PROGETTO
ALCOL ED EDILIZIA
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
SOMMARIO
SOMMARIO ................................................................................................................................ 1
PREMESSA ................................................................................................................................ 2
SCHEDA PRESENTAZIONE PROGETTO.................................................................................. 6
L‟ALCOL E LE SUE CARATTERISTICHE ................................................................................... 8
COME AGISCE SULL‟ORGANISMO....................................................................................... 9
LUOGHI COMUNI SULL‟ALCOL ........................................................................................... 13
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. ......................................... 14
EPIDEMIOLOGIA DEI CONSUMI ALCOLICI ........................................................................ 14
LA PREVENZIONE NEL MONDO DEL LAVORO.................................................................. 20
ASPETTI LEGISLATIVI E PREVENZIONE ALCOLOGICA NEL MONDO DEL LAVORO ...... 25
LA LEGISLAZIONE IN ITALIA ............................................................................................... 26
NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI ................................................ 31
ALCUNE CONSIDERAZIONI “QUALITATIVE” RELATIVE ALLE EVOLUZIONI DEL
QUESTIONARIO ................................................................................................................... 36
CARATTERISTICHE GENERALI DI COLORO CHE HANNO FORNITO RISPOSTE AL
QUESTIONARIO ....................................................................................................................... 40
RAPPORTO CON LE SOSTANZE ALCOLICHE ....................................................................... 43
RAPPORTO CON LA BIRRA ............................................................................................ 43
RAPPORTO CON IL VINO ................................................................................................ 45
RAPPORTO CON I SUPERALCOOLICI............................................................................ 46
QUADRO RIEPILOGATIVO SU QUANTITÀ E FREQUENZA NELL‟ASSUNZIONE DI
ALCOLICI .............................................................................................................................. 47
CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI ................................................................................... 50
CONOSCENZA DELLA NORMATIVA DI RIFERIMENTO ......................................................... 58
ESPERIENZA NEL SETTORE EDILE ED ABITUDINI DELLA VITA QUOTIDIANA ................... 58
ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI ................................................................................ 64
CHE COSA SI DEVE INTENDERE PER ASTEMIO? ............................................................ 64
ALCOL ED INCIDENTI .......................................................................................................... 65
CONOSCENZA DELLA LEGGE E COMPORTAMENTI “DI FATTO” ..................................... 66
COMPORTAMENTI “A RISCHIO” ......................................................................................... 67
IL TEST DEL Χ² (CHI QUADRO) ........................................................................................... 69
OPINIONI ED ATTEGGIAMENTI DEL GRUPPO “COMPORTAMENTI A RISCHIO” ............. 70
INFORTUNI SUBITI .............................................................................................................. 79
CONCLUSIONI ......................................................................................................................... 80
ALLEGATI ................................................................................................................................. 83
QUESTIONARIO VERSIONE 1-1.......................................................................................... 83
QUESTIONARIO VERSIONE 1-2.......................................................................................... 87
QUESTIONARIO VERSIONE 1-3.......................................................................................... 91
QUESTIONARIO VERSIONE 2 ............................................................................................. 95
QUESTIONARIO VERSIONE 3 ............................................................................................. 99
BIBLIOGRAFIA ....................................................................................................................... 103
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PREMESSA
Negli ultimi anni, grazie soprattutto ad una maggiore attenzione verso la problematica
sociale dell‟adozione del bere come comportamento e stile di vita, l‟alcol ha iniziato ad
essere considerato come uno dei maggiori fattori di rischio per la salute, sia a livello
individuale che collettivo. Le conoscenze scientifiche attuali dimostrano che l‟incidenza
di molti infortuni lavorativi è legata a stili di vita errati e che quindi la prevenzione e
l‟educazione alla salute possono indurre ad una maggiore sensibilità, consapevolezza e
responsabilità.
Il Rapporto contenuto in queste pagine è parte integrante della realizzazione di un
progetto sviluppato dal Comitato Paritetico Territoriale della Provincia di Novara e dal
Servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro dell‟ASL di Novara, ed avente
come suo scopo quello di sensibilizzare i datori di lavoro, i lavoratori dipendenti e tutti i
soggetti (istituzionali e non), che operano nel settore edile, in merito al rapporto tra
l‟assunzione di bevande alcoliche sui luoghi di lavoro ed i relativi rischi corsi dai
lavoratori.
Il progetto è suddiviso in due fasi, una prima conoscitiva ed una successiva di
divulgazione rispetto ai problemi della salute: la finalità della prima è stata quella di
raccogliere informazioni sull‟auto-percezione della salute, sui consumi di alcol nonché
opinioni e conoscenze rispetto al tema alcol e lavoro, utilizzando come strumento per
l‟indagine un questionario.
La seconda fase è stata maggiormente improntata alla divulgazione, circa i problemi
inerenti la salute, utilizzando i risultati emersi dall‟indagine, per approfondire gli aspetti
legislativi introdotti dalla recente normativa in materia.
Il consistente consumo di alcol, che si manifesta tra i lavoratori edili, è probabilmente da
considerare causa o concausa di numerosi infortuni che avvengono in questo settore di
attività economica. Le dimensioni del fenomeno – che è universalmente noto – non
aiutano però, alla soluzione del problema; molti sono gli ostacoli che si frappongono ad
una sua precisa messa a fuoco ed a una conseguente individuazione delle azioni più
efficaci per combatterlo.
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Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Vi è, in primo luogo, un fattore oggettivo costituito dalla frammentazione caratteristica
delle attività edili che si presentano distribuite sul territorio in modo tale da impedire una
massiccia concentrazione di iniziative come potrebbe invece aver luogo nell‟ambito delle
attività manifatturiere.
In aggiunta a queste considerazioni vi sono – a livello soggettivo o di gruppo –
meccanismi psicologici di “autodifesa” che impediscono di penetrare a fondo le
motivazioni o le giustificazioni che gli interessati pongono alla base dei loro
comportamenti.
In merito all‟universo degli intervistati va detto che la sua composizione non può essere
considerata alla stregua di un campione statistico rappresentativo dei lavoratori del
settore in quanto è il risultato – entro certi limiti – di un processo di autoselezione.
Infatti non tutte le imprese del settore raccolgono positivamente l‟offerta formativa
esistente (sia quella obbligata dalla normativa che quella suggerita dalle circostanze) i
lavoratori inviati ai corsi di formazione appartengono tendenzialmente alle aziende che
si caratterizzano per una relativa maggior sensibilità ai temi della sicurezza.
In ogni caso le dimensioni dell‟aggregato (circa 750 persone sulle 3500 circa dipendenti
da imprese iscritte alla Cassa Edile) è di dimensioni ragguardevoli ed è in grado di
restituire abbastanza fedelmente – riteniamo – abitudini, credenze e tipi di
comportamento diffusi in edilizia.
I promotori dell‟iniziative erano e sono consapevoli come non sia possibile pervenire già
in prima battuta ad una conoscenza approfondita e complessiva del fenomeno
dell‟alcolismo in edilizia; essi ritengono che sia importante innescare un circolo virtuoso
tendente al miglioramento continuo della situazione, essenziale per incrementare la
cultura della sicurezza, migliorando la produttività complessiva del settore edile.
L‟intervento ha preso le mosse dalla creazione di due questionari anonimi che sono stati
somministrati durante lo svolgimento dei corsi di formazione che si tengono presso la
Scuola Edile di Novara. Questa scelta è stata effettuata nella consapevolezza che una
realtà molto frammentata e dispersa sul territorio come quella del settore edile – alla
quale si è accennato in precedenza - potesse essere resa più omogenea, rispetto ai
temi strategici della sicurezza, utilizzando le aggregazioni di persone che hanno luogo
PREMESSA
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nel corso dello svolgimento delle attività formative rese obbligatorie dalla normativa
vigente o partecipate volontariamente dalle aziende.
Le aspettative, le perplessità, le ritrosie stesse, manifestate dai lavoratori e connesse
alla somministrazione dei questionari, sono i fattori che sono stati tenuti in
considerazione per procedere nel corso dei mesi alle modifiche dei questionari stessi
con il fine di incrementarne l‟efficacia in vista di una loro formalizzazione standardizzata.
Inizialmente i questionari erano rivolti distintamente a coloro che già svolgono la loro
attività nel settore ed a coloro che – a breve- avrebbero iniziato a lavorare in edilizia.
Essi sono stati in un primo tempo somministrati sperimentalmente, ai frequentatori dei
corsi, per una durata di circa 3 mesi (Giugno-Agosto 2009) quindi una prima versione
rielaborata dei questionari ha cominciato ad essere utilizzata a partire dal Settembre
2009, la raccolta completa delle informazioni è terminata nell‟Agosto 2010 dopo essere
passata
attraverso
varie
modifiche
ai
questionari
che
saranno
illustrate
successivamente..
La loro finalità era quella di raccogliere informazioni sull'auto-percezione della salute,
sui consumi di alcool, nonché su opinioni, pregiudizi e conoscenze rispetto al tema
alcool e lavoro, alcool e guida e alcool e legislazione.
I corsi durante i quali sono stati somministrati i questionari sono i seguenti:
 addetti al primo soccorso,
 addetti all'antincendio,
 sicurezza base,
 addetti montaggio e smontaggio ponteggi, preposti
 responsabili della sicurezza
 nuovi addetti, tecnici di impresa, apprendisti.
Sotto il profilo pratico i risultati dell‟analisi – nell‟intenzione dei promotori – potranno
essere utilizzati per la costituzione di specifici “gruppi di progetto” all‟interno delle
aziende, con il concorso di dirigenti, preposti, RSPP, medici competenti, R.L.S.
L‟analisi dei risultati derivanti dall'elaborazione dei questionari, potrà aumentare il livello
delle conoscenze sull'alcool quale fattore di rischio e sulla normativa specifica,
individuare delle proposte formative e organizzative rivolte ai lavoratori finalizzate al
PREMESSA
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cambiamento del comportamento rispetto all'alcool, negli ambienti di lavoro.
Verrà fatto un accenno all‟epidemiologia e agli studi presenti in letteratura, sui consumi
alcolici e, prima di approfondire l‟esperienza sopra citata del progetto, si cercherà di
inquadrare tale esperienza all‟interno del quadro legislativo italiano.
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SCHEDA PRESENTAZIONE PROGETTO
ALCOL ED EDILIZIA
TITOLO DEL
PROGETTO
MOTIVAZIONE
Il consistente consumo di alcol, che si manifesta tra i lavoratori edili, è probabilmente da considerare
causa o concausa di numerosi infortuni che avvengono in questo settore di attività economica. Le
dimensioni del fenomeno – che è universalmente noto – non aiutano però, alla soluzione del
problema; molti sono gli ostacoli che si frappongono ad una sua precisa messa a fuoco ed a una
conseguente individuazione delle azioni più efficaci per combatterlo.
DURATA
Il lavoro che presentiamo, le elaborazioni statistiche effettuate, il depliant, che costituiscono la sintesi
di tutta l’attività svolta, sono il risultato di un lavoro che ha impegnato il gruppo di ricerca del progetto
“Alcol ed edilizia” per un periodo di circa 18 mesi da Marzo 2009 - Luglio 2010.
ENTE
REALIZZAZIONE
PROGETTO
COMITATO PARITETICO
TERRITORIALE PER LA
PREVENZIONE INFORTUNI, L’IGIENE
E L’AMBIENTE DI LAVORO DI
NOVARA E PROVINCIA
RECAPITI
Servizio di Prevenzione e Sicurezza
degli ambienti di lavoro
- ASL “NO” – NOVARA
Presidente:Ing. Pietro Brustia
Vicepresidente: Maurizio Nieli
Direttore: Dott. Biagio Calò
Viale Manzoni 18
28100 Novara
Tel.0321/331631 Fax 0321/630394
e-mail: [email protected]
www.cptnovara.it
Via Achille Varzi 21
28066 Galliate (NO)
Tel.0321/801240 Fax 0321.801233
e-mail: [email protected]
www.asl13.novara.it
REFERENTI DEL
PROGETTO
ARCH. SIMONA PRUNO
COLLABORATORI
MARIO PASINETTI
STEFANO SCHIAVO
DANIELA SALVALAGGIO
DOTT.SSA ADRIANA CENTONZE
DOTT. FABIO AINA
SOGGETTI
COINVOLTI
Lavoratori del comparto edile della Provincia di Novara che hanno frequentato i corsi presso la scuola
edile novarese.
SCOPO
Sensibilizzare i datori di lavoro, i lavoratori dipendenti e tutti i soggetti (istituzionali e non), che operano
nel settore edile, in merito al rapporto tra l’assunzione di bevande alcoliche sui luoghi di lavoro ed i
relativi rischi corsi dai lavoratori.
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OBBIETTIVI
FASI DI LAVORO
Comprendere quale fosse, nel mondo del lavoro edile la percezione del rischio a seguito di
assunzione di alcolici.
Rilevare opinioni e comportamenti relativi ad alcol e lavoro per migliorare le conoscenze in
merito al comparto edile del territorio.
Sensibilizzare i lavoratori sui rischi connessi all’assunzione di bevande alcoliche, sia durante
l’attività lavorativa che extralavorativa.
Aumentare le conoscenze dei lavoratori sulle misure preventive adottate in azienda e la
normativa in merito per affrontare il problema dei consumi alcolici alla luce della legislazione
vigente.
FASE 1
Formulazione ed evoluzione di un questionario con lo scopo di:
di valutare la percezione del rischio rispetto al problema alcol lavoro
di far riflettere gli interessati sui rischi in merito all’uso/abuso dell’alcol durante la
prestazione lavorativa; in altri termini di promuovere la consapevolezza quale componente
determinante della cultura della sicurezza
FASE 2
Somministrazione del questionario anonimo strutturato sull’autopercezione della salute, sui consumi
dell’alcol, nonché su opinioni, atteggiamenti, pregiudizi rispetto al tema alcol e lavoro, alcol e
legislazione, alcol e guida.
Il questionario è stato somministrato a 748 lavoratori frequentanti i corsi di formazione presso la
Scuola Edile Novarese nel periodo Maggio 2009 – Luglio 2010
FASE 3
Analisi statistica dei dati raccolti.
L’analisi delle risposte pervenute al questionario da parte dei lavoratori edili, è stata preceduta
dall’imputazione delle informazioni raccolte in un database.
Commento sull’analisi dei dati
FASE 4
Realizzazione di un DEPLIANT. I dati percentuali riportati nell’opuscolo sono stati ricavati dall’analisi
di tali questionari.
Il depliant che sarà distribuito gratuitamente a tutte le imprese edili ed ai lavoratori potrà essere
utilizzato come supporto alla prevenzione e come strumento di informazione ai lavoratori.
Inoltre potrà essere utilizzato dalla Scuole edili e da quanti, organizzazioni di categoria, centri di
formazione o altro che ne faranno richiesta come strumento didattico.
FASE 5
Restituzione dei dati emersi in specifici incontri con la presenza Datori di Lavoro, Rappresentanti dei
lavoratori per la sicurezza, Medici Competenti.
L’ultima fase,relativa alle misure da mettere in atto è consegnato all’iniziative dei singoli o delle
imprese. In questo senso il progetto apre una fase di osservazione-critica-revisione che non può
concludersi con il progetto stesso ma che deve continuare mettendo in atto una sorta di circolo
virtuoso
FASE 6
Divulgazione PRODOTTI DELLA RICERCA
Il progetto di ricerca è stato illustrato nell’occasione di un seminario che l’ente CPT ha organizzato il
20 giugno scorso. Nel corso dell’incontro è stato presentato e distribuito l’opuscolo “alcol ed
edilizia” Tale materiale verrà inoltre consegnato gratuitamente a tutte le imprese edili iscritte in Cassa
Edile (circa 900) e a quanti ne facciano richiesta.
FINALITÀ
Promuovere stili di vita più salubri e una maggiore sicurezza sul posto di lavoro il cui risultato porta
alla riduzione degli infortuni sul lavoro in relazione alle problematiche alcol-correlate.
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L’ALCOL E LE SUE CARATTERISTICHE
L‟alcol etilico o etanolo è un liquido che si forma per la fermentazione di alcuni zuccheri
o si concentra per distillazione di prodotti alcolici fermentati.
L‟alcol ha tre caratteristiche:
-
è componente di molte bevande (e anche di certi piatti) e come tale fa parte della
nostra cultura e della nostra storia: per la maggioranza delle persone bere alcolici è
naturale e in certe occasioni si considera normale anche “alzare un po‟ il gomito”.
Del resto le bevande alcoliche possono risultare molto gradevoli al palato e si sa
che, dopo averne bevute anche piccole quantità, si avverte una sensazione
piacevole.
-
è una droga per i suoi effetti sul cervello. Ha infatti la capacità di modificare lo stato
d‟animo, le percezioni e l‟umore della persona che lo ingerisce in modo tale da
risultare non solo gradevole ma anche utile: attenua l‟ansia o la paura oppure
disinibisce e rende più socievoli e meno timidi, “allontana” i problemi, li fa sentire
meno opprimenti, meno pressanti. Tuttavia, in quanto droga l‟uso di alcol è sempre
rischioso perché con il tempo può diventare abuso e talora può creare una vera e
propria dipendenza sia psicologica che fisica.
-
è una sostanza tossica per i suoi effetti sul corpo, poiché è in grado di interferire a
vari livelli con il normale funzionamento dell‟organismo. Penetra infatti facilmente
nelle cellule sciogliendo i grassi delle membrane e alterando la struttura delle
proteine e provoca, di conseguenza, disturbi alle normali funzioni cellulari. Come
per tutte le sostanze tossiche i suoi effetti dannosi dipendono certamente dalle dosi
ingerite ma ancor più della sensibilità di chi lo beve, per cui il consumo è sempre
rischioso: nessun bevitore infatti può prevedere se la quantità giornaliera di alcol
che si concede gli provocherà danni evidenti oppure no.
La percentuale di alcol presente in ciascuna bevanda si misura in “gradazione
alcolica”. Le varie bevande si possono differenziare in diverse categorie proprio in base
alla loro gradazione alcolica:
L’ALCOL E LE SUE CARATTERISTICHE
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analcolici: bevande con una gradazione inferiore a 1,2° (quindi per la normativa
italiana sono analcoliche anche bevande che in realtà contengono alcol come certe
birre e gli aperitivi “analcolici”)
alcolici: bevande contenenti alcol etilico (etanolo) con gradazione superiore a 1,2°
superalcolici: alcolici con gradazione superiore a 21°
COME AGISCE SULL’ORGANISMO
La presenza di alcol nel sangue può essere rilevata cinque minuti dopo l‟assunzione e
la massima concentrazione si raggiunge dopo circa 30-90 minuti.
L‟alcol viene assorbito soprattutto nello stomaco e nella prima parte dell‟intestino molto
rapidamente se viene bevuto lontano dai pasti. L‟alcol assorbito passa nel sangue e
questo gli permette di raggiungere tutti i tessuti e gli organi del corpo. L‟80% circa viene
“smaltito” nel fegato ed il rimanente 20% viene eliminato con le urine, il respiro, le feci, la
traspirazione, le lacrime e il latte.
L‟alcol può causare svariate lesioni, definite nell‟insieme “patologie organiche alcolcorrelate” dovute all‟azione che esercita su vari sistemi e apparati del nostro corpo:
-
sistema nervoso centrale e periferico: impoverimento e deterioramento della
personalità, disturbi della memoria fino alla demenza, disturbi dell‟equilibrio,
infiammazione dei nervi, soprattutto alle gambe (neuropatie alcoliche);
-
apparato digerente: in particolare gastriti, duodeniti, epatiti acute e croniche,
pancreatiti;
-
sistema cardiocircolatorio: problemi a carico del cuore, delle arterie e delle vene
come l‟ipertensione arteriosa, l‟infiammazione e la dilatazione del muscolo cardiaco
(cardiomiopatia alcolica), l‟aumento del rischio di emorragie cerebrali e di infarto
cardiaco;
-
apparato muscolare: infiammazione dei muscoli del corpo (miopatia alcolica) e
distruzione delle fibre muscolari;
-
apparato ghiandolare: infiammazione e ingrossamento delle ghiandole salivari,
particolarmente delle parotidi, riduzione del volume e della funzionalità dei testicoli.
Aumenta inoltre il rischio di sviluppare tumori: specie del fegato, del tratto gastrointestinale, della laringe e, nella donna, della mammella.
L’ALCOL E LE SUE CARATTERISTICHE
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Una determinata quantità di alcol può agire sull‟organismo in modi diversi in base ad
alcune variabili tra loro indipendenti quali l‟età, il sesso, le condizioni fisiche, il genere di
pasto effettuato, il tipo di bevanda assunta, se si è alla guida d‟auto o si lavora su una
macchina industriale.
Gli effetti dell‟alcol etilico sul comportamento lavorativo dipendono dalla sua
concentrazione nel sangue, chiamata alcolemia, che si misura in grammi alcol per litro
di sangue (ad esempio un alcolemia di 0,5 significa che in ogni litro di sangue è
riscontrabile mezzo grammo di alcol).
Una cosa importante da sapere è la quantità di alcol contenuta nel bicchiere. Ogni
bevanda contiene una determinata quantità di alcol che varia a seconda della sua
gradazione alcolica.
Figura 1
Il calcolo approssimativo dell‟alcolemia, in rapporto alle bevande ingerite si ottiene con
le seguenti formule:
ml di bevanda x graduazione alcolica x0,8 (densità dell‟alcol)/100 = grammi di alcol
ingerito
grammi di alcol ingerito/peso (kg)x0,7 (se uomo) o 0,6 (se donna)= alcolemia (g/l)
Ad esempio un uomo che pesa 80 kg bevendo due bicchieri di vino (circa 250 ml) con
una gradazione di 12° ingerirà 24 grammi di alcol e la sua alcolemia avrà un valore di
0,43 g/l.
L’ALCOL E LE SUE CARATTERISTICHE
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Tale valore è importante perché all‟aumento dell‟alcolemia corrisponde una
proporzionale diminuzione dell‟efficienza psicofisica, anche quando il consumo di
bevande alcoliche è assai moderato. Tale andamento è evidenziato nella seguente
tabella:
L’ALCOL E LE SUE CARATTERISTICHE
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Figura 2
L’ALCOL E LE SUE CARATTERISTICHE
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LUOGHI COMUNI SULL’ALCOL
Ci sono molti luoghi comuni sull‟alcol dovuti in buona parte al fatto che, nella nostra
cultura, l‟alcol è considerato una bevanda “amica”, “positiva”, “utile”.
Si dice infatti che:
L’alcol aiuta la digestione. non è vero: la rallenta perché diminuisce le capacità di
assorbimento e la velocità di svuotamento dello stomaco.
Le bevande alcoliche sono dissetanti: non è vero: disidratano, l‟alcol richiede una
maggior quantità di acqua per il suo metabolismo, agisce da diuretico, quindi fa orinare
di più aumentando la sensazione di sete.
L’alcol dà calore: non è vero, in realtà provoca la dilatazione dei vasi sanguigni e
questa produce una momentanea sensazione d calore in superficie, calore che in breve
si disperde e causa un ulteriore raffreddamento del corpo aumentando il rischio di
assideramento se fa freddo e ci si trova in un ambiente non riscaldato o all‟aperto.
L’alcol aiuta a riprendersi da uno shock: non è vero, provoca infatti la dilatazione dei
capillari e delle arterie periferiche determinando la diminuzione dell‟afflusso di sangue
agli organi interni, soprattutto al cervello.
L’alcol rende sicuri: non è vero, l‟alcol disinibisce, eccita ed aumenta il senso di
socializzazione anche nelle persone più timide salvo poi, superata tale fase di euforia
iniziale, agire come un potente depressivo del sistema nervoso centrale. E‟ inoltre da
sottolineare che la “sicurezza” non vigile e senza il pieno controllo del comportamento si
accompagna ad una diminuzione della percezione del rischio e delle sensazioni di
dolore rendendo più vulnerabile l‟individuo alle conseguenze di gesti o comportamenti
potenzialmente dannosi verso se stessi e verso gli altri.
La birra fa latte: non è vero, in realtà la donna non ha bisogno di birra per produrre
latte, ma soltanto di liquidi come l‟acqua oppure succhi di frutta e cibi nutrienti. Inoltre,
una volta ingerito dalla madre che allatta l‟alcol si distribuisce velocemente dal sangue
alla ghiandola mammaria, passa nel latte e quindi al bambino che lo assorbe e su cui
manifesta più facilmente i suoi effetti tossici.
L’alcol dà forza: non è vero, l‟alcol è un anestetico e produce soltanto una
diminuzione del senso di affaticamento e della percezione del dolore. Inoltre solo una
parte delle calorie fornite dall‟alcol possono essere utilizzate per il lavoro muscolare.
L’ALCOL E LE SUE CARATTERISTICHE
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Il vino fa sangue: non è vero, il vino ha uno scarsissimo contenuto di vitamine e di sali
minerali e l‟alcol tende a provocare gastrite cioè infiammazione allo stomaco che riduce
l‟assorbimento di molte sostanze nutritive. Infatti i forti bevitori solitamente soffrono di
anemia per carenza di ferro e vitamina B causata dall‟alcol.
L’alcol rende virili: non è vero, l‟alcol non solo riduce la virilità, a dosi elevate, ma non
la incrementa neppure a dosi modiche. Anche a piccole dosi l‟alcol interferisce con la
funzionalità delle ghiandole sessuali favorendo disfunzioni della potenza e della fertilità.
La maggiore potenza sessuale avvertita è solo illusoria perché legata all‟effetto
psicoattivo della sostanza, cioè al cambiamento di stato d‟animo che essa produce.
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.
EPIDEMIOLOGIA DEI CONSUMI ALCOLICI
Il consumo di alcol è un comportamento sempre più diffuso nella popolazione italiana e,
nel corso degli ultimi anni, ha assunto una connotazione sostanzialmente differente
rispetto agli aspetti tradizionalmente “alimentari” che caratterizzavano il bere delle
generazioni passate.
Nell‟ambito degli stili di vita il bere può assumere diversi significati tra cui quello
puramente estetico o di omologazione che appaiono essere le tipologie dominanti tra i
giovani e le donne.
I recenti, profondi, cambiamenti rilevati nei significati del bere hanno indubbiamente
influenzato un rinnovamento della cultura e delle abitudini del bere di gran parte della
popolazione.
L‟Osservatorio Nazionale Alcol dell‟Istituto Superiore di Sanità elabora annualmente,
secondo criteri di valenza e definizione europea, i dati disponibili delle indagini su
popolazione ed in particolare le serie storiche delle Indagini Multiscopo ISTAT relative a
“Stili di vita e condizioni di salute” oltre alle ulteriori statistiche sanitarie di uso corrente e
relative al Sistema Statistico Nazionale.
Le indagini campionarie ISTAT sono state condotte attraverso la compilazione di
questionari specifici completati in media da circa 60-70.000 individui in circa 800 comuni
per un totale di 25-30.000 nuclei famigliari raggiunti dalle rilevazioni Multiscopo nel
corso delle rilevazioni annuali. I dati elaborati dall‟Osservatorio Nazionale Alcol
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.
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confluiscono nell‟Alcohol Control Database dell‟Organizzazione Mondiale della Sanità
(http://data.euro.who.int/alcohol) e sono stati incorporati nella Relazione al Parlamento
2002-2003 che il Ministro alla Salute presenta in adempimento a quanto previsto dalla
Legge 125/01.
L‟Italia è il primo dei 51 paesi afferenti alla regione Europea dell‟ Organizzazione
Mondiale della Sanità ad aver raggiunto l‟obiettivo di una diminuzione del 25% del
consumo pro capite di alcol nel periodo prefissato 1981-2000.
Al decremento complessivo del consumo di alcol ha contribuito in maniera
preponderante il calo del consumo di vino e di superalcolici mentre la birra mostra un
andamento crescente.
Figura 3
Molti studi dimostrano il rapporto tra alcol e infortuni. In particolare nel settore agricolo
emerge un alto numero di casi di infortunio, nonostante la riduzione degli addetti in
questo comparto produttivo.
In particolare secondo l‟Organizzazione Mondiale della Sanità una percentuale variabile
fra il 10 ed il 30% di infortuni lavorativi e, secondo e secondo il National Institute on
Alcohol Abuse and Alcoholism americano e l‟International Labour Organisation una
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.
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percentuale tra il 10 e il 16% (Gordis, 1987) soprattutto cadute dall‟alto, incidenti stradali
in itinere e non, ustioni, annegamenti vede implicato l‟alcol.
Le stime sulla prevalenza di infortuni attribuibili all‟alcol sono state prodotte da numerosi
autori determinando il consumo alcolico attraverso la raccolta anamnestica, la misura
dell‟alcolemia (prevalentemente su rilievi autoptici) o basandosi su una diagnosi medica
di abuso (Patissi ed altri, 2001) e, a causa di una mancanza di standardizzazione dei
metodi, forniscono dati piuttosto differenti (Stallones e Kraus, 1993).
La maggior parte degli studiosi, particolarmente negli anni ‟80, ha rivolto la propria
attenzione essenzialmente alla relazione intossicazione acuta da alcol – infortuni
mortali, sottovalutando e trascurando, invece, lo studio della relazione fra consumo
continuativo di bevande alcoliche ed infortuni non mortali.
Negli studi in cui, a seguito di un infortunio sul lavoro, è stata determinata l‟alcolemia
essa è risultata positiva nel 5-20% dei casi e con valori superiori a 0,8 g/l, nel 5-10%
(Baker ed altri, 1982; Lewis ed altri, 1989; Currie ed altri, 1995; Lings ed altri, 1984;
Jones ed altri 1991; Copeland ed altri, 1985; Alleyne ed altri, 1991).
Molti studi hanno stimato il consumo di alcol attraverso la raccolta anamnestica,
mediante l‟impiego di questionari compilati da operatori addestrati, autocompilati o
raccolti attraverso interviste telefoniche fornendo dati poco confrontabili fra loro
(Dawson, 1994; Webb ed altri, 1994; Zwerling ed altri, 1996).
Gutierrez e Fisac ed altri, nel 1992, hanno stimato che circa il 17% degli infortuni sul
lavoro era attribuibile al consumo di bevande alcoliche nella fascia di età 16-24 anni.
Mandell ed altri, 1992; hanno evidenziato un alto rischio (O.R. >1,5) di infortuni sul
lavoro in edili, addetti ai trasporti e portierato, camerieri e cassieri; un basso rischio
(O.R. >0,2) in personale sanitario, operatori sociali, informatici, operatori finanziari, sarti.
Dawson (1994) ha evidenziato per i bevitori abituali un maggior rischio di incidenti sul
lavoro con un O.R. pari a 1,74.
Zhou ed altri, 1994, hanno condotto uno studio su 1000 agricoltori dell‟Alabama:
secondo i risultati ottenuti da questi studiosi il rischio di andare incontro ad infortuni sul
lavoro non mortali per coloro i quali dichiaravano di assumere alcolici risultava superiore
del 90% rispetto ai non bevitori, con una correlazione dose consumata-risposta
(infortunio) significativa. Con uno studio successivo, condotto su lavoratori edili, Lyman
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.
16
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
ed altri (1999), Pollack ed altri (1998) hanno ottenuto risultati analoghi evidenziando una
debole correlazione fra diagnosi di abuso di sostanze e aumentato rischio di infortuni sul
lavoro.
E‟ più recente lo studio di Stockwell ed altri (2002) condotto su 797 lavoratori che
dimostra che il consumo di alcol riferito dal lavoratore e confermato da un test
alcolimetrico è significativamente correlato con il rischio di infortuni, con un rischio più
evidente nelle donne con meccanismo dose indipendente e negli uomini solo per
assunzioni superiori a 90 grammi.
Sussistono tuttavia anche studi con risultati di segno opposto: Webb ed altri (1994)
hanno osservato l‟assenza di correlazione tra l‟assunzione di alcolici ed infortuni; Veazie
ed altri (2000) che hanno condotto una ricerca su 8659 lavoratori di età compresa tra i
24 e i 32 anni; da quest‟ultimo studio risulterebbe che gli incidenti sul lavoro non
possono essere significativamente associati alla dipendenza da alcol.
Numerosi studi hanno dimostrato che il numero di soggetti con problemi alcol correlati
varia a seconda del tipo di occupazione/professione.
Le categorie lavorative più frequentemente associate con l‟uso/abuso di bevande
alcoliche sono: pescatori, marinai, ristoratori e camerieri, minatori e lavoratori
dell‟industria siderurgica, militari, uomini d‟affari, personale sanitario e lavoratori edili.
All‟eccessivo consumo di alcolici vanno attribuiti ridotta produttività, errori nelle
procedure, danno ai macchinari, aumento di infortuni e malattie, perdita di capacità
lavorativa, assenteismo, necessità di assistenza ai familiari dei lavoratori con problemi
alcol-correlati con conseguenti rilevanti costi per l‟industria e la società (De Bernardo,
2001).
L‟alcolismo è responsabile del 40% dei cambiamenti del posto di lavoro; di un numero di
assenze dal lavoro 3-4 volte superiore al normale (Godard, 1981); di una perdita della
capacità lavorativa crescente con l‟aumentare degli anni di abuso-dipendenza; di gravi
danni per possibili interazioni con fattori di rischio lavorativi (Noventa, 2002).
Secondo l‟OMS dal 10 al 30% degli incidenti in ambito lavorativo sono correlabili a tale
sostanza.
Una stima conservativa che attribuisca all‟uso di alcolici il 10% degli infortuni in Italia
porterebbe ad esempio per quanto concerne l‟anno 2002, in relazione ai dati INAIL dove
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.
17
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
si sono registrati 1397 vittime e 967.785 incidenti denunciati ad una stima di 139 morti e
97.000 infortuni non mortali alcol correlati.
Nel nostro paese non esistono livelli di rilevazione delle problematiche alcol-correlate in
ambito lavorativo se non attribuibili a limitate ricerche epidemiologiche, valide
esclusivamente per la realtà indagata e scarsamente generalizzabili al contesto
nazionale.
Tale assenza di dati consente solo una stima del fenomeno e quindi tale proiezione
risente inevitabilmente di molte influenze: contesto lavorativo, tipologia della
professione, aspetti culturali e abitudini consolidate, contesto culturale più allargato,
distribuzione dei consumi della popolazione, legislazione generale e specifica,
normative della realtà produttiva considerata, sensibilità della dirigenza, sensibilità del
sindacato, presenza dei Servizi di alcologia, interesse dei Servizi di Medicina del
Lavoro, attività delle organizzazioni di auto aiuto.
Le stime proposte dall‟OMS (WHO, 1996) sono quindi relative alle rilevazioni attuate in
altri paesi dove è presente una maggiore sensibilità alle problematiche alcol-correlate e
quindi un sistema di rilevazione epidemiologica:
-
la percentuale stimata di infortuni sul lavoro alcol-correlati può variare dal 10 al 30%
rispetto al totale degli infortuni;
-
l‟alcol è causa del 20% degli infortuni mortali in Inghilterra, del 15-25% in Francia,
del 8-25% in Polonia, del 17% in Danimarca, del 32% nei cantieri navali di Amburgo,
del 12% nelle miniere della Repubblica Ceca;
-
in Svizzera il 23,9% dei ricoveri per infortunio lavorativo è determinato dall‟uso di
alcol;
-
il consumo di alcol ha una corresponsabilità in numerosi incidenti gravi,
particolarmente quelli che avvengono nei trasporti.
Si stima che l‟uso di alcolici sia elemento causale nel 50% degli incidenti stradali. Tale
correlazione provoca 4000 morti all‟anno e 125.000 feriti, 10.000 invalidi con un costo
stimabile di almeno 15 miliardi di euro/anno.
La problematica relativa ad alcol e guida riveste un‟importanza rilevante anche in
relazione al lavoro.
Circa il 50% degli incidenti lavorativi è collegato alla guida di un mezzo di lavoro.
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.
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Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
L‟uso di alcol durante la guida di un mezzo è un fattore di rischio specifico, anche in
presenza di bassi dosaggi di bevanda alcolica. Con un alcolemia di 0,2 g/l,
corrispondente ad un bicchiere di vino o di birra o un bicchierino di super alcolico (1
unità di alcol = 12 g di alcol), si ha un rischio quasi doppio di fare un incidente stradale,
portando il guidatore a sopravvalutare le proprie capacità, a non affrontare le norme di
sicurezza, ad affrontare rischi lavorativi che altrimenti non sarebbero corsi.
Attualmente, la legislazione specifica in materia di alcol e guida ha recentemente
abbassato il livello di alcolemia previsto per legge a 0,5 g/l ed inserito sanzioni più
rilevanti (revoca della patente) per chi guida con alcolemia superiore a 1,5 g/l.
L‟OMS suggerisce, a livello internazionale, l‟adozione di norme che portino a livelli di 00,2 g/l di alcolemia per chi guida e lavora (WHO 1996).
Tale aggiornamento è stato raccolto dalla più recente normativa applicandolo a
neopatentati e conducenti professionali.
Inoltre a livello di organizzazioni internazionali (ILO), viene consigliato alle aziende di
favorire l‟assunzione di bevande non alcoliche a pranzo per non incorrere in sanzioni
penali e amministrative e, in ogni caso, per consentire una guida ed un lavoro sicuro.
E‟ evidente che l‟assunzione di alcol nella pausa pranzo pone problemi a tutti i lavoratori
ed in particolare a chi, successivamente alla pausa, deve mettersi alla guida di un
mezzo.
Il tempo di smaltimento dell‟alcol è significativamente lungo (un‟unità alcolica ogni ora o
due) e quindi non consente di garantire un‟alcolemia zero alla fine della pausa pranzo
nel caso di un‟assunzione alcolica anche moderata.
Nella letteratura internazionale, accanto ai numerosi lavori sulla sicurezza aziendale,
sono pochissimi gli articoli sulle malattie da lavoro e sulla prevenzione nel comparto
delle costruzioni.
Eppure, anche i più recenti dati INAIL confermano che il comparto delle costruzioni non
solo ha il primato delle morti per infortunio, ma si colloca al secondo posto per il numero
delle malattie professionali riconosciute dopo il settore meccanico.
Arndt e coll. (1996) hanno descritto lo stato di salute ed indagato sulle cause di
abbandono dell‟attività lavorativa su un campione di 4598 lavoratori, di età compresa fra
i 40 e i 64 anni, impiegati nel settore delle costruzioni.
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.
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Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Lo studio mostra una relazione certa fra alcune malattie o disturbi segnalati e
l‟esposizione a fattori di rischio professionale (rumore, polveri ed irritanti, sforzo fisico,
posture incongrue), ma anche effetti correlati ad abitudini di vita che caratterizzano
questa popolazione di lavoratori: forti mangiatori e “buoni” bevitori.
Gli epidemiologi dell‟ISPESL nello studio “Mortalità per professioni negli anni „80” hanno
documentato per il settore delle costruzioni un eccesso di morti per cirrosi e per altre
malattie alcol-correlate (tumori delle vie digestive superiori, in particolare dell‟esofago)
nelle professioni manuali.
Il settore delle costruzioni rimane comunque al secondo posto come numero di malattie
professionali riconosciute nel nostro paese e al primo posto come numero di morti per
infortunio.
LA PREVENZIONE NEL MONDO DEL LAVORO
Fino all‟emanazione della Legge 833/78 la prevenzione degli infortuni e delle malattie
professionali era assicurata da istituti a carattere nazionale: ENPI, ANCC, Ispettorato
del Lavoro che avevano a disposizione un corpo normativo importante, emanato negli
anni ‟50. Oltre agli istituti nazionali va considerato l‟impegno sociale attivato da un
fenomeno infortunistico molto preoccupante negli anni dell‟industrializzazione in Italia.
Un impegno non solo da parte delle organizzazioni sindacali ma anche, in molte regioni
d‟Italia, da parte delle comunità locali, da singoli Comuni o da Consorzi di Comuni.
La riforma sanitaria del 1978 sancì l‟impegno fondamentale dello Stato a garantire la
salute negli ambienti di lavoro prioritariamente attraverso il Servizio Sanitario Nazionale
ed introdusse i poteri di polizia giudiziaria nei Servizi delle ASL appositamente istituiti
con personale al quale fu attribuita tale qualifica con poteri definiti dal Codice di
Procedura Penale.
I corsi di formazione di questo personale furono spesso affidati a magistrati che
improntarono un modello di vigilanza sulle norme di igiene e sicurezza sul lavoro basato
sulla giurisprudenza e sul carattere penale di queste norme.
Il modello industriale di quegli anni, con le dovute eccezioni, era impostato sulla
pianificazione della produzione e solo in un secondo momento venivano prese in
considerazione le esigenze di sicurezza sul lavoro. Una attenta applicazione delle
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.
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Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
norme di igiene e sicurezza era spesso adottata al momento dell‟ispezione da parte
degli Enti di controllo. In questo momento il datore di lavoro era responsabile della
salute dei lavoratori, tuttavia garanti della salute dei lavoratori erano le Istituzioni che
agivano controllando gli ambienti di lavoro.
Dopo la ratifica dell‟Atto Unico Europeo, nel 1986, la Commissione Cee ha emanato una
serie di Direttive innovatrici delle politiche sulla prevenzione nei luoghi di lavoro.
L‟intervento comunitario mira a migliorare la qualità della vita dei cittadini europei anche
riducendo il costo sociale degli infortuni e delle malattie professionali, assicurando la
parità delle condizioni concorrenziali tra le imprese rispetto ai costi della sicurezza.
La caratteristica dell‟approccio comunitario è data dal principio che la salute e la
sicurezza dei lavoratori non sono un problema a sé stante rispetto all‟organizzazione del
lavoro, ma vanno progettate assieme alla pianificazione della produzione.
La direttiva Cee 89/391 ed altre, recepite in Italia a costituire l‟innovativo quadro
legislativo noto come DLgs 626/04, sposta il centro d‟interesse della tutela della salute
negli ambienti di lavoro; garante della salute e della sicurezza dei lavoratori diventa
direttamente il datore di lavoro e la Pubblica Amministrazione, pur mantenendo i compiti
di vigilanza, acquisisce maggiori competenze nel campo dell‟informazione, formazione,
assistenza e promozione della salute, tutti aspetti successivamente ribaditi anche nel
recente DLgs 81/08 (Testo unico in materia di igiene e sicurezza sul lavoro).
Si passa da una prevenzione centrata sugli aspetti tecnologici delle macchine, impianti e
processi ad un sistema di gestione della sicurezza e della salute in cui l‟uomo è
soggetto e attore dell‟organizzazione del lavoro.
Assume forza il principio proposto dall‟OMS (1986) secondo il quale la salute va
considerata come una risorsa che permette di condurre una vita produttiva a livello
individuale, sociale ed economico. La salute è una risorsa della vita quotidiana e non lo
scopo della vita; si tratta di un concetto positivo che mette in evidenza le risorse sociali e
individuali, piuttosto che le capacità fisiche.
Gli ambienti di lavoro costituiscono luoghi elettivi di intervento per promuovere
comportamenti e stili di vita per la salute proprio per la loro caratteristica sociale.
Le dinamiche politiche, sindacali e la presenza di leggi che definiscono gli ambiti di
intervento della prevenzione hanno di fatto limitato per lungo tempo le possibilità di
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.
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Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
intervento tramite azioni finalizzate a promuovere comportamenti corretti e sani, utili non
solo per l‟igiene e sicurezza sul lavoro, ma anche in linea con il concetto di salute
espresso dall‟OMS.
Gli interventi condotti nelle aziende riguardano di regola i rischi connessi alle attività
produttive ed il mondo del lavoro si è mostrato sostanzialmente impermeabile alle
proposte di interventi più generali.
I risultati ottenuti nel controllo degli agenti nocivi ambientali, tipici degli ambienti di
lavoro, consentono tuttavia oggi di affrontare in modo più corretto i fattori che
determinano la salute dei lavoratori. La popolazione di un‟azienda rispecchia le
caratteristiche della popolazione generale a cui appartiene ed è ovvio quindi che non si
possono scindere le condizioni di vita da quelle di lavoro, così come i fattori determinanti
della salute operano sui cittadini quanto sui lavoratori.
Anche la pubblica amministrazione che fornisce i servizi, è ancora oggi chiusa entro
modelli che tengono separato il mondo del lavoro dagli altri sistemi organizzati. I servizi
sanitari di prevenzione negli ambienti di lavoro delle ASL intervengono spesso
separatamente dagli altri servizi del Dipartimento di Prevenzione che pure hanno
accesso ad ambienti di lavoro; si pensi in particolare agli allevamenti ed alle produzioni
alimentari in genere, dove sono quasi quotidianamente presenti gli operatori veterinari e
dei servizi per la sicurezza alimentare. Gli operatori di questi servizi hanno scarsa o
nulla conoscenza delle esperienze e della ricchezza di contenuti degli interventi del
“sociale” sia pubblico che del volontariato privato.
D‟altra parte i Servizi sociali dei Comuni o delle ASL agiscono nella scuola, presso le
comunità, le associazioni, sul territorio in generale escludendo a priori interventi nel
mondo del lavoro.
Eppure l‟ASL nel suo complesso potrebbe avere competenze in grado di stimolare il
mondo del lavoro, rendere gli imprenditori responsabili nei confronti dei lavoratori e
aiutarli a risolvere problemi come quello della dipendenza da sostanze.
Da una parte il Dipartimento delle Dipendenze ha le competenze specifiche, dall‟altra il
Dipartimento di Prevenzione ha conoscenza precisa delle dinamiche aziendali e delle
organizzazioni territoriali che rappresentano gli imprenditori ed i lavoratori; ha inoltre
accesso alle aziende, grazie ai compiti di vigilanza che le leggi gli attribuiscono.
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.
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Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Manca però ancora una diffusa pianificazione regionale e di Servizio sebbene alcune
regioni abbiano iniziato la formazione di operatori per aiutare le aziende a progettare
interventi di promozione della salute.
I Servizi per le tossicodipendenze hanno le competenze specialistiche che sono
indispensabili anche negli ambienti di lavoro per affrontare questo tipo di problemi.
La differenza non è solo nell‟organizzazione degli interventi o nei metodi di lavoro, ma
soprattutto nel linguaggio che si utilizza. Il termine stesso prevenzione assume due
connotati diversi nella cultura degli operatori. In campo sanitario il concetto di
prevenzione
è
centrato
sull‟ambiente:
la
prevenzione
primaria
è
impostata
sull‟individuazione, determinazione qualitativa e quantitativa dei fattori di rischio chimico,
fisico e biologico per la loro successiva eliminazione. La prevenzione delle dipendenze
invece è centrata sulla persona e la prevenzione primaria, di conseguenza, è orientata a
sviluppare le capacità critiche.
Va riconosciuto che proprio la prevenzione alcologica ha reso possibile l‟incontro di
questi due mondi separati. Un impulso in questo senso è stato dato dal DPR 309/90,
con l‟attribuzione di finanziamenti per aree prioritarie di intervento tra cui risulta
“Prevenzione primaria dell‟uso di sostanze psicoattive nel mondo del lavoro”. Questo ha
determinato in molte realtà l‟incontro dei Servizi per le tossicodipendenze con i Servizi
per la prevenzione nei luoghi di lavoro.
Queste esperienze rendono palese l‟importanza nella pubblica amministrazione del
lavoro per progetti a seguito di finanziamenti specifici. Il lavoro per progetti, inoltre,
permette, ai Servizi, di uscire dalla routine e soprattutto da quei compiti istituzionali
previsti da obsolete norme di legge spesso inutili se non dannose, rispetto ai bisogni di
salute della nostra società. Molto interessante, a questo proposito, è la prevenzione
basata sulle prove di efficacia (EPB) cui tuttavia si fa solo un accenno.
A titolo di esempio è possibile affermare che a mano a mano che sono aumentate le
conoscenze sulla gravità delle conseguenze dell‟alcol sulla salute, a mano a mano che
si è resa evidente l‟influenza del consumo di bevande alcoliche sul gravissimo
fenomeno degli incidenti stradali, si è iniziato a considerare che anche negli ambienti di
lavoro il rischio collegato al consumo di bevande alcoliche non può essere limitato solo
ai casi evidenti dei noti lavoratori alcolisti.
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.
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Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
La riflessione sulle politiche riguardanti l‟alcol è stata troppo spesso caratterizzata
dall‟idea errata che le conseguenze negative legate al bere riguardino solo una ristretta
minoranza della popolazione che consuma alcol in maniera incontrollata.
C‟è stata inoltre la tendenza a focalizzare l‟attenzione sulle malattie croniche causate
dall‟alcol, ignorando le sue conseguenze negative acute, ovvero i danni e i decessi che
derivano da incidenti legati all‟alcol.
In realtà esiste una vasta gamma di problemi alcol correlati che variano in tipologia e
gravità e vanno ben oltre una concezione esclusivamente medica dell‟alcolismo.
Generalmente, sia per quanto riguarda i danni fisici che psicologici, il rischio è
proporzionale alle dosi: più alcol è consumato maggiore è il rischio.
L‟esperienza di questi problemi può variare da un paese all‟altro ed anche all‟interno
degli stessi paesi, a seconda delle abitudini e della cultura del bere, in alcune
popolazioni prevalgono i problemi di intossicazione acuta, in altre i problemi maggiori
sono legati soprattutto al consumo abbondante e protratto nel tempo (Edwards et al.,
1994).
Uscendo dalle specificità delle abitudini al consumo relative ai vari contesti culturali,
troviamo che negli obiettivi dell‟Organizzazione Mondiale della Sanità (Alcohol Action
Plan 2000-2005) c‟è quello di “suscitare una maggiore consapevolezza, fornendo
strumenti educativi e costruire il supporto a favore di politiche di sanità pubblica che
abbiano il compito di prevenire i danni causati dall‟alcol”, inoltre un ulteriore obiettivo è
quello di “ridurre i rischi di problemi alcol correlati che possono verificarsi in una serie di
ambienti quali la casa, il luogo di lavoro, la comunità o ambienti nei quali l‟alcol viene
consumato”.
L‟ILO propone un programma concreto per lo sviluppo di soluzioni legate alla salute nei
luoghi di lavoro migliorando la componente psico sociale delle condizioni di lavoro.
L‟approccio è multidisciplinare e copre quattro settori principali:
-
promozione della salute, inclusa la promozione di stili di vita sani;
-
salute e sicurezza nel lavoro;
-
miglioramento dell‟ambiente di lavoro;
-
clima sociale e sviluppo di comunità.
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.
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Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
La visione della salute, che deriva dal modello biopsicosociale, consente alle persone
di essere soggetti attivi nella promozione e nel mantenimento della propria salute che
ciascuno è chiamato a costruire, riconoscendo che la salute è il requisito per realizzare
il potenziale umano e fornisce nuove capacità per ottenerlo. Promuovere la salute
significa “mettere la persona al centro” (Zucconi e Howell, 2003).
Ad oggi più che di prevenzione intesa nell‟accezione biomedica, per i problemi alcol
correlati sarebbe opportuno parlare di promozione della salute, considerando la salute
una risorsa per l‟individuo e la collettività in tutti gli aspetti della vita quotidiana. In
accordo con le indicazioni dell‟OMS (1995) che “ogni cittadino del mondo ha diritto ad
un lavoro sano e sicuro e ad un ambiente di lavoro che gli consenta di condurre una
vita socialmente ed economicamente produttiva”.
Pertanto gli interventi dovrebbero concentrarsi sulla promozione di stili di vita più sani,
rimarcando il concetto di rischio che è presente a qualsiasi livello di consumo di
bevande alcoliche.
ASPETTI LEGISLATIVI E PREVENZIONE ALCOLOGICA NEL MONDO DEL
LAVORO
I documenti internazionali che, ormai da anni, indicano le linee guida per le politiche in
campo alcologico contengono numerosi riferimenti alla problematiche alcol correlate in
ambito lavorativo e all‟impatto dell‟alcol sulla salute e sul benessere dei lavoratori.
L‟Organizzazione Mondiale della Sanità ha fornito fin dal 1992 le basi per lo sviluppo e
la realizzazione di politiche e programmi in campo alcologico con il Piano di Azione
Europeo sull‟Alcol. Il Piano rappresentava il risultato dell‟impegno dell‟OMS a lavorare
per dare massima priorità si temi legati al consumo di alcol e per creare un movimento
europeo di prevenzione nei confronti dei problemi sanitari e sociali provocati dall‟alcol.
Il riferimento era rappresentato dal target 17 del documento Health for All Targets, che
auspicava una riduzione del consumo di alcol del 25% entro l‟anno 2000.
E‟ chiaro che gli obiettivi di rendere gli ambienti di lavoro più sani, ridurre gli infortuni e
promuovere il benessere dei lavoratori possono essere raggiunti non solo tenendo
conto delle condizioni strutturali dei luoghi di lavoro ma anche occupandosi degli stili di
vita degli individui e quindi anche del consumo di bevande alcoliche.
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.
25
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
I luoghi di lavoro, insieme ai contesti abitativi, educativi e sanitari, vengono identificati
tra i setting che promuovono la salute in quanto offrono buone opportunità per
incoraggiare comportamenti sani, migliorando il sostegno sociale e rafforzando
atteggiamenti che favoriscono la diminuzione dei consumi.
Nel 1999 l‟OMS promuove i nuovi principi di salute per tutti nel documento Health 21:
the health for all policy framework for the WHO European Region. In riferimento alle
sostanze psicoattive, il target 12 si concentra sulla necessità di ridurre le conseguenze
negative e i danni prodotti dal consumo di queste sostanze: “ per l‟anno 2015, le effetti
sulla salute derivanti da sostanze come tabacco, alcol e droghe dovranno essere
significativamente ridotti in tutti gli Stati membri”.
L‟articolazione del Piano fa esplicito riferimento alle dieci strategie della Carta Europea
sull‟Alcol del 1995, approvata durante la Conferenza Ministeriale di Parigi e sottoscritta
dagli Stati membri.
I risultati e le azioni relative ai luoghi di lavoro sono descritti nell‟area che riguarda gli
ambienti pubblici, privati e lavorativi.
Entro l’anno 2005, tutti i paesi della regione Europea dovrebbero:
-
ridurre l’incidenza dei problemi alcol-correlati nei lughi pubblici, specialmente quelli
associati ad attività di divertimento e a eventi sportivi;
-
ridurre il richio di danni alcol-correlati nelle famiglie e assicurare n ambiente
domestico sicuro per i bambini;
-
ridurre i danni causati dall’alcol nei luoghi di lavoro, in particolare gli incidenti e gli
episodi di violenza.
Nello specifico degli ambienti lavorativi, gli Stati membri vengono invitati ad investire
risorse per la promozione di politiche sull‟alcol per i luoghi di lavoro basati
sull‟educazione, la prevenzione, l‟identificazione precoce ed il trattamento.
LA LEGISLAZIONE IN ITALIA
Per quanto riguarda il fenomeno infortunistico, la tecnologia e l‟intervento dei servizi
S.Pre.S.A.L., attraverso la vigilanza, cercano costantemente di migliorare la sicurezza
lavorativa.
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.
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Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Tuttavia la prevenzione dei comportamenti a rischio deve avvenire anche, e soprattutto,
agendo sul versante comportamentale del lavoratore poiché lo stato di salute e di
sicurezza è un elemento imprescindibile per poter rispettare le corrette procedure di
lavoro ed evitare azioni imprudenti.
L‟I.L.O. (International Labour Office, 1996) ha sottolineato l‟importanza della
prevenzione primaria che deve agire su tre livelli: gli individui, il posto di lavoro e la
comunità, per poter avere possibilità d‟azione, ma anche conseguire risultati significativi.
A fronte di una quota stimata pari al 10% di infortuni collegati all‟abuso di alcol in Italia e
alla consapevolezza che l‟alcolismo rappresenta un grande problema sociale, la
normativa relativa alla prevenzione e sicurezza sul lavoro è andata modificandosi,
affrontando gli aspetti legati al rischio aggiuntivo di comportamenti individuali scorretti
come l‟assunzione di alcolici durante l‟attività lavorativa.
Il legislatore ha introdotto il divieto di assunzione e somministrazione di bevande
alcoliche e superalcoliche nella attività lavorative che comportano un elevato rischio di
infortuni sul lavoro, con la possibilità di effettuare controlli alcolimetrici ai lavoratori
Il legislatore italiano ha espressamente riconosciuto l‟importanza delle indicazioni
contenute nei documenti Comunitari: Piano di Azione Europeo sull‟alcol e Carta
Europea sull‟alcol, riferimento essenziale del Piano d‟azione.
I sopra citati documenti sono espressamente richiamati nel primo articolo della Legge
125/01, la Legge Quadro in materia di alcol e problemi alcol-correlati che ha finalmente
colmato un vuoto legislativo, politico e culturale fornendo linee guida per un approccio
organico agli interventi in campo alcologico.
Il dispositivo di legge indica le misure finalizzate alla prevenzione, alla cura e al
reinserimento sociale dei soggetto alcoldipendenti e, per quanto attiene alla sicurezza
sul lavoro l‟art.15 prevede particolari “disposizioni per la sicurezza dei lavoratori”: in 4
commi sono articolati divieti, possibilità di controlli, misure di sostegno ad interventi
terapeutici e, infine, sanzioni.
L‟assunzione di alcol, quale parte di uno stile di vita, è quindi riconosciuta influente
anche per il soggetto in quanto lavoratore e, quale sintomo di una malattia, deve
coinvolgere nel progetto terapeutico le figure del profilo sanitario previste nel DLgs
81/08.
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.
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Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
In tale articolo si parla, infatti, di “lavorazioni ad elevato rischio di infortuni” da
individuarsi con Decreto del Ministro del Lavoro in concerto con quello della Sanità, di
medico competente, di medici del lavoro del Servizi per la prevenzione e la sicurezza
negli ambienti di lavoro delle aziende USL con funzioni di vigilanza.
Art.15. Legge 30 marzo 2001, n.125
(Disposizioni per la sicurezza sul lavoro)
1. Nelle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero
per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi, individuate con decreto del Ministro del
lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, da emanare entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e’ fatto divieto di
assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.
2. Per le finalità previste dal presente articolo i controlli alcolimetrici nei luoghi di lavoro
possono essere effettuati esclusivamente dal medico competente ai sensi dell’articolo 2,
comma 1, lettera d), del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive
modificazioni, ovvero dai medici del lavoro dei servizi per la prevenzione e la sicurezza negli
ambienti di lavoro con funzioni di vigilanza competenti per territorio delle aziende unità
sanitarie locali.
3. Ai lavoratori affetti da patologie alcolcorrelate che intendano accedere ai programmi
terapeutici e di riabilitazione presso i servizi di cui all’articolo 9, comma 1, o presso altre
strutture riabilitative, si applica l’articolo 124 del testo unico delle leggi in materia di
disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei
relativi stati di tossicodipendenza, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9
ottobre 1990, n. 309.
4. Chiunque contravvenga alle disposizioni di cui al comma 1 è punito con la sanzione
amministrativa consistente nel pagamento di una somma da lire 1 milione a lire 5 milioni.
Successivamente, in data 16 Marzo 2006, è stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale,
l‟Intesa in materia di individuazione delle attività lavorative che comportano un elevato
rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l‟incolumità o la salute dei terzi ai
fini del divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e
superalcoliche.
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.
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Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Per quanto attiene al comparto edile in tali categorie rientrano quei lavoratori che
svolgono attività di addetti alla guida di macchine di movimentazione terra o merci ed
ancora più in generale i lavoratori addetti ai comparti dell‟edilizia e delle costruzioni e
tutte le mansioni che prevedono attività in quota, oltre i due metri di altezza.
Dalla normativa si possono individuare per i datori di lavoro, che sono i soggetti su cui
gravano principalmente gli obblighi di tutela per l‟igiene e la sicurezza sul lavoro, i
seguenti riferimenti legislativi per inquadrare correttamente il problema alcol
dipendenza: innanzi tutto è necessario premettere a quali normative fare riferimento e
cioè la già citata Legge Quadro 125/01 (in particolare l‟art.15) ed il già citato
provvedimento Stato regioni del 16 Marzo 2006 ed infine il DLgs 81/08 c.d. Testo Unico
sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Partendo da quest‟ultimo l‟art. 15 prevede che venga effettuata la valutazione di tutti i
rischi per la salute e sicurezza, pertanto dovrà essere analizzato, da parte del datore di
lavoro, se le lavorazioni svolte, in caso di rischio aggiuntivo legato alla condizione di
abuso o alcoldipendenza dei lavoratori addetti, vi possono essere conseguenze per i
lavoratori interessati o per soggetti terzi (lavoratori e non).
Inoltre, sempre lo stesso articolo, prevede la programmazione della prevenzione,
l‟eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in
relazione alle conoscenze in base al progresso tecnico; il controllo sanitario dei
lavoratori, l‟allontanamento del lavoratore dall‟esposizione al rischio per motivi sanitari
inerenti la sua persona e la formazione ed informazione adeguata per i lavoratori, i
preposti ed i dirigenti.
Inoltre i datori di lavoro, nell‟affidare i compiti ai lavoratori devono tener conto delle
capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e sicurezza e devono
richiedere l‟osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti nonché delle
disposizioni aziendali in materia di sicurezza sul lavoro.
D‟altro canto i lavoratori devono osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal
datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti.
In ogni caso gli interventi, riguardo il consumo di alcol e più in generale gli stili di vita,
non possono prescindere dalla formazione e informazione (previsti dagli art.36 e 37 del
DLgs 81/08) dei lavoratori adibiti.
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.
29
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Resta infine da precisare che, il DLgs 81/08 prevede espressamente all‟art.111 comma
8) che “il datore di Lavoro dispone affinché sia vietato assumere e somministrare
bevande alcoliche e superalcoliche ai lavoratori addetti ai lavori in quota” e per tali lavori
si intendo i lavori svolti ad un‟altezza superiore a due metri rispetto ad un piano stabile.
Tale obbligo ha un grossa rilevanza nel comparto edile.
LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.
30
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI
Come si può osservare (tab.1) le edizioni del questionario sono state complessivamente
cinque, la sigla che le contrassegna appare nelle intestazioni delle colonne dalla terza
alla settima (da 1-1 a 3)
La prima edizione è stata sperimentata su 48 lavoratori edili che hanno rappresentato il
6,4% del numero totale degli intervistati nel corso di tutta l‟iniziativa.
Le modifiche intervenute hanno consentito alla seconda edizione (1-2) di essere
utilizzata in un numero consistente di casi (286 pari a poco più del 38% del totale);
successive modifiche (edizione 1-3) hanno introdotto la versione 2 che, con 319
intervistati (42,6%) si può considerare quella di maggiore diffusione. Infine una versione
3, che presenta consistenti modifiche, è stata somministrata a 68 lavoratori (9% circa
del totale generale).
Tab: 1. Versioni adottate per la somministrazione del questionario
Denominazione
Numero casi
% sul Totale
% cumulativa
versioni
1-1
48
6,4
6,4
1-2
286
38,2
44,7
1-3
27
3,6
48,3
2
319
42,6
90,9
3
68
9,1
100,0
748
100,0
Totale
Queste versioni non si differenziano tra di loro per radicali caratteristiche strutturali, in
qualche caso si è trattato solamente di differenti ordini di priorità nel porgere le domande
o di una riduzione nel ventaglio delle possibili risposte. In altri termini si è voluto, il più
possibile “andare al cuore del problema”, evitando “giri di parole” e concetti astrusi, nella
speranza di rendere immediatamente visibili gli obiettivi che l‟iniziativa si riprometteva di
conseguire.
31
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Il questionario è stato distribuito a tutti i lavoratori che hanno frequentato varie tipologie
di corsi, presso la Scuola Edile Novarese. I questionari distribuiti sono stati 748.
I corsi ed il numero di questionari somministrati per ciascun corso sono i seguenti.
TIPO DI CORSO
SICUREZZA DI BASE
PONTEGGI
PRIMO SOCCORSO
AGGIORNAMENTO DEL PRIMO SOCCORSO
ANTINCENDIO
RESPONSABILE SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE PER DATORE DI
LAVORO
RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS)
TUTOR APPRENDISTI
APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO
16 ORE
APPRENDISTI
TECNICI DI CANTIERE
OPERATORI MACCHINE MOVIMENTO TERRA
PREPOSTI
LETTURA DEL DISEGNO
AGGIORNAMENTO RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA
SICUREZZA (RLS)
CARRELLI ELEVATORI
TOTALE
NUMERO
CORSISTI
127
117
136
51
74
9
20
11
28
34
52
16
10
19
19
12
13
748
Più del 50% del campione è costituito da soggetti che rivestono incarichi di
responsabilità e/o hanno una formazione orientata alla sicurezza:corso RSPP Datori di
lavoro, corso preposti, corso RLS, corso tutor apprendisti, corso tecnici di cantiere,
corso lettura del disegno, corso di Primo soccorso.
NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI
32
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Il restante 45% del campione è costituito da lavoratori che non hanno incarichi
particolari, ma che frequentano corsi di formazione in quanto obbligati per legge.
Vengono di seguito riportati i principali risultati emersi dalla ricerca e rilevati attraverso il
questionario che ha indagato il grado di conoscenza dei lavoratori nei confronti
dell‟alcol, delle problematiche di salute legate al suo consumo e sugli stili di vita praticati
con particolare riferimento all‟uso di tale sostanza.
Per l‟analisi dei dati non si è tenuto conto dei missing (dati omessi nella compilazione
dei questionari).
Al fine di rappresentare con la maggiore chiarezza possibile il percorso intrapreso si è
prodotto un apposito “quadro sinottico” con lo scopo di rappresentare nel modo migliore
le trasformazioni del questionario conseguenti ai rapporti intercorsi con la base degli
intervistati.
NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI
33
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Tab 2. Quadro sinottico inerente le trasformazioni del questionario
Versioni
Domande
Prog.
1-1
1-2
1-3
2
3
1 Sesso
m/f
=
=
=
=
2 Nazionalità
it/str
=
=
=
=
3 Età
5 opz
=
=
=
=
4 stato civile
4 opz
=
=
=
=
5 Convivenza
s/n
=
=
=
sost con 6
6 titolo studio
4 opz + altro
=
=
=
Nuova
7 assunzione alcolici (ultimi 3 mesi) s/n
=
=
=
Nuova
8 Quanti giorni birra
7 opz
=
=
=
Nuova
9 Quanta birra
lattine 330 cc x 3 opz
elim 330 cc
=
=
=8
10 Quanti giorni vino
7 opz
=
+ mai
=
=9
11 quanto vino
bicchiere 130cc.x 5 opz
elim 130 cc
=
=
= 10
12 Quanti giorni superalc
7 opz
+ mai
=
=
= 11
13 quanto superalc
5 opz
=
=
=
= 12
14 Autodefinizione come bevitore
4 opz
=
=
=
= 13
15 Alcol prima della guida
s/n
=
=
=
= 14
16 A prima del lavoro
s/n
=
=
=
= 15
17 A durante lavoro
s/n
=
=
=
= 16
18 Alcol durante pausa
s/n
=
=
=
= 19
19 malattie dovute ad alcol
s/n/var
=
=
=
= 20
20 situazioni da imputare ad alcol
n/p/t x 6 opz
- percentuali
=
rimaste a,e,f
= 21
21 effetti alcol
s/n x 8 opz
=
=
=
= 22
22 opinioni su alcol
s/n x 9 opz
=
=
=
= 23
23 giusta quantità
5opz x 3 opz
=
=
=
= 24
24 cosa fare
s/n x 7 opz
=
riord. opzioni
dom. eliminata
= 25
25 Conoscenza legge
s/n
=
=
24
= 26
26 Anzianità servizio edilizia
4 opz
=
=
25
= 27
27 Mansione
5 opz + altro
=
=
26
= 28
28 guida veicoli sul lavoro
s/n/var
=
=
27
= 29
29 mezzo per recersi al lavoro
4 opz
=
=
28
= 30
30 Infortuni subiti
s/n
=
=
29
= 31
31 Giorni assenza
num
=
=
30
= 32
32 luogo pranzo
3 opz + altro
=
=
31
= 33
33 alcol cantiere durante pausa
s/n
=
=
32
= 34
34 incidente in cantiere effetto alcol s/n
=
=
33
= 35
35 permesso alcol pausa in cantiere s/n
=
=
34
= 36
36 permesso alcol durante lavoro
s/n
=
=
35
37 cosa fa l‟impresa
4 opz
=
=
36
NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI
34
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Di seguito verrà illustrato il significato dei numeri e delle sigle in esso contenute: il
numero che appare nella prima colonna da sinistra (intestata “prog.”) contrassegna le
domande secondo l‟ordine con il quale sono state poste nell‟ambito della prima
edizione; il numero progressivo di riga corrisponde esattamente a quello ordinale della
domanda.
Se nelle successiva edizione (colonne) compare il segno “=” ciò significa che la stessa
domanda è stata ripetuta in forma identica e nello stesso ordine (ad esempio la
domanda 1 relativa al sesso dei rispondenti) è sempre stata la stessa in tutte le edizioni
.
Il numero complessivo della domande nelle prime tre edizioni era 37, successivamente
esso è sceso a 36 nella terza edizione ed a 35 nell‟ultima.
Nella seconda colonna (intestata “Domande”) è rappresentato in modo sintetico il
contenuto delle domande rivolte agli intervistati; esse sono visibili nella loro forma
completa nell‟apposito allegato.
Nella terza colonna sono espresse le modalità con le quali gli intervistati potevano
rispondere alle domande; il numero seguito dall‟abbreviazione “opz.” (opzioni) significa
che a quella domanda si potevano fornire diverse risposte; le annotazioni “s/n” oppure
“m/f” o “it/str” stanno a significare che alle specifiche domande di poteva rispondere
solamente in due modi (si o no, maschio o femmine, italiano o straniero).
In qualche caso all‟opzione s/n è associata l‟abbreviazione “var” il cui significato è “si dà
anche una terza possibilità”. Così – ad esempio – alla diciannovesima riga (domanda 19
nella prima edizione del questionario) si richiede all‟intervistato se, secondo lui,
l‟assunzione di alcol provochi malattie ed una delle possibili risposte è “solo se in dosi
eccessive” quindi le opzioni sono simboleggiate dalle sigle (s/n/var).
Una variante a tale modalità è costituita da “n/p/t” ovvero niente, poco o tanto (vedi riga
20 ovvero ventesima domanda nella prima edizione), infine l‟annotazione altro significa
che tra le opzioni è ammessa una risposta libera.
Si può infine notare come nel fornire le risposte sia stata data agli intervistati la
possibilità di “incrociare” tra di loro le diverse opzioni ed in questo caso è stato utilizzato
il segno “x”, ciò è potuto avvenire sia nel caso in cui nell‟ambito della stessa domanda si
poteva rispondere si o no ad una serie di opzioni (vedi riga 21 “effetti dell‟alcol”) sia nel
NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI
35
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
caso in cui un certo numero di opzioni si presentavano incrociate con altre (vedi riga 23
“giusta quantità”) in cui le dosi relative alle singole sostanze alcoliche (vino, birra e
superalcolici) venivano elencate secondo una scala crescente di quantità.
ALCUNE CONSIDERAZIONI “QUALITATIVE” RELATIVE ALLE EVOLUZIONI DEL
QUESTIONARIO
Per rendere maggiormente comprensibile l‟evoluzione subita dal questionario sono
necessarie alcune considerazioni aggiuntive .
Le modificazioni intervenute dalla prima alla terza edizione hanno riguardato la
specificazione del volume delle lattine di birra (330 cc.) e dei bicchieri di vino (130 cc.)
ciò perché inizialmente si era ritenuto che tramite una quantificazione, sia pure
approssimativa, della quantità di sostanze alcoliche ingerite fosse possibile determinare
a livello complessivo la quantità dei consumi. Successivamente tale obiettivo è stato
abbandonato preferendo focalizzare nelle edizioni successive le circostanze del
consumo. In riferimento alla domanda 20 “secondo te quanto incide l’alcol nelle seguenti
situazioni?” (le opzioni suggerite erano: incidenti stradali, suicidi, omicidi, maltrattamenti
familiari, incidenti sul lavoro, assenze dal lavoro) si è rinunciato a far coincidere le
risposte “per niente”, “poco” e “tanto” con altrettante percentuali rispettivamente “meno
del 10%”, “tra il 10 ed il 40%” e “più del 50%” per alleggerire la compilazione del
questionario. Infine nella seconda edizione si è aggiunta dell‟opzione “mai” concernente
i giorni nei quali è avvenuta l‟assunzione di superalcolici.
Nella terza edizione (1-3) è stata aggiunta l‟opzione “mai” relativa al numero di giorni nei
quali si è consumato vino; ma la modifica più rilevante è stata quella relativa alla
domanda 24 “cosa si può fare per evitare il consumo di alcolici negli ambienti di
lavoro?”, precedentemente le opzioni suggerite erano:
a) Attivare programmi di prevenzione
b) Creare condizioni sociali per cui non si debba far ricorso all'alcol
c) Vietare l'uso
d) Vietare il consumo di alcolici durante l'orario di lavoro e la pausa mensa
NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI
36
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
e) Migliorare le condizioni di lavoro
f) Educare la gente sui pericoli dell'alcol
g) Effettuare controlli (tasso alcolico) ai lavoratori che svolgono attività considerate a
rischio
nel corso di questa edizione esse sono state così modificate:
a) Vietare l'uso durante l‟orario di lavoro
b) Attivare campagne informative sui pericoli dell‟alcol
c) Vietare il consumo di alcolici durante l'orario di lavoro e la pausa
mensa
d) Migliorare le condizioni di lavoro
e) Educare la gente sui pericoli dell'alcol
f) Effettuare controlli (tasso alcolico) ai lavoratori che svolgono attività considerate a
rischio
Mentre nella prima formulazione le misure preventive ammontavano a 4 sulle 7
presenti e due di loro, dal contenuto non esattamente definito (“attivare programmi di
prevenzione” e “creare condizioni sociali per cui non si debba far ricorso all'alcol” ),
occupavano le prime due posizioni; nella seconda i divieti (“vietare l'uso durante
l’orario di lavoro” e “ vietare il consumo di alcolici durante l'orario di lavoro, compresa
la pausa mensa”) occupano rispettivamente il primo ed il terzo posto e sono ripetuti
ad enfatizzarne l‟importanza e per focalizzare l‟attenzione dei rispondenti su questo
specifico aspetto.
Nella quarta edizione del questionario (intestazione della colonna “2”) appaiono due
sostanziali innovazioni: le opzioni proposte alla domanda 20 (situazioni negative da
addebitare al consumo di alcol) rimangono solamente gli incidenti stradali, gli
incidenti sul lavoro e le assenze dal lavoro stesso. L‟obiettivo è stato quello di
restringere la gamma delle possibili situazioni negative nuovamente con l‟obiettivo di
focalizzare
l‟attenzione
dei
rispondenti
su
precisi
aspetti–conseguenze
dell‟assunzione di alcol.
Una seconda rilevante modifica è consistita nell‟abolire la domanda relativa al cosa
NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI
37
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
fare per evitare il consumo di alcolici negli ambienti di lavoro; essa è stata la
domanda più soggetta a modifiche tra tutte quelle che compongono il questionario.
La cancellazione di questa domanda non è dovuta solamente alla necessità di
rendere più snello il questionario ma piuttosto al bisogno di concentrare l‟attenzione
sulla percezione che i rispondenti hanno del problema piuttosto che sulle iniziative
che “altri” debbono assumere. Conseguentemente a questa cancellazione le
successive domande fino alla 36 cambiano numero d‟ordine; così la domanda
relativa alla conoscenza della legge che vieta l‟assunzione di bevande alcoliche nei
cantieri edili assume il numero 24 e così via.
Le modifiche più rilevanti sono quelle apportate alla quinta versione del questionario,
spesso si è notata tra i rispondenti, dopo le prime risposte al questionario la
tendenza a “glissare” sul problema dei consumi.
Tali atteggiamenti sono stati confermati da una elaborazione casi validi dei risultati
(circa 364 casi) nell‟ambito della quale nessuno si è dichiarato forte bevitore ma dalla
quale è anche risultato che tra coloro che si sono definiti “astemi” in 14 casi hanno
assunto alcol nei tre mesi trascorsi.
Tab 3. Elaborazione casi validi su “autodefinizione”
Definizione della propria modalità di bevitore
Casi
Astemio
%
78
21,4
204
56,0
Consumatore regolare
46
12,6
N.p.
36
9,9
364
100,0
Consumatore occasionale
Totale
D‟altro canto 153
persone
che
si
sono definite bevitori occasionali hanno assunto alcol nel corso dello stesso periodo.
NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI
38
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Tab 4. Elaborazione casi validi su “autodefinizione” ed assunzione negli ultimi tre mesi
Assunzione negli
ultimi 3 mesi
Modalità
Astemio
Occasionale
Abituale
Sì
No
14
57
153
46
42
4
Infine 4 bevitori abituali non avrebbero “toccato alcol” nel corso dei tre mesi
precedenti.
Anche alla luce di queste risposte si è concentrata l‟attenzione sul problema del
consumo individuale ponendo all‟inizio del questionario 3 domande sulle proprie
abitudini e su quelle del personale in cantiere. Esse sono nell‟ordine:
6) Ti capita di consumare bevande alcoliche durante l‟orario di lavoro? (S/N)
7) Ti capita di consumare bevande alcoliche durante la pausa pranzo?
8) Qual è secondo te la percentuale di lavoratori che abitualmente consumano
bevande alcoliche in cantiere) (0-25%, 25-50%, 50-75%, 75-100%)
Le restanti domande e fino all‟ultima (36) hanno conseguentemente subito uno
scorrimento nel numero d‟ordine; così la numero 9 (riga 9) è identica alla numero 8
(quanti giorni hai bevuto birra) nella prima versione e così via.
NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI
39
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
CARATTERISTICHE GENERALI DI COLORO CHE HANNO FORNITO RISPOSTE AL
QUESTIONARIO
Come si è detto precedentemente, l‟indagine ha riguardato sia i neo assunti che coloro i
quali sono già da tempo occupati nel settore edile; i primi ammontano a 102 (13,6% del
totale) mentre i secondi sono in numero di 646 (86,4% circa).
Tab 5. Neoassunti e non
Numero
% su Totale
% cumulativa
casi
Casi
Neoassunti
102
13,6
13,6
validi
Già in forza
646
86,4
100,0
Totale
748
100,0
In edilizia si registra tradizionalmente una quota nettamente prevalente di occupazione
maschile; infatti come si può osservare una quota percentuale di uomini intervistati è
superiore al 97% (747 casi), le donne ammontano a 21.
Tab 6. Sesso
Numero casi
Casi
Maschi
validi
Femmine
Totale casi validi
Non pervenute
Totale generale
% sul Totale
% su casi
%
generale
validi
cumulativa
726
97,1
97,2
97,2
21
2,8
2,8
100,0
747
99,9
100,0
1
,1
748
100,0
Anche in Italia la presenza di lavoratori stranieri costituisce ormai una quota parte
significativa dell‟occupazione in edilizia; essi rappresentano il 15% circa degli intervistati
(110 addetti) .
CARATTERISTICHE GENERALI DI COLORO CHE HANNO FORNITO RISPOSTE AL QUESTIONARIO
40
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Tab 7. Nazionalità
Numero casi
% sul Totale
% su casi
%
generale
validi
cumulativa
Casi
Italiani
618
82,6
84,9
84,9
validi
Stranieri
110
14,7
15,1
100,0
Totale casi validi
728
97,3
100,0
Non pervenute
20
2,7
Totale generale
748
100,0
La distribuzione delle persone intervistate relazione alle fasce di età si concentra in
quelle “centrali” comprese cioè tra i 21 ed i 49 anni con quote percentuali oscillanti tra il
22 ed il 27% circa dei casi validi; all‟interno di esse dai 40 ai 49 anni e dai 30 ai 39 anni
hanno un peso pressoché uguale; sono presenti con quote inferiori i lavoratori con meno
di 20 anni (poco più dell‟8%) e più di 50 (16,3%). Complessivamente si tratta quindi di
un aggregato di persone tendenzialmente di età “matura”.
Tab 8. Età
Numero
casi
% sul
% su casi
%
Totale
validi
cumulativa
generale
Casi
Meno di 20
62
8,3
8,4
8,4
validi
21-29
164
21,9
22,3
30,7
30-39
192
25,7
26,1
56,9
40-49
197
26,3
26,8
83,7
50 ed oltre
120
16,0
16,3
100,0
Totale casi validi
735
98,3
100,0
Non pervenute
13
1,7
Totale generale
748
100,0
I coniugati o conviventi intervistati ammontano a 430 (59% del totale dei casi validi)
mentre i celibi sono in numero di 257 (35,3%).
CARATTERISTICHE GENERALI DI COLORO CHE HANNO FORNITO RISPOSTE AL QUESTIONARIO
41
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Tab 9. Stato civile
Numero
% sul
% su casi
casi
Totale
validi
% cumulativa
generale
Casi
Celibe/nubile
257
34,4
35,3
35,3
validi
Coniugato/convivente
430
57,5
59,0
94,2
39
5,2
5,3
99,6
3
,4
,4
100,0
729
97,5
100,0
Non pervenute
19
2,5
Totale generale
748
100,0
Separato/divorziato
Vedovo
Totale casi validi
In poco meno del 56% dei casi validi gli intervistati sono in possesso del titolo
dell‟obbligo, i diplomati ammontano a 186 (26% circa), un altro 16,3% circa ha
conseguito solamente la licenza elementare.
Tab 10. Titolo di studio
Numero casi
% sul Totale
% su casi validi % cumulativa
generale
Casi validi
Licenza elementare
116
15,5
16,3
16,3
Licenza media
398
53,2
55,8
72,1
Diploma scuola media superiore
186
24,9
26,1
98,2
13
1,7
1,8
100
713
95,3
100
Non pervenute
35
4,7
Totale generale
748
100
Laurea
Totale casi validi
CARATTERISTICHE GENERALI DI COLORO CHE HANNO FORNITO RISPOSTE AL QUESTIONARIO
42
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
RAPPORTO CON LE SOSTANZE ALCOLICHE
Complessivamente le persone che dichiarano di aver ingerito alcool nel corso degli
ultimi tre mesi, sia durante i pasti che fuori da essi, ammontano a 400 e costituiscono
poco meno del 62% del totale dei casi validi; in 246 hanno invece risposto
negativamente (38,1%); va registrato inoltre come il 13,6% di tutti gli intervistati (102
persone) non abbia fornito alcuna risposta in merito.
Tab 11. Negli ultimi 3 mesi hai bevuto alcolici durante i pasti e/o fuori dai pasti ?
Risposte
Numero
% sul Totale
% su casi
%
casi
generale
validi
cumulativa
Casi
Sì
400
53,5
61,9
61,9
validi
No
246
32,9
38,1
100,0
Totale casi validi
646
86,4
100,0
Non pervenute
102
13,6
Totale generale
748
100,0
RAPPORTO CON LA BIRRA
I bevitori di birra ammontano a 464 (62% del totale generale), altre 133 persone non ne
hanno mai bevuto (circa il 18% ) ed in 151 non hanno fornito alcuna risposta (poco più
del 20%)
Tab 12. Quanti giorni alla settimana hai bevuto birra?
Giorni
Numero
% sul Totale
% su casi
%
casi
generale
validi
cumulativa
Casi
1
216
28,9
46,6
46,6
validi
2
117
15,6
25,2
71,8
3
71
9,5
15,3
87,1
4
17
2,3
3,7
90,7
5
13
1,7
2,8
93,5
6
7
,9
1,5
95,0
7
23
3,1
5,0
100,0
464
62,0
100,0
Totale casi validi
RAPPORTO CON LE SOSTANZE ALCOLICHE
43
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Mai
133
17,8
Non pervenute
151
20,2
Subtotale
284
38,0
Totale generale
748
100,0
In 216 (oltre il 46% del totale dei bevitori) per 1 giorno alla settimana; 117 intervistati
(oltre il 25%) per 2 giorni la settimana, in 71 (oltre il 15%) per 3 giorni, in 17 e 13 casi
(rispettivamente 3,7% e 2,8%) per 4 e 5 giorni. Ammontano infine a 23 (5%) quelli che
hanno bevuto birra per tutti i giorni della settimana..
La domanda successiva era inerente alla quantità di birra mediamente assunta nel
giorno in cui si era dichiarato di averne bevuto; in 336 casi (poco più del 70% dei
bevitori) si è trattato di una lattina, in altri 109 (23%) di due ed infine per 27 persone
(poco meno del 6%) di tre; infine 34 persone dicono di non averne mai bevuto. Nel
confronto tra le due tabelle si può osservare che mentre le persone che non avrebbero
mai bevuto birra nei tre mesi precedenti l‟intervista ammontano a 133, quelle che nel
giorno in cui avrebbe bevuto birra ha dichiarato di non averne consumato alcun
bicchiere o lattina ammontano a 34 casi.
Tab 13. In media, nel giorno in cui ha bevuto birra, quante lattine/bicchieri) hai bevuto?
Numero casi
% sul
% su casi
%
Totale
validi
cumulativa
generale
Casi
1
336
44,9
71,0
71,0
validi
2
109
14,6
23,0
94,1
3
27
3,6
5,7
99,8
6
1
,1
,2
100,0
473
63,2
100,0
34
4,5
Non pervenute
241
32,2
Subtotale
275
36,8
Totale generale
748
100,0
Totale
0
Rilevante è inoltre il numero di mancate risposte che ammontano a 241 ovvero al 32%
circa del totale degli intervistati; assommando le mancate risposte a quelle di chi
RAPPORTO CON LE SOSTANZE ALCOLICHE
44
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
afferma di aver bevuto “0” lattine si arriva ad un subtotale di 275 valore assai prossimo a
quello della tabella precedente se si sommano le mancate risposte (151) a quelle di chi
dichiara di non aver mai bevuto birra (284 casi).
RAPPORTO CON IL VINO
I consumatori di vino ammontano complessivamente a 390 (poco più del 52%) in 179
(quasi il 46% dei bevitori) ne ha fatto uso durante un giorno della settimana altri 70 (18%
circa) lo consumano per 2 giorni, in 34 (quasi 9%) per 3; tra chi ne consuma con
maggiore frequenza si segnalano 56 persone (14,4%) che lo fanno per tutti i giorni della
settimana. Anche in questo caso la quantità di mancate risposte è significativa (187
casi) ed ammonta ad un quarto di tutti gli intervistati mentre non ne consumerebbero
mai altre 171 persone (poco meno del 30% del totale.
Tab 14. Quanti giorni alla settimana hai bevuto vino?
Numero casi
% sul Totale generale
% su casi validi
% cumulativa
Casi
1
179
23,9
45,9
45,9
validi
2
70
9,4
17,9
63,8
3
34
4,5
8,7
72,6
4
21
2,8
5,4
77,9
5
17
2,3
4,4
82,3
6
13
1,7
3,3
85,6
7
56
7,5
14,4
100,0
390
52,1
100,0
mai
171
22,9
Non pervenuti
187
25,0
Subtotale
358
47,9
Totale generale
748
100,0
Totale casi validi
Tra i bevitori di vino in 214 (52,5% dei bevitori) dichiarano di averne bevuto un solo
bicchiere nel giorno in cui hanno assunto questo alcolico, in altri 145 casi (35,5%) i
bicchieri bevuti ammontano a due, in 31 a 3 (7,6%) ed in 11 e 7 casi rispettivamente a 4
e 5 bicchieri; le mancate risposte ammontano a 285 ovvero ad oltre il 38% di tutti gli
intervistati..
RAPPORTO CON LE SOSTANZE ALCOLICHE
45
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Tab 15. In media, nel giorno in cui ha bevuto vino, quanti bicchieri hai bevuto?
Numero casi
% sul Totale generale
% su casi validi
% cumulativa
Casi
1
214
28,6
52,5
52,5
validi
2
145
19,4
35,5
88,0
3
31
4,1
7,6
95,6
4
11
1,5
2,7
98,3
5
7
,9
1,7
100,0
408
54,5
100,0
55
7,4
Non pervenuti
285
38,1
Subtotale
340
45,5
Totale generale
748
100,0
Total
0
RAPPORTO CON I SUPERALCOOLICI
Tra coloro che hanno assunto superalcolici sono 161 ovvero il 21,5% del totale
generale, in 161 (74,5% dei casi validi) lo hanno fatto un giorno alla settimana, in 41
(19%) per due giorni; va rilevato che in due casi si è dichiarato di aver assunto
superalcolici per tutti i giorni della settimana; non hanno risposto in 257 persone e non
hanno mai assunto superalcolici altri 275 intervistati.
Tab 16. Quanti giorni alla settimana hai bevuto superalcolici?
Numero casi
% sul Totale generale
% su casi validi
% cumulativa
Casi
1
161
21,5
74,5
74,5
validi
2
41
5,5
19,0
93,5
3
10
1,3
4,6
98,1
4
1
,1
,5
98,6
5
1
,1
,5
99,1
7
2
,3
,9
100,0
216
28,9
100,0
mai
275
36,8
Non pervenuti
257
34,4
Subtotale
532
71,1
Totale generale
748
100,0
Totale casi validi
RAPPORTO CON LE SOSTANZE ALCOLICHE
46
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Nel giorno in cui si sono bevuti superalcolici, in 165 casi (70% circa) ci si è limitati ad 1
bicchierino, in altri 45 (poco più del 19%) i bicchierini sono stati 2, ed in 16 casi (quasi il
7%) se ne sono bevuti tre; infine in 3 e 6 casi la dose è stata di 4-5.
Tab 17. In media, nel giorno in cui hai bevuto superalcolici, quanti bicchierini hai bevuto?
% sul
Numero
Totale
casi
generale
% su casi
%
validi
cumulativa
Casi
1
165
22,1
70,2
70,2
validi
2
45
6,0
19,1
89,4
3
16
2,1
6,8
96,2
4
3
,4
1,3
97,4
5
6
,8
2,6
100,0
235
31,4
100,0
89
11,9
Non pervenuti
424
56,7
Subtotale
513
68,6
Totale generale
748
100,0
Totale casi validi
0
QUADRO RIEPILOGATIVO SU QUANTITÀ E FREQUENZA NELL’ASSUNZIONE DI
ALCOLICI
Tra i bevitori di birra in 171 hanno dichiarato di aver assunto 1 bicchiere o una lattina in
1 giorno della settimana, hanno assunto la stessa quantità in 74 ma per 2 giorni la
settimana, infine una lattina al giorno per tre giorni è la dose di ulteriori 37 persone.
Tra chi ha bevuto due bicchieri o lattine in 21 lo hanno fatto per 2 giorni la settimana e
37 e 25 rispettivamente per 2 e 3 giorni.
RAPPORTO CON LE SOSTANZE ALCOLICHE
47
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Tab 18. Birra, quantità assunte e frequenza
Quanti giorni alla settimana hai bevuto birra?
Quantità
1
2
3
4
5
6
7
In media, nel
1
171
74
37
8
5
3
12
giorno in cui ha
2
21
37
25
7
7
1
6
bevuto birra,
3
5
5
7
2
1
2
4
197
116
69
17
13
6
22
quante
Totale
lattine/bicchieri)
hai bevuto?
Casi di consumi più consistenti si segnalano per 12 intervistati che hanno assunto 1
bicchiere o lattina per tutti i giorni della settimana e/o per le 9 persone che hanno
assunto tre lattine per 4 o più giorni la settimana (2+1+2+4).
Altre 21 persone (7+7+1+6) bevono usualmente 2 lattine anche queste per 4 o più giorni
la settimana; infine potrebbero essere considerati bevitori critici i sei che per tutti (o
quasi) i giorni della settimana berrebbero 3 lattine al giorno..
Tra i bevitori di vino coloro che assumono 1 bicchiere al giorno per un giorno la
settimana ammonterebbero a 105, altri 47 sempre per un solo giorno ne berrebbero
due. Consumano dai due ai tre bicchieri per due o tre giorni la settimana un gruppo di
55 persone circa.
Tab 19. Vino, quantità assunte e frequenza
Quanti giorni alla settimana hai bevuto vino?
Quantità
1
2
3
4
5
6
7
In media,
1
105
32
12
10
8
5
18
nel giorno
2
47
31
16
7
8
4
24
in cui ha
3
12
3
5
2
1
1
6
4
4
1
0
1
0
1
4
5
3
1
1
0
0
0
2
171
68
34
20
17
11
54
bevuto
vino, quanti
bicchieri
hai
bevuto?
Totale
Tra i bevitori di vino che assumono quantità rilevanti si segnala una trentina di
intervistati che bevono dai due ai quattro bicchieri per 6-7 giorni la settimana. Una
RAPPORTO CON LE SOSTANZE ALCOLICHE
48
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
situazione critica sarebbe quella relativa alle due persone che per tutti i giorni della
settimana berrebbero costantemente 5 bicchieri.
Sono in 123 coloro che assumono un bicchierino di superalcolico nel corso di 1 giorno
alla settimana e 25 quelli che ne bevono due; inoltre un gruppo di una trentina di
persone bevono da 1 a 3 bicchierini per 2-3 giorni la settimana. In termini di criticità si
osserva il caso di una persona che berrebbe 5 bicchierini di superalcolico per tutta la
settimana.
Tab 20. Superalcolici, quantità assunte e frequenza
Quanti giorni alla settimana hai bevuto
superalcolici?
Quantità
1
2
3
4
5
7
In media, nel
1
123
16
5
0
1
1
giorno in cui
2
25
12
0
1
0
0
hai bevuto
3
5
5
4
0
0
0
superalcolici,
4
0
3
0
0
0
0
5
1
2
1
0
0
1
154
38
10
1
1
2
quanti
bicchierini
hai bevuto?
Totale
In 183 casi (26,5%) gli intervistati si dichiarano “astemi”, in altri 417 casi (pari ad oltre il
60%) “consumatori occasionali”, ed in 90 (13%) “consumatori regolare”; nessuno si è
dichiarato “forte bevitore”che era la quarta tipologia suggerita dal questionario, le
risposte non pervenute ammontano infine a 58 (poco meno dell‟8% del Totale generale).
Tab 21. Come ti definiresti rispetto alla tua modalità di bere?
Numero casi % sul Totale
Risposte
generale
Casi validi Astemio
% su casi
% cumulativa
validi
183
24,5
26,5
26,5
417
55,7
60,4
87
90
12,0
13,0
100,0
690
92,2
100,0
Non pervenute
58
7,8
Totale generale
748
100
Consumatore occasionale
Consumatore regolare
Totale casi validi
RAPPORTO CON LE SOSTANZE ALCOLICHE
49
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI
Le risposte positive fornite alla domanda “..negli ultimi tre mesi ti è mai capitato di bere
due ore prima di metterti alla guida” ammontano ad oltre il 24% del totale generale (170
casi) in 57 non hanno fornito alcuna risposta.
Tab 22. Negli ultimi 3 mesi ti è mai capitato di bere due ore prima di metterti alla guida?
Risposte
Numero
% sul Totale
% su casi
%
casi
generale
validi
cumulativa
Casi
Sì
170
22,7
24,6
24,6
validi
No
521
69,7
75,4
100,0
691
92,4
100,0
57
7,6
748
100,0
Totale casi validi
Non pervenute
Total
Le risposte alla successiva domanda se all‟intervistato fosse capitato di consumare
sostanze alcoliche prima di cominciare a lavorare si è risposto negativamente in quasi il
98% dei casi. Le mancate risposte sono state 50 (6,7%)
Tab 23. Negli ultimi 3 mesi ti è capitato di consumare bevande alcoliche due ore prima di cominciare a
lavorare?
Risposte
Numero
% sul
% su casi
%
casi
Totale
validi
cumulativa
generale
Casi
Sì
65
8,7
9,3
9,3
validi
No
633
84,6
90,7
100,0
698
93,3
100,0
Non pervenute
50
6,7
Totale generale
748
100,0
Totale casi validi
Durante l‟orario di lavoro solo una quantità molto limitata di intervistati (21 casi pari a
poco più del 3% del totale generale) ha dichiarato di aver consumato, nel corso degli
ultimi tre mesi, bevande alcoliche; consistente rimane comunque il numero di coloro che
non hanno risposto alla domanda (116).
CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI
50
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Come è stato illustrato in precedenza alcune delle domande contenute nel questionario
sono state, nel corso delle edizioni cambiate di posizione e formulate in modo
leggermente differente in modo da suggerire all‟intervistato una risposta il più possibile
diretta. Una di queste è precisamente quella relativa al consumo di alcol durante l‟orario
di lavoro. In un primo tempo di è fatto riferimento ad un arco temporale più esteso (gli
ultimi tre mesi). Delle 632 persone che hanno risposto (sono escluse quindi quelle alle
quali è stato somministrato il questionario nell‟ultima versione), 611 (quasi il 97%) hanno
dichiarato di non aver assunto alcol durante l‟orario di lavoro.
Tab 24. Negli ultimi 3 mesi ti è capitato di consumare bevande alcoliche durante l'orario di lavoro?
Risposte
Numero
% sul Totale
% su casi
%
casi
generale
validi
cumulativa
Casi validi Sì
21
3,1
3,3
3,3
No
611
89,9
96,7
100,0
Totale casi validi
632
92,9
100,0
Non pervenute
48
7,1
Totale generale
680
100,0
Nella terza versione del questionario la domanda è stata posta in evidenza sulla prima
pagina del questionario, è stato inoltre eliminato l‟arco temporale di riferimento (gli ultimi
3 mesi). Ad essa hanno risposto negativamente in 65 intervistati su 67 (97% dei casi).
Tab 25. Ti capita di consumare bevande alcoliche durante l'orario di lavoro ?
(solamente questionario versione 3)
Risposte
Numero
% sul Totale
% su casi
%
casi
generale
validi
cumulativa
Casi validi Sì
2
2,9
3,0
3,0
No
65
95,6
97,0
100,0
Totale casi validi
67
98,5
100,0
Non pervenute
1
1,5
Totale generale
68
100,0
Assommando le risposte pervenute nell‟ambito di tutte le edizioni del questionario si può
osservare come il 97% degli intervistati dichiari di non bere alcolici durante l‟orario di
CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI
51
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
lavoro con l‟eccezione di 23 persone (3% circa) che, al contrario, forniscono una
risposta positiva.
Tab 26. Tabella riepilogativa relativa al consumo di alcol durante l’orario di lavoro
Numero casi % sul Totale
Risposte
generale
Casi validi Sì
% su casi
% cumulativa
validi
23
3,1
3,3
3,3
No
676
90,4
96,7
100,0
Totale casi validi
699
93,4
100,0
Non pervenute
49
6,6
Totale generale
748
100,0
Durante la pausa pranzo in 141 intervistati (oltre il 22% dei casi validi) hanno assunto
bevande alcoliche; sono esclusi dal conteggio coloro ai quali e stato somministrato il
questionario in versione 3, in questo caso la domanda non è stata eliminata ma (come
quella precedente) è stata spostata in modo da conferirle una particolare evidenza ed è
stata riformulata tralasciando il riferimento all‟arco temporale.
Tab 27. Negli ultimi 3 mesi ti è capitato di consumare bevande alcoliche durante la pausa pranzo?
Numero casi
Risposte
Casi validi Sì
% sul Totale
% su casi
%
generale
validi
cumulativa
141
20,7
22,3
22,3
No
491
72,2
77,7
100,0
Totale casi validi
632
92,9
100,0
Non pervenute
48
7,1
Totale generale
680
100,0
la differenza in merito alle risposte fornite si discosta leggermente da quella fornita nelle
edizioni precedenti in quanto la percentuale di quelle positive scende al 18% circa dei
casi validi.
CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI
52
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Tab 28. Ti capita di consumare bevande alcoliche durante la pausa pranzo ?
(solamente questionario versione 3)
Numero casi
Risposte
Casi validi
% sul Totale
% su casi
generale
validi
% cumulativa
Sì
12
17,6
17,9
17,9
No
55
80,9
82,1
100
Totale casi validi
67
98,5
100,0
Non pervenute
1
1,5
Totale generale
68
100,0
Sommando tra di loro tutte le risposte ricevute in merito al bere alcolici durante la pausa
pranzo, nell‟ambito di tutte le versioni del questionario è possibile affermare che poco
meno del 22% delle persone alle quali è stato somministrato il questionario abitualmente
beve sostanze alcoliche durante la pausa pranzo.
Tab 29. Tabella riepilogativa relativa al consumo di alcolici durante la pausa pranzo
Numero casi % sul Totale
Risposte
generale
Casi validi Sì
% su casi
% cumulativa
validi
153
20,5
21,9
21,9
No
546
73,0
78,1
100,0
Totale casi validi
699
93,4
100,0
Non pervenute
49
6,6
Totale generale
748
100,0
La consapevolezza circa la dannosità dell‟alcool è abbastanza diffusa dal momento che
oltre il 60% degli intervistati ha risposto positivamente alla relativa domanda; un giudizio
più attenuato ovvero “solo se in dosi eccessive..” proviene dal 34% circa degli intervistati
mentre solamente il 4,7% risponde negativamente, infine in 52 (7%) non si sono
pronunciati.
Tab 30. Secondo te l'abuso di alcol può provocare malattie?
Risposte
Numero
% sul Totale
% su casi
%
casi
generale
validi
cumulativa
Casi
Sì
422
56,4
60,6
60,6
validi
No
33
4,4
4,7
65,4
241
32,2
34,6
100,0
Solo se in dosi eccessive
CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI
53
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Totale casi validi
696
93,0
Non pervenute
52
7,0
Totale generale
748
100,0
100,0
Le risposte pervenute in merito agli effetti negativi dell‟alcool hanno riguardato 6 gruppi
di cause proposte all‟attenzione degli intervistati: in merito agli incidenti stradali 610 di
loro (oltre 89%) sono propensi a ritenere tanto il peso da attribuire all‟alcol come causa
degli stessi.
Anche per gli incidenti sul lavoro e per i maltrattamenti famigliari si osserva una
percentuale assai rilevante (oltre il 78%) di intervistati che attribuiscono all‟alcol tanto
peso nel determinare le relative situazioni, infine per le assenze dal lavoro gli omicidi ed
i suicidi l‟incidenza dell‟alcol non appare ai più altrettanto rilevante. Si fa rilevare in
proposito che suicidi, omicidi e maltrattamenti familiari non sono più stati presenti in
quanto “gruppi da cause proposte” a partire dalla versione 2 del questionario e che,
pertanto le relative percentuali si riferiscono ai 361 casi inclusi nelle versioni 1-1, 1-2 ed
1-3 (v. Note).
Tab 31. Secondo te, quanto incide l'alcol nelle seguenti situazioni ?
per
Risposte
Totale
niente % riga poco
% riga tanto
Non
Totale
% riga generale % riga pervenute % riga generale Note
incidenti stradali
31
4,5
41
6,0
610
89,4
682
100,0
66
8,8
suicidi
59
18,8
152
48,6
102
32,6
313
100,0
48
13,3
361 solo ver 1
omicidi
47
15,1
121
38,8
144
46,2
312
100,0
49
13,6
361 solo ver 1
maltrattamenti familiari
25
7,8
44
13,8
250
78,4
319
100,0
42
11,6
361 solo ver 1
incidenti sul lavoro
25
3,8
116
17,5
521
78,7
662
100,0
86
11,5
748
assenze dal lavoro
79
12,1
261
40,1
311
47,8
651
100,0
97
13,0
748
748
Un batteria di domande aveva come scopo quello di sondare le opinioni relative al “che
cosa” può provocare il bere alcolici sul lavoro; in proposito venivano suggerite 6
situazioni problematiche alle quali si poteva attribuire (o non) il proprio consenso . Ben
602 persone (oltre il 90%) dichiarano che in conseguenza del bere si ha una “ridotta
CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI
54
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
capacità lavorativa” e/o si può incorrere in “problemi disciplinari” (587 risposte pari a
poco più dellì‟89% del totale e/o a “difficoltà nelle relazioni tra i lavoratori” (531 risposte,
oltre l‟80% del totale). La grande maggioranza degli intervistati è quindi consapevole
che l‟uso dell‟alcol è sì vietato ma “a giusta ragione” in quanto danneggia in primo luogo
i diretti interessati. Esiste tuttavia un nucleo di 84 persone (quasi il 13%) per le quali non
vi è, in relazione al bere alcolici, “nessun problema” ed anzi che ciò “migliora le relazioni
tra i lavoratori” (51 risposte pari a circa 8%) e provoca un “maggior rendimento
lavorativo” (92 risposte, poco più del 14%).
Tab 32. Bere alcolici sul lavoro, secondo te, cosa può causare ?
difficoltà
migliora le
Risposte
Sì
nelle
maggior
ridotta
nessun
relazioni fra i relazioni fra i problemi
rendimento capacità
problema
lavoratori
lavorativo
lavoratori
disciplinari
lavorativa
84
51
531
587
92
602
% su casi validi
12,8
7,9
80,3
89,1
14,2
90,8
No
570
593
130
72
555
61
% su casi validi
87,2
92,1
19,7
10,9
85,8
9,2
Totale casi validi
654
644
661
659
647
663
% totale casi validi
87,4
86,1
88,4
88,1
86,5
88,6
94
104
87
89
101
85
% non pervenute
12,6
13,9
11,6
11,9
13,5
11,4
Totale generale
748
748
748
748
748
748
Non pervenute
L‟analisi delle risposte conferma cioè l‟ipotesi che, al di là dell‟adesione quasi
generalizzata al concetto della nocività del bere alcolici durante il lavoro esiste però un
nucleo di persone – e di relative credenze – per le quali il danno che può derivare da
questo tipo di comportamenti è “relativo”.
Proprio per indagare in merito alle “credenze” alle quali si è appena accennato è stata
formulata una batteria di domande circa i supposti “effetti benefici” del bere alcol.
Tra questi ha raccolto il maggior numero di consensi la credenza secondo la quale
“l’alcol riscalda” con 366 risposte positive pari 54% delle risposte fornite in merito a tale
credenza; così riceve un rilevante numero di consensi anche quella per cui “l’alcol rende
più disinvolti” (301 casi peri al 46% circa); questa stessa risposta non raccoglie tuttavia
la maggioranza dei consensi dal momento che altri 352 intervistati negano l‟efficacia
CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI
55
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
dell‟alcol in proposito.
In ordine decrescente di consensi si collocano le affermazioni per le quali l‟alcol “rende
più sicuri di sé” (161 risposte, 24% circa) e “fa digerire” (124 risposte, 18,6%) “facilita i
rapporti sessuali” (93 risposte, poco meno del 14%), in tutti e tre questi casi la
maggioranza degli intervistati si pronuncia comunque in senso negativo.
Infine nettamente minoritarie appaiono le credenze secondo le quali l‟alcol “fa buon
sangue” (8,2%) “facilita la concentrazione” (4,5%), “ migliora le prestazioni fisiche” e “
rende più attenti” (rispettivamente 3,6 ed 1,8%)..
Tab 33. Credenze relative ai benefici dell’alcol
rende più sicuri di
sé
rende più attenti
migliora le
prestazioni
fisiche
facilita i rapporti
sessuali
rende più
disinvolti
facilita la
concentrazione
fa digerire
riscalda
fa buon sangue
Risposte
Sì
56
366
124
30
301
93
24
12
161
% su casi validi
8,2
54
18,6
4,5
46,1
13,9
3,6
1,8
24,1
No
631
312
541
637
352
575
640
656
506
% su casi validi
91,8
46
81,4
95,5
53,9
86,1
96,4
98,2
75,9
Totale casi validi
687
678
665
667
653
668
664
668
667
91,8
90,6
88,9
89,2
87,3
89,3
88,8
89,3
89,2
Non pervenute
61
70
83
81
95
80
84
80
81
% riga
8,2
9,4
11,1
10,8
12,7
10,7
11,2
10,7
10,8
Totale generale
748
748
748
748
748
748
748
748
748
% totale casi
validi
In sostanza le credenze positive alla base del bere alcolici sarebbero, per una parte
degli intervistati, da ascriversi in parte a benefici di tipo fisico (…l’alcol riscalda, l’alcol fa
digerire) ed in parte a benefici di tipo psichico (…l’alcol rende più disinvolti, l’alcol rende
più sicuri di sé).
Valutando complessivamente le risposte pervenute alle domande che avevano come
loro scopo quello di comparare gli svantaggi ed i benefici derivanti dal bere alcolici si
può approssimativamente quantificare perlomeno intorno al 25% la quota di coloro che
CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI
56
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
dimostrano di avere atteggiamenti definibili come “concilianti” nei confronti del bere
alcolici.
Alla luce di tali considerazione vanno considerate le risposte pervenute alla domanda
“Secondo te, per non avere infortuni sul lavoro quanto si può bere ?” In 219 (32,3%)
dichiarano 1-2 bicchieri di vino, in 215 (quasi il 33%) 1-2 bicchieri-lattine di birra e 40 1-2
bicchierini (6,2%) di super alcolico.
I valori assoluti relativi alle quantità e le
corrispondenti percentuali decrescono nettamente (poche unità di intervistati) per le
dose superiori, configurando però con molta probabilità alcuni “casi critici”.
Tab 34. Secondo te, per non avere infortuni sul lavoro quanto si può bere ?
superalcolici (n°
Quantità
vino (n° bicchieri) birra (n° lattine)
bicchierini)
Nulla
451
431
607
% riga
66,6
65,7
93,4
1-2
219
215
40
% riga
32,3
32,8
6,2
5
8
2
0,7
1,2
0,3
1
1
0,1
0,2
0,0
1
1
1
% riga
0,1
0,2
0,2
Totale casi validi
677
656
650
% riga
90,5
87,7
86,9
Non pervenute
71
92
98
% riga
11
14
15
748
748
748
3-4
% riga
5-6
% riga
più di 6
Totale generale
CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI
57
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
CONOSCENZA DELLA NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Coloro che dichiarano di essere a conoscenza della normativa che vieta l‟uso di
sostanze alcoliche in edilizia ammontano a poco meno di
500 (oltre 66%) una
percentuale quindi abbastanza elevata di persone; va tuttavia rilevato che sommando le
risposte negative (172 casi) a quelle non pervenute (80) si arriva ad un numero rilevante
di casi (250).
Tab 35. Sei a conoscenza di una Legge che vieta l'assunzione e la somministrazione di bevande alcoliche nei
cantieri edili?
Risposte
Numero casi % sul Totale
generale
Casi validi Sì
% su casi
% cumulativa
validi
496
66,3
74,3
74,3
No
172
23
25,7
100,0
Totale casi validi
668
89,3
100,0
Non pervenute
80
10,7
Totale generale
748
100
ESPERIENZA NEL SETTORE EDILE ED ABITUDINI DELLA VITA QUOTIDIANA
Lavorano in edilizia da 5 a 15 anni in 214 persone (36,3%), altre 94 da meno di 5 anni
(16%) coloro che hanno una lunga esperienza nel settore contano rispettivamente su
143 casi (24,3%) dai 16 ai 25 anni e su 138 casi (oltre il 23%) con oltre 25 anni.
Tab 36. Da quanto tempo lavori in edilizia? (esclusi i neoassunti)
Anni
Numero casi
% sul Totale generale
Meno di 5 anni
94
16,0
da 5 a 15 anni
214
36,3
da 16 a 25 anni
143
24,3
più di 25 anni
138
23,4
Totale
589
100,0
CONOSCENZA DELLA NORMATIVA DI RIFERIMENTO
58
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Le figure professionali prevalenti sono quelle del raggruppamento muratore, carpentiere,
imbianchino, addetto ponteggi (244 casi pari ad oltre il 36% del totale) seguono i
manovali (128 persone pari al 17% circa), ed i capocantiere (100 intervistati ovvero il
13,4%) e l‟insieme che comprende i gruisti, gli autisti, gli addetti alle macchine
movimento presenti composto da 66 operatori (quasi il 9%) e infine gli impiegati tecnici
ed amministrativi in numero di 63 (8,4% del totale generale).
Tab 37. Quale lavoro svolgi principalmente nell'impresa in cui lavori attualmente?
Qualifiche
Numero
% sul Totale
% su casi
%
casi
generale
validi
cumulativa
Casi
Manovale
128
17,1
21,3
21,3
validi
Muratore/carpentiere/imbianchino/addetto
244
32,6
40,5
61,8
66
8,8
11,0
72,8
100
13,4
16,6
89,4
63
8,4
10,5
99,8
1
,1
,2
100,0
602
80,5
100,0
Non pervenute
146
19,5
Totale generale
748
100,0
ponteggi
Gruista/autista/addetto macchine movimento
Capocantiere
Impiegato tecnico amministrativo
Altro
Totale casi validi
Chi utilizza veicoli per il proprio lavoro costituisce poco più della metà (51,6%) del totale
(348 persone), tale quota percentuale è quindi nettamente superiore a quella appena
osservata relativa a chi, in relazione alla propria posizione professionale, usa i
macchinari. Ciò naturalmente accresce la probabilità che un uso improprio dei veicoli,
dovuto magari ad un‟alterazione del proprio stato psichico, possa procurare gravi danni
a sé ed agli altri.
Tab 38. Utilizzi veicoli nello svolgimento del tuo lavoro?
Risposte
Numero casi
% sul Totale
% su casi validi
% cumulativa
generale
Casi
Sì
348
46,5
51,6
validi
No
196
26,2
29,1
80,7
A volte
130
17,4
19,3
100,0
Totale casi validi
100,0
674
90,1
Non pervenute
74
9,9
Totale generale
748
100,0
ESPERIENZA NEL SETTORE EDILE ED ABITUDINI DELLA VITA QUOTIDIANA
51,6
59
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Il mezzo più comunemente usato per raggiungere il cantiere è naturalmente l‟automobile
(579 intervistati, oltre il 77% dei casi) anche a causa del fatto che le attività edili sono
usualmente assai distribuite sul territorio.
Tab 39. Quale mezzo usi, più frequentemente per andare al lavoro?
Risposte
Numero casi % sul Totale generale % su casi validi
Casi validi Bici
38
5,1
5,6
5,6
34
4,5
5,0
10,7
579
77,4
85,8
96,4
100,0
motorino/ moto
Auto
mezzi pubblici
Totale casi validi
% cumulativa
24
3,2
3,6
675
90,2
100,0
Non pervenute
73
9,8
Totale generale
748
100,0
Coloro che hanno avuto un infortunio sul lavoro nell‟ultimo anno ammontano a 30 e
costituiscono il 4,4% del totale generale dei casi validi.
Tab 40. Nell'ultimo anno tu hai avuto infortuni sul lavoro?
Risposte
Numero casi
% sul Totale generale
% su casi validi
% cumulativa
Casi
Sì
30
4,0
4,4
4,4
validi
No
649
86,8
95,6
100,0
Totale casi validi
100,0
679
90,8
Non pervenute
69
9,2
Totale generale
748
100,0
Poco più 43% degli intervistati consuma il pranzo a casa ma la maggioranza lo fa fuori
casa e più precisamente in 191 casi sul cantiere (oltre il 29%) ed in altri 180 (quasi il
28%) in un bar o in una trattoria.
Tab 41. Dove consumi abitualmente il pranzo?
Risposte
Numero casi
% sul Totale generale
% su casi validi
% cumulativa
Casi
A casa
282
37,7
43,2
43,2
validi
In cantiere
191
25,5
29,2
72,4
Al bar/trattoria
180
24,1
27,6
100,0
Totale casi validi
653
87,3
100,0
Non pervenute
95
12,7
Totale generale
748
100,0
ESPERIENZA NEL SETTORE EDILE ED ABITUDINI DELLA VITA QUOTIDIANA
60
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Hanno risposto affermativamente alla domanda relativa al consumo di alcool nel proprio
cantiere durante la pausa pranzo in 212 persone (quasi il 32%). altre 83 hanno preferito
non rispondere alla domanda.
Tab 42. In cantiere qualcuno beve alcolici durante il lavoro e/o durante la pausa pranzo?
Risposte
Numero casi
Casi validi Sì
% sul Totale generale
% su casi validi
% cumulativa
212
28,3
31,9
31,9
No
453
60,6
68,1
100,0
Totale casi validi
665
88,9
100,0
Non pervenute
83
11,1
Totale generale
748
100,0
Poiché le risposte positive alla domanda relativa al consumo di alcol durante la pausa
pranzo configurava non solo una cattiva abitudine ma anche un comportamento
complessivo che tendenzialmente sottovaluta gli effetti negativi nell‟assunzione di alcol,
si è tentato, nella versione 3 del questionario di conferire maggior importanza alla
domanda ponendola nella prima pagina del questionario.
Tab 43. Qual'è secondo te la percentuale di lavoratori che abitualmente consumano bevande alcoliche in
cantiere? (solamente questionario versione 3)
% su casi validi
% cumulativa
Casi validi
0-25%
29
42,6
51,8
51,8
25-50%
20
29,4
35,7
87,5
50-75%
7
10,3
12,5
100,0
75-100%
0
0,0
0,0
56
82,4
100,0
12
68
17,6
100,0
Totale casi validi
Non pervenute
Totale generale
Numero casi % sul Totale generale
% su casi validi
% cumulativa
Su 68 intervistati (vedi tab.1) hanno risposto in 56 (82,4%), di essi 29 e 20 hanno
dichiarato che la percentuale di lavoratori del proprio cantiere che assumono alcol
durante la pausa pranzo sono fino al 25% nel primo caso e dal 25 al 50% nel secondo;
in altri termini estrapolando questa informazione si avrebbe una percentuale intorno al
30% di persone che abitualmente assumono alcol durante la pausa pranzo.
ESPERIENZA NEL SETTORE EDILE ED ABITUDINI DELLA VITA QUOTIDIANA
61
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
La risposta alla domanda “Sai se qualche infortunio o incidente in cantiere nell'ultimo
anno si è verificato a causa dell'alcool?” è particolarmente impegnativa perché implica,
da parte del soggetto al quale viene posta, una disponibilità a dichiarare, nell‟ambito del
proprio posto di lavoro, l‟esistenza di una pratica non conforme, magari “violando” un
malinteso codice di comportamento pattuito con i colleghi di lavoro. In numero di queste
persone non è alto (43 casi pari al 6,5% di chi ha fornito risposte valide) tuttavia queste
stesse persone potrebbero prendere parte alle iniziative di miglioramento alle quali si è
fatta allusione in precedenza.
Tab 44. Sai se qualche infortunio o incidente in cantiere nell'ultimo anno si è verificato a causa dell'alcol?
Risposte
Numero casi
% sul Totale generale
% su casi validi
% cumulativa
Casi
Sì
43
5,7
6,5
6,5
validi
No
621
83,0
93,5
100,0
Totale casi validi
664
88,8
100,0
Non pervenute
84
11,2
Totale generale
748
100,0
Coloro che dichiarano esplicitamente che nella propria impresa è permesso bere alcolici
durante la pausa pranzo ammontano complessivamente a 108 e costituiscono il 16%
circa del totale generale delle risposte valide.
Tab 45. Nella tua impresa è permesso bere alcolici nella pausa pranzo?
Risposte
Numero casi
% sul Totale generale
% su casi validi
% cumulativa
Casi
Sì
108
14,4
16,1
16,1
validi
No
562
75,1
83,9
100,0
Totale casi validi
670
89,6
100,0
Non pervenute
78
10,4
Totale generale
748
100,0
Per altre 24 persone nella propria impresa è permesso bere alcolici durante l‟orario di
lavoro; questi intervistati costituiscono il 3,6%% di tutti coloro che hanno fornito risposte
valide.
ESPERIENZA NEL SETTORE EDILE ED ABITUDINI DELLA VITA QUOTIDIANA
62
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Tab 46. Nella tua impresa è permesso bere alcolici durante l' orario di lavoro?
Risposte
Numero
% sul Totale generale
% su casi validi
% cumulativa
casi
Casi
Sì
24
3,2
3,6
3,6
validi
No
639
85,4
96,4
100,0
Totale casi validi
663
88,6
100,0
Non pervenute
85
11,4
Totale generale
748
100,0
Come spesso accade negli ambiti lavorativi si osservano contrasti e contraddizioni tra le
pratiche
formali
(procedure,
regolamenti,
ecc.)
e
quelle
informali
(abitudini,
consuetudine) a tutela delle prime stanno le figure istituzionali della gerarchia aziendale
che operano attività di coordinamento, di vigilanza e, se occorre, provvedono a misure
sanzionatorie.
Tab 47. Che cosa fa la sua impresa nei confronti dei lavoratori che hanno problemi legati all'uso di alcol?
Numero casi
% sul
% su casi
%
Totale
validi
cumulativa
generale
Casi
Provvedimenti disciplinari
394
52,7
65,4
65,4
validi
Offerta di aiuto trattamento
64
8,6
10,6
76,1
30
4,0
5,0
81,1
Nulla
114
15,2
18,9
100,0
Totale casi validi
602
80,5
100,0
Non pervenute
146
19,5
Totale generale
748
100,0
all'interno dell'impresa
Offerta di aiuto trattamento: invio a
strutture esterne
Ma cosa succede se anche nell‟ambito di queste figure prevale una prassi di correità
con i soggetti che – ad esempio – fanno illecitamente uso di alcool.
63
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI
Come è già stato affermato nell‟introduzione al Rapporto di Ricerca lo scopo
dell‟indagine è di tipo eminentemente pratico, si è teso quindi ad identificare alcune
cattive abitudini circa l‟assunzione di sostanze alcoliche da parte di alcuni gruppi di
lavoratori edili per disincentivare i comportamenti pericolosi e predisporre le misure
preventive necessarie. Nelle pagine precedenti sono stati analizzati i comportamenti
pericolosi in relazione alle risposte fornite a specifiche domande; esiste tuttavia anche la
possibilità che talune abitudini e comportamenti a rischio si “intreccino” tra di loro
incrementando più che proporzionalmente il pericolo di infortuni per sé e per gli altri.
Pertanto in questa parte del Rapporto si tenterà di mettere in evidenza questa
problematica ed approfondire alcuni aspetti che si sono ritenuti di particolare rilievo
CHE COSA SI DEVE INTENDERE PER ASTEMIO?
Come si è potuto osservare nella tab. 21 in 183 casi (26,5%) gli intervistati si sono
dichiarati “astemi”, le persone che si sono definite in questo modo lo hanno fatto per
significare che esse lo sono “relativamente” ad altre o hanno inteso affermare ciò in
senso “assoluto”.
Tab 48. Astemi ed abitudini
Risposte positive
ABITUDINI
Non astemi
Negli ultimi 3 mesi hai bevuto alcolici durante i pasti e/o fuori dai pasti ?
Negli ultimi 3 mesi ti è mai capitato di bere due ore prima di metterti alla
guida?
Negli ultimi 3 mesi ti è capitato di consumare bevande alcoliche due ore
prima di cominciare a lavorare?
Negli ultimi 3 mesi ti è capitato di consumare bevande alcoliche durante
l'orario di lavoro?
Negli ultimi 3 mesi ti è capitato di consumare bevande alcoliche durante la
pausa pranzo?
ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI
Astemi
Totale
369
22
391
163
6
169
63
2
65
20
0
20
137
3
140
64
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Per mettere a fuoco con la maggior precisione possibile l‟area dei veri astemi, e
conseguentemente evidenziare quella dei bevitori, si sono confrontate la quantità dei
primi rispetto ai secondi in relazione ad una serie di altre domande circa le abitudini
connesse al bere.
Sono 22 gli intervistati che negli ultimi 3 mesi hai bevuto alcolici durante i pasti e/o fuori
dai pasti, altri 2 “astemi” hanno consumato bevande alcoliche due ore prima di
cominciare a lavorare ed altri 3 lo hanno fatto nel corso della pausa pranzo. Da ciò si
può desumere come una parte degli intervistati o non hanno compreso il significato
dell‟aggettivo “astemio” oppure si ritengono “relativamente astemi”.
ALCOL ED INCIDENTI
Al fine di circoscrivere con una maggiore precisione l‟area di coloro i quali sono
fortemente sensibilizzati sul rapporto tra uso di alcol ed incidenti sul lavoro si è costruita
una tavola di contingenza che confronta le opinioni relative all‟incidenza dell‟alcol nel
determinare gli incidenti sul lavoro alle risposte pervenute in merito alla domanda “…sai
se qualche infortunio o incidente in cantiere nell’ultimo anno si è verificato a causa
dell’alcol?”.
Tab 49. Incidenti osservati ed incidenza dell’alcol nel determinarli
Sai se qualche infortunio o
incidente in cantiere
nell'ultimo anno si è verificato
Secondo te, quanto incide l'alcol nel determinare incidenti sul lavoro ?
a causa dell'alcol?
Non
per
pervenute niente
Poco
tanto
Totale
Sì
1
1
5
32
39
No
4
18
105
451
578
Ebbene tra coloro che hanno risposto positivamente a questa domanda (39 casi) ben 32
intervistati sono stati diretti testimoni di almeno un episodio infortunistico caratterizzato
dall‟uso di alcol.
ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI
65
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Ciò appare importante quantomeno per due ordini di ragioni: in primo luogo perché
mette a fuoco l‟esistenza di un nucleo di persone sensibilizzato sull‟argomento e quindi
suscettibile di interventi tesi a radicare e divulgare interventi mirati a ridimensionare
alcune abitudini dannose esistenti nel settore edile, in secondo luogo questa
informazione suggerisce di ritenere probabilmente più estesa la tipologia degli incidenti
derivati da questa causa rispetto a quello che emerge dall‟analisi delle risposte
pervenute.
CONOSCENZA DELLA LEGGE E COMPORTAMENTI “DI FATTO”
Per testare se gli stranieri fossero o meno a conoscenza delle leggi che operano in
merito alla gestione delle bevande alcoliche si è proceduto ad un apposito “incrocio”
delle relative variabili. La percentuale di italiani che non conosce l‟esistenza della legge
ammonta al 23,5 mentre quella relativa agli stranieri è di poco inferiore al 22.
Tab 50. Conoscenza della legge e nazionalità degli intervistati
Risposte
v.a.
percent
Italiani che non
conoscono
su tot
145
23,50% italiani
Stranieri che non
conoscono
su tot
24
21,80% stranieri
Come spesso accade negli ambiti lavorativi si osservano contrasti e contraddizioni tra le
pratiche formali (applicazione delle leggi, procedure, regolamenti, ecc.) e quelle
informali (basate in genere dalla consuetudine) a tutela delle prime stanno le figure
istituzionali designate dalla gerarchia aziendale che operano attività di coordinamento
delle funzioni, di vigilanza e, se occorre, provvedono a misure sanzionatorie.
Ma cosa succede se anche nell‟ambito di queste figure prevale una prassi di correità
con i soggetti che – ad esempio – fanno illecitamente uso di alcool?
Tab 51. La “forza dell’esempio negativo”
ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI
66
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Risposte dei capocantiere
Sì
No
Nella tua impresa è permesso bere alcolici nella pausa pranzo?
Nella tua impresa è permesso bere alcolici durante l' orario di lavoro?
15
83
2
95
Ebbene 15 capocantiere affermano che nella loro imprese è permesso bere alcolici
durante la pausa pranzo, ciò significa che in quelle realtà vi è quantomeno un tacito
assenso da parte di questa figura, che è parte importante della gerarchia aziendale in
quanto presente materialmente “sul campo”, rispetto al tema dell‟assunzione di alcolici.
Non solo ma addirittura in due casi si dichiara esplicitamente che è ammesso bere
alcolici anche durante l‟orario di lavoro. Anche se le quantità di intervistati in gioco
(rispettivamente 15 e 2) possono apparire di scarso peso va tuttavia rilevato come ad
ogni capocantiere faccia riferimento un congruo numero di lavoratori e che possono
quindi essere influenzati positivamente o negativamente in proposito.
COMPORTAMENTI “A RISCHIO”
Un gruppo ritenuto particolarmente “ rischio” è stato ritenuto quello composto da coloro
che hanno dichiarato di bere 2 ore prima di iniziare a lavorare o di bere durante l‟orario
di lavoro o di bere durante la pausa pranzo; essi sono risultati essere 166 pari a poco
più del 26% di coloro che hanno fornito risposte valide.
Tab 52. Soggetti con comportamenti a rischio
Numero casi
% sul Totale
% su casi
%
generale
validi
cumulativa
Casi
Non a rischio
467
62,4
73,8
73,8
validi
A rischio
166
22,2
26,2
100,0
Totale casi validi
100,0
633
84,6
Non pervenute
115
15,4
Totale generale
748
100,0
Nell‟ambito del “gruppo a rischio” si sono conteggiate separatamente le abitudini
dichiarate dagli intervistati; la loro somma supera il numero di persone facenti parte del
gruppo in quanto la stessa persona può aver dichiarato di praticare due o più delle
abitudini proposte nel questionario. In ogni caso quella che ricorre più frequentemente
ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI
67
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
riguarda il consumo di bevande alcoliche durante la pausa pranzo (141 casi) seguita dal
bere 2 ore prima di iniziare a lavorare (65 casi) e dall‟uso di sostanze alcoliche durante il
lavoro (21 casi)
Tab 53. Abitudini nel “gruppo a rischio”
Risposte
Domande
positive
Negli ultimi 3 mesi ti è capitato di consumare bevande alcoliche
due ore prima di cominciare a lavorare?
Negli ultimi 3 mesi ti è capitato di consumare bevande alcoliche
durante l'orario di lavoro?
Negli ultimi 3 mesi ti è capitato di consumare bevande alcoliche
durante la pausa pranzo?
65
21
141
Per evidenziare ulteriormente i comportamenti in funzione del rischio potenziale si è una
tavola nell‟ambito della quale le singole abitudini sono state confrontate tra di loro per
individuare le modalità con le quali esse sono associate. In dieci casi, quelli
evidentemente più problematici, gli intervistati hanno dichiarato di bere sia due ore
prima dell‟inizio del lavoro, sia durante in lavoro che nel corso della pausa pranzo.
Tra chi assume alcolici in due delle tre circostanze proposte dal questionario (41 casi)
per 33 di essi la tipologia più corrente è quella dell‟associazione tra le due ore
precedenti il lavoro e la pausa pranzo (7 casi), in un solo caso infine l‟intervistato beve
sia due ore prima che durante l‟orario di lavoro.
Infine 115 intervistati assumono alcolici solamente in una circostanza che in 91 casi è
costituita dalla pausa pranzo, in altre 21 prima dell‟inizio del lavoro ed in 3 durante il
lavoro stesso.
Tab 54. Tipologie del bere nell’ambito del “gruppo a rischio”
Due ore prima dell'inizio
Durante il lavoro
Durante la pausa pranzo
X
X
X
Subtotale
10
10
X
X
N° Casi
X
X
ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI
33
1
68
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
X
X
7
Subtotale
41
X
21
X
3
X
91
Subtotale
115
Totale
166
A fronte dei dati evidenziati dall‟analisi descrittiva delle informazioni pervenute dai 748
lavoratori edili è possibile evidenziare una differenza di comportamenti e di opinioni tra
chi assume sistematicamente sostanze alcoliche (gruppo a rischio).
In altre parole le eventuali differenze di opinioni tra i due gruppi (a rischio e non) in
merito a taluni comportamenti sono frutto del caso o no?
IL TEST DEL Χ² (CHI QUADRO)
Effettuare la verifica di cui sopra si è fatto ricorso ad una metodologia statistica
denominata test del chi quadro (χ²) che confronta i casi osservati con quelli teorici,
ovvero quelli che avrebbero dovuto presentarsi se le distribuzioni percentuali dei dati
fossero state “rispettate secondo proporzioni date”; a seguito di questa analisi tanto più
la divergenza tra dati osservati ed attesi aumenta quanto più diminuiscono le probabilità
che le caratteristiche osservate possano essere generalizzate.
Naturalmente le informazioni risultanti da queste elaborazioni statistiche vanno
interpretate con la massima cautela in quanto – come è noto - nell‟ambito delle analisi
statistiche I risultati ottenuti nei campioni non sempre concordano esattamente con i
risultati teorici attesi secondo le regole di probabilità, anzi, è ben raro che questo si
verifichi.
ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI
69
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
OPINIONI ED ATTEGGIAMENTI DEL GRUPPO “COMPORTAMENTI A RISCHIO”
In primo luogo, in merito alla conoscenza della legge che vieta di assumere sostanze
alcoliche durante l‟orario di lavoro si sono confrontate le risposte fornite dal gruppo “a
rischio” con quelle fornite dagli altri intervistati, denominati convenzionalmente “non a
rischio” in merito ad alcune domande contenute nel questionario.
Tab 55. Conoscenza della legge e comportamenti a rischio, comparazione delle risposte tra i due gruppi
(valori osservati)
Sei a conoscenza di una Legge
che vieta l'assunzione e la
somministrazione di bevande
Non a
alcoliche nei cantieri edili?
rischio
% (riga)
A rischio
% (riga)
Totale
Sì
324,18
73,3
117,82
26,7
442
No
107,82
73,3
39,18
26,7
147
Tab 56. Conoscenza della legge e comportamenti a rischio, distribuzione delle risposte nell’ambito dei due
gruppi (valori osservati)
Comportamenti
Sei a conoscenza di una Legge che
vieta l'assunzione e la
somministrazione di bevande alcoliche
Non a
nei cantieri edili?
rischio
%
A rischio
%
Totale
% su Tot
Sì
318
73,6
124
79
442
75,0
No
114
26,4
33
21
147
25,0
Totale
432
100
157
100
589
100,0
Per che concerne la conoscenza della legge che vieta di bere alcolici nel corso delle
prestazioni lavorative gli intervistati “a rischio” appaiono addirittura più informati di quelli
“non a rischio”; infatti mentre il 73,6% dei primi è a conoscenza della legge tra i secondi
essa sale al 79%.
Per effettuare il test del chi quadro occorre calcolare in primo luogo i valori che ci si
sarebbe dovuto aspettare; essi vengono ottenuti pesando i totali di colonna rispetto al
ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI
70
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
totale generale di colonna e moltiplicando il valore percentuale così ottenuto per i totali
di colonna riferiti ai due gruppi (a rischio e non).
In altri termini il valore che compare in riferimento al gruppo dei “non a rischio” che
conoscono la legge (324,18) è il risultato della moltiplicazione del valore percentuale di
75 per il totale di colonna riferito al gruppo “non a rischio”. Come si può osservare i totali
di riga e di colonna restano identici nelle due tabelle ciò che invece varia è la
distribuzione delle risposte che sono state calcolate in proporzione ai singoli totali di riga
e di colonna..
Tab 57. Conoscenza della legge e comportamenti a rischio e non (valori attesi)
Sei a conoscenza di una Legge che
vieta l'assunzione e la
somministrazione di bevande alcoliche
Non a
nei cantieri edili?
rischio
%
A rischio
%
Totale
% su Tot
Sì
324,18
75,04
117,82
75,04
442,00
75,0
No
107,82
24,96
39,18
24,96
147,00
25,0
Totale
432,00
100,00
157,00
100,00
589,00
100,0
Il valore del chi quadro viene ottenuto elevando al quadrato le differenze tra i valori
assoluto presenti nelle due tabelle ovvero (318-324)2 /324+ (114-107)2 /107….. il
risultato complessivo così ottenuto è pari a 1,77. Ricorrendo ad apposite tabelle
statistiche che restituiscono l‟affidabilità dei risultati in termini di valori percentuali (v.
allegato) il valore del χ² per un numero di casi pari a 2 è nella prima colonna quello che
corrisponde al numero 1 (2-1) ed è di 3,84 con possibilità di errore del 5% e di 6,63 con
possibilità di errore dell‟1%. Poiché, nel nostro caso il valore è pari a 1,77 (quindi
inferiore ad entrambi) anche la statistica ci dice che esiste un qualche legame tra la
conoscenza della Legge ed il bere alcolici che si configura probabilmente nella modalità
“conosco la legge ma bevo lo stesso”.
La comparazione delle risposte fornite alla domanda relativa alla mansione svolta
evidenzia
come
nel
“gruisti/autisti/addetti
gruppo
alle
“a
rischio”
macchine
siano
movimento”
particolarmente
(oltre
il
presenti
33%)
ed
“muratori/carpentieri/imbianchini/addetti ponteggi” (32%).
ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI
71
i
i
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Tab 58. Mansione e comportamenti a rischio, comparazione delle risposte tra i due gruppi (valori
osservati)
Comportamenti
Quale lavoro svolgi principalmente
nell'impresa in cui lavori
Non a
attualmente?
rischio
% (riga)
A rischio
% (riga)
Totale
Manovale
84
77,1
25
22,9
109
136
68,0
64
32,0
200
40
66,7
20
33,3
60
70
77,8
20
22,2
90
49
84,5
9
15,5
58
0
0,0
1
100,0
1
Muratore/carpentiere/imbianchino/
add. Ponteggi
Gruista/autista/addetto macchine
movimento
Capocantiere
Impiegato tecnico amministrativo
Altro
Questa osservazione appare particolarmente significativa anche in vista di
specifiche azioni mirate a prevenire il rischio di infortuni in riferimento a
specifiche figure professionali.
Tab 59. Mansione e comportamenti a rischio, distribuzione delle risposte nell’ambito dei due gruppi (valori
osservati)
Comportamenti
Quale lavoro svolgi principalmente nell'impresa
Non a
in cui lavori attualmente?
rischio
Manovale
%
A rischio
%
Totale
84
22,2
25
18,0
109
136
35,9
64
46,0
200
Gruista/autista/addetto macchine movimento
40
10,6
20
14,4
60
Capocantiere
70
18,5
20
14,4
90
Impiegato tecnico amministrativo
49
12,9
9
6,5
58
0
0,0
1
0,7
1
379
100,0
139
100,0
518
Muratore/carpentiere/imbianchino/add. Ponteggi
Altro
Totale
Sempre in relazione alle mansioni svolte, ma questa volta osservando la composizione
ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI
72
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
dei due gruppi, si può osservare come tra gli intervistati “a rischio” siano
percentualmente
più
presenti
degli
altri
nel
gruppo
denominato
“muratore/carpentiere/imbianchino/addetto ponteggi” (46% contro poco meno del 36% di
quelli “non a rischio”) ed in quello dei gruisti/autisti/addetti alle macchine movimento
(14,4% contro il 10,6%).
Sotto il profilo dell‟analisi statistica il calcolo del chi quadro in merito ai valori osservati
in questa tabella è stato effettuato solamente per le mansioni diverse da “altro” (che
presenta valori nulli o insignificanti) ed ha restituito il valore di 5,93 che in
corrispondenza di un livello di confidenza del 95% risulta inferiore a 9,49 (v. tabella in
allegato) il che non esclude un rapporto tra mansione svolta e comportamenti alcolici “a
rischio”.
Per ciò che concerne l‟utilizzo di veicoli nello svolgimento del lavoro la comparazione tra
i due gruppi evidenzia un peso significativo di chi utilizza veicoli nell‟ambito di quello “a
rischio” (poco meno del 30%)
Tab 60. Utilizzo di veicoli e comportamenti a rischio, comparazione delle risposte tra i due gruppi (valori
osservati)
Comportamenti
Utilizzi veicoli nello svolgimento del
Non a
tuo lavoro?
rischio
% (riga)
A rischio
% (riga)
Totale
Sì
218
70,6
91
29,4
309
No
128
79,5
33
20,5
161
82
72,6
31
27,4
113
A volte
Rispetto alla distribuzione delle risposte all‟interno dei due gruppi , il peso di coloro i
quali si caratterizzano per i comportamenti “a rischio” è nettamente più elevato (58,7%
contro il 50,9% pari a quasi 8 punti percentuali).
ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI
73
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Tab 61. Utilizzo di veicoli e comportamenti a rischio, distribuzione delle risposte nell’ambito dei due
gruppi (valori osservati)
Comportamenti
Utilizzi veicoli nello svolgimento del tuo lavoro?
Non a
rischio
%
A rischio
%
Totale
Sì
218
50,9
91
58,7
309
No
128
29,9
33
21,3
161
A volte
82
19,2
31
20,0
113
Totale
428
100,0
155
100,0
583
Il valore di chi quadro è di 4,522; se si accetta una probabilità di errore del 5% il
rapporto tra il guidare veicoli e l‟assumere alcolici “a rischio” viene considerato un “frutto
del caso” altrimenti scegliendo di scendere ad una probabilità di errore dell‟1%
l‟associazione viene confermata (è probabile che si possano trovare alla guida dei mezzi
operatori con comportamenti alcolici “a rischio”.
Quanto incide l‟anzianità di servizio in edilizia sui comportamenti “a rischio”? Il gruppo “a
rischio” si caratterizza per un‟anzianità di settore relativamente inferiore, infatti la nella
fascia dai 5 ai 15 anni ed in quella con meno di 5 anni si segnala una relativa maggiore
incidenza percentuale dei soggetti “a rischio”.
Tab 62. Anzianità di settore e comportamenti a rischio, comparazione delle risposte tra i due gruppi
(valori osservati)
Comportamenti
Non a
Da quanto tempo lavori in edilizia?
rischio
% (riga)
A rischio
% (riga)
Totale
Meno di 5 anni
112
75,7
36
24,3
148
dai 5 ai 15 anni
135
71,8
53
28,2
188
da 16 a 25 anni
89
76,1
28
23,9
117
più di 25 anni
94
72,3
36
27,7
130
In relazione alla composizione interna si segnala un peso leggermente superiore della
percentuale di questi ultimi tra coloro che hanno tra i 5 ed i 15 anni di anzianità di
servizio (31,4% dei primi contro 34,6% dei secondi) ed in quella con oltre 25 anni
(23,5% contro poco meno del 22%).
ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI
74
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Tab 63. Anzianità di settore e comportamenti a rischio, distribuzione delle risposte nell’ambito dei due
gruppi (valori osservati)
Comportamenti
Da quanto tempo lavori in edilizia?
Non a
rischio
%
A rischio
%
Totale
Meno di 5 anni
112
26,0
36
23,5
148
dai 5 ai 15 anni
135
31,4
53
34,6
188
da 16 a 25 anni
89
20,7
28
18,3
117
più di 25 anni
94
21,9
36
23,5
130
430
100,0
153
100,0
583
Totale
Tendenzialmente l‟incidenza degli intervistati “a rischio”
cresce in questo caso con
l‟anzianità di servizio ma non secondo un andamento rettilineo come fa fede l‟eccezione
costituita dalla fascia dai 16 ai 25 anni.
L‟analisi per verificare l‟indipendenza tra i due fenomeni (chi quadro=1,114) a livello di
confidenza del 95% ha fornito un valore del chi quadro pari a 7,81; in altri termini la
differenza riscontrata è tale da supporre che l‟esistenza di un legame abbastanza stretto
tra l‟assumere sostanze alcoliche con modalità “a rischio” e l‟anzianità di servizio nel
settore.
In relazione all‟età anagrafica i valori percentuali rilevati segnalano un incremento del
peso percentuale dei lavoratori “a rischio” dal 21% circa della fascia con meno di 20
anni a poco più del 28% per quella da 40 ai 49 anni.
ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI
75
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
Tab 64. Età anagrafica e comportamenti a rischio, comparazione delle risposte tra i due gruppi (valori
osservati)
Comportamenti
Non a
Età
rischio
% (riga)
A rischio
% (riga)
Totale
Meno di 20
45
78,9
12
21,1
57
21-29
30-39
40-49
50 ed oltre
107
120
114
75
75,9
72,7
71,7
72,8
34
45
45
28
24,1
27,3
28,3
27,2
141
165
159
103
L‟analisi della composizione interna dei due gruppi rileva come a partire dalla fascia dai
30 ai 39 anni il peso percentuale dei lavoratori “a rischio” sia sempre superiore con lo
scarto più significativo nella fascia dai 40 ai 49 anni.
Tab 65. Età anagrafica e comportamenti a rischio, distribuzione delle risposte nell’ambito dei due gruppi
(valori osservati)
Comportamenti
Età
Non a
rischio
Meno di 20
%
A rischio
%
Totale
45
9,8
12
7,3
21-29
107
23,2
34
20,7
30-39
120
26,0
45
27,4
40-49
114
24,7
45
27,4
75
16,3
28
17,1
461
100,0
164
100,0
50 ed oltre
Totale
57
141
165
159
103
625
Il calcolo relativo all‟eventuale indipendenza dalle due variabili tra di loro ha dato un
esito un esito negativo nel senso che il valore del chi quadro (1,56) conferma anche in
questo caso ad un intervallo di confidenza del 95% (valore del chi quadro 9,49) il
legame tra andamento dell‟età anagrafica e assimilazione di pratiche “a rischio”.
Confrontando i due gruppi in funzione del luogo nel quale si consuma abitualmente il
pranzo si possono osservare differenze significative nell‟ambito di chi lo consuma “a
casa” ma soprattutto “al bar/trattoria” in quanto quelli “a rischio” sono particolarmente
ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI
76
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
presenti tra chi consuma il pranzo “a casa” ovvero lontano da ogni controllo (quasi il
28%).
Tab 66. Luogo di consumo del pasto e comportamenti a rischio, comparazione delle risposte tra i due
gruppi (valori osservati)
Comportamenti
Dove consumi abitualmente il
Non a
pranzo?
rischio
% (riga)
A rischio
% (riga)
Totale
A casa
176
72,1
68
27,9
244
In cantiere
131
80,4
32
19,6
163
Al bar/trattoria
109
67,7
52
32,3
161
In relazione alla composizione interna dei due gruppi si segnala che dividono il primo
gruppo dal secondo evidenziano chiaramente una situazione/abitudine significativa
rispetto al consumo delle sostanze alcoliche “in gruppo”.
Tab 67. Luogo di consumo del pasto e comportamenti a rischio, distribuzione delle risposte nell’ambito
dei due gruppi (valori osservati)
Comportamenti
Dove consumi abitualmente il pranzo?
Non a
rischio
%
A rischio
%
Totale
A casa
176
42,3
68
44,7
244
In cantiere
131
31,5
32
21,1
163
Al bar/trattoria
109
26,2
52
34,2
161
Totale
416
100,0
152
100,0
568
Il test del chi quadro (6,89) relativo alla tabella descritta indica che con una affidabilità
95% (chi quadro=5,99) il legame tra appartenenza al gruppo “a rischio” ed abitudine a
consumare il pasto in bar o trattoria non può essere provato. Tuttavia al livello del 99%
si può accettare l‟ipotesi di un legame tra il consumare il pasto in trattoria e
l‟appartenere al gruppo cosiddetto a rischio.
ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI
77
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Infine, per ciò che concerne il rapporto tra comportamenti a rischio ed infortuni non si
rileva una particolare incidenza di questi nell‟ambito del gruppo “a rischio”, anzi si
osserva un maggior peso di chi ha subito infortuni nell‟ultimo anno tra chi si comporta in
modo non rischioso.
Tab 68. Infortuni subiti e comportamenti a rischio, comparazione delle risposte tra i due gruppi (valori
osservati)
Comportamenti
Nell'ultimo anno tu hai avuto
Non a
infortuni sul lavoro?
rischio
% (riga)
A rischio
% (riga)
Totale
Sì
21
77,8
6
22,2
27
No
415
73,6
149
26,4
564
Tab 69. Infortuni subiti e comportamenti a rischio, distribuzione delle risposte nell’ambito dei due gruppi
(valori osservati)
Comportamenti
Non a
Nell'ultimo anno tu hai avuto infortuni sul lavoro?
rischio
%
A rischio
%
Totale
Sì
21
4,8
6
3,9
27
No
415
95,2
149
96,1
564
Totale
436
100,0
155
100,0
591
Il valore del chi quadro è di 0,234 inferiore a quello che si registra sia per un livello di
affidabilità del 95% che è pari a 3,84; bere con le modalità del gruppo a rischio e subire
infortuni non sono due eventi indipendenti.
ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI
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INFORTUNI SUBITI
Un ultimo approfondimento riguarda quello intercorrente tra infortuni subiti e fasce di età
anagrafica di coloro i quali ne sono stati vittime; Il maggior numero di essi (11 casi) si
concentrano in quella dai 21 ai 29 anni, seguite da quelle dai 30 ai 39 anni e dai 40 ai 49
anni, con 7 casi ognuna. Per l‟esiguità del numero di casi non è possibile emettere alcun
giudizio circa l‟eventuale legame tra la variabile età ed infortunio occorso. Anche il
calcolo del chi quadro non più dare risultati attendibili in quanto ipù del 20% dei valori
espressi nella tavola di contingenza presentano valori inferiori a 5.
Tab 70. Infortuni subiti e fasce di età
Nell'ultimo anno tu hai avuto infortuni sul lavoro?
Età
Sì
Meno di 20
%
No
%
Totale
1
3,4
51
7,9
52
21-29
11
37,9
143
22,2
154
30-39
7
24,1
173
26,9
180
40-49
7
24,1
168
26,1
175
50 ed oltre
3
10,3
109
16,9
112
29
100,0
644
100,0
673
Totale
Anche nel caso della tabella risultante dall‟analisi degli infortuni subiti in relazione
all‟aggregato di mansioni proposte nel questionario
Tab 71. Infortuni subiti e mansione svolta
Nell'ultimo anno tu hai avuto infortuni sul lavoro?
Quale lavoro svolgi principalmente nell'impresa
in cui lavori attualmente?
Manovale
Sì
%
No
%
Totale
7
26,9
113
20,3
120
11
42,3
227
40,7
238
Gruista/autista/addetto macchine movimento
2
7,7
62
11,1
64
Capocantiere
4
15,4
94
16,8
98
Impiegato tecnico amministrativo
2
7,7
61
10,9
63
Altro
0
0,0
1
0,2
1
26
100,0
558
100,0
584
Muratore/carpentiere/imbianchino/addetto
ponteggi
Totale
ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI
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CONCLUSIONI
Lo studio ha coinvolto 748 lavoratori edili che hanno frequentato varie tipologie di corsi
di formazione presso la Scuola edile di Novara. Si ritiene che il campione possa essere
rappresentativo della popolazione del territorio di Novara, precisando che comunque
nella maggior parte dei casi si tratta di soggetti che sono stati scelti dai datori di lavoro
come persone ritenute affidabili ed idonei a ricoprire incarichi di responsabilità.
Il 52.9% del campione ha un‟età compresa tra i 30 ed i 49 anni.
Dall‟analisi dei dati è emerso che l‟8.3% del campione è costituito da forti bevitori ed il
64.4% sono consumatori. La percentuale maggiore di forti bevitori si ha nella fascia di
età 40-49 seguito da quelli con età inferiore a 20.
Il 25.7% del campione ha dichiarato di non essere a conoscenza di una legge che vieta
l‟assunzione di alcolici
Il 24.7% del campione adotta comporta a rischio (consuma alcolici o prima di iniziare a
lavorare, o durante il lavoro o durante la pausa pranzo).
Il 27,2% dei soggetti adotta un comportamento a rischio pur essendo a conoscenza
dell‟esistenza di una legge che vieta il consumo di bevande alcoliche nei luoghi di
lavoro.
Le mansioni di muratore-carpentiere o di gruista-conduttore di mezzi sono le mansioni in
cui i lavoratori bevono di più.
Mentre gli incidenti stradali sono maggiormente messi in relazione con l‟uso di alcol, lo
sono di meno gli incidenti sul lavoro ed ancora meno le assenze sul lavoro.
Si è evidenziato che esistono ancora tra i lavoratori delle false credenze che vengono
attribuite all‟alcol, in particolare il 54% del campione ritiene che l‟alcol riscaldi ed 24,1%
ritiene che renda più sicuri di sè.
Alla luce dell‟esperienza e dai risultati emersi dall‟analisi dei dati, si ritiene che il lavoro
svolto possa essere considerato un primo passo di prevenzione alcologica in ambito
lavorativo; si è avuta la conferma che l‟ambiente di lavoro possa rappresentare un
nuovo ambito d‟intervento per programmi di prevenzione alcologica.
I risultati dello studio indicano la necessità di informare e formare, per la prevenzione
degli infortuni, i lavoratori sia sui rischi legati all‟assunzione dell‟alcol, sia sulla
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legislazione vigente che vieta l‟assunzione di alcol specificatamente ai lavoratori addetti
all‟edilizia.
Si ritiene importante, infatti, far conoscere ai lavoratori le alterazioni psico-fisiche legate
al consumo anche moderato di alcol e loro possibili conseguenze negative con
particolare attenzione al contesto lavorativo e agli infortuni.
Per quanto riguarda l‟esigenza di approfondire gli aspetti legislativi sono stati
programmati eventi informativi rivolti in particolare ai soggetti della prevenzione
aziendale, nel dettaglio:
un convegno rivolto a imprenditori/datori di lavoro e rappresentanti dei lavoratori
per la sicurezza, presso la sede della Scuola Edile Novarese, con la
partecipazione di esperti;
un convegno rivolto ai Medici Competenti per illustrare l‟importante ruolo
preventivo di questa figura rispetto alle dipendenze in generale: in tale sede
saranno illustrati i risultati ottenuti dalla presente indagine. Si ricorda infatti che il
dlgs 81/08, all‟art. 25 c. 1 l. a, prevede un ruolo attivo del medico competente
nell‟attività di formazione e informazione nei confronti dei lavoratori, per la parte
di competenza, evidenziado tra l‟altro la collaborazione “ alla attuazione e
valorizzazione di programmi volontari di promozione della salute, secondo i
principi della responsabilità sociale”.
Per quanto riguarda la sensibilizzazione dei lavoratori del comparto edile, nell‟attesa di
valutare la possibilità di un interevento mirato nel comparto, è stato realizzato un
opuscolo dal titolo “Alcol ed edilizia“ che verrà fornito alle imprese del settore per la
distribuzione ai propri lavoratori. Tale opuscolo nella sua realizzazione ha tenuto conto
di quanto rilevato con il questionario e pertanto contiene le principali informazioni
sull‟alcol e la legislazione, gli effetti del bere sulla propria salute e le associazioni di aiuto
a cui rivolgersi.
Considerando che il problema del consumo di sostanze alcoliche è significativamente
percepito dai lavoratori come causa di problemi comportamentali, relazionali oltre che
lavorativi, l‟efficacia di un progetto di questo tipo è sicuramente legata alla continuità nel
tempo.
CONCLUSIONI
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Per mantenere attiva la riflessione e sensibilizzare sul problema alcol il questionario
viene ancora distribuito ai lavoratori nell‟ambito dei corsi svolti presso la Scuola Edile.
Inoltre si pensa di utilizzare il questionario in futuro come valutazione dell‟intervento
effettuato verificando in particolare alcune risposte, ad esempio quelle che indicano il
consumo di alcolici nei periodi a rischio (prima di iniziare il lavoro, durante la pausa
pranzo o durante l‟orario di lavoro) e quelle indicanti le false credenze sull‟alcol.
Un ulteriore prosecuzione del progetto, considerando che dai dati sono emerse
importanti differenze circa la percezione delle proprie modalità di bere in rapporto agli
altri lavoratori, potrà prevedere, in futuro, il coinvolgimento del Servizio di Alcologia
dell‟ASL. Questo anche in previsione di proporre interventi educativo-informativi anche
in ambiti aziendali qualora emergessero delle richieste.
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ALLEGATI
QUESTIONARIO VERSIONE 1-1
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ALLEGATI
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ALLEGATI
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ALLEGATI
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QUESTIONARIO VERSIONE 1-2
ALLEGATI
87
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
ALLEGATI
88
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
ALLEGATI
89
Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
ALLEGATI
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Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
QUESTIONARIO VERSIONE 1-3
ALLEGATI
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Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
ALLEGATI
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Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
ALLEGATI
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Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
ALLEGATI
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Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
QUESTIONARIO VERSIONE 2
ALLEGATI
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Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA
ALLEGATI
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ALLEGATI
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QUESTIONARIO VERSIONE 3
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BIBLIOGRAFIA
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Noventa A, Problemi lavorativi alcol-correlati: definizioni, epidemiologia, riabilitazione,
Relazione presentata al Convegno “Le idoneità difficili”, Abano Terme, Novembre 2002.
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http://www.salutegov.it
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BIBLIOGRAFIA
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