Programma Provinciale per la
promozione delle politiche di tutela ed
accoglienza dell’infanzia e
dell’adolescenza
2011
1
Piano provinciale per la promozione e lo sviluppo dell’affidamento
familiare e qualificazione dell’accoglienza in comunità di bambini
e ragazzi
pag. 3
Piano provinciale per la qualificazione ed il sostegno dei servizi e
delle iniziative e interventi nell’ambito dell’adozione nazionale ed
internazionale
pag. 33
Piano provinciale per la promozione e lo sviluppo delle politiche di
tutela e dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza
pag. 68
2
Piano Provinciale per la promozione e
lo sviluppo dell’affidamento familiare e
dell’accoglienza in comunità di
bambini e ragazzi
2011
3
Indice:
1
Premessa
pag. 5
2
Obiettivi regionali
pag. 6
3
Stato di attuazione degli interventi anno 2010
pag.
4
Azioni da realizzare
pag. 15
5 Tavoli di confronto e di riflessione
7
pag. 20
Coordinamento sull’affidamento familiare e sulle comunità d’accoglienza
Coordinamento tecnico per l’infanzia e l’adolescenza
Coordinamento nazionale servizi affido
6
Fondi
pag. 25
7
Dati affido e accoglienza in comunità
pag. 26
4
1. PREMESSA
Obiettivo del presente Piano provinciale è quello di dar conto delle azioni e delle
attività promosse e programmate dal Coordinamento provinciale accoglienza e
concordate e condivise con il Coordinamento Provinciale infanzia e adolescenza.
Tali azioni, in linea con con le indicazioni programmatiche della Regione Emilia Romagna
e con i Piani di Zona, sono finalizzate a potenziare e qualificare gli interventi ed il
sistema dell’accoglienza e a tutelare i diritti dei minori fuori famiglia.
Tra le azioni prioritari individuate per il 2011:
• prosecuzione del progetto Essere Genitori, gruppo di sostegno rivolto alle
famiglie d’origine dei minori in affidamento familiare e in comunità di
accoglienza e seminario di riflessione e pensiero rispetto al tema del recupero e
del lavoro con la famiglia;
• prosecuzione del lavoro di riflessioni sul tema dell'affido, con l'obiettivo di
rilanciare l’affido provando a pensare anche a possibili soluzioni non standard ma
che rispondano al bisogno reale dei territori;
Tra le azioni storiche da proseguire:
• prosecuzione iniziative di sensibilizzazione sull’accoglienza;
• prosecuzione programmazione, coordinamento per la realizzazione corsi di
preparazioni persone disponibili all’affidamento familiare e alla gestione di
comunità familiari;
• realizzazione seconda edizione corso di formazione specifica 24 h;
• progettazione e avvio tirocini 50h;
• tenuta elenco nuclei dichiarati attivabili per l’affido familiare;
• formazione operatori equipe affido e operatori del territorio;
• prosecuzione sostegno a gruppi di famiglie affidatarie;
Il presente Piano riprende pertanto, sia gli obiettivi da raggiungere, richiesti dalla
Determina Regionale n. 15652 del 2010, che le esperienze, le azioni e gli interventi
attuati nell’ultimo anno sul tema dell’accoglienza; aggiunge inoltre le attività e le azioni
programmate per l’anno in corso, gli strumenti di confronto e di riflessione e i dati
relativi all’affido familiare e in comunità, raccolti ed elaborati dalla Provincia di Bologna
e relativi agli affidamenti familiari nel territorio provinciale nell’anno 2010 e alle
accoglienze in comunità nell’anno 2009.
5
2. OBIETTIVI REGIONALI
La programmazione provinciale, anche tenendo conto degli obiettivi indicati dalla
Determina Regionale n. 15652 del 2010, proseguirà nel dare continuità agli interventi
programmati nell'anno 2011, nonché nel realizzare momenti di confronto e di riflessione
necessari a condividere ipotesi organizzative rispetto all’attuazione di azioni e percorsi
indicati dalla Direttiva regionale 846/07, volta a qualificare il sistema dell’accoglienza e
a favorire la creazione di sinergie tra le diverse realtà coinvolte.
Obiettivi regionali:
Favorire il rilancio delle politiche in materia di affidamento familiare e la qualificazione
delle risposte di accoglienza in comunità in attuazione della DGR 846/2007.
Azioni:
- incremento delle capacità educative e di tutela delle persone interessate
all'affidamento familiare e alla gestione di comunità familiari e di comunità casafamiglia attraverso corsi specifici di preparazione e formazione permanente;
- promozione di attività di formazione permanente degli operatori dei servizi pubblici e
del personale educativo delle comunità;
- avvio e sostegno di gruppi di mutuo aiuto sia per i nuclei affidatari che per quelli di
origine, al fine di sostenerli nell'attuazione del progetto di affidamento;
- monitoraggio e valutazione dell’adeguatezza qualitativa e quantitativa delle forme di
accoglienza sul territorio provinciale, anche tramite l’attività del coordinamento tecnico
provinciale per l’infanzia e l’adolescenza;
- sperimentazione e monitoraggio di progetti innovativi;
- promozione, insieme ai servizi degli ambiti distrettuali, di reti di famiglie che
accolgono, in particolare, bambini da zero a sei anni, con la partecipazione dei soggetti
pubblici e privati interessati;
- tenuta, nell’ambito del Registro provinciale delle strutture autorizzate, di una
“Sezione strutture per minori e giovani adulti”;
- definizione e tenuta dell’elenco dei nuclei dichiarati attivabili per l’affidamento
familiare allo scopo di favorire da parte dei servizi sociali medesimi, il migliore
abbinamento possibile, nonché assicurare la banca dati utile alla programmazione delle
attività formative o alle altre competenze comunali e provinciali (paragrafi 6.1 e 6.2
parte generale DGR 846/2007).
6
3.
STATO DI ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI
ANNO 2010
Nel 2010 il tavolo tecnico di coordinamento sull’affidamento familiare e l’accoglienza in
comunità, ha dato avvio a nuove azioni volte a promuovere, valorizzare e potenziare il
sistema dell'accoglienza e della tutela dei minori, ed ha proseguito nella programmazione
e nella realizzazione delle azioni storiche, già previste nei Piani degli ultimi anni.
Questo capitolo intende dar conto del grande impegno e del lavoro che è stato svolto
dagli operatori dei servizi affido, delle Associazioni di famiglie affidatarie e dai referenti
delle comunità di accoglienza per minori presenti nel territorio provinciale, dall’uscita
della Direttiva accoglienza n. 846/2007 ad oggi.
Lavoro condiviso, che ha permesso di programmare, dare avvio ed attuare tutte le
attività previste dalla Direttiva stessa ed in particolar modo:
- i Corsi di preparazione per le famiglie disponibili all’affido (dal 2008 al 2010, 15 corsi
realizzati, più di 300 persone formate rispetto al tema),
- il Corso delle 24h, rivolto ai nuclei interessati a gestire una comunità familiare o casa
famiglia multiutenza (corso provinciale tenuto dai servizi affido e dalle associazioni di
famiglie affidataria del coordinamento, 24 partecipanti),
- i gruppi di sostegno per le famiglie affidatarie
- le iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza.
Il 2010 ha visto inoltre l'avvio di un'azione sperimentale ed innovativa, che ha puntato
l'attenzione del coordinamento e degli operatori sul tema delle famiglie d'origine dei
minori fuori famiglia e quindi del lavoro, del sostegno e della cura che sono necessari nei
loro confronti. Con il Progetto Essere Genitori, condiviso in sede di Coordinamento e
realizzato in collaborazione con il Centro Bolognese di Terapia della Famiglia, si è
previsto infatti un gruppo di sostegno rivolto a genitori con figli in affido familiare o in
comunità.
Nel dettaglio, le azioni realizzate sono state le seguenti:
a.
INIZIATIVE DI SENSIBILIZZAZIONE
Anche nel 2010 la Provincia di Bologna ha appoggiato e sostenuto le iniziative di
sensibilizzazione per promuovere la cultura dell’accoglienza, ed in particolare
l’affidamento familiare, programmate, progettate e realizzate a livello locale dai
servizi, in collaborazione con le Associazioni di famiglie affidatarie.
Il Tavolo Tecnico sull’affidamento familiare ha raccolto la disponibilità di 3 territori, ed
ha sostenuto i progetti assegnando ai servizi interessati un contributo totale pari a
19.000 €, equivalente circa al 70% del costo complessivo dei 3 progetti.
Il coordinamento ha monitorato l’avvio e la realizzazione delle seguenti iniziative:
ENTI TERRITORIALI
Ausl Bologna – Distretto Porretta
Terme
PROGETTO
“Progetto di sensibilizzazione all’affido
familiare”
7
Ausl Bologna – Distretto Pianura Est
Accoglienza per BEN-ESSERE
Asp Irides – Centro per le famiglie
Per B.acco! Per Bologna accogliente
b.
CORSI DI PREPARAZIONE PER LE FAMIGLIE DISPONIBILI ALL’ACCOGLIENZA
I corsi di preparazione che vengono realizzati dalle equipe distrettuali affido sono rivolti
a singoli e alle coppie che dopo la prima informazione, manifestano l’intenzione di
procedere nel percorso di affido.
I corsi realizzati in questi anni hanno permesso di aumentare nei partecipanti la
conoscenza relativa all’affido e la consapevolezza rispetto alle motivazioni che sono alla
base della loro scelta, la costruzione di un rapporto di conoscenza e fiducia reciproca tra
agli operatori dell’equipe e le persone/coppie interessate.
Nel territorio provinciale la progettazione, l’organizzazione e la gestione di tali corsi
spetta all’equipe distrettuale ed è considerata come un’attività costante dei servizi e
come un’importante occasione di integrazione e di lavoro comune con le Associazioni di
famiglie affidatarie.
Nel 2010 sono stati realizzati 3 Corsi in 3 distretti differenti:
DISTRETTI
CORSI REALIZZATI
Bologna
1
Pianura Est
1
Pianura Ovest
1
TOTALE
3
Per la realizzazione di tali azioni il costo del personale dell’equipe coinvolta è stato a
carico degli enti di appartenenza.
c.
REALIZZAZIONE FORMAZIONE SPECIFICA 24H
Nel 2010 si è realizzato, in ambito provinciale, il primo Corso di formazione specifica di
24h, rivolto ai nuclei interessati ad aprire/gestire una comunità di tipo familiare o casa
famiglia.
Il corso si è realizzato in 6 incontri di 4,30 h ciascuno nelle seguenti date:
• 27 Gennaio 2010
• 10 Febbraio 2010
• 25 Febbraio 2010
• 10 Marzo 2010
• 24 Marzo 2010
• 07 Aprile 2010
Gli incontri si sono svolti al mattino, dalle ore 9.00 alle ore 13.30, presso le sale del
Laboratorio di Documentazione e Formazione del Comune di Bologna, via Cà Selvatica 7,
Bologna.
Hanno collaborato, condiviso la progettazione del corso e realizzato la docenza:
8
•
•
•
•
•
•
•
Gemma Mengoli, assistente sociale Equipe affido - Asp Circondario Imolese, per la
parte socio-assistenziale;
Daniela Ercoles, Papa Giovanni XXIII, referente per la parte della casa famiglia;
Marieva Vivarelli e Daniele Dal Pozzo, Gli Amici di Siraluna, referenti per la parte
della casa famiglia;
Clara Squarcia, psicologa Equipe affido – Asc, distretto di Casalecchio di Reno per
la parte psicologica e il rapporto con i servizi;
Adele Tellarini, neuropsichiatria infantile – Distretto di San Lazzaro, per la parte
psicologica e la supervisione in comunità;
Laura Vicinelli, Alfonso Montefusco, Walter Benincasa, Ausl di Bologna e Mara
Berni, Comune di Bologna, per gli aspetto relativi la Commissione per
l’autorizzazione al funzionamento;
Dario Vinci, Comune di Bologna, per la parte giuridica;
Per la realizzazione di tale azione il costo del personale delle equipe coinvolte e degli
altri professionisti, è stato a carico degli enti di appartenenza o in regime di
volontariato.
d.
GRUPPI SOSTEGNO PER NUCLEI AFFIDATARI
Nel corso del 2010 il Coordinamento accoglienza ha proseguito nel sostenere i progetti
promossi dalle equipe affido dei distretti e dalle associazioni rivolti ad accompagnare le
famiglie affidatarie nel loro compito.
I gruppi di incontro e le azioni a sostegno dell’esperienza affidatarie, si rivelano infatti
strumenti fondamentali ed efficaci in quanto consentono ai partecipanti di confrontarsi
fra loro e condividere situazioni ed esperienze simili.
Il tavolo ha pertanto raccolto i progetti e le iniziative promosse e, su indicazione del
coordinamento, ha sostenuto 5 progetti pervenuti, assegnando ai servizi interessati un
contributo complessivo pari a 25.000 €, equivalente circa al 70% del costo totale dei
progetti.
Il coordinamento ha monitorato l’avvio e la realizzazione delle seguenti iniziative:
ENTI TERRITORIALI
PROGETTO
Ausl Bologna – Distretto Pianura “Gruppo di famiglie affidatarie”
Est
Asp Circondario imolese
-
I gruppi di sostegno per affidatari
Affidiamoci…affidi amici
Asp Irides – Centro per le
famiglie
Famiglie possibili 2010
Asp Seneca
Gruppo di sostegno nuclei affidatari
9
e.
REALIZZAZIONE PROGETTO ESSERE GENITORI
Si è realizzata nel 2010 l'azione di supporto alle famiglie
d'origine dei minori fuori famiglia, denominata Essere genitori,
promossa dal Coordinamento e realizzato in convezione con il
Centro di Terapia Familiare Bolognese.
Tale progetto ha previsto nell'arco dell'anno, 10 incontri rivolti
a genitori con figli in affidamento familiare e in comunità.
Il gruppo di sostegno è stato condotto da facilitatori
professionisti del CBTF che hanno aiutato i 3 genitori coinvolti,
nello svolgimento della discussione e nella ricerca di possibili
soluzioni ai problemi incontrati.
L'esperienza ha evidenziato in particolar modo:
- la capacità di aprirsi dei genitori e di sentirsi maggiormente
consapevoli dei bisogni dei loro figli, nel momento in cui si da
loro la possibilità di esprimersi e di sentirsi accettati ed
ascoltati;
- la loro capacità, in gruppo e con l'aiuto di un facilitatore, di
vedere la propria esperienza e la relazione con i propri figli,
con occhi più consapevoli;
- la potenzialità del gruppo, quale strumento utile ed efficace.
Per la realizzazione di tale azione la Provincia di Bologna ha
stipulato una Convenzione con il CBTF.
Risorse impiegate pari a 4.950 €, più costo degli operatori delle
equipe coinvolte, a carico degli enti di appartenenza.
f.
RIFLESSIONE SUL TEMA AFFIDO
PROVINCIALE INFANZIA E ADOLESCENZA
SU
MANDATO
DEL
COORDINAMENTO
Nel 2010, su mandato del Coordinamento provinciale infanzia e adolescenza, il Tavolo
accoglienza ha dato avvio ad una riflessione sul tema dell'affido, in quanto si è
evidenziato che la nostra provincia, rispetto alle altre, ha il tasso di affidi più basso ed il
tasso di accoglienza in comunità più alto.
Tra gli obiettivi che il gruppo di lavoro si è dato:
1. individuare le difficoltà e le criticità che portano l'operatore alla scelta
dell'inserimento in comunità, piuttosto che all'affido;
2. ritrovare la motivazione iniziale che porta l'affido ad essere la prima scelta
dell'operatore;
3. individuare risorse e risposte di affido che possano rispondere al bisogno reale.
Per poter lavorare sulla motivazione dell'operatore, il giorno 13 dicembre 2010 abbiamo
dato avvio ad un percorso di scambio/confronto, che va visto il nostro primo incontro
con il comune di Reggio Emilia.
Per la realizzazione di tale azione, il costo del personale delle equipe coinvolte è stato a
carico degli enti di appartenenza. Spese sostenute per il viaggio a reggio Emilia, pari ad €
212,80.
g.
ELABORAZIONE MODULISTICA AFFIDO
10
Sempre in seguito all’avvio delle procedure previste dalla Direttiva Regionale in materia
di accoglienza, e su mandato del Coordinamento provinciale infanzia e adolescenza di
proseguire nel lavoro di valorizzazione, sostegno e potenziamento dell’affidamento
familiare, il Coordinamento accoglienza, nel suo compito di favorire il confronto ed il
dialogo tra tutti i soggetti coinvolti e promuovere azioni e procedure omogenee nei
diversi distretti, ha condiviso, omogeneizzato e rielaborato a livello provinciale, la
documentazione da utilizzare nelle diverse fasi del percorso affido.
Tale modulistica è stata recepita formalmente ed il suo utilizzo è ora operativo in tutti i
distretti del territorio.
Non sono state impiegate risorse per la realizzazione di questa azione, se non quelle
relative al costo del personale in servizio, che ha realizzato tale attività all’interno del
proprio monte ore.
h.
INIZIATIVA RIVOLTA A OPERATORI DEI SERVIZI AFFIDO, ASSOCIAZIONI DI
FAMIGLIE AFFIDATARIE, REFERENTI COMUNITA' DI ACCOGLIENZA PER MINORI
11
La Provincia di Bologna è stata partner
della Regione Emilia Romagna nella
progettazione e realizzazione del
convegno "I volti dell'affidamento
familiare e del sostegno alla genitorialità
in Emilia Romagna", che si è inserito
all'interno delle iniziative promosse dal
Progetto Nazionale "Un percorso
nell'affido", realizzato dal Ministero del
lavoro e delle politiche sociali e dal
Coordinamento nazionale servizi affido.
L'evento, che si è tenuto il 26 maggio
2010, è stato un occasione per
condividere, con i diversi protagonisti
interessati alla tematica, alcune
riflessioni e conoscenze circa lo stato
dell'arte dell'affido familiare in Emilia
Romagna.
L'intento è stato quello di volgere lo
sguardo al tema più ampio del sostegno
alla genitorialità, alle sperimentazioni e
buone prassi in corso, agli interventi di
promozione di una comunità accogliente
e solidale.
Il costo dell'iniziativa è stato
interamente sostenuto con
finanziamento da parte del Comune di
Genova, all'interno del Progetto
Nazionale "Un percorso nell'affido".
i.
PROGETTO SOVRAZONALE DEL PIANO DI ZONA PER LA SALUTE E IL BENESSERE
SOCIALE, ATTUATIVO 2009: INTERVENTO DI IN/FORMAZIONE E DI PREVENZIONE
DELL'ABUSO DI SOSTANZE.
Progetto promosso dal Servizio Politiche Sociali e Sanità della Provincia di Bologna e
dall'Istituzione Gian Franco Minguzzi e rivolto agli educatori che operano nelle comunità
socio-educative del territorio provinciale ed ai giovani ospiti di tali strutture
Tale progetto nasce dalla richiesta del Coordinamento tecnico provinciale accoglienza,
di offrire agli educatori delle strutture che accolgono minori, un percorso di formazione
sui temi dell’uso e abuso di sostanze psicoattive, con particolare attenzione al consumo
giovanile.
Si è affiancata a questa offerta, un’esperienza che ha coinvolto direttamente i giovani
che vivono nelle comunità in un percorso di tipo ludico-artistico, centrato per quanto
12
possibile sulle stesse tematiche, che da un lato ha consentito loro di mettersi in gioco e
di esprimere se stessi ed il proprio rapporto – anche di dipendenza - con gli altri,
dall’altro di rielaborare questa esperienza su un piano più cognitivo e razionale
consentendo loro di raggiungere una maggiormente consapevolezza di sé e delle proprie
risorse e fragilità.
Si è offerto inoltre agli educatori delle comunità, momenti di riflessione e di
elaborazione teorica che hanno permesso loro di arricchire competenze e conoscenze
sugli stili di vita giovanili e sul fenomeno e le tematiche delle dipendenze, in modo da
supportare meglio i ragazzi nel loro percorso.
Si è individuato il teatro sociale come linguaggio idoneo a lavorare con i giovani, per
partire da una contiguità di linguaggio piuttosto che da una distanza e per consentire ai
giovani di mettersi in gioco liberamente.
Azioni realizzate nel 2009:
• L' evento spettacolare di apertura, XTC2 – L’estasi del racconto, realizzato il 27
novembre 2009 presso il Teatro Testoni, che ha visto la partecipazione di ragazzi
e ragazze accolti nelle strutture di accoglienza per minori e dei loro educatori, e
che ha offerto suggestioni sui temi del consumo di sostanze e sui rischi connessi
all'abuso;
Azioni realizzate nel 2010:
• Il progetto “La sostanza della vita” percorso artistico teatrale e multimediale
rivolto ai giovani delle comunità educative, ha preso avvio con l'incontro di
presentazione il 19 gennaio 2010 dalle ore 10 alle ore 13, presso il TPO in via
Casarini, 17/5 a Bologna, ed è continuato con incontri di laboratorio a cura delle
compagnie teatrali, Teatro Nucleo e Gruppo Elettrogeno;
• Il Corso formativo/informativo rivolto agli educatori dei servizi e delle comunità
socio-educative del territorio, si è svolto nei mesi di aprile/maggio 2010 ed ha
affrontato le tematiche della dipendenza, della prevenzione dell'uso/abuso di
sostanze ed i nuovi stili di vita giovanili, anche tenendo conto dei contenuti che
sono emersi nei laboratori teatrali.
•a
conclusione delle esperienze di formazione e di laboratorio, sono state
promosse e realizzate azioni condivise che hanno permesso ai protagonisti del
progetto di riflettere rispetto agli obiettivi raggiunti. In particolare sono stati
realizzati momenti di focus group tra educatori e ragazzi, sulla base di una
traccia di discussione utile a rielaborare su un piano più cognitivo l'insieme delle
emozioni e delle suggestioni che l'esperienza artistica ha messo in gioco.
• il 16 dicembre 2010
si è realizzato l'ultimo step del progetto: il Seminario
Raccontare storie per rileggere le idee. In sostanza...il follow up . Durante il
seminario è stata inaugurata la mostra " Sussurri e grida " allestita da Gruppo
Elettrogeno con immagini e filmati dal laboratorio "La sostanza della vita". Il
follow-up ha previsto il racconto delle esperienze da parte dei protagonisti del
progetto ed un momento di confronto nel quale sono stati coinvolti, oltre agli
esperti, anche chi, tra i destinatari, non ha potuto o voluto partecipare alle
attività proposte dal progetto. Tra i partecipanti è intervenuto il Dott. Angelo
Fioritti, Direttore del Dipartimento Salute Mentale dell'Ausl di Bologna.
Per la realizzazione del progetto sovrazonale sono state impiegate risorse dei piani di
zona, pari ad € 39.000.
13
l.
ELENCO BANCA DATI NUCLEI ATTIVABILI PER L’AFFIDAMENTO FAMILIARE
In linea con la Direttiva e con gli obiettivi indicati dalla regione, il Coordinamento nel
2010 ha predisposto una scheda, suddivisa per distretti, nella quale inserire i nominativi
dei nuclei dichiarati attivabili per l’affidamento familiare e alcune informazioni utili
rispetto agli stessi.
Sono stati raccolti tutti i nominativi dai distretti, tale elenco potrà essere utilizzato ai
fini della programmazione delle attività.
Non sono state impiegate risorse per la realizzazione di questa azione, se non quelle
relative al costo del personale in servizio, che ha realizzato tale attività all’interno del
proprio monte ore.
m.
FORMAZIONE INSEGNANTI NEOASSUNTI SUI TEMI AFFIDO, ADOZIONE E SCUOLA
In accordo con l’ufficio scolastico Regionale IX Ambito nella primavera del 2010 è stato
realizzato l’incontro formativo su adozione e scuola rivolto in particolare ai neo assunti
delle scuole del territorio di ogni ordine e grado. All’incontro, denominato Storie
Evidenti e Storie Nascoste, bambini in adozione ed in affido, hanno partecipato 25
insegnanti neo assunti di ogni ordine e grado.
Non sono state impiegate risorse per la realizzazione di questa azione, se non quelle
relative al costo del personale in servizio, che ha realizzato tale attività all’interno del
proprio monte ore.
n.
REGISTRO PROVINCIALE DELLE STRUTTURE AUTORIZZATE
Il Servizio ha proseguito nella cura della sezione “Strutture per minori e giovani adulti”
all’interno del Registro provinciale delle strutture autorizzate.
Non sono state impiegate risorse per la realizzazione di questa azione, se non quelle
relative al costo del personale in servizio, che ha realizzato tale attività all’interno del
proprio monte ore.
o.
AGGIORNAMENTO LINEE MINIME OMOGENEE PER LE EQUIPE DISTRETTUALI AFFIDO
Nel 2010 il tavolo proseguito nella condivisione delle modalità minime omogenee rispetto
all’affidamento familiare, ed in particolare rispetto al funzionamento ed ai compiti delle
equipe distrettuali affido.
Pertanto, l'aggiornamento delle Linee Guida:
LINEE GUIDA AFFIDO
Modalità omogenee minime
AFFIDO FAMILIARE, EQUIPE, CORSI E ISTRUTTORIA
14
Ogni équipe è formata almeno da:
- 1 psicologo
- 1 assistente sociale
- 1 educatore nei servizi in cui è presente
Ogni servizio organizza attività di sensibilizzazione in materia di affido rivolte alla
CURA DELLA
SENSIBILIZZAZIONE cittadinanza, più o meno formalizzate, nelle forme più diverse e utili per il
territorio (organizzazione di incontri di approfondimento, valorizzazione della rete
delle parrocchie, attivazione di portali web informativi, ecc.).
Le attività di sensibilizzazione sono sempre portate al Coordinamento provinciale
accoglienza
INCONTRI INIZIALI Ogni servizio attua almeno un colloquio filtro sull’affido, sulle fasi del percorso, e
conoscitivo delle motivazioni del nucleo disponibile.
PRE-CORSO
Il corso di preparazione si sviluppa attraverso incontri che trattano tutti gli
CORSI DI
argomenti in materia di affido previsti in direttiva.
PREPARAZIONE
Ogni territorio ha l’obbligo di attivare almeno 1 corso l’anno, con la possibilità di
accogliere persone provenienti da altri territori.
Il corso accoglie un massimo di 20 partecipanti, ha una durata di almeno 14 ore
complessive, con la garanzia che tutti i contenuti siano trattati. Al corso
partecipano i referenti delle associazioni di famiglie affidatarie del territorio,
portando la loro testimonianza.
La programmazione deve essere comunicata alla Provincia. Al termine del corso
viene rilasciato l’attestato di partecipazione e somministrato un questionario di
gradimento da inviare compilato in copia alla Provincia.
L’indagine conoscitiva è almeno di:
INDAGINE
- 3 incontri
CONOSCITIVA
- 1 visita domiciliare
- 1 incontro di restituzione finale.
Il servizio redige una relazione del percorso compiuto dal nucleo disponibile
all’affido, che potrà essere fornita in sintesi a seguito di una richiesta esplicita.
Ogni servizio comunica l’elenco dei nuclei considerati attivabili per l’affidamento
ELENCO NUCLEI
familiare.
DISPONIBILI
Nel caso in cui un nucleo già conosciuto rivolga la propria disponibilità ad un altro
ALL’AFFIDO
servizio, è opportuno che gli operatori coinvolti si confrontino in merito.
COMPOSIZIONE
EQUIPE AFFIDO
Non sono state impiegate risorse per la realizzazione di questa azione, se non quelle
relative al costo del personale in servizio, che ha realizzato tale attività all’interno del
proprio monte ore, e ai referenti delle associazioni che hanno collaborato in regime di
volontariato.
4. AZIONI DA REALIZZARE
Le azioni prioritarie del 2011, condivise dal Tavolo di coordinamento, sono le seguenti:
•
•
prosecuzione del progetto Essere Genitori, gruppo di sostegno rivolto alle
famiglie d’origine dei minori in affidamento familiare e in comunità di
accoglienza e seminario di riflessione e pensiero rispetto al tema del recupero e
del lavoro con le famiglie;
prosecuzione del lavoro di valorizzazione dell'affido familiare, anche con
l'obiettivo di rilanciare l’affido provando a pensare anche a possibili soluzioni non
standard ma che rispondano al bisogno reale dei territori;
Tra le azioni storiche da proseguire:
15
1. prosecuzione iniziative di sensibilizzazione sull’accoglienza;
2. prosecuzione programmazione, coordinamento per la realizzazione corsi di
preparazioni persone disponibili all’affidamento familiare e alla gestione di
comunità familiari;
3. corso di formazione specifica 24 h;
4. progettazione e avvio tirocini 50h;
5. tenuta elenco nuclei dichiarati attivabili per l’affido familiare;
6. formazione operatori equipe affido e operatori del territorio;
7. prosecuzione sostegno a gruppi di famiglie affidatarie;
8. formazioni insegnanti neoassunti sui temi affido e adozione
Prosecuzione progetto Essere Genitori
Nel 2011 si proseguirà l'attività del progetto Essere Genitori, in collaborazione e
convenzione con il Centro Bolognese di Terapia della famiglia.
Il nuovo progetto prevede, oltre al gruppo dei genitori (con nuovi genitori, non con
quelli dello scorso anno), il coinvolgimento degli operatori di riferimento in due
esperienze distinte ma fortemente collegate.
Il presupposto da cui si intende partire è che per rafforzare la crescita di questi genitori
e la loro fiducia nello sperimentare un modo diverso di cercare di essere genitori, possa
essere estremamente utile, oltre al supporto del gruppo, anche l'essere visti in modo
nuovo da parte degli operatori. Questi ultimi verranno pertanto coinvolti in
un'esperienza di formazione-ricerca-azione.
Tra le finalità genereali che intende perseguire la nuova edizione del progetto:
• sperimentare metodologie che permettano di aumentare le posibilità di sbloccare
situazioni di prolungata permenza del minore/figlio, fuori famiglia;
• svolgere un intervento di sistema che coinvolga sia i genitori che i loro operatori
di riferimento, al fine di incrementare la capacità dei genitori ed operatori di
cooperare per il superamento delle difficoltà familiari e per il ripristino di una
sufficiente competenza genitoriale;
• verificare la possibilità di individuare ed applicare strumenti che evidenzino e
rendano valutabili i cambiamenti delle competenze educative dei genitori nel
corso dell'esperienza.
Nel 2011 verrà inoltre realizzato a livello regionale un Seminario sul tema, nel quale
contestualizzare i progetti e le azioni messe in atto in alcune realtà regionali (Provincia
di Bologna, Parma e Comune di Modena) e che si porrà l'obiettivo di stimolare il pensiero
rispetto alle azioni e al lavoro che può essere svolto con le famiglie d'origine, cercando
di fornire e di trovare nuovi strumenti che possano essere utili agli operatori dei servizi e
delle comunità di accoglienza per minori.
Prosecuzione progetto di valorizzazione e sostegno dell’affido familiare in
convenzione tar Provincia di Bologna e Asp Seneca
Tale progetto prioritario, prevedeve di proseguire per il 2011 nella realizzazione di
azioni di promozione e di formazione da attivare nei vari territori, sulla base anche di
divulgazione e diffusione di buone pratiche già sperimentate sul territorio provinciale.
Si è ritenuto di continuare l'esperienza per renderla ancora più incisiva e per affrontare
il principale punto di debolezza riscontrato e cioè la disomogeneità territoriale delle
iniziative.
16
Accanto a ciò si è individuata l'esigenza di garantire forme di sostegno agli affidatari e di
approfondire l'analisi sul gradimento dei corsi di preparazione all'affidamento che
vengono condotti, sulla scorta degli obiettivi previsti nel Piano e condivisi dal
Coordinamento provinciale Accoglienza.
In particolare il progetto prevede le seguenti attività:
• iniziative di sensibilizzazione, volte a promuovere la cultura dell’accoglienza e
delle solidarietà nella cittadinanza e nelle persone interessate, attraverso:
il raccordo ed il coordinamento di tali iniziative all’interno del Coordinamento
provinciale sull’affidamento familiare e l’accoglienza in comunità;
il monitoraggio e la documentazione delle esperienze condotte e
l’elaborazione di un documento contenete tutte le attività progettate
all’interno dei territori;
• corsi di preparazione, rivolti ai nuclei familiari che dopo la prima informazione
hanno manifestato l’intenzione di procedere nel percorso di affido, attraverso:
la programmazione dei corsi attivati a livello distrettuale;
il coordinamento dei nuclei disponibili all’accoglienza che non hanno trovato
collocazione nei corsi del proprio distretto, ed il loro inserimento nei corsi
attivati da altri distretti;
la raccolta dei questionari di gradimento.
Prosecuzione riflessione sul tema affido su mandato del Coordinamento provinciale
infanzia e adolescenza
Per il 2011 si prevede come azione prioritaria, la prosecuzione del lavoro di riflessione
sul tema dell'affido, con l'obiettivo di rilanciare l’affido provando anche a pensare anche
a possibili soluzioni non standard ma che rispondano al bisogno reale dei territori.
4.1
Prosecuzione iniziative di sensibilizzazione sull’accoglienza
A fronte di un quadro complessivo, che vede ogni anno un costante aumento delle prese
in carico di minori ed un numero sempre maggiore di nuclei in difficoltà, diventa
prioritario proseguire nella cura e nella promozione dell’affidamento familiare, anche
attraverso la realizzazione di attività di sensibilizzazione che permettano la diffusione
della cultura dell’accoglienza nei confronti della cittadinanza e delle persone
interessate.
L’equipe affido ha la possibilità ed il compito di promuovere tali iniziative organizzando,
anche in collaborazione con le Associazioni di famiglie affidatarie presenti sul territorio,
azioni ed attività di sensibilizzazione nelle forme che più sente e ritiene utili ed efficaci
per la propria realtà locale.
Al fine di continuare a favorire la diffusione della cultura dell’accoglienza, della
solidarietà e della tutela dei minori, il coordinamento ritiene indispensabile e necessario
proseguire nella promozione e nella realizzazione di iniziative di sensibilizzazione a
livello locale, che si concretizzino sia attraverso momenti di riflessione,
approfondimento e scambio tra soggetti pubblici e privati, sia mediante campagne
informative, che attraverso spettacoli teatrale e cineforum rivolti alla cittadinanza e
alle famiglie interessate.
4.2
Prosecuzione programmazione, coordinamento e monitoraggio corsi di
preparazione per le persone disponibili all’affidamento familiare e alla
conduzione di comunità familiari e comunità casa famiglia
17
Anche riguardo ai corsi di preparazione, il Coordinamento ha condiviso, per il 2011, la
necessità di dare continuità alla programmazione, al coordinamento e al monitoraggio.
Pertanto le equipe affido distrettuali, in collaborazione con le Associazioni di famiglie
affidatarie, proseguiranno nella progettazione e realizzazione di tali incontri, dandone
informazione al coordinamento e dando la massima collaborazione per quanto riguarda
la disponibilità ad accogliere le famiglie fuori territorio nei propri corsi (nel caso in cui
alcuni territori non riescano a dare avvio ai corsi).
4.3
Formazione specifica 24h
Il Coordinamento valuterà per il 2011 la possibilità di attivare la seconda edizione del
corso delle 24h, tenendo conto del numero delle richieste di nuclei interessati ad
aprire/gestire una comunità di tipo familiare o casa famiglia.
In caso di richieste esigue da parte delle equipe, si valuterà la possibilità di mettere in
attesa i nuclei richiedenti o inviarli alle altre Province disponibili che avviano il corso.
4.4
Riflessione e avvio tirocini 50 h
Nel 2011 verrà condiviso e definito un modello applicabile a verrà dato avvio ai tirocini.
4.5
Formazione operatori servizi, comunità e associazioni di famiglie
Anche per il 2011 il coordinamento ha condiviso la necessità di proseguire nella
realizzazione di iniziative formative rivolte sia agli operatori dei servizi affido, sia alle
comunità di accoglienza che alle associazioni di famiglie affidatarie.
Per quanto riguarda gli operatori delle equipe affido verrà realizzata una formazione in
4 giornate all'interno del quale condividere modalità di lavoro da attuare nelle varie fasi
del percorso affido.
4.6
Prosecuzione sostegno e monitoraggio gruppi per nuclei affidatari
Le azioni attivato lo scorso anno rappresentano un’esperienza ricca e qualificata nel
processo di accoglienza familiare e costituiscono un contesto privilegiato e necessario
per accompagnare le persone e le famiglie lungo la complessa esperienza dell’affido
familiare intrapreso.
Il gruppo in particolare offre alle famiglie la possibilità di acquisire maggiori conoscenze
e strumenti per contenere ed elaborare le dinamiche affettive ed emotive attivate
all’interno dei propri contesti familiari.
La presenza e la competenza dei rappresentanti delle associazioni nel percorso proposto
costituisce un indispensabile contributo alla lettura delle esperienze e al sostegno
reciproco.
Pertanto, il coordinamento anche quest’anno sosterrà i progetti dei territori che
intendono attivare gruppi di sostegno per i nuclei affidatari o azioni specifiche a
sostegno dell’esperienza affidataria.
4.7
Elenco banca dati nuclei dichiarati attivabili per l’affidamento familiare
18
Nel 2011 si proseguirà nell'aggiornamento e cura della banca dati provinciale.
4.8
Formazione insegnanti neoassunti sui temi affido, adozione e scuola
Per il 2011 è previsto un percorso di formazione obbligatorio rivolto a tutti gli insegnanti
neo assunti nell’anno scolastico 20010/2011: 200 insegnanti appartenenti a scuole di ogni
ordine e grado.
E' prevista inoltre la realizzazione della pagina web affido, adozione e scuola, all'interno
del sito del servizio www.provincia.bologna.it/tutelaminori.
4.9
Torneo di calcetto LGS Junior Team - seconda edizione
Anche per il 2011 si è presentata al tavolo di coordinamento, ed in particolare alle
comunità di accoglienza, la possibilità di far partecipare i ragazzi accolti nelle
strutture, alla seconda edizione del Torneo di calcetto organizzato dall’Associazione No
profit "LGS JUNIOR TEAM".
La prima edizione del progetto, realizzata in 3 giornate nel luglio del 2010, è nata con
l'idea di organizzare per i ragazzi delle comunità, attività ludico-sportive allo scopo di
avvicinarli al mondo dello sport ed ai suoi valori.
Il torneo si è rivelata un'esperienza positiva ed ha visto impegnati 40 ragazzi, tra i 10 ed
i 18 anni, ospiti di 4 strutture presenti nel territorio provinciale.
Per questa seconda edizione, al coordinamento si sono raccolte la disponibilità di 7
comunità, per un totale di circa 60 minori coinvolti. Il periodo di realizzazione del
torneo è previsto per giugno 2011.
4.10 Registro provinciale delle strutture autorizzate
La Provincia continuerà ad aggiornare la sezione “Strutture per minori e giovani adulti”
all’interno del Registro provinciale delle strutture autorizzate.
4.11 Realizzazione e stampa materiale affido e accoglienza
Il coordinamento proseguirà nella stampa e pubblicazione di atti riguardanti le iniziative
svolte.
4.12 Prosecuzione raccolta, divulgazione e analisi delle iniziative riguardanti le
tematiche dell’accoglienza
Il coordinamento proseguirà nella raccolta e nella divulgazione di iniziative riguardanti
le tematiche legate all’accoglienza e all’affidamento famigliare anche attraverso il sito
provinciale, alla pag www.provincia.bologna.it/tutelaminori
4.13 Raccolta dati
La Provincia di Bologna, effettua dal 1995 la raccolta dei dati sui minori inseriti in
affido. I dati raccolti, forniti dalle equipe centralizzate affido dei territori e dal servizio
della Rete di accoglienza dei piccolissimi, consentono di effettuare una programmazione
19
più mirata rispetto alle attività, nonché di osservare e monitorare nel tempo la tendenza
degli inserimenti dei minori in famiglia ed in comunità.
Proseguiamo pertanto anche quest’anno nella raccolta e nell’analisi dei dati che va ad
integrarsi con i dati forniti dal SISA Minori che viene fatta dagli operatori delle équipe a
gennaio e riferita al 31/12 dell’anno appena concluso in modo da poter disporre di una
fotografia del fenomeno in tempo reale per un utile programmazione delle attività
(esempio: n° gruppi da attivare….). Da alcuni mesi la Provincia di Bologna ha intrapreso
un percorso di rivisitazione di tutto il sistema di raccolta dati area minori. Il nuovo
sistema informativo, denominato GARSIA, è già stato sperimentato su tutto il territorio
provinciale nell'area anziani ed è in corso di implementazione per l'area disabili1.
In questo momento è in corso l'analisi relativa all'area minori. Il sistema GARSIA si basa
sull'inserimento dei dati in una cartella dell'utente al momento della presa in carico. Un
volta che il sistema Garsia sarà a regime, terminerà il sistema di rilevazione provinciale
di dati sull'affido.
5. TAVOLI DI CONFRONTO E DI RIFLESSIONE
Coordinamento sull’affidamento familiare e sulle comunità d’accoglienza
Per diversi anni il Tavolo di coordinamento sull’affidamento familiare, composto da
operatori dei Servizi e rappresentanti di Associazioni di famiglie affidatarie ed il Tavolo
delle comunità di accoglienza, composto dai referenti gestori e titolari delle comunità
per minori presenti nel nostro territorio, hanno svolto la propria attività in maniera
continuativa e stabile, valorizzando ognuno i propri strumenti.
Da oltre tre anni però, la Provincia ha ritenuto necessario promuovere la nascita di un
unico coordinamento volto a qualificare il sistema dell’accoglienza complessivamente
inteso, e a creare un confronto più ampio tra tutti i soggetti, pubblici e privati, che si
adoperano per potenziare gli interventi di tutela volti ad assicurare un adeguato
sviluppo dei minori che si trovano in situazione di difficoltà.
1
Per l'area disabili sarà utilizzato per tutto il territorio provinciale ad esclusione di Imola.
20
Nonostante l’unione di questi due tavoli, riteniamo che sia comunque indispensabile
continuare anche ad incontrarsi in sottogruppi di lavoro al fine di realizzare incontri
specifici sull’affido e sull’accoglienza e valorizzare le peculiarità di queste tipologie di
intervento.
Il coordinamento in generale si incontra circa ogni 2/3 mesi e la partecipazione è
abbastanza costante anche perché si sente l’esigenza di un confronto e di uno scambio
di opinioni da parte di tutti i soggetti.
Obiettivi del coordinamento sono in particolare:
Il confronto tra tutti i soggetti pubblici e privati;
L’individuazione di strategie di intervento e buone prassi;
L’elaborazione del Piano provinciale sull’affido familiare ed in comunità;
Il monitoraggio dell’esperienza attraverso la valutazione, la raccolta e l’analisi
dei dati
Composizione del Tavolo di coordinamento sull’affidamento familiare ed in comunità
EQUIPE AFFIDO
SEDE
TEL
FAX
Via Orfeo 40/2
40124 Bologna
0516563311
0516563300
Zona Porretta Terme
Via Mazzini 90
40046 Porretta Terme
053422004
053420927
Zona S. Lazzaro di Savena
Via Repubblica 11
40068 S.Lazzaro di Savena
0516224263
0516224327
Zona Pianura Est
Via Asia 61
S.Pietro in Casale
0516662634
0516662637
Asp Seneca
Via IV novembre 10
40017 S.Giovanni in Persiceto
051827956
0516813026
Asp del Circondario Imolese
V.le d’Agostino 2/a
40026 Imola
0542606733
0542606709
0542606718
0542606762
AscInseime Casalecchio di Reno
Via Cimarosa 5/2
40033 Casalecchio di Reno
051596757
051596760
051596921
C/o Centro per le Famiglie Bologna
Az. Usl Bologna
NOMINATIVO ASSOCIAZIONE
RIFERIMENTI MAIL
Associazione Dolce Acqua
[email protected]
Famiglia Aperta
[email protected]
Famiglie per l’accoglienza
[email protected]
Gli Amici di Siraluna
[email protected]
21
Maranà-Tha
[email protected]
Opera Padre Marella
[email protected]
Papa Giovanni XXIII
[email protected]
La Tenda di Abraham
[email protected]
AiBi
[email protected]
Associazione Emiliani
[email protected]
COMUNITA’
TELEFONO
E-MAIL
Maranà-tha
051/893498
[email protected]
Opera S. Maria di Nazareth
051/589066
[email protected]
Il Piccolo Principe
051/766134
[email protected]
Albero di Cirene
051/305108
[email protected]
Centro Accoglienza La Rupe
051/841206
[email protected]
Istituto Buon Pastore
051/302673
[email protected]
Coop. Sociale Società Dolce
051/3399466
[email protected]
22
Casa Famiglia Dolce Acqua
0516630807
[email protected]
Csapsa
051/230449
[email protected]
Comunità Santa Caterina
0542/22253
[email protected]
Gli Amici di Siraluna
051/66861772
[email protected]
Ceis
059/453111
[email protected]
La Tenda di Abraham
051/6940927
[email protected]
Asp Irides
051/203761
[email protected]
Papa Giovanni XXIII
051/6515608
[email protected]
Associazione Nuovo Grillo
051/580985
[email protected]
Fraternità Opera Padre Marella 051/6255070
[email protected]
Sol.co Imola
[email protected]
0542/26624
Coordinamento Tecnico provinciale per l’infanzia e l’adolescenza
Oltre al mantenimento dell’attività dei singoli Coordinamenti tecnici, come indicato
nelle linee di indirizzo dei Piani di Zona 2005-2007, prosegue il lavoro del
Coordinamento Tecnico per l’infanzia e l’adolescenza (ex Commissione Tutela Minori),
strumento che unifica le competenze dei diversi tavoli ed intrecciare le riflessioni sui
singoli temi che trasversalmente riguardano le azioni di tutela.
Obiettivi prioritari del Coordinamento sono:
individuazione di linee strategiche condivise sul sostegno alla famiglia e al
bambini in difficoltà
analisi delle problematiche emergenti e individuazione di possibili azioni da
attivare
collegamento con la programmazione dei Piani Di Zona
23
valutazione e proposte sull’organizzazione dei servizi e sull’integrazione sociosanitaria
individuazione di elementi minimi omogenei sul territorio provinciale, in
particolare in relazione alla attuazione delle linee regionali
collegamento con l’attività dei coordinamenti tecnici
Componenti:
assessore provinciale o suo delegato
responsabili dei servizi sociali di Comuni, AUSL, Consorzio che gestiscono le
funzioni sui minori
referenti dei comuni, individuati dai comitati di distretto dei sindaci
un rappresentante delle AUSL provinciali
un rappresentante del Tribunale per i Minorenni
un rappresentante della scuola
un componente per ogni gruppo di coordinamento Affido, adozione, comunità, e
del Coordinamento pedagogico provinciale
il responsabile del centro multispecialistico contro l’abuso e il maltrattamento “Il
faro”
Coordinamento nazionale servizi affido
La Provincia di Bologna prosegue nella partecipazione agli incontri con il CNSA
riportando gli stimoli raccolti anche al coordinamento.
La Provincia è socio fondatore del Coordinamento Nazionale Servizi Affido, nato nel 1996
da un accordo tra le Amministrazioni pubbliche di quasi tutte le regioni con lo scopo di
creare una sede permanente di confronto e dibattito sui temi inerenti l’affidamento
familiare e sulle problematiche familiari e minorili connesse, di elaborare corsi
metodologici, di proporsi come referente tecnico per gli organi delle Amministrazioni
locali e centrali.
Qualche anno fa, all’interno del coordinamento è nata l’esigenza di un confronto
specifico con le realtà del Privato Sociale, che ha portato gli operatori a cercare un
dialogo/confronto con i rappresentanti delle diverse Associazioni (Anfaa, Cnca, Famiglie
per l’Accoglienza, Papa Giovanni Xxiii…) e a costituire un Tavolo di lavoro che si incontra
due volte all’anno.
In questi anni il CNSA ha prodotto sei documenti: “L’affido sine die”, “La promozione
dell’affido familiare”, “Affido bambini 0-3 anni”, “Affido adolescenti”e “Affido minori
stranieri”, “Nuove forme d’accoglienza”, che prende in considerazione le forme di
accoglienza alternative (Famiglie professionali, interventi di sostegno alle famiglie
coinvolte in affidi particolarmente difficili, affidi di mamma e bambino…) rispetto a
quelle dell’affidamento familiare o dell’ accoglienza in comunità, e la rivisitazione/
aggiornamento del primo documento realizzato dal Coordinamento, “Linee guida per
l’affidamento familiare”.
24
6. FONDI
Con Determina Regionale n. 15652 del 2010 la Regione Emilia Romagna assegna alla
Provincia di Bologna, per le attività che le competono e che rientrano all’interno del
Programma Provinciale in materia di tutela e accoglienza dell’infanzia e
dell’adolescenza, la cifra di 71.491,76 €.
Per le azioni che rientrano all’interno del Piano sull’affidamento familiare ed in
comunità, anno 2011, la Provincia ha assegnata la cifra pari ad € 22.595,88
25
La tavola sottostante mette in evidenza l’andamento dell’affido familiare che, dopo la
crescita dei primi anni (dal 1995 al 2005), dal 2005 al 2010 appare tendenzialmente
stabile.
ANDAMENTO AFFIDO DAL 1995 AL 2010
350
300
250
200
150
100
50
0
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
Oltre ai dati assoluti è interessante portare in evidenza i nuovi casi attivati nell’anno.
Nella tavola e nel grafico che seguono sono stati messi in evidenza il numero degli affidi
attivati e di quelli terminati.
Fig 8: AFFIDI ATTIVATI E AFFIDI TERM INATI
anno
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
totale
affidi
99
120
141
153
146
168
181
227
260
276
273
292
254
260
281
attivati
nell'anno
29
43
38
33
35
45
46
67
85
101
81
88
58
73
53
%
29,29
35,83
26,95
21,57
23,97
27,27
25
29,51
32,7
36,6
29,67
30,1
22,8
38,4
18,9
27
terminati
nell'anno
22
17
22
42
26
39
35
35
76
83
65
68
61
37
50
%
22,22
14,17
15,6
27,45
17,81
23,03
19,33
15,41
29,2
30
23,8
23,28
24
14,2
17,8
L’ACCOGLIENZA IN COMUNITA’ NEL TERRITORIO PROVINCIALE: ANNO 2009
La seguente tabella mostra il numero dei minori accolti e dimessi nel 2009 dalle
comunità di accoglienza.
L’accoglienza in struttura nel 2009 presenta una caratteristica di stabilità, si assiste
infatti ad un buon equilibrio tra il numero dei minori accolti e il numero dei dimessi.
Si sottolinea come nelle comunità di pronta accoglienza si registri nell’anno un cambio
di utenti molto forte.
Minori accolti ed usciti nelle comunità d'accoglienza nel corso del 2009
In carico
all'1.1.2009
Accolti
nell'anno
Uscti nell'anno
COMUNITA' DI PRONTA ACCOGLIENZA
19
285
283
21
COMUNITA' DI TIPO FAMILIARE
23
11
9
25
154
124
126
152
12
33
21
24
55
COMUNITA' EDUCATIVA
APPARTAMENTO ACCOGLIENZA TEMPORANEA DONNE-MADRI
CASA FAMIGLIA
In carico al
31.12.2009
56
29
30
COMUNITA' MADRE-BAMBINO
121
52
80
93
TOTALE
385
534
549
370
Fonte: Sistema Informativo Politiche Sociali (SIPS)
Le 838 accoglienze terminate sono state motivate nel seguente modo:
Motivo termine accoglienza in comunità – 31/12/2009
Destinazione
COMUNITA' DI
COMUNITA'F COMUNITA'
PRONTA
AMILIARE EDUCATIVA
ACCOGLIENZA
APPARTAMENTO
ACCOGLIENZA
TEMPORANEA
DONNE-MADRI
adottati da un nucleo familiare
allontanamento spontaneo/fuga
destinazione ignota
CASA
FAMIGLIA
2
104
2
18
0
in affidamento extrafamiliare
2
15
4
COMUNITA'
MADRE
BAMBINO
v.%
5
7
1,6%
1
123
27,7%
8
2
Totale
27
6,1%
7
13
2,9%
1,4%
in affidamento intrafamiliare
1
1
4
6
resi autonomi
0
0
10
10
2,3%
0
20
5
7
22
83
18,7%
rientrati nella famiglia di origine
rimpatriati
29
2
0,5%
trasferiti in altre strutture
124
2
3
29
1
5
11
173
39,0%
TOTALE
261
4
74
21
24
60
444
100,0%
Fonte: Sistema Informativo Politiche Sociali (SIPS)
Escludendo i minori stranieri non accompagnati che necessitano di una risposta urgente
e temporanea di ospitalità, il principale motivo che mette termine all’accoglienza in
comunità è il rientro del minore nella propria famiglia, seguito dal trasferimento del
minore in altra struttura.
Motivazioni del tutto in linea con quelle dell'affido.
28
adottati da un nucleo fam iliare
4%
des tinazione ignota
14%
tras feriti in altre s trutture
25%
in affidam ento extrafam iliare
7%
in affidam ento intrafam iliare
3%
res i autonom i
5%
rim patriati
1%
rientrati nella fam iglia di origine
42%
Mettendo a confronto l’andamento del minori accolti in struttura con quello dei minori
in affido familiare, si nota di fatto un certo equilibrio tra le due tipologie di accoglienza.
I minori in comunità. Serie storica 1999/2009
450
400
365
390
385
2006
2007
370
350
300
250
236
222
207
200
194
205
2002
2003
150
100
50
0
1999
2000
2004
2005
2009
Il grafico mette in evidenza la percentuale dei minori presenti in strutture residenziali
(comunità familiare, socio educativa e pronta accoglienza), in case famiglia, in comunità
mamma/bambino ed in affido, al 31/12.
33%
0
100
9% 19%
200
300
minori in aff ido
minori in m/b
minori in casa
famiglia
minori in struttura
residenziale
38%
400
500
29
600
700
L’età dei bambini e dei ragazzi in affido 3 e accolti in comunità4
Il maggior numero dei minori accolti fuori famiglia è compreso tra i 15 e 17 anni (34,7%)
e nelle strutture residenziali dove questa fascia d’età raggiunge il 76,2% del complesso
dei minori accolti.
I bambini nei primissimi anni d’età (0-2) sono prioritariamente accolti nelle comunità
mamma-bambino.
In affido familiare si trovano rappresentate tutte le fasce d’età, con percentuali che
vanno dal 27,9% per le classi 6-10 anni, al 5,9%% per la classe 0-2.
Minori in affido eterofamiliare (anno 2010) e presenti in comunità di accoglienza al 31-12-2009, per classi di
età.
11-14 anni
15-17 anni
v.a.
v. %
v.a.
v. %
v.a.
v. %
v.a.
v. %
v.a.
v. %
16
5,9
40
14,9
80
29,7
59
21,9
74
1
0,5
1
0,5
8
4,0
37
18,7
in Comunità
Madri-Bambino
37
31,6
40
34,2
26
22,2
8
in Casa Famiglia
9
16,4
9
16,4
17
30,9
63
9,9
90
14,1
131
18,5
Tipo di
accoglienza
in Affido
eterofamiliare
in Strutture
residenziali *
TOTALE
0-2 anni
3-5 anni
6-10 anni
Totale
di cui
Stranieri
27,5
269
82
151
76,2
198
6,8
6
5,8
117
13
23,6
7
12,7
55
117
21,4
238
34,7
639
160
140
120
in Affido
eterofamiliare
in Strutture
residenziali *
100
80
60
in Comunità MadriBambino
in Casa Famiglia
40
20
0
0-2 anni
3
3-5 anni
6-10 anni
11-14 anni
15-17 anni
Per alcuni minori manca la data di nascita e quindi è stato impossibile ricavarne l’età
4
I dati relativi alle strutture residenziali e alle case famiglie sono al 2006 e sono relativi a comunità di tipo educativo,
familiare e di pronta accoglienza (fonte SIPS)
30
Piano Provinciale Adozione
2011
Qualificazione e sostegno dei servizi,
delle iniziative e degli interventi nell’ambito
dell’adozione nazionale ed internazionale
33
Indice
1.
Stato d’attuazione degli interventi anno 2010
pag.
36
2.
Obiettivi 2011
pag.
40
3.
Modelli organizzativi e forme di collaborazione inter-istituzionale
pag.
41
3.1
Equipe centralizzate
pag.
41
4.
Monitoraggio delle lista d’attesa nelle diverse fasi dell’adozione
pag.
45
5.
Prima informazione
pag.
47
6.
Corsi di formazione delle coppie adottive
pag.
48
7.
Aspetti sanitari
pag.
49
8.
Formazione degli operatori
pag.
50
9.
Pubblicazione atti seminari e materiali sul tema adozione
pag.
50
10.
Acquisto di materiale per équipe adozione
pag.
50
11.
Realizzazione di un evento rivolto alla cittadinanza
pag.
50
12.
Monitoraggio, promozione e potenziamento degli interventi post-adottivi
pag.
51
13.
Il sistema informativo
pag.
52
14.
Forme programmate di Coordinamento degli attori
pag.
52
15.
Composizione del tavolo provinciale di coordinamento adozione
pag.
54
16.
Promozione del sostegno a distanza – sussidiarietà dell’adozione intern.
pag.
55
17.
Attività di valutazione, indicatori e soggetti coinvolti
pag.
56
18.
Piano finanziario
pag.
57
pag.
58
Allegati:
A - I dati adozione 2009
34
Responsabile della compilazione della scheda:
Nominativo : Ilaria Folli
Recapito telefonico:
051/6598997
fax: 051/6598120
e-mail: ilaria.folli@provincia .bologna.it
Ente/i responsabili del programma:
Provincia di Bologna – Servizio politiche sociali e per la salute.
35
1.Stato di attuazione degli interventi anno 2010
Questo paragrafo da conto in sintesi dello stato d’attuazione degli interventi
programmati e realizzati nel 2010 e delle relative risorse impiegate per realizzarli.
a. Il Coordinamento
Il coordinamento adozione è composto dagli operatori delle équipe adozione e degli enti
autorizzati convenzionati con la Provincia di Bologna, gli incontri del 2010 sono stati 6,
nelle seguenti date: 11 febbraio, 24 marzo, 8 aprile, 23 settembre, 27 ottobre, 9
dicembre 2010.
Utilizzo risorse: personale interno Provincia per gestione dell'attività di coordinamento.
b. La nuova convenzione con gli enti autorizzati
Il 28 settembre 2010 con l’approvazione da parte della Giunta Provinciale della nuova
convenzione triennale (Delibera di Giunta n. 413) Convezione per l’attività relativa
alla preparazione e formazione delle coppie aspiranti all’adozione internazionale
e la sperimentazione di attività legate al post adozione si è concluso l’iter intrapreso
qualche mese prima attraverso il quale sono stati contattati tutti gli enti autorizzati per
le adozioni internazionali autorizzati dalla Commissione per le Adozioni Internazionali ad
operare in Emilia Romagna e ne è stata verificata la disponibilità a collaborare con la
Provincia di Bologna.
A seguito della sottoscrizione della nuova convenzione la Provincia di Bologna
collaborerà quindi nei prossimi tre anni con i seguenti 12 enti autorizzati: AiBi, AIAU,
ANPAS, AMO, ASA, AVSI, CIFA, Crescere Insieme, Fondazione Nidoli, Istituto la Casa,
Nadia, Nova.
c. I Corsi
Nel 2010 sono stati realizzati sul territorio provinciale 23 corsi, si registra un calo dei
corsi realizzati anche a seguito di una flessione delle richieste.
totale
corsi
2010 realizzati
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
n° corsi
totale
provinciale
30
33
27
27
30
23
27
23
220
n° coppie
partecipanti
totale
provinciale
194
230
188
178
201
153
154
136
1434
I Corsi del 2010 sono stati realizzati con i seguenti Enti Autorizzati: AIAU, AIBI, ANPAS,
AVSI,Crescere Insieme, Istituto la Casa, Nadia, Nova.
Costi sostenuti: attualmente il rimborso che viene erogato da parte della Provincia di
Bologna, tramite apposita convenzione, è di 650,00 euro per la compartecipazione degli
Enti autorizzati ad ogni corso di informazione e formazione (sono comprensivi delle fasi
di progettazione e verifica di ogni corso).
36
Corsi informativi formativi per coppie con figli naturali
Il Coordinamento provinciale adozione ha condiviso la necessità di realizzare corsi di
informazione e formazione specifici per genitori che hanno già figli naturali e che
intendono intraprendere il percorso adottivo. L’équipe di Bologna ha già sperimentato
con successo un percorso analogo nel 2009. Nel 2010 sono stati realizzati gruppi
sperimentali a valenza provinciale presso le équipe di Bologna e Casalecchio (primi mesi
del 2011).
Si ritiene utile ai fini organizzativi/gestionali raccogliere la disponibilità a rotazione
delle diverse équipe adozione del territorio provinciale per la conduzione di gruppi da
realizzare, in base alle effettive richieste, anche nel 2011.
Utilizzo delle risorse complessive per i corsi nel 2010: Corsi realizzati nel 2010: 23 x
650,00 € = 14.950,00 € per compartecipazione enti autorizzati + spese personale équipe
adozione (a carico Enti Locali/ASP/AUSL- personale in servizio che ha realizzato tali
azioni all’interno del proprio monte ore).
d. La formazione
1) A marzo 2010 è partito il percorso formativo regionale dedicato al post adozione
Orizzonti di post-adozione (5 gli appuntamenti), gli operatori delle équipe adozione
del nostro territorio hanno ampliamente partecipato a tale percorso formativo. In
seguito alle considerazioni già riportate nel piano 2010 di non caricare in maniera
eccessiva gli operatori delle équipe in percorsi formativi nel 2010 il Coordinamento
provinciale adozione ha realizzato un unico seminario di approfondimento sul tema delle
Adozioni di bambini con bisogni particolari – Special Needs7: In giro per il mondo
Adozioni di bambini con bisogni particolari – Special Needs.
Il seminario si è tenuto a Bologna il 21 ottobre del 2010. E’ stata una prima occasione di
approfondimento e confronto tra operatori delle équipe adozione, operatori degli enti
autorizzati per le adozioni internazionali, neuropsichiatri, pediatri, giudici del Tribunale
per i Minorenni su un tema che presenta diverse sfaccettature e necessità di essere
affrontato da più punti di vista.
Al seminario hanno partecipato molteplici professionalità appartenenti a diverse
istituzioni, 77 le persone che si sono registrate al desk d’ingresso, nello specifico:
personale degli enti autorizzati per le adozioni internazionali, delle équipe adozione,
insegnanti, pediatri, neuropsichiatri, giudici del Tribunale per i Minorenni, famiglie e
rappresentanti di associazioni familiari, funzionari di enti locali.
Utilizzo delle risorse: Seminario In giro per il mondo Adozioni di bambini con bisogni
particolari – Special Needs spese complessive per organizzazione evento: € 2.023,29.
7
Vengono considerati Special Needs bambini con alcune caratteristiche particolari: età maggiore di 7
anni, appartenenza ad una fratria estesa, con difetti fisici o patologie congenite, problemi
comportamentali.
37
2) E’ stato realizzato un documento di sintesi del percorso di supervisione dal dot.
Francesco Vadilonga e dalla dott.ssa Maria Maddalena Dalcerri, conduttori del percorso
concluso nel 2009.
3) Adozione e scuola
3.1 In accordo con l’ufficio scolastico Regionale IX Ambito nella primavera del 2010 è
stato realizzato l’incontro formativo su adozione e scuola rivolto in particolare ai neo
assunti delle scuole del territorio di ogni ordine e grado. All’incontro, denominato
Storie Evidenti e Storie Nascoste, bambini in adozione ed in affido, hanno
partecipato 25 insegnanti neo assunti di ogni ordine e grado.
Utilizzo delle risorse: personale delle équipe adozione ed affido in orario di servizio.
3.2 All’interno del ciclo di iniziative Il piacere di fare e diffondere cultura:
l’appuntamento con il libro, promosse dall’ Istituzione Minguzzi, in collaborazione con
il Coordinamento Provinciale adozione, è stato presentato dal dott. Francesco Vadilonga
con il contributo della dott.ssa Cecilia Edelstein il testo Curare l’Adozione, Modellio di
sostegno e presa in carico della crisi adottiva, presso la biblioteca dell’Istituzione
Minguzzi ( 8 giugno 2010).
38
Prosecuzione progetto Piccola biblioteca adozione, sono stati acquistati nel 2010 27
libri di aggiornamento per le équipe adozione.
Utilizzo delle risorse: 562,00 € per acquisto libri.
e. Il post adozione
Il coordinamento provinciale adozione ha promosso l’attivazione di gruppi di post
adozione presso le équipe adozione con una co-conduzione da parte degli operatori delle
équipe e degli enti autorizzati, nel 2010 è stato realizzato con questo modello un corso
per famiglie nel secondo anno di post adozione presso l’équipe adozione Pianura est:
-
Equipe adozione Pianura est: gli operatori dell’equipe centralizzata adozione
hanno condotto un gruppo di post adozione con famiglie al secondo anno di post
insieme all’Ente AVSI. In contemporanea al gruppo dei genitori è stato affiancato
un gruppo gioco con i bambini.
Utilizzo delle risorse: 2.000 € per la compartecipazione dell’ente autorizzato sostenute
da parte della Provincia, più spese del personale dell’équipe adozione.
Presso le équipe adozione della provincia di Bologna sono attivi altri gruppi di post
adozione: presso il Centro per le Famiglie di Bologna è attivo un gruppo co-condotto da
un operatore dell’équipe ed un operatore dell’ente autorizzato Nova su un progetto
specifico di post adozione. Presso l’Azienda Usl - Zola Predosa sono attivi tre gruppi
condotti dalla psicologa dell’équipe adozioni di Casalecchio.
f. Sostegno a distanza
Seminario Pubblico Linee guida per il sostegno a distanza di minori e giovani – 20
maggio 2010 – Sala Borsa – Auditorium Biagi. Il seminario è stata l’occasione per
presentare pubblicamente le Nuove linee guida sul sostegno a distanza di minori e
giovani emanate dall’Agenzia per le Onlus, il seminario è stato organizzato da Provincia
di Bologna, Comune di Bologna e Provincia di Parma in collaborazione con l’Agenzia per
le Onlus.
Utilizzo delle risorse: personale interno, spese di stampa: 9,87 €.
39
2. Obiettivi 2011
Il Piano provinciale adozione 2011 riprende le azioni indicate dalla Regione Emilia
Romagna nella determina di ripartizione delle risorse del fondo sociale regionale n.
Determinazione n. 15652 del 31/12/2010 Programma Provinciale in materia di tutela ed
accoglienza dell’infanzia e dell’adolescenza, Anno 2010, che indica tra le azioni – per la
qualificazione e sostegno dei servizi e delle iniziative e interventi nell’ambito
dell’adozione nazionale ed internazionale:
-
-
-
-
-
promuovere e monitorare l’applicazione degli standard quali-quantitativi dei
servizi dedicati all’adozione previsti dalle linee di indirizzo regionali in materia di
adozione nazionale e internazionale, della procedura regionale sull’accertamento
della salute dei coniugi aspiranti all’adozione, del protocollo regionale per la
tutela della salute psicofisica dei bambini adottati;
realizzare, con il concorso degli enti locali competenti e in collaborazione con gli
enti autorizzati, corsi di preparazione dell’adozione per tutti i coniugi interessati
ad intraprendere il percorso adottivo, prima che questi accedano alle indagini
psico-sociali;
promuovere interventi finalizzati ad accompagnare adeguatamente le famiglie
adottive dopo l’inserimento dei bambini (post adozione), attraverso l’integrazione
dei servizi socio sanitari con quelli educativi scolastici e sanitari;
promuovere la realizzazione di gruppi di sostegno per genitori adottivi;
sostenere il lavoro degli operatori facenti parte delle équipe adozione e gli
operatori territoriali interessati, favorendo il loro aggiornamento professionale a
livello provinciale o inter-provincial anche attivando momenti di incontro
sull’accoglienza dei bambini adottati ed inseriti a scuola aperti anche agli
insegnanti;
sperimentare nuove forme di sostegno alla genitorialità adottiva anche nella fase
cosiddetta dell’attesa, anche in collaborazione con gli enti autorizzati e le
associazioni di famiglie adottive.
Le azioni individuate nello specifico nel presente Piano Adozione 2011 sono state
elaborate dal Coordinamento Provinciale Adozione, condivise dal Tavolo di
Coordinamento Provinciale per L’infanzia e l’adolescenza e incluse nei Piani di Zona
delle sette zone del territorio della provincia di Bologna.
programmazione e prosecuzione dei corsi di preparazione per le coppie interessate
all’adozione
c. prosecuzione anche per il 2011 dei nuovi corsi a valenza provinciale per famiglie
con figli naturali interessate all’adozione, programmati 2 corsi;
d. attivazione percorso di supervisione per operatori delle équipe adozione e degli
enti autorizzati convenzionati con la Provincia di Bologna.
e. formazione adozione – scuola: attivazione sotto gruppo di lavoro per
valutazione modalità di prosecuzione attività di sensibilizzazione/formazione
dirigenti scolastici/insegnanti, coinvolgimento pedagogisti.
f. prosecuzione in accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale Ambito IX, formazione
neo assunti sui temi dell’adozione e dell’affido.
g. pubblicazione atti formazione e materiali di ricerca;
h. acquisto materiale per équipe adozione (testi e materiale multimediale);
i. Potenziamento interventi post adottivi (sostegno gruppi condotti dalle équipe
adozione in collaborazione con gli enti autorizzati per le adozioni internazionali)
40
e messa in rete attraverso il sito provincia.bologna.it/tutela minori di tutte le
opportunità per le famiglie;
j. organizzazione di un evento rivolto alla cittadinanza sui temi dell’adozionetutela dei diritti dell’infanzia.
k. promozione di azioni di prevenzione abbandono minori: sensibilizzazione su
opportunità e progetti del sostegno a distanza, prosecuzione attività legate alla
rete Elsad
l. prosecuzione attività legate al coordinamento; raccolta dati e monitoraggio liste
d’attesa;
3. Modelli organizzativi e forme di collaborazione inter-istituzionale
Soggetti coinvolti: Provincia di Bologna – Servizio politiche sociali e per la Salute, équipe
centralizzate adozione (Comuni, Azienda USL, Asp Circondario Imolese, Asp Seneca, Asp
Irides, AscInsieme).
Il Programma viene approvato con delibera di Giunta Provinciale, dopo essere stato
elaborato dal Coordinamento Provinciale Adozione e condiviso con il Coordinamento
Tecnico per l’infanzia e l’adolescenza della Provincia di Bologna negli incontri del ------
3.1. Equipe centralizzate
Vengono riconfermate le 7 équipe centralizzate adozione individuate precedentemente.
Le équipe sono articolate nelle 7
zone del territorio provinciale: équipe di
Bologna,équipe di Casalecchio, équipe di Porretta, équipe di San Lazzaro, équipe
Pianura est, équipe Pianura Ovest, équipe di Imola.
Lo schema seguente riepiloga l’attività svolta all’interno delle équipe adozione e il
personale con monte ore settimanale dedicato all’adozione, sono indicati in blu i dati
2010 e in verde le previsioni per il 2011.
41
équipe
2010
componenti
prima
corsi di
indagin
post
équipe
informazione informazione e
e
adozion
figure
formazione
psicoe
professionali
sociale I anno
con un monte
ore dedicato
Bologna
5 psicologi per
un totale di 83
ore,
5 assistenti
sociali + 1
operatore
sociale per un
totale di 80
ore.
5 psicologi per
un totale di 78
previsione ore.
4 assistenti
2011
sociali per un
totale di 70 ore
settimanali
x
(3 assistenti
sociali)
x
(3 assistenti
sociali e 2
psicologi)
x
(5
psicolog
ie4
assisten
ti
sociali)
x
(4
psicologi,
4
assistenti
sociali)
x
(3 assistenti
sociali)
x
(3 assistenti
sociali e 2
psicologi)
x
(5
psicolog
ie3
assisten
ti
sociali)
x
(4
psicologi
e5
assistenti
sociali)
gruppi
di post
sede e
telefono di
riferimento
Centro delle
famiglie
x
Via Orfeo 40/2
(3 gruppi 40124 Bologna
tenuti da: Tel 051/6563311
tre
Fax
psicologi, 051/6563300
1ass.socia
le e 1
ente
autoriz.
x
(2 gruppi
tenuti da
un'assiste
nte
sociale, 1
ente
autorizzat
o e uno
psicologo
Casalecchio
1 psicologa 24 h
2010
1 assistente
sociale
1 psicologo
1 assistente
sociale
1 assistente
sociale
1 psicologo
1 assistente
sociale
1 assistente
sociale 12 h
1 psicologa 28 h
previsione + 1assistente
sociale a 12 ore
2011
1
psicolog
1 psico
i
1
1
assistente
assisten
soc.
ti soc
Via Cimarosa,
1
5/2
psicologo 40033
Casalecchio di
Reno
Tel 051/596689596693
2 psico
1
2
psicologa
assisten
1
ti
assistente
sociali
sociale
1
Via Cimarosa
psicologa 5/2 40033
Casalecchio di
Reno
tel 051/596689596693
Porretta
n. 1 Assistente
Sociale con 9
ore dedicate e
2009
1 Psicologo
con 7 ore
dedicate
équipe di n. 1 Assistente
Porretta
Sociale con 9
previsione ore dedicate e
2010
1 Psicologo
con 7 ore
dedicate
x
inviati a
Casalecchio
x
x
42
x
x
-
x
x
---
Via Mazzini, 90
40126 Porretta
Bo
Tel 0534/20925
– 20902
équipe
componenti
prima
équipe
informazione
figure
professionali con
un monte ore
dedicato
corsi di
indagine
post
gruppi
sede e
informazione
psico- adozione di post telefono di
e formazione sociale
I anno
riferimento
San Lazzaro
2010
3 assistenti sociali
( 5 ore ciascuna)
3 psicologi
(12 ore in 3)
3 assistenti sociali
( 5 ore ciascuna)
previsione 3 psicologi
2011
(12 ore in 3)
x
x
x
x
-
x
x
x
x
-
Via della
Repubblica,
11
40068 San
Lazzaro di
Savena Bo
Tel
051/6224286
Pianura Est
2010
1 A.s. a 36 ore
1 Psi a 30 ore
1 Psi dal 15/06/10
a 16 ore
1 E.P. a 2 ore
1 A.s a 36 ore
1 Psi a 15 ore
previsione 1 Psi a 16 ore
2011
1 E.P. a 8 ore
Via San
Donato, 74
x
Granarolo
(1
dell’Emilia Bo
gruppo) tel
051/762825
x
x
x
x
x
x
x
x
x
(1
gruppo)
Pianura Ovest
1 A.S
(18 ore)
1Psicologo
2010
(20 ore)
1 Educatore
( 6 ore nel postadozione)
1 A.S
(18 ore)
previsione 1Psicologo
2011
(20 ore)
1 Educatore
(6 ore nel postadozione)
X
X
X
X
---
X
X
X
X
X
43
Via IV
novembre, 10
40117 San
Giovanni in
Persiceto Bo
tel
051/827956
équipe
componenti
équipe
figure
professionali
con un monte
ore dedicato
prima
informazione
corsi di
informazione
e formazione
indagine
post
gruppi
psico- adozione di post
sociale
I anno
sede e
telefono di
riferimento
Imola
2010
1 assistente
sociale: 12 h
settimanali
totali
1 psicologo 10 h
settimanali
1 assistente
previsioni sociale: 12 h
settimanali
2011
1 psicologa: 10
h settimanali
2 colloqui mensili
équipe
équipe adozione adozione
2 ore mensili per
prima adozione e
1 ora mensile per équipe adozione
équipe
seconda adozione
adozione
assistente sociale
comprese nelle
12 ore totali
44
assistente
sociale
del
territorio
assistente
sociale
del
territorio
----
----
Viale
d’Agostino,
2/a
40026 Imola Bo
tel
0542/606711
4. Monitoraggio delle liste d’attesa nelle diverse fasi dell’adozione
Lo schema riporta i tempi d'attesa, sia per accedere al corso che alla successiva indagine
psicosociale, aggiornati alla data del primo dicembre 2010.
Per il 2010 si segnala una netta diminuzione del numero di coppie in lista d'attesa per
accedere ai corsi di informazione e formazione (al 31/12/2010 risultano essere 35 su
tutto il territorio provinciale ).
Le coppie in lista d’attesa per l’indagine psicosociale (sempre al 31/12/2010) sono 116
(dato in calo rispetto al 2009).
tempi d'attesa al
1/12/2010
presentando dom di
corso di informazione
il 1/12/2010, quando
presumibilmente
la coppia potrà
iniziarlo?
presentando domanda per
indagine psicosociale
il 1/12/2010 quando la coppia
sarà presumibilmente
chiamata per iniziare
i colloqui dell'indagine
psicosociale?
BOLOGNA
2 mesi
aprile 2011
CASALECCHIO
2 mesi
giugno/luglio 2011
luglio 2011
gennaio 2012
SAN LAZZARO
aprile-maggio 2011
febbraio-marzo 2011
PIANURA EST
marzo-aprile 2011
Entro 12 mesi
PIANURA OVEST
giugno 2011
settembre 2011
IMOLA
maggio 2011
giugno/luglio 2011
PORRETTA
Coppie in lista d'attesa per i corsi
150
100
108 100
75
99
63
50
49
35
0
2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
45
Coppie in attesa di indagine
psicosociale al 31/12
200
150
162 138
100
116
126
77
50
0
140
126
anno
2004
anno
2005
anno
2006
anno
2007
anno
2008
anno
2009
anno
2010
Dallo schema seguente è possibile vedere nel dettaglio che la maggior parte delle coppie
sono in attesa per procedere con l’indagine psicosociale rivolta sia all’adozione
nazionale che internazionale (108 coppie), quelle in attesa di indagine per la sola
adozione nazionale sono 6, di tutte queste quelle in attesa per seconda adozione sono 7.
Coppie in attesa di indagine psicosociale per adozione nazionale/internazionale
al 31/12/2010
TOTALE
PROVINCIALE
solo
nazionale
solo
internazionale
entrambe
di cui seconde adozioni
6
2
108
7
46
5. Prima informazione
Viene confermata la scelta di mantenere l’accesso per la prima informazione all’interno
del lavoro dell’équipe adozione previo appuntamento.
Si prevede di proseguire nella distribuzione dell’opuscolo realizzato dal Coordinamento
Provinciale Adozione “Adottiamoci – un percorso per futuri genitori”. Sul territorio della
provincia di Bologna nel 2010 sono avvenuti 206 colloqui di prima informazione.
Accessi prima informazione
400
300
200 283
295
304
206
264
193
100
239
0
2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
Territorio
Bologna
Casalecchio
Porretta
San Lazzaro
Pianura Est
Pianura Ovest
Imola
sede di accesso prima informazione
(su appuntamento)
Centro delle Famiglie
Via Orfeo 40/2
40124 Bologna
Tel 051/6563311
Fax 051/6563300
Via Cimarosa, 5/2
40033 Casalecchio di Reno
Tel 051/596689 - 596693
Via Mazzini, 90
40046 Porretta
Tel 0534/20925 - 20902
Via della Repubblica, 11
40068 San Lazzaro di Savena
Tel 051/6224286
Via San Donato, 74
40057 Granarolo dell’Emilia Bo
tel 051/762825
Via IV Novembre, 10
40017 San Giovanni in Persiceto
Tel 051/827956
Asp Circondario Imolese
Viale d’Agostino, 2/A
40026 Imola
Tel 0542/606711
47
6. Corsi di informazione/formazione delle coppie interessate all’adozione
I corsi di informazione e formazione per le coppie interessate all’adozione sono ormai
nel territorio una realtà consolidata. Negli ultimi otto anni sono stati realizzati presso le
équipe centralizzate adozione della provincia di Bologna 220 corsi, vi hanno
partecipato 1.434 coppie, con una media di 6/7 coppie per corso. Per il 2011 si
conferma la prosecuzione dei corsi, sono 23 quelli programmati secondo le modalità
organizzative già individuate nei precedenti piani, con la compartecipazione degli Enti
Autorizzati convenzionati con la Provincia di Bologna.
n° coppie che hanno partecipato ai corsi
300
200
194
230
188
178
201
153
154
100
0
2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009
totale
corsi
2010 realizzati
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
n° corsi
totale
provinciale
30
33
27
27
30
23
27
23
220
n° coppie
partecipanti
totale
provinciale
194
230
188
178
201
153
154
136
1434
Per quanto riguarda la programmazione 2011 si prevedono i seguenti corsi:
Equipe
Adozione
corsi programmati
2011
Bologna
Casalecchio
(più coppie
di porretta)
San Lazzaro
Pianura Est
Pianura
Ovest
Imola
tot.
provinciale
9
4
2
4
2
2
23
48
Corsi informativi formativi per coppie con figli naturali
Il Coordinamento provinciale adozione dopo la sperimentazione iniziata nel 2010 intende
proseguire la realizzazione di tali corsi anche nel 2011. Sono già stati programmati due
corsi a valenza provinciale che saranno realizzati dall’équipe di Casalecchio e
dall’équipe della Pianura Est, verrà verificata l’eventuale necessità di realizzare un
ulteriore corso anche nell’autunno 2011.
La raccolta dei nominativi delle coppie da inserire in questa tipologia di corsi verranno
di volta in volta girate all’équipe adozione candidata a realizzarlo, tenendo quindi un
unico elenco provinciale.
Ipotesi di corsi informativi e formativi per coppie alla seconda adozione
Il coordinamento provinciale adozione sta valutando l’ipotesi di organizzare a livello
provinciale nel 2011 la sperimentazione di gruppi di informazione e formazione per le
famiglie adottive che intendono intraprendere l’iter per una seconda adozione.
7. Aspetti sanitari
•
Monitoraggio sull’applicazione della nuova procedura regionale sull’accertamento
della salute
Per l’Azienda USL di Bologna dal 1° gennaio 2008 è attivo un punto di accesso unico (Via
Gramsci 12 - Bologna) per tutta l’azienda con accesso gestito da CUP.
Analoga è la situazione per l’Azienda Usl di Imola: la coppie vengono invitate a
procedere con gli accertamenti sanitari nel periodo del corso di informazione e
formazione, prendono tutti gli appuntamenti presso il CUP e da quel momento in poi
sono seguiti in modo da proseguire con diversi passaggi (colloqui, visite, analisi).
Anche per il 2011, il coordinamento adozione continuerà a svolgere azioni di
monitoraggio.
• aspetti della salute del bambino
Si proseguirà anche nella verifica della corretta applicazione del Protocollo regionale
per la tutela della salute psico-fisica dei bambini adottati che, per ora non ha
evidenziato particolari problematiche. Il seminario sulle Adozioni di bambini con bisogni
particolari è stato un’occasione per riflettere sui dati raccolti dalla Clinica Gozzadini
dell’Università di Bologna.
Si conferma a livello regionale anche per l’anno in corso l’esenzione del ticket sanitario
per i minori adottati8 relativamente alle prestazioni specialistiche ambulatoriali presso
le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate ubicate in Emilia Romagna per i
minori (0-17 anni) che al momento della fruizione risultino adottati o affidati, in
particolare:
- accolti a scopo adottivo da coniugi residenti nella regione Emilia Romagna a seguito di
procedure di adozione nazionale e internazionale, per la durata di 24 mesi dall’ingresso
del minore in famiglia.
8
L’esenzione è contenuta all’interno delle misure a contrasto della crisi economica della Regione Emilia
Romagna che con D.G.R. n. 1036/2009, n. 2250/2009 e n. 2052/2010, ha valutato la necessità di
sostenere le famiglie e le fasce più deboli nell’attuale situazione economica.
49
8. Formazione degli operatori
Il Coordinamento Provinciale adozione ha valutato la necessità di attivare nuovamente
un percorso di supervisione. La supervisione verrà attivata entro il 2011.
E’ stata espressa la volontà dal coordinamento provinciale adozione di attivare un
percorso di supervisione con la dott.ssa Cecilia Edelstein del Centro Shinui, con la quale
nel 2006 era stato fatto un percorso di approfondimento sul tema dell’identà mista nei
bambini ed adolescenti adottati.
E’ stata inoltre valutata l’opportunità di proseguire nel percorso di aggiornamento e
confronto del personale delle équipe adozione organizzando in collaborazione con l’Ente
Autorizzato Nova un seminario di scambio con i referenti dei paesi esteri di tale ente che
saranno in Italia nel mese di settembre 2011.
Si ritiene comunque che in caso di nuove e specifiche esigenze formative e/o necessità
di approfondimento di alcune tematiche particolari si potrà, su richiesta del
coordinamento, darvi seguito, subordinatamente alla disponibilità di fondi destinati alla
formazione.
9. Pubblicazione atti e seminari e materiali sul tema adozione
Si intende prosegue l’impegno nella realizzazione di sintesi e restituzione ai partecipanti
di materiali inerenti alle giornate formative promosse dal Coordinamento, di
elaborazioni di dati sull’adozione, sui questionari di gradimento dei corsi e divulgazione
di riflessioni prodotte dal coordinamento. E’ in fase di realizzazione la documentazione
relativa al seminario In giro per il mondo Adozioni di bambini con bisogni particolari.
10. Acquisto di materiale per équipe adozione
Vista l’importanza di un aggiornamento costante degli operatori dell’équipe ma anche
dell’acquisizione di nuovi strumenti operativi per il lavoro con le coppie, è prevista
anche per il 2010 la prosecuzione del progetto d’acquisto di libri e materiale
multimediale inerente l’adozione per le 7 Equipe adozione del nostro territorio
(“Piccola biblioteca adozione”)
I testi e i materiali multimediali ritenuti utili verranno di volta in volta individuati dal
Coordinamento.
11. Realizzazione di un evento rivolto alla cittadinanza
Il coordinamento provinciale adozione ritiene importante organizzare un momento di
sensibilizzazione sulle tematiche legate ad una corretta diffusione della cultura
dell’adozione rivolto alla cittadinanza, promuovendo inoltre la conoscenza della rete di
servizi e ed enti autorizzati che operano su questo tema nel nostro territorio.
50
12. Monitoraggio, promozione e potenziamento degli interventi post-adottivi
In questi anni il coordinamento provinciale ha posto particolare attenzione al tema del
post adozione, da una parte concentrando su questa tematica la formazione proposta a
tutti gli operatori delle équipe adozione e degli enti autorizzati e dall’altra proponendo
e sperimentando direttamente una serie di progetti: coordinamento provinciale di gruppi
di post, sostegno a gruppi di post presso le équipe adozione del territorio promuovendo
la partecipazione degli enti autorizzati, promozione di azioni formative rivolte agli
insegnanti di ogni ordine e grado sul tema adozione e scuola, promozione delle attività
legate al post adozione promosse dagli enti autorizzati.
Per quanto riguarda l’implementazione di gruppi di post adozione è possibile prevedere:
-
gruppi organizzati e condotti dall’équipe adozione.
-
collaborazioni tra équipe adozione ed enti autorizzati abbinati a quel territorio.
Per questa modalità si prevede un contributo per la compartecipazione dell’Ente
autorizzato da parte della Provincia di Bologna.
-
gruppi organizzati e condotti dagli enti autorizzati.
Come già espresso nei Piani precedenti l’idea è quella di promuovere, mettere in rete e
dare informazione alle coppie rispetto alle varie possibilità presenti sul nostro territorio.
Le diverse azioni, i differenti gruppi attivati possono rispondere in maniera integrata alle
esigenze delle diverse famiglie. A tal fine è stata creata sul sito della provincia
www.provincia.bologna.it/tutelaminori una sezione dedicata specificatamente al post
adozione nella quale verranno di volta in volta inserite tutte le iniziative attivate.
Per quanto riguarda i progetti di gruppi di post adozione condotti a due mani tra équipe
adozione ed enti autorizzati hanno presentato progettualità: l’équipe di Bologna e
l’équipe Pianura Est.
Per quanto riguarda il tema adozione e scuola il 2010 ha visto il Coordinamento
provinciale adozione particolarmente impegnato su questo fronte con un’attenzione
particolare rivolta alla formazione degli insegnanti neo assunti, attraverso una
collaborazione già collaudata negli scorsi anni con l’Ufficio Scolastico Regionale IX
Ambito. Dal coordinamento è emersa la volontà di proseguire l’approfondimento su
questa tematica ed è stato attivato un sottogruppo di lavoro su questo tema anche al
fine di evidenziare buone pratiche da condividere ed diffondere. Per il 2011 è previsto
un percorso di formazione a tutti gli insegnanti neo assunti nell’anno scolastico
20010/2011, 200 insegnanti appartenenti a scuole di ogni ordine e grado.
51
13. Il sistema informativo
La Provincia di Bologna, attraverso il Servizio politiche sociali e per la salute ha attivato
dal 2003 una raccolta di dati sull’adozione nazionale ed internazionale in collaborazione
con le équipe adozione del territorio. Questa rilevazione che va ad integrarsi con i dati
forniti dal SISA Minori, viene svolta dagli operatori delle équipe adozione a gennaio e
riferita al 31/12 dell’anno appena concluso in modo da poter disporre di una fotografia
del fenomeno in tempo reale per un utile programmazione delle attività.
Da alcuni mesi la Provincia di Bologna ha intrapreso un percorso di rivisitazione di tutto
il sistema di raccolta dati area minori. Il nuovo sistema informativo, denominato GARSIA,
è già stato sperimentato su tutto il territorio provinciale nell'area anziani ed è in corso
di implementazione per l'area disabili9.
In questo momento è in corso l'analisi relativa all'area minori. Il sistema GARSIA si basa
sull'inserimento dei dati in una cartella dell'utente al momento della presa in carico. Un
volta che il sistema Garsia sarà a regime, terminerà il sistema di rilevazione provinciale
di dati sull'adozione.
14. Forme programmate di Coordinamento degli attori
Coordinamento Provinciale Adozione: è composto dagli operatori delle équipe
centralizzate adozione, dai rappresentanti degli Enti Autorizzati che sottoscrivono atti
convenzionali con la Provincia di Bologna per la collaborazione e realizzazione dei corsi
di informazione e formazione.
E’ prevista la possibilità di allargare la composizione del Coordinamento a
rappresentanti del Tribunale per i Minorenni, a rappresentanti della scuola e di altre
realtà interessate al tema dell’adozione su specifici ordini del giorno.
Obiettivi:
• confronto e scambio tra gli operatori dei diversi territori e degli Enti Autorizzati;
• individuazione di metodologie comuni ed elementi condivisi per tutti il percorso
adottivo;
• programmazione dei corsi di informazione/formazione alle coppie interessate
all’adozione;
• promozione e sensibilizzazione della cultura dell’adozione e dei più generali
diritti dell’infanzia;
• formazione congiunta degli operatori delle équipe centralizzate adozione e degli
operatori degli Enti Autorizzati;
• raccolta ed elaborazione dati relativi al tema dell’adozione;
Il Coordinamento Tecnico provinciale per l’infanzia e l’adolescenza10 è composto da:
assessore provinciale o suo delegato
responsabili dei servizi sociali di Comuni, AUSL, Consorzio che gestiscono le funzioni sui
minori
referenti dei comuni, individuati dai comitati di distretto dei sindaci
9
Per l'area disabili sarà utilizzato per tutto il territorio provinciale ad esclusione di Imola.
Ex Commissione Tutela Minori.
10
52
un
un
un
un
rappresentante delle AUSL provinciali
rappresentante del Tribunale per i Minorenni
rappresentante della scuola
componente per ogni gruppo di coordinamento Affido, adozione, comunità, e del
Coordinamento pedagogico provinciale
il responsabile del centro multispecialistico contro l’abuso e il maltrattamento “Il Faro”
Obiettivi:
Nello specifico si individuano quali obiettivi prioritari di tale coordinamento tecnico:
• individuazione di linee strategiche condivise sul sostegno alla famiglia e al
bambini in difficoltà
• analisi delle problematiche emergenti e individuazione di possibili azioni da
attivare
• collegamento con la programmazione dei Piani Di Zona
• valutazione e proposte sull’organizzazione dei servizi e sull’integrazione sociosanitaria
• individuazione di elementi minimi omogenei sul territorio provinciale, in
particolare in relazione alla attuazione delle linee regionali
• collegamento con l’attività dei coordinamenti tecnici
Referente per il raccordo tra Servizi territoriali e Tribunale per i minorenni: un
ulteriore strumento di lavoro, previsto nelle linee guida regionali è stato individuato
nella indicazione di un referente provinciale che avrà i seguenti compiti:
• tener informato il Tribunale per i Minorenni di Bologna su tutte le variazioni in
materia di deleghe, sedi, nominativi referenti équipe e loro recapiti telefonici.
• raccogliere e diffondere tra i servizi (utilizzando come strumento principale di
comunicazione il Tavolo Tecnico Provinciale Adozione) elementi di tipo
orientativo e di carattere generale pervenute dal Tribunale per i Minorenni
riguardo alle tematiche legate alle adozioni nazionali ed internazionali.
• il referente avrà inoltre il compito di comunicare al Presidente del Tribunale per i
Minorenni (od ad altra persona individuata dal tribunale a tale scopo) segnalazioni
di chiarimenti e di indicazioni provenienti dai Servizi e dagli Enti Autorizzati
convenzionati con la Provincia di Bologna.
Il referente, per quanto riguarda il territorio della provincia di Bologna, è stato
individuato nella persona di: Ilaria Folli – Provincia di Bologna, Servizio Sicurezza
Sociale, Via Finelli 9/A – 40126 – Bologna – Tel 051/6598997 – e-mail:
[email protected]
53
15. Composizione del tavolo provinciale adozione
Ambito Territoriale
Ente
Provincia
Provincia di Bologna
Qualifica
funzionario
Zona Bologna
Comune di Bologna - Asp assistente sociale e
Irides e AUSL di Bologna psicologo
Zona Casalecchio
Asc Insieme
assistente sociale e
psicologo
Zona Porretta
AUSL BO
Zona San Lazzaro
AUSL BO
Zona Pianura Est
AUSL BO
Zona Pianura Ovest
Asp Seneca
Zona Imola
Asp Nuovo Circondario
Imolese
assistente
psicologo
assistente
psicologo
assistente
psicologo
assistente
psicologo
assistente
psicologo
AiBi
AIAU
ANPAS
AMO
ASA
AVSI
CIFA
Crescere Insieme
Fondazione Nidoli
Istituto la Casa
Nadia
Nova
rappresentante
rappresentante
rappresentante
rappresentante
rappresentante
rappresentante
rappresentante
rappresentante
rappresentante
rappresentante
rappresentante
rappresentante
54
sociale e
sociale e
sociale e
sociale e
sociale e
16. Promozione del sostegno a distanza – sussidiarietà dell’adozione
internazionale
La Provincia di Bologna è dal 2007 formalmente entrata a far parte del Coordinamento
Nazionale Enti Locali per il Sostegno a Distanza (ELSAD). Considerando che tra gli
interlocutori che operano sul tema del sostegno a distanza vi sono anche gli enti
autorizzati per le adozioni internazionali - presenti dal suo nascere all’interno del
coordinamento adozione - e che i sostegni a distanza sono rivolti principalmente ai
bambini in difficoltà, alle loro famiglie e alle loro comunità, abbiamo ritenuto coerente
inserire le azioni che la Provincia di Bologna intende promuovere come membro di Elsad
all’interno della cornice del Piano Provinciale Adozione anche per ribadire nuovamente
la sussidiarietà dell’adozione nazionale ed internazionale ed il diritto del minore di
crescere nella propria famiglia.
Il Coordinamento ELSAD, composto al suo nascere da Comuni e da Province Italiane e
che dopo l’ultima modifica del protocollo potrà essere sottoscritto anche dalle Regioni
interessate, nasce con lo scopo di promuovere il sostegno a distanza, inteso come
strumento di solidarietà, di riequilibrio delle ingiustizie sociali, di educazione allo
sviluppo e all’impegno sociale.
La Provincia di Bologna è da anni impegnata in numerose attività di sostegno di comunità
in difficoltà si è ritenuto pertanto opportuno e coerente con l’attività finora svolta
aderire al predetto Coordinamento Nazionale stante l’alto valore etico e sociale
dell’iniziativa11.
In particolare il Protocollo d’intesa all’art. 2 prevede tra gli obiettivi del
Coordinamento:
- stimolare la solidarietà internazionale dei cittadini residenti nei rispettivi territori
attraverso la strumento del sostegno a distanza
- mettere in contatto domanda e offerta di solidarietà, avvicinando famiglie,
scuole, imprese e singoli cittadini al tema del sostegno a distanza
- utilizzare il sostegno a distanza in funzione educativa,
per rafforzare
comportamenti socialmente positivi, indurre cambiamenti nello stile di vita,
ridurre gli sprechi
A livello locale la Provincia di Bologna – Servizio politiche sociali e per la salute - in
accordo e collaborazione con il Comune di Bologna hanno aggiornato la banca dati delle
realtà locali che operano su progetti di Sostegno a Distanza, realizzato e pubblicato una
guida di promozione/informazione rivolta alla cittadinanza, promosso la sottoscrizione
della Carta nazionale dei Principi del Sostegno A Distanza da parte delle Associazioni
operanti sul territorio provinciale, realizzato due una giornate pubbliche/feste rivolte
alla cittadinanza dedicata al sostegno a distanza e ai diritti dei bambini (in occasione
della settimana nazionale del sostegno a distanza maggio) negli anni 2008 e 2009.
Le azioni previste per il 2011 sono:
- realizzazione di un evento di sensibilizzazione pubblica in occasione del mese del
sostegno a distanza in accordo con il Comune di Bologna (22 maggio presso il
parco della Montagnola Nei Paesi dai Mille Colori).
- partecipazione al XII Forum sad nazionale (Livorno 27 – 28 aprile 2011).
11
La Provincia di Bologna ha aderito con Delibera di Giunta n° 275 del 3/7/2007 al Coordinamento
Nazionale Elsad – Enti Locali per il Sostegno A Distanza.
55
17. Attività di valutazione, indicatori e soggetti coinvolti
Per quanto riguarda la verifica del Piano Provinciale Adozione sono state individuate una
serie di azioni:
• Il Coordinamento avrà il compito a fine anno di fare una verifica di quanto
previsto all’interno del Piano Provinciale e di individuare gli elementi centrali
della programmazione futura.
• Il Servizio Sicurezza Sociale della Provincia di Bologna produrrà un report
sull’andamento del Piano Provinciale 2010 secondo la tempistica individuata dalla
regione – Servizio Politiche Familiari, Infanzia Adolescenza.
•
Per quanto riguarda i corsi di informazione/formazione delle coppie aspiranti
all’adozione è previsto che i Servizi (Equipe centralizzate) e gli Enti Autorizzati
convenzionati attuino periodici momenti di verifica sull’andamento dei corsi
stessi. I rapporti convenzionali potranno essere riconfermati a seguito di una nota
12
a carico dell’Ente titolare delle funzioni in materia di minori che attesti
l’avvenuto rispetto da parte dell’Ente Autorizzato dei criteri previsti dal Piano.
ed
•
•
•
una serie di indicatori:
realizzazione di almeno 15 corsi di informazione e formazione alle coppie;
realizzazione di almeno un’iniziativa formativa sul tema/attivazione supervisione;
realizzazione di almeno 3 incontri del Coordinamento adozione misti tra servizi ed
Enti Autorizzati;
• almeno un incontro del Coordinamento Tecnico provinciale per l’infanzia e
l’adolescenza.
12
Che per il 2011 dovrà pervenire entro il 28 Settembre (ad un anno dalla Nuova Convenzione
con la Provincia di Bologna).
56
18. Piano finanziario
Nello schema è stata riportata la programmazione prevista per i fondi regionali assegnati
con determina n. 2078/2009 e sono indicate le risorse di personale impiegate per le
azioni previste dal piano e completamente a carico di Provincia, Enti locali, Ausl ed Enti
Autorizzati.
RER
corsi di
informazione
alle coppie e
sostegno gruppi
di post (Equipe
+ ente autoriz)
Formazione
operatori e
sostegno alla
genitorialità
Provincia
18.950,00
3.645,88
personale:
funzionario
- personale:
funzionario
attività
coordinamento
adozione
azioni
trasversali sui
piani minori
pubblicazione
atti
-personale:
funzionario
personale
totale
22.595,88
57
Enti
Locali/A.USL
personale
équipe:
assistenti sociali
e psicologi
Enti Autorizzati
personale enti
(rimborsato
attraverso
convenzione)
personale delle
équipe (per.
esempio
conduzione
gruppi post)
personale
équipe:
assistenti
sociali e
psicologi
-personale
équipe:
assistenti sociali
e psicologi
personale degli
enti autorizzati
(rimborsato)
personale
équipe:
assistenti sociali
e psicologi
personale enti
autorizzati
personale enti
personale enti
Servizio politiche sociali e per la salute
Allegato 1
Dati Adozione Nazionale ed
Internazionale al 31/12/2010
58
Prima informazione
Le richieste d’appuntamento di prima informazione per accedere al percorso adottivo
da parte di coppie residenti sul territorio provinciale registrano nel 2010 una leggera
diminuzione.
Accessi prima informazione
400
300
200 283
295
304
206
264
193
100
239
0
2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
n° coppie prima informazione
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
283
295
304
264
193
239
206
I corsi
Nel 2010 i corsi di informazione e formazione realizzati dalle équipe adozione del
territorio provinciale in collaborazione con gli enti autorizzati convenzionati sono stati
23 e vi hanno partecipato 136 coppie. Dal 2003 i corsi realizzati sul territorio provinciale
sono stati 220 ed hanno viste coinvolte 1.434 coppie.
totale
corsi
2010 realizzati
2004
2005
2006
2007
2008
2009
33
27
27
30
23
27
23
220
230
188
178
201
153
154
136
1434
59
n° coppie che hanno partecipato ai corsi
300
194
200
230
188
178
201
153 154
136
100
0
2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
La lista d’attesa per la partecipazione ai corsi di informazione e formazione al 31/12 del
2010 è ulteriormente diminuita, il dato è di 35 coppie in attesa a fine anno (quindi
esaurita con i corsi programmati nei primi mesi del 2011).
Coppie in lista d'attesa per i corsi
150
100
108 100
99
75
63
50
49
35
0
2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
60
L’indagine
Coppie in lista d’attesa per l’indagine psicosociale
Le coppie in attesa di indagine psicosociale sono leggermente calate rispetto agli ultimi
anni.
Coppie in attesa di indagine psicosociale per adozione nazionale/internazionale
al 31/12/2010
TOTALE
PROVINCIALE
solo
nazionale
solo
internazionale
entrambe
di cui seconde adozioni
6
2
108
7
Coppie in attesa di indagine
psicosociale al 31/12
200
150
162 138
100
50
0
126
140
116
126
77
anno
2004
anno
2005
anno
2006
anno
2007
61
anno
2008
anno
2009
anno
2010
Coppie che hanno iniziato l’indagine
Il dato relativo al numero di indagini psicosociali iniziate nel 2010 risulta decisamente
diminuito rispetto ai tre anni precedenti.
Più nel dettaglio possiamo vedere come la maggior parte delle indagini siano richieste
dalle coppie contemporaneamente sia per l’adozione nazionale che per l’adozione
internazionale (148), un certo numero sono anche quelle delle coppie che decidono di
procedere solo per l’adozione nazionale (23 nel 2010, dato costante rispetto al 2009),
poche le situazioni in cui il percorso viene portato avanti per la sola adozione
internazionale (7 indagini).
Coppie che hanno iniziato l'indagine psicosociale per adozione
nazionale/internazionale nel 2010
solo
nazionale
solo
internazionale
entrambe
di cui seconde adozioni
23
7
148
13
Coppie che hanno iniziato l'indagine
psicosociale
220
200
180
160
140
207
173
184
203
199
203
178
2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
62
Coppie che hanno l’indagine in corso
Anche Il numero delle indagini psicosociali che risultano in corso al 31/12/2010 risulta in
diminuzione rispetto al 2009, sono 69 le indagini in corso a fine 2010, di queste 7 lo sono
solo per l’adozione nazionale, 58 per entrambe e 4 per la sola adozione internazionale.
Le indagini in corso per seconde adozioni sono 7.
Coppie che hanno l'indagine psicosociale per adozione nazionale/internazionale
in corso nel 2010
solo
nazionale
solo
internazionale
entrambe
di cui seconde adozioni
7
4
58
7
Coppie con indagine psicosociale in corso al
31/12
150
100
74
92
77
66
75
102
69
50
0
2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
63
Coppie che hanno concluso l’indagine psicosociale
Sono in leggero aumento rispetto al 2009 le coppie che hanno concluso l’indagine
psicosociale nel 2010, queste sono state complessivamente 146. Le indagini per
l’adozione nazionale concluse sono state 47 (dato fortemente in aumento), 1 per la sola
adozione internazionale, 98 per entrambe (dati al 31/12). E’ significativo il numero delle
indagini concluse per seconda adozione (17 nel 2010).
Coppie che hanno concluso
l'indagine psicosociale
200
168 178 169
160 154
150
139 146
100
50
0
2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
Coppie che hanno concluso l'indagine psicosociale per adozione
nazionale/internazionale nel 2010
solo
nazionale
solo
internazionale
entrambe
di cui seconde adozioni
47
1
98
17
64
Coppie che hanno sospeso/interrotto l’indagine psicosociale
Sono nuovamente aumentate le coppie che hanno interrotto o sospeso l’indagine
psicosociale nel 2010.
Coppie che hanno sospeso/interrotto
l'indagine psicosociale
60
40
20
20
30
41
41
36
45
14
0
2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
Coppie che hanno l'indagine psicosociale per adozione nazionale/internazionale
sospesa/interrotta nel 2010
solo
nazionale
1
solo
internazionale
entrambe
di cui seconde adozioni
44
2
65
I Minori
Gli affidi preadottivi iniziati per adozione nazionale sul nostro territorio sono stati 21, si
è tornati quindi ai dati del 2008 rispetto alle crescita registrata nel 2009 (36), si
segnalano 4 affidi pre adottivi iniziati per bambini portatori di handicap.
I bambini seguiti dai servizi per adozione nazionale nel primo anno sono stati nel 2010 52
(affidi predottivi in corso + conclusi nell’anno). La fascia d’età prevalente si conferma
anche per il 2010 quella dei piccoli 0-3 anni, alla quale appartengono ben 32 bambini. Si
segnala una tenuta dell’aumento nella fascia 6-10 anni (si è passati da 6 bambini nel
2008 ai 14 nel 2009 e 12 del 2010).
minori in affido
preadottivo nel
2010 adozione nazionale
iniziati
conclusi
21
TOTALE
minori
in corso al
con
31/12/2010 handicap
18
34
0-3
32
4
fasce d'età
6-10
12
4-5
7
11-14
1
15-18
Serie storica dei bambini in affido-preadottivo per adozione nazionale
per classi d'età
50
39
40
37
34
32
31
32
30
30
20
10
54 4
7
1
9
42
0
5
02
553
1
46
14
10
3
00
12
7
0
10
0
2004
2005
2006
0-3
4-5
2007
6-10
2008
11-14
2009
2010
15-18
Nota: Il numero di minori nelle classi d’età è dato dalla somma degli affidi preadottivi terminati
nell’anno e di quelli in corso al 31/12.
66
Per quanto riguarda l’adozione internazionale il numero di bambini arrivati sul nostro
territorio nel 2010 è in linea con i dati del 2008 e del 2009.
Minori arrivati nella provincia di Bologna in
adozione internazionale
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
75
62
58
73
50
48
49
Nello specifico sono iniziate 49 affidi preadottivi/anno di vigilanza, se ne sono conclusi
38 (rispetto ai 65 del 2009) e 64 sono quelli in corso al 31/12/2010 (rispetto ai 47del
2009). Complessivamente quindi i servizi hanno seguito 102 bambini arrivati con
l’adozione internazionale (64 in corso + 38 conclusi nell’anno). Nel caso dell’adozione
internazionale la fascia d’età maggiormente rappresentata è in linea con quella del 2007
e del 2008 ed è la fascia d’età che va dai 6 ai 10 anni, alla quale appartengono 39
bambini. Segue quella 0-3 con 29 bambini e quella 4-5 anni (24 bambini), si segnala
l’aumento della fascia 11-14 che vede rappresentati 9 bambini.
minori con in affido
preadottivo/anno di
vigilanza entrati nel
2010 adozione
internazionale
iniziati
conclusi
TOTALE
49
38
in corso al minori con
31/12/2010 handicap
fasce d'età
0-3
29
64
4-5
24
6-10
39
11-14
9
15-18
1
Serie storica dei bambini in adozione internazionale per classi d'età
65
64
70
59
60
52
45
50
39
36
35
33
40
32
32
30
29
32
30
29
24 26
24
30
22
21
20
9
7
7
6
51
5
4
10
1
0
0
0
0
0
0
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
0-3
4-5
6-10
11-14
15-18
Nota: Il numero di minori nelle classi d’età è dato dalla somma degli affidi preadottivi/anno di
vigilanza per adozione internazionale terminati nell’anno e di quelli in corso al 31/12.
67
Piano Provinciale per la promozione e
lo sviluppo delle politiche di tutela dei
diritti dell’infanzia e dell’adolescenza
2011
68
Indice
1 Premessa
pag. 70
2 Stato di attuazione degli interventi 2004-2010
pag.
3 Azioni 2011
pag. 81
69
72
1. PREMESSA
Il Centro Specialistico è nato nel 2002 da un’apposita Convenzione ora a scadenza
triennale tra la Provincia e il Comune di Bologna, le Aziende Sanitarie dell’Area
Metropolitana: AUSL di Bologna, AUSL di Imola, Policlinico S. Orsola-Malpighi, l’Azienda
Servizi alla Persona del Circondario Imolese, il Centro di Giustizia Minorile, i Comuni di
Vergato, S. Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno, Sasso Marconi, San Giovanni in
Persiceto, San Pietro in Casale, l’ASP Seneca e l’ACS Insieme di Casalecchio. Gli obiettivi
che Il Faro si propone sono i seguenti:
•
garantire un approccio multidisciplinare al fenomeno dell’abuso e del
maltrattamento;
promuovere una rete integrata di azioni tra servizi dell'area sanitaria, sociale e
educativa costituendosi come punto di riferimento nella complessa gestione del
fenomeno nell’ottica di individuare azioni di protezione dei soggetti in età
evolutiva;
progettare e attuare interventi formativi, di sensibilizzazione e di prevenzione;
sviluppare documentazione e ricerca aggiornate sul fenomeno;
attuare interventi diagnostici e di cura al bambino e alla sua famiglia,
predisponendo una sede idonea;
garantire un ascolto protetto e adeguato del minore nel procedimento
giudiziario;
•
•
•
•
•
Attuale Composizione equipe multiprofessionale
◦
◦
◦
◦
◦
◦
◦
◦
Mariagnese Cheli (Azienda USL di Bologna) psicologa psicoterapeuta
familiare a tempo pieno, anche con funzioni di coordinamento clinico e
organizzativo;
Cosimo Ricciutello (Azienda USL di Imola) neuropsichiatra e
psicoterapeuta infantile (Azienda USL di Imola) per 7 ore settimanali;
Maria Elena Montenegro psicologa e psicoterapeuta (Azienda USL di
Bologna) a 10 ore settimanali;
Maria Pia Mancini psicologa e psicoterapeuta (in regime di
collaborazione libero-professionale) per 5 ore settimanali;
Cristina Caravita (Azienda USL di Bologna) consulente giuridico per 6 ore
settimanali;
Luciana Nicoli (Azienda USL di Bologna) pediatra a 5 ore settimanali;
Valeria Arbizzani (Azienda USL di Bologna) ginecologa per ore
settimanali non quantificate ma disponibile per la visita medica specialistica;
Luca Degiorgis (Azienda USL di Bologna) Educatore professionale per 6
ore settimanali.
In questi anni, in linea con il mandato previsto nella convenzione tra gli Enti con gli
obiettivi individuati dalla Regione Emilia Romagna, il Faro, partendo dalle riflessioni dei
soggetti con cui a vario titolo ha collaborato (operatori dei servizi socio-sanitari del
territorio e ospedalieri, del privato sociale, della scuola e della giustizia) ha individuato
e attuato una serie di azioni e di attività prioritarie illustrate annualmente nella
Relazione di Attività.
Le scelte progettuali intraprese hanno visto il rafforzamento dell’attività del Centro
specialistico, quale elemento fortemente qualificante il sistema dei servizi, attraverso il
potenziamento delle attività cliniche, la presa in carico dei minori e delle loro famiglie,
70
l’allestimento di uno spazio attrezzato per le audizioni protette, la partecipazione a
tavoli di confronto per l’individuazione di linee guida nell’ambito degli interventi sul
maltrattamento e l’abuso, nonché la realizzazione di attività formative e informative
rivolte a operatori socio-sanitari e scolastici, favorendo le connessioni tra operatori e
servizi, e un’ampia diffusione delle conoscenze di base e specialistiche sul fenomeno di
cui si occupa.
E’ importante rilevare che tali iniziative sono scaturite dall’analisi dei bisogni operativi
rilevati attraverso gli eventi formativi proposti, riunioni con i responsabili dei servizi
sociosanitari e le consulenze che il faro ha effettuato sulla casistica, pertanto
rispondono:
- ai reali bisogni operativi e d’integrazione;
- alle indicazioni definite nei Piani provinciali per la promozione e lo sviluppo delle
politiche di tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, realizzati in questi
anni.
71
2. STATO DI ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI
2004
Progetti realizzati
• Consulenze multidisciplinari rivolte agli operatori dei servizi sociali e sanitari del
territorio provinciale sulla casistica più complessa.
Dati di attività
• Consulenze multidisciplinari (al 31. 12. 2010)
2010
2008
2006
2004
0
20
40
60
80
100
120
140
160
La richiesta di consulenza origina dal bisogno di confronto metodologico per leggere
precocemente e con appropriatezza i segnali di disagio del bambino, verificare la
correttezza e la congruità del proprio agire professionale, valutare l’entità del danno
evolutivo, segnalare all’Autorità Giudiziaria.
Il richiedente principale delle consulenze è il servizio sociale in quanto servizio
destinatario delle segnalazioni di disagio infantile, interlocutore privilegiato
dell’autorità giudiziaria e, al contempo, “attivatore” degli interventi specialistici sul
caso.
Segue la scuola impegnata prevalentemente sul versante della precoce individuazione
del disagio e dell’attivazione della rete dei servizi. In questo caso il centro specialistico
è inteso come risorsa per confrontare gli elementi di osservazione e gli è attribuita una
funzione di raccordo.
I servizi sanitari, ed in particolare il consultorio familiare e la neuropsichiatria infantile
esprimono, oltre a un fabbisogno prettamente clinico (approfondimento diagnostico),
anche la necessità di confrontarsi su dubbi di natura giuridica che insorgono in fase
diagnostica, per rivelazioni di violenza dirette o riferite (de relato).
La pediatria di base, che ricopre l’importante funzione di “sensore” della salute in età
evolutiva assieme alla scuola, al pari degli ospedali (dipartimenti di pediatria e pronto
soccorso pediatrico) privilegia la modalità telefonica per ottenere una veloce consulenza
di natura giuridica per l’eventuale referto medico da inviare all’Autorità Giudiziaria, di
natura medica sulle modalità più idonee per condurre la visita, esprimendo, al
contempo, un forte bisogno di raccordo con altri servizi.
•
Attivazione tavoli interprofessionali per l’individuazione di raccordi operativi sul
maltrattamento e abuso all’infanzia. Sono stati effettuati molteplici incontri con i
72
responsabili dei servizi sociali e sanitari per l’individuazione delle forme di
collaborazione con il Centro Specialistico.
•
Presa in carico diagnostica e terapeutica del minore e della sua famiglia
assicurando la tempestività dell’intervento.
Dati attività dal 2007 al 31.12.2010
2007
2008
52 (di cui 36
76 (di cui 36
sono nuove
casi nuovi)
prese in carico)
•
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
•
2009
2010
80 (di cui 47
casi nuovi)
73 (di cui 37
casi nuovi)
Iniziative di formazione e di aggiornamento
Il Faro ha organizzato, al 2003, molteplici eventi formativi a partire da una
condivisione nel Tavolo di Coordinamento Provinciale Tutela Minori, finanziati
grazie a fondi regionali dei Piani Provinciali per l’individuazione di azioni a
contrasto del maltrattamento all’infanzia. Gli eventi formativi, a carattere
interdisciplinare, hanno visto il coinvolgimento degli operatori dei servizi
ospedalieri e territoriali, sociali e sanitari e della scuola.
Nel coso del 2004 sono stati realizzati i seguenti eventi:
Formazione “Il Faro nella scuola” (1 edizione) in collaborazione con l’Ufficio
Scolastico Provinciale, rivolto a insegnanti ed educatori dell’infanzia
Supervisione clinica sulla casistica rivolta a Operatori del Faro, dell’Ufficio
Servizio Sociale Minorenni del Centro di Giustizia Minorile di Bologna, dei Servizi
sociosanitari territoriali nei casi più complessi
Seminari sulla prevenzione delle forme di maltrattamento nelle scuole
dell’infanzia rivolto ai pedagogisti (n.2 edizioni)
Seminario “Problemi clinici e strategie diagnostiche relative alla violenza
fisica” rivolto a pediatri e medici specialisti
Seminario “L’approccio interdisciplinare all’abuso e al maltrattamento
all’infanzia” rivolto a operatori sociali e sanitari, autorità giudiziaria,
avvocatura, comunità educativa
Seminario “Le agenzie ludico culturali a confronto sull’abuso e
maltrattamento” rivolto ad agenzie ludico-culturali
Seminario “Il Faro nei servizi sociali” rivolto ad operatori dei servizi sociali
Centro di documentazione:
Obiettivi:
• Attivazione sezione epidemiologia per lo studio delle caratteristiche del
fenomeno sui casi in carico al Faro.
• Ricerca di materiale relativo al tema (riviste, articoli, pubblicazioni, ecc.)
utilizzando il supporto informatico.
73
•
•
Aggiornamento dei dati raccolti nel sistema di catalogazione dei materiale
interno al Faro (dati attività consulenze, perse in carico, formazione, audizioni
protette, cartelle cliniche, interventi, ecc.)
Costruzione e aggiornamento del Sito attraverso la nuova piattaforma Web
Aziendale e implementazione del Centro di Documentazione sul sito
ANNO 2005
Progetti realizzati
• Progetto “Indagine conoscitiva sul minore abusante”
Obiettivi: sviluppare un’appropriata conoscenza del fenomeno nel territorio
regionale, individuare azioni preventive e di presa in carico della casistica,
organizzare i dati raccolti in conformità a parametri quali-quantitativi, aggiornare
la letteratura sull’argomento, diffondere i risultati del lavoro svolto.
I risultati dell’indagine sono stati presentati in un apposito seminario e diffusi
tramite cartaceo.
• Progetto “Accoglienza qualificata in comunità dei minori vittime di
maltrattamento e abuso”:
Obiettivi: mappare le comunità presenti sul territorio provinciale con riferimento
alla realtà operativa interna e ai bisogni formativi, valorizzazione le risorse per
l’accoglienza, conoscere le problematiche relative all’accoglienza del bambino/a
vittima di maltrattamento.
I risultati dell’indagine sono stati diffusi attraverso un seminario e un’apposita
pubblicazione.
• Progetto “Individuazione buone pratiche per la tutela del minore nel
procedimento giudiziario” svolto in collaborazione con l’Autorità Giudiziaria.
L’obiettivo è individuare percorsi di collaborazione e di coordinamento tra le
varie e diverse professionalità (giudici, polizia, medici, servizi), nell’ottica di
un’azione interdisciplinare rivolta, nel rispetto delle specifiche professionalità,
alla tutela del minore coinvolto in un procedimento giudiziario.
Il documento è stato diffuso nei servizi
• Centro di documentazione (vedere anno 2004)
• Formazione interna al Faro: Supervisione sulla casistica in carico al FarO
• Formazione rivolta agli operatori dei servizi:
1. Seminari sulla prevenzione delle forme di maltrattamento nelle scuole
dell’infanzia rivolto ai pedagogisti
2. Formazione “Il Faro nella Scuola” (seconda edizione) rivolto a insegnanti delle
scuole di ogni ordine e grado
3. Seminario “Caselle mancanti: lavorare in sinergia per la tutela dei minori
vittime di abuso” rivolto a personale dell’associazionismo, privato sociale,
volontariato
4. Seminario “Il bambino coinvolto in relazioni famigliari violente: come riconoscerlo
e tutelarlo” (prima edizione) rivolto a Operatori Servizi Sociali e Sanitari,
territoriali e ospedalieri, insegnanti
5. Formazione specialistica sulla “semeiotica dell’abuso sessuale” rivolto a
ginecologici, pediatri del territorio e dell’ospedale
74
6. Formazione “Lo spazio neutro: uno strumento per valutare e sostenere le
relazioni familiari”(prima edizione) rivolto ad assistenti sociali, educatori
professionali
ANNO 2006
Progetti realizzati
- Progetto “Qualificazione degli spazi neutri per le audizioni protette nel
territorio provinciale”. Ha previsto oltre alla formazione di base e specialistica,
l’individuazione di un percorso metodologico e teorico comune, la mappatura
delle sedi da attrezzare e, come progetto da attuare nel 2007, l’allestimento
delle sedi da attrezzare sul territorio provinciale
- Formazione interna: Supervisione sulla casistica in carico al Faro
- Formazione degli operatori:
1. Seminario “Lo spazio neutro: uno strumento per valutare e sostenere le
relazioni familiari” rivolto a Operatori Servizi Sociali e Sanitari, territoriali e
ospedalieri.
2. Formazione “La visita medica specialistica del minore vittima di abuso
sessuale” rivolto a pediatri, ginecologi e medici legali
3. Formazione “Il bambino coinvolto in relazioni famigliari violente: come
riconoscerlo e tutelarlo” (seconda edizione), rivolta a Operatori Servizi Sociali e
Sanitari, territoriali e ospedalieri, insegnanti
4. Seminario “Esperienze traumatiche infantili: abuso e conseguenze
psicopatologiche” in collaborazione con la Clinica Pediatrica Gozzadini del
Policlinico S. Orsola, rivolto a Pediatri, Neuropsichiatri Infantili, Psichiatri,
Personale di area Infermieristica e Riabilitativa, Educatori Professionali, Psicologi
dei Servizi Sanitari Territoriali e Ospedalieri della provincia di Bologna.
5. Progetto “Sostegno precoce alla relazione madre-bambino”. Ha previsto la
realizzazione di un video da diffondere nei punti nascita in tutto il territorio
provinciale, appositamente studiato e costruito in collaborazione con il
Programma Salute Donna, Infanzia e Adolescenza. Il video è stato presentato in
un apposito seminario ed è disponibile su You Tube.
6. Progetto “Raccomandazioni sulla diagnosi differenziale sull’abuso fisico nei
bambini 0-2 anni”. Questo progetto, che ha visto la collaborazione tra Ausl di
Bologna e Policlinico S. Orsola-Malpighi, ha l’obiettivo di affrontare i problemi
complessi relativi alla diagnosi differenziale e al precoce riconoscimento dei segni
fisici di maltrattamento e violenza fisica attraverso la formulazione di
raccomandazioni basate sulla revisione della letteratura scientifica. Le
raccomandazioni ora state pubblicate e sono in fase di valutazione presso
l’Assessorato alla Sanita della RER.
Centro di documentazione
ANNO 2007
Progetti realizzati
• Progetto potenziamento attività clinica che ha previsto l’aumento di 10 ore
settimanali di psicologia clinica per garantire una pronta risposta alla richiesta dei
servizi
75
•
•
•
•
Progetto “Realizzazione allestimento spazi neutri nel territorio provinciale”:
ha previsto l’adeguamento dello spazio fisico e delle attrezzature necessarie allo
svolgimento degli incontri protetti tra bambini in età prescolare allontanati dalla
famiglia per gravi maltrattamenti e la predisposizione di una procedura per la
valutazione e il recupero delle competenze genitoriali.
Formazione interna ed esterna:
1. Seminario “L’intervento dell’Assistente Sociale nella presa in carico delle
famiglie maltrattanti” rivolto ad Assistenti Sociali dei Servizi territoriali e
ospedalieri (S. Sociali, Sert, Salute Mentale, Handicap Adulto, USSM)
territoriali e ospedalieri;
2. Seminario “Il sostegno alla genitorialità in gravidanza: rilevazione precoce
dei fattori di rischio” in collaborazione con la Clinica Gozzadini del S. Orsola,
rivolto a ginecologi, pediatri, personale sanitario e sociale ospedaliero e
territoriale;
3. Formazione “Equilibri: la pratica sportiva tra impegno e divertimento”
rivolta agli allenatori impegnati nel mondo dello sport in collaborazione con
l’Istituzione Gian Fanco Minguzzi, il Consultorio Familiare Azienda USL di
Bologna. L’obiettivo è fornire strumenti di osservazione, ascolto, rilevazione
del disagio e raccordo con i Servizi preposti alla cura e alla tutela
dell’infanzia;
4. Formazione “Il Faro nella scuola” (terza edizione) rivolto ai Dirigenti
Scolastici per la corretta gestione delle situazioni di abuso.
Progetto “Interventi di recupero di minori autori di reati sessuali”. L’obiettivo
che si propone, a partire dall’indagine qualitativa effettuata, è definire un
percorso di presa in carico terapeutica in collaborazione con l’USSM.
Progetto “Centro di documentazione”
ANNO 2008
Progetti realizzati
- Sostegno all’attività clinica del Centro per la presa in carico dei minori vittima di
abusi/maltrattamenti e delle loro famiglie in difficoltà nello svolgimento dei
compiti di cura. Potenziamento e consolidamento dell’equipe clinica (vedere dati
attività anno 2004)
- Consolidamento Spazi Neutri
• La predisposizione da parte de Il Faro della sede in via Emilia Ponente, adeguatamente attrezzata per lo svolgimento e la videoregistrazione dei colloqui, ha favorito un utilizzo sempre più frequente da parte dell’Autorità Giudiziaria ed dei Servizi Sociosanitari di questo spazio per:
• Le Audizioni Protette (ascolto e valutazione della testimonianza del minore)
• Lo Spazio Neutro (incontri protetti tra genitori e figlio in età prescolare allontanato dall’ambiente familiare di origine)
• Gli incidenti probatori (raccolta testimonianza del minore nel dibattimento processuale)
76
2008
2009
2010
64
38
42
23
28
6
4
5
udizioni Protette/ Incidenti probatori
48
Sommaria raccolta testimoniale
Spazio neutro
- Volume sulle azioni e le attività de Il Faro
A conclusione del quinquennio 2003 – 2008 che ha visto Il Faro interlocutore privilegiato
della Amministrazione Provinciale per la realizzazione dei Piani provinciali riguardanti le
azioni volte al contrasto delle forme di abuso ai danni dell’infanzia, si è ritenuto importante produrre una documentazione volta alla divulgazione dei progetti e delle azioni attuate e realizzate.
-
Aggiornamento interno equipe Faro per l’acquisizione di conoscenze diagnostiche
aggiornate
Supervisione sulla casistica complessa in carico al Faro, ai Servizi e all’USSM
ANNO 2009
Progetti realizzati
• Mantenimento équipe multiprofessionale ad alta qualificazione per garantire la
correttezza della diagnosi, assicurare la tempestiva risposta in caso d'urgenza e
realizzare un articolato progetto di presa in carico e riparazione del minore
vittima di maltrattamento
• Percorso integrato per la visita medica e la tutela del minore vittima di abuso
sessuale: protocollo tra AUSL di Bologna, Policlinico S.Orsola-Malpighi, Comune di
Bologna e Centro Specialistico Il Faro.
• Individuazione di percorsi condivisi tra il Centro Il Faro e i servizi sociosanitari
dedicati alla tutela e cura dell’infanzia attraverso la proposta di un protocollo
definito con il Programma Salute Donna, Infanzia e Adolescenza dell’Azienda USL
di Bologna (in fase di definizione).
Il Centro Specialistico, in collaborazione con il programma salute Donna, Infanzia e
Adolescenza ha elaborato una proposta di procedura aziendale volta a:
• definire le funzioni specialistiche de Il Faro nel sistema dei servizi all’infanzia;
• qualificare gli interventi clinici e assistenziali che riguardano l’abuso e il
maltrattamento infantile;
• favorire l’integrazione sinergica degli interventi sociali e sanitari dei servizi
territoriali e ospedalieri in ambito provinciale;
• realizzare una metodologia interdisciplinare per le necessarie azioni di tutela dei
soggetti in età evolutiva, attraverso la definizione delle modalità di accesso e di
presa in carico dell’utenza da parte del Centro Specialistico.
77
• Iniziativa di sensibilizzazione e prevenzione del maltrattamento
rivolta ai
bambini delle scuole primarie e dell’infanzia, in collaborazione con la Polizia di
Stato e il Comune di Bologna. Progetto di prevenzione primaria.
ANNO 2010
Progetti realizzati
INTERVENTO 1
Spazio Neutro e incontri protetti per i bambini vittime di abuso e maltrattamento
Il corso si è proposto l’obiettivo di implementare le competenze degli operatori offrendo
un inquadramento generale sul tema della valutazione delle fragilità genitoriali ed uno
più specifico sulla gestione dello Spazio Neutro nelle situazioni di grave pregiudizio per il
minore, al fine di supportare le buone pratiche e la realizzazione del servizio diretto a
favorire e sostenere il mantenimento della relazione tra il bambino e i suoi genitori.
Destinatari: Educatori Professionali e Assistenti Sociali impegnati nella tutela del minore
e nella gestione degli incontri protetti. L’evento ha previsto 9 incontri di 6 ore ciascuno
a frequenza quindicinale da settembre a dicembre 2010 per un totale di 50 ore di
formazione.
INTERVENTO 2
Il minore nel procedimento giudiziario: un percorso formativo sulla tutela dei minori
vittima di maltrattamento
L’obiettivo è stato quello di sostenere, accompagnare e consolidare l’intervento
dell’Assistente Sociale nei casi multiproblematici in cui il minore è anche coinvolto nel
procedimento giudiziario, sostenere l’identità professionale degli operatori neo-assunti o
con poca esperienza, sviluppare saperi aggiornati nell’ambito della valutazione del
rischio evolutivo. E’ stata prevista la presenza di Magistrati del Tribunale per i Minorenni
in Bologna
Destinatari: l’iniziativa è stata rivolta agli assistenti sociali con meno di tre anni di
esperienza. L’evento ha previsto 10 incontri a frequenza mensile per un totale di 20 ore
di formazione.
INTERVENTO 3
Strumenti e metodi di intervento nel lavoro sociale con minori vittime di
maltrattamento: la valutazione delle competenze genitoriali
L’obiettivo che l’evento si è proposto è stato quello di approfondire il tema della
recuperabilità delle funzioni di cura nelle situazioni in cui i bambini sono sottoposti a
maltrattamento e abuso; fornire agli operatori sociali strumenti e tecniche utili nel
processo di rilevamento, di valutazione e diagnosi sociale delle capacità genitoriali,
sviluppare competenze nell’ambito della valutazione del rischio evolutivo.
Destinatari: l’iniziativa è rivolta agli assistenti sociali operanti nei servizi per minori del
territorio provinciale. L’evento ha previsto 8 incontri per un totale di 28 ore di
formazione
INTERVENTO 4
L’intervento clinico con il minore vittima di abuso sessuale: Le buone pratiche tra
ospedale e territorio per la diagnosi e la cura
E’ stato realizzato e approvato dal CTSS nello scorso Dicembre, il protocollo con
Policlinico S. Orsola, Ospedale Maggiore e Servizio Sociale. Il documento, frutto del
78
lavoro di un gruppo interistituzionale (Policlinico S. Orsola-Malpighi, Università di
Bologna e Azienda USL e Comune di Bologna) e multidisciplinare, è ispirato alle
Raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in tema di prevenzione del
maltrattamento (Preventing child maltreatment: a guide to talking action and
generative evidence, W.H.O, 2006) che evidenziano la necessità, per i servizi, di:
• migliorare l’evidenza scientifica attraverso lo sviluppo di interventi appropriati e
modelli sperimentati, facendo corrispondere la capacità organizzativa agli
obiettivi di cura e tutela del minore e della sua famiglia;
• identificare la violenza affinando tecniche volte al precoce riconoscimento di
segni fisici e comportamentali attraverso protocolli per la corretta segnalazione
dei casi, tramite valutazioni sanitarie e forensi integrate attivando il necessario
supporto psicosociale.
INTERVENTO 5
Mantenimento équipe multiprofessionale ad alta qualificazione
Gestione del Centro di Documentazione (Spazio per l’audizione protetta del minore
coinvolto nel procedimento giudiziario, per lo svolgimento di spazi protetti nei casi
altamente problematici, per la prima raccolta testimoniale a cura delle Forze
dell’ordine, aggiornamento materiale bibliografico e Sito, Epidemiologia e realizzazione
eventi formativi) (vedere dati attività anno 2004)
Costi Piani 2010
Spazio Neutro e incontri protetti per i bambini vittime di abuso e maltrattamento
CONVEGNO CISMAI
"Crescere senza violenza"
Roma 4-5 febbraio 2010
Formazione esterna Dott.ssa Cheli
€
456,78
TOTALE INTERVENTO 1
€
456,78
Il minore nel procedimento giudiziario: un percorso formativo sulla tutela dei minori vittima di
maltrattamento
"Corso per Avvocato del Minore e della Famiglia"
Scerne di Pineto (TE), maggio-ottobre 2010
Formazione esterna Avv. Caravita
€
1.613,00
TOTALE INTERVENTO 2
€
1.613,00
Strumenti e metodi di intervento nel lavoro sociale con minori vittime di maltrattamento: la
valutazione delle competenze genitoriali
"La terapia di gruppo con bambini vittime di abuso e i loro caregiver"
Milano, 23 marzo e 15 aprile 2010
Formazione esterna Dott.ssa Mancini, Dott.ssa Montenegro, Dott. Ricciutello
€
747,50
"Incontri protetti per bambini vittime di maltrattamento e abuso"
Formazione organizzata da Faro in collaborazione con CBM Milano
rivolta a Educatori Professionali ed Assistenti Sociali della provincia di Bologna
€
8.500,00
TOTALE INTERVENTO 3
79
€ 9.247,50
L’intervento clinico con il minore vittima di abuso sessuale: Le buone pratiche tra
ospedale e territorio per la diagnosi e la cura
TOTALE INTERVENTO 4
€
0,00
Mantenimento équipe multiprofessionale ad alta qualificazione per la diagnosi e la cura
Tempestiva del minore vittima di maltrattamento e della sua famiglia
Incarico Dott.ssa Mancini per prestazioni di psicologo specialista in psicoterapia € 5.190,00
Borsa di studio Dott.ssa Pincanelli su Progetto
“Promozione del Centro Documentazione sul fenomeno dell’abuso e
maltrattamento minori e attività di monitoraggio delle attività del Centro Specialistico€ 5.220,00
con particolare riferimento allo spazio attrezzato e delle iniziative di formazione
rivolte alle istituzioni territoriali che si occupano di infanzia"
Abbonamenti annuali Riviste FARO anno 2010
€ 345,00
"Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari"
Mestre (VE), 26-27-28 febbraio 2010
Formazione esterna Dott.ssa Cheli
€ 802,00
Rimborso attività Educatore Professionale per gruppi "sex offender" e "devianza
€ 6.300,00
minorile"
TOTALE INTERVENTO 5
TOTALE COMPLESSIVO
80
€ 17.857,00
€ 28.717,50
3. AZIONI 2011
Per l’anno 2011 il Centro propone i seguenti progetti, in ottemperanza alle disposizioni
individuate nella DETERMINAZIONE RER n° 15652 del 31/12/2010:
Progetti a valenza sanitaria
Progetto a carattere terapeutico “Come mi regolo” rivolto ai minori con problemi di
devianza, reduci da gravi esperienze infantili di maltrattamento, in carico all’USSM;
Progetti a valenza sociale
Progetto Individuazione di strumenti “evidence-based” per l’anamnesi psicosociale delle competenze genitoriali e la relazione per l’Autorità Giudiziaria.
Progetti a valenza formativa
Formazione “Faro nella Scuola” terza edizione rivolto agli insegnanti delle scuole
della provincia;
Seminario “Il percorso integrato per la visita del minore vittima di abuso
sessuale” rivolto a medici e personale sanitario degli ospedali e del territorio,
operatori dei servizi sociosanitari;
Formazione “La valutazione delle competenze genitoriali” seconda edizione
rivolto alle assistenti sociali dei servizi provinciali;
Seminario di presentazione degli strumenti per l’anamnesi psico-sociale delle
competenze genitoriali e la relazione per l’Autorità Giudiziaria rivolto a tutti gli
operatori dei servizi socio-sanitari;
Aggiornamento interno all’equipe de Il Faro.
Progetti trasversali
Spazio attrezzato per lo Spazio Neutro e l’ascolto del minore nel procedimento
giudiziario;
Progetto “C’entro anch’io” . Creazione di un opuscolo rivolto ai minori coinvolti
nel procedimento giudiziario e alle loro famiglie;
Centro di documentazione per la gestione della documentazione, dell’attività di
ricerca, dello spazio attrezzato rivolto all’autorità giudiziaria e agli operatori dei
servizi educativi e sociali per lo spazio neutro
Per i dettagli descrittivi sui progetti, vedere schede allegate
4. FONDI
Con Determina Regionale n. 15652 del 2010 la Regione Emilia Romagna assegna alla
Provincia di Bologna, per le attività che le competono e che rientrano all’interno del
Programma Provinciale in materia di tutela e accoglienza dell’infanzia e
dell’adolescenza, la cifra di 71.491,76 €.
Per la realizzazione delle azioni che rientrano all’interno del Piano tutela dei diritti
dell'infanzia e dell'adolescenza - anno 2011, la Provincia ha assegnata la cifra pari ad
26.300,00 €
81
PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI
TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA
SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA
Anno 2011
1. Generalità
1.1 Titolo dell'intervento
Progetto sperimentale a carattere terapeutico “Come mi regolo”
1.1bis Durata dell'intervento
Annuale
Pluriennale
x
1.2 Responsabile tecnico dell’intervento
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui
ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti)
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento)
Interprovinciale
specificare: Regionale
Provinciale
specificare:
Az.USL
specificare:
Interzonale
specificare:
1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della
gestione amministrativa dell'intervento)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto
tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
82
2. Soggetti coinvolti e destinatari
2.1 Figure professionali coinvolte (indicare numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei
soggetti coinvolti nell'intervento)
Numero e qualifica degli operatori
Ente di appartenenza
1 Psicologo-psicoterapeuta
Azienda USL di Bologna
1 Educatore Professionale
Centri di Giustizia Minorile
2.2 Soggetti istituzionali coinvolti
Provincia/e: (specificare)
Comune/i: (specificare)
Azienda/e U.S.L: (specificare): Il Faro
Scuola/e: (specificare)
Prefettura
Centro di Giustizia Minorile
Tribunale: (specificare)
Questura/e: (specificare)
Organismi di volontariato: (specificare)
Cooperative sociali: (specificare)
Associazioni: (specificare)
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
2.3 Destinatari che si intendono raggiungere
(Nel prospetto indicare:
- se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17
anni;
- se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori;
cittadinanza; altro – specificare-)
Destinatari
Numero stimato
Minori 14- 18 anni
10
83
3. Caratteristiche tecniche dell’intervento
3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla
determinazione)
1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18)
2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4)
3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5;
art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4)
4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4)
5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c)
6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della
legalità (LR 14/08, artt. 27-28)
7 Altro: Recupero minori maltrattanti e che hanno ricevuto maltrattamento
3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo:
Durata: annuale
Data d'inizio: settembre 2011
Data di conclusione: marzo 2012
3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle
varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le
spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse)
I riquadro
Costo complessivo dell’intervento: 7.200,00 €
Risorse regionali: 200,00
Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…):7.000,00 professionisti Il Faro
Risorse di soggetti privati:
II riquadro
spese per personale:
spese per materiale:
spese per consulenze:
spese per prestaz. di servizi:
altre spese:
84
4. Descrizione analitica dell’intervento
4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le
necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali
elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al
contesto in cui si realizza)
I problemi più ricorrenti negli adolescenti devianti che hanno commesso abusi riguardano la tendenza
ad agire comportamenti "esternalizzati". L'esperienza clinica dimostra che le persone che hanno
vissuto/compiuto esperienze di vittimizzazione generalmente hanno una grande difficoltà a regolare i
propri impulsi interni. La ricerca clinica attuale ha avviato studi promettenti sulle pratiche di
autoregolazione corporea. Questo progetto intende sperimentare tecniche psico-educative a valenza
terapeutica di tipo cognitivo-comportamentale che hanno dimostrato efficacia in tali casi.
Il progetto nasce dalla collaborazione, ormai collaudata, tra Faro e Centro di Giustizia Minorile, che
ospita nella comunità educativa del Pratello, giovani in attesa o con provvedimenti dell’Autorità
Giudiziaria, reduci da esperienze infantili sfavorevoli, che presentano rilevanti problemi di controllo
del comportamento.
4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire.
Gli obiettivi devono descrivere chiaramente:
- quali i cambiamenti attesi,
- quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare)
-
-
Promuovere le competenze personali e sociali, sia in termini di costruzione della capacità di
regolazione degli stati emotivi interni che di problem-solving,
sviluppare strategie adattive di coping attraverso l’acquisizione di specifiche tecniche di
rilassamento e di esplorazione controllata delle emozioni, sperimentate con successo
nell’ambito della psicologia cognitivo-comportamentale,
favorire la rielaborazione delle esperienze sfavorevoli e individuare comportamenti più
adattivi.
4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e
costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che
costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste
in essere)
- definizione del progetto con il responsabile del Centro di Giustizia Minorile
- predisposizione del materiale: scheda sintetica di presentazione del ragazzo, materiale testistico
- presentazione del progetto agli operatori e ai ragazzi in carico al Centro di Giustizia Minorile
- individuazione del gruppo e del calendario degli incontri
- valutazione dell’efficacia del progetto
4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i
destinatari, concertazione, …)
• Incontri con gli invianti
• Materiale clinico per tracciare la storia del ragazzo e il suo profilo di personalità
• Strutturazione di ciascun incontro di gruppo con tecniche sperimentate in ambito clinico dagli
esperti del National Trauma Complex task Force
• Valutazione tramite test di ingresso e di uscita compilato dai partecipanti
• Restituzione degli esiti dell’esperienza ai ragazzi e agli invianti.
85
4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe
L’intervento rappresenta:
una innovazione vera e propria
un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che
cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti
finanziati mediante risorse proprie ecc.)
L’intervento, a carattere sperimentale, costituisce una innovazione vera e propria.
4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che
permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei
partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari
dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari
dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...)
• Numero di richieste degli invianti (Assistenti Sociali del Centro di Giustizia Minorile)
• Numero di ragazzi partecipanti
• Livello di gradimento emerso dal questionario di valutazione dell’intervento
• Cambiamenti emersi dai test di ingresso e di uscita in ciascun partecipante
4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di
materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si
intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale
informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni)
Relazione finale sui risultati e pubblicazione degli stessi in un report da divulgare presso gli operatori
del Centro di Giustizia Minorile
4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione
precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di
evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto
controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si
intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti
che se ne occupano)
• Riunioni mensili tra i conduttori
• Riunioni intermedie dei conduttori con gli invianti
• Verifiche dirette con i partecipanti
4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti
prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli
obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di
fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con
quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i
momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è
previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme)
Vedere punto 4.6 Indicatori
86
PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI
TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA
SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA
Anno 2011
1. Generalità
1.1 Titolo dell'intervento
Individuazione di strumenti “evidence-based” per l’anamnesi psico-sociale delle
competenze genitoriali e la relazione per l’Autorità Giudiziaria
1.1bis Durata dell'intervento
Annuale
Pluriennale
x
1.2 Responsabile tecnico dell’intervento
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui
ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti)
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento)
Interprovinciale
specificare:
Provinciale
specificare: Bologna
Az.USL
specificare:
specificare:
Interzonale
1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della
gestione amministrativa dell'intervento)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto
tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
87
2. Soggetti coinvolti e destinatari
2.1 Figure professionali coinvolte (indicare numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei
soggetti coinvolti nell'intervento)
Numero e qualifica degli operatori
Ente di appartenenza
1 psicologo
Azienda USL di Bologna
12 assistenti sociali
Comune di Bologna, Ausl di Bologna, ASC
Circondario Imolese, ASC Insieme Casalecchio
2.2 Soggetti istituzionali coinvolti
Provincia/e: (specificare)
Comune/i: (specificare) Bologna, Imola, Casalecchio
Azienda/e U.S.L: (specificare): Bologna
Scuola/e: (specificare)
Prefettura
Centro di Giustizia Minorile
Tribunale: (specificare)
Questura/e: (specificare)
Organismi di volontariato: (specificare)
Cooperative sociali: (specificare)
Associazioni: (specificare)
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
2.3 Destinatari che si intendono raggiungere
(Nel prospetto indicare:
- se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17
anni;
- se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori;
cittadinanza; altro – specificare-)
Destinatari
Numero stimato
150
• Minori e Famiglie
80
• Operatori dei servizi sociali della provincia
88
3. Caratteristiche tecniche dell’intervento
3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla
determinazione)
1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18)
2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4)
3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5;
art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4)
4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4)
5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c)
6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della
legalità (LR 14/08, artt. 27-28)
7 Altro: Recupero maltrattanti
3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo:
Durata: annuale
Data d'inizio: gennaio 2011
Data di conclusione: dicembre 2012
3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle
varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le
spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse)
I riquadro
Costo complessivo dell’intervento: 3.200,00 €
Risorse regionali: 200,00
Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…):3.000,00 professionisti Il Faro
Risorse di soggetti privati:
II riquadro
spese per personale:
spese per materiale:
spese per consulenze:
spese per prestaz. di servizi:
altre spese:
89
4. Descrizione analitica dell’intervento
4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le
necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali
elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al
contesto in cui si realizza)
Nel corso degli eventi formativi attuati da IL Faro nei confronti dei servizi sociali, è emersa la
necessità che l’assistente sociale possa fare affidamento su strumenti condivisi, aggiornati e validati di
valutazione delle fragilità genitoriali per:
• valutare con adeguatezza le condizioni di rischio del minore;
• fornire all’Autorità Giudiziaria competente una accurata valutazione delle condizioni di
eventuale pregiudizio.
4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire.
Gli obiettivi devono descrivere chiaramente:
- quali i cambiamenti attesi,
- quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare)
- acquisire strumenti di diagnosi sociale sulle condizioni di rischio di minori
- confrontare i metodi di lavoro in questo ambito complesso di intervento
- diffondere “buone pratiche” operative presso i servizi
- qualificare l’intervento nell’ambito della tutela dell’infanzi
- creare percorsi condivisi con l’autorità giudiziaria
4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e
costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che
costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste
in essere)
- Individuazione del gruppo di lavoro
- Revisione della letteratura scientifica sull’argomento
- Costruzione degli strumenti
- Presentazione degli stessi presso tutti i servizi sociali della provincia
4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i
destinatari, concertazione, …)
- Riunioni di gruppo
- Condivisione del materiale bibliografico
- Revisione dei principali strumento di valutazione in uso
4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe
L’intervento rappresenta:
una innovazione vera e propria
un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che
cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti
finanziati mediante risorse proprie ecc.)
L’intervento costituisce una innovazione vera e propria.
4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che
permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei
partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari
90
dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari
dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...)
- Adozione degli strumenti individuati e loro sperimentazione presso i servizi sociali
- Numero di assistenti sociali che partecipano alla fase sperimentale
4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di
materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si
intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale
informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni)
- Documentazione sugli strumenti individuati
- Diffusione della documentazione presso tutti i servizi sociali della provincia
- Seminario di presentazione degli strumenti agli operatori dei servizi sociali e all’Autorità
Giudiziaria
4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione
precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di
evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto
controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si
intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti
che se ne occupano)
Periodiche riunioni di verifica sull’andamento complessivo del progetto a cura del gruppo di lavoro,
coordinato dalla psicologa Il Faro
4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti
prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli
obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di
fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con
quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i
momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è
previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme)
•
•
Coinvolgimento dei destinatari e tutoring sull’utilizzo degli strumento da parte del gruppo di
lavoro
Valutazione finale al termine della fase di sperimentazione
91
PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI
TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA
SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA
Anno 2011
1. Generalità
1.1 Titolo dell'intervento
“Il Faro nella Scuola” terza edizione
1.1bis Durata dell'intervento
Annuale
Pluriennale
x
1.2 Responsabile tecnico dell’intervento
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui
ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti)
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento)
Interprovinciale
specificare:
Provinciale
specificare: Bologna
Az.USL
specificare:
Interzonale
specificare:
1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della
gestione amministrativa dell'intervento)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto
tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
92
2. Soggetti coinvolti e destinatari
2.1 Figure professionali coinvolte (indicare numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei
soggetti coinvolti nell'intervento)
Numero e qualifica degli operatori
Ente di appartenenza
equipe multiprofessionale del Faro
Azienda USL di Bologna
formatore esterno
privato
2.2 Soggetti istituzionali coinvolti
Provincia/e: (specificare)
Comune/i: (specificare)
Azienda/e U.S.L: (specificare):
Scuola/e: (specificare) Ufficio Scolastico Regionale
Prefettura
Centro di Giustizia Minorile
Tribunale: (specificare)
Questura/e: (specificare)
Organismi di volontariato: (specificare)
Cooperative sociali: (specificare)
Associazioni: (specificare)
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
2.3 Destinatari che si intendono raggiungere
(Nel prospetto indicare:
- se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17
anni;
- se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori;
cittadinanza; altro – specificare-)
Destinatari
Numero stimato
70
• Insegnanti scuole pubbliche e parificate
93
3. Caratteristiche tecniche dell’intervento
3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla
determinazione)
1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18)
2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4)
3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5;
art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4)
4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4)
5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c)
6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della
legalità (LR 14/08, artt. 27-28)
7 Altro:
3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo:
Durata: annuale
Data d'inizio: settembre 2011
Data di conclusione: dicembre 2012
3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle
varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le
spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse)
I riquadro
Costo complessivo dell’intervento: 6.000,00 €
Risorse regionali: 1.000,00
Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…):
Risorse di soggetti privati: 5.000,00
II riquadro
spese per personale:
spese per materiale:
spese per consulenze:
spese per prestaz. di servizi:
altre spese:
94
4. Descrizione analitica dell’intervento
4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le
necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali
elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al
contesto in cui si realizza)
La Scuola, quale ambito di osservazione privilegiato del soggetto in età evolutiva, rappresenta una
risorsa fondamentale nel rilevamento precoce dei segnali di sofferenza e disagio connessi all’abuso e
al maltrattamento. L’insegnante si trova ad affrontare difficili situazioni di disagio dovendo al
contempo gestire il proprio coinvolgimento emotivo e la complessità degli interventi dei servizi e
delle istituzioni preposte alla tutela dell’infanzia.
Le consulenze effettuate al personale docente della scuola, gli esiti positivi delle precedenti edizioni,
le stesse richieste provenienti dagli insegnanti inducono a ritenere opportuna una nuova azione
formativa ricolta alla scuola.
4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire.
Gli obiettivi devono descrivere chiaramente:
- quali i cambiamenti attesi,
- quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare)
- Conoscere le diverse forme di disagio infantile correlabili ad eventuali condizioni di
maltrattamento non ascrivibili a fasi del normale percorso evolutivo del bambino
- Acquisire elementi conoscitivi per rilevare tempestivamente, riconoscere e segnalare i sintomi
indicativi di una possibile condizione di maltrattamento/abuso
- Migliorare le competenze e individuare le strategie necessarie alla gestione delle emozioni
suscitate dall’impatto con il fenomeno
- Facilitare la collaborazione, la condivisione e il confronto all’interno del contesto scolastico
- Favorire la condivisione di approcci e metodologie d’intervento (linguaggio comune, comuni
percorsi operativi: come fare, quando fare, con chi fare)
- Acquisire modalità relazionali idonee nei confronti del bambino e della sua famiglia nei casi
di sospetto o conclamato abuso.
4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e
costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che
costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste
in essere)
• Definizione del progetto formativo in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale
• Realizzazione dell’evento
4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i
destinatari, concertazione, …)
• Materiale aggiornato predisposto dai docenti
• Questionario di gradimento
• Lezioni frontali
• Laboratori di gruppo
4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe
L’intervento rappresenta:
una innovazione vera e propria
un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che
cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti
finanziati mediante risorse proprie ecc.)
95
L’evento è un consolidamento di precedenti edizioni, richiesto dall’Ufficio Scolastico Regionale per
gli insegnanti nuovi assunti
4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che
permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei
partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari
dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari
dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...)
- Numero di partecipanti
- Risultati dei questionari di gradimento
4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di
materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si
intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale
informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni)
-
Scheda iscrizione evento formativo
Questionario di valutazione dell’evento formativo
Verbali incontri con U.S.R
4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione
precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di
evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto
controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si
intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti
che se ne occupano)
Vedere Punto 4.7
4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti
prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli
obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di
fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con
quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i
momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è
previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme)
Vedere Punto 4.6
96
PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI
TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA
SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA
Anno 2011
1. Generalità
1.1 Titolo dell'intervento
Seminario “Il percorso integrato per la visita del minore vittima di abuso sessuale
rivolto a medici e personale sanitario degli ospedali e del territorio, operatori dei servizi
sociosanitari"
1.1bis Durata dell'intervento
Annuale
Pluriennale
x
1.2 Responsabile tecnico dell’intervento
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui
ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti)
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento)
Interprovinciale
specificare:
Provinciale
specificare: Bologna
Az.USL
specificare:
Interzonale
specificare:
1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della
gestione amministrativa dell'intervento)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto
tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
97
2. Soggetti coinvolti e destinatari
2.1 Figure professionali coinvolte (indicare numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei
soggetti coinvolti nell'intervento)
Numero e qualifica degli operatori
Ente di appartenenza
Gruppo di Lavoro InterAziendale
Azienda USL di Bologna, Policlinico S. OrsolaMultidisciplinare per il Percorso Sanitario
Malpighi, Comune di Bologna
Integrato a Bologna, medici legali, ginecologi,
pediatri, assistenti sociali, psicologi, esperti
giuridici, infermieri
2.2 Soggetti istituzionali coinvolti
Provincia/e: (specificare) Bologna
Comune/i: (specificare) Bologna
Azienda/e U.S.L: (specificare): Ausl Bologna e Az. Ospedaliera S.Orsola Malpghi
Scuola/e: (specificare)
Prefettura
Centro di Giustizia Minorile
Tribunale: (specificare)
Questura/e: (specificare)
Organismi di volontariato: (specificare)
Cooperative sociali: (specificare)
Associazioni: (specificare)
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
2.3 Destinatari che si intendono raggiungere
(Nel prospetto indicare:
se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17 anni;
se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori;
cittadinanza; altro – specificare-)
Destinatari
Numero stimato
Personale sanitario e sociale dei servizi territoriali e
130
ospedalieri
98
3. Caratteristiche tecniche dell’intervento
3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla
determinazione)
1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18)
2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4)
3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5;
art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4)
4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4)
5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c)
6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della
legalità (LR 14/08, artt. 27-28)
7 Altro:
3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo:
Durata: annuale
Data d'inizio: maggio 2011
Data di conclusione: maggio 2011
3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle
varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le
spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse)
I riquadro
Costo complessivo dell’intervento: 4.100,00 €
Risorse regionali: 2.300,00 €
Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…): 1.800,00 €
Risorse di soggetti privati:
II riquadro
spese per personale:
spese per materiale:
spese per consulenze:
spese per prestaz. di servizi:
altre spese:
99
4. Descrizione analitica dell’intervento
4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le
necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali
elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al
contesto in cui si realizza)
- Diffondere il Percorso Sanitario Integrato presso gli operatori
- Sostenere azioni sinergiche per la visita medica e la tutela del minore vittima di abuso sessuale
4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire.
Gli obiettivi devono descrivere chiaramente:
quali i cambiamenti attesi,
quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare)
diffondere corrette prassi sinergiche d’intervento per affrontare e gestire le criticità nei casi di
sospetto abuso sessuale, nel rispetto del minore, delle sue esigenze di protezione e degli obblighi di
legge
4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e
costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che
costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste
in essere)
organizzazione del seminario, a cura del gruppo che ha sviluppato il percorso integrato
4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i
destinatari, concertazione, …)
4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe
L’intervento rappresenta:
una innovazione vera e propria
un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che
cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti
finanziati mediante risorse proprie ecc.)
L’evento rientra nell’attività di sensibilizzazione e formazione de Il Faro
4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che
permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei
partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari
dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari
dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...)
- numero dei partecipanti al seminario
- livello di gradimento emerso dai questionari di valutazione dell’evento formativo
4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di
materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si
100
intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale
informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni)
- Scheda iscrizione evento formativo
- Questionario di valutazione dell’evento formativo
4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione
precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di
evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto
controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si
intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti
che se ne occupano)
Vedere Punto 4.7
4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti
prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli
obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di
fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con
quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i
momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è
previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme)
Vedere Punto 4.6
101
PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI
TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA
SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA
Anno 2011
1. Generalità
1.1 Titolo dell'intervento
La valutazione sociale delle competenze genitoriali” seconda edizione rivolto alle
assistenti sociali dei servizi provinciali
1.1bis Durata dell'intervento
Annuale
Pluriennale
x
1.2 Responsabile tecnico dell’intervento
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui
ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti)
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento)
Interprovinciale
specificare:
Provinciale
specificare: Bologna
Az.USL
specificare:
Interzonale
specificare:
1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della
gestione amministrativa dell'intervento)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto
tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
102
2. Soggetti coinvolti e destinatari
2.1 Figure professionali coinvolte (indicare numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei
soggetti coinvolti nell'intervento)
Numero e qualifica degli operatori
Ente di appartenenza
Azienda USL di Bologna
2 psicologi
1 consulente giuridico
1 educatore professionale
2.2 Soggetti istituzionali coinvolti
Provincia/e: (specificare) Bologna
Comune/i: (specificare) Bologna e Comuni della provincia
Azienda/e U.S.L: (specificare): Ausl Bologna e Imola
Scuola/e: (specificare)
Prefettura
Centro di Giustizia Minorile
Tribunale: (specificare)
Questura/e: (specificare)
Organismi di volontariato: (specificare)
Cooperative sociali: (specificare)
Associazioni: (specificare)
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
2.3 Destinatari che si intendono raggiungere
(Nel prospetto indicare:
se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17 anni;
se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori;
cittadinanza; altro – specificare-)
Destinatari
Numero stimato
Assistenti Sociali dei Servizi Sociali per minori
40
provinciali
103
3. Caratteristiche tecniche dell’intervento
3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla
determinazione)
1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18)
2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4)
3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5;
art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4)
4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4)
5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c)
6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della
legalità (LR 14/08, artt. 27-28)
7 Altro:
3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo:
Durata: semestrale
Data d'inizio: settembre 2011
Data di conclusione: dicembre2011
3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle
varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le
spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse)
I riquadro
Costo complessivo dell’intervento: 4.550,00 €
Risorse regionali: 300,00 €
Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…): 4.250,00 €
Risorse di soggetti privati:
II riquadro
spese per personale:
spese per materiale:
spese per consulenze:
spese per prestaz. di servizi:
altre spese:
104
4. Descrizione analitica dell’intervento
4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le
necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali
elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al
contesto in cui si realizza)
Dopo la prima edizione di questo evento formativo che ha riscosso vivo interesse, il Centro
Specialistico Provinciale contro il Maltrattamento all’Infanzia “Il Faro” propone anche quest’anno un
ciclo di incontri rivolto agli Assistenti Sociali impegnati nei Servizi di Tutela dell’Infanzia nel
territorio provinciale che intendono approfondire il complesso tema della valutazione delle
competenze genitoriali nelle situazioni di pregiudizio o di rischio per il figlio/i minore/i.
4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire.
Gli obiettivi devono descrivere chiaramente:
quali i cambiamenti attesi,
quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare)
L’obiettivo è fornire gli operatori sociali di strumenti e tecniche utili nel processo di rilevamento,
valutazione e diagnosi sociale delle capacità genitoriali, sviluppare competenze nell’ambito della
valutazione del rischio evolutivo nell’ambito del maltrattamento.
4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e
costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che
costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste
in essere)
- Presentazione dell’evento al Tavolo di Coordinamento provinciale
- Definizione del programma in base ai suggerimenti emersi nella prima edizione
- Programmazione in dettaglio dell’evento
- Invio del programma ai Responsabili dei Servizi Sociali
- Realizzazione dell’evento formativo
4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i
destinatari, concertazione, …)
• il corso prevede lezioni frontali e discussioni di casi
• l’utilizzo di metodi attivi per la condivisione delle competenze e delle pratiche promosse
• discussione di casi, lavori di gruppo
• distribuzione di strumenti di valutazione evidence based
4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe
L’intervento rappresenta:
una innovazione vera e propria
un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che
cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti
finanziati mediante risorse proprie ecc.)
L’evento costituisce un consolidamento della precedente edizione
4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che
permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei
partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari
105
dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari
dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...)
- numero dei partecipanti al seminario
- livello di gradimento emerso dai questionari di valutazione dell’evento formativo
4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di
materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si
intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale
informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni)
- Questionari di gradimento- Documentazione delle presenze
- Scheda di progettazione della formazione in dotazione all’Azienda USL di Bologna
4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione
precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di
evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto
controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si
intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti
che se ne occupano)
- Coinvolgimento diretto dei destinatari per la rilevazione bisogno formativo
- Restituzione dell’esito dell’evento formativo
4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti
prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli
obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di
fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con
quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i
momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è
previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme)
E’ previsto il coinvolgimento dei destinatari nella fase preliminare di rilevazione del fabbisogno
formativo, nell’elaborazione del progetto con i responsabili dei servizi, e un questionario di
gradimento e apprendimento
106
PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI
TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA
SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA
Anno 2011
1. Generalità
1.1 Titolo dell'intervento
Centro anch'io: L’ascolto protetto del minore vittima di abuso/maltrattamento nel
percorso giudiziario, linee-guida e buone prassi
1.1bis Durata dell'intervento
Annuale
Pluriennale
x
1.2 Responsabile tecnico dell’intervento
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui
ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti)
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento)
Interprovinciale
specificare:
Provinciale
specificare: Bologna
Az.USL
specificare:
Interzonale
specificare:
1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della
gestione amministrativa dell'intervento)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto
tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
107
2. Soggetti coinvolti e destinatari
2.1 Figure professionali coinvolte (indicare numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei
soggetti coinvolti nell'intervento)
Numero e qualifica degli operatori
Ente di appartenenza
1 educatore professionale
1 psicologa
Azienda USL di Bologna
1 consulente giuridico
2.2 Soggetti istituzionali coinvolti
Provincia/e: (specificare)
Comune/i: (specificare) Bologna
Azienda/e U.S.L: (specificare):
Scuola/e: (specificare)
Prefettura
Centro di Giustizia Minorile
Tribunale: (specificare) Procura Minori, Tribunale per i Minorenni, Procura ordinaria
Questura/e: (specificare)
Organismi di volontariato: (specificare)
Cooperative sociali: (specificare) ONLUS Isola che C’è
Associazioni: (specificare)
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
2.3 Destinatari che si intendono raggiungere
(Nel prospetto indicare:
se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17 anni;
se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori;
cittadinanza; altro – specificare-)
Destinatari
Numero stimato
Minori e famiglie coinvolte nei procedimenti giudiziari 200
per abuso sessuale
108
3. Caratteristiche tecniche dell’intervento
3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla
determinazione)
1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18)
2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4)
3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5;
art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4)
4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4)
5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c)
6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della
legalità (LR 14/08, artt. 27-28)
7 Altro:
3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo:
Durata: biennale
Data d'inizio: gennaio 2011
Data di conclusione: gennaio 2012
3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle
varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le
spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse)
I riquadro
Costo complessivo dell’intervento: 22.000,00 €
Risorse regionali: 1000,00 €
Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…): 2.000,00 € professionisti il Faro
Risorse di soggetti privati: 19.000 €
II riquadro
spese per personale:
spese per materiale:
spese per consulenze:
spese per prestaz. di servizi:
altre spese:
109
4. Descrizione analitica dell’intervento
4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le
necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali
elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al
contesto in cui si realizza)
Il Centro Specialistico Provinciale contro il Maltrattamento all’Infanzia della Azienda USL di
Bologna, in stretta sinergia con la Onlus Isola che c’è con la quale l’AUSL di Bologna convenzionata,
ha evidenziato l'utilità di procedere alla realizzazione di percorsi integrati tra strutture giudiziarie,
servizi sociali, istituzioni scolastiche, associazioni di volontariato sociale. Siamo sollecitati, in questo,
dall’art. 13 della Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli di Strasburgo del 25
gennaio 1996 che raccomanda metodi risolutivi di conflitti che evitino al bambino il contatto con le
procedure e i meccanismi giudiziari. Qualora questo non sia possibile, si deve poter immaginare un
percorso che prepari il minore all’incontro con l’autorità giudiziaria inteso non solo come mezzo
istruttorio ma come momento per dare voce al minore e capirne le sue esigenze secondo quanto
indicato anche dalla convenzione stessa.
4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire.
Gli obiettivi devono descrivere chiaramente:
quali i cambiamenti attesi,
quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare)
- Miglioramento dei percorsi di prevenzione, protezione, cura del bambino maltrattato e/o abusato, in
un'ottica di rete e di collaborazione istituzionale
- Sperimentazioni di tecniche sull’ ascolto del minore in un contesto specializzato al fine di stabilire
delle linee guida sull’ascolto del minore e l’attivazione di buone prassi
- Diffusione delle buone prassi tramite materiale informativo
4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e
costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che
costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste
in essere)
Costituzione di un gruppo di esperti che elabori un percorso di accompagnamento del minore nel
procedimento giudiziario secondo le seguenti linee di indirizzo:
- Individuazione di modalità comunicative e tecniche per favorire l'ascolto dell'abuso e per
evitare l'abuso nell'ascolto, nell'ambito sociale, sanitario, scolastico, educativo e giudiziario,
rispettando sia le finalità specifiche dei diversi contesti istituzionali, sia le esigenze del
bambino.
- Individuazione degli atteggiamenti mentali e relazionali più idonei per ascoltare e sostenere il
bambino in ogni caso (quando è realmente vittima di abuso, nei casi dubbi, nei casi induttivi,
ecc), per evitare atteggiamenti di suggestione negativa (che potrebbero impedire la
comunicazione di un abuso realmente avvenuto) o di suggestione positiva (che potrebbe
sollecitare in maniera anticipata il bambino a fornire riscontri di un abuso sessuale non ancora
dimostrato o per niente avvenuto).
Realizzazione di materiale informativo di supporto alla cittadinanza ed in particolare ai bambini e alle
famiglie, alle scuole, ai servizi, alle forze dell’ordine, alla magistratura e ai mass media.
4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i
destinatari, concertazione, …)
Prima fase
• Il progetto prevede la costituzione del gruppo di lavoro composto da esperti e operatori della
Onlus Isola che c’è, de Il Faro e di altri esperti della magistratura e delle forze dell’ordine.
Seconda fase
• individuazione di buone pratiche e di una metodologia di lavoro secondo gli obiettivi del
110
progetto
Terza fase
• Predisposizione e divulgazione di materiale informativo.
• l’utilizzo di metodi attivi per la condivisione delle competenze e delle pratiche promosse
• discussione di casi, lavori di gruppo
• distribuzione di strumenti di valutazione evidence based
4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe
L’intervento rappresenta:
una innovazione vera e propria
un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che
cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti
finanziati mediante risorse proprie ecc.)
L’evento costituisce un'innovazione
4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che
permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei
partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari
dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari
dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...)
- Elaborato delle linee-guida
- Percorso sperimentale attivato e monitorato con verifiche trimestrali
- Opuscoli realizzati per la divulgazione
4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di
materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si
intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale
informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni)
- Opuscolo
- Divulgazione dell’opuscolo attraverso i partner istituzionali e presso i servizi sociali e sanitari
- Seminario di presentazione dell’opuscolo rivolto ai servizi, questura, tribunali, scuola
4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione
precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di
evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto
controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si
intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti
che se ne occupano)
Incontri trimestrali di verifica con il gruppo di esperti e verifica i itinere con i partner istituzionali
coinvolti nel progetto
4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti
prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli
obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di
fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con
quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i
111
momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è
previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme)
•
•
E’ previsto il coinvolgimento di un gruppo di minori e famiglie che hanno attraversato il
percorso giudiziario, al fine di verificare l’effettiva utilità dei contenuti dell’opuscolo
L’opuscolo sarà valutato anche dai partner istituzionali individuati
112
PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI
TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA
SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA
Anno 2011
1. Generalità
1.1 Titolo dell'intervento
Aggiornamento interno Equipe Il Faro
1.1bis Durata dell'intervento
Annuale
Pluriennale
x
1.2 Responsabile tecnico dell’intervento
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui
ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti)
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento)
Interprovinciale
specificare:
Provinciale
specificare: Bologna
Az.USL
specificare:
Interzonale
specificare:
1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della
gestione amministrativa dell'intervento)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto
tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
113
2. Soggetti coinvolti e destinatari
2.1 Figure professionali coinvolte (indicare numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei
soggetti coinvolti nell'intervento)
Numero e qualifica degli operatori
Ente di appartenenza
Equipe Il Faro:
Azienda USL di Bologna
1 consulente giuridico
2 psicologi
1 educatore professionale
1 ginecologo
1 pediatra
2.2 Soggetti istituzionali coinvolti
Provincia/e: (specificare)
Comune/i: (specificare)
Azienda/e U.S.L: (specificare): Ausl Bologna
Scuola/e: (specificare)
Prefettura
Centro di Giustizia Minorile
Tribunale: (specificare)
Questura/e: (specificare)
Organismi di volontariato: (specificare)
Cooperative sociali: (specificare)
Associazioni: (specificare)
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
2.3 Destinatari che si intendono raggiungere
(Nel prospetto indicare:
se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17 anni;
se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori;
cittadinanza; altro – specificare-)
Destinatari
Numero stimato
Equipe del Centro Il faro
6
114
3. Caratteristiche tecniche dell’intervento
3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla
determinazione)
1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18)
2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4)
3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5;
art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4)
4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4)
5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c)
6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della
legalità (LR 14/08, artt. 27-28)
7 Altro:
3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo:
Durata: annuale
Data d'inizio: gennaio 2011
Data di conclusione: dicembre 2011
3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle
varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le
spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse)
I riquadro
Costo complessivo dell’intervento: 3.500,00 €
Risorse regionali: 2.000,00 €
Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…): 1.500,00 € Ausl Bologna
Risorse di soggetti privati:
II riquadro
spese per personale:
spese per materiale:
spese per consulenze:
spese per prestaz. di servizi:
altre spese:
115
4. Descrizione analitica dell’intervento
4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le
necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali
elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al
contesto in cui si realizza)
La complessità delle azioni:
- di diagnosi e di cura (medica, psicologica, educativa)
- di consulenza giuridica
necessitano di saperi (teoria e strumenti) aggiornati, alla luce della casistica inviata a Il Faro dai
servizi sociosanitari della provincia
4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire.
Gli obiettivi devono descrivere chiaramente:
quali i cambiamenti attesi,
quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare)
- garantire buone prassi di intervento cliniche, educative e giuridiche
- mantenere elevato il livello consulenziale specialistico offerto ai servizi sociosanitari
4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e
costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che
costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste
in essere)
- individuazione e selezione degli eventi formativi congrui alla specificità dei professionisti de Il
Faro
- iscrizione a eventi formativi specialistici
- report dell’aggiornamento
4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i
destinatari, concertazione, …)
4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe
L’intervento rappresenta:
una innovazione vera e propria
un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che
cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti
finanziati mediante risorse proprie ecc.)
Consolidamento di precedenti interventi
4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che
permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei
partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari
dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari
dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...)
116
- questionari crediti Formativi
- adozione di strumenti diagnostici e di cura aggiornati
- livello di gradimento emerso dai questionari di valutazione
4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di
materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si
intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale
informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni)
aggiornamento materiale eventi formativi sul sito de Il Faro
4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione
precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di
evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto
controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si
intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti
che se ne occupano)
attestati di partecipazione agli eventi
4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti
prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli
obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di
fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con
quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i
momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è
previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme)
Vedere punto 4.6
117
PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI
TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA
SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA
Anno 2011
1. Generalità
1.1 Titolo dell'intervento
Ammodernamento impianto audio-video spazio attrezzato audizione protette e spazio
neutro
1.1bis Durata dell'intervento
Annuale
Pluriennale
x
1.2 Responsabile tecnico dell’intervento
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui
ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti)
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento)
Interprovinciale
specificare:
Provinciale
specificare: Bologna
Az.USL
specificare:
Interzonale
specificare:
1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della
gestione amministrativa dell'intervento)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto
tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
118
2. Soggetti coinvolti e destinatari
2.1 Figure professionali coinvolte (indicare
soggetti coinvolti nell'intervento)
Numero e qualifica degli operatori
Magistrati
Polizia e Carabinieri
Questura
Servizi Sociali
numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei
Ente di appartenenza
Tribunale Ordinario, Minorenni
Questura Minori
Comuni e AUSL Bologna e Imola
2.2 Soggetti istituzionali coinvolti
Provincia/e: (specificare)
Comune/i: (specificare) della provincia
Azienda/e U.S.L: (specificare): Ausl Bologna e Imola
Scuola/e: (specificare)
Prefettura
Centro di Giustizia Minorile
Tribunale: (specificare) Procura minori e Tm
Questura/e: (specificare)
Organismi di volontariato: (specificare)
Cooperative sociali: (specificare)
Associazioni: (specificare)
Altro: (specificare) forze dell'ordine
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
2.3 Destinatari che si intendono raggiungere
(Nel prospetto indicare:
se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17 anni;
se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori;
cittadinanza; altro – specificare-)
Destinatari
Numero stimato
Minori vittime di abuso coinvolti nel procedimento
70
penale
30
Minori di età prescolare allontanati dalle famiglie di
origine
119
3. Caratteristiche tecniche dell’intervento
3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla
determinazione)
1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18)
2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4)
3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5;
art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4)
4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4)
5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c)
6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della
legalità (LR 14/08, artt. 27-28)
7 Altro:
3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo:
Durata: pluriennale
Data d'inizio: dicembre 2004
Data di conclusione:
3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle
varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le
spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse)
I riquadro
Costo complessivo dell’intervento: 18.000,00 €
Risorse regionali: 3.000,00 €
Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…): 15.000,00 € professionisti Il Faro
Risorse di soggetti privati:
II riquadro
spese per personale:
spese per materiale:
spese per consulenze:
spese per prestaz. di servizi:
altre spese:
120
4. Descrizione analitica dell’intervento
4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le
necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali
elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al
contesto in cui si realizza)
In ottemperanza a quanto disposto dalla L. 269/98 che ha introdotto e disciplinato l’utilizzo di luoghi
per audizioni protette di minori e all’obiettivo fissato dalla Regione Emilia-Romagna (DELIBERA
ASS. LEG.VA N. 91 DEL 23/11/2006 E DELIBERA GIUNTA REG.LE N. 1791 DEL 11/12/2006)
che prefigura la disposizione in ogni territorio provinciale (presso sedi pubbliche e comunque
preferibilmente esterne alle strutture giudiziarie), di ambienti ed attrezzature idonei per le audizioni, il
Faro ha attrezzato e realizzato tali spazi assicurando un adeguato standard di accoglienza e la
necessaria tutela della privacy del minore, accompagnandolo nel percorso. Ora è necessario
provvedere ad un ammodernamento dell’impianto audio per assicurare la qualità delle riprese video e
dell’ascolto
4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire.
Gli obiettivi devono descrivere chiaramente:
quali i cambiamenti attesi,
quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare)
garantire al minore uno spazio idoneo per l’audizione e per lo svolgimento degli incontri protetti in
spazio neutro
4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e
costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che
costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste
in essere)
- richiesta preventivo
- realizzazione impianto
4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i
destinatari, concertazione, …)
4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe
L’intervento rappresenta:
una innovazione vera e propria
un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che
cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti
finanziati mediante risorse proprie ecc.)
Consolidamento di precedenti interventi
4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che
permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei
121
partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari
dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari
dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...)
numero di richieste per l’utilizzo dello spazio attrezzato
4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di
materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si
intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale
informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni)
relazione annuale di attività de Il Faro
4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione
precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di
evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto
controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si
intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti
che se ne occupano)
verifiche sull’utilizzo dello spazio tramite procedure concordate con i richiedenti
4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti
prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli
obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di
fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con
quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i
momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è
previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme)
Vedere punto 4.8
122
PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI
TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA
SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA
Anno 2011
1. Generalità
1.1 Titolo dell'intervento
Seminario di presentazione degli strumenti per l’anamnesi psico-sociale delle
competenze genitoriali e la relazione per l’Autorità Giudiziaria
1.1bis Durata dell'intervento
Annuale
Pluriennale
x
1.2 Responsabile tecnico dell’intervento
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui
ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti)
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento)
Interprovinciale
specificare:
Provinciale
specificare: Bologna
Az.USL
specificare:
Interzonale
specificare:
1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della
gestione amministrativa dell'intervento)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto
tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
123
2. Soggetti coinvolti e destinatari
2.1 Figure professionali coinvolte (indicare numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei
soggetti coinvolti nell'intervento)
Numero e qualifica degli operatori
Ente di appartenenza
1 Psicologa, 1 Educatore Prof.le
Azienda USL di Bologna
8 Assistenti Sociali
Comune di Bologna, ACS Insieme Casalecchio, ASP
Imola, AUSL di Bologna, Policlinico S OrsolaMalpighi
2.2 Soggetti istituzionali coinvolti
Provincia/e: (specificare)
Comune/i: (specificare) Bologna e Comuni della provincia
Azienda/e U.S.L: (specificare): Bologna e S. Orsola
Scuola/e: (specificare)
Prefettura
Centro di Giustizia Minorile
Tribunale: (specificare)
Questura/e: (specificare)
Organismi di volontariato: (specificare)
Cooperative sociali: (specificare)
Associazioni: (specificare)
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
2.3 Destinatari che si intendono raggiungere
(Nel prospetto indicare:
se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17 anni;
se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori;
cittadinanza; altro – specificare-)
Destinatari
Numero stimato
Operatori dei servizi sociali e sanitari, della giustizia
150
124
3. Caratteristiche tecniche dell’intervento
3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla
determinazione)
1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18)
2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4)
3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5;
art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4)
4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4)
5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c)
6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della
legalità (LR 14/08, artt. 27-28)
7 Altro:
3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo:
Durata: annuale
Data d'inizio: gennaio2011
Data di conclusione: dicembre 2011
3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle
varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le
spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse)
I riquadro
Costo complessivo dell’intervento: 4.650,00 €
Risorse regionali: 1.500,00 €
Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…): 3.150,00 € professionisti Il Faro
Risorse di soggetti privati:
II riquadro
spese per personale:
spese per materiale:
spese per consulenze:
spese per prestaz. di servizi:
altre spese:
125
4. Descrizione analitica dell’intervento
4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le
necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali
elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al
contesto in cui si realizza)
La prima edizione dell’evento formativo La valutazione dello stile di funzionamento genitoriale:
strumenti e metodi di intervento nel lavoro sociale ha suscitato negli operatori sociali il bisogno di
adottare e condividere strumenti aggiornati, qualificati e il più possibile scevri dalla componente
soggettiva negli interventi di valutazione delle compete genitoriali. Si è quindi costituito un gruppo di
lavoro di colleghe esperte per l’individuazione degli strumenti.
4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire.
Gli obiettivi devono descrivere chiaramente:
quali i cambiamenti attesi,
quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare)
- acquisire strumenti di diagnosi sociale sulle condizioni di rischio di minori
- confrontare i metodi di lavoro in questo ambito complesso di intervento
- diffondere “buone pratiche” operative presso i servizi
- qualificare l’intervento nell’ambito della tutela dell’infanzia
4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e
costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che
costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste
in essere)
4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i
destinatari, concertazione, …)
4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe
L’intervento rappresenta:
una innovazione vera e propria
un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che
cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti
finanziati mediante risorse proprie ecc.)
4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che
permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei
partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari
dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari
dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...)
126
4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di
materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si
intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale
informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni)
4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione
precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di
evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto
controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si
intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti
che se ne occupano)
4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti
prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli
obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di
fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con
quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i
momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è
previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme)
127
PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI
TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA
SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA
Anno 2011
1. Generalità
1.1 Titolo dell'intervento
Centro di Documentazione
1.1bis Durata dell'intervento
Annuale
Pluriennale
x
1.2 Responsabile tecnico dell’intervento
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui
ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti)
Nominativo: Mariagnese Cheli
Recapito telefonico: 051 4141611
fax: 051 4141601
e-mail: [email protected]
1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento)
Interprovinciale
specificare:
Provinciale
specificare: Bologna
Az.USL
specificare:
Interzonale
specificare:
1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della
gestione amministrativa dell'intervento)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto
tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5)
Centro Specialistico Provinciale “Il Faro”
128
2. Soggetti coinvolti e destinatari
2.1 Figure professionali coinvolte (indicare numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei
soggetti coinvolti nell'intervento)
Numero e qualifica degli operatori
Ente di appartenenza
Professionisti del faro
Ausl di Bologna
collaborazioni professionali
privato
2.2 Soggetti istituzionali coinvolti
Provincia/e: (specificare)
Comune/i: (specificare)
Azienda/e U.S.L: (specificare): Bologna
Scuola/e: (specificare)
Prefettura
Centro di Giustizia Minorile
Tribunale: (specificare)
Questura/e: (specificare)
Organismi di volontariato: (specificare)
Cooperative sociali: (specificare)
Associazioni: (specificare)
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
Altro: (specificare)
2.3 Destinatari che si intendono raggiungere
(Nel prospetto indicare:
se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17 anni;
se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori;
cittadinanza; altro – specificare-)
Destinatari
Numero stimato
Tutti gli operatori dei servizi sociosanitari (territoriali e
ospedalieri) interessati/coinvolti professionalmente sul
tema del maltrattamento dell’infanzia
Tutti gli enti (scuola, autorità giudiziaria, comunità di
accoglienza, ecc)
129
3. Caratteristiche tecniche dell’intervento
3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla
determinazione)
1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18)
2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4)
3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5;
art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4)
4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4)
5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c)
6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della
legalità (LR 14/08, artt. 27-28)
7 Altro: raccolta dati
3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo:
Durata: annuale
Data d'inizio: gennaio2011
Data di conclusione: dicembre 2011
3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle
varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le
spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse)
I riquadro
Costo complessivo dell’intervento: 104.800,00 €
Risorse regionali: 14.800,00 €
Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…): 90.000,00 € professionisti Il Faro
Risorse di soggetti privati:
II riquadro
spese per personale:
spese per materiale:
spese per consulenze:
spese per prestaz. di servizi:
altre spese:
130
4. Descrizione analitica dell’intervento
4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le
necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali
elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al
contesto in cui si realizza)
-assicurare la raccolta dei dati interni al Faro e svolgere azioni di ricerca sulle caratteristiche del
fenomeno
- diffusione delle attività e del materiale de il faro per informazione e sensibilizzazione tramite il sito
- gestire gli aspetti organizzativi dell’attività consulenziale
- gestire e organizzare lo spazio attrezzato per l’audizione protetta e gli incontri in spazio neutro
4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire.
Gli obiettivi devono descrivere chiaramente:
quali i cambiamenti attesi,
quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare)
Vedere punto 4.1
4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e
costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che
costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste
in essere)
- aggiornamento dati per relazione annuale di attività de Il Faro
- aggiornamento sito Faro
- gestione richieste consulenze al centro
- organizzazione spazio attrezzato per l’audizione protetta e gli incontri in spazio neutro
4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i
destinatari, concertazione, …)
4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe
L’intervento rappresenta:
una innovazione vera e propria
un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che
cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti
finanziati mediante risorse proprie ecc.)
L’intervento costituisce un consolidamento di precedenti progetti relativi agli aspetti gestionali
del centro
4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che
permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei
partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari
dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari
dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...)
- incremento della richiesta utilizzo spazio attrezzato
- sviluppo dati di attività de Il Faro (report annuale di attività)
- numero di accessi al sito de Il Faro
- divulgazione dati di ricerca e studio sul fenomeno in seminari, congressi, eventi formativi
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4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di
materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si
intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale
informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni)
• Report annuale di attività
• sito de Il Faro
• seminari, congressi, eventi formativi
4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione
precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di
evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto
controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si
intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti
che se ne occupano)
- riunioni settimanali con la responsabile de Il Faro per la programmazione e la verifica delle
attività
- verifica trimestrale dei dati di attività con la responsabile de Il Faro
4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti
prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli
obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di
fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con
quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i
momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è
previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme)
-
riunioni mensili con l’equipe del centro il Faro
analisi periodica dei dati di attività
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Programma Provinciale per la promozione delle politiche di tutela