CASCHI BIANCHI: INTERVENTI UMANITARI IN AREE DI CRISI – Ecuador 2014 SCHEDA ECUADOR - FOCSIV Volontari richiesti : N 2 SEDE DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO: PUERTO FRANCISCO DE ORELLANA INTRODUZIONE FOCSIV è la più grande Federazione italiana di ONG che da oltre 40 anni lavora nei sud del mondo realizzando progetti di cooperazione internazionale. Punto fermo di tutti gli interventi è stato ed è quello di contribuire, attraverso il lavoro di partenariato e la promozione dell’autosviluppo, al superamento di quelle condizioni di ingiustizia che potenzialmente sarebbero potuti essere, sono o sono stati fonte di conflitti e di maggiori ingiustizie, costruendo percorsi di pace. Per dare continuità al lavoro di prevenzione dei conflitti così intesi e volendo offrire la possibilità ai giovani italiani di sperimentarsi come operatori privilegiati della solidarietà internazionale, Volontari nel mondo FOCSIV in collaborazione con l’Associazione Papa Giovanni XXIII, la Caritas Italiana e il GAVCI ha presentato nel febbraio del 2007 all’UNSC il progetto madre “Caschi Bianchi” che intende collocare la progettualità relativa al servizio civile all’estero come intervento di costruzione di processi pace nelle aree di crisi e di conflitto (armato, sociale, economico, religioso, culturale, etnico…) con mezzi e metodi non armati e nonviolenti, attraverso l’implementazione di progetti di sviluppo. I conflitti infatti trovano terreno fertile dove la povertà è di casa, dove i diritti umani non sono tutelati, i processi decisionali non sono democratici e partecipati e dove alcune comunità sono emarginate. Il presente progetto di servizio civile vuole essere una ulteriore testimonianza dell’impegno della Federazione nella costruzione della pace nel mondo e vuol far sperimentare concretamente ai giovani in servizio civile che la migliore terapia per la costruzione di una società pacificata è lottare contro la povertà, la fame, l’esclusione sociale, il degrado ambientale; e che le conflittualità possono essere dipanate attraverso percorsi di negoziazione, mediazione e di riconoscimento della positività dell’altro. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SOCIO POLITICO ED ECONOMICO DEL PAESE DOVE SI REALIZZA IL PROGETTO: ECUADOR La situazione politica del Paese è caratterizzata da una sostanziale dose di stabilità, nonostante dal 1996 si siano succeduti alla guida del Paese otto presidenti, destituiti da colpi di stato o da proteste popolari, che hanno rallentato, ma non fermato, la programmazione politico-economica e l’attuazione di riforme strutturali di cui lo Stato necessita. Il 30 settembre 2007 si sono tenute le elezioni per un'Assemblea Costituente così come chiesto dagli elettori con il referendum del 15 aprile dello stesso anno. Tali elezioni, le più complesse nella storia del Paese, hanno visto un enorme numero di liste (nazionali, provinciali e di emigrati) e sancito una larghissima vittoria per il socialista Rafael Correa, che si è garantito 80 dei 130 seggi in palio. Il Presidente Correa, riconfermato dopo le elezioni del 2009 e del 2013, si è autodefinito un rappresentante della politica di confronto con gli Stati Uniti, dichiarando che non firmerà il Trattato di libero commercio con gli USA e che chiederà una moratoria sul debito estero. Inoltre, è apertamente contrario alla “dollarizzazione” del paese - ovvero all'uso del dollaro come moneta nazionale, entrata in vigore il 9 gennaio del 2000 come freno agli effetti devastanti della crisi economica - pur non auspicando un ritorno al sucre, la moneta nazionale. Il suo progetto politico vede invece l'adozione di una moneta unica per tutti i paesi andini, nonostante sia consapevole della difficoltà di eliminare il dollaro in pochi anni. Secondo il rapporto UNDP 2013, l’indice di sviluppo umano nel Paese è pari a 0,724, dato che colloca l’Ecuador all’89° posto nella classifica mondiale, ben cinque posizioni in meno rispetto al rapporto del 2011. Le disuguaglianze sociali presenti nel Paese sono particolarmente evidenti in riferimento alle comunità indigene e afro-ecuadoriane, la cui situazione è abbastanza preoccupante sia dal punto di vista economico, che per la tutela dei loro diritti sociali e culturali. Queste popolazioni vivono in condizioni più disagiate rispetto al resto della popolazione e con maggiori difficoltà per l’accesso ai servizi. Nel Paese sono presenti infatti 11 diverse etnie indigene, concentrate principalmente nelle zone rurali dove risulta evidente una maggiore percentuale di povertà rispetto ai centri urbani. L’economia ecuadoriana continua ad essere fortemente dipendente dalle sue risorse petrolifere che rappresentano oltre la metà delle entrate finanziarie provenienti dalle esportazioni del Paese, dipendenza che comporta la vulnerabilità dell’economia del Paese alle fluttuazioni del prezzo del petrolio sul mercato internazionale. Se negli ultimi anni il Paese ha potuto beneficiare del rincaro del prezzo del petrolio, questo trend positivo non è stato accompagnato da una più equa distribuzione delle ricchezze tra la popolazione, per cui risultano ancora molto forti le divisioni sociali ed i differenti livelli di povertà presenti nel Paese. Nonostante ciò gli effetti positivi della crescita economica e della rinegoziazione del debito estero iniziano a farsi sentire: la spesa pubblica sta aumentando, mentre diminuiscono povertà (che si attesta attualmente intorno al 30%, dopo aver toccato il picco del 52% alla fine degli anni’90) e disoccupazione (al 6,3% nel 2011, al 4,8% all’inizio del 2014). Come negli altri paesi dell’America Latina, in Ecuador ci sono numerosi bambini di strada, che vivono in condizioni di povertà estrema. Essi provengono da famiglie non in grado di sostenere le spese per cibo, alloggio, istruzione e cure mediche, di conseguenza questi bambini non vanno a scuola e 227.599 bambini di età compresa tra i 5 e i 14 anni, pari all’8% del totale, sono costretti a lavorare. In un Paese che sta lottando contro sottoccupazione e disoccupazione, spesso la sola occasione di guadagno è il lavoro informale e la prostituzione, che li espone allo sfruttamento da parte di trafficanti e turisti sessuali. Una fonte di preoccupazione ulteriore è rappresentata dalla condizione della donna: la società ecuadoriana è ancora pervasa da un forte sentimento machista, che ne ostacola il percorso di totale emancipazione e di piena partecipazione alla vita sociale, economica e politica. I primi interventi statali in questo senso vennero attuati nel 1994 con la creazione delle prime “Commissioni per le donne e la famiglia”, che hanno portato poi nel 1995 alla prima legge sulla violenza domestica. Il fenomeno della violenza sulle donne varca la soglia domestica e viene presentato e condannato nella sua interezza solo tra il 2007 e il 2008, con il “Piano di sradicamento della violenza di genere su bambine, adolescenti e donne” e con la nuova Costituzione. Nonostante questi sforzi il fenomeno è ancora radicato: 6 donne su 10, indifferentemente dal loro livello di istruzione, sono state, o sono, vittime di violenza. Un discorso a parte meritano i fenomeni migratori che dagli anni ’80 interessano il Paese e in particolare la capitale: la migrazione interna permanente dalle zone rurali ai centri urbani, conseguenza diretta di un sostenuto processo di urbanizzazione; la migrazione internazionale, caratterizzata dai flussi sud-nord, dai paesi in via di sviluppo a quelli industrializzati (secondo i dati 2,2 milioni di ecuadoriani vivono all’estero); l’immigrazione, soprattutto di cittadini peruviani e colombiani in cerca di migliori condizioni di vita (il Paese riceve circa 1000 domande di asilo ogni mese). Quello dell’emigrazione, in particolare, è un fenomeno drammatico che include sempre più anche le donne e che vede coinvolto circa il 25% dell’attuale popolazione ecuadoriana, con conseguenze gravi sul tessuto sociale del paese. Molte associazioni e istituzioni si stanno occupando del problema, tramite eventi di sensibilizzazione e un costante lavoro di networking, che ha permesso di creare reti anche extra nazionali per orientare le politiche pubbliche in tema di migrazione e tratta di esseri umani. Il governo Correa sta cercando di rispondere a quest’emergenza seguendo due direttrici: la prima tramite la diffusione di strumenti di integrazione e di tutela legale per i rifugiati (come ad esempio una nuova legge sulle vittime di tratta); la seconda, proponendo l’Ecuador come un paese mediatore tra i richiedenti asilo e paesi terzi disposti ad accogliere la popolazione sfollata. L’Ecuador è inoltre un Paese ad “emergenza sanitaria” continua, come afferma lo stesso Presidente Correa, dove è possibile ricevere cure adeguate solamente previo pagamento. Questo a causa della carenza di strutture pubbliche adeguate e del proliferare di cliniche private, che danno vita ad un vero e proprio “mercato della salute”, in cui spesso vengono negate cure mediche fondamentali a chi non può permettersele. Infine si registra un interessante processo di sensibilizzazione della società rispetto alle tematiche ambientali: negli ultimi anni sono nate diverse organizzazioni territoriali che si battono per la difesa della Pacha Mama, la madre terra, e contro i grandi gruppi nazionali e internazionali che invece vorrebbero sfruttare le risorse naturali del Paese (petrolio e altre materie prime come oro e argento), sede di una biodiversità che lo rende uno tra i 17 paesi cosiddetti megadiversi, con la più alta concentrazione di biodiversità per km. Tra i più conosciuti patrimoni ambientali del Paese, il Parco Nazionale di Yasuni che si estende su un'area di 9.820 km (noto per avere in 1 ettaro, ben 644 specie di alberi diversi) e le Isole Galapagos con la riserva marina. La richiesta di maggiore difesa e protezione ambientale si è intensificata anche a seguito della decisione del Governo Correa del 15 Agosto 2013, di abbandonare l’iniziativa Yasuni ITT, per la quale l’Ecuador si impegnava a non sfruttare le risorse naturali (in particolare il petrolio) di questa regione, a patto di ricevere dalla comunità nazionale il 50% delle entrate previste in caso di sfruttamento. Una tutela ambientale che era in sintonia con la nuova costituzione del 2008, dove all’Art 71 e 72 si sancisce che: “la natura o Pacha Mama, ha diritto al rispetto della sua esistenza e al mantenimento e rigeneramento dei suoi cicli vitali [..] Tutte le persone, comunità, popoli e nazionalità possono esigere dallo Stato il rispetto dei diritti della natura [..]”. La vicenda ha creato malumore all’interno delle comunità indigena della selva amazzonica, che continua a subire i danni ambientali, economici e sanitari provocati dallo sfruttamento petrolifero incontrollato dell’Amazzonia, in atto da oltre 40 anni per mano dalle multinazionali straniere, tra le quali spicca la Texaco. DESCRIZIONE DELLE ONG E DEI PARTNER TERRITORIALI CHE COLLABORANO CON LE ONG: FOCSIV - Volontari nel mondo è un’ONG di cooperazione e presente in 86 Paesi tra Africa, Asia, America Latina, Europa, Medio Oriente e Oceania, con 641 interventi di sviluppo e con 817 volontari coinvolti in prima persona nella realizzazione di progetti nei settori socio-sanitario, agricolo, formativo e di difesa dei diritti umani. Nata nel 1972, opera per la promozione di una cultura della mondialità e la cooperazione con le popolazioni dei Sud del mondo, contribuendo alla lotta contro ogni forma di povertà e di esclusione, all’affermazione della dignità della persona e alla tutela dei diritti umani e alla crescita delle comunità e delle istituzioni locali. Presente in Ecuador a partire dal 2002 con diversi progetti di cooperazione, FOCSIV ha acquisito una conoscenza approfondita delle problematiche e del contesto del Paese anche grazie agli accordi di collaborazione con molte realtà locali istituzionali e non. Gli accordi realizzati a partire dal 2002 con i diversi partner locali (l’ambasciata dell’Ecuador presso la Santa Sede, la Conferenza Episcopale Ecuadoriana, il Governo dell’Ecuador, il Ministero dell’Ambiente, la Segreteria Nazionale del Migrante SENAMI) sono diretti alla messa in atto di azioni congiunte al fine di appoggiare lo sviluppo portato avanti dalle stesse istituzioni, organizzazioni e governi locali che intervengono sui seguenti settori prioritari: ambiente (sviluppo rurale, turismo comunitario e agro – ecologia); migrazioni e rifugio; volontariato e formazione. FOCSIV ha operato inoltre tramite un progetto del Fondo Italia Ecuador per la riconversione del debito estero - FIE a Muisne per lo sviluppo del settore agro ecologico, la sovranità alimentare e la creazione di mercati alternativi locali. Dal 2003 FOCSIV svolge in Ecuador progetti di impiego per volontari in Servizio Civile ad Ambato, Cuenca, Puerto Lopez, Quito, Salinas de Guaranda, Santo Domingo de los Colorados e Tena. Partner Partner a Puerto Francisco De Orellana, grazie ad un accordo ormai decennale, è la segreteria Pastoral Social Caritas Ecuador, articolazione sociale della Conferenza Episcopale Ecuadoriana. Negli ultimi anni, a seguito dell’implementazione delle politiche estrattive da parte del governo e della decisione di rinunciare all’iniziativa Yasuni ITT che di fatto ha avviato all’interno dell’area con maggior biodiversità mondiale (l’Amazzonia) l’estrazione petrolifera, hanno portato la Pastoral, grazie alla sua fitta presenza territoriale, a creare una Rete a livello Amazzonico che miri a tutelare ed accompagnare le popolazioni locali nella difesa e tutela pacifica dei propri diritti. In questo contesto, è coinvolto il Vicariato Apostolico di Aguarico con sede presso Puerto Francisco de Orellana, vera e propria porta d’ingresso al parco naturale dello Yasuni. Attraverso la Commissione per la Red Amazzonica, il Vicariato si propone di orientare, promuovere e animare l’azione delle popolazioni indigene amazzoniche incoraggiando il piano nazionale del “Buen Vivir”, attraverso un’azione socio-politica e di promozione dei diritti che accompagni gli attori locali nella difesa dei soggetti più vulnerabili (donne e popolazione indigena rurale). Un’azione che si colloca nel quadro delle azioni coordinate a livello regionale, nazionale e internazionale dalla rete Pan Amazzonica, cui il Vicariato partecipa tramite la segreteria nazionale Caritas,. A partire da un accordo del 2013, il Vicariato di Aguarico - dipartimento Red Amazzonica- ha dato la sua disponibilità per ospitare nelle attività anche volontari in Servizio Civile. NUMERO ORE DI SERVIZIO SETTIMANALI DEI VOLONTARI: 35 GIORNI DI SERVIZIO A SETTIMANA DEI VOLONTARI: 5 MESI DI PERMANENZA ALL’ESTERO: I volontari in servizio civile permarranno all’estero mediamente dieci (10) mesi. EVENTUALI PARTICOLARI OBBLIGHI DEI VOLONTARI DURANTE IL PERIODO DI SERVIZIO: Ai volontari in servizio si richiede: ¾ elevato spirito di adattabilità; ¾ flessibilità oraria; ¾ eventuale svolgimento del servizio anche durante alcuni fine settimana; ¾ attenersi alle disposizioni impartite dai responsabili dei propri organismi e dei partner locali di riferimento, osservando attentamente le indicazioni soprattutto in materia di prevenzione dei rischi sociali, ambientali e di tutela della salute; ¾ comunicare al proprio responsabile in loco qualsiasi tipo di spostamento al di la quelli già programmati e previsti dal progetto; ¾ partecipazione a situazioni di vita comunitaria; ¾ rispettare i termini degli accordi con le controparti locali; ¾ trasferimenti in città e distretti diversi da quelli di residenza nell’ambito dello stesso Paese di assegnazione; ¾ partecipare a incontri/eventi di sensibilizzazione e di testimonianza ai temi della solidarietà internazionale al termine della permanenza all’estero; ¾ scrivere almeno tre (3) articoli sull’esperienza di servizio e/o sull’analisi delle problematiche settoriali locali, da pubblicare sul sito “Antenne di Pace”, portale della Rete Caschi Bianchi; ¾ partecipare ad un modulo di formazione comunitaria e residenziale prima della partenza per l’estero. ¾ partecipare alla valutazione finale progettuale Inoltre, per la sede di attuazione, si richiede: Puerto Francisco De Orellana (FOCSIV 6275) ¾ I volontari sono invitati a partecipare ai momenti di condivisione comunitaria, nel rispetto della cultura e della religione del territorio PARTICOLARI CONDIZIONI DI RISCHIO PER I VOLONTARI CONNESSE ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO: Puerto Francisco De Orellana (FOCSIV 6275) Nello svolgimento del proprio servizio, i volontari in servizio civile impiegati nel progetto sono soggetti alle seguenti condizioni di rischio: Rischi politici e di ordine pubblico ¾ Nonostante la situazione politica sia caratterizzata da una sostanziale dose di stabilità, Puerto Francisco De Orellana presenta un livello di insicurezza derivante dalla presenza di criminalità comune ed organizzata. La zona turistica della Amazzonia ecuadoriana, in particolare, è sempre più colpita da attività delinquenziali, a danno dei tanti turisti che transitano per la città (rapine, furti, sequestri lampo a scopo di rapina). Rischi sanitari: ¾ Le principali malattie endemiche sono: colera, epatite, amebiasi, malaria, tifo, difterite, leptospirosi, rabbia. Nella zona amazzonica esiste anche la possibilità di contrarre la febbre gialla. Altri Rischi: ¾ L’Ecuador è un Paese ad alto rischio sismico. Negli ultimi anni, inoltre a causa dei fenomeni naturali dei fiumi Niño e Niña, e data la posizione geografica della cittadina, sono aumentate le possibilità di inondazioni. ACCORGIMENTI ADOTTATI PER GARANTIRE I LIVELLI MINIMI DI SICUREZZA E DI TUTELA DEI VOLONTARI A FRONTE: Per garantire livelli minimi di tutela e sicurezza dei volontari in relazione a rischi Politici e di ordine pubblico RISCHIO ACCORGIMENTO ¾ ogni spostamento locale del volontario/a sarà pianificato con gli operatori responsabili; ¾ ai volontari saranno sconsigliati spostamenti in orari notturni e in zone isolate della città. ¾ i volontari saranno invitati a non circolare da soli e a non portare con sé ¾ CRIMINALITÀ/ SEQUESTRI A SCOPO DI RAPINA ¾ ¾ ¾ oggetti di valore (Ipad, macchine fotografiche,...) o grossi quantitativi di denaro; i volontari saranno invitati a dotarsi di fotocopie dei propri documenti personali ed a custodire in luogo sicuro gli originali Per evitare di esporre il personale a rischi legati a sequestri lampo a scopo di rapina si consiglia di non utilizzare taxi, fermandoli lungo le strade, ma di prenotarli telefonicamente, avendo l’attenzione di prendere comunque nota del numero di targa e controllare che siano visibili il registro municipale e l’identificazione dell’autista; Si consiglia di non effettuare spostamenti con mezzi pubblici soprattutto durante le ore notturne, ma in caso di estrema necessità servirsi esclusivamente di taxi prenotati telefonicamente direttamente presso le compagnie registrate presso le municipalità; viaggiare soltanto con autobus appartenenti a compagnie di provata affidabilità; ¾ In caso di denuncia per furto o assalto, il locale Ministero del Turismo ha creato un ufficio apposito denominato “Fiscalia Especial de Turismo” (Ave. Eloy Alfaro 12-14 y Carlos Tobar, Mezanine-Quito), al quale si possono presentare le denunce e che si farà carico di seguire i vari casi. Per garantire livelli minimi di tutela e sicurezza dei volontari in relazione a rischi sanitari: RISCHIO ACCORGIMENTO ¾ Si raccomanda la vaccinazione per la febbre gialla. Malattie endemiche: ¾ Si consiglia, previo parere medico, la vaccinazione contro l’epatite A e B e l’antitifica. colera,epatite, ¾ Si consiglia di evitare di consumare pasti in luoghi dove l’igiene non è amebiasi, malaria, tifo, assicurata (chioschi lungo le strade, venditori ambulanti ecc.); difterite, leptospirosi, ¾ Si invitano i volontari a mangiare verdure crude, succhi di frutta fresca; rabbia, febbre gialla. consumare solo bibite o acqua in bottiglia e senza l’aggiunta di ghiaccio in quanto é possibile contrarre infezioni. ¾ Si consiglia di utilizzare repellenti contro gli insetti, di verificare di non lasciare acque stagnanti nel luogo di alloggio e di utilizzare le zanzariere per proteggersi da punture durante il sonno. Il centro ospedaliero più vicino è: ¾ l’ospedale Nuevo Hospital Francisco de Orellana, il cui Pronto soccorso è attivo H24 e raggiungibile in 10 minuti con macchina, 20 a piedi. Per garantire livelli minimi di tutela e sicurezza dei volontari in relazione ad altri rischi: RISCHIO ACCORGIMENTO ¾ Ai volontari viene fornito un piano di azione in caso emergenza terremoto o inondazione, con una lista di contatti da utilizzare, luoghi di riferimento e cose da fare in caso si verifichino scosse o eventi di inondazione. ¾ Contattare l’Unità di Crisi italiana per attivare in maniera coordinata un TERREMOTO/ eventuale piano di evacuazione dei volontari dalla zona colpita; ¾ l’Ente identifica eventuali sedi alternative in cui spostare i volontari in caso INONDAZIONE quella accreditata non sia ritenuta sicura, in accordo con l’Ufficio Nazionale per il servizio Civile; ¾ L’ente, di concerto con l’UNSC ed il personale di riferimento locale, individua un eventuale modifica del piano di impiego in relazione, sia in ordine ai motivi di sicurezza che ai bisogni del contesto ed alla possibilità di risposta agli stessi da parte delle sedi e dei volontari PARTICOLARI CONDIZIONI DI DISAGIO PER I VOLONTARI CONNESSE ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO: Nello svolgimento del proprio servizio, i volontari impiegati all’estero nel presente progetto sono soggetti alle seguenti condizioni di disagio: ¾ il disagio di ritrovarsi immersi in una realtà diversa da quella conosciuta e non avere le giuste coordinate per comprenderla, per capire come relazionarsi e comportarsi sia nei confronti delle controparti locali che delle istituzioni locali; ¾ il disagio di dover utilizzare quotidianamente particolari accorgimenti sanitari resi necessari dal vivere in territori in cui sono presenti patologie endemiche (malaria, aids e/o tubercolosi, ..) ¾ il disagio di ritrovarsi in territori in cui le condizioni climatiche possono, in certe situazioni, ostacolare o/e ritardare le attività previste dal progetto ¾ il disagio di vivere in territori dove le comunicazioni telefoniche ed il collegamento internet non è sempre continuo ed assicurato. DESCRIZIONE SEDE DESCRIZIONE DEL CONTESTO TERRITORIALE: ECUADOR – PUERTO FRANCISCO DEL LA OREILLANA La città di Puerto Francisco de Orellana anche detta El Coca, è il capoluogo della provincia di Orellana dove ha sede il Vicariato Apostolico di Aguarico. Con i suoi 40.730 abitati, censimento 2010, è una delle più importanti città dell’Ecuador Amazzonico. Situata nella congiuntura fra il Rio Coca e il Rio Napo è la porta d’ingresso al parco nazionale dello Yasuni, l’area con maggior biodiversità al mondo con 150 specie di anfibi, 121 di rettili e 598 specie diverse di uccelli censiti, mentre si stima che ci siano 204 specie di mammiferi e oltre 3000 specie vegetali.Sin dall’inizio della colonizzazione Spagnola, l’area in cui sorge l’attuale città venne utilizzata come base per le esplorazioni all’interno dell’Amazzonia e sfruttata per la ricchezza di oro nel sottosuolo. A inizio del ‘900 la regione era considerata remota e abbandonata, abitata solo dalle popolazioni indigene locali ma, con la scoperta di importanti giacimenti petroliferi, la popolazione è aumentata velocemente, soprattutto grazie alla migrazione interna proveniente dalle regioni della costa Ecuadoriana. La città e la sua provincia omonima, che si estende per 20.733 km², sono fra le più povere di tutto l’Ecuador. L’economia locale si basa principalmente sull’agricoltura e sui lavori collegati allo sfruttamento petrolifero. L’attività agricola si concentra per lo più sullo sfruttamento intensivo della palma africana e del banano che, oltre a comportare l’impoverimento del terreno, porta anche ad una forte instabilità lavorativa collegata alle quotazione dei due prodotti sui mercati mondiali. Per quanto riguarda i lavori collegati allo sfruttamento petrolifero, la popolazione locale è coinvolta solo come manovalanza non specializzata, non godendo degli enormi introiti economici. In base all’ultimo censimento, infatti il 24.5% della popolazione complessiva vive in condizioni di povertà, soprattutto nelle zone rurali. Le attività economiche peraltro, con l’uso massiccio di agenti chimici sia nelle campagne, che nelle attività di estrazioni petrolifere, hanno portato a un alto indice di inquinamento della biosfera, con gravi danni non solo per l’ambiente ma anche per la salute umana. Sono più di 30.000 le persone direttamente colpite dall’inquinamento dovuto ai pozzi petroliferi, circa 400.000 gli ettari danneggiati, 16 miliardi i litri di acqua tossica proveniente dagli scarti industriali riversata nei fiumi e nelle falde acquifere, 5 i popoli indigeni costretti a lasciare i loro territori ancestrali e 2 popoli indigeni estinti, senza contare le migliaia di animali morti e quelli a rischio di estinzione. Le analisi effettuate nelle falde acquifere che circondano i pozzi petroliferi hanno rivelato che il 100% delle acque é inquinato, di cui l’84.62% mostra livelli critici e dannosi per la biosfera amazzonica e per le persone. Indicativo per esempio il dato sulla mortalità infantile nelle zone rurali pari al 5.3%, collegata ad infezioni post parto (43.5%) o a malformazioni congenite (14.3%). Grazie al boom petrolifero a partire dagli anni 90’ (il territorio di Yasuni detiene il 20% delle riserve di petrolio dell’intero Paese), la città ha conosciuto un’importante trasformazione, uscendo dall’isolamento (prima era possibile raggiungerla solo attraverso il traghetto) e diventando il centro di un’importante rete stradale presente nella regione Amazzonica Ecuadoriana. Lo sviluppo economico e il boom demografico degli ultimi anni non hanno però consentito alla città uno sviluppo armonico. Stando ai dati del censimento 2010, nella provincia di Orellana l’85% della popolazione vive sotto la soglia di povertà, di questi il 38.2% è in condizioni di estrema povertà, con dati più allarmanti se si distingue tra popolazione urbana e rurale. A leggere quelli che sono gli indici per lo sviluppo umano, quindi, risulta evidente come la ricchezza prodotta anche a discapito della biodiversità amazzonica, non è stata in grado di produrre un sistema inclusivo, a beneficio di tutti. La fetta di popolazione più discriminata è quella che si concentra nelle zone rurali che circondano la città, costituite per lo più da popolazione indigena (92%). Nel territorio di Puerto Francisco De Orellana si interviene nel settore Diritti Umani e Sviluppo Sociale. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SETTORIALE: DIRITTI UMANI E SVILUPPO SOCIALE Il territorio della provincia Orellana è uno dei più ricchi in diversità culturale, etnica e ambientale in tutto il mondo. Qui vivono per esempio i Kichwa o Naporuna, i Waorani, i Tagaeri e i Taromenane, popolazioni amazzoniche che vivono isolate, rinunciando al contatto con il mondo moderno. I dati su queste popolazioni sono piuttosto incerti, ma si stima che per esempio ci sono forse solo 20-30 Tagaeri superstiti, con un bagaglio di tradizioni essenziale da preservare. Nonostante questa ricchezza è anche una delle regioni più escluse dalla sviluppo economico e sociale che l’Ecuador sta vivendo negli ultimi anni. La popolazione indigena in particolare, che costituisce la maggioranza in questa provincia, è fortemente discriminata ed esclusa dai benefici socio-economici dell’estrazione petrolifera, pagando invece sulla propria pelle i danni derivanti dallo sfruttamento incondizionato del territorio sia in termini di salute, che in termini di servizi. Solo il 27% della popolazione della provincia è raggiunto da un sistema di drenaggio urbano e solo un 48.3% da acqua pubblica (il resto della popolazione è servito tramite autocisterna). Gli ultimi dati a disposizione del 2010, confermano come nella sola città di Puerto Francisco de Orellana, 10.653 persone vivano in condizioni di povertà estrema, pari al 24.5% della popolazione urbana complessiva. Considerando però il territorio della provincia, nelle zone rurali il 96.8% della popolazione vive in condizioni di povertà, di cui un 50% in povertà estrema (sono queste le zone a concentrazione di popolazione indigena_92%); mentre nelle zone urbane le percentuali scendono al 68.1% di povertà, di cui solo il 21.8% in condizione di estrema povertà. A questa situazione di povertà, si aggiunge anche il basso indice di scolarizzazione delle popolazioni indigene. Mentre il tasso generale di analfabetismo è al 7.5% sul territorio, raggiunge il 14.2% se si considera solo la popolazione indigena. Similmente anche il tasso di abbandono scolastico è di 18% nella popolazione meticcia, ma raggiunge il 31% fra quella indigena. Per esperienza del partner sul territorio, si ritiene però che questo divario specie nelle zone rurali e per le popolazioni indigeni sia in forte aumento negli ultimi anni, nel silenzio e indifferenza delle istituzioni e della società. Nonostante l’impegno istituzionale, tramite il piano nazionale del Buen Vivir promulgato dal Governo Correa nel 2009, che prevede il diritto alla partecipazione attiva della cittadinanza al processo politico e democratico di sviluppo, la popolazione indigena della provincia, continua ad essere esclusa dalle decisioni prese sul proprio territorio. A seguito della decisione del governo di abbandonare l’iniziativa Yasuni ITT e di favorire l’industria petroliera (rinunciando quindi a preservare le riserve in Amazzonia ecuadoriana, in cambio del contributo della comunità internazionale), sono riemerse tensioni e divisioni nel tessuto sociale, che si sono manifestate sotto forma di manifestazioni, marce e forum pacifici e democratici, anche grazie all’attività di trasformazione del conflitto e di supporto alla tutela dei diritti violati della popolazioni indigene portato avanti dal Vicariato Apostolico di Aguarico. Dal 2011 ad oggi, il Vicariato testimonia una media annua di 150 persone appartenenti alle comunità indigene del territorio che lamentano violazione del proprio diritto a vivere in armonia col proprio territorio e discriminazione socio-politica. La CEE, tramite la Pastoral Social e il Vicariato Apostolico di Aguarico, è impegnata per la creazione e rafforzamento di uno spazio regionale di denuncia dei rischi sociali e ambientali collegati allo sfruttamento petrolifero, di difesa e tutela dei diritti umani e ambientali sul territorio. Attraverso il progetto della Red Amazzonica, si intende prestare un servizio di accompagnamento, psicologico e legale, alle persone che hanno subito e che subiscono violazione dei diritti umani da parte delle multinazionali petrolifere, di sfruttamento minerario e sfruttamento intensivo della legna (circa 50 sul territorio in totale) e formare i leader comunitari e le associazioni nelle comunità rurali della provincia (nel raggio di 50 km) ad assumere un ruolo attivo nella promozione di uno sviluppo democratico e sostenibile. Nel settore Diritti Umani e Sviluppo Sociale si interviene nel territorio di Puerto Francisco de Orellana con i seguenti destinatari diretti e beneficiari. I destinatari diretti sono: ¾ 200 persone che hanno subito una violazione dei loro diritti e che richiedono accompagnamento psicologico e legale ¾ 25 leader comunitari membri della Red Amazzonica. Beneficiari indiretti è: ¾ la popolazione della provincia di Orellana coinvolta nella lotta alla difesa dell’ecosistema amazzonico, stimata in circa 70.000 persone. OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO DI IMPIEGO: Puerto Francisco De Orellana (FOCSIV 6275) ¾ Fornire assistenza giuridica, psicologica a 200 persone che hanno subito violazione dei loro diritti; ¾ Formare in ambito giuridico, politico e sociale 25 leader comunitari membri della Red Amazzonica nel territorio DESCRIZIONE DEL PROGETTO: Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi Puerto Francisco De Orellana (FOCSIV 6275) Azione 1 Assistenza psicologica e legale a 200 persone che hanno subito violazione dei loro diritti ¾ Interviste individuali per la valutazione dei casi che si presentano presso le strutture del Vescovato; ¾ Implementazione del servizio di assistenza psicosociale a 200 vittime di discriminazione; ¾ Implementazione del servizio di assistenza legale e burocratica per le 200 vittime di discriminazione; ¾ Accompagnamento mensile delle vittime presso le istanze giuridiche locali; ¾ Visite di monitoraggio bimestrale domiciliari dei casi seguiti; ¾ Ideazione e elaborazione di opuscoli informativi da utilizzare come supporto all’interno della Rete Amazzonica per promuovere l’esistenza e i servizi; ¾ Riunioni mensili di pianificazione e di valutazione; ¾ Sistematizzazione dati e aggiornamento mensile della banca dati sulle violazioni dei diritti umani nella provincia. Azione 2. Rafforzamento politico e sociale della Red Amazzonica ¾ Individuazione e realizzazione di incontri trimestrali nelle comunità nel raggio di 50 km; ¾ Organizzazione e realizzazione di 3 cicli di formazione per 25 leader su tutela dei diritti delle popolazioni indigene, riconosciuti dai trattati internazionali e dalla normativa nazionale; ¾ Organizzazione e realizzazione di 3 cicli di formazione per 25 leader sulle possibilità di sviluppo economiche collegate alla valorizzazione della ricchezza e biodiversità amazzonica; ¾ Partecipazione a 1 riunione bimestrale dell’Assemblea Red Amazzonica per l’implementazione della strategia territoriale di incidenza politica; ¾ Organizzazione di un 5 incontri pubblici di sensibilizzazione della cittadinanza ai temi del diritto ambientale e tutela minoranze; ¾ Elaborazione e stampa di 300 documenti informativi da distribuire durante i cicli di formazione per i leader comunitari; ¾ Elaborazione e realizzazione di una campagna di mobilitazione provinciale sulla difesa della Selva Amazzonica; ¾ Organizzazioni di 3 marce pacifiche provinciali per la tutela e difesa dell’ecosistema amazzonico; ¾ Valutazione trimestrale attività proposte e stesura report. Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette attività - 1 Responsabile Pastoral Social Red Amazzonica _ Azione 1e 2 - 2 Responsabili organizzativi Red Amazzonica_ Azione 1e 2 - 1 Responsabile formazione Giuridica_ Azione 1 e 2 - 1 Responsabile formazione Politiche pubbliche_ Azione 1 e 2 - 2 Formatori esperti in temi di diritti delle popolazioni indigene_ Azione 1 e 2 - 2 Responsabili amministrativi_ Azione 1 e 2 - 1 Avvocato_ Azione 1 e 2 - 1 Assistente sociale_ Azione 1 - 1 Psicologo_ Azione 1 - 1 Esperto in economia sostenibile_ Azione 2 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto: Puerto Francisco De Orellana (FOCSIV 6275) I volontari/e in servizio civile n°1-2 saranno di supporto nelle seguenti attività: ¾ Affiancamento nelle interviste per la valutazione dei casi di violazione dei diritti umani; ¾ Supporto nell’assistenza psicologica e legale alle vittime di violazione dei diritti; ¾ Supporto nell’aggiornamento della banca dati per i casi di violazione dei diritti umani nella provincia; ¾ Affiancamento nelle visite di monitoraggio domiciliari dei casi di violazione di diritti; ¾ Partecipano alle riunioni bimestrali della Red Amazzonica; ¾ Collaborazione nella realizzazione dei 3 cicli di formazione sui diritti delle popolazione indigene e sulla valorizzazione della biodiversità amazzonica; ¾ Supporto nell’organizzazione di 5 eventi pubblici per la sensibilizzazione della cittadinanza sui temi di diritti ambientali e tutela minoranze; ¾ Supporto alla realizzazione di una campagna di mobilitazione e comunicazione a difesa della Selva amazzonica; ¾ Affiancamento nelle riunioni mensili di pianificazione e valutazione attività. REQUISITI: I seguenti requisiti sono suddivisi tra requisiti generici, ricercati genericamente in tutti i candidati, e i preferibili requisiti specifici, inerenti aspetti tecnici connessi alle singole sedi e alle singole attività che i volontari andranno ad implementare: Generici: ¾ Esperienza nel mondo del volontariato; ¾ Conoscenza della FOCSIV o di uno degli Organismi soci e delle attività da questi promossi; ¾ Competenze informatiche di base e di Internet. Specifici: Puerto Francisco De Orellana (FOCSIV 6275) Volontario/a n°1-2 ¾ Preferibile formazione in Psicologia/Antropologia e Scienze politiche/Relazioni internazionali; ¾ Interesse per la difesa dell’ambiente e diritti umani ¾ Discreta conoscenza della lingua spagnola. DOVE INVIARE LA CANDIDATURA ¾ ¾ tramite posta “raccomandata A/R”: la candidatura dovrà pervenire direttamente all’indirizzo sotto riportato.(Nota Bene: non farà fede il timbro postale di invio, ma la data di ricezione in sede delle domande) ENTE CITTA’ INDIRIZZO TELEFONO SITO FOCSIV Roma Via S.Francesco di Sales 18 -00165 06-6877796 www.focsiv.it tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) di cui è titolare l'interessato, allegando la documentazione richiesta in formato pdf, a [email protected] e avendo cura di specificare nell'oggetto il paese e il titolo del progetto (es. CASCHI BIANCHI: INTERVENTI UMANITARI IN AREE DI CRISI – Est Europa 2014 - Albania - CELIM). Nota Bene: per inviare la candidatura via PEC • è necessario possedere un indirizzo PEC di invio (non funziona da una mail normale), • non è possibile utilizzare indirizzi di pec gratuiti con la desinenza "postacertificata.gov.it", utili al solo dialogo con gli Enti pubblici.