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323
Bryozoi fossili Italiani.
Quarta Contribuzione.
Per
Dr. A.
il
(Con 6
Mentre
io
pralia, come
dedico ora
destinavo
tavole.)
precedente Contribuzione
la
al
genere Le-
piü svariato e ricco di forme nella serie dei Bryozoi,
al
presente
la
Manzoni.
generi Saliconiaria, Hippothoa,
ai
Mem-
branipora, Cellepora, Eschara, Retepora, Lunulites, Cupularia,
e ad alcuni Bryozoi Cyclostomati coi quali intendo cominciare la storia
di questo Ordine.
Cosi
si
trovano descritte in questa Contribuzione 2 sp.
cornaria, Tiina essendo
una forma
assai
la sp.
affine:
2
Sali-
stessa vivente nel Mediterraneo, l'altra
sp.
d'
Hippothoa ambedue provenienti
dai depositi Calabresi e rappresentate nell' attuale
alquante Membranipore, delle
ranea:
di
quali
forme provenienti
le
Miocene
dai depositi del Pliocene inferiore e del
Fauna Mediter-
alta
dell'
Italia
si
trovano in parte identificate a quelle dei contemporanei depositi del
bacino
delle
di
Vienna, ed in parte anebe,
assieme
maggior numero
al
forme rinvenute nei depositi Calabresi, identificate a quelle
attualmente viventi nel nostro mare.
Pressoche egualmente dovrei dire delle Cellepore, Retepore,
Selenariade ; intorno
specie
delle
rivista
siti
tutte
di
italiani.
sapran buon grado
tempo
e
quali
non solo presento
ma per
ehe mi sono oecorse,
critica
fossiliferi
alle
fatica
a
gli
E
le
specie
dagli
di
descrizione
la
piü aggiungo una
Autori attribuite
ai
depo-
questo
nuovo elemento spero che mi
Studiosi, che
non avranno altrimenti a sprecar
di
disgombrare dalle
sp.
false
e
dai
synonimi
la
strada eh' essi dovranno percorrere nello studio dei Bryozoi fossili
italiani.
Essendoche
i
Bryozoi dei depositi Calabresi abbiano
fatto prin-
cipale soggetto di questi miei due ultimi scritti, ed anzi nel presente
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Manzoni.
32^
li
abbia
varne,
compresi
tutti
posso
giä
forma
in
totalmente corrispondono
6
ben chiara eccezione
Bryozoi viventi
forme
esattamente
Lepralia
ligulata dei
mi
moltiplicarsi,
cerche intorno
solo
si
Bryozoi
ed
fossili
rispondenza
di poter
insieme e dimostrare quello che
ai viventi.
io
riconosca
il
il
di quelle qualsiasi altre
mi assisteranno
a
alla
le ri-
Fauna
legame
Fauna,
dei
o la cor-
collegarle
mia mente ama concepire, che,
la
di
forme
e di
da cui
nel
stabilire
valore puramente subiettivo di queste
io
una collezione,
meglio
queste,
inevitabilmente mi trovassi domi-
mio compito. Mi spingeranno ad
istituire
ravvicinamenti ed affinitä e a comporre un
un insieme, che per quanto meno adattato ad esser
le Celle di
passo
intendimento non
pure son persuaso che
e speculazioni,
comparazioni,
alla
esempi
questi
di pari
Coli'
anche trovare
le
perche tutto e armonia.
strutture, appunto
nato,
poter vedere
Natura tutto deve esser transizione
cioe, nel seno della
mie tendenze
descritti,
Che anzi giova qui
e cosi completare l'una e Taltra
Per quanto
come
forme viventi e quelle recentemente ed antica-
fra le
fossili,
ma
Membra-
rinvenire
poter un giorno presentare un Suplemento
Bryozoi mediterranei,
mente
—
da qualche tempo spingere
fa
ai
di
Unica
Hipfothoa flagellum,
alla
pensiero
il
giü poluto
Calabresi.
depositi
che
aggiunga,
ch'io
corrispondenti
che questi
la
mare, ma non per anco
nostro
nel
abbia
osser-
Mediterraneo.
regola rimanendo
a questa
io
possibile
enunciare,
viventi nel
quelli
nipora Smittii; essendoche
stato
conclusione
di
a
mi e
quanto
per
distribuito dentro
confarrä invece maggiormente
si
all'
intel-
ligenza dello Studioso della Natura.
Questi miei studi,
gli
antecedenti, ho compiti nel
dove mi ha accolto
Mineraliencabinet,
rettore Prof.
come
Tschermak
autorita dei Prof. E.
e
Reuss;
la
dove
in
di materiali di letteratura e di collezioni
Hof-
benevolenza dei Sig. Di-
dove mi ha sempre
e
k. k.
oltre io
assistito la sapiente
ho potuto valermi
che ben diflicilmente altrove
avrei potuto trovare.
Le 6 Tavole, che aecompagnano questo mio
da disegni
tutti e
completamente eseguiti
di
lavoro, sono tratte
mia propria mano.
;
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Bryozoi
ßRTOZOA
fossili
32o
Italiani.
CHEIIiO^TOIflATA.
I.
Articulata.
Fam. Sialicornariidae.
Gen. Salicornaria, Cuvier.
immer-
Polyzoarii superficie in areis angulatis divisa; aviculariis
sis,
irregulariter inter zoooecia sparsis.
Oooeciis occultis, poro, areae
summitate posito, aperiuntur,
Gl'internodi cilindrici o leggermente claviformi che costituiseono
questo genere
di polyzoario,
sono connessi fra
vente per mezzo di
flessibili
come osserva
Busk, divengono
Prof.
chitina; qiiesti
tiibi di
trovino disgiunti fra di loro, avendo
tubi cornei interposti.
i
formi e da ritenere che
la
di calcifica-
internodi
diversi
i
processo
il
ben raramente,
si
fossilizzazione
di
Allorquando gl'internodi sono clavi-
estremita
piii
grossa
sia la superiore, e cio
deH'internodo rispetto
relativamente alla posizione
tanto
fossile
stato vi-
allo
per processo
rigidi
zione; perloche avviene che allo stato
distrutti
di loro
al
poly-
zoario phytoide complessivo, qiianto a quella delle cellule rispetto
al
singolo internodo. Allorquando invece l'internodo e cylindrico, con-
viene ricorrere ad osservare la posizione
quella dell' internodo.
—
Per
scrizioni specifiche alle quali
facilitare
delle
il
cellule
comprendimento
si
poro situato
o
inoltre
che
al
gli aviculari,
le
trovano del tutto nascoste
fondo
di quest'
angolo
od organi accessori,
si
si
ovariche,
cavita
didietro della
al
mezzo
cellule; e che per
parete neir angolo superiore delle
orificio
delle de
debbo immediatamente procedere stimo
ancora opportuno notare, che nelle Sallcornarie
allorquando esistenti,
per stabilire
aprono
all'
di
un
esterno
trovano nella maggior
parte delle Salicornarie disseminati fra le cellule,
coli'
apertura loro
posta in fondo ad una celluletta di grandezza minore e forma un poeo
diversa di quella delle cellule zoidali e percio da queste
discernibili.
Senonche per eccezione
caratteristica di alcune Salicor-
narie viventi e stato riconosciuto dal Prof.
aviculari possono prender
dire,
il
Busk, che
di
talvolta gl
posto di una cellula ordinaria, cioe a
che questi organi accessori trovansi collocati
uno zoide. Esempi
facilmente
questo fatto possono
Sitzb. d. ms.them.-naturw. CI. LXl. Bd.
I.
Abth.
nell'
abitazione di
riscontrarsi
22
in
alcune
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Manzoni.
O/^D
Salicornaria citate a pag. 17
specie esotiche di
Catal. of
dall*
opera.
Marine Polyzoa, mentre invece esempi del medesimo non
citano ancora fra
S.
18
e
specie
le
farcimiuoidest J o h n s
flg.
— 3,
1
t.
fossili.
—B
LXV
Tav.
nostr. Tav.
fossile
I, fig.
Marine Polyzoa
u s k.,
(bis)
des Adriatiscben Meeres,
Conchiologia
si
—
5.
fig.
—
p. 9.
Heller
Manzoni
subapennina,
1868,
Tav. LXIV,
p. 1 6,
Bryozoen
C.
Saggio
A.
—
69.
p.
di
Icon.
1, 2.
Frequente: incontrasi a Castell' Arquato, Colline d'Asti (sabble gialle), Colline di Pisa (sabbie gialle), Mte Mario, Pezzo, Cannitello,
di
presso Reggio,
di Calabria,
Ficarazzi (Sicilia) e nel Quaternario
Livorno.
La
sottile di
fig»
1
rappresenta
le cellule
un internodo; queste
si
poste nella parte inferiore e piü
mostrono
per esser man-
sterili,
hanno forma decisamente romboidale
canti di poro ovarico ed
e son
circondate da margini aeuti.
La
fig.
2 rappresenta
internodo, e son queste
le
fertili,
cellule
poste
al
sommo
provviste cioe di orificio ovarico, ed
banno assunta una forma ovato-esagonale
e
son limitate da margini
massime differenze osservate
piuttosto ottusi, Queste
mitä di un internodo insensibilmente transigono
riscono verso
il
mezzo
del
stesso
dello
due estre-
alle
e spa-
di loro
fra
medesimo.
Apparisce chiaramente cbe questa forma fossile corrisponde
puntino colla vivente S. farciminoides', ne
Busk,
stanza seguire V esempio del Prof.
il
dere troppo importanza a minime differenze
io
leggera var.
di S.
sile;
non pertanto
allorquando
di struttura,
come
a se
sp.
23, Tav. XXI,
fig.
(»S.
si-
5J una ben
farciminoides.
La granulazione
allo stato vivente,
p.
questa circo-
in
quäle diede, a mio cre-
decise sugli esemplari del Crag di ammettere
nuosa, Hassal, tbe Crag Polyzoa
so
a
finissima,
di
cui
quest' ultima
ordinariamente non e riscostrabile
sp.
allo
e dotata
stato fos-
bo potuto notarla nei perfettissimamente con-
io
servati esemplari di Ficarazzi.
Come
gia notava
Oberoligocäns, p. 16)
affinitä colle S.
il
la
Prof.
Reuss
S. rhombifern.
(zur Fauna
Gl
df. Petr.
des
deutschen
Germ., ha grande
farciminoides o S. sinuosa, Hassal, che
si
voglia
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ßryozoi
se pur anco
dire;
non
vi si
fossili
327
Italiani.
confonde direttamente, come
1'
osserva-
zione m' induce a credere.
—
S. cospidata, mihi.
Icon
nostr. Tav.
fig.
I,
3.
Polyzoario internodis cylindricis composito.
—
Zooneciis forma
ovato-lanceolata, marginibus acutis distinctis, medio utrinque dupli-
—
€atis.
Apertura permagna,
fere
medio posita, superne arcuata,
inferno sinuato-lobata. Poro ovarico per magno, sub-rotundato, inter
dum cum
apertura fuso(?). Avicularis, inter zoooecia
sitis,
desunt.
Colline di Pisa (sabbie gialle), nou rara.
Fondo questa
—
5ui seguenti caratteri.
cambiamento alcuno
come pure
di
Forina ovato-lanceolata delle cellule, senza
questa forma sulla lunghezza
e verso
lato,
il
dell'
internodo,
margini cellulari: sdoppia-
della particolare acutezza dei
mento da ciascum
in
(a differenza specialmente della precedente)
n, sp.
mezzo
del margine,
delle cellule,
modo da formare un prolungamento angoloso nettamente separato
dall'area cellulare, e per tal
contorno
disposizione
alato-rombiforme:
laterale
ovarico e delF apertura, in guisa che
ponte
il
succeduta per
la
straordinaria
questi
t'ra
2/3
i
acquistano
cellule
un
vastita del poro
rimanga un
rimase soppresso allorquando
quäle forse
apertura occupante
le
sottile
una vastissima
superiori dell' area cellulare
sembra esser
fusione del poro ovarico e della bocca,
come
puo
si
giudicare dalla figura: infine assenza completa degli aviculari interposti alla cellule. Quest' ultima condizione
non forse
le
vaste aperture occupanti
rinvenirsi in piccolo
numero
tessero venir interpretate
lario
che abbia preso
il
sulla
e
la
r interpretazlone
forma
dell'
per
area cellulare,
lunghezza
dell'
internodo, non po-
Busk
di
in
la
apertura
due
in
un avicu-
come ho
alcune sp. viventi;
mia
sp.
fossile,
mandibulare non mi permette
della fusione dei
se
dell"
i
posto di uno zoide. Questo fatto,
della porzione
perche
riflettere,
2/3
non mi son deciso ad ammetterlo per
tarlo,
fatto
come V apertura mascellare
detto, e stato verificato dal Prof.
che r assenza
mi ha
in
di
io
giä
pero
quanto
aci^er-
esame puo anche suggerire
orifici
ovarico e buccale.
2V
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Manzoni.
O/CO
Inarticulata.
II.
Hippothoidae*
Farn.
Gen.
Hippothoa, Lamx.
Polyzoario adnato, repente: zoooeciis urceolatis seu
pyriformi-^
bus decumbentibus, plus minusve pedunculatis, distantibus
summi-
täte et lateribus inter se ipsa conjuncta.
Hip. catennlaria,
Flem.
1, 2.
fig.
—
Busk. Marine Polyzoa
— Heller,
op. cit. p. 12.
Franc. Tom. Ter. eret.
p.
383.
Cellule oviformi, alhingate con
quanto
il
la cellula stessa,
peduncolo
dell'
—
—
p.
D'
29, Tav. XVIII,
Orbigny,
Icon. nostr. Tav.
dalla
fig.
I,
4.
un peduncolo circa tanto lungo
disposte in serie longitudinali in
una parta
Pai.
sommita
modo che
sottostante cellula.
della
Apertura oviforme, vasta.
Frequentissima nei depositi a Bryozoi delle vicinanze
di
Calabria,
Cannitello Pezzo ecc.
La
figuro
esame serpeggiante sopra giovani
sp. in
Reggio
ch'io ne dö mostra la
Eschara foliaceus
cellule di
Allo stato vivente questa sp. incontrasi
di
abbondantemente sparsa
nei mariEuropei, serpeggiante sopra ogni specie di corpi sottomarini,
non eccettuate
le
Alghe.
Hip. flagellam, mihi.
—
Icon. nostr. Tav.
fig. 5.
I,
Zoooeciis pyriformibus, ventricosis, superne suberectis, apertura
minima, ovato-rotundata instructis, inferne in cauda
zooce-
filiformi,
ciorum multo longiore, coarctatis, productis.
Rara: serpeggiante sopra corpi
lisci,
como
le
valve di Modiolus
proveniente da Pezzo e Cannitello,
Nei mentre
mi persuadevo che questa forma
differiva
essen-
zialmente da quelle descritte viventi nei Mediterraneo {Hip. catennlaria,
¥\em., divaricata, Lamx.)
e
da quella recentemente fatta
conoscere dei mari britannici dal Rev. A. Merle Norman (Hip. ex-
pansa),
che ne e
e
da quelle del Crag {Hip. abstersay S.
piij affine),
avevo
la
buona fortuna
d'
W., come
incontrarne
quelia
forma
la
identica vivente nei Mediterraneo rovistando nella collezione dei
zoi viventi del k. k.
stabilire
Hof-Naturcalienabinet.
Per
tal
modo
io
Bryoposso
che questa Hippothoa dei depositi Calabresi rappresenta
una forma tuttora vivente
nei Mediterraneo; la
quäle a suo
tempo^
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ijcyozoi fossili
assieme ad altre nuove farö conoscere
Fauna
U Hip.
mare.
del nostro
colle
Hip. laxata ed elegans,
€it.).
Lo
d'
in
un complemento a questa
flagellum presenta alcune
Orb.
affinita
dei terreni cretacei (vedi op.
stesso Autore cita pure una Hip. mediterraneat della quäle
non giova teuer conto, mentre appunto
natura
329
Italtani.
questa
di
puo rieavare
nulla si
insufliciente descrizione
dalla
e
dalla
sulla
maneante
figura.
Membraniporidae«
Farn.
Membranipora,
Gen.
Blainv.
Polyzoario membranaceo-calcareo seu
ealcareo, diffuso, incru-
«tante, adnato, zoooeciis contiguis, longitudinaliter seriatim oppositis
quineuncialiter distributis composito; zoooeciis antice depressis,
vel
minusve
plus
menibranaceis
sive
apertis,
margine
elevato
cir-
cumdatis.
Synopsis delle Specie (secondo Busk).
A.
Cellule
piii
meno aperte anteriormente, d'ordinario senza
o
parete posteriore.
a) Non armate.
M. annalas, mibi.
—
Icon. nostr. Tav.
Zoooeciis seriatim
longitudinaliter
forma rotundata,
cutis
magna
I,
fig. 6.
gradatim subse-
dispositis,
margine annulari, patulo
cinctis.
Apertura
rotundata.
Non
rara nei depositi
pliocenici
pure a Nugola (miocene) ed
di
Arquato; trovasi
Castell'
in altre localitä
che tralascio
di
citare
perche non bene accertate.
Questa forma e immediatamente riconoscibile per
zione delle sue cellule,
le quali
da un margine annulare
gradatamente
in
salienti
sono nel
piatto e sono
modo
il
disposte in serie longitudinali
un piano leggermente diverso da quella che
nariamente
la
forma
di
M. pedanculata, mihi.
tal
conforma-
piü semplice limitate
per modo che ciascuna cellula
quella che la succede; per
la
disposizione
il
la
si
trovi
sempre
precede come da
Polyzoario prende ordi-
un monticello,
—
Icon. nostr. Tav.
II, fig.
7.
Zoooeciis saepius irregulariter scalaratim acervatis,
pyriformi-
bus semierectis, peduncolatis, ad basin coarctatis, immersis; superne
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Manzoni.
330
apertura ovoidaea, margine calloso cincta, terminatis.
glo-
Oooeciis
bosis, laevibus, impertbratis, apicalibus.
Non
La
rara a Castell' Arquato.
disposizione che
pressoche
mazione
la
medesima
delle
polyzoorio
il
questa
di
forma assume e
descritta per la sp. antecendente;
nella
cellule
forma
esame
in
ben
e pero
confor-
la
diversa,
essendo esse pyriformi, sostenute da una base o pedunculo, con una
apertura oviforme circondata da un margine calloso e con
globosi e
E
lisci posti al
sommo
ovicelli
di questa.
chiaro che tanto questa, quanto la precedente specie aberrano
assai dalla ordinaria conformazione delle
Michel in (non Blainv.).
M. reticalani,
Membranipore.
Icon. nostr. Tav.
11, fig.
8, 9.
Frequente nelle colline de Torino.
Ho
gia accennato a questa sp. a pag.
4
della
mia 2'*Contribuzione:
ora posso con maggior fondamento parlarne possedendo
aceenna
delle colline de Torino ai quali
culum
di
la
gli
nelle
dei
margine vasto
il
A
soico profondo.
mie due figure e
reti-
espri-
le quali
come
della
mia 2*
forma pliocenica Italiana
alla
M. Lacroixiiy Sav., menlre
se ne
distingue per non portarne la speciale crenulatura del murgine.
La seconda forma
di
M. reticulum, rappresentata
caratterizzata dalla presenza
da
un solco;
e questa
di
un margine elevato
condizione
forse
tal
modo
io
ticulum delle Colline
sponda
alla sp. di
credo
di
di
dalla
e
fig.
9,
—
e
non spartito
potrebbe procedere dalT
giovine eta o stato di perfetta conservazione
Per
8,
un
M. retlculum
la
della quäle con errore dicevo io nella
var.
fig.
delle cellule e spartito da
e calloso
Contribuzione che mostravasi identica
descritta
come
me ne
e quella rappresentata nella
questa acconformasi senz' altro
del bacino di Vienna,
me
M.
numerosi esemplari osservati
La forma piü frequente
nella quäle
da
Sig. Michelin. la
estremi delle variazioni a cui questa sp. va soggetta,
buona conservazione
assicura.
esemplari
questa localitä mostra atteggiarsi a due conformazioni, je
quali si trovano rappresentate
nono
il
gli
di
questa forma.
aver determinata la natura della M. re-
Torino;
la
quäle non e da credere che corri-
Blainville, secondo (dalF identificazione arbitra-
riamente e senza fondamento fatta dal
Michelin
della
nel Mediterraneo con quella fossile della Collina di Torino)
forma vivente
sembrerebbe
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Bryozoi
che quello che
risultare; poiche io credo
si
e chiamato
critta
come
M. retlculum
var.
non
altro
M. LacroLvii, Sa
Odl
Italiani.
fossili
allo stato vivente o subfossile
che
sia
la
Per
Blainv. ossivero
M. reticulum
i
che
sopra descritte
fossili
il
delle
nome M. reticulum
il
Sa v.,
riiinendolo alla synonimia della i/. Zrtcro/.r«,
accetto per le forme
M
che sopprimendo
lo
des-
e che d'altra parte resti ancora
v.,
a dimostrare l'esistenza allo stato vivente della
Colline di Torino.
me
forma da
nome de M.
reticulum'.
n.
1 i
M. angulosa, Rss., Foss. Polyp, d.
Tav.
XI,
—
10
Fig.
Wiener Tertiärbeckens,
Studien
Paläontologische
älteren Tertiärschichten der Alpen:
11.
p.
93,
über
die
Abtheilung, die fossilen
Anthozoen und Bryozoen der Schichtengruppe von Crosara.
p.
La
41, Tav. XXIX,
9—11.
fig.
—
Icon. nostr. Tav.
11, fig.
10.
distribuzione geografica e geologica di questa sp. e notevole,
Cronologicamente sembra far
la
sua prima apparizione nei depositi del
Nummulitico superiore od Oiigocene
di
Crosara, incontrasi a
Dego
Torino (miocene medio), ed e fre-
(miocene inferiore),
nelle Colline di
quente nel bacino
Vienna, ed in molte localita dei depositi pliocenici
di
CastelF Arquato, Colline di Val d'Arno inferiore, Colline di
Italiani,
me
Pisa (sabbie gialle, da
mio Saggio
nel
di
Conchiologia foss. Sub-
appennina erroneamente citata come M. Savartii, Aud.), ed
infine
incontrasi allo stato vivente nel Mediterraneo.
Le
variazioni
riferiscono ad una
maggior
e quindi
principalmente va sogetta questa
cui
a
maggior
o
minor elevatezza o grossezza
o
minor profonditä
ora abbreviata, ora allungata
caratteristica
del Prof.
e dalla
mia
M. sabtilimargo, Rss., zur
Tax. IX, Fig.
Rara
II
— CoUina
5.
si
di
cavallo,
margine
come
la
forma
dalle figure
puo dedurre.
Fauna des deutschen Oberoligocäns,
—
si
bocca essendo
ma pur sempre conservando
campanulata o a ferro
Reuss
della parete; la
del
sp.,
Icon. nostr. Tav.
II,
fig.
p.
17,
12.
Torino.
di
confronto diretto mi
fa
riconoscere la
esiste fra gli esemplari italiani e quelli di
corrispondenza che
Astrupp e
di
Bünde, esis-
tenti nelle collezioni deirHofmineraliencabinet, sui quali \a M.subtili-
margo venne
(a differenza
fondata.
Solo negli esemplari della
dei sopra
nominati
di
Collina di Torino
Astrupp e Bünde),
parietale anteriore delle cellule mostrasi
\>\\\
la
lamina
estesa. e Torlo buccale
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M
Oö/^
a D z o
u
i.
alquanto tumidetto; senonche queste differenze possono esser com-
prese nei limiti di variabilitä di questa specie.
Nota. La
11, Tav.
fig.
ticulum, per
Icon. nostr. rappresenta una forma proveniente dalla
II,
Collina di Torino,
quäle per aleuni
la
-suoi caratteri si
eollega alla
subtilimargo ed alla angulosa.
altri alla
E poiehe
ilf.
re-
non
io
riesco ad identificaiia a nessuna di queste in particolare, ml limito qui
ad esibirne
ed a considerarla come forma
la figura
di
transizione fra le
sopradette specie.
b) Armate
Linn. Busk., Mar.
lineata,
lÄ.
(muiiite di aviculari).
Heller,
op.
cit.
p.
20.
Polyz.
—
58. Tav. LXI,
p.
Smitt,
F. A.
fig.
Förteckn.
Kritisk.
XX,
öfver Skand. Hafs-Bryozoer, 1867, p. 363, 390, Tav.
Non
—
23—31.
fig.
Icon. nostr. Tav. ü,
fig.
14.
questa sp. dipende principalmente
dall
di
come
esser fertile o sterile, armata od inerme,
mie figure,
vedono
sp.
i
fig.
III,
rara a Pezzo e Cannitello.
La diversa apparenza
si
13. Tav.
—
1.
puo giudicare
si
dalle
nelle quali queste diverse condizioni o stadi delle cellule
raifigurati.
Smitt
sullodato F. A.
II
attribuisce a questa
sequenti caratteri: „Area aperturae elliptica vel ovalis
membra-
nacea permanet (lamina calcarea interna caret), spinis marginalibus
munitur vel inermis
liberis
A. Multispinosae
,
est.
quarum.
per totum marginem areae
zoooecia
aperturae spinas praebent.
a)
Avicularia
solum
partem
zoooecii
Forma craticula(k\^QY)
la
mia
13; mentre
fig.
di spine
sprovviste
verso
la
la
:
fig.
pone
aream
aperturae
zoooecii
(ad
proximalem) oriuntur."
ed a questo concetto corrisponderebbe
14,
marginali (od
quäle
nella
al
piü
una
le
o
cellule
mostransi
due ne conservano
porzione distale del margine, allorche pure non sieno
fertili)
e portano regolarmente un aviculario alla loro parte proximale e fre-
quentemente
asssi
bene
si
al
mostrano
fertili,
mentre
tale figura
concetto morpbologico cosi espresso dallo Smitt."
B. Paucisphiosae , quorum zoooecia
stalem
dico, corrisponde
=
ad partem anteriorem (di-
oralem) solum marginis areae aperturae
1 vel
2 paria
spinarum praebent.
aj Avicularia (2
vel
1) majora solum pone aream aper-
turae zoooeciis (ad partem zoooecii proximalem) oriuntur.
Forma unicornis (Fleming, Alder)
:
Stadium longius adultum.
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Bryozoi
Bm
Cellule anteriormente
fossili
3«) 3
Italiani.
chiuse da uiia lamina calcarea, parete
posteriore calcarea esistente
a) non armate.
—
Aud. Sav.
Heller, op.
—
Frequente
M. Rosselii,
—
Busk. Mar.
cit.
—
20.
p.
Polyz. p. 59, Tav. C,
Icon. iiostr. Tav.
nel Quaternario di
III,
fig.
fig.
2.
15.
Livorno (CoUezioni del Sig.
Dr. F. Castelli).
Non
v'ha dubbio che questa forma subfossile per
la fina
granu-
jazione della superficie delle cellule, disposizione appianata in fronte
degli ovicelli, configurazione della bocca e delle cellule stesse, cor-
risponde esattamente
alla sp.
vivente nel Mediterraneo.
La
zione nulla ha tolto e molto anzi ha aggiunlo a render
Telegante scultara degli esemplari del quaternario
—
M. Smittii, mihi.
Icon. nostr. Tav.
III, fig.
di
fossilizza-
marcata
piij
Livorno.
16.
Zoooeciis quincuncialiter dispositis, rhombiciformibus, depressis,
Apertura magna, campanulata, peristomate
tota superficie pert'oratis.
prominulo cincta, infra
et
callositate marginali,
utrinque
elongata
praebente.
Oooeciis?
Frequente a Pezzo.
Dedico
questa
Artici
forma
due
si
pii^i
o
sapiente illustratore dei Bryozoi dei Mari Boreali ed
al
n.
sp.;
quäle e
meno campanulata
specialmente caratterizzata dalla
della
sua bocca, dalla presenza di
partendo dai due angoli inferiori del peristoma,
callosita, le quali
prolungano lungo
dalla
la
i
margini
laterali
forma regolarmente romboidea
—E
superiori fino all'angolo dato
delle cellule.
La lamina
o parete
questa sicuramente una delle piü
anteriore
mostrasi perforata.
singolari
forme proveniente dai depositi a Bryozoi dei dintorni
Reggio
di
di Calabria.
Note. Mi nasee il dubbio che questa M. Smithii sia identica alla Lepralia complanata, Norman (On undescribed British Hydrozoa, Aetinozoa and Polyzoa, by Rev. A. Merle
eazione
genere.
di
localitä, ed,
Norman), da quest' Autore deseritta senza
indi-
a mio eredere, eon non esatta attribuzione
di
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oJ4
Manzoni.
Gen. Lepralia, Johnst.
L
—
lignlata, mihi.
Zoooeciis
Tav
Icon. nostr.
qiiincuncialiter
III, fig.
17.
elongato-rhomhicis,
dispositis,
tota
superficie perforatis, suturis funiculo elevato obtectis. Apertura peris-
tomate elongato, bilobato, medio constricto, infiindibuliformi cincta,
infra profunde processu unguiformi instrueta.
—
Oooeciis, diseoidali-
bus, antice depressis, circum cristatis.
Frequente a Pezzo
La conformazione
e Cannitello.
della
da quella che e ordinaria
al
sizione del polyzoario della
bocca
gen. Lepralia,
medesima
Genere. NelKapertura
in detto
questa n. sp.
di
di
si
ma non
la fa
allontana assai
percio la dispo-
senza dubbio rientrare
questa singolare sp. bisogna des-
crivere una fauee o porzione profonda deir apertura, la quäle inferior-
mente porta una linguetta, ed una bocca
quäle
distende,
si
si riflette all'infuori
o
porzione sporgente la
assumendo un contorno ovato-
allungato e bilobato leggermente ristretto verso
sono egualmente
in fronte e
forma
foss.
di
lungo
il
mezzo. Gli
ovicelli
conformazione singolare, cioe discoidali, depressi
l'orlo
muniti
di
una cresta.
— Di questa
singolare
ho potuto, egualmente che per V Hippothoa flagelliim,
rinvenire la forma identica vivente nel Mediterraneo nelle collezioni
del Prof.
Reuss.
Celle pori da e«
Farn.
Gen. Cellepora, Fabr.
Synopsis delle Specie (secondo B u
s k).
A* Polyzoorio ramoso erecto, cylindraceo.
C.
ramulosa, Linn.
— Crag
192. —
— Busk., Mar.
Polyz. p. 87, Tav. CIX,
Polyzoa, p. 58, Tav. IX,
p.
Icon. nostr. Tav. V,
fig.
fig.
2.
—
fig. 1
Smitt,
29, 29', Tav. VI,
— 3.
op. cit.
fig.
30,
30', 30".
Frequente a Pezzo
e
Cannitello
molto sviluppati e ramificati e
di
,
dove raccolgonsi dei tronchi
perfetta
conservazione
come puo
giudicarsi da quello che io ho rapresentato in dimensione naturale a
fig.
30', Tav. VI.
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Brjozoi
Questi esemplai'i
corispondono esattamente
fossili
apparenze della C. rnmulosa
Nella
29, 29'
flg.
o rostro
celluie
le
quali
base dei rami; queste celluie sono
sterili,
(il
quäle porta sul suo lato prospiciente
la
piccolo deformato aviculario) assai corto e logorato.
30"
di
si
piü
ortlinariamente
la
prevalgouo verso
umbone
alle ordinarie
frequente nei nostri man.
taiito
vedono
si
OOO
Italiani.
fossili
coli'
bocca un
Nella
fig.
f{0,
vedono invece
le
celluie poste alFestremita dei
munite
di
un umbone assai lungo e prominente, con
fertili e
un aviculario subrotondo
ben conservato
e
che partono divergendo dai
lati
e
deirumboue
rami e per
con due apofisi tubulose
stesso.
—
lo ho creduto,
dietro l'esame di molti esemplari, di poter stabilire la concomitanza
e la
dipendenza de questo diverso sviluppo delle appendici cellulari
collo stato di fertilita e posizione all'apice dei
rami delle celluie stesse.
Gli ovicelli sono giobosi, sdraiati, depressi, lisci.
C.
coronopus, S.
LX,
fig.
Wood.
—
1,3.
—
Icon. nostr. Tav.
Frequente a Ficarazzi,
ramosi, percorsi nel
presenza
di
Busk., the CragPolyzoa,
loro
in
forma
di
p.
57, Tav.
18, 19.
III, fig.
tronchi cilindrici, scarsamente
da un canale, prodotto forse dalla
asse
un fusto organico attorno
al
quäle
la
colonia mostra
di essersi sviluppata.
La forma
si
e struttura delle
considerano quelle poste
celluie
base (vedi
alla
poste all'apice delPolyzoario (vedi
base sono sprovviste
di
mostra variare secondo che
fig.
rostro od
fig.
18) ossivero quelle
19). Infatti le celluie poste alla
umbone
al
davanti della bocca,
portano una appendice tubulosa laterale che non oltrepassa
della bocca, inoltre
assumono una forma piü ventricosa
mentre
poste
le
celluie
molto lungo provvisto
di
verso
l'apice
portano spesso
livello
il
e giacente;
un umbone
un aviculario dal suo lato prospiciente
bocca; conformemente portano un
la
apofisi tubulosa laterale molto piü
sviluppata ed hanno una forma quasi cilindrica ed eretta e
la
manifestamenta sinuata in basso. Queste differenze estreme
bocca
si
con-
fondono sulla lunghezza dei polyzoario, rimanendo pero sempre intatta
la
forma
piii
o
meno
ventricosa,
liscia delle
celluie,
la
disposizione
sinuösa dei pristoma, l'esistenza delle apofisi tubulose laterali e dei
vasti orifici interposti alle celluie.
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33b
Ma
n
z o
B, Polyzoario incrustanfe,
C.
Bus k.
tnbigera, (?)
—
n
i.
sfratilicato^
Icon. nostr. Tav. IV,
subramoso.
fig.
25.
Frequentissima a Pezzo, Caunitello, Carrubare presso Reggio
dove comunemente assume
Calabria
di
forma
la
grosse masse
di
irregolarmeiite divise.
Le
che compoiigoiio questa Cellepora sono ovato-ventri-
cellule
cose, liscie con apertura terminale subrotonda, costaiitemente portante in basso uiia incisione e spesso
umbone con un
mente
aviculario o poro vibraculifero che sia; frequente-
le cellule
cellule
alle
hanno una appendice tubolosa
vedono
si
—
precedente notuti.
fig.
€.
larghi ed
i
Per
tal
laterale; interposti
anche
irregolari orifici,
modo questo Cellepora
Busk, Crag
coUa C. tubigera,
affinitä
un corto
disotto di questa
al
Polyzoa,
nella sp.
presenta molte
üO, Tav. IX,
p.
8, 10.
Heller,
op.
Busk,
cit.
me
da
Mar. Polyz.
p.
86, Tav. CX,
fig.
4—6,
p. 36.
rappresentante fossile
II
stato
—
Linn.
pumicosa,
di
questa frequentissima sp. vivente e
per errore descritto e figurato come C. scruposa(^.^ Bk.,
1*
nella
mia
dalla
descrizione
Contribuzione
e
Tav.
che
credo
figura,
Lethaea geognostica. Vol.
9,
p.
III,
p.
II,
la
—
A
giudicare
globularis,
Bronn,
14.
fig.
C.
265, Tav. 35,
fig.
15 non
sia
altro
che un esemplare un poco logoro della C. pumicosa.
C
€.
palcra,
Polyzoario incrustante,
Michti
stratificato^ globoso«
(in schedis). Icon nostr. Tav. IV, fig. 20.
Zoooeciis irregulariter dispositis, depressis, ovato-subrhombicis,
tota
superficie
noduloso-perforata;
apertura
magna
subrotunda, peristomate prominulo papillifero cincta.
inter zoooecia raro sparsis,
Non
mediocri,
Aviculariis
calloso, papillifero munitis.
rara nella Collina di Torino (miocene medio).
Questa
cellule;
margine
vel
—
ma
n.
sp.
presenta una certa regolaritä nella forma delle
principalmente
poi
e
caratterizzata
dalla
Corona
di
tubercoli ottusi o papille, talvolta perforate, che circondano la bocca,
dalla qualita della scultura della loro superficie,
che
la
perforano,
mentre
le
data da larghi pori
aree a questi interposte insorgono in
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Hryozoi
forma
margine calloso
la
•
ed infine dalla presenza di aviculari, grandi, col
noduli;
di
33
fossili Italiaiti.
e papflÜfero sparsi
qua e
Allorquando
lä fra le cellule.
parete anteriore delle cellule manea per ima ragione qualunque,
rimangono pero
margini a mostrarne
i
come
contorno,
il
si
puo vedere
nella ntia figura.
C.
Michti.
pancioscalata,
immersis,
minusve
plus
Zoooeciis
depressis
punetorum
vel
subcordata,
(in schedis). Icon. nostr. Tav. IV, fig. 21.
quincunclaliter
marginibus
,
depressa uotatis.
linea
immersa,
uno
interdum
interdum
vel
indistinctis
—
profunde
dispositis,
Apertura
fere
ariculario
latere
serie
centrali,
prominulo
munita.
Collina di Torino.
Non
cellule
delle
dubbio che
v'a
e
loro
la
ordinariamente regolare
disposizione
la
che
piuttosto
struttura,
avviciua questa forma delle colline di Torino
La conformazione globosa
adulto).
pero
rende
verificasi
in
senza
altre
questa
significato
Cetlepore.
lo
una porzione del Polyzoario dove
bene segnata da dei punti
stesso
si
vedono alcune
tipo
Cellepora^
Eschara
(stadio
stratificata
del
polyzoario
condizione,
che
d'altronde
ho rappresentata nella mia figura
le
forma delle cellule e abbastanza
da linee sinuose depresse; nel tempo
e
cellule
e
al
tipo
al
armate
di aviculari.
Osservazioni.
In
proposito
rivista critica
del
introdurre
qui
la
che
piii
Selenariade
sotto faro per le
e per
Reiepore.
Ho
ed
voglio
delle molte specie attribuite ai terreni terziari italiani,
in quella stessa guisa
le
genere Cellepora
gia avuto occasione di avvertire che la grande variabilita
irregolarita
a
cui
mostra andar soggetta
forma, struttura e disposizione
assai difficiie ed indaginoso
un tipo specifico,
il
il
delle
cellule
ricondurre
le
Cellepore
nelle
nel
Polyzoario,
la
rende
multiformi apparenze ad
quäle piü spesso senibra non esistere, ossivero
sfuggire alTosservazione; e piü che in altro caso richiede quindi nel
Naturalista cautela nella distinzioiie dei
e
grande riservatezza nel proporne
di
tipi
nuovi,
specifici
Di qui
gia conosciuti
la
convenienza
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,)
3o
M
o n
H n z
i.
numerosi e ben conservati esemplari per
di provvedersi di
che
e di teuer per fernio,
delle Cellepore,
la
studio
lo
forma del Polyzoorio
colonia e di nessun valore e deve completamente venii* trascurata
nella distinzione delle specie di questo genere.
Ora
vedra come particolurmente sieno venuti meno a queste
si
due indicazioni
di
Cellepore dei terreni terziari
II
4
sp.
Michelin
cioe,
,
hanno preteso
Naturalisti che
i
nella sua
italiani.
„Sonographie Zoophytologique" propone
Supergiana
C.
di stabilire le specie
Torino),
(Asti,
Mediterraneo)
C. concentrica (Asti, Torino,
ornata
C.
(Asti),
ed C. echinata (Asti,
Mediterraneo),
quest'ultima evidentemente non appertenendo
questo genere e
nemmeno
ed esaminare
Famiglia dei Bryozoi. Or chi
descrizioni e
le
imniediatamente
alla
le
figure
che esatta e giusta
taccia
queste cosi-dette specie,
di
persuade che TAutore, mancando
si
si
ne a
di
ogni idea
men
Cellepora non ha saputo
della struttura d'una
accennarne se non
le
apparenze insignificanti o non
E per quanto
io
non possa qui capo per capo sviluppare questa
mia
critica radicale
perö
,
dietro
guirsi nello
nate del
contra
indicazioni
le
sopra esposte
Michel in non reggono
d'imbarazzo
Sig.
alla
Mioc. infer. de
Michel otti
due
l'Italie
critica e
che percio debbono
rifiutate
afine
e venir
ambedue
in
de Tltalie
le
che non sieno
sue opere „Descript.
septentrionale"
septentrionale"
seguiva
dico,
n.
adotta
come
sp.
si
„Etudes sur
quanto
ai
le
Bryozoi
del Michelin,
il
Sig.
cotesto Autore, e per di piü
di
ea^planata,
C.
sp.,
le
e
in
non giusta maniera descrittiva
quali,
le
alla
Scienza.
mioc.
la insufficiente e
Torino;
nulle
Michel Ott i, che
d. foss. d. Tert.
propone
Michel in, affermo
intorno al modo da se-
specie del Sig.
studio di questo genere di Bryozoi, che le 3 sp. nomi-
esser considerate come
U
le
valutabili.
C.
puö giudicare
elegajis,
dalle
della
relative
Collina
di
descrizioni
e figure, son pure exclusivamente fondate suUa forma del polyzoario
e per nulla sulla loro particolore ed intima struttura. Queste due sp.;
come
quelle del Sig.
Alle
sp.
Michel in, debbono
distrutte
questa Contribuzione,
lascio
i
nomi con cui
in
la C.
si
successione
pulcra
le sole
due nuove ne propongo
in
e la C. 'pauciosculata, alla quali
trovavano distinte nella collezione del Sig.
Michelotti. Queste due, assieme
bero
esser rigettate.
alla
C pumicosay
Cellepore per ora conosciute della Collina
Linn., sarebdi
Torino.
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Bryozoi
—
Busk,
— Smitt,
4__6.
fig.
—
John st.
Hassalil,
C.
fossili Italiatii.
op.
Icon. nosti-, Tav. IV,
cit.
197, Tav. XXVIII,
p.
mio disegno
211.
fig.
Reggio
tli
Calabria.
dare l'idea complessiva della singolare
di
diverse parte che
le
CIX,
Tav.
86,
p.
22.
fig.
organizzazione di questa Cellepora;
una ad una
Polyz.
a Pezzo, Archi, Carriibare presso
Frequente
Affido al
Mar.
«>Ot/
io
mi limitero a descrivere ad
—
compongono
la
disegno
nel
si
trovano rappresentate 5 celkile irregolarmente disposte fra di loro ed
inoltre di eta differente; fra le cellule
si
osservano profondamente delle
vaste irregolari aperture, quali sono caratteristiche non
ma
bensi
qua
e lä
cellule,
simula
del genere;
piano
dal
(ma ordinariamente
al
che e molto rigonfia,
forma
la
posti alle cellule
Le
scafoidea.
questa sp.
di
delle cellule sorgono
d'insidenza
davanti della parete ventrale delle
glohosa,
peculiarmente ornata e che
di
un ovicello) delle apofisi tubulose;
si
trovano degli aviculari assai grandi e di forma
hanno una apertura che
cellule stesse
infine inter-
e piü o
meno
semilunare o semiquadrata, circondata da un peristoma che e calloso
nelle vecchie e
aguzzo nelle giovani
che
cellule e
porta due aperture rotonde, le quali hanno
in tutte
significato di
il
vibraculiferi e che nelle cellule prominenti sono sessili o
pedunculatCj
ma che
in quelle
situate
in
non
polyzoario,
molto
del
quella da
me
e
e
senza importanza
probabilmente ha
ani'ratti e
forma
di
due
Forse
economia animale
nell'
lo
lati
due pori
corna per poter cosi raggiungere l'altezza delle altre cellule.
questa disposizione
i
leggermente
profondamente negli
lungamente tubulose e
cavitä del polyzoario sono
verso
stesso
significato di
iudicata su di una Lepralin nella Contribuzione a questa
precedente; e forse non mi allontano dal vero, se stabilisco qui come
resultato
di
osservazione:
quali per la loro insidenza
che
si
organi
gli
trovano posti
accessori dei Zoooecii,
al foiido
posti ad altri, per ragion forse di provvedere
si
di
di cavita e solto-
alla
loro nutrizione,
mostrano straordinariamente allungati e posti all'apice
appendici.
— Aggiungo
infine
che
la superficie
questa forma fossile e singolarmente
perforazioni, da leggere costeilette,
in
i
di
lunghe
anteriore delle cellule
piü
cerchi
come esattamente
si
scolpito da
puö desumere
dalla figura.
Prof.
Busk
e
primo aspetto assai
Smitt danno
differenti
di
dalla
questa Cellepora delle figure a
mia;
se attentameiite perö si
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340
M
esamini
la
si
che solo
fra loro, e
zazione
cosa.
a
n
z o
n
i.
riconoscera che in sostanza queste convengono
mia figura completa
la
la
conoscenza delForganiz-
di qiiesta specie.
Escharidae, Busk.
Farn.
Eschara, Ray.
Gen.
Polyzoario erecto, foliaceo, integro Tel subdiviso, sive e ramis
angustioribus
vel
composito
latioribus
Zoooecia in utraque
,
facie
gerente. Zoooeciis deciimbentibus, quincuncialibus, in seriebus
lon-
gitudinalibus dispositis (Biisk).
A Polizoario
—
E. Hellerii. mihi.
Icon. nostr. Tav. IV,
quincuncialiter
Zoooeciis
foliaceo*
fig.
23.
rhombico-ovatis
dispositis,
pororum
depressis, siiperne prominulis, marginibus circum serie
natis;
tura
—
subrotiinda ampla,
medio
giovani
forma ovato-allungata
distinguono
si
al di
di
questa
sotto
n. sp.
Lamk.
bocca trovasi
della
foss. al Prof. C.
— M.
(Annal.
1.
p. 89,
Tav. CVI,
Icon. nostr. Tav.
Es chare.
Edw
d.
I.
ards, sur
Sc. nat.
fig.
Heller
—
Gli ovicelli
4—7.
fig. 4,
in Innsbruck.
Eschares.
les
—
Heller,
Tav. IV,
4 vedonsi rappresentate
le cellule assai
adulte;
p.
Tom VI.)— Busk,
frequente a Ficarazzi, e nel quaternario
24
poro vibra-
il
fig.
op.
di
34, Tar.
Mar.Polyz.
cit.
p.
38.
—
24.
Frequentissima nelle citate localita presso Reggio
fig.
adulte
sono carinati nel loro mezzo.
III, fig.
Nella
le
sono piuttosto depresse. Costan-
caratteristico delle
Dedico questa sp.
E. foliacea.
e
immediatamente
direi quasi,
adulte per avere una
dalle
ed esser assai sporgenti, mentre
,
hanno una forma ovato-rhombica
culifero,
carinatis.
rara nelle Colline di Torino.
cellule
temente
prominulo munita.
infra poro vibraculifero,
Oooeciis globosis, laevibus,
Le
sig-
magis prominulis, forma elongato-ovata). Aper-
(junioribus
Xon
inferne
,
di Calabria,
Livorno.
le cellule
giovani,
in
quella
percorrendo della base all'apice un poly-
zoario di questa vivente e comunissima sp.
forme intermediarie assunte dalle
cellule.
si
osservano
gli stadi e le
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Bryozoi
Retepora, Imperato.
Gen.
Polyzoario
foliaceo,
subpeilunculato.
decumbeiitibus;
Zoooeciis
seu
iiifuiulibuliformi
reticulato,
tantum se ostendentibus;
interna
341
fossili Italiani.
superlicie
superiore seu
externa
superficie
eontorto,
seu inferiore
lineis filiformibus, tenuissimis (vibices) signata.
Icon nostr. Tav. \\
queste due figure
In
27, 27
fig.
.
possono riscontrare
si
caratteri generici
i
qui sopra menzionati.
Lamk. B
R. cellülosa.
Tav. CXXIII,
—
Heller,
XXVIII,
—
o, 6.
fig.
op.
cit.
Crag Polyz.
—
40.
p.
Frequentissima
e
Pezzo
p.
Smitt.
217 ad 225. —Icon.
fig.
lig.
3—8.
74. Tav. XII.
fig. 1.
CXXI,
iisk. Mar. Polyz. p. 93, Tav.
nostr. Tav. V,
dove per
e Cannitello,
203. Tav.
op. cit. p.
piü
di
26—28.
fig.
si
rinviene
perfettissimamente conservata.
La forma
a
grande variabilita come
Autori
citati
e dalle
ferenze osservate
colonia
non
e
mie
nella
rappresentate
trovansi
giovane:
assai
sprovvista
mostrano
puö giudicare
si
stesse.
forma
le
fossile
distinte fra loro,
nella
mal
non per
nella
:
per di
pii*i
meno lunghe; questa
piü
28
le
cellule
medesime,
delle
al
27'
di
una
loro
la
i
e
quäle
invece
munite
sul loro dorso
di
lati in
si
un
due
disposizione mi e parsa andar
lesata allo stato sterile delle cellule; infine la
fertile
fig.
di
loro apertura,
la
fig.
fra
distinte
aviculario e col peristoma sporgente e prolungato verso
apofisi
le dif-
non ancora ben sviluppate
se
ogni appendice
di
esame; cosi
in
sono
queste
dalle figure dei sopra-
bo volutu rappresentare
lo
cellule
riconoscere
lasciano
si
questo Bryozoo va soggetto
e struttura delle cellule di
fi?.
26 mostra
lo stato
sembra accompagnarsi uno stra-
quäle
ordinario prolungamento delle apofisi peristomiche sopra menzionate.
Gli
ovicelli
sura,
la
si
mosti'ano nel mezzo infossati e prowisti di una
quäle gia e stata iudicata dal
Busk
e dallo
Smitt. Debbo
perö qui aggiungere che queste differenti apparenze da
dell'osservazione e sull'esempio dello
losa,
vengono invece dal-Busk
nero, che la mia
Busk.
e
che
Mar. Polyz.
p.
fig.
la fig.
04.
Smitt
me
sulla
la
guida
riportate alla R. cellü-
riferite a differenti specie; cosi
28 rappresenterebbe
fes-
vera
/?.
accen-
cellülosa secondo
26 rappresenterebbe VdR.Beatüana King, Busk,
Tav CXXIII,
Sitzb. d. matliem.-nnturw. Cl. L\\. BJ.
fig.
I.
1—5;
Abth.
Crag Polyz.
23
p.
75; Tav.
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Man zun
o4/S
XII,
2 („Cellulis rostro
flg.
Spina marginali
ostio
munito;
Smitt,
plerumque armatis;
elongato
gracili,
utrinque
praedita" Bk.). Assieme allo
i.
ovicellula
fissura
verticali
io attribuisco le figurate varietä
ad una stessa specie.
Osservazioni.
Busk, accenando
Prof.
alle
Retepore
ragion della mancanza di qualunque
carattei'i sia impossibile di
come
dice
fossili,
„in
precisa indicazione dei minuti
esprimere un giudizio intorno
alla corret-
tezza dei vari synonimi delle Retepore fossili" (Crag Polyzoa p. 75).
— Ad
esempio dei Prof.
Busk
attribuite ai terreni italiani,
quam
menzionero qui
ne faro
e
Smitt
parole adottate dallo
io
la critica
le diverse
i?e^epor^
incomineiando colle
in consimili casi „nihil fere difficilius est
ex vagis descriptionibus et figuris pravis species et synonyma
earum determinare".
Sig.
II
Michel in,
ColHna
foss. nella
a
localitä
Stella
„Descrip.
Retepore;
la
Sig.
il
Gldf.
R. vibicata,
—
fossili
che sugli
non
in
e
stata
specifici,
modo
specie
Retepore
foss.
di
varie
delle
formazione
la
e 50,
limita a ripro-
si
aveva scritto intorno a queste due
le
Mioc.
Inf. ecc.
p.
51,
comprendenti tutta
localitä
Intanto dall'esame
delle
descrizioni
menzionate specie
e l'identificazione
si
e
la
figure
deduce im-
delle
medesime
piuttosto fondata sui caratteri generici di quello
questi
a
insuflficiente
qualsiasi
49
foss. della
Michelotti nelKopera
Sig.
„Etudes sur
di
che questi Autori hanno dato
mediatamente che
II
ecc. p.
Michel in
nell'opera
inoltre
— 72, menziona \aR.celliUosa
R. ecImiulatUr Blainv.
della colline d'Asti.
Serie dei Miocene.
sui
la
d. foss. d. terr, mioc.
durre quello che
cita
Torino, e
di
71
op. cit. p.
Ultimi
non essendo
e tutt'altro
Retepora.
—
stato accennato se
che proprio per determinare
Che cosa debba
intendersi per le
itahane menzionate da questi Autori non riescirebbe
me possibile il definirlo piii di quello che sia riescito al Prof.
Busk, se io qui non potessi trar profitto della collezione dei Sig.
Michelotti, e se a me nonpremesseparticolarmentediportareanche
su questo punto un poco di luce. Ora la collezione dei Sig. Michea
lotti mi
il
Sig.
offre alcuni
Michelotti
esemplari dii2. echinulata e vibicata (alla quäle
riporta
[Lamk] Michelin),
i
come synoni-mo
]sl
R. frustiilata, cellulosae
quali senza eccezionenonlasciano vedere che
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Bryozoi
il
343
fos»ili Italiani.
od inferiore del polyzoario, trovandosi l'interno imme-
lato esterno
roccia e cosi de) tutto noseosto ed inesplorabile.
<5esimato alla
poiehe dalle apparenze della faccia esterna
possono
racogliere se non caratteri generici,
stabilire
che nulla per ora
deiterrenimiocenici
j[>or^
come
si
puö dire
italiani, e
una Retepora
di
ini
Öra
iion
si
credo autorizzato a
valore specifico delle Rete-
sul
che intanto
si
debbono considerare
nulle le determinazioni ed indentificazioni propostedaisopracitati
convenendo
Autori,
favorevalmente
rimettere all'occasione di rinvenire materiali
di
conservati
definire
il
valore
il
specifico
di
questi
fossil i.
Seleiiariidae, Busk.
Farn.
L'apparizione recentissima dell'Opera del Prof. Reuss
über die
Studien
tologische
Die fossilen Anthozoen und Bryozoen der Schichten-
2. Abtheilung:
gruppe von Crosara, 1869" mi
da
«ili Italiane
jma
„Paläon-
der Alpen;
Tertiärschichten
älteren
:
due
offre
Selenariade fos-
n. sp. di
aggiungere a quelle gi^ da
me
indicate nella mia
g 2^* contribuzione.
ioaulites qoadrata, Rss., op.
cit. p.
66. Tav. XXVIII,
fig.
Lonte, a Granella e a S. Martino.
Trovasi
in
Val
nome
di
questa n. sp. e desunto dalla forma piü o
II
di
drilatera delle sue cellule;
ed
rilevato
L'apertura e
piii
margine
il
specialmente
ottuso
come
distale della cellula,
meno qua-
delle quali mostrasi fortemente
dal
lato
centripeto
meno rotonda, appoggiata
o
18.
e di regola.
Le
o
lato
al
cellule
proximale.
centrifugo o
vibraculari
sono
assai piccole ed egualmente piccole ed ellittiche le loro aperture.
superficie
inferiore
basale
o
e,
come
al
solifo,
lineari, bifurcati, disposti a raggi, gl'interspazi
mente
La
provvista di solchi
mostrandosi irregolar-
foveolati o porosi.
Si
comprende che
la differenza di
questa nuova Lunulites coUa
L. androsaces consiste principalmente nelle cellule vibraculari.
Capularia bidcntata, Rss. op.
Trovasi in Val
di
Lonte
Mentre d'ordinario
dalle
loro
cellule
quincunciali,
in
fa
si
questa
cit, p.
65, Tav. XXIX,
fig.
1, 2.
e a Granella.
nelle Ctipularie la
forma
piil o
meno rombica
che queste sieno disposte in serie spirali
n.
sp.
invece
la
forma ovato-quadrata
23*
e
le
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344
Mitnzoni.
dispone
calloso, elevato,
nel
mezzo
del
margine
margine
fa
margine largo,
iin
quäle cireonda una bocca, amplissima, allungata e
il
ristretta in
dal
forniti
contorno delle cellule e dato da
II
fra
rimangano degli spazi
cellula e cellula della stessa e di contigue serie
angolari vuoti.
modo che
radianti ed alterne per
longitudinali
serie
in
forma
stesso.
sporgenza
8 da due denti
di cifra
All'
o processi acuti
estremita o lato centrifugale o distale
la cavita
vibraculare
apertura trasver-
coli'
salmente ovata e semplice. La superficie inferiore
o basale si
mostra
inoltre divisa in tante aree poligone corrispondenti a ciascuna cellula,
come
Reuss
Prof.
indica osservarsi nella C. Guitiee?isis, Bk.
anche maggiormente rende
quel che
voluminosi,
qui
lisei.
giobosi
dipendenti
—
Non
e
cellule
dalle
che
da credere (da poiche
un particolare rimarco della presenza degli Ovicelli ordi-
fa
si
istruttiva e singolare la n. sp
ovicelli,
alla periferia del polyzoario.
stanno
Ma
presenza (non mai prima notata nelle Cupularie)
del Prof. Reubs, e la
di
—
nariamente mancanti nelle iS'^/^;^rt?7V/^/^)chequestiorgani determinino
esclusivamente
duzione
invece
qualsiasi
di
Nitsche
produce
si
borsa marsupiale,
evoluzione
si
Zoooecio,
i
Bryozoi
e siano
necessari alla ripro-
poiche risulta
Cheilostomati;
diReid, Huxley, Hincks, Smitte
che questi cosi detti Ovicelli invece che esser
dove Tovo
trario
fra
osservationi
dalle
un Zoooecio
la fertilita di
e si feconda,
produce assieme
dove passa
agli
a
ciliato.
e
ricettacolo
una specie
altro che
dove l'ovo passa ad attendere
sua conversione in embrione
e la
di
non sono
il
compire
la
di
sua
L' ovo per con-
spermatozoi nella cavita generale del
suo tempo sia nelT ovicello,
sia
diretta-
mente alTesterno aprendosi una strada, che Tosservazione non ha per
ora e sattamente iudicata.
Osseryazioni.
Nella mia 1™^ Contribuzione stabilivo che nei terreni
medie
superiori deiritalia s'incontravano 4 sole specie di Selenariade
ben distinte:
laghi di
la
Madera
C. Canarieiisis,
e Canarie,
bacino mediterraneo;
la C.
ma
Bk. vivente nei mari degli Arcipe-
che sembra scomparsa
umbellata
rispondente
vivente nella C. Loicel,
Tav. CXVl;
la
alla
terziari,
C.
Reussiana,
vivente C. Oicenii,
Grav
Manz.
De fr.,
la
quäle ha
Gray, ßk. Mar.
,
,
forma
delle coste
fossile
dall" attuale
il
suo cor-
Polyz. p. 99,
che corrisponde
mediterranee delT Affrica:
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Bryozoi
ed
quateruari
ma
plioceiiici
e
in tiitta la serie dei depositi
estinta di poi,
mancante
e
depositi
nei
bacino mediterraneo. Inoltre nella mia 2*
neH'attiiale
e
o4d
Italiani.
androsaces rappresentata
infine la L.
miocenici
fossili
Contribuzione trattando della C. intermedia, Michti facevo conoscere
una forma
C
a
intermedia
struttiira
Manz.
Reussiana,
quanto preseiitementc
me
In
non ho
io
—
che ho detto.
presunte
Selenariade
da aggiungere
premura
ed
chiglie
in
ai
me
a
Aiitori italiani
fossili Italiani siasi
esame
in
alciine altre
hanno tentato
di
avevo
a quello ch'io
pro-
scritto
rimanesse pur qualche cosa
fossili Italiane
sfuggito o non giunto a conoscenza,
dava
si
la
comunicarmi l'opuscolo. „Xotizie intorno alleCon-
di
Zoophiti
che
fossili,
si
trovano
vicinanza di Gravina
in
Puglia" pubblicata nel 1834 da Arcangelo Scacchi, e nello stesso
tempo mi rimetteva una
a procurarmi
conoscenza diretta
la
di
due specie
—
a risolvere questo caso.
Comincero, per ragion
conoscere
le
due Cupularie
Manz.
siana,
e
Bk. Su
la
cib
la
L.
di
chiarezza,
Le due specie
non sono due Liumlites,
Scacchi
L. pocillum,
(forma fossile) corrispondente
e
infundibtdnm,
alla C.
Scacchi
nessun dubbio. Nella mia qualita
dunque senza esitazione
i
Lnmdites pro-
di
mano mi accingo
materiali in
dallo Scacchi,
per di piü
(forma vivente);
riensis,
Coi
conclusioni delle mie ricerche.
nariade proposte
che servissero
serie di esemplari autentici
poste da cotesto Autore.
io
Per
proposito delle Sele-
in
pero mi resta a prendere
Tiberi, pensando che
Dr.
il
alle
gentile
Qiii
la
nulla a modificare di quello
da aggiungere,
nulla
Selenariade che
di
sp.
porre. Cosi
intorno
conoscenza dei Bryozoi
molto aiimentata pur non ostante
di
nariade
la
e
—
depositi di Tortona.
proveniente dai
,
umbellata Defr.
fra la C.
due nomi dello
tosto
dal lar
di
Sele-
ma
bensi
e la C.
Rens-
Owenii,
Gray
e la
Cana-
C.
di critico rigetto
Scacchi
in quella ch'io
chiamo
la
in
tali
casi di trascurare radicalmente ogni qualsiasi considerazione
di
mal
acquistata
sentina delle false denominazioni;
priorita,
per adottare
poiche
la
sia
mio sistema
denominazione proposta
dair Autore, che col miglior criterio scientifico ha descritto Forgani-
smo
in
equo,
nel
questione.
e dall'aitro
campo
Questo
modo
di fare,
che da un
lato io ritengo
per certo efficacissimo a gettare un po'
della Biologia descrittiva.
rivista
critica di questa parte dell'
rifiuto
delle
presunte due sp.
di
— Non
di
chiaro
volendo poi limitare
opuscolo dello
Scacchi
al
la
secco
Lunulites, aggiungerö come quest*
Autore non giungesse a comprendere, che se
la
diagnosi dei gen.
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346
Manzoni.
Lunulites
di
Lamark
non
confaceva
si
proveniva
ai suoi fossili, cio
da che questi erano invece due Cupularie, piuttosto che da insufdella
fienza
diagnosi
come TAutore vorrebbe
stessa,
che coll'adottare per
Inoltre
Lunulites
la
forma
caratteristiche
del polyzoario
queste di una piccola cavitä,
Ma
Selenariade.
riflettendo
della colonia
esistenza dentro la sommita di
significanti dall'altro riscontrabili
per iscusato
di cio voglio tener
ciliato delle
Selenariade,
madre, va ben tosto a
corpo organico, e su
come da
questi
su
corpiciattolo
il
corpo estraneo
si
si
per via
Scacchi
sopra un corpiciattolo qua-
fissarsi
trasforma in primo zoide o cellula; dal
di
gemmazione
un polyzoario piü
di
se ne producono altri
meno
o
circolare,
piii
o
ora completamente, ora in parte
inviluppante
ha servito
quäle
conchiglia o di qualche
di
che terminano per costituire una nuova
ancora,
altri
meno cupuliforme ed
il
questo
di
centro,
disposta
colonia,
lo
quäle staccasi da uno zoide
il
lunque, sia un grano di sabbia, un frammento
e da
due
delle
che a suoi tempi Tosservazione non aveva ancora dettato,
che Fembrione
quäle,
principali
ricorreva appunto alle due condizioni
meno
piü accidentali da un lato, e
nelle
e
]'
far credere.
L'inviluppo totale del
base.
di
una serie
osserva allorquando
di strati
materia
di
calcare viene secreto sulla superficie basale del polyzoario; e quante
volte
il
corpo estraneo
ora durante
indicare la
cluso.
ora durante la fossilizione viene soppresso, e ad
la vita,
sua esistenza non rimane che
Scacchi: per
anche mobili, ma intanto
mozione resta ancora
struttura
suoi
zioni
ch'io
a
di Bryozoi, e cio
e
trascinato
anatomiche sue
dica.
il
modo ed
—
chiarire.
Mentre credo piü
osservazioni
mostrato
Prof.
al
mezzo
di loro
loco-
Lo Scacchi speculando
sulla
tempi;
utile
intorno
Allman
il
abitate le cellule
in quäl
modo non giova
allo
dei Bryozoi
sviluppo
coi
Moluschi Lamellibranchi
fin
one dei Bryozoi
seconda del piano
svilupperrebbe
qui
a
qui
deirembrione dei Lamellibranchi. Questa
inquanto un Bryozoo
si
e ritenuto.
affinita
hanno
in origine
che coi Brachiopodi e Tunicati, come
tata a questo stadio,
de*^
Taccennare qui brevemente, che
che questi animali hanno
e piü streite affinita
si
venne
fuor di strada dalKinesatezza delle cogni-
e de' suoi
recentissime
in-
esser libere e pur da credere che
degli animaletti che dovevano aver
fossili
maggiori
cavita in cui stette
la
— Le Selenariade sono colonie libere
riconosciuto dallo
sieno
organica e poco resistente,,
sia di costituzione
di
ben
quello
L'embri-
di struttura
sarebbe pero limi-
allo stato
adulto differisca
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Bryozoi
notevolmente da un
ftaliani.
fossili
Ma
Lamellibranchio.
Oriti
iutanto
l'Omologia spiegherebbero felicemente tutte
TEmbriologia e
differeiize
le
finali di
struttura di questi solo apparentemente assai distinti animali.
II
Dr. Calcara
„Memoria sopra aicune
nella
concliiglie fossili
d'Altavilla" propone una L. patelliformis» p. 72, Tav.
Di
nuovo
verosimilmente
fonda
la sp.
la C.
umbellata assai frequente ad
semplicemente
occupa della struttura e
vazione.
le
Sig. G.
II
Mioc. infer. de
14 propone una
Michel
1'
n, sp. la
c.\\i'\,
sulla
forma del polyzoario
prova
di
Trattando
ho giä avuta occasione
sulla
inclinati
a
che
12,
si
puö ricavare
e
che
di
adesso
;
descrizione
dalla
anche solamente appros-
che dall'esame delle figure
esemplari
gli
di indicare Tinsufficienza
sostenere
a
natura di questa;
ritenere
fig.
della problematica sp. C.
Autore per codesti Bryozoi
nuovamente obligato
simativo
mal diretta e superficiale osser-
Lunulites deperdlta, raccolta a Casinelle,
infer.).
deperdita nulla
della L.
e per nulla si
otti nella sua ultima opera. „Endes sur
delle diagnosi proposte da quest'
mi trovo
L'autore
Altavilla.
septentrionale" a p. 50, Tav. IV,
Italic
Dego, Mornese (mioc.
intermedia,W\
fa
—
una Lunulites e una Cnpularia, e
che
questa invece
10.
II. fig.
tipici
non fossero
altro
si
e
che
logori individui di L. androsaces o di L. quadrata.
BKYOZOit CYCLiOSTOIflATA.
Questi Bryozoi abitano dentro cellule calcarce assai
di quelle abitate
dai Cheilostomati, cioe a dire,
piii
semplici
dentro cellule che
tipicamente considerate assumono una forma cilindrica, sono terminate
da
una apertura
della stessa
grandezza e forma del calibro della
con peristoma ordinariamente semplice ed inerme e sprovvisto
cellula,
di qualsiasi
apparecchio o mezzo
di
chiusura (l'operculo dei Bryozoi
Cheilostomati), Inoltre queste cellule sono assolutamente sfornite di
organi accessori (vibraculi ed aviculari) e
spesso
liscia,
SotfOrdine pure
queste
Come
le cellule
pero,
a
somministrano caratteri
in
quanto che non
definito,
loro superficie,
il
piü
osservasi solo in alcuni casi porosa, scabrosa ed anche
dotata di minute spine.
zione;
la
e per tal
si
in tutta la Classe dei
provengono Tuna
differenza
di
di
Bryozoi
dall'altra
in
per
questo
gemma-
quelle dei Cheilostomati, non
distinzione nella loro forma e struttura,
allontanano che di ben poco dal tipo qui sopra
modo
lasciano
mancare
al
Zoologo
le
differenze
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Manzoni.
e>4rO
forma, scultura ed armatura
dalla
tratte
che sono
delle cellule,
il
principale fondamento della classificazione dei Bryozoi Cheilostamati.
Inoltre e da osservare
che
mostrano ora attenersi ad
tanarsi dal loro tipo fondamentale,
certa regola
che queste
Cyclostomati, senza allon
dei
cellule
le
distribuzione ed ora distaccarsene affatto, secondo
di
sviluppano in una, in piü, in tutte
si
le direzioni
quelle escluse dalla base, che, per quanto ristretta e
sempre
rente, pur
iina
o
piii
(meno
meno ade-
secondoche queste assumono una lun-
esiste) e
ghezza maggiore o minore. Per poco
infatti
che
esamini e
si
si
per-
corra la serie delle divisioni sistematiche stabilite in questo Ordine
riconoscera che
di Bryozoi, si
sorgente principale di distinzione
la
pur
fra generi e fra specie, la quäle
ristringe e
si
si
concentra nella
forma generale dei Polyzoario e nel mutuo rapporto e disposizione
delle
frequentemente mostra
cellule,
quisa che
anche
ed
limiti
i
i
non
caratteri distintivi
maggiori divisioni riescano
delle
mente
pei
fossili,
queste
riconoscimento
la
mancanza
delle
Ma
difficoltä.
forme
per
locali,
straordi-
suole riconoscere
forme e disposizioni
fossili
tendono a render
poiche e pur necessario per
di
si
mantenere queste
divisioni,
presentano non solo costanti
di piii caratteristiche di certi terreni e di particolari condizioni
cosi e
che
io nell'esporre
cessivamente riportando
meglio fondate fra
giovero
delle
di loro sviluppo,
e poiche realmente molte di queste
ma
si
la
ma
ora la non perfetta conservazione, ora la
quali,
da questi assunte nei diversi stadi
il
D'onde
in
dei Cyclostomati Bryozoi e di quelli precipua-
scarsezza degli esemplari e
anco maggiore
delle minori
solo
incerti.
naria difficoltä ed incertezza che dagli Autori
nella classificazione
meno;
difettare o venir
di
della
coenecium
terpretare
le
le
Bryozoi
fossili
italiani
verrö suc-
diverse forme alle piü consistenti ed alle
divisioni
conoscenza
i
sulle
proposte dagli Autori.
forme assunte e
Mentre mi
fasi trascorse dal
o polyzoorio dei Cyclostomati attualmente viventi per inil
valore di quelle
quest'ultime per spiegare
la
fossili,
e viceversa della conoscenza di
derivazione delle prime.
L'ordine ch'io intanto seguiro nel far conoscere
fossili colle quali
incomincio
la
le
poche forme
storia dei Bryozoi Cyclostomati, sarä
quello di procedere dal piü semplice
al
piü complicato.
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Bryozoi
(Bronn) Taimnensis»
Stomatopora
flg.
in
seriebus
minusve regulariter
—
Icon.
nostr.
Tav.
VI,
gitudinalmente solcata
Lamx).
la
loro
bocca e piü
peristoma semplice,
il
plus
alternis,
mostrono abbastanza regolarmente
si
serie alternanti:
versalmente allungata,
contiguis,
rarissima.
forma
cellule di questa
in
complurimis,
dispositis. (^Alecto,
Collina di Torino
distribuite
mihi.
31.
Zoooeciis
Le
349
fossiii Italiani.
e
depressa,
o
meno
tras-
la superficie liscia lon-
qua
transversalmente
e lä in-
crespata.
Idmonea serpens, Linn.
fig.
1—5,
Tav. IX,
—
fig.
Smitt,
1, 2.
—
op.
cit p.
di Calabria.
Discoporella verucaria,
Smitt,
fig.
op.
5, Tav.
localitä presso
fig.
III,
32.
Reggio
nel Mediterraneo.
Linn.
cit. p.
=
Discorparsa patina,
479, Tav. X.
XL
—
Lamk.
—
Icon. nostr. Tav. VI,
33.
Frequente nelle menzionate
— Vivente
—
Icon. nostr. Tav. VI,
Frequente a Ficarazzi e nelle menzionate
— Vivente
444
nel Mediterraneo.
localitä presso
Reggio
di Calabria.
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Sitzungsberichte der Kaiserlichen Akademie der