! ! ! ! ! ! ! AZIONE ! CATTOLICA ! DIOCESI NOCERA INF— Adesione e Promozione ! Aderire all’AC.. un fatto di cuore, di testa… Aderire mette in gioco la testa: Aderire è questione di occhi: ci invita ad alzare lo sguardo per incontrare quello dei fratelli Aderire è questione di cuore: un cuore che batte, che sa stupirsi guardando alle meraviglie quotidiane una scelta di libertà, senza ingenuità Aderire è questione di mani: ci impegna ad essere protagonisti della vita associativa Aderire è questione di piedi: dobbiamo alzarci e andare dove le persone vivono.. ! ! Un'associazione in quanto tale è fatta di aderenti. Se non ci sono persone che decidono di mettersi insieme, cioè di associarsi, non c'è motivo di avere la costituzione formale di un'associazione. Questa evidente affermazione ha però dei distinguo se applicata all'esperienza dell'Azione Cattolica. Pur tra difficoltà, nelle parrocchie e nelle diocesi l'AC ha un cuore vivo e pulsante, e, anche in termini di coinvolgimento, i partecipanti ai campi diocesani, agli appuntamenti di formazione, agli incontri diocesani sono più numerosi di quanto i dati sulle adesioni diano a vedere. ! Ma allora perché è così difficile promuovere l’adesione piena all’associazione? Il nostro Statuto ci ricorda che "L'appartenenza all'Azione Cattolica Italiana costituisce una scelta da parte di quanti vi aderiscono per maturare la propria vocazione alla santità, viverla da laici, svolgere il servizio ecclesiale che l'Associazione propone per la crescita della comunità cristiana, il suo sviluppo pastorale, l'animazione evangelica degli ambienti di vita e per partecipare in tal modo al cammino, alle scelte pastorali, alla spiritualità propria della comunità diocesana." (STATUTO dell'AC art. 15.1) ! La natura associativa dell'Azione Cattolica richiede a ciascun socio l'atteggiamento della consapevolezza e della cura. C'è sempre un momento in cui lo “star dentro” è chiamato ad evolversi in una partecipazione responsabile. La tessera è, nel contempo, simbolo e sostanza di questa adesione. Entrambe le dimensioni, quella simbolica (legata al sentimento dell'appartenenza e della comunione) e quella sostanziale (il sostegno economico all'associazione) richiedono di essere elaborate con una programmazione attenta, tempestiva e continua. La scelta dell'AC da parte di ciascuno, che si concretizza in un atto esplicito l'8 dicembre, è in realtà parte integrante di un percorso formativo permanente. La nostra personale e libera adesione è proprio ciò che ci vuole, per rendere l'AC un'esperienza bella, importante e significativa per noi e per le nostre comunità. Questo opuscolo propone una serie di attenzioni, strumenti e modalità perché tutto l'anno conservi una sana tensione sulla opportunità di aderire. Non si tratta, ovviamente, di una operazione commerciale; né si concentra unicamente sul bisogno di iscritti all'associazione. È un promemoria e uno strumento per tutti coloro che sono chiamati a mediare la proposta dell'adesione. ! ! TESSERA O ADESIONE? ! “Perché devo fare una tessera per andare in parrocchia?”; “A cosa serve aderire?”. Sono certamente queste le domande che frullano nella testa di chi ha incontrato e conosciuto l'AC e si interroga se sia il caso di aderire a questa associazione. Ma se ci si fermasse a queste domande, le risposte sarebbero molto semplici, perché non serve certo una tessera per essere dei buoni cristiani, e “serve” a poco se la confrontiamo con i mirabolanti vantaggi delle tessere dei supermercati, o dei benzinai, che riempiono i nostri portafogli. Adesione e tessera non sono sinonimi. La seconda è solo un segno che ci aiuta a ricordare una scelta di impegno personale. Aderire all’AC significa voler contribuire alla costruzione di un progetto mettendoci del proprio, condividendo con molte altre persone gli obiettivi, uno stile e un metodo per stare nella Chiesa “da laici” e raccontare la bellezza di Gesù, oggi, in questo nostro tempo e nei luoghi in cui ci è dato di vivere. L'AC non ha altre finalità che non quelle che sono della Chiesa tutta: lo dice il primo articolo del nostro Statuto. L'adesione non è solo un fatto formale, ma è una questione di cuore e di testa, e associarsi è il modo per lavorare insieme, per organizzarsi e costruire una collaborazione efficace e duratura che permetta anche la preparazione di strumenti che supportano la formazione di tanti ragazzi, giovani e adulti. Aderire comporta certo una fatica, non è mai un “sì” detto una volta per tutte ed è un impegno che va rinnovato ogni giorno attraverso una partecipazione piena alla vita dei gruppi, alle attività missionarie, al supporto ai nostri parroci e alla vita della parrocchia. Aderire è anche un fatto che ci educa alla responsabilità e ci tocca sul vivo perché ci chiede anche un piccolo sacrificio economico, che permette all'AC di sostenersi attraverso i contributi di ciascuno. I vantaggi dell'aderire all'AC non sono una raccolta-punti per premi da mettere nelle nostre credenze ma, anche se meno visibili, sono certamente di maggior valore: imparare a fare comunità, scambio intergenerazionale, educazione alla democraticità, impegno personale…sono solo alcuni dei “premi del catalogo”. E vi sono anche segni più concreti, come ricevere la stampa associativa che accompagna la formazione a misura di ciascuna età, o la copertura assicurativa di ogni aderente in tutte le iniziative associative. E allora a chi partecipa ai gruppi ACR, Giovanissimi, Giovani e Adulti da simpatizzante, rivolgiamo in particolar modo l’invito ad aderire, affinché la tessera dell’AC diventi davvero il segno forte della partecipazione e perché c’è bisogno del contributo di tutti per fare dell’AC uno strumento sempre più bello per l’evangelizzazione! ! ! ! Adesione a misura di Ragazzo L’ADESIONE PRESENTATA AI GENITORI L'aspetto economico della tessera coinvolge spesso il nucleo familiare, e in particolare i genitori, soprattutto quando il socio è piccolo d'età. E meno i genitori ci conoscono, meno ci siamo resi “presentabili” e meno possiamo sperare che comprendano il perché dell'adesione dei figli. La tessera può essere, dunque, il punto di partenza, di passaggio o di arrivo di un dialogo con loro. Anche qui, alla formula scontata (li convochiamo per spiegare perché ci si tessera), si può affiancare un'idea di respiro più ampio. Il tesseramento vissuto come occasione per una promozione nell'ordinario, ispirata dalla gratuità evangelica, fa bella l'AC e la rende ulteriormente “presentabile”, con o senza il ritorno di nuove adesioni. La celebrazione del nostro “sì” può essere la “scusa” per aprirsi al mondo delle famiglie, proprio a partire dai genitori, dai fratelli e dalle sorelle dei soci… pensando la festa del tesseramento come aperta a tutti, con incontri appositi, magari con un piccolo cammino dedicato e trasversale ai settori. Già molte parrocchie sperimentano con successo incontri con genitori, anche nel solco del “Progetto Nazareth” per le famiglie, e i riscontri sono molto significativi. Spesso è necessario preparare nei nostri gruppi delle attività per presentare l'adesione all'associazione e spiegare il tesseramento. Poiché non avere la tessera non preclude la possibilità di frequentare il gruppo, è giusto motivare il significato della tessera. MA LA TESSERA COSTA… I soldi ricavati dal tesseramento all'AC servono per organizzare tutta l'associazione (convegni nazionali, stampa associativa e altro ancora) e una parte va al Centro Diocesano per la formazione di educatori e responsabili (con incontri e sussidi), per le feste diocesane, i ritiri, i campiscuola. ! ! ! ! ! ! UN'ATTENZIONE PARTICOLARE PER L' ACR L’ADESIONE Obiettivo: I ragazzi saranno portati a riflettere sull'Identità Associativa e a comprendere cosa sia l’Azione Cattolica, con riferimento al valore dell'adesione nell'avvicinarsi del momento del tesseramento. Attività: Si immagina una specie di gioco a quiz a due squadre composte dai ragazzi; ognuna avrà a disposizione un pulsante da schiacciare per rispondere (si può creare manualmente), e l’educatore può registrare diversi suoni che corrispondano alla risposta giusta e a quella sbagliata da azionare al momento opportuno. Le domande verranno scritte su dei cartelloni che man mano verranno sfogliati al momento di passare alla domanda successiva. Se la risposta data dalla squadra è giusta si va avanti, altrimenti si torna indietro. Le squadre si alternano. Domande: 1. Che cos'è un'ASSOCIAZIONE? A: Aggregazione di più persone per uno scopo comune B: gruppi di persone che si divertono tra loro 2. Che cos'è l'Azione Cattolica? A: Un movimento di ragazzi che si incontrano per stare insieme, cantare, parlare dei problemi. B: Un'associazione di laici che si impegnano liberamente per la realizzazione del fine apostolico della Chiesa. 3. L'Azione Cattolica collabora con i sacerdoti? A: Sì, collabora direttamente con la gerarchia in un rapporto di piena comunione e fiducia. B: No, si gestisce da sé. 4. Qual è l'impegno dell'AC? A: Religioso-apostolico: comprende la evangelizzazione, la santificazione degli uomini e la formazione cristiana delle loro coscienze. B: Religioso: consiste nell'aiutare i ragazzi ad affrontare i problemi, a stare insieme e a divertirsi. 5. Come si articola la Formazione dei laici di Ac? A: Formazione personale e comunitaria, che li aiuti a corrispondere alla universale vocazione alla santità e all'apostolato. B: Formazione personale che gli viene dall'andare in Chiesa e li aiuti a vivere meglio. 6. In che cosa si impegnano ancora i laici che aderiscono? A: A testimoniare nella loro vita l’unione con Cristo e a rivestire le loro scelte di spirito cristiano. B: A testimoniare con la loro vita la gioia. 7. In Ac vi è singola responsabilità o corresponsabilità nella missione della Chiesa universale? 8. I settori dell'Ac sono ognuno per conto loro? A: Sì, ognuno vive per sé e da sé. B: No, vi è l'unitarietà. Suggerimenti: Riferimento allo Statuto di Azione Cattolica, primi 10 articoli. ! CI STAI ALL'ACR? Si mettono a disposizione degli acierrini una serie di giornali e riviste. Ogni ragazzo/a deve creare un fumetto in cui uno dei due personaggi fa all'altro una domanda che implichi una risposta positiva o negativa. Ogni ragazzo ha un foglio su cui incolla le immagini scrivendo le battute dei personaggi (Ad esempio: la foto di una mamma che chiede alla figlia: “Hai finito i compiti?”; la risposta positiva della figlia è rappresentata con l'immagine di una ragazza che ascolta la musica). E' importante che la risposta sia solo si o no. Si prendono tutte le scenette con risposta affermativa (con l'accortezza di eliminare quelle diseducative) e si incollano su un cartellone, che l'educatrice/ore avrà preparato precedentemente, con al centro l'immagine di due ragazzi in cui uno chiede: “CI STAI ALL‟ACR?” e l'altro nel fumetto come risposta ha l'immagine della tessera ACR. Questo perché la tessera è la risposta affermativa alla richiesta di partecipazione. ! ! ! IL QUIZ DELL’ACR Proporre ai ragazzi la visione di una videocassetta realizzata dagli educatori, che mostra una puntata di un immaginario quiz televisivo, dove il presentatore fa alcune domande sull'ACR. I ragazzi, mentre seguono il video, possono rispondere su un foglio alle domande del conduttore, scegliendo tra le risposte date dai concorrenti; alla fine le si discuteranno in gruppo. Ecco la trama del video come è stato realizzato dagli educatori di una parrocchia: I personaggi sono cinque: • il presentatore (un tipo giovanile, elegante, sempre con la battuta pronta) • la valletta (una ragazza -o un ragazzo travestito, ancora più divertente!- con atteggiamenti da diva • concorrente 1 - la sportiva Vanessa (una ragazza in tuta da ginnastica e cappellino, molto trendy, tipo un’istruttrice di danza moderna o di ginnastica). • concorrente 2 - il montanaro Tatore (calzoni alla zuava, camiciona, scarponi da montagna… - non tanto sveglio ma molto buffonesco). • concorrente 3 - la casalinga Concetta della provincia torrese, che parla in dialetto, vestita con fazzolettone e gonna lunga). Dopo la sigla del programma, un balletto dove compaiono tutti gli educatori, entrano in studio il presentatore e la valletta. Il primo presenta lo show, che è l'ultima puntata di una lunga serie di grande successo. Ringrazia poi l'orchestra, un semplice suonatore di chitarra, che interverrà con uno stacchetto dopo le domande. Chiede poi alla valletta di far entrare, uno alla volta, i tre concorrenti a cui fa una breve intervista (nome, provenienza, lavoro). Si sistemano nelle loro postazioni: la sportiva in uno scatolone marchiato con la lettera “A”, il montanaro in una vaschetta di plastica marchiata con la “R” che rovescerà più volte nell'impeto del gioco- e la casalinga su un inginocchiatoio con la lettera “C”. Si fa la prova pulsanti, che consiste nel gridare forte e ripetutamente la propria lettera (A,C oppure R) e si iniziano a fare le domande. Tutti i concorrenti potranno rispondere magari simulando incertezza, grande sicurezza oppure perdendosi in monologhi - partendo dal più veloce a “schiacciare il pulsante”. Le domande: 1. Quando è nata l’Azione Cattolica dei Ragazzi? Casalinga: Nel 1868, come l'Azione Cattolica. Montanaro: Nell'anno zero, insieme a Cristo. Sportiva: Il primo novembre 1969 *. 2. Quali sono le caratteristiche principali dell’ACR? Montanaro: Disponibilità verso gli altri, amicizia con Gesù, vivere. nella comunità, essere impegnati in tutto ciò che si fa *. Sportiva: Andare a Messa quando abbiamo voglia, fare l'attività come ci pare, isolare gli altri, capacità assoluta di non-ascolto. Casalinga: Amore verso se stesso e gli altri, capire che siamo liberi di fare le nostre scelte, pregare in gruppo e da soli, attenzione nei confronti del nostro vescovo. 3. Cosa vuole dire ADERIRE ALL'ACR? Montanaro: Dire “Ci sto”, prendersi le proprie responsabilità, crederci, essere nell'associazione *. Casalinga: Andare ogni sabato all'incontro, agli incontri diocesani e vicariali e a Messa. Sportiva: E' un esercizio di body-workout: ogni sabato i ragazzi sono legati a coppie, per le mani e le caviglie e ogni sabato si è liberi di cambiare compagno. 4. Perché si pagano “15 sacchi” all'anno per far parte dell'ACR? Casalinga: Perché il signor Anno ha bisogno di 15 sacchi di iuta. Sportiva: Perché mi posso responsabilizzare all'interno dell'associazione*. Montanaro: Perché si pagano l'abbonamento al giornalino e le spese. 5. Perché i ragazzi, anche se molto giovani, devono aderire all'ACR? Sportiva: Per valorizzare il loro ruolo nell'associazione, per essere gruppo, per sentirsi più responsabili*. Montanaro: Perché la tessera è come un panino al prosciutto: la mangi e ti sazi. Casalinga: Perché possono impegnarsi meglio ed essere più responsabili nei confronti degli altri. Il video del quiz si conclude senza la correzione delle risposte e senza proclamare il vincitore, ma solo con la sigla finale per permettere la discussione in gruppo. Delle risposte proposte la sola corretta ha l'asterisco). Il video può essere arricchito con spot pubblicitari, con l'intervento dell'annunciatrice del programma prima della trasmissione, inserendo battute e giochi di parole nei testi del presentatore… ! SCENETTA La tessera dell’ACR Si organizza una scenetta-gioco di ruolo. Ad ognuno dei ragazzi sarà assegnata un tipo di tessera che dovrà pubblicizzare, proponendola a uno degli educatori, che finge di essere un ragazzo annoiato in cerca di qualcosa da fare. Ognuno quindi si preparerà un piccolo discorso in cui mostrerà i pregi della propria tessera; l'educatore ascolterà ognuno dei ragazzi, muovendo tutte le critiche che gli vengono in mente. Alla fine un altro educatore lo convincerà proponendo i pregi della tessera dell'ACR che garantisce divertimento, contatto con gli altri e crescita. Esempi di tessere: Tessera biblioteca – PRO cultura; CONTRO: mancanza di contatti con le persone. Tessera sconto al cinema / teatro– PRO divertimento; CONTRO ammortizzamento del costo non sicuro (dipende da cosa offre la stagione!). Abbonamento stadio- PRO divertimento; CONTRO divertimento solo se i giocatori sono bravi! Abbonamento bus – PRO possibilità di girare; CONTRO scioperi. Bancomat – PRO pagamenti veloci; CONTRO limite di prelievo o incitamento al consumo. Tessera soci supermercato – PRO sconti; CONTRO incitamento al consumo. Tessera società sportiva – PRO divertimento, benessere fisico; CONTRO orari allenamenti fissi e possibilità di giocare commisurata alla abilità atletica. Card abbonamento pay-tv – PRO divertimento; CONTRO mancanza di contatti. Altri esempi: Tessera piscina, Tessera Touring Club, Invito speciale per una discoteca. ! ! ! ! Cosa significa fare promozione all’Azione Cattolica? Promuovere l’AC non è questione di marketing. E’ il voler condividere con il maggior numero di persone possibile un’esperienza di Chiesa forte, viva e responsabile. E’ il voler rendere di qualità la presenza dei laici al fianco dei pastori per l’annuncio del Vangelo. Un’ Ac che promuove se stessa è un’ Ac che sa raccontarsi e che, nel raccontarsi, comunica l’essenziale, suscita curiosità e interesse per la vita associativa: insomma dobbiamo saper dire con le parole dell'oggi cos’è l’Ac, cosa propone e come funziona. Promuovere è un impegno volto a far crescere ciò che vale, che é ritenuto importante, che merita attenzione e cura perché altri possano gioirne, trarne vantaggio, condividerlo. Promuovere è un’azione missionaria: significa dedicarsi all’altro. Un'AC missionaria cresce dedicandosi alla crescita della comunità… Vogliamo promuovere la bellezza di camminare insieme; la condivisione della vita e della fede; l’amicizia; le relazioni autentiche e profonde; il servizio appassionato e gratuito alla Chiesa. Cè una proposta, c’è una meta, c’è uno stile semplice, fraterno e attento alla cura dei legami e delle persone, c’è impegno e dedizione per la Chiesa. E ci sono le persone in ricerca, con un desiderio forte di un quotidiano ricco di senso. C'è tutto, insomma. Ora si tratta di iniziare a promuovere l'Ac! ! ! ! ! ! ! ! ! Cosa promuovere? ! L’associazione è un’esperienza talmente ricca e variegata da non rendere semplice sintetizzare la proposta. Decidiamo, quindi, quali tratti dell’associazione sottolineare in base al momento e ai destinatari, ricordandoci che per arrivare alle persone, occorre parlare delle persone stesse e di quello che vivono, occorre parlare della QUOTIDIANITA’ ! Il messaggio cambia se dobbiamo favorire la scelta di un non socio o la conferma di un socio. ! ! SOCI NON (ancora) SOCI I soci hanno già fatto esperienza della vita di AC. Col passare del tempo le eventuali note negative si assottigliano nel ricordo , lasciando spazio alle emozioni positive e ai momenti di crescita sperimentati nell’esperienza di AC. Il messaggio dovrà quindi far leva sul vissuto degli stessi.. Ma ai bei ricordi affianchiamo sempre una proposta interessante.. La conferma dell’adesione viene soprattutto dal nuovo inedito. Per catturare l’attenzione occorre elaborare un messaggio che coincida con le esigenze comuni degli uomini e dei cattolici del nostro tempo. E’ sempre più diffusa la richiesta di spiritualità, di ascolto, di familiarità e di punti saldi di riferimento. Usiamo messaggi che non esaudiscano chi ne viene a contatto, ma favoriscano la ricerca di “altro” ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! Quando? ! Una corretta promozione non può non tener conto dei tempi. le varie fasi devono essere correlate e sinergiche, passando da un livello più generale a uno via via più approfondito. SETTEMBRE – OTTOBRE Uscite SPOT! Comunichiamo stile e immagine e puntiamo a creare un’aspettativa in vista dell’azione successiva.. ! OTTOBRE – NOVEMBRE Entriamo un po’ nei contenuti che devono essere solo un’anticipazione dei contenuti finali, in modo da alimentare una nuova aspettativa. ! NOVEMBRE – 8 DICEMBRE (e per tutto l’anno) Ogni richiesta d’informazione deve essere soddisfatta. Facciamo sì che tutte le informazioni siano correlate tra loro, in modo che ogni informazione trovata possa rimandare o invitare a informarsi su un’altra cosa. Un esempio? Quando i genitori dei bambini dell’ACR vengono a informarsi sull’attività dell’anno per i loro figli, non esitiamo a dar loro un volantino che riporti in fondo anche un rimando alle attività organizzate per gli adulti.. magari aggiungendo una battuta come: “Qui c’è qualcosa anche per lei!” ! ! ! Come? ! La nostra AC ha bisogno di essere rafforzata e di crescere. “Facendo” si contribuisce a consolidare lo stile associativo e a cementare l’appartenenza all’AC. Ecco che diventano significative non solo le iniziative da realizzare o la condivisione di un’esperienza di servizio, ma anche i progetti che riuniscono le persone attorno ad obiettivi concreti condivisi. Ecco a voi una piccola raccolta di idee per dare l’idea di una vitalità associativa diffusa e capace di generare speranza. ! PERCHÉ NON TI FERMI CON NOI? Prevediamo un momento di annuncio/presentazione del'AC durante le nostre iniziative, non escludendo le forme della testimonianza e dell'esplicitazione personale dell'appartenenza. FATTI DI AC! Siamo persone con un vissuto da poter raccontare. Attorno a qualche racconto bello si può costruire qualche "performance" per farci conoscere. QUESTO VANGELO MI INTERESSA Costruire una proposta che parta da situazioni di vita e ci legga dentro il Vangelo. Possiamo strutturare diverse forme: incontro pubblico, chiacchierata in piazza, animazione al centro commerciale. Possiamo utilizzare alcuni richiami forti per dare gli appuntamenti e collegare queste esperienze alla proposta di un laboratorio di ricerca della fede. C'É UNA COSA CHE NON VA Stimoliamo la lettura del territorio per sollecitare gli organi amministrativi su alcune questioni problematiche e offrendo collaborazioni competenti per la soluzione. OGGI CAMBIAMO LE COSE Proporre dei gruppi di progetto, che coinvolgano anche ragazzi e adolescenti, per studiare come risolvere un problema emerso nel quartiere o dalla cronaca locale, in collaborazione con altri enti e associazioni. CI CONOSCIAMO? L’AC potrebbe offrire in parrocchia, dopo la Messa, un momento di convivialità attraverso qualche piccola proposta o animazione, per favorire una maggiore conoscenza reciproca con la comunità. UNA SETTIMANA PARTICOLARE Fare la proposta dell'adesione all’intera parrocchia partendo dall'esperienza di vita associativa; qualificare, grazie a un'esperienza missionaria, un gruppo di soci capace di animare e sostenere la proposta dell'Ac e dell’adesione ad essa in forme non abitudinarie; stimolare l'associazione parrocchiale al gemellaggio e al supporto di una comunità parrocchiale vicina. OGGI LAVORO PER TE Mezza giornata a settimana, mettiamo a servizio la nostra competenza professionale per i poveri della parrocchia o per favorire i progetti parrocchiali. PUOI CHIEDERE A ME.. Un pomeriggio a settimana i professionisti di AC potrebbero offrono una consulenza in parrocchia. TE LO SPIEGO, SE VUOI Offrire alla comunità parrocchiale dei momenti in cui alcuni esperti dell'associazione propongono di analizzare insieme alcune questioni di attualità perché tutti possano conoscete, capire e approfondire.