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IL RISORGIMENTO
lUVISTA DI STORIA DEL RISORGIMENTO E DI STORIA CONTEMPORANEA
FONDATA DA LEOPOLDO MARCHETTI
COMITATO Dl DlREZlONE
ANGELO ARA. MARZIANO BRiGNOLl • ENRICO CABELLA
ARTURO COLOMBO . FEDERICO CURATO
FRANCO DELLA PERUTA· FRANCO VALSECCHI
SEGRETARIA DI REDAZIONE
ELENA LARSIMONT PERGAMENI
Esce in fascicoli quadrimestrali H 15 febbcaio, i1 15 giugno e
i1 15 ottobre.
Manoscritti e pubblicazioni devono essere indirizzati alla Direzione,
Via Borgonuovo 23, Milana.
Prezzo d'abhonam>ento per il1984:
Fascicoli separati:
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ltalia L. 1200 . Estero L. 2000
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detrazionc (cfr. R.M. 14~4-1973. n. 532159) Ne consegue che non verranno in alCUil
caso rilnsciate fatture :t>.
28-12~1972
SOMMARIO
FIl.IPPO JACINl:
CARLO Moos:
Pag.103
Sul carteggio di Giastino Fortunato
Intomo ai volontari lombardi deI 1848
113
CW,LO MONTALlU:Tn E Lmcl POLO Fmz: Ausonio Fronchi e la Massoneria: il Rila
simbolico di Milano ...
PAOLO FnlRARlO:
....... ....
.,......
Sorel e Mussolini. Rapporti, injluenze, giudizi
. ... , .. , . . .
161
.....
195
NOTE E DISCUSSIONt
Tro cartelle per la liberia
2t9
Un convegno su Zanamelli
227
GroSEPPE TIW>fAßOLLO:
DONATELLA ROMAN<):
L'esposizione Universale di Parigi deI 1878 flel caneggio Zanardelli- eorronti
, .. ,.,......
.
,,
, ,.........
LUCIA ROMA,'HELLO',
V l'ITORIO MELONI: /
Seminari InlernaziQnali Gaetano Mosca ." ... , .. ,
SEGNALAZIONE DI ALCUNI LIBRI
. ... .. ...... ... ... ... .. ... .....
(A cura di Ettore Bruni, Arturo Colombo, Fedeneo Curato, Elena Larsimont
Pergameni)
~
232
249
255
H
INTORNO AI VOLONTARI LOMBARDI
DEL 1848
Il Quarantotto e 5tato definito, eon ragione, l'anno tipico dei volontari~
SffiO in ltalia (1), e non solo peIche i volontari presero ad accorrere da
tutte le parti meutre ancora ferveva la battaglia nelle strade cli Milano, ma
soprattutto perche in esso si presentano in tutta evidenza le questioni
irrerenti a questo tipo cli ""militare". Di conseguenza nessuno cli coloro ehe
si 50no occupati deI '48 in Lombardia ha potuto fare a menü cli accennarvi, anche se finora il problema non e 5tato studiato a fondo. Si conoscono
abbastanza beue le müsse dei vari reparti grazie agli SfüTZi cli Piero Pieri
(ehe ha integrato tutta una serie cli studi degli anni venti e trenta e del
periodo iotorno al centenario deI 1948), ma anche il Pieri trascura, ad
esempio, la spedizione nel Tirolo ehe meriterebbe, invece, ulteriore approfondimento, essendo Ia piu importante delle operazioni 'dei reparti volontari lombardi. Se consideriamo poi tutto il background organizzativo e coneettuale sul quale s'innesta l'impiego dei volontari ci aeeorgiamo ehe raramente si va al di Ja di impressioni generiehe e di cliches eome queUo della
""guerra di popolo" eontro Ia <"guerra regia", per non dirla aHa maniera
ironiea di Giuseppe Bottai ehe serisse nel suo diario sotto Ia data deI 6
dieembre 1935: ""11 volontarismo generoso era stato sempre aeeuratamente
adulterato dal professionalismo piemontese" (2), anticipando d'altronde,
eon le sue osservazioni sul volontarismo permanente (faseista) (3), Ie piit
reeenti polemiehe sul fenomeno.
Nell'ambito di un articolo (4) non e possibile altroche abbozzare una
sempliee traecia, ehe naturalmente abbisogna di ulteriori approfondimenti.
e'e poi d'aggiungere ehe il quarantotto Iombardo non conosce - come
succede normalmente - due schiere nettamente distinte di avversari; si
riseontra inveee tutta nna varieta di convergenze e di distinzioni, di parallelismi e di divergenze dentro e fuon dei singoli campi: basta pensare, ad
esempio, ai eontrasti tra militari e politiei neUa monarchia asburgica ehe
fecero fallire la missione pacificatrice di Hartig per Ia netta opposizione di
114
CARLOMOOS
Radetzky (ehe semplicemente la ignoro L oppure alle contrapposizioni "'rivoluzionarie" ehe si delineano gia durante le Cinque Giornate e si approfondiranno ulteriormente riguardo alla politica sabauda; ma Gon ein
entriamo gia nel vivo della disputa.
E opportuno iniziare eon uno sguardo d'insieme sulle operazioni dei
volontari senza, pero, dilungarci nella ricostruzione delle singole azioni,
per le quali rimando al Pieri (5).
La campagna dei Quarantotto in Lombardia inizia eon i volontari di
Manara e di Arcioni e termina eon i volontari di Garibaldi; e questo ci dice
ehe i volontari c'erano gia quando Carlo Alberto passe. il Ticino e ci
saranno ancora quando 10 ripassera in direzione opposta.
Secondo fonti austriache si notavano delle mosse di '"irregoIari" immediatamente dopo l'inizio dell'insurrezione milanese, e cioe dal 18 marzo;
infatti Ia colonna Arcioni arriva a Corno il giomo 19 ed entrn a Milano
(insieme alla colonna Vicari) il 24, proprio quando Manara ne esce in
clirezione cli Treviglio (6). In questo momento si tratta, cornunque, cli
poche eentinaia di uomini e cli operazioni piuttosto simboliche. Piu importanti saranno, invece, i fatti dei mese di aprile, quando i volontari dei
generale Allemandi sostengono Ia prima operazione offensiva cli tutta la
campagna, penetrando nel Trentino, operazione fallita miseramente per
l'uso non adeguato della truppa volontaria e per Ia mancata assistenza da
parte deIl'esercito piemontese (7). Cattaneo aveva proposto un'operazione
piu ampia e piu rapida, da attuare gia verso la fine di marzo, mentre il
mandato di Allemandi prevedeva un'azione Iimitata e fiancheggiatrice (8).
Comunque anch'egli puntera poi su Trento, arrestanclosi, pero, qualche
ehilometro prima poiche nel frattempo gli austriaei avevano provveduto
mandandovi il col. Zobel (9). Cosll'Allemandi faIn, malgrado il eontegno
valoroso deHa truppa, attestatogli anche da parte austriaea (10), e nonostante ehe Teodoro Leehi, l'anziano comandante in eapo delle truppe lombarde, avesse riconoseiuto l'importanza della spedizione, contrastato in
ci<'>, comunque, dal Governo provvisorio e soprattutto da Gabrio Casati ehe
continuava a vederci una semplice diversione (11). Il ritardo di Allemandi
si spiega in parte, e qui l'affare piglia sapore amaro, con il fatto ch'egli era
stato costretto a partecipare con qualcuno dei suoi reparti ad un'azione
piemontese contro Peschiera, durante la quale agivano~ perb, i soli volontari, mentre i piemontesi si limitavano ad osservare le fiamme di Castelnuovo da lontano (12) - un episodio abbastanza illuminante sulle loro
intenzioni circa Pimpiego dei reparti volontari.
Dopo il fallimento di Allemandi e sotto Ia guida deI suo suceessore
Giacomo Duranclo (mentre la candidatura cli Ramorino, indicata da Lechi,
INTORNO Al VOLONTARI LOMBARD) DEL 1848
115
non fu presa in considerazione) (13) il ruolo dei volontari lombardi diventa puramente secondario. In maggio, giugno e anche in luglio, quasi fino
aHa fine, essi formano Pala sinistra dell'esercito piemontese, fungendo da
truppe ausiliarie col compito escIusivo di difendere le posizioni lungo il
confine col Tirolo e denominate abbastanza significativamente Corpo di
Osservazione dei Tiroio - tutto eio in sintonia con quanto sostenuto dal
Durando gia nel 1846, quando parlava si di "guerra per bande (!) neUe
Alpi lombarde", ma con Punico scopo cli "'assecondare le operazioni regolari" (14).
Ma adesso stava compiendo anche un passo indietro, visto la confusiofie regnante dopo Pinsuccesso di Allemandi; scrivera a proposito nei suoi
Cenni intorno alle operazioni difensive (parlando di se stesso):
"L'ispezione di quelle poche e mal ordinate forze dovette ben tosto eonvineerlo, che non
v'era altra cosa 0. fare se non limitarsi aUa stretta difensiva, aUendere a metter un po'
d'ordine in quel guazzahuglio, e non tentar operazioni attivc ehe di concerto eolla armata ehe
era. appostata 5ul Mincio, c con forze maggiori e meglio ordinate" (1,5).
Sembra, comunque, ehe i piemontesi avessero voluto un comportamento un po' piu attivo, come fanno credere certe lettere deI gen. Salasco (16)
- che appare, almeno in questo, sorprendentemente vicino a Pisacane (17)
- ma c'e da supporre che si volesse ancora una volta usare la forza volontaria da eapro espiatorio per le proprie trascuratezze e indecisioni. E chiaro, d'altra parte, che in una guerra di posizione i reparti irregolari furono
sotto tutti i rapporti inferiori ai regolari e fecero brutta impressione, anche
se Durando riusd a frenare un attacco austriaco verso la fine di maggio,
quando pure si distinse Domenico D'Apice al Tonale e sullo Stelvio (18).
Paradossalmente Carlo Alberto prese l'iniziativa in questa fase proprio
nella zona dove sarebbe stato importantissimo secondare l' Allemandi due
mesi prima nel suo tentativo d'interrompere gli sbocchi cli Radetzky attraverso il Tirolo, rnentre adesso Radetzky occupava Vieenza, aprendosi con
cio un'altra via di comunicazione (19). Nes5un'altra azione dimostra
meglio le stranezze della gestione regia deHa campagna e l'assoluta mancanza di qualsiasi idea intomo all'impiego adeguato dei volontari che servirono, tutt'al pili, a coprice i vuoti propagandistici causati daHa consueta
inerzia piemontese, come testimonia un'osservazione di Enrico Cernuschi
faUa qualche settimana prima in una lettera a Giuseppe Ferrari:
"La guerra va adagio adagio. Se si sente qualche bel fauo,
eun fauo de' volontari" (20).
Costoro tornano ad avere una certa importanza operativa nella fase
finale deHa campagna (fine luglio e agosto) - anzi proprio in questa fase
CARLOMOOS
INTORNO AI VOLONTARl LOJ\.1BARDI DEL 1848
avrebbero avuto delle possibilita cli successo paragonahili con quelle della
fase iniziale, delle chances ehe, comunque, sono state percepite seriamente
dal solo Garibaldi ehe dimostro aHora per Ia prima volta in Italia le sue
""gualita eccezionali cli guerrigliero" (21), aoche se il SUD tentativo cli guerra cli popalo dovette fallire dopo r arrnistizio Balaseo per la mancata adesione delle masse (22). In agni easo Garibaldi almeno ha tentato, mentre
Durando disse 0 scrisse soltanto aposteriori cli averlo valuta anche Ini, ma
cli esser stato ostacolato da} Governo provvisorio (23).
CosJ. i volontari repubblicani 0 tornano 0 attraversano la Svizzera,
daHa quale gran parte cli loro era scesa in Lombardia qualche mese prima,
mentre i monarchici se ne vanno in Piemonte, accettando anche parecchie
peripezie pur di evitare resilio neHa vicina repubblica. Scrisse a proposito
il Durando:
Milano a spingere Carlo Alberto sulla via deIl'intervento, mentre questo,
dal canto SilO, chiese con insistenza crescente la fusione , insistenza aHa
quale il Governo provvisorio dovette poi piegarsi, indicendo il 12 maggio il
plebiscito sulla questione. Cosi, malgrado la volonta d'indipendenza manifestata dal Governo provvisorio all'inizio della sua esistenza, tutto portera
fatalmente aHa fusione (26). Dellapolitica estera abbastanza indipendente
nel periode precedente il 12 maggio, politica che, eomunque, non osava
mai procedere a delle alleanze diverse da quella piemontese, restera ben
poco dopo questa data, anche se e evidente Pintenzione dei lombardi cli
evitare una resa senza condizioni, ma cli ottenere - come cliceva il Mosca _
almeno una "fusione condizionata" che garantisse la loro liberta (27).
Riguaxdo aHa mancata politica di solidarieta internazionale prima dei
12 maggio c'e, invece, da dire ehe non c'era mülto d'aspettarsi sia dalla
Francia cli Lamartine ehe dalla repubblica elvetica, dove il tentativo di
alleanza deI rappresentante sardo gen. Racchia (tentativo, dei resto, non
autorizzato da Torino) era fallito per l'ostilita dena maggioranza svizzeratedesca diehiaratamente neutralista (28). Sara quest'atteggiamento prudente ehe indurra piu tardi Cattaneo a scrivere la frase ferocissima: ''-La
liberta e un easo, e Dio Ia getta a chi meno Ia merita" (29). Indubbiamente
Ia Svizzera avrebbe potuto fare di piu, ma non le e stato chiesto di farIo,
ne dal Governo provvisorio ne tantorneno da Carlo Alberto. E eos! la
solidarieta dei popoli, auspicata caldamente da Cattaneo, non solo non ha
funzionato (almeno a livello ufficiale), ma non e stata nemmeno tentata, se
si eceettuano i vaxi appelli stilati dano stesso Cattaneo (30).
Tutto queste ha, naturalment.e, le sue ripercussioni sulla politica militare e cletermina il Governo provvisorio a rifiutare l'inquadramento delle
sue reclute nell'esereito sardo per improvvisare, invece, un esereito in proprio, suscitando con cio Ia diffidenza dei piemontesi (31). Va da se ehe nel
poco tempo a disposizione l'enorme lavoro organizzativo richiesto dalle
cireostanze non poteva essere coronato da suceesso, Ma il Govemo provvisono ha, per cli piu, usato male il suo tempo C'Sempre buone parole,
affinnazioni d'aver dati gli ordini li piu pressanti gia per le paghe, ehe per
li viveri e pel vestiario, ecco eosa giornalmente roi si risponde'\ come ebbe
a lagnarsi il gen. Lechi) (32), mandanclo le sue poche truppe a partecipare
al finale inglorioso delIa campagna guidate malamente ed equipaggiate in
maniera lacunosissima; si veda, a proposito, una strana reiazione di UD
giovane uffieiale della divisione lombarda dei gen. Perrone nell'Archivio
easati (33), ma si vedano anehe le conclusioni della commissione d'inehiesta istituita da Cario Alberto dopo l'armistizio Salasco, soprattutto quelle
ehe riguardano i battaglioni misti lombardo-piemontesi inquadrati nella
116
1.4 Ern evidente ehe In ritirata per la Svizzera dovea solamente effettuarsi in easo disperato
(... ). Rifugiarsi in Isvizzera era in certo modo un rinunziare all'unione col Piemonte, ern
consegnare le llTIlli e le forze tutte aHn fazione repubblicana (... )" (24).
Il cerchio si chiude, e il risultato e apparentemente un nulla di fatto:
quasi come se non fosse accaduto niente. Le gesta dei volontari non furono
coronate da successo al pari degli sforzi delle truppe regolari; anche loro
non hanno saputo sfruttare le chances ehe si sono presentate (se mai se ne
sono presentate). La ricerca delle cause di questo naufragio ci impone una
serie di problemi strettamente connessi colle ragioni clella disfatta piemontese e - in un contesto piu vasto - col fallimento cli tutto il ciclo rivoluzionario quarantottesco.
•••
Una di queste cause e da ricercare nella politiea dei Governo provvisorio prima milanese, poi lomhardo, che deI resto, ha parecchia somiglianza
col Märzministerium viennese, come c'e un'eviclente affinita tra il Pillersdorff ed il Casati, poiehe ambedue non erano in grado cli afferrare la forza
propulsiva delle rivoluzioni deI ruarzo 1848 (25). 11 governo Casati non
volle la fusione col Regno sabaudo, almeno aIrinizio, ma nemmeno la
repubblica, e tento una politica si tradizionaIe, ma indipendente, con rappresentanti propri a Beroa, Parigi, Londra eec. Ma ben presto si manifestarono le eonseguenze di certe decisioni prese gia durante le Cinque Giornate perche la solenne promessa clel 22 marzo cli discutere e fissare i
destini della nazione "a causa vinta" non cambio per nulla la paura clella
maggioranza di vecler trionfare la repubblica, paUfa ehe indusse, invece, il
Governo provvisorio durante e suhito dopo la: cacciata degli austriaci da
117
119
CARLOMOOS
lNTORNO AI VOLüNTARJ LOMBARDl DEL 1B48
seconda divisione cli riserva - soluzione cli ripiego ehe smend, pumoppo,
Je speranze dei piemontesi nell'effetto benefico della mescolanza cli redute
lombarde eon riservisti piemontesi (34).
Se c'e una scusa per i ritardi e le negligenze deHa politica militare
lombarda la si trova neIl'ottimismo della fase iniziale deIla campagna,
quando si pensava ehe Radetzky fosse gia quasi sconfitto e ehe i piemontesi avrebbero atteSQ al resto, ottimisffiO ehe si riscontra, ad esempio, in una
Alexander Hübner, raustriaco trattenuto a Milano in qualita d'ostaggio, conferma, comunque, l'impressione negativa cli Casati. NeUe sue memorie dice ehe i napoletani deHa Belgioioso dopo sole tre settimane sono
scesi al fiero numero di 25:
118
lettera di Emilio Dandolo da Treviglio,
"Se sapeste che magnifica vita! Adesso ci secehiarno un po' perche non ci sono pericoli e
non c'e nessuno da uccidere; rua speriarno di rifarci domani 0 a Crema 0 a Lodi 0 dove
diavolo quei merda (scusino le signore la cosa) di Croati si sono cacciati. (.,.) üh che hella
cosa che sono le schioppettate e la vita dei soldato!" (35).
Forse proprio a causa di questo entusiasmo prolungatosi per troppo
tempo i preparativi veri e propri sembrano iniziare solamente nel mese di
giugno quando s'intensifiea il numero dei deereti govemativi in merito e si
stanziano i fondi necessari (36).
Vna politica militare alternativa ehe avrebbe evitato la sempliee fusio"
ne eon l'esereito sardo, ma pure 10 spreeo inutile di energie e di sostanze
provocato dal voler organizzare un esereito in proprio sarebbe stata quella
dell'uso adeguato dei reparti volontari ehe erano gia a disposizione nei
primissimi giorni, ardevano (come abbiamo visto) dall'impazienza di seontrarsi eol nemieo e stavano ingrossandosi sempre di piu per I'affluenza
continua di gente altrettanto deeisa a battersi. Era, questa, una politiea
possibile, ma evidentemente non gradita perche non solo non si voleva la
solidarieta internazionale, ma ancor meno si bramava la guerra di popolo,
anehe se la politica dei Goyerno provvisorio nei eonfronti dei volontari non
era tanto negativa quanto la giudica Cattaneo, ma era troppo ambigua per
non dare adito a delle critiche spesso feroci come 10 sono appunto quelle
formulate dal pensatore lomhardo. Mi sembra, a questo proposito, abhastanza emhlematico l'arrivo a Milano della truppa della principessa Belgioioso segnalato da Gabrio Casati neIla sua lettera dei 6 aprile al conte di
Castagnetto:
"E amvata la principessa Belgioioso con unn truppa di 150 avwcnturieri, Terno ehe mi
abbia {atto un cattivo regalo, Tuttavia ho dovuto rapprescntare la scena di amngare questa
truppa" (37).
Tutta l'ambiguita deI comportamento governat.ivo sta in queste poche
righe: si fa finta di stare al giuoeo, mentre si e persuasi di aver avuto un
bnItto regalo.
"Den Feind hatten diese Prodi nie gesehen aber solche Ausschweifungen begangen dass
sie dcr Schrecken und Abschcu dcr Landbevölkerung wurden, und die BaueIn sie mit ihren
Heugabeln erschlugen" (38).
Indubbiamente non era facile maneggiare questa gente, aparte le arringhe eon eui Casati pensava essersi tratto d'impaeeio.
Le prime eontroversie sorsero gia durante le Cinque Giomate fra il
Consiglio di guerra e Ia muni.':ipalita in merito al trattamento da riservare
ai eombattenti suHe barrieate. In un clima paragonabile si svolsero anehe
le ultime diseussioni tra il Comitato di difesa (soprattutto ResteUi e Maestri) eIe autorita piemontesi.
Tra questi due punti di partenza e di approdo sta tutta una serie di
eontroversie e di decisioni diseutibili. Allemandi, Stoppani, anehe Mazzini,
Pisacane, Restelli, Maestri ed altri parlano di disprezzo, di umiliazioni,
addirittura di sabotaggio nei confronti dei volontari (39). I Proeessi verbali
delle sedute del Governo provvisorio mostrano, inveee, un atteggiamento
piu morbido, ma innanzi tutto moho imbarazzo per le sfere di comando,
per la disciplina, per i rifornimenti eee. Sta di fatto, comunque, ehe se oe e
parlato abbastanza di frequente ed anehe seriamente (40).
Dopo il fiasco di AUemandi i suoi reparti vengono richiamati dal Tirolo
- e questo in modo preeipitoso e prematuro, aggravando la situazione ehe
forse si sarebbe potuta salvare (41). Molti reparti si sciolgono e se ne
tornano a easa (e il easo, ad esempio, della eolonna ticinese di Antonio
Areioni) (42). I rimanenti vengono riordinati seeondo il modeno deHa
eolonna Griffini ehe si era aggregata alresereito sardo e distinta 1'8 aprile
a Goito '(43). La tendenza, dopo il fallimento di Allemandi, e, du'nque,
netta e ehiara: si tenta di trasformare i reparti volontari in una truppa piu
o meno regolare. NeUe disposizioni dei Governo provvisorio contro la di~
serzione e l'insubordinazione deI 4 maggio non si paria piiI di volontario,
ma di .'öOldato semplice (44). ehe doveva trattarsi di un problema non
marginale 10 si desurne dalla lettera deI gen. Perrone al gen. Durando deI
26 marzo, dove loserivente insiste ehe il deereto "essendo della massima
importanza (... ) sia ben bene conosciuto da ogni militare"" e ehe pereio "ne
sia data letturaper tre appelli consecutivi in ogni compagnia" (45). Dei
resto ci si oceupera d'ora in poi sempre di piu dell'ordinamento deIresereito regolare e sempre meno dei volontari, provocando eos! la eritiea aspra
120
INTORr~o Al VOLONTARl LOMBARDI DEL 1848
CARLüMüOS
di Mazzini suH' ""ltalia deI PopoIo" (46), mentre Emilio Dandolo esprime il
parere opposto, e eioe ehe si doveva mandare Ia gioventu lombarda subito
nelPesercito sardo (47), e meutre Giacomo Durando sembra ntenere I'ordinamento dei volontari un semplice perditempo (48), beuche avesse
accettato cli comandarJi! I suoi "'Cenni intorno aUe operazioni difensive
delle truppe e volontari lombardi" dimostrano gin neI titolo quale era
diventato Patteggiamento ufficiale verso questi reparti: uua politica 50stanzialmente passiva, costatazione sottolineata abbastanza emblematica~
meute daI fatto ehe meta della relazione Durando parli della ritirata.
Inratti la prima scaramuccia delIa compagnia svizzera deI capitano Ott
- "I'uniea truppa suHa quale io possa eontare", eome scrisse Giaeomo
Durando il 24 giugno, probabi1mente a Teodoro Leehi - avvenne il primo
agosto, in piena ritirata (50)!
Da tutto questo si deduee una creseente diffidenza verso i volontari da
parte deI Governo provvisorio e dei suoi ufficiaIi supenori, diffidenza ehe
si distingue sempre meno dali'atteggiamento puramente negativo dei piemontesi, sintetizzato assai bene nella relazione di Ferdinando cli Savoia,
eomandante della quarta divisione:
"I corpi di volontari non fecero nulla di buono, perche riuniti assieme ed a parte, non
avcvano un'idea della disciplina e delIa subordinazione militare. Il coraggio disordinato e
inutile e non pub assolutamente durare a lungo" (51).
Questa diffidenza erescente Ia si nota magari anehe piu chiaramente
esaminando il trattamento riservato ai volontari stranieri. I tenaei tentativi
cli Luigi Prinetti, rappresentante lombardo a Bema, di organizzare una
Iegione eivetiea portano, ad esempio, alla raecolta cli poche centinaia cli
carabinieri sotto Ia guida dei Vodese Borgeaud (che si clistinguera al Tonale), deI Beruese Ott nel Corpo cli Durando, cle! Turgoviese Debrunner a
Venezia e cli qualche altro (.12); questo ~isultato abbastanza misero e, tra
l'}.lltro, conseguenza della diffidenza cli Carlo Alberto che indusse il Goverprovvisorio a rifiutare Ia convenzione stipuIata dal Prinetti il 1 maggio
1848 (53). Borgeaucl era, inoltre, raecomandato da De Boni e da Mazzini
ed era, naturalmente, repubblieano, eome 10 era anche Porgoglioso Ütt e
come 10 erano gli altri. In queste circostanze il Governo provvisorio avra
salutato eon sollievo Ia decisione presa a meta maggio dalIa Dieta elvetica
di proibire I'amJolamento di volontari. Questi avevano poi una naturale
tendenza a diminuire man mano ehe si cliffondevano notizie eOffie queUa
apparsa su un giornale cli Coira iI 19 maggio ehe i volontari svizzeri erano
eostretti ad appellarsi alloro console perche traseurati daUe autorita milanesi (54). Difatti il eapitano Ott. si trovava a Milano ozioso da parecehie
no
0
121
settimane quando UD puro easo gIi proeuro finalmente il comando deI
centinaio d'uomini ehe guidera abilmente fino alla fine deUa campagna
(55).
n caso deIla legione elvetica mancat.a non e l'unico. Da tutte Ie parti
arrivavano delle proposte di formare delle coIonne cli volontari stranieri:
dal Cantone di Uri da parte di un Georg Grüter, dalla Corsica un progetto
cli un certo Baecioechi, dalla Franeia varie proposte cli legioni, uns belgaparigina, una franeo-italienne, una polacea sotto Rybinski eee. eee. - tutte
o ignorate 0 respinte (56). Ai rappresentanti di Bonnefond, icleatore della
legione franeo-italienne, si serisse, ad esempio, il 17 maggio 1848:
"Cependant, Messieurs, tout en vous remen;jant de votre generosite, nous nous voyons
forres a ne point accepter votre offre, car Iu Lombardie ayant mis sur pied une armee
reguliere et organisee, qui opere en concours avec les troupes Piemontaises, Toscanes, Romaines ct Napolitaines nous /lyons du prendre la resolution d'eloigncr du theatre de la guerre
meme nos. Corps de Volontaires, pour les fondre dans notre contingent regulier" (57),
attenendosi, comunque, piuttosto alle (buone?) intenzioni ehe aHa realta, secondo quanto visto gia da Giulio Cesare nells sua Guerra civile: Quae
volumus, ea credimus libenter.
Quest'atteggiamento diffIdente seruhra cambiare solo verso la fine di
luglio sotto I'influsso dei panieo causato daU'andamento eatastrofico delIa
eampagnapiemontese per eui si progetto una nuova missione in Svizzera e
ci si appello in modo uffieiale alla Francia - ma evident.emente troppo
tardi e in maniera troppo improvvisata per ottenere degli effetti (58). Per
il resto perdurava e aumentava, anzi, la difficlenza verSo i volontari, rispecehiando sempre cli piu (eome ho gin detto) l'atteggiamento ostile di
earlo Alberto edel suo entourage, anche se questi s'erano insospettiti pure
dei lomhardi per quella poea indipendenza ehe aveva climostrato Ia loro
poIitiea estera e per quello stessO impiego, sebbene moIto ambiguo, dei
volontari (59).
n quadro piuttosto foseo si completa se pensiamo al problema dei
disertori austriaei: fossero stati trattati meglio i volontari , aHora probabilmente Racletzky avrehbe perso cli piu cli quel terzo dei soldati italiani al
suo eomando ehe effettivamente l'ha abbandonato, 0 perIomeno questi
disertori si sarebbero deeisi a combattere per la causa italiana inveee di
tornarsene a casa, come ha fatto gran parte cli loro (60).
Ma Ia cliffidenza deUa '""uffieialita" verso i volontari ha avuto deUe
conseguenze anche ben piu gravi sul lato operativo portando ad UD loro
impiego sbagliato 0 perlomeno non adeguato alle caratteristiche cli quf'.ste
truppe.
CARLO MOOS
INTORNO Al VOLONTARI LOMBARDI DEL 1848
lnvece di lanciarle in operazioni offensi~e, le schiere volontarie vennero
impiegate per difendere Je zone ehe ai piemontesi sembravano cli importanza secondaria; in luogo cli sfruttare illoro entusiasmo furono inquadrate in reparti sempre piu grandi e logorate in una guerra cli posizione ehe anche secondo i commentatori moderati corne il Dandolo, il Manara e 10
stesso Durando - non s'addiceva a questo tipo cli militare (61), ehe ritenne, al contrario, proprio l'immobilismo la pena piu grave (10 did Ascanio
Branca nel 1866, ma vale senz'altro anche pel '48) (62). Seguendo 10
studente pavese De Angelis c'e addirittura da dubitare ehe qualche volta le
truppe volontarie fossero state esposte inutilmente al fuoeo nemieo (63);
l'autore anonimo delle memorie mantovane preferisee, comunque, "acca~
gionarne la poca perizia (dei) Generali (... ) piuttostocche la deliherata
volonta cli essi, cli voler lasciar sacrifieare quei volontarj" (64), dimostrando con eio, quanto poca doveva essere la ficlueia nei eomandi superiori dai
quali, al contrario, ei si aspettava cli tutto. E, deI resto, abbastanza signifi~
cativo ehe Ie parole piiJ. alte d'elogio le si sembrano trovare per i volontari
morti. Si prenda ad esempio il proclama deI Governo provvisorio in data 5
giugno annuneiante Ia messa in suffragio dei
Allemandi non penso ehe si possa seguire Luciano Manara, per il quale
runiea soluzione consisteva neUa regolarizzazione dei reparti volontari
(69), e nemmeno Piero Pieri ehe giustamente Ioda il contegno dei volontari
amalgamati con reparti regolari a Curtatone e Montanara (70), suggerendo, pero, ehe sarebbe stata questa la strada giusta da seguire per tutti.
Orbene, l'integrazione ha indubbiamente dato dei buoni frutti, almeno
quando si laseiarono ai volontari i 101'0 ufficiali (71), ma non e di per se la
prova ehe altre fonne organizzative siano state sbagliate, perehe queste
altre fonne non sono state tentate, ossia non tentate in modo eoerente.
Vorrei in seguito approfonclire quest'argomento eereando delle ragioni in
merito.
122
"prodi giovani dei Battaglione univcrsitario Tosenno, i quali, gllidati da que' medesimi
Professori ehe gli innamoravano de! vero e de! bello, si slanciarono aHa battaglia nel saero
entllsiasmo della fede, affrontarono il nemico senza contarlo, e, preparata la vittoria, furono
soverehiati dal numero" (65).
Tutto questo suecedeva mentre si avevano a disposizione migliaia di
giovani pieni di fervore ehe in piecole eolonne mobili, guidate intelligentemente, avrebbero potuto danneggiare pareeehio il nemieo, almeno neHe
zone cli montagna, anche dopo il fallimento di AUemandi. Ce, comunque,
da clire ehe qui si trattava cli zone dove subentravano delle eomplicazioni
diplomatiehe eon Franeoforte, eomplieazioni ehe dimostrano quanto era
difficile Ia solidarieta anehe tra i soli popoli in rivoluzione (66). Ma gia ehe
era diffieile 0 quasi impossibile, sarebbe forse stato meglio andare fino in
fondo neUa gestione delIa guerra e non lasciarsi trattenere dalla paura di
beghe cliplomatiehe, preoecupazione ehe, ad esempio, un Pisaeane, fautore
clella '~guerra totale" (67), non avrebbe avuto; non a easo scrisse in una
sua lettera al Comitato di guerra cli Rreseia ehe "la parola confine e effimera in guerra" (68).
Cosi, per fare la somma delle eose dette fin qui, mi sembra si possa
senz'altro affermare ehe il Governo provvisorio non abbia tentato un impiego adeguato dei volontari. La spedizione di Allemandi era intesa soltanto eome fiancheggiatrice, anche se poi ha puntato su Trento. Per il dopo-
123
***
C'e da dire ehe nemmeno da parte demoeratica, e eioe da parte dei
massimi fautori deU'idea volontaria, si puo costatare unita di pensiero a
proposito. Quanto profonde erano Ie divisioni 10 si vide subito dopo Ie
Cinque Giornate eon Ia 'ereseente emarginazione cli Cattaneo, eausata proprio da Cesare Correnti. Si Iegge nel Processo verbale della seduta deI
Governo provvisorio deI 30 marzo;
"Il segr. gen. (Correnti) propone per ovviare ai malumori sopprimere i Comitati e formare de' Ministeri: di mandare un inviato nUa repubblica francese e alla Confedcrazionc svizzera, e di sceglicrli fm qllelli ehe inquietano (... )".
E, subit? dopo, la decisione:
"Si adotta di inviare il Sig. Cattaneo ad andare inviato del G.P. presso In Confederazionc
Svizzem (...)" (72).
E, de! resto, l'unieo norne ehe si fa, e vien pereio il dubbio ehe gia la
proposta Correnti sia stata diretta soprattutto contro Cattaneo.
Sara poi fondamentale il contrasto esploso tra Cattaneo e Mazzini nena
riunione sollecitata dal Ferrari il 30 aprile, durante la quale Cattaneo
aecuso Mazzini cli essersi venduto (a Carlo Alberto) - e l'inizio deI cosiddetto "dramma fra gli esuli" di cui parlava Antonio Monti piit di mezzo
secolo fa (73). Dna variazione di questo contrasto e rappresentata dalla
guerra cli opuscoli seguita al fallimento di Allemandi e eondotta da eattaneo (e per lui Areioni e Stoppani) contro 10 sfortunato generale ehe, in
fondo, apparteneva all'area clemocratieo~repubblicanaanche Iui.
Infatti tutta una serie cli eritiehe eattaneane alla spedizione del Tirolo
proviene da un opuseolo useito anonimo, ma seritto da Leone Stoppani,
124
LWORNO Al VOLONTARl LOMBARDI DEL 1848
CARLO MOOS
Paiutante di Arcioni, e intitolato "ReJazione non ufficiale della spedizione
militare in Tirolo e specialmente delle operazioni della co)onna Arcioni"
(74). Qui si censura, oltre all'amhiguita deI generale, ai pregiudizi dei
Govemo, alle deficienze dei rifornimenti, soprattutto l'intenzione premeditata cli far fallire i Teparti volontari:
"E (tutti i generosi ehe sentiranno ffernere i}loro cuore al rimembrare Je male llzioni, Je
sorprese e Je calunnie ehe ci vennero fatte) conosceranno, averc J'Allemandi 0 il ministero
dclla guerra, 0 chi altri ne ha colpa fatto illoro possibile per a1lontanare questi generosi, per
alicnlll'li daIJa nohile impresa, per denigrarli in faccia al popolo Jombardo, e per denigrare in
tal guisa iI popolo lombardo in facein all'Europa" (75).
Si suppone, come si vede, una eongiura per denigrare il partito demoeratico davanti jll'Europa intera! Va da se ehe a Cattaneo quest'opuseolo
deve esser apparso come una rivelazione; seeondo lui non si volevano i
volontari perehe non si voleva la guerra di popolo, e non si voleva la
guerra di popolo perche avrebbe portato .1I. repubbliea (76). Serivera, •
proposito, nell' "Insurrezione": '"Anime basse e torbidi inteHetti guastarono
per tal modo il piu generoso e spontaneo moto di popolo ehe si fosse visto
in Europa dopo le Crodate. Pur troppo non ebbimo a eapitanarlo un
Goffredo, ne un Cor-di-Ieone (...)" (77), alluclendo, eon quest'ultima
affermazione, a Carlo Alberto, ma anehe al mazziniano Allemandi ehe
assume sempre cli piu Ie veci di eapro espiatorio dei fallimento dei volontari quarantottesehi. Partendo dall'aecusa di Stoppani ehe '""iI generale AIlemandi (... ) NON SI E MAI MOSTRATO in mezzo alle colonne" Cattaneo 10 taceia
addirittura di tradimento:
"Qunndo si consideri ehe non v'era nItro offieial generale ehe facesse frattanto Ie sue
veci al carnpo; e ehe in quel corpo fortuitarnente raeeoIto, e non collegato da militar disciplina, la presenza d'un capo era di suprema e continua necessita, tanto piv flagrante appare Ia
colpa de! generale, e tanto piil ammirabile il valore dei volontarii.
Se I'autorita militare non fosse stata io milni ioette, il generale disertore ilvrebbe espiato
il suo fallo colla vita" (78).
Come si sa, Cattaneo usava incolpare cli tradimento anche Carlo Alberto, e eos), apostrofando I'AHemandi "generale disertore", 10 poneva senz'a1tro aeeanto al "re disertore" (79), suo presunto mandante, accusa,
quest'ultima, smentita daHo stesso Casati nel suo manoseritto inedito contro L 'inswrection cattaneana:
"11 generale Allemandi non fu dato da Carlo Alberto. Esso si prescnto nei primi giomi al
Govemo provvisorio nella qualita di Colonnello federale Svizzero, e fu dal medesimo assunto
in servizio ed inviato alla testa dei volontari, era raccomandato dal partitO' (?) Svizzero, ma
125
sgraziatamente smentJ. colla sua condotta indolente e dirn vile l'aspettativa dcl Govcrno e dei
Corpi" (80).
Questo, dal canto suo, e eioe da posizioni mazziniane (infatti manterra
sempre degli ottimi rapporti eoH'Apostolo), controhatteva anch'egli eon un
opuseolo ("I volontari in Lombardia e nel Tirolo l'apriIe dei 1848. Cenni
storiei deI Gener.le Allemandi") (81) nel quale eonfermava le eritiehe di
Stoppani e di Cattaneo 1 ma le girava direttamente al Governo provvisorio
("lI mio dispetto fu grande: io mi vedeva turpemente giuocato neHa aspettativa, compromesso neIla responsabilita, attraversato neUa impresa. (... )
Non provvigioni, non armi, non equipaggio, non rinforzi, non permissione
neppure di tentare un colpo di mano") (82)1 non tralaseiando di rimproverare Arcioni e Ia sua colonna di troppo ardimento e di troppo poca disciplina.
Cosl, mentre il mazziniano Allemandi non e altro? per Cattaneo, ehe un
servo dei Governo provvisorio e di eonseguenza di Cario Alberto, questo si
difende dichiarandosi sabotato daI governo stesso che l'ha preso in servizio:
"Qucsti uomini, mettendosi alla testa di un popolo in rivoluzione, l'hanno pronunciato il
sublime sncramento; ma se ne resero bene presto spergiuri, umiliando la piil nobile di tutte le
missioni si piedi di un monarca, al beneplacito di una corte egoista e superba, alla bana di
generali di non provata 5perienza" (83).
La discussione eontinuera aneora per pareeehio tempo, portando - tra
I'altro _ ad una specie cli sfIda a duello da parte di Allemandi ed a qualche
abbozzo di ulteriori repliehe stilate da Cattaneo, rua edite poi solamente da
R. Caddeo (84), e proprio il fatto ebe C.ttaneo non le abbi. spedite ne
puhblicate mi induee a supporre ehe non si doveva sentire dei tutto a suo
agio in questa polemiea. In fondo non era - almeno nella sostanza troppo lontano da Allemandi, auche se questo non si era comportato in
maniera moho limpida, basti pensare aHa cireostanza ehe anche dopo la
sua esautorizzazione da! comando sia rimasto a MiIano, abbia ottenuto il
titolo di generale di brigata piemontese e 10 abbia mantenuto fin dopo
Novara, atteggiamento piuttosto strano per uno ehe si reputa tradito dal
monarea sabaudo (85). Ma, in fin dei conti, era I'Allemandi una vittima
dena politica deI Govemo provvisorio al pari di enttaneo, anche se questo
10 annovera (neU' '"Insurrezione") tra i cortigiani deI re:
"Molte acerbe parole 50no in questo libro scagliate contro Carlo Alberto; ma non come a
uomo, bensl come a simbolo e specchio di tutti i cortigiani suoi. Perocche tra Carlo Alberto c i
to
Salasco, i Pinelli, i Sommariva, i Lazan, i Franzini, i Ricei, i Collegno, i Sobrero, i Pare , i
126
CARLQMüOS
INToRNO Al VOLüNTARI LOMBARDI DEL 1848
127
Cossato, li Olivieri, i Montczemolo, li Allernandi, i Cuggia, i Bava, i Durando e tutti quanti,
non e differenza alcllnu" (86).
dal governo stesso:
Povero Allemandi! Finito anch'egli nelsacco dei generali ch'egli definiva "di non provata sperienza~!
Quello ehe conta, comunque, non e il destino dei generale fallito. Dietro a tutto il polverone si celano, luveee, le divergenze cli veduta tra Mazzioi e Cattaneo nei confronti dei Governo provvisorio e circa rimpiego dei
volontari. E proprio in UTI abbozzo per una lettera ad Allemandi ehe
Cattaneo insiste sul fatto cli avef ordinato egli stesso il presidio dei Tonale
e dello Stelvio gia il 24 marzo, e eioe subito dopo la cacciata degli austriaci
da Milano, e di aver mandato il Manara in direzione deI Tirolo. Le sue
intenzioni erano ehiaramente rivoluzionarie; voleva far insorgere il Tirolo
eil Veneto prima ehe vi arrivasse Radetzky, meutre l'Allemandi, giunto
qualehe giorno dopo, intendeva soprattutto fiancheggiare I'esereito sardo
(87).
Mazzini, arrivato a Milano 1'8 aprile, e eioe a guerra regolare gia iniziata, insiste anch'egli su questa differenza (nelI'artieolo per l' "Italia deI
Popolo" deI 24 e 25 maggio), ma prende posizione per la sceha di Allemandi ehe, eomunque, vuole eseguita coerentemente; e solo gui subentra
Ia sua critiea verso il Governo provvisorio ehe si limitava a volere una
sempliee guerra regolare senza apporto di forze volontarie (88). Siamo - e
bene ricordario - in piena fase fonnativa della colonna Antonini (la convenzione col Governo provvisorio e, infatti, deI 28 aprile (89), Ia legione
organizzata per opera delI'Associazione Nazionale Italiana fondata il 5
marzo 1848 a Parigi con quel patto delI'esule "'cogli scaltri e malaccorti
facendieri dei re" tanto inviso a Cattaneo (90), ma che era, invece, (come
suggerisee 10 stesso Mazzini: "10 non pensava, in quei giorni, ehe aUa
questione vitale deH'indipendenza; e avrei abbraeeiato il mio piu mortale
nemico, purehe avesse aiutato I'Italia a rieaceiare l'austriaeo oltre l'alpi")
frutto di que1l'abnegazione di eui era capaee solo lui, I'Apostolo, anche se
quest'atteggiamento nobile serviva, come sembra ammettere anehe il suo
ideatore nello stesso seritto, soprattutto a fiaceare la parte repubblieana:
"Tolte eos! le eagioni dell'irregolarita e dell'indisciplina ehe travagliarono quel corpo.
esso potra, grazie all'ottimo e bellicoso spirito de' soldati, organizzarsi ed entrare in campagna entro poehissimi giomi in un numero non inferiore a 2000 (... )" (92).
"1o attcnni il mio giuramento; mi seguirono, forse fu danno, su quella via i piiJ. fra i
rcpubblicani" (91).
Lo dimostra, infatti, non solo l'Allemandi, ma, ad esempio, anche Pietro Maestri ehe propose nel suo rapporto del 2 maggio (inviato da Corno al
Governo provvisorio) di inquadrare i residui dell'ex-eolonna Areioni in un
battaglione eoo deposito a Corno, aderendo eon ci() aUa politiea tracciata
Sani solamente dopo la meta di giugno ehe auehe Mazzini sembra
spostarsi su posizioni piiI vicine a queUe cli Cattaneo quando ehiede la leva
in massa e la guerra sulle Alpi (93), atteggiamento ehe 10 portern a seguire
Garibaldi nella fase finale (94).
E eosi mi pare di trovare, in fondo, un unieo vero, ma purarnente
negativo punto d'incontro tra i vari eoncetti militari demoeratieo-repubblicani della breve stagione quarantottesca milanese, e cioe il rifiuto deUa
"'guerra per bande" da parte di Cattaneo, di Pisacane, dello stesso Mazzini
(!) e di altri. Pisaeane mi sembra, dei resto, il piiI vicino a Cattaneo (10 si
notera durante la fase di elaborazione della Guerra combattuta) (95),
anche se si seostera in seguito proprio per le eonseguenze ehe trarra dall'esito negativo dell'avventura quarantottesca e che 10 porteranno a teorizzare la guerra rivoluzionaria eon un esercito regolare popolare. Si veda, a
proposito, la sua lettera deI 24 febbraio 1857 a Teodoro Pateras dove
afferma ehe ~'Ia guerra per bande non e UD sistema di guerra, ma el'infanzia cleH'arte" e ehe percio le bande "debbono essere I'appendiee cli un
esercito, ma sole non fanno nuHa"; servono, magari, a iniziare un'insurrezione cittadina, ma non a eondl..l.rre una guerra in aperta campagna (96).
Questa dev'essere, iuveee, totale, eioe rivoluzionaria, deve eoinvoigere la
nazione intera, mettendo la ""soeieta militare al servizio della rivoluzione"
(97), operando per la ""conversione deHa massa in esercizio" (98), provocando la "Nazione Armata" (99), concetto, eomunque, abbastanza diverso
da quelle ehe sviluppera Cattaneo nelI'esilio elvetico, sebbene i due usino
le stesse formule eomc, ad esempio, quella di mUiti tutti - soldati nessuno
(100).
Qui ba.<;ti, comunque, la eostatazione ehe nel 1848 non c'e stata guerra
per bande, poiche i eorpi volontari rappresentano altra eosa (101), ma non
la si e nemmeno voluta (ad eccezione della fase finale) 0 per le eircostanze
avverse (Mazzini) oppure perche non faeeva parte delle proprie coneezioni
essendo il concetto delle bande di per se in contrasto eon quelle di nazione
armata. C'era, invece, pareechia confusione anehe dalla parte democratica
dove Cattaneo era, in fondo, l'unieo vero fautore di un impiego dei volontari adeguato aUe earatteristiche di corpi deI genere (anehe se i eoneetti
saranno sviluppati solo dopo la conclusione dell'attivita pratiea), mentre il
generale Allemandi, incaricato di comandare questi reparti nella fase piu
128
CARLOMOüS
iniportante e delicata della loro breve esistenza, non sapeva faITle PUSG
adatto, e fu in eio confermato anche da Mazzini.
Accanto a queste divergenze cli fondo se oe trovano poi delle altre - piu
personalistiche - ehe non vorrei approfondire in queseoccasione. Pensa,
ad esempio, ai giudizi contrastanti sn Fanti e soprattutto sn Garibaldi da
parte cli Mazzini e cli Pisneane (102) oppure all'atteggiamento critico cli
quest'ultimo verso Resteni e Maestri (103), meutre non sembra giudicare
troppo negativamente I'Allemandi (104). E CGSI si ha Ia netta sensazione
ehe i democratici si siano danneggiati a vicenda, e non si puo dar torto a
Correnti ehe vide noa ragione de! loro fallimento propria nelln mancanza
cli concordia (105). Se si considerano poi i giudizi dei moderati sui democratici (ad esempio quelJo di Dandolo su Cattaneo) (106) si vedr" quanlo
avvelenato doveva essere il dima milanese clurante quei pochi mesi di
liberta. E, per cib che conceme i volontari, non si pub fare a meno di
costatare quanto poco era 10 spazio a loro disposizione. Ho aceennato alle
eritiehe di chi loro era preposto (e non solo da parte moderata); mi rimane, dunque, il eompito di verifiearle, studiando la eondizione cli questi
volontari e dei loro reparti piu da vieino.
***
Per eio che eoneerne la eomposizione dei reparti si trovano solo poche e
per di piu sporadiehe indicazioni. Comunque l'estrazione soeiale dei volontari sembra essere stata abbastanza omogenea. Si tratta (eome, dei resto,
anehe nel 1860) soprattutto di giovani provenienti dalle citta e appartenenti al eeto medio (107), senza esdudere come 10 dimostra la eolonna
rnantovana - anehe qualehe benestante e, all'altro estremo della scala,
qualche elemento d'estrazione soeiale piu bassa (108). Dandolo aeeenna
poi a degli "uomini depravati" ehe avrebbero formato una vera banda di
briganti; egli ha, eomunque, delle intenzioni discreditriei ed esagerera
quando afferma ehe "i Corpi franehi (erano) eomposti dei fiore edella
feceia deHa societa" (109), anehe se ei saranno stati pure degli elementi
eriminali (110). Gli stranieri, soprattutto gli svizzeri, erano, aparte i
tieinesi, piuttosto mercenari inveee cli volontari; il Debrunner, eomandante
della compagnia svizzera a Venezia, raeconta ehe qualcuno dei suoi, gia
arruolatosi per Napoli, sia venuto inveee a Venezia, senza preoceuparsi del
falto ehe in questo modo (almeno dopo il 15 maggio) eambiava bandiera
(111). Luigi Prinetti, il rappresentante lombardo a Bema, aveva addirittura proposto cli tentare Parruolamento degli Svizzeri riehiamati da Napoli,
proposta non aeeettata dal Governo provvisorio ehe evidentemente aveva
piu scrupoli deI suo rappresentanle (112).
INTORNO Al VOLONTAR! LOMBARDI DEL 1848
129
Tutto sommato penso, comunque, di non sbagliare affermando che la
maggior parte dei volontari era costituita da una eerta elite politieo-eulturale (e ehe proprio per questa ragione era piuttosto diffieile da guidare).
lndubbiamente la popolazione urbana era sensibile aHa questione nazionale anche nei suoi strati inferiori, roa una cosa e l'adesione ad un'insurrezione di qualche giomo, un'altra, inveee, Ia partecipazione ad una campagna
militare che si prolunga nel tempo (113). Per eio che coneeme - invecele popolazioni rurali mi sembra ehe Paul Ginsborg sopravaluti il loro
entusiasmo (aneh'egli ammette, in fondo, il earattere d'elite dei volontari)
(114) ehe esisteva (seromai) soltanto all'inizio della eampagna ed era, per
di piu, mobilitabile solo per dei motivi loeali (115). Non credo ehe i
eontadini siano stati eosl ostili all'Austria come pretende Franeo Della
Peruta e, in ogni easo, 10 saranno sempre meno (116).
Detto questo, bisogna, comunque, stare attenti a non esagerare nell'uso
deI eoneetto d'elite poiche i reparti veramente seelticome il eorpo Bandiera-Mol'o a Venezia (117) oie diverse eolonne di studenti (pavesi, toseani
eee.) erano piuttosto delle eeeezioni, e proprio per questo sbandieravano come testimonia il eap. Cassinis (118) - uno spirito di eorpo troppo spinto
ed alquanto assurdo. E poi altrettanto singolare il fenomeno del volontario
a vita, e cioe il tipo di volontario ehe si trovera sempre e dovunque l dal
1848 al 1867, e ehe fa parte di una speeie cli establishment volontario ehe
meriterebbe UD ulteriore approfondimento.
Se si puo parlare in questo modo di Ulla eerta omogeneita soeiale nei
volontari (sia dett0 comunque, coUe dovute riserve), si deve d'altronde
aggiungere ehe quest'elemento di eompattezza veniva annullato dalle ferocissime divisioni ideologiche tra repubblicani e filosabaucli , divisioni ehe ci
insegnano ehe estrazione soeiale paragonabile non vuol dire idee politiehe
identiche. Questo fronte ideologieo non divideva soltanto individui singoli,
ma soprattutto i singoli reparti, poiche i eapi si aggregarono gente di
convinzioni simili alle loro, fatto ehe sani - eome vedremo - una delle
eause maggiori dei eaos regnante neHe medie e alte sfere di eomando dei
volontari.
Sorvolo, pure, la questione spinosa dell'equipaggiamento laeunosissimo, dell'armamento inadeguato e delle munizioni maneanti perehe toma
eome un ritornello inevitabile in quasi tutte le lettere aHa eentrale milanese
oppure al Comitato cli guerra breseiano (incarieato cli rifornire il Corpo di
Durando), ma anehe nei rapporti seritti post festum, e non solo in quelli
riguardanti i volontari... (119); e proprio qui s'impone la eostatazione ehe
_ malgrado i lamenti talvolta striduli dei eapi volontari - anche i reparti
piemontesi non stavano pOl moho meglio (120), eosa ehe non facilita eerto
7
INTORNO Al VOLONTARI LOMBARDI oEL 1848
130
131
CARLOMOOS
il giudizio sulla gestione deHa guerra regolare ehe, comunque, andrebbe
oltre i limiti ehe ci siamo posti. Se pensiamo, iooltre, an' affermazione del
generale austriaco Schönhals concernente le scarpe dei soldati cli Radetzky
("Welcher Soldat weiss nicht, dass dieser anscheinen geringfügige Gegenstand einem Feldherrn oft eben so viel Kopfbrechen kostet, wie ein Operationsplan?) (121) ci rendiamo conto quanta il soldato sia in tutti i campi
soprattutto aUa merce dei suoi generali.
Mn - per tornare ai volontari - si Dotano, comunque, delle differenze.
Cas! ad esempio, pare nettamente migliore l'armamento deUe compagnie
svizzere, auche perche queste arrivavano, almeno in parte, gia t'quipaggiate. Sta qui la spiegazione deHa loro relativa distinzione. Racconta il figIio
di uno di questi volontari deHa colonna Arcioni di aver sentito raecont:;tre
da suo padre «ehe in un certo inseguimento, avvenuto sullago (di Corno),
ebbero partita vinta perche Je palle dei barcone austriaco cadevano morte
davanti al loro legno, mentre Je loro pallottole eolpivano ancora amorte i
nemici" (122). La stessa ragione indurra poi Pietro Maestri, nel gia eitato
rapporto deI 2 maggio da Corno, ad auspicare Ja riorganizzazione deHa
colonna Arcioni perche i suoi militi erano, appunto, gia provveduti d'armi
proprie e d'uniformi, indicandone anehe Ja fonte, "essendo preeisamente
quelle che furon prese ai eroati" (123). Giaeche anche la compagnia del
capitano Ütt si era equipaggiata neHa stessa maniera (124) mi sembra
evidente ehe gli stranieri dovevano avere meno scrupoli d'appropriarsi
dell'uniforme austriaea...
eon questa costatazione vorrei passare al problema del comportamento
dei volontari davanti al nemieo, problema assai dibattuto a seconda della
truppa, deI commentatore edel fatto d'armi. COSl si sente lodare abbastanza frequentemente il loro coraggio, anche da parte austriaca, rua 10
stesso commentatore (un giovane aiutante di Radetzky) ehe nota il loro
eoraggio disperato a Castelnuovo, Ii taceia di vilta a Vieenza (125), un
giudizio confermato daI Bava (126) ehe climostra in cio, eomunque, gli
stessi pregiudizi di tutta la generalita sabauda.
Unanimi (0 quasi) sono, invece, i giudizi sulla disciplina 0 piuttosto
sulla mancanza di discipIina dei volontari. L 'Allemandi se ne lamenta gia
il 13 aprile, in piena earnpagna tirolese, e chiede di essere esentato dal
comando (127). Un esempio grottesco cli indisciplina e I'avventura bergamasea dello stesso generale ehe vien fermato e scortato a Milano dal Comitato di PubhIiea Sicurezza di quella eitta dopo le dicerie partite dai ~~suoi"
volontari cli aver trafugato "uua cassa di denaro di ragione p~bbIica"
(128). Emilio Dandolo racconta ehe dei soJdati deHa sua stessa eolonna
abbiano minacciato Lueiano Manara, I'eroe delle Cinque Giornate, colla
baionetta. Tutto il suo libro e in fondo un unieo atto d'aeeusa eontro gli
indisciplinati volontari per provare ehe non e possibile condurre noa guerra eon deHa gente simile (129), Ma anehe nell'esercito sardo si dovettero
costatare dei easi abbastanza clamorosi d'indiscipli na ; scrive, a proposito,
la eommissione istituita da Carlo Alberto:
"Soventi (i soldati) minacciarOno di far fuoco sui loro ufficiali (e vuolsi persino sopra il
Duca di Savoia)" (130).
Nei volontari tutto sembra, comunque, piu drammatieo, poiche si passa clalle minaeee ai fatti. II capitano Ütt viene preso sotto tiro da una parte
dei suoi militi durante la ritirata (131), il ten. col. Giovannetti, invece,
addirittura uceiso a colpi di fucile (132).
Sembra esser stata soprattutto preearia la situazione nei reparti ehe si
erano eleHi i loro stessi capi, seeondo quanto sara, piu tardi, la rieetta
pisaeaniana (133) ehe - in fondo - avrebbe potuto avere delle conseguenze anche moho positive, come dimostra, tra Paltro, la relazione del eapitano GaHotti, eomandante i voIontari pavesi (ehe "la sera dei giorno 19
(aprile) veniva a gran maggioranza nominato a eapitano comandante (... ).
Da quel giomo poche 0 niune diserzioni piu avvennero, ehe aozi la eompagnia si aumento notabilmente per nuovi sopraggiunti") (134), mentre in
realta non seruhra aver funzionato quasi mai. Il Debrun ner ci descrive, ad
esempio, la situazione nel corpo degli studenti veneziani:
"Muss man auch dem von ihnen bewiesenen Muthe alle Gerechtigkeit wiederfahren
lassen, so ist man ebenso genöthigt zu bedauern, dass ihnen Ausdauer und Mannszucht
beinahe vollständig abging. (... ) Ihre Offiziere, von ihnen selbst gewühlt, hatten gar keine
Autorität" (135).
n eapitano Cassinis, valido ufficiale piemontese, (') msegna, d'altra
parte, quanto poteva esser rifiutato un comandante imposto daH'alto:
"( ... ) io sento estremo bisogno di sfogare il mio giusto dolore di vedermi con tale ingratitudine corrisposto neUe tante mie eure per questi traviati giovani, che avrcbbero potuto esscrc
l'csempio e l'ammirazione dcll'esercito e se ne fanno 10 scandalo: e tanto piu che ormai non
ho piil fiducia, dopo tante prove da me fatte, di riescire ad ouenere che questi /}oLontari siano
diversi da tutta In turba dei voLontari deLLa guerra santa ehe sono piil d'impaccio e di danno
che di utilita nlla medesima" (136).
Ne} novero di questi capi pieni di sfidueia verso i Ioro reparti dai quali
si aspettano di tutto _ oppure niente - si trovano anche il successore dello
sfortunato Allemandi, Giaeomo Durando, e il suo eapo di stato maggiore
Alessandro M.onti. Ambedue desiderebbero il trasferimento, i1 primo neUa
132
CARLO MOOS
divisione regolare lombarda, il secondo (ex~ufficiaJe austriaco) nell'esercito
sardo, e si decidono arestare ai loro posti sohanto a malincuore:
"10 5tO qui, Sr. Generale, rassegnato, e non nitro (... ). Ma desidererei d'essere bene
interpretato, e non supponni una grande predilczione per questa situazione, in cui mi tocea
mietere pii! spine ehe allori" (137).
Ma si riscontra anche il contrario: delle truppe disposte a tutto sotto gli
ordini dei loro eapi ehe seguono ciecamente fino all'insubordinazione. E il
easo, ad esempio, dei Reggimento della Morte edel suo capo Francesco
Anfossi sul quale abbondano le lamentele ehe porteranno, aHa fin fine, al
SUo arresto, ma anche ad una significativa petizione dei suoi ufficiali in
BUO favore (138).
Carlo Pisaeane e uno dei poehi ehe nOn paria di disciplina 0 indisciplina , ma di maneanza di preparazione ('"'appena sanno earieare, far fuoco, e
earieare alla bajonetta") (139), searieando, in questa maniera, una parte
delIa responsahilita sui quadri. All'indiseiplina delIa massa volontaria fa
eapo, infatti, il problema aeuto delle strutture di eomando. Non si COntano
le testimonianze di rivalita tra gli ufficiali. Una delle eause dei fiaseo
mazziniano nell'autunno deI 1848 nella Valle d'Intelvi, quando anehe I'Apostolo si lamentera delI'indiseiplina delia truppa e degli ufficiali , sara
proprio la rivalitä. tm il generale D'Apice e il eomandante Arcioni (140).
Ma si vedano anehe le lettere romane di Mazzini aUo stesso Arcioni dei
1849 (si tratta -10 si noti tra parentesi - dell'uffieiale ehe seeondo Cattaneo doveva essere una specie d'uffieiale volontario modello), ad esempio
queUa indignatissima dei 16 giugno:
"Areioni mio. Possihile ehe tu non voglia darmi dieei giomi di tempo! Possihile ehe non
pensi ehe al Generalato! Possihile ehe ogni due giomi dehba venirmi da te una domanda di
dimissione! Possibile ehe tu non voglia intendere gli elementi nei quali navighiamo, ehe una
nomina di Generale ora, di Generale fomsticro comc dicono, di Generale eOD hrevetto d'un
altro Governo, ci suscita cinquanta lagnanze, dieei pretese di gencralato (... )" (141).
Infatti tutti erano primedonne, nessuno voleva sottomettersi, nessuno
voleva aCCettare ordini. E proprio il eontnlppasso dena troppo poea indipendenza degli uffieiali piemontesi. Il fallimento delPuffieialita e, COmunque, lampante, sia neU 'esercito regolare sardo ehe nei volontari. Ma proprio questi ultimi abbisognano - eome sottolineava un teorico rigoros
o
della guerra volontaria quale Wilhelm Rüstow - degli ufficiali migliori
(142), mentre sembra ehe abbiano avuto, almeno in parte, i peggiori, degli
"avventurieri avidi solo di denaro e cli comanclo", eome disse il Dandolo
(143); si veda, del resto, il suo giudizio su Allemandi (eitato da eattaneo
INTORNO AI VOLONTARI LOMBARD! DEL 1848
133
nell'Archivio Triennale - e non a easoJ), secondo il quale era l'uomo meno
adatto a quella canea perche "senza vigoria, senza previdenza, tenendosi
sempre, eome una divinita, naseosto agli oeehi dei volontari" (144). L'unica giustifieazione di quella sceha senza dubbio infelice e quella formulata
dal Casati in una sua lettera al Conte di Castagnetto, quando serive ehe
dovevano prendere chi veniva, perehe nessuno voleva comandare i reparti
irregolari (145). D'altra parte l'Allemandi era stato colonneUo deIresercito
svizzero e si era distinto neHa guerra dei Sonderbund: non era, evidentemente, l'ultimo venuto, ma nOn era nemmeno un'aquila, come testimoniano i suoi scritti, e pure non era, eome dimostrano i fatti, adatto ad avere
un eomando indipendente. ehe cosa pensare della scena narrata dal Vicari
ehe, quando gli si disse di seguire le colonne penetrate nel Tirolo, ehiese se
era un ordine, per sentirsi rispondere dal generale "non essere eomando
ma solo suo desiderio" (146)? Che Vieari se oe sia poi tornato a casa e UD
altro discorso, ma illuminante aneh'esso.
Tuua questa situaziOile veniva aggravata dana poca chiarezza nelle
gerarehie e neUe competenze. e'erano le truppe piemontesi ed alleate con
le 10TO strutture, e e'erano i lombardi eon un govemo, un ministero, un
generale in eapo, un ispettore generale, eon i vari Comitati di guerra delle
singole eitta ed i vari comandanti militari piu 0 meno indipendenti, con i
reparti di linea e quelli volontari eee., ma non e'era, almeno a quanto mi
risulta, ne un regolamento di servizio unico ne una via delle istanze obbligatoria. Nemmeno i rapporti tra potere militare e potere eivile erano definiti; si veda, a proposito, il eonflitto grotteseo deI co\. D'Apiee col Comitato di Sondrio e eol rappresentante deI Governo provvisorio Azzo Carbonero (147), un eonflitto esploso verso la fine della guerra, quando c'erano
state parecehie settimane a disposizione per chiarire le eose.
La ragione di questa situazione piuttosto caotiea e da ricercare nell'assenza di Ulla eoneezione unitaria del problema. In fondo non si sapeva ehe
eosa fare di questi volontari aeeorsi da tutte Ie parti. L 'uniea eosa ehe
sapevano quasi tutti era (:he non li si voleva, almeno non COS! come erano.
Loro, d'altronde, erano eostretti a eombattere una guerra (quasi) regolare
per la quale non si sentivano adatti. La conseguenza fu ehe ognuno faceva
quello ehe gli pareva. Lo si nota soprattutto neUa fase finale; si veda, ad
esempio, la controversia tra Zaverio Griffini e Giacomo Dur:mdo riguardante la modalita dei ritiro dei loro reparti (ma, qucsta volta almeno, Ie
eompetenze sarebbero state chiare) (148)~ controversia dalla quale uscira
vineitore il Durando, piemontese e monarchieo, mentre Griffini sara messo
da parte, eome sueeesse qualehe mese prima all'Anemandi (149).
Anehe piu emblematiea e la diseussione tm Enrico Cernuschi, ehe
134
CARLO MOOS
tenta cli sviare le truppe cli Durando nell'effimera Repubblica dello Stelvio
proclamata dal D'Apice il 12 agosto, e il Durando stesso ehe si rifiuta col
seguente argomento moho significativo:
lNTORI';O AI VOLONTARI LOMBARD! DEL 18~(\
mancava un'adeguata struttura organizzativa einfine mancuva
rieonosciulO co me }o sarebbe diventato plil tardi Caribaldi.
I:l,C,
Ull
('apo
***
"Giacomo Durando, ehe aveva fatto durante dieci anni In guerra in Spagna e Portogallo,
era convinto (... ) ehe tal genere cli guerra non e sostenibile in Italje. per ragioni di carattere
nazionale, di bastarda civiItii., cli mancanzu cli tradizioni, di costumi opposti, c ne aneo per Ia
natura, per Je condizioni agricole, e In configurazione cd ossutura dei teITeno. Politicllmente
parlando poi, era evidente ehe tale impresa era un'ostilita manifesta al Piemonte, eome quella
ehe avea per mira far prevalere neHa rigenerazione Italiana il principio repubblicano 111
principio monarehico-costituzionale'" (150).
Non stupisee, percio, ehe Durando non abbia adento all'iniziativa
D'Apice: era repubblicana ed era, nel senso militare, ""un'insurrezione parziale" che gli sembravaimpossibile eoll'esercito piemont.ese gia fuori giuoco e lontaoo dal teatro della guerra (151), la classiea formula per la
conceziooe moderata.
Nello stesso spirito stato scritto il noto giudizio ferocissimo di Lueia00 Manara su Garibaldi ehe voleva l'insurrezione '"in un piccolo tratto di
paese ehe ad ogni costo non vuol insorgere":
e
"Vi giuro ehe c'e molto piu eroismo astare a Novara un po' in easerma coi soldati ehe
vogliono gridare: Morte a Carlo Alberto, vogliamo essere pagati, vestiti subito, vogliamo
andare vogliamo .ftare, ecc., ecc.; un po' a far le visite d'etichetta a S.E. lli.ma il Sig.
Govematore della Regia citta di No~ara, 0 a S.E. lll.ma il Generale OHvieri, che e, credo, la
brutta copia di Lechi, a vedere per le strade i musi dun degli seiocchi, che non ce ne era a
Montesuelo e a Lonato!" (152).
E COS! l'autore - moderato - prendeva pure le distanze daJrentourage
carlalbertino, sconfessando indirettamente la politica fusionista deI (suo)
ex- governo milanese.
Non stupisce, comunque, che queste prese di posizioni nette appartengano al finale ed al dopo-finale: i problemi si erano d~lineati abbastanza
ehiaramente, Ie posizioni erano eircoscritte, i ruoli di 9t.ribuiti, mentre la
confusione nelle cose era e perdurava tot.ale per Ie circpstanze inerenti ad
una disfatta militare deI genere, basti pensare al fat.~o significativo che
neUa stessa giornata deI 30 Iuglio il gen. Durando ~bbia ricevuto dal
Governo provvisorio I'ordine di ritirarsi e dal gen. Lethi l'ordine di non
ritirarsi (153).
Per le ragioni esposte fin qui direi ehe i volontari dovevano fallire
poiehe mancava un concetto adeguato in chi doveva impiegarli, '111indi
Detto questo. vorrei af!giungere ehe i vololltari. impiegati adeguatamente ed appoggiati con energia. potevano. inveee. rappresentare Ia ('arta
vincente della Campagna dei 184:8.
A questo punto mi si pub rimproverare di ragionare ('01 senno di poi e
di fare della storia con il sc. Mi sembra. in ogni modo. ehe senza il primo
non sia possibile nessuna rieerea storiea; e fare il secondo mi pare lecilo
purehe porti avanti la comprensione deIroggetto di st.udio. ('ome. infatti.
penso aceadda in questo caso. visto ehe quakhe anno piu tardi i volontari
faranno quello ehe potevano gia fare nel 18i8.
Mi si potrebbe, inoltre, incolpare di seguire una via gia tracciata da
Cattaneo. Qui c'e da soffennarsi un po' di pii!. Per ein ehe coneeme la critiea
cattaneana aIla gestione deHa eampagna dei '48 in generale mi basti indicare
un articolo di Piero Pieri ehe conferma Cattaneo nena sostanza. non nella
forma. Ha. ragione eattaneo quando rimprovera Carlo Alberto di nOll aver
disturbato la ritirata di Radetzky, di esser rimasto inattivo, invece di condurre una guerra offensiva, e di non averdifeso Milano (154).1l rimprovero della
mancata gestione offensiva viene ripreso da un teste al di sopra cl·o~ni
sospetto, e eioe dal generale elvetico DufoUf, il vincitore della guerra det
Sonderbund dei 1847, ehe ci ha Iaseiato due Memoire.5, richieste dal ministero deHa guerra piemontese. di cui Ia seconda edel 2 agosto 1848 (eioe
tardissima nei riguardi deHa campagna), ma aoeora adesso I'autore sostiene t:'
consiglia una condotta offensiva deIla guerra (155).
La eritiea di eattaneo alla gestione della guerra volontaria eOllsist/;',
invece, nel rimprovero cli aver iniziato la spedizione nel Tirolo troppo tardi e
senza un appoggio adeguato (con artigleria e eavalleria) da parte piemollkse
(156); inoltre stigmatizza qua e la il malt.rattamento dei volontari in lIlo<!o
generi<:o. Anche questa mi sembra una critica sostanzialment.e giustificata.
Ex negalivo ("e da dire che Radet.zky ha Iasciato "'1iIann il 22 marzo.
tra raltm. proprio a causa dei volontari ehe acn)rreVano da tutte Je parti e
minaeciavano di tagliargli le vie cli eomunieazione (157). Il suo rap porto
sull'a(Taduto. finito pOl nelle mani degli insort.i. dimostra. infaui. il timore
dell'anziano mareseiallo di essere sorpreso da quest i "Freischarenzüge"
ehe aspettava gia da qualche mese. Gli erano note Je earatteristiche di qud
fenorneno ehe si pote. del resto. osservare assai bene nella Svizzera dei
primi anni quaranta 0,:)8). )lella primavera deI 18-1:8 questa millllcela ('ra
1:~6
CARLO MOoS
INTORi'.'O Al \"{lLONT:\RI LOMBARD! DEI. IBi8
diventata realtn.. e Radetzky si vedeva cir('ondato dalle --Frei.:'>f!Jaren·' da
tutte le pani (159). In questa situazione UIla spedizione ('ontro il Tirolo.
rapida ed energiea come la voleva Cattaneo. gli poteva effettivamenlt'
diventare fatale (ma dm'eva - per esse r10 - avvenire prima e diveniamente
di cüme av'Venne). ehe cosa Radetzky pensasse in que1 periodo 10 si capi~
see da una lettera scritta il 18 aprile da Verona alla figlia. dove lra~p:lre-.
comunque, an ehe Pammirabile fermezza dell"anziano soldalo~
"( ..• J ich danke meinem Sch;;pfer, wenn er mir die \I;)~li{'hhil ,gib1- mich hier 1l00.h
lange halten zu können. d<l idl noch keine \"er~tärkun~ \"Im riner odrr undt'rrJ S(.ilt, ('rhuhe.
Die Freischaren umringen mich, die Pit>rIlOllleStr stdwll am ;"linl'io und Ullll'C~tillzell dit,
erstem. Nun sollen noch die Crociuti VOll ToseamI und dl'lIl H;;misdwll kOllllllt'lJd ii!wr dl'll
Po an uns kommen.
Kurz. dus Elend WO~~. kein Geld. weHit! zu lelJi'll und ,,;tets in kämp[endt'r l'llfulH',
Lange kann die.'> nicht währen. inde.'>St'n drr Wilk und dt'r -"f1lth [rst" (160)'.
Da un altro punto cli vista auche il conte Harti~ temeva le -'Freischaren", perehe eon quei fanatici tra i piedi non ("era da pensare- a Ull successo deHa sua rnissione pacificatrice (161): infuui aveva ra~iolle. ed era forse
I'unico risultato tangibile delIa presenza dei volontari: flon Nano messi in
grado di portare avanti la guerra. rna bastavano per far fallire quella pace
basata su di un eompromesso diplomatico ehe nernmeno Hadf'lzky voleva.
perehe si stava persuadendo sempre di piu deHa incapacitil piemontese di
eondurre la guerra, Infatti le cause della disfaua piemontese che enUlllera
Oskar Regele, un biografo di Radetzky. sono tuUe tradizionali (162): cd
ehiar<) ehe in una guerra tradizionale una vecchia volre ('orne Radetzky
aveva tutte le chances daHa sua parte. Per vinccrlo ci voleva un altro tipo
di guerra, Lo dimostra (per passare ad un secondo argomento e:x I1eKatll1O
tratto, questa volta, dalla fase finale deHa campagna) la minuccia dw
evidentemente rappresel1tava Garibaldi per gli austriaci. Radetzky temeva
la continuazione della guerra (ed era ansioso di concludere rarmistizio)
proprio perehe temeva la guerra di popolo ehe giudieava t.anto pericolosa
aHa fine quanto all'inizio deHa campagna. E per quest.a ragione ehe invih
cont.ro Garibaldi niente meno ehe 6 brigate sotto il migliore dei suoi ~ene
rali, almeno secondn quanto sostiene il Pieri (16:3): e per la stessa ra~ioIle
contrastera Ia sua ritirata da Roma un anno dopo: il -'Räuberhäuptling
Garihaldi" doveva essere distrutto poiche minacciava cli sollevare tutta
!'halia centrale (1M).
e
D'altra parte e proprio Garihaldi ehe ei fornisce f!:li ar~ortleflti ex posia sostegno delle tesi di Cattanen. Garihaldi ehe <,on i suoi su{'ccssi de!
1859, 1860 e 1866 dimostred <,he- 50110 possibili gli eserciti volontari.
Piero Pieri edel parere ehe Garibaldi "sarebbe- stato il vero suscitatore f'
liDO
t:r::,
eapo delle forze popolari italiane"" (165) (gia nel 18-18!'). quel eapo dlt'.
purtroppo, in quel1'anno fat.ale e mancato. am'he se parte de! Co\'enw
provvisorio sembra essersene accorto e telll(',. invallo. di snstituirlo al
Durando (166). Per Ascanio Branca. un vohmtario de! 18ü6. CaribaIdi
rappresenta addirittura -'la piu sublime personificazione storica di \In
Capitano di popolo" (167). il eapo ideale. dopo dei quale- repocH de-i
volontari'sara terminata per sempre (168).
\Vilhelrn Rüstow. un garibaldino dei 1860. t'i J'ornisce. iuveee. il soUofondo teorico del volontarismo, e questo proprio !lei sun libro sul 18-+8.
apparso nel 1862 ehe utilizza le sue esperienze fatte eon Garibaldi. auehe
se mant.iene una terta distanza erili<:a davanti al generale. evitando in tal
modo I'apologia e aumentando. 31 contrario. la forza persuasiva delle sup
tesi (169).
La possibilita di suecesSo dei volontari non toglie. ('olllunque. Ilulla al
fatto ehe la decisione piemontese (e per conseguenza quella de! Governo
provvisorio) di condurre una guerra regolare Hon era priva cli logicu. Come
dimostra Piero Dei Ne~ro ogni sistema politico si (Tea il sistema militare
appropriato, ossia ogni organizzazione militar~ rispen'hia le ('oudizioni
soeiali sulle quali si innesta. L'esercito carlalbertino era caratterizzat.o dalla "mistura sabauda". e eioe da una combinaziolle di elementi deJrAnciel1
Regime coi sistema napoieoni('o~ ne conseguiva il dovere dei suJdito di
servire il re (170). La sua strategia era - ("orne sostiene il Pisc!Jedda sostanzialmente prenapoleonica: prevedeva una guerra di posizione e di
logoramento, si basava sugli assedi e sui movimenti prudenti (171). Chiedere una guerra rivoluzionaria a Carlo Alberto. fautore di una guerra dei
secolo XVIII (172), era Ull controsenso. cornr viene sottolineatn arwhe
dalla costatazione di Ferdinando di 5avoia ehe
··anda,amo a comlJalter{" p{"r uuu fausa lu qWJI{"
affatlo oppo.'>ta a tutti i priu('ipi in ('ui
rraUllllll
I'ru
,grandl' t ~1'lwC/)~a ~l' ~i \'uoll'.
llHI
slHti ullr\'llti" (17:~,'.
Lo si notern. proprio nella fase finale della campagna. quan<!o Carlo
Alberto decidera cli difendere Milano per ragiolli esclusivamente dinasti('he
(174), Cattaneo si e pereic) sbagliato in pieno quando diceva ad Arrivabene di rallegrarsi per Ia disfatta piemontese. perehe COSl sarebbe diventata
possibile la guerra dei popolo (1'75): nulla era piit irnpnssihile di que:'\ta.
per Ia semplice ragione ehe un sistema basato Bulla paura verso Ir classi
inferiori (ed era il caso cli quello lornbardo quarlto di quel1o piemontese)
non
in grado di sostenere una ~erra popolare. Alexander Ihihner.
l'ostaggio austriaeo nelle mani dei Governo provvisorio. ha accennato ('Oll
aeume a questo prohlema nella sua lettera de! 16 aprile da Milano:
e
1:38
CARLO
1:1')
I1'<TOR1'<O AI YOLONTAIU LOMIHRDI DU 13411
MOO~
-Der Contadiuo ist dt'r gt'i)(Jrellt' Feind der GruIHHwrrell. Ll'IZH'f!' sudll'lI ihn nUll Huf
I.
Das Sdlft'('kbild eiJwr
Re\'olulioll (... ) peilli~t hier furtwährend die Bniilkerullg. Dil." Beule ist l"chnl! f!!'llug. wn
den bewaffneten Pijbd zu einem Plünderutlgswrsu('h zu \Wll'itt'll. diE' Rl'giE'rullll thut ihr
.\Iöglirhstes. um vorzubeugen. hat ulwr wenig Dank hil'rfür" (1:6;.
alle Welse zu gewilUH'l\. Es dürfte aber vefllehlidlt' .\Iiilw sl,iu.
Va da se ehe in un tale contesto non era cOllcepibile una organizzazione militare demoeratiea: il "liberalismo deHa paura" aveva rOllvinto. al
contrario. il eeto medio ehe la garanzia migliore per rordine sociaJe fosse
proprio J'esercito regio (177): questo doveva poi eondurre una /!uerra in
sordina per evitare il coinvolgimento delle masse troppo difficili da eOIltrollare - era gia assai rischiosa la sola chiamata dei riservisti! E eosl non
poteva esserei 10 spazio necessario per i volontari, nemmeno post festum.
quando Garihaldi si lamentera ehe il "'Governo Sardo llon si oeeupato
mai dei derelitti miei compagni cl'armi" (173) - atteggiamcnto ehe si
ripetera puntuaimente flel 1860/61 a proposito deIrEsercito meridionale.
Non e quasi piu necessario sottolineare ('he. essendo improponihile la
solidarieta dei popoli e impraticabile Ia ~uerra popolare. tul Cattuneo
doveva sentirsi tanto piu isolato quanto piu si allontanava anche dai suoi
vecehi discepoli sviluppando, dopo il '43. Ull sisterna mililare ricukato sul
moclello svizzero di milizia popolare. Infatti ancht' il Pieri 10 rimprovera.
non a torto, cli vedere soltanto resercito stanziaJe di tipo francese da ulla
parte e le milizie svizzere dall'alt1'a e di ignorare la yia di JlH'ZZO prussiana
(179). Ln stesso Garibaldi non rha seguito. andl{' se llel luglio de! '-t8
aveva ancora parlato di "un miliolle cli uomini armati" (180): proprio
Garibaldi diventera, al contrario, un fautore deHa via prussiana o!tocentesea tra (come 10 dice il Ritter) "Verbürgerliehung des Soldatentums" e
<'Militarisierung des bürgerliehen Lebens" (181). nJuovendosi (sono parole
di Picro Dei ."legeo) "sul filo cli un progetto ehe ac('eltava. alla lu('e di
un 'analisi realistica dei limiti de! volontarislllO democratico. il ('0111<11)(10
regio" (182), sottometterldosi - in pratim - aHa monarchia. L·Allemalldi.
che aveva tentato qualcosa cli simile gia nel .-l8. non vi efa riuscito. pf'f('hr
era troppo dehole e troppo pOCO cOIl\:incente. .\.lolte sue affermazioni di1Oostrano, inoltre, ehe gli mancavano le necessarie quuliu\ intellettllali
e
(183).
Per tutte queste ragioni Cattaneo non pot eva rjuscire. ur ud .'W. HP
dopo. Mi rimane da fare un'ultima osservazione. t' eine ehe il problema
delle c1assi inferiori riguardava e p1'eo('cupava auche i delllocralici. 11 fatto
di Bronte dirnostra ehe anche loro rea~ivallo ('olle maniere autofitarie in
cene situazioni. Non e possibile intavolare qui tullo il discorso di Cattaneo
edel quarto stahl. ma mi semhra ov\'io ehe sareblH' stalo difficile far
coincidere il SilO CO!lCetto militare demoaatico ('on iJ suo sostanziale nmservatorismo sociale. Aveva si quakosa t'ontro il retn superiore lombardn
(basta ricordare certe sue frasi del tipo --Je famiglie regnunti sono tutte
straniere" oppure --rItalia non e serva delli stranieri. lila Je· snoi") (13,.) .
ma non per questo era un parti~!iano deHo strato inferiore. anzi nlllunentenl ('on orrore i tentativ i austriaci di ucraparrarsi le simpatie dei poveri
scaricando la respollsabilita per la rivoluzione fallita stli ricchi (185).
Piero Dei :."Jegro spiega il succcsso cli Garibakli nel 1860 con Ia sua
arnbiguita: le masse contadine vedevano in lui il rivoluzionario. j ceti
possidenti invece il rappresentante dei Piernonte: la delusione per Ia manca ta rivoluzione sfociera poi nel brigantaggio (136). :"lei '-t8, invece. non
c't~ stato nemmeno questo, nOll ('·erano. eioe. le delusioni perche erano ben
presto sfumate le illusioni. L 'entusiasmo iniziale nelle campagne lombarde
e scemato rapidamente non solo per gli errori del Go\'erno provvisorio. ma
anehe per r arroganza delr establishment volontario ehe apparteneva. in
fondo. aHo stesSO eeto sociaie dei signori deI Governo (lW!). Dopo queste
premesse era impossibile ehe Ie masse provassero lIIolto di piil dell'iudifferenza. ma qualche volta mosl.ravano anche di llleIlO,.. (133).
L'organizzazione di Ull esereito rimane. in fin dei conti. Ia ri('efeu cli Ull
equiJibrio tra coereizione e consenso. lndubbiamente nel '-l8 il COIlsensO non
e stato trovato. oppure. se e stato trovato. e presto stalo sciupato (189)
perehe _ e questo e piu grave - non e stalo ver3menle cerrato. E cosl
ql1abiasi co[}cetto democratieo di nazione armata 0 di guerra popola1'e non
aveva neSSUIla chance di SlHTesso.
C\RLO
Moos
APPENDICI
A) ....Slnto generale della Forza [lombardai il ? luglio 184W'
B) Conflitto de! ('o\. Luigi Ben'll1! cul Comitato di guerra di Br('~rill
C) Do('ulllcnti riguardallti il eap. Carlo Pi,;a('ulle
D) Copia della lettern di GiU(,(llIlO Durando U Teodoro Leehi det 11 p;iup.-Ilo 18--l8
E) :{ leuere cli Alessandro .\-lonti (('apo di Stalo .\luggiore dri CPllerali Allt'lllalHli (' 1)1Irand"
ud Alfo!lSO La .\Iarmora. sniw' duranlr la Cumpagllu det 18--l8
F) Lelterl.l di Anlonio Li Ha. probubilllWJlti' III (;ownlU Prllvvisorio. t1d 1 ag0:>lll 13'i3
Ci SUppllCH dE'l Cl'lH'mIE' Allt'lllHTldi H Cu 1'10 Alh('r1o dt·] 1: TlO\'l'llllm' tH--l3
HO
I:\TüRNO AI YüLONTAIU LOMBAHDI 01:::1. 1848
CAHLO MOOS
14'
AppendiceA
Appendice B
57:41'0 GE.'VER4LE DELLA FORZ4 IL 7" Li 'Gun /'5.,1'1' (1;
CUV/UTTO liEL C(JL LI j(;IBERE7T; mL C(J\IIT;TO f)J (;/ ERR..! f)J lIRESCI; (I)
Itldi""7.;(J"~ d~i
~lal(J ~la[.(ft;"r('
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11 Comitatn si fa ~ol1t'rito di lm~nH·tterle in 1'lIpill un foglio dd Colollnello Ben'Ha in datu
di jeri I'ollu rispn~lu dw gli fu datu. olHfElIll pOSSU fon"incersi ddlll lll'\'e~~ita eil!" tutti i
eomuudllnti dt'hbuno fard eonos('ere i low his0f!:ni 1'01 (li Lpi mezzn. onde t'"itare spiu('('\'oli
coutestuziolli e riturdi: dl') [' ullelH' illl!iuIlIn specialmelltt:' dllllu Sup,'rinrita (~).
Ellu llna rura pertunlO di prewllirli I' di ('OlIOS('l're nell'iste~so trmpo della n'ultil lh'i
hi~oglli llss('riti. persuadt'udoli a rineHen' I'he in qlH'SIo mOllltlllO 11' sl[re1tezze delrErario
esi~nno unH ~rllnd(' puzit'llzu e dis(Tt'zione: fra pochi giomi tult, slllto ,rangu~tiu ~uri\ ('e~~ato.
rd allorll wui i no~tri ('orpi pol~,qllllO e~st're posti ~ll di Hn piedl' ri~pt'ltuhile,
E ~t'nzu piiJ nU'I'OlllIHUlll11
. Ullll di Lei prwlenzu. il COll1ilulo ~i pregiu di altl'star!(' In
Ilonltu SllIllll.
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f.:~f'n:.i/() !.omfwrdo, IlItlzzo 9. 1)(,,,,, lra!tar~i lf Ull l,ll'IWO
aUI(~rufu dd gI'n. Le('hi. Si ""du. illol1n'. III lllillU!u d,,[lo
uffieialc poidll' portu la firmu
Specchiu delle- furze Lumbarde in ,vIR\-L Archil'io ('usa/i, ('urt. 10. 1'1. Ilfl. 11. (N, dun' si
nseollimno dei duti di meta 111~1iu ahbustllllZll ('ontnl~tull1i:!' :"1(:01..., BU'C'ic..\ n:lo,!. ·f'.w'rcifo df'!
/lecchiu Pil'nlOfllt', Gli rmlin(lmeflli. pari!' 11. d(jI!~!4 01 n.'j(), RlIltw 1()~;). pp. :~2I-\n(l. (',,[111
stuto (lI'Ha fille d('J lllt'Sl', lila S('llza il1dicaziolw ddla fOlltl'.
(2; Re('U·: ;~8ß.
Dopo dur lIlesi di futil'osu I'umpugna. dopo cinqut' falti d'arme non ingloriosi. dopo UH'r
guanillto nm dt'boli forz\' un pUSnll importllntissilllll p!'r piiJ di un lIlt'st'. ill wdo i poveri mi('i
soldati. sellza Sl>urpt'. ~t'nzu I'uppotti r sellZU puglw u(,l'<unpati silpra (li un mOll\(' de~l'rlo U
fronle di unu forza llellli(·u gi1\ piü fonsidt'n'wle I' elw ~i UUlllelila ogni giornll di piiJ.
Eru hen !uugo 1f'lllpO du' io sllpplil'UVU da qllt'~Jo C1Ilnitutll I-h"t'gli \'O!t'SSl' provwdt'n>
sollf'l'itullH'llll' u quesJi ogW,tli di prima Iwn's~itu. t'PPUrt' iu H'IT 10m, ~i l'OIltilluil 11 lillllHlurmi u! I'orpo uhra l!ell\t'. in gran parte ('Ullllgliu da f!all'fl·. i1!Jloranll' d('1 llllto il IlWstil'r di
solduto. (' quel eh';' piiJ deI tllllo ~fornitu (li uhhiglilllllelllO ('d nrn'di,
Pt'n\ nlill fui s('oraggiulll. I' fillll ehe 11' lIlur('il' I' gli lUTumpUllwnti fllrlll}tl llWlI (Inri. fiuo u
eilt' il nelllll'O ('ra IUllf!ll 0 non ci altU1TuVll, io f('('i istruin' (' 11'lllli iu fn'l\Il i l\(lovi t' vl'.'ehi
soldati. !' sopJlortai ('on pHzit'nzu ilmio I'llril'o. 'la qUUlulo ~l t'btll'ro u fure lll11fl'll' t' pn'ud"rt,
po~izililli Iwr 1I1Onti t1i.~u~trll~i ~' lontani 0 quuudo I'llll\'!'lllH' spil1gt'fli sOllo ul fum'lI. i l'o~1'fil1i
divl'lllll'rO indollliti l' fugf!i\'llllo. !' i n'l'('hi ~oldll1i ~i rivoltunmo lIlal ('lIll1prt'lull'IHlo n>lllt'
dopo Illuto adoprur~i ('olla ~llllllt' I' ('ollu \'illl Inro lH'r difl'lldt'f(,lu putriu. qlU'~lH non polt',~.~l'
dar loro ulnwlJo di ('ht, I'(fprir~i r ripllrar~i. LIllll'(1l ~forso III pill Iwlla Prm'illfia Lombunlll.
('or~t' purt' pt'rieolo di uu'jrrlizioHl' dt'~li il1lplucubili llo~lri Ill>llli.. i: pllr(> nlll !!rll\'!' lH'rdilli
lloslru (lh Illorti e 1() fl'riti; rimfillllllo u rt'~pillgen' q(wlll' forzt'. dl!' 1!iilllssai "II11~id"rt'vlIli
lllinarciallfl d'illgrossursi di moho da Ull f!iOrllO ulrahrll. ,tu fUl l'o~lrt'lto 1I pn'ndl'n· HilI!
posiziOlll' sllllll 1lI01l11lf!:llU. ('ht' qUlIllto I' for\(' l'l'l' natura;' 1IItn'llan\fI ~il\'!'slrt' (,d ll~Prll, Vui\'i
SOIlO dll Ire piomi. non 111> piit dl'llari da pllfrun' i soldati, 11 ~\l'l)to rlUlllllfl prll\'\'ifrioni IWr
sosleßlllrli. e I!llt'ste pure !lon sanllO don" ('uoferle I' riporlt, pt'r mallfUIiZa (It'i 1H'l'l'~~arj \'a~i. LI'
dita eseono loro dall., seurpe. i cu!zoni tutti lu('('ri (' ll1alupt"lluli I'OprOll ll. t' llll llilu\'ill d'lll'qull
piovUlU slllmme li ha intirizziti e nn:inuti uffatto,
Cia mormoruno t' si ri\'olwlIo. mo/ti diser/arw t' iO()() Austrial'i IW ~OllO \'i('il1i~
Dopo resposizione sinn'ru t' positiva di qUj'sti falli, 10 non 111!1!iungeril pllmlu u pl'rsuud"n>
il Lode\'ole COlllitlltO di euerrll di lllHl ~oll('('itll proHisiollt' u riguurdo d(,lrabhigliamt'lllll.
alnwno piu lJeel:'ssurio. e deHn Pll~U (leI mio Rt'gl!illlt'lltO. dlt' puil ~ulvun' llllu Lomlmnlia i
rlisllstn irreparnhili di unll ill\'a~iOll!' Tl'dt'st'a du questo lll\ll.
Nelln ~p('nlllZli (li prollto ri~('ol1lro ho !'onon' (li pro\(,~lllrll\i 1'11I) di~tinlo OS,~!>IJllio,
firmulo D!'\'ol." COI.()!'lNEI,I.O BEII!!I':TL\
1-l-2
CAHLO .I\lOOS
l.b. Copia della (ettem dd ('omi/a/I) di Gllerm di lJresciu
26 maggio 1 ~4S
lNTÜRNO AI VÜLüNTARI LOMBARDl DEL 1848
(I(
('()forl!wl/(J B('ret!u.
AI 3ig. Colonn.lo Ben'ttu
Fu di dolorosa sorpresu u ljUt'sto Cornilu(fI iI fop:lio in datu di jt'ri :\. SO ill qlJt's10 j!lJlllo
pefVt'nuto tanto per le rose ehr \·i si dico!lo. quan1" pd nwd" ill cui \·i .'iO!l1l dl'w' ..'\iUH" \.'i,
ehe diseollosra gli eminent i servigi ch 'Ella re,w al paeSl' disrlplillulldlf. onlinuml". condlln'>lldu le milizi", ehe Je fllrono ll{fida1t· difendendn la IHlslru Provincia da Ull IUlo moho infl'stalo
da' nemici: ma ni uno vi pw\ esst'n' t~gualmentr dw pOSSU ('oll jlolldrruziollt' uSM'rirr a\'{'rlt' noi
mandata ('uuaglia di gHlera, rolle dita ehe escOllO dallt' s('urp... S('llza vasi da clJlwt'r(' p:li
alimenti. sellza arredi. sellza paghe. E!la sapeu tropp" !lew'. andw primu di parlin' eilt' WIll
cOllduceva un eorpo /Jrdinatu cd equipag-giatll. lila Iwnst illlpron-i.5ato pt'r I" lJrgl.>nzu ill llll
paese appena sorto dulla ri\"f!luziollt'~' ~apt'va altn'si qual fOSSl' I"abltiidianwlllo dlt' lt" urf!l-'llli
circostnnze (:i consenti~~ero di dan' per om ai soldHtl: a oglli lllOdo il primo corpo part! da
Brescia il 9. Aprile ron ~carpt' ed uhhlf("liumeilto cli fuslup:no llllO\·O. '" ('o/!Ji urn'di illdlslwllsabili, e ehe gli altri distu('camenti ~i S[u'('n!cltt'ro ud IIltt'f'\'alli fino all"ultimo d/'lla S('lIrSH
settimana sempre t'oIregnale ('orn'do. ed HHZi quasi tutti ('Oll dllf' paju di s~·afJw. Sllf'('f'ssivamente si spedirono di mano in mano tutti /{Ii o/!get1i dlt.> furono ridli~'S1i. t' tost!l dlt' furono
rlehiesti e dopo I1 6 de! ('Orr. t'. tra ruttre ,'ose 100 paja di scurpt.>, 880 puju pallluloni f' ;)()O
camieie e eon questi sus~idj non dO\'!'!'bht'ro rugiOlwvolnlt'ntt' dflpo Ull tllt'~t' '" 1l\t"7.Z0 1ronlrsi i
soldati nella desolazlone e Iludidl du' sono dipiuti in (/lwl f0f!lio. Alldlt' It.> JlHf!h!' furollO
sempre somministrute di lllann in mlillfl: non si fnt' fondo di cassa. fH'n'lu: 10 sl~'sso Erurio
nazionale in que~ti giomi ne IIlUlH'a, At! of.(ni modo s(.> Ella U\"l'SSt.> Illallliato col Illt'Zl.O
dell'intendente 10 slato personalt, dt'llmuap:liollt' il ('OlitO ddI"1l\"l110. t' il pn'\"t'llti\lI di l·ii l dw
en.l a pagarsi. come riehiede ogui rt'~lIlare alllluiniMrazione. non \"i san'hltt' slata la df'fif'f'llza
ch'clla indira, neppur neUe paghe e 111' andll' in questi giomi lll" quali la Patria ha d'uopo
non solo de! eoruggio cit'· suoi figli. lila di paziellza. UhUl.>guziorlt' t' f.(t'llt"rosi sacrifil'j. COSl
andle in qUHlHo agli ogg(-'tti lIi Hrredo ed ahbip:lillrrl("Ulo dw 1ll1111l'llIlO. Ella Sll truppo !Jt'tll'
che Iln ufficio ehe spende ddJ"ultrui (-' nOIl de! profirio dt,\,t, rt'golursi Sl'('ondll duti CI'rli ('
pre('isi, perehe i numeri pre('isi fanno undar diriW'!l' llllllllillistrazioui. qualldo dH' Il' indicllzioni indeterrninate non fanno ehe pnTipitur!l'.
Tanta III slimu ~ig. COllllllldlo, chI' iJ Comitato fu dt'Ha Sllll pt'f~ona. du' t'Sso !lon
dubita punto cli furie notare ('on fralH'hezza flul'stt' "OSl', tt'lleudo pt'f' ('{'rto du' k mollt, di Lt'i
occupazioni per I"istruzione e la dirt'ziollf' t1e! f('gginwlIto !lon It" lu.5f'i tl'mpo di scriWft'. l' dw
in questo si serva di altre pt'r,501lt~ eilt' !lOH hatlJlo per und\(' lu di Lt'i t'slwrit'nza.
Ad ogni modo pereh,' ~oflligliall1i di,5piw't'ri non HhhillO piil a rillllo\·arsi. il COlllitato
come gia scrissi ultre volle. de\"e ricordarll' clH' {!Ii ordini Superiori illgiull~OIW. eilt' of!ui
comandante debbll domantlar quallto gli abbi~lIplU l'lllllle:.r.zo drl Cenrrule (lu ('ui dijWHclt,.
A....ra percio la honta di trusmelterri t'ollll"zzo ,/,.>1 (;1'1l"rult· UHa llo111 flrt'cisH dt'llt, c'ose dH' It,
abbisognano, e Iloi fart'mo ogni sforzo pl'reht: iJ tutto sia sllddisfatto. SI' llt' srri\'{· illHlIt'diatumellle aoche al predetto Generale.
Quanto allt' paghe si Illunda aJrilllt'llllt'lllt, p"f('IH: It, snddi.5fi t' n'lHla f'Hf!i((IW rI'IH't,rI"
la~ciate mancare.
Per rispetto ai tempi imprevi~ti. HlI"illrspt'rif'llza al \'iluppo tlt'll!' l'O.5l', allu \'io!t'nla in j'ui
si surcedono. neck il Comitulo eii awr fatto Cil') ehe IUlllJIlUIllfll1e si polt'\"(1 du lui pn'!t'IHlt'n':
e neUa rertezza ehe dia abbia a rt'llden'i qut'ila {!iuslizia l'!w crr'diamo di ll\'t'r llwrilatu .51' Will
ahro c"ll1Uon volere. teniamo a pregio il jlfltl'rh.> prolf'sl.lln' lu IlO.'ilrll SiW'('f1l stirrlll.
I .\IE,I,JIlRI DEI (:O\lI'l,üO
e
( :\1'11101.1
firmati
{
l\rWl.I:'iJ
t.U'FII.\_'iCIIJ
r.
Fr:nERICI
NOTE DELL'APPENDICE B
(1) II materialt' tmsniuo ("onsi~lt, in llna 1"Ul'fU def Colllitalo di f!II('rra cli Bn'sda a
Giat'omo Durundo t' di lIue allegati dw illuSlfllllll la silllaziow' drarlllllutini tkg-li approY\'if!ionamenti e la ("ollfusione Hei rapporti tm milituri (' autori1;l ("iviI!'. :\ST. S('Z. I\". 'ij'aff. ;:1.
1 '$-J~, Eserciro Lombarr!o, maZ:llI 8,
(2) :\ ITwrg-lllt'. dull u mUIl<f ,li Durallfl'l: ""(:(lIllllllimrsj \'t'rJfallll('lltt' al (:'l.IJ" !3('n'lllI"
143
Appendice C
DOCUMENTI RIGUARDANTI IL CAP. CARLO PISACANE
Il Maggiore Lodovico Trotti al Generale Durando, Gargnano, 14 giugno 1848 (1)
AI Comando dei Corpo di Osserv-azione del Tirolo
Mi faedo un do....ere di sottomettere a qllesto lodc....ole Comando iI rapporto csatto del
Capitano Pisacane sollo scontro avuto colle truppe nemiche in vieinanza di Molina.lI Signore
Generale ....edra da questo rapporto ehe il comhattimento ebbe luogo in eonseßuenza di una
perlustrazione, I' riesel. favorevole pe' nostri, In quell'oecasione la posizione dl Nota non fu
abbandonata come era falsamente s,critto da~ Municipio di Gargnano, I' se quella posizione fu
momentaneamente abbandonata l'mdomam dalle nostrI' truppe non 10 fu per cssere stnti
costretti dal nemieo; ma piuttosto per l'intiera maneanza di vitto per 24 ore e dopo luoghe
fatiche sostenute. Il Tenente Ubicini dei Battaglione Borra fu incar1cato di andare a Gargnano
per tenere pronta all'oceorrenza la Comra&?ia dei Capitano Parma; ma con raccontl suoi
esagerati ed anche falsi mise in allanne tl gta troppo suscettibile Municipio di Gargnano, fn
eonseguenza di che mi sono ercduto obbligato di mettere agli llrresti il slldctto Tenente per 48
ore.
Interpellato dal S,r Capitano Borra se io erede....a bene ch'egli eseguisse l'ordine d'arresto
del Capitano Pisaeane da lui rice....uto, 10 eOllsigliai di sospenclere per il momento l'eseeuzione
di questo ordine, visto ehe era stato emanato dietro un falso rapporto, L 'imboceatura della
Valle Bestana che mette in comunicazione Molina con Nota e guardata da un posto e duc
....edette. Ora ehe vi sono trI' compugnie in Tremosine ho ordinato che <I'om in poi Nota fosse
occupato da una compagnia intiera,
Accompagnato dal Capitano Borra ho passato in rivista 4 eompagnie della sua Legione.
Questa truppa in t;;enerale era composta di hcUn gente, messa decentementc, hn lInn buona
tenuta militare nCI rllnghi, sembra molto anirnosa, ron maneante di disciplina coroe tutti i
eorpi volontarii.
Il Capitano Borra mi chiese se avrehbe potuto domani assentarsi per 48 ore do....endo
necessanamente andare a Brescia per terminare l'equipaggiamento della sua truppa. Aceon~
sClltii aHa sua partenza ma pero prevenendone per iscritto il S.r Generale pcr cos\. cvitare il
pericolo d'essere da lei altrove destinato nel tempo della sua assenza,
Quesla mattina di ritorno da Nota ho ricevuto il cli lei foglio in data del 13 eorr, Dietro 11'
notizie rieevute ho subito sentto al Capitano Pisarnne n Vesio al Capitano Viola n Toscolano,
cd 81 Capitano Parma a Fonnaga, pre....enendoli di quanto dia mi ha comunieato, I' dando
loro le necessane istruzioni.
Ieri ho pnssato gran parte della giornata sopra Nota e suoi dintomi, non ho osservato
erso Ponale. Mi fu riferito oggi che n Ri....a si stava
nessun movimento nc nella V, di Ledro
fabbricando un batello a vapore. Non mi pare probabile, ma a huon conto faro in modo da
sapere la ....eritil.
TnoTfl MAc,
ne . .
Rapporto del Capitano Pisacane al Generale Dumndo, P'esio, 13 Giugno 1848
Colonna Borrll
Distaeeamento di Valle di Nota
Signor Generale
E cosa dolorosa
per me il giustificanni su di un fatto stra....olto dall'ignoranza di un'Uffiziale, i1 quall' riuniva in uno duc Ilffari distinti I'uno dall'altro; I' chI' il tutto vcniva poi
esagerato dal Municipio di Garß'Illlno, e provocava dal canto suo degli ordiui giustissimi snl
mio conto, onde punrre Ia mia unprudenza.
Da un mese occupo gli sbocchi ehe da Valle di Ledra eonducono in quella di Tremosine,
prima con una sola compagnia, poi con due; sin dal primo giomo, cornI' ern mio dovere, mi
sono oecupato a rieonoscere il terreno ehe difende....a, cd ho raccolto tuttI' le possihili notizie
sul conto deI ncmieo - per completare le mie riconoseenze era nccessario spin~eme Ilnll a
mano annata onde obbligare il nemico a spiegare i suoi mezzi e conoseere caSl la prccisa
forza. Con unll sola compagnia non potei farIo, anzi non cro neanehe in istato da occupare Je
Cime di Nota; ma appena giunta la 5 fucilieri, fu mia prima idea occtlpare Nota, e mandare
ad effetto la riconosccnza che da piu tempo ....olgc....a in pensicro.
Essendo Milina un punto quasi centrale della lincn ehe il nemico oecupa da Storo a
Ponale, ia eon le due compagnie riunite I'attaccava il giorno dieci corrente alle ore 7 dcl
mattino. Jl nemico mi riceve eon un vivo fuoco di nna linea di tiragliatori, ehe si estendevano
Iungo la carnpagna cli Molino, occupando delle altnee ehe si trovano mnanzi al paese; dopa
un'ara di fuoco queste posizioni vantllggiose erano a Doi, cd i Tedeschi si ritiravano presso le
abitazioni. I soldati mostravllllO un grande ardore, e volevano spingersi avanti, io henehe non
avessi ardine di prendere l'offensivll, vedcndo il troppo feliee SllCCeSSQ delI'affare decisi profittarne. Il principale sentiero ehe menu al paese era aUn nostra sinistra, cd a meZZQ tiro cli
e
fueile dall'abitato illcassato fra due alture le quali erano oecupate dai nostri; ma il nemieo
faeendosi rieovero di un muro bersagliava queste due posizioni elevate, e non vi era mezzo di
sloggiarlo eon la fueiIata, decisi pereorrere il breve spazio ehe ne separava, e decidere I'affare
nUa bajonettu; avea a tnIe oggetto riuniti una ventina d'uomini, ma nel tempo stesso una mia
vedetta mi avvertl, ehe da Pieve venivano duc eompagnic in soeeorso al nemieo. I nostri
soldati si battevano eOD molto eoraggio, ma eOD poeo ordine, quindi un'attaeco, non atteso
avrebbe .l;'0tuto sconcertarli, la mia riserva senza mio ordine si era anehe essa spinta in
eordone; 11 mio seopo era eonseguito, il vantaggio era nostro, feei battere la ritirata - ehe si
esegul senza essere neanche da lungi molestuti da! nemieo; 10 vooemmo riunirsi vicino iI
pucse, e quindi perlustrare il eampo eon delle pattuglie, onde raeeogliere, suppongo, feriti 0
cffetti smarriti.
n risultato di una tale operazione era di aver eondotti la prima volta i soldati al fuoeo
eon feliee sueeesso - di aver eonosciuto essere in Palle di Ledio 5 a 600 uomini di truppa
regolare, di eui una eompagnia e mezza in Milino - finalmente di avere rieonoseiuto il
tcneno davanti Molino eon Ia massima precisione. Da eio non sperava lode, ma almeno
approvazione!
Risalito sopra Nota feei fonnare i fasd d'anni, e riposai due ore, quindi spedi le guardie
ai loro posti, e ealai in Vesio eon la Compagnia franea di servizio Ia quale era salita solamente
per tale operazione. Alle ore 6 p.m. mentre finiva di pranzare in Pesio si grido alle anni
diecndosi attaeeato il posto di Nota, quindi mi si disse ehe il posto si ritirava, fed battere iJ
tamburo, riuni gli uomini stanehi eome erano e mi ineaminai eon essi nella Valle di Bondo
ove ineontrai il posta di Nota in piena ritirata, assieurando tutti i soldati ehe Nota era
oeeupata da seicento Ausmaci, aHorn tutti ncusarono salire, dieendo ehe volevano attendere
iI nemieo, e risalire iI giomo dopo. Con tali disposizioni dei soldati, eon la notizia portata da
Nota eredei un giusto partito di inviarc un'espresso onde la V· Compagnia fueilieri si fusse
diretta verso Vesio, ij S.Tenente Ubieini della mia Compagnia si offerse volontario per questa
missione; fu Iui, il quale, non era stato presente al faUo d'anni di Molina, ehe sparse
dapertutto l'allanne ed il terrore, pii!, da Vesio si spedirono delle staffelte, urgentlssime, ed
accorse [?]; tutto senza mia saputa.
11 giomo dopo all'alba risali sopra Nota, il nemieo si era avanzato nella Valle Bestana
senza oltrepussare i eonfini, cd avea bmeiata una piccola barracea ehe serviva di ricovero aHa
prima vedetta. Come sueeesse Ia ritirata deI posto di Nota? I soldati erano stanehi e digiuni
giaeehC io le spedi i viveri arrivando in Vesio, avendo trascurato gli altri d'inviareeli, vari fra
cssi fidandosi molto dopo l'affare di Molina si oeeupavano a pulire i fueili, fu in tale stato ehe
un Sergente il quale era agli avanposti, arrivo gridando, ritiriamoez: 600 Austriaci ci attaeeano; il eapo posto non pote ritenerli; chi prattieo delle eose di guena eomprencle ehe in eerti
momenti il terrore nna seintilla e1ettriea ehe guadagna tutti, essi arrivando in Pesio sempre
pii! terribile raeeontavano I'neeaduto - , il giomo dopo i stessi soldati, neUo stesso punto anzi
di minor numero respinsero una pattuglia nemiea di eguale forza - cd io ritengo ehe il
ßiorno avanti fu anehe una pattuglia ehe venne solamente per assieurarsi se avevumo delle
lDtenzioni ostili.
Questi Sig.r Generale sono i faui genuini, i quali non credo ehe avrebhero potuto farmi
aecusare d'imprudenza se le fussero stati fedelmente uarrati.
Mi e stato irnpossibile fare prima d'ora un tale rapporto, ma ieri a!lorche arrivo il Sig.r
Maggiore Trotti io le avea di gia spedita una lettera infonnandolo dell'aecaduto.
La prego aceogliere Sig.r. Generale, i miei sentimenti di rispettosa stimu.
CAlILO PISACANE CAPITANO
Vesio Ii 13 Giugno 1848
e
e
Copia di un rapporto di Cado Pisaeane al Comandante Borrajatta eseguire dallo stesso
Borra il23 giugno 1848 einviata, probabilmente, ol Generale Durando (2)
Colonna Bona
Distaecamento di Valle di Nota
145
lNTORNO AI VOLONTARI LOMBARDI DEL 1848
CARLOMOOS
144
2' Legione Lombarda
Sig.r Comandantc
Sona dolentissimo non essere stato capaee di spiegarmi, nel rapporto deli'ultimo fatto
d'armi ehe Ilbbiamo avuto; dapoiehe veggo ch'clla mi parIa di neonoseenza meutre noi siarno
stnti attaecati nei nostri posti.
Passo ora a darle conto dello stato delle eose, augurandomi di essere pii! fcHcc nell'esprimermi. _ Jeri fui ehiamato in Limone onde ponni d' aeeordo col Comandante dei Vapore per
la difesa de! paese; ma ilsullodato eomandante, ed il paese tutto ehiede una eompagnia, eosa
aUa quale io non posso punto aderire nman[en?]do questa posizione troppo sguarnita, e ho
solamente rromesso ehe ne avrei seritto a Lei, accio una delle Compagnie ehe S0l10 inoperate
[inoperose?] venghino a stanziare in Limone.
Ritomato in Vesio trovai un Tirolese ehe aveano anestato sopra Nota, iI quale si era
volontariamente presentato e eonfessato eh'esso serviva di ~uida ai Tedesehi, ma ehe sua idea
era quella cli disertare alla prima oeeasione 0 venire fra nOI, eome ha fatto. Esso portava una
lettera in tedeseo che mi onoro aeehiuderle neUa presente (3), e le sometto dei pan le nsposte
da Iui fatte alle mie domande.
Come vi ehiamate?- Burtolo Mora d'eta 26 anni, nativo di Hesena - professione Bifoleo.
D'onde venite? da Molina.
Da quanta tempo siete in Molina? da un ora
D'onde siete venuto? Da Riva - ehe forza e'era a Riva? si diee ehe vi sianO 4000 uomini.
A Ponale ehe forze vi sonor 50 uomini.
A Mo/ina ehe forze vi sonor 400 uomini. ehe reggimento? Baden
Pi altm jorza in Palle di Ledro? - Vi sono presso a poeo tre altre Compagnie le quali
sono distribuite nei diversi paesi, da Molina sino a Tiarno di sopra.
Poi servivate di guida al nemieo? Si
Da quanta tempo? 14 giomi.
In questo tempo ehe luoghi avete percorso? Sono stato a Storo e Tremalzo.
Cosa dieevano? Che questa mattina alle 2 volevano attaeeare la montagna di Crete.
Perche siete saNto il monte? Perehe mi avevano mandato ad esplorare le forze italiane.
Si aspettava rinforzo? 11 teuente Colonnello ehe si trova in Riva ha rnandato a dire al
Capitano Agostino in Molina, ehe questa notte si attendevano eerto due Compagnie d'ungheresi - e forse due di eroati.
Dopo queste sue risposte, benche io credessi tutto esagerato, ma per abbandonare [sie!]
in preeauzioni, feei rappellare, riun1le due Compngnie franche di servizio, e mareiai immedintamente sopra Nota ove sono giunto ad un'orn del mattino. - Alle 2 abbiamo radoppialo
di vigilanza, roa tutto si passato tranquillamente, io intanto, supponendo ehe il nemieo se
veramente avea opinione di attaecarei, non 10 ha faUo a causa deHn diserzione di questa
guida, e potrebbe quindi porre in eseeuzione questo suo proggetto, ho rimasto [sie!] tutte le
forze al bivaeeo sopra Nota, ia sono ealllto per farne rapporto a Lei e per quindi nsalire
immediatamente. Passo ora a sornmcttere le mie opinioni su tutto cio che le ho esposto. Un attaceo dei
nemieo sulle eirne di Nota, nvendo per iseopo di 5eendere in Vesio non puo al eerto cssere
isolato, giaeche se le tmppe da Valle di Lcdro per Nota seendonO in Vesio la loro ritirata e
eompromessa dalle nostre forze ehe avanzerebbero da Storo. - Quindi se un tale attaeeo
sueeede, egli eerto ehe il nemieo dovra sentirsi molto supenon:, e dovrn nel tempo stesso
attaeeare Condino onde impedire al Sig.r Generale Durnndo di avanzarsi. - Posto un tale
attaeco possibile, credo ehe qui sarebbe neeessario di aurnentare le forze, cd a mio parere
bisognerebbe oeeupare Pregasine ed ivi piazzare la mia dritta, prolungandomi sul bivaceo di
ehe mezza eompagnia
Nota, onde avcre le forze pii! neoncentrate in Pregasine llOn vi
nemiea.
Le sorrunetto in ultimo ehe manehiamo di munizioni quindi e urgentissimo d'inviareene.
sott. PISAeANE CAPITANO
e
e
e
e
L'originnle eguale.
Gargnano li 23 giugno 1848
IL COMANDANTE
BORRA
Rapporto del Capilano Tedesco al Generale Durando, 28 giugno 1848 (4).
AlI'Omatissimo Signor Generale Durando, Anfo
Rapporto
146
CARLO MOOS
INTORNO Al VOLüNTARl LOMBARDI DEL 1848
. In questo p~nto giun~e una barcB: ehe app0l"!R il Capita~o ~isaca1?'c gi~ Co~and~nte il
Dlstaccamento clJ Nota fento da palln In UD braccIO - e cantmlIo per l'Ospitale cll Salo.
Prima delIn sua partenza intesi da Bua propria bocen e 1e eiferisen "ehe jeri sera -I nostri
posti di Bestana furono auncenti dai Tedeschi eon poea enecgill pero, dimodocM 10 si credette
affare cli poca momento e cli nessuna conseguenza. Questa mane pero ritornarono in gran
numero attaccanclo simultanearnente il pasta cli Bestana cd il pichetto ehe trovavasi sul Monte
Cretin. I nostri accorsero ad incontrarli, eben tosto In mischia divenne importantissima".
n Capitano Pisacane ehe si trovava in Vesio, appena udito l'auncen si portava in Nota
eon SQccorso cli trenta uomini. Arrivando sul Campo di battaglia si accorse ehe dietro un
masso erano naseosti alquanti nemiei ehe tonnentavano il fianeo sinistro della nostra Trurpa.
ArditlJ, risolsc di sloggio.rli, c prcsi seeo 8 uomini ehe vollero seguirlo, si porto in que sito
micidiale, ma fatto appena poehi passi fu· eolpito da unn palln ehe gli traforo il braccio
sinistro. Impotente 0. eontinuare il Comando seese in Vesio e quindi 0. Limone onde essere
trasferito in Salo, lasciando pero degli Ordini per coprire il paese dai fortini eon uno. Compagnia di riserva ehe trovavaSl aJla Pieve.
11 Combattimento durava aneora in Nota, i Tedesehi pero dopo molta perdita dal canto
loro, crano padroni deI posto di Bestana.
Egli fa aseendere n 1200 circa la forza de! Nemieo.
La perdita dei nostri fino a questo punto si crede restringersi 0. duc morti e duc feriti,
nulla si sa pero di positivo.
La Truppa che era <J:ui stanziata volb 0.1 soccorso di quelli ehe si trovano cola impegnati,
o.ssieme aHa guardia NazlOnale deI Comune di Gargnano.
Subito ehe ricevcro nuovi dettagli mi faro prcmura di farglieli eonoseere.
Mi favorisca suoi Ordini.
ANGELO TEDESeO
CAPITANO
5"
FUelUElll
COMANDANTE DI
Ga<rano 28 Giugno 1848
are 1h p.m.
GARGNANO
147
AppendiceD
COPlA DELLA LE7TERA Dl GlA COMO DURANDO A TEODORO LECHl
DEL 24 GlUGNO 1848 (1)
Comando dei Corpo
di Osservazione dei Tirolo
Dal Quartier Generale di Anfo
il 24 giugno 1848
Copia
Dietro I'ordine definitivo compartitomi da V.S. col pregiato fogho 20 Giugno N° 1550 il
I" Battaglione de' Caeeiatori Lombnrdi totalmente messo a disposizione dc1 proprio Colon+
nello.
Il eambio di questa truppa abbastanza organizzata e diseiplinata eon una Comp.ia di
volontarj stranieri senza capitolazione, senz'ordine, senza disciplina ehe io prcveggo pur
troppo simile 0. quclla disordinatissima parigina dc1 Sig.r Cavaggia non c punto Jusinghiero
per me.
Per togliere da me ogni futura responsabilita, riehiamo nuovamcnte l'attenzione delIa
S.V. sugli Elementi di dissoluzione dei quaJi minaeeiata 10. mia truppa.
Il Reß"g.o Brescio.no eomeosto per 10. mag~or parte di vecehi soldati ehe formavano l'ex
3" Bnttaghone dell'Haguijtz lHaugwitzJ non 51 aneora disciolto rer puro miraeolo. L'Ordinanza Ministeriale de! 13 Maggio, ehe non obbliga 0.1 servizio mihtarc, ehe i nati nel 1826 e
27 eomincio a demoralizzarli; nessuna legge ritenendo al servizio deJla patrio. quelli ehe erano
obbligati a servire il nemieo, ehe ne avvenne? I migliori militi si cangiarono in altrettanti
indisciplinati volontarj.
Lo zelo ed aceorgimento dei Colonnello Beretta, sostenuto da alcuni bravi suoi Uffiziali,
poterono fin qui paraJizzare condizioni si sfavorevoli, ma ora, dopo ehe la truppa sostiene dal
prineipio della guerra eon molta fennezza disagi d'ogni sorta, eostretta 11 bivaccare sulla eima
dei monti senza avere cli ehe eoprirsi, e dopo essersi battuta bene in faccia d'un nemieo
superiore in nwnero ed arte, vedendosi ora laeera, malconeia, sudieia, d'aspetto insomma piu
bnganteseo ehe militare, stanea d'essersi sentita, e sentirsi da suoi Ufficiali ripetere promesse
ehe i Superiori stanno oecupandosi de' di lei bisogni, ma ehe mai non si avverano, non da
rnaravigliarsi se l'indiseiplina dia qua e la segni di diventarc ribellione, e se il Colonnello
stesso mi dichiari non potcre piit a lungo risponderc dcl proprio Regg.o (2).
II Corpo di Borra piit meno nelle stessc condiziom. Non parlo di quello d'Anfossi
troppo nota aHa S.V., ed 0.1 Ministero.
I Corpi di Thannberg e di Manara, eompo5ti di Volontarj forse presi da uno. c1asse soeiale
migliore, ma appunto per questo non seevri d'opinioni politiehe stravolte, ed antimilitari, eon
Uffieiali per Ia maggior parte nuovi cd inesperti, non presentano aneora un'organizzazione
tale da potersene ripromettere un buon servizio se non appoggiato da truppe regolari. D'altronde abbisognano aneh'essi speeialmente 10. Colonna Thannbcrg di avere oltre al vestito, un
migliore annamento, e di aver eampo ad essere militarmente ordinate, istruitc, cd esercitate.
L'uniea truppa sulla quale io possa contare, quclla dei 100 Vodesi comandata dal
Capitano Hott [OttJ, non ehe sui finanzieri qualora riescissi organizzarli in Battaglione.
Dal quadro suesposto comprendera V.S. dovere io diehiarare ehe se mi riuseito finora
eon tutti i ripieghi, e le risorse d'una Iunga esperienza eontenere e!ementi si discordi cd
avversi, e di gullrdare Ia frontiern nostra senza cedere un palmo de! terreno 0. me affidato; da
questo momcnto in poi, io non rispondo piit dell'avvenire, e moho meno se come potrcbbe
aver luogo, dietro le istruzioni di S.E. di Salaseo, io dovessi per secondare le operazioni
dell'annata Sarda, prendere da questa parte l'offensiva (3).
Unieo mezzo onde impedire la totale dcmoralizzazione della truppa da me dipendentc,
oarebbe richiamarla in una Citta di Deposito, ove io potcssi riorganizzarla secondo quelle
nonne ehc io proporrei, e ehe piacesse aIla S.V. di approvare.
La, truppa Toseana riordinata a Breseia, potrebbe essere dcstinata a rilevarmi da queste
posizioni, e questo sarebbe anche eonfonne per quanto mi si dice ai desiderj da essa manifestati (4).
Dopo il tempo indispensabile 0.1 riordinamento de! mio Corpo, 0 potrebbe questo riprendere 10. prima destinazione, 0 per grazia speeiale essere incorporato all'Esercito Lomhardo ehe
agisce 0.1 piano.
Tanto ho ereduto mio dovere significarle Sig.r Generale, neHa fenna credenza ehe Ella
vorra interporsi, onde Je mie istanze venghino prese in seria eonsidcrazione,. tn?ppo essendo
e
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e
e
NOTE DELL'APPEDNICE C
(1) Questa lettera dei Trotti eoll'allegato rapporto di Pisaeane si trova in AST, sez. IV,
73, 1848. E...ercito Lombardo, mazzo 8. Si veda per i fatti riportati anche 10. lettera di
Pisacane 0.1 fratello de! 27 settembre 1848, in CAlll,O PlsAeANE, Epistolan'o, a euro. di JUDO
ROMANO, Milano-Gcnova*Roma-Napoli, 1937, p. 64.
(2) MRT, Archivio Durando, cart. 106, n. 23
(3) Uno. eopia di questa lettera in tedeseo e effettivarnente aJlegata; e uno. pura lettera cli
presentazione per eui ho ritenuto opportuno tralasciare di trascriverla.
(4) MRT, Archivio Durando, cart. 106, n. 29. Cfr.la lettcra di Pisaeane 0.1 fratello de!27
settcmbre 1848, in Epistolario, eit., p. 65.
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148
CARLü MOOS
nnche interessato I'onore mio, e 10. mia influenza prcsso i miei subordinati, n ehe Je rnppresentanze ehe io faccio per loro alla Suprema Autorita vengano a giusto titolo valutate. ehe se
dovessi come avvenne {in qui assumere tutto il peso della responsabiliw. verso In mia tmppa,
c. vedenni i? r~ricolo di compromettere l'on?~e J?io, sarei costretto a supplicarlll:' ~ietro
j'accordo pnmltlva da me presQ quando vcnDl mVlato a questo Corpo, d'essere rest:J.tUlto 0.1
Comando della 1" Brigatll d'lnfanteria Lombarda, gia prima graziosamente conferitomi (5).
Ho l'onore cli protestanni coUa piiI distinta stima, e rispetto.
NOTE DELL'APPENDICE D
(1) AST, sez. IV, senfL 73, 1848. Eseret'to Lombardo, mazzo 8. Si traUa della copia cli
uno. lettern non finnata, ma sicuramente deI Durando, inviata al S"en. Lechi, come si desume
dal eopialettere di Durando, l.c., mazzo 9, n. 494. Sono state mviate delle eopie pure ai
general i Salaseo e Conti.
(2) 11 confronto eon i documenti dell'Appendiee B del mese prima dimostra ehe la
situazione, drammatica gin allora, non em per niente migliorata nel frattempo.
(3) Cfr.le lettere deI Salaseo del20 giugno 1848 al Durando (MRT, Archivio Durando,
cart. 106, n. 20) e al Comitato di guerra di Breseia (AST, sez. IV, seaff. 73, 1848. Esercito
Lombardo, mazzo 8).
(4) Cfr. per questo progettato ma non realizzato cambio di guardia LEOPoLDo MAnClJElTl,
11 Governo ProvV/.sorio delta Lombardia attraverso i processi verbali delle sedute del Gonsiglio, Milano 1948, pp. 403/4; Gartes.gio Gasati-Castagnetto, pubblicato eon annotazioni
storiche a cum di Vrrromo FEHRARI, Milano 1909, p. 193; Le Milizie Toscane nella guerra di
Lombardia del 1848. NarraziQne istorica del Generale De Laugier, Documenti della Guerra
Santa d'Italia, fusc. 12", Capolago, Marzo 1850, pp. 57·62. V. inoltre MRT, Archivio Durando, cart. 107, nn. 16 e 25, lettera deI Comitato di guerra di Breseia al Durando, 16 luglio
1848, eon allegato.
(5) Cfr. per la questione dei comando della l brigata lombarda MRT, Archivio Durando,
cart. 104, n. 49 (minuta di lettera non datata, ma seritta intomo al 10 aprile 1848, al
Franzini); e AST, sez. IV, scaf!. 73, 1848. Esercito Lombardo. mazzo 9 (lettera dei Sobrero al
gen. Perrone dei 12luglio 1848).
A
INTORNO AI VOLONTARI LOMBARD) DEL 1848
149
AppendiceE
3 LETTERE Dl ALESSANDRO MONTI (CAPO Dl STATO MAGGIORE DEI GENERALI
ALLEMANDl E DURANDO) AD ALFONSO LA MARMORA, SCR/TTE DURANTE
LA OlMPAGNA DEL 1848 (1)
Lettera del j,'j aprile 1848
Mio prode e simpatico Lamannora!
Soldato d'Avanguardia.
In mezzo al fuoeo dei eannoni e al fervore delln pugna, imploro un momento per queste
mie righe.
Il mio eapo Generale AHemanni ha scritto a Salasco per ottcnere un piccolo corpo
ausiliare per 1a spedizione del Tirolo. Un Battaglione con una mezza butteria sarebbero
sufficienti. Ne avvessimo bisogno per occupare i passi 1 di Lavis al di la cli Trento verso
Bolzano 2" cli Nago e di Seravalte ehe proteggono le strade ehe da Verona, 1'uno sopra Riva
I'ahro sopra Roveredo, condueono a Trento. Oeeupati questi passi cli prima strategien importanza, (e poco basta a difenderli) neS5un demone pub pii! scacciarci dal Tirolo. Cinque mila
volontari, detenninati e seielti [?], non abbiam bisogno dei vostro soccorso per entrare in
TiroIo, impadronirci di Riva e cli Trento, e destarvi Ja rivoluzione - ma per mantenervisi
quando gli Austriaci ritirandosi da Verona e Mantova vi si getteranno e mdispensabile la
vostra cooperazione.
Voi ehe avete gia provato di poter tanto sull'animo de! Re pigliatevi a cuore In nostea
preghiera (2). 10 stesso sarei venuto a parlarvi - ma Alemarnli essendosi rcento per duc
giomi a visitare le colonne spinte verso il Tirolo, io non posso abbandonare il Quartier
Generale. Mi ammazza l'inaxione fisica (quantunque l'azione morale Sill grande) a eui mi
costringono Je mie funzioni di Capo cli Stato Maggiore.
Quanto v'invidio - voi ehe siele sul campo di battaglia! Venite con noi in Tirolo, ci
batteremo bene anche In.
Serivetemi se fosse necessario ehe Alemanni od io ci recassimo dal Re per ottenere un
ausilio pel Tirolo.
Sta sera forse Peschiem sara nostm.
Pieno di stima
iJ devot.mo vostro MONTI
Quartier Generale dei volontari
di Salo 13 Aprile
0
Lettera del 3 luglio 1848
. Pregiatissimo ColonneUo
Prima di tutto vi presento Je mie sincere congratulazioni pe! compartitovi avanzamcnto,
il quale non fu soltanto la ricompensa di un Re, ma iI voto unanime, anzi il grido di gioja di
un annata.
Poi vi richiamo al pensiero la vostra prima entrata in Brescia aHa testa dell'Avanguardiu
deHa Brigata Bes, quando io vi mossi incontro u salutarvi in norne de' miei concittadini, come
il primissima dei nostri fratelli liberutori.
Se ben vi rieordate, e non ne dubito, di quel momento feliee, non mi avrete dimenticato,
e avrete la eompiacenza di ascoltanni benignamente un momento.
Quando voi partiste per l'assedio di Pesehiera io seguitai I'AIlemandi come Capo di stato
maggiore aU'infelice spedizione del Tirolo, e continuo nelle stesse funzioni presso il Corpo
d'Osservazione dei Generale Giaeomo Durando. Ora questo corpo viene richiamato a Brescia
aU'oggetto di riordinarsi, e di avere in seguito UD altra destinazione. 10 mi sono sagrificato
eon esso tutto questo tempo - perche mi sembrava piu merito trovan,i Iu dove maggiore era
il disordine, li seompigli, i disgusti. Ma sono ormui stanco fino allu nausea di questi volontarj,
coi quali non si ottiene altro nsultato ehe di compromettere la propria riputnzione. E unn
razza incorreggibile. 10 intendo vivere come ho sempre vissuto, e monre, da soldato - ma da
soldato eavaliere, e non da piazza. E per questo eh'io mi sono detenninato a prendere servizio
nell'Annata piemontese, per Ia quale ho sempre avuto malta stima e simpatia - e a non
misehianni piu oltre dell'annatn lombarda, Ja quale e troppo nuova per presentare aß{~ora
elementi d'ordine c di disciplina.
150
CARLOMOOS
n Ministero nostro delin Gueren mi coufen il grado cli Maggiore, cd om fui proposto a
Tencnte Colonncllo dal Generale Durando per l'azione dei Carfaro 22 Maggio.
Mn ia rinuncierei a questi vantaggi ehe sono molto chimerici dove non c'e arm:ata,
quando S.M. m'accordasse un posta cli Capitano nelln rropria cavalleria, 10 stes50 gradoch'io
mi guadagnai in Austria dopo quattordiei nnni di servlzio.
Sc vai ehe m'avete ispirata tanta confidenza quand'ebbi la fortuna cli conoscervi, de$D8ndomi dei traUi di vostrn particolare bantu, voleste secondarmi nelle mie intenzioni, e
mdicanni il mezzo piil sicuro e proßto oode giungere aHa meta, io mi Brimere. felice cli dovere
a vai una profonda riconoscenza (3).
Scusute e credete ai sentimenti della distinta stima eon cui ho l'onore di protestanni
Quartier Generale d'Anfo
vostro umil.mo servo
ALESSANDRO MONTI
li 3 Luglio 1848
Lettera dell'11 luglio 1848
Pregiatissirno mio Colonnello
La vostra preziosa lettera de! 5 corrente ehe non mi pervenne ehe jeri, mi ha ripiena
l'anima di belle speranze.
Lo sapeva bene, ehe in chi sente nobilmente eome voi, non potea per eambiare di cose e
di tempo, scemarsi quella bonta d'animo ehe non mi parve l'ultimo dei vostri attributi,
quand'ebbi il bene di eonoseervi. Fin d'allora, e sentendovi SI ealdamente ragionare delle eose
italillne, e ammirando l'operosita dei vostro spirito tutto militare, dissi fra me: eon quest'uomo mi piaeerebhe di mareiare agli avanposti.
Vi ringrazio di avenni data la dolce prova di non essermi ingannato, eereando In protezione vostra. 10 partirei subito di qui pd vostro Quartier Generale, onde avere In fortuna di
essere presentato all'iIlustre Duca di Genova, e di vedervi neUn interessante e superba vostra
posizione di Rivoli, - troppo eonvinto essendo aneh'io, ehe Je cose trattate a voce rieseono
meglio e piu prontamente ehe per iscritto. Ma la searsezza d'uffieiali a questo Stato Mllggiore,
e i riguardi ehe debbo a1 mio Generale, non mi permettono di allontanarmi prima non sill
~unto chi mi rimpiazzi, il ehe avra luogo spero fra qualche giorno, staute la domanda da me
mnoltrata aLechi di essere esonerato dalle mie prescnti funziorn. Credete ehe sono dolente
d'ogni ritardo, perehe so ehe i momenti deHa gueITa sono preziosi, e un ora sola puo valere
piit d'un secolo.
Appena saro in grado verro in tracein di voi (volcsse il cielo piu lontano ehe possibi1e) e
ve ne faro avvertito eon apposito mio seritto. Intanto eompiaeetevi disporre in favor mio
I'animo di S.A., e rieordatevi ehe qualunque fossero le eondizioni sotto le quali si degnasse
aeeettare l'offerta de' miei servigi, 10 ho risoluto fermamente di fare questa gloriosa campagna eon voi e sotto gli ordini vostri. E l'annata vostra, Ia sola italiana ehe meriti per ora
questo norne, ehe hn strappnto parole d'ammirazione ai tedesehi - sieeome potei leggere con
mio grande orgoglio nei rapporti ufficiali di Radetzky, Sehwarzenherg e altri. Evviva dunque
l'annata piemontese-italiana!
Qui nulln di nuovo, piceoli seontri di pattuglie ineoncludenti. Noi, all'estrema sinistra,
non faremo nieun movimento se non d'aeeordo eol vostro. L'ardore e il eoraggio non maneano eerto ai Volontarj, ma manea il resto e forse il piit essenziale, daeche fu inventata la
polvere. - La vostra oeellpazione di Rivoli ha dcviato parte delle forze nemiehe ehe ci
stavuno in faeeia.
Vi sono rieonoseentissimo delle gentili espressioni ehe usate meeo. Sebbene abbiate la
delicatezza di non parlarmene, pure io non manehero di produrvi quei poehi doeumenti ehe
ponno far fede dei mio operato dal 22 manm in poi; quelli spettanti i miei servigi austriaehi
dovrei sfortunatumente andar a prendermeli a Craeovia.
Vi prego di fare qualche conto dei sentimenti della simpatia stima, e rispetto, eon ehe ho
PODore di dinni
Quartier Generale di Anfo
Vostro subordinato
11 Luglio 1848
ALESSANDRO MONTI
INTORNO Al VOLONTARI LOMBARDl DEL 18o}ß
1.51
NOTE DELL'APPENDICE E
(1) ARCHfVlO DI STATO, SEZIONE DI BIELLI., (ASBi), Archivio La Marmora. eass. XCVI, eurt.
153, fase. 509. Si tratta delle 3 prime lettere di tutta una serie appartenenle aRli allni 1848 c
1849; dr. MAURlZ10 CASSElTl, Le Carte di Alfonso Ferrero Della Marmora. 5punti per una
biografia e an epistolario, Tonno 1979, pp. 621-624. 1I1oro autore semhra esser stato una
figura assai eomplessa: ex-uffieiale austriaeo, promosso dal Govemo provvisorio, simpatizzava, eomunque, per l'esereito piemontese ed era pereio eritieo verso Allemandi e, piu tardi,
verso Ramonno, mentre va1uta...·n equamente Garibaldi. Non volle passare nella Divisionc
Lombarda dopo I'armistizio Salaseo e prefen eombattere l'Austria in Ungheria.
(2) Alfonso La Marmora ha effettivamente trasmesso la "preghiera" del Monti al gen.
Franzini, eome dimostra il suo diario sotto la datu del 14 aprile; ASBi, Arehillio La Marmora,
eass. XCIX, cart. 160, fase. 529, p. 20. Come si sa, l'appello ui piemontesi e rimasto senza
esito, v. ad esempio il Bollettino deI Govemo provvisorio deI 23 aprile 1848, in ASM, fondo
Dono Cantu., eart. 11, fase. 2.
(3) Infatti il La Marmora si e dato du fare, eome dimostru anehe la sua lettera de! 22
luglio al frutello Carlo Emanuele, ma senza suceesso, in parte per i motivi eui aeeenna Ia
seguente lettera deI Monti dell'11 lugIio, in parte per il precipitarsi degli eventi neUa seeonda
meta del mese. Per il desiderio del Monti di passare nelI'esereito piemontese c anche da
vedere, tea raltro, la sua lettera al Durando dei 5 luglio 1848, in MRT, Arehivio Durando,
eart. 107, n. 7.
Appendice F
LETTERA Dl ANTONIO UTTA, PROBABILMENTE AL GOVERNO PROmSOmO,
LUGANO 4 AGOSTO 1848 (1)
Il sottoseritto incarieato dal Govemo Provvisorio eon lettern 27 luglio N° 1496 (2) di
reearsi nella Svizzera per assoldare truppe per conto de! Govemo Lombardo qualora fossero
eqllipaggiate, armllte ed istrutte in modo di essere immediatamente adoperate eontro il
nemieo - poItossi al Diretorio Federale in Berna, dove interrogati gli uomini piu infiuenti de!
puese eonobbe essere impossibile l'assoldllre truppe con un permesso regolare ostundovi la
legge federale quest'anno saneita.
Non volendo pero ehe Ia sua missione riuseisse senza seopo proeuro presso le varie
influenti persone di eonoseere se mai altra strada vi fosse ehe gli perrnettesse d'assoldare
truppe - eondotto presso il Presidente dei Govemo di Ginevra James Fazy, questi assicuro
ehe nel Cantone di Ginevra e di Vaud si potevano assoldare molte migliain di uomini qualora
si garantisse ai rispettivi Cantoni l'importare degli abigliamenti e delle arrni, non ehe ai
soldati la paga al servizio federale, allora pre8"0 il detto Sig.r Fazy ehe partiva nello stesso
giomo (2. Agosto) per Ginevra a volersi ineaneare di riconoseere il numero approssimativo
delle truppe disponihili e dei patti d'arruolamento mandando apposita staffettn a Milano
all'indirizzo de! sottoseritto.
L'ineurieato di qucsta mia c autorizzato a prendeme pronta eognizione appella arrivi e
farne eommunieazione a eodesto Governo. T rovando poi essere utile la di lui fermata in
Lugano, stante altre prattiehe allo stesso seopo in eorso hn incaricato [sie!] il D.r Emilio
Casanova ed iI Sig.r Reichmann ehe gli furono compagni neHa gita a Berna a voler dare a
voce tutti quegli sehianmenti ehe il Govemo vorrn ehiedere - pregando qualunque sia la
detenninazione a voler prontamente rendeme informato il Sottoscritto.
DUCA ANTONJO LrITA
NOTE DELL'APPENDICE f
(1) ASM, rondo Dono Cantu, eart. 10, fase. 5. Il doeumento manen in 1848.1l Carteggio
diplomatieo del Governo provvisorio della Lombardia, [a cura di LWPOLDO MAReHETII e
FEDERleO CUR.\To], Milano 1955. E irnportante poiehe prova ehe il Litta ha cffettivamente
eompiuto la sua missione unehe se questa non ha avuto esito positivo.
(2) La lettern indieata si trova in Carteggio diplomatieo. eit., pp. 367/68, dove c datata
28 Luglio 1848 (inveee di 27).
CARLO MOOS
152
INTORNO AI VOLONTARI LOMBARDI DEL 1848
Appendice G
SUPPLICA DEL GENERALE ALLEMANDl A CARLO ALBERTO,
VERCELLI, 27 NOVEMBRE 1848 (1)
Sire
C'est cu Votre Majeste senle que je dois desonnnis esperer d'obtenir une solution la
position dans laCj"ueile je me trallve. Je me suis adresse S.E. Je Ministre de In Gucrrc, ainsi
qu'a S.E. le Presldent du Conseil des Ministres il ya quelques jours, mais TI 'ayant pas fel;U de
repanse je me vai force cl'importuner Votre Majeste POUf la supplier de vouloir hien faire
ccsser cet etat d'incertitude nussi penible POUf moi que POUf ma familie.
Je suis Piemontais, Sire, et comme tcl j'aurais desire occuper dans l'armce de Votre
Majeste Je grade que je possede dans les Troupes Lombardes.
J'avais demande dans le tcmps, a Votre Majeste d'etre son rnppresentant cu Suisse 00.
mon Dom y est connu ct y jouit de quelque confiance, mais j'ai du preswner que Votre
Majeste ne m'a pas juge digne de remplir ces fonchons puisque eettc plaee n ete donnce a une
nutre personne.
SIre!
Si l'intention de Votre Majeste n'est pas d'utiliser mes services et cela sans doute parceque la calomnie, si mechunte de nos jours, rn'aura depeint il Votre Majeste tel que je ne suis
point, je ne demande qu'a me retirer, vivre etranger a tous les evenemens qui peuvent encore
surgir dans ma Patrie, ct m'occuper entierement du soin d'elcver mes trois f?aryons.
Mais Sire! J'ai fait de tels sacrifiees que je oe puis me retirer sans suppher Votre Majeste
de m'accorder une pension relative an grade dont je suis revetu par brevet du gouvt. de Milan
co date du 30 Mars dernier.
Abandon de ma place de Colonel federal en Suisse, apres 18 ans dc grade d'offieier, en
Espagne, en Belgique et parmi lesquels 10 ans de grade eome Colonel (sll. brevets ill'appui).
Entre un des premiers Milan pour me battre eontre les Autriehiens, j'ai fait toute la
CampagnC'. et n'en suis sanis qu'un des derniers, le 6 nout.
Enfin emigration de taute ma familIe dcpuis 1821 et mort de mon Pere en exil (il etait
eapitaine des Carabiniers a Iwea) laissant rnes soins et sans ressourees, ma vieille mere et
une soeur non mariee.
Voila, Sire, quels sont mes droits pour obtcnir dc Votre Majeste une disposition quelconque a mon egard.
ALLEMANDl
MAJon-GENEltAL A VERCELLI
a
a
a
a
153
(5) PIERO PIERl, Ston'a ml1itare dei Risorgr.·mento. Guerre e in/jurrezioni, Torino 1962,
pp. 314~368. Si veda anche CECILIO FAßRls, Gli avvenimenti militari dei 1848 e 1849, vol.
l/1, Torino 1898, pp. 326~370.
(6) V. Kn'egsbegebenheiten bei der kaiserlich osterreichischen Armee in Italien vom 18.
März bis 6. Mai 1848, [Kriegsbegebenheiten, I}, Wien 1854, pp. 14, 15, 23, 26; [JOSH'
.A1.r.xANDER] FRH. v. HEUERT, Radetzky in den Tagen seiner ärgsten Bedrängnis. Amtlicher
Bericht des Feldmarschaliß vom 18. bis zum 30. März 1848, [Radetzky~Bericht),in Archiv für
osterreichi~che Geschichte, 95/1905, pp. 154 sgg. Cfr. Tutte le Opere di Carlo Cattaneo, a
curll di LUiGI A.\lBROSOll, vol. V/2 [Archivio Triennale, IlfJ, Milano 1974, pp. 1716 sgg.; e
MAnnNOLA, op. eit., pp. 147-150, dove si trovano la Relazione di Natale Vieari e i Ricordi dei
1848 di Leone Stoppani.
(7) V. a proposito la lettera di Alessandro Monti dei 13.4.48 in Appendice E.
(8) V. Rapport du general Allemandi sur les operations militaire/j de tous les corps des
volontaires pendant le mois d'avn11848, in Relazioni e rapporu.'finab.' sulla Campagna dei
1848 nell'Altaltalia, a eura deI Comando dei Corpo di Stato Maggiore, vol. 11, [Relazion~ IfJ,
Roma 1910, p. 412; el volontan' in Lombardia e nel Tirolo l'apn'le dei 1848. Cenni storici
dei Generale Allemandi, Berna (Haller) 1849, pp. 18 sgg. V. inoltre In minuta di una lettera
di Cattaneo dei dicembre 1849 ad Allemandi, in Epi~tolario di Cado Cattaneo, raeeolto c
annotato da fuNALDO CADDEO, vol. I, Firenze 1949, pp. 370/71.
Cfr. Ia voce Allemandi in Dizionan'o biografico degli italiani, vol. 11, 1960, pp. 492~495.
(9) Cfr. Kn'egsbegebenheiten, I, pp. 103 sgg.; e PlElU, op. cit., p. 320.
(10) V. JOSEF ALEXANDER FREiHERR V. HELFERT, Geschichte der österreichischen Revolution im Zusammenhang mit der mitteleuropäischen Bewegung der Jahre 1848-/849, vol. 11,
Freihur~/Wien 1909, p. 130.
(11) T. Lechi al Coverno provvisorio, 10 aprile 1848, MUSEO Df.:L RISORGIMENTO DI Mnk
NO, [MRM], Archivio ClUati, eart. 10, plieo 66, n. 18. V. invece In lettera di Gabrio Casati al
conte di. Castagnetto dell'l1 aprile 1848, in Carteggio Casati-Casta!!netto (19 marzo~14
ottobre 1848), puhblieato eon annotazioni storiche a curu di VlTIORIO FERRARl, Milano 1909,
p.47.
(12) V. PIERI, op. cit., 318 sgg.
(13) V. LEOPOLDO .M.utCHETII, 1848.11 Governo Provvisorio della Lombardia attraverso i
processi, verbali delle sedute dei Consiglio, [Processi verbali}, Milano 1948, pp. 138 e 149.
Per G. Durando, Gfr. ALESSANDRO ASPESI, Ombre e luci del nostro Ri~orgimento. Carteggio del
gen. Giacomo Durando (1847-1867), Tonno 1952; e PAOLA CASANA TEsTonr., Giacomo Du-
rando in esilio (183/-/847), Belgio Portogallo Spagna neUe sue avventure e nei suoi scritti,
NOTE DELL'APPENDICE G
Torino 1979; sono inoltre da vedere i materiali custoditi nel Museo dd Risorgimento e
nell'Archivio di Stato di Torino cui aeceneremo in seguito.
(14) GIAeoMo DURANDO, Delta Nazionalita. ltaliana. Saf5l5l'o pob.'tico-militare, Losannn
(Bonamiei) 1846, p. 252. V. sotto le note 9.5-101.
(1) ASBi, Archivio La Marmora, cnss. XCII, eart. 146, fasc. 487. Mi sono attenuto aUa
grafill originale anehe per cio che eoncerne gli accenti.
(15) Cenni intorno alle operazioni difensive delle truppe e volontan' lombardi sulle
fron tiere dei Timlo sotto gli ordi,li dei Generale Giacomo Durando, in Memorie ed osservazioni sulla guerra dell'indipendenza d'Italia nel 1848~49 raceolte da un ufficiale piemontese,
NOTE DEL TESTO
(1) GruSEl'PE .MAnTINOLA, Testimoni.anze dei volontarismo ticinese in Italia ne11848, in
Rivista Storica Ticinese, 2/1, febbr. 1939, p. 147. Si notano Je dimensioni impressionanti dei
fenomcno sfo~liando I'elenco (poco Ilffidahile nei dcuagli) del Cesari: CESARE CESARI, Corpi
volontan italwni dal1848 al 1870, Roma 1921, ristampato neI1928.
(2) GlUsEPPli: BorrAl, Diario 19.15~1944, n ellrn di GIORl>ANO BRUNO GUERRI, Milano 1982,
p.35.
(3) lvi, pp. 83, 85 ecc.
(4) L'artieolo presente
e la
riclnborazionc cli unn relazione leHn al Convegno della
Arbeitsgemeinschaft für die Neueste Geschichte Italiens a Treviri 1'11 mano 1983. Ringrazio
i dipendenti deßli Arehivi di Stato e dei Musei del Risorgimento di Milano e Torino edella
SezlOne d'Arehlvio di Stato di Biella per l'assistenza prestlltlllTli. Ho, mohre, un debito di
gratitudine verso i miei amici Cristina Vemizzi, Piero Dei Negro e Sandro Sehiffini.
Tonno 1850, pp. 288/89.
(16) Salasco al Comitato di guerra di Breseia, 20 giugno 1848, ARcmvlO DI STATO Dl
TOIlINO, [AST], sez. IV, seaff. 73, 1848. Esercito Lombardo, maZZQ 8 (sono le earte deI Corpo
Durando, aparte il copialettere ehe si trova in mazzo 9). Salnseo a Giacomo Durando, 20
giugno 1848, MUSEO DEL RISORGIMENTO 01 TORlNo, [MRT] , Archivio Durando, eart. 106, n. 20.
V. anche Ja lettera di Durando dcl 24 giugno 1848 in Appendice D.
I
(17) V. le eritiehe di Pisacane al gen. Durando in CAßLO PISACANE, Seritti var~ inediti 0
ran', a eura di Awo ROMANo, vol. 11, Milano 1964, pp. 177/78, e nella Guerra combattuta in
Italia negli anni 1848~49, a eura di LUCiANO RUSS1, in Pisacane e la rivoluzione fallila,
Milano 1972, pp. 163/64. Qualehe documento riguardante il cap. Carlo Pisacnne e le sue
peripezie dei 1848 si trova nell'Appendice C.
(18) V. DUllANoo, Cenni..., cit., pp. 292 sgg.; e EMILIO DANDOLO, I volontari ed i ber.mglien lombardi. Annotazioni stonche, Milano 1860, p. 53. Cfr. inoltre GAETANO CAl'ASSO,
Dandolo,
Morosim~
Manam e il primo battaglione dei Bersaglieri lombardi nel 1848-49,
Milano 1914, pp. 73 sgg.; e PIERl, op. cit., pp. 324 sgg.
(19) V. LUDWIG POTSCHKA, Geschichte des Tiroler Jäger-Regiments Kaüer FranzJoseph,
I. Theil: fon der Errichtung des ersten Tiroler Jä'f..er-Regiments bis zum Schlusse des Jahres
1849, Innshrock 1885, pp. 199/200. Cfr. inoltre CARl.O PISCHWDA, L 'azione di Carlo Alberto
151
CARLOMOOS
INTORNO Al VOLONTARI LOl\1BARDI DEL 1848
neUe campagne dei 1848-1849, in Nuova Rivista Stonca, XXX1/1947, p. 138; e PIERI, op.
eit., pp. 227/28.
(20) 21 maggio 1848, MRM, Archivio Ferran, cart. 19, pI. 30. Si veda, a proposita, la
rnccolta dei Bollettini ufficiali cli gucrra del Coverno provvisorio neIl'ARcHIVIo
DI
STATO Dl
MtLANO, [ASM], fondo Dono Cantu, cart. 11, fase. 2.
(21) PIERI, ap. eit., p. 338.
(22) V. a proposita (e per le conseguenze ehe Garibllidi ne trarra) Pn:Ro DEL NEGRO,
Gan'baldi tm esercito regio e nazione amlala: il problemu deI reclutamento, manoscritto
811cora inedita messami gentihnente a disposizione dall'autore.
(23) DURANDO, Cenni..., cit., pp. 298 sgg.
(24) lvi, p. 311.
(25) Esiste uno scambio cli Jettere abbastanza. amichevole tra i duc del pcriodo ehe
precede le Cinque Giornatc; v. [IOSEF ALEXANDER] FRHR. v. HELFERT, Casati und Piltersdoiff
und die Anfiinge der italienischen Einheitsbewegung. Mit einem urkundlichen Anhange, in
Archiv für österreiehische Geschichte, 91/1902, pp. 249-519.
(26) V. l'articolo di Cattaneo del 1" maggio 1848 A causa vmta le questioni di politica,
in rutte le Opere, cit" vol. IV, Milano 1967, pp. 141-144; e Archivio Triennale, 1/, ivi, vol.
V11, pp. 983-988, 1083-1085 ecc. CEr. RonoLfo MOSCA, Le relazioni det Govemo Provvimrio
di Lombardia con Govemi d'!talia e di Europa, [Verona] 1950, pp. 33-36,52 sgg., 84 sgg.
(27) lvi, p. 203.
(28) V. CIOVANNI FF.R.R.ETn, Italia e Svizzera ne11848, Firenze 1946, cap. I; e RODOLFO
MoscA, 11 negoziato per l'alteanza sardo-elvetica delt'apriie 1848, in !l Risorgimento, III/
1951, pp. 17-41.
(29) 19 giugno 1848, in Tutte le Opere, cit., vol. IV, p. 737. La disperuzione cattaneana
aveva, comWlque, anche altre ragioni, come dimostra il seguito delln eitazione; "Nel primo
volume della Storia svizzern sta la poesia di Cuglielmo Tell, nel seeondo 10. Storia deHa
capitolazione napolitana, e delle quotidiane e intenninahili umiliazioni inOitte agli esuli
Italiani" .
(30) V. Tutte le Opern, cit., vol. IV, pp. 117-19,121-124 e 175-177 (anche 9uest'ultimo appello deve datare, e qui non seguo I'Ambrosoli, della primavera del 1848), Questn
parte dell'o.ttivita cattaneana (mo. non solo qucsta!) duramente criticata neI manoscritto di
CABRIO CASAll Annotazioni allibro di Carlo Cattaneo L'insurreetion de Milan en 1848, in
ASM, fondo Rivendica Visconti di S. Vito, cart. 59, fase. 8, n. 2, che intendo pubblicare in
altra oceasione.
(31) V" tra I'altro, la Le!5!ic sult'organizzozione delta difesa dellu Pa.tria, 11 aprile
1848, in ASM, fondo Dono Cantu, cart, 11, fase, 1. Sotto molti aspetti diversa era - inveeela politica militare venezinna, ma del tutto paragonahile in quanto all'atteggiamento di
fondo, v. II proposita PAUL GINSßORG, Peasants and revolutionan'es in Penice und the Jleneto,
1848, in The /iistoricalJoumal, XVIII/3, 1974, pp. 531-33 e 538-546.
(32) T, Leehi a G. Ourando, 30 mnggio 1848, MRT, Archivio Durando, cart. 105, n. 50.
(33) MRM, Archivio Casati, eart. 11, pI. 70, n. 36, Le carte deHn divisione Perrone si
trovano in AST, sez. IV, seaff. 73, 1848. Esercito Lombardo, mazzi 3 e 9, e confennano 10
stato pietoso deHa truppa.
(34) Rclazion~ H/, pp. 414/15 e 446/47. ekle relazioni dei generali Visconti (Relazion4/, pp, 345 sgg.) e Bussetti (Relazion4 II, pp, 307 sgg.), il primo eomandante della suddetta
divisione di riserva, il sceondo comandante 10. 2" brignta delIa stcssa. Si veda, inoltre, I
rapportifra Govemo Sardo e Govemo Provvisorio di Lombardia durante la guerra dei 1848,
a eura di:MAmA. AVElTA e TERESA BUTIlNI, Roma 1938, parte m,
(35) Brano di Emilio Oandolo in una lettera de! Morosini seritta fra il 24 e il 26 marzo
1848, in CAPASSO, op, cit., p, 38. V. anche OANDOLO, ap. cit., pp. 10/11.
(36) Si vedn 10. raecolta di decreti e nvvisi del Govemo provvisorio in ASM, fondo Dono
Cantu, eart. 11, pI. 1, e il preventivo de! Ministero della guerra per il secondo semestre 1848
in ASM, fondo Rivendica Jlisconti di S. Jlito, cart. 59, fasc. 5.
(37) Carteggio Casati-Castagnetto, eiL, p, 35.
(38) A.t.r.xANDER GRAF V. HÜBNER, Ein Jahr meines Lebens. 1848-1849, Leipzig 1891, p.
e
107.
(39) V, gli articoli di Mazzini del 25 maggio e deI 19 giugno 1848 in GlUSEPPE MAZZlNI,
Scn'tti editi ed inedit4 [SEI], vol. XXXVIII, Imolll 1923, pp. 33 sgg. e 83 sgg.; [LEONE
SrOPPANI], Relozione non ufficiale delta spedizione militare in Tirolo e specialmente delle
operazioni della eolonna Arcioni, Italia [Tip. Elvetica], Maggio 1848, pp. 26 sgg.; [F. RE-
155
STELU, P, MAESTRI], Gli ultimi tnstissimi fatti di Milano narrati dal Comitato di Pubblica
Difesa, seconda edizione eorretta e documentata, Lugano (Tip. della Svizzera Italiana) 1848,
pp. 44/45; Au.rMANDI, / volontari,." eit., passim, ad es, pp, 18/19,44 ecc.; PISACANE, Guerra
combattuta... , cit., pp, 159 sgg,
(40) Cir. Processi verb~li, passim, ma soprattutto I~ annotazioni dei mese di aprile.
(41) V. DANDOLO, op, elt" pp, 40-45; e PIERI, op. Clt., pp. 322/23.
(42) V. GruSEPPE M'ARUNOLA, Il generale Antonio Arcioni, in Boltettino ston"co delta
?~izzera Italiana, XXl1/1947, p~. 2~ sgg.; e GmSEPPE MAR"?NOLA, 11 diano di Leone Stoppani,
lVI, XXV1/1952, pp. 132-138. Cfr. moltre DANDoLO, op. Clt., p. 43.
(43) V. Processi verbali, pp. 148/49 e 181/82. La colonna Griffini e giudicata positivamente anehe dai piemontesi (v. Relazion~ 1//, p. 417), fuor ehe il suo eomandnnte, fauo ehe
si spiega prohabilmente colla polemiea di Alessandro Monti nei suoi riguardi le cui tfllece si
possono seguire in MRT, Archivio Durando, cart. 107 sgg, Gfr. inveee FAUSTO LEcHI, /1
carteggio dei generale Zaveno Griffini eol generale Teodoro Lechi, in Atti deI convegno
storieo lombardo, Brescia 6-7 giugno 1959, Breseia 1961, pp. 53 sgg. V. sotto note 148 e
149.
(44) V. Processi verbali, pp. 202/3,
45) AST, sez. IV, seafE. 73, 1848. Esercito lombardo, mazzo 8.
46) MAZZlNI, SEI, vol. XXXVIII, cit" pp. 29-38, 24·25 mag io 1848.
47) DA.~DOLO, op. cit., p, 19. Si veda anche l'introduzione a1 Carteggio Casati-Castagnetto, eit., pp, LI/Ln.
(48) Cfr. DURANDO, Cenni..., cit., pp. 283, 286-88.
(49) V. Appendiee D.
(50) V. 1.l0HANN] C.[HRISTIAN] Orr, /ians des Bemer Ml1izen Erinnerungen aus dem
lombardisch-sardinischen Feldzuge von 1848, Berlin/Bem 1860, p. 209.
(51) Relaziom~ I, pp. 280/81.
(.'52) V. 1848.11 Carteggio diplomatico deI Govemo provvisorio delta Lombardin, a curn
di LEOPOLDO MAnCHE'ITI e FEDERlco CUßATO, [Carleggio diplomatieo], Milano 1955, pp. 320368; e FEllRE'ITI, op. cit., eap, m e Appendiee I. Cfr, moltre Jon.[ANNES] DEliRUNNER, Die
Erlebnis.'.e der Schweizerkompagnie in Venedig. Ein Beitrag zur Geschichte des venetianisehen Freiheitskampfes, Zürieh/Frauenfeid 1849 (opera tradotta in franeesc nel 1850 e in
italiano ne11851); e Orr, op, cit., passim.
(53) V, Proeessi verbali, pp. 156/57 e 209; Carteggio diplomatieo, pp. 335/36 e 338
sgg.; FERlIETI1, op. cit., pp. 156-160; MoscA, relazioni..., cit., pp. 186-191.
(.'54) V. Carteggio diplomatico, p, 350; ma si veda nnche In reUifiea del Nouvelliste
vaudois dei 2 giugno 1848, in FERRETI1, op. cit" pp. 162 sgg,
(55) V. Orr, op. ';':, pp. 19-37.
(56) V, MRM,ArchwlO Casatl, cart, 3, pI. 16, fase, m, nn. 58-61, e Clll1. 10, pI. 66, nn.
29-34 e 53-56; Proeessi verbali, pp. 168, 200 ece.; Carteggio diplomatico, pp. 285, 288-
1
292,295,300/301,305/6,342,346,,,.
(57) Governo provvisorio ai Sig. Barillet e Foumier, MRM, Archivio Casati, cart. 10, pI.
66, n. 56.
(58) V. Carteggio diplomatico, pp. 313-319 e 367/68. Una lettera inedita di Antonio
Litta traseritta nell'Appendice F. Per le speranze riposte nella Francia sono da vedere, tra
l'altro, le lettere dei fratelli de Herrn alloro padre di fine luglio e agosto 1848 in ASM, fondo
Alberto de Herra, eart, 67, fase. 1,
(59) V. Memone ed osser1!azioni suUa guerra"., eit" pp. 162/63, 166, 169 sgg.
(60) V, GIUSEPPE MAZZIN1, Cenni e documenti intomo ail'insurrezione lombarda e aila
guerra regia del1848, in SEI, vol. XXXIX, Imola 1924, p. 299. Cfr. inoltre ALAN SKED, Tlte
survival of the /iab.~burg Empire. Radetzky, tlte imperial anny and the dass war, 1848,
London/New York 1979, pp. 55-60, 221·225.
(61) V. DANDOLO, op. cit., pp. 55 sgg.; CAPASSO, op. eit., pp. 87, 89-91. Si veda anche lu
lettera di G, Durando del 24 giugno 1848 in Appendice D.
(62) ASCANIO BRANCA, La campagna dei volontari italiani nd Tirolo, seguita da alcune
nJlessioni sulte nJorme militan', Firenze 1866, p, 10.
(63) Lettera di Duniele Oe Angelis al padre, 171uglio 1843, in RENATO SORIGA, II corpo
degli studenti pavesi nella campagna dei 1848, estr. du Boltettino delta Soeieta Pavesc di
Ston'a Patn'a, XI1/2, 1912, p. 27.
(64) Memorie ston'ehe delta Colonna ManlolJana dalta :;ua formaz.ione al suo sciogli-
e
156
CARLOMOOS
mento nelta gnerra d'indipendenza 1848~49 pubblicata per euro di N.F., CREMONA 1865, pp.
111/12.
(65) ASM, fondo Dono Cantu, eart. 11, fase. 1. Si allude al fatto di Curtatone del 29
maggio.
(66) V. Carteggio diplomatico, pp. 417~431, ma soprattutto G. WOLLSTEIN, Die Paulskirche und Oberitalien 1848/49, in Risorgimento (Brossel), 111980, pp. 275-294, ehe dimostra molto bene, "dass das theoretische Modell einer Politik des Völkerfriihlings umgehend
ins Wanken geriet, wenn die konkrete Neuordnung in Angriff genommen wurde" (p. 279). Si
vedano, inoltre, i documenti MRM, Archivio Casati, cart. 10, pi. 68, nn. 1o~ 15.
(67) V. LUlGI DERLI., Snl pemiero militure di Carlo Pisucane, in Belfagor, XXXIII1977,
p. 146. Ma si veda anehe la critica di L. Russi a questo coneetto di "guerra totale", in
LvclANo HUSSl, Carlo Pisaeane, Vita e pensiero di un n'voluzionan'o, Milano 1982, p. 117,
(68) 26 maggio 1848, in CARLO PISACANE, Epistolario, a cum di Aldo Romano, Milano~
Genova~Roma-Napoli 1937, p. 61.
(69) Si veda la lettera di L. Manara del 3 luglio, dove si legge, tra l'altro; "( ... ) ma
nssolutamente COSl. non si va ilvanti piu., per eui io aspetto di essere in riposo onde ridurre Ia
mia truppa in soldati assolutamente soldati"., in CA1'ASSO, op. eh., p. 90.
(70) PIERt, op, eit., pp. 221/22.
(71) V. sotto n. 134.
(72) Proeessi verbali, pp. 92/93.
(73) V. ANroNIO Morm, Un dramma lra gh' esul~ da lettere inedite di G. Mazzim: C.
Cattaneo, G, Ferrari, O. Perini ed altripatrioti, Milnno 1921, pp. 10-22,77-86.
(74) V. sopra n. 39 e MumNoLl., Diario di L. Stoppani, Clt., pp, 132 e 138.
.
(75) STOPPANI, Relazione..., cit., pp. 30/31.
(76) V., cra l'altro, CAR.LO CA1TANEO, [Delta Gnerra dei volontan], in Tutte le apere, eit"
vol. IV, P' 167-174,
(77 CARLO CATIANEO, Dell'Insurrezione di Milano nel1848 e delta succe.~siva guerra, in
Tutte le apere, eit., vol. IV, p, 589,
f
(78) lvi, p. 623.
(79) lvi, p. 662.
(80) CASATI, Annotazioni, cit., ASM, fondo Rivendiea Pisconti di S. Pito, cart. 59, fase, 8,
n. 2, p, 23,
(81) V. sopra n. 8.
(82) ALLEMANDl, I volontan'"., cit., p. 44.
83) lvi, p, 80.
84) CATIANEO, Epistolario, cit" vol. I, p, 362~371.
185) Si veda Ia sua supplica a Carlo AICerto in Appendiee G.
86) Tutte le apere, eit., vol. IV, p. 710.
87) V. sopra n, 8.
188) iMAzZlNl, SEI, vol. XXXVIII, pp. 29-38.
(89) Mfu\1, Archivio Casati, cart, 10, pI. 66, n. 42.
(90) Archivio Tn'ennale, I, in Tutte le Opere, cit" vol. V/l, p. 653.
(91) MuZINI, Ricordi ai Giovani, in Archivio Triennale, lII, in CATIANEO, Tutte le apere,
cit., vol. VI2, p. 2499.
(92) ASM, fondo Dono Cantu, eart, 10, fasc. 5,
(93) MAzZIN>, SEI, vol. XXXVIII, pp. 88·92 (20 giugno), 98·102 (25 giugno), 158.163
(12Iugoo).
(94) lvi, pp. 180·203,
(95) Rimando a un mio studio piiI ampio sul Cattaneo che sta per concludersi e dove
tratto, tra l'aItro, deI coneetto cli nazione annata.
(96) PISACANE, Epistolan'o, cit" pp. 345~353; V. DERLA, op, cit., pp. 140/1. Cfr. inoltre
CARLO PISACANF., Saggi stonci~politici-militan' snll'ltalia, a eUTa di ALDO ROMANO, vol. IV,
Milano/Roma 1957, pp. 190-213.
97) DERLA, op, Clt., p. 151.
98) RUSSI, op, cit., p. 74,
99) lvi, pp. 112 5gg.
V, n. 95 e BUSSI, op. cit., p. 268, n, 22.
(101) V. Pn;:no DEL NEG1l0, Guerra partigiana e Guerra di popow nel Risorgimento, in
Memorie storiehe militari 1981, Roma 1982, pp. 64/65.
,
(102) V. MAZZINI, SEI, vol. XXXVIII, pp. 185, 187, 193 sgg., 203; e PlSACANE, Guerra
1100)
INTORNO Al VOLONTARI LOMBARDI DEL 1848
157
combattuta... , cit., pp. 212-214.
(103) lvi, pp. 211/12.
(104) lvi, pp. 159 5gg.
(105) La insurrezione milanese deI marzo 1848, Memorie di Cesure Correnti, Pietro
Maestn~ Anselmo Guerrien' Gonzaga, Cado Clerie~ Agostino Bertan~ Antonio Fossati, a eura
di LmGI AMBROSOLl, Milano 1969, p. 8, osservazione non ripresa dal Cattaneo nell'Archivio
Triennale, v. Tutte le Opere, cit., vol. V/I, p. 581.
(106) DANDOLO, op. cit., pp. 3 e 8.
(107) VrrroRlo MENEGHELLO, II Quarantotto a Vicenza. Storia doeumentata, Vicenza
1898~, pp. 52~54, enumera, ad esempio, 45 morti tra i Croeiati di Padova, Vieenza, Treviso:
"quasi tutti studenti" . Cfr. inoltre, DEL NEGRo, Garibaldi..., ms. eit.
(108) V. I'clenco (incompleto) dei componenti In coIonnn in Memorie storiehe della
Colonno Mantovana, cit., pp. 65-71 e 220. Per cib che riguarda Ia composizione numerica
dei repnrti Iombnrdi (volontari e non) rimando per unn prima e rapida infonnazione provvisoria all'Appendice A, promettendomi, comunque, cli approfondire la questione in un futuro
non troppo lontano.
(109) DANDOLO, op. cit" p. 18.
(110) V. GINSDORG, op, eit., p. 533. Piero Pieri arfennn che i "Volontari della Morte"
(uno dei corpi piiI difficiIi) erano eomposti "soprattutto di e1ementi delln plebe milanese" , op.
cit., p. 324.
(111) DEBßUNNEß, op. cit., pp. 123/24,
(112) V. Carteggio dipJomatico, pp. 357/58.
(113) V, a proposito lWlLHELM MEYER}, Die kriegerischen Ereigni~se in Italien im Jahre
1848, Zürich 1848, p, 70. Si traUa dell'originale dell'opera useita 3 anni dopo col titolo
Avvenimenti militari in Itulia negli anni 1848~ 1849, Capolago 1851, ed nssegnnta dal Catta~
neo aI gen. Hess oppure a "'persona di sua eonfidenza" (Archivio Triennale, I, in Tutte le
apere, cit., vol. Vll, p. 325); l'autore
invece, Wilhelm Meyer-Ott, un conservatore zurighese, zio deI grande simbolista Conrad Ferdinand Meyer.
(114) V, GINSBORG, op. cit., p. 543.
(115) lvi, p, 549. Per J'entusiasmo iniziale si vedano, invece, MRM, Archivio Casati,
eart. 11, pI. 70, n. 5 (relazione anonima dell'aprile 1848), e ASM, rondo Dono Cantu, cart.
10, fasc. 5 (relazione cli Damiano Muoni a1 Comitato di pubbliea sieurezza di Milano dei 2
maggio 1848).
(116) V. FRfu";CO DELLA PERlJ1'A, I contadini nella rivoluzione lombarda deI 1848, in
Democrazia e Socialismo nel Risorgimento, Roma 1973 2, pp. 59-108, passim; E SKED, op.
eit., filarte HI,
p 17) V., a proposito, Memon'e lstoriche delt'Artiglieria Bandiera~Moro, Assedio di
e,
Marghera e Fatti deI ponte a Penezia 1848-1849, Documenti delta Guerra Santa d'Italia,
fase, 10", Capolago (Tip. Elvetiea), Febbraio 1850, pp. 8, 15~19.
(118) V, Relazioni, ll, pp, 383, 385, 399-401.
(119) Si vedano i docc. in AST, sez. IV, scaff. 73, 1848. Esercito Lombardo, mazzi 8
(Durando) e 9 (Perrone), roll anche quelli contenuti in MRT, Archivio Durando, ad es. eart.
107, nn. 49 e 67 (sottoserizione degli uffieiali della eolonna Thannberg "per I'acquisto di
scarpe e pezze per piedi"), inoltrc quasi tutti i rapporti nelle Relazioni, soprattutto quello di
Allemandi, in Relazioni, ll, pp. 414/15. Uno scambio di letlere tra il col. Beretta e il Comitato
di guerrn di Brescia si trova in Appendtce B.
(120) V. Relazion~ llI, pp. 440-446.
(121) [CAR.L VON SCHÖNIIALS], Erinnerungen eines österrdchischen Veteranen aus dem
italienischen Kn'ege der/ahre 1848 und 1849, H, Band, Stuttgart/Tübingen 1852, p. 58.
(122) Pagine seelte edite ed inedite (1880-1940) Di Brenno Bertoni, Lugano/Bellinzona
1941, p. 410.
(123) V. n. 92.
(124) On., op. eiL, p. 50.
(125) GEORGES DE PIMODAN, Souvenirs des campagnes d'Italie et de Hongrie, Paris
186F, pp. 52 e 113. Pcr i volontari a Vjecnza si veda, inoltre, JOSEF BRuNA, Im Heere
Radetzkys, Skizzen aus den Jahren 1848 und 1849, Prag 1859, p, 96, c (per una vcra e
propria carieatura dei volontari) pp. 59-63,
(126) V. PlERO Pmu, II generale Eusebio Bava neUe sue carte inedite dei 1848-49, estr.
da Studi di stona medioevale e moderna in onore di Ettore Rota, Bari 1956, pp. 14/15.
(127) Processi verbali, p. 118.
158
I[\jTORNO Al VOLONTARI LOMBARD! DEL 1848
CARLüMQÜS
(128) Si veda In documentU2ione in mento in MR\1, Archivio Bertani, ean. 3, pi. XI, nn.
4, 4a, 4b (25/26 aprile 1848).
(129) D.. . NDOLO, op. eit., p. 25 e passim., ad es. pp. 10 sgg., 19,37,69 sgg., 80/81,
90/91.
(130) Relazioni, HI, pp. 434/35.
(181) OrT, op. eit., pp. 217 sgg.
(132) V. Le Mdizie roseune nella guerra di Lombardia deI 1848. Narrazione ist011ca
dei Generale De Laugier, Documenti deUa Guerra Santa d'!talia, fase. 12", Capolago (Tip.
Elvetica), Murzo 1850, pp. 78/79.
(133) Si tratta comunque, di unn ricetta ehe in parte dei disegno molto pii! vasto cui si e
accennato sopra; si veda, ad es., PISACANE, Saggi. .., eit., vol. IV, pp. 203-213. Cfr. RUSSI, op.
eit., pp. 91-93.
(134) Relazion411, p. 433.
135) DEliRUNNER, ap. eit., pp. 98/99.
1136) Al comandnnte il Corpo dei bersaglieri, Alessandro DeHa Mannorn, 91uglio 1848,
in Relazion4 H, p. 400. 11 capitano Cassinis era comandante dei bersaglieri stlldenti (piemontesi).
(137) Minuta della lettera di G. Durando a T. Lechi dcl24 luglio 1848, MRT, Archivio
Durando, earl. 107, n. 42 (anche in Carteggio Durando, cit., p. 105). Per A. Monti v.
Appendice E.
(138) Si vedano AST, sez. IV, scalf. 73, 1848. Esercito Lombardo, mazzo 8, passim (In
petizione del 1" ngosto 1848); e MRT, ArchivioDurando, cart. 104, n. 49 (14.7), cali. 106,
nn. 16 (14.6) e 31 (rme giugno). Clr. inoltre CarteggioDurando, cit., pp. 118-124.
(139) Lettern aI (ratello, 28 aprile 1848, Epistolan'o, cit., p. 56.
(140) V. la lettern deI 31 ottobre 1848 ad Ennco Lavelli cd nltri, in M.v.zlNI, SEI, vo!.
e
XXXVII, pp. 77 'gg.
(141) GlUuo Ross., EuclO POMETrA, Storia del Cantone Ticino, H edizione, Locamo
1980, p. 395.
(142) Si veda, a prop'osito, un mio saggio ehe Stll per uscire negli Atti del Conve/9lo
Gan'baldi generale della l,berta a cura delI'Vfficio Stonco dello Stnto Maggiore dell'Eserclto.
(143) DANDoLO, op. cit., pp. 20121.
(144) lvi, p. 24, e Archivio Triennale, lll, in Tutte le apere, cil., vol. V/2, p. 2237.
145) Lettern dell'll aprile, in Carteggio Casati-Castagnetto, cit., p. 47.
146) Relazione Pican', cit., p. 149.
147) MR.T\1, Archivio Bertani, cart. 4, pI. XIII, nn. 1-5n, cali. 5, pI. XXXV, nn. 1-7.
Cfr. Processi verbaH, pp. 471~ 74.
(148) Si veda MRT, Archivio Durando, cnrt. 107, n. 82 (Sobrero a Durando, 31.7.48), e
c8.I1. 108 e 109, fD.ssim.
(149) Clr. CarteggioDurando, cit., pp. 110~118; e On, op. cit., pp. 228 sgg. e 251/52.
(150) DUllANDO, Cenni... , cit., pp. 315/16. Clr. CAPASSO, op. cit., p. 126; e PlEIlI, op. cit.,
1
pp. 345/46.
(151) DURANDO, Cenni..., cit., p. 316.
(152) Lettern del 30 agosto 1848, in CAPASSO, op. cit., pp. 129-132.
(153) V. MHT, Arch. Durando, c8.I1. 107, nn. 78 e 79.
(154) Pn:no PlEIlI, Carlo Cattaneo storico militare della prima guerra d'indipendenza,
in Studi sul Ri.mrgimento in Lombardia, val. I, Modena 1949, pp. 13 sgg., 22 sgg., 35 sgg.
(155) V. FllANco AnESE, 11 Generale Du/our e la Campagna d1taüa dell848, in Au; e
Memone dei XXJlII Congres.~o Nazionale, Milano 1948, pp. 51/52.
(156) V. Pn:lu, Cattaneo, cit., pp. 22/23.
(157) V. sopra n. 6 e, inoltre, SCHÖNHALS, op. cit., vol. I, pp. 119120; e BauNA, op. eit.,
pp. 31/32.
(158) V. RADETZKY~BErllCJIT, pp. 154, 157/58; SKED, ap. cit., pp. 119-21; JAKOB BAXA,
Radetzky und der Kanton Tessin 1848/49, in Schweizerische ZettschnJt /iir Geschichte,
27/1977, pp. 132-135.
(159) V. KRJEGSBEGEBENHElTEN, I, pp. 99/100.
(160) Bn'e/e des Feldmarschalls Radetzky an seine Tochter Fn'ederike, 1847-1857, aus
dem Archiv der freiherrlichen Familie Walterskirehen herausgegeben von BElINHAlU> DUHII
8.1., Wien 1892, pp. 77178.
(161) V. Le rclazioni diplomatiche/ra l'Austria e il regllo di Sardegna e la guerra dei
1848-49, vo!.I, a cura di ANGELO F.UPUZZI, Roma 1961, pp. 78 e 81.
159
(162) OSKAl! REGELE, Feldmarschall Radetzky. Lehen/Leistung/Erbe, Wien/München
1957, pp. 310-312.
(163) PIElLl, op. cit., pp. 336 e 340.
(164) Kriegsbegebenheiten bei der kaiserlich österreichischen Armee in Mitlelitalien und
in derRomagna im Jahre 1849, H. Abschnitt, Wien 1854, p. 23.
(165) PIERI, op. ch., p. 327.
(166) Processi verbab, pp. 456 e 459/60; cfr. PIERI, op. cit., p. 329.
(167) BRANCA, op. cit., p. 12.
(168) lvi, pp. 88/89.
(169) W.[ILHEL..'ofJ RÜSTOW, Der italienische Krieg von 1848 und 1849, mit einer kunen
Kriegstheorie in kritischen Bemerkungen über die Ereignisse, Zürich 1862, pp. 181-197.
(170) V. DEL NEGnO, Gan·baldi... , ms. cit., eDEL NEGIlO, Guerra partigiana, cit., pp.
70-72. Cfr. anehe Pumo PIERI, Le guerre dell'Unitaltaliana, in Nuove Questioni di Storia dei
Riso'!Jimento e dell'Unita d'ltalia, vol. H, Milnno 1961, pp. 3-5.
(171) PISCHEDDA, op. cit., p. 131.
(172) lvi, p. 134. Clr. DEIlLA, op. cit., p. 144.
(173) Rela:u'on~ I, .P. 277.
(174) V. PIERI, op. cit., pp. 256/57.
(175) V. GIOVANNI AnIUVABENE, Memorie della mia vita, [vol. I], 1795~1859, Firenze
1879, pp. 253/54.
(176) Relazioni Austria-Sardegna, cit., vol. I, pp. 73174.
(177) V. DEL NEGno, Garibaldi..., ms. cit.
(178) A Carlo Rieardi, 18 ottobre 1848, in Epistolario di Giuseppe Garibaldi, a cura di
LEol'oLDO SANDlU, vol. n (1848-1849), Rorna 1978, p. 29.
(179) V. P,ERI, Cattaneo, cit., p. 19.
(180) A Paolo Antonini, 29 luglio 1848, in Epistolario, cit., vol. 11, p. 6.
(181) GElUlARD Rrrn:n, Staatskunst und Knegshandwerk. Das Problem des 'Militarismus' in Deutschland, 1. BAND, Die alfpreussische Tradition (1740-1890), München 1954, p.
134.
(182) DEI. NEGRO, Garibaldi.." ms. cit.
(183) Si vedano, ad es., le sue lettere de! .1853 a F. Pigozzi, in G.D. bON!, Un Patriota
dei '53: Francesco Pigo=i, in Rassegna storiea dei Rißorgimento, 1930/4, pp. 96-1:i8.
(184) Archivio Triennale, H, in Tutte le apere, eil., vo!. V/1, p. 985; Insurrezione, ivi,
vol.lV, p. 705.
(185) V. CAlTANEO, [Della guerra dei volontan], cit., in Tutte le Opere, vol. IV, p. 173.
Cfr. SKEIJ, op. cit., pp. 188 sgg. e 199 sgß".
(186) V. DEL NEGRO, Guerrapartigwna, eil., pp. 78-82.
(187) Si veda, nd es., la lettera di un certo Giuseppe Cuvalli da Pozzolengo al Govemo
provvisorio in date. 22 maggio 1848 dove l'autore si lamenta snl conto di Longhena (MR\1,
Archivio Casati, cart. 11, pi. 70, n. 14). V. nnche Orr, op. cit., pp. 92-94.
(188) Ad es., ostiIitit alla gucrra e resistenza aHa leva; cfr. DElLA. PERUTA, op. cit., pp. 98
sgg.
(189) V. DEI. NEGRO, Gan·baldi..., ms. cit., e Guerra partigiana, eit., pp. 83/84; cfr.
inoltre dello stesso llutore Esercito, Stato, Societo; saggi di ston'a militare, Bologna 1979, p.
186.