2008
TUrismo siamo Tutti
Progetto realizzato dalla V A e V B
della Scuola Elementare Carducci
di Bologna
Insegnanti: Marica Triola,
Annamaria Billi,
Rossella Naldi e Francesca Nappi
Progetto TUrismo siamo Tutti
Realizzato dalla V A e dalla VB delle scuole elementari Carducci di Bologna- Anno scolastico 2007-2008
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2008
TUrismo siamo Tutti
Progetto realizzato dalla V A e V B
della Scuola Elementare Carducci
di Bologna
Insegnanti: Marica Triola,
Annamaria Billi,
Rossella Naldi e Francesca Nappi
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Il progetto dell’Europa Mediterranea
“TUrismo siamo tutti, un nuovo abito mentale”
è stato realizzato nelle classi V A e V B,
Scuola Elementare Carducci di Bologna - anno scolastico 2007/08,
con il patrocinio dell’Università di Bologna e
dell’Università di Napoli “Parthenope”
Di cosa è fatta una città ?
Sogni di gloria,
meravigliose ricchezze,
gente attiva che fatica ad andare avanti,
gente egoista che si trattiene, che non dà,
vita e morte,
vicissitudini e virtù
tutto questo in un luogo
(1900 Joan Maragall)
What’s a city is made of ?
Dreams of glory,
wonderful riches,
active people struggling to go ahead,
selfish people holding back,
life and death,
vices and virtues
all this in one place
(1900 Joan Maragall)
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TUrismo siamo tutti:
un nuovo abito mentale
Il turismo: è l’attività svolta dalle persone “travelling to and staying in place
outside their usual environment for not more than one consecutive year for
leisure, business and other purposes”(United Nations Statistical Commission,
marzo 1993). Parafrasando Carlo Emilio Gadda: il turismo non è uno gnocco
distaccato da altri in pentola, è un groviglio di relazioni legate da infiniti filamenti
o grovigli infiniti.
L’offerta turistica è formata dal territorio e dall’insieme delle sue
risorse,
attività e popolazione, Sintetizzando: TUrismo siamo tutti ed è cosa di tutti.
“Turismo somos todos y es tarea de todos”
È il logo della campagna organizzata per la prima volta nell’estate del 2005 da
Alianza para la Excelencia Turística e dalla Federazione dei Municipi spagnoli per
sensibilizzare gli 8000 comuni e tutti i cittadini spagnoli sull’importanza del
turismo e dell’accoglienza al turista. A questa iniziativa hanno fatto seguito la
Francia e la città di New York, con campagne finalizzate a migliorare la capacità di
accoglienza dei cittadini verso i forestieri.
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Il libro
“Turismo somos todos” è anche il titolo di un libro di cui sono autori Claudio
Quintano, preside della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Napoli
Parthenope e Franco Garbaccio, docente dello stesso Ateneo, adottato in diverse
università, scuole di formazione e Amministrazioni locali.
C.Quintano, F.Garbaccio
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Il libro è la sintesi di un anno di osservazione dei fatti del turismo in
collaborazione con Il Denaro, dall'agosto 2005. Ogni settimana, un articolo ha
commentato gli accadimenti più significativi, con un taglio utile ai fini didattici,
collegando testi accademici con i fatti quotidiani, politici, economici di costume,
che tanta influenza hanno sull'agire turistico. Come scrive Alfonso Ruffo Direttore
del Denaro: “…non è soltanto una raccolta di articoli. E' il racconto di un impegno
notevole e costante che ha visto lavorare insieme docenti e studenti, università e
giornale, nel tentativo di fornire un contributo d'idee a chi ha l'onore di decidere o
semplicemente vuole comprendere. I semi piantati hanno generato frutti: sono
serviti a rendere più succosi dibattiti televisivi, articoli di giornali; e tesi di laurea
vi hanno attinto copiosamente. L’attenzione dedicata all’argomento ha spinto più
di un commentatore a pesare meglio i propri interventi, ad a approfondirne la
serietà statistica e a misurare i giudizi per affrontare il tema con più competenza
e meno superficialità che nel passato. Non è poco e ne siamo soddisfatti”.
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Dopo appena due anni, la cultura del turismo ne è risultata rivoluzionata:
siamo tutti turisti. Scrive ancora Ruffo nella prefazione agli Atti degli Stati
Generali del Turismo della Regione Campania, del 2007 a Sorrento:
“Siamo tutti turisti. E allora? Allora cambia la prospettiva. Il turismo non è più un
settore tra gli altri al quale si guarda con benevolenza crescente da quando,
soprattutto in Europa, la produzione di beni arretra ma, più propriamente, un
abito mentale. Un modo di pensare che condiziona scelte ed azioni. Tutte le scelte
e tutte le azioni che hanno impatto sull'organizzazione del territorio e della vita
che vi si svolge. Il turista, in questa accezione, non è più quell'animale strano che
viene da lontano e al quale si cerca di vendere un po' di tutto confidando
nell'abbassamento delle sue difese ma anche il cittadino che decide di godersi,
magari tutti i giorni, l'offerta della sua città. Turisti, appunto, siamo tutti. Se
siamo tutti turisti, se il turista siamo noi, il punto di arrivo è garantire un'elevata
qualità della vita a vantaggio di tutti gli abitanti del posto, stanziali e provvisori,
senza più rifugiarsi in anacronistici distinguo. Luoghi del genere non possono che
divenire attrattivi per definizione. Un abitante soddisfatto, orgoglioso della sua
terra, appagato per il livello dei servizi che riceve, stimolato a consumare
(gastronomia, musei, natura, bellezze artistiche e storiche, spettacoli, grandi e
piccoli. eventi, artigianato, beni di consumo) è il più accreditato indicatore della
bontà di un'area ad essere percepita e vissuta come turistica.... serve a misurare
il grado di coinvolgimento della società intorno al misto magico di economia e
cultura che il turismo rappresenta. Un impasto formidabile al quale si guarda con
fiducia per la creazione di un reddito che si vorrebbe sempre più cospicuo e per la
cui formazione serve un impegno collettivo.
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TUrismosiamotutti : I bambini raccontano Bologna
Il progetto “I bambini raccontano Bologna – turismosiamotutti”, ideato,
progettato e realizzato a Bologna, da Marica Triola e dall’VIII Circolo Didattito
diretto da Daniela Turci, è il primo esperimento europeo di valorizzazione a fini
didattici delle risorse endogene attraverso il recupero delle radici storiche e
sociali, delle risorse: artistiche, culturali, tradizionali e produttive, in grado di
promuovere le attività turistiche in misura sostenibile e duratura, nel rispetto
delle popolazioni locali e nell’interesse delle nuove generazioni: in una Europa con
sempre meno fabbriche, il territorio è la nostra principale e insostituibile risorsa.
TUrismosiamotutti intende far prendere coscienza che il turismo, come dice la
Commissione Europea “è un elemento determinante della vita di tutti gli europei,
una conquista sociale irreversibile, prima ancora di essere un ramo dell'economia,
un fenomeno di costume, un insieme eterogeneo di attività”. E in questo quadro,
la capacità di accoglienza della popolazione e una elevata qualità del vivere
offerta dal territorio sono la condizione per la sua crescita. Per ottenere questo
risultato, si rende necessario, rispetto al passato, fatto in buona parte sulla
speculazione del territorio, adottare un “abito mentale” nuovo, per ripensare
l'organizzazione della vita nel territorio e il contributo che ogni cittadino deve
assicurare per far tornare la città un luogo dove sia bello vivere. Dove ogni
abitante si senta soddisfatto e orgoglioso della sua terra. La visione europea dei
problemi ha reso evidente che soltanto cominciando dai giovani studenti si
possono raggiungere risultati soddisfacenti. Da queste riflessioni prende corpo il
progetto, che si propone di contribuire a innescare processi di diffusione
dell’educazione civica, alla cittadinanza unitaria e plurale, di riscoperta o scoperta
delle tradizioni e delle memorie, attraverso i segni lasciati dalle passate
generazioni, dai patrimoni culturali, popolari, dal recupero delle memorie delle
persone, dei racconti degli anziani, delle vicende storiche di coloro che hanno,
generazione dopo generazione fatto di Bologna la grande città di respiro europeo
di cui tutti i giovani devono sentirsi orgogliosi.
Il Progetto, si colloca nel quadro e nella logica di una iniziativa,
“TUrismosiamotutti” che ha respiro, dimensione e diffusione europea; con queste
coordinate è stato però espressamente pensato e programmato in modo da
essere modulabile riprodotto in realtà paragonabili alla città e al contesto
Bolognese e in tutte le scuole. La sua progettazione esecutiva e la sua
sperimentazione pratica sono state invece calibrate sulle caratteristiche particolari
di Bologna. Anche in queste fasi, molto utili per l’insegnante sono stati i
commenti dei bambini. In questo modo, rendendo tutti in qualche misura
protagonisti, il lavoro si è rivelato divertente, coinvolgente, stimolante e
innovativo. Ognuno ha portato un contributo. Questa è forse la sua più
apprezzabile qualità, è originale, è facilmente riproducibile: una “buona pratica”.
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Finalità del progetto
1.
Suscitare nei bambini (iniziando dalla scuola Primaria) l’amore per la propria città e per la
propria cultura e tradizioni; e con questa sensibilità, avviare un processo di educazione alla
convivenza civile, di rispetto del forestiero, di orgogliosa appartenenza ad una città che
partecipa con piena dignità alla ricerca di una dimensione multiculturale;
2.
far prendere coscienza, illustrandone i contenuti sociali ed economici, che il turismo è la
risorsa principale dell’Europa, dell’Italia e della nostra Regione, una delle poche in grado di
creare in continuazione ricchezza, posti di lavoro qualificati e benessere per la collettività;
3.
insegnare ai bambini che in questa nuova realtà il multilinguismo non è un optional ma lo
strumento indispensabile per metabolizzare le diverse discipline che concorrono a formare il
cittadino europeo: Storia, Geografia, Scienze, Educazione alla convivenza sociale, ecc.
4.
applicare l’approccio metodologico CLIL - Content and Language Integrated Learning
(apprendimento integrato di lingua e contenuto) ad un contesto integrato e traversale, com’è
quello del turismo.
Gli Obiettivi specifici tendono far prendere coscienza di realtà che possono essere così
sintetizzabili.
•
Bologna è una “città” e non solo un insieme di strade, case, monumenti, semafori e sensi
unici:
•
Per capire una città, bisogna scoprire la popolazione e il perché delle “cose”: dei palazzi, dei
portici, dei singoli monumenti e di coloro che li hanno meritati, i nomi delle strade, le
trattorie e la cultura gastronomica prima degli hamburger, il “costo” delle cose, ecc.;
•
la città è un “bene pubblico” anche quando costituita da proprietà private, è patrimonio di
tutti i cittadini, che la importanza sociale, economica e culturale della città è data dalla
consapevolezza dei cittadini di esserne “tutori” e “custodi”;
•
la qualità del vivere, la capacità di accoglienza e la disponibilità verso il “forestiero” sono il
miele che attrae i flussi turistici: un mercato che alimenta tutte le attività produttive e
culturali del territorio, attiva sempre nuove imprese, crea ricchezza diffusa e occupazione;
•
il turismo è strumento di pace e di conoscenza tra i popoli; le lingue sono i necessari
collegamenti tra le diverse culture;
•
tutta la popolazione è coinvolta dal turismo, che è cosa di tutti ed è compito di tutti.
•
Il turismo è la principale industria delle principali città del mondo, da New York a Berlino,
Parigi, Londra, Mosca, ecc.;
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Il progetto si articola, nella fase iniziale, in alcuni segmenti o “lotti funzionali”, tra loro
coordinati, altri si aggiungeranno seguendo le esperienze e le emergenze:
1. la scoperta di Bologna
2. Adotta la tua città
3. fa conoscere la tua città agli amici di altri luoghi
4. scopri e fai scoprire agli amici gli Itinerari dei sapori antichi, dell’artigianato e del
gusto
1.
La scoperta di Bologna
•
descrizione dell’itinerario, sightseeing di Bologna, con la guida delle maestre; commentario
dei singoli monumenti; in Inglese e Italiano (il primo giro:12 ottobre);
•
Lezioni in aula mirate agli obiettivi del progetto: studio e approfondimento, discussione con
gli studenti, analisi delle impressioni, dei suggerimenti, dei correttivi: materie interconnesse
e riferimenti continui, in particolare storia, geografia, cultura, educazione alla convivenza
sociale, lingua Inglese;
•
Le torri, con salita sulla Torre degli Asinelli, i portici, i fiumi, i palazzi, le porte, le mura;
•
Scrittori, poeti e giornalisti cittadini e quelli che hanno scritto su Bologna (con interviste,
quando possibile);
•
Itinerario mussale ( a titolo meramente esemplificativo, si dettaglia l’itinerario realizzato
quale prima fase, limitato al Museo Civico Medioevale; Collezioni comunali d’arte; Museo
Davia Bargellini, come da allegato:
2. Adotta la tua città
•
Far adottare un quartiere, una strada, una piazza, un monumento a gruppi di bambini, che
dovranno approfondirne la conoscenza, studiarne storia, aneddoti, curiosità, ecc.;
•
fare da guida in italiano e inglese ai turisti e ai bolognesi, a cominciare dai genitori e
parenti, per illustrare le bellezze della città non sempre conosciute;
•
creare opuscoli illustrativi in italiano e inglese, presentando aspetti originali, visti con gli
occhi dei bambini;
•
collaborazione con i media per informare dell’iniziativa al fine di una maggiore diffusione;
•
vademecum del turista a Bologna per scoprire la città a misura di bambino.
3. Fa conoscere la tua città agli amici di altri luoghi
•
Incontri con le scuole di altri comuni, regioni;
•
Scambi di informazioni, e-mail, ecc. tra i bambini.
•
Altro da definire
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4. Scopri e fa scoprire agli amici gli Itinerari dei sapori antichi, dell’artigianato e del
gusto
•
La gastronomia nella cultura e nella storia bolognese;
•
i prodotti della tradizione: elencazione, reperti storici, bibliografia); i negozi storici
superstiti,
•
Esempi: laboratorio della pasta fare la sfoglia a mano, le diverse modalità: lasagne,
cannelloni, tagliatelle, ecc. Visitare un salumificio, una cantina, una acetaia; il percorso
della frutta, ecc.
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I protagonisti
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La Classe V A
La Classe V B
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Il Perditempo – di Eugenio Riccomini
Bologna, si dice è una citta ancora atta al passeggio. Se davvero è così,
benissimo: il passeggio e assai meno dispendioso del viaggio, meno faticoso. E
può essere, perfino, più istruttivo: se ci si aggiunge la disposizione al
curiosare.
Questa nostra città, quasi priva di capolavori sublimi e obbligatori (e perciò,
grazie al cielo, dribblata dai tour operators e dai pullman del turimo onnivoro)
invita invece alla scoperta: passeggiando, è consentito intrufolarsi negli
androni dei palazzi, scoprire cortili e scaloni, sbirciare affreschi, entrare e
uscire dalle chiese, annusare sacrestie, socchiudere portoni. Si puo insomma,
nei ritagli di tempo e deviando solo leggermente dal proprio itinerario, fare un
po' di shopping visivo insolito e per di più gratuito. Si scopriranno cose non
eccelse, schivate dai manuali di storia dell'arte: che meritano però una breve
deviazione, scantonando non di poco mentre si va a far compere o a pagare
una multa.
Ad esempio: Palazzo Hercolani, al 45 di Strada Maggiore. E’ una sede
universitaria con annesso andirivieni di studenti, bidelli e docenti. Grande
scalone con statue neoclassiche del De Maria, colonne, affreschi: l'ultimo
ingresso solenne della tradizione barocca. Lasciatelo alIa vostra destra, e
traversate il cortile in diagonale. Aprite la porta nell'angolo o cercate qualcuno
che l'apra. E vi trovate in un ambiente di fiaba: e una delle poche stanze-paese
superstiti. Fascinosa, ambigua trovata delIa decorazione d'interni
settecentesca, la stanza-paese è, come dice il nome, una saletta dipinta a
fresco dallo zoccolo fino alla cima della
volta con paesaggi; anzi, è un paesaggio
unico, senza soluzione di continuità.
S'annulla, nella stanza-paese, la
geometria dell'ambiente, sfuggono gli
spigoli, sono abolite le finestre, e anche
la porta si annulla, dipinta anch'essa
come le pareti. Non ci si possono
appendere quadri, ne addossare mobili.
E’ fatta solo per mettercisi in mezzo, e
guardare tutto intorno. .
Questa di Palazzo Hercolani l'ha dipinta
Rodolfo Fantuzzi, forse verso il 1815 o
poco dopo. Una stanza così serve solo
per fantasticare, per passeggiare
immobile in una campagna amica, dolce,
amena: ultima Arcadia, e già sottile
malinconia romantica.
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BOLOGNA
« La Grassa, la Dotta, la Turrita »
Bologna (Bulåggna in bolognese) è una città di
Stato:
Regione:
Provincia:
Coordinate:
Altitudine:
Superficie:
Abitanti:
Densità:
Comuni
contigui:
CAP:
Pref. tel:
Nome abitanti:
Santo patrono:
Giorno festivo:
Italia
373.170 abitanti, capoluogo dell'omonima
Emilia-Romagna
provincia, nonché della regione Emilia-
Bologna
Romagna.
44°30′27″N 11°21′5″E 44.5075,
11.35139
54 m s.l.m.
140,73 km²
373.170
31-05-2007
2.651,67 ab./km²
Anzola dell'Emilia, Calderara di Reno,
Casalecchio di Reno, Castel
Maggiore, Castenaso, Granarolo
dell'Emilia, Pianoro, San Lazzaro di
Savena, Sasso Marconi, Zola Predosa
40100
051
bolognesi
san Petronio
4 ottobre
Antichissima città universitaria (per
convenzione dal 1088), ospita numerosissimi
studenti che le conferiscono ricchezza e
animano la sua vita culturale e sociale. Nota per
le sue torri ed i suoi lunghi portici, possiede un
ben conservato centro storico (fra i più estesi
d'Italia), in virtù di un'attenta politica di
restauro e conservazione avviata dalla fine degli
anni '60 del secolo scorso, a dispetto dei gravi
danni, causati dagli sventramenti urbanistici
della fine del XIX secolo e dalle distruzioni
belliche. La città, le cui origini risalgono ad
almeno un millennio prima di Cristo, è sempre
stata un importante centro urbano prima sotto i
Celti e gli Etruschi (Felsina), poi sotto i Romani
(Bononia), poi ancora nel Medioevo, come
libero comune (per un secolo è stata la quinta
città europea per popolazione). Importante
centro culturale ed artistico, questo ruolo fatica
talvolta ad esserle riconosciuto, mancando un
"capolavoro" di rinomanza mondiale che possa
attirare in massa i turisti: tuttavia, la sua
importanza artistica e monumentale è basata su
un insieme omogeneo di monumenti ed
emergenze architettoniche (le torri medievali, i
palazzi d'epoca, le chiese, la struttura del
centro storico) ed opere d'arte frutto di una
storia architettonica ed artistica di prim'ordine.
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Itinerario Museale – BOLOGNA IN PIAZZA CON TRE MUSEI
Programma
ORE 9.00: MUSEO CIVICO MEDIEVALE (via Manzoni, 4)
BOLOGNA NEL MEDIOEVO: IL COMUNE E LO STUDIO
Mura di selenite
Urbanistica di Bologna a partire dalla metà dell’XI sec.
Arche monumentali dei dottori dello Studio
Papa Bonifacio VIII
Codici miniati
Plastico della città di Bologna alla fine del ‘200
Armi e armature
ORE 9.45: COLLEZIONI COMUNALI D’ARTE (Piazza Maggiore, Palazzo
Comunale)
BOLOGNA NELL’ETÀ MODERNA: L’APPARTAMENTO DEL CARDINALE LEGATO
Sala degli Svizzeri
Galleria Vidoniana
Sala Boschereccia
ORE 10.30-10.45: MERENDA
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ORE 10.45: PIAZZA MAGGIORE
UN GIRO A 360°
San Petronio
Palazzo dei Banchi
Palazzo del podestà
Palazzo Comunale
Palazzo dei Notai
ORE 11.00:
PASSEGGIATA NEL QUADRILATERO
via Clavature
via Sampieri
Sette chiese
Corte Isolani
ORE 11.30: MUSEO DAVIA BARGELLINI (Strada Maggiore, 44)
BOLOGNA E LA VITA NEL ‘700
Ritratto degli antenati
Teatrino delle marionette
Strumenti musicali
Casa giocattolo
Carrozza
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Itinerario Monumentale – Visita e salita alla Torre Asinelli
WELCOME TO BOLOGNA….
IN EVERY HEART THERE IS A CITY, A VILLAGE , A
SMALL TOWN DEEP IN MY HEART THERE IS A SONG
THAT BRINGS ME BACK TO THE PLACE WHERE I WAS
BORN
Manfredi Nicola, quotation from LOVELY SONG
high, but had to be lowered in the 14th
becoming dangerous.
The two towers, Asinelli and Garisenda are the
symbols of the city. They are located at the
intersection of the roads that lead to the five gates of
the old ring wall, the mura dei torresotti. The taller
tower is called the Asinelli, the Donkeys, while the
smaller one is called Garisenda; names deriving from
the families that are traditionally credited with their
construction between the years of 1109 to 1119. It
is believed the Asinelli initially had a height of ca. 70
meters and was later raised to its current height of
97.2 meters. This is the tower that was cited several
times by Dante in his Divine Comedy and also in The
Rhime, his poetic account of his life in Bologna. The
Garisenda Tower is 48 meters tall with an overhang of
3.2 meters. Initially it was approximately 60 meters
century due to unstable ground causing it to lean, thus
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This is an outline of a City/Town Tour organized by
and for children (Adults are only allowed if
accompanied by Children tour guides).
The questions are the starting point from which we
can create mini-dialogues for a children’s tour in
any city or town!
English Dialogues for children
TOURISTIC ROUTE TAILORED MADE FOR CHILDREN
ADULTS ARE ONLY ALLOWED IF ACCOMPANIED BY
CHILDREN TOUR GUIDES
Welcome to Bologna !
Let me tell you about our town/city. Bologna is a Medieval town with lots of historical
monuments and buildings! Did you know that we have a PRINCE?
Reply to our Questions !
Bologna:
Where is Bologna?
How old is Bologna?
What does Bologna mean?
What is the symbol of Bologna?
Why is San Michele in Bosco important?
Where is the Town Hall?
How many people/inhabitants are there?
What can I find/see in Bologna?
What type of transport can I find?
Where can children play?
What can children do?
What special food can I found there?
Are there any cycling paths for children?
Why is Bologna important?
Why are there lots of vineyards around the
town?
What is its typical food/dish?
Our tour starts from:
The top of the TOWER where there is a
fantastic view, N-S-E-W, of the town below
us!
Where is the tower?
When can I visit it?
How much is the entrance fee?
How much is the ticket?
Do children get any discount ?
How old is it?
How many steps are there?
What can you see from the top?
Who lived in it?
What was it used for?
Why are there small openings on its sides?
Who takes care of the Tower?
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IL DUOMO St.Peter’s Church
L’IPPODROMO
Where is the Duomo?
Who built it?
How old is it?
Why is it on Via Indipendenza?What used to
be in its place?
How many churches are there in Bologna?
Why is the Duomo important?
How many steps are there before you enter
the main door?
How many alters are there?
Are there any stained glass windows ?
How many people can fit in it?
What is L’Ippodromo?
Where is it?
What can I see/find there?
What can children do there?
What can adults do there?
What is L’Ippodromo famous for?
Why was it important in the past?
Can I buy refreshments there?
Is there a playground for children?
Shops:
Villa Ghigi
Where is Villa Ghigii?
Who built it?
How old is it?
Where is the wishing well?
What was it used for?
What is it used for today?
What can I see from the top of the stairs?
Why are the flags waving today?
What flags are flying?
Who takes care of Villa Ghigi today?
Pastry Shop
What is Certosino?
Where can I buy/find it?
What is it made of?
Who likes it
When do you eat it?
Itinerario del gusto
Giuliana e suo figlio Michele Fusari accompagneranno i bambini di Lunigo (VI) e quelli di
Bologna alla scoperta di tutti i tipi di pasta fresca iniziando dallla lavorazione a mano con
farina uova sale e acqua, poi scopriranno il funzionamento del torchietto che produce gli
strozzapreti, faranno le tagliatelle e guarderanno come si fanno i tortellini a macchina, tutto
con ingredienti freschi senza conservanti ne coloranti.
Visita il sito
www.pastafrescabuongusto.com
via Milazzo 18/d angolo via F.lli Rosselli 15/b - Bologna
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Riflessione – Il cuore di Bologna nell’età Medievale e il
cuore di Bologna oggi (Fiera District)
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Bologna siamo NOI !
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Bologna siamo NOI !
Quinta A:
Camilla Bignozzi, Bartolomeo Cianciolo, Giovanni Di Biase, Giovanni
Fornasari, Alessandra Fuzzi, Rosalba La Viola, Valerie Meja , Michele
Mondini, Bianca Mozzanega, Vittorio Nasta, Chiara Nicosia, Luigi
Nicosia, Maria Ginevra Piana, Luca Pincherle, Maria Vittoria Raimondi,
Anna Ranauro, Matthias Re, Michele
Insegnanti: Marica Triola,
Ruggeri, Alessandro Serantoni, Nicolò
Solinas
Annamaria Billi,
Rossella Naldi e
Francesca Nappi
Quinta B:
Gianluca Andreoli ,Altea Baravelli ,Francesco Bonzagni ,Fancesca Cavana ,
Sofia Cumani, Stefano Fini ,Federica Galimberti ,Nabila Hatouf ,Lorenzo
Lami , Alessandro Mantelli , Francesco Marchi ,Leonardo Menegatti ,Giacomo
Neri , Matteo Prati , Pungetti Francesca, Edoardo Simionato ,Aurora
Torricelli.
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Itinerario Didattico – gioca con noi
Ritaglia, scomponi e ricomponi i disegni
Impara a memoria: Davanti a San Guido di Giosuè Carducci
I cipressi che a Bólgheri alti e schietti
van da San Guido in duplice filar,
Quasi in corsa giganti giovinetti
Mi balzarono incontro e mi guardar.
Mi riconobbero, e— Ben torni omai —
Bisbigliaron vèr' me co 'l capo chino —
Perché non scendi ? Perché non ristai ?
Fresca è la sera e a te noto il cammino.
Oh sièditi a le nostre ombre odorate
Ove soffia dal mare il maestrale:
Ira non ti serbiam de le sassate
Tue d'una volta: oh non facean già male!
Nidi portiamo ancor di rusignoli:
Deh perché fuggi rapido cosí ?
Le passere la sera intreccian voli
A noi d'intorno ancora. Oh resta qui! —
— Bei cipressetti, cipressetti miei,
Fedeli amici d'un tempo migliore,
Oh di che cuor con voi mi resterei—
Guardando lor rispondeva — oh di che
cuore !
Ma, cipressetti miei, lasciatem'ire:
Or non è piú quel tempo e quell'età.
Se voi sapeste!... via, non fo per dire,
Ma oggi sono una celebrità.
E so legger di greco e di latino,
E scrivo e scrivo, e ho molte altre virtú:
Non son piú, cipressetti, un birichino,
E sassi in specie non ne tiro piú.
E massime a le piante. — Un mormorio
Pe' dubitanti vertici ondeggiò
E il dí cadente con un ghigno pio
Tra i verdi cupi roseo brillò.
Intesi allora che i cipressi e il sole
Una gentil pietade avean di me,
E presto il mormorio si fe' parole:
— Ben lo sappiamo: un pover uom tu se'.
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Ben lo sappiamo, e il vento ce lo disse
Che rapisce de gli uomini i sospir,
Come dentro al tuo petto eterne risse
Ardon che tu né sai né puoi lenir.
A le querce ed a noi qui puoi contare
L'umana tua tristezza e il vostro duol.
Vedi come pacato e azzurro è il mare,
Come ridente a lui discende il sol!
E come questo occaso è pien di voli,
Com'è allegro de' passeri il garrire!
A notte canteranno i rusignoli:
Rimanti, e i rei fantasmi oh non seguire;
I rei fantasmi che da' fondi neri
De i cuor vostri battuti dal pensier
Guizzan come da i vostri cimiteri
Putride fiamme innanzi al passegger.
Rimanti; e noi, dimani, a mezzo il giorno,
Che de le grandi querce a l'ombra stan
Ammusando i cavalli e intorno intorno
Tutto è silenzio ne l'ardente pian,
Ti canteremo noi cipressi i cori
Che vanno eterni fra la terra e il cielo:
Da quegli olmi le ninfe usciran fuori
Te ventilando co 'l lor bianco velo;
E Pan l'eterno che su l'erme alture
A quell'ora e ne i pian solingo va
Il dissidio, o mortal, de le tue cure
Ne la diva armonia sommergerà. —
Ed io—Lontano, oltre Apennin, m'aspetta
La Tittí — rispondea; — lasciatem'ire.
È la Tittí come una passeretta,
Ma non ha penne per il suo vestire.
Parvemi riveder nonna Lucia:
La signora Lucia, da la cui bocca,
Tra l'ondeggiar de i candidi capelli,
La favella toscana, ch'è sí sciocca
Nel manzonismo de gli stenterelli,
Canora discendea, co 'l mesto accento
De la Versilia che nel cuor mi sta,
Come da un sirventese del trecento,
Piena di forza e di soavità.
O nonna, o nonna! deh com'era bella
Quand'ero bimbo! ditemela ancor,
Ditela a quest'uom savio la novella
Di lei che cerca il suo perduto amor!
— Sette paia di scarpe ho consumate
Di tutto ferro per te ritrovare:
Sette verghe di ferro ho logorate
Per appoggiarmi nel fatale andare:
Sette fiasche di lacrime ho colmate,
Sette lunghi anni, di lacrime amare:
Tu dormi a le mie grida disperate,
E il gallo canta, e non ti vuoi svegliare.
— Deh come bella, o nonna, e come vera
È la novella ancor! Proprio cosí.
E quello che cercai mattina e sera
Tanti e tanti anni in vano, è forse qui,
Sotto questi cipressi, ove non spero,
Ove non penso di posarmi piú:
Forse, nonna, è nel vostro cimitero
Tra quegli altri cipressi ermo là su.
Ansimando fuggía la vaporiera
Mentr'io cosí piangeva entro il mio cuore;
E di polledri una leggiadra schiera
Annitrendo correa lieta al rumore.
E mangia altro che bacche di cipresso;
Né io sono per anche un manzoniano
Che tiri quattro paghe per il lesso.
Ma un asin bigio, rosicchiando un cardo
Addio, cipressi! addio, dolce mio piano! — Rosso e turchino, non si scomodò:
Tutto quel chiasso ei non degnò d'un
— Che vuoi che diciam dunque al cimitero guardo
Dove la nonna tua sepolta sta? —
E a brucar serio e lento seguitò.
E fuggíano, e pareano un corteo nero
Che brontolando in fretta in fretta va.
Di cima al poggio allor, dal cimitero,
Giú de' cipressi per la verde via,
Alta, solenne, vestita di nero
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Completa le seguenti frasi:
Comparative and superlative
Asinelli Tower is _____________ than Garisenda Tower.
The necklace is ________ expensive __________ earrings.
Eiffel tower is _______high____ tower in France.
Asinelli Tower is _________ __________ building in Bologna.
Garisenda Tower is ________ than Asinelli tower.
Jack Neri is _______tall_____ boy in the class.
Asinelli tower is _____________ than Carducci school.
Quale percorso bisogna seguire per arrivare in questi luoghi
dalla nostra scuola Carducci ? (aiutati con la mappa)
Ippodromo
San Petronio
Railway Station
Cathedral
Two towers
Costruisci il tuo percorso usando questi comandi
TURN RIGHT
GO STRAIGHT ON
TURN LEFT
GO UPSTAIRS
GO DOWNSTAIRS
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UNJUMBLE THE QUESTIONS
2
Of are you which Bologna familiar area with? most
6
Your or grandparents parents do have any what Bologna like? be to used
about stories
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On red double bus blue ever have the been of and Bologna decker you
on tour the ?
14
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1
Like Bologna? you do why?
15
With hospitality? Are Bologna’ satisfied you
19
ASCOM? of heard ever you have
9
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goes? Where you it
4
Monument. Adopt a one which? Why?
12
Means? What you know do “tourism”
17
Enough available languages? in there is foreign information
5
Know do of history Bologna? the you
13
Bologna? To is tourism do think important you
18
Organization? Tourist do know Bologna’s you
7
To any tell any antecedote would like about you figure met? have or that
cultural you historical
11
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3
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let year your br
16
You would what improve?
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Oscar Wilde e le donne – Proverbi in Bolognese
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WELCOME TO BOLOGNA….
IN EVERY HEART THERE IS A CITY, A VILLAGE , A SMALL TOWN DEEP IN MY
HEART THERE IS A SONG THAT BRINGS ME BACK TO THE PLACE WHERE I
WAS BORN
Manfredi Nicola, quotation from LOVELY SONG
The two towers, Asinelli and Garisenda are the symbols of the city. They are
located at the intersection of the roads that lead to the five gates of the old
ring wall, the mura dei torresotti. The taller tower is called the Asinelli, the
Donkeys, while the smaller one is called Garisenda; names deriving from the
families that are traditionally credited with their construction between the
years of 1109 to 1119. It is believed the Asinelli initially had a height of ca. 70
meters and was later raised to its current height of 97.2 meters. This is the
tower that was cited several times by Dante in his Divine Comedy and also in
The Rime, his poetic account of his life in Bologna. The Garisenda Tower is 48
meters tall with an overhang of 3.2 meters. Initially it was approximately 60
meters high, but had to be lowered in the 14th century due to unstable ground
causing it to lean, thus becoming dangerous.
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Si ringraziano:
tutti i genitori
il Comune di Bologna
il dott. Giancarlo Benevolo
la dott.sa Carla Bernardini
Giuliana e Michele Fusari
Il papà, genio dell’informatica,
ing. Giorgio Bignozzi
Isabella Gariglio, 8° circolo
e le nostre collaboratrici
scolastiche
Susanna Rapini e
Domenica Colaiacovo
Contact us:
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6 giugno 2008
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