Programma Provinciale per la promozione delle politiche di tutela ed accoglienza dell’infanzia e dell’adolescenza 2011 1 Piano provinciale per la promozione e lo sviluppo dell’affidamento familiare e qualificazione dell’accoglienza in comunità di bambini e ragazzi pag. 3 Piano provinciale per la qualificazione ed il sostegno dei servizi e delle iniziative e interventi nell’ambito dell’adozione nazionale ed internazionale pag. 33 Piano provinciale per la promozione e lo sviluppo delle politiche di tutela e dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza pag. 68 2 Piano Provinciale per la promozione e lo sviluppo dell’affidamento familiare e dell’accoglienza in comunità di bambini e ragazzi 2011 3 Indice: 1 Premessa pag. 5 2 Obiettivi regionali pag. 6 3 Stato di attuazione degli interventi anno 2010 pag. 4 Azioni da realizzare pag. 15 5 Tavoli di confronto e di riflessione 7 pag. 20 Coordinamento sull’affidamento familiare e sulle comunità d’accoglienza Coordinamento tecnico per l’infanzia e l’adolescenza Coordinamento nazionale servizi affido 6 Fondi pag. 25 7 Dati affido e accoglienza in comunità pag. 26 4 1. PREMESSA Obiettivo del presente Piano provinciale è quello di dar conto delle azioni e delle attività promosse e programmate dal Coordinamento provinciale accoglienza e concordate e condivise con il Coordinamento Provinciale infanzia e adolescenza. Tali azioni, in linea con con le indicazioni programmatiche della Regione Emilia Romagna e con i Piani di Zona, sono finalizzate a potenziare e qualificare gli interventi ed il sistema dell’accoglienza e a tutelare i diritti dei minori fuori famiglia. Tra le azioni prioritari individuate per il 2011: • prosecuzione del progetto Essere Genitori, gruppo di sostegno rivolto alle famiglie d’origine dei minori in affidamento familiare e in comunità di accoglienza e seminario di riflessione e pensiero rispetto al tema del recupero e del lavoro con la famiglia; • prosecuzione del lavoro di riflessioni sul tema dell'affido, con l'obiettivo di rilanciare l’affido provando a pensare anche a possibili soluzioni non standard ma che rispondano al bisogno reale dei territori; Tra le azioni storiche da proseguire: • prosecuzione iniziative di sensibilizzazione sull’accoglienza; • prosecuzione programmazione, coordinamento per la realizzazione corsi di preparazioni persone disponibili all’affidamento familiare e alla gestione di comunità familiari; • realizzazione seconda edizione corso di formazione specifica 24 h; • progettazione e avvio tirocini 50h; • tenuta elenco nuclei dichiarati attivabili per l’affido familiare; • formazione operatori equipe affido e operatori del territorio; • prosecuzione sostegno a gruppi di famiglie affidatarie; Il presente Piano riprende pertanto, sia gli obiettivi da raggiungere, richiesti dalla Determina Regionale n. 15652 del 2010, che le esperienze, le azioni e gli interventi attuati nell’ultimo anno sul tema dell’accoglienza; aggiunge inoltre le attività e le azioni programmate per l’anno in corso, gli strumenti di confronto e di riflessione e i dati relativi all’affido familiare e in comunità, raccolti ed elaborati dalla Provincia di Bologna e relativi agli affidamenti familiari nel territorio provinciale nell’anno 2010 e alle accoglienze in comunità nell’anno 2009. 5 2. OBIETTIVI REGIONALI La programmazione provinciale, anche tenendo conto degli obiettivi indicati dalla Determina Regionale n. 15652 del 2010, proseguirà nel dare continuità agli interventi programmati nell'anno 2011, nonché nel realizzare momenti di confronto e di riflessione necessari a condividere ipotesi organizzative rispetto all’attuazione di azioni e percorsi indicati dalla Direttiva regionale 846/07, volta a qualificare il sistema dell’accoglienza e a favorire la creazione di sinergie tra le diverse realtà coinvolte. Obiettivi regionali: Favorire il rilancio delle politiche in materia di affidamento familiare e la qualificazione delle risposte di accoglienza in comunità in attuazione della DGR 846/2007. Azioni: - incremento delle capacità educative e di tutela delle persone interessate all'affidamento familiare e alla gestione di comunità familiari e di comunità casafamiglia attraverso corsi specifici di preparazione e formazione permanente; - promozione di attività di formazione permanente degli operatori dei servizi pubblici e del personale educativo delle comunità; - avvio e sostegno di gruppi di mutuo aiuto sia per i nuclei affidatari che per quelli di origine, al fine di sostenerli nell'attuazione del progetto di affidamento; - monitoraggio e valutazione dell’adeguatezza qualitativa e quantitativa delle forme di accoglienza sul territorio provinciale, anche tramite l’attività del coordinamento tecnico provinciale per l’infanzia e l’adolescenza; - sperimentazione e monitoraggio di progetti innovativi; - promozione, insieme ai servizi degli ambiti distrettuali, di reti di famiglie che accolgono, in particolare, bambini da zero a sei anni, con la partecipazione dei soggetti pubblici e privati interessati; - tenuta, nell’ambito del Registro provinciale delle strutture autorizzate, di una “Sezione strutture per minori e giovani adulti”; - definizione e tenuta dell’elenco dei nuclei dichiarati attivabili per l’affidamento familiare allo scopo di favorire da parte dei servizi sociali medesimi, il migliore abbinamento possibile, nonché assicurare la banca dati utile alla programmazione delle attività formative o alle altre competenze comunali e provinciali (paragrafi 6.1 e 6.2 parte generale DGR 846/2007). 6 3. STATO DI ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI ANNO 2010 Nel 2010 il tavolo tecnico di coordinamento sull’affidamento familiare e l’accoglienza in comunità, ha dato avvio a nuove azioni volte a promuovere, valorizzare e potenziare il sistema dell'accoglienza e della tutela dei minori, ed ha proseguito nella programmazione e nella realizzazione delle azioni storiche, già previste nei Piani degli ultimi anni. Questo capitolo intende dar conto del grande impegno e del lavoro che è stato svolto dagli operatori dei servizi affido, delle Associazioni di famiglie affidatarie e dai referenti delle comunità di accoglienza per minori presenti nel territorio provinciale, dall’uscita della Direttiva accoglienza n. 846/2007 ad oggi. Lavoro condiviso, che ha permesso di programmare, dare avvio ed attuare tutte le attività previste dalla Direttiva stessa ed in particolar modo: - i Corsi di preparazione per le famiglie disponibili all’affido (dal 2008 al 2010, 15 corsi realizzati, più di 300 persone formate rispetto al tema), - il Corso delle 24h, rivolto ai nuclei interessati a gestire una comunità familiare o casa famiglia multiutenza (corso provinciale tenuto dai servizi affido e dalle associazioni di famiglie affidataria del coordinamento, 24 partecipanti), - i gruppi di sostegno per le famiglie affidatarie - le iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza. Il 2010 ha visto inoltre l'avvio di un'azione sperimentale ed innovativa, che ha puntato l'attenzione del coordinamento e degli operatori sul tema delle famiglie d'origine dei minori fuori famiglia e quindi del lavoro, del sostegno e della cura che sono necessari nei loro confronti. Con il Progetto Essere Genitori, condiviso in sede di Coordinamento e realizzato in collaborazione con il Centro Bolognese di Terapia della Famiglia, si è previsto infatti un gruppo di sostegno rivolto a genitori con figli in affido familiare o in comunità. Nel dettaglio, le azioni realizzate sono state le seguenti: a. INIZIATIVE DI SENSIBILIZZAZIONE Anche nel 2010 la Provincia di Bologna ha appoggiato e sostenuto le iniziative di sensibilizzazione per promuovere la cultura dell’accoglienza, ed in particolare l’affidamento familiare, programmate, progettate e realizzate a livello locale dai servizi, in collaborazione con le Associazioni di famiglie affidatarie. Il Tavolo Tecnico sull’affidamento familiare ha raccolto la disponibilità di 3 territori, ed ha sostenuto i progetti assegnando ai servizi interessati un contributo totale pari a 19.000 €, equivalente circa al 70% del costo complessivo dei 3 progetti. Il coordinamento ha monitorato l’avvio e la realizzazione delle seguenti iniziative: ENTI TERRITORIALI Ausl Bologna – Distretto Porretta Terme PROGETTO “Progetto di sensibilizzazione all’affido familiare” 7 Ausl Bologna – Distretto Pianura Est Accoglienza per BEN-ESSERE Asp Irides – Centro per le famiglie Per B.acco! Per Bologna accogliente b. CORSI DI PREPARAZIONE PER LE FAMIGLIE DISPONIBILI ALL’ACCOGLIENZA I corsi di preparazione che vengono realizzati dalle equipe distrettuali affido sono rivolti a singoli e alle coppie che dopo la prima informazione, manifestano l’intenzione di procedere nel percorso di affido. I corsi realizzati in questi anni hanno permesso di aumentare nei partecipanti la conoscenza relativa all’affido e la consapevolezza rispetto alle motivazioni che sono alla base della loro scelta, la costruzione di un rapporto di conoscenza e fiducia reciproca tra agli operatori dell’equipe e le persone/coppie interessate. Nel territorio provinciale la progettazione, l’organizzazione e la gestione di tali corsi spetta all’equipe distrettuale ed è considerata come un’attività costante dei servizi e come un’importante occasione di integrazione e di lavoro comune con le Associazioni di famiglie affidatarie. Nel 2010 sono stati realizzati 3 Corsi in 3 distretti differenti: DISTRETTI CORSI REALIZZATI Bologna 1 Pianura Est 1 Pianura Ovest 1 TOTALE 3 Per la realizzazione di tali azioni il costo del personale dell’equipe coinvolta è stato a carico degli enti di appartenenza. c. REALIZZAZIONE FORMAZIONE SPECIFICA 24H Nel 2010 si è realizzato, in ambito provinciale, il primo Corso di formazione specifica di 24h, rivolto ai nuclei interessati ad aprire/gestire una comunità di tipo familiare o casa famiglia. Il corso si è realizzato in 6 incontri di 4,30 h ciascuno nelle seguenti date: • 27 Gennaio 2010 • 10 Febbraio 2010 • 25 Febbraio 2010 • 10 Marzo 2010 • 24 Marzo 2010 • 07 Aprile 2010 Gli incontri si sono svolti al mattino, dalle ore 9.00 alle ore 13.30, presso le sale del Laboratorio di Documentazione e Formazione del Comune di Bologna, via Cà Selvatica 7, Bologna. Hanno collaborato, condiviso la progettazione del corso e realizzato la docenza: 8 • • • • • • • Gemma Mengoli, assistente sociale Equipe affido - Asp Circondario Imolese, per la parte socio-assistenziale; Daniela Ercoles, Papa Giovanni XXIII, referente per la parte della casa famiglia; Marieva Vivarelli e Daniele Dal Pozzo, Gli Amici di Siraluna, referenti per la parte della casa famiglia; Clara Squarcia, psicologa Equipe affido – Asc, distretto di Casalecchio di Reno per la parte psicologica e il rapporto con i servizi; Adele Tellarini, neuropsichiatria infantile – Distretto di San Lazzaro, per la parte psicologica e la supervisione in comunità; Laura Vicinelli, Alfonso Montefusco, Walter Benincasa, Ausl di Bologna e Mara Berni, Comune di Bologna, per gli aspetto relativi la Commissione per l’autorizzazione al funzionamento; Dario Vinci, Comune di Bologna, per la parte giuridica; Per la realizzazione di tale azione il costo del personale delle equipe coinvolte e degli altri professionisti, è stato a carico degli enti di appartenenza o in regime di volontariato. d. GRUPPI SOSTEGNO PER NUCLEI AFFIDATARI Nel corso del 2010 il Coordinamento accoglienza ha proseguito nel sostenere i progetti promossi dalle equipe affido dei distretti e dalle associazioni rivolti ad accompagnare le famiglie affidatarie nel loro compito. I gruppi di incontro e le azioni a sostegno dell’esperienza affidatarie, si rivelano infatti strumenti fondamentali ed efficaci in quanto consentono ai partecipanti di confrontarsi fra loro e condividere situazioni ed esperienze simili. Il tavolo ha pertanto raccolto i progetti e le iniziative promosse e, su indicazione del coordinamento, ha sostenuto 5 progetti pervenuti, assegnando ai servizi interessati un contributo complessivo pari a 25.000 €, equivalente circa al 70% del costo totale dei progetti. Il coordinamento ha monitorato l’avvio e la realizzazione delle seguenti iniziative: ENTI TERRITORIALI PROGETTO Ausl Bologna – Distretto Pianura “Gruppo di famiglie affidatarie” Est Asp Circondario imolese - I gruppi di sostegno per affidatari Affidiamoci…affidi amici Asp Irides – Centro per le famiglie Famiglie possibili 2010 Asp Seneca Gruppo di sostegno nuclei affidatari 9 e. REALIZZAZIONE PROGETTO ESSERE GENITORI Si è realizzata nel 2010 l'azione di supporto alle famiglie d'origine dei minori fuori famiglia, denominata Essere genitori, promossa dal Coordinamento e realizzato in convezione con il Centro di Terapia Familiare Bolognese. Tale progetto ha previsto nell'arco dell'anno, 10 incontri rivolti a genitori con figli in affidamento familiare e in comunità. Il gruppo di sostegno è stato condotto da facilitatori professionisti del CBTF che hanno aiutato i 3 genitori coinvolti, nello svolgimento della discussione e nella ricerca di possibili soluzioni ai problemi incontrati. L'esperienza ha evidenziato in particolar modo: - la capacità di aprirsi dei genitori e di sentirsi maggiormente consapevoli dei bisogni dei loro figli, nel momento in cui si da loro la possibilità di esprimersi e di sentirsi accettati ed ascoltati; - la loro capacità, in gruppo e con l'aiuto di un facilitatore, di vedere la propria esperienza e la relazione con i propri figli, con occhi più consapevoli; - la potenzialità del gruppo, quale strumento utile ed efficace. Per la realizzazione di tale azione la Provincia di Bologna ha stipulato una Convenzione con il CBTF. Risorse impiegate pari a 4.950 €, più costo degli operatori delle equipe coinvolte, a carico degli enti di appartenenza. f. RIFLESSIONE SUL TEMA AFFIDO PROVINCIALE INFANZIA E ADOLESCENZA SU MANDATO DEL COORDINAMENTO Nel 2010, su mandato del Coordinamento provinciale infanzia e adolescenza, il Tavolo accoglienza ha dato avvio ad una riflessione sul tema dell'affido, in quanto si è evidenziato che la nostra provincia, rispetto alle altre, ha il tasso di affidi più basso ed il tasso di accoglienza in comunità più alto. Tra gli obiettivi che il gruppo di lavoro si è dato: 1. individuare le difficoltà e le criticità che portano l'operatore alla scelta dell'inserimento in comunità, piuttosto che all'affido; 2. ritrovare la motivazione iniziale che porta l'affido ad essere la prima scelta dell'operatore; 3. individuare risorse e risposte di affido che possano rispondere al bisogno reale. Per poter lavorare sulla motivazione dell'operatore, il giorno 13 dicembre 2010 abbiamo dato avvio ad un percorso di scambio/confronto, che va visto il nostro primo incontro con il comune di Reggio Emilia. Per la realizzazione di tale azione, il costo del personale delle equipe coinvolte è stato a carico degli enti di appartenenza. Spese sostenute per il viaggio a reggio Emilia, pari ad € 212,80. g. ELABORAZIONE MODULISTICA AFFIDO 10 Sempre in seguito all’avvio delle procedure previste dalla Direttiva Regionale in materia di accoglienza, e su mandato del Coordinamento provinciale infanzia e adolescenza di proseguire nel lavoro di valorizzazione, sostegno e potenziamento dell’affidamento familiare, il Coordinamento accoglienza, nel suo compito di favorire il confronto ed il dialogo tra tutti i soggetti coinvolti e promuovere azioni e procedure omogenee nei diversi distretti, ha condiviso, omogeneizzato e rielaborato a livello provinciale, la documentazione da utilizzare nelle diverse fasi del percorso affido. Tale modulistica è stata recepita formalmente ed il suo utilizzo è ora operativo in tutti i distretti del territorio. Non sono state impiegate risorse per la realizzazione di questa azione, se non quelle relative al costo del personale in servizio, che ha realizzato tale attività all’interno del proprio monte ore. h. INIZIATIVA RIVOLTA A OPERATORI DEI SERVIZI AFFIDO, ASSOCIAZIONI DI FAMIGLIE AFFIDATARIE, REFERENTI COMUNITA' DI ACCOGLIENZA PER MINORI 11 La Provincia di Bologna è stata partner della Regione Emilia Romagna nella progettazione e realizzazione del convegno "I volti dell'affidamento familiare e del sostegno alla genitorialità in Emilia Romagna", che si è inserito all'interno delle iniziative promosse dal Progetto Nazionale "Un percorso nell'affido", realizzato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dal Coordinamento nazionale servizi affido. L'evento, che si è tenuto il 26 maggio 2010, è stato un occasione per condividere, con i diversi protagonisti interessati alla tematica, alcune riflessioni e conoscenze circa lo stato dell'arte dell'affido familiare in Emilia Romagna. L'intento è stato quello di volgere lo sguardo al tema più ampio del sostegno alla genitorialità, alle sperimentazioni e buone prassi in corso, agli interventi di promozione di una comunità accogliente e solidale. Il costo dell'iniziativa è stato interamente sostenuto con finanziamento da parte del Comune di Genova, all'interno del Progetto Nazionale "Un percorso nell'affido". i. PROGETTO SOVRAZONALE DEL PIANO DI ZONA PER LA SALUTE E IL BENESSERE SOCIALE, ATTUATIVO 2009: INTERVENTO DI IN/FORMAZIONE E DI PREVENZIONE DELL'ABUSO DI SOSTANZE. Progetto promosso dal Servizio Politiche Sociali e Sanità della Provincia di Bologna e dall'Istituzione Gian Franco Minguzzi e rivolto agli educatori che operano nelle comunità socio-educative del territorio provinciale ed ai giovani ospiti di tali strutture Tale progetto nasce dalla richiesta del Coordinamento tecnico provinciale accoglienza, di offrire agli educatori delle strutture che accolgono minori, un percorso di formazione sui temi dell’uso e abuso di sostanze psicoattive, con particolare attenzione al consumo giovanile. Si è affiancata a questa offerta, un’esperienza che ha coinvolto direttamente i giovani che vivono nelle comunità in un percorso di tipo ludico-artistico, centrato per quanto 12 possibile sulle stesse tematiche, che da un lato ha consentito loro di mettersi in gioco e di esprimere se stessi ed il proprio rapporto – anche di dipendenza - con gli altri, dall’altro di rielaborare questa esperienza su un piano più cognitivo e razionale consentendo loro di raggiungere una maggiormente consapevolezza di sé e delle proprie risorse e fragilità. Si è offerto inoltre agli educatori delle comunità, momenti di riflessione e di elaborazione teorica che hanno permesso loro di arricchire competenze e conoscenze sugli stili di vita giovanili e sul fenomeno e le tematiche delle dipendenze, in modo da supportare meglio i ragazzi nel loro percorso. Si è individuato il teatro sociale come linguaggio idoneo a lavorare con i giovani, per partire da una contiguità di linguaggio piuttosto che da una distanza e per consentire ai giovani di mettersi in gioco liberamente. Azioni realizzate nel 2009: • L' evento spettacolare di apertura, XTC2 – L’estasi del racconto, realizzato il 27 novembre 2009 presso il Teatro Testoni, che ha visto la partecipazione di ragazzi e ragazze accolti nelle strutture di accoglienza per minori e dei loro educatori, e che ha offerto suggestioni sui temi del consumo di sostanze e sui rischi connessi all'abuso; Azioni realizzate nel 2010: • Il progetto “La sostanza della vita” percorso artistico teatrale e multimediale rivolto ai giovani delle comunità educative, ha preso avvio con l'incontro di presentazione il 19 gennaio 2010 dalle ore 10 alle ore 13, presso il TPO in via Casarini, 17/5 a Bologna, ed è continuato con incontri di laboratorio a cura delle compagnie teatrali, Teatro Nucleo e Gruppo Elettrogeno; • Il Corso formativo/informativo rivolto agli educatori dei servizi e delle comunità socio-educative del territorio, si è svolto nei mesi di aprile/maggio 2010 ed ha affrontato le tematiche della dipendenza, della prevenzione dell'uso/abuso di sostanze ed i nuovi stili di vita giovanili, anche tenendo conto dei contenuti che sono emersi nei laboratori teatrali. •a conclusione delle esperienze di formazione e di laboratorio, sono state promosse e realizzate azioni condivise che hanno permesso ai protagonisti del progetto di riflettere rispetto agli obiettivi raggiunti. In particolare sono stati realizzati momenti di focus group tra educatori e ragazzi, sulla base di una traccia di discussione utile a rielaborare su un piano più cognitivo l'insieme delle emozioni e delle suggestioni che l'esperienza artistica ha messo in gioco. • il 16 dicembre 2010 si è realizzato l'ultimo step del progetto: il Seminario Raccontare storie per rileggere le idee. In sostanza...il follow up . Durante il seminario è stata inaugurata la mostra " Sussurri e grida " allestita da Gruppo Elettrogeno con immagini e filmati dal laboratorio "La sostanza della vita". Il follow-up ha previsto il racconto delle esperienze da parte dei protagonisti del progetto ed un momento di confronto nel quale sono stati coinvolti, oltre agli esperti, anche chi, tra i destinatari, non ha potuto o voluto partecipare alle attività proposte dal progetto. Tra i partecipanti è intervenuto il Dott. Angelo Fioritti, Direttore del Dipartimento Salute Mentale dell'Ausl di Bologna. Per la realizzazione del progetto sovrazonale sono state impiegate risorse dei piani di zona, pari ad € 39.000. 13 l. ELENCO BANCA DATI NUCLEI ATTIVABILI PER L’AFFIDAMENTO FAMILIARE In linea con la Direttiva e con gli obiettivi indicati dalla regione, il Coordinamento nel 2010 ha predisposto una scheda, suddivisa per distretti, nella quale inserire i nominativi dei nuclei dichiarati attivabili per l’affidamento familiare e alcune informazioni utili rispetto agli stessi. Sono stati raccolti tutti i nominativi dai distretti, tale elenco potrà essere utilizzato ai fini della programmazione delle attività. Non sono state impiegate risorse per la realizzazione di questa azione, se non quelle relative al costo del personale in servizio, che ha realizzato tale attività all’interno del proprio monte ore. m. FORMAZIONE INSEGNANTI NEOASSUNTI SUI TEMI AFFIDO, ADOZIONE E SCUOLA In accordo con l’ufficio scolastico Regionale IX Ambito nella primavera del 2010 è stato realizzato l’incontro formativo su adozione e scuola rivolto in particolare ai neo assunti delle scuole del territorio di ogni ordine e grado. All’incontro, denominato Storie Evidenti e Storie Nascoste, bambini in adozione ed in affido, hanno partecipato 25 insegnanti neo assunti di ogni ordine e grado. Non sono state impiegate risorse per la realizzazione di questa azione, se non quelle relative al costo del personale in servizio, che ha realizzato tale attività all’interno del proprio monte ore. n. REGISTRO PROVINCIALE DELLE STRUTTURE AUTORIZZATE Il Servizio ha proseguito nella cura della sezione “Strutture per minori e giovani adulti” all’interno del Registro provinciale delle strutture autorizzate. Non sono state impiegate risorse per la realizzazione di questa azione, se non quelle relative al costo del personale in servizio, che ha realizzato tale attività all’interno del proprio monte ore. o. AGGIORNAMENTO LINEE MINIME OMOGENEE PER LE EQUIPE DISTRETTUALI AFFIDO Nel 2010 il tavolo proseguito nella condivisione delle modalità minime omogenee rispetto all’affidamento familiare, ed in particolare rispetto al funzionamento ed ai compiti delle equipe distrettuali affido. Pertanto, l'aggiornamento delle Linee Guida: LINEE GUIDA AFFIDO Modalità omogenee minime AFFIDO FAMILIARE, EQUIPE, CORSI E ISTRUTTORIA 14 Ogni équipe è formata almeno da: - 1 psicologo - 1 assistente sociale - 1 educatore nei servizi in cui è presente Ogni servizio organizza attività di sensibilizzazione in materia di affido rivolte alla CURA DELLA SENSIBILIZZAZIONE cittadinanza, più o meno formalizzate, nelle forme più diverse e utili per il territorio (organizzazione di incontri di approfondimento, valorizzazione della rete delle parrocchie, attivazione di portali web informativi, ecc.). Le attività di sensibilizzazione sono sempre portate al Coordinamento provinciale accoglienza INCONTRI INIZIALI Ogni servizio attua almeno un colloquio filtro sull’affido, sulle fasi del percorso, e conoscitivo delle motivazioni del nucleo disponibile. PRE-CORSO Il corso di preparazione si sviluppa attraverso incontri che trattano tutti gli CORSI DI argomenti in materia di affido previsti in direttiva. PREPARAZIONE Ogni territorio ha l’obbligo di attivare almeno 1 corso l’anno, con la possibilità di accogliere persone provenienti da altri territori. Il corso accoglie un massimo di 20 partecipanti, ha una durata di almeno 14 ore complessive, con la garanzia che tutti i contenuti siano trattati. Al corso partecipano i referenti delle associazioni di famiglie affidatarie del territorio, portando la loro testimonianza. La programmazione deve essere comunicata alla Provincia. Al termine del corso viene rilasciato l’attestato di partecipazione e somministrato un questionario di gradimento da inviare compilato in copia alla Provincia. L’indagine conoscitiva è almeno di: INDAGINE - 3 incontri CONOSCITIVA - 1 visita domiciliare - 1 incontro di restituzione finale. Il servizio redige una relazione del percorso compiuto dal nucleo disponibile all’affido, che potrà essere fornita in sintesi a seguito di una richiesta esplicita. Ogni servizio comunica l’elenco dei nuclei considerati attivabili per l’affidamento ELENCO NUCLEI familiare. DISPONIBILI Nel caso in cui un nucleo già conosciuto rivolga la propria disponibilità ad un altro ALL’AFFIDO servizio, è opportuno che gli operatori coinvolti si confrontino in merito. COMPOSIZIONE EQUIPE AFFIDO Non sono state impiegate risorse per la realizzazione di questa azione, se non quelle relative al costo del personale in servizio, che ha realizzato tale attività all’interno del proprio monte ore, e ai referenti delle associazioni che hanno collaborato in regime di volontariato. 4. AZIONI DA REALIZZARE Le azioni prioritarie del 2011, condivise dal Tavolo di coordinamento, sono le seguenti: • • prosecuzione del progetto Essere Genitori, gruppo di sostegno rivolto alle famiglie d’origine dei minori in affidamento familiare e in comunità di accoglienza e seminario di riflessione e pensiero rispetto al tema del recupero e del lavoro con le famiglie; prosecuzione del lavoro di valorizzazione dell'affido familiare, anche con l'obiettivo di rilanciare l’affido provando a pensare anche a possibili soluzioni non standard ma che rispondano al bisogno reale dei territori; Tra le azioni storiche da proseguire: 15 1. prosecuzione iniziative di sensibilizzazione sull’accoglienza; 2. prosecuzione programmazione, coordinamento per la realizzazione corsi di preparazioni persone disponibili all’affidamento familiare e alla gestione di comunità familiari; 3. corso di formazione specifica 24 h; 4. progettazione e avvio tirocini 50h; 5. tenuta elenco nuclei dichiarati attivabili per l’affido familiare; 6. formazione operatori equipe affido e operatori del territorio; 7. prosecuzione sostegno a gruppi di famiglie affidatarie; 8. formazioni insegnanti neoassunti sui temi affido e adozione Prosecuzione progetto Essere Genitori Nel 2011 si proseguirà l'attività del progetto Essere Genitori, in collaborazione e convenzione con il Centro Bolognese di Terapia della famiglia. Il nuovo progetto prevede, oltre al gruppo dei genitori (con nuovi genitori, non con quelli dello scorso anno), il coinvolgimento degli operatori di riferimento in due esperienze distinte ma fortemente collegate. Il presupposto da cui si intende partire è che per rafforzare la crescita di questi genitori e la loro fiducia nello sperimentare un modo diverso di cercare di essere genitori, possa essere estremamente utile, oltre al supporto del gruppo, anche l'essere visti in modo nuovo da parte degli operatori. Questi ultimi verranno pertanto coinvolti in un'esperienza di formazione-ricerca-azione. Tra le finalità genereali che intende perseguire la nuova edizione del progetto: • sperimentare metodologie che permettano di aumentare le posibilità di sbloccare situazioni di prolungata permenza del minore/figlio, fuori famiglia; • svolgere un intervento di sistema che coinvolga sia i genitori che i loro operatori di riferimento, al fine di incrementare la capacità dei genitori ed operatori di cooperare per il superamento delle difficoltà familiari e per il ripristino di una sufficiente competenza genitoriale; • verificare la possibilità di individuare ed applicare strumenti che evidenzino e rendano valutabili i cambiamenti delle competenze educative dei genitori nel corso dell'esperienza. Nel 2011 verrà inoltre realizzato a livello regionale un Seminario sul tema, nel quale contestualizzare i progetti e le azioni messe in atto in alcune realtà regionali (Provincia di Bologna, Parma e Comune di Modena) e che si porrà l'obiettivo di stimolare il pensiero rispetto alle azioni e al lavoro che può essere svolto con le famiglie d'origine, cercando di fornire e di trovare nuovi strumenti che possano essere utili agli operatori dei servizi e delle comunità di accoglienza per minori. Prosecuzione progetto di valorizzazione e sostegno dell’affido familiare in convenzione tar Provincia di Bologna e Asp Seneca Tale progetto prioritario, prevedeve di proseguire per il 2011 nella realizzazione di azioni di promozione e di formazione da attivare nei vari territori, sulla base anche di divulgazione e diffusione di buone pratiche già sperimentate sul territorio provinciale. Si è ritenuto di continuare l'esperienza per renderla ancora più incisiva e per affrontare il principale punto di debolezza riscontrato e cioè la disomogeneità territoriale delle iniziative. 16 Accanto a ciò si è individuata l'esigenza di garantire forme di sostegno agli affidatari e di approfondire l'analisi sul gradimento dei corsi di preparazione all'affidamento che vengono condotti, sulla scorta degli obiettivi previsti nel Piano e condivisi dal Coordinamento provinciale Accoglienza. In particolare il progetto prevede le seguenti attività: • iniziative di sensibilizzazione, volte a promuovere la cultura dell’accoglienza e delle solidarietà nella cittadinanza e nelle persone interessate, attraverso: il raccordo ed il coordinamento di tali iniziative all’interno del Coordinamento provinciale sull’affidamento familiare e l’accoglienza in comunità; il monitoraggio e la documentazione delle esperienze condotte e l’elaborazione di un documento contenete tutte le attività progettate all’interno dei territori; • corsi di preparazione, rivolti ai nuclei familiari che dopo la prima informazione hanno manifestato l’intenzione di procedere nel percorso di affido, attraverso: la programmazione dei corsi attivati a livello distrettuale; il coordinamento dei nuclei disponibili all’accoglienza che non hanno trovato collocazione nei corsi del proprio distretto, ed il loro inserimento nei corsi attivati da altri distretti; la raccolta dei questionari di gradimento. Prosecuzione riflessione sul tema affido su mandato del Coordinamento provinciale infanzia e adolescenza Per il 2011 si prevede come azione prioritaria, la prosecuzione del lavoro di riflessione sul tema dell'affido, con l'obiettivo di rilanciare l’affido provando anche a pensare anche a possibili soluzioni non standard ma che rispondano al bisogno reale dei territori. 4.1 Prosecuzione iniziative di sensibilizzazione sull’accoglienza A fronte di un quadro complessivo, che vede ogni anno un costante aumento delle prese in carico di minori ed un numero sempre maggiore di nuclei in difficoltà, diventa prioritario proseguire nella cura e nella promozione dell’affidamento familiare, anche attraverso la realizzazione di attività di sensibilizzazione che permettano la diffusione della cultura dell’accoglienza nei confronti della cittadinanza e delle persone interessate. L’equipe affido ha la possibilità ed il compito di promuovere tali iniziative organizzando, anche in collaborazione con le Associazioni di famiglie affidatarie presenti sul territorio, azioni ed attività di sensibilizzazione nelle forme che più sente e ritiene utili ed efficaci per la propria realtà locale. Al fine di continuare a favorire la diffusione della cultura dell’accoglienza, della solidarietà e della tutela dei minori, il coordinamento ritiene indispensabile e necessario proseguire nella promozione e nella realizzazione di iniziative di sensibilizzazione a livello locale, che si concretizzino sia attraverso momenti di riflessione, approfondimento e scambio tra soggetti pubblici e privati, sia mediante campagne informative, che attraverso spettacoli teatrale e cineforum rivolti alla cittadinanza e alle famiglie interessate. 4.2 Prosecuzione programmazione, coordinamento e monitoraggio corsi di preparazione per le persone disponibili all’affidamento familiare e alla conduzione di comunità familiari e comunità casa famiglia 17 Anche riguardo ai corsi di preparazione, il Coordinamento ha condiviso, per il 2011, la necessità di dare continuità alla programmazione, al coordinamento e al monitoraggio. Pertanto le equipe affido distrettuali, in collaborazione con le Associazioni di famiglie affidatarie, proseguiranno nella progettazione e realizzazione di tali incontri, dandone informazione al coordinamento e dando la massima collaborazione per quanto riguarda la disponibilità ad accogliere le famiglie fuori territorio nei propri corsi (nel caso in cui alcuni territori non riescano a dare avvio ai corsi). 4.3 Formazione specifica 24h Il Coordinamento valuterà per il 2011 la possibilità di attivare la seconda edizione del corso delle 24h, tenendo conto del numero delle richieste di nuclei interessati ad aprire/gestire una comunità di tipo familiare o casa famiglia. In caso di richieste esigue da parte delle equipe, si valuterà la possibilità di mettere in attesa i nuclei richiedenti o inviarli alle altre Province disponibili che avviano il corso. 4.4 Riflessione e avvio tirocini 50 h Nel 2011 verrà condiviso e definito un modello applicabile a verrà dato avvio ai tirocini. 4.5 Formazione operatori servizi, comunità e associazioni di famiglie Anche per il 2011 il coordinamento ha condiviso la necessità di proseguire nella realizzazione di iniziative formative rivolte sia agli operatori dei servizi affido, sia alle comunità di accoglienza che alle associazioni di famiglie affidatarie. Per quanto riguarda gli operatori delle equipe affido verrà realizzata una formazione in 4 giornate all'interno del quale condividere modalità di lavoro da attuare nelle varie fasi del percorso affido. 4.6 Prosecuzione sostegno e monitoraggio gruppi per nuclei affidatari Le azioni attivato lo scorso anno rappresentano un’esperienza ricca e qualificata nel processo di accoglienza familiare e costituiscono un contesto privilegiato e necessario per accompagnare le persone e le famiglie lungo la complessa esperienza dell’affido familiare intrapreso. Il gruppo in particolare offre alle famiglie la possibilità di acquisire maggiori conoscenze e strumenti per contenere ed elaborare le dinamiche affettive ed emotive attivate all’interno dei propri contesti familiari. La presenza e la competenza dei rappresentanti delle associazioni nel percorso proposto costituisce un indispensabile contributo alla lettura delle esperienze e al sostegno reciproco. Pertanto, il coordinamento anche quest’anno sosterrà i progetti dei territori che intendono attivare gruppi di sostegno per i nuclei affidatari o azioni specifiche a sostegno dell’esperienza affidataria. 4.7 Elenco banca dati nuclei dichiarati attivabili per l’affidamento familiare 18 Nel 2011 si proseguirà nell'aggiornamento e cura della banca dati provinciale. 4.8 Formazione insegnanti neoassunti sui temi affido, adozione e scuola Per il 2011 è previsto un percorso di formazione obbligatorio rivolto a tutti gli insegnanti neo assunti nell’anno scolastico 20010/2011: 200 insegnanti appartenenti a scuole di ogni ordine e grado. E' prevista inoltre la realizzazione della pagina web affido, adozione e scuola, all'interno del sito del servizio www.provincia.bologna.it/tutelaminori. 4.9 Torneo di calcetto LGS Junior Team - seconda edizione Anche per il 2011 si è presentata al tavolo di coordinamento, ed in particolare alle comunità di accoglienza, la possibilità di far partecipare i ragazzi accolti nelle strutture, alla seconda edizione del Torneo di calcetto organizzato dall’Associazione No profit "LGS JUNIOR TEAM". La prima edizione del progetto, realizzata in 3 giornate nel luglio del 2010, è nata con l'idea di organizzare per i ragazzi delle comunità, attività ludico-sportive allo scopo di avvicinarli al mondo dello sport ed ai suoi valori. Il torneo si è rivelata un'esperienza positiva ed ha visto impegnati 40 ragazzi, tra i 10 ed i 18 anni, ospiti di 4 strutture presenti nel territorio provinciale. Per questa seconda edizione, al coordinamento si sono raccolte la disponibilità di 7 comunità, per un totale di circa 60 minori coinvolti. Il periodo di realizzazione del torneo è previsto per giugno 2011. 4.10 Registro provinciale delle strutture autorizzate La Provincia continuerà ad aggiornare la sezione “Strutture per minori e giovani adulti” all’interno del Registro provinciale delle strutture autorizzate. 4.11 Realizzazione e stampa materiale affido e accoglienza Il coordinamento proseguirà nella stampa e pubblicazione di atti riguardanti le iniziative svolte. 4.12 Prosecuzione raccolta, divulgazione e analisi delle iniziative riguardanti le tematiche dell’accoglienza Il coordinamento proseguirà nella raccolta e nella divulgazione di iniziative riguardanti le tematiche legate all’accoglienza e all’affidamento famigliare anche attraverso il sito provinciale, alla pag www.provincia.bologna.it/tutelaminori 4.13 Raccolta dati La Provincia di Bologna, effettua dal 1995 la raccolta dei dati sui minori inseriti in affido. I dati raccolti, forniti dalle equipe centralizzate affido dei territori e dal servizio della Rete di accoglienza dei piccolissimi, consentono di effettuare una programmazione 19 più mirata rispetto alle attività, nonché di osservare e monitorare nel tempo la tendenza degli inserimenti dei minori in famiglia ed in comunità. Proseguiamo pertanto anche quest’anno nella raccolta e nell’analisi dei dati che va ad integrarsi con i dati forniti dal SISA Minori che viene fatta dagli operatori delle équipe a gennaio e riferita al 31/12 dell’anno appena concluso in modo da poter disporre di una fotografia del fenomeno in tempo reale per un utile programmazione delle attività (esempio: n° gruppi da attivare….). Da alcuni mesi la Provincia di Bologna ha intrapreso un percorso di rivisitazione di tutto il sistema di raccolta dati area minori. Il nuovo sistema informativo, denominato GARSIA, è già stato sperimentato su tutto il territorio provinciale nell'area anziani ed è in corso di implementazione per l'area disabili1. In questo momento è in corso l'analisi relativa all'area minori. Il sistema GARSIA si basa sull'inserimento dei dati in una cartella dell'utente al momento della presa in carico. Un volta che il sistema Garsia sarà a regime, terminerà il sistema di rilevazione provinciale di dati sull'affido. 5. TAVOLI DI CONFRONTO E DI RIFLESSIONE Coordinamento sull’affidamento familiare e sulle comunità d’accoglienza Per diversi anni il Tavolo di coordinamento sull’affidamento familiare, composto da operatori dei Servizi e rappresentanti di Associazioni di famiglie affidatarie ed il Tavolo delle comunità di accoglienza, composto dai referenti gestori e titolari delle comunità per minori presenti nel nostro territorio, hanno svolto la propria attività in maniera continuativa e stabile, valorizzando ognuno i propri strumenti. Da oltre tre anni però, la Provincia ha ritenuto necessario promuovere la nascita di un unico coordinamento volto a qualificare il sistema dell’accoglienza complessivamente inteso, e a creare un confronto più ampio tra tutti i soggetti, pubblici e privati, che si adoperano per potenziare gli interventi di tutela volti ad assicurare un adeguato sviluppo dei minori che si trovano in situazione di difficoltà. 1 Per l'area disabili sarà utilizzato per tutto il territorio provinciale ad esclusione di Imola. 20 Nonostante l’unione di questi due tavoli, riteniamo che sia comunque indispensabile continuare anche ad incontrarsi in sottogruppi di lavoro al fine di realizzare incontri specifici sull’affido e sull’accoglienza e valorizzare le peculiarità di queste tipologie di intervento. Il coordinamento in generale si incontra circa ogni 2/3 mesi e la partecipazione è abbastanza costante anche perché si sente l’esigenza di un confronto e di uno scambio di opinioni da parte di tutti i soggetti. Obiettivi del coordinamento sono in particolare: Il confronto tra tutti i soggetti pubblici e privati; L’individuazione di strategie di intervento e buone prassi; L’elaborazione del Piano provinciale sull’affido familiare ed in comunità; Il monitoraggio dell’esperienza attraverso la valutazione, la raccolta e l’analisi dei dati Composizione del Tavolo di coordinamento sull’affidamento familiare ed in comunità EQUIPE AFFIDO SEDE TEL FAX Via Orfeo 40/2 40124 Bologna 0516563311 0516563300 Zona Porretta Terme Via Mazzini 90 40046 Porretta Terme 053422004 053420927 Zona S. Lazzaro di Savena Via Repubblica 11 40068 S.Lazzaro di Savena 0516224263 0516224327 Zona Pianura Est Via Asia 61 S.Pietro in Casale 0516662634 0516662637 Asp Seneca Via IV novembre 10 40017 S.Giovanni in Persiceto 051827956 0516813026 Asp del Circondario Imolese V.le d’Agostino 2/a 40026 Imola 0542606733 0542606709 0542606718 0542606762 AscInseime Casalecchio di Reno Via Cimarosa 5/2 40033 Casalecchio di Reno 051596757 051596760 051596921 C/o Centro per le Famiglie Bologna Az. Usl Bologna NOMINATIVO ASSOCIAZIONE RIFERIMENTI MAIL Associazione Dolce Acqua [email protected] Famiglia Aperta [email protected] Famiglie per l’accoglienza [email protected] Gli Amici di Siraluna [email protected] 21 Maranà-Tha [email protected] Opera Padre Marella [email protected] Papa Giovanni XXIII [email protected] La Tenda di Abraham [email protected] AiBi [email protected] Associazione Emiliani [email protected] COMUNITA’ TELEFONO E-MAIL Maranà-tha 051/893498 [email protected] Opera S. Maria di Nazareth 051/589066 [email protected] Il Piccolo Principe 051/766134 [email protected] Albero di Cirene 051/305108 [email protected] Centro Accoglienza La Rupe 051/841206 [email protected] Istituto Buon Pastore 051/302673 [email protected] Coop. Sociale Società Dolce 051/3399466 [email protected] 22 Casa Famiglia Dolce Acqua 0516630807 [email protected] Csapsa 051/230449 [email protected] Comunità Santa Caterina 0542/22253 [email protected] Gli Amici di Siraluna 051/66861772 [email protected] Ceis 059/453111 [email protected] La Tenda di Abraham 051/6940927 [email protected] Asp Irides 051/203761 [email protected] Papa Giovanni XXIII 051/6515608 [email protected] Associazione Nuovo Grillo 051/580985 [email protected] Fraternità Opera Padre Marella 051/6255070 [email protected] Sol.co Imola [email protected] 0542/26624 Coordinamento Tecnico provinciale per l’infanzia e l’adolescenza Oltre al mantenimento dell’attività dei singoli Coordinamenti tecnici, come indicato nelle linee di indirizzo dei Piani di Zona 2005-2007, prosegue il lavoro del Coordinamento Tecnico per l’infanzia e l’adolescenza (ex Commissione Tutela Minori), strumento che unifica le competenze dei diversi tavoli ed intrecciare le riflessioni sui singoli temi che trasversalmente riguardano le azioni di tutela. Obiettivi prioritari del Coordinamento sono: individuazione di linee strategiche condivise sul sostegno alla famiglia e al bambini in difficoltà analisi delle problematiche emergenti e individuazione di possibili azioni da attivare collegamento con la programmazione dei Piani Di Zona 23 valutazione e proposte sull’organizzazione dei servizi e sull’integrazione sociosanitaria individuazione di elementi minimi omogenei sul territorio provinciale, in particolare in relazione alla attuazione delle linee regionali collegamento con l’attività dei coordinamenti tecnici Componenti: assessore provinciale o suo delegato responsabili dei servizi sociali di Comuni, AUSL, Consorzio che gestiscono le funzioni sui minori referenti dei comuni, individuati dai comitati di distretto dei sindaci un rappresentante delle AUSL provinciali un rappresentante del Tribunale per i Minorenni un rappresentante della scuola un componente per ogni gruppo di coordinamento Affido, adozione, comunità, e del Coordinamento pedagogico provinciale il responsabile del centro multispecialistico contro l’abuso e il maltrattamento “Il faro” Coordinamento nazionale servizi affido La Provincia di Bologna prosegue nella partecipazione agli incontri con il CNSA riportando gli stimoli raccolti anche al coordinamento. La Provincia è socio fondatore del Coordinamento Nazionale Servizi Affido, nato nel 1996 da un accordo tra le Amministrazioni pubbliche di quasi tutte le regioni con lo scopo di creare una sede permanente di confronto e dibattito sui temi inerenti l’affidamento familiare e sulle problematiche familiari e minorili connesse, di elaborare corsi metodologici, di proporsi come referente tecnico per gli organi delle Amministrazioni locali e centrali. Qualche anno fa, all’interno del coordinamento è nata l’esigenza di un confronto specifico con le realtà del Privato Sociale, che ha portato gli operatori a cercare un dialogo/confronto con i rappresentanti delle diverse Associazioni (Anfaa, Cnca, Famiglie per l’Accoglienza, Papa Giovanni Xxiii…) e a costituire un Tavolo di lavoro che si incontra due volte all’anno. In questi anni il CNSA ha prodotto sei documenti: “L’affido sine die”, “La promozione dell’affido familiare”, “Affido bambini 0-3 anni”, “Affido adolescenti”e “Affido minori stranieri”, “Nuove forme d’accoglienza”, che prende in considerazione le forme di accoglienza alternative (Famiglie professionali, interventi di sostegno alle famiglie coinvolte in affidi particolarmente difficili, affidi di mamma e bambino…) rispetto a quelle dell’affidamento familiare o dell’ accoglienza in comunità, e la rivisitazione/ aggiornamento del primo documento realizzato dal Coordinamento, “Linee guida per l’affidamento familiare”. 24 6. FONDI Con Determina Regionale n. 15652 del 2010 la Regione Emilia Romagna assegna alla Provincia di Bologna, per le attività che le competono e che rientrano all’interno del Programma Provinciale in materia di tutela e accoglienza dell’infanzia e dell’adolescenza, la cifra di 71.491,76 €. Per le azioni che rientrano all’interno del Piano sull’affidamento familiare ed in comunità, anno 2011, la Provincia ha assegnata la cifra pari ad € 22.595,88 25 La tavola sottostante mette in evidenza l’andamento dell’affido familiare che, dopo la crescita dei primi anni (dal 1995 al 2005), dal 2005 al 2010 appare tendenzialmente stabile. ANDAMENTO AFFIDO DAL 1995 AL 2010 350 300 250 200 150 100 50 0 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 Oltre ai dati assoluti è interessante portare in evidenza i nuovi casi attivati nell’anno. Nella tavola e nel grafico che seguono sono stati messi in evidenza il numero degli affidi attivati e di quelli terminati. Fig 8: AFFIDI ATTIVATI E AFFIDI TERM INATI anno 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 totale affidi 99 120 141 153 146 168 181 227 260 276 273 292 254 260 281 attivati nell'anno 29 43 38 33 35 45 46 67 85 101 81 88 58 73 53 % 29,29 35,83 26,95 21,57 23,97 27,27 25 29,51 32,7 36,6 29,67 30,1 22,8 38,4 18,9 27 terminati nell'anno 22 17 22 42 26 39 35 35 76 83 65 68 61 37 50 % 22,22 14,17 15,6 27,45 17,81 23,03 19,33 15,41 29,2 30 23,8 23,28 24 14,2 17,8 L’ACCOGLIENZA IN COMUNITA’ NEL TERRITORIO PROVINCIALE: ANNO 2009 La seguente tabella mostra il numero dei minori accolti e dimessi nel 2009 dalle comunità di accoglienza. L’accoglienza in struttura nel 2009 presenta una caratteristica di stabilità, si assiste infatti ad un buon equilibrio tra il numero dei minori accolti e il numero dei dimessi. Si sottolinea come nelle comunità di pronta accoglienza si registri nell’anno un cambio di utenti molto forte. Minori accolti ed usciti nelle comunità d'accoglienza nel corso del 2009 In carico all'1.1.2009 Accolti nell'anno Uscti nell'anno COMUNITA' DI PRONTA ACCOGLIENZA 19 285 283 21 COMUNITA' DI TIPO FAMILIARE 23 11 9 25 154 124 126 152 12 33 21 24 55 COMUNITA' EDUCATIVA APPARTAMENTO ACCOGLIENZA TEMPORANEA DONNE-MADRI CASA FAMIGLIA In carico al 31.12.2009 56 29 30 COMUNITA' MADRE-BAMBINO 121 52 80 93 TOTALE 385 534 549 370 Fonte: Sistema Informativo Politiche Sociali (SIPS) Le 838 accoglienze terminate sono state motivate nel seguente modo: Motivo termine accoglienza in comunità – 31/12/2009 Destinazione COMUNITA' DI COMUNITA'F COMUNITA' PRONTA AMILIARE EDUCATIVA ACCOGLIENZA APPARTAMENTO ACCOGLIENZA TEMPORANEA DONNE-MADRI adottati da un nucleo familiare allontanamento spontaneo/fuga destinazione ignota CASA FAMIGLIA 2 104 2 18 0 in affidamento extrafamiliare 2 15 4 COMUNITA' MADRE BAMBINO v.% 5 7 1,6% 1 123 27,7% 8 2 Totale 27 6,1% 7 13 2,9% 1,4% in affidamento intrafamiliare 1 1 4 6 resi autonomi 0 0 10 10 2,3% 0 20 5 7 22 83 18,7% rientrati nella famiglia di origine rimpatriati 29 2 0,5% trasferiti in altre strutture 124 2 3 29 1 5 11 173 39,0% TOTALE 261 4 74 21 24 60 444 100,0% Fonte: Sistema Informativo Politiche Sociali (SIPS) Escludendo i minori stranieri non accompagnati che necessitano di una risposta urgente e temporanea di ospitalità, il principale motivo che mette termine all’accoglienza in comunità è il rientro del minore nella propria famiglia, seguito dal trasferimento del minore in altra struttura. Motivazioni del tutto in linea con quelle dell'affido. 28 adottati da un nucleo fam iliare 4% des tinazione ignota 14% tras feriti in altre s trutture 25% in affidam ento extrafam iliare 7% in affidam ento intrafam iliare 3% res i autonom i 5% rim patriati 1% rientrati nella fam iglia di origine 42% Mettendo a confronto l’andamento del minori accolti in struttura con quello dei minori in affido familiare, si nota di fatto un certo equilibrio tra le due tipologie di accoglienza. I minori in comunità. Serie storica 1999/2009 450 400 365 390 385 2006 2007 370 350 300 250 236 222 207 200 194 205 2002 2003 150 100 50 0 1999 2000 2004 2005 2009 Il grafico mette in evidenza la percentuale dei minori presenti in strutture residenziali (comunità familiare, socio educativa e pronta accoglienza), in case famiglia, in comunità mamma/bambino ed in affido, al 31/12. 33% 0 100 9% 19% 200 300 minori in aff ido minori in m/b minori in casa famiglia minori in struttura residenziale 38% 400 500 29 600 700 L’età dei bambini e dei ragazzi in affido 3 e accolti in comunità4 Il maggior numero dei minori accolti fuori famiglia è compreso tra i 15 e 17 anni (34,7%) e nelle strutture residenziali dove questa fascia d’età raggiunge il 76,2% del complesso dei minori accolti. I bambini nei primissimi anni d’età (0-2) sono prioritariamente accolti nelle comunità mamma-bambino. In affido familiare si trovano rappresentate tutte le fasce d’età, con percentuali che vanno dal 27,9% per le classi 6-10 anni, al 5,9%% per la classe 0-2. Minori in affido eterofamiliare (anno 2010) e presenti in comunità di accoglienza al 31-12-2009, per classi di età. 11-14 anni 15-17 anni v.a. v. % v.a. v. % v.a. v. % v.a. v. % v.a. v. % 16 5,9 40 14,9 80 29,7 59 21,9 74 1 0,5 1 0,5 8 4,0 37 18,7 in Comunità Madri-Bambino 37 31,6 40 34,2 26 22,2 8 in Casa Famiglia 9 16,4 9 16,4 17 30,9 63 9,9 90 14,1 131 18,5 Tipo di accoglienza in Affido eterofamiliare in Strutture residenziali * TOTALE 0-2 anni 3-5 anni 6-10 anni Totale di cui Stranieri 27,5 269 82 151 76,2 198 6,8 6 5,8 117 13 23,6 7 12,7 55 117 21,4 238 34,7 639 160 140 120 in Affido eterofamiliare in Strutture residenziali * 100 80 60 in Comunità MadriBambino in Casa Famiglia 40 20 0 0-2 anni 3 3-5 anni 6-10 anni 11-14 anni 15-17 anni Per alcuni minori manca la data di nascita e quindi è stato impossibile ricavarne l’età 4 I dati relativi alle strutture residenziali e alle case famiglie sono al 2006 e sono relativi a comunità di tipo educativo, familiare e di pronta accoglienza (fonte SIPS) 30 Piano Provinciale Adozione 2011 Qualificazione e sostegno dei servizi, delle iniziative e degli interventi nell’ambito dell’adozione nazionale ed internazionale 33 Indice 1. Stato d’attuazione degli interventi anno 2010 pag. 36 2. Obiettivi 2011 pag. 40 3. Modelli organizzativi e forme di collaborazione inter-istituzionale pag. 41 3.1 Equipe centralizzate pag. 41 4. Monitoraggio delle lista d’attesa nelle diverse fasi dell’adozione pag. 45 5. Prima informazione pag. 47 6. Corsi di formazione delle coppie adottive pag. 48 7. Aspetti sanitari pag. 49 8. Formazione degli operatori pag. 50 9. Pubblicazione atti seminari e materiali sul tema adozione pag. 50 10. Acquisto di materiale per équipe adozione pag. 50 11. Realizzazione di un evento rivolto alla cittadinanza pag. 50 12. Monitoraggio, promozione e potenziamento degli interventi post-adottivi pag. 51 13. Il sistema informativo pag. 52 14. Forme programmate di Coordinamento degli attori pag. 52 15. Composizione del tavolo provinciale di coordinamento adozione pag. 54 16. Promozione del sostegno a distanza – sussidiarietà dell’adozione intern. pag. 55 17. Attività di valutazione, indicatori e soggetti coinvolti pag. 56 18. Piano finanziario pag. 57 pag. 58 Allegati: A - I dati adozione 2009 34 Responsabile della compilazione della scheda: Nominativo : Ilaria Folli Recapito telefonico: 051/6598997 fax: 051/6598120 e-mail: ilaria.folli@provincia .bologna.it Ente/i responsabili del programma: Provincia di Bologna – Servizio politiche sociali e per la salute. 35 1.Stato di attuazione degli interventi anno 2010 Questo paragrafo da conto in sintesi dello stato d’attuazione degli interventi programmati e realizzati nel 2010 e delle relative risorse impiegate per realizzarli. a. Il Coordinamento Il coordinamento adozione è composto dagli operatori delle équipe adozione e degli enti autorizzati convenzionati con la Provincia di Bologna, gli incontri del 2010 sono stati 6, nelle seguenti date: 11 febbraio, 24 marzo, 8 aprile, 23 settembre, 27 ottobre, 9 dicembre 2010. Utilizzo risorse: personale interno Provincia per gestione dell'attività di coordinamento. b. La nuova convenzione con gli enti autorizzati Il 28 settembre 2010 con l’approvazione da parte della Giunta Provinciale della nuova convenzione triennale (Delibera di Giunta n. 413) Convezione per l’attività relativa alla preparazione e formazione delle coppie aspiranti all’adozione internazionale e la sperimentazione di attività legate al post adozione si è concluso l’iter intrapreso qualche mese prima attraverso il quale sono stati contattati tutti gli enti autorizzati per le adozioni internazionali autorizzati dalla Commissione per le Adozioni Internazionali ad operare in Emilia Romagna e ne è stata verificata la disponibilità a collaborare con la Provincia di Bologna. A seguito della sottoscrizione della nuova convenzione la Provincia di Bologna collaborerà quindi nei prossimi tre anni con i seguenti 12 enti autorizzati: AiBi, AIAU, ANPAS, AMO, ASA, AVSI, CIFA, Crescere Insieme, Fondazione Nidoli, Istituto la Casa, Nadia, Nova. c. I Corsi Nel 2010 sono stati realizzati sul territorio provinciale 23 corsi, si registra un calo dei corsi realizzati anche a seguito di una flessione delle richieste. totale corsi 2010 realizzati 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 n° corsi totale provinciale 30 33 27 27 30 23 27 23 220 n° coppie partecipanti totale provinciale 194 230 188 178 201 153 154 136 1434 I Corsi del 2010 sono stati realizzati con i seguenti Enti Autorizzati: AIAU, AIBI, ANPAS, AVSI,Crescere Insieme, Istituto la Casa, Nadia, Nova. Costi sostenuti: attualmente il rimborso che viene erogato da parte della Provincia di Bologna, tramite apposita convenzione, è di 650,00 euro per la compartecipazione degli Enti autorizzati ad ogni corso di informazione e formazione (sono comprensivi delle fasi di progettazione e verifica di ogni corso). 36 Corsi informativi formativi per coppie con figli naturali Il Coordinamento provinciale adozione ha condiviso la necessità di realizzare corsi di informazione e formazione specifici per genitori che hanno già figli naturali e che intendono intraprendere il percorso adottivo. L’équipe di Bologna ha già sperimentato con successo un percorso analogo nel 2009. Nel 2010 sono stati realizzati gruppi sperimentali a valenza provinciale presso le équipe di Bologna e Casalecchio (primi mesi del 2011). Si ritiene utile ai fini organizzativi/gestionali raccogliere la disponibilità a rotazione delle diverse équipe adozione del territorio provinciale per la conduzione di gruppi da realizzare, in base alle effettive richieste, anche nel 2011. Utilizzo delle risorse complessive per i corsi nel 2010: Corsi realizzati nel 2010: 23 x 650,00 € = 14.950,00 € per compartecipazione enti autorizzati + spese personale équipe adozione (a carico Enti Locali/ASP/AUSL- personale in servizio che ha realizzato tali azioni all’interno del proprio monte ore). d. La formazione 1) A marzo 2010 è partito il percorso formativo regionale dedicato al post adozione Orizzonti di post-adozione (5 gli appuntamenti), gli operatori delle équipe adozione del nostro territorio hanno ampliamente partecipato a tale percorso formativo. In seguito alle considerazioni già riportate nel piano 2010 di non caricare in maniera eccessiva gli operatori delle équipe in percorsi formativi nel 2010 il Coordinamento provinciale adozione ha realizzato un unico seminario di approfondimento sul tema delle Adozioni di bambini con bisogni particolari – Special Needs7: In giro per il mondo Adozioni di bambini con bisogni particolari – Special Needs. Il seminario si è tenuto a Bologna il 21 ottobre del 2010. E’ stata una prima occasione di approfondimento e confronto tra operatori delle équipe adozione, operatori degli enti autorizzati per le adozioni internazionali, neuropsichiatri, pediatri, giudici del Tribunale per i Minorenni su un tema che presenta diverse sfaccettature e necessità di essere affrontato da più punti di vista. Al seminario hanno partecipato molteplici professionalità appartenenti a diverse istituzioni, 77 le persone che si sono registrate al desk d’ingresso, nello specifico: personale degli enti autorizzati per le adozioni internazionali, delle équipe adozione, insegnanti, pediatri, neuropsichiatri, giudici del Tribunale per i Minorenni, famiglie e rappresentanti di associazioni familiari, funzionari di enti locali. Utilizzo delle risorse: Seminario In giro per il mondo Adozioni di bambini con bisogni particolari – Special Needs spese complessive per organizzazione evento: € 2.023,29. 7 Vengono considerati Special Needs bambini con alcune caratteristiche particolari: età maggiore di 7 anni, appartenenza ad una fratria estesa, con difetti fisici o patologie congenite, problemi comportamentali. 37 2) E’ stato realizzato un documento di sintesi del percorso di supervisione dal dot. Francesco Vadilonga e dalla dott.ssa Maria Maddalena Dalcerri, conduttori del percorso concluso nel 2009. 3) Adozione e scuola 3.1 In accordo con l’ufficio scolastico Regionale IX Ambito nella primavera del 2010 è stato realizzato l’incontro formativo su adozione e scuola rivolto in particolare ai neo assunti delle scuole del territorio di ogni ordine e grado. All’incontro, denominato Storie Evidenti e Storie Nascoste, bambini in adozione ed in affido, hanno partecipato 25 insegnanti neo assunti di ogni ordine e grado. Utilizzo delle risorse: personale delle équipe adozione ed affido in orario di servizio. 3.2 All’interno del ciclo di iniziative Il piacere di fare e diffondere cultura: l’appuntamento con il libro, promosse dall’ Istituzione Minguzzi, in collaborazione con il Coordinamento Provinciale adozione, è stato presentato dal dott. Francesco Vadilonga con il contributo della dott.ssa Cecilia Edelstein il testo Curare l’Adozione, Modellio di sostegno e presa in carico della crisi adottiva, presso la biblioteca dell’Istituzione Minguzzi ( 8 giugno 2010). 38 Prosecuzione progetto Piccola biblioteca adozione, sono stati acquistati nel 2010 27 libri di aggiornamento per le équipe adozione. Utilizzo delle risorse: 562,00 € per acquisto libri. e. Il post adozione Il coordinamento provinciale adozione ha promosso l’attivazione di gruppi di post adozione presso le équipe adozione con una co-conduzione da parte degli operatori delle équipe e degli enti autorizzati, nel 2010 è stato realizzato con questo modello un corso per famiglie nel secondo anno di post adozione presso l’équipe adozione Pianura est: - Equipe adozione Pianura est: gli operatori dell’equipe centralizzata adozione hanno condotto un gruppo di post adozione con famiglie al secondo anno di post insieme all’Ente AVSI. In contemporanea al gruppo dei genitori è stato affiancato un gruppo gioco con i bambini. Utilizzo delle risorse: 2.000 € per la compartecipazione dell’ente autorizzato sostenute da parte della Provincia, più spese del personale dell’équipe adozione. Presso le équipe adozione della provincia di Bologna sono attivi altri gruppi di post adozione: presso il Centro per le Famiglie di Bologna è attivo un gruppo co-condotto da un operatore dell’équipe ed un operatore dell’ente autorizzato Nova su un progetto specifico di post adozione. Presso l’Azienda Usl - Zola Predosa sono attivi tre gruppi condotti dalla psicologa dell’équipe adozioni di Casalecchio. f. Sostegno a distanza Seminario Pubblico Linee guida per il sostegno a distanza di minori e giovani – 20 maggio 2010 – Sala Borsa – Auditorium Biagi. Il seminario è stata l’occasione per presentare pubblicamente le Nuove linee guida sul sostegno a distanza di minori e giovani emanate dall’Agenzia per le Onlus, il seminario è stato organizzato da Provincia di Bologna, Comune di Bologna e Provincia di Parma in collaborazione con l’Agenzia per le Onlus. Utilizzo delle risorse: personale interno, spese di stampa: 9,87 €. 39 2. Obiettivi 2011 Il Piano provinciale adozione 2011 riprende le azioni indicate dalla Regione Emilia Romagna nella determina di ripartizione delle risorse del fondo sociale regionale n. Determinazione n. 15652 del 31/12/2010 Programma Provinciale in materia di tutela ed accoglienza dell’infanzia e dell’adolescenza, Anno 2010, che indica tra le azioni – per la qualificazione e sostegno dei servizi e delle iniziative e interventi nell’ambito dell’adozione nazionale ed internazionale: - - - - - promuovere e monitorare l’applicazione degli standard quali-quantitativi dei servizi dedicati all’adozione previsti dalle linee di indirizzo regionali in materia di adozione nazionale e internazionale, della procedura regionale sull’accertamento della salute dei coniugi aspiranti all’adozione, del protocollo regionale per la tutela della salute psicofisica dei bambini adottati; realizzare, con il concorso degli enti locali competenti e in collaborazione con gli enti autorizzati, corsi di preparazione dell’adozione per tutti i coniugi interessati ad intraprendere il percorso adottivo, prima che questi accedano alle indagini psico-sociali; promuovere interventi finalizzati ad accompagnare adeguatamente le famiglie adottive dopo l’inserimento dei bambini (post adozione), attraverso l’integrazione dei servizi socio sanitari con quelli educativi scolastici e sanitari; promuovere la realizzazione di gruppi di sostegno per genitori adottivi; sostenere il lavoro degli operatori facenti parte delle équipe adozione e gli operatori territoriali interessati, favorendo il loro aggiornamento professionale a livello provinciale o inter-provincial anche attivando momenti di incontro sull’accoglienza dei bambini adottati ed inseriti a scuola aperti anche agli insegnanti; sperimentare nuove forme di sostegno alla genitorialità adottiva anche nella fase cosiddetta dell’attesa, anche in collaborazione con gli enti autorizzati e le associazioni di famiglie adottive. Le azioni individuate nello specifico nel presente Piano Adozione 2011 sono state elaborate dal Coordinamento Provinciale Adozione, condivise dal Tavolo di Coordinamento Provinciale per L’infanzia e l’adolescenza e incluse nei Piani di Zona delle sette zone del territorio della provincia di Bologna. programmazione e prosecuzione dei corsi di preparazione per le coppie interessate all’adozione c. prosecuzione anche per il 2011 dei nuovi corsi a valenza provinciale per famiglie con figli naturali interessate all’adozione, programmati 2 corsi; d. attivazione percorso di supervisione per operatori delle équipe adozione e degli enti autorizzati convenzionati con la Provincia di Bologna. e. formazione adozione – scuola: attivazione sotto gruppo di lavoro per valutazione modalità di prosecuzione attività di sensibilizzazione/formazione dirigenti scolastici/insegnanti, coinvolgimento pedagogisti. f. prosecuzione in accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale Ambito IX, formazione neo assunti sui temi dell’adozione e dell’affido. g. pubblicazione atti formazione e materiali di ricerca; h. acquisto materiale per équipe adozione (testi e materiale multimediale); i. Potenziamento interventi post adottivi (sostegno gruppi condotti dalle équipe adozione in collaborazione con gli enti autorizzati per le adozioni internazionali) 40 e messa in rete attraverso il sito provincia.bologna.it/tutela minori di tutte le opportunità per le famiglie; j. organizzazione di un evento rivolto alla cittadinanza sui temi dell’adozionetutela dei diritti dell’infanzia. k. promozione di azioni di prevenzione abbandono minori: sensibilizzazione su opportunità e progetti del sostegno a distanza, prosecuzione attività legate alla rete Elsad l. prosecuzione attività legate al coordinamento; raccolta dati e monitoraggio liste d’attesa; 3. Modelli organizzativi e forme di collaborazione inter-istituzionale Soggetti coinvolti: Provincia di Bologna – Servizio politiche sociali e per la Salute, équipe centralizzate adozione (Comuni, Azienda USL, Asp Circondario Imolese, Asp Seneca, Asp Irides, AscInsieme). Il Programma viene approvato con delibera di Giunta Provinciale, dopo essere stato elaborato dal Coordinamento Provinciale Adozione e condiviso con il Coordinamento Tecnico per l’infanzia e l’adolescenza della Provincia di Bologna negli incontri del ------ 3.1. Equipe centralizzate Vengono riconfermate le 7 équipe centralizzate adozione individuate precedentemente. Le équipe sono articolate nelle 7 zone del territorio provinciale: équipe di Bologna,équipe di Casalecchio, équipe di Porretta, équipe di San Lazzaro, équipe Pianura est, équipe Pianura Ovest, équipe di Imola. Lo schema seguente riepiloga l’attività svolta all’interno delle équipe adozione e il personale con monte ore settimanale dedicato all’adozione, sono indicati in blu i dati 2010 e in verde le previsioni per il 2011. 41 équipe 2010 componenti prima corsi di indagin post équipe informazione informazione e e adozion figure formazione psicoe professionali sociale I anno con un monte ore dedicato Bologna 5 psicologi per un totale di 83 ore, 5 assistenti sociali + 1 operatore sociale per un totale di 80 ore. 5 psicologi per un totale di 78 previsione ore. 4 assistenti 2011 sociali per un totale di 70 ore settimanali x (3 assistenti sociali) x (3 assistenti sociali e 2 psicologi) x (5 psicolog ie4 assisten ti sociali) x (4 psicologi, 4 assistenti sociali) x (3 assistenti sociali) x (3 assistenti sociali e 2 psicologi) x (5 psicolog ie3 assisten ti sociali) x (4 psicologi e5 assistenti sociali) gruppi di post sede e telefono di riferimento Centro delle famiglie x Via Orfeo 40/2 (3 gruppi 40124 Bologna tenuti da: Tel 051/6563311 tre Fax psicologi, 051/6563300 1ass.socia le e 1 ente autoriz. x (2 gruppi tenuti da un'assiste nte sociale, 1 ente autorizzat o e uno psicologo Casalecchio 1 psicologa 24 h 2010 1 assistente sociale 1 psicologo 1 assistente sociale 1 assistente sociale 1 psicologo 1 assistente sociale 1 assistente sociale 12 h 1 psicologa 28 h previsione + 1assistente sociale a 12 ore 2011 1 psicolog 1 psico i 1 1 assistente assisten soc. ti soc Via Cimarosa, 1 5/2 psicologo 40033 Casalecchio di Reno Tel 051/596689596693 2 psico 1 2 psicologa assisten 1 ti assistente sociali sociale 1 Via Cimarosa psicologa 5/2 40033 Casalecchio di Reno tel 051/596689596693 Porretta n. 1 Assistente Sociale con 9 ore dedicate e 2009 1 Psicologo con 7 ore dedicate équipe di n. 1 Assistente Porretta Sociale con 9 previsione ore dedicate e 2010 1 Psicologo con 7 ore dedicate x inviati a Casalecchio x x 42 x x - x x --- Via Mazzini, 90 40126 Porretta Bo Tel 0534/20925 – 20902 équipe componenti prima équipe informazione figure professionali con un monte ore dedicato corsi di indagine post gruppi sede e informazione psico- adozione di post telefono di e formazione sociale I anno riferimento San Lazzaro 2010 3 assistenti sociali ( 5 ore ciascuna) 3 psicologi (12 ore in 3) 3 assistenti sociali ( 5 ore ciascuna) previsione 3 psicologi 2011 (12 ore in 3) x x x x - x x x x - Via della Repubblica, 11 40068 San Lazzaro di Savena Bo Tel 051/6224286 Pianura Est 2010 1 A.s. a 36 ore 1 Psi a 30 ore 1 Psi dal 15/06/10 a 16 ore 1 E.P. a 2 ore 1 A.s a 36 ore 1 Psi a 15 ore previsione 1 Psi a 16 ore 2011 1 E.P. a 8 ore Via San Donato, 74 x Granarolo (1 dell’Emilia Bo gruppo) tel 051/762825 x x x x x x x x x (1 gruppo) Pianura Ovest 1 A.S (18 ore) 1Psicologo 2010 (20 ore) 1 Educatore ( 6 ore nel postadozione) 1 A.S (18 ore) previsione 1Psicologo 2011 (20 ore) 1 Educatore (6 ore nel postadozione) X X X X --- X X X X X 43 Via IV novembre, 10 40117 San Giovanni in Persiceto Bo tel 051/827956 équipe componenti équipe figure professionali con un monte ore dedicato prima informazione corsi di informazione e formazione indagine post gruppi psico- adozione di post sociale I anno sede e telefono di riferimento Imola 2010 1 assistente sociale: 12 h settimanali totali 1 psicologo 10 h settimanali 1 assistente previsioni sociale: 12 h settimanali 2011 1 psicologa: 10 h settimanali 2 colloqui mensili équipe équipe adozione adozione 2 ore mensili per prima adozione e 1 ora mensile per équipe adozione équipe seconda adozione adozione assistente sociale comprese nelle 12 ore totali 44 assistente sociale del territorio assistente sociale del territorio ---- ---- Viale d’Agostino, 2/a 40026 Imola Bo tel 0542/606711 4. Monitoraggio delle liste d’attesa nelle diverse fasi dell’adozione Lo schema riporta i tempi d'attesa, sia per accedere al corso che alla successiva indagine psicosociale, aggiornati alla data del primo dicembre 2010. Per il 2010 si segnala una netta diminuzione del numero di coppie in lista d'attesa per accedere ai corsi di informazione e formazione (al 31/12/2010 risultano essere 35 su tutto il territorio provinciale ). Le coppie in lista d’attesa per l’indagine psicosociale (sempre al 31/12/2010) sono 116 (dato in calo rispetto al 2009). tempi d'attesa al 1/12/2010 presentando dom di corso di informazione il 1/12/2010, quando presumibilmente la coppia potrà iniziarlo? presentando domanda per indagine psicosociale il 1/12/2010 quando la coppia sarà presumibilmente chiamata per iniziare i colloqui dell'indagine psicosociale? BOLOGNA 2 mesi aprile 2011 CASALECCHIO 2 mesi giugno/luglio 2011 luglio 2011 gennaio 2012 SAN LAZZARO aprile-maggio 2011 febbraio-marzo 2011 PIANURA EST marzo-aprile 2011 Entro 12 mesi PIANURA OVEST giugno 2011 settembre 2011 IMOLA maggio 2011 giugno/luglio 2011 PORRETTA Coppie in lista d'attesa per i corsi 150 100 108 100 75 99 63 50 49 35 0 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 45 Coppie in attesa di indagine psicosociale al 31/12 200 150 162 138 100 116 126 77 50 0 140 126 anno 2004 anno 2005 anno 2006 anno 2007 anno 2008 anno 2009 anno 2010 Dallo schema seguente è possibile vedere nel dettaglio che la maggior parte delle coppie sono in attesa per procedere con l’indagine psicosociale rivolta sia all’adozione nazionale che internazionale (108 coppie), quelle in attesa di indagine per la sola adozione nazionale sono 6, di tutte queste quelle in attesa per seconda adozione sono 7. Coppie in attesa di indagine psicosociale per adozione nazionale/internazionale al 31/12/2010 TOTALE PROVINCIALE solo nazionale solo internazionale entrambe di cui seconde adozioni 6 2 108 7 46 5. Prima informazione Viene confermata la scelta di mantenere l’accesso per la prima informazione all’interno del lavoro dell’équipe adozione previo appuntamento. Si prevede di proseguire nella distribuzione dell’opuscolo realizzato dal Coordinamento Provinciale Adozione “Adottiamoci – un percorso per futuri genitori”. Sul territorio della provincia di Bologna nel 2010 sono avvenuti 206 colloqui di prima informazione. Accessi prima informazione 400 300 200 283 295 304 206 264 193 100 239 0 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 Territorio Bologna Casalecchio Porretta San Lazzaro Pianura Est Pianura Ovest Imola sede di accesso prima informazione (su appuntamento) Centro delle Famiglie Via Orfeo 40/2 40124 Bologna Tel 051/6563311 Fax 051/6563300 Via Cimarosa, 5/2 40033 Casalecchio di Reno Tel 051/596689 - 596693 Via Mazzini, 90 40046 Porretta Tel 0534/20925 - 20902 Via della Repubblica, 11 40068 San Lazzaro di Savena Tel 051/6224286 Via San Donato, 74 40057 Granarolo dell’Emilia Bo tel 051/762825 Via IV Novembre, 10 40017 San Giovanni in Persiceto Tel 051/827956 Asp Circondario Imolese Viale d’Agostino, 2/A 40026 Imola Tel 0542/606711 47 6. Corsi di informazione/formazione delle coppie interessate all’adozione I corsi di informazione e formazione per le coppie interessate all’adozione sono ormai nel territorio una realtà consolidata. Negli ultimi otto anni sono stati realizzati presso le équipe centralizzate adozione della provincia di Bologna 220 corsi, vi hanno partecipato 1.434 coppie, con una media di 6/7 coppie per corso. Per il 2011 si conferma la prosecuzione dei corsi, sono 23 quelli programmati secondo le modalità organizzative già individuate nei precedenti piani, con la compartecipazione degli Enti Autorizzati convenzionati con la Provincia di Bologna. n° coppie che hanno partecipato ai corsi 300 200 194 230 188 178 201 153 154 100 0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 totale corsi 2010 realizzati 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 n° corsi totale provinciale 30 33 27 27 30 23 27 23 220 n° coppie partecipanti totale provinciale 194 230 188 178 201 153 154 136 1434 Per quanto riguarda la programmazione 2011 si prevedono i seguenti corsi: Equipe Adozione corsi programmati 2011 Bologna Casalecchio (più coppie di porretta) San Lazzaro Pianura Est Pianura Ovest Imola tot. provinciale 9 4 2 4 2 2 23 48 Corsi informativi formativi per coppie con figli naturali Il Coordinamento provinciale adozione dopo la sperimentazione iniziata nel 2010 intende proseguire la realizzazione di tali corsi anche nel 2011. Sono già stati programmati due corsi a valenza provinciale che saranno realizzati dall’équipe di Casalecchio e dall’équipe della Pianura Est, verrà verificata l’eventuale necessità di realizzare un ulteriore corso anche nell’autunno 2011. La raccolta dei nominativi delle coppie da inserire in questa tipologia di corsi verranno di volta in volta girate all’équipe adozione candidata a realizzarlo, tenendo quindi un unico elenco provinciale. Ipotesi di corsi informativi e formativi per coppie alla seconda adozione Il coordinamento provinciale adozione sta valutando l’ipotesi di organizzare a livello provinciale nel 2011 la sperimentazione di gruppi di informazione e formazione per le famiglie adottive che intendono intraprendere l’iter per una seconda adozione. 7. Aspetti sanitari • Monitoraggio sull’applicazione della nuova procedura regionale sull’accertamento della salute Per l’Azienda USL di Bologna dal 1° gennaio 2008 è attivo un punto di accesso unico (Via Gramsci 12 - Bologna) per tutta l’azienda con accesso gestito da CUP. Analoga è la situazione per l’Azienda Usl di Imola: la coppie vengono invitate a procedere con gli accertamenti sanitari nel periodo del corso di informazione e formazione, prendono tutti gli appuntamenti presso il CUP e da quel momento in poi sono seguiti in modo da proseguire con diversi passaggi (colloqui, visite, analisi). Anche per il 2011, il coordinamento adozione continuerà a svolgere azioni di monitoraggio. • aspetti della salute del bambino Si proseguirà anche nella verifica della corretta applicazione del Protocollo regionale per la tutela della salute psico-fisica dei bambini adottati che, per ora non ha evidenziato particolari problematiche. Il seminario sulle Adozioni di bambini con bisogni particolari è stato un’occasione per riflettere sui dati raccolti dalla Clinica Gozzadini dell’Università di Bologna. Si conferma a livello regionale anche per l’anno in corso l’esenzione del ticket sanitario per i minori adottati8 relativamente alle prestazioni specialistiche ambulatoriali presso le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate ubicate in Emilia Romagna per i minori (0-17 anni) che al momento della fruizione risultino adottati o affidati, in particolare: - accolti a scopo adottivo da coniugi residenti nella regione Emilia Romagna a seguito di procedure di adozione nazionale e internazionale, per la durata di 24 mesi dall’ingresso del minore in famiglia. 8 L’esenzione è contenuta all’interno delle misure a contrasto della crisi economica della Regione Emilia Romagna che con D.G.R. n. 1036/2009, n. 2250/2009 e n. 2052/2010, ha valutato la necessità di sostenere le famiglie e le fasce più deboli nell’attuale situazione economica. 49 8. Formazione degli operatori Il Coordinamento Provinciale adozione ha valutato la necessità di attivare nuovamente un percorso di supervisione. La supervisione verrà attivata entro il 2011. E’ stata espressa la volontà dal coordinamento provinciale adozione di attivare un percorso di supervisione con la dott.ssa Cecilia Edelstein del Centro Shinui, con la quale nel 2006 era stato fatto un percorso di approfondimento sul tema dell’identà mista nei bambini ed adolescenti adottati. E’ stata inoltre valutata l’opportunità di proseguire nel percorso di aggiornamento e confronto del personale delle équipe adozione organizzando in collaborazione con l’Ente Autorizzato Nova un seminario di scambio con i referenti dei paesi esteri di tale ente che saranno in Italia nel mese di settembre 2011. Si ritiene comunque che in caso di nuove e specifiche esigenze formative e/o necessità di approfondimento di alcune tematiche particolari si potrà, su richiesta del coordinamento, darvi seguito, subordinatamente alla disponibilità di fondi destinati alla formazione. 9. Pubblicazione atti e seminari e materiali sul tema adozione Si intende prosegue l’impegno nella realizzazione di sintesi e restituzione ai partecipanti di materiali inerenti alle giornate formative promosse dal Coordinamento, di elaborazioni di dati sull’adozione, sui questionari di gradimento dei corsi e divulgazione di riflessioni prodotte dal coordinamento. E’ in fase di realizzazione la documentazione relativa al seminario In giro per il mondo Adozioni di bambini con bisogni particolari. 10. Acquisto di materiale per équipe adozione Vista l’importanza di un aggiornamento costante degli operatori dell’équipe ma anche dell’acquisizione di nuovi strumenti operativi per il lavoro con le coppie, è prevista anche per il 2010 la prosecuzione del progetto d’acquisto di libri e materiale multimediale inerente l’adozione per le 7 Equipe adozione del nostro territorio (“Piccola biblioteca adozione”) I testi e i materiali multimediali ritenuti utili verranno di volta in volta individuati dal Coordinamento. 11. Realizzazione di un evento rivolto alla cittadinanza Il coordinamento provinciale adozione ritiene importante organizzare un momento di sensibilizzazione sulle tematiche legate ad una corretta diffusione della cultura dell’adozione rivolto alla cittadinanza, promuovendo inoltre la conoscenza della rete di servizi e ed enti autorizzati che operano su questo tema nel nostro territorio. 50 12. Monitoraggio, promozione e potenziamento degli interventi post-adottivi In questi anni il coordinamento provinciale ha posto particolare attenzione al tema del post adozione, da una parte concentrando su questa tematica la formazione proposta a tutti gli operatori delle équipe adozione e degli enti autorizzati e dall’altra proponendo e sperimentando direttamente una serie di progetti: coordinamento provinciale di gruppi di post, sostegno a gruppi di post presso le équipe adozione del territorio promuovendo la partecipazione degli enti autorizzati, promozione di azioni formative rivolte agli insegnanti di ogni ordine e grado sul tema adozione e scuola, promozione delle attività legate al post adozione promosse dagli enti autorizzati. Per quanto riguarda l’implementazione di gruppi di post adozione è possibile prevedere: - gruppi organizzati e condotti dall’équipe adozione. - collaborazioni tra équipe adozione ed enti autorizzati abbinati a quel territorio. Per questa modalità si prevede un contributo per la compartecipazione dell’Ente autorizzato da parte della Provincia di Bologna. - gruppi organizzati e condotti dagli enti autorizzati. Come già espresso nei Piani precedenti l’idea è quella di promuovere, mettere in rete e dare informazione alle coppie rispetto alle varie possibilità presenti sul nostro territorio. Le diverse azioni, i differenti gruppi attivati possono rispondere in maniera integrata alle esigenze delle diverse famiglie. A tal fine è stata creata sul sito della provincia www.provincia.bologna.it/tutelaminori una sezione dedicata specificatamente al post adozione nella quale verranno di volta in volta inserite tutte le iniziative attivate. Per quanto riguarda i progetti di gruppi di post adozione condotti a due mani tra équipe adozione ed enti autorizzati hanno presentato progettualità: l’équipe di Bologna e l’équipe Pianura Est. Per quanto riguarda il tema adozione e scuola il 2010 ha visto il Coordinamento provinciale adozione particolarmente impegnato su questo fronte con un’attenzione particolare rivolta alla formazione degli insegnanti neo assunti, attraverso una collaborazione già collaudata negli scorsi anni con l’Ufficio Scolastico Regionale IX Ambito. Dal coordinamento è emersa la volontà di proseguire l’approfondimento su questa tematica ed è stato attivato un sottogruppo di lavoro su questo tema anche al fine di evidenziare buone pratiche da condividere ed diffondere. Per il 2011 è previsto un percorso di formazione a tutti gli insegnanti neo assunti nell’anno scolastico 20010/2011, 200 insegnanti appartenenti a scuole di ogni ordine e grado. 51 13. Il sistema informativo La Provincia di Bologna, attraverso il Servizio politiche sociali e per la salute ha attivato dal 2003 una raccolta di dati sull’adozione nazionale ed internazionale in collaborazione con le équipe adozione del territorio. Questa rilevazione che va ad integrarsi con i dati forniti dal SISA Minori, viene svolta dagli operatori delle équipe adozione a gennaio e riferita al 31/12 dell’anno appena concluso in modo da poter disporre di una fotografia del fenomeno in tempo reale per un utile programmazione delle attività. Da alcuni mesi la Provincia di Bologna ha intrapreso un percorso di rivisitazione di tutto il sistema di raccolta dati area minori. Il nuovo sistema informativo, denominato GARSIA, è già stato sperimentato su tutto il territorio provinciale nell'area anziani ed è in corso di implementazione per l'area disabili9. In questo momento è in corso l'analisi relativa all'area minori. Il sistema GARSIA si basa sull'inserimento dei dati in una cartella dell'utente al momento della presa in carico. Un volta che il sistema Garsia sarà a regime, terminerà il sistema di rilevazione provinciale di dati sull'adozione. 14. Forme programmate di Coordinamento degli attori Coordinamento Provinciale Adozione: è composto dagli operatori delle équipe centralizzate adozione, dai rappresentanti degli Enti Autorizzati che sottoscrivono atti convenzionali con la Provincia di Bologna per la collaborazione e realizzazione dei corsi di informazione e formazione. E’ prevista la possibilità di allargare la composizione del Coordinamento a rappresentanti del Tribunale per i Minorenni, a rappresentanti della scuola e di altre realtà interessate al tema dell’adozione su specifici ordini del giorno. Obiettivi: • confronto e scambio tra gli operatori dei diversi territori e degli Enti Autorizzati; • individuazione di metodologie comuni ed elementi condivisi per tutti il percorso adottivo; • programmazione dei corsi di informazione/formazione alle coppie interessate all’adozione; • promozione e sensibilizzazione della cultura dell’adozione e dei più generali diritti dell’infanzia; • formazione congiunta degli operatori delle équipe centralizzate adozione e degli operatori degli Enti Autorizzati; • raccolta ed elaborazione dati relativi al tema dell’adozione; Il Coordinamento Tecnico provinciale per l’infanzia e l’adolescenza10 è composto da: assessore provinciale o suo delegato responsabili dei servizi sociali di Comuni, AUSL, Consorzio che gestiscono le funzioni sui minori referenti dei comuni, individuati dai comitati di distretto dei sindaci 9 Per l'area disabili sarà utilizzato per tutto il territorio provinciale ad esclusione di Imola. Ex Commissione Tutela Minori. 10 52 un un un un rappresentante delle AUSL provinciali rappresentante del Tribunale per i Minorenni rappresentante della scuola componente per ogni gruppo di coordinamento Affido, adozione, comunità, e del Coordinamento pedagogico provinciale il responsabile del centro multispecialistico contro l’abuso e il maltrattamento “Il Faro” Obiettivi: Nello specifico si individuano quali obiettivi prioritari di tale coordinamento tecnico: • individuazione di linee strategiche condivise sul sostegno alla famiglia e al bambini in difficoltà • analisi delle problematiche emergenti e individuazione di possibili azioni da attivare • collegamento con la programmazione dei Piani Di Zona • valutazione e proposte sull’organizzazione dei servizi e sull’integrazione sociosanitaria • individuazione di elementi minimi omogenei sul territorio provinciale, in particolare in relazione alla attuazione delle linee regionali • collegamento con l’attività dei coordinamenti tecnici Referente per il raccordo tra Servizi territoriali e Tribunale per i minorenni: un ulteriore strumento di lavoro, previsto nelle linee guida regionali è stato individuato nella indicazione di un referente provinciale che avrà i seguenti compiti: • tener informato il Tribunale per i Minorenni di Bologna su tutte le variazioni in materia di deleghe, sedi, nominativi referenti équipe e loro recapiti telefonici. • raccogliere e diffondere tra i servizi (utilizzando come strumento principale di comunicazione il Tavolo Tecnico Provinciale Adozione) elementi di tipo orientativo e di carattere generale pervenute dal Tribunale per i Minorenni riguardo alle tematiche legate alle adozioni nazionali ed internazionali. • il referente avrà inoltre il compito di comunicare al Presidente del Tribunale per i Minorenni (od ad altra persona individuata dal tribunale a tale scopo) segnalazioni di chiarimenti e di indicazioni provenienti dai Servizi e dagli Enti Autorizzati convenzionati con la Provincia di Bologna. Il referente, per quanto riguarda il territorio della provincia di Bologna, è stato individuato nella persona di: Ilaria Folli – Provincia di Bologna, Servizio Sicurezza Sociale, Via Finelli 9/A – 40126 – Bologna – Tel 051/6598997 – e-mail: [email protected] 53 15. Composizione del tavolo provinciale adozione Ambito Territoriale Ente Provincia Provincia di Bologna Qualifica funzionario Zona Bologna Comune di Bologna - Asp assistente sociale e Irides e AUSL di Bologna psicologo Zona Casalecchio Asc Insieme assistente sociale e psicologo Zona Porretta AUSL BO Zona San Lazzaro AUSL BO Zona Pianura Est AUSL BO Zona Pianura Ovest Asp Seneca Zona Imola Asp Nuovo Circondario Imolese assistente psicologo assistente psicologo assistente psicologo assistente psicologo assistente psicologo AiBi AIAU ANPAS AMO ASA AVSI CIFA Crescere Insieme Fondazione Nidoli Istituto la Casa Nadia Nova rappresentante rappresentante rappresentante rappresentante rappresentante rappresentante rappresentante rappresentante rappresentante rappresentante rappresentante rappresentante 54 sociale e sociale e sociale e sociale e sociale e 16. Promozione del sostegno a distanza – sussidiarietà dell’adozione internazionale La Provincia di Bologna è dal 2007 formalmente entrata a far parte del Coordinamento Nazionale Enti Locali per il Sostegno a Distanza (ELSAD). Considerando che tra gli interlocutori che operano sul tema del sostegno a distanza vi sono anche gli enti autorizzati per le adozioni internazionali - presenti dal suo nascere all’interno del coordinamento adozione - e che i sostegni a distanza sono rivolti principalmente ai bambini in difficoltà, alle loro famiglie e alle loro comunità, abbiamo ritenuto coerente inserire le azioni che la Provincia di Bologna intende promuovere come membro di Elsad all’interno della cornice del Piano Provinciale Adozione anche per ribadire nuovamente la sussidiarietà dell’adozione nazionale ed internazionale ed il diritto del minore di crescere nella propria famiglia. Il Coordinamento ELSAD, composto al suo nascere da Comuni e da Province Italiane e che dopo l’ultima modifica del protocollo potrà essere sottoscritto anche dalle Regioni interessate, nasce con lo scopo di promuovere il sostegno a distanza, inteso come strumento di solidarietà, di riequilibrio delle ingiustizie sociali, di educazione allo sviluppo e all’impegno sociale. La Provincia di Bologna è da anni impegnata in numerose attività di sostegno di comunità in difficoltà si è ritenuto pertanto opportuno e coerente con l’attività finora svolta aderire al predetto Coordinamento Nazionale stante l’alto valore etico e sociale dell’iniziativa11. In particolare il Protocollo d’intesa all’art. 2 prevede tra gli obiettivi del Coordinamento: - stimolare la solidarietà internazionale dei cittadini residenti nei rispettivi territori attraverso la strumento del sostegno a distanza - mettere in contatto domanda e offerta di solidarietà, avvicinando famiglie, scuole, imprese e singoli cittadini al tema del sostegno a distanza - utilizzare il sostegno a distanza in funzione educativa, per rafforzare comportamenti socialmente positivi, indurre cambiamenti nello stile di vita, ridurre gli sprechi A livello locale la Provincia di Bologna – Servizio politiche sociali e per la salute - in accordo e collaborazione con il Comune di Bologna hanno aggiornato la banca dati delle realtà locali che operano su progetti di Sostegno a Distanza, realizzato e pubblicato una guida di promozione/informazione rivolta alla cittadinanza, promosso la sottoscrizione della Carta nazionale dei Principi del Sostegno A Distanza da parte delle Associazioni operanti sul territorio provinciale, realizzato due una giornate pubbliche/feste rivolte alla cittadinanza dedicata al sostegno a distanza e ai diritti dei bambini (in occasione della settimana nazionale del sostegno a distanza maggio) negli anni 2008 e 2009. Le azioni previste per il 2011 sono: - realizzazione di un evento di sensibilizzazione pubblica in occasione del mese del sostegno a distanza in accordo con il Comune di Bologna (22 maggio presso il parco della Montagnola Nei Paesi dai Mille Colori). - partecipazione al XII Forum sad nazionale (Livorno 27 – 28 aprile 2011). 11 La Provincia di Bologna ha aderito con Delibera di Giunta n° 275 del 3/7/2007 al Coordinamento Nazionale Elsad – Enti Locali per il Sostegno A Distanza. 55 17. Attività di valutazione, indicatori e soggetti coinvolti Per quanto riguarda la verifica del Piano Provinciale Adozione sono state individuate una serie di azioni: • Il Coordinamento avrà il compito a fine anno di fare una verifica di quanto previsto all’interno del Piano Provinciale e di individuare gli elementi centrali della programmazione futura. • Il Servizio Sicurezza Sociale della Provincia di Bologna produrrà un report sull’andamento del Piano Provinciale 2010 secondo la tempistica individuata dalla regione – Servizio Politiche Familiari, Infanzia Adolescenza. • Per quanto riguarda i corsi di informazione/formazione delle coppie aspiranti all’adozione è previsto che i Servizi (Equipe centralizzate) e gli Enti Autorizzati convenzionati attuino periodici momenti di verifica sull’andamento dei corsi stessi. I rapporti convenzionali potranno essere riconfermati a seguito di una nota 12 a carico dell’Ente titolare delle funzioni in materia di minori che attesti l’avvenuto rispetto da parte dell’Ente Autorizzato dei criteri previsti dal Piano. ed • • • una serie di indicatori: realizzazione di almeno 15 corsi di informazione e formazione alle coppie; realizzazione di almeno un’iniziativa formativa sul tema/attivazione supervisione; realizzazione di almeno 3 incontri del Coordinamento adozione misti tra servizi ed Enti Autorizzati; • almeno un incontro del Coordinamento Tecnico provinciale per l’infanzia e l’adolescenza. 12 Che per il 2011 dovrà pervenire entro il 28 Settembre (ad un anno dalla Nuova Convenzione con la Provincia di Bologna). 56 18. Piano finanziario Nello schema è stata riportata la programmazione prevista per i fondi regionali assegnati con determina n. 2078/2009 e sono indicate le risorse di personale impiegate per le azioni previste dal piano e completamente a carico di Provincia, Enti locali, Ausl ed Enti Autorizzati. RER corsi di informazione alle coppie e sostegno gruppi di post (Equipe + ente autoriz) Formazione operatori e sostegno alla genitorialità Provincia 18.950,00 3.645,88 personale: funzionario - personale: funzionario attività coordinamento adozione azioni trasversali sui piani minori pubblicazione atti -personale: funzionario personale totale 22.595,88 57 Enti Locali/A.USL personale équipe: assistenti sociali e psicologi Enti Autorizzati personale enti (rimborsato attraverso convenzione) personale delle équipe (per. esempio conduzione gruppi post) personale équipe: assistenti sociali e psicologi -personale équipe: assistenti sociali e psicologi personale degli enti autorizzati (rimborsato) personale équipe: assistenti sociali e psicologi personale enti autorizzati personale enti personale enti Servizio politiche sociali e per la salute Allegato 1 Dati Adozione Nazionale ed Internazionale al 31/12/2010 58 Prima informazione Le richieste d’appuntamento di prima informazione per accedere al percorso adottivo da parte di coppie residenti sul territorio provinciale registrano nel 2010 una leggera diminuzione. Accessi prima informazione 400 300 200 283 295 304 206 264 193 100 239 0 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 n° coppie prima informazione 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 283 295 304 264 193 239 206 I corsi Nel 2010 i corsi di informazione e formazione realizzati dalle équipe adozione del territorio provinciale in collaborazione con gli enti autorizzati convenzionati sono stati 23 e vi hanno partecipato 136 coppie. Dal 2003 i corsi realizzati sul territorio provinciale sono stati 220 ed hanno viste coinvolte 1.434 coppie. totale corsi 2010 realizzati 2004 2005 2006 2007 2008 2009 33 27 27 30 23 27 23 220 230 188 178 201 153 154 136 1434 59 n° coppie che hanno partecipato ai corsi 300 194 200 230 188 178 201 153 154 136 100 0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 La lista d’attesa per la partecipazione ai corsi di informazione e formazione al 31/12 del 2010 è ulteriormente diminuita, il dato è di 35 coppie in attesa a fine anno (quindi esaurita con i corsi programmati nei primi mesi del 2011). Coppie in lista d'attesa per i corsi 150 100 108 100 99 75 63 50 49 35 0 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 60 L’indagine Coppie in lista d’attesa per l’indagine psicosociale Le coppie in attesa di indagine psicosociale sono leggermente calate rispetto agli ultimi anni. Coppie in attesa di indagine psicosociale per adozione nazionale/internazionale al 31/12/2010 TOTALE PROVINCIALE solo nazionale solo internazionale entrambe di cui seconde adozioni 6 2 108 7 Coppie in attesa di indagine psicosociale al 31/12 200 150 162 138 100 50 0 126 140 116 126 77 anno 2004 anno 2005 anno 2006 anno 2007 61 anno 2008 anno 2009 anno 2010 Coppie che hanno iniziato l’indagine Il dato relativo al numero di indagini psicosociali iniziate nel 2010 risulta decisamente diminuito rispetto ai tre anni precedenti. Più nel dettaglio possiamo vedere come la maggior parte delle indagini siano richieste dalle coppie contemporaneamente sia per l’adozione nazionale che per l’adozione internazionale (148), un certo numero sono anche quelle delle coppie che decidono di procedere solo per l’adozione nazionale (23 nel 2010, dato costante rispetto al 2009), poche le situazioni in cui il percorso viene portato avanti per la sola adozione internazionale (7 indagini). Coppie che hanno iniziato l'indagine psicosociale per adozione nazionale/internazionale nel 2010 solo nazionale solo internazionale entrambe di cui seconde adozioni 23 7 148 13 Coppie che hanno iniziato l'indagine psicosociale 220 200 180 160 140 207 173 184 203 199 203 178 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 62 Coppie che hanno l’indagine in corso Anche Il numero delle indagini psicosociali che risultano in corso al 31/12/2010 risulta in diminuzione rispetto al 2009, sono 69 le indagini in corso a fine 2010, di queste 7 lo sono solo per l’adozione nazionale, 58 per entrambe e 4 per la sola adozione internazionale. Le indagini in corso per seconde adozioni sono 7. Coppie che hanno l'indagine psicosociale per adozione nazionale/internazionale in corso nel 2010 solo nazionale solo internazionale entrambe di cui seconde adozioni 7 4 58 7 Coppie con indagine psicosociale in corso al 31/12 150 100 74 92 77 66 75 102 69 50 0 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 63 Coppie che hanno concluso l’indagine psicosociale Sono in leggero aumento rispetto al 2009 le coppie che hanno concluso l’indagine psicosociale nel 2010, queste sono state complessivamente 146. Le indagini per l’adozione nazionale concluse sono state 47 (dato fortemente in aumento), 1 per la sola adozione internazionale, 98 per entrambe (dati al 31/12). E’ significativo il numero delle indagini concluse per seconda adozione (17 nel 2010). Coppie che hanno concluso l'indagine psicosociale 200 168 178 169 160 154 150 139 146 100 50 0 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 Coppie che hanno concluso l'indagine psicosociale per adozione nazionale/internazionale nel 2010 solo nazionale solo internazionale entrambe di cui seconde adozioni 47 1 98 17 64 Coppie che hanno sospeso/interrotto l’indagine psicosociale Sono nuovamente aumentate le coppie che hanno interrotto o sospeso l’indagine psicosociale nel 2010. Coppie che hanno sospeso/interrotto l'indagine psicosociale 60 40 20 20 30 41 41 36 45 14 0 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 Coppie che hanno l'indagine psicosociale per adozione nazionale/internazionale sospesa/interrotta nel 2010 solo nazionale 1 solo internazionale entrambe di cui seconde adozioni 44 2 65 I Minori Gli affidi preadottivi iniziati per adozione nazionale sul nostro territorio sono stati 21, si è tornati quindi ai dati del 2008 rispetto alle crescita registrata nel 2009 (36), si segnalano 4 affidi pre adottivi iniziati per bambini portatori di handicap. I bambini seguiti dai servizi per adozione nazionale nel primo anno sono stati nel 2010 52 (affidi predottivi in corso + conclusi nell’anno). La fascia d’età prevalente si conferma anche per il 2010 quella dei piccoli 0-3 anni, alla quale appartengono ben 32 bambini. Si segnala una tenuta dell’aumento nella fascia 6-10 anni (si è passati da 6 bambini nel 2008 ai 14 nel 2009 e 12 del 2010). minori in affido preadottivo nel 2010 adozione nazionale iniziati conclusi 21 TOTALE minori in corso al con 31/12/2010 handicap 18 34 0-3 32 4 fasce d'età 6-10 12 4-5 7 11-14 1 15-18 Serie storica dei bambini in affido-preadottivo per adozione nazionale per classi d'età 50 39 40 37 34 32 31 32 30 30 20 10 54 4 7 1 9 42 0 5 02 553 1 46 14 10 3 00 12 7 0 10 0 2004 2005 2006 0-3 4-5 2007 6-10 2008 11-14 2009 2010 15-18 Nota: Il numero di minori nelle classi d’età è dato dalla somma degli affidi preadottivi terminati nell’anno e di quelli in corso al 31/12. 66 Per quanto riguarda l’adozione internazionale il numero di bambini arrivati sul nostro territorio nel 2010 è in linea con i dati del 2008 e del 2009. Minori arrivati nella provincia di Bologna in adozione internazionale 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 75 62 58 73 50 48 49 Nello specifico sono iniziate 49 affidi preadottivi/anno di vigilanza, se ne sono conclusi 38 (rispetto ai 65 del 2009) e 64 sono quelli in corso al 31/12/2010 (rispetto ai 47del 2009). Complessivamente quindi i servizi hanno seguito 102 bambini arrivati con l’adozione internazionale (64 in corso + 38 conclusi nell’anno). Nel caso dell’adozione internazionale la fascia d’età maggiormente rappresentata è in linea con quella del 2007 e del 2008 ed è la fascia d’età che va dai 6 ai 10 anni, alla quale appartengono 39 bambini. Segue quella 0-3 con 29 bambini e quella 4-5 anni (24 bambini), si segnala l’aumento della fascia 11-14 che vede rappresentati 9 bambini. minori con in affido preadottivo/anno di vigilanza entrati nel 2010 adozione internazionale iniziati conclusi TOTALE 49 38 in corso al minori con 31/12/2010 handicap fasce d'età 0-3 29 64 4-5 24 6-10 39 11-14 9 15-18 1 Serie storica dei bambini in adozione internazionale per classi d'età 65 64 70 59 60 52 45 50 39 36 35 33 40 32 32 30 29 32 30 29 24 26 24 30 22 21 20 9 7 7 6 51 5 4 10 1 0 0 0 0 0 0 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 0-3 4-5 6-10 11-14 15-18 Nota: Il numero di minori nelle classi d’età è dato dalla somma degli affidi preadottivi/anno di vigilanza per adozione internazionale terminati nell’anno e di quelli in corso al 31/12. 67 Piano Provinciale per la promozione e lo sviluppo delle politiche di tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza 2011 68 Indice 1 Premessa pag. 70 2 Stato di attuazione degli interventi 2004-2010 pag. 3 Azioni 2011 pag. 81 69 72 1. PREMESSA Il Centro Specialistico è nato nel 2002 da un’apposita Convenzione ora a scadenza triennale tra la Provincia e il Comune di Bologna, le Aziende Sanitarie dell’Area Metropolitana: AUSL di Bologna, AUSL di Imola, Policlinico S. Orsola-Malpighi, l’Azienda Servizi alla Persona del Circondario Imolese, il Centro di Giustizia Minorile, i Comuni di Vergato, S. Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno, Sasso Marconi, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale, l’ASP Seneca e l’ACS Insieme di Casalecchio. Gli obiettivi che Il Faro si propone sono i seguenti: • garantire un approccio multidisciplinare al fenomeno dell’abuso e del maltrattamento; promuovere una rete integrata di azioni tra servizi dell'area sanitaria, sociale e educativa costituendosi come punto di riferimento nella complessa gestione del fenomeno nell’ottica di individuare azioni di protezione dei soggetti in età evolutiva; progettare e attuare interventi formativi, di sensibilizzazione e di prevenzione; sviluppare documentazione e ricerca aggiornate sul fenomeno; attuare interventi diagnostici e di cura al bambino e alla sua famiglia, predisponendo una sede idonea; garantire un ascolto protetto e adeguato del minore nel procedimento giudiziario; • • • • • Attuale Composizione equipe multiprofessionale ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ Mariagnese Cheli (Azienda USL di Bologna) psicologa psicoterapeuta familiare a tempo pieno, anche con funzioni di coordinamento clinico e organizzativo; Cosimo Ricciutello (Azienda USL di Imola) neuropsichiatra e psicoterapeuta infantile (Azienda USL di Imola) per 7 ore settimanali; Maria Elena Montenegro psicologa e psicoterapeuta (Azienda USL di Bologna) a 10 ore settimanali; Maria Pia Mancini psicologa e psicoterapeuta (in regime di collaborazione libero-professionale) per 5 ore settimanali; Cristina Caravita (Azienda USL di Bologna) consulente giuridico per 6 ore settimanali; Luciana Nicoli (Azienda USL di Bologna) pediatra a 5 ore settimanali; Valeria Arbizzani (Azienda USL di Bologna) ginecologa per ore settimanali non quantificate ma disponibile per la visita medica specialistica; Luca Degiorgis (Azienda USL di Bologna) Educatore professionale per 6 ore settimanali. In questi anni, in linea con il mandato previsto nella convenzione tra gli Enti con gli obiettivi individuati dalla Regione Emilia Romagna, il Faro, partendo dalle riflessioni dei soggetti con cui a vario titolo ha collaborato (operatori dei servizi socio-sanitari del territorio e ospedalieri, del privato sociale, della scuola e della giustizia) ha individuato e attuato una serie di azioni e di attività prioritarie illustrate annualmente nella Relazione di Attività. Le scelte progettuali intraprese hanno visto il rafforzamento dell’attività del Centro specialistico, quale elemento fortemente qualificante il sistema dei servizi, attraverso il potenziamento delle attività cliniche, la presa in carico dei minori e delle loro famiglie, 70 l’allestimento di uno spazio attrezzato per le audizioni protette, la partecipazione a tavoli di confronto per l’individuazione di linee guida nell’ambito degli interventi sul maltrattamento e l’abuso, nonché la realizzazione di attività formative e informative rivolte a operatori socio-sanitari e scolastici, favorendo le connessioni tra operatori e servizi, e un’ampia diffusione delle conoscenze di base e specialistiche sul fenomeno di cui si occupa. E’ importante rilevare che tali iniziative sono scaturite dall’analisi dei bisogni operativi rilevati attraverso gli eventi formativi proposti, riunioni con i responsabili dei servizi sociosanitari e le consulenze che il faro ha effettuato sulla casistica, pertanto rispondono: - ai reali bisogni operativi e d’integrazione; - alle indicazioni definite nei Piani provinciali per la promozione e lo sviluppo delle politiche di tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, realizzati in questi anni. 71 2. STATO DI ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI 2004 Progetti realizzati • Consulenze multidisciplinari rivolte agli operatori dei servizi sociali e sanitari del territorio provinciale sulla casistica più complessa. Dati di attività • Consulenze multidisciplinari (al 31. 12. 2010) 2010 2008 2006 2004 0 20 40 60 80 100 120 140 160 La richiesta di consulenza origina dal bisogno di confronto metodologico per leggere precocemente e con appropriatezza i segnali di disagio del bambino, verificare la correttezza e la congruità del proprio agire professionale, valutare l’entità del danno evolutivo, segnalare all’Autorità Giudiziaria. Il richiedente principale delle consulenze è il servizio sociale in quanto servizio destinatario delle segnalazioni di disagio infantile, interlocutore privilegiato dell’autorità giudiziaria e, al contempo, “attivatore” degli interventi specialistici sul caso. Segue la scuola impegnata prevalentemente sul versante della precoce individuazione del disagio e dell’attivazione della rete dei servizi. In questo caso il centro specialistico è inteso come risorsa per confrontare gli elementi di osservazione e gli è attribuita una funzione di raccordo. I servizi sanitari, ed in particolare il consultorio familiare e la neuropsichiatria infantile esprimono, oltre a un fabbisogno prettamente clinico (approfondimento diagnostico), anche la necessità di confrontarsi su dubbi di natura giuridica che insorgono in fase diagnostica, per rivelazioni di violenza dirette o riferite (de relato). La pediatria di base, che ricopre l’importante funzione di “sensore” della salute in età evolutiva assieme alla scuola, al pari degli ospedali (dipartimenti di pediatria e pronto soccorso pediatrico) privilegia la modalità telefonica per ottenere una veloce consulenza di natura giuridica per l’eventuale referto medico da inviare all’Autorità Giudiziaria, di natura medica sulle modalità più idonee per condurre la visita, esprimendo, al contempo, un forte bisogno di raccordo con altri servizi. • Attivazione tavoli interprofessionali per l’individuazione di raccordi operativi sul maltrattamento e abuso all’infanzia. Sono stati effettuati molteplici incontri con i 72 responsabili dei servizi sociali e sanitari per l’individuazione delle forme di collaborazione con il Centro Specialistico. • Presa in carico diagnostica e terapeutica del minore e della sua famiglia assicurando la tempestività dell’intervento. Dati attività dal 2007 al 31.12.2010 2007 2008 52 (di cui 36 76 (di cui 36 sono nuove casi nuovi) prese in carico) • 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. • 2009 2010 80 (di cui 47 casi nuovi) 73 (di cui 37 casi nuovi) Iniziative di formazione e di aggiornamento Il Faro ha organizzato, al 2003, molteplici eventi formativi a partire da una condivisione nel Tavolo di Coordinamento Provinciale Tutela Minori, finanziati grazie a fondi regionali dei Piani Provinciali per l’individuazione di azioni a contrasto del maltrattamento all’infanzia. Gli eventi formativi, a carattere interdisciplinare, hanno visto il coinvolgimento degli operatori dei servizi ospedalieri e territoriali, sociali e sanitari e della scuola. Nel coso del 2004 sono stati realizzati i seguenti eventi: Formazione “Il Faro nella scuola” (1 edizione) in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale, rivolto a insegnanti ed educatori dell’infanzia Supervisione clinica sulla casistica rivolta a Operatori del Faro, dell’Ufficio Servizio Sociale Minorenni del Centro di Giustizia Minorile di Bologna, dei Servizi sociosanitari territoriali nei casi più complessi Seminari sulla prevenzione delle forme di maltrattamento nelle scuole dell’infanzia rivolto ai pedagogisti (n.2 edizioni) Seminario “Problemi clinici e strategie diagnostiche relative alla violenza fisica” rivolto a pediatri e medici specialisti Seminario “L’approccio interdisciplinare all’abuso e al maltrattamento all’infanzia” rivolto a operatori sociali e sanitari, autorità giudiziaria, avvocatura, comunità educativa Seminario “Le agenzie ludico culturali a confronto sull’abuso e maltrattamento” rivolto ad agenzie ludico-culturali Seminario “Il Faro nei servizi sociali” rivolto ad operatori dei servizi sociali Centro di documentazione: Obiettivi: • Attivazione sezione epidemiologia per lo studio delle caratteristiche del fenomeno sui casi in carico al Faro. • Ricerca di materiale relativo al tema (riviste, articoli, pubblicazioni, ecc.) utilizzando il supporto informatico. 73 • • Aggiornamento dei dati raccolti nel sistema di catalogazione dei materiale interno al Faro (dati attività consulenze, perse in carico, formazione, audizioni protette, cartelle cliniche, interventi, ecc.) Costruzione e aggiornamento del Sito attraverso la nuova piattaforma Web Aziendale e implementazione del Centro di Documentazione sul sito ANNO 2005 Progetti realizzati • Progetto “Indagine conoscitiva sul minore abusante” Obiettivi: sviluppare un’appropriata conoscenza del fenomeno nel territorio regionale, individuare azioni preventive e di presa in carico della casistica, organizzare i dati raccolti in conformità a parametri quali-quantitativi, aggiornare la letteratura sull’argomento, diffondere i risultati del lavoro svolto. I risultati dell’indagine sono stati presentati in un apposito seminario e diffusi tramite cartaceo. • Progetto “Accoglienza qualificata in comunità dei minori vittime di maltrattamento e abuso”: Obiettivi: mappare le comunità presenti sul territorio provinciale con riferimento alla realtà operativa interna e ai bisogni formativi, valorizzazione le risorse per l’accoglienza, conoscere le problematiche relative all’accoglienza del bambino/a vittima di maltrattamento. I risultati dell’indagine sono stati diffusi attraverso un seminario e un’apposita pubblicazione. • Progetto “Individuazione buone pratiche per la tutela del minore nel procedimento giudiziario” svolto in collaborazione con l’Autorità Giudiziaria. L’obiettivo è individuare percorsi di collaborazione e di coordinamento tra le varie e diverse professionalità (giudici, polizia, medici, servizi), nell’ottica di un’azione interdisciplinare rivolta, nel rispetto delle specifiche professionalità, alla tutela del minore coinvolto in un procedimento giudiziario. Il documento è stato diffuso nei servizi • Centro di documentazione (vedere anno 2004) • Formazione interna al Faro: Supervisione sulla casistica in carico al FarO • Formazione rivolta agli operatori dei servizi: 1. Seminari sulla prevenzione delle forme di maltrattamento nelle scuole dell’infanzia rivolto ai pedagogisti 2. Formazione “Il Faro nella Scuola” (seconda edizione) rivolto a insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado 3. Seminario “Caselle mancanti: lavorare in sinergia per la tutela dei minori vittime di abuso” rivolto a personale dell’associazionismo, privato sociale, volontariato 4. Seminario “Il bambino coinvolto in relazioni famigliari violente: come riconoscerlo e tutelarlo” (prima edizione) rivolto a Operatori Servizi Sociali e Sanitari, territoriali e ospedalieri, insegnanti 5. Formazione specialistica sulla “semeiotica dell’abuso sessuale” rivolto a ginecologici, pediatri del territorio e dell’ospedale 74 6. Formazione “Lo spazio neutro: uno strumento per valutare e sostenere le relazioni familiari”(prima edizione) rivolto ad assistenti sociali, educatori professionali ANNO 2006 Progetti realizzati - Progetto “Qualificazione degli spazi neutri per le audizioni protette nel territorio provinciale”. Ha previsto oltre alla formazione di base e specialistica, l’individuazione di un percorso metodologico e teorico comune, la mappatura delle sedi da attrezzare e, come progetto da attuare nel 2007, l’allestimento delle sedi da attrezzare sul territorio provinciale - Formazione interna: Supervisione sulla casistica in carico al Faro - Formazione degli operatori: 1. Seminario “Lo spazio neutro: uno strumento per valutare e sostenere le relazioni familiari” rivolto a Operatori Servizi Sociali e Sanitari, territoriali e ospedalieri. 2. Formazione “La visita medica specialistica del minore vittima di abuso sessuale” rivolto a pediatri, ginecologi e medici legali 3. Formazione “Il bambino coinvolto in relazioni famigliari violente: come riconoscerlo e tutelarlo” (seconda edizione), rivolta a Operatori Servizi Sociali e Sanitari, territoriali e ospedalieri, insegnanti 4. Seminario “Esperienze traumatiche infantili: abuso e conseguenze psicopatologiche” in collaborazione con la Clinica Pediatrica Gozzadini del Policlinico S. Orsola, rivolto a Pediatri, Neuropsichiatri Infantili, Psichiatri, Personale di area Infermieristica e Riabilitativa, Educatori Professionali, Psicologi dei Servizi Sanitari Territoriali e Ospedalieri della provincia di Bologna. 5. Progetto “Sostegno precoce alla relazione madre-bambino”. Ha previsto la realizzazione di un video da diffondere nei punti nascita in tutto il territorio provinciale, appositamente studiato e costruito in collaborazione con il Programma Salute Donna, Infanzia e Adolescenza. Il video è stato presentato in un apposito seminario ed è disponibile su You Tube. 6. Progetto “Raccomandazioni sulla diagnosi differenziale sull’abuso fisico nei bambini 0-2 anni”. Questo progetto, che ha visto la collaborazione tra Ausl di Bologna e Policlinico S. Orsola-Malpighi, ha l’obiettivo di affrontare i problemi complessi relativi alla diagnosi differenziale e al precoce riconoscimento dei segni fisici di maltrattamento e violenza fisica attraverso la formulazione di raccomandazioni basate sulla revisione della letteratura scientifica. Le raccomandazioni ora state pubblicate e sono in fase di valutazione presso l’Assessorato alla Sanita della RER. Centro di documentazione ANNO 2007 Progetti realizzati • Progetto potenziamento attività clinica che ha previsto l’aumento di 10 ore settimanali di psicologia clinica per garantire una pronta risposta alla richiesta dei servizi 75 • • • • Progetto “Realizzazione allestimento spazi neutri nel territorio provinciale”: ha previsto l’adeguamento dello spazio fisico e delle attrezzature necessarie allo svolgimento degli incontri protetti tra bambini in età prescolare allontanati dalla famiglia per gravi maltrattamenti e la predisposizione di una procedura per la valutazione e il recupero delle competenze genitoriali. Formazione interna ed esterna: 1. Seminario “L’intervento dell’Assistente Sociale nella presa in carico delle famiglie maltrattanti” rivolto ad Assistenti Sociali dei Servizi territoriali e ospedalieri (S. Sociali, Sert, Salute Mentale, Handicap Adulto, USSM) territoriali e ospedalieri; 2. Seminario “Il sostegno alla genitorialità in gravidanza: rilevazione precoce dei fattori di rischio” in collaborazione con la Clinica Gozzadini del S. Orsola, rivolto a ginecologi, pediatri, personale sanitario e sociale ospedaliero e territoriale; 3. Formazione “Equilibri: la pratica sportiva tra impegno e divertimento” rivolta agli allenatori impegnati nel mondo dello sport in collaborazione con l’Istituzione Gian Fanco Minguzzi, il Consultorio Familiare Azienda USL di Bologna. L’obiettivo è fornire strumenti di osservazione, ascolto, rilevazione del disagio e raccordo con i Servizi preposti alla cura e alla tutela dell’infanzia; 4. Formazione “Il Faro nella scuola” (terza edizione) rivolto ai Dirigenti Scolastici per la corretta gestione delle situazioni di abuso. Progetto “Interventi di recupero di minori autori di reati sessuali”. L’obiettivo che si propone, a partire dall’indagine qualitativa effettuata, è definire un percorso di presa in carico terapeutica in collaborazione con l’USSM. Progetto “Centro di documentazione” ANNO 2008 Progetti realizzati - Sostegno all’attività clinica del Centro per la presa in carico dei minori vittima di abusi/maltrattamenti e delle loro famiglie in difficoltà nello svolgimento dei compiti di cura. Potenziamento e consolidamento dell’equipe clinica (vedere dati attività anno 2004) - Consolidamento Spazi Neutri • La predisposizione da parte de Il Faro della sede in via Emilia Ponente, adeguatamente attrezzata per lo svolgimento e la videoregistrazione dei colloqui, ha favorito un utilizzo sempre più frequente da parte dell’Autorità Giudiziaria ed dei Servizi Sociosanitari di questo spazio per: • Le Audizioni Protette (ascolto e valutazione della testimonianza del minore) • Lo Spazio Neutro (incontri protetti tra genitori e figlio in età prescolare allontanato dall’ambiente familiare di origine) • Gli incidenti probatori (raccolta testimonianza del minore nel dibattimento processuale) 76 2008 2009 2010 64 38 42 23 28 6 4 5 udizioni Protette/ Incidenti probatori 48 Sommaria raccolta testimoniale Spazio neutro - Volume sulle azioni e le attività de Il Faro A conclusione del quinquennio 2003 – 2008 che ha visto Il Faro interlocutore privilegiato della Amministrazione Provinciale per la realizzazione dei Piani provinciali riguardanti le azioni volte al contrasto delle forme di abuso ai danni dell’infanzia, si è ritenuto importante produrre una documentazione volta alla divulgazione dei progetti e delle azioni attuate e realizzate. - Aggiornamento interno equipe Faro per l’acquisizione di conoscenze diagnostiche aggiornate Supervisione sulla casistica complessa in carico al Faro, ai Servizi e all’USSM ANNO 2009 Progetti realizzati • Mantenimento équipe multiprofessionale ad alta qualificazione per garantire la correttezza della diagnosi, assicurare la tempestiva risposta in caso d'urgenza e realizzare un articolato progetto di presa in carico e riparazione del minore vittima di maltrattamento • Percorso integrato per la visita medica e la tutela del minore vittima di abuso sessuale: protocollo tra AUSL di Bologna, Policlinico S.Orsola-Malpighi, Comune di Bologna e Centro Specialistico Il Faro. • Individuazione di percorsi condivisi tra il Centro Il Faro e i servizi sociosanitari dedicati alla tutela e cura dell’infanzia attraverso la proposta di un protocollo definito con il Programma Salute Donna, Infanzia e Adolescenza dell’Azienda USL di Bologna (in fase di definizione). Il Centro Specialistico, in collaborazione con il programma salute Donna, Infanzia e Adolescenza ha elaborato una proposta di procedura aziendale volta a: • definire le funzioni specialistiche de Il Faro nel sistema dei servizi all’infanzia; • qualificare gli interventi clinici e assistenziali che riguardano l’abuso e il maltrattamento infantile; • favorire l’integrazione sinergica degli interventi sociali e sanitari dei servizi territoriali e ospedalieri in ambito provinciale; • realizzare una metodologia interdisciplinare per le necessarie azioni di tutela dei soggetti in età evolutiva, attraverso la definizione delle modalità di accesso e di presa in carico dell’utenza da parte del Centro Specialistico. 77 • Iniziativa di sensibilizzazione e prevenzione del maltrattamento rivolta ai bambini delle scuole primarie e dell’infanzia, in collaborazione con la Polizia di Stato e il Comune di Bologna. Progetto di prevenzione primaria. ANNO 2010 Progetti realizzati INTERVENTO 1 Spazio Neutro e incontri protetti per i bambini vittime di abuso e maltrattamento Il corso si è proposto l’obiettivo di implementare le competenze degli operatori offrendo un inquadramento generale sul tema della valutazione delle fragilità genitoriali ed uno più specifico sulla gestione dello Spazio Neutro nelle situazioni di grave pregiudizio per il minore, al fine di supportare le buone pratiche e la realizzazione del servizio diretto a favorire e sostenere il mantenimento della relazione tra il bambino e i suoi genitori. Destinatari: Educatori Professionali e Assistenti Sociali impegnati nella tutela del minore e nella gestione degli incontri protetti. L’evento ha previsto 9 incontri di 6 ore ciascuno a frequenza quindicinale da settembre a dicembre 2010 per un totale di 50 ore di formazione. INTERVENTO 2 Il minore nel procedimento giudiziario: un percorso formativo sulla tutela dei minori vittima di maltrattamento L’obiettivo è stato quello di sostenere, accompagnare e consolidare l’intervento dell’Assistente Sociale nei casi multiproblematici in cui il minore è anche coinvolto nel procedimento giudiziario, sostenere l’identità professionale degli operatori neo-assunti o con poca esperienza, sviluppare saperi aggiornati nell’ambito della valutazione del rischio evolutivo. E’ stata prevista la presenza di Magistrati del Tribunale per i Minorenni in Bologna Destinatari: l’iniziativa è stata rivolta agli assistenti sociali con meno di tre anni di esperienza. L’evento ha previsto 10 incontri a frequenza mensile per un totale di 20 ore di formazione. INTERVENTO 3 Strumenti e metodi di intervento nel lavoro sociale con minori vittime di maltrattamento: la valutazione delle competenze genitoriali L’obiettivo che l’evento si è proposto è stato quello di approfondire il tema della recuperabilità delle funzioni di cura nelle situazioni in cui i bambini sono sottoposti a maltrattamento e abuso; fornire agli operatori sociali strumenti e tecniche utili nel processo di rilevamento, di valutazione e diagnosi sociale delle capacità genitoriali, sviluppare competenze nell’ambito della valutazione del rischio evolutivo. Destinatari: l’iniziativa è rivolta agli assistenti sociali operanti nei servizi per minori del territorio provinciale. L’evento ha previsto 8 incontri per un totale di 28 ore di formazione INTERVENTO 4 L’intervento clinico con il minore vittima di abuso sessuale: Le buone pratiche tra ospedale e territorio per la diagnosi e la cura E’ stato realizzato e approvato dal CTSS nello scorso Dicembre, il protocollo con Policlinico S. Orsola, Ospedale Maggiore e Servizio Sociale. Il documento, frutto del 78 lavoro di un gruppo interistituzionale (Policlinico S. Orsola-Malpighi, Università di Bologna e Azienda USL e Comune di Bologna) e multidisciplinare, è ispirato alle Raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in tema di prevenzione del maltrattamento (Preventing child maltreatment: a guide to talking action and generative evidence, W.H.O, 2006) che evidenziano la necessità, per i servizi, di: • migliorare l’evidenza scientifica attraverso lo sviluppo di interventi appropriati e modelli sperimentati, facendo corrispondere la capacità organizzativa agli obiettivi di cura e tutela del minore e della sua famiglia; • identificare la violenza affinando tecniche volte al precoce riconoscimento di segni fisici e comportamentali attraverso protocolli per la corretta segnalazione dei casi, tramite valutazioni sanitarie e forensi integrate attivando il necessario supporto psicosociale. INTERVENTO 5 Mantenimento équipe multiprofessionale ad alta qualificazione Gestione del Centro di Documentazione (Spazio per l’audizione protetta del minore coinvolto nel procedimento giudiziario, per lo svolgimento di spazi protetti nei casi altamente problematici, per la prima raccolta testimoniale a cura delle Forze dell’ordine, aggiornamento materiale bibliografico e Sito, Epidemiologia e realizzazione eventi formativi) (vedere dati attività anno 2004) Costi Piani 2010 Spazio Neutro e incontri protetti per i bambini vittime di abuso e maltrattamento CONVEGNO CISMAI "Crescere senza violenza" Roma 4-5 febbraio 2010 Formazione esterna Dott.ssa Cheli € 456,78 TOTALE INTERVENTO 1 € 456,78 Il minore nel procedimento giudiziario: un percorso formativo sulla tutela dei minori vittima di maltrattamento "Corso per Avvocato del Minore e della Famiglia" Scerne di Pineto (TE), maggio-ottobre 2010 Formazione esterna Avv. Caravita € 1.613,00 TOTALE INTERVENTO 2 € 1.613,00 Strumenti e metodi di intervento nel lavoro sociale con minori vittime di maltrattamento: la valutazione delle competenze genitoriali "La terapia di gruppo con bambini vittime di abuso e i loro caregiver" Milano, 23 marzo e 15 aprile 2010 Formazione esterna Dott.ssa Mancini, Dott.ssa Montenegro, Dott. Ricciutello € 747,50 "Incontri protetti per bambini vittime di maltrattamento e abuso" Formazione organizzata da Faro in collaborazione con CBM Milano rivolta a Educatori Professionali ed Assistenti Sociali della provincia di Bologna € 8.500,00 TOTALE INTERVENTO 3 79 € 9.247,50 L’intervento clinico con il minore vittima di abuso sessuale: Le buone pratiche tra ospedale e territorio per la diagnosi e la cura TOTALE INTERVENTO 4 € 0,00 Mantenimento équipe multiprofessionale ad alta qualificazione per la diagnosi e la cura Tempestiva del minore vittima di maltrattamento e della sua famiglia Incarico Dott.ssa Mancini per prestazioni di psicologo specialista in psicoterapia € 5.190,00 Borsa di studio Dott.ssa Pincanelli su Progetto “Promozione del Centro Documentazione sul fenomeno dell’abuso e maltrattamento minori e attività di monitoraggio delle attività del Centro Specialistico€ 5.220,00 con particolare riferimento allo spazio attrezzato e delle iniziative di formazione rivolte alle istituzioni territoriali che si occupano di infanzia" Abbonamenti annuali Riviste FARO anno 2010 € 345,00 "Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari" Mestre (VE), 26-27-28 febbraio 2010 Formazione esterna Dott.ssa Cheli € 802,00 Rimborso attività Educatore Professionale per gruppi "sex offender" e "devianza € 6.300,00 minorile" TOTALE INTERVENTO 5 TOTALE COMPLESSIVO 80 € 17.857,00 € 28.717,50 3. AZIONI 2011 Per l’anno 2011 il Centro propone i seguenti progetti, in ottemperanza alle disposizioni individuate nella DETERMINAZIONE RER n° 15652 del 31/12/2010: Progetti a valenza sanitaria Progetto a carattere terapeutico “Come mi regolo” rivolto ai minori con problemi di devianza, reduci da gravi esperienze infantili di maltrattamento, in carico all’USSM; Progetti a valenza sociale Progetto Individuazione di strumenti “evidence-based” per l’anamnesi psicosociale delle competenze genitoriali e la relazione per l’Autorità Giudiziaria. Progetti a valenza formativa Formazione “Faro nella Scuola” terza edizione rivolto agli insegnanti delle scuole della provincia; Seminario “Il percorso integrato per la visita del minore vittima di abuso sessuale” rivolto a medici e personale sanitario degli ospedali e del territorio, operatori dei servizi sociosanitari; Formazione “La valutazione delle competenze genitoriali” seconda edizione rivolto alle assistenti sociali dei servizi provinciali; Seminario di presentazione degli strumenti per l’anamnesi psico-sociale delle competenze genitoriali e la relazione per l’Autorità Giudiziaria rivolto a tutti gli operatori dei servizi socio-sanitari; Aggiornamento interno all’equipe de Il Faro. Progetti trasversali Spazio attrezzato per lo Spazio Neutro e l’ascolto del minore nel procedimento giudiziario; Progetto “C’entro anch’io” . Creazione di un opuscolo rivolto ai minori coinvolti nel procedimento giudiziario e alle loro famiglie; Centro di documentazione per la gestione della documentazione, dell’attività di ricerca, dello spazio attrezzato rivolto all’autorità giudiziaria e agli operatori dei servizi educativi e sociali per lo spazio neutro Per i dettagli descrittivi sui progetti, vedere schede allegate 4. FONDI Con Determina Regionale n. 15652 del 2010 la Regione Emilia Romagna assegna alla Provincia di Bologna, per le attività che le competono e che rientrano all’interno del Programma Provinciale in materia di tutela e accoglienza dell’infanzia e dell’adolescenza, la cifra di 71.491,76 €. Per la realizzazione delle azioni che rientrano all’interno del Piano tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza - anno 2011, la Provincia ha assegnata la cifra pari ad 26.300,00 € 81 PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA Anno 2011 1. Generalità 1.1 Titolo dell'intervento Progetto sperimentale a carattere terapeutico “Come mi regolo” 1.1bis Durata dell'intervento Annuale Pluriennale x 1.2 Responsabile tecnico dell’intervento Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti) Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento) Interprovinciale specificare: Regionale Provinciale specificare: Az.USL specificare: Interzonale specificare: 1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della gestione amministrativa dell'intervento) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 82 2. Soggetti coinvolti e destinatari 2.1 Figure professionali coinvolte (indicare numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei soggetti coinvolti nell'intervento) Numero e qualifica degli operatori Ente di appartenenza 1 Psicologo-psicoterapeuta Azienda USL di Bologna 1 Educatore Professionale Centri di Giustizia Minorile 2.2 Soggetti istituzionali coinvolti Provincia/e: (specificare) Comune/i: (specificare) Azienda/e U.S.L: (specificare): Il Faro Scuola/e: (specificare) Prefettura Centro di Giustizia Minorile Tribunale: (specificare) Questura/e: (specificare) Organismi di volontariato: (specificare) Cooperative sociali: (specificare) Associazioni: (specificare) Altro: (specificare) Altro: (specificare) Altro: (specificare) 2.3 Destinatari che si intendono raggiungere (Nel prospetto indicare: - se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17 anni; - se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori; cittadinanza; altro – specificare-) Destinatari Numero stimato Minori 14- 18 anni 10 83 3. Caratteristiche tecniche dell’intervento 3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla determinazione) 1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18) 2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4) 3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5; art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4) 4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4) 5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c) 6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della legalità (LR 14/08, artt. 27-28) 7 Altro: Recupero minori maltrattanti e che hanno ricevuto maltrattamento 3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo: Durata: annuale Data d'inizio: settembre 2011 Data di conclusione: marzo 2012 3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse) I riquadro Costo complessivo dell’intervento: 7.200,00 € Risorse regionali: 200,00 Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…):7.000,00 professionisti Il Faro Risorse di soggetti privati: II riquadro spese per personale: spese per materiale: spese per consulenze: spese per prestaz. di servizi: altre spese: 84 4. Descrizione analitica dell’intervento 4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al contesto in cui si realizza) I problemi più ricorrenti negli adolescenti devianti che hanno commesso abusi riguardano la tendenza ad agire comportamenti "esternalizzati". L'esperienza clinica dimostra che le persone che hanno vissuto/compiuto esperienze di vittimizzazione generalmente hanno una grande difficoltà a regolare i propri impulsi interni. La ricerca clinica attuale ha avviato studi promettenti sulle pratiche di autoregolazione corporea. Questo progetto intende sperimentare tecniche psico-educative a valenza terapeutica di tipo cognitivo-comportamentale che hanno dimostrato efficacia in tali casi. Il progetto nasce dalla collaborazione, ormai collaudata, tra Faro e Centro di Giustizia Minorile, che ospita nella comunità educativa del Pratello, giovani in attesa o con provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, reduci da esperienze infantili sfavorevoli, che presentano rilevanti problemi di controllo del comportamento. 4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire. Gli obiettivi devono descrivere chiaramente: - quali i cambiamenti attesi, - quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare) - - Promuovere le competenze personali e sociali, sia in termini di costruzione della capacità di regolazione degli stati emotivi interni che di problem-solving, sviluppare strategie adattive di coping attraverso l’acquisizione di specifiche tecniche di rilassamento e di esplorazione controllata delle emozioni, sperimentate con successo nell’ambito della psicologia cognitivo-comportamentale, favorire la rielaborazione delle esperienze sfavorevoli e individuare comportamenti più adattivi. 4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste in essere) - definizione del progetto con il responsabile del Centro di Giustizia Minorile - predisposizione del materiale: scheda sintetica di presentazione del ragazzo, materiale testistico - presentazione del progetto agli operatori e ai ragazzi in carico al Centro di Giustizia Minorile - individuazione del gruppo e del calendario degli incontri - valutazione dell’efficacia del progetto 4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i destinatari, concertazione, …) • Incontri con gli invianti • Materiale clinico per tracciare la storia del ragazzo e il suo profilo di personalità • Strutturazione di ciascun incontro di gruppo con tecniche sperimentate in ambito clinico dagli esperti del National Trauma Complex task Force • Valutazione tramite test di ingresso e di uscita compilato dai partecipanti • Restituzione degli esiti dell’esperienza ai ragazzi e agli invianti. 85 4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe L’intervento rappresenta: una innovazione vera e propria un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti finanziati mediante risorse proprie ecc.) L’intervento, a carattere sperimentale, costituisce una innovazione vera e propria. 4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...) • Numero di richieste degli invianti (Assistenti Sociali del Centro di Giustizia Minorile) • Numero di ragazzi partecipanti • Livello di gradimento emerso dal questionario di valutazione dell’intervento • Cambiamenti emersi dai test di ingresso e di uscita in ciascun partecipante 4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni) Relazione finale sui risultati e pubblicazione degli stessi in un report da divulgare presso gli operatori del Centro di Giustizia Minorile 4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti che se ne occupano) • Riunioni mensili tra i conduttori • Riunioni intermedie dei conduttori con gli invianti • Verifiche dirette con i partecipanti 4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme) Vedere punto 4.6 Indicatori 86 PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA Anno 2011 1. Generalità 1.1 Titolo dell'intervento Individuazione di strumenti “evidence-based” per l’anamnesi psico-sociale delle competenze genitoriali e la relazione per l’Autorità Giudiziaria 1.1bis Durata dell'intervento Annuale Pluriennale x 1.2 Responsabile tecnico dell’intervento Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti) Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento) Interprovinciale specificare: Provinciale specificare: Bologna Az.USL specificare: specificare: Interzonale 1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della gestione amministrativa dell'intervento) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 87 2. Soggetti coinvolti e destinatari 2.1 Figure professionali coinvolte (indicare numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei soggetti coinvolti nell'intervento) Numero e qualifica degli operatori Ente di appartenenza 1 psicologo Azienda USL di Bologna 12 assistenti sociali Comune di Bologna, Ausl di Bologna, ASC Circondario Imolese, ASC Insieme Casalecchio 2.2 Soggetti istituzionali coinvolti Provincia/e: (specificare) Comune/i: (specificare) Bologna, Imola, Casalecchio Azienda/e U.S.L: (specificare): Bologna Scuola/e: (specificare) Prefettura Centro di Giustizia Minorile Tribunale: (specificare) Questura/e: (specificare) Organismi di volontariato: (specificare) Cooperative sociali: (specificare) Associazioni: (specificare) Altro: (specificare) Altro: (specificare) Altro: (specificare) 2.3 Destinatari che si intendono raggiungere (Nel prospetto indicare: - se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17 anni; - se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori; cittadinanza; altro – specificare-) Destinatari Numero stimato 150 • Minori e Famiglie 80 • Operatori dei servizi sociali della provincia 88 3. Caratteristiche tecniche dell’intervento 3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla determinazione) 1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18) 2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4) 3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5; art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4) 4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4) 5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c) 6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della legalità (LR 14/08, artt. 27-28) 7 Altro: Recupero maltrattanti 3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo: Durata: annuale Data d'inizio: gennaio 2011 Data di conclusione: dicembre 2012 3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse) I riquadro Costo complessivo dell’intervento: 3.200,00 € Risorse regionali: 200,00 Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…):3.000,00 professionisti Il Faro Risorse di soggetti privati: II riquadro spese per personale: spese per materiale: spese per consulenze: spese per prestaz. di servizi: altre spese: 89 4. Descrizione analitica dell’intervento 4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al contesto in cui si realizza) Nel corso degli eventi formativi attuati da IL Faro nei confronti dei servizi sociali, è emersa la necessità che l’assistente sociale possa fare affidamento su strumenti condivisi, aggiornati e validati di valutazione delle fragilità genitoriali per: • valutare con adeguatezza le condizioni di rischio del minore; • fornire all’Autorità Giudiziaria competente una accurata valutazione delle condizioni di eventuale pregiudizio. 4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire. Gli obiettivi devono descrivere chiaramente: - quali i cambiamenti attesi, - quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare) - acquisire strumenti di diagnosi sociale sulle condizioni di rischio di minori - confrontare i metodi di lavoro in questo ambito complesso di intervento - diffondere “buone pratiche” operative presso i servizi - qualificare l’intervento nell’ambito della tutela dell’infanzi - creare percorsi condivisi con l’autorità giudiziaria 4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste in essere) - Individuazione del gruppo di lavoro - Revisione della letteratura scientifica sull’argomento - Costruzione degli strumenti - Presentazione degli stessi presso tutti i servizi sociali della provincia 4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i destinatari, concertazione, …) - Riunioni di gruppo - Condivisione del materiale bibliografico - Revisione dei principali strumento di valutazione in uso 4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe L’intervento rappresenta: una innovazione vera e propria un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti finanziati mediante risorse proprie ecc.) L’intervento costituisce una innovazione vera e propria. 4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari 90 dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...) - Adozione degli strumenti individuati e loro sperimentazione presso i servizi sociali - Numero di assistenti sociali che partecipano alla fase sperimentale 4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni) - Documentazione sugli strumenti individuati - Diffusione della documentazione presso tutti i servizi sociali della provincia - Seminario di presentazione degli strumenti agli operatori dei servizi sociali e all’Autorità Giudiziaria 4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti che se ne occupano) Periodiche riunioni di verifica sull’andamento complessivo del progetto a cura del gruppo di lavoro, coordinato dalla psicologa Il Faro 4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme) • • Coinvolgimento dei destinatari e tutoring sull’utilizzo degli strumento da parte del gruppo di lavoro Valutazione finale al termine della fase di sperimentazione 91 PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA Anno 2011 1. Generalità 1.1 Titolo dell'intervento “Il Faro nella Scuola” terza edizione 1.1bis Durata dell'intervento Annuale Pluriennale x 1.2 Responsabile tecnico dell’intervento Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti) Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento) Interprovinciale specificare: Provinciale specificare: Bologna Az.USL specificare: Interzonale specificare: 1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della gestione amministrativa dell'intervento) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 92 2. Soggetti coinvolti e destinatari 2.1 Figure professionali coinvolte (indicare numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei soggetti coinvolti nell'intervento) Numero e qualifica degli operatori Ente di appartenenza equipe multiprofessionale del Faro Azienda USL di Bologna formatore esterno privato 2.2 Soggetti istituzionali coinvolti Provincia/e: (specificare) Comune/i: (specificare) Azienda/e U.S.L: (specificare): Scuola/e: (specificare) Ufficio Scolastico Regionale Prefettura Centro di Giustizia Minorile Tribunale: (specificare) Questura/e: (specificare) Organismi di volontariato: (specificare) Cooperative sociali: (specificare) Associazioni: (specificare) Altro: (specificare) Altro: (specificare) Altro: (specificare) 2.3 Destinatari che si intendono raggiungere (Nel prospetto indicare: - se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17 anni; - se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori; cittadinanza; altro – specificare-) Destinatari Numero stimato 70 • Insegnanti scuole pubbliche e parificate 93 3. Caratteristiche tecniche dell’intervento 3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla determinazione) 1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18) 2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4) 3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5; art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4) 4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4) 5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c) 6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della legalità (LR 14/08, artt. 27-28) 7 Altro: 3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo: Durata: annuale Data d'inizio: settembre 2011 Data di conclusione: dicembre 2012 3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse) I riquadro Costo complessivo dell’intervento: 6.000,00 € Risorse regionali: 1.000,00 Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…): Risorse di soggetti privati: 5.000,00 II riquadro spese per personale: spese per materiale: spese per consulenze: spese per prestaz. di servizi: altre spese: 94 4. Descrizione analitica dell’intervento 4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al contesto in cui si realizza) La Scuola, quale ambito di osservazione privilegiato del soggetto in età evolutiva, rappresenta una risorsa fondamentale nel rilevamento precoce dei segnali di sofferenza e disagio connessi all’abuso e al maltrattamento. L’insegnante si trova ad affrontare difficili situazioni di disagio dovendo al contempo gestire il proprio coinvolgimento emotivo e la complessità degli interventi dei servizi e delle istituzioni preposte alla tutela dell’infanzia. Le consulenze effettuate al personale docente della scuola, gli esiti positivi delle precedenti edizioni, le stesse richieste provenienti dagli insegnanti inducono a ritenere opportuna una nuova azione formativa ricolta alla scuola. 4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire. Gli obiettivi devono descrivere chiaramente: - quali i cambiamenti attesi, - quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare) - Conoscere le diverse forme di disagio infantile correlabili ad eventuali condizioni di maltrattamento non ascrivibili a fasi del normale percorso evolutivo del bambino - Acquisire elementi conoscitivi per rilevare tempestivamente, riconoscere e segnalare i sintomi indicativi di una possibile condizione di maltrattamento/abuso - Migliorare le competenze e individuare le strategie necessarie alla gestione delle emozioni suscitate dall’impatto con il fenomeno - Facilitare la collaborazione, la condivisione e il confronto all’interno del contesto scolastico - Favorire la condivisione di approcci e metodologie d’intervento (linguaggio comune, comuni percorsi operativi: come fare, quando fare, con chi fare) - Acquisire modalità relazionali idonee nei confronti del bambino e della sua famiglia nei casi di sospetto o conclamato abuso. 4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste in essere) • Definizione del progetto formativo in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale • Realizzazione dell’evento 4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i destinatari, concertazione, …) • Materiale aggiornato predisposto dai docenti • Questionario di gradimento • Lezioni frontali • Laboratori di gruppo 4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe L’intervento rappresenta: una innovazione vera e propria un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti finanziati mediante risorse proprie ecc.) 95 L’evento è un consolidamento di precedenti edizioni, richiesto dall’Ufficio Scolastico Regionale per gli insegnanti nuovi assunti 4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...) - Numero di partecipanti - Risultati dei questionari di gradimento 4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni) - Scheda iscrizione evento formativo Questionario di valutazione dell’evento formativo Verbali incontri con U.S.R 4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti che se ne occupano) Vedere Punto 4.7 4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme) Vedere Punto 4.6 96 PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA Anno 2011 1. Generalità 1.1 Titolo dell'intervento Seminario “Il percorso integrato per la visita del minore vittima di abuso sessuale rivolto a medici e personale sanitario degli ospedali e del territorio, operatori dei servizi sociosanitari" 1.1bis Durata dell'intervento Annuale Pluriennale x 1.2 Responsabile tecnico dell’intervento Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti) Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento) Interprovinciale specificare: Provinciale specificare: Bologna Az.USL specificare: Interzonale specificare: 1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della gestione amministrativa dell'intervento) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 97 2. Soggetti coinvolti e destinatari 2.1 Figure professionali coinvolte (indicare numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei soggetti coinvolti nell'intervento) Numero e qualifica degli operatori Ente di appartenenza Gruppo di Lavoro InterAziendale Azienda USL di Bologna, Policlinico S. OrsolaMultidisciplinare per il Percorso Sanitario Malpighi, Comune di Bologna Integrato a Bologna, medici legali, ginecologi, pediatri, assistenti sociali, psicologi, esperti giuridici, infermieri 2.2 Soggetti istituzionali coinvolti Provincia/e: (specificare) Bologna Comune/i: (specificare) Bologna Azienda/e U.S.L: (specificare): Ausl Bologna e Az. Ospedaliera S.Orsola Malpghi Scuola/e: (specificare) Prefettura Centro di Giustizia Minorile Tribunale: (specificare) Questura/e: (specificare) Organismi di volontariato: (specificare) Cooperative sociali: (specificare) Associazioni: (specificare) Altro: (specificare) Altro: (specificare) Altro: (specificare) 2.3 Destinatari che si intendono raggiungere (Nel prospetto indicare: se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17 anni; se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori; cittadinanza; altro – specificare-) Destinatari Numero stimato Personale sanitario e sociale dei servizi territoriali e 130 ospedalieri 98 3. Caratteristiche tecniche dell’intervento 3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla determinazione) 1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18) 2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4) 3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5; art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4) 4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4) 5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c) 6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della legalità (LR 14/08, artt. 27-28) 7 Altro: 3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo: Durata: annuale Data d'inizio: maggio 2011 Data di conclusione: maggio 2011 3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse) I riquadro Costo complessivo dell’intervento: 4.100,00 € Risorse regionali: 2.300,00 € Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…): 1.800,00 € Risorse di soggetti privati: II riquadro spese per personale: spese per materiale: spese per consulenze: spese per prestaz. di servizi: altre spese: 99 4. Descrizione analitica dell’intervento 4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al contesto in cui si realizza) - Diffondere il Percorso Sanitario Integrato presso gli operatori - Sostenere azioni sinergiche per la visita medica e la tutela del minore vittima di abuso sessuale 4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire. Gli obiettivi devono descrivere chiaramente: quali i cambiamenti attesi, quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare) diffondere corrette prassi sinergiche d’intervento per affrontare e gestire le criticità nei casi di sospetto abuso sessuale, nel rispetto del minore, delle sue esigenze di protezione e degli obblighi di legge 4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste in essere) organizzazione del seminario, a cura del gruppo che ha sviluppato il percorso integrato 4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i destinatari, concertazione, …) 4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe L’intervento rappresenta: una innovazione vera e propria un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti finanziati mediante risorse proprie ecc.) L’evento rientra nell’attività di sensibilizzazione e formazione de Il Faro 4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...) - numero dei partecipanti al seminario - livello di gradimento emerso dai questionari di valutazione dell’evento formativo 4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si 100 intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni) - Scheda iscrizione evento formativo - Questionario di valutazione dell’evento formativo 4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti che se ne occupano) Vedere Punto 4.7 4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme) Vedere Punto 4.6 101 PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA Anno 2011 1. Generalità 1.1 Titolo dell'intervento La valutazione sociale delle competenze genitoriali” seconda edizione rivolto alle assistenti sociali dei servizi provinciali 1.1bis Durata dell'intervento Annuale Pluriennale x 1.2 Responsabile tecnico dell’intervento Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti) Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento) Interprovinciale specificare: Provinciale specificare: Bologna Az.USL specificare: Interzonale specificare: 1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della gestione amministrativa dell'intervento) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 102 2. Soggetti coinvolti e destinatari 2.1 Figure professionali coinvolte (indicare numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei soggetti coinvolti nell'intervento) Numero e qualifica degli operatori Ente di appartenenza Azienda USL di Bologna 2 psicologi 1 consulente giuridico 1 educatore professionale 2.2 Soggetti istituzionali coinvolti Provincia/e: (specificare) Bologna Comune/i: (specificare) Bologna e Comuni della provincia Azienda/e U.S.L: (specificare): Ausl Bologna e Imola Scuola/e: (specificare) Prefettura Centro di Giustizia Minorile Tribunale: (specificare) Questura/e: (specificare) Organismi di volontariato: (specificare) Cooperative sociali: (specificare) Associazioni: (specificare) Altro: (specificare) Altro: (specificare) Altro: (specificare) 2.3 Destinatari che si intendono raggiungere (Nel prospetto indicare: se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17 anni; se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori; cittadinanza; altro – specificare-) Destinatari Numero stimato Assistenti Sociali dei Servizi Sociali per minori 40 provinciali 103 3. Caratteristiche tecniche dell’intervento 3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla determinazione) 1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18) 2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4) 3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5; art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4) 4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4) 5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c) 6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della legalità (LR 14/08, artt. 27-28) 7 Altro: 3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo: Durata: semestrale Data d'inizio: settembre 2011 Data di conclusione: dicembre2011 3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse) I riquadro Costo complessivo dell’intervento: 4.550,00 € Risorse regionali: 300,00 € Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…): 4.250,00 € Risorse di soggetti privati: II riquadro spese per personale: spese per materiale: spese per consulenze: spese per prestaz. di servizi: altre spese: 104 4. Descrizione analitica dell’intervento 4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al contesto in cui si realizza) Dopo la prima edizione di questo evento formativo che ha riscosso vivo interesse, il Centro Specialistico Provinciale contro il Maltrattamento all’Infanzia “Il Faro” propone anche quest’anno un ciclo di incontri rivolto agli Assistenti Sociali impegnati nei Servizi di Tutela dell’Infanzia nel territorio provinciale che intendono approfondire il complesso tema della valutazione delle competenze genitoriali nelle situazioni di pregiudizio o di rischio per il figlio/i minore/i. 4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire. Gli obiettivi devono descrivere chiaramente: quali i cambiamenti attesi, quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare) L’obiettivo è fornire gli operatori sociali di strumenti e tecniche utili nel processo di rilevamento, valutazione e diagnosi sociale delle capacità genitoriali, sviluppare competenze nell’ambito della valutazione del rischio evolutivo nell’ambito del maltrattamento. 4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste in essere) - Presentazione dell’evento al Tavolo di Coordinamento provinciale - Definizione del programma in base ai suggerimenti emersi nella prima edizione - Programmazione in dettaglio dell’evento - Invio del programma ai Responsabili dei Servizi Sociali - Realizzazione dell’evento formativo 4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i destinatari, concertazione, …) • il corso prevede lezioni frontali e discussioni di casi • l’utilizzo di metodi attivi per la condivisione delle competenze e delle pratiche promosse • discussione di casi, lavori di gruppo • distribuzione di strumenti di valutazione evidence based 4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe L’intervento rappresenta: una innovazione vera e propria un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti finanziati mediante risorse proprie ecc.) L’evento costituisce un consolidamento della precedente edizione 4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari 105 dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...) - numero dei partecipanti al seminario - livello di gradimento emerso dai questionari di valutazione dell’evento formativo 4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni) - Questionari di gradimento- Documentazione delle presenze - Scheda di progettazione della formazione in dotazione all’Azienda USL di Bologna 4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti che se ne occupano) - Coinvolgimento diretto dei destinatari per la rilevazione bisogno formativo - Restituzione dell’esito dell’evento formativo 4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme) E’ previsto il coinvolgimento dei destinatari nella fase preliminare di rilevazione del fabbisogno formativo, nell’elaborazione del progetto con i responsabili dei servizi, e un questionario di gradimento e apprendimento 106 PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA Anno 2011 1. Generalità 1.1 Titolo dell'intervento Centro anch'io: L’ascolto protetto del minore vittima di abuso/maltrattamento nel percorso giudiziario, linee-guida e buone prassi 1.1bis Durata dell'intervento Annuale Pluriennale x 1.2 Responsabile tecnico dell’intervento Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti) Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento) Interprovinciale specificare: Provinciale specificare: Bologna Az.USL specificare: Interzonale specificare: 1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della gestione amministrativa dell'intervento) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 107 2. Soggetti coinvolti e destinatari 2.1 Figure professionali coinvolte (indicare numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei soggetti coinvolti nell'intervento) Numero e qualifica degli operatori Ente di appartenenza 1 educatore professionale 1 psicologa Azienda USL di Bologna 1 consulente giuridico 2.2 Soggetti istituzionali coinvolti Provincia/e: (specificare) Comune/i: (specificare) Bologna Azienda/e U.S.L: (specificare): Scuola/e: (specificare) Prefettura Centro di Giustizia Minorile Tribunale: (specificare) Procura Minori, Tribunale per i Minorenni, Procura ordinaria Questura/e: (specificare) Organismi di volontariato: (specificare) Cooperative sociali: (specificare) ONLUS Isola che C’è Associazioni: (specificare) Altro: (specificare) Altro: (specificare) Altro: (specificare) 2.3 Destinatari che si intendono raggiungere (Nel prospetto indicare: se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17 anni; se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori; cittadinanza; altro – specificare-) Destinatari Numero stimato Minori e famiglie coinvolte nei procedimenti giudiziari 200 per abuso sessuale 108 3. Caratteristiche tecniche dell’intervento 3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla determinazione) 1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18) 2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4) 3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5; art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4) 4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4) 5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c) 6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della legalità (LR 14/08, artt. 27-28) 7 Altro: 3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo: Durata: biennale Data d'inizio: gennaio 2011 Data di conclusione: gennaio 2012 3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse) I riquadro Costo complessivo dell’intervento: 22.000,00 € Risorse regionali: 1000,00 € Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…): 2.000,00 € professionisti il Faro Risorse di soggetti privati: 19.000 € II riquadro spese per personale: spese per materiale: spese per consulenze: spese per prestaz. di servizi: altre spese: 109 4. Descrizione analitica dell’intervento 4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al contesto in cui si realizza) Il Centro Specialistico Provinciale contro il Maltrattamento all’Infanzia della Azienda USL di Bologna, in stretta sinergia con la Onlus Isola che c’è con la quale l’AUSL di Bologna convenzionata, ha evidenziato l'utilità di procedere alla realizzazione di percorsi integrati tra strutture giudiziarie, servizi sociali, istituzioni scolastiche, associazioni di volontariato sociale. Siamo sollecitati, in questo, dall’art. 13 della Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli di Strasburgo del 25 gennaio 1996 che raccomanda metodi risolutivi di conflitti che evitino al bambino il contatto con le procedure e i meccanismi giudiziari. Qualora questo non sia possibile, si deve poter immaginare un percorso che prepari il minore all’incontro con l’autorità giudiziaria inteso non solo come mezzo istruttorio ma come momento per dare voce al minore e capirne le sue esigenze secondo quanto indicato anche dalla convenzione stessa. 4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire. Gli obiettivi devono descrivere chiaramente: quali i cambiamenti attesi, quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare) - Miglioramento dei percorsi di prevenzione, protezione, cura del bambino maltrattato e/o abusato, in un'ottica di rete e di collaborazione istituzionale - Sperimentazioni di tecniche sull’ ascolto del minore in un contesto specializzato al fine di stabilire delle linee guida sull’ascolto del minore e l’attivazione di buone prassi - Diffusione delle buone prassi tramite materiale informativo 4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste in essere) Costituzione di un gruppo di esperti che elabori un percorso di accompagnamento del minore nel procedimento giudiziario secondo le seguenti linee di indirizzo: - Individuazione di modalità comunicative e tecniche per favorire l'ascolto dell'abuso e per evitare l'abuso nell'ascolto, nell'ambito sociale, sanitario, scolastico, educativo e giudiziario, rispettando sia le finalità specifiche dei diversi contesti istituzionali, sia le esigenze del bambino. - Individuazione degli atteggiamenti mentali e relazionali più idonei per ascoltare e sostenere il bambino in ogni caso (quando è realmente vittima di abuso, nei casi dubbi, nei casi induttivi, ecc), per evitare atteggiamenti di suggestione negativa (che potrebbero impedire la comunicazione di un abuso realmente avvenuto) o di suggestione positiva (che potrebbe sollecitare in maniera anticipata il bambino a fornire riscontri di un abuso sessuale non ancora dimostrato o per niente avvenuto). Realizzazione di materiale informativo di supporto alla cittadinanza ed in particolare ai bambini e alle famiglie, alle scuole, ai servizi, alle forze dell’ordine, alla magistratura e ai mass media. 4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i destinatari, concertazione, …) Prima fase • Il progetto prevede la costituzione del gruppo di lavoro composto da esperti e operatori della Onlus Isola che c’è, de Il Faro e di altri esperti della magistratura e delle forze dell’ordine. Seconda fase • individuazione di buone pratiche e di una metodologia di lavoro secondo gli obiettivi del 110 progetto Terza fase • Predisposizione e divulgazione di materiale informativo. • l’utilizzo di metodi attivi per la condivisione delle competenze e delle pratiche promosse • discussione di casi, lavori di gruppo • distribuzione di strumenti di valutazione evidence based 4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe L’intervento rappresenta: una innovazione vera e propria un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti finanziati mediante risorse proprie ecc.) L’evento costituisce un'innovazione 4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...) - Elaborato delle linee-guida - Percorso sperimentale attivato e monitorato con verifiche trimestrali - Opuscoli realizzati per la divulgazione 4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni) - Opuscolo - Divulgazione dell’opuscolo attraverso i partner istituzionali e presso i servizi sociali e sanitari - Seminario di presentazione dell’opuscolo rivolto ai servizi, questura, tribunali, scuola 4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti che se ne occupano) Incontri trimestrali di verifica con il gruppo di esperti e verifica i itinere con i partner istituzionali coinvolti nel progetto 4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i 111 momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme) • • E’ previsto il coinvolgimento di un gruppo di minori e famiglie che hanno attraversato il percorso giudiziario, al fine di verificare l’effettiva utilità dei contenuti dell’opuscolo L’opuscolo sarà valutato anche dai partner istituzionali individuati 112 PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA Anno 2011 1. Generalità 1.1 Titolo dell'intervento Aggiornamento interno Equipe Il Faro 1.1bis Durata dell'intervento Annuale Pluriennale x 1.2 Responsabile tecnico dell’intervento Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti) Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento) Interprovinciale specificare: Provinciale specificare: Bologna Az.USL specificare: Interzonale specificare: 1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della gestione amministrativa dell'intervento) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 113 2. Soggetti coinvolti e destinatari 2.1 Figure professionali coinvolte (indicare numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei soggetti coinvolti nell'intervento) Numero e qualifica degli operatori Ente di appartenenza Equipe Il Faro: Azienda USL di Bologna 1 consulente giuridico 2 psicologi 1 educatore professionale 1 ginecologo 1 pediatra 2.2 Soggetti istituzionali coinvolti Provincia/e: (specificare) Comune/i: (specificare) Azienda/e U.S.L: (specificare): Ausl Bologna Scuola/e: (specificare) Prefettura Centro di Giustizia Minorile Tribunale: (specificare) Questura/e: (specificare) Organismi di volontariato: (specificare) Cooperative sociali: (specificare) Associazioni: (specificare) Altro: (specificare) Altro: (specificare) Altro: (specificare) 2.3 Destinatari che si intendono raggiungere (Nel prospetto indicare: se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17 anni; se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori; cittadinanza; altro – specificare-) Destinatari Numero stimato Equipe del Centro Il faro 6 114 3. Caratteristiche tecniche dell’intervento 3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla determinazione) 1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18) 2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4) 3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5; art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4) 4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4) 5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c) 6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della legalità (LR 14/08, artt. 27-28) 7 Altro: 3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo: Durata: annuale Data d'inizio: gennaio 2011 Data di conclusione: dicembre 2011 3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse) I riquadro Costo complessivo dell’intervento: 3.500,00 € Risorse regionali: 2.000,00 € Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…): 1.500,00 € Ausl Bologna Risorse di soggetti privati: II riquadro spese per personale: spese per materiale: spese per consulenze: spese per prestaz. di servizi: altre spese: 115 4. Descrizione analitica dell’intervento 4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al contesto in cui si realizza) La complessità delle azioni: - di diagnosi e di cura (medica, psicologica, educativa) - di consulenza giuridica necessitano di saperi (teoria e strumenti) aggiornati, alla luce della casistica inviata a Il Faro dai servizi sociosanitari della provincia 4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire. Gli obiettivi devono descrivere chiaramente: quali i cambiamenti attesi, quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare) - garantire buone prassi di intervento cliniche, educative e giuridiche - mantenere elevato il livello consulenziale specialistico offerto ai servizi sociosanitari 4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste in essere) - individuazione e selezione degli eventi formativi congrui alla specificità dei professionisti de Il Faro - iscrizione a eventi formativi specialistici - report dell’aggiornamento 4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i destinatari, concertazione, …) 4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe L’intervento rappresenta: una innovazione vera e propria un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti finanziati mediante risorse proprie ecc.) Consolidamento di precedenti interventi 4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...) 116 - questionari crediti Formativi - adozione di strumenti diagnostici e di cura aggiornati - livello di gradimento emerso dai questionari di valutazione 4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni) aggiornamento materiale eventi formativi sul sito de Il Faro 4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti che se ne occupano) attestati di partecipazione agli eventi 4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme) Vedere punto 4.6 117 PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA Anno 2011 1. Generalità 1.1 Titolo dell'intervento Ammodernamento impianto audio-video spazio attrezzato audizione protette e spazio neutro 1.1bis Durata dell'intervento Annuale Pluriennale x 1.2 Responsabile tecnico dell’intervento Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti) Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento) Interprovinciale specificare: Provinciale specificare: Bologna Az.USL specificare: Interzonale specificare: 1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della gestione amministrativa dell'intervento) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 118 2. Soggetti coinvolti e destinatari 2.1 Figure professionali coinvolte (indicare soggetti coinvolti nell'intervento) Numero e qualifica degli operatori Magistrati Polizia e Carabinieri Questura Servizi Sociali numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei Ente di appartenenza Tribunale Ordinario, Minorenni Questura Minori Comuni e AUSL Bologna e Imola 2.2 Soggetti istituzionali coinvolti Provincia/e: (specificare) Comune/i: (specificare) della provincia Azienda/e U.S.L: (specificare): Ausl Bologna e Imola Scuola/e: (specificare) Prefettura Centro di Giustizia Minorile Tribunale: (specificare) Procura minori e Tm Questura/e: (specificare) Organismi di volontariato: (specificare) Cooperative sociali: (specificare) Associazioni: (specificare) Altro: (specificare) forze dell'ordine Altro: (specificare) Altro: (specificare) 2.3 Destinatari che si intendono raggiungere (Nel prospetto indicare: se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17 anni; se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori; cittadinanza; altro – specificare-) Destinatari Numero stimato Minori vittime di abuso coinvolti nel procedimento 70 penale 30 Minori di età prescolare allontanati dalle famiglie di origine 119 3. Caratteristiche tecniche dell’intervento 3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla determinazione) 1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18) 2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4) 3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5; art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4) 4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4) 5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c) 6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della legalità (LR 14/08, artt. 27-28) 7 Altro: 3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo: Durata: pluriennale Data d'inizio: dicembre 2004 Data di conclusione: 3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse) I riquadro Costo complessivo dell’intervento: 18.000,00 € Risorse regionali: 3.000,00 € Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…): 15.000,00 € professionisti Il Faro Risorse di soggetti privati: II riquadro spese per personale: spese per materiale: spese per consulenze: spese per prestaz. di servizi: altre spese: 120 4. Descrizione analitica dell’intervento 4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al contesto in cui si realizza) In ottemperanza a quanto disposto dalla L. 269/98 che ha introdotto e disciplinato l’utilizzo di luoghi per audizioni protette di minori e all’obiettivo fissato dalla Regione Emilia-Romagna (DELIBERA ASS. LEG.VA N. 91 DEL 23/11/2006 E DELIBERA GIUNTA REG.LE N. 1791 DEL 11/12/2006) che prefigura la disposizione in ogni territorio provinciale (presso sedi pubbliche e comunque preferibilmente esterne alle strutture giudiziarie), di ambienti ed attrezzature idonei per le audizioni, il Faro ha attrezzato e realizzato tali spazi assicurando un adeguato standard di accoglienza e la necessaria tutela della privacy del minore, accompagnandolo nel percorso. Ora è necessario provvedere ad un ammodernamento dell’impianto audio per assicurare la qualità delle riprese video e dell’ascolto 4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire. Gli obiettivi devono descrivere chiaramente: quali i cambiamenti attesi, quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare) garantire al minore uno spazio idoneo per l’audizione e per lo svolgimento degli incontri protetti in spazio neutro 4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste in essere) - richiesta preventivo - realizzazione impianto 4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i destinatari, concertazione, …) 4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe L’intervento rappresenta: una innovazione vera e propria un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti finanziati mediante risorse proprie ecc.) Consolidamento di precedenti interventi 4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei 121 partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...) numero di richieste per l’utilizzo dello spazio attrezzato 4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni) relazione annuale di attività de Il Faro 4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti che se ne occupano) verifiche sull’utilizzo dello spazio tramite procedure concordate con i richiedenti 4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme) Vedere punto 4.8 122 PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA Anno 2011 1. Generalità 1.1 Titolo dell'intervento Seminario di presentazione degli strumenti per l’anamnesi psico-sociale delle competenze genitoriali e la relazione per l’Autorità Giudiziaria 1.1bis Durata dell'intervento Annuale Pluriennale x 1.2 Responsabile tecnico dell’intervento Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti) Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento) Interprovinciale specificare: Provinciale specificare: Bologna Az.USL specificare: Interzonale specificare: 1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della gestione amministrativa dell'intervento) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 123 2. Soggetti coinvolti e destinatari 2.1 Figure professionali coinvolte (indicare numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei soggetti coinvolti nell'intervento) Numero e qualifica degli operatori Ente di appartenenza 1 Psicologa, 1 Educatore Prof.le Azienda USL di Bologna 8 Assistenti Sociali Comune di Bologna, ACS Insieme Casalecchio, ASP Imola, AUSL di Bologna, Policlinico S OrsolaMalpighi 2.2 Soggetti istituzionali coinvolti Provincia/e: (specificare) Comune/i: (specificare) Bologna e Comuni della provincia Azienda/e U.S.L: (specificare): Bologna e S. Orsola Scuola/e: (specificare) Prefettura Centro di Giustizia Minorile Tribunale: (specificare) Questura/e: (specificare) Organismi di volontariato: (specificare) Cooperative sociali: (specificare) Associazioni: (specificare) Altro: (specificare) Altro: (specificare) Altro: (specificare) 2.3 Destinatari che si intendono raggiungere (Nel prospetto indicare: se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17 anni; se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori; cittadinanza; altro – specificare-) Destinatari Numero stimato Operatori dei servizi sociali e sanitari, della giustizia 150 124 3. Caratteristiche tecniche dell’intervento 3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla determinazione) 1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18) 2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4) 3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5; art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4) 4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4) 5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c) 6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della legalità (LR 14/08, artt. 27-28) 7 Altro: 3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo: Durata: annuale Data d'inizio: gennaio2011 Data di conclusione: dicembre 2011 3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse) I riquadro Costo complessivo dell’intervento: 4.650,00 € Risorse regionali: 1.500,00 € Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…): 3.150,00 € professionisti Il Faro Risorse di soggetti privati: II riquadro spese per personale: spese per materiale: spese per consulenze: spese per prestaz. di servizi: altre spese: 125 4. Descrizione analitica dell’intervento 4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al contesto in cui si realizza) La prima edizione dell’evento formativo La valutazione dello stile di funzionamento genitoriale: strumenti e metodi di intervento nel lavoro sociale ha suscitato negli operatori sociali il bisogno di adottare e condividere strumenti aggiornati, qualificati e il più possibile scevri dalla componente soggettiva negli interventi di valutazione delle compete genitoriali. Si è quindi costituito un gruppo di lavoro di colleghe esperte per l’individuazione degli strumenti. 4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire. Gli obiettivi devono descrivere chiaramente: quali i cambiamenti attesi, quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare) - acquisire strumenti di diagnosi sociale sulle condizioni di rischio di minori - confrontare i metodi di lavoro in questo ambito complesso di intervento - diffondere “buone pratiche” operative presso i servizi - qualificare l’intervento nell’ambito della tutela dell’infanzia 4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste in essere) 4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i destinatari, concertazione, …) 4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe L’intervento rappresenta: una innovazione vera e propria un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti finanziati mediante risorse proprie ecc.) 4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...) 126 4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni) 4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti che se ne occupano) 4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme) 127 PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE POLITICHE DI TUTELA E ACCOGLIENZA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA SCHEDA INTERVENTO AREA TUTELA Anno 2011 1. Generalità 1.1 Titolo dell'intervento Centro di Documentazione 1.1bis Durata dell'intervento Annuale Pluriennale x 1.2 Responsabile tecnico dell’intervento Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.3 Compilatore della scheda (indicare il nominativo del compilatore effettivo della scheda a cui ci si può rivolgere per eventuali chiarimenti) Nominativo: Mariagnese Cheli Recapito telefonico: 051 4141611 fax: 051 4141601 e-mail: [email protected] 1.4 Ambito territoriale (descrivere l’ambito di azione interessato dall’intervento) Interprovinciale specificare: Provinciale specificare: Bologna Az.USL specificare: Interzonale specificare: 1.5 Ente responsabile dell'intervento (indicare la denominazione dell’ente referente della gestione amministrativa dell'intervento) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 1.6 Ente esecutore dell'intervento (indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto tecnico-scientifico dell'intervento (se diverso dall’ente responsabile di cui al punto 1.5) Centro Specialistico Provinciale “Il Faro” 128 2. Soggetti coinvolti e destinatari 2.1 Figure professionali coinvolte (indicare numero, qualifica ed l'ente di appartenenza dei soggetti coinvolti nell'intervento) Numero e qualifica degli operatori Ente di appartenenza Professionisti del faro Ausl di Bologna collaborazioni professionali privato 2.2 Soggetti istituzionali coinvolti Provincia/e: (specificare) Comune/i: (specificare) Azienda/e U.S.L: (specificare): Bologna Scuola/e: (specificare) Prefettura Centro di Giustizia Minorile Tribunale: (specificare) Questura/e: (specificare) Organismi di volontariato: (specificare) Cooperative sociali: (specificare) Associazioni: (specificare) Altro: (specificare) Altro: (specificare) Altro: (specificare) 2.3 Destinatari che si intendono raggiungere (Nel prospetto indicare: se i destinatari sono minori: la fascia d'età, ossia: 0-6 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17 anni; se i destinatari sono adulti: la categoria considerata, ossia: genitori; insegnanti; operatori; cittadinanza; altro – specificare-) Destinatari Numero stimato Tutti gli operatori dei servizi sociosanitari (territoriali e ospedalieri) interessati/coinvolti professionalmente sul tema del maltrattamento dell’infanzia Tutti gli enti (scuola, autorità giudiziaria, comunità di accoglienza, ecc) 129 3. Caratteristiche tecniche dell’intervento 3.1 Tipologia d'intervento (indicare con una crocetta la tipologia corrispondente prevista dalla determinazione) 1. équipe di secondo livello (LR 14/08, art. 18) 2. Formazione operatori (LR 14/08, art. 24, co.1, lett. a, e co. 4) 3 Consolidamento della rete di protezione (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. d, e; co. 2; co. 3; co. 5; art 5, co. 1, lett. B e art 17, co 4) 4. Spazi per audizioni protette (spazi neutri) (LR 14/08, art. 24, co. 3-4) 5. Integrazione Scuola - Servizi territoriali; punti di ascolto (LR 14/08, art. 24, co. 1, lett. c) 6. Interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale; promozione della la cultura della legalità (LR 14/08, artt. 27-28) 7 Altro: raccolta dati 3.2 Tempi previsti dell’intervento complessivo: Durata: annuale Data d'inizio: gennaio2011 Data di conclusione: dicembre 2011 3.3 Quadro economico (nel primo riquadro riportare l’ammontare delle risorse provenienti dalle varie fonti di finanziamento: regione, altri enti pubblici, soggetti privati; nel secondo riportare le spese inerenti a ciascuna tipologia di spesa, con cui si intendono impegnare le risorse) I riquadro Costo complessivo dell’intervento: 104.800,00 € Risorse regionali: 14.800,00 € Risorse di altri enti pubblici (enti locali, AUSL…): 90.000,00 € professionisti Il Faro Risorse di soggetti privati: II riquadro spese per personale: spese per materiale: spese per consulenze: spese per prestaz. di servizi: altre spese: 130 4. Descrizione analitica dell’intervento 4.1 Motivazione dell'intervento (descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le necessità, le risorse sociali sulle quali poggia l’intervento e indicare sulla base di quali dati tali elementi sono stati rilevati. In sintesi occorre motivare l'appropriatezza dell'intervento rispetto al contesto in cui si realizza) -assicurare la raccolta dei dati interni al Faro e svolgere azioni di ricerca sulle caratteristiche del fenomeno - diffusione delle attività e del materiale de il faro per informazione e sensibilizzazione tramite il sito - gestire gli aspetti organizzativi dell’attività consulenziale - gestire e organizzare lo spazio attrezzato per l’audizione protetta e gli incontri in spazio neutro 4.2 Obiettivi/risultati attesi (indicare gli obiettivi che l’intervento si prefigge di conseguire. Gli obiettivi devono descrivere chiaramente: quali i cambiamenti attesi, quali sono i comportamenti / le prassi / i fenomeni che si intende consolidare) Vedere punto 4.1 4.3 Fasi operative: attività previste (il contenuto di questo riquadro è molto importante e costituisce la parte centrale della scheda: descrivere qui le singole attività ed iniziative che costituiscono in concreto l’intervento e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste in essere) - aggiornamento dati per relazione annuale di attività de Il Faro - aggiornamento sito Faro - gestione richieste consulenze al centro - organizzazione spazio attrezzato per l’audizione protetta e gli incontri in spazio neutro 4.4 Metodologie e strategie di lavoro, strumenti previsti (ad es.: condivisione di obiettivi con i destinatari, concertazione, …) 4.5 Legame dell’intervento con la rete delle iniziative similari analoghe L’intervento rappresenta: una innovazione vera e propria un consolidamento di un precedente intervento (in tal caso spiegare nel riquadro sottostante che cosa si va a consolidare: es. progetti già attivati mediante finanziamenti ex L. 285/97; progetti finanziati mediante risorse proprie ecc.) L’intervento costituisce un consolidamento di precedenti progetti relativi agli aspetti gestionali del centro 4.6 Indicatori (gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che permettono di verificare la corrispondenza tra obiettivi e risultati. Esempi d'indicatori: numero dei partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento...) - incremento della richiesta utilizzo spazio attrezzato - sviluppo dati di attività de Il Faro (report annuale di attività) - numero di accessi al sito de Il Faro - divulgazione dati di ricerca e studio sul fenomeno in seminari, congressi, eventi formativi 131 4.7 Attività di documentazione prevista (tale attività consiste in una raccolta di dati e di materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni) • Report annuale di attività • sito de Il Faro • seminari, congressi, eventi formativi 4.8 Attività di monitoraggio prevista (tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti che se ne occupano) - riunioni settimanali con la responsabile de Il Faro per la programmazione e la verifica delle attività - verifica trimestrale dei dati di attività con la responsabile de Il Faro 4.9 Attività di valutazione (attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli obiettivi raggiunti. E' integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme) - riunioni mensili con l’equipe del centro il Faro analisi periodica dei dati di attività 132