CNOP - ORDINE DEGLI
PSICOLOGI
Rassegna Stampa del 12/07/2010
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INDICE
CONSIGLIO NAZIONALE DELL ORDINE DEGLI PSICOLOGI
Il capitolo non contiene articoli
PSICOLOGI E PSICOLOGIA
11/07/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE
Bulimia: la mamma ha un ruolo chiave
9
11/07/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE
Quando dire la verità diventa impossibile
10
11/07/2010 Corriere della Sera - MILANO
Ma la bocciatura non deve diventare un incubo
12
10/07/2010 Il Sole 24 Ore
Una fede che riparta dall'uomo
13
11/07/2010 La Repubblica - Bari
Caldo, l'allerta via mail
15
12/07/2010 La Stampa - CUNEO
Nascerà una "rete anti violenza" a sostegno delle donne in difficoltà
16
11/07/2010 Il Resto del Carlino - Macerata
Settimana psicopedagogica all'istituto Ricci A confronto 120 operatori da tutta Italia
17
11/07/2010 Avvenire - Nazionale
La psicologia degli umori e il pessimismo che non c'è
18
10/07/2010 Il Secolo XIX - Nazionale
PIÙ ASSISTENZA A FAMIGLIE E MALATI PER SCONFIGGERE L'EMOFILIA
19
11/07/2010 Il Tempo - Lazio Nord
Monte Nuria Laureandi in missione
20
12/07/2010 Il Tempo - Abruzzo Pe
Aumenta il male di vivere
21
11/07/2010 L Unita - Nazionale
Il dialogo è possibile Sui monti ragazzi palestinesi e israeliani
22
10/07/2010 La Gazzetta Del Mezzogiorno - NAZIONALE
Ti voglio da morire anzi da ucciderti
23
10/07/2010 La Nazione - Prato
Visite psicologiche tra 0 e 5 anni di età Una linea telefonica dedicata ai bambini
24
10/07/2010 Gente
Genitori a tempo: gioie e dolori
25
12/07/2010 ItaliaOggi Sette
Società di selezione: è filtro
28
09/07/2010 Left
Baby blues. Serve il Tso?
29
RIFORMA DELLE PROFESSIONI
11/07/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE
Azzerata l'agenzia dei segretari comunali
32
12/07/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE
Medici in calo. «Colpa dei test universitari»
33
11/07/2010 La Stampa - SAVONA
Ricette false, farmacista indagato
35
10/07/2010 Il Messaggero - CIVITAVECCHIA
Il rappresentante della Regione e il sindaco: «I quartieri popolari vanno riqualificati»
36
10/07/2010 Il Resto del Carlino - Forli
«Porta a porta, una grande occasione»
37
10/07/2010 Il Resto del Carlino - Modena
«Stati generali, priorità a occupazione e welfare»
38
10/07/2010 Il Gazzettino - BELLUNO
Giustizia, gli avvocati scrivono ad Alfano
39
11/07/2010 Il Tempo - Roma
Tribunale sotto organico Avvocati in stato d'agitazione
40
10/07/2010 La Gazzetta Del Mezzogiorno - BARI
Esamopoli, l'Università parte civile
41
11/07/2010 La Nazione - Pisa
Cento candeline e un libro per l'ordine dei medici
43
12/07/2010 Affari Finanza
Ordini e Associazioni separati fuori casa
44
12/07/2010 Affari Finanza
"Perché serve un riconoscimento"
46
12/07/2010 Corriere Economia
Occupazione Porte riaperte nel commercio e nel turismo
47
10/07/2010 Il Roma
Piano Casa, i correttivi del Pdl
48
11/07/2010 Il Roma
Medici in calo, è allarme
49
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI
11/07/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE
Schifani: i rapporti tra il Cavaliere e Fini? Pace strategica o c'è solo la rottura
51
10/07/2010 Il Sole 24 Ore
Tutte le società escluse dall'azzera-compensi
54
10/07/2010 Il Sole 24 Ore
BREVI Dalla Finanza
56
11/07/2010 Il Sole 24 Ore
Check sulla liquidità delle società pubbliche
57
12/07/2010 Il Sole 24 Ore
Il lavoro su internet rivoluziona le organizzazioni
59
12/07/2010 Il Sole 24 Ore
La Pa diventa più moderna
61
12/07/2010 Il Sole 24 Ore
«In molte Pmi la rete aumenta il tasso hi-tech»
62
12/07/2010 Il Sole 24 Ore
La nuova galassia postale
64
12/07/2010 Il Sole 24 Ore
Scatta l'era della comunicazione
67
12/07/2010 Il Sole 24 Ore
La vecchia lettera diventa digitale
68
12/07/2010 Il Sole 24 Ore
Così imprese ed enti tagliano i costi
73
10/07/2010 La Stampa - NAZIONALE
In breve
75
11/07/2010 Il Giornale - Milano
Ascensori senza pulsanti e tessuti per dimagrire Milano sbanca Shanghai
77
10/07/2010 Il Resto del Carlino - Ferrara
La Prefettura chiede 'soddisfazione' agli utenti
78
11/07/2010 Il Resto del Carlino - Pesaro
«La posta certificata del Comune è attiva da tempo»
79
11/07/2010 Il Giorno - Milano
Il grande fratello si nasconde dentro l'Ecopass
80
11/07/2010 Il Giorno - Legnano
Semplificazione, ecco i progetti della Regione
81
11/07/2010 Il Secolo XIX - Nazionale
«A Genova non si vince solo con una lista civica»
82
11/07/2010 Il Tempo - Nazionale
La legge Brunetta? La rispetta solo lui
83
10/07/2010 ItaliaOggi
Crediti p.a. scelta tra tasse o cartelle
85
10/07/2010 ItaliaOggi
P.a., no al blocco degli stipendi
86
10/07/2010 La Gazzetta Del Mezzogiorno - FOGGIA
Sbarca a Foggia la banda larga con la rete WiMax
88
10/07/2010 La Nazione - Massa Carrara
L'Apt rinnova il "look" del sito internet
89
10/07/2010 La Nazione - Viareggio
Il Palazzo non è più un rebus Ora si entra stando in poltrona
90
10/07/2010 La Padania
Libertà d'impresa, avanza il progetto di riforma
91
12/07/2010 ItaliaOggi Sette
La bacheca è on-line
92
10/07/2010 Il Roma
Asl, slittano ancora i commissari
93
UNIVERSITA
10/07/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE
Ritorno all'università Dopo i 40 anni (e in carriera) di nuovo a scuola
95
10/07/2010 Corriere della Sera - MILANO
Protesta contro i tagli I ricercatori: «Pronti a rifiutare gli incarichi»
97
11/07/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE
«Puntare soltanto sul talento: si deve provare anche in Italia»
98
11/07/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE
Troppi Giovani Emarginati dalle Lobby nelle Università
100
11/07/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE
Nanochip per curare il cervello
101
11/07/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE
L'anestesia inquina quanto l'auto
102
11/07/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE
Soldi agli studenti più bravi anche se hanno redditi alti
103
11/07/2010 Il Sole 24 Ore
Salvagente alle fondazioni
105
11/07/2010 La Repubblica - Nazionale
Silenzio-assenso per chi vuole costruire azzerate le autorizzazioni ambientali Case,
alberghi, ipermercati e infrastrutture: passa la norma fai-da-te
107
11/07/2010 La Repubblica - Bari
Politecnico, domani sit-in contro la riforma Gelmini
109
11/07/2010 La Repubblica - Torino
"Rinviate le immatricolazioni" Università, ricercatori all'attacco
110
11/07/2010 La Repubblica - Roma
Architettura, dimezzati i corsi di laurea
111
11/07/2010 La Repubblica - Roma
"Non abbiamo bloccato gli esami la nostra protesta è farli di notte"
112
10/07/2010 Il Messaggero - ABRUZZO
I residenti vogliono scegliere le ditte e si rivolgono ai giudici amministrativi
113
10/07/2010 Il Messaggero - UMBRIA
Consegnate le chiavi, in difficoltà per la gestione
114
12/07/2010 Il Messaggero - Nazionale
Ricerca, La Sapienza cambia: il 30% dei fondi agli under 40
115
12/07/2010 Il Resto del Carlino - Macerata
«Ecco perché ho chiesto al Tar di annullare l'accordo tra atenei»
117
12/07/2010 Il Mattino - NAZIONALE
Università, la cura contro i fannulloni
118
11/07/2010 Libero - Roma
Rette maggiorate per i bamboccioni
120
10/07/2010 Il Secolo XIX - Levante
ALGA TOSSICA, ALLARME CESSATO «TUTTI I DATI SONO NELLA NORMA»
121
11/07/2010 Il Secolo XIX - Nazionale
DA CHE PULPITO PREDICA FRA' LUIGI
122
10/07/2010 La Gazzetta Del Mezzogiorno - BRINDISI
«L'Università è salva»
123
10/07/2010 La Gazzetta Del Mezzogiorno - FOGGIA
Black out fino al 15 l'ateneo si blocca
124
10/07/2010 La Nazione - Massa Carrara
Un cuore di marmo all'entrata dell'ospedale di Pisa
125
11/07/2010 La Nazione - Nazionale
UNIVERSITA' IN TILT GLI ESAMI RINVIATI PER IL CONTRATTO DEI RICERCATORI
126
PSICOLOGI E PSICOLOGIA
17 articoli
11/07/2010
Corriere della Sera - Ed. nazionale
Pag. 48
(diffusione:619980, tiratura:779916)
La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Psicologia
Bulimia: la mamma ha un ruolo chiave
Gustavo P. Charmet*
Mia figlia di 15 anni mangia quantità smodate di cibo e poi vomita di nascosto. Sente che deve farlo, ma non
vorrebbe rovinarsi da sola. Lei pensa di essere grassa, in realtà è graziosa e non ha bisogno di perdere peso.
Questo sconvolgimento alimentare non turba però la sua vita scolastica, sportiva e sentimentale: ha tutte le
soddisfazioni, ma non se le gode, spesso la sento piangere ed è nervosa. Psicologo e nutrizionista dicono
che sarà una cura lunga. Una terapia farmacologica potrebbe essere utile, secondo lei?
Lettera firmata
Se i dottori che conoscono sua figlia non ritengono utile inserire nel progetto terapeutico anche degli
psicofarmaci, vuol dire che probabilmente sarebbero di scarsa utilità. Potrebbe invece essere molto utile che
lei diventasse un farmaco per sua figlia, cioè si sforzasse di capire cosa sta succedendo a una bella ragazza
di 15 anni che passa il tempo a mangiare troppo, vomitare e piangere. Non si lasci mettere in disparte né da
sua figlia, né dai dottori. Sono convinto che senza di lei, o contro di lei, non possa succedere nulla di utile.
Non si lasci tappare la bocca dai sentimenti di colpa o dai tentativi dannosi di allontanare da lei sua figlia.
Però deve riuscire a immedesimarsi nel modo di pensare al proprio corpo di sua figlia, deve immaginare cosa
possa spingerla a riempirsi di schifezze per poi vomitarle. Non ceda alla tentazione di banalizzare la
disperazione della sua ragazza e non diserti la battaglia per riconquistare la libertà che sua figlia combatte
contro il tiranno che la umilia. Si faccia valere: le mamme delle ragazze che non mangiano più, o che
mangiano troppo, sono indispensabili, a patto che sappiano riconoscere l'immenso dolore delle loro bambine.
*Docente di Psicologia dinamica,
psicoterapeuta dell'adolescenza
RIPRODUZIONE RISERVATA
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
9
11/07/2010
Corriere della Sera - Ed. nazionale
Pag. 52
(diffusione:619980, tiratura:779916)
Quando dire la verità diventa impossibile
Si può uccidere per non essere smascherati? Attese deluse Non sempre i figli si rendono conto che sono
accettati anche se non rispondono alle aspettative
Danilo di Diodoro
Possono essere un'innocua necessità nelle relazioni sociali, ma talvolta diventano uno spinoso sistema di
manipolazione: sono le bugie o, nella loro forma più estrema, l'inganno e la menzogna che sembrano perfino
arrivare ad armare una mano, come è successo, di recente, in Liguria, dove una ragazza ha pagato un'amica
per far uccidere la madre (senza che, per fortuna, l'azione sia poi andata a termine). La motivazione di un
gesto tanto estremo? La ragazza non se la sentiva di svelare alla madre che in realtà non riusciva a laurearsi.
Ma è davvero possibile che per "proteggere" una bugia si arrivi ad attentare alla vita di un genitore?
«La mano si arma quando la paura di essere visti diversi da come si desidererebbe essere è talmente
annichilente da farci inconsciamente ritenere che, uccidendo il testimone del nostro fallimento, potremo
mettere in salvo la nostra idea di noi stessi» chiarisce Paola Scalari, psicoterapeuta, autrice, con Francesco
Berto, dei libri I figli ingannano (Armando editore) e Padri che amano troppo (La meridiana editore). «E
siccome sono le figure amate quelle di cui si teme di più il giudizio - continua Scalari - alla fine sono proprio
gli omicidi familiari i più frequenti. Si ama l'altro, e lo si uccide perché non ci ripudi. La bugia è detta dunque
non tanto per ingannare, ma per piacere all'altro». Il bisogno di essere approvati diventa quindi
paradossalmente la molla che fa scattare la menzogna e perfino il comportamento aggressivo: si è disposti a
tutto, pur di non confrontarsi con la realtà. «Quando i genitori si attendono imprese grandiose dai loro figli aggiunge la dottoressa Scalari - la menzogna può diventare il solo mezzo attraverso il quale i ragazzi
possono rispondere alle aspettative. È normale che i genitori si prodighino perché i figli siano vincenti e
socialmente desiderati. E di norma gli stessi genitori sanno che, in fondo, accetterebbero i figli anche se
risultassero inferiori alle aspettative, non sempre però i figli se ne rendono conto, ed è allora che possono
scattare comportamenti estremi verso un genitore, come nel fatto di cronaca citato, o verso se stessi. Non è
raro che il suicidio di un giovane sia conseguenza proprio dell'impossibilità di fronteggiare lo sguardo deluso
del genitore».
Va tuttavia considerato che di per sé il dire bugie non rappresentano un fenomeno psicologico sempre
negativo. Anzi, in certe fasi dell'esistenza è il segnale che l'individuo è riuscito a trovare un proprio spazio
interiore autonomo, può utilizzare la fantasia per relazionarsi con il mondo che lo circonda. Dice Chiara
Mezzalama, membro ordinario dell'Associazione italiana di psicoterapia psicoanalitica infantile (A.I.P.P.I):
«Durante l'adolescenza la bugia può avere una funzione evolutiva, perché permette di separare e proteggere
il proprio mondo interno da quello esterno, e favorisce la progressiva definizione di un'identità, al riparo da un
impatto troppo diretto con la realtà. In questo caso, la bugia si associa al senso di segretezza, al bisogno di
uno spazio interiore privato, oppure al tentativo di sperimentare nuove immagini di sé e rientra dunque in un
processo di crescita normale. Anche nel caso degli adulti, la bugia può rivelarsi talvolta utile e positiva. Basti
pensare alle bugie dette per non ferire la sensibilità altrui».
Proprio come indica il caso di cronaca da cui si è partiti, lo snodo della laurea sembra essere molto delicato
da questo punto di vista.
È sorprendentemente frequente che ai genitori sia tenuto nascosto il fallimento del proprio percorso
universitario, anche se sono invece rari, per fortuna, gli sbocchi aggressivi, e in questi casi spesso sono in
ballo altre motivazioni ben più materiali, come il danaro. Il diploma universitario rappresenta, evidentemente,
un passaggio esistenziale cruciale per il confronto con l'autostima e le aspettative delle famiglia.
Conclude la dottoressa Mezzalama: «L'incapacità di tollerare la frustrazione, e l'idea di non riuscire ad aderire
alle aspettative dei genitori, possono essere all'origine di una versione truccata della propria esistenza. Così
la falsificazione sistematica rischia tuttavia di provocare una confusione tra realtà e fantasia, e la
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Bugie Fa riflettere un recente drammatico episodio
11/07/2010
Corriere della Sera - Ed. nazionale
Pag. 52
(diffusione:619980, tiratura:779916)
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
11
La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
conseguente impossibilità di misurare il proprio valore e di ristabilire la verità, innanzitutto nei confronti di se
stessi».
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Foto: Il film
Foto: In «Festa di laurea» (1985, regia di Pupi Avati, con Carlo Delle Piane) tutte le vicende dei protagonisti si
intrecciano intorno ai preparativi per la celebrazione di un titolo accademico in realtà mai conseguito
11/07/2010
Corriere della Sera - Milano
Pag. 10
(diffusione:619980, tiratura:779916)
Ma la bocciatura non deve diventare un incubo
Maurizio Tucci
«Stellina 90» chiede, su Yahoo answer: «Chi di voi è stato bocciato a scuola? Vi vergognate per questo o
ammettete i vostri sbagli/dei prof e siete andati avanti?». Le risposte sono, tutto sommato, incoraggianti. Chi
ci è passato ammette che ritornare a scuola a «ripetere» non è facile, ma alla fine, tra un po' di rimpianti e
rimorsi, si supera. Molto conta, pare, il come si viene accettati nella nuova classe.
Un «bocciato» delle scuole superiori in Italia non rischia comunque di sentirsi «solo»: i primi dati forniti dal
Ministero dell'Istruzione per l'anno 2009/2010 parlano di un 11,4 per cento di bocciati nei primi quattro anni di
scuole superiori, a cui si devono aggiungere (ma la percentuale è minore) quelli che non sono stati ammessi
o non hanno superato l'esame di maturità.
Ma come affrontare la bocciatura di un figlio nella speranza che possa rappresentare un incidente unico del
suo percorso scolastico? «Mai sottovalutare la cosa - consigliano gli psicologi - o aiutarlo a fabbricarsi alibi e
giustificazioni (tipico addossare la colpa a un professore che - chissà perché - lo avrebbe danneggiato), ma
mai intaccare la sua autostima. Se è stato bocciato molto probabilmente ha delle responsabilità e quindi
anche una punizione (ad esempio privarlo di qualcosa a cui avrebbe tenuto) può starci bene, senza però mai
mettere in dubbio le sue capacità o farlo sentire responsabile di una delusione familiare profonda e magari
insanabile. Perché così facendo un evento spiacevole, ma in qualche modo recuperabile, può rischiare di
produrre effetti negativi a catena».
Dopo una bocciatura spesso la famiglia si trova davanti al dilemma: fargli ripetere l'anno o - naturalmente se
si è in grado di sostenerne i costi non indifferenti - orientarsi verso una scuola di recupero anni la cui offerta,
specie a Milano, è vastissima?
Fulvio Scaparro, psicologo dell'infanzia, non ha dubbi: «Di fronte a una prima bocciatura, specie se originata,
come capita nella gran parte dei casi, dall'aver studiato poco e male, il comportamento più salutare, anche
dal punto di vista educativo, è far ripetere l'anno. Diverso il caso dei pluribocciati per i quali può essere
ragionevole avviare un percorso di recupero degli anni persi se però c'è una presa di coscienza della
situazione, da parte dell'interessato, e una sua volontà di impegno in questa direzione».
Una bocciatura a scuola non è comunque un evento improvviso: «I segnali - dice Cristina De Amicis,
insegnante di sostegno ad un istituto professionale di Milano - si iniziano ad avere già nel corso dei primi
mesi e la scuola cerca di informare costantemente la famiglia». «Il problema - evidenzia l'insegnante - è che
ci sono famiglie, la maggior parte delle quali proprio dietro i ragazzi più critici, che rifiutano ogni contatto con
la scuola e a volte non prendono neanche visione dei risultati del primo quadrimestre».
Purtroppo non sono rari, l'ultimo in Puglia qualche settimana fa, i gesti estremi compiuti da adolescenti a
seguito di un insuccesso scolastico. Ma, come dice Silvano Bertelloni, presidente della Società Italiana di
Medicina dell'Adolescenza: «Dietro eventi del genere ci sono sempre altre e più profonde cause di disagio.
Quindi la bocciatura a scuola rappresenta una sorta di goccia che fa traboccare il vaso».
RIPRODUZIONE RISERVATA
11,4
Foto: La percentuale dei bocciati in Italia nei primi quattro anni di superiori
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
12
La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Il consiglio Molti istituti puntano sul recupero di due anni in uno: «È una scorciatoia, non sempre funziona»
10/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 14
(diffusione:334076, tiratura:405061)
Una fede che riparta dall'uomo
NUOVA SINTESI Gli scienziati credenti potrebbero aiutare teologi e filosofi a reimpostare il rapporto tra
trascendenza e pensiero post-moderno
Ugo Amaldi
In occasione della festività di San Pietro e Paolo, Benedetto XVI ha annunciato l'istituzione del Pontificio
consiglio per la nuova evangelizzazione presieduto dall'arcivescovo Rino Fisichella. Le reazioni dei mezzi di
comunicazione e del web sono state immediate e ampie. Sono stati discussi l'unicità dell'evento, le sue
lontane radici - che risalgono all'incontro, tra fede biblica e pensiero filosofico greco che ha fondato
l'Occidente - l'esigenza odierna di ri-evangelizzare l'Occidente, nel quale la fede è sempre più relegata a fatto
privato, e molti altri aspetti ancora.
Su queste colonne monsignor Bruno Forte ha sottolineato che, mentre per la ragione adulta e illuminata della
modernità «tutto aveva senso, per il pensiero debole della condizione post-moderna nulla sembra avere più
senso». Si è anche molto parlato di diffusione del nichilismo e del relativismo etico, ma non di una terza
causa della scristianizzazione dell'Occidente: il percolare nella società della visione del mondo secondo la
quale tutto è Natura.
Naturalismo, nichilismo e relativismo sono tre facce di una stessa concezione; il naturalismo è però, a mio
giudizio, quello che avrà sempre più peso in quanto facilmente percepibile anche da coloro che non sono
interessati ai grandi interrogativi. Infatti gli annunci delle scoperte scientifiche si susseguono e le loro
conseguenze sulla salute e sulla vita quotidiana sono sottolineate dai mezzi di comunicazione di massa, che
ribadiscono l'idea che esiste un'unica realtà, la Natura, e che l'uomo riesce ad usarla a proprio vantaggio.
Per questo la ri-evangelizzazione non può prescindere dalla storia della progressiva presa di coscienza, da
parte del pensiero occidentale, della "marginalità" dell'uomo nell'universo. L'astrofisica vi ha contribuito con il
passaggio dalla visione geocentrica a quella eliocentrica e poi, nel corso del XX secolo, con la scoperta di
miliardi di galassie e infine con la constatazione che la massenergia visibile con i telescopi è soltanto il 4%
della massenergia totale dell'universo. In parallelo la paleontologia e la biologia molecolare hanno scoperto
che, sulla nostra terra, la comparsa dell'homo sapiens è la conseguenza di un enorme numero di eventi
casuali determinati, per lo più, dalle mutazioni del patrimonio genetico su cui agisce la selezione naturale.
Sigmund Freud scrisse nella Introduzione alla psicanalisi: «Nel corso del tempo l'umanità ha dovuto
sopportare tre grandi mortificazioni che la scienza ha arrecato al suo ingenuo amore di sé. La prima, quando
apprese che la Terra non è al centro dell'universo. La seconda mortificazione si è verificata quando la ricerca
biologica annientò la pretesa posizione di privilegio dell'uomo nella creazione e gli dimostrò l'inestirpabilità
della sua natura animale. La terza e più scottante mortificazione è stata inflitta nel XX secolo dall'indagine
psicologica, che ha rivelato che l'Io dell'uomo non è nemmeno padrone in casa sua». La terza mortificazione
è stata aggravata dai recenti risultati delle neuroscienze e dallo studio, anche fisico, dei processi cerebrali e
cognitivi. Queste sono le ragioni per cui la maggioranza degli scienziati, e moltissimi non-scienziati,
aderiscono oggi al naturalismo, che si può chiamare "marginalista" in quanto afferma non soltanto che tutto è
Natura, ma anche che l'uomo ne è un prodotto casuale che si trova ai margini dell'universo.
Per parlare all'intelligenza e al cuore degli uomini del XXI secolo il cristianesimo, io penso, dovrebbe
riproporre in modo nuovo la centralità dell'uomo, fulcro del messaggio cristiano, tenendo conto della
marginalità indicata dal sapere scientifico. In altre parole, sarebbe necessario costruire una visione del
mondo che accolga i risultati e gli sviluppi delle scienze, accettando le basi scientifiche del naturalismo, e allo stesso tempo - abbracci l'idea della sostanziale dualità tra Dio e Natura, che Dio mantiene nell'essere.
Questa visione è stata chiamata "naturalismo religioso" dal teologo olandese Willem Drees, editore della
rivista internazionale di religione e scienza Zygon, ma il nome di "naturalismo duale" è forse più appropriato.
Comunque lo si chiami, un tale naturalismo in seno alla Chiesa cattolica è ancora da costruire, anche se
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
13
La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
RELIGIONE E OCCIDENTE LE SFIDE DEL CRISTIANESIMO
10/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 14
(diffusione:334076, tiratura:405061)
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
14
La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
teologi e scienziati protestanti hanno aperto la strada.
Su questo argomento gli scienziati hanno qualcosa da dire. In particolare gli scienziati credenti potrebbero
aiutare teologi e filosofi a impostare in modo nuovo il rapporto tra fede in Dio, visione scientifica del mondo e
pensiero post-moderno. Ed è qui importante sottolineare che vi sono grandi scienziati credenti: Francis
Collins - responsabile del progetto pubblico americano che ha decifrato il codice genetico dell'uomo e
attualmente direttore dei National Institutes of Health - ha pubblicato un libro di successo Il linguaggio di Dio,
ovviamente molto criticato dagli assertori del naturalismo.
In questo cantiere gli argomenti da affrontare sono numerosi. Basta citarne due per mostrare che non si
tratta di un programma privo di contenuti. Innanzitutto, nel quadro del naturalismo duale vanno ripensati gli
argomenti portati dalla teodicea cristiana sul rapporto tra giustizia di Dio e male fisico, e in particolare il dolore
innocente, dato che sofferenza e morte sono conseguenze necessarie dell'evoluzione delle specie per
selezione naturale.
In secondo luogo va rivisitata la relazione mente-anima. Anche questo secondo tema - considerato privo di
senso dagli aderenti al naturalismo - si colloca al di fuori dei confini della scienza ma, per chi vuole
approfondirlo, si intreccia inevitabilmente con il problema della relazione cervello-mente. È un tema molto
dibattuto, sia come problema scientifico sia come questione filosofica, e richiederebbe quindi un'elaborazione
collettiva che coinvolga scienziati, filosofi e teologi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
11/07/2010
La Repubblica - Bari
Pag. 10
(diffusione:556325, tiratura:710716)
Assistenza agli anziani, cibo e medicine a domicilio
RAFFAELE LORUSSO
L'EMERGENZA caldo fa meno paura. Il Comune mette a punto un sistema di monitoraggioe di intervento
immediato per sostenere soprattutto gli anziani soli. Grazie all'impegno del dipartimento della protezione civile
e dell'amministrazione comunale, nei locali del centro sociale polivalente, in via Dante, è già attivo (e lo sarà
fino al 15 settembre) un sistema di allerta nazionale che consentirà di prevenire gli effetti delle ondate di
calore sulla salute. L' Heart health watch warning system- questo il nome del sistema di sorveglianza consentirà di intervenire immediatamente, grazie all'azione combinata di Comune, Arpa, Asl, Croce rossa,
118, servizio meteo, sindacato dei medici di famiglia e cooperativa sociale Gea.
In caso di allerta meteo, l'Arpa informerà immediatamente il dipartimento per la protezione civile del Comune,
coordinato da Emanuele Martinelli. Da Palazzo di Città partirà immediatamente, per posta elettronica, un
avviso alla cittadinanza con consigli utili per difendersi dal caldo.
Per i più deboli, soprattutto anziani soli ultrasessantacinquenni, l'assessorato alle Politiche sociali, coordinato
da Ludovico Abbaticchio, garantirà una serie di servizi. Grazie alla collaborazione con il centro sociale
polivalente, funzionerà il telefono amico (0805214055): tutti i giorni, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, sarà
assicurato un supporto psicologico. L'obiettivo è anche quello di raccogliere segnalazioni di particolari
situazioni di emergenza ed emarginazione.
Sarà poi nuovamente assicurato il pony della solidarietà, ossia la consegna a domicilio di cibo, medicinali e
altri beni di prima necessità. Il servizio sarà attivo dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, allo 0805214055: per
accedervi bisognerà dimostrare di non essere autosufficienti o di trovarsi in condizioni precarie di salute. Non
va poi dimenticata la sorveglianza attiva, ossia il monitoraggio da parte dei servizi sociali degli anziani
ultrasessantacinquenni a rischio isolamento. È il primo passo di un progetto più ambizioso: la realizzazione
dell'anagrafe degli anziani fragili della città, che consentirà di tenere sotto controllo le situazioni di maggiore
rischio. © RIPRODUZIONE RISERVATA La scheda ALLERTA METEO Il servizio sarà garantito per
consentire ai cittadini, soprattutto anziani, di non esporsi alle ondate di calore e di prevenirne gli effetti
TELEFONO AMICO Gli operatori del centro sociale polivalente risponderanno allo 0805214055, dalle 9 alle
13 e dalle 15 alle 19, fornendo supporto psicologico PONY DELLA SOLIDARIETÀ Agli
ultrasessantacinquenni in precarie condizioni di salute sarà garantita la consegna a domicilio di cibo e
medicinali SORVEGLIANZA ATTIVA Gli assistenti sociali del Comune contatteranno periodicamente gli
anziani esposti al rischio di isolamento, creando una banca dati PER SAPERNE DI PIÙ www.comune.bari.it
www.arpa.puglia.it
Foto: L'ANAGRAFE Si pensa di creare una banca dati degli anziani fragili per controllare le emergenze
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
15
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Caldo, l'allerta via mail
12/07/2010
La Stampa - Cuneo
Pag. 56
(diffusione:309253, tiratura:418328)
Nascerà una "rete anti violenza" a sostegno delle donne in difficoltà
Una rete antiviolenza, un luogo dove le istituzioni si possono incontrare per combattere il fenomeno dei
maltrattamenti nei confronti delle donne. La realizzerà la Consulta comunale per le pari opportunità,
presieduta da Beatrice Arlorio. La rete rappresenta la normale prosecuzione delle attività già avviate, grazie a
un finanziamento provinciale, che ha permesso di redigere un opuscolo poi distribuito a tutti gli operatori
sociali della città.
Spiega la Arlorio: «Nei giorni scorsi abbiamo incontrato due volontarie dell'associazione "Mai più sole", attiva
a Savigliano, che ci hanno illustrato la loro attività, proponendoci di partecipare a un corso di formazione, per
acquisire le competenze necessarie a riconoscere le situazioni di disagio e sostenere chi ne è vittima. Alcuni
componenti della consulta parteciperanno al corso e questo rappresenterà il primo passo.
Contemporaneamente contatteremo le altre realtà che a vario titolo sono chiamate a occuparsi dei casi di
maltrattamenti, quali il consorzio socioassistenziale Intesa, Asl, carabinieri, Comune, polizia municipale,
tribunale, per creare una vera rete, in grado di operare, ognuno secondo le sue competenze, per prevenire la
violenza sulle donne e contrastarla».
La formazione del gruppo di volontarie è il primo passo per poter operare a favore delle donne vittime di
maltrattamenti e abusi. Come ribadisce Adonella Fiorito, la presidente di «Mai+sole» di Savigliano: «In questi
anni abbiamo ricevuto le richieste più disparate: dall'ascolto all'accoglienza, all'aiuto economico, al sostegno
legale e psicologico. Ci siamo sempre messe in gioco e attivate per riuscire a dare la risposta più adeguata al
problema che si presentava,. dallo stupro alla violenza domestica, dallo stalking alla sudditanza psicologica.
Abbiamo creato una rete di collaborazione con pronti soccorso, carabinieri, polizia, consorzi
socioassistenziali, scuole, parrocchie, medici di base, avvocati e psicologhe per dare un riscontro adeguato
alle richieste di aiuto. Siamo presenti nelle scuole, sulle piazze, organizziamo eventi utili a sensibilizzare
giovani, famiglie e persone alla cultura della pace per cercare di prevenire i drammi che purtroppo ogni giorno
leggiamo e sentiamo». Conclude Beatrice Arlorio: «Non appena la rete sarà operativa, ci sarà anche una
campagna di informazione a mezzo stampa, per poter raggiungere tutte le potenziali utenti».
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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BRA. CONSULTA COMUNALE PARI OPPORTUNITÀ
11/07/2010
Il Resto del Carlino - Macerata
Pag. 23
(tiratura:206221)
Settimana psicopedagogica all'istituto Ricci A confronto 120 operatori da
tutta Italia
SI È CHIUSA ieri la 19ª settimana psicopedagogica sui disturbi dell'apprendimento organizzata dall'Istituto
Paolo Ricci. Ha portato in città 120 operatori provenienti da tutte le regioni. E' ormai un appuntamento
tradizionale per insegnanti, psicologi, psicoterapeuti e logopedisti, nel corso degli anni cresciuto per numero
dei partecipanti e qualità degli interventi. In chiusura, ieri, all'auditorium San Paolo di Civitanova Alta, si è
tenuta la lectio magistralis di Anna Arfelli Galli, già docente di psicologia all'Università di Macerata. La
manifestazione rappresenta anche un'opportunità per le strutture turistiche locali grazie alla presenza di
numerose famiglie dei partecipanti. La settimana è stata guidata dal professor Cesare Cornoldi, direttore
scientifico del corso, ha visto l'apporto di docenti e ricercatori delle Università di Padova, Aosta, Chieti ed
Urbino.
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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DISTURBI DELL'APPRENDIMENTO
11/07/2010
Avvenire - Ed. nazionale
Pag. 2
(diffusione:105812, tiratura:151233)
La psicologia degli umori e il pessimismo che non c'è
PIERANGELO SEQUERI
La ragione Pietro Citati quando osserva, su Repubblica di ieri, che «non è necessario arroccarsi in difesa, e
costruire mura, torri, fortificazioni, contro i barbari che si raccolgono davanti alle porte delle chiese». In effetti,
davanti alle porte delle chiese, i «barbari» lasciano più che altro lattine, cartacce, plastiche e altri residui di
bivacco. Insomma, non proprio codici greci, o siriaci. La questione cruciale, e anomala, per il cattolicesimo
odierno, viene piuttosto da un nuovo tipo di intellettuale, che dai barbari. È un tipo assuefatto al gergo
cristiano, magari anche colto, che del cristianesimo sa pochissimo. È vero, non è un intellettuale
necessariamente scristianizzato. È piuttosto cristianamente assemblato: dove non sa, o non capisce, crea.
Esercita la sua seduzione anche fra i credenti, ormai, e non è faccenda da poco. I suoi padri, del resto, hanno
frequentato per secoli l'Università che il cristianesimo ha inventato (sottraendo la teologia alla tentazione di
chiudersi nei chiostri). Ora, però, il cristianesimo lo vorrebbe di nuovo faccenda per monaci copisti e liturgisti,
che custodiscono il nome della rosa e non si impicciano. Con questo intellettuale, ragionare, è spesso
difficile. Più che con gli antichi barbari (coi quali abbiamo creato tesori di arte e di cultura). La sua
occupazione del sagrato rende difficile per gli altri, che vogliono veramente sapere e ragionare, farsi avanti.
Dobbiamo effettivamente farci venire in mente qualcosa di creativo, per uscire dallo stallo. Bene ha fatto
Ravasi a cogliere la suggestione di Benedetto XVI. Dobbiamo riaprire il sagrato e allargare il cerchio. Il
fervore della cooperazione intellettuale della fede - il grande umanesimo dei secoli che gli sciocchi chiamano
ancora bui! - era stato davvero un bene comune. Per la cultura e anche per il cristianesimo. Le religioni
troppo esoteriche, e troppo visionarie, che si parlano da sole, generano incubi. Citati ha ragione, di nuovo,
quando ci ricorda i molti giovani che, sorprendentemente, «leggono i Vangeli, li meditano, capiscono come
ogni parola pronunciata da Cristo sia ancora viva», e scoprono «i Padri della Chiesa greci, latini, o siriaci».
Ne ho incontrati molti anch'io, in tutta Europa e oltre. È necessario ricordare, però, anche la loro passione per
la bellissima avventura del pensiero cristiano, e dei suoi fecondissimi legami con l'umanesimo della civiltà e
delle lettere. La classe intellettuale che ha diritto (o semplicemente potere) di parola, nell'Occidente, non
apprezza altrettanto il loro impegno: quello del cuore e, senza scissione, quello della mente. Lo dico
pacatamente e francamente. Il pressante invito al cristianesimo perché ritorni a copiare e meditare i suoi
codici è una mortificazione ingiusta, per queste nuove generazioni. Non fa onore alla bellezza della nostra
storia comune. Per quale motivo, insomma, mettere conflitto fra questi ragazzi, che lavorano il nuovo campo,
e il magistero ecclesiale dell'umanesimo cristiano, che ha tracciato il solco per tutti? Da dove credete che
vengano, quei ragazzi? Dobbiamo testimoniare con stile asciutto ed elegante sprezzatura lo "scandalo" del
cristianesimo. Certo, non c'è discussione, su questo. Ma non per questo penseremo di fuggire, eremiti di un
glorioso passato, verso l'isola che non c'è più. Il mondo abitato da uomini, dove sta Dio, adesso è questo.
Fortunatamente, non vedo nessun pessimismo e nessuna timidezza - su questo - nel magistero e nel tratto di
Benedetto XVI. Invece di fare campagne sulla psicologia e sulla sociologia degli umori cattolici, non sarebbe
meglio che tutti gli intellettuali sostenessero una nuova passione della fede per l'intelligenza dell'umano, che
è di tutti? Ne va dell'Occidente, ormai. Quanto a noi, continueremo a studiare e meditare i codici,
naturalmente. Ma di certo, non lasceremo archiviare Dio.
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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CITATI SUL PAPA: OSSERVAZIONI ACUTE, MA FUORI BERSAGLIO
10/07/2010
Il Secolo XIX - Ed. nazionale
Pag. 40
(tiratura:127026)
PIÙ ASSISTENZA A FAMIGLIE E MALATI PER SCONFIGGERE L'EMOFILIA
FORNIRE ASSISTENZA psicologica, sociale e pratica a chi deve imparare a convivere con l'emofilia. È
questo l'obiettivo del primo programma nazionale di assistenza strutturata promosso dalla Fondazione
Paracelso Onlus, in collaborazione con ARCE (Associazione Regionale Campana dell'Emofilia)-FEDEMO e
realizzato con il supporto di Pfizer, che parte dal Centro di Coordinamento Regionale per le Emocoagulopatie
della Federico II di Napoli per poi estendersi in Italia. "L'idea è quella di fornire al malato e alla sua famiglia
un'assistenza continuativa di circa 18 mesi a partire dalla diagnosi. - afferma Andrea Buzzi, Presidente della
Fondazione Paracelso Onlus - E' facile immaginare il trauma psicologico cui vengono sottoposti bambini di
pochi mesi o anni e i loro genitori quando vengono a sapere che dovranno sottoporsi a cure ospedaliere e a
visite mediche continue, ad iniezioni più volte la settimana per tutta la vita e come tutto questo fatalmente
incida sulla loro qualità di vita. Il progetto nasce dalla consapevolezza che per far star bene il bambino
bisogna far star bene anche la sua famiglia." Sono circa 3.000 le persone affette da emofilia che ogni giorno
in Italia combattono contro questa malattia rara.
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
19
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L'INIZIATIVA
11/07/2010
Il Tempo - Lazio nord
(tiratura:76264)
Monte Nuria Laureandi in missione
Interessante iniziativa dell'Università «La Sapienza» nella Valle del Velino. Dall'Università di Roma al Monte
Nuria, nel Comune di Borgo Velino. Il motivo? Il «corso di psicologia dello sport» dell'ateneo capitolino offre la
possibilità di sperimentare una diversa concezione di studio, ricerca ed esperienza. Si chiama attività di
formazione esperienziale in montagna. Ieri e oggi, in 20, laureandi che frequentano il corso di «psicologia
dello sport» del professore Fabio Lucidi partiranno da Roma alla volta del borgo angioino per vivere un fine
settimana di reale training sul campo. L'esperienza sarà coordinata da Vittorio Pasquali, docente di psicologia
dello sport.
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Borgo Velino
12/07/2010
Il Tempo - Abruzzo pe
(tiratura:76264)
Aumenta il male di vivere
TERAMO Depressione, soprattutto tra le donne, poi tutte le patologie legate al disagio giovanile. Il
Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Teramo, il più grande d'Abruzzo, eroga ogni anni circa 20.000
prestazioni. Sempre più spesso però medici ed operatori lavorano in emergenza.
a pagina 11
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Sanità Teramo il più grande centro per la salute mentale
11/07/2010
L Unita - Ed. nazionale
Pag. 29
(diffusione:54625, tiratura:359000)
Il dialogo è possibile Sui monti ragazzi palestinesi e israeliani
In Trentino un'insolita vacanza dalla disperazione del conflitto I giovani mediorientali parlano delle loro
speranze e paure
GIAN MARIO GILLIO
direttore di «Confronti» Apoco più di un mese è inevitabile chiedersi le ragioni che hanno spinto il governo
israeliano a l b l i t z c o n t r o l a "Freedom flottilla": l'assalto ha provocato nove morti, una quarantina di feriti
tra i passeggeri e una decina di feriti tra i soldati. Il fatto ha delineato scenari geopolitici nuovi. Quale ruolo
giocherà la Turchia nello scacchiere mediorientale? È realistico ipotizzare un nuovo asse Libano, Turchia,
Siria? Domande che si pongono gli adulti, i giornalisti e gli analisti. Ma cosa pensano i giovani israeliani e
palestinesi che vivono, loro malgrado, l'«eredità» di questo conflitto? E cosa sanno i ragazzi italiani? Romallo,
Romàl in nones, è un piccolo comune di 602 abitanti della provincia di Trento dove sono giunti da
Gerusalemme 12 giovani tra i 14 e i 18 anni per il progetto «Fiori di pace» promosso dalla rivista Confronti e
realizzato dall'Associazione Arca. «Chi sono i primi a pagare - dice la presidente Lucia Busetti - questo
conflitto che da più di 60 anni genera dolore e vittime? Da tre anni invitiamo questi ragazzi in un luogo diverso
per farli incontrare e discutere, così da esorcizzare le paure del conflitto». Il contatto tra i due gruppi non è
facile. Partiti da Tel Aviv si sono visti per la prima volta a Fiumicino, scalo verso Verona. I gruppi al gate non
volevano proprio incontrarsi, «it's better tomorrow», palestinesi da una parte e israeliani dall'altra. Coinvolti da
associazioni come «Hand in Hand», la scuola bilingue della Galilea, l'«African Community Society» e la
«Library on Wheels for Nonviolence and Peace». «I ragazzi di Hand in Hand sono abituati a dialogare tra loro
- ha detto Orna Eylat, direttore israeliano, dell'organizzazione - ma la situazione è sempre più difficile, molti
stanno abbandonando la scuola». Non è facile anche per le associazioni palestinesi: «Fatichiamo a trovare
giovani disponibili a incontrare "il nemico"», dice il leader palestinese Kayed Sharabati. Odio, giochi di potere,
privazione d'identità, insicurezza, prigionia, disperazione... «Questo - rileva lo psicologo Mustafa Qossoqsi
non è un progetto di massa,è un'esperienza che i ragazzi portano e diffondono nei territori, dove vivono una
realtà insostenibile anche per il loro sviluppo psicologico. Senza aiuto sono perennemente candidati ad
essere traumatizzati. Farli incontrare è un modo di far accrescere in loro la resilienza». La condizione dei
giovani israeliani sottoposti alla minaccia di attentati terroristici e dall'altra i palestinesi stretti dalla violenza
dell'occupazione e dalla propaganda di fazioni estremiste rende difficile parlare di pace. «Da qui emerge
l'importanza di programmi educativi che consentano di incontrare l'altro direttamente, fuori dai pregiudizi»
sostiene il prof. Marco Luchi, coordinatore di Arca. «Il 16 marzo scorso - dice Anas, giovane palestinese c'era tensione a Gerusalemme, mio fratello era a casa con me, tuttavia è stato arrestato due giorni dopo,
fermato per due settimane e allontanato per un mese. Avviene spesso, i soldati arrivano e arrestano, dicono
che sono misure di sicurezza». «Noi invece - dice Itai, giovane israeliano - abbiamo sempre paura di attentati,
ma sentiamo anche la tristezza di un conflitto che non riusciamo a comprendere e ne viviamo tutta la
disperazione». Ecco gli italiani. Valentina: «Siamo abituati ad avere tutto e facilmente. Per voi la libertà è una
conquista, per noi una condizione normale». Virginia «Se penso che per noi la reclusione è essere costretti a
stare in casa una sera, in punizione». Il progetto «Fiori di pace» prevede modi per esorcizzare paure e
diffidenza, momenti ludici, gite, partite di pallone, incontri con associazioni. Prossimo appuntamento a Verona
con l'Associazione «Il Germoglio».
UN CASTELLO PER I CLINTON 10 ettari e una mega villa a Bedford Hills. Bill e Hillary Clinton stanno per
comprare Clover Hill Farm, 650 mq.Tra i suoi vicini Richard Gere, Glenn Close e Martha Stewart, regina del
bon-ton.
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Il progetto
10/07/2010
La Gazzetta Del Mezzogiorno - Ed. nazionale
Pag. 24
(tiratura:63756)
Soprattutto le donne subiscono un comportamento non nuovo, ma oggi definito per legge e punito dal codice
penale fino a quattro anni di carcere
Lui le spara e poi si uccide. Riccardo Regazzetti, 28 anni, con un tatuaggio sulla gamba che è la storia della
tragedia: R e D forever. Dove la D sta per Debora Palazzo, 20 anni, la fidanzata che voleva lasciarlo. Tutto
questo il 2 luglio nel Cremonese. Su una scia cominciata a Chieri. Gaetano De Caro, 55 anni, uccide la sua
ex, Maria Montanaro con tre colpi alla testa. Poi va a Rivolta D'Adda e fa lo stesso con una seconda donna.
Anche lei precedentemente legata a lui. Infine punta la pistola su di sé a Corneliano. Stesse modalità
dell'omicidio-suicidio consumato a Cerignola tra un italiano ed una polacca. Più articolato, invece, l'assassinio
di Simona Melchionda. Scomparsa da Oleggio nel novarese il 6 giugno, viene ritrovata dopo un mese fra i
rovi, sulle rive del Ticino. Le ha sparato Luca Sainaghi, 28 anni. Fa il carabiniere e confessa l'omicidio della
ragazza, motivato da un'estrema possessività. Ad Agro, nel Salernitano, finisce senza vittime. Anche qui, un
uomo minaccia ed aggredisce l'ex moglie. Lei si rivolge ai carabinieri, che lo arrestano. In amor vince chi
fugge. Ma cosa accade se chi insegue non desiste, fino a diventare un predatore che tende agguati, ovvero
uno stalker? Attrazione fatale, diretto da Adrian Lyne nel 1987, divenne il terrore degli uomini che temevano
di essere braccati dopo un'avventura. Se non fosse che più spesso le donne subiscono un comportamento a
rischio non nuovo ma oggi definito per la legge e la psicologia stalking. Deriva dal verbo stealcian, che
nell'inglese arcaico indicava il movimento furtivo di chi tende agguati. Un sinonimo è harrassment, molestia. Il
movente: l'affetto elevato a ossessione, specie quando si è incapaci di accettare quella che Igor Caruso ha
definito nel titolo del suo libro «la separazione degli amanti». Negli Stati Uniti esistono centri di accoglienza
per donne perseguitate, qual era la Rose Madder del bel romanzo di Stephen King. Non si contano i siti
Internet, ricchi di testimonianze, imbeccate legali e decaloghi di prevenzione, che si possono sintetizzare in
due principi: non mostrare timore verso lo stalker e, nel caso di un ex coniuge o compagno, chiarire senza
mezze parole che non se ne parla proprio di «ricucire». Il 55% delle vittime ha un età che va dai 18 ai 25
anni. Nel 72% dei casi, lo stalking consiste in telefonate anonime, che, a loro volta, vengono effettuate per il
50% da conoscenti e il 20% da partner precedenti. Il 55% delle segnalazioni è incentrato sulle conseguenze
psicofisiche, che comprendono ansia, insonnia e postumi da stress. Lo stalking è monitorato dal Comitato
Scientifico del Sindacato di Polizia (Coisp), che ha distribuito in provincia di Roma 607 questionari compilati
congiuntamente all'Associazione Italia di Psicologia e Criminologia. Altri numeri. Il risultato conferma che
l'86% delle vittime è tra le donne. All'Università di Modena è sorto un centro anti-stalking, diretto dal professor
Paolo Curci, con lo scopo di analizzare questa nuova frontiera della devianza. Non si tratta di esercizio
accademico, quanto di un primo passo per mettere sul chi vive coloro che svolgono le professioni di servizio,
medici, infermieri, terapeuti, avvocati, e sovente attirano attenzioni indesiderate che giungono all'omicidio.
Dieci anni fa un'assistente sociale fu assassinata a Foggia da un ex tossicodipendente avuto in cura, e più di
recente, l'urologa di Sassari Monica Moretti è stata uccisa a coltellate da un paziente introdottosi nella sua
abitazione dopo innumerevoli tentativi. Sono proprio i paladini della solidarietà i più esposti, insieme ai
personaggi dello spettacolo e della sfera pubblica. Irene Pivetti ha confessato in diretta televisiva la scorsa
estate le persecuzioni subite da uno stalker quando abitava a Milano. Madonna fu assillata da un fan che le
voleva uccidere la guardia del corpo per non aver nessuno tra sé e la diva. Meno note le minacce di stupro a
Steven Spielberg da parte di Jonathan Norman, culturista ed aspirante attore, catturato nei pressi
dell'abitazione del regista, a Pacific Palisades. Lo stalker si è vantato dinanzi alle autorità di voler violentare il
cineasta dinanzi alla moglie di quest'ultimo, l'attrice Kate Capshaw. Intenzioni confermate da veri e pro-
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Ti voglio da morire anzi da ucciderti
10/07/2010
La Nazione - Prato
Pag. 2
(tiratura:176177)
Visite psicologiche tra 0 e 5 anni di età Una linea telefonica dedicata ai
bambini
DA LUNEDÌ sarà attivata una linea telefonica dedicata per le prenotazioni delle prime visite
neuropsichiatriche e psicologiche per i bambini da 0 a 5 anni compiuti. Il servizio prenotazioni funziona
lunedì, mercoledì e venerdì dalle 11 alle 13 al numero 0574 435647. Per i bambini e gli adolescenti dai 5 anni
fino ai 17, le prenotazioni della prima visita neuropsichiatria e psicologica sono effettuate attraverso il Cup
telefonico 0574 435050 (0574 435080 per le disdette) o negli sportelli Cup nei presidi territoriali. Fino al 31
agosto il Cup attivo dal lunedì al venerdì (8-14), sabato (8-13).
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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SERVIZI ASL: NUOVE MODALITÀ DI PRENOTAZIONE
10/07/2010
Gente - N.29 - 17 luglio 2010
Pag. 50
(diffusione:372741, tiratura:488629)
Genitori a tempo: gioie e dolori
In Italia 33mila minori vivono fuori dalla famiglia: possono ospitarli anche i single. «Una scelta generosa»,
spiega la psicoioga. «Ma quando il bambino deve andarsene è un trauma per tutti: la legge va cambiata»,
dicono mamme e papa. La cui speranza è che l'affido diventi adozione
Roberto Spadotto
In apparenza sembra facile: la legge italiana (la 149 del 2001, la stessa delle adozioni) consente
praticamente a tutti di prendere un bimbo in affido. Non ci sono limiti di età, né di reddito e anche i single
possono fare richiesta. Eppure, è un istituto di cui non si conoscono luci e ombre. «Sono circa 33mila i
bambini che vivono fuori dalla loro famiglia d'origine», spiega Maria Galeazzidell'Ai.bi (l'associazione Amici
dei bambini che si occupa anche di affidi). «I motivi possono essere i più diversi: dalla mamma immigrata e
sola che non può mantenere suo figlio, ai casi più estremi di violenza o indigenza estrema. I minori vengono
"allontanati" dalla casa d'origine per volere del tribunale: può succedere che la patria potestà sia sospesa. I
bimbi vengono mandati in case di accoglienza: la metà viene poi data in affido ai parenti o a famiglie
disponibili». Come si fa a fare domanda? «Ci si rivolge al servizio affidi del comune della propria città»,
continua l'esperta dell'Ai.bi, «oppure a un'associazione come la nostra, che si occupa di fare un percorso di
sensibilizzazione, con uno psicologo e un assistente sociale, attraverso il quale si verificano le risorse umane,
psicologiche e di mezzi della persona o della coppia che vuole accogliere. Dopo circa un anno, alla coppia o
al singolo verrà abbinato un bambino». La legge 149 prevede che il tempo massimo di permanenza del
minore nella famiglia affidataria non sia superiore ai due anni: l'obiettivo, infatti, è il reinserimento del bambino
nel suo nucleo d'origine. «Ma in oltre la metà dei casi non è così: l'affido diventa permanente», spiega la
Galeazzi. E da qui nascono i problemi che la legge non prevede, non regola fino in fondo: l'accoglienza sì,
ma che cosa fare quando si è creato un legame tra il minore e la famiglia che lo ha ospitato? Come rompere
questo legame senza sofferenza? Quale è il limite tra essere "mamma e non mamma"? «I casi particolari
sono troppi e tutti diversi per poterli inserire in una norma», risponde Carlo Giovanardi, sottosegretario alla
presidenza del Consiglio con delega alle Politiche della famiglia. Esistono punti controversi e dolorosi
nell'affido. «È un atto di civiltà ed estrema umanità», spiega Maria Rita Parsi, psicoioga e psicoterapeuta.
«Ma è necessario che si entri in un'ottica che prima o poi il bambino se ne andrà: quindi non proiettare su di
lui desideri inappagati di maternità o paternità». È molto raro, infatti, che gli affidi si trasformino in adozioni,
anche qualora diventassero permanenti. «La legge 149 prevede casi speciali, ma sono rari», spiega la
Galeazzi. «Le due cose, affido e adozione, sono diverse ed è giusto che seguano percorsi diversi». Non è
d'accordo Carla Forcolin, pedagogista e insegnante veneziana, che nel 1999 ha fondato l'associazione "La
Gabbianella", che si occupa dei figli di madri detenute. «Io stessa, a cinquant'anni passati», racconta la
Forcolin, «sono diventata "mamma" di due gemellini nigeriani per circa un anno e mezzo». Poi lo "strappo": i
bimbi sono tornati dalla loro madre che, uscita dal carcere, vive in una casa di accoglienza. Carla Forcolin ha
raccontato la sua esperienza nel libro Mamma, non mamma (Marsilio editore). «Un'avventura difficile quella
dell'affido», dice. «Accogliere un bambino nella propria casa, trattarlo come un figlio e poi riconsegnarlo alla
famiglia naturale non è una scelta priva di turbamenti». Non è facile se il "periodo" è breve, qualche mese:
figurarsi quando il genitore in affido accoglie un bimbo di pochi mesi, lo alleva, lo nutre, ne segue lo sviluppo
per quattro, cinque anni, se non di più, e poi se lo vede "strappato". Eppure, anche quando l'affido diventa
permanente e ai genitori biologici decade "la patria potestà" (ossia, il bambino diventa adottabile, succede
molto spesso), la famiglia in affido (o anche il singolo) che quel minore lo conosce e lo ama non può ambire,
se non in casi speciali, ad adottarlo. «Per questo», spiega la Forcolin, «noi della "Gabbianella" e altre 6mila
famiglie "a tempo" abbiamo firmato una petizione al presidente della Camera Fini, perché venga modificato
l'articolo 4 4 della legge 149, quello che regola affidi e adozioni e che è poco chiaro». Il passaggio N'ESTATE
dall'affido all'adozione non è facile: bisognerebbe dare una svolta al costume e consentire anche ai single di
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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GENTE Viaggio nel mondo degli affidi e dell'accogliengajnternazionale
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Gente - N.29 - 17 luglio 2010
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adottare, cosa che in Italia non è possibile. Per sottolineare la natura del "servizio" dell'affido, alla famiglia che
accoglie viene erogato dal Comune di residenza un rimborso spese di 400 euro al mese. «Ma tutte le altre
spese sono a carico della famiglia affidataria», spiega l'esperta dell'Albi. «Così come anche il peso di gestire
il rapporto del minore con i genitori biologici». Fra le difficoltà di essere genitori "a tempo" permanente c'è
anche quello di non poter vantare né diritti né doveri sul ragazzo una volta diventato maggiorenne. «Abbiamo
accolto Cristi na e suo fratello che avevano 5 e 6 anni», racconta Alberto Zanoletti, "papa a tempo" da 13
anni. «La loro situazione familiare era drammatica e al ragazzino fu diagnosticata una malattia ereditaria, che
anche il padre aveva. Abbiamo dovuto fare una scelta: Cristina è rimasta con noi, mentre lui è tornato in una
casa d'accoglienza. Non è stato facile. Per ogni più piccola cosa, anche per fare un viaggio all'estero,
dovevamo ricorrere all'autorizzazione della madre naturale. Lunghe attese, arrabbiature. Ma ce l'abbiamo
fatta: Cristina è cresciuta, ha studiato. L'abbiamo sempre sentita nostra figlia. E ora che ha compiuto 19 anni
ci ha voltato le spalle andando a vivere con una persona che a noi non piace. Mia moglie è distrutta. Certo,
non bisognerebbe considerarsi genitori a tutti gli effetti: ma come si fa dopo 13 anni?». Non è facile nemmeno
quando il bambino è straniero, proveniente da • un Paese più povero o che ha subito gravi calamità (come
Haiti: l'Italia ha ospitato per un periodo circa 200 minori del Paese colpito dal sisma nel dicembre scorso). «In
questo caso non si può parlare di affido internazionale, istituto che non esiste in Italia, ma di accoglienza
temporanea», spiega Giovanardi. Ogni anno arrivano in Italia 25mila bambini provenienti dall'estero,
soprattutto Bierolussia, Ucraina, Bosnia e Algeria. «Le famiglie che lo decidono possono accogliere un
bambino o più per il periodo estivo», racconta Federica Bezziccheri, 44 anni, tre figli propri e "mamma a
tempo" di due, che da quest'anno ha aperto a Milano un distaccamento dell'associazione "Chernobyl2000"
(www.chernobyi2000.ii): il 18 giugno sono arrivati 21 bambini dall'Ucraina, distribuiti in altrettante famiglie.
«Qualche anno dopo il disastro della centrale nucleare di Chernobyl, molte famiglie italiane si mobilitarono. A
Torino nacque la prima associazione di accoglienza», dice la Bezziccheri. «Per aprirne una io ho inviato la
documentazione necessaria al Comitato per i minori stranieri, che fa capo al ministero del Lavoro». Si tratta di
un organo che tutela i minori stranieri e supervisiona le attività delle varie associazioni italiane, che sono circa
270. Per chi volesse avere informazioni per questa modalità di accoglienza può telefonare al Comitato: 0646.83.47.53. Anche accogliere per l'estate un bambino che non parla la nostra lingua e proviene da una
realtà molto diversa da quella italiana può essere impegnativo. «Noi siamo stati fortunati con Sasha», dicono i
coniugi Astori, di Milano, già genitori di una figlia di 20 anni. Per altri non va così bene: «II mio fa molti
capricci, si chiude a riccio, è una battaglia per fare qualsiasi cosa», dice un'altra signora che vuole rimanere
anonima. «Un giorno ha preso tutti i miei ed, li ha rotti e li ha buttati dalla finestra». E poi ci sono i casi
fortunati, e non poi così rari, di quelli che dall'accoglienza sono passati all'adozione, come i coniugi milanesi
Lucarelli: «Avevamo fatto domanda di adozione quando abbiamo deciso di accogliere Mikola, un
ragazzinocheoggiha 13 anni. Poi, abbiamo scoperto che aveva due sorelle, le abbiamo cercate e abbiamo
fatto domanda di adozione nominale: ci è stato possibile perché la legge agevola chi adotta dei fratelli e non
più in tenera età». Ma ognuno ha la sua storia e il suo percorso. Roberta Spadotto
IN CERCA DI FUTURO L'affido è regolato dalla legge 149/2001. Per diventare genitori affidatali non ci sono
limiti di età e si può essere single. 32.800 I bambini che vivono al di fuori della famiglia biologica 16.000 I
bimbi in affido 8.000
57% I bambini in I minori in affido presso affido da oltre i parenti due anni Fonte: Centro nazionale di
documentazione per l'infanzia
Le scelte dei vi
DALLA VENTURA A PAOLO BELLI
SuperSimo ha in affido Caterina, 4 anni, mentre il cantante accoglie ogni anno un ragazzo bielorusso. E la
Fenili ospita una bimba ucraina
Foto: ARRIVATI DALL'UCRAINA" Milano. I bambini arrivati dall'Ucraina con "Chernobyl2000"echesono
accòltila famiglie italiane. (Foto Andrea Pavesi/Olycom).
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Foto: abrina Ferilli, 4 6 anni, con una bimba proveniente dall'Est Europa, accolta nell'estate del 2009. CON
LUI DA 12 ANNI II musicista Paolo Belli, 4 8 anni, con Vladik, 2 0 , bielorusso, che Belli e la moglie
accolgono, dal 1998, ogni anno , per quattro mesi.
Foto: FAMIGLIA FELICE Milano. Clementina Massimo Lucarelli, iberi professionisti, anno adottato Mikola, 13
anni, Victoria, 11, e Anna, 8, dopo averli olti per anni tramite
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ItaliaOggi Sette
Pag. 45
(tiratura:136577)
Società di selezione: è filtro
Sono affidabili le proposte di lavoro che provengono dalle società di selezione? Lia, Milano Sono svariate le
ragioni che possono indurre un'azienda a rivolgersi a una società di selezione del personale, al fine di
individuare un profilo idoneo per una certa posizione. La direzione, per esempio, potrebbe aver deciso di non
rendere noto, ai propri dipendenti, il progetto di assunzione di una nuova risorsa, nell'intento di evitare
qualunque tipo di pressione. Altri casi di ricorso a consulenti esterni si verificheranno quando, all'interno
dell'organizzazione, non siano presenti specialisti nella selezione del personale o quando si attraversi un
periodo di forte carico lavorativo, tale da rendere impossibile al responsabile risorse umane l'occuparsi del
processo di recruiting. La stessa politica aziendale può, talvolta, prevedere che siano professionisti esterni a
filtrare le candidature dei nuovi collaboratori e, infine, il ricorrere a una società specializzata potrebbe
dipendere dalla difficoltà nel reperire alcuni profili sul mercato, presenti, con maggiore facilità, all'interno degli
archivi degli head hunter. Il compito del consulente esterno non sarà quello di decidere chi assumere. La sue
funzioni consisteranno, invece, nell'individuare la rosa di candidati adeguati alla posizione vacante e nel
presentare i prescelti al loro potenziale futuro titolare o alla direzione del personale dell'azienda. Un tale
professionista realizzerà un'indagine dei profili psicologici e attitudinali e dovrà possedere conoscenze
inerenti gli specifici settori. Durante il colloquio con la società di selezione si avrà l'occasione di acquisire
alcune informazioni sull'azienda e sulla proposta professionale e di valutare se le stesse siano in linea con le
proprie aspettative e competenze. Non è consigliabile il tentare a tutti i costi di convincere il selezionatore
della coerenza tra il proprio curriculum e l'offerta: sarà apprezzata, piuttosto, l'onestà e l'eventuale ricerca di
posizioni alternative per le quali ci si ritenga più idonei. Angelo Boccato - [email protected]
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PSICOLOGIA DEL LAVORO
09/07/2010
Left - N.27 - 9 luglio 2010
Pag. 62
(diffusione:57256, tiratura:78653)
Al S. Camillo di Roma una donna è stata sottoposta a un test per valutare se era a rischio di depressione
post partum. In base a un progetto Rebecca che fa discutere
Monica Soldano
a nascita di un figlio non sempre porta con sé la felicità sperata. A volte, troppi cambiamenti fanno accusare il
colpo. E da una malinconica stanchezza, associata a sbalzi di umore, la baby blues , ben nota alle
neomamme, si può cadere in una trappola più insidiosa. Forme di depressione grave, che richiedono un
intervento medico o farmacologico. Tra queste, una su 100 si evolve in una psicosi puerperale, prodromo di
alcuni reati, come l'infanticidio. La ricerca Eures 2009 sugli omicidi volontari, racconta un'Italia con una media
di 25 infanticidi l'anno, negli ultimi dieci anni e nei primi mesi di vita, per mano delle loro madri. Trecento, poi,
sono i neonati abbandonati, anche in condizioni di rischio. Ai padri si riserva, si fa per dire, l'omicidio delle
mogli e dei figli più grandi. La famiglia italiana ha i suoi problemi ma per la depressione, ormai del 13,5 per
cento della popolazione, la quota di quella post partum, è in aumento. Le ragioni? Sociologiche e
biochimiche. Le prime dovute all'età della donna. Le neomamme con meno di 20 anni o le primipare
attempate, oltre i 35, sono in crescita. Ridotte le risorse psicologiche per le prime, fisiche per le seconde. A
cui si somma l'assenza di una comunità di donne che le sostenga e di genitori troppo anziani o lontani. Gli
uomini, i padri, anche i più volenterosi, non ce la fanno a sostituirsi alla famiglia allargata di un tempo. Recenti
studi danesi e americani, nonché la rivista The Lancet (2005) segnala che 1 padre su 10 accusa un disagio
psicologico post partum. Ma chi può fare cosa? A Roma, se ne è discusso, lo scorso giugno, in alcuni
convegni alla presenza del ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Se da una parte, la prevenzione della
salute mentale coincide sempre di più con l'offerta di benessere psicologico e di servizi migliori perché mirati;
dall'altra, il pidiellino Carlo Ciccioli, psichiatra e vicepresidente della commissione Affari sociali alla Camera
dei deputati, ripropone alcune modifiche alla legge Basaglia. Coniando la formula del trattamento sanitario
obbligatorio prolungato, fino a sei mesi, rinnovabili, e a domicilio. In questo scenario, nel nome della
prevenzione degli infanticidi e della depressione post partum delle madri, fin dal 2008, Antonio Picano,
psichiatra, presidente di Strade Onlus, e Giorgio Vittori, presidente dei ginecologi italiani (Sigo), promuovono
il progetto Rebecca. L'obiettivo è quello di individuare prima le donne potenzialmente a rischio di depressione
post partum. Il progetto ha, tuttavia, suscitato polemiche, quando, ai casi limite, riferibili al 3 per cento delle
donne depresse, risponde con il Tso domiciliare. La proposta è di sorvegliare le donne in casa, per il periodo
necessario, qualche mese, senza allontanare il bambino. Su questo punto insorge Luigi Attenasio, presidente
di Psichiatria democratica: «Creare uno strumento di intervento coercitivo, come il Tso, per categorie a
rischio, è pericoloso. La vita presenta le sue difficoltà. Il parto è un momento critico, di passaggio ma anche i
pensionati possono suicidarsi più frequentemente di altri. Se creiamo un contenitore, rischiamo di riempirlo,
come fu per i manicomi». Inoltre, Attenasio si appella ai ginecologi: «Come pensano che possa diventare la
vita di una puerpera e dei suoi familiari, se reclusa in casa, con il bambino? La libertà personale si può
limitare solo in pochi casi e per pochi giorni. Lo dice la legge 180». Anche la proposta del questionario a tutte
le neomamme non convince lo psichiatra che paventa il rischio di creare ansia nelle donne e di negare libertà
alla domanda, avendo già la risposta preformata. Nel frattempo, il progetto Rebecca è partito. Ma dopo tre
mesi è stato sospeso all'ospedale San Camillo di Roma. Il motivo, una segnalazione all'Urp e alla direzione
generale della azienda sanitaria, la Asl Roma D, da cui l'ideatore del progetto, Antonio Picano, dipende. Una
donna si è lamentata. Ricoverata per un aborto spontaneo, aveva ricevuto e risposto al questionario del
progetto Rebecca. Il giorno dopo, racconta a left , in fila per le dimissioni, era stata avvicinata dal dottor
Picano. Invitata a un colloquio in ambulatorio, era uscita con la ricetta degli antidepressivi. Le modalità non
l'hanno convinta, tanto da mettere nero su bianco. Il direttore generale, Giuseppina Gabriele, dopo aver
accertato i fatti, ha sospeso il progetto. Le motivazioni: l'assenza di un'autorizzazione sia della direzione della
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Baby blues. Serve il Tso?
09/07/2010
Left - N.27 - 9 luglio 2010
Pag. 62
(diffusione:57256, tiratura:78653)
PSICOLOGI E PSICOLOGIA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Asl, che della direzione del San Camillo; inoltre, il progetto Rebecca si sarebbe dovuto limitare a
somministrare il questionario alle neomamme, in via preventiva e di ricerca, senza includere la prescrizione di
farmaci. Contestata, al dottor Picano, anche la richiesta di un trattamento sanitario obbligatorio, a una donna
che aveva appena partorito, perché la legge Basaglia, che pur lo prevede, non citerebbe lo scopo preventivo.
RIFORMA DELLE PROFESSIONI
15 articoli
11/07/2010
Corriere della Sera - Ed. nazionale
Pag. 12
(diffusione:619980, tiratura:779916)
Azzerata l'agenzia dei segretari comunali
A. Gar
ROMA - Venerdì in Commissione bilancio al Senato, all'unanimità, è stata votata l'abolizione dell'Agenzia
autonoma per la gestione dell'Albo dei segretari comunali e provinciali. L'agenzia è un esempio di ciò che una
volta si chiamava «carrozzone». Ha una sezione nazionale e una sezione per ciascuna regione. In totale 170
consiglieri di amministrazione ricompensati con 1.200 euro al mese e 150 dipendenti. Più generali che
soldati. Tutto questo per gestire un albo professionale di 3.500 persone: ogni stipendiato si occupa di poco
più di dieci Segretari comunali o provinciali. A guidare la battaglia per l'abolizione è l'Associazione giovani
dirigenti delle pubbliche amministrazioni. Quando il governo ha deciso di inserire nella manovra nuovi tagli
agli stipendi degli statali, l'associazione ha preparato un documento con una serie di proposte. Fra le altre, la
soppressione dell'agenzia. I segretari comunali e provinciali svolgono un ruolo importante negli enti locali,
supporto e verifica del lavoro degli eletti. Meno chiaro il ruolo dell'agenzia. Nei pletorici consigli di
amministrazione finiscono molti ex sottosegretari, ex parlamentari, sindaci, segretari regionali di partito.
Spiega Pompeo Savarino, presidenze dell'Associazione dei giovani dirigenti pubblici, segretario comunale di
lunga esperienza: «Oggi le amministrazioni comunali e provinciali d'Italia debbono versare all'agenzia 58
milioni l'anno. Con la soppressione si trasferiscono le competenze e i dipendenti al ministero dell'Interno e si
prevede un risparmio annuo di 40 milioni di euro. In più, al ministero andranno 31 milioni, il fondo cassa
dell'agenzia».
Due senatori della Commissione bilancio, Candido De Angelis e Salvo Fleres, hanno presentato
l'emendamento sull'abolizione e tutti i gruppi hanno votato sì.
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RIFORMA DELLE PROFESSIONI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Enti inutili
12/07/2010
Corriere della Sera - Ed. nazionale
Pag. 10
(diffusione:619980, tiratura:779916)
Ippocrate A studiare l'arte di Ippocrate non sono i più portati per la professione Non basta superare i test per
ritenersi all'altezza Amedeo Bianco, presidente Fnomceo Il presidente degli Ordini : non servono a
selezionare i migliori. Il 20% lascia gli studi
Margherita De Bac
ROMA - «È più importante che un ragazzo esprima capacità di logica, ragionamento, osservazione visiva e
attenzione. Le caratteristiche del bravo professionista. Poi se non ricorda l'anno delle guerre puniche
pazienza». Paolo Magistrelli, preside della facoltà di medicina e chirurgia dell'università Cattolica di Roma,
sintetizza il suo pensiero sui test di selezione per l'accesso ai corsi di laurea. A suo parere sono troppo
nozionistici e non rispondono completamente all'esigenza di scegliere i giovani più adatti a indossare il
camice bianco. «Per questo noi che siamo un ateneo privato agli 80 quiz, per metà culturali e per l'altra
scientifici, ne aggiungiamo 60 di tipo psicoattitudinale e teniamo in conto anche il voto della maturità. Da noi è
difficile che passino gli asini», elogia il modello dell'ateneo.
La necessità di filtrare i candidati in modo che ai corsi arrivino non solo i migliori ma soprattutto quelli più
predisposti è molto sentita nel mondo accademico. Se ne è discusso nell'ultima conferenza dei presidi. «Noi
chiediamo al ministero della Pubblica istruzione che la selezione, oltre che sui quiz, sia basata sul curriculum
degli ultimi due anni di liceo», rilancia Andrea Lenzi, presidente del Cun, il Consiglio universitario nazionale.
Però riconosce allo stesso tempo che il 110 e lode non costituisce la garanzia di possedere anche capacità
ippocratiche: «Suvvia, sappiamo tutti che i voti di maturità hanno un diverso peso, a seconda di dove li
prendi».
La Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) sabato scorso ha festeggiato i suoi cento anni. Il
problema della selezione ha dominato la giornata assieme ai numeri allarmanti sul calo dei nuovi iscritti. I
medici sono scesi del 5% dal 2005 al 2009 (da 6.160 a 5.927) per gli odontoiatri si registra un meno 40% (da
1.102 a 915). In crescita costante le donne che hanno preso il sopravvento nelle nuove iscrizioni. Nei quiz
sono più brave. «Di certo il fenomeno è legato all'introduzione del numero chiuso e dunque dei test. Inoltre
c'è una questione di qualità - analizza Amedeo Bianco, presidente Fnomceo -. Malgrado sia inferiore alle altre
facoltà, la percentuale di abbandoni durante i sei anni di corso è troppo alta, attorno al 20%. Vuol dire che a
studiare l'arte di Ippocrate non sono i più portati per la professione. Insomma non basta superare i test per
ritenersi all'altezza». Secondo Bianco, bisognerebbe cambiare il sistema di accesso prevedendo interventi
psico-attitudinali già al liceo, in modo che i ragazzi siano avviati verso la facoltà più adatta alle loro doti
naturali.
Lenzi è d'accordo: «Ci vuole una politica di orientamento. Devono passare i più bravi perché i corsi di laurea
oltretutto sono un costo altissimo per la società». Magistrelli propone invece una pre-selezione, nel mese di
aprile, dunque prima che il neodiplomato si iscriva alla prova dei quiz. Ed è in favore di incentivi e premi,
come lo stipendio proposto dal governo tedesco ai migliori. Alla Cattolica gli studenti con reddito basso e
media alta (oltre 27) sono esonerati dalle tasse, circa 7 mila euro l'anno.
Il numero chiuso a medicina è stato introdotto a metà anni '90. La media dei posti disponibili nelle 38 facoltà
pubbliche più le tre private è di 7 mila, i candidati sono dieci volte di più. Dallo scorso anno il numero dei posti
si sta progressivamente alzando proprio per recuperare medici da qui al 2020.
Per il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, è urgente rivedere il fabbisogno di specializzandi in base al
cambiamento demografico: «Tra dieci anni saremo a corto di medici. Oltretutto la popolazione invecchia ed è
indispensabile gestire il passaggio dei servizi dall'ospedale al territorio. Dobbiamo riprogrammare». Non solo.
Resta lo squilibrio tra le discipline. Tanti pediatri, pochi anestesisti e radiologi. Che infatti sono i più veloci a
trovare lavoro subito dopo la specializzazione.
RIFORMA DELLE PROFESSIONI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Medici in calo. «Colpa dei test universitari»
12/07/2010
Corriere della Sera - Ed. nazionale
Pag. 10
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RIFORMA DELLE PROFESSIONI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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I quesiti Ecco alcuni dei quiz contenuti nella prova di ammissione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia
dello scorso anno
1. Cultura generale e logica
- Intifada è divenuto un termine che caratterizza una forma di rivolta popolare organizzata:
a. in Palestina; b. nel Sudan;
c. nel Ciad; d. in Armenia;
e. in Afghanistan
- Una delle seguenti affermazioni
è falsa. Quale?
a. Giuseppe Ungaretti vinse il premio Nobel per la letteratura;
b. Guido Gozzano è un poeta del Novecento, tra i massimi esponenti del Crepuscolarismo; c. Italo Svevo è
l'autore del romanzo Una vita; d. Eugenio Montale nacque a Genova nel 1896; e. Luigi Pirandello firmò nel
1925
il «Manifesto degli intellettuali fascisti»
- Uno dei seguenti abbinamenti non è congruente con gli altri. Quale?
a. pernicioso/deleterio;
b. perspicuo/incomprensibile
c. irreprensibile/censurabile;
d. cauto/avventato;
e. basilare/secondario
2. Biologia
- Indica in quali funzioni, tra quelle sottoelencate, è coinvolto
il sistema limbico nell'uomo:
a. nelle emozioni, nella memoria
e nell'apprendimento;
b. nel linguaggio e nella scrittura; c. nell'apprendimento e nella visione; d. nella visione, nel sonno e nella
veglia; e. nella memoria, nell'udito e nel movimento
3. Chimica
- Un agente ossidante è una sostanza che: a. acquista elettroni; b. perde elettroni; c. sviluppa ossigeno; d.
origina un ossido;
e. acquista protoni
4. Fisica e matematica
- Nel descrivere il moto circolare uniforme, indicare quale delle seguenti affermazioni è corretta:
a. l'accelerazione è costante in modulo; b. il vettore accelerazione è costante; c. l'accelerazione varia in
modulo; d. l'accelerazione dipende unicamente dal raggio della circonferenza descritta dal moto; e.
l'accelerazione dipende unicamente dalla velocità angolare
- Tredici persone si stringono
la mano. Ciascuna stringe la mano a tutte le altre. Quante sono
le strette di mano in totale?
a. 78; b. 13; c. 26; d. 156; e. 169
La soluzione
In tutti i quesiti proposti
la soluzione è la risposta
alla lettera A
11/07/2010
La Stampa - Savona
Pag. 53
(diffusione:309253, tiratura:418328)
Ricette false, farmacista indagato
SAVONA
La Procura di Savona indaga su un giro di false ricette mediche che, «spese» in alcune farmacie cittadine,
avrebbero fatto impennare la spesa farmaceutica con la prescrizione di farmaci ad alto costo. Unico indagato,
per ora, il farmacista savonese Maurizio Zappia, 36 anni, socio della catena di farmacie «Spazio Salute».
Zappia ha diretto la farmacia di via Montenotte e, negli ultimi tempi, quella di Lavagnola. Difeso dagli avvocati
dello studio Mazzitelli, il farmacista è già stato ascoltato dal magistrato che sta seguendo l'inchiesta, il
sostituto Chiara Maria Paolucci, alla quale si è presentato quando ha saputo che si stava indagando nei suoi
confronti. In realtà le inchieste aperte su questa vicenda sono diverse, attivate dalla Procura, dalla Asl,
dall'Ordine dei medici e da quello dei farmacisti. Le ricette «taroccate» avrebbero da un lato provocato un
danno al servizio sanitario (con la prescrizione a pazienti inesistenti di medicine costose, pagate dalla
collettività e rimaste a disposizione del/dei farmacisti coinvolti), dall'altro costituito un falso in atto pubblico e
una truffa, creando un danno d'immagine sia alla figura dei farmacisti che a quella dei medici: le prescrizioni
infatti sarebbero state falsificate con timbri e firme di medici di famiglia all'oscuro di tutto. Insomma, un
pasticcio con risvolti se possibile ancora più inquietanti: alcune delle ricette oggetto d'indagine sarebbero
state in realtà - e anche su questo si appunta l'interesse della Procura - effettettivamente firmate dai medici,
ma lasciate «in bianco» a disposizione del farmacista «per far prima in caso di urgenze». Se fosse
confermata, una leggerezza incredibile, oltre che una violazione di tutte le norme della deontologia
professionale e del buonsenso.
RIFORMA DELLE PROFESSIONI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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TRUFFA «TAROCCATE» ANCHE LE FIRME DEI MEDICI: INCHIESTE DI ASL, PROCURA E ORDINI
PROFESSIONALI
10/07/2010
Il Messaggero - civitavecchia
Pag. 45
(diffusione:210842, tiratura:295190)
Prima di far visita al presidente dell'Ater, l'assessore regionale alla casa, Teodoro Buontempo, ha incontrato,
in forma privata, il primo cittadino, Gianni Moscherini. Un incontro positivo, secondo l'inquilino del Pincio, che
farebbe prospettare il meglio per Civitavecchia. Durante il lungo colloquio, i due hanno relazionato sulla non
facile situazione esistente in città riguardante l'emergenza abitativa. Il sindaco, poi, ha anche illustrando i
difficili rapporti con l'attuale presidente dell'Ater «che - come si legge nella nota stampa diffusa
dall'amministrazione - viaggia per conto suo ed indipendentemente dalle politiche per la casa messe in piedi
dall'amministrazione comunale. Bisogna invece comprendere che l'azione amministrativa e istituzionale
anche dell'istituto va finalizzata a risolvere i problemi dei cittadini e non quelli gestionali dell'Ater».
L'Assessore Buontempo e il Sindaco hanno convenuto sull'opportunità di utilizzare le risorse attualmente a
disposizione e di reperirne altre per la ristrutturazione e riqualificazione urbana dei quartieri popolari
degradati. Si terrà, così, a breve una riunione, alla quale saranno invitati gli ordini professionali, con lo scopo
di indire un concorso di idee per la riqualificazione urbana dei quartieri. G.Am. RIPRODUZIONE RISERVATA
RIFORMA DELLE PROFESSIONI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Il rappresentante della Regione e il sindaco: «I quartieri popolari vanno
riqualificati»
10/07/2010
Il Resto del Carlino - Forli
Pag. 1
(tiratura:206221)
«Porta a porta, una grande occasione»
NELL'ESTATE del 2005 ben 409 medici del territorio forlivese sottoscrivevano una petizione indirizzata al
direttore dell' Ausl, al sindaco ed al presidente della Provincia in cui esprimevano tutta la loro preoccupazione
circa il potenziamento dell'incenerimento dei rifiuti e auspicavano l'attuazione di pratiche di gestione più
rispettose dell'ambiente e della salute, tecniche già ampiamente in uso in tante parti del nostro paese e non
solo. Si rammenta che le preoccupazioni espresse dai medici forlivesi non furono un atto isolato: nel 2007
pari timori furono espressi dal presidente della Federazione degli Ordini dei medici dell' Emilia-Romagna, il
dottor Giancarlo Pizza di Bologna, che avanzò una richiesta ufficiale di moratoria sull'ampliamento o apertura
di nuovi inceneritori e nel 2008 la la Federazione nazionale degli ordini dei medici in un suo documento
affermò che erano da privilegiare, «altre metodiche di smaltimento efficace dei rifiuti che oggi, rispetto
all'incenerimento, appaiono svantaggiate per un minore interesse del mercato pur potendo presentare minori
rischi ambientali» , senza parlare poi delle numerosissime azioni (anche giudiziarie!) intraprese dai Medici per
l'Ambiente in tutto il nostro paese. * Presidente Isde, associazione Medici per l'Ambiente
RIFORMA DELLE PROFESSIONI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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L'INTERVENTO
10/07/2010
Il Resto del Carlino - Modena
Pag. 13
(tiratura:206221)
Crisi, il sindaco Pighi incontra le realtà economiche della città
«IL RILANCIO dell'occupazione e la sostenibilità del welfare sono i primi temi su cui agiremo nel percorso
degli stati generali, individuando linee d'azione strategiche già da ottobre». Lo ha annunciato il sindaco di
Modena, Giorgio Pighi, al termine dell'incontro del progetto 'Effetto Modena' con 33 rappresentanti del mondo
economico modenese, dalle associazioni imprenditoriali e di categoria a cooperative, sindacati, ordini
professionali e banche. Il sindaco ha parlato dell'integrazione fra welfare e imprese, di green economy, di
urbanistica e di immigrazione. Il primo a intervenire è stato Pietro Balugani del coordinamento degli ordini
professionali, che ha parlato di «un percorso dalle finalità importanti per una città che sembra, in parte, aver
esaurito il proprio ciclo». Il coordinamento è stato invitato dal sindaco a prendere parte ai lavori della
Commissione consigliare speciale per il monitoraggio della crisi economica. Secondo Luigi Tollari, segretario
provinciale Uil, «bisogna fare attenzione all'immigrazione. Senza paletti - ha detto - rischia di portare
criminalità». Tollari ha parlato anche della «scarsa umiltà di alcuni assessori di fronte alle critiche», un tema
al quale il sindaco ha ribattuto: «Quando un assessore si vede rivolgere epiteti come 'speculatore' penso
abbia il diritto di reagire». Roberto Vezzelli, presidente di Legacoop, ha invitato tutti a «superare il basso
profilo del confronto attuale e l'appiattimento su interessi di parte. Dopo due anni di crisi - ha rimarcato
Vezzelli - mancano ancora interventi strategici visibili. Il nostro sistema di welfare deve essere innovato in
tempi brevissimi». Nel mirino di Vezzelli l'azienda di trasporti, «che in 7 anni ha perso 24 milioni di euro».
ANTONIO Mascello di Lapam Confartigianato ha insistito sulla «possibilità di cooperare tra imprenditori in un
modo diverso e innovativo». Opinione condivisa da Francesco Falcone, segretario provinciale Cisl:
«Mettiamo da parte i campanilismi. Oggi, il welfare non riesce a rispondere ai bisogni di tutti e c'è un rischio
apartheid strisciante verso gli immigrati». Falcone ha anche suggerito che sia «Hera a fare da capofila sulla
green economy nei confronti delle imprese del territorio». Secondo il presidente di Confapi-Pmi, Dino
Piacentini, «per Modena, il 9% di disoccupazione e la cassa integrazione sono dati inauditi. La prima cosa è
far ripartire il manifatturiero e far entrare la nostra economia nei nuovi mercati in crescita». Secondo Vanni
Ficcarelli della Cgil, «dal punto di vista occupazionale stiamo per entrare nel periodo peggiore della crisi.
Dobbiamo dare risposte ambiziose ma allo stesso tempo concrete». LUCA Lorenzi, responsabile centro nord
di Unicredit, ha citato percorsi simili avviati in altre città, auspicando «la possibilità di un'azione coordinata per
il rilancio di un territorio che per la nostra banca è strategico». Claudio Losi, del collegio periti agrari di
Modena, si è soffermato sul settore agricolo e sull'importanza dell'accesso al credito. Secondo Claudia Zagni
di Cna, «la situazione sta diventando drammatica e non dobbiamo perdere tempo». Un appello colto dal
sindaco che ha evidenziato come «sulle questioni del lavoro e dello stato sociale saremo in grado di
individuare linee di azione strategiche già dall'autunno». Una nota sul welfare: «Dobbiamo ragionare - ha
detto il primo cittadino - sempre più in termini di compatibilità costi benefici, superando la contrapposizione tra
pubblico e privato». Image: 20100710/foto/6796.jpg
RIFORMA DELLE PROFESSIONI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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«Stati generali, priorità a occupazione e welfare»
10/07/2010
Il Gazzettino - Belluno
Pag. 2
(tiratura:114104)
«Mancano giudici, cause a rilento». Stamattina si riuniscono gli Ordini triveneti
Gli avvocati di Belluno scriveranno al ministro della Giustizia Angelino Alfano per chiedere di aumentare di
almeno due unità la pianta organica dei magistrati del tribunale. Attualmente - spiega il presidente dell'Ordine
degli avvocati di Belluno Annarosa Bianchi Bridda - l'organico prevede 11 magistrati. Purtroppo il tribunale di
Belluno è in costante crisi perché l'organico di soli 11 magistrati non consente l'istituzione di due sezioni
all'interno dell'Ufficio con costanti problemi di incompatibilità. Inoltre, a seguito dei vari trasferimenti, l'organico
non riesce quasi mai ad essere al completo, con grave disagio specialmente nel settore civile nel quale è
difficile anche comporre il collegio composto da tre magistrati.
Dopo il trasferimento al tribunale di Venezia del presidente Toppan, la copertura è solo di 10 magistrati. Ma
arriveremo a 9, quando diventerà effettivo il trasferimento in laguna, previsto a giorni, di un altro magistrato:
Gabriella Zanon. E questo significa, di fatto, paralizzare l'attività o gravare ulteriormente i magistrati del
settore civile, il cui carico annuo, per le sole cause ordinarie della sede centrale, è di circa 2.300 procedimenti
senza contare cause di separazione e divorzio e tutti gli ulteriori procedimenti speciali. Se ne sono andati
anche due Got (Giudici onorari che possono avere incarichi in limitate materie al posto dei magistrati togati).
«Quella di Belluno - aggiunge il presidente dell'Unione triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati Antonio
Rosa - è una situazione preoccupante ed ingiusta, al pari di quella di altri Tribunali del nordest».
Stamattina all 10 al Park hotel Villa Carpenada si riuniscono gli Ordini del Triveneto.
RIFORMA DELLE PROFESSIONI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Giustizia, gli avvocati scrivono ad Alfano
11/07/2010
Il Tempo - Roma
(tiratura:76264)
Tribunale sotto organico Avvocati in stato d'agitazione
Antonio Sbraga
Crescono i buchi nell'organico del Foro di Tivoli e l'ordine degli avvocati arriva a minacciare la proclamazione
di un'astensione.
Un mese dopo l'allarme lanciato al presidente della Corte d'Appello di Roma, Giorgio Santacroce, sugli «uffici
al collasso», il Consiglio dell'Ordine tornerà infatti a «discutere delle gravi disfunzioni di organico del Tribunale
di Tivoli e delle Sezioni Distaccate e delle determinazioni da assumere al riguardo» nell'incontro convocato
nel palazzo di giustizia per giovedì alle 12.30. In quella sede gli avvocati decideranno sulla proposta già
avanzata dal presidente, Simone Ariano, all'assembla generale degli Ordini Forensi del Distretto di Roma,
sulla «proclamazione di un'astensione su base distrettuale da collocare nel prossimo mese di settembre».
Anche perché la situazione di disagio è un po' generalizzata in tutti i nove Tribunali del Distretto della Corte di
Appello di Roma, come ha ripetuto proprio a Tivoli nel giugno scorso il presidente Santacroce, annunciando
l'invio di «un dossier al Ministro su tutte le carenze: parte del personale amministrativo dei Tribunali laziali è
vicina alla pensione. Se anticipassero la quiescenza si rasenterebbe la paralisi. Soprattutto a Latina e Velletri,
dove c'è una situazione disperata», ha ammonito l'alto togato.
A Tivoli manca all'appello più della metà del personale amministrativo (solo 48 unità su 100 previste). Ma
anche i togati scarseggiano: ne mancano una decina, comprese le sezioni distaccate di Palestrina e
Castelnuovo di Porto. Dove la situazione è «maggiormente critica», perché già adesso i procedimenti penali
davanti al giudice monocratico vengono fissati al 2013, con «circa 1700 procedimenti a testa» di arretrato da
smaltire. E per l'ottenimento di un decreto ingiuntivo ci vogliono circa 4 mesi, mentre per la pubblicazione
delle sentenze si arriva anche a due anni. Secondo gli avvocati la sezione di Castelnuovo «non può disporre
di giudici togati ma solamente di due giudici Onorari» dopo il trasferimento dell'unico magistrato. Una
condizione deficitaria che a Tivoli ha già imposto «un orario ridotto delle Cancellerie sia civili che penali, dalle
9 alle 12 anziché alle ore 13 come di consueto, per consentire lo svolgimento del lavoro interno».
RIFORMA DELLE PROFESSIONI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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TivoliGiovedì summit a Palazzo di Giustizia. L'ordine minaccia l'astensione a settembre
10/07/2010
La Gazzetta Del Mezzogiorno - Bari
Pag. 4
(tiratura:63756)
Udienza preliminare del processo che vede trentacinque imputati
• Con la costituzione di parte civile dell'Università di Bari, che ha chiesto una provvisionale di un milione di
euro per i danni di immagine, è iniziata ieri l'udienza preliminare nell'ambito del procedimento denominato
«Esamopoli». L'inchiesta è quella sulla presunta compravendita di esami alla facoltà di Economia
dell'Università di Bari. Trentacinque gli imputati. Qualcuno lo avrebbe fatto per soldi, qualcun altro per
continuare a tessere le trame di un sistema fatto di rapporti clientelari. In gran parte dei casi erano
«mazzette», nella restante favori per gli «amici». Con l'inchiesta «Esamopoli» la procura ha scardinato una
vera e propria «cupola» della raccomandazione all'interno della facoltà di Economia della Università di Bari.
Nelle maglie della rete tesa dai carabinieri sono rimasti impigliati otto docenti e cultori della materia, 10
assistenti alle aule e collaboratori amministrativi, 17 tra studenti e genitori. Contestati a vario titolo i reati di
associazione per delinquere, concussione, corruzione, falso, falsa attribuzione di lavori altrui e rivelazione di
segreti. Ma la lente di ingrandimento degli investigatori ha reso visibile una miriade di rapporti di
«connivenza» tra chi gestiva le sedute di esame o aveva la possibilità di condizionarne gli esiti e una corte di
questuanti, pronta a bussare alla porta del professore, oppure a pagare per accaparrarsi i buoni uffici di un
bidello pur di assicurarsi la promozione per sè, per un figlio, per un n i p o t e. L'udienza è stata aggiornata al
23 settembre prossimo dal gup del Tribunale Susanna De Felice. Fino a quella data gli imputati potranno
valutare se chiedere un rito alternativo o se patteggiare la pena. Al momento, in via informale, i difensori di
sei-sette imputati, nell'udienza di ieri hanno anticipato che i propri assistiti stanno valutando se chiedere riti
alternativi. A settembre è stata fissata anche la discussione. Con ogni probabilità in quella stessa sede il gup
deciderà se ci sono elementi sufficienti per sostenere l'accusa a dibattimento, rinviando a giudizio i 35
imputati. Ma alcuni dei reati sono a rischio prescrizione. Basti pensare che è trascorso quasi un anno tra la
richiesta di rinvio a giudizio e la fissazione dell'udienza preliminare. Risultato: i reati commessi nel 2005 e che
prevedono pene non molto elevate potrebbero estinguersi a causa del decorso del tempo. Nel maggio 2009 il
pm Pirrelli ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio. A gennaio non era stata ancora fissata l'udienza
preliminare. Dopo alcune sollecitazioni della procura, lo scorso febbraio, il gup Angela Nettis aveva fissato,
finalmente, l'udienza per il 19 aprile. Undici mesi dopo la richiesta di rinvio a giudizio. Con Nettis che è andata
via, la «palla» è passata a De Felice che ha subito fissato l'udienza. Alcuni reati che si prescrivono in cinque
anni, qualora il gup decida per il rinvio a giudizio, potrebbero non arrivare neanche a dibattimento. Il pm
Pirrelli, per fare un esempio, ha contestato ad alcuni imputati anche una legge del 1925 che punisce chi
scambia o discute una tesi di laurea già presentata da altri. Due i filoni principali dell'inchiesta: la presunta
compravendita di esami universitari nella facoltà di economia, soprattutto nei confronti di studenti stranieri,
greci in particolare per cifre fino ai duemila euro. Il secondo attiene proprio alle tesi di laurea, «ripescate»
dagli archivi e vendute. Scelgono la professione perché hanno una predilezione per il diritto e certo non
pensano di guadagnare laute cifre. Considerano fattori di successo la formazione e il training post-lauream,
ma sono delusi da una concorrenza che reputano spesso sleale. Vorrebbero più correttezza professionale e
un ruolo più incisivo degli Ordini sul controllo deontologico. Vorrebbero anche il numero chiuso all'università.
Privatamente sono forti con le tecnologie ma in studio l'informatica è negletta né utilizzano il web come
vetrina professionale. Piuttosto, per crescere professionalmente puntano sull'associazionismo e sul
marketing. Difendono le tariffe ma applicano ai clienti il sistema misto (tariffario più forfait). E alla fine si
dichiarano delusi dalla professione. È lo spaccato dei giovani legali, rilevato dalla ricerca «Giovani avvocati,
così altrove o altrimenti», prima indagine dell'Osservatorio permanente giovani avvocati creato su iniziativa
del Consiglio nazionale forense con la collaborazione di Aiga e LexExpo. I risultati della ricerca sono stati
presentati ieri a Casamassima (Bari), presso l'Aula Magna Università Lum Jean Monnet. Al convegno sono
intervenuti il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa; il consigliere coordinatore del gruppo
RIFORMA DELLE PROFESSIONI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Esamopoli, l'Università parte civile
10/07/2010
La Gazzetta Del Mezzogiorno - Bari
Pag. 4
(tiratura:63756)
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giovani Cnf e ispiratore della ricerca, Giovanni D'Innella, i curatori della ricerca.
RIFORMA DELLE PROFESSIONI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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11/07/2010
La Nazione - Pisa
Pag. 27
(tiratura:176177)
Dalla nascita degli Ordini dei Medici in Toscana e poi a Pisa fino all'attuale composizione ruolo passando
attraverso il periodo fascista e la ricostituzione degli ordini dal Dopoguerra fino ad oggi. Un secolo di storia
dell'Ordine dei Medici Chirurghi di Pisa (Ets; 20 euro) è l'ultima fatica di Alberto Zampieri, che già si era
dedicato profondamente a questa materia. Foto, ricordi, documenti e anche due sonetti in vernacolo. Sonetti
scritti da un noto medico pisano, Gianfranco Raspolli Galletti, che ha voluto dedicare i suoi versi proprio
all'Ordine. Ed ha scritto: «Ll' Ordine fa cent'anni! E'ndu' li metto?/ Se quarche vivo...assente si...risente,/
ringrazzi dDio 'un n'é pres' un accidente,/ ma 'n quattordici versi ci sto stretto... Image:
20100711/foto/6587.jpg
RIFORMA DELLE PROFESSIONI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Cento candeline e un libro per l'ordine dei medici
12/07/2010
Affari Finanza
Pag. 16
(diffusione:581000)
La decisione del Parlamento di separare in due Commissioni diverse l'esame delle problematiche dei
professionisti iscritti a un albo e di quelli che non ne hanno bisogno
ORDINI e associazioni separati in casa. L'articolo 4 del ddl di riforma delle professioni affronta il problema
delle libere associazioni che svolgono attività non regolamentate in ordini ma nelle quali si riconoscono, per la
tutela della propria identità e specificità, ampie aree professionali, talvolta portatrici di attività emergenti e
dinamiche. L'esame delle associazioni è stato dato alla Commissione Industria, mentre quella per gli ordini
rimane alla Commissione Giustizia. L'obiettivo delle associazioni è quello di dare evidenza pubblica ai
requisiti professionali dei propri iscritti; perciò chiedono, attraverso un riconoscimento amministrativo, una
legittimazione socio-economica della loro funzione. Poiché tra le finalità di queste associazioni vi è pure il
rilascio dell'attestato di competenza relativo alle qualifiche tecnico-professionali dei propri iscritti, per
l'inserimento in un apposito registro ministeriale che soddisfi quella evidenza pubblica è necessario richiedere
precise condizioni, sia sull'ambito operativo della platea degli associati sia sui compiti svolti e da svolgere nei
confronti degli stessi. LE PROFESSIONI E LA CONCORRENZA Vi è un gran parlare di concorrenza e libero
mercato e di come queste categorie possano entrare nel mondo delle professioni liberali. Pensare che
attuare il principio della concorrenza consista nel permettere a tutti di fare tutto è un grave errore
destabilizzante sia per il sistema che per i singoli, oltre che per i professionisti. Ritengo infatti che la forza dei
professionisti consista nel loro grado di preparazione e competenza raggiunto attraverso studi approfonditi, il
superamento di esami e l'aggiornamento continuo. Solamente pregiudizi e scarsa informazione possono far
ritenere che il mondo delle professioni sia immobile ed ancorato al passato. Oggi più che mai, l'obiettivo dei
professionisti è quello di conciliare le esigenze di ammodernamento delle tecniche di lavoro con la necessità
di mantenere il contatto costante e personale con la clientela per garantire il rispetto di un'esigenza
fondamentale quale la personalità della prestazione, nella consapevolezza che proprio quest'ultima, collegata
alla responsabilità personale del professionista, differenzia il mondo delle professioni da quello delle imprese.
Di questo rinnovamento è sintomatico il fenomeno, in costante crescita anche per il Notariato,
dell'associazionismo per l'esercizio della professione: non solo e non tanto come modello in grado di
contenere i costi di esercizio, ma soprattutto quale strumento in grado di fornire una struttura operativa degli
studi idonea a rispondere in modo più sollecito ed adeguato alle attese dei cittadini e delle imprese.
Apparentemente in controtendenza, perché coeva ad un momento di crisi economica, la scelta
dell'associazionismo è un progetto che mira a rendere a costi ragionevoli una prestazione personalizzata e di
qualità, in un contesto di efficienza e sicurezza, nella convinzione che la vera concorrenza tra professionisti
non è nel costo ma nella qualità della prestazione resa. Giovanni Berionne I FARMACISTI SENZA
FARMACIE Siamo farmacisti quindi professionisti, laureati, abilitati e regolarmente iscritti al nostro ordine, ma
anche gli unici a non poter liberamente esercitare la propria professione. Gli unici tra tutti i professionisti ad
ereditare la propria professione o a doverla comprare sborsando diversi milioni di euro. Sia noi che i nostri
colleghi titolari di farmacia tradizionale, ossia convenzionata, facciamo capo ad un ordine il cui presidente
nazionale è il dottor Mandelli. Da tempo aspettiamo che si intervenga per darci una collocazione
professionale più adeguata perché potendo vendere soltanto sop e otc la nostra vita professionale e privata
sta andando a rotoli, non è facile essere concorrenziali potendo dispensare meno del 5% dei farmaci in
commercio, dover sempre dire ai clienti questo non lo possiamo tenere, quello neanche. Per questo lo scorso
11 giugno una nostra delegazione è stata in fine ricevuta dal dottor Mandelli il quale al termine di un confronto
anche dai toni accesi ci ha chiesto di presentare un documento con una proposta congiunta da inoltrare al
consiglio dell'ordine ed in caso di approvazione al ministro Fazio. Abbiamo messo insieme le idee e gli
abbiamo fatto la proposta di quella che dovrebbe essere la farmacia non convenzionata, una farmacia con
obbligo di farmacista laureato, abilitato regolarmente iscritto all'ordine, come uno di noi...senza convenzione
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Ordini e Associazioni separati fuori casa
12/07/2010
Affari Finanza
Pag. 16
(diffusione:581000)
RIFORMA DELLE PROFESSIONI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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con il sistema sanitario nazionale, come si diceva una volta non convenzionata con la mutua. Chiaramente ci
è stato detto picche, la controproposta del consiglio dell'ordine da anni è sempre la stessa: i CONCORSI,
così intendono rimettere a posto le cose, istituendo dei concorsi per titoli ed assegnando sedi di nuova
istituzione ai più meritevoli. Perfetto in linea di massima ma i concorsi sono anni che non vengono svolti, le
piante organiche sono immutate eppure la popolazione soprattutto nei grossi centri è fortemente aumentata.
Poi i concorsi sarebbero giusti se si escludesse la vendibilità e l'ereditabilità. Perché noi, con i medesimi
requisiti dobbiamo concorrere mentre colleghi più fortunati comprano ed ereditano? È giusto? Alla faccia della
meritocrazia! Però mentre per noi applicano regole che per se stessi non valgono, i loro figli saranno sempre
e comunque titolari, nella contribuzione all'ente previdenziale ci hanno riconosciuti come pari, paghiamo infatti
la medesima quota di un qualunque farmacista titolare. Per noi è un'enormità, per loro una quota fissa per
non averla agganciata al reddito, che strano mondo è il nostro. Nell'ultima finanziaria, quella ancora al vaglio
in senato, sono stati proposti sia dal Pd che dal Pdl degli emendamenti atti a darci una sistemazione in modo
che visto anche il momento di crisi che attraversa il paese, potessimo in qualche modo contribuire creando un
discreto movimento economico, chiaramente tali emendamenti sono stati respinti, l' unico su cui la 5
commissione, quella del bilancio, in senato non si è sentita di poter discutere riguarda il taglio del 3.56% del
margine sul farmaco convenzionato. Su questo non possono decidere in senato va rimandato in altra sede,
probabilmente questa è questione su cui deciderà lo stesso Tremonti. Mi chiedo se non saranno i titolari a
pagare questo 3,56, che non mi sembra poi tanto insostenibile visti i loro fatturati e visto che riguarda solo la
fascia A e non tutto il resto dei farmaci, dove lo recupererà lo Stato? Tiziana Minoliti MICROCREDITO E
REVISORI LEGALI NEI giorni scorsi è stato firmato un importante memorandum d'intesa tra il Comitato
Nazionale per il Microcredito e l'Istituto Nazionale Revisori Legali. L'intesa si prefigge di promuovere e
supportare i progetti finalizzati al raggiungimento di obiettivi la creazione di nuovi posti di lavoro ed il
miglioramento delle capacità operative autonome. strategici quali la creazione di microimprese, L'intesa con
l'Istituto che rappresenta in Italia la figura professionale del revisore legale è un ulteriore segno tangibile
dell'impegno del Comitato Nazionale per il Microcredito di sviluppare e diffondere nel sistema economico
italiano i principi della finanza etica, in grado di esaltare i valori della dignità, della fiducia e della
responsabilità sociale che rappresentano altrettanti capisaldi per il raggiungimento degli obiettivi primari del
nostro Comitato, che sono lo sradicamento della povertà e la diffusione delle microimprese. Il fatto rilevante è
che peraltro si tratta di un accordo in esclusiva siglato tra un ente pubblico e un organismo sindacale
professionale che rappresenta una figura professionale prioritaria per il sistema economico del paese. Una
libera professione che si ispira ai principi della terzietà, legalità e trasparenza che sono la base per la tutela
delle imprese e dei lavoratori. Questa intesa permetterà ai soli iscritti all'INRL di avere nuove opportunità
professionali di alto valore socioeconomico perché riguarderanno progetti di alta valenza etica e quindi di
grande utilità per il sistema socio-economico del paese. Virgilio Baresi
Foto: PRESIDENTE Giuseppe Lupoi, a capo del Colap, la federazione che raggruppa circa 200 professioni
12/07/2010
Affari Finanza
Pag. 17
(diffusione:581000)
Parla Giuseppe Lupoi, presidente del Colap, la federazione che raggruppa circa 200 professioni di vario tipo
ma accomunate dal fatto di non avere un albo: "Sono d'accordo maggioranza e opposizione, la legge si può
fare"
«Da dieci anni stiamo provando a regolamentare le associazioni professionali. Stiamo parlando di professioni
che non hanno alcuna necessità di avere un Albo, che serve soltanto laddove ci siano delle "riserve" di legge.
Ma se tutti possono prestare un determinato servizio professionale, allora l'Albo non ha ragione di esistere».
Giuseppe Lupoi, presidente del Colap, la federazione che raggruppa circa 200 associazioni professionali,
chiede un'accelerazione nel riconoscimento del ruolo di garanzia delle associazioni. Ingegner Lupoi, strano
che non vi interessi l'Albo. Da decenni assistiamo ai più svariati tentativi, spesso riusciti, di costituire un albo
con una nuova professione. «La maggior parte delle attività professionali non abbisognano di un Albo per
essere esercitate. Se si esclude il medico, l'avvocato, l'architetto e poche altre professioni per le quali
esistono riserve di legge, tutte le altre sono libere. Prendiamo la consulenza fiscale: un diplomato in
ragioneria, ad esempio, può liberamente prestare servizi in quel settore senza che sia indispensabile che
esista un albo di consulenti. Altro esempio: un "councelor" è una figura che assiste le persone, senza fare
però terapia che è una professione protetta». Ma se le cose stanno così perché serve comunque una
regolamentazione per tutte quelle attività, si presume anche nuove e spesso in fieri, che via via emergono?
«Bisogna che questi professionisti garantiscano comunque ai clienti di poter e saper fare certe cose. Per
questo serve l'avallo di un'associazione professionale». In che modo avverrebbe questo avallo? «Le
associazioni devono accertare che a un titolo professionale corrisponda una precisa formazione. Le dirò di
più. L'Europa sta creando un mercato comune delle professioni: oggi, a una stessa professione,
corrispondono nei vari paesi formazioni molto diverse. È giusto dunque regolamentare questa materia». E
come? «Si è già cominciato a farlo con la direttiva europea 36/2005 recepita con il decreto legislativo
206/2007. Questo decreto nomina per la prima volta le associazioni professionali. È un primo passo. Ed è
andata bene nonostante il ricorso degli Ordini al Tar». Hanno fatto un ricorso perché non volevano che
fossero riconosciute le associazioni? «Sì, ma hanno perso: il giudice ha detto loro che non sono neppure
titolati a fare ricorso. La sentenza è così chiara che gli Ordini non hanno neppure adito il Consiglio di Stato».
Il governo stava cercando di fare una riforma unica delle professioni, ma poi ha deciso di affidare alla
Commissione Giustizia la riforma degli ordini e alla commissione Industria quella delle associazioni. Per voi è
una sconfitta o una successo? «È un grande successo! Sono dieci anni che chiediamo un provvedimento
solo per le nostre associazioni, ma sino ad ora ci era stato negato. Se ci sarà la volontà politica, la nostra
riforma, che è a costo zero, si può fare assai rapidamente: sono pochi articoli e ci sono proposte quasi uguali
sia della maggioranza che della opposizione. Peraltro così si capirà chi non vuole la riforma e chi no: appena
siamo usciti noi gli ordini professionali hanno cominciato a litigare fra di loro!». (a.bon.)
Un diplomato in ragioneria può prestare consulenza ma non è indispensabile che esista un albo di consulenti
GIUSEPPE LUPOI
RIFORMA DELLE PROFESSIONI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
"Perché serve un riconoscimento"
12/07/2010
Corriere Economia
Pag. 13
(diffusione:681854, tiratura:2701000)
Occupazione Porte riaperte nel commercio e nel turismo
Calderone (consulenti del lavoro): le piccole emedie aziende sono le prime a riassumere.Ma rimane poco
utilizzato l'apprendistato
ISIDORO TROVATO
Chiusure delle imprese, licenziamenti e adesso disoccupazione giovanile. Arrivano tutte, puntuali, le
conseguenze della crisi che da due anni attanaglia la nostra economia (e non solo). La disoccupazione
quest'anno fa segnare il record tra i giovani: è senza lavoro il 29,2% degli under 24. I dati dell'Inps dicono che
la cassa integrazione diminuisce per quanto riguarda l'intervento ordinario, ma aumenta quello in deroga.
Questo significa che sono le aziende più piccole che in questo momento fanno un ricorso più sostenuto alla
Cassa. Eppure, secondo un'indagine condotta dalla Fondazione studi consulenti del lavoro sono proprio le
piccole e piccolissime aziende a mostrare timidi segnali di ripresa in fatto di assunzioni. Questo il quadro
emerso: al cospetto di un 80% di imprese non ancora disponibili a tornare ad assumere quest'anno, c'è un
timido 3% di grandi imprese che tornerà a fare selezione del personale e un buon 17% di Pmi che prevede
qualche nuovo ingresso in organico. Qualcosa si muove In realtà proprio le piccole imprese hanno una
migliore capacità difensiva perché sono meno soggette alle tensioni dei mercati e stanno provando a
riemergere, magari con l'ausilio momentaneo degli aiuti finanziari che lo Stato mette loro a disposizione. Non
a caso ben il 40% del campione interpellato dai consulenti del lavoro ha confermato che le uniche assunzioni
emerse in questo primo semestre sono state effettuate dalle piccole aziende e tra queste ben il 25% a tempo
indeterminato. Rimane il dato record della disoccupazione giovanile e la necessità di trovare soluzioni a
questo tipo di emergenza soprattutto alla luce di un trend che sembra segnare un peggioramento costante
della situazione. «I dati sono coerenti con le indicazioni che emergono dalla nostra indagine - spiega Marina
Calderone, presidente dell'Ordine dei consulenti del lavoro - assenza di politiche specifiche di aiuto
all'inserimento dei giovani. Basti pensare allo scandalo del contratto di apprendistato, unico strumento
legislativo rimasto, dopo la riforma Biagi, per l'assunzione di giovani dai 18 ai 29 anni. Dopo 7 anni siamo
ancora alla disputa tra le regioni e lo Stato, sulle competenze, con la Consulta a fare da arbitro. Il risultato è
che le assunzioni con questo speciale contratto nel confronto tra il 2008 e 2009, risultano in forte
diminuzione». Altre possibili politiche occupazionali per i giovani? «Nel dibattito della riforma delle professioni
si sta discutendo proprio su come creare misure per favorire l'accesso dei giovani: gli ordini avranno sempre
bisogno di giovani laureati, sia con triennale che specialistica, per garantire al mercato servizi adeguati alle
nuove esigenze di clienti e pubblica amministrazione ». Il paradosso Il paradosso è che a fronte di un
aumento della disoccupazione in genere, abbiamo anche la difficoltà delle aziende a trovare determinati
profili professionali che vengono s c a r t a t i per l a loro faticosità, redditività o presunta scarsa rilevanza
sociale. Ci riferiamo a autisti, camerieri, muratori, assistenza alla persona, ecc. «Oggi si preferisce rimanere il
più possibile in seno alla famiglia, piuttosto che accettare delle offerte di lavoro ritenute sconvenienti aggiunge Rosario De Luca, presidente della Fondazione studi dei consulenti del lavoro -. Bisognerebbe
spiegare che col sistema contributivo, metodo col quale oramai si calcolano le pensioni, più in là si sposta
l'ingresso nel mondo del lavoro, più si allontanano le possibilità di avere una rendita appena dignitosa. Il
paradosso è che i pensionati di oggi (per non parlare dei super fortunati ancora in circolazione quali baby
pensionati, pensionati d'oro), se non si inverte il trend , saranno i ricchi di domani».
Presidente Marina Calderone è a capo dei consulenti del lavoro
RIFORMA DELLE PROFESSIONI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Indagine I giovani i più penalizzati dalla crisi. Segnali di risveglio nei servizi
10/07/2010
Il Roma
Pag. 5
(diffusione:27500, tiratura:125000)
Piano Casa, i correttivi del Pdl
NAPOLI. Una proposta di legge che garantisca la sicurezza e contemporaneamente snellisca le procedure
burocratiche per l'autorizzazione sismica ai fini delle costruzioni dei fabbricati introdotte con il varo del Piano
Casa. A presentarla il capogruppo del Popolo della libertà in consiglio regionale, Fulvio Martusciello, e il
presidente della commissione Ambiente, Energia e Protezione Civile, Luca Colasanto. «Purtroppo, la
mancata strutturazione degli Uffici Provinciali del Genio Civile, competenti ad adempiere ai nuovi compiti che
il Piano Casa assegna loro essendo divenuto obbligatorio il rilascio dell'autorizzazione sismica, ha di fatto
bloccato il rilascio dei permessi», esordiscono Martusciello e Colasanto. Che aggiungono: «Ad oggi, per tale
problematica, risultano rilasciate meno del 5% delle autorizzazioni sismiche richieste e le previsioni temporali
per il rilascio di una autorizzazione sono di gran lunga superiori rispetto alla previsione di legge di sessanta
giorni». Una vicenda che «come hanno evidenziato anche gli ordini professionali e le associazioni di
categoria, sta determinando serie difficoltà economiche al comparto edilizio», proseguono ancora il
capogruppo del Pdl e il presidente della commissione Ambiente. Per cui, Martusciello e Colasanto ritengono
«urgente l'approvazione di una norma che modifica il Piano Casa varato dal centrosinistra e sblocchi, così, la
situazione di stallo creatasi negli uffici provinciali del Genio Civile». In particolare, la proposta di legge
prevede di introdurre nel procedimento amministrativo riguardante l'autorizzazione sismica un meccanismo di
silenzio-assenso.
RIFORMA DELLE PROFESSIONI - Rassegna Stampa 12/07/2010
48
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PROPOSTA DI LEGGE
11/07/2010
Il Roma
Pag. 7
(diffusione:27500, tiratura:125000)
Medici in calo, è allarme
ROMA. I medici sono in continuo calo, le iscrizioni sono diminuite del 5%. I cambiamenti demografici
impongono una riflessione sul futuro della professione, e per questo è necessario mettersi intorno ad un
tavolo per studiare il fabbisogno di specialisti che servirà alla sanità del futuro. È questo il messaggio che
arriva nel giorno in cui le professioni sanitarie, medici, farmacisti e veterinari, si sono ritrovate insieme per
festeggiare i cento anni dalla nascita degli ordini professionali, fondati il 7 luglio 1910. «Per rispondere alle
nuove necessità di programmazione sanitaria del nostro Paese saranno rivisti i criteri per il fabbisogno di
specializzazioni in medicina: più pediatri di libera scelta e geriatri», ha spiegato il ministro della Salute,
Ferruccio Fazio (nella foto) , ricordando che nei prossimi 10 anni ci sarà una carenza di medici, e che dunque
«occorre partire dai nuovi bisogni della sanità, che stanno cambiando anche in relazione ai mutamenti
demografici». D'altronde le previsioni della Federazione nazionale degli ordini dei medici e Chirurghi e degli
odontoiatri non sono positive: 40 mila medici in meno in 10 anni, se sarà mantenuto inalterato il tasso di
ingresso alla professione, che negli ultimi anni è in calo. Nel 2005 i medici iscritti all'ordine sono stati infatti
6.365, scesi successivamente a 6.160 nel 2007 e sotto i 6 mila nel 2009. In sintesi, negli ultimi 5 anni c'è
stato un calo di iscrizioni poco superiore al 5%. Non a caso il ministro Fazio ha annunciato un tavolo di studio
con il ministero dell'Università. Notizia positive, invece, arrivano sul fronte rosa, con le donne che marcano un
significativo primato nel nostro paese per quanto riguarda il numero di camici bianchi specializzati. Un trend,
questo, che è iniziato dal 2000 e che si è mantenuto costante, se non in aumento, nel corso di questi anni.
Per Amedeo Bianco, presidente Fnomceo, l'obiettivo dell'ordine deve essere quello di garantire la qualità
professionale, che oggi significa innanzitutto «rivisitare profondamente le relazioni tra sistema formativo
universitario e sistema professionale, assicurando una formazione capace di adeguare nel tempo
conoscenze e competenze». Fazio ha poi annunciato che i 4 decreti attuativi della legge 69 sul riordino delle
farmacie saranno «a brevissimo» sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni e che questi decreti «prevedono
vari aspetti, dalla prenotazione degli esami alla consegna dei referti, alla gestione dell'infermiere a livello di
assistenza domiciliare fino alla prevenzione primaria fatta in farmacia»
RIFORMA DELLE PROFESSIONI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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SANITÀ IL MINISTRO: SERVE PROGRAMMAZIONE
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI
PUBBLICI
27 articoli
11/07/2010
Corriere della Sera - Ed. nazionale
Pag. 6
(diffusione:619980, tiratura:779916)
Schifani: i rapporti tra il Cavaliere e Fini? Pace strategica o c'è solo la
rottura
L'Udc sta con il Pdl nel Ppe. Su molti temi, quando erano alleati, avevano una visione comune. Continuano
ad avere gli stessi valori Renato Schifani «Se non si arrivasse a un'intesa mi aspetterei una mossa a effetto
da Berlusconi»
Francesco Verderami
ROMA - Sveste i panni del presidente del Senato per indossare quelli dell'«osservatore», solo così Renato
Schifani può addentrarsi nei casi politici più spinosi: parla della manovra economica «fatta di sacrifici che gli
italiani hanno compreso», della «svolta positiva» che sta per arrivare sulle intercettazioni, di un possibile
riavvicinamento tra Pdl e Udc «legati dalla casa comune del popolarismo europeo e dall'affinità di valori e
programmi». Ma soprattutto si sofferma sulla crisi del Pdl, critica il nascente correntismo «che rischia di far
implodere il partito». E sul difficile rapporto tra Berlusconi e Fini sostiene che «o si arriva quanto prima a una
pace strategica, con un ritorno alle motivazioni dello stare insieme, o sarà rottura traumatica» tra il premier e
il presidente della Camera.
Schifani va per ordine, constata che «il clima avvelenato» delle scorse settimane ha lasciato il campo a «una
situazione meno tesa»: «Berlusconi, tornato dal viaggio all'estero, ha dovuto fare i conti con molti fronti aperti.
Il suo "ghe pensi mi" stava a significare che si sarebbe impegnato in prima persona. Il "caso Brancher" aveva
determinato un clima di conflittualità eccessiva, anche nel Paese. È intervenuto, ha condiviso le dimissioni del
ministro, anzi non escludo che lo abbia spinto al gesto, tanto responsabile quanto opportuno. Sulla manovra
ha smussato la durezza di Tremonti, è andato incontro ad alcune richieste del mondo imprenditoriale, del
lavoro e degli enti locali. È vero, resta aperto il fronte delle Regioni, ma è stata offerta ai governatori
l'autonomia di stabilire dove attuare i tagli. E mi auguro si ristabilisca presto un rapporto proficuo. Ma la crisi
economica imponeva rigore».
C'è poi il capitolo intercettazioni, e anche in questo caso Schifani attribuisce a Berlusconi «il cambio di rotta»,
sia perché si tratta di una legge «delicata» sia perché «non era utile né al premier né al Paese uno scontro
con il Quirinale»: «Le ulteriori riflessioni alla Camera sono utili. Mi avevano colpito le parole del procuratore
Grasso - magistrato molto competente - sul rischio che alcune norme potessero favorire la mafia. Ho voluto
incontrarlo, e ritengo giusto che quelle norme vengano scritte meglio per evitare dubbi interpretativi. Ben
vengano quindi nuove modifiche. Perciò penso che siamo alla vigilia di una svolta positiva, che la
maggioranza voterà in modo compatto la riforma. E mi auguro che anche l'Udc possa farlo».
Resta da capire perché il governo non abbia «cambiato rotta» prima, invece di farlo con le spalle al muro.
L'inquilino di Palazzo Madama ribatte che «è preferibile avere una buona legge, sebbene dopo tanti scontri,
piuttosto che un vuoto legislativo su una materia così sensibile». Così prepara la stoccata al mondo dei
media, che ha scioperato contro un provvedimento ritenuto «liberticida»: «Se non ricordo male, la legge
Mastella era ancor più rigorosa sul divieto di pubblicazione. E non mi pare ci fu una tale intensità di proteste.
Ora, non vi è dubbio che vada salvaguardato il diritto all'informazione. Però serve il bilanciamento con un
altro diritto costituzionale, quello della privacy. E il bilanciamento al momento non c'è».
La riforma delle intercettazioni è stato uno dei temi che ha segnato lo scontro politico tra Berlusconi e Fini.
Schifani riveste per un istante i panni del presidente del Senato, gli serve per dire al collega di Montecitorio
che «come il magistrato dev'essere terzo nell'applicare la legge e nei suoi comportamenti pubblici, così deve
essere e apparire anche il presidente di un ramo del Parlamento». Poi, da «osservatore» e da esponente del
Pdl, ritiene che nei rapporto tra cofondatori «sia opportuno un chiarimento diretto, in modo che le eventuali
dissonanze vengano chiarite direttamente e non attraverso i dibattiti pubblici. Senza una pace strategica si
andrebbe a una rottura traumatica. Conosco Berlusconi: denuncerebbe il tradimento del patto elettorale». A
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Il personaggio Il presidente del Senato: è opportuno un confronto diretto, in modo da chiarire le dissonanze
non attraverso scontri pubblici
11/07/2010
Corriere della Sera - Ed. nazionale
Pag. 6
(diffusione:619980, tiratura:779916)
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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quel punto «nulla andrebbe escluso. Mi aspetterei una mossa da parte del premier dura e ad effetto».
Ma le tensioni nel Pdl non si riducono al conflitto tra i cofondatori. Anche nell'area ex forzista è iniziato un
duro scontro. Schifani gli dà un nome: «Correntismo». Accusa che peraltro gli era stata lanciata tempo
addietro dal finiano Bocchino, secondo il quale il presidente del Senato è a capo di una componente
minoritaria in Sicilia, insieme ad Alfano. «Nessuna corrente», è la replica: «Svolgo il mio ruolo istituzionale e
basta. E se qualcuno vuol fare riferimento al mio rapporto con il Guardasigilli, ribadisco che sono legato a lui
da un legame di stima e amicizia del quale vado orgoglioso. Per il resto sono fuori dall'attività di partito.
Accetto di partecipare ai seminari di Gubbio del Pdl, come alle feste del Pd. Detto questo, sono contro le
correnti nel mio partito».
Schifani ricorda la sua provenienza, Forza Italia, «che non ha mai avuto una storia correntizia. Eravamo un
partito anarchico e monarchico al contempo, perché il dissenso si fermava laddove si riconosceva la
leadership di Berlusconi, e nessuno pensava di risolvere i problemi territoriali attrezzandosi in corrente. Non è
più così. E Liberamente non può che definirsi una corrente, al di là di quanto sostengono i suoi fondatori». Gli
stessi che però dicono di essersi mossi dopo l'assenso del Cavaliere. «Io mi rifaccio alle dichiarazioni
pubbliche di Berlusconi, che ha rinnegato le correnti. E c'è un motivo: sebbene in buona fede, oggi la
creazione di una o più correnti rischia di far implodere il Pdl».
Si spiega Schifani: «Non basta riconoscersi in Berlusconi, se poi si creano le condizioni per disaggregare il
partito. L'esperienza infatti insegna che se nasce una corrente, altre ne seguiranno. Il Pdl invece deve
impegnarsi per amalgamare l'area forzista con quella proveniente da An e che ha preso le distanze da Fini,
anche se la storia di quanti vengono dalla destra è più strutturata. Innestando il correntismo, invece, il
processo di fusione in atto sarebbe destinato a rallentare, se non ad arrestarsi».
Dilaniato dal conflitto tra Berlusconi e Fini, diviso ora dallo scontro sulle correnti, il Pdl deve fare i conti anche
con la «questione morale», sollevata dal presidente della Camera ed evidenziata dai recenti casi giudiziari.
Schifani ammette che «negli ultimi tempi molte inchieste hanno colpito esponenti di rilevo del partito. E tutto
ciò non ha aiutato l'immagine del Pdl. Ma la mia cultura garantista mi induce ad attendere l'esito delle
inchieste. Ritengo comunque esagerato parlare di questione morale nel Pdl. Ci possono essere singoli casi
che hanno turbato l'opinione pubblica e che toccherà alla magistratura verificare».
Il carico di tutti questi problemi è sulle spalle del premier, che stretto dalla Lega (e Tremonti) da una parte, e
da Fini dall'altra, sembra cercare la sponda dell'Udc per uscire dalla morsa. A modo suo l'«osservatore»
Schifani sembra dar credito all'aggancio dei centristi in maggioranza, lo fa con prudenza. Ma lo fa: «L'Udc sta
con il Pdl nel Ppe. Su molti temi, quando erano alleati, avevano una visione comune: penso alla politica
estera, alla politica economica, a quella per le famiglie. Poi le contrapposizioni, provocate da questioni
interne, hanno pregiudicato il cammino comune. Oggi, quello che posso dire è che i due partiti continuano ad
avere gli stessi valori, che sui programmi ci sono molte affinità, e che la base elettorale dell'Udc guarda più al
centrodestra che al centrosinistra».
Ed è osservando cosa accade nel terreno dell'opposizione che Schifani auspica un «cambio di rotta» del Pd,
anche in nome delle riforme: «L'antiberlusconismo dell'Idv sta condizionando i Democratici, che invece hanno
gli uomini, le intelligenze e il tempo per costruire una credibile alternativa di governo, piena di contenuti.
Ritengo indispensabile che il Pd sia un partito forte, perché l'alternanza è la ricchezza di un sistema
democratico. E il bipolarismo per noi è strategico, e va salvaguardato».
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Giudizi
Sulle intercettazioni siamo alla vigilia di una svolta
La creazione di correnti oggi rischia di far implodere il partito
Negli ultimi tempi molte inchieste hanno colpito esponenti di rilievo del Pdl
Chi è La carica
11/07/2010
Corriere della Sera - Ed. nazionale
Pag. 6
(diffusione:619980, tiratura:779916)
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Renato Schifani,
60 anni, nato
a Palermo, è stato eletto presidente del Senato il 29 aprile 2008
Gli studi
e la carriera
Laureato in Giurisprudenza,
già iscritto alla Democrazia cristiana, aderisce a Forza Italia nel febbraio del 1995 e l'anno dopo viene eletto
senatore, rieletto nel 2001, nel 2006 e nel 2008
10/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 5
(diffusione:334076, tiratura:405061)
Tutte le società escluse dall'azzera-compensi
Ok in commissione alle modifiche fiscali per le imprese AMBIENTE Valutazione di impatto affidata anche a
soggetti esterni al pubblico Autorizzazioni paesaggistiche con il silenzio assenso
Marco Mobili
Gianni Trovati
L'azzera-compensi per revisori, sindaci e organi collegiali in genere salva le società.
Nel passaggio in commissione bilancio al Senato la cura dell'austerità imposta dalla manovra riduce
drasticamente la propria portata, con un emendamento che evita di cancellare gli stipendi anche in una serie
di enti pubblici economici, negli enti e nelle fondazioni di ricerca, nelle onlus e nelle associazioni di
promozione sociale. Intanto, sempre in commissione, prosegue l'opera anti burocrazia per le imprese, con
l'approvazione della nuova disciplina per le dichiarazioni che accompagnano l'inizio dell'attività; per le
fondazioni bancarie si amplia la possibilità di investire sul mattone, mentre le società pubbliche non quotate
inserite nel conto economico della Pa devono adeguarsi alla stretta sulle assunzioni prevista per le pubbliche
amministrazioni. Fuori dai nuovi obblighi di tracciabilità gli assegni emessi il 31 maggio scorso.
La sterilizzazione dell'azzera-compensi traduce in pratica una correzione già annunciata dal ministero
dell'Economia, dopo che era emerso in tutta la sua ampiezza il raggio d'azione della norma originaria (si veda
Il Sole 24 Ore del 4 giugno). Nella versione pubblicata in Gazzetta ufficiale, la manovra correttiva (articolo 6,
comma 2 del Dl 78/2010) avrebbe reso onorifica, mantenendo al massimo un gettone simbolico da 30 euro,
la presenza dei professionisti negli organi collegiali degli «enti» che a qualsiasi titolo ricevessero contributi
pubblici, anche minimo. Così concepita, la tagliola sarebbe scattata anche nelle grandi società, pubbliche e
private, nei grandi enti pubblici, nonostante le dimensioni dei bilanci messi sotto controllo da revisori e
sindaci. Il correttivo approvato ieri a Palazzo Madama esclude dal rischio azzeramento tutte le società, oltre a
fondazioni ed enti di ricerca che vanno ad affiancare le università, già salve in origine insieme a camere di
commercio, sanità ed enti previdenziali e assistenziali a carattere nazionale. Sarà invece il ministero
dell'Economia a decidere con decreto quali enti pubblici economici sottrarre alla regola del compenso zero.
Sul versante della libertà d'impresa, il tassello più importante introdotto dalla commissione del Senato è la
Scia, la «segnalazione certificata di inizio attività» chiamata a rappresentare l'unico atto ufficiale per far partire
un'azienda. La Scia, pilastro della parte ordinaria del pacchetto semplificazione che dovrebbe portare anche
a rivedere l'articolo 41 della costituzione, sostituirà ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione e nulla
osta, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli necessarie per agire in campo imprenditoriale,
commerciale o artigianale. Una volta a regime grazie ai decreti attuativi, il nuovo sistema prevederà solo
controlli successivi da parte della pubblica amministrazione. Il passaggio in commissione ha poi snellito
ulteriormente i meccanismi della conferenza dei servizi per il via libera a progetti pubblici e privati,
introducendo anche il meccanismo del silenzio-assenso per le autorizzazioni paesaggistiche. Si estende poi
la platea dei soggetti autorizzati a rilasciare la valutazione di impatto ambientale, che potrà essere fornite da
università ed enti pubblici oltre che dal ministero dell'ambiente e dalle regioni.
I lavori del Senato hanno portato buone notizie alle imprese anche sul terreno fiscale. Da questo punto di
vista la novità decisiva ha riguardato la possibilità di compensare le somme iscritte a ruolo con i crediti
commerciali che le imprese vantano da regioni, enti locali e servizio sanitario. Corretta anche la tagliola alla
possibilità di bloccare l'atto esecutivo: la sospensiva potrà rimanere in campo per tutta la durata del primo
grado del processo tributario, senza decadere automaticamente dopo 150 giorni come previsto dalla versione
originaria della norma (o 300 giorni com'era stato ipotizzato con un primo correttivo). Solo per le nuove attività
provenienti dall'estero, infine, viene prevista la possibilità di applicare il regime fiscale del paese d'origine (su
dipendenti e collaboratori l'agevolazione sarà triennale).
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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La manovra in Parlamento GLI INTERVENTI SULL'ECONOMIA
10/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 5
(diffusione:334076, tiratura:405061)
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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PACCHETTO-IMPRESE
Compensi a sindaci e revisori
Esclusi dall'azzeramento dei compensi gli organi collegiali di: società, università ed enti di ricerca, camere di
commercio, enti del servizio sanitario, enti pubblici economici (da individuare con decreto), onlus e
associazioni di promozione sociale.
L'inizio d'attività
La «segnalazione certificata di inizio attività» (Scia) sarà l'unico atto ufficiale per far partire un'azienda. La
Scia sostituirà ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione e nulla osta, comprese le domande per le
iscrizioni in albi o ruoli necessarie per agire in campo imprenditoriale, commerciale o artigianale
Progetti pubblici e privati
Snelliti i meccanismi della conferenza dei servizi per il via libera a progetti pubblici e privati: il meccanismo
del silenzio-assenso è stato introdotto per le autorizzazioni paesaggistiche
Tracciabilità
Gli assegni emessi il 31 maggio scorso restaranno fuori dai nuovi obblighi di tracciabilità
10/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 32
(diffusione:334076, tiratura:405061)
TELECOM ITALIA
Il gruppo entra
nel settore degli Atm
Telecom Italia amplia la propria offerta di servizi per il settore bancario con i terminali multifunzione Atm Evo
che consentiranno alle banche una maggiore digitalizzazione e automazione delle attività di sportello e la
creazione di vere e proprie "aree self service". L'offerta integra alle funzionalità avanzate dei nuovi Atm prodotti dal partner coreano Nautilus Hyosung, società presente a livello mondiale nel settore - il servizio di
gestione remota e di completa assistenza dell'intera rete di terminali, attraverso il Centro Nazionale di
Assistenza di Telecom Italia. Con questa iniziativa il gruppo punta a un mercato che in Italia vale oltre 250
milioni di euro, con una crescita stimata nel 5% annuo per i prossimi tre anni.
CREDIT SUISSE
Eletta da Euromoney
Best Global Bank
Credit Suisse è stato insignito del riconoscimento di Best Global Bank dalla rivista Euromoney nell'ambito
degli Awards for excellence del 2010. «Grazie al successo nel portare avanti la nuova strategia, ritorni elevati
con un modello di rischio ridotto - si legge nella motivazione - oggi Credit Suisse è provatamente la banca
meglio guidata al mondo». BMW
Balzo delle vendite
nel primo semestre
Tra genaio e giugno il produttore tedesco di automobili Bmw (nella foto un modello Z3) ha visto salire le
vendite a un totale di 696mila unità (comprese Mini e Rolls Royce), il 13,1% in più rispetto allo stesso periodo
dell'anno precedente. Ian Robertson, membro del cda di Bmw, ha dichiarato: «In alcuni casi, i mercati
automobilistici recuperato più velocemente del previsto. Dovremmo essere in grado ora di confermare questi
ritmi di crescita nel secondo semestre».
PSA
Intesa in Cina
con la Chang'an
Il gruppo francese Psa Peugeot Citroen ha firmato ieri un'intesa per una joint venture con la cinese
Chang'an. La società 50-50 investirà poco meno di 1 miliardo di euro per rinnovare un impianto della
Chang'an e portarlo a una capacità di 200mila auto l'anno. Psa in Cina produce già auto in joint con
Dongfeng, con una capacità di oltre 400mila vetture.
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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BREVI Dalla Finanza
11/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 2
(diffusione:334076, tiratura:405061)
Check sulla liquidità delle società pubbliche
I NUOVI ADEMPIMENTI Gli enti dovranno registrarsi sul nuovo portale informatico «Tesoreria - art. 18» e
comunicare prima l'entità poi costi e tassi delle giacenze
Isabella Bufacchi
ROMA
Scatta da domani il monitoraggio del Mef sui conti correnti bancari e postali intestati alle società non quotate
pubbliche, controllate direttamente o indirettamente dallo stato, oltreché a una lunga lista di enti pubblici
nazionali, a eccezione di regioni, province e comuni che restano per ora esclusi. Dal 12 luglio, società ed enti
dovranno registrarsi sul nuovo portale informatico "Tesoreria - art. 18" e comunicare alla direzione VIII del
dipartimento del Tesoro l'entità delle giacenze sui conti correnti e quindi della liquidità a disposizione per il
mese di luglio.
Questo è solo il primo di una serie di interventi con lo scopo di affinare e massimizzare la gestione delle
attività in contanti che transitano sui conti di tesoreria riconducibili allo stato. Fra tre mesi, queste prime
comunicazioni limitate alle dimensioni dello stock si estenderanno al tasso attivo e passivo applicato sui conti.
Successivamente il Tesoro potrebbe decidere di stipulare convenzioni-quadro ad hoc con intermediari
bancari e finanziari per migliorare le condizioni e soprattutto annullare le disparità di trattamento tra società
ed enti che alla fine dei conti hanno lo stesso merito di credito e quindi rating implicito.
Questo censimento sulla gestione di tesoreria della pubblica amministrazione è ad amplissimo raggio:
riguarda tutte le società controllate dallo Stato(non soltanto quelle possedute dal ministero dell'Economia) e
numerosissimi enti. Sono almeno una quarantina le società coinvolte, in quanto vengono comprese tutte
quelle costituite da ogni ministero: l'elenco più esaustivo è compilato dal ministero della funzione pubblica. Gli
enti interessati al monitoraggio, indicati per legge e riferiti all'elenco Istat della legge 311/2004, le società non
potranno rifiutarsi di aderire all'iniziativa, anche se dovessero ritenere di svolgere al meglio la gestione della
tesoreria: nel caso in cui il Tesoro dovesse rilevare inadempienze, avvierà prontamente le procedure di
segnalazione previste dai poteri amministrativi del Mef.
Il monitoraggio dovrebbe far emergere alcune anomalie o disfunzioni che stanno aumentando gli oneri del
debito a carico dello Stato. Oltre alle disparità di trattamento tra enti e società pubblici, che hanno invece tutti
lo stesso standing creditizio, è possibile che alcuni soggetti allunghino i tempi delle giacenze della liquidità sui
conti di tesoreria per incassare un tasso d'interesse attivo maggiore e migliorare i conti finanziari. Questo è,
naturalmente, consentito ma può essere fatto solo nel caso in cui si tratti di ricavi propri, di una liquidità
generata dalla società o dall'ente stessi: quando il conto corrente è rimpolpato da un trasferimento a carico
dello Stato centrale (per pagare gli stipendi o altro) allora il tempo della giacenza deve risultare minimo. Lo
Stato infatti si indebita e paga a sua volta un interesse per finanziare trasferimenti che per questo devono
essere impiegati all'istante. Sulla tracciabilità di questi flussi la direzione VIII del Tesoro, che si occupa della
valorizzazione dell'attivo e del patrimonio pubblico sotto la guida di Stefano Scalera e che seguirà questo
censimento, sta già avviando nuovi meccanismi di collaborazione con la Ragioneria generale dello Stato.
Il monitoraggio decolla domani con un primo adempimento di registrazione e di segnalazione delle somme
sui conti correnti bancari e postali. Entro ottobre, il Tesoro dovrebbe essere già in grado di sapere con
esattezza quanti conti di tesoreria sono in essere e per quale importo complessivo. Il solo fatto che questa
attività finirà sotto le lenti del Mef funzionerà da stimolo per gestire al meglio la liquidità: tanti piccoli conti
correnti mal remunerati oppure con interessi passivi elevati possono aumentare in maniera consistente gli
oneri sul debito pubblico. A regime, il sistema consente infatti di tenere sotto controllo la liquidità su base
mensile.
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Finanza statale. Da domani il Tesoro avvia il monitoraggio sui conti bancari e postali per rendere più efficiente
la gestione della tesoreria
11/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 2
(diffusione:334076, tiratura:405061)
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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IL MONITORAGGIO
Le società
Le società obiettivo del censimento sulla tesoreria sono quelle non quotate, totalmente possedute direttamente o indirettamente - dallo Stato: tra queste, per esempio, Sace, Ferrovie dello Stato, Enav
Gli enti
Chiamati a registrarsi presso il portale del Mef anche gli enti pubblici nazionali citati nella lista Istat all'articolo
1, comma 5 della legge 311/2004. Sono esclusi gli enti territoriali e locali e le autorità e gli enti previdenziali.
Tra gli inclusi Anas, Anav, enti produttori di servizi economici e culturali, di ricerca non strumentale
12/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 23
(diffusione:334076, tiratura:405061)
Il lavoro su internet rivoluziona le organizzazioni
LE STRATEGIE D'ATTACCO «Nel mondo del web 2.0 diventa fondamentale una forte interazione dei partner
commerciali» QUARTO CAPITALISMO «Ci sono già quattromila medie società che acquistano all'esterno
l'80% dei componenti»
Il professor Enzo Rullani presiede il centro Tedis della Venice international university e in questa intervista
spiega come le imprese di qualunque tipo e dimensione ottengano vantaggi competitivi mettendosi in rete.
Professor Rullani le aziende e le pubbliche amministrazioni stanno cambiando pelle grazie a internet e
all'utilizzo delle nuove tecnologie. Per esempio, Poste Italiane hanno vari portali e offrono servizi innovativi
per l'e-government. Al di là delle singole performance, si tratta di una "rivoluzione" favorita dall'hi-tech?
Le tecnologie Ict erano strumenti utili a meccanizzare l'elaborazione dati. La tecnologia era monopolizzata
dai mainframe, che sono ancora in auge nelle banche, nelle assicurazioni, nella pubblica amministrazione e
in qualche grande azienda.
Ma, mentre la burocrazia delle grandi organizzazioni faceva il pieno delle economie di scala nell'uso di
macchine per il trattamento ripetitivo dei dati, le Ict hanno scoperto altri usi: è così?
Il personal computer ha reso intelligente e attivo ciascuno dei nodi decentrati della rete, che in precedenza
erano soltanto terminali stupidi. Internet ha collegato questi nodi a tutti gli altri, mettendoli in comunicazione
senza codici o regole vincolanti. Il passaggio al web 2.0 ha popolato il mondo internettiano di persone capaci
di pensare e muoversi in modo autonomo e interattivo, senza aspettare ordini o indicazioni vincolanti dall'alto.
Ma questo vale solo per i privati o anche per le organizzazioni?
Per tutti, ma per queste ultime, ancora di più. Le Pmi possono vedere nel web una tecnologia abilitante, che
consente loro di fare tante cose che erano in precedenza esclusive delle grandi organizzazioni. Il web in
questo senso è un contributo non solo all'intelligenza decentrata, ma anche al l'uguaglianza dei punti di
partenza. Il fatto che le Poste ridefiniscano il loro modello di business andando verso servizi connettivi che
favoriscono l'interazione a 360 gradi (non solo quella della lettera o del bollettino) è un segnale di questa
evoluzione. Ma il punto essenziale, per riuscirci, non è solo inventare nuovi servizi, sia pure utili.
Che cosa serve, allora?
Bisogna cambiare. E per fare questo non bastano le tecnologie o i nuovi prodotti, occorrono uomini e logiche
innovative di interazione con il cliente.
Come si ridefinisce il modo di pensare e gestire una grande azienda una volta che si adotta la filosofia,
interattiva, del web 2.0?
La logica costruttiva e di funzionamento della grande azienda era quella della piramide. L'esatto contrario
della rete che è basata sull'interazione.
In questo contesto, che cosa significa l'avvento del web 2.0?
La rinascita della soggettività, in forma multipla, polivalente e anarchica. Per le aziende questo è stato uno
shock: l'organizzazione che era ordinata e docile, diventa ora un "melting pot" dove cova e bolle un po' di
tutto. Ma che certo non ha più tempi e modi scanditi dal piano o dagli ordini di servizio, finendo per vivere in
sintonia con i flussi che collegano interno ed esterno, destabilizzando entrambi.
Secondo lei è un bene o un male?
Molte aziende hanno preferito chiudersi a riccio per mantenere un ordine interno ben delineato e affidabile,
anche se dissonante rispetto all'esterno. La scusa: se si lascia libero l'uso del web chissà come passano il
tempo i dipendenti...
Ma oggi la parola d'ordine non è quella di lavorare in network?
Ormai in quasi tutti i settori si produce in filiera. Le 4mila medie imprese che costituiscono l'ossatura del
capitalismo italiano, per ogni 100 euro di fatturato ne scrivono in bilancio 80 di acquisti che si rivolgono ad
altre aziende della filiera.
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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INTERVISTAEnzo RullaniTedis
12/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 23
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Vuol dire, se ho capito bene, che siamo ai quattro quinti?
È proprio così. Otto fasi su dieci si svolgono all'esterno dell'area controllata dal proprietario, ossia in un
ambiente in cui bisogna mobilitare persone e aziende avvalendosi di un'interazione costante, non di
procedure burocratiche. La grande azienda sta essa stessa imparando a diventare impresa a rete al suo
interno e collegandosi a un network di imprese nel circuito esterno.
Alcuni parlano del web 3.0: ha un significato particolare, oppure è solo una moda?
Il web 3.0 è una tappa di cui già possiamo prefigurare vantaggi e possibilità. Ma che resta per ora difficile da
raggiungere, dal momento che richiede di dare valore semantico alla comunicazione presidiata da algoritmi
intelligenti, ma ancora troppo semplici e ripetitivi, per assolvere bene a questo compito. È l'intelligenza umana
che bisogna usare per interpretare situazioni complesse che influiscono sul significato da dare a una parola,
a un evento, a un simbolo.
F.V.
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Foto: Enzo Rullani. Presidente Tedis di Venezia
12/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 24
(diffusione:334076, tiratura:405061)
La Pa diventa più moderna
LE SCOMMESSE Mauro Giammaria: «Poste italiane si muove lungo tre direttrici per aumentare l'utilizzo di
tutte le sue potenzialità»
La pubblica amministrazione si modernizza. E la comunicazione gioca un ruolo chiave. Poste Italiane ha una
posizione di prima fila per i progetti di corrispondenza digitale e offre servizi come la posta elettronica
certificata e la posta elettronica sicura. Inoltre, assieme a Telecom Italia ha vinto la gara per la Posta
certificata. L'azienda è anche capofila nel progetto dell'Unione postale universale, che porterà alla nascita del
dominio «.post» riservato agli operatori postali di tutto il mondo.
«Nei riguardi della pubblica amministrazione italiana - spiega Mauro Giammaria, responsabile vendite per la
Pa centrale di Poste Italiane - ci muoviamo lungo tre linee: offriamo prodotti finanziari, prodotti logistici e
servizi integrati».
Gli esempi non mancano, ricorda Giammaria: «Da sei anni gestiamo per conto del ministero delle
Infrastrutture e Trasporti il portale dell'automobilista (www.ilportaledell'automobilista.it), nel quale oltre a
pagare online i bollettini per il rinnovo della patente, del foglio rosa e delle revisioni delle auto c'è la possibilità
di istruire le pratiche semplificando le attività. Dopo il pagamento dell'F24, questo è il sistema di egovernment con disposizioni di pagamento più diffuso in Italia, con 5mila officine, diecimila uffici di pratiche
auto, autoscuole, più gli enti accertatori e, ovviamente, i cittadini. Con questo sistema le officine svolgono
ogni anno milioni di revisioni e stampano online il tagliando che poi viene attaccato al libretto di circolazione.
Dall'avvio del servizio sono stati pagati online oltre 37 milioni di bollettini».
Poste gestisce la logistica postale per conto del ministero della Salute, che nel 2008 ha consolidato i suoi
uffici all'Eur di Roma e ha tutta la sua posta in entrata digitalizzata, protocollata e distribuita con criteri
gerarchici e procedurali verso l'interno o l'esterno.
Oppure la social card, tramite gara della Consip vinta due anni fa, per 700mila card distribuite alle fasce
deboli della popolazione e caricate su base mensile. «Nel settore della salute - dice Giammaria - portiamo da
anni le informazioni dalla Pa ai cittadini, ad esempio con la refertazione domiciliare presso alcune Asl.
Lavoriamo con altre Asl per la creazione sperimentale di fascicoli elettronici sanitari. E poi lavoriamo da
tempo per la creazione di servizi integrati di notifiche per le multe e le contravvenzioni».
In quest'ultimo settore, Poste italiane lavora alla realizzazione di strumenti digitali che permettano ai differenti
organi della Pa coinvolta di avere un "carrello digitale" che porti il fascicolo virtuale rapidamente tra i vari
uffici, dall'organo accertatore al giudice di pace o al prefetto se c'è ricorso, fino all'ufficio entrate e al
riscossore: «Lo scopo è evitare la prescrizione e fare in modo che le multe vengano davvero pagate», dice
Giammaria.
Si sperimenta anche un sistema di supporto alle decisioni che potrebbe abbattere radicalmente i tempi e
rendere uniformi le procedure in tutta Italia. Abbassando la soglia del 50% di sanzioni non riscosse perché
cadute in prescrizione.
A.Di.
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In cordata. La digitalizzazione contribuisce a migliorare la vita dei cittadini
12/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 24
(diffusione:334076, tiratura:405061)
«In molte Pmi la rete aumenta il tasso hi-tech»
Il futuro delle comunicazioni postali? La digitalizzazione, ma anche lo studio di nuovi processi per integrare le
spedizioni aziendali e la costruzione di altri servizi di partenariato tra poste, Pa e imprese. Lo dice Giorgio
Ventre, professore di Reti di calcolatori alla Federico II di Napoli, che studia il comparto.
Quali gli scenari del sistema postale con l'arrivo delle nuove tecnologie digitali?
Ci sarà un'integrazione sempre più forte fra la comunicazione fisica (pacchi e buste) e quella virtuale.
Avremo in sostanza un calo progressivo della carta perché tenderà a sparire e i messaggi nasceranno già
digitali, mentre aumenterà il numero e la velocità di spostamento dei pacchi, dotati di documentazione virtuale
di integrazione. Crescerà poi la capacità di tracking, cioè di seguire passo passo tutto il tragitto, in modo da
farci sapere sempre dove si trova.
A che punto siamo oggi soprattutto per il mercato delle aziende piccole e medie?
Si fa un errore. Il meccanismo di consegna viene sempre visto come esterno al processo aziendale.
L'impresa ha un sistema informativo che produce documenti da spedire, ma poi li affida alle Poste e la
tracciatura diventa complessa. Questo può andare bene per le Pmi, ma non per le aziende grandi. Oggi c'è
poca integrazione fra l'azienda e il sistema di spedizione: l'integrazione crescerà, con sistemi interoperabili e
la creazione di nuovi processi per la gestione. La corrispondenza futuribile sarà un processo quasi interno.
Ma le nostre Pmi hanno le competenza tecniche per utilizzare le nuove tecnologie?
Questo è in effetti un problema. Le analisi di Confindustria su questo tema mostrano che le Pmi usano poco
il web e spesso in maniera banale. Perché in realtà internet serve a semplificare i processi. L'esempio della
logistica va in questa direzione: richiede una maggiore penetrazione delle tecnologie digitali. Ma vale per tutte
le aree: dal marketing all'interazione con i fornitori e i principali clienti. Per fare questo è necessario agire su
tre fattori.
Quali sono?
Il primo, le infrastrutture: c'è scarsità di banda, molte aree industriali sono mal connesse al web. Sarebbe
bene che gli operatori, mentre studiano i network di nuova generazione, pensassero a realizzare una
infrastruttura utile anche per le Pmi. Poi c'è il ruolo dello stato. Uno dei principali acquirenti di servizi
informatici è la Pa. Può servire da leva per migliorare la fornitura, magari organizzando nuovi servizi con
infomobilità, assistenza domiciliare, sanità digitale e via dicendo. La domanda migliore stimola il mercato. Il
terzo punto è la possibilità di avere incentivi statali per spingere le aziende all'adozione di tecnologie migliori
in modo più consapevole ed efficace.
Il governo spinge su posta certificata e fattura elettronica. Qual è secondo lei l'impatto reale sulle aziende?
Positivo. Questa strategia fa crescere il livello medio di tecnologia. Imponendo il passaggio alla
documentazione elettronica anche nei processi come fatturazione e rapporti con la Pa, si impone a tutti un
salto tecnologico che porta benefici. La Pa diventa più efficiente, i fornitori imparano a realizzare servizi
innovativi e l'utente finale ne ha un vantaggio concreto: aprendo la casella con la posta elettronica certificata
trova tutti i suoi documenti, facilmente tracciabili e bene organizzati.
I partner tecnologici delle aziende stanno evolvendo sempre più da fornitori a integratori e consulenti dei
processi aziendali. È una tendenza che continuerà?
Sì. Oggi i fornitori di servizi sul web tendono a offrirsi come veri e propri partner, soprattutto per le Pmi che
non vogliono o non possono dotarsi di una propria infrastruttura hi-tech. Gli operatori offrono alle aziende le
reti ma anche i software con tutte le competenze necessarie e i nuovi processi. Questa è una novità per i più
piccoli, dato che consente alle Pmi di andare in outsourcing con nuove opportunità. In tale ambito anche
Poste Italiane offre una forma di partenariato per la gestione di processi complessi, così come all'estero
fanno altri operatori, da Dhl a Deutsche post. La peculiarità di Poste Italiane è che, oltre che un operatore
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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INTERVISTAGiorgio Ventre
12/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 24
(diffusione:334076, tiratura:405061)
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postale, ha una forte catena logistica e anche i servizi di pagamento.
A. Di.
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Foto: Giorgio Ventre. È professore di Reti di calcolatori all'università Federico II di Napoli
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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12/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 24
(diffusione:334076, tiratura:405061)
La nuova galassia postale
Il pacchetto integrato dei servizi consente anche l'outsourcing LA STRATEGIA Sono già possibili online la
gestione amministrativa delle multe, il controllo del libretto sanitario, il pagamento dei tributi IL BUSINESS
MODERNO Adesso anche timbri e bolli possono effettuare la loro transizione virtuale grazie all'e-government
permesso dalle soluzioni avanzate
Antonio Dini
Un'azienda grande e complessa, in grado di erogare servizi e gestire prodotti all'avanguardia.
Poste Italiane ha ormai accumulato notevole esperienza, lavorando sull'innovazione e allargando il livello
degli obiettivi. Non solo servizi postali di vecchia generazione legati alla corrispondenza, ma anche servizi e
prodotti di comunicazione, di logistica, e-commerce e di comunicazione.
L'infrastruttura telematica messa in piedi in questi anni da Poste Italiane, che ne costituisce la spina dorsale
digitale, è molto potente e gestisce sistemi di corrispondenza online, digitale e tradizionale.
È grazie a questo network che Poste Italiane è diventata un attore di primaria grandezza nel settore della
posta elettronica certificata e sicura (Poste Italiane ha vinto, insieme a Telecom Italia e Postecom, la gara per
la posta certificata della Pa voluta dal ministro Renato Brunetta), ma non solo. Grazie al pacchetto di servizi
Postecommerce e di fatturazione elettronica, Poste Italiane è un attore di prima grandezza anche nel
commercio elettronico, con la capacità di offrire alle aziende grandi e piccole servizi innovativi in outsourcing.
Nell'ambito della pubblica amministrazione Poste Italiane offre servizi integrati per gestire processi
amministrativi come le multe, il pagamento dei tributi e il libretto sanitario: sono forme di e-government di cui
le Poste sono fornitrici per la Pa e che hanno una crescente e capillare diffusione.
La disponibilità dell'azienda in questo settore è ampia ed è utilizzata per dare il supporto tecnologico
necessario per effettuare centinaia di migliaia di operazioni quotidiane negli ambiti più differenti. Poste vince
spesso gli appalti per fornire servizi alla Pa proprio grazie alla sua capacità non solo di progettare ma anche
di realizzare in maniera efficace le soluzioni proposte, per merito della capacità tecnologica del gruppo ma
anche per la presenza di esperti ingegneri del software che lavorano per lei e della rete ad alta velocità.
Inoltre, Poste Italiane sta lanciando un nuovo servizio, che trasforma in digitale l'apposizione del timbro che
certifica una data su un documento. Si tratta del servizio Data Cert@, che permette di certificare data e ora di
creazione di un documento elettronico, dando prova legale dell'esistenza di quest'ultimo al momento della
marcatura, dalla scrivania.
Poste Italiane è anche uno dei primi operatori telefonici italiani nella telefonia mobile: offre sistemi di
pagamento in mobilità e detiene il record di risultare il primo operatore postale al mondo a essere entrato in
questo settore.
La galassia di servizi di Poste Italiane è arricchita ancora da una serie di altre attività. Ad esempio, quella
assicurativa, oppure quella di credito e di trasferimento del denaro, o ancora i servizi business per le piccole e
medie imprese, o gli sportelli dedicati al dialogo con la pubblica amministrazione. La "macchina" di Poste
Italiane è molto grande e si serve non solo di 60mila addetti negli uffici postali, di 43mila portalettere, 1.300
operatori diretti di call center e 500 responsabili commerciali presenti sul territorio, ma anche di una rete
digitale Ip di elevata velocità che collega in banda larga a oltre 10 gigabit al secondo 12mila uffici, con mille
terabyte di memoria in cinque datacenter disponibili per i clienti, sotto forma di data warehouse, e un servizio
di gestione dei servizi digitali con sale di monitoraggio attive sette giorni su sette, 24 ore al giorno.
La stessa rete di collegamento per gli uffici che offre supporto e connettività sul territorio e per la logistica è
anche la base per garantire l'accesso multicanale a tutti i servizi di Poste Italiane. Solo sul web ci sono 5,3
milioni di utenti registrati, e poi il Paese è coperto con 5.500 macchine Postamat sempre connesse ai centri di
calcolo e che permettono di svolgere numerose operazioni ai titolari di conti correnti postali, 600 chioschi
multimediali, 1,3 milioni di linee Postemobile attive, attraverso le quali è possibile interrogare i servizi e
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Il network. Oggi l'offerta spazia dalla fatturazione all'e-commerce passando per la certificazione
12/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 24
(diffusione:334076, tiratura:405061)
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vedere erogate le prestazioni di Poste Italiane.
Sono circa il 70% gli italiani in possesso di una sim di Postemobile che hanno deciso di associare i servizi
telefonici con quelli finanziari, vale a dire di legare la propria identità telefonica con il conto Bancoposta o con
la carta prepagata Postepay. Il titolare in questo modo ha la possibilità di effettuare pagamenti o trasferimenti
di denaro direttamente dal cellulare.
La macchina delle Poste deve giornalmente coprire un numero enorme di transazioni: solo gli invii postali
sono 20 milioni ogni giorno, i clienti che entrano negli uffici sono 1,2 milioni, le transazioni gestite dalla rete di
Poste Italiane risultano 38 milioni ogni 24 ore, e alla fine di ogni mese vengono pagati sette milioni di
pensioni.
In più ci sono tutte le attività che Poste Italiane svolgono al di fuori della consolidata routine di servizi postali.
Anche in questo settore le novità non mancano. Come il portale www.posta-online.it, nato da poco e rivolto
alla clientela business e della Pa, che permette di effettuare spedizioni direttamente online senza doversi
recare all'ufficio postale.
Poste Italiane offre servizi digitali con un impegno e un dispendio di energie costante per garantirne non solo
la qualità ma anche la sicurezza: l'azienda è anche partner promotore di alleanze internazionali, tra le quali lo
European electronic crime task force, ed è l'unica azienda non americana a far parte parte della New York
electronic crime task force. Così si spiega anche l'affidabilità di servizi in rapida crescita. Lo sforzo per
mantenere sempre alto il tema della sicurezza da parte del management del l'azienda è forte e, secondo gli
esperti, produce risultati più che positivi.
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LE PRINCIPALI NOVITÀ
Il postino ora è «telematico»
Brunetta rilancia le «Reti amiche»
- Si chiama "postinotelematico". È un vero e proprio ufficio
postale itinerante, grazie a un moderno palmare che gli consente di effettuare più rapidamente le operazioni
postali e introdurne di nuove.
Privati, professionisti e imprese potranno così, usando la carta Postepay, Postamat o carta di credito,
utilizzare servizi di corrispondenza "su misura" e pagare bollettini di conto corrente o eseguire operazioni
finanziarie rimanendo a casa o in ufficio.
Questa nuova generazione di servizi, resa possibile grazie alla rete telematica di Poste Italiane, offre una
serie di opportunità ancora più ampia sia dal punto
di vista dell'aumento dell'efficienza del servizio postale (già oggi il percorso della corrispondenza viene
tracciato in tempo reale, fino alla porta del destinatario) sia delle nuove tipologie di servizi realizzabili.
A. Di.
- Una rete di 5.740 uffici postali al servizio del cittadino. Poste Italiane assicura attraverso il network degli
uffici postali dotati di "Sportello amico" i servizi di rilascio e rinnovo di passaporti e permessi di soggiorno, la
riscossione dei contributi previdenziali, la riscossione dei bollettini infortuni domestici e dei servizi Inps Card.
Insieme ai tabaccai le Poste hanno aderito al piano "Reti amiche" di Renato Brunetta per ampliare l'accesso
ai servizi della Pa attraverso la rete degli uffici postali. L'azienda si è inoltre impegnata a studiare con le Pa
settoriali le modalità per fornire, tramite i suoi uffici nuovi, servizi ai cittadini come la gestione dei concorsi
pubblici, i visti per il passaporto, il rilascio di certificati anagrafici, le dichiarazioni di smarrimento, gli estratti
conto Inps, la consegna di referti medici attraverso il servizio Poste Check up e Poste Check up@, il recapito
del fascicolo del paziente, la riscossione dei ticket sanitari.
Infine, il servizio di richiesta
o rinnovo delle tessere
regionali di circolazione a condizioni agevolate.
12/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 24
(diffusione:334076, tiratura:405061)
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A. Di.
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12/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 24
(diffusione:334076, tiratura:405061)
Scatta l'era della comunicazione
GLI APRIPISTA Claudio Cella: «Siamo bravi a sfruttare l'intelligenza delle infrastrutture digitali e del
"backbone" postale per gestire anche gli archivi»
Aziende grandi e piccole: la rivoluzione digitale è cominciata. E con lei, soprattutto quella della
comunicazione.
Il ritardo culturale è oggi meno scusabile: pubblica amministrazione e servizi di posta e logistica si sono
adeguati e stanno offrendo prodotti sempre più evoluti e a buon mercato. Poste Italiane ad esempio è in
evoluzione. «Già oggi è possibile inviare raccomandate e lettere - spiega Claudio Cella, responsabile
marketing dei servizi postali del gruppo - con i servizi online del nostro portale».
Servizi evoluti come la posta elettronica certificata, la firma digitale, la marca temporale e la marca postale
elettronica. «Di buste da spedire ce ne sono sempre meno - continua - e ci spostiamo verso oggetti con un
peso maggiore, come i pacchi. Semplifichiamo al massimo la spedizione convenzionale, per valorizzare i
servizi online ibridi, cioè dove la posta parte digitale e arriva cartacea e viceversa».
Oggi la sfida di Poste Italiane è far conoscere alle aziende i servizi, e soprattutto aiutare le organizzazioni a
cambiare il modo di operare per usare gli strumenti in modo più semplice. Uno degli obiettivi in questo settore
per Poste Italiane è la digitalizzazione della corrispondenza in ingresso.
È una specie di rivoluzione per le aziende, perché la digitalizzazione e l'instradamento automatico della
posta all'interno dell'azienda verso i legittimi destinatari comporta anche cambiamenti del workflow interno.
«Oggi offriamo la "Mail room" alle aziende grandi e medie - dice Cella - ma stiamo lavorando a un servizio
per tutti, che nel 2011 partirà in via sperimentale in un paio di regioni. Il valore deriva dalla gestione
dell'archivio, con accesso alla propria corrispondenza indipendentemente dal luogo e dal momento. In
Svizzera fanno già qualcosa del genere, anche se un po' diverso da quello che abbiamo immaginato noi».
Ma c'è spazio per innovare anche nei servizi tradizionali, come la raccomandata e assicurata. Perché andare
fino all'ufficio postale per spedirle, e invece non darle direttamente al portalettere, durante il giro mattutino?
«È possibile - risponde Cella - se facciamo dei pre-affrancati e immaginiamo il portalettere come punto di
accettazione, dotandolo di terminale attivo con Pos». La sperimentazione partirà entro la fine del 2010 e sarà
interessante: «Nel nostro Dna:- conclude il manager - c'è la consegna della corrispondenza, ma non ci sono
motivi per i quali non dovremmo invece risalire la catena, fino al processo di vendita e pagamento per nuovi
prodotti. Pensare di portare l'ufficio postale dal cliente anziché aspettare che sia lui a venire nella nostra rete
è stimolante. Si apre un mondo nuovo nel quale possiamo arricchire i servizi tradizionali e agevolarne
l'accesso».
A.Di.
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Innovazione. Adesso è l'ufficio postale che si muove e va a casa del cliente
12/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 25
(diffusione:334076, tiratura:405061)
La vecchia lettera diventa digitale
Il nuovo portale è disponibile con applicazioni su misura per Pmi e grandi aziende
Si potrebbe tranquillamente chiamarla «posta ibrida», ma in realtà è un mix variabile di servizi alle aziende e
ai consumatori che sta trasformando internet in uno strumento di connessione fra la velocità e la flessibilità
del mondo virtuale e la concretezza e la sicurezza legate al quotidiano servizio postale porta a porta.
Spinta dalla crescita esponenziale dei prodotti di corrispondenza online (che solo nell'ultimo quinquennio
hanno registrato tassi vicini al +50% medio annuo, con 120mila utilizzatori in Italia nel 2009), Poste Italiane
nel 2002 aveva esordito con la spedizione dei telegrammi via web che, dai 250mila degli esordi, lo scorso
anno ha sfiorato il milione e 800mila invii complessivi, dopo aver superato i due milioni nel 2008. Ancora più
accentuata la progressione dell'utilizzo della raccomandata online (dai 1.800 invii del 2003 al quasi un milione
e mezzo del 2009), segnale che nelle aziende che hanno la necessità di effettuare un gran numero di
spedizioni molto frequentemente e più in generale fra la gente, si sta verificando un cambiamento negli
approcci e nelle modalità di intendere e utilizzare il servizio postale.
Postini dotati di palmare, possibilità di decidere tempi e luogo di recapito della propria corrispondenza, mail
room virtuali per gestire e archiviare la posta in arrivo e in uscita, certificazione del valore legale delle missive
virtuali e una sim card abilitata alla spedizione delle raccomandate. L'ultimo dei tasselli del puzzle costruito in
questi anni da Poste Italiane attorno a un mondo sottoposto a rapido cambiamento come quello della
corrispondenza online è il nuovo portale www.posta-online.it dedicato alle aziende, che abilita a spedire
direttamente dalla propria scrivania e in qualsiasi momento raccomandate, lettere di posta prioritaria e
telegrammi pagando tramite il conto BancoPosta, le principali carte di credito, carte ricaricabili, oppure in
modo posticipato con fatturazione bimestrale.
Abbiamo cercato di creare un portale che permettesse a chi lavora di gestire, utilizzando la rete internet, la
corrispondenza in uscita in modo semplice e sicuro, spiegano a Poste Italiane. E aggiungono: «L'obiettivo è
quello di dare vita a un vero e proprio ufficio postale virtuale aperto il giorno e la notte, tutto l'anno, per inviare
via internet raccomandate, lettere e telegrammi che poi i nostri uffici provvederanno a stampare, imbustare e
recapitare al destinatario, conservando nel formato cartaceo lo stesso valore della corrispondenza
tradizionale».
Disponibile in due versioni, Corporate, dedicato alle grandi aziende e alla pubblica amministrazione, e Pmi,
tagliato invece sulle esigenze di professionisti e piccoli-medi imprenditori, il servizio fornisce garanzie legali e
standard di sicurezza nel trattamento e nell'inoltro della corrispondenza, con prezzi che partono da 0,96 euro
per una lettera prioritaria online fino ai 3,50 euro per una raccomandata e ai 3,60 euro per l'invio di un
telegramma.
Gli invii effettuati online arrivano a destinazione in formato cartaceo e hanno lo stesso valore legale della
corrispondenza inviata dall'ufficio postale, mentre i dati online sono trasmessi in sicurezza grazie al protocollo
criptografico Https.
Collegandosi a posta-online.it le aziende possono inoltre inviare un documento simultaneamente a una lista
di destinatari, scegliendo per ciascuno di effettuare la spedizione con raccomandata, posta prioritaria o
telegramma.
Un'unica idea di base, cioè la «posta ibrida», ovvero quella corrispondenza che parte in formato elettronico e
arriva in forma cartacea a casa del cliente, attorno alla quale stanno nascendo una serie di applicazioni (reali
e virtuali) per arricchire anche in Italia la gamma di soluzioni rivolte sia al target business sia alle esigenze dei
consumatori privati. Ne è un esempio, proseguono in azienda, la "Poste mail room" per la gestione elettronica
documentale della corrispondenza in entrata e in uscita che viene raccolta, protocollata, dematerializzata,
inoltrata ai destinatari e archiviata. Un servizio che si integra con la firma digitale e la marca postale
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Innovazione. Sono già più di 120mila i clienti della «posta ibrida» che utilizzano i servizi di corrispondenza
online
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Il Sole 24 Ore
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
elettronica (Epcm). Oppure il progetto "Postino telematico", che ha l'obiettivo di dotare i portalettere di
strumentazioni tecnologiche come palmari e stampanti portatili per aumentare l'efficacia e l'efficienza dei
processi operativi». O, ancora, i due servizi "Dimmiquando" e "Aspettami" che, rispettivamente, permettono di
indicare il giorno in cui si vuol ricevere la posta e di lasciare in custodia temporanea la propria
corrispondenza.
M.D.B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
I principali pacchetti avanzati
DIMMIQUANDO
È il servizio attraverso cui è possibile scegliere in quale giorno della settimana, dal lunedì al sabato, ricevere
raccomandate e assicurate.
POSTINO TELEMATICO
Munito di palmare con lettore ottico e di una mini stampante rende più efficienti e sicure le operazioni di
consegna della posta.
EPCM (MARCA POSTALE ELETTRONICA)
Si tratta di un timbro digitale che rende facilmente identificabile qualunque forma di alterazione e
manomissione della corrispondenza.
POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA (Pec)
La Pec permette di dare a un messaggio di posta elettronica lo stesso valore legale di una raccomandata
con avviso di ricevimento tradizionale.
POSTA-ONLINE
Le aziende possono spedire la corrispondenza direttamente dal proprio pc. I prezzi partono da 0,96 euro per
lettere prioritarie online fino ai 3,50 euro per una raccomandata e 3,60 euro per un telegramma
ASPETTAMI
Adesso è possibile chiedere che la corrispondenza sia conservata da Poste Italiane fino al rientro del cliente
che ha attivato il servizio.
foto="/immagini/milano/photo/205/13/3/20110619/au.jpg" XY="217 285" Croprect="0 38 217 242"
LA RIVOLUZIONE ELETTRONICA
I NUOVI SERVIZI
Portalettere dotati di computer palmari per tracciare la posta, dare ricevute e in via sperimentale effettuare
pagamenti
. Sono strumenti di spedizione della corrispondenza cartacea tramite connessione internet.
Si tratta di servizi personalizzati rivolti ad aziende e singoli cittadini per scegliere in quale giorno ricevere la
corrispondenza.
C'è la possibilità di chiedere
che la corrispondenza sia conservata in un luogo sicuro
fino al proprio rientro.
Un timbro digitale rende facilmente identificabile qualunque forma di alterazione e manomissione della
corrispondenza.
Quelli appena ricordati sono solo alcuni dei nuovi servizi sviluppati da Poste Italiane per trasformare la
tradizionale consegna della corrispondenza
in un vero e proprio canale ibrido in grado di sfruttare le potenzialità del web pur mantenendo la sicurezza e
la concretezza della lettera cartacea.
La prima di queste novità riguarda la dotazione ai portalettere di palmari con lettore ottico (che permette la
tracciatura dei codici delle raccomandate)
e stampante
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Il Sole 24 Ore
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
(per la ricevuta che riporta indicazione dell'ufficio di giacenza, orari di apertura, e poi l'ora del passaggio del
portalettere e la località di provenienza).
A Poste Italiane, assieme a Telecom Italia e a Postecom, è stato affidato con contratto di concessione la
gestione del servizio gratuito di Posta elettronica certificata (Pec).
Dalla fine del 2009 i professionisti, dagli architetti agli ingegneri passando per commercialisti e geometri,
hanno l'obbligo di dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata che garantisca sia la sicurezza
nell'invio dei dati attraverso il web, sia pieno valore legale
delle comunicazioni.
- La Pec permette al mittente
di ricevere una documentazione
che attesta l'invio e la consegna
di documenti informatici con valore legale.
In pratica si tratta di una comunicazione tra il comune cittadino e la Pubblica amministrazione. Operazione
che, se eseguita mediante posta certificata, ha il medesimo valore legale di una raccomandata con avviso di
ricevimento.
Oltre alla Pec, Poste Italiane
ha creato anche un timbro digitale che consente di garantire la data di creazione e il contenuto di un
documento informatico rendendo qualunque forma
di alterazione e manomissione facilmente ed inequivocabilmente identificabile.
Ci sono parecchie novità anche sul fronte del ritiro fisico della corrispondenza con i due servizi
"Dimmiquando" e "Aspettami".
Con il primo è possibile scegliere in quale giorno della settimana, dal lunedì al sabato, ricevere
raccomandate e assicurate. Il servizio è stato pensato per chi è spesso fuori casa e per gli studi professionali
o gli uffici aperti solo in determinati giorni, che possono così indicare quando c'è qualcuno per ricevere la
corrispondenza.
"Dimmiquando" prevede la consegna, nel giorno richiesto, della corrispondenza e può
essere attivato per un periodo
di 3, 6 o 12 mesi.
"Aspettami" permette invece
di chiedere che la corrispondenza sia conservata da Poste Italiane fino al rientro del cliente che ha attivato il
servizio. Attivabile presso tutti gli uffici postali oppure sul sito di Poste italiane,
il servizio vale per tutta la posta non a firma (ad esempio lettere, bollette, stampe e pubblicità indirizzata) e si
può richiedere
per un periodo di tempo
a scelta, compreso tra una
e quattro settimane.
M.D.B.
DAL FRANCOBOLLO A INTERNET
La marcia tecnologica
- Il lungo percorso costitutivo delle poste si è articolato nei secoli in maniera graduale. È avvenuto di pari
passo con l'innovazione tecnologica. L'hi-tech, infatti, ha portato all'ottenimento di strumenti di comunicazione
e recapito di messaggi sempre più completi e affidabili, fino all'interattività. A fianco è illustrata, step by step,
la nascita, la tipologia e il progresso dei dispositivi postali, iniziando dalla regolamentazione del sistema
postale attraverso la carta, all'installazione di cavi sottomarini, fino alla killer application dell'email.
Il mitico Penny black
- Nel 1837 Roland Hill elaborò una proposta di riforma all'interno del servizio postale che contemplava
l'utilizzo di una quota unica pagata preventivamente, valida per tutto il Regno Unito, a prescindere dal luogo
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Il Sole 24 Ore
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
di spedizione. Tale quota venne formalizzata attraverso il francobollo. Infatti nel 1839 la riforma venne
approvata dal parlamento inglese e Hill venne assunto dal ministero del tesoro per curarne la realizzazione.
Nel 1847, il francobollo venne accolto anche nelle poste d'America, e l'anno seguente in Francia. Mentre, gli
stati italiani lo introdussero dal 1850.
foto="/immagini/milano/photo/205/13/3/20100619/logo_cfi.jpg" XY="232 269" Croprect="0 0 232 268"
Il cavo sottomarino
- Il primo cavo sottomarino fu posato nel 1850 sulla Manica, per consentire la comunicazione fra Calais e
Dover in Inghilterra, ma tre giorni dopo venne troncato da un pescatore. Il primo tentativo d'installazione di
cavo transoceanico avvenne nel 1858. I lavori durarono per settimane tra mille difficoltà, tuttavia il cavo si
ruppe più di una volta. Un altro tentativo di installazione si ebbe nel 1865 per opera della Atlantic telegraph.
In questa impresa fu impiegata un'unica nave: l'ex transatlantico Great eastern, ma anche questo tentativo fu
fallimentare. L'opera fu portata a compimento nel 1866 dalla Anglo-american Telegraph Co.
foto="/immagini/milano/photo/205/13/3/20100619/mappa.jpg" XY="120 75" Croprect="3 0 120 74"
Il Pony express
- Il Pony express è un esempio di servizio postale storico che è addirittura entrato a far parte della letteratura
hollywodiana. Venne introdotto in America nel 1860 e le persone ne fecero largo uso soltanto nei primi 19
mesi della sua vita. I pony percorrevano oltre tremila chilometri di strada e, durante il percorso, venivano
sostituiti negli appositi punti, collocati lungo il tragitto. I giovani corrieri percepivano circa 125 dollari al mese,
consegnando la posta a cavallo. Prima dell'istituzione del Pony express, il servizio postale impiegava non
meno di un mese per il recapito delle lettere e dei documenti che venivano spediti dalla California verso New
York.
foto="/immagini/milano/photo/205/13/3/20100619/pony-express.jpg" XY="305 206" Croprect="14 12 259 169"
La rivoluzione di Marconi
- Il criterio della telegrafia elettrica venne introdotto in Toscana dal Granducato. Nel 1897 Guglielmo Marconi
presentò il brevetto della radio e nel 1907 vennero costituite le comunicazioni transoceaniche.
I primi modelli di radio furono idonei soltanto a inviare messaggi semplici attraverso il codice Morse. Fra i
punti di debolezza del sistema radio c'era anche la riservatezza per cui ogni messaggio veniva ricevuto da
tutte le stazioni coperte dal segnale. In ogni caso rappresentò una svolta epocale perché questo strumento
aveva consentito la comunicazione mare terra. Offrendo la possibilità di soccorrere le imbarcazioni che si
trovavano in pericolo.
foto="/immagini/milano/photo/205/13/3/20100619/il_telegrafo_.jpg" XY="263 232" Croprect="0 0 263 219"
L'avvento del fax
- A cavallo fra gli anni 70 e 80 negli uffici postali arrivò il fax. L'apparecchio, costituito da un telefono e un
foglio di carta, in realtà, era stata ideata già un cinquantennio prima da Alexander Bain. Lo strumento
consentiva di trasmettere immagini attraverso il canale telegrafico. Ma la tecnologia del telefax divenne
praticabile su larga scala solo verso la metà degli anni 80, quando le tre tecnologie fondamentali (scanner,
stampante e modem) progredirono nel loro percorso di sviluppo. Il sistema risultò congeniale alla popolazione
giapponese, perché disponeva di un criterio più comodo del telex per scrivere gli ideogrammi.
foto="/immagini/milano/photo/205/13/3/20100619/fax.bmp" XY="250 250" Croprect="0 3 250 248"
C'era una volta Arpanet
- Nel 1969 nasceva Arpanet, antenato di Internet, installata da Ray Tomlinson. Era una rete che metteva in
comunicazione computer diversi e distanti fra loro con il collegamento di cavi telefonici. L'esigenza di creare
dei computer in rete nacque durante il periodo della guerra fredda per proteggere in diversi luoghi le
informazioni riservate ed evitarne la diffusione. Successivamente Arpanet si diffuse anche negli edifici sedi
delle istituzioni e nei centri di ricerca. Questa tecnologia era a commutazione di pacchetto: un concetto del
tutto nuovo, che introduceva la possibilità di inviare le informazioni suddivise in pacchetti, in grado di
attraversare la rete autonomamente.
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Il Sole 24 Ore
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foto="/immagini/milano/photo/205/13/3/20100619/ibm-pc-1981.jpg" XY="225 225" Croprect="0 0 225 225"
La posta elettronica
- Per la casella di posta elettronica
il passo da Arpanet ad Internet fu breve. Lo stesso ingegnere americano, Ray Tomlinson, diede vita a
"orave": un codice di trasferimento di dati da un computer all'altro. Nel 1971, inviò la prima email. E in seguito
adottò la chiocciola come simbolo per distinguere i messaggi indirizzati alle caselle di posta. L'email si è
diffusa fino a diventare il mezzo di comunicazione più diffuso e utilizzato oggi, che garantisce il recapito
immediato della posta, con la possibilità di avere il riscontro dell'invio, attraverso la ricevuta di ritorno
telematica.
(Schede a cura di Odette Paesano)
foto="/immagini/milano/photo/205/13/3/20100619/posta-elettronica31.jpg" XY="288 219" Croprect="0 0 288
185"
12/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 25
(diffusione:334076, tiratura:405061)
Così imprese ed enti tagliano i costi
Massimiliano Del Barba
Servizi di comunicazione ibrida, scambio di informazioni digitalizzate, certificazione legale dei documenti
virtuali e un portale che snellisce le operazioni di front office. Le nuove tecnologie entrano in azienda per
tagliare il "waste time" che rallenta l'erogazione di prodotti e servizi.
Un processo che sta interessando amministrazioni pubbliche e aziende che hanno deciso di spingere
sull'acceleratore della digitalizazzione con maggior concretezza. Poste Italiane e l'Azienda Ulss 9 di Treviso,
ad esempio, hanno realizzato un libretto sanitario elettronico che consente ai cittadini di conservare,
visualizzare e scaricare i referti medici online. La Ulss invierà i documenti medici all'indirizzo di posta
elettronica indicato dall'utente che potrà scaricarli da casa.
Il servizio prevede inoltre la possibilità di essere avvisati tramite sms dell'arrivo di un nuovo referto e di poter
analizzare l'andamento dei parametri grazie a un sistema grafico di confronto. Una procedura che dovrebbe
semplificare il rapporto con l'amministrazione.
Anche la Provincia di Foggia e le 300 filiali di Banca Marche hanno deciso di puntare sulla
dematerializzazione dei flussi di lavoro: «Stiamo cercando di rispondere alle necessità di innovazione della
struttura pubblica attraverso una profonda trasformazione delle modalità con cui le risorse umane operano
all'interno dell'ente, partendo proprio dall'aggiornamento del protocollo informatico», sottolinea Paolo Marra,
funzionario del settore Servizi informativi della provincia di Foggia.
Si è partiti dalla creazione di un archivio di documenti digitali certificati: «Spedire un pdf al posto di una
lettera - prosegue Marra - non comporta più alcun rischio se si utilizza la posta elettronica certificata. Tuttavia
per gli utenti che ne sono sprovvisti ci siamo chiesti come poter trasferire il documento dal digitale alla carta
per recapitarlo al destinatario senza imprevisti. Ci serviva un servizio di spedizione rapido, per non vanificare i
vantaggi della digitalizzazione, ma anche la- garanzia che il processo di spedizione fosse gestito in totale
sicurezza. Due requisiti soddisfatti da Poste Italiane con il portale posta-online.it. Portale utilizzato da ormai
tre anni anche da Banca Marche: «Dematerializzare una raccomandata - conferma Paolo Formicoli,
responsabile del Servizio processi dell'istituto - consente di risparmiare tempo e denaro. Due componenti
fondamentali quando si devono gestire i rapporti con la clientela su argomenti sensibili come la revoca di un
fido piuttosto che il recesso da un prodotto finanziario».
L'Asl 2 di Perugia, invece, dal 2008 utilizza il telegramma online di Poste: «Ogni anno venivano spediti
manualmente o per telefono quasi un migliaio di telegrammi - racconta Alfiero Ortali, responsabile servizi
informativi dell'ente umbro -, una prassi antieconomica sia nei costi sia nei tempi e che abbiamo sostituito
rendendo disponibili in modalità digitale funzionalità di postalizzazione tradizionali».
E a proposito di "tempo perso" ("waste time", appunto) fra faldoni, cartelle e schedari, anche il ministero dei
Trasporti ha messo a disposizione un portale per consentire agli automobilisti
(www.ilportaledellautomobilista.it) di gestire le pratiche che li riguardano direttamente su internet seguendo
procedure guidate. Nato nel 2004 da un progetto di e-government congiunto fra Trasporti ed Economia, il
portale dell'automobilista oggi è diventato un punto di riferimento importante per tutto il mercato connesso al
mondo del trasporto terrestre e, nel prossimo futuro, sono attesi nuovi servizi che completeranno il già vasto
set di opportunità disponibili online.
«Le statistiche - specifica Maurizio Vitelli, direttore generale per la Motorizzazione - vengono aggiornate
settimanalmente e danno la possibilità all'utente di controllare, oltre al saldo punti, anche la disponibilità di
centri revisione nella zona di residenza. Una tabella fornisce recapiti e numeri di telefono delle officine
autorizzate in base al Cap della città in cui ci troviamo. Inoltre c'è la possibilità di pagare le pratiche per il
rilascio o il rinnovo della patente, per l'immatricolazione o la revisione di auto e motoveicoli. Il tutto può essere
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Produttività. Molto positive le prime esperienze con le tecniche avanzate
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Il Sole 24 Ore
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(diffusione:334076, tiratura:405061)
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gestito online con carta di credito. La sezione modulistica mette poi a disposizione dell'utente tutti i certificati
e i modelli di domanda da scaricare per il cambio di residenza o per operazioni relative ai veicoli. I moduli
possono essere compilati online o scaricati in bianco in formato pdf». Prossimamente, assicura Vitelli, il
portale dovrebbe essere in grado di «controllare 50mila revisioni al giorno e di portare le oltre cento sedi
dislocate sul territorio a ridurre da un mese a una settimana le tempistiche per il rinnovo della patente con
buona pace dei guidatori».
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IN RETE
Sono molteplici i vantaggi della posta digitalizzata
Vediamo quelli per la Pubblica amministrazione.
Per la Pa c'è una forte riduzione dei costi, oltre all'innovazione tecnologica. Le infrastrutture digitali sono
strategiche per
il paese e rappresentano una garanzia di comunicazione digitale molto sicura.
Numerosi anche i vantaggi per le aziende.
Oltre alla riduzione dei costi,
ci sono garanzie di comunicazione digitale sicura. Inoltre c'è la gestione delle comunicazioni da e verso i
cittadini e le aziende.
Nei processi di acquisto e nelle comunicazioni internazionali vince il Crm (Customer relationship
management) con le fatture elettroniche.
Molti i benefici per i cittadini. In primo luogo la certificazione di invii di mail ordinarie.
Poi c'è la garanzia del contenuto inviato anche a distanza di tempo e la certezza dell'inoltro nelle scadenze
pattuite.
10/07/2010
La Stampa - Ed. nazionale
Pag. 33
(diffusione:309253, tiratura:418328)
In breve
Sì dalle Regioni
Nuovo Conto Energia
per bollette meno care
Il Conto Energia e le linee guida amministrative per le fonti rinnovabili sono stati approvati dalla Conferenza
Stato-Regioni-Enti locali. Il provvedimento sull'elettricità prodotta da impianti fotovoltaici riduce gli incentivi e
abbassa le tariffe.
Elettricità
Ultimo ok alla linea
fra Calabria e Sicilia
Il "ponte elettrico" sullo stretto di Messina, la linea Sorgente-Rizziconi tra Sicilia e Calabria, ha avuto il via
libera definitivo del ministero dell'Ambiente.
Eolico in Brasile
Per Alstom contratto
da 100 milioni di euro
Il gigante francese dell'energia Alstom ha firmato un contratto da 100 milioni di euro con la brasiliana
Desenvix per costruire un grande impianto di energia eolica nello stato di Bahia. Alstom fornirà 57 unità
eoliche Eco 86 della potenza di 1,67 MW ciascuna.
Sportelli self-service
Terminali di Telecom
per la banca digitale
Telecom Italia amplia l'offerta di servizi per le banche con i terminali multifunzione Atm Evo, che
consentiranno più digitalizzazione degli sportelli e la creazione di aree self-service. I terminali forniscono la
videocomunicazione, il mobile banking e i versamenti di denaro in contante e di assegni.
Premio di Euromoney
Il Crédit Suisse è
numero uno al mondo
Il Crédit Suisse è stato premiato come Best Global Bank dalla rivista Euromoney nell'ambito degli Awards for
excellence del 2010. La banca svizzera risulta «la meglio guidata del mondo».
I numeri dell'Upa
Pubblicità in crescita
del 4% nel semestre
Il mercato italiano della pubblicità nei primi sei mesi del 2010 è cresciuto del 4% e nell'intero 2010 dovrebbe
fare +2%. Sono i numeri dell'Upa, associazione delle imprese del settore.
Farmaceutica
La Merck chiude
un sito italiano
L'azienda farmaceutica statunitense Merck & Co chiuderà otto stabilimenti produttivi in tutto il mondo, quello
italiano di Comazzo.
Contratti/1
Tessile, 95% di sì
al nuovo accordo
Il referendum fra i lavoratori del tessile ha approvato con il 95% il contratto di lavoro firmato dai sindacati, con
un aumento di 102 euro.
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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In breve
10/07/2010
La Stampa - Ed. nazionale
Pag. 33
(diffusione:309253, tiratura:418328)
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Contratti/2
Il turismo firma
per 115 euro in più
I sindacati del settore del turismo e le associazioni datoriali aderenti a Confindustria (Aica e Federturismo)
hanno formato il contratto nazionale con un aumento salariale di 115 euro.
11/07/2010
Il Giornale - Milano
Pag. 40
(diffusione:192677, tiratura:292798)
IL CURATORE La Cina terra di produzione, noi un Paese di genio. Insieme è il mix perfetto Cinquanta
invenzioni lombarde all'Expo nella grande mostra sulla creatività italiana
Francesca Di Biagio
Il prato in verticale e il portale, con funzioni e-commerce, per non vedenti. Il bluethoot per registrare la
presenza degli operai in azienda e la sonda per scoprire le frodi nelle gettate di calcestruzzo. Tessuti per
abbigliamento intimo dimagranti e l' aerogeneratore per produrre, dal vento, energia elettrica in casa. E molto
altro ancora. Sono tante e originali le proposte milanesi selezionate dal progetto Italia degli innovatori,
promosso dal Ministero dell'innovazione e pubblica amministrazione, guidato da Renato Brunetta e realizzato
in collaborazione con il Commissariato generale per l'Expo 2010. Idee di prodotti e servizi, molti dei quali in
commercio, pronte a volare a Shanghai dal 24 luglio al 7 agosto, per essere rappresentate in una mostra
allestita presso il padiglione Italia, tra i più visitati dell'Esposizione universale, con una presenza giornaliera di
circa 30mila persone. Se la Lombardia partecipa all'iniziativa con il numero più alto di innovazioni, 50 su un
totale di 265, il merito è, per la gran parte, di Milano. Sono stati sviluppati all'ombra della Madonnina e in
provincia il sistema per gestire l'irrigazione via wireless, dell' azienda Art di Corbetta; il dispositivo di memoria
ThinKeeepod, della grandezza di una carta di credito, per trasferire ovunque la propria postazione di lavoro,
di Bloon; la tecnologia per il trattamento dei rifiuti in alta quota, di Actelios e il programma di riqualificazione
delle aree residuali urbane, del Dipartimento Indaco del Politecnico. Per continuare con l'ascensore senza
pulsantiera, che funziona con tag di identificazione individuale e dove, all'occorrenza, posso essere inserite
musiche e immagini rilassanti per combattere gli stati di ansia e panico, realizzato da Tecno di Pero. O con il
processo per il riciclo delle batterie a base di piombo di Costech, di Pioltello, il gioco online Serious game di
Imaginary, per apprendere le leggi europee, il nuovo sistema operativo per pc, di Itsme, basato sulle storie di
vita dell'utente, l'applicazione per ottenere tutte le informazioni sul proprio quartiere sul web o telefono, di
Bluemapia di Sesto San Giovanni, il filtro antiparticolato di Pirelli & C. Eco Technology e il dispositivo Blobbox
per trasferire Internet sul televisore, di TvBlob. Molte innovazioni riguardano il settore della salute, dal
software per la modifica dei dati percettivi del cervello, per combattere patologie neurodegerative, di Avs
Research, al confronto molecolare del tumore alla mammella italiano e cinese, tramite analisi genomica,
condotto dalla Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori e il Cancer Hospital di Shanghai e alla nuova
terapia per il morbo di Parkinson, di Newron Pharmaceutical di Bresso. «L'Italia è un paese di innovatori,
anche se i primi a non saperlo siamo noi italiani, da sempre affetti dall'insicurezza - afferma il consigliere del
ministro Renato Brunetta e curatore dell'iniziativa, Antonio Cianci-. La Cina è la terra della produzione. Dalla
sinergia tra i due stati può nascere una solida collaborazione tecnologica e industriale. Per questo motivo, il
progetto Italia degli innovatori, che si aggiunge al Premio dell'innovazione, programmato dal Ministero della
Pubblica amministrazione, sarà ampliamente comunicato a pubblico e istituzioni cinesi». Per far vedere,
finalmente, cosa siamo capaci di fare.
L'EVENTO Città migliore, vita migliore. È questo il tema dell'esposizione universale 2010 organizzata dalla
città di Shanghai, in Cina. Il periodo della manifestazione va dal 1º maggio al 31 ottobre, per un totale di 6
mesi, come richiesto dal BIE. I padiglioni espositivi sono situati sulle due rive del fiume Huangpu che
attraversa Shanghai. Partecipano 192 Paesi. Per le aziende una prova generale per l'evento milanese del
2015. Nella foto in alto a sinistra il disegno del progetto di Carelli
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Ascensori senza pulsanti e tessuti per dimagrire Milano sbanca Shanghai
10/07/2010
Il Resto del Carlino - Ferrara
Pag. 14
(tiratura:206221)
La Prefettura chiede 'soddisfazione' agli utenti
CON UN PROGETTO che si inquadra nel novero più ampio di iniziative tese ad incrementare il processo di
modernizzazione della Pubblica Amministrazione, la Prefettura ha aperto sul proprio sito internet istituzionale,
all'indirizzo http://prefetturafeblog.blogspot.com/, uno spazio denominato «Sei soddisfatto dei servizi della
Prefettura?» rivolto ai propri utenti per capire, attraverso un sondaggio on-line, quanto i cittadini apprezzino la
qualità dei servizi offerti. SI TRATTA, nella sostanza, di rispondere ad un semplice questionario attribuendo
un giudizio sintetico su diversi aspetti di cui il cittadino può tenere conto nel suo approccio con lo sportello
(orari di apertura, tempi di attesa, accessibilità dei luoghi). Attraverso la Customer Satisfaction Web - così
definita in termine tecnico - la Prefettura si dota quindi di uno strumento essenziale per elevare l'efficienza
organizzativa degli uffici e migliorare la qualità dei servizi.
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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QUESTIONARIO SONDAGGIO ONLINE SUL GRADIMENTO DEI SERVIZI
11/07/2010
Il Resto del Carlino - Pesaro
Pag. 31
(tiratura:206221)
«La posta certificata del Comune è attiva da tempo»
IL COMUNE di Urbino è nella lista nera del ministro Brunetta delle amministrazioni che non si sarebbero
adeguate con la posta certificata. Ma l'assessore Maria Clara Muci pensa che il Comune sia finito per errore
nella lista. «Il Comune di Urbino - dice la Muci - è da tempo in possesso di un indirizzo pec (posta elettronica
certificata). L'indirizzo è attivo ([email protected]), è utilizzabile dagli utenti ed è presente nella
pagina iniziale del sito web istituzionale (www.comune.urbino.pu.it). La procedura pec permette al cittadino di
inoltrare della corrispondenza attraverso la posta elettronica, che sarà appunto "certificata"con valenza
legale, attestando l'invio e la consegna del documento informatico. Pertanto, oltre a utilizzare la tradizionale
spedizione attraverso raccomandata postale con ricevuta di ritorno, il cittadino potrà ora anche nel Comune di
Urbino, avvalersi della Posta elettronica certificata. Resta inteso che l'utilizzo del nuovo sistema potrà
avvenire solo ed esclusivamente da parte di quegli utenti che si saranno dotati di una propria casella di pec.
Purtroppo, nonostante i numerosi solleciti inviati all'Ufficio preposto all'"aggiornamento indici" del Ministero
per la pubblica amministrazione e l'innovazione , e le varie rassicurazioni espresse dal gestore dell'"Indice
delle Amministrazioni Pubbliche" a tutto oggi non abbiamo ottenuto il formale inserimento nell'indice
(www.indicepa.gov.it). Il problema non è quindi dovuto al Comune di Urbino, ma a passaggi esterni al nostro
controllo e responsabilità. Continueremo certamente a insistere affinché il nostro indirizzo sia presente nel
sito della Pubblica Amministrazione, ma intanto siamo certi di non essere in ritardo nell'aver attivato il servizio
e di non aver recato disagi ai cittadini».
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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L'ASSESSORE MUCI REPLICA A BRUNETTA: «SIAMO IN REGOLA, CI DEVONO ANCORA INSERIRE
NELLA LISTA UFFICIALE»
11/07/2010
Il Giorno - Milano
Pag. 16
(tiratura:107480)
Novecento telecamere per la sicurezza, le più invasive sono quelle per il controllo del traffico. Ecco come ci
spiano
GIAMBATTISTA ANASTASIO
di GIAMBATTISTA ANASTASIO - MILANO - LE BRACCIA dei varchi ecopass come i rami degli alberi. Con la
bella stagione si fanno meno nudi. «Menomale che c'è la Moratti» dicono, da piazza Ventiquattro Maggio,
due operai della ditta Albatros, incaricata di montare nuovi pannelli sulle porte che delimitano la zona a
pagamento. «Il sindaco ci dà da lavorare» spiegano. Che servano per il pedaggio o per la sicurezza pubblica,
i sistemi di videosorveglianza sono sempre più sofisticati. E il Comune, nonostante la carenza di fondi
lamentata da tutti gli enti locali, sembra riuscire a stare al passo. L'ultima sono le multe strascico per
sanzionare la sosta in doppia fila. Alla base vi è una tecnologia radar che riprende le targhe ma anche ciò che
avviene intorno alle auto. I milanesi, che piaccia o no, sono sempre più spiati. IN CITTÀ si contano 900
telecamere di sicurezza. Una ogni 0.2 chilometri quadrati. Non fosse che 70 sono puntate solo sulla stazione
Centrale e immediati dintorni e altre 75 sul parco Sempione. Nella stima non rientrano, però, le telecamere
installate sui 43 varchi ecopass, sulle soglie delle zone a traffico limitato o nelle banchine delle stazioni della
metropolitana. Nella stima non rientrano neppure le telecamere installate da privati, quelle che vegliano su
supermercati o parcheggi. Per intendersi: sono 600 i tabaccai muniti di sistemi di sicurezza e sorvegliate
dall'occhio elettronico sono i 1.183 sportelli bancari della città. Un milanese che in un giorno come tanti
andasse a sbrigare commissioni, a fare la spesa e al lavoro potrebbe rivivere le sue 24 ore un fotogramma
dopo l'altro. Spiati, ma quanto? Quanto possono le telecamere montate a vario titolo in città? INIZIAMO dai
varchi ecopass. In questi giorni sulle porte sono comparsi nuovi pannelli: in un caso sono semplici display che
informano l'automobilista su esenzioni e tariffe. Sulle braccia dei varchi, i pannelli opachi sono, invece,
moderne antenne per la trasmissione via radio delle informazioni. Sotto quei pannelli, due tipi di telecamere:
quelle che servono per registrare le targhe riprendono l'intera auto e la via per quanto è larga con un raggio
d'azione di 200 metri. Ben altro possono le telecamere Speed Dome, sempre sulle braccia dei varchi. Per
capirsi, sono quelle simili a lampade. Si tratta di telecamere manovrate tramite joystick, capaci di vedere
lontano chilometri e, al tempo stesso, di zoomare fino a indovinare che diavolo spunti dalla tasca di un
passante. Il prezzo oscilla dai 4.000 ai 7.000 euro. Sono le telecamere di sicurezza per eccellenza, usate
pure dai detective privati. Eppure, oltre che in stazione Centrale e al parco Sempione, sono installate sui
varchi ecopass. La legge prevede che l'uso di ogni telecamera sia giustificato a priori e vincola l'uso delle
immagini proprio all'obiettivo dichiarato della loro installazione. Nel caso dei varchi, le telecamere servono a
monitorare il traffico, non i reati che possano consumarsi intorno ad essi. Crimine a parte, le vere insidie alla
privacy dei milanesi arrivano dalle Speed Dome. Le telecamere montate nei negozi riprendono quanto
avviene all'interno e all'esterno, hanno un raggio d'azione limitato alla vetrina e al marciapiede sul quale
affaccia. Così anche la tecnologia radar usata per le multe a strascico. I fotogrammi abbracciano un orizzone
di pochi metri. Già, è soprattutto sotto l'ecopass che si paga pegno al Grande Fratello.
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Il grande fratello si nasconde dentro l'Ecopass
11/07/2010
Il Giorno - Legnano
Pag. 11
(tiratura:107480)
Semplificazione, ecco i progetti della Regione
L'ASSESSORE REGIONALE alla semplificazione e digitalizzazione Carlo Maccari è stato accolto in città: la
prima tappa di una giornata dedicata all'ascolto degli stakeholders del territorio sui temi delle sue deleghe è
stato l'incontro con il sindaco Gigi Farioli nei nuovi uffici nell'area istituzionale del palazzo municipale. «Siamo
ben felici di confrontarci e dare il nostro contributo alla Regione in termini di idee e proposte e di raccogliere
tutte le occasioni che ci permettano di migliorare il sistema» ha osservato Farioli. Dopo una breve
presentazione delle attività avviate dall'assessorato di Maccari e dei progetti locali volti alla semplificazione e
digitalizzazione, tra cui l'elaborazione della cartella clinica informatizzata presentata dall'Azienda Ospedaliera,
è stato annunciata la nascita di un sito internet regionale che raccoglierà iniziative e suggerimenti dei cittadini.
Il tavolo si è trovato d'accordo sul fatto che una minore regolamentazione potrebbe essere positiva perchè
foriera di minori complicazioni e di una velocizzazione delle procedure, ma senza tralasciare, come nel caso
di nuove norme di autocertificazione, controlli più accurati e, come ha sostenuto il sindaco, la promozione di
un moto culturale in cui si sottolinei l'importanza del rispetto della legalità. Image: 20100711/foto/2122.jpg
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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BUSTO ARSIZIO L'ASSESSORE MACCARI HA INCONTRATO IL PRIMO CITTADINO
11/07/2010
Il Secolo XIX - Ed. nazionale
Pag. 23
(tiratura:127026)
«A Genova non si vince solo con una lista civica»
Musso: sto alla finestra, ma ecco le regole per governare
VINCENZO GALIANO
«È QUASI IMPOSSIBILE vincere a Genova con una lista civica. È vero che la politica può riservare grandi
sorprese, ma sarebbe presuntuoso so chi pensasse di farcela senza l'appoggio dei partiti». Enrico Musso si
destreggia tra voglia di rinnovamento e pragmatismo, tra il bisogno impellente di prendere le distanze dal
sistema politico tradizionale e la necessità di trovare un difficile equilibrio che gli consenta di tradurre le
proprie idee in azione di governo. Ancora adesso il docente universitario e senatore del Pdl, che un mese fa
ha riconsegnato polemicamente nelle mani del partito la propria candidatura a sindaco, non scioglie le
riserve: «Per ora sono fuori dalla corsa per Palazzo Tursi, in futuro vedremo». Intanto, però, mette sul piatto
un decalogo che suona come un messaggio forte e chiaro a quelle forze politiche, Pdl in testa, disposte a
reinvestire sulla sua candidatura alle comunali 2012. O, se preferite, come un possibile compromesso tra le
esigenze della "vecchia" politica e quella "rivoluzione liberale" di cui Musso, che nello storico Pli mosse i primi
passi, intende farsi portatore. Lui preferisce definirla una «proposta di metodo». Che, però, somiglia molto a
una bozza di programma, caratterizzata da dieci temi strategici per il Comune. Professor Musso, qual è il
primo punto? «Anzitutto, una premessa. Per evitare che i programmi elettorali continuino ad essere il solito
libro dei sogni, bisogna mettere a punto un metodo che permetta di raggiungere gli obiettivi comuni un po' a
tutti i candidati. I quali, a loro volta, devono rispettare regole nuove». Per esempio, ci vorrebbe un metodo per
procurare agli enti locali maggiori risorse. «Infatti, il primo punto della mia proposta mira all'eliminazione del
debito, i cui costi si scaricano sulle generazioni future, e a risanare il bi- lancio. Genova registra circa 2.200
euro di indebitamento pro capite: il doppio della media nazionale, il quarto valore in Italia. La colpa non è del
sindaco Vincenzi, ma la situazione è drammatica». Come uscirne? «Il Comune deve vendere al meglio tutto il
patrimonio immobiliare non strategico». Molto è stato fatto. «Si può fare di più. Soprattutto sul fronte degli
alloggi popolari, sostituendo l'affitto alla rata del mutuo». Secondo punto? «Invece di ricomprare le quote
detenute dai privati nelle aziende comunali, Palazzo Tursi deve fare esattamente il contrario: aprire alle
imprese. Massima tutela per i posti di lavoro ma, in prospettiva, il Comune dovrebbe avere solo un ruolo di
regia comprando i servizi sul mercato, perché costerebbero meno». Meglio il pubblico del privato? «Ci sono
sacche di inefficienza da eliminare. In campo economico come in quello burocratico. Occorre certezza
assoluta nei tempi decisionali. Il cittadino deve sapere esattamente quando apre un cantiere sotto le sue
finestre e quando chiuderà». Che altro? «Trasparenza e informatizzazione della macchina comunale. Ogni
atto, decisione, verbale deve essere pubblicato su internet. La meritocrazia deve essere incoraggiata al
massimo. Basta con gli incentivi a pioggia». E per i candidati nel 2012? «Chi è stato rinviato a giudizio o ha
subito condanne in primo grado, salta un giro. Inoltre, aspiranti amministratori e rappresentanti di lista devono
essere adeguatamente formati. I partiti facciano qualche manifesto in meno ma spieghino ai propri esponenti
cos'è il Comune e quale lavoro li attende». Tutte proposte che si attagliano perfettamente alla sua
Fondazione Oltremare, probabile lista civica. «È vero. Peccato che, a Genova, solo con le liste civiche non si
vince. Sergio Castellaneta ci è andato vicino, ma erano altri tempi...». ENRICO MUSSO senatore Pdl
RIPENSAMENTI POSSIBILI 3Per ora sono fuori dalla corsa per Palazzo Tursi. In futuro vedremo
IL DECALOGO DI MUSSO Vendita di tutto il patrimonio immobiliare non strategico 2Privatizzazione di molti
servizi 9Certezza nei tempi di realizzazione dei progetti Pubblicazione su Internet di tutti gli atti, decisioni e
delibere Informatizzazione totale della macchina comunale Premiare al massimo i dipendenti meritevoli
Parcheggi gratis nelle zone blu per i veicoli elettrici o ibridi Stop alle candidature di chi ha subito condanne in
primo grado Trasparenza dei finanziamenti a liste e candidati nella campagna elettorale Corsi di formazione
per candidati alle amministrative nei sei mesi precedenti il voto GRAFICI IL SECOLO XIX
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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L'EX CANDIDATO DEL PDL LANCIA UN DECALOGO PER L'ASPIRANTE SINDACO L'INTERVISTA
11/07/2010
Il Tempo - Ed. nazionale
(tiratura:76264)
La legge Brunetta? La rispetta solo lui
Viviana Spinella
Una casa «di vetro», poco trasparente e con molte zone d'ombra. È l'amministrazione pubblica italiana, che
resiste ad ogni tentativo di modernizzazione e rifugge gli sforzi di chiarezza. C'è una legge che li impone, la
numero 69 del 18 giugno 2009. C'è un ministro competente, Renato Brunetta, che dell'«Operazione
trasparenza» ha fatto la sua battaglia politica con uno slogan, almeno quello, efficace: «Conoscere per dare
fiducia». Ma i suoi colleghi di governo sono i primi a non dare seguito alla norma. E così chi detiene il potere
di applicare le leggi, è il primo ad eluderle.
Eppure l'articolo 21 della normativa è chiaro: «Ogni amministrazione - si legge nella presentazione sul sito del
ministero della Funzione Pubblica - è tenuta a comunicare e pubblicare online incarichi affidati a consulenti e
collaboratori esterni; incarichi retribuiti ai dipendenti pubblici; consorzi e le società a totale o parziale
partecipazione pubblica; distacchi, aspettative e permessi sindacali, nonché aspettative e permessi per
funzioni pubbliche elettive; nominativi dei dirigenti (curriculum vitae, retribuzioni e recapiti istituzionali) e tassi
di assenza e presenza del personale, aggregati per ciascun ufficio dirigenziale». Tutto per mettere in grado il
cittadino di conoscere chi amministra la cosa pubblica, con quale retribuzione, con quale assiduità. E
consentire a chiunque di entrare in contatto con gli abitanti della «casa di vetro».
Il modello è quello riportato sul sito del ministero della Pubblica Amministrazione: Brunetta annota
puntualmente dati riguardanti la sua retribuzione mensile (15mila e 500 euro esclusa tredicesima e «altri
eventuali emolumenti mensili, rimborsi forfetari e varie, disposti con deliberazioni dell'ufficio di presidenza
delle Camere»), quella del sottosegretario Augello (3 mila euro cui si somma lo stipendio da senatore di
11mila 700 euro), curricula e incarichi del suo staff e dei consulenti esterni.
Impossibile, invece, sapere quanto guadagna il ministro dell'Economia, o quello degli Esteri, solo per fare due
esempi. Dai loro siti non risulta. Così come dalla homepage del Tesoro, dove il link «Operazione
trasparenza» è del tutto omesso. Secondo il dicastero della Funzione pubblica (monitoraggio aggiornato al 14
maggio scorso), i ministeri che hanno dato notizia delle retribuzioni in modo conforme alla legge sono: Affari
Esteri, Giustizia, Economia e Finanze, Sviluppo Economico, Politiche Agricole, Ambiente, Lavoro e Politiche
Sociali, Salute, Istruzione università e ricerca, Beni Culturali, Presidenza del Consiglio. Anche se, a ben
guardare, basta arrivare fino in fondo ai curricula pubblicati sui siti istituzionali per accorgersi come alcuni
(presi a campione) abbiano riportato «euro 0» alle voci «retribuzione annua», «stipendio tabellare»,
«posizione parte fissa», «posizione parte variabile», «retribuzione di risultato», «totale annuo lordo». Così al
ministero della Giustizia, o a quello dell'Economia.
Interno e Difesa hanno pubblicato dati generici per profilo, non nominativi, mentre Infrastrutture e Trasporti
hanno comunicato solo cifre parziali. «Complessivamente - è il bilancio del Ministero della Pubblica
Amministrazione - il monitoraggio evidenzia una situazione largamente positiva (soprattutto se riferita a quella
registrata alcuni mesi or sono) nel processo di adempimento degli obblighi di legge sulla trasparenza. L'unico
dato negativo ricorrente riguarda semmai un mancato aggiornamento sui rispettivi siti istituzionali dei tassi di
assenza/presenza del personale afferente a ciascuna unità dirigenziale».
Per gli inadempienti e i responsabili degli omissis, un apposito decreto legislativo (150 del 2009), prevede
all'articolo 11, comma 9, una speciale sanzione, ovvero il «divieto di erogazione della retribuzione di risultato
ai dirigenti preposti agli uffici coinvolti». Per tutti, eccetto per la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Con una
circolare, datata gennaio 2010, il ministro Brunetta ha ribadito infatti l'esclusione dalle sanzioni per gli inquilini
di Palazzo Chigi già stabilita dall'articolo 73 del decreto legislativo. «A differenza dell'articolo 21 della legge
69 del 2009, le cui prescrizioni sono dirette, per esplicita previsione, a tutte le amministrazioni pubbliche (...) si legge nella circolare -, il decreto legislativo numero 150 del 2009 non si applica direttamente alla
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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TrasparenzaI cittadini faticano a raccogliere le informazioni online
11/07/2010
Il Tempo - Ed. nazionale
(tiratura:76264)
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Presidenza del Consiglio dei Ministri».
Sarà lo stesso Presidente del Consiglio ad emanare appositi decreti per determinare «limiti e modalità di
applicazione delle disposizioni, anche inderogabili, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri». Il tutto in
funzione «della peculiarità del relativo ordinamento che discende dagli articoli 92 e 95 della Costituzione».
Capitolo a parte, poi, è quello dei ministri «senza portafoglio». Cioè di quelli che rientrano a pieno titolo
nell'ambito della Pubblica amministrazione, ma non hanno autonomia di spesa. Anche tra di loro c'è chi
infrange la legge: il ministero del Turismo, responsabile Michela Vittoria Brambilla, per esempio, sul web
semplicemente non esiste. Impossibile venire a conoscenza della benché minima informazione su uffici,
dirigenti, stipendi o assenze del personale.
Sul portale del governo viene riportato solo l'indirizzo postale, il numero di telefono della segreteria del
ministro e l'indirizzo mail dell'ufficio stampa. Certo, Michela Vittoria Brambilla ha un sito internet personale,
con tanto di foto e appuntamenti ufficiali. Ha realizzato Italia.it, il portale che dovrebbe incentivare il turismo
nel Belpaese. Ma di indirizzo istituzionale neanche l'ombra. Di conseguenza, la struttura e l'organizzazione
del ministero (nato appena un anno fa, l'8 maggio 2009, a seguito della promozione da sottosegretariato della
Presidenza del Consiglio) resta per i cittadini un vero e proprio mistero.
Ha un sito istituzionale ma non vi riporta alcun dato legato alla trasparenza il ministro per la Semplificazione
normativa Roberto Calderoli. Riporta invece informazioni incomplete un altro ministro senza portafoglio
Giorgia Meloni: al link «Operazione trasparenza» corrispondono stipendi dei dirigenti e dei consulenti esterni,
indirizzi email e numeri di telefono. Per i curriculum vitae di alcuni amministratori bisogna rivolgersi al sito
internet della presidenza del Consiglio. Dei tassi di presenza degli uffici neanche l'ombra. Peggio di lei fa
Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità. I compensi riportati si riferiscono solo ai consulenti ed
esperti del Dipartimento. Dei curricula ed emolumenti dirigenziali non c'è traccia. Per non parlare della
produttività degli uffici.
10/07/2010
ItaliaOggi
Pag. 22
(diffusione:88538, tiratura:156000)
Crediti p.a. scelta tra tasse o cartelle
La possibilità delle imprese di compensare i crediti commerciali vantati nei confronti degli enti delle regioni
enti locali e degli enti del servizio sanitario nazionale con i debiti fiscali iscritti a ruolo, previsto da un
emendamento del relatore alla conversione della manovra economica, introduce un principio di civiltà fiscale.
Tuttavia, la necessità di limitarne l'impatto sulle entrate dello stato, circoscrivendo l'applicabilità ai soli debiti
emergenti dalle inadempienze fiscali dei contribuenti, determina delle iniquità e delle limitazioni future,
determinate dallo stesso dl 78/2010. La crisi economica, in particolar modo nei due anni passati, in molti casi
ha messo i contribuenti di fronte alla drammatica scelta: se pagare gli stipendi ovvero ritardare il pagamento
di imposte, comunque dichiarate. Questa scelta ha, conseguentemente determinato la formazione di ruoli e
quindi l'invio di cartelle esattoriali alle imprese. Questa possibilità, consente, quindi, a questi contribuenti di
utilizzare i crediti commerciali, vantati nei confronti di alcune amministrazioni pubbliche sopra richiamate, per
assolvere questi debiti pregressi, ovviamente solamente se si tratta di crediti non prescritti, certi, esigibili e
certificati. Se questo è l'aspetto positivo della norma, comunque da rimarcare, non si può non considerare
che limitare la possibilità di compensare i crediti con i debiti iscritti a ruolo, determina delle forti iniquità,
risolvibili solamente dalla progressiva estensione del principio ai debiti fiscali emergenti dalle dichiarazioni
annuali. L'assurdo che emergerebbe dalla norma è che un'azienda che, ad esempio, vanta un credito da una
Asl per la vendita di una Tac, per ottenere il pagamento sarebbe spinta alla creazione di un ruolo di pari
ammontare, magari scegliendo volutamente di non pagare le imposte dichiarate per l'importo corrispondente.
Il costo dell'operazione sarebbe il 10% del credito (sanzione del 30% ridotta ad 1/3, sull'omesso versamento,
necessario per creare la provvista). Quindi, a questo punto l'ago della bilancia sarebbe determinato dal tasso
di sconto applicato dalla banca sul credito commerciale di cui si è certificata l'esistenza ai sensi dell'art. 3, c.
3-bis del dl n. 185/2008. Non bisogna, infatti, dimenticare che l'articolo da ultimo citato prevede la possibilità
per tutti i contribuenti, anche se limitata agli anni 2009 e 2010, di chiedere la certificazione dell'esistenza dei
crediti proprio alla regione enti locali, al fine di chiedere poi al settore bancario l'anticipazione delle somme
ovviamente a pagamento. Ribadendo ancora una volta l'assoluta importanza del principio, appare comunque
evidente sia la sperequazione tra chi paga e non paga le imposte, dal momento che solo questi ultimo
potrebbero usufruire di questa possibilità, sia le spinte ai ritardi nei pagamenti delle imposte, finalizzati alla
creazione del debito che consente di sfruttare la possibilità concessa.Non bisogna, infine, dimenticare che
l'art. 29 del dl 78 dispone che, a decorrere dal 1° luglio 2011, le somme dovute a seguito di accertamento non
saranno più riscosse a mezzo ruolo; il titolo esecutivo sul quale sarà impostata la riscossione coattiva sarà lo
stesso avviso di accertamento.
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Pmi & pubblica amministrazione
10/07/2010
ItaliaOggi
Pag. 27
(diffusione:88538, tiratura:156000)
P.a., no al blocco degli stipendi
Battaglia: affrontare le vere criticità, non gli aspetti marginali
«In una manovra economica già durissima, il governo non può permettersi il lusso di compiere errori cruciali
che danneggiano sia il lavoratore pubblico che la pubblica amministrazione in generale». È quanto afferma
Massimo Battaglia, segretario generale della federazione Confsal-Unsa, quarta organizzazione sindacale che
opera nei comparti dei ministeri e della presidenza del consiglio dei ministri.Battaglia punta il dito non solo
contro le norme del decreto legge n. 78/10 che danno corpo alla manovra di giugno, ma specialmente verso i
lavori in commissione bilancio del senato che non hanno prodotto miglioramenti sostanziali al testo del
decreto, pur in quelle parti che oggettivamente mostravano il fianco a numerose critiche e perplessità.«Si
possono capire alcune inesattezza, pur pesanti, in un atto della corposità e della complessità del dl 78/10, tra
l'altro scritto in un tempo ristretto rispetto alla dimensione degli aspetti toccati, che avrebbero richiesto un
approfondimento e uno studio di mesi; mesi che di fatto non sono stati disponibili, vista la crisi economica
interna e internazionale, compresa la zona euro. Ma non è ammissibile che nella fase di conversione in legge
di un decreto legge non vengano apportate delle necessarie e sostanziali migliorie al testo originario»,
sentenzia Battaglia.Molti in effetti sono i punti che fanno ritenere «iniqua» la manovra ai pubblici dipendenti.
Di certo la cancellazione della tornata contrattuale 2010-2012 ha fatto reagire immediatamente la federazione
Confsal-Unsa che ha presentato all'autorità politica un piano alternativo per garantire la sostenibilità della
spesa dei salari pubblici per le casse dello stato: valutare le maggiori entrate al 2011 derivate da una seria
politica di lotta all'evasione fiscale (valutata in circa 120 miliardi l'anno!) e finanziare il rinnovo dei contratti,
con priorità per i lavoratori delle fasce di reddito medio-basse.Ma oltre a questo, ciò che è inammissibile per i
lavoratori pubblici è la disciplina del loro trattamento economico. «La cancellazione dei contratti è una scelta
politica su cui siamo e restiamo totalmente contrari. Siamo lavoratori e il lavoro è e deve essere basato
sempre su un contratto. Ma ciò che non è ammissibile è come viene trattato lo "stipendio pubblico" sia dalla
manovra, che lo fa in modo sbrigativo ed errato, ma che fa anche la commissione bilancio del senato, che lo
fa in modo superficiale e non competente», osserva Battaglia.Ma su quale punto insiste con forza il segretario
generale della federazione Confsal-Unsa? L'art. 9 comma 1 della manovra di fatto impedisce che per gli anni
2011-2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, comprensivo del trattamento
accessorio, superi quello in godimento al 2010, fatta salva l'indennità di vacanza contrattuale.Il riferimento
diretto al trattamento accessorio comporta degli effetti importanti, forse sottovalutati dall'autorità politica. Essa
dimentica che la vita quotidiana presso le amministrazioni si realizza attraverso lo svolgimento di mansioni
spesso particolari che comportano il godimento di indennità legate alle specifiche attività. Cosa accadrebbe
per esempio se un dipendente non ha svolto nel 2010 delle attività cui sono legate delle indennità particolari,
mentre nel 2011 è chiamato dal proprio dirigente a svolgerle e quindi a percepire quelle indennità
accessorie? La norma del dl di fatto crea un tetto non superabile al trattamento goduto proprio nel 2010 dal
dipendente pubblico, e si pone così in contrasto con l'organizzazione funzionale dell'attività quotidiana
dell'apparato burocratico-amministrativo dello stato.«Sono settimane che lavoriamo per mettere in evidenza
le pesanti incongruenze del decreto legge n. 78/10 e per ottenerne una effettiva correzione», dice Battaglia
della federazione Confsal-Unsa, che insieme alla Confsal ha scelto la via costruttiva delle proposte alternative
a quelle sterili e demagogiche della piazza. «Un lavoro che ha fruttato diversi emendamenti che recepivano le
nostre istanze presentate nell'interesse dei colleghi, fino a richiamare l'attenzione diretta del ministro Brunetta
e del presidente della commissione bilancio del senato Azzolini per sanare questa imperdonabile lacuna del
testo normativo». Del resto la norma può essere modificata e migliorata anche in modo semplice e
funzionale, bilanciando i rispettivi interessi tanto della finanza pubblica quanto dei pubblici dipendenti e delle
necessità organizzative delle amministrazioni. Se il problema del governo è fare cassa sul lavoro pubblico,
come dimostra di voler fare da molto tempo, può intervenire in modo meno scomposto, passando da un
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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La Confsal-Unsa chiede al governo la correzione della manovra su contratto e salario accessorio
10/07/2010
ItaliaOggi
Pag. 27
(diffusione:88538, tiratura:156000)
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
approccio rigido e individualizzato ad uno elastico e collettivo, per esempio facendo riferimento al monte
salari pubblici che non deve superare quello del 2010 e non contemplando i singoli stipendi, tabellari e
accessori, in godimento dai singoli dipendenti.«Alcuni passi di miglioramento della norma in commissione
sono stati ottenuti» nota Battaglia, che però prosegue chiarendo che «essi si dimostrano marginali rispetto
agli aspetti cruciali su cui siamo impegnati a sollevare l'attenzione dell'autorità politica. Escludere dal divieto
di superamento del trattamento economico goduto al 2010 voci particolari come quelle relative alle malattie,
alla maternità o missioni all'estero è un passo doveroso ma reputato da noi come assolutamente
insufficiente».Il braccio di ferro con le regioni e gli enti locali sembra però occupare le energie del governo
impegnato a difendere le proprie posizioni da attacchi esterni. Fino a quando potrà essere impermeabile alle
sollecitazioni provenienti da più parti? A bene vedere però il tema delle risorse tagliate alla regioni e agli enti
locali si collega direttamente con i pubblici dipendenti attraverso le vie articolate della tassazione. Se regioni e
enti locali si troveranno con le risorse notevolmente ridimensionate, dovranno sopperire con altre forme di
introito, proprio attraverso il classico espediente della tassazione. Lo stesso governo che aveva promesso un
taglio delle tasse, e che dichiara di volerlo ancora fare quando le condizioni lo permetteranno, sta ponendo le
basi per un aumento della tassazione locale quale ad esempio l'addizionale regionale e quella comunale, già
di fatto incrementate per quegli enti in situazione finanziaria critica.L'effetto di ciò è che a fronte della
cancellazione dei contratti per il 2010-2012 e dell'aumento del prelievo tributario, la busta paga dei lavoratori
pubblici, che in Italia è già al di sotto degli standard europei, sarà più leggera, anche in virtù dell'effetto
combinato con la dinamica inflativa del periodo considerato.«Se ciò risponde davvero al principio di "equità
sociale" cui si ispirerebbe la manovra è cosa tutta da dimostrare. Non basta non tagliare gli stipendi, come
invece avvenuto in Spagna, per parlare di "misure eque" se poi questi di fatto vengono tagliati direttamente
con tasse prossime venture o da quell'inflazione che erode il potere di acquisto delle famiglie», prosegue il
segretario generale della federazione Confsal-Unsa «Bisogna rendersi conto che i lavoratori non riescono
oggi neanche più a scioperare perché non possono perdere un solo centesimo dello stipendio. Abbiamo dati
preoccupanti che evidenziano un crescente ricorso all'usura per poter far quadrare il mese e far fronte a tutte
le spese. Ciò comporta già oggi e ancor più in prospettiva un problema sociale e politico di gravità
immensa.»«Chiediamo poche cose, ma precise e concrete: la possibilità di riaprire la tornata contrattuale
2010-2012 verificate le maggiori entrate fiscali al 2011, perché le risorse per uscire dalla crisi ci sono e
possono essere trovate con la lotta all'evasione laddove esistono; e chiediamo di eliminare il riferimento al
salario accessorio dal testo della norma, per consentire un funzionamento regolare delle amministrazioni,
permettendo ai dipendenti di fruire del salario collegato alle mansioni effettivamente svolte per il datore
pubblico.»
10/07/2010
La Gazzetta Del Mezzogiorno - Foggia
Pag. 7
(tiratura:63756)
R I L E VA Z I O N I
• Anche a Foggia è stata «accesa» la rete di telecomunicazioni senza fili WiMax completamente finanziata e
realizzata da Linkem, per garantire a tutti i cittadini servizi di connettività ad Internet veloce. Il progetto è stato
presentato al Comune. La tecnologia WiMAX ha permesso una rapida infrastrutturazione dell'area di Foggia
con un moderno sistema di telecomunicazioni a banda larga senza fili che non necessita dell'interramento dei
cavi, degli scavi e delle successive e costose opere di manutenzione, evitando i forti disagi per le attività
urbane. Durante la cerimonia di inaugurazione della nuova Rete che si è tenuta nella sala Consiliare di
Palazzo di Città, è stato anche siglato l'accordo tra il Sindaco, Gianni Mongelli, e il Direttore Commerciale di
Linkem, Pietro Bontempi, per assicurare l'intera copertura della Città e l'erogazione di una serie di
agevolazioni tariffarie a favore di specifiche categorie, appartenenti alla realtà sociale, ai settori della
Pubblica Amministrazione e al sistema delle imprese, che saranno individuate dal Comune. La stessa
Amministrazione, inoltre, sta valutando la possibilità di realizzare, grazie alla rete di telecomunicazioni già
attivata, alcune aree Wi-Fi pubbliche nella città, dove tutti i cittadini potranno navigare in Internet
gratuitamente con il proprio PC. Durante la cerimonia il Sindaco Gianni Mongelli ha dichiarato che «attraverso
questa tecnologia innovativa abbiamo ora una completa copertura della città grazie alla quale chiunque potrà
navigare anche all'aperto. Iniziative come questa hanno un forte significato sociale per l'intera Città e
rappresentano un importante esempio di come la collaborazione tra Amministrazioni pubbliche e settore
privato possa contribuire all'estensio - ne di servizi per la coll e t t iv i t à » . L'Assessore allo Sviluppo
Economico, Federico Iuppa, ha dichiarato di essere «soddisfatto per la realizzazione della rete WiMAX che
potrà garantire nuove opportunità per la cittadinanza, in termini sia di sviluppo economico del territorio che di
utilità sociale e che conferma, inoltre, la nostra attenzione alla diffusione dell'innovazione tecnologica sul
territorio di Foggia». Soddisfatto anche il Direttore Commerciale di Linkem, Pietro Bontempi, che si dichiara
«orgoglioso dell'accordo stretto con il Comune e di aver portato una tecnologia così all'avanguardia nel
foggiano, in qualità di operatore licenziatario delle frequenze WiMAX in Italia impegnato nella diffusione della
banda larga e che riserva particolare attenzione al Meridione».
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Sbarca a Foggia la banda larga con la rete WiMax
10/07/2010
La Nazione - Massa carrara
Pag. 8
(tiratura:176177)
L'Apt rinnova il "look" del sito internet
- MASSA - L'APT rinnova il "look" al proprio sito, realizzato dalla ditta Aicod di Parma. Meno testo, molte
immagini e video, «per emozionare e suscitare l'interesse del visitatore, - ha sottolineato il direttore Antonio
Tarantino - che deve essere rapito dalle bellezze del nostro territorio». Mirato al nuovo internet, il sito
permetterà l'integrazione con i social network, facebook in primis. Video, immagini e testi accattivanti sono la
nuova linea di comunicazione dell'Apt, che nei prossimi mesi punterà anche su uno spot televisivo di 30'',
realizzato da Daniele Rocca di "Danae project", da trasmettere in tutte le emittenti locali d'Italia e soprattutto
del nord Europa, che cercherà di promuovere le peculiarità del territorio, sfruttando un "fil rouge" che sfrutta
l'immagine del castello, da quello di sabbia alle rocche della Lunigiana. Muovendosi nell'era della
digitalizzazione, l'apt punta a fornire un servizio continuativo al turista «anche quando gli uffici sono chiusi ha conluso Tarantino -. Di fronte alla sede è stato installato un totem informativo che da lunedì trasmettera
tutte le informazioni del territorio, da dove soggiornare a cosa visitare, sempre aggiornato con il sito». Resta
invece ancora inattivo il servizio di prenotazione del sito, in attesa che la Regione Toscana riesca a
raggiungere le 200 strutture iscritte, necessarie per far partire il progetto.
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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TURISMO TRA LE INIZIATIVE PROMOZIONALI ANCHE UNO SPOT TELEVISIVO
10/07/2010
La Nazione - Viareggio
Pag. 13
(tiratura:176177)
Atti via internet con «carta zero». Comune pilota
ENTRARE in municipio, bussare alle porte dei vari uffici, e restare in attesa di parlare con i tecnici e il
personale in servizio, d'ora in avanti - stando a quanto garantito dal sindaco Franco Mungai e da
rappresentanti della Regione - rimarrà solo un ricordo. E tutto questo, grazie al progetto «Carta zero»,
l'iniziativa promossa da Comune e Regione al fine di snellire i tempi di attesa della pubblica amministrazione.
Perché le code rimangano una vecchia abitudine, è però necessario possedere un computer dotato della
connessione internet. STANDO seduti davanti al pc, pertanto, gli utenti potranno da subito mettersi
telematicamente in contatto con gli uffici del municipio, ma potranno anche ricevere risposte e chiarimenti e
conoscere quali sono le gare d'appalto aperte. Il tutto, fermo restando il fatto che il progetto riguarda i
documenti diretti agli uffici del Comune, dunque le pratiche in entrata nel palazzo municipale, e che per poter
usufruire del servizio è necessario disporre di una casella di posta elettronica certificata (Pec). Tutti i
messaggi che tramite Pec arriveranno in piazza Taddei, dunque, saranno visualizzati dal protocollo e poi
smistati negli uffici competenti, ottenendo lo stesso valore giuridico attribuito a una raccomandata con
ricevuta di ritorno. Allo stesso tempo, inoltre, l'utente che avrà inviato la comunicazione riceverà il messaggio
di avvenuta lettura, unitamente all'indicazione del numero di protocollo con il quale viene registrata la pratica.
LA REALIZZAZIONE di questo programma informatico, al quale il comune di Massarosa è stato il primo ad
aderire in Toscana, è reso possibile grazie al fatto che l'ente è entrato a far parte di «Apaci» (amministrazioni
pubbliche aperte ai cittadini e alle imprese), il sistema web adottato dalla Regione sia per ridurre le distanze
tra i comuni e la cittadinanza, sia per limitare il consumo della carta. Entro fine mese, inoltre, sempre
attraverso il pc, i professionisti potranno visionare lo stato delle pratiche edilizie. Per accedere a questi
servizi, basta collegarsi al sito «www.comune.massarosa.lu.it», cliccare sulla voce «Il Comune», andare su
«Pec» e poi su «Apaci», e quindi eseguire le operazioni di cui si ha bisogno. Gianluca Zaccheo Image:
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PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Il Palazzo non è più un rebus Ora si entra stando in poltrona
10/07/2010
La Padania
Pag. 6
(tiratura:70000)
- Il Consiglio dei ministri ha proseguito l'esame, iniziato lo scorso 18 giugno, dello schema di disegno di legge
costituzionale che propone «una rivisitazione in senso liberista» degli articoli 41 e 118, comma quarto, della
Costituzione, nonché dell'articolo 97, dedicato alla pubblica amministrazione. «Lo spirito che informa la
proposta di modifica della Costituzione è improntato - si legge in una nota della Presidenza del Consiglio dei
ministri - per quanto riguarda i primi due articoli, alla rimozione degli ostacoli che si frappongano fra il libero
imprenditore e la realizzazione dell'intrapresa, esaltandone la responsabilità personale nonchè il ruolo dei
livelli territoriali di governo nel concorso alla realizzazione dell'iniziativa economica, mentre le modifiche
proposte alla disciplina costituzionale in materia di pubblica amministrazione (articolo 97) perseguono
l'obiettivo di incrementare la qualità, l'efficienza, l'efficacia e la trasparenza. L'esame del provvedimento
proseguirà in sede tecnica nell'ambito del Gruppo di lavoro appositamente costituito». L'articolo 41 della
Costituzione recita: «L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale
o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i
controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini
sociali». L'articolo 118 della Costituzione recita: «Spettano alla Regione le funzioni amministrative per le
materie elencate nel precedente articolo, salvo quelle di interesse esclusivamente locale, che possono
essere attribuite dalle leggi della Repubblica alle Province, ai Comuni o ad altri enti locali. Lo Stato può con
legge delegare alla Regione l'esercizio di altre funzioni amministrative. La Regione esercita normalmente le
sue funzioni amministrative delegandole alle Province, ai Comuni o ad altri enti locali, o valendosi dei loro
uffici». L'articolo 97 della Costituzione recita: «I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge,
in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'am minis trazi one. Nell'ordinamento degli
uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari. Agli
impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge».
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Libertà d'impresa, avanza il progetto di riforma
12/07/2010
ItaliaOggi Sette
Pag. 40
(tiratura:136577)
Secondo l'ultima indagine condotta dal Consorzio Almalaurea, il 55% dei laureati sia triennali che specialistici
del 2009 ha fatto un tirocinio. Segno che qualcosa si muove sul fronte universitario: impegnati a ridurre le
distanze dal mondo del lavoro, molti atenei si sono dotati di uffi ci tirocini effi cienti, che consentono agli
studenti di entrare in contatto con le aziende già durante gli anni dell'università. Con la prospettiva di
arricchire il loro curriculum nel momento in cui andranno a proporsi per un posto di lavoro. Lo stage
universitario è particolarmente diffuso tra gli studenti di Educazione fi sica (l'82% siè espresso in tal senso), di
Agrariae Psicologia (entrambi con il 79%)e Chimica (75%). Per favorire il ricorso allo stage, alcuni corsi di
laurea hanno attribuito a questa esperienza un certo numero di crediti formativi, consentendo così di
avvicinarsi per questa strada al totale imposto dal piano di studi. Lo strumento più tradizionale per mettere in
relazione offerta e domanda di stage è la classica bacheca appesa sul muro dell'uffi cio stage. Lo studente
interessato alla posizione prende contatto con il responsabile dell'ateneo su questo fronte e valuta tutte le
caratteristiche del percorso, nonché la corrispondenza con le proprie attitudinie il corso di studi seguito. In
caso di esito positivo,è la stessa università a prendere contatto con l'azienda per organizzare un colloquio di
selezione. Sempre più atenei, comunque, si stanno indirizzando verso la multimedialità: all'Università di
Trento forniscono agli studenti gli strumenti per realizzare un video-curriculum di presentazione da due
minuti, indicando anche le tecniche per una comunicazione effi cace. Sul sito Internet della struttura
(http://stage-placement.unitn.it) è possibile trovare la modulistica necessaria per candidarsi a uno stage,
nonché una serie di consigli (da come individuare l'azienda in linea con il proprio profi lo a come scrivere un
curriculum e una lettera di presentazione effi caci, sino a come gestire il colloquio con il selezionatore).
L'Università di Firenze ha istituito il Servizio St@ge, accessibile previo inserimento delle proprie credenziali
(http://sol.unifi .it/stage/stud_jsp/login.jsp), che riporta l'elenco delle aziende convenzionate con l'ateneo e i
curricula degli studenti. Stessa strada seguita dall'Università Bicocca di Milano, con il servizio di stage online
(http://servizionline.iulm.it/ esse3/Start.do). Il Politecnico di Milano (www.polilink.polimi. it), oltre agli annunci
consente anche di consultare lo storico della propria posizione in merito agli stage e di realizzare il proprio
video-curriculum. La nuova fase che stanno vivendo gli atenei trova conferma anche nei rapporti più stretti
con il mondo aziendale. «Per quanto ci riguarda si tratta del canale più importante per venire in contatto coni
giovani da accogliere in stage», commenta Cristina Scialino, responsabile risorse umane di L'Oréal. La
multinazionale della cosmetica ha siglato accordi di partnership con diverse università sul territorio nazionale
e organizza periodiche presentazioni di case history. «Da noi arrivano laureandi e neolaureati in tutte le
discipline, da economia a fi losofi a, da lettere a ingegneria gestionale», spiega Scialino. Lo stage dura
mediamente sei mesi e prevede due momenti di verifi ca,a metà e alla fi ne del percorso. «L'80% degli
assunti trai profi li junior arriva da questo percorso», aggiunge. L'Oréal ha avviato anche un percorso di stage
internazionali, denominato Europportunity, che consente di effettuare il periodo di tirocinio in una delle sedi
europee dell'azienda. Lo scorso anno ci sono state cinque assunzioni di giovani passati per questa strada. Lo
stage può essere svolto anche presso un uffi cio della pubblica Amministrazione, alle stesse condizioni
(convenzione con l'ateneo, nel caso degli universitari) previste per gli altri tirocini. È bene tenere presente,
comunque, che questo periodo non offre vantaggi in caso di concorsi: i bandi che premiano la precedente
attività lavorativa nel settore pubblico, infatti, riferiscono esclusivamente al personale che ha lavorato come
dipendente. Ciò non esclude che un'esperienza nella P.A. possa risultare profi cua per la propria formazione.
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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La bacheca è on-line
10/07/2010
Il Roma
Pag. 5
(diffusione:27500, tiratura:125000)
Asl, slittano ancora i commissari
di Mario Pepe NAPOLI . Doveva essere, quella di ieri, per la giunta regionale la giornata delle nomine, in
particolare quelle dei vertici delle Asl. Invece, tutto è slittato alla prossima settimana. Sulle indicazioni non c'è,
a quanto pare, ancora la quadratura. Stessa sorte, inoltre, gli incarichi per gli Ept, che pure avrebbero dovuto
essere conferiti nella stessa seduta. In questo caso, però, "galeotta" è stata l'approvazione, nel consiglio
regionale dell'altro ieri, della legge che, tra gli altri punti, introduce la figura del commissario per gli stessi enti.
Con la particolarità che non si dovrà passare per bandi o iscrizioni ad albi: la nomina sarà di esclusiva
competenza politica. Con ogni probabilità, a questo punto si attenderà la promulgazione della legge per poi
procedere agli atti conseguenti. Il tutto mentre lunedì si svolgerà, alla Mostra d'Oltremare, un seminario di
lavoro, con il governatore Stefano Caldoro, il vicepresidente Giuseppe De Mita e l'assessore Pasquale
Sommese nel corso del quale saranno illustrate le linee guida sulla riforma della Pubblica amministrazione
che Palazzo Santa Lucia ha intenzione di varare prima della fine di luglio. Ma dalla riunione dell'esecutivo
campano escono fuori, comunque, decisioni importanti. In primis, la previsione, per le farmacie
convenzionate con l'Asl Napoli 1, del pagamento delle spettanze di gennaio e febbraio, con un esborso di 49
milioni di euro, con l'impegno ad ulteriori delibere di stanziamento. Prorogata, inoltre, su proposta
dell'assessore al Lavoro Severino Nappi, l'attività dei lavoratori socialmente utili a titolarità regionale. È stata
revocata la delibera del 19 marzo 2010 sui Patti formativi locali, perché assunta nella fase preelettorale, per
una valutazione successiva. Giuseppe Carannante, su proposta del titolare del Personale, Sommese, è stato
nominato coordinatore dell'Area 3 mentre Agnese Borrelli entra a fare parte del Collegio medico regionale. Ok
anche al calendario venatorio per l'annata 2010-2011: la caccia sarà aperta dalla terza domenica di
settembre al 31 gennaio dello prossimo anno, con una pre-apertura per quaglie e tortore nei giorni 1, 5, 8, 12
e 15 settembre. Passa anche la proposta di istituzione di un Tavolo Verde per l'agricoltura e lo sviluppo
rurale, di cui faranno parte, tra gli altri, due rappresentanti per ciascuna delle organizzazioni professionali
agricole più rappresentative a livello nazionale. Via libera, inoltre, alla campagna antincendi boschivi per
l'anno in corso, con la pianificazione della attività di Protezione civile sul territorio per fronteggiare gli incendi.
Infine, su proposta dell'assessore Edoardo Cosenza c'è il lasciapassare all'approvazione di interventi urgenti
a Guardia Sanframondi per lo svolgimento dei "Riti settennali di penitenza" e il permesso di ricerca di
idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio delle province di Avellino e Benevento. Atti di una seduta nella quale
l'assessore al Bilancio, Gaetano Giancane, ha relazionato sullo stato dell'arte nei conti, ricordando che c'è
necessità di una manovra di bilancio di quasi 500 milioni per riportare in carreggiata la situazione finanziaria
dell'ente. In questo senso, d'aiu-
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ENTI PUBBLICI - Rassegna Stampa 12/07/2010
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
LE DECISIONI LA GIUNTA STANZIA 49 MILIONI PER GLI ARRETRATI DI GENNAIO E FEBBRAIO DEI
FARMACISTI NAPOLETANI
UNIVERSITA
25 articoli
10/07/2010
Corriere della Sera - Ed. nazionale
Pag. 35
(diffusione:619980, tiratura:779916)
Ritorno all' università Dopo i 40 anni (e in carriera) di nuovo a scuola
Perché lo fanno Conoscenze obsolete da rinfrescare e voglia di dimostrare che «il cervello funziona ancora»
AGOSTINO GRAMIGNA
«Scolari non avremo», diceva Carducci nel 1860 «ma solo ascoltanti e dilettanti che vengono all'università
per passare qualche ora. D'altra parte sotto i portici di Bologna fa freddo. Meglio andare a sentire l'istrione
pagato che si chiama professore».
Oggi all'università (in teoria) ci si va solo per studiare. Ma a sentire i professori, istrioni o no, ci vanno sempre
meno giovani. Il motivo è semplice: negli ultimi 25 anni in Italia è scomparso il 40% dei diciannovenni. Così le
scuole superiori sfornano qualcosa come 450 mila diplomati l'anno. Un'inezia, che le università si contendono
all'ultimo iscritto. Per ovviare al problema si potrebbe ritornare agli uditori tipo quelli che andavano ad
ascoltare Carducci (aboliti nel 1925). Oppure ricorrere al potenziale mercato dei 3 milioni di laureati tra i 35 e
50 anni. Quelli che potrebbero rimettere piede nelle università «per prendersi un'altra laurea, per finire gli
studi che avevano lasciato e per riposizionarsi sul mercato del lavoro», come spiega Andrea Cammelli,
grande conoscitore di atenei, professore di Statistica a Bologna nonché direttore di Almalaurea.
Nel 2008, ultimo dato a disposizione del Ministero dell'università, i laureati over 35 sono stati 30.772 di cui
16.413 maschi e 14.359 femmine. L'Almalaurea di Bologna dispone di una banca dati di 1 milione e 400 mila
laureati. Una bella fetta dei «dottori» nostrani. Nel 2009 l'8,4% di questi si sono laureati in tarda età. Erano il
7,9% nel 2006.
Alessandra Rea ha 48 anni e vive a Gorizia. S'era diplomata in un istituto tecnico. Non era la sua
inclinazione. Così s'era iscritta all'università, facoltà di Lettere. Il matrimonio e una figlia l'hanno costretta a
interrompere gli studi. Quando la figlia è cresciuta, ha ripreso: la laurea l'ha conseguita nel 2000, quindi a 40
anni (Lettere moderne a Trieste) e nel 2005 ha conseguito il diploma post universitario d'archivista, sempre a
Trieste. Faticoso? «Assolutamente no». Rea è una tosta, studiava greco la notte.
In realtà basta rivolgersi a qualunque università per trovare molte storie di questo tipo. Alla Sapienza di Roma
in dieci anni si sono laureate più di 8 mila persone ultraquarantenni. Il dato curioso è che 2.800 sono quelli
usciti dalla facoltà di Medicina e chirurgia 1 e 2. Alla Cattolica i laureati over 35 sono stati 691 negli ultimi 3
anni.
I numeri sono più corposi rispetto a due generazioni fa, quando Cammelli insegnava a Bologna: «Fino agli
anni '80 erano poche le persone che ritornavano all'università dopo i 40. Solo chi aveva soldi. Oggi sono
sempre più le donne che si riiscrivono». Rispetto a una quindicina di anni fa è semplicemente cambiato il
mondo. La competizione internazionale è fortissima e il mercato del lavoro richiede formazione continua. «C'è
una quantità rilevante di 40-45enni le cui conoscenze apprese solo 15 anni fa sono obsolete. Questa è una
delle cause dell'aumento di quarantenni universitari», dice Cammelli.
Il problema è che il sistema appare inadeguato. Il mondo universitario è concepito ancora per i diciannovenni.
A Boston la biblioteca è aperta 362 giorni l'anno dalle 7 del mattino alle 24. Gli orari delle lezioni sono
flessibili. Per la quarantenne lavoratrice-mamma-studentessa Rea non è stato semplice frequentare la
biblioteca di Storia a Trieste: chiudeva il venerdì alle 12.30. I quarantenni che vogliono studiare hanno meno
chance dei loro coetanei francesi, tedeschi o inglesi. Nonostante una legge (509 del 1999) fatta per
«introdurre apposite modalità organizzative per gli studenti non impegnati a tempo pieno». Del resto il
confronto con il resto del mondo ci vede penalizzati su più livelli. I dati Ocse dicono che nella fascia d'età tra i
24 e i 35 anni si laureano da noi in 19 su 100, contro i 36 di altri Paesi avanzati. L'UnionCamere ci informa
che per ogni 100 posti di lavoro in Italia 11 sono riservati a laureati. Negli Usa sono 32.
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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TEMPI LIB E RI Stili di vita viaggi tecnologia benessere Gli atenei se li contendono. Storie di padri e madri
che finiscono gli studi prima dei figli
10/07/2010
Corriere della Sera - Ed. nazionale
Pag. 35
(diffusione:619980, tiratura:779916)
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
96
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Maria Rosaria Addonizio una laurea l'aveva già. Poi a 50 ne ha presa un'altra. Voleva dimostrare a se stessa
che il suo cervello funzionava ancora. Ha trovato un mondo diverso: esami con meno pagine. «Per Istologia
ne ho lette 2.800. Ora non si va oltre le 700». S'era laureata in Biologia nel'79 alla Sapienza. La seconda l'ha
presa a Viterbo nel 2007, Enologia. Maria Rosaria di professione si occupa dei controlli degli alimenti. Per
aumentare la sua formazione vorrebbe iscriversi a Perugia per una terza laurea. Se ripensa alla sua
condizione di tardo-studentessa le scappa da ridere: «Ero diventata una sorta di coetanea dei miei tre figli
universitari. Per due di loro non è stato facile: ho finito prima io».
RIPRODUZIONE RISERVATA
10/07/2010
Corriere della Sera - Milano
Pag. 6
(diffusione:619980, tiratura:779916)
Protesta contro i tagli I ricercatori: «Pronti a rifiutare gli incarichi»
Le ragioni Il problema non è la riforma, ma «i punti critici del ddl che rischiano di vanificare il progetto»
Benedetta Argentieri
Al Politecnico hanno firmato una lettera: «Da settembre non accetteremo l'incarico». In Statale oltre il 70 per
cento non ha risposto ai bandi. In Bicocca una mozione di facoltà si impegna a non coprire oltre il carico
stabilito dal regolamento. È la protesta dei ricercatori contro i tagli all'università. Rinunciano alla didattica.
Presentano alternative su come recuperare i fondi «senza dover bloccare gli scatti di anzianità». Si
mobilitano. Però l'idea di far slittare gli esami, come è successo da altre parti in Italia, è stata accantonata.
Almeno per ora.
«Non volevamo che ci rimettessero i nostri studenti. Perché far slittare l'ultimo appello di luglio ci è sembrato
eccessivo». Ma questo, ci tiene a sottolineare Piero Graglia, tra i coordinatori nazionali di Rete 29 aprile in
prima linea nelle protesta, non significa che «staremo in silenzio senza far sentire la nostra voce». Cambiano
quindi le modalità. Ateneo per ateneo.
Così in piazza Leonardo da Vinci è stata sospesa la programmazione didattica per Ingegneria edile. In
Bicocca alcuni corsi di laurea non sono presentabili. E in via Festa del Perdono sette ricercatori su dieci
hanno già comunicato che da settembre non terranno lezioni. Succede a Veterinaria, Scienze, Agraria,
Farmacia, Medicina. E ancora a Scienze Politiche, Lettere e Filosofia. Le università saranno obbligate a fare
concorsi esterni. «E con i tagli ai finanziamenti ci andrà di mezzo la qualità».
Ecco però che si apre uno spiraglio. Una possibilità di mediazione. Perché «la rinuncia può sempre essere
revocata». Già, dipende molto anche da cosa «succederà al Ddl Gelmini, al vaglio al Senato entro la fine del
mese». Il problema non è la riforma universitaria, ma «i punti critici che rischiano di vanificare il progetto».
Quindi chiedono il rifinanziamento del sistema universitario, prospettive certe di carriera e la possibilità di
partecipare alla governance dell'ateneo. Ma non solo: vorrebbero che il Senato accademico prenda
posizione. «Un po' come è successo a Pavia: ha deliberato la sospensione della programmazione della
didattica a causa delle rinunce a ricoprire gli incarichi». In attesa di risposte certe i ricercatori cominciano a
ritirarsi.
RIPRODUZIONE RISERVATA
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Università
11/07/2010
Corriere della Sera - Ed. nazionale
Pag. 3
(diffusione:619980, tiratura:779916)
«Puntare soltanto sul talento: si deve provare anche in Italia»
Ma Cacciari: chi ha i mezzi contribuisca di più Nel secolo scorso si seguiva l'egualitarismo e la ridistribuzione,
oggi si punta sul talento e sul merito Sostenere i migliori è un modo per far avanzare sia l'economia di un
Paese che gli individui Caste chiuse Buona parte di chi parte con un assegno per il reddito lo perde poi
quando si chiedono i risultati Floris: «In un Paese di caste chiuse come il nostro, l'aiuto ai meno ricchi serve
per sfondare le tante, troppe porte chiuse»
Paolo Conti
ROMA - «Mi pare un principio semplice e chiaro. Si premiano i migliori indipendentemente dal reddito. E
sostenere i migliori è un metodo che fa avanzare sia l'economia di un Paese che le singole persone». Roger
Abravanel, per oltre trent'anni in McKinsey come consulente di aziende italiane e multinazionali, autore nel
2009 di «Meritocrazia» (Garzanti), promuove a pieni voti la decisione adottata dal governo federale tedesco:
assicurare a 160.000 studenti universitari meritevoli un sussidio di 3.600 euro annui indipendentemente dal
reddito dei genitori. Al centro dell'interesse non c'è più un gruppo sociale (chi ha un basso reddito) ma il
singolo individuo col suo valore, sganciato dal proprio contesto economico di origine. Figlio di un petroliere o
di un operaio, fa lo stesso.
Sinistre e verdi protestano, molti commentatori dei quotidiani contestano. Ma la proposta della ministra
dell'Istruzione Annette Schavan (Cdu) è ormai varata. Commenta Abravanel: «Negli Usa da cento anni si
assegnano borse di studio ai più meritevoli indipendentemente dal reddito. Obama ha superato il suo test e
grazie a quei soldi si è laureato ad Harvard». E il caso italiano? «Ho proposto al ministro Gelmini l'istituzione
di un Fondo del merito gestito dallo Stato e assegnabile in base a un test nazionale standard. Oggi troppe
scuole superiori al Sud alla maturità assegnano cento e lode. Al Nord sono invece poche. E conoscendo i
tassi di evasione delle tasse, con le borse di studio si rischia di premiare ragazzi poco meritevoli e per di più
figli di ricchi. Con un test unico standard il problema si risolve. Mi auguro che al fondo partecipi Confindustria,
ne ho parlato con Emma Marcegaglia».
Il problema italiano è da anni lo stesso: una società statica, dove l'ascensore sociale è bloccato. I figli dei
professionisti saranno professionisti, i figli degli impiegati non cambieranno status. Se ne è occupato il
Corriere della Sera il 4 luglio dedicando all'argomento due pagine della Cultura («Perché il merito da noi non
vince»). Spiega Massimo Egidi, rettore della Luiss Guido Carli: «Questo principio tedesco rinvia a quello
napoleonico per l'accesso alle Scuole Normali. Allora si favoriva l'accesso dei ceti più poveri. Ora il principio
diventa neutrale. Se io dovessi scegliere oggi, con una ricchezza ragionevolmente distribuita nella
popolazione, tra il principio di equità e quello di selezione basato sulla qualità e il merito, opterei certamente
per il secondo per rintracciare le migliori intelligenze e non farle fuggire in un altro Paese, addirittura in un
altro Continente».
Il mondo dell'imprenditoria guarda con interesse. Dice Claudio Gentili, direttore dell'area educational di
Confindustria: «La prima reazione che ho è: benissimo! Lo dico dall'Italia, dove c'è la più bassa percentuale di
borse di studio. La media Ocse è lo 0.25% del Pil, in Italia siamo allo 0.12%. Da noi assegniamo 100.000
borse, la Francia ne garantisce 400.000». Detto questo? «In assoluto il principio di premiare i migliori è
ottimo. Da noi si sostiene chi ha meno, ma col rischio di non poter verificare l'effettiva condizione sociale. Poi
c'è un discorso sulla qualità dell'università. Sempre in Germania si è deciso di sostenere al massimo le dieci
più grandi e migliori università. Da noi regna l'uniformità. La differenza è tra un Paese che resta seduto e uno
Paese che vuol competere».
Il rettore dell'università Statale di Milano Enrico Decleva (che presiede la Crui, la conferenza nazionale dei
rettori) propone un dato: «Da noi una parte consistente di chi arriva con un assegno vincolato al reddito tende
a perderlo al secondo anno, quando si chiedono i risultati. Qualcosa non ha funzionato: pochi soldi e per di
più buttati. Stiamo lavorando con la Regione Lombardia per alzare i parametri di merito per ottenere quei
sostegni. La nozione del diritto allo studio va rivista. Un tempo si avvertiva l'occasione rappresentata
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Il dibattito Manager, professori e opinionisti in gran parte favorevoli a superare l'egualitarismo
11/07/2010
Corriere della Sera - Ed. nazionale
Pag. 3
(diffusione:619980, tiratura:779916)
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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dall'istruzione come ascensore sociale. Oggi non più». Anche un intellettuale cattolico come il sociologo
Giuseppe De Rita ammette: «Se l'istruzione oggi è un investimento, va fatto ovunque e comunque senza
regole vincolanti. Nel secolo scorso si andava avanti seguendo l'egualitarismo e la redistribuzione, oggi si
punta sul talento e sul merito. E occorre investirci, senza remore e senza contropartite».
Naturalmente non tutti sono d'accordo, anzi. Il filosofo Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia, fondatore
nel 2002 (ed ex preside) della facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele a Cesano Maderno
insorge: «Una stupidaggine totale. Evidentemente alla Germania di oggi avanzano molti soldi...» Ma perché,
professore? «Perché se io avessi un figlio da avviare all'università, sarebbe assurdo che non potesse contare
sul mio aiuto per pagarsi 2.000-3.000 euro l'anno. So bene che in Italia è difficile, per via dell'evasione fiscale,
controllare la reale condizione economica di un capofamiglia. Ma chi ha più mezzi, in una società
organizzata, è chiamato a contribuire di più....» Conclude Giovanni Floris, non da conduttore tv ma in quanto
autore di «Mal di merito», Rizzoli 2007: «Mi pare ci sia un fraintendimento, in questo metodo. Il sostegno
sembra una medaglia d'oro. Che di solito si assegna al traguardo. Invece il sostegno al reddito mette nelle
condizioni tutti di partecipare sulla stessa linea del "via". In un Paese di caste chiuse come l'Italia, l'aiuto ai
meno ricchi serve come grimaldello per rompere le tante, troppe porte chiuse...»
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Foto: Giuseppe De Rita, fondatore del Censis
Foto: Roger Abramavel, autore di Meritocrazia
Foto: E. Decleva, rettore della Statale di Milano
11/07/2010
Corriere della Sera - Ed. nazionale
Pag. 34
(diffusione:619980, tiratura:779916)
Giorgio De Rienzo
Si rompe il fronte tra professori e ricercatori nel braccio di ferro sui tagli previsti dal ministro Gelmini. Se i
docenti più giovani (si fa per dire) minacciano di non tenere più i corsi l'anno prossimo e di disertare intanto le
commissioni d'esame di cui fanno parte, il rettore della Sapienza Frati minaccia epurazioni. «Il 30% dei
ricercatori della Facoltà di Giurisprudenza - dice - non ha prodotto nulla nell'ambito della ricerca scientifica, e
in generale alla Sapienza il 10% non ha pubblicato studi degni di nota negli ultimi dieci anni». Queste persone
dunque andrebbero senz'altro cacciate dall'Università. Credo che queste alte percentuali di «fannulloni» si
riscontrerebbero facilmente a livello nazionale: non solo fra i ricercatori, ma anche (quel che è peggio) fra
professori associati e ordinari.
Tra gli anni Settanta e Novanta c'è stata una serie di concorsi burla: in pratica sono stati nominati ricercatori
ope legis borsisti, assegnisti, lettori in Università straniere e altre sottospecie di «studiosi»; sono diventati
associati pressoché tutti gli ex assistenti di ruolo. Dopo di che, per i singoli concorsi, le Facoltà hanno goduto
del privilegio di poter dettare il profilo di un ricercatore, di un professore associato o ordinario ricalcato sui
pochi studi del candidato locale. Per non dire di altre leggi o leggine, in cui hanno trovato nel frattempo
privilegi persone che sarebbero già dovute uscire dall'Università per andare a riciclarsi nei Licei.
Un assistente che per un certo numero di anni non fosse riuscito ad ottenere la libera docenza (cioè produrre
titoli valutabili da una commissione nazionale), per legge avrebbe dovuto essere assorbito dalla scuola. Ma
per questi assistenti falliti come studiosi un ministro generoso inventò la figura del «professore aggregato»,
che dopo pochi anni è divenuto per legge professore ordinario, senza studi di rilievo alle spalle. Questa è solo
una parte della tragicommedia della nostra Università, che nel tempo ha prodotto poi lobby di potere di scarso
profilo scientifico che hanno emarginato giovani probabilmente più capaci e certamente più volenterosi.
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UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Troppi Giovani Emarginati dalle Lobby nelle Università
11/07/2010
Corriere della Sera - Ed. nazionale
Pag. 48
(diffusione:619980, tiratura:779916)
Nanochip per curare il cervello
Inviano microimpulsi per correggere le alterazioni funzionali
Cesare Peccarisi
Nella depressione gli impulsi elettrici dell'elettroshock agiscono sulla serotonina, lo stesso neurotrasmettitore
corretto dai farmaci. Lo ha appena dimostrato una ricerca dell'Università di Vancouver, pubblicata sul British
Journal of Psychiatrists.
Sebbene l'elettroshock sia oggi riservato solo a casi selezionati, l'idea di usare la corrente come cura in
neurologia non è mai stata abbandonata e ha portato allo sviluppo delle moderne tecniche di
neurostimolazione, che impiegano impulsi elettrici infinitesimali non solo nella depressione, ma anche in varie
altre patologie.
L'ultima evoluzione di queste metodiche arriva da psicobiologi dell'Università di Tel Aviv, che, sfruttando la
nanotecnologia, hanno messo a punto piccolissimi «chip» che potrebbero essere utilizzabili in varie
condizioni.
I ReNaChip (da rehabilitation nano chip, cioè nano-chip di riabilitazione) sono stati sperimentati dapprima nel
topo. Inizialmente venivano posizionati esternamente al cranio e collegati a microelettrodi impiantati nel
cervello dell'animale. Poi sono stati miniaturizzati e messi a diretto contatto col tessuto cerebrale dove, senza
filamenti di connessione, restano in collegamento wi-fi con un computer esterno che raccoglie i loro dati.
I nanochip, inseriti attraverso un piccolo foro nel cervello di topi sani, hanno registrato la situazione di
normalità nella loro «area» di competenza, cosicché, messi poi nella stessa regione di cervelli malati, si sono
«accorti» subito della differenza nell'attività cerebrale.
I ricercatori, procedendo in questo modo, stanno creando una mappa dell'attività elettrica di tutte le aree del
cervello in modo da mettere a punto un sistema elettronico che simuli la condizione normale delle varie
regioni cerebrali da inserire nella memoria dei rena-chip. Quando la mappatura sarà completata, i chip
vedranno ogni minima «deviazione» dalla normalità e dovrebbero essere in grado di inviare microimpulsi di
correzione nell'area risultata difettosa.
La sperimentazione nell'uomo è appena iniziata con lo scopo di arrivare, un giorno, a riabilitare funzioni di
controllo motorio semplici perse dopo un ictus.
«L'idea di nanochip incorporati nel tessuto cerebrale è entusiasmante, - commenta Alberto Priori, direttore del
Centro per la Neurostimolazione della Fondazione Policlinico di Milano - ma finché i risultati sull'uomo non
saranno davvero provati non dobbiamo lasciarci andare a facili entusiasmi, cosa a cui peraltro i ricercatori
israeliani non sono nuovi. Una delle sfide sarà, ad esempio, riuscire a incorporare milioni d'informazioni in
apparecchiature così microscopiche».
In effetti una tecnica simile è stata recentemente provata per il trattamento delle paralisi midollari anche dai
ricercatori inglesi dell'Università di Leicester, diretti dal professor Rodrigo Quian Quiroga: il collegamento
wireless fra cervello e midollo spinale non è riuscito a causa dell'enorme quantità di dati trasmessi dal chip
(30 mila data point al secondo) che hanno reso la banda wireless insufficiente.
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Foto: I nanochip, inseriti sotto la calotta cranica, sono collegati senza fili a un computer, cui inviano i dati
sull'attività delle varie aree cerebrali. In caso di bisogno inviano impulsi correttivi
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Neurologia Nuova tecnologia in sperimentazione sull'uomo. Si spera possa servire dopo l'ictus
11/07/2010
Corriere della Sera - Ed. nazionale
Pag. 48
(diffusione:619980, tiratura:779916)
L'anestesia inquina quanto l'auto
Ruggiero Corcella
Qualcuno si è mai preoccupato di misurare l'impatto ambientale degli anestetici? Già perché sevoflurano,
isoflurano e desflurano, i tre gas più utilizzati in sala operatoria, danno una bella mano al riscaldamento
globale. Per non parlare del protossido d'azoto, spesso miscelato con gli altri. Susan Ryan, anestesista dell'
Università della California e Claus Nielsen, informatico dell'Università di Oslo si sono tolti la briga di calcolare
l'indice di riscaldamento globale potenziale di questi gas (o Gwp) e hanno pubblicato i dati del loro studio sul
Anesthesia & Analgesia, la rivista della Società internazionale di ricerca sull'anestesia.
A seconda dell'anestetico, un ospedale di media grandezza ha un impatto ambientale simile a quello di un
numero compreso tra 100 e 1.200 automobili l'anno. Usare il desflurano per un'ora, equivale a percorrere tra i
350 e i 750 chilometri in auto. Inoltre, i gas escono dai pazienti senza subire processi metabolici importanti,
dunque intatti. E nell'atmosfera durano a lungo: il desflurano ha una «vita media» di 10 anni, il sevoflurano di
1,2 e l'isoflurano di 3,6. Lo studio calcola che il desflurano ha un indice di riscaldamento globale potenziale 26
volte maggiore rispetto al sevoflurano e 13 volte rispetto all'isofluorano.
Anche i «gas vettori», con i quali gli anestetici sono somministrati, influenzano l'impatto sul riscaldamento
globale. In particolare il protossido di azoto aumenta l'indice di riscaldamento globale dell'isoflurano o del
sevoflurano, ma diminuisce quello del desflurano. Tuttavia, il protossido d'azoto ha una vita media di 100
anni.
Un rischio reale? «L'impatto di questi gas esiste, anche se minore di quelli di cui siamo abituati a discutere conferma Roberto Fanelli, responsabile del dipartimento di Ambiente e salute dell'Istituto Mario Negri di
Milano -. La questione sollevata dai ricercatori non è irrilevante, perché tutto ciò che si può fare per diminuire
l'effetto serra è il benvenuto».
Le soluzioni? Sconsigliare l'anestesia per il rischio del cambiamento climatico sembra alquanto azzardato. Ma
alcuni accorgimenti potrebbero aiutare a limitare l'impatto sull'ambiente. «In realtà si utilizzano già
apparecchiature a circuito chiuso che riciclano l'anestetico espirato dal paziente - spiega Roberto Fumagalli,
anestesista dell'università Milano Bicocca -. Spesso usiamo insieme gas e farmaci per endovenosa. E in
generale, si sta delineando la tendenza a usare forme di anestesia loco-regionale che non prevedono
l'utilizzo dei gas».
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UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Impatto ambientale Uno studio sui tre gas più utilizzati in sala operatoria
11/07/2010
Corriere della Sera - Ed. nazionale
Pag. 2
(diffusione:619980, tiratura:779916)
Soldi agli studenti più bravi anche se hanno redditi alti
Università , svolta in Germania. L'opposizione protesta Il reddito ininfluente Nessuna distinzione tra i ragazzi
benestanti e quelli dei ceti più deboli che partono svantaggiati
Maria Serena Natale
BERLINO - Per la coalizione della Merkel colma un colpevole ritardo, per l'opposizione è l'inizio di una «lotta
di classe alla rovescia». La legge approvata dal governo federale tedesco nell'ultima riunione prima della
pausa estiva stabilisce che dal prossimo autunno gli studenti universitari più meritevoli avranno diritto a uno
stipendio di 300 euro mensili, assegnato sulla base dei voti e indipendentemente dal reddito dei genitori.
Nessuna distinzione tra studenti benestanti, che godono di un oggettivo vantaggio iniziale, e membri dei ceti
più deboli: per i critici è l'ennesima deriva liberista di una litigiosa alleanza nella quale la cancelliera concede
sempre più spazio alle pretese dell'Fdp di Guido Westerwelle.
Il nuovo programma potrà coinvolgere fino a 160 mila studenti, pari, secondo le stime, a circa l'8 per cento
della popolazione universitaria, e a pieno regime costerà allo Stato 300 milioni di euro l'anno.
Ideatrice e promotrice, la 55enne ministra per l'Istruzione e la Ricerca Annette Schavan, membro dell'Unione
cristiano-democratica guidata da Angela Merkel. I costi saranno coperti per metà dal governo federale senza
ricadute sui Länder (diversamente da quanto previsto in origine) e per metà dalle singole università, che
potranno contare su un 35 per cento di finanziamenti privati. Al termine del percorso di studi non sarà
richiesto alcun rimborso, come invece accade per l'altro programma di sostegno del quale si è discusso
venerdì, il «Bafög», la legge federale (già in vigore) per la promozione dell'istruzione: si tratta, in sostanza, di
un incentivo destinato a tutti gli studenti, senza distinzione in base a merito o condizioni economiche, che il
pacchetto originario presentato dalla Schavan proponeva di rafforzare. La decisione è stata rinviata alla
seduta di settembre, quando la coalizione giallo-nera non disporrà più della maggioranza in Consiglio a causa
della sconfitta subita lo scorso maggio alle elezioni in Nord-Reno Westfalia (nei prossimi giorni dovrebbe
essere ufficializzato nel Land un governo di minoranza rosso-verde). Gli osservatori diffidano della
separazione del piano stipendi dalla legge federale, espressione di quel principio solidaristico che costituisce
uno dei pilastri della Germania unita (i Länder occidentali continuano a finanziare lo sviluppo dei fratelli
orientali sopravvissuti alla Ddr). La stessa Cdu è un partito a forte vocazione sociale.
Partito socialdemocratico, verdi e Linke denunciano il provvedimento come «socialmente squilibrato». La Spd
accusa la coalizione di «clientelismo», «spreco di denaro pubblico e politica redistributiva dal basso verso
l'alto», nelle parole della numero due del gruppo parlamentare socialdemocratico Dagmar Ziegler. La
Süddeutsche Zeitung, quotidiano di sinistra, accoglie positivamente lo spirito della legge che punta a
«sviluppare una cultura del merito e preparare lo studente al mondo del lavoro» ma esprime preoccupazione
per il cambio di sensibilità che potrebbe nascondersi dietro il mancato innalzamento del Bafög: «Che il nuovo
programma non segni l'inizio della fine della legge federale per la promozione dell'istruzione». Più dura la
liberale Frankfurter Rundschau: «I giallo-neri approvano gli aiuti per pochi e rinviano il sostegno per tanti».
Di nuova lotta di classe parla Cem Özdemir, leader dei verdi di origini turche. Le disparità nell'istruzione sono
uno dei principali problemi nella Germania multiculturale di Özil e Klose. In settimana un rapporto governativo
sull'integrazione ha denunciato che il 13 per cento dei figli di immigrati lascia la scuola senza raggiungere il
diploma, il dato peggiore degli ultimi anni.
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Profilo Carriera
Annette Schavan, 55 anni e single,
è ministro dell'Istruzione
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Riforme e istruzione
11/07/2010
Corriere della Sera - Ed. nazionale
Pag. 2
(diffusione:619980, tiratura:779916)
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
dal 2005. Per dieci anni, dal 1995
al 2005, è stata ministro di Cultura, Gioventù e Sport del Baden- Württemberg.
È l'ideatrice e la promotrice della legge approvata ieri dal governo tedesco sugli aiuti agli studenti universitari
più meritevoli
a prescindere
dal reddito Presidenziali
Attuale membro dell'Unione cristiano-democratica guidata da Angela Merkel, è stata
in lizza per diventare il candidato dei Cdu alle presidenziali del 2004, ma è stata battuta da Köhler 160 mila:
gli studenti che potranno essere «stipendiati» in Germania: sono l'8 per cento della popolazione
universitariaGran Bretagna
Agli studenti di famiglie a basso reddito
è riservato il Maintenance Grant che consente di ottenere fino a 2.900 sterline (circa 3.500 euro) per ogni
anno accademico. Sono ritenuti idonei gli studenti con un reddito inferiore alle 50 mila sterline annue (circa 60
mila euro) ma sono privilegiati i redditi al di sotto delle 25 mila sterline
Spagna
Gli studenti che ottengono il voto massimo in una materia universitaria possono fare domanda per la
Matricula
de honor, una borsa di studio che dà diritto a non pagare l'università l'anno successivo per quella materia in
cui si è stati meritevoli. Sono previste poi borse di studio anche
per i redditi bassi Francia
Agli studenti possono essere concesse borse di vario tipo, secondo il percorso prescelto (Università o Grandi
Scuole). Quelle di studio per criteri sociali (ovvero per i redditi bassi) arrivano a 3.600 euro all'anno. Quelle di
merito, riservate ai studenti con il massimo alla maturità, riguardano solo alcuni studi. Esiste poi un «prestito
di onore» di 1.500 euro all'anno, rimborsabile in un massimo di dieci anni
300 euro: lo stipendio previsto dal governo di Berlino per gli studenti universitari tedeschi più meritevoli, a
prescindere dal reddito
300 milioni: il costo annuale dell'iniziativa per lo Stato federale. Altrettanto sarà coperto dalle università che
potranno contare su un 35% di finanziamenti privati
Foto: Ministra
Foto: Annette Schavan (nella foto con la Merkel) è ministro dell'Istruzione dal 2005. È stata al centro di un
acceso dibattito per aver vietato a un'insegnante musulmana di portare il velo
11/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 2
(diffusione:334076, tiratura:405061)
Salvagente alle fondazioni
Facoltà di non svalutare i titoli tossici, soglia per gli immobili elevata al 15% IMPRESE Escluse dalla stretta
anti-evasione sulle aziende sempre in perdita quelle che hanno deliberato aumenti di capitale
M arco Mobili
ROMA
Una ciambella di salvataggio per le fondazioni bancarie che hanno investito in titoli tossici, anche emessi da
stati sovrani. E un "contentino" alle imprese di assicurazioni chiamate a pagare il conto di 234 milioni per dare
copertura a una serie di misure su sicurezza, Roma capitale e imprese.
Sono solo alcune delle novità introdotte nella manovra correttiva e licenziate venerdì notte dalla
commissione bilancio prima di lasciare la parola all'aula del Senato. Martedì mattina, infatti, il relatore Antonio
Azzollini (Pdl) illusterà ai colleghi di Palazzo Madama le tre intense settimane di lavoro svolto in commissione
bilancio che hanno modificato, e non poco, la manovra.
Anche nelle ultime e concitate ore di lavoro notturno in commissione le modifiche non sono mancate, con
l'approvazione di una serie di interventi in ordine sparso e in alcuni casi con un impatto sempre più settoriale.
Fondazioni bancarie
Con un emendamento firmato da Luigi Grillo e Maria Ida Germontani (Pdl), viene consentito alle fondazioni
bancarie che, a causa delle forti turbolenze di mercato, sono incappati in titoli "tossici" (anche emessi da stati
sovrani, come nel caso della Grecia), di non effettuare per l'esercizio in corso svalutazioni di questi titoli che
avrebbero il solo effetto di un depauperamento patrimoniale. La stessa possibilità, quasi a voler attenuare la
stangata da 234 milioni, è stata "riaperta" per le imprese di assicurazione.
Inoltre, con lo stesso emendamento, le fondazioni hanno visto aumentare i loro investimenti potenziali sul
mattone, potendo ora far salire la loro percentuale di possesso di beni immobiliari dal 10 al 15% del
patrimonio.
Infine, arriva la relazione al parlamento da parte dell'autorità che verrà creata per vigilare sull'attività delle
fondazioni bancarie.
Antiriciclaggio
Doppio intervento in materia. Scende a 1.000 euro il divieto per le operazioni di money transfer verso paesi
extra Ue. Mentre in materia di tracciabilità dei pagamenti, con lo spostamento del limite a 5.000 euro, con un
emendamento Germontani, viene prevista una vacatio di 15 giorni (dal 31 maggio al 15 giugno 2010)
nell'applicazione delle sanzioni alla clientela in caso di emissione di assegni circolari e libretti al portatore
accesi nonché tutti gli assegni bancari e circolari negoziati oltre il nuovo limite e i libretti e titoli al portatore
trasferiti con data 31 maggio. La norma era particolarmente attesa dagli operatori del settore creditizio ma
anche da molti clienti che non erano riusciti ad adeguarsi da subito alla nuove norma.
Tagli ai ministeri
Ulteriore dieta dimagrante in arrivo per i ministeri, che con i tagli lineari previsti in manovra non dovessero
raggiungere i risultati indicati. Sarà sufficiente un decreto del presidente Consiglio dei ministri per attivare
un'ulteriore riduzione delle dotazioni finanziarie sulle missioni dei ministeri interessati.
Agenzie fiscali
Le agenzie fiscali possono derogare al taglio delle consulenze e dei compensi, nonché al contenimento della
spesa per l'apparato amministrativo, riversando nel bilancio dello stato almeno il 2,5% delle dotazioni relative
ai costi di funzionamento.
Fisco
Saranno escluse dalla stretta anti evasione sulle imprese sempre in perdita quelle che hanno deliberato
aumenti di capitale. Mentre con un altro emendamento ad hoc cade l'obbligo di emissione dello scontrino
delle ricevuta fiscale nelle operazioni allo sportello effettuate da Poste italiane Spa.
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
La manovra in Parlamento LE ULTIME NOVITÀ
11/07/2010
Il Sole 24 Ore
Pag. 2
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UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Università private
I professori universitari delle università private prossimi alla pensione potranno restare a ruolo per altri tre
anni, presentando istanza entro il prossimo 1° novembre 2010. I compensi saranno pari a quanto avrebbero
preso di pensione e saranno a carico delle Università.
Regioni
Tra gli interventi del piano di rientro della regione Campania ci può essere l'acquisto del termovalorizzatore di
Acerra, anche con l'utilizzo della quota Fas della regione. Riaprono inoltre le agevolazioni per gli alluvionati
del Piemonte.
Sanità
Con un emendamento del relatore viene stabilito che con l'arrivo delle ricette mediche telematiche la
prescrizione in formato cartaceo andrà definitivamente in archivio.
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LE MODIFICHE ALL'ESAME DELL'AULA
MICROINTERVENTI
foto="/immagini/milano/photo/201/1/2/20100711/2laloggia.jpg" XY="299 204" Croprect="7 13 270 190"
pA proposito di aiuti a pioggia arrivano 250mila euro per il Comitato atlantico italiano, l'organismo, presieduto
dal presidente della commissione bicamerale per il federalismo fiscale, Enrico La Loggia, che svolge
un'attività di studio su politica estera, sicurezza ed economia, relativi alla Alleanza atlantica. Arrivano inoltre 2
milioni anche per l'Autorità nazionale anticorruzione
FISCO E IMPRESE
foto="/immagini/milano/photo/201/1/2/20100711/2finanza.jpg" XY="307 204" Croprect="0 2 294 199"
pNutrito il pacchetto di modifiche fiscali: le imprese potranno compensare i crediti commerciali vantati con la
pubblica amministrazione con somme iscritte a ruolo; l'accertamento sarà esecutivo non all'atto della notifica
ma nei due mesi successivi; l'azzera-compensi non si applica alle società; il regime fiscale di attrazione
europea durerà tre anni
AUTOTRASPORTO
foto="/immagini/milano/photo/201/1/2/20100711/2tir.jpg" XY="307 206" Croprect="5 8 302 206"
pIl contratto scritto di trasporto stipulato in forma scritta deve prevedere un importo a favore del vettore tale
da poter coprire i costi minimi di esercizio. Costi minimi che saranno individuati con accordi volontari dei
settore. Inoltre il pagamento dei contratti di trasporto su strada non potrà superare i 60 giorni
SCUOLA
FOTOGRAMMA
foto="/immagini/milano/photo/201/1/2/20100711/02maestro.jpg" XY="307 205" Croprect="51 47 272 196"
pNovità in materia di scuola. Al numero massimo di alunni che comporranno le classi delle scuole e degli
istituti di ogni ordine e grado si potrà derogare in presenza di alunni con disabilità. Il 30% dei risparmi
derivanti dalla manovra 2008 potranno essere accantonati e destinati anche agli scatti di anzianità e alle
progressioni di carriera dei professori
INVALIDITÀ
foto="/immagini/milano/photo/201/1/2/20100711/2inps.jpg" XY="307 204" Croprect="12 0 295 199"
IMAGOECONOMICA
p Arriva il giro di vite sulle false attestazioni dei medici di micro-invalidità causate da incidenti stradali. Questi
potranno essere chiamati anche a risarcire le società assicuratrici. Torna al 74% la soglia di invalidità per
l'assegno di accompagnamento ma salgono da 200 a 250mila le verifiche Inps
IMAGOECONOMICA
IMAGOECONOMICA
IMAGOECONOMICA
11/07/2010
La Repubblica - Ed. nazionale
Pag. 11
(diffusione:556325, tiratura:710716)
Silenzio-assenso per chi vuole costruire azzerate le autorizzazioni
ambientali Case, alberghi, ipermercati e infrastrutture: passa la norma faida-te
Pd e Legambiente: "Effetti devastanti per il territorio, via al banditismo urbanistico" I Verdi: "Favoriti i grandi
speculatori già beneficiati dal federalismo demaniale"
VALENTINA CONTE
ROMA - Costruire, mai stato così facile. Da oggi non occorre più alcun permesso. Basta una banale
segnalazione di inizio attività, certificata da un "tecnico abilitato", la Scia, e il gioco è fatto. Unico requisito:
essere un'impresa. D'un colpo, spariscono dunque tutte le altre "carte": autorizzazioni, licenze, concessioni,
nulla osta.E con loro anche le procedure e i controlli essenziali per la tutela del territorio e la lotta
all'abusivismo. Sparisce così la Dia, applicata finora a ristrutturazioni e manutenzioni, sostituita e ampliata
dalla Scia. Con il rischio che tirare su case, alberghi, ipermercati, persino infrastrutture alla fine diventi
un'attività faida-te, facile e insicura.
Le nuove norme sono frutto dell'ultima opera di ritocco all'articolo 49 della manovra di Tremonti, martedì
all'esordio in aula. Tema generale: la semplificazione. In base al principio "un'impresa in un giorno", si
potranno inaugurare ristoranti, internet point, ma anche armerie e depositi di carburante con una semplice
autocertificazione, senza controlli preventivi, senza chiedere permessi, neanche alla questura. In campo
edilizio, la procedura è ancora più veloce. Si apre un cantiere, dove si vuole, segnalando l'intenzione a
costruire e facendola certificare da un tecnico. Trascorsi trenta giorni senza che l'amministrazione abbia
contestato quell'intenzione per carenza dei requisiti, il giocoè fatto, in attesa di eventuali controlli ex post. Non
solo. Le autorizzazioni paesaggistiche (rilasciate ora da sovrintendenze o regioni) vengono fatte rientrare
nell'ambito della conferenza dei servizi e sottoposte dunque al principio del silenzio-assenso: se il parere non
arriva entro i termini, è considerato positivo. Infine, anche ottenere la Via (valutazione di impatto ambientale)
sarà più facile, perché rilasciata non più solo da ministero dell'Ambiente e Regione, ma "appaltata" a
università ed enti pubblici.
«Così salta tutta la normativa di tutela ambientale e il regime delle autorizzazioni in vigore da sempre in
Italia, cancellando con un colpo di spugna l'articolo 9 della Costituzione e il Codice dei beni culturali, varato
proprio dal governo Berlusconi», sbotta Salvatore Settis, archeologo e direttore della Normale di Pisa. «E poi
come può l'università rilasciare la Via, se non ha alcun compito di tutela?», prosegue. «Eliminare la
burocrazia e garantire tempi certi non può tradursi in un "tana libera tutti"», aggiunge Ermete Realacci,
deputato Pd e presidente onorario di Legambiente. «Si introduce il far west urbanistico e si dà il via al
banditismo edilizio», attacca il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. «Questa norma continuerà ad arricchire i
grandi speculatori edilizi a cui il governo ha già incartato un regalo enorme con il federalismo demaniale che
svende beni e terreni dei cittadini italiani per dare il via alla più grande speculazione edilizia della storia della
Repubblica» prosegue Bonelli. «A fare le spese di questa politica sciagurata saranno ovviamentei cittadini
onesti che hanno seguito le regole per costruirsi una casa, ma anche l'ambiente e il territorio italiano su cui
insistono quasi 500 mila frane e che è letteralmente a pezzi, come dimostrano i disastri degli ultimi anni».
Si dice preoccupato anche Roberto Della Seta, capogruppo Pd in commissione ambiente del Senato: «Con
questa norma, in pratica viene abolito il permesso a costruire e si introduce una sorta di condono preventivo.
E non solo per le imprese.
Anche i privati interessati possono fare una società e tirare su un villino. Così si rischia una nuova Punta
Perotti». «E di vanificare anche le norme antisismiche, rafforzate dopo il terremoto dell'Aquila», gli fa eco
Francesco Ferrante, senatore Pd, che insiste: «L'errore è pensare di risolvere la burocrazia con l'abolizione
dei controlli». © RIPRODUZIONE RISERVATA Le semplificazioni VIA La valutazione di impatto ambientale si
applica alle grandi opere. Ora sarà "appaltata" anche ad enti pubblici e università AREE PROTETTE Anche
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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LA CRISI DELL'ECONOMIA Il dossier
11/07/2010
La Repubblica - Ed. nazionale
Pag. 11
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UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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per l'autorizzazione paesaggistica, parere vincolante di Regioni e Sovrintendenze, ora varrà il principio del
silenzio-assenso SCIA La segnalazione certificata di inizio attività sostituirà la Dia e sarà l'unico atto ufficiale
per far partire un'attività imprenditoriale PER SAPERNE DI PIÙ www.legambiente.it www.palazzochigi.it I
rischi 28 mila ABUSIVISMI Sono le abitazioni abusive create in Italia nel 2008 secondo il Cresme. Un milione
di abusivismi in 25 anni 7.500 INFRAZIONI È il numero di infrazioni alla legge legate al ciclo del cemento
accertate dalle forze dell'ordine nel 2008 10 mila VITTIME È il numero delle vittime, dei feriti e dei dispersi in
Italia fra il 1990 e oggi a causa del dissesto idrogeologico 69% COMUNI È la quota di Comuni italiani in aree
a potenziale rischio idrogeologico. 480 mila i fenomeni franosi
Foto: ADDIO TUTELE Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale di Pisa: "Così salta tutta la normativa
di tutela ambientale"
11/07/2010
La Repubblica - Bari
Pag. 7
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Politecnico, domani sit-in contro la riforma Gelmini
SCATTA la mobilitazione degli studenti del Politecnico di Bari. Domani, dalle 11, sit-in di protesta nell'atrio
della struttura accademica, organizzato dall'associazione "Studenti democratici" contro i tagli della manovra
che rischiano di mettere in ginocchio una realtà come il Politenico «uno dei principali poli tecnologici del Sud
Italia». E se la manovra toglie risorse, la riforma Gelmini è pronta a snaturarne il ruolo perché - dicono
all'associazione "Studenti demcoratici" - «consegna agli esterni il controllo del consiglio d'amministrazione,
conferendogli poteri di controllo su didatticae ricerca attualmente riservati al Senato accademico».
Dal Politecnico di Bari, tra l'altro, è partita la prima iniziativa di protesta con la decisione della facoltà di
Ingegneria di sospendere gli esami fino al 15 luglio e di far precedere le sedute di laurea dalla lettura di un
comunicato sulle gravi conseguenze dei provvedimenti all'esame del Parlamento. Anche l'Università di Bari
farà altrettanto. Ricercatori, docenti e precari universitari sono in stato di agitazione: hanno deciso la
sospensione e lo slittamento degli esami previsti per la prossima settimana, esprimendo ancora una volta
preoccupazione per i tagli e le prospettive del disegno di legge Gelmini.
Foto: La protesta dei giorni scorsi davanti al Politecnico
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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La protesta Mobilitazione anche all'Ateneo: niente esami per una settimana
11/07/2010
La Repubblica - Torino
Pag. 5
(diffusione:556325, tiratura:710716)
Pelizzetti: dobbiamo garantire sempre il nostro impegno Martedì comincia l'ultima fase dell'orientamento Ma
molti corsi sono a rischio
STEFANO PAROLA
TRE giorni per capire che fare della propria vita. Da martedì iniziano le giornate di orientamento dell'
Università di Torino e i ragazzi di quarta e quinta superiore potranno sfruttare l'occasione per conoscere a
fondo i corsi dell'ateneo e le prospettive di lavoro che offrono. Come lo scorso anno a ospitarle sarà il polo
universitario di Grugliasco, dove ci saranno gli stand con professori e personale tecnico pronti a fornire
informazioni.
In più è previsto un fitto programma di presentazioni, di un'ora ciascuna, in cui verranno ogni facoltà
mostrerà i propri corsi di studio, così come faranno le scuole interfacoltà, quella di Studi superiori e quella di
Amministrazione aziendale. «Se il nostro ateneo ha uno dei tassi d'abbandono più bassi d'Italia, che gravita
attorno al 10 per cento contro una media nazionale del 19, il merito è soprattutto delle nostre azioni di
orientamento», spiega il rettore Ezio Pelizzetti. È l'ultima possibilità per chiarirsi le idee, in vista delle iscrizioni
che partono il 26 luglio. Si potranno fare sia online che al centro immatricolazioni nell'ex Manifattura tabacchi.
Sull'avvio del prossimo anno accademico grava però l'incognita legata allo sciopero dei ricercatori.
Nell'ateneo di Torino sono più della metà si è detta "indisponibile" a tenere i corsi da settembre, per protesta
contro il decreto Gelmini che «mira a rendere precario a vita il personale di ricerca». In questi giorni le facoltà
stanno cercando di approvare il "manifesto degli studi", ossia il documento che spiega allo studente quali
sono i corsi e chi li tiene. Ma, dice Alessandro Ferretti, portavoce degli "indisponibili", «al momento nessun
consiglio è riuscito a farlo passare».
Parte dei ricercatori e dei docenti preme per bloccare i manifesti e per far denunciare ai presidi l'impossibilità
a far partire le lezioni. Per Ferretti «questo è il momento peggiore per approvare un piano di studi, anche per i
ragazzi che si immatricolano ora: rischiano infatti di iscriversi a corsi menomati». Gli Studenti indipendenti, il
movimento nato sulle ceneri dell'Onda, denunciano: «Si profila un drastico abbassamento della qualità.
Un'eventuale approvazione del manifesto con le disponibilità attuali comporterebbe la chiusura di molti corsi. I
dirigenti dell'ateneo vogliono coprire i buchi lasciati dai ricercatori con soggetti esterni che non danno
garanzie». E se il personale di ricerca chiede di «rinviare le immatricolazioni in attesa di eventuali modifiche
alla riforma Gelmini», il rettore Pelizzetti, che pur condivide le ragioni della protesta, spera che la
mobilitazione rientri: «Sta causando problemi all'immagine dell'ateneo, mentre l'università deve garantire il
proprio impegno nei confronti della società».
© RIPRODUZIONE RISERVATA I numeri 52% I ricercatori dell'Università di Torino che non faranno lezione
a settembre sono 454, ossia il 52% del totale 43% La percentuale di "indisponibili" tra il personale di ricerca
del Poli è del 43% 62% Tra i ricercatori accademici di tutta Italia la quota di adesione alla protesta è pari al
62%
Foto: Il centro immatricolazioni dell'Università
Foto: Il rettore Ezio Pelizzetti
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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"Rinviate le immatricolazioni" Università , ricercatori all'attacco
11/07/2010
La Repubblica - Roma
Pag. 2
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Architettura, dimezzati i corsi di laurea
Scure dei tagli sulla Sapienza, cancellate Urbanistica e Scienza del paesaggio Via 300 studenti su 690 "Così
muore l' università pubblica e gli atenei torneranno ad essere un privilegio per le élite"
VIOLA GIANNOLI
IL GIGANTE comincia a vacillare.
La Sapienza, l'ateneo più grande d'Europa, perde i suoi primi corsi di laurea. A cominciare da Architettura, la
Facoltà che in questi giorni sta ratificando la "morte" di alcuni indirizzi. Alla Ludovico Quaroni, che ha sedi
sparse tra Fontanella Borghese, via Gianturco e via Flaminia, il Consiglio di Facoltà di lunedì farà calare il
sipario sulla metà delle lauree triennali oggi attive: 2 su 4.
Dall'autunno prossimo, insomma, gli studenti non potranno più immatricolarsi al corso di "Tecniche per la
progettazione del paesaggio e dei giardini" né a quello di "Urbanistica e sistemi informativi territoriali". La
scelta obbligata per gli aspiranti architetti dopo la maturità si ridurrà a un bivio: "Scienze dell'architettura" o
"Disegno industriale". E la Facoltà perderà 300 studenti su 690, quasi la metà, praticamente. È il primo effetto
collaterale della manovra Tremonti e della riforma Gelmini. E presto l'esempio di Architettura sarà seguito da
altre facoltà dei tre atenei romani.
«Andiamo verso la morte dell'università pubblica - spiega Susanna Menichini, responsabile dell'area
urbanistica - Tra i pensionamenti per motivi anagrafici e quelli anticipati per non finire sotto la scure dei tagli
economici perderemo moltissimi insegnanti. E a complicare ancor più le cose ci pensano il blocco del
turnover per tre anni e la protesta dei ricercatoria cui nonè riconosciuto lo status giuridico. In parole povere:
per aprire un Corso di Laurea triennale servono almeno 12 docenti e noi siamo sì e no a quota 5.
Continueremoa insegnarea chi è già iscritto e deve completare il ciclo. Ma tutti gli altri resteranno fuori. È un
sacrificio pesante e doloroso, ma in queste condizioni non si può fare altro».
Ad Architettura non vogliono sentir parlare di "razionalizzazione" perché, stando ai numeri, i due corsi di
laurea soppressi sono tutt'altro che inutili. Circa l'80 per cento degli iscritti si laurea entro tre anni e il 60 per
cento di loro trova subito un impiego, già dopo il diploma triennale. «I nostri ragazzi - spiega la professoressa
Lucina Caravaggi - imparano a integrare tecnologie avanzate e riflessione umanistica.
Svolgiamo ricerche applicate a contesti reali, cercando di rispondere alle domande che le amministrazioni ci
pongono e rilanciando la cultura della città e dei territori, temi quanto mai attuali».
Francesca Rizzo, ad esempio, laureanda alla triennale, sta lavorando con l'Atac per mappare la zona di
Ponte di Nona e trovare soluzioni per la mobilità nel quartiere.
«La mia tesi - racconta - illustrerà i collegamenti necessari con le stazioni e i servizi da creare lungo le tratte
per risolvere il problema dell'accessibilità e della sicurezza in periferia». «Dalle nostre ricerche per conto di
altri, l'Ateneo guadagna anche economicamente circa il 30 per cento - aggiunge Caravaggi - eppure non ha
mai facilitato le cooperazioni. Abbiamo chiesto al rettore di far funzionare le docenze interfacoltà, ma non è
mai accaduto. A disposizione avevamo solo prof a contratto che lavorano gratis».
E se "Progettazione del paesaggio" e "Urbanistica" spariranno del tutto, le prospettive per gli altri corsi non
sono rosee. «Sarà necessario introdurre il numero chiuso in tutte le Facoltà - spiega Menichini - Che fine
faranno i non ammessi? Andranno negli atenei privati? E chi non può permetterseli? Le università, così,
torneranno ad essere un privilegio per le élite». © RIPRODUZIONE RISERVATA I CORSI Tagliati i corsi di
laurea triennali in"Tecniche per la progettazione del paesaggio e dei giardini" e di "Urbanistica e sistemi
informativi territoriali" GLI STUDENTI Per effetto della manovra Tremonti e della riforma Gelmini la facoltà di
Architettura perderà 300 alunni (attualmente gli studenti sono 690) I DOCENTI Per aprire un corso di laurea
triennale servono almeno 12 docenti. Ma con i tagli, nella facoltà di Architettura si arriva a stento a 5 docenti
per corso IL NUMERO CHIUSO I corsi della facoltà di Architettura della Sapienza che sopravviveranno alla
scure del governo, probabilmente dovranno introdurre il numero chiuso
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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I TAGLI ALL' UNIVERSITÀ
11/07/2010
La Repubblica - Roma
Pag. 3
(diffusione:556325, tiratura:710716)
"Non abbiamo bloccato gli esami la nostra protesta è farli di notte"
Il preside di Lettere: "Lo stop del turn over impoverirà il sapere umanistico"
LAURA MARI
«NON sono certo un sobillatore, né voglio mettermi sulle barricate. Ma da parte mia, dei docenti e degli
studenti c'è la volontà di esprimere una posizione critica nei confronti di una manovra e di una riforma che
oscurano l'istruzione e l'università». Spiega così Franco Piperno, preside della facoltà di Lettere dell'università
La Sapienza, il perché della mobilitazione che martedì notte animerà la città universitaria, con esami notturni
dalle ore 21.
Preside Piperno, non pensa che questa forma di protesta possa danneggiare gli studenti? «Da giorni
circolano voci tendenziose di persone che ci accusano di aver bloccato gli esami. Tutte falsità. Non abbiamo
costretto nessuno ad aderire alla mobilitazione. Gli studenti che sosterrannoi colloqui di notte sono 270 e tutti
hanno aderito volontariamente, così come i docenti che hanno dato la loro disponibilità. Chi poi, per motivi
personali o ideologici, non vuole aderire alla mobilitazione, potrà sostenere gli esami in altre date e orari».
Quali sono i motivi della protesta? «La preoccupazione principale è per i tagli dei finanziamenti e le
conseguenze che la riforma Gelmini avrà sul blocco del turnover dei docenti. Nel giro di tre anni la Sapienza
perderà, per i pensionamenti, 1.500 docenti che non potranno essere sostituiti. E questo, in facoltà come
quella di Lettere, significherà perdere gran parte del sapere umanistico.
Il rettore Frati ha definito gli esami notturni un'iniziativa «folcloristica». Cosa gli risponde? « Credo che il
rettore voglia gettare acqua sul fuoco, ma non sarà facile spegnere la protesta di così tanti studenti e docenti
che vogliono esprimere dissenso. Ma non le nego che un po' di timore c'è: ci sono organizzazioni
studentesche vicine alla destra e contrarie alla nostra mobilitazione e temo azioni in grado di creare
confusione. Insomma, non posso permettermi di dormire sonni tranquilli...». © RIPRODUZIONE RISERVATA
PER SAPERNE DI PIÙ www.uniroma1.it www.ateneinrivolta.org
Foto: PRESIDE Franco Piperno, preside di Lettere alla Sapienza. A sinistra, la facoltà
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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L'intervista
10/07/2010
Il Messaggero - abruzzo
Pag. 46
(diffusione:210842, tiratura:295190)
Continua a tenere banco fra i proprietari del centro storico il dilemma sulla modalità di affidamento dei lavori.
In massa reclamano il diritto di poter scegliere la ditta che effettuerà gli interventi sulla propria abitazione. Da
una parte alcuni proprietari hanno impugnato dinanzi al Tar l'ordinanza nella quale è previsto il ricorso ad
appalti pubblici; dall'altra la Protezione civile ha inviato all'Avvocatura di Stato una richiesta di parere sulle
modalità di procedimento da adottare. Della questione si parlerà anche in un convegno organizzato
dall'associazione "Avvocati senza Dimora" in programma per lunedì, alle 16.30, all'auditorium della Carispaq,
con la partecipazione di illustri giuristi in qualità di relatori: Franco Gaetano Scoca dell'Università La Sapienza
di Roma; Osvaldo Prosperi dell'Università di Chieti - Pescara; Marcello Russo, presidente associazione
avvocati amministrativisti d'Abruzzo e l'introduzione del professionista aquilano Cesidio Gualtieri. Modera il
presidente del Tar Abruzzo, Cesare Mastrocola. "Avvocati senza dimora" è una aggregazione spontanea di
avvocati indipendenti, che ha avviato un progetto denominato "ricostruzione & diritto", nel duplice significato
di ricostruzione secondo diritto e diritto alla ricostruzione, si concretizzerà in una serie di "eventi", il primo dei
quali è finalizzato alla soluzione di uno dei principali problemi posti dal processo di ricostruzione. Intanto il Tar
dell'Aquila il 6 luglio scorso ha respinto il ricorso presentato dal professor Sergio Tiberti contro l'elezione di
Leila Fabiani a presidente della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'Università
dell'Aquila. In precedenza il Tar del Lazio, il 18, aveva dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal
professor Claudio Pacitti in merito alla cessazione dal ruolo dei professori della facoltà di Psicologia
dell'Ateneo aquilano. In entrambi i casi i Tribunali amministrativi hanno accolto le motivazioni poste alla base
della linea difensiva dell'Università degli Studi dell'Aquila con le rispettive conseguenze della cessazione dal
servizio di Pacitti e la legittima elezione della Fabiani in qualità di presidente della Scuola di specializzazione
in Igiene e Medicina preventiva. A.Cal. RIPRODUZIONE RISERVATA
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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I residenti vogliono scegliere le ditte e si rivolgono ai giudici
amministrativi
10/07/2010
Il Messaggero - umbria
Pag. 54
(diffusione:210842, tiratura:295190)
di SERGIO CAPOTOSTI Di Consorzio in consorzio. La patata bollente adesso passa nelle mani del sindaco
Leopoldo Di Girolamo, in qualità di presidente del Consorzio Universitario. Le chiavi delle nuova sede di
Medicina ora sono nelle sue mani. La "consegna" ieri, con Ciano Ricci Feliziani, presidente dell'altro
consorzio (quello per il completamento di Medicina) che ha formalmente terminato il suo compito. «In
settimana - annuncia Ricci - scioglieremo l'ente, che ha svolto a pieno i sui obblighi: completare il corso di
laurea e realizzare la nuova sede». Un passo in avanti è stato fatto, ma restano ancora nodi da sciogliere
prima di raggiungere la meta. Aprire le porte agli studenti di Medicina, che aspettano dal semestre scorso di
sistemarsi nella nuova sede. La consegna era prevista per marzo, ma le tante vicende legate alla "vertenza
universitaria" hanno allungato i tempi. Non ultimo, il problema ormai superato dell'infiltrazione d'acqua,
riscontrato nell'ultimo sopralluogo. «La sede - sostiene Ricci - è agibile e dal primo ottobre può cominciare
l'attività didattica». Ora si deve trovare il modo di gestire la nuova struttura. Considerando che l'Ateneo ha già
fatto sapere che non parteciperà alle spese. Sono 350 mila euro i costi annui di gestione per il nuovo edificio.
Gran parte, 200 mila, sono stati trovati. Li ha messi il Consorzio universitario. La parte che manca non è una
cifra impossibile per i bilanci di Comune, Provincia e Regione, ma in tempi di magra richiede sforzi.
«L'empasse più grande - spiegano da palazzo Bazzani - è la manovra finanziaria. Ancora non è approvata e
ciò non consente agli enti locali di fare i conti di quanti soldi potranno disporre». Dopo sarà possibile dividere
le spese, con la Provincia chiamata agli straordinari. La partita vera però è un'altra. Coinvolge la ricerca e gli
spazi a disposizione. Nel primo caso la situazione è a buon punto: «Ci sono - dice Adolfo Puxeddu, preside
del Corso di laurea in Medicina e Chirurgia - tre laboratori di ricerca gestiti da professori clinici ed universitari
già attrezzati e finanziati anche per i ricercatori». In realtà sono sei le aule attrezzate per la ricerca:
«Laboratori non ad personam - sostiene il professore - ma interscambiabili realizzati grazie al contributo della
fondazione Carit». Eppure si può migliorare. Anzi. Il grande assente è uno: il ricercatore Andrea Crisanti
(nella foto sopra). Per questo si punta a portare nei nuovi locali anche l'attività del professore straordinario di
Microbiologia che oggi lavora a Pentima. Insieme ai sui collaboratori è impegnato in progetti di ricerca
internazionali per cercare di debellare la malaria. Portarlo nella nuova sede è l'obiettivo di sempre. Per dare
corpo al polo biotecnologico di Terni, ma la strada è ancora in salita. La questione spazi. Gli studenti di
Medicina con chi condivideranno la nuova struttura, composta da tre edifici? Di sicuro con i "colleghi" del
corso di Infermieristica. Come conferma il preside Puxeddu. Secondo l'Ateneo, però, lì ci dovrebbero andare
anche gli studenti di Scienze politiche, nell'ottica della riorganizzazione delle sedi. Non è escluso che venga
trovato posto anche per altre realtà non legate all'Università. Ad esempio l'Asl che a due passi dall'Ospedale
Santa Maria, potrebbe trasferire parte delle sue funzioni. «In questi giorni si sta discutendo proprio di aspetti
legati alla logistica delle nuova Medicina», confermano da palazzo Bazzani. D'altronde se l'università non
vuole contribuire a coprire le spese di gestione gli enti locali saranno liberi di "occupare" parte dei locali come
meglio credono. RIPRODUZIONE RISERVATA
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Consegnate le chiavi, in difficoltà per la gestione
12/07/2010
Il Messaggero - Ed. nazionale
Pag. 2
(diffusione:210842, tiratura:295190)
Ricerca, La Sapienza cambia: il 30% dei fondi agli under 40
I nuovi criteri di Frati: chi non "produce" dovrà dare spiegazioni
ILARIA RICCI
ROMA - La Sapienza non è solo l'università dove il rettore vuole dare la 'caccia' ai cosiddetti fannulloni, ai
ricercatori (compresi i prof) che non producono nulla da mesi, se non anni. Nel più grande ateneo d'Italia e
d'Europa si studiano anche sistemi per premiare chi, invece, fa molto e dà prestigio alla propria struttura
(facoltà o dipartimento che sia) e, di riflesso, alla sua stessa università. Il rettore Luigi Frati nei prossimi giorni
scriverà ai suoi 'dipendenti' per ricordare loro che chi non ha lavorato bene rischia di dover dare spiegazioni a
chi di dovere, ma, al contempo, ha già messo in programma alcune azioni per dare credito ai dipartimenti e ai
giovani che meritano. Il 30% dei fondi che l'ateneo ha a bilancio per fare ricerca, ad esempio, saranno
destinati "agli under 40 che hanno un progetto specifico da presentare- spiega Frati-. E quando dico under 40
dentro ci sono sia i professori che i ricercatori propriamente detti. Questi soldi, circa 4 milioni, potranno
andare anche ai ricercatori puri (che non sono docenti, ndr), senza limiti di età, che hanno una proposta da
portare avanti. In questo modo saranno svincolati da qualunque barone, non dovranno chiedere ad un
professore per accedere ai fondi. Potranno riceverli direttamente e gestirli loro stessi". I progetti sono già stati
presentati ad un'apposita commissione che entro settembre distribuirà i fondi messi in 'palio' dal rettore.
"Ovviamente la scelta verrà fatta in base ad un criterio meritocratico", assicura il rettore ai partecipanti. Di
fatto un terzo delle risorse dell'ateneo sono state messe a disposizione per le idee proposte dai suoi 'cervelli'.
Anche per i fondi di finanziamento ordinario, dal 2009 Frati ha disposto l'introduzione, seguendo le linee
indicate dal governo, di apposite regole per la distribuzione a facoltà e dipartimenti. In pratica la teoria della
riforma Gelmini (più soldi ai meritevoli) è stata già applicata: le risorse vengono distribuite tenendo conto delle
pubblicazioni fatte, dei finanziamenti ottenuti dall'esterno, della produttività delle strutture. Infine, ci sono 7
posti da ricercatore in palio (sembrano pochi, ma l'università sta vivendo tempi di vacche magre) che
verranno conferiti "ai dipartimenti che mi convinceranno di meritarli di più", spiega sempre Frati. Il Miur ha
assegnato alla Sapienza 48 posti da ricercatore a tempo indeterminato a fine 2009. Quarantuno sono stati già
distribuiti secondo regole predisposte dal ministero, con un occhio particolare ai 'vivai': dove ci sono più
dottori di ricerca vanno più bandi. La maggior parte delle assegnazioni ha coinvolto medicina, scienze
matematiche, ingegneria. Altri 7 posti, invece, verranno distribuiti fra le sei macro aree divise per materie
presenti nell'ateneo. Ci sono 67 dipartimenti che dovranno contendersi le assunzioni in più. Come? "I
responsabili di area- racconta Frati- dovranno convincermi che c'è un dipartimento che merita più di un altro.
Poi io porterò la mia proposta in Senato Accademico che farà la scelta finale". In dipartimenti come quello di
Fisica c'è già chi plaude. Se le solite lobby accademiche non tenteranno di designare in anticipo i vincitori dei
nuovi concorsi sarà una piccola vittoria per la Sapienza e per l'Università italiana.
LA PAROLA CHIAVE
MIUR Il Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (CIVR) istituito presso il MIUR ha il compito di
definire i criteri generali per le attività di valutazione dei risultati della ricerca e di promuovere la
sperimentazione di nuove metodologie di valutazione, a sostegno della qualità della ricerca scientifica
nazionale.
UN TERZO DELLE RISORSE AI "CERVELLI"
«I finanziamenti saranno svincolati da qualunque potere dei baroni»
MERITO, QUESTI I PREMI UNA LETTERA AI DIPENDENTI Da Frati una lettera sui controlli che saranno
avviati sul lavoro nell'ateneo INCENTIVI AI PIU' GIOVANI 1 2 3 Per ricercatori e professori incentivi ai
progetti più considerati validi SETTE POSTI IN PALIO RISORSE LEGATE AI RICONOSCIMENTI Posti da
ricercatore verranno assegnati agli istituti migliori La distribuzione dei fondi sarà legata al numero delle
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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MERITO NEGLI ATENEI Dopo le polemiche il Rettore presenta il suo piano: soldi a chi ha un progetto da
presentare. Entro settembre l'elenco dei premiati
12/07/2010
Il Messaggero - Ed. nazionale
Pag. 2
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UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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pubblicazioni
Foto: Luigi Frati, rettore a "La Sapienza" di Roma: finanziamenti per i ricercatori non docenti dedicati ad un
buon progetto
12/07/2010
Il Resto del Carlino - Macerata
Pag. 4
(tiratura:206221)
Parla Massimo Zerani, docente alla facoltà di Medicina veterinaria
MASSIMO Zerani, docente alla facoltà di Medicina veterinaria, è uno dei ricorrenti al Tar Marche per
l'annullamento dell'accordo di programma tra gli atenei di Macerata e Camerino e la Provincia. Perché il
ricorso? «Non sono pregiudizialmente contrario ad accordi tra le università marchigiane. Purtroppo questo
accordo è profondamente ingiusto: squilibrato nei confronti di Macerata, che non cede nulla; penalizzante la
realtà economica di Matelica, dove insegno, e di Camerino, dove vivo; offensivo per il modo con il quale è
stato adottato all'infuori della consultazione con gli interessati e di (quasi) tutte le istituzioni del territorio;
soprattutto una vera e propria minaccia per il mio lavoro, i miei studenti e il futuro scientifico della facoltà
stessa. Giusto il tempo di consultare gli avvocati, di ottenere, invero con grande fatica, tutte le informazioni
necessarie, e quindi la decisione di chiedere al Tar l'annullamento di un accordo che per me è semplicemente
iniquo e per i miei avvocati viziato da gravi errori di diritto. Ovviamente l'annullamento deve essere il punto di
partenza per riscrivere, con tutti i soggetti interessati, un nuovo ed equo accordo, che, possibilmente,
coinvolga tutti gli atenei marchigiani e la Regione». Per i vertici dell'ateneo camerinese, senza l'accordo
Unicam non sarebbe sopravvissuta... «Abbiamo assistito a una sistematica opera di disinformazione. Come
si fa ad affermare che i fondi, tutti eventuali e da verificare, che il ministero e la provincia hanno promesso (se
ve ne saranno le condizioni), sopperirebbero al crollo delle entrate a causa della soppressione di
Giurisprudenza e del corso di laurea in Scienze politiche? E' evidente che ci sono tagli da effettuare anche
all'interno dell'università, ma non si vede perché solo a Camerino. Non è mai stata fatta una verifica di quali
rami secchi dei due atenei maceratesi andrebbero soppressi, preferendosi annullare tout court
Giurisprudenza e Veterinaria Unicam, come riporta a chiare lettere un recente documento della Corte dei
Conti». Si sostiene che il vostro ricorso minaccia entrate per 3,2 milioni di euro e farà chiudere l'università.
«Se è per questo si minaccia anche di non pagare gli stipendi. I miei colleghi stiano tranquilli: finché saremo
dipendenti pubblici lo Stato ce li verserà. Questo è solo terrorismo mediatico. Se mancano risorse finanziarie
qualcuno avrà reso possibile quella pesante situazione economica. Esposito è rettore da diversi anni e non
può tirarsi fuori dalle responsabilità. Penso al quasi azzeramento del Fondo rischi o all'inerzia con cui si
stanno recuperando i crediti verso il Comitato universitario piceno». Come vede la risposta dei partiti
all'accordo? «Sicuramente stupisce che i consiglieri provinciali dell'Udc e del Pdl di Camerino e Matelica
abbiano accettato supinamente quanto voluto e firmato dall'ormai ex presidente Capponi. Per quanto
riguarda il Pd, il mio partito, c'è il solito atteggiamento schizofrenico: se da una parte va riconosciuto a
Cavallaro, Comi e Sciapichetti di essersi schierati contro l'accordo, in quanto lesivo dell'università di
Camerino e dell'entroterra, dall'altra non posso non stigmatizzare l'asservimento a questo sciagurato accordo
di altri esponenti, come Daniele Salvi e Massimo Montesi. Tutto ciò, purtroppo, rende sempre più appetibile il
richiamo di nuovi gruppi, come la Lam, che si presentano come unici difensori degli interessi del nostro
territorio». Image: 20100712/foto/4793.jpg
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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«Ecco perché ho chiesto al Tar di annullare l'accordo tra atenei»
12/07/2010
Il Mattino - Ed. nazionale
Pag. 1
(diffusione:79573, tiratura:108314)
Università , la cura contro i fannulloni
Giorgio Israel
Ha fatto scalpore il fatto che il rettore dell'Università «La Sapienza» Luigi Frati abbia denunciato la presenza
di una percentuale consistente di ricercatori la cui produzione scientifica è inesistente da molti anni. Tuttavia
questa denuncia non deve essere l'occasione per aggiungere un'altra pietra alla massa di accuse che da
qualche tempo grava sull'università, quasi che essa sia la sentina di tutti i mali del paese. Giorgio Israel I mali
dell'università - clientelismo, nepotismo, nullafacenza, caduta di livello - sono gli stessi che si presentano in
qualsiasi altro contesto, casomai in misura minore perché, per molti versi, l'università esprime ancora livelli
culturali di prim'ordine. La denuncia del rettore Frati deve suscitare altre riflessioni. La prima è che si sta
manifestando una reazione vitale dell'istituzione che esprime la volontà di reagire al degrado e di
riqualificarsi. Un'altra riflessione è che, in un sistema di istruzione di massa, non è necessario che tutti
producano scientificamente, imbrattando carta a tutti i costi: dovrebbe essere possibile non soltanto espellere
i fannulloni e commisurare le progressioni di carriera e di stipendio al merito, ma prevedere passerelle verso
settori del sistema pur dignitosi ma in cui non si richiede di produrre scientificamente in modo originale ma di
prestare una buona attività didattica. Il mondo universitario ha molte colpe, di cui diremo dopo, ma l'istituzione
è stata massacrata da una serie di interventi irresponsabili che si sono succeduti da quarant'anni a questa
parte. Un rapido aumento. L'università non poteva restare nelle dimensioni elitarie di altri tempi, ma l'apertura
indiscriminata degli accessi è stato un atto di irresponsabile demagogia. Se così non fosse stato perché mai
da tempo si moltiplicano le 'iniziative volte a introdurre numeri chiusi, numeri programmati, prove d'ingresso?
Un paese avanzato non esiste senza istituzioni di alta formazione e l'università, soprattutto a fronte di una
crisi crescente della scuola, non può ridursi a liceo integrativo delle drammatiche carenze dei nuovi iscritti. L'
università è stata devastata, dagli anni settanta in poi, da una serie interminabile di ope legis secondo la
visione del sistema dell'istruzione come di un enorme ammortizzatore sociale: immissione senza concorsi di
borsisti e assegnisti nel ruolo di ricercatore, «stabilizzazione» dei professori incaricati. Da quarant'anni si
verificano soltanto sporadiche e massicce ondate di concorsi, di fatto altri ope legis. Si parla di gerontocrazia,
e l'aspetto più comico è che siano professori in tarda età a denunciarla, ricordando lo stile della rivoluzione
culturale del vecchio Mao-Tse-Dong. Mal'università italiana non aveva tradizioni gerontocratiche. Malgrado i
disastri prodotti dal fascismo e dalle leggi razziali, il sistema aveva mantenuto la sana tradizione di compiere
precocemente i reclutamenti in ruolo, persino di nominare come professori ordinari dei ventenni, e di
richiamare «cervelli» dall'estero a ricoprire cattedre. È superfluo dire che il sistema è diventato gerontocratico
a causa degli ope legis e di una falsa autonomia che l'ha totalmente ingessato, ed ora pagherà il prezzo
opposto, con il pensionamento improvviso di circa la metà del corpo docente che produrrà un gap
generazionale dagli effetti culturali disastrosi. Abbiamo avuto l'introduzione della laurea 3+2, laurea triennale
seguita da laurea specialistica, propugnata in nome della falsa parola d'ordine «l'Europa lo vuole»: gran parte
dell'Europa non l'ha voluta ed ha fatto bene. Per anni il mondo universitario è stato distratto dal suo mestiere
per fabbricare un delirante sistema di credi ti, un'attività che ha promosso l'avanzata dei docenti peggiori,
quelli cui piace la gestione più della didattica e della ricerca. Ora si fa a gara a denunciare gli effetti
catastrofici di quella scelta: abbassamento del livello culturale, moltiplicazione esponenziale dei corsi di
laurea e di corsi spesso frammentati a livelli ridicoli. Sono esiti in cui il mondo universitario ha avuto colpe
gravi ma non va dimenticato invecchio dilemma: è più colpevole il peccatore o chi induce in tentazione? La
colpa più grave del mondo universitario è stata quella di aver accettato in modo acquiescente, o al più
brontolando nei corridoi, le devastazioni di cui sopra. Lo ha fatto forse sperando di conquistarsi la
benevolenza del mondo politico e sindacale, oppure per la contiguità politica e ideologica delle sue correnti
più influenti con i governi «amici», tacendo quando errori o tagli venivano da questi e levando alti lai quando
venivano invece dalla parte «nemica». Sei anni fa Claudio Magris descrisse in un memorabile articolo
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Riflessioni
12/07/2010
Il Mattino - Ed. nazionale
Pag. 1
(diffusione:79573, tiratura:108314)
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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(Corriere della Sera, 16 marzo 2004) lo sfacelo dell'università denunciando la mercificazione introdotta dal
sistema dei crediti. Menzionava il caso di uno studente che aveva posto come condizione per frequentare un
seminario l'ottenimento di crediti: «Gli ho chiesto se aveva mai baciato gratis una ragazza», osservava
Magris. Anche a me è successo che uno studente abbia chiesto «un» credito di cui aveva bisogno in cambio
di una conversazionedi un'ora... Ebbene, Magris fu aspramente rimbrottato dai vertici di allora della
Conferenza dei Rettori, invece di ricevere lodi per la sua difesa dell'istituzione. Negli anni settanta, fu lanciato
un appello dal titolo «Vogliamo un'università di massa e qualificata» con molte firme illustri. L'università fu di
massa, non c'è dubbio, ma della qualità non si curò nessuno. La voce dei firmatari però non si sentì più. Né si
ricordano veementi appelli contro gli ope legis. Si è già detto dell'acquiescenza con cui fu implementato il
sistema del 3 + 2: certo, la legge è legge e va applicata, ma quantomeno si può sempre protestare e, in certi
casi, si può anche trovare il modo di implementarla nel modo^ meno devastante possibile. Di tali errori
vediamo alcuni segnali nelle proteste in corso, le quali prendono direzioni sbagliate. Sarebbe il caso di non
indulgere più a richieste di stabilizzazioni o addirittura di creazione di un terzo ruolo di docenza entro cui si
produrrebbe l'ennesimo ope legis, e di non opporsi più all'introduzione di regole meritocratiche.
Bisognerebbe, al contrario parlare del modo in cui tali regole vannojntrodotte. Non si insiste sul fatto che
l'introduzione di sistemi di valutazione deve basarsi su criteri rigorosamente qualitativi e di merito e tener
conto della crescente consapevolezza, espressa da autorevoli istituzioni intemazionali, dei guasti prodotti da
metodi di valutazione meramente quantitativi e basati su discutibilissime procedure bibliometriche. E
sorprendente che l'attenzione non si appunti, o si appunti marginalmente, su alcuni aspetti critici del disegno
di legge in esame, che pure sono stati già emendati nella discussione parlamentare. Si tratta di uno schema
di «governance» che prevede una forte presenza di «manager» sottratti a verifica, come se essere
«manager» per «chiara fama» sia di per sé una garanzia di capacità di gestione di un'istituzione culturale,
scientifica e di istruzione avanzata. Ma di questo rischio - connesso a quello che si affermi un'idea
strumentale della «ricerca» disattenta al ruolo cruciale della ricerca di base - si parla poco. È bene quindi
guardare ai veri problemi anziché ripetere errori indotti da vecchi tic corporativi e assistenziali. Ma una cosa
va detta: il mondo universitario sta offrendo - e la denuncia del rettore Frati va in tal senso - un mo dello
virtuoso di comportamento, quando richiede il mantenimento della progressione stipendiale ancorandola alla
verifica del merito, a differenza dei settori che rivendicano la vecchia logica automatica. Il che conferma che,
malgrado tutto, l'università è un'istituzione più sana di quanto si pensi.
11/07/2010
Libero - Roma
Pag. 49
(tiratura:224026)
Rette maggiorate per i bamboccioni
Il rettore Frati: i fuori corso pagheranno il 50 per cento in più. «Fondi che serviranno a far studiare gratis i
bravi»
CHRISTIAN BONCIARI
Il rettore caterpillar colpisce ancora. Dopo aver annunciato l'intenzione di lincenziare i ricercatori fannulloni, il
magnifico de La Sapienza ha deciso di dedicare le proprie attenzioni all'altra categoria spauracchio
dell'efficientismo: i bamboccioni. E così Luigi Frati annuncia che dal prossimo anno accademico gli studenti
svogliati e fuori corso avranno le tasse maggiorate del cinquanta per cento. Dei fondi raccolti beneficieranno i
cervelloni, quelli che alla maturità hanno preso cento o cento lode e coloro che hanno almeno la media del
29: indipendentemente dal reddito potranno frequentare gratisi i corsi accademici. «La logica», spiega Frati a
Libero, «è quella di premiare lo studente bravo e che ha voglia di studiare. L'unica università italiana che ha
scelto questo percorso è quella di Bologna, che però riuscirà a esentare solo chi ha preso cento e lode. Fino
a ieri per essere esentati dalla retta universitaria bisognava essere figli di nullatenenti. Da oggi chi scegli la
Sapienza ed è eccellente sa che sarà valorizzato, al punto che sto anche pensando di introdurre la
possibilità, per chi ce la fa, di aumentare il numero degli esami per anno in modo da potersi laureare un anno
prima». Fin qui la "carota". Ma come funzionerà la parte del "bastone" con i fuori corso? «Non saranno
immediatamente penalizzati, ma avranno la possibilità di scegliere. O entreranno in un percorso e
accetteranno di avere un tutor che li aiuta ad arrivare alla laurea, o sceglieranno, come previsto dalla legge il
"part time" (si dichiara di essere studenti lavoratori e si danno esami a rate n.d.r.) se lavori e dai esami a
rate)». Il desiderio "segreto" del rettore stakanovista sarebbe quello di mettere veramente in competizione le
università abolendo il il valore legale della laurea. «Mi piacerebbe, perché in questo modo i titoli di studio
ottenuti in atenei seri non potrebbero essere equiparati a quelli ottenuti in università lassiste e facilitate»,
ammette Frati, «ma finché l'Eu ropa manterrà le normative attuali non è un percorso praticabile. Per
Bruxelles, che vuole tutelarsi dall'ingresso dei nuovi paesi dell'Est, è importante che un'ostetrica, un avvocato
o un medico moldovi debbano attestare la propria preparazione attraverse un titolo di studio con validità
legale». Intanto, a settembre, sarà completata l'analisi sulla produttività dei ricercatori. Agli inadempienti
arriverà una contestazione disciplinare. «Invece ho trovato il modo di tutelare i ricercatori bravi dai baroni che
rischiavano di prendersi tutte le risorse: ai ricercatori validi l'università sarà obbligata a destinare il trenta per
cento dei fondi per la ricerca».
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Un'altra svolta a La Sapienza
10/07/2010
Il Secolo XIX - Levante
Pag. 41
(tiratura:127026)
ALGA TOSSICA, ALLARME CESSATO «TUTTI I DATI SONO NELLA
NORMA»
ESITI RASSICURANTI I test dell'Arpal e quelli eseguiti dall' Università concordano: balneazione sicura
D. BAD.
CHIAVARI. Cessato allarme per l'alga Ostreopsis Ovata . «Le analisi eseguite nelle acque marine di Chiavari assicura il Comune - dimostrano che la balneazione in città è perfettamente compatibile». Tuffi sicuri, dunque,
come ripetono ai loro clienti i titolari degli stabilimenti balneari della città, rassicurando chi teme un contatto
con l'alga. «Il dipartimento di prevenzione della Asl 4 chiavarese - aggiunge l'amministrazione comunale - ha
comunicato che le analisi effettuate dal'Agenzia regionale per l'ambiente, Arpal, lunedì scorso con due
campionature nella zona di Preli hanno evidenziato la presenza di 3.440 e 1.480 cellule di alga per litro
d'acqua: dati ampiamente al di sotto della soglia di diecimila, quota prevista dalla norma. A sua volta prosegue la nota diffusa ieri dal Comune - il dipartimento per lo studio del territorio e delle risorse dell'
Università di Genova, incaricato di verificare lo stato di salute del mare dal Comune, sempre lunedì scorso ha
rilevato 620 cellule di alga per litro d'acqua. La balneazione a Chiavari - ribadisce il Comune - è perfettamente
compatibile». La nota termina con un auspicio: «Ci si augura che le prossime analisi nelle acque chiavaresi
vengano eseguite con la professionalità necessaria a non creare falsi allarmi tra la popolazione, sulla scorta
solo di dati provvisori. Il Comune di Chiavari, in ogni caso, continua a monitorare le acque avvalendosi dell'
Università di Genova». L'allarme alga era scattato sabato scorso quando, nella zona di mare antistante la
Colonia Fara era stata riscontrata una concentrazione di sette milioni di cellule di Ostreopsis Ovata per litro
d'acqua. La notizia aveva indotto il sindaco, Vittorio Agostino, a convocare una riunione straordinaria di
giunta, allargata ai funzionari dell'Ufficio igiene pubblica dell'Asl 4, a cui i laboratori dell'Arpal avevano
trasmesso i dati dell'ultimo prelievo. I successivi controlli, però, hanno dimostrato che la situazione si era
normalizzata.
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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IL COMUNE DI CHIAVARI: CONFERMA DALLE ULTIME ANALISI
11/07/2010
Il Secolo XIX - Ed. nazionale
Pag. 48
(tiratura:127026)
DA CHE PULPITO PREDICA FRA' LUIGI
MAURO BARBERIS
In un paese nel quale si manganellano i terremotati dell'Aquila, una questione come quella dei ricercatori dell'
Università passa inevitabilmente in secondo piano: eppure, verrebbe da dire, il tasso di violenza raggiunto
dallo scontro non è molto diverso. I fatti sono noti anche ai non addetti ai lavori. Mentre l'Università è bloccata
dalla protesta contro la riforma Gelmini, o piuttosto i tagli Tremonti - quelli vecchi e quelli nuovi, derivanti dalla
manovra anticrisi - il Rettore della Sapienza di Roma, uno dei maggiori in Italia ma oltre il quattrocentesimo
posto nelle classifiche internazionali, pare aver capito qual è il problema: sono i ricercatori universitari. Il
Rettore Luigi Frati - Fra' Luigi come lo chiamano i suoi studenti per il greve accento romanesco - è stato sin
troppo chiaro a una manifestazione di presidi contro i tagli ha dichiarato: "Il trenta per cento dei ricercatori
della Facoltà di Giurisprudenza nulla ha prodotto nell'ambito della ricerca scientifica, e in generale alla
Sapienza il dieci per cento dei ricercatori non ha prodotto nulla in dieci anni. Queste persone vanno cacciate
dall'università. Molti rubano lo stipendio e non fanno nulla". Successivamente, pare abbia minacciato di
licenziarne quattrocento a partire da settembre, quando avrà i dati aggiornati circa la produzione scientifica di
ognuno. Qui di seguito non vorrei rivolgermi agli universitari o agli addetti ai lavori, come troppe volte i miei
colleghi hanno fatto, ma, come al solito, al cittadino comune, che paga le tasse e al quale viene detto - come
se non gli bastasse sapere di essere fra i più tartassati d'Europa - che i suoi soldi servono a pagare gli
stipendi ai fannulloni. Nel lontano 1980, la legge 382 istituiva, accanto ai professori ordinari e associati, tenuti
a fare lezione, e al posto dei precedenti assistenti, denominazione che evocava funzioni di portaborse, i
ricercatori universitari, tenuti soprattutto a studiare per diventare a loro volta docenti. Si generava così un
duplice equivoco. Anzi- tutto, la confusione fra i ricercatori come ruolo universitario, e la funzione di ricerca,
che spetta ovviamente a tutti gli universitari: anche se c'è differenza fra materie scientifiche, con i ricercatori
spesso impegnati nei laboratori a tempo pieno, e materie umanistiche, dove i ricercatori possono anche
lavorare in biblioteca o a casa. Poi, la confusione sul ruolo degli stessi ricercatori: che per sopperire alle
crescenti esigenze didattiche sono stati chiamati a fare a loro volta lezione, assicurando sempre più spesso la
sopravvivenza di interi corsi di laurea, insieme con i docenti ma, nei casi migliori, con il quaranta per certo di
stipendio in meno. Ora la riforma Gelmini, invece di riconoscere che si tratta di docenti a pieno titolo, benché
sottopagati rispetto alle funzioni che svolgono, vuole eliminare la figura di questi ricercatori: mettendo il loro
ruolo a esaurimento e sostituendoli con ricercatori precari ai quali promette anche i concorsi che ai vecchi
ricercatori spesso sono stati negati. Di fronte a questa possibilità, i ricercatori hanno reagito con l'unica arma
rimasta a loro disposizione: attenersi alla legge 382 e rifiutarsi di svolgere funzioni didattiche per il prossimo
anno, così mostrando a tutti quanto l'Università italiana abbia dovuto loro in questi anni. Questa protesta,
naturalmente, provoca le reazioni scomposte della parte più retriva dell'Accademia: della quale, a leggere le
cronache, il Rettore della Sapienza è un tipico rappresentante. Come ha scritto Gian Antonio Stella, che di
caste se ne intende, queste denunce fuori tempo contro i fannulloni risulterebbero più attendibili se
provenissero da personaggi diversi. Più in generale, è vero che anche fra i ricercatori universitari, come in
tutta la pubblica amministrazione e forse come dappertutto, c'è gente che ruba lo stipendio, e che va
individuata e colpita. Ma nessuno, e meno che mai Fra' Luigi, è autorizzato a usare questi fenomeni tollerati
da decenni per screditare una protesta sacrosanta, tesa a dare un ultimo briciolo di speranza ai nostri figli e al
nostro paese.
Foto: Il ministro Maria Stella Gelmini
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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UNIVERSITÀ E "FANNULLONI"
10/07/2010
La Gazzetta Del Mezzogiorno - Brindisi
Pag. 5
(tiratura:63756)
Almeno fino al 2012 scongiurata la chiusura delle attività accademiche cittadine Intesa raggiunta: al tavolo
anche Camera di commercio e Autorità portuale
• L'Università di Brindisi non morirà. Almeno fino al 2012. L'obiettivo immediato è: iniziare a lavorare per
consolidare la presenza del polo universitario a Brindisi, creando i presupporti per superare quella data. Dopo
quindici giorni di agonia (lo stato di sofferenza fu ufficializzato il 23 giugno scorso) e di accanimento
terapeutico (la forte e incisiva mobilitazione degli studenti) ieri, la notizia attesa: l'ac - cordo è stato chiuso. Lo
hanno deciso nel corso di un incontro ristretto che si è tenuto nel pomeriggio: il presidente della Provincia Fer
rarese, il rettore dell'Università di Bari Pe t r o c e l l i , il sindaco Mennitti, e il presidente della Camera di
Commercio, Malcar ne. A cui si è aggiunto, il presidente dell'Autorità portuale Giurg ola che, sebbene non più
parte attiva della convenzione, ha confermato così il suo interesse al polo universitario brindisino che
potrebbe concretizzarsi in futuro con il ritorno nel sodalizio. Si darà continuità ai tre corsi di laurea dell'
Università di Bari. Per assumere tale decisione, dopo giorni e giorni di alti e bassi, un tira e molla che ha
stressato l'in - tera comunità brindisina che nel polo universitario ormai si identifica, è stato necessario un
lungo confronto tra gli enti interessati a cui hanno preso parte, in seconda battuta, anche gli assessori
provinciali al Bilancio (Vincenz o Baldassar re) e all'Istr uzione (Paola Baldassarre). Alla fine è prevalso il
senso di responsabilità e si è trovato un punto di equilibrio «È stato fatto uno sforzo comune», ha affermato
Mennitti. In buona sostanza sarebbe stato separato il contenzioso che si intenderebbe risolvere con una
transazione, da tutto il resto per permettere il prosieguo delle attività. Sembra, infatti, che manchino atti
deliberativi relativi alla copertura dell'attivazione delle due lauree specialistiche in Economia, il che creerebbe
debiti fuori bilancio, la cui approvazione sarebbe improponibile. Da qui lo «sforzo comune» cui ha accennato
Mennitti e la disponibilità a firmare già a partire dalla prossima settimana il documento di convenzione. Ma
con una condizione: puntare al polo interateneo, ossia integrato, nel quale le due università (Bari e Lecce)
dovranno interagire. Linea questa che non dovrebbe presentare ostacoli avendo i due rettori L a fo r g i a
(Lecce) e Petrocelli (Bari) già espresso il proprio consenso. «Dobbiamo sederci e discutere in termini concreti
- ha proseguito Mennitti - individuando le disponibilità finanziarie e gli impegni che si devono assumere. Tutto
dovrà essere rigorosamente scritto». «I risultato raggiunti sono il frutto dello spirito di collaborazione tra gli
Enti locali e l'Uni - versità di Bari - ha concluso Ferrarese - che hanno posto al centro gli interessi degli
studenti, pur a fronte delle gravissime difficoltà finanziarie determinate direttamente dalla crisi e
indirettamente dai tagli governativi». L'intesa approvata da Comune e Provincia è stata condivisa anche dal
presidente della Camera di Commercio. Resta da sciogliere un'unica riserva: l'approvazione della proposta
da parte della Giunta camerale.
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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«L' Università è salva»
10/07/2010
La Gazzetta Del Mezzogiorno - Foggia
Pag. 4
(tiratura:63756)
Stop a lauree, esami e lezioni, si recupera entro il mese
• Se non fosse per la scadenza imposta dal Governo, si andrebbe avanti a oltranza. Invece lo sciopero bianco
indetto dai ricercatori precari dell'Università degli studi di Foggia - dopo la prima tranche dal 4 al 9 - si
protrarrà per adesso fino al 15 luglio. Data in cui il Governo ha posto la fiducia sulla legge "Finanziaria",
pacchetto di tagli e drastiche razionalizzazioni che contiene la contestatissima norma sulla rotazione dei
docenti universitari (1 nuova assunzione ogni 5 pensionamenti, come dire studenti rassegnatevi a un
percorso accademico all'insegna della memoria e non della ricerca). Fino al 15 luglio sarà astensione
programmata - non blocco, ma sospensione - dalle sedute di laurea, dagli esami giù fissati, dalle lezioni e da
ogni forma di vita accademica e didattica avrebbe dovuto svolgersi in ateneo. Lo hanno stabilito all'una nimità tutti i ricercatori dell'uni - versità foggiana, che ieri mattima sono intervenuti al Senato accademico
celebrato in seduta straordinaria e quindi aperto anche alla cittadinanza adunando per l'occasione politici,
amministratori, imprenditori e diverse autorità locali. «Sai che ne facciamo noi della loro solidarietà - ha
sentenziato a fine mattinata un gruppo di ricercatori della facoltà di Medicina e chirurgia, forse i più bistrattati
dal ministro Gelmini -. Dov'erano quando queste norme scellerate venivano varate? Dov'erano quando il
Governo si apprestava a uccidere l'Università di Foggia? Perché di questo si tratta, di rendere invisibile un
ateneo già molto piccolo annullando la sua unica capacità di attrazione... ». La ricerca. La possibilità di
approfondire nei laboratori specialistici quanto si è appreso sui libri, la possibilità di mettere in pratica - e
naturalmente anche in loco - quello che altre università italiane fanno ormai da decenni. Soddisfatto il rettore
Giuliano Volpe, che commentando la seduta del Senato ha detto «ho apprezzato la partecipazione della città,
ringrazio gli studenti che stanno dimostrando grande maturità anche nell'affrontare i disagi che una agitazione
comporta». A fine giornata, il Senato ha licenziato un documento che - inevitabile in casi come questi - ha
finito per scontentare un po' tutti. Un documento che ribadisce l'impegno dell'UniFg al fianco dei suoi
ricercatori, che assicura gli studenti circa le loro scadenze e che non ignora nemmeno le condizioni al limite
della sopravvivenza imposte dal Governo. Un documento che tuttavia non soddisfa i ricercatori, che come
detto proseguiranno il loro sciopero bianco «ma senza accettare alcun invito al buon senso da parte del
Senato, entro la fine del mese promettiamo l'espletamen - to di lauree ed esami ma solo grazie al nostro
personale senso di responsabilità». Che non soddisfa gli studenti, spaccati tra la linea della comprensione
verso i loro docenti e la linea dura di chi «non vuole stare alla finestra -battagliano quelli di Area nuova,
l'associazione più rappresentativa dell'ateneo dauno - mentre le altre università italiane comunque fanno le
barricate ma senza interrompere l'attività didattica». E che non soddisfa nemmeno le facoltà, impegnate
come sono nel rispettare tabelle di marcia sempre più stringenti. Da qui la proposta del preside della facoltà
di agraria Agostino Sevi per adesso solo una proposta, ma non è escluso che venga adottata sul serio - di
istituire «sedute di laurea notturne pur di smaltire la coda di studenti ai quali dare soddisfazione, lo considero
un impegno morale prima ancora che professionale». L'ateneo si spiaggia di nuovo, almeno fino al 15. Si
arena insieme al piccolo branco degli altri due atenei pugliesi, quello di Bari e quello del Salento. A conferma
del fatto che la protesta portata avanti dal Comitato dei ricercatori delle università pugliesi guarda più alle
posizioni condivise che a quelle individuali. Una "chiave di lettura" con - divisibile ma rischiosa, visto che negli ultimi 5 anni - le ribalte più prestigiose erano state conquistate dai ricercatori foggiani: insomma
sembrerebbero loro, e naturalmente l'ateneo dauno, quelli che hanno più cose da perdere.
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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Black out fino al 15 l'ateneo si blocca
10/07/2010
La Nazione - Massa carrara
Pag. 10
(tiratura:176177)
Un cuore di marmo all'entrata dell'ospedale di Pisa
UN CUORE DI MARMO nella rotonda dell'ospedale di Pisa. Verrà presentato stamani alle 10,30, al Ridotto
del Teatro degli Animosi il bozzetto della scultura che sarà realizzata dallo scultore carrarese Bruno Pon e
che sarà collocata sulla rotatoria di accesso al nuovo ospedale Santa Chiara a Pisa. L'allestimento della
rotonda è stato assegnato dal Comune di Pisa all'Associazione «Per donare la vita». Nell'occasione si
svolgerà un incontro sul tema della donazione di organi e tessuti, con riferimento al caso toscano: verrà,
inoltre, illustrato il progetto del nuovo polo ospedaliero -universitario di Pisa. INTERVERRANNO i sindaci
Angelo Zubbani e il collega di Pisa Marco Filippeschi, Daniela Scaramuccia assessore alla Sanità della
Regione Toscana, Ugo Boggi associato di Chirurgia generale all'Università di Pisa, Franco Mosca direttore
del Dipartimento di Oncologia, dei trapianti e delle nuove tecnologie in medicina dell'Università di Pisa, Carlo
Tomassini direttore generale Azienda ospedaliera universitaria pisana, Luigi Murri preside della facoltà di
Medicina e chirurgia dell'Università di Pisa, Giuseppe Venditti presidente dell'Associazione «Per donare la
vita», Loris Rossetti consigliere regionale.
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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IL DONO AGLI ANIMOSI LA PRESENTAZIONE DELL'INIZIATIVA CON L'EQUIPE UNIVERSITARIA
11/07/2010
La Nazione - Ed. nazionale
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CARO DIRETTORE, sono una studentessa di Lingue e Letterature Straniere presso l'Università di Pisa che,
fino a qualche giorno fa, stava studiando per sostenere gli esami di luglio. Poi è comparso l'avviso nefasto: il
blocco degli esami di luglio da parte di docenti e ricercatori e, di conseguenza, l'addio degli studenti alla
speranza di ricevere la borsa di studio.Quasi nessuno ne ha parlato, anche se ne avranno parlato con
apprensione tutte le famiglie che hanno un figlio all'università, per non parlare di quelle in cui il figlio può
studiare solo grazie alla borsa di studio. A cui dovrà rinunciare, non potendo sostenere gli esami necessari a
raggiungere il numero di crediti previsto. Io e i miei colleghi ci siamo chiesti il perché di un provvedimento così
devastante e ci siamo visti catapultare nel fantastico mondo della riforma universitaria proposta dal Ministro
Gelmini, dove abbiamo visto cose straordinarie come un'università svuotata della sua autonomia, in cui il
potere si concentra nelle mani del rettore e del consiglio di amministrazione. Abbiamo visto anche la messa
ad esaurimento della figura del ricercatore a tempo indeterminato, sostituita da quella del ricercatore con
contratto a tempo determinato di tre anni rinnovabile una volta, senza alcun riconoscimento giuridico
dell'attività didattica... Alla luce di ciò, noi studenti abbiamo deciso di opporre un "no" categorico a un
presente e a un futuro come questi. Ci siamo dunque uniti a docenti, ricercatori e amministrativi - i quali
hanno assicurato di ripristinare la sessione di esami a partire dal 12 luglio - organizzando assemblee con lo
scopo di definire forme di protesta. D'altra parte, se i ricercatori decidono di smettere di fare lezione gratis, l'
università si ferma. E se si ferma l'università, si ferma la cultura, insieme al nostro futuro.
UNIVERSITA - Rassegna Stampa 12/07/2010
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UNIVERSITA' IN TILT GLI ESAMI RINVIATI PER IL CONTRATTO DEI
RICERCATORI
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20100712_cnop_-_ordine_degli_psicologi