VIOLENZA E MALTRATTAMENTO CONTRO LE DONNE Marina Ruspa -Luisa Cirella SVS-SVD Milano 1 CONSEGUENZE SULLA SALUTE DELLA VIOLENZA DOMESTICA 2 Conseguenze immediate della violenza domestica sanitarie fisiche psicologiche non sanitarie su lavoro e produttività 3 Conseguenze future personali fisiche • lesioni ripetute • omicidio psicologiche • PTSD (post-traumatic stress disorders) familiari figli 4 Conseguenze sanitarie non immediate Post Traumatic Stress Disorders Dolore pelvico cronico Sindrome dell’intestino irritabile Depressione sistema immunitario... .... 5 Danni su salute riproduttiva Mancata pianificazione familiare Gravidanza non voluta Patologia ginecologica MST Disfunzioni sessuali Patologia della gravidanza 6 Violenza in gravidanza •DONNE MALTRATTATE IN PRECEDENZA 69% •INIZIO MALTRATTAMENTI IN GRAVIDANZA 30% •INTENSIFICAZIONE DEGLI EPISODI 13% •ALMENO 2 EPISODI NELLA GRAVIDANZA 60% • > 2 EPISODI 15% CURRY ET AL. 1998 7 Violenza come fattore di rischio in gravidanza Rischi fetali : poliabortività perdite ematiche primo trimestre morte fetale distacco di placenta parto pretermine corioamniotite basso peso alla nascita *Murphy et al, Systematic Rew 8 Can Med Assoc J - 2001 Violenza come fattore di rischio in gravidanza Rischi materni : morte traumatismi ( 2° causa)* iperemesi distacco di placenta rottura d’utero depressione puerperale esacerbazione malattie croniche * Connolly et al., 1997- Am J Perinatol 9 Esiti fatali 20% morti materne in gravidanza sono causate da omicidio da parte del partner (USA 1993-1998). Nelle teen-ager il rischio è doppio E’ la seconda causa di morte materna nel mondo Population Reports 1999 10 CONSEGUENZE SULLA SALUTE DELLA VIOLENZA SESSUALE 11 QUALI LE CONSEGUENZE PER LA VITTIMA? Chi è vittima di una violenza sessuale subisce un TRAUMA i cui segni perdurano nel tempo se non si affronta e si rielabora l’evento accaduto Le conseguenze variano da donna a donna e dipendono da vari fattori quali: le circostanze, l’autore, la frequenza, le modalità dell’aggressione 12 CONSEGUENZE A MEDIO-LUNGO TERMINE Subire una violenza sessuale influisce: Sullo sviluppo della personalità Sull’immagine di sé Sulla sessualità Sulle scelte di vita 13 CONSEGUENZE (2) La persona sperimenta una grave minaccia per la propria esistenza e il proprio benessere fisico; Tende a rivivere l’evento ed evita tutto ciò che è associato all’esperienza traumatica; Sperimenta risposte di allerta generalizzata; 14 EFFETTI PROVOCATI DALLA VIOLENZA CORPO: disturbi del sonno, disturbi della condotta alimentare, disturbi psicosomatici MENTE: sogni ricorrenti, incubi, ricordi invasivi, flash-back, ridotta capacità di attenzione e concentrazione, confusione, amnesie EMOZIONI: colpa e vergogna, scarsa stima di sé, depressione, assenza di emozioni, senso di impotenza, ansia, paure… COMPORTAMENTO: aggressività/apatia, difficoltà sessuali, abuso di alcool-sostanze-farmaci, autolesionismo, tentati suicidi 15 I BISOGNI DELLE VITTIME uscire dalla confusione riconoscere la violenza come tale essere ascoltate:poter raccontare la propria storia e le proprie emozioni essere credute e non giudicate percepire che storia ed emozioni sono legittimate 16 E’ importante offrire ascolto e aiuto alle vittime di violenza per poter limitare tutte le conseguenze che il silenzio renderebbe ancora più devastanti 17 IL MALTRATTAMENTO CONTINUATO E LA VIOLENZA SESSUALE Sono una ferita per il corpo e per la mente, un vero e proprio attacco all’integrità della persona che li subisce, molto spesso le vittime presentano caratteristiche di MULTIPROBLEMATICITA’ L’approccio e la valutazione di questi aspetti rimanda al concetto di COMPLESSITA’ Che non può essere affrontata da un singolo operatore ma richiede un lavoro DI RETE MULTIDISCIPLINARE 18 VIOLENZA SESSUALE PROTOCOLLI SANITARI 19 MODELLO OPERATIVO - Accoglienza - Anamnesi - Esame obiettivo: esecuzione e compilazione cartella clinica - Accertamenti di protocollo + mirati sul racconto - Provvedimenti preventivi (intercezione e profilassi MTS) - Eventuali terapie - Attivazione di consulenze e follow up 20 ACCOGLIENZA Massima attenzione a: - ambiente (riservatezza) - atteggiamento operatori (rassicurante, disponibile all’ascolto, non frettoloso) - solo operatori addetti al Servizio - procedure e spostamenti strettamente necessari - offrire spiegazioni su tutto l’iter della visita 21 CIRCOSTANZE E MODALITA’ DEL FATTO Riportare il racconto della vittima facendo emergere: - data / luogo -notizie sull’aggressore (numero aggressori/conosciuti /grado parentela) - presenza di testimoni - ingestione di stupefacenti/ farmaci /alcool - perdita di coscienza - sequestro/lesioni fisiche - penetrazione vaginale e/o anale e/o orale unica o ripetuta - uso di preservativo - avvenuta eiaculazione - manipolazioni digitali 22 STATO PSICHICO Riportare dettagliatamente eventuali sintomi psichici riferiti o manifestati o elementi di valutazione dello stato psichico: paura/ impotenza/orrore/assenza di reattività emozionale/ sensazione di stordimento/ amnesia dissociativa/ incapacità a ricordare aspetti importanti del trauma/ pensieri/ sogni/ flash back ... 23 DATI PRELIMINARI AD ESAME OBIETTIVO • Tempo intercorso tra la violenza e la visita (segnalare eventuali altre visite) • Eventuale pulizia delle zone lesionate o penetrate, cambio degli indumenti e della biancheria, eventuale minzione, defecazione… • Assunzione di farmaci • Rapporti sessuali avvenuti prima o dopo l’aggressione • Sintomatologia riferita (cefalea, dolori, algie pelviche, disturbi genitali o perianali ecc..) 24 ESAME OBIETTIVO • esame obiettivo generale, guidato dal racconto, con particolare attenzione alle regioni in cui il corpo è stato afferrato • se possibile documentare fotograficamente le lesioni • se possibile valutazione della regione anogenitale tramite colposcopio 25 ESAMI DI LABORATORIO Prelievi per: • ricerca spermatozoi (vagina, cervice, altre sedi) preparati fissati • batteriologico vaginale + PCR Clamydia cervicale rapido passaggio in laboratorio ( testa situazione preesistente alla violenza • ricerca DNA (su cute, mucosa vaginale, mucosa orale, scraping subungueale...) attenzione a non inquinamento, conservazione a basse temperature ev. conservazione altro materiale biologico o indumenti per una successiva tipizzazione genica 26 ESAMI DI LABORATORIO • • • • • Prelievo ematico per: HIV, HbS Ag, HCV Ab, VDRL, TPHA, IgG e igA per Clamydia (consigliare ripetizione a tre mesi) alcolemia, ev. benzodiazepine (entro 24 ore) ev.campione per test tossicologici successivi Prelievo urinario per: ev. test di gravidanza ev. screening tossicologico (gascromatografia entro 3 giorni) 27 INTERCEZIONE • • anche in caso di uso di profilattico Levonorgestrel 750 mcg 2 cpr insieme o 1 subito 1 dopo 12 ore Estroprogestinici con 50 mcg EE 2 cpr insieme e 2 dopo 12 ore 28 PROFILASSI MTS - Ceftriazone 250 mg im - Metronidazolo 2 g per os - Azitromicina 1 g per os oppure: - Doxiciclina 100 mg x 2 per 7 giorni non protezione certa per sifilide 29 PROFILASSI MTS • • Valutare: Immunoprofilassi antitetanica luogo della violenza e tipo di lesioni Vaccinazione HBV prima dose entro 3 settimane protegge il 75% di persone esposte non accordo su immunoglobuline specifiche 30 PROFILASSI PER HIV - non studi specifici di efficacia su questo tipo di rischio di acquisizione - per altre situazioni profilassi efficace se entro 72 ore: Zidovudina 300 + Lamivudina 150 per 28 gg + inibitore proteasi in casi ad alto rischio - effetti collaterali nel 50% dei casi eiaculazione, trauma, rapporto anale,violenza multipla, violentatore tossicodipendente o sieropositivo o di paesi ad alta prevalenza, richiesta specifica della donna 31 CONCLUSIONI -Importante è la duttilità dell’operatore pur seguendo uno schema logico e un protocollo concordato, deve essere in grado di modificare in ogni istante il suo comportamento per adattarsi alla persona che ha di fronte. -Il consenso a qualunque procedura deve essere sempre richiesto ed è importante tenere presente che l’unica persona abilitata a darlo è la vittima, a qualunque età. Tutte le volte che viene espresso un esplicito e “incontrattabile” rifiuto non si deve procedere alla visita, anche se l’esame ispettivo viene richiesto dall’Autorità Giudiziaria, dalle Forze dell’Ordine o dai genitori di un minorenne. 32 FOLLOW UP Valutazione della situazione sociale (bisogni, risorse personali, rete di supporto) Valutazione delle conseguenze della violenza sessuale sul piano psichico Completamento degli accertamenti sanitari 33 Follow up (2) Elaborazione di un progetto condiviso con la donna: attivazione delle risorse interne SVS (psicologa, psichiatra, Associazione SVS DAD) Invio alla rete esterna 34 “Il corpo di una vittima di stupro è già stato violato sessualmente in un’aggressione mortale. Una procedura medica invasiva può assumere un significato speciale per lei. L’aggressore con l’intenzione di far del male e la procedura medica destinata ad essere d’aiuto invadono entrambe la stessa parte del corpo” Burgess, Holmstrom. The victim of rape:institutional reactions. Jhon Wiley and sons, New York, 1978 35 Visita medica alle vittime di violenza sessuale •E’opinione diffusa, tra la gente comune e in ambito giudiziario, che la violenza sessuale sia invariabilmente associata a lesioni fisiche •Al medico viene spesso richiesto di valutare se si sia trattato di una violenza sessuale o di un rapporto consenziente, sulla base del riscontro di lesioni all’esame fisico 36 Visita medica alle vittime di violenza sessuale •Gli studi che hanno analizzato i risultati della visita medica in donne vittime di violenza sessuale riferiscono la presenza di lesioni corporee dal 40 all’82% dei casi e di lesioni in sede ano-genitale dal 6 all’87% •Questo ampio range nella rilevazione delle lesioni può dipendere da differenze nel tipo di popolazione esaminata (età,parità, precedenti rapporti sessuali, modalità dell’aggressione e tipo di aggressore…), definizione di “lesione” utilizzata, esperienza dell’esaminatore e tecnica di esame (colposcopio) 37 Sede e tipo di lesioni anogenitali Piccole labbra Forchetta foss. navic Imen e Grandi labbra Meato uret. clitorid e Ano perineo Vagina Total e (%) Arrossamento 112 90 12 75 31 44 0 364 51.5 Soluzione di continuo 12 55 20 5 1 58 3 154 21.8 Ecchimosi 14 10 15 4 18 17 2 80 11.3 Escoriazione 17 25 1 5 2 19 2 71 10.0 Altro 5 8 0 0 1 24 0 38 5.4 160 22.7 188 26.6 48 6.8 89 12.6 53 7.5 162 22.9 7 0.9 707 100 Totale (%) 38 Modalità della violenza e riscontro di lesioni ano-genitali Assenza di lesioni n. ( % ) Presenza di lesioni n. ( %) Penetrazione vaginale 172 (53.2) 151 (46.8) 323 (72.8) Penetrazione anale 7 (43.8) 9 Tipo di violenza (56.2) Totale n. (%) 16 (3.6) Penetrazione vaginale e anale 16 (35.0) 31 (65.0) 47 (10.6) Penetrazioni multiple vag. e/o anale e altro 21 (46.7) 24 (53.3) 45 (10.1) Penetrazione dita -oggetti 6 (46.2) 7 (53.8) 13 Totale casi 222 (50.0) 222 (50.0) (2.9) 444 (100) 39 Riscontro di lesioni extragenitali Il 41,6% delle vittime non presentava lesioni extragenitali Il 58,4% delle vittime presentava lesioni extragenitali di cui: 78,8% multiple 21,2% singole 40 Riscontro di lesioni extra genitali ed ano-genitali Lesioni extragenitali Lesioni ano genitali presenti Lesioni ano -genitali assenti 259 (58.2) 139 120 Presenti multiple 204 (45.8) 114 90 Presenti singole 55 (12.4) 25 30 Assenti 185 (41.6) 83 102 Totale casi 444 222 222 Presenti totale 41 SEGNI FISICI • • • Ecchimosi Escoriazioni Ferite lacero-contuse • Fratture, avulsioni dentali • Ustioni • Cicatrici 42 I. Descrizione della lesione e documentazione iconografica Descrizione di: Forma Dimensioni Colore Margini 43 ETA’ DI UN’ECCHIMOSI 44 Segni di afferramento 45 46 BRUCIATURE DI SIGARETTA Lesioni tondeggianti, diametro 0.8-1 cm, bordi netti. 47 SEGNI FISICI EVENTO ACCIDENTALE LESIONI PERSONALI MALTRATTAMENTO MALATTIA ORGANICA 48 DIAGNOSI DIFFERENZIALE Le lesioni sospette comprendono: ferite al volto (denti, mascella, rottura del timpano); lesioni centrali, in particolare al seno; lesioni non coerenti con quanto raccontato; bruciature o lividi in sedi inusuali; lesioni a vari stadi di guarigione (N.B. per abitualità reato); morsi umani; visite ripetute per traumi minori; indugio nel farsi curare; ferite d’arma (vecchie cicatrici o nuove tracce) Comportamento coercitivo/di controllo del partner: il partner non lascia solo il/la paziente; il partner cerca di ridurre il tempo in cui la persona sta con il medico; riluttanza a parlare di fronte al partner; paura del partner; si rivolge al partner per rispondere alle domande 49 VIOLENZA DOMESTICA FAR EMERGERE IL PROBLEMA 50 L’OMS ha identificato i seguenti problemi da risolvere nell’ambito dell’opera di sensibilizzazione degli operatori sanitari: i loro eventuali sentimenti negativi, compreso il senso di inadeguatezza, di impotenza e di isolamento, specialmente dove esistono pochi servizi verso cui indirizzare le vittime; alcune credenze tradizionali, tra le quali l’idea che la violenza domestica sia una faccenda privata; eventuali idee sbagliate sulle vittime, per esempio l’idea che la violenza venga provocata dalle donne. 51 UNICEF . Giugno 2000 Perché non chiediamo - 1 Gli operatori sanitari sono spesso riluttanti a riconoscere la violenza domestica o a cercarne i segni per molte ragioni che includono: -il timore di far emergere qualcosa che sfuggirà al controllo -il timore di non sapere cosa fare dopo -il timore di arrecare danni -il coinvolgimento personale con l’abuso sia come vittima che come abusante 52 Perché non chiediamo - 2 A volte la riluttanza è il riflesso di particolari opinioni e pregiudizi circa la violenza domestica,per esempio: -che la violenza domestica non sia un problema grave,o che sia essenzialmente una questione privata tra i partners -che le donne provochino la violenza o “la chiedano” -che alcune donne scelgano deliberatamente uomini violenti 53 Perché non ce lo dicono loro - 1 Le vittime di violenza domestica sono allo stesso modo riluttanti a rivelare cosa è loro accaduto.. I motivi della riluttanza includono: -il timore di una risposta non empatica -il timore di rappresaglie e di una escalation della violenza da parte dei loro partners se vengono coinvolti estranei -la vergogna e l’imbarazzo per quanto è successo 54 Perché non ce lo dicono loro - 2 -il timore che vengano loro tolti i bambini -la mancanza di consapevolezza di poter ottenere aiuto da operatori sanitari -il timore che la polizia o altre autorità siano coinvolte e ,per le donne appartenenti a minoranze etniche,il timore di espulsione 55 Perché non ce lo dicono loro - 3 -la non consapevolezza dei propri diritti -l’accettazione della violenza per motivi etnico-culturali -la diversa percezione del bisogno e della domanda di aiuto -una carente informazione 56 Doveri di intervento Cercare di far emergere il sommerso Non ignorare i segnali Essere competenti e professionali 57 Anamnesi medica attenta Precedenti episodi di ferite o traumi Ripetuti accessi in PS Dolore pelvico cronico,frequenti infezioni genito-urinarie Storia di depressione,abuso di droga o farmaci,tentato suicidio 58 Anamnesi attenta…. Fattori collegati alla gravidanza: • gravidanza indesiderata • età materna molto giovane • donna nubile • multiparità • ritardo nell’accesso alle cure prenatali • abuso di sostanze ( alcool, fumo, droga ,farmaci) • dimenticanza degli appuntamenti fissati ACOG - CDC 59 È necessaria la formazione... ...degli operatori del sistema sanitario per diffondere le capacità di diagnosi precoce e di identificazione delle donne che subiscono violenze in casa. Questa formazione dovrebbe, per quanto possibile, essere integrata nei programmi di formazione esistenti invece che essere creata come programma separato. 60 60 UNICEF . Giugno 2000 Addestramento del Personale Sanitario a fare domande a rispondere adeguatamente a dare sostegno emotivo a informare a PRIVILEGIARE LA SICUREZZA della Cliente 61 UNA QUESTIONE DI ACCOGLIENZA E’ sempre necessario: I. garantire un atteggiamento rassicurante, disponibile all’ascolto e mai frettoloso; II. assicurare un ambiente adatto (quiete e riservatezza); III. limitare il numero degli operatori, delle procedure e degli spostamenti a quelli strettamente necessari. 62 Questionario Chiediamo a tutte le nostre Clienti se vivono episodi di violenza nelle loro relazioni: il Suo partner l’ha mai picchiata, ferita, minacciata o maltrattata ? Vogliamo assicurarci che ciascuna delle nostre Clienti si senta al sicuro nelle proprie relazioni: esiste qualcuno che l’abbia mai picchiata, ferita, minacciata o maltrattata ? SI NO NR SI NO NR 63 Questionario E’ mai stata forzata dal Suo partner ad avere rapporti sessuali quando Lei non li voleva? SI NO NR Avverte di essere minacciata da qualcuno o qualcosa? SI NO NR Sente di essere al sicuro quando è a casa ? SI NO NON SEMPRE 64 NR Indicatori inequivocabili di maltrattamento/violenza La commissione dei chirurghi americani che ha redatto il protocollo ATLS, adottato in 37 stati in tutto il mondo, tra cui, sebbene a macchia di leopardo, anche l’Italia, ha identificato una sezione specifica, il cui obiettivo è rilevare: 1. le lesioni che non concordano con l’anamnesi; 2. la diminuzione dell’autostima, segni di depressione, tentativi di suicidio; 3. autolesionismo; 65 4. la rilevazione degli accessi in pronto soccorso o dal medico di famiglia, di solito, in media 3 volte di più delle altre donne; 5. sintomi riconducibili ad abuso di sostanze; 6. assunzioni di colpa; 7. presenza oppressiva del partner alle visite; 8. manipolazione dei colloqui da parte del partner. 66 Nel protocollo, sono inserite 3 domande specifiche da rivolgere alla donna: 1. 2. 3. nell’ultimo anno ha subito calci, pugni o altre lesioni da parte di qualcuno? Se sì, da chi? nella sua relazione attuale si sente al sicuro? c’è un partner di una sua precedente relazione che non le permette di sentirsi tranquilla? 67 Obiettivi specifici di un sanitario in pronto soccorso applicare lo screening sistematico: identificare la maggior parte delle presentazioni subdole di violenza domestica che affluiscono al DEA; Valutare la pericolosità della situazione: attivare sistemi di protezione per la donna ed eventuale prole; Stabilire una relazione d’aiuto con la vittima. Informare sulle risorse disponibili sul territorio per la terapia di supporto; 68 Documentare le forme di violenza subite: raccogliere i reperti obiettivi, valutare i fattori di rischio e documentare correttamente l’evento; Aspetti giuridici e medico legali: conoscere gli strumenti normativi che si applicano per la tutela delle vittime di violenza domestica. Conoscere lo stato attuale della letteratura riguardo alla violenza del partner intimo. Ed infine, ma non ultimo ricordare le vittime dimenticate: i bambini. 69 Linee guida per l'intervento Assicurare alla donna un ruolo di “vittima”, ovvero di non responsabilità rispetto all’accaduto. Evitare interpretazioni psicologistiche e di mediazione che diano motivazioni e giustificazioni alla violenza maschile. Valutare il danno fisico e psichico attraverso il racconto della donna dando piena credibilità alla soggettività femminile e alla sua esperienza. 70 Attestare il danno attraverso strumenti giuridicamente idonei: l’operatore socio-sanitario può indicare legittimamente la connessione temporale tra insorgenza del malessere/ sintomi riferiti dalla donna e l’inizio della situazione di violenza occasionale o cronicizzata. Tenere presente nella definizione della gravità del malessere che la esposizione a lungo termine alla violenza si comporta come potente fattore di stress psico-fisico, in grado di spiegare la severità dei sintomi. 71 Scopo dell’esame fisico Riconoscere eventuali lesioni extragenitali, genitali e/o anali o comunque quadri clinici anomali, riconoscere eventuali infezioni e iniziare una terapia, se necessario. Raccogliere eventuale materiale biologico. 72 Un protocollo clinico-diagnostico orientato alla valutazione del rischio Spousal Assoult Risk assessment Guide: sara – s (screening) valutazione del rischio. Il protocollo indaga sul contesto di vita della persona in modo di far emergere, se nascoste, le condizioni di violenza e le loro interconnessioni con la patologia in atto: 1. il tipo di relazione con il partner, con riferimento alla presenza o meno di violenza, rispetto dei diritti, parità, condivisione del lavoro e delle responsabilità, livelli di autonomia e di indipendenza economica, presenza di dinamiche impositive nei confronti della donna con ricorso ad una delle violenze più frequenti: denigrazione, criticismo, ingiuria, lesioni, abuso o imposizione sessuale, ecc. 73 2. Il tipo di relazione con altri familiari, colleghi e datori di lavoro. 3. Il tipo di impegno lavorativo sia familiare che extra-familiare con particolare attenzione a carichi di lavoro eccessivi, scarsità di supporti, di tempo libero, di tempi per il riposo. Negli ambulatori e servizi di ginecologia una particolare attenzione dovrà essere data alle modalità del rapporto sessuale: particolari affezioni e particolari problemi psico-somatici rimandano spesso a modalità impositive del partner che vanno prese in considerazione in un’ottica di corretto inquadramento diagnostico e terapeutico. 74 La valutazione del rischio Rischio immediato: nei due mesi successivi Rischio a lungo termine: oltre i due mesi Rischio di violenza molto grave o letali Rischio di escalation della violenza 75 SOGLIA DI TOLLERANZA Ogni episodio di maltrattamento RIDUZIONE DELL’AUTOSTIMA DIMINUZIONE DELLA CAPACITA’ DI REAZIONE INNALZAMENTO DELLA SOGLIA DI TOLLERANZA DELLA VIOLENZA Cerchi d’Acqua - Settore Formazione * Materiale elaborato dalla collaborazione CADM - Cerchi d’Acqua Violenza agita nei confronti del partner per la valutazione del rischio Gravi violenza fisiche/sessuali Gravi minacce di violenza, ideazione o intenzione di agire violenza. Escalation sia della violenza fisica/sessuale vera e propria sia delle minacce/ideazioni o intenzioni di agire tale violenza. Violazione di misure cautelari o interdittive. Atteggiamenti negativi nei confronti delle violenze interpersonale e intrafamiliari. Precedenti penali/condotte antisociali. Problemi relazionali. Status occupazionale o problemi finanziari. Abuso di sostanze. Disturbi mentali. 77 Attrezzature Opuscoli illustrativi in sale attesa Manifesti nell’Area Ospedaliera Manifesti nei Consultori Cartelle Cliniche con adesivi dedicati Schede rilevazione risposte Schede rilevazione dati lesioni Apparecchi documentazione lesioni 78 LAVORARE IN RETE • i casi di maltrattamento e violenza domestica presentano un alto grado di complessità e richiedono sempre l’intervento di più operatori e di più servizi •Lavorare in rete tra i servizi, a vario titolo coinvolti sul caso, è considerata una prassi indispensabile 79 Per dare risposte è necessario la collaborazione tra tutti gli operatori che sono o possono essere coinvolti Operatori sociali Datori e colleghi di lavoro Forze dell’Ordine Polizia giudiziaria Operatori e volontari del privato sociale Operatori sanitari Magistrati Tribunale ordinario e minorenni Avvocati Familiari e amici Insegnanti educatori ACOG - CDC 80 Lavorare in rete Richiede il coordinamento degli interventi la condivisione di alcuni obiettivi mandati istituzionali e professionale integrabili 81 Conoscere e utilizzare la rete dei servizi richiede una conoscenza e una mappatura aggiornata delle risorse pubbliche e private presenti sul territorio 82 Conoscere la rete dei servizi •permette di conoscere correttamente gli specifici compiti, le possibilità e i limiti operativi dei servizi •aiuta a non confondere e sovrapporre gli ambiti del proprio e dell’altrui intervento •facilita la percezione dei servizi come risorsa •favorisce aspettative realistiche •evita il rischio di interventi inutili e dannosi 83 SVS 84 SVS NASCE IL 15 MAGGIO 1996 in collaborazione tra Clinica Mangiagalli Istituto di Medicina legale dell’Università di Milano ASL Città di Milano FINALITÀ facilitare il percorso di uscita dal trauma della violenza sessuale 85 ORGANIZZAZIONE SVS Orario di apertura 9 – 17.00 Presente infermiera professionale e assistente sociale Ambulatori follow-up: I.P. e ginecologhe Consulenze psicologiche o psichiatriche su appuntamento Reperibilità ginecologhe , infermiere/ostetriche e medici legali 24 h/die 365 giorni/anno 86 EQUIPE 16 GINECOLOGHE 16 MEDICI LEGALI 3 ASSISTENTI SOCIALI 1 INFERMIERA e 22 infermiere/ostetriche reperibili 1 PSICOLOGA 1 PSICHIATRA 87 SVS: percorso dell’intervento sanitario La vittima della violenza arriva all’accettazione ostetrica della Mangiagalli: per arrivo spontaneo inviata da altre strutture sanitarie (PS ospedali ecc. ) accompagnata dalle forze dell’ordine (polizia, carabinieri) l’accoglienza, negli orari di apertura del SVS, è iniziata dall’assistente sociale e dall’infermiera che chiamano la ginecologa reperibile negli orari di chiusura del servizio(notte e festivi) il personale infermieristico dell’accettazione ostetrico-ginecologica contatta la ginecologa e l’infermiera reperibili I medici legali (anche loro reperibili 24 ore su 24), vengono chiamati a discrezione della ginecologa, con il consenso della donna adulta e sempre per quanto riguarda invece i minori di 14 anni 88 Laboratorio dell’Ospedale CHIMICA CLINICA CITOLOGIA MICROBIOLOGIA Laboratorio Medicina Legale GENETICA FORENSE TOSSICOLOGIA FORENSE 89 CONSULENTI PEDIATRI di guardia in PS DE MARCHI CHIRURGO PEDIATRA di guardia PSICHIATRI GUARDIA II> POLICLINICO PSICOLOGI CLINICI G. II >POLICLINICO PSICOLOGA DIAGNOSI PRENATALE ODONTOIATRI CHIRURGHI MAXILLO-FACCIALI CHIRURGHI >POLICLINICO 90 ALTRE STRUTTURE DI APPOGGIO ASSOCIAZIONE DONNAIUTA DONNA-SVS (sostegno economico in emergenza e consulenza legale) ASSOCIAZIONI VOLONTARIATO SOCIALE (ONG) (per collocamento in comunità o progetti in comune) MEDIATORI CULTURALI COOP. KANTARA(interpreti e psicologhe di diverse lingue) convenzionati 91 Obiettivo del SVS è offrire una attenzione e una accoglienza che vadano al di là della cura del corpo violato e comprendano i molteplici aspetti e bisogni della persona che vi si è rivolta. •Le situazioni di vulnerabilità spesso coesistenti con il trauma della violenza sessuale determinano una molteplicità di bisogni psicosocio-sanitari difficilmente affrontabili da un singolo medico. 92 SVD 93 PROGETTO DEL COMUNE DI MILANO Corsi di formazione al personale sanitario del triage del PS,della chirurgia,medicina e psichiatria d’urgenza del Policlinico Progetto di rete per prevenire e contrastare la violenza e il maltrattamento alla donne (0ttobre 2007): SVS,SVS DAD,Cerchi d’acqua, CDM,Caritas Ambrosiana,Telefono Donna Apertura Soccorso Violenza Domestica 94 Soccorso Violenza Domestica Apertura: 11 dicembre 2007 Destinatari: tutte le donne che hanno subito violenza domestica Operatrici presenti: assistenti sociali e psicologhe SVD, operatrici del Telefono Donna 95 Organizzazione Operativa Tutti i giorni feriali dalle ore 9 – 16 il SVD è direttamente accessibile al pubblico. 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno è garantita una reperibilità telefonica al personale sanitario del Pronto Soccorso, della Chirurgia, Medicina e Ginecologia d’Urgenza dell’Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena 96 Alla richiesta d’intervento dal parte dei medici e/o infermieri del Pronto Soccorso le operatrici dell’SVD possono rispondere: in orario diurno recandosi direttamente presso l’astanteria del PS in orario notturno e giorni festivi con una pronta reperibilità telefonica 97 Due tipologie d’intervento a seconda della differente modalità di accesso delle donne al servizio SVD: 1. In situazione d’emergenza gli operatori del Pronto Soccorso del Policlinico possono contattare le psicologhe e le assistenti sociali in tutti i casi in cui la donna si è recata presso di loro per una refertazione conseguente ad una violenza domestica. Le operatrici SVD possono rispondere alla richiesta d’intervento da parte del personale sanitario del PS in due differenti modi: a. in orario diurno possono recarsi presso l’astanteria del PS per effettuare direttamente un primo colloquio d’accoglienza con la donna volto a: - valutare la situazione di rischio; - contenere i vissuti - motivare la donna ad un successivo appuntamento con le operatrici psicosociali al fine di poter strutturare con lei un progetto di uscita dalla violenza che preveda l’invio presso strutture e servizi e del territorio e della rete. L’intervento nell’emergenza prevede un’accoglienza con tempi variabili a seconda dello stato e delle necessità della vittima oltre che dei tempi necessari all’adempimento degli accertamenti sanitari necessari per quella specifica situazione. 98 b. in orario notturno le operatrici del SVD possono effettuare una prima accoglienza della donna solo telefonica nel corso della quale, oltre a comprendere se dover attivare altri organismi di tutela (forze dell’ordine, magistrati di turno ecc.), devono cercare di fissare un appuntamento presso il SVD per il primo giorno utile. Nei casi in cui si rende necessario un ricovero questo può essere effettuato sia nel reparto di Ginecologia, sia in altri reparti del Policlinico se le lesioni riportate dalla vittima richiedono un’assistenza specialistica più complessa o se il rischio per la vita della donna è estremamente alto e non si è riusciti a trovare nell’immediato una struttura di accoglienza. È importante inoltre sottolineare la stretta collaborazione con il personale dell’SVS. 99 Nelle situazioni di non emergenza: (su richiesta spontanea da parte della donna, o su invio da parte dei servizi del territorio) si concorda un primo colloquio da tenersi presso il SVD e dare avvio a quanto sopra descritto. La presa in carico dei casi presso il SVD avviene per un tempo limitato, anche se può variare da caso a caso a seconda del progetto ipotizzato. Solitamente dopo la fase di accoglienza, si programmano: i colloqui con la psicologa e/o assistente sociale una consulenza legale (civile e/o penale) con un avvocato dell’associazione SVS Donna Aiuta Donna; si avviano i percorsi di rete, un’eventuale comunità e, se necessario, con i servizi esterni; si fissano anche gli appuntamenti per i follow up psico-sociali. Può accadere che ci siano casi che non tornano agli appuntamenti successivi, che fanno un pezzetto di strada con noi, con l’assistente sociale e la psicologa e poi interrompono i rapporti. Ci sono, però, anche dei casi che dopo un’apparente interruzione, sono ritornati al nostro Centro. 100 Coordinarsi sul territorio Caritas Ambrosiana Magistratura Penale e Civile Ass. Casa delle Donne maltrattate Ass. Telefono Donna Forze dell’ordine SVD Cooperativa Sociale Cerchi d’Acqua Aziende Sanitarie Aziende Ospedaliere locali Comune di Milano Comuni dell’hiterland SVS Ass. SVS Donna aiuta Donna 101 CASISTICA GENERALE SVS DAL 15/05/96 AL 31/12/08 Numero totale dei casi nazionalità 2.931 italiana straniera sesso 1.690 (58 %) 1.241 (42%) femminile maschile 2.800 (95%) 131 (5%) 102 Autori della violenza Noti alla vittima Sconosciuti 1.716 (59%) 942 (32%) in 273 casi non vi è stato racconto di violenza (9%) 103 Età delle vittime range 9 mesi - 76 anni Minorenni 0-4 anni 5-9 anni 10-13 anni 14-17 anni Maggiorenni 18-24 anni 25-34 anni 35-44 anni 45-54 anni 55 e oltre 936 (32%) 175 197 171 393 1.995 (68%) 726 716 369 126 58 104 CASI ARRIVATI SVD DAL 11/12/2007 AL 31/12/2008 = 203 17 NEL 2007 E 186 NEL 2008 DI CUI 2 UOMINI Italiana Straniera NAZIONALITÀ 116 87 INVII Dal pronto soccorso altro 70 133 105 AUTORI DELLA VIOLENZA Marito Ex marito Compagno Ex Compagno Convivente Ex convivente Madre Figlio Padre Fratello Conoscente 84 17 12 10 47 12 1 4 4 2 10 TIPO DI VIOLENZA Psicologica Fisica Sessuale Stalking Economica 131 207 14 10 25 106 ETA’ DELLE VITTIME 18 – 24 anni 25 – 34 anni 35 – 44 anni 45 – 54 anni 55 e oltre 25 51 74 37 16 107