COMUNICAZIONE ASL BERGAMO
ALCOHOL PREVENTION DAY 2009
03/04/2009 - Il consumo di alcol è fortemente influenzato dal contesto culturale,
sociale, economico e politico. Il danno causato dall’abuso di alcol, oltre che al bevitore,
si estende alle famiglie e alla collettività, gravando sull’intera società. Si stima infatti
che le conseguenze specifiche siano responsabili del 9% della spesa sanitaria (ISS).
Perché è stato scelto il mese di aprile per organizzare questo evento? Il periodo coincide
con la giornata "National Alcohol Screening Day (NASD)" organizzata annualmente negli
Stati Uniti . Nonostante le differenze culturali e di impostazione tra i paesi, abbiamo
pensato anche in Italia ad organizzare un mese di impegno comune nella ricerca e
nell'informazione rispetto alle tematiche alcol-correlate. Verrà posta una particolare
enfasi sul rapporto tra: - alcol e disabilità - alcol e guida - alcol e lavoro - alcol e
gravidanza - alcol e assunzione di farmaci - alcol e malattie acute o croniche - alcol e
giovani - alcol e dipendenza da sostanze - alcol e anziani.
Durante il Mese di Prevenzione Alcologica si prevede l’organizzazione di eventi e spazi
informativi rivolti alla popolazione generale e momenti di confronto e scambio tra
esperti.
Il DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE dell’ASL di Bergamo sostiene le iniziative
organizzate a livello territoriale da enti del pubblico e del privato (vedi iniziative
allegate). APD è previsto per il 23 aprile 2009 a ROMA presso l’Istituto Superiore di
Sanità
http://www.alcolonline.it/index.php/mese-di-prevenzione/2009/163-mese-diprevenzione-alcologica-workshop-alcohol-prevention-day-23-aprile-2009-istitutosuperiore-di-sanita-viale-regina-elena-209-roma-programma.html Verranno realizzate
diverse iniziative : conferenze, spettacoli, concerti . Tali eventi saranno inseriti nel sito.
Chi fosse interessato al materiale o a sapere delle diverse iniziative in programma sul
nostro territorio può telefonare allo 0352270374/391 dr. Noventa Andrea - Ref. Area
Prevenzione SERT UNO o scrivere un’ e-mail: [email protected] Maggiori
informazioni sulla campagna e materiali informativi sono disponibili sul sito dell’ASL
(eventi e convegni) www.asl.bergamo.it o si può consultare il sito dell’Istituto Superiore
di Sanità, www.iss.it. Per quanto riguarda dati sul problema e materiali di educazione
alla
salute
(opuscoli,
diapo,
materiali
delle
presenti
edizioni,
ecc.).www.epicentro.iss.it/temi/alcol/indice_alcol.asp,
CONVEGNO
ALCOHOL PREVENTION DAY
23 aprile 2009
MESE DI PREVENZIONE ALCOLOGICA
Organizzato da ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ - Osservatorio Nazionale Alcol –
CNESPS - Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Prevenzione Centro
Collaboratore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la Promozione della Salute e
la
Ricerca
sull’Alcol
e
sulle
Problematiche
Alcolcorrelate
in collaborazione con Società Italiana di Alcologia – SIA - Associazione Italiana Club
Alcolisti in Trattamento – AICAT – Eurocare - Telefono Verde Alcol 800632000
L’Osservatorio Nazionale Alcol è da dieci anni il riferimento ufficiale dell’Istituto
Superiore di Sanità per la ricerca sull’alcol e le problematiche alcolcorrelate. Le
competenze proprie dell’Osservatorio Nazionale Alcol coincidono con quelle contemplate
dal piano di lavoro del World Health Organization Collaborating Centre for Research and
Health Promotion on Alcohol and Alcohol-related Health Problems (WHO CC), attivato
nel 1998 presso il Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica, attualmente CNESPS, e
negli anni rafforzati dalle attribuzioni formali governative svolte attraverso piani di
lavoro, concordato dal WHO con il Governo Italiano attraverso il Ministero del Lavoro,
della Salute e delle Politiche Sociali e la stretta collaborazione con le Consulte Nazionali
sull’Alcol e sulle Dipendenze. Tutte le attività svolte hanno ricevuto certificazione
internazionale dal WHO Regional Screening Committee, dal WHO Global Screening
Committee dell’Head Quarter di Ginevra e dalla Direzione Generale dell’Ufficio Europeo
di Copenaghen garantendo non solo attività rilevanti per il livello nazionale, tra cui la
collaborazione alla Relazione al Parlamento del Ministro del Lavoro, della Salute e delle
Politiche Sociali ai sensi della Legge 125/2001 ma assicurando all’Italia un qualificato e
stretto collegamento con le iniziative che in parallelo si sono sviluppate a livello europeo
attraverso la membership formale nel Committee on Alcohol Policy e nell’EU Forum on
Alcohol. Il Comitato scientifico permanente del CCM-Ministero della Salute ha approvato
nel 2006 l’attribuzione all’ Osservatorio Nazionale Alcol CNESPS di un ruolo di assistenza
tecnica per favorire la realizzazione delle attività del Piano Nazionale Alcol e Salute.
L’Alcohol Prevention Day 2009, che celebra il decennale dell’Osservatorio Nazionale
Alcol, focalizza la sua attenzione sulle emergenti problematiche connesse al crescente
fenomeno dell’uso dannoso e rischioso di bevande alcoliche nella popolazione italiana,
sia da parte di giovani che di vecchie generazioni, che fornisce un contributo
drammaticamente eloquente agli incrementati livelli di morbilità, disabilità e mortalità
causate dall’alcol in Italia. In tale cornice il ruolo e il contributo degli Enti come l’ISS,
l’ISTAT, l’INRAN è sempre più penalizzato
dall’assenza di finanziamenti e di investimenti per la ricerca sull’alcol che possano
garantire progettualità e adeguati livelli di monitoraggio, valutazione, prevenzione come
esplicitamente richiamato dalla Legge 125/2001.
L’APD 2009, momento cardine del Mese di Prevenzione Alcologica, sostenuto e
finanziato dal Ministero del lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali è svolto in stretta
collaborazione con la Società Italiana di Alcologia, l’Associazione Italiana dei Club degli
Alcolisti in Trattamento - AICAT e con Eurocare attraverso una consolidata e qualificata
partnership che coinvolge attivamente le Regioni e il livello locale e che si avvale del
prezioso e indispensabile sostegno partecipato di tante realtà alcologiche, di numerosi
professionisti e operatori che quotidianamente garantiscono la centralità della tutela
della persona e dei suoi diritti di salvaguardia di salute e di sicurezza attraverso un
percorso
condiviso
di
solidarietà
e
di
prevenzione.
9.00 Registrazione dei partecipanti
9.15 Apertura del convegno e Saluti delle Autorità - Enrico Garaci
Sono stati invitati ad intervenire il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche
Sociali, il Presidente della Consulta Nazionale Alcol, il Sottosegretario alle Politiche per
la famiglia, per il contrasto alle tossicodipendenze e servizio sociale, il Ministro della
Pubblica Istruzione, il Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, il Capo
Dipartimento delle Politiche Antidroga, l’Assessore alla Salute e Protezione Sociale del
Friuli Venezia Giulia Coordinatore Sottocommissione Alcol della Commissione salute
dello Stato Regioni
Introduzione alla prima sessione dei lavori Moderatore: Calogero Surreni
10.00 Alcol: la prevenzione, la programmazione e le sfide nelle strategie del
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali - Fabrizio Oleari
10.15 Disabilità alcolcorrelata e impatto dell’incidentalità stradale: analisi,
valutazioni e prospettive - Jurgen Rehm
10.30 Il rischio alcol in Italia: l’analisi delle criticità, la prevenzione possibile Emanuele Scafato
Discussione
11.00 Coffee break
Seconda sessione Moderatore: Valentino Patussi
11.30 Uso e abuso di alcol in Italia: l’aggiornamento ISTAT 2008 - Linda Laura
Sabbadini
11:45 Alcol: conoscerlo per prevenire - Andrea Ghiselli
12.00 Alcol e pubblicità: l’Osservatorio della Regione Lazio - Mauro Ceccanti
12.15 Alcol e marketing sociale - Tiziana Codenotti
12.30 Interventi preordinati Sottocommissione Alcol Stato-Regioni, AICAT, AA,
COOP,
MOIGE,
ALIA,
Rappresentanti
istituzionali
e
di
categoria
Discussione
13.30 Conclusione dei lavori - Emanuele Scafato
RELATORI E MODERATORI
C. Surrenti - Istituto Superiore di Sanità e Università degli Studi di Firenze F. Oleari Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali- J. Rehm - Centre for Addiction
and Mental Health, Toronto – WHO CC for Substance Abuse, Zurich - E. Scafato Istituto Superiore di Sanità - V. Patissi, Centro Alcologico Regionale Toscana - L.L.
Sabbadini - Istituto Nazionale di Statistica - A. Ghiselli, Istituto Nazionale di Ricerca per
gli Alimenti e la Nutrizione - M. Ceccanti, Centro Riferimento Alcologico Regione Lazio T. Codenotti - Eurocare Italia.
INFORMAZIONI GENERALI
Sede
Aula Pocchiari, Istituto Superiore di Sanità Viale Regina Elena, 299 – Roma
Le lingue ufficiali del Convegno sono italiano ed inglese. È prevista la traduzione
simultanea in aula. Per la consultazione dei materiali che verranno presentati e per un
aggiornamento continuo relativo alle tematiche correlate all’alcol consultare il sito:
http:/www.epicentro.iss.it/temi/alcol/alcol.asp, Per ricevere informazioni sulle attività di
ricerca istituzionali e per contattare direttamente il WHO Collaborating Centre for
Research and Health Promotion on Alcohol and Alcohol-related Health problems Osservatorio Nazionale Alcol è possibile inviare un messaggio alla mail: [email protected] o
telefonare al numero 06 49904029.
Destinatari e numero massimo partecipanti
Ricercatori, Rappresentanti Istituzionali, Operatori della Sanità e della Prevenzione.
L’evento non prevede crediti ECM
La partecipazione alla manifestazione è gratuita.
Le spese di viaggio e soggiorno sono a carico del partecipante.
Modalità di iscrizione
La domanda di iscrizione dovrà essere debitamente compilata online all’indirizzo
http://www.iss.it/site/reg/, poi stampata, firmata, ed inviata alla Segreteria Tecnica al
nr. fax 06/4990.4193 entro il giorno 21.04.2009 (in alternativa compilare ed inoltrare
via fax il modulo “domanda di iscrizione” scaricabile dalla pagina web
http://www.iss.it/form/cong/).
Si richiama l’attenzione sulle modalità di disdetta che vengono sottoscritte all’atto della
compilazione della domanda di iscrizione.
Attestati - Al termine della manifestazione, sarà rilasciato un attestato di partecipazione
a chi ne farà richiesta.
Per ogni informazione attinente alla manifestazione, si prega di contattare la Segreteria
Tecnica al nr. tel 06.4990.4029
LA SICILIA
Convegno
Oggi a palazzo Iacono si parlerà di alcolismo
(gi.cas.) "Problemi alcol correlati: come affrontarli": questo il titolo del convegno che si
terrà oggi a palazzo Iacono. Un convegno d'informazione alcologica nell'ambito del
progetto alcol, droga e guida, organizzato dal Sert di Vittoria con il patrocinato del
Comune di Vittoria, la Provincia regionale di Ragusa, l'Ausl 7 di Ragusa e l'Arcat Regione
Sicilia. Il convegno, oltre a fornire delle informazioni specifiche, affronterà la tematica
parlando della diffusione dei problemi alcol correlati e dei complessi nella popolazione.
Ma anche del ruolo del volontariato nel cambiamento della cultura sui problemi alcol e
correlati.
WINENEWS
ITALIA
OGGI
Grandi
Cru
e
Zaia:
no
al
vino
vietato
...
07-04-2009 - Grandi Cru e Zaia: no al vino vietato ... Asse tra il ministro alle politiche
agricole, Luca Zaia, e il comitato Grandi Cru d’Italia, presieduto dal marchese Vittorio
Frescobaldi, in relazione alla battaglia ingaggiata dal ministro contro la proposta di
portare a zero il tasso alcolemico nel sangue per chi guida. E, parola di Zaia, per la
“difesa del vino, contro ogni campagna ideologica tesa a criminalizzarne il consumo”. Il
ministro alle politiche agricole ha pubblicamente ringraziato i componenti del Comitato,
per aver tributato, durante la propria assemblea annuale al Vinitaly, un caloroso, lungo
applauso all’affermazione del ministro: “Chi beve due bicchieri di vino non è mai un
ubriaco e quindi non rappresenta un pericolo per nessuno”. L’associazione Grandi Cru
d’Italia riunisce i 130 migliori produttori italiani di vino. Costoro, pur essendo per qualità
della loro produzione al di fuori della polemica su chi vorrebbe portare a zero il tasso
alcolico (impedendo quindi di bere vino, ndr), hanno “apprezzato la voce che il ministro
ha levato a difesa di un prodotto della terra, che contiene anche alcol ma, soprattutto,
molte altre sostanze utili per la salute. Comprese quelle antiossidanti che in base a tutti
gli studi pubblicati sulle più reputate riviste scientifiche ha solo effetti benefici
sull’apparato cardiaco, l’invecchiamento e l’apparato digerente”. “Con il vino di alta
qualità non ci si ubriaca. E due bicchieri di vino a pasto”, recita una nota del Comitato
Grandi Cru, “non ubriacano nessuno ma procurano solo il piacere di un prodotto
straordinario, lasciato in eredità da greci e romani”. Di più : “I vini non sono
superalcolici (un vino non può avere, infatti, più di 15°, e soprattutto non sono droghe”,
attacca il comitato. E per bocca del suo pastpresident, Piero Antinori, afferma: “Il vino
non può essere confuso con altri prodotti non della terra”. Sulla scorta di queste
posizioni il comitato si è detto pronto a “ difendere in ogni sede il valore benefico del
vino” per contrastare “demonizzazioni o speculazioni come quelle in atto”. Trovando
l’appoggio istantaneo del ministro Zaia, che ha chiosato: “sono d’accordo con Piero
Antinori quando sostiene che il vino non va confuso con altri prodotti non della terra”.
ASSOCIAZIONE
ITALIANA
FAMIGLIARI
E
VITTIME
DELLA
STRADA
6/04/2009
Il Ministro Zaia ha cambiato idea
L’AIFVS sostiene il punto di vista del Presidente della Regione Veneto Galan
Il 6 ottobre 2008 il Ministro Zaia affermava su La Repubblica.it Motori, “Chi guida l’auto
deve avere bevuto solo analcolici… è inutile che continuiamo con lo 0,5, lo 0,2 o lo 0,4,
lo ribadisco: tasso zero per chi guida, tutti gli altri facciano quello che vogliono”.
All’inaugurazione del Vinitaly si dichiara invece contrario alla riduzione del tasso alcolico
consentito
dello
0,5.
Ci chiediamo quale sia l’attendibilità delle fonti che gli hanno permesso di cambiare
idea, dal momento che una società civile, nel prendere decisioni che riguardano il bene
comune, deve fare riferimento sia alla costituzione e sia alle indicazioni degli organismi
scientifici: l’OMS, massima autorità nel campo, ha chiaramente affermato che l’alcol non
solo fa male alla salute, ma è causa di incidenti, di risse, di uccisioni.
Non cerchiamo di arrampicarci sugli specchi per salvare gli interessi dell’industria
dell’alcol, affermando che ci sono altre cause di rischio (queste nessuno le nega e vanno
anch’esse contrastate!) e che è bassa la percentuale di coloro che vengono uccisi per
causa della guida in stato di ebbrezza, perché è vero che non è giustificabile neanche
l’uccisione di una sola persona! O forse il Ministro Zaia la giustificherebbe?
Deve pertanto passare il chiaro messaggio non solo che l’alcol fa male, e pertanto chi
guida non deve assolutamente bere, proprio come ha detto Zaia il 6 ottobre 2008, ma
anche che tutti debbono ridurre sempre di più il consumo di alcol.
Ci aspettiamo che i politici la smettano di tergiversare sui problemi e siano finalmente
consapevoli che le loro decisioni possono incrementare il senso di responsabilità tra i
cittadini
o
anche
deprimerlo.
Dipende dal loro orientamento sul piano dei valori. Per questo motivo preferiamo Galan,
che si è schierato per la difesa della vita: “Ho pensato alle famiglie e alle vittime
dell’alcol, chi guida deve essere sobrio”.
Giuseppa
Cassaniti
Mastrojeni
residente
AIFVS
IL GAZZETTINO
Martedì 7 Aprile 2009
Grazie Galan: chi ha bevuto non può guidare
Grazie Signor Presidente Giancarlo Galan per aver difeso la vita, grazie di cuore da
parte di tutti i genitori che hanno perso i figli per colpa di chi, ubriaco, ha ucciso sulla
strada.
Tanto è il dolore e tanta la sofferenza, le speranze e le attese di vita che ogni genitore
ripone nei propri figli, proiettate nel loro futuro e spezzate per colpa di chi guida sotto
l'effetto di alcool, sono condizioni inaccettabili e insopportabili che ti obbligano per tutta
la vita a dover soppravvivere nel ricordo di quella vita rubata, siano essi figli, mogli,
madri, mariti, fratelli.
Un vivo apprezzamento a Lei che, con grande senso di responsabilità, ha ritenuto
prioritario rispetto ad ogni altro interesse, salvaguardare il valore della vita e della
salute, anteponendo interessi di categoria anche a costo di risultare impopolare agli
occhi dell'intero indotto che guadagna e specula sulla vita dei giovani.
Pierina Guerra - Coordinatrice per il Veneto dell'Associazione Italiana Familiari
e Vittime della Strada
IL GAZZETTINO
Equipaggi di alunni di Da Ponte, Einaudi, Scotton e di due istituti superiori di Asiago in
auto nel parcheggio del mercato ortofrutticolo
Guida sicura anti-alcol per gli studenti
Un circuito con il supporto della polizia locale e sotto la sorveglianza degli
istruttori delle autoscuole
Bassano, Martedì 7 Aprile 2009 - Hanno affrontato curve a raggio definito, slalom a più
veicoli e tenuto una distanza di sicurezza adeguata per effettuare una frenata
d’emergenza tenendo conto dello spazio d’arresto della vettura. Ma sono anche stati
invitati a considerare e a riflettere sui rischi legati all’abuso di alcol e al consumo di
sostanze
che
creano
dipendenza.
Protagonisti dell’originale campagna per la promozione di guida sicura, ribattezzata
"Pronti al via", sono stati gli studenti delle classi quarte e quinte del liceo Da Ponte,
degli istituti Einaudi e Scotton e di due scuole superiori di Asiago. L’esperienza si si è
svolta nel parcheggio attiguo al mercato ortofrutticolo dove, divisi in equipaggi e con il
controllo degli istruttori delle autoscuole del Bassanese che hanno aderito all’iniziativa, i
ragazzi si sono cimentati nel circuito allestito appositamente con il supporto della polizia
locale e utilizzando le auto messe a disposizione dalle scuole guida.
Composti da un neo neopatentato, a fianco dell’istruttore, e da altri due studenti, gli
equipaggi hanno poi visto da vicino la strumentazione in uso alle forze dell’ordine che
rileva il tasso di alcol o la presenza di sostanze stupefacenti. Quindi, sono stati informati
sulle sanzioni previste quando i risultati del test eseguiti su chi guida risultano superiori
ai valori stabiliti dalla legge.
«L’obiettivo è quello di capire quale sia il livello di percezione del pericolo che hanno i
giovani in questo contesto», ha spiegato Luca Sinigaglia, presidente dell’associazione Il
Borgo, realtà del terzo settore che gestisce il progetto Peer contro le dipendenze,
inserito nel piano triennale e adottato dalla Conferenza dei sindaci dell’Asl 3.
«L’iniziativa scaturisce da una serie di azioni congiunte che coinvolgono trasversalmente
i Comuni, in particolare quelli di Bassano e Nove, il dipartimento dipendenze dell’Asl, la
Società italiana di alcologia e Il Borgo - ha evidenziato il sindaco di Nove, Manuele
Bozzetto - s’inserisce in una serie di interventi finalizzati a prevenire stili di vita a rischio
per i giovani. Un versante, questo, sul quale stiamo insistendo perchè il problema sta
assumendo dimensioni importanti. Anche nel nostro territorio. Si abbassa l’età
dell’approccio all’alcol e cambiano le modalità di assunzione. Oggi, infatti, si beve in
stile anglosassone, come comunemente si dice. Ossia, i giovani si lasciano andare a
bevute intense, concentrate».
"Pronti al via" si svolge nel mese dedicato alla prevenzione alcologica e si affianca ad
altre azioni territoriali impegnate sullo stesso fronte. «Sabato 18, al teatro Astra, si
svolgerà il momento finale del progetto "Io non la bevo" promosso dai Comuni di
Bassano e Nove e dall’associazione Iess - ha ricordato l’assessore alle politiche giovanili
Federica Finco - ed è in dirittura d’arrivo "Ballando Sballando" che vede la
collaborazione anche del Lions club».
R.F.
EMERGENZA ALCOLISMO
Alcolismo e tossicodipendenza nei luoghi di lavoro
Fonte: Associazione Polizia Locale Provincia di Bergamo
Alcol e droga potrebbero essere responsabili del 47% degli infortuni di lavoro.
Un approfondimento sulla normativa italiana, le criticità e le opportunità
offerte in merito alla prevenzione e alla diffusione di gruppi di auto-aiuto
07.04.09 - Sul Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia di gennaio/marzo
2008 è apparso un approfondimento che affronta il problema dell’alcolismo e della
tossicodipendenza nei luoghi di lavoro affrontando le criticità della normativa italiana e
le
opportunità
che
si
possono
trarre
dal
nuovo
quadro
normativo.
Stiamo parlando di “Alcolismo e tossicodipendenza in ambiente lavorativo”,
scritto da G.Vittadini (U.O. Riabilitazione Alcologica, Fondazione “S. Maugeri”,
Clinica del Lavoro e della Riabilitazione, IRCCS, Istituto Scientifico di Pavia) e
A. Lanfranco (Scuola di Specializzazione in Medicina del lavoro, Università
degli Studi di Pavia).
Questo documento ricorda che l’alcolismo e la tossicodipendenza “costituiscono da
sempre un problema importante ma poco conosciuto e considerato in ambito
lavorativo”, benché tali comportamenti rappresentino “una delle principali cause di
infortunio professionale” e siano responsabili “dell’emarginazione di numerosi soggetti
dal mondo del lavoro”.
Riguardo ai dati sul consumo di sostanze psicotrope, il documento ricorda che una delle
fonti più attendibili, il National Household on Drug Abuse, “calcola in circa l’8% l’uso di
droghe illecite ed in circa il 4,5% l’abuso alcolico nei cittadini americani di età compresa
fra
i
18
ed
i
65
anni,
ovvero
nella
popolazione
lavorativa”.
È dunque evidente come questo consumo si ripercuota anche nell’ambito lavorativo.
In Italia alcune norme di legge, come il DPR 309/90 e la Legge Quadro 125/2001, con i
successivi decreti attuativi, “hanno affrontato la questione, evidenziandone l’estrema
complessità, tanto che permangono, ancora oggi, diversi nodi da sciogliere dal punto di
vista organizzativo e medico-legale”.
Nel marzo 2006 veniva pubblicato il provvedimento di individuazione delle attività
lavorative per cui era fatto divieto di utilizzo di bevande alcoliche e nell’ottobre 2007
l’elenco delle attività lavorative che ricadevano sotto la potestà del DPR n. 309,
“facendo carico, in entrambi i casi, della sorveglianza i Medici Competenti (quindi le
aziende) in prima istanza e, in seconda battuta, i Servizi di Medicina del Lavoro ed i
SER.D delle varie ASL”.
Rispetto a questi elenchi e seguendo quanto indicato in passato dal lavoro di Chiaravalli
e coll. (“Alcol e lavoro: un commento etico-deontologico-giuridico della recente
normativa”, Med Lav 2007), è possibile affermare che:
- “non è chiaro da cosa derivi la decisione di effettuare controlli solo su alcune categorie
e non su altre”;
- “poco o nulla i riferimenti legislativi esplicitano in termini di procedure, tempistiche e
modalità di esecuzione degli accertamenti, nonché sui criteri di valutazione dei
medesimi con la conseguente formulazione di un giudizio di idoneità o non idoneità alla
mansione”;
- “poco o nulla viene detto sul comportamento da tenere di fronte ad un rifiuto del
lavoratore a sottoporsi ai test”.
Il documento continua ricordando che “negli ultimi decenni l’attenzione della Medicina e
della Psicologia del Lavoro si è progressivamente incentrata sul rapporto tra attività
professionale e vita privata del lavoratore, prendendo inevitabilmente in considerazione
il
problema
dell’abuso
di
sostanze
psicoattive”.
Ad esempio nei Paesi anglosassoni sono stati avviati “programmi di assistenza ai
lavoratori a tutto campo, gli EAPs (Employee Assistance Programs), nell’ambito dei quali
uno dei servizi preminenti è costituito dal supporto a soggetti alcolisti e
tossicodipendenti”.
Tornando tuttavia all’Italia, la normativa nazionale, malgrado le “complicazioni sia di
tipo organizzativo sia di tipo legale”, dovrebbe portare alcuni benefici innegabili ma
modesti.
Il più immediato e non meno importante sarà quello di “costringere lavoratori, datori di
lavoro, medici e psicologi del lavoro ad ammettere che il problema esiste e non è
marginale”.
Non dimentichiamo, tra l’altro, che l’uso di sostanze psicoattive “è, probabilmente, uno
dei maggiori responsabili” degli infortuni sul lavoro.
Anzi secondo alcuni studi alcol e droga sarebbero responsabili addirittura del 47% degli
infortuni (Bernstein M, Mahoney J., “Management perspectives on alcoholism. The
employer’s
stake
in
alcoholism
treatment”,
Occup
Med
1989).
In questa situazione dalle indicazioni normative si potrebbe “ottenere molto di più, a
patto che si parta da alcuni presupposti”.
Presupposto principale è la constatazione che la nostra società è una società con
“tendenze all’iperconsumo”, al “soddisfacimento immediato anche dei desideri più
banali, dietro il quale non si scorge nessun giudizio critico, elaborazione simbolica,
significato”.
È una società tossicofilica, una società in cui è in corso un dibattito in merito all’uso di
alcuni farmaci “per migliorare, almeno per un certo lasso di tempo, la memoria e la
concentrazione anche di individui sani”. Miglioramento che alcuni “sostengono trattarsi
di una nuova forma di doping, mentre altri ritengono non solo ammissibile ma
addirittura
auspicabile”.
Insomma “ci si trova a combattere la droga in modo meccanico, con i test biochimici, in
una realtà (quella lavorativa) che basa la sua filosofia di vita” su un comportamento
“drogato”.
Le restrizioni ed i controlli indicate dalla legge aprono tuttavia la via a due grandi
opportunità: l’uso di una prevenzione mirata e la diffusione dei gruppi di auto-mutuo
aiuto.
Insomma, conclude l’intervento, “l’onesto ma contorto e, a volte, contraddittorio
labirinto delle nuove normative potrebbe forse diventare l’opportunità per un più
interessante ripensamento di un problema antico ma sempre più attuale”.
Ricordiamo infine che recentemente la Regione Lombardia ha diramato le prime
"indicazioni operative in ordine all’applicazione delle procedure per gli accertamenti
sanitari di assenza di tossicodipendenza o di assunzione di sostanze stupefacenti o
psicotrope in lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi per la
sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi", secondo quanto definito nel Provvedimento
30 ottobre 2007 e nell’Accordo Stato-Regioni-Provincie autonome 18 settembre 2008.
IL GAZZETTINO
VILLA DEL CONTE Dragan Kresojevic, quarantaquattrenne bosniaco, interrogato ieri dal
giudice, ha negato i maltrattamenti alla convivente e al figlioletto di tre anni
Resta
in
cella
l’aguzzino
che
picchiava
la
compagna
Presa a calci e pugni, sequestrata in camera, umiliata dall’amante. Bastonate e
cinghiate al bimbo, intontito con la birra
Villa del Conte - (G.Colt.) Martedì 7 Aprile 2009, Ha negato, anche l’evidenza. Ha detto
di non avere mai maltrattato nessuno, di essere innamorato dei suoi bambini. Ma
perchè tenersi in casa convivente e amante? Perchè i figli possano restare accanto alle
madri. E lui è così premuroso che una notte la passa a letto con la compagna e quella
successiva con la nuova arrivata. E le botte? Sarà scappato qualche schiaffo, magari,
durante un litigio. E la convivente sequestrata in camera? Per il suo bene: perchè aveva
manifestato l’intenzione di buttarsi sotto una macchina con il figlioletto. Insomma,
Dragan Kresojevic, interrogato ieri mattina dal giudice Rita Bortolotti alla presenza
dell’avvocato Roberto Boev, si è descritto come un buon padre e un buon "marito". Il
giudice, che ha sotto gli occhi le dettagliate e sofferte denunce della convivente,
avvalorate dalle dichiarazioni di due amici di famiglia, non ha cambiato idea: il
quarantaquattrenne bosniaco, domiciliato in via Marconi, sta bene in una cella del Due
Palazzi. E l’amante, Violeta I., ventiduenne romena, complice nel comportamento
vessatorio nei confronti della rivale e del suo bambino di tre anni, sta altrettanto bene
lontana da quella casa degli orrori.
Kresojevic, muratore a cottimo, era già stato regolarmente sposato. Dal matrimonio
sono nate due figlie, che oggi risiedono con la madre nel Trevigiano. Nel 2005 ha messo
su casa con Dragana, una connazionale. Nel maggio dell’anno dopo è nato un bimbo.
All’inizio era stata una convivenza serena. Ma era durata poco. Il bosniaco s’era portato
a casa anche l’amante, la giovane romena appunto. Dragana aveva inutilmente
protestato rifiutandosi di accettare quella umiliante situazione familiare. E lui aveva
iniziato a picchiarla. Tanto che la donna nell’agosto 2006 si era rivolta ai carabinieri. Ma
il giorno dopo, in preda al terrore, si era affrettata a ritirare la denuncia. Quando non la
picchiava, la chiudeva a chiave in camera, per poter avere liberamente rapporti sessuali
nella stanza attigua con la nuova compagna. Un giorno avevano partecipato ad una
festa a Fontaniva sulle rive del Brenta. Lui, completamente ubriaco, le aveva proposto
un rapporto a tre. Di fronte al rifiuto, l’aveva riempita di calci e pugni, facendola
svenire. Anche il bimbo, che teneva in braccio, era stato colpito da uno schiaffo. Solo
l’intervento provvidenziale di un amico di famiglia aveva evitato il peggio. La situazione
si era fatta giorno dopo giorno più pesante. Non aveva esitato a minacciarla con un
coltello per impedirle di recarsi dai carabinieri a sporgere denuncia. In un’occasione le
botte erano state talmente violente che il medico era stato costretto ad intervenire per
bloccare un’emorragia all’orecchio. Dragana era scappata con il figlio a Castelfranco.
Anche il bambino era vittima di percosse, addirittura con un bastone e con una cintura
di cuoio. E per farlo stare zitto gli davano da bere birra fino a intontirlo. Ma due mesi
più tardi Kresojevic l’aveva costretta a ritornare a casa. Nel frattempo la giovane
romena era rimasta incinta ed aveva partorito un bambino. C’è un’altra testimone delle
violenze patite da Dragana: lo scorso febbraio si è recata al comando della polizia
municipale di San Giorgio delle Pertiche a denunciare la situazione di disagio fisico e
psichico dell’amica e del suo figlioletto.
Il pubblico ministero Sergio Dini non ci ha pensato due volte a chiedere la misura
custodiale: carcere per il bosniaco, ordine di allontanamento dal domicilio per l’amante
romena. Il giudice ha fatto il resto.
LA SICILIA
Polstrada: controlli nel
week
end in
13 sorpresi
ubriachi
alla guida
Giro di vite della Polizia stradale nella lotta alla guida in stato di ebbrezza. Sul versante
orientale dell'Isola, nel fine settimana, sono state utilizzate 162 pattuglie del
compartimento di Catania, di cui 92 in servizio sulla rete autostradale. Effettuati ben
614 alcol-test e perseguiti 13 conducenti in stato di ebbrezza. Undici riscontri positivi si
sono avuti sulla rete statale e provinciale.
Intanto, sempre nel week end, la Polstrada ha elevato 428 contravvenzioni, decurtando
608 punti dai documenti di guida di imprudenti e ritirando 48 carte di circolazione e 26
patenti. Ben 109 le foto ricordo per…eccesso di velocità.
Infine rilevanti 15 incidenti, il cui bilancio è stato 1 morto e 11 feriti. Dodici di questi
sinistri si son verificati in ambito autostradale, per cui la Stradale già da oggi potenzia la
sorveglianza sulla grande viabilità, anche con l'impiego di auto civetta e di personale in
borghese. Occhio durante la guida!
Agatino Zizzo
CORRIERE ADRIATICO
I controlli
Droga e alcol in sei nei guai
Matelica - Due persone sono state denunciate per detenzione di sostanze stupefacenti
ed altre quattro per guida sotto l’effetto di alcolici nel corso di una notte di controlli
posta in essere dai carabinieri di Camerino nella serata di sabato, sul territorio
compreso tra Matelica ed Esanatoglia. L.DV., operaio di 42 anni residente ad
Esanatoglia, è stato fermato mentre si trovava al volante della sua auto lungo l’arteria
viaria che conduce a Matelica. Trovato in possesso di una modesta quantità di droga, i
militari hanno fatto scattare la perquisizione domiciliare, rinvenendo 8 grammi di
hashish. Da qui la denuncia all’autorità giudiziaria. Stessa sorte è toccata al fabrianese
A.B., di 40 anni, trovato in possesso di cinque grammi della stessa sostanza. A
quest’ultimo, i carabinieri, oltre alla denuncia per detenzione ai fini di spaccio, hanno
ritirato la patente di guida. Patente ritirata, sempre nella notte di sabato, anche ai
matelicesi G.L. (35), R.P. (22) e A.B. (22) e a L.C., ventitreenne di Esanatoglia. Per tutti
è scattata anche la denuncia per guida sotto l’effetto di alcoolici di cui dovranno
rispondere, presto, davanti al giudice del tribunale penale di Camerino.
ROMAGNA OGGI
Riccione: guida in stato d'ebbrezza, due denunce
RICCIONE 7 aprile 2009 - Gli agenti della Polizia Stradale di Riccione hanno denunciato
due utenti per giuda in stato d'ebbrezza. Si tratta di un riminese di 40 anni, A.D.,
residente a Misano Adriatico. L'automobilista, che si è rifiutato di sottoporsi al test
dell'etilometro, si trovava al volante di una potente Bmw 330 che gli è stata sequestrata
ai fini della confisca. Un giovane, invece, è risultato positivo all'alcol-test con valore di
1,77 grammi per litro. Sequestrata l'auto.
Inoltre la polizia stradale ha denunciato altre due persone per guida senza patente
perche' mai conseguita. Si tratta di due 26enni, uno di nazionalità macedone e l'altro
albanese, residenti rispettivamente a Rimini e Torino. Sono sempre di più gli stranieri
che conducono veicoli senza aver mai conseguito la patente di guida.
IL TIRRENO
MARTEDÌ, 07 APRILE 2009
Folle corsa ubriachi in auto denunciati dai vigili a Fiorentina
Viaggiavano da Guasticce Uno cerca di scappare l’altro danneggia il mezzo
LIVORNO. Guida spericolata sull’Aurelia domenica nel tardo pomeriggio. Uno zig zag,
dal cimitero dei Lupi alla Guglia, durato una ventina di minuti, dalle 18.40 alle 19. Ma il
pericoloso viaggio deve esser certo durato di più, considerando che i due quarantenni
livornesi a bordo dell’auto venivano addirittura da Guasticce, dove avevano consumato
un lauto pranzo. Una tavola su cui, evidentemente, erano scorsi fiumi di alcol.
(*) I due sono stati fermati e denunciati dalla polizia municipale: erano ubriachi e uno
di loro ha anche tentato la fuga.
Il mezzo-killer è stato intercettato all’altezza della Cigna da alcuni automobilisti di
passaggio che, preoccupati, hanno chiamato le forze dell’ordine. A fermare la folle corsa
ci hanno pensato i vigili urbani, che hanno bloccato l’auto alla Guglia. A bordo c’erano i
due, che sono subito apparsi ubriachi. Uno di loro, il conducente, ha tentato la fuga, ma
gli agenti hanno fatto in tempo a togliere la chiave dal quadro dell’accensione.
L’altro invece, proprietario dell’auto, ma passeggero in quanto la patente è stata
ritirata già nel passato per guida in stato di ebbrezza, ha cominciato a prendere a calci il
mezzo e per poco non l’ha distrutto. Per miracolo non ci sono stati incidenti. Entrambi
sono stati denunciati dai vigili.
(*) Nota: la cucina toscana non prevede di abbinare ai cibi l’alcol, ma il vino o, al limite,
la birra.
IL TEMPO
Roma
Festa di compleanno finisce con sei arresti
Sono state numerose le telefonate al «113», due sere fa verso le 23, nelle quali più
cittadini hanno segnalato alla Polizia di Stato una violenta rissa in atto all'interno di un
appartamento al civico 37 di via Ucria. Immediatamente più volanti della Questura si
sono recate sul posto, nel quartiere Prato Fiorito, e i primi poliziotti intervenuti si sono
trovati di fronte a una festa di compleanno tra cittadini romeni, degenerata a causa
dell'abuso di alcool, nel corso della quale le persone in casa stavano, addirittura,
gettando ogni tipo di oggetti, vasi, mobilio e altro, dalle finestre, mentre altri litiganti
stavano dandosele di santa ragione in mezzo alla strada, danneggiando anche alcune
autovetture parcheggiate in zona. Placati, non senza difficoltà, gli animi, gli agenti della
Polizia di Stato hanno dapprima accompagnato tutti i 6 cittadini romeni presso il
Policlinico Casilino, dove sono stati medicati, e poi presso il Commissariato Casilino
Nuovo, diretto da Agnese Cedrone, dove sono stati tratti in arresto per rissa aggravata.
I sei, tutti tra i 20 e i 30 anni, annoverano anche alcuni precedenti penali, in particolare
si tratta di R.V. di 21 anni, I.V. di 24 anni, S.I. di 27 anni, G.L.I. di 22 anni, V.M.D. di
29 anni e N.A. di 20 anni. Ieri mattina sono stati condotti presso il Tribunale per la
convalida dell'arresto e per il giudizio con rito direttissimo.
IL TIRRENO
MARTEDÌ, 07 APRILE 2009
Monsummano, beve e picchia la moglie: arrestato un operaio
MONSUMMANO. Beveva e alzava le mani. Già il primo matrimonio era finito per il
carattere violento dell’operaio che domenica sera ha dimostrato di non essere cambiato.
Questa volta sono stati gli stessi carabinieri a bloccarlo mentre stava picchiando la
convivente dalla quale quattro anni fa aveva avuto un bambino. Il piccolo spaventato
dalle grida, ha trovato ospitalità da alcuni vicini che poi hanno avvertito i militari.
Accusato di maltrattamenti in famiglia N.C., 43 anni, è stato sottoposto a fermo di
polizia giudiziaria di cui è stato informato in serata il sostituto procuratore di turno,
Luigi Boccia.
Stamani si terrà davanti al gip la convalida dell’arresto.
È una storia di degrado sociale dove alcol e botte si mescolano in un ménage familiare
che per l’operaio era la regola. La coppia fino al 2007 viveva nel comune di Lari.
Entrambi hanno matrimoni finiti alle spalle dai cui sono nati dei figli. Anche dalla loro
unione è nato un bimbo che spesso, secondo gli inquirenti, assiste alle violente liti tra i
genitori. Più che litigi con due persone che magari urlano e si offendono quello che
avviene nella casa della coppia è un’aggressione a senso unico dell’uomo contro la sua
convivente, vessata e costretta a subire gli scatti d’ira alimentati dalle frequenti sbornie
dell’uomo. Più di una volta i carabinieri della stazione di Monsummano, guidati dal
luogotenente Giuseppe Mignano, si erano interessati al caso. L’altra sera quella che
avrebbe potuto essere una scena di ordinaria sopraffazione, anche fisica, è finita con un
arresto. È stato il figlio a far capire ai vicini che la situazione rischiava di degenerare.
Quando si è presentato alla porta chiedendo di poter entrare i primi ad essere chiamati
sono stati i carabinieri. In una manciata di minuti la pattuglia è arrivata nell’abitazione
della coppia.
ROMAGNA OGGI
Castel Bolognese: litiga con l'amico e lo investe, denunciato
CASTEL BOLOGNESE 7 aprile 2009 - Ubriaco si è messo al volante della sua Renault Clio
e ha investito un amico di nazionalità estone con il quale aveva litigato poco prima per
l'interessamento di una giovane. Un ucraino di 28 anni, residente a San Mauro Pascoli,
è stato denunciato dai Carabinieri della Compagnia di Faenza con l'accusa di lesioni e
guida in stato d'ebbrezza. L'episodio si è consumato domenica notte all'esterno della
discoteca "Le Cupole" di Castel Bolognese.
Mentre il malcapitato veniva portato al pronto soccorso per le cure del caso, l'ucraino è
stato sottoposto al test dell'etilometro: risultato 1,35 grammi per litro. Per il giovane è
scattata, quindi, una doppia denuncia ed il ritiro della patente.
IL TIRRENO
Brutta avventura per un autista della Misericordia aggredito da un rumeno
Picchiato a sangue in
ambulanza dal paziente che stava soccorrendo
VIAREGGIO. Picchiato dal paziente (ubriaco) che stava trasportando in ospedale. È la
brutta avventura capitata al componente dell’equipaggio della Misericordia di Viareggio
intervenuto per un malore nei pressi della stazione ferroviaria.
Il brutto episodio è capitato ieri pomeriggio intorno alle 16, quando una ambulanza
della Misericordia è stata inviata dalla centrale operativa del 118 al sottopassaggio
pedonale della Rondinella dove era stato segnalato un uomo che sembrava colto da
malore. Quando la squadra ha raggiunto il punto, ha trovato un uomo di origini rumene
in precarie condizioni che però, in un primo momento, ha rifiutato di essere aiutato.
Poco dopo, però, l’uomo è caduto a terra ed è sembrato aver perso i sensi. L’ambulanza
è così tornata sul posto e questa volta ha caricato il paziente. Una volta a bordo, il
rumeno ha cominciato a dare in escandescenze. E, arrivato nei pressi della rotonda del
bowling, ha costretto il mezzo di soccorso a fermarsi. Non solo. Quando l’autista ha
cercato di dare una mano ai due volontari dell’equipaggio - fra cui una giovane donna è stato raggiunto da un pugno che gli ha ridotto il volto in una maschera di sangue e lo
ha costretto a farsi medicare al pronto soccorso (per lui 10 giorni di prognosi).
L’aggressore ubriaco è poi sceso dall’ambulanza ed è fuggito via a piedi.
Sulle sue tracce si è poi messa una squadra del nucleo radiomobile dei carabinieri che
ha rintracciato il rumeno e - dopo essere stato riconosciuto dai componenti
dell’equipaggio dell’ambulanza - lo ha accompagnato in caserma dove è stato
interrogato.
Cla.Ve.
MARKETPRESSINFO
UN PO’ DI MOTO E UN PO’ DI VINO ALLUNGANO LA VITA
Milano, 7 aprile 2009 - Sul Giornale Europeo di cardiologia è stato pubblicato il risultato
di una ricerca che ha evidenziato come una vita attiva associata a un moderato
consumo di alcool possa aumentare la sopravvivenza dopo un infarto. Lo studio è stato
realizzato in Danimarca su 12 mila persone seguite per 20 anni dopo un infarto del
miocardio. A vent’anni di distanza la metà era deceduta, ma solo un quinto di queste
morti era da addebitare a una malattia del cuore. Chi aveva scelto una vita attiva e chi
consumava moderate quantità di alcool aveva una probabilità di infarto più bassa
rispetto a chi aveva scelto una vita pigra e non consumava alcolici. “L’alcool non è certo
un farmaco che previene l’infarto: ma sembra confermarsi che un moderato consumo di
alcool, non più di uno/due bicchieri al giorno, unito a una disciplinata e continuativa
attività fisica può prolungare la vita di chi ha sofferto di infarto” afferma la Dottoressa
Lidia Rota Vender, presidente di Alt, l’Associazione per la lotta alla Trombosi che dal
1987 è impegnata nella prevenzione delle malattie cardiovascolari da Trombosi e nel
finanziamento della ricerca scientifica multidisciplinare in questo campo della medicina.
Buona l’occasione per ricordare che il vino rosso, grazie al contenuto di fenoli, sviluppa
la propria capacità antiossidante (qualcosa come antiruggine) sulle pareti delle arterie
solo quando viene consumato durante i pasti, e non a stomaco vuoto. E’ giusto
ricordare che alcolici e superalcolici sono comunque veleno per chi ha un fegato o un
pancreas non perfettamente sano.
IL RESTO DEL CARLINO
A undici anni con l'alcol nel sangue
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COMUNICAZIONE ASL BERGAMO ALCOHOL