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Istituzione Centro Previsioni e Segnalazioni Maree
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Istituzione Centro Previsioni e Segnalazioni Maree
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• l’acqua alta a Venezia:
cause, dati storici e statistiche 5 - 19
• l’Istituzione C.P.S.M. 20
• la previsione della marea
e i servizi di informazione 20 - 31
• il calcolo della marea astronomica 32 - 34
• previsioni di marea astronomica 2011 35- 47
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Istituzione
Centro Previsioni
e Segnalazioni Maree
a cura di:
Franca Pastore
Lucia Zampato
Presidente:
Luigi Alberotanza
Direttore:
Paolo Canestrelli
collaborazione scientifica:
Alberto Tomasin
Università Ca’ Foscari, Venezia
Istituto di Scienze Marine del Consiglio
Nazionale delle Ricerche, Venezia
progetto grafico:
Fabrizio Olivetti
foto:
Francesco Barasciutti
Archivio ICPSM
stampa:
Grafiche Veneziane
novembre 2010
I dati di marea utilizzati per le
elaborazioni fanno riferimento
alla pubblicazione:
“La serie storica delle maree a
Venezia, 1872-2004”
(Battistin e Canestrelli, 2006).
I valori degli estremali di marea
dal 1872 al 1922 compreso sono stati
dedotti da fonti diverse (Genio Civile
in Bollettini statistici del Comune,
Bollettini dell’Ufficio Idrografico
del Magistrato alle Acque) e riferiti
a mareografi posizionati in diverse
località (Arsenale, Santo Stefano e
Punta Salute); quelli dal 1923 al 1982
sono tratti dalle tabelle originali
del mareografo di Punta Salute
conservate presso il Servizio
Idrografico e Mareografico di Venezia;
infine i dati dal 1983 al 2009 sono stati
rilevati dal mareografo di Punta
della Salute dell’Istituzione Centro
Previsioni e Segnalazioni Maree.
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2011
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Il calendario delle maree, apprezzato da coloro che, per lavoro
o per passione, vivono nella laguna di Venezia, torna anche per
il 2011 proponendosi come guida pratica per il cittadino.
L’opuscolo fornisce alcune notizie utili per conoscere il fenomeno
mareale a Venezia e la sua evoluzione dalla fine del XIX secolo
ad oggi: i dati storici di livello osservato in città vengono
presentati in forma grafica, per evidenziare in particolare i
cambiamenti nella frequenza degli eventi di acqua alta.
Nel descrivere le attività che l’Istituzione Centro Maree
svolge da quasi trent’anni, sono riportate in dettaglio tutte
le informazioni necessarie per accedere ai diversi servizi offerti
all’utenza cittadina, al fine di assicurare una precisa e tempestiva
informazione sugli eventi di ‘acqua alta’.
Come ogni anno ci auguriamo che il presente lavoro sia utile
e gradito a tutti.
Le immagini riprodotte nel libretto ci riportano indietro nel tempo.
Registri, diagrammi, oggetti vari, ed altro ancora, a testimonianza
del paziente lavoro svolto fin dai primi anni del Novecento presso
l’Osservatorio dell’Ospedale al Mare del Lido di Venezia. Il tutto
conservato presso gli uffici dell’Istituzioni Centro Previsioni e
Segnalazioni Maree che si è impegnata al recupero di quanto
lasciatoci in eredità dai meteorologi dei tempi passati.
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L’“acqua alta”
A sinistra registro dei dati
meteorologici del febbraio 1929,
a destra il volume
“Inverno 1928 -1929 a Venezia”,
P. Francesco Saverio Zanon, 1929.
Pagina 5
La marea che supera a Venezia la soglia di attenzione di +80 cm
sopra lo zero mareografico di Punta Salute viene comunemente
indicata come “acqua alta”: a questa quota sorgono problemi di
trasporto e di viabilità pedonale nei punti più bassi della città
(Piazza San Marco). Quando la marea supera i 100 cm,
il fenomeno inizia ad interessare tratti più consistenti dei percorsi
cittadini. A quota +110 cm, circa il 14% della città è interessata
dagli allagamenti. Quando invece si raggiungono i +140 cm,
viene allagato il 54% della città (vedi anche pag. 28).
La marea osservata a Venezia può essere pensata come la somma
di due componenti: la marea astronomica, correlata al moto
dei corpi celesti, principalmente Luna e Sole, e il contributo
meteorologico dovuto allo stato dell’atmosfera. In condizioni
normali il contributo meteorologico è piccolo e il livello che si
osserva coincide approssimativamente con la marea astronomica.
In caso di condizioni meteorologiche sfavorevoli, tipicamente
bassa pressione e forti venti di scirocco, il contributo
meteorologico diventa importante: se si verifica
contemporaneamente a un massimo di marea astronomica, esso
può produrre il fenomeno dell’acqua alta.
Il contributo meteorologico può essere anche negativo, a seguito
di un’alta pressione, e determinare così notevoli basse maree.
All’aumento della frequenza degli eventi di acqua alta a Venezia
nel corso degli ultimi decenni, hanno contribuito fenomeni quali
l’eustatismo (innalzamento del livello del mare) e la subsidenza
(abbassamento del suolo per cause naturali o antropiche).
5
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La marea
astronomica
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Pagina 6
La marea astronomica è causata dall’attrazione gravitazionale che
i corpi celesti, principalmente Luna e Sole, esercitano sulla massa
d’acqua. È calcolabile con elevata precisione e con anticipo anche
di molti anni.
A Venezia la marea astronomica descrive una curva di tipo
prevalentemente semidiurno, con due massimi e due minimi nelle
24 ore.
Durante le fasi di luna nuova e di luna piena gli effetti del Sole
e della Luna si sommano, determinando le massime oscillazioni
di marea (sizigie).
Nei periodi di primo e ultimo quarto, invece, la marea è meno
ampia e meno regolare (quadratura) e possono esservi giorni con
un solo minimo e un solo massimo.
Secondo il metodo dell’analisi armonica, la marea astronomica
in un determinato luogo può essere calcolata come
sovrapposizione di oscillazioni sinusoidali, ciascuna caratterizzata
da una propria ampiezza e fase.
A Venezia sono sufficienti otto componenti armoniche
per descrivere la marea astronomica con precisione dell’ordine
di 1 cm (vedi anche pag. 32).
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Il contributo
meteorologico
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Ad alterare la regolarità della marea astronomica in modo a volte
notevole, intervengono fattori meteorologici e tra essi soprattutto
il vento e la pressione. Nel caso del mare Adriatico, bacino lungo
e stretto, chiuso nel lato superiore e aperto in quello inferiore,
un forte vento soffiante da sud-est (scirocco), lungo l’asse
longitudinale, produce un accumulo d’acqua verso l’estremità
chiusa. Il fenomeno viene favorito dalla lunga zona d’azione
disponibile per il vento (“fetch”) ed è ulteriormente amplificato
a causa dei bassi fondali della parte settentrionale dell’Adriatico.
Il contributo dovuto al vento può superare anche il metro
e provocare da solo fenomeni di inondazione.
Anche la bora, che spira da nord-est con intensità spesso superiore
allo scirocco, tende ad accumulare acqua verso la laguna, pur se in
misura minore a causa del fetch ridotto. Quando alla bora sull’alto
Adriatico si associa lo scirocco sul basso e medio Adriatico, si
verifica la cosiddetta “scontraura”, cioè la convergenza di correnti
marine provocate da venti da nord-est e sud-est.
Il fenomeno, noto fin dai tempi antichi, ha fatto registrare
numerosi eventi di marea eccezionale.
La pressione atmosferica altera il livello del mare con “effetto
barometrico inverso”: ad una diminuzione della pressione
corrisponde un aumento del livello e viceversa. Di conseguenza,
il passaggio di una perturbazione caratterizzata da un’area di bassa
pressione sul Nord Adriatico e una di alta al Sud provoca
uno spostamento della massa d’acqua verso l’area di pressione
più bassa, con una variazione che può arrivare anche a 20 cm.
7
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Le sesse
8
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Pagina 8
Nel loro passaggio le perturbazioni agiscono sulla marea con
una sorta di stimolo impulsivo, lo “storm surge”, in seguito
al quale l’Adriatico, a causa della forma del bacino, si comporta
come una cavità risonante: al cessare dell’impulso rimane
una situazione perturbata del livello marino, che si manifesta con
una serie di oscillazioni longitudinali e trasversali, le “sesse”,
la cui ampiezza si smorza nel tempo. L’oscillazione fondamentale,
longitudinale, ha un periodo di 22 ore circa.
Di quest’ultima componente bisogna tener conto nella previsione
di marea: accade infatti abbastanza spesso che nei giorni successivi
ad uno “storm surge”, grazie allo sfasamento di quasi
2 ore tra la periodicità della marea astronomica (circa 24 ore) e
la sessa (circa 22 ore), l’oscillazione possa trovarsi in fase con
il massimo di marea astronomica e provocare acqua alta.
Un esempio evidente si può osservare nella figura 1 che si riferisce
al periodo 12-15 febbraio 1972: il massimo contributo
meteorologico si era verificato nel giorno 12, mentre il livello
di marea osservata ha raggiunto il massimo valore
due giorni dopo, il 14 febbraio, nonostante il miglioramento
delle condizioni atmosferiche, quando marea astronomica e
contributo meteorologico si sono trovati più in fase.
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140
120
livello (cm)
100
80
60
40
20
0
0.00
-20
-40
12.00
0.00
12 feb. 1972
12.00
0.00
13 feb. 1972
12.00
0.00
14 feb. 1972
12.00
0.00
15 feb. 1972
-60
-80
contributo meteorologico
marea osservata
figura 1
livello di marea osservato a Venezia,
marea astronomica e contributo meteorologico
dal 12 al 15 febbraio 1972
marea astronomica
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La subsidenza e
l’eustatismo
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Al fenomeno acqua alta contribuiscono subsidenza ed eustatismo.
• La subsidenza, cioè lo sprofondamento del suolo per cause
naturali e antropiche, è dovuta principalmente all’emungimento
delle falde acquifere che in passato è stato cospicuo, specie nella
zona industriale di Marghera. Dal 1950 al 1970 l’abbassamento
medio del suolo nell’area veneziana è stato di circa 12 cm.
• L’eustatismo, innalzamento del livello del mare, è legato
alle variazioni climatiche del globo: dagli inizi del secolo scorso
agli anni ’70, la risalita eustatica a Venezia è stata di 9 cm.
Dal 1970 ad oggi l’aumento, osservato anche a Trieste e quindi
indipendente da subsidenza locale, è stato di circa 5 cm.
Questi due processi hanno contribuito a far variare nel tempo
il livello del mare (figura 2), che mediamente è circa 26 cm più
alto di quello del 1897.
Il grafico di figura 3 (eventi di marea ≥ +110 cm dal 1872 ad oggi)
mostra che per circa ottant’anni, fino al 1950, si è avuto un
andamento delle alte maree pressoché stazionario, mentre negli
ultimi decenni la frequenza è molto aumentata, fino a raggiungere
i 52 eventi nel decennio 2000-09 (figura 4).
Lo stesso comportamento si osserva nel grafico che rappresenta gli
eventi ≥ +120 cm (figura 5), arrivati ad una frequenza di 20 eventi
nell’ultimo decennio. In corrispondenza, le basse maree inferiori a
–50 cm (figura 6) sono sensibilmente diminuite nel corso
dell’ultimo secolo, arrivando a verificarsi solamente 4 volte
nell’ultimo anno. Tutto ciò va attribuito principalmente agli effetti
di eustatismo e subsidenza.
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livello (cm)
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figura 2
Variazioni del livello medio del mare
a Venezia, dal 1872 al 2009
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Pagina 12
18
17
16
15
12
figura 3
Distribuzione annuale delle alte maree
≥ +110 cm registrate a Venezia, dal 1872 al 2009
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figura 4
Distribuzione decennale
delle alte maree ≥ +110 cm,
registrate a Venezia,
dal 1872 al 2009.
Un colore diverso evidenzia i decenni
incompleti
/0 9
/9 9
00
20
/8 9
90
19
/7 9
80
19
/6 9
70
19
/5 9
60
19
/49
50
19
/3 9
40
19
/2 9
30
19
/1 9
20
19
/0 9
10
19
00
19
/8 9
/9 9
90
18
80
18
18
70
/7 9
35
figura 5
Distribuzione decennale
delle alte maree ≥ +120 cm,
registrate a Venezia,
dal 1872 al 2009.
Un colore diverso evidenzia i decenni
incompleti
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figura 6
Distribuzione annuale delle basse maree
< -50 cm, registrate a Venezia,
dal 1872 al 2009.
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Stagionalità
del fenomeno
figura 7
Distribuzione mensile delle alte
maree ≥ +110 cm registrate
a Venezia, dal 1872 al 2009.
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L’impatto delle alte maree sulla città è molto legato alla
distribuzione temporale del fenomeno. La frequenza massima
degli eventi si osserva a novembre, seguito da dicembre e ottobre:
in questi tre mesi si concentra circa il 75% degli eventi.
Nei rimanenti mesi la frequenza è molto bassa e nessun evento
si registra nei mesi di luglio e agosto.
Il mese di giugno che, da quando si osservano regolarmente le
maree, non aveva mai presentato fenomeni di acqua alta, ha visto
nel 2002 il verificarsi di un evento particolarmente importante
(6 giugno +121 cm).
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Variabilità diurna
figura 8
Distribuzione oraria degli estremali
≥ +110 cm registrati a Venezia,
dal 1872 al 2009
16
Pagina 16
La distribuzione dei casi di marea superiore a +110 cm nell’arco
della giornata è rappresentata in figura 8: gli eventi di acqua alta
sono molto più frequenti durante la mattinata, mentre nessun
evento si è mai verificato nel primo pomeriggio.
La causa di ciò è il concentrarsi dei massimi giornalieri di marea
astronomica nella mattinata durante i mesi autunnali, nei quali è
più probabile il verificarsi di un elevato contributo meteorologico.
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Valori caratteristici
della marea a Venezia
per il periodo
dal 1872 al 2009
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altezza massima
altezza minima
escursione massima
ampiezza massima
di marea
dalla alta alla bassa
dalla bassa alla alta
Valori di marea
≥ + 140 cm
registrati a Venezia
dal 1872 al 2009
+194 cm
–124 cm
+318 cm
4 novembre 1966
18 gennaio 1882
163 cm
163 cm
163 cm
151 cm
25 febbraio 1879
28 gennaio 1948
28 dicembre 1970
15 novembre 1910
d
data
ora
valore
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
16 aprile 1936
12 novembre 1951
15 ottobre 1960
4 novembre 1966
3 novembre 1968
17 febbraio 1979
22 dicembre 1979
1 febbraio 1986
8 dicembre 1992
6 novembre 2000
16 novembre 2002
1 dicembre 2008
23 dicembre 2009
25 dicembre 2009
21.35
8.05
7.55
18.00
7.30
1.15
9.10
3.55
10.10
20.35
9.45
10.45
5.05
3.55
147 cm
151 cm
145 cm
194 cm
144 cm
140 cm
166 cm
159 cm
142 cm
144 cm
147 cm
156 cm
144 cm
145 cm
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Permanenza
della marea
nel periodo
1966-2009
La tabella seguente
rappresenta la permanenza
della marea e il numero di
eventi sopra e sotto quote
prestabilite, nel periodo
1966-2009.
Sono riportate anche la
durata media
e la frequenza degli eventi.
È stato considerato il periodo
1966-2009 in quanto nel
1966 si è verificato l’evento
più elevato che la storia
recente ricordi (194 cm,
il 4 novembre 1966).
Sul registro dell’aprile 1945
testimonianze autografe nel giorno
dell’arrivo delle truppe inglesi
a Venezia.
Pagina 19
livelli
di marea
permanenza
ore/min
numero
casi
durata media
ore / min
frequenza
casi / anno
≥
≥
≥
≥
≥
≥
≥
≥
≥
≥
≥
≥
≥
≥
190
180
170
160
150
140
130
120
110
100
90
80
70
60
cm
cm
cm
cm
cm
cm
cm
cm
cm
cm
cm
cm
cm
cm
0 10
1 30
5 50
9 20
17 40
33 45
73 35
175 15
420 10
995 35
2471 15
6288 45
15741 55
33633 00
1
1
1
2
4
11
30
70
170
420
985
2452
5847
11470
0 10
1 30
5 50
4 40
4 25
3 04
2 27
2 30
2 28
2 22
2 31
2 34
2 42
3 05
1 / 44
1 / 44
1 / 44
1 / 22
1 / 11
1/4
1 / 1.5
1.6
3.9
9.5
22.4
55.7
132.9
260.7
<
<
<
<
<
<
-50
-60
-70
-80
-90
-100
cm
cm
cm
cm
cm
cm
1417 50
354 00
74 10
12 30
1 00
0 00
793
217
51
12
2
0
1 47
1 38
1 27
1 02
0 30
0 00
18.0
4.9
1.2
1 / 3.6
1 / 22
0
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L’Istituzione
Centro Previsioni e
Segnalazioni Maree
All’inizio degli anni ’70, il Comune di Venezia
istituì il primo servizio di osservazione delle
maree, per segnalare, con una sirena posta sul
campanile di San Marco, l’avvicinarsi di gravi
eventi. Dopo l’inondazione del 1979 fu istituito
un nuovo servizio, il Centro Previsioni e
Segnalazioni Maree, con il compito di garantire
alla cittadinanza la massima informazione
sulla marea ed un efficace e tempestivo servizio
di allarme in caso di acqua alta eccezionale.
Per assolvere tali compiti il Centro si
è progressivamente arricchito di sistemi sempre
più perfezionati, raggiungendo un notevole
livello di prestazione nel monitoraggio, nella
previsione e nell’informazione.
Per l’acquisizione dei dati vengono utilizzati:
• una rete telemareografica formata da una
stazione centrale e 16 stazioni periferiche per la
misura del livello del mare e di alcuni parametri
meteorologici; le stazioni sono collocate nel
centro storico, all’interno della laguna, alle tre
20
bocche di porto e alla Piattaforma CNR, in mare
aperto; una rete ondametrica per la misura del
moto ondoso in laguna e dell’altezza dell’onda in
Piattaforma CNR; un correntometro acustico
installato nella bocca di Porto di Chioggia;
alcune piattaforme AGIP collocate nel centro e
nord Adriatico.
• sistemi per la ricezione di dati meteorologici
quali: dati SYNOP delle stazioni costiere dei
mari Adriatico e Tirreno (Aeronautica Militare),
dati meteorologici del modello atmosferico dal
centro europeo ECMWF di Reading; del Servizio
Meteorologico della Croazia (modello ALADIN)
e dell’ARPA Emilia Romagna (modello LAMI);
immagini dal satellite Meteosat (EUMETSAT);
immagini radar dal Centro Meteorologico
di Teolo (ARPA Veneto); carte meteorologiche
dal centro DWD (Offenbach Germania); dati
di vento osservato dal satellite QuikSCAT.
LA PREVISIONE DELLA MAREA
Per la previsione del livello di marea in città
sono operativi numerosi modelli numerici, alcuni
di tipo statistico altri di tipo idrodinamico. Tutti i
modelli calcolano la componente del livello
dovuta alle condizioni meteorologiche.
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Questa viene successivamente sommata alla
componente astronomica, calcolabile con
precisione in largo anticipo, per dare il livello
totale previsto.
La previsione dei modelli numerici viene sempre
interpretata dai tecnici di sala operativa, che la
confrontano con i numerosi dati osservati e,
attraverso la personale conoscenza ed esperienza
formulano la previsione di livello per il giorno
corrente e i giorni successivi.
Modelli statistici
Un insieme di modelli statistici di crescente
complessità è stato sviluppato presso l'ICPSM.
Essi si basano su un modello lineare,
autoregressivo a media mobile che calcola il
livello del mare a Venezia come combinazione
lineare di alcuni predittori: i valori osservati di
livello a Venezia e di pressione atmosferica in un
insieme di stazioni costiere adriatiche e tirrene.
I coefficienti della combinazione lineare sono
stati calcolati durante la fase di calibrazione del
modello, attraverso la serie storica di dati
osservati nel periodo 1966-1990.
Le versioni più recenti utilizzano come predittori
anche i valori di pressione atmosferica previsti
dal Centro Europeo ECMWF (UK).
Un’ulteriore sviluppo è costituito dal modello
statistico Esperto, caratterizzato dalla capacità di
'decidere' quale set di coefficienti utilizzare, in
base alle condizioni meteorologiche osservate e
previste per le ore successive.
Modelli deterministici
I modelli idrodinamici integrano le equazioni
della fluidodinamica e calcolano lo stato
del mare (livello e correnti) in tutto il bacino
considerato, sotto l'azione delle forzanti
meteorologiche. Come forzanti sono utilizzati
i campi di vento e pressione atmosferica calcolati
dal modello atmosferico globale dell'ECMWF,
diffusi dall’Aeronautica Militare Italiana.
Il modello SHYFEM, sviluppato presso
ISMAR-CNR di Venezia si basa sul metodo
degli elementi finiti e utilizza una griglia di
calcolo che rappresenta il Mar Mediterraneo.
Una seconda griglia, ad elevata risoluzione
spaziale, rappresenta la Laguna di Venezia.
Il modello HYPSE, realizzato presso l’Università
di Padova utilizza il metodo delle differenze finite.
La griglia di calcolo è estesa al Mare Adriatico.
Questo modello comprende un modulo di
assimilazione dati e un sistema di previsione
probabilistica.
21
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SERVIZI DI INFORMAZIONE
Segreteria telefonica
Il tradizionale sistema informativo usato
dal Centro Maree è stato, sin dall’inizio,
la segreteria telefonica. Ancora oggi è il sistema
più usato dai cittadini, in quanto è in grado
di soddisfare oltre diecimila utenti all’ora.
La segreteria telefonica, composta da 120 linee
in ricerca automatica, può essere ascoltata
al numero 041 2411996.
Numeri diretti
Il personale della sala operativa dell’Istituzione
Centro Maree può essere contattato
telefonicamente al numero 041 2748787
oppure via fax al numero 041 5210378.
COMUNICAZIONE ALLA CITTÀ
Quotidiani
Due quotidiani veneziani, “Il Gazzettino” e
“La Nuova Venezia”, riportano ogni giorno
un grafico con le previsioni di marea.
Pannelli luminosi (display)
Attraverso queste strutture il Centro è in grado
di comunicare alla cittadinanza, 24 ore su 24,
in tempo reale, il livello di marea osservato e
la tendenza per le ore successive.
22
Attualmente sono installati a:
• Piazzale Roma, presso l’autorimessa comunale
• Burano presso l'approdo ACTV
• Ca’ Farsetti presso la casa comunale
• Rialto presso l’approdo ACTV
Quest’ultimo è stato trasformato in punto
informativo con notizie sulla previsione, sugli
allagamenti, sui percorsi pedonali e inoltre dati
meteorologici e di livello in laguna in tempo reale.
Punti Informativi Maree
La tecnologia “touch screen” ha consentito di
avviare un sistema del tutto nuovo di
comunicazione con la cittadinanza.
Presso alcune edicole del centro storico sono
stati installati dei monitor che possono essere
interrogati su: previsioni di marea, percorsi
pedonali, quote degli imbarcaderi ACTV,
fenomenologia e storia del fenomeno mareale.
Attualmente i monitor possono essere consultati
presso:
• edicola di San Giovanni Crisostomo
• edicola di Campo Santo Stefano
• edicola di Campo Santa Maria Formosa
• edicola di Ponte delle Guglie
• atrio di Ca’ Farsetti
• atrio della sede comunale di Campo Manin
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• atrio di Palazzo Cavalli (sede dell’Istituzione
Centro Maree)
Piano dei percorsi pedonali su passerelle
I percorsi pedonali su passerelle sono stati
pensati per collegare i terminal di Piazzale Roma
e stazione ferroviaria con il centro storico,
passando per il maggior numero di uffici.
Oltre alla tradizionale mappa (vedi pag. 31) è
possibile consultare l’“Atlante dei percorsi
pedonali su passerelle” disponibile on line.
La totalità dei circa 4,5 Km di percorsi è stata
suddivisa per sestiere. Per ogni percorso è
disponibile una rappresentazione cartografica che
evidenzia le sue caratteristiche: in particolare le
diverse quote altimetriche della pavimentazione
vengono indicate con colori diversi. La pagine
sono visibili sul sito di ICPSM alla voce “servizi”.
Sito web
Il sito web www.comune.venezia.it/maree
fornisce informazioni dettagliate sulle attività
dell’Istituzione Centro Maree.
Oltre alle previsioni di marea aggiornate più
volte al giorno, sono consultabili i dati storici
di marea a Punta Salute, a partire dal 1984,
i dati recenti delle diverse stazioni della rete
telemareografica e i grafici delle maree
astronomiche previste per l’anno in corso.
Servizio quote altimetriche
L’Istituzione Centro Previsioni e Segnalazioni
Maree è stata incaricata di mantenere e gestire
un sistema informativo delle quote della
pavimentazione e delle soglie delle unità
immobiliari di Venezia.
Tale attività viene svolta in collaborazione con
Insula s.p.a., che provvede all'aggiornamento
della banca dati man mano che vengono eseguiti
lavori di rialzo del suolo cittadino.
È stato attivato un servizio di “sportello” dove
su richiesta vengono fornite, su un apposito
modello, le quote altimetriche delle soglie delle
unità immobiliari del centro storico e isole.
Tale attività viene svolta presso la sede dell’ICPSM
dal lunedì al venerdì con orario 9.30- 12.30.
Il servizio non viene svolto telefonicamente nè
via mail, nè via fax.
Le quote fornite hanno valore puramente
indicativo e sono quindi prive di valore giuridico.
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Carta meteorologica di analisi del 1949 tracciata a mano.
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SERVIZI DI ALLERTAMENTO ACQUA ALTA
Codici colore
Alle tradizionali indicazioni sullo stato della marea prevista (marea normale, sostenuta, molto
sostenuta, ecc.) sono affiancati i codici colore, secondo il seguente prospetto:
marea < –90 cm
bassa marea eccezionale
codice azzurro
–90 cm <
– marea < –50 cm
marea al di sotto dei valori normali
codice bianco
–50 cm <
– marea < +80 cm
marea normale
codice verde
+80 cm <
– marea < +110 cm
marea sostenuta
codice giallo
+110 cm <
– marea < +140 cm
marea molto sostenuta
codice arancio
marea ≥ +140 cm
marea eccezionale
codice rosso
SMS
È possibile ricevere automaticamente un sms di allertamento in caso di previsione di marea ≥ +110
cm. L’iscrizione al servizio si effettua sulle pagine web, all’indirizzo www.comune.venezia.it/maree
oppure telefonando al numero 041 2748787. Il servizio è gratuito. L’iscrizione è valida fino al 30
giugno 2011.
È anche possibile ricevere, su richiesta, la previsione tramite sms con la seguente procedura: digitare
MAREA e inviare al numero 339 9941041.
Il servizio prevede il costo del messaggio di richiesta inviato dall’utente, mentre la risposta è gratuita.
Call Manager
Questo servizio è riservato ai residenti dei piani terra del centro storico e a coloro che sono titolari di
attività commerciali in centro, ma residenti in terraferma. Il sistema è in grado di comunicare
telefonicamente la previsione per maree ≥ +110 cm agli utenti registrati.
Il servizio è gratuito.
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SISTEMA DI ALLERTAMENTO MEDIANTE
SIRENE
L’attuale sistema di diffusione digitale del suono,
che sostituisce le vecchie sirene elettro
meccaniche, funziona con nuovi segnalatori
acutistici collegati alla centrale operativa
mediante una rete wireless dedicata. L’impianto
assicura una migliore copertura acustica rispetto
al passato in tutte le aree della città e delle isole e
offre inoltre la possibilità di essere usato anche
per altri segnali.
I nuovi diffusori sono installati nella città, al
Lido e nelle isole di Murano e Burano.
L’impianto sarà presto completato con
l’installazione delle sirene negli abitati di
Malamocco, Pellestrina e S.Pietro in Volta.
+ 140
+ 130
+ 120
+ 110
allarme acqua alta
acqua alta, ma quanto alta?
nuovo segnale
4+4+4+8 secondi
4+4+8 secondi
4+8 secondi
8 secondi
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Il sistema funziona nel seguente modo:
1. Un suono simile a quello usato in passato
richiamerà l’attenzione sull’allarme marea
2. Seguirà un segnale che avrà la funzione di
indicare il livello di marea atteso.
Quest’ultimo segnale prevede 4 “livelli” sonori
in scala, quanti sono i livelli di marea da
segnalare (vedi figura)
• 110 cm: un suono prolungato sulla stessa
“nota”.
• 120 cm: due suoni in scala crescente.
• 130 cm: tre suoni in scala crescente.
• 140 cm e oltre: quattro suoni in scala
crescente.
Per capire i nuovi segnali è sufficiente contare i
suoni. Il segnale sarà ripetuto più volte per
consentire un più facile riconoscimento del
livello di marea previsto. Si possono ascoltare i
segnali nella sezione “Servizi di allertamento”
alla pagina www.comune.venezia.it
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La nuova altimetria
del Centro Storico
Gli interventi eseguiti nell’ultimo decennio sul
suolo cittadino da parte di Insula Spa nell’ambito
del “progetto integrato rii”, hanno comportato la
necessitò di effettuare nuovi rilievi topografici.
Questi, assieme ai rilievi del territorio già
esistenti, hanno permesso di realizzare una
precisa rappresentazione altimetrica del suolo
veneziano collegando le percentuali di
allagamento derivanti dal fenomeno dell’acqua
alta alla superficie di pavimentazione pedonale
pubblica. Da questa rappresentazione è stata
ricavata la seguente tabella nella quale sono
riportate le percentuali di allagamento del centro
storico e dell’isola della Giudecca.
28
altezza maree
fino a 200 cm ...................
“
190 cm ...................
“
180 cm ...................
“
170 cm ...................
“
160 cm ...................
“
150 cm ...................
“
140 cm ...................
“
130 cm ...................
“
120 cm ...................
“
110 cm ...................
“
100 cm ...................
“
90 cm ...................
allagamento
86%
82%
78%
74%
69%
63%
54%
43%
29%
14%
5%
2%
Le percentuali di allagamento si riferiscono
alla superficie pedonale pubblica del centro
storico e Giudecca. I dati sono aggiornati
periodicamente da Insula Spa sulla base degli
interventi che vengono eseguiti.
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La quota di calpestio
è riferita allo zero
mareografico di Punta della
Salute. Esso è stato
calcolato all’inizio
del XX secolo come media
del livello del mare su
alcuni decenni centrati sul
1897 ed è tuttora usato
come livello
di riferimento per Venezia.
Attualmente il livello
medio mare è più alto
di circa 26 cm rispetto a
tale riferimento.
+ 194
quota raggiunta
il 4 novembre 1966
+ 140
+ 110
+ 80 quota di calpestio
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Diagrammi di anemografi e regolo per la lettura dell’intensità del vento.
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Ð
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Pagina 32
Il calcolo
della marea astronomica
Per calcolare la marea astronomica in una
determinata località, si utilizza lo sviluppo della
marea in componenti armoniche. Si assume cioè
che il livello ad un certo istante t si ottenga come
somma di più onde sinusoidali del tipo
A cos (ωt –ϕ), dove A, ω e ϕ sono caratteristiche
della particolare componente: A è l’ampiezza,
ω la velocità angolare (o pulsazione) e ϕ il
ritardo di fase. A questa somma si aggiunge
il livello medio di riferimento osservato nel
periodo 1999-2008 (A0= 26 cm).
Il valore di A0= 23 cm, utilizzato fino al 2009, era
stato applicato a partire dal 1982 e per buona
parte del periodo ha costituito una buona
approssimazione di una grandezza così variabile.
A Venezia sono sufficienti otto componenti
armoniche, indicate da una sigla legata all’origine
astronomica: M2, S2, N2, K2, K1, O1, P1, S1.
L’indice 1 o 2 indica la periodicità (diurna o
semidiurna) di ciascuna componente.
Costanti armoniche delle maree
Punta della Salute (Venezia)
A (cm)
κ
32
M2
24.8
308°
S2
14.5
318°
N2
4.1
307°
latitudine 45°25’51’’ N
longitudine 12°20’15’’ E
K2
4.3
311°
K1
17.8
86°
O1
5.2
76°
P1
5.8
83°
S1
1.5
275°
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L’aggiunta di ulteriori componenti apporterebbe
miglioramenti inferiori a un centimetro,
considerato come il limite degli errori di misura.
Le costanti armoniche A e ϕ utilizzate per
ottenere i grafici di questa pubblicazione,
e riportate nella tabella che segue, sono state
ottenute usando i dati di osservazione degli
ultimi dieci anni.
Esse risultano perciò aggiornate rispetto a
possibili variazioni morfologiche e climatiche.
I livelli ricavati per Punta Salute sono considerati
convenzionalmente i valori ufficiali per tutta
Venezia, anche se è facile intuire che si possono
verificare variazioni di altezza e fase nelle altre
Adattamento delle
costanti armoniche
di marea
(valori da usare per
il calcolo della marea
2011)
M2
S2
N2
K2
K1
O1
P1
S1
parti della città, dovute a molti fattori tra i quali
il vento.
Nel calcolo della marea astronomica bisogna
convenire chiaramente sul tempo di partenza,
in quanto da esso dipende il valore della fase ϕ:
infatti al tempo iniziale t=0 la componente che si
considera vale A cosϕ.
Ad esempio per una componente “lunare”
il riferimento temporale parte dall’istante del
passaggio della luna al meridiano della località
considerata: la fase mostra il ritardo (in termini
angolari) tra l’arrivo della luna e quello
dell’onda di marea corrispondente.
Questo ritardo sarebbe nullo se le acque
Ampiezza A
(cm)
Fase ϕ
(gradi)
Velocità angolare ω
(gradi/ora)
25.0
14.5
4.1
4.2
17.8
5.2
5.8
1.5
219°
323°
281°
98°
70°
7°
95°
267°
28.9841042
30.0
28.4397295
30.0821373
15.0410686
13.9430356
14.9589314
15.0000020
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potessero portarsi all’istante in equilibrio
con le forze che le sollecitano.
Quando si ragiona così, il ritardo di fase viene
indicato dal simbolo κ, come nella tabella a pag. 32.
Quando invece, per una migliore visione
d’insieme, si prende come riferimento
il passaggio della luna, o dell’astro rilevante per
quella componente, sul meridiano di Greenwich,
si usa il simbolo g.
Per chi deve eseguire praticamente il calcolo
sono più utili dei riferimenti comodi: la tabella di
pag. 33, fornisce i valori del ritardo di fase ϕ
legati all’anno 2011, in modo che t sia espresso
in ore e t=1 corrisponda alle ore 1 del 1 gennaio
2011 (ora italiana), t=2 alle ore 2, ... t=8760
alle ore 24 del 31 dicembre 2011.
I valori riportati tengono conto anche della
leggera variazione di A e ϕ, che si verifica anno
per anno attorno ai valori medi, secondo leggi
ben precise, ma che costringe all’uso di tabelle.
Se si esegue il calcolo anche per anni diversi
dal 2011, ma abbastanza vicini, o se si tollerano
errori al 5%, questi valori sono comunque
soddisfacenti.
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Evaporigrafo, usato per la misura dell’evaporazione dell’acqua.
Ampolle per analisi chimiche.
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Previsioni di marea
astronomica 2011
Sono riportati di seguito i grafici mensili delle
maree astronomiche previste nel centro storico,
a Punta Salute, per l’anno 2011.
È necessario ricordare che il calendario astronomico
delle maree è in ora solare: di conseguenza, dalle
ore 2:00 del 27 marzo alle ore 2:00 del 30 ottobre
2011, si dovrà aggiungere un’ora a quella
indicata per ottenere l’ora legale.
La previsione di marea relativa al bacino San
Marco non può essere usata senza modifiche per
le altre località lagunari: l’onda di marea, infatti,
subisce un ritardo e un’attenuazione durante la
sua propagazione dalle bocche di porto alle
località più interne della laguna. Rigorosamente,
si dovrebbero distinguere comportamenti diversi
per la componente diurna e per quella semidiurna
della marea. In prima approssimazione, però, pur
sapendo che la curva di marea sarà diversa in
ampiezza e leggermente modificata nella forma,
è possibile fornire un tempo di ritardo medio per
le diverse località, rispetto al bacino San Marco.
Questo valore è indicato nella seguente tabella:
Piattaforma “Acqua Alta” (ISMAR-CNR)
Diga Lido
Diga Malamocco
Diga Chioggia
Interno bocca di porto di Malamocco
Interno bocca di porto di Chioggia
Laguna nord Canale S. Felice
Burano (Darsena sud)
Murano Colonna
Sacca Misericordia
Chioggia (Canal Vena)
– 47
– 44
– 46
– 42
– 10
– 19
+ 76
+ 41
+ 14
+ 21
– 12
Tempo medio di ritardo della marea per le varie
località lagunari rispetto al bacino di San Marco,
espresso in minuti (i tempi negativi indicano anticipi)
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sab
2.00
21
60
40
20
0
20
40
60
60
40
20
0
20
40
60
60
40
20
0
20
40
60
60
40
20
0
20
40
60
1
8
15
22
29
6.45
15
51
12.05
2.55
20
61
1.30
44
12.35
7.25
15
1.45
27
14.30
-13
6.10
1
0.40
29
6.55
0
36
13.05
8.10
16
2.15
26
70
1.25
47
13.10
7.40
2
15.00
-22
3.10
21
27
13.45
9.15
15
67
2.05
11.00
13
36
14.05
62
2.50
19.50
0
16.40
-37
26
15.25
9.55
5
20.25
12
18.15
-25
23.50
29
17.45
-35
53
5.10
25
18.55
21.30
23
35
20.50
13.25
-6
59
22.25
15.35
-28
Luna nuova
Primo quarto
Luna piena
Ultimo quarto
* L’ora indicata è quella solare
GENNAIO 2011
60
40
20
0
20
40
60
60
40
20
0
20
40
60
68
11.10
5.30
2
17.10
-38
11.50
3
30
21.35
13.55
-4
4.55
6
57
3.45
7
14
21
28
54
5.25
71
23.50
70
10.35
57
11.35
6.10
15
12.55
6
67
23.20
4.15
11
6
13
20
27
63
0.40
54
4.05
19.45
12
70
9.55
62
11.05
17.50
-31
19
15.15
62
22.50
16.10
-35
8.40
4
56
3.10
ven
5.40
15
17.25
-34
19.35
4
68
9.15
3.35
17
19.15
-12
60
8.40
53
22.00
57
2.30
5
12
19
26
63
0.10
5.05
16
16.55
-36
55
22.25
15.35
-29
4
11
18
25
gio
65
10.30
62
23.40
4.25
17
19.20
-4
64
8.30
2.50
22
18.45
-22
56
7.50
45
21.30
14.20
-15
59
2.00
47
22.00
56
12.30
3
10
17
24
31
mer
67
10.00
59
23.10
16.25
-35
15.05
-22
73
0.50
18.15
-29
53
6.40
3.45
18
19.00
-12
60
7.40
39
21.40
73
63
0.20 11.50
2
9
16
23
30
mar
68
9.25
55
22.40
15.50
-32
18.40
-19
56
6.40
lun
67
8.45
49
22.00
15.15
-26
62
1.05
Pagina 36
dom
65
8.00
60
40
20
0
20
40
60
15:54
60
40
20
0
20
40
60
60
40
20
0
20
40
60
60
40
20
0
20
40
60
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4-11-2010
mar
60
40
20
0
20
40
60
60
40
20
0
20
40
60
60
40
20
0
20
40
60
Pagina 37
mer
gio
66
23.15
64
9.55
63
22.50
62
9.20
ven
67
23.35
64
10.25
sab
dom
68
58
23.55 11.25
62
10.55
67
0.15
lun
66
0.35
53
11.50
47
12.20
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
3.50
15
65
1.00
60
40
20
0
20
40
60
15:54
4.25
11
2.55
17
15.15
-26
48
13.00
18.45
-4
68
22.20
3.30
8
67
1.15
15.45
-31
38
13.50
7.55
-4
9.15
8
19.10
7
4.05
0
60
1.50
28
15.10
9.00
1
19.30
19
70
10.30
4.40
-6
16.50
-32
51
2.30
68
11.05
5.15
-11
10.55
3
60
40
20
0
20
40
60
48
6.15
53
21.35
2.05
26
78
23.45
5.50
-13
14.45
-19
77
0.10
64
11.40
57
12.20
6.30
-12
17.45
-23
50
21.10
43
6.30
41
20.50
12.55
-2
18.20
-9
53
7.35
44
21.20
14.05
-10
17.20
-29
44
4.05
6.45
2
18.05
-16
0.20
33
13.15
-1
77
23.15
6.15
2
17.45
-22
35
21.35
11.25
7
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* L’ora indicata è quella solare
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Interruttore a mercurio usato in vecchi modelli di anemografi.
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