GENNAIO 2012
LE ATTIVITA’
DI TIROCINIO
DIRETTO
L’osservazione in classe
 L’osservazione descrittiva:
le Note di Corsaro
 Osservare l’insegnamento:
gli “eventi dell’istruzione” di Gagnè
ATTIVITA’ NELLE
SCUOLE
Incontro con il Dirigente
Scolastico o con il
N°
ORE
2
MODALITA’ DI SVOLGIMENTO
L’insegnante referente accoglie i
tirocinanti, fornisce copia del POF.
Docente Referente delle
Dirigente/docente presenta la scuola, le
attività di tirocinio per
caratteristiche del territorio, i bisogni
presentazione del
territorio e e
dell’Istituto scolastico
formativi dell’utenza, le risposte
elaborate dalla scuola nel POF.
Partecipazione alla
riunione di
programmazione,
condivisione con le
insegnanti di classe
dell’ambito disciplinare e
scelta dell’argomento
dell’U.D. da effettuare in
classe durante attività di
tirocinio diretto di maggio
2012.
2
L’ insegnante referente assegna gli
studenti, a coppie, alle classi
e provvede
ad affidarli agli insegnanti delle classi
stesse
Per 1 ora gli studenti osservano la
riunione di programmazione utilizzando le
Note Descrittive di W. Corsaro;
Nell’ora successiva , condividono con le
insegnanti accoglienti l’ambito disciplinare
e l’argomento relativo alla UD e
acquisiscono la programmazione di classe
che prenderanno in esame con particolare
attenzione alla eventuale disciplina di
riferimento dell’U.D,
Osservazione del
microcontesto
classe
1 Analisi documentazione:
quaderni, libri di testo,
sussidi vari.
Osservazione del
microcontesto
classe.
Si acquisiscono
1 informazioni sul gruppo
classe, si descrive
l’ambiente dal punto di
vista logistico e
strutturale.
Osservazione del
microcontesto classe.
3 giorni,
3 ore al
giorno
Approccio con la classe:
conversazione/intervista
su argomento dell’UD
3
Condivisione con l’ins.
accogliente dell’idea di
UD da attuare nel mese
di maggio.
2
2 ore: Osservazione in classe con le
Note sul campo di W. Corsaro
( 1 ora per ciascuno studente ).
2 ore: in coppia, stesura definitiva
delle note descrittive e individuazione
delle funzioni didattiche (“eventi
dell’istruzione” di Gagnè).
Individualmente: stesura note personali.
La coppia, alternandosi, propone una
conversazione/intervista alla classe.
Si richiede la documentazione individuale
dell’incontro.
Incontro con l’insegnante accogliente per
definire le linee generali dell’U.D.
Gli strumenti
OSSERVAZIONE RIUNIONE DI PROGRAMMAZIONE:
NOTE SUL CAMPO (note descrittive)
OSSERVAZIONE MICROCONTESTO CLASSE:
NOTE SUL CAMPO (Note descrittive, note personali,
note metodologiche)
INDIVIDUAZIONE FUNZIONI DI INSEGNAMENTO:
gli “eventi dell’istruzione” di Gagnè
NOTE SUL CAMPO
DI W. CORSARO
Note sul campo o Note Descrittive: “si riferiscono ad
una descrizione letterale, dettagliata degli episodi e il
più possibile non interpretativa”
Note Personali: “con le quali l’osservatore annota i
propri sentimenti e le proprie reazioni nei confronti
delle caratteristiche specifiche degli eventi osservati e
che comprendono anche le risposte ai sentimenti ed
ai comportamenti dei soggetti (osservati)”
Tratto da Olmetti Peja, Teorie e tecniche dell’osservazione in classe, Giunti 1998
NOTE SUL CAMPO
DI W. CORSARO
• Note Metodologiche: “riguardanti la posizione degli
strumenti, la posizione dell’osservatore e tutte le
decisioni relative alla procedura utilizzata durante
l’intero ciclo osservativo”
• Note Teoriche: “che si riferiscono alla registrazione
delle ipotesi che nascono all’interno della situazione
osservata; con esse l’osservatore prende nota di
aspetti del comportamento relativi al soggetto
osservato e che possono essere esplorati in altre
situazioni” (non è necessario svolgerle al Tirocinio del
3° anno)
Tratto da Olmetti Peja, Teorie e tecniche dell’osservazione in classe, Giunti 1998
NOTE DESCRITTIVE
 REGISTRARE IN MODO PRECISO E
DETTAGLIATO
RELAZIONI , RUOLI,
EVENTI
 LIMITARE AL MASSIMO QUALSIASI
INTERPRETAZIONE PERSONALE
Primo giorno di osservazione
Lunedì 15 novembre 2010 ore 8.10-11.10
I.C. “Fratelli Bandiera”- Scuola Primaria Classe V C
In aula
Presenti: Insegnante di classe, maestra Gianfranca; insegnante di sostegno, maestra
Laura; alunni; tirocinante …………… (osservatore)
• “La maestra Gianfranca entra nell’aula, saluta gli alunni e
raggiunge la cattedra. Rimanendo in piedi, chiede loro di
prendere posto, di stare in silenzio e prestare attenzione. I
bambini si siedono nei banchi. Parlano tra di loro. La maestra li
richiama dicendogli di stare in silenzio. Entra l’insegnante di
sostegno Laura, che si siede vicino ad A., seduto al primo
banco a destra della cattedra. L’insegnante di classe mi
presenta al gruppo classe spiegando loro qual è il mio ruolo e
che attività svolgerò all’interno della classe. “
NOTE PERSONALI
IL RICERCATORE REGISTRA
REAZIONI E SENTIMENTI
PERSONALI PROVOCATI
DAGLI EVENTI E DAI
SOGGETTI OSSERVATI
NOTE PERSONALI
. “Sono rimasta colpita dall’attenzione che tutti gli studenti hanno
mantenuto per tutta la lezione. Mi ha intenerito l’atteggiamento di
chi, sentendosi in procinto di essere interrogato, a voce bassa risolve
il quesito che prevede corrispondergli. E’ molto piacevole assistere a
manifestazioni di entusiasmo da parte di coloro che si sentono
pronti nel fornire la risposta esatta. E’ commovente invece
constatare l’incertezza di chi, essendo stato interpellato, mostra
molta timidezza e imbarazzo perché non riesce a dare il risultato
esatto. “
NOTE METODOLOGICHE
RIGUARDANO
• LA SCELTA E L’UTILIZZAZIONE DEGLI
STRUMENTI
• LA POSIZIONE DELL’OSSERVATORE
• LE DECISIONI RELATIVE ALLA PROCEDURA
UTILIZZATA
DURANTE L’INTERO CICLO OSSERVATIVO
NOTA METODOLOGICA
“Il metodo di osservazione scelto per l’osservazione
sono le Note di Corsaro con la tecnica “carta e
matita.
Durante l’osservazione diretta appunto le cose più
importanti per poi ampliarle in un secondo momento.
Si tratta di un’osservazione non partecipante perché,
dovendo rilevare la relazione tra l’insegnante e i
bambini, è necessario che l’osservatore non
condizioni in nessun modo la stessa.
Per questo motivo, inoltre, scelgo una postazione che
mi permetta di osservare la situazione senza
disturbare l’evolversi degli eventi.”
Le funzioni pedagogiche
… insegnare dipende strettamente dal
parlare;
il discorso pedagogico è un modo di parlare
specifico organizzato e articolato in
specifiche funzioni tendenti a conseguire
obiettivi di insegnamento - apprendimento
G. Ballanti, Discorso e azione nella pedagogia scientifica, Giunti Lisciani, Firenze 1989, pag. 26)
Tutti i comportamenti dell’insegnante
Dal comportamento
in quanto persona: il rapporto maestro
dell’insegnante …
allievo e le sue valenze socio-affetive
Tutti i comportamenti messi in atto
… al comportamento
di insegnamento
per insegnare cioè funzionali a
produrre apprendimento negli alunni
Che cosa si deve osservare quando si vuole osservare l’insegnamento?
I comportamenti di insegnamento che sono
prevalentemente comportamenti verbali
Definizione di liste di categorie a cui ricondurre tutto il comportamento
verbale registrato in classe: ogni categoria corrisponde a una
definizione comportamentale di una funzione pedagogica
Identificazione di funzioni pedagogiche desumibili dalla
osservazione, registrazione e categorizzazione di interazioni
verbali in classe
Insegnamento deve
Facilitare
Individualizzare
l’apprendimento
Le azioni pedagogiche sono comportamenti complessi
È necessario suddividerle in funzioni che devono essere
disposte in ordine di successione
Gagnè
Gerarchia delle fasi dell’apprendimento
(condizioni interne)
1. Apprendimento di segnali
2. Apprendimento stimolo-risposta
3. Concatenazione di sequenze stimolo risposta
4. Associazione verbale
5. Discriminazione
6. Concetti
7. Regole
8. Problem solving
Gerarchia delle fasi dell’insegnamento
Discriminazioni, concetti regole e soluzione di
problemi possono essere appresi anche
verbalmente, nella comunicazione attraverso il
linguaggio.
Ciò pone il problema dell’insegnamento
la cui gerarchia si compone di nove gradi
Dallo studio dei modi dell’apprendimento allo studio del
comportamento di insegnamento:
• dare definizione operativa dell’insegnamento
• identificare i comportamenti osservabili dell’insegnante in
grado di favorire l’apprendimento
Gagnè definisce l’istruzione come “controllo
degli avvenimenti esterni nella situazione di
apprendimento”
e ponendosi nella prospettiva del comportamento
di insegnamento distingue nove essenziali
momenti dell’istruzione stessa
GAGNÉ
I 9 momenti dell’istruzione
Attirare e controllare l’attenzione
Comportamenti
di stimolazione
Informare il soggetto dei risultati
attesi
Stimolare il ricordo delle capacità
prerequisite apprese
Presentare stimoli interenti al
compito
Fare da guida all’apprendimento
Momento
critico
Fase
di rinforzo
Fornire il feedback
Valutare la performance
Provvedere al transfer degli
apprendimenti
Assicurare la ritenzione
Dal primo al quinto comportamenti di stimolazione
Dal sesto - che introduce un “momento critico” si passa da situazioni di stimolazione
a situazioni di apprendimento e rinforzo
L’insegnamento è acceleratore dell’apprendimento perché “il
soggetto non spreca tempo a scoprire regole del tutto sbagliate”
L’apprendimento guidato è apprendimento stimolato: non è imposto
né è subito.. Il soggetto anche se guidato produce attivamente e
autonomamente le regole …
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NOTE SUL CAMPO