L’UE e le PMI: un patto per una nuova crescita Cosa facciamo per aiutare le PMI? 2 1. Vogliamo rendere più facile la vendita oltre frontiera dei vostri beni e servizi 4 2. Vogliamo migliorare il vostro accesso ai finanziamenti 10 3. Vogliamo aiutarvi a sfruttare al meglio la vostra proprietà intellettuale 14 4. Vogliamo semplificarvi la vita 18 5. Vogliamo aiutarvi ad aggiudicarvi gli appalti pubblici 22 6. Mettiamo a disposizione strumenti e reti a vostro sostegno 24 1 Cosa facciamo per aiutare le PMI? Prefazione Prefazione Tra l’UE e le PMI esiste un implicito “patto per la crescita”. Nell’attuale congiuntura di crisi noi intendiamo rinnovare questo patto, per dare nuovo impulso alla crescita. Le PMI stanno già facendo la loro parte. In Europa operano 23 milioni di PMI. Esse rappresentano oltre il 99% di tutte le imprese e offrono lavoro a oltre 90 milioni di persone. Le PMI danno un contributo fondamentale all’economia europea: ad esse è dovuto l’85% della crescita netta dell’occupazione di questi ultimi anni. L’UE e le PMI: un patto per una nuova crescita 2 Ma qual è il ruolo svolto dall’UE per onorare questo patto? Il nostro compito è quello di rendere la vita più facile alle PMI, di ridurre gli oneri, di semplificare la gestione amministrativa, di agevolare l’accesso ai finanziamenti e ai mercati in altri Stati membri. Il presente opuscolo illustra il lavoro svolto dall’UE per onorare la sua parte di impegno, in occasione del ventesimo anniversario del mercato unico, istituito nel 1992. Il mercato unico rappresenta una delle risposte al paradosso “austerità-stimolo”. È un mezzo per generare crescita senza gravare eccessivamente sulla spesa pubblica. Ma questo obiettivo può essere raggiunto solo se le imprese sono messe nella condizione di sfruttare appieno tutte le opportunità offerte dal mercato unico. Non dobbiamo adagiarci sugli allori: l’UE deve fare di più. La nostra azione deve ispirarsi al principio della “Corsia preferenziale per la piccola impresa”; dobbiamo cioè fare in modo che i nuovi regolamenti non penalizzino le piccole imprese. Dobbiamo, inoltre, cercare sistematicamente nuovi modi per aiutare le PMI. Ad esempio, nel dicembre 2011 abbiamo lanciato una serie di misure, di cui leggerete più avanti nelle pagine di questo opuscolo, per promuovere l’accesso ai finanziamenti da parte delle PMI. Per quanto attiene al nuovo brevetto unitario, che dovrebbe presto divenire realtà, esso apporterà benefici a tutte le PMI europee innovative. Tutte le istituzioni dell’UE – in particolare il Parlamento europeo, il Consiglio, la Commissione, il Comitato economico e sociale e il Comitato delle Regioni – sono impegnate su questo fronte e danno il loro contributo. Il presente opuscolo intende informarvi meglio sulle opportunità che l’Europa offre alle PMI e su come trarne il massimo vantaggio. Insieme possiamo dare il via a una nuova crescita e fare del patto che ci lega un successo. Prefazione 3 ANTONIO TAJANI Vicepresidente della Commissione europea e commissario europeo per l’Industria e l’imprenditoria MICHEL BARNIER Commissario europeo per il Mercato interno e i servizi © Baris Onal L’UE e le PMI: un patto per una nuova crescita 4 Vogliamo rendere più facile la vendita oltre frontiera dei vostri beni e servizi Beni Grazie all’UE potete acquistare e vendere beni liberamente all’interno dell’Unione senza dover soddisfare specifici requisiti, pagare imposte o superare altri ostacoli. La stragrande maggioranza dei prodotti sul mercato dell’UE è soggetta a norme europee comuni che fissano elevati standard di sicurezza per i consumatori e l’ambiente. •Le norme europee fissano i criteri tecnici o qualitativi per i prodotti e i processi di produzione. Se nell’UE esistessero 27 diverse norme nazionali per ciascun prodotto, per le aziende dell’UE sarebbe molto più difficile vendere all’interno dell’UE o esportare i propri prodotti. La soluzione è rappresentata dalle norme europee comuni, una componente chiave del mercato unico, perché facilitano gli scambi commerciali e godono di vasto riconoscimento tra i produttori all’interno e al di là dell’Europa. •Laddove non esistono norme europee comuni, si applica il principio del reciproco riconoscimento. Tale principio impedisce che le norme nazionali ostacolino gli scambi di beni all’interno dell’UE. Un prodotto fabbricato o commercializzato legalmente in uno Stato membro può essere liberamente venduto in qualsiasi altro Stato membro, anche quando non è pienamente conforme alle norme tecniche del paese di destinazione. Scoprite perché le norme sono importanti per voi… e dite la vostra! Le norme europee riducono le barriere tecniche che ostacolano gli scambi commerciali facilitando così l’accesso delle PMI al mercato unico. Benché i processi di standardizzazione prevedano formalmente la partecipazione e il contributo di tutte le parti interessate, le PMI sovente non partecipano a tali processi. Questo accade perché le PMI spesso non sono a conoscenza dei nuovi sviluppi, non sono in grado di valutarne l’importanza con facilità oppure non dispongono di sufficienti risorse finanziarie o umane. Il nostro obiettivo è fare in modo che le vostre specifiche esigenze e i vostri interessi siano presi in considerazione nel processo di standardizzazione. Ecco perché incoraggiamo le PMI a partecipare attivamente a questo processo e perché abbiamo adottato iniziative volte a migliorare la vostra conoscenza sulle norme europee. ›› http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/market-access/ standardisation/index_en.htm Vogliamo rendere più facile la vendita oltre frontiera dei vostri beni e servizi 5 Gli organismi di normazione europei hanno altresì creato un centro di assistenza a sostegno delle piccole imprese: ›› http://www.cen.eu/cen/Services/SMEhelpdesk/ Servizi Il potenziale del mercato unico per il settore dei servizi è evidente: i servizi rappresentano il 70% del PIL dell’UE e il settore è dominato dalle PMI. La normativa dell’UE, inclusa la direttiva sui servizi, consente alle società di servizi di varcare più facilmente le frontiere e offrire i propri servizi in altri paesi dell’UE. Grazie all’impulso dell’UE, gli Stati membri hanno semplificato molti aspetti del loro quadro regolamentare. In questo modo è ora più agevole costituire e gestire una società di servizi e accedere ai mercati di altri paesi. •Le L’UE e le PMI: un patto per una nuova crescita 6 aziende possono fornire servizi transfrontalieri in qualsiasi paese dell’UE in via temporanea senza creare una società o aprirvi una filiale. Questo può ad esempio avvenire on line. Gli altri paesi dell’UE non possono, in linea di principio, imporre requisiti aggiuntivi, se questi sono già soddisfatti nel proprio paese di origine. •È possibile aprire liberamente una filiale della propria azienda in un altro paese dell’UE, se si intende fornire i propri servizi in via permanente in quel paese. Questi principi, tuttavia, non sempre trovano un’applicazione adeguata. In molti casi, le PMI che intendono offrire i propri servizi oltre frontiera incontrano ancora eccessivi ostacoli burocratici. Restano ancora regole nazionali discriminatorie nei confronti della nazionalità o della residenza, e permangono norme che sottopongono i fornitori di servizi a “test di necessità economica” o che coinvolgono gli operatori concorrenti nelle decisioni delle autorità competenti. •Recentemente la Commissione europea si è impegnata ad adottare una politica di “tolleranza zero” nei confronti degli Stati membri che non offrono pieno accesso a queste possibilità, in linea con gli obblighi previsti. Sappiamo infatti che una piena attuazione della direttiva sui servizi potrebbe far crescere il PIL dell’UE del 2,6 % nei prossimi 10 anni e offrire alle PMI innumerevoli opportunità. In tale contesto, presteremo particolare attenzione ai settori che offrono un maggiore potenziale di crescita per le PMI (servizi alle imprese, edilizia, turismo e vendita al dettaglio). State pensando di vendere i vostri servizi in un altro paese? Rivolgetevi innanzitutto agli sportelli unici. Per aiutare le imprese a fornire i loro servizi in altri Stati membri, in linea con la direttiva sui servizi, gli Stati membri hanno istituito i cosiddetti sportelli unici, ovvero punti unici di accesso cui le imprese possono accedere per via elettronica al fine di espletare le formalità amministrative on line, indipendentemente dal paese in cui esse si trovano. Gli sportelli unici forniscono informazioni sulle procedure e i requisiti necessari per operare in un dato territorio, offrendo vantaggi evidenti alle imprese. ›› http://ec.europa.eu/internal_market/eu-go/index_it.htm Horia ha fondato una società che presta servizi di portineria e lavori domestici a clienti benestanti di Bucarest. Dopo aver lavorato per un cliente francese, Horia ha deciso di offrire i propri servizi anche a Parigi. Inizialmente Horia prestava i suoi servizi tramite la propria società rumena, ma con la crescita degli affari, ha deciso di rivolgersi allo “sportello unico” francese per aprire una filiale in Francia. La società di Horia occupa attualmente lavoratori rumeni e francesi che arricchiscono l’azienda con il loro contributo di specializzazioni e conoscenza della realtà locale. Vogliamo rendere più facile la vendita oltre frontiera dei vostri beni e servizi Fornite i vostri servizi all’estero come fareste a casa vostra. 7 A livello pratico come funziona? Leggete la storia di Horia: Commercio elettronico Lo sviluppo del commercio elettronico e dei servizi on line rappresenta un potenziale enorme per le PMI che desiderano vendere i propri prodotti e servizi all’estero. In particolare, offre più opportunità alle PMI che vendono prodotti “di nicchia”, perché Internet consente di passare da un mercato locale di alcune migliaia di clienti a un mercato paneuropeo di 500 milioni di consumatori. L’UE e le PMI: un patto per una nuova crescita 8 Grazie a Internet in alcuni paesi si è registrata negli ultimi cinque anni una crescita economica del 20% e un aumento dell’occupazione del 25%. Tuttavia, in Europa, queste potenzialità rimangono ampiamente inutilizzate. Il mercato unico dell’UE per il commercio elettronico non funziona ancora come dovrebbe, dal momento che esistono ancora differenze significative nelle norme, negli standard e nelle pratiche di ciascuno Stato membro. •L’UE punta a creare un vero mercato unico digitale in Europa e ad aiutarvi a vendere i vostri prodotti e servizi attraverso Internet. Questa è la ragione per cui recentemente abbiamo proposto una strategia volta a raddoppiare entro il 2015 la quota del commercio elettronico nelle vendite al dettaglio (attualmente al 3,4%) e la quota del settore Internet nel PIL europeo (attualmente inferiore al 3%). •In particolare, stiamo adottando iniziative volte ad accelerare la standardizzazione e l’interoperabilità dei pagamenti tramite carte, Internet o telefono cellulare e a sviluppare sistemi di consegna dei prodotti più efficienti ed economici in tutta Europa. Vogliamo rendere più facile la vendita oltre frontiera dei vostri beni e servizi © Kurhan 9 © Мария Пажина L’UE e le PMI: un patto per una nuova crescita 10 Vogliamo migliorare il vostro accesso ai finanziamenti In qualità di PMI potete onorare il “patto” che ci lega - e quindi ridinamizzare occupazione e crescita - soltanto se avete accesso ai finanziamenti necessari per crescere. Qui l’UE fa la sua parte. Essa vi aiuta ad accedere ai finanziamenti di cui avete bisogno principalmente in due modi: Mettendo a disposizione i suoi fondi. Ciò include: •I prestiti della Banca europea per gli investimenti a favore delle PMI, erogati attraverso banche commerciali. La BEI ha assegnato oltre 30 miliardi di euro alle PMI tra il 2008 e il 2011 e 1 miliardo di euro per finanziamenti ibridi con capitale di rischio e con ricorso al credito, da attuarsi da parte del Fondo europeo per gli investimenti. •Gli strumenti di finanziamento mediante debito e mediante capitali propri messi a disposizione dalla Commissione europea per le PMI. Questi strumenti sono finanziati dal Programma quadro per la competitività e l’innovazione (CIP) che ha una dotazione finanziaria di 1 164 milioni di euro per il periodo 2007-2013. Per il periodo 2014-2020 è stata proposta una dotazione supplementare di 1,4 miliardi di euro nell’ambito del Programma per la competitività delle imprese e le piccole e le medie imprese (COSME). •I finanziamenti dell’UE messi a disposizione delle PMI attraverso i Fondi strutturali a livello locale. Le domande per ottenere queste sovvenzioni vengono trattate dalle autorità di gestione nazionali. •Il sostegno finanziario ai microfinanziamenti per le microimprese e i fondi per le imprese sociali, proposti dalla Commissione nell’ambito del Programma dell’Unione europea per il cambiamento e l’innovazione sociale. ›› http://www.access2finance.eu/ Cercate di accedere a un finanziamento? Consultate i nostri siti. Il Programma quadro per la competitività e l’innovazione (CIP), che ha come obiettivo prioritario le PMI, sostiene le attività innovative (compresa l’ecoinnovazione). Esso garantisce accesso a finanziamenti mirati e offre servizi di sostegno alle imprese nelle regioni: ›› http://ec.europa.eu/enterprise/policies/finance/guide-to-funding/ indirect-funding/index_en.htm Il piano d’azione della Commissione europea per agevolare l’accesso delle PMI ai finanziamenti, del dicembre 2011, può essere consultato al seguente indirizzo: ›› http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2011:0870:FIN:IT: PDF Vedere anche: ›› http://ec.europa.eu/youreurope/business/finance-support/index_ it.htm ›› http://www.eib.org/about/news/eib-loan-for-smes.htm 11 Vogliamo migliorare il vostro accesso ai finanziamenti Per facilitare l’accesso ai finanziamenti abbiamo redatto una guida pratica per le PMI disponibile on line. Questa guida offre informazioni su come accedere agli oltre 50 miliardi di euro di fondi pubblici nei 27 Stati membri. Essa presenta oltre 120 programmi di finanziamento nazionali o regionali e fornisce informazioni preziose per aiutare le PMI a inoltrare le domande relative ai vari programmi, illustrandone caratteristiche, termini, condizioni e informazioni di contatto: Facilitando l’accesso delle PMI alle fonti di finanziamento private: •Oggi nell’UE solo il 2% delle esigenze di finanziamento delle PMI è coperto dai capitali di rischio, contro il 14% degli USA. Anche i fondi d’investimento a orientamento sociale potrebbero essere maggiormente sviluppati in Europa. Di recente abbiamo avanzato una serie di proposte legislative per agevolare la raccolta di capitali a livello UE per i fondi di capitale di rischio e i fondi d’investimento a orientamento sociale. Ciò beneficerà le PMI che potranno usufruire più facilmente di questi investimenti. •I crediti bancari sono la principale fonte di finanziamento delle PMI @ AIMSTOCK L’UE e le PMI: un patto per una nuova crescita 12 europee. La riforma bancaria che abbiamo avviato in risposta alla crisi finanziaria porterà a banche più solide e meglio capitalizzate, nell’interesse di tutte le componenti sociali, incluse le PMI. In questo contesto, stiamo prestando particolare attenzione alla capacità delle banche di erogare prestiti alle PMI, capacità che deve essere sostenuta. •Per offrire alle PMI un accesso più agevole alle fonti di finanziamento alternative attraverso i mercati finanziari, aiuteremo inoltre le PMI a raccogliere capitali attraverso la vendita pubblica di azioni. Questo risultato sarà conseguito garantendo una maggiore visibilità alle PMI quotate in borsa, attraverso la creazione di un marchio PMI e riducendo gli obblighi di dichiarazione che incombono sulle PMI quotate, inclusa l’abolizione dell’obbligo di pubblicare relazioni trimestrali nonché l’istituzione di prospetti meno onerosi e costosi per le PMI che desiderano quotarsi in borsa. Queste nuove iniziative ed altre misure complementari sono descritte in un piano d’azione per l’accesso delle PMI ai finanziamenti, pubblicato dalla Commissione europea nel dicembre 2011. A livello pratico come funziona? Leggete la storia di Petteri: Trovare i fondi per sviluppare la propria impresa Petteri, un cittadino finlandese, aveva bisogno di fondi per sviluppare una nuova applicazione per smartphone. È riuscito a trovare parte dei fondi in Finlandia, ma attraverso i suoi contatti è venuto a sapere di una società di private equity di Londra che poteva offrirgli altre risorse finanziarie in cambio di una partecipazione alla sua impresa. Petteri è venuto inoltre a sapere che se avesse sviluppato prodotti nella vicina Estonia e in Polonia avrebbe potuto beneficiare di fondi dell’UE. La sua domanda è stata accolta e Petteri è riuscito a sviluppare la sua azienda avvalendosi di solide basi finanziarie. Vogliamo migliorare il vostro accesso ai finanziamenti 13 © Lisa-Blue L’UE e le PMI: un patto per una nuova crescita 14 Vogliamo aiutarvi a sfruttare al meglio la vostra proprietà intellettuale Le norme comunitarie mirano ad armonizzare i diritti di proprietà intellettuale (DPI) nell’UE e a offrire un quadro giuridico che ne renda possibile la tutela e l’utilizzo. Tali norme vi aiutano a risparmiare tempo e denaro quando si tratta di rivendicare e sfruttare tali beni immateriali, e rendono più agevole l’applicazione dei vostri DPI laddove necessario. Senza i DPI vi sarebbero pochi incentivi a svolgere attività di ricerca e sviluppo. A livello di diritti d’autore, circa 1,4 milioni di PMI operano nell’industria creativa, una quota che rappresenta oltre 6,7 milioni di posti di lavoro. Mettere a punto nuove iniziative per realizzare un mercato unico pienamente integrato per i DPI è un modo concreto di mettere a profitto il potenziale dei creatori europei e per fare in modo che le idee e i contenuti elaborati da artisti, inventori e imprenditori possano tradursi in crescita economica e posti di lavoro di qualità. •Quando si crea un’opera originale (letteraria o artistica, musicale, una trasmissione televisiva, software, banche dati, pubblicità, ecc.) la protezione del diritto d’autore viene garantita automaticamente, senza la necessità di una registrazione formale. Il diritto europeo ha tuttavia armonizzato taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti correlati per garantire il corretto funzionamento del mercato unico. Ci stiamo inoltre adoperando per rendere più agevole la concessione di licenze per i diritti in tutta Europa, in particolare per promuovere lo sviluppo di servizi on line innovativi. •È possibile proteggere i diritti di marchi, disegni e modelli registrandoli a livello nazionale o comunitario. Registrandoli a livello comunitario (presso l’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno – UAMI), i vostri diritti saranno validi in tutta l’UE. Il marchio comunitario fu istituito nel 1993. Le tasse sono state drasticamente ridotte nel 2005 e 2009, consentendo alle imprese dell’UE di risparmiare circa 60 milioni di euro l’anno. Anziché 1 750 euro, le imprese pagano oggi 1 050 euro per richiedere e ottenere la registrazione di un marchio comunitario. Chi deposita la propria domanda via Internet paga ancora meno: 900 euro. ©Tony Tremblay Vogliamo aiutarvi Weaallow sfruttare you al to meglio sell goods la vostra and services proprietà across intellettuale borders 15 15 L’UE e le PMI: un patto per una nuova crescita 16 possibile depositare una domanda di brevetto nazionale presso gli uffici dei brevetti degli Stati membri o una domanda di brevetto europeo presso l’Ufficio europeo dei brevetti (UEB), per ottenere protezione oltre le frontiere nazionali. Tuttavia, sinora, è stato necessario convalidare tale brevetto in tutti gli Stati in cui si richiede la protezione. Per essere tutelati in tutti i 27 Stati membri, i costi amministrativi, procedurali e di traduzione possono ammontare sino a 36 000 euro. Con il nuovo brevetto unitario proposto dalla Commissione, che dovrebbe presto diventare realtà e garantire una protezione multi-territoriale, i costi si ridurranno fino a sette volte (generando fino a 300 milioni di euro di risparmi per le aziende). •Puntiamo inoltre a proteggervi meglio da atti di appropriazione indebita del vostro know-how (“segreti commerciali”) e ad ampliare l’estensione della protezione garantita dalle indicazioni geografiche (IG). Le indicazioni geografiche hanno un’importanza particolare nell’UE; l’Europa ha infatti una ricca tradizione di produzione locale e specializzata, e vanta innumerevoli prodotti famosi strettamente legati al loro luogo di origine. @ franz pfluegl •È Volete sapere come proteggere i vostri diritti di proprietà intellettuale o la vostra strategia commerciale? Consultate: ›› http://ec.europa.eu/youreurope/business/competing-through-innovation/ protecting-intellectual-property/index_it.htm A livello pratico come funziona? Leggete la storia di Agnieszka: Registrate il vostro marchio per proteggerlo. 17 Vogliamo aiutarvi a sfruttare al meglio la vostra proprietà intellettuale Agnieszka, una cittadina polacca, ha sviluppato un nuovo software e desidera venderlo nell’UE. Alcuni dei suoi diritti di proprietà intellettuale sono già protetti perché il codice sorgente è una sua creazione (diritto d’autore). Allo stesso tempo sta sviluppando un proprio marchio che desidera tutelare. Può registrare il marchio in ciascun paese, ma ottenendo una protezione comunitaria tramite un’unica registrazione presso l’UAMI potrebbe risparmiare energie, tempo e denaro. © Marilyn Nieves L’UE e le PMI: un patto per una nuova crescita 18 Vogliamo semplificarvi la vita Sostituendo il complesso mosaico delle diverse legislazioni nazionali dei 27 paesi dell’UE, le regole del mercato unico europeo hanno ridotto gli oneri burocratici per le imprese. Tali risparmi si trasmettono ai consumatori. Dal 2007 le leggi sul mercato unico hanno ridotto del 25% gli oneri amministrativi per le imprese dell’UE. Si stima che tale riduzione potrebbe tradursi in un aumento dell’1,5% per il PIL dell’UE, ovvero 150 miliardi di euro. I costi legati alla creazione di un’impresa in Europa sono anch’essi calati: se nel 2007 occorrevano 12 giorni e 485 euro per avviare una società a responsabilità limitata, nel 2010 tempi e costi erano scesi, rispettivamente, a 7 giorni e 399 euro. Negli ultimi tempi i nostri sforzi per ridurre gli oneri per le PMI si sono intensificati: •Abbiamo recentemente ridotto gli obblighi di rendicontazione finanziaria per le società europee più piccole (le cosiddette “microentità”). I governi potranno creare un sistema grazie al quale le microentità dovranno inviare all’amministrazione fiscale solo la loro contabilità, anziché il dossier completo, attualmente richiesto, di rendiconti finanziari comprendenti il bilancio e il conto profitti e perdite. Ciò produrrà un risparmio annuo potenziale pari a 3,5 miliardi di euro per le microentità. •Abbiamo altresì proposto una riforma a più ampio raggio delle norme contabili per tutte le piccole e medie imprese, riducendo gli obblighi di rendicontazione e aumentando il numero di imprese che possono essere definite “piccole e medie imprese”. La definizione di “piccole e medie imprese” verrebbe così armonizzata in tutta Europa. © Brian Jackson We allow you to sell goods Vogliamo and services semplificarvi across borders la vita 19 19 •In campo fiscale abbiamo proposto un più ampio uso della fatturazione elettronica dell’IVA, che nel medio termine farebbe risparmiare tempo e denaro a oltre 22 milioni di contribuenti. Ciò si tradurrebbe in un risparmio di 18,4 miliardi di euro per le imprese. In campo doganale, la sostituzione delle procedure cartacee con un sistema elettronico, potrebbe produrre risparmi pari a circa 2,4 miliardi di euro. •Le norme dell’UE garantiscono il diritto agli interessi di mora in caso di pagamento tardivo dei fornitori. I pagamenti tardivi sono costosi per le imprese europee; tale costo ammonta a circa 1 100 miliardi di euro in termini di fatturato differito. L’attuazione di queste norme sarà accelerata. •Pubblicheremo presto un piano L’UE e le PMI: un patto per una nuova crescita 20 d’azione sul diritto societario e il governo societario nell’UE per rafforzare i benefici di norme comuni europee in materia. In questo ambito, un risultato concreto è la nuova legislazione sul collegamento dei registri delle imprese di tutta Europa. Il collegamento fra questi registri, che contengono informazioni fondamentali per i consumatori e i partner commerciali, come ad esempio quelle sul capitale e sui rappresentanti legali di una società, stimolerà gli scambi transfrontalieri e potrebbe generare risparmi sino a 70 milioni di euro l’anno. •Infine intendiamo creare un ambiente favorevole allo sviluppo delle imprese sociali in Europa. Le imprese sociali sono spesso molto piccole e attive solo a livello locale, ma svolgono un ruolo fondamentale nell’economia dell’UE. Recentemente abbiamo adottato misure volte a rendere più agevole il loro accesso ai fondi, ad accrescere la loro visibilità attraverso marchi e certificazioni e a perfezionare il loro status giuridico. A livello pratico come funziona? Ecco come si può avviare un’impresa in Italia: Gli imprenditori italiani oggi possono avviare un’impresa in 24 ore. Le autorità nazionali hanno introdotto una procedura semplificata che consente di costituire una società senza dover fare i conti con ostacoli burocratici: gli imprenditori devono soltanto inviare un modulo elettronico al Registro delle imprese, il quale dopo la registrazione lo inoltra agli uffici fiscali e di sicurezza sociale. Informazioni sullo “Small business act” sono disponibili all’indirizzo: ›› http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/small-business-act/ Vi serve aiuto per capire come pagare le imposte quando la vostra impresa opera in altri paesi dell’UE? Consultate: ›› http://europa.eu/youreurope/business/managing-business/payingtaxes/index_it.htm 21 Vogliamo semplificarvi la vita Questi progressi rientrano in una serie di misure adottate da ciascuno Stato membro in seguito allo Small Business Act (SBA). Lo SBA è stato introdotto dalla Commissione europea nel 2008 per dare impulso all’imprenditorialità, promuovere la crescita delle PMI e facilitarne le attività, secondo il principio della “Corsia preferenziale per la piccola impresa”. © Dmitriy Shironosov L’UE e le PMI: un patto per una nuova crescita 22 Vogliamo aiutarvi ad aggiudicarvi gli appalti pubblici L’UE aiuta le PMI ad avere accesso agli appalti pubblici in altri Stati membri. Ogni anno le autorità pubbliche dell’UE spendono il 18% del PIL per acquistare beni, servizi e lavori. Le PMI vincono circa il 60% degli appalti pubblici per numero e il 34% per volume. Circa il 20% degli appalti pubblici nell’UE è disciplinato da norme europee che obbligano le autorità pubbliche a far sì che gli offerenti di altri paesi dell’UE abbiano accesso ai loro mercati e che tutte le offerte ricevano un trattamento equo e leale. Le offerte vengono valutate attraverso una procedura comune alla quale le autorità pubbliche di tutta l’UE devono conformarsi. Le offerte delle PMI nell’ambito degli appalti pubblici devono essere valutate alla pari con quelle dei loro concorrenti più grandi. Tuttavia, in alcuni casi, l’esperienza insegna che i costi per la presentazione delle offerte sono ancora troppo elevati per le PMI. Per questo motivo abbiamo recentemente proposto un ammodernamento del quadro degli appalti pubblici dell’UE, che prevede quanto segue: •Per ridurre ulteriormente le lungaggini burocratiche, occorre ridurre gli obblighi relativi alla documentazione (ad esempio, solo la società aggiudicatrice dovrebbe presentare i documenti). Viene altresì proposta una adozione sistematica degli appalti pubblici elettronici nell’UE entro il 2016. •Oltre a poter presentare offerte insieme ad altre società (ovvero in partenariati o consorzi), possibilità che può permettere alle PMI di partecipare ad appalti di valore elevato, i requisiti relativi al fatturato non dovranno eccedere una determinata soglia e i contratti superiori a un certo valore dovranno essere suddivisi in subcontratti di minore entità (noti come “lotti”). Queste disposizioni, ancora una volta, avvantaggeranno le PMI. La vostra PMI intende presentare offerte per gli appalti pubblici? Consultate questi siti. e-CERTIS, , un sistema informatico on line gratuito, destinato alle imprese e alle amministrazioni aggiudicatrici, vi aiuta a identificare i vari certificati richiesti nelle procedure d’appalto nei diversi paesi: ›› http://ec.europa.eu/markt/ecertis/login.do?selectedLanguage=it È possibile ottenere gratuitamente informazioni sugli appalti pubblici di servizi e di forniture, di valore superiore ai 130 000-200 000 euro, e sugli appalti di lavori del valore di oltre 5 milioni di euro tramite un semplice clic sul sito web Tenders Electronic Daily (TED). Tale sito contiene tutti gli avvisi di gara d’appalto a livello UE, di importo superiore alla soglia applicabile, che devono essere pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’UE. ›› http://ted.europa.eu Il portale SIMAP fornisce informazioni sulla presentazione delle offerte nell’ambito degli appalti pubblici dell’UE: ›› http://simap.europa.eu Vi invitiamo inoltre a consultare il sito La tua Europa: ›› http://ec.europa.eu/youreurope/business/profiting-from-eu-market/ benefiting-from-public-contracts/index_it.htm 23 23 Vogliamo aiutarvi ad aggiudicarvi gli appalti pubblici • © Danil Melekhin L’UE e le PMI: un patto per una nuova crescita 24 Mettiamo a disposizione strumenti e reti a vostro sostegno Molto spesso l’accesso alle informazioni sui diritti e sulle opportunità rappresenta un ostacolo importante per le PMI che desiderano espandere le loro attività nell’UE. Questa è la ragione per cui abbiamo sviluppato una serie di strumenti a vostro sostegno. Domande su come gestire la vostra impresa in Europa? “La tua Europa” offre informazioni pratiche e assistenza “La tua Europa” è un sito web che offre informazioni concrete, consigli pratici e assistenza personalizzata ai cittadini che desiderano fare affari in un altro paese dell’UE. “La tua Europa” è in grado di offrirvi tutte le informazioni e i contatti necessari per gestire con successo la vostra impresa in Europa, sia che vogliate avviare una nuova impresa, aprire una filiale in un altro paese o che cerchiate un partner commerciale o opportunità di finanziamento. “La tua Europa” offre altresì informazioni dettagliate su altri aspetti della vostra vita all’estero, come i permessi di lavoro e la sicurezza sociale, le condizioni di soggiorno per voi e la vostra famiglia o l’immatricolazione della vostra automobile. Vi serve assistenza legale sui vostri diritti nell’UE? “La tua Europa Consulenza” risponderà alle vostre domande. Se vi serve una consulenza più specifica, “La tua Europa – Consulenza” risponderà alle vostre domande entro una settimana e in qualsiasi lingua dell’UE. Solo quest’anno “La tua Europa – Consulenza” ha risposto a oltre 15 000 domande provenienti da cittadini e imprese che cercavano una consulenza legale sui loro diritti di cittadini dell’UE. Questo servizio è gratuito. ›› http://ec.europa.eu/citizensrights/ Un’autorità pubblica nega i vostri diritti in un altro paese dell’UE? SOLVIT garantisce una soluzione rapida del vostro problema. SOLVIT offre soluzioni rapide ed efficaci ai singoli individui e alle imprese i cui diritti di cittadini dell’UE siano stati negati da un’amministrazione pubblica in una situazione transfrontaliera. SOLVIT può, ad esempio, aiutarvi in caso di problemi in campo fiscale, nel settore della libera circolazione di merci e servizi, del riconoscimento delle qualifiche professionali, dei permessi di soggiorno o della sicurezza sociale. I 30 centri SOLVIT (uno in ciascun paese dell’UE nonché in Islanda, Liechtenstein e Norvegia) gestiscono nel loro insieme una media di 1 300 reclami l’anno e riescono a trovare soluzioni per oltre il 90% dei casi, mediamente, entro 9 settimane. ›› http://europa.eu/solvit 25 Mettiamo a disposizione strumenti e reti a vostro sostegno ›› http://europa.eu/youreurope In altri casi, il miglior modo di procedere è imparare da coloro che si sono trovati nella stessa situazione prima di voi. Abbiamo quindi istituito diverse reti per aiutarvi a espandere la vostra attività, trovare partner e imparare dalle esperienze di altri imprenditori. L’UE e le PMI: un patto per una nuova crescita 26 State pensando di espandere la vostra attività? Enterprise Europe Network può aiutarvi. Se desiderate espandere la vostra attività all’estero e trovare nuovi partner per avviare una collaborazione a livello commerciale, tecnologico o di ricerca, la rete Enterprise Europe Network (le cui risorse verranno incrementate) può assistervi, a partire dalla ricerca del vostro partner commerciale sino alla firma del vostro accordo. Con oltre 600 membri in oltre 50 paesi del mondo, la rete Enterprise Europe Network vi offre un’ampia gamma di servizi direttamente a casa vostra. Oltre 2 milioni di PMI ricorrono a questo servizio ogni anno. 300 000 PMI hanno ricevuto una risposta alle loro domande e circa 600 000 hanno partecipato a eventi di informazione. La rete ha generato un impatto sul fatturato dei partenariati commerciali pari a circa 220 000 euro per ciascuna impresa. L’aumento totale delle vendite è stimato in 450 milioni di euro. ›› http://www.enterprise-europe-network.ec.europa.eu/index_it.htm Scambi e collegamento in rete con altri imprenditori? Il programma “Erasmus per giovani imprenditori” è pronto ad aiutarvi. I nuovi imprenditori possono imparare da imprenditori con più esperienza di loro, che li ospiteranno in altri paesi dell’UE, grazie al programma “Erasmus per giovani imprenditori”. Dal momento che lo scambio avviene tra imprenditori di due diversi paesi, il programma sostiene l’internazionalizzazione delle PMI e i partecipanti hanno l’opportunità di conoscere il mercato locale del loro partner Erasmus. 4 500 sono gli imprenditori già registrati e circa 1 500 i rapporti di collaborazione avviati. ›› http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/index.php?lan=it Questa rete consente alle imprenditrici in erba (che svolgono la loro attività da due, tre o al massimo quattro anni) di beneficiare della consulenza di imprenditrici di successo. ›› http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/promoting- entrepreneurship/women/index_en.htm A livello pratico come funziona? Leggete la storia di Mark: Mark, uno sviluppatore di software britannico, ha avviato una società per produrre guide naturalistiche digitali, allo scopo di aiutare gli amanti della natura a identificare le specie di alberi attraverso applicazioni per tablet e smartphone. Mark stava cercando dei partner che potessero fornirgli contenuti specializzati per le sue applicazioni. Si è rivolto alla rete Enterprise Europe Network, che lo ha messo in contatto con un ufficio di consulenza attivo in ambito scientifico, con sede in Francia. Le due società hanno deciso di unire le loro forze e da allora hanno sviluppato una serie di applicazioni di successo. 27 Mettiamo a disposizione strumenti e reti a vostro sostegno Volete piuttosto consultare una donna, imprenditrice come voi? La Rete di mentori delle imprenditrici è pronta ad aiutarvi. Europe Direct è un servizio a vostra disposizione per aiutarvi a trovare le risposte ai vostri interrogativi sull’Unione europea. Numero verde unico (*): 00 800 6 7 8 9 10 11 (*) Alcuni gestori di telefonia mobile non consentono l’accesso ai numeri 00 800 o non ne accettano la gratuità. 3