DOSSIER ­ UPI FVG_GORIZIA
Lunedì, 23 giugno 2014
DOSSIER ­ UPI FVG_GORIZIA
Lunedì, 23 giugno 2014
Dossier ­ Upi FVG_Gorizia
21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 14
«Più gravidanze al Burlo? Nessun problema»
21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 14
Monfalcone registra un aumento del 20%
21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 14
Rivoluzione sanità Gorizia perde i bebè
21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 14
Romoli guida la rivolta e sfida il Pd isontino
21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 17
Dalla Provincia corsi di autodifesa per le donne
21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 17
Schiamazzi notturni, raccolte più di 100 firme
21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 20
Il sindaco Calligaris diserta la "Giornata del rifugiato»
21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 20
Via l' amianto dalle tubature della scuola elementare
21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 21
Progetto acqua, 17 gli istituti coinvolti nell' iniziativa
21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 21
Rocce di scavo per riempire la discarica
21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 23
Bandiera Blu, festa nella spiaggia "liberata"
21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 25
Chi pagherà i danni al turismo di Grado?
21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 26
Viaggio di Saksida tra futurismo e astrattismo
21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 31
L' attentato di Sarajevo al Museo de Henriquez
21/06/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 22
Parti oltreconfine, accordo con San Pietro
21/06/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 22
Romoli: «Una decisione umiliante per la città»
21/06/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 22
Tramonta pure il progetto della Casa del parto
21/06/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 22
Ziberna (Fi) tuona: «La Regione fa scempio di Gorizia e...
21/06/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 23
A Gorizia tutte le stelle nazionali di mountain­bike
21/06/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 23
Ritoccate le tariffe di palestre, scuole e teatri
21/06/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 24
Sos rosa, le donne hanno imparato a difendersi
21/06/2014 Il Quotidiano del Friuli Venezia Giulia Pagina 11
Riforma, a luglio chiude il punto nascita di Gorizia il reparto...
21/06/2014 Il Quotidiano del Friuli Venezia Giulia Pagina 11
Romoli: «Sono sdegnato, decisione insensata»
21/06/2014 Messaggero Veneto Pagina 2
Gorizia deve dire addio al punto nascita
21/06/2014 Messaggero Veneto Pagina 31
Bandiera blu sulla spiaggia rinata
20/06/2014 messaggeroveneto.it
Unioncamere Fvg: Udine traina l' export (+9,7%)
21/06/2014 Primorski Dnevnik
Zapirajo porodninico, a gledajo proti empetru
21/06/2014 Primorski Dnevnik
Pronje za pomo e skoraj presegajo razpololjiva mesta
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Gorizia
«Più gravidanze al Burlo? Nessun problema»
Il direttore di Patologia ostetrica Alberico: «A Trieste c' è stato un forte decremento di
attività»
TRIESTE «Oh, no, per il Burlo Garofolo non
sarà affatto un problema la chiusura del punto
n a s c i t a d i Gorizia. A n z i . C ' è u n f o r t e
decremento delle nascite, se dovessero
arrivare più partorienti a Trieste torneremmo
appena ai volumi che avevamo due anni fa».
Così Salvatore Alberico, direttore di Patologia
ostetrica nel dipartimento Materno­infantile del
Burlo, che comunque sottolinea come questo,
a pochi minuti dall' annuncio della decisione
perentoria presa dalla Regione sulla
soppressione delle nascite all' ospedale d i
Gorizia, s i a u n p e n s i e r o t e c n i c o , e n o n
"politico". Già a livello politico la chiusura del
punto nascita goriziano è una palla di fuoco
vagante, cui ieri la stessa presidente Debora
Serracchiani, con l' assessore Maria Sandra
Telesca, ha dato il fine corsa, con luglio il
reparto chiuderà per dimostrata, grave e
stabile carenza di neonati.
La domanda che si riverbera su Trieste è se l'
ospedale pediatrico e Irccs sia eventualmente
in grado, mentre soffre (come tutti ma anche di
più) per carenze d' organico di accogliere un
numero maggiore di mamme in attesa, di parti
e quindi di neonati, che non dovessero sostare
nel punto sanitario intermedio, l' ospedale d i
Monfalcone che sulle nascite resta attivo.
Secondo Alberico sarebbero anzi i benvenuti. Il calo di attività (di cui soffre in questo settore Gorizia) fa
ancora meno bene a un istituto a carattere scientifico. Tanto che Alberico spera in una seconda
conseguenza favorevole: «Io auspico ­ dice il medico ­ che al Burlo siano garantite anche le strutture
che possedeva fino a due anni fa. Tra pensionamenti, mobilità, mancate assunzioni ci troviamo in una
situazione abbastanza difficile, cui facciamo fronte solo con tantissima abnegazione. Se la chiusura del
punto nascita di Gorizia dovesse procurare per conseguenza una redistribuzione di risorse, speriamo
che queste siano dirottate al Burlo».
Il calo delle nascite è fotografato minuziosamente, per un triennio, nel monitoraggio che fa da base alla
riforma sanitaria regionale. Trieste ha fatto nascere 1.796 bambini nel 2011, 1.805 bel 2012 e 1.612 lo
scorso anno.
Il numero minimo per garantire sicurezza a mamma e bimbo è secondo la letteratura scientifica
internazionale, richiamata dalla Regione, di 1.000 parti all' anno. Gorizia è passata nel triennio da 349 a
278. Monfalcone da 495 a 466. In pratica soltanto il Burlo Garofolo, con San Daniele (1.003), Udine
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Gorizia
(1.673) e Pordenone (1.057), tutti comunque in calo nel periodo, avrebbe la "patente" per nascite sicure.
Mentre solo Trieste (e proprio Alberico se ne occupa) è l' unico centro regionale accreditato per le
gravidanze a rischio e la diagnosi prenatale.
«E in questo campo ­ conclude il direttore ­ continuiamo ad avere al Burlo Garofolo pazienti che
arrivano da tutta la regione e anche da province contermini al Friuli Venezia Giulia, per un volume di
attività che è il 30­40% del totale».
(g.z.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Gorizia
Monfalcone registra un aumento del 20%
"Baby boom" al San Polo. Tra i motivi le molte immigrate e le utenti della Bassa friulane.
MONFALCONE Il 2014 si sta confermando un
anno boom quanto alle nascite all' ospedale
monfalconese di San Polo. Tanto che il Punto
nascita, diretto dal primario Attilio D' Atri, sta
viaggiando su una proiezione ben superiore ai
cinquecento parti/anno e sta consolidando la
propria capacità di attrazione per le partorienti
di altre zone del Friuli Venezia Giulia che
dimostrano sempre di più di apprezzarne l'
offerta.
Secondo i rilevamenti dei primi cinque mesi
del 2014, infatti, i dati fatti registrare dal Punto
nascita monfalconese indicano, oltre a un'
utenza prevalente del Basso Isontino
(Monfalcone e il suo mandamento), anche la
crescita delle partorienti provenienti da altre
Ass, in particolare dalla Bassa Friulana: un
quadro in controtendenza rispetto agli ultimi
due anni, considerando il contesto generale di
calo delle nascite ma anche i segnali recenti
sulla capacità attrattiva del San Polo.
Alla base di questo quadro decisamente
incoraggiante ci sono i numeri incontrovertibili
dei parti nei primi cinque mesi di quest' anno
che, al 6 giugno scorso, erano attestati a quota
232, rispetto ai 187 dello stesso periodo dello
scorso anno: 45 nati in più, pari a un aumento
del 20%, quanto basterebbe al nosocomio monfalconese, salvo "crolli" al momento imprevedibili nei
prossimi sette mesi, di superare la soglia delle cinquecento nascite l' anno.
Il baby­boom più significativo il nosocomio monfalconese lo ha registrato nello scorso mese di maggio
quando i parti al San Polo sono stati addirittura una cinquantina. A incidere nel buon andamento del
Punto nascita del San Polo (per un buon 20%) resta la popolazione straniera, quella del Bangladesh in
particolare, forte della sua massiccia presenza a Monfalcone, con oltre quattromila individui, composta
nella sua quasi totalità da persone di giovane età e da nuclei famigliari sempre più numerosi.
Tra i fattori di attrazione soprattutto delle partorienti al di fuori del territorio dell' Ass Isontina, inoltre, ci
sono la modalità del parto in analgesia, e pure il parto naturale in acqua, che costituisce da sempre un
servizio di punta offerto dal San Polo e risulta sempre più apprezzato e richiesto.
(r.m.
) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Gorizia
Rivoluzione sanità Gorizia perde i bebè
Serracchiani: «Punto nascita chiuso entro agosto per motivi di sicurezza» Nel nuovo
sistema cinque Eas, tre ospedali principali e 4.062 posti letto
di Giovanni Tomasin wTRIESTE Chiude il punto nascita di
Gorizia. È l' effetto immediato dell' ormai ventura riforma della
sanità regionale. L' ha annunciato ieri la presidente Debora
Serracchiani: «Per questioni di sicurezza il punto nascita di
Gorizia non può continuare ad operare e verrà chiuso non
appena ultimate le procedure amministrative necessarie: dal
primo luglio o da agosto al massimo». Accompagnata dall'
assessore Maria Sandra Telesca, dal consigliere Franco
Rotelli e dal direttore centrale Adriano Marcolongo,
Serracchiani ha garantito che la riforma «sarà senza ombra di
dubbio la più innovativa sul territorio nazionale» e ha
annunciato che l' articolato della legge verrà depositato in
consiglio entro il 10 luglio: «Arriveremo in aula a fine
settembre o in ottobre». Il completamento del lavoro di
schedatura degli ospedali regionali ha consentito ai legislatori
di mettere a punto per tempo lo scheletro della riforma. «Il
presupposto ­ ha voluto sottolineare Serracchiani ­ è che non
chiudiamo alcun ospedale, ristrutturiamo il sistema evitando i
doppioni».
Gestione centrale La presidente e l' assessore hanno posto l'
accento sulla centralizzazione del sistema: la regia sarà
affidata alla direzione centrale con il supporto dell' Ente per la
gestione accentrata dei servizi sanitari. «Ci saranno 5 Eas
(Enti per l' assistenza sanitaria) ma con un' unica testa ­ ha
detto Serracchiani ­ che si occuperà di procedure, gestione
accentrata servizi sanitari, personale e amministrazione». La
strutturazione per Eas era già stata annunciata in passato,
restano fermi il carattere universitario di Udine e Trieste, l'
autonomia degli Irccs Burlo Garofolo e Cro, «pur in una forte
integrazione».
Il territorio La territorializzazione dei servizi è da sempre uno
dei cavalli di battaglia della giunta. Secondo Telesca «il
sistema sanitario deve seguire la persona da casa all'
ospedale, non soltanto nei momenti acuti». A questo scopo gli
Eas dovranno «sviluppare il dialogo e l' integrazione tra la
medicina di famiglia, il distretto sociosanitario e l' ospedale».
Forte il lavoro previsto sull' assistenza domiciliare. L'
assessore ha dichiarato che le relazioni con i medici di
famiglia seguiranno le linee in via di definizione a livello
nazionale, e che sul territorio saranno attive le cosiddette Aggregazioni funzionali territoriali: «Le Aft
sono un modello organizzativo per l' assistenza e l' integrazione delle attività dei medici, per coprire le
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Gorizia
esigenze dei pazienti sulle 12 ore diurne. I Centri di assistenza primaria saranno poi luoghi fisici, dove il
cittadino troverà risposte al di là dell' ospedale».
Il sistema ospedaliero La rete sarà riorganizzata. Tre le aziende ospedaliere: quella di Pordenone e le
due universitarie di Trieste e Udine. Quattro i presidi ospedalieri: Gorizia ­ Monfalcone, Latisana ­
Palmanova, San Daniele ­ Tolmezzo, San Vito al Tagliamento ­ Spilimbergo. «Le sedi saranno
complementari tra loro ­ hanno spiegato ­ e saranno eliminati i doppioni anche se alcune cose si faranno
in entrambi gli ospedali». A questi si aggiungono i tre presidi ospedalieri specializzati, ovvero gli Irccs di
Trieste e Aviano, il Gervasutta di Udine. Restano da «riconvertire» i presidi ospedalieri di Gemona,
Sacile, Maniago e Cividale: «Nessuno di questi sarà chiuso ­ ha dichiarato la presidente ­. Forniranno i
servizi necessari: polimabulatori, diagnostica radiologica e cardiologica, dialisi, ospedale di comunità,
luoghi di riabilitazione, presa in cura di persone con malattie croniche».
I posti letto I posti letto complessivi del sistema sanitario attuale sono circa 4700. Al termine della
riforma i posti letto ospedalieri saranno 4062, 3690 dedicati agli acuti e 372 alla riabilitazione intensiva.
Serracchiani avverte che non si tratta di un calo ma di un differente conteggio: «Non stiamo tagliando.
Abbiamo preso atto del fatto che molti posti per acuti non vengono utilizzati.
Abbiamo quindi riorganizzato i posti negli ospedali, portandoli a 4062, ma nel piano della riforma sono
inclusi i posti nelle Rsa, in riabilitazione, per lunghe degenze e malattie croniche, che mancavano. Il
totale sarà pari a quello attuale».
I punti nascita Infine i punti nascita. Ogni presidio ospedaliero avrà un un solo punto nascita.
Quale, è ancora da vedere: la Regione attende di monitorare i flussi per decidere dove collocare la base
del reparto. Due cose paiono certe al momento: la prima è che San Daniele ­ Tolmezzo continuerà ad
avere un doppio punto nascita. La seconda è che Gorizia chiuderà: «I numeri non ci consentono di
tenerlo aperto ­ ha affermato Serracchiani ­, è pericoloso
per la salute delle mamme e dei bambini». A compensare la perdita, a Gorizia verrà creato un
"percorso nascita", che l' assessore ha definito «uno strumento innovativo per seguire le madri e i figli
prima e dopo il parto». La Regione si impegna inoltre a stipulare una convenzione con l' ospedale
sloveno di ​empeter per semplificare l' accesso delle madri alla struttura. I servizi ambul
atoriali resteranno attivi sulle due sedi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Gorizia
Romoli guida la rivolta e sfida il Pd isontino
Il sindaco: «La governatrice non taglia sprechi e doppioni ma si limita a colpire noi
buttando inspiegabilmente a mare la preziosa collaborazione transfrontaliera»
di Francesco Fain wGORIZIA Chiude, dunque,
il Punto nascita di Gorizia. Non è l' ennesimo
allarme a vuoto, figlio della sindrome di "Al
lupo, al lupo!
", è la dura e cruda verità.
E la reazione della città è pesante. C' è chi
promette manifestazioni di piazza e chi parla
espressamente di morte anagrafica di quello
che, sino a prova contraria, è un capoluogo di
provincia.
«La montagna sta partorendo un topolino ­
attacca Ettore Romoli, sindaco di Gorizia ­. A
cosa mi riferisco? All' ambiziosa riforma
sanitaria della giunta Serracchiani che, invece
di colpire i doppioni e gli sprechi che tutti
conoscono, sacrifica solo il Punto nascita di
Gorizia. Tutto qui? Si riduce soltanto a questo
l' azione riformatrice? L' effetto tangibile che
avrà lo smantellamento del reparto materno­
infantile goriziano sarà soltanto uno: buttare a
mare la preziosa collaborazione sanitaria
transfrontaliera sulla quale il Gect (il Gruppo
europeo di cooperazione territoriale, ndr) sta
lavorando a testa bassa da parecchi mesi».
Aggiunge Romoli: «Questa scelta colpisce
profondamente Gorizia. Credo che la città non
assisterà in silenzio a questa ulteriore
dequalificazione.
Qualcuno ci dirà: con quel numero di parti era impossibile continuare ma è da due anni che si sta
lavorando per strozzare il reparto materno­infantile non nominando il primario e rilasciando dichiarazioni
allarmistiche che allontanano le partorienti dal nostro ospedale». Il sindaco sfida anche il Pd locale: «A
suo tempo, il sottoscritto ebbe il coraggio di mettersi contro il presidente Tondo e riuscì ad impedire la
chiusura del Punto nascita di Gorizia. Vedremo, ora, se ci sarà qualche esponente di centrosinistra
pronto a contrastare gli intenti di Debora Serracchiani».
Pesanti anche le reazioni di Francesco Del Sordi, assessore comunale, uno dei fondatori del comitato
"Voglio nascere a Gorizia". «Mi sembra che l' unica novità della tanto decantata riforma sanitaria della
Regione sia la chiusura del Punto nascita di Gorizia. Complimenti.
Questa è una sconfitta per la nostra città che si materializza grazie alla Sinistra. Qui c' era la possibilità
di mettere in piedi un progetto transfrontaliero, invece si è deciso che a sopravvivere debba essere il
reparto di Monfalcone. Questo è un gravissimo atto nei confronti della nostra città. Dopo più di mille anni
di storia, a Gorizia non si potrà più nascere. Non voglio crederci». Del Sordi è un fiume in piena. Del
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Gorizia
resto, anche negli anni e nei mesi scorsi, era sempre in prima linea nella battaglia per il Punto nascita.
«La Sinistra si sta prendendo una pesante responsabilità, quella dell' annullamento di una città
capoluogo. Voglio capire ora cosa faranno eminenti esponenti locali del Partito democratico come il
capogruppo Cingolani. Vedremo se contano qualcosa nei confronti della giunta regionale o zero, come
purtroppo temo».
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Gorizia
presentazione.
Dalla Provincia corsi di autodifesa per le donne
Contro le truffe agli anziani e contro la violenza
sulle donne.
È una battaglia su due fronti, entrambi molto
i m p o r t a n t i , q u e l l a c h e l a Provincia s t a
continuando a combattere, promuovendo due
progetto di formazione e comunicazione rivolti
proprio alla popolazione anziana e alle donne
del territorio. Il tutto grazie al finanziamento
garantito dal programma regionale in materia
di sicurezza al Servizio polizia locale e
sicurezza. Le due iniziative sono state illustrate
ieri in Provincia dall' assessore Ilaria Cecot. Il
primo progetto riguarda la sicurezza degli
anziani. Come è noto le persone anziane sono
le vittime preferite di scippatori e truffatori, che
sfruttano momenti di distrazione, insicurezza e
solitudine che caratterizzano molti anziani. La
Provincia lavora dunque a informare e aiutare
queste persone a mettere in atto
comportamenti utili a prevenire reati e truffe, e
a difendersi, in collaborazione con forze dell'
ordine, sindacati e scuole. Sono stati realizzati
da docenti e studenti dell' Isis "Galilei" di
Gorizia sei brevi filmati, in tre lingue, utili ad
illustrare alla popolazione le modalità e le
strategie più opportune per tutelarsi. Al tempo
stesso sono stati pubblicati e distribuiti 2mila
libretti informativi intitolati "Sicurezza vuol dire serenità", e dalla metà del prossimo mese di settembre
si svolgeranno in diversi comuni del territorio incontri di informazione e sensibilizzazione degli anziani.
Poi, la battaglia alla violenza sulle donne.
In questo caso la Provincia attua un corso di autodifesa femminile, affiancato anche da percorsi di
approfondimento sanitario, psicologico e legale, per aiutare le donne ad aumentare la loro capacità nell'
affrontare i conflitti, le situazioni problematiche e le minacce. In questo caso la regia è stata affidata all'
associazione Sos Rosa di Gorizia, che ha supportato la Provincia nella realizzazione del corso di
autodifesa, sviluppatosi da aprile a giugno negli spazi della palestra dell' istituto "Max Fabiani" di
Gorizia. Sono state una ventina le donne, tutte maggiorenni, che hanno aderito, e si sono allenate sotto
la guida del maestro Mauro Cociancig dell' associazione Anime di Diamante.
(m.b.)
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Gorizia
Schiamazzi notturni, raccolte più di 100 firme
Torna l' estate e tornano le polemiche. I comitati si ribellano alla "discoteca diffusa" in
centro città: «Pronti a tutelare i nostri interessi in tutte le sedi»
di Francesco Fain «Non ci fermeranno e come
siamo arrivati a più di cento firme, possiamo
con sufficiente tranquillità affermare che alla
prossima iniziativa supereremo le 150, se non
200».
Torna l' estate e tornano a tuonare i comitati
contro gli schiamazzi notturni che hanno preso
carta e penna e hanno scritto al sindaco
R o m o l i , a g l i assessori a l l ' Ambiente d i
Comune e Provincia Del Sordi e Cernic e all'
A r p a . « L ' assessore D e l S o r d i h a
preannunciato che nel piano di zonizzazione
acustica "ci potrà essere anche qualche
deroga: ad esempio, il centro cittadino, per la
sua vocazione che è anche turistico­ricreativa
non potrà avere una soglia pari a quella di un'
area protetta o esclusivamente residenziale. E
quindi il limite massimo per i rumori sarà
leggermente più alto". Appare evidente come
ciò sia assolutamente inaccettabile
considerando che le norme europee ed
italiane vogliono l' abbattimento del rumore e,
c o m e l ' assessore d e l S o r d i b e n s a , l e
principali lamentele dei cittadini di Gorizia i n
materia di inquinamento acustico sono causate
proprio dall' inquinamento sonoro derivante
dall' attività dei pubblici locali presenti, in
massiccia concentrazione, proprio nella zona centrale e, in particolare, dalle musiche diffuse ad alto
volume sia all' interno che all' esterno dei locali. Non ci sembra, peraltro, che in quanto residenti del
centro dobbiamo ritenerci cittadini di serie B, costretti a condizioni di vita deteriori rispetto a quelle
riservate agli altri residenti e ciò solo per tutelare gli interessi di una specifica categoria di commercianti
e cioè i gestori dei bar».
Si chiedono i comitati: «Forse il Comune di Gorizia ritiene auspicabile una progressiva desertificazione
del centro con una fuga dei residenti, con la svalutazione progressiva delle abitazioni del centro che
comporterà anche oltre al danno economico per i proprietari un sostanziale degrado per tutta la zona
più caratteristica della città? E tutto ciò per favorire la creazione di una sorta di grande, unica discoteca
a cielo aperto o di un grande bar, senza soluzione di continuità, che abbracci tutta la zona centrale?
Qual è, in sintesi, la politica per il "salotto" della città? Dobbiamo aspettarci l' allargamento a macchia d'
olio con progressiva e crescente occupazione del suolo pubblico da parte di "tavolino­selvaggio" con
contorno di botti, assurto quale decoro e simbolo specifico dell' ex Nizza austriaca?
» I cittadini vorrebbero anche capire che relazione c' è «tra la vocazione turistico­ricreativa del centro e l'
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Gorizia
inquinamento acustico che secondo Del Sordi sarebbero imprescindibilmente legati e come ciò si
concili con il sacrosanto diritto dei residenti di poter lavorare, conversare, studiare, concentrarsi e
riposare all' interno della propria abitazione anche con le finestre aperte. Da parte nostra fin da ora,
comunichiamo la nostra ferma intenzione di non fuggire dal centro e di opporci a ogni forma di
sostanziale discriminazione nei nostri confronti per favorire interessi comunque secondari rispetto alla
tutela del nostro diritto alla salute ed a condizioni di vivibilità pari a quelle di tutti gli altri cittadini».
I cittadini comunicano che vigileranno attentamente sui contenuti della zonizzazione: «se necessario,
interverremo con nostre osservazioni, come la legge ci consente, e valuteremo le osservazioni
eventualmente formulate dall' Arpa alla quale il provvedimento dovrà essere in ogni caso sottoposto per
il preventivo parere.
Comunque, tuteleremo i nostri interessi e diritti in tutte le sedi sia nazionali che comunitarie, per la
corretta applicazione dei principi delle direttive europee in materia di lotta all' inquinamento acustico, di
cui la zonizzazione dovrebbe costituire la diretta applicazione in sede locale».
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al sacrario di redipuglia.
Il sindaco Calligaris diserta la "Giornata del
rifugiato»
FOGLIANO REDIPUGLIA Ha toccato anche il
Sacrario militare di Redipuglia, ieri mattina, la
"Giornata mondiale del rifugiato", con una
serie di eventi che hanno visto presenti, tra gli
altri, il prefetto di Gorizia, Vittorio Zappalorto, e
l ' assessore provinciale Ilaria Cecot. A l l a
manifestazione non ha preso parte il sindaco,
Antonio Calligaris, in evidente dissidio con i
progetti Sprar (Sistema di protezione per i
richiedenti asilo e rifugiati). Calligaris ha scritto
all' assessore Cecot motivando la scelta.
«Questi progetti ­ sono le sue parole ­ e con
essi le varie politiche di accoglienza sono un
inutile e dannoso spreco di denaro pubblico,
effettuato in danno e contro i cittadini italiani.
Non mi pare assolutamente consono l'
accostamento tra rifugiati e migranti e i caduti
della Grande guerra e proprio per queste
ragioni di principio non ho ritenuto opportuno
partecipare alla manifestazione».
Essa ha previsto, dopo l' incontro sul piazzale
superiore del Sacrario, l' intervento delle
autorità ed una riflessione di don Pierluigi Di
Piazza. A conclusione si è sviluppata un'
escursione sui "Sentieri di pace" e alla Dolina
dei Bersaglieri con la collaborazione della Pro
loco.
(lu.pe.)
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Gorizia
TURRIACO.
Via l' amianto dalle tubature della scuola elementare
TURRIACO Saranno ultimati nel corso dell'
estate, prima dell' inizio del nuovo anno
scolastico, i lavori di rimozione delle tubazioni
coibentate con amianto presenti nel
seminterrato della primaria di Turriaco, un
locale comunque non accessibile ai bambini.
La presenza delle vecchie tubazioni rivestite
con garza contenente asbesto è emersa nel
corso del primo lotto degli interventi di
adeguamento dell' edificio alle norme di
prevenzione incendi. L' operazione di
rimozione era comunque stata inclusa nel
secondo lotto dei lavori di riqualificazione della
scuola, m a l ' amministrazione comunale ha
ritenuto urgente rimuovere le tubazioni
coibentate con materiali contenenti amianto.
Dopo aver stanziato 6mila euro ancora nel
bilancio di previsione 2013, l' ente locale ha
poi ottenuto i fondi dalla Provincia, che ha
destinato all' intervento le minori spese sul
contributo provinciale r e a l i z z a t e p e r l a
rimozione del tetto in eternit del magazzino
comunale. Il Comune di Turriaco ha quindi
provveduto ad assegnare l' intervento all'
impresa Aprile di Bagnaria Arsa per un
importo complessivo di 5.830 euro Iva inclusa.
Nell' illustrare il suo programma nella prima
seduta del Consiglio comunale il sindaco Enrico Bullian ha ribadito l' impegno dell' amministrazione per
l' eliminazione dell' amianto, anche attraverso il finanziamento dei privati per la rimozione dell' eternit.
(la. bl.
)
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Gorizia
Progetto acqua, 17 gli istituti coinvolti nell' iniziativa
FARRA Ben 17 istituti scolastici, di cui 5 istituti
superiori e 12 comprensivi, per un totale di
circa 2.000 studenti e più di un centinaio di
insegnanti. È il Progetto Acqua, giunto alla
settima edizione e che ha visto studenti e
insegnanti impegnati nel realizzare progetti
originali per conoscere l' acqua e le risorse
naturali in un' ottica di ecosostenibilità.
Progetti che ora sono esposti negli atrii delle
rispettive scuole.
O r g a n i z z a t a d a l l a Provincia c o n i l
finanziamento della Consulta d' ambito
territoriale ottimale Orientale Goriziano, l a
manifestazione ha visto la sua giornata
c o n c l u s i v a n e i g i o r n i s c o r s i a l l a scuola
primaria "Dante Alighieri" di Gradisca d '
Isonzo, dove i partecipanti hanno incontrato l'
assessore provinciale all' Istruzione, Ilaria
Cecot, che così ha commentato: «Avete
realizzato dei lavori splendidi. Spero che
questo nostro percorso sia stato utile per
capire quanto sia importante l' acqua».
All' incontro finale è intervenuta anche una
rappresentanza della scuola p r i m a r i a " R .
Pitteri" di Farra d' Isonzo, dell' Isis "R.
M. Cossar­Da Vinci" di Gorizia, degli Istituti
comprensivi "G.
Randaccio" di Monfalcone e della scuola dell' infanzia "Forte del bosco" di Gorizia.
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Gorizia
Rocce di scavo per riempire la discarica
È questa l' ipotesi operativa su cui sta lavorando Isontina Ambiente. Prevista, dopo la
bonifica, la piantumazione di alberi
CORMONS «Lo studio per chiudere la
discarica di Pecol dei Lupi? Vi dico subito che
redarlo non sarà una banalità. Lo elaboreremo
al più presto ma ci vogliono molti
approfondimenti».
L u c i a n o Z a n o t t o , p r e s i d e n t e d i Isontina
Ambiente, è realista.
E spiega che non sarà sicuramente una
passeggiata di salute preparare il piano di
chiusura e bonifica del sito cormonese. Intanto,
però, "svela" quali saranno i capisaldi. «Il
mandato ­ ricorda ­ è quello di utilizzare
materiale terroso e non rifiuti. Elaboreremo
una proposta che prevede l' utilizzo di rocce di
scavo per colmare la volumetria residua della
discarica», fa sapere Zanotto. Ma potrebbe
prendere quota la richiesta/proposta del
sindaco di Cormòns Luciano Patat di condurre
in discarica le macerie dell' ex caserma
Amadio, una volta demolita? «Credo sia di
impossibile attuazione questa proposta.
Perché? Perché, pur trattandosi di materiali
inerti, sono rifiuti e Regione e sindaci hanno
detto che a Pecol non potranno essere
condotte immondizie di alcun genere».
Ovviamente, ci dovrà essere una
quantificazione della spese: è ovvio che i
materiali terrosi hanno un costo, al contrario dei rifiuti. «Una volta completata la volumetria ­ conclude
Zanotto ­ si procederà con la piantumazione di alberi. In giro per l' Italia sono stati effettuati dei recuperi
territoriali di discariche veramente eccezionali. Isontina Ambiente farà le cose per bene».
Restano i contenuti dell' ormai famosa nota della Regione in cui si legge, testuali parole, che «la
discarica di Pecol dei Lupi di Cormòns dovrà essere chiusa, nei tempi più rapidi, e con i costi minori. È
quanto è stato stabilito a Cormòns nel corso di una riunione svoltasi nella sede municipale, alla quale
hanno partecipato, oltre all' assessore regionale Sara Vito, il presidente della Provincia d i Gorizia,
Enrico Gherghetta, i sindaci dell' Isontino, i vertici della società di gestione della discarica Isontina
Ambiente e della Direzione centrale dell' Ambiente dell' amministrazione.
Nel corso dei lavori, è stato altresì chiarito che il piano di chiusura della discarica dovrà essere
predisposto dalla società di gestione, e approvato dalla Regione». «I sindaci hanno condiviso, assieme
alle altre parti interessate presenti alla riunione odierna, che il progetto dovrà essere sostenibile, sia
sotto il profilo ambientale, che quello economico. Dal canto suo, l' assessore Vito ha rimarcato l'
importanza di procedere con urgenza al completamento della procedura di bonifica del sito. L' urgenza
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sollecitata dalla Vito rispetto al completamento dell' operazione, come ha precisato lo stesso assessore,
è dettata dalla necessità di portare a buon fine la procedura di ripristino ambientale del sito». «Nella
riunione si è infine concordato sull' ipotesi che i materiali da conferire nella discarica, per completarne la
chiusura, dovranno essere di natura diversa dai rifiuti, come per esempio quelli terrosi».
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Bandiera Blu, festa nella spiaggia "liberata"
Speciale cerimonia per i 25 anni: sarà sistemato un pennone. Il cda della Git ha approva
bilancio e piano industriale.
di Antonio Boemo Una festa per i 25 anni di
Bandiera B l u a b b i n a t a q u e s t ' a n n o a l l a
decisione della conferenza dei servizi che ha
stabilito che l' analisi della sabbia del tratto di
360 metri di spiaggia principale (esaminati per
ipotesi della presenza di mercurio volatile),
sono esenti da qualsiasi rischio per la salute.
Per questo motivo, anziché lungo la diga,
quest' anno la cerimonia della Bandiera Blu
verrà effettuata nell' area della spiaggia
principale che per 31 giorni è stata delimitata
poiché interdetta precauzionalmente (alla
sosta, ma non al passaggio) in attesa delle
analisi. Dinnanzi agli ombrelloni dei reparti
interessati alla vicenda (che già ieri i bagnini
della Git hanno rimesso al loro posto), verrà
fissato un grande pennone dove verrà issato il
prestigioso vessillo blu.
I dettagli dell' iniziativa sono ancora in via di
definizione. In quanto alla data ci sono due
ipotesi: se la tempistica lo consentirà potrebbe
svolgersi alla fine della prossima settimana, in
alternativa nella settimana che va dal 7 al 13 di
luglio in quanto quella dal 30 giugno al 6 luglio
è dedicata al "Perdòn de Barbana".
E ' q u a n t o i l sindaco, Edoardo Maricchio,
annuncia come segnale forte a dimostrazione
della qualità degli arenili di Grado. «Intendo inoltre invitare per la cerimonia della Bandiera blu ­ dice il
primo cittadino ­ tutti i 25 sindaci della provincia di Gorizia per dare un segnale forte a difesa di tutto il
nostro territorio». Nel pomeriggio di giovedì si è svolta l' assemblea dei soci della Git ­ Turismo Fvg,
Comune, Camera d i Commercio e privati della Itur. In apertura il presidente Marino De Grassi ha
relazionato in merito agli esiti delle analisi che hanno accertato l' insussistenza di qualsivoglia anche
minimo pericolo per la salute, assicurando che tutti i reparti sarebbero stati immediatamente ripristinati
Lo stesso De Grassi assieme al sindaco Maricchio hanno colto l' occasione per ringraziare tutti gli enti
che con velocità hanno effettuato tutto in pochissimo tempo. All' ordine del giorno c' erano argomenti
molto importanti, bilancio e piano industriale, che sono stati anche il motivo (così era stato detto) per il
quale è stato deciso di fare una vera e propria "rivoluzione" in seno al Cda che oggi è nuovo per quattro
quinti e che per la prima volta propone anche la distinta figura di un amministratore delegato, l' ex
presidente della Git, Mauro Bigot.
Ebbene ieri l' altro l' assemblea della Git ha approvato all' unanimità sia il bilancio e sia il piano
industriale deliberato dal precedente consiglio di amministrazione. Documenti che non andavano bene
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Gorizia
prima ma che oggi sono stati approvati. Unica precisazione quella di Bigot che ha ricordato come il
nuovo Cda abbia deliberato di approvare un nuovo piano industriale entro i primi mesi del prossimo
autunno. Il bilancio che è di poco meno di 7 milioni di euro, come ricorda De Grassi, ha chiuso, causa il
maltempo e la forzata chiusura della piscina, con una perdita di 122 mila euro che con l' aggiunta dell'
Irap si è attestato su circa 233 mila euro.
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Gorizia
SPIAGGIA
Chi pagherà i danni al turismo di Grado?
SPIAGGIA Chi pagherà i danni al turismo d i
Grado? nA metà maggio, nel periodo in cui i
turisti pensano ai luoghi per le vacanze estive,
ecco il grande servizio che viene regalato alla
Comunità regionale e a Grado in particolare.
Oltre duecento anni di storia e di accoglienza
dell' ospite vengono letteralmente sputtanati
sui media di tutta Europa, toccando il tasto
oggi più delicato: la sicurezza ambientale.
Ci viene detto che tali analisi, causanti il
sequestro di parte della spiaggia, fossero in
mano agli organismi responsabili già a fine
luglio 2013. Se tutto ciò corrisponde al vero,
sarebbe interessante sapere per quali motivi si
è rimasti inermi per oltre otto mesi, aspettando
l' intervento della magistratura, invece di
attivarsi con tutti gli strumenti necessari al fine
di risolvere il grave problema durante la
stagione invernale.
Sarebbe anche necessario sapere chi pagherà
tutti i danni arrecati agli operatori del sistema
turistico gradese ma, soprattutto, all' intera
comunità dell' Isola d' Oro che, ancora una
volta, vede la loro cittadina agli onori delle
cronache in senso negativo, senza
assolutamente meritarselo.
Con la stessa tempestività con qui si sono
divulgate le notizie del sequestro, oggi qualcuno si farà carico di promuovere, difendere e tutelare la
storia, cultura e turismo di Grado, smentendo quanto diffuso soltanto un mese fa? E se si, con quali
risorse? Ancora una volta, come sempre, dei contribuenti? Ritengo sarebbe bene che qualcuno avesse
la cortesia di rispondere, amministrare il bene pubblico è un impegno che richiede precisi requisiti, non
è amministrare un garage.
Bruno Augusto Pinat Grado
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Gorizia
RASSEGNA AI MUSEI PROVINCIALI.
Viaggio di Saksida tra futurismo e astrattismo
Si è inaugurata, davanti ad un pubblico
numeroso, l' esposizione "Saksida. Pittore
cantastorie" dedicata dai Musei Provinciali all'
artista goriziano scomparso 30 anni fa. Un
percorso artistico r i c c o e articolato quello
allestito a Palazzo Attems Petzenstein, che
propone un considerevole numero di opere
suddivise tra disegni, manifesti, dipinti,
incisioni, grafica relativa a libri, nonché tutta
una sezione documentaria relativa ad opere
perse degli anni '30. I saluti istituzionali sono
stati portati dall' assessore provinciale alla
Cultura Portelli che ha, tra le altre cose,
ricordato come Saksida fosse nato e vissuto
proprio di fronte a palazzo Attems, che oggi
accoglie una sua retrospettiva. Presenti il
presidente della Provincia Gherghetta e la
sovrintendente Sgubin. Sono inoltre intervenuti
la presidente dell' associazione Kons di
Trieste, Jasna Merkù, che ha posto l' accento
sulla fattiva collaborazione con i Musei e l a
famiglia rendendo così possibile la
realizzazione della mostra, finanziata dalla
Regione con i fondi per la comunità slovena, e
Josko Vetrih, che ha brevemente tratteggiato il
ricco percorso artistico d i S a k s i d a , d a l l a
formazione futurista con Crali, alla fase
metafisica­ surrealista dell' immediato dopoguerra, fino alla maturazione del personale linguaggio
fiabesco e l' approdo all' astrattismo prima della morte. A nome della famiglia ha portato il saluto Marco
Spagnolli.
È seguita una visita guidata alla mostra a cura di Alessandro Quinzi, conservatore della pinacoteca dei
Musei Provinciali e da Giulia Giorgi che collabora alla redazione del catalogo completo dell' opera di
Saksida di prossima pubblicazione. La mostra resterà aperta fino al 12 ottobre. Per informazioni:
www.gomuseums.net .
(c.f.)
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Gorizia
L' attentato di Sarajevo al Museo de Henriquez
Il 28 e 29 giugno spettacolo itinerante da un testo di Gilberto Forti e un' idea di Paolo
Rumiz.
TRIESTE "Venne dopo molti anni un testimone
e poi un altro Furono ascoltati, e ciascuno offrì
la sua versione, con circostanze nomi, altri
dati. Sì, tutti erano testi volontari, giunti da
varie parti dell' Impero. Benché fossero testi
immaginari, pure ognuno di essi era nel vero".
Nasce da un testo di Gilberto Forti, scritto nel
1984 e riedito recentemente da Adelphi, in cui
l' autore usò l' arte della scrittura per
intepretare la storia basandosi su una ricerca
documentaria rigorosa, e da un' idea, un'
intuizione di Paolo Rumiz, l' appuntamento "A
Sarajevo il 28 giugno", con la regia di Franco
Però, in scena sabato 28 e domenica 29
giugno alle 20.30 al Civico Museo d i guerra
per la pace "Diego de Henriquez di via
Cumano 22 (ingresso 5 euro).
L' evento, per ricordare il centenario dall'
attentato di Sarajevo, è organizzato dal
Comune con lo Stabile del Friuli Venezia
Giulia. A interpretare un insolito e suggestivo
spettacolo itinerante tra le sale del museo,
Ariella Reggio e Antonio Salines affiancati da
Fulvio Falzarano, Esther Galazzi, Gualtiero
Giorgini, Adriano Giraldi, Riccardo Maranzana
e Maurizio Zacchigna, con la partecipazione
dello stesso Rumiz. Le musiche sono di
Johann Strauss figlio e Franz Schubert, eseguite dal Quartetto Iris, le scene e i costumi di Andrea
Stanisci.
Undici sono le testimonianze, le angolazioni diverse, da cui, originariamente, nel testo di Forti, viene
ricostruito l' evento che cambiò la storia d' Europa. Nel doppio evento ne verranno presentate dieci,
cinque per serata, ripetute più volte affinché gli spettatori possano ascoltarle tra le impressioni del
museo, vedere, oltre alle macchine da guerra, che da quel 28 giugno di cent' anni fa le fabbriche si
misero a costruire, e altre testimonianze "materiali", "l' umanità". Proprio a Trieste, è stato ricordato nel
presentare l' iniziativa, si svolse uno dei quattro funerali dell' arciduca Francesco Ferdinando e della
moglie Sofia, con il corteo funebre che sfilò attraverso la città. «Ho scoperto il testo di Forti ­ racconta
Rumiz ­ quando nel 2004 mi fu chiesto di scrivere dell' attentato di Sarajevo per Repubblica. È un libro
che ha cambiato il mio modo di scrivere, e ho sempre pensato di volergli rendere omaggio, e al suo
autore. Mi sembra importante, nel momento in cui si ricorda il 1914, ricordare anche quale fu, a Trieste
e per Trieste, il mondo precedente alla Grande Guerra, e che i quattro quinti dei caduti provengono
dalla nostra regione».
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Annalisa Perini.
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
Parti oltreconfine, accordo con San Pietro
Prende corpo il piano transfrontaliero per assistere le mamme goriziane in stato di
gravidanza.
La telenovela è finita. Dopo anni di tira­e­
molla, timori e speranze, è scattata l' ora del
"De profundis" ufficiale per il Punto nascita (o,
meglio, per l' intero Dipartimento materno­
infantile, comprendente anche la Ginecologia e
la Pediatria) dell' ospedale d i Gorizia: l '
annuncio ufficiale della chiusura è stato dato
ieri dalla presidente della Regione Debora
Serracchiani e dall' assessore alla Salute
Maria Sandra Telesca.
Facendo il punto della situazione sulla riforma
regionale della sanità, le due amministratrici
hanno annunciato che il reparto materno­
infantile del San Giovanni di Dio chiuderà i
battenti in tempi rapidissimi. Non è stata
formulata una data precisa ma, si presume, fra
luglio e agosto: il tempo di decidere i dettagli
del re­impiego dei medici e delle ostetriche,
che confluiranno a Monfalcone (non verrà
rinnovato il contratto ai dottori a tempo
determinato né agli attuali "gettonisti") e del
personale infermieristico e ausiliario, parte del
quale verrà riciclato in altri reparti dell'
ospedale di via Fatebenefratelli. E ci si dovrà
organizzare anche in merito alla presa in
carico delle donne in stato di gravidanza, che
finora avevano fatto capo al San Giovanni.
La Serracchiani ha specificato che «la Regione si impegna a siglare una convenzione con l' ospedale
sloveno di San Pietro in maniera tale da agevolare i parti oltreconfine, con la creazione di un percorso­
nascita per assistere le donne goriziane prima e dopo il parto e con la promozione di un' adeguata
formazione degli operatori».
La presidente della Regione ha ribadito, dunque, l' attenzione alla prospettiva di una sanità
transfrontaliera che era stata lanciata anche, a suo tempo, dal ministro della sanità Beatrice Lorenzin in
occasione di un incontro a Gorizia. Prospettiva dalla quale, però, sembra esclusa a questo punto (vedi il
servizio a fianco) la realizzazione della Casa del parto.
Negli ultimi due mesi le indiscrezioni riguardanti la cessazione dell' attività del Punto nascita a Gorizia si
erano fatte sempre più insistenti. Lo aveva fatto capire l' assessore Telesca in una riunione del Forum
sanità del Pd e lo stesso sindaco Romoli, sulla base di "voci di corridoio", aveva paventato il
provvedimento che sembrava ormai ineluttabile (la Serracchiani ieri ha parlato di «ragioni di sicurezza
per operatori e utenti»: a penalizzare il reparto maternità del San Giovanni, come è noto, il numero di
parti sempre più basso con una proiezione di 240 alla fine dell' anno mentre al San Polo si dovrebbe,
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
grazie anche all' afflusso di bengalesi, superare la fatidica quota 500).
Ci si aspettava, tuttavia, un disegno più complesso in virtù del quale nel nuovo ente della salute in cui
saranno fuse le attuali Ass Isontina e della Bassa Friulana (che saranno commissariate in settembre: un
nuovo direttore generale entrerà in servizio all' inizio del prossimo anno) sarebbe dovuto essere chiuso
anche il Punto nascita di Latisana, con il mantenimento, quindi, dei soli reparti di Palmanova e
Monfalcone. (vi.co.
)
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Messaggero Veneto (ed.
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Gorizia
Romoli: «Una decisione umiliante per la città»
Il sindaco attacca la Serracchiani e il Pd: «Colpito soltanto il nostro reparto» Genj Furlan:
«Questi politici dovrebbero vergognarsi, non hanno mosso un dito»
di Vincenzo Compagnone «Una decisione
umiliante per la città»: è categorico il sindaco,
Ettore Romoli, nel commentare l' annuncio
della presidente Serracchiani e dell' assessore
regionale alla Salute Telesca, di chiudere il
Punto nascita di Gorizia e, con esso, l' intero
Dipartimento materno­infantile del San
Giovanni di Dio.
«La montagna ha partorito il topolino ­ afferma
il primo cittadino ­ visto che delle tante ipotesi
contemplate nel quadro della riforma sanitaria,
l' unica ad essere concretizzata è quella che
riguarda il nostro reparto. Mi pare una scelta
alquanto discutibile e riduttiva, che denota
quasi una sorta di accanimento nei confronti
della città». Romoli non manca di far notare
che «anche il progetto della Casa del parto ora
non ha più senso. Poteva essere
t r a n q u i l l a m e n t e a d o t t a t a p e r Gorizia e
Monfalcone la soluzione del primario unico con
l' equipe attiva sulle due sedi, come ora si
ipotizza per Palmanova e Latisana. E invece
niente: peggio di così non poteva andare».
Il sindaco riserva la stoccata finale al Pd: «A
suo tempo io mi sono messo contro Tondo
riuscendo a bloccare la chiusura del Punto
n a s c i t a . V e d r e m o o r a s e n e l P d locale
qualcuno avrà il coraggio di opporsi alla Serracchiani».
La palla passa al segretario provinciale dei democratici, il goriziano Marco Rossi, il quale da quando è
stato eletto all' inizio dell' anno ha avuto numerosi contatti con la Telesca per cercare di intavolare un
ragionamento tale da non penalizzare esclusivamente il capoluogo isontino. «Certamente ­ osserva ­
non posso essere felice per un provvedimento, peraltro indubbiamente sofferto e adottato dalla Regione
sulla base di oggettivi parametri di sicurezza. L' auspicio è che venga quantomeno compensato con una
valorizzazione complessiva della struttura ospedaliera del San Giovanni di Dio».
Rossi cerca di vedere, comunque, un lato positivo nella decisione della Regione: «Dopo anni di parole
vuote sul discorso della sanità transfrontaliera, finalmente si passa a un impegno concreto. Ci saranno
senza dubbio, nei prossimi anni, ricadute positive sui servizi di tutto il territorio. Non dimentichiamoci
che Tondo voleva chiudere il Punto nascita senza offrire alcuna diversa prospettiva che potesse
coinvolgere la Slovenia. Adesso almeno, col Percorso nascita, c' è un disegno preciso».
È un fiume in piena, invece, Genj Furlan, la combattiva presidente del Comitato delle mamme "Voglio
nascere a Gorizia" che, sorto negli anni scorsi per difendere la sopravvivenza del Punto nascita, aveva
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Messaggero Veneto (ed.
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Gorizia
trovato una sponda anche nell' assessore comunale Francesco Del Sordi, protagonista addirittura di
una maratona Gorizia­Trieste al termine della quale aveva consegnato alla presidente Serracchiani un
documento in cui venivano perorate le istanze del gruppo.
«Dovrebbero vergognarsi tutti, i nostri politici ­ sbotta Genj Furlan ­ sia quelli del centro­sinistra che in
campagna elettorale avevano promesso di tutelare il reparto, sia quelli del centro­destra che negli anni
scorsi non hanno mosso un dito per rilanciarne l' attività dopo il calo dei parti. Per non parlare della
dirigenza dell' Azienda sanitaria: perché, dopo il pensionamento di Carmine Gigli, non è stato chiamato
un primario di vaglia a dirigere la Maternità? Boschian, da Palmanova, sarebbe stato, ad esempio,
disponibilissimo. Si è lasciato agonizzare il reparto che ormai era ridotto allo stremo: e con tutto il
terrorismo psicologico effettuato sulle sue condizioni di sicurezza era inevitabile che i parti calassero
ancora».
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Messaggero Veneto (ed.
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NUOVE STRATEGIE.
Tramonta pure il progetto della Casa del parto
Percorso nascita transfrontaliero sì, Casa del
parto no: il progetto della struttura, gestita
dalle osteriche, per la nascita fisiologica, a
lungo vagheggiato dai vertici dell' Azienda
sanitaria Isontina ma anche dal Comune, che
aveva approntato allo scopo una variante
urbanistica nell' area del San Giovanni di Dio
(per la precisione su retro del fabbricato) è
destinato a tramontare. Serracchiani e Telesca
ieri non ne hanno fatto cenno.
L' assessore regionale alla salute aveva già
espresso senza mezzi termini il suo
scetticismo verso questa realizzazione che,
nei piani dell' Ass, sarebbe dovuta essere un
polo attrattivo a livello regionale e il fiore all'
occhiello dei progetti formulati nell' ambito del
Gect e sui quali richiedere la concessione dei
finanziamenti europei.
Se n' era parlato anche nei giorni scorsi in
occasione dell' incontro fra i gruppi di lavoro
italo­sloveni avvenuto nella sede del Gect dell'
ex Trgovski Dom. Impensabile, con la chiusura
del Punto nascita, edificarla presso il San
Giovanni di Dio: una struttura del genere,
gestita da ostetriche e personale
infermieristico, deve essere attigua a un
ospedale, se non addirittura incorporata nello
stesso per non correre rischi in caso di emergenza.
Ci sarebbe stata però la soluzione di realizzarla al Parco Basaglia ristrutturando una palazzina già
esistente, visto che la distanza per raggiungere l' ospedale di San Pietro in caso di complicazioni
durante il parto è minima. Ma anche questa ipotesi è stata giudicata a rischio dalla Regione. Tanto
lavoro per nulla, insomma.
Salvo ripensamenti, a questo punto decisamente improbabili. (vi.co.
)
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Ziberna (Fi) tuona: «La Regione fa scempio di
Gorizia e Isontino»
«La Giunta Serracchiani sta facendo scempio
di Gorizia e dell' Isontino ­ tuona il consigliere
regionale di Forza Italia Rodolfo Ziberna ­. È a
tutti noto che il punto nascita di Gorizia è il più
sicuro in regione e tra i più sicuri d' Italia. La
Regione ha fatto di tutto (e bene!) per far
scendere il numero dei parti rendendo
instabile la struttura, prospettandone la
chiusura, allontanando personale medico e
paramedico e conseguentemente facendone
scemare l' appeal. Dopo oltre un anno di
malgoverno la Giunta regionale guidata da
Debora Serracchiani ha azzerato le riforme
della Giunta Tondo e ora mette mano sulla
sanità. Ma non può trattare la salute e la
sicurezza come fossero voti. Ora ­ conclude l'
esponente berlusconiano ­ la giunta
Serracchiani sta diventando pericolosa».
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Messaggero Veneto (ed.
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campionati italiani.
A Gorizia tutte le stelle nazionali di mountain­bike
Una grande prova, che può già considerarsi
vinta, quella dell' Unione ciclisti caprivesi che
porterà a Gorizia, tra il 18 e il 20 luglio, il
campionato italiano di mountain­bike. È
previsto l' arrivo di 7­800 atleti ed alcune
migliaia di appassionati e tifosi. Gorizia Xco
2014 farà scorazzare al parco Piuma i
campioni assoluti della disciplina, in corsa per
guadagnarsi 16 maglie tricolori. L' evento,
promosso dalla Federazione ciclisti italiani,
sarà anche valido come "15º memorial Franco
Zara", è stato presentato ieri mattina nel parco
comunale. Qui c' era una nutrita
rappresentativa della nazionale italiana di
mountain­bike che sarà a testare il tracciato
che ospiterà il tricolore di cross country
olimpico. Tra gli atleti c' erano il campione
italiano in carica, Mirko Tabacchi, i terribili
twins, Luca e Daniele Braidot, Nicolas Pettinà,
Lisa Rabensteiner (Focus) e Marco Ponta
(Scott­ Esercito).
Ospite importante per le ricognizioni sarà
invece Daniele Pontoni, che non ha resistito all'
invito fattogli dallo staff della Caprivese e sarà
presente a Gorizia. Sarà della partita anche il
gioiello del team locale, Moreno Pellizzon, che
in questa prima parte di stagione ha
conquistato successi importanti nella categoria juniores, con la fresca vittoria all' internazionale di
Vermiglio che fa il paio con la stupenda medaglia di bronzo conquistata la settimana precedente al
Campionato europeo nella specialità Team relay. Non mancherà nemmeno il D.T. della nazionale, Hubi
Pallhuber.
Oltre agli sportivi erano presenti i maggiori rappresentanti dei tanti enti che sostengono il progetto,
insieme ai vari sponsor privati. Oltre al sindaco Ettore Romoli, c' erano l' assessore provinciale allo
Sport Vesna Tomsic, Franco Tommasini per il Coni, il presidente della Fci del Fvg, Bruno Battistella e il
presidente della Fondazione Carigo Gianluigi Chiozza che hanno elogiato l' Uc Caprivesi che si è
prodigata anche per promuovere con brochure e merchandising servizi e peculiarità del territorio. In più
saranno effettuate le riprese per un videoclip dedicato all' evento e altri appuntamenti collaterali. È stato
organizzato pure un percorso di avvicinamento al wee­kend di luglio e una presentazione del depliant
della manifestazione prodotto in tre lingue, italiano, sloveno e friulano. La manifestazione si concluderà
all' Hotel Entourage dove il tricolore sarà presentato ai sostenitori ed al pubblico.
(e.m.
)
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
Ritoccate le tariffe di palestre, scuole e teatri
La giunta ha adeguato i servizi a domanda individuale al tasso d' inflazione dell' 1,5 per
cento.
La giunta comunale ha approvato la delibera
per l' adeguamento delle tariffe dei servizi a
domanda individuale al tasso di inflazione
programmata per l' anno in corso, pari all' 1,5
per cento.
«Un atto dovuto» precisa l' assessore a l
bilancio Guido Germano Pettarin e del resto
nella delibera si sottolinea la «difficile
congiuntura economica che attraversa il
Paese» e la necessità per gli enti locali «di
effettuare un' accurata programmazione in un'
ottica di razionalizzazione delle spese».
Nella definizione di "servizi a domanda
individuale" rientrano ad esempio asili, musei,
strutture sportive e culturali, casa di riposo e
altre strutture socio­assistenziali. Ci sono però
anche diverse eccezioni per quanto riguarda l'
individuazione delle tariffe.
Ad esempio sono state definite tariffe con
delibere apposite per la stagione artistica del
teatro comunale Verdi, per l' Auditorium di via
Roma, per i centri estivi, per gli stabili
comunali di via Faidutti e via Campagnuzza,
per i campi di tennis comunali gestiti dall'
associazione Tennis Campagnuzza e le
piscine, gestite dall' associazione Gorizia
nuoto.
Sono state istituite nuove tariffe che toccano alcuni dei servizi nell' ambito dei trasporti funebri,
adeguando nel contempo alcune voci ai valori medi calcolati dalle altre agenzie di pompe funebri
private e comunali. Per il PalaBigot nuove tariffe per le manifestazioni e gli eventi extra­sportivi a
pagamento e a ingresso gratuito.
Per il PalaBrumatti sono state riviste le tariffe relative agli allenamenti nella palestra grande (piano
terra), nelle tre palestrine (piani superiori), per le partite con ingresso a pagamento o gratuito e per le
partite giovanili oltre alle manifestazioni ed eventi sportivi in genere. Riviste anche le tariffe per le
palestre comunali della Valletta, di Straccis, Lucinico e Sant' Andrea e alcune tariffe per le piscine
(biglietti, abbonamenti e lezioni private).
Per quanto riguarda il teatro Verdi è stata modificata la tariffa per l' utilizzo del tappeto di danza, con
abbattimento del 50% della tariffa attualmente in vigore e con la possibilità che più richiedenti utilizzino l'
attrezzatura in giornate consecutive pagando un' unica volta.
Saranno, inoltre, abbassate le tariffe per l' utilizzo della sala del Ridotto del teatro (della quale è stata
recentemente annunciata l' intitolazione a Francesco Macedonio): un abbassamento a beneficio di
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21 giugno 2014
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
associazioni ed organismi no profit, deciso per incentivare l' utilizzo della struttura teatrale.
Contestualmente, nella delibera sono stati approvati per l' anno 2014 le tariffe e i limiti di reddito
applicati ai servizi comunali. (pi.ta.
)
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21 giugno 2014
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
i progetti.
Sos rosa, le donne hanno imparato a difendersi
Bilancio ufficiale, ieri nella sala del consiglio
provinciale, per due progetti di sicurezza, uno
a favore degli anziani e delle donne. Alla
p r e s e n z a d e l l ' assessore provinciale a l
Welfare, Ilaria Cecot, si è entrati così nel
dettaglio di "Sicurezza anziani" e "Autodifesa
donne", due proposte promosse dall' ente
intermedio in collaborazione con le
organizzazioni sindacali Spi/Cgil, Fnp/Cisl e
Uilp­Uil, il Centro provinciale per i Servizi
scolastici, l' Isis Galilei, l' associazione "Sos
rosa" e il contributo finanziario della Regione. Il
progetto "Sicurezza anziani" nasce con lo
scopo di avvicinare gli anziani del territorio che
si sentono insicuri e diffidenti e molto spesso
soli per informarli sui metodi per prevenire
reati e truffe ai loro danni, attraverso incontri
pubblici, opuscoli e brevi filmati su furti e
raggiri perpetrati più frequentemente dalla
malavita locale.
Sei video sono stati realizzati in collaborazione
con gli studenti della webradio­tv del Galilei di
Gorizia, a n c h e a l f i n e d i p r o m u o v e r e e
rafforzare scambi ed esperienze
intergenerazionali.
A partire dalla scorsa primavera, inoltre, sono
stati organizzati, sul territorio provinciale ed in
particolare nei luoghi maggiormente frequentati da anziani, incontri di informazione­sensibilizzazione
per diffondere e illustrare il materiale prodotto (i filmati e 2 mila libretti informativi), oltre che per offrire
supporto e consigli pratici alla cittadinanza.
Gli incontri sono stati organizzati con la collaborazione dei carabinieri, delle associazioni degli anziani e
di altri enti.
Nell' ambito degli interventi contro la violenza si è svolto, invece, il corso di autodifesa femminile, che ha
fornito anche informazioni di carattere sanitario, legale e psicologico alle partecipanti. Il percorso ha
permesso di creare uno spazio di condivisione e rielaborazione sul tema della sicurezza personale.
Nell' iniziativa lanciata da "Sos rosa" nella palestra dell' Istituto Max Fabiani sono state coinvolte una
ventina di donne sotto la guida dell' istruttore Mauro Cociancig dell' associazione "Anime di diamante".
Emanuela Masseria.
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21 giugno 2014
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Il Quotidiano del Friuli
Venezia Giulia
Gorizia
SANITÀ.Ieri l'annuncio della presidente Serracchiani e dell'assessore Telesca che hanno
illustrato il disegno di legge
Riforma, a luglio chiude il punto nascita di Gorizia il
reparto considerato «a rischio per le mamme»
RIDIMENSIONATI ANCHE I POSTI LETTO, AUMENTANO QUELLI DESTINATI ALLA
LUNGODEGENZA
Dopo le indiscrezioni, la conferma ufficiale: il
punto nascita di Gorizia chiude i battenti a
luglio. L' annuncio è arrivato ieri dalla
presidente Debora Serracchiani e dall'
assessore alla Salute Maria Sandra Telesca
che accelerano sulla rivoluzione sanitaria
t a r g a t a Fvg: l ' a r t i c o l a t o , i n f a t t i , v e r r à
depositato in consiglio regionale entro il 10
luglio per tentare di incassare l' ok dell' Aula
già tra settembre e ottobre.
Il governatore tiene dritta la barra della
riforma, perché «sarà senza ombra di dubbio
la più innovativa sul territorio nazionale» dice,
e stronca ogni polemica puntualizzando che
«è perfettamente in linea con i principi
fondamentali del Patto sulla salute che le
Regioni stanno condividendo con il Governo
nazionale, in totale sinergia con il ministro
Beatrice Lorenzin».
PUNTI NASCITA. Si inizia a vederci più chiaro
dopo la consegna delle schede tecniche da
parte degli esperti che erano stati chiamati da
Telesca a passare ai raggi x le strutture
ospedaliere del Friuli Venezia Giulia: e la
diagnosi è chiara; sarà immediata, giusto il tempo per gli adempimentiburocratici, la chiusura del
reparto materno ­infantile del San Giovanni di Dio a Gorizia, in quanto considerato «assolutamente a
rischio per mamme, bambini e operatori». Ma il territorio non verrà lasciato scoperto, ha assicurato la
presidente Serracchiani perché sarà da subito attivato «un percorso nascita per mamme in attesa e neo
mamme, in modo da garantire l' assistenza completa anche con intese transfrontaliere con il vicino
ospedale di Sempeter in Slovenia». La decisione, motiva l' assessore regionale alla Salute, è arrivata in
seguito a uno studio approfondito dei flussi dei parti, e assicura: «Ogni presidio avrà il suo punto
nascita, in un unico caso, quello di San Daniele­Tolmezzo, per i problemi logistici e di difficoltà
territoriale dell' area montana, le équipe mediche potranno operare su due sedi».
LA RIVOLUZIONE. Non è una ri duzione di risorse ma una «riallocazione sulla base delle necessità»:
non si stanca Serracchiani di ribadire che il nostro sistema sanitario va adeguato a bisogni
profondamente mutati dagli anni Novanta a oggi e rilancia quella che sarà «una revisione profonda con
un sistema di governance unico».
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21 giugno 2014
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Il Quotidiano del Friuli
Venezia Giulia
Gorizia
Non è una riduzione nemmeno quella che coinvolge il numero dei posti letto, che dovranno passare dai
circa 4.700 attuali a 4.062. ma, anch' essa, una «riconversione» per colmare le lacune esistenti,
soprattutto sulle esigenze di lungodegenza: «Alcuni posti letto per acuti sono utilizzati al 50 per cento,
mentre sono carenti quelli per la riabilitazione e le lungodegenze».
«Sposiamo le risorse verso l' assistenza territoriale e familiare, dove i bisogni sono in crescita»: così la
rivoluzione fissa i tre grandi "hub" ospedalieri a Trieste, Udine e Pordenone, in cui confluiranno le
Aziende territoriali e ospedaliere.
Resteranno autonomi i tre ospedali specializzati, gli Irccs Burlo di Trieste e Cro di Aviano assieme al
Gervasutta di Udine per la riabilitazione.
A questi poli si aggiungeranno gli ospedali di rete, in tutto quattro, organizzati su due sedi in modo da
eliminare i doppioni: Gorizia­Monfalcone; Latisana­Palmanova; San Daniele­Tolmezzo; San Vito al
Tagliamento­Spilimbergo. È prevista d' altra parte la riconversione a "strutture al servizio delle comunità
locali" di Gemona, Sacile, Cividale del Friuli e Maniago.
«Riteniamo però anche necessarioha aggiunto Telesca­ dare unicità di gestione a tutto il sistema, in
modo che possa operare con una testa sola garantendo non solo la capillarità ma anche l' equità nei
confronti dei cittadini». Per questo sarà costituito un ente per la gestione accentrata dei Servizi sanitari,
concepito come «braccio operativo» della direzione regionale, supporto per le funzioni non solo
amministrative ma anche sanitarie. Ci saranno, poi, i Centri di assistenza primaria, in cui si integreranno
medici di medicina generale, specialisti e personale proveniente da ospedali e distretti per garantire
prelievi, diagnosi, ambulatori, piccola chirurgia. «I Centri ­ ha precisato l' assessore Telesca ­ saranno
luoghi fisici, punti di riferimento nei quali i cittadini, nelle 12 ore diurne, potranno sempre trovare una
risposta».
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21 giugno 2014
Pagina 11
Il Quotidiano del Friuli
Venezia Giulia
Gorizia
NASCITE. Per il primo cittadino si tratta di un accanimento verso il capoluogo isontino.
Romoli: «Sono sdegnato, decisione insensata»
LA REAZIONE DEL SINDACO DI GORIZIA ALLA NOTIZIA DELLA CHIUSURA DEL
PUNTO.
> «Non capisco questo accanimento contro
Gorizia, che rischia peraltro di far saltare il
progetto di una casa del parto
transfrontaliera»: dura la reazione del sindaco
d i Gorizia, Ettore Romoli, alla notizia dell'
imminente chiusura del Punto nascita del
capoluogo isontino.
«Non ho parole per esprimere il mio sdegno di
fronte a questa decisione che è
semplicemente insensata ­ ha detto Romoli ­.
La riforma Serracchiani­Telesca è una marea
di chiacchiere, visto che l' unica cosa concreta
è la chiusura del Punto nascita di Gorizia. Per
Latisana e Tolmezzo si è trovata la soluzione
delle equipe mobili, per Gorizia si è deciso
invece di accentrare tutto a Monfalcone».
Secondo il primo cittadino Romoli, «al di là
delle dichiarazioni di Serracchiani sulla
collaborazione con l' ospedale di Sempeter­
Vrtojba per il percorso nascita, la chiusura del
reparto goriziano rischia seriamente di far
saltare il progetto del Gect che prevedeva la
creazione di una casa del parto
transfrontaliera».
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21 giugno 2014
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Messaggero Veneto
Gorizia
Gorizia deve dire addio al punto nascita
La Regione: salute a rischio, privilegiato Monfalcone. Romoli su tutte le furie:
accanimento insensato.
GORIZIA La decisione era nell' aria, mancava
solo l' ufficializzazione che è avvenuta ieri.
Chiuderà, nell' arco di qualche settimana, il
punto nascita di Gorizia mentre rimarrà quello
di Monfalcone che con il capoluogo isontino
condivide la direzione medica unica. Una
decisione giustificata dall' assessore alla
Sanità, Maria Sandra Telesca, «dal crollo del
numero dei parti in quest' ultimo anno, che
rende la situazione assolutamente a rischio
per mamme e operatori per motivi di
responsabilità medico legale.
Non esistono quindi le condizioni per
garantirne il mantenimento».
Telesca ha assicurato che «il territorio non
sarà però sguarnito dei servizi che servono.
Anzi si attiverà fin da subito, a cura dei
professionisti già in servizio, in linea con gli
obiettivi di salute della riforma, il progetto
innovativo del percorso nascità per mamme in
attesa e neo mamme che potrà essere oggetto
anche di intesa transfrontaliera. Si attiverà
inoltre una convenzione con l' ospedale di
Sempeter per agevolare anche i parti nel
vicino ospedale sloveno per le donne che lo
vorranno».
Rassicurazioni che non convincono il sindaco,
Ettore Romoli. «Non capisco ­ denuncia ­ questo accanimento contro Gorizia, che rischia peraltro di far
saltare il progetto di una casa del parto transfrontaliera. Non ho parole per esprimere il mio sdegno di
fronte a questa decisione che è semplicemente insensata.
La riforma Serracchiani­Telesca è una marea di chiacchiere, visto che l' unica cosa concreta è la
chiusura del punto nascita di Gorizia. Per Tolmezzo si è trovata la soluzione delle equipe mobili, per
Gorizia si è deciso invece di accentrare tutto a Monfalcone». Secondo Romoli, «al di là delle
dichiarazioni di Serracchiani sulla collaborazione con l' ospedale di Sempeter­Vrtojba per il percorso
nascita, la chiusura del reparto goriziano rischia seriamente di far saltare il progetto del Gect che
prevedeva la creazione di una casa del parto transfrontaliera». Il sindaco riserva la stoccata finale al Pd:
«A suo tempo mi sono messo contro Tondo riuscendo a bloccare la chiusura del Punto nascita.
Vedremo ora se nel Pd locale qualcuno avrà il coraggio di opporsi alla Serracchiani».
Il segretario provinciale del Pd, Marco Rossi, ammette di «non essere felice per un provvedimento,
peraltro indubbiamente sofferto e adottato dalla Regione sulla base di oggettivi parametri di sicurezza.
L' auspicio è che venga quantomeno compensato con una valorizzazione complessiva della struttura
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21 giugno 2014
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Messaggero Veneto
Gorizia
ospedaliera del San Giovanni di Dio».
È un fiume in piena, invece, Genj Furlan, la combattiva presidente del Comitato delle mamme "Voglio
nascere a Gorizia": «Dovrebbero vergognarsi tutti, i nostri politici sia quelli del centrosinistra che in
campagna elettorale avevano promesso di tutelare il reparto, sia quelli del centrodestra che negli anni
scorsi non hanno mosso un dito per rilanciarne l' attività dopo il calo dei parti».
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21 giugno 2014
Pagina 31
Messaggero Veneto
Gorizia
Bandiera blu sulla spiaggia rinata
Grado, la cerimonia di consegna nel tratto di arenile "riabilitato" dalle analisi.
GRADO Una festa per i 25 anni di Bandiera
Blu abbinata quest' anno alla decisione della
conferenza dei servizi che ha stabilito che l'
analisi della sabbia del tratto di 360 metri di
spiaggia principale (esaminati per ipotesi della
presenza di mercurio volatile), sono esenti da
qualsiasi rischio per la salute. Per questo
motivo, anziché lungo la diga, quest' anno la
cerimonia della Bandiera Blu verrà effettuata
nell' area della spiaggia principale che per 31
giorni è stata delimitata poiché interdetta
precauzionalmente (alla sosta, ma non al
passaggio) in attesa delle analisi.
Dinnanzi agli ombrelloni dei reparti interessati
alla vicenda (che già ieri i bagnini della Git
hanno rimesso al loro posto), verrà fissato un
grande pennone dove verrà issato il
prestigioso vessillo blu. I dettagli dell' iniziativa
sono ancora in via di definizione. In quanto alla
data ci sono due ipotesi: se la tempistica lo
consentirà potrebbe svolgersi alla fine della
prossima settimana, in alternativa nella
settimana che va dal 7 al 13 di luglio in quanto
quella dal 30 giugno al 6 luglio è dedicata al
"Perdòn de Barbana".
È quanto il sindaco, Edoardo Maricchio,
annuncia come segnale forte a dimostrazione
della qualità degli arenili di Grado.
«Intendo inoltre invitare per la cerimonia della Bandiera blu ­ dice il primo cittadino ­ tutti i 25 sindaci
della provincia di Gorizia per dare un segnale forte a difesa di tutto il nostro territorio». Nel pomeriggio
di giovedì si è svolta l' assemblea dei soci della Git ­ Turismo Fvg, Comune, Camera di Commercio e
privati della Itur. In apertura il presidente Marino De Grassi ha relazionato in merito agli esiti delle analisi
che hanno accertato l' insussistenza di qualsivoglia anche minimo pericolo per la salute, assicurando
che tutti i reparti sarebbero stati immediatamente ripristinati Lo stesso De Grassi assieme al sindaco
Maricchio hanno colto l' occasione per ringraziare tutti gli enti che con velocità hanno effettuato tutto in
pochissimo tempo.
All' ordine del giorno c' erano argomenti molto importanti, bilancio e piano industriale, che sono stati
anche il motivo per il quale è stato deciso di fare una vera e propria "rivoluzione" in seno al Cda.
(a.b.)
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20 giugno 2014
messaggeroveneto.it
Gorizia
Unioncamere Fvg: Udine traina l' export (+9,7%)
Segnali positivi in primo trimestre in tutte le province della regione secondo le rilevazioni
del Centro Studi Unioncamere. L' Fvg cresce per la prima volta in misura più forte
rispetto al Veneto e al Trentino Alto Adige Tags.
UDINE. Sono positive, secondo le rilevazioni
del Centro Studi Unioncamere Fvg, tutte le
dinamiche provinciali dell' export nel primo
trimestre 2014: se in Regione il valore delle
esportazioni, recentemente divulgato, è stato
di 2.630 milioni di euro (+7,3% rispetto allo
stesso periodo del 2013), a conferma sono
arrivati i dati dei territori. A trainare il risultato è
stata Udine (+9,7%), seguita da Pordenone
(+6,7%), Trieste (+3,2%) e Gorizia (+2,6%).
"Anche questo ci dà conto di un dinamismo
incoraggiante ­ ha commentato il presidente
Unioncamere Fvg, Giovanni Da Pozzo ­, in
coerenza peraltro con i primi elementi che ci
arrivano dall' indagine congiunturale, ora in
chiusura, e che indicano un trend positivo
dichiarato dalle imprese dell' industria
regionale". Altro aspetto positivo messo in luce
da Unioncamere riguarda l' andamento
congiunturale delle esportazioni del Friuli
Venezia Giulia: da tre trimestri è positivo e fa
ritrovare alla regione l' atteso allineamento con
le altre economie del Nord Est. Anzi, l' export
del Fvg cresce per la prima volta in misura più
forte rispetto al Veneto e al Trentino Alto
Adige. Per quanto riguarda la destinazione,
cresce il valore d' export verso i Paesi dell'
Unione Europea (+4,7%), riprende quota verso
i Paesi dell' America Centro Meridionale (+15,2%) e cresce quello verso l' Africa (il valore esportato
triplica, da 58 a 178 milioni di euro, specie verso Algeria, Mauritania, Nigeria). Cala invece l' export
verso l' Asia (­11%, specie verso Cina ­5%, India ­14% e Corea del Sud). Andamenti molto differenziati
per tipologia di prodotto: a una crescita del valore esportato per "macchinari ed apparecchi industriali"
(+20%), "metalli di base e prodotti in metallo" (+8,6%), "articoli in gomma e materie plastiche, altri
prodotti della lavorazione di minerali non metalli" (+12,5%), "mobili" (+2,8%), fa riscontro un calo
piuttosto sensibile per "apparecchi elettrici" (­7%) e per "sostanze e prodotti chimici" (­7%).
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21 giugno 2014
Primorski Dnevnik
Gorizia
Zapirajo porodninico, a gledajo proti empetru
Ugibanj je konec: goriko porodninico bodo
zaprli. Po veletnih polemikah, odlaanjih,
zahtevah, obljubah, protestnih pismih, zbiranju
podpisov in celo ustanovitvi odbora »Roditi se
hoem v Gorici«, je deelna uprava veraj
sporoila, da bo eden prvih ukrepov nove
zdravstvene reforme ravno zaprtje mestne
porodninice. Do tega naj bi prilo v najkrajem
asu, po nekaterih ocenah e julija. Novico sta
na verajnji tiskovni konferenci (o kateri obirneje
poroamo na 3. strani) sporoili predsednica
Debora Serracchiani in odbornica za
zdravstvo Maria Sandra Telesca. Kot razlog za
takojnje zaprtje sta navedli varnost: v Gorici je
mono upadlo tevilo porodov, zato je rojevanje
tu nevarno tako za mamice kot za otroke,
zaradi pravne odgovornosti pa tudi za
zaposlene. Na to je resnici na ljubo e pred
asom opozorila skupina mladih zdravnikov,
specializantov iz pediatrije. Takrat so zapisali,
da nasprotujejo delovanju tistih porodnikih
oddelkov, med njimi sta tudi oddelka v Gorici
in Latisani, v katerih se letno rodi manj kot 500
otrok. »Dokazano je namre, da je v teh
porodninicah tveganje za matere in otroke
veje: pogosteje so komplikacije pri porodu,
smrtnost mamic in otrok je vija, dele carskih
rezov presega stopnjo 20%,« je v takratnem intervjuju za na dnevnik pojasnila ena od podpisnic ­ traka
pediatrinja Meta Starc. »Manj porodov pomeni manj izkuenj za zdravnike in babice. e je manj kot 500
porodov letno, lahko vsaka babica v povpreju spremlja po en porod na mesec, kar je zelo malo. Ob tem
so porodninice manjih bolninic tudi slabe opremljene.« Deelna vlada se oitno s temi trditvami strinja, saj
je kot razlog za zaprtje navedla ravno vpraanje varnosti. Tako odbornica Telesca kot deelna
predsednica Serracchiani pa sta prepriani, da zaprtje ne bo okodovalo prebivalstva. Napovedali sta
namre uvedbo »inovativne slube«, v sklopu katere bi delovali e zaposleni specialisti: ti naj bi stali ob
strani enskam tako pred kot po porodu, prav tako pa tudi novorojenkom. Novo slubo (t.i. »percorso
nascita«) bi lahko tudi vkljuili v dogovor o ezmejnem sodelovanju, je napovedala Telesca in dodala:
»Vzpostavili bomo konvencijo z bolninico v empetru, da bi tako poenostavili porod tistim enskam, ki bi
elele roditi v blinji slovenski bolnici.« Za ezmejno sodelovanje na porodnikem podroju se kot znano
zanima tudi delovna skupina, ki deluje pod okriljem Evropskega zdruenja za teritorialno sodelovanje
(EZTS GO). Govori se o ustanovitvi skupne »hie porodov«, za katero bi lahko pridobili specifina
evropska sredstva. Goriki upan Ettore Romoli je pa veraj izjavil, da ukinitev gorike porodninice resno
ogroa ustanovitve ezmejne hie porodov. Romoli je do zadnjega zagovarjal ohranitev porodninice, zato
je bil veraj v svojih izjavah zelo oster. »Edini ukrep, ki ga je v okviru splone reforme deelnega zdravstva
uspela izpeljati deelna odbornica Telesca, je zaprtje gorike porodninice, saj je za vse ostalo dobila
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21 giugno 2014
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Primorski Dnevnik
Gorizia
veto,« je bil kritien upan. »Reforma Serracchiani­Telesca je morje en, saj edino konkretno dejanje
predstavlja zaprtje gorike porodninice. Za Tolme in Latisano so predvideli monost mobilnih zdravnikih
ekip, v primeru Gorice pa so se odloili, da bodo vse slube koncentrirali v Tri.« upan je sicer preprian, da
je goriko porodninico Deela obsodila na smrt e pred asom. »Porodninica je bila kadrovsko podhranjena,
njenega upokojenega primarija niso nadomestili, ob tem pa so ji stalno delali slabo reklamo, e da je
rojevanje v Gorici nevarno za mame in otroke. Zdaj so le ukinili porodninico, ki je bila v bistvu e mrtva.«
Deela FJK se torej po zaprtju gorike porodninice konkretno nagiba k ezmejni zdravstveni ponudbi. Kje,
v kakni obliki in pod kaknimi pogoji danes ni e dano vedeti. O ezmejni hii porodov, o kateri se je v
preteklosti veliko govorilo, so mnenja na primer razlina. Romoli je na primer pred asom dejal, da bi
nova skupna porodninica morala stati v Gorici, v empetrski bolninici pa so prepriani, da obmejni prostor
ne potrebuje nove porodninice, saj lahko njihove strukture sprejmejo kar 2.500 porodov letno. Bolj
smiselna bi se jim zdela ustanovitev novega skupnega centra za zdravje ensk, v katerega bi ob
porodninici vkljuili e ginekologijo in center za bolezni dojk. Ob vsem povedanem je danes jasno
predvsem to: Gorianke bodo lahko rojevale kjerkoli, samo v domaem mestu ne. (pd, Ale)
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21 giugno 2014
Primorski Dnevnik
Gorizia
Pronje za pomo e skoraj presegajo razpololjiva
mesta
Prostorska stiska postaja vse bolj pere
problem gorikega socialnega konzorcija CISI,
ki razpolaga z dvema sedeema (prvi se nahaja
v Gorici, v Ulici Vittorio Veneto, drugi pa v
Beljanu), kjer sprejemajo v stalno ali zaasno
oskrbo odrasle prizadete osebe. Predsednik
konzorcija CISI Silvano Buttignon opozarja, da
bodo morali v prihodnosti dodatno okrepiti
delovanje in poveati tevilo razpololjivih mest,
saj beleijo na Gorikem vedno ve proenj za
pomo: leia za stalne, pa tudi za zaasne goste
so tako v Beljanu kot v Gorici skoraj polno
zasedena. Prav zaradi tega je bil finanni
prispevek, ki ga je konzorciju CISI dodelila
Fundacija Gorike hranilnice, e kako dobrodoel,
saj bo omogoil nekoliko bolje pogoje
delovanja. V stavbi v Ulici Vittorio Veneto v
Gorici je namre 25 mest, od katerih sta dve
namenjeni zaasnim gostom, v Beljanu pa je
skupno 14 mest, od katerih sta dve namenjeni
zaasnim oskrbovancem. Povpraevanje po
oskrbi se poveuje, saj vse ve druin prizadetih
nima ve tolikne gmotne sposobnosti ali ­ v
primeru starejih starev ­ tolikne energije, da bi
samostojno nudila potrebno pozornost
prizadeti osebi. Zato iejo pomo pri javnih
ustanovah, kot je konzorcij CISI, ki skrbi tudi
za postopno privajanje prizadetih oseb na odsotnost starev. Naj dodamo, da so v obdobju, ki gre od
avgusta 2013 do maja 2014, pri konzorciju CISI v zaasno oskrbo sprejeli devet oseb za skupno 782 dni,
po zaslugi finanne pomoi Fundacije Gorike hranilnice pa so za skupno 135 dni sprejeli v oskrbo tri
osebe. (av)
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