DOSSIER UPI FVG_GORIZIA Lunedì, 23 giugno 2014 DOSSIER UPI FVG_GORIZIA Lunedì, 23 giugno 2014 Dossier Upi FVG_Gorizia 21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 14 «Più gravidanze al Burlo? Nessun problema» 21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 14 Monfalcone registra un aumento del 20% 21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 14 Rivoluzione sanità Gorizia perde i bebè 21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 14 Romoli guida la rivolta e sfida il Pd isontino 21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 17 Dalla Provincia corsi di autodifesa per le donne 21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 17 Schiamazzi notturni, raccolte più di 100 firme 21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 20 Il sindaco Calligaris diserta la "Giornata del rifugiato» 21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 20 Via l' amianto dalle tubature della scuola elementare 21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 21 Progetto acqua, 17 gli istituti coinvolti nell' iniziativa 21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 21 Rocce di scavo per riempire la discarica 21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 23 Bandiera Blu, festa nella spiaggia "liberata" 21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 25 Chi pagherà i danni al turismo di Grado? 21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 26 Viaggio di Saksida tra futurismo e astrattismo 21/06/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 31 L' attentato di Sarajevo al Museo de Henriquez 21/06/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 22 Parti oltreconfine, accordo con San Pietro 21/06/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 22 Romoli: «Una decisione umiliante per la città» 21/06/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 22 Tramonta pure il progetto della Casa del parto 21/06/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 22 Ziberna (Fi) tuona: «La Regione fa scempio di Gorizia e... 21/06/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 23 A Gorizia tutte le stelle nazionali di mountainbike 21/06/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 23 Ritoccate le tariffe di palestre, scuole e teatri 21/06/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 24 Sos rosa, le donne hanno imparato a difendersi 21/06/2014 Il Quotidiano del Friuli Venezia Giulia Pagina 11 Riforma, a luglio chiude il punto nascita di Gorizia il reparto... 21/06/2014 Il Quotidiano del Friuli Venezia Giulia Pagina 11 Romoli: «Sono sdegnato, decisione insensata» 21/06/2014 Messaggero Veneto Pagina 2 Gorizia deve dire addio al punto nascita 21/06/2014 Messaggero Veneto Pagina 31 Bandiera blu sulla spiaggia rinata 20/06/2014 messaggeroveneto.it Unioncamere Fvg: Udine traina l' export (+9,7%) 21/06/2014 Primorski Dnevnik Zapirajo porodninico, a gledajo proti empetru 21/06/2014 Primorski Dnevnik Pronje za pomo e skoraj presegajo razpololjiva mesta 1 3 4 6 8 9 11 12 13 14 16 18 19 20 22 24 26 27 28 29 31 32 34 35 37 38 39 41 21 giugno 2014 Pagina 14 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia «Più gravidanze al Burlo? Nessun problema» Il direttore di Patologia ostetrica Alberico: «A Trieste c' è stato un forte decremento di attività» TRIESTE «Oh, no, per il Burlo Garofolo non sarà affatto un problema la chiusura del punto n a s c i t a d i Gorizia. A n z i . C ' è u n f o r t e decremento delle nascite, se dovessero arrivare più partorienti a Trieste torneremmo appena ai volumi che avevamo due anni fa». Così Salvatore Alberico, direttore di Patologia ostetrica nel dipartimento Maternoinfantile del Burlo, che comunque sottolinea come questo, a pochi minuti dall' annuncio della decisione perentoria presa dalla Regione sulla soppressione delle nascite all' ospedale d i Gorizia, s i a u n p e n s i e r o t e c n i c o , e n o n "politico". Già a livello politico la chiusura del punto nascita goriziano è una palla di fuoco vagante, cui ieri la stessa presidente Debora Serracchiani, con l' assessore Maria Sandra Telesca, ha dato il fine corsa, con luglio il reparto chiuderà per dimostrata, grave e stabile carenza di neonati. La domanda che si riverbera su Trieste è se l' ospedale pediatrico e Irccs sia eventualmente in grado, mentre soffre (come tutti ma anche di più) per carenze d' organico di accogliere un numero maggiore di mamme in attesa, di parti e quindi di neonati, che non dovessero sostare nel punto sanitario intermedio, l' ospedale d i Monfalcone che sulle nascite resta attivo. Secondo Alberico sarebbero anzi i benvenuti. Il calo di attività (di cui soffre in questo settore Gorizia) fa ancora meno bene a un istituto a carattere scientifico. Tanto che Alberico spera in una seconda conseguenza favorevole: «Io auspico dice il medico che al Burlo siano garantite anche le strutture che possedeva fino a due anni fa. Tra pensionamenti, mobilità, mancate assunzioni ci troviamo in una situazione abbastanza difficile, cui facciamo fronte solo con tantissima abnegazione. Se la chiusura del punto nascita di Gorizia dovesse procurare per conseguenza una redistribuzione di risorse, speriamo che queste siano dirottate al Burlo». Il calo delle nascite è fotografato minuziosamente, per un triennio, nel monitoraggio che fa da base alla riforma sanitaria regionale. Trieste ha fatto nascere 1.796 bambini nel 2011, 1.805 bel 2012 e 1.612 lo scorso anno. Il numero minimo per garantire sicurezza a mamma e bimbo è secondo la letteratura scientifica internazionale, richiamata dalla Regione, di 1.000 parti all' anno. Gorizia è passata nel triennio da 349 a 278. Monfalcone da 495 a 466. In pratica soltanto il Burlo Garofolo, con San Daniele (1.003), Udine Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 1 21 giugno 2014 Pagina 14 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia (1.673) e Pordenone (1.057), tutti comunque in calo nel periodo, avrebbe la "patente" per nascite sicure. Mentre solo Trieste (e proprio Alberico se ne occupa) è l' unico centro regionale accreditato per le gravidanze a rischio e la diagnosi prenatale. «E in questo campo conclude il direttore continuiamo ad avere al Burlo Garofolo pazienti che arrivano da tutta la regione e anche da province contermini al Friuli Venezia Giulia, per un volume di attività che è il 3040% del totale». (g.z.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 2 21 giugno 2014 Pagina 14 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Monfalcone registra un aumento del 20% "Baby boom" al San Polo. Tra i motivi le molte immigrate e le utenti della Bassa friulane. MONFALCONE Il 2014 si sta confermando un anno boom quanto alle nascite all' ospedale monfalconese di San Polo. Tanto che il Punto nascita, diretto dal primario Attilio D' Atri, sta viaggiando su una proiezione ben superiore ai cinquecento parti/anno e sta consolidando la propria capacità di attrazione per le partorienti di altre zone del Friuli Venezia Giulia che dimostrano sempre di più di apprezzarne l' offerta. Secondo i rilevamenti dei primi cinque mesi del 2014, infatti, i dati fatti registrare dal Punto nascita monfalconese indicano, oltre a un' utenza prevalente del Basso Isontino (Monfalcone e il suo mandamento), anche la crescita delle partorienti provenienti da altre Ass, in particolare dalla Bassa Friulana: un quadro in controtendenza rispetto agli ultimi due anni, considerando il contesto generale di calo delle nascite ma anche i segnali recenti sulla capacità attrattiva del San Polo. Alla base di questo quadro decisamente incoraggiante ci sono i numeri incontrovertibili dei parti nei primi cinque mesi di quest' anno che, al 6 giugno scorso, erano attestati a quota 232, rispetto ai 187 dello stesso periodo dello scorso anno: 45 nati in più, pari a un aumento del 20%, quanto basterebbe al nosocomio monfalconese, salvo "crolli" al momento imprevedibili nei prossimi sette mesi, di superare la soglia delle cinquecento nascite l' anno. Il babyboom più significativo il nosocomio monfalconese lo ha registrato nello scorso mese di maggio quando i parti al San Polo sono stati addirittura una cinquantina. A incidere nel buon andamento del Punto nascita del San Polo (per un buon 20%) resta la popolazione straniera, quella del Bangladesh in particolare, forte della sua massiccia presenza a Monfalcone, con oltre quattromila individui, composta nella sua quasi totalità da persone di giovane età e da nuclei famigliari sempre più numerosi. Tra i fattori di attrazione soprattutto delle partorienti al di fuori del territorio dell' Ass Isontina, inoltre, ci sono la modalità del parto in analgesia, e pure il parto naturale in acqua, che costituisce da sempre un servizio di punta offerto dal San Polo e risulta sempre più apprezzato e richiesto. (r.m. ) ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 3 21 giugno 2014 Pagina 14 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Rivoluzione sanità Gorizia perde i bebè Serracchiani: «Punto nascita chiuso entro agosto per motivi di sicurezza» Nel nuovo sistema cinque Eas, tre ospedali principali e 4.062 posti letto di Giovanni Tomasin wTRIESTE Chiude il punto nascita di Gorizia. È l' effetto immediato dell' ormai ventura riforma della sanità regionale. L' ha annunciato ieri la presidente Debora Serracchiani: «Per questioni di sicurezza il punto nascita di Gorizia non può continuare ad operare e verrà chiuso non appena ultimate le procedure amministrative necessarie: dal primo luglio o da agosto al massimo». Accompagnata dall' assessore Maria Sandra Telesca, dal consigliere Franco Rotelli e dal direttore centrale Adriano Marcolongo, Serracchiani ha garantito che la riforma «sarà senza ombra di dubbio la più innovativa sul territorio nazionale» e ha annunciato che l' articolato della legge verrà depositato in consiglio entro il 10 luglio: «Arriveremo in aula a fine settembre o in ottobre». Il completamento del lavoro di schedatura degli ospedali regionali ha consentito ai legislatori di mettere a punto per tempo lo scheletro della riforma. «Il presupposto ha voluto sottolineare Serracchiani è che non chiudiamo alcun ospedale, ristrutturiamo il sistema evitando i doppioni». Gestione centrale La presidente e l' assessore hanno posto l' accento sulla centralizzazione del sistema: la regia sarà affidata alla direzione centrale con il supporto dell' Ente per la gestione accentrata dei servizi sanitari. «Ci saranno 5 Eas (Enti per l' assistenza sanitaria) ma con un' unica testa ha detto Serracchiani che si occuperà di procedure, gestione accentrata servizi sanitari, personale e amministrazione». La strutturazione per Eas era già stata annunciata in passato, restano fermi il carattere universitario di Udine e Trieste, l' autonomia degli Irccs Burlo Garofolo e Cro, «pur in una forte integrazione». Il territorio La territorializzazione dei servizi è da sempre uno dei cavalli di battaglia della giunta. Secondo Telesca «il sistema sanitario deve seguire la persona da casa all' ospedale, non soltanto nei momenti acuti». A questo scopo gli Eas dovranno «sviluppare il dialogo e l' integrazione tra la medicina di famiglia, il distretto sociosanitario e l' ospedale». Forte il lavoro previsto sull' assistenza domiciliare. L' assessore ha dichiarato che le relazioni con i medici di famiglia seguiranno le linee in via di definizione a livello nazionale, e che sul territorio saranno attive le cosiddette Aggregazioni funzionali territoriali: «Le Aft sono un modello organizzativo per l' assistenza e l' integrazione delle attività dei medici, per coprire le Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 4 21 giugno 2014 Pagina 14 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia esigenze dei pazienti sulle 12 ore diurne. I Centri di assistenza primaria saranno poi luoghi fisici, dove il cittadino troverà risposte al di là dell' ospedale». Il sistema ospedaliero La rete sarà riorganizzata. Tre le aziende ospedaliere: quella di Pordenone e le due universitarie di Trieste e Udine. Quattro i presidi ospedalieri: Gorizia Monfalcone, Latisana Palmanova, San Daniele Tolmezzo, San Vito al Tagliamento Spilimbergo. «Le sedi saranno complementari tra loro hanno spiegato e saranno eliminati i doppioni anche se alcune cose si faranno in entrambi gli ospedali». A questi si aggiungono i tre presidi ospedalieri specializzati, ovvero gli Irccs di Trieste e Aviano, il Gervasutta di Udine. Restano da «riconvertire» i presidi ospedalieri di Gemona, Sacile, Maniago e Cividale: «Nessuno di questi sarà chiuso ha dichiarato la presidente . Forniranno i servizi necessari: polimabulatori, diagnostica radiologica e cardiologica, dialisi, ospedale di comunità, luoghi di riabilitazione, presa in cura di persone con malattie croniche». I posti letto I posti letto complessivi del sistema sanitario attuale sono circa 4700. Al termine della riforma i posti letto ospedalieri saranno 4062, 3690 dedicati agli acuti e 372 alla riabilitazione intensiva. Serracchiani avverte che non si tratta di un calo ma di un differente conteggio: «Non stiamo tagliando. Abbiamo preso atto del fatto che molti posti per acuti non vengono utilizzati. Abbiamo quindi riorganizzato i posti negli ospedali, portandoli a 4062, ma nel piano della riforma sono inclusi i posti nelle Rsa, in riabilitazione, per lunghe degenze e malattie croniche, che mancavano. Il totale sarà pari a quello attuale». I punti nascita Infine i punti nascita. Ogni presidio ospedaliero avrà un un solo punto nascita. Quale, è ancora da vedere: la Regione attende di monitorare i flussi per decidere dove collocare la base del reparto. Due cose paiono certe al momento: la prima è che San Daniele Tolmezzo continuerà ad avere un doppio punto nascita. La seconda è che Gorizia chiuderà: «I numeri non ci consentono di tenerlo aperto ha affermato Serracchiani , è pericoloso per la salute delle mamme e dei bambini». A compensare la perdita, a Gorizia verrà creato un "percorso nascita", che l' assessore ha definito «uno strumento innovativo per seguire le madri e i figli prima e dopo il parto». La Regione si impegna inoltre a stipulare una convenzione con l' ospedale sloveno di empeter per semplificare l' accesso delle madri alla struttura. I servizi ambul atoriali resteranno attivi sulle due sedi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 5 21 giugno 2014 Pagina 14 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Romoli guida la rivolta e sfida il Pd isontino Il sindaco: «La governatrice non taglia sprechi e doppioni ma si limita a colpire noi buttando inspiegabilmente a mare la preziosa collaborazione transfrontaliera» di Francesco Fain wGORIZIA Chiude, dunque, il Punto nascita di Gorizia. Non è l' ennesimo allarme a vuoto, figlio della sindrome di "Al lupo, al lupo! ", è la dura e cruda verità. E la reazione della città è pesante. C' è chi promette manifestazioni di piazza e chi parla espressamente di morte anagrafica di quello che, sino a prova contraria, è un capoluogo di provincia. «La montagna sta partorendo un topolino attacca Ettore Romoli, sindaco di Gorizia . A cosa mi riferisco? All' ambiziosa riforma sanitaria della giunta Serracchiani che, invece di colpire i doppioni e gli sprechi che tutti conoscono, sacrifica solo il Punto nascita di Gorizia. Tutto qui? Si riduce soltanto a questo l' azione riformatrice? L' effetto tangibile che avrà lo smantellamento del reparto materno infantile goriziano sarà soltanto uno: buttare a mare la preziosa collaborazione sanitaria transfrontaliera sulla quale il Gect (il Gruppo europeo di cooperazione territoriale, ndr) sta lavorando a testa bassa da parecchi mesi». Aggiunge Romoli: «Questa scelta colpisce profondamente Gorizia. Credo che la città non assisterà in silenzio a questa ulteriore dequalificazione. Qualcuno ci dirà: con quel numero di parti era impossibile continuare ma è da due anni che si sta lavorando per strozzare il reparto maternoinfantile non nominando il primario e rilasciando dichiarazioni allarmistiche che allontanano le partorienti dal nostro ospedale». Il sindaco sfida anche il Pd locale: «A suo tempo, il sottoscritto ebbe il coraggio di mettersi contro il presidente Tondo e riuscì ad impedire la chiusura del Punto nascita di Gorizia. Vedremo, ora, se ci sarà qualche esponente di centrosinistra pronto a contrastare gli intenti di Debora Serracchiani». Pesanti anche le reazioni di Francesco Del Sordi, assessore comunale, uno dei fondatori del comitato "Voglio nascere a Gorizia". «Mi sembra che l' unica novità della tanto decantata riforma sanitaria della Regione sia la chiusura del Punto nascita di Gorizia. Complimenti. Questa è una sconfitta per la nostra città che si materializza grazie alla Sinistra. Qui c' era la possibilità di mettere in piedi un progetto transfrontaliero, invece si è deciso che a sopravvivere debba essere il reparto di Monfalcone. Questo è un gravissimo atto nei confronti della nostra città. Dopo più di mille anni di storia, a Gorizia non si potrà più nascere. Non voglio crederci». Del Sordi è un fiume in piena. Del Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 6 21 giugno 2014 Pagina 14 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia resto, anche negli anni e nei mesi scorsi, era sempre in prima linea nella battaglia per il Punto nascita. «La Sinistra si sta prendendo una pesante responsabilità, quella dell' annullamento di una città capoluogo. Voglio capire ora cosa faranno eminenti esponenti locali del Partito democratico come il capogruppo Cingolani. Vedremo se contano qualcosa nei confronti della giunta regionale o zero, come purtroppo temo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 7 21 giugno 2014 Pagina 17 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia presentazione. Dalla Provincia corsi di autodifesa per le donne Contro le truffe agli anziani e contro la violenza sulle donne. È una battaglia su due fronti, entrambi molto i m p o r t a n t i , q u e l l a c h e l a Provincia s t a continuando a combattere, promuovendo due progetto di formazione e comunicazione rivolti proprio alla popolazione anziana e alle donne del territorio. Il tutto grazie al finanziamento garantito dal programma regionale in materia di sicurezza al Servizio polizia locale e sicurezza. Le due iniziative sono state illustrate ieri in Provincia dall' assessore Ilaria Cecot. Il primo progetto riguarda la sicurezza degli anziani. Come è noto le persone anziane sono le vittime preferite di scippatori e truffatori, che sfruttano momenti di distrazione, insicurezza e solitudine che caratterizzano molti anziani. La Provincia lavora dunque a informare e aiutare queste persone a mettere in atto comportamenti utili a prevenire reati e truffe, e a difendersi, in collaborazione con forze dell' ordine, sindacati e scuole. Sono stati realizzati da docenti e studenti dell' Isis "Galilei" di Gorizia sei brevi filmati, in tre lingue, utili ad illustrare alla popolazione le modalità e le strategie più opportune per tutelarsi. Al tempo stesso sono stati pubblicati e distribuiti 2mila libretti informativi intitolati "Sicurezza vuol dire serenità", e dalla metà del prossimo mese di settembre si svolgeranno in diversi comuni del territorio incontri di informazione e sensibilizzazione degli anziani. Poi, la battaglia alla violenza sulle donne. In questo caso la Provincia attua un corso di autodifesa femminile, affiancato anche da percorsi di approfondimento sanitario, psicologico e legale, per aiutare le donne ad aumentare la loro capacità nell' affrontare i conflitti, le situazioni problematiche e le minacce. In questo caso la regia è stata affidata all' associazione Sos Rosa di Gorizia, che ha supportato la Provincia nella realizzazione del corso di autodifesa, sviluppatosi da aprile a giugno negli spazi della palestra dell' istituto "Max Fabiani" di Gorizia. Sono state una ventina le donne, tutte maggiorenni, che hanno aderito, e si sono allenate sotto la guida del maestro Mauro Cociancig dell' associazione Anime di Diamante. (m.b.) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 8 21 giugno 2014 Pagina 17 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Schiamazzi notturni, raccolte più di 100 firme Torna l' estate e tornano le polemiche. I comitati si ribellano alla "discoteca diffusa" in centro città: «Pronti a tutelare i nostri interessi in tutte le sedi» di Francesco Fain «Non ci fermeranno e come siamo arrivati a più di cento firme, possiamo con sufficiente tranquillità affermare che alla prossima iniziativa supereremo le 150, se non 200». Torna l' estate e tornano a tuonare i comitati contro gli schiamazzi notturni che hanno preso carta e penna e hanno scritto al sindaco R o m o l i , a g l i assessori a l l ' Ambiente d i Comune e Provincia Del Sordi e Cernic e all' A r p a . « L ' assessore D e l S o r d i h a preannunciato che nel piano di zonizzazione acustica "ci potrà essere anche qualche deroga: ad esempio, il centro cittadino, per la sua vocazione che è anche turisticoricreativa non potrà avere una soglia pari a quella di un' area protetta o esclusivamente residenziale. E quindi il limite massimo per i rumori sarà leggermente più alto". Appare evidente come ciò sia assolutamente inaccettabile considerando che le norme europee ed italiane vogliono l' abbattimento del rumore e, c o m e l ' assessore d e l S o r d i b e n s a , l e principali lamentele dei cittadini di Gorizia i n materia di inquinamento acustico sono causate proprio dall' inquinamento sonoro derivante dall' attività dei pubblici locali presenti, in massiccia concentrazione, proprio nella zona centrale e, in particolare, dalle musiche diffuse ad alto volume sia all' interno che all' esterno dei locali. Non ci sembra, peraltro, che in quanto residenti del centro dobbiamo ritenerci cittadini di serie B, costretti a condizioni di vita deteriori rispetto a quelle riservate agli altri residenti e ciò solo per tutelare gli interessi di una specifica categoria di commercianti e cioè i gestori dei bar». Si chiedono i comitati: «Forse il Comune di Gorizia ritiene auspicabile una progressiva desertificazione del centro con una fuga dei residenti, con la svalutazione progressiva delle abitazioni del centro che comporterà anche oltre al danno economico per i proprietari un sostanziale degrado per tutta la zona più caratteristica della città? E tutto ciò per favorire la creazione di una sorta di grande, unica discoteca a cielo aperto o di un grande bar, senza soluzione di continuità, che abbracci tutta la zona centrale? Qual è, in sintesi, la politica per il "salotto" della città? Dobbiamo aspettarci l' allargamento a macchia d' olio con progressiva e crescente occupazione del suolo pubblico da parte di "tavolinoselvaggio" con contorno di botti, assurto quale decoro e simbolo specifico dell' ex Nizza austriaca? » I cittadini vorrebbero anche capire che relazione c' è «tra la vocazione turisticoricreativa del centro e l' Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 9 21 giugno 2014 Pagina 17 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia inquinamento acustico che secondo Del Sordi sarebbero imprescindibilmente legati e come ciò si concili con il sacrosanto diritto dei residenti di poter lavorare, conversare, studiare, concentrarsi e riposare all' interno della propria abitazione anche con le finestre aperte. Da parte nostra fin da ora, comunichiamo la nostra ferma intenzione di non fuggire dal centro e di opporci a ogni forma di sostanziale discriminazione nei nostri confronti per favorire interessi comunque secondari rispetto alla tutela del nostro diritto alla salute ed a condizioni di vivibilità pari a quelle di tutti gli altri cittadini». I cittadini comunicano che vigileranno attentamente sui contenuti della zonizzazione: «se necessario, interverremo con nostre osservazioni, come la legge ci consente, e valuteremo le osservazioni eventualmente formulate dall' Arpa alla quale il provvedimento dovrà essere in ogni caso sottoposto per il preventivo parere. Comunque, tuteleremo i nostri interessi e diritti in tutte le sedi sia nazionali che comunitarie, per la corretta applicazione dei principi delle direttive europee in materia di lotta all' inquinamento acustico, di cui la zonizzazione dovrebbe costituire la diretta applicazione in sede locale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 10 21 giugno 2014 Pagina 20 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia al sacrario di redipuglia. Il sindaco Calligaris diserta la "Giornata del rifugiato» FOGLIANO REDIPUGLIA Ha toccato anche il Sacrario militare di Redipuglia, ieri mattina, la "Giornata mondiale del rifugiato", con una serie di eventi che hanno visto presenti, tra gli altri, il prefetto di Gorizia, Vittorio Zappalorto, e l ' assessore provinciale Ilaria Cecot. A l l a manifestazione non ha preso parte il sindaco, Antonio Calligaris, in evidente dissidio con i progetti Sprar (Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati). Calligaris ha scritto all' assessore Cecot motivando la scelta. «Questi progetti sono le sue parole e con essi le varie politiche di accoglienza sono un inutile e dannoso spreco di denaro pubblico, effettuato in danno e contro i cittadini italiani. Non mi pare assolutamente consono l' accostamento tra rifugiati e migranti e i caduti della Grande guerra e proprio per queste ragioni di principio non ho ritenuto opportuno partecipare alla manifestazione». Essa ha previsto, dopo l' incontro sul piazzale superiore del Sacrario, l' intervento delle autorità ed una riflessione di don Pierluigi Di Piazza. A conclusione si è sviluppata un' escursione sui "Sentieri di pace" e alla Dolina dei Bersaglieri con la collaborazione della Pro loco. (lu.pe.) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 11 21 giugno 2014 Pagina 20 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia TURRIACO. Via l' amianto dalle tubature della scuola elementare TURRIACO Saranno ultimati nel corso dell' estate, prima dell' inizio del nuovo anno scolastico, i lavori di rimozione delle tubazioni coibentate con amianto presenti nel seminterrato della primaria di Turriaco, un locale comunque non accessibile ai bambini. La presenza delle vecchie tubazioni rivestite con garza contenente asbesto è emersa nel corso del primo lotto degli interventi di adeguamento dell' edificio alle norme di prevenzione incendi. L' operazione di rimozione era comunque stata inclusa nel secondo lotto dei lavori di riqualificazione della scuola, m a l ' amministrazione comunale ha ritenuto urgente rimuovere le tubazioni coibentate con materiali contenenti amianto. Dopo aver stanziato 6mila euro ancora nel bilancio di previsione 2013, l' ente locale ha poi ottenuto i fondi dalla Provincia, che ha destinato all' intervento le minori spese sul contributo provinciale r e a l i z z a t e p e r l a rimozione del tetto in eternit del magazzino comunale. Il Comune di Turriaco ha quindi provveduto ad assegnare l' intervento all' impresa Aprile di Bagnaria Arsa per un importo complessivo di 5.830 euro Iva inclusa. Nell' illustrare il suo programma nella prima seduta del Consiglio comunale il sindaco Enrico Bullian ha ribadito l' impegno dell' amministrazione per l' eliminazione dell' amianto, anche attraverso il finanziamento dei privati per la rimozione dell' eternit. (la. bl. ) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 12 21 giugno 2014 Pagina 21 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Progetto acqua, 17 gli istituti coinvolti nell' iniziativa FARRA Ben 17 istituti scolastici, di cui 5 istituti superiori e 12 comprensivi, per un totale di circa 2.000 studenti e più di un centinaio di insegnanti. È il Progetto Acqua, giunto alla settima edizione e che ha visto studenti e insegnanti impegnati nel realizzare progetti originali per conoscere l' acqua e le risorse naturali in un' ottica di ecosostenibilità. Progetti che ora sono esposti negli atrii delle rispettive scuole. O r g a n i z z a t a d a l l a Provincia c o n i l finanziamento della Consulta d' ambito territoriale ottimale Orientale Goriziano, l a manifestazione ha visto la sua giornata c o n c l u s i v a n e i g i o r n i s c o r s i a l l a scuola primaria "Dante Alighieri" di Gradisca d ' Isonzo, dove i partecipanti hanno incontrato l' assessore provinciale all' Istruzione, Ilaria Cecot, che così ha commentato: «Avete realizzato dei lavori splendidi. Spero che questo nostro percorso sia stato utile per capire quanto sia importante l' acqua». All' incontro finale è intervenuta anche una rappresentanza della scuola p r i m a r i a " R . Pitteri" di Farra d' Isonzo, dell' Isis "R. M. CossarDa Vinci" di Gorizia, degli Istituti comprensivi "G. Randaccio" di Monfalcone e della scuola dell' infanzia "Forte del bosco" di Gorizia. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 13 21 giugno 2014 Pagina 21 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Rocce di scavo per riempire la discarica È questa l' ipotesi operativa su cui sta lavorando Isontina Ambiente. Prevista, dopo la bonifica, la piantumazione di alberi CORMONS «Lo studio per chiudere la discarica di Pecol dei Lupi? Vi dico subito che redarlo non sarà una banalità. Lo elaboreremo al più presto ma ci vogliono molti approfondimenti». L u c i a n o Z a n o t t o , p r e s i d e n t e d i Isontina Ambiente, è realista. E spiega che non sarà sicuramente una passeggiata di salute preparare il piano di chiusura e bonifica del sito cormonese. Intanto, però, "svela" quali saranno i capisaldi. «Il mandato ricorda è quello di utilizzare materiale terroso e non rifiuti. Elaboreremo una proposta che prevede l' utilizzo di rocce di scavo per colmare la volumetria residua della discarica», fa sapere Zanotto. Ma potrebbe prendere quota la richiesta/proposta del sindaco di Cormòns Luciano Patat di condurre in discarica le macerie dell' ex caserma Amadio, una volta demolita? «Credo sia di impossibile attuazione questa proposta. Perché? Perché, pur trattandosi di materiali inerti, sono rifiuti e Regione e sindaci hanno detto che a Pecol non potranno essere condotte immondizie di alcun genere». Ovviamente, ci dovrà essere una quantificazione della spese: è ovvio che i materiali terrosi hanno un costo, al contrario dei rifiuti. «Una volta completata la volumetria conclude Zanotto si procederà con la piantumazione di alberi. In giro per l' Italia sono stati effettuati dei recuperi territoriali di discariche veramente eccezionali. Isontina Ambiente farà le cose per bene». Restano i contenuti dell' ormai famosa nota della Regione in cui si legge, testuali parole, che «la discarica di Pecol dei Lupi di Cormòns dovrà essere chiusa, nei tempi più rapidi, e con i costi minori. È quanto è stato stabilito a Cormòns nel corso di una riunione svoltasi nella sede municipale, alla quale hanno partecipato, oltre all' assessore regionale Sara Vito, il presidente della Provincia d i Gorizia, Enrico Gherghetta, i sindaci dell' Isontino, i vertici della società di gestione della discarica Isontina Ambiente e della Direzione centrale dell' Ambiente dell' amministrazione. Nel corso dei lavori, è stato altresì chiarito che il piano di chiusura della discarica dovrà essere predisposto dalla società di gestione, e approvato dalla Regione». «I sindaci hanno condiviso, assieme alle altre parti interessate presenti alla riunione odierna, che il progetto dovrà essere sostenibile, sia sotto il profilo ambientale, che quello economico. Dal canto suo, l' assessore Vito ha rimarcato l' importanza di procedere con urgenza al completamento della procedura di bonifica del sito. L' urgenza Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 14 21 giugno 2014 Pagina 21 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia sollecitata dalla Vito rispetto al completamento dell' operazione, come ha precisato lo stesso assessore, è dettata dalla necessità di portare a buon fine la procedura di ripristino ambientale del sito». «Nella riunione si è infine concordato sull' ipotesi che i materiali da conferire nella discarica, per completarne la chiusura, dovranno essere di natura diversa dai rifiuti, come per esempio quelli terrosi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 15 21 giugno 2014 Pagina 23 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Bandiera Blu, festa nella spiaggia "liberata" Speciale cerimonia per i 25 anni: sarà sistemato un pennone. Il cda della Git ha approva bilancio e piano industriale. di Antonio Boemo Una festa per i 25 anni di Bandiera B l u a b b i n a t a q u e s t ' a n n o a l l a decisione della conferenza dei servizi che ha stabilito che l' analisi della sabbia del tratto di 360 metri di spiaggia principale (esaminati per ipotesi della presenza di mercurio volatile), sono esenti da qualsiasi rischio per la salute. Per questo motivo, anziché lungo la diga, quest' anno la cerimonia della Bandiera Blu verrà effettuata nell' area della spiaggia principale che per 31 giorni è stata delimitata poiché interdetta precauzionalmente (alla sosta, ma non al passaggio) in attesa delle analisi. Dinnanzi agli ombrelloni dei reparti interessati alla vicenda (che già ieri i bagnini della Git hanno rimesso al loro posto), verrà fissato un grande pennone dove verrà issato il prestigioso vessillo blu. I dettagli dell' iniziativa sono ancora in via di definizione. In quanto alla data ci sono due ipotesi: se la tempistica lo consentirà potrebbe svolgersi alla fine della prossima settimana, in alternativa nella settimana che va dal 7 al 13 di luglio in quanto quella dal 30 giugno al 6 luglio è dedicata al "Perdòn de Barbana". E ' q u a n t o i l sindaco, Edoardo Maricchio, annuncia come segnale forte a dimostrazione della qualità degli arenili di Grado. «Intendo inoltre invitare per la cerimonia della Bandiera blu dice il primo cittadino tutti i 25 sindaci della provincia di Gorizia per dare un segnale forte a difesa di tutto il nostro territorio». Nel pomeriggio di giovedì si è svolta l' assemblea dei soci della Git Turismo Fvg, Comune, Camera d i Commercio e privati della Itur. In apertura il presidente Marino De Grassi ha relazionato in merito agli esiti delle analisi che hanno accertato l' insussistenza di qualsivoglia anche minimo pericolo per la salute, assicurando che tutti i reparti sarebbero stati immediatamente ripristinati Lo stesso De Grassi assieme al sindaco Maricchio hanno colto l' occasione per ringraziare tutti gli enti che con velocità hanno effettuato tutto in pochissimo tempo. All' ordine del giorno c' erano argomenti molto importanti, bilancio e piano industriale, che sono stati anche il motivo (così era stato detto) per il quale è stato deciso di fare una vera e propria "rivoluzione" in seno al Cda che oggi è nuovo per quattro quinti e che per la prima volta propone anche la distinta figura di un amministratore delegato, l' ex presidente della Git, Mauro Bigot. Ebbene ieri l' altro l' assemblea della Git ha approvato all' unanimità sia il bilancio e sia il piano industriale deliberato dal precedente consiglio di amministrazione. Documenti che non andavano bene Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 16 21 giugno 2014 Pagina 23 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia prima ma che oggi sono stati approvati. Unica precisazione quella di Bigot che ha ricordato come il nuovo Cda abbia deliberato di approvare un nuovo piano industriale entro i primi mesi del prossimo autunno. Il bilancio che è di poco meno di 7 milioni di euro, come ricorda De Grassi, ha chiuso, causa il maltempo e la forzata chiusura della piscina, con una perdita di 122 mila euro che con l' aggiunta dell' Irap si è attestato su circa 233 mila euro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 17 21 giugno 2014 Pagina 25 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia SPIAGGIA Chi pagherà i danni al turismo di Grado? SPIAGGIA Chi pagherà i danni al turismo d i Grado? nA metà maggio, nel periodo in cui i turisti pensano ai luoghi per le vacanze estive, ecco il grande servizio che viene regalato alla Comunità regionale e a Grado in particolare. Oltre duecento anni di storia e di accoglienza dell' ospite vengono letteralmente sputtanati sui media di tutta Europa, toccando il tasto oggi più delicato: la sicurezza ambientale. Ci viene detto che tali analisi, causanti il sequestro di parte della spiaggia, fossero in mano agli organismi responsabili già a fine luglio 2013. Se tutto ciò corrisponde al vero, sarebbe interessante sapere per quali motivi si è rimasti inermi per oltre otto mesi, aspettando l' intervento della magistratura, invece di attivarsi con tutti gli strumenti necessari al fine di risolvere il grave problema durante la stagione invernale. Sarebbe anche necessario sapere chi pagherà tutti i danni arrecati agli operatori del sistema turistico gradese ma, soprattutto, all' intera comunità dell' Isola d' Oro che, ancora una volta, vede la loro cittadina agli onori delle cronache in senso negativo, senza assolutamente meritarselo. Con la stessa tempestività con qui si sono divulgate le notizie del sequestro, oggi qualcuno si farà carico di promuovere, difendere e tutelare la storia, cultura e turismo di Grado, smentendo quanto diffuso soltanto un mese fa? E se si, con quali risorse? Ancora una volta, come sempre, dei contribuenti? Ritengo sarebbe bene che qualcuno avesse la cortesia di rispondere, amministrare il bene pubblico è un impegno che richiede precisi requisiti, non è amministrare un garage. Bruno Augusto Pinat Grado Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 18 21 giugno 2014 Pagina 26 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia RASSEGNA AI MUSEI PROVINCIALI. Viaggio di Saksida tra futurismo e astrattismo Si è inaugurata, davanti ad un pubblico numeroso, l' esposizione "Saksida. Pittore cantastorie" dedicata dai Musei Provinciali all' artista goriziano scomparso 30 anni fa. Un percorso artistico r i c c o e articolato quello allestito a Palazzo Attems Petzenstein, che propone un considerevole numero di opere suddivise tra disegni, manifesti, dipinti, incisioni, grafica relativa a libri, nonché tutta una sezione documentaria relativa ad opere perse degli anni '30. I saluti istituzionali sono stati portati dall' assessore provinciale alla Cultura Portelli che ha, tra le altre cose, ricordato come Saksida fosse nato e vissuto proprio di fronte a palazzo Attems, che oggi accoglie una sua retrospettiva. Presenti il presidente della Provincia Gherghetta e la sovrintendente Sgubin. Sono inoltre intervenuti la presidente dell' associazione Kons di Trieste, Jasna Merkù, che ha posto l' accento sulla fattiva collaborazione con i Musei e l a famiglia rendendo così possibile la realizzazione della mostra, finanziata dalla Regione con i fondi per la comunità slovena, e Josko Vetrih, che ha brevemente tratteggiato il ricco percorso artistico d i S a k s i d a , d a l l a formazione futurista con Crali, alla fase metafisica surrealista dell' immediato dopoguerra, fino alla maturazione del personale linguaggio fiabesco e l' approdo all' astrattismo prima della morte. A nome della famiglia ha portato il saluto Marco Spagnolli. È seguita una visita guidata alla mostra a cura di Alessandro Quinzi, conservatore della pinacoteca dei Musei Provinciali e da Giulia Giorgi che collabora alla redazione del catalogo completo dell' opera di Saksida di prossima pubblicazione. La mostra resterà aperta fino al 12 ottobre. Per informazioni: www.gomuseums.net . (c.f.) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 19 21 giugno 2014 Pagina 31 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia L' attentato di Sarajevo al Museo de Henriquez Il 28 e 29 giugno spettacolo itinerante da un testo di Gilberto Forti e un' idea di Paolo Rumiz. TRIESTE "Venne dopo molti anni un testimone e poi un altro Furono ascoltati, e ciascuno offrì la sua versione, con circostanze nomi, altri dati. Sì, tutti erano testi volontari, giunti da varie parti dell' Impero. Benché fossero testi immaginari, pure ognuno di essi era nel vero". Nasce da un testo di Gilberto Forti, scritto nel 1984 e riedito recentemente da Adelphi, in cui l' autore usò l' arte della scrittura per intepretare la storia basandosi su una ricerca documentaria rigorosa, e da un' idea, un' intuizione di Paolo Rumiz, l' appuntamento "A Sarajevo il 28 giugno", con la regia di Franco Però, in scena sabato 28 e domenica 29 giugno alle 20.30 al Civico Museo d i guerra per la pace "Diego de Henriquez di via Cumano 22 (ingresso 5 euro). L' evento, per ricordare il centenario dall' attentato di Sarajevo, è organizzato dal Comune con lo Stabile del Friuli Venezia Giulia. A interpretare un insolito e suggestivo spettacolo itinerante tra le sale del museo, Ariella Reggio e Antonio Salines affiancati da Fulvio Falzarano, Esther Galazzi, Gualtiero Giorgini, Adriano Giraldi, Riccardo Maranzana e Maurizio Zacchigna, con la partecipazione dello stesso Rumiz. Le musiche sono di Johann Strauss figlio e Franz Schubert, eseguite dal Quartetto Iris, le scene e i costumi di Andrea Stanisci. Undici sono le testimonianze, le angolazioni diverse, da cui, originariamente, nel testo di Forti, viene ricostruito l' evento che cambiò la storia d' Europa. Nel doppio evento ne verranno presentate dieci, cinque per serata, ripetute più volte affinché gli spettatori possano ascoltarle tra le impressioni del museo, vedere, oltre alle macchine da guerra, che da quel 28 giugno di cent' anni fa le fabbriche si misero a costruire, e altre testimonianze "materiali", "l' umanità". Proprio a Trieste, è stato ricordato nel presentare l' iniziativa, si svolse uno dei quattro funerali dell' arciduca Francesco Ferdinando e della moglie Sofia, con il corteo funebre che sfilò attraverso la città. «Ho scoperto il testo di Forti racconta Rumiz quando nel 2004 mi fu chiesto di scrivere dell' attentato di Sarajevo per Repubblica. È un libro che ha cambiato il mio modo di scrivere, e ho sempre pensato di volergli rendere omaggio, e al suo autore. Mi sembra importante, nel momento in cui si ricorda il 1914, ricordare anche quale fu, a Trieste e per Trieste, il mondo precedente alla Grande Guerra, e che i quattro quinti dei caduti provengono dalla nostra regione». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 20 21 giugno 2014 Pagina 31 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Annalisa Perini. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 21 21 giugno 2014 Pagina 22 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia Parti oltreconfine, accordo con San Pietro Prende corpo il piano transfrontaliero per assistere le mamme goriziane in stato di gravidanza. La telenovela è finita. Dopo anni di tirae molla, timori e speranze, è scattata l' ora del "De profundis" ufficiale per il Punto nascita (o, meglio, per l' intero Dipartimento materno infantile, comprendente anche la Ginecologia e la Pediatria) dell' ospedale d i Gorizia: l ' annuncio ufficiale della chiusura è stato dato ieri dalla presidente della Regione Debora Serracchiani e dall' assessore alla Salute Maria Sandra Telesca. Facendo il punto della situazione sulla riforma regionale della sanità, le due amministratrici hanno annunciato che il reparto materno infantile del San Giovanni di Dio chiuderà i battenti in tempi rapidissimi. Non è stata formulata una data precisa ma, si presume, fra luglio e agosto: il tempo di decidere i dettagli del reimpiego dei medici e delle ostetriche, che confluiranno a Monfalcone (non verrà rinnovato il contratto ai dottori a tempo determinato né agli attuali "gettonisti") e del personale infermieristico e ausiliario, parte del quale verrà riciclato in altri reparti dell' ospedale di via Fatebenefratelli. E ci si dovrà organizzare anche in merito alla presa in carico delle donne in stato di gravidanza, che finora avevano fatto capo al San Giovanni. La Serracchiani ha specificato che «la Regione si impegna a siglare una convenzione con l' ospedale sloveno di San Pietro in maniera tale da agevolare i parti oltreconfine, con la creazione di un percorso nascita per assistere le donne goriziane prima e dopo il parto e con la promozione di un' adeguata formazione degli operatori». La presidente della Regione ha ribadito, dunque, l' attenzione alla prospettiva di una sanità transfrontaliera che era stata lanciata anche, a suo tempo, dal ministro della sanità Beatrice Lorenzin in occasione di un incontro a Gorizia. Prospettiva dalla quale, però, sembra esclusa a questo punto (vedi il servizio a fianco) la realizzazione della Casa del parto. Negli ultimi due mesi le indiscrezioni riguardanti la cessazione dell' attività del Punto nascita a Gorizia si erano fatte sempre più insistenti. Lo aveva fatto capire l' assessore Telesca in una riunione del Forum sanità del Pd e lo stesso sindaco Romoli, sulla base di "voci di corridoio", aveva paventato il provvedimento che sembrava ormai ineluttabile (la Serracchiani ieri ha parlato di «ragioni di sicurezza per operatori e utenti»: a penalizzare il reparto maternità del San Giovanni, come è noto, il numero di parti sempre più basso con una proiezione di 240 alla fine dell' anno mentre al San Polo si dovrebbe, Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 22 21 giugno 2014 Pagina 22 < Segue Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia grazie anche all' afflusso di bengalesi, superare la fatidica quota 500). Ci si aspettava, tuttavia, un disegno più complesso in virtù del quale nel nuovo ente della salute in cui saranno fuse le attuali Ass Isontina e della Bassa Friulana (che saranno commissariate in settembre: un nuovo direttore generale entrerà in servizio all' inizio del prossimo anno) sarebbe dovuto essere chiuso anche il Punto nascita di Latisana, con il mantenimento, quindi, dei soli reparti di Palmanova e Monfalcone. (vi.co. ) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 23 21 giugno 2014 Pagina 22 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia Romoli: «Una decisione umiliante per la città» Il sindaco attacca la Serracchiani e il Pd: «Colpito soltanto il nostro reparto» Genj Furlan: «Questi politici dovrebbero vergognarsi, non hanno mosso un dito» di Vincenzo Compagnone «Una decisione umiliante per la città»: è categorico il sindaco, Ettore Romoli, nel commentare l' annuncio della presidente Serracchiani e dell' assessore regionale alla Salute Telesca, di chiudere il Punto nascita di Gorizia e, con esso, l' intero Dipartimento maternoinfantile del San Giovanni di Dio. «La montagna ha partorito il topolino afferma il primo cittadino visto che delle tante ipotesi contemplate nel quadro della riforma sanitaria, l' unica ad essere concretizzata è quella che riguarda il nostro reparto. Mi pare una scelta alquanto discutibile e riduttiva, che denota quasi una sorta di accanimento nei confronti della città». Romoli non manca di far notare che «anche il progetto della Casa del parto ora non ha più senso. Poteva essere t r a n q u i l l a m e n t e a d o t t a t a p e r Gorizia e Monfalcone la soluzione del primario unico con l' equipe attiva sulle due sedi, come ora si ipotizza per Palmanova e Latisana. E invece niente: peggio di così non poteva andare». Il sindaco riserva la stoccata finale al Pd: «A suo tempo io mi sono messo contro Tondo riuscendo a bloccare la chiusura del Punto n a s c i t a . V e d r e m o o r a s e n e l P d locale qualcuno avrà il coraggio di opporsi alla Serracchiani». La palla passa al segretario provinciale dei democratici, il goriziano Marco Rossi, il quale da quando è stato eletto all' inizio dell' anno ha avuto numerosi contatti con la Telesca per cercare di intavolare un ragionamento tale da non penalizzare esclusivamente il capoluogo isontino. «Certamente osserva non posso essere felice per un provvedimento, peraltro indubbiamente sofferto e adottato dalla Regione sulla base di oggettivi parametri di sicurezza. L' auspicio è che venga quantomeno compensato con una valorizzazione complessiva della struttura ospedaliera del San Giovanni di Dio». Rossi cerca di vedere, comunque, un lato positivo nella decisione della Regione: «Dopo anni di parole vuote sul discorso della sanità transfrontaliera, finalmente si passa a un impegno concreto. Ci saranno senza dubbio, nei prossimi anni, ricadute positive sui servizi di tutto il territorio. Non dimentichiamoci che Tondo voleva chiudere il Punto nascita senza offrire alcuna diversa prospettiva che potesse coinvolgere la Slovenia. Adesso almeno, col Percorso nascita, c' è un disegno preciso». È un fiume in piena, invece, Genj Furlan, la combattiva presidente del Comitato delle mamme "Voglio nascere a Gorizia" che, sorto negli anni scorsi per difendere la sopravvivenza del Punto nascita, aveva Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 24 21 giugno 2014 Pagina 22 < Segue Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia trovato una sponda anche nell' assessore comunale Francesco Del Sordi, protagonista addirittura di una maratona GoriziaTrieste al termine della quale aveva consegnato alla presidente Serracchiani un documento in cui venivano perorate le istanze del gruppo. «Dovrebbero vergognarsi tutti, i nostri politici sbotta Genj Furlan sia quelli del centrosinistra che in campagna elettorale avevano promesso di tutelare il reparto, sia quelli del centrodestra che negli anni scorsi non hanno mosso un dito per rilanciarne l' attività dopo il calo dei parti. Per non parlare della dirigenza dell' Azienda sanitaria: perché, dopo il pensionamento di Carmine Gigli, non è stato chiamato un primario di vaglia a dirigere la Maternità? Boschian, da Palmanova, sarebbe stato, ad esempio, disponibilissimo. Si è lasciato agonizzare il reparto che ormai era ridotto allo stremo: e con tutto il terrorismo psicologico effettuato sulle sue condizioni di sicurezza era inevitabile che i parti calassero ancora». ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 25 21 giugno 2014 Pagina 22 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia NUOVE STRATEGIE. Tramonta pure il progetto della Casa del parto Percorso nascita transfrontaliero sì, Casa del parto no: il progetto della struttura, gestita dalle osteriche, per la nascita fisiologica, a lungo vagheggiato dai vertici dell' Azienda sanitaria Isontina ma anche dal Comune, che aveva approntato allo scopo una variante urbanistica nell' area del San Giovanni di Dio (per la precisione su retro del fabbricato) è destinato a tramontare. Serracchiani e Telesca ieri non ne hanno fatto cenno. L' assessore regionale alla salute aveva già espresso senza mezzi termini il suo scetticismo verso questa realizzazione che, nei piani dell' Ass, sarebbe dovuta essere un polo attrattivo a livello regionale e il fiore all' occhiello dei progetti formulati nell' ambito del Gect e sui quali richiedere la concessione dei finanziamenti europei. Se n' era parlato anche nei giorni scorsi in occasione dell' incontro fra i gruppi di lavoro italosloveni avvenuto nella sede del Gect dell' ex Trgovski Dom. Impensabile, con la chiusura del Punto nascita, edificarla presso il San Giovanni di Dio: una struttura del genere, gestita da ostetriche e personale infermieristico, deve essere attigua a un ospedale, se non addirittura incorporata nello stesso per non correre rischi in caso di emergenza. Ci sarebbe stata però la soluzione di realizzarla al Parco Basaglia ristrutturando una palazzina già esistente, visto che la distanza per raggiungere l' ospedale di San Pietro in caso di complicazioni durante il parto è minima. Ma anche questa ipotesi è stata giudicata a rischio dalla Regione. Tanto lavoro per nulla, insomma. Salvo ripensamenti, a questo punto decisamente improbabili. (vi.co. ) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 26 21 giugno 2014 Pagina 22 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia Ziberna (Fi) tuona: «La Regione fa scempio di Gorizia e Isontino» «La Giunta Serracchiani sta facendo scempio di Gorizia e dell' Isontino tuona il consigliere regionale di Forza Italia Rodolfo Ziberna . È a tutti noto che il punto nascita di Gorizia è il più sicuro in regione e tra i più sicuri d' Italia. La Regione ha fatto di tutto (e bene!) per far scendere il numero dei parti rendendo instabile la struttura, prospettandone la chiusura, allontanando personale medico e paramedico e conseguentemente facendone scemare l' appeal. Dopo oltre un anno di malgoverno la Giunta regionale guidata da Debora Serracchiani ha azzerato le riforme della Giunta Tondo e ora mette mano sulla sanità. Ma non può trattare la salute e la sicurezza come fossero voti. Ora conclude l' esponente berlusconiano la giunta Serracchiani sta diventando pericolosa». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 27 21 giugno 2014 Pagina 23 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia campionati italiani. A Gorizia tutte le stelle nazionali di mountainbike Una grande prova, che può già considerarsi vinta, quella dell' Unione ciclisti caprivesi che porterà a Gorizia, tra il 18 e il 20 luglio, il campionato italiano di mountainbike. È previsto l' arrivo di 7800 atleti ed alcune migliaia di appassionati e tifosi. Gorizia Xco 2014 farà scorazzare al parco Piuma i campioni assoluti della disciplina, in corsa per guadagnarsi 16 maglie tricolori. L' evento, promosso dalla Federazione ciclisti italiani, sarà anche valido come "15º memorial Franco Zara", è stato presentato ieri mattina nel parco comunale. Qui c' era una nutrita rappresentativa della nazionale italiana di mountainbike che sarà a testare il tracciato che ospiterà il tricolore di cross country olimpico. Tra gli atleti c' erano il campione italiano in carica, Mirko Tabacchi, i terribili twins, Luca e Daniele Braidot, Nicolas Pettinà, Lisa Rabensteiner (Focus) e Marco Ponta (Scott Esercito). Ospite importante per le ricognizioni sarà invece Daniele Pontoni, che non ha resistito all' invito fattogli dallo staff della Caprivese e sarà presente a Gorizia. Sarà della partita anche il gioiello del team locale, Moreno Pellizzon, che in questa prima parte di stagione ha conquistato successi importanti nella categoria juniores, con la fresca vittoria all' internazionale di Vermiglio che fa il paio con la stupenda medaglia di bronzo conquistata la settimana precedente al Campionato europeo nella specialità Team relay. Non mancherà nemmeno il D.T. della nazionale, Hubi Pallhuber. Oltre agli sportivi erano presenti i maggiori rappresentanti dei tanti enti che sostengono il progetto, insieme ai vari sponsor privati. Oltre al sindaco Ettore Romoli, c' erano l' assessore provinciale allo Sport Vesna Tomsic, Franco Tommasini per il Coni, il presidente della Fci del Fvg, Bruno Battistella e il presidente della Fondazione Carigo Gianluigi Chiozza che hanno elogiato l' Uc Caprivesi che si è prodigata anche per promuovere con brochure e merchandising servizi e peculiarità del territorio. In più saranno effettuate le riprese per un videoclip dedicato all' evento e altri appuntamenti collaterali. È stato organizzato pure un percorso di avvicinamento al weekend di luglio e una presentazione del depliant della manifestazione prodotto in tre lingue, italiano, sloveno e friulano. La manifestazione si concluderà all' Hotel Entourage dove il tricolore sarà presentato ai sostenitori ed al pubblico. (e.m. ) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 28 21 giugno 2014 Pagina 23 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia Ritoccate le tariffe di palestre, scuole e teatri La giunta ha adeguato i servizi a domanda individuale al tasso d' inflazione dell' 1,5 per cento. La giunta comunale ha approvato la delibera per l' adeguamento delle tariffe dei servizi a domanda individuale al tasso di inflazione programmata per l' anno in corso, pari all' 1,5 per cento. «Un atto dovuto» precisa l' assessore a l bilancio Guido Germano Pettarin e del resto nella delibera si sottolinea la «difficile congiuntura economica che attraversa il Paese» e la necessità per gli enti locali «di effettuare un' accurata programmazione in un' ottica di razionalizzazione delle spese». Nella definizione di "servizi a domanda individuale" rientrano ad esempio asili, musei, strutture sportive e culturali, casa di riposo e altre strutture socioassistenziali. Ci sono però anche diverse eccezioni per quanto riguarda l' individuazione delle tariffe. Ad esempio sono state definite tariffe con delibere apposite per la stagione artistica del teatro comunale Verdi, per l' Auditorium di via Roma, per i centri estivi, per gli stabili comunali di via Faidutti e via Campagnuzza, per i campi di tennis comunali gestiti dall' associazione Tennis Campagnuzza e le piscine, gestite dall' associazione Gorizia nuoto. Sono state istituite nuove tariffe che toccano alcuni dei servizi nell' ambito dei trasporti funebri, adeguando nel contempo alcune voci ai valori medi calcolati dalle altre agenzie di pompe funebri private e comunali. Per il PalaBigot nuove tariffe per le manifestazioni e gli eventi extrasportivi a pagamento e a ingresso gratuito. Per il PalaBrumatti sono state riviste le tariffe relative agli allenamenti nella palestra grande (piano terra), nelle tre palestrine (piani superiori), per le partite con ingresso a pagamento o gratuito e per le partite giovanili oltre alle manifestazioni ed eventi sportivi in genere. Riviste anche le tariffe per le palestre comunali della Valletta, di Straccis, Lucinico e Sant' Andrea e alcune tariffe per le piscine (biglietti, abbonamenti e lezioni private). Per quanto riguarda il teatro Verdi è stata modificata la tariffa per l' utilizzo del tappeto di danza, con abbattimento del 50% della tariffa attualmente in vigore e con la possibilità che più richiedenti utilizzino l' attrezzatura in giornate consecutive pagando un' unica volta. Saranno, inoltre, abbassate le tariffe per l' utilizzo della sala del Ridotto del teatro (della quale è stata recentemente annunciata l' intitolazione a Francesco Macedonio): un abbassamento a beneficio di Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 29 21 giugno 2014 Pagina 23 < Segue Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia associazioni ed organismi no profit, deciso per incentivare l' utilizzo della struttura teatrale. Contestualmente, nella delibera sono stati approvati per l' anno 2014 le tariffe e i limiti di reddito applicati ai servizi comunali. (pi.ta. ) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 30 21 giugno 2014 Pagina 24 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia i progetti. Sos rosa, le donne hanno imparato a difendersi Bilancio ufficiale, ieri nella sala del consiglio provinciale, per due progetti di sicurezza, uno a favore degli anziani e delle donne. Alla p r e s e n z a d e l l ' assessore provinciale a l Welfare, Ilaria Cecot, si è entrati così nel dettaglio di "Sicurezza anziani" e "Autodifesa donne", due proposte promosse dall' ente intermedio in collaborazione con le organizzazioni sindacali Spi/Cgil, Fnp/Cisl e UilpUil, il Centro provinciale per i Servizi scolastici, l' Isis Galilei, l' associazione "Sos rosa" e il contributo finanziario della Regione. Il progetto "Sicurezza anziani" nasce con lo scopo di avvicinare gli anziani del territorio che si sentono insicuri e diffidenti e molto spesso soli per informarli sui metodi per prevenire reati e truffe ai loro danni, attraverso incontri pubblici, opuscoli e brevi filmati su furti e raggiri perpetrati più frequentemente dalla malavita locale. Sei video sono stati realizzati in collaborazione con gli studenti della webradiotv del Galilei di Gorizia, a n c h e a l f i n e d i p r o m u o v e r e e rafforzare scambi ed esperienze intergenerazionali. A partire dalla scorsa primavera, inoltre, sono stati organizzati, sul territorio provinciale ed in particolare nei luoghi maggiormente frequentati da anziani, incontri di informazionesensibilizzazione per diffondere e illustrare il materiale prodotto (i filmati e 2 mila libretti informativi), oltre che per offrire supporto e consigli pratici alla cittadinanza. Gli incontri sono stati organizzati con la collaborazione dei carabinieri, delle associazioni degli anziani e di altri enti. Nell' ambito degli interventi contro la violenza si è svolto, invece, il corso di autodifesa femminile, che ha fornito anche informazioni di carattere sanitario, legale e psicologico alle partecipanti. Il percorso ha permesso di creare uno spazio di condivisione e rielaborazione sul tema della sicurezza personale. Nell' iniziativa lanciata da "Sos rosa" nella palestra dell' Istituto Max Fabiani sono state coinvolte una ventina di donne sotto la guida dell' istruttore Mauro Cociancig dell' associazione "Anime di diamante". Emanuela Masseria. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 31 21 giugno 2014 Pagina 11 Il Quotidiano del Friuli Venezia Giulia Gorizia SANITÀ.Ieri l'annuncio della presidente Serracchiani e dell'assessore Telesca che hanno illustrato il disegno di legge Riforma, a luglio chiude il punto nascita di Gorizia il reparto considerato «a rischio per le mamme» RIDIMENSIONATI ANCHE I POSTI LETTO, AUMENTANO QUELLI DESTINATI ALLA LUNGODEGENZA Dopo le indiscrezioni, la conferma ufficiale: il punto nascita di Gorizia chiude i battenti a luglio. L' annuncio è arrivato ieri dalla presidente Debora Serracchiani e dall' assessore alla Salute Maria Sandra Telesca che accelerano sulla rivoluzione sanitaria t a r g a t a Fvg: l ' a r t i c o l a t o , i n f a t t i , v e r r à depositato in consiglio regionale entro il 10 luglio per tentare di incassare l' ok dell' Aula già tra settembre e ottobre. Il governatore tiene dritta la barra della riforma, perché «sarà senza ombra di dubbio la più innovativa sul territorio nazionale» dice, e stronca ogni polemica puntualizzando che «è perfettamente in linea con i principi fondamentali del Patto sulla salute che le Regioni stanno condividendo con il Governo nazionale, in totale sinergia con il ministro Beatrice Lorenzin». PUNTI NASCITA. Si inizia a vederci più chiaro dopo la consegna delle schede tecniche da parte degli esperti che erano stati chiamati da Telesca a passare ai raggi x le strutture ospedaliere del Friuli Venezia Giulia: e la diagnosi è chiara; sarà immediata, giusto il tempo per gli adempimentiburocratici, la chiusura del reparto materno infantile del San Giovanni di Dio a Gorizia, in quanto considerato «assolutamente a rischio per mamme, bambini e operatori». Ma il territorio non verrà lasciato scoperto, ha assicurato la presidente Serracchiani perché sarà da subito attivato «un percorso nascita per mamme in attesa e neo mamme, in modo da garantire l' assistenza completa anche con intese transfrontaliere con il vicino ospedale di Sempeter in Slovenia». La decisione, motiva l' assessore regionale alla Salute, è arrivata in seguito a uno studio approfondito dei flussi dei parti, e assicura: «Ogni presidio avrà il suo punto nascita, in un unico caso, quello di San DanieleTolmezzo, per i problemi logistici e di difficoltà territoriale dell' area montana, le équipe mediche potranno operare su due sedi». LA RIVOLUZIONE. Non è una ri duzione di risorse ma una «riallocazione sulla base delle necessità»: non si stanca Serracchiani di ribadire che il nostro sistema sanitario va adeguato a bisogni profondamente mutati dagli anni Novanta a oggi e rilancia quella che sarà «una revisione profonda con un sistema di governance unico». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 32 21 giugno 2014 Pagina 11 < Segue Il Quotidiano del Friuli Venezia Giulia Gorizia Non è una riduzione nemmeno quella che coinvolge il numero dei posti letto, che dovranno passare dai circa 4.700 attuali a 4.062. ma, anch' essa, una «riconversione» per colmare le lacune esistenti, soprattutto sulle esigenze di lungodegenza: «Alcuni posti letto per acuti sono utilizzati al 50 per cento, mentre sono carenti quelli per la riabilitazione e le lungodegenze». «Sposiamo le risorse verso l' assistenza territoriale e familiare, dove i bisogni sono in crescita»: così la rivoluzione fissa i tre grandi "hub" ospedalieri a Trieste, Udine e Pordenone, in cui confluiranno le Aziende territoriali e ospedaliere. Resteranno autonomi i tre ospedali specializzati, gli Irccs Burlo di Trieste e Cro di Aviano assieme al Gervasutta di Udine per la riabilitazione. A questi poli si aggiungeranno gli ospedali di rete, in tutto quattro, organizzati su due sedi in modo da eliminare i doppioni: GoriziaMonfalcone; LatisanaPalmanova; San DanieleTolmezzo; San Vito al TagliamentoSpilimbergo. È prevista d' altra parte la riconversione a "strutture al servizio delle comunità locali" di Gemona, Sacile, Cividale del Friuli e Maniago. «Riteniamo però anche necessarioha aggiunto Telesca dare unicità di gestione a tutto il sistema, in modo che possa operare con una testa sola garantendo non solo la capillarità ma anche l' equità nei confronti dei cittadini». Per questo sarà costituito un ente per la gestione accentrata dei Servizi sanitari, concepito come «braccio operativo» della direzione regionale, supporto per le funzioni non solo amministrative ma anche sanitarie. Ci saranno, poi, i Centri di assistenza primaria, in cui si integreranno medici di medicina generale, specialisti e personale proveniente da ospedali e distretti per garantire prelievi, diagnosi, ambulatori, piccola chirurgia. «I Centri ha precisato l' assessore Telesca saranno luoghi fisici, punti di riferimento nei quali i cittadini, nelle 12 ore diurne, potranno sempre trovare una risposta». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 33 21 giugno 2014 Pagina 11 Il Quotidiano del Friuli Venezia Giulia Gorizia NASCITE. Per il primo cittadino si tratta di un accanimento verso il capoluogo isontino. Romoli: «Sono sdegnato, decisione insensata» LA REAZIONE DEL SINDACO DI GORIZIA ALLA NOTIZIA DELLA CHIUSURA DEL PUNTO. > «Non capisco questo accanimento contro Gorizia, che rischia peraltro di far saltare il progetto di una casa del parto transfrontaliera»: dura la reazione del sindaco d i Gorizia, Ettore Romoli, alla notizia dell' imminente chiusura del Punto nascita del capoluogo isontino. «Non ho parole per esprimere il mio sdegno di fronte a questa decisione che è semplicemente insensata ha detto Romoli . La riforma SerracchianiTelesca è una marea di chiacchiere, visto che l' unica cosa concreta è la chiusura del Punto nascita di Gorizia. Per Latisana e Tolmezzo si è trovata la soluzione delle equipe mobili, per Gorizia si è deciso invece di accentrare tutto a Monfalcone». Secondo il primo cittadino Romoli, «al di là delle dichiarazioni di Serracchiani sulla collaborazione con l' ospedale di Sempeter Vrtojba per il percorso nascita, la chiusura del reparto goriziano rischia seriamente di far saltare il progetto del Gect che prevedeva la creazione di una casa del parto transfrontaliera». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 34 21 giugno 2014 Pagina 2 Messaggero Veneto Gorizia Gorizia deve dire addio al punto nascita La Regione: salute a rischio, privilegiato Monfalcone. Romoli su tutte le furie: accanimento insensato. GORIZIA La decisione era nell' aria, mancava solo l' ufficializzazione che è avvenuta ieri. Chiuderà, nell' arco di qualche settimana, il punto nascita di Gorizia mentre rimarrà quello di Monfalcone che con il capoluogo isontino condivide la direzione medica unica. Una decisione giustificata dall' assessore alla Sanità, Maria Sandra Telesca, «dal crollo del numero dei parti in quest' ultimo anno, che rende la situazione assolutamente a rischio per mamme e operatori per motivi di responsabilità medico legale. Non esistono quindi le condizioni per garantirne il mantenimento». Telesca ha assicurato che «il territorio non sarà però sguarnito dei servizi che servono. Anzi si attiverà fin da subito, a cura dei professionisti già in servizio, in linea con gli obiettivi di salute della riforma, il progetto innovativo del percorso nascità per mamme in attesa e neo mamme che potrà essere oggetto anche di intesa transfrontaliera. Si attiverà inoltre una convenzione con l' ospedale di Sempeter per agevolare anche i parti nel vicino ospedale sloveno per le donne che lo vorranno». Rassicurazioni che non convincono il sindaco, Ettore Romoli. «Non capisco denuncia questo accanimento contro Gorizia, che rischia peraltro di far saltare il progetto di una casa del parto transfrontaliera. Non ho parole per esprimere il mio sdegno di fronte a questa decisione che è semplicemente insensata. La riforma SerracchianiTelesca è una marea di chiacchiere, visto che l' unica cosa concreta è la chiusura del punto nascita di Gorizia. Per Tolmezzo si è trovata la soluzione delle equipe mobili, per Gorizia si è deciso invece di accentrare tutto a Monfalcone». Secondo Romoli, «al di là delle dichiarazioni di Serracchiani sulla collaborazione con l' ospedale di SempeterVrtojba per il percorso nascita, la chiusura del reparto goriziano rischia seriamente di far saltare il progetto del Gect che prevedeva la creazione di una casa del parto transfrontaliera». Il sindaco riserva la stoccata finale al Pd: «A suo tempo mi sono messo contro Tondo riuscendo a bloccare la chiusura del Punto nascita. Vedremo ora se nel Pd locale qualcuno avrà il coraggio di opporsi alla Serracchiani». Il segretario provinciale del Pd, Marco Rossi, ammette di «non essere felice per un provvedimento, peraltro indubbiamente sofferto e adottato dalla Regione sulla base di oggettivi parametri di sicurezza. L' auspicio è che venga quantomeno compensato con una valorizzazione complessiva della struttura Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 35 21 giugno 2014 Pagina 2 < Segue Messaggero Veneto Gorizia ospedaliera del San Giovanni di Dio». È un fiume in piena, invece, Genj Furlan, la combattiva presidente del Comitato delle mamme "Voglio nascere a Gorizia": «Dovrebbero vergognarsi tutti, i nostri politici sia quelli del centrosinistra che in campagna elettorale avevano promesso di tutelare il reparto, sia quelli del centrodestra che negli anni scorsi non hanno mosso un dito per rilanciarne l' attività dopo il calo dei parti». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 36 21 giugno 2014 Pagina 31 Messaggero Veneto Gorizia Bandiera blu sulla spiaggia rinata Grado, la cerimonia di consegna nel tratto di arenile "riabilitato" dalle analisi. GRADO Una festa per i 25 anni di Bandiera Blu abbinata quest' anno alla decisione della conferenza dei servizi che ha stabilito che l' analisi della sabbia del tratto di 360 metri di spiaggia principale (esaminati per ipotesi della presenza di mercurio volatile), sono esenti da qualsiasi rischio per la salute. Per questo motivo, anziché lungo la diga, quest' anno la cerimonia della Bandiera Blu verrà effettuata nell' area della spiaggia principale che per 31 giorni è stata delimitata poiché interdetta precauzionalmente (alla sosta, ma non al passaggio) in attesa delle analisi. Dinnanzi agli ombrelloni dei reparti interessati alla vicenda (che già ieri i bagnini della Git hanno rimesso al loro posto), verrà fissato un grande pennone dove verrà issato il prestigioso vessillo blu. I dettagli dell' iniziativa sono ancora in via di definizione. In quanto alla data ci sono due ipotesi: se la tempistica lo consentirà potrebbe svolgersi alla fine della prossima settimana, in alternativa nella settimana che va dal 7 al 13 di luglio in quanto quella dal 30 giugno al 6 luglio è dedicata al "Perdòn de Barbana". È quanto il sindaco, Edoardo Maricchio, annuncia come segnale forte a dimostrazione della qualità degli arenili di Grado. «Intendo inoltre invitare per la cerimonia della Bandiera blu dice il primo cittadino tutti i 25 sindaci della provincia di Gorizia per dare un segnale forte a difesa di tutto il nostro territorio». Nel pomeriggio di giovedì si è svolta l' assemblea dei soci della Git Turismo Fvg, Comune, Camera di Commercio e privati della Itur. In apertura il presidente Marino De Grassi ha relazionato in merito agli esiti delle analisi che hanno accertato l' insussistenza di qualsivoglia anche minimo pericolo per la salute, assicurando che tutti i reparti sarebbero stati immediatamente ripristinati Lo stesso De Grassi assieme al sindaco Maricchio hanno colto l' occasione per ringraziare tutti gli enti che con velocità hanno effettuato tutto in pochissimo tempo. All' ordine del giorno c' erano argomenti molto importanti, bilancio e piano industriale, che sono stati anche il motivo per il quale è stato deciso di fare una vera e propria "rivoluzione" in seno al Cda. (a.b.) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 37 20 giugno 2014 messaggeroveneto.it Gorizia Unioncamere Fvg: Udine traina l' export (+9,7%) Segnali positivi in primo trimestre in tutte le province della regione secondo le rilevazioni del Centro Studi Unioncamere. L' Fvg cresce per la prima volta in misura più forte rispetto al Veneto e al Trentino Alto Adige Tags. UDINE. Sono positive, secondo le rilevazioni del Centro Studi Unioncamere Fvg, tutte le dinamiche provinciali dell' export nel primo trimestre 2014: se in Regione il valore delle esportazioni, recentemente divulgato, è stato di 2.630 milioni di euro (+7,3% rispetto allo stesso periodo del 2013), a conferma sono arrivati i dati dei territori. A trainare il risultato è stata Udine (+9,7%), seguita da Pordenone (+6,7%), Trieste (+3,2%) e Gorizia (+2,6%). "Anche questo ci dà conto di un dinamismo incoraggiante ha commentato il presidente Unioncamere Fvg, Giovanni Da Pozzo , in coerenza peraltro con i primi elementi che ci arrivano dall' indagine congiunturale, ora in chiusura, e che indicano un trend positivo dichiarato dalle imprese dell' industria regionale". Altro aspetto positivo messo in luce da Unioncamere riguarda l' andamento congiunturale delle esportazioni del Friuli Venezia Giulia: da tre trimestri è positivo e fa ritrovare alla regione l' atteso allineamento con le altre economie del Nord Est. Anzi, l' export del Fvg cresce per la prima volta in misura più forte rispetto al Veneto e al Trentino Alto Adige. Per quanto riguarda la destinazione, cresce il valore d' export verso i Paesi dell' Unione Europea (+4,7%), riprende quota verso i Paesi dell' America Centro Meridionale (+15,2%) e cresce quello verso l' Africa (il valore esportato triplica, da 58 a 178 milioni di euro, specie verso Algeria, Mauritania, Nigeria). Cala invece l' export verso l' Asia (11%, specie verso Cina 5%, India 14% e Corea del Sud). Andamenti molto differenziati per tipologia di prodotto: a una crescita del valore esportato per "macchinari ed apparecchi industriali" (+20%), "metalli di base e prodotti in metallo" (+8,6%), "articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalli" (+12,5%), "mobili" (+2,8%), fa riscontro un calo piuttosto sensibile per "apparecchi elettrici" (7%) e per "sostanze e prodotti chimici" (7%). Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 38 21 giugno 2014 Primorski Dnevnik Gorizia Zapirajo porodninico, a gledajo proti empetru Ugibanj je konec: goriko porodninico bodo zaprli. Po veletnih polemikah, odlaanjih, zahtevah, obljubah, protestnih pismih, zbiranju podpisov in celo ustanovitvi odbora »Roditi se hoem v Gorici«, je deelna uprava veraj sporoila, da bo eden prvih ukrepov nove zdravstvene reforme ravno zaprtje mestne porodninice. Do tega naj bi prilo v najkrajem asu, po nekaterih ocenah e julija. Novico sta na verajnji tiskovni konferenci (o kateri obirneje poroamo na 3. strani) sporoili predsednica Debora Serracchiani in odbornica za zdravstvo Maria Sandra Telesca. Kot razlog za takojnje zaprtje sta navedli varnost: v Gorici je mono upadlo tevilo porodov, zato je rojevanje tu nevarno tako za mamice kot za otroke, zaradi pravne odgovornosti pa tudi za zaposlene. Na to je resnici na ljubo e pred asom opozorila skupina mladih zdravnikov, specializantov iz pediatrije. Takrat so zapisali, da nasprotujejo delovanju tistih porodnikih oddelkov, med njimi sta tudi oddelka v Gorici in Latisani, v katerih se letno rodi manj kot 500 otrok. »Dokazano je namre, da je v teh porodninicah tveganje za matere in otroke veje: pogosteje so komplikacije pri porodu, smrtnost mamic in otrok je vija, dele carskih rezov presega stopnjo 20%,« je v takratnem intervjuju za na dnevnik pojasnila ena od podpisnic traka pediatrinja Meta Starc. »Manj porodov pomeni manj izkuenj za zdravnike in babice. e je manj kot 500 porodov letno, lahko vsaka babica v povpreju spremlja po en porod na mesec, kar je zelo malo. Ob tem so porodninice manjih bolninic tudi slabe opremljene.« Deelna vlada se oitno s temi trditvami strinja, saj je kot razlog za zaprtje navedla ravno vpraanje varnosti. Tako odbornica Telesca kot deelna predsednica Serracchiani pa sta prepriani, da zaprtje ne bo okodovalo prebivalstva. Napovedali sta namre uvedbo »inovativne slube«, v sklopu katere bi delovali e zaposleni specialisti: ti naj bi stali ob strani enskam tako pred kot po porodu, prav tako pa tudi novorojenkom. Novo slubo (t.i. »percorso nascita«) bi lahko tudi vkljuili v dogovor o ezmejnem sodelovanju, je napovedala Telesca in dodala: »Vzpostavili bomo konvencijo z bolninico v empetru, da bi tako poenostavili porod tistim enskam, ki bi elele roditi v blinji slovenski bolnici.« Za ezmejno sodelovanje na porodnikem podroju se kot znano zanima tudi delovna skupina, ki deluje pod okriljem Evropskega zdruenja za teritorialno sodelovanje (EZTS GO). Govori se o ustanovitvi skupne »hie porodov«, za katero bi lahko pridobili specifina evropska sredstva. Goriki upan Ettore Romoli je pa veraj izjavil, da ukinitev gorike porodninice resno ogroa ustanovitve ezmejne hie porodov. Romoli je do zadnjega zagovarjal ohranitev porodninice, zato je bil veraj v svojih izjavah zelo oster. »Edini ukrep, ki ga je v okviru splone reforme deelnega zdravstva uspela izpeljati deelna odbornica Telesca, je zaprtje gorike porodninice, saj je za vse ostalo dobila Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 39 21 giugno 2014 < Segue Primorski Dnevnik Gorizia veto,« je bil kritien upan. »Reforma SerracchianiTelesca je morje en, saj edino konkretno dejanje predstavlja zaprtje gorike porodninice. Za Tolme in Latisano so predvideli monost mobilnih zdravnikih ekip, v primeru Gorice pa so se odloili, da bodo vse slube koncentrirali v Tri.« upan je sicer preprian, da je goriko porodninico Deela obsodila na smrt e pred asom. »Porodninica je bila kadrovsko podhranjena, njenega upokojenega primarija niso nadomestili, ob tem pa so ji stalno delali slabo reklamo, e da je rojevanje v Gorici nevarno za mame in otroke. Zdaj so le ukinili porodninico, ki je bila v bistvu e mrtva.« Deela FJK se torej po zaprtju gorike porodninice konkretno nagiba k ezmejni zdravstveni ponudbi. Kje, v kakni obliki in pod kaknimi pogoji danes ni e dano vedeti. O ezmejni hii porodov, o kateri se je v preteklosti veliko govorilo, so mnenja na primer razlina. Romoli je na primer pred asom dejal, da bi nova skupna porodninica morala stati v Gorici, v empetrski bolninici pa so prepriani, da obmejni prostor ne potrebuje nove porodninice, saj lahko njihove strukture sprejmejo kar 2.500 porodov letno. Bolj smiselna bi se jim zdela ustanovitev novega skupnega centra za zdravje ensk, v katerega bi ob porodninici vkljuili e ginekologijo in center za bolezni dojk. Ob vsem povedanem je danes jasno predvsem to: Gorianke bodo lahko rojevale kjerkoli, samo v domaem mestu ne. (pd, Ale) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 40 21 giugno 2014 Primorski Dnevnik Gorizia Pronje za pomo e skoraj presegajo razpololjiva mesta Prostorska stiska postaja vse bolj pere problem gorikega socialnega konzorcija CISI, ki razpolaga z dvema sedeema (prvi se nahaja v Gorici, v Ulici Vittorio Veneto, drugi pa v Beljanu), kjer sprejemajo v stalno ali zaasno oskrbo odrasle prizadete osebe. Predsednik konzorcija CISI Silvano Buttignon opozarja, da bodo morali v prihodnosti dodatno okrepiti delovanje in poveati tevilo razpololjivih mest, saj beleijo na Gorikem vedno ve proenj za pomo: leia za stalne, pa tudi za zaasne goste so tako v Beljanu kot v Gorici skoraj polno zasedena. Prav zaradi tega je bil finanni prispevek, ki ga je konzorciju CISI dodelila Fundacija Gorike hranilnice, e kako dobrodoel, saj bo omogoil nekoliko bolje pogoje delovanja. V stavbi v Ulici Vittorio Veneto v Gorici je namre 25 mest, od katerih sta dve namenjeni zaasnim gostom, v Beljanu pa je skupno 14 mest, od katerih sta dve namenjeni zaasnim oskrbovancem. Povpraevanje po oskrbi se poveuje, saj vse ve druin prizadetih nima ve tolikne gmotne sposobnosti ali v primeru starejih starev tolikne energije, da bi samostojno nudila potrebno pozornost prizadeti osebi. Zato iejo pomo pri javnih ustanovah, kot je konzorcij CISI, ki skrbi tudi za postopno privajanje prizadetih oseb na odsotnost starev. Naj dodamo, da so v obdobju, ki gre od avgusta 2013 do maja 2014, pri konzorciju CISI v zaasno oskrbo sprejeli devet oseb za skupno 782 dni, po zaslugi finanne pomoi Fundacije Gorike hranilnice pa so za skupno 135 dni sprejeli v oskrbo tri osebe. (av) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 41