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DOMENICA 16 MARZO 2014
A N N O X I N . 11
SETTIMANALE DIOCESANO
DI
€ 1.00
CAGLIARI
In cammino con Pietro
ROBERTO PIREDDA
desso incominciamo questo
cammino: Vescovo e popolo.
Questo cammino della Chiesa di
Roma, che è quella che presiede
nella carità tutte le Chiese. Un
cammino di fratellanza, di amore, di fiducia
tra noi».
Con queste parole si presentò al mondo
Jorge Mario Bergoglio, appena eletto Papa
con il nome di Francesco. È passato un anno da quel 13 marzo. Dopo i giorni vivaci
durante i quali vaticanisti, veri e presunti
tali, si erano esercitati in varie considerazioni - che andavano dalla "fine del Papato
così come l'abbiamo conosciuto fino ad
ora” al “toto-Papa”- la Provvidenza, che continua a guidare la barca di Pietro, ha fatto
dono a tutti della figura di Papa Francesco.
Non è certamente facile riassumere il primo
anno del pontificato di Papa Francesco. Le
sue parole e i suoi gesti sono ricchi di sfaccettature e significati. Evitiamo un errore
tipico, quello di volerlo ridurre ad uno schema particolare, o legarlo ad una qualche
etichetta, magari per contrapporlo al suo
predecessore, Benedetto XVI, con il quale
invece è legato da una continuità sostanziale. Potrebbe essere invece più utile scegliere, senza la pretesa di essere esaurienti,
alcune parole chiave, tra quelle che emergono più di frequente nei suoi vari interventi: mondanità, periferie e misericordia.
Fin dalla prima omelia alla Messa con i Car-
A
dinali, il giorno dopo la sua elezione, Papa
Francesco ha indicato con chiarezza come
non si possa pretendere di servire la Chiesa
e l'umanità se non si è profondamente liberi
e distaccati. La ricerca del proprio comodo, o magati di un certo "successo", fosse
pure legato ad iniziative più o meno "di
chiesa", non devono trovare spazio nella
vita dei cristiani e in modo particolare in
chi vive il sacerdozio ordinato. In altre parole
si tratta fuggire il rischio della “mondanità
spirituale”: «Quando non si confessa Gesù
Cristo, mi sovviene la frase di Léon Bloy:
“Chi non prega il Signore, prega il diavolo”.
Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio […] Quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo
senza la Croce e quando confessiamo un
Cristo senza Croce, non siamo discepoli del
Signore: siamo mondani, siamo Vescovi,
Preti, Cardinali, Papi, ma non discepoli del
Signore» (Omelia, 14 marzo 2013).
Questa profonda libertà da sé stessi e dalla ricerca del plauso e del consenso mondano, permette di essere "leggeri" per poter «uscire dalla propria comodità e avere
il coraggio di raggiun¬gere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo» (Evangelii gaudium, n. 20).
Le periferie sono un luogo fisico e spirituale allo stesso tempo. Quante persone vivono per varie ragioni ai margini della nostra
società, e quante trascorrono un'esistenza
come se Dio non ci fosse, e il Vangelo di
Cristo non avesse niente a che fare con la loro vita. Il modello di Chiesa che indica Papa Francesco è quello di una comunità di
discepoli missionari, “in uscita” verso le
periferie: «Non chiudersi, per favore! Questo è un pericolo: ci chiudiamo nella parrocchia, con gli amici, nel movimento, con
coloro con i quali pensiamo le stesse cose… ma sapete che cosa succede? Quando
la Chiesa diventa chiusa, si ammala, si ammala […] Una Chiesa chiusa è la stessa cosa: è una Chiesa ammalata. La Chiesa deve
uscire da se stessa. Dove? Verso le periferie
esistenziali, qualsiasi esse siano, ma uscire»
(Veglia di Pentecoste, 18 maggio 2013).
Nelle periferie si va per portare il messaggio
della gioia e dell’autentica liberazione. Non
a caso il Papa continuamente parla del dovere di annunciare la misericordia di Dio.
L’immagine della Chiesa come “ospedale
da campo”, da lui utilizzata nell’importante intervista concessa a La Civiltà Cattolica,
è quanto mai indicativa. In un mondo segnato da tante lacerazioni e ferite «la cosa di
cui la Chiesa ha più bisogno oggi è la capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimità» (La
Civiltà Cattolica, 2013 III, 461).
Rifiutare la mondanità, in primo luogo
quella “spirituale”, uscire verso le periferie, annunciare la misericordia di Dio. Sono alcune delle strade che Papa Francesco ci indica. Continuiamo a camminare
come Chiesa su queste vie uniti a Cristo e
a Pietro.
SOMMARIO
SOLIDARIETÀ
3
La campagna
per il diritto al cibo
di Caritas Internationalis
GIOVANI
5
Inizia il cammino
verso l’incontro tra il Papa
e le società sportive
CAGLIARI
7
L’intervista
al nuovo Questore
Filippo Dispenza
PARROCCHIE
12
L’ingresso
del nuovo parroco
della comunità di S. Elia
DIOCESI
Le celebrazioni
di inizio Quaresima
con Mons. Miglio
13
2
IL PORTICO DEL TEMPO
IL PORTICO
DOMENICA 16 MARZO 2014
Politica nazionale. In discussione alla Camera la nuova legge elettorale, frutto dell’accordo Renzi-Berlusconi.
“Italicum” alla prova dell’Aula
FRANCESCO ARESU
N
EANCHE UN mese di vita per l'e-
ni, che ha mostrato ben più di qualche
perplessità sull'esito della discussione sulle preferenze, dicendosi indecisa se votare o meno l'Italicum in caso di bocciatura
dell'emendamento sulla parità di genere.
Dal canto suo Renzi, ospite di Fabio Fazio durante la consueta trasmissione domenicale “Che tempo che fa”, si è detto
tranquillo e sicuro della conclusione positiva dell'iter parlamentare dell'Italicum.
«Penso e spero che questa settimana sia la
volta buona. È una legge elettorale che
porta al ballottaggio, impedisce le larghe
intese e riduce il potere dei partitini. Domani (lunedì 10 marzo, ndr) si chiuderà, al
massimo martedì mattina».
secutivo guidato da Matteo
Renzi che già emergono i primi scogli.
Lo scontro principale in questi giorni riguarda la riforma della legge elettorale,
con il passaggio dal “Porcellum” al cosiddetto “Italicum”, frutto dell'accordo raggiunto tra lo stesso Renzi e Berlusconi.
Oggetto del contendere l'introduzione
normativa della cosiddetta “parità di genere”, ovvero la possibilità che all'interno
delle liste uomini e donne siano presenti
in pari numero (e, soprattutto, che queste
siano presenti in “posizione eleggibile” nelle liste stesse).
In queste settimane il testo è al
vaglio delle Camere, tra mille polemiche. A far partire la scintilla
dello scontro è stata la bocciatura dell'emendamento sulle preL NUOVO MODELLO elettorale proposto dal nuovo
ferenze, giunta durante la seduta
premier Matteo Renzi si differenzia in alcuni
di giovedì 6 marzo a Montecitoaspetti dal precedente, il cosiddetto “Porcellum”
rio, dopo la richiesta (giunta da firmato nel dicembre 2005 dal leghista Roberto Calpiù parti) di voto segreto. Al ter- deroli, allora Ministro per le Riforme.
mine della votazione i 278 “No” Nel concreto il nuovo sistema elettorale – battezzahanno prevalso sui 236 voti favo- to dallo stesso Renzi col nome di “Italicum” – contirevoli, generando polemiche bi- nua a essere di tipo proporzionale, basato su liste
partisan.
bloccate (quindi privo del meccanismo delle prefeIl deputato quartese Marco Me- renze, esattamente come il Porcellum) costituite da
loni (Pd, area Letta) si è espresso sei candidati per ogni circoscrizione elettorale. A
in maniera netta contro l'im- vincere le elezioni sarebbe la coalizione in grado di
pianto della nuova legge. «La raggiungere il 35 per cento dei voti totali, percenconsidero profondamente sba- tuale che consentirebbe di ottenere in aula un pregliata, non mi assumerei la re- mio di maggioranza attestato tra il 53 ed il 55 per
sponsabilità di votare una legge cento dei seggi.
che rielegge un parlamento di Nel caso in cui le cose andassero diversamente, ovnominati, un nuovo Porcellum». vero qualora nessuna delle coalizioni raggiungesse la
Dello stesso avviso anche Rosy fatidica soglia del 35 per cento dei consensi, la proBindi, collega di partito di Melo- posta di Renzi prevede la possibilità del doppio tur-
E sulla parità di genere, altro tema caldo
nella discussione parlamentare, il premier
ha sottolineato l'importanza del problema, ma che la sua soluzione non debba
per forza passare attraverso l'approvazione di una norma apposita: «Non voglio far
sembrare la parità di genere poco importante. Mi sono sempre impegnato in questo senso, ma non credo che si affermi con
una legge. La parità vera è quando non ci
sarà più una ragazza che firmerà una lettera in bianco in previsione di una gravidanza o quando non ci sarà disparità tra lo
stipendio di una donna e di un uomo. Il tema si affronta altrove, non soltanto in Parlamento».
Di tutt'altro avviso le 90 parlamentari autrici di una lettera aperta indirizzata ai leader dei propri schieramenti (Renzi, Berlusconi, Alfano, Stefania Giannini, segretaria di Scelta Civica e Mario Mauro, segretario di Popolari per l'Italia) per sostenere l'importanza della parità di genere
messa “nero su bianco” all'interno della
legge elettorale in esame.
Tra i nomi delle novanta aderenti all'appello figurano gli ex ministri Carfagna,
Brambilla e Prestigiacomo (Forza Italia)
fino alle esponenti Pd Moretti, Bindi e Agostini, prima firmataria dell'emendamento relativo alla parità di genere. Emendamento che, insieme agli altri presentati
nei giorni scorsi, ha scatenato le
ire di Forza Italia.
«Ricordo a Renzi e alla ministra
Boschi – le parole di Renato Brunetta, capogruppo forzista alla
Camera – che “pacta sunt serno o ballottaggio, ovvero il ritorno al voto dopo due vanda”: è troppo comodo sottosettimane, così da avere una maggioranza certa tra le scrivere accordi che si sa già non
verranno rispettati, così come vodue coalizioni sfidanti.
Per quanto riguarda le soglie di sbarramento, la per- tare l'Italicum in direzione Pd e
centuale viene fissata all’8 per cento per i partiti che poi rimangiarselo foglia dopo fodecidono di presentarsi da soli, mentre è al 4,5 per glia come con i carciofi, perché i
cento per quelli che fanno parte di una coalizione e gruppi parlamentari non ci stanil 12 per cento per la coalizione stessa. Al momento no. Ieri il Senato, oggi le quote roi nodi cruciali riguardano il peso dato ai partiti forti sa, domani le preferenze e dopolocalmente ma ininfluenti a livello nazionale (è sta- domani le soglie. Noi non ci stiata bocciata la revisione al ribasso della soglia dal 4,5 mo».
al 4 per cento, detta norma “Salva Lega”) e l'alter- Dubbioso Angelino Alfano, leananza tra uomini e donne all'interno delle liste (pa- der del Nuovo Centrodestra:
«Sulla parità di genere siamo
rità di genere).
Su quest'ultimo punto le proposte di modifica ri- molto aperti, così come siamo faguardano la ripartizione al 50 per cento della posi- vorevoli alle preferenze, ma la
zione dei capilista tra uomini e donne e il divieto di questione è: per raggiungere l'opresenza in lista di due candidati consecutivi dello biettivo siamo pronti a far crollastesso genere (ad esempio uomo-donna-uomo-don- re tutto l'impianto della legge
elettorale?».
na).
La proposta di legge elettorale
I
DOMENICA 16 MARZO 2014
IL PORTICO DEGLI EVENTI
Solidarietà. La campagna “One human family, food for all” di Caritas Internationalis.
Cibo per tutti, una sfida da vincere per
un mondo che non dimentica nessuno
Raccogliendo l’invito
di Papa Francesco
Caritas Internationalis
sostiene la campagna
per il diritto al cibo che
guarda verso l’Expo 2015
MARIA CHIARA CUGUSI
R
IMUOVERE LO ‘scandalo
della fame’ e promuovere
una finanza al servizio
dell’uomo. Sono gli
obiettivi della campagna internazionale ‘One human family, food for
all’, promossa dalla Caritas Internationalis e da altre associazioni, lo
scorso 10 dicembre, i cui risultati
saranno portati all’Expo 2015 a Milano.
Un’iniziativa che raccoglie l’invito
di Papa Francesco a rimuovere le
cause della fame e le fonti di una disuguaglianza sempre più profonda,
a porre freno a un sistema finanziario fuori controllo e perseguire la
giustizia umana e il bene comune.
La ‘versione’ nazionale della campagna è stata lanciata nei giorni
scorsi a Roma, con il titolo ‘Una sola famiglia umana, cibo per tutti: è
compito nostro’, promossa da Caritas Italiana, dalla Focsiv e da altre
associazioni, con la mobilitazione
di enti e organismi del mondo ecclesiale italiano e dei singoli territori locali, diocesi, ong, associazioni
di volontariato. «Per superare lo
scandalo della fame e della povertà
- ha sottolineato don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, durante la presentazione dell’iniziativa
- siamo chiamati come cristiani e
cittadini all’esercizio di una cittadinanza globale, attiva e responsabile,
che sviluppiamo come comunità
ecclesiale, mettendo a disposizione
competenze e carismi». Strumenti
della campagna sono un documento-base sul diritto al cibo, un ‘toolkit
di formazione’ per attivare la riflessione nei territori locali, con particolare attenzione al mondo eccle-
siale, agli imprenditori e al mondo
giovanile e della scuola, e il sito internet www.cibopertutti.it, per
diffondere i contenuti della campagna e dare visibilità alle iniziative locali.
La Caritas Internationalis ha già iniziato la mobilitazione nei diversi
paesi: un cammino che si concluderà il 19 maggio 2015, durante l’Expo 2015 in programma a Milano (dal
1 maggio al 31 ottobre 2015), quando i delegati delle 164 Caritas del
mondo condivideranno i frutti della campagna, durante una tavola rotonda organizzata nell’ambito dell’Esposizione universale incentrata
sul tema ‘Nutrire il pianeta, Energia
per la vita’.
Durante l’iniziativa verrà fatto il punto sui tre obiettivi perseguiti: azzeramento della fame nel mondo entro il 2025 (un dramma che tocca
oggi quasi un miliardo di persone, 19
milioni solo nella Ue), sensibilizzazione delle comunità civili ed ecclesiali, e presentazione di una leggequadro sulla fame nel mondo, sul
diritto al cibo e sulla sicurezza alimentare che ogni nazione dovrà
adattare al proprio contesto.
È stato lo stesso Mons. Rodriguez
Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa e Presidente di Caritas Internationalis, ad annunciare, nei giorni scorsi, la partecipazione Caritas:
«La mancanza di cibo - ha spiegato
- fa parte di un circolo vizioso che
va stroncato alla radice: per far sparire i poveri, vanno eliminate le cause della povertà e della fame. Non
potrebbe questa esposizione universale essere ricordata come un
evento che ha unito tutta la creatività
umana per combattere la fame nel
mondo?».
Il summit mondiale dei delegati sarà
solo una delle iniziative che Caritas
Internationalis proporrà durante i
sei mesi dell’evento: in cantiere c’è
infatti un fitto calendario di appuntamenti che si svolgeranno sia nel
sito ufficiale dell’Expo (dove sarà
presente anche la Santa Sede con il
proprio padiglione) sia altri luoghi
significativi di Milano, che diventeranno una sorta di «Expo diffusa».
Emergenza alimentare,
un problema per l’Isola
IL PORTICO
3
il fatto
IL 18 APRILE IN TUTTE LE CHIESE
Colletta
per la Terra Santa
Ogni giorno i cristiani in varie
regioni del Medio Oriente s’interrogano se restare o emigrare:
vivono nell’insicurezza o subiscono violenza, talora, per il solo fatto di professare la loro e
nostra fede. Ogni giorno ci sono
fratelli e sorelle che resistono,
scegliendo di restare là dove Dio
ha compiuto in Cristo il disegno
della universale riconciliazione”.
È quanto si legge nel messaggio
per la “Collecta pro Terra Sanc-
ta” del Venerdì Santo, diffuso
dalla Congregazione per le
Chiese Orientali. Il messaggio
ricorda come nella regione “la
situazione attuale sia veramente delicata: basti pensare al conflitto tra Israele e Palestina, all’evoluzione che investe l’Egitto,
alla tragedia della Siria”. Quest’ultima “si è aggravata, colpendo a ogni livello il fragile
equilibrio dell’intera area e riversando sul Libano e sulla
Giordania profughi e rifugiati che
moltiplicano a dismisura campi
di accoglienza sempre meno
adeguati. Si rimane sconvolti - si
legge nel testo - per il numero di
rapimenti e omicidi di cristiani
in Siria e altrove, per la distruzione di chiese, case e scuole.
Ciò non fa che alimentare l’e-
Nei centri Caritas quattro richieste su dieci sono di cibo
M. C. C.
L
A SARDEGNA combatte contro un’emergenza alimentare ormai quotidiana. Nei
centri d’ascolto delle dieci Caritas diocesane quattro richieste
di aiuto su dieci sono di viveri, e
il 47,7% degli interventi sono finalizzati a garantire cibo; nel
2012, le Caritas sarde hanno distribuito 880 mila pasti: 440mila
nelle mense, più 440mila pacchi
viveri. La Mensa della Caritas
diocesana assicura, in media, 600
pasti al giorno, tra colazione,
pranzo e cena.
Una crisi che sta alimentando la
solidarietà dell’intero territorio
locale: basti pensare al progetto
‘Tutti con Caritas’, ideato da MediaTris e lanciato nei mesi scorsi:
un’operazione ambiziosa, finalizzata a creare una ‘rete’ tra
aziende, attraverso donazioni e
convenzioni che permettano all’organismo pastorale di acquistare a prezzo di costo ciò che è
necessario per assistere i più bi-
sognosi. Un’iniziativa lanciata
con la donazione da parte di
Asdomar (Gruppo Conserve) di
66mila scatolette di tonno all’olio
d’oliva, a cui ha fatto seguito la
donazione da parte di Alb spa
di 33mila bottiglie d’acqua da 1,5
litri Smeraldina; in quest’ultimo
caso è stata attivata una convenzione annuale per una fornitura
illimitata di acqua Altura, prodotta a Bortigiadas, a 15 centesimi anziché i 27 del prezzo di vendita al pubblico.
Un’operazione che oltre ad alimentare una vera e propria ‘filiera della solidarietà’ con prodotti
sardi d’eccellenza, sostiene l’attività industriale, creando nuovi
assetti sociali che si reggono sulla produzione e generano occupazione: «Occorre costruire equilibri virtuosi - spiega don Marco
Lai, direttore della Caritas diocesana e delegato regionale Caritas -, che superino la logica della
rassegnazione e dell’assistenzialismo e promuovano una ‘cultura altra’, puntando a un sistema
La cucina della mensa Caritas di Cagliari.
economico che metta al primo
posto il bene comune».
E poi ci sono i risultati ottenuti
grazie all’iniziativa ‘Abbattiamo
la fame’, lanciata nei mesi scorsi nell’ambito del progetto Alimentis - dall’Istituto salesiano
don Bosco e dalla Caritas diocesana: grazie ai 31mila euro raccolti tra ottobre e dicembre scorso attraverso oltre una ventina di
iniziative di beneficenza, sono
stati acquistati e sono già in funzione per la Mensa Caritas un abbattitore termico, due celle frigorifero e una macchina da vuoto: tutti strumenti che permetto-
no il recupero dei cibi cotti che
altrimenti verrebbero sprecati.
L’iniziativa va avanti grazie anche alla firma di alcune convenzioni con ospedali che donano i
cibi in eccesso: «Attualmente,
grazie alla convenzione con un
ospedale, stiamo recuperando
100 porzioni di cibo (cioè circa
40 pasti al giorno) - spiega Francesco Ferrari, docente dell’Istituto salesiano don Bosco e uno
degli ideatori dell’iniziativa - ; a
breve, dovrebbero partire altre
convenzioni: il nostro obiettivo
è recuperare almeno 300 pasti al
giorno».
sodo dei cristiani e la dispersione di famiglie e comunità. Tanti
fratelli e sorelle nella fede stanno scrivendo una pagina della
storia con ‘l’ecumenismo del
sangue’, che li affratella, e noi
vogliamo essere al loro fianco
con ogni sollecitudine”. Le comunità cattoliche di Terra Santa,
grazie alla Colletta del Venerdì
Santo, “riceveranno il sostegno
per essere vicine ai poveri e ai
sofferenti senza distinzione di
credo o di etnia. Le parrocchie
manterranno aperte le porte a
ogni bisogno; così le scuole, ove
cristiani e musulmani insieme
preparano un futuro di rispetto e
collaborazione; gli ospedali e
ambulatori, gli ospizi e i centri di
ritrovo continueranno a offrire
la loro assistenza, affinché nello smarrimento di questi nostri
giorni, la carità ecclesiale faccia risuonare la parola di Gesù:
“Coraggio... non temete”.
4
IL PORTICO DEL TEMPIO
IL PORTICO
Il Papa. Nell’incontro con il Clero di Roma l’invito ad essere portatori di misericordia.
La Quaresima viene a squoterci
dal torpore e dal pericolo dell’inerzia
ROBERTO PIREDDA
A
LL’ANGELUS IL SANTO Padre
si è soffermato il modo
particolare sul Vangelo
della I Domenica di Quaresima che presentava l’episodio
delle tentazioni Gesù nel deserto.
Il tentatore «cerca di distogliere Gesù dal progetto del Padre, ossia dalla via del sacrificio, dell’amore che
offre se stesso in espiazione, per
fargli prendere una strada facile,
di successo e di potenza. Il duello
tra Gesù e Satana avviene a colpi di
citazioni della Sacra Scrittura». Il
Signore si oppone a queste tentazioni in modo netto e «ribadisce la
ferma volontà di seguire la via stabilita dal Padre, senza alcun compromesso col peccato e con la logica del mondo». Bisogna notare
come Gesù nelle sue risposte non
si mette a dialogare con Satana,
ma fa immediatamente riferimento alla Parola di Dio. Il Papa
trae da quest’aspetto un insegnamento importante per la vita spirituale dei cristiani: «Ricordiamoci di questo, nel momento della
tentazione, delle nostre tentazioni,
niente argomenti con Satana, ma
sempre difesi dalla Parola di Dio! E
questo ci salverà».
Al termine dell’Angelus Papa Francesco ha ricordato l’invito di Caritas
Internationalis ad aderire alla sua
campagna contro la fame nel mondo.
All’Udienza generale il Santo Padre
ha proposto una riflessione sul
tempo di Quaresima, richiamandone gli elementi essenziali: «rendimento di grazie a Dio per il mistero del suo amore crocifisso; fede
autentica, conversione e apertura
del cuore ai fratelli».
Il Mercoledì delle Ceneri il Papa ha
presieduto la Stazione Quaresimale nella Basilica di Santa Sabina all’Aventino. Nell’omelia della Messa
il Santo Padre ha posto l’accento
sul fatto che «la Quaresima viene
provvidenzialmente a risvegliarci,
a scuoterci dal torpore, dal rischio
di andare avanti per inerzia». Questo tempo ci ricorda come «è possibile realizzare qualcosa di nuovo
in noi stessi e attorno a noi, semplicemente perché Dio è fedele, è
sempre fedele, perché non può rinnegare se stesso, continua ad essere ricco di bontà e di misericordia,
ed è sempre pronto a perdonare e
ricominciare da capo».
In settimana è stato diffuso il Messaggio di Papa Francesco per la
Campagna di Fraternità organizzata dalla Chiesa brasiliana che ha
per tema: “Fraternità e tratta di esseri umani». Il Papa auspica «che i
cristiani e le persone di buona volontà possano impegnarsi perché
mai più un uomo o una donna, giovani o bambini, siano vittime della
tratta degli esseri umani». Per realizzare questo «la base più efficace
per ristabilire la dignità umana è
annunciare il Vangelo di Cristo nella campagna e nelle città, perché
Gesù vuole spargere la vita in abbondanza ovunque».
Nel consueto incontro d’inizio
Quaresima con il Clero della Diocesi di Roma, il Santo Padre ha incentrato la sua meditazione sul tema della misericordia, invitando i
sacerdoti a vivere con una profondità sempre maggiore questa
realtà: «Il prete è chiamato a imparare questo, ad avere un cuore che
LE OMELIE DEL PAPA A SANTA MARTA
cose’. Ci sono! E io vi dico che oggi
ci sono più martiri che nei primi
tempi della Chiesa […] Sono condannati perché hanno una Bibzioni ci sono. Dobbiamo aiutare bia. Non possono portare il segno
affinché crescano, affinché il Si- della croce. E questa è la strada di
gnore possa entrare in quei cuori Gesù. Ma è una strada gioiosa,
e dare questa gioia indicibile e perché mai il Signore ci prova più
gloriosa che ha ogni persona che di quello che noi possiamo portasegue da vicino Gesù».
re. La vita cristiana non è un vantaggio commerciale, non è un faIl 4 marzo il Santo Padre ha ap- re carriera: è semplicemente seprofondito il tema dei cristiani guire Gesù!»
perseguitati per la propria fede,
prendendo spunto dal Vangelo Lo stile del cristiano è legato alla
del giorno, dove il Signore pro- Croce, al seguire Cristo con cometteva a chi lo segue il centu- raggio giorno per giorno (cfr Lc
plo in ciò che viene lasciato in- 9, 22-25). Su questo si è soffersieme però alle persecuzioni (Mc mato il Papa nella sua omelia del
10, 28-31).
6 marzo.
Il coraggio della fede
ell’omelia del 3 marzo
Papa Francesco si è
concentrato sul tema
delle vocazioni, in modo specifico su quelle di speciale
consacrazione, a partire dalla pagina evangelica del “giovane ricco” (Mc 10, 17-27).
N
«Dobbiamo pregare perché il cuore di questi giovani possa svuotarsi, svuotarsi di altri interessi,
di altri amori, perché il cuore divenga libero. E questa è la preghiera per le vocazioni: ‘Signore,
mandaci, mandaci suore, mandaci preti, difendili dall’idolatria,
dall’idolatria della vanità, dall’idolatria della superbia, dall’idolatria del potere, dall’idolatria del
denaro’. E la nostra preghiera è per
preparare questi cuori per poter
seguire da vicino Gesù […] Aiuta,
Signore, questi giovani, perché siano liberi e non siano schiavi, perché abbiano il cuore soltanto per
te, e così la chiamata del Signore
può venire, può dare frutto. E questa è la preghiera per le vocazioni.
Dobbiamo farne tanta: pregare.
Ma, sempre stare attenti: le voca-
«Il mondo non tollera la divinità
di Cristo. Non tollera l’annuncio
del Vangelo. Non tollera le Beatitudini. E così la persecuzione: con
la parola, le calunnie, le cose che
dicevano dei cristiani nei primi
secoli, le diffamazioni, il carcere… Ma noi dimentichiamo facilmente. Ma pensiamo ai tanti
cristiani, 60 anni fa, nei campi,
nelle prigioni dei nazisti, dei comunisti: tanti! Per essere cristiani!
Anche oggi… ‘Ma oggi abbiamo
più cultura e non ci sono queste
«Noi non possiamo pensare la vita cristiana fuori da questa strada.
Sempre c’è questo cammino che
Lui ha fatto per primo: il cammino dell’umiltà, il cammino anche
dell’umiliazione, di annientare se
stesso, e poi risorgere. Ma, questa è
la strada. Lo stile cristiano, senza
croce non è cristiano, e se la croce
è una croce senza Gesù, non è cristiana. Lo stile cristiano prende la
croce con Gesù e va avanti. Non
senza croce, non senza Gesù. E
questo stile ci salverà, ci darà gioia
si commuove. I preti - mi permetto
la parola - “asettici” quelli “di laboratorio”, tutto pulito, tutto bello,
non aiutano la Chiesa. La Chiesa
oggi possiamo pensarla come un
“ospedale da campo”. Questo scusatemi lo ripeto, perché lo vedo così, lo sento così: un “ospedale da
campo”. C’è bisogno di curare le ferite, tante ferite! Tante ferite! C’è
tanta gente ferita, dai problemi materiali, dagli scandali, anche nella
Chiesa. Gente ferita dalle illusioni
del mondo. Noi preti dobbiamo essere lì, vicino a questa gente. Misericordia significa prima di tutto curare le ferite».
Sempre in settimana Papa Francesco ha ricevuto in udienza una Delegazione del Consiglio Ecumenico
delle Chiese. A loro ha mostrato come «la via verso la comunione piena e visibile è un cammino che risulta ancora oggi arduo e in salita».
Allo stesso tempo, afferma sempre
il Papa, «lo Spirito però ci invita a
non aver timore, ad andare avanti
con fiducia, a non accontentarci
dei progressi che pure abbiamo potuto sperimentare in questi decenni». In questo cammino occupa un
ruolo centrale l’ecumenismo spirituale: «Solo con spirito di preghiera umile e insistente si potrà avere
la necessaria lungimiranza, il discernimento e le motivazioni per
offrire il nostro servizio alla famiglia
umana, in tutte le sue debolezze e le
sue necessità, sia spirituali che materiali».
e ci farà fecondi, perché questo
cammino di rinnegare se stessi è
per dare vita, è contro il cammino
dell’egoismo, di essere attaccato a
tutti i beni soltanto per me».
Il 7 marzo Papa Francesco ha mostrato il significato della vera
mortificazione (cfr Mt 9, 14-15),
che non può essere autentica se
non diventa carità concreta verso
i fratelli, specie i più deboli.
«Quello è il digiuno che vuole il
Signore! Digiuno che si preoccupa
della vita del fratello, che non si
vergogna - lo dice Isaia stesso della carne del fratello. La nostra
perfezione, la nostra santità va
avanti con il nostro popolo, nel
quale noi siamo eletti e inseriti. Il
nostro atto di santità più grande è
proprio nella carne del fratello e
nella carne di Gesù Cristo. L’atto di
santità di oggi, nostro, qui, nell’altare, non è un digiuno ipocrita:
è non vergognarci della carne di
Cristo che viene oggi qui! E’ il mistero del Corpo e del Sangue di
Cristo. E’ andare a dividere il pane
con l’affamato, a curare gli ammalati, gli anziani, quelli che non
possono darci niente in contraccambio: quello è non vergognarsi
della carne!».
DOMENICA 16 MARZO 2014
pietre
PAKISTAN
Cristiana uccisa
dai talebani
Una giovane ragazza cristiana è
stata uccisa dai talebani pakistani
nella regione settentrionale del
Pakistan. La ragazza aveva trascorso alcuni mesi in fuga e nel nascondimento con suo cugino, un
musulmano convertitosi al cristianesimo alcuni anni fa. Dopo la conversione, l’uomo è considerato
“apostata” e da allora è nel mirino
dei talebani, che intendono eliminarlo. Nei giorni scorsi alcuni militanti hanno scoperto il nascondiglio
dei due: nella fuga la ragazza è stata raggiunta da un proiettile e uccisa, mente l’uomo, per ora, è riuscito a scappare.
NELL’OGADEN (ETIOPIA)
Un missionario unica
presenza cattolica
Padre Christopher Hartley Sartorius, spagnolo di 55 anni, missionario diocesano di Toledo, è l’unico
sacerdote cattolico che abbia mai
raggiunto la regione somala dell’Etiopia chiamata Ogaden, dove vive
ormai da 7 anni, completamente
solo, nella località di Gode, in un
territorio completamente musulmano. In quella regione, al confine
con la Somalia, non c’era mai stata alcuna presenza della Chiesa
cattolica né tantomeno le missionarie del loro ordine. Si tratta di una
zona totalmente musulmana, per la
maggior parte composta
da clan nomadi di etnia
somala, dediti
quasi
esclusivamente alla transumanza con le loro mandrie di cammelli. Padre Christopher si ritrova a Gode, cittadina con meno di 50mila abitanti, per
tre quarti analfabeti. Quasi ogni
giorno celebra la Messa da solo o
con al massimo 3 o 4 fedeli. È in
comunione con il Vescovo del gigantesco Vicariato Apostolico di
Harar, mons. Woldetensay, anche
se sono separati da oltre mille chilometri di sabbia e il sacerdote cattolico più vicino a questa missione
si trova a 700 chilometri di distanza.
NEGLI EMIRATI ARABI
Una parrocchia
con 400mila fedeli
La comunità parrocchiale cattolica
più grande del mondo forse è a Dubai. Sono 400mila i fedeli cattolici
che vivono nel territorio assegnato
alla parrocchia di Santa Maria, nella città più popolosa degli Emirati
Arabi Uniti. Lo spazio della chiesa
può ospitare 1700 persone, ma risulta troppo piccolo per la moltitudine di fedeli che prendono parte
alle messe, anche a quelle infrasettimanali. Così la partecipazione
di tutti alle liturgie viene garantita
tramite gli altoparlanti e i maxischermi posizionati nella piazza antistante alla parrocchia. Nelle solennità liturgiche, arrivano a accalcarsi nell'area anche più di 20mila
fedeli.
DOMENICA 16 MARZO 2014
IL PORTICO DEI GIOVANI
IL PORTICO
5
Pastorale giovanile. Il prossimo 7 giugno a Roma l’incontro nazionale del CSI con il Santo Padre.
Le società sportive incontrano Papa Francesco,
un evento che mette al centro sport e valori
CSI e Ufficio diocesano
di Pastorale giovanile
propongono insieme
la possibilità di essere
presenti all’incontro
del 7 giugno a Roma
FEDERICA BANDE
L CENTRO SPORTIVO Italiano è
un'associazione che da ben
settanta anni si occupa di
sport non solo nell'ambiente
squisitamente sportivo come le
società, ma anche nelle scuole e
nelle parrocchie. Scommettendo
sul messaggio e sui valori che l'attività sportiva porta con se e consente di sviluppare, il CSI quest'anno, per festeggiare il suo settantesimo anniversario, ha organizzato una giornata di festa a
cui sono invitati tutti coloro che
avranno il piacere di partecipare. Ciò che rende speciale questa
ricorrenza è che Papa Francesco
parteciperà in prima persona all'evento che si terrà il 7 giugno a
Roma a Città del Vaticano. Infatti,
in occasione dei settanta anni di
CSI Piazza San Pietro verrà trasformata in un grande campo
sportivo ed il pontefice incontrerà
tutte le associazioni e società
sportive, i giovani e gli adulti che
saranno presenti il 7 giugno.
L'Ufficio di CSI e quello della Pa-
I
l'andata e del ritorno, oltre che i
pasti, sono stati previsti ed inseriti
nel programma studiato per l'occasione. L'invito a partecipare a
questo importante evento è estesa a tutti : parrocchie, oratori, associazioni sportive, giovani, ragazzi e adulti che recandosi a Roma per questa festa, coglieranno
l'occasione per vivere una giornata indimenticabile all'insegna
dello sport e sotto lo sguardo e la
benedizione del Santo Padre. Avere l'opportunità di rivedere Papa
Francesco dopo il 22 settembre e
condividere con centinaia di persone dei valori che solo lo sport è
capace di veicolare alla perfezione è molto semplice. Visitando il
sito www.csicagliari.it/papafrancesco sarà possibile prendere visione dell'iter dell'evento e di tut-
te le informazioni relative alle
modalità d'iscrizione. Infatti per
poter partire è necessario iscriversi e versare una piccola quota
di partecipazione comprensiva
di tutti i trasporti, i pasti e pernottamento, oltre che del kit e dei
pass. Le iscrizioni sono aperte già
dalla scorsa settimana. L'Ufficio
di Pastorale Giovanile e il Centro
Sportivo Italiano sono a disposizione per qualsiasi chiarimento
ed informazione; potrete contattare la segreteria al numero 324
8433070 a cui risponderanno Federica o Matteo dal lunedi al venerdi, oppure inviare una mail
all'indirizzo [email protected] o ancora visitare
la pagina internet dedicata al
link www.csicagliari.it/papafrancesco.
è grazie a questa collaborazione, a
questo affiatamento che la serata
ha superato tutte le aspettative. E'
stata una giornata pazza, corse
avanti e indietro, urla, stress e continua fretta, ma abbiamo cantato e
ballato tutti insieme, ci siamo emozionati e siamo stati fieri di noi stessi. Oltre ad essere stata un'iniziativa benefica per aiutare il prossimo
è stata anche un'occasione per
unirci ancora di più, un qualcosa
che ci ha fatto crescere moltissimo
e ci ha fatto diventare, almeno per
una sera, una vera a propria squadra. Tutto questo, ovviamente, non
sarebbe stato possibile senza il nostro professore, don Davide Curreli, che è stato la nostra guida, ha fatto si che tutto andasse per il verso
giusto, ci ha rassicurati e ci ha spronati.
Grazie a lui abbiamo tirato fuori il
meglio di noi, abbiamo lavorato
duramente e i nostri sforzi sono stati ripagati. E' stata un'esperienza
irripetibile e fuori dall'immaginabile, sembra davvero che sia stato
un sogno da quanto è stato irreale e
magico. Dovrebbero provarci tutti, dovrebbero vivere tutti un'esperienza del genere, per capire quanto è bello lavorare e sforzarsi per
aiutare il prossimo e usare il proprio talento, la propria vocazione
o la propria passione per aiutare
qualcuno.Tutti noi abbiamo un talento, una passione, e metterci in
gioco e usarla come mezzo per fare
del bene è la cosa più appagante e
che rende più fieri. Perché il bene
porta altro bene e non importa in
quale fede tu creda o meno, ognuno di noi possiede la volontà di aiutare il prossimo, e questo ce l'abbiamo tutti nel cuore.
La quarta I del Liceo classico
“Siotto Pintor”
Il logo dell’appuntamento del CSI con Papa Francesco.
storale Giovanile della nostra diocesi si sono preoccupate di creare un programma di partecipazione accessibile a tutti, in modo
da consentire a chiunque si mostri interessato, le notizie e gli
strumenti necessari per riuscire
ad essere presenti in questa importante data a Roma. L'organizzazione proposta dal CSI e dalla
PG prevede il trasporto con nave
Tirrenia da Cagliari verso Civitavecchia, il servizio di pullman privati e la distribuzione dei pasti
per tutta la durata del soggiorno,
oltre che la consegna del kit creato per l'evento ed il pass, fondamentale per accedere alle aree riservate in Piazza San Pietro, dalle
quali sarà possibile vedere ed
ascoltare Papa Francesco. Tutti i
trasporti marittimi e terrestri del-
“Siotto’s Got Talent”:
studenti alla prova
per la solidarietà
Ha registrato un buon
successo l’iniziativa
degli alunni
del liceo “Siotto”
di Cagliari
O SCORSO 28 Febbraio, i locali
del Seminario Arcivescovile
di Cagliari, hanno ospitato
uno spettacolo di beneficenza organizzato dalla classe quarta I del liceo classico Siotto Pintor. Lo spettacolo, presentato al pubblico con il
nome "Siotto's Got Talent" consisteva nelle varie esibizioni, dal canto alla giocoleria, dalla ginnastica
artistica alla danza, che i ragazzi del
liceo hanno eseguito durante la serata davanti ad un pubblico di circa
quattrocento persone.
I biglietti sono stati venduti con
successo, e dentro la struttura è stato anche adibito un banco dolci, in
L
modo da far fruttare qualche soldo in più ed offrire agli spettatori
uno spuntino gustoso. L'evento è
stato organizzato dentro al contesto del concorso "Giovani Solidali" istituito dalla Caritas. Tutti i soldi raccolti andranno all'associazione citata e saranno devoluti in
beneficenza.
“Perché il bene porta altro bene”: è
stata forse questa la frase che ha
dominato la serata della prima edizione del Siotto's Got Talent. Tutti
noi eravamo pronti, ognuno aveva
un proprio ruolo e sapeva esattamente che cosa dovesse fare in seminario: c'era chi stava nel botteghini, c'erano i talenti, dei normalissimi studenti del Siotto che hanno messo a disposizione il loro talento per una causa bellissima:
ognuno sapeva che quelle piccole
ore della sua vita che stava dedicando a questo spettacolo, in realtà
le stava dedicando al bene e alla
carità.
Denis Diderot, filosofo francese del
Settecento, scrive: “Non basta fare il
bene, bisogna anche farlo bene” e
noi studenti abbiamo fatto brillantemente, con lo spettacolo Siotto's
Got Talent, entrambe le cose.
Far parte di questo progetto, spendere tempo ed energie per organizzarlo e vedere il successo riscosso ha portato un sacco di soddisfazione. Tutta la classe è stata
coinvolta, ognuno ha dato il suo ed
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IL PORTICO
IL PORTICO DEI GIOVANI
DOMENICA 16 MARZO 2014
Giovani. Nella parrocchia orionina di Selargius un musical su San Francesco: la via estetica come iniziazione.
“L’amore quello vero”, la grande storia
di Francesco e Chiara interroga i giovani
Lo spettacolo diventa
provocazione per tutti
i ragazzi che lo hanno
messo in scena.
La vita del poverello di
Assisi interroga molti
sul proprio stile di vita
DON GINO MORO
La
domanda non attraversa solo l'agire della
Chiesa, ma la raggiunge
e coinvolge - e direi sconvolge salutarmente - nella sua stessa
identità. È un nuovo accesso al
vangelo di Dio, quale senso della
vita. Nella svolta culturale in atto
la domanda sul “come” trascina
con sé la domanda sul “contenuto” e sul suo evento tanto dentro
al mondo dell'io, di chi propone il
vangelo, quanto di chi lo accoglie.
Un esempio. In settembre ci siamo detti: proponiamo un recital
ai giovani. Abbiamo scelto “L'Amore quello vero, storia di Francesco e Chiara”, trenta giovani
hanno accettato. Partono le riunioni: conoscere il testo. scegliere i personaggi, avviare le prove.
Quattro mesi di lavoro! Finalmente la prima il 15 febbraio, con
due ore di spettacolo e 200 partecipanti. Un risultato sorprendente per tutti, primi i ragazzi.
Si raccontano. Per prima cosa c'è
C
OME EVANGELIZZARE?
il loro assoluto stupore. “Non
avremmo mai pensato di trovarci così bene: con noi stessi, fra di
noi, con la parte da rappresentare. Siamo diventati gruppo. Ci
siamo identificati con la storia. Ci
siamo conosciuti meglio. La gente si è commossa con noi e più di
noi. Nessuno ha fatto brutta figura. La gente ha partecipato così
intensamente come se fosse sul
palco con noi. Siamo stati i portavoci di un amore così grande e è
nato in tutti il desiderio di continuare a mettere a frutto i doni che
il Signore ci ha dato per portare
un messaggio di speranza”.
Per seconda cosa i giovani dicono
di essersi entusiasmati. “Siamo
felici e orgogliosi: non pensava-
mo di riuscire ad essere così tanto uniti e solidali. È nata e cresciuta l’amicizia, la voglia di mettersi in gioco per qualcosa di
grande, che cambia la vita. È nato in tutti il desiderio di sperimentare l'amore, quello vero”.
Per terza cosa i giovani hanno accolto il messaggio della vita di
Francesco e Chiara. “Quello che
conta non sono i soldi, ma i sentimenti e la voglia di aiutare coloro che hanno bisogno.
Si raggiunge la felicità tramite la
povertà, messaggio liberante, opposto a quello che è più in voga
oggi. Questi due santi hanno capito e trasmesso il valore delle cose: hanno rinunciato a tutto, andando anche contro il volere dei
genitori. Ci hanno fatto capire che
la felicità passa attraverso lo spogliarsi di tutto ciò che é superfluo,
abbandonandosi alla grazia e alla preghiera, camminando verso
Dio, unico vero obiettivo della vita. Francesco è l'iniziatore di una
chiesa fatta di povertà e amore
che grazie a Papa Francesco sta
finalmente venendo fuori”.
Questa esperienza giovanile che
ha contagiato anche gli adulti, indica il metodo da seguire per
evangelizzare, oggi.
La grande via attraverso la quale
portare alla luce l'agire salvifico
– portarlo a coscienza narrativa e
celebrativa - non può che obbedire alla legge dell'armonia culturale. Ogni epoca obbliga ad aggiornare il suo Discorso sul Metodo. Le diverse svolte che hanno
preceduto e determinato l'attuale clima culturale possono essere
sintetizzate attorno all'irruzione
del mondo del soggetto e dei suoi
Gli esercizi spirituali
come tempo di grazia
Mons. Ughi ha predicato gli esercizi ai seminaristi
MANUEL BRUNO USAI
L
A COMUNITÀ DEL Pontificio Se-
minario Regionale Sardo, la
quale accoglie i giovani che,
provenienti dalle dieci diocesi sarde, seguono la vocazione particolare al sacerdozio
ministeriale attraverso la donazione
della propria vita al
servizio delle comunità, ha appena
concluso il giro di
boa dell’anno formativo con l’appuntamento degli
esercizi spirituali
vissuto nelle scorse
settimane. La pratica degli esercizi,
ampiamente diffusa nella Chiesa,
che nella sua formulazione originaria è il frutto delle esperienze
mistiche di s. Ignazio di Loyola, è
stata il momento rinfrancante e
rigenerante dal quotidiano impegno formativo. La consuetudine
di uscire dagli ambiti di vita di ogni
giorno ha portato i quarantotto
candidati al presbiterato, unitamente all’equipe
formativa, dalla moderna e funzionale
sede di via Parraguez
a Cagliari verso Sassari presso la casa
delle Figlie della Carità. Le religiose, prevalentemente a riposo, hanno accolto
con gioia e accompagnato con premura e discrezione le
giornate scandite
dalle meditazioni predicate da
mons. Ugo Ughi e imperniate intorno alla celebrazione eucaristi-
La comunità del Seminario Regionale durate gli esercizi. Sotto a sinistra Mons. Ughi.
ca, centro e culmine delle silenziose giornate turritane. L’esperienza, maturata del predicatore
negli anni in cui ha svolto delicati
servizi quale padre spirituale prima e rettore poi del seminario umbro, e l’attuale incarico di direttore spirituale presso il Seminario
Lombardo a Roma, unitamente a
quella lunga e densa presso l’Azione Cattolica, ha conferito a
questi esercizi un respiro universale, unità e continuità anche at-
traverso i frequenti richiami al magistero. Il baricentro è stato principalmente sulla formazione
umana, alla luce della Scrittura e
della Tradizione.
La scelta quanto mai indovinata
di portare l’accento sul pilastro
della formazione umana, pur investendo anche quello pastorale,
teologico e spirituale, ha consentito di rivolgere la propria capacità introspettiva su quegli aspetti della propria vita su cui eserci-
vissuti profondi. Sospettosi, in altre epoche, su questo approccio
esperienziale, oggi nessuno ignora che il vangelo è tale solo se si
impone al mondo dell'io come
buona notizia.
Viene tolto il velo all'enigma della propria condizione e si esperimenta qualcosa che rende plausibile dirsi: “Beato me!”.
Un metodo che conduca alla
beatitudine: ecco la sfida globale
della comunicazione del Vangelo
e il segreto dell'iniziazione. Data
l'attuale rilevanza antropologica
del desiderio, e del ruolo interno
ad esso della vibrazione emotiva, la via estetica appare determinante.
Un contenuto cristiano vero e
centrale come – Gesù è il Signore
– apparirà irrilevante se non non
risulterà “bello e buono” qui e ora
per me, vincente nella comparazione oggi agguerrita tra altre
proposte accattivanti.
tare una più intensa azione formativa. I lunghi spazi di preghiera personale, l’adorazione Eucaristica e la celebrazione della Liturgia delle Ore comunitaria hanno contribuito a creare le condizioni ottimali per consentire a ogni
seminarista di trovare il proprio
spazio intimo di interiorità interrogandosi al contempo sul mistero della propria vocazione. I più
giovani, che si trovano in cammino verso la scelta tendenzialmente definitiva del ministero presbiterale, hanno ricevuto alcune piste
di riflessione sulle quali orientare
le proprie meditazioni. Coloro che
nel secondo e terzo biennio sono
immersi già negli studi più prettamente teologici si sono confrontati con la reale possibilità di
fare sintesi, nel declinare ciò che lo
studio accademico offre, e calarlo
nella propria interiorità. Coloro i
quali si apprestano a ricevere i ministeri di lettore e di accolito hanno utilizzato questo tempo di grazia per interrogarsi, prepararsi e
disporsi all’accoglimento di questi
ministeri di servizio e rapporto privilegiato con la Parola, i primi, e
con l’Eucarestia i secondi, cogliendo la rara opportunità di fare
questa esperienza intima vivendo al contempo nella comunità.
IL PORTICO DI CAGLIARI
DOMENICA 16 MARZO 2014
L’intervista. Parla Filippo Dispenza, da tre mesi alla guida della Questura di Cagliari.
Dispenza: bisogna prevenire i reati
per garantire la sicurezza dei cittadini
Il Questore descrive
il lavoro suo e quello
dei collaboratori.
A Cagliari e in provincia
sono in crescita
i crimini legati alla droga
ROBERTO COMPARETTI
A CIRCA tre mesi è alla
guida della Questura di
Cagliari. Filippo Dispenza, in questo breve lasso di tempo ha dato un ulteriore impulso al lavoro di prevenzione del crimine in città e
nell’hinterland. “E’ fondamentale per noi – dice – lavorare per far
sì che i cittadini abbiano la maggior sicurezza possibile. Alcuni
risultati sono stati ottenuti con
numerose indagini avviate, alcune concluse, altre invece sono in
corso e da parte mia e di tutti i
miei collaboratori c’è il massimo
impegno per prevenire e contrastare fenomeni criminali di qualsiasi natura”.
Quale realtà ha trovato al suo
arrivo in Sardegna?
Ho imparato a conoscere la vostra Isola nel corso delle mie vacanze estive, ma quando mi è stato comunicato che sarei venuto
alla guida della Questura di Cagliari mi sono informato ed ho
subito indirizzato il lavoro verso
quei fenomeni che maggiormente interessano Cagliari e la
sua provincia. Mi riferisco ai problemi legati al traffico di stupefa-
D
Il Questore di Cagliari, Filippo Dispenza.
centi o a quelli legati ai reati contro il patrimonio. In questi giorni
siamo stati impegnati nella zona
di Capoterra dove c’è stato un incremento dei furti, specie nelle
zone agricole. Il lavoro di prevenzione e di contrasto interessa
poi anche i commissariati che
fanno parte della nostra struttura, Iglesias, Quartu, Carbonia e
Cagliari Sant’Avendrace.
Come state agendo sul territorio?
Abbiamo intensificato il lavoro
delle pattuglie sul territorio, con
un maggior numero di agenti per
le strade, in particolar modo
quelli del reparto prevenzione
crimine, che ha sede ad Abbasanta. Ho chiesto ed ottenuto dal
Dipartimento di Sicurezza di ave-
re il supporto del reparto tutti i
giorni della settimana, al fine di
portare avanti un lavoro di controllo del territorio, in modo da
fornire maggiori garanzie ai cittadini, elevando il grado di sicurezza effettivo, oltre che quello
percepito.
Le cronache registrano un crescendo di operazioni delle forze
dell’ordine. Qual è la situazione?
Indubbiamente ciò che ho registrato è che un maggior controllo del territorio e con più pattuglie che girano è più facile fare
un’operazione di prevenzione,
specie dei reati predatori. Negli
ultimi tempi il numero dei reati
contro il patrimonio è in crescita,
per questo dobbiamo essere più
presenti, per scoraggiare i reati e
dare più sicurezza ai cittadini
non solo di Cagliari ma anche
della provincia.
Tra le prime prove alle quali ha
dovuto far fronte gli scontri allo
stadio in occasione della gara
del Cagliari contro la Juventus.
È intollerabile che ci siano persone che vedano le forze dell’ordine come dei nemici. È inconcepibile che presunti tifosi, perché i tifosi non agiscono così, abbiano attaccato deliberatamente
le forze dell’ordine dopo la gara
di calcio. Io stesso ero presente
allo stadio ed ho visto lancio di
sassi verso Polizia, Carabinieri e
Finanzieri presenti lì per assicurare l’incolumità di chi voleva seguire la gara. Grazie al lavoro dei
miei collaboratori siamo riusciti
ad identificare i protagonisti delle violenze ed ho emesso 40 provvedimenti di Daspo, il divieto di
assistere la gare sportive, per un
periodo che va dai 2 ai 5 anni.
Credo che non sia finita qui, perché non si va allo stadio per generare violenza.
Lei attualmente opera nell’ambito dell’Interpol. Quale ruolo
riveste la Sardegna nello scenario del crimine mondiale?
La Sardegna ha un ruolo fondamentale come il resto della Penisola. La nostra Questura è tuttora impegnata in operazioni di Interpol per il contrasto al crimine
internazionale, che ha nella Sardegna ma non solo, un punto
strategico per determinate operazioni con contatti in diverse zone del mondo.
società sportiva
con codice federale, alla
quale partecipa la Dinamo
Banco di Sardegna, ma la cui sede
non sarà a Sassari, ma a Cagliari, e
che diventa una delle società satelliti della Dinamo. È “Dinamo Lab”,
il nuovo progetto per sostenere il
movimento regionale della pallacanestro, una società satellite della
Dinamo Sassari che il prossimo anno mira a disputare il campionato
di Lega Silver, la terza serie italiana.
Il coach Meo Sacchetti e il direttore sportivo Federico Pasquini sceglieranno i giocatori in prospettiva
prima squadra, in vista di una crescita di pari passo a quella del settore giovanile. L'obiettivo è quello
di collaborare con tutti, per continuare a seminare entusiasmo, portando ovunque nell'Isola il modus
U
NA NUOVA
brevi
IL 19 MARZO
Giornata della
solidarietà e del lavoro
Mercoledì 19 marzo, solennità di
San Giuseppe sposo della B.V.
Maria, la Diocesi celebra la “Giornata della solidarietà e del lavoro”. La giornata si terrà
nella parrocchia di Sant’Elia in Cagliari.
Alle 16.30, al
Lazzaretto, è
prevista una tavola rotonda dal
tema: “Giovani Chiesa Lavoro”.
Alle 19.00 l’arcivescovo Arrigo
Miglio presiederà la santa messa
nella chiesa parrocchiale di
Sant’Elia. Maggiori informazioni
sul sito www.chiesadicagliari.it.
DOMENICA IN SEMINARIO
Rinnovo del mandato
ai ministri straordinari
I ministri straordinari che hanno
già ricevuto il mandato e per i
parroci hanno previsto il rinnovo
dell’incarico, sono invitati domenica nei locali del Seminario Arcivescovile dalle 16 alle 19, per
un incontro che
si concluderà
con la S. Messa
presieduta dall’Arcivescovo.
È essenziale
che il parroco o
il cappellano
oppure il rettore
segnali il nome dei ministri ai
quali viene rinnovato il mandato. È possibile segnalare i nomi
via e-mail all’indirizzo: [email protected].
LA FACOLTÀ TEOLOGICA
Il teologo francese Ghislain
Lafont, a lungo docente a Roma
all'Università Gregoriana e a
Sant'Anselmo, sarà presente a
Cagliari, lunedì 17 marzo 2014
alla Facoltà Teologica della Sar-
Al via in Città il nuovo progetto della società sassarese.
operandi della Dinamo Banco di
Sardegna. Una vera e propria palestra che possa consentire ai giovani di formarsi e ad altri di recuperare, ambientarsi e esprimersi
al meglio. Una base da cui partire
facendo squadra da Cagliari ma
coinvolgendo l'intera Isola. Sarà
un laboratorio in mano della Dinamo in funzione della pallacanestro, disciplina che, grazie anche
quanto sta facendo la società sassarese, coinvolge tutta l’Isola. I dati parlano di una base di 12mila
tesserati in Sardegna, prima regione in Italia per praticanti. Un movimento in crescita con ampi spazi di sviluppo, soprattutto in ambito giovanile.
Una squadra che punta a diventare il bacino dei futuri giocatori della Dinamo, una vetrina ed un palcoscenico importante per giocatori, come Esben Reinholt ora in
7
Il 17 marzo ospita
il teologo Lafontz
Dinamo Lab: aiutare e
far crescere il basket
R. C.
IL PORTICO
Spagna, che potranno avere spazio. Un punto di riferimento utile a
fare un passo in avanti. Alcuni segni sono stati lasciati come la formula itinerante dei Dinamo Camp,
con il modello Dinamo Sassari
messo a disposizione di tutti. La
creazione di questa nuova società
che disputa il suo campionato,
permette di crescere ai propri giocatori, i quali a loro volta potrebbero far parte del roster sassarese.
Un laboratorio nel quale competenza, talento e opportunità saranno gli elementi più importanti
per giovani cestisti isolani, ma non
solo: l’intero movimento della pallacanestro sardo può continuare
a crescere. Il progetto è stato sviluppato in sinergia tra la società
sassarese del patron Stefano Sardara e la Federazione pallacanestro sarda, guidata da un uomo che
di basket se ne intende come Bruno Perra. Unire da un lato la competenza e il blasone della Dinamo
e dall’altra la realtà del panorama
cestistico isolano: mettendo insieme queste due componenti c’è di
che sperare per il basket sardo.
degna, per un incontro-dibattito
con docenti, studenti e con tutti
coloro che sono interessati. Il titolo dell'incontro è: "Che cosa
possiamo sperare? Ovvero come 'pensare' e 'dire' oggi Dio e
l'uomo?". L'appuntamento è
previsto per le 17 nell'aula tesi
della facoltà. Seguiranno domande e interventi dei docenti e
del pubblico. L’incontro è organizzato dal Dipartimento di Filosofia e Scienze umane della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna.
8
IL PORTICO DE
IL PORTICO
II DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)
dal Vangelo secondo Matteo
I
n quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le
sue vesti divennero candide come la luce. Ed
ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò
qui tre capanne, una per te, una per Mosè e
una per Elia». Egli stava ancora parlando,
quando una nube luminosa li coprì con la
sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che
diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui
ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia
a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non
temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione,
prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto
dai morti».
Mt 17, 1-9
DON ANDREA BUSIA
il portico della fede
G
li evangelisti ci lasciano intendere che,
all’interno del gruppo dei dodici apostoli, esistesse un gruppo ristretto, particolarmente vicino a Gesù, chiamato a stargli vicino in momenti particolari, questo
gruppetto, composto da Pietro, Giacomo
e Giovanni, e talvolta da Andrea viene
messo in evidenza soprattutto in alcuni
episodi: quello della trasfigurazione, come vediamo nel nostro brano, la guarigione/risurrezione della figlia del capo
della sinagoga (Mc 5,21-43), nell’ora della prova sul Getsemani (Mc 14,33ss).
Tutti questi episodi richiamano in maniera molto diretta l’evento della passione-risurrezione, e a questi si può aggiungere tranquillamente la corsa di Pietro e
Giovanni al sepolcro vuoto il giorno di
Pasqua (Gv 20,3ss) e il primo miracolo
compiuto da Pietro e Giovanni assieme
dopo la risurrezione (At 3).
Questo gruppo “ristretto” diventa l’interlocutore privilegiato di Gesù in molti ca-
Fu trasfigurato dav
si in cui si tratta di aprire gli occhi sul mistero della passione-morte-risurrezione.
Non è un caso che Pietro, appartenente a
questo gruppo ristretto, sarà poi chiamato a confermare i suoi fratelli nella fede
pascendo il gregge di Gesù (Gv 21,15-19).
Se quanto detto finora è vero allora siamo
chiamati a leggere il brano odierno sotto
la lente del mistero della risurrezione di
Gesù, la cosa non dovrebbe sorprenderci
in maniera particolare visto che già l’immagine della trasfigurazione è un richiamo abbastanza forte a “ciò che sarà”.
Nella Bibbia questo non è l’unico episodio di trasfigurazione, ne esiste un altro
molto importante in cui il protagonista
è Mosè: “Quando Mosè scese dal monte
Sinai - le due tavole della Testimonianza
si trovavano nelle mani di Mosè mentre
egli scendeva dal monte - non sapeva che
la pelle del suo viso era diventata raggiante, poiché aveva conversato con lui.
Ma Aronne e tutti gli Israeliti, vedendo
che la pelle del suo viso era raggiante, eb-
bero timore di avvicinarsi a lui. Quando
Mosè ebbe finito di parlare a loro, si pose
un velo sul viso.
Quando entrava davanti al Signore per
parlare con lui, Mosè si toglieva il velo,
fin quando fosse uscito. Una volta uscito,
riferiva agli Israeliti ciò che gli era stato ordinato. Gli Israeliti, guardando in faccia
Mosè, vedevano che la pelle del suo viso
era raggiante.
Poi egli si rimetteva il velo sul viso, fin
quando fosse di nuovo entrato a parlare
con lui” (Es 34,29-30.33-35). Il confronto
tra l’episodio di Mosè e quello del vangelo ci permette di notare alcuni aspetti, in
entrambi i casi abbiamo un volto trasfigurato, “brillante”, tanto da non poter essere guardato e in entrambi i casi troviamo la presenza di Mosè, ma ad essere più
importanti sono le differenze che ci permettono di vedere la novità evangelica:
Dio parlava con Mosè, il trasfigurato, ora
invece non si rivolge a Gesù bensì ai suoi
apostoli, è a loro che si rivolge la voce;
Gesù sale al monte in compagnia dei tre
apostoli, non da solo come Mosè; inoltre
Gesù incoraggia e sostiene i suoi apostoli timorosi invitandoli a rialzarsi e a non
temere.
La differenza più importante è però un’altra: se il volto di Mosè è stato trasfigurato
a causa del dialogo con Dio, quello di Gesù lo è prima della manifestazione di Dio.
Gesù è in perenne comunione con il Padre e per questa ragione non c’è, di fatto,
un prima e un dopo. La voce del Padre è,
infatti, rivolta agli apostoli; Dio non ha
bisogno di rivolgersi direttamente a Gesù
così come non aveva un tale bisogno al
momento del Battesimo.
Questo episodio è finalizzato a mostrare
ciò che sarà al momento della risurrezione affinché gli apostoli, portando nel cuore questa visione e l’incoraggiamento di
Gesù “Alzatevi e non temete”, assieme alla voce del Padre, possano superare la
prova della passione e godere e testimoniare i frutti della resurrezione.
IL CAMMINO QUARESIMALE
All’ultima Udienza generale, che coincideva con il Mercoledì
delle Ceneri, Papa Francesco si è soffermato sul significato del tempo quaresimale che conduce al Triduo Pasquale,
«memoria della passione, morte e risurrezione del Signore,
cuore del mistero della nostra salvezza».
Il Santo Padre ha mostrato come dalla Quaresima nascano
due inviti essenziali per la vita di ogni cristiano: scoprire più
profondamente la forza della redenzione operata da Cristo
e vivere pienamente il proprio Battesimo.
Ogni credente è chiamato a guardare con una luce sempre
nuova alla salvezza che il Signore dona al mondo: «La consapevolezza delle meraviglie che il Signore ha operato per
la nostra salvezza dispone la nostra mente e il nostro cuore ad un atteggiamento di gratitudine verso Dio, per quanto Egli ci ha donato, per tutto ciò che compie in favore del suo
Popolo e dell’intera umanità. Da qui parte la nostra conversione: essa è la risposta riconoscente al mistero stupendo
dell’amore di Dio. Quando noi vediamo questo amore che
Dio ha per noi, sentiamo la voglia di avvicinarci a Lui: questa
è la conversione».
Vivere in pienezza la vocazione battesimale significa riconoscere ogni uomo come fratello e sentire una sana inquietudine per chi è lontano dalla fede cristiana: «Vivere fino in
fondo il Battesimo – ecco il secondo invito – significa anche
non abituarci alle situazioni di degrado e di miseria che incontriamo camminando per le strade delle nostre città e
dei nostri paesi. C’è il rischio di accettare passivamente
certi comportamenti e di non stupirci di fronte alle tristi realtà
che ci circondano. Ci abituiamo alla violenza, come se fosse una notizia quotidiana scontata; ci abituiamo a fratelli e sorelle che dormono per strada, che non hanno un tetto per ripararsi. Ci abituiamo ai profughi in cerca di libertà e dignità,
che non vengono accolti come si dovrebbe. Ci abituiamo a
vivere in una società che pretende di fare a meno di Dio, nel-
la quale i genitori non insegnano più ai figli a pregare né a farsi il segno della croce […] Questa assuefazione a comportamenti non cristiani e di comodo ci narcotizza il cuore!».
La Quaresima, ha spiegato il Papa, nel cammino di fede del
cristiano rappresenta un momento favorevole, un’occasione di purificazione e rinnovamento personale che non va
sprecata: «La Quaresima va vissuta come tempo di conversione, di rinnovamento personale e comunitario mediante l’avvicinamento a Dio e l’adesione fiduciosa al Vangelo. In questo modo ci permette anche di guardare con occhi nuovi ai fratelli e alle loro necessità. Per questo la Quaresima è un momento favorevole per convertirsi all’amore
verso Dio e verso il prossimo; un amore che sappia fare
proprio l’atteggiamento di gratuità e di misericordia del Signore, il quale “si è fatto povero per arricchirci della sua povertà” (cfr 2 Cor 8,9)».
di don Roberto Piredda
ELLA FAMIGLIA
DOMENICA 16 MARZO 2014
vanti a loro...
9
Non va trascurata la portata delle proposte Unar
Arriva il gender: noi
romperemo le righe?
MARIA STELLA LEONE
A
RISCRITTURE
LA RIVELAZIONE DELLA DIVINITÀ
Gesù, dopo aver preannunciato ai discepoli la sua passione, “prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e
le sue vesti divennero candide come la luce” (Mt 17,12). Secondo i sensi, la luce del sole è la più intensa che
si conosca in natura, ma, secondo lo spirito, i discepoli videro, per un tempo breve, uno splendore ancora
più intenso, quello della gloria divina di Gesù, che illumina
tutta la storia della salvezza. San Massimo il Confessore afferma che “le vesti divenute bianche portavano il
simbolo delle parole della Sacra Scrittura, che diventavano chiare e trasparenti e luminose” (Ambiguum 10: PG
91, 1128 B).
Dice il Vangelo che, accanto a Gesù trasfigurato, “apparvero Mosè ed Elia che conversavano con lui” (Mt
17,3); Mosè ed Elia, figura della Legge e dei Profeti. Fu
allora che Pietro, estasiato, esclamò: “Signore, è bello
per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per
te, una per Mosè e una per Elia” (Mt 17,4). Ma sant’Agostino commenta dicendo che noi abbiamo una sola
dimora: Cristo; Egli “è la Parola di Dio, Parola di Dio
nella Legge, Parola di Dio nei Profeti” (Sermo De Verbis
Ev. 78,3: PL 38, 491). Infatti, il Padre stesso proclama:
“Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio
compiacimento. Ascoltatelo” (Mt 17,5). La Trasfigurazione non è un cambiamento di Gesù, ma è la rivelazione
della sua divinità, “l’intima compenetrazione del suo
essere con Dio, che diventa pura luce. Nel suo essere
uno con il Padre, Gesù stesso è Luce da Luce” (Gesù di
Nazaret, Milano 2007, 357). Pietro, Giacomo e Giovanni, contemplando la divinità del Signore, vengono preparati ad affrontare lo scandalo della croce.
Benedetto XVI – Angelus 20 marzo 2011
nche in Sardegna, come
nel resto d’Italia, le scuole
ricevono le proposte
del’Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni Razziali del Dipartimento Pari Opportunità, per la diffusione dell’ideologia gender.
Ideologia che pare democratica, si
ammanta di libertà e rispetto di
tutti a parole, ma che di fatto si impone, tacciando di omofobia e razzismo chi la discute. Sono in diffusione gli opuscoli che dovranno
inculcare nei docenti (scuola materna, elementare, superiore) una
metodica di prevenzione del fenomeno del bullismo, che è in realtà
il “cavallo di Troia”per parlare ai
giovani (e giovanissimi) di educazione sessuale a senso unico.
Ringraziamo l’O.M.S., che approva
tali documenti senza interpellare
nessun genitore o educatore. Il documento da cui scaturiscono gli
opuscoli per le scuole, formulato
da figure professionali (legate alle
correnti Lgbt) è già stato finanziato e promosso dalla Federazione
Italiana di Sessuologia Clinica (testo integrale scaricabile dal sito
www.aispa.it/attachments/article/78/STANDARD%20OMS.pdf)
Stiamo sull’attenti, in attesa dei comandi: il generale Gender vuole
che gli insegnanti usino l’opuscolo “Educare alla diversità a scuola”, dove si legge testualmente che
per un insegnante affrontare l’omofobia e il bullismo omofobico
può essere difficile, e che “ciò avviene perché le questioni riguardanti l’omosessualità, soprattutto
in Italia, sono permeate di condizionamenti culturali e sociali dell’ambiente esterno”.
Si afferma più esplicitamente: “un
pregiudizio diffuso nei paesi di natura fortemente religiosa è che il
sesso vada fatto solo per avere
bambini.” (Se alludono alla religione cattolica è deducibile che
non la conoscono).
Nella lettura degli Standard per l’educazione sessuale dell’OMS troviamo di fatto la proposta di edu-
care i nostri figli fin dai tre anni ai
seguenti disvalori: sessualità basata solo sulla ricerca del piacere
fisico, autoerotismo precoce, promiscuità sessuale, contraccezione,
e il “diritto” di aborto.
Il tutto motivato per evitare il bullismo scolastico, per insegnare il
rispetto per l’altro, per arginare i
casi (veri) di maltrattamento e di
razzismo nei confronti degli studenti con inclinazioni omosessuali.
Ma poiché in Italia esiste ancora
una libertà di pensiero, che deve
la sua esistenza alle radici cristiane
e anche alla storia democratica del
Paese, questa preoccupante escalation non troverà dei soldatini
senza testa né nei nostri insegnanti né nelle famiglie: possiamo rompere le righe. Diverse voci si stanno
alzando, per evidenziare l’assurdità di queste proposte, e sono voci di liberi cittadini, di esponenti di
associazioni laiche, aconfessionali, apolitiche.
Scrive ad esempio il Presidente del
Movimento Per la Vita Italiano, On.
Carlo Casini: “Noi non siamo
omofobi, se omofobia vuol dire diprezzo, discriminazione, esclusione. Non possiamo essere toccati
dall’accusa di omofobia, specialmente noi che affermiamo l’uguale dignità di ogni essere umano dal
concepimento alla morte naturale.
[…]Ma noi siamo quelli che vorrebbero porre alcune domande[…]Siamo per questo divenuti
indegni operatori di una discriminazione? Oppure coloro che tentano di farci tacere con il ricatto di
improprie parole, sono loro gli intolleranti e i nemici della libertà di
pensiero? […]La strumentalizzazione intollerante vuole impedire
un dibattito vero, (è ) il tentativo di
imporre un’ideologia costringendo
al silenzio chi non la condivide, anche a costo di oscurare bellezza,
positività, importanza e gioia della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna”.
Per “rompere le righe”a Cagliari sono in atto iniziative, info scrivendo
a [email protected].
10
IL PORTICO DEI LETTORI
IL PORTICO
DOMENICA 16 MARZO 2014
LETTERE A IL PORTICO
La comunità di Sant’Elia, mercoledì 5
marzo, alla presenza del nostro Arcivescovo Monsignor Arrigo Miglio, ha
accolto con grande partecipazione
l’ingresso di don Giampiero Zara nella sua nuova parrocchia, il ministero
pastorale di un nuovo parroco è sempre un avvenimento di rilievo nella vita di una comunità.
Grazie Eccellenza per la gioia di ritrovarci intorno alla mensa eucaristica, per celebrare le meraviglie che il
Signore ha operato e continua ad
operare nella nostra comunità. Gratitudine a Dio perché “Ha visitato il
suo popolo”, a don Giampiero che ha
colto l’invito di Gesù: di farsi ogni
giorno servo per amore, essere pastore del gregge a lei affidato è l’espressione più alta di comunione con
la comunità e con la Chiesa.
Caro don Giampiero, da oggi questa
è la sua casa, e noi, umile popolo di
Dio che le è stato affidato, saremo la
sua famiglia. La stessa famiglia che,
con speranza ha saputo attendere
questo momento così carico di gioia
e di emozione.
La parrocchia di Sant’Elia è in continuo cammino, in continua crescita
spirituale e morale e lei sicuramente
saprà essere un buon Pastore attento a tutto e a tutti: dal bambino all’anziano, dal giovane all’adulto, dal
sano al malato, all’emarginato; affin-
ché ognuno possa sentirsi parte integrante di questa grande e bella famiglia che è la Chiesa di Sant’Elia. Il
nostro impegno, attraverso la Fede e
la Preghiera, sarà quello di crescere
come persone, come cristiani e come
Chiesa.
L’anima e la guida di questo nostro
cammino sia sempre lo Spirito Santo che parla ad ognuno di noi ed
orienta i nostri passi. La costanza, la
fedeltà, la collaborazione e la comunione con lei siano punti di riferimento per camminare insieme, per costruire, per essere membra vive della Chiesa e della realtà parrocchiale.
La sua forza, caro don Giampiero
sarà sempre quella del Signore che
attraverso la sua opera le darà del
tempo per amarci come noi ameremo lei, per fare la Sua volontà ed essere servi inutili. Il suo sostegno e la
sua protezione sia la Vergine Maria,
sotto il cui manto noi mettiamo il suo
ministero pastorale.
Papa Francesco dice: “Siate sempre pastori e missionari l’annuncio
del Vangelo non nasce dalla volontà
di potere ma dalla forza dell’amore”.
Di questa amicizia abbiamo bisogno
e questo le chiediamo don Giampiero: di viverla insieme a noi affidandola al nostro Santo protettore Sant’Elia Profeta.
Un benvenuto di cuore, sincero, sem-
plice e autentico nella nostra, da oggi anche sua comunità...
Benvenuto tra noi: solo l’amore crea!
Frequenze in FM: 95,000 - 97,500 - 99,900 - 102,200 - 104,000
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Cosa donare?
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Per esempio: pasta, olio, pelati,
formaggi, carne, tonno in scatola,
legumi in scatola, biscotti, caffé,
zucchero, sale, merendine, riso,
omogeneizzati e alimenti per l’infanzia etc.
Ma anche dentifricio, sapone,
docciaschiuma, sapone di marsiglia etc.
per offerte
IBAN IT70 Z033 5901 6001 0000 0070 158
C/C POSTALE 001012088967
(Causale: Mensa Caritas)
www.caritascagliari.it
Inviate le vostre lettere a Il Portico, via mons. Cogoni 9, 09121 Cagliari o utilizzare l’indirizzo [email protected], specificando nome e cognome, ed una modalità per rintracciarvi. La pubblicazione è
a giudizio del direttore, ma una maggiore brevità facilita il compito. Grazie.
E
scono tantissimi film ogni anno, alcuni molto belli altri meno, alcuni
originali altri meno, alcuni profondi altri meno. C'é peró anche il cinema destinato a rimanere nella storia, e di
questa sezione fa parte Her, il film scritto e diretto da Spike Jonze e uscito lo scorso novembre al Festival di Roma (poi battuto dall'italiano Tir).
La sconfitta, sentimento di fondo che pervade questa storia e i suoi personaggi, di cui
siamo consapevoli anche noi spettatori sin
dall'inizio, per ironia della sorte si é ripercossa pure sui riconoscimenti del mondo cinema, che al film non sono mancati ma sono
stati di certo ingenerosi.
Dopo varie e fortunate esperienze alla regia
(tra tutti Essere John Malkovich e Il ladro di
orchidee) passate a raccontare storie catapultate nel mondo dell'assurdo scritte da
Charlie Kaufman, questa volta Jonze fa tutto
da solo: pensa scrive e dirige l'opera con un
tocco poetico che in precedenza era mancato, forse per la necessitá di raccontare altro.
Il grande pregio del film é proprio quello di
centrare in pieno il cuore della narrazione e
attaccarvisi per un'ora e mezzo senza rischiare di farlo svanire sotto piú inutili e compiacenti discorsi socio-intellettuali.
Her é infatti solo la storia di Theodore, un
uomo come tanti che in un futuro molto
prossimo da oggi scrive lettere e biglietti
d'auguri per chi non ci riesce o non ha piú
tempo. La realtá tecnologica ha atrofizzato le
menti ma non ancora indurito i cuori, e
Theodore lo scopre di persona, trovando
conforto dopo la fine del suo matrimonio in
In onda su
Radio Kalaritana
Elisabetta Rapisarda
Catechista
Oggi parliamo di… arte e fede
Il Santuario di N. S. di Bonaria
(Terenzio Puddu)
Domenica 2 marzo ore 18.10
Lunedì 3 marzo ore 8.30
Cantantibus organis
Ascolto guidato alle interpretazioni organistiche bachiane di
Marie-Claire Alain
(a cura di Andrea Sarigu)
Domenica 16 marzo ore 21.30
Oggi parliamo di… comunicazione
Il film "La grande bellezza"
(Simone Bellisai)
Martedì 18 marzo ore 19.10
Mercoledì 19 marzo ore 8.30
L’ora di Nicodemo
Evangelii Gaudium
Lettura dell’Esortazione (nn.1949) di Papa Francesco
Mercoledì 19 marzo 21.30
Oggi parliamo con…
Filippo Peretti
Presidente ordine dei giornalisti
della Sardegna
Sabato 15 marzo 19.10
Nelle sale cinematografiche il film di Spike Jonze.
Her e il sentimento
della sconfitta
VALERIA USALA
un Sistema operativo nuovo sul mercato che si
presenta con il nome di Samantha e che riuscirá, a differenza delle
persone in carne ed ossa, a regalargli emozioni e
sentimenti maledettamente reali. Tutte le scelte narrative sono azzeccate in questo caso: il futuro prossimo ci permette di immedesimarci subito in una realtá in cui
gli schermi e i "riflessi"
dominano, in cui il contatto (sia visivo che tattile) quasi non esiste e per
questo riesce molto piú
facile cedere a quello virtuale, in cui la solitudine
voluta o subita é al centro
dell'esperienza ed é ció
che sembra riportarci essenzialmente ad una fase
relazionale primitiva, dove tutto é difficile perché
abbiamo dimenticato come si fa.
Il quid di fondo che trova Jonze per racconta-
re queste difficoltá é ovviamente l'amore,
chiave di lettura senza tempo, che qui si offre
come fine e non come
mezzo, lasciando alla tecnologia il compito di veicolarlo. La sfida del film
non é quella di mostrare
in modo critico la societá
che potremmo diventare
da qui a dieci anni, ma
quella di provare che se
siamo in grado di vivere
sensazioni forti per un
film che parla di amore
tra umani e macchine, significa che come genere
umano siamo giunti ad
un punto nuovo della nostra storia. Il regista peró
non lo vede come un rischio, né fa del film un avvertimento, ma anzi insiste sulla delicatezza della
relazione e sul bisogno di
fondo che la anima, ovvero la necessitá dell'uomo di amare e di essere amato, in qualunque contesto e a qua-
Domenica 16 marzo ore 10.30
La Via Crucis
Venerdì 21 marzo 21.10
Kalaritana ecclesia
Informazione ecclesiale diocesana
Dal lunedì al sabato 9.30 e
16.30
Radiogiornale regionale
Dal lunedì al venerdì 10.30 /
12.15 / 13.30
Lampada ai miei passi
(10 – 16 marzo)
Commento al Vangelo
quotidiano a cura
del diacono Ignazio Boi
Dal lunedì al venerdì 5.00 / 6.48
/ 21.00
Sabato 5.00 / 6.48 / (21.00 vangelo domenicale)
Domenica 5.00 / 7.30 / 21.00
Oggi è già domani
Nel cuore della notte con lo
sguardo verso il nuovo giorno
(A cura di don Giulio Madeddu)
Ogni giorno alle 00.01 circa
lunque condizione, fosse anche quella di non
poter vedere mai la propria partner, ed essere costretto ad immaginarsela.
La vera potenza del film infatti sono un volto e una voce: il primo quello di Joaquin
Phoenix, di un' intensitá espressiva e una delicatezza emotiva uniche, e la seconda quella di un'attrice che ha fatto della propria immagine una forza, ma alla quale la voce basta
e avanza per far sognare qualunque uomo.
Scarlett Johansson si presta ad una sensualitá
casta e fatta di sole vibrazioni acustiche, dimostrando che il cinema puó riuscire per i
motivi piú disparati, ma quando il motivo é
solo una voce significa che ha giá vinto (motivo per il quale é vivamente sconsigliato vederlo doppiato in italiano).
L'oscillazione tra stupore e trasporto é continua e continuamente ricercata, ed é inevitabile che un certo fastidio istintivo insieme
con parecchia malinconia ci accompagni fino alla fine del film, sensazioni simili a quelle che proviamo quando qualcuno ci legge
dentro e porta alla luce parti di noi che non
avevamo mai avuto il coraggio di esternare.
Her fa proprio questo: prende il bisogno d'amore dell'uomo nelle sue forme piú basse
ed insieme piú sublimi, lo spolvera e ce lo
restituisce in un mondo patinato dai colori
pastello (in cui domina non a caso il rosso) e
vestiti del futuro che in realtá somigliano
molto a quelli degli anni '70, perché ad alcune cose dobbiamo pur rimanere aggrappati.
Alcuni film sono belli originali e profondi,
altri meno. Questo film é tutte e tre le cose, e
molto di piú.
DOMENICA 16 MARZO 2014
IL PORTICO DELLA MISSIONE
Evangelizzazione. L’esperienza di una giovane coppia di sposi in Costa d’Avorio.
Matteo e Alice: la missione ci ha fatto
conoscere un orizzonte più grande
SUSANNA MOCCI
ATTEO E Alice Corrias
sono una coppia di
giovani sposi. Lui, 30
anni, ingegnere alle
Ferrovie, lei 25, studentessa in
Scienze della Formazione Primaria. Hanno trascorso il mese di
febbraio nella missione della Comunità Missionaria di Villaregia
ad Yopougon, in Costa d’Avorio.
Perché avete deciso di fare quest’esperienza?
Alice: Il desiderio c’è sempre stato, fin da quando abbiamo iniziato a frequentare la comunità a
Quartu. A questo si sono aggiunte due cose: due anni fa mio fratello Alessio, missionario, è stato
inviato proprio in Costa d’Avorio
e volevamo andare a trovarlo e
poi, per me, si è aperta la possibilità di scrivere la tesi in Letteratura per l’infanzia in missione, così
abbiamo deciso di cogliere questa
occasione.
Matteo: Avevamo sempre pensato alla Missione, ai poveri, ma senza mai avere concretamente l’idea di quello che fossero. Era un
tassello che mancava al nostro
cammino.
Con che animo siete partiti?
A. : Io avevo paura di come avrei
potuto reagire a quello che avrei
visto, o di vivere questa esperienza in maniera passiva, da spettatrice, senza riuscire ad addentrarmi in una cultura che non è la mia.
M. : La mia paura più grande era
quella di non riuscire a vivere quei
giorni in pienezza a causa della
M
Matteo e Alice Corrias in Costa d’Avorio.
lingua. Qualche giorno prima della partenza, però, le parole di una
missionaria mi hanno aiutato: mi
ha detto che là, in Africa, vige il
linguaggio dell’amore. Quelle parole si sono poi rivelate vere.
Che cosa è successo quando siete
arrivati in missione?
M. e A. : È stato come arrivare a
casa. Abbiamo ricevuto la tipica
accoglienza africana -ballata e
cantata- da parte di tutti i missionari e di un gruppo di giovani. Il
giorno dopo abbiamo fatto un piccolo giro delle attività della Comunità e della Parrocchia di Saint
Laurent (la quale è gestita dai missionari), per ambientarci un po’.
Vedere che solo alla prima messa
della domenica c’erano 4500 persone ci ha impressionato. Due
giorni dopo il nostro arrivo, siamo
andati a visitare il villaggio di
Couté, il più vicino alla parrocchia:
lì abbiamo avuto il primo contatto vero e proprio con la gente.
Come è stato?
A.: Tutti volevano toccarci, vederci. I bambini più piccoli si attaccavano a noi: avevano bisogno di
essere abbracciati o di essere presi in braccio, perché nelle loro famiglie questo non lo ricevono.
Nella struttura familiare africana
l’importanza maggiore è data all’anziano e il bambino è all’ultimo posto. Per questo motivo hanno una grande carenza di affetto.
M.: È stato bello camminare per le
strade del villaggio con i missionari: loro hanno una parola per
tutti, conoscono tanta gente. Abbiamo visitato anche un quartiere di periferia: là abbiamo notato
una maggiore povertà: persone
drogate, sguardi diffidenti nei nostri confronti, fogne a cielo aperto.
Nessuna fotografia potrà riprodurre gli odori di quei posti: è stata una delle cose che ci ha messo
più a dura prova. Abbiamo vissuto quello di cui avevamo sempre
sentito parlare con tutti e cinque i
sensi: per me questa cosa è stata
fortissima.
Quali sono stati i momenti che vi
hanno toccato di più?
M. e A. : Una mattina, prima di
uscire, il guardiano della zona dove alloggiavamo ci ha portato un
cesto di frutta, dicendoci che quello era il suo benvenuto per noi e
scusandosi perché avrebbe voluto
farci questo dono da prima ma
non aveva avuto soldi. Per loro non
avere soldi significa non avere neppure quel poco per mangiare. Appena lui ha avuto qualcosa ha deciso di donarcela. Questo gesto di
generosità ci ha spiazzato.
Come viene vissuta la fede?
M. : In maniera semplice ma
profonda. In cappella vedevo
sempre persone prostrate in adorazione davanti al tabernacolo. I
bambini, ad esempio, quando
uscivano da scuola, entravano, si
inginocchiavano davanti a Gesù e
alla Madonna, pregavano e solo
dopo andavano a casa. La fede è
davvero fortissima: davanti a situazioni di reale difficoltà loro rispondono sempre dicendo “domani andrà meglio”.
Cosa portate da quest’esperienza
nella vostra giovane famiglia?
M. e A. : Innanzitutto un orizzonte di amore più ampio. In secondo
luogo un grande insegnamento
di fede. Spesso ci affanniamo per
cose che non sono davvero importanti: il lavoro o il programmare tutta la vita per filo e per segno. Vorremmo vivere affidandoci a Dio come ci ha insegnato
questo popolo.
IL PORTICO
11
brevi
PASTORALE FAMILIARE
Il 16 marzo incontro
ad Assemini
Domenica 16 marzo dalle 17.30
alle 20 la parrocchia di San Pietro
ad Assemini ospita il ritiro per la
famiglie. L’iniziativa rientra nella
serie di appuntamenti che l’Uffi-
cio di Pastorale familiare ha programmato nel corso dell’anno.
Per informazioni è possibile contattare i responsabili don Marco
Orrù, e-mail marco.natale.55
@alice.it, oppure Claudio Congiu e Giovanna Girau, e-mail
[email protected].
IL 23 MARZO
A San Vito secondo
incontro per i giovani
Domenica 23 marzo si terrà il secondo incontro diocesano di pastorale giovanile. Questo secondo appuntamento sarà rivolto ai
ragazzi di III media/I superiore, i
loro educatori e animatori. In più
sono invitati anche i gruppi dei
ragazzi delle scuole superiori che
nelle nostre parrocchie o negli
Oratori svolgono un servizio di
animazione. L’incontro si svolgerà a San Vito.
Per partecipare alla giornata sarà
necessario iscrivere i gruppi dei
partecipanti, il modulo è disponibile sul sito www.chiesadicagliari.it. Informazioni alla mail:
[email protected].
Don Luigi - Napoli
Nomine
dell’Arcivescovo
Insieme.
Insieme ai poveri. Insieme ai dimenticati. Insieme alle vittime della
camorra. Insieme ai detenuti. Insieme ai malati. Insieme agli anziani soli.
Conto corrente postale n.57803009 - www.insiemeaisacerdoti.it
Segui la missione dei sacerdoti sulla pagina FB facebook.com/insiemeaisacerdoti
CEI Conferenza Episcopale Italiana
Chiesa Cattolica
S.E. Mons. Arrigo Miglio,
in data primo marzo 2014,
ha provveduto
alle seguenti nomine:
Don Giampiero Zara
Parroco di “S.Elia” in Cagliari
Don Gianni Locci
Parroco di Sarroch
Don Carlo Loi
Amministratore parrocchiale
della “Madonna della Fede”
in Cagliari-Pirri
Padre Ivan Lai O.F.M.
Cappellano al Cimitero
“S. Michele” in Cagliari
Dal 1° aprile 2014
Don Luigi Contu sarà
Parroco di Domus de Maria.
12
IL PORTICO DELLA DIOCESI
IL PORTICO
brevi
GIORNATA DEI MINISTRANTI
Due incontri
di preparazione
Quest’anno la Giornata diocesana
dei Ministranti si terrà in una duplice data e duplice sede, per ragioni
logistiche e per andare incontro alle parrocchie “periferiche”. Pertanto venerdì 25 aprile la sede dell’incontro sarà il Seminario Arcivescovile riservato ai gruppi ministranti delle parrocchie delle Vicarie di Cagliari, Pirri, Campidano,
Capoterra, Quartu S. Elena, Capoterra e Dolianova, e domenica 27
aprile la sede dell’incontro sarà Senorbì nella parrocchia S. Barbara
per i gruppi ministranti delle parrocchie delle Vicarie di Mandas,
Nuraminis, S. Nicolò Gerrei, S. Vito
e Senorbì. Le numerose Parrocchie della estesa Vicaria di Decimomannu possono scegliere tra le
due sedi dell’incontro quella più vicina.
Per entrambe le date il programma
della giornata sarà secondo il seguente schema: dalle 9.30 gli arrivi e l’accoglienza, alle 10 il saluto di
benvenuto e le attività per gruppi.
Alle 12 la S. Messa con tutti i ministranti che dovranno indossare la
veste propria. Al termine il pranzo al
sacco e poi i giochi pomeridiani per
i quali occorre portare abbigliamento sportivo. La conclusione è
prevista per le 16.
Verranno realizzati con Responsabili parrocchiali dei Gruppi Ministranti, anche per concordare con
loro alcune attività e per chiedere la
loro collaborazione. L’incontro è
previsto anch’esso in duplice sede
e duplice data, a seconda della zona di preferenza: domenica alle 17
a Senorbì nei locali dell’Oratorio
parrocchiale, oppure lunedì 17
marzo alle 18,30 in sala stampa nei
locali della Curia diocesana presso
il Seminario Arcivescovile.
DOMENICA 16 MARZO 2014
Parrocchie. Il Mercoledì delle Ceneri l’ingresso a Sant’Elia di don Giampiero Zara.
Sant’Elia accoglie don Giampiero,
la comunità inizia il nuovo cammino
La comunità parrocchiale
di Sant’Elia ha accolto il
suo nuovo pastore,
don Giampiero Zara.
Il suo ingresso ha coinciso
con l’inizio della Quaresima,
un vero tempo di grazia
MATTEO PIANO
5 marzo è
stata una giornata di
festa per il quartiere
Sant’Elia. L’ingresso
del nuovo parroco rappresenta
sempre un’occasione per condividere insieme la preghiera e
rinfozare l’unità per camminare
insieme come comunità cristiana.
Alle 17.30, davanti ad una grande assemblea, l’Arcivescovo Arrigo Miglio ha presentato ufficial-
M
ERCOLEDÌ
Un momento della Celebrazione Eucaristica presieduta da don Giampiero Zara, nuovo parroco di S.Elia.
mente alla comunità il nuovo parroco, Don Giampiero Zara, proveniente dalla parrocchia di Sar-
roch. Durante i saluti iniziali
Mons. Miglio ha voluto ringraziare le due comunità parrocchiali:
“Ringrazio la comunità di Sant’Elia per la disponibilità ad aiutarmi
in questo periodo di transizione e
ringrazio i parrocchiani di Sarroch per l’affetto dimostrato a Don
Giampiero e per averlo sostenuto
nel suo mandato. Dobbiamo ricordarci che il cambiamento rimane nel DNA del sacerdote, fa
parte del suo ministero”. L’Arcivescovo ha sottolineato che non
sia stata una casualità la scelta del
giorno di presentazione, coincidente con il Mercoledì delle Ceneri: “Non è un caso che oggi festeggiamo questi due avvenimenti. Proprio Don Giampiero ha
voluto scegliere questa data. Il
mercoledì delle Ceneri è un giorno di grazia, non di tristezza. Il Signore ci chiede di vivere oggi con
più sobrietà, in maniera tale da
aver il cuore aperto per guardare
nella direzione giusta”.
Don Giampiero Zara, durante l’omelia, ha ricordato l’importanza
della giornata: “ Oggi è una data
importante perché ci ritroviamo
davanti ad un nuovo camminare.
Questo percorso, che inizia oggi
con le Ceneri, è rivolto in direzione
della celebrazione della Pasqua.
Dobbiamo imparare a conoscere
quale lo scopo finale del nostro
“camminare”, ossia rendere gloria
a Dio con la nostra vita in attesa
dell’incontro finale con Lui”.
DOMENICA 16 MARZO 2014
IL PORTICO DELLA DIOCESI
IL PORTICO
Diocesi. Con le Ceneri e la Celebrazione Penitenziale è iniziato il tempo di Quaresima.
Quaresima, un tempo di grazia per
imparare ad amare davvero i fratelli
Mons. Miglio: “Bisogna
riscoprire l’idea propria
della Quaresima nel suo
significato pasquale.
Le opere penitenziali
sono via verso Dio”
FABIO FIGUS
UE APPUNTAMENTI presieduti dall’Arcivescovo in Cattedrale a Cagliari, hanno dato il via
nella nostra diocesi all’inizio della Quaresima, momento in cui il
cristiano rivive il ricordo del proprio battesimo approfondendone il significato e rinnovando gli
impegni assunti di fedeltà a Dio e
di lotta contro il male.
Il primo, è stato la celebrazione
eucaristica caratterizzata dal gesto penitenziale dell’imposizione
delle Ceneri.
“Noi che abbiamo ricevuto una
vocazione ministeriale di vita
consacrata o di impegno laicale,
di vita matrimoniale e cristiana –
ha affermato Monsignor Miglio
durante l’omelia – se viviamo la
nostra vocazione con maggiore
consapevolezza, siamo i primi
chiamati a vivere questo tempo
quaresimale come tempo di conversione”.
Obiettivo della Quaresima è dunque mettere alla base del cam-
D
mino della vita di ogni cristiano la
conversione. Non un cammino
individuale, ma che riguarda tutti e che mette in comunione l’intero popolo di Dio.
“Bisogna riscoprire l’idea propria
della Quaresima attraverso un significato pasquale” – ha sottolineato l’Arcivescovo. “Durante
questo periodo dobbiamo riscoprire le tre opere penitenziali suggerite dal Vangelo, l’elemosina,
la preghiera e il digiuno, come
fonti di gioia, di libertà e di benessere, per migliorare la qualità
della nostra vita, nostro costante
obiettivo e alla base del progetto
di Dio che ci chiama a gioire della nostra vita.
Per questo – prosegue l’Arcivescovo – bisogna riscoprire che la
stessa Legge di Dio ci è stata data
per imparare a conoscere l’Amore vero, perché diventiamo più
liberi di amare fino in fondo”.
Il secondo appuntamento, è stata la Celebrazione penitenziale
comunitaria, in preparazione al
Sacramento della Riconciliazione nelle diverse iniziative proposte nelle parrocchie. Sotto la guida della Parola di Dio, a cui è stato affiancato il Messaggio di Papa
Francesco per la Quaresima e le
riflessioni di Monsignor Miglio,
l’incontro è stato cadenzato da
tre diversi temi di meditazione:
la miseria materiale, quella morale e quella spirituale.
“La miseria materiale – scrive il
Papa – è quella che comunemente viene chiamata povertà e
tocca quanti vivono in una condizione non degna della perso-
na umana. Il nostro impegno si
orienta a fare in modo che cessino nel mondo le violazioni della
dignità umana, le discriminazioni e i soprusi, che, in tanti casi,
sono all’origine della miseria.
Pertanto, è necessario che le coscienze si convertano alla giustizia, all’uguaglianza, alla sobrietà
e alla condivisione.
Non meno preoccupante è la miseria morale – prosegue il Santo
Padre nel suo Messaggio – che
consiste nel diventare schiavi del
vizio e del peccato. Quante persone sono costrette a questa miseria da condizioni sociali ingiuste, dalla mancanza di lavoro che
le priva della dignità che dà il portare il pane a casa, per la mancanza di uguaglianza, rispetto, ai
diritti, all’educazione e alla salute.
La miseria morale che è anche
causa di rovina economica – dice
il Papa nell’ultima parte del suo
Messaggio al centro dell’incontro penitenziale di Domenica
scorsa – si collega sempre alla
miseria spirituale che ci colpisce
quando ci allontaniamo da Dio
e rifiutiamo il suo amore. Dio è
l’unico che veramente salva e libera. Il Vangelo è il vero antidoto
contro la miseria spirituale: il cristiano è chiamato a portare in
ogni ambiente l’annuncio liberante che esiste il perdono del
male commesso, che Dio è più
grande del nostro peccato e ci
ama gratuitamente, sempre, e
che siamo fatti per la comunione
e per la vita eterna”.
L’inizio della Quaresima in Cattedrale
13
brevi
VOCAZIONI
Quarto incontro
del pre-seminario
Domenica 16 marzo dalle 9 alle
14.30 nei locali del Seminario arcivescovile, si terrà il quarto incontro del pre-seminario.
Sono invitati,
previa
una comunicazione
del proprio
parroco al
rettore del
seminario, i
ragazzi di
età compresa tra i 10 e i 13 anni che desiderano conoscere l’esperienza comunitaria del seminario minore
diocesano per un discernimento
vocazionale.
IL 25 MARZO
Monsignor Mura sarà
ordinato Vescovo
Monsignor Antonello Mura, vescovo eletto di Lanusei, riceverà
l'Ordinazione Episcopale martedì 25 Marzo, festa liturgica dell'Annunciazione del Signore, nella Concattedrale Maria Immacolata di Bosa, alle ore 16.30. Presiederà la celebrazione di Con-
sacrazione Monsignor Angelo
Becciu, Sostituto alla Segreteria
di Stato vaticana. L'ingresso nella diocesi di Lanusei avverrà nel
pomeriggio di domenica 27 Aprile.
INIZIATIVE
Nuovo inserto
diocesano su Avvenire
Foto Elio Piras
La Diocesi di Cagliari ha intrapreso una nuova esperienza comunicativa attraverso la pubblicazione di quattro pagine sul
quotidiano Avvenire, ogni terza
domenica del mese. Attraverso
questa pubblicazione mensile, la
Chiesa locale si è dotata di uno
strumento che, congiuntamente
al settimanale “Il
Portico”,
contribuirà a
riflett e re
più approfonditamente sui temi che ci
stanno maggiormente a cuore e
per i quali vale la pena utilizzare
un ulteriore canale comunicativo.
Domenica è prevista la pubblicazione di un altro inserto.
Per informazioni consultare il sito www.chiesadicagliari.it.
14
IL PORTICO DEI PAESI TUOI
IL PORTICO
brevi
IL 20 MARZO
Suor Roberta Vinerba
sarà a Cagliari
Giovedì 20 marzo, a partire dalle
18, nel Libreria Paoline di via Garibaldia a Cagliari, nuovo
appuntamento
con “Incontro
con l’autore”.
Opsite Suor
Roberta Vinerba che presenta il libro “Nel Grembo e nel cielo. La donna come spazio, deserto
e speranza”. Introduce Cristina Arcidiacono, Pastora Evangelica Battista.
Monserrato. Visita di Suor Carla Castellino, membro del consiglio generale delle FMA.
Il carisma di don Bosco continua
a toccare i cuori di tante persone
La religiosa ha fatto tappa
nella casa di Monserrato,
dove ha incontrato le
consorelle, i collaboratori
e i bambini della scuola.
“Una realtà viva ed
edificante” l’ha definita
PASTORALE GIOVANILE
R. C.
Ad aprile campi
di formazione
collaboratrici
più vicine alla Madre Generale. Suor Carla Castellino, consigliera visitatrice dell'Istituto delle Figlie di
Maria Ausiliatrice, è in Sardegna
per una visita alle diverse realtà
salesiane.
Prima tappa a Monserrato, nella
scuola paritaria “Monumento ai
caduti” che dal 1929 è una realtà
importante nel popoloso centro
dell’hinterland. “La mia visita –
spiega suor Carla – rientra in un’attività che è propria della nostra famiglia. A nome della superiora generale mi reco nelle nostre case
per vedere come le nostre consorelle vivono, quali sono le difficoltà, quale il lavoro che viene portato avanti. In fondo ciò che vogliamo fare e che è poi quanto ci
chiede anche il nostro carisma è
condividere con le nostre sorelle la
loro vita e la loro realtà.
Quale realtà ha trovato a Monserrato?
Una bella realtà. Le consorelle fanno un ottimo lavoro apprezzato
da tutti. La scuola è frequentata
ma anche le attività che ruotano
attorno ad essa sono ben sviluppate per cui ho visto una comunità che è in grado di coinvolgere
le realtà che sono attorno alla nostra casa. Penso in particolare alle
famiglie dei bambini che frequen-
Sono aperte le iscrizioni per i prossimi campi di formazione proposti
dall’Ufficio di Pastorale Giovanile
e previsti nel mese di aprile.
Dal 25 al 27 aprile è previsto un
corso di formazione per Animatori
di gruppi preadolescenti e gruppi
“post-cresima” (età dei partecipanti
prevista: 17 ai 25 anni). Dal 29 aprile al 1 maggio un corso di formazione per gli Animatori che degli
Oratori che animano le attività invernali ed estive (età dei partecipanti prevista: 15 ai 19 anni). Per
tutti i corsi previsti l’Ufficio di Pastorale giovanile rilascerà un attestato di partecipazione e una dichiarazione per il credito formativo
scolastico da presentare a scuola.
Il prima possibile saranno disponibili le schede di adesione con le
notizie tecniche e le modalità di
iscrizione.
I corsi di formazione per gli animatori di Oratorio saranno organizzati con la collaborazione del Centro
Sportivo Italiano e si terranno a Solanas, nella colonia “San Domenico Savio”. Per le informazioni si
può contattare direttamente l’Ufficio di Pastorale Giovanile: don Alberto Pistolesi e-mail: [email protected] oppure [email protected].
DOMENICA 16 MARZO 2014
È
UNA DELLE
Un momento della visita di Suor Carla Castellino a Monserrato
tano la scuola così come tutti i cooperatori salesiani a vario titolo e a
chi ha nella nostra scuola un riferimento. È una comunità viva e
unita, per cui non posso che essere soddisfatta di quanto ho visto.
Le Figlie di Maria Ausiliatrice sono conosciute come parte
integrante
della famiglia salesiana. Qual è lo
stato di salute della vostra congregazione?
Da quello che
posso aver
percepito io, credo che lo stato di
salute sia positivo un po’ in tutto il
mondo. Siamo presenti nei cinque
continenti: in alcune zone c’è sta-
ta una flessione nel numero di vocazioni in altre invece lo sviluppo
è continuo e il numero di vocazioni cresce. C’è molta vita ed il carisma salesiano non dipende da noi
è un dono di Dio, è un carisma
molto popolare, apprezzato dalla
gente.
Per
questo noi
cerchiamo di
rimboccarci
le maniche
per fare del
bene alla gioventù come
diceva il nostro fondatore.
Una conferma dunque dell’affetto per don
Bosco?
Certamente perché il nostro fondatore continua ad avere una spe-
ciale predilezione da parte di tante persone, specie dei più deboli.
In questo ci sentiamo in sintonia
con quanto Papa Francesco afferma spesso: avere una predilezione
per i poveri, lui le ha chiamate le
periferie. Per noi con una particolare attenzione ai giovani, a tutte le
età, al di là del ruolo che ciascuna
di noi cerca di svolgere un’attività
diretta con i ragazzi, e quando non
è possibile a causa dell’età, nel
cuore resta l’amore preferenziale
per i più giovani.
Qui poi, nella vostra Isola, c’è un
qualcosa che viene subito in evidenza appena si arriva: lo spirito di
accoglienza che ho sentito forte
fin dai primi istanti nei quali sono
arrivata, fatta di genuinità di rapporti con persone desiderose di
instaurare un dialogo sereno con
l’altro.
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IL PORTICO DELLA DIOCESI
DOMENICA 16 MARZO 2014
Tribunale Ecclesiastico Regionale. L’8 marzo si è svolta la cerimonia d’inaugurazione.
Inaugurato l’Anno Giudiziario 2014
del Tribunale Ecclesiastico Regionale
chi non può permettersi un avvocato di ottenere assistenza, ed ha
evidenziato un'accelerazione nella trattazione delle cause (nel 50%
dei casi nel 2013 la sentenza è stata emessa in meno di due anni
dalla loro introduzione). La cerimonia è stata arricchita dalla presenza del Cardinale Francesco
Coccopalmerio, Presidente del
Pontificio Consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi. Nella prolusione inaugurale dal titolo
“Riflessioni sull'attuale riforma
del diritto penale canonico”, partendo dalla citazione di alcune parole di Gesù sul male, sullo scandalo e sulle loro conseguenze, il
porporato si è soffermato sulla duplice finalità del diritto penale,
volto sia a condannare il male, sia
a spingere alla conversione chi lo
ha commesso: secondo Bruno
Maggioni, biblista più volte citato
dal Cardinale, «lo scopo è sempre
portare il fratello a prendere coscienza del suo stato di separazione, perché si ravveda». Dopo la
parte esegetica, Cardinal Coccopalmerio ha fatto dei brevi cenni
alla proposta di riforma del libro
VI del Codice di Diritto Canonico,
dedicato a “Le sanzioni nella Chiesa. Il Pontificio Consiglio da lui
presieduto sta lavorando da quatto anni soprattutto a tre modifiche: distinzione tra pene medicinali ed espiatorie, poiché tutte al
tempo stesso hanno finalità di
guarigione e funzione di condannare il delitto; riforma della sospensione riservata ai soli chierici, perché oggi anche i laici possono svolgere alcuni uffici; riforma della scomunica, con distinzione fra scomunica maior e minor, recuperando un concetto
proprio del Diritto orientale. Durante la cerimonia sono inoltre intervenuti gli avvocati Cheri, Difensore del vincolo, e Masia, rappresentante degli avvocati. Masia
ha sottolineato come a base dell'incremento delle cause per incapacità consensuale vi sia il «tessuto valoriale e socio-ambientale
che non consente la necessaria
maturazione alla vita di coppia ed
alle scelte libere, consapevoli e durevoli».
do e della sconfitta totale del
grande Egitto, prevedendo la
possibilità di vittoria anche nei
confronti di Oloferne, se il loro
Dio marcerà con loro: ‘Se non c’è
alcuna colpa tra la loro gente,il
mio signore passi oltre, perché il
loro Signore ed il loro dio non si
faccia scudo per loro e noi diventiamo oggetto di scherno davanti a tutta la terra’ (5,21). Il discorso non piacque ai generali e
agli ufficiali, che si sentirono sminuiti nelle loro capacità strategiche e militari.
Su Achior crebbe lo scontento fino a ritenerlo un ribelle che aveva profetato a favore del popolo
israelita. Le parole contro Achior
furono terribili: ‘non vedrai più
la mia faccia, da oggi fino a
quando farò vendetta di questa razza che viene dall’Egitto.
Allora il ferro dei miei soldati e
la numerosa schiera dei miei
ministri trapasserà i tuoi fianchi, e tu cadrai tra i loro cadaveri quando tornerò a vederti.
I miei servi ora ti esporranno
sulla montagna e ti lasceranno in una delle città delle alture, non morirai fino a che non
sarai sterminato con quella
gente’ (6,5-8).
Achior venne portato sulla
montagna e rimase lì, fino a
che gli israeliti non lo presero e
non gli chiesero conto della
sua presenza. Il racconto del
condottiero suscitò una supplica al Signore e causò parole
di lode per ‘l’improvvisato profeta’.
La bibbia, ancora una volta,
pone sulle labbra di un pagano, di un nemico, di un avversario ufficiale la lucida e
profonda visione di fede: il popolo non è solo, ma accompagnato da Dio ed ogni impresa è
da attribuire a questo forte e
fedele compagno.
Il Tribunale svolge un vero
servizio per il popolo di Dio
caratterizzato dalla cura
verso le persone.
Era presente alla cerimonia
il Cardinale Coccopalmerio
VALERIO FLORIS
A
LLA PRESENZA di autorità
civili e militari, di numerosi avvocati, di vari
addetti ai lavori e di confratelli della Conferenza Episcopale Sarda, la mattina di sabato 8
marzo, nell'Aula Benedetto XVI
della Curia di Cagliari, l'Arcivescovo mons. Miglio ha dichiarato
aperto l'Anno giudiziario 2014 del
Tribunale Ecclesiastico Regionale Sardo, istituito nel 1938 da Pio XI
col motu proprio Qua cura, assieme ad altri 17 Tribunali regionali,
perché si occupasse dell'esame
della cause matrimoniali. Dopo il
saluto dell'Arcivescovo, il Vicario
Giudiziale don Mauro Bucciero,
ha espresso il suo ringraziamento
ai convenuti ed a tutti i preziosi
collaboratori di cui si avvale il Tribunale, ed ha poi delineato il quadro dell'attività svolta durante
l'anno 2013. Innanzitutto ha posto
l'accento sul fatto che l'operato
del TERS costituisce un servizio
svolto per il popolo di Dio; un servizio in cui hanno un ruolo centrale la delicatezza pastorale e la
vita di fede delle persone e non la
L’inaugurazione dell’Anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Regionale.
mera attenzione alle pratiche da
sbrigare. Delle 186 cause che risultavano pendenti ad inizio 2013,
100 sono state concluse durante
l'anno, mentre ne sono state introdotte 81 nuove, confermando il
leggero incremento rispetto al periodo precedente (67 nel 2011). Le
100 cause terminate, hanno portato a 16 archiviazioni e 84 sentenze, di cui 78 con riconoscimento della nullità del matrimonio: nel 60% dei casi per l'incapacità ad esprimere un valido consenso, nel 38% per fattispecie simulatorie. Don Mauro ha sottolineato l'importanza del patrocinio gratuito, che permette anche a
PERSONAGGI DELLA BIBBIA
Achior, il condottiero
di MICHELE ANTONIO CORONA
T
RA I LIBRI, detti storici, si
annoverano un piccolo
volume tramandatoci
solo in lingua greca che
narra la vittoria di Israele sulla
potenza immensa degli Assiri a
causa di una donna bella, astuta
e devota: Giuditta. Il libro si suddivide facilmente in due parti: i
capp. 1-7 rappresentano il racconto dei preparativi bellici e dell’assedio di Betulia, mentre 8-16
vedono l’ingresso in scena dell’eroina e della opera di salvezza.
A metà della prima parte, nel capitolo 5, compare il nostro protagonista che riveste un ruolo di
primaria importanza narrativa e
teologica: Achior, il condottiero
assiro.
Il temutissimo generale Oloferne chiede informazioni sul popolo incontrato e da sottomettere, gli Israeliti, favorendo la ri-
sposta del condottiero colma di
allusioni alla storia biblica.
Le parole di Achior sembrano segnare un parabola di fede nella
storia della salvezza operata da
Dio fin dai tempi in cui ‘soggiornarono in Mesopotamia’, riferendosi visibilmente alla vicenda
di Terach e di Abramo.
Achior introduce il suo discorso
con una formula solenne, foriera
della più alta concezione religiosa del popolo eletto: ‘io dirò la
verità sul conto di questo popolo, che sta su queste montagne,
vicino al luogo dove tu risiedi, né
uscirà menzogna dalla bocca del
tuo servo’ (5,5).
Vengono tessute le lodi del popolo che ha vinto e sconfitto
qualsiasi nemico nel momento
in cui si fidava del ‘Dio del cielo,
quel Dio che avevano riconosciuto’ (5,8).
Achior narra le vicende dell’eso-
IL PORTICO
15
detto tra noi
Lettera di
Papa Benedetto
di D. TORE RUGGIU
Lo scorso 26 febbraio, il Papa
emerito Benedetto XVI, in seguito
a tante illazioni comparse a più riprese in diversi quotidiani, ha sentito il bisogno e il dovere di scrivere una lettera al quotidiano La
Stampa di Torino per porre fine alle dicerie sulla sua rinuncia al ministero Petrino. Andrea Tornielli, vaticanista del giornale su citato, ha
pubblicato la lettera con opportuni commenti. Il Papa emerito è ritornato a quel gesto improvviso,
che è datato 11 febbraio 2013, di
fronte ai Cardinali riuniti in Concistoro. Il Papa emerito ribadisce nella lettera che “la rinuncia è valida,
assurdo quindi speculare sulla mia
decisione....unica condizione della validità della mia rinuncia è la
piena libertà della decisione. Pertanto speculazioni circa la sua invalidità sono semplicemente assurde”. In verità, Papa Benedetto
aveva già spiegato il significato della sua rinuncia nell'ultima udienza
generale del mercoledì 27 febbraio
2013 in una piazza San Pietro inondata di sole e gremita di fedeli. Il Papa disse: “ in questi ultimi mesi, ho
sentito che le mie forze erano diminuite, e ho chiesto a Dio con insistenza, nella preghiera, di illuminarmi con la Sua luce per farmi
prendere la decisione più giusta
non per il bene mio, ma per il bene
della Chiesa. Ho fatto questo passo nella piena consapevolezza della sua gravità e anche novità, ma
con una profonda serenità d'animo. Amare la Chiesa significa anche avere il coraggio di fare scelte
difficili, sofferte, avendo sempre
davanti il il bene della Chiesa e non
se stessi .... La mia decisione di rinunciare all'esercizio attivo del ministero, non revoca questo. Non
ritorno alla vita di privata, ad una vita di viaggi, incontri, ricevimenti,
conferenze ecc...non abbandono
la croce, ma resto in modo nuovo
presso il Signore crocifisso. Non
porto più la potestà dell'ufficio per
il governo della Chiesa, ma nel servizio della preghiera resto, per così dire, nel recinto di San Pietro”.
Sulle polemiche circa l'abito bianco e la conservazione del nome
“Benedetto”, il Papa emerito di è limitato a scrivere “per praticità”,
non dando peso ad una polemica
strumentale e di nessuna importanza. Non vi è dubbio che il detto
“tranquillo come un Papa” non è
per nulla azzeccato. Ogni pontefice ha avuto i suoi problemi, ma
non vi è dubbio che tutto il pontificato di Benedetto XVI è stato una
via crucis. I fatti sono noti, anche
perchè i mezzi di comunicazione,
hanno dato ampio risalto anche
alle illazioni. Ma Benedetto XVI non
ha lasciato per questi motivi, come
lui stesso ebbe ad affermare nel libro-intervista con Seewald che
“non si lascia la nave durante la
tempesta”. Chiudiamo con una
bella affermazione contenuta alla fine della lettera sul suo rapporto
con il successore: “sono grato di
poter essere legato da un'amicizia di cuore con Francesco”. Preghiamo tutti e quotidianamente per
il Papa.
16
IL PORTICO DI PAPA FRANCESCO
IL PORTICO
Quaresima. Il testo dell’omelia di Papa Francesco per il Mercoledì delle Ceneri.
Vivere la conversione del cuore
per aprirsi a Dio e a tutti i fratelli
«Laceratevi il cuore e
non le vesti» (Gl 2,13).
Con queste penetranti
parole del profeta Gioele,
la liturgia ci introduce oggi nella
Quaresima, indicando nella
conversione del cuore la caratteristica di questo tempo di grazia. L’appello profetico costituisce una sfida per tutti noi, nessuno escluso, e ci ricorda che la
conversione non si riduce a forme esteriori o a vaghi propositi,
ma coinvolge e trasforma l’intera esistenza a partire dal centro
della persona, dalla coscienza.
Siamo invitati ad intraprendere
un cammino nel quale, sfidando
la routine, ci sforziamo di aprire
gli occhi e le orecchie, ma soprattutto aprire il cuore, per andare oltre il nostro "orticello".
Aprirsi a Dio e ai fratelli. Sappiamo che questo mondo sempre
più artificiale ci fa vivere in una
cultura del "fare", dell’"utile",
dove senza accorgercene escludiamo Dio dal nostro orizzonte.
Ma anche escludiamo l’orizzonte stesso! La Quaresima ci chiama a "riscuoterci", a ricordarci
che noi siamo creature, semplicemente che noi non siamo Dio.
Quando io guardo nel piccolo
ambiente quotidiano alcune lotte di potere per occupare spazi,
io penso: questa gente gioca a
Dio Creatore. Ancora non si sono
accorti che non sono Dio.
E anche verso gli altri rischiamo
di chiuderci, di dimenticarli. Ma
solo quando le difficoltà e le sofferenze dei nostri fratelli ci in-
L
terpellano, soltanto allora possiamo iniziare il nostro cammino di conversione verso la Pasqua. E’ un itinerario che comprende la croce e la rinuncia. Il
Vangelo di oggi indica gli elementi di questo cammino spirituale: la preghiera, il digiuno e
l’elemosina (cfr Mt 6,1-6.16-18).
Tutti e tre comportano la necessità di non farsi dominare dalle
cose che appaiono: quello che
conta non è l’apparenza; il valore della vita non dipende dall’approvazione degli altri o dal
successo, ma da quanto abbiamo dentro.
Il primo elemento è la preghiera.
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La preghiera è la forza del cristiano e di ogni persona credente. Nella debolezza e nella fragilità della nostra vita, noi possiamo rivolgerci a Dio con fiducia di
figli ed entrare in comunione
con Lui. Dinanzi a tante ferite
che ci fanno male e che ci potrebbero indurire il cuore, noi
siamo chiamati a tuffarci nel mare della preghiera, che è il mare
dell’amore sconfinato di Dio, per
gustare la sua tenerezza. La Quaresima è tempo di preghiera, di
una preghiera più intensa, più
prolungata, più assidua, più capace di farsi carico delle necessità dei fratelli; preghiera di intercessione, per intercedere davanti a Dio per tante situazioni di
povertà e di sofferenza.
Il secondo elemento qualificante del cammino quaresimale è il
digiuno. Dobbiamo stare attenti a non praticare un digiuno formale, o che in verità ci "sazia"
perché ci fa sentire a posto. Il digiuno ha senso se veramente intacca la nostra sicurezza, e anche se ne consegue un beneficio per gli altri, se ci aiuta a coltivare lo stile del Buon Samaritano, che si china sul fratello in difficoltà e si prende cura di lui. Il
digiuno comporta la scelta di
una vita sobria, nel suo stile; una
vita che non spreca, una vita che
non "scarta". Digiunare ci aiuta
ad allenare il cuore all’essenzialità e alla condivisione. E’ un segno di presa di coscienza e di responsabilità di fronte alle ingiustizie, ai soprusi, specialmente
nei confronti dei poveri e dei piccoli, ed è segno della fiducia che
riponiamo in Dio e nella sua
provvidenza.
Terzo elemento, l’elemosina: essa indica la gratuità, perché nell’elemosina si dà a qualcuno da
cui non ci si aspetta di ricevere
qualcosa in cambio. La gratuità
dovrebbe essere una delle caratteristiche del cristiano, che, consapevole di aver ricevuto tutto
da Dio gratuitamente, cioè senza
alcun merito, impara a donare
agli altri gratuitamente. Oggi
spesso la gratuità non fa parte
della vita quotidiana, dove tutto
si vende e si compra. Tutto è calcolo e misura. L’elemosina ci aiuta a vivere la gratuità del dono,
che è libertà dall’ossessione del
possesso, dalla paura di perdere
quello che si ha, dalla tristezza di
chi non vuole condividere con
gli altri il proprio benessere.
Con i suoi inviti alla conversione,
la Quaresima viene provvidenzialmente a risvegliarci, a scuoterci dal torpore, dal rischio di
andare avanti per inerzia. L’esortazione che il Signore ci rivolge per mezzo del profeta
Gioele è forte e chiara: «Ritornate a me con tutto il cuore» (Gl
2,12). Perché dobbiamo ritornare a Dio? Perché qualcosa non
va bene in noi, non va bene nella società, nella Chiesa e abbiamo bisogno di cambiare, di dare
una svolta. E questo si chiama
avere bisogno di convertirci! Ancora una volta la Quaresima viene a rivolgere il suo appello profetico, per ricordarci che è possibile realizzare qualcosa di nuovo in noi stessi e attorno a noi,
semplicemente perché Dio è fedele, è sempre fedele, perché
non può rinnegare se stesso,
continua ad essere ricco di bontà
e di misericordia, ed è sempre
pronto a perdonare e ricominciare da capo. Con questa fiducia
filiale, mettiamoci in cammino!
DOMENICA 16 MARZO 2014
curiosità
SETTIMANALE DIOCESANO
DI CAGLIARI
Registrazione Tribunale Cagliari
n. 13 del 13 aprile 2004
Direttore responsabile
Roberto Piredda
Editore
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Segreteria telefonica attiva 24h- su 24h
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Fotografie
Archivio Il Portico, Archivio Seminario
Regionale Sardo, Elio Piras
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Stampa
Grafiche Ghiani - Monastir (CA)
Redazione:
Francesco Aresu, Federica Bande, Roberto
Comparetti, Maria Chiara Cugusi, Fabio
Figus, Andrea Pala, Maria Luisa Secchi.
Hanno collaborato a questo numero:
Tore Ruggiu, Andrea Busia, Valeria Usala,
Matteo Piano, Valerio Floris, Gino Moro,
Manuel Bruno Usai, Maria Stella Leone,
Susanna Mocci, Michele Antonio Corona.
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agenda diocesana
13 marzo - 9.00
Ritiro mensile del Clero.
Seminario Arcivescovile - Cagliari
Guida il ritiro don C. Occhipinti,
Rettore del Seminario Romano
16 marzo 2014 - 9.30 - 14.30
Incontro Pre seminario.
Seminario Arcivescovile - Cagliari
A cura del Centro Diocesano Vocazioni
16 marzo 2014 - 17.30 - 20.00
Ritiro spirituale per le famiglie
Parrocchia San Pietro - Assemini
A cura dell’Ufficio Diocesano
per la Pastorale Familiare.
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Il Portico del 16/03/2014