Viaggio
nel sistema di istruzione e formazione
dopo la “scuola media”
iter
INDICE
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di Filippo Penati ............................................................................................................................................................pag.
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di Giansandro Barzaghi .............................................................................................................................................pag.
di Ezio Casati .................................................................................................................................................................pag.
di Roberto Biorcio ..........................................................................................................................................................pag.
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di Francesco Dell’Oro ...................................................................................................................................................pag.
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di Giorgio Giovannetti..................................................................................................................................................pag.
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di Monia Anzivino .........................................................................................................................................................pag.
20
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di Maria Grazia Savardi...............................................................................................................................................pag.
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29
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Statali ...............................................................................................................................................................................pag. 194
Paritarie.............................................................................................................................................................................pag. 241
Mappa dell’offerta formativa per territorio ...........................................................................................................pag. 261
AV;dgbVo^dcZEgd[Zhh^dcVaZ
L’offerta formativa ................................................................................................................................................. pag. 279
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Mappa dell’offerta formativa per territori..............................................................................................................pag.
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Assessore all’istruzione
e all’edilizia scolastica
Pubblicazione a cura
dell’Assessorato all’Istruzione e all’Edilizia Scolastica
Assessore all’Istruzione e all’Edilizia Scolastica
Giansandro Barzaghi
Direzione Centrale Istruzione ed Edilizia Scolastica
Direttore Giacomo Gatta
Settore Istruzione
Direttore Raffaele Galli
Servizio Programmazione Gestione Rete ed Orientamento Scolastico
Responsabile Cinzia Fumagalli
Cisem (Centro per l’innovazione e la sperimentazione educativa Milano)
Presidente Roberto Biorcio
Coordinatore tecnico scientifico Walter Moro
Coordinatore Servizio statistica Alberto Falletti
Hanno collaborato:
Maria Grazia Savardi, Mirella Genca, Guido Grassi, Francesca Savoia,
Flavio Albrici, Enzo Dell’Olio, Silvia Lodigiani, Francesca Pozzi, Fabio Sturaro
Coordinamento editoriale:
Mirella Genca, Maria Grazia Savardi
La sezione formazione professionale è realizzata in collaborazione con:
Settore formazione professionale
Direttore Luciano Schiavone
Servizio Attività formative in DDIF
Responsabile Cinzia Cipollini
Angelo Cappellina, Massimo Cislaghi, Maurizio Cocozza,
Michele Saracino, Caterina Sorrentino
Progetto grafico
Marco Donati
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ari studenti e care studentesse,
tra poco tempo dovrete affrontare un passo importante nel percorso della vita di ciascuno di voi. Sto
parlando del vostro futuro e della decisione che affronterete scegliendo quel percorso formativo che insieme all’esperienza della vita quotidiana vi aiuterà a diventare uomini e donne responsabili e consapevoli
per trovare la propria strada all’interno del mondo scolastico, lavorativo e personale.
Sembra un passo difficile alla vostra età. Dovete pensare a un futuro anche lontano e trovare il percorso di
studi che possa valorizzare al meglio le vostre capacità, le vostre attitudini, le vostre aspirazione e perché
no, anche i vostri sogni.
Per una scelta consapevole e determinata ritengo che sia opportuna una corretta informazione, che passa
attraverso la famiglia, i professori e anche attraverso questo volume che anche quest’anno abbiamo deciso
di distribuire, per aggiornarvi sulle diverse opportunità di formazione che l’area metropolitana milanese
offre. Una guida che la Provincia di Milano vuole dedicare a voi studenti dell’ultimo anno delle scuole medie e che contiene tutte le informazioni e le indicazioni relative alle scuole superiori e ai corsi di formazione
professionale che esistono sul nostro territorio.
Vi invito a sfogliare con attenzione questo volume perché sono sicuro che vi aiuterà, insieme ai consigli di
genitori e insegnanti, a trovare quel percorso formativo che vi permetterà di realizzare in libertà le vostre
aspirazioni.
Alcuni di voi sceglieranno un percorso formativo che prevede un progetto di lunga durata, altri opteranno
per una scelta che permetta l’ingresso rapido nel mondo del lavoro. Ma a tutti rivolgo il mio personale consiglio: non abbiate paura di ascoltare i vostri sogni e percorrete la vostra strada con serenità e dedizione.
E se anche vi accorgete di avere sbagliato scelta, anche questo vi avrà aiutato a crescere e non abbiate
timore di cambiare. Questo è il momento di scegliere.
A tutti un in bocca al lupo.
Il Presidente della Provincia di Milano
Filippo Penati
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l’accesso di tutti i cittadini.
Agire diversamente e procedere con continui tagli
al nostro sistema scolastico, significa polarizzare la
società della conoscenza tra persone che possono
permettersi di proseguire gli studi ed altre che
non possono e quindi venire meno al principio
dell’istruzione quale diritto universale.
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Una scuola di qualità deve porsi l’obiettivo di
contrastare il fenomeno della dispersione e deve
porsi come primo luogo di integrazione guardando
allo studente che eccelle senza mai abbandonare lo
studente che ha più difficoltà, anche ottimizzando
gli strumenti e le attività di orientamento.
Poiché l’istruzione rimane soprattutto una questione
pubblica, bisogna investire nella scuola per la
crescita civile e democratica ma anche economica
del paese. Per questo motivo, nonostante i pesanti
tagli apportati ai bilanci degli enti locali, la
Provincia di Milano negli ultimi anni ha investito
210.000.000,00 di euro nell’edilizia scolastica e
50.000.000,00 di euro nell’istruzione.
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ari studenti e famiglie,
nel corso di questo anno scolastico sarete
chiamati ad effettuare la scelta della scuola
superiore.
Una scelta che dovrà necessariamente considerare
i vostri interessi, le vostre attitudini, caratteristiche
e motivazioni e che vi permetterà di assumere
un ruolo da protagonisti nel delineare il vostro
progetto di vita.
Vorrei esprimere una certa preoccupazione per il
futuro del nostro sistema scolastico che oggi, grazie
alla passione e alla professionalità dei docenti e di
tutto il personale impegnato, offre un buon livello
di istruzione e alcune punte di eccellenza, come ad
esempio la scuola primaria, che secondo l’indagine
OCSE è una tra le più efficienti del mondo.
Nel riformare i propri sistemi scolastici, i governi
dovrebbero prendere in considerazione i diversi
aspetti, affinché l’istruzione sia adeguatamente
finanziata per rispondere alla attuale crescita della
domanda di formazione, segno inequivocabile
che sia i giovani che le famiglie sono consapevoli
dell’importanza della formazione durante tutto
l’arco della vita.
Care ragazze e cari ragazzi, la Provincia continuerà
a lavorare con voi, così come è stato fatto negli
ultimi anni, con l’obiettivo di costruire una scuola
sempre più vicina ai vostri bisogni. Una scuola
pubblica intesa come ambiente aperto, pluralistico,
con l’obiettivo di formare cittadini pienamente
consapevoli dei loro diritti e doveri, secondo lo
spirito della nostra Costituzione.
Quest’anno, sperando di fare cosa gradita, il
volume ITER 2008 è stato innovato e ampliato
in alcune sue parti, per offrire agli studenti e alle
famiglie uno strumento utile ed efficace alla scelta,
potenziando il suo valore non solo informativo ma
anche orientativo.
Come Assessore all’Istruzione e all’Edilizia Scolastica auguro a tutti voi, ai vostri genitori e ai vostri
insegnanti buon lavoro e proficui risultati.
La società della conoscenza ha bisogno di
cittadini dotati di competenze e in possesso
di alte qualifiche per affrontare la complessità
sociale e professionale; è necessario quindi fare
scelte finanziarie e di bilancio che permettano di
migliorare la qualità dell’istruzione e favoriscano
Giansandro Barzaghi
Assessore all’Istruzione ed Edilizia scolastica
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passaggio da una scuola superiore ad un centro di
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formazione professionale e viceversa. In altre parole, la storica separazione, spesso vissuta come
una divisione fra superiori, di serie “A”, e formazione professionale, di serie “B”, non esiste e non
ha motivo di esistere. La formazione professionale
nella nostra Provincia è da sempre all’avanguardia
e possiede centri davvero validi per formare e indirizzare i giovani alla propria professione.
Il ventaglio delle opportunità fra le quali scegliere
ammonta a 12 aree formative. Indirizzi di percorsi
che vanno dall’elettronica, alla fotografia digitale, senza dimenticare il restauro d’arte, la moda,
il settore turistico alberghiero e la formazione al
lavoro d’impresa. Sfogliando ITER 2008 troverete
quindi questi percorsi e la mappa completa, con
indirizzi e riferimenti telefonici, degli istituti e dei
centri formativi presenti sul territorio. I centri di
formazione professionale hanno 70 sedi e propongono quest’anno quasi 500 corsi per oltre 500mila
ore di lezione. I comuni che li ospitano sono 34,
potrete quindi trovare quello che vi interessa vicino o addirittura nella vostra città.
Il titolo di qualifica professionale, rilasciato al termine di questi percorsi, permette l’assolvimento
dell’obbligo scolastico-formativo e rappresenta
una concreta esperienza educativa con possibilità d’inserimento lavorativo. Ogni anno formativo quasi ottomila ragazzi s’iscrivono ai centri di
formazione professionale con risultati, il più delle
volte, positivi. Stando alle statistiche, dopo sedicidiciotto mesi dalla conclusione del corso formativo,
il 67% degli allievi trova occupazione. Non solo:
l’85% dei ragazzi e delle ragazze, intervistate dopo
il percorso formativo, dichiara di aver ottenuto una
professione inerente gli studi fatti. Si tratta di dati
positivi che ci invitano a migliorare le opportunità
dell’offerta formativa.
L’obiettivo finale della Provincia di Milano è quindi
molto chiaro: offrire ai ragazzi e alle ragazze un
percorso formativo che li realizzi e dia loro gli strumenti adeguati per affrontare il mondo del lavoro.
Auguro a tutti gli allievi e alle loro famiglie una
scelta consapevole e un buon anno scolastico-formativo, tanti auguri.
Ezio Casati
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arissimi ragazzi e famiglie
ci siamo, sta per iniziare un nuovo anno formativo e scolastico. Si tratta di un momento importante, decisivo, unico. È il tempo che dovete
dedicare per impostare il vostro futuro scolastico
e professionale. Scegliere un percorso di studi
consono alle proprie risorse e capacità, in grado
di preparare al meglio, formativo e al tempo stesso
ricco di opportunità, è davvero fondamentale. Definire la propria strada, il proprio indirizzo di studi,
iscrivendosi ad un istituto superiore o a un istituto
di formazione professionale, rappresenta per voi
ragazzi e per le vostre famiglie una scelta da ponderare bene. Per fare questo la Provincia di Milano,
coi suoi Assessorati all’Istruzione e alla Formazione
Professionale, intende aiutarvi a scegliere. Grazie
all’edizione 2008 di ITER, la nuova guida al sistema di istruzione e formazione professionale dopo
la scuola media, la Provincia di Milano fornisce
tutte le informazioni utili sui percorsi formativi, gli
istituti scolastici e le numerose opportunità di studi
presenti a Milano e in tutta l’area metropolitana
milanese.
Premetto a voi studenti e ai vostri genitori, che giustamente vi supportano e consigliano, che in Italia,
dal 2003, è stato sancito il diritto-dovere all’istruzione e formazione professionale. Questo implica,
per quanto riguarda la formazione professionale,
importanti novità: la presenza di percorsi triennali
in grado di offrire una qualifica e al tempo stesso
un titolo; percorsi formativi studiati appositamente per prevenire l’abbandono scolastico e, soprattutto, percorsi formativi professionali integrati con
l’istruzione secondaria superiore. In grado quindi di
permettere, al ragazzo che avesse cambiato idea, il
Assessore alla Formazione professionale
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ve esperienze scolastiche segnalano però la persistenza di un forte condizionamento delle condizioni
sociali e culturali delle famiglie e delle precedenti
esperienze scolastiche dei giovani studenti.
I risultati conseguiti nei tre anni della scuola media
possono essere considerati semplicemente frutto
della diseguale distribuzione tra gli individui di
doti e attitudini? E’ necessario valutare attentamente l’influenza esercitata da altri tipi di fattori. La
fase pre-adolescenziale è segnata da crisi e rapide
trasformazioni della personalità, con possibili – e
spesso transitori - effetti negativi sul rendimento
scolastico. Esiste d’altra parte anche un forte condizionamento del livello culturale e sociale della famiglia di origine sui risultati conseguiti nella scuola
media inferiore. Ne deriva una grande importanza
per il lavoro di orientamento che precede l’ingresso
nella scuola media superiore.
Il proseguimento degli studi dopo la conclusione
della scuola media inferiore non è solo funzionale
a un soddisfacente inserimento sul mercato del lavoro. La frequenza di un istituto scolastico per un
giovane adolescente dopo la conclusione del ciclo
della scuola media può svolgere una funzione che
va al di là delle conoscenze, delle competenze e
delle professionalità che si possono acquisire.
La grande maggioranza degli studenti percepisce la
scuola come un luogo accogliente in cui esprimersi,
stringere relazioni e trovare stimoli per la crescita
personale. Sono vissuti come importanti e positivi i
rapporti con gli insegnanti, apprezzati non solo per
la preparazione nelle materie insegnate, ma anche
per le capacità comunicative e relazionali.
Anche se non mancano problemi da affrontare e
richieste di innovazione da soddisfare, per i giovani
adolescenti l’esperienza scolastica per almeno 3-5
anni resta un fondamentale contributo alla crescita
personale, un importante investimento per il futuro.
In una società sempre più individualizzata, in cui
sono sempre più rarefatte le occasioni di incontro e
di socialità, la scuola secondaria superiore resta un
anello forte che offre opportunità importanti per la
crescita delle nuove generazioni e per il rafforzamento e l’arricchimento dei legami sociali.
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li studenti che oggi frequentano il terzo anno
nelle scuole medie della provincia di Milano
saranno presto chiamati a decidere, insieme alle
famiglie, come continuare il proprio percorso formativo. Una decisione molto rilevante per il futuro
corso di vita: una scelta errata fatta in età precoce
può creare in seguito molti problemi o precludere
diverse possibilità. Per aiutare concretamente gli
studenti e le loro famiglie a compiere questa scelta
nel modo migliore il Cisem ha curato - insieme agli
Assessorati all’Istruzione e alla Formazione Professionale della Provincia di Milano - la redazione della guida “ITER” che qui presentiamo.
La scuola media superiore è in una fase complessa di trasformazione, che rispecchia e interagisce
con i cambiamenti in corso dell’intera società. Dallo
scorso anno, l’obbligo dei istruzione è stato esteso
in Italia fino a 16 anni, allineando il nostro paese al livello già raggiunto da molti paesi europei.
Un netto innalzamento del tasso di scolarità per le
classi di età fra i 14 e i 18 anni si era d’altra parte
già registrato nei precedenti anni per la provincia
di Milano. Un innalzamento che è stato accompagnato, e in parte favorito, da un aumento e da una
diversificazione delle offerte formative per i giovani
che hanno concluso la scuola media.
Si sta affermando una sostanziale uguaglianza sociale per le opportunità formative e una più vasta
libertà di scelta per gli studenti e le famiglie? L’innalzamento del tasso di scolarità dimostra un più
ampio accesso alla formazione secondaria superiore
anche da parte degli strati meno avvantaggiati della popolazione. La scelta della scuola e le successi-
Roberto Biorcio
Presidente CISEM
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9
LA SCELTA SCOLASTICA
(DALLA PARTE DELLE
RAGAZZE
E DEI RAGAZZI)
In realtà, sono solo preoccupati. Per te vorrebbero
sempre il meglio. Ma, a volte, esagerano.
Fare il genitore è molto bello ma anche molto complicato.
Non esiste il genitore perfetto. Non esiste un manuale e, infatti, con tutte le attenzioni che il ruolo
richiede, in realtà, si impara con un metodo antico:
per prove ed errori. Lo potrai verificare fra un po’
di anni.
È soprattutto in questo periodo della tua vita che
diventa fondamentale il gruppo degli amici. Scatta,
in modo impetuoso, il senso di appartenenza. Con
loro ti trovi bene. Utilizzi gli stessi linguaggi, hai gli
stessi interessi e vivi le stesse emozioni.
La prima adolescenza si caratterizza come un’età
nella quale incominci ad assumere alcune responsabilità e, progressivamente, le tue prime decisioni
importanti.
È l’età delle scelte.
Una di queste richiederà un tuo particolare impegno nei prossimi mesi. È la scelta scolastica.
Una scelta non facile anche perché devi effettuarla
in una fase di grandi cambiamenti.
In questo senso, infatti, è il periodo meno adatto.
È come se durante un trasloco, qualcuno ti chiedesse di cercare un libro interessante. Verrebbe
spontaneo dirgli: “Accidenti! Proprio adesso! Aspetta, fammi riordinare un po’ il tutto…”.
È vero, anche gli adulti sanno che non è il momento migliore, ma essendo evidentemente a corto di
fantasia, non sono riusciti a predisporre un sistema
scolastico con percorsi e tempi più adeguati.
Insomma, devi fare questa scelta e con grande attenzione.
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La prima adolescenza
La prima adolescenza è un’età straordinaria.
Grandi e forti emozioni accompagnano questo periodo della tua vita con importanti cambiamenti.
A livello fisiologico: gli ormoni, prodotti chimici delle ghiandole endocrine, fanno un casino pazzesco.
Gli adulti la chiamano, in modo simpatico e, forse,
anche con un po’ di nostalgia della loro adolescenza, “tempesta ormonale”. Sono gli ormoni, infatti, a
determinare uno sviluppo rapido degli organi riproduttivi, la comparsa delle caratteristiche sessuali
secondarie e una forte accelerazione dei processi
di crescita.
È la fase della pubertà: si diventa donne e si diventa uomini.
Incomincia a prendere forma una tua identità di
tipo sessuale, relazionale e sociale.
Si cambia a livello cognitivo: il tuo modo di ragionare, giorno dopo giorno, si trasforma.
Impari a discutere, analizzare e storicizzare gli avvenimenti. Ti misuri, sempre di più, con il pensiero
astratto. Si rafforzano, in particolare, alcune capacità che qualificano il tuo percorso di maturazione:
le capacità metacognitive. In altri termini, si strutturano e si rafforzano i livelli di consapevolezza
sulle tue esperienze, sulle tue emozioni e sui tuoi
pensieri.
Anche a livello relazionale cambiano molte cose.
A mamma e papà vuoi sempre un mondo di bene. Ti
hanno dato la cosa più preziosa: la vita.
Sono e saranno sempre al tuo fianco come i più
qualificati “compagni di viaggio”.
Ma, in certi momenti, quanto rompono.
La scelta scolastica: scadenze e procedure.
In terza media, a pochi mesi dall’inizio dell’anno
scolastico e, generalmente, nel mese di gennaio ti
verrà consegnato un modulo. Un foglio di carta.
Su questo modulo dovrai segnalare il corso che
intendi scegliere: un Liceo, un Istituto Tecnico, un
Istituto Professionale o un corso di Istruzione e Formazione Professionale.
Insieme al corso e, nel caso fossi interessato, ad alcune opzioni (PNI, seconda lingua, scienze, arte…),
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10
beramente di te stesso, dei tuoi genitori, dei tuoi
insegnanti, dei tuoi amici e dei tuoi compagni di
classe.
Scrivi.
Puoi ripensare alle tue esperienze. Qualche ricordo,
solo qualche immagine, anche se confusa, del periodo della scuola dell’infanzia.
Un ricordo più vicino: la scuola elementare. I tuoi
compagni di classe. Alcuni insegnanti che ricordi
con grande piacere e riconoscenza perché hanno
inciso profondamente sulla tua vita di bambino. Altri molto meno, succede.
Qualche giorno dopo, rileggendo le tue riflessioni,
potrai riformulare ciò che hai scritto e, soprattutto,
capire alcune cose interessanti.
Idee, intuizioni, progetti ma anche ricordi più o
meno piacevoli, difficoltà e preoccupazioni incomprensibili o insormontabili solo qualche giorno prima, ora riesci a giudicarli e interpretarli in modo
diverso.
Il linguaggio delle emozioni si costruisce gradualmente e ti permette di dare sempre nuovi significati
ai tuoi stati d’animo e agli avvenimenti.
Nell’adolescenza non c’è nulla di definitivo.
Ti serve, quindi, tempo per riflettere e per prendere
le misure alle tue sensazioni, soprattutto quando
ritieni di dover prendere alcune decisioni.
Il tempo è una variabile importante. Per tutti.
Anche agli adulti, infatti, servirebbe un po’ più di
tempo, ad esempio, quando devono prendere una
decisione, esprimere una valutazione o un giudizio
ma, purtroppo, non sempre lo comprendono.
dovrai indicare anche l’Istituto Scolastico.
Effettuata la tua scelta, consegnerai il modulo, debitamente compilato, alla segreteria della tua scuola
che, a sua volta, lo trasmetterà all’Istituto Superiore
di riferimento.
Ricordati che si tratta di una iscrizione vera e propria e non di una pre-iscrizione.
Il tipo di scelta, i tempi previsti, le scadenze e le procedure richiedono informazioni corrette e adeguate
ma, soprattutto, l’avvio di una riflessione personale
e di un confronto con alcune persone significative.
Un percorso indispensabile per favorire e sostenere la tua decisione con la maggior consapevolezza
possibile.
Ecco, a questo proposito, alcune indicazioni che potranno esserti utili.
Il laboratorio
Se hai un computer, apri un file e metti una password d’ingresso.
È il tuo diario personale. Il tuo angolo privato nel
quale, appunto, puoi entrare solo tu e nessun altro.
Scrivi, ogni giorno, qualche riga. Quello che ti passa
per la mente.
Rivesti con tue parole, quelle che ti vengono dal
cuore, le tue emozioni, i sentimenti di gioia, di soddisfazione, di passione, di entusiasmo ma anche di
incertezza, di tristezza e di disagio.
Non ti preoccupare della forma e, una volta tanto,
nemmeno della correttezza grammaticale o sintattica. Per questo c’è sempre tempo.
Scrivi.
Lasciati andare, fidati delle tue sensazioni.
Nel tuo diario sei tu il protagonista. Puoi parlare li-
La capacità di ascolto e di relazione
Il diario rappresenta un’occasione straordinaria per
riflettere su te stesso. È il tuo laboratorio.
Ma il tuo pensiero introspettivo, elaborato e rielaborato e, quindi, certamente fortificato e più sicuro, ha
bisogno di “contaminazione”.
Per crescere, infatti, c’è un percorso obbligato: la
relazione con il pensiero degli altri.
Il pensiero dei tuoi genitori, dei tuoi insegnanti, dei
tuoi amici e delle persone che ti sono care.
A questo proposito, servono alcune attenzioni.
Hai presente quei programmi televisivi che tra-
AVhXZaiVhXdaVhi^XVYVaaVeVgiZYZaaZgV\VooZZYZ^gV\Voo^
11
iter
tamente in classe, con Andrea e i suoi compagni, un
confronto che, grazie ai vari interventi e contributi,
è risultato molto utile.
Tutti insieme, infatti, abbiamo convenuto su un
punto fondamentale: ogni ragazzo ha una particolare intelligenza. Un dono prezioso.
Nel nostro caso, Andrea non valorizzava adeguatamente la sua capacità creativa e artistica, prontamente individuata, invece, dai suoi compagni di
classe.
Esistono, infatti, diversi tipi di intelligenze: linguistica, logico-matematica, emotiva, sociale-relazionale, musicale, artistica, spaziale (saper rappresentare visivamente degli oggetti..), cinestetica (abilità
nel coordinamento e nel controllo dei movimenti del
corpo) e così via.
È un lungo elenco che dobbiamo all’intuizione e
allo studio di alcuni autorevoli autori: Gardner, Goleman e tanti altri.
Se non esiste, quindi, un’unica intelligenza ma ce
ne sono diverse, in quale o in quali tipi di intelligenze ti riconosci di più?
Riesci a individuarle? Hai difficoltà?
Non ti preoccupare. Da oggi deve iniziare una mirata “caccia al tesoro”, una ricerca interessante e
con alcuni sicuri alleati: i genitori, gli insegnanti, i
tuoi compagni di classe e le persone che ti vogliono
bene.
L’obiettivo è quello di mettere a fuoco i tuoi interessi
e le tue attitudini. Le tue disposizioni naturali.
Devi costruire e definire una tua immagine ma che
deve essere sempre il risultato del tuo pensiero e di
quello degli altri.
Le persone con le quali ti relazioni, infatti, possono trasmetterti idee e suggerimenti che potrebbero
sorprenderti. Anche semplicemente perchè, come
nel caso di Andrea, magari hai sottovalutato o non
ancora individuato alcune tue doti.
Ti capiterà anche di percepire capacità e potenzialità che non sono ancora visibili e che, proprio per
questo, non vengono registrate dalle persone che
frequenti e che ti sono vicine. Eppure le senti dentro di te e il fatto di non riuscire a manifestarle non
solo ti delude ma ti fa anche un po’ arrabbiare.
Questa ricerca può aprire scenari curiosi e portarti
a scoperte incredibili.
Ma serve un approccio adeguato. Devi crederci.
In questo periodo, non a caso, stai imparando una
smettono dibattiti sui temi della politica ma anche
dello sport?
Una persona che deve esprimere un’opinione, a
volte, non riesce nemmeno a finire una frase o a
spiegare un concetto. Viene subito aggredita verbalmente. Altre volte, viene irrisa con sufficienza
da coloro che, avversari politici o rappresentanti di
un’altra fede calcistica, dovrebbero essere i suoi interlocutori.
Irridere una persona, mentre parla e esprime un
proprio parere, sembra diventato uno sport nazionale.
Popper, un filosofo, diceva che la televisione è una
cattiva maestra. Si sbagliava, ma per difetto.
La tv, in alcuni casi, può essere un killer micidiale.
Certi messaggi possono avere un effetto devastante
sulle nostre convinzioni e, poi, sui nostri comportamenti.
L’esempio dei dibattiti è significativo. Il messaggio
che, spesso, passa in queste trasmissioni è insidioso e pericoloso.
È il messaggio di una società che non sa più ascoltare. Una società senza futuro.
Occorre fare l’esatto contrario.
Le ragazze e i ragazzi della tua età hanno il compito
di custodire un sistema di valori che deve dare direzione alla vita delle persone.
Uno di questi valori, in particolare, deve essere difeso strenuamente perché richiama una condizione
di base e di civiltà: la capacità di ascolto e di relazione.
È questo valore che ti consentirà di vivere con dignità e autorevolezza la tua vita.
È sempre questo valore che ti permetterà di effettuare scelte importanti e consapevoli.
È su questo valore, inoltre, che si gioca la qualità
del tuo futuro, della tua generazione e di quelle che
verranno.
Un bene prezioso: l’intelligenza
Pochi mesi fa, uno studente di seconda media che,
in questo caso, chiameremo Andrea, indicandomi il
suo vicino di banco, mi diceva: “Lui, è molto intelligente! È bravissimo in matematica”.
E tu, gli chiesi, in cosa sei bravo? Cosa ti riesce
meglio?.
Andrea, un po’ triste, rispose: “Io non sono bravo”.
Preoccupato e sorpreso, abbiamo avviato immedia-
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delle cose più importanti per la tua vita: a fidarti di
te stesso.
genitore, modificare una propria opinione.
Non è facile interpretare, con naturale sapienza, il
complesso sistema che unisce i valori e le regole
con la fiducia e il riconoscimento.
L’imponderabilità, cioè la possibilità di cambiare e
di modificare i comportamenti in modo anche significativo e imprevedibile, è un bene prezioso dei
processi educativi. Può essere difeso e favorito con
una relazione educativa che deve qualificare il rapporto fra gli adulti e gli adolescenti ma tutto ciò non
si realizza senza il tuo impegno e la tua collaborazione.
Esiste uno stretto legame fra le azioni, la responsabilità e la fiducia.
È un campo difficile nel quale adulti e adolescenti
si muovono come apprendisti stregoni. A volte con
entusiasmo, altre volte con incertezze e con errori,
ma è una grande occasione di crescita per tutti.
Pagelle, voti e valutazioni.
Da adulti, quando si rileggono le pagelle, i voti e
le valutazioni che hanno caratterizzato gli anni più
significativi del percorso scolastico, non di rado, capita di sorridere.
Si ha a che fare, in diversi casi, con un’immagine
che non ci appartiene e con giudizi che delineano
una persona con caratteristiche diverse da quelle
che, poi, l’esperienza, il lavoro ma anche studi successivi hanno confermato.
C’è, evidentemente, materia di riflessione per tutti.
Per gli adolescenti e, soprattutto, per i formatori.
La scuola e la famiglia rappresentano, infatti, due
luoghi cruciali nella costruzione della identità delle
persone. Le pagelle, i voti ma anche le valutazioni che accompagnano e accompagneranno la tua
vita di studente e di adolescente devono, tuttavia,
costituire sempre un punto di riferimento da non
sottovalutare.
Ti permettono di cogliere novità e progressi nella
tua formazione oppure una difficoltà, un passaggio
critico o un ritardo. Sono indicazioni che possono
aiutarti nel tuo percorso di crescita e di maturazione. Ma come per il diario, anche in questo caso, devi
entrare nel tuo laboratorio privato e in un settore
molto delicato: è l’area della tua capacità critica.
È in questo angolo del tuo laboratorio che ti viene
data la possibilità di riflettere su quella che, almeno
per alcuni aspetti, può configurarsi come la pagella
più importante.
È la tua pagella personale. Con voti e valutazioni
che richiamano soprattutto il tuo vissuto e la tua
responsabilità, ma anche i modelli organizzativi, le
capacità e le difficoltà.
A volte, lo verificherai, ciò che registri nel tuo laboratorio personale può non coincidere con ciò che
pensano gli altri.
E allora? Che fare? Parlane con i tuoi genitori, con i
tuoi insegnanti, con i tuoi amici.
Esprimi le tue ragioni, le tue convinzioni e i tuoi
dubbi. Saranno apprezzati. E, se in qualche caso,
non dovessi avere questo riconoscimento, non ti
preoccupare. Riprovaci. La tua determinazione, prima o poi, sarà premiata.
A volte, non è facile per un formatore, insegnante o
Giudizi, relazione e autostima
Capita di incontrare ragazze e ragazzi della tua età
per i quali la scuola, i docenti, le lezioni, i libri e i
compiti sono puro veleno.
Risulta evidente, in questi casi, una insofferenza
verso tutto ciò che richiama responsabilità, interesse e studio in ambito scolastico e che, a volte,
purtroppo si traduce in frequenti insuccessi e abbandoni.
Le cause del disagio scolastico o del cosiddetto “mal
di scuola” possono essere molteplici. Due di queste,
la relazione e l’autostima, richiedono una attenta
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13
iter
giudizi. Giudizi sistematici e maldestri che segnalano soprattutto preoccupazione e frustrazione.
I giudizi, tuttavia, quando hanno queste caratteristiche, sono inefficaci e possono creare, soprattutto
ai ragazzi più fragili e in difficoltà, problemi nei delicati processi di autostima.
Anche gli adolescenti non sono consapevoli di
quanto certe frasi e certi giudizi possano ferire un
compagno di classe, un amico, un coetaneo ma anche un insegnante o un genitore.
Il periodo della scelta scolastica può rappresentare,
per gli adulti e per gli adolescenti, una straordinaria
occasione di cambiamento dei propri schemi cognitivi e di azione.
riflessione e un forte impegno da parte di tutti gli
attori di un progetto educativo: adolescenti, insegnanti, genitori.
Nel tuo percorso adolescenziale avrai modo di verificare e comprendere che, per costruire un tuo progetto di vita e diventare adulto, occorre anche fare
fatica e, quindi, stabilire alcuni vincoli nella tua
organizzazione quotidiana, dare sistematicità ad
alcune azioni utili anche se non ti piacciono. Pensa,
ad esempio, alla lettura, al tempo studio, alla capacità di costruire un nuovo sistema di priorità e di attivare nuove strategie di apprendimento, cercando
un maggior equilibrio fra studio e tempo libero.
Devi imparare a confrontarti con gli adulti, esprimendo le tue opinioni, i tuoi sentimenti di gioia, di
perplessità, di disagio e, se capita, di rabbia.
Conosci l’obiettivo: fidarti di te stesso e degli altri.
In presenza di quello che abbiamo definito “mal di
scuola”, gli adulti, a loro volta, sono fortemente preoccupati e in difficoltà. Hanno la sensazione di aver
smarrito i codici per interpretare questa fase straordinaria e complessa del periodo adolescenziale.
Anche per loro, genitori e insegnanti, si propone un
cambiamento importante che richiede una serie di
attenzioni. Ne segnaliamo due: il sistema di valutazione e i giudizi.
Gli insegnanti devono riflettere sui criteri e le modalità utilizzate nella gestione di un sistema di valutazione con riferimento non solo allo studente ma
anche alla qualità dell’istruzione. Una valutazione,
inoltre, che non nasca solo dalle canoniche prove
scritte e orali e che non sia imbrigliata in una incomprensibile logica matematica, sostenuta con il
bilancino del farmacista di un secolo fa.
Una valutazione, soprattutto, che non deve mai
essere accompagnata con giudizi chiusi e penalizzanti sulle persone.
Molti studenti hanno evidenti responsabilità e, dedicando poco o pochissimo tempo allo studio, vanno incontro a risultati non positivi e, in diversi casi,
anche a inevitabili insuccessi, ma nell’attività di
consulenza, con i colloqui di orientamento e di riorientamento rivolti agli adolescenti nella fascia d’età
12-17 anni, troviamo troppe anime ferite.
L’area del giudizio rappresenta un punto decisamente critico.
I docenti e i genitori, ad esempio, non si rendono
conto di quanto i loro linguaggi siano infarciti di
La scelta scolastica: passioni, interessi e curiosità
C’è una frase che ha accompagnato il percorso scolastico di molti adulti e che, anche oggi, gli insegnanti ripropongono ai genitori e agli studenti per
segnalare difficoltà, incertezze e ritardi nel percorso scolastico: “È intelligente ma non si applica, non
ha buona volontà”.
È un giudizio che, forse, avrai già registrato nella tua esperienza scolastica ma che, in realtà, dice
poco o nulla del problema che si vorrebbe evidenziare. La buona volontà, è certo, non rappresenta
una efficace categoria interpretativa.
Eppure l’affermazione degli insegnanti ha un fondamento: alcuni studenti sono in difficoltà e non
vanno volentieri a scuola. Lo studio e l’apprendimento rappresentano una vera sofferenza.
Come mai? Qual è la causa principale del mal di
scuola?.
La risposta a questo interrogativo richiede una
spiegazione un po’ articolata e consente di qualificare il nostro percorso di analisi e di approfondimento, permettendoci di comprendere una delle
cause principali delle difficoltà ma, nel contempo, di
individuare i criteri che devono ispirare una scelta
scolastica.
Platone e Aristotele, due filosofi, dicevano che la filosofia nasce dallo stupore e dalla meraviglia.
A proposito della matematica, quasi un secolo fa,
uno psicologo di nome Edouard Claparède si chiedeva:
“..il fatto che i 3/4 degli studenti delle scuole secondarie non amino le matematiche è perché non ne
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14
Sociali? Perché scelgo un Istituto Tecnico o un Istituto Professionale? Cosa mi colpisce o mi incuriosisce delle materie previste in quel corso di studi?
Ti interessa o, per lo meno, ti incuriosisce la filosofia? Lo stupore e la meraviglia di cui parlavano
Platone e Aristotele richiamano la caratteristica
principale della filosofia. È la scienza dello sviluppo
e del confronto del pensiero umano ma, soprattutto,
è una scienza che ti insegna a formulare domande
sui temi più importanti della vita.
Hai buoni risultati in matematica? Ti piace come
materia? La matematica è un linguaggio straordinario! È il linguaggio delle equazioni. Un linguaggio che permette, ad esempio, ai fisici e ai matematici di effettuare scoperte incredibili che, poi, le
tecnologie confermano.
Hai una particolare sensibilità per tutto ciò che riguarda la creatività e la genialità in campo artistico? Osservando la statua della Pietà, provi una forte
emozione? Sei senza parole? Sbalordito?
Bene. Ci sono buone ragioni per esserlo: è un capolavoro e, particolare non irrilevante, questa statua
è stata scolpita da un ragazzo di ventitre anni. Si
chiamava Michelangelo Buonarroti.
Alcuni ragazzi conoscono una lingua importante,
quella dei computer. Sono veri e propri specialisti
dell’informatica.
Ti interessa la materia? Perfetto. Si fa riferimento ad
un ambito formativo e professionale che richiederà
un aggiornamento continuo. Possibile solo, come
per molti altri settori professionali, se sostenuto da
una grande determinazione.
Un insegnante che spiega la Storia con competenza
dovrebbe avere davanti a sé una classe di studenti
attenti e appassionati.
La Storia, quando non viene trasformata in un elenco noioso di date, di battaglie e di avvenimenti disordinati e confusi, racconta e ricostruisce le esperienze delle generazioni che ci hanno preceduto,
in campo economico, sociale, politico, letterario e
artistico. La Storia è la memoria!
Ecco, siamo ad un punto cruciale della nostra ricerca: individua le tue attitudini, le disposizioni
naturali, le capacità ma anche le difficoltà. L’unico
corso che apre la mente, se proprio vogliamo utilizzare questa espressione, è quel corso di studi che,
quando lo frequenti, riesce a muovere dentro di te
passioni, interessi, motivazioni e tanta curiosità.
hanno il bernoccolo (l’attitudine) o perché si è fatto
di tutto per disgustarneli?..”
Ti è capitato, qualche volta, di osservare un capolavoro, un dipinto o una scultura?.
Nella basilica di San Pietro, a Roma, si trova la statua della Pietà. È una scultura che rappresenta la
Madonna con il Cristo morto in braccio. Puoi ammirarla anche su un libro di arte oppure attraverso
internet. Cosa provi mentre guardi con attenzione
il viso della Vergine, la veste, il corpo inanimato
del Cristo?
Il primo calcolatore elettronico (ENIAC: Electronic
Numerical Integrator And Calculator) era lungo
trenta metri, alto tre e largo un metro. Pesava, circa, trenta tonnellate e consumava elettricità come
mille lavatrici. Da diversi anni, ormai, la capacità
di calcolo e di lavoro dei primi calcolatori è stata
affidata a computer di dimensioni sempre più ridotte ma con microprocessori sempre più potenti.
Gli esperti di microelettronica, infatti, riescono a
inserire, in uno spazio grande come un granello di
sabbia, centinaia di transistor. La loro dimensione
è misurabile in nanometri (un nanometro - nm equivale ad un miliardesimo di un metro).
Pazzesco!. Che ne pensi? È un campo che ti affascina? Molti studenti detestano la Storia. Una materia
che, invece, dovrebbe affascinare coloro che la approfondiscono. Come mai?
Stiamo arrivando al cuore della nostra riflessione.
Il vero motore dell’apprendimento, sostengono molti
esperti dei processi formativi, non è un sapere preconfezionato ma la curiosità, il dubbio e la ricerca.
Elementi che un formatore deve alimentare e valorizzare, con la consapevolezza che la materia che
insegna deve investire gli studenti più con la sua
magia e con il suo valore strategico che con le sue
difficoltà.
Nel periodo che precede la scelta scolastica, avrai
modo di ascoltare una serie di consigli e, purtroppo,
anche qualche luogo comune. Un esempio: “Scegli
questo corso perché è l’unico che apre la mente…”.
Non credere a questo strano e curioso sistema di
gerarchie. È fuorviante e, comunque, sicuramente
non utile.
Le ragazze e i ragazzi della tua età, in questo periodo, devono farsi questa semplice domanda: “Perché
scelgo il liceo scientifico? Perché il Linguistico? il
Classico? Il liceo sociopsicopedagogico o Scienze
AVhXZaiVhXdaVhi^XVYVaaVeVgiZYZaaZgV\VooZZYZ^gV\Voo^
15
iter
un rapporto diretto con i testimoni privilegiati e,
cioè, con i dirigenti scolastici, i docenti referenti
dell’orientamento ma anche, in alcuni casi, con gli
studenti.
I cosiddetti open day possono rappresentare, quindi, un’utile opportunità per acquisire corrette informazioni sui corsi e sulle sperimentazioni esistenti,
sulle risorse, le tecnologie, gli aspetti organizzativi
ma questi incontri ti daranno anche la possibilità
di apprezzare la qualità e la sensibilità dei formatori, con particolare riferimento al periodo adolescenziale, alla relazione educativa e al sistema di
valutazione.
È una grande occasione, quindi, per cogliere il
respiro pedagogico delle persone che avranno responsabilità importanti nei luoghi deputati alla tua
formazione in un periodo straordinario e complesso
della tua vita.
È questa la via maestra per una scelta scolastica
efficace e consapevole.
Confrontati con i tuoi genitori e con i tuoi insegnanti. Esprimi ciò che provi, i tuoi desideri, le tue incertezze e perplessità, i tuoi sogni.
Sei tu il vero protagonista di questa scelta.
Il consiglio orientativo.
In terza media, di solito agli inizi del mese di Dicembre, gli insegnanti del tuo consiglio di classe
formalizzeranno quello che, ormai, è a tutti noto
come il consiglio orientativo. Ti diranno, cioè, in
base alla conoscenza da loro acquisita nel percorso
della scuola secondaria di primo grado, qual è il
corso di studi più adatto per te.
I dati statistici in nostro possesso ci dicono che la
maggior parte dei ragazzi che segue il consiglio degli insegnanti ha un esito positivo al primo anno
della scuola secondaria superiore.
In alcuni casi, tuttavia, a conferma della complessità del problema, le previsioni degli insegnanti si
sono rivelate infondate.
Il consiglio orientativo non è vincolante per gli studenti, ma merita una grande considerazione, anche
perché in alcuni Istituti, dove si registra un numero
di richieste superiori ai posti disponibili, tale consiglio viene utilizzato come criterio di selezione delle
domande di iscrizione.
La situazione che, tuttavia, si deve auspicare è che
tale consiglio si configuri come il risultato di un
confronto fra insegnanti, studenti e genitori. Una
scelta, quindi, condivisa.
Se poi permangono opinioni diverse, fermo restando i diversi ruoli e le diverse responsabilità, la decisione finale appartiene all’ambito familiare.
In questo periodo avrai modo di acquisire molte informazioni sulle opportunità formative offerte dalle
scuole superiori della tua area territoriale e della
tua città.
Gli insegnanti, anche con l’aiuto di alcuni esperti, realizzeranno momenti di formazione rivolti agli
studenti e ai genitori con riunioni, incontri e conferenze sulle tematiche più importanti dell’orientamento: la prima adolescenza, i processi decisionali,
la scelta scolastica, il consiglio orientativo e il sistema formativo.
Le giornate aperte, organizzate dai diversi Istituti della scuola superiore, ti consentono di avere
Un augurio
Michel de Montaigne (1533-1592), filosofo, scrittore
e politico francese, nei suoi “Saggi” scriveva:
“Possiedo una sola idea ben chiara sull’argomento: che l’educazione e l’istruzione dei fanciulli costituiscono la più grossa difficoltà che
si presenti alla scienza umana”.
Invitava, pertanto, a scegliere precettori (gli insegnanti) piuttosto con “…la testa ben fatta che ben
piena” e sosteneva, inoltre, che i giovani dovevano
imparare “ a vedere, osservare, riflettere, dubitare
e ragionare”, per diventare uomini maturi e “non
asini carichi di libri”.
In queste parole di Montaigne possiamo trovare
uno spunto interessante per formulare un augurio
per tutti.
Alle ragazze e ai ragazzi della tua età: credere in sé
stessi e vivere con passione e impegno il periodo
dell’adolescenza e l’esperienza scolastica.
Agli adulti, ai genitori e agli insegnanti: utilizzare,
con sensibilità e professionalità, la propria esperienza, dare direzione agli adolescenti trasmettendo
un sistema di regole e di valori, nel rispetto dei loro
fondamentali bisogni di competenza, di relazione e
di autodeterminazione.
Francesco Dell’Oro
Resp. Servizio Orientamento Scolastico - Comune di Milano
AVhXZaiVhXdaVhi^XVYVaaVeVgiZYZaaZgV\VooZZYZ^gV\Voo^
16
L’INNALZAMENTO
DELL’OBBLIGO E I
PROBLEMI APERTI DEL
SISTEMA SCOLASTICO
Ovviamente non è detto che la semplice introduzione dell’obbligo scolastico sia in grado di garantire la diffusione della cultura tra la popolazione.
L’esperienza storica ci dimostra infatti che questo
metodo funziona se l’obbligo vale non solo per le
famiglie, ma anche per lo stato, cioè se i governi
si impegnano a garantire la gratuità e la realizzazione effettiva del servizio scolastico. Per esempio,
in molte regioni italiane fino al 1911, quando venne approvata una legge che attribuiva allo stato
il finanziamento delle scuole elementari, l’obbligo
scolastico non venne effettivamente realizzato perché gli enti locali, che dovevano costruire gli edifici
scolastici e pagare gli insegnanti, non avevano, o
non volevano utilizzare, le risorse economiche necessarie.
Inoltre, per realizzare effettivamente l’obiettivo
dell’obbligo scolastico, che è l’innalzamento del
grado di istruzione della popolazione, è necessario
che le scuole creino le condizioni affinché il numero più alto possibile di ragazze e ragazzi conseguano effettivamente i livelli di preparazione previsti.
Quest’ultimo traguardo è, in realtà, più difficile di
quanto possa apparire. Per raggiungerlo non basta costruire le scuole, fornire insegnanti preparati e organizzare con efficacia tutto il processo:
è infatti altrettanto indispensabile che anche gli
interessati, cioè le alunne e gli alunni, abbiano voglia di studiare. Nonostante quello che qualcuno
sostiene al riguardo, gli studenti non sono semplici
“clienti” che usufruiscono di un servizio “completo”
erogato dal sistema scolastico: essi sono anche coproduttori del servizio stesso, nel senso che contribuiscono personalmente alla sua produzione e alla
sua efficacia. Naturalmente la scuola può adottare iniziative che facciano crescere la motivazione
degli studenti. Questi ultimi, però, sono persone
che pensano e scelgono e non macchine che fanno
solo quello che è stato deciso da altri; pertanto, per
quanto la scuola possa lavorare per spingerli ad
impegnarsi nello studio, non è detto che gli studenti si adeguino.
Che il modo con cui è organizzata e gestita la
scuola possa determinare solo in parte le scelte
dei diretti interessati è dimostrato anche dai cambiamenti, che si sono registrati negli ultimi anni,
delle scelte scolastiche nel passaggio dalla scuola
media a quella superiore. Nella fascia d’età 15-19
Y^<^dg\^d<^dkVccZii^
Dal 1° settembre 2007 l’obbligo di istruzione in
Italia è diventato di dieci anni, il che significa che
dai 6 ai 16 anni d’età tutti i bambini e i ragazzi italiani devono andare a scuola. In precedenza
l’obbligo scolastico era stato portato a nove anni
da una legge del 1999, che lo aveva aumentato di
un anno rispetto agli otto che devono costituire,
secondo l’art. 34 della Costituzione, la durata minima dell’istruzione obbligatoria.
Si tratta indubbiamente di una decisione importante, non solo perché allinea l’Italia agli altri paesi
europei, che prevedono tutti 9 o 10 anni di istruzione obbligatoria, ma anche perché in una società
così complessa come quella attuale è indispensabile che tutti i cittadini possiedano conoscenze e
competenze il più possibile elevate.
Ma quali problemi e possibilità implica questa decisione?
Per rispondere dobbiamo fare un passo indietro
di due secoli. Fin dall’Ottocento, infatti, i governi di buona parte degli stati europei cominciarono ad adottare iniziative per favorire la diffusione dell’istruzione tra la popolazione. Alla base di
questa scelta vi erano le richieste dei movimenti
democratici e socialisti, che volevano che la conoscenza non fosse solo un privilegio di pochi
com’era sempre accaduto in passato. Essa fu anche il risultato della convinzione, diffusa tra le
classi dirigenti, secondo la quale una popolazione
più istruita avrebbe favorito lo sviluppo economico
e si sarebbe maggiormente identificata con la propria nazione.
Per conseguire questi obiettivi si era convinti che il
metodo migliore fosse l’imposizione per legge alle
famiglie dell’obbligo di mandare i figli a scuola.
AÉ^ccVaoVbZcidYZaaÉdWWa^\dZ^egdWaZb^VeZgi^YZah^hiZbVhXdaVhi^Xd
17
iter
anni, il tasso di frequenza alle scuole secondarie
superiori è aumentato dal 78,3% del 1994/95 al
92,4% del 2005/06(1). Questo significa che, senza
aspettare l’innalzamento dell’obbligo a 16 anni, la
grande maggioranza degli studenti e delle loro famiglie ha considerato il proseguimento degli studi
dopo la terza media una scelta irrinunciabile. In
altri termini: l’obbligo scolastico sostanzialmente
non ha fatto altro che riconoscere una realtà che in
buona parte si era già realizzata.
Se poi consideriamo quali tipi di scuola hanno scelto le famiglie negli ultimi anni, dobbiamo constatare che anche in questo caso i criteri sono cambiati.
Il grafico, che mostra la percentuale degli iscritti
alle classi prime delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Milano degli ultimi otto
anni, è molto significativo al riguardo.
tuazione attuale è profondamente cambiata. I licei
sono diventati la prima scelta degli studenti della
provincia di Milano, con il 48,7%, seguiti dagli istituti tecnici, che raccolgono il 30,9% delle iscrizioni,
e dai professionali (20,4%).
È possibile formulare alcune ipotesi plausibili sulle
cause di questo fenomeno di “licealizzazione” delle
scelte scolastiche.
Certamente un peso rilevante è stato giocato dai
mutamenti economici dell’area milanese, che hanno visto una riduzione degli occupati nel settore
industriale manifatturiero a vantaggio di quelli legati ai servizi.
In secondo luogo può aver esercitato un’influenza non indifferente la riforma universitaria, che ha
comportato l’introduzione di due livelli di laurea, di
cui il primo triennale: percepita come più facile, la
60%
50%
40%
30%
20%
10%
0%
2000/1
2001/2
2002/3
2003/4
Licei
2004/5
Tecnici
Come si può notare, mentre otto anni fa gli indirizzi
che raccoglievano più iscritti erano quelli tecnici,
con quasi due quinti delle iscrizioni (39,2%), seguiti dai licei (35,9%) e dai professionali (25%), la si&AZ[dci^YZ^YVi^fj^ji^a^ooVi^hdcd^aHZgk^o^dHiVi^hi^XV
YZa 8^hZb Z ^a HZgk^o^d >c[dgbVo^dcZ YZa B^c^hiZgd YZaaV
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\gVYd YZaaV egdk^cX^V Y^ B^aVcd! ;gVcXd 6c\Za^! B^aVcd
'%%-#
2005/6
2007/8
Professionali
nuova università ha attirato un maggior numero di
studenti, il che ha determinato probabilmente anche un incremento di scelte a favore dei licei, cioè
degli istituti a esplicita vocazione universitaria.
Inoltre, va tenuto conto dell’obbligo del conseguimento di titoli universitari per lo svolgimento di attività lavorative per le quali fino a qualche anno fa
bastava un diploma di scuola media superiore (per
esempio il maestro o l’infermiere): è possibile che
questo cambiamento abbia determinato una sorta
di “svalorizzazione” dei titoli di studio quinquennali
più professionalizzanti.
AÉ^ccVaoVbZcidYZaaÉdWWa^\dZ^egdWaZb^VeZgi^YZah^hiZbVhXdaVhi^Xd
18
2006/7
Tra questi interventi dovrebbero trovare posto
anche il prolungamento fino ai 16 anni del lavoro di orientamento e l’aumento degli elementi di
unitarietà del biennio, con una quota maggiore di
curricolo comune e la possibilità di modificare le
proprie scelte in modo non traumatico, cioè non al
costo di una o più bocciature.
Inoltre, questo tipo di cambiamenti non solo permetterebbe di limitare il fenomeno della selezione,
ma potrebbe anche mitigare la discriminazione
sociale che si realizza nel passaggio dalle scuole
medie alle superiori. Le recenti ricerche internazionali curate dall’OCSE hanno infatti constatato,
sulla base di una grande mole di dati relativi ai
sistemi scolastici di una trentina di stati, ciò che
ben sanno gli insegnanti più attenti e sostengono
da tempo molti sociologi dell’istruzione: una scuola in cui le scelte scolastiche sono precoci tende
a sfavorire coloro che provengono da famiglie con
condizioni economiche e livelli di istruzione meno
elevati. Una situazione del genere non è accettabile per chiunque creda al carattere democratico della scuola, dove “democratico” significa sia apertura
delle scuole a tutte e tutti senza discriminazioni,
sia effettiva possibilità per ogni studente di conseguire i più alti traguardi e di migliorare la propria
condizione sociale.
Il che non è un’astratta “ideologia”, ma, né più né
meno, ciò che sostiene l’art. 3 della nostra Costituzione: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale
e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione
di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È
compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di
ordine economico e sociale, che, limitando di fatto
la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono
il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva
partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».
In questi processi si è poi inserita la riforma del
sistema scolastico del 2003, voluta dall’allora ministro della pubblica istruzione Moratti, che, introducendo una netta bipartizione dell’istruzione
secondaria di secondo grado tra indirizzi liceali e
professionali, di fatto faceva scomparire dall’offerta
formativa gli istituti tecnici.
Appare probabile che questa riforma, per lo meno
nel periodo in cui è apparsa in via di realizzazione,
abbia rafforzato la diffidenza di molte famiglie verso gli indirizzi tecnici.
L’ultima ipotesi è che siano effettivamente cambiati i criteri di scelta delle famiglie: è possibile
che stia passando la consapevolezza che scegliere
una scuola superiore precocemente canalizzante
quando il proprio figlio ha solo tredici anni – come
avviene nella grande maggioranza dei casi – sia
decisamente prematuro. A maggior ragione in un
contesto economico nel quale i continui mutamenti
dei profili professionali richiesti dal mercato possono indurre i genitori a considerare una scelta anticipatamente professionalizzante molto pericolosa,
dal momento che rischia di “confinare” il ragazzo o
la ragazza in un’attività destinata a diventare obsoleta in tempi brevi.
I dati sulla selezione in prima sembrano confermare l’eccessiva precocità della scelta a 13 anni. Considerando la media degli anni scolastici che vanno
dal 2000/01 al 2005/06, emerge che in provincia
di Milano i non promossi alla fine della prima hanno variato da un minimo del 10,7% a un massimo
del 16,7% negli indirizzi liceali, dal 22,9% al 35%
in quelli tecnici e dal 28,4% al 37,1% in quelli professionali. In molti casi si è trattato certamente di
fallimenti scolastici determinati da un errore nella
scelta dell’indirizzo; la percentuale dei cambi di indirizzo dopo una bocciatura in prima è infatti molto
alta e arriva a interessare più della metà degli studenti non promossi.
A questo punto possiamo tornare alla domanda
che ci eravamo posti all’inizio: che cosa implica
l’elevamento dell’obbligo a 16 anni?
Evidentemente se si vuole che questa riforma incida positivamente sulla realtà scolastica è necessario realizzare interventi che creino le condizioni
migliori affinché gli studenti riescano a completare
un percorso scolastico triennale o quinquennale,
possibilmente senza bocciature.
Giorgio Giovannetti
coordinatore dell’Area programmazione
scolastica del Cisem.
AÉ^ccVaoVbZcidYZaaÉdWWa^\dZ^egdWaZb^VeZgi^YZah^hiZbVhXdaVhi^Xd
19
iter
IL RISCHIO DI
DISPERSIONE SCOLASTICA:
CONSIDERAZIONI IN VISTA
DELLA SCELTA DELLA
SCUOLA DI II GRADO
Y^Bdc^V6co^k^cd
La scelta della scuola superiore di secondo grado è
un momento importante nella vita di uno studente.
Da essa dipende il futuro scolastico inteso come
qualità dell’esperienza quotidiana del vivere la
scuola. Una scelta sbagliata, imposta o indifferente
alle inclinazioni o alle specificità delle risorse di
chi a scuola deve andarci tutti i giorni, può essere
la causa di un malessere che troppo spesso è alla
radice di insuccessi scolastici, ritiri e abbandoni del
percorso di studio e di formazione.
Nella Provincia di Milano si stima che l’11% degli
studenti della secondaria di secondo grado sia a
rischio di dispersione scolastica1. Si tratta di una
stima al ribasso. I giovani italiani tra i 18 e i 24
anni che sono in possesso della sola licenza media sono circa un quinto (20,8% nel 2007, dati del
Ministero della Pubblica Istruzione), se riferiti alla
Provincia di Milano un quarto ( 28%, dato Rapporto
CISEM 2007). Questo significa che una parte considerevole degli studenti, una volta iscritta, abban& >cYV\^cZ 8^hZb">VgY! '%%+# Hi^bV diiZcjiV YVaaZ
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Y^egdhh^bVjhX^iV#
dona il percorso scolastico in corso. Perché?
I fattori che incidono sulla decisione di abbandonare gli studi sono molti ed eterogenei. E’ possibile accennare brevemente solo ad alcuni di essi,
distinguendo tra fattori contestuali, fattori familiari
e fattori più strettamente individuali. Tra i primi, le
caratteristiche del mercato del lavoro locale possono se non incoraggiare, almeno non dissuadere
dall’abbandono scolastico, offrendo la possibilità di
occupazioni poco qualificate e che non necessitano di una formazione superiore. Tra i secondi,
grande rilevanza assumono gli atteggiamenti verso la scuola della famiglia di origine dello studente,
l’importanza valoriale dell’istruzione, la considerazione verso l’istituzione scolastica e i suoi membri,
l’interesse costante per l’andamento scolastico. Tra
i fattori individuali che fanno capo direttamente
allo studente, è possibile ricordare le esperienze
di insuccesso scolastico (bocciature, ritiri in corso d’anno, cambi di scuola o indirizzo), la scelta
di percorsi scolastici poco opportuni, l’assenza di
progettualità, la mancanza di senso dell’impegno
quotidiano che richiede lo studio.
Particolarmente rilevanti sono questi ultimi aspetti,
come emerge dalla recente ricerca sugli studenti
delle scuole secondarie di secondo grado della Provincia di Milano (vedi nota 1). Scelta della scuola,
progettualità e significato dell’impegno scolastico
sono tra di essi collegati ed insieme configurano
spesso le condizioni decisive per il successo scolastico degli studenti.
Relativamente alla scelta della scuola superiore, gli
studenti che oggi sono definiti a rischio di dispersione scolastica, dichiarano in misura maggiore
rispetto agli studenti non a rischio, di aver scelto la scuola che frequentano a caso: perché non
sapevano cos’altro scegliere, perché ci andavano
gli amici, perché pensavano ad una scuola in cui
si studiava poco. Hanno contato meno per questi
studenti l’interesse per le materie di studio, per
l’accrescimento della propria cultura, per le opportunità professionali offerte dal percorso.
Inoltre, chi pensa di abbandonare la scuola vive
spesso una situazione di disagio scolastico. La noia
e il non senso sono parte della quotidianità di questi studenti. Lo studio e il rispetto degli impegni
scolastici chiaramente sono molto più pesanti per
chi non prova interesse o per chi non ha motiva-
>ag^hX]^dY^Y^heZgh^dcZhXdaVhi^XV
20
Ricercatrice Istituto IARD RPS
Monia Anzivino
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21
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KHBDNCDKK@BNLTMHB@YHNMDHMCHQHYYN@LAHDMS@KDRNBH@KDBNLTMHB@YHNMHSDBMNKNFHBGDRODSS@BNKNRONQSHUNKHBDNRBHDMS
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zioni forti per quello che fa. Gli studenti a rischio
di dispersione scolastica vivono infatti la scuola
come una realtà stressante, priva di stimoli, dalla
quale non traggono esperienze da mettere poi in
pratica.
Il rischio di non terminare il percorso scolastico si
accompagna, infine, a proiezioni di sé nel futuro
piuttosto fumose. Esistono, infatti, forti differenze
tra le aspirazioni professionali di chi a scuola si
trova a proprio agio e chi invece pensa di abbandonarla. Le professioni socialmente più elevate
fanno parte delle ambizioni e dell’immaginario
degli studenti che non mettono in discussione la
continuità del proprio percorso scolastico. Questi
studenti sognano in maggioranza di diventare un
giorno magistrati, giornalisti, medici, imprenditori,
dirigenti: carriere che richiedono impegno e studio,
percorsi lunghi per raggiungere obiettivi ambiziosi. All’opposto, gli studenti a rischio di dispersione
scolastica non concentrano le loro aspirazioni in
questo tipo di professioni, sebbene anche una parte di essi le desideri. Emergono piuttosto, in modo
rilevante, ambizioni di carriere “televisive”, quasi
che l’idea di successo per questi studenti derivi da
percorsi che non hanno a che fare con la scuola e
con i contenuti che essa trasmette.
Realizzabili o meno, i desideri degli studenti per
il proprio futuro ci raccontano la dimensione della
loro progettualità e quanto questa sia ancorata alla
loro quotidianità scolastica. Una quotidianità faticosa che perde di significato nel momento in cui
rappresenta il risultato di una scelta sbagliata e,
soprattutto, non la si consideri un’opportunità per
la costruzione del proprio futuro.
iter
SPORTELLI PROVINCIALI
DI ORIENTAMENTO
E LOTTA ALLA
DISPERSIONE
SCOLASTICA
Sportelli di Gorgonzola e Legnano
Orari: mar 10/13; 14/16, mer gio sab 10/13
>I8<EVXaZÆ6g\Zci^VÇ
via Adda 2, Gorgonzola
Tel. 02 9513539
Fax 02 9511684
Sportello: Tel. 02 95305831
HZYZYZaaVEgdk^cX^VY^B^aVcd
via Dei Mille 12, Legnano
Tel. 0331 426912
Per fissare un appuntamento telefonare
a: 334/6896538 da lunedì a sabato
Referente territoriale:
prof.ssa Adele Costa
e-mail: [email protected]
Per poter scegliere con serenità il proprio futuro
scolastico, i ragazzi e i loro genitori hanno bisogno
di informazioni chiare e puntuali e a volte anche
del supporto di una persona esperta.
Dove trovare un aiuto in un momento così importante e delicato?
Sportello di Cinisello Balsamo
L’Assessorato all’Istruzione ha voluto essere vicino
alle esigenze degli studenti e delle loro famiglie
aprendo sul territorio provinciale dieci Sportelli per
l’orientamento scolastico.
Orari: (su appuntamento) lun e ven 9/13, mar 9/13
e14/17
8ZcigdhXdaVhi^XdÆEVgXdCdgYÇ
via M.Gorki 100/106, Cinisello Balsamo
Tel. 0266048091, 0261294768
Faxx 02 66015864
Per fissare un appuntamento telefonare da lunedì a
venerdì. dalle 9 alle 13
Referente territoriale:
Consigliere d’orientamento: Tiziana Catto
e-mail: [email protected]
È possibile rivolgersi agli Sportelli per richiedere gratuitamente un colloquio con lo psicologo o
semplicemente per ritirare del materiale informativo o consultare on line le diverse opportunità formative offerte dalle scuole di Milano e provincia.
Sportelli di San Donato e Rozzano
Orari: mar e mer 10/13 e 14/17, ven 10/13
8ZcigdhXdaVhi^XdY^HVc9dcVid
via M.di Cefalonia 46, S. Donato Milanese
Tel. 02 55691213
Faxx 02 55691281
e-mail: [email protected]
e.fi[email protected]
Sportello:: Tel. 02 55691222
8IEÆAj^c^;VaXdcZÇ
viale Liguria - Rozzano
Orari: ven 10/14
Tel. 02 8250444
[email protected]
Referente territoriale:
dott.ssa Maria Grazia Savardi
e-mail: [email protected]
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HedgiZaa^
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22
Sportelli di Monza e Brianza
Cidi “Reteorientamento Milano”
In collaborazione con l’Assessorato all’attuazione
della Provincia di Monza e Brianza
Orari (su appuntamento): mar 9/12 e 14-17 mer e
ven 9/12
Orari: lun-ven 10/17
via San Dionigi, 36 Milano
Tel. 02 36520013 – fax 02 99984818
e-mail: [email protected]
HZYZEgdk^cX^VaZY^BdcoV
piazza Diaz 1, Monza
Sportello: Tel. 039 9756703/4
Sportello ANFFAS
L’Assessorato all’Istruzione in collaborazione con
l’ANFFAS Milano ha attivato uno Sportello dedicato
ai giovani disabili in età scolare.
>I>=ZchZbWZg\Zg
via Berchet 2, Monza
Sportello: Tel. 039/387302
Lo Sportello offre molteplici servizi:
- orientamento alla scuola
- orientamento al lavoro
- aggiornamento informativo su temi specifici
(legislazione in materia di handicap ed invalidità,
presidi territoriali connessi alla disabilità ect.)
- iniziative rivolte a piccoli gruppi di genitori per
l’approfondimento di alcuni argomenti
- consulenza legale.
8ZcigdhXdaVhi^XdY^K^bZgXViZ
via Adda 6, Vimercate
Tel. 039 9756703/4
Per fissare un appuntamento telefonare ai numeri
sopraindicati.
Referente territoriale
dott.ssa Francesca Savoia
e-mail: [email protected]
HZYZ/
8ZcigdHXdaVhi^XdEjZX]Zg - via Dini, 7 Milano.
Orari: lun-ven 9.30/12.30.
Tel. 02 89532119
Durante la settimana è possibile richiedere, su appuntamento, la consulenza delle seguenti figure
professionali: assistente sociale, psicologo, orientatore e consulente legale.
Sportello di Bollate/Rho
Orari: lun-ven 9/12
8ZcigdhXdaVhi^XdY^7daaViZ
via Varalli 20/24, Bollate
Per informazioni e appuntamenti telefonate alla segreteria dello Sportello: Tel./fax 023503514
e-mail: [email protected]
Referente territoriale:
prof.ssa Liliana Leotta
e-mail: [email protected]
Tel. 02 38300443
Ufficio Orientamento Scolastico
Comune di Milano
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H:IIDG:H:GK>O>E:GB>CDG>:<>DK6C>
>ciZgkZci^Y^[dgbVo^dcZ/
Le attività formative, realizzate all’interno delle
istituzioni scolastiche, si ispirano ad una concezione dell’orientamento inteso come componente
strutturale dei processi educativi e intendono offrire un contributo qualificato senza determinare
sovrapposizioni di responsabilità o di competenze.
Vengono approfonditi, in particolare, con modalità
e tempi diversi in relazione ai destinatari (studenti,
genitori, docenti, educatori, operatori sociali…), i
seguenti argomenti:
Sportello di Milano
in collaborazione con il Consiglio di zona 9
Orari (su appuntamento) Gio 14-17, Ven 9-13
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via A. Litta Modignani 55, Milano
Sportello: Tel. 02/45411160
Per fissare un appuntamento telefonare da lunedì a
venerdì, dalle ore 9 alle 12 a: 026453919/984
Referente territoriale:
dott.ssa Francesca Savoia
e-mail: [email protected]
- Il sistema scolastico: gli indirizzi formativi, le sperimentazioni in atto, la riforma della scuola, il sistema formativo integrato, il quadro legislativo;
- La scelta scolastica e il consiglio orientativo, i cri-
HedgiZaa^Y^dg^ZciVbZcidZadiiVVaaVY^heZgh^dcZhXdaVhi^XV
23
iter
teri di valutazione, la relazione educativa, il ruolo
dei docenti e dei genitori;
- L’adolescenza: i cambiamenti fisiologici, cognitivi
e relazionali. I processi decisionali, i percorsi di
maturazione, la relazione educativa, la dipendenza e l’autonomia, il gruppo dei pari, le figure significative, l’autostima, l’identità e i luoghi
dell’educazione;
- Il mondo del lavoro: la realtà socioeconomica e i
processi di trasformazione, i requisiti di professionalità, le competenze, il futuro.
HZYZ/
Servizio orientamento scolastico
Via Mincio 21 - 20139 Milano
Telefono: 0257309940 fax: 025695138
Orari di segreteria: lun-ven 9/13 e 14/17
e-mail: [email protected]
[email protected]
NON UNO DI MENO
E:GAÉ>CI:<G6O>DC:EDH>I>K69:AA:G6<6OO::9:>
G6<6OO>>BB><G6I>#
La presenza sempre più numerosa di ragazze e ragazzi stranieri nelle classi della scuola secondaria
di secondo grado richiede l’attivazione di percorsi
specifici che garantiscano ai nuovi studenti pari
opportunità di riuscita, contrastando i rischi, assai
più elevati rispetto ai pari italiani, di insuccesso e
dispersione.
A questo proposito la Provincia di Milano, Assessorato all’Istruzione ed Edilizia scolastica, e il
Centro COME della Farsi Prossimo ONLUS Società
Cooperativa Sociale hanno avviato ormai da tre
anni il progetto sperimentale “NON UNO DI MENO”
per l’integrazione positiva delle ragazze e dei ragazzi immigrati.
Il progetto prevede differenti azioni: i laboratori di
italiano L2, la formazione per i docenti, la consulenza alle scuole, l’orientamento scolastico per le
famiglie immigrate, la mediazione culturale, il sito
“dedicato” e l’educazione interculturale.
L’obiettivo da raggiungere è quello delle pari opportunità per una piena scolarizzazione di questi
ragazzi perché diventino a pieno titolo cittadini
attivi del nostro paese.
Gli interventi in atto intendono rispondere ad un
bisogno, profondamente sentito dagli insegnanti
che operano in classi plurilingue e multiculturali,
di formazione e di strumenti utili ad elaborare con
competenza percorsi didattici adeguati a prevenire
l’insuccesso e la dispersione scolastica degli adolescenti immigrati che in numero crescente stanno
affacciandosi all’istruzione superiore.
La progettazione delle iniziative è concentrata sul
tema dell’orientamento nella fase di transizione
dalla scuola secondaria di primo grado a quella
di secondo grado e sull’inserimento nei percorsi
formativi dei ragazzi che arrivano in Italia dopo
i quattordici anni, individuando le buone prassi
esportabili con una costante attenzione alle caratteristiche delle situazioni e delle esperienze
locali.
Per aiutare i ragazzi stranieri e le loro famiglie ad
orientarsi nel panorama complesso della scuola
italiana per scegliere il corso di studi più vicino
alle proprie esigenze e speranze per il futuro è a
disposizione nel nostro sito all’indirizzo
www.provincia.milano.it/scuola/nonunodimeno
un opuscolo con la traduzione nella lingua dei diversi paesi d’origine, che illustra come funziona la
scuola superiore in Italia, fornendo le prime indicazioni per l’accoglienza.
Ci è sembrato utile, perché possiate insieme decidere con consapevolezza dove rivolgervi e come
farvi accogliere, offrirvi uno strumento nella vostra lingua, che vi sarà di aiuto dandovi informazioni utili a conoscere il nostro sistema scolastico
e le varie possibilità di scelta che offre a tutte le
ragazze e i ragazzi nel loro percorso di crescita e
di formazione verso l’identità adulta e il mondo del
lavoro.
È possibile, inoltre, in qualsiasi momento dell’anno richiedere appuntamento per un colloquio individuale di orientamento agli esperti del Centro
COME.
Egdk^cX^VY^B^aVcd"HZiidgZ>higjo^dcZ
Ufficio integrazione Studenti Stranieri
D.ssa Simonetta Pavan
Tel. 02 77404648
e-mail: [email protected]
8Zcigd8DB:
via Galvani, 16 - 20142 Milano
Tel. 02 67100792
e-mail: [email protected]
HedgiZaa^Y^dg^ZciVbZcidZadiiVVaaVY^heZgh^dcZhXdaVhi^XV
24
ITER 2008 ISTRUZIONI
PER L’USO
All’interno di questa sezione troverete anche una
scheda per ogni istituto scolastico dove sono riportati i corsi di studio attivati e altre informazioni utili
per contattare la scuola.
Infine, è stata proposta una ripartizione territoriale
degli istituti scolastici, così da facilitare l’individuazione delle scuole ubicate nel Comune di residenza
o nelle immediate vicinanze.
Formazione professionale
La sezione propone corsi sperimentali di qualifica
triennale raggruppati in aree professionali, qualifiche ed indirizzi.
Per ciascuna figura professionale corrispondente alla denominazione della certificazione della
qualifica è disponibile una scheda descrittiva di
sintesi dei principali contenuti e compiti dell’area
professionale di riferimento e dell’insieme delle
competenze che l’allievo possiede a conclusione
del percorso.
Per ciascuna qualifica sono indicati i diversi indirizzi disponibili.
Il quadro orario illustrato è di massima. Per il dettaglio della progettazione formativa dei percorsi è
necessario rivolgersi direttamente alla sede formativa che propone il corso.
ITER 2008 vi offre una panoramica di tutte le opportunità formative presenti a Milano e provincia.
Al momento di “andare in stampa” (ottobre 2008),
sono state annunciate, dal MIUR (Ministero
dell’Istruzione Università e Ricerca), alcune modifiche nella struttura dell’istruzione secondaria di
secondo grado e della formazione professionale,
che - se e quando attuate - potranno modificare, alcune delle informazioni contenute nel volume
(modifiche ai quadri orari, ridefinizione di alcuni
indirizzi di studio ecc.).
Sono dunque due le versioni di ITER 2008, la nuova versione cartacea e la nuova versione on-line.
ITER 2008 nella versione on-line
consultabile all’indirizzo www.cisem.it/iter
www.provincia.milano.it
ITER 2008 nella versione cartacea
Il volume è strutturato in due parti:
- Istruzione secondaria di secondo grado
- Formazione professionale
Anche per consentire un aggiornamento dei contenuti, da quest’anno la versione on-line di ITER
sarà organizzata in modo differente dalla versione
cartacea.
Istruzione secondaria di secondo grado
Nella sezione dedicata all’Istruzione secondaria
troverete la presentazione di tutti gli indirizzi didattici con le relative materie di studio, oltre all’indicazione della certificazione rilasciata alla fine del
percorso formativo. Per agevolare la lettura, l’offerta formativa è suddivisa nelle seguenti aree:
- Area liceale
- Area tecnica
- Area professionale
- Corsi serali
“ITER 2008 on-line ” vi permette di “navigare” ed
esplorare tutte le opportunità formative attualmente presenti a Milano e provincia.
Le differenze principali sono le seguenti:
- presentazione completa ed integrale dei quadri
orari di tutti gli indirizzi di studio;
- possibilità di consultare le opportunità formative
con una ricerca mirata in base ai propri obiettivi;
- opportunità di scaricare e/o stampare solo le parti
che interessano;
- aggiornamento in tempo reale dei contenuti.
>I:G'%%-^higjo^dc^eZgaÉjhd
25
iter
Per saperne di più
Per informazioni sulle scuole secondarie di
secondo grado e sulla distribuzione di ITER 2008
potete rivolgervi al
Settore Istruzione – Servizio Programmazione Gestione Rete e Orientamento scolastico della Provincia di Milano
Via Petrarca 20, Milano
Tel. 0277404861
il lunedì e il mercoledì dalle 9.00 alle 12.30;
oppure
al CISEM (Centro Innovazione e Sperimentazione
Educativa Milano), Via Petrarca, 20 Milano
Tel. 0277404763 – 0277404144,
dal lunedì al venerdì, dalle ore 9,00 alle ore 16,00
Per informazioni riferite ai corsi di formazione
professionale:
call center corsi tel.0277403295
dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 13.00 e dalle
14.30 alle 17.00
il venerdì dalle 9.30 alle 13.00
e-mail :[email protected]
www.provincia.milano.it/formazione
ITER 2008 è consultabile on line ai siti:
www.provincia.milano.it
www.cisem.it
>I:G'%%-^higjo^dc^eZgaÉjhd
26
I CAMBIAMENTI IN
ATTO NEL SISTEMA
FORMATIVO ITALIANO
Centri di Istruzione per gli Adulti, ivi compresi i
corsi serali”;
È prevista, inoltre, una “(f bis) … Azione di ridimensionamento della rete scolastica...”
Con riferimento all’obbligo di istruzione, già elevato da otto a 10 anni, e cioè fino al compimento
del 16° anno di età, con il comma 622 della legge
27 dicembre 2006, n. 296 – Finanziaria 2007, si
prevede che tale obbligo “(4 bis)… si assolve anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale…”.
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SCHEMA DI PIANO PROGRAMMATICO del
Riportiamo in questa sezione i principali riferimenti
legislativi riguardanti la scuola secondaria di secondo grado e alcuni cambiamenti che, in base al
Piano Programmatico del Governo, potrebbero avvenire nei prossimi mesi.
ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e
delle Finanze di cui all’art. 64 del decreto legge
25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6
agosto 2008, n. 133.
LEGGE 6 AGOSTO, n. 133
Art. 64. Disposizioni in materia di organizzazione
scolastica.
Il Piano prevede i seguenti interventi:
- Revisione degli ordinamenti scolastici;
- Riorganizzazione della rete scolastica, ivi compresi i centri territoriali per l’educazione degli
adulti e i corsi serali;
- Razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane delle scuole
La maggior parte dei nuovi provvedimenti sono
una logica conseguenza di quanto previsto al punto 6 del presente articolo. Un punto che, fortemente contestato da molti dirigenti, docenti, operatori
scolastici e da diverse forze sociali e sindacali, prevede quanto segue:
Devono derivare per il bilancio dello stato economie lorde di spesa non inferiori a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni di
euro per l’anno 2010, a 2.538 milioni di euro per
l’anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere
dall’anno 2012.
Con riferimento alla Scuola secondaria di secondo
grado si prevede “Intervento e razionalizzazione
dei piani di studio/ revisione dei quadri orari nei
diversi ordini di scuola”.
In particolare:
“I piani di studio relativi al sistema dei Licei, di
cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226,
come modificato dalla legge 2 aprile 2007, n. 40,
saranno riesaminati con l’obiettivo di razionalizzarne l’impianto…”.
Di conseguenza si prevede che
L’orario obbligatorio per i licei classici, scientifici,
linguistici e delle scienze umane sarà di 30 ore
settimanali.
Per i licei artistici e musicali e coreutici l’orario
obbligatorio sarà di 32 ore settimanali.
I piani di studio relativi agli istituti tecnici e professionali di cui alla legge 2 aprile 2007, n. 40,
saranno anch’essi riveduti.
Dei punti precedenti segnaliamo quanto segue:
(4)… “si provvede ad una revisione dell’attuale
assetto ordinamentale, organizzativo e didattico
del sistema scolastico” e, in particolare, si intende realizzare una ridefinizione:
(b) “….dei curricoli vigenti nei diversi ordini di
scuola anche attraverso la razionalizzazione dei
piani di studio e dei relativi quadri orari, con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali”;
(f) “... dell’assetto organizzativo e didattico dei
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iter
Per quanto riguarda l’Istruzione tecnica si definiranno gli indirizzi in un numero contenuto adottando un carico orario non superiore alle 32 ore
settimanali. Il riordino degli Istituti tecnici verrà
avviato dall’anno scolastico 2009/2010 e con i
seguenti indirizzi:
avviati differenziando così l’offerta formativa.
Tutti i percorsi della scuola secondaria di secondo grado sono quinquennali e si concludono con
un esame di stato per il rilascio del diploma che
consentirà l’accesso all’Università e agli Istituti
di Alta Formazione Musicale e Coreutica e agli
Istituti Tecnici Superiori e ai Percorsi di Istruzione
e Formazione Tecnica Superiore.
SETTORE ECONOMICO
- Amministrazione, finanza e marketing
- Turismo
Ad oggi, ottobre 2008, e con l’esigenza di pubblicare e distribuire il volume ITER 2008 a tutti
gli studenti delle classi terze della scuola secondario di primo grado che a breve dovranno
scegliere il loro futuro scolastico e formativo, non
possiamo che limitarci a presentare l’attuale e vigente offerta formativa per il territorio di Milano
e Provincia.
SETTORE TECNOLOGICO
- Meccanica, meccatronica ed energia
- Logistica e trasporti
- Elettrotecnica ed elettronica
- Informatica e telecomunicazioni
- Grafica e comunicazione
- Chimica e biologia
- Tessile, moda e abbigliamento
- Agricoltura e agroindustria
- Costruzioni, ambiente e territorio
Sarà comunque nostra cura aggiornare tale
offerta in base a eventuali cambiamenti e,
in particolare, ai decreti attuativi derivanti
dal Piano Programmatico sopra descritto.
L’aggiornamento verrà effettuato on-line e
sarà consultabile agli indirizzi:
www.provincia.milano.it
e www.cisem.it
come specificato nella sezione del volume
“Istruzioni per l’uso” a pag. 25.
“I percorsi degli istituti tecnici si concludono con
un esame di stato per il rilascio del diploma di
perito, nel quale viene specificato l’indirizzo seguito dallo studente, anche con riferimento alle
eventuali opzioni scelte”;
“Per l’Istruzione professionale si opererà ad un
ridimensionamento degli indirizzi aventi una corrispondenza con quelli dell’istruzione tecnica.
Si organizzeranno i rimanenti indirizzi con durata
quinquennale e l’orario obbligatorio delle lezioni
non potrà essere superiore alle 32 ore settimanali, comprensive delle ore di laboratorio. Il riordino
degli Istituti professionali verrà avviato dall’anno
scolastico 2010/2011. Si provvederà inoltre all’elaborazione delle linee guida, di cui all’art. 13 comma 1 della legge 40/2007, con le quali saranno
definiti i criteri atti a consentire, in fase transitoria,
la prosecuzione dei percorsi di durata triennale degli istituti professionali finalizzati al rilascio di qualifiche professionali, nei limiti delle risorse umane,
strumentali e finanziarie disponibili.
A tutti i ragazzi e le ragazze un augurio affinché la
loro scelta risponda principalmente ai loro interessi e alle loro passioni, elementi indispensabili per
realizzare un significativo progetto di vita.
Le singole autonomie scolastiche possono progettare i propri percorsi scolastici nella misura dell’autonomia loro concessa e proseguire in quelli già
Maria Grazia Savardi
Ufficio Orientamento Assessorato all’Istruzione e all’Edilizia
Scolastica Provincia di Milano
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Viaggio nel sistema di istruzione e formazione dopo la “scuola