PROGETTO ALCOL ED EDILIZIA Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA SOMMARIO SOMMARIO ................................................................................................................................ 1 PREMESSA ................................................................................................................................ 2 SCHEDA PRESENTAZIONE PROGETTO.................................................................................. 6 L‟ALCOL E LE SUE CARATTERISTICHE ................................................................................... 8 COME AGISCE SULL‟ORGANISMO....................................................................................... 9 LUOGHI COMUNI SULL‟ALCOL ........................................................................................... 13 LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. ......................................... 14 EPIDEMIOLOGIA DEI CONSUMI ALCOLICI ........................................................................ 14 LA PREVENZIONE NEL MONDO DEL LAVORO.................................................................. 20 ASPETTI LEGISLATIVI E PREVENZIONE ALCOLOGICA NEL MONDO DEL LAVORO ...... 25 LA LEGISLAZIONE IN ITALIA ............................................................................................... 26 NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI ................................................ 31 ALCUNE CONSIDERAZIONI “QUALITATIVE” RELATIVE ALLE EVOLUZIONI DEL QUESTIONARIO ................................................................................................................... 36 CARATTERISTICHE GENERALI DI COLORO CHE HANNO FORNITO RISPOSTE AL QUESTIONARIO ....................................................................................................................... 40 RAPPORTO CON LE SOSTANZE ALCOLICHE ....................................................................... 43 RAPPORTO CON LA BIRRA ............................................................................................ 43 RAPPORTO CON IL VINO ................................................................................................ 45 RAPPORTO CON I SUPERALCOOLICI............................................................................ 46 QUADRO RIEPILOGATIVO SU QUANTITÀ E FREQUENZA NELL‟ASSUNZIONE DI ALCOLICI .............................................................................................................................. 47 CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI ................................................................................... 50 CONOSCENZA DELLA NORMATIVA DI RIFERIMENTO ......................................................... 58 ESPERIENZA NEL SETTORE EDILE ED ABITUDINI DELLA VITA QUOTIDIANA ................... 58 ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI ................................................................................ 64 CHE COSA SI DEVE INTENDERE PER ASTEMIO? ............................................................ 64 ALCOL ED INCIDENTI .......................................................................................................... 65 CONOSCENZA DELLA LEGGE E COMPORTAMENTI “DI FATTO” ..................................... 66 COMPORTAMENTI “A RISCHIO” ......................................................................................... 67 IL TEST DEL Χ² (CHI QUADRO) ........................................................................................... 69 OPINIONI ED ATTEGGIAMENTI DEL GRUPPO “COMPORTAMENTI A RISCHIO” ............. 70 INFORTUNI SUBITI .............................................................................................................. 79 CONCLUSIONI ......................................................................................................................... 80 ALLEGATI ................................................................................................................................. 83 QUESTIONARIO VERSIONE 1-1.......................................................................................... 83 QUESTIONARIO VERSIONE 1-2.......................................................................................... 87 QUESTIONARIO VERSIONE 1-3.......................................................................................... 91 QUESTIONARIO VERSIONE 2 ............................................................................................. 95 QUESTIONARIO VERSIONE 3 ............................................................................................. 99 BIBLIOGRAFIA ....................................................................................................................... 103 1 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA PREMESSA Negli ultimi anni, grazie soprattutto ad una maggiore attenzione verso la problematica sociale dell‟adozione del bere come comportamento e stile di vita, l‟alcol ha iniziato ad essere considerato come uno dei maggiori fattori di rischio per la salute, sia a livello individuale che collettivo. Le conoscenze scientifiche attuali dimostrano che l‟incidenza di molti infortuni lavorativi è legata a stili di vita errati e che quindi la prevenzione e l‟educazione alla salute possono indurre ad una maggiore sensibilità, consapevolezza e responsabilità. Il Rapporto contenuto in queste pagine è parte integrante della realizzazione di un progetto sviluppato dal Comitato Paritetico Territoriale della Provincia di Novara e dal Servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro dell‟ASL di Novara, ed avente come suo scopo quello di sensibilizzare i datori di lavoro, i lavoratori dipendenti e tutti i soggetti (istituzionali e non), che operano nel settore edile, in merito al rapporto tra l‟assunzione di bevande alcoliche sui luoghi di lavoro ed i relativi rischi corsi dai lavoratori. Il progetto è suddiviso in due fasi, una prima conoscitiva ed una successiva di divulgazione rispetto ai problemi della salute: la finalità della prima è stata quella di raccogliere informazioni sull‟auto-percezione della salute, sui consumi di alcol nonché opinioni e conoscenze rispetto al tema alcol e lavoro, utilizzando come strumento per l‟indagine un questionario. La seconda fase è stata maggiormente improntata alla divulgazione, circa i problemi inerenti la salute, utilizzando i risultati emersi dall‟indagine, per approfondire gli aspetti legislativi introdotti dalla recente normativa in materia. Il consistente consumo di alcol, che si manifesta tra i lavoratori edili, è probabilmente da considerare causa o concausa di numerosi infortuni che avvengono in questo settore di attività economica. Le dimensioni del fenomeno – che è universalmente noto – non aiutano però, alla soluzione del problema; molti sono gli ostacoli che si frappongono ad una sua precisa messa a fuoco ed a una conseguente individuazione delle azioni più efficaci per combatterlo. 2 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Vi è, in primo luogo, un fattore oggettivo costituito dalla frammentazione caratteristica delle attività edili che si presentano distribuite sul territorio in modo tale da impedire una massiccia concentrazione di iniziative come potrebbe invece aver luogo nell‟ambito delle attività manifatturiere. In aggiunta a queste considerazioni vi sono – a livello soggettivo o di gruppo – meccanismi psicologici di “autodifesa” che impediscono di penetrare a fondo le motivazioni o le giustificazioni che gli interessati pongono alla base dei loro comportamenti. In merito all‟universo degli intervistati va detto che la sua composizione non può essere considerata alla stregua di un campione statistico rappresentativo dei lavoratori del settore in quanto è il risultato – entro certi limiti – di un processo di autoselezione. Infatti non tutte le imprese del settore raccolgono positivamente l‟offerta formativa esistente (sia quella obbligata dalla normativa che quella suggerita dalle circostanze) i lavoratori inviati ai corsi di formazione appartengono tendenzialmente alle aziende che si caratterizzano per una relativa maggior sensibilità ai temi della sicurezza. In ogni caso le dimensioni dell‟aggregato (circa 750 persone sulle 3500 circa dipendenti da imprese iscritte alla Cassa Edile) è di dimensioni ragguardevoli ed è in grado di restituire abbastanza fedelmente – riteniamo – abitudini, credenze e tipi di comportamento diffusi in edilizia. I promotori dell‟iniziative erano e sono consapevoli come non sia possibile pervenire già in prima battuta ad una conoscenza approfondita e complessiva del fenomeno dell‟alcolismo in edilizia; essi ritengono che sia importante innescare un circolo virtuoso tendente al miglioramento continuo della situazione, essenziale per incrementare la cultura della sicurezza, migliorando la produttività complessiva del settore edile. L‟intervento ha preso le mosse dalla creazione di due questionari anonimi che sono stati somministrati durante lo svolgimento dei corsi di formazione che si tengono presso la Scuola Edile di Novara. Questa scelta è stata effettuata nella consapevolezza che una realtà molto frammentata e dispersa sul territorio come quella del settore edile – alla quale si è accennato in precedenza - potesse essere resa più omogenea, rispetto ai temi strategici della sicurezza, utilizzando le aggregazioni di persone che hanno luogo PREMESSA 3 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA nel corso dello svolgimento delle attività formative rese obbligatorie dalla normativa vigente o partecipate volontariamente dalle aziende. Le aspettative, le perplessità, le ritrosie stesse, manifestate dai lavoratori e connesse alla somministrazione dei questionari, sono i fattori che sono stati tenuti in considerazione per procedere nel corso dei mesi alle modifiche dei questionari stessi con il fine di incrementarne l‟efficacia in vista di una loro formalizzazione standardizzata. Inizialmente i questionari erano rivolti distintamente a coloro che già svolgono la loro attività nel settore ed a coloro che – a breve- avrebbero iniziato a lavorare in edilizia. Essi sono stati in un primo tempo somministrati sperimentalmente, ai frequentatori dei corsi, per una durata di circa 3 mesi (Giugno-Agosto 2009) quindi una prima versione rielaborata dei questionari ha cominciato ad essere utilizzata a partire dal Settembre 2009, la raccolta completa delle informazioni è terminata nell‟Agosto 2010 dopo essere passata attraverso varie modifiche ai questionari che saranno illustrate successivamente.. La loro finalità era quella di raccogliere informazioni sull'auto-percezione della salute, sui consumi di alcool, nonché su opinioni, pregiudizi e conoscenze rispetto al tema alcool e lavoro, alcool e guida e alcool e legislazione. I corsi durante i quali sono stati somministrati i questionari sono i seguenti: addetti al primo soccorso, addetti all'antincendio, sicurezza base, addetti montaggio e smontaggio ponteggi, preposti responsabili della sicurezza nuovi addetti, tecnici di impresa, apprendisti. Sotto il profilo pratico i risultati dell‟analisi – nell‟intenzione dei promotori – potranno essere utilizzati per la costituzione di specifici “gruppi di progetto” all‟interno delle aziende, con il concorso di dirigenti, preposti, RSPP, medici competenti, R.L.S. L‟analisi dei risultati derivanti dall'elaborazione dei questionari, potrà aumentare il livello delle conoscenze sull'alcool quale fattore di rischio e sulla normativa specifica, individuare delle proposte formative e organizzative rivolte ai lavoratori finalizzate al PREMESSA 4 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA cambiamento del comportamento rispetto all'alcool, negli ambienti di lavoro. Verrà fatto un accenno all‟epidemiologia e agli studi presenti in letteratura, sui consumi alcolici e, prima di approfondire l‟esperienza sopra citata del progetto, si cercherà di inquadrare tale esperienza all‟interno del quadro legislativo italiano. 5 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA SCHEDA PRESENTAZIONE PROGETTO ALCOL ED EDILIZIA TITOLO DEL PROGETTO MOTIVAZIONE Il consistente consumo di alcol, che si manifesta tra i lavoratori edili, è probabilmente da considerare causa o concausa di numerosi infortuni che avvengono in questo settore di attività economica. Le dimensioni del fenomeno – che è universalmente noto – non aiutano però, alla soluzione del problema; molti sono gli ostacoli che si frappongono ad una sua precisa messa a fuoco ed a una conseguente individuazione delle azioni più efficaci per combatterlo. DURATA Il lavoro che presentiamo, le elaborazioni statistiche effettuate, il depliant, che costituiscono la sintesi di tutta l’attività svolta, sono il risultato di un lavoro che ha impegnato il gruppo di ricerca del progetto “Alcol ed edilizia” per un periodo di circa 18 mesi da Marzo 2009 - Luglio 2010. ENTE REALIZZAZIONE PROGETTO COMITATO PARITETICO TERRITORIALE PER LA PREVENZIONE INFORTUNI, L’IGIENE E L’AMBIENTE DI LAVORO DI NOVARA E PROVINCIA RECAPITI Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli ambienti di lavoro - ASL “NO” – NOVARA Presidente:Ing. Pietro Brustia Vicepresidente: Maurizio Nieli Direttore: Dott. Biagio Calò Viale Manzoni 18 28100 Novara Tel.0321/331631 Fax 0321/630394 e-mail: [email protected] www.cptnovara.it Via Achille Varzi 21 28066 Galliate (NO) Tel.0321/801240 Fax 0321.801233 e-mail: [email protected] www.asl13.novara.it REFERENTI DEL PROGETTO ARCH. SIMONA PRUNO COLLABORATORI MARIO PASINETTI STEFANO SCHIAVO DANIELA SALVALAGGIO DOTT.SSA ADRIANA CENTONZE DOTT. FABIO AINA SOGGETTI COINVOLTI Lavoratori del comparto edile della Provincia di Novara che hanno frequentato i corsi presso la scuola edile novarese. SCOPO Sensibilizzare i datori di lavoro, i lavoratori dipendenti e tutti i soggetti (istituzionali e non), che operano nel settore edile, in merito al rapporto tra l’assunzione di bevande alcoliche sui luoghi di lavoro ed i relativi rischi corsi dai lavoratori. 6 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA OBBIETTIVI FASI DI LAVORO Comprendere quale fosse, nel mondo del lavoro edile la percezione del rischio a seguito di assunzione di alcolici. Rilevare opinioni e comportamenti relativi ad alcol e lavoro per migliorare le conoscenze in merito al comparto edile del territorio. Sensibilizzare i lavoratori sui rischi connessi all’assunzione di bevande alcoliche, sia durante l’attività lavorativa che extralavorativa. Aumentare le conoscenze dei lavoratori sulle misure preventive adottate in azienda e la normativa in merito per affrontare il problema dei consumi alcolici alla luce della legislazione vigente. FASE 1 Formulazione ed evoluzione di un questionario con lo scopo di: di valutare la percezione del rischio rispetto al problema alcol lavoro di far riflettere gli interessati sui rischi in merito all’uso/abuso dell’alcol durante la prestazione lavorativa; in altri termini di promuovere la consapevolezza quale componente determinante della cultura della sicurezza FASE 2 Somministrazione del questionario anonimo strutturato sull’autopercezione della salute, sui consumi dell’alcol, nonché su opinioni, atteggiamenti, pregiudizi rispetto al tema alcol e lavoro, alcol e legislazione, alcol e guida. Il questionario è stato somministrato a 748 lavoratori frequentanti i corsi di formazione presso la Scuola Edile Novarese nel periodo Maggio 2009 – Luglio 2010 FASE 3 Analisi statistica dei dati raccolti. L’analisi delle risposte pervenute al questionario da parte dei lavoratori edili, è stata preceduta dall’imputazione delle informazioni raccolte in un database. Commento sull’analisi dei dati FASE 4 Realizzazione di un DEPLIANT. I dati percentuali riportati nell’opuscolo sono stati ricavati dall’analisi di tali questionari. Il depliant che sarà distribuito gratuitamente a tutte le imprese edili ed ai lavoratori potrà essere utilizzato come supporto alla prevenzione e come strumento di informazione ai lavoratori. Inoltre potrà essere utilizzato dalla Scuole edili e da quanti, organizzazioni di categoria, centri di formazione o altro che ne faranno richiesta come strumento didattico. FASE 5 Restituzione dei dati emersi in specifici incontri con la presenza Datori di Lavoro, Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, Medici Competenti. L’ultima fase,relativa alle misure da mettere in atto è consegnato all’iniziative dei singoli o delle imprese. In questo senso il progetto apre una fase di osservazione-critica-revisione che non può concludersi con il progetto stesso ma che deve continuare mettendo in atto una sorta di circolo virtuoso FASE 6 Divulgazione PRODOTTI DELLA RICERCA Il progetto di ricerca è stato illustrato nell’occasione di un seminario che l’ente CPT ha organizzato il 20 giugno scorso. Nel corso dell’incontro è stato presentato e distribuito l’opuscolo “alcol ed edilizia” Tale materiale verrà inoltre consegnato gratuitamente a tutte le imprese edili iscritte in Cassa Edile (circa 900) e a quanti ne facciano richiesta. FINALITÀ Promuovere stili di vita più salubri e una maggiore sicurezza sul posto di lavoro il cui risultato porta alla riduzione degli infortuni sul lavoro in relazione alle problematiche alcol-correlate. 7 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA L’ALCOL E LE SUE CARATTERISTICHE L‟alcol etilico o etanolo è un liquido che si forma per la fermentazione di alcuni zuccheri o si concentra per distillazione di prodotti alcolici fermentati. L‟alcol ha tre caratteristiche: - è componente di molte bevande (e anche di certi piatti) e come tale fa parte della nostra cultura e della nostra storia: per la maggioranza delle persone bere alcolici è naturale e in certe occasioni si considera normale anche “alzare un po‟ il gomito”. Del resto le bevande alcoliche possono risultare molto gradevoli al palato e si sa che, dopo averne bevute anche piccole quantità, si avverte una sensazione piacevole. - è una droga per i suoi effetti sul cervello. Ha infatti la capacità di modificare lo stato d‟animo, le percezioni e l‟umore della persona che lo ingerisce in modo tale da risultare non solo gradevole ma anche utile: attenua l‟ansia o la paura oppure disinibisce e rende più socievoli e meno timidi, “allontana” i problemi, li fa sentire meno opprimenti, meno pressanti. Tuttavia, in quanto droga l‟uso di alcol è sempre rischioso perché con il tempo può diventare abuso e talora può creare una vera e propria dipendenza sia psicologica che fisica. - è una sostanza tossica per i suoi effetti sul corpo, poiché è in grado di interferire a vari livelli con il normale funzionamento dell‟organismo. Penetra infatti facilmente nelle cellule sciogliendo i grassi delle membrane e alterando la struttura delle proteine e provoca, di conseguenza, disturbi alle normali funzioni cellulari. Come per tutte le sostanze tossiche i suoi effetti dannosi dipendono certamente dalle dosi ingerite ma ancor più della sensibilità di chi lo beve, per cui il consumo è sempre rischioso: nessun bevitore infatti può prevedere se la quantità giornaliera di alcol che si concede gli provocherà danni evidenti oppure no. La percentuale di alcol presente in ciascuna bevanda si misura in “gradazione alcolica”. Le varie bevande si possono differenziare in diverse categorie proprio in base alla loro gradazione alcolica: L’ALCOL E LE SUE CARATTERISTICHE 8 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA analcolici: bevande con una gradazione inferiore a 1,2° (quindi per la normativa italiana sono analcoliche anche bevande che in realtà contengono alcol come certe birre e gli aperitivi “analcolici”) alcolici: bevande contenenti alcol etilico (etanolo) con gradazione superiore a 1,2° superalcolici: alcolici con gradazione superiore a 21° COME AGISCE SULL’ORGANISMO La presenza di alcol nel sangue può essere rilevata cinque minuti dopo l‟assunzione e la massima concentrazione si raggiunge dopo circa 30-90 minuti. L‟alcol viene assorbito soprattutto nello stomaco e nella prima parte dell‟intestino molto rapidamente se viene bevuto lontano dai pasti. L‟alcol assorbito passa nel sangue e questo gli permette di raggiungere tutti i tessuti e gli organi del corpo. L‟80% circa viene “smaltito” nel fegato ed il rimanente 20% viene eliminato con le urine, il respiro, le feci, la traspirazione, le lacrime e il latte. L‟alcol può causare svariate lesioni, definite nell‟insieme “patologie organiche alcolcorrelate” dovute all‟azione che esercita su vari sistemi e apparati del nostro corpo: - sistema nervoso centrale e periferico: impoverimento e deterioramento della personalità, disturbi della memoria fino alla demenza, disturbi dell‟equilibrio, infiammazione dei nervi, soprattutto alle gambe (neuropatie alcoliche); - apparato digerente: in particolare gastriti, duodeniti, epatiti acute e croniche, pancreatiti; - sistema cardiocircolatorio: problemi a carico del cuore, delle arterie e delle vene come l‟ipertensione arteriosa, l‟infiammazione e la dilatazione del muscolo cardiaco (cardiomiopatia alcolica), l‟aumento del rischio di emorragie cerebrali e di infarto cardiaco; - apparato muscolare: infiammazione dei muscoli del corpo (miopatia alcolica) e distruzione delle fibre muscolari; - apparato ghiandolare: infiammazione e ingrossamento delle ghiandole salivari, particolarmente delle parotidi, riduzione del volume e della funzionalità dei testicoli. Aumenta inoltre il rischio di sviluppare tumori: specie del fegato, del tratto gastrointestinale, della laringe e, nella donna, della mammella. L’ALCOL E LE SUE CARATTERISTICHE 9 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Una determinata quantità di alcol può agire sull‟organismo in modi diversi in base ad alcune variabili tra loro indipendenti quali l‟età, il sesso, le condizioni fisiche, il genere di pasto effettuato, il tipo di bevanda assunta, se si è alla guida d‟auto o si lavora su una macchina industriale. Gli effetti dell‟alcol etilico sul comportamento lavorativo dipendono dalla sua concentrazione nel sangue, chiamata alcolemia, che si misura in grammi alcol per litro di sangue (ad esempio un alcolemia di 0,5 significa che in ogni litro di sangue è riscontrabile mezzo grammo di alcol). Una cosa importante da sapere è la quantità di alcol contenuta nel bicchiere. Ogni bevanda contiene una determinata quantità di alcol che varia a seconda della sua gradazione alcolica. Figura 1 Il calcolo approssimativo dell‟alcolemia, in rapporto alle bevande ingerite si ottiene con le seguenti formule: ml di bevanda x graduazione alcolica x0,8 (densità dell‟alcol)/100 = grammi di alcol ingerito grammi di alcol ingerito/peso (kg)x0,7 (se uomo) o 0,6 (se donna)= alcolemia (g/l) Ad esempio un uomo che pesa 80 kg bevendo due bicchieri di vino (circa 250 ml) con una gradazione di 12° ingerirà 24 grammi di alcol e la sua alcolemia avrà un valore di 0,43 g/l. L’ALCOL E LE SUE CARATTERISTICHE 10 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Tale valore è importante perché all‟aumento dell‟alcolemia corrisponde una proporzionale diminuzione dell‟efficienza psicofisica, anche quando il consumo di bevande alcoliche è assai moderato. Tale andamento è evidenziato nella seguente tabella: L’ALCOL E LE SUE CARATTERISTICHE 11 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Figura 2 L’ALCOL E LE SUE CARATTERISTICHE 12 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA LUOGHI COMUNI SULL’ALCOL Ci sono molti luoghi comuni sull‟alcol dovuti in buona parte al fatto che, nella nostra cultura, l‟alcol è considerato una bevanda “amica”, “positiva”, “utile”. Si dice infatti che: L’alcol aiuta la digestione. non è vero: la rallenta perché diminuisce le capacità di assorbimento e la velocità di svuotamento dello stomaco. Le bevande alcoliche sono dissetanti: non è vero: disidratano, l‟alcol richiede una maggior quantità di acqua per il suo metabolismo, agisce da diuretico, quindi fa orinare di più aumentando la sensazione di sete. L’alcol dà calore: non è vero, in realtà provoca la dilatazione dei vasi sanguigni e questa produce una momentanea sensazione d calore in superficie, calore che in breve si disperde e causa un ulteriore raffreddamento del corpo aumentando il rischio di assideramento se fa freddo e ci si trova in un ambiente non riscaldato o all‟aperto. L’alcol aiuta a riprendersi da uno shock: non è vero, provoca infatti la dilatazione dei capillari e delle arterie periferiche determinando la diminuzione dell‟afflusso di sangue agli organi interni, soprattutto al cervello. L’alcol rende sicuri: non è vero, l‟alcol disinibisce, eccita ed aumenta il senso di socializzazione anche nelle persone più timide salvo poi, superata tale fase di euforia iniziale, agire come un potente depressivo del sistema nervoso centrale. E‟ inoltre da sottolineare che la “sicurezza” non vigile e senza il pieno controllo del comportamento si accompagna ad una diminuzione della percezione del rischio e delle sensazioni di dolore rendendo più vulnerabile l‟individuo alle conseguenze di gesti o comportamenti potenzialmente dannosi verso se stessi e verso gli altri. La birra fa latte: non è vero, in realtà la donna non ha bisogno di birra per produrre latte, ma soltanto di liquidi come l‟acqua oppure succhi di frutta e cibi nutrienti. Inoltre, una volta ingerito dalla madre che allatta l‟alcol si distribuisce velocemente dal sangue alla ghiandola mammaria, passa nel latte e quindi al bambino che lo assorbe e su cui manifesta più facilmente i suoi effetti tossici. L’alcol dà forza: non è vero, l‟alcol è un anestetico e produce soltanto una diminuzione del senso di affaticamento e della percezione del dolore. Inoltre solo una parte delle calorie fornite dall‟alcol possono essere utilizzate per il lavoro muscolare. L’ALCOL E LE SUE CARATTERISTICHE 13 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Il vino fa sangue: non è vero, il vino ha uno scarsissimo contenuto di vitamine e di sali minerali e l‟alcol tende a provocare gastrite cioè infiammazione allo stomaco che riduce l‟assorbimento di molte sostanze nutritive. Infatti i forti bevitori solitamente soffrono di anemia per carenza di ferro e vitamina B causata dall‟alcol. L’alcol rende virili: non è vero, l‟alcol non solo riduce la virilità, a dosi elevate, ma non la incrementa neppure a dosi modiche. Anche a piccole dosi l‟alcol interferisce con la funzionalità delle ghiandole sessuali favorendo disfunzioni della potenza e della fertilità. La maggiore potenza sessuale avvertita è solo illusoria perché legata all‟effetto psicoattivo della sostanza, cioè al cambiamento di stato d‟animo che essa produce. LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. EPIDEMIOLOGIA DEI CONSUMI ALCOLICI Il consumo di alcol è un comportamento sempre più diffuso nella popolazione italiana e, nel corso degli ultimi anni, ha assunto una connotazione sostanzialmente differente rispetto agli aspetti tradizionalmente “alimentari” che caratterizzavano il bere delle generazioni passate. Nell‟ambito degli stili di vita il bere può assumere diversi significati tra cui quello puramente estetico o di omologazione che appaiono essere le tipologie dominanti tra i giovani e le donne. I recenti, profondi, cambiamenti rilevati nei significati del bere hanno indubbiamente influenzato un rinnovamento della cultura e delle abitudini del bere di gran parte della popolazione. L‟Osservatorio Nazionale Alcol dell‟Istituto Superiore di Sanità elabora annualmente, secondo criteri di valenza e definizione europea, i dati disponibili delle indagini su popolazione ed in particolare le serie storiche delle Indagini Multiscopo ISTAT relative a “Stili di vita e condizioni di salute” oltre alle ulteriori statistiche sanitarie di uso corrente e relative al Sistema Statistico Nazionale. Le indagini campionarie ISTAT sono state condotte attraverso la compilazione di questionari specifici completati in media da circa 60-70.000 individui in circa 800 comuni per un totale di 25-30.000 nuclei famigliari raggiunti dalle rilevazioni Multiscopo nel corso delle rilevazioni annuali. I dati elaborati dall‟Osservatorio Nazionale Alcol LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. 14 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA confluiscono nell‟Alcohol Control Database dell‟Organizzazione Mondiale della Sanità (http://data.euro.who.int/alcohol) e sono stati incorporati nella Relazione al Parlamento 2002-2003 che il Ministro alla Salute presenta in adempimento a quanto previsto dalla Legge 125/01. L‟Italia è il primo dei 51 paesi afferenti alla regione Europea dell‟ Organizzazione Mondiale della Sanità ad aver raggiunto l‟obiettivo di una diminuzione del 25% del consumo pro capite di alcol nel periodo prefissato 1981-2000. Al decremento complessivo del consumo di alcol ha contribuito in maniera preponderante il calo del consumo di vino e di superalcolici mentre la birra mostra un andamento crescente. Figura 3 Molti studi dimostrano il rapporto tra alcol e infortuni. In particolare nel settore agricolo emerge un alto numero di casi di infortunio, nonostante la riduzione degli addetti in questo comparto produttivo. In particolare secondo l‟Organizzazione Mondiale della Sanità una percentuale variabile fra il 10 ed il 30% di infortuni lavorativi e, secondo e secondo il National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism americano e l‟International Labour Organisation una LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. 15 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA percentuale tra il 10 e il 16% (Gordis, 1987) soprattutto cadute dall‟alto, incidenti stradali in itinere e non, ustioni, annegamenti vede implicato l‟alcol. Le stime sulla prevalenza di infortuni attribuibili all‟alcol sono state prodotte da numerosi autori determinando il consumo alcolico attraverso la raccolta anamnestica, la misura dell‟alcolemia (prevalentemente su rilievi autoptici) o basandosi su una diagnosi medica di abuso (Patissi ed altri, 2001) e, a causa di una mancanza di standardizzazione dei metodi, forniscono dati piuttosto differenti (Stallones e Kraus, 1993). La maggior parte degli studiosi, particolarmente negli anni ‟80, ha rivolto la propria attenzione essenzialmente alla relazione intossicazione acuta da alcol – infortuni mortali, sottovalutando e trascurando, invece, lo studio della relazione fra consumo continuativo di bevande alcoliche ed infortuni non mortali. Negli studi in cui, a seguito di un infortunio sul lavoro, è stata determinata l‟alcolemia essa è risultata positiva nel 5-20% dei casi e con valori superiori a 0,8 g/l, nel 5-10% (Baker ed altri, 1982; Lewis ed altri, 1989; Currie ed altri, 1995; Lings ed altri, 1984; Jones ed altri 1991; Copeland ed altri, 1985; Alleyne ed altri, 1991). Molti studi hanno stimato il consumo di alcol attraverso la raccolta anamnestica, mediante l‟impiego di questionari compilati da operatori addestrati, autocompilati o raccolti attraverso interviste telefoniche fornendo dati poco confrontabili fra loro (Dawson, 1994; Webb ed altri, 1994; Zwerling ed altri, 1996). Gutierrez e Fisac ed altri, nel 1992, hanno stimato che circa il 17% degli infortuni sul lavoro era attribuibile al consumo di bevande alcoliche nella fascia di età 16-24 anni. Mandell ed altri, 1992; hanno evidenziato un alto rischio (O.R. >1,5) di infortuni sul lavoro in edili, addetti ai trasporti e portierato, camerieri e cassieri; un basso rischio (O.R. >0,2) in personale sanitario, operatori sociali, informatici, operatori finanziari, sarti. Dawson (1994) ha evidenziato per i bevitori abituali un maggior rischio di incidenti sul lavoro con un O.R. pari a 1,74. Zhou ed altri, 1994, hanno condotto uno studio su 1000 agricoltori dell‟Alabama: secondo i risultati ottenuti da questi studiosi il rischio di andare incontro ad infortuni sul lavoro non mortali per coloro i quali dichiaravano di assumere alcolici risultava superiore del 90% rispetto ai non bevitori, con una correlazione dose consumata-risposta (infortunio) significativa. Con uno studio successivo, condotto su lavoratori edili, Lyman LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. 16 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA ed altri (1999), Pollack ed altri (1998) hanno ottenuto risultati analoghi evidenziando una debole correlazione fra diagnosi di abuso di sostanze e aumentato rischio di infortuni sul lavoro. E‟ più recente lo studio di Stockwell ed altri (2002) condotto su 797 lavoratori che dimostra che il consumo di alcol riferito dal lavoratore e confermato da un test alcolimetrico è significativamente correlato con il rischio di infortuni, con un rischio più evidente nelle donne con meccanismo dose indipendente e negli uomini solo per assunzioni superiori a 90 grammi. Sussistono tuttavia anche studi con risultati di segno opposto: Webb ed altri (1994) hanno osservato l‟assenza di correlazione tra l‟assunzione di alcolici ed infortuni; Veazie ed altri (2000) che hanno condotto una ricerca su 8659 lavoratori di età compresa tra i 24 e i 32 anni; da quest‟ultimo studio risulterebbe che gli incidenti sul lavoro non possono essere significativamente associati alla dipendenza da alcol. Numerosi studi hanno dimostrato che il numero di soggetti con problemi alcol correlati varia a seconda del tipo di occupazione/professione. Le categorie lavorative più frequentemente associate con l‟uso/abuso di bevande alcoliche sono: pescatori, marinai, ristoratori e camerieri, minatori e lavoratori dell‟industria siderurgica, militari, uomini d‟affari, personale sanitario e lavoratori edili. All‟eccessivo consumo di alcolici vanno attribuiti ridotta produttività, errori nelle procedure, danno ai macchinari, aumento di infortuni e malattie, perdita di capacità lavorativa, assenteismo, necessità di assistenza ai familiari dei lavoratori con problemi alcol-correlati con conseguenti rilevanti costi per l‟industria e la società (De Bernardo, 2001). L‟alcolismo è responsabile del 40% dei cambiamenti del posto di lavoro; di un numero di assenze dal lavoro 3-4 volte superiore al normale (Godard, 1981); di una perdita della capacità lavorativa crescente con l‟aumentare degli anni di abuso-dipendenza; di gravi danni per possibili interazioni con fattori di rischio lavorativi (Noventa, 2002). Secondo l‟OMS dal 10 al 30% degli incidenti in ambito lavorativo sono correlabili a tale sostanza. Una stima conservativa che attribuisca all‟uso di alcolici il 10% degli infortuni in Italia porterebbe ad esempio per quanto concerne l‟anno 2002, in relazione ai dati INAIL dove LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. 17 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA si sono registrati 1397 vittime e 967.785 incidenti denunciati ad una stima di 139 morti e 97.000 infortuni non mortali alcol correlati. Nel nostro paese non esistono livelli di rilevazione delle problematiche alcol-correlate in ambito lavorativo se non attribuibili a limitate ricerche epidemiologiche, valide esclusivamente per la realtà indagata e scarsamente generalizzabili al contesto nazionale. Tale assenza di dati consente solo una stima del fenomeno e quindi tale proiezione risente inevitabilmente di molte influenze: contesto lavorativo, tipologia della professione, aspetti culturali e abitudini consolidate, contesto culturale più allargato, distribuzione dei consumi della popolazione, legislazione generale e specifica, normative della realtà produttiva considerata, sensibilità della dirigenza, sensibilità del sindacato, presenza dei Servizi di alcologia, interesse dei Servizi di Medicina del Lavoro, attività delle organizzazioni di auto aiuto. Le stime proposte dall‟OMS (WHO, 1996) sono quindi relative alle rilevazioni attuate in altri paesi dove è presente una maggiore sensibilità alle problematiche alcol-correlate e quindi un sistema di rilevazione epidemiologica: - la percentuale stimata di infortuni sul lavoro alcol-correlati può variare dal 10 al 30% rispetto al totale degli infortuni; - l‟alcol è causa del 20% degli infortuni mortali in Inghilterra, del 15-25% in Francia, del 8-25% in Polonia, del 17% in Danimarca, del 32% nei cantieri navali di Amburgo, del 12% nelle miniere della Repubblica Ceca; - in Svizzera il 23,9% dei ricoveri per infortunio lavorativo è determinato dall‟uso di alcol; - il consumo di alcol ha una corresponsabilità in numerosi incidenti gravi, particolarmente quelli che avvengono nei trasporti. Si stima che l‟uso di alcolici sia elemento causale nel 50% degli incidenti stradali. Tale correlazione provoca 4000 morti all‟anno e 125.000 feriti, 10.000 invalidi con un costo stimabile di almeno 15 miliardi di euro/anno. La problematica relativa ad alcol e guida riveste un‟importanza rilevante anche in relazione al lavoro. Circa il 50% degli incidenti lavorativi è collegato alla guida di un mezzo di lavoro. LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. 18 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA L‟uso di alcol durante la guida di un mezzo è un fattore di rischio specifico, anche in presenza di bassi dosaggi di bevanda alcolica. Con un alcolemia di 0,2 g/l, corrispondente ad un bicchiere di vino o di birra o un bicchierino di super alcolico (1 unità di alcol = 12 g di alcol), si ha un rischio quasi doppio di fare un incidente stradale, portando il guidatore a sopravvalutare le proprie capacità, a non affrontare le norme di sicurezza, ad affrontare rischi lavorativi che altrimenti non sarebbero corsi. Attualmente, la legislazione specifica in materia di alcol e guida ha recentemente abbassato il livello di alcolemia previsto per legge a 0,5 g/l ed inserito sanzioni più rilevanti (revoca della patente) per chi guida con alcolemia superiore a 1,5 g/l. L‟OMS suggerisce, a livello internazionale, l‟adozione di norme che portino a livelli di 00,2 g/l di alcolemia per chi guida e lavora (WHO 1996). Tale aggiornamento è stato raccolto dalla più recente normativa applicandolo a neopatentati e conducenti professionali. Inoltre a livello di organizzazioni internazionali (ILO), viene consigliato alle aziende di favorire l‟assunzione di bevande non alcoliche a pranzo per non incorrere in sanzioni penali e amministrative e, in ogni caso, per consentire una guida ed un lavoro sicuro. E‟ evidente che l‟assunzione di alcol nella pausa pranzo pone problemi a tutti i lavoratori ed in particolare a chi, successivamente alla pausa, deve mettersi alla guida di un mezzo. Il tempo di smaltimento dell‟alcol è significativamente lungo (un‟unità alcolica ogni ora o due) e quindi non consente di garantire un‟alcolemia zero alla fine della pausa pranzo nel caso di un‟assunzione alcolica anche moderata. Nella letteratura internazionale, accanto ai numerosi lavori sulla sicurezza aziendale, sono pochissimi gli articoli sulle malattie da lavoro e sulla prevenzione nel comparto delle costruzioni. Eppure, anche i più recenti dati INAIL confermano che il comparto delle costruzioni non solo ha il primato delle morti per infortunio, ma si colloca al secondo posto per il numero delle malattie professionali riconosciute dopo il settore meccanico. Arndt e coll. (1996) hanno descritto lo stato di salute ed indagato sulle cause di abbandono dell‟attività lavorativa su un campione di 4598 lavoratori, di età compresa fra i 40 e i 64 anni, impiegati nel settore delle costruzioni. LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. 19 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Lo studio mostra una relazione certa fra alcune malattie o disturbi segnalati e l‟esposizione a fattori di rischio professionale (rumore, polveri ed irritanti, sforzo fisico, posture incongrue), ma anche effetti correlati ad abitudini di vita che caratterizzano questa popolazione di lavoratori: forti mangiatori e “buoni” bevitori. Gli epidemiologi dell‟ISPESL nello studio “Mortalità per professioni negli anni „80” hanno documentato per il settore delle costruzioni un eccesso di morti per cirrosi e per altre malattie alcol-correlate (tumori delle vie digestive superiori, in particolare dell‟esofago) nelle professioni manuali. Il settore delle costruzioni rimane comunque al secondo posto come numero di malattie professionali riconosciute nel nostro paese e al primo posto come numero di morti per infortunio. LA PREVENZIONE NEL MONDO DEL LAVORO Fino all‟emanazione della Legge 833/78 la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali era assicurata da istituti a carattere nazionale: ENPI, ANCC, Ispettorato del Lavoro che avevano a disposizione un corpo normativo importante, emanato negli anni ‟50. Oltre agli istituti nazionali va considerato l‟impegno sociale attivato da un fenomeno infortunistico molto preoccupante negli anni dell‟industrializzazione in Italia. Un impegno non solo da parte delle organizzazioni sindacali ma anche, in molte regioni d‟Italia, da parte delle comunità locali, da singoli Comuni o da Consorzi di Comuni. La riforma sanitaria del 1978 sancì l‟impegno fondamentale dello Stato a garantire la salute negli ambienti di lavoro prioritariamente attraverso il Servizio Sanitario Nazionale ed introdusse i poteri di polizia giudiziaria nei Servizi delle ASL appositamente istituiti con personale al quale fu attribuita tale qualifica con poteri definiti dal Codice di Procedura Penale. I corsi di formazione di questo personale furono spesso affidati a magistrati che improntarono un modello di vigilanza sulle norme di igiene e sicurezza sul lavoro basato sulla giurisprudenza e sul carattere penale di queste norme. Il modello industriale di quegli anni, con le dovute eccezioni, era impostato sulla pianificazione della produzione e solo in un secondo momento venivano prese in considerazione le esigenze di sicurezza sul lavoro. Una attenta applicazione delle LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. 20 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA norme di igiene e sicurezza era spesso adottata al momento dell‟ispezione da parte degli Enti di controllo. In questo momento il datore di lavoro era responsabile della salute dei lavoratori, tuttavia garanti della salute dei lavoratori erano le Istituzioni che agivano controllando gli ambienti di lavoro. Dopo la ratifica dell‟Atto Unico Europeo, nel 1986, la Commissione Cee ha emanato una serie di Direttive innovatrici delle politiche sulla prevenzione nei luoghi di lavoro. L‟intervento comunitario mira a migliorare la qualità della vita dei cittadini europei anche riducendo il costo sociale degli infortuni e delle malattie professionali, assicurando la parità delle condizioni concorrenziali tra le imprese rispetto ai costi della sicurezza. La caratteristica dell‟approccio comunitario è data dal principio che la salute e la sicurezza dei lavoratori non sono un problema a sé stante rispetto all‟organizzazione del lavoro, ma vanno progettate assieme alla pianificazione della produzione. La direttiva Cee 89/391 ed altre, recepite in Italia a costituire l‟innovativo quadro legislativo noto come DLgs 626/04, sposta il centro d‟interesse della tutela della salute negli ambienti di lavoro; garante della salute e della sicurezza dei lavoratori diventa direttamente il datore di lavoro e la Pubblica Amministrazione, pur mantenendo i compiti di vigilanza, acquisisce maggiori competenze nel campo dell‟informazione, formazione, assistenza e promozione della salute, tutti aspetti successivamente ribaditi anche nel recente DLgs 81/08 (Testo unico in materia di igiene e sicurezza sul lavoro). Si passa da una prevenzione centrata sugli aspetti tecnologici delle macchine, impianti e processi ad un sistema di gestione della sicurezza e della salute in cui l‟uomo è soggetto e attore dell‟organizzazione del lavoro. Assume forza il principio proposto dall‟OMS (1986) secondo il quale la salute va considerata come una risorsa che permette di condurre una vita produttiva a livello individuale, sociale ed economico. La salute è una risorsa della vita quotidiana e non lo scopo della vita; si tratta di un concetto positivo che mette in evidenza le risorse sociali e individuali, piuttosto che le capacità fisiche. Gli ambienti di lavoro costituiscono luoghi elettivi di intervento per promuovere comportamenti e stili di vita per la salute proprio per la loro caratteristica sociale. Le dinamiche politiche, sindacali e la presenza di leggi che definiscono gli ambiti di intervento della prevenzione hanno di fatto limitato per lungo tempo le possibilità di LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. 21 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA intervento tramite azioni finalizzate a promuovere comportamenti corretti e sani, utili non solo per l‟igiene e sicurezza sul lavoro, ma anche in linea con il concetto di salute espresso dall‟OMS. Gli interventi condotti nelle aziende riguardano di regola i rischi connessi alle attività produttive ed il mondo del lavoro si è mostrato sostanzialmente impermeabile alle proposte di interventi più generali. I risultati ottenuti nel controllo degli agenti nocivi ambientali, tipici degli ambienti di lavoro, consentono tuttavia oggi di affrontare in modo più corretto i fattori che determinano la salute dei lavoratori. La popolazione di un‟azienda rispecchia le caratteristiche della popolazione generale a cui appartiene ed è ovvio quindi che non si possono scindere le condizioni di vita da quelle di lavoro, così come i fattori determinanti della salute operano sui cittadini quanto sui lavoratori. Anche la pubblica amministrazione che fornisce i servizi, è ancora oggi chiusa entro modelli che tengono separato il mondo del lavoro dagli altri sistemi organizzati. I servizi sanitari di prevenzione negli ambienti di lavoro delle ASL intervengono spesso separatamente dagli altri servizi del Dipartimento di Prevenzione che pure hanno accesso ad ambienti di lavoro; si pensi in particolare agli allevamenti ed alle produzioni alimentari in genere, dove sono quasi quotidianamente presenti gli operatori veterinari e dei servizi per la sicurezza alimentare. Gli operatori di questi servizi hanno scarsa o nulla conoscenza delle esperienze e della ricchezza di contenuti degli interventi del “sociale” sia pubblico che del volontariato privato. D‟altra parte i Servizi sociali dei Comuni o delle ASL agiscono nella scuola, presso le comunità, le associazioni, sul territorio in generale escludendo a priori interventi nel mondo del lavoro. Eppure l‟ASL nel suo complesso potrebbe avere competenze in grado di stimolare il mondo del lavoro, rendere gli imprenditori responsabili nei confronti dei lavoratori e aiutarli a risolvere problemi come quello della dipendenza da sostanze. Da una parte il Dipartimento delle Dipendenze ha le competenze specifiche, dall‟altra il Dipartimento di Prevenzione ha conoscenza precisa delle dinamiche aziendali e delle organizzazioni territoriali che rappresentano gli imprenditori ed i lavoratori; ha inoltre accesso alle aziende, grazie ai compiti di vigilanza che le leggi gli attribuiscono. LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. 22 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Manca però ancora una diffusa pianificazione regionale e di Servizio sebbene alcune regioni abbiano iniziato la formazione di operatori per aiutare le aziende a progettare interventi di promozione della salute. I Servizi per le tossicodipendenze hanno le competenze specialistiche che sono indispensabili anche negli ambienti di lavoro per affrontare questo tipo di problemi. La differenza non è solo nell‟organizzazione degli interventi o nei metodi di lavoro, ma soprattutto nel linguaggio che si utilizza. Il termine stesso prevenzione assume due connotati diversi nella cultura degli operatori. In campo sanitario il concetto di prevenzione è centrato sull‟ambiente: la prevenzione primaria è impostata sull‟individuazione, determinazione qualitativa e quantitativa dei fattori di rischio chimico, fisico e biologico per la loro successiva eliminazione. La prevenzione delle dipendenze invece è centrata sulla persona e la prevenzione primaria, di conseguenza, è orientata a sviluppare le capacità critiche. Va riconosciuto che proprio la prevenzione alcologica ha reso possibile l‟incontro di questi due mondi separati. Un impulso in questo senso è stato dato dal DPR 309/90, con l‟attribuzione di finanziamenti per aree prioritarie di intervento tra cui risulta “Prevenzione primaria dell‟uso di sostanze psicoattive nel mondo del lavoro”. Questo ha determinato in molte realtà l‟incontro dei Servizi per le tossicodipendenze con i Servizi per la prevenzione nei luoghi di lavoro. Queste esperienze rendono palese l‟importanza nella pubblica amministrazione del lavoro per progetti a seguito di finanziamenti specifici. Il lavoro per progetti, inoltre, permette, ai Servizi, di uscire dalla routine e soprattutto da quei compiti istituzionali previsti da obsolete norme di legge spesso inutili se non dannose, rispetto ai bisogni di salute della nostra società. Molto interessante, a questo proposito, è la prevenzione basata sulle prove di efficacia (EPB) cui tuttavia si fa solo un accenno. A titolo di esempio è possibile affermare che a mano a mano che sono aumentate le conoscenze sulla gravità delle conseguenze dell‟alcol sulla salute, a mano a mano che si è resa evidente l‟influenza del consumo di bevande alcoliche sul gravissimo fenomeno degli incidenti stradali, si è iniziato a considerare che anche negli ambienti di lavoro il rischio collegato al consumo di bevande alcoliche non può essere limitato solo ai casi evidenti dei noti lavoratori alcolisti. LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. 23 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA La riflessione sulle politiche riguardanti l‟alcol è stata troppo spesso caratterizzata dall‟idea errata che le conseguenze negative legate al bere riguardino solo una ristretta minoranza della popolazione che consuma alcol in maniera incontrollata. C‟è stata inoltre la tendenza a focalizzare l‟attenzione sulle malattie croniche causate dall‟alcol, ignorando le sue conseguenze negative acute, ovvero i danni e i decessi che derivano da incidenti legati all‟alcol. In realtà esiste una vasta gamma di problemi alcol correlati che variano in tipologia e gravità e vanno ben oltre una concezione esclusivamente medica dell‟alcolismo. Generalmente, sia per quanto riguarda i danni fisici che psicologici, il rischio è proporzionale alle dosi: più alcol è consumato maggiore è il rischio. L‟esperienza di questi problemi può variare da un paese all‟altro ed anche all‟interno degli stessi paesi, a seconda delle abitudini e della cultura del bere, in alcune popolazioni prevalgono i problemi di intossicazione acuta, in altre i problemi maggiori sono legati soprattutto al consumo abbondante e protratto nel tempo (Edwards et al., 1994). Uscendo dalle specificità delle abitudini al consumo relative ai vari contesti culturali, troviamo che negli obiettivi dell‟Organizzazione Mondiale della Sanità (Alcohol Action Plan 2000-2005) c‟è quello di “suscitare una maggiore consapevolezza, fornendo strumenti educativi e costruire il supporto a favore di politiche di sanità pubblica che abbiano il compito di prevenire i danni causati dall‟alcol”, inoltre un ulteriore obiettivo è quello di “ridurre i rischi di problemi alcol correlati che possono verificarsi in una serie di ambienti quali la casa, il luogo di lavoro, la comunità o ambienti nei quali l‟alcol viene consumato”. L‟ILO propone un programma concreto per lo sviluppo di soluzioni legate alla salute nei luoghi di lavoro migliorando la componente psico sociale delle condizioni di lavoro. L‟approccio è multidisciplinare e copre quattro settori principali: - promozione della salute, inclusa la promozione di stili di vita sani; - salute e sicurezza nel lavoro; - miglioramento dell‟ambiente di lavoro; - clima sociale e sviluppo di comunità. LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. 24 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA La visione della salute, che deriva dal modello biopsicosociale, consente alle persone di essere soggetti attivi nella promozione e nel mantenimento della propria salute che ciascuno è chiamato a costruire, riconoscendo che la salute è il requisito per realizzare il potenziale umano e fornisce nuove capacità per ottenerlo. Promuovere la salute significa “mettere la persona al centro” (Zucconi e Howell, 2003). Ad oggi più che di prevenzione intesa nell‟accezione biomedica, per i problemi alcol correlati sarebbe opportuno parlare di promozione della salute, considerando la salute una risorsa per l‟individuo e la collettività in tutti gli aspetti della vita quotidiana. In accordo con le indicazioni dell‟OMS (1995) che “ogni cittadino del mondo ha diritto ad un lavoro sano e sicuro e ad un ambiente di lavoro che gli consenta di condurre una vita socialmente ed economicamente produttiva”. Pertanto gli interventi dovrebbero concentrarsi sulla promozione di stili di vita più sani, rimarcando il concetto di rischio che è presente a qualsiasi livello di consumo di bevande alcoliche. ASPETTI LEGISLATIVI E PREVENZIONE ALCOLOGICA NEL MONDO DEL LAVORO I documenti internazionali che, ormai da anni, indicano le linee guida per le politiche in campo alcologico contengono numerosi riferimenti alla problematiche alcol correlate in ambito lavorativo e all‟impatto dell‟alcol sulla salute e sul benessere dei lavoratori. L‟Organizzazione Mondiale della Sanità ha fornito fin dal 1992 le basi per lo sviluppo e la realizzazione di politiche e programmi in campo alcologico con il Piano di Azione Europeo sull‟Alcol. Il Piano rappresentava il risultato dell‟impegno dell‟OMS a lavorare per dare massima priorità si temi legati al consumo di alcol e per creare un movimento europeo di prevenzione nei confronti dei problemi sanitari e sociali provocati dall‟alcol. Il riferimento era rappresentato dal target 17 del documento Health for All Targets, che auspicava una riduzione del consumo di alcol del 25% entro l‟anno 2000. E‟ chiaro che gli obiettivi di rendere gli ambienti di lavoro più sani, ridurre gli infortuni e promuovere il benessere dei lavoratori possono essere raggiunti non solo tenendo conto delle condizioni strutturali dei luoghi di lavoro ma anche occupandosi degli stili di vita degli individui e quindi anche del consumo di bevande alcoliche. LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. 25 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA I luoghi di lavoro, insieme ai contesti abitativi, educativi e sanitari, vengono identificati tra i setting che promuovono la salute in quanto offrono buone opportunità per incoraggiare comportamenti sani, migliorando il sostegno sociale e rafforzando atteggiamenti che favoriscono la diminuzione dei consumi. Nel 1999 l‟OMS promuove i nuovi principi di salute per tutti nel documento Health 21: the health for all policy framework for the WHO European Region. In riferimento alle sostanze psicoattive, il target 12 si concentra sulla necessità di ridurre le conseguenze negative e i danni prodotti dal consumo di queste sostanze: “ per l‟anno 2015, le effetti sulla salute derivanti da sostanze come tabacco, alcol e droghe dovranno essere significativamente ridotti in tutti gli Stati membri”. L‟articolazione del Piano fa esplicito riferimento alle dieci strategie della Carta Europea sull‟Alcol del 1995, approvata durante la Conferenza Ministeriale di Parigi e sottoscritta dagli Stati membri. I risultati e le azioni relative ai luoghi di lavoro sono descritti nell‟area che riguarda gli ambienti pubblici, privati e lavorativi. Entro l’anno 2005, tutti i paesi della regione Europea dovrebbero: - ridurre l’incidenza dei problemi alcol-correlati nei lughi pubblici, specialmente quelli associati ad attività di divertimento e a eventi sportivi; - ridurre il richio di danni alcol-correlati nelle famiglie e assicurare n ambiente domestico sicuro per i bambini; - ridurre i danni causati dall’alcol nei luoghi di lavoro, in particolare gli incidenti e gli episodi di violenza. Nello specifico degli ambienti lavorativi, gli Stati membri vengono invitati ad investire risorse per la promozione di politiche sull‟alcol per i luoghi di lavoro basati sull‟educazione, la prevenzione, l‟identificazione precoce ed il trattamento. LA LEGISLAZIONE IN ITALIA Per quanto riguarda il fenomeno infortunistico, la tecnologia e l‟intervento dei servizi S.Pre.S.A.L., attraverso la vigilanza, cercano costantemente di migliorare la sicurezza lavorativa. LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. 26 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Tuttavia la prevenzione dei comportamenti a rischio deve avvenire anche, e soprattutto, agendo sul versante comportamentale del lavoratore poiché lo stato di salute e di sicurezza è un elemento imprescindibile per poter rispettare le corrette procedure di lavoro ed evitare azioni imprudenti. L‟I.L.O. (International Labour Office, 1996) ha sottolineato l‟importanza della prevenzione primaria che deve agire su tre livelli: gli individui, il posto di lavoro e la comunità, per poter avere possibilità d‟azione, ma anche conseguire risultati significativi. A fronte di una quota stimata pari al 10% di infortuni collegati all‟abuso di alcol in Italia e alla consapevolezza che l‟alcolismo rappresenta un grande problema sociale, la normativa relativa alla prevenzione e sicurezza sul lavoro è andata modificandosi, affrontando gli aspetti legati al rischio aggiuntivo di comportamenti individuali scorretti come l‟assunzione di alcolici durante l‟attività lavorativa. Il legislatore ha introdotto il divieto di assunzione e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche nella attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro, con la possibilità di effettuare controlli alcolimetrici ai lavoratori Il legislatore italiano ha espressamente riconosciuto l‟importanza delle indicazioni contenute nei documenti Comunitari: Piano di Azione Europeo sull‟alcol e Carta Europea sull‟alcol, riferimento essenziale del Piano d‟azione. I sopra citati documenti sono espressamente richiamati nel primo articolo della Legge 125/01, la Legge Quadro in materia di alcol e problemi alcol-correlati che ha finalmente colmato un vuoto legislativo, politico e culturale fornendo linee guida per un approccio organico agli interventi in campo alcologico. Il dispositivo di legge indica le misure finalizzate alla prevenzione, alla cura e al reinserimento sociale dei soggetto alcoldipendenti e, per quanto attiene alla sicurezza sul lavoro l‟art.15 prevede particolari “disposizioni per la sicurezza dei lavoratori”: in 4 commi sono articolati divieti, possibilità di controlli, misure di sostegno ad interventi terapeutici e, infine, sanzioni. L‟assunzione di alcol, quale parte di uno stile di vita, è quindi riconosciuta influente anche per il soggetto in quanto lavoratore e, quale sintomo di una malattia, deve coinvolgere nel progetto terapeutico le figure del profilo sanitario previste nel DLgs 81/08. LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. 27 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA In tale articolo si parla, infatti, di “lavorazioni ad elevato rischio di infortuni” da individuarsi con Decreto del Ministro del Lavoro in concerto con quello della Sanità, di medico competente, di medici del lavoro del Servizi per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro delle aziende USL con funzioni di vigilanza. Art.15. Legge 30 marzo 2001, n.125 (Disposizioni per la sicurezza sul lavoro) 1. Nelle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi, individuate con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e’ fatto divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche. 2. Per le finalità previste dal presente articolo i controlli alcolimetrici nei luoghi di lavoro possono essere effettuati esclusivamente dal medico competente ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, ovvero dai medici del lavoro dei servizi per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro con funzioni di vigilanza competenti per territorio delle aziende unità sanitarie locali. 3. Ai lavoratori affetti da patologie alcolcorrelate che intendano accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione presso i servizi di cui all’articolo 9, comma 1, o presso altre strutture riabilitative, si applica l’articolo 124 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309. 4. Chiunque contravvenga alle disposizioni di cui al comma 1 è punito con la sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma da lire 1 milione a lire 5 milioni. Successivamente, in data 16 Marzo 2006, è stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale, l‟Intesa in materia di individuazione delle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l‟incolumità o la salute dei terzi ai fini del divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche. LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. 28 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Per quanto attiene al comparto edile in tali categorie rientrano quei lavoratori che svolgono attività di addetti alla guida di macchine di movimentazione terra o merci ed ancora più in generale i lavoratori addetti ai comparti dell‟edilizia e delle costruzioni e tutte le mansioni che prevedono attività in quota, oltre i due metri di altezza. Dalla normativa si possono individuare per i datori di lavoro, che sono i soggetti su cui gravano principalmente gli obblighi di tutela per l‟igiene e la sicurezza sul lavoro, i seguenti riferimenti legislativi per inquadrare correttamente il problema alcol dipendenza: innanzi tutto è necessario premettere a quali normative fare riferimento e cioè la già citata Legge Quadro 125/01 (in particolare l‟art.15) ed il già citato provvedimento Stato regioni del 16 Marzo 2006 ed infine il DLgs 81/08 c.d. Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Partendo da quest‟ultimo l‟art. 15 prevede che venga effettuata la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza, pertanto dovrà essere analizzato, da parte del datore di lavoro, se le lavorazioni svolte, in caso di rischio aggiuntivo legato alla condizione di abuso o alcoldipendenza dei lavoratori addetti, vi possono essere conseguenze per i lavoratori interessati o per soggetti terzi (lavoratori e non). Inoltre, sempre lo stesso articolo, prevede la programmazione della prevenzione, l‟eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze in base al progresso tecnico; il controllo sanitario dei lavoratori, l‟allontanamento del lavoratore dall‟esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e la formazione ed informazione adeguata per i lavoratori, i preposti ed i dirigenti. Inoltre i datori di lavoro, nell‟affidare i compiti ai lavoratori devono tener conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e sicurezza e devono richiedere l‟osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza sul lavoro. D‟altro canto i lavoratori devono osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti. In ogni caso gli interventi, riguardo il consumo di alcol e più in generale gli stili di vita, non possono prescindere dalla formazione e informazione (previsti dagli art.36 e 37 del DLgs 81/08) dei lavoratori adibiti. LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. 29 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Resta infine da precisare che, il DLgs 81/08 prevede espressamente all‟art.111 comma 8) che “il datore di Lavoro dispone affinché sia vietato assumere e somministrare bevande alcoliche e superalcoliche ai lavoratori addetti ai lavori in quota” e per tali lavori si intendo i lavori svolti ad un‟altezza superiore a due metri rispetto ad un piano stabile. Tale obbligo ha un grossa rilevanza nel comparto edile. LA PREVENZIONE ALCOLOGICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. 30 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI Come si può osservare (tab.1) le edizioni del questionario sono state complessivamente cinque, la sigla che le contrassegna appare nelle intestazioni delle colonne dalla terza alla settima (da 1-1 a 3) La prima edizione è stata sperimentata su 48 lavoratori edili che hanno rappresentato il 6,4% del numero totale degli intervistati nel corso di tutta l‟iniziativa. Le modifiche intervenute hanno consentito alla seconda edizione (1-2) di essere utilizzata in un numero consistente di casi (286 pari a poco più del 38% del totale); successive modifiche (edizione 1-3) hanno introdotto la versione 2 che, con 319 intervistati (42,6%) si può considerare quella di maggiore diffusione. Infine una versione 3, che presenta consistenti modifiche, è stata somministrata a 68 lavoratori (9% circa del totale generale). Tab: 1. Versioni adottate per la somministrazione del questionario Denominazione Numero casi % sul Totale % cumulativa versioni 1-1 48 6,4 6,4 1-2 286 38,2 44,7 1-3 27 3,6 48,3 2 319 42,6 90,9 3 68 9,1 100,0 748 100,0 Totale Queste versioni non si differenziano tra di loro per radicali caratteristiche strutturali, in qualche caso si è trattato solamente di differenti ordini di priorità nel porgere le domande o di una riduzione nel ventaglio delle possibili risposte. In altri termini si è voluto, il più possibile “andare al cuore del problema”, evitando “giri di parole” e concetti astrusi, nella speranza di rendere immediatamente visibili gli obiettivi che l‟iniziativa si riprometteva di conseguire. 31 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Il questionario è stato distribuito a tutti i lavoratori che hanno frequentato varie tipologie di corsi, presso la Scuola Edile Novarese. I questionari distribuiti sono stati 748. I corsi ed il numero di questionari somministrati per ciascun corso sono i seguenti. TIPO DI CORSO SICUREZZA DI BASE PONTEGGI PRIMO SOCCORSO AGGIORNAMENTO DEL PRIMO SOCCORSO ANTINCENDIO RESPONSABILE SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE PER DATORE DI LAVORO RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS) TUTOR APPRENDISTI APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO 16 ORE APPRENDISTI TECNICI DI CANTIERE OPERATORI MACCHINE MOVIMENTO TERRA PREPOSTI LETTURA DEL DISEGNO AGGIORNAMENTO RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS) CARRELLI ELEVATORI TOTALE NUMERO CORSISTI 127 117 136 51 74 9 20 11 28 34 52 16 10 19 19 12 13 748 Più del 50% del campione è costituito da soggetti che rivestono incarichi di responsabilità e/o hanno una formazione orientata alla sicurezza:corso RSPP Datori di lavoro, corso preposti, corso RLS, corso tutor apprendisti, corso tecnici di cantiere, corso lettura del disegno, corso di Primo soccorso. NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI 32 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Il restante 45% del campione è costituito da lavoratori che non hanno incarichi particolari, ma che frequentano corsi di formazione in quanto obbligati per legge. Vengono di seguito riportati i principali risultati emersi dalla ricerca e rilevati attraverso il questionario che ha indagato il grado di conoscenza dei lavoratori nei confronti dell‟alcol, delle problematiche di salute legate al suo consumo e sugli stili di vita praticati con particolare riferimento all‟uso di tale sostanza. Per l‟analisi dei dati non si è tenuto conto dei missing (dati omessi nella compilazione dei questionari). Al fine di rappresentare con la maggiore chiarezza possibile il percorso intrapreso si è prodotto un apposito “quadro sinottico” con lo scopo di rappresentare nel modo migliore le trasformazioni del questionario conseguenti ai rapporti intercorsi con la base degli intervistati. NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI 33 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Tab 2. Quadro sinottico inerente le trasformazioni del questionario Versioni Domande Prog. 1-1 1-2 1-3 2 3 1 Sesso m/f = = = = 2 Nazionalità it/str = = = = 3 Età 5 opz = = = = 4 stato civile 4 opz = = = = 5 Convivenza s/n = = = sost con 6 6 titolo studio 4 opz + altro = = = Nuova 7 assunzione alcolici (ultimi 3 mesi) s/n = = = Nuova 8 Quanti giorni birra 7 opz = = = Nuova 9 Quanta birra lattine 330 cc x 3 opz elim 330 cc = = =8 10 Quanti giorni vino 7 opz = + mai = =9 11 quanto vino bicchiere 130cc.x 5 opz elim 130 cc = = = 10 12 Quanti giorni superalc 7 opz + mai = = = 11 13 quanto superalc 5 opz = = = = 12 14 Autodefinizione come bevitore 4 opz = = = = 13 15 Alcol prima della guida s/n = = = = 14 16 A prima del lavoro s/n = = = = 15 17 A durante lavoro s/n = = = = 16 18 Alcol durante pausa s/n = = = = 19 19 malattie dovute ad alcol s/n/var = = = = 20 20 situazioni da imputare ad alcol n/p/t x 6 opz - percentuali = rimaste a,e,f = 21 21 effetti alcol s/n x 8 opz = = = = 22 22 opinioni su alcol s/n x 9 opz = = = = 23 23 giusta quantità 5opz x 3 opz = = = = 24 24 cosa fare s/n x 7 opz = riord. opzioni dom. eliminata = 25 25 Conoscenza legge s/n = = 24 = 26 26 Anzianità servizio edilizia 4 opz = = 25 = 27 27 Mansione 5 opz + altro = = 26 = 28 28 guida veicoli sul lavoro s/n/var = = 27 = 29 29 mezzo per recersi al lavoro 4 opz = = 28 = 30 30 Infortuni subiti s/n = = 29 = 31 31 Giorni assenza num = = 30 = 32 32 luogo pranzo 3 opz + altro = = 31 = 33 33 alcol cantiere durante pausa s/n = = 32 = 34 34 incidente in cantiere effetto alcol s/n = = 33 = 35 35 permesso alcol pausa in cantiere s/n = = 34 = 36 36 permesso alcol durante lavoro s/n = = 35 37 cosa fa l‟impresa 4 opz = = 36 NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI 34 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Di seguito verrà illustrato il significato dei numeri e delle sigle in esso contenute: il numero che appare nella prima colonna da sinistra (intestata “prog.”) contrassegna le domande secondo l‟ordine con il quale sono state poste nell‟ambito della prima edizione; il numero progressivo di riga corrisponde esattamente a quello ordinale della domanda. Se nelle successiva edizione (colonne) compare il segno “=” ciò significa che la stessa domanda è stata ripetuta in forma identica e nello stesso ordine (ad esempio la domanda 1 relativa al sesso dei rispondenti) è sempre stata la stessa in tutte le edizioni . Il numero complessivo della domande nelle prime tre edizioni era 37, successivamente esso è sceso a 36 nella terza edizione ed a 35 nell‟ultima. Nella seconda colonna (intestata “Domande”) è rappresentato in modo sintetico il contenuto delle domande rivolte agli intervistati; esse sono visibili nella loro forma completa nell‟apposito allegato. Nella terza colonna sono espresse le modalità con le quali gli intervistati potevano rispondere alle domande; il numero seguito dall‟abbreviazione “opz.” (opzioni) significa che a quella domanda si potevano fornire diverse risposte; le annotazioni “s/n” oppure “m/f” o “it/str” stanno a significare che alle specifiche domande di poteva rispondere solamente in due modi (si o no, maschio o femmine, italiano o straniero). In qualche caso all‟opzione s/n è associata l‟abbreviazione “var” il cui significato è “si dà anche una terza possibilità”. Così – ad esempio – alla diciannovesima riga (domanda 19 nella prima edizione del questionario) si richiede all‟intervistato se, secondo lui, l‟assunzione di alcol provochi malattie ed una delle possibili risposte è “solo se in dosi eccessive” quindi le opzioni sono simboleggiate dalle sigle (s/n/var). Una variante a tale modalità è costituita da “n/p/t” ovvero niente, poco o tanto (vedi riga 20 ovvero ventesima domanda nella prima edizione), infine l‟annotazione altro significa che tra le opzioni è ammessa una risposta libera. Si può infine notare come nel fornire le risposte sia stata data agli intervistati la possibilità di “incrociare” tra di loro le diverse opzioni ed in questo caso è stato utilizzato il segno “x”, ciò è potuto avvenire sia nel caso in cui nell‟ambito della stessa domanda si poteva rispondere si o no ad una serie di opzioni (vedi riga 21 “effetti dell‟alcol”) sia nel NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI 35 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA caso in cui un certo numero di opzioni si presentavano incrociate con altre (vedi riga 23 “giusta quantità”) in cui le dosi relative alle singole sostanze alcoliche (vino, birra e superalcolici) venivano elencate secondo una scala crescente di quantità. ALCUNE CONSIDERAZIONI “QUALITATIVE” RELATIVE ALLE EVOLUZIONI DEL QUESTIONARIO Per rendere maggiormente comprensibile l‟evoluzione subita dal questionario sono necessarie alcune considerazioni aggiuntive . Le modificazioni intervenute dalla prima alla terza edizione hanno riguardato la specificazione del volume delle lattine di birra (330 cc.) e dei bicchieri di vino (130 cc.) ciò perché inizialmente si era ritenuto che tramite una quantificazione, sia pure approssimativa, della quantità di sostanze alcoliche ingerite fosse possibile determinare a livello complessivo la quantità dei consumi. Successivamente tale obiettivo è stato abbandonato preferendo focalizzare nelle edizioni successive le circostanze del consumo. In riferimento alla domanda 20 “secondo te quanto incide l’alcol nelle seguenti situazioni?” (le opzioni suggerite erano: incidenti stradali, suicidi, omicidi, maltrattamenti familiari, incidenti sul lavoro, assenze dal lavoro) si è rinunciato a far coincidere le risposte “per niente”, “poco” e “tanto” con altrettante percentuali rispettivamente “meno del 10%”, “tra il 10 ed il 40%” e “più del 50%” per alleggerire la compilazione del questionario. Infine nella seconda edizione si è aggiunta dell‟opzione “mai” concernente i giorni nei quali è avvenuta l‟assunzione di superalcolici. Nella terza edizione (1-3) è stata aggiunta l‟opzione “mai” relativa al numero di giorni nei quali si è consumato vino; ma la modifica più rilevante è stata quella relativa alla domanda 24 “cosa si può fare per evitare il consumo di alcolici negli ambienti di lavoro?”, precedentemente le opzioni suggerite erano: a) Attivare programmi di prevenzione b) Creare condizioni sociali per cui non si debba far ricorso all'alcol c) Vietare l'uso d) Vietare il consumo di alcolici durante l'orario di lavoro e la pausa mensa NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI 36 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA e) Migliorare le condizioni di lavoro f) Educare la gente sui pericoli dell'alcol g) Effettuare controlli (tasso alcolico) ai lavoratori che svolgono attività considerate a rischio nel corso di questa edizione esse sono state così modificate: a) Vietare l'uso durante l‟orario di lavoro b) Attivare campagne informative sui pericoli dell‟alcol c) Vietare il consumo di alcolici durante l'orario di lavoro e la pausa mensa d) Migliorare le condizioni di lavoro e) Educare la gente sui pericoli dell'alcol f) Effettuare controlli (tasso alcolico) ai lavoratori che svolgono attività considerate a rischio Mentre nella prima formulazione le misure preventive ammontavano a 4 sulle 7 presenti e due di loro, dal contenuto non esattamente definito (“attivare programmi di prevenzione” e “creare condizioni sociali per cui non si debba far ricorso all'alcol” ), occupavano le prime due posizioni; nella seconda i divieti (“vietare l'uso durante l’orario di lavoro” e “ vietare il consumo di alcolici durante l'orario di lavoro, compresa la pausa mensa”) occupano rispettivamente il primo ed il terzo posto e sono ripetuti ad enfatizzarne l‟importanza e per focalizzare l‟attenzione dei rispondenti su questo specifico aspetto. Nella quarta edizione del questionario (intestazione della colonna “2”) appaiono due sostanziali innovazioni: le opzioni proposte alla domanda 20 (situazioni negative da addebitare al consumo di alcol) rimangono solamente gli incidenti stradali, gli incidenti sul lavoro e le assenze dal lavoro stesso. L‟obiettivo è stato quello di restringere la gamma delle possibili situazioni negative nuovamente con l‟obiettivo di focalizzare l‟attenzione dei rispondenti su precisi aspetti–conseguenze dell‟assunzione di alcol. Una seconda rilevante modifica è consistita nell‟abolire la domanda relativa al cosa NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI 37 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA fare per evitare il consumo di alcolici negli ambienti di lavoro; essa è stata la domanda più soggetta a modifiche tra tutte quelle che compongono il questionario. La cancellazione di questa domanda non è dovuta solamente alla necessità di rendere più snello il questionario ma piuttosto al bisogno di concentrare l‟attenzione sulla percezione che i rispondenti hanno del problema piuttosto che sulle iniziative che “altri” debbono assumere. Conseguentemente a questa cancellazione le successive domande fino alla 36 cambiano numero d‟ordine; così la domanda relativa alla conoscenza della legge che vieta l‟assunzione di bevande alcoliche nei cantieri edili assume il numero 24 e così via. Le modifiche più rilevanti sono quelle apportate alla quinta versione del questionario, spesso si è notata tra i rispondenti, dopo le prime risposte al questionario la tendenza a “glissare” sul problema dei consumi. Tali atteggiamenti sono stati confermati da una elaborazione casi validi dei risultati (circa 364 casi) nell‟ambito della quale nessuno si è dichiarato forte bevitore ma dalla quale è anche risultato che tra coloro che si sono definiti “astemi” in 14 casi hanno assunto alcol nei tre mesi trascorsi. Tab 3. Elaborazione casi validi su “autodefinizione” Definizione della propria modalità di bevitore Casi Astemio % 78 21,4 204 56,0 Consumatore regolare 46 12,6 N.p. 36 9,9 364 100,0 Consumatore occasionale Totale D‟altro canto 153 persone che si sono definite bevitori occasionali hanno assunto alcol nel corso dello stesso periodo. NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI 38 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Tab 4. Elaborazione casi validi su “autodefinizione” ed assunzione negli ultimi tre mesi Assunzione negli ultimi 3 mesi Modalità Astemio Occasionale Abituale Sì No 14 57 153 46 42 4 Infine 4 bevitori abituali non avrebbero “toccato alcol” nel corso dei tre mesi precedenti. Anche alla luce di queste risposte si è concentrata l‟attenzione sul problema del consumo individuale ponendo all‟inizio del questionario 3 domande sulle proprie abitudini e su quelle del personale in cantiere. Esse sono nell‟ordine: 6) Ti capita di consumare bevande alcoliche durante l‟orario di lavoro? (S/N) 7) Ti capita di consumare bevande alcoliche durante la pausa pranzo? 8) Qual è secondo te la percentuale di lavoratori che abitualmente consumano bevande alcoliche in cantiere) (0-25%, 25-50%, 50-75%, 75-100%) Le restanti domande e fino all‟ultima (36) hanno conseguentemente subito uno scorrimento nel numero d‟ordine; così la numero 9 (riga 9) è identica alla numero 8 (quanti giorni hai bevuto birra) nella prima versione e così via. NOTA METODOLOGICA E GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI 39 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA CARATTERISTICHE GENERALI DI COLORO CHE HANNO FORNITO RISPOSTE AL QUESTIONARIO Come si è detto precedentemente, l‟indagine ha riguardato sia i neo assunti che coloro i quali sono già da tempo occupati nel settore edile; i primi ammontano a 102 (13,6% del totale) mentre i secondi sono in numero di 646 (86,4% circa). Tab 5. Neoassunti e non Numero % su Totale % cumulativa casi Casi Neoassunti 102 13,6 13,6 validi Già in forza 646 86,4 100,0 Totale 748 100,0 In edilizia si registra tradizionalmente una quota nettamente prevalente di occupazione maschile; infatti come si può osservare una quota percentuale di uomini intervistati è superiore al 97% (747 casi), le donne ammontano a 21. Tab 6. Sesso Numero casi Casi Maschi validi Femmine Totale casi validi Non pervenute Totale generale % sul Totale % su casi % generale validi cumulativa 726 97,1 97,2 97,2 21 2,8 2,8 100,0 747 99,9 100,0 1 ,1 748 100,0 Anche in Italia la presenza di lavoratori stranieri costituisce ormai una quota parte significativa dell‟occupazione in edilizia; essi rappresentano il 15% circa degli intervistati (110 addetti) . CARATTERISTICHE GENERALI DI COLORO CHE HANNO FORNITO RISPOSTE AL QUESTIONARIO 40 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Tab 7. Nazionalità Numero casi % sul Totale % su casi % generale validi cumulativa Casi Italiani 618 82,6 84,9 84,9 validi Stranieri 110 14,7 15,1 100,0 Totale casi validi 728 97,3 100,0 Non pervenute 20 2,7 Totale generale 748 100,0 La distribuzione delle persone intervistate relazione alle fasce di età si concentra in quelle “centrali” comprese cioè tra i 21 ed i 49 anni con quote percentuali oscillanti tra il 22 ed il 27% circa dei casi validi; all‟interno di esse dai 40 ai 49 anni e dai 30 ai 39 anni hanno un peso pressoché uguale; sono presenti con quote inferiori i lavoratori con meno di 20 anni (poco più dell‟8%) e più di 50 (16,3%). Complessivamente si tratta quindi di un aggregato di persone tendenzialmente di età “matura”. Tab 8. Età Numero casi % sul % su casi % Totale validi cumulativa generale Casi Meno di 20 62 8,3 8,4 8,4 validi 21-29 164 21,9 22,3 30,7 30-39 192 25,7 26,1 56,9 40-49 197 26,3 26,8 83,7 50 ed oltre 120 16,0 16,3 100,0 Totale casi validi 735 98,3 100,0 Non pervenute 13 1,7 Totale generale 748 100,0 I coniugati o conviventi intervistati ammontano a 430 (59% del totale dei casi validi) mentre i celibi sono in numero di 257 (35,3%). CARATTERISTICHE GENERALI DI COLORO CHE HANNO FORNITO RISPOSTE AL QUESTIONARIO 41 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Tab 9. Stato civile Numero % sul % su casi casi Totale validi % cumulativa generale Casi Celibe/nubile 257 34,4 35,3 35,3 validi Coniugato/convivente 430 57,5 59,0 94,2 39 5,2 5,3 99,6 3 ,4 ,4 100,0 729 97,5 100,0 Non pervenute 19 2,5 Totale generale 748 100,0 Separato/divorziato Vedovo Totale casi validi In poco meno del 56% dei casi validi gli intervistati sono in possesso del titolo dell‟obbligo, i diplomati ammontano a 186 (26% circa), un altro 16,3% circa ha conseguito solamente la licenza elementare. Tab 10. Titolo di studio Numero casi % sul Totale % su casi validi % cumulativa generale Casi validi Licenza elementare 116 15,5 16,3 16,3 Licenza media 398 53,2 55,8 72,1 Diploma scuola media superiore 186 24,9 26,1 98,2 13 1,7 1,8 100 713 95,3 100 Non pervenute 35 4,7 Totale generale 748 100 Laurea Totale casi validi CARATTERISTICHE GENERALI DI COLORO CHE HANNO FORNITO RISPOSTE AL QUESTIONARIO 42 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA RAPPORTO CON LE SOSTANZE ALCOLICHE Complessivamente le persone che dichiarano di aver ingerito alcool nel corso degli ultimi tre mesi, sia durante i pasti che fuori da essi, ammontano a 400 e costituiscono poco meno del 62% del totale dei casi validi; in 246 hanno invece risposto negativamente (38,1%); va registrato inoltre come il 13,6% di tutti gli intervistati (102 persone) non abbia fornito alcuna risposta in merito. Tab 11. Negli ultimi 3 mesi hai bevuto alcolici durante i pasti e/o fuori dai pasti ? Risposte Numero % sul Totale % su casi % casi generale validi cumulativa Casi Sì 400 53,5 61,9 61,9 validi No 246 32,9 38,1 100,0 Totale casi validi 646 86,4 100,0 Non pervenute 102 13,6 Totale generale 748 100,0 RAPPORTO CON LA BIRRA I bevitori di birra ammontano a 464 (62% del totale generale), altre 133 persone non ne hanno mai bevuto (circa il 18% ) ed in 151 non hanno fornito alcuna risposta (poco più del 20%) Tab 12. Quanti giorni alla settimana hai bevuto birra? Giorni Numero % sul Totale % su casi % casi generale validi cumulativa Casi 1 216 28,9 46,6 46,6 validi 2 117 15,6 25,2 71,8 3 71 9,5 15,3 87,1 4 17 2,3 3,7 90,7 5 13 1,7 2,8 93,5 6 7 ,9 1,5 95,0 7 23 3,1 5,0 100,0 464 62,0 100,0 Totale casi validi RAPPORTO CON LE SOSTANZE ALCOLICHE 43 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Mai 133 17,8 Non pervenute 151 20,2 Subtotale 284 38,0 Totale generale 748 100,0 In 216 (oltre il 46% del totale dei bevitori) per 1 giorno alla settimana; 117 intervistati (oltre il 25%) per 2 giorni la settimana, in 71 (oltre il 15%) per 3 giorni, in 17 e 13 casi (rispettivamente 3,7% e 2,8%) per 4 e 5 giorni. Ammontano infine a 23 (5%) quelli che hanno bevuto birra per tutti i giorni della settimana.. La domanda successiva era inerente alla quantità di birra mediamente assunta nel giorno in cui si era dichiarato di averne bevuto; in 336 casi (poco più del 70% dei bevitori) si è trattato di una lattina, in altri 109 (23%) di due ed infine per 27 persone (poco meno del 6%) di tre; infine 34 persone dicono di non averne mai bevuto. Nel confronto tra le due tabelle si può osservare che mentre le persone che non avrebbero mai bevuto birra nei tre mesi precedenti l‟intervista ammontano a 133, quelle che nel giorno in cui avrebbe bevuto birra ha dichiarato di non averne consumato alcun bicchiere o lattina ammontano a 34 casi. Tab 13. In media, nel giorno in cui ha bevuto birra, quante lattine/bicchieri) hai bevuto? Numero casi % sul % su casi % Totale validi cumulativa generale Casi 1 336 44,9 71,0 71,0 validi 2 109 14,6 23,0 94,1 3 27 3,6 5,7 99,8 6 1 ,1 ,2 100,0 473 63,2 100,0 34 4,5 Non pervenute 241 32,2 Subtotale 275 36,8 Totale generale 748 100,0 Totale 0 Rilevante è inoltre il numero di mancate risposte che ammontano a 241 ovvero al 32% circa del totale degli intervistati; assommando le mancate risposte a quelle di chi RAPPORTO CON LE SOSTANZE ALCOLICHE 44 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA afferma di aver bevuto “0” lattine si arriva ad un subtotale di 275 valore assai prossimo a quello della tabella precedente se si sommano le mancate risposte (151) a quelle di chi dichiara di non aver mai bevuto birra (284 casi). RAPPORTO CON IL VINO I consumatori di vino ammontano complessivamente a 390 (poco più del 52%) in 179 (quasi il 46% dei bevitori) ne ha fatto uso durante un giorno della settimana altri 70 (18% circa) lo consumano per 2 giorni, in 34 (quasi 9%) per 3; tra chi ne consuma con maggiore frequenza si segnalano 56 persone (14,4%) che lo fanno per tutti i giorni della settimana. Anche in questo caso la quantità di mancate risposte è significativa (187 casi) ed ammonta ad un quarto di tutti gli intervistati mentre non ne consumerebbero mai altre 171 persone (poco meno del 30% del totale. Tab 14. Quanti giorni alla settimana hai bevuto vino? Numero casi % sul Totale generale % su casi validi % cumulativa Casi 1 179 23,9 45,9 45,9 validi 2 70 9,4 17,9 63,8 3 34 4,5 8,7 72,6 4 21 2,8 5,4 77,9 5 17 2,3 4,4 82,3 6 13 1,7 3,3 85,6 7 56 7,5 14,4 100,0 390 52,1 100,0 mai 171 22,9 Non pervenuti 187 25,0 Subtotale 358 47,9 Totale generale 748 100,0 Totale casi validi Tra i bevitori di vino in 214 (52,5% dei bevitori) dichiarano di averne bevuto un solo bicchiere nel giorno in cui hanno assunto questo alcolico, in altri 145 casi (35,5%) i bicchieri bevuti ammontano a due, in 31 a 3 (7,6%) ed in 11 e 7 casi rispettivamente a 4 e 5 bicchieri; le mancate risposte ammontano a 285 ovvero ad oltre il 38% di tutti gli intervistati.. RAPPORTO CON LE SOSTANZE ALCOLICHE 45 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Tab 15. In media, nel giorno in cui ha bevuto vino, quanti bicchieri hai bevuto? Numero casi % sul Totale generale % su casi validi % cumulativa Casi 1 214 28,6 52,5 52,5 validi 2 145 19,4 35,5 88,0 3 31 4,1 7,6 95,6 4 11 1,5 2,7 98,3 5 7 ,9 1,7 100,0 408 54,5 100,0 55 7,4 Non pervenuti 285 38,1 Subtotale 340 45,5 Totale generale 748 100,0 Total 0 RAPPORTO CON I SUPERALCOOLICI Tra coloro che hanno assunto superalcolici sono 161 ovvero il 21,5% del totale generale, in 161 (74,5% dei casi validi) lo hanno fatto un giorno alla settimana, in 41 (19%) per due giorni; va rilevato che in due casi si è dichiarato di aver assunto superalcolici per tutti i giorni della settimana; non hanno risposto in 257 persone e non hanno mai assunto superalcolici altri 275 intervistati. Tab 16. Quanti giorni alla settimana hai bevuto superalcolici? Numero casi % sul Totale generale % su casi validi % cumulativa Casi 1 161 21,5 74,5 74,5 validi 2 41 5,5 19,0 93,5 3 10 1,3 4,6 98,1 4 1 ,1 ,5 98,6 5 1 ,1 ,5 99,1 7 2 ,3 ,9 100,0 216 28,9 100,0 mai 275 36,8 Non pervenuti 257 34,4 Subtotale 532 71,1 Totale generale 748 100,0 Totale casi validi RAPPORTO CON LE SOSTANZE ALCOLICHE 46 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Nel giorno in cui si sono bevuti superalcolici, in 165 casi (70% circa) ci si è limitati ad 1 bicchierino, in altri 45 (poco più del 19%) i bicchierini sono stati 2, ed in 16 casi (quasi il 7%) se ne sono bevuti tre; infine in 3 e 6 casi la dose è stata di 4-5. Tab 17. In media, nel giorno in cui hai bevuto superalcolici, quanti bicchierini hai bevuto? % sul Numero Totale casi generale % su casi % validi cumulativa Casi 1 165 22,1 70,2 70,2 validi 2 45 6,0 19,1 89,4 3 16 2,1 6,8 96,2 4 3 ,4 1,3 97,4 5 6 ,8 2,6 100,0 235 31,4 100,0 89 11,9 Non pervenuti 424 56,7 Subtotale 513 68,6 Totale generale 748 100,0 Totale casi validi 0 QUADRO RIEPILOGATIVO SU QUANTITÀ E FREQUENZA NELL’ASSUNZIONE DI ALCOLICI Tra i bevitori di birra in 171 hanno dichiarato di aver assunto 1 bicchiere o una lattina in 1 giorno della settimana, hanno assunto la stessa quantità in 74 ma per 2 giorni la settimana, infine una lattina al giorno per tre giorni è la dose di ulteriori 37 persone. Tra chi ha bevuto due bicchieri o lattine in 21 lo hanno fatto per 2 giorni la settimana e 37 e 25 rispettivamente per 2 e 3 giorni. RAPPORTO CON LE SOSTANZE ALCOLICHE 47 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Tab 18. Birra, quantità assunte e frequenza Quanti giorni alla settimana hai bevuto birra? Quantità 1 2 3 4 5 6 7 In media, nel 1 171 74 37 8 5 3 12 giorno in cui ha 2 21 37 25 7 7 1 6 bevuto birra, 3 5 5 7 2 1 2 4 197 116 69 17 13 6 22 quante Totale lattine/bicchieri) hai bevuto? Casi di consumi più consistenti si segnalano per 12 intervistati che hanno assunto 1 bicchiere o lattina per tutti i giorni della settimana e/o per le 9 persone che hanno assunto tre lattine per 4 o più giorni la settimana (2+1+2+4). Altre 21 persone (7+7+1+6) bevono usualmente 2 lattine anche queste per 4 o più giorni la settimana; infine potrebbero essere considerati bevitori critici i sei che per tutti (o quasi) i giorni della settimana berrebbero 3 lattine al giorno.. Tra i bevitori di vino coloro che assumono 1 bicchiere al giorno per un giorno la settimana ammonterebbero a 105, altri 47 sempre per un solo giorno ne berrebbero due. Consumano dai due ai tre bicchieri per due o tre giorni la settimana un gruppo di 55 persone circa. Tab 19. Vino, quantità assunte e frequenza Quanti giorni alla settimana hai bevuto vino? Quantità 1 2 3 4 5 6 7 In media, 1 105 32 12 10 8 5 18 nel giorno 2 47 31 16 7 8 4 24 in cui ha 3 12 3 5 2 1 1 6 4 4 1 0 1 0 1 4 5 3 1 1 0 0 0 2 171 68 34 20 17 11 54 bevuto vino, quanti bicchieri hai bevuto? Totale Tra i bevitori di vino che assumono quantità rilevanti si segnala una trentina di intervistati che bevono dai due ai quattro bicchieri per 6-7 giorni la settimana. Una RAPPORTO CON LE SOSTANZE ALCOLICHE 48 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA situazione critica sarebbe quella relativa alle due persone che per tutti i giorni della settimana berrebbero costantemente 5 bicchieri. Sono in 123 coloro che assumono un bicchierino di superalcolico nel corso di 1 giorno alla settimana e 25 quelli che ne bevono due; inoltre un gruppo di una trentina di persone bevono da 1 a 3 bicchierini per 2-3 giorni la settimana. In termini di criticità si osserva il caso di una persona che berrebbe 5 bicchierini di superalcolico per tutta la settimana. Tab 20. Superalcolici, quantità assunte e frequenza Quanti giorni alla settimana hai bevuto superalcolici? Quantità 1 2 3 4 5 7 In media, nel 1 123 16 5 0 1 1 giorno in cui 2 25 12 0 1 0 0 hai bevuto 3 5 5 4 0 0 0 superalcolici, 4 0 3 0 0 0 0 5 1 2 1 0 0 1 154 38 10 1 1 2 quanti bicchierini hai bevuto? Totale In 183 casi (26,5%) gli intervistati si dichiarano “astemi”, in altri 417 casi (pari ad oltre il 60%) “consumatori occasionali”, ed in 90 (13%) “consumatori regolare”; nessuno si è dichiarato “forte bevitore”che era la quarta tipologia suggerita dal questionario, le risposte non pervenute ammontano infine a 58 (poco meno dell‟8% del Totale generale). Tab 21. Come ti definiresti rispetto alla tua modalità di bere? Numero casi % sul Totale Risposte generale Casi validi Astemio % su casi % cumulativa validi 183 24,5 26,5 26,5 417 55,7 60,4 87 90 12,0 13,0 100,0 690 92,2 100,0 Non pervenute 58 7,8 Totale generale 748 100 Consumatore occasionale Consumatore regolare Totale casi validi RAPPORTO CON LE SOSTANZE ALCOLICHE 49 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI Le risposte positive fornite alla domanda “..negli ultimi tre mesi ti è mai capitato di bere due ore prima di metterti alla guida” ammontano ad oltre il 24% del totale generale (170 casi) in 57 non hanno fornito alcuna risposta. Tab 22. Negli ultimi 3 mesi ti è mai capitato di bere due ore prima di metterti alla guida? Risposte Numero % sul Totale % su casi % casi generale validi cumulativa Casi Sì 170 22,7 24,6 24,6 validi No 521 69,7 75,4 100,0 691 92,4 100,0 57 7,6 748 100,0 Totale casi validi Non pervenute Total Le risposte alla successiva domanda se all‟intervistato fosse capitato di consumare sostanze alcoliche prima di cominciare a lavorare si è risposto negativamente in quasi il 98% dei casi. Le mancate risposte sono state 50 (6,7%) Tab 23. Negli ultimi 3 mesi ti è capitato di consumare bevande alcoliche due ore prima di cominciare a lavorare? Risposte Numero % sul % su casi % casi Totale validi cumulativa generale Casi Sì 65 8,7 9,3 9,3 validi No 633 84,6 90,7 100,0 698 93,3 100,0 Non pervenute 50 6,7 Totale generale 748 100,0 Totale casi validi Durante l‟orario di lavoro solo una quantità molto limitata di intervistati (21 casi pari a poco più del 3% del totale generale) ha dichiarato di aver consumato, nel corso degli ultimi tre mesi, bevande alcoliche; consistente rimane comunque il numero di coloro che non hanno risposto alla domanda (116). CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI 50 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Come è stato illustrato in precedenza alcune delle domande contenute nel questionario sono state, nel corso delle edizioni cambiate di posizione e formulate in modo leggermente differente in modo da suggerire all‟intervistato una risposta il più possibile diretta. Una di queste è precisamente quella relativa al consumo di alcol durante l‟orario di lavoro. In un primo tempo di è fatto riferimento ad un arco temporale più esteso (gli ultimi tre mesi). Delle 632 persone che hanno risposto (sono escluse quindi quelle alle quali è stato somministrato il questionario nell‟ultima versione), 611 (quasi il 97%) hanno dichiarato di non aver assunto alcol durante l‟orario di lavoro. Tab 24. Negli ultimi 3 mesi ti è capitato di consumare bevande alcoliche durante l'orario di lavoro? Risposte Numero % sul Totale % su casi % casi generale validi cumulativa Casi validi Sì 21 3,1 3,3 3,3 No 611 89,9 96,7 100,0 Totale casi validi 632 92,9 100,0 Non pervenute 48 7,1 Totale generale 680 100,0 Nella terza versione del questionario la domanda è stata posta in evidenza sulla prima pagina del questionario, è stato inoltre eliminato l‟arco temporale di riferimento (gli ultimi 3 mesi). Ad essa hanno risposto negativamente in 65 intervistati su 67 (97% dei casi). Tab 25. Ti capita di consumare bevande alcoliche durante l'orario di lavoro ? (solamente questionario versione 3) Risposte Numero % sul Totale % su casi % casi generale validi cumulativa Casi validi Sì 2 2,9 3,0 3,0 No 65 95,6 97,0 100,0 Totale casi validi 67 98,5 100,0 Non pervenute 1 1,5 Totale generale 68 100,0 Assommando le risposte pervenute nell‟ambito di tutte le edizioni del questionario si può osservare come il 97% degli intervistati dichiari di non bere alcolici durante l‟orario di CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI 51 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA lavoro con l‟eccezione di 23 persone (3% circa) che, al contrario, forniscono una risposta positiva. Tab 26. Tabella riepilogativa relativa al consumo di alcol durante l’orario di lavoro Numero casi % sul Totale Risposte generale Casi validi Sì % su casi % cumulativa validi 23 3,1 3,3 3,3 No 676 90,4 96,7 100,0 Totale casi validi 699 93,4 100,0 Non pervenute 49 6,6 Totale generale 748 100,0 Durante la pausa pranzo in 141 intervistati (oltre il 22% dei casi validi) hanno assunto bevande alcoliche; sono esclusi dal conteggio coloro ai quali e stato somministrato il questionario in versione 3, in questo caso la domanda non è stata eliminata ma (come quella precedente) è stata spostata in modo da conferirle una particolare evidenza ed è stata riformulata tralasciando il riferimento all‟arco temporale. Tab 27. Negli ultimi 3 mesi ti è capitato di consumare bevande alcoliche durante la pausa pranzo? Numero casi Risposte Casi validi Sì % sul Totale % su casi % generale validi cumulativa 141 20,7 22,3 22,3 No 491 72,2 77,7 100,0 Totale casi validi 632 92,9 100,0 Non pervenute 48 7,1 Totale generale 680 100,0 la differenza in merito alle risposte fornite si discosta leggermente da quella fornita nelle edizioni precedenti in quanto la percentuale di quelle positive scende al 18% circa dei casi validi. CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI 52 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Tab 28. Ti capita di consumare bevande alcoliche durante la pausa pranzo ? (solamente questionario versione 3) Numero casi Risposte Casi validi % sul Totale % su casi generale validi % cumulativa Sì 12 17,6 17,9 17,9 No 55 80,9 82,1 100 Totale casi validi 67 98,5 100,0 Non pervenute 1 1,5 Totale generale 68 100,0 Sommando tra di loro tutte le risposte ricevute in merito al bere alcolici durante la pausa pranzo, nell‟ambito di tutte le versioni del questionario è possibile affermare che poco meno del 22% delle persone alle quali è stato somministrato il questionario abitualmente beve sostanze alcoliche durante la pausa pranzo. Tab 29. Tabella riepilogativa relativa al consumo di alcolici durante la pausa pranzo Numero casi % sul Totale Risposte generale Casi validi Sì % su casi % cumulativa validi 153 20,5 21,9 21,9 No 546 73,0 78,1 100,0 Totale casi validi 699 93,4 100,0 Non pervenute 49 6,6 Totale generale 748 100,0 La consapevolezza circa la dannosità dell‟alcool è abbastanza diffusa dal momento che oltre il 60% degli intervistati ha risposto positivamente alla relativa domanda; un giudizio più attenuato ovvero “solo se in dosi eccessive..” proviene dal 34% circa degli intervistati mentre solamente il 4,7% risponde negativamente, infine in 52 (7%) non si sono pronunciati. Tab 30. Secondo te l'abuso di alcol può provocare malattie? Risposte Numero % sul Totale % su casi % casi generale validi cumulativa Casi Sì 422 56,4 60,6 60,6 validi No 33 4,4 4,7 65,4 241 32,2 34,6 100,0 Solo se in dosi eccessive CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI 53 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Totale casi validi 696 93,0 Non pervenute 52 7,0 Totale generale 748 100,0 100,0 Le risposte pervenute in merito agli effetti negativi dell‟alcool hanno riguardato 6 gruppi di cause proposte all‟attenzione degli intervistati: in merito agli incidenti stradali 610 di loro (oltre 89%) sono propensi a ritenere tanto il peso da attribuire all‟alcol come causa degli stessi. Anche per gli incidenti sul lavoro e per i maltrattamenti famigliari si osserva una percentuale assai rilevante (oltre il 78%) di intervistati che attribuiscono all‟alcol tanto peso nel determinare le relative situazioni, infine per le assenze dal lavoro gli omicidi ed i suicidi l‟incidenza dell‟alcol non appare ai più altrettanto rilevante. Si fa rilevare in proposito che suicidi, omicidi e maltrattamenti familiari non sono più stati presenti in quanto “gruppi da cause proposte” a partire dalla versione 2 del questionario e che, pertanto le relative percentuali si riferiscono ai 361 casi inclusi nelle versioni 1-1, 1-2 ed 1-3 (v. Note). Tab 31. Secondo te, quanto incide l'alcol nelle seguenti situazioni ? per Risposte Totale niente % riga poco % riga tanto Non Totale % riga generale % riga pervenute % riga generale Note incidenti stradali 31 4,5 41 6,0 610 89,4 682 100,0 66 8,8 suicidi 59 18,8 152 48,6 102 32,6 313 100,0 48 13,3 361 solo ver 1 omicidi 47 15,1 121 38,8 144 46,2 312 100,0 49 13,6 361 solo ver 1 maltrattamenti familiari 25 7,8 44 13,8 250 78,4 319 100,0 42 11,6 361 solo ver 1 incidenti sul lavoro 25 3,8 116 17,5 521 78,7 662 100,0 86 11,5 748 assenze dal lavoro 79 12,1 261 40,1 311 47,8 651 100,0 97 13,0 748 748 Un batteria di domande aveva come scopo quello di sondare le opinioni relative al “che cosa” può provocare il bere alcolici sul lavoro; in proposito venivano suggerite 6 situazioni problematiche alle quali si poteva attribuire (o non) il proprio consenso . Ben 602 persone (oltre il 90%) dichiarano che in conseguenza del bere si ha una “ridotta CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI 54 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA capacità lavorativa” e/o si può incorrere in “problemi disciplinari” (587 risposte pari a poco più dellì‟89% del totale e/o a “difficoltà nelle relazioni tra i lavoratori” (531 risposte, oltre l‟80% del totale). La grande maggioranza degli intervistati è quindi consapevole che l‟uso dell‟alcol è sì vietato ma “a giusta ragione” in quanto danneggia in primo luogo i diretti interessati. Esiste tuttavia un nucleo di 84 persone (quasi il 13%) per le quali non vi è, in relazione al bere alcolici, “nessun problema” ed anzi che ciò “migliora le relazioni tra i lavoratori” (51 risposte pari a circa 8%) e provoca un “maggior rendimento lavorativo” (92 risposte, poco più del 14%). Tab 32. Bere alcolici sul lavoro, secondo te, cosa può causare ? difficoltà migliora le Risposte Sì nelle maggior ridotta nessun relazioni fra i relazioni fra i problemi rendimento capacità problema lavoratori lavorativo lavoratori disciplinari lavorativa 84 51 531 587 92 602 % su casi validi 12,8 7,9 80,3 89,1 14,2 90,8 No 570 593 130 72 555 61 % su casi validi 87,2 92,1 19,7 10,9 85,8 9,2 Totale casi validi 654 644 661 659 647 663 % totale casi validi 87,4 86,1 88,4 88,1 86,5 88,6 94 104 87 89 101 85 % non pervenute 12,6 13,9 11,6 11,9 13,5 11,4 Totale generale 748 748 748 748 748 748 Non pervenute L‟analisi delle risposte conferma cioè l‟ipotesi che, al di là dell‟adesione quasi generalizzata al concetto della nocività del bere alcolici durante il lavoro esiste però un nucleo di persone – e di relative credenze – per le quali il danno che può derivare da questo tipo di comportamenti è “relativo”. Proprio per indagare in merito alle “credenze” alle quali si è appena accennato è stata formulata una batteria di domande circa i supposti “effetti benefici” del bere alcol. Tra questi ha raccolto il maggior numero di consensi la credenza secondo la quale “l’alcol riscalda” con 366 risposte positive pari 54% delle risposte fornite in merito a tale credenza; così riceve un rilevante numero di consensi anche quella per cui “l’alcol rende più disinvolti” (301 casi peri al 46% circa); questa stessa risposta non raccoglie tuttavia la maggioranza dei consensi dal momento che altri 352 intervistati negano l‟efficacia CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI 55 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA dell‟alcol in proposito. In ordine decrescente di consensi si collocano le affermazioni per le quali l‟alcol “rende più sicuri di sé” (161 risposte, 24% circa) e “fa digerire” (124 risposte, 18,6%) “facilita i rapporti sessuali” (93 risposte, poco meno del 14%), in tutti e tre questi casi la maggioranza degli intervistati si pronuncia comunque in senso negativo. Infine nettamente minoritarie appaiono le credenze secondo le quali l‟alcol “fa buon sangue” (8,2%) “facilita la concentrazione” (4,5%), “ migliora le prestazioni fisiche” e “ rende più attenti” (rispettivamente 3,6 ed 1,8%).. Tab 33. Credenze relative ai benefici dell’alcol rende più sicuri di sé rende più attenti migliora le prestazioni fisiche facilita i rapporti sessuali rende più disinvolti facilita la concentrazione fa digerire riscalda fa buon sangue Risposte Sì 56 366 124 30 301 93 24 12 161 % su casi validi 8,2 54 18,6 4,5 46,1 13,9 3,6 1,8 24,1 No 631 312 541 637 352 575 640 656 506 % su casi validi 91,8 46 81,4 95,5 53,9 86,1 96,4 98,2 75,9 Totale casi validi 687 678 665 667 653 668 664 668 667 91,8 90,6 88,9 89,2 87,3 89,3 88,8 89,3 89,2 Non pervenute 61 70 83 81 95 80 84 80 81 % riga 8,2 9,4 11,1 10,8 12,7 10,7 11,2 10,7 10,8 Totale generale 748 748 748 748 748 748 748 748 748 % totale casi validi In sostanza le credenze positive alla base del bere alcolici sarebbero, per una parte degli intervistati, da ascriversi in parte a benefici di tipo fisico (…l’alcol riscalda, l’alcol fa digerire) ed in parte a benefici di tipo psichico (…l’alcol rende più disinvolti, l’alcol rende più sicuri di sé). Valutando complessivamente le risposte pervenute alle domande che avevano come loro scopo quello di comparare gli svantaggi ed i benefici derivanti dal bere alcolici si può approssimativamente quantificare perlomeno intorno al 25% la quota di coloro che CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI 56 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA dimostrano di avere atteggiamenti definibili come “concilianti” nei confronti del bere alcolici. Alla luce di tali considerazione vanno considerate le risposte pervenute alla domanda “Secondo te, per non avere infortuni sul lavoro quanto si può bere ?” In 219 (32,3%) dichiarano 1-2 bicchieri di vino, in 215 (quasi il 33%) 1-2 bicchieri-lattine di birra e 40 1-2 bicchierini (6,2%) di super alcolico. I valori assoluti relativi alle quantità e le corrispondenti percentuali decrescono nettamente (poche unità di intervistati) per le dose superiori, configurando però con molta probabilità alcuni “casi critici”. Tab 34. Secondo te, per non avere infortuni sul lavoro quanto si può bere ? superalcolici (n° Quantità vino (n° bicchieri) birra (n° lattine) bicchierini) Nulla 451 431 607 % riga 66,6 65,7 93,4 1-2 219 215 40 % riga 32,3 32,8 6,2 5 8 2 0,7 1,2 0,3 1 1 0,1 0,2 0,0 1 1 1 % riga 0,1 0,2 0,2 Totale casi validi 677 656 650 % riga 90,5 87,7 86,9 Non pervenute 71 92 98 % riga 11 14 15 748 748 748 3-4 % riga 5-6 % riga più di 6 Totale generale CONSUMI DI ALCOLICI ED ABITUDINI 57 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA CONOSCENZA DELLA NORMATIVA DI RIFERIMENTO Coloro che dichiarano di essere a conoscenza della normativa che vieta l‟uso di sostanze alcoliche in edilizia ammontano a poco meno di 500 (oltre 66%) una percentuale quindi abbastanza elevata di persone; va tuttavia rilevato che sommando le risposte negative (172 casi) a quelle non pervenute (80) si arriva ad un numero rilevante di casi (250). Tab 35. Sei a conoscenza di una Legge che vieta l'assunzione e la somministrazione di bevande alcoliche nei cantieri edili? Risposte Numero casi % sul Totale generale Casi validi Sì % su casi % cumulativa validi 496 66,3 74,3 74,3 No 172 23 25,7 100,0 Totale casi validi 668 89,3 100,0 Non pervenute 80 10,7 Totale generale 748 100 ESPERIENZA NEL SETTORE EDILE ED ABITUDINI DELLA VITA QUOTIDIANA Lavorano in edilizia da 5 a 15 anni in 214 persone (36,3%), altre 94 da meno di 5 anni (16%) coloro che hanno una lunga esperienza nel settore contano rispettivamente su 143 casi (24,3%) dai 16 ai 25 anni e su 138 casi (oltre il 23%) con oltre 25 anni. Tab 36. Da quanto tempo lavori in edilizia? (esclusi i neoassunti) Anni Numero casi % sul Totale generale Meno di 5 anni 94 16,0 da 5 a 15 anni 214 36,3 da 16 a 25 anni 143 24,3 più di 25 anni 138 23,4 Totale 589 100,0 CONOSCENZA DELLA NORMATIVA DI RIFERIMENTO 58 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Le figure professionali prevalenti sono quelle del raggruppamento muratore, carpentiere, imbianchino, addetto ponteggi (244 casi pari ad oltre il 36% del totale) seguono i manovali (128 persone pari al 17% circa), ed i capocantiere (100 intervistati ovvero il 13,4%) e l‟insieme che comprende i gruisti, gli autisti, gli addetti alle macchine movimento presenti composto da 66 operatori (quasi il 9%) e infine gli impiegati tecnici ed amministrativi in numero di 63 (8,4% del totale generale). Tab 37. Quale lavoro svolgi principalmente nell'impresa in cui lavori attualmente? Qualifiche Numero % sul Totale % su casi % casi generale validi cumulativa Casi Manovale 128 17,1 21,3 21,3 validi Muratore/carpentiere/imbianchino/addetto 244 32,6 40,5 61,8 66 8,8 11,0 72,8 100 13,4 16,6 89,4 63 8,4 10,5 99,8 1 ,1 ,2 100,0 602 80,5 100,0 Non pervenute 146 19,5 Totale generale 748 100,0 ponteggi Gruista/autista/addetto macchine movimento Capocantiere Impiegato tecnico amministrativo Altro Totale casi validi Chi utilizza veicoli per il proprio lavoro costituisce poco più della metà (51,6%) del totale (348 persone), tale quota percentuale è quindi nettamente superiore a quella appena osservata relativa a chi, in relazione alla propria posizione professionale, usa i macchinari. Ciò naturalmente accresce la probabilità che un uso improprio dei veicoli, dovuto magari ad un‟alterazione del proprio stato psichico, possa procurare gravi danni a sé ed agli altri. Tab 38. Utilizzi veicoli nello svolgimento del tuo lavoro? Risposte Numero casi % sul Totale % su casi validi % cumulativa generale Casi Sì 348 46,5 51,6 validi No 196 26,2 29,1 80,7 A volte 130 17,4 19,3 100,0 Totale casi validi 100,0 674 90,1 Non pervenute 74 9,9 Totale generale 748 100,0 ESPERIENZA NEL SETTORE EDILE ED ABITUDINI DELLA VITA QUOTIDIANA 51,6 59 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Il mezzo più comunemente usato per raggiungere il cantiere è naturalmente l‟automobile (579 intervistati, oltre il 77% dei casi) anche a causa del fatto che le attività edili sono usualmente assai distribuite sul territorio. Tab 39. Quale mezzo usi, più frequentemente per andare al lavoro? Risposte Numero casi % sul Totale generale % su casi validi Casi validi Bici 38 5,1 5,6 5,6 34 4,5 5,0 10,7 579 77,4 85,8 96,4 100,0 motorino/ moto Auto mezzi pubblici Totale casi validi % cumulativa 24 3,2 3,6 675 90,2 100,0 Non pervenute 73 9,8 Totale generale 748 100,0 Coloro che hanno avuto un infortunio sul lavoro nell‟ultimo anno ammontano a 30 e costituiscono il 4,4% del totale generale dei casi validi. Tab 40. Nell'ultimo anno tu hai avuto infortuni sul lavoro? Risposte Numero casi % sul Totale generale % su casi validi % cumulativa Casi Sì 30 4,0 4,4 4,4 validi No 649 86,8 95,6 100,0 Totale casi validi 100,0 679 90,8 Non pervenute 69 9,2 Totale generale 748 100,0 Poco più 43% degli intervistati consuma il pranzo a casa ma la maggioranza lo fa fuori casa e più precisamente in 191 casi sul cantiere (oltre il 29%) ed in altri 180 (quasi il 28%) in un bar o in una trattoria. Tab 41. Dove consumi abitualmente il pranzo? Risposte Numero casi % sul Totale generale % su casi validi % cumulativa Casi A casa 282 37,7 43,2 43,2 validi In cantiere 191 25,5 29,2 72,4 Al bar/trattoria 180 24,1 27,6 100,0 Totale casi validi 653 87,3 100,0 Non pervenute 95 12,7 Totale generale 748 100,0 ESPERIENZA NEL SETTORE EDILE ED ABITUDINI DELLA VITA QUOTIDIANA 60 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Hanno risposto affermativamente alla domanda relativa al consumo di alcool nel proprio cantiere durante la pausa pranzo in 212 persone (quasi il 32%). altre 83 hanno preferito non rispondere alla domanda. Tab 42. In cantiere qualcuno beve alcolici durante il lavoro e/o durante la pausa pranzo? Risposte Numero casi Casi validi Sì % sul Totale generale % su casi validi % cumulativa 212 28,3 31,9 31,9 No 453 60,6 68,1 100,0 Totale casi validi 665 88,9 100,0 Non pervenute 83 11,1 Totale generale 748 100,0 Poiché le risposte positive alla domanda relativa al consumo di alcol durante la pausa pranzo configurava non solo una cattiva abitudine ma anche un comportamento complessivo che tendenzialmente sottovaluta gli effetti negativi nell‟assunzione di alcol, si è tentato, nella versione 3 del questionario di conferire maggior importanza alla domanda ponendola nella prima pagina del questionario. Tab 43. Qual'è secondo te la percentuale di lavoratori che abitualmente consumano bevande alcoliche in cantiere? (solamente questionario versione 3) % su casi validi % cumulativa Casi validi 0-25% 29 42,6 51,8 51,8 25-50% 20 29,4 35,7 87,5 50-75% 7 10,3 12,5 100,0 75-100% 0 0,0 0,0 56 82,4 100,0 12 68 17,6 100,0 Totale casi validi Non pervenute Totale generale Numero casi % sul Totale generale % su casi validi % cumulativa Su 68 intervistati (vedi tab.1) hanno risposto in 56 (82,4%), di essi 29 e 20 hanno dichiarato che la percentuale di lavoratori del proprio cantiere che assumono alcol durante la pausa pranzo sono fino al 25% nel primo caso e dal 25 al 50% nel secondo; in altri termini estrapolando questa informazione si avrebbe una percentuale intorno al 30% di persone che abitualmente assumono alcol durante la pausa pranzo. ESPERIENZA NEL SETTORE EDILE ED ABITUDINI DELLA VITA QUOTIDIANA 61 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA La risposta alla domanda “Sai se qualche infortunio o incidente in cantiere nell'ultimo anno si è verificato a causa dell'alcool?” è particolarmente impegnativa perché implica, da parte del soggetto al quale viene posta, una disponibilità a dichiarare, nell‟ambito del proprio posto di lavoro, l‟esistenza di una pratica non conforme, magari “violando” un malinteso codice di comportamento pattuito con i colleghi di lavoro. In numero di queste persone non è alto (43 casi pari al 6,5% di chi ha fornito risposte valide) tuttavia queste stesse persone potrebbero prendere parte alle iniziative di miglioramento alle quali si è fatta allusione in precedenza. Tab 44. Sai se qualche infortunio o incidente in cantiere nell'ultimo anno si è verificato a causa dell'alcol? Risposte Numero casi % sul Totale generale % su casi validi % cumulativa Casi Sì 43 5,7 6,5 6,5 validi No 621 83,0 93,5 100,0 Totale casi validi 664 88,8 100,0 Non pervenute 84 11,2 Totale generale 748 100,0 Coloro che dichiarano esplicitamente che nella propria impresa è permesso bere alcolici durante la pausa pranzo ammontano complessivamente a 108 e costituiscono il 16% circa del totale generale delle risposte valide. Tab 45. Nella tua impresa è permesso bere alcolici nella pausa pranzo? Risposte Numero casi % sul Totale generale % su casi validi % cumulativa Casi Sì 108 14,4 16,1 16,1 validi No 562 75,1 83,9 100,0 Totale casi validi 670 89,6 100,0 Non pervenute 78 10,4 Totale generale 748 100,0 Per altre 24 persone nella propria impresa è permesso bere alcolici durante l‟orario di lavoro; questi intervistati costituiscono il 3,6%% di tutti coloro che hanno fornito risposte valide. ESPERIENZA NEL SETTORE EDILE ED ABITUDINI DELLA VITA QUOTIDIANA 62 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Tab 46. Nella tua impresa è permesso bere alcolici durante l' orario di lavoro? Risposte Numero % sul Totale generale % su casi validi % cumulativa casi Casi Sì 24 3,2 3,6 3,6 validi No 639 85,4 96,4 100,0 Totale casi validi 663 88,6 100,0 Non pervenute 85 11,4 Totale generale 748 100,0 Come spesso accade negli ambiti lavorativi si osservano contrasti e contraddizioni tra le pratiche formali (procedure, regolamenti, ecc.) e quelle informali (abitudini, consuetudine) a tutela delle prime stanno le figure istituzionali della gerarchia aziendale che operano attività di coordinamento, di vigilanza e, se occorre, provvedono a misure sanzionatorie. Tab 47. Che cosa fa la sua impresa nei confronti dei lavoratori che hanno problemi legati all'uso di alcol? Numero casi % sul % su casi % Totale validi cumulativa generale Casi Provvedimenti disciplinari 394 52,7 65,4 65,4 validi Offerta di aiuto trattamento 64 8,6 10,6 76,1 30 4,0 5,0 81,1 Nulla 114 15,2 18,9 100,0 Totale casi validi 602 80,5 100,0 Non pervenute 146 19,5 Totale generale 748 100,0 all'interno dell'impresa Offerta di aiuto trattamento: invio a strutture esterne Ma cosa succede se anche nell‟ambito di queste figure prevale una prassi di correità con i soggetti che – ad esempio – fanno illecitamente uso di alcool. 63 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI Come è già stato affermato nell‟introduzione al Rapporto di Ricerca lo scopo dell‟indagine è di tipo eminentemente pratico, si è teso quindi ad identificare alcune cattive abitudini circa l‟assunzione di sostanze alcoliche da parte di alcuni gruppi di lavoratori edili per disincentivare i comportamenti pericolosi e predisporre le misure preventive necessarie. Nelle pagine precedenti sono stati analizzati i comportamenti pericolosi in relazione alle risposte fornite a specifiche domande; esiste tuttavia anche la possibilità che talune abitudini e comportamenti a rischio si “intreccino” tra di loro incrementando più che proporzionalmente il pericolo di infortuni per sé e per gli altri. Pertanto in questa parte del Rapporto si tenterà di mettere in evidenza questa problematica ed approfondire alcuni aspetti che si sono ritenuti di particolare rilievo CHE COSA SI DEVE INTENDERE PER ASTEMIO? Come si è potuto osservare nella tab. 21 in 183 casi (26,5%) gli intervistati si sono dichiarati “astemi”, le persone che si sono definite in questo modo lo hanno fatto per significare che esse lo sono “relativamente” ad altre o hanno inteso affermare ciò in senso “assoluto”. Tab 48. Astemi ed abitudini Risposte positive ABITUDINI Non astemi Negli ultimi 3 mesi hai bevuto alcolici durante i pasti e/o fuori dai pasti ? Negli ultimi 3 mesi ti è mai capitato di bere due ore prima di metterti alla guida? Negli ultimi 3 mesi ti è capitato di consumare bevande alcoliche due ore prima di cominciare a lavorare? Negli ultimi 3 mesi ti è capitato di consumare bevande alcoliche durante l'orario di lavoro? Negli ultimi 3 mesi ti è capitato di consumare bevande alcoliche durante la pausa pranzo? ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI Astemi Totale 369 22 391 163 6 169 63 2 65 20 0 20 137 3 140 64 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Per mettere a fuoco con la maggior precisione possibile l‟area dei veri astemi, e conseguentemente evidenziare quella dei bevitori, si sono confrontate la quantità dei primi rispetto ai secondi in relazione ad una serie di altre domande circa le abitudini connesse al bere. Sono 22 gli intervistati che negli ultimi 3 mesi hai bevuto alcolici durante i pasti e/o fuori dai pasti, altri 2 “astemi” hanno consumato bevande alcoliche due ore prima di cominciare a lavorare ed altri 3 lo hanno fatto nel corso della pausa pranzo. Da ciò si può desumere come una parte degli intervistati o non hanno compreso il significato dell‟aggettivo “astemio” oppure si ritengono “relativamente astemi”. ALCOL ED INCIDENTI Al fine di circoscrivere con una maggiore precisione l‟area di coloro i quali sono fortemente sensibilizzati sul rapporto tra uso di alcol ed incidenti sul lavoro si è costruita una tavola di contingenza che confronta le opinioni relative all‟incidenza dell‟alcol nel determinare gli incidenti sul lavoro alle risposte pervenute in merito alla domanda “…sai se qualche infortunio o incidente in cantiere nell’ultimo anno si è verificato a causa dell’alcol?”. Tab 49. Incidenti osservati ed incidenza dell’alcol nel determinarli Sai se qualche infortunio o incidente in cantiere nell'ultimo anno si è verificato Secondo te, quanto incide l'alcol nel determinare incidenti sul lavoro ? a causa dell'alcol? Non per pervenute niente Poco tanto Totale Sì 1 1 5 32 39 No 4 18 105 451 578 Ebbene tra coloro che hanno risposto positivamente a questa domanda (39 casi) ben 32 intervistati sono stati diretti testimoni di almeno un episodio infortunistico caratterizzato dall‟uso di alcol. ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI 65 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Ciò appare importante quantomeno per due ordini di ragioni: in primo luogo perché mette a fuoco l‟esistenza di un nucleo di persone sensibilizzato sull‟argomento e quindi suscettibile di interventi tesi a radicare e divulgare interventi mirati a ridimensionare alcune abitudini dannose esistenti nel settore edile, in secondo luogo questa informazione suggerisce di ritenere probabilmente più estesa la tipologia degli incidenti derivati da questa causa rispetto a quello che emerge dall‟analisi delle risposte pervenute. CONOSCENZA DELLA LEGGE E COMPORTAMENTI “DI FATTO” Per testare se gli stranieri fossero o meno a conoscenza delle leggi che operano in merito alla gestione delle bevande alcoliche si è proceduto ad un apposito “incrocio” delle relative variabili. La percentuale di italiani che non conosce l‟esistenza della legge ammonta al 23,5 mentre quella relativa agli stranieri è di poco inferiore al 22. Tab 50. Conoscenza della legge e nazionalità degli intervistati Risposte v.a. percent Italiani che non conoscono su tot 145 23,50% italiani Stranieri che non conoscono su tot 24 21,80% stranieri Come spesso accade negli ambiti lavorativi si osservano contrasti e contraddizioni tra le pratiche formali (applicazione delle leggi, procedure, regolamenti, ecc.) e quelle informali (basate in genere dalla consuetudine) a tutela delle prime stanno le figure istituzionali designate dalla gerarchia aziendale che operano attività di coordinamento delle funzioni, di vigilanza e, se occorre, provvedono a misure sanzionatorie. Ma cosa succede se anche nell‟ambito di queste figure prevale una prassi di correità con i soggetti che – ad esempio – fanno illecitamente uso di alcool? Tab 51. La “forza dell’esempio negativo” ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI 66 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Risposte dei capocantiere Sì No Nella tua impresa è permesso bere alcolici nella pausa pranzo? Nella tua impresa è permesso bere alcolici durante l' orario di lavoro? 15 83 2 95 Ebbene 15 capocantiere affermano che nella loro imprese è permesso bere alcolici durante la pausa pranzo, ciò significa che in quelle realtà vi è quantomeno un tacito assenso da parte di questa figura, che è parte importante della gerarchia aziendale in quanto presente materialmente “sul campo”, rispetto al tema dell‟assunzione di alcolici. Non solo ma addirittura in due casi si dichiara esplicitamente che è ammesso bere alcolici anche durante l‟orario di lavoro. Anche se le quantità di intervistati in gioco (rispettivamente 15 e 2) possono apparire di scarso peso va tuttavia rilevato come ad ogni capocantiere faccia riferimento un congruo numero di lavoratori e che possono quindi essere influenzati positivamente o negativamente in proposito. COMPORTAMENTI “A RISCHIO” Un gruppo ritenuto particolarmente “ rischio” è stato ritenuto quello composto da coloro che hanno dichiarato di bere 2 ore prima di iniziare a lavorare o di bere durante l‟orario di lavoro o di bere durante la pausa pranzo; essi sono risultati essere 166 pari a poco più del 26% di coloro che hanno fornito risposte valide. Tab 52. Soggetti con comportamenti a rischio Numero casi % sul Totale % su casi % generale validi cumulativa Casi Non a rischio 467 62,4 73,8 73,8 validi A rischio 166 22,2 26,2 100,0 Totale casi validi 100,0 633 84,6 Non pervenute 115 15,4 Totale generale 748 100,0 Nell‟ambito del “gruppo a rischio” si sono conteggiate separatamente le abitudini dichiarate dagli intervistati; la loro somma supera il numero di persone facenti parte del gruppo in quanto la stessa persona può aver dichiarato di praticare due o più delle abitudini proposte nel questionario. In ogni caso quella che ricorre più frequentemente ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI 67 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA riguarda il consumo di bevande alcoliche durante la pausa pranzo (141 casi) seguita dal bere 2 ore prima di iniziare a lavorare (65 casi) e dall‟uso di sostanze alcoliche durante il lavoro (21 casi) Tab 53. Abitudini nel “gruppo a rischio” Risposte Domande positive Negli ultimi 3 mesi ti è capitato di consumare bevande alcoliche due ore prima di cominciare a lavorare? Negli ultimi 3 mesi ti è capitato di consumare bevande alcoliche durante l'orario di lavoro? Negli ultimi 3 mesi ti è capitato di consumare bevande alcoliche durante la pausa pranzo? 65 21 141 Per evidenziare ulteriormente i comportamenti in funzione del rischio potenziale si è una tavola nell‟ambito della quale le singole abitudini sono state confrontate tra di loro per individuare le modalità con le quali esse sono associate. In dieci casi, quelli evidentemente più problematici, gli intervistati hanno dichiarato di bere sia due ore prima dell‟inizio del lavoro, sia durante in lavoro che nel corso della pausa pranzo. Tra chi assume alcolici in due delle tre circostanze proposte dal questionario (41 casi) per 33 di essi la tipologia più corrente è quella dell‟associazione tra le due ore precedenti il lavoro e la pausa pranzo (7 casi), in un solo caso infine l‟intervistato beve sia due ore prima che durante l‟orario di lavoro. Infine 115 intervistati assumono alcolici solamente in una circostanza che in 91 casi è costituita dalla pausa pranzo, in altre 21 prima dell‟inizio del lavoro ed in 3 durante il lavoro stesso. Tab 54. Tipologie del bere nell’ambito del “gruppo a rischio” Due ore prima dell'inizio Durante il lavoro Durante la pausa pranzo X X X Subtotale 10 10 X X N° Casi X X ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI 33 1 68 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA X X 7 Subtotale 41 X 21 X 3 X 91 Subtotale 115 Totale 166 A fronte dei dati evidenziati dall‟analisi descrittiva delle informazioni pervenute dai 748 lavoratori edili è possibile evidenziare una differenza di comportamenti e di opinioni tra chi assume sistematicamente sostanze alcoliche (gruppo a rischio). In altre parole le eventuali differenze di opinioni tra i due gruppi (a rischio e non) in merito a taluni comportamenti sono frutto del caso o no? IL TEST DEL Χ² (CHI QUADRO) Effettuare la verifica di cui sopra si è fatto ricorso ad una metodologia statistica denominata test del chi quadro (χ²) che confronta i casi osservati con quelli teorici, ovvero quelli che avrebbero dovuto presentarsi se le distribuzioni percentuali dei dati fossero state “rispettate secondo proporzioni date”; a seguito di questa analisi tanto più la divergenza tra dati osservati ed attesi aumenta quanto più diminuiscono le probabilità che le caratteristiche osservate possano essere generalizzate. Naturalmente le informazioni risultanti da queste elaborazioni statistiche vanno interpretate con la massima cautela in quanto – come è noto - nell‟ambito delle analisi statistiche I risultati ottenuti nei campioni non sempre concordano esattamente con i risultati teorici attesi secondo le regole di probabilità, anzi, è ben raro che questo si verifichi. ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI 69 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA OPINIONI ED ATTEGGIAMENTI DEL GRUPPO “COMPORTAMENTI A RISCHIO” In primo luogo, in merito alla conoscenza della legge che vieta di assumere sostanze alcoliche durante l‟orario di lavoro si sono confrontate le risposte fornite dal gruppo “a rischio” con quelle fornite dagli altri intervistati, denominati convenzionalmente “non a rischio” in merito ad alcune domande contenute nel questionario. Tab 55. Conoscenza della legge e comportamenti a rischio, comparazione delle risposte tra i due gruppi (valori osservati) Sei a conoscenza di una Legge che vieta l'assunzione e la somministrazione di bevande Non a alcoliche nei cantieri edili? rischio % (riga) A rischio % (riga) Totale Sì 324,18 73,3 117,82 26,7 442 No 107,82 73,3 39,18 26,7 147 Tab 56. Conoscenza della legge e comportamenti a rischio, distribuzione delle risposte nell’ambito dei due gruppi (valori osservati) Comportamenti Sei a conoscenza di una Legge che vieta l'assunzione e la somministrazione di bevande alcoliche Non a nei cantieri edili? rischio % A rischio % Totale % su Tot Sì 318 73,6 124 79 442 75,0 No 114 26,4 33 21 147 25,0 Totale 432 100 157 100 589 100,0 Per che concerne la conoscenza della legge che vieta di bere alcolici nel corso delle prestazioni lavorative gli intervistati “a rischio” appaiono addirittura più informati di quelli “non a rischio”; infatti mentre il 73,6% dei primi è a conoscenza della legge tra i secondi essa sale al 79%. Per effettuare il test del chi quadro occorre calcolare in primo luogo i valori che ci si sarebbe dovuto aspettare; essi vengono ottenuti pesando i totali di colonna rispetto al ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI 70 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA totale generale di colonna e moltiplicando il valore percentuale così ottenuto per i totali di colonna riferiti ai due gruppi (a rischio e non). In altri termini il valore che compare in riferimento al gruppo dei “non a rischio” che conoscono la legge (324,18) è il risultato della moltiplicazione del valore percentuale di 75 per il totale di colonna riferito al gruppo “non a rischio”. Come si può osservare i totali di riga e di colonna restano identici nelle due tabelle ciò che invece varia è la distribuzione delle risposte che sono state calcolate in proporzione ai singoli totali di riga e di colonna.. Tab 57. Conoscenza della legge e comportamenti a rischio e non (valori attesi) Sei a conoscenza di una Legge che vieta l'assunzione e la somministrazione di bevande alcoliche Non a nei cantieri edili? rischio % A rischio % Totale % su Tot Sì 324,18 75,04 117,82 75,04 442,00 75,0 No 107,82 24,96 39,18 24,96 147,00 25,0 Totale 432,00 100,00 157,00 100,00 589,00 100,0 Il valore del chi quadro viene ottenuto elevando al quadrato le differenze tra i valori assoluto presenti nelle due tabelle ovvero (318-324)2 /324+ (114-107)2 /107….. il risultato complessivo così ottenuto è pari a 1,77. Ricorrendo ad apposite tabelle statistiche che restituiscono l‟affidabilità dei risultati in termini di valori percentuali (v. allegato) il valore del χ² per un numero di casi pari a 2 è nella prima colonna quello che corrisponde al numero 1 (2-1) ed è di 3,84 con possibilità di errore del 5% e di 6,63 con possibilità di errore dell‟1%. Poiché, nel nostro caso il valore è pari a 1,77 (quindi inferiore ad entrambi) anche la statistica ci dice che esiste un qualche legame tra la conoscenza della Legge ed il bere alcolici che si configura probabilmente nella modalità “conosco la legge ma bevo lo stesso”. La comparazione delle risposte fornite alla domanda relativa alla mansione svolta evidenzia come nel “gruisti/autisti/addetti gruppo alle “a rischio” macchine siano movimento” particolarmente (oltre il presenti 33%) ed “muratori/carpentieri/imbianchini/addetti ponteggi” (32%). ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI 71 i i Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Tab 58. Mansione e comportamenti a rischio, comparazione delle risposte tra i due gruppi (valori osservati) Comportamenti Quale lavoro svolgi principalmente nell'impresa in cui lavori Non a attualmente? rischio % (riga) A rischio % (riga) Totale Manovale 84 77,1 25 22,9 109 136 68,0 64 32,0 200 40 66,7 20 33,3 60 70 77,8 20 22,2 90 49 84,5 9 15,5 58 0 0,0 1 100,0 1 Muratore/carpentiere/imbianchino/ add. Ponteggi Gruista/autista/addetto macchine movimento Capocantiere Impiegato tecnico amministrativo Altro Questa osservazione appare particolarmente significativa anche in vista di specifiche azioni mirate a prevenire il rischio di infortuni in riferimento a specifiche figure professionali. Tab 59. Mansione e comportamenti a rischio, distribuzione delle risposte nell’ambito dei due gruppi (valori osservati) Comportamenti Quale lavoro svolgi principalmente nell'impresa Non a in cui lavori attualmente? rischio Manovale % A rischio % Totale 84 22,2 25 18,0 109 136 35,9 64 46,0 200 Gruista/autista/addetto macchine movimento 40 10,6 20 14,4 60 Capocantiere 70 18,5 20 14,4 90 Impiegato tecnico amministrativo 49 12,9 9 6,5 58 0 0,0 1 0,7 1 379 100,0 139 100,0 518 Muratore/carpentiere/imbianchino/add. Ponteggi Altro Totale Sempre in relazione alle mansioni svolte, ma questa volta osservando la composizione ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI 72 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA dei due gruppi, si può osservare come tra gli intervistati “a rischio” siano percentualmente più presenti degli altri nel gruppo denominato “muratore/carpentiere/imbianchino/addetto ponteggi” (46% contro poco meno del 36% di quelli “non a rischio”) ed in quello dei gruisti/autisti/addetti alle macchine movimento (14,4% contro il 10,6%). Sotto il profilo dell‟analisi statistica il calcolo del chi quadro in merito ai valori osservati in questa tabella è stato effettuato solamente per le mansioni diverse da “altro” (che presenta valori nulli o insignificanti) ed ha restituito il valore di 5,93 che in corrispondenza di un livello di confidenza del 95% risulta inferiore a 9,49 (v. tabella in allegato) il che non esclude un rapporto tra mansione svolta e comportamenti alcolici “a rischio”. Per ciò che concerne l‟utilizzo di veicoli nello svolgimento del lavoro la comparazione tra i due gruppi evidenzia un peso significativo di chi utilizza veicoli nell‟ambito di quello “a rischio” (poco meno del 30%) Tab 60. Utilizzo di veicoli e comportamenti a rischio, comparazione delle risposte tra i due gruppi (valori osservati) Comportamenti Utilizzi veicoli nello svolgimento del Non a tuo lavoro? rischio % (riga) A rischio % (riga) Totale Sì 218 70,6 91 29,4 309 No 128 79,5 33 20,5 161 82 72,6 31 27,4 113 A volte Rispetto alla distribuzione delle risposte all‟interno dei due gruppi , il peso di coloro i quali si caratterizzano per i comportamenti “a rischio” è nettamente più elevato (58,7% contro il 50,9% pari a quasi 8 punti percentuali). ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI 73 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Tab 61. Utilizzo di veicoli e comportamenti a rischio, distribuzione delle risposte nell’ambito dei due gruppi (valori osservati) Comportamenti Utilizzi veicoli nello svolgimento del tuo lavoro? Non a rischio % A rischio % Totale Sì 218 50,9 91 58,7 309 No 128 29,9 33 21,3 161 A volte 82 19,2 31 20,0 113 Totale 428 100,0 155 100,0 583 Il valore di chi quadro è di 4,522; se si accetta una probabilità di errore del 5% il rapporto tra il guidare veicoli e l‟assumere alcolici “a rischio” viene considerato un “frutto del caso” altrimenti scegliendo di scendere ad una probabilità di errore dell‟1% l‟associazione viene confermata (è probabile che si possano trovare alla guida dei mezzi operatori con comportamenti alcolici “a rischio”. Quanto incide l‟anzianità di servizio in edilizia sui comportamenti “a rischio”? Il gruppo “a rischio” si caratterizza per un‟anzianità di settore relativamente inferiore, infatti la nella fascia dai 5 ai 15 anni ed in quella con meno di 5 anni si segnala una relativa maggiore incidenza percentuale dei soggetti “a rischio”. Tab 62. Anzianità di settore e comportamenti a rischio, comparazione delle risposte tra i due gruppi (valori osservati) Comportamenti Non a Da quanto tempo lavori in edilizia? rischio % (riga) A rischio % (riga) Totale Meno di 5 anni 112 75,7 36 24,3 148 dai 5 ai 15 anni 135 71,8 53 28,2 188 da 16 a 25 anni 89 76,1 28 23,9 117 più di 25 anni 94 72,3 36 27,7 130 In relazione alla composizione interna si segnala un peso leggermente superiore della percentuale di questi ultimi tra coloro che hanno tra i 5 ed i 15 anni di anzianità di servizio (31,4% dei primi contro 34,6% dei secondi) ed in quella con oltre 25 anni (23,5% contro poco meno del 22%). ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI 74 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Tab 63. Anzianità di settore e comportamenti a rischio, distribuzione delle risposte nell’ambito dei due gruppi (valori osservati) Comportamenti Da quanto tempo lavori in edilizia? Non a rischio % A rischio % Totale Meno di 5 anni 112 26,0 36 23,5 148 dai 5 ai 15 anni 135 31,4 53 34,6 188 da 16 a 25 anni 89 20,7 28 18,3 117 più di 25 anni 94 21,9 36 23,5 130 430 100,0 153 100,0 583 Totale Tendenzialmente l‟incidenza degli intervistati “a rischio” cresce in questo caso con l‟anzianità di servizio ma non secondo un andamento rettilineo come fa fede l‟eccezione costituita dalla fascia dai 16 ai 25 anni. L‟analisi per verificare l‟indipendenza tra i due fenomeni (chi quadro=1,114) a livello di confidenza del 95% ha fornito un valore del chi quadro pari a 7,81; in altri termini la differenza riscontrata è tale da supporre che l‟esistenza di un legame abbastanza stretto tra l‟assumere sostanze alcoliche con modalità “a rischio” e l‟anzianità di servizio nel settore. In relazione all‟età anagrafica i valori percentuali rilevati segnalano un incremento del peso percentuale dei lavoratori “a rischio” dal 21% circa della fascia con meno di 20 anni a poco più del 28% per quella da 40 ai 49 anni. ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI 75 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Tab 64. Età anagrafica e comportamenti a rischio, comparazione delle risposte tra i due gruppi (valori osservati) Comportamenti Non a Età rischio % (riga) A rischio % (riga) Totale Meno di 20 45 78,9 12 21,1 57 21-29 30-39 40-49 50 ed oltre 107 120 114 75 75,9 72,7 71,7 72,8 34 45 45 28 24,1 27,3 28,3 27,2 141 165 159 103 L‟analisi della composizione interna dei due gruppi rileva come a partire dalla fascia dai 30 ai 39 anni il peso percentuale dei lavoratori “a rischio” sia sempre superiore con lo scarto più significativo nella fascia dai 40 ai 49 anni. Tab 65. Età anagrafica e comportamenti a rischio, distribuzione delle risposte nell’ambito dei due gruppi (valori osservati) Comportamenti Età Non a rischio Meno di 20 % A rischio % Totale 45 9,8 12 7,3 21-29 107 23,2 34 20,7 30-39 120 26,0 45 27,4 40-49 114 24,7 45 27,4 75 16,3 28 17,1 461 100,0 164 100,0 50 ed oltre Totale 57 141 165 159 103 625 Il calcolo relativo all‟eventuale indipendenza dalle due variabili tra di loro ha dato un esito un esito negativo nel senso che il valore del chi quadro (1,56) conferma anche in questo caso ad un intervallo di confidenza del 95% (valore del chi quadro 9,49) il legame tra andamento dell‟età anagrafica e assimilazione di pratiche “a rischio”. Confrontando i due gruppi in funzione del luogo nel quale si consuma abitualmente il pranzo si possono osservare differenze significative nell‟ambito di chi lo consuma “a casa” ma soprattutto “al bar/trattoria” in quanto quelli “a rischio” sono particolarmente ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI 76 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA presenti tra chi consuma il pranzo “a casa” ovvero lontano da ogni controllo (quasi il 28%). Tab 66. Luogo di consumo del pasto e comportamenti a rischio, comparazione delle risposte tra i due gruppi (valori osservati) Comportamenti Dove consumi abitualmente il Non a pranzo? rischio % (riga) A rischio % (riga) Totale A casa 176 72,1 68 27,9 244 In cantiere 131 80,4 32 19,6 163 Al bar/trattoria 109 67,7 52 32,3 161 In relazione alla composizione interna dei due gruppi si segnala che dividono il primo gruppo dal secondo evidenziano chiaramente una situazione/abitudine significativa rispetto al consumo delle sostanze alcoliche “in gruppo”. Tab 67. Luogo di consumo del pasto e comportamenti a rischio, distribuzione delle risposte nell’ambito dei due gruppi (valori osservati) Comportamenti Dove consumi abitualmente il pranzo? Non a rischio % A rischio % Totale A casa 176 42,3 68 44,7 244 In cantiere 131 31,5 32 21,1 163 Al bar/trattoria 109 26,2 52 34,2 161 Totale 416 100,0 152 100,0 568 Il test del chi quadro (6,89) relativo alla tabella descritta indica che con una affidabilità 95% (chi quadro=5,99) il legame tra appartenenza al gruppo “a rischio” ed abitudine a consumare il pasto in bar o trattoria non può essere provato. Tuttavia al livello del 99% si può accettare l‟ipotesi di un legame tra il consumare il pasto in trattoria e l‟appartenere al gruppo cosiddetto a rischio. ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI 77 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Infine, per ciò che concerne il rapporto tra comportamenti a rischio ed infortuni non si rileva una particolare incidenza di questi nell‟ambito del gruppo “a rischio”, anzi si osserva un maggior peso di chi ha subito infortuni nell‟ultimo anno tra chi si comporta in modo non rischioso. Tab 68. Infortuni subiti e comportamenti a rischio, comparazione delle risposte tra i due gruppi (valori osservati) Comportamenti Nell'ultimo anno tu hai avuto Non a infortuni sul lavoro? rischio % (riga) A rischio % (riga) Totale Sì 21 77,8 6 22,2 27 No 415 73,6 149 26,4 564 Tab 69. Infortuni subiti e comportamenti a rischio, distribuzione delle risposte nell’ambito dei due gruppi (valori osservati) Comportamenti Non a Nell'ultimo anno tu hai avuto infortuni sul lavoro? rischio % A rischio % Totale Sì 21 4,8 6 3,9 27 No 415 95,2 149 96,1 564 Totale 436 100,0 155 100,0 591 Il valore del chi quadro è di 0,234 inferiore a quello che si registra sia per un livello di affidabilità del 95% che è pari a 3,84; bere con le modalità del gruppo a rischio e subire infortuni non sono due eventi indipendenti. ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI 78 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA INFORTUNI SUBITI Un ultimo approfondimento riguarda quello intercorrente tra infortuni subiti e fasce di età anagrafica di coloro i quali ne sono stati vittime; Il maggior numero di essi (11 casi) si concentrano in quella dai 21 ai 29 anni, seguite da quelle dai 30 ai 39 anni e dai 40 ai 49 anni, con 7 casi ognuna. Per l‟esiguità del numero di casi non è possibile emettere alcun giudizio circa l‟eventuale legame tra la variabile età ed infortunio occorso. Anche il calcolo del chi quadro non più dare risultati attendibili in quanto ipù del 20% dei valori espressi nella tavola di contingenza presentano valori inferiori a 5. Tab 70. Infortuni subiti e fasce di età Nell'ultimo anno tu hai avuto infortuni sul lavoro? Età Sì Meno di 20 % No % Totale 1 3,4 51 7,9 52 21-29 11 37,9 143 22,2 154 30-39 7 24,1 173 26,9 180 40-49 7 24,1 168 26,1 175 50 ed oltre 3 10,3 109 16,9 112 29 100,0 644 100,0 673 Totale Anche nel caso della tabella risultante dall‟analisi degli infortuni subiti in relazione all‟aggregato di mansioni proposte nel questionario Tab 71. Infortuni subiti e mansione svolta Nell'ultimo anno tu hai avuto infortuni sul lavoro? Quale lavoro svolgi principalmente nell'impresa in cui lavori attualmente? Manovale Sì % No % Totale 7 26,9 113 20,3 120 11 42,3 227 40,7 238 Gruista/autista/addetto macchine movimento 2 7,7 62 11,1 64 Capocantiere 4 15,4 94 16,8 98 Impiegato tecnico amministrativo 2 7,7 61 10,9 63 Altro 0 0,0 1 0,2 1 26 100,0 558 100,0 584 Muratore/carpentiere/imbianchino/addetto ponteggi Totale ALCUNI APPROFONDIMENTI ANALITICI 79 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA CONCLUSIONI Lo studio ha coinvolto 748 lavoratori edili che hanno frequentato varie tipologie di corsi di formazione presso la Scuola edile di Novara. Si ritiene che il campione possa essere rappresentativo della popolazione del territorio di Novara, precisando che comunque nella maggior parte dei casi si tratta di soggetti che sono stati scelti dai datori di lavoro come persone ritenute affidabili ed idonei a ricoprire incarichi di responsabilità. Il 52.9% del campione ha un‟età compresa tra i 30 ed i 49 anni. Dall‟analisi dei dati è emerso che l‟8.3% del campione è costituito da forti bevitori ed il 64.4% sono consumatori. La percentuale maggiore di forti bevitori si ha nella fascia di età 40-49 seguito da quelli con età inferiore a 20. Il 25.7% del campione ha dichiarato di non essere a conoscenza di una legge che vieta l‟assunzione di alcolici Il 24.7% del campione adotta comporta a rischio (consuma alcolici o prima di iniziare a lavorare, o durante il lavoro o durante la pausa pranzo). Il 27,2% dei soggetti adotta un comportamento a rischio pur essendo a conoscenza dell‟esistenza di una legge che vieta il consumo di bevande alcoliche nei luoghi di lavoro. Le mansioni di muratore-carpentiere o di gruista-conduttore di mezzi sono le mansioni in cui i lavoratori bevono di più. Mentre gli incidenti stradali sono maggiormente messi in relazione con l‟uso di alcol, lo sono di meno gli incidenti sul lavoro ed ancora meno le assenze sul lavoro. Si è evidenziato che esistono ancora tra i lavoratori delle false credenze che vengono attribuite all‟alcol, in particolare il 54% del campione ritiene che l‟alcol riscaldi ed 24,1% ritiene che renda più sicuri di sè. Alla luce dell‟esperienza e dai risultati emersi dall‟analisi dei dati, si ritiene che il lavoro svolto possa essere considerato un primo passo di prevenzione alcologica in ambito lavorativo; si è avuta la conferma che l‟ambiente di lavoro possa rappresentare un nuovo ambito d‟intervento per programmi di prevenzione alcologica. I risultati dello studio indicano la necessità di informare e formare, per la prevenzione degli infortuni, i lavoratori sia sui rischi legati all‟assunzione dell‟alcol, sia sulla 80 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA legislazione vigente che vieta l‟assunzione di alcol specificatamente ai lavoratori addetti all‟edilizia. Si ritiene importante, infatti, far conoscere ai lavoratori le alterazioni psico-fisiche legate al consumo anche moderato di alcol e loro possibili conseguenze negative con particolare attenzione al contesto lavorativo e agli infortuni. Per quanto riguarda l‟esigenza di approfondire gli aspetti legislativi sono stati programmati eventi informativi rivolti in particolare ai soggetti della prevenzione aziendale, nel dettaglio: un convegno rivolto a imprenditori/datori di lavoro e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, presso la sede della Scuola Edile Novarese, con la partecipazione di esperti; un convegno rivolto ai Medici Competenti per illustrare l‟importante ruolo preventivo di questa figura rispetto alle dipendenze in generale: in tale sede saranno illustrati i risultati ottenuti dalla presente indagine. Si ricorda infatti che il dlgs 81/08, all‟art. 25 c. 1 l. a, prevede un ruolo attivo del medico competente nell‟attività di formazione e informazione nei confronti dei lavoratori, per la parte di competenza, evidenziado tra l‟altro la collaborazione “ alla attuazione e valorizzazione di programmi volontari di promozione della salute, secondo i principi della responsabilità sociale”. Per quanto riguarda la sensibilizzazione dei lavoratori del comparto edile, nell‟attesa di valutare la possibilità di un interevento mirato nel comparto, è stato realizzato un opuscolo dal titolo “Alcol ed edilizia“ che verrà fornito alle imprese del settore per la distribuzione ai propri lavoratori. Tale opuscolo nella sua realizzazione ha tenuto conto di quanto rilevato con il questionario e pertanto contiene le principali informazioni sull‟alcol e la legislazione, gli effetti del bere sulla propria salute e le associazioni di aiuto a cui rivolgersi. Considerando che il problema del consumo di sostanze alcoliche è significativamente percepito dai lavoratori come causa di problemi comportamentali, relazionali oltre che lavorativi, l‟efficacia di un progetto di questo tipo è sicuramente legata alla continuità nel tempo. CONCLUSIONI 81 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA Per mantenere attiva la riflessione e sensibilizzare sul problema alcol il questionario viene ancora distribuito ai lavoratori nell‟ambito dei corsi svolti presso la Scuola Edile. Inoltre si pensa di utilizzare il questionario in futuro come valutazione dell‟intervento effettuato verificando in particolare alcune risposte, ad esempio quelle che indicano il consumo di alcolici nei periodi a rischio (prima di iniziare il lavoro, durante la pausa pranzo o durante l‟orario di lavoro) e quelle indicanti le false credenze sull‟alcol. Un ulteriore prosecuzione del progetto, considerando che dai dati sono emerse importanti differenze circa la percezione delle proprie modalità di bere in rapporto agli altri lavoratori, potrà prevedere, in futuro, il coinvolgimento del Servizio di Alcologia dell‟ASL. Questo anche in previsione di proporre interventi educativo-informativi anche in ambiti aziendali qualora emergessero delle richieste. 82 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA ALLEGATI QUESTIONARIO VERSIONE 1-1 83 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA ALLEGATI 84 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA ALLEGATI 85 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA ALLEGATI 86 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA QUESTIONARIO VERSIONE 1-2 ALLEGATI 87 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA ALLEGATI 88 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA ALLEGATI 89 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA ALLEGATI 90 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA QUESTIONARIO VERSIONE 1-3 ALLEGATI 91 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA ALLEGATI 92 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA ALLEGATI 93 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA ALLEGATI 94 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA QUESTIONARIO VERSIONE 2 ALLEGATI 95 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA ALLEGATI 96 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA ALLEGATI 97 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA 98 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA QUESTIONARIO VERSIONE 3 99 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA 100 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA 101 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA 102 Progetto di ricerca “Alcol ed edilizia” CPT NOVARA- SPRESAL-ASL NOVARA BIBLIOGRAFIA AA. VV., Atti del Convegno Nazionale “Alcol e lavoro: analisi e situazione attuale e proposte per una normativa migliore”,Villa Montalto, Firenze 14 Giugno 2010. C. Annovi, R. Biolcati, R. Di Rico, Manuale di prevenzione dei problemi alcol-correlati negli ambienti di lavoro, Milano, Franco Angeli, 2006 M. D‟Apote, Alcol e lavoro. Una guida per orientarsi nell’universo normativo in “Ambiente e Sicurezza sul lavoro”, n°1 Gennaio 2008. V. Patussi A. Muran, Il lavoro in quota. Convegno “Alcol e lavoro in Friuli Venezia Giulia”,Pordenone 2009. OMS, Framewok for Alcohol Policy in the WHO European Region. Quadro di riferimento per le politiche alcologiche nella Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. ISTAT Indagine Multiscopo “Aspetti della vita quotidiana” -L’uso e l’abuso di alcol in Italia- Anno 2009. V. Patussi, F. Sarto ed altri, Riflessioni sulla legge quadro in materia di alcol e di problemi alcol correlati. 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