BIBLIOTECA DELLA PARROCCHIA DI S. NICOLÒ DI MIRA – MEZZOJUSO La Biblioteca annessa alla Parrocchia San Nicolò di Mira, di rito bizantino, ha avuto origine nel 1926 per opera dell’allora arciprete papas Lorenzo Perniciaro, il quale, dopo essere stato chiamato a reggere la parrocchia di S. Nicolò, si adoperò a riordinare e conservare il materiale librario e documentario esistente nella canonica di detta chiesa. Considerato poi che l’archivio parrocchiale era stato da sempre custodito con più o meno diligenza nelle proprie case di abitazione dai passati arcipreti, e che quindi assai probabilmente una gran quantità di importanti documenti e libri dovette essere stata dispersa dalle famiglie dei defunti arcipreti, in balia delle quali rimanevano tante e preziose notizie storiche sul paese, e nella convinzione che rischiava di andare definitivamente disperso e smembrato quanto ancora restava di un patrimonio documentario e librario sicuramente di considerevole importanza per la storia e la connotazione culturale della comunità cittadina, una delle prime sollecitudini dell’arciprete Perniciaro fu rivolta a raccogliere quanti più documenti e libri sapeva esistere presso le famiglie più ragguardevoli della parrocchia. Rivolse così un appello a quelle che sapeva più cospicue, ed in modo particolare ai discendenti dei papas (sacerdoti), come i Franco, i Dragotta, i Masi, i Buccola etc., i quali ben volentieri risposero a questo invito finendo per mettere a disposizione del loro parroco un notevole patrimonio librario ed archivistico. Così si sono potuti salvare tanti preziosi documenti manoscritti, che hanno integrato quelli già esistenti, e reso l’archivio e la biblioteca parrocchiale più ricca di molte notizie storiche, e di pregevoli edizioni antiche, nonché di rare pubblicazioni ed opuscoli di interesse per la comunità di origine albanese. Nel 1929 l’arciprete Perniciaro iniziò la inventariazione e l’ordinamento del materiale librario di cui era così venuto in possesso. Il lavoro di ricerca e di recupero del materiale reperibile che potesse servire alla conoscenza delle vicende della parrocchia e della storia delle comunità albanofone d’Italia ed in particolare della storia passata di Mezzojuso, è sempre continuato con fervido impegno, sia col successivo parroco Papas Francesco Masi, che con l’attuale papas Pietro Lascari. All’inizio la biblioteca ebbe carattere di cultura generale e varia, ma in seguito ha operato delle scelte specialistiche, proprie della parrocchia a cui appartiene, incrementando il posseduto sulle seguenti materie: Lingua e letteratura albanese ed albanologia in senso lato, storia della Sicilia e tradizioni popolari, teologia e storia bizantina, liturgia orientale, patrologia, iconografia. Ad oggi essa possiede oltre 7.500 volumi, di cui 20 cinquecentine, 44 seicentine, 360 volumi del XVIII secolo e circa un migliaio del XIX secolo, di cui oltre 250 siciliani. Nel suo patrimonio è consistente il fondo dei testi liturgici, dei secc. XVII‐XIX, in uso nella Chiesa orientale, che ascende a circa 300 volumi. I manoscritti sono 15 e sono di epoca recente, secc. XVIII‐XX, per lo più traduzioni dal greco e dal latino di testi classici, opera dei papas della parrocchia. I periodici correnti sono 10. Molto interessante il manoscritto di Nicolò Dragotta, Spiegazione della Messa di S. Giovanni Crisostomo, del 1796, pervenuto alla Biblioteca per dono della signora Mariannina Franco. In esso l’autore, che è stato arciprete della matrice greca di Mezzojuso, mette a frutto la sua ampia preparazione e conoscenza di testi patristici per illustrare il senso letterale, mistico e dogmatico del sacrificio eucaristico nel rito bizantino. Notevole anche un manoscritto acefalo ed adespota di medicina del sec. XVIII. Tra i testi a stampa più importanti si devono ricordare un esemplare della Divina liturgia di S. Giovanni Crisostomo in greco con testo a fronte in latino, stampata a Venezia nel 1528, di cui esistono in Italia tre soli altri esemplari; la quasi totalità dei lavori e degli studi degli scrittori dell’etnia arbreshe e di storia locale, tra le quali l’opera di Pietro Pompilio Rodotà, “Dell’origine, progresso e stato presente del rito greco in Italia”, gli scritti di Onofrio Buccola sull’origine di Mezzojuso, quelli di Giuseppe Crispi e di Giuseppe Schirò sulle tradizioni e sui canti delle colonie albanesi, per citarne solo alcuni. Da segnalare ancora l’edizione a stampa delle Regole del Seminario italo greco albanese di Palermo e due importantissime pubblicazioni per la storia dei testi liturgici bizantini: l’edizione parigina di Guillaume Morel del 1560 della “Liturgiae siue missae sanctorum patrum” noché quella dell’”Archieratikon. Liber pontificalis Ecclesiae graecae”, che vide la luce a Parigi nel 1676 per opera di Louis Billaine. 
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