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Innovazione & Trasferimento
Tecnologico
Il vertice di Stoccolma
E in più
●
Dossier: il finanziamento dei vivai
di imprese
●
Innovazione e creazione di
occupazione
●
La brevettabilità del software
●
Una nuova azione aiuta le PMI a
partecipare alla ricerca UE
La conoscenza è
l’unica frontiera
... e altro ancora
PUBBLICATO DALLA COMMISSIONE EUROPEA • PROGRAMMA INNOVAZIONE/PMI • MAGGIO 2001
ISSN 1560-8778
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S O M M A R I O
Occupazione: l'innovazione
è il fattore decisivo?
Sul lungo periodo – facendo astrazione dalla fluttuazione dei cicli economici – la risposta è senz'altro affermativa. Grazie ai nuovi mercati e ai
Notizie politiche
3-9
nuovi settori produttivi che crea, l'innovazione è all'origine della cre-
• Il vertice di Stoccolma
• I preparativi per il nuovo Programma quadro per la ricerca,
2002-2006
• Misurare il valore aggiunto della ricerca UE
• L’occupazione dei ricercatori industriali in Europa
• Brevettabilità del software: i pro e i contro
• Il sorprendente contributo delle norme all'innovazione e alla crescita
economica
10-19
Programma Innovazione/PMI
• Nuovi progetti innovativi: affrontare gli ostacoli di natura
organizzativa e sociale
• Consigli pratici per i gruppi di progetto transnazionali
• Stato di avanzamento della rete interregionale di eccellenza
PANEL
• L'occupazione nelle PMI innovative: dati incoraggianti
• Un progetto CRAFT: la tecnologia avanzata sostiene le segherie
• L'ETI (Economic and Technological Intelligence): un nuovo ausilio
per le PMI
DOSSIER
20-25
scita costante dell'occupazione registrata in Europa e nelle altre
regioni negli ultimi cento anni.
Su scala più piccola, tuttavia – nell'ambito di determinate imprese, o su
periodi di meno di dieci anni in determinati paesi o in determinati settori
– la risposta non è altrettanto chiara. Una nuova tecnologia, prima di
creare nuova occupazione, può provocare la perdita o la delocalizzazione
di posti di lavoro. E l'aumento del contenuto di conoscenza delle professioni riduce la domanda di manodopera poco qualificata mentre accentua la domanda di lavoratori più qualificati. L'efficacia della politica per le
imprese dipende in larga misura dalla precisione con cui queste interazioni tra occupazione e innovazione vengono misurate e previste.
Un nuovo studio sulla politica dell'innovazione dedicato alla creazione di occupazione nelle piccole e medie imprese innovative (v. p. 16)
giunge alla conclusione che sia l'innovazione dei prodotti sia l'innovazione dei processi danno impulso all'occupazione, mentre l'impatto sui
livelli di competenza è meno vistoso che nelle grandi imprese. Nel campo
Il finanziamento dei vivai di imprese:
della ricerca industriale, nel frattempo, la carenza di competenze in
• La buona pratica nel sostegno alle
imprese derivate dalla ricerca
• Attirare il capitale di rischio
• La crescita precoce mediante il partenariato
• Rassegna degli strumenti UE per il finanziamento dell'innovazione
• Caso esemplificativo: concessione di licenze e creazione
di imprese all'Università di Nottingham
• Studio esemplificativo: la cooperazione transnazionale
sostiene la buona pratica per la creazione di imprese derivate
Europa sembra dovuta alla carenza di investimenti, che spinge molti
Aggiornamenti sul programma
26
• Il programma eContent: valorizzare le capacità europee
Conferenze e pubblicazioni
27-28
ricercatori altamente qualificati ad attraversare l'Atlantico in cerca di
lavoro. La rete di valutazione tecnologica ETAN della Commissione europea (v. p. 6) raccomanda di introdurre provvedimenti fiscali volti a
ridurre i costi sostenuti dalle imprese per disporre di questo tipo di
personale.
Queste misure, per loro natura, non sono principalmente un mezzo
per aumentare l'occupazione. Ma migliorando il livello delle competenze
in Europa esse faciliteranno l'innovazione. E quest'ultima, a lungo termine, creerà nuova occupazione.
Innovazione & Trasferimento Tecnologico
Pubblicato da:
Commissione europea, Direzione generale per le Imprese,
Direzione per l’Innovazione, Unità Comunicazione e azioni di sensibilizzazione
Innovazione & Trasferimento Tecnologico esce sei volte
all’anno, contemporaneamente in inglese, francese,
tedesco, italiano e spagnolo, a cura del programma
Innovazione e PMI, parte del Quinto programma quadro
per la ricerca della Commissione europea. Il programma
Innovazione e PMI promuove l’innovazione e incoraggia
la partecipazione al programma quadro da parte delle
piccole e medie imprese (PMI).
Indirizzo:
EUFO 2290, L-2920 Lussemburgo
Fax: +352 4301 32084
http://www.cordis.lu/itt/itt-it/home.html
Scritto e prodotto da:
ESN, Bruxelles
Avviso legale:
Né la Commissione europea né le persone che agiscono in suo nome sono
responsabili per l’uso che può essere fatto delle informazioni contenute nella
presente pubblicazione. Nonostante le energie profuse per assicurare la precisione delle informazioni, i lettori intenzionati ad approfondire le possibilità
citate nella pubblicazione sono invitati a verificare la validità dei dati rivolgendosi agli indirizzi di contatto e/o consultando le fonti citate negli articoli stessi.
© Commissione europea, 2001
La riproduzione è autorizzata a condizione che venga citata la fonte.
Printed in Belgium
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V E R T I C E
D I
S T O C C O L M A
Un impulso per
la biotecnologia
Nell’approvare i piani per utilizzare il nuovo Programma quadro come
mezzo per costituire uno Spazio europeo della ricerca, il Consiglio europeo
ha posto in primo piano le tecnologie ‘di frontiera’, tra cui in particolare
la biotecnologia.
N
el corso della riunione di
Stoccolma, svoltasi alla fine
di marzo, il Consiglio europeo ha
messo in evidenza quattro grandi
punti nel campo della ricerca, dell’innovazione e dell’imprenditoria:
" Ridurre gli ostacoli all’imprenditorialità. Il settore pubblico deve
diventare più efficiente e ridurre le
formalità amministrative, in modo
da accentuare la capacità produttiva e innovativa dell’economia
europea. Le esigenze in materia
statistica imposte alle piccole
imprese dovrebbero essere ridotte
al minimo.
" eEurope. Nonostate i concreti
progressi nella diffusione delle tecnologie Internet, l’Europa ancora
non sfrutta pienamente le potenzialità di queste tecnologie in settori come l’e-government e l’ecommerce.Tra i requisiti legislativi e
politici fondamentali vi sono l’applicazione armonizzata delle normative in materia di telecom, un quadro favorevole per le comunicazioni
mobili di terza generazione, un’intensa attività di ricerca nel campo
delle tecnologie di trasmissione
radio e la rapida entrata in servizio
del dominio di alto livello ‘.eu’.
" Ricerca e innovazione. La struttura ipotizzata per il Sesto programma quadro per la ricerca
2002-2006(1) contribuirà a definire
un’impostazione più coordinata e
strategica, come richiede la natura
sempre più interdisciplinare della
ricerca nei settori tecnologici emergenti. Il sostegno speciale alle piccole e medie imprese (PMI)
dovrebbe continuare. Il sostegno
alla ricerca erogato dalla Banca
europea per gli investimenti tra-
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
mite la sua iniziativa Innovation
2000(2) è benvenuto e dovrebbe
essere intensificato. Gli Stati membri dovrebbero continuare a sviluppare gli incentivi economici per
l’investimento nella ricerca e sviluppo, e a scambiarsi le esperienze.
Il primo Quadro comparativo dell’innovazione in Europa sarà pubblicato nel giugno 2001(3), mentre i
primi risultati dell’analisi comparativa sulla ricerca saranno pubblicati
entro la fine dell’anno.
" Tecnologie di frontiera. Occorrono nuove misure per rafforzare la
competitività del settore europeo
della biotecnologia, in modo da
sfruttarne al meglio le potenzialità.
Nel frattempo, occorre urgentemente un brevetto comunitario
unico e a buon mercato(4), per incoraggiare l’innovazione e la disponibilità al rischio. La lentezza del processo di attuazione delle proposte
della Commissione relative a questo brevetto è fonte di gravi inquietudini.
‘Nuovo e ambizioso’
Nella sua presentazione al Consiglio, la Commissione europea ha
rilevato il ruolo critico che svolgeranno l’innovazione, l’imprenditorialità e la conoscenza nella competitività futura dell’Europa.
La differenza tra l’importo speso
annualmente negli Stati Uniti dal
settore pubblico e dal settore privato nella ricerca e sviluppo e l’omologo importo speso in Europa è
salita dai 40 miliardi di euro della
metà degli anni Novanta ai 75
miliardi della fine del decennio. Nel
frattempo, le nuove aree più promettenti della conoscenza scienti-
Il presidente Prodi informa
la stampa a Stoccolma.
fica e tecnologica si stanno sviluppando per lo più a cavallo, anziché
all’interno, delle discipline tradizionali. In un momento in cui un impegno europeo coerente è particolarmente necessario, la ricerca UE è
rimasta frammentata. Sono state
disperse risorse in programmi
ridondanti, mentre in alcuni settori
l’investimento nella ricerca è stato
reso meno attraente per il settore
privato a causa dei vincoli sulla
concorrenza.
La Commissione ha rilevato, inoltre, che la ricerca europea risente
della carenza di competenze(5), e
che ciò è connesso ai problemi di
mobilità. Essa ha invitato i governi
ad aiutare l’industria a trovare il
modo di rendere la carriera nella
ricerca più attraente, e ha proposto
un’apposita strategia per stimolare
la mobilità dei ricercatori nell’ambito dello Spazio europeo della
●
ricerca.
(1) Vedi p. 4 in questo numero.
(2) V. ‘Una nuova porta d’accesso
all’innovazione’, fascicolo 1/01.
(3) I risultati della prima edizione del
Quadro comparativo dell’innovazione
sono stati pubblicati nell’allegato alla
Comunicazione ‘L’innovazione in un’
e-conomia fondata sulla conoscenza’: v.
edizione speciale del novembre n-2000.
(4) V. ‘Il brevetto unico valido in tutta
l’UE è a portata di mano’, fascicolo
6/00.
(5) Vedi p. 6 in questo numero.
Info
http://www.europa.eu.int/comm/stockholm_council/
index.htm
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R I C E R C A
U E
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Un nuovo quadro
per la ricerca europea
Il futuro Programma quadro per la ricerca e l’innovazione in Europa è
stato elaborato dalla Commissione per sostenere la creazione dello Spazio
europeo della ricerca. Esso mette l’accento in modo particolare su una più
ampia cooperazione, sia all’interno dell’UE che in un contesto globale.
I
Il commissario Busquin ha
istituito un quadro dai
contorni precisi per la ricerca
UE nel quinquennio
2002-2006.
4
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
l 21 febbraio 2001, il commissario alla ricerca Philippe Busquin ha presentato la proposta della Commissione relativa a
un nuovo Programma quadro per
la ricerca e l’innovazione in Europa
(2002-2006). Il nuovo programma,
studiato per perseguire gli obiettivi
dello Spazio europeo della ricerca,
un’iniziativa di più vaste proporzioni portata avanti dalla Commissione, mira a focalizzare i finanziamenti su quelle aree in cui è possibile produrre il massimo valore
aggiunto europeo.
La Commissione propone una
dotazione finanziaria di 17,5 miliardi
di euro per il quinquennio 20022006, che rappresenta un aumento
del 17 per cento rispetto al Programma quadro precedente. Questo aumento è giustificato per via
del crescente ritardo dell’Europa
nella spesa per la ricerca (1,8% del
PIL) rispetto ai suoi maggiori concorrenti, gli Stati Uniti (2,7%) e
Giappone (3,1%)(1).
Il problema non si limita agli
importi spesi per la ricerca in
Europa. L’Europa deve diventare
“l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica
esistente al mondo”. Questo è l’obiettivo fissato dal Consiglio di
Lisbona del marzo 2000. Occorre
quindi affrontare l’attuale frammentazione delle attività di ricerca.
“In un contesto di difficoltà di
bilancio, con i vincoli della globalizzazione e gli obiettivi dell’allargamento, è indispensabile e urgente
dividere le risorse e coordinare le
attività in modo più efficace”, ha
sottolineato Busquin.
Focalizzare le attività
Il nuovo Programma quadro si
concentrerà su un numero limitato
di aree di ricerca prioritarie, definite
in seguito a una consultazione a
tutto campo. Le sette aree prioritarie sono:
" la genomica e la biotecnologia
per la salute
" le tecnologie della società dell’informazione
" le nanotecnologie, i materiali
intelligenti e i nuovi processi produttivi
" l’aeronautica e lo spazio
" la sicurezza alimentare e i rischi
sanitari
" lo sviluppo sostenibile e il cambiamento climatico
" i cittadini e la governance
La struttura complessiva del programma comprende tre principali
blocchi di attività, che riflettono i
principali obiettivi dello Spazio
europeo della ricerca: “integrare la
ricerca”, “strutturare lo Spazio europeo della ricerca” e “rafforzare i fondamenti dello Spazio europeo della
ricerca”. La Commissione intende
anche alleggerire le procedure
amministrative introducendo nuovi
metodi di finanziamento. Il sostegno ai progetti che rientrano nei
temi prioritari sarà fornito tramite:
" le reti di eccellenza: programmi
comuni di attività tra gli enti di
ricerca nazionali e regionali,che portino all’intensificazione dei collegamenti e alla creazione di ‘centri di
eccellenza virtuali’ su scala europea
" i progetti integrati: attività su
grande scala condotte da partenariati tra settore pubblico e privato,
che concorrano a mobilitare risorse
sufficienti su obiettivi precisamente definiti
" la partecipazione ai programmi di ricerca svolti congiuntamente da diversi Stati membri: il
primo impiego della possibilità
offerta dall’articolo 169 del trattato.
Saranno incoraggiati progetti di
più grandi dimensioni, che abbracciano periodi più lunghi, e ai consorzi sarà data maggiore flessibilità
per correggere gli obiettivi durante
il progetto, in modo da venire
incontro a nuove opportunità ed
esigenze di ricerca. Sarà data particolare attenzione a sviluppare le
risorse dell’Europa e a migliorarne
l’attrattiva come sede per ricerche
di massimo livello. In questa linea si
inseriscono: le azioni destinate a
sostenere una maggiore mobilità
dei ricercatori; l’incoraggiamento
dei giovani scienziati, tra cui specialmente le donne; e un particolare risalto alla cooperazione internazionale.
La promozione
dell’innovazione
Il bisogno di promuovere l’innovazione e il trasferimento di tecnologia in Europa è una componente
centrale nel nuovo Programma
quadro. Sotto la voce ‘Strutturazione dello Spazio europeo della
ricerca’, il tema ‘Ricerca e innovazione’ ha ricevuto uno stanziamento di 300 milioni di euro. Questo importo sarà utilizzato per
sostenere un’ampia gamma di attività destinate a stimolare l’innovazione, la diffusione dei risultati
della ricerca e la costituzione di
imprese a dominante tecnologica.
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NOTIZIE POLITICHE
L’innovazione è anche una considerazione centrale nel capitolo
‘Integrazione della ricerca’, i cui i
progetti dovranno includere attività destinate a promuovere il trasferimento e lo sfruttamento efficace della conoscenza prodotta. Le
piccole e medie imprese (PMI) continueranno a beneficiare di misure
speciali. Almeno il 15 per cento del
bilancio dei progetti tematici sarà
riservato alle PMI (nel programma
precedente a questa stessa voce
era riservato il 10 per cento). Sono
state sviluppate, inoltre, specifiche
attività di ricerca, destinate ad aiutare le PMI a dare impulso alla loro
capacità tecnologica.
Infine, con riferimento alla terza
voce, ‘Rafforzamento del fondamento dello Spazio europeo della
ricerca”, sarà dato sostegno alle attività volte a sostenere la ricerca e le
politiche destinate a stimolare l’innovazione, sia a livello nazionale sia
a livello europeo. In questo quadro
si iscrive il sostegno all’analisi comparativa delle politiche e alle attività volte a migliorare l’ambiente
normativo e amministrativo in cui
si svolge l’innovazione.
La proposta della Commissione
sarà discussa al prossimo Consiglio
della Ricerca il 26 giugno. Il testo
finale dovrebbe essere adottato
entro l’estate dell’anno prossimo. Il
P R O G R A M M A
primo invito a presentare proposte
nell’ambito del nuovo Programma
dovrebbe essere pubblicato entro
●
la fine del 2002.
(1) Comunicazione della Commissione
‘Verso uno spazio europeo della ricerca’,
COM(2000)6 del 18 gennaio 2000.
Info
• M. Claessens, Commissione europea
DG Ricerca
Unità Comunicazioni
Tl. +32 2 295 99 71
Fx. +32 2 295 82 20
[email protected]
• Il testo della proposta della Commissione, insieme con
ulteriori informazioni sul dibattito relativo al Programma
quadro, si trova all’indirizzo
http://www.cordis.lu/rtd2002/fp-debate/cec.htm,
e sul sito della DG Ricerca, all’indirizzo
http://europa.eu.int/comm/research/index_en.html
Q U A D R O
Ricerca UE. Un valore aggiunto?
In questi ultimi anni, l’addizionalità è diventata un criterio centrale per
valutare il ruolo dei programmi di ricerca e sviluppo finanziati da fondi
pubblici. Ma per valutare l’impatto dell’intervento dell’Unione europea è
importante evitare un’applicazione semplicistica di questo concetto.
I
l concetto dell’addizionalità è stato sviluppato inizialmente all’inizio degli anni
Ottanta per aiutare a giustificare il
sostegno pubblico alla ricerca condotta nel settore privato. Lo scopo
consisteva nel dimostrare che i
fondi pubblici non sostituivano gli
investimenti aziendali nella ricerca
e sviluppo, ma che in qualche
modo erano un’aggiunta a questi.
Terttu Luukkonen, amministratrice del gruppo VTT per gli studi
tecnologici, in Finlandia, ha condotto una ricerca approfondita sul
ruolo dei Programmi quadro per la
ricerca attuati dall’UE nel sostegno
alle azioni di ricerca delle imprese,
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
puntando particolarmente l’attenzione sul concetto di addizionalità.
Ella afferma che l’uso che si fa
attualmente dell’addizionalità si
basa su ipotesi semplificate e non
valuta adeguatamente l’impatto
dei programmi pubblici.
Lavoro banale?
Luukkonen ha messo a punto
una classificazione dei programmi
pubblici di ricerca basata su una
valutazione incrociata del ‘valore
strategico’ e della ‘addizionalità’ che
essi presentano (v. tabella). La
ricerca ‘ideale’ è definita come un’opera strategicamente importante
che non verrebbe attuata senza
l’intervento di fondi pubblici, per
ragioni di incertezza, di rischio o di
costo. In tal caso, il valore aggiunto
del sostegno pubblico è chiaro. La
ricerca che le imprese non considerano strategicamente abbastanza
importante da essere svolta senza
finanziamenti esterni è detta,
invece,‘banale’.
Luukkonen sottolinea che i progetti a lungo termine sono spesso
considerati “banali” perché i loro
risultati commerciali sono incerti.
Ella afferma, tuttavia, che questi
progetti banali possono risultare, di
fatto, strategicamente importanti e
possono dimostrarsi essenziali per
espandere l’insieme delle ● ● ●
“Il valore nascosto degli
effetti immateriali” - Terttu
Luukkonen, Gruppo VTT
per gli studi tecnologici.
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NOTIZIE POLITICHE
Valore
strategico
alto
Addizionalità
basso
alto
basso
Ideale
Banale
Sostituzione
Marginale
Classificazione del sostegno alla RST in base all’addizionalità e al valore
strategico.
●●●
nostre conoscenze.“Si tratta spesso
di progetti che creano nuove capacità, che possono aprire nuovi settori di attività economica”, spiega.
“Se la politica di ricerca mette
troppo in risalto l’addizionalità
ideale, si rischia di andare incontro
a una pericolosa tendenza al breve
termine”.
I vantaggi delle reti
Un’indagine condotta tra i partecipanti al Terzo programma quadro
e al Quarto programma quadro(1) fa
pensare che vi sia un livello relativamente alto di progetti ‘ideali’ dal
punto di vista dell’addizionalità: il
R I S O R S E
45% dei soggetti industriali che
hanno risposto all’indagine non
avrebbe avviato i lavori senza il
sostegno dell’UE e ritiene che i
lavori condotti abbiano avuto
grande importanza strategica.
Ma la categoria ‘banale’e quella di
‘sostituzione’ possono nascondere
importanti aree di valore aggiunto
europeo, il quale, più che nei risultati
stessi della ricerca, risiede negli
effetti tangibili derivanti dall’appartenenza a una rete, dalla collaborazione transnazionale e dalla massa
critica. Il 33 per cento dei soggetti
industriali che hanno risposto al
sondaggio ha dichiarato che
avrebbe condotto la ricerca comunque, ma con un bilancio inferiore,
con obiettivi meno ambiziosi, con
meno partner e in tempi più lunghi.
Questi risultati sono confermati da
un recente studio della politica di
innovazione, intitolato ‘European
Innovative Enterprises’(2), dal quale
risulta che spesso le imprese valutano la partecipazione ai progetti
UE più come un mezzo per ampliare
la loro rete di contatti tecnici e commerciali che come una base per la
ricerca di per sé.
Luukkonen conclude che il
valore aggiunto della ricerca europea non risiede necessariamente
nel finanziamento delle ricerche
che altrimenti non sarebbero eseguite, ossia nella semplice ‘addizionalità’. Ma può derivare, invece,
dalla capacità di cambiare il modo
in cui si conduce la ricerca in
●
Europa.
(1) Five-Year Assessment of the European Union Research and Technological
Development Programmes, 1995-1999,
Allegato III. Le relazioni sono disponibili all’indirizzo
http://www.cordis.lu/fp5/5yr_reports.htm
(2) EUR 17024 - la relazione può
essere ottenuta mediante richiesta scritta
a [email protected]
Info
Dr T. Luukkonen, Gruppo VTT per gli studi tecnologici
Tl. +358 9 456 4185
Fx. +358 9 456 7007
[email protected]
U M A N E
Tassare meno,
far funzionare l’innovazione
L’industria europea occupa pochi ricercatori. Una relazione dell’ETAN
avverte che questa situazione può peggiorare con l’intensificarsi della
domanda mondiale di personale di ricerca. L’Europa deve fare di più per
incoraggiare la diffusione e il consolidamento di una risorsa indispensabile alla realizzazione di un’economia basata sulla conoscenza.
L
a rete ETAN(1), finanziata
dalla Commissione, promuove il dibattito in Europa tra
ricercatori, in campo scientifico e
tecnologico, e i responsabili delle
scelte politiche. Nella relazione
pubblicata recentemente da un
gruppo di esperti ETAN sotto il
titolo ‘Report on the promotion of
employment in research and innovation through indirect measures’(2) vengono presi in esame i programmi di credito d’imposta per la
ricerca industriale.
6
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
Il ‘paradosso europeo’ di cui
spesso si parla – la scarsa conversione dell’eccellenza scientifica in
prodotti commerciali – suscita crescente preoccupazione. Nell’Unione europea, i ricercatori dell’industria rappresentano solo lo 0,2%
della forza lavoro, al confronto
dello 0,6% negli Stati Uniti. Questo
organico, inoltre, cresce molto
meno che negli USA, dove entro il
2006 l’aumento dei finanziamenti
riservati alla scienza farà salire la
domanda del 40 per cento. Questo
aumento – equivalente al totale
degli addetti della ricerca nell’UE –
sarà un potente richiamo per la
migrazione di competenze oltreoceano, dove l’Unione europea investe già molto nella ricerca(3).
Le future leve di laureati riusciranno appena a coprire i bisogni dell’Europa. Se l’Europa deve diventare
una ‘economia della conoscenza’ di
prima grandezza, occorre urgentemente una risposta politica, si
afferma nella relazione. In questa si
propongono provvedimenti fiscali
volti a diminuire i costi per le
imprese che occupano personale di
questo tipo.
Proposte su più livelli
Dall’analisi delle migliori pratiche estesa a livello mondiale
emerge una varietà di proposte
riguardanti le politiche di crediti
d’imposta per la ricerca, concessi a
livello europeo, nazionale e regionale. La flessibilità è essenziale per
far sì che gli incentivi siano adattati
alle esigenze regionali – una carat-
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NOTIZIE POLITICHE
teristica importante considerate le
disparità regionali e l’allargamento.
" A livello europeo, l’ETAN propone la divulgazione e la promozione delle migliori pratiche nelle
regioni meno sviluppate, per incoraggiare la costituzione di reti e la
fecondazione incrociata. Il gruppo
suggerisce anche la riduzione delle
aliquote IVA negli Stati membri
come incentivo per migliorare il
clima degli investimenti.
" A livello nazionale, tra le possibilità figurano le sovvenzioni dirette, i
crediti di imposta sui profitti e i crediti di imposta sui costi di personale. Questa ultima formula è indicata come particolarmente benefica per le nuove PMI ad alto
contenuto tecnologico, durante la
fase iniziale, che non produce profitti. Si raccomanda una molteplicità di programmi, adattabili alle
particolari esigenze regionali e settoriali e sostenuti da misure com-
plementari come il riporto dei crediti e i tassi differenziati per le
regioni meno progredite.
" Per le regioni, la relazione presenta tipologie di promemoria per
le imprese e le amministrazioni, che
sostengono la scelta di strategie
adeguate per le industrie regionali.
È messa in evidenza la capacità che
hanno le grandi imprese che fanno
uso intensivo di R&S e le università
di una determinata regione a trainare la costituzione di reti orizzontali. Dovrebbero essere prese di
mira specialmente le PMI ritardatarie appartenenti ai settori tradizionali: può bastare assumere un solo
laureato brillante per produrre un
impatto sulla diffusione delle nuove
pratiche in questo tipo di imprese,
liberando un potenziale di crescita.
Occorre l’impegno
“Occorre un forte impegno a
livello nazionale, e il sostegno del-
l’Unione europea, per far sì che
questi programmi si traducano in
vera innovazione e in creazione di
ricchezza”, sottolinea Bill Wicksteed,
relatore del gruppo di lavoro. Una
raccomandazione finale riguarda
l’incoraggiamento degli aspetti più
ampi che si presentano nelle fasi
successive. In futuro l’obiettivo non
dovrebbe limitarsi semplicemente
alla ricerca, ma riguardare la ricerca
●
e l’innovazione.
(1) European Technology Assessment
Network.
(2) ISBN 92-828-8001-X.
(3) V. ‘Il successo porta al successo’,
fascicolo 3/00.
Il relatore del gruppo di
lavoro ETAN, Bill Wicksteed.
Info
Segreteria ETAN
Tl. +32 2 295 6419
Fx. +32 2 295 8865
[email protected]
http://www.cordis.lu/etan/
I DIRITTI DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE PER IL SOFTWARE
Domanda di brevetto in corso?
Le attuali leggi europee sulla brevettazione del software sono al tempo
stesso incoerenti e opache. La consultazione aperta dalla Commissione
europea in preparazione di una nuova direttiva dedicata a questo tema
ha innescato un dibattito animato. Ma occorre veramente cambiare la
normativa attuale, o basta semplicemente spiegarla?
L
o scopo di un sistema di
brevettazione consiste nell’
ottimizzare i benefici per la collettività derivanti dall’attività inventiva.
Per esempio, senza l’incentivo di un
monopolio temporaneo sulla vendita di nuovi farmaci, le società farmaceutiche non investirebbero
miliardi di dollari in programmi di
ricerca il cui esito è sempre incerto.
In cambio di questo monopolio,
esse devono pubblicare la descrizione approfondita della loro
invenzione, che consente agli altri
di continuare la ricerca basandosi
sui risultati più avanzati.
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
Se il sistema di brevettazione è
ben concepito e ben amministrato,
vi è guadagno per tutti.
Attraverso lo specchio
Ma nel campo relativamente
nuovo e in rapido cambiamento
del software le cose non sono
altrettanto semplici. La competitività e l’innovazione dipendono
dalla possibilità che i nuovi arrivati
possano proteggere la loro proprietà intellettuale, che può risiedere in una serie di linee di codice
di programma o in un prodotto fisicamente identificabile. Alcuni
ritengono, peraltro, che i brevetti
sul software soffochino l’innovazione rendendo troppo facile a chi
arriva per primo acquisire una posizione dominante in un nuovo
campo, grazie agli effetti di rete che
caratterizzano questo mercato (se
tutti i clienti usano una determinata soluzione e-business, il fornitore è di fatto obbligato ad adottare la stessa soluzione).
Gli avversari della brevettazione
affermano anche che una maggiore protezione non è necessaria.
E adducono il successo di prodotti
‘open source’ come Linux a riprova
della possibilità di innovare senza
tale protezione. Ma il brevetto sul
software potrebbe contribuire alla
creazione di nuove imprese, ed è
sicuramente più probabile che gli
investitori di capitale di rischio
investano in una società software
dotata di una solida posizione brevettuale. L’Europa, inoltre, potrebbe
essere svantaggiata dalle differenze tra le sue norme sulla brevettabilità e quelle degli Stati Uniti. Le
imprese europee potrebbero
essere meno portate a proteggere
le loro innovazioni negli Stati Uniti,
dato che non possono farlo nel loro
mercato nazionale.
●●●
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NOTIZIE POLITICHE
Gli avversari della brevettazione
del software sono convinti che
i brevetti soffocheranno
l’innovazione.
●●●
Agire secondo
le regole
La definizione precisa di cosa sia
brevettabile è un tema fondamentale che deve essere risolto dalla
prossima direttiva. La Convenzione
sul brevetto europeo esclude esplicitamente i metodi aziendali e i programmi informatici ‘in quanto tali’, a
differenza della legge brevettuale
statunitense, in virtù della quale
entrambi sono brevettabili. Tuttavia, le norme della CBE consentono
di brevettare un prodotto contenente un programma informatico, a
condizione che abbia ‘carattere tecnico’ e che sia al tempo stesso
nuovo e inventivo. In determinate
circostanze la giurisprudenza recente permette persino di brevettare i programmi stessi.
La convinzione diffusa per cui in
Europa il software non sia brevettabile è quindi infondata. Migliaia di
brevetti sono stati concessi dagli
uffici brevetti nazionali e dall’Uffi-
Info
• M. Schiemann, Commissione europea
DG Imprese
Direzione Innovazione
Politica per l’innovazione
Tl. +352 4301 33353
Fx. +352 4301 34129
[email protected]
• A. Howard, Commissione europea
DG Mercato interno
Direzione Servizi, commercio elettronico, proprietà
intellettuale e industriale e media
Proprietà industriale
Tl. +32 2 299 5481
[email protected]
8
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
cio europeo dei brevetti. Ma l’applicazione pratica delle regole CBE
varia notevolmente da uno Stato
membro all’altro. La confusione
che ne risulta ha scoraggiato l’uso
della protezione brevettuale da
parte degli editori di software
europei, specialmente le piccole e
medie imprese (PMI).
Secondo una recente relazione(1),
nella sola Germania 175 mila progettisti software operanti in oltre 20
mila società hanno aggiunto valore
per oltre 50 milioni di DEM. La questione, quindi, è rilevante. Lo scorso
autunno, la Direzione generale del
Mercato interno della Commissione
europea, ha condotto un’operazione
di consultazione volta a informare
sulla nuova direttiva, con la quale ci
si propone di eliminare l’ambiguità e
l’incertezza giuridica(2).
Il bisogno di armonizzare le leggi
sulla brevettabilità del software su
tutto il territorio comunitario è evidente. Ma questa armonizzazione
deve essere basata sulle attuali
norme della CBE? Oppure deve
adottare un atteggiamento più lassista, alla maniera della legislazione
americana, o deve irrigidire le
attuali esclusioni? Le reazioni dell’industria, della comunità software
e di altri soggetti mettono in evidenza pareri nettamente contrastanti. La posizione della Commissione si baserà su un’analisi
approfondita di questi desiderata.
Alcuni aspetti di questo tema
saranno discussi alla conferenza
Patinnova 2001, che si svolgerà a
Cardiff in ottobre(3).
l’immissione sul mercato, sulla
codifica e altri mezzi tecnici, e sulla
protezione molto più labile offerta
dal copyright. Gli ostacoli principali
che impediscono un uso più esteso
del sistema brevettuale da parte
delle PMI sono la complessità della
domanda di brevetto e i relativi
costi per introdurla, nonché i successivi costi per difendere il brevetto stesso. Molti ritengono che la
tecnologia cambi a un ritmo così
rapido che il tempo richiesto per
presentare una domanda di brevetto sia meglio dedicarlo allo sviluppo del prodotto successivo. Essi
non sono neanche convinti che un
brevetto possa offrire un qualsiasi
vantaggio concorrenziale rispetto
alle grandi società di fama consolidata.
Lo studio ha messo in luce una
diffusa ignoranza e confusione sulla
situazione attuale della brevettabilità del software. La conclusione è
che le autorità pubbliche dovrebbero intensificare gli interventi volti
a migliorare la consapevolezza dei
diritti di proprietà intellettuale
presso le PMI. Gli stessi autori dello
studio hanno preparato una nuova
guida, intitolata ‘Your Software, and
How to Protect It’, in cui sono presentati in termini accessibili i temi e
●
le possibilità di scelta(4).
Paura, incertezza
e dubbio
(1) ‘Analisi e valutazione dell’industria
dello sviluppo software in Germania’, a
cura del Fraunhofer Institute ISI, disponibile in tedesco all’indirizzo
http://www.dlr.de/IT/IV/Studien/
evasoft_abschlussbericht.pdf
(2) Il documento relativo alla consultazione, intitolato ‘The economic impact of
patentability of computer programs’,
insieme con molte delle reazioni che ha
suscitato, è disponibile all’indirizzo
http://europa.eu.int/comm/internal_
market/en/intprop/indprop/index.htm
(3) Maggiori informazioni sulla conferenza Patinnova saranno presto disponibili all’indirizzo
http://www.cordis.lu/patinnova99/
home.html
(4) Lo studio sulle PMI e la protezione
del software, e l’opuscolo di sensibilizzazione di cui è corredato, possono essere
richiesti a Manfred Schiemann, presso la
Commissione europea (v. Info).
Parallelamente, la DG Imprese
della Commissione, ha condotto un
proprio studio sulla protezione brevettuale dei programmi informatici. Esso ha esaminato: in che modo
le società di software, e le PMI in
particolare, proteggono attualmente la loro proprietà intellettuale; le ragioni per cui esse impiegano queste strategie; e la loro consapevolezza e comprensione di
queste scelte.
Una relazione conferma che le
PMI brevettano raramente il software, e fanno invece affidamento
sulla segretezza, sulla rapidità del-
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NOTIZIE POLITICHE
N O R M A L I Z Z A Z I O N E
Le norme all’insegna
dell’innovazione
I testi sulle norme e i regolamenti possono non essere una delle letture più
stimolanti, ma uno studio recente ha scoperto che essi svolgono un ruolo
importante nella diffusione delle nuove tecnologie sul mercato, e che questo
meccanismo offre un contributo significativo alla crescita economica.
L
e norme svolgono un
ruolo importante per
garantire la sicurezza e migliorare
la qualità. È raro, però, che vengano
viste come fonte di innovazione.
Uno studio sui vantaggi economici
della normalizzazione, condotto
dall'Istituto Fraunhofer per la
ricerca sui sistemi e l'innovazione
(ISI) di Karlsruhe, mette in evidenza
che la normalizzazione non solo
contribuisce alla crescita economica nazionale, ma aumenta anche
la competitività internazionale. La
ricerca è stata sostenuta dagli istituti di normalizzazione di Germania, Austria e Svizzera nonché dal
ministero federale degli Affari economici e da alcune grandi società
tedesche.
Nella loro valutazione, i ricercatori dell'ISI, insieme con il Politecnico di Dresda, hanno condotto un
sondaggio su 700 imprese di vari
settori, e hanno esaminato le statistiche e la crescita globale. Gli
autori dello studio hanno esaminato molti potenziali fattori che
contribuiscono alla crescita nel settore imprenditoriale, compresa la
scala di produzione, i capitali
impiegati, i brevetti e le licenze
estere concesse, e l'insieme delle
norme e dei regolamenti tecnici.
Essi hanno scoperto che nel
periodo 1960-96, l'1 per cento del
prodotto interno lordo della Germania e un terzo della sua crescita
economica sono attribuibili alle
norme.
"Le norme sono almeno altrettanto importanti dei brevetti",
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
afferma il responsabile del progetto dell'ISI Knut Blind. "Esse fungono da catalizzatore per la diffusione delle innovazioni sul mercato". Lo studio ha scoperto una
netta correlazione tra le domande
di brevetto e i nuovi regolamenti
tecnici, specialmente nei campi
innovativi.
Anticipare il gioco
Occorrono almeno cinque anni
prima che una norma sia concordata con l'industria ed entri in
vigore. Nei settori in rapida evoluzione, come l'informatica e le telecomunicazioni, una norma diventerebbe obsoleta in tempi molto più
brevi. Al vertice di Lisbona, nella
primavera 2000, il Consiglio europeo ha chiesto alla Commissione di
semplificare l'ambiente normativo
e di introdurre metodi più flessibili
per tenere il passo con i cambiamenti tecnologici.
Il commissario incaricato per le
Imprese e la Società dell'informazione, Erkki Liikanen, ha descritto i
possibili meccanismi semplificati,
in un intervento presentato a una
conferenza sui modelli normativi
alternativi, svoltasi a Bruxelles nel
febbraio 2001. Tra questi figurano
l'autoregolamentazione dell'industria, gli accordi negoziati tra settore pubblico e privato, e la coregolamentazione - il metodo alternativo che applica il rigore legislativo
alla flessibilità dell'autoregolamentazione. "Un accordo negoziato
può essere attuato in modo molto
più rapido e flessibile nonostante la
La normalizzazione che conduce
all’innovazione: cellulari GSM
d’avanguardia prodotti dalla
Ericsson.
rapida avanzata delle innovazioni
tecnologiche", afferma Liikanen.
"Un problema dell'autoregolamentazione informale è la mancanza di trasparenza", osserva Blind.
"Non si sa che cosa viene concordato all'interno dei consorzi industriali".Tuttavia,poiché i settori industriali collaborano per istituire le
proprie norme nell'ambito di organizzazioni di sviluppo formale della
normalizzazione, vi è una crescente
tendenza a pubblicare. Un primo
esempio di questo meccanismo è la
norma GSM, che permette di usare i
cellulari in tutta Europa. Questa
norma è stata istituita rapidamente
dall'Istituto europeo per le norme di
telecomunicazione (ETSI). Blind
ritiene, infatti, che l'uso crescente
delle norme e regolamentazioni
europee finirà per ridurre l'utilità
●
delle norme nazionali.
Info
K. Blind, Fraunhofer ISI
Tl. +49 721 6809
[email protected]
http://www.isi.fhg.de/
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P R O G E T T I
I N N O V A T I V I
Questioni concrete
Restringendo l’attenzione alle questioni tecniche si corre il rischio di
ignorare gli ostacoli di natura più ampia che si frappongono
all’innovazione. La collaborazione efficace tra gli operatori è il fattore
decisivo. Affrontando gli ostacoli organizzativi e sociali si libera il
potenziale innovativo. Lo dimostrano gli oltre 400 partecipanti ai progetti
innovativi, appartenenti alle categorie più varie.
I
Il programma
Innovazione/PMI
in sintesi
Il programma ’Innovazione e partecipazione delle PMI’, che fa
parte del Quinto programma
quadro, promuove l’innovazione
e incoraggia la partecipazione al
programma quadro da parte
delle piccole e medie imprese
(PMI). Direttore del programma è
Giulio Cesare Grata (Direzione
per l’Innovazione, DG Imprese).
Info
Politica dell’Innovazione
Fx: +352 4301 34129
Progetti e metodologie
Fx: +352 4301 32100
Reti e servizi
Fx: +352 4301 32779
Comunicazione e azioni di
sensibilizzazione
Fx: +352 4301 35389
Risorse
Fx: +352 4301 33389
Ricerca e PMI
Fx: +32 2 2954361
Home Page
http://www.cordis.lu/
innovation-smes/home.html
10
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
l concetto di ‘innovazione’
suscita generalmente l’immagine della nuova tecnologia che
passa dal mondo della ricerca alla
sfera commerciale, per produrre
benefici nel mondo reale. Ma, come
spiega Guido Haesen, della Commissione europea: “Questo modello
lineare, in cui il fornitore di tecnologia operante in uno Stato membro
approvvigiona gli utenti finali di
altri Stati, non fa molto per migliorare la capacità generale di produrre innovazione”. Tradizionalmente gli interventi a sostegno del
trasferimento di tecnologia sono
stati concentrati sulle questioni tecniche ‘concrete’. Essi hanno anche
avuto la tendenza ad interessarsi
solo delle organizzazioni che prendono parte direttamente allo stesso
trasferimento di tecnologia.
L’importanza degli ostacoli di
natura non tecnica, più ‘sfumati’, che
un tempo erano percepiti come
estranei e persino irrilevanti, viene
sempre più riconosciuta. In realtà, il
processo di innovazione riguarda
una gamma molto più vasta di
organizzazioni oltre a quelle direttamente coinvolte. L’innovazione
riguarda le persone, non solo la tecnologia. L’atteggiamento e la creatività saranno sempre fattori preponderanti in questo processo.
Le ‘piattaforme’ per
il trasferimento di
tecnologia
La linea di azione ‘Nuovi metodi
per il trasferimento di tecnologia’(1)
del programma Innovazione e PMI
ha abbandonato progressivamente
la tradizionale percezione lineare a
favore del metodo sistemico. A partire dal Quarto programma quadro
per la ricerca, il sostegno è stato
sempre più indirizzato alle strutture di innovazione complesse, con
l’intenzione di istituire una cultura
all’interno delle organizzazioni
partner volta a individuare e affrontare i probabili ostacoli.
Numerosi ostacoli di natura non
tecnica possono frapporsi all’efficacia del trasferimento e dell’adozione
delle tecnologie. Tra questi figurano
la capacità di gestione insufficiente,
la comunicazione inefficiente e la
scarsa comprensione delle esigenze
degli utenti finali. “Sono un grave
problema anche l’assenza di strategie a lungo termine e la mancanza
di reattività al cambiamento”, continua Haesen. I progetti che hanno
affrontato sistematicamente queste
difficoltà parallelamente all’attività
tecnica convenzionale hanno ricavato notevoli benefici pratici dal
punto di vista della rapidità, della
portata e della sostenibilità delle
innovazioni prodotte.
Nel Quinto programma quadro,
sono stati fissati obiettivi ancora
più ambiziosi. La priorità è stata
assegnata alla costituzione e allo
sviluppo di apposite ‘piattaforme’
destinate a facilitare l’affermazione
dell’innovazione - non solo all’interno delle regioni, dei settori e
delle filiere produttive, ma anche
trasversalmente rispetto alle frontiere che tradizionalmente separano queste divisioni.
Tutto ciò interessa organizzazioni che potrebbero non aver mai
immaginato prima di appartenere
al sistema dell’innovazione. Coinvolgere gli utenti, le autorità pubbliche, i sindacati e altre organizzazioni senza scopo di lucro può fungere, infatti, da catalizzatore del
cambiamento. Il bisogno di una
ricerca efficiente resta una componente centrale dell’innovazione. Ma
come indica chiaramente la comunicazione della Commissione europea intitolata L’innovazione in
un’economia fondata sulla conoscenza(2), la ricerca da sola non
basta. Conformemente a questo
parere, i progetti innovativi del
Quinto programma quadro hanno
obiettivi più vasti.
Uniti da problemi
comuni
Come ulteriore meccanismo di
agevolazione, i progetti che hanno
problemi analoghi possono formare gruppi in cui sono riunite
varie organizzazioni e tecnologie. Il
trasferimento di tecnologia diventa
il veicolo per studiare e affrontare
gli ostacoli non tecnici concomitanti, e per sviluppare metodologie
e strutture volte a superarli.
L’ampio spettro di settori e competenze rappresentati tra i membri
del gruppo crea significative
opportunità di apprendimento
comune.“Vi sono tante conoscenze
racchiuse nelle imprese. Questo è
un modo per farle circolare”,
osserva Karin Pettersson, coordinatrice del progetto Rehabcon
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ORGANIZZAZIONE
(v. riquadro). Gli insegnamenti raccolti sulle metodologie e sui sistemi
possono essere divulgati a destinatari adeguatamente selezionati, e
non solo all’interno delle organizzazioni direttamente interessate o tra
queste organizzazioni stesse. La
stessa conoscenza e gli stessi strumenti possono essere trasmessi ad
altre reti, e in ambienti socioeconomici completamente diversi.
Pensiero pronto all’uso
Che tipo di temi comuni affrontano questi gruppi? Fondamentalmente essi hanno a che fare con
un’innovazione discontinua, piuttosto che progressiva. Essi stimolano una cultura volta a ‘pensare
diversamente’ sia per le politiche
che per i processi.
Inoltre, essi promuovono la creazione di infrastrutture di innova-
zione intra aziendali o interaziendali ad alto livello, sviluppando
competenze che consentono alle
imprese di crescere in nuove
dimensioni. Si possono discernere
provvisoriamente quattro dimensioni dell’innovazione, al fine di
situare i progetti nell’ambito dei
sistemi di innovazione: ‘adattamento’, ‘anticipazione’, ‘facilitazione’
e ‘organizzazione’ (v. figura).
I progetti di adattamento estendono lo sfruttamento commerciale
di tecnologie preesistenti, affrontando ostacoli comuni che ne
impediscono l’affermazione e l’adozione. Questi consorzi si concentreranno sui cambiamenti graduali
e sull’espansione delle loro conoscenze codificate. I progetti di anticipazione, invece, studiano le condizioni esistenti per l’introduzione
di nuovi prodotti o per lo sviluppo
ADATTAMENTO
FACILITAZIONE
ANTICIPAZIONE
Fonte: F. Fernandez, J-C. Venchiarutti
e G.Haesen, Commissione europea
di nuovi mercati, aumentando le
competenze interne all’azienda
mediante la codificazione delle
conoscenze tacite.
Ogni progetto, considerato
come ‘sistema di innovazione’,
oscilla tra l’adattamento delle competenze esistenti e l’anticipazione
dei futuri sviluppi nell’ambito dei
rispettivi settori e al di là di questi.
Se occorre un cambiamento per
aiutare l’innovazione, la facilitazione e l’organizzazione ● ● ●
(1) Cfr. ‘L’innovazione si diffonde’,
fascicolo 3/00.
(2) COM(2000) 567 def. Il testo completo della comunicazione è stato pubblicato nell’edizione speciale di novembre
di Innovazione & Trasferimento
Tecnologico. Può essere scaricato anche
dall’indirizzo http://www.cordis.lu/
innovation-smes/communication2000/
home. html
‘Organizzazione’: il progetto Rehabcon
Il progetto Rehabcon(1) fa parte della piattaforma intitolata ‘trasformazione degli ostacoli in opportunità’, che affronta i principali
ostacoli creati dalla conoscenza limitata o
dalla mancanza di partecipazione degli stessi
soggetti che più probabilmente saranno interessati dall’innovazione. Preso atto della naturale riluttanza dell’industria ad abbracciare il
cambiamento, il consorzio si è prefissato di
‘adattare’ la conoscenza delle tecniche disponibili per la riparazione e la manutenzione
delle strutture in cemento.
Le istanze ambientali emerse in tutto il territorio comunitario e la ricerca di sostenibilità
già fanno sì che quasi la metà delle attività del
settore edile consistano nella riparazione o
trasformazione di strutture esistenti. E si prevede che questa proporzione aumenti ulteriormente negli anni a venire. Per le nuove
strutture esistono diverse norme, ma non si
può dire altrettanto per le strutture preesistenti. Chi è responsabile per le strutture in
cemento dovrà trovare migliori strategie per
la manutenzione e la trasformazione.
Mediante l’elaborazione di orientamenti
per affrontare questo problema, i partecipanti
al progetto stanno tentando di intensificare la
partecipazione degli altri operatori, poiché
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
vedono questi aspetti organizzativi come una
parte centrale del processo risolutivo.
Per esempio, è già emerso che il solo miglioramento dei metodi di valutazione non può
garantire l’adozione dei cambiamenti raccomandati. I proprietari di strutture in cemento
si preoccupano principalmente delle conseguenze economiche e commerciali delle loro
strategie per la gestione a lungo termine di
questo patrimonio. Per facilitare il trasferimento e l’applicazione delle conoscenze relative alle tecnologie disponibili per la riparazione delle opere in cemento, gli utenti finali
hanno bisogno anche di orientamenti pratici
supplementari, che li aiutino a capire che cosa
è disponibile.
È fondamentale sapere quando occorre
effettuare una riparazione, spiega il coordinatore di progetto Karin Pettersson, dell’Istituto
svedese di ricerca per il cemento e il calcestruzzo. “Gli utenti devono essere in grado di
selezionare il metodo più idoneo, mediante un
sistema definito di criteri prestazionali.Noi integriamo tutte le possibilità in uno strumento
che indica quando occorre effettuare una riparazione e quale metodo si dovrebbe utilizzare”.
Il risultato è che chi sostiene i costi delle
opere di rinnovamento sa che i si è tenuto
conto dei suoi interessi. In tal modo, gran parte
della sua resistenza al cambiamento svanisce.
(1) Progetto IPS-2000-0063: strategia per la manutenzione e il restauro delle opere in cemento.
Info
K. Pettersson, CBI
Tl. +46 8 696 11 36
Fx. +46 8 24 31 37
[email protected]
http://www.innovationshowcase.net/index_ie.htm
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●●●
offrono un’impostazione complementare.
La facilitazione vale per le iniziative che danno impulso a questo
processo stimolando attivamente i
cambiamenti necessari nel più
vasto ambiente socioeconomico.
Quando il cambiamento stesso
richiede la gestione, l’interesse
comune è l’organizzazione: i partenariati di cooperazione e i collegamenti con altre competenze
sono fattori essenziali per costruire
una forte cultura dell’innovazione.
Una concatenazione di
benefici
Via via che il concetto di ‘sistemi
di innovazione’ viene accettato più
diffusamente,si crea una solida base
di trasferimento di conoscenza efficiente e continua. Questa, a sua
volta, contribuirà a produrre com-
portamenti di progresso innovativo
continuo in seno alle imprese. La
comprensione approfondita del
modo in cui agiscono i vari fattori
limitanti condurrà a strumenti e
metodologie di applicazione generale atti a superare gli ostacoli.
Infine, impegnando i maggiori componenti del sistema di innovazione,
il modello si autosostiene, incoraggia la ripetizione e riproduzione su
un fronte più ampio.
“I progetti innovativi rappresentano un banco di prova per dimostrare che lo scambio di cono-
scenze, lungi dal diminuire la competitività commerciale, può produrre notevoli benefici sui mercati
●
globali”, spiega Haesen.
Info
F. Fernandez, J.C. Venchiarutti,
G. Haesen, Commissione europea
DG Imprese
Direzione Innovazione
Progetti e metodologie
Fx. +352 4301 32100
[email protected]
http://www.cordis.lu/innovation-smes/src/projects.htm
Il pensiero pronto all’uso:
l’innovazione discontinua
richiede una cultura aperta
a nuove impostazioni.
‘Adattamento’: il progetto Enviredox
Come Rehabcon (v. riquadro precedente),
Enviredox(1) si occupa di adattare le conoscenze
esistenti alle capacità organizzative dei suoi
partner, sebbene in un contesto tecnologico
totalmente diverso. Questo progetto riguarda
il trattamento dei rifiuti e ha in comune il bisogno di accrescere il livello di partecipazione e
consapevolezza di interlocutori che hanno o
possono avere a che fare con l’innovazione.
Il trattamento dei rifiuti è un argomento
molto sensibile, particolarmente quando
comporta l’incenerimento, che è impopolare
in molte regioni. Vi è un diffuso atteggiamento favorevole, particolarmente nel settore
industriale, verso lo sviluppo di impostazioni
alternative rispetto a tutta la questione del
trattamento dei rifiuti. Ma mentre la valutazione tecnica può dimostrare i vantaggi di un
nuovo sistema, altri fattori possono essere
decisivi per decretarne la diffusione.
12
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
“Un’impostazione consultiva aiuterà
il principio sviluppato dal progetto
Enviredox a raggiungere l’applicazione
diffusa nelle normali attrezzature
elettrochimiche industriali.
L’accettabilità sociale e politica di qualsiasi
impostazione è importante in misura identica
alla sua idoneità tecnica e all’attrattiva che
rappresenta per l’industria. Ogni alternativa
individuata deve essere esaminata dal punto
di vista dei rischi, del rapporto tra costi e
benefici, e delle prestazioni. L’aspetto ‘adattamento’ dell’innovazione non deve ignorare la
necessità di accattivarsi una buona accoglienza da parte del pubblico.
La consultazione con le parti interessate nel
corso di una serie di forum appositamente
organizzati fornisce il modo di valutare l’accettabilità dei potenziali metodi di eliminazione. Da essa, inoltre, possono emergere insegnamenti a proposito della partecipazione
diretta del pubblico che saranno utili in altri
settori critici del trasferimento di tecnologia.
(1) Progetto IPS-2000-035: Attuazione tecnica e
metodologica di un BAT per il trattamento di residui
industriali speciali con le tecniche di depurazione dei
rifiuti urbani.
Info
M. Sanchez,
AIMME
Tl. +34 961 318 559
Fx. +34 961 318 168
[email protected]
http://www.innovationshowcase.net/index_ie.htm
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‘Anticipazione’: il progetto Esplanade
Lo scopo della piattaforma intitolata ‘L’impresa verso il futuro’, al quale appartiene questo
progetto, consiste nel fondere le esperienze
comuni relative all’integrazione delle prospettive strategiche a lungo termine espresse dalle
piccole e medie imprese (PMI). Per competere
efficacemente su mercati globali in rapido
mutamento, le PMI devono utilizzare procedure formali e sistematiche come base della
loro strategia di sviluppo.Gli strumenti esistenti
sono in gran parte troppo costosi per le PMI o
inadeguati alle loro esigenze particolari.
Spesso, il tempo e le risorse necessari per usarli
sono al di sopra dei mezzi di cui dispongono
imprese di queste dimensioni.
Un modo per aggirare il problema consiste
nel costituire alleanze strutturate, in cui una
varietà di partner immette ciascuna la propria
competenza specifica, in modo che tutti i
membri del gruppo traggano vantaggio dalla
fusione delle rispettive capacità. Come tutti i
progetti innovativi del Quinto programma
quadro, questa operazione può essere molto
aperta. Essa può interessare non solo le PMI
ma anche svariati altri tipi di organizzazioni.
Lo stesso progetto Esplanade(1) è aperto
esattamente in questo senso. Come spiega il
coordinatore del progetto, Jacquie Walton,
esso trasferisce al contesto civile la metodologia di pianificazione a ‘doppio impiego’ del
settore della difesa. “Le autorità militari sono
molto abituate ad occuparsi sia della pianificazione a lungo termine sia di quella a breve
termine. Tali autorità devono prendere decisioni basate su quanto ritengono possa essere
necessario trent’anni dopo. E al tempo stesso
si devono occupare delle esigenze immediate
dell’appoggio operativo in corso. Stiamo portando le stesse tecniche in uno spazio commerciale più ampio”.
L’esperienza del consorzio in fatto di pianificazione di scenari e ricerca di dati gli consen-
tirà di mettersi efficacemente in collegamento
con altri interlocutori competenti nel campo
delle PMI in settori di mercato di importanza
decisiva. In tal modo, i partner del progetto
sperano di ottenere una visione strategica
degli sviluppi in aree di grande rilevanza
socioeconomica come la medicina e i prodotti
farmaceutici, la biotecnologia, l’energia rinnovabile, la gestione dei rifiuti, il trattamento
delle acque, la robotica e i tessili.
(1) Progetto IPS-2000-0028 - Valorizzazione della
competenza nella pianificazione degli scenari e nella
ricerca di dati.
Info
Info
Dr J. Walton, CDA Sea/Air,
Tl. +44CDA
1252
39 6090
J. Walton,
Sea/Air,
Fx. +44 1252 39 2028
Tl. +44
1252 39 6090
[email protected]
http://www.innovationshowcase.net/index_ie.htm
‘Facilitazione’: progetto sulle competenze regionali
Il progetto(1) è l’ampliamento europeo di un’iniziativa collaudata con successo in Svezia. In
questo paese l’iniziativa è stata utilizzata per
interagire con la base di capacità e competenze
di una particolare regione. In seguito a questa
iniziativa, la cultura di innovazione di questa
regione ha subito un radicale cambiamento.
Il progetto mira a incoraggiare la creazione
di un ambiente regionale, sociale e imprenditoriale favorevole, agendo su fattori determinanti della conoscenza e competenza emergente. Promuovendo lo sviluppo flessibile in
queste aree, esso fornisce una base personalizzata per il miglioramento e l’innovazione
continui. Concordemente alla filosofia sistemica di tutta la linea di azione ‘Nuovi metodi
per il trasferimento di tecnologia’, esso si interessa non solo alle PMI ma anche ad altri tipi di
organizzazioni. L’obiettivo consiste nello sviluppare le metodologie e le conoscenze integrate necessarie a facilitare e a rafforzare i percorsi di sviluppo sostenibile.
Anticipando in fase precoce i possibili
ritardi e le possibili opportunità, la competitività regionale dovrebbe essere accentuata. La
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
I sistemi di innovazione regionale interessano non solo le PMI ma anche le grandi
società, le università, le autorità pubbliche e
altri soggetti.
maggiore consapevolezza del trasferimento
di tecnologia strategico porterà a una cooperazione sistematica tra PMI che presentano
caratteristiche di competenza complementari, oltre che con altri interlocutori politici,
economici e sociali.
È significativo notare che il progetto mira
ad adattare gli strumenti e le procedure esistenti per l’identificazione, la convalida e l’integrazione delle competenze a livello individuale, aziendale e regionale. La costituzione di
una metodologia codificata per la verifica
offre alle PMI una misura rassicurante, sia nei
confronti della proprie base di competenze
sia nei confronti dei potenziali collaboratori.
Vengono affrontate, inoltre, le esigenze di formazione per costituire competenze nell’adattamento linguistico, culturale e settoriale.
Complessivamente, il progetto Competenze
regionali rappresenta un importante progresso
nella costituzione di meccanismi sistemici su
grande scala per l’indentificazione e l’eventuale
eliminazione di molti ostacoli di natura non tecnica che si frappongono all’innovazione.
(1) Progetto IPS-2000-0062 - Banche dati e reti
delle competenze regionali, per la gestione e l’innovazione del capitale intellettuale nelle PMI
Info
S. Johannesson,
LO-distriktet I Blekinges-S-Karlskrona
Tl. +46 455 308173
Fx. +46 455 333118
[email protected]
http://www.innovation-showcase.
net/index_ie.htm
I n n o v a z i o n e & Tr a s f e r i m e n t o Te c n o l o g i c o
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G E S T I O N E
D I
P R O G E T T O
Apprendere il linguaggio
della conoscenza
Il trasferimento di tecnologia – la circolazione transnazionale delle nuove
conoscenze – è più spesso ostacolato dalla divergenza di cultura delle parti
interessate che da questioni puramente tecniche. È disponibile un manuale che
dispensa utili consigli di natura pratica, che aiuteranno le formazioni
internazionali ad evitare molti problemi comuni.
I
l progetto Proinno(1), finanziato dal programma Innovazione e PMI, è stato studiato per
ridurre le incomprensioni e per contribuire alla cooperazione efficiente
nei progetti europei. Il manuale,
intitolato Managing International
Projects e disponibile in inglese,
francese e tedesco, anche in CDROM, è nato dall’obiettivo centrale
del progetto di sviluppare metodi
idonei a sostenere il trasferimento
di tecnologia internazionale.
Il sottotitolo del libro: “How to
promote co-operation of multicultural project groups” ne riassume
chiaramente l’impostazione, che si
focalizza su alcuni degli aspetti non
tecnici del processo innovativo.
Poiché l’avanzamento di questi
progetti internazionali può essere
bloccato da temi che non hanno
rapporto con le questioni concrete
proprie alla tecnologia stessa, il
manuale offre una preziosa guida,
profondamente pratica, che aiuta a
ridurre al minimo questo rischio.
Ausilio alla circolazione transnazionale delle nuove conoscenze: guida pratica per i
partner dell’innovazione transnazionale.
Costruire
le competenze
Nel manuale si esaminano
approfonditamente i temi della
competenza interculturale e delle
differenze culturali nel contesto
della cooperazione internazionale.
Vi sono esposti insegnamenti tratti
Info
• G. Haesen, F. Fernandez, J-C. Venchiarutti,
Commissione europea
DG Imprese
Direzione Innovazione
Progetti e metodologie
Fx. +352 4301 32100
[email protected]
http://www.cordis.lu/innovation-smes/src/projects.htm
• Il manuale Managing International Projects, disponibile in
inglese, francese e tedesco, può essere richiesto a:
Krewer Consult GmbH, Proinno
Fx. +49 681 374 932
http://www.krewerconsult.de/
ISBN 3-928110-02-0; €50 (su CD €100)
14
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
da esperienze reali, ampi studi
esemplificativi e discussioni approfondite sui fattori che determinano il successo. Il testo è corredato da esercizi di autovalutazione.
L’opera incoraggia i lettori a riesaminare la loro impostazione
mentale verso l’attività gestionale,
il lavoro collettivo e la risoluzione
dei conflitti. Viene identificata ed
esplorata la gamma di competenze
necessarie per la riuscita delle collaborazioni multiculturali. Tra le
caratteristiche più valide vi sono
l’analisi e le raccomandazioni fornite in merito alle difficoltà linguistiche che possono perturbare gli
scambi internazionali.Temi come la
disuniformità delle competenze
linguistiche, i pericoli di una presunta lingua ‘comune’, i trabocchetti delle differenze di interpretazione e il bisogno della consapevolezza della comunicazione sono
trattati in modo sensibile ma autorevole.
mento sociale di rete, della tolleranza dell’ambiguità e della cultura
organizzativa, dell’esame delle
regole formali, delle strategie contestuali e di altri aspetti della
gestione dei gruppi.
Il maggior valore del manuale
risiede nei numerosi interrogativi
che pone, i quali invitano il lettore
ad esaminare la sua impostazione e
il suo modo di pensare. Questo
strumento, raccolto a volte in prove
di autovalutazione strutturate e
altre volte integrato nel testo
stesso, è un prezioso ausilio alla
comprensione.
Il manuale è quindi più di una
semplice guida alla gestione dei
progetti internazionali. Esso è un
testo introduttivo fondamentale
per la consapevolezza multiculturale, che spiana la strada a capire su
quali ostacoli generalmente si arenano le formazioni multinazionali,
e in che modo è possibile farle riu●
scire.
Consapevolezza del
lavoro di squadra
(1) Progetto INAMI0606 - Promozione
della cultura europea dell’innovazione.
V. ‘La sfida del cambiamento’, fascicolo
5/99.
Viene descritta chiaramente la
vastità degli aspetti che accompagnano la comprensione culturale e
la sensibilità interculturale. Il
manuale afferma vigorosamente
l’importanza di creare rapporti affidabili e la consapevolezza della
squadra come complesso unico.
Vengono presentati in primo luogo
i rudimenti della pianificazione di
progetto, della costituzione e del
coordinamento degli organici. La
discussione si amplia poi ad esaminare i temi più vasti del collega-
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P A X I S
Piantare i semi dell’imprenditorialità
Le tre città aderenti a PANEL (rete di collegamenti imprenditoriali
Alpi-Pirenei) stanno preparando un terreno di coltura per i nuovi
imprenditori. Le buone comunicazioni e il miglioramento della
consapevolezza sono alla base di un’impostazione transnazionale
destinata ad aiutarli a trovare appoggi finanziari.
P
ANEL è una delle quattro
reti PAXIS dedicate alla creazione di piccole e medie imprese
(PMI) innovative. L’azione pilota
PAXIS, nata dal primo Forum europeo per le imprese innovative, svoltosi a Vienna nel 1998, è sostenuta
attualmente dalla direzione generale per le Imprese della Commissione europea, nell’ambito del programma Innovazione e PMI(1).
I tre membri di PANEL – Barcellona, Milano e Monaco di Baviera –
hanno molte caratteristiche in
comune: particolarmente le dimensioni e la posizione economica nell’ambito dei rispettivi paesi. Queste
tre città hanno iniziato a cooperare
nel settembre 2000, scambiandosi
conoscenze e competenze, in modo
da sostenere la creazione di nuove
imprese.
Preparare il terreno
In seguito al secondo Forum,
svoltosi a Lione nel novembre
2000, i membri di PANEL si sono
incontrati di nuovo a Milano lo
scorso gennaio. Essi hanno elaborato un questionario unico da
inviare alle imprese di nuova costituzione, in modo da individuare le
loro esigenze concrete. “Prevediamo di metterci in contatto con
circa 500 imprese in ciascuna delle
tre regioni. Vogliamo informazioni
sul loro ambiente, su come possiamo offrir loro assistenza: su
come possiamo essere utili. È questo il solo modo per imparare a
creare una struttura di sostegno
idonea”, dichiara Jürgen Vogel di
GründerRegio, coordinatore di
PANEL. “Inviamo il questionario
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
La regione di Monaco di Baviera, con le sue 13 mila imprese create
annualmente è rappresentata nella rete PANEL da GründerRegio,
un organismo di riferimento in cui convergono istituzioni del mondo
della scienza, dell’imprenditoria e della finanza.
principalmente a imprese aventi
sede nei vivai d’impresa dei parchi
tecnologici. Nella fase iniziale in cui
ci troviamo, possiamo allacciare
stretti rapporti molto più rapidamente all’interno di questi centri.
Stiamo anche raccogliendo
informazioni di ogni tipo sulle
organizzazioni che assistono le giovani imprese nelle nostre regioni”,
continua Vogel. “Finora nessuno lo
aveva fatto in modo sistematico.
Riceviamo alcuni indirizzi dalle
camere di commercio, dalle amministrazioni comunali e da qualche
associazione imprenditoriale. Ma la
nostra banca dati la stiamo ancora
costruendo a partire da molte
informazioni frammentarie. Uno
dei nostri maggiori problemi è che
nessuna istituzione nazionale è
competente per i contatti economici con il resto dell’Europa”.
Risultati a venire
Negli anni a venire, PANEL spera
che delegazioni di imprenditori,
parti contraenti, e personale di
agenzie di assistenza di ogni
regione si scambino frequenti
visite di apprendimento.
Gran parte del compito attuale
di PANEL consiste nel creare la consapevolezza del progetto tra le
società di capitale di rischio e gli
istituti finanziari. La rete spera di
convincere questi interlocutori che
essa può diventare una fonte
perenne di nuove imprese potenzialmente redditizie, in cui essi possono investire.
Per il 2001 sono in programma
tre ‘seminari di un week-end per
imprenditori’. Ogni manifestazione
sarà dedicata a un campo economico diverso: le tecnologie dell’informazione a Barcellona, il multimediale a Milano e le scienze
della vita a Monaco. “Selezioneremo gli oratori tra chi avrà risposto
al questionario”, spiega Vogel. “Inviteremo una varietà di finanzieri,
nuovi imprenditori e organizzazioni di sostegno locale. Naturalmente, possiamo fornire gli indirizzi di contatto e le informazioni
sulle fonti di finanziamento dell’Unione europea. Ma la miglior cosa
che possiamo fare è farli incontrare
e sperare che avvenga la reazione
●
chimica sperata”!
(1) V. ‘I circuiti dell’innovazione’, fascicolo 6/00 e ‘Risultati e ottimismo’,
fascicolo 1/01.
Info
• T. Botella, Commissione europea
DG Imprese
Direzione Innovazione
Politica per l’innovazione
Fx. +352 4301 34129
[email protected]
http://www.cordis.lu/paxis/
• J. Vogel, GründerRegio M e.V.
Tl. +49 8131 58430
Fx. +49 8131 58430
[email protected]
http://www.gr-m.de/
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L ’ O C C U P A Z I O N E
N E L L E
P M I
I N N O V A T I V E
Innovazione e occupazione
Uno studio in corso della DG Imprese ha scoperto che nelle piccole
e medie imprese (PMI) ogni tipo di innovazione dà impulso
all’occupazione, mentre l’impatto sui livelli di competenza potrebbe
essere meno vistoso di quanto si riteneva in passato.
“Create una società aperta
all’innovazione, in cui ciascun
cittadino sia un potenziale
creatore, esecutore e utilizzatore di
innovazione”, è quanto dice la
Commissione europea.
L
o studio sulla politica dell’innovazione(1), svolto a
cura dell’Istituto austriaco per la
ricerca sulle piccole imprese (IfGH),
analizza l’impatto dell’innovazione
sulla creazione di occupazione. In
due relazioni provvisorie viene
discusso il rapporto che intercorre
tra innovazione e occupazione in
tutti gli Stati membri dell’Unione
europea, oltre che in Norvegia e
Stati Uniti. Le due relazioni si
basano su un esame approfondito
della documentazione e sull’analisi
di vari dati empirici.
Nello stadio successivo del progetto, che terminerà entro settembre di quest’anno, saranno analizzati pareri di agenzie pubbliche e
private che attuano la politica di
innovazione o erogano servizi alle
PMI. Sarà presentata, inoltre, una
scelta di studi esemplificativi dedicati alla creazione di occupazione
nelle PMI.
16
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
Produttività e
occupazione
L’innovazione dei prodotti stimola la domanda e in genere dà
impulso all’occupazione. Ma è
molto diffusa l’opinione per cui l’innovazione dei processi si tradurrebbe in perdita di occupazione,
poiché consente alle imprese di
ottenere la stessa produzione con
minori risorse, tra cui la manodopera.
I risultati dello studio confermano il pensiero attuale per cui
l’innovazione dei prodotti ha effetti
positivi sull’occupazione, sia nelle
PMI sia nelle grandi società. Gli
effetti che l’innovazione dei processi produce sull’occupazione
nelle grandi società non sono
chiari, ma nelle PMI questo tipo di
innovazione sembra condurre alla
creazione di nuovi posti di lavoro.
Questa conclusione contrasta con
l’opinione prevalente, ma è spiega-
bile. Le forze di mercato globali
operanti in Europa colpiscono in
genere più aspramente le grandi
società che le PMI, che spesso operano in nicchie di mercato. È più
probabile, quindi, che una grande
società utilizzi l’innovazione dei
processi come strumento per
ridurre i costi, specialmente quelli
di manodopera. Le PMI, invece,
hanno tendenza a introdurre nuovi
processi di pari passo con l’introduzione di prodotti nuovi o migliorati.
La conclusione è ulteriormente
corroborata dall’osservazione che
le PMI che hanno introdotto al
tempo stesso nuovi prodotti e
nuovi processi presentano i massimi livelli di crescita. Non si osservano differenze per quanto
riguarda gli effetti sull’occupazione
tra le PMI che introducono solo
nuovi prodotti e quelle che introducono solo nuovi processi.
difficile misurarne il loro impatto
individuale sull’occupazione. Ma è
probabile che l’innovazione organizzativa nell’ambito delle PMI sia
un fattore che contribuisce in
modo significativo alla produttività, e che possa di conseguenza
incidere sull’occupazione.
“Ci rincresce che in Europa non
esista praticamente nessuno studio
che analizzi gli effetti sull’occupazione derivanti dai cambiamenti
organizzativi”, dichiara Sonja
Sheikh, dell’IfHG. “Questo è molto
importante, particolarmente per le
PMI. La competitività richiede
buone strutture organizzative. Sfortunatamente, esistono solo alcuni
risultati provenienti dagli Stati Uniti
a indicare che questo sia un fattore
determinante sul piano della creazione di occupazione”.
Innovazione
organizzativa
Parimenti, pochi studi confrontano l’impatto dell’innovazione
sulla struttura di competenze dell’organico di una PMI. Dagli studi
passati in rassegna si ricava l’impressione che l’introduzione di
nuove tecnologie sia in certa
misura integrata da un aumento
della proporzione della manodopera qualificata, sia nel settore
manifatturiero che in quello dei servizi. Risulta inoltre che la domanda
di lavoratori altamente qualificati –
e l’allontanamento del personale
poco qualificato – aumenti con le
dimensioni dell’impresa innovativa
presa in esame. Si è osservato che i
nuovi posti per laureati sono relativamente più frequenti nelle grandi
società che nelle PMI. Ma finora non
vi è alcun modello teorico che spieghi questi effetti.
L’innovazione organizzativa in
genere comporta la ristrutturazione dei rapporti di lavoro interni
o esterni: per esempio in seguito al
cambiamento delle mansioni dei
lavoratori o all’acquisto di beni e
servizi esterni.
Ma non è facile valutarne i risultati. Gli studi precedenti si sono
concentrati principalmente sul
cambiamento tecnologico. Le attività innovative all’interno delle PMI
sono varie e correlate tra loro. Ad
esempio, l’innovazione organizzativa, l’innovazione tecnologica e
l’innovazione ambientale possono
verificarsi tutte più o meno contemporaneamente. E spesso sono
di natura altamente informale.
Questi due fattori rendono molto
Innovazione e
competenze
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Nelle PMI, sia l’innovazione dei processi sia l’innovazione dei
prodotti tendono a dare impulso all’occupazione.
L’impatto complessivo dell’innovazione sull’occupazione interessa
svariate forze discordi, e i meccanismi che le governano sono complessi. Spesso, le PMI più innovative
sono anche ad alto rischio, e sono
più esposte al fallimento, nel qual
caso, naturalmente tutti perdono il
lavoro.
Una conclusione significativa è
che nelle PMI sia l’innovazione dei
prodotti sia l’innovazione dei processi creano nuova occupazione.
Tuttavia, nelle piccole imprese è
molto probabile che altri fattori
come il tipo di conduzione, l’energia
e lo spirito imprenditoriale prevalgano sull’impatto dovuto all’innovazione dei prodotti e dei processi
sulla creazione di occupazione.
La seconda scoperta fondamentale è che la creazione di occupazione per la manodopera altamente qualificata tende ad aumentare con le dimensioni dell’impresa
innovativa. Se è vero, il risalto dato
all’incremento delle competenze
nelle PMI deve essere bilanciato
I N G E G N E R I A
dalla considerazione di altri importanti fattori, tra cui l’innovazione
organizzativa.
Questi risultati iniziali indicano il
bisogno di dirigere la politica dell’innovazione con più precisione su
determinati tipi di imprese e determinate categorie di dimensioni
all’interno di diversi settori di atti●
vità.
(1) Innovative SMEs and the Creation
of Employment.
Info
• J-R. Tíscar, Commissione europea
DG Imprese
Direzione Innovazione
Politica per l’innovazione
Fx. +352 4301 34129
[email protected]
http://www.cordis.lu/innovation-smes/src/studies.htm
• Dr S. Sheikh, Istituto austriaco per la ricerca sulle
piccole imprese
Tl. +43 1 505 97 61
Fx. +43 1 503 46 60
[email protected]
http://www.ifgh.ac.at/
M E C C A N I C A
Il taglio giusto
Nelle segherie tradizionali, anche l’operatore più esperto produce un
certo volume di scarti. Un nuovo sistema intelligente creato per gli
impianti di piccole dimensioni ottimizza le operazioni di taglio per
ottenere il massimo rendimento. Il sistema migliorerà la redditività e
la competitività di centinaia di PMI europee.
M
olte segherie europee consistono in imprese di medie
dimensioni, e il loro maggiore costo
operativo è costituito dalla materia
prima:il legname.Per questa ragione
queste imprese dipendono in larga
misura dalla competenza delle maestranze per sfruttare al massimo la
materia prima, riducendo quindi la
quantità degli scarti.
All’inizio del processo di taglio i
tronchi vengono valutati e squa-
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
drati su un apposito carrello. Questa fase è critica, perché quello che
viene deciso determina la quantità
utile di materiale che l’impianto
sarà in grado di estrarre da ciascun
tronco. Occorre molto tempo per
formare un operatore a squadrare i
tronchi in modo da ottenere la
massima resa. Anche un operatore
esperto deve effettuare costantemente calcoli e decisioni istantanee, e se verso la fine del ● ● ●
Rilevazione topografica di un tronco
con sistema di misurazione a laser.
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Il sistema Oscar installato nella
sede della Darré et fils SA, uno
dei sei partecipanti al progetto
CRAFT.
●●●
proprio turno perde la concentrazione si ha una perdita di materiale
e di redditività.
La PMI francese Etablissement
Darré et fils SA, una segheria di
legno duro, voleva disporre di un
metodo più efficiente per la produzione di traversine ferroviarie e
sezioni da tranciatura. Daniel Darré
ha chiesto alla Ciris Ingénierie, un’azienda di ingegneria dei processi
specializzata nella lavorazione del
legno, di progettare un sistema
basato sulle misure esatte dei tronchi e sulla decisione assistita da
computer. Ma la somma delle
risorse delle due aziende non
bastava a gestire un progetto di
queste proporzioni. Per questo
motivo, insieme con cinque segherie di legno tenero di Francia, Spagna e Portogallo, Darré ha costituito un progetto CRAFT(1) che ha
permesso loro di dare incarico alla
Ciris di studiare il problema per
conto degli stessi partecipanti.
Un Oscar per CRAFT
Nel giro di due anni la Ciris ha
progettato e costruito un sistema
segatronchi innovativo, denomi-
Info
• Commissione europea
DG Ricerca
Ricerca e PMI
Tl. +32 2 295 7175
Fx. +32 2 295 7110
[email protected]
http://www.cordis.lu/sme/
• B. Rivalier, Ciris Ingénierie
Tl. +33 5 57 26 17 17
Fx. +33 5 57 26 17 18
[email protected]
http://www.ciris.com/
18
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
nato Oscar.“Ci siamo resi conto che
una parte delle capacità dell’operatore poteva essere analizzata in
forma logica e utilizzata per
migliorare l’efficienza del processo
di taglio”, spiega Béatrice Rivalier,
marketing manager. “Se la misurazione dei tronchi viene automatizzata in modo da creare le condizioni per ottimizzare le decisioni
che intervengono nella procedura
di taglio, l’operatore può concentrarsi su altre funzioni come la
scelta del legname e la manovra
della macchina”.
Oscar ha due componenti principali. In primo luogo, un sistema a
laser esegue la rilevazione geometrica della superficie del tronco una
volta che questo è fissato sul carrello di lavorazione. Viene misurata
la posizione di un reticolo di punti
(fino a trentamila) con cui viene
creata un’accurata rappresentazione tridimensionale della superficie del tronco, compresi tutti i
difetti. Il software confronta questa
forma con il prodotto richiesto e
sceglie lo schema di taglio ottimale.“Il computer può considerare
fino a 20 mila soluzioni diverse
prima di trovare quella migliore”,
spiega Rivalier. “Quindi può impostare accuratamente il primo piano
di taglio, in modo che la ‘superficie
di apertura’ non sia né troppo
grande né troppo piccola, calcolata
esattamente per ottenere la massima resa”.
L’operatore può respingere la
soluzione proposta da Oscar, se la
qualità del legno lo impone. È stata
effettuata recentemente una serie
di prove per misurare il rendimento
degli operatori con e senza l’ausilio
di Oscar. Quelli che hanno deciso
autonomamente in che punto eseguire il primo taglio hanno spesso
errato per eccesso o per difetto
nella valutazione della larghezza
del taglio di apertura. Dalle prove è
emerso che Oscar ha permesso un
rendimento superiore dal 4 all’8
per cento.
“Oscar ci aiuta a trarre il massimo
dalla materia prima e permette agli
operatori di concentrarsi su quello
che sanno far meglio. È una nuova
collaborazione eccezionale”, conferma Darré.
La commercializzazione del sistema
Ciris ha offerto Oscar a prezzo di
costo alle PMI del consorzio del
progetto CRAFT, e ha continuato a
lavorare con loro per la messa a
punto. Il sistema è idoneo per tutti
gli schemi di taglio esistenti, sia per
i legni duri che per quelli teneri:
legname per pavimenti e da imballaggio, legname per impiallacciature, tavole e traversine.
“Il mercato potenziale in Europa
è molto vasto”, spiega Rivalier.“Sappiamo che a parte le grandi industrie del legno nel nord Europa, la
maggior parte delle segherie europee ha un flusso di lavorazione
modesto, per cui l’entità dell’investimento è un parametro critico per
queste aziende. Grazie al progetto
CRAFT possiamo offrire il nostro
sistema a un prezzo competitivo
rispetto a quello della tecnologia
nord americana, rendendolo più
attraente per le PMI. Nella maggior
parte degli impianti, il costo di
noleggio sarebbe inferiore al profitto supplementare prodotto”.
L’automazione prodotta da
Oscar contribuisce anche al funzionamento del sistema informativo
per la gestione dell’impianto. Il
sistema può tenere una contabilità
dei tronchi segati giornalmente e
calcolare il volume per ogni qualità.
Questi dati sono utili per determinare i costi di produzione e per
controllare il rendimento degli
operatori e dell’impianto. Si può
aggiungere anche un sistema di
controllo della deviazione della
lama. L’operatore riceve un segnale
in base al quale può decidere di
ridurre la velocità di avanzamento
o di cambiare la lama. Oscar misura
anche l’efficienza delle lame,
migliorando le prestazioni anche
da questo punto di vista.
“Il nostro sistema di segnalazione periodica è il più completo
ed efficiente sul mercato. Questo
tipo di informazioni giornaliere
consentirà sicuramente alle segherie di piccole dimensioni di aumentare la redditività. È un netto progresso”, afferma Rivalier.
Con Oscar, la Ciris – anch’essa una
PMI – offre una formula completa
chiavi in mano, comprendente l’installazione, la formazione degli operatori e l’eventuale manutenzione.
“Il sistema è stato studiato come un
concetto di servizio completo, in cui
può figurare anche il finanziamento. I nostri clienti possono usare
una tecnologia moderna su una
macchina esistente per creare un
vantaggio competitivo”, osserva
Jean-Pierre Olgiati, presidente
generale della Ciris.
La società ritiene che almeno
700 segherie nella sola Europa
potrebbero trarre vantaggio da
Oscar, e ve ne sono molte altre in
Nord America e Sud America, in
Nuova Zelanda e Australia. Il
sistema sarà esposto al Ligna,
salone biennale del legno che si
svolgerà ad Hannover, dal 21 al 25
●
maggio.
(1) Progetto BRST-CT95-5020 - Ottimizzazione del taglio del legno nell’Europa meridionale mediante tecnologie di
rilevazione automatica e di calcolo.
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A N A L I S I
E C O N O M I C A
E
T E C N O L O G I C A
Connubio indissolubile
Una rete di organizzazioni specialistiche di 27 paesi fa incontrare le piccole e
medie imprese (PMI) del settore delle scienze della vita con partner adatti ai
progetti di ricerca europei. Costituire i necessari meccanismi nazionali e
transnazionali è un grande obiettivo.
U
na serie di nuovi progetti
ETI (Economic and Technological Intelligence), condotti nell’ambito delle misure specifiche
per le PMI, del programma Innovazione e PMI, mira a migliorare la
competitività europea aiutando le
piccole imprese ad analizzare e
sfruttare le tendenze di mercato,
partecipando, se opportuno, a progetti transnazionali di ricerca e
innovazione.
‘Partners for Life’ è uno dei primi
progetti ETI. Se due o più PMI del
campo della biomedicina, biotecnologia e agroindustria hanno caratteristiche analoghe sul piano tecnico
e non dispongono di adeguati laboratori interni di ricerca, ‘Partners for
Life’ le può aiutare a trovare i partner di cui hanno bisogno.
La maggiore
Partners for Life, con una dotazione complessiva di 4 milioni di
euro, è la più grande delle 53 iniziative ETI varate nel corso del 2000. La
rete è costituita da organizzazioni
appaltatrici operanti in 18 paesi
europei. Nove altre organizzazioni,
appartenenti principalmente all’Europa centrale e orientale, partecipano senza finanziamento UE. La
maggior parte dei 18 partner appaltanti ha già preso parte a precedenti programmi svolti a livello
nazionale a favore delle PMI.
La conclusione del progetto è
prevista per il maggio 2003. L’obiettivo consiste nell’intessere contatti diretti con 50 mila PMI e nell’intraprendere una valutazione
tecnologica individuale per circa
3 500 di queste, da cui dovrebbero
scaturire circa 700 manifestazioni
di interesse che si dovrebbero con-
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
cretizzare in 500 progetti di ricerca
o progetti dimostrativi CRAFT. Per il
2001 sono in programma tre
grandi incontri di partenariato, nel
corso dei quali le PMI saranno aiutate a trovare partner e ricercatori
mediante una metodica mirata.
Azione coordinata
Partners for Life è coordinato dal
BIT, Ufficio austriaco per la cooperazione internazionale nella ricerca e
nella tecnologia, organismo senza
scopo di lucro con sede a Vienna.
“Lavoriamo con criteri transnazionali”, spiega Sabine Herlitschka
del BIT.“Ciascuno dei 27 partner è in
contatto con centinaia o addirittura
migliaia di PMI nel proprio paese, e
contribuisce a identificare i ricercatori e le PMI interessati a una partecipazione a livello europeo. Ma
molti paesi non hanno una banca
dati adeguata delle PMI del settore
delle scienze della vita, per cui la
massa dei dati che stiamo costituendo sarà molto utile in futuro”.
La comunicazione via e-mail tra i
membri della rete si sta dimostrando molto proficua. “Operando
con appena un contatto chiave in
ciascun paese abbiamo creato un
modo molto efficace di avviare la
ricerca di partner per una particolare PMI. Le ricerche, avviate con una
semplice richiesta via e-mail, vengono svolte in tempi rapidissimi, e
vanno a segno”, spiega Herlitschka.
Un progetto riuscito
Uno dei molti progetti riusciti,
guidato dall’azienda austriaca di
biotecnologia Hämosan, sta esaminando quali potenzialità presentano vari processi utilizzati per eliminare gli agenti infettivi che pro-
Un partenariato di PMI guidato da un organismo austriaco sta
esaminando le possibilità per eliminare l’agente che provoca
l’encefalopatia spongiforme bovina.
vocano la encefalopatia spongiforme bovina. I nove altri partecipanti al progetto vengono da Belgio, Finlandia, Germania, Paesi
Bassi, Scozia e Svizzera.
“All’inizio credevamo di essere
un’azienda troppo piccola”, spiega
la contitolare della Hämosan, Angelica Reichel. Ma a una manifestazione di informazione dedicata alle
opportunità di finanziamento
siamo stati sorpresi. Il BIT ci ha aiutati a preparare una proposta a cui
è stato assegnato un finanzia-
mento. Senza il progetto CRAFT
non saremmo mai venuti in contatto con partner come la Croce
●
Rossa finlandese”.
Info
• S. McLaughlin, Commissione europea
DG Ricerca
Ricerca e PMI
Tl. +32 2 295 9955
Fx. +32 2 295 7110
[email protected]
• S. Herlitschka, BIT
Tl. +43 1 58 1161 6 103
Fx. +43 1 58 1161 6 16
[email protected]
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Ambiente
Sono sempre più numerose le nuove imprese a
dalle università e dai centri di ricerca europei, che bene
offerto dai vivai di imprese. Queste strutture offrono
formazione imprenditoriale e gestionale, una sede a tar
finanziario. A un recente forum sono stati esaminati
nei vivai tecnologici contribuiscono al successo delle
specialmente nella
’R
esearch to Reality’, una conferenza organizzata lo scorso febbraio a Lussemburgo dalla DG Imprese della Commissione
europea, ha esaminato il ruolo dei vivai di
imprese nello sviluppo delle nuove aziende
costituite per sfruttare i risultati della ricerca. La
manifestazione fa parte del progetto FIT di
scambio di politiche, del programma Innovazione e PMI, che mira a divulgare le buone pratiche e a sviluppare rapporti duraturi tra le sue tre
componenti: finanza, innovazione e tecnologia.
Più specificatamente, la conferenza ha messo
in evidenza i risultati di uno studio FIT, svolto
dalla Bannock Consulting, che ha analizzato i
meccanismi di finanziamento disponibili in
Europa per convertire in nuove imprese commerciali i risultati della ricerca innovativa prodotti dalle università e dagli altri centri.
Ogni progetto FIT affronta un particolare
aspetto, analizzando la situazione attuale e definendo le buone pratiche. Quindi fa incontrare i
principali responsabili delle politiche nell’am-
bito di seminari dedicati al tema prescelto, e
divulga le raccomandazioni che ne risultano
mediante seminari di formazione, pubblicazioni
e campagne pubblicitarie. La conferenza di Lussemburgo è stata la terza parte dell’operazione
FIT dedicata al finanziamento delle neoaziende
nate dalla ricerca, e ha fatto seguito a un’indagine sulle buone pratiche nel finanziamento dei
vivai di imprese iniziata nel gennaio 2000, e a un
seminario dedicato agli addetti, svoltosi nel
maggio 2000.
1. Le buone pratiche nelle imprese nate dalla ricerca
Le imprese europee nate dalla ricerca ricorrono a svariati metodi per ottenere finanziamenti.
Le buone pratiche imprenditoriali possono migliorare in modo significativo i loro risultati.
Figura 1: La ‘valle della morte’ tra fase
concettuale e fruizione
Fonte: Douglas Robertson, Università di Nottingham
Finanziare prima/finanziare di più?
20
Paese
delle idee
Molti piccoli
episodi di
finanziamento
- diluizione e
attrito
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
Vuoto
azionario
Paese del latte
e del miele
Nel presentare sommariamente i risultati dell’indagine FIT sul finanziamento, Olivia Jensen,
della Bannock Consulting ha attirato l’attenzione sull’associazione di fattori richiesti per
sostenere quello che lo studio denomina ‘processo di conversione’: dai risultati promettenti
della ricerca allo sviluppo commerciale.
Le ricerche condotte con il finanziamento
pubblico possono giungere a dimostrare la validità concettuale, ma occorre la dimostrazione
del potenziale di mercato prima di poter arrivare
al finanziamento delle fasi preliminari da parte
degli investitori di capitali di rischio. Sempre più
spesso i vivai di imprese costituiti presso un’istituzione forniscono servizi destinati a contribuire
a colmare il vuoto tra idea e concretizzazione,
vuoto che può presentarsi sotto forma di
carenza di informazioni, di protezione giuridica
o di competenza imprenditoriale oltre che di
fondi (figura 1). I vivai possono offrire la formazione, le competenze per la gestione, la consulenza giuridica, uffici e laboratori sovvenzionati,
e anche il capitale di prestito. È stato calcolato
che le strutture messe a disposizione di una
neoimpresa da un’università hanno consentito
all’impresa un risparmio di 250 mila euro.
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protetto
dominante tecnologica, derivate
ficiano dell'ambiente protetto
generalmente il mentoring, la
iffa sovvenzionata e il sostegno
i modi in cui le buone pratiche
imprese derivate dalla ricerca,
loro ricerca di finanziamenti.
D
A
R
Pubblico
A
R
D
Pubblico e privato
Privato
Fonti di
finanziamento
D
R
A
A
R
D
Finanziamento
azionario
Istituto
connesso
A
D
R
Ogni possibile fonte di finanziamento ha i suoi vantaggi (A), svantaggi (D) e ora le raccomandazioni per una
buona pratica (R). La maggior parte delle società sceglie diverse fonti, dopo aver soppesato il pro e il contro.
pali fonti di finanziamento per le imprese nate
dalla ricerca, durante il soggiorno nel vivaio di
imprese (figura 2). La metà delle società studiate
è ricorsa a diverse fonti. In media, la metà del
finanziamento totale è erogata dal settore pub-
blico. Prendendo come punto di partenza i principali vantaggi e svantaggi del finanziamento da
ciascun tipo di fonte, lo studio ha elaborato le
raccomandazioni per le buone pratiche in ciascun campo (figura 3).
●●●
Figura 3: Vantaggi, svantaggi e migliori pratiche in rapporto alle diverse fonti
di finanziamento nel periodo di soggiorno in un vivaio di imprese
Fonte
Pubblica
Osservazioni
Privata
Istituto connesso
Autofinanziamento
(diritti di concessione)
Finanziamento azionario
Investitori di capitale
di rischio, società,
business angels
Parco scientifico,
università
Il 20 per cento dei
programmi delle
imprese derivate dalla
ricerca si sostiene
autonomamente
Usato da un terzo dei programmi UE studiati nel
corso dell'indagine
Vantaggi
Accesso al
capitale, reddito
Diverse fonti
Rapporto affidabile,
esistente
Reddito affidabile
Possibilità di grandi introiti
Svantaggi
Limitazioni, costi
di conformità
Limitazione dell'autonomia, pressioni
commerciali
Obblighi, limitazioni
Accumulazione di
incentivi
Alto rischio
Raccomandazioni
per le migliori
pratiche
Usare denaro
intelligente
Creare diversi
partenariati, attirare
gli investitori
Scegliere la chiarezza
nei rapporti, mantenere l'indipendenza
Creare un equilibrio di
obiettivi misti
Essere realistici per la pianificazione dei tempi e per il
livello di reddito; puntare a
un fondo abbastanza grande
e abbastanza consistente;
verificare l'indipendenza del
potere decisionale
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Fonte: FIT sulle imprese nate dai risultati della RST idonei alla valorizzazione commerciale, e ruolo del
microfinanziamento, 2000
Negli Stati Uniti predomina il finanziamento
da parte del settore privato dei programmi nati
dalla ricerca. Esiste una solida cultura imprenditoriale e vi sono buone reti di contatti tra ricercatori e finanzieri. Il sistema israeliano, invece, è
composto da 24 vivai di imprese finanziati con
fondi pubblici e annessi a un’università. È un
sistema ben sviluppato che dimostra l’efficacia
degli scambi tra competenza tecnologica e competenza imprenditoriale. In Europa, inoltre, l’attività imprenditoriale derivante dalla ricerca si
svolge su scala molto più piccola. Ogni centro di
ricerca sostiene generalmente solo una ventina
di progetti, e genera solo sei imprese all’anno.
Dal sondaggio sono emerse le cinque princi-
Autofinanziamento
Fonte: Sondaggio FIT sulle imprese nate dai risultati della RST idonei alla
valorizzazione commerciale, e ruolo del microfinanziamento, 2000
Figura 2: Cinque fonti principali di finanziamento
per le imprese derivanti dalla ricerca
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●●●
Sapere intraprendere
La gestione efficace dei programmi imprenditoriali derivanti dalla ricerca nasce da solide pratiche imprenditoriali convenzionali, non sempre
direttamente compatibili con la ricerca di base. I
principali obiettivi sono:
● trasparenza dei criteri per la scelta dei progetti da convertire in imprese in cui investire
● chiarezza delle procedure per l’assegnazione
delle risorse
● punti di riferimento chiari che mettano in rapporto i risultati con le erogazioni di fondi di
sostegno
● consapevolezza delle pratiche imprenditoriali
tra i ricercatori
● incentivi adeguati per i risultati
● cooperazione con i partner finanziari e
imprenditoriali nazionali e internazionali
S T U D I O
2. Attirare il capitale di rischio
Le società di capitale di rischio dimostrano un interesse
crescente nelle giovani imprese nate dalla ricerca, particolarmente nei settori ad alto contenuto tecnologico.
In Europa, sul finire degli anni Novanta si è
registrato un aumento spettacolare delle iniziative di capitale di rischio (figura 4). Il diffuso
abbassamento dei tassi di interesse e i tassi di
rendimento azionario sempre più elevati offerti
dalle imprese di nuova costituzione hanno contribuito a questa tendenza, mentre la riforma dei
sistemi pensionistici nazionali europei allargherà
ulteriormente le possibilità di investimento.
Oltre al finanziamento azionario privato
necessario per lo sviluppo nelle fasi successive, il
fondo di capitale di rischio 3i, per esempio, investe anche in imprese nuove e in rapida espansione, che si occupano generalmente di tecnologie come l’informatica, le telecomunicazioni, la
biotecnologia, i nuovi materiali e di medicina. I
maggiori criteri di investimento utilizzati dal
fondo sono: un piano imprenditoriale che dimostri un vantaggio concorrenziale in un segmento
di mercato attraente, qualificazione ed esperienza dei quadri direttivi, e una pianificazione
realistica dei tempi e dei costi.
E S E M P L I F I C A T I V O
Si presenta bene, ma funzionerà?
Per l’Università di Nottingham, il successo della sua unità Research Business nella
concessione di licenze sui risultati della ricerca è un’importante fonte di reddito.
L’unità Research Business dell’Università di
Nottingham si occupa di tutti gli aspetti dello
sviluppo commerciale dei risultati della ricerca
prodotti da 1 100 accademici con un bilancio di
115 milioni di euro.
I risultati ottenuti nell’attirare fondi esterni
all’università sono straordinari. Ogni anno vengono vendute tra le 15 e le 30 licenze. Il 17 per
cento degli introiti della ricerca provengono dall’industria e il 35 per cento dei progetti comporta un partner industriale. Sono state create
fino a cinque imprese all’anno.
Spostamento di attenzione
Douglas Robertson, amministratore dell’unità
Research Business incaricato dello sviluppo, in
una descrizione sintetica del pensiero che sottende i risultati di Nottingham definisce due
metodologie profondamente diverse utilizzate
dall’università per creare imprese. La prima, che
può prodursi quasi fortuitamente, riguarda i progetti che presentano un forte interesse accademico ma che generano pochi introiti e offrono
prospettive di crescita limitate: quelli che Robertson chiama con simpatia “piccoli produttori”.
Le imprese ad alto tasso di crescita, invece,
sono pianificate con l’intento di produrre un gettito finanziario significativo. Queste possono
essere sviluppate con il sostegno delle strutture
universitarie di incubazione di imprese, con investimenti universitari, con un piano di protezione
completa della proprietà intellettuale, e con l’immissione fin dalle prime fasi di competenze di
22
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
gestione commerciale esterne, mirando a un
rapido lancio in borsa o alla vendita dell’azienda
stessa. Da un punto di vista puramente commerciale, le imprese a basso tasso di crescita rappresentano una dispersione degli investimenti dell’università. Ma ciò può essere facilmente compensato su un periodo di dieci anni dagli introiti
spettacolari generati da appena una o due
imprese ad alta crescita.
Potenziale commerciale
Le università e gli altri centri di ricerca devono
valutare il potenziale commerciale nell’ambito
del processo di ricerca.
Robertson traccia un modello imprenditoriale
studiato per incrementare al tempo stesso il
flusso di idee e il flusso di contratti, che come egli
spiega introdurrebbe la valutazione commerciale fin dai primi stadi della ricerca. Il modello
deve comprendere la valutazione della proprietà
intellettuale in questione, un’analisi approfondita
dei brevetti e dei testi di riferimento, e uno studio
di mercato in forma schematica. A questo stadio i
consulenti commerciali dovrebbero essere in
grado di decidere se il progetto abbia un potenziale commerciale, e di definire gli obiettivi intermedi. È quello che Robertson chiama “il bivio”.
Una volta dimostrata la validità del principio,
occorre una consulenza specializzata esterna per
valutare la situazione di mercato.
Nella ricerca del sostegno finanziario l’ambiente locale è importante ma non deve essere
un fattore limitante. Le imprese potenziali
devono prendere in considerazione le possibilità
di sostegno offerte dagli imprenditori seriali e
dai business angels. “Le università e i centri di
ricerca non devono esitare a scegliere risolutamente il cambiamento e a svolgere un ruolo
attivo in questo senso, per esempio ricercando
contratti di investimento di capitale di rischio in
altre regioni e paesi”, spiega Robertson.
Nonostante la riluttanza di alcuni ambienti
della ricerca ad adottare i metodi di incubazione
di imprese, sia le politiche UE sia le politiche
nazionali riflettono già questo cambiamento di
stile. Le università del Regno Unito perseguono
tre scopi paralleli, tra cui figura lo sfruttamento
dei risultati a fianco dei tradizionali scopi della
ricerca e dell’insegnamento. Alcune università
hanno anche propri fondi di investimento destinati al finanziamento della fase iniziale delle
imprese di derivazione accademica.“Ci si chiede
se esse debbano ora pensare a utilizzare alcuni
di questi fondi per sostenere le loro stesse
imprese al di là della fase iniziale”, conclude
Robertson.
Info
D. Robertson,
Unità Research Business presso
l’Università di Nottingham
Tl. +44 115 951 5671
Fx. +44 115 951 5351
[email protected]
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Figura 4: Investimenti in capitale di rischio in Europa
(miliardi di euro)
25
20
miliardi di euro
La Amadeus Capital Partners, con sede a Londra e Cambridge, appartenente alla rete I-TEC
della Commissione europea, è stata fondata nel
1997 con lo scopo di riempire il vuoto nel finanziamento delle prime fasi osservato nel Regno
Unito. Attualmente essa lavora in modo particolare con nuove imprese ad alto contenuto tecnologico, per esempio nel settore della componentistica per le comunicazioni radio e per l’ottica.
Finora, spiega il direttore generale Anne Glover, la
Amadeus ha investito circa 135 milioni di euro in
34 imprese, e l’attività di investimento cresce di
oltre il 40 per cento all’anno. Tuttavia, ella fa
notare che anche se in Europa il capitale di rischio
nel settore alta tecnologia è in crescita, negli Stati
Uniti è di proporzioni molto maggiori. Glover sottolinea che anche se le imprese finanziate dal
capitale di rischio si rivolgono ai mercati globali,
l’investimento nelle prime fasi della tecnologia
resta un’operazione sostanzialmente locale.
Dal punto di vista dei fondi di capitale di
rischio, le prospettive per gli investimenti nelle
prime fasi delle imprese sono buone: le competenze gestionali stanno migliorando, sta diventando possibile concludere accordi di maggiori
dimensioni e in campi come le comunicazioni
radio l’Europa si è creata una posizione dominante. Ma i fondi specializzati nell’alta tecnologia
devono essere eccezionalmente ben informati
sui settori di cui si interessano, e sono ancora
troppo pochi gli investitori esperti in tecnologia.
Le prospettive sono promettenti anche dal
punto di vista delle organizzazioni di ricerca.
Sono disponibili molte forme di capitale e la tec-
Fonte: 2000 EVCA Yearbook
30
Pensare globalmente,
investire localmente
15
10
5
0
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
In questi ultimi anni le tendenze di mercato hanno condotto a un aumento spettacolare delle iniziative di capitale di rischio.
nologia attrae l’attenzione dei gestori di fondi di
capitale di rischio più esperti. Ma solo le idee più
grandi possono attirare il finanziamento. Le
imprese in fase embrionale devono essere preparate ad inserire nel loro piano imprenditoriale
l’ingegneria di prodotto e il marketing già
durante la fase iniziale.
Vincoli giuridici
Il centro brevetti Fraunhofer di Monaco assiste
gli inventori finanziando il processo di brevettazione e offrendo consulenza per lo sfruttamento
commerciale.Sempre più spesso chi viene aiutato
è interessato principalmente non a dare in licenza
il suo brevetto all’industria, ma ad avviare la propria impresa. Le leggi nazionali e federali rendono
quasi impossibile alle università e agli altri organismi del settore pubblico partecipare al pacchetto
azionario di nuove imprese basate su invenzioni
che essi stessi hanno contribuito a finanziare. Al
tempo stesso, i fondi di capitale di rischio sono
riluttanti a investire in nuove imprese che devono
versare forti diritti di licenza per tecnologie indispensabili che sono brevettate.
Per superare questo problema, nel maggio
2000 il centro brevetti Fraunhofer ha istituito
una nuova società di assistenza alle fasi preliminari: la Ventratec. La società tratta accordi di
costituzione di nuove aziende e sostiene le
imprese in fase di sviluppo concedendo in
licenza le loro invenzioni in cambio della partecipazione azionaria. Essa contribuisce anche a
identificare i potenziali progetti che potrebbero
tradursi in una nuova impresa, e li aiuta ad ottenere il finanziamento di capitali di rischio e a
individuare partner strategici.
3. Reti e ostacoli
Incoraggiati dall’esperienza, e dal sostegno
dei programmi UE (v. Finanziamento dell’innovazione: presente e futuro), i centri di ricerca
creano sempre più spesso delle reti destinate a
incoraggiare lo sviluppo di giovani imprese.
Quando raggiungono una massa critica, queste
reti rendono più attraente per i fondi di capitale
di rischio l’investimento nelle imprese nate dalla
ricerca. Esse creano una piattaforma per approfondire i legami con gli utenti finali industriali delle tecnologie prodotte dalle imprese
nate dalla ricerca. In tutta Europa, sono disponibili nuovi servizi di collegamento industriale,
incubazione di imprese e consulenza in materia
giuridica, imprenditoriale e sulla protezione
delle proprietà intellettuale. Ciò stimola la creazione di imprese derivanti dalla ricerca.
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
© SensAlyse
Le alleanze strategiche tra gli istituti di ricerca e le imprese
possono superare molti ostacoli che si frappongono allo
sfruttamento dei risultati della ricerca.
Il fattore decisivo
è la collaborazione
Philip Ternouth del vivaio di imprese di Manchester KM Ventures afferma che il fattore determinante per la riuscita dello sviluppo consiste
nel trovare i collaboratori giusti: sia i partner dell’impresa sia gli investitori di capitale di rischio.
“La maggior parte delle imprese opera con
diversi partner durante le varie fasi di sviluppo
dei prodotti, di produzione e fornitura. Le reti
possono essere modellate e modificate a
seconda della domanda del mercato”, egli dice.
La SensAlyse, per esempio, aveva iniziato
come un gruppo di soli due ricercatori che sviluppavano tecnologie provenienti dal dipartimento di Biochimica molecolare, della scuola di
medicina dell’università. Il prodotto che ● ● ●
Il sostegno della società di trasferimento di tecnologia dell'Università di
Manchester ha consentito alla SensAlyse di compiere il balzo dal mondo
della ricerca medica al mercato vinicolo internazionale.
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●●●
Il finanziamento dell’innovazione:
presente e futuro
avevano messo a punto era un sensore capace di
analizzare componenti essenziali del vino. Era
stato sviluppato a partire da una tecnologia inizialmente destinata alla misurazione in tempo
reale della glicemia. La possibilità di svilupparlo
per l’impiego nel settore vinicolo è nata grazie a
un contatto stabilito tra la società di trasferimento di tecnologia dell’Università di Manchester, la Vuman, e l’Institut National de Recherche
Agricole, avente sede in Alsazia.
Il sostegno ai vivai di imprese e ad altre iniziative volte a
incoraggiare lo sviluppo di imprese derivanti dalla ricerca
è una componente importante delle future politiche UE.
Gli investimenti UE nel futuro
matica), alla ricerca, e all’infrastruttura di informazione e comunicazione. L’aiuto alle PMI è
una componente indispensabile, particolarmente per aggiornare il materiale informatico,
e per incoraggiare lo sviluppo di nuove
imprese innovative, per esempio nei vivai di
imprese e nei parchi scientifici. Ulteriori capitali
di rischio per 1 miliardo di euro saranno messi
a disposizione nell’ambito di Innovation 2000,
tramite il FEI.
Una nuova iniziativa di sostegno della Commissione europea, G2F (Gate 2 Financing), è un
sistema di reti professionali che consente ai
quattro maggiori gruppi di operatori che interagiscono con le imprese derivanti dalla ricerca di
scambiarsi le esperienze e le migliori pratiche(1):
● società di gestione di capitale di rischio per
le fasi iniziali delle imprese
● vivai di imprese, strutture acceleranti e fondi
di avviamento
● uffici di collegamento con l’industria
● scuole commerciali e formatori all’imprenditorialità
I servizi del G2F - collegamento in rete, informazione degli investitori e portale per lo scambio di opportunità su base paneuropea - sono
stati avviati nel marzo 2001, mentre le reti
dovrebbero entrare in servizio in giugno(2).
(1) V. ‘Una nuova porta d’accesso all’innovazione’,
fascicolo 1/01.
(2) Per maggiori informazioni si veda all’indirizzo
http://www.cordis.lu/finance/
Nell’ambito dell’iniziativa della BEI Innovation 2000 sarà disponibile sicuramente denaro
liquido. Uno stanziamento di 12-15 miliardi di
euro nei prossimi tre anni è riservato alla formazione (specialmente alle qualifiche in infor-
Insieme più forti
Costituire alleanze di ricerca come questa può
essere una soluzione efficace contro uno degli
ostacoli che si frappongono allo sfruttamento
efficace dei risultati della ricerca. È molto poco
probabile che un piccolo gruppo di ricerca abbia
accesso a tutte le cognizioni necessarie per sviluppare appieno il potenziale delle sue ricerche.
Secondo Cathy Garner, amministratrice della
Ricerca e imprenditorialità presso l’Università di
Glasgow, la creazione di una rete può offrire soluzioni al problema della carenza di competenza
nella ricerca, dell’accesso limitato ai mercati e
della scarsità dei mezzi finanziari disponibili per lo
sviluppo.Le alleanze possono essere utilizzate per
accentuare il potere contrattuale, specialmente in
rapporto ai fondi di capitale di rischio. Esse attirano gli investimenti e ripartiscono l’onere della
protezione della proprietà intellettuale.
4. I vantaggi delle
buone pratiche
Le attuali attività volte a
promuovere le buone pratiche
dovrebbero contribuire concretamente a migliorare la
competitività europea.
La diffusione delle buone pratiche è particolarmente importante perché la maggior parte
Figura 5: Complementarità degli strumenti
Programma
Innovazione e PMI
BEI
iniziative ‘leggere’:
- creazione di reti
- formazione
- strumenti (servizi di informazione,
portali web ecc.)
denaro liquido,
prestiti, investimenti
Info
• U. Bundgaard-Joergensen,
Mermaid Venture (G2F coordinamento e
formazione)
Tl. +45 3964 2396
Fx. +45 3964 2399
[email protected]
• K. Vandenbempt,
Università di Anversa (G2F portale web)
Tl. +323 220 4038
Fx. +323 220 4420
[email protected]
24
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
R&S
parchi
scientifici
vivai di
imprese
fondi di
avviamento
capitale di
rischio
PMI
innovative
Il ‘sistema di innovazione’
Sia lo stanziamento di fondi sia le misure di sostegno leggere contribuiscono alla
creazione di PMI innovative di successo a partire dalla ricerca di base.
Fonte: Commissione europea DG Imprese
Gli strumenti UE utilizzati attualmente per
finanziare l’innovazione, delineati da Marc Verlinden, della DG Imprese, unità Politiche dell’innovazione, riguardano quattro aspetti:
● Migliorare l’afflusso di capitali di rischio:
la Banca europea per gli investimenti (BEI), il
Fondo europeo per gli investimenti e l’iniziativa della Commissione europea Crescita e
occupazione
● Aumentare la capacità dei fondi di capitale di rischio: I-TEC (Innovation and Technology Equity Capital), CREA (Seed Capital Initiative), Eurotech Data
● Sostegno alle organizzazioni di collegamento: EVCA (European Venture Capital Association), EASD (European Association of Securities Dealers), EBAN (European Business Angel
Networks)
● Identificazione e scambio delle buone pratiche: Quadro comparativo dell’innovazione,
progetto di policy exchange FIT,Tavola rotonda
dei banchieri
Le iniziative offrono contributi complementari alla creazione di nuove imprese. I fondi erogati dalle iniziative di prestito e investimento
del primo obiettivo sono integrati da quelli che
affrontano questioni dai contorni più sfumati:
per esempio aiutare le imprese in fase embrionale a evolvere in entità indipendenti, produttive e capaci di sostenersi autonomamente
(figura 5).
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delle imprese nate dalla ricerca opera in settori
altamente innovativi come le tecnologie dell’informazione, il software e le scienze biomedicali, in cui si concentrano il sostegno del settore
pubblico e gli investimenti dei fondi di capitale
di rischio. In questa situazione, il miglioramento
delle tecniche di gestione e una maggiore chiarezza dei piani imprenditoriali hanno la massima
probabilità di accentuare le prestazioni delle
nuove imprese.
Lascia più in dubbio l’interrogativo connesso
se queste attività proteggeranno la riserva di
competenza europea, riducendo la fuga verso
S T U D I O
gli USA di ricercatori altamente qualificati(1). Le
possibilità di finanziamento della ricerca oltre
che per la sua applicazione vengono sempre più
ricercate a livello globale, non solo nell’ambito di
un paese o dell’UE. Tuttavia, il miglioramento
della competitività, forse derivante da altri cambiamenti sul fronte normativo, come una
migliore protezione della proprietà intellettuale
mediante il nuovo brevetto comunitario,
potrebbe incoraggiare i ricercatori europei a
restare.
●
(1) V. pag. 6 in questo numero.
Info
• M. Verlinden, Commissione europea
DG Imprese
Direzione Innovazione
Politica per l’innovazione
Tl. +352 4301 34194
Fx. +352 4301 34129
[email protected]
http://www.cordis.lu/finance/
• R. Forster, Bannock Consulting
Tl. +44 207 535 0213
Fx. +44 207 535 0201
[email protected]
http://www.incubator-financing.com/
E S E M P L I F I C A T I V O
Unispin: il meglio
dei rapporti di rete
Partecipanti a un seminario Unispin
all’Università di Linköping.
Otto partner di sei paesi ricorrono ai seminari Unispin per scambiarsi
le esperienze e promuovere la creazione di imprese di derivazione accademica.
Unispin è nato nel 1997 come progetto di
innovazione, dai programmi esistenti a favore
delle imprese di derivazione accademica, svolti
dall’Università di Twente (Paesi Bassi), dall’Università di Linköping (Svezia), dal Dundalk Institute of Technology e dall’Università dell’Ulster
(Irlanda e Irlanda del Nord)(1). Come spiega
Peter van der Sijde dell’Università di Twente,
“Ciascuno dei tre programmi è stato un successo
nel proprio paese. Ci siamo prefissati di individuare le caratteristiche comuni, da utilizzare
come base per tracciare lo schema di un programma di creazione di imprese di derivazione
accademica”.
L’impostazione di Unispin nell’aiutare i centri
di ricerca a sviluppare programmi a favore della
creazione di imprese derivate prevede l’analisi
delle politiche universitarie e regionali a fronte
delle conoscenze e delle migliori pratiche nei
programmi dedicati alle imprese derivate. Dopo
aver sviluppato un programma, un’università, un
laboratorio di ricerca o un altro centro può utilizzare la propria esperienza per sostenere le singole imprese derivate.
Programma di seminario
Durante i 36 mesi in cui ha funzionato come
progetto UE, Unispin ha organizzato quattro
seminari: a Twente, Roma, Linköping e Dundalk.
Nel corso di questi non si sono riuniti i ricercatori, ma i responsabili degli uffici di collegamento tra università e industria: ossia, persone
che possono influire sullo sviluppo della ricerca
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
piuttosto che eseguirla. I seminari hanno permesso ai partecipanti di scambiare esperienze e
di esaminare metodologie per la costituzione di
nuove imprese.
I seminari hanno messo in evidenza i fattori
decisivi per il successo di un programma dedicato alle imprese derivate, e sono:
● un centro di ricerca disposto a mettere in
comune le conoscenze con gli imprenditori.
Come osserva Van der Sijde:“Se siete in una torre
d’avorio, è meglio lasciar perdere”.
● un fautore del cambiamento operante a
livello politico
● un centro di ricerca che interagisce con l’ambiente locale
Van der Sijde ritiene che lavorare in piccoli
gruppi di cinque o sei persone sia l’ideale, perché nel giro di un’ora tutti i componenti del
gruppo possono discutere gran parte dei problemi con cui sono confrontati nella loro realtà
quotidiana.“Nella maggior parte dei casi”, spiega,
“un certo tipo di impostazione o soluzione può
essere trovata perché altri del gruppo hanno
incontrato il problema in precedenza”.
Da un questionario inviato ai partecipanti ai
quattro seminari a distanza di circa 18 mesi, nel
corso del 1999, è emerso che mentre Unispin
intendeva coinvolgere 30 regioni, il progetto ha
attirato rappresentanti di 68 regioni. Diciotto di
queste avevano già organizzato programmi a
favore delle imprese derivate, che avevano generato circa 50 imprese. Da allora sono stati sviluppati altri programmi, tra cui l’Enterprise Fellow-
ship Scheme, dello Science Park dell’Università
di Warkwick, un programma a favore delle
imprese derivate dedicato a tre università, che si
prevede divengano otto. Un altro risultato è
stato il programma a favore delle imprese derivate del Galles, che interessa tutte le 11 università di questa regione. “Occorre un impegno
totale dei responsabili delle politiche universitarie, dei ricercatori, dei sostenitori regionali come
le agenzie di sviluppo regionale, i centri di innovazione e degli investitori informali”, dichiara
Van der Sijde.“Richiede tempo”.
Andare avanti
Terminato il progetto Unispin iniziale, i partner hanno continuato i seminari. Dal 1999, la formula è stata utilizzata a Praga e a Cardiff, e di
nuovo a Twente e Dundalk. Il prossimo seminario si svolgerà a maggio a Barcellona. Complessivamente si sono avuti oltre 200 partecipanti provenienti da 17 paesi.
(1) I partner del consorzio Unispin erano: Università di
Twente, Istituto di Tecnologia di Dundalk, Università
di Linköping, Università dell’Ulster, TII, Van der Meer
& Van Tilburg consulenti per l’innovazione, BTCTwente, Consorzio Catania Ricerche.
Info
P. van der Sijde, Università di Twente
Tl. +31 53 489 4694
Fx. +31 53 489 2000
[email protected]
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AGGIORNAMENTI SUL PROGRAMMA
P R O G R A M M A
e C O N T E N T
Capitalizzare sul contenuto
Nel momento in cui più aziende virtuali fornitrici di contenuti passano in
negativo e anche giganti di Internet come Amazon e Yahoo! registrano un
andamento dei benefici preoccupante, entra in funzione il nuovo programma
della Commissione eContent.
no dei maggiori vantaggi
dell’Europa nella nascente
economia virtuale è costituito dall’ottimo livello dei suoi produttori
di contenuti, tra cui: diffusori, editori e cineasti. Inoltre, secondo
Roberto Cencioni, del programma
della Commissione eContent, la
capacità dell’Europa di tradurre e
adattare i contenuti in diverse lingue e culture sarà una fonte decisiva di competitività per distribuire
questi contenuti sul mercato mondiale.
Resta solo un problema. Nessuno produce introiti con i contenuti web. L’anno scorso un numero
impressionante di imprese virtuali
ha cessato l’attività, e grandi produttori di contenuti come Disney e
News Corp hanno ridotto o addirittura abbandonato il settore Internet. Anche Yahoo! – il migliore marchio della rete – ha preso atto del
calo dei ricavi pubblicitari ed è alla
ricerca di nuove forme di introito.
Secondo quanto ha dichiarato
Eric Scheirer della Forrest Research,
in un intervento alla conferenza
Milia 2001 svoltasi lo scorso febbraio, il modello pubblicitario continuerà a sostenere l’industria dei
contenuti, ma non per altri due
anni. Molti delegati erano scettici.
In ogni caso, poche PMI sopravviveranno così a lungo.
Resta qualche speranza per le
imprese virtuali fornitrici di contenuti, oppure gli introiti prodotti
dalla pubblicità e dal commercio
elettronico dovranno essere integrati in qualche altro modo? E in
quale modo, eventualmente?
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Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
© 2000 Universal Pictures - Photo: Phil Bray
U
Convergenza di mondi: l’anno scorso, la società francese Vivendi è
stata il primo distributore mondiale di acqua. Oggi, come Vivendi Universal, è al secondo posto mondiale tra i gruppi del settore dei media.
I consumatori saranno
disposti a pagare?
Una cosa è certa: gran parte dei
consumatori non è disposta a
pagare per la maggior parte dei
contenuti disponibili su Internet. “I
consumatori ritengono di pagare
già i contenuti di Internet, perché
pagano l’accesso a Internet”, ha
fatto notare Ron Geller della Sony
Pictures Digital Entertainmet nel
suo intervento alla Milia. “A parte i
servizi finanziari e la pornografia,
sono pochissime le società che riescono a percepire introiti con il
modello del pay-per-use o dell’abbonamento”.
Questo è il principale insegnamento ricavato in questi ultimi
anni. La maggior parte dei contenuti distribuiti su Internet è creata
per la fruizione offline: su carta
stampata, mediante trasmissione
radio o televisiva.“La gente semplicemente non considera che questi
contenuti debbano essere pagati di
nuovo su Internet. La gente preferi-
sce guardare la tv in televisione, o
leggere il giornale sul treno”, ha
detto Geller.“Su Internet i consumatori sono disposti a pagare solo per i
contenuti che colpiscono ‘vicino al
cuore’: il sesso, il denaro, la salute, gli
svaghi, l’immagine personale”.
Globalizzare e adattare con eContent
Che cosa devono fare, allora, i
fornitori di contenuti europei? “Personalizzare e adattare i contenuti
alla realtà locale”, secondo Per Haugaard, portavoce di Erkki Liikanen,
commissario europeo per le Imprese e la società dell’informazione. “Esistono immense opportunità per adattare servizi a valore
aggiunto a seconda della lingua,
della cultura e del posto. Questa è
una prerogativa propria a Internet
e alla telefonia mobile della prossima generazione”.
È in questa direzione che punta
l’attuale invito a presentare proposte per il programma eContent(1).
A ciò si aggiunge un più ampio
spiegamento e sfruttamento delle
informazioni del settore pubblico.
A metà marzo è stato pubblicato il
bando riguardante la fase di definizione e la fase dimostrativa dei progetti, oltre che le misure di accompagnamento destinate ai nuovi
operatori di mercato, le migliori
pratiche e lo scambio di competenze. Solo per i progetti dimostrativi vi è una scadenza: il 15 giugno.
“Internet permette alle imprese
di allacciare scambi commerciali
con il mondo, ma nessuno è disposto ad acquistare se esse non adattano i prodotti alla realtà locale, globalmente”, spiega Roberto Cencioni
del programma eContent. “Occorrono nuove strategie, alleanze e tecnologie. E l’Europa, con la sua
varietà culturale nell’ambito di un
mercato unico, è in posizione unica
●
per svilupparle e utilizzarle”.
(1) Le pagine web del programma
eContent si trovano all’indirizzo
http://europa.eu.int/comm/information_society/econtent/index_en.htm
Info
R. Cencioni, Commissione europea
DG Società dell’informazione
Programma eContent
Fx. +352 4301 34999
[email protected]
http://www.cordis.lu/econtent/
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CONFERENZE
NAROSSA 2001 + incontro di
partenariato
EAEC 2001: giornata di
trasferimento tecnologico
Nanotechnology - ‘Andare
incontro agli investitori’
10-12 giugno, Magdeburgo (Germania)
21 giugno, Bratislava (Slovacchia)
Settembre, Londra (Regno Unito)
In corrispondenza della fiera commerciale di
Narossa sulle materie prime rinnovabili, le
imprese avranno la possibilità di presentare i
loro ultimi prodotti e i risultati delle loro ricerche. L’incontro di partenariato sarà focalizzato
sulla produzione, sulla biotecnologia vegetale e
sulle colture vegetali, sui prodotti industriali, sull’uso energetico e sui servizi. Il Centro di collegamento per l’innovazione per la Bassa Sassonia
centrale sta preparando un catalogo in cui sono
presentati i profili delle imprese e le rispettive
offerte e domande di tecnologia innovativa, che
sarà distribuito durante la manifestazione e
potrà essere richiesto via e-mail.
Per accompagnare il Congresso Europeo del
settore Automobilistico, la giornata di trasferimento tecnologico si rivolge a: i dirigenti del settore automobilistico provenienti dagli Stati
membri UE e dai paesi associati; i rappresentanti
di governo; i fornitori; gli utenti di strumenti specializzati e gli istituti di ricerca.
Gli individui che hanno nuove idee per le
imprese che si occupano di nanotecnologia, le
nuove imprese, e le società che hanno bisogno
di nuovi fondi, sono invitati a presentare i loro
piani imprenditoriali entro la fine di giugno, che
saranno esaminati da un gruppo di investitori in
vista di un eventuale finanziamento. Le dieci
migliori proposte potranno essere presentate
agli investitori per richiedere l’apporto di fondi
cospicui, nel corso di questa manifestazione speciale che si terrà a Londra in settembre.
Info
P. Richter, IRC Bassa Sassonia
Tl. +49 391 744 3542
Fx. +49 391 744 3544
[email protected]
http://www.narossa.de/
Strutture critiche
Conferenza mondiale IASP sui
parchi scientifici e tecnologici
10-13 giugno, Bilbao (Spagna)
Il tema della Conferenza IASP 2001 è ‘I parchi
scientifici e tecnologici nell’economia della conoscenza e nell’economia digitale’. L’obiettivo principale consiste nel compiere una valutazione
complessiva del ruolo che devono svolgere i parchi scientifici, i vivai di imprese e le università di
fronte alle sfide e alle opportunità della società
dell’informazione e dell’economia digitale.
Info
J. Studenik, IRC Slovacchia
Tl. +421 7 5441 7515
Fx. +421 7 5441 7522
[email protected]
http://irc-slovakia.sk/tool/
26-29 giugno, Delft (Paesi Bassi)
Infrastrutture di trasporto, telecomunicazioni,
approvvigionamento e distribuzione sono
diventati fondamentali per il funzionamento e la
sicurezza della società. I sistemi richiesti per
offrire questi servizi fondamentali sono soggetti
a rapidi cambiamenti istituzionali, innovazioni
tecnologiche e alla crescente domanda di sostenibilità e qualità del servizio.
La Quinta Conferenza Internazionale sulle
Politiche della Tecnologia e sull’Innovazione proporrà sedute plenarie, presentazioni di documenti, seminari ed esposizioni. Alle sedute plenarie interverranno eminenti oratori. Le sedute
previste per la presentazione dei documenti e i
seminari, suddivisi in cinque indirizzi, comprenderanno brevi interventi e tavole rotonde.
Info
Segreteria tecnica
Tl. + 34 943 42 81 11
Fx. + 34 943 42 80 55
[email protected]
http://www.iaspbilbao2001.org/
Info
C. Roldanus, Università Tecnologica di Delft
Tl. +31 15 278 1150
Fx. +31 15 278 4811
[email protected]
http://www.delft2001.tudelft.nl/
EGII: gestire il mosaico
Innovate 2001
13-15 giugno, Potsdam (Germania)
27-29 giugno, Londra (Regno Unito)
Tra i temi trattati nel settimo seminario sull’informazione geografica e i sistemi di informazione geografica, organizzato dalla Commissione europea, figurano:
● dal locale al globale, sistemi di riferimento
comuni, politiche in materia di dati, metadati e
norme
● visualizzazione, realtà virtuale, analisi spaziale,
servizi di dati spaziali e interoperabilità
● mercato di massa, mercati specializzati, business to business, business to client
● GIS mobile, tecnologie radio, integrazione
Si incoraggia particolarmente la partecipazione dei partner dei progetti finanziati dal
Quinto programma quadro per la ricerca.
Negli ultimi due anni, il successo della Fiera
internazionale delle invenzioni di Tomorrow’s
World della BBC ha dato agli inventori e alle
imprese innovative la possibilità di presentare le
loro idee al mondo degli affari e al pubblico.
Quest’anno, una nuova manifestazione sarà più
mirata verso il mondo degli affari, con lo scopo
di incoraggiare lo scambio di idee tra fabbricanti
innovativi e società multinazionali, oltre ai collegamenti e alle joint venture con le università e
gli istituti di ricerca. Si prevede che un gran
numero di imprese del Regno Unito e del resto
d’Europa presenteranno le loro nuove idee e i
loro progetti.
Info
K. Fullerton, Commissione europea
CCR Istituto delle applicazioni spaziali
Tl. +39 0332 789 101
Fx. +39 0332 789 803
[email protected]
http://www.ec-gis.org/Workshops/7ec-gis/
Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
Info
J. Strang, Istituto di nanotecnologia
Tl. +44 1786 447 520
Fx. +44 1786 447 530
[email protected]
http://www.nano.org.uk/
Energia rinnovabile per
un’Europa competitiva
4-6 ottobre, Wels (Austria)
Con questo incontro di partenariato internazionale, organizzato dal Centro di collegamento
per l’innovazione dell’Austria centrale e dal
gruppo tematico IRC per l’energia rinnovabile, si
intende riunire imprese, centri di ricerca e università attive nei campi dell’energia solare termica, solare fotovoltaica, della bioenergia, dell’energia eolica, dell’energia geotermica e nel
campo del finanziamento dei progetti.
Info
A. Moser, IRC Austria
Tl. +43 1 524 0606 11
Fx. +43 1 524 0606 99
[email protected]
http://www.danube.or.at/
Info
M. Cook, BBC
Tl. +44 1202 762 252
Fx. +44 1202 765 009
[email protected]
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Nota
PUBBLICAZIONI
KI-NA-19-381-EN-C;
ISBN 92-828-9632-3; €7
Entrepreneurial and Business
Angel Financing
Abbonamento annuale €50
Questa rivista trimestrale pubblicata dalla
EBAN (European Business Angel Network) sostituisce la newsletter EBAN, che ha registrato
un’ottima accoglienza. Essa tratterà tutti gli
aspetti del finanziamento azionario per le attività imprenditoriali - dagli aspetti giuridici e
fiscali alla valutazione delle aziende e alle strategie di disimpegno. Questa rivista mira a fornire
agli ‘investitori informali’ e agli investitori di capitale di rischio le informazioni pratiche sui nuovi
sviluppi, recensioni di opere e articoli sul tema, e
segnalazioni di manifestazioni interessanti.
Info
Intersentia NV
Tl. +32 3 680 1550
Fx. +32 3 658 7121
[email protected]
http://www.intersentia.be/
Secondo la relazione, durante il primo anno
dell’iniziativa della Banca europea per gli investimenti Innovation 2000, che sostiene i progetti
che promuovono l’innovazione nell’Unione
europea, l’imprenditorialità e le tecnologie dell’informazione hanno ricevuto notevole impulso.
Ma la BEI si sta ancora familiarizzando con il settore R&S.
La BEI ha approvato 26 progetti finanziati per
oltre 2,5 miliardi di euro, molti dei quali operano
nelle regioni dell’obiettivo 1 in Spagna, Germania orientale e Grecia. I finanziamenti sono
diretti su cinque aree: formazione del capitale
umano, ricerca e sviluppo, reti di tecnologia dell’informazione e delle comunicazioni, diffusione
dell’innovazione e sviluppo delle PMI e dell’imprenditorialità. In quest’ultima area sono stati
varati due programmi che nell’ambito del programma pluriennale UE per le PMI forniscono
garanzie del Fondo europeo per gli investimenti
per i prestiti di microcredito.
Info
http://eib.eu.int/pub/divers/i2i_en.pdf
Relazione annuale della
Commissione europea sulla
RST nel 2000
L’ultima relazione annuale sulle attività di
ricerca UE riguarda un periodo in cui la politica
di ricerca è diventata più ambiziosa e ha assunto
un profilo politico più rilevato. Vengono
descritte le prime reazioni alla comunicazione
‘Verso uno spazio europeo della ricerca’, e viene
passato in rassegna l’avvio del Quinto programma quadro per la ricerca. Secondo la relazione, la risposta massiccia ai primi inviti a presentare proposte è incoraggiante, specialmente
perché riflette la partecipazione significativa da
parte dei paesi in fase di preadesione, che ora
sono associati al Programma quadro. È messo in
evidenza il particolare impegno profuso per
incoraggiare la partecipazione delle donne, per
conformarsi ai principi etici fondamentali, e “per
riconciliare il bisogno di coerenza e rigore amministrativo con la facilità di accesso”.
Info
http://europa.eu.int/comm/research/
report2000.html
Joint ESA/EC Document on a
European Strategy for Space
Secondo questa relazione commissionata dall’Agenzia spaziale europea, l’Europa deve usare
lo sviluppo dello spazio come uno strumento
per raggiungere i suoi grandi obiettivi economici e ambientali. “Non possiamo continuare a
vedere la politica spaziale come separata dalle
altre attività europee”, si afferma nella relazione.
Tra le raccomandazioni figurano: un più stretto
rapporto tra Agenzia spaziale europea e Unione
europea; e l’uso degli sviluppi dell’Agenzia come
potenziali attività imprenditoriali.
Info
http://ravel.esrin.esa.it/docs/wisemen_
report.pdf
A B B O N A M E N T O
Innovazione & Trasferimento Tecnologico è una pubblicazione gratuita
Per essere aggiornati su tutte le azioni dell’Unione europea relative all’innovazione e al trasferimento tecnologico: notizie di
politiche, notizie sul programma Innovazione e PMI, risultati e attività dei programmi di ricerca, studi esemplificativi,
calendario delle conferenze, nuove pubblicazioni.
Scrivere chiaramente
NOME E COGNOME: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
INDIRIZZO: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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• Per ricevere più copie, indicare il quantitativo desiderato:
• Lingua richiesta: ❑ Inglese ❑ Francese ❑ Tedesco ❑ Italiano ❑ Spagnolo
• Per modificare un abbonamento già in corso, indicare il numero d’abbonamento: 0/
(si veda la fascetta
di spedizione)
Per abbonarsi, compilare la cartolina e inviarla a: Innovation-Helpdesk, DG Imprese, Direzione per
l’Innovazione, EUFO 2286, L-2920 Lussemburgo. Fax: +352 4301 32084. E-mail: [email protected]
Indirizzo web: http://www.cordis.lu/itt/itt-it/home.html
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Vo l . 3 / 0 1 ● M a g g i o 2 0 0 1
I n n o v a z i o n e & Tr a s f e r i m e n t o Te c n o l o g i c o
NB-AJ-01-003-IT-C
Questa pubblicazione della Commissione
europea descrive le attività di ricerca dell’UE nel
campo della sostenibilità urbana, e spiega al
pubblico generale l’azione chiave ‘Città del
domani e patrimonio culturale’. Vengono esaminati il contesto e gli obiettivi dei quattro temi
dell’azione chiave: pianificazione e gestione
delle città, patrimonio culturale, ambiente edificato e trasporti urbani. Sono presentati anche gli
obiettivi e i metodi di lavoro dell’azione chiave, a
uso dei potenziali partecipanti al programma di
ricerca.
Relazione sullo stato d’avanzamento dell’iniziativa della BEI
Innovation 2000
08 15 16
Design for Living - the European City of Tomorrow
Le pubblicazioni sono gratuite salvo indicazione contraria. Se non sono forniti dati di
contatto specifici per ottenere una pubblicazione, e se il prezzo indicato è espresso in
euro, la pubblicazione può essere acquistata
presso l’ufficio nazionale vendite e abbonamenti dell’Ufficio delle Pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee (EUR-OP). Gli
indirizzi si trovano nella maggior parte delle
pubblicazioni della Unione europea, su www
(http://eur-op.eu.int/general/it/s-ad.htm) o
presso l’Ufficio delle Pubblicazioni ufficiali
(Fx. +352 2929 42759).
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