Tel. 030/6897009 – Fax 030/6919814* C.F. 80049270178
Codice Meccanografico: BSIC851006
Email: [email protected][email protected]
Via Caduti della Resistenza, 24 – 25080 NUVOLENTO (BS)
Pari opportunità
Innovazione
Correspons
abilità
Orientamento
Inclusione
Continuità
Cittadinanza
Approvato dal Collegio dei Docenti il 09.12. 2014
Adottato dal Consiglio di Istituto il 16.12.2014
Valutazione
Territorio
Indice
Indice
Premessa
pag. 1
CAP. 1 - Analisi del contesto e dei bisogni
pag. 5
pag. 3
1.1. Il contesto interno
1.1.1. Le risorse umane
1.1.2. Le risorse strutturali
1.1.3. Le risorse strumentali
1.1.4. Le risorse finanziarie
pag. 5
pag. 6
pag. 7
pag. 8
pag. 8
1.2. Il contesto esterno
pag. 9
1.3. I bisogni
pag. 11
CAP. 2 – Le scelte educative
2.1. Il progetto educativo (vision)
2.2. Le finalità educative (mission)
CAP. 3 – Ambito educativo-didattico
pag. 12
pag. 12
pag. 14
pag. 15
3.1. L’articolazione dell’offerta formativa
3.1.1. Gli orientamenti formativi generali, nei tre ordini di scuola
3.2. Il curricolo verticale
3.2.1. Indicazioni metodologico-didattiche
3.2.2. Il modello metodologico-didattico
3.2.3. Il profilo delle competenze al temine del 1° ciclo
pag. 15
pag. 15
pag. 18
pag. 19
pag. 20
pag. 20
3.3. Le azioni garanti del curricolo verticale
3.3.1. Inclusione
pag. 21
3.3.1.1.Inclusione alunni diversamente abili
3.3.1.2. Interventi per gli alunni con DSA
3.3.1.3. Accoglienza e inclusione alunni non italofoni
3.3.2. Continuità
3.3.3. Orientamento
pag. 22
pag. 23
pag. 25
pag. 26
pag. 27
pag. 28
PAGINA 1
3.4. L’ampliamento dell’offerta formativa
3.4.1. I progetti per l’ampliamento dell’offerta formativa
pag. 28
3.5. Valutazione ed autovalutazione
3.5.1. La valutazione interna degli apprendimenti e del comportamento
3.5.2. La valutazione esterna degli apprendimenti
3.5.3. La valutazione del sistema
pag. 34
pag. 34
pag. 38
pag. 38
CAP. 4 – Ambito organizzativo
4.1. Organigramma dell’istituto
4.2. Organizzazione del tempo scuola
4.3. Calendario scolastico
4.4. Piano annuale delle attività funzionali
4.5. Organizzazione dei servizi amministrativi
4.6. Criteri per l’assegnazione dei docenti alle classi
4.7. Criteri per la formazione delle classi
4.8. Sicurezza
CAP. 5 – Ambito gestionale
5.1. Il regolamento d’istituto
5.2. I rapporti con il territorio
5.3. I rapporti con le famiglie
Allegati
pag. 29
pag. 39
pag. 39
pag. 42
pag. 46
pag. 47
pag. 47
pag. 48
pag. 47
pag. 49
pag. 50
pag. 50
pag. 50
pag. 51
pag. 53
PAGINA 2
Premessa
“NON È IL POF... CIÒ CHE PUÒ FORNIRE L’IDENTITÀ
CULTURALE E PROGETTUALE AD UNA SCUOLA;
È L’IDENTITÀ COSTRUITA E PRATICATA DALLA
SCUOLA NEL CORSO DELLA SUA STORIA CHE POTRÀ
TRADURSI,
FORMALIZZARSI
ED
ESSERE
COMUNICATA NEL POF.”
G. CERINI
PAGINA 3
Alla luce della normativa ogni Istituzione Scolastica predispone il Piano dell’Offerta Formativa, che:
P.O.F.
definisce il piano
organizzativo in
funzione delle proposte
culturali, delle scelte
educative e degli
obiettivi formativi
PAGINA 4
CAP. I: Analisi del contesto ed analisi dei bisogni
1.1. Il contesto interno
L’Istituto Comprensivo di Nuvolento, nella sua attuale strutturazione, è nato l’01 Settembre 2007 a
seguito del piano di razionalizzazione della rete scolastica.
C
D
SCUOLA PRIMARIA
“S. Gnutti”
SCUOLA SECONDARIA
DI 1° GRADO “A.Moro”
Via Piave, 1 – Serle
Tel. 030 6910294
Fax: 030 6908514
B
C
Via Piave – Serle
Tel. e fax: 030 6910067
E
SCUOLA
DELL’INFANZIA
di Paitone
D
SCUOLA PRIMARIA
“G. Bertolotti”
Piazza Roma, 1 – Nuvolento
Tel. 030 691275
Fax: 030 69
F
E
Piazza S. Pertini, 7 – Paitone
Tel. e fax: 030 691819
B
A
F
SCUOLA SECONDARIA
DI 1° GRADO “S.
Quasimodo”
A
SCUOLA PRIMARIA di
Paitone
Via Caduti della Resistenza, 24
– Nuvolento
Tel. 030 6897009
Fax: 030 6919814
Via Gere, 1 – Paitone
Tel. e fax: 030 6919617
G
G
SCUOLA PRIMARIA
“Giovanni Paolo II”
Via Camprelle, 14 –
Nuvolera
Tel. 030 6897533
Fax: 030 6898820
PAGINA 5
È costituito da tre ordini di scuola, che accompagnano nella crescita gli alunni dai tre ai tredici anni.
Nello specifico, si compone di:
- una scuola dell’infanzia, situata nel comune di Paitone
- quattro scuole primarie, dislocate nei vari comuni dell’Istituto (Nuvolera, Nuvolento,
Paitone e Serle)
- due scuole secondarie di 1° grado, una situata nella sede centrale dell’Istituto
Comprensivo e che è Scuola consortile, in quanto accoglie l’utenza dei comuni di
Nuvolento, Nuvolera e Paitone; l’altra scuola secondaria si trova nel comune di Serle.
1.1.1. Le risorse umane
Per raggiungere le finalità prefissate, l’Istituto si avvale delle seguenti risorse:
Aggiornato al 12/11/ 2014
SCUOLA
DELL’INFANZIA
DI PAITONE
N° alunni
N° sezioni
N° docenti
N° collaboratori
scolastici
75
3
7
2
SCUOLA PRIMARIA
N° alunni
N° classi
N° docenti
N° collaboratori
scolastici
“Giovanni Paolo II”
di Nuvolera
250
13
25
4
“G. Bertolotti” di
Nuvolento
198
10
17
3
Primaria di Serle
126
8
15
3
Primaria di Paitone
94
5
9
2
SCUOLA
SECONDARIA DI 1°
GRADO
N° alunni
N° classi
N° docenti
N° collaboratori
scolastici
“S. Quasimodo” di
Nuvolento
267
12
30
4
“A. Fleming” di
Serle
88
5
13
1
PAGINA 6
A supporto della vita della comunità scolastica opera il personale amministrativo e ausiliario
coordinato dalla Direttrice dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA), che regola l’attività di
ciascuno secondo un piano di lavoro condiviso e pubblicato sull’albo on line della scuola.
In sintesi:
Dirigente
Scolastica
Plessi scolastici
Sezioni e classi
Docenti
Collaboratori
scolastici
Personale
amministrativo
1
7
56
113
18
7
1.1.2. Le risorse strutturali
Per la realizzazione della didattica, le scuole dispongono di particolari strutture e di servizi. La
struttura edilizia delle scuole dell’Istituto è in alcuni casi nuova, in altri datata, ma in genere
abbastanza curata e funzionale.
Nella scuola dell’infanzia ci sono spazi per organizzare
le
attività di sezione, tra cui gli angoli attrezzati, ci sono
anche
un
laboratorio
strutturato
per
i
bambini
diversamente abili, un salone, un refettorio, una stanza
per
il
riposo
pomeridiano, cucina
e
lavanderia.
Dalle
sezioni si può accedere direttamente al salone e al giardino.
In tutte le scuole primarie, oltre alle aule per le attività
curricolari, esistono laboratori (di informatica, di arte, di musica,
…) e biblioteche.
La scuola primaria di Nuvolento, le secondarie di Nuvolento e Serle sono dotate di palestre interne
agli edifici, mentre le primarie di Serle, di Nuvolera e di
Paitone si appoggiano a strutture comunali esterne.
La scuola primaria di Nuvolera e quella dell’infanzia di
Paitone hanno uno spazio interno all’edificio adibito al
servizio mensa, mentre le scuole primarie di Nuvolento e di
Serle utilizzano strutture esterne autorizzate.
PAGINA 7
In tutti i plessi dell’Istituto sono presenti cortili con spazi verdi per il gioco.
1.1.3. Le risorse strumentali
L’acquisizione dei saperi richiede un uso flessibile e polivalente degli spazi usuali della scuola, ma
anche la disponibilità di luoghi attrezzati che facilitino il processo di esplorazione e di ricerca:
per le scienze, l’informatica, le lingue comunitarie, la produzione musicale, il teatro, le attività
pittoriche, la motricità…
(Indicazioni per il Curricolo - L’ambiente di
apprendimento)
Tutte le scuole dell’Istituto Comprensivo sono dotate di sussidi didattici, audiovisivi e attrezzature
tecnologiche (TV, videoregistratori, registratori, lettori multimediali, proiettori, fotocopiatrici,
pc,
stampanti, connessione internet, telefono, fax), macchine fotografiche digitali, strumentazioni
scientifiche, attrezzature per le attività psicomotorie e/o sportive e dispositivi per la sicurezza.
Solo le scuole primarie e secondarie sono dotate di Lavagne Interattive Multimediali (LIM).
1.1.4. Le risorse finanziarie
Tutte le risorse finanziarie disponibili sono utilizzate per realizzare al meglio quanto indicato nel
Piano dell’offerta formativa e in particolare:
 con fondi statali si garantisce il funzionamento essenziale dell’istituto,
 con i fondi dei Comuni si sostengono le spese per il funzionamento amministrativo, l’acquisto
di materiale per la pulizia e di pronto soccorso,
 i fondi del diritto allo studio dei Comuni vengono utilizzati per l’acquisto di materiale didattico e
per il finanziamento di progetti proposti dal Collegio dei Docenti e di cui il Consiglio d’Istituto ha
approvato i criteri,
 con il fondo d’istituto si rende possibile garantire prestazioni aggiuntive di docenti e personale
ATA per la realizzazione dei progetti indicati,
 con il fondo L. 440/97 è possibile promuovere iniziative di formazione e di aggiornamento del
personale e la realizzazione di progetti,
PAGINA 8
 con il contributo dei genitori, di privati e di Associazioni territoriali si realizzano iniziative varie
legate soprattutto all’acquisto di strumentazioni didattiche, alla realizzazione di progetti e
all’attuazione di visite didattiche e/o viaggi d’istruzione.
L’Istituto può avvalersi anche di Fondi Regionali e Fondi Europei.
L’utilizzo delle risorse finanziarie avviene secondo quanto indicato nel programma annuale. Con
la gestione delle risorse finanziarie si tende al perseguimento dei seguenti obiettivi:
 promuovere un utilizzo razionale e flessibile delle risorse umane assegnate all’istituzione
scolastica e sostenere la formazione del personale;
 migliorare il percorso d’integrazione di alunni diversamente abili;
 favorire l’integrazione e l’apprendimento della lingua italiana per gli alunni stranieri e lo
scambio tra le varie culture;
 sostenere ed ampliare le proposte formative;
 promuovere una maggiore informazione e comunicazione del servizio scolastico ai genitori
e alla comunità;
1.2. Il contesto esterno
Nei suoi aspetti fisici, strutturali e culturali il territorio rappresenta lo scenario all’interno del quale si
svolge l’azione della scuola. È l’ambiente da cui proviene la sua utenza e costituisce la prima fonte
dei “saperi” che nella scuola verranno organizzati e sviluppati. L’offerta formativa della scuola, quindi,
non può prescindere dai bisogni che il territorio esprime, né dalla valorizzazione delle opportunità che
offre.
Il bacino d’utenza dell’I.C. di Nuvolento comprende i Comuni di Nuvolento, Nuvolera, Paitone e
Serle. Tutti i Comuni fanno parte della provincia bresciana e hanno vissuto in questi anni una fase di
continua espansione urbanistica, offrendo alla popolazione opportunità abitative di un certo respiro.
I Paesi offrono la possibilità di lavoro nelle medio-piccole imprese della zona, in particolar modo
nel settore dell'estrazione e della lavorazione del marmo, nel settore metallurgico e agro-silvopastorale. A ciò si aggiungono varie attività commerciali e servizi di un territorio abbastanza
sviluppato, anche se negli ultimi anni in sofferenza, a causa della congiuntura economica negativa.
PAGINA 9
Inoltre, nel Paese di Serle, che si estende su un vasto territorio montano caratterizzato anche dalla
presenza della Riserva Naturale di Cariadeghe, è presente un turismo pendolare, fiorente soprattutto
nei mesi estivi.
Dalle ultime analisi del territorio facente parte dell'Istituto Comprensivo emergono i seguenti dati:
 tasso di disoccupazione: si attesta in media intorno al 7,5%. Inferiore al 7% per Nuvolera e
Nuvolento; appena al di sopra del 7% a Paitone e, più alto, al 9%, a Serle (fonte: Urbistat.it)
Sono in crescita le situazioni di disagio o di difficoltà economico-finanziaria, anche tra le
famiglie di alunni/e, che ricorrono ad interventi della Amministrazione Comunale e/o di Enti di
volontariato per far fronte alle esigenze quotidiane.
 incremento demografico: dal 2001 al 2012 è registrato un considerevole aumento della
popolazione in tutti i Comuni afferenti l’IC
 livello di scolarizzazione: è piuttosto basso nel comune di Serle che presenta anche
fenomeni di abbandono scolastico e di scarsa considerazione del valore dell’istruzione
secondaria da parte delle famiglie
 tasso di abbandono generale della provincia di Brescia: lievemente più elevato della
media nazionale
 mancanza nella zona di Istituti Superiori
 tasso di immigrazione (estera e italiana): discreto, soprattutto per la possibilità di lavoro che
offrono le imprese medio-piccole presenti nel territorio
 presenza e quantità di servizi indispensabili legati all'istituzione scolastica: scuolabus,
mensa, servizi alla persona (minori, minori in difficoltà, alunni diversamente abili),
finanziamenti per il diritto allo studio
 presenza di servizi educativi extrascolastici: in tutti i Comuni sono presenti servizi offerti
alla cittadinanza, che dimostrano grande attenzione da parte delle Amministrazioni Locali alla
funzione educativa e al benessere dei cittadini di ogni età
 presenza di associazioni culturali e di volontariato
 presenza della Comunità Montana di Valle Sabbia nei comuni di Paitone e di Serle.
Inoltre, sono considerate risorse tutte le agenzie formative, gli spazi e i luoghi di aggregazione
presenti sul territorio con i quali la scuola interagisce nell’intento di ampliare l’offerta e, dunque, di
realizzare pienamente un servizio capace di rispondere ai bisogni di natura cognitiva, relazionale e
PAGINA 10
motoria degli alunni. Tra i soggetti con cui la scuola collabora per l’arricchimento dell’Offerta
Formativa vi sono: Agenzie ed esperti esterni, le Biblioteche Comunali, le Parrocchie, Associazioni
culturali, sportive e di volontariato.
1.3. I bisogni
La scuola può conferire senso alle esperienze formative promosse solo se considera e valorizza il
bagaglio esperienziale di ogni singolo alunno e la realtà variegata e “complessa” in cui vive, vista
come fonte di stimolo e di arricchimento. Ma nel contempo la scuola deve farsi carico, assieme alle
istituzioni competenti, delle carenze dell’ambiente (familiare ed extra-familiare), cercando di sopperire
a loro, per quanto possibile, con stimoli e proposte adeguate. Con questo intento, sono stati rilevati i
seguenti bisogni dell’alunno:
 essere compreso, incoraggiato, rassicurato, senza che nessun adulto si sostituisca al lui;
 essere orientato a trovare valide figure di riferimento, in cui identificarsi, nella prospettiva della
costruzione di una sicura identità personale;
 essere guidato ad acquisire la piena fiducia in sé, attraverso il riconoscimento delle proprie
risorse individuali (rinforzo dell’autostima);
 essere stimolato a raggiungere l’autonomia e la capacità di organizzarsi nel tempo, nello
spazio e nelle attività;
 essere motivato a costruire una rete di rapporti interpersonali positiva e ricca, fondata
sull’accettazione delle diversità dell’altro come risorsa, nella prospettiva di una solidale e
pacifica convivenza democratica;
 essere stimolato a parlare, essere ascoltato;
 essere motivato a sviluppare un linguaggio (dal verbale allo scritto) non stereotipato, ma
gradualmente maturo e consapevole;
 essere educato a muoversi, agire, fare concretamente, ad imparare attraverso esperienze
corporee;
 essere guidato ad acquisire un sapere significativo ed organico, sorretto da abilità culturali e
logiche, che consenta all’alunno di apprendere in modo personale ed autonomo.
PAGINA 11
CAP. 2 – LE SCELTE EDUCATIVE
La sfida della scuola di oggi è “insegnare ad apprendere” e soprattutto
“insegnare ad essere”, proponendo un’educazione che formi la persona e la
spinga a fare scelte autonome e significative per il proprio futuro.
(Indicazioni Nazionali per il curricolo)
2.1. Il progetto educativo (vision)
Tutti i processi messi in atto con il Piano dell’Offerta Formativa tengono conto del contesto socioeducativo sopra rappresentato ed hanno come sfondo la visione di una scuola che si impegna a:
attivare le condizioni che garantiscano il diritto dell’alunno ad un percorso
formativo organico, continuo e multidimensionale, centrato sulle
competenze disciplinari, multi-trans- disciplinari e sociali;
CURRICOLO
VERTICALE
differenziare percorsi formativi nel rispetto dell’identità, delle peculiarità e
dei ritmi di apprendimento di ciascuno con attività di approfondimento,
consolidamento e recupero;
DIVERSITÀ
predisporre le condizioni che favoriscano l’integrazione di tutti gli alunni;
valorizzare le esperienze di ognuno, permettendo a ciascuno di
esprimersi secondo le proprie capacità;
UGUAGLIANZA,
ACCOGLIENZA
ED INCLUSIONE
favorire e potenziare l’introduzione delle tecnologie come strumenti di
formazione e di comunicazione in un’ottica di apprendimento operativo e
collaborativo;
INNOVAZIONE
PAGINA 12
aprirsi al territorio per un reciproco arricchimento, attraverso l’attivazione
d’intese con istituzioni e risorse esterne alla scuola;
darsi un’organizzazione didatticamente flessibile ed articolata per
conseguire risultati positivi in ordine alla qualità del servizio scolastico;
utilizzare al meglio tutte le risorse della scuola per rendere gli interventi
educativi più rispondenti alle esigenze generali;
verificare e valutare il processo d’insegnamento/apprendimento
secondo indicatori locali (istituto) e nazionali (Invalsi) e di accertamento
della soddisfazione dell’utenza attraverso l’adozione di strumenti di
indagine in un processo continuo di autovalutazione e miglioramento.
rendere i genitori consapevoli e partecipi dell’offerta formativa.
TERRITORIO
FLESSIBILITÀ e
FUNZIONALITÀ
VALUTAZIONE
CORRESPONSABILITÀ
In sintesi, i criteri fondamentali per le attività della scuola sono:
PAGINA 13
Curricolo
verticale
Corresponsabilità
Diversità
Valutazione
SCUOLA
Flessibilità
e
funzionalità
Uguaglianza,
accoglienza
ed
inclusione
Innovazione
Territorio
Cittadinanza
PAGINA 14
2.2. Le finalità educative (mission)
Alla mission fanno riferimento tutti i docenti nella programmazione educativa e disciplinare,
nella scelta delle iniziative e nel concreto dell’azione quotidiana.
L’Istituto Comprensivo di Nuvolento, in ottemperanza sia delle linee direttrici stabilite negli articoli 3
e 34 della Costituzione Italiana, sia delle Nuove Indicazioni Ministeriali, pone come finalità educativa
prioritaria della propria azione il soddisfacimento dei bisogni dell’alunno al fine di contribuire allo
sviluppo integrale della sua personalità ed al raggiungimento del successo formativo.
A tal fine la comune attività didattico-educativa è finalizzata a fornire le chiavi per:
IMPARARE AD
IMPARARE
Ovvero portare l’alunno ad essere consapevole del proprio percorso
formativo, aiutarlo a riflettere su ciò che sta imparando e attraverso
quali strumenti e strategie.
IMPARARE
A FARE
Per essere capaci di agire creativamente nel proprio ambiente di
vita.
IMPARARE A
VIVERE INSIEME
Per partecipare, collaborare con gli altri in modo attivo e motivato,
prendendo così coscienza del proprio agire dentro una rete sociale.
IMPARARE AD
ESSERE
far emergere, valorizzare e potenziare le abilità e competenze di
ognuno, agendo con sempre maggior autonomia.
Quali strumenti utili per il conseguimento di tali finalità la scuola privilegia:

una didattica laboratoriale tramite la quale possano essere vissute significative esperienze non
solo di studio ma anche relazionali ed emotive;

una cultura della valutazione, che non sia mera misurazione delle conoscenze, ma opportunità
per indurre gli studenti a monitorare la propria crescita, orientare le proprie scelte, consolidare
l’idea di sé e i docenti a riflettere sull’efficacia del lavoro svolto.
L’identità culturale e progettuale della scuola si definisce, inoltre, tramite un costante dialogo con il
territorio, con le cui istituzioni si coopera per l’ampliamento dell’offerta formativa, il sostegno ad
esplicitare la dovuta attenzione alla persona in maniera efficace, la condivisione di diverse iniziative.
PAGINA 15
CAP. 3 – AMBITO EDUCATIVO-DIDATTICO
3.1. L’articolazione dell’offerta formativa
Il progetto educativo nasce come risposta ai bisogni d’apprendimento, di formazione dei bambini e
dei preadolescenti, garantiti dall’art.3 della Costituzione italiana. La contestualizzazione delle
proposte educativo-didattiche e delle esperienze d’apprendimento e di formazione realizzate,
pertanto, sono conseguenza coerente di scelte e decisioni responsabili, che nascono tenendo conto
di variabili di tipo psicosociologico, ambientale e didattico.
Le tematiche di arricchimento dell’Offerta Formativa si configurano come dimensioni culturali ed
educative di riferimento attorno alle quali vengono organizzate le attività didattiche di natura
progettuale e curricolare.
3.1.1. Gli orientamenti formativi generali, nei tre ordini di scuola
La scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado
costituiscono il primo segmento del percorso scolastico e contribuiscono in modo
determinante all’elevazione culturale, sociale ed economica del Paese e ne
rappresentano un fattore decisivo di sviluppo e di innovazione.
(Indicazioni Nazionali per il curricolo)
La scuola dell’infanzia si rivolge a tutte le bambine e i bambini dai tre ai sei anni di età ed è la
risposta al loro diritto all’educazione e alla cura, in coerenza con i principi di pluralismo culturale ed
istituzionale presenti nella Costituzione della Repubblica, nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e
dell’adolescenza e nei documenti dell’Unione Europea
Essa si pone la finalità di promuovere nei bambini lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della
competenza e li avvia alla cittadinanza. Tali finalità sono perseguite attraverso l’organizzazione di
un ambiente di vita, di relazioni e di apprendimento di qualità, garantito dalla professionalità degli
operatori e dal dialogo sociale ed educativo con le famiglie e con la comunità.
PAGINA 16
La scuola dell’infanzia si presenta come un ambiente protettivo, capace di accogliere le diversità e
di promuovere le potenzialità di tutti i bambini e le bambine. Adotta un modello organizzativo –
didattico flessibile, per progettare, regolare e modulare attività, tempi ed ambienti nell’intento di
realizzare un contesto educativo funzionale al benessere del bambino articolato in:
 sezione/intersezione;
 gruppi di età omogenea o mista;
 attività di laboratorio.
Le linee programmatiche del progetto educativo per la scuola dell’infanzia e, conseguentemente, le
diverse attività didattiche, sono strutturate secondo “campi di esperienza”, che sono:
 Il sé e l’altro
 Il corpo e il movimento
 Immagini suoni e colori
 I discorsi e le parole
 La conoscenza del mondo
Attraverso i campi di esperienza la scuola dell’infanzia:
• persegue traguardi formativi in settori specifici senza perdere di vista l’unicità del processo
formativo;
• si apre agli interessi dei bambini e alle risorse dell’ambiente.
La struttura dei suddetti campi prevede una successione graduata su tre livelli di competenza
corrispondenti ai bambini di tre, quattro e cinque anni, in modo da stimolarli ad assumere abilità ed
autonomie che siano differenziate e specifiche per età.
Il primo ciclo scolastico comprende la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado.
Ricopre un arco di tempo fondamentale per l’apprendimento e per lo sviluppo dell’identità degli
alunni, nel quale si acquisiscono gradualmente le competenze indispensabili per continuare ad
apprendere a scuola e lungo l’intero arco della vita.
La finalità del primo ciclo è l’acquisizione delle conoscenze e delle abilità fondamentali per
sviluppare le competenze culturali di base. La primaria e secondaria di primo grado mirano alla
promozione di apprendimenti significativi per favorire il successo formativo e pongono le basi per
l’esercizio della cittadinanza attiva di tutti gli alunni.
Fin dai primi anni la scuola avvia un percorso di attività nel quale ogni alunno possa assumere un
ruolo attivo nel proprio apprendimento, sviluppare al meglio le inclinazioni, esprimere le curiosità,
riconoscere ed intervenire sulle difficoltà, assumere sempre maggiore consapevolezza di sé, avviarsi
a costruire un proprio progetto di vita.
PAGINA 17
Nella scuola del primo ciclo la progettazione didattica, mentre continua a valorizzare le esperienze
con approcci educativi attivi, è finalizzata a guidare i ragazzi lungo percorsi di conoscenza
progressivamente orientati alle discipline e alla ricerca delle connessioni tra i diversi saperi. Tutta la
scuola in genere ha una funzione orientativa come preparazione alle scelte decisive di vita, ma in
particolare la scuola del primo ciclo intende favorire l’orientamento verso gli studi successivi mediante
esperienze didattiche non ripiegate su sé stesse, ma aperte e stimolanti.
La scuola primaria mira all'acquisizione degli apprendimenti di base, come primo esercizio dei
diritti costituzionali. Ai bambini e alle bambine che la frequentano offre l'opportunità di sviluppare le
dimensioni cognitive, emotive, affettive, sociali, corporee, etiche e religiose e di acquisire i saperi
irrinunciabili. La scuola primaria continua la costruzione della conoscenza partendo dall’esperienza
dei bambini, ma organizza una prima strutturazione disciplinare. Le discipline presenti nel curricolo
della scuola primaria sono:
 Italiano
 Inglese
 Storia
 Geografia
 Matematica
 Scienze
 Arte ed Immagine
 Educazione Fisica
 Religione Cattolica
 Tecnologia
 Musica
Si pone come scuola formativa che, attraverso gli alfabeti caratteristici di ciascuna disciplina,
permette di esercitare differenti stili cognitivi, ponendo così le premesse per lo sviluppo del pensiero
riflessivo e critico; per questo motivo si preoccupa di individuare percorsi attraverso i quali gli alunni
possano:

acquisire prime competenze e una prima padronanza dei saperi e dei linguaggi;

assumere atteggiamenti e maturare comportamenti, abilità di natura emotivo-affettiva, e socio
– relazionale, secondo le regole di convivenza della comunità scolastica, sociale e civile.
PAGINA 18
Nella scuola secondaria di primo grado vengono favorite una più approfondita padronanza delle
discipline (viste come punti di vista sulla realtà e come modalità di conoscenza, interpretazione e
rappresentazione del mondo) e un’articolata organizzazione delle conoscenze, nella prospettiva di un
sapere sempre meglio integrato.
Le competenze sviluppate nell’ambito delle singole discipline concorrono a loro volta alla
promozione di competenze più ampie e trasversali, che rappresentano una condizione essenziale per
la piena realizzazione personale e per la partecipazione attiva alla vita sociale, orientate ai valori della
convivenza civile e del bene comune.
3.2. Il curricolo verticale
Nelle Indicazioni Nazionali per il curricolo del 04 Settembre 2012 si rafforza l’idea della verticalità
del curricolo, che si estende in progressione dai 3 ai 14 anni.
Il Curricolo è l’insieme organizzato delle esperienze di apprendimento che la scuola progetta e
realizza per gli alunni al fine di conseguire le mete formative desiderate. Inoltre, esso esplicita il
percorso formativo sulla base dei traguardi per lo sviluppo delle competenze e degli obiettivi di
apprendimento, prescritti a livello nazionale, ed in prospettiva del profilo delle competenze al
termine del primo ciclo di istruzione.
Oltre alle Indicazioni Nazionali per il Curricolo 2012, documenti normativi di riferimento per
l’elaborazione del curricolo sono le Raccomandazioni del Parlamento
europeo e del Consiglio d’Europa del 18/12/2006 e del 23/04/2008 sulla
costruzione del Quadro Europeo delle Qualifiche per l’apprendimento
permanente, nelle quali vengono enunciate le otto competenze chiave
per la cittadinanza e per l’apprendimento ritenute centrali per l’istruzione,
l’educazione, la formazione permanente e il lavoro.
Il Curricolo d’istituto, pertanto, è articolato a partire dalle otto competenze chiave europee perché
queste rappresentano, come precisato nella premessa delle Indicazioni Nazionali 2012, l’indirizzo
generale dell’istruzione e dell’educazione e spiegano le motivazioni dell’apprendimento stesso,
attribuendogli senso e significato. Ad esse sono correlati i campi di esperienza e le discipline, come
evidenzia la seguente tabella:
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I CAMPI DI
ESPERIENZA
COMPETENZE CHIAVE
EUROPEE
(Scuola dell’infanzia)
DISCIPLINE
(1° ciclo: scuola primaria
e secondaria di 1° grado)
COMUNICAZIONE NELLA MADRELINGUA
I discorsi e le parole
Tutti
Italiano
COMUNICAZIONE
STRANIERE
I discorsi e le parole
Tutti
Lingua inglese
COMPETENZE DI BASE IN MATEMATICA,
SCIENZE E TECNOLOGIA
La conoscenza del mondo
Matematica,
tecnologia
COMPETENZE DIGITALI
Tutti
Tutte
IMPARARE A IMPARARE
Tutti
Tutte
COMPETENZE SOCIALI E CIVICHE
Il sé e l’altro
Storia, Cittadinanza e
Costituzione, Geografia
Tutti
Tutte
Il corpo e il movimento
Immagini, suoni e colori
Musica,
immagine,
fisica
NELLE
SPIRITO
DI
IMPRENDITORIALE
INIZIATIVA
CONSAPEVOLEZZA
CULTURALE
ED
LINGUE
ED
ESPRESSIONE
scienze,
Arte
e
educazione
3.2.1. Indicazioni metodologico-didattiche – l’ambiente d’apprendimento
Il Curricolo d’Istituto si propone la predisposizione di un ambiente d’apprendimento significativo e
innovativo che consenta di:
• valorizzare l’esperienza e le conoscenze dell’alunno;
• attuare interventi adeguati nei riguardi delle diversità;
• favorire l’esplorazione e la scoperta;
• incoraggiare l’apprendimento collaborativo;
• promuovere la consapevolezza del proprio modo d’apprendere
• realizzare percorsi in forma di laboratorio.
A livello metodologico, l’obiettivo è quello di creare contesti e situazioni favorevoli alla relazione e
all’apprendimento.
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3.2.2. Il modello metodologico-didattico
Il modello metodologico-didattico del Curricolo è in sintonia con la progettazione e co-costruzione
dell’ambiente d’apprendimento significativo individuato. Esso, valorizzando tutte le dimensioni
dell’alunno (cognitiva, meta-cognitiva, pratico-cooperativa, affettivo-motivazionale e relazionalesociale) concorre a promuovere competenze disciplinari e trasversali che si possono sintetizzare in
quell’imparare ad imparare che diventa, nella complessa e fluida “società della conoscenza”, la
chiave di volta per costruire una cittadinanza attiva e responsabile.
3.2.3. Il Profilo delle competenze al termine del primo ciclo di istruzione
Il profilo che segue descrive, in forma essenziale, le competenze riferite alle discipline di
insegnamento e al pieno esercizio della cittadinanza, che un ragazzo deve dimostrare di possedere
al termine del primo ciclo di istruzione. Il conseguimento delle competenze delineate nel profilo
costituisce l’obiettivo generale del sistema educativo e formativo italiano.
Lo studente al termine del primo ciclo è in grado di iniziare ad affrontare in autonomia e
con responsabilità, le situazioni di vita tipiche della propria età, riflettendo ed esprimendo la
propria personalità in tutte le sue dimensioni.
Ha consapevolezza delle proprie potenzialità e dei propri limiti, utilizza gli strumenti di
conoscenza per comprendere sé stesso e gli altri, per riconoscere ed apprezzare le diverse
identità, le tradizioni culturali e religiose, in un’ottica di dialogo e di rispetto reciproco. Interpreta i
sistemi simbolici e culturali della società, orienta le proprie scelte in modo consapevole, rispetta
le regole condivise, collabora con gli altri per la costruzione del bene comune esprimendo le
proprie personali opinioni e sensibilità. Si impegna per portare a compimento il lavoro iniziato da
solo o insieme ad altri.
Dimostra una padronanza della lingua italiana tale da consentirgli di comprendere enunciati e
testi di una certa complessità, di esprimere le proprie idee, di adottare un registro linguistico
appropriato alle diverse situazioni.
Nell’incontro con persone di diverse nazionalità è in grado di esprimersi a livello elementare
in lingua inglese e di affrontare una comunicazione essenziale, in semplici situazioni di vita
quotidiana, in una seconda lingua europea.
Utilizza la lingua inglese nell’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
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Le sue conoscenze matematiche e scientifico-tecnologiche gli consentono di analizzare dati e
fatti della realtà e di verificare l’attendibilità delle analisi quantitative e statistiche proposte da
altri. Il possesso di un pensiero razionale gli consente di affrontare problemi e situazioni sulla
base di elementi certi e di avere consapevolezza dei limiti delle affermazioni che riguardano
questioni complesse che non si prestano a spiegazioni univoche.
Si orienta nello spazio e nel tempo dando espressione a curiosità e ricerca di senso; osserva
ed interpreta ambienti, fatti, fenomeni e produzioni artistiche.
Ha buone competenze digitali, usa con consapevolezza le tecnologie della comunicazione
per ricercare e analizzare dati ed informazioni, per distinguere informazioni attendibili da quelle
che necessitano di approfondimento, di controllo e di verifica e per interagire con soggetti diversi
nel mondo.
Possiede un patrimonio di conoscenze e nozioni di base ed è allo stesso tempo capace di
ricercare e di procurarsi velocemente nuove informazioni ed impegnarsi in nuovi apprendimenti
anche in modo autonomo.
Ha cura e rispetto di sé, come presupposto di un sano e corretto stile di vita. Assimila il senso
e la necessità del rispetto della convivenza civile. Ha attenzione per le funzioni pubbliche alle
quali partecipa nelle diverse forme in cui questo può avvenire: momenti educativi informali e non
formali, esposizione pubblica del proprio lavoro, occasioni rituali nelle comunità che frequenta,
azioni di solidarietà, manifestazioni sportive non agonistiche, volontariato, ecc.
Dimostra originalità e spirito di iniziativa. Si assume le proprie responsabilità e chiede aiuto
quando si trova in difficoltà e sa fornire aiuto a chi lo chiede.
In relazione alle proprie potenzialità e al proprio talento si impegna in campi espressivi, motori
ed artistici che gli sono congeniali. È disposto ad analizzare sé stesso e a misurarsi con le
novità e gli imprevisti.
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3.3. Le azioni garanti del curricolo verticale
La scuola è di tutti e di ciascuno.
L’Istituto sviluppa la propria azione educativa in coerenza con i principi dell’inclusione delle
persone e dell’integrazione delle culture, considerando l’accoglienza della diversità un valore
irrinunciabile.
3.3.1. Inclusione
Nel contesto scolastico ogni alunno entra in contatto con coetanei e adulti sperimentando diversità
di genere, di carattere, di stili di vita e mettendo a confronto le proprie potenzialità (abilità) e
incapacità (disabilità) con quelle altrui.
All’interno di questa cornice di riferimento, la scuola è chiamata a rispondere in modo puntuale ad
ogni alunno che presenta bisogni peculiari, la cui specificità richiede attenzioni particolari.
L’attenzione ai bambini con Bisogni Educativi Speciali, ma altresì l’attenzione alla valorizzazione delle
eccellenze, infatti, comportano la necessità di organizzare apposite strategie, ambienti e modalità di
lavoro che siano in grado di potenziare le attitudini, le competenze di ogni alunno e di promuoverne la
formazione. Per una vera, concreta ed adeguata gestione del gruppo classe, le ore eccedenti, che
possono rilevarsi dall’organizzazione oraria delle classi, diventano una risorsa fondamentale, che va
valorizzata ed accreditata.
Il Piano annuale per l’Inclusione, previsto
dalla Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012,
vuole essere uno strumento che integra in modo
efficace le azioni didattiche previste per tutta una
serie di studenti per cui è consigliabile una
Programmazione Didattica Personalizzata, così
come previsto dalla L.53/03 e dal D. lgs 59/04,
applicativo della stessa.
A
questo
strumento
normativo
si
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aggiungono le normative specifiche, che riguardano anzitutto:

l'handicap (L.104/92 e succ. integrazioni),

i Disturbi Specifici dell'apprendimento (L.170/10 e Direttiva applicativa, 12 luglio 2011)

la Circolare sugli studenti ADHD (15 giugno 2010 e succ. modifiche)

la normativa sugli studenti non italofoni (DPR 394/99, DPR 122/09, c. m. 24/06)
Del Piano Annuale per l’Inclusione fanno parte i seguenti protocolli specifici:
 protocollo per l'inclusione degli alunni diversamente abili
 protocollo di accoglienza degli alunni non italofoni
 protocollo di accoglienza alunni con DSA
3.3.1.1. Inclusione alunni diversamente abili
“Disabilità non significa inabilità. Significa semplicemente adattabilità”
Chris Bradford
L’integrazione degli alunni diversamente abili nasce dal riconoscimento del diritto di ognuno ad un
inserimento attivo e partecipe nella realtà scolastica e sociale, per lo sviluppo delle proprie
potenzialità attraverso un percorso mirato d’educazione e d’istruzione. Negli anni si è approdati alla
consapevolezza che vera integrazione si ha solo quando questa coincida il più possibile con
l’inclusione: l’allievo deve essere messo in condizione di partecipare, via via in modo sempre più
autonomo, a tutte le attività della classe in cui è inserito con un piano di lavoro che promuova
nell'alunno le migliori competenze possibili e che migliori l'ambiente affinché sia sempre più
accogliente, stimolante e rispondente ai suoi bisogni.
Per rispondere positivamente ai bisogni formativi degli alunni diversamente abili, garantendo loro il
diritto-dovere allo studio (legge 104 del 92), la scuola si configura come:
• luogo di vita e di apprendimento nel quale “star bene” e sentirsi ben considerati;
• luogo in cui si mettono in atto interventi formativi diversificati e strategie mirate per facilitare
l’acquisizione di competenze (a livello emotivo-affettivo, motorio, sociale, cognitivo e delle
autonomie);
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• momento di riflessione aperta, continua e collegiale in cui si integrano tutte le figure che
partecipano al processo formativo (docenti, famiglie, collaboratori scolastici, operatori dei Servizi
Sociali, specialisti ASL, Enti Locali ecc., …)
Per realizzare il progetto di integrazione, il docente di sostegno, i docenti di sezione o di classe, gli
assistenti educativi collaborano con la famiglia e con l’équipe socio-sanitaria che segue l’alunno per
la stesura del Profilo Dinamico Funzionale (P.D.F) e della Programmazione Educativa
Individualizzata (P.E.I), come previsto dalla normativa vigente.
Il P.D.F, la cui compilazione è periodica, contiene una previsione dello sviluppo dell’alunno nelle
diverse aree di intervento e la definizione di obiettivi di sviluppo a breve e medio termine. Il P.D.F. è
un documento predisposto dagli insegnanti, in collaborazione con gli specialisti ed i genitori, sulla
base della Diagnosi Funzionale ed è preliminare alla formulazione del P.E.I. Con esso viene definita
la situazione di partenza e le tappe di sviluppo conseguite o da conseguire. Mette in evidenza
difficoltà e potenzialità dell’alunno. (art. 4 DPR 22/4/1994). Il Profilo Dinamico Funzionale tiene conto
dei livelli di sviluppo raggiunti e dello sviluppo potenziale del bambino nelle varie aree
dell’apprendimento :
• affettivo-relazionale;
• autonomia;
• linguistico-comunicazionale;
• senso-percettivo;
• motorio-prassico;
• neuro-psicologico;
• cognitivo;
• apprendimento.
In seguito alla stesura del P.D.F., si procede alla compilazione del P.E.I, che contiene la
definizione degli obiettivi educativi e didattici, che si prevede l’alunno possa raggiungere nel corso di
un anno scolastico, nonché degli interventi finalizzati alla piena realizzazione del diritto
all’integrazione scolastica (art. 5 DPR 22/4/1994).
Il P.E.I. ha come obiettivo quello di favorire la socializzazione, le relazioni con gli altri, l’autonomia,
la comunicazione, lo sviluppo della personalità e l’apprendimento utilizzando diverse metodologie e
strategie finalizzate.
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Viene redatto all’inizio di ogni anno scolastico, dopo un periodo di osservazione iniziale, dalla
scuola (insegnante di sostegno e insegnanti curriculari), dalla famiglia e dall’équipe medicospecialistica ed è sottoposto a verifiche ed aggiornamenti periodici.
L’insegnante di sostegno è contitolare e corresponsabile delle operazioni di insegnamento e
valutazione di tutta la classe in cui è inserito l’alunno diversamente abile. È la figura di raccordo tra le
esigenze specifiche dell’alunno diversamente abile, le necessità del gruppo-classe e gli insegnanti
curricolari, in un lavoro continuo di confronto, di mediazione e di aggiustamenti. Mantiene rapporti
frequenti con i genitori degli allievi dei quali si occupa, per illustrare la situazione contingente e, dove
necessario, concordare strategie comuni; effettua incontri con l’équipe ASL o altro personale che
supporta l’allievo o la famiglia.
3.3.1.2. Interventi per alunni con DSA
La Legge 170/2010 riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi
specifici di apprendimento, che possono costituire una limitazione importante per alcune attività della
vita scolastica. Al fine di favorire la crescita e gli apprendimenti di tutti gli alunni, in ottemperanza alla
legge 170/2010, l’istituto pone particolare attenzione ai bambini ed ai ragazzi con Disturbi Specifici di
Apprendimento (DSA) a cui garantisce interventi didattici individualizzati e personalizzati attraverso la
predisposizione del PDP in accordo con la famiglia e gli operatori.
Il Piano Didattico Personalizzato (P.D.P.) è un’ipotesi di lavoro che:
- può prevedere semplificazioni o riduzioni degli obiettivi previsti nella programmazione generale
della classe di riferimento;
- contempla differenti strategie didattiche in modo da favorire l’acquisizione di contenuti e di abilità;
- prevede diverse tipologie di verifiche con il ricorso anche a strumenti dispensativi e compensativi,
al fine di ridurre le difficoltà di tali allievi.
Per la certificazione degli alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento si individuano diverse fasi:
1. il riconoscimento del disturbo, che normalmente avviene nel corso dei primi anni di
frequenza;
2. segnalazione alla famiglia;
3. l’accertamento e la certificazione da parte delle strutture sanitarie pubbliche o private.
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Al fine di individuare i bambini che presentano maggior difficoltà d’apprendimento e di supportare
alunni e famiglie nel percorso di diagnosi e di intervento, nell’Istituto è presente un referente per gli
alunni con DSA.
3.3.1.3. Accoglienza e inclusione alunni non italofoni
Attualmente frequentano le scuole dell'Istituto Comprensivo di Nuvolento 152 alunni non
italofoni, il 13,9% del totale, così distribuiti:
·
·
·
·
·
·
·
Infanzia di Paitone: 18
Primaria di Nuvolento: 26
Primaria di Nuvolera: 30
Primaria di Paitone: 30
Primaria di Serle: 2
Secondaria di Nuvolento: 45
Secondaria di Serle: 1
La presenza di alunni stranieri impegna l’Istituto nell’individuazione di nuovi strumenti ed interventi
tendenti alla valorizzazione della persona dell’alunno come portatore di una propria identità e
cultura, di esperienze affettive, emotive e cognitive.
All’interno di questa cornice di riferimento, le scuole dell’Istituto sono chiamate a rispondere ai
bisogni peculiari di quegli alunni, la cui specificità richiede attenzioni particolari, con la costruzione di
progetti educativi, che assumano la diversità come paradigma dell’identità della scuola stessa.
Gli alunni non italofoni sono parte viva degli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES), perché
vivono una situazione particolare che li ostacola nell’apprendimento e, talvolta, nella partecipazione
alla vita sociale.
Pertanto il loro bisogno educativo diviene “speciale” e la scuola ha l’obiettivo di garantire alle fasce
di alunni più fragili una didattica individualizzata o personalizzata.
Il nostro Istituto ha predisposto un protocollo di accoglienza in particolare per:
 facilitare l’ingresso a scuola degli alunni stranieri;
 promuovere rapporti positivi ed efficaci tra scuola, famiglie straniere e territorio.
In sintesi, il protocollo prevede:
PAGINA 27
• colloquio iniziale della Dirigente Scolastica con i genitori dell’alunno per conoscerne la
storia, i i bisogni, le competenze ed anche gli interessi, motivazioni, ecc.;
• somministrazione di test d’ingresso volti a stabilire le conoscenze possedute dall’alunno
al fine di orientarne l’inserimento;
• in base agli elementi raccolti, definizione delle priorità di intervento e selezione del
gruppo classe in cui l’allievo/a andrà inserito, ad opera della commissione stranieri in
concerto con gli insegnanti delle classi interessate.
Una volta decisa l’assegnazione dell’alunno alla classe, si individueranno i percorsi di facilitazione
più idonei al suo inserimento nella nuova realtà scolastica.
Le forme di personalizzazione attivate vanno dall’attuazione di progetti di insegnamento
individualizzato con cui avviare la prima fase di alfabetizzazione anche con il ricorso alla
collaborazione di mediatori culturali, a semplici interventi di recupero, di sostegno e di integrazione
degli apprendimenti, fino alla costruzione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP).
3.3.2. Continuità
L’azione formativa delle scuole dell’Istituto viene realizzata promuovendo un apprendimento, che si
sviluppa attraverso la continuità fra i diversi ordini scolastici e fra queste ed il contesto territoriale di
appartenenza.
In tale ottica viene promosso un “raccordo” tra le scuole dei diversi ordini che, pur mantenendo la
loro peculiare identità, ricercano dialogo e reciproca conoscenza, consapevoli che il passaggio degli
alunni dall'una all'altra rappresenta un punto fondamentale nel loro processo di crescita e sviluppo.
La “continuità” del processo educativo (disciplinata dalla C.M. 339/92), pertanto, si esplica
nell’attuazione di un percorso formativo organico e coerente, che garantisce l’integrazione delle
esperienze e degli apprendimenti compiuti dall’alunno e valorizza le sue competenze.
Tale unitarietà è volta a favorire lo sviluppo armonico di ogni alunno e la costruzione della sua
identità.
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3.3.3. Orientamento
Tutta la scuola di base è formativa e orientativa, in modo particolare la scuola Secondaria di 1°
grado dove costituisce parte integrante del processo educativo e formativo.
Le “Linee guida nazionali per l’orientamento permanente” costituiscono un importante documento
legislativo, che fanno dell’orientamento non più solo lo strumento per gestire la transizione tra scuola,
formazione e lavoro, ma assume un valore permanente nella vita di ogni persona, garantendone lo
sviluppo e il sostegno nei processi di scelta e di decisioni con l’obiettivo di promuovere l’occupazione
attiva, la crescita economica e l’inclusione sociale. Esso si esplica in un insieme di attività che mirano
a formare e a potenziare le capacità degli allievi, a conoscere sé stessi, l’ambiente in cui vivono, i
mutamenti culturali e socio-economici.
A cominciare dalla prima classe e lungo tutto l’arco del triennio, sono realizzati percorsi di
orientamento formativo volti a far acquisire:
• una conoscenza realistica di sé (interessi, valori, limiti e capacità);
• un concetto positivo di sé ( autostima);
• capacità di assumere decisioni consapevoli e maturate;
• conoscenze articolate e corrette sul sistema scolastico superiore;
• conoscenza della realtà locale.
L’orientamento, quindi, deve fornire a tutti gli alunni l’opportunità di conoscere le proprie capacità
ed attitudini anche mediante l’aiuto di personale esperto.
Nel periodo precedente all’iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado vengono svolte
attività specifiche di orientamento strettamente collegate ai curricoli scolastici, che si concludono con
la consegna dei giudizi orientativi elaborati dai singoli Consigli di classe. Inoltre, nel corso del primo
quadrimestre si svolgono attività specifiche di informazione circa le offerte formative presenti sul
territorio. Invece, la conoscenza dell’offerta occupazionale del territorio è illustrata dagli imprenditori
dell’A.I.B. in tempi diversi sia agli alunni sia alle loro famiglie.
PAGINA 29
3.4. L’ampliamento dell’offerta
L’Istituto assicura l’ampliamento del curricolo di base promuovendo opportunità educative e
percorsi che vengono realizzati nel corso dell’anno scolastico mediante attività interdisciplinari,
laboratoriali, extracurricolari e progetti.
3.4.1. Progetti di ampliamento dell’offerta formativa
I progetti messi in atto nei tre ordini di scuola, che compongono il nostro Istituto, costituiscono una
rete di proposte non aggiuntive, ma integrative del curricolo di base, rispettose delle logiche di
unitarietà e di organicità processuale costantemente praticate.
I progetti vanno intesi come la traduzione in termini operativi delle linee di indirizzo di riferimento, in
coerenza con le finalità educative dell’Istituto. Essi sono distinti in:

progetti di Istituto comuni,

progetti di Commissioni,

progetti di Plesso,

progetti di Sezione o di Classe.
I docenti hanno individuato le seguenti tre aree di intervento per l’elaborazione dei progetti:
1. star bene a scuola
2. apprendere a scuola
3. educare a scuola
Tutte le aree assolvono alle funzioni di:
 garantire la centralità dell’alunno, attraverso proposte didattiche fondate sull’analisi dei bisogni;
 riconoscere agli alunni spazi entro i quali attuare, con procedure laboratoriali, il processo di cocostruzione delle conoscenze;
 dare pieno riconoscimento a forme di conoscenza e a linguaggi che, se non portati al centro
dell’attenzione attraverso percorsi tematici specifici, rischiano di rimanere latenti;
 realizzare innovazioni metodologico-didattiche;
 valorizzare le risorse del territorio attraverso un rapporto di costante e proficuo interscambio;
 potenziare e promuovere relazioni tra culture diverse;
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Sulla base di tutto ciò, il Collegio dei Docenti ha deliberato il seguente Piano Progettuale:
AREE DI
INTERVENTO
FINALITÀ
OBIETTIVI DIDATTICI
Prevenire e recuperare lo svantaggio.
Ridurre l’insuccesso scolastico.
Innalzare il successo scolastico.
Facilitare il passaggio tra i vari ordini di scuola.
STAR BENE A
SCUOLA:
Promuovere il
benessere
scolastico
Favorire l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri
nuovi iscritti.
Favorire l’integrazione degli alunni diversamente abili.
Potenziare le competenze educative della famiglia per
favorire il benessere del bambino.
Organizzare spazi ed attività per favorire il benessere a
scuola.
Potenziare i linguaggi non verbali (motorio, musicale
espressivo)
Promuovere
APPRENDERE
A SCUOLA:
Acquisire,
consolidare e
approfondire
conoscenze ed
abilità
l’innovazione
delle
strategie
di
insegnamento/apprendimento attraverso l’uso delle nuove
tecnologie nella didattica.
Sviluppare le competenze della lingua inglese.
Favorire il gusto per la lettura.
Sviluppare curiosità ed apprendimenti interdisciplinari.
Stimolare la curiosità nell’alunno verso i saperi scientifici,
storici ed ambientali.
Potenziare:
EDUCARE
SCUOLA:
A
Promuovere la
consapevolezza
dei principi di
base che
regolano la
convivenza civile
 l’educazione al rispetto di sé degli altri e delle regole;
 l’educazione interculturale;
 l’educazione ambientale;
 l’educazione alla salute;
 l’educazione stradale.
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AREE DI INTERVENTO : STAR BENE A SCUOLA
 Progetto logopedico
Scuola dell’infanzia
di Paitone
 Progetto “Valigia”
OBIETTIVI
DIDATTICI
 Progetto “Piscina”
 Progetto “Screening precoce precursori DSA”
 Progetto “Orto”
Scuola primaria di
Nuvolera
Scuola primaria di
Nuvolento
 Progetto “Sport”
 Progetto “Zaini in spalla”
 Progetto “Una scuola per tutti”
 Progetto “Orto”
 Progetto “Prevenzione e recupero dei disturbi
d’apprendimento/alfabetizzazione”
Scuola primaria di
Paitone
 Progetto “Sicurezza stradale”
 Progetto “In movimento con l’atletica”
 Progetto “Ambiente”
Scuola primaria di
Serle
 Progetto “Maschi e femmine”
 Progetto “Convivendo”
 Progetto “Prevenzione dipendenze”
Scuola secondaria di
1° grado di
Nuvolento
 Progetto “Educazione posturale”
 Progetto “Atelier creativo”
 Progetto “Recupero alunni BES”
 Progetto “Prevenzione dipendenze”
Scuola secondaria di
1° grado di Serle
 Progetto “Con-vivendo”
 Progetto “Atelier creativo”
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AREE DI INTERVENTO : APPRENDERE A SCUOLA
 Progetto logopedico
Scuola dell’infanzia
di Paitone
 Progetto “Piscina”
OBIETTIVI
DIDATTICI
 Progetto “Pronti si p’arte”
 Progetto “Invito alla lettura”
Scuola primaria di
Nuvolera
 Progetto “Analisi filmica”
 Progetto “Gara di matematica”
 Progetto “Scrittura creativa: la poesia”
 Progetto “Scacchi”
 Progetto “Multimedialità”
Scuola primaria di
Nuvolento
 Progetto “Teatrino in lingua inglese”
 Progetto “Alfabetizzazione”
 Progetto “un tocco di musica”
 Progetto “Lettura”
Scuola primaria di
Paitone
 Progetto “Inglese con docente madrelingua”
 Progetto “Musica, lettura e immagine”
 Progetto “Musica”
Scuola primaria di
Serle
 Progetto “Lettura”
 Progetto “Consiglio Comunale dei Ragazzi”
 Progetto “Cinema: una finestra sul mondo”
Scuola secondaria di
1° grado di
Nuvolento
 Progetto “Teatro”
 Progetto “Recupero alunni BES”
 Progetto “Lettura”
Scuola secondaria di
1° grado di Serle
 Progetto “Videodocumentario”
 Progetto “Consiglio Comunale dei Ragazzi”
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AREE DI INTERVENTO : EDUCARE A SCUOLA
Scuola dell’infanzia
di Paitone
 Progetto “Valigia”
 Progetto “Pronti si p’arte”
OBIETTIVI
DIDATTICI
 Progetto “Una scuola sicura”
Scuola primaria di
Nuvolera
 Progetto “Orto”
 Progetto “Analisi filmica”
 Progetto “Gioco-sport”
Scuola primaria di
Nuvolento
 Progetto “Intercultura”
 Progetto “Orto”
 Progetto “Analisi filmica”
Scuola primaria di
Paitone
 Progetto ambiente
 Progetto ed.stradale
 Progetto “Maschi e Femmine.. uguali, diversi”
Scuola primaria di
Serle
 Progetto “Terra, cielo e ambiente”
 Progetto “Muro narrante”
 Progetto “Consiglio Comunale dei Ragazzi”
Scuola secondaria di
1° grado di
Nuvolento
 Progetto “Cinema: una finestra sul mondo”
 Progetto “Teatro”
 Progetto Progetto “Videodocumentario su
Scuola secondaria di
1° grado di Serle
Serle”
 Progetto “Consiglio Comunale dei Ragazzi”
PAGINA 34
3.5. Valutazione ed autovalutazione
In coerenza con i principi ispiratori delle scelte delineate, il nostro istituto assume la valutazione
come strumento di regolazione continua dell’offerta formativa con l’intento di incrementarne la qualità
del servizio offerto.
Pertanto, alla valutazione segue un processo di autovalutazione, che ha la funzione di riflessione
sull’intera organizzazione educativa e didattica della scuola per individuare le opportune e necessarie
azioni di miglioramento al fine di svilupparne l’efficacia.
L’attività valutativa si articola su più livelli:

valutazione interna degli apprendimenti e del comportamento;

valutazione esterna degli apprendimenti (INVALSI)

valutazione di sistema.
3.5.1. La valutazione interna degli apprendimenti e del comportamento
La valutazione riveste un ruolo determinante nello sviluppo dell’azione educativa ed è parte
integrante della progettazione, non solo come controllo del raggiungimento degli obiettivi e
degli apprendimenti da parte degli alunni, ma anche come verifica dell'intervento metodologicodidattico, al fine di operare con flessibilità sul progetto educativo.
Secondo quanto stabilito dal DPR n. 122 del 22 giugno 2009 (Regolamento recante
coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni):

ogni alunno ha diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva della quale, insieme al
processo di apprendimento, deve essere adeguatamente informata la famiglia, nel rispetto
delle vigenti disposizioni in materia di riservatezza;

la valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il
rendimento scolastico;

concorre, con la sua finalità anche formativa, ai processi di autovalutazione degli alunni, al
miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo.
Il processo di verifica/valutazione si sviluppa nell’arco dell’intero anno scolastico ed ha come
scopi:
1. l’accertamento della progressione degli apprendimenti relativamente alle conoscenze, alle
abilità e alle competenze previste
2. la promozione del successo formativo
3. l’adeguamento degli interventi didattico/educativi
PAGINA 35
4. l’eventuale predisposizione di piani di recupero individualizzati.
Nella Scuola dell’Infanzia si valutano i progressi dell’apprendimento individuale e di gruppo
attraverso l’osservazione delle modalità con le quali il bambino costruisce le sue competenze:

durante il gioco libero

nelle attività strutturate

nella routine della giornata scolastica.
Al termine della Scuola dell’Infanzia le insegnanti completano una griglia, che descrive il profilo in
uscita di ogni alunno, che viene consegnata anche ai docenti della Scuola Primaria per facilitare il
passaggio delle informazioni.
Nella scuola primaria e secondaria, la valutazione è finalizzata a rendere consapevole l’alunno:
o degli obiettivi da raggiungere
o dei criteri di valutazione messi in atto nelle prove di verifica
o dei risultati ottenuti, che vengono registrati dal docente e comunicati alle famiglie
o delle eventuali carenze dimostrate
Gli errori vengono considerati e vanno fatti vivere ad alunni e famiglie come momenti all’interno
dell’apprendimento e non come punti di debolezza da penalizzare.
Le verifiche intermedie e le valutazioni periodiche e finali sul rendimento scolastico, riportate sui
documenti ufficiali, devono essere coerenti con gli obiettivi di apprendimento previsti dal piano
dell’offerta formativa (Art. 1 comma 4, DL 137 del 1° settembre 2008) e tengono conto, oltre che dei
risultati ottenuti, anche della situazione di partenza dell’alunno, della sua partecipazione alle varie
attività, della collaborazione nell’ambito del gruppo classe, della serietà e dell’impegno personale. A
fronte di ciò, i docenti esplicano la loro funzione formativa:
 rinforzando gli atteggiamenti positivi degli alunni e stimolando le attitudini individuali
 motivando al recupero in caso di risultati negativi
 ricorrendo alla ripetenza della classe solo dopo essere intervenuti con ogni risorsa a
disposizione per condurre l’alunno al raggiungimento degli obiettivi stabiliti.
“La valutazione periodica e finale degli apprendimenti è effettuata nella Scuola Primaria dai docenti
contitolari della classe e nella scuola secondaria di primo grado dal consiglio di classe.” (Art.2 comma
1 DPR 122/2009), facendo riferimento a quanto riportato nelle seguenti tabelle:
PAGINA 36
Sia nella scuola primaria che secondaria è prevista inoltre la certificazione delle competenze,
resa obbligatoria dal D.P.R. n. 122 del 22 giugno 2009, che regolamenta e rende operativa, in
materia di valutazione, la legge 169/2008. La certificazione di una competenza è la descrizione e la
relativa valutazione di un saper fare intenzionale, efficace e contestualizzato, che richiede l’uso di
diverse abilità e conoscenze. La certificazione così intesa costituisce un documento integrativo alla
scheda di valutazione e rappresenta il risultato finale:

delle valutazioni espresse dagli insegnanti;

dei giudizi definiti dal consiglio di classe;

degli esiti conseguiti nelle prove di esame.
Per gli alunni non italofoni sono previsti criteri valutativi anche personalizzati, nell’ottica
dell’inclusività e dell’integrazione.
PAGINA 37
Il Decreto legge n. 137 del 01/09/2008, convertito in Legge 29/10/2008, ha introdotto il voto in
condotta, come elemento che concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina,
che, se inferiore a sei decimi, comporta la non ammissione dell’alunno successivo anno di corso o
all’esame conclusivo del ciclo.
“…in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante
tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività
ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.”.
La valutazione del comportamento è espressa in decimi nella Scuola Secondaria di 1° grado,
mentre nella Scuola Primaria viene espresso un giudizio sintetico. A tal fine i gruppi-docenti fanno
riferimento alla seguente griglia di valutazione, che illustra la corrispondenza tra voti, livelli di
prestazione e giudizi sintetici, secondo i criteri deliberati dal Collegio dei docenti.
VOTO
DESCRITTORI
10
Lo studente dimostra:
- un comportamento partecipe e costruttivo all’interno della
classe, non limitato ad una sola correttezza formale
- un comportamento corretto, responsabile e rispettoso delle
norme che regolano la vita dell’istituto
- consapevolezza del proprio dovere, rispetto delle consegne e
continuità nell’impegno
9
8
7
6
IN SINTESI
Comportamento partecipe
e costruttivo non limitato ad
una
sola
correttezza
formale
Lo studente dimostra:
- un comportamento corretto, responsabile e rispettoso delle
norme che regolano la vita dell’istituto
- consapevolezza del proprio dovere e continuità nell’impegno
Comportamento corretto,
Lo studente dimostra
- un comportamento rispettoso delle regole dell’istituto e
generalmente corretto nel rapporto con i compagni, con gli
insegnanti o con altre figure operanti nella scuola.
- un impegno non sempre costante e responsabile
Comportamento
Lo studente dimostra:
- un comportamento non sempre rispettoso delle regole
dell’istituto e non sempre corretto nel rapporto con i compagni,
con gli insegnanti o con altre figure operanti nella scuola.
- un impegno non sempre costante e responsabile
Lo studente dimostra:
- un comportamento non e rispettoso delle regole dell’istituto e
scorretto nel rapporto con i compagni, con gli insegnanti o con
altre figure operanti nella scuola (ad es.: ripetuti ritardi non
sempre motivati, distrazioni che comportano frequenti richiami
durante le lezioni, episodi segnalati con note sul registro e
responsabile e rispettoso
delle norme
generalmente rispettoso
delle regole
Comportamento non
sempre rispettoso delle
regole
Comportamento non
rispettoso delle regole con
limitato senso di
responsabilità
PAGINA 38
riferiti ai genitori e al Consiglio di classe)
- incostanza nell’impegno, poca consapevolezza del proprio
dovere e limitato senso di responsabilità
Lo studente dimostra:
5
- comportamenti che manifestano un rifiuto sistematico delle
regole dell’istituto
- atteggiamenti ed azioni di particolare gravità nei confronti dei
compagni, degli insegnanti e di altre figure operanti nella
scuola o atti di vandalismo. Tali comportamenti sono stati
oggetto di segnalazione alla famiglia, al Consiglio di Classe,
alla dirigenza
Comportamenti che
manifestano un rifiuto
sistematico alle regole.
Atteggiamenti e azioni di
particolare gravità.
3.5.2. La valutazione esterna degli apprendimenti
Agli studenti della seconda e quinta classe della Scuola Primaria e della terza classe della Scuola
Secondaria di primo grado vengono somministrate prove oggettive predisposte dall’Istituto
Nazionale per la Valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI) per
raccogliere informazioni sui livelli di apprendimento degli studenti delle scuole italiane.
L’INVALSI, infatti, è stato istituito dal Ministero dell’Istruzione e della Ricerca ai fini del progressivo
miglioramento e dell’armonizzazione della qualità del sistema nazionale.
La somministrazione di tali prove, per ciascun ciclo scolastico, viene effettuata contestualmente su
tutto il territorio nazionale, in un’unica data; le prove eseguite vengono trasmesse all’INVALSI che
provvede alla correzione e valutazione. Alle scuole vengono comunicati i risultati ottenuti sotto forma
di grafici e tabelle riassuntive dei dati.
3.5.3. Valutazione di sistema
Al fine di rendere la valutazione finale delle attività previste dal P.O.F. soggetta a verifica efficace e
docimologicamente corretta, oltre alla valutazione finale di ogni progetto, è prevista e attuata la
valutazione del livello qualitativo e l’efficacia del servizio offerto, attraverso questionari per genitori e
alunni. Questo in un’ottica di non autoreferenzialità della scuola.
La valutazione di sistema è attuata anche attraverso questionari per tutti gli operatori che
compongono la realtà scolastica: il personale docente e ATA, il DSGA e la Dirigente Scolastica.
PAGINA 39
CAP. 4 – Ambito organizzativo
4.1. Organigramma dell’istituto
Il Piano dell’Offerta Formativa viene gestito attraverso l’assunzione di responsabilità diretta di tutti gli
operatori scolastici, mediante una progettualità collegiale e momenti di autovalutazione.
Organigramma suddiviso in aree:
• Staff di direzione,
• Staff didattico allargato
• Collaboratori del DS
• Responsabili di plesso
• Funzioni strumentali
• Referente della valutazione
• Responsabile sicurezza
• RSU
• DSGA
• Ass. amministrativi
• Collaboratori scolastici
AREA
ORGANIZZATIVA
AREA AMM.VA E
DEI SERVIZI
DIRIGENTE
SCOLASTICA
• Collegio
dei
docenti
unitario Infanzia, Primaria
e Secondaria di 1° grado
AREA DEL
PROCESSO
EDUCATIIVO E
DIDATTICO
AREA
PARTECIPATIVA
• Consiglio d'Istituto
• Consigli di sezione,
d'interclasse e di classe
L’organigramma evidenzia incarichi affidati a singole persone o a gruppi in base a competenze
gestionali o di coordinamento.
Le persone alle quali sono stati attribuiti i ruoli indicati (per esempio i docenti titolari di funzione
strumentale all'offerta formativa) sono state individuate dal Collegio dei docenti, oppure dai docenti
dei singoli plessi (responsabili di plesso e componenti le varie commissioni), o scelti dalla Dirigente
Scolastica (collaboratori).
PAGINA 40
Organigramma dell’Istituto:
DIRIGENTE SCOLASTICA
Prof.ssa Fontana Cristina
STAFF DIRIGENZIALE
COLLABORATORI
DEL D.S.
1° COLLABORATORE:
Ins. Liccioli Danilo
2° COLLABORATORE:
Ins. Bonvicini Maria Cristina
DIRIGENTE SERVIZI GENERALI
AMMINISTRATIVI (DSGA)
Tomasoni Mariarosa
FUNZIONI
STRUMENTALI
AREA 1: POF - CURRICOLI
Ins. Dalola Daniela
AREA 2: INCLUSIONE
Ins. Marcarini Rosamaria
Ins. Tononi Maria Angela
RESPONSABILI DI
PLESSO
Ins. Caviglia Fausta
Ins. Baldi Daniela
Ins. Dalola Daniela
Ins. Padovani Barbara
Ins. Tononi Mariangela
Ins. Andronaco Stefana
Ins. Mosca Guglielmo
AREA 2: ED. ALLA SALUTE
Ins. Ganci Maria Grazia
AREA 2: CONTINUITÀ E
ORIENTAMENTO
Ins. Mason Marco
AREA 4: COMUNICAZIONE E
INFORMATIZZAZIONE
Ins. Salodini Giuliana
Ins. Cherubini Oliver
PAGINA 41
Area SGA (Servizi generali amministrativi)
La DSGA coordina l’attività amministrativa dell’Istituto, il servizio svolto dagli assistenti amministrativi
(con la funzione di sostenere l’azione formativa dal punto di vista burocratico-amministrativo) e dai
collaboratori scolastici assegnati ai vari plessi (responsabili delle pulizie e della vigilanza agli alunni).
L’ufficio di segreteria è articolato in diversi settori, a ciascuno dei quali sono preposti uno o più
assistenti, con specifiche funzioni:
DIRETTORE SERVIZI
GENERALI AMMINISTRATIVI
(DSGA)
Tomasoni Maria Rosa
ASSISTENTE ALLA CONTABILITÀ
Mariagrazia Gorni
ASSISTENTE ALLA CONTABILITÀ
Lorenzo Calamia
ASSISTENTE AREA PERSONALE
Pietro D’Aniello
ASSISTENTE AREA PERSONALE
Antonietta Leo
ASSISTENTE AREA ALUNNI
Nadia Benedetti
ASSISTENTE AREA ALUNNI,
PROTOCOLLO e AA.GG.
Silvia Delpozzo
PAGINA 42
4.2. Organizzazione del tempo scuola
Al momento dell’iscrizione, l’Istituto Comprensivo consente alle famiglie degli alunni la scelta della
tipologia oraria, secondo le indicazioni normative. Per facilitare la scelta vengono organizzati incontri
con i genitori degli alunni e predisposti degli opuscoli informativi, che vengono distribuiti alle famiglie.
L’organizzazione didattica e educativa della nostra scuola ottempera le normative vigenti (DPR n.
89 del 30.03.2009 recante il Regolamento dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della
scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, pubblicato sulla G.U. del 15 luglio 2009 n. 162 e
l’art. 5 del DPR n. 275/1999 Regolamento di Autonomia) e la deliberazione del Collegio dei Docenti,
pertanto l’Istituto Comprensivo di Nuvolento adotta la seguente struttura organizzativa:
Scuola dell’infanzia
Al momento dell'iscrizione le famiglie possono scegliere l'orario di frequenza per un monte ore
settimanale di:
 40 ore - dalle ore 8.00 alle ore 16.00
 25 ore - dalle ore 8.00 alle ore 13.00 con mensa
 20 ore - dalle ore 8.00 alle ore 12.00 senza mensa
La scelta effettuata è vincolante per il triennio.
Il tempo scuola in atto per l’anno scolastico 2014-‘15 si articola su cinque giorni, come segue:
- dal Lunedì al Venerdì dalle ore 8.00 alle ore 16.00 per gli alunni che frequentano la scuola 40 ore la
settimana,
- dal Lunedì al Venerdì, dalle ore 8.00 alle 13.00 per quelli che frequentano 25 ore la settimana
In ogni sezione operano due insegnanti con turno anti-meridiano dalle 8:00 alle 13:00 e turno
pomeridiano dalle 11:00 alle 16:00. Durante le due ore di compresenza, dalle 11:00 alle 13:00, viene
espletato il servizio mensa.
A settembre è previsto il "progetto inserimento" che è articolato come segue:
- prima settimana - per i bambini di tre anni: dalle ore 9.00 alle ore 12.00
- per bambini dei 4/5 anni: dalle ore 8.00 alle ore 12.00
- seconda settimana - per i bambini di tre anni: dalle ore 8.00 alle ore 12.00
- per i bambini dei 4/5 anni: dalle ore 8.00 alle ore 13.00, con mensa
- terza settimana - per i bambini di tre anni: dalle ore 8.00 alle ore 13.00, con mensa
- per i bambini dei 4/5 ani: dalle ore 8.00 alle ore 16.00
- quarta settimana - per tutti i bambini: dalle ore 8.00 alle ore 16.00, fatta eccezione per i bambini
anticipatari, che usciranno alle ore 13.00 fino al mese di dicembre.
PAGINA 43
Scuola primaria
L’orario settimanale delle lezioni nella scuola primaria può variare da 24 a 27 ore, estendendosi
anche fino a 30 ore, in base alla prevalenza delle scelte delle famiglie e subordinate alle disponibilità
d’organico. In alternativa a tali orari, le famiglie, in base alla disponibilità dei posti e dei servizi attivati,
possono chiedere il tempo pieno di 40 ore settimanali.
Il monte ore settimanale di ogni classe dell’Istituto è di 27 ore curriculari e 3 ore di attività
laboratoriali. In virtù dell’autonomia didattica ed organizzativa, nel nostro Istituto le quote orarie
settimanali sono state così ripartite:
Classi 1°
Classi 1°
Classi
2°
Classi
2° 3°
Classi
3°4°5°
Classi
4°5°
ITALIANO
7
8
6
7
6
7
INGLESE
1
1
2
3
3
MATEMATICA
6
7
6
7
6
7
SCIENZE
2
2
2
2
2
2
STORIA
2
2
2
2
2
3
GEOGRAFIA
2
2
2
2
2
2
RELIGIONE CATTOLICA o A.A.
2
2
2
2
2
2
ARTE E IMMAGINE
1
1
1
2
1
1
MUSICA
1
1
1
1
1
1
EDUCAZIONE FISICA
2
2
2
1
1
TECNOLOGIA e INFORMATICA
1
1
1
1
1
1
27 h
30 h
27 h
30 h
27 h
30 h
DISCIPLINA
TOTALE
2
3
2
1
Le tre ore di attività didattiche che costituiscono le 30 ore costituiscono un arricchimento della
proposta didattica, un potenziamento del sapere e del fare attivato in momenti didattici dove gli alunni
possono socializzare, sperimentare, mettersi alla prova, creare e potenziare le capacità individuali.
Esse sono così distribuite: 1 ora di italiano, 1 ora di matematica e 1 ora di arte e immagine per le
PAGINA 44
classi prime, seconde e terze, 1 ora di storia per classi quarte e quinte.Tali attività hanno
un’importante valenza e ricaduta sulla didattica giornaliera.
Nei vari plessi le lezioni sono organizzate con la seguente scansione oraria:
Scuola Primaria di Nuvolento
Il tempo scuola si articola su sei giorni, secondo due moduli orari:
 a 27 ore: dal Lunedì al Sabato: dalle ore 8.30 alle ore 12.30 con due rientri pomeridiani, nel 1°
quadrimestre, mentre nel 2° quadrimestre i bambini rientreranno a scuola per le lezioni
pomeridiane un solo giorno;
 a 30 ore: dal Lunedì a Sabato (dalle ore 8.30 alle ore 12.30) e tre rientri pomeridiani (lunedì,
mercoledì, venerdì, dalle ore 14.00 alle ore 16.00)
Scuola Primaria di Nuvolera
Per la maggior parte delle classi il tempo scuola si articola su sei giorni, secondo due moduli orari:

a 27 ore: dal Lunedì al Sabato (dalle ore 8.25 alle ore 12.25) con due rientri pomeridiani (dalle
ore 14.05 alle ore 16.05) nel 1° quadrimestre e un solo rientro nel secondo quadrimestre;
 a 30 ore: dal Lunedì al Sabato (dalle ore 8.25 alle ore 12.25) e il lunedì-mercoledì-venerdì dalle
ore 14.05 alle ore 16.05
Una sola classe è organizzata secondo l’orario articolato su cinque giorni, dal lunedì al venerdì
(dalle ore 8.25 alle ore 12.25) e tutti i pomeriggi dalle ore 14.05 alle ore 16.05.
Scuola Primaria di Paitone
Il tempo scuola si articola su sei giorni, secondo due moduli orari:
 a 27 ore: dal Lunedì al Sabato (ore 8.10 alle ore 12.30) e, solo nel primo quadrimestre, il lunedì
dalle ore 14.30 alle ore 16.30
 a 30 ore: dal Lunedì al Sabato (ore 8.10 alle ore 12.30) e due rientri pomeridiani (lunedì e
mercoledì, dalle ore 14.30 alle ore 16.30).
Scuola Primaria di Serle
Il tempo scuola si articola su sei giorni, secondo due moduli orari:
 a 27 ore: nel 1° quadrimestre: dal Lunedì al Sabato (ore 8:10 alle ore 12:30) e lunedì e
mercoledì dalle ore 14.30 alle ore 16.30; nel secondo quadrimestre: dal lunedì al venerdì (dalle
ore 8:10 alle ore 12:30), mentre il sabato dalle ore 8:10 alle ore 10:30 e lunedì dalle 14.:30 alle
16:30.
PAGINA 45
 a 30 ore: dal Lunedì al Sabato (ore 8:10 alle ore 12:30) e il lunedì-mercoledì dalle ore 14:30 alle
ore 16.30.
Scuola secondaria di primo grado
L’orario settimanale delle lezioni nella scuola secondaria di primo grado è pari a 30 ore. In base
alla disponibilità dei posti e dei servizi attivati, possono essere organizzate classi a tempo prolungato
funzionanti per 36 ore settimanali di attività didattiche e di insegnamenti con obbligo di due-tre rientri
pomeridiani. Su richiesta della maggioranza delle famiglie, il tempo prolungato può essere esteso a
40 ore.
La nostra scuola secondaria adotta due moduli orari:
1. a tempo normale, costituito da 30 ore,
2. corso a tempo prolungato, a 36 ore settimanali.
In virtù dell’autonomia didattica ed organizzativa, nel nostro istituto le quote orarie settimanali sono
state così ripartite:
DISCIPLINA
Ore
ITALIANO
6
STORIA e GEOGRAFIA
4
MATEMATICA e SCIENZE
6
INGLESE
3
SPAGNOLO
2
TECNOLOGIA
2
ARTE E IMMAGINE
2
MUSICA
2
EDUCAZIONE FISICA
2
RELIGIONE CATTOLICA
1
Scuola secondaria di 1° grado di Nuvolento
Per tutti gli alunni il tempo scuola si articola su sei giorni: dal lunedì al sabato dalle ore 8:00 alle
ore 13:00 e, per gli alunni a 36 ore, anche il lunedì e il venerdì dalle ore 14:30 alle ore 17:30
PAGINA 46
Scuola secondaria di 1° grado di Serle
Per tutti gli alunni il tempo scuola si articola su sei giorni: dal lunedì al sabato dalle ore 8:15 alle
ore 13:15.
4.3. Calendario scolastico
Sulla base del calendario regionale ed attraverso le proposte del Collegio dei Docenti e la delibera
del Consiglio di Istituto, l’autonomia organizzativa permette di definire il calendario scolastico
d’Istituto, ossia i giorni di chiusura e di funzionamento della scuola.
Il calendario per l’anno scolastico 2014/15, definito dal Consiglio di Istituto con la delibera n° 16 del
22.05.2014, è il seguente:
o INIZIO LEZIONI: 08 settembre 2014 (scuola dell’infanzia)
12 settembre 2014 (scuola Primaria e Secondaria);
o TERMINE LEZIONI: 07 giugno 2015 (scuola Primaria e Secondaria)
27 giugno 2015 (scuola dell’infanzia)
SOSPENSIONE DELLE LEZIONI
Tutte le domeniche
Festa di tutti i Santi
01 novembre 2014
Festa dell’Immacolata
08 dicembre 2014
Vacanze Natalizie
Dal 22 dicembre 2014 al 05 gennaio 2015
Festa dell’Epifania
06 gennaio 2015
Vacanze di Carnevale
16 – 17 febbraio 2015
Vacanze Pasquali
Dal 02 aprile 2015 al 07 aprile 2015
Anniversario della Liberazione
25 aprile 2015
Festa del lavoro
01 maggio 2015
Ponte festa della Repubblica
01 giugno 2015
Festa della Repubblica
02 giugno 2015
Festa del S. Patrono
22 maggio 2015 (per le sole Scuole Infanzia e
Primaria di Paitone).
PAGINA 47
4.4. Piano annuale delle attività funzionali
Con delibera del Collegio dei Docenti del 04 Settembre 2014 sono stati definiti gli impegni per il
corrente anno scolastico (Art. 29, comma 3, lettera a CCNL 2006/09), ripartiti come segue:
Scuola
Scuola
dell’infanzia
primaria
Collegio Docenti
14 ore
14 ore
Attività di inizio anno
8 ore
12 ore
Commissioni
12 ore
12 ore
Verifica finale
2 ore
2 ore
1 ora
1 ora
4 ore e 30’
6 ore
Colloqui
10 ore
6 ore
Programmazione
20 ore
ATTIVITÀ FUNZIONALI
40 ore di
tipo A e sue
articolazioni
Assemblea per elezioni OO. CC.
Intersezione / interclasse docentigenitori
40 ore di tipo
Scuola
secondaria
1° grado
B
Consegna schede di valutazione
Incontri di continuità e formazione
classi
//
3 ore
2 ore
8 ore
Assemblee sezione e classi prime
Incontri con specialisti
2 ore
4 ore
4 ore
PAGINA 48
4.5. Organizzazione dei servizi amministrativi
Gli uffici di segreteria dell’Istituto sono nel plesso “S. Quasimodo”, in via caduti della Resistenza,
24.
L’orario del personale dell’ufficio di segreteria è di 6 ore giornaliere, di norma dalle ore 8 alle ore
14, con possibilità di turnazione e flessibilità distribuendo le ore di servizio settimanali su cinque giorni
lavorativi, pur garantendo l’apertura dell’ufficio anche il sabato. Durante i periodi di interruzione
dell’attività didattica, vacanze estive, natalizie, pasquali, … si potrà chiudere l’ufficio nelle giornate
prefestive utilizzando recuperi o ferie. L’apertura degli uffici al pubblico si attua come segue:

Lunedì, Mercoledì e Venerdì: ore 11.30 - 13.30

Lunedì e Venerdì pomeriggio: ore 15:15 – 17:15

Sabato: ore 8.30 - 13.00
4.6. Criteri per l’assegnazione dei docenti alle classi
La Dirigente scolastica assegna i docenti alle classi secondo le indicazioni di legge, nel rispetto dei
seguenti criteri, non espressi in ordine di priorità e deliberati dal Consiglio di Istituto:
- assicurare per quanto possibile la continuità didattica alle classi;
- valorizzare le competenze professionali dei docenti anche in relazione a specifici obiettivi e
progetti stabiliti dalla programmazione;
- tener conto delle opzioni, delle esigenze e delle disponibilità dei singoli docenti.
4.7. Criteri per la formazione delle classi
La classe è il luogo privilegiato di crescita, di sviluppo delle capacità sociali, di
sperimentazione dell'autonomia e di conquista di traguardi cognitivi.
Le sezioni e classi prime dei vari ordini di scuola dell’IC sono formate nel rispetto dei criteri
approvati dal Collegio Docenti e dal Consiglio di Istituto, volti a favorire la creazione di gruppi-classe
omogenei tra di loro ed eterogenei al loro interno secondo i principi della equieterogeneità.
PAGINA 49
Una commissione si occupa di incontrare i docenti dell’ordine di scuola precedente e opera nel
mese di giugno per formare classi in modo d’avere:
 una distribuzione equa degli alunni relativamente alle competenze possedute indicate,
 equa distribuzione di allievi maschi e femmine;
 un’attenzione particolare per i bambini diversamente abili,
 una giusta divisione di situazioni problematiche;
 un’equa distribuzione di alunni provenienti da paesi europei ed extraeuropei;
 un’attenta valutazione per l’inserimento degli alunni non ammessi alla classe successiva;
 un’attribuzione a classi diverse di alunni gemelli o fratelli, a meno di documentate richieste in
senso contrario della famiglia e degli insegnanti di scuola primaria o dell’infanzia;
4.8. Sicurezza
Il piano di utilizzazione degli spazi delle scuole dell’Istituto è stato messo a punto in considerazione
sia dell’aspetto educativo-didattico che di quello della “sicurezza”. Per quanto concerne la sicurezza,
l’Istituto applica quanto contenuto nel Testo Unico sulla Sicurezza (D.L. n. 81 del 9 Aprile 2008) e alle
altre ad essa connesse, pertanto:
 si opera affinché gli alunni ed il personale della scuola assumano pienamente la “cultura della
sicurezza”. Ciò anche attraverso la presentazione agli alunni del piano di sicurezza in modo
che apprendano a comportarsi adeguatamente nella prospettiva della propria e dell’altrui
tutela.
 Ogni anno scolastico vengono effettuate due esercitazioni di evacuazione dall’edificio
scolastico.
 fornisce momenti formativi su tali questioni ad alunni, docenti e personale ATA,
La figura rappresentativa per la sicurezza (RSPP) è stata individuata nel Sig. Scarinzi, che
periodicamente aggiorna anche il documento sulla valutazione dei rischi.
PAGINA 50
CAP. 5 – Ambito gestionale
5.1. Il regolamento d’istituto
L’efficienza di una scuola si manifesta anche attraverso regole condivise di gestione degli spazi,
dei tempi e dei rapporti interni ed esterni, per questo motivo l’Istituto Comprensivo di Nuvolento si è
dotato di un Regolamento, derivante da indirizzi generali promulgati dal Consiglio di Istituto.
Include:
-
lo Statuto delle studentesse e degli studenti
-
il Patto di corresponsabilità, che deve essere firmato e rispettato dalle famiglie
5.2. I rapporti con il territorio
La Scuola dell’autonomia, seguendo le indicazioni degli Organi Collegiali, opera in stretta
collaborazione con il territorio per organizzare, dopo un’attenta analisi dei bisogni, l’offerta formativa.
Le risorse culturali ed economiche offerte da agenzie territoriali quali Fondazioni, Enti pubblici e
privati ed in particolar modo dalle Amministrazioni Comunali, contribuiscono ad arricchire l’offerta
formativa della scuola e costituiscono un elemento significativo anche del programma annuale di
bilancio. Tali Enti erogano servizi o sostengono progetti ed iniziative dopo averne valutato, insieme
all’istituzione scolastica, le finalità formative.
I piani annuali per il diritto allo studio, diventano così strumenti di co-progettazione per finalizzare al
meglio le risorse nel rispetto della reciproca autonomia.
In questa ottica reticolare il nostro Istituto mira a costruire una salda collaborazione con realtà,
istituzionali e non, educative, sociali, culturali, sportive, economiche, del volontariato e
dell’associazionismo, che si pongono in dialogo con la scuola, al fine di perseguire quella formazione
permanente cui sempre la comunità civile dovrebbe tendere.
Il rapporto con gli enti esterni terrà conto dei seguenti criteri:
- sussidiarietà nel percorso formativo degli alunni;
- cooperazione al fine di garantire un’adeguata partecipazione alle iniziative adottate nell’ambito del
POF;
PAGINA 51
- l’attuazione di procedure e strumenti di raccordo con l’individuazione di forme di cooperazione
strutturali e funzionali, che consentono la collaborazione e l’azione coordinata tra Scuola ed Enti
Locali, nonché l’intervento, la presenza dei relativi rappresentanti necessari nella realizzazione del
raccordo e del coordinamento.
5.3. I rapporti con le famiglie
La scuola riconosce alle famiglie la funzione primaria dell’educazione e la capacità di offrire un
fondamentale e insostituibile supporto alla crescita e allo sviluppo armonico e sereno dei bambini e
dei ragazzi.
E’ importante che i genitori condividano quotidianamente le esperienze scolastiche dei propri figli,
prendendo visione del lavoro svolto in classe e delle comunicazioni degli insegnanti e con loro
riflettano sui comportamenti e concordino le regole da rispettare a casa e a scuola.
Si profila, perciò, l’esigenza di una ”collaborazione educativa” fondata sul confronto dei valori e
sulla condivisione degli stessi, in un reciproco rispetto delle competenze.
Il dialogo tra scuola e famiglia, necessario per la crescita culturale e per la formazione degli alunni,
è un momento imprescindibile del progetto educativo, che la scuola si propone di attuare con
modalità di informazione, comunicazione e collaborazione serena e costruttiva.
L’Istituto Comprensivo garantisce specifici momenti di incontro tra genitori e docenti, secondo modi
e tempi differenti per ciascun ordine di scuola, quali:
a. incontri collegiali, come riunioni precedenti all’iscrizione degli alunni,
b. assemblee di sezione o di classe all’inizio di ogni anno scolastico,
c. colloqui generali pomeridiani;
d. colloqui individuali, nel rispetto degli orari di ricevimento formulati dai docenti della
scuola secondaria di 1° grado;
e. comunicazioni scritte a seguito di esigenze particolari emerse durante i consigli di
classe.
Gli intenti dell’alleanza scuola-famiglia, per un progetto unitario che abbia per finalità il successo
formativo di ogni alunno, sono contenuti nel Patto educativo di corresponsabilità, che viene condiviso
con alunni e famiglie nel primo periodo di ogni anno scolastico.
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Inoltre, per consentire una condivisione reale di obiettivi educativi e il coinvolgimento dei genitori
nella vita scolastica è prevista la presenza istituzionale dei rappresentanti dei genitori nei Consigli di
intersezione, d’interclasse, di classe e nel Consiglio d’Istituto.
Con l’intento di implementare il rapporto scuola/famiglia si sta istituendo un comitato genitori,
disposto a riunirsi periodicamente per pianificare forme istituzionalizzate di collaborazione costruttiva,
elaborare proposte formative per i genitori e fare da tramite tra scuola e territorio.
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Il POF - Istituto Comprensivo Statale di Nuvolento (BS)