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***
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DATE:
TITLE
E
EU
no 000022
HA
DOSSIER:
AS-22
AH
U
FONDS CODE:
1962
:Articles, notes, entretiens,
discours sur la stratégie de
la démocratie
l
r
A 'Liqn/e, dal 9 a/1'}1 febbraio (vedi pag1ne 4 -5-6-7-8)
,FEDEAALIS71 A _CONGRESSO
l;
MENS -I -L E
l Spediz. in abbon. postale - Gruppo 111 l
'
....
·r--~~------------~--~--
è il pnmo g_iornale europeo!-....-......
una c opia 6 O lire
v - n. 1
gen·naio
1962
UE
anno
Altiero Spine/li:
AH
UE
HA
l
EU
- Non tuttl 1 congressi di qualsivoglia organizzazione politica hanno la stessa importanza.
Molti di essi , non fanno · che precisare meglio qualche dettaglio della linea politica e confermare, con q~alche variazione marginale, il gruppo dirigente esistente. Ogni tanto, tuttavia,
si dà il caso di. Congressi che introducono delle innovazioni profo~de tanto nella linea
politica quanto nei dirigenti dell'organizzazione. Uguali agli altri sul piano meramente for- .
male, questi congressi hanno tuttavia u.n valore "costituente" per le organi zzazioni considerate.
HA
Ci sono momenti, nella lotta poli#ca, in
. cui certi strumenti vengono mdggiormente
opportuni: nòi ere diamo che in questà fase.
dell' aziqne federalista il \COmpito di Popolo
~uropeo sia più grave che in precedenza.
Da molte parti responsabili del nostro
schieramento si è segnalata - . basta scor.rere
Il dibattito èhe si · svolge da qm:.ste .colonne.
fJ"..r .rerulrrs~l!~ ~ · - l'.iisige#ZJr_di ·completare ed aggiornare le nostre tesi; e crediariw di essere nel vero quando diciamo che
il confronto delle diverse opinioni non è con- .
eluso.
·
Dunque delle pagine che, attraverso le C((ntinaia e ·7e .migliaia di lettori abbonàti, por-.·
tin,o in ogni angolo del federalismo queste
tesi, diano ad ogni' 'militante argomento di
meditazione, base d'intervento politico e _di
polemica, e siano ad un te!npo aperte alla loro pa1'tecipazione per preparar/è e discuterle,
acquistano funzioné precipua e insostituibile.
!nrJ'tre . queste pagine hanno una caratteristica, che dovremo saper conservare d loro
e a tutia la battaglia nostra; éd è quella di
essere diffuse ed egualmente orientate in più
paesi, in più lingue.
A questa maggiore esigenza cerchzamo dt
rispondere adegt:tatamente: quest'anno, il
quinto .di Popolo Europèo, lo spazio disponibile è qumentato di oltre la meta per il
1
rad~oppio delle pagine e per un aaatta riduzione di formato. In più mettiamo ti disposizione . lq nostra te_stata pe_r. tutte le iniziative (elezioni CPE, manifestazioni. locali, _ecc.)
che i militanti via via prenaeranno. Infine
la nostra redazione si sta allargando e organizzando in modo da au~entare, }peèia·
lizzare, faccf:!gliere in Europa e altrove · collaboratori e · C(!rrispondenti.
· E' qu~sto il , nostro impegno, che sottoponiamo, lt gato . al bilancio' degli . anni passati,
al giudizio deJ lettori, dei militanti, e anche
dei delegati g.l prossimo Congresso federalista .
Per chiedere, però, quqlcosa in cambio.
çosa vogliamo da Lione ognuno ha . detto o
dirà_ per suo verso; ai militanti chie,diamo
di coadt.f!Varci più che in passata nella preparazione e nella' dzlfusione del giornale; ai
lettori di trarre dalle nostre colonne .motivo
di azionf: per sostenerci o anche per criticarci:
Se al patto risponderemo tutti, deriverà a·
Popolo Europeo maggior diffusione 'e maggior sicurezza finanziaria: .'la meta.,. potrebbe
essere, proponiamo, di raggiungère .s.ooo abbonati entro il 1962: del. camm'ino percorso
per arrivarci informeremo chi ci ' légge ogni
numero, a- partire dal prossimo. -·
Atione: il M.F~E. e'il C.P.E. ad un bivio
AH
..
EU
n0stro
•mpegno
Se noi ci volgiamo con un rapido colpo·
d'occhio alla storia del nostro Movimento
possiamo constatare che il Congresso dÌ Stra~
sburgo del 1951, quello di Parigi del '55 e
«l'Assemblea straordinaria » di Parigi del
'59, che hanno portato, il primo all'idea della costituente europea, il seçondo al passag~
gio all'opposizione contro le restauarazioni ·
p.azionali, il terzo all'unificazione dei movimenti nazionali su· scala europea, rientrano
appun~o,. nella, categ.oria « co.stitue.nte >l. Di
importanz-a ana oga ne a stona
e
e
stato if Congresso di Lione del '58, che fece proprio il progetto di Trattato per la Costituente Europea e invitò i federalisti a impegnarsi nella lotta fìOlitica, in ogni ·paese.
Il prossimo çonwesso di Lione dovrà
affronfare dei compiti analoghi. Dopo av.er
realizzato una · completa unità d'azione,
• l'MFE e il CPE dovranno decidere se i federalisti devono ricercare delle-·alleanze nella loro azione e ·dove, in caso afferm~tivo,
possòno trovarle.
I federalisti si trovano oggi in uno stato
d'animo che potremmo chiamare di frustrazione. L'unità federale dell'Europa appare
più che mai come la sola risposta valida alle
grandi sfide storiche cui la nostra civiltà democratica deve far fronte : il controllo dello
_ sviluppo economico, i nostri rapporti con gli
Stati U~iti, con il · mondo comunista, con il
« terzo mondo», tutto esige cori logica irrefutabile l'unità federale dell'Europa.
Nella misura in cui si rinuncia a questo
strumento, noi abbiamo un'involuzione delle
nostre democrazie e l'incapacità di fissare
una politica economica; estera e militare adeguata ' alla nostra situazione nel mondo. · E ~ut
tavia l'Europa si mostra assolutamente insensibile . a quest'istanza e i federalisti con~tata
no con amarezza che essi hanno certamente
ragione, ma che le lòro ragi~ni non fanno
presa sulla realtà politica. Le elezioni primarie del CPE, là dove esse hanno avuto
luogo, hanno dimo~trato sempre se~za equivoci che:; l'MFE può esercitare' un'influenza
assai larga sull'opinione pubblica, ma questa
influenza non riesce tuttavia a tradursi in
una forza politica reale.
Che fare per uscire da questo punto
morto?
(continua a pag .. .8)
l federa;isti europei .si. incontrano- nella
vecchia Francia che - De Gaulle sta trascinando nel baratro : è ques~o il primo problema a cui essi dovranno dare risposta .
I
~~~-~--_.
2
·Popolo Europeo
LE ILLUSIONI DEl
M~E.C.:
LA
SECONDA~ TAPPA
di Alberto Cabella
Ii
-passaggio alla seconda fase del Mercato Comune Europeo dopo un parto laborioso,
ma contraddizione, la contraddizione di un
è certamente un fatto positivo, sia perchè la liberalizzazione degli scambi è vantaggiosa - europeismo retorico · a cui non corrisponde
UE
AH
+
L'EUROPA A PEZZI
+
L'EUROPA A PEZZI
EU
PA A PEZZI +L'EUROPA A PEZZI
+
L' EURO
plice filo a IIO volts e 5· ampères collegato
la politica atti:va , nel I953· · quando venne
con una presa -murale, attaccandpne un capo ~ eletto deputato al Bundstag. Appartiene alalla caviglia della persona interrogata e util'estrema destra del partito .Ji.bgxale, capeglizzando l'altro come elettrodo, per provocagiata da Ooring, -nota per .. le . sue accese
re scariche in altre parti del corpo ») si conattitudini nazionaliste>> (La Stampa, I I genNel suo numero del 29 ·dicembre. Le Mon·
dannano i tre imputati ... a 150 NF ai amnaio "ì962).
de rende nota (pag. 3) una sentenza della
menda ciascapp (circa 18.ooo lire) e si accor- '
Corte d'Appello di Avesnes-sur-Helpe, che
dano ai qt;t~tÌro algerini 250 NF ciascuno
vale la pena ricordare.
(circa 30.000 lire) per danni c interessi. ·
Si tratta di un processo a porte chiuse conErgo la Francia ci ha rimesso . In reputatro . tre poliziotti della « :Brigade d'Hautemont » (probabilmente glorieuse, come .quasi .?:ione? No, fate il cotzto: ci ha rimesso 550
nuovi franchi!
.
tutte le Brigades) accusati di torture ai danAbbiamo già parlato, · nel numero prueni di quattro algerini arrestati per porto abudente, della personàlità di Hirsch, pn:sidensivo di armi. l periti medici avevano risconte dell'Euratom, che quest'anno si ~ visto
trato sul corpo dei ma/capitati «sia cicatrici,
rifiutare da parte del governo fra"ncese il rins~a tracce o ferite prodotte da ·azione di uno
novo del mandato, a causa della $Ua azione
strumento d punta, o ravente, o . elettrico ».
in favore della Comunità, anche quando quiLa cbntinu~ erosione della palitica di AdeUistruttoria concludeva deferendo i .tre poli- ~
sta poteva nuocere ai· particolari intercs.i
nauer e dei suoi orien.tamenti in politiéa esteziotti al tribunale sotto l'accusa di « violenfrancesi.
ra da parte dell'ala più nazionalista del suo
za .premeditata».
.
partito
e
dei
liberali
ha
registrato
questo
meE' stato messo al st~o posto M . Pien-e ChaIl tr:ibunale però ha emesso una sentenza
se alcuni episodi tra. i quali vogliam~ riletenet, ex-prefetto della Loira - ci informa
nclia quale, tenuto conto: a) che dal fatto
varne .uno.
la nostra redazione di Lio.ne -, poi ministro
«non era' derivata ai querelan-ti · incapacità
degli Interni .e, soprattutto, vecchio amico
Si tra~ta della nornina ~di Walt:er Scheel a
totale di lavoro eccedente gli otto · giorni »;
b) che era da escl11dersi la premediiazidne (i viCe~ministro degli Esteri." Per far sapere chi personale di l)ebré.
Un colpo -,basso, insomma, per la ·comunità
è questo -signore, riportiahlo senza commentre gendarmi, trovandosi « ai limiti della pa·
_ti_ da un quotidiano : . « Sèheel è nato 42 ·anni ' del'Energid Atomica; che non ne ap.etla cerzienza », e non disponendo « d_i installazioor ~ono a Solingen · nélla Ruhr ·ed .entrò· nel- to bisogno.
ne adeguata·» hanno impiegato « un sem-
HA
Pena
esemplare
Nuove
leve
,..,.
'
Si . ricorderà che tempo ja una quar4ntina di algçrini, membri 4~{- -M .fll.A.,
sono evasi dal campo di Ma'uzac, in Dordogna, dove erano internati.
.
, Ecco quanto, dopo che sono stati ri- ·
presi, si può leggere. nella stampa del
sud-ovest francese : « Bisogna segnalare
particolarmente l'aiuto costante dato
(alla gendarmeria) dagli abitanti. Non
- solamente molti hanno· partecipato · effettivamente alle ricerche, imbracciando la
-doppietta, ma · alcuni riuscirono .a catturare degli evasi. D'altronde è grazie alle
informazioni fornite dagli ' agricoltori o
dalle loro mogli che alcuni membri del
!J.N.A. furono ritrovati e catturati poco
qopo.
,
« Ci si può dunque felici~are calorosamente con tutti quelli che han.no .avuto
parte in questa vasta operazione poliziesca ». ( 1 )
No, non ci si può proprio felicitare . cotz
loro, e nemmeno con l'autore di queste _
righ-e. Questa caccia all'uomo è ignobile.
Da parte delle guardi-e, non si può discutere. Ma questi bravi. c.ontad_ini~ «con .la
doppietta imbracciata », chi li obbligàva a
impicciarsi di quel che non li riguardava? La paura? Ma andiamo! Il guadagno? Nemmeno. Avevano preso . il fucile perchè andavano alla caccia all' uomo;. e cacciavano l'uomo così volentieri
solo perchè questo no11- aveva la pelle
dello stesso colore, , solo perchè- era un
bicot.
.
E · scrivo « bravi . contadini » senza
l'ombra di ironia. l o li ermosco questi uo~ .
mini del Périgord, ( 2 ) conosco Je loro pietre e le loro querce. lo sono della stes~ ·
sa razza. H o vissuto nelle loro case. e'·
bevuto il loro vino. Essi votano a sini. stra e sono anticlericali. Chiedete lor:,q se
vogliono l'Algeria francese e vi _ride.
ranno in faccia: essi se ne f ... Essi sono
per la pace. _in Algeria, contro questa
guerra e contro ogni gu~rra.
· .
Ma il bicot, nevvero, è molto simpatico quando è nella lontana Africa. Non
quando passeggia sulle vostrcf: terre, . anche se solo le attraversa, fuggendo, di
notte, c.ome un animale spaventato. P:
molto simpatico quando basta, per tcstimoniargli. la simpatia, deporre una scheda nell'urna per un partito - l'uno. o
l'altro, poco importa - che · proclami di
- averne abbastanza; che tutto ciò deve finiu:, che bisogna negoziare, che la coscienza umana esige ... eccetera, eccetera.
Oppure qÙando basta rispondere alrappello di un uomo, un grand'uomo, al
quale si rimprovera questo o quello, ma ...
che capo autorevole, che figura storica,
che inèarnazione dei destù:ti della nazione! E se questi vi chiede per mezzÒ di
un referendum di abbandonare l'Alg~
ria, che volete farci : la si abbandona, e
di buon grado.
.
Ma se un algerino, in carne ed ossa, ...
e_vade dalla sua prigione e passa vicino
a casa, allòra in. perfetta buona · fede si
stacca il fucile dal muro e si batte il bosco alle ricerca di questa,selvaggina umana, la si trascina per il fondo dei panta"
Ioni fin dalle guardie, . e alla sera si va a
dot:mire contenti, soddisfatti di questa
bella giornata igienica e patriottica!
E il giorno dòpo, quando ci si ·sveglia
e si legge sul giornale quel che fanno
certi signori d'4lgeri o di Orano, si borbotta fra ~ dén~i : « Però, anche questi
altri schifosi dell'O.A.S ... .! ».
Perc_hè, in fon4o, quelli tk/l'O.A .S;
. sono sempre « gli . altri>.>·
UE
AH
chi
HA
Dimmi
una volontà politica reale, che non si perita
di contrabbandare un processp di liberalizzazione degli scambi per un processo di unificazione politic_a.
Che il M.E.C . .non comporti reali limitazioni di sovranità è att~StjltO d'altra parte
dall'ihgresso quasi certo 9ella C.E.E. della
_Gran Bretagna e di altri paesi come la Danimarca, la Svezia, la Svizzerà, ecc.; essi
entrano in quanto sanno è)re il punto d'arrivo non è la federazione europea ma al
massimo una confederazione cii" Stati sovrani : una struttura sufficientementé elastica da
·permettere a tutti gli Stati di mantenere la
illusione di una certa indipendenza, la difesa di certi interessi tradizionali particolaristici, la possibilità di bloccare lo sviluppo
·della comunità stessa, qualora si considerassero compromessi certi interessi nazionali o
sezionati. Senza che la Comunità Europea
abbia possibilità effettive di intervento .. Dove
- sono infatti i tribunali ed i carabinieri europei che puniscano e arrestino i trasgressori
alle disposizioni della Comunità stessa? con
quali mezzi per esempio la Comunità applicherà . il regolamento contro le cartellizza~ioni, regolamento che i ministri europei
hanno recentemente approvato per pòrre --un
·argine alle frequenti violazioni del trattato?
dov'è ·il parlamento europe~.che possa votare
leggi vincolanti per la com!Jnità nell'interesse generale del popolo europeo, esercitando
nel suo nome un controllo demoeratico delle
istituzioni ?
_ Nella misura in cui si procederà sulla
strada della abolizione · delle dogane, e si dovraqno smantellare vecchie posizion\ . privilegiate, corporative, sorgeninno resistenze
- sempre più forti, boicottaggi, evasioni, inceppi. È impensabile che gli attuali governi europei conservatori, siano in grado di supe·
rare tali ostacoli, anche :Se -ne avessero il
desiderio, perchè dovranno fare i conti con
le forze economiche nazio~ali che li sostengono; e non diQ1ostrano di preoccuparsene.
L'avvenire del M.~.C. dipenderà pertanto
piQttosto dalla coscienza· europea d~lle forze
di sinistra e dalla loro volontà dì inserirsi
senza riserve - nel proc;esso. storico di costru• zione eilropea, e d'altro canto dalla capacità
dei federalisti di rpobilitare tutte le energie
europee valide per la battaglia· federale, senza lasciarsi i.lludere dalle promesse dell'eu·
ropeismo diplomatico.
EU
per tutti i consuma~ori europei, sia perchè l'accordo raggiunto nel settore agricolo costringe
gli Stati a smantellare il vecchio protezionismo agricolo, sia perchè viene introdotta in
taluni casi la regola della maggioranza qualificata, in luogo di quella anticomunitaria
della unanimità, per una serie di decisioni attinenti alla applicazione del trattato stesso.
Il fatto però che i rappresentanti ·dei Governi non abbi_ano affrontato il problema dd
cnucato rimpostazione" puramente economicarattere non sovranazionale del trattato, con
ca e doganale dell'unificazione europea, e
tutte le implicazioni politiche che tale defila ' loro testimonianza è preziosa proprio percienza comporta, ci lascia assai scettici e perchè essi verificarono una situazione econoplessi, in quanto noi sappiamo benissimo che
non è possibile gil,mgere ad un mercato uni- . mica caratterizzata dalla internazionalità deficato senza . una politica economica e finan- . gli investimenti (si pensi che in Italia, prima dell~ guerra mondialé del 1914, la
ziaria comune, senza una moneta comune,
maggioranza dei capitali di molte banche
t~na banca comune,. un piano organico di
erano svizzeri e tedeschi, e questo non imprevisione per gli investimenti, le riconverpedì all'Italia di fare la guerra alla - Gersioni industriali, il reinserimento della mano
d'opera mediante una sua riqualificazio- . mania stessa). La libera circolaziQne degli
uomini e dei capitali non evitò il conflittb
ne, ecc. Pn piano europeo di razionalizzamondiale ed il ritorno a politiche proteziozione e specializzazione, che si preoccl;lpi annistiche ed autarchiche, con le disastrose
che della distribuzione della ·ricchezza; in
conseguenze
ben note. 9ggi un conflitto tra
modò da · evitare· che si riproducano a liv.ello .
le nazioni" del M.E.C. è impensabile, e la
europeo quegli squilibri che noi conosciamo
interdipenden·za economica esistente tra Eunel nostro paese tra nord e sud. Ed inoltre,
ropa e Stati Uniti sposta i tèrmini dei procome è possibile una unione economica salda
blemi, ma non sopprime la riserva circa una
e duratura- senza una profonda unità di
presunta automatica interdipendenza tra un
intenti morali e politici?
processo di liberalizzazione degli scambi e
Economisti come Einaudi e Robbins, fin
di . unificazione politiea ed economica.
dai primi decenni di questo secolo, hanno
Se si guarda bene nelle intenzioni dei Governi europei che presiedqn<;> al processo di
integrazione europea, non c'è chiarezza nè
unanimità : infatti, mentre Debré ribadisce
VBI
con
che le Nazioni sono sacre ed intangibili, Segni dichiara che ci si sta avviando alla ,uniL'A.E.F. ( Action Européenne Fédéraliste) è
ficazione politica del vecchio continente, ed
un calderone di organizzazioni sedicenti _euro..
peiste,. fra. cui l'« .Europa Union >> tedesca, leErhard in articoli e conferenze afferma di
gata al carro di Adenauer, e « La F_édération »
credere soltanto nello s~iluppo di una comufrancese, capeggiata dal tandem Roger Duchet nità economica atlantica, e propugna una
André Voisiil.
liberaliz.zazione mondiale che prescinda da
Dimmi con "èhi vai e ti dirò chi sei : « La Fépreoccupazioni politiche troppo rigide.
dération » ha ' sede in comune ( 9, r_ue Aub~rt,
A chi credere? La realtà effettuale registra
Parigi ) con le seguenti organizzazioni : << Le
un successo del M.E.C. favorito dall'alta conMouvement Nationale des Elus locaux >>, legagiuntura industriale, ed una invol-uzione po. to agli ultras, algerini, « L'Union pour le renoulitica che preoccupa tutti i democratici in
veau et le salut de I'Aigériè Française » di Soustelle, « France-Katanga » di Dides e Baylot (che
Francia ed in Germania, tanto che il quaorganizzò il viaggio di Ciombe a Parigi ) , e
dro politico in cui si sviluppa la collaboraaltri. 1 )
zione europea è quello di una Santa Alleanr: evidente la necessità, per i nostri colleghi za di Stati sovrani (l'Europa delle Patrie),
francesi, di prendere più _spesso e più chiara:
preoccupati di conservare le rispettive situamente posizione nelle vicende politiche -francesi
zioni di privilegio, costretti quasi a maline di non perdere occasione per separare le recuore a dover ricercare la collaborazione alsponsabilità da certa gente, che infanga il
' trui perchè imposta da ragioni storiche ed
nome del federalismo.
economiche obiettive.
L'impressione che se ne · ncava è di estre• l ) Cfr . « Témoignage Chrétien », n. 91 O,_
Gli affari ~ degli , altri
Un
colpo
basso
BERNARD LESFARGUES
1
( ) 11 Le démocr~~e du· Périgord », ~~ .
-novembre 1961.
,
.
( 2 ) Périgord è il .nome storico con cui
sì designa . l'attuale dipartimento ddla
_Dordogna.
Popolo ·Europeo
7
·coNG .R ·ESSD
ciato dal cammino del mondo moderno, essi. gramma quaJsiasi, e a .maggior ragione sulapplicare a_ll'insieme .dei paesi occidentali.
l'astratto tr<).ttato-costituente, quando i suoi
Innanzi tutto occorre di necessità consta- rientrano nella via della difesa globale degli interessi della regione, dove il gruppo
riflessi non fpnzionano neppur -pi.ù) n occatare che la massa dice « no >> alla polit~ca.
minacciato esercita un'influenza decisiva.
sione del dramma algerino e di tutto ciò che
La presenza del generale De ·Gaulle alla teQuesta evoluzione è più o meno facile; più
esso implica. Se mi sono dilungato nei primi
sta dello Stato non ha fatto -che accentuare
o meno rapida, ma inelu~tabile. Allora si
periodi di questo troppo lungo articqlo sopra
~n movimento di indifferenza già ben rilcsfocia ìn un regionalismo che ha i suoi tie- · · i movimenti, i soli movimenti che credo
vabile sotto la JV Repubblica. Ognuno ricopidi sostenitori e i suoi estremisti: quando
oggi capaci, nell'Em;:opa occidentale, di pronosce, in fondo alla sua coscienza, che il
questi ultimi vincono, il regionalismo si mu~
vocar lo slancio delle masse, è per:chè se
governo attuale non può . risolvere nulla :
noi .dobbiaJ;llO « entrare in politica >> bisogna
ma per comodità, o per tutt'altro motivo, si' ta rapidamente in un'altra cbsa che, qual
ch.e sappiamo a quale livello la nostra azioagisce come se lo si credesse. Perchè, dun- che sia il nome di cui si fregia, non è, nel
fondo, che un micro-nazionalismò. In questo
ne avrà · probabilità di sviluppo. Dobbiamo
que, ·fare della politica? Se il governo non
senso la analisi, fatta dal Canonico Orban,
pre~dere gli uomini quali essi sonç>, per avviè più in grado di portar a buon fine quadel federa:lismo del M..P.W. (cfr. il numero
cinarli a ciò che vorremmo fossero. Non
lunque cosa seria, sarò forse io, debole cittadi · B. Lesfarg.ues 'tLione}
di dicembre 1961 di « P. E. ») è rigorosaabbiamo nulla da abbandonare ·della nostra
dino, che cambierò qualcosa? Se questo govisione sintetica del futuro del Continente :
mente esatta.
t certo che il prossi!uo Congresso di Lioverno, con tutte le possibilità che ha in
ina dobbiamo' ancora imparare che gli uomiDunque, sia che si arrestino al primo sta~
ne. debba essere quello dell'indispensabile
mano - sembrava all'inizio - non ha fatto
ni vivono in Bretagna o in Vallonia, .che
dio, sia .che siano già passati al secondo,
presa di coscienza politica del nostro movigt:an che di valido, il partito o la coalizione
essi sono minatori o piantatori. di tabacco.
sembra che i movimenti regionali in quemento. t; : in . effetti, il momento di finire
di partiti che gli succederà al potere farà
stionè vadano situati all'opposto estremo
di meglio? La gente non sa ancora che i
di ingannarci e di ingannare quelli che ci
della nostra azione. Ed è così appunto che
governi dei nostri Stati-nazione non sono
seguono o. che ci . prestano; occasipnalmente
conclude il Canonico Orban nel succitato
o meno, qualche .po' di attenzione.. Edifique
più padroni delle decisioni importanti, che
l'Europa è un compito politico: rovesciare
iJ solo potere di cui dispongono è proprio articolo. Da ·parte. mia, penso debpasi conle strutture che il secolo . XIX. ci ha trasmesquello di impedire di ·prenderle: ma lo siderare, la questione in una prospettiva dìso, è un compito politico: fare ·in modo che
sente confusamente, e coloro che sapranno . versa. Questi movimenti sono i soli che
concretizzare tale verità diffusa nello spiil termine . « deJ?OCrazia » ritrovi · un .senso,
appassi~nino veramente larg~i strati della poè un compito politico., Siamo perciò condanrito della massa - noi, o altri? - avran
polazione. ~ssi sono provocati dall'incapacità,
da parte delle strutture degli Stati nazionali,
nati a fare della politica, o. a non fare nulla . . senza dubbio vinto la _partita.
·Non è però . inutile avere una visi~ne, la
t vero che alcuni gruppi, a sinistra e all'e- di risolvere i problemi sul piano umano.
strema sinistra, e,. all'opposizione, all'estre- . Ma che cosa facemmo, noi ±ederalisti, per
_più .chiara. possibile; del quadro ,in ~:;.ui la nodi V. \ Locatélli !V~rese}
dare un senso, un'organizzazione. a questa
stra azione deve esercitarsi. Le osservazioni . ma destra, si sforzano di convincere, di tralotta? Per dotarla di un ·segno positivo?
scinare, anche di terrorizzare. Ma il partito
seguenti varranno cetto per la Francia, ma
La storia del M.F.E. e del C.P.I;:. è la
Nulla.
comunista non riesce a mobilitare diecimila
mi pare . si possano - mutatis mutandis storia di due anime in un .corpo che, nato
Noi ci chiamiamo federalisti. Ma il nostro
persone a ,Parigi : la sinistra non comunista
come associazione di movimenti nazionali,
è anc:ora più debole, perchè divisa, e solo federalismo, al di fuori delle l-unghe definiè diventato associazione soprannazionale euzioni ortodosse che tutti siamo capaci di
ropea, ma è soprattutto la storia dei nuovi
di Spine/li, « esiste una larga inqu_ietudine · · capace di offrirsi come vittima propiziatodare (almeno lo spero), come pensiamo di
ria ai manganelli della polizia; quanto alsviluppi di un'idea· politica, antica e pur tufdem_ocratica ».
calarlo nella realtà di ogni giorno?
t' altro che esaurita, e di una serie di prefiQuesto tipo di lavpro culturale e quello l'O.A.S., il suo ricorrere· al terrorismo non
Preciso il mio pensiero. Quando, all'ultigurazioni e di analisi, di grande chlarov.,çgconcomitan'tè dello studio ·del c~e fare per il è, per ora, che una confessione di debolezza e una prova .d.ella scarsa simpatia che la
ma riunione del Comitato Centrale a Parigi,
genza, dello status politico e delle crisi ricorperiodo in cui sarà attuabile il programma
Goriely diceva: « Fare l'Europa non è solo ·r-enti -di potere dei Paesi europei nei momassi1J'zo, non significa c,ostruire l'i(!eologia, gran parte dei cittadini sente per lei.
federare degli Stati nati àal capriccio della
Pure, nel clima di atonia politica puntegmenti piu drammatici dell'ultimo quindicet7come vorrebbe Mare, o il programma sociale
nio, analisi a cui non è p~tuta fi!l qui fe:
del federalismo, come vorrebbero altri. Ideo- , giata dal rumore di qualche bomba al pla- s_toria, ma creare un ordine politico r,adicalmente diverso. La federazione non dovrà
stico, esistono indi~cusse prove che gruppi
guire un'adegt(ata presenza a tutti i 'livelli é
logia e programma sociale che dividendo
un'adeguata azione realizzatrice nella comi federalisti oggi e sino alla Costituente so- sempre più importanti di cittadini sanno essere wmposta che dt regioni, con un sistema di federalismo interno ll, forse esprimeva
pagine' associativa e nelle strutture istituziono un punto di debolezza, ser.virebbero, e- appassionarsi a qualcosa. I contadini bretoni, i piantatoti di tabacco del sud-ovest, i
solo la propria opinione, e ·la mia. Ma che
nali dèi _Paesi interessati ,al processo d'inteventualmente, successivamente all'esistenza
aspettiamo per sapere se, tutti noi insieme,
grazione.
dello · Stato federale. Se ciò accadrà, in ogni minatori _dell'Aveyron, i corsi che più non
vogliono che la loro insularità li penalizzi,
vogliamo questa cosa o un'altra? Se ci defiçaso i federalisti non dovran f! O dimenticare
Sappiamo oimai quali risposte e quali proniamo seguendo Goriely, può darsi che anche loro preoccupazione essenziale dovrà es- ecco uomini che si agitano, che fan rumore,
poste formulino gli esponenti di vert~ce. del
diamo a finire al « non posstimus >> di molti
sere la subordinazi~ne di ogni programma al che rivendicano.
Movimento : ora si vorrebbe cercare di" esprinostri compagni. Sarà questo un peccato, ma
. D,eve stupire questa regionalizzazione dei
rafforzamento dell'Unità federale.
mere, come semplici portavoce, a/cime opiè ora che ci diamo un orientamento. La lotta
problemi? Nc;>n un federalista. Essa è legata,
nioni e giudizi della base, in seguito ad una
Praticamente questo lavoro di demistificazione si può compiere oggi, dopo il Congres- evidentemente, tanto alla inadeguatezza delle· che conduciamo sarà indirizzata in modo serie di co·ntatti personali con giovani stu~
affatto diverso, e darà risultati o non ne
denti, perchè. vitale è per il Movimento il
so, fondando laddove possibile dd centri stu- strutture dello Stato, quanto alla· fine del
darà a seconda che avremo . scelto tra una
processo
di
decolonizzazione.
I;:
quelli
che
·
ricambio e perchè la parte, · solo in appadio operanti attorno alla rivista «Il Federarenza recettiva, di chi legge e ascolta, non
lista ;, , unico organo tecnico efficiente che hanno meditato il celebre saggio di Ortega y federazione tra gli attuali Stati nazione, o
Gasset, «La Spagna. invertebrata ll, sanno la loro liquida~ione.
va sottovalutata. L'autocritica. di base si ripa.sediamo, in questo campo. I gruppi più
Ma non avremo pertanto finito. Perchè la
volge qui, come sembra doveroso, . agli amforti_ dovranno imporsi di aiutare con ogni da tempo che tale evoluzione era prevedi_nostra scelta deve' immettersi nella pratica.
bile non solo, ma fatale.
bienti federalisti italiani e sarà considerata
mezzo, riducendo l'eventuale surplu§ di atL'universale è .la democrazia. Nello stesso
Ora, non vi ha dubbio ·che i diversi mola condizione ' prima di , una criticà rivolta .al
:tività locale, i gruppi in formazione. , .
vimenti che ho nominato sembrano, a chi ' modo che, a dirla con Peguy, «lo spirituale - vertice, che del resto è .. stata preceduta da
Le tecniche per aumentare la forza di quedorme nel ·letto da campo del temporale ll,
varie, autorevoli, esplicite ammissioni. Le risti primi gruppi si basano sulla egemonizza· non .li .analizzi che in superficie, quasi del
sultanze di tali contatti sono press'a · poco
zione dell'ewopeismo organizzato per ppter tutto opposti a ciò che noi, federalisti euro: · l'universale si incarna nel quotidiana e nel
concreto. Io non posso che sottoscrivere quepei, cerchiamo. Potremmo in effetti riunirli
queste.
successivamente egemonizzare quello gene"
ste linee di Spinelli, tratte dal suo pre-rapsotto uno stesso vocabolo, « poujadismo >>.
Si può comunque dare per scontato che
T'ico . L'MFE può lanciare una grandiosa operazione di unità col CPE e con le forze eu- I minatori dell'A veyron ne costituiscono il / porto al prossimo Congresso di Lione: « Il l'impasse dell'azione ~ federalista trova la.rga
rinnovamento democratico esige una lotta
gius.tificazione. nei fatti, nella « paradossale
ropeiste org~nizzate per conquistarle demo- · perfetto esempio, senza averne minimamente
aperta
...per Ia formazione di autonomie recoscienza.
Senza
dubbio
li
si
ferirebbe
a
alleanza ,, di cui parla Spine/li, ciqè nelle
craticamente dall'interno. Riorganizzando
gionali e locali corrispondenti alla reale
morte se loro si dicesse che, col reclamare
scelte polìtiche di troppi fra i" Sei Pae:ri e,
unitariamente le sue strutture ed accettando
- nelle •sue file, pur con gli inellitabili compro- il mantenimento di miniere di carbon fossile , struttura delle nostre società e alle loro pro- si direbbe, n.el corso storico attuale, ·carattespettive di sviluppo >> . Ma mi auguro che
rizzato dall'estremo irrigidimento di tali
messi, l'Europa Union, i responsabili del condannate da una evoluzione necessaria,
ciò verrà precisato, e non _può esserlo che Paesi in posi~ioni di conservazione politicoassomigliano come gemelli _ a quei piccoli
MFE scatenerebbero quellt.z salutare lotta per
dopo c~e avremo fatto la grande scselta deci-- sociale è in primo luogo di conservazione, an il potere interno a cui, in definitiva, si sono. commercianti che non sanno .adattarsi al nosiv.a di sui dianzi abbiamo detto. .
stro mondo, e vogliono preservare le loro _più
che sul terreno istituzionale, di una parvenza
forma!i i migliori quadri nord-italiani. :In
o meno fruttuose attività, esercitandole a
, Precisarlo significa dire senza « impedidi sovranità assoluta che non esiste più, it1
un secondo tempo, l'MFE potrebbe darsi
svantaggio dell'intera cqmunità.
menti >> ciò che intendiamo per Europa federealtà, per ·nessuno nell'Europa occidentale.
nuove strutture interne che non ricalchino,
r-ale, quali saranno i diritti, l'organizzazioLà dove non c'è più, o 'non più abbastanza,
Vediamo ora se sia,. d'altra parte, giustifi· come le attuali, quelle dei' partiti tradizi"onali
(che devono amministrare il potere; non carbone, nessuna ostinazione, nessuno scio- ne, le prerogative, i compiti, ·le limitazioni cato il q~ieti!mo fatalistico di tanti federa di potere di quelle regioni che tutte insieme
pero in fondo all.e miniere, lo farà venire. Il
crearlo, com'è il caso dell'MFE).
listi sul presupposto e l'alibi che la congiun saranno l'Europa.
mantenere questi minatori, questi · commertura politica non sia favorevol~, che le · più
In qf:tçsto . contest()_, la struttura del CPE,
Henry Mallet ha · ragione quando dice che
cianti, questi contadini nei loro privilegi mefelici opportunità siano tramoii~ate o siano
come azione d-e.lfMFE e non· come organizsenza l'elaborazione di una Carta politica / da attendere in futuro . A nostro parç_re, i fe diocri e antiquati, non è possibile éhe nel
zazione· autotio'ma, può utilmente essere ado.
caso in cui la Francia viva, o cerchi di vinoi non possiamo andare avanti : e le precideralisti devono fare un approfotzditO:e.same
perata come mezzo di egemonizzazione delvere, in autarchia. Ma quale Francia imposazioni che io auspico si rifanno a questa
di coscienza, poichè non ·sembra che · tutti
l'etfropeismo iliffuso nelle masse popolan'-: Il
verita, allora, e quale prezzo minatori, comCarta. Aggiungo però _ohe ' l'efficacia stessa
abbiano dato in proporzione di quanto han CPE, in ogtti éaso, non può.' essere abbandomercianti, contadini e tutti gli · altri do,vrebdella Carta è condizionata da certe opzioni
no sin qui dato in termini di cultura, ·di imnato. Esso è stata la felice invenzione di una
bero pagare per tale assurdità!
' ·
che ne costituiscono il presupposto . .
pegno e di moralità, molti dei loro esponenti.
me;nte politica e èome tale, nel momento poNon si è attuata un'organica politica a livelUn'altra .constataz-ione del pari si impone.
Se noi vogliamo, muniti della nostra Carlitico dell'Europa, poco prim,a cioè della -Colo europeo, è mancata la stessa linea polita, trascinare gli Europei, dobbiamo prenQuando questi movimenti oltrepassano lo
stituente, può diventare il mezzo tecnico per
tica e ci si è affidati a iniziative sporadiche
stadio del « poujadismo »,' e cioè; della diderli. sul terreno in cui si trovano. Non spescatenare le grandi battaglie, che oggi, in una
prive di coordinazione, non sono stati ·se~efesa degli interessi di un gruppo, minacriamo di eur~peizzare la massa su un prosituazione .diversa, non ha saputo ·suscitare.
o·a.ùn·a ·francia
i:nvè-rtebrata
aun'Europa,con
la spina dorsale
HA
EU
AH
UE
HA
EU
AH
UE
Fare un .po'
di fe.• d•eralismo
em·p1r.1co
l'
bi rettore
ALTIERO SPINELLI
..Edizione in lingua italiana
· POP.l OLO EUROPEO
Condirettore : Cesare Merlini
Responsabile: Giuliano Martignetti
Edizione in lingua francese
PEUPLE- EUROPEEN
55, rue de la République , LYON
Responsabile: Jac_ques Ollier
Condirettore : André Darteil
Edizione in lingua t!!desca
EUROPAISCHES VOLK
Langestrasse 20, FRANKFURT/ M.
Condirettore Responsabile :
Claus Schondube Edizione in lingua olandese
HET EUROPESE VOLK
HA
•
UE
Mer:-sile in quattro lingue
dall'esperienza individuale, dalle. condizioni
sociali e dalla sfera --affettiva; la disponibilità
di intelligenze superiori è lim-itatissima in
ogni società, in speèie là dove il diritto all'istruzione è limitato di fatto, e via dicendo.
In asse~za di elementi probativi, a tale riguardo, rimane ~ sembra ~ imprescindibile la necessità di premettere alla ripresa
dell'azione (oltre, béninteso, la determinazione in congresso della linea politica) un
sondaggio della -pubblica opinion.e europeista e no da condurre per ·mezzo dell'organizzazione di « Popolo Europeo » che consenta
la verifica di tali ed altre ipo~esi, l'accantonamento di quelle che non risulteranno più
valide e l'impostazione esatta di pochissime
azioni di sicura efficacia: ciò che rappresenta
un minimo, perchè le ipotesi . di lavoro dovrebbero tener conto anche delle tendenze
evolutive dell'opinione, in quanto prevedibili,
per avervi tempestiva ed efficace incidénza.
Ci siamo limitati, in passato, a tenere un
diScorso dottrinale e istituzionale un · po'
astratto: negazione del regime degli Stati
nazionali e Costituente europea, quando non
ci siamo rivolti di nuovo ~ sia pur con 'l' appoggio di mezzo milione di cittadini - ai
Parlamenti nazionali. Risultato: siamo rimasti degli isolati fuori gioco. Quando poi, per
render più concreta la nostra proposta dottrinale, abbiamo precisato meglio il nostro pensiero e, non essendo forza d'urto noi stessi,
abbiam o accettato convergenzé occasiona/i, ci
siamo comprom essi con le forze partitiche
nazionali e vi siamo divisi fra noi in « conservatori » e « progressisti ». È quindi necessario organizzare una « opposizione di comunità » (Al bertini) e uno strumento di contatto col pubblico incominciando dalla stam~
pa. Abbiamo, grazie ad Albertini e Schondube, la rivista di studi; grazi'e a Spinelli e
ai federalisti di Torino, Lione e Maastricht
disponiamo di «Popolo Europeo». Siamo
tutti con vinti che occoi-rerebbe molto di più,
ma in attesa di ·un rotocalco o quotidiano di
grande tiratura dobbiamo potenziarè il nostro giornale di informazione; trasformandolo gradualmente prima in q,uindicinale, poi
· in settimanale. Con ciò la noJtra dottrina
acquisterà, nel confronto continuo con gli avvenimenti, maggior concretezza agli occhi
del pubblico e maggior efficacia formativa
'
anche sui federalisti.
Come male minore dobbiamo attenderci
anche compromissioni con forze partitiche
democratiche. Infatti, essendo ancora lontana
la possibilità di formare l'Europa, anche se
questo atteggiamento appare ed è _logicamente contraqdittorio,_ dobbiamo persuaderei
che contatti con taluni sindacati operai, ambienti antimilitaristi e anticolonialisti, associazioni confessionali non retrive, organismi
che promuovono la democrazia, ed anche
con talune àsspciazioni pòlitico-cultrlrali no~
possono che giovare sul piano pratico, affret-·
tando /''avvento di condizioni più propizie
alla democrazia europea.
.
Un compt'to altissimo, a cui potrebbero apparire impari anche forze ben maggiori ci.
attende, ma . è proprio per questo che ogni
scelta, ogni azione assume nobiltà: per questo
dobbiamo affinarci e mantetzerci attivi e disponibili per le occasioni che certo non mancheranrw di presentarsi in avvenire . .
AH
.,
(segueJ
EU
r
Lione
47, Alexander Battalaan, MAASTRICHT
Co.ndirettore Responsabile: P. J. Houx
Autorizzazione Tribunale di ,Torino
in data 22-2-1958 -al n. 1214
Stabilimento Grafico 'IMPRONTA
Via Argentero; 59 .- TORINO
~--~--------------------------------~~--Dalla ~rl~a paglfta
l
•
·..
e che aspirapo profondamente a un rinno~amento della democrazia e. della politica economica estera e militare. E' que~ta opposi.zione ovunque anéora . informe e assai mal
rappresentata, rria ovunque· in aumento che
noi dobbiamo, innanzitutto conquistare, par· Tre divers~ risposte saranno presentate
tecipando alle sue battaglie e recando ad esal Congresso di Lione e tra di esse il Con,sa l'esigenza d'un'Europa autentic;:a'mente -degresso dovrà fare Ja sua scelta.
mocratica e creata dal Popolo Europeo. ·
La prima di esse sarà presentata dall'amico
In tutti i p~esi_ europei bisogna, ·compiere
Albertini di Pavia. Egli accetta la nostra atquesta scelta d~gli · alleati politici ed elahotuale impotenza politica. Non si può decirare e fissare i me,todi di questa nostra pardere di diventare una forza politica quando
tecipazione. Ma il punto cruciale di questa
lo si vuole, ma solo quando le circostanze
politiche l~ consentono: l'Europa è per il .lotta per il -rinnovamento democratico è oggi in· Francia, ed è in que$to -paese innanzi
momento inchiodata in una specie di « contutto che i federalisti devono' uscire dalla
federazione di fatto » in cui certi compiti
loro attuai~ passività e impegnarsi a fondo
economiCi e militari sono diventati comuni,
ndla lotta contro l'involuzione autoritaria e
ma in cui ogni stato conserva la sua sovrafa-scista, allo scopo ài ottenere che le forze
nità. E; certo una situazione contradditoria,
della democrazia e del progresso non si limima, sintantochè la contraddizione non- avrà
portato a una crisi acuta e generalizzata che. tino alla restaurazione di una democrazia
nazionale, che sarebbe tarata in partenza, ma
riproporrà di nuovo acutamente il problema
che esse si prospettino con chiarezza la codi un potere europeo, i federalisti non do,.;truzione di una democrazia europea.
vranno disperdere le loro energie "per cerSe il Congresso di' Lione saprà collocare i
care di raggiungere un'impossibile forza.
federalisti _nel posto che a loro compete, cioè
Ci trQviamo insomma, per così dire, in una
al centro della lotta per il rinnovamento de.fase di incubazione in cui dobbiamo px:emocratico dell'Europa, possiamo avere la raparare teoricamen~e i nostri quadri politici
gionevole certezza che la nostra azione e le
per l'azione futura. Preparazione culturale
nostre idee peseranno sugli anni a venire.
e agitazione delle nostre idee negli ambienti
Se il Congresso indicherà invece ai fedegenedcamente europeisti sono di conseguenralisti la via della setta o quella del folklore,
za i soli comp>iti .attuali del moviment~. .
l'MFE e il CPE avranno scelto la porta , d'uLa seconda tesi sarà presentata dall'amico
scha dalla storia europea.
Desboeufs di Marsiglia. Essa richiede una
Altiero Spjnelli
revisione di, quel giudizio negativo che i federalisti danno - da tanti anni - della situazione europea. MaÌgrado tutte le loro insufficienz_e, le realizzazioni «.europee» come
ABBONATEVI A
le Comunìtà sono già un . primo passo. Le
.., '
attu,ali forze politiche, benchè siano assai
spesso indifferenti
e · qualche volta cdntrarie ~
.
sono tuttavia trascinate verso l'Eur~pa dalla
forza stessa delle cose. I federalisti dovrebAbbon~mento per 12 numeri:
?ero ,quindi adattarsi a questa situazione,
tncoraggiare i governi e i partiti a fare me:
normale
L.
500
glio e di più, far conoscere all'opinione pub« militante »
L. 1.000
blica ciò che è stato già realizzato e consacrarsi insomma a una sorta · di opera di « buososteni.tore
L. 10.000
?a vol~:mtà » europea, promuovendo degli
I~contri, degli scambi, dei « jumelages », inIl pagamen~o può essere effet~
VIando dei francobolli « europei » ecc . .
tuato o direttamente, o a mezzo
L;~ . terza tesi sarà difesa dall'autore di q~e
vaglia, o . con versamerno sul
ste nghe: essa non accetta la passività poli-'
conto corrente p~stale
tica, nè nella forl?a di setta auspicata da
Albertini, nè nella forma di kermess e folklo2/17203
ristica auspicata da Desboeufs. La federaziomtestato a : « Popolo Éu ropeu
. ne, come ogni costruzione politica, non può'
nascere che da una lotta politica reale. I fevia Blignyì !5 - Torino :~o.
deralisti non possono permettersi il lusso
di· essere degli spettatori, previdenti certo
ma comunque passivi: essi devono · saper
promuovere, animare e organizzare questa
· Avendo letto ir Vostro annuncio sul
lotta.
·
period ito
Costruire la · federazione signilica ;om prendere che le attuali democrazie nazionali
sono votate, in una prima fase all:immobiVi prego di inviarmi , senza alcun imlìsmo, in una seconda alla decomposizione,
pegno da par~e mia , l'opuscolo che illu. ·' stra l'i niziativa « Lettera alio Studente ,.,
e opporre ad esse la prospettiva di una nuova de~ocrazia federale,
nome e cognome
l nostri avversari sono le forze· conservatrici che dovunque, in Europa, sono alla di-·
indirizzo
rezione dei nostri. paesi : non siamo tuttavia i soli a batterci contro tali· forze. Dovunprovincia
località
q_ue ci sono degli uomini, 1ei gruppi politiCI o sociali che sono più o meno coscienti dei
data
pt,mti morti e dei pericoli che ci minacciano
M. F. E. e···C. P. E.
a un bivio
P.OPOLO EU-ROPEO
HA
zionati nu.ovi quadri, o almeno in suffi. ciente misura. Una classe politica nuova
nasce da un'atiiv.ità rivoluzionaria e spesso
terroristica, difficilme.nte in ambienti dominati dall'euforia per il miracolo economico
o · si foggerà lentamente fra infiniti rischi
di perdere cammin facencJo i giovani più generosi ed impazienti, attraverso un'opera di
educazione e preparazione culturale da svolgere -in spirito ajcetico, al limite della sfiducia e della crisi, associata ad un'esperienza di
lavoro in équipe a livello ' plurinazionale e
sovranazionale.
·
A questo punto è necessario verificare alcu•
ne delle nostre ipotesi di lavoro, che sino ad
Oggi sono state pressapoco le seguenti: I un
europeismo generico esiste ed ·ha un sufficiente grado di _consapevolezza; 2) è necessario un indottrinamento degli associati,
mentre i fattori sentimentali ed emotivi non
hanno che scarsa rilevanza; 3) la form azione
di quadri (oppure, per altri, in alternativa,
un'organizzazione capillare efficiènte) assicurerà per se ·stessa la nascita di una forza eu·ropea; 4) le ideologie (liber-alismo, socialismo, solidarismo .cristiano) non -~anno '·più
nessuna z~ntr.inseca validità e i partiti « non
hanno più alcuna visione strategica >>; 5) la
crisi di potere è possibile e non r,nolto lon- .
ta1!_a; 6) un'équipe di ·intellèttuali e di p.olitici per un'opposizione di livello europeo è
disponibile. ·
Semkra~ lecito avanzare molti dubbi sulla
validità di alcune e in pa;,ticolare, ci risulta,
della 2), della 4) e della 6): nel processo di
formazione di . convincimenti profondi hanno
sempre parte elementi irrazionali, derivanti
~di
UE
Tesi a cGnfronto· per il' congresso
AH
Popolo ~uropeò
EU
l8
Vico Locatelli
(
La Olivetti, con la sua iniziativa L et- .
tera allo Studente, offre ai giovani
di ogni ordine di. scuole ta possibilità
di acquistare - con ,i loro soli mezzi la portatile Lettera 22 mediante u11
nuovo -e originale sistema che prevede
·s emplicissime · modalità ed eccezionali
vantaggi e facilitazioni.
'>
Per conoscere, senza alcun impegrio,le modalità dell'Iniziativa ,"Lettera allo
Studente", basta Inviare il tagliando a:
Spett. ·ING. C. OLI VETTI
&
C. S .p.A. - Let-
tera allo Studente - Via Lario, 14 - ~ Milano
una portatile Lellera 22 ad ogni studente
1a
·O iivetti.
ha. una_· notizia e una proposta
.; , l
A Lione, dal 9 a/1'11 febbraio
CONGRESSO
FEDERALISTI A
MENSILE
r------------------è
il pnmo giornale europeol---....
~ Spediz. in abbon. postale - Gruppo 111 ·1.
una c f!pia 6 O lire
anno V supplemento al n. 1
di C. Merlini (Torino)
UE
AH
EU
HA
Sabato 1 O febbraio in mattinata continuerà la discussione generale, mentre
nel pomeriggio si avranno le . riunioni
. delle varie commissioni.
Domenica 11 febbraio la discussione
verrà proseguita in seduta plena-:a, do·
podichè si svolgerarr.o le votazioni e
le ele7ic ·.:.
Esso andrà inquadrato nella prospettiva di
ampio respiro che ho detto al primo punto e
dovrà portarci fin d'ora a prendere posizione su tutti : ~~ :j scottanti problemi politici.
~ uesto richiede . un arricchimento della nostra. tematica: mentre infatti è soprattutto
su 1 pro bi ema istiuzionale europeo che abbiamo battuto (necessariamente, per acquisire
l'autonomia di cui non disponevamo nel '54),
oggi bisognerà approntare una base politica
Appuntamento
con il mondo
di domani
di A. Ernst (Varese }
Nei sedicz aimi tra:;corsi dalla fiue della
. guerra, in situazioni a volte favorevoli e a
volte contrarie, il federalismo non è m ai riu-·
scito a creare un fronte per l'Europa. Benchè
stano state applicate con successo nuove tedebba in parti colare -e subito · dotta r . una
cniche d'azione politica, non si è mai andati
-~hia ra presa .. di posizione sulla situazione
oltre ad una im m ediata ma labile in fluenza
~ra ncese e un preciso e conseguente program .
sull'opinione
pubblica. Non siam o stati cam a 'd 'azione.
paci di colpire profondo; dobbiamo trovarne
4· - Quale organizzazione ci serve m eglio
le ragioni.
oggi?
L'Europa ha sem pre dibattuto i jm,damen- .
Il M.F.E. soprana7.io nale, faticosamente cotali
problemi um ani e tutte le sue grandi ri struito, h a piena vali d ità (anche se qualche
voluzioni erano espressioni più o meno coeritocco al suo statuto sarà forse necessario) :
reuti di dottrine per sè stesse universali.
esso deve assolvere la funzion e di organi zOra noi federalisti abbiamo preteso l'assurzazione democratica, · sede della form azione
do: far fare agli Europei una rivoluzione
dei militanti e dei quadri dirigenti e dell'inparlando loro unicam ente dell'Europa oggi,
dividuazione dell a linea politica. Fondamen nell'epoca dei satelliti, quando gli stessi Eu tale è la creazione di un centro esecuti vo
,.opei, nell'epoca della navigazione a vela,
europeo politicam ente responsabile che ga - · combattevano e morivano mossi da dottrine
rantisca la tempestività e l'efficacia degli indi valore universale.
terventi, il coordinam ento delle m anifestaNella nostra propaganda- e nella nostm aziozioni, il reperimento e la distribu zion e di - ne abbiamo fatto se~np,-e presente la necestutti i fondi.
sità che l'Europa si un isca per po:er rappre5· - Quali i m ezzi più idonei a/lp 110stra .sentare una forza e difendere i propri diritti
di fro nte ai grandi stati continentali che si
azione?
vanno formando nel mondo. Questa è stata
Il C.P.E. non richi ec!erà organi permane~
la
base della nostra propaganda; di~corso che
ti, se sapremo controllare quelli del M.F.E.;
avrà la sua validità ma che è di ben scarso
ma le elezioni e il Co ngresso rimangono un
contenuto rivoluzionario in quanto che la
efficacissimo strumento di sensibilizzazione
forza, la capacità di far valere i propri didell'opinione pubblica, purchè accuratamente
ritti
verso le altre potenze, è sempre stato un
coordinati. Altri strumenti di cui disponia, discorso che i governanti hanno tenuto ai
mo, fra cui Popolo Europeo, vanno potenziati.
loro governati, mai una protesta che porti i
Assai più di prima, infine, dobbiamo acpopoli a levarsi contro il sistema che li
9uistare capacità e agilità di intervento poligoverna.
tico locale, senza il che i militanti si sentiranPer quanto riguarda la politica estera più
no progressivamente tagliati fuori dalla vita
aperta che la futura Federazione Europea
politica; dico intervento locale nel senso di
potrà fare ciò fa parte delle buone intenzioincontro, dibattito, polemica con i circoli poni ma non ha obbiettivamente nessun valore
litici, culturali e sindacali, facendo battaglie
perchè tale politica non sarà espressione di
e stringendo alleanze, al fine di conseguire
una dottrina ma della ragione di stato europosizioni di influenza soprattutto in centri
pea che, come tutte le ragioni di stato, è un
minori e in città, ma anche a livello regiofatto conservaore e non rivoluzionario.
nale e nazionale, dove se ne dia la possiDella dotrina federalista noi abbiamo porbilità, e l'opportunità. Una volta costituita
tato avanti solo quanto poteva essere utile a
una centrale europea efficiente, si può usare
rendere più coerente l'europeismo e cioè la
una certa spregiudicatezza nell'aèattare i
Costituente Europea, lo Stato Federale Euromezzi ai fini (anche nel senso di azioni difpeo. Ma l'Europeismo non è un fatto rivoluferenziate da centro a centro, da paese a
zionario ma una forma più moderna e intelpaese), senza pericolo di frantumare il ca(continua a pag. 2) .
rattere europeo, peculiare della nostra azione.
HA
Un di battito politico esteso ed approfondito q uale q uesto che si svolge fra federalisti;
nelle sezion i, sulle pubblicazion i e in incontri di vario genere, denota una vitalità della n ostra
organizzazione ch e fa ben sperare nel Congresso di Lione, dove. non è ~sclu so che lo stesso
,problema della sopravvivenza sia posto. · A voler dire brevemen te, come qui devo, dall a
n ostra prossima assise europea dovrà uscire un preciso program ma, di cui proporrei i segu en ti
cinque pu nti .
I. - Il federali smo pren d.e coscienza di un a
propria funzion e petmanen.te e mondiale d i
« ~ opolo Europeo », ritenendo di ~f=
ar""e""'""...,__c~ui l' impegno attu a i~ europeo, ·che ci è ·procosa grad ita ai suoi lettori, dedic.;_ un
prio e che manuene intatta la sua validità,
numero speciale al dibattito prelim~nare
non è l'ultima. com e n on è la prima tappa.
al Congresso di Lione.
La risposta fed~ralista, data in E~ropa e
Come risulta chiaramente dalle tesi
proposta a tutto il m ondo come alternativa
d i fo ndo, è veramente il m ezzo con cui uno
esposte, a Lione dovranno compiersi delschi eramento democratico (dalle poche for ze
le sce lte essenziali per il futuro indirizal potere alle molte resistenti ad Occid ente
zo pol itico del . Federalismo.
come ad O riente) può sbloccare il processo
Il Congresso di Lione sarà comune al
in atto, per cui all'integrazione economica e
Movimento Federalista Europeo ed al
tecni co-scientifica, real'izzantesi a livello m onCongresso del Popolo Europeo, che afdiale, corrisponde il caos politico, per la cri•fronteranno in seduta comune i 'problesi e il m oltiplicarsi delle sovranità. Inoltre
mi di politica generale, mentre si dediessa sembra rap presentare, in quanto via
cheranno separatamente alle questioni
all' unità mondiale, una solu zione al problema della pace definitiva, che l'incubo aroconcernenti i rispettivi organismi.
mico pone in termini drammatici .
l lavori si svolgeranno al Palazzo dei
2 . - Scopo di ogni organizzazione politiCongressi lntetnazionali, Quai Achille
ca e' queIl o d i acquistare un minimo di inLignon, Lyon 6, nei giorni 9, 1O e 11
fluenza sull'opinione pubblica e sugli avvefebbraio 1962. Il programma di venerdì
nimenti che autori zza a considerarsi forza
9 febbraio p~~vede in mattinata l;espopolitica : il che non .si ottiene di colpo nè
sizione di rapporti organizzativi da parsolo per d ot~ intrinsech e dell'orga ni zzazione,
m a di pende dall a fecondità dell'idea, dai
1e di M. P. Lucion e di A. Delmas, e nel
quadri che la sostengono e dall 'ambiente popom.eriggio l'inizio del dibattito di politico e sociale in cui è lanciata. Tutto somlitica generale a seguito della presentamato e tenen d o conto del contc:!Sto europeo,
zione dei rapporti politici di M. Alberil Movimento ·si muove nel senso giusto per
tini, G. Desboeuf, A. Spinelli e l'espoconseguire questo scopo: ma Lione sarà una
sizione di A. Thiéry su « La politica ec:oscelta c!i grande importanza e il Congresso
dovrà saperla fare, senza mezzi termini nè
nomica europea ,,, di cui abbiamo pubblicato un riassunto nel numero di
rinvii. Essa si localizza nei tre interrogativi
che elenco n'ei rimanenti punti, proponengennaio. In serata, rapporti tecnici suldo per ciascuno una risposta.
l'attività del C.P.E . di P. J. Houx e di
3· - Qual è il nostro giudizio sulla situa,A. Mortara.
zione politica?
più vasta, da cui trarre ali m ento per 1 nostri interventi.
S~l piano m ondi ale, bisognerà sapere in dicare una politica per i « paesi nuovi », sostenere la fun zio ne dell'O.N.U. e rivendica rne lo svi_luppo, add itare nell 'im pegn o democratico la cond izione di vali d ità per lo schieramen to occidentale.
Sul piano europeo radicare la critica all a
Europa confederale e a quella com un itaria in
vn coeren te atteggiam ento sui problemi d ella lotta per le liber tà democratiche e contro
il coloniali smo vecchio e nuovo, dell a pian i(.cazione ·economica, dell e autonomie locali.
. Sembra eviden te che per il momento e la
,...de che caratterizzano uesto' C:on<Tresso, si
AH
Una scelta politica, subitol
UE
1962
EU
genna1o
2
Popolo Europeo
CONFRONTO PER
Partecipiamo
alla-lotta
democratica
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Il fatto fondamentale del Federalismo 11011
è una critica alla dim.e11sione delle attuali 11a-
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nostro programma d'azione .
A n che se il fine ulhmo è una Federazio ne
· t o Spl•nelll•
Il .rappor
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.-\ l Co ngresso d i Li one verran no presentati, com e e noto, tre
ra pport i (Spine~li, Albertini, D esboeuf) che costituiranno altret-
Ernst
sinistra, tutte for ze che militano come no1 nell' esercito 111 marc 1a
dc~ la democra zia mondiale.
Il difetto di qu este fo rze è però quello d i non av er compre~o
a sufficienza che battersi per la democra z ia in Europa sign ifica
-
-~
anz itutto battersi contro il regim e degli stati nllzio nali sovra ni.
Perciò fino ad ora noi siamo stati pi uttosto cr itici che all eati di
esse. Oggi però che la conservazione trionfa _in tutta E uropa cd
è in una volta sola conservazion e soc ial e, pol itica c na zion ;; lc,
EU
federalisti e democratici naziona~i . sono impegnati co n tro un o
~
I l rappo rto inquadra a nzitutto il problema el)ropeo in una
stesso nem ico. In queste cond izion i nos.t ro com!Jito è formul are
prospett iva mondi ale, ch e ved e in atto una gra ndiosa battaglia
« un programma federalista di rinnovam ento democratico >> e
per la dem ocrazia fra tutti i popoli, e stabilisce qu ali sono in
« precisare il nostro m etodo di azione ».
ta~e prospettiva i compiti dell'Europa : diminuire la tensione interna ::: ionale e i rischi d i un a gu erra nuclea re; indirizzare in senso
Il nuovo programma federalista dov rà evid enziare la natura
de mocratico lo sviluppo d el terzo mondo, favorire le « correnti
profondamente progressista dei. fini ch e i federalist i si prefiggon o
liberalizzatrici » esisten ti_ nel mondo comunista, eliminare le ditcon la realizzazione dell'unità europea, fini ch e si identi fi can o
co n quei compiti motrici dell'Europa che g ià abbiamo in dicato.
rature fascist e nella pen isola iberica, rafforzare la democrazia
nordamer icana, m uovere nell'ambito elll:opeo gu erra a ogni privi l metodi di azione• sa ranno d i natura molteplice : a) sa rà
fatta una diffusa cam pagna d i di ba tti ti e convegn i cultural i, con legio, utili zzando il progresso econom ico per favo rire il li vello
d em ocrati co e la gi ustizia sociale.
ferenze, corsi di stud io in cui verrà vigorosam ente afferma ta la
Nelle sue attuali colldiz iolli l'Europa manca a questi compiti.
necessità per tutti i veri dem ocrati_li di pemare i termin i d i demoInfatti gl i stati sov rani , impotenti e orgogliosi, in cui l'Europa è
crazia europea; le sezioni M.F.E. di verrann o s::d i permanent i di
di Yi sa , au m entano i rischi d i un a conflagrazione nucleare, tend ibattito d emocratico, « le elezioni prim arie del C.P.E. saranno
den : o ad avere a nche ess i un arn;amento atomico al serv izio del
organizzate intorno ai problem i del rinn ovamento democratico
europeo e facendov i partecipare in larga mi sura le correnti della
loro inqui ::to na zion alism o; tenendo in vita il princi pio d ell'unità
naziona le, tengono aperto il problema insolubi le dell'unificazion e
opposizione democratica » ; b) i fed er::1 li sti sara nno in prim a lin ea
tcd_esca, perpetuando' la guerr<t fredda e bloccando l' evolu z ione in
in tutte le battaglie dem ocratich e . di tutti i paesi europei, ma
s:::1Ùo li bera le del mo ndo ' com unist:; ; facendo una politica grettasfo rza ndosi sampre di far comprend er:: che ta~i battagli e si vin cono co mpletam ente solo nel quad ro europeo; c) i federalisti
m ente egoistica tengono vivi i focolai del neocolo niali smo ~Al geJovranno cercare di egemoni zzare alcuni grandi centri euro pei,
r ia, Angola , Katanga, Nuova Guinea, Nyassa) avvelenando i
rap po~t i e uro -afri ~a ni cd euro-asiatici; accetta ndo una unificag iungendo « entro alc unia anni a p artecipare alle elez ioni poli zione economica senza · potere politico creano un corpo senza
tiche con uomini nostri »; d) i federali sti , infin e, tenendo sempre
- sc heletro ·esposto all e in evita bil i i:risi econom iche e vòlto acl
presente la dimension e mondiale della loro lotta, stringeran no
esclusivo va ntaggio di singoli individui e grup pi privilegiati;
« relazioni permanenti di amicizia e collaborazione con le correnti
no rdamerica ne eli rinnovam ento democratico, con i partigian i
infine gli sta ti eùropei, adagianèosi nel loro preca rio benessere,
rifiutaiw ogni impeg no per ·la democraz ia nella congiuntura nion della rivol uzione democratica del terzo mondo, e forse un g iorn o
anche con le correnti liberali zza trici che si manifestano nel mondo
di ale, 'disposti a rinunciare anch e alle proprie democrazie intern e
~ c difend erle · deve costare · un a qua1ch e tensio_
n e ideale.
comuni sta ».
Poichè alla base di questa . 'decade nza 'e insufficienza storica
J1 rapporto Spinelli si chiude con la rinn ovata affermazione
dell'Euro·'a sta la divìsione·· del continente in stati · indipendenti,
che le. sorti della nostra . azione e dell'Europa stessa dipenè ono
battendosi re r l'u nità federale · dH~sso ' « i federalisti europei sono
dall'esistenza del federalispw come forza politica autono1?w.
in F im a fil a nella lotta contro 'ques;è. degen~;a~iOT,Ji ;). E~si ,non . Questo è il nostro primo obbiettivo che non si può però ottenere
debbonO crede re ·però di essere soli' i h · tale lotta, poishè han n? , al . . ~orv-e « un preambolo dell'azione. Esso avrà luogo ma n mano
hw.. fian cq altre forze: g iova ni , intellettualj e ,der,nocra;tic;i ,di ' ,, cqe ci impegneyeri1o effett ivamente nell 'azione».
HA
di A. Bandinelli (Roma)
Orga ni zzata da l « Comitato Anticolonialc
Ita liano » si è ten uta a Roma, il 13 dicembre
scorso, un a conferenza sul tema « d emocraz ia francese e g uerra di Algeria'». · Conferen ziere era il saggista Jean Pau! Sartre, il qua- •
le ha ampiamente dimostrato quale meccanismo di connession i leghi l'attuale crisi della democrazia francese con la questione algerina. Ri portiam o della sua anali si uno
stralcio, che a noi federalisti appare particolarm ente importante.
.
Dice Sartre: «Le vere parole d'ord in e sono: "solidarietà con la lottq_ algerina, antifascismo~ de~ocrazia rinnovata" . Ecco in qu ale ordme b1 sogna vedere la situazione. Pur troppo, come vi è noto, non siamo ancora a
"luesto punto; bisogna infatti rovesciare j
r~unti el i vista e9 in particolare nella sinistrJ
francese_ Non so se la sinistra italiana sia
ug uale, ma quella francese ha questo di caratteri stico: è convinta che sia sempre n ecessano dunostrare alla destra che la sinistra è
onesta, forte e virtuosa. Per esempio in qu esto caso le sembra assolutamente neces~ ari o
mo_strare che essa è nazionalista per avere il
dmtto di dire "facciamo Ja pace in Algeria" .
Personalm ente non ne vedo affatto la necessità .. . Questo nazionalismo quindi acceca u n
po' la gente_; noi abbiamo una sinistra rispettosa, che nspetta De Gaulle, abbiamo una
s~!Ùstra malinconica, romantica, che rlim" 1:- -1'1 -q-b l 'l--':';'~ ..eopb.bl.i,:,o4 ," ; ~- .... t·-~ -~
sinistra nazionalista che civetta con i nazionali, dicendo : "sapetè, anche noi amiam o il
Paese" )).,
Da tempo, gli intellettuali della sinistr:l
francese ci avevano abi tuato ad -analisi assa i
d iverse sulla funzione de1la Francia e del
suo d estino. Partecipi della . sclerotizzazionc del ~oro paese in mani era orga nica, essi
c n :~a \· an8 perfettamente, non meno delle destre naz i8na li, negli schemi e nei qu adri socichgici in cui i Duv erger e gli Aro n han no fissato come c' erna ed immutabile la real tà f:-a ncese eleva n do la a m odello c paracligma di svilu ppo pol itico. È vero che gl i
Aron (e i Li.ithy) hanno fatto molto sarcasm o
sul fatto che questi intellettuali mostravan o
eli sta re a di sag:o entro i quadri prefissati, e
fa cevano sortite disperate in ogni senso per
usc ire dalla morsa che li soffocava , ma questo di sagio non trovava uno sbocco preciso e
funzionale.
L'analisi odierna di Sa~ t re ci trova perfettam ente consen zienti ; diremo di più, è su
q UC$tO terreno che i federalisti attendevano
loro, i rappresentanti d ella cultura fran cese ;
n on cerramen te i rappresentanti più tipici
della scl ~ rosi nazionalista fran cese, con i quali i_l federalismo non ha nulla a che fare.
Se vog liamo, il federalismo ha (a nostro avviso) mancato profondamente di fronte a
questi intellettuali, non meno di quanto essi.
abbiano sbagliato di fronte alle sue ragioni .
Il fe: eralismo ha infatti creduto (com e g li
Aron) ch e la loro inquietudin e fosse solo l' agitarsi di ingegni brillanti ma inutili. La difficoltà della loro ricerca, la sterilità di certe
loro sortite non ci deve far dimenticare però che si trattava di una ricerca ricca di fermenti nuovi e vitali, usciti dalla stessa m atrice culturale da cui in fondo il federalismo
aveva preso le sue mosse: l'analisi della soci età europea contemporanea e la denuncia
dei suoi fallimenti. Se il federalismo è u n
fatto valido nelle sue motivazioni profonde,
nella sua origine culturale, a nostro ,avy:iso
esso deve trovare in questa direzione, nella
com un e ricerca di verità più valide e ricchè
con i mig liori ingegni dell'Europa, la vi a.
UE
Alfredo
AH
ta nte prop::>s tc generali. di interpretazione e di az:one po 1iti ca.
Ri ass umi amo qu~ brevemente le· lin ee ge nerali del rapporto cel
nostro Direttore.
AH
ligente di nazionalismo. Rinunciando all'a.rpetto universale del federalismo abbiamo rinunaato alla sua canea rwoluz1011arza
Le ragioni per cui 11oi federalisti nella nostra azione abbiamo fatto presente quasi unicam ente l'aspetto contingente europeo, derivano dal fa lLo che vedevamo una possibilità
storica immediata di unire l'Europa col fe deralis11JO e ci siamo appellati al sentimento
più diffuso che poteva esserci alleato in quel
compito, cioè all'europeismo. Ma ora ch e le
possibilità di una mpida unificazione europea so1zo molto ridotte e che il nostro lavoro
non può essere che a lunga scadenza, non
possiamo più basarci sugli aspetti contingenti
ma su quanto vi è di fondamentalmente rivoluzionario, vale a dire sul pensiero umversale della dottrina federalista.
Nel nostro statuto leggiamo che la Federa -·
zione Europea è avviam ento alla Federazione Mondiale; se ci dom andiamo però quanto
'-!testa frase sia stata dibattuta , quanto i 170.- : i uomini di cultura l'abbiano analizzata
:.' ::/ suo contenuto, dobbiamo renderei conto
,--Jze poco, praticamente nulla, è itàto fatto
:n questo senso. Non lo si è fatto perch è si
temeva di non essere concreti, di cadere 1/ell'utopia; ma se il problema consiste nel creare Utl sistema politico proporzionato alle po.··sibilità tecnologiche e scientifiche di oggi, ora
che la scienza conquista l'utopia, in quello
che si considerava utopia dobbiamo andarci
anche noi.
Se la conquista di un successo immediato
per noi federalisti non è possibile, il ~1ostro
lavoro per avere un senso deve essere un ap-
Mondiale il nostro cam po d'azione non può
oggi essere certamente tutto il mondo in
quanto che vi sono paesi praticamente chiusi; ma non possiamo però neanche seguitare
ad essere presenti solamente nell'Europa dei
Sei.
Dobbv.amo iniziare un profondo Lavoro
dottrinario e suscitar/o anche in paesi i11 cui
fino ad ora non eravamo presenti; per comin ciare in Inghilterra, Paesi Scandinavi e Stati
Uniti d'America. A questo lavoro culturale
e dottrinario dobbiamo affiancare un'azione
di aggancio popolare. Il Congresso del Popolo Europeo deve venire da noi proposto quale Congres.<o dei Popoli ai vari gruppi pacifisti anti-razzisti, ecc., attualmente esistenti
e divenire un'azione comune in cui i vari
popoli possano manifestare e coordù1are la
loro protesta contro la giungla degli stati oggt rmperante. Con ciò ci sarà possibile portare la chiarezza della nostra alternativa
ovunque ci sia una generosa e istintiva ribellione al sistema esistente .
Il Movimento Federalista Europeo deve diventare di nome e di fatto il «Movimen to
Federalista >>. La sua proposta essenziale è
quella del potere sovranazionale emanato da
elezioni dirette quale nuovo ordinamento
fra i popoli.
l! Federalismo quale dottrin a universalmente valida deve essere presente in aree ben
più vaste della sola Europa. Ciò non toglie
che molto probabilm ente il suo epicentro sarà l'Europa in quanto è qui che i nazionalismi sono stati portati alle loro eJtreme conseguenze e dove più risulta palese l'incon - _
gruenza della dottrina degli stati nazionali.
La richiesta della Costituente Europea de ve seguitare a far parte della nostra azione.
ma deve mppresentare un atto di un pensiero mondiale, 11011 essere fin e a se stessa. In
tal modo quando vi sarà il confronto decisivo contro il sist~ma degli stati nazionali europei saremo fC?rti , perchè dietro di noi vi
-sarà una nuofla umaniti che si sta formaniJo .
HA
/APPUNTAMENTO COL
MONDO DI DOMANI
zioni europee proponendo uno stato più grande ma è una ribellione allo stato così com e
inteso attualmente quale sovrano centro di
potenza.
Vi sono degli elem enti ch e-rendono storicam ente attuale la proposta federalista.
l popoli avvertono la precarietà di ogni
progresso econon_1Ìco e sociale quando la loro
stessa sopravvivenza è affidata all'arbitrio delle diverse ragioni di stato che hanno a loro
disposi~ione colossali possibilità di distruzrone _
L 'incompatibilità delle attuali possibitità
scientifiche con la giungla degli stati sovrani
risulterà sempre più chiara per la contraddizione tipica. della nostra epoca: quella degli
stati che avendo quale unica sicurezza la forza, sono costretti a dare impulso allo sviluppo scientifico ch e rendendo a sua volta
assurda l'unica legge che di fatto regola i
loro rapporti fa sempre più palese il loro
anacronismo .
Ci si rende conto sempre più chiaramente
che i differenti stati che si dicono al servizio di differenti -ideologie, di queste ideologie in verità se ne sono solamente ·serviti
deformandole e corrompen dole secondo le
mutevoli e inappellabili necessità di potere
e che quando in uno stato una ideologia lza
conquistato il poter.e, in realtà è il potere
dello stato r he ha conquistato una ideologia.
Il Federalismo, superando l'arbitrio dei ·
rapporti di forza fra gli stati ed essendo libero da preconcetti ideologici, può rappresentare l'alternativa alla situazione attuale
garantendo l'ordine e la sicurezza e pur salvaguardando, non più deformate dalla ragion di stato: I) l'individualità di ciascun pdpolo ; 2) la possibilità di sviluppo e di libero
confronto delle. diverse tendenze; 3) la libertà di giudiz.·o di ciascun individuo.
Se è il Federalismo nella sua essenza riv?luzionaria ed universale che vogliamo scr-
UE
1/Jalla prima pagina:
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Le premier journol E.urop.éen !
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·chem~ns
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une
l'auteu; de ces lign,l s. Elle n'accepte
la passivité politique! ni dan~ la forme
de secte souhaitée \par Albèrtini, ni
dans la forme de kermesse folklorique
soupaitée par Desb<l:juf. La fédération,
comme toute construction politique, ne
peut naitre que d'uhe lutte politique
réelle. Les fédéra]istes ne '·peuvent pas
se permettre d'etre des spectat:eurs,
certes prévoyants, m dis passifs et attentistes. Ils doivent salroir susciter, animer et organiser .cette lutte.
·
Biì.tir la fédération lsignifie comprendre que les démocraties nationales
actuelles
sont' vobées
dans
une
première phase à l'~' mobilisme, dans
une deuxième à la décomposition, et
leur opposer la per ective · d'une démocratie fédérale nduvelle.
Nos adversaires sop t les forces conservatrices qui ont assuré partout la
direction de nos pays en Europe. Nous
ne sommes toutefois ~ pas seuls à nous
battre contre ces for es. Partout il y a
d es hommes, del? ·gnoupes sociaux et
politiques qui' sont plus ou moins
conscients des impas es et des dangers
qui nous menacent, e qui sont profòndément désireux d'up renouvellement
de la démocratie et de la politique
économique, militaire, étrangère. C'est
cette · opposition, enrlore partout uni~orme e,t mal représenté~, mais partout
en croissance, que rious devons avant
tout conquérir, en participant à leurs
luttes et en Ì.eur apport~nt notre exigence d'une El.lrope authentiquement
démocratiq,ue et faite p~r le pet,1ple
européen.
Dans . tous. les pays d'Europe ce
choix des alliés. politiques doit etre accompli ; et cette déter mination des méthodes de· notre participation doit etre
élaborée. Mais le point crucial de cette
lutte pou:r le renouvellement démocra-
HA
EU
AH
U
C'est là une situation contradictoire,
Les congrès de n'importe quelle ormais tant que la contradiction n'aura
ganisation politique n 'ont p'a s tQmi la
pas engendré une crise aigue en rememe importance. Beaucoup d'entre
eux ne font que préciser quelques àéposant à pouveau avec acuité le problème du pouvoir européen, les fédétails de la ligne poli~ique et confirmer
ralistes ne dèvraient pas gaspiller leurs
le groupe dirigeant avec des variations
énergies pour essayer d'atteindre une
marginales. [le temps en temps toutefois il est des còngrès. qui. ihtroduistmt . foree impossible. Nous .sommes, pour
ainsi dire, dans une phase d'incubation,
des innovations profondes dans la pooù nous devons préparer théoriquement
litique et dans le personnel dirigeant
nos cadres politiques pour l'action fude l'organisation. Formellement analot ure. Prépara.tion doctrin'lle et agitagues ·a ux .autres, ils sont en réalité de
véritables congrès constituants.
tion de nos idées dans les milieux génériquement européistes sont par conSi nous jetons un coup · d'ceil sur
séquent les seules tiì.ches actuelles du
l'histoire de notre mouvement nous
mouvement.
potivons constater que le Congrès de
Strasbourg de 1951 , celui de Paris de
1955, l'Assemblée extraordinaire de
1959 de Paris, qui ont introduit, le preAltiero SPINE.LLI
mier l'idée de la Constituante européenne, le deuxième la décision de
notre passage à l'opposition contre les
L à deuxième thèse sera J(>résentée
restaurations nationales, le troisième
par notre ami Desbceuf, de Marseille.
l'unification des mouvements nationaux
Elle demande une révision du jugement
à i 'échelle européenne, entrent dans
négatif que depuis des années les fédécette catégorie. Un congr'ès analogue
ralistes donnent de la situation europour le C.P.E. a été celui de Lyon de
1958, qui a adopté le projet de traité. péenne. Malgré toutes leurs insuffisances, les ré.alisations· européennes telles
pour la Constituante, et a invité les
que les Communautés constituent ,déjà
fédéralistes à s'engager dans la lutte
un premier pas. Les forces politiques
politique de chaque pays.
existantes. bien au'elles soient très souLe pr ochain ciouble C ùl~6H'~s devra
vent indÙ'férentes, parfois rét\centes,
affronter des tiì.ches analogues. Après
sont entrainées par la force meme des
avoir établi une unité d'adion polichoses vers l'Europe. Les fédéralistes detique complète, le M.F .E. et le C.P.E.
vraient s'adapter à cette situation, endevront décider si les fédéralistes doicourager les gouvernements et les
vent rechercher des alliés .. dans leur
partis à faire plus et Ìnieux, faire conaction, et où ils doivent les repérer.
naitre à l'opinion publ_ique ce qui .a été
Les fédéralistes sont aujourd'hui dans
déjà :réalisé, et se consacrer à une sorun état d'esprit de grande !rustration.
te d'action de goodwill européen, proL'unité fédérale de l'Europe occidenmouvoir des rencontres, d.e s visites,
tale apparait plus que jamais comme
des jumelages, envoyer des timbres eula seule réponse valable aux grands
ropéens.
défis historiques de notre civilisation
La trois~ème thèse' sera soutenue par
démocratiaue: le contrale de notre éco-
HET ·EUROPESE .VOLK
-· ... -·
PLAIDOYER· POUR UN
AVENIR FÉDÉRALISTE
. par Ale~an~re MARC
CRISE DE CIVILISATION
La crise que subit notre civilisation
rappeÌle · ~es crises que ~es grandes civilisations du passé ont connues. A
p~usieurs reprises (l) j'ai essayé de
montrer ce q'u 'il pouvait y avoir, sinon
d'identique, tout a'u moins de , corriparab~e ~ntre cès phénomènes historiques.
Une civilisatiqn S(Line e'T)-tre en, cont:ulsions ~orsqu'elle se voit confiontée avec
un prob~ème qu'elle ne parvient pas· à
résoudre. Dès lors, les forces centrifuges cnmmencent d~ l'emporter sur les
forces ceritripètes; les élites peidént
~eur caractère représentatif et légiti~
.mè ; un "schisme social" (Toynbee) déchire la Cité. Si la ·Civilisation ainsi
atteinte se révèle définitivement Ì?'!Capable de re~ever le défi de l'histÒire,
elle perd confiance en elle-méme et
s'abandonne à la pente fatale de ~a
massification. Apparaissent alar~. sympt6mes de l'agonie, les deux phénomènes
conjugués de prolétarisation et d'étatisme, ces termes étant pris dans . un
sens €ngloba'nt et non . exclusivev~ent
"moderne". La décomposition, la démission, la mort sont au bout.
Ce schéma historique et sociologique
se vérifie dans tou:tes les crises de eivilisation ; celle · de ,la Cité occidentale
manifeste toutefois, à c6té des traits
que l'an pourrait qualifier de classiques, un caractère original. · n s'agit
d'un véritable hiatus historique .dont on
peut situer 'l'origine au xvre siècle,
provoqué par ~e rythme - lent aù dé-·
but, ensuite accéleré, explosif aujourd'hui .,- .de la révolution technologique.
La technique, au sens large, est
l~ ·
DADAI'\1"\Vr
coextensive à l'homme. II n'est pas .de
socié,t é .humaine, 'aussi "primitive" soiteUei qui ne soit technicienne. Mais de~
puis trois ou qucitre siècZe.s, le .:Phériom ène a gagné peu à peu en ir~,tensité
et en extension, au point de modeler'
un .nouveau type dè sociét.é. C'est la nature ineme du lien social qui s'est mo .~
çiifiée, car - · à partir d'un certàtn
seuil . :.__ la qumiìité sé change . im qÙaIité. Et cè seui"l a été largement' dépassé
lorsque l'ori constate que la'merrie glace~
mirair.' (exemple ' don t j'ai usé et' abusé,
depuis des années, dans . les stages du
èentre Internationa·l de Formation Eu~
ropéenne) exigeait,· pour sa . fabricatiori,
ce:nt fois p~us d'heurés-travaH sous. le.
.Roi Soleil qu'à ~a fin du .XIXe siècle, et
mine 'tois plus que de nos jours.
·
Exemple privilégié et pariiculiè:r.e•
ment frappant sans doute, mais- nò11r
point exceptionnel. N'oublions pas qu'en
un siècle et demi seulement·, le rrp,n,
çais moyen a vu croHre ·ses ..Possibilités
de .près de 400 % dans le domaine p:rimaire (celui notamment des .biens ali,
m ·e ntaires), de .BOQ % dans :le domain!l;
tertiaire (ce lui des _ services), . et . de
12.000 % · d.a ns le domai ne seçondai7e
(ce lui de.• ~a production industrie H~) .. ·
. Ce ·precessus, · sans précédent da.'l;l.S
l'hìs.toire ··de l'humanité, ne cess.e ·de
s'accélérer de ·SOrte que.· si l'an consi'"
dère les progrès · accomplis depuis 130
ans (production d'acier,: d'énergie,; etc) .;
ou' depuis 60 ans.· (production de ·· p'étroli~. d 'autbtnobiles, de textiles ·a rtifìciels, etc.), ils s'imcriverit · dans • des
courbes expote'ntielles . (2).
l'\ l l · · nn rr ra..1"'1"
- ~--------------,·c:a. v a,_""i~cc~
L a deu xième thèse sera J?résentée
par notre ami Desbceuf, de Marseille.
Elle dem ande une révision du jugement
négatif que depuis des années les fédéralistes donnent de la situation européenne. Malgré toutes leurs insuffisances, les réalisations· européennes telles•
que les Communautés constituent ,déjà
un premier pas. Les forces politiques
existantes. bien au'elles soient très souvent indÙférentés, parfois réticentes,
sont entrainées par la force meme des
choses vers l'Europe: Les fédéralistes devraient s'adapter à cette situation, encourager les gouvernements et les
partis à faire plus ·et inieux, faire connaitre à l'opinion pub~ique ce qui a été
déjà réalisé, et se consacrer à une sorte d'action de goodwill européen, promouvoir des rencontres, d·e s visites,
des jumelages, env oyer des timbres (~U
ropéens.
. La trois~èJ;ne thèse' sera soutenue par
..
J.d
attein"te se -rev èTe àéfiniTivement ì~ ca
ce:nt fois pLus d'heures-travaH sous Le
pabLe de reLever Le défi de L'histoire, Roi SoleiL qu'à La fin du XIXe siècle, et
eUe perd confiance en eUe-méme et mine fois pLus que de nos jours.
s'abandonne à La pente fataLe de La
ExempLe privilégié e.t particulièremassification. Apparaissent alar~. symp ment frappant sans doute, mais non
t6mes de l'agonie, les deux phénomènes point exceptionnel. N'oublions pas qu'en
conjugués de prolétarisation et d'éta- un siècle et demi seulement, Le rrflntisme, ces termes étant pris dans un
çais moyen a vu croHre ·ses possib~lités
sens engloba'nt et non . exclusiven~·ent
de .près de 400 % dans le domain_e p:ri"moderne". La décomposition, la dénismaire (celui notamment des biens alision, la mort sont au bout.
. mentaires), de 800 % dans .le domai~e·
Ce schéma historique et socioLogique
tertiaire (ceLui des service.s), et . de
se vérifie dans toutes les crises de civi12.000 % · d.ans le domai ne, seçondai.re
lisation; celle · de .la Cité occidentale
(ceLui de.: la production industrieLl~'·
manifeste toutetois, à c6té des traits
Ce ·processus, - sans précé.à ent àa.'tl3
que L'an pourrait qualifier de classil'hìs.toire .. de l'humanité, . ne cess.e de
ques, un caractère original. n s'agit
s'accéLérer de -sorte que: si l'on . consi·
d'un véritable hiatus historique .dont on
dère les progrès · accomplis depuiS 130
8
peut situer L'origine au XVI siècle,
ans (production d'acier,: d'énergie,, etc).,
provoqué par Le rythme - lent au déou' depuis 60 ans · (production de ·· pébut, ensuite accéleré, explosif aujourtrole, <i'autotnobiles, de .'te:ttiles ·a rtid'hui -:- de la révolution technologique.
ficiéls, etc.), ils s'inscrivent · dans ' des
La technique, au sens large, est
còurbes expotentieUes - (2) .
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FlVRiER
1962
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DELEGUES
3.024
3.348
2.492
7.747
2.948
879
50 ..650
104.489
1.209
18.643
3.586
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5
7
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. 33.
30
6
9
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56.403
30
255.418
137
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1
)
~.
LE' PA RADOXE -D l) · PRESENT
La crise d.e la civilisaiion' occiaen·tale assume dane, paradoxalement, un
aspect double:
·\
_:_ D'ime part, elle donne à l'homme
des moyens d'action extraordinaires lui ·
procure, totLt au moins dans les pày.s .
"avancées"~ des possibilités inégalées de
mieux-étre, ouvre deva n t ' lui, d'une
manière dramatique m:aii prometteuse,
une · nouvelle voie royale, celLe de · la 1
planétisation (Theilhard de Chardin). :
- D'autre part, en raison méme de
l'importance du facteur technologiqué,
cette crise, plus encore que les précédentes, déchaine les forces centrifuges,
creuse Le schisme social, déracine l'homme, le livre aux puissances anonymes
de nivellement, en fait l'esclave · de la
machine et, plus ·largement, des techniques.
D'où un phénomène de massification
- d'une intensité et d'une exte'nsion
également sans précédent · :_ culmiriant ·
dans la prolifération d'un double · pro-
UE
IO
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ELECTEURS
..
LUU: I..
Léta;iat : ·intérieur .à ·l'aire de ìa· civi~
lis'atiori occidentale, ' et•'qui, - PoUr étre
devenu relativement "doré", n:en reste
pa.s m.oins maléfiq'JLe; extérie14-r, étendu
à la surface du monde 'sous-déveioppé,
qui ploie énéor'e sous ' le poìds d'une
,misère indicibLe. ·
: ,
~ J'JÌ,sqù'ici;· le .défi · jeté ·. par . ta .rév'olu~
.tion. teèhnoÌogique n'a pu .é tre rele'lié.
'Malgr·é"' ses expioits fantastìques, notrè
civilisatiòn,. après avoir, en mal' com me
·en bièn, fécondé toute · la plari~te, s'expose à des bouLeversements de plus en
plus brutatix, voire mortels. Depuis
plus d~un quart · de siècle, lés fédéra~
Listes, ayant 'diagri.ostiqué le rrial et
découvert ' re remède, ne cessent de
rriuitiplier avertissements et mises en
garde. AujoÙrd'hui,. enfin, ils commencent d'étre .rejoints par des hòmmès
indépen~ants dont les réflexi{>ns, intentio:nnellement ou non, consciemment
ou· pas, vierinent confirmer ~t rénforcer
1 ·
la d?ctri:te fédér(lliste.
·
L'ETA T .NATIONAL : .T RO:P ··PETIT .ET ··T-~OP CRAN D
l
LYON, ville des contrastes, confluent du Rhòne et de la Saòne, conflqent traditionnel aussi des deux civilisations, germanique et latine, accueillera le
Congrès du M.F.E. dans ·l e cadre du nouveau Palais des Congrès Internationaux, les 9-10-11 février 1962.
· REGIONS
T o tal .. . . . . . . . .
::s~t..t1t-p a.1.
AH
.LYON ·.9
BllAN DES ÉlECIIONS PHIMAIHES EH 1961
Altkirch (France) . . . . . . . . . .
Habsheim (France) . . . . . . . .
Hartberg (Autriche) . . . . . . . .
Massa (ltalie) . . . . . . . . .. . .
Vernon (France) . . . . . . . . . .
Dombasle (France) . . . . .. .. . .
Génes / La Spezia (ltalie) . . .. . .
Rome (Italie) . . . . . . . . . . . .
Gross-Gerau (Allemagne) ..
Vicenza (!tali e) . . . . .. . . ..
Ftirstenfeld (Autriche) . . . . ..
Anvers (Belgique) . . . . . . . . ..
· Maastricht (Hollande) .. . . . .
4.UJ.~Cn.lt~
direction de nos pays e n Europe. N ous
ne sommes toutefois pas seuls à nous
battre contre ces forces. Partout il y a
des hommes, des groupes sociaux et
politiques qui sont plus ou moins
conscients des impasses et des dangers
qui nous menacent, et qui sont profondément désireux d'up renouvellement
de la démocratie et de la politique
économique, militair , étrangère. C'est
cette opposition, enc;ore partout uniforme e,t mal représenté~, mais partout
en croissance, que rious devons avant
tout conquérir, en participant à leurs
luttes et en Ìeur apportqnt notre exigence d'une Europe auth~ntiquement
démocratique et faite par le pe1,1ple
européen.
Dans . tous les pays d 'Europe ce
choix des alliés politiques doit etre accompli ; et cette détermination des méthodes de· notre participation doit etre
élaborée. Mais le point crucial de cette
lutte pour le renouvellement démocra-
'
EU
- - - -,-.,------·péenn ,
cteux1 me la décTsron- cte
notre passage à l'opposition contre les
res taurations nationales, le troisième
l'unification des mouvements nationaux
à l 'échelle européenne, entrent dans
cette catégorie. Un congrès analogue
pour le C.P.E. a été celui de Lyon de
1958, qui a adopté le projet de traité
poùr la Constituante, et a invité les
fédéra1istes à s'engager dans la lutte
politique de chaque pays.
Le pr ùchain cì.ouble C l.}li!5tès devra
affronter des t'iìches analogues. Après
avoir établi une unité d'adion politique complète, le M.F.E. et le C.P:E.
devront décider si les fédéralistes doivent rechercher des alliés ·· dans leur
action, et où ils doivent les repérer.
Les fédéralistes sont aujourd'hui dans
un état d'esprit de grande !rustration.
L'unité fédérale de l'Europe occidentale apparait plus .que jamais comme
la seule réponse valable aux grands
défis historiques de notre civilisation
démocratique; le contr61~ :qe notre économie, nos rapports avec les EtatsUnis': àvec ·le monde communiste·, avec
le tiers-monde, exigent avec une logique impitoyable l'unité fédérale.
Dans la mesure où l'an renon ce ·à ce t ·
instrument, nous assistons à une involution de nòs démocraties, et à l'incapacité de faire une politique économique, étrangère et milit'aire adéquate à
notre situatiori dans le monde. Toutefois
l'Europe se montre tout à fait inserisible 'devant cette exigence, et les fédéralistes constatent avec amertume
qu'ils ont raison, mais qu'ils n 'ont pas
de prise sur la réalité politique. Les
élections pr'imaires iiu C.P.E., . là où elles ont eu lieu, ont toujours montré,
sans équivoque, que ie M.F.E. ·peut
exercer une influence très large sur
l'opinion publique; mais cette in,fluence
ne réussit pas à se traduire en force
politique réèlle.
·
Que faire pour sortir de cette impasse?
·
Tròis réponses seront présentées .au
proclìain Congrès de Lyon et c'est entre elles que le Congrès devra faite
son èhoix.
La première sera présentée par notre
ami Albertini, de Pavie. Elle accepte
notre impuissance politique actuelle. On
ne peut décider de devenir une force
politique .quand on veut, mais quand
les circonsfances le permettent. L'Europe est pour le moment figée dans une
sorte de système confédéral de fait, où
des · taches économiques et militaires
sònt devenues communes, mais où
chaque ~tàt conserve sa souveraineté.
tique se situe aujourd'hui en France,
et c'est dans ce pays qu'en tout premier lieu les fédéralistes devr.ont sortir de leur passivité actuelle et s'engager à fond dans la lutte contre l'involution autoritaire et fasçisante en
vue d'obtenir que les forces du
progrès démoctatique ne :se bornent
pas à la restauration d'une démocratie
nationale, nécessairement boiteuse, mais
qu'elles envisagent avec clarté la construction d 'une démocratie européenp.e.
. Si le Congrès de Lyon sait mettre
les fédéralistes à leur place naturelle,
au oceur meme de la lutte pour le renouvellement démocratique de l'Europe, nous pouvons etre raisonnablement surs que notre action et nos idées
compteront dans les années .à venir.
S'il leur indique la voie de la secte
ou celle du folklore, le M.F.E. et le
C.P.E. auront choisi la porte de sortie
de l'histoire de l'Europe.
La Cité occidentale, comme tant de
grandes civilisations qui l'ont précédée,
est vouée à la destruction, lente ou '
soudaine, si elLe se montre incapable de
mettre fin àu processus de massification, de déprolétariser l'homme, de
situer la technique à son niveau, c'està-dire au service de l'humanité :. tel
est le véritabfe sens du combat fédé - •
ralist,e, telle est l'importance exceptionnelle de L'enjeu.
A sa mamere, l'aricien. président
d'Euratom, L ouis A'rmand, s'efforce de
cerner le probLème auquel notre ci.vilisation est confrontée: « Voilà le drame présent, s'écrie-t-il. · Tout'es . Les
conditions du progrès sont réunies ~auf
une seuLe .: L'organìsation .». (Op. cit.,
page 47).
.
Ce terme d'organisation est ambigu.
N'a-t-on pu prétendre, visant les· ca;dres en · vaie de sclérose (notammèn.t
étatiques), que nous vivons déjà dans
un monde sur-orga7J-isé ? 'E n v~rité,
Louis Armand rejette les formes d'or~
ganisation héritées du passé et · pr6ne
une double "mutation" : ·celle des dimensions et celle des structures:
En ce qui concerne la premiére de
ces mutations néces'saires, ene incite à
se libérer du cadre, étouffant,' de l'Etat
nationàl. Celui-ci, èngendr-é (à. partir
du XVIe siècle) par des besoins et par
des contingences dont le moins qu'on
puisse dire est qu'ils ont fait leur
temps, ett ùèventi. à -la fois. trop petit
et trop grand. Trop grand ; méme lorsqu'il se prétend · démocratique, il t end
à devenir abu.sif, "bureaucratique", oppressif, car il · per d . contact ·avec les
réalités humaines, indivtdueUes òu colLectives, qu'il est censé représenter ·et
protéger (3).
·
Mais l'Etat nàtional es't également devenu trop petit, car l'es problèmes {lécisifs se posent désormais ·'à ·l'échelle
éiu · monde · ou tout au moins, pour· ce
qui est de nos pays européEms, à
l'échellè _de l'Eurbpe. ' NoU.'s _e n -reparlei'bns.
<suite en 4m• paee>
( 1) NotammeMt dans mes livres· • ·.civilisa tion en Sursis • ·et • Euro~e , _ Terre cjécisive .•,
aux Editions de la Colombe.
(2) Cf. Louis Armand et Miche! Drancour't,
Plaidoyer pour I'Averi.ir, éditions CalmannLévy, , Paris 1961 , noamment pp . .47 et 56 .
(3) . A ' propos des méfaits • internes • de
I'Etat centralisateur, cf. op. ·c it., p. 115, et
aussi· apud Club jeari Moulin ,. I'Etat ·et le
Citoyen, édit . du Seuil , . Paris 1961, pp . 281 à
'2.'91.
.
.M arché c omm11a :
DERNIÈRE ÉTAPE
· · Evénement de portée capitai et
pourtant limitée auquel Peuple Européen consacrera dans son prochain numéro Ies commentaires nécessaires.
Honimage à·Etienne HIRSCH
•
D'une France
~nwer"C:ébrée•••
L'Europe à rebours
Il semble bien que le très prochain
Congrès de Lyon doive etre celui de
l'indispensable prise de conscience politique de notre mouvement. Il est
-temps en effet de ne plus nous duper
nous-memes et de ne plus duper , personne autour de nous, de ceux qui
nous suivent ou de ceux qui nous pretent, occasionnellement ou non, quelque attention. Edifier l'Europe est une
tiì.che politique ; bouleverser les structures que le xixe · siècle nous a léguées
est une tache politique ; ·faire en sorte
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AH
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Les Houillères du bassin de Lorraine
viennent d'indiquer dans un communiLes fédéraListes européens ne se sont pas pamés devant des entreprises telles
qué qu'elles om respecté l'échéancf.'
que L'Euratom. Nous en avons compris et approuvé le but : doter l'Europe de
1962 du traité franco-allemand de 1956
la possibilité d'avancer dans le domaine scientijique, technique et économique de
l'utilisation pacijique de l'énergie atomique. Nous constations cependant que tout · sur le règlement de la question sarroise. Aux termes de l'accord, les Houille pouvoir de décision et d'exécution restait pratiquement dans les mains des Etats
lères de Lorraine devaient restituer
membres et. nous prévoyions que le Commissariat européen n'aurait pu leur
par étapes à l' Allemagne le fameux
tenir tete.
"saillant du Warndt", zone charbonLe grand argument que les "eurocratique européenne, en se présentant
nière située en territoire sarrois, mais
péistes" nous opposaient était que dans
devant le' peuple européen, ou bien deconstamment exploitée, pour des ralle secteur atomique il n'existait pas
vant une assemblée populaire europésons où la technique et la politique
d'intérets déjà constitués puisque tout
enne, indépendante des parlements
s'enchevetrent, à partir de puits· lorétait encore à batir, et que par connationàux, il pourrait sans difficulté
séquent meme une institution relativerains.
montrer que le défaut de l'Euratom ne
ment faible, dépourvue de 'ressçurces
réside pas dans les qualités de sòn
L'opération, dont la première phase
propres et de moyens de contrainte,
président. "l.ais dans l'absence de pouvient d'etre menée à bien, n'a pas seuaurait eu la possibilité de s'affirmer.
voir;; rèels de décision et d'éxécution
lement demandé l'établissement de
Notre réponse était qu'on pouvait r.:en ·de l'Euratom, dans sa dépendance ficloisons souterraines coincidant avec la
décider d 'ignorer, rt;lais qu'o!: i'le pournancière envers les contributions des
frontière terrestre, mais aussi, des
rait en aucune maniP:2 supprimer le
Etats membres, dans son incapacité de
deux cotés, le fonçage de nouveaux puits
fait que la rec!:".~rche et l'industrie
promouvoir une législation atomique
d'extraction, des raccordements ferroatomique n:. peuvent se développer que
européenne. Il pourrait demander ces
viaires du coté allemand et l'ouverture,
dans des formes fortement planifiées,
pouvoirs, ces ressources, et il serait sur
du coté français, de chantiers nouc'est-à-dire sous la direction et le conde les obtenir. Si l'Europe avait une
veaux pour y replacer le personnel retrale du pouvoir politique ; l'Euratom
P.O$Sihilité de s'exprimer démocratiquetiré de l'amodiation.
ne se serait certes pas heurté à de
ment, elle reconnaitrait qu'Etienne
L'affaire, menée au reste en bonne
forts intérets constitués privés, mais il
Hirsch est un de ses meilleurs chefs.
entente de chaque coté de la fr(\ntière,
aurait rencontré sur son chemin le plus
Mais M. Hirsch ne doit pas rendre
a été coiìteuse pour les deux pàrties
puissant, le plus stupide ' et le plus nécompte devant l'Europe, qui est muette
pour un bénéfice quasi nul. Il est pifaste des intéret$ constitués : celui de
et ligotée. Ses juges sont les gouvernequant de constater que, constamment
l'Etat~nation : ·
ments naùonaux, et ceux-ci ne lui parécartée aux pires époques de la rivalité
Nous n'avons, cependant, pas nié
donnent pas d 'avoir mis la loyauté
franco-allemande, elle soit réalisée
notre sympathie aux hommes qui assu- . envers l'Europe au dessus de la loyauté
alors que les progrès de l'idée . euromaient l'aventure de la· construction de
env'ers l'Etat-nation. Les Français peupéenne - et le déclin du charbon · ce petit morceau d 'Europe, et notam- , ,vent etr.e fiers d'avoir donné à l'Europe
ment · nous· ne l'avons pas niée à M_ un homme comme lui, et les non-Franla rendent vlus saug-remie encore que
Etienne Hirsch, dont nous connaissions
lors de la conclusion du traité.
çais peuvent etre heureux d'avoir en
et. appréciions le dévouement à la caului une confiimce complète.' Mais le
Il arrive ainsi que les promoteurs
se d'un·é Europe rrioderne et unie. S'il
gouvernement français ne lui pardonne
memes de l'unification du vieux contiy avait un, hom;me qui pouvait réussir,
pas ces qualités. Sans meme attendre
nent mettent des pavés sur leur propre
c'était 'lui, 'qui avait Texpérience des
la fin de son mandat, sans tenir compte
route.
·A. M.
grands plans.
du fait que les commissaires des ComMalgré nos convictions, nous lui
munautés ne devraient pas etre des
(''Le Monde").
représentants nationaux, il s'est emavions souhaité au fond de notre cceur
pressé de faire savoir qu.'il remplacede réussir à nous démontrer que nous
rait. M. Hirsch. Les autres gouvernenous étions trompés, que l'Europe pouments, trop heureux de suivre l'exemple
vait aussi commencer à naitre de ces
français, n'ont pas protesté, n 'ont pas
in'itia tives fonctionnalistes.
l
affirmé que Hirsch pourrait bien etre
Pèndant quatre ans il s'est battu
Le Monde a publié ·récemment un
leur .candidat ; ils ont pris acte en
pour regrouper autour du Commissaexcellent reportage de Philippe Desilence de cette liquidation.
riat européen de l'atome, les physiciens,
craene, intitulé "Guinée an IV: v oyage
Il y a quelques années Jean Monnet
les administra:teurs, les entrepreneurs,
au bout de la nuit". Quelques lignes
a été limogé de la meme manière.
les planificateurs. Il s'est efforcé de
cependant nous font grincer des dents.
Aujourd'hui c'est le tour d'Etienne
subordonner à l'Euratom les différents
Hirsch. D'autres les suivront, coupables
commissariats atomiques nationaux,
« Face à ces tendances centrijuges
du meme délit impardonnable : esprit
existants ou en gestation, en les conce(l'auteur du reportage signale exprescivique européen,
vant comme des organes du grand
sément celles des Peuhls du FoutaCette volonté d'éliminer les fonctioncorps atomique européen. Il a montré,
Djallon), M. Sékou Touré met tout en·
naires
européens
des
institutions
eurod'une manière exemplaire, qu'il était
amvre - et . ceci es.t à porter à son
péennes n'est qu'un chapitre d'une
possible, dans l'Europe d'aujourd'hui,
crédit - pour jorger une unité natiohistoire pl_us complexe et plus honqu'un haut fonctionnaire d'une institunate qui n'a jamais existé ».
teuse : l 'histoire de la renaissance du
tion européenne respecte l'engagement,
M. Decraene poursuit:
nationalisme en Europe.
contenu dans l'art. 126 du traité d'Eu« La mobilisation des masses vise
Nous, qui n'avons pas été parmi ceux
ratom, d'exercer sa fonction en pleine
essentiellement à les inciter à ne plus
qui applaudissaient M. Hirsch au moindépertdance, dans l'intéret général de
penser guerze, toma, peuhl ou soussou,
ment où il assumait la présidence de
la Communauté, sans solliciter ni acmais à prendre conscience de l' exisl'Euratom, nous sommes à coté de lui
cepter les instructions d'aucun gouverau moment où il est obligé de déposer
tence de la na.t ion guinéenne ».
nement.
cette fonction pour avoir voulu servir
Parvenu à la veille du terme de son
Ce qui signijie que si les guerzes,
l'Europe. La raison pour laquelle il
mandat, M. •Hirsch doit constater, certomas, etc. prennent conscience de
nous plait est exactement celle-là metes avec amertume, que l'exigence de
l'existence de ce quelque chose - à
me pour laquelle il ne plait pas à M.
l'unité européenne est toujours là, mais
qui
savoir la nation guinéenne de Gaulle, à M. Debré, à M. C'ouve de
que l'aventure de l'unification fonctionn'existe pas encore, alors ce quelque
Murville. A notre acte de solidarité
naliste se solde par un échec. La Franchose qui n'existe pas existera ...
est joint un souhait : qu'il médite sur
ce a développé une commission natioQu'on ne vienne pas nous soutentr
l'expérience
de
ces
années,
et
qu'il
naie de l'énergie atomique dont le
après cela que la nation n'est pas un
vienne nous rejoindre dans notre combudget est, si je ne me trompe pas,
mythe ! N ous sommes en pleine incohébat, qui est difficile, mais qui doit etre
quatre fois le budget de l'Euratom. Les
rence. Mais M. Sékou Touré et ses afmené sans hésitations et avec ténacité :
autres pays membres se sont lancés
fidés ne ~ont pas si jous. Font-ils autre
le combat pour la démocratie européenavec alacrité sur le meme chemin que
ne, pour les droits du peuple européen,
chose que suivre notre exemple ? Le
la France, dans l'espoir de rattrape;contre les pouvoirs illégitimes et abusifs
mauvais exemple que donne cette analeur retard. Les énergies scientifiques.
des Etats nationaux d'Europe.
chronique Europe des patries - c'estéconomiques et techniques qui auraient
Altiero SPINELLI.
à-dire, en jait, des états-nations ...
du se cristalliser autour de l'Euratom,
se sont cristallisées de plus en plus
autour des centres de pouvoir existant
HA
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..... 6,...ll n. 't"''""'n't"''+
'"''oct_;_~irt:~o
npc:
F.t::::lt~-11~-
-. -.
•
•
SI
fous ...
que le mot "démocratie" reprenne un
sens est une tache politique. Nous sommes donc condamnés à faire de la politique, ou à ne rien faire.
Mais il n 'est pas inutile que nous
ayons une vision, la plus claire possible, du cadre dans lequel notre action
est appelée à s'exercer. Les remarques
qui suivent vaudront d'abord pour la
France, certes, mais il me semble qu'on
peut - mutatis mutandis - les appliquer à l'ensf!mble des pays européens
occidentaux.
LA MASSE DIT « NON » A LA POLITIQUE
Force est d'abord de constater qu<! la
masse dit « non » à la politique. La
présence à la tete de l'Etat du général
de Gaulle n'a fait qu'accentuer un
mouvement de désaffection déjà parfaitement décelable sous la JVe République. Chacun reconnait bien, au fond
de sa conscience, que l'actuel gouvernement ne peut rien résoudre ; mais
par commodité, ou pour tout autre motif, on fait comme si on y croyait.
Pourquoi, d'ailleurs, faire de la politique ? Si le gouvernement n'est plus
en mesure dè mener à bien quoi que
ce soit de sérieux, sera-ce moi, faible
citoyen, qui vais y changer quelque
chose ? Si ce gouvernement, avec tant
d'atouts en mains - semblait-il - au
départ, n'a pas fait grand'chose de valable, le parti, ou la coalition de partis
qui lui succédera au pouvoir fera-t-il
mieux ? Les gens ne savent pas encore
que les gouvernements de 'nos Etatsnations ne sont plus maitres des déci-
sions importantes, que seul le pouvoir
réel dont ils disposent, c'est précisément d'empecher de les prendre ; mais
cela, ils le pressentent confusément, et
ceux qui sauront concrétiser cette vérité diffuse dans l'esprit de la masse
- nous, ou d'autres ? - auront sans
doute gagné la partie.
Il est vrai 1que quelque groupes
d'hommes, à gauche et à l'extremegauche, et à l'opposé, à l'extreme-droi ..
te, s'efforcent de convaincre, d'entrainer, de terroriser meme. Mais le parti
communiste n 'est pas en mesure de
déplacer dix mille personnes à P~ris ;
la gauche non communiste est encore
plus faible parce que divisée, et seulement capable de s'offrir en victime
propitiatoire aux matraques de la police ; quant à l'O.A.S., son recours au
terrorisme n 'est, dans l 'immédiat, qu'un
aveu de faiblesse et une preuve du
peu ·de sympathie que lui porte l 'immense majorité des citoyens.
POUR QUOI SE PASSIONNE-T-ON ?
Pourtant, dans ce climat d'atonie
politique ponctuée du fracas de quelques plastiquages, il existe des preuves
indiscutables que des groupes de plus
en plus importants de citoyens sont
capables de se passionner pour quelque
chose. Les paysans bretons, les planteurs de tabac du Sud-Ouest, les mineurs de l' Aveyron, les Corses qui ne
veulent plus que leur insularité les pénalise, voilà· des gens qui s'agitent font
du bruit, revendiquent. Ce phénomène
curieux que nous avons vu se protluire
tout récemment en France est intéressa:nt par plus d'un aspect. Remarquons
d'abord que depuis la jacquerie des
vignerons languedociens en 1907, - ne
font-ils pas figure de précurseurs, aujourd'hui, puisque leur misère était
liée au développement abusif de la
vigne en Algérie ? - jamais les problèmes n 'avaient été posés en France,
dans la France centralisée, sous l'angle
régional.
Cette régionalisation des problèmes
doit-elle étonner ? Certainement pas
un fédéraliste. Elle est liée évidemment
autant à l'inadaptation des structures
de l'Etat qu'à la fin du processus de
décolonisation. Et ceux qui ont médité
le fameux essai d 'Ortega y Gasset,
L'Espagne invertébrée, savent depuis
longtemps qu'une telle évolution était
non seulement prévisible, mais fatale.
Or il ne fait pas de doute que les divers mouvements que j'ai nommés paraissent, à celui qui ne les· analyse que
superficiellement, presque totalement
opposés à ce que nous, fédéralistes européens, nous recherchons. Nous po.u rrions en effet les réunir sous un
commun vocable, celui de "poujadis ~
me". Les mineurs de l'Aveyron en
constituent l'exemple parfait, sans en
avoir conscience le moins du monde.
Et sans doute les blesserait-on à rriort
si on leur disait qu'en réclamant le
maintien en activité de houillères condamnées par une évolution nécessaire,
ils ressemblent comme des frères à ces
petits commerçants qui ne savent pas
s'adapter à notre monde et veulent
préserver leur plus ou moins fructueuses activités, s'exerceraient-elles au
détriment de la communauté tout entière. Là où il n'y a plus, ou plus as~
sez,- de charbon, aucun entetement, aucune grève au fond de la mine n'en
fera venir. Le maintien de ces mineurs,
de ces commerçants, de ces paysans,
etc. dans leurs privilèges médiocres et
surannés ne peut se faire que si la
France vivait, ou essayait de vivre en
alors, et de quel prix mineurs, com-
•'·
p LUS que jamais
UE
Malls
ou' sone donc l es Fédérallls-ees 1
E
HA
EU
AH
bon peuple fut invité à penser que
la situation politigrace à l'autodétermination prédéterque en France est conditionnée par
minée par ses soins, le général de
la poursuite de la guerre d'Algérie et
Gaulle arriverait rapidement au rneme
ses prolongements de toute sorte. Comrésultat, et qu'il poiLrrait meme garanme la "grangrène", lorsqu'elle atteint
un membre malade, e.t lorsque celui-ci tir le succès de "la solution la plus
française" (?).
n'est pas soigné à temps, la maladie
Les Français d'Algérie se récrièrent .
politique qui résulte de la guerre d'Alnaturellement, mais dans l'ensemble
gérie, menace de gagner le corps entier
ceux de France acceptèrent l'opinion,
d'un pays ..
et l'opinion mondiale avec.
La · France est de plus en plus déA partir de 1960, le peuple français
tournée de ses véritables vocations qui
crut en la négociation. L'échec de Mesont à la fois humaines et de caractère
lun commença à désorienter les esprits,
universel, par le conflit qui dure depuis
plus de sept ans. Il est indéniable qu'un mais l'espoir demeurait vif dans la pro-.
cédure d'autodétermination, puisque le
tel conjlit ne peut avoir que des réperéussions ftlc'heuses sur la vie d'un 8 janvier 1961, il accordait encore l.argement sa conjiance au Pouvoir, en répays. Quoi qu'on puisse penser de la
pondant "oui" aux questions qu'il lui
Constitution de 1958, celle-ci n'a pas
posait, et en se ralliant aux thèmes
fonctionné normalement diL fait de la
nouveaux de la "République algéguerre d'Algérie.
Quoi qu'on nuisse pe.n ser du g.ouver: rienne".
A partìr de 1961, le peuple français
nement Debré, celui-ci a développé et
a commence a douter véritablement de
laissé se développer l'arbitraire à cause
la qzpacité de son "Etat jort" aux pride la prolongation de cette guerre.
Quoi qu'on puisse penser du Pout~oir ses avec des difjicultés sans cesse
croissantes (putsch d'avril échec
sur d'autres plans, on doit se rendre
d'Evian - conflit de Bizerte - échec
à l'évidence que le porte-à-faux fonçle Lugrin - · aggravation en France
damental de celui-ci vient de ses orimeme de l'insécurité civile), mais ce
1gines équivoques, et meme du trop
doute ne l'a guère convaincu de "la
long camouflage de ses véritables inC!lpacité à faire mieux" des forces · distentions à l'égard de la minorité euparates de l'opposition de régime. Et
ropéenne qui r'éside dans les départemaintenant bien sur, les pouvoirs puments d' Ajrique du N or d. Les exactions
blics annoncent que désormais la fin
ell·es-memes que l'an déplore chaque
est venue ... mais à quel prix ? Depuis
jour plus nomlJreuses ne sont que les
trois ans, que de contretemps, et que
conséqiLences de l'impéritie progressive
d'incohérence ! Que d'abandons qui
des pouvoirs publics, prisonniers de
n'ont pu etre négociés! Que d'exigences
leurs origines, et de leur mépris des
contradictoires ou difficilement comréalités psychologiques et humainr.>s.
préhensibles à moins de les expliquer
Les Français ont cru en 1958 que, par
par le caractère meme du chef de·
je ne sais quel coup de baguette mal'Etat, prétendant incarner souverainegique, de Gaulle, considéré par défiment une France souverainement omnition camme l'homme-miracle de
brageuse à l'égard de tout ce qui ne
l'imagerie d'Epinql de notre pays, ravien t pas d'elle-meme .. Il reste certain
mènerait la paix en Algérie en obtenant
que la crise morale et physique qui réla reddition du F .L.N., et en maintesultera désormais d'un r èglement du
nant l'Algérie dans la République.
conflit ' paralysera encore des an11,ées
Je n'en veux pour preuve que les
l'attention des Français. Il est à crainengagements électoraux des déptttés
dre qu'à un peuple humilié par les
U.N.R., promettant en meme temps aux
faits, . déçu dans son attente, nul ne saélec.t eurs de l'é poque que l'Algérie resche proposer des alternatives sérieuses
terait terre de souveraineté française,
et nouvelles. Je n'appelle pas, en effet,
et que de Gaulle y ramènerait la paix.
une alternative véritable un change A partir du 16. septembre 1959, le
AH
U
· On nous rapporte qu'un fédéraliste
européen de passage à Londres fit
l'a'cquisition d'un journal dont le titre
"The European" avait attiré son attention. Il eut en · le lisant la surprise de
découvrir qu'il s'agissait en fait de
l'br gane du -groupe de Sir Oswald
Mosley - le Mouvement de l'Union qui n'est qu'uné curiE~ use relique du
fascisme britannique. Sir Oswald Mosley . . .:. . tout comme Hitler- étant partisan de l'unité européennE7 pour des
raisons extremement douteuses et pour·tant réalistes ...
On a lu par ailleurs que la section
espagnole de "JEUNE EUROPE" mouvement international de type fasciste
devait tenir récemment à Madrid un
congrès inaugurai. Ce Congrès a du
reste été interdit par les autorités espagnoles probablement plus pour des
raisons d'opportunité intérieure que par
conviction politique. 4u programme de
cette réunion était prévu la lecture de
deux· manifestesf adressés l'un aux étudiants, l'autre à la "nation européenne".
Des Italiens, des Allemands et des Autrichiens devaient participer à cette
séance à titre d'observateurs. La section espagnole de JEUNE EUROPE
possède des délégations locales dans
dix-sept provinces, et ses militants sont
pour la plupart d es ·étudiants. Elle a
pour emblème la croix celtique. Rien
à voir évidemment avec le journal
JEUNE EUROPE publié jusqu'à ces
dernières années par cet organisme
presqu'offièiel qu'était la Campagne
Européenne de la J eunesse.
Des bruits courent aussi affirmant
que certains plastiqueurs du Sud-Tyrol
auraient par l 'intermédiaire de quelques nazis en Autriche des contacts
avec l'organisation be!ge "NATIONEUROPE" dont on connait les rapports
avec l'OAS.
Bref .l'Europe. des plastiqueurs a pris
le départ, celle des démocrates a heureusement quelques longueurs d'avanèe. II' importe surtout qu'elle ne se
laisse-pas distancer.
nalise, voilà· des gens qui s'agi en font
me". L'es mTneurs cre- l"Av yron
n- <e
l'ft--~--;-------------
du bruit, revendiquent. Ce phénomène
constituent l'exemple parfait, sans en
curieux que nous avons vu se protluire
avoir conscien ce le !Jl.Oins du monde.
tout récemment en France est intéresEt sans doute les blesserait-on à mort
sant par plus d'un aspect. Remarquons
si on leur disait qu'en réclamant le
d'abord que depuis la jacquerie des
m aintien en activité de houillères convignerons languedociens en 1907, -ne
damnées par une évolution nécessaire,
font-ils pas figure de précurseurs, auils ressemblent comme des frères à ces
jourd'hui, puisque leur misère était
petits commerçants qui ne savent pas
liée au développement abusif de la
s'adapter à notre monde et veulent
vigne en Algérie ? - jamais les problèpréserver leur plus ou moins fructueumes n 'avaient été posés en France,
ses activités, s'exerceraient-elles au
dans la France centralisée, sous l'angle
détriment de la communauté tout enrégional.
tière. Là où il n 'y a plus, ou plus as~
Cette régionalisation des problèmes
sez, de charbofl, aucun entetement, audoit-elle étonner ? Certainement pas
cune grève au fond de la mine n'en
un fédéraliste. Elle est liée évidemment
fera venir. Le maintien de ces mineurs,
autant à l 'inadaptation des structures
de ces commerçants, de ces paysans,
de l'Etat qu'à la fin du processus de · etc. dans leurs privilèges médiocres et
décolonisation. Et ceux qui ont médité
surannés ne peut se faire que si la
le fameux essai d'Ortega y Gasset,
France vivait, ou essayait de vivre en
L'Espagne invertébrée, savent depuis
alors, et de quel prix minèurs, com-
lo fédérotion européenne est une olternotive òlo politique fròncoise
EU
Ne conlondons pus !
teuse :
IStOlre a e 1ar enaiSSance ot[FI'urr-- - - - - - - nationalisme en Europe.
M. Decraene poursuit :
Nous, qui n 'avons pas été parmi ceux
« La mobilisation des masses vise
qui applaudissaient M. Hirsch au moessentiellement à les inciter à n e plus
ment où il assumait la présidence de
penser guerze, toma, peuhl ou soussou,
l'Euratom, nous sommes à còté de lui
mais à prendre conscience de l'exisau moment où il est obligé de déposer
tence de la nation guinéenne ».
cette fonction pour avoir voulu servir
Ce qui signifie que si les guerzes,
l'Europe. La raison pour laquelle il
nous plait est exactement celle-là metomas, etc. prennent conscience de
me pour laquelle il ne plait pas à M.
l'existence de ce quelque chose - à
de Gaulle, à M. Debré, à M. Couve de
savoir la nation guinéenne qui
Murville. A notre acte de solidarité
n'existe pas encore, alors ce quelque
est joint un souhait : qu'il médite sur
chose qui n'exist~ pas existera ...
l'expérience de ces années, et qu'il
Qu'on ne vienne pas nous soutentr
vienne nous rejoindre dans notre comaprès cela que la nation n'est pas un
bàt, qui est di.f ficile, mais qui doit etre
mythe! Nous sommes en pleine incohémené sans hésitations et avec ténacité :
rence. Mais M. Sékou Touré et ses afle combat pour la démocratie européenfidés ne liont pas si fous. Font-ils autre
ne, pour les droits du peuple européen,
chose que suivre notre exemple ? Le
contre les pouvoirs illégitimes et abusifs
mauvais exemple que donne cette anades Etats nationaux d 'Europe.
chronique Europe des patries ~ c'estAltiero SPINELLI.
à-dire, en fait, des états-nations ...
HA
tion européenne respecte l'engagem ent,contenu dans l'art. 126 du traité d 'Euratom, d 'exercer sa fonction en pleine
indépertdance, dans l'intéret général de
la Communauté, sans solliciter ni accepter les instructions d'aucun gouvernement.
·
Parvenu à la veille du terme de son
mandat, M. •Hirsch doit constater, certes avec amertume, que l'exigence de
l'unité européenne est toujours là, mais
que l'aventure de l'unification fonctionnaliste se solde par un échec. La France a développé une commission nationale de l'énergie atomique dont le
budget est, si je ne me trompe pas,
quatre fois le budget de l'Euratom. Les
autres pays membres se sont lancés
avec alacrité sur le meme chemin que
la France, dans l'espoir de rattrape:;leur retard. Les énergies scientifiques.
économiques et techniques qui auraient
du se cristalliser autour de l'Euratom,
se sont cristallisées de plus en plus
autour des centres de pouvoh· e:lçistant
réellement, ' c'est-à-dire des Etats-nations. La tendance qui prévaut est
désormais celle qui veut_réduire l'Euratom à un simple centre d'informations réciproques de commissions atomiques nationales.
·
Si M. Hirsch devait rendre compte de
son mandat devant une instance démo-
ment de majorité politique dans le
cadre national tel qu'il ' est conçu aujourd'hui. Que demain, à la suite d'élections précipitées, M. Debré survive à
lui-meme, ou que M. Pinay réapparaisse au nom de la conciliation nationale, ou que Mendès-France soit dépeché PM' un revirement du corps
électoral pour "faire le reste", la France restera déchirée contre elle-meme,
et les Français éprouveront le sentiment de toutes les grandes collectivités
paralysées trop longtemps par leur
propre impuissance à régler en temps
voulu les problèmes qui conditionnent
leur avenir.
C'est pourquoi, nous persistons à
penser que notre pays a, plus qu'aucun
autre des pays libres d'Europe, besoin
de se tourner le plus vite possible vers
une grande tache constructive qui sollici.te so.n attention et son énergie, et
non ses illusions et ses rancunes. Or,
quelle tache plus digne d'etre menée à
bien que celle de la construction d'une
Fédération européenne pourrait-elle aujourd'hui etre proposée ?
Si, ce qui me para'it exact-historiquement, le peuple français est idéologiquement un peuple missionnaire, un
ferment indispensable dans la vie interationale, comment ne pourrait-il pas
éprouver le besoin de contribuer 'de
toutes ses forces à la construction d'une
cité plus juste; d'une démocratie à la
mesure du xxe siècle, au niveau où
préciséme'nt les problèmes essentiels de
notre temps sont solubles ? Comment
ne verrait-il pas aussi que ce faisant,
et provoquant l'éclatement de structures sclérosées, vidées d'efficacité, il
permettrait cette rénovation interne,
cette réarticulation de san propre Etat,
cette mutation sociologique et économ ique, qui lui rendrait confiance en
son destin, et Uécarterait définitivement des repliements égo'istes d'un
nationalisme périmé ?
La tache des fédéralistes dans cette
optique me paratt à la jois simple et
claire, à condition qu'ils sachent enfin
etre à sa mesure.
Les fédéralistes peuvent, en effet,
proposer un programme qui soit aujourd'hui celui de l'avenir et du re-
nouveau de nos pays, non seulement en
France meme, mais partout · où ils s'efforcent d'exister et d'agir.
La grande force du fédéralisme européen est dans sa capacité de renouvellement; dans la richesse des courants qui s'y rencontrent ; dans les
possibilités doctrinales qu'il recèl'e, et
qui, nous en avons la conviction, ne
peuvent ;plus se réduire à un eurovéisme purement politique, mais doivent
s'épanouir dans la définition la plus
large de la société fédérale à créer.
Qu'ils en prennent conscience et
montrent assez de volonté politique
pour constituer la force autonome, largement ouverte à tous les hommes, à
tous les courants qui cherchent aujourd'hui à répondre aux occasions de
notre temps, mais généralement demeurent prisonniers du passéisme national... et alors les fédéralistes
répondront à l'appel des hommes.
E N TRE LE SECTARISME
ET LA FACILITE
Je sais, pour arriver à cette nouvelle
définition de notre action; toutes les
réticen ces qu'il jaudra vaincre. La paresse est notre mortelle ennemie; elle
est la sa?Ur · cadette du conjormisme et
des routines de nos sociétés contemporaines ... et nous sommes tous les jours
sollicités par l'acceptation des réalisations médiocres de la facilité dans
tous les domaines de la vie politique .
De plus, je m'étonne de toujours constater combien il est difficile de dégager
cette vaie nouvelle entre ceux · qui acceptent tout, sous prétexte de réalisme,
et ceux qui refusent tout, au nom d'un
sectarisme intellectuel dont l'incapacité
à faire reuvre politique a été trop de
fois démontrée, pour qu'il soit encore
besoin de s'y attarder.
Pour revenir à notre situation française, je dirai que notre responsabilité
s'y trouve plus .grande que 12artout ailleurs, ca-r en jace des périls qui ne
cessent de monter, du désarroi qui
gran dit, jamais l'attente de ce que nous
pourrion s, de ce que nous devrions pro- poser, ne nous est parue plus forte.
'
Mais où sont dane les fédéralis tes ?
J.-P. GOUZY.
..
~o ·
'GRONCHI ANCORA
Mercoledì 7 =giovedì 8 febbraio 1962
"70.817. AMMINISTRAZIONE: Via dei Prefetti 8, tel. 689:902. Un num. arr. 11 doppio. ABBONAMENTI: Anno L. 8650, Sem.. L. 4500, Trim. L. 2350, estero il doppio; CCP 1 13259
'orma. Èconomiei: Tariffe d'uso (oltre tasse). Concessionaria esclusiva Società per la Pubblicità in Italia: Via del Parlamento 9, tel 688.541-2-3-4-5 · Sped. abb. postale
L
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~R L'~4.TTACCO
•
Federalisti
HA
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1nuovo sospk.
INFLUENZALE·
UE
DQI.EZIONE e REDAZIONE: Roma, Via Tomacelli 146. Telefoni: Dir.
PUBBLICITA' . Commerciali, spettacoli, necrologie L. 200; Cronaca 250:
DEL. PARTITO REPU'BBUCANO ITALIANO
a.
~ongresso
,Dar 9 aU'll febbraio avran-
no
luogo a Lione simultaneamente il IX Congresso
de'l Movimento Federalista
E' ancora i1ncerto se i capi .dei gruppi potranno essere rkevuti domohi - Il di-rettivo dei deputotri democristian1i. i1mpe-gnatq
Europeo e la V sessione del
Congresso del Popolo . EumreJ.a,z ione
Moro
riunione dei porfa,m entori sociolisti
nell'ottuazi'One deti de-Nberoti di Napoli
peo. Come è noto il M.F.E.
è l'organizzazione unitaria
Le consultazioni sona nuo- diplomatica, un espediente pe~ lfeta, non è la mia professione. all'attuale legislatura rimane
sov1·anazionale ·della parte
vamente sospese. Un comuni~ non leggere l~ lettera di Fan- Sono professore di procedura». un anno e mezzo di lavoro.
.
,
·
· ·
più avanzata dei partigiani
catto del Quirlnale .ha i.nf'1r- fani e protesta.t:.e s,omme$S-;
TAMBRONI ; (( Potr~i. dir Il com<.(~ .. • sulla relazione
•
~~- o
dell'unificazione· europea, ed
mato ieri sera che le condi- mente contro- la ciisi · extra- questo: mia opinione è che una dell'an.
o1'\> ..__ ha osservaU
"6
- il Co ngr esso d.el
PopoLo
· ·
·
Europeo è la sua organizzazioni di salute del Capo del- parlamentare ».
nuova .politica, come una nuo- to l'on. Gui - e stato preszione di massa che riunisce
lo Stato ' si sono nuovamente
Il Presidente della Repù'b- va maggioranza, debbono non sochè unanime.~
Per mezzo di un'intervi- stro pae se », da un d.ifetto
i deLegati eletti finora da olaggravate e che, perciò, il blica ha ricev
, uto ieri · le per- compromettere tutto ciò che vi
Non sono maqcate aLcune sta concessa al Messaggeio, di informazione e di cultura
tre 600.000 c;ttad;n;
,.
•
• • d;• varie
.L'!: p~of. Epicamno Corbino, ·medico curante gli ha consi- sonalità politiche, da consu1- è di valido».
riserve che. del resto , si ~ra- l'on. Malagodi illustra le politica, dalla incapacità d i
regioni eurqpee in " primaPresidente del Banco di N a- gliato di non lasciare il letto. tare, nella sua abitazione.
Sono continuate ieri le riu- no manifestate già al · Con- ragioni della opposizione cui vedere in · quale direzione
rie" an(J;loghe a quelle che
poli e, da poco tempo assunDopo questa notizia v i è da
Ed ecco le consuete chchia- nioni degli organi politici e gresso · di Napoli, ad . esempio si sta preparando il suo par- vanno le cose nel mondo o cvengono praticate negli Stat~ alla poHr~:ma di edito_ria-~ dire che il bacillo dell'influen- razioni dei consultati:
parlamentari dei partiti. Il sul problema · delle· regioni.
tito. Difficile trovare in cidentale.
Sicuro, perchè
ti Uniti.
hsta economico del Corne?"e za si è schierato a destra e
P ARRI: <<L'idea sulla crisi direttivo del gruppo dei deIl consenso di massima, co- questa intervista cose nuove
proprio oggi, l'Occidente sta
Da parecchi anni il M .F.E.
della Sera, si è specializzato alacremente si adqpera per è facile arguirla dalla impor- putati democristiani ha deli- munque - ha sottolineato lo o almeno rinfrescate: il celebrando il trionfo dei
è in un atteggiamento di sen 1
t'
d'
tt d t'
·t d
1
t
·
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·
d'
on.
Gui
_
è
stato
larghissileader.
del
PLI
da
tempo
si
principi
stessi
cui
si
ispira
vera
critica del modo in
e m~s Iere · 1 ca · e T a lCQ n ar are a ma uraz.w ne
e tanza stessa della crisi; e cioè berato di sostenere 1e m 1casta · stracciando Pubblica- il PLI. Il « miracolo econocui il problema dell'unificaG. eremla della vi:ta politica centro-sinistra.
non si tratta di una contin- zioni del Congresso di Na- mo e l'impegno di tener fede mente le vesti sul destino mico » eur opeo? Ma è il rizione euTDpea viene affronitaliana.
·
Questa crisi - nota stama- genza parlamentare normale, poli. ·
ai deliberati dell'assise napo- sinistro che attende il no- sultato della intraprendenza
tato , 0 non affrontato , dai
Dal}e trombe di vra Solfe- ne il corrispondente romano ma è un cambiamento di rotta.
L'on. Gui, avvicinato dél-i letana
è
stato
unanime. stro Paese, ora che la «condi quelle grandi forze capivari governi, dai partiti .trarino, periodica·m ente, egli va del c Corriere della Sera • - E' un capitolo nuovo che si giornalisti prima che lascias- L'on . . Gui ha aggiunto che è vergenza » è liquidata e che
talistiche private che il PLI
dizionali e dalle stesse cogridando agli italiani: "Guai c forse passerà alla cronaca apre, e un capitolo che si chiu- se Montecitorio, ha detto che stata esaminata
anche
la il Partito liberale esce scondifende! La politica kenne - munità economiche. Esso non
a voi se viene il centro -sini- come la "crisi dell'influenza" de: e allora mi pare un com- la r 1·un1·one s 1· e' svolta in pre- formula di Governo per la fitto
dalla
battaglia
ingagdiana?
Ma
andiamo,
è
la
si,
è lasciato mai attrarre d(J;l
· t
t
D
stra",·
• terri:bili: sciagure o dello "stato febbrile ", giacparazi'one delle consultazioni quale il direttivo ha appro- gla a Per e nere 1a C de nstessa degli onn. Badini Conbe.a to ottimismo . con cui gli
· ·
·
· ' t·m por t an t t' d e ll a
minaecia,no la Patria n, "1pen- chè la febbre che già infie.ri- Plèsso evidente di difficoltà, di d ·
·
1
t
vato i deliberati politièi del tro que 11 0 se h ema. o rmai· f a 1omen
e
Martmo!
I 1 01·gam· PtU
adattamenti e soprattutto di el capi gruppo par amen anon può che ripetersi e ri- MEC? Che presenta di diopinione pubblica seguono
.
sat eci men t re Siete ancora va al congre·sso di Napo.Ji at- adeguamenti e di attese. Si ri da parte del Capo dello Congresso di Napoli.
p~tere le· consuete disastro- verso dalle intùizioni « libequesto difficile problema, e
in tempo"·
tacca ora a Roma persona,g gi creano delle attese e sono que- . Stato. La 'p rima parte della . Anche . a ·q uesto proposito si ·se previsioni sugli sviluppi
rali » che fecero l'Italia
non ha mai scambiato il
Invaso da qruesto :timore illustri ».
ste che non ·possono non dar riunione è stata dedicata al- è avuta lél riproduzione delle della politica italiana.
unita?
processo di liberalizzazione
profe~ko ~'illy~tre econom~Anche il senatore Merzago- da pensaTe. Guai se fossero l'esame del programma sulla posizioni che s.i erano verifiRileggiamo :].Uindi ~ sulLa vera rivoluzione coneconomica che va sotto il nosta <;l ha_ 1_en mformato, stc ra, infatti, è una vittima del deluse, a mio parere ; guai se base della relazione , svolta a cate al Congresso di Napoli. l'autorevole quotidiano ro- elude Malagodi sta ·dalla
me di MeTcato Comune con
et stmph~tter, dhe U?. go- v irus d-el raffreddore. Assieme una occasione di tanta impor- Napoli dall'on. Moro. Nella . Ma da parte di tutti è stata mano del mattino - la pro- parte nostra ma di questo un processo di vera e propria
vemo
d1
centro- smistra alla febbre però _ nota andiscussione sono intervenuti assicurata la .piena e totale sa sofferta e angosciata delnon si rendono conto cattounifi cazione dell'Europa deav~ebbe le seguenti non tra- cora il c~rrispondente del ~:~~:· i!~;:~~zad~~~cr~~~~z~ir!: ~utti i_ membri del d~rettivo, coll_aborazioQe pèr _.la realiz~ l'o~~~:~:goc~~ sta a capo ~~~ ~ra~1~~~~!tiedcu~n~~~~~ m~~ra:!~~a dubb io cosa bescura:bili conseguen~e: a) fu- " Corriere" • si è diffusa r fosse sciupata in un povero l quali_ hanno p~sto l ac;:cento 'zazwn~ ~el tentativo ~he e d ella «svolta a sinistra» nanza storica di princiPi Panefica che i nostri stati naglhe mass1cce di capitali dal- anche qualche voce maligna: compromesso! Io confido, al su van p_roblem~ sottohnean-~stato mdicato dalle dehbera- egli proclama s·o lennementP
ri a quelle «liberali». E qui
zionali, s·o tto la duplice presPLtalia; b) perturbamenti che , ad esempio, quella di contrario, che i partiti e gli l do alcum pu~h e tenend~
- nasce da una «relativa
sione del lùngo periodo di
nella Borsa; c) pertu:rba- Merzagora fosse una malattia uomini interessati saranno pie-l presente, alcum, che davanti
Continua In sesta pagina
arretratezza politica del noContinua in sesta pagina
alta congmntura e deLle tecmenti nel corso dei cambi
nte all'altezza della loro
internazionali e quindi nella
name
lllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllrllllllrlllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllll •
quòtazione della lira; d) perresponsabilità. Ho detto anche
.
. d
. .
troppo; più della si bilia cumaM~
(~
Il
turh amenti ,net ·e poslh hanna : mi pare che basti».
~
cari; e) aumenti nel tasso!
d'interesse, e via di segJUito.
PELLA: ((Debbo !imitarmi
Poveri illusi - ha conti-~
a dire -- ha aggiunto - che
nuato ancora 11 Geremia s'i:le mie idee le conoscete. A
, .
,
..
. .
,
,
,
me evasioni fisca-li; non sami quindi che il prossimo fupete ohe l'uomo è c.ostituturo dell'Italia sia un futuro di
.
l
tt'
l
fedeltà agli ideali di libertà,
........
C:. C..
.
ZIOna mente ea lVO, maSJCazone, men.titore e quindi
Ieri pomeriggio, nel corso di paçe, di giustizia e di pro- . . . ·..'.
. . ,
. ·.
'
.
eva,sore nato? La. lotta alle di 'una seduta durata meno gresso. Sono
estremamente
7 7
evasioni fiscali che ' voi, uo- di cinque minuti, il vice contento di aver trovato il· simini del centro-sinistra, vi Presidente del Senato Sta- gnor Presidente della Repub- '
•
pr~n~~t e ~i con~urr€' .JWr~1 n l-;lao Ces_chi - in sosti\u- .. blica in migliorate condizioni
l'r 'te..
. .
l
.f.
d Il
. .
1
1 1,
qumdl l'·wuco nsultato di ~~~~~- ~~~-:~~e:s!~:e:r:-.~~.-~e_.r: di salute~- ~·~c~e_,'~~ ; ancora un
•
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·COIDUOJ·cat·e
alle Camere
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del Governo
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LA7at t eut a t o a 'K rnseiOV
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e una ··menz..ogna
pr.
. ovoea t.oria..
e
niche produttive moderne
che esigono mercati assai più
larghi di queolli nàztanaLi. si
siano decisi ad abbandonare
le politiche protezionistic.~e
e-d autarchiche, e vadano mtraducendo progressivamente, prima neU'industria ed
ora nell'agricoltura, il meto· do , della libera circo.t azione
delle merci, del lavpro e dei
capitali. Gli . effe.tti netta•
mente positivi di questà politica . sono manifesti. Se si
· riuscirà ùn· 'giorno a reà.tiz- '
zare effettivament-'"' l'unità
politica europea, l'attV;aLe liberalizzazione economtea sarà stata un lavoro prelimina?·e assai utile , poichè avrà
sgombrato il . terre?ta de·Ua
massa enorm_e deglt ost_a<;oli e delle reststenze deglt mu~re·ssi. costituiti su b~si
ztanah. MC}- !JUes~o e
' •.to
que.r che et st puo ati
ere
dal Mercato Comune . Du esso
non nas r•· automattcamente
nessu:ta
d'1ntà PC?litica_ unificatnce , e esso
· e anzt
t iuna
n
vera e p~·oprta cos ;uz o .e
sull a sabbta • eh e puo
rapt
·
damente sgreto!arst · e cro!l~re se entra m co:ntrad~~ztone con le volonta poltttche degli stati nazionali sovrani.
L'economia europea era già
in assai Larga misura un mercato comune nel 1914 e sta-
r:a-
r'fun1dd!v}~l~~:o;~ol~ael è~;;:~
ta. l_a poltttca, tl nazt~mahs"!l-o
mtL~tare del 191~ e tZ nazta-
naltsmo e~onomtco de.r 1929,
che ~ dtst~utto tutto queL
che Leconomta er_a andata costruendo. Ed oggt ancora una
volta assistiamo ad un indirizzo contrario ,assunto dall'economia e dalla politica in
Europf{. Nel primo campo ci
sono i ·SUccessi del Mercato
Co·"tune, che sono stati tali
da indurre ormai anche la
~%~h~~~r;;~noe v~lfut~rt;~s?a~~~l
estmnei, a chiedere di parteciparvi, e da obbligare anche l'America a rive-dere la
propria politica pro't ezionista. Nel ca.mpo politico abbiamo invece assistito ne·gli
ultimi anni ad una crescente disintegrazione politica. e
. ad una t r;ndenza
generale a
1
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