vocabulary listening filling in the blanks (pag. 192-194) Step 4 Grammar: connecting phrases Step 5 Text 1 What is a robot? Text 2 Industrial robots Text 4 Robots at work: some examples Text 6 Robots and science Text 7 Robots in the future Check up: Japanese Industry aims for Moon’s resources Modulo 7 Sources of Energy Text 1 Sources of Energy Text 2 Solar Energy Text 3 Wind Power Text 4 Hydrogen- fuel of the future Text 5 Hydrogen:Saviour or Fatal Distraction? Text 7 Excerpt 1 Nuclear Power and natural Disaster (con ricerca on line su incidente a Fukushima) Step 3 Getting information (Kyoto Protocol pag. 230-231) + Fuel Cell Hydrogen Cars p. 243 Modulo 8 Job Opportunities Job Advertisements Letters of application Covering letters Curriculum Vitae Da “Identities” di Ferruta, Rowley e Rooney, Arnoldo Mondadori Scuola ed. Unit 33: Better safe than sorry! Ripasso grammaticale e sintattico, approfondimenti lessicali prendendo spunto dai testi con esercizi e materiale alla lavagna. Belluno, 15 maggio 2012 Per presa visione gli allievi ________________________________ L’insegnante ________________________________ ________________________________ 22 MATERIA: ECONOMIA INDUSTRIALE ED ELEMENTI DI DIRITTO INSEGNANTE: PATRIZIA BURIGO ORE SETTIMANALI: 2 FINALITA’ DELL’INSEGNAMENTO: Fornire le conoscenze di base del diritto e dell’economia per poter interpretare il funzionamento del sistema economico industriale E’ opportuno precisare che: - Nel biennio la materia Discipline Giuridiche ed Economiche prevede due ore settimanali di lezione durante le quali vengono appresi gli elementi fondamentali del diritto costituzionale ed elementi di economia; - Il terzo anno non prevede alcun insegnamento relativo alle suddette discipline; - Nel quarto anno il programma ministeriale prevede che vengano impartiti i fondamenti del diritto privato ( diritto civile e commerciale ); data la vastità, l’insegnante deve operare una scelta: svolgere tutto il programma semplificandone i contenuti o cercare di trattare con un accettabile grado di approfondimento i temi più rilevanti, quali la proprietà, le obbligazioni, il contratto. In questi ultimi anni si è adottata la seconda soluzione; - Per le ragioni suesposte, nella quinta classe, viene recuperata la parte del programma di quarta (contratto imprenditore e società ) che strettamente si collega all’Economia Industriale. E’ evidente pertanto, che tenendo conto delle due ore settimanali di lezione, delle varie attività proprie del quinto anno ( area di progetto, visite guidate, gita, incontri con Enti, ecc.), della necessità di un numero sufficiente di verifiche, pur con tutto l’impegno di insegnante ed alunni, la trattazione degli argomenti risponde in modo stretto alle finalità già richiamate ( stabilite a livello ministeriale): ” fornire le conoscenze di base di economia e diritto, per l’interpretazione del sistema economico industriale”. OBIETTIVI GENERALI: Al termine della classe quinta, l’alunno deve: 1 1. conoscere: - il concetto di contratto e i suoi elementi essenziali - la nozione giuridica di imprenditore, l’impresa,requisiti, criteri di classificazione - la figura dell’imprenditore commerciale e il suo Statuto, i segni distintivi, l’azienda, - la nozione di società, i concetti di autonomia patrimoniale perfetta e imperfetta, i diversi tipi di società - i fondamenti dell’attività economica aziendale, il significato di azienda quale sistema aperto, soggetto economico e soggetto giuridico 2. essere in grado di: - esprimersi con un linguaggio tecnico appropriato - saper interpretare le nozioni apprese - saper scegliere in una situazione problematica semplice (caso giuridico) i dati significativi per la sua soluzione 3. acquisire la capacità: - di cogliere la dimensione economica e giuridica dei problemi - di interpretare il funzionamento del sistema economico e degli organismi che vi operano e le problematiche produttive dell’azienda - di richiamare gli elementi di diritto a supporto delle conoscenze economiche 23 METODO DI INSEGNAMENTO: I vari argomenti sono stati proposti attraverso lezione frontale partecipata. Per quanto attiene al diritto commerciale, la lezione è stata sviluppata, attraverso l'iniziale presentazione dell’argomento e il successivo richiamo delle pre-conoscenze(in particolare il contratto), assegnando poi, quale esercitazione pratica, semplici situazioni giuridiche di fatto da risolvere. Sono stati utilizzati i linguaggi specifici delle discipline per far acquisire codici linguistici appropriati TIPOLOGIA DELLE VERIFICHE: Sono state effettuate verifiche, diversamente strutturate a seconda del programma affrontato. Oltre all’interrogazione di tipo colloquio orale, fondamentale per valutare l’acquisizione del linguaggio tecnico specifico, sono stati somministrati agli alunni brevi casi giuridici da risolvere mediante l’ausilio indispensabile del Codice Civile. Per quanto riguarda l’economia industriale, si è preferito adottare, quale verifica, il questionario a domanda aperta per poter osservare la capacità di ragionamento e di argomentazione. I criteri di valutazione adottati sono stati determinati in conformità a quanto stabilito nel P.O.F. di Istituto. STRUMENTI: Nella prima parte dell’anno è stato utilizzato il libro di testo e il Codice Civile per l’interpretazione degli articoli più significativi del diritto commerciale. L’insegnante ha utilizzato dei lucidi per la spiegazione della riforma societaria . LIBRI DI TESTO: CROCETTI-FINI: “ Diritto ed economia industriale” - Tramontana SITUAZIONE DELLA CLASSE E OBIETTIVI RAGGIUNTI: La maggior parte della classe ha dimostrato un interesse non sempre assiduo per la disciplina e, in particolare, un gruppo ha evidenziato, soprattutto nel primo periodo, una certa alternanza nell’impegno e nell’attenzione. Una piccola parte della classe ha comunque manifestato buona disponibilità al dialogo educativo e continuità nell’applicazione, tanto da raggiungere buoni risultati finali. Nel secondo periodo quasi tutti gli alunni, pur con diversi risultati di profitto, sono stati maggiormente impegnati nello studio e nel lavoro in classe, raggiungendo gli obiettivi minimi previsti per la disciplina. SAPERE: Un piccolo gruppo di alunni ha raggiunto ottime conoscenze nei contenuti disciplinari, con risultati soddisfacenti. Una parte conosce i contenuti in modo discreto o più che discreto. Il resto della classe ha raggiunto gradualmente conoscenze sufficienti. 24 SAPER FARE : Buona parte degli alunni riesce ad utilizzare le conoscenze per risolvere semplici casi giuridici. Un piccolo gruppo dimostra di possedere più che buone abilità nella rielaborazione dei contenuti. Mediamente la classe evidenzia sufficienti capacità di interpretazione delle norme giuridiche e dei fondamenti economici collegati al sistema azienda Programma svolto: Diritto Commerciale - Il contratto: definizione, elementi essenziali - L’imprenditore: definizione dell’art.2082 C.C., titolarità, l’imprenditore occulto, il piccolo imprenditore, lo statuto del piccolo imprenditore, l’impresa familiare,cenni sull’artigiano, lo statuto dell’imprenditore commerciale( capacità, iscrizione nel registro delle imprese, scritture contabili, i collaboratori dell’imprenditore) - Aspetti fondamentali delle procedure concorsuali : il fallimento - L’azienda e i segni distintivi: definizione, trasferimento dell’azienda, tutela dei segni distintivi, l’avviamento; - Le creazioni dell’ingegno: le invenzioni, il diritto d’autore, le invenzioni fatte dal lavoratore; brevi cenni sulla concorrenza sleale(art.2598 C.C.) - Le società: impresa collettiva, il contratto di società, soggettività e personalità giuridica, capitale e patrimonio sociale classificazione(società commerciali e non, società di persone e di capitali) - S.S.,S.N.C.,S.A.S.:la struttura, costituzione, amministrazione, responsabilità,scioglimento e liquidazione - S.R.L.(cenni): definizione, la responsabilità del socio, la costituzione della srl, le prestazioni lavorative di servizi, le quote della SRL - S.A.P.A.(nozione). - S.P.A.: procedimento costitutivo( atto costitutivo, condizioni per la costituzione, deposito e iscrizione), il contenuto dell’atto costitutivo, cenni sulle modificazioni dell’atto costitutivo: aumento e riduzione del capitale sociale, definizione di bilancio, diritti e obblighi degli azionisti, le obbligazioni, gli organi sociali ( solo per concetti generali); Il sistema di governance secondo la riforma del diritto delle società di capitali : brevi cenni ECONOMIA INDUSTRIALE - L’attività economica e l’azienda: i bisogni umani e l’attività economica, produzione scambio e il mercato Gli elementi essenziali dell’azienda, l’azienda come sistema( sistema aperto, aree funzionali, soggetto giuridico ed economico) Belluno, 15 maggio 2012 Per presa visione gli allievi ________________________________ L’insegnante ________________________________ ________________________________ 25 MATERIA: MATEMATICA INSEGNANTE: MERCORILLO GIUSEPPA CIMITAN MAURO ORE SETTIMANALI: 3 Le abilità e le competenze degli alunni che compongono la classe sono piuttosto diversificate e questo è dovuto sia a diversi livelli di impegno e continuità nello studio, che alla presenza di qualche lacuna pregressa relativa alle competenze di base che, a volte, ha comportato difficoltà nell’affrontare gli argomenti proposti. All’interno della classe si è distinto un gruppo di alunni che ha dato prova di serietà e maturità impegnandosi con costanza e partecipazione. Altri hanno dimostrato impegno e partecipazione discontinui sia durante le lezioni che nello studio individuale, con risultati non pienamente sufficienti. Alcuni hanno disturbato e rallentato le attività in classe. Un impegno scarso si è notato nello studio a casa. Il lavoro domestico, ad esempio, è stato considerato per i più una perdita di tempo. Anche se le potenzialità della classe non sono state completamente sviluppate, in modo diversificato sono state acquisite conoscenze, competenze e capacità nel complesso sufficienti. Obiettivi realizzati nel quinto anno Obiettivi generali dell’insegnamento della matematica: Saper elaborare informazioni ed utilizzare consapevolmente metodi, strumenti e modelli matematici. Acquisire conoscenze a più elevati gradi di astrazione. Sviluppare l’attitudine a riesaminare criticamente le proprie conoscenze. Obiettivi specifici raggiunti nel 5° anno Calcolo di integrali di funzioni semplici e composte, calcolo dell’area di una superficie piana. Studio di funzioni a due variabili. Risoluzione di equazioni differenziali. Metodo di insegnamento La lezione frontale è stata utilizzata per il tempo necessario alla trattazione dei contenuti e si è preferito l’ampio uso di esercitazioni in classe con l’obiettivo di coinvolgere il più possibile personalmente gli alunni nella risoluzione degli esercizi. Su alcuni contenuti sono ritornata in momenti successivi con un maggiore grado di approfondimento, nell’ambito di una visione a spirale del processo educativo. 26 L’inizio della lezione è stato generalmente dedicato alla correzione degli esercizi assegnati per casa che avevano presentato delle difficoltà e al chiarimento di eventuali dubbi. Non ho svolto attività di recupero pomeridiano, ma ho dedicato parecchio tempo al ripasso di argomenti non assimilati di volta in volta. Attività di recupero - a gennaio, settimana di recupero/approfondimento in orario curricolare; -recuperi nelle ore curricolari nel corso dell’anno scolastico. MEZZI E STRUMENTI UTILIZZATI - Libro di testo: Bergamini – Trifone - Barozzi Corso base verde di matematica Zanichelli - appunti, fotocopie. - laboratorio Operando opportune selezioni (e qualche volta integrando), ho organizzato le varie unità didattiche mantenendo un filo diretto e costante con il libro di testo, che è stato utilizzato dagli studenti come fondamentale strumento di lavoro. SPAZI E TEMPI DEL PERCORSO FORMATIVO Spazi: aula, laboratorio Tempi: 3 ore settimanali CRITERI E STRUMENTI DI VALUTAZIONE USATI Verifiche - Orali di tipo formativo e sommativo; - prove scritte tradizionali; - prove strutturate; - due prove di simulazione della terza prova scritta, prove che hanno previsto domande di tipologia “B”. Valutazione - Per la valutazione delle prove orali è stata utilizzata la scala di valutazione stabilita dagli organi collegiali. - Le prove scritte sono state valutate con una base a punteggio oggettivo stabilito per tipo e livello di difficoltà per esercizio. Sono state predisposte verifiche per il recupero delle insufficienze. - le due simulazioni della terza prova d’esame sono state valutate attribuendovi sia una votazione in quindicesimi che in decimi. Nella valutazione finale periodica ho considerato, oltre ai dati del profitto, il livello di partenza e il percorso compiuto durante l’anno scolastico, la partecipazione in classe, gli interventi, l’attenzione dimostrata e l’applicazione con cui veniva svolto il lavoro domestico. 27 PROGRAMMA SVOLTO INTEGRALI INDEFINITI Primitiva di una funzione. Definizione di integrale indefinito. Proprietà: integrale del prodotto di una costante per una funzione continua, integrale della somma di funzioni continue. Integrale di x n, senx, cosx, ex, ax, [f(x)]n, ln|f(x)|). , , funzioni la cui primitiva è una funzione composta(senf(x), cosf(x), e f(x), Regole di integrazione: integrazione per sostituzione, integrazione per parti con dimostrazione, integrazione di particolari funzioni razionali fratte( il numeratore è la derivata del denominatore, il denominatore è un monomio, il grado del numeratore è maggiore o uguale al grado del denominatore, il denominatore è di secondo grado con Δ>0 e Δ=0 ed il numeratore ha grado minore o uguale a uno). INTEGRALI DEFINITI. Il trapezoide. Calcolo dell’area di un trapezoide. Definizione di integrale definito di una funzione positiva o nulla. Proprietà: additività, somma, prodotto di una costante per una funzione, integrale di una funzione costante e sua interpretazione grafica. Teorema della media e significato geometrico. Teorema fondamentale del calcolo integrale. Calcolo dell’integrale definito. Il valore medio di una funzione. Calcolo delle aree: funzione positiva o nulla, funzione negativa, funzione in parte positiva e in parte negativa, due funzioni delimitano una superficie chiusa. EQUAZIONI DIFFERENZIALI. Definizione di equazione differenziale, integrale dell’equazione, curva integrale, integrale generale, ordine. Equazioni differenziali del 1° ordine: forma implicita e forma esplicita. Problema e teorema di Cauchy per un’equazione del primo ordine. Equazioni differenziali del tipo y’=f(x), a variabili separate e separabili. Equazioni lineari omogenee. Equazioni differenziali del tipo yn=f(x). Equazioni differenziali del secondo ordine lineari omogenee a coefficienti costanti( i tre casi di Δ). LE FUNZIONI DI DUE VARIABILI Le disequazioni, lineari e non, in due incognite. Sistemi di disequazioni. Le coordinate cartesiane nello spazio. Equazione generica e segmentaria di un piano. Piani particolari. Definizione di funzione di due variabili. Dominio. Linee di livello. Calcolo di limiti di semplici funzioni a due variabili. Funzione continua. Derivate parziali. Significato geometrico. Derivate parziali seconde. Punti stazionari: massimi e minimi, punto di sella. Ricerca dei massimi e minimi liberi mediante le derivate parziali e l’Hessiano. Belluno, 15 maggio 2012 Per presa visione gli allievi ________________________________ L’insegnante ________________________________ ________________________________ 28 MATERIA: MECCANICA E MACCHINE A FLUIDO INSEGNANTE: BRUNO SCHIOCCHET ORE SETTIMANALI: 4 OBIETTIVI Le linee guida che hanno caratterizzato il corso di studi sono state le applicazioni dei principi della meccanica generale e della resistenza dei materiali; si è insistito affinché gli allievi imparassero a calcolare con sicurezza le azioni delle forze agenti sulle strutture e sui meccanismi, nonché le sollecitazioni (sia semplici che composte) da esse indotte nei più svariati casi. Si è proceduto quindi alla risoluzione di un nutrito numero di casi pratici stimolando negli allievi il confronto tra diverse possibili soluzioni, anche mediante l’uso dei testi, dei manuali e della normativa di settore, per ottenere la massima elasticità possibile. Gli obiettivi preventivati: 1. comprendere e saper applicare ai casi pratici i principi della meccanica e delle macchine a fluido; 2. impostare e risolvere problemi di dimensionamento e di verifica di semplici strutture, di organi di macchine e di meccanismi; 3. la risoluzione di problemi pratici mediante l’uso di manuali e della documentazione tecnica di settore, messa a disposizione anche dall’insegnante; 4. sviluppare capacità operative di calcolo su potenze, rendimenti, bilanci energetici, consumi, ecc… sono stati raggiunti con discreta o buona sicurezza da circa metà degli alunni della classe, in modo sufficiente anche se non sempre pienamente autonomo dagli altri; per un piccolo numero di allievi, anche a causa di oggettive difficoltà, permangono delle incertezze. METODO DI INSEGNAMENTO Le tradizionali lezioni frontali sono state imperniate su: − la comprensione dei principi; − la dimostrazione esemplificativa dell’approccio mentale necessario per risolvere un problema; − la risoluzione di un problema; − l’utilizzo del manuale e della documentazione tecnica di settore, con l’interpretazione delle formule e delle tabelle presenti; − l’uso delle tabelle delle norme UNI; − la verifica di organi meccanici utilizzati da alcune aziende. Per quanto possibile si è cercato sempre di impostare la risoluzione matematica dei problemi in modo rigoroso e razionale, per stimolare negli studenti un approccio metodico e ragionato ai progetti. 29 VERIFICHE. Si è effettuata una prova di verifica poco dopo l’inizio dell’anno scolastico, con lo scopo di controllare la padronanza dei prerequisiti indispensabili per il proseguimento del percorso didattico. Gli esiti sono stati solo parzialmente incoraggianti, nonostante ci si sia dedicati inizialmente al ripasso del programma dell’anno precedente; la gran parte degli alunni si sono impegnati, nel periodo estivo, nel lavoro presso industrie o artigiani locali e non si sono quindi applicati nello studio. Le successive prove scritte sono state impostate sulla progettazione e sulla verifica di semplici strutture, di organi di macchine e di meccanismi; l’uso del manuale e della normativa tecnica di settore ha permesso anche di prendere confidenza con l’interpretazione dei diagrammi, con le necessarie interpolazioni dei dati e con la conversione delle unità di misura. Nel corso del secondo quadrimestre le verifiche sono state rivolte anche alla preparazione in vista dell’Esame di Stato. MEZZI E STRUMENTI UTILIZZATI I testi in adozione per la classe V sono i testi di meccanica e macchine a fluido di G. Anzalone, P. Bassignana e G. Brafa Musicoro Corso di Meccanica – Solidi 3 e Fluidi 3, adeguatamente aggiornati e completi anche se talvolta non approfonditi in alcuni aspetti; si è utilizzato inoltre il “Nuovo Manuale di Meccanica” della Zanichelli, integrato talvolta da altra documentazione tecnica tratta dalla letteratura di settore, con particolare riguardo alle applicazioni numeriche. ANALISI DELLA CLASSE La classe, seguita nel corso del quarto e quinto anno, è formata da alunni che nel complesso si sono dimostrati partecipi ed interessati in classe, ma non molto attivi nelle attività domestiche pomeridiane; per un gruppo di 4-5, quindi, le carenze emerse, anche pregresse, invece che essere tempestivamente colmate, si sono via via accumulate, dando luogo ad una preparazione non sempre approfondita ed in qualche caso anche approssimativa. Non sono serviti allo scopo nemmeno i numerosi richiami da parte dell’insegnante ad un maggior impegno e dedizione allo studio, tanto che per alcuni allievi la preparazione può dirsi solo complessivamente sufficiente. Un gruppo di allievi però, composto da 4-5 elementi, grazie a indubbie doti naturali, anche applicative, a maturità, impegno costante ed adeguato, ha conseguito risultati pienamente soddisfacenti ed ha le potenzialità per poter proseguire con successo negli studi. 30 PROGRAMMA SVOLTO DI MECCANICA E MACCHINE A FLUIDO MODULO 1 U.D. 1 Gli ingranaggi Tipologie, elementi geometrici, profili. Ruote dentate cilindriche a denti dritti ed elicoidali: proporzionamento modulare, il calcolo a resistenza e quello ad usura, le forze scambiate e quelle trasmesse agli alberi. Le formule di progetto. U.D. 2 Le cinghie Tipologie ed applicazioni. Elementi unificati. Calcolo delle cinghie piatte: potenza di progetto e larghezza di una cinghia. Le cinghie trapezoidali: elementi unificati, il procedimento di calcolo. Le sollecitazioni sui perni. Le pulegge. MODULO 2 U.D. 1 I collegamenti smontabili Viti e bulloni: generalità, classificazione e denominazione. Il serraggio dei bulloni. Il calcolo di resistenza dei bulloni. Chiavette, linguette e profili scanalati. U.D. 2 I giunti Generalità e classificazione Giunti rigidi a disco ed a flangia. Giunti semielastici ed elastici Giunti non omocinetici: caratteristiche e funzionamento. U.D. 3 Innesti Innesti a denti frontali e radiali. Innesti a frizione: a superfici piane monodisco a secco e multidisco in bagno d’olio; frizioni coniche. Proporzionamento delle frizioni e verifica di funzionamento. MODULO 3 U.D. 1 Trasmissione del moto con biella-manovella. Studio cinematico Caratteristiche generali del moto La velocità ed il suo diagramma: nel bottone di manovella, nel piede di biella ed in un punto qualunque del fusto. L’accelerazione ed il suo diagramma: nel bottone di manovella, nel piede di biella ed in un punto qualunque del fusto. L’influenza del rapporto l/r e le formule approssimate. U.D. 2 Biella-manovella. Studio dinamico La trasformazione dell’energia. Le forze esterne e quelle d’inerzia nel bottone di manovella, nel piede di biella e lungo il fusto. 31 Le forze totali sulla biella e sulla manovella. Calcolo di proporzionamento a resistenza e ad instabilità dell’equilibrio delle bielle lente e veloci. Proporzionamento e verifica delle manovelle di estremità. Il momento trasmesso all’albero motore; calcolo e diagramma. U.D. 3 Equilibramento dei corpi rotanti Le forze centrifughe agenti sul manovellismo. Il bilanciamento statico e dinamico. Le forze d’inerzia alterne del I° e del II° ordine ed il loro bilanciamento. L’effetto dei contrappesi. L’albero a gomiti e lo sfasamento delle manovelle: effetti sul bilanciamento e sul momento motore. MODULO 4 U.D. 1 Il volano Il diagramma del momento motore. Macchine a regime assoluto e macchine a regime periodico. Il lavoro, il momento motore medio e quello resistente. Le eccedenze di lavoro e il volano. Il coefficiente di fluttuazione. Il grado di irregolarità nel periodo Calcolo del momento d’inerzia del volano Dimensionamento del volano a disco pieno e a razze. Verifica di resistenza della corona MODULO 5 U.D. 1 Alberi di trasmissione Alberi e assi: caratteristiche generali Calcolo degli alberi di trasmissione Perni e sedi di estremità U.D. 2 Cuscinetti radenti I perni e la dissipazione di energia I cuscinetti portanti Cuscinetti di spinta U.D. 3 I cuscinetti volventi Caratteristiche generali Funzionamento cinematico Durata e capacità di carico dinamico Il carico equivalente. La scelta del cuscinetto. 32 MODULO 6 U.D. 1 Le molle (cenni) Generalità sulle molle Rigidità della molla Barra di torsione Molle a elica Molle a balestra Lavoro di deformazione ed energia elastica MODULO MACCHINE A FLUIDO Nella esposizione dei moduli e delle U.D. precedentemente indicate, si sono sviluppati esercizi con applicazioni su motori alternativi a combustione interna 4T, macchine operatrici e impianti motori, problemi di installazione e di esercizio delle macchine a fluido. Belluno, 15 maggio 2012 Per presa visione gli allievi ________________________________ L’insegnante ________________________________ ________________________________ 33 MATERIA: TECNOLOGIA INSEGNANTE: MAERAN AURELIO SPADA MAURO ORE SETTIMANALI: 4 PROFILO CLASSE: la classe ha dimostrato nel profitto una partecipazione soddisfacente. Il risultato per una parte degli allievi è da ritenersi sufficiente seppur con qualche incertezza nell’esposizione degli argomenti trattati mentre per un’altra parte degli allievi le risposte di conoscenza e competenza richieste sono state buone. La disciplina e’ stata in generale buona. METODI E STRUMENTI UTLIZZATI Oltre che l’utilizzo del testo in dotazione si sono dettati degli appunti e fornito copie espositive di alcuni degli argomenti trattati. Per la parte pratica si sono simulate le lavorazioni a CNC con l’utilizzo di pacchetti CAD-CAM in dotazione officina e utilizzo di macchina a CNC. TIPI DI VERIFICHE Si sono attuate verifiche orali alla lavagna con la descrizione anche di disegni e grafici, effettuato altresì test di programmi a CNC. I criteri di valutazione utilizzati sono quelli indicati nel POF 34 TECNOLOGIA MECCANICA - PROGRAMMA CONSUNTIVO -TEORIA/MAERAN 1-lavorazioni non convenzionali,elettroerosione a tuffo,filo,fascio elettronico,plasma,laser, ultrasuoni,chimico 2-corrosione ,classificazione generale fattori influenzanti,corrosione a secco,passivazione,esempio del ferro,corrosione a umido,meccanismo elettrochimico,corrosione negli ambienti umidi, 3-sollecitazione a fatica,aspetto di una sezione rotta a fatica,tipologie dei cicli di sollecitazione,prove a fatica,diagramma di wohler,diagramma di goodman,influenza delle dimensioni ,influenza della finitura superficiale,influenza degli intagli,tecnologie per il miglioramento della resistenza a fatica,pallinature 4-usura,classificazione dei vari tipi di usura,parametri influenzanti 5-metodi di controllo non distruttivi ,tipologie principali difetti metallurgici,raggix gamma,metodo magnetoscopico,liquidi penetranti,ultrasuoni,endoscopico,spettroscopico,olografico,correnti indotte,elasticimetrico 6-macchine a controllo numerico,architettura,cn,cnc,dnc,programmazione controlli e modalità di classificazione,dispositivi trasduttori e attuatori,caratteristiche guide e banchi 7-sicurezza L 81/8 enti di controllo,responsabilità addetti sicurezza,tipi di pericoli,calcolo del rischio documenti,dispositivi protezione individuale e collettiva, sicurezza elettrica,sicurezze nelle macchine -ATTIVITA DI OFFICINA/SPADA Realizzazione di particolari meccanici con l’ausilio fresa programmata a CNC Belluno, 15 maggio 2010 Per presa visione gli allievi Gli insegnanti ________________________________ ________________________________ ________________________________ ________________________________ 35 MATERIA: DISEGNO, PROGETTAZIONE ED ORGANIZZAZIONE INDUSTRIALE INSEGNANTE: GIOVANNI PLACCO MAURO SPADA ORE SETTIMANALI: 5 Obiettivi Buona parte degli allievi ha dimostrato di aver raggiunto i seguenti obiettivi: • • • • • Sanno sviluppare cicli di lavorazione scegliendo adeguatamente le macchine utensili necessarie e le attrezzature; Hanno acquisito una discreta mentalità progettuale nel proporzionamento di semplici complessivi; Hanno una conoscenza generale della struttura dell'impresa nelle sue principali funzioni e negli schemi organizzativi più ricorrenti; Hanno una conoscenza di base dei principali aspetti dell’organizzazione industriale; Sanno eseguire disegni alla stazione grafica computerizzata (C.A.D.) utilizzando i programmi di disegno AutoCAD e SolidWorks. Metodo d’insegnamento I vari argomenti sono stati presentati attraverso lezioni frontali, utilizzando esercizi per applicare e spiegare meglio i concetti esposti. Sono state di seguito proposte agli allievi alcune esercitazioni per chiarire eventuali dubbi ed accertare il processo didattico. Sono state proposte anche soluzioni di temi d’esame. Durante le tradizionali lezioni frontali mi sono avvalso della lavagna luminosa come supporto didattico. Nello sviluppare la parte scritto-grafica è stata data precedenza all’uso della stazione grafica computerizzata (C.A.D.), per far assimilare agli allievi i programmi di disegno assistiti dal computer. Durante le esercitazioni si sono ripassate, quando necessario, le norme del disegno meccanico. Mezzi e strumenti utilizzati Nella spiegazione degli argomenti del programma è stato utilizzato il libro di testo: DAL PROGETTO AL PRODOTTO: organizzazione della produzione industriale Ed. Paravia vol. B e C, il Manuale di Meccanica ed. HOEPLI. Per il disegno al computer sono stati utilizzati i programmi C.A.D.: AutoCAD LT 2000 e SolidWorks, proiettore. Verifiche Ho dato spazio ad esercizi di disegno di semplici particolari meccanici, stesura di cicli di lavorazione, proponendo prove date negli anni precedenti agli esami di stato. Inoltre sono state proposte due esercitazioni scritte tipo terza prova. Analisi della classe La classe, in quest’ultimo anno scolastico, ha manifestato alcuni problemi essendo un gruppo di lavoro non molto omogeneo per abilità di base e ritmi di lavoro diversi. Tre, quattro allievi hanno evidenziato una buona partecipazione all’attività educativa e un’applicazione allo studio continua, con risultati di profitto più che buono; altri quattro, cinque hanno raggiunto risultati discreti. I rimanenti, invece, non sempre hanno evidenziato un atteggiamento attivo agli stimoli didattici, intervenendo in modo discontinuo al dialogo educativo, con risultati di profitto a volte non sempre sufficienti. Per questi allievi l’impegno è stato spesso ridotto al minimo indispensabile, dimostrando superficialità e raggiungendo appena gli obiettivi minimi previsti. La frequenza alle lezioni è stata nel complesso regolare. A fine corso la classe presenta alcuni studenti con livelli di profitto tra il discreto, buono e ottimo; gli altri sono nel complesso sufficiente o appena sufficienti. 36 Gli argomenti trattati sono in linea con i programmi ministeriali. Lo svolgimento del programma comporta qualche limitazione nella parte relativa all’organizzazione industriale in quanto un certo numero di ore sono state dedicate all’area di progetto. La commessa, assegnata dalla ditta Meccanostampi, prevedeva la progettazione e la realizzazione degli stampi di due oggetti da realizzare in materiale plastico. Di questa è stata sviluppata solo la parte relativa alla progettazione. Anche qualche attività extrascolastica ha ridotto il tempo a disposizione. 37 PROGRAMMA SVOLTO di DISEGNO, PROGETTAZIONE ED ORGANIZZAZIONE INDUSTRIALE. Lo svolgimento del programma è stato coordinato con l’insegnante di Tecnologia Meccanica in quanto la sua materia tratta l’argomento relativo alla qualità previsto anche nel programma di disegno progettazione ed organizzazione industriale. DISEGNO DI PROGETTAZIONE. Attrezzature: generalità, scopo di un’attrezzatura, elementi che costituiscono una attrezzatura, elementi normalizzati di una attrezzatura, riferimenti ed appoggi, posizionamento dei pezzi. Chiusure meccaniche a vite, ad eccentrico. Esercizio sul bloccaggio a vite e con eccentrico: staffa di bloccaggio con vite e con eccentrico: irreversibilità della chiusura. Attrezzi di foratura: boccole di guida e di riferimento. Studio di semplici attrezzature con discussione del funzionamento. Chiusura con leve articolate: irreversibilità della chiusura. Soluzione di temi d’esame. PRODUZIONE Il tempo nella produzione: tempi normali, tempo a macchina ferma, tempo macchina. Rilevamento diretto, efficienza dell'operatore, tempo normale, maggiorazione del tempo, preventivazione dei tempi, tempo standard; metodo M.T.M.. Metodi e tempi di lavorazione nelle lavorazioni con le macchine utensili tradizionali. Scelta degli utensili e definizione dei parametri di taglio. Cicli di lavorazione: generalità sui cicli di lavoro, piccola serie, media serie, grande serie. Dal disegno di progettazione a quello di fabbricazione. Operazione e fase nel ciclo di lavorazione. Cartellino di lavorazione e foglio di analisi operazioni. Criteri per l'impostazione di un ciclo di lavoro: scelta del grezzo da barra, per fusione, mediante stampaggio; determinazione del fabbisogno di materia prima (da barra, da barra tagliata, da stampaggio); scelta di superfici adatte al riferimento ed al fissaggio di un pezzo; riferimenti per solidi di rivoluzione: da barra, da barra forata, da stampato; riferimenti per solidi di forma generica; sovrametallo per superfici da rettificare; protezione di superfici per tempra parziale; cementazione; nitrurazione. Confronto di convenienza tra grezzo ottenuto da barra e grezzo ottenuto da stampaggio. Cicli di lavorazione di particolari meccanici (perno di rotazione, ingranaggio ecc.). ORGANIZZAZIONE INDUSTRIALE Azienda, Funzioni, Strutture, Costi, Profitti L’azienda: evoluzione storica e sistema. L’organizzazione industriale: teoria di Taylor, Fayol, Ford. Evoluzione dell’automazione. Funzioni aziendali: mercato, personale, produzione, ecc. Strutture organizzative, organigramma, modelli organizzativi: gerarchico, funzionale, gerarchico funzionale, per prodotto, per cliente, per progetto. Contabilità nelle aziende: contabilità generale, contabilità industriale, bilancio di esercizio: conto economico e stato patrimoniale (ricavi, costi, giacenze, utile netto), costi in funzione del tempo (costo corrente e futuro, interesse), tipologia di restituzione di interessi e capitali. 38 Costi diretti ed indiretti (differenze e tipi). Diagramma Utile-Volume di produzione: punto di equilibrio. Caratteristiche dei processi produttivi Innovazione e ciclo di vita di un sistema produttivo. Tipi di produzione: produzione in serie, a lotti, produzione per reparti e in linea Cenni sul sistema qualità Qualità, sistema di qualità, evoluzione storica, organizzazione aziendale, qualità nella progettazione e produzione. Controllo statistico della qualità, carte di controllo, controllo per attributi e variabili. Diagramma di Pareto, diagramma causa effetto. Belluno, 15 maggio 2012 Per presa visione gli allievi Gli insegnanti ________________________________ ________________________________ ________________________________ ________________________________ 39 MATERIA: SISTEMI ED AUTOMAZIONI INDUSTRIALE INSEGNANTE: DE BIASI SILVIA POTI’ PIERINO ORE SETTIMANALI: 4 OBIETTIVI GENERALI Al termine del corso l'allievo dimostra di: • avere maturato la tendenza al progressivo arricchimento del bagaglio culturale di conoscenze personali; • saper interpretare la documentazione tecnica del settore; • essere in grado di scegliere le attrezzature e la componentistica in relazione alle esigenze dell'area professionale; • saper valutare le condizioni d'impiego dei vari componenti sotto l'aspetto della funzionalità e della sicurezza; • saper utilizzare consapevolmente metodi di calcolo e strumenti informatici; • aver acquisito conoscenze nei campi della pneumatica e dell’elettropneumatica soprattutto in relazione all'impiego nel d'automatismi e di servomeccanismi, dei sistemi di controllo programmabili; • aver acquisito consapevolezza sulla razionalità e sull'utilizzo di sistemi CIM, FMS e di automazione integrata in genere e della teoria dei sistemi di controllo. OBIETTIVI SPECIFICI Gli obiettivi del corso sono i seguenti: • conoscenza delle definizioni e delle applicazioni dei sistemi di controllo a catena aperta ed a catena chiusa; • conoscenza dei fondamenti della teoria dei sistemi (algebra degli schemi a blocchi, sistemi del primo e del secondo ordine, trasformata di Laplace, funzioni di trasferimento, stabilità); • conoscenza delle tipologie dei sistemi di controllo on-off, P, PD, PI, PID; • conoscenza del principio di funzionamento e delle principali applicazioni dei trasduttori; • conoscenza del principio di funzionamento, delle principali applicazioni e dei principi della regolazione degli attuatori elettrici(motori CC, passo-passo, brushless, asincroni trifasi); • conoscenza dei fondamenti di robotica e di automazione integrata; • determinazione dell’evoluzione di un sistema del primo e del secondo ordine con ingresso costante; • verifica della stabilità di un sistema (analisi delle radici del polinomio caratteristico, analisi delle radici del denominatore della funzione di trasferta della catena chiusa); • progettazione e realizzazione di circuiti mediante l’utilizzo del PLC (dato il generico problema: determinazione della sequenza del ciclo, risoluzione del problema col Grafcet, stesura del programma che implementa il circuito di comando, montaggio del circuito e verifica del suo corretto funzionamento; uso di temporizzatori e contatori e di elettrovalvole monostabili; inserimento dei circuiti di emergenza e di ripristino). 40 METODO D’INSEGNAMENTO I metodi d'insegnamento utilizzati sono stati: la lezione frontale: utilizzata per la spiegazione degli argomenti teorici previsti, nel proporre esercitazioni esemplificative di completamento agli argomenti teorici trattati, nelle spiegazioni inerenti l'utilizzo del PLC e la stesura dei relativi programmi. La lezione frontale non è comunque stata intesa in senso stretto in quanto è stato stimolato l’intervento diretto ed attivo da parte degli allievi. Infatti gli allievi sono stati sollecitati a risolvere autonomamente, sulla base delle esercitazioni esemplificative svolte dall’insegnante, ulteriori esercizi. Inoltre gli allievi sono stati stimolati, in relazione a taluni argomenti, a ricercare ed ad approfondire i collegamenti con altre discipline quali la matematica (equazioni differenziali del primo e del secondo ordine, trasformata di Laplace), la tecnologia meccanica (regolazione e controllo di macchine utensili a CNC), il disegno e l’economia (automazione integrata). Le esercitazioni in laboratorio: ogni singolo allievo ha svolto singolarmente in laboratorio esercitazioni inerenti la realizzazione di circuiti elettropneumatici programmabili (PLC). Alle esercitazioni esplicative proposte e risolte dall’insegnante sono seguite esercitazioni proposte dall’insegnante ma svolte autonomamente da ogni singolo allievo, sia nella stesura del programma del circuito di comando che nel montaggio del circuito di potenza. Il processo d’insegnamento/apprendimento utilizzato è stato fondamentalmente quello del sapere/saper fare: infatti ogni esercitazione di laboratorio assegnata è stata prima risolta a tavolino e poi realizzata in laboratorio alfine di verificarne il corretto funzionamento. STRUMENTI Gli strumenti didattici utilizzati sono stati: il libro di testo: utilizzato come strumento d’integrazione ed approfondimento alle lezioni svolte dall’insegnante. GLI SPAZI Gli spazi utilizzati sono stati: l’aula: utilizzata per lo svolgimento delle lezioni frontali; il laboratorio d’informatica: utilizzato nelle attività di laboratorio per la stesura dei programmi fuori linea dei circuiti di comando utilizzando il software V3.2 step 7; il laboratorio di sistemi ed automazione industriale: utilizzato nelle attività di laboratorio per il montaggio del circuito di potenza, per il trasferimento dei programmi dei circuiti di comando realizzati fuori linea e per la verifica del corretto funzionamento del circuito nel suo insieme.. VERIFICHE E CRITERI DI VALUTAZIONE Le verifiche sono state condotte con cadenza all’incirca mensile su argomenti di contenuto omogeneo. Per i criteri di valutazione si rimanda a quanto definito nel POF. SITUAZIONE GENERALE DELLA CLASSE Gli allievi hanno dimostrato impegno ed interesse estremamente differenziato nei confronti delle attività svolte: pochi allievi hanno sempre partecipato con entusiasmo ed interesse alla attività sia teoriche che pratiche proposte, molti hanno dimostrato uno scarso interesse per le attività teoriche ed uno scarso impegno nelle attività pratiche. Il profitto mediamente ottenuto può ritenersi sufficiente anche se molto differenziato: infatti mentre pochi allievi hanno ottenuto risultati buoni, altri hanno ottenuto risultati appena sufficienti, infine alcuni sono risultati non sufficienti e taluni gravemente insufficienti. Sono stati effettuati gli interventi di recupero al termine del primo periodo in relazione alla prima parte del programma la quale è risultata più ostica (eq. differenziali, trasformata di Laplace, FDT, regolatori). E’ da segnalare che soltanto un allievo ha pienamente recuperato le lacune relative al primo periodo. 41 PROGRAMMA Elettropneumatica programmabile Architettura del PLC (Programmable Logic Controller) Sistemi a logica cablata e programmabile. Descrizione PLC. Schema a blocchi. Moduli di ingresso e di uscita. Programmazione PLC Programmazione del PLC Siemens S7-200. Circuiti sequenziali. Cicli con e senza segnali bloccanti. Il grafcet. Inserimento dei circuiti di emergenza e di ripristino. Utilizzo di elettrovalvole monostabili. Temporizzatori TON, contatori. Esercitazioni in laboratorio. Teoria dei sistemi di controllo Introduzione Definizione di sistema, classificazione dei sistemi, modello, simulazione, processo, ingressi ed uscite. Sistemi di controllo Definizione di sistemi di controllo, tipologie di sistemi di controllo( catena aperta e chiusa) e loro caratteristiche, esempi di sistemi di controllo, retroazione positiva e negativa, il controllo digitale. Esempi di sistemi di controllo a catena aperta ed a catena chiusa( sistema di controllo del livello di liquido in un serbatoio, sistema di controllo della temperatura in un forno a resistenza, controllo con PLC). Teoria dei sistemi Sistemi di primo ordine: evoluzione libera (ay’+by=0 con a,b=costanti), evoluzione forzata, risposta ad un ingresso a gradino(ay’+by=F con a,b,F=costanti). Sistemi di secondo ordine: evoluzione libera(ay’’+by’+cy=0 con a,b,c=costanti), evoluzione forzata, risposta ad un ingresso a gradino(ay’’+by’+cy=F con a,b,c,F=costanti). Trasformata di Laplace. Determinazione dell’evoluzione di un sistema con il metodo della trasformata di Laplace per sistemi del primo ordine e del secondo ordine (solo caso ∆>0). Esercizi applicativi. Sistemi di controllo a catena aperta ed a catena chiusa. Rappresentazione schematica di un sistema di comando a catena aperta e sue caratteristiche funzionali. Rappresentazione schematica di un sistema di comando a catena chiusa e sue caratteristiche funzionali. La retroazione. Schemi funzionali. Blocchi moltiplicatori, blocchi sommatori, diramazioni, blocchi equivalenti. Esercizi. Operatori complessi di una catena chiusa: funzione di trasferta della catena aperta, funzione di trasferta della catena chiusa, funzione di trasferta dell’elemento di retroazione. Funzione di trasferta della catena aperta e funzione di trasferta della catena chiusa in un sistema di controllo proporzionale di posizione. Criteri di stabilità La stabilità assoluta. Analisi delle radici del polinomio caratteristico. Analisi delle radici del denominatore della funzione di trasferta della catena chiusa. Esercizi applicativi. Tipologie di sistemi di controllo e regolatori Tipologie di controlli e regolatori:controllo on-off, controllo proporzionale, controllo proporzionale integrato PI, controllo proporzionale derivato PD, controllo proporzionale integrato-derivato PID. Componenti di un sistema di controllo Trasduttori Caratteristiche: campo di misura,, curva caratteristica, sensibilità, risoluzione. Trasduttori di posizione: potenziometri, resolver, inductosyn, encoder, (assoluti ed incrementali), trasformatore differenziale, riga ottica. 42 Trasduttori di velocità: trasduttori analogici (dinamo tachimetrica) e digitali (encoder incrementali). Trasduttori di forza: estensimetri a resistenza, trasduttori piezoelettrici. Trasduttori di pressione: principio di funzionamento e tipologie. Trasduttori di prossimità: induttivi, capacitivi, ad ultrasuoni, ottici. Trasduttori di livello: ad elettrodi conduttivi, ad ultrasuoni, capacitivi. Trasduttori di temperatura: termoresistenze, termistori, termocoppie. Attuatori Attuatori elettrici. Motori in corrente continua: struttura della macchina. Regolazione di motori in corrente continua: schemi elettrici, equazioni fondamentali, controllo sull’eccitazione e controllo sull’alimentazione. Circuiti di alimentazione: raddrizzatori (monofase e trifase con diodi a semiconduttore, SCR e GTO (cenni)). Motori Brushless: struttura, principio di funzionamento, azionamento. Motori passo-passo (motori a magnete permanente, motori a riluttanza variabile e ibridi).Motori asincroni trifasi: principio di funzionamento. Schema di un azionamento. Sistemi di alimentazione: inverter monofase e trifase. Robotica Definizione di robot. Struttura: giunti, motori, accoppiamenti, organi di conversione del moto e scheletro. Gradi di libertà dei robot. Volume di lavoro. Corse. Velocità massime. Struttura principale. Tipologie di robot rispetto alla struttura principale (robot cartesiani, cilindrici, sferici, articolati orizzontali, articolati verticali). Organi terminali dei robot (pinze a presa meccanica, ad espansione, ad aspirazione, magnetiche). Sensori dei robot (sensori di prossimità, sensori di visione, sensori tattili). Programmazione (cenni): programmazione per autoapprendimento, programmazione fuori linea con linguaggi evoluti, utilizzo delle tecniche CAD-CAM nella programmazione fuori linea dei robot. Automazione integrata Fondamenti di automazione integrata.(cenni) Dalla produzione artigianale a quella industriale, la Rivoluzione Industriale, il Taylorismo, il Fordismo, la fabbrica con automazione rigida, il concetto di flessibilità, il concetto di Qualità Totale, la fabbrica con automazione integrata CIM, i sistemi flessibili di lavorazione FMS. I sistemi di trasporto automatico: AGV, AEM,SKID e trasloelevatori. La comunicazione nei sistemi di automazione La comunicazione nei sistemi automatici: tipologie di segnali (analogici, digitali, binari); elementi fondamentali in un sistema di comunicazione (stazioni, mezzo di trasmissione, convertitore di segnale: modem); modalità di trasmissione dati (in serie ed in parallelo).Le tipologie di trasmissioni: simplex, duplex unidirezionale, duplex bidirezionale, multiplex. Le reti locali LAN: struttura di una LAN; mezzi di trasmissione (doppino telefonico, cavo coassiale, fibre ottiche); architettura della rete (a stella, ad anello, a bus, ad albero, a maglia); modalità di accesso alla rete (token passing, polling, CSMA). Sistemi di comunicazione mediante fibre ottiche: il problema del trasferimento delle informazioni a distanza; le radiazioni elettromagnetiche, propagazione delle radiazioni elettromagnetiche nel mezzo. Trasferimento di segnali luminosi nelle fibre ottiche. Il problema dell’attenuazione del segnale. Struttura di una fibra ottica (nucleo, mantelle e rivestimenti). Materiali per fibre ottiche. I cavi ottici. Belluno, 15 maggio 2010 Per presa visione gli allievi Gli insegnanti ________________________________ ________________________________ ________________________________ ________________________________ 43 MATERIA: EDUCAZIONE FISICA INSEGNANTE: MASSIMILIANO MARIO ORE SETTIMANALI: 2 Finalità – In sintonia con il P.O.F. ed assieme alle altre discipline l’Educazione Fisica promuove lo sviluppo di una personalità autonoma facendo riferimento ad un modello di intelligenza “multipla” dove quella verbale e logico matematica (dominanti nell’attuale sistema scolastico) sono affiancate da quella motoria, spaziale, interpersonale. Obiettivi – Conformemente ai programmi ministeriali si è mirato allo: • • • • Sviluppo e consolidamento degli schemi motori di base (rotolare, strisciare, afferrare, lanciare, calciare, arrampicare, correre, saltare). L’utilizzo di tali moduli di base permette di trasferire in modo reversibile operazioni mentali dal controllo automatico al controllo volontario. Sviluppo della gestualità, che si innesta sui moduli di base, attraverso il miglioramento delle capacità condizionali e coordinative. Sviluppo delle abilità motorie e sportive in relazione alle discipline proposte come momento di espressione della personalità attraverso la motricità. Obbiettivi minimi Conoscenza Conoscere i principi fondamentali e la tecnica di base delle discipline praticate. Saper descrivere le regole principali delle attività individuali e degli sport di squadra proposti. Conoscere i concetti teorici inerenti alle tematiche delle attività svolte. Competenza Eseguire con sufficiente precisione le tecniche di base di attività e di almeno due sport di squadra. Controllare il proprio corpo in situazioni motorie e ambienti diversi. Saper eseguire (esprimere) abilità motorie e sportive in funzione di uno scopo richiesto. Capacità Saper adattare capacità e conoscenze acquisite a situazioni tecnico-tattiche diversificate. Valutare l’utilizzo della propria energia in funzione del carico esterno assegnato: (peso, gravità, avversario, durata) Mezzi – Sono stati suddivisi in attività individuali e di gruppo. • • Attività individuali nelle quali il soggetto si trovi in situazioni mirate utilizzando moduli codificati e non codificati. Attività di gruppo come momento di apprendimento da parte del soggetto nell’acquisire e svolgere un ruolo individuale e personale di interazione fra più soggetti. La prospettiva di lavoro verso l’obiettivo “maturazione della personalità dell’individuo” utilizza lo sviluppo di temi gestuali per stabilire delle associazioni tra famiglie di movimenti o di situazioni evidenziandone il transfert in ambito motorio. Mira infine alla collaborazione interdisciplinare, di verifica dei contenuti e degli ulteriori aspetti che la disciplina offre in campo fisiologico, fisico, espressivo e intellettivo oltre che tecnico di base. Ciò contribuisce a verificare la valenza estetica del gesto e del movimento, i cui valori di raffinazione sono i veri educatori dello spirito dei soggetti. 44 Verifiche Prove strutturate e non, inerenti ai contenuti trattati in ciascuna unità didattica, hanno fornito indicazioni sui livelli di partenza sui singoli allievi e sul livello medio del gruppo classe. Le verifiche in itinere vengono effettuate attraverso prove pratiche. Una verifica costante si rende inoltre possibile attraverso un’attenta osservazione degli allievi durante le attività in quanto, nella nostra disciplina, gli allievi sono impegnati in un processo continuo di fasi applicative. Nella valutazione complessiva non si tiene conto solo della preparazione finale, ma anche del livello iniziale quindi dei miglioramenti conseguiti da ciascun allievo, dalle capacità motorie individuali, nonché dall’impegno e dalla volontà profusi. Programma svolto Mobilità articolare Potenziamento e allungamento muscolare Arrampicata sportiva Acrobatica Acrogym Atletica Leggera Calcio a 5 Pallacanestro Pallamano Pallavolo Belluno, 15 maggio 2010 Per presa visione gli allievi ________________________________ L’insegnante ________________________________ ________________________________ 45 MATERIA: RELIGIONE INSEGNANTE: JADWIGA PLONKA ORE SETTIMANALI: 1 Alunni avvalenti all’interno della classe: 9 Libro di testo adottato: Bocchini Sergio: Religione e Religioni. Triennio. Bologna : EDB, 2002 Ore di lezione effettuate nell’A.S. 2011- 2012 alla data del 15.05.2012: - 30 1. Obiettivi conseguiti (in termini di conoscenze,abilità e competenze) CONOSCENZE Favorire la conoscenza della verità senza false paure e le strumentalizzazioni. Conoscere la formazione dei dieci comandamenti, secondo la tradizione ebraica e cristiana. Avere una conoscenza generale sui termini e sui concetti chiave dell’etica. Conoscere le varie scelte etiche con obiettività e chiarezza. ABILITA’ Cercare di scoprire le cause e i meccanismi che stanno alla base di alcuni comportamenti della Chiesa e della società del tempo. Conoscere contenuti dei singoli comandamenti. Approfondire gli aspetti culturali e antropologici dei vari aspetti toccanti. Conoscenza e comprensione di Avere una migliore conoscenza noi stessi e della realtà che ci del mondo e delle persone. circonda. Conoscere li modi della comunicazione sia individuale sia del gruppo. COMPETENZE Orientarsi criticamente tra le pagine prese in esame, interpretando i fatti anche alla luce di nuove ricerche storiche Riflettere sull’importanza del Decalogo, come punto di riferimento della vita sia individuale sia sociale. Orientarsi con senso critico tra le varie proposte etiche contemporanee. Conoscersi ed accettarsi per quello che uni è guardando con simpatia e ironia sé stessi. Accettare il pluralismo e la diversità come ricchezze. 2. Metodologie di insegnamento adottate • • • • Lezione frontale finalizzata alla trasmissione dei concetti fondamentali Lettura e commento di testi di approfondimento forniti dall’insegnante. Visione di documentari di presentazione e approfondimento di alcuni temi Discussione guidata verso un confronto serio e argomentato delle varie posizioni antropologico - etiche implicate negli argomenti trattati. 46 3. Materiali, mezzi e strumenti Mezzi scritti Audiovisivi Laboratori/aule speciali Libri di testo Schede Dossier di documentazione Giornali, riviste, opuscoli Diapositive/immagini Film/documentari TV e registratori Multimediali 4. Tipologie di verifica Come dichiarato nel POF e in corrispondenza con il particolare valore formativo ed educativo della disciplina, si valuteranno tutti gli interventi degli alunni, sia spontanei sia strutturati dall’insegnante, la capacità di riflessione e d’osservazione, attraverso: interrogazione orale, riassunti e relazioni personali, partecipazione in classe. Per i processi cognitivi saranno valutati: le conoscenze acquisite, l’uso corretto del linguaggio religioso, la capacità di riferimento adeguato alle fonti e ai documenti. Per gli atteggiamenti si valuteranno: la partecipazione, l’attenzione, le risposte agli stimoli, la disponibilità al dialogo. 5. Programma effettivamente svolto PAGINE DIFFICILI Le crociate e l’islam ; La “Santa” Inquisizione; Lettura dell’articolo “Roba brutta Inquisizione” di Roberto Spataro; Il caso Galilei; I Patti Lateranensi; Le chiese cristiane e nazismo; Le chiese cristiane e fascismo; Il silenzio di Pio XII - Visione del documentario su Pio XII - “La storia siamo noi” L’antigiudaismo e l’antisemitismo; LE DIECI PAROLE La legge morale naturale. Le prime leggi scritte. Il Decalogo ieri e oggi; Legalità e moralità; I Comandamenti sono ancora attuali?. Visione del film “Sleepers” . Lettura dell’articolo di Vittorio Zincone “L’ombra del sacrilegio” 47 QUALE ETICA ? Cos’è l’etica? L’inchiesta sull’etica; Bioetica. La donazione degli organi; La fecondazione assistita. Tipologie, problemi etici, parole chiave; La clonazione. Posizione delle varie religioni; Manipolazioni genetiche. L’eutanasia. Il diritto di morire? Il testamento biologico; L’aborto. Quando inizia la vita umana? Discussione sullo stato giuridico dell’embrione. Definizione e varie tipologie di aborto. Aborto chimico: le varie pillole contraccettivi e/o abortive e loro differenza. Le responsabilità condivise in ogni interruzione della gravidanza secondo la prospettiva cristiana; La morale sessuale. Omosessualità; Religioni a confronto su alcune problematiche etiche; Visione di alcune scene dei film:” Manuale d’amore 2” , “Million dollar baby”, “Godsend” ARGOMENTI DI ATTUALITA’ Stili di vita degli adolescenti. “Il circo della farfalla” meraviglia e stupore nella vita; Belluno, 15 maggio 2010 Per presa visione gli allievi ________________________________ L’insegnante ________________________________ ________________________________ 48 FIRME DEI DOCENTI DEL CONSIGLIO DI CLASSE Il Dirigente Scolastico Lingua e lettere italiane - Storia Gerardo CAVALIERO Gina GUASTADISEGNI Lingua straniera (inglese) Marta ANGHERA’ Economia industriale Patrizia BURIGO ed elementi di diritto Matematica Giuseppa MERCORILLO Mauro CIMITAN Meccanica e macchine a fluido Tecnologia meccanica ed esercitazioni Disegno progettazione Bruno SCHIOCCHET Aurelio MAERAN Mauro SPADA Giovanni PLACCO ed organizzazione industriale Mauro SPADA Sistemi ed automazione industriale Silvia DE BIASI Pierino POTì Educazione fisica Religione I rappresentanti di classe Massimilaino MARIO Jadwiga PLONKA Enrico LUCIANI Mattia MANFROI 49 ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE STATALE “GIROLAMO SEGATO” BELLUNO __________________________________________________ ESAME DI STATO ANNO SCOLASTICO 2011/2012 DOCUMENTO DEL CONSIGLIO (DPR N° 323 DI CLASSE DEL23.07.1998) ALLEGATO N° 1 (SIMULAZIONI PROVE SCRITTE) CLASSE 5ª SEZ. A INDIRIZZO MECCANICA Belluno, 15 maggio 2012 50 1° SIMULAZIONE PRIMA PROVA PRIMA SIMULAZIONE DATA: 29 NOVEMBRE 2012 DURATA: 5 ore PRIMA PROVA ESAME DI STATO a.s. 2011-2012 Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte. TIPOLOGIA A ANALISI DEL TESTO L’addio di ‘Ntoni (Giovanni VERGA, I Malavoglia, cap.XV) Prima d’andarsene voleva fare un giro per la casa, onde vedere se ogni cosa fosse al suo posto come prima; ma adesso, a lui che gli era bastato l’animo 1 di lasciarla e di dare una coltellata a don Michele, e di starsene nei guai, non gli bastava l’animo di passare da una camera all’altra se non glielo dicevano. Alessi che gli vide negli occhi il desiderio, lo fece entrare nella stalla, col pretesto del vitello che aveva comperato la Nunziata, ed era grasso e lucente; e in un canto c’era pure la chioccia coi pulcini; poi lo condusse in cucina, dove avevano fatto il forno nuovo, e nella camera accanto, che vi dormiva la Mena coi bambini della Nunziata, e pareva che li avesse fatti lei 2. ‘Ntoni guardava ogni cosa, e approvava col capo, e diceva:- Qui pure il nonno avrebbe voluto metterci il vitello; qui c’erano le chioccie, e qui dormivano le ragazze, quando c’era anche quell’altra 3… - Ma allora non aggiunse altro, e stette zitto a guardare intorno, cogli occhi lustri. In quel momento passava la Mangiacarrubbe 4, che andava sgridando Brasi Cipolla per la strada, e ‘Ntoni disse: - Questa qui l’ha trovato il marito; ed ora, quando avranno finito di questionare5, andranno a dormire nella loro casa. Gli altri stettero zitti, e per tutto il paese era un gran silenzio, soltanto si udiva sbattere ancora qualche porta che si chiudeva; e Alessi a quelle parole si fece coraggio per dirgli: - Se volessi anche tu ci hai la tua casa. Di là c’è apposta il letto per te. - No! Rispose ‘Ntoni. Io devo andarmene. Là c’è il letto della mamma, che lei inzuppava tutto di lacrime quando volevo andarmene.6 Ti rammenti le belle chiacchierate che si facevano la sera, mentre si salavano le acciughe? E la Nunziata che spiegava gli indovinelli? E la mamma, e la Lia, tutti lì, al chiaro di luna, che si sentiva chiacchierare per tutto il paese, come fossimo tutti in famiglia? Anch’io allora non sapevo nulla, e qui non volevo starci, ma ora che so ogni cosa devo andarmene. In quel momento parlava cogli occhi fissi a terra, e il capo rannicchiato nelle spalle. Allora Alessi gli buttò le braccia al collo. - Addio, ripeté ‘Ntoni. Vedi che avevo ragione d’andarmene! Qui non posso starci. Addio, perdonatemi tutti. E se ne andò con la sua sporta sotto il braccio; poi, quando fu lontano, in mezzo alla piazza scura e deserta, che tutti gli usci erano chiusi, si fermò ad ascoltare se chiudessero la porta della casa del nespolo, mentre il cane gli abbaiava dietro, e gli diceva col suo abbaiare che era solo in mezzo al paese. Soltanto il mare gli brontolava la solita storia lì sotto, in mezzo ai fariglioni7, perché il mare non ha paese nemmen lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e 1 Gli era bastato l’animo: aveva avuto il coraggio pareva…lei: li accudiva come se fossero figli suoi 3 quell’altra: Lia 4 Mangiacarrubbe: è il nomignolo di un petulante personaggio femminile, sempre alla ricerca di un buon partito da sposare, finché non si sposa con il ricco possidente Brasi Cipolla 5 quistionare: litigare 6 c’era il letto…andarmene: ‘Ntoni ricorda che la madre piangeva, perché si era messo in testa di lasciare il paese 7 fariglioni: scogli dirupati che sono un elemento tipico del paesaggio di Aci Trezza 2 51 muore il sole, anzi ad Aci Trezza ha un modo tutto suo di brontolare, e si riconosce subito al gorgogliare che fa tra quegli scogli nei quali si rompe, e par la voce di un amico. Allora ‘Ntoni si fermò in mezzo alla strada a guardare il paese tutto nero, come non gli bastasse il cuore di staccarsene, adesso che sapeva ogni cosa, e sedette sul muricciolo della vigna di massaro Filippo8. Così stette un gran pezzo pensando a tante cose, guardando il paese nero, e ascoltando il mare che gli brontolava lì sotto. E ci stette fin quando cominciarono ad udirsi certi rumori ch’ei conosceva, e delle voci che si chiamavano dietro gli usci, e sbatter d’imposte, e dei passi per le strade buie. Sulla riva, in fondo alla piazza, cominciavano a formicolare dei lumi 9. Egli levò il capo a guardare i Tre Re10 che luccicavano, e la Puddara11 che annunziava l’alba, come l’aveva vista tante volte. Allora tornò a chinare il capo sul petto, e a pensare a tutta la sua storia. A poco a poco il mare cominciò a farsi bianco, e i Tre Re ad impallidire 12, e le case spuntavano ad una ad una nelle vie scure, cogli usci chiusi, che si conoscevano tutte, e solo davanti alla bottega di Pizzuto 13 c’era il lumicino, e Rocco Spatu14 colle mani nelle tasche che tossiva e sputacchiava. – Fra poco lo zio Santoro 15 aprirà la porta, pensò ‘Ntoni, e si accoccolerà sull’uscio a cominciare la sua giornata anche lui. – Tornò a guardare il mare, che s’era fatto amaranto16, tutto seminato di barche che avevano cominciato la loro giornata anche loro, riprese la sua sporta, e disse: - Ora è tempo d’andarmene, perché tra poco comincerà a passar gente17. Ma il primo di tutti a cominciar la sua giornata è stato Rocco Spatu. Giovanni VERGA è nato a Catania nel 1840 ed è morto a Catania nel 1922. Dopo varie esperienze letterarie aderì alla corrente letteraria del Verismo, di cui è considerato uno dei maggiori esponenti. Il brano riportato, tratto dall’ultimo capitolo del romanzo “I MALAVOGLIA”, è la parte conclusiva dell’opera in cui ‘Ntoni, ritornato alla casa del nespolo dopo cinque anni di carcere, decide di partire definitivamente. !. Comprensione del testo 1.1 Traccia un profilo del personaggio del giovane ‘Ntoni, utilizzando i particolari presenti nel testo. 1.2 Individua gli elementi di contrasto con la personalità e i valori del fratello Alessi, focalizzando l’attenzione sulla famiglia. 1.3 Spiega che cosa vuol dire ‘Ntoni con la frase: - Anch’io allora non sapevo nulla, e qui non volevo starci, ma ora che so ogni cosa devo andarmene-. 2. Analisi del testo Tecniche narrative usate 2.1 Spiega in che cosa consiste la tecnica narrativa conosciuta con il nome di “artificio della regressione”, esemplificando dal testo. Scelte stilistico-espressive 8 Massaro Filippo: un fattore(massaro) che amministra una vigna cominciavano…lumi: si vedono muoversi i lumi dei pescatori 10 Tre Re: nome popolare della costellazione di Orione formata da sette stelle di cui tre centrali 11 Puddara: la costellazione delle Pleiadi 12 Tre Re…impallidire: man mano che il sole si alza, le stelle lentamente cominciano a non vedersi più, la loro luce impallidisce 13 Pizzuto: Vanni Pizzuto, il barbiere del paese 14 Rocco Spatu: un ubriacone e poco di buono. E’ con lui che ‘Ntoni si è cacciato nel contrabbando, fino all’episodio che lo ha portato in carcere 15 zio Santoro: il padre dell’ostessa; cieco, passa il giorno sulla porta dell’osteria chiedendo l’elemosina 16 amaranto: rosso cupo 17 fra poco…gente: ‘Ntoni non vuole essere visto 9 52 2.2 Individua nel testo similitudini, metafore (uno/due esempi). 2.3 Spiega come le tecniche narrative e le scelte stilistico- espressive rispondano perfettamente al criterio di impersonalità dell’autore, facendo anche riferimento ad altre tecniche non presenti nel testo. 3. Inquadramento storico-letterario 3.1 Illustra le tappe della produzione verghiana dai romanzi giovanili al ciclo dei “Vinti”, rilevandone l’evoluzione tematica e stilistica. 4. Approfondimenti • • Scegli uno dei due temi proposti e sviluppalo con opportune osservazioni: Parla della situazione socio-politica della Sicilia nel periodo in cui si svolgono le vicende del romanzo. Affronta il tema dell’esclusione riferito al giovane ‘Ntoni nella parte finale del romanzo “I Malavoglia”e collegalo ad altre opere e ad altri personaggi di Verga. TIPOLOGIA B: REDAZIONE DI “UN SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE” CONSEGNE Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in parte, e nei modi che ritieni opportuni, i documenti e i dati forniti. Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio. Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi. Se scegli la forma dell’«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi che l’articolo debba essere pubblicato. Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo. 1 AMBITO ARTISTICO-LETTERARIO ARGOMENTO: Il romanzo della seconda metà dell’Ottocento fra Naturalismo e Verismo. DOCUMENTI “Il romanziere è insieme un osservatore ed uno sperimentatore. L’osservatore per parte sua pone i fatti quali li ha osservati, individua il punto di partenza, sceglie il terreno concreto sul quale si muoveranno i personaggi e si produrranno i fenomeni. Poi entra in scena lo sperimentatore che impianta l’esperimento, cioè fa muovere i personaggi in una storia particolare, per mettere in evidenza che i fatti si succederanno secondo la concatenazione imposta dal determinismo dei fenomeni studiati. […] “Senza dubbio siamo ben lontani dalle certezze della chimica e anche della fisiologia. Non si conoscono ancora i reagenti capaci di scomporre le passioni permettendo di analizzarle. Spesso, in questo scritto, ricorderò anche che il romanzo sperimentale è più giovane della medicina sperimentale che, tuttavia, è appena nata. Ma il mio scopo non è quello di constatare dei risultati già acquisiti, desidero solo esporre con chiarezza un metodo. Se il romanziere sperimentale cammina ancora a tentoni entro la scienza più oscura e più complessa, ciò non toglie che questa scienza esista. E’ innegabile che il romanzo naturalista, quale ora lo intendiamo, è un vero e proprio esperimento che il romanziere compie sull’uomo, con l’aiuto dell’osservazione”. E. ZOLA, Il romanzo sperimentale, 1880. “Quando nel romanzo l’affinità e la coesione di ogni sua parte sarà così completa, che il processo della creazione rimarrà un mistero, come lo svolgersi delle passioni umane, e l’armonia delle sue forme sarà così perfetta, la sincerità della sua 53 realtà così evidente, il suo modo e la sua ragione di essere così necessari, che la mano dell’artista rimarrà assolutamente invisibile, allora avrà l’impronta dell’avvenimento reale, l’opera d’arte sembrerà essersi fatta da sé, aver maturato ed essere sorta spontanea, come un fatto naturale, senza serbare alcun punto di contatto col suo autore, alcuna macchia del peccato d’origine”. G. VERGA, Prefazione a L’amante di Gramigna, 1880. “…rivolgemmo la nostra attenzione agli strati più bassi della società dove il livellamento non è ancora arrivato a rendere sensibili i suoi effetti; e vi demmo il romanzo, la novella provinciale, (più questa che quello) per farci la mano, per addestrarci a dipinger dal vero, per provarci a rendere il colore, il sapore delle cose, le sensazioni precise, i sentimenti particolari, la vita d’una cittadduzza, di un paesetto, d’una famiglia…” “il romanziere, il novelliere guarda di qua e di là, osserva, prende nota. Se non poggia un piede su un fatto «vero», non si crede punto sicuro, e non si avventura a mettere l’altro innanzi”. L. CAPUANA, Per l’arte, 1885. 2 AMBITO SOCIO – ECONOMICO ARGOMENTO: Siamo quel che mangiamo? DOCUMENTI «“Le evidenze scientifiche pubblicate nell’ultimo anno non lasciano dubbi - dice Massimo Volpe, presidente della Siprec (Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare) - la vita sedentaria è un rischio per il cuore. Se a questo si aggiunge che spesso si mangia male, il quadro generale peggiora. Commettiamo troppi peccati di gola, trascuriamo la dieta mediterranea e gli alimenti cardine di una sana alimentazione. Pochissimi sanno davvero giudicare la salubrità di un alimento, molti si nutrono in modo disorganizzato”. Il 95 per cento, continua l’esperto, dichiara che il pranzo è il pasto più importante, ma poi l’80 per cento sceglie una pasta molto condita accompagnata dal pane. Un italiano su due mangia carne magra, ma c’è un buon 20 per cento che sceglie carni grasse più volte alla settimana; il 45 per cento consuma formaggi come minimo tre volte alla settimana. Uno su tre, poi, mangia pesce appena una volta alla settimana, mentre andrebbe consumato almeno due, tre volte. “Dobbiamo modificare le nostre abitudini - dice il cardiologo - e renderci conto che la salute del cuore si costruisce mattone dopo mattone, proprio come una casa. Sia il medico che il paziente possono imparare a fare prevenzione”.» Adele SARNO, Otto ore seduti? Il cuore rischia doppio. Arriva l’auto-test per la prevenzione, “la Repubblica” – 1 aprile 2011 «Mercoledì 17 novembre 2010. La quinta sessione del Comitato Intergovernativo dell’UNESCO [...] ha iscritto la Dieta Mediterranea nella prestigiosa lista (sc. del patrimonio culturale immateriale dell’umanità). [...] La Dieta Mediterranea rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca, e verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, sempre in rispetto delle tradizioni di ogni comunità. Tuttavia, la Dieta Mediterranea (dal greco diaita, o stile di vita) è molto più che un semplice alimento. Essa promuove l’interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura nelle comunità del Mediterraneo.» CNI-UNESCO, La Dieta Mediterranea è patrimonio immateriale dell’Umanità, www.unesco.it «La politica alimentare [...] si deve basare sul concetto che l’energia primaria della vita è il cibo. Se il cibo è energia allora dobbiamo prendere atto che l’attuale sistema di produzione alimentare è fallimentare. […] Il vero problema è che da un lato c’è una visione centralizzata dell’agricoltura, fatta di monoculture e allevamenti intensivi altamente insostenibili, e dall’altro è stata completamente rifiutata la logica olistica, che dovrebbe essere innata in agricoltura, per sposare logiche meccaniciste e riduzioniste. Una visione meccanicista finisce con il ridurre il valore del cibo a una mera commodity, una semplice merce. È per questo che per quanto riguarda il cibo abbiamo ormai perso la percezione della differenza tra valore e prezzo: facciamo tutti molta attenzione a quanto costa, ma non più al suo profondo significato. […] Scambiare il prezzo del cibo con il suo valore ci ha distrutto l’anima. Se il cibo è una merce non importa se lo sprechiamo. In una società consumistica tutto si butta e tutto si può sostituire, anzi, si deve sostituire. Ma il cibo non funziona così.» Carlo PETRINI in Petrini-Rifkin. Il nuovo patto per la natura, “la Repubblica” - 9 giugno 2010 «Mangiare mentre si legge la posta, si gioca o si lavora al pc può avere serie conseguenze sulla nostra forma fisica. [...] Secondo quanto riportato dalla rivista American Journal of Clinical Nutrition, chi mangia svolgendo altre attività, sia questa navigare in internet o sui profili degli amici su Facebook, è più propenso ad esagerare con le quantità in quanto non ha il senso delle calorie che sta realmente introducendo e inoltre ha più voglia di dolci. [...] Quindi nonostante sia costume 54 sempre più diffuso quello di mangiare rimanendo “connessi” col mondo intorno a noi, per chi ci tiene a non mettere su chili di troppo, meglio evitare le distrazioni durante i pasti e focalizzare l’attenzione su quello che si sta consumando.» Silvia MAGLIONI, Mangiare davanti al computer fa male alla linea, www.leonardo.it 3. AMBITO STORICO-POLITICO ARGOMENTO: Giovanni Giolitti: metodi di governo e programmi politici DOCUMENTI "La via della reazione sarebbe fatale alle nostre istituzioni, appunto perché le porrebbe al servizio degli interessi di una esigua minoranza e spingerebbe contro di esse le forze più vive e irresistibili della società moderna, cioè l’interesse delle classi più numerose e il sentimento degli uomini più colti. Esclusa la convenienza, anzi la possibilità, di un programma reazionario, resta come unica via, per scongiurare i pericoli della situazione attuale, il programma liberale che si propone di togliere, per quanto è possibile, le cause del malcontento con un profondo e radicale mutamento di indirizzo tanto nei metodi di governo, quanto nella legislazione. I metodi di governo hanno capitale importanza perché a poco giovano le ottime leggi se sono male applicate.[…] Nel campo politico poi vi è un punto essenziale e di vera attualità nel quale i metodi di governo hanno urgente bisogno di essere mutati. Da noi si confonde la forza del governo con la violenza, e si considera governo forte quello che al primo stormire di fronda proclama lo stato d’assedio, sospende la giustizia ordinaria, istituisce tribunali militari e calpesta tutte le franchigie costituzionali. Questa invece non è la forza, ma è debolezza della peggiore specie, debolezza giunta a tal punto da far perdere la visione esatta delle cose."G. GIOLITTI, Discorso agli elettori del collegio di Dronero, Busca, 20 ottobre 1899. (in: Giolitti, Discorsi extraparlamentari, Torino, 1952) "[La] importante e svariata opera legislativa, amministrativa e associativa [di Giolitti] era resa possibile dalla fioritura economica che si osservava dappertutto nel paese e che, quantunque rispondesse a un periodo di generale prosperità dell’economia mondiale e fosse aiutata dall’afflusso degli esuberanti capitali stranieri in Italia, aveva, dentro questo quadro, un particolare rilievo perché, come i tecnici notavano, nessun altro paese di Europa compiva, in quel tempo, progressi tanto rapidi ed estesi quanto l’Italia."B. CROCE, Storia d’Italia dal 1871 al 1915, Laterza, Bari, 1939. "La tattica dell’onorevole Giolitti è stata sempre quella di far l politica conservatrice per mezzo dei condottieri dei partiti democratici: sia lusingandoli e addomesticandoli per via di attenzioni individuali (siamo arrivati già alle nomine senatoriali) sia quando si tratti di uomini personalmente disinteressati, come Turati e Bissolati, conquistandoli con riforme le quali non intacchino seriamente gli interessi economici e politici dei gruppi dominanti nel governo.[…] Giolitti migliorò o peggiorò i costumi elettorali in Italia? La risposta non è dubbia per chi voglia giudicare senza le traveggole dell’amicizia. Li trovò e li lasciò nell’Italia settentrionale quali si andavano via via migliorando. Li trovò cattivi e li lasciò peggiori nell’Italia meridionale." G. SALVEMINI, Il ministro della malavita e altri scritti sull’Italia giolittiana, Feltrinelli, Milano, 1962. "Giolitti affermò che le questioni sociali erano ora più importanti di quelle politiche e che sarebbero state esse in avvenire a differenziare i vari gruppi politici gli uni dagli altri. […] Egli avanzò pure la teoria del tutto nuova che i sindacati dovevano essere benvenuti come una valvola di sicurezza contro le agitazioni sociali in quanto le forze organizzate erano meno pericolose di quelle disorganizzate."D. MACK SMITH, Storia d’Italia da 1861 al 1958, Laterza, Bari, 1969. "La politica giolittiana, soprattutto dal 1900 in poi, appare tutta costruita sulla richiesta della collaborazione governativa con il partito della classe operaia e con i suoi uomini più rappresentativi. 55 […] Assurdo pretendere che Giovanni Giolitti, uomo politico uscito dalla vecchia classe dirigente borghese e conservatrice, fosse l’araldo del rinnovamento della società italiana; non si può però negare che tra gli uomini politici della sua epoca egli appaia oggi quello che più degli altri aveva compreso qual era la direzione in cui la società italiana avrebbe dovuto muoversi per uscire dai contrasti del suo tempo."P. TOGLIATTI, Momenti della storia d’Italia, Editori Riuniti, Roma, 1963. "Da buon politico egli [Giolitti] aveva avvertito che i tempi erano ormai maturi perché si addivenisse a una convivenza nella tolleranza con la Chiesa di Roma, aveva compreso che l’anticlericarismo era ormai una inutile frangia che si portavano i governi […]. Quando egli passò a realizzare la politica delle due parallele [Stato e Chiesa autonomi nei loro ambiti] nello stesso tempo denunciò, di fatto, la fine di un certo tipo di anticlericarismo, provocò lo svuotamento di tutte le illusioni che la monarchia a Roma avrebbe ucciso il papato, che il liberalismo avrebbe dovuto disintegrare il cattolicesimo." G. DE ROSA, La crisi dello stato liberale in Italia, Studium, Roma, 1955 4. AMBITO TECNICO-SCIENTIFICO ARGOMENTO: Siamo soli? DOCUMENTI «Alla fine del Novecento la ricerca dell’origine della vita sulla Terra era pronta a riprendere il cammino, ora pienamente integrata fra gli obiettivi dell’esobiologia [= Studio della comparsa e dell’evoluzione della vita fuori del nostro pianeta], con un piccolo gruppo di biologi che continuavano a perseguire entusiasticamente la ricerca dell’universalità e uno status di pari dignità con le scienze fisiche che una biologia universale avrebbe portato con sé. In questa ricerca, però, essi si sarebbero dovuti scontrare con i biologi evoluzionisti, molto pessimisti sulla morfologia, se non sulla stessa esistenza degli extraterrestri, che smorzavano, quindi, le aspirazioni di chi cercava di estendere i principi della biologia terrestre, con tanta fatica conquistati, all’universo nel suo complesso o di incorporare tali principi in una biologia più generale.» Steven J. DICK, Vita nel cosmo. Esistono gli extraterrestri?, Milano 2002 (ed. originale 1998) «Gli UFO: visitatori non invitati? In conseguenza delle pressioni dell’opinione pubblica, negli anni passati, furono condotte diverse indagini sugli UFO soprattutto da parte dell’aeronautica americana, per appurare la natura del fenomeno. [...] La percentuale, tra i presunti avvistamenti dei casi per i quali non è stato possibile addivenire a una spiegazione, allo stato attuale delle nostre conoscenze, è molto bassa, esattamente intorno al 1,5 - 2%. Questa piccola percentuale potrebbe essere attribuita in gran parte a suggestioni o visioni, che certamente esistono. [...] Sono numerose le ipotesi che possono spiegare la natura degli UFO. Si potrebbe, per esempio, pensare che all’origine di un certo numero di avvistamenti vi siano, in realtà, fenomeni geofisici ancora poco conosciuti, oppure velivoli sperimentali segreti, senza tuttavia escludere del tutto la natura extraterrestre. La verità è che noi non possiamo spiegare tutto con la razionalità e le conoscenze. [...] A quanto sembra, logica e metodo scientifico non sembrano efficaci nello studio degli UFO per i quali qualsiasi spiegazione è insoddisfacente e/o troppo azzardata.» Pippo BATTAGLIA - Walter FERRERI, C’è vita nell’Universo? La scienza e la ricerca di altre civiltà, Torino 2008 «Se fosse possibile assodare la questione mediante una qualche esperienza, io sarei pronto a scommettere tutti i miei averi, che almeno in uno dei pianeti che noi vediamo vi siano degli abitanti. Secondo me, perciò, il fatto che anche in altri mondi vi siano abitanti non è semplicemente oggetto di opinione, bensì di una salda fede (sull’esattezza di tale credenza, io arrischierei infatti molti vantaggi della vita).» Immanuel KANT, Critica della ragione pura, Riga 1787 (1a ed. 1781) 56 «Come si spiega dunque la mancanza di visitatori extraterrestri? È possibile che là, tra le stelle, vi sia una specie progredita che sa che esistiamo, ma ci lascia cuocere nel nostro brodo primitivo. Però è difficile che abbia tanti riguardi verso una forma di vita inferiore: forse che noi ci preoccupiamo di quanti insetti o lombrichi schiacciamo sotto i piedi? Una spiegazione più plausibile è che vi siano scarsissime probabilità che la vita si sviluppi su altri pianeti o che, sviluppatasi, diventi intelligente. Poiché ci definiamo intelligenti, anche se forse con motivi poco fondati, noi tentiamo di considerare l’intelligenza una conseguenza inevitabile dell’evoluzione, invece è discutibile che sia così. I batteri se la cavano benissimo senza e ci sopravviveranno se la nostra cosiddetta intelligenza ci indurrà ad autodistruggerci in una guerra nucleare. [...] Lo scenario futuro non somiglierà a quello consolante definito da STAR TRECK, di un universo popolato da molte specie di umanoidi, con una scienza ed una tecnologia avanzate ma fondamentalmente statiche. Credo che invece saremo soli e che incrementeremo molto, e molto in fretta, la complessità biologica ed elettronica.» Stephen HAWKING, L’universo in un guscio di noce, Milano 2010 (ed. originale 2001) «La coscienza, lungi dall’essere un incidente insignificante, è un tratto fondamentale dell’universo, un prodotto naturale del funzionamento delle leggi della natura, alle quali è collegata in modo profondo e ancora misterioso. Ci tengo a ripeterlo: non sto dicendo che l’Homo sapiens in quanto specie sia inscritto nelle leggi della natura; il mondo non è stato creato per noi, non siamo al centro del creato, né ne siamo la cosa più significativa. Ma questo non vuol dire neanche che siamo completamente privi di significato! Una delle cose più deprimenti degli ultimi tre secoli di scienza è il modo in cui si è cercato di emarginare, rendere insignificanti, gli esseri umani, e quindi alienarli dall’universo in cui vivono. Io sono convinto che abbiamo un posto nell’universo, non un posto centrale, ma comunque una posizione significativa. […] Se questo modo di vedere le cose è giusto, se la coscienza è un fenomeno basilare che fa parte del funzionamento delle leggi dell’universo, possiamo supporre che sia emersa anche altrove. La ricerca di esseri alieni può dunque essere vista come un modo per mettere alla prova l’ipotesi che viviamo in un universo che non solo è in evoluzione, come dimostra l’emergere della vita e della coscienza dal caos primordiale, ma in cui la mente svolge un ruolo fondamentale. A mio avviso la conseguenza più importante della scoperta di forme di vita extraterrestri sarebbe quella di restituire agli esseri umani un po’ di quella dignità di cui la scienza li ha derubati.» Paul C.W. DAVIES, Siamo soli? Implicazioni filosofiche della scoperta della vita extraterrestre, Roma-Bari 1998 (1a ed. 1994) TIPOLOGIA C : TEMA DI ARGOMENTO STORICO Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti il 24 maggio...: ne La leggenda del Piave i soldati italiani appaiono motivati da ardente patriottismo. Propaganda o realtà? Come si erano realmente schierati, di fronte all'entrata in guerra, gli italiani e le forze politiche? TIPOLOGIA D : TEMA DI ORDINE GENERALE Dopo più di mezzo secolo di egemonia nell'ambito dell'informazione, pare che la TV cominci a perdere terreno a vantaggio di Internet. Come spieghi e come valuti questo fenomeno? 57 2° SIMULAZIONE PRIMA PROVA DATA: 09 MAGGIO 2012 DURATA: 5 ore TIPOLOGIA A: ANALISI DEL TESTO Giuseppe Ungaretti I FIUMI da L'Allegria - Il porto sepolto Cotici, il 16 agosto 1916 Mi tengo a quest'albero mutilato abbandonato in questa dolina (1 che ha il languore 5 di un circo prima o dopo lo spettacolo e guardo il passaggio quieto delle nuvole sulla luna Ma quelle occulte mani che m'intridono mi regalano 40 la rara felicità Ho ripassato le epoche della mia vita Stamani mi sono disteso 10 in un'urna d'acqua e come una reliquia ho riposato 45 Questi sono i miei fiumi L'Isonzo scorrendo mi levigava 15 come un suo sasso Questo è il Serchio (2 al quale hanno attinto duemil'anni forse 50 di gente mia campagnola e mio padre e mia madre Ho tirato su le mie quattr'ossa e me ne sono andato come un acrobata 20 sull'acqua Mi sono accoccolato vicino ai miei panni sudici di guerra e come un beduino 25 mi sono chinato a ricevere il sole Questo è l'Isonzo e qui meglio mi sono riconosciuto 30 una docile fibra dell'universo Il mio supplizio è quando non mi credo 35 in armonia ------------------------------------------------------------------------------- Questo è il Nilo che mi ha visto nascere e crescere 55 e ardere dell'inconsapevolezza nelle estese pianure Questa è la Senna e in quel torbido mi sono rimescolato 60 e mi sono conosciuto Questi sono i miei fiumi contati nell'Isonzo Questa è la mia nostalgia che in ognuno 65 mi traspare ora ch'è notte che la mia vita mi pare una corolla di tenebre. 58 1- Dolina: concavità del terreno(formata dall’acqua piovana) tipica del Carso. 2- Serchio: fiume della Lucchesia, terra d’origine della famiglia di Ungaretti Giuseppe Ungaretti(1888-1971), di famiglia toscana, nato ad Alessandria d’Egitto, visse in gioventù a Parigi. Durante la Prima Guerra Mondiale combatté sul fronte italiano e proprio mentre era al fronte compose molte poesie della raccolta L’allegria (pubblicata in più edizioni, a partire dal 1919). Anche questa poesia è stata scritta mentre il poeta era al fronte, nella zona del Carso, sulle rive dell’Isonzo, il fiume che è stato una importante zona di guerra e il cui paesaggio è rimasto “mutilato”. Il poeta-soldato Ungaretti si immerge in questo fiume, per cercare ristoro e passa in rassegna i fiumi che hanno segnato le tappe della sua vita. 1. Comprensione complessiva Riassumi brevemente il contenuto dei tre tempi in cui la poesia si articola (vv. 1-26), (vv. 27-41), (vv.42-69). 2. Analisi e commento del testo. 2.1 Che cosa rappresenta ciascun fiume nella vita del poeta? 2.2 Spiega il significato dei versi 9-12 “Stamani mi sono disteso/ in un’urna d’acqua/ e come una reliquia/ ho riposato”, individuando anche in altre espressioni del testo gli elementi di sacralità presenti nella lirica. 2.3 Quale significato simbolico assume l’acqua che accompagna il viaggio del poeta alla scoperta di sé e al recupero del passato attraverso la memoria? 2.4 Il rapporto uomo-natura è rappresentato in chiave tipicamente simbolista: individua alcuni elementi della natura antropomorfizzata. 2.5. Ungaretti, come altri poeti del tempo, avverte la necessità di trovare nuovi mezzi espressivi, diversi da quelli tradizionali e più adatti a rappresentare la fragilità e la precarietà della condizione umana. Spiega in che cosa consiste la cosiddetta rivoluzione metrica e lessicale attuata dal poeta in questa prima fase della sua sperimentazione formale, indicandone anche qualche esempio in questa lirica 3. Approfondimenti. Parla di altri autori e di altre esperienze artistiche del primo periodo del Novecento che si riferiscono alla Prima Guerra Mondiale e metti in rilievo posizioni simili o diverse rispetto ad Ungaretti. TIPOLOGIA B Redazione di un “SAGGIO BREVE” o di un “ARTICOLO DI GIORNALE” CONSEGNE Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», interpretando e confrontando i documenti e i dati forniti. Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio. Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi. Se scegli la forma dell’«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi che l’articolo debba essere pubblicato. Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo. 1. AMBITO ARTISTICO-LETTERARIO ARGOMENTO: Poesia del Novecento e poeti alla ricerca d’identità. DOCUMENTI. “Perché tu mi dici: poeta? Io non sono un poeta. Io non sono che un piccolo fanciullo che piange. Vedi: non ho che le lacrime da offrire al Silenzio. Perché tu mi dici: poeta? […] Non sono, dunque, un poeta: io so che per essere detto: poeta,conviene vivere ben altra vita!” 59 Sergio Corrazzini, Desolazione del povero poeta sentimentale, 1906 “Infine io ho pienamente ragione, i tempi sono cambiati, gli uomini non domandano più nulla dai poeti: e lasciatemi divertire” Aldo Palazzeschi, Lasciatemi divertire (Canzonetta),1910 “ Avere qualche cosa da dire nel mondo a se stessi, alla gente. Che cosa? Io non so veramente Perché non ho nulla da dire.” Marino Moretti, da Poesie di tutti i giorni, 1911. “Io sono qui perché ho scritto poesie, un prodotto assolutamente inutile, ma quasi mai nocivo e questo è uno dei titoli di nobiltà. Ma non è il solo, essendo la poesia una produzione o una malattia assolutamente endemica e incurabile. Sono qui perché ho scritto poesie: sei volumi… Hanno detto che è una produzione scarsa, forse supponendo che il poeta sia un produttore di mercanzie; le macchine devono essere impiegate al massimo. Per fortuna la poesia non è una merce[…] Potrà sopravvivere la poesia nell’universo delle comunicazioni di massa? E’ ciò che molti si chiedono, ma a ben riflettere la risposta non può che essere affermativa. Se s’intende per poesia la così detta bellettristica(produzione letteraria dilettantesca, superficiale) è chiaro che la produzione mondiale andrà crescendo a dismisura. Se invece ci limitiamo a quella che rifiuta con orrore il termine di produzione, quella che sorge quasi per miracolo e sembra imbalsamare tutta un’epoca e tutta una situazione linguistica e culturale, allora bisogna dire che non c’è morte possibile per la poesia”. Eugenio Montale, E’ ancora possibile la poesia?(discorso tenuto all’Accademia di Svezia alla cerimonia di conferimento del premio Nobel), 1975. “Non domandarci la formula che mondi possa aprirti. Sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”. Eugenio Montale, Non chiederci la parola, da Ossi di seppia, 1924. “Oh! Questa vita sterile, di sogno! Meglio la vita ruvida concreta del buon mercante inteso alla moneta, meglio andare sferzati dal bisogno, ma vivere di vita! Io mi vergogno, sì, mi vergogno d’essere un poeta!” Guido Gozzano, La signorina Felicita ovvero La Felicità, 1909. 2. AMBITO SOCIO-ECONOMICO. ARGOMENTO: Una società maleducata. DOCUMENTI “Cosa è più necessario oggi, un popolo ricco o un popolo educato? Cosa conta di più, l'essere arroganti o l'essere amabili? Certo la risposta è evidente, ma nella sostanza delle cose, cioè nella vita di tutti i giorni, ci scontriamo con individui che non sono né educati né amabili. In qualunque posto ci troviamo, sempre più spesso incontriamo uomini, donne e ragazzi che non hanno nessun rispetto per gli altri. Non solo alla posta o al supermercato, ma anche nella sala d'aspetto del dottore o alla fermata del bus, sempre di più l'educazione è latitante. Quello che però mi fa più male è vedere ragazzini o adolescenti non avere nessuna idea di che cosa 60 significhi la parola rispetto. Di chi la colpa? Non voglio additare responsabilità particolari, ma credo che molte colpe siano da imputare al nuovo modello di famiglia italiana che chiudendosi sempre più a riccio non lascia più spazio al dialogo con gli altri e quindi alla possibilità del confronto con il prossimo, che si fonda prima di tutto sul rispetto di chi è diverso da me. Sono quasi certo che una delle negligenze più gravi della maggior parte delle famiglie italiane sia quella di non sapere più educare, cioè saper tirare fuori il meglio di sé dai propri figli. Non voglio qui fare distinzioni tra famiglia etica e famiglia affettiva, ma quello che risulta evidente è che i genitori non trasmettono più regole ai loro figli. Ecco che allora quando questi entrano a scuola o al cinema non concepiscono che, in un luogo diverso da quello familiare, ci siano delle regole da rispettare. “ Beppe Severgnini, La maleducazione delle nuove generazioni, Il Corriere della Sera, 3 marzo 2008. « Qui non c'entrano le cinque lauree, il premio Nobel per la medicina, le mille pubblicazioni e nemmeno il titolo di senatore a vita. Forse è semplicemente un fatto di educazione, quando da bambino ti insegnano a cedere il posto a chi è più anziano. Se poi l'anziano ha quasi 99 anni (tra 9 giorni) e non ci vede nemmeno bene, il fatto che si chiami Rita Levi Montalcini diventa evidentemente secondario. Eppure tutto ciò non è bastato a evitare alla senatrice a vita di dover attendere in piedi mezz'ora prima votare, per colpa della maleducazione di quattro elettori che si sono rifiutati di farla passare avanti. "Faccia la fila come gli altri", ha risposto un cinquantenne. E così un'altra signora: "Non esiste, anch'io ho fretta di votare". E poi un altro e un'altra ancora: "Non vedo proprio il motivo". Allertato dagli scrutatori, a quel punto è intervenuto il presidente di seggio: "Senatrice, se vuole la facciamo passare avanti". Una gentilezza quasi scontata, che si concede normalmente alle donne in gravidanza, ai disabili, agli anziani. A quel punto però è stato il carattere della Montalcini a prendere il sopravvento: "Grazie presidente, preferisco restare in fila come gli altri. Pazienza". Una scrutatrice le ha quindi offerto una seggiola: "Almeno si sieda, prego". Ma la senatrice ha rifiutato anche quella: "No, grazie davvero. Preferisco restare in piedi" ». Francesco Bei, Faccia la fila come gli altri, La Repubblica, 14.04.08 “Il cafone italiano è sempre esistito. Un tempo, però, era sbeffeggiato con gusto dal nostro miglior cinema. Basta pensare a un capolavoro (un’operetta morale, a pensarci bene) come I mostri di Dino Risi e a tanti personaggi di Tognazzi, Gassman, Sordi, Manfredi. Oggi, al contrario, il maleducato ha la simpatia e l’appoggio della televisione. Atteggiamenti ed espressioni in cui quasi tutti caschiamo di tanto in tanto, per ira e debolezza e vergognandoci un po’ (la parolaccia inutile, la risposta eccessiva, il piccolo gesto gaglioffo), sono l’oggetto stesso di molte trasmissioni. E per ciò stesso, con la ripetizione, diventano prima moda, poi costume, infine abitudine. Il processo si completa in fretta: la Tv è il mezzo che più incide sui consumi, il resto del sistema culturale si adegua. Sei la moglie di un politico di seconda fila impigliato in uno scandalo? C’è sempre un editore pronto ad accogliere le tue memorie un po’ sexy. Sei un buzzicone senz’arte né parte uscito da qualche grande o piccolo fratello? Un ingaggio si trova, ’un c’è probblema. Fulvio Scaglione,L’Italia maleducata, Famiglia cristiana, 20 aprile 2008 “Ormai non si capisce più se sia la Tv specchio dell’Italia o l’Italia specchio della Tv. Un’attitudine che non risparmia nessun aspetto del nostro Paese, dalla strada allo sport. «I giocatori italiani sono, per gestualità e linguaggio, i più maleducati», ha detto quel gran signore del calcio che è Marcello Lippi. Fatto sta che la volgarità impazza. E sale. Sale fino agli scranni del Parlamento. “ Francesco Anfossi Famiglia cristiana, 20 aprile 2008 3.AMBITO STORICO-POLITICO ARGOMENTO: La Resistenza, una questione aperta DOCUMENTI “Localizzata soprattutto nel Nord e decisa a privilegiare la lotta armata, questa opposizione prende il nome di Resistenza armata. Per le sue ambizioni e per la sua azione essa si apparenta alle altre resistenze europee. Tuttavia la maggior parte degli storici italiani che hanno studiato questo periodo considerano la Resistenza italiana come lo sbocco della lotta che gli antifascisti avevano condotto dagli anni Venti contro la dittatura. Per loro la Resistenza italiana sarebbe la più lunga d'Europa, in quanto avrebbe mantenuto le sue posizioni per un ventennio, dall'ascesa al potere di Mussolini al crollo del nazismo e i militanti antifascisti sarebbero i primi resistenti europei.“ R. Bédarida Italiani! Mussolini è caduto. Questo deve significare che il regime fascista e il partito fascista sono finiti; che la libertà verrà restaurata in Italia; che cesserà la guerra. Tali sono le richieste di tutto il popolo italiano, tale la volontà: intendiamo che questa volontà sia immediatamente attuata. 61 Perciò vi invitiamo tutti a manifestare pubblicamente la vostra solidarietà con i nostri soldati, i quali garantendo l'ordine, intendono soltanto di impedire inutili convulsioni, ma, vostri fratelli, non assumeranno atteggiamento contrastante con quelle che sono le vostre decise volontà. Uniamoci con la parola d'ordine: Pace e libertà. Viva l'Italia” PARTITO D'AZIONE da un appello del Partito d'Azione del 26 luglio 1943 “Il dibattito si è orientato e concentrato, almeno per ora sulla maggiore opportunità e legittimità della definizione di “guerra civile”, data alla guerra di liberazione nazionale, che si è svolta in Italia tra l'8 settembre del '43 e 25 aprile del '45 (…). L'obiezione principale è quella secondo cui la Resistenza è stata prima di tutto ed essenzialmente una guerra di liberazione dell'Italia dai tedeschi e dai loro alleati e pertanto una guerra patriottica: secondo la denominazione prevalente delle celebrazioni ufficiali, un secondo Risorgimento. Rispetto al suo significato emotivo negativo, il chiamare la resistenza una guerra civile, avrebbe per effetto di sminuire il suo valore ideale di lotta di un popolo per la propria liberazione da un regime oppressivo e dall'occupazione straniera da questo stesso regime favorita, e di ridurla a una guerra fratricida.” N. Bobbio 4. AMBITO TECNICO-SCIENTIFICO ARGOMENTO: Nuove frontiere della comunicazione DOCUMENTI “Il problema dei redditi pubblicati online è solo l’ultimo caso. La verità è che non passa giorno che non si debba affrontare una nuova sfida”. Francesco Pizzetti, il garante della privacy, lavora quotidianamente a provvedimenti, multe, direttive, decaloghi. Però la miscela esplosiva composta da banche-dati numerose ed estese, unite a mezzi tecnologici sempre più avanzati, mette a dura prova l’Autorità che tutela la vita privata dei cittadini. Dal fisco al dna, dai cellulari alle foto aeree, dal bancomat al navigatore satellitare, fino alle cose più banali, come la spesa al supermercato con la carta fedeltà, oggi tutto produce informazioni registrate su supporti digitali. Già, ma come sono protetti questi enormi archivi digitali e come sono difesi i cittadini dall’uso che se ne può fare? Una cosa è certa: la dimensione dei problemi è direttamente proporzionale alla vastità delle informazioni custodite. Tutto, insomma, è informazione archiviabile e utilizzabile. L’autovelox. Il Pra. Il navigatore e l’antifurto satellitare. Le mappe dal cielo. Google maps, disponibile su internet, e una serie di foto aeree hanno fatto scoprire 2 milioni di immobili mai denunciati al catasto. E ogni volta agli aspetti positivi si possono intrecciare risvolti inquietanti. In Italia ci sono 1,3 milioni di telecamere per la videosorveglianza: aiutano la sicurezza, ma sono anche una rete di controllo sociale. Perfino la tessera fedeltà del supermercato, che fa accumulare punti, nasconde in realtà raccolta e commercio di informazioni: quel pezzetto di plastica mette a nudo, con nome e cognome, i gusti e le possibilità del consumatore. Dati preziosi per il business. Come dire: non c’è bisogno di stare chiusi in una stanza a farsi riprendere dalla tv. Oggi tutti sono protagonisti del Grande fratello.” Roberto Seghetti, Dati sensibili: siamo nelle grinfie del Grande Fratello, ma chi ci protegge?, Panorama, 09. 05. 2008. LONDRA. ”Il successo di dispositivi come iPhone, Blackberry e Xbox rischiano di frenare quel tipo di innovazione tecnologica che negli ultimi decenni ha contribuito alla nascita di Internet, secondo il nuovo libro di un docente di primo piano di Oxford. Secondo il professor Jonathan Zittrain, che insegna Regolamentazione e governance per Internet all'Università di Oxford, i dispositivi elettronici all'ultima moda sono scatole sigillate e sterili che mortificano la creatività e trasformano i consumatori in fruitori passivi di tecnologia. Al contrario dei computer domestici, secondo il docente, i nuovi congegni dotati di funzioni Internet non si prestano a quel tipo di interattività con il mezzo che, stimolando curiosità e conoscenza, porta al progresso tecnologico o a delle vere e proprie rivoluzioni. La Stampa.it Tecnologia. News del 9.05.2008. WASHINGTON –“ L’uso ossessivo dei messaggi ai cellulari e delle e-mail potrebbe essere una malattia mentale. Lo scrive il dottor Jerald Block sull’autorevole American Journal of Psychiatry, la rivista degli psichiatri americani. Secondo lo studioso, l’utente potrebbe soffrire di lievi turbe se si riscontrassero in lui questi 62 quattro sintomi: si agita quando cellulare o computer sono spenti o inaccessibili; li vuole sempre più veloci e intelligenti; dedica loro sempre più tempo; va in crisi di astinenza quando li lascia, come se prendesse una droga. Presi assieme, tradiscono un comportamento poco normale, sostiene Block, parlando di assuefazione e disintossicazione e suggerendo a chi soffre della sindrome da cellulare o computer di consultare uno specialista. Ennio Caretto, Malati di cellulare e di Internet, Il Corriere della Sera, 25 marzo 2008. “Non c’è più solo il peertopeer, c’è anche la nuova frontiera del cineweb che è lo streaming. Ma sempre di questo si tratta: scaricare i film dal web anziché comprarli in Dvd o andarli a vedere al cinema. Un fenomeno che terrorizza le major perché difficile da perseguire, ma che nello stesso tempo entusiasma gli operatori che stanno investendo molte risorse nello sviluppo di contenuti video da offrire agli utenti con l’obiettivo di intercettare rilevanti risorse pubblicitarie. Secondo gli ultimi dati diffusi da Comscore negli Stati Uniti sono stati visti più di 10 miliardi di video nel mese di febbraio e l’ultimo thriller di Al Pacino, ‘88 Minutes’, prima di finire nelle sale era stato visto 51.000 volte sul sito SurfTheChannel.com, preso ad esempio dalle major per denunciare la nuova frontiera della pirateria. Secondo la Digital Entertaiment Group, associazione che raggruppa le case cinematografiche statunitensi, la pirateria costerebbe 7,1 miliardi di dollari e sarebbe all’origine della continua flessione delle vendite di dvd, scese anche nel 2007 del 2% a 23,7 miliardi di dollari. Ma come nella musica, il contrasto solo a base di legali non permette di arginare il fenomeno e rischia di pregiudicare il futuro digitale del cinema.” Andrea Di Stefano Peer to peer le major del cinema al contrattacco, La Repubblica,12 maggio 2008. “ Anche l'ambiente è al centro di questa sua nuova avventura nel mondo dei media, Current Tv, una televisione «che mette al centro la voce dei cittadini», come Al Gore ha voluto più volte sottolineare. Current infatti ha una programmazione che è fatta di servizi brevi, i "pod", sette-otto minuti l'uno, centrati su argomenti di attualità, musica, arte, cultura, politica, sport, tutto quello che i 30 "vanguard journalist" che compongono la redazione ritengono interessante. Un 30% della programmazione, però, è costruito con i contributi degli spettatori, che mandano i loro servizi al sito web, vengono ‘votati’ dagli altri frequentatori del sito, filtrati dalla redazione e, se passano l'esame di questo ‘social filtering’, vanno in onda sulla tv. «Voi siete la voce», ha detto Gore, «con Current troverete la vera libertà d'informazione, potrete far sentire la vostra opinione, potrete parlare senza alcuna censura». Il progetto di Current Tv, nata nel 2005 negli Usa e oggi in onda anche in Inghilterra e Irlanda, oltre che in Italia, ruota attorno ai concetti di libertà, indipendenza e democrazia, tre parole che Gore ripete continuamente per spiegare il progetto della sua tv partecipativa: "L'informazione oggi nel mondo soffre un deficit di libertà, i media elettronici di massa sono controllati da governi e corporation, mentre Internet ha invece introdotto nuove opportunità di libertà, consentendo alla gente di esprimere le proprie opinioni, di offrire la propria visione, di dare notizie e informazioni. Current vuole collegare Internet e la tv, in modo semplice e accessibile, dando voce alla gente, creando un accesso ai media per gli individui di tutto il mondo.” Ernesto Assante, Al Gore presenta Current Tv "Un palinsesto fatto con gli utenti", la Repubblica, 8 maggio 2008. In soli tre anni il sito web ‘You Tube’ è divenuto la più grande web comunity dedicata alla condivisione di video. Fondato nel febbraio 2005 da Chad Hurley (amministratore delegato), Steve Chen (direttore tecnico) e Jawed Karim, You Tube presenta oggi numeri eccezionali per video caricati giornalmente che ormai superano abbondantemente i 100 milioni di inserimenti. Parliamo di una comunità davvero vasta ed eterogenea dove al video di cattivo gusto troviamo affiancato un bellissimo lavoro di animazione digitale o il video musicale di un eclettico musicista sconosciuto. Un universo di giustapposizioni che crea un fortissimo effetto di viral-marketing, di passaparola immediato tra gli utenti, sia interni al sito che esterni. key4biz.it, Quotidiano d'informazione su Telecomunicazioni, Media e Internet, 8 maggio 2008. Tipologia C Nella seconda guerra mondiale metà delle vittime furono civili (nella prima erano state il 5%): chiarisci come tecnologia e politica hanno contribuito a determinare la guerra totale, con un coinvolgimento senza precedenti delle popolazioni civili. Tipologia D Il candidato rifletta sull'importanza che i giovani d'oggi attribuiscono al lavoro:è veramente l´ambito in cui realizzare se stessi, i propri sogni e le proprie aspettative, oppure solo una necessità materiale per costruire la propria indipendenza, riservandosi di cercare altrove soddisfazioni e gratificazioni? 63 GRIGLIA DI CORREZIONE PRIMA PROVA I.T.I.S. “G. Segato” Belluno Griglia per la valutazione della prima prova scritta – Classe 5ª TIPOLOGIE C E D: TEMA CRITERI Candidato: Cognome Nome PUNTEGGIO 65 15 14-13 12-11 10 9-7 6-2 1 (nullo) Valutazione CONOSCENZE RELATIVE ALL’ARGOMENTO Informazione Esauriente Ampia Più che sufficiente Sufficiente Molte imprecisioni Molto limitata Scorretta/ inesistente SVILUPPO CRITICO DELLE QUESTIONI E COSTRUZIONE DI UN DISCORSO ORGANICO E COERENTE Aderenza Traccia Completa Sviluppo dei contenuti Approfondit Ampio o Abbastanza adeguata Abbastanza esauriente Struttura Discorso Coerente Ordinata Adeguata organica Sostanziale Superficiale/ incompleta Fuori tema/scarsa Accettabile Carente Mediocre Sufficientemen Talvolta te ordinata incoerente Disordinata/ incoerente CORRETTEZZA E PROPRIETÀ NELL’USO DELLA LINGUA Nel complesso corretta Forma Corretta Lessico Pertinente e Appropriato ampio Chiara Semplice, ma corretto Chiara, ma con alcuni errori Elementare e/o con alcune inesattezze Con frequenti errori Molto scorretta Povero e trascurato Improprio e/o ripetitivo Media Voto Altri elementi da valorizzare: originalità, personalizzazione. Note Firme 66 I.T.I.S. “G. Segato” Belluno Griglia per la valutazione della prima prova scritta – Classe 5ª Candidato: Cognome TIPOLOGIA A: Analisi testuale Criteri Punteggio 10 9-8 7 6 5 Sufficiente, ma Comprensione del Completa e Più che Esauriente con alcune Incompleta testo approfondita sufficiente inesattezze Abbastanza Adeguata, con Completa e Abbastanza adeguata, Analisi qualche Superficiale accurata precisa anche se a volte incertezza imprecisa Adeguato, Inquadramento ma non Sufficientemen Completo e Piuttosto storico-letterario sempre te Essenziale approfondito schematico Approfondimenti approfondit sviluppato o Struttura Spesso Coerente ed Discretamente Ordinata, ma poco del Organica disordinata e efficace articolata articolata discorso frammentaria Chiara e Nel complesso Chiara, ma con Con frequenti Forma Corretta e precisa lineare corretta alcuni errori errori Elementare, Elementare e/o Proprietà e Lessico pertinente ma Povero e Appropriato con alcune varietà lessicale e ampio sostanzialment trascurato inesattezze e corretto Nome 4-2 1 (nullo) Gravemente incompleta Molto superficiale Vago e/o errato Molto disordinata e incoerente Molto scorretta Improprio e/o ripetitivo voto Altri elementi da valorizzare: valutazioni critiche. Note Firme 67 I.T.I.S. “G. Segato” Belluno Griglia per la valutazione della prima prova scritta – Classe 5ª TIPOLOGIA B: n. Saggio Breve CRITERI PUNTEGGIO 15 14-13 12-11 10 Sviluppo critico delle questioni proposte e costruzione di un discorso organico e coerente Rispetto delle Completo Soddisfacente Abbastanza consegne (tipologia Sostanziale ed efficace adeguato testuale) Molto Utilizzazione della ampia e Pertinente Accettabile Limitata documentazione precisa Evidente e Individuazione Abbastanza Sufficientemente ben Evidente Tesi evidente riconoscibile formulata Articolata Presentazione e Adeguatament Abbastanza Essenziale dell’argomento/ approfondi e sviluppata sviluppata ta Rigorosa Valida e Nel complesso Sufficientemente o/Argomentazione ed efficace coerente articolata articolata Struttura discorso Coerente Organica e scorrevole Ordinata Ordinata, ma con qualche incongruenza Nel complesso corretta Elementare, ma sostanzialmente corretto Chiara, ma con alcuni errori Elementare e/o con qualche inesattezza Candidato: Cognome 9-7 Nome 6-2 1 (nullo) Gravemente incompleto Incompleto / Molto limitata Scorretta Inesistente Appena accennata Non espressa Schematica e poco organica Poco individuabile Superficiale/ Poco coerente Spesso incoerente Disordinata/ Incoerente Confusa/ contraddittoria Correttezza e proprietà nell’uso della linga Forma Corretta e precisa Chiara e lineare Lessico Pertinente e ampio Appropriato Altri elementi da valorizzare: apporto personale, linguaggio efficace. Note: Molto scorretta Improprio e/o ripetitivo Scorretta Povero e trascurato Media voto Firme 68 Valuta zione I.T.I.S. “G Segato” Belluno Griglia per la valutazione della prima prova scritta – Classe 5ª Nome Candidato: Cognome TIPOLOGIA B: N. ARTICOLO DI GIORNALE CRITERI PUNTEGGIO 15 14-13 12-11 Sviluppo critico delle questioni proposte e costruzione di un discorso Rispetto delle Completo ed Soddisfacen Abbastanza consegne (tipologia adeguato te adeguato testuale) Utilizzazione della Molto ampia e Pertinente Abbastanza documentazione precisa adeguata Individuazione tesi Evidente e Evidente Riconoscibil ben formulata e Presentazione Ricca e Ampia Discretame dell’argomento approfondita nte strutturata Correttezza e proprietà nell’uso della lingua Forma Corretta e Chiara e Nel precisa lineare complesso corretta Lessico Ampio ed Appropriato Abbastanza efficace appropriato 10 9-7 organico e coerente Sostanziale Incompleto Limitata Per lo più riconoscibile Accettabile 6-2 valutazion Inesistente Molto limitata Scorretta / Inesistente Appena Non espressa accennata Modesta Scadente Chiara, con alcuni errori Scorretta Molto scorretta Elementare e/o con qualche inesattezza Povero e trascurato Improprio e/o ripetitivo Altri elementi da valorizzare: efficacia comunicativa, linguaggio giornalistico. Note 1 (nullo) Media Voto Firme 69 1° SIMULAZIONE SECONDA PROVA DATA 24 febbraio 2012 DURATA: 5 ORE Tema di: MECCANICA E MACCHINE A FLUIDO SIMULAZIONE SECONDA PROVA: MECCANICA E MACCHINE A FLUIDO. Si debba trasmettere una potenza di 10,5 kW da un motore elettrico avente velocità angolare di 1450 giri/min ad una macchina operatrice funzionante a 225 giri/min. La riduzione di velocità deve essere attuata mediante una prima trasmissione con cinghie trapezoidali ad un albero di rinvio con rapporto di trasmissione 2 e, successivamente, con una coppia di ruote dentate cilindriche a denti dritti da realizzarsi con acciaio C60 bonificato. Il candidato, tenendo presente che la macchina operatrice è sottoposta a tipi di sforzo assimilabili a quelli di una pompa a pistoni e che è destinata ad un uso continuo nell’arco delle 8 ore lavorative giornaliere, dimensioni gli elementi della trasmissione, relazionando sulle scelte attuate, i calcoli effettuati ed i risultati ottenuti. Il candidato, inoltre, esegua lo schizzo quotato della ruota dentata progettata. I.T.I.S. “G. SEGATO” BELLUNO GRIGLIA VALUTAZIONE SIMULAZIONE SECONDA PROVA 24/02/2012 Materia: MECCANICA E MACCHINE A FLUIDO (Docente: Prof. Bruno SCHIOCCHET) Meccanica Disegno - Schema di funzionamento punti 3 - Dimensionamento riduzione a cinghie punti 3 - Dimensionamento riduzione con ruote punti 3 - Dimensionamento albero punti 3 - Correttezza disegno (proiezioni, sezioni, particolari, punti 3 ingrandimenti, ecc.) Totale 15 2° SIMULAZIONE SECONDA PROVA DATA 28 aprile 2012 DURATA: 5 ORE Una pompa a stantuffo a semplice effetto ha le seguenti caratteristiche: • velocità di rotazione: 120 giri al minuto primo • diametro del cilindro: 200 mm • corsa del pistone: 320 mm • prevalenza manometrica: 280 J/kg • fluido movimentato: fanghi con massa volumica di 1600 kg/m 3 • rapporto tra lunghezza di biella e raggio di manovella pari a 3,5 Il candidato, occorrente: scegliendo opportunamente ogni altro dato eventualmente 1. proporzioni la biella del manovellismo di spinta rotativa; 2. disegni in opportuna scala il diagramma del momento richiesto in funzione dell’angolo di manovella (per valori discreti, intervallati al massimo di 10°); 3. calcoli la potenza necessaria al funzionamento della pompa assumendo: rendimento volumetrico ηv=0,98 – rendimento meccanico ηm=0,91 – rendimento idraulico ηi=0,88; 4. proporzioni l’albero di trasmissione che collega il motore elettrico al manovellismo. Durata massima della prova: 5 ore È consentito l'uso di manuali tecnici, tabelle, calcolatrice portatile. I.T.I.S. “G. SEGATO” BELLUNO GRIGLIA VALUTAZIONE SIMULAZIONE SECONDA PROVA 28/04/2012 Materia: MECCANICA E MACCHINE A FLUIDO (Docente: Prof. Bruno SCHIOCCHET) Meccanica - Schema di funzionamento punti 2 - Esattezza calcoli e unità di misura punti 2 - Dimensionamento biella lenta punti 3 - Diagramma momento motore punti 2 - Calcolo potenza punti 3 - Dimensionamento albero punti 3 Totale 15 Istituto Tecnico Industriale Statale “ G.SEGATO” Via Jacopo Tasso, 11 – 32100 Belluno c.f. 80001970252 COGNOME E NOME__________________CLASSE: 5MA DATA: 29 FEBBRAIO 2012 1° SIMULAZIONE TERZA PROVA DATA: 29 febbraio 2012 MATERIE COINVOLTE 1. SISTEMI ED AUTOMAZIONE 2. LINGUA STRANIERA INGLESE 3. MATEMATICA 4. ECONOMIA DURATA 150 INDUSTRIALE ED ELEMENTI DI DIRITTO MINUTI 74 Istituto Tecnico Industriale Statale “ G.SEGATO” Via Jacopo Tasso, 11 – 32100 Belluno c.f. 80001970252 COGNOME E NOME__________________CLASSE: 5MA DATA: 29 FEBBRAIO 2012 SIMULAZIONE TERZA PROVA: SISTEMI QUESITO 1. Dato un sistema del primo ordine rappresentato dalla seguente equazione differenziale: y’+3y=6 y(0)=1 risolvere l’equazione differenziale, disegnare il grafico e valutarne la stabilità (dire se il sistema è stabile o instabile e perché). QUESITO 2. La riga ottica: definizione, schema, principio di funzionamento. QUESITO 3. Data la sequenza A+B-B+A-: risolverla col metodo del Grafcet, disegnare lo schema a contatti (ladder/KOP), compilare la tabella dei simboli, effettuare il collegamento con i moduli. (utilizzare anche lo spazio sul retro del foglio). 75 Istituto Tecnico Industriale Statale “ G.SEGATO” Via Jacopo Tasso, 11 – 32100 Belluno c.f. 80001970252 COGNOME E NOME__________________CLASSE: 5MA DATA: 29 SIMULAZIONE QUESITO 1. TERZA PROVA: FEBBRAIO 2012 MATEMATICA 1. Dimostrare la formula di integrazione per parti, successivamente usarla per calcolare . QUESITO 2. 2. Spiega cos’è il problema di Cauchy e indica a quali condizioni esiste la sua soluzione. Risolvi QUESITO 3. 3. Determina l’area della regione finita di piano individuata dalle parabole di equazioni: y=x2-1 e y=-x2-3x-1 76 Istituto Tecnico Industriale Statale “ G.SEGATO” Via Jacopo Tasso, 11 – 32100 Belluno c.f. 80001970252 COGNOME E NOME__________________CLASSE: 5MA DATA: 29 SIMULAZIONE TERZA PROVA: INGLESE FEBBRAIO 2012 CAD/CAM in the Footwear Industry CAD/CAM in the footwear industry is the use of computers and graphics software for designing and grading shoe upper patterns. CAD/CAM software is a PC-based system, which is made up of program modules. Today, there are 2D and 3D versions of CAD/CAM systems in the shoe industry. With a 2D system, a sketch can be produced and then colour and texture can be added. A 3D system enables the design to be viewed from any perspective and from several angles, even simultaneously. Computer aided design was introduced in the shoe industry in 1970s. Initially it was used primarily for pattern grading. It enabled manufacturers to perform complex grading relatively easily and quickly. CAD systems today have been developed with a much wider range of functions. Logos, textures and other decorations can be incorporated into product design of both the upper parts and soles to help reinforce branding on all areas of the model. It automates routine procedures, increasing speed while reducing the possibility of mistakes. CAD data can now be used effectively for a wide variety of activities across the footwear manufacturing business. CAD/CAM generates data at the design stage, which can be used right through the planning and manufacturing stages. The power and flexibility of the software can overcome restrictions to the designer’s creativity imposed by traditional methods. GLOSSARY to grade: to divide things or people into groups according to their quality or size texture: the way that something feels when you touch it to brand: to mark with the trade name of a manufacturing company Answer the following questions. 1 How is the CAD/CAM system used in the footwear industry? ....................................................................................................................................................... ....................................................................................................................................................... ....................................................................................................................................................... ................................. 2 What does a 3D system allow you to do, compared with a 2D version? ....................................................................................................................................................... ....................................................................................................................................................... ....................................................................................................................................................... ................................. 3 How have CAD/CAM systems been developed with respect to the past? ....................................................................................................................................................... ....................................................................................................................................................... ....................................................................................................................................................... ................................. 77 Istituto Tecnico Industriale Statale “ G.SEGATO” Via Jacopo Tasso, 11 – 32100 Belluno c.f. 80001970252 COGNOME E NOME__________________CLASSE: 5MA DATA: 29 FEBBRAIO 2012 SIMULAZIONE TERZA PROVA: ECONOMIA INDUSTRIALE ED ELEMENTI DI DIRITTO QUESITO 1. Quali sono i presupposti del fallimento e gli effetti patrimoniali sul fallito? QUESITO 2. Quali sono gli effetti dell’iscrizione nel registro delle imprese dei fatti riguardanti l’impresa commerciale non piccola (pubblicità dichiarativa)? QUESITO 3. Che cosa si intende per azienda e che cosa contraddistinguono i segni distintivi dell’azienda? (In particolare descrivi come è formata la ditta e i requisiti che essa deve avere per poter essere tutelata come bene materiale) 78 2° SIMULAZIONE TERZA PROVA DATA: 04 maggio 2012 MATERIE COINVOLTE 1. SISTEMI ED AUTOMAZIONE 2. LINGUA STRANIERA INGLESE 3. MATEMATICA 4. ECONOMIA DURATA 150 INDUSTRIALE ED ELEMENTI DI DIRITTO MINUTI 79 SIMULAZIONE TERZA PROVA: SISTEMI QUESITO 1. Dato il seguente schema a blocchi calcolare le funzioni di trasferimento della catena aperta, della catena chiusa e dell’elemento di retroazione. G X(s) + E(s) + Y(s) G R(s) G G 3 QUESITO 2. Le termocoppie: definizione, schema e principio di funzionamento. QUESITO 3. Dato lo schema di un raddrizzatore monofase: dare la definizione di raddrizzatore e spiegare come funziona (disegno correnti sullo schema, grafici, spiegazione). (continuare la spiegazione sul retro del foglio) 80 SIMULAZIONE TERZA PROVA: LINGUA STRANIERA (INGLESE) Read the text below and answer the questions: UTSIRA, A WIND AND HYDROGEN SYSTEM. Windmills and windpower are becoming more and more common, and provide carbon dioxide-free power. But wind doesn’t blow constantly: so what do you do when the wind stops blowing? On the island of Utsira, in the North Sea off the west coast of Norway, this problem has been solved. How? With hydrogen. Enormous turbines transform the wind into electricity and supply ten local households. When the wind drops, or when the wind is so strong that the wind turbines must be stopped, the homes are supplied with hydrogen power. Surplus energy from the wind turbines is used for creating hydrogen in an electrolyser on site. The hydrogen produced is compressed and stored in pressure tanks. When the wind blows, hydrogen for storage is produced from water by electrolysis, using power generated by one of the 600 kilowatt wind turbines. When the wind doesn’t blow a hydrogen generator and a fuel cell convert the stored hydrogen back to electricity until the wind blows again. The plant is completely emission-free, it produces only pure water. 1) What is the problem with windmills? 2) What happens in Utsira’s plant when the wind blows? 3) How do the households get electricity when there is no wind? 81 SIMULAZIONE TERZA PROVA: MATEMATICA QUESITO 1. 1. Come si ottiene l’equazione segmentaria di un piano a partire dalla sua equazione generale? 2. Trova le intersezioni del piano x+3y-2z+6=0 con gli assi coordinati. QUESITO 2. In che modo può essere scritta un’equazione differenziale lineare omogenea del 2° ordine a coefficienti costanti e in quale caso le sue soluzioni sono del tipo y=eλx(c1+c2x)? Fai almeno un esempio QUESITO 3. Teorema della media e suo significato geometrico. Calcola il valore medio della funzione y=x 3 nell’intervallo [0;2] 82 SIMULAZIONE TERZA PROVA: ECONOMIA INDUSTRIALE ED ELEMENTI DI DIRITTO QUESITO 1. Quale differenza nella posizione del creditore sociale del socio in una s.s. e in una snc? QUESITO 2. Che differenza c’è tra il concetto di capitale sociale e patrimonio sociale? QUESITO 3. Quali sono gli effetti del trasferimento dell’azienda sui debiti e sui crediti? 83 GRIGLIA DI CORREZIONE TERZA PROVA COGNOME................................NOME.........................................................CLASSE... GRIGLIA DI VALUTAZIONE TERZA PROVA MATERIA…………………………………….… DESCRITTORI MODALITÀ Aderenza alla traccia Conoscenza degli argomenti proposti dalla traccia Analisi e rielaborazione Correttezza della soluzione proposta Utilizzo del linguaggio specifico 18 PUNTI Non aderente Aderente in parte Aderente Assente Superficiale Sufficiente Discreta Buona 0 1 2 0 1 2 3 4 Assente Parziale e frammentaria Sufficiente, ma non completa Completa 0 1 2 3 0 1 2 PUNTI PUNTI ASSEGNATI LIVELLO SUFFICIENZA Q1 Q2 Q3 2 2 2 Non corretta Corretta solo in parte Accettabile (semplice ma 2 corretta) Corretta ed originale. 3 Forma non chiara e stentata 1 Semplice e con termini 2 generalmente appropriati 2 Chiara e precisa nei termini 3 adottati. PUNTEGGIO TOTALE DISTINTO PER QUESITO VALUTAZIONE FINALE DELL’ELABORATO 18 Il voto finale sarà la media aritmetica arrotondata dei punteggi dei singoli quesiti. 84 GRIGLIA DI CORREZIONE 3° PROVA ECONOMIA INDUSTRIALE ED ELEMENTI DI DIRITTO 85