ISTITUTO COMPRENSIVO
“G U L L O”
C O S E N Z A IV
Unione Europea
Sviluppo Regionale
Telefono e Fax DS/DSGA 0984.411647
C.F. 98077690786
e-mail [email protected]
sito-web www.icgullocosenzaquarto.it
Unione Europea
Fondo Sociale Europeo
Piano dell’Offerta Formativa
P.O.F
Anno scolastico 2013-2014
“ Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”
Proverbio africano
E’ l’intera comunità che concorre alla formazione delle nuove generazioni e se ne
prende cura. Tutte le agenzie educative presenti nel territorio coordinano ed
integrano la loro azione di sostegno per lo sviluppo armonioso di tutti gli aspetti della
personalità del bambino.
1
Indice
La nostra “mission”
Dove siamo
I nostri plessi
Parte I
Chi siamo
Principi Generali
Premessa
Principi fondamentali
Finalità dell’Offerta Formativa
Analisi delle caratteristiche del territorio
Le criticità
Quadro degli alunni presenti nell’Istituto Comprensivo
Il POF
Valutazione della qualità del servizio
pag. 4
pag. 5
pag. 5
pag. 9
pag. 10
pag. 11
pag. 12
pag. 13
pag. 13
pag. 16
pag. 18
Parte II
Bisogni Educativi Speciali (BES)
Premessa
Protocollo di accoglienza e inclusione scolastica degli alunni con disabilità
Protocollo di accoglienza e inclusione scolastica degli alunni con DSA
Protocollo di accoglienza e inclusione scolastica degli alunni stranieri
pag. 20
pag. 21
pag. 25
pag. 35
Parte III
Organizzazione
Risorse strutturali e strumentali
Risorse professionali
Organigramma schematico
Organigramma analitico
1. Dirigente Scolastico
2. (DSGA) Direttore dei servizi generali amministrativi
3. Giunta esecutiva
4. Consiglio d’Istituto
5. (RSU) Rappresentanza Sindacale unitaria
6. Staff
a. Collaboratori del Dirigente
b. Responsabili di plesso
c. Funzioni strumentali
7. Collegio dei docenti
8. Commissioni e gruppi di lavoro
9. Responsabili dei laboratori
10. Addetti alla sicurezza
11. Referenti dei progetti
12. Coordinatori di classe
pag. 40
pag. 43
pag. 43
pag. 44
pag. 44
pag. 44
pag. 44
pag. 44
pag. 45
pag. 45
pag. 45
pag. 45
pag. 46
pag. 47
pag. 47
pag. 49
pag. 50
pag. 51
pag. 52
2
13. Referente DSA/BES
Assegnazione dei docenti alle classi
- criteri per la formazione delle classi
- criteri per l’assegnazione dei docenti alle classi
- docenti curricolari assegnati alle classi
- docenti di sostegno assegnati alle classi
Organizzazione Funzionale
- Calendario scolastico
- Quadro orario
- Monte orario discipline e materie
pag. 52
pag. 53
pag. 53
pag. 54
pag. 59
pag. 61
pag. 62
pag. 63
Parte IV
Il Curricolo verticale
Il curricolo d’Istituto
-
Traguardi per lo sviluppo delle competenze per aree disciplinari
Motivazioni – finalità - metodo
Verifica – Valutazione - criteri
Griglia per la valutazione quadrimestrale
Criteri per la valutazione del comportamento – scuola primaria
Criteri per la valutazione del comportamento – scuola secondaria
Continuità e orientamento
Parte V
Arricchimento dell’Offerta Formativa
pag. 65
pag. 71
pag. 75
pag. 75
pag. 77
pag. 79
pag. 80
pag. 81
pag. 86
Progetti
-
Progetti scuola infanzia
Progetti scuola primaria
Progetti primaria – secondaria
Progetti scuola secondaria di I grado
Progetti infanzia – primaria – secondaria
Piano Integrato - Progetti PON
Protocolli d’Intesa
Parte VI
Regolamenti interni
Regolamento d’Istituto
Sanzioni Disciplinari
Regolamento dell’Organo di Garanzia
Regolamenti interni (biblioteca, palestra,auditorium, aule multimediali)
Regolamento uscite e viaggi d’istruzione
Regolamento Borsa studio “F. Gullo”
Carta dei servizi
Patto di corresponsabilità
pag. 87
pag. 92
pag. 95
pag. 98
pag. 104
pag. 109
pag. 110
pag. 111
pag. 116
pag. 120
pag. 126
pag. 129
pag. 134
pag. 143
pag. 150
3
La nostra “mission”
Il nostro Istituto Comprensivo vuole porsi come punto di forza nella
formazione delle giovani generazioni del territorio cosentino e pertanto
intende essere:
 scuola formativa e inclusiva, che offre occasioni di sviluppo delle
personalità in tutte le direzioni;
 scuola che colloca nel mondo, che aiuta ad acquisire un’immagine
della realtà sociale attraverso le vicende storiche ed economiche;
 scuola orientativa, che favorisce ed incoraggia ad essere soggetto
attivo della propria crescita, che mette in condizioni di operare
scelte per sé in relazione al contesto sociale in cui si vive; in quanto
luogo di istruzione ed educazione si propone di realizzare percorsi
scolastici che garantiscano all’alunno la preparazione culturale per
potere affrontare la scuola secondaria di secondo grado;
 scuola multietnica, che favorisce il processo di integrazione dei
ragazzi stranieri (da alcuni anni infatti sente come primario
l’impegno interculturale);
 scuola che opera per dare vita ad un sistema di apprendimento
permanente, seguendo le indicazioni delle Strategie di Lisbona
(2000), dopo le quali il Parlamento e il Consiglio Europei, nel 2006,
hanno approvato la Raccomandazione relativa alle “competenze
chiave per l’apprendimento permanente”;
 scuola che sa progettare, aderendo alle proposte progettuali
provenienti dalla Comunità Europea, dal MIUR, dall’Ufficio
Scolastico Regionale e dall’Articolazione Territoriale, al fine di
migliorare la qualità dell’Offerta formativa dell’Istituto.
4
Dove siamo
Sede centrale
Scuola Secondaria di primo grado
“Gullo”
Via Popilia - 87100 Cosenza
Tel./Fax 0984 411647
Email: [email protected]
www.icgullocosenzaquarto.it
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
I nostri plessi
Est
Ovest
Nord
1° Trim. 2° Trim. 3° Trim. 4° Trim.
SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO “F. GULLO”
Via Popilia
TEL. e FAX: 0984/411647
5
SCUOLA PRIMARIA “M. PRETI”
SCUOLA dell’infanzia “R. AGAZZI”
Viale Cosmai
TEL. e FAX: 0984.392298
SCUOLA PRIMARIA “M.DIONESALVI”
SCUOLA DELL’INFANZIA “C. COLLODI”
Via Giulia
TEL. e FAX: 0984/411385
6
SCUOLA DELL’INFANZIA “A. PICCIOTTO ”
VIA SPROVIERI
TEL E FAX 0984 – 413387
SCUOLA PRIMARIA-“C. D’AMBROSIO”
0984 – 31466 (primaria)
SCUOLA
DELL’INFANZIA “A. MAURO”
0984 – 392739 (infanzia)
VIA POPILIA - C.DA CUTURELLA
7
SCUOLA DELL'INFANZIA “M. T. DI CALCUTTA”
INDIRIZZO: VIA G. NIGRO
TEL.: 0984.75703
SCUOLA PRIMARIA“ G. FALCONE ”
VIALE MANCINI
0984 – 412874
8
Parte I
Chi siamo
L’Istituto Comprensivo, così come la scuola secondaria di primo grado, è intitolato a
Fausto Gullo, uomo politico calabrese (Catanzaro 1887 – Cosenza 1974 ) che, dopo il
conseguimento a Napoli della laurea in giurisprudenza, esercitò la professione di
avvocato. Entrato molto giovane nel Partito Socialista Italiano, ricoprì vari incarichi
politici. Nel 1914 fu eletto consigliere provinciale del mandamento di Spezzano
Grande, nel 1921 aderì al partito comunista d’Italia, nel 1924 subì il carcere fascista e
nel 1944 fu, inaspettatamente, nominato Ministro dell’Agricoltura nel secondo governo
Badoglio. Fu Fausto Gullo a proporre per primo l’istituzione dell’Assemblea Costituente
durante la prima riunione del primo Consiglio dei Ministri dell’Italia liberata. Da
deputato della Costituente contribuì all’elaborazione e all’affermazione di alcuni valori
della Carta Fondamentale. Nel 1946 fu nominato Ministro della Giustizia. Nel 1972
abbandonò la vita politica. Viene ricordato come il “ Ministro dei contadini” per il
legame di solidarietà che aveva connotato la sua azione politica (concessione ai
contadini delle terre incolte, DLL 19/10/1944 ).
Da anni, ormai, al nome di Fausto Gullo è legata la Borsa di studio per gli alunni più
meritevoli della scuola che vengono premiati, in una manifestazione finale pubblica,
dall’avv. Luigi Gullo, nipote dello statista calabrese.
Premessa
Principi Generali
Il POF è il documento fondamentale che ogni istituzione scolastica predispone con la
partecipazione di tutte le sue componenti e attraverso il quale si esplicita la
progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa.
E’ coerente con gli obiettivi generali ed educativi determinati a livello nazionale e
riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale.
E’ elaborato dal Collegio dei Docenti, adottato dal Consiglio d’Istituto e reso
pubblico.
Viene ridefinito all’inizio di ogni anno scolastico e in qualsiasi momento può venire
aggiornato o adeguato con delibera degli Organi Collegiali.
E’ un vincolo operativo per:
 Il Consiglio di Istituto che definisce gli indirizzi generali e lo adotta.
 Il Collegio Docenti che lo elabora.
9




L’Equipe pedagogica per l’adeguamento pedagogico.
I gruppi disciplinari per l’adeguamento della prassi educativa (percorsi
disciplinari, strategie, ecc.)
Il personale non docente per la parte gestionale amministrativa e di
collaborazione alla sua realizzazione.
I genitori per la condivisione, l’impegno, il coinvolgimento, la collaborazione
“inter pares”.
Con il POF la Scuola:
 Esplicita le scelte educative, didattiche e organizzative adottate, in
coerenza con il principio di autonomia delle istituzioni scolastiche e nel quadro
dei documenti attuativi della riforma della scuola.
 Formalizza l’impegno per l’ampliamento e il miglioramento del servizio offerto in
vista del successo formativo.
 Valorizza l’apertura nei confronti delle altre agenzie formative del territorio.
 Rende trasparenti le regole del funzionamento e della gestione.
E’ integrato da:
 ●Regolamento di Istituto
 ●Carta dei Servizi
 ●Patto di corresponsabilità
Principi fondamentali
Il nostro P.O.F., ispirandosi agli articoli 3, 33, 34 e 117 della Costituzione della
Repubblica Italiana, si basa sui seguenti principi:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
Uguaglianza
Imparzialità e laicità
Accoglienza e integrazione
Diritto di scelta, obbligo scolastico e frequenza
Partecipazione, efficienza e trasparenza
Libertà di insegnamento e aggiornamento del personale
La scuola deve pertanto operare con ogni mezzo per:
o differenziare la proposta formativa, adeguandola alle esigenze di ciascuno (a tutti
gli alunni deve essere data la possibilità di sviluppare al meglio la propria identità e
10
o
o
o
o
o
le proprie potenzialità, favorendo la valorizzazione delle diversità contro ogni
forma di emarginazione, discriminazione ed esclusione, affermando pari opportunità
per tutti);
garantire il diritto di ognuno ad apprendere, nel rispetto dei tempi e delle
modalità proprie, progettando percorsi atti al superamento delle difficoltà, in un
clima sereno e cooperativo, finalizzato allo star bene, educando all’autostima;
promuovere l’intelligenza creativa e far emergere il talento espressivo dello
studente;
promuovere la libertà di pensiero e di espressione e la convivenza anche in
contesti multietnici e multireligiosi (ciò è possibile se il dialogo tra tutte le
componenti e le istituzioni democratiche rimuoverà gli ostacoli che limitano di fatto
l’eguaglianza dei cittadini);
valorizzare le molteplici risorse esistenti sul territorio (enti locali, associazioni,
agenzie culturali e professionali, società sportive, gruppi di volontariato, organismi
privati) allo scopo di realizzare un progetto educativo ricco e articolato, affinché
l’offerta formativa della scuola non si limiti alle sole attività curricolari ma assuma
un più ampio ruolo di promozione culturale e sociale, capace di favorire processi di
orientamento;
rendere chiare le ragioni delle scelte educativo-formative, favorendone la
visibilità.
Il nostro progetto educativo si basa dunque sulla valorizzazione della risorsa
alunno, sulla collaborazione con la famiglia, sulla valorizzazione delle risorseinsegnanti interne all’istituto, sulla collaborazione con il territorio.
Finalità dell’Offerta formativa
Per concretizzare i principi sin qui esposti è indispensabile che la Scuola sia:
 orientativa
 educativa
 democratica
La Scuola deve essere orientativa perché in grado di favorire l’iniziativa del
soggetto per il proprio sviluppo, permettendogli di conquistare la propria identità
nella società. Poiché la realtà è in continua evoluzione e si avvale di tecniche e
strumenti sempre più avanzati, diventa indispensabile un’educazione sempre più
flessibile, che orienti e prepari nelle diverse situazioni di cambiamento che si
presentano nella vita dei giovani. Bisogna operare affinché tutti possano partecipare
in modo costruttivo, con autonomia di giudizio e capacità critica finalizzate al
raggiungimento di una reale capacità di scelta.
11
La Scuola, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, deve educare l’uomo e il
cittadino, fornendo occasioni di sviluppo della personalità in tutte le direzioni.
Conseguentemente, non deve più essere un organismo isolato, ma operare in quanto
componente attiva delle realtà in cui l’alunno vive, come punto di aggregazione per un
progetto educativo unitario e globale, volto alla formazione permanente. Nel rispetto
degli articoli 3 e 4 della Costituzione, la Scuola deve operare per fornire a tutti gli
strumenti necessari per la partecipazione attiva e consapevole alla vita sociale,
culturale, economica e politica, rimuovendo gli ostacoli che limitano il pieno sviluppo
della persona umana: deve pertanto tenere nel massimo conto le diversità e i bisogni
individuali degli alunni.
Analisi delle caratteristiche del territorio
La Scuola dell’Infanzia “R. Agazzi” e la Scuola Primaria “M. Preti ” sono situate
alla periferia di Cosenza, nella zona nord, in un territorio di notevole espansione
urbanistica, posto al confine con il Comune di Rende. L’ambiente socio-culturale del
plesso si presenta molto eterogeneo, essendo costituito da bambini appartenenti a
famiglie di diversa estrazione sociale, con prevalenza nel settore terziario. Tale
complessità è determinata dal fatto che confluiscono nelle due scuole bambini che
vivono nei quartieri di edilizia popolare di via Popilia, altri che risiedono in cooperative
edilizie di recente costruzione, alcuni che provengono da zone residenziali anche
distanti dal territorio scolastico del plesso, o che abitano nei comuni dell’hinterland.
Le scuole:
“G. Falcone, C. Collodi
e Madre Teresa di Calcutta” sono ubicate in
zone centralissime della città; per la loro posizione territoriale, accolgono bambini
provenienti per la maggior parte dal centro della città e anche dalle zone limitrofe. Il
livello socio-culturale delle famiglie è eterogeneo. In questi ultimi anni, sia nella
scuola primaria che in quella dell’infanzia, sono iscritti bambini di etnia cinese e
filippina.
Le scuole : “F. Gullo, M. Dionesalvi, C. D’Ambrosio, A. Picciotto, A. Mauro“
sono ubicate tra l’antica via Popilia e il nuovo Viale Parco “ Giacomo Mancini”. In pochi
decenni il quartiere ha registrato una notevole espansione edilizia con conseguente
incremento demografico. L’originario assetto socio – culturale – economico di tipo
agricolo – operaio è andato via
scomparendo; sotto il profilo economico
l’organizzazione sociale è prevalentemente caratterizzata da addetti ad attività
impiegatizie nel settore pubblico, privato e nel terziario, da piccoli e medi
imprenditori, ma anche da numerosi disoccupati e da persone che sopravvivono con
lavori precari; sono pertanto riscontrabili nella struttura sociale problemi di disagio e
di degrado, con conseguente fenomeno di delega educativa nei confronti della scuola.
12
Queste scuole accolgono anche diversi allievi appartenenti all’etnia Rom, alcuni dei
quali già integrati da diversi anni nel tessuto sociale del quartiere, ed altri gruppi di
allievi appartenenti alla comunità rumena stanziata lungo il corso del fiume Crati, che
presenta diverse problematiche di integrazione e risulta, anche in considerazione
delle sue precarie condizioni sociali ed economiche, particolarmente a rischio di
dispersione e /o abbandono scolastico.
Le criticità
La presenza nell’Istituto di alunni provenienti da situazioni socio – economico culturali molto diversificate crea inevitabilmente problemi che si ripercuotono anche
sulla classe di appartenenza.
I suddetti problemi, che investono anche i diversi aspetti della personalità (affettivo,
psicologico e comportamentale), ostacolano la normale maturazione dello scolaro e ne
disturbano l’apprendimento, con conseguenze negative per il suo futuro di alunno e di
cittadino.
La scuola, per rimuovere gli ostacoli, predispone interventi educativo - didattici mirati
e promuove iniziative atte a favorire la crescita individuale e sociale degli alunni,
attraverso:
-
colloqui iniziali e in itinere con i genitori o le persone preposte alla tutela dei
bambini e ragazzi, finalizzati alla realizzazione di un costruttivo rapporto scuola famiglia;
- collaborazione con gli operatori dell’équipe medico–socio–psico-pedagogica per
rimuovere ostacoli di natura psicofisica, ambientale e sociale;
- elaborazione e realizzazione di progetti relativi al sostegno dei bambini
diversamente abili, al recupero di quelli con difficoltà di apprendimento, alla
dispersione scolastica, al decondizionamento degli alunni svantaggiati, alla
continuità educativa;
- collaborazione con Enti, Soggetti e Figure istituzionali.
Quadro degli alunni presenti nell’Istituto Comprensivo
Il nostro Istituto Comprensivo conta una popolazione scolastica pari a 1225 alunni:
410 iscritti nella scuola dell’Infanzia, 640 nella scuola primaria e 175 nella secondaria
di primo grado. Gli alunni sono distribuiti nelle classi e nei plessi secondo le tabelle
seguenti:
13
SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO “F. GULLO”
CLASSE SEZ. ALUNNI
1
A
21
2
A
17
3
A
23
1
B
22
2
B
18
3
B
25
1
C
16
2
C
17
1
D
16
Totale classi n° 9
Totale alunni n° 175
DIV. ABILI
1
1
1
1
1
1
1
1
1
DIVERSA ETNIA
2
1
2
2
3
2
3
3
SCUOLA PRIMARIA “M. PRETI” – viale Cosmai
CLASSE SEZ. ALUNNI
DIV. ABILI
DIVERSA ETNIA
1
A
19
2
A
27
1
3
A
15
1
4
A
20
1
3
5
A
19
1
1
B
19
1
2
B
17
2
3
B
14
1
4
B
23
1
1
5
B
19
1
2
Totale classi n° 10
Totale alunni n° 192
SCUOLA PRIMARIA “DIONESALVI” – NES - via Giulia
CLASSE SEZ. ALUNNI
1
A
16
2
A
19
3
A
8
4
A
15
5
A
11
5
B
8
Totale classi n° 6
Totale alunni n° 77
DIV. ABILI
1
2
1
2
1
DIVERSA ETNIA
5
7
2
2
14
SCUOLA PRIMARIA “FALCONE” – viale Mancini
CLASSE SEZ. ALUNNI
DIV. ABILI
DIVERSA ETNIA
1
A
19
2
A
22
1
3
A
25
1
1
4
A
24
5
A
27
1
B
16
2
2
B
21
1
3
B
16
1
4
B
26
5
B
28
1
3
C
15
1
5
C
22
1
Totale classi n° 12
Totale alunni n° 261
SCUOLA PRIMARIA “D’AMBROSIO” –C.da Cuturella
CLASSE SEZ. ALUNNI
DIV. ABILI
DIVERSA ETNIA
1
A
25
4
2
A
25
2
6
3
A
20
4
3
4
A
21
3
7
5
A
20
1
3
Totale classi n° 5
Totale alunni n° 111
SCUOLA DELL’INFANZIA “R. AGAZZI” – viale Cosmai
SEZIONE SEZ. ALUNNI
DIV. ABILI
DIVERSA ETNIA
I
A
26
II
A
30
III
A
29
1
I
B
18
1
II
B
25
Totale sezioni n° 5
Totale alunni n° 128
SCUOLA DELL’INFANZIA “MAURO” – C.da Cuturella
SEZIONE SEZ. ALUNNI
DIV. ABILI
DIVERSA ETNIA
I
A
26
1
II
A
23
4
III
A
22
1
4
Totale sezioni n° 3
Totale alunni n° 71
15
SCUOLA DELL’INFANZIA “M.T. DI CALCUTTA” – via G. Nigro
SEZIONE SEZ. ALUNNI
DIV. ABILI
DIVERSA ETNIA
I
A
23
1
5
I
B
24
I
C
26
1
I
D
21
1
Totale sezioni n° 4
Totale alunni n° 92
SCUOLA DELL’INFANZIA “C. COLLODI” – via Giulia
SEZIONE SEZ. ALUNNI
DIV. ABILI
DIVERSA ETNIA
I
A
24
II
A
23
Totale sezioni n° 2
Totale alunni n° 47
SCUOLA DELL’INFANZIA “PICCIOTTO” – via Sprovieri
SEZIONE SEZ. ALUNNI
DIV. ABILI
DIVERSA ETNIA
I
A
29
II
A
24
III
A
21
1
Totale sezioni n° 3
Totale alunni n° 74
Il POF
L’assunto principale della scuola in quanto “agenzia educativa” è quello di garantire sia
la valorizzazione delle identità personali sia le diversità attraverso il confronto civile
con gli altri. Il Piano dell’Offerta Formativa deve, pertanto, costituire la sintesi
delle buone pratiche, nell’ottica dell’effettiva realizzazione del diritto allo studio e
del diritto al successo formativo degli alunni, di tutti e di ciascuno, e dello sviluppo
culturale, umano e sociale del territorio. Nel Piano dell’Offerta Formativa si
estrinseca, in ultima istanza, la politica scolastica dell’Istituto, elaborata dai suoi
Organi collegiali, in sussidiarietà e solidale coerenza con le indicazioni e le istanze del
territorio: ci sono la tradizione culturale, lo stile, l’animus, il senso di un patrimonio
professionale sorretto dalla nobile e antica istanza etica dell’educare, informato a una
“Weltanshaung” costruita sull’attenzione per l’alunno, uomo, essere, persona; ci sono
l’orizzonte e la meta di ogni singolo alunno, soggetto protagonista del proprio progetto
di vita e del suo realizzarsi crescendo come persona unica e irripetibile.
16
In tale direzione ci proponiamo :
 di fornire, sviluppare e potenziare le coordinate culturali di base utili
all’orientamento, in sincronia con il territorio circostante e con un’apertura
verso la complessità che caratterizza, ormai, il vivere di ognuno in un contesto
globalizzato dove è fondamentale lo sviluppo di capacità decisionali in relazione
a scelte immediate e future;
 ampliare l’offerta formativa in modo da proporre attività d’interesse e che
coinvolgano, in termini di arricchimento della formazione individuale, non solo gli
allievi ma anche i docenti, in un’ottica di lifelong learning, per cui l’infinito
delle
conoscenze/competenze
scientifiche
costituisca
il
giusto
soddisfacimento del desiderio di acquisire il “ nuovo” e/o di vivere anche il
tradizionale in una luce nuova;

ampliare l’offerta formativa con attività che consentano l’acquisizione di
conoscenze/competenze spendibili sul piano dei crediti scolastici formativi;
 curare l’integrazione cognitiva e socio-comportamentale sia degli alunni
stranieri che dei diversamente abili, organizzando interventi adeguati e di
pari dignità educativa.
Il POF della nostra Scuola, in continuità e in coerenza con quanto espresso e
deliberato negli anni precedenti, si pone come scopo centrale quello di essere di
facile lettura, perché intende comunicare con immediatezza ad operatori scolastici,
utenza, enti collaborativi e restanti componenti territoriali, le risorse professionali e
strutturali, la proposta didattica, organizzativa e gestionale dell’istituzione scolastica.
Il Collegio dei Docenti intende adeguare il Piano alle caratteristiche socioambientali e culturali della popolazione scolastica e ai bisogni effettivi del
territorio nel suo insieme, al fine di ottimizzare il processo di crescita degli alunni, in
un sinergico quadro di cooperazione tra la scuola, la famiglia e l’intero territorio.
Il POF dell’Istituto, pur nel rispetto dell’80% del curricolo e degli indirizzi nazionali,
mira con competenza e professionalità, mediante un’autonoma progettazione del
20% del curricolo locale (D.M. n. 47 del 13/06/2006), a rispondere alle esigenze
culturali e sociali della realtà territoriale in cui si opera.
La proposta formativa intende tenere ben presenti le caratteristiche peculiari del
territorio, le risorse acquisite e preesistenti, l’accorpamento di tre plessi diversi
per utenza e territorialità.
L’Istituto predispone un’offerta formativa che dia completezza alla propria sostanza
culturale e progettualità, rispettando la propria caratteristica struttura che le
consente scelte diverse, nell’omogeneità d’intenti e nella continua interrelazione tra i
plessi.
17
L’utenza è varia, l’ambiente di provenienza degli alunni presenta oscillazioni sia sociali
sia economiche, variazioni che sono ancora più evidenti rapportando i plessi tra loro. Il
territorio in cui sono collocate le sedi scolastiche non offre grandi servizi ed
infrastrutture qualificanti o agenzie culturali alternative.
La scuola è per tutti, in questi luoghi, quindi, centro di scambio, confronto e
integrazione con coetanei, di apprendimento culturale e approfondimento di sé e
delle proprie potenzialità.
Considerando che la realtà nella quale si opera è in continuo divenire, l’Istituto vuole
proporsi come promotore positivo di cambiamenti futuri. Per raggiungere tale
obiettivo si ritengono indispensabili i seguenti percorsi:
a) analisi delle esigenze formative presenti, per la fascia di età di riferimento, sul
territorio;
b) riflessione sulle finalità educative dell’offerta formativa;
c) rilevazione delle strutture e delle dotazioni operative dell’Istituto, in funzione di
un loro progressivo adeguamento;
d) elaborazione complessiva di una serie di proposte operative.
VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DEL SERVIZIO
La qualità del servizio scolastico, desumibile dall’analisi dei processi formativi, è
strettamente connessa alla capacità della scuola di soddisfare le esigenze della sua
utenza da un punto di vista organizzativo –strutturale, in termini di efficienza del
lavoro, e da un punto di vista della giusta valorizzazione delle risorse umane, in termini
delle modalità didattiche/attribuzione di ruoli di collaborazione adottate ai fini del
conseguimento dei risultati. Il gruppo di lavoro predisposto all’autovalutazione
sistematica e permanente della Scuola è il GAUVS, che intende procedere alla fase di
valutazione attraverso la somministrazione di questionari sulla qualità del/i proprio/i
servizio/i quali:
 livello di autonomia gestionale, organizzativa, didattica della scuola;
 definizione degli standard di qualità del servizio;
 valorizzazione delle risorse interne (e/o esterne) per la partecipazione ad
iniziative culturali atte ad incrementare la pratica della ricerca e della
documentazione;
 gestione e controllo dei processi formativi;
 qualità dei rapporti con le istituzioni ed i servizi del territorio;
 partecipazione degli operatori scolastici, degli studenti e delle famiglie al
controllo dei risultati dei servizi effettivamente erogati;
 l’output dell’attività didattica in termini di apprendimento in relazione a
conoscenze e competenze acquisite dagli alunni.
L’autoanalisi e l’autovalutazione avverranno attraverso indicatori di contesto, di
processo e di controllo. Essi misurano:
18

la funzionalità della struttura;

la qualità delle attività;

la qualità del sistema;

le capacità decisionali in funzione del raggiungimento dei risultati e del
livello di sviluppo/crescita ottenuto;

il livello di valorizzazione della scuola;

la propositività in funzione del miglioramento
INDICATORI DI CONTESTO
Descrivono il contesto in cui la scuola opera. Nello specifico:

la qualità di strutture e arredi;

il bacino di utenza;

la quantità e la qualità delle risorse del territorio
INDICATORI DI PROCESSO
Descrivono i metodi, le scelte e le modalità di impiego delle risorse umane, materiali e
finanziarie. Nello specifico:
o
la qualità/efficienza dei laboratori, della biblioteca, della palestra e delle
attrezzature didattiche;
o
le qualità relazionali della scuola;
o
la qualità del lavoro individuale e di gruppo;
o
la qualità di metodi e strategie organizzative di insegnamento in base ai
bisogni degli studenti e degli obiettivi stabiliti;
o
i livelli di rispondenza tra obiettivi prefissati ed obiettivi raggiunti;
o
ore utilizzate per l’elaborazione di progetti innovativi;
o
la qualità delle attività degli organi collegiali;
o
la qualità dei rapporti con le famiglie,
o
la qualità dei servizi amministrativi;
o
la qualità dei rapporti con i servizi del territorio;
o
la capacità di piena utilizzazione delle risorse finanziarie.
INDICATORI DI PRODOTTO
Descrivono l’output delle prestazioni della scuola qualitativamente e
quantitativamente. Nello specifico:

il livello di soddisfazione delle famiglie/alunni per il servizio erogato;

il livello di apprendimento degli studenti, anche in termini di autonoma
identità personale;

l’acquisizione di un metodo di studio, di ricerca, di apprendimento
continuo;

la qualità del rapporto alunni/docenti;

la qualità del rapporto docenti/famiglie;

la qualità delle attività di orientamento culturale/professionale;

il livello di soddisfazione del personale docente e non;
19

la qualità/efficacia degli interventi didattici ed educativi integrativi
(IDEI);

l’efficacia delle attività aggiuntive per l’ampliamento dell’offerta
formativa/tasso di successo scolastico.
Parte II
BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES)
Premessa
L’espressione “Bisogni Educativi Speciali” (BES) è entrata nel linguaggio scolastico
italiano dopo l’emanazione della Direttiva ministeriale del 27 dicembre
2012 “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e
organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica “.
La Direttiva stessa precisa cosa si intenda per “BES” : “L’area dello svantaggio
scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit.
In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per
una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di
apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non
conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse”.
Nella stessa Direttiva Ministeriale sono contenute alcune indicazioni e strategie
precise che sono proprie della scuola italiana in ottica inclusiva, volte a consentire a
tutti gli alunni, qualsiasi siano le loro difficoltà, il pieno successo
scolastico. L’attenzione viene quindi estesa ai Bisogni Educativi Speciali nella loro
totalità, andando oltre la certificazione di disabilità, per abbracciare il campo
dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, lo svantaggio sociale e culturale, le
difficoltà
linguistiche
per
gli
alunni
stranieri,
ecc.
La direttiva sancisce quindi il diritto per tutti gli alunni che presentano queste
tipologie di difficoltà/svantaggio ad avere accesso a una didattica individualizzata e
personalizzata.
Le strategie, le indicazioni operative, l’impostazione delle attività di lavoro, i criteri di
valutazione degli apprendimenti e i criteri minimi attesi trovano definizione all’interno
del PDP – Piano Didattico Personalizzato dell’alunno.
A fronte di un concreto bisogno socio-educativo a cui le Scuole sono chiamate a
rispondere, negli ultimi anni, il MIUR ha promosso una serie di iniziative volte a
garantire a tutti gli alunni con BES il diritto a una didattica individualizzata e
personalizzata (le più recenti sono proprio la già citata Direttiva del 27 dicembre
2012, «Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e
organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica» e la Circolare Ministeriale del 6
marzo 2013).
20
E’ proprio nell’ottica dell’inclusione scolastica, nucleo centrale della nostra “mission”,
che il Collegio dei Docenti, attraverso le Funzioni Strumentali ed i Referenti preposti,
ha elaborato ed approvato i seguenti Protocolli per l’inclusione e l’accoglienza degli
alunni disabili, con DSA e di diversa etnia.
PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ED INCLUSIONE SCOLASTICA
DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ
Una scuola di qualità, che abbia come presupposto la centralità dello studente,
deve offrire pari opportunità a tutti, attraverso programmazioni in grado di
facilitare il successo scolastico. La scuola individua strategie e utilizza risorse
atte a favorire il "benessere" degli alunni. Particolare attenzione viene rivolta alle
problematiche relative a tutti gli studenti con disabilità, in collaborazione con gli
insegnanti, con i genitori, con gli Enti Locali e i Servizi Socio-sanitari, secondo
quanto previsto dalla Legge quadro sull’handicap (Legge 5.2.1992 n. 104) ,
concernente il “diritto allo studio e all’integrazione in tutti i gradi dell’istruzione ”.
La meta essenziale dell'azione educativa è quella di favorire lo sviluppo della
personalità umana: mezzi e contenuti scolastici devono pertanto considerarsi,
sempre ed in ogni caso, strumenti rispetto al fine che è la crescita di ogni alunno.
Ciò vale per l’allievo a sviluppo tipico ma vale, a maggior ragione, per il soggetto con
disabilità che, più di ogni altro, ha diritto ad una scuola in cui siano assicurate le
condizioni materiali, culturali e psicologiche, per una crescita globale ed armoniosa.
L'obiettivo dell'apprendimento non può mai essere disatteso e, tanto meno,
sostituito da una semplice
socializzazione "in presenza". Si
sottolinea
l'importanza di mirare al raggiungimento di una reale integrazione ed inclusione di
tutti gli alunni nella scuola.
Il progetto di istruzione, educazione, integrazione degli alunni con disabilità e di
inclusione del gruppo, coinvolge tutta la comunità scolastica del nostro Circolo
Didattico e si realizza mediante proposte ed attività di collaborazione tra scuola,
famiglia, ASL, Enti Locali e Associazioni.
L'integrazione e l'inclusione sono processi che coinvolgono tutto il sistema
scolastico e presuppongono consapevolezza, cooperazione e responsabilità tra tutti
gli operatori coinvolti: docenti, non docenti, genitori, operatori ASL, specialisti
esterni, associazioni extra scolastiche.
La scuola, pertanto, garantisce la formazione integrale della persona, nel pieno
rispetto delle diversità e rispondendo ai bisogni del singolo.
A tal fine si promuove il successo formativo dell'alunno a sviluppo atipico, la sua
integrazione intesa come partecipazione piena ed attiva alla vita della comunità, in
21
attuazione dei principi enunciati dalla Costituzione, nonché dalla L. 104/'92,
successive modifiche e le Linee guida Miur del 4/8/2009.
La qualità di tale processo implica, nella sua fase programmatoria e di fattibilità, la
necessaria e indispensabile collaborazione tra i docenti anche per aiutare gli alunni
a comprendere ed accettare i comportamenti dei compagni con disabilità. In
quest'ottica, il ruolo dell'insegnante di sostegno, non si limita all'intervento
sull'alunno in difficoltà, ma si estende a tutto il gruppo classe, in un contesto in cui
la contitolarità e la corresponsabilità diventano fattori essenziali per
l'individuazione e l'attuazione di percorsi educativi efficaci al raggiungimento di
una reale integrazione ed inclusione.
Fase preliminare
Il percorso operativo
Il progetto globale dell'alunno in condizioni di disabilità richiede:
 Conoscenza delle caratteristiche della patologia, anche attraverso la Diagnosi
Funzionale e il Profilo Dinamico Funzionale.
 Conoscenza della storia personale dell'alunno attraverso colloqui con la famiglia.
 Osservazione
sistematica dell'alunno in riferimento alle abilità di
comunicazione, di relazione, attitudini sociali, autonomia, tempo libero.
 Incontro con specialisti esterni che hanno in cura il bambino, ove si ritenga
necessario.
 Incontri con gli insegnanti del precedente ordine di scuola.
Fase operativa
Sulla base di una specifica certificazione rilasciata dalla ASL, al bambino, sin dalla
scuola dell'infanzia, e' garantita l'elaborazione di una documentazione specifica
finalizzata ad un intervento individualizzato:
1. La Diagnosi Funzionale (DF) redatta dall'unita' Multidisciplinare della ASL che
rappresenta una "descrizione analitica della compromissione funzionale dello
stato psicofisico dell'alunno".
2. Il Profilo Dinamico Funzionale (PDF) che rappresenta "la descrizione delle
difficoltà e dello sviluppo potenziale dell'alunno nei tempi brevi (sei mesi) e
medi (due anni)". Il PDF viene redatto dall'unita' multidisciplinare dell'ASL, dai
docenti curricolari, dal docente di sostegno e dai genitori dell'alunno.
3. I contenuti del PDF riguardano: l'asse cognitivo, affettivo-relazionale,
comunicazionale, linguistico, sensoriale, motorio-prassico, neuropsicologico,
l'autonomia, l'apprendimento.
4. Per ogni asse va analizzato il funzionamento ed il livello di sviluppo.
22
5. Il Piano educativo individualizzato o personalizzato (PEI o PEP), e' " il
documento nel quale vengono descritti gli interventi finalizzati alla piena
realizzazione del diritto
all'educazione, all'istruzione e all'integrazione
scolastica".
Il PEI viene redatto all'inizio di ciascun anno scolastico dal Gruppo di lavoro per
l'Handicap Operativo (GLHO), costituito dagli insegnanti curricolari, dal docente di
sostegno, dai genitori dell'alunno, dagli operatori dell'ASL e del Comune; esso
coordina i progetti didattico-educativi, riabilitativi e di socializzazione
individualizzati, ed integra le attività scolastiche ed extrascolastiche.
Il PEI, inoltre, condiziona e contiene la Programmazione didattica ed educativa
individualizzata di competenza di tutti i docenti di classe e di quello di sostegno.
Organizzazione degli spazi, dei tempi, delle attività
Per favorire lo sviluppo delle potenzialità dell'alunno ed agevolarne gli apprendimenti
si propongono:
 Un orario flessibile e personalizzabile.
 L'utilizzo di spazi comuni (Aula computer, Palestra, Laboratorio di
psicomotricità, Laboratorio di manualità) come risorsa per la messa in atto
di progetti con piccoli gruppi per favorire il processo di apprendimento, di
autonomia, di socializzazione.
 L'uso delle nuove tecnologie, che costituisce una risorsa aggiuntiva per
migliorare la qualità dell'intervento didattico.
 L'uso di sussidi presenti nella scuola.
 La partecipazione ad attività extrascolastiche, nonché
le uscite sul
territorio con il gruppo classe.
Per quanto riguarda gli alunni che presentano disabilità, la programmazione terrà
presente la situazione di partenza (biopsichica, socio-affettiva, cognitiva, motoria)
di ogni singolo alunno.
Le attività di sostegno saranno finalizzate a:
 rendere possibile l’integrazione e l'inclusione socio-scolastica
 conseguire l’acquisizione di capacità funzionali
 raggiungere tutti gli apprendimenti culturali possibili
 facilitare l’inserimento in una scuola di grado superiore o nell’extrascuola
La Commissione, coordinata dalla Funzione Strumentale dell’Area 3, lavora quindi in
continuità verticale e orizzontale, prediligendo l’operatività e l’inserimento nei
laboratori esistenti nella scuola, oltre a promuovere l’auto-orientamento.
L’insegnante di sostegno si relaziona sia con l’alunno a sviluppo atipico che con la
classe (intercambiando, in momenti particolari, anche il ruolo con l’insegnante
23
curricolare) e, prevalentemente, in un micro gruppo, sia all’interno della classe che
nelle attività di laboratorio.
Il Consiglio di Classe, eventualmente, definisce un itinerario didattico
individualizzato e flessibile, tenendo conto della tipologia e della gravità della
disabilità, della diagnosi funzionale e delle osservazioni emerse durante l’attività
scolastica in itinere e durante i frequenti incontri con gli operatori specializzati e
con gli insegnanti della scuola primaria.
Per l’area socio-affettiva si mirerà essenzialmente al recupero e allo sviluppo di:
 autonomia e padronanza di sé;
 rispetto di sé e degli altri;
 rispetto delle cose proprie e altrui;
 rispetto delle fondamentali regole della vita scolastica.
 aumento della motivazione;
 miglioramento del concetto di sé;
 coinvolgimento degli alunni con disabilità gravi;
 formazione alla cooperazione;
 facilitazione degli apprendimenti.
Per quanto concerne, invece, l’area cognitiva, gli obiettivi saranno adeguati al ritmo
e al livello di ogni singolo alunno.
Al fine di ottenere migliori risultati dall’azione educativa, si cercherà di prolungare
i tempi d’attenzione e di applicazione con strategie specifiche e con gratificazioni
continue. Si partirà sempre dal vissuto dell’alunno e della realtà circostante.
Le verifiche saranno, quando possibile, conformi a quelle della classe, diversamente
semplificate o specifiche. La valutazione si baserà soprattutto sui progressi
ottenuti rispetto alla situazione di partenza, sull’applicazione e sull’attenzione
prestata.
In presenza di disabilità grave, bisognosa di una specifica e continua assistenza, il
coinvolgimento degli operatori del territorio garantisce alla scuola, oltre alle
necessarie competenze specialistiche, anche opportuni interventi assistenziali, che
rappresentano un indispensabile sostegno all'attuazione del piano educativo
personalizzato. A tal fine, la scuola collabora in modo costante e proficuo con la
Amministrazione Comunale (in particolare con gli assessorati ai servizi sociali ed
educativi)e con l’ ASL.
24
PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ED INCLUSIONE SCOLASTICA
DEGLI ALUNNI CON DSA
PREMESSA
Negli ultimi anni si parla molto di DSA (disturbi specifici di apprendimento) a scuola e
numerosi sono i passi che si stanno facendo affinché gli alunni con DSA possano
raggiungere il pieno successo formativo e possano concretizzare il loro diritto allo
studio.
La legge 170 del 8 ottobre 2010 e il successivo decreto attuativo MIUR del
13/07/2011 riconoscono la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come
disturbi specifici di apprendimento (DSA) e tutelano il diritto allo studio degli alunni
con DSA puntando sull’individualizzazione e la personalizzazione dell’azione didattica.
sull’uso degli strumenti compensativi e delle misure dispensative e su adeguate
modalità di valutazione.
Questo Protocollo di Accoglienza ed inclusione scolastica vuole delineare le azioni e gli
interventi che la Scuola si impegna ad applicare a tutti gli alunni con DSA.
Essendo uno strumento di lavoro, il protocollo viene integrato e rivisto
periodicamente.
Il Protocollo per l’accoglienza e l’inclusione delinea prassi condivise riguardanti:
· Gli aspetti amministrativi e burocratici
· Gli aspetti educativo–didattici
· Gli aspetti affettivo-relazionali (tra pari e con gli adulti, prevenzione di situazioni di
disagio
personale)
· La collaborazione con le famiglie.
I DSA riconosciuti per legge sono quattro: Dislessia – Disgrafia – Disortografia –
Discalculia, raramente si manifestano in isolamento, molto più spesso compresenti in
uno stesso soggetto.
È importante ricordare che i DSA non sono il risultato di altre patologie neurologiche
o di problemi sensoriali (uditivi,visivi, etc) o di disturbi psicologici ed emozionali.
Nonostante le persone con DSA abbiano una normale intelligenza, a volte anche
25
superiore alla media, i risultati in test standardizzati sono significativamente al di
sotto di quanto previsto in base all’età, all’istruzione e al livello intellettivo.
I DSA emergono in età scolare e si manifestano come una difficoltà di lettura,
scrittura e processamento matematico. Leggere, scrivere ed eseguire calcoli sono
attività che non possono essere svolte in modo corretto e fluente per una difficoltà
ad automatizzarne il procedimento.
La principale caratteristica di tali disturbi consiste nella loro “specificità” , poiché
colpiscono “uno specifico dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto,
lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale”.
Secondo quanto stabilito dalla Consensus Conference, il criterio fondamentale per
porre diagnosi di DSA è dunque la “discrepanza” tra le capacità intellettive generali
del soggetto, del tutto nella media (QI > 85), e le prestazioni in compiti scolastici
(letto-scrittura e capacità di calcolo) attese per l’età e la classe frequentata. Il
criterio di discrepanza è strettamente legato a quello di “esclusione”: per poter
parlare di sospetto DSA è necessario escludere che l’apprendimento sia impedito o
rallentato da deficit sensoriali, da patologie neurologiche, da fattori psichici
importanti o da condizionamenti ambientali.
Alla scuola però non compete emettere diagnosi di DSA, anche se svolge un ruolo
molto attivo; gli insegnanti devono:
• Identificare precocemente i casi sospetti di DSA;
• Utilizzare misure educative e didattiche che favoriscano l’inclusione e il successo
scolastico di tutti;
• Monitorare costantemente le pratiche educative e didattiche messe in atto come
supporto per valutarne l’efficacia e il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Non sembra superfluo ricordare che grande differenza intercorre fra DSA e
“difficoltà di apprendimento”: una condizione di disturbo, infatti, ha origine innata, è
resistente al cambiamento ed all’automatizzazione; tutto ciò la differenzia dalla
condizione di difficoltà che invece non è innata, è modificabile dal trattamento ed è
automatizzabile.
La legge 170, il successivo decreto attuativo del 2011 e, non ultima, la nostra Legge
Regionale n° 10/2012 sui DSA demandano alla scuola il compito di organizzare tutte le
misure didattiche ed educative di supporto necessarie per il raggiungimento delle
finalità della legge; gli studenti con DSA hanno diritto di fruire di appositi
provvedimenti dispensativi e compensativi, comprendenti strumenti e tecnologie
specifiche, dell’uso di una didattica individualizzata e personalizzata e di forme
flessibili di lavoro scolastico.
Diventa perciò necessario individuare delle linee guida condivise relative alle modalità
di accoglienza dell’alunno con diagnosi DSA .
Questo documento è parte integrante del POF e si propone di:
26




Definire pratiche condivise tra tutto il personale all’interno del nostro istituto;
prevenire l’eventuale disagio negli alunni;
promuovere qualsiasi iniziativa di comunicazione e di collaborazione tra scuola ed
enti territoriali coinvolti;
Facilitare l’accoglienza, l’inserimento e un proficuo percorso formativo degli
studenti con DSA.
FINALITÀ
Il presente PROTOCOLLO PER L’ACCOGLIENZA E L’INCLUSIONE SCOLASTICA
DEGLI ALUNNI CON DSA è una guida d’informazione riguardante l’accoglienza e
l’intervento sugli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) all’interno del
nostro Istituto. E’ un documento deliberato dal Collegio dei docenti e annesso al Piano
dell’offerta formativa (POF).
E’ nato dalla volontà di condividere criteri, principi educativi e pratiche comuni in tema
di accoglienza e d’intervento sugli alunni con DSA, al fine di garantire a tutti il
successo formativo, rendendo operative le indicazioni normative vigenti.
FASI DEL PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA







Iscrizione, acquisizione della segnalazione specialistica, comunicazioni;
stesura e sottoscrizione del PDP;
valutazione intermedia e finale;
procedura da seguire in caso di sospetto di difficoltà riferibile a DSA;
DSA e lingue straniere;
DSA e prove INVALSI;
DSA ed esami di Stato.
1. ISCRIZIONE, ACQUISIZIONE DELLA SEGNALAZIONE SPECIALISTICA,
COMUNICAZIONI
A. ISCRIZIONE
Le pratiche d’iscrizione devono essere seguite da un assistente amministrativo che si
occupi dell’iscrizione degli studenti con D.S.A. in modo continuativo.
La famiglia, unitamente al normale modulo d’iscrizione, consegnerà la diagnosi del
medico specialista, che verrà protocollata in protocollo riservato e allegata al
fascicolo dell’alunno.
27
B. ACQUISIZIONE DEL REFERTO DIAGNOSTICO
L’acquisizione della diagnosi, da parte dell’istituzione scolastica, è atto fondamentale
per lo sviluppo del PDP. Nel rispetto dei tempi tecnici per la stesura di tale
documento, è auspicabile che la famiglia presenti tale documentazione al momento
dell’iscrizione o comunque entro il mese di novembre, per poter effettuare la stesura
del PDP entro la fine del primo quadrimestre, poter applicare le dovute misure
dispensative e poter utilizzare gli strumenti compensativi almeno per un intero
quadrimestre. Le diagnosi presentate oltre tale scadenza verranno regolarmente
protocollate e comunque verrà formulato il Piano Didattico Personalizzato entro
trenta giorni dalla data di acquisizione.
C. COMUNICAZIONI
L’assistente amministrativo, acquisite le diagnosi di DSA. al momento della normale
iscrizione o in corso d’anno, ne darà comunicazione al Dirigente Scolastico, al
coordinatore di classe e al referente DSA. Il Referente DSA. avrà cura di controllare
che esse rispettino quanto sancito dalla legge 170/2010 art.3 e dalle circolari MIUR
(03/02/11, 04/04/11, 26/05/11). In caso contrario contatterà la famiglia per
chiarimenti e/o integrazioni.
2. ELABORAZIONE DEL PDP
Quando in una classe viene inserito uno studente con DSA, il Referente d’Istituto
avrà cura di informare il team classe sull’argomento, fornendo adeguate informazioni
sui DSA e i necessari riferimenti per reperire materiale didattico formativo
adeguato; inoltre, se necessario, presenta le eventuali strategie didattiche alternative
(tra cui le tecnologie informatiche) compensative.
Sulla scorta della diagnosi acquisita dalla scuola, il team classe (con l’ausilio del
referente DSA se lo si ritiene opportuno), stila il PDP (Piano Didattico
Personalizzato).
Il PDP costituisce un allegato riservato del fascicolo personale dell’alunno. Allo
stesso tempo diventa strumento di lavoro e pertanto deve essere consultabile dai
docenti di classe, anche da chi effettua supplenze di lungo periodo, nel rispetto delle
norme sulla privacy.
Una volta redatto, il PDP va presentato alla Dirigente Scolastica e alla famiglia per la
necessaria condivisione e accettazione. In tale sede potranno essere apportate
eventuali ultime modifiche.
Una volta firmato dai docenti, dalla Dirigente e dalla famiglia, il PDP diventa operativo.
Il PDP verrà stilato seguendo i modelli predisposti e reperibili sul sito della scuola;
esso contiene e sviluppa i seguenti punti:
1.
dati relativi all’alunno;
2.
descrizione del funzionamento delle abilità strumentali;
28
3.
caratteristiche comportamentali;
4.
modalità del processo di apprendimento;
5.
misure dispensative;
6.
strumenti compensativi;
7.
modalità di verifica e criteri di valutazione;
8.
accordi con la famiglia;
9.
firme delle parti interessate (Dirigente Scolastico, docenti di classe,
Referente DSA, e non ultimi i genitori).
3. VALUTAZIONE PERIODICA E FINALE
Dall’analisi della normativa vigente in materia, si evince che innanzitutto vanno
adottate forme adeguate di verifica e valutazione degli alunni con DSA.
Per gli alunni con DSA la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle
effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli, devono tenere conto delle specifiche
situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell'attività didattica e
delle prove di esame, sono adottati gli strumenti metodologico-didattici compensativi
e dispensativi ritenuti più idonei.
“La valutazione deve concretizzarsi in una prassi che espliciti concretamente le
modalità di differenziazione a seconda della disciplina e del tipo di compito,
discriminando fra ciò che è espressione diretta del disturbo e ciò che esprime
l’impegno dell’allievo e le conoscenze effettivamente acquisite.”
La valutazione scolastica, periodica e finale, degli alunni e degli studenti con DSA deve
dunque essere coerente con gli interventi pedagogico-didattici attuati.
All’alunno con DSA bisogna consentire di dimostrare effettivamente il livello di
apprendimento raggiunto, a prescindere dagli aspetti legati all’abilità deficitaria,
anche mediante l’applicazione di misure tali da creare le condizioni ottimali per
l’espletamento della prestazione da valutare - tempi e modalità delle prove riservando particolare attenzione alla padronanza dei contenuti disciplinari.
Nel PDP dovranno essere esplicitate le forme di verifica e valutazione personalizzate,
adeguate allo specifico alunno.
In via generale, comunque, la valutazione si soffermerà soprattutto sul contenuto
disciplinare piuttosto che sulla forma.
4. PROCEDURA DA SEGUIRE IN CASO DI SOSPETTO DSA
Come già detto, le nuove norme in materia di Disturbi Specifici di Apprendimento
affidano alla scuola il compito di identificare tempestivamente ogni caso sospetto di
DSA. Si ribadisce ancora una volta che non è compito della scuola emettere alcun tipo
di diagnosi specialistica, ma come insegnanti dobbiamo identificare gli alunni con
difficoltà di apprendimento, prevedere per loro appositi interventi mirati di recupero
e, nel caso la difficoltà persista, inviarli ai Servizi Sanitari preposti allo scopo.
29
Il DM 12/7/2011, all’ art 2 recita infatti: “…le istituzioni scolastiche provvedono a
segnalare alle famiglie le eventuali evidenze, riscontrate nelle prestazioni quotidiane in classe
e persistenti nonostante l’applicazione di adeguate attività di recupero didattico mirato, di un
possibile disturbo specifico di apprendimento, al fine di avviare il percorso per la diagnosi ai
sensi dell’art. 3 della Legge 170/2010.”
Ai docenti spetta poi il compito, una volta che il personale sanitario abbia emesso
diagnosi, di provvedere ad attuare i necessari interventi didattici adeguati ai bisogni
degli alunni con DSA. Lo stesso DM del 12/7/2011, infatti, prosegue all’art. 4
asserendo: “Le Istituzioni scolastiche, tenendo conto delle indicazioni contenute nelle
allegate Linee guida, provvedono ad attuare i necessari interventi pedagogico-didattici per il
successo formativo degli alunni e degli studenti con DSA, attivando percorsi di didattica
individualizzata e personalizzata e ricorrendo a strumenti compensativi e misure
dispensative.”
Allo scopo di facilitare il compito degli insegnanti del nostro Istituto Comprensivo e
per chiarire quali sono i compiti di ognuno, di seguito esplicitiamo l’iter da seguire nel
caso si abbia il sospetto che un alunno della classe possa avere un Disturbo Specifico
di Apprendimento e non una semplice difficoltà, dapprima in modo analitico, poi in
modalità schematica.
ITER DA SEGUIRE IN CASO DI SOSPETTO DSA
1. I docenti di classe, (singolarmente o in team)
 osservano in maniera sistematica in classe gli alunni in difficoltà
 predispongono un piano di recupero individualizzato incentrato sulla
carenza specifica riscontrata
 se lo ritengono opportuno possono consultare già in questa fase il
Referente DSA d’Istituto
2. Il docente di classe
a. dopo l’intervento di recupero, se permane la difficoltà, comunica per iscritto
tale esito negativo alla Dirigente Scolastica e per conoscenza alla Referente
DSA. Tale comunicazione va firmata dai docenti del team che condividono il
sospetto DSA.
3. La Dirigente Scolastica
a. comunica alla famiglia in modo formale che le difficoltà scolastiche
dell’alunno potrebbero forse dipendere da un disturbo specifico di
apprendimento
30
b. le modalità di convocazione e comunicazione alla famiglia saranno comunque
concordate caso per caso con l’insegnante di classe e la referente
4. La famiglia
b. comunica per iscritto se intende o meno avviare l’approfondimento
diagnostico.
c. in caso affermativo, si impegna, sempre in modo formale, a consegnare alla
scuola la diagnosi, qualunque essa sia.
5. Invio dell’alunno alle strutture preposte
 presso U.O. Neuropsichiatria Infantile (C.A.R. per i DSA) - Centro di
Riabilitazione per l'eta' evolutiva
Via Marco Polo - C.da Lecco Rende (CS)
Resp. Dott.ssa Iannazzo (Tel.0984838317 - 0984 401272)
 presso U. O. Neuropsichiatria Infantile di Serra Spiga
Resp. Dott.ssa Teresa Funaro (per alunni con problemi di apprendimento)
C.da Serra Spiga 87100 Cosenza (Tel.0984893750)
 presso strutture private accreditate a proprie spese.
6. In caso di diagnosi positiva per DSA
 l’intero team classe elabora un Piano Didattico Personalizzato (con il
supporto della Referente DSA se si ritiene opportuno il suo contributo) con
il coinvolgimento della dirigente e della famiglia che controfirma il PDP,
documento che funge da “Patto educativo”.
31
Diagramma schematico dei passi previsti dalla legge 170/2010 per la
gestione dei DSA
SCUOLA
FAMIGLIA
SERVIZI
32
Interventi di
identificazione
precoce casi sospetti
Attività di recupero
didattico mirato
Persistenti difficoltà
Comunicazione della
scuola alla famiglia
Iter diagnostico
Richiesta di
valutazione
Diagnosi
-Documento di
certificazione diagnostica
Comunicazione della
famiglia alla scuola
Provvedimenti compensativi e
dispensativi – Didattica e
valutazione personalizzata
5. DSA E LINGUE STRANIERE
Coerentemente a quanto disposto dalla normativa vigente, al fine di consentire agli
alunni con DSA l’apprendimento delle lingue straniere, vengono valorizzate le modalità
attraverso cui il discente meglio può esprimere le sue competenze, privilegiando
33
l’espressione orale, nonché ricorrendo agli strumenti compensativi e alle misure
dispensative più opportune, che vengono esplicitate nel PDP.
Le prove scritte di lingua straniera sono progettate, presentate e valutate secondo
modalità compatibili con le difficoltà connesse al disturbo specifico dell’alunno.
Nei casi in cui ricorrono le condizioni descritte nel DM dell’ 11 luglio 2011, l’alunno con
DSA può essere dispensato dalle prestazioni scritte in lingua straniera in corso d’anno
scolastico e in sede di esami di Stato.
Solo in casi di particolari gravità del disturbo di apprendimento, anche in comorbilità
con altri disturbi o patologie, risultanti dal certificato diagnostico, l’alunno, su
richiesta delle famiglie e conseguente approvazione del consiglio di classe, può essere
esonerato dall’insegnamento delle lingue straniere e seguire un percorso didattico
differenziato.
6. DSA E PROVE INVALSI
Per quanto riguarda le prove INVALSI, in presenza di candidati con DSA aventi
l’esigenza di una versione informatizzata di tali prove, il Dirigente Scolastico ne fa
richiesta all’INVALSI entro le date previste ogni anno. Le medesime comunicazioni
devono essere inviate, per conoscenza, anche all’Ufficio scolastico regionale ed al
competente Ufficio territoriale.
Anche per le prove nazionali, la legge prevede per gli alunni con DSA che vengano
adoperati gli idonei strumenti compensativi e che si adottino “criteri valutativi attenti
soprattutto ai contenuti piuttosto che alla forma, sia nelle prove scritte, anche con
riferimento alle prove nazionali INVALSI previste per gli esami di Stato, sia in fase
di colloquio”1.
7. ESAMI DI STATO AL TERMINE DEL PRIMO CICLO E DSA
La Circolare Ministeriale n. 48 del 31 maggio 2012, Istruzioni a carattere permanente
sugli esami di Stato a conclusione del primo ciclo d’istruzione, prevede che i candidati
con DSA possano utilizzare per le prove scritte gli strumenti compensativi previsti dal
PDP.
Per rendere il più sereno possibile lo svolgimento dell’esame sia al momento delle prove
scritte, sia in fase di colloquio, tali candidati possono usufruire anche, se necessario,
di dispositivi per l’ascolto dei testi della prova registrati in formato “mp3”.
Per la piena comprensione del testo delle prove scritte, la commissione può prevedere
di individuare un proprio componente che possa leggere i testi delle prove scritte. Per
i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la commissione può provvedere alla
trascrizione del testo su supporto informatico. In particolare, si segnala l’opportunità
di prevedere tempi più lunghi di quelli ordinari per lo svolgimento della prove scritte,
1
Allegato Tecnico alla Circolare Ministeriale n. 48 del 31 maggio 2012, p.1
34
con particolare riferimento all’accertamento delle competenze nella lingua straniera,
di adottare criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla
forma.
Al candidato può essere consentita la utilizzazione di apparecchiature e strumenti
informatici nel caso in cui siano stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o
comunque siano ritenuti utili nello svolgimento dell’esame, senza che venga
pregiudicata la validità delle prove.
Sempre nella stessa CM 48/2012, a proposito del rilascio dei diplomi e delle
certificazioni sostitutive, si dichiara:
“Nel diploma di licenza degli alunni con disabilità e degli alunni con disturbi specifici di
apprendimento è riportato il voto finale in decimi senza menzione alle modalità di
svolgimento e di differenziazione delle prove.
Agli alunni con disabilità e agli alunni con disturbi specifici di apprendimento che non
conseguono la licenza è rilasciato un attestato di credito formativo. Tale attestato è
titolo per l'iscrizione e per la frequenza delle classi successive, ai soli fini del
riconoscimento di crediti formativi validi anche per l'accesso ai percorsi integrati di
istruzione e formazione.” 2
PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ED INCLUSIONE SCOLASTICA
DEGLI ALUNNI STRANIERI
PREMESSA
2
Circolare Ministeriale n. 48 del 31 maggio 2012, p. 7
35
I minori stranieri, come quelli italiani, sono innanzitutto “persone” e, in quanto tali,
titolari di diritti e doveri che prescindono dalla loro origine nazionale. La
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948), infatti, all’art. 2 afferma che: “Ad
ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente
Dichiarazione, senza distinzione alcuna per ragioni di razza, di colore, di sesso, di
lingua, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza,
di nascita o di altra condizione”; sono principi confermati dalla Convenzione sui diritti
dell’infanzia del 1989: si tratta di Dichiarazioni che l’Italia ha fatto proprie e che
valgono sul nostro territorio e costituiscono un punto fermo per gli interventi che
coinvolgono ragazzi e preadolescenti di ogni provenienza. Per la piena integrazione di
tutti, la scuola assume l’educazione interculturale come suo orizzonte ( Circolare
ministeriale del 26 luglio 1990, n. 205 , art. 36 della Legge 40/98) e si impegna come di
seguito a:
 valorizzare quotidianamente le culture a cui appartengono gli alunni stranieri
presenti nelle nostre classi, utilizzando come fonti di conoscenze diverse,
dirette e vive, gli alunni, i loro familiari e le associazioni presenti sul
territorio;
 progettare percorsi di Educazione alla cittadinanza ed alla solidarietà, come
promozione dell’identità personale attraverso la relazione costruttiva con gli
altri, la sperimentazione della diversità e dell’impegno individuale.
Il mutamento dello scenario scolastico con l'arrivo costante di alunni stranieri
impegna la scuola nella individuazione di nuovi strumenti ed interventi tendenti alla
valorizzazione della persona dell'alunno e alla costruzione di progetti educativi che
assumano la diversità come paradigma dell'identità della scuola stessa.
La costruzione di un clima favorevole e un'accoglienza serena costituiscono occasione
di apertura del sistema scolastico a tutte le differenze, prendendo coscienza della
relatività delle culture per rendere possibile la pacifica convivenza e la convergenza
verso valori comuni, ciò e' reso possibile grazie alla promozione di un costruttivo
dialogo e confronto.
Nella scuola e' necessario curare l'aspetto cognitivo oltre che relazionale e
comunicativo attivando la capacità di decentramento, di ricerca, di informazione
attraverso strategie organizzative elaborate dalle istituzioni scolastiche in
applicazione ai principi del pluralismo, di uguaglianza e di coesione sociale.
Sembra opportuno, quindi, predisporre un Protocollo di Accoglienza per gli alunni
stranieri
per definire pratiche condivise all'interno delle scuole in tema di
accoglienza per facilitare l'ingresso e ridurre il grado di disagio degli alunni e degli
insegnanti rispetto alla crisi legata al cambiamento, nel rispetto della normativa
vigente in materia e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Accogliere vuol dire non solo predisporre misure necessarie all'inserimento dell'alunno
straniero nella classe, ma anche e soprattutto aggiornare le nostre conoscenze in
merito ad aspetti relativi alla scuola, alla lingua e alle modalità dell'educazione nei
36
paesi altri, saper ascoltare e leggere i bisogni mettendo in gioco anche possibilità non
verbali di comunicazione.
"La via Italiana all'Integrazione" fornisce alle istituzioni scolastiche i suggerimenti
per l'applicazione di migliori pratiche che ciascuna di esse provvederà a concretizzare
per rendere effettivo l'esercizio del diritto allo studio di ciascun alunno, in linea con
quanto previsto dalla nostra Carta Costituzionale e di seguito, con gli obiettivi previsti
dal nostro POF (Piano dell'Offerta Formativa).
Il presente protocollo si basa sui seguenti riferimenti legislativi:
 lgs. n.297/'94 : art.115 (Formazione scolastica dei figli di cittadini comunitari residenti in
Italia); art.116 (Alunni extracomunitari).
 D.lgs. n.286/'98: Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e
norme sulla condizione dello straniero.
 C.M. 22/7/1990 n. 205, art. 38 (Istruzione degli stranieri, educazione interculturale).
 Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la
disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, art.1,c.6 del Decreto
Legislativo n. 286 del 25/07/1998.
 Legge n. 40/1998, art.36; Legge n. 943 30/12/1996, art. 9, c.4-5 (Disciplina
dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero. Istruzione degli stranieri. Educazione
interculturale).
 Dpr n. 394/1999, art.45 (Iscrizione scolastica).
 Dpr n. 394 del 31/08/1999.
 C.M. n.24 dell'1 Marzo 2006.
 Direttiva ministeriale del 23 ottobre 2007.
 Circolare n.28 del 15 marzo 2007.
Di seguito verranno riportati i momenti che scandiscono il percorso di accoglienza ed
integrazione degli alunni stranieri, al fine di consentire una più proficua inclusione di
essi e delle loro famiglie nel tessuto sociale in cui la nostra istituzione scolastica si
inserisce.
Indicazioni
1. Disponibilità ad occuparsi di bambini stranieri.
2. Disponibilità ad approfondire le problematiche legate ai processi migratori.
3. Dialogo e collaborazione con le altre istituzioni e associazioni presenti sul territorio
nell'intento di assicurare la frequenza a scuola dei bambini e reprimere la
dispersione scolastica.
Le tappe dell'accoglienza sono:
° Iscrizione
° Colloqui con la famiglia
° Colloquio con l'alunno ed eventuale somministrazione di prove per accertare abilità e
competenze
° Assegnazione della classe-scelta della sezione
° Inserimento nella scuola
37
° Inserimento nella classe
° Attivazione delle risorse territoriali
° Monitoraggio dell'integrazione e dell'inclusione.
L'iscrizione avviene presso gli uffici di segreteria della scuola, all'interno dei quali un
collaboratore amministrativo e' incaricato di ricevere la domanda di iscrizione e
assistere i genitori nella compilazione.
Pertanto spetta all'amministrazione scolastica il compito di:
1. Raccogliere documenti e/o certificati relativi al percorso scolastico nel paese di
provenienza.
2. Fornire le informazioni necessarie circa l'organizzazione della scuola e anche
relativamente al sistema scolastico italiano più in generale.
3. Acquisire l'opzione di avvalersi o meno dell'insegnamento della religione cattolica.
4. Organizzare incontri che prevedano la presenza di un mediatore linguistico, qualora
fosse necessario, o in mancanza, invitare un parente o un conoscente che possa essere
di ausilio nella comunicazione tra scuola e famiglia.
In questo la scuola si avvale anche della collaborazione di alcune associazioni.
Nella scuola c'e' bisogno ancora di:
1. Accordo relativo alla data di inserimento con la presenza dell'insegnante
facilitatore.
2. Inserimento nella classe anagrafica evitando, dove e' possibile, concentrazioni di
bambini stranieri. Per l'inserimento in classi inferiori occorre la delibera del Collegio
docenti con le motivazioni.
3. Valutazione caso per caso della necessità di un inserimento dolce per quanto
riguarda il tempo scuola.
4. Somministrazione di prove per valutare le competenze trasversali.
5. Collaborazione alle problematiche connesse al processo d'integrazione da parte
della Funzione Strumentale di riferimento, la quale formula proposte in merito:
all'acquisto di eventuali materiali e sussidi didattici; all'attività di progettazione di
Circolo sull'integrazione interculturale; alla possibile verifica periodica allo scopo di
adeguare gli interventi ai bisogni e agli obiettivi dell'offerta formativa.
Assegnazione dell'alunno alla classe
L'assegnazione dell'alunno alla classe avviene in ottemperanza all'art. 45 del D.P.R. n.
394 del 31-08-'99, secondo il quale "i minori stranieri soggetti all'obbligo scolastico
verranno iscritti alla classe corrispondente all'eta' anagrafica", salvo la possibilità di
iscrizione ad una classe diversa, tenendo conto:
38
1. dell'ordinamento degli studi del paese di provenienza dell'alunno, che può
determinare l'iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore rispetto
a quella corrispondente;
2. del corso di studi eventualmente seguito dall'alunno nel paese di provenienza;
3. dell'accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell'alunno;
4. non si inseriranno quindi, gli alunni in classi inferiori a quelle cui dovrebbero
appartenere per età, a meno che non si ravvisino seri motivi che spetta al Dirigente
Scolastico valutare, sentito il Consiglio di Interclasse con la presenza dei soli docenti.
Le situazioni saranno verificate caso per caso, al fine di garantire un inserimento il più
possibile produttivo.
Azioni da intraprendere in classe
Elaborare percorsi didattici interculturali per educare:
°
°
°
°
°
°
alla conoscenza di sè;
alla solidarietà;
alla cooperazione;
all'accettazione delle diversità;
ad una convivenza interculturale;
al rispetto delle regole del vivere civile.
Ciò è reso possibile attraverso:
1. Presentazione della classe e piccola festa di accoglienza.
2. Giochi di gruppo finalizzati alla conoscenza dei nomi di compagni e alle loro
caratteristiche.
3. Conoscenza dell'edificio scolastico.
4. Valorizzazione della lingua madre appendendo avvisi, nomi di oggetti e ambienti in
Italiano e lingua madre.
5. Uso di strumenti e figure di facilitazione linguistica non verbale (cartelloni, alfabetieri,
carte geografiche, testi semplificati, strumenti audiovisivi o multimediali, ecc.).
6. Proposta di argomenti relativi a: viaggio, giochi, fiabe, famiglia, scuola, alimentazione,
feste.
7. Rispetto della percezione del tempo, dello spazio e del corpo, tipici delle culture "altre".
Rapporti con gli enti locali ed associazioni
39
La scuola intesse rapporti con gli enti locali e le associazioni presenti sul territorio al
fine di:
° Promuovere momenti di incontro e aggiornamento per favorire lo scambio di
conoscenze e la sensibilizzazione all'accoglienza.
° Attivare collaborazioni con le amministrazioni locali, enti al servizio del territorio per
la realizzazione di progetti, per costruire e condividere percorsi comuni al fine di
garantire l'effettivo esercizio del diritto allo studio di ciascun alunno.
° Promuovere accordi tra reti di scuole, enti locali, associazioni del territorio per azioni
sinergiche nel campo dell'integrazione.
Parte III
40
ORGANIZZAZIONE
Risorse strutturali e strumentali
L’edificio ubicato su Viale Cosmai, che ospita la scuola dell’infanzia “Rosa Agazzi” e
la scuola primaria “Mattia Preti”, si sviluppa su due piani, con una superficie di circa
600 m2 per piano, ed è costituito da:
n. 10 aule, per altrettante classi di scuola primaria;
n. 5 aule, per cinque sezioni di scuola dell’infanzia;
sala-mensa;
n. 1 laboratorio di informatica per alunni di scuola primaria e dell’infanzia, dotato di
adeguate apparecchiature informatiche e multimediali che vengono utilizzate da
docenti e alunni per la realizzazione di attività didattiche curricolari ed
extracurricolari;
n. 1 locale dislocato sui due piani e utilizzato per custodire sussidi didattici e dotazioni
librarie;
n. 1 biblioteca intitolata a “Mario Valentini,” che aveva in vita disposto una cospicua
donazione di libri;
n. 1 aula di inglese;
n. 2 androni adoperati anche come sale per riunioni e spettacoli;
un ampio cortile di circa 800 m2 , poco utilizzabile perché non dotato di recinzione; un
piano seminterrato che potrebbe essere adibito a palestra, refettorio e sala
deposito, servizi.
L’ edificio ubicato su via Popilia, che ospita la scuola dell’infanzia “A. Mauro” e la
scuola primaria “C. D’ Ambrosio”, si sviluppa su due piani ed è costituito da:
Piano terra
 n. 3 aule, per tre sezioni di scuola dell’infanzia;
 sala- mensa, servizi;
 n. 5 aule, per altrettante classi di scuola primaria;
 n. 1 aula adoperata come sala riunione;
 n. 1 androne adoperato come sale per riunioni e spettacoli;
Primo piano
 n. 1 laboratorio di informatica dotato
di adeguate apparecchiature
informatiche e multimediali e di lavagna Lim che vengono utilizzate da
docenti e alunni per la realizzazione di attività didattiche curricolari ed
extracurricolari;
 n. 1 aula adibita a palestra;
 n. 1 laboratorio musicale;
 n. 1 laboratorio scientifico;
 n. 1 androne adoperato come sale per riunioni e spettacoli;
41

n. 1 ampio cortile; servizi.
L’ edificio ubicato in via Giulia, che ospita La scuola primaria “M. Dionesalvi”, si
sviluppa su due piani ed è circondato da un ampio giardino :
piano terra:







n. 6 aule per altrettanti classi di scuola primaria
primo piano:
n. 2 aule per altrettanti classi di scuola primaria;
n. 3 aule per altrettante sezioni di scuola dell'infanzia;
n. 1 aula adibita a sala mensa;
n. 1 laboratorio di pittura;
un grande atrio per varie attività;
n. 1 laboratorio di informatica, -lavagne Lim- servizi
L’ edificio ubicato su viale Mancini che ospita la scuola primaria “G. Falcone” e la
scuola dell’infanzia “C. Collodi”, si sviluppa su tre livelli, è circondato da un ampio
giardino ed è costituito da:
Seminterrato:




n. 1 palestra;



n. 6 aule per altrettante classi di scuola primaria;




n. 6 aule per altrettante classi di scuola primaria;

lavagne Lim - Servizi.
n. 3 aule per altrettante sezioni di scuola dell'infanzia,
n. 1 locale adibito a sala mensa
servizi;
Primo piano:
n. 1 aula adibita al pre-post scuola;
n. 2 ambienti non attrezzati
Secondo piano:
n. 1 aula professori;
n. 1 ambiente non attrezzato;
n. 1 laboratorio di informatica per alunni di scuola primaria e dell’infanzia,
dotato di adeguate apparecchiature informatiche e multimediali che vengono
utilizzate da docenti e alunni per la realizzazione di attività didattiche
curricolari ed extracurricolari.
Il plesso “A.Picciotto” ubicato in via Sprovieri è costituito da:

n. 3 aule, per tre sezioni di scuola dell’infanzia;
42




n. 1 aula adibita a biblioteca;
n. 1 aula adibita laboratorio di pittura;
sala- mensa;
cucina, servizi.
Il plesso “M. Teresa di Calcutta” ubicato in via G. Nigro, si sviluppa su due livelli ed
è circondato da un giardino alberato. E' costituito da:
Piano terra:
 n. 1 aula per la terapia
 n. 1 salone per le varie attività
 sala mensa
primo piano:
 n. 3 aule, per tre sezioni di scuola dell’infanzia;
 n. 2 aule per altre attività, servizi:
Scuola secondaria di I grado “Fausto Gullo”.
L’edificio che ospita la scuola secondaria di I grado “Fausto Gullo” è disposto su tre
livelli ed è circondato da un ampio giardino.
Al suo interno si trovano:
- gli uffici della Dirigenza,
- la Vicepresidenza,
- la Segreteria,
- l’ufficio del DSGA,
- l’archivio,
- la Sala riunioni,
- la Sala medica,
- la Sala colloqui genitori–docenti,
- aule spaziose e luminose,
- un laboratorio scientifico (chimico/fisico),
- laboratori attrezzati di tecnologia e arte,
- laboratori di informatica con strumenti per la multimedialità,
- lavagne interattive per la didattica innovativa,
- laboratorio multimediale munito di LIM e impianto per videoconferenze
- un laboratorio musicale,
- aule video con televisori, videoregistratori, videoproiettore, lettori CD e DVX,
- biblioteca per alunni con volumi di ogni genere di lettura,
- biblioteca per docenti,
- strutture sportive all’aperto (campo di calcio, campo di pallacanestro, pista di
atletica),
- palestra “fitness”,
- ampio teatro “Auditorium”.
43
44
Risorse professionali
ORGANIGRAMMA
3. Giunta Esecutiva
4. Consiglio d’Istituto
5. R.S.U
2. DSGA
Dott. Mario Papadia
ASSISTENTI
AMMINISTRATIVI
6. STAFF
A. Collaboratori del DS
-Vespa Rosaria
-Gigliotti Stefania
1.DIRIGENTE
SCOLASTICO
Dott.ssa Patrizia
Passarelli
DSGA
B. Funzioni strumentali
COLLABORATORI
SCOLASTICI
C. Responsabili plesso
7. Collegio dei Docenti Unitario
10. Addetti alla
sicurezza
8. Commissioni e gruppi
di lavoro
11. Referenti progetti
Collegio docenti
Scuola Infanzia
Consiglio di
intersezione
9. Referenti e responsabili
di laboratorio
Collegio docenti
Scuola Primaria
Consiglio di
Interclasse
Collegio docenti
Sc. secondaria I grado
Consiglio
di classe
11. Coordinatori di classe
45
Organigramma analitico
1. DIRIGENTE SCOLASTICO
Dott.ssa Patrizia Passarelli
2. (DSGA)
DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI AMMINISTRATIVI
Dott. Mario Papadia
3. GIUNTA ESECUTIVA D’ISTITUTO
Patrizia Passarelli
Mario Papadia
Stefania Gigliotti
Giulia Braccioforte
Marco Scrivano / Giuliana Elmo
Dirigente Scolastico
DSGA
Componente Docente
Componente Ata
Componente Genitori
4. CONSIGLIO D’ISTITUTO
ELETTI NEL CONSIGLIO DELL’ISTITUZIONE PER IL TRIENNIO 2012-2015
FUNZIONE
NOMINATIVO
DIRIGENTE SCOLASTICO
Dott.ssa Patrizia Passarelli
PRESIDENTE
Sig. ARCURI Salvatore
COMPONENTE GENITORI
Sig. FRANCHINO Giampiero
Sig. DE ROSE Anna Maria
Sig. SCRIVANO Marco
Sig. ABATE Antonello
Sig. ELMO Giuliana
Sig.ra PULICE Stefania
Sig.ra SORRENTINO Katia
COMPONENTE PERSONALE DOCENTE Sig.ra GIGLIOTTI Stefania
Sig.ra CAVA Franca
Sigra IAZZOLINO M.Francesca
Sig.ra BELMONTE Clara
Sig.ra GALLUCCI Maria Pia
Sig.ra DE VICO Vincenzina
Sig.ra GRECO Rita
Sig.ra FONTANA Maria
46
COMPONENTE PERSONALE ATA
Sig.ra COPPOLA Anna
Sig.ra BRACCIOFORTE Giulia
5. (RSU) RAPPRESENTANZA SINDACALE UNITARIA
MARINO
BOZZARELLO CONCETTA
STELLATO MARIA
LUCIRINO EMANUELA
GIORDANO LAURA
CATELLINO LUCIANA
Scuola dell’Infanzia
Scuola dell’Infanzia
Scuola primaria
Scuola primaria
Scuola secondaria di I grado
Personale ATA
6. STAFF DIRIGENZIALE E ORGANIZZATIVO DI ISTITUTO
E’ presieduto dal Dirigente Scolastico e comprende i due collaboratori del DS (Vespa
e Gigliotti), il DSGA, le Funzioni Strumentali d’Istituto e i referenti di plesso.
Lo staff svolge funzioni di governo centrale delle attività e delle relazioni e
garantisce il coordinamento e il continuo collegamento tra le attività della scuola.
A. COLLABORATORI DEL DIRIGENTE
GIGLIOTTI STEFANIA
VESPA ROSARIA
Scuola Primaria
Scuola secondaria di I grado
B. RESPONSABILI DI PLESSO
PLESSO
GULLO
NES
FALCONE
M. PRETI
D’ AMBROSIO
AGAZZI
PICCIOTTO
MAURO
COLLODI
CALCUTTA
RESPONSABILE
COLLABORATORE
VESPA
LA CARBONARA
GIGLIOTTI
PONZANO
INERI
MARCIANO’
DE VICO
ROSSI
FARAO
AMATO
MARINO
IAZZOLINO
BOZZARELLO
SACCO
GUZZO
RICIOPPO
BRUGALOSSI
CASSARINO
BELMONTE
D’ALESSANDRO
C. FUNZIONI STRUMENTALI
47
Tra le risorse a disposizione della scuola sono presenti le Funzioni Strumentali alla
realizzazione del POF. Queste assumono il ruolo di referenti per ambiti ed attività
fondamentali per l’organizzazione scolastica e per promuovere progetti volti a
migliorare l’Offerta Formativa.
AREA 1 – PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA:
- PROGETTI CURRICULARI ED EXTRA
CURRICULARI INSERITI NEL POF
- COORDINAMENTO, MONITORAGGIO E
VALUTAZIONE DI TUTTE LE ATTIVITA’
Giudiceandrea Agatina
AREA 2 – Valutazione e autovalutazione d’Istituto –
Invalsi
Non assegnata e
sostituita dalla
Commissione INVALSI e
dal Gruppo di Valutazione
e autovalutazione
d’Istituto
Lucirino Emanuela
AREA 3 INTERVENTI E SERVIZI PER GLI
STUDENTI:
A. DISABILITÀ
B. DISAGIO/ INTEGRAZIONE DISPERSIONE
AREA 4 - CONTINUITA’/ ORIENTAMENTO/
DISPERSIONE
- RACCORDO CON ALTRE ISTITUZIONI SUL
TERRITORIO
Brugalossi Giovanna
AREA 5 - SOSTEGNO AL LAVORO DEI DOCENTI
- UTILIZZO DELLE TECNOLOGIE
INFORMATICHE E MULTIMEDIALI
- GESTIONE DEL SITO E DEL
REGISTRO ELETTRONICO
- RAPPORTI CON GLI ENTI LOCALI
La Carbonara Sergio
48
7. COLLEGIO DEI DOCENTI
Il Collegio dei Docenti è composto dai 137 docenti in servizio presso l'Istituto
Comprensivo e rappresenta l'organo collegiale della scuola più importante poiché
responsabile dell'impostazione didattico-educativa, in rapporto alle particolari
esigenze dell'istituzione scolastica e in armonia con le decisioni del Consiglio di
Istituto.
Il collegio dei docenti è presieduto dal Dirigente Scolastico e prende decisioni in
merito all'organizzazione didattica e agli aspetti pedagogico-formativi,
deliberando autonomamente in merito alle attività di progettazione e di
programmazione educativa e didattica.
Al suo interno, il Collegio nomina alcuni docenti con incarichi di coordinamento e di
responsabilità come di seguito illustrato (le Funzioni Strumentali e i Responsabili di
Plesso, in quanto parte dello Staff del Dirigente, sono illustrati nel paragrafo
precedente).
NUMERO DOCENTI IN SERVIZIO NELL’I.C. PER L’A.S. 2013-2014
ORDINE DI SCUOLA
SCUOLA INFANZIA COMUNE
SCUOLA INFANZIA SOSTEGNO
PRIMARIA COMUNE
PRIMARIA SOSTEGNO
SECONDARIA COMUNE
SECONDARIA SOSTEGNO
Totale docenti scuola comune
Totele docenti di sostegno
NUMERO DOCENTI
34
3
46
23
23
8
103
34
TOTALE DOCENTI 137
8. COMMISSIONI E GRUPPI DI LAVORO
Il Collegio dei docenti, al fine di rendere più agile e proficua la propria attività,
delibera le nomine di speciali commissioni di lavoro e/o di studio, con l'obiettivo di
assolvere ad importanti funzioni scolastiche.
Per l'a.s. 2013-14 le commissioni deliberate dal Collegio dei Docenti sono le seguenti:
49
Gruppo di lavoro per l’Inclusione GLI
Dirigente Scolastico
F.S Area 3 Lucirino Emanuela (referente)
Tutte le F.S,
Tutti i Responsabili di plesso,
Nigro Saveria (Sc. Infanzia)
Parrotta Emilia (Sc Primaria)
Rizzo Maria (Sc. Sec 1° grado)
Commissione INVALSI
Gruppo di Valutazione e
autovalutazione d’Istituto (GAUVS)
Commissione Continuità-Orientamento
Responsabile Cianflone
Rizzo e De Luca (Sc. secondaria)
Filippelli e Russo (Sc. primaria)
Conforti (Sc. infanzia)
Responsabile Cinelli
Dirigente scolastica
Tutte le Funzioni Strumentali
Tutti i Responsabili di plesso
F. S. Area 4 Brugalossi Giovanna
Rizzo e Gravina (Sc. Secondaria)
Russo e Scigliano (Sc. Primaria)
Rizzo e Gravina (Sc. Infanzia)
Commissione GOP/POF
F.S. Area 1 Giudiceandrea Agatina
Gravina – Celona (Sc.Sec 1° grado)
Rossi – Filippelli (primaria)
Commissione DSA/BES
Imbrogno – Mustica (infanzia)
Referente Giudiceandrea Agatina
Filice- D’Alessandro (Infanzia)
Lucirino- Ineri- Parrotta -Bozzo (Primaria)
Commissione Orario
Dodaro-De Luca- (Secondaria)
Referente : Vespa Rosaria
Cianflone (Sc. Secondaria)
Marino (Sc Infanzia)
Gigliotti, Ineri, Farao, De Vico (Primaria)
Commissione Rapporti con l’esterno
F.S. Area 5 La Carbonara Sergio
Referente: Farao
Nigro, Benvenuti (Secondaria)
Belmonte, Ineri (Primaria)
Commissione Intercultura
Commissione Gruppo H
F.S.Area 3 Lucirino Emanuela
Ungaro Luisa (Sc.Sec 1° grado)
Fiorito(Sc Primaria)
Garritano (Sc.Infanzia)
F.S.Area 3 Lucirino Emanuela
Tutti i Docenti di Sostegno
Coordinatori di classe
50
Commissione Borsa di studio “Fausto
Gullo”
Referente : Vespa Rosaria
De Luca, Rosanova (Scuola Secondaria)
Rodia, Russo, D'Amato, Blumetti (Primaria)
9. RESPONSABILI LABORATORI
LABORATORIO
Laboratorio Informatica
Laboratorio Scientifico
Laboratorio Artistico
Laboratorio Musicale
Aule Speciali
INS. RESPONSABILE
La Carbonara
Cianflone
De Rose
Brillante
tutti i docenti
51
10. ADDETTI ALLA SICUREZZA
52
Datore di
Lavoro
(DL)
Patrizia
PASSARELL
I
PREPOSTI
MARINO R.
BRUGALOSSI G.
GUZZO E.
BELMONTE C.
INERI G.
DE VICO V.
FARAO M.M.
GIGLIOTTI S.
Responsabile
Servizio
Prevenzione e
Protezione
- RSPP
Concetta
BOZZARELLO
Rappresentanti dei
Lavoratori per la
Sicurezza –
RLS
Maria STELLATO
ASPP
CIANFLONE R.
PONZANO L.
SCIGLIANO A.M.
BELMONTE C.
CAVALCANTE A.
Coordinatore squadre
di
emergenza
BOZZARELLO C.
ADDETTI ANTINCENDIO
Tommasina DE LUCA,
Eliana DODARO,
Maria BENVENUTI,
Rosa CELONA,
Maria RIZZO,
Pasqualina URSO
Silvana CIACCIO,
Ermelinda CIACCIO,
Walter ALOISE,
Gina GRANDINETTI,
Angelina RODIA
Rosetta MARINO,
Anna COPPOLA,
Antonio CAVALCANTE
Emilia GUZZO,
Marisa SANTORO,
Vincenza FACCHINERI,
Mirella FARAO,
Teresa MIGALDI ,
Maria CAPUTI
Raffaella BOZZO,
Giulia TAVERNA,
Assuntina FILIPPELLI,
Maria Teresa ANDRACCHIO,
Lucia CASARINO
Carla BILOTTO,
Anna SACCO
Clara BELMONTE,
Ivana MALIZIA,
Anna Maria MACRI’
ADDETTI PRIMO SOCCORSO
Luciana CATELLINO,
Lucia SANTORO,
Rosaria VESPA,
Francesca TENUTA,
Maria RIZZO,
Rosa CIANFLONE,
Maria Rosaria GRAVINA,
Pasqualina URSO,
Pina PLASTINA
Claudia CERZOSO,
Antonia MARCIANO’,
Walter ALOISE,
Raffaella DE LUCA
Rosetta MARINO,
Antonio CAVALCANTE,
Amalia MORELLI,
Valeria DE PASQUALE,
Giuseppina FILIPPELLI
Maria Gabriella GALLO,
Rita RICCIOPO
Teresa MIGALDI,
Emanuela LUCERINO
Luisa PONZANO ,
Emilia PERROTA,
Caterina BLUMETTI,
Eva INFANTE
Carla BILOTTO,
Anna SACCO
Clara BELMONTE,
Gabriella D’ALESSANDRO
53
PROGETTI CURRICOLARI
11. REFERENTI PROGETTI
PROGETTO
INS. REFERENTE
DESTINATARI
Eco.School
Blumetti
La Carbonara
La Carbonara
Alunni primaria e
secondaria
Alunni scuola secondaria
Play Energy
“Scuola Amica” UNICEF
Scigliano e Giordano
Francesca
“Alla scoperta del territorio” Parrotta e Ponzano
Alunni di tutti gli ordini
Ci stai con le droghe
De Luca
III A – III B (sc.
Secondaria)
Ins. Classe
Classi V – plesso NES (sc.
Primaria)
“Cantando in coro”
Plastina (di pomeriggio)
Alunni IV e V scuola
primaria e I secondaria
Progetto Latino
Rizzo
alunni eccellenti delle
terze classi secondaria
Alunni secondaria di I
grado
Alunni scuola dell’infanzia
e le mafie-“Edulife”
“Vorrei una legge
che…”
PROGETTI EXTRA-CURRICOLARI
“Alla scoperta del territorio” Gravina
Inglese per l’infanzia
V.le Cosmai - M.T. di
Alunni scuola primaria
Calcutta – Collodi:
Mazzuca
Cuturella - Sprovieri
Bozzarello
Informatica per
plessi “Agazzi”-
l’infanzia
“Mauro” =Imbrogno
plesso Collodi =
Mazzuca
“Voglio crescere
Plesso “R. Agazzi”
sano”
Bufalino
“Insieme amici” –
Farao
27 alunni plesso di scuola
primaria “D’Ambrosio”
Progetto Area a
Alberti-
Rischio “Giochiamo a
La Carbonara
30 alunni Scuola
secondaria I°
Progetto Accoglienza
Alunni scuola dell’infanzia
Alunni scuola dell’infanzia
scuola”
54
12. DOCENTI COORDINATORI DI CLASSE
I docenti coordinatori del consiglio di classe sono il punto di riferimento per il
Dirigente Scolastico e per tutti i colleghi in relazione ai problemi di tipo
Educativo e Didattico ed organizzativo che investono le varie classi. In caso di
assenza del Dirigente, i coordinatori presiedono i Consigli di Classe. Ai coordinatori
spetta inoltre il compito di controllare la frequenza dei ritardi, delle assenze,
l’avvenuta consegna delle ricevute delle comunicazioni alle famiglie (ovviamente con la
collaborazione di tutti i colleghi della classe), nonché la gestione delle giustificazioni
sul registro di classe. E’ loro compito avvertire il Dirigente ed attivare la segreteria
didattica per informare le famiglie e chiedere la loro collaborazione in caso di
comportamenti irregolari o scorretti da parte degli alunni. E’ poi loro compito la
compilazione di un’apposita scheda che registri progressivamente tutte le attività che
hanno interessato la classe (materie e ore di recupero, visite guidate, viaggi di
istruzione, uscite didattiche ecc.)
COORDINATORI DI CLASSE
SCUOLA DELL’INFANZIA
RESPONSABILI DEI PLESSI
SCUOLA PRIMARIA
INS. PREVALENTE
Classe di appartenenza
SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO
COORDINATORI
DE LUCA
GARZANITI MARIA
GRAVINA MARIA R.
GIORDANO LAURA
ROSANOVA
CIANFLONE
GRECO
DOCENTE STORIA-GEOGRAFIA
SIMONE
CLASSE
1^ A
2^ A
3^ A
1^ B
2^ B
3^ B
1^ C
2^ C
1^ D
13. REFERENTE DSA/BES
Per l’anno scolastico in corso la Referente DSA/BES d’Istituto è l’ins. Giudiceandrea
Agatina.
55
ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI ALLE CLASSI
Criteri per la formazione delle classi
La commissione designata dal Collegio Docenti, prima dell’avvio del nuovo anno
scolastico, procede alla formazione delle classi secondo i seguenti Criteri guida:
 istanza motivata dei genitori;
 classi trasversalmente omogenee, con equivalente numero di alunni a livello
buono, a livello sufficiente, a livello non sufficiente;
 alunni provenienti dalla stessa classe della scuola dell’infanzia o primaria
ridistribuiti a gruppetti (max 6) su tutte le classi, evitando casi di alunni soli, a
meno che ciò non sia espressamente richiesto dalla famiglia;
 equa distribuzione nelle classi degli alunni diversamente abili e dei ripetenti;
 disponibilità ad accogliere richieste non vincolanti di stare insieme con uno o
due compagni, purché siano salvaguardati i criteri precedenti e non vi siano
controindicazioni da parte della scuola di provenienza.
Tenendo presente le diversità di numero tra maschi e femmine, si cercherà di
mantenere in ogni classe un’uguale proporzione tra i due sessi; la suddivisione
maschi/femmine precederà comunque la suddivisione per fasce.
La scuola è inoltre disponibile ad incontrare i genitori di tali allievi per meglio
conoscere le esigenze di ciascuno, al fine di ottenere per essi un migliore inserimento
e un’effettiva integrazione.
Criteri per l’assegnazione dei docenti alle classi
L’assegnazione dei docenti alle classi è finalizzata alla piena attuazione di quanto
dichiarato nel POF e tiene conto dei criteri sotto elencati.
L’assegnazione del personale docente alle classi, sezioni staccate e plessi, è
effettuata dal Dirigente Scolastico , secondo quanto previsto dal D. Lgs 150/2009 e
dal D.Lgs 141/2011. Si terrà, comunque, conto di criteri generali condivisi con il
Collegio dei Docenti e sottoposti al vaglio del Consiglio d’Istituto.
L’atto finale, di competenza esclusiva del Dirigente Scolastico, fa riferimento a
criteri e proposte che, se variati, devono essere motivati in modo chiaro ed esplicito.
Tempi di assegnazione: inizio settembre
Criteri:
1. Per le assegnazioni di personale docente già in servizio nel plesso, è di norma
considerato prioritario il criterio della continuità didattica, salvo casi
particolari che impediscano oggettivamente l'applicazione di tale principio.
2. Alle classi deve essere garantita, per quanto possibile, pari opportunità di
fruire di personale stabile.
56
3. Nei limiti del possibile devono essere valorizzate le professionalità, le
competenze specifiche, le aspettative, nonché i titoli professionali posseduti da
ciascun docente.
4. Le comprovate attitudini professionali sono criterio privilegiato di assegnazione
a sezioni/classi che richiedano strategie specifiche.
5. In caso di richiesta di un docente di essere assegnato ad altra classe,
l'accoglimento della domanda è condizionato dalla disponibilità del posto
richiesto, cui possono concorrere con pari diritti tutti i docenti del plesso, nel
rispetto dei criteri di cui a tutti i punti del presente articolo.
6. L’anzianità di servizio non è criterio vincolante nell’assegnazione delle classi,
salvo il caso in cui si configurino spostamenti di sede.
I docenti specializzati (di sostegno) vengono assegnati agli alunni e alle classi
in base ai seguenti criteri:
 continuità didattica, per quanto è possibile, con l’alunno in situazione di
handicap, salvo diverso parere dell’equipe multidisciplinare;
 valorizzazione delle specifiche competenze professionali possedute in
relazione alla tipologia e alla gravità dell’handicap;
 costituzione di cattedre il meno possibile frazionate.
DOCENTI CURRICOLARI ASSEGNATI ALLE CLASSI
PLESSI SCUOLE DELL'INFANZIA
PLESSO
SEZIONE
DOCENTI
R. AGAZZI
1A A
FILICE M.-MARINO R.
ORARIO DI
FUNZIONAMENTO
TEMPO PIENO
1 B
2A A
2A B
3A A
GARRITANO L.
BOMBINO L. - LEONE M. G.
BUFALINO A. - SAMMARCO E.
IAZZOLINO M. F. - IMBROGNO G.
TURNO UNICO
TEMPO PIENO
TEMPO PIENO
TEMPO PIENO
1A
FILIPPELLI A. - NICASTRO G.
TEMPO PIENO
2
BRUGALOSSI G. – CASSARINO L.
TEMPO PIENO
1A
FACCHINERI V. - GALLO M. G.
TEMPO PIENO
2
3A
RICIOPPO R. - SANTORO M.
FONTANA M. - GUZZO E.
TEMPO PIENO
TEMPO PIENO
1A
MACRI’ A. M.
TEMPO UNICO
A
C. COLLODI
A
A. MAURO
M.T.CALCUTTA
A
57
PICCIOTTO
2A ++
3A +
BELMONTE C. - CAGLIUSO R.
MUSTICA A. SPIZZIRRI R.
CARUSO E. *
TEMPO PIENO
TEMPO PIENO
TURNO UNICO
1A
BOZZARELLO C. – SACCO A.
TEMPO PIENO
A
ABATE * - BILOTTA C.
MAGARO’ W. – ESPOSITO A.
TEMPO PIENO
TEMPO PIENO
2
3A
PLESSI SCUOLE PRIMARIA
PLESSO FALCONE
27 H
CLASSE 1^ A
CLASSE 1^B
Ciaccio Ermenlinda 21 h (+Ingl.)
Rodia 21 h (+Ingl.)
Rel. 2 h Ineri
Rel. 2 h Ineri
4 h (Nuova) storia/geograf.
4 h (Nuova) storia/geograf.
CLASSE 2^ A
CLASSE 2^B
Giordano 13 h
Cerzoso 21 h
Rel. 2 h Ineri
Rel. 2 h Ineri
Ingl. 2 h Ciaccio
Ingl. 2 h Ciaccio
8 h Verrusio – ital./imm.
2 h Malerba - storia
2 h Malerba - storia
CLASSE 3^ A
CLASSE 3^B
CLASSE 3^ C
Scigliano 20 h
Marcianò 11 h
Marcianò 11 h
Rel 2 h Ineri
Rel. 2 h Ineri
Rel. 2 h Ineri
Inl. 3 h Ciaccio
11 h Molinaro
11 h Molinaro
2 h Carbone – geograf.
3 h Carbone – storia/music.
3 h Carbone – storia/music
CLASSE 4^ A
CLASSE 4^B
De Luca Franc. 20 h
Scarpelli 20 h
Rel. 2 h Ineri
Rel. 2 h Parise
Ingl. 3 h Ciaccio
Ingl. 3 h Ciaccio
2 h Carbone - storia
2 h Carbone - storia
CLASSE 5^ A
CLASSE 5^B
CLASSE 5^ C
Grandinetti 20 h
De Luca Raff. 20 h
Verrusio 12 h
Rel. 2 h Ineri
Rel. 2 h Ineri
Giordano 8 h mat/scienz.
Ingl. 3 h Cinelli
Ingl. 3 h Cinelli
Rel. 2h Ineri
2 h Malerba - storia
2 h Malerba – storia
Ing. 3 h Ciaccio
2 h Malerba –
musica/motoria
58
PLESSO NES – Via Giulia
CLASSE 1^ A
Blumetti 20 h
Rel. 2 h Parise
Ingl. 1 Cinelli
4 h Sangineto
CLASSE 2^ A
CLASSE 3^ A
Andracchio 20 h
Rel 2 h Parise
Ingl. 3h Cinelli
2 h Sangineto
Gigliotti 10 h
Carbone 10 h
Rel. 2 h Parise
Ingl. 2 h Cinelli
Mancano 3 h Sanginet
CLASSE 4^ A
Gallucci 20 h
Rel. 2 h Parise
Ingl. 3 h Cinelli
2 h Sangineto
CLASSE 5^ A
CLASSE 5^B
Ponzano 10 h
Taverna 10 h
Rel. 2 h Parise
Ingl. 3 h nuova
2 h Sangineto
Ponzano 10 h
Taverna 1 0h
Rel. 2 h Parise
Ingl. 3 h Cinelli
2 h Sangineto
PLESSO “M. Preti” -V.le Cosmai
CLASSE 1^ A
Filippelli 21 h (Ingl.)
Rel. 2 h Veltri
4 h MORELLI
CLASSE 2^ A
Salvatore 21 h
Rel. 2 h Veltri
Ingl. 2 h Ciaccio
2 h MORELLI
Costanzo 20 h
Rel 2 h Cava
Inl. 3 h Giudiceandrea
2 h Morelli
CLASSE 4^ A
Surace 20 h
Rel. 2 h Cava
Ingl. 3 h Giudiceandrea
2 h Morelli
CLASSE 5^ A
De Vico 20 h
Rel. 2 h Cava
Ingl. 3 h Giudiceandrea
2 h Sangineto - Geografia
CLASSE 1^B
Russo 21 h
Rel. 2 h Parise
Ingl. 1 h Giudiceandrea
3 h MORELLI
CLASSE 2^B
Conforti 21 h (Ingl.)
Rel. 2 h Veltri
4 h MORELLI
Rossi 20 h
Rel 2 h Cava
Inl. 3 h Giudiceandrea
2 h Morelli
CLASSE 4^B
Gabrieli 20 h
Rel. 2 h Cava
Ingl. 3 h Giudiceandrea
2 h Morelli
CLASSE 5^B
Greco 20 h
Rel. 2 h Cava
Ingl. 3 h Giudiceandrea
2 h Sangineto - Geografia
59
PLESSO “C. D’Ambrosio” - C/da CUTURELLA
CLASSE 1^ A
CLASSE 2^ A
Stellato 20 h
Rel. 2 h Veltri
Ingl. 1 nuova
4 h Malerba- storia/geograf
CLASSE 3^ A
Lucirino 20 h
Rel. 2 h Veltri
Ingl. 3 h nuova
2 hMalerba- storia
CLASSE 5^ A
Migaldi 20 h
Rel. 2 h Veltri
Ingl. 3 h nuova
Malerba 2 h storia
Farao 20 h
Rel. 2 h Veltri
Ingl. 2 h nuova
3 h (Nuova) – geografia/musica
CLASSE 4^ A
Amato 21 h
Rel 2 h Veltri
4 h Malerba- storia/geografia
SCUOLA SECONDARIA 1° GRADO
GIORDANO L.
GRAVINA
LIO
VESPA
GARZANITI
6
6
6
6
6
6
4
4
4
3
3
6
1
1
1
4
6
4
3
I^B
I^ C
II ^ B
III^A
III^ B
I^ D
I^ B
I^C
III^ B
I^ A
I^ D
I^ A
I^ A
I^ D
II^ B
III^ A
II ^A
II ^A
II^ B
DOCENTE IN
(2 h per classe)
SOSTITUZIONE CORSO A
DI ASSALONE
(2 h per classe)
CORSO B
ITALIANO
ITALIANO
ITALIANO
ITALIANO
ITALIANO
ITALIANO
STORIA-GEOGRAFIA-APPROFONDIMENTO
STORIA-GEOGRAFIA APPROFONDIMENTO
STORIA-GEOGRAFIA-APPROFONDIMENTO
STORIA-GEOGRAFIA
STORIA-GEOGRAFIA
ITALIANO
APPROFONDIMENTO
APPROFONDIMENTO
APPROFONDIMENTO
STORIA-GEOGRAFIAAPPROFONDIMENTO
ITALIANO
STORIA-GEOGRAFIAAPPROFONDIMENTO
STORIA-GEOGRAFIA
INGLESE
60
UNGARO
INCARICATO
SIMONE
DE LUCA
CIANFLONE
2 h I^ C
2 h I ^D
3h I ^C
3 h I^ D
(2 h per classe)
CORSO A
(2 h per classe)
CORSO B
2 h I^ C
2 h I ^D
(6 h per classe)
CORSO A
6 h I^ C
6 h I^ D
h per classe)
CORSO A
h per classe)
CORSO B
2 h I^ C
2 h I ^D
h per classe)
CORSO A
h per classe)
CORSO B
2 h I^ C
2 h I ^D
h per classe)
CORSO A
h per classe)
CORSO B
2 h I^ C
2 h I ^D
h per classe)
CORSO A
h per classe)
CORSO B
2 h I^ C
2 h I ^D
MATEMATICA
(2
(2
(2
DE ROSE
(2
(2
ALBERTI
MATEMATICA
MATEMATICA
(2
PLASTINA
FRANCESE
(6 h per classe)
CORSO B
GRECO
LA CARBONARA
INGLESE
INGLESE
(2
(2
TECNOLOGIA
MUSICA
ARTE
SC .MOTORIE
61
DOCENTI DI SOSTEGNO ASSEGNATI ALLE CLASSI
Scuola dell'Infanzia
Alunno
Classe
Docente
B. R. A.
Cuturella III Sez.
Vaccaro
D.D.
M.T. di Calcutta II Sez.
Nigro
M. M.
M.T.di Calcutta II Sez.
D'Alessandro
I. G.
Viale Cosmai I Sez.
De Pasquale
SCUOLA PRIMARIA
c.da Cuturella
Alunno
Classe
Rapporto
Docente a.s. 2013/2014
A. L.
III A
½
II Incaricata
5h
B. S.
III A
½
II Incaricata
5h
B. F.
IV A
1/1
Esposito
C. L.
III A
1/1
I Incaricata (1/1)
G. D.
VA
1/1
De Rose
G. G.
II A
½
II Incaricata
G. A. P.
IV A
½
Caputi
M. A.
II A
1/1
Grassi
P. E.
VA
½
Trasferito
S. A.
IV A
1/1
Caputi
V. C. P.
III A
1/1
II Incaricata
7h
5h
17 h
5h
NES – Via Giulia
Alunno
Classe
Rapporto
Docente
a.s.2013/2014
B. G.
IV A
½
Infante
B. M.
III A
1/1
Lanzino
C. P. J.
VB
1/1
Perrotta
D. M. N.
VA
1/1
Bozzo (1/2)
Infante (1/2)
G. C.
VA
½
Bozzo (1/2)
62
M. S.
III A
1/1
Monaca
S. M.
II A
1/1
Fiorito
M. PRETI - V.le Cosmai
Alunno
Classe
Rapporto
Docente
a.s. 2013/2014
C. M. F.
IV A
½
Incaricata
G. F.
III B
1/1
Dodaro
M. G.
IV B
1/1
De Fazio
M. A.
VB
½
Incaricata
T. R.
II B
½
Incaricata
F. G.
VA
1/1
Grenotto
5h
5h
6h
L’incaricata completa il suo orario di servizio nel plesso “Falcone”
FALCONE – V.le G. Mancini
Alunno
Classe
Rapporto
Docente
a.s. 2013/2014
A: F.
III
1/1
Muoio
A. E.
VB
½
Incaricata 6h
B. A. P.
III A
1/1
Gabriele
B. K. P.
II B
1/1
Incaricata (1/1)
P. N. E.
III
1/1
Isola
A.N.
I
½
Celona
B. P . F
I
1/1
Perugini
B. L.
II G
1/1
Santoro
L. D. D.
II F
1/1
Lucchetta (4 ore)
M. L.
III G
1/1
Rizzo
M. L.
I
1/1
Dodaro
P. F.
I
1/1
Nigro
S. A.
II F
½
Celona
G. S.
III G
1/1
Benvenuti
63
ORGANIZZAZIONE FUNZIONALE
Calendario scolastico a.s. 2013/2014
Inizio Lezioni: 16 settembre 2013
Termine Lezioni: 11 giugno 2014
Festività Natalizie: dal 23 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014
Festività Pasquali: dal 16 al 22 aprile 2014
Altre Festività: dal 1 al 3 novembre 2013 (ponte della festività di
Ognissanti)
il 12 febbraio 2014 (festività del santo Patrono –Madonna del Pilerio)
Note: la scuola dell'infanzia termina le attività educative il 30 giugno
2014
Da aggiungere le seguenti Feste Nazionali:











tutte le domeniche;
il primo novembre, festa di tutti i Santi;
l’8 dicembre, Immacolata Concezione;
il 25 dicembre Natale;
il 26 dicembre;
il primo gennaio, Capodanno;
il 6 gennaio, Epifania;
il lunedì dopo Pasqua (Pasquetta);
il 25 aprile, anniversario della liberazione;
il primo maggio, festa del Lavoro;
il 2 giugno (domenica), festa nazionale della Repubblica.
64
QUADRO ORARIO
Entrata/uscita alunni Scuola dell’Infanzia
Plesso
"R. Agazzi"
Orario da lunedì a venerdì
8.00 -16.00
"Mauro"
8.00 -16.00
"Picciotto"
"M.T. di Calcutta"
"C. Collodi"
I docenti si alternano in due turni orari:
1° turno dalle 8.00 alle 13.00
2° turno dalle 11.00 alle 16.00
8.00 – 16.00
8.00 – 16.00
8.00 – 16.00
Nelle sezioni a turno unico i docenti osserveranno solo l’orario del primo turno
(8.00-13.00)
L’orario di servizio delle docenti è soggetto alla flessibilità, così come previsto nel
C.C.N.L., secondo le esigenze della scuola.
Nei periodi in cui il servizio mensa non viene erogato, si osserverà l'orario dalle ore
8,00 alle ore 13,15.
Entrata/uscita alunni Scuola primaria
Plesso
Orario
da lunedì a sabato
Pausa di
socializzazione
Pre-post scuola
"M. Dionesalvi"
8.30 -13.00
10.30 - 10.45
___
"G. Falcone"
8.30-13.00
10.30 - 10.45
"M. Preti"
8.30-13.00
10.30 - 10.45
7.30-8.30/13.30-14.30 da
lunedì a sabato*
7.30-8.30/13.30-14.30 da
lunedì a sabato**
"C. D'Ambrosio"***
8.30-13.00
10.15-10.30
___
* Per il plesso “G. Falcone” il servizio di pre-post scuola è organizzato dal Comune di
Cosenza ed è a carico dei genitori.
** Per il plesso “M. Preti” il servizio di pre-post scuola è organizzato dalla scuola, con
personale esterno, a carico dei genitori.
*** Gli alunni che usufruiscono del servizio pullman saranno accolti dal personale docente
da lunedì a sabato (Attività del progetto “Accoglienza” organizzata dalla scuola).
65
Orario entrata/ uscita alunni Scuola Secondaria di primo grado
Plesso
Orario
da lunedì a
sabato
Pausa di
socializzazione
“Gullo”
8.15-13.15
10.05-10.15
Attività
pomeridiana
di strumento
musicale
Chitarra,
Clarinetto,
Flauto,
Pianoforte
Lunedì,
Mercoledì e
Venerdì
13.15-17.15
Martedì e
Giovedì
13.15-16.15
MONTE ORARIO DISCIPLINE Scuola secondaria di primo grado
DISCIPLINE D’INSEGNAMENTO
N. ore
Italiano, storia, geografia
Inglese
Francese
Matematica
Scienze
Tecnologia
Arte e Immagine
Musica
Scienze motorie
Religione
Approfondimento Materie Letterarie
9
3
2
4
2
2
2
2
2
1
1
La Scuola Secondaria di I grado, aderendo alla sperimentazione indicata dal D.Lg.vo
n.201/1999, offre all’utenza l’insegnamento dei seguenti strumenti musicali: chitarra,
clarinetto,flauto,pianoforte.
Lo studio di tali strumenti musicali ha lo scopo di fornire agli alunni che crescono in un mondo
fortemente segnato dalla presenza della musica come veicolo di comunicazione, una maggiore
capacità di lettura attiva e critica.
Le attività musicali si svolgono in orario pomeridiano: comprendono un’ora di teoria e solfeggio
e un’ora di lezione individuale di strumento.
Ne usufruiscono gli alunni che ne hanno fatto richiesta e che sono stati sottoposti ad un
provino di ammissione.
DOCENTI
AQUINO
BRILLANTE
CIGNOLA
GALLO (1 ora)
MAZZEI
STRUMENTO
pianoforte
clarinetto
flauto
flauto
chitarra
66
MONTE ORARIO DISCIPLINE Scuola primaria
ITALIANO
MATEMATICA
STORIA
GEOGRAFIA
SCIENZE
ARTE E IMMAGINE
MUSICA
ED. FISICA
INGLESE
RELIGIONE
TOTALE H.
Classe 1^
Classe 2^
Classe 3^
Classe 4^
Classe 5^
8
8
7
7
7
7
6
6
6
6
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
2
3
3
3
2
2
2
2
2
27 H
27 H
27H
27H
27H
67
Parte IV
Il Curricolo verticale
CURRICOLO D’ISTITUTO
DALLE INDICAZIONI PER IL CURRICOLO
del 4 Settembre 2012
 PER I DOCENTI: responsabilità di scelte
che ne valorizza il profilo personale
 PER LA SCUOLA: strumento di lavoro
che dà la possibilità di “realizzare in autonomia percorsi formativi sempre
più rispondenti alle inclinazioni personali degli studenti”
“senza mai perdere di vista l’identità nazionale delle competenze finali”
Elementi del CURRICOLO
 le finalità del processo formativo
 gli obiettivi di apprendimento;
 i traguardi per lo sviluppo delle COMPETENZE;
 i campi d’esperienza e le discipline;
 le strategie metodologiche;
 la valutazione.
68
FINALITA’ DEL PROCESSO EDUCATIVO
per una nuova cittadinanza ed un nuovo umanesimo
Cultura- scuola -persona
CENTRALITA’ DELLA PERSONA UMANA: ALUNNO/A

che apprende e che ha diritto al pieno successo formativo

CRESCITA E SVILUPPO DELLA PERSONALITA’
di ognuno che è “testa e cuore insieme”
UNITARIETA’ DEL PERCORSO DI APPRENDIMENTO

dalla scuola dell’Infanzia al primo ciclo dell’istruzione
 QUALITA’ ED ESSENZIALITA’
ciò che l’alunno sa, ciò che sa fare e sa diventare
TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DI COMPETENZE

che sono il filo conduttore che collega i diversi cicli
COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA
“formare cittadini italiani che siano nello stesso tempo cittadini
dell’Europa e del mondo”
(dalle Indicazioni Nazionali p.11)
OBIETTIVI
RISPETTARE LE REGOLE DEL VIVERE E DEL CONVIVERE:



COLLABORARE E INTERAGIRE



PARTECIPARE
CONFRONTARSI
VALORIZZARE LE DIVERSITA’
RAFFORZARE LA STIMA DI SE’

RICONOSCERE LA PROPRIA E LE ALTRUI IDENTITA'

SCEGLIERE AUTONOMAMENTE e CONSAPEVOLMENTE
 DIVENTARE CITTADINI RESPONSABILI (verso se stessi, gli altri,
l’ambiente)
69
Ecco quello che tutti devono acquisire e sapere oggi per entrare da
protagonisti nella vita di domani
Imparare ad imparare: organizzare il proprio apprendimento, scegliendo ed
utilizzando varie fonti e varie modalità, anche in funzione dei tempi disponibili, delle
proprie strategie e del proprio metodo di studio
Progettare: utilizzare le competenze maturate per darsi obiettivi significativi e
realistici e orientarsi per le future scelte formative e/o professionali
Comunicare: comprendere messaggi di genere e complessità diversi, trasmessi con
linguaggi diversi e mediante diversi supporti; esprimere pensieri ed emozioni
rappresentandoli con linguaggi diversi e diverse conoscenze disciplinari
Collaborare e partecipare: interagire in gruppo, comprendendo i diversi punti di vista,
valorizzando le proprie e le altrui capacità, gestendo la conflittualità, contribuendo
all’apprendimento comune ed alla realizzazione delle attività collettive, nel
riconoscimento dei diritti fondamentali degli altri
Agire in modo autonomo e responsabile: partecipare attivamente alla vita sociale,
riconoscendo l’importanza delle regole, della responsabilità personale, dei diritti e
doveri di tutti, dei limiti e delle opportunità
Risolvere i problemi: affrontare situazioni problematiche e risolverle, applicando
contenuti e metodi delle diverse discipline alle esperienze di vita quotidiana
Individuare collegamenti e relazioni: riconoscere analogie e differenze, cause ed
effetti tra fenomeni, eventi e concetti, cogliendone la natura sistemica
Acquisire ed interpretare l’informazione: acquisire ed interpretare criticamente
l’informazione ricevuta, valutandone l’attendibilità e l’utilità, distinguendo fatti ed
opinioni
Scegliere il proprio domani: conoscersi, auto valutarsi, affrontare i momenti di
cambiamento, fare scelte consapevoli
70
Secondo la “Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 dicembre 2006”
le “competenze per l'apprendimento permanente”
 sono
una
combinazione
di
conoscenze,
abilità
e
attitudini
appropriate al contesto
 sono necessarie per:
 la realizzazione e lo sviluppo personali,
 la cittadinanza attiva,
 l’inclusione sociale
 l’occupazione
 sono tutte interdipendenti e ogni volta l’accento è posto sul pensiero
critico, la creatività, l’iniziativa, la capacità di risolvere problemi, la
valutazione del rischio, la presa di decisioni e la gestione costruttiva delle
emozioni
 devono essere acquisite:

dai giovani alla fine del loro ciclo d’ istruzione obbligatoria e
formazione, preparandoli alla vita adulta, alla vita lavorativa,
formando allo stesso tempo una base per l’apprendimento futuro

dagli adulti in tutto l’arco della loro vita, attraverso un processo di
sviluppo e aggiornamento delle loro abilità.
Il quadro di riferimento delinea 8 competenze chiave
1. Comunicazione nella madre lingua
2. Comunicazione nelle lingue straniere
3. Competenza matematica e competenze di base in scienza e
tecnologia
4. Competenza digitale
5. Imparare ad imparare
6. Competenze sociali e civiche
7. Spirito di iniziativa e imprenditorialità
8. Consapevolezza ed espressione culturale.
71
1. Comunicazione nella madrelingua
capacità di esprimere e interpretare concetti, pensieri, sentimenti, fatti e opinioni
in forma sia orale che scritta (comprensione orale, espressione orale, comprensione
scritta ed espressione scritta) capacità di interagire adeguatamente e in modo
creativo sul piano linguistico in un’intera gamma di contesti culturali e sociali
2. Comunicazione in lingue straniere
abilità nella mediazione e nella comprensione interculturale.
Il livello di padronanza dipende da numerosi fattori e dalla capacità di ascoltare,
parlare, leggere e scrivere. Nel promuovere lo studio delle lingue straniere,
l’istituzione scolastica si avvarrà sia del percorso della Certificazione Trinity,
ottenuta dagli allievi durante i progetti POR (Viaggi/studio all’estero), sia del percorso
della Certificazione Cambridge, che prevede l’accertamento, tramite un esame in
lingua inglese, delle competenze linguistiche acquisite dagli allievi che intenderanno
parteciparvi
3. Competenza matematica e competenze di base in
campo scientifico e tecnologico
abilità di sviluppare e applicare il pensiero matematico per risolvere una serie di
problemi in situazioni quotidiane, ponendo l’accento sugli aspetti del processo,
dell’attività e della conoscenza.
Le competenze di base in campo scientifico e tecnologico riguardano la padronanza,
l’uso e l’applicazione di conoscenze e metodologie che spiegano il mondo naturale. Tali
competenze comportano la comprensione dei cambiamenti determinati dall’attività
umana e la consapevolezza della responsabilità di ciascun cittadino
4. competenza digitale
abilità nel saper utilizzare con padronanza e spirito critico le tecnologie della società
dell’informazione (TSI) e richiede quindi abilità di base nelle tecnologie
dell’informazione e della comunicazione (TIC)
72
5. Imparare ad imparare
è una competenza collegata all’apprendimento, all’abilità di perseverare
nell’apprendimento, di organizzare il proprio apprendimento sia a livello individuale che
in gruppo, secondo le proprie necessità, utilizzando le conoscenze apprese anche in
altri contesti
6. Competenze sociali e civiche
competenze personali, interpersonali e interculturali che consentono alle persone di
raggiungere il proprio benessere personale e sociale e di partecipare in modo
efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa, di acquisire un comportamento
adeguato. È essenziale comprendere i codici di comportamento e le maniere nei diversi
ambienti in cui le persone agiscono.
La competenza civica e in particolare la conoscenza di concetti e strutture
sociopolitiche (democrazia, giustizia, uguaglianza, cittadinanza e diritti civili) dà alle
persone gli strumenti per impegnarsi a una partecipazione attiva e democratica
7. Senso di iniziativa e di imprenditorialità
saper tradurre le idee in azione.
In ciò rientrano la creatività, l'innovazione e l'assunzione di rischi, come anche la
capacità di pianificare e di gestire progetti per raggiungere obiettivi.
L’individuo è consapevole del contesto in cui lavora ed è in grado di cogliere le
opportunità che gli si offrono.
L’imprenditorialità è il punto di partenza per acquisire le abilità e le conoscenze più
specifiche di cui hanno bisogno coloro che avviano o contribuiscono ad un’attività
sociale o commerciale.
Essa dovrebbe includere la consapevolezza dei valori etici e promuovere il buon
governo
8. Consapevolezza ed espressione culturali
espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni attraverso un’ampia varietà di
mezzi di comunicazione, compresi la musica, le arti dello spettacolo, la letteratura e le
arti visive.
Fonte http://europa.eu/index_it.htm
73
TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE
PER AREE DISCIPLINARI
DA RAGGIUNGERE AL TERMINE DI CIASCUN SEGMENTO DI SCUOLA
Tali traguardi, posti al termine dei più significativi snodi del percorso
curricolare, dai tre ai quattordici anni
1. sono prescrittivi nella loro scansione temporale
2. costituiscono criteri per la valutazione delle competenze attese
3. rappresentano riferimenti per gli insegnanti
4. indicano piste da percorrere
5. aiutano a finalizzare l’azione educativa nello sviluppo integrale dell’alunno
“Le scuole hanno la libertà e la responsabilità di organizzarsi e di
scegliere l’itinerario più opportuno per consentire agli studenti il
miglior conseguimento dei risultati”
AREA LINGUISTICO – ESPRESSIVO – MUSICALE
INFANZIA
PRIMARIA
SECONDARIA I GRADO
Scoperta delle potenzialità
comunicative ed espressive dei
linguaggi verbali, del corpo, ed
espressivo/musicali
L’ALUNNO
- Comunica ed esprime
bisogni, emozioni, pensieri
attraverso il linguaggio verbale
e non
- Usa il linguaggio verbale, in
maniera appropriata,
articolando la frase in modo
corretto, chiede e offre
spiegazioni
- Racconta, inventa, ascolta e
comprende le narrazioni e la
lettura di storie, inventa storie
Integrazione dei linguaggi per
ampliare la gamma di
possibilità espressive.
L’ALUNNO
-Partecipa a scambi
comunicativi con compagni e
insegnanti rispettando il turno
e formulando messaggi chiari e
pertinenti, in un registro il più
possibile adeguato alla
situazione.
-Ascolta e comprende testi orali
"diretti" o "trasmessi" dai
media cogliendone il senso, le
informazioni principali e lo
scopo.
-Legge e comprende testi di
Utilizzo dei linguaggi verbali, iconici,
sonori e corporei per narrare e
descrivere,
L’ALUNNO
-Integra i linguaggi verbali e non
verbali, potenziando la
comunicazione espressiva.
-Elabora idee, rappresenta
sentimenti comuni e trasmette il
patrimonio di valori -estetici,
culturali, religiosi, etici e civili- della
comunità
- Utilizza il linguaggio verbale come
strumento di riflessione e
padroneggia gli strumenti espressivi
ed argomentativi indispensabili per
l’interazione comunicativa verbale in
74
- Riconosce la propria lingua
materna differenziandola dal
dialetto, scopre lingue diverse
- Conosce il significato dei
vocaboli di uso comune,
arricchisce il suo lessico
- Sa cogliere un messaggio
televisivo
- Mostra interesse ed
interpreta il codice scritto e i
simboli grafici
- Sperimenta le potenzialità
sensoriali.
INFANZIA
Sperimentazione e
riconoscimento dei diversi
ruoli in famiglia e nella
società
L’ALUNNO
-matura il senso di
appartenenza alla propria
comunità scoprendo luoghi,
tradizioni, feste popolari
- Si orienta nel tempo e nello
spazio della vita quotidiana
- Sa ricostruire la propria
storia personale
- Prende coscienza della
propria identità sessuale,
padroneggia il proprio corpo
e matura comportamenti
positivi inerenti alla
salvaguardia della propria
salute
vario tipo, continui e non
continui, ne individua il senso
globale e le informazioni
principali, utilizzando strategie
di lettura adeguate agli scopi.
-Padroneggia e applica in
situazioni diverse le conoscenze
fondamentali relative
all’organizzazione logicosintattica della frase semplice,
alle parti del discorso (o
categorie lessicali) e ai
principali connettivi.
-Scrive testi corretti
nell’ortografia, chiari e coerenti,
legati all’esperienza e alle
diverse occasioni di scrittura
che la scuola offre; rielabora
testi parafrasandoli,
completandoli, trasformandoli.
-Utilizza le conoscenze e le
abilità relative al linguaggio
espressivo/creativo per
rielaborare varie tipologie di
messaggi.
vari contesti
-Legge e comprende testi letterari
e non di vario tipo (narrativi, poetici,
teatrali,) e li rielabora in maniera
autonoma e critica
- Arricchisce le sue conoscenze
grazie anche all’apporto delle lingue
straniere e dei nuovi strumenti
multimediali
- Produce in modo chiaro e preciso
testi brevi e semplici, fino alla
realizzazione di frasi complesse,
sempre finalizzati ai bisogni
comunicativi
-Acquisisce una personale sensibilità
estetica,inventa,produce e rielabora
i messaggi visivi in modo personale
e creativo
AREA GEO-STORICO-SOCIALE
PRIMARIA
SECONDARIA I GRADO
Comprensione del significato
delle regole per la convivenza
nella società e della necessità
di rispettarle
L’ALUNNO
-Riconosce e esplora in
modo sempre più
approfondito le tracce
storiche presenti nel
territorio e comprende
l’importanza del patrimonio
artistico e culturale
-Individua le relazioni tra
gruppi umani e contesti
spaziali
-Organizza le informazioni e
le conoscenze, usando le
concettualizzazioni
pertinenti.
-Comprende, racconta i
Consapevolezza di far parte di una
comunità territoriale organizzata a
garanzia dei diritti delle persone
L’ALUNNO
- Comprende il cambiamento e la
diversità dei tempi storici in una
dimensione diacronica attraverso
il confronto fra epoche diverse e
in una dimensione sincronica
attraverso il confronto fra le aree
geografiche e culturali
- Riconosce le caratteristiche
essenziali del sistema socioeconomico produttivo per
orientarsi nel proprio territorio
75
- Riconosce le proprie
esigenze, i propri sentimenti,
i propri diritti e i diritti degli
altri
- Rispetta le regole di
comportamento, si assume
responsabilità e interiorizza il
concetto di dovere
- Accoglie e rispetta la
diversità
- Interiorizza sentimenti di
solidarietà
- Gioca e lavora in modo
costruttivo e creativo con gli
altri bambini
fatti studiati e sa produrre
semplici testi storici, anche
con risorse digitali.
-Si orienta nello spazio
circostante e sulle carte
geografiche, utilizzando
riferimenti topologici e
punti cardinali.
-Utilizza il linguaggio della
geo - graficità per
interpretare carte
geografiche e globo
terrestre, realizzare semplici
schizzi cartografici e carte
tematiche, progettare
percorsi e itinerari di viaggio
-Ricava informazioni
geografiche da una pluralità
di fonti (cartografiche e
satellitari, tecnologie
digitali, fotografiche,
artistico/ letterarie).
-Coglie nei paesaggi
mondiali della storia le
progressive trasformazioni
operate dall’uomo sul
paesaggio naturale.
-Colloca l’esperienza personale in
un sistema di regole fondato sul
reciproco riconoscimento dei
diritti garantiti dalla Costituzione,
a tutela della persona, della
collettività, dell’ambiente
- Accoglie e rispetta la diversità,
opinioni e culture diverse
- si impegna, partecipa in modo
motivato e consapevole alle
attività di gruppo
AREA MATEMATICO-SCIENTIFICO - TECNOLOGICA
PRIMARIA
SECONDARIA I GRADO
INFANZIA
Esplorazione della realtà e
Sperimentazione e conoscenza Utilizzo di comportamenti e metodi
percezione delle relazioni
dei diversi aspetti
indispensabili per porsi domande,
che si ritrovano in natura e
logico/matematico/scientifici
osservare comprendere il mondo
nelle creazioni dell’uomo
per la risoluzione di problemi
naturale e quello delle attività
in tutti gli ambiti di contenuto
umane
L’ALUNNO
L’ALUNNO
-Si muove con sicurezza nel
L’ALUNNO
- Sviluppa capacità di
calcolo scritto e mentale
- Applica gli strumenti matematici
numerazione, classificazione,
utilizzando rappresentazioni
per operare nella realtà quotidiana
seriazione e quantificazione
diverse di oggetti matematici.
scegliendo le azioni da compiere
-Riconosce e rappresenta
- Utilizza semplici simboli per
forme del piano e dello spazio, - Riconosce situazioni problematiche
registrare
relazioni e strutture che si
autentiche e significative e identifica
trovano in natura o che sono
le strategie appropriate per la
-Compie misurazioni
state create dall’uomo.
risoluzione, analizzandole e
mediante semplici strumenti
-Ricerca dati per ricavare
trasformandole in termini
informazioni e costruisce
matematici e
rappresentazioni (tabelle e
scientifico/tecnologiche.
76
- Colloca correttamente
nello spazio se stesso,
oggetti, persone
- Acquisisce la percezione
della ciclicità temporale
Esplora, osserva, pone
domande, discute, riflette,
si confronta su ipotesi, dà
spiegazioni e soluzioni
-Sviluppa atteggiamenti di
curiosità, di lettura di
immagini, di osservazione
della realtà più vicina, di
esperienza diretta di alcuni
fenomeni
-Ha atteggiamenti di cura
verso l’ambiente scolastico
che condivide con gli altri
-Interiorizza i concetti di
rispetto e salvaguardia
dell’ambiente e della natura
-Esplora le prime forme di
comunicazione attraverso i
mezzi tecnologici
grafici). Ricava informazioni
anche da dati rappresentati in
tabelle e grafici
-Riconosce e quantifica, in casi
semplici, situazioni di
incertezza.
-Legge e comprende e risolve
facili problemi in tutti gli
ambiti di contenuto.
-Costruisce ragionamenti
formulando ipotesi,
sostenendo le proprie idee e
confrontandosi con il punto di
vista di altri.
-Sviluppa atteggiamenti di
curiosità e modi di guardare il
mondo che lo stimolano a
cercare spiegazioni di quello
che vede succedere.
-Esplora i fenomeni con un
approccio scientifico: con
l’aiuto dell’insegnante, dei
compagni, in modo autonomo,
osserva e descrive lo svolgersi
dei fatti, formula domande,
anche sulla base di ipotesi
personali, propone e realizza
semplici esperimenti
-Espone in forma chiara ciò
che ha sperimentato,
utilizzando un linguaggio
appropriato.
- Ha atteggiamenti di cura
verso l’ambiente scolastico che
condivide con gli altri
-rispetta e apprezza il valore
dell’ambiente sociale e
naturale
-Trova da varie fonti (libri,
internet, discorsi degli adulti,
ecc.) informazioni e spiegazioni
sui problemi che lo
interessano.
- Comunica, discute, argomenta in
modo corretto soluzioni e i
procedimenti seguiti, comprendendo
i punti di vista degli altri.
Legge e comprende e risolve
problemi in tutti gli ambiti di
contenuto.
- Sperimenta, osserva, descrive,
analizza e interpreta fenomeni
appartenenti alla realtà naturale
Sviluppa atteggiamenti di riflessione,
curiosità e modi di guardare il
mondo che lo stimolano a cercare
spiegazioni sempre più approfondite,
di quello che vede succedere
-
-Ha atteggiamenti di cura verso
l’ambiente scolastico che condivide
con gli altri;
-rispetta e apprezza il valore
dell’ambiente sociale e naturale
-Usa le nuove tecnologie e i linguaggi
multimediali per supportare il
proprio lavoro.
77
CURRICOLO: Motivazioni – Finalità – Metodologia
Motivazioni





Evitare frammentazioni,
segmentazioni, ripetitività
dei saperi;
Tracciare un percorso
formativo unitario;
Creare un legame
comunicativo “positivo”
tra i diversi ordini di
scuola del nostro Istituto;
Consentire un clima di
benessere psico-fisico:
condizione essenziale per
ogni apprendimento;
Favorire la libera
espressione delle proprie
emozioni e delle abilità
cognitive e comunicative
Finalità





Assicurare un percorso
graduale di crescita
globale;
Consentire l’acquisizione
di competenze, abilità,
conoscenze e quadri
concettuali adeguati alle
potenzialità di ciascun
alunno;
Realizzare le finalità
dell’uomo e del
cittadino;
Metodologia









LABORATORIALE
ESPERIENZIALE
COMUNICATIVA
PARTECIPATIVA
LUDICO-ESPRESSIVA
ESPLORATIVA (DI RICERCA)
COLLABORATIVA
INTERDISCIPLINARE
TRASVERSALE
Orientare nella
continuità;
Favorire la realizzazione
del proprio “progetto di
vita”
CURRICOLO: Verifica – Valutazione – Criteri
Verifica
Valutazione
Criteri
La verifica
- è periodica e sistematica per
individuare standard cognitivi,
relazionali,
organizzativi,
di
produttività e di operatività
-è utile per accertare i progressi
compiuti
-permette di modificare, se
necessario, gli obiettivi della
programmazione con opportuni
accorgimenti
- si effettua con prove scritte,
grafiche,
questionari,
composizioni, relazioni, ricerche,
La valutazione è
un aspetto molto importante e il
più
complesso
dell’azione
didattico/educativa, poiché ci si
occupa di alunni in una fascia di età
molto particolare.
La valutazione
-ha la finalità formativa di
sviluppare personalità autonome e
consapevoli.
-ha per oggetto il processo di
apprendimento, il comportamento
e il rendimento scolastico
-permette di individuare le
La valutazione periodica ed
annuale degli apprendimenti
degli alunni e la certificazione
delle competenze da essi
acquisite,
la
valutazione
dell'esame finale del primo ciclo,
vengono effettuate mediante
l'attribuzione di voti numerici
espressi in decimi.
La valutazione delle prove di
verifica, degli elaborati, delle
interrogazioni avviene mediante:
-griglie di tipo analitico (in cui, a
determinati punteggi percentuali
78
esercizi vari, colloqui.
Il controllo dei quaderni con i
compiti domestici è sistematico.
Le prove scritte sono almeno tre
per quadrimestre, vengono
subito corrette e date in visione
agli alunni.
Per le terze classi della
secondaria di 1° grado, nella
seconda parte dell’anno
scolastico,
gli accertamenti
-sono impostati secondo i criteri
prefissati dal colloquio d’esame
-prevedono
eventuali collegamenti
interdisciplinari.
potenzialità e le carenze di ciascun
alunno
-concorre al miglioramento dei
livelli di conoscenza e al successo
formativo.
La
valutazione
è
verifica della programmazione
didattico/educativa:
-considera cioè i risultati raggiunti
dai ragazzi rispetto alla loro
situazione di partenza e quanto su
questi abbiano influito le attività
proposte dagli insegnanti e
l’adozione di determinati metodi e
strategie didattiche
-accerta i progressi compiuti
nell’area cognitiva e nella
acquisizione
di
competenze,
-verifica gli obiettivi raggiunti,
in relazione alle capacità e
caratteristiche
individuali,
-evidenzia
risorse
individuali,
-sviluppa potenzialità
-stimola
e
favorisce
consapevolezza e autostima
-tiene conto dello sviluppo reale
del ragazzo, del suo ritmo
d’apprendimento,
dell’impegno,
della produttività, dei rapporti
interpersonali,
della
maturità
raggiunta,
relativamente
alle
capacità
espressive,
logiche,
creative e di operative.
Gli alunni con particolari problemi
di apprendimento e di crescita e
con un curricolo fortemente
differenziato sono valutati in base
all’impegno
dimostrato,
alle potenzialità evidenziate
agli obiettivi realizzati nel
percorso formativo scelto, tra
quelli predisposti dalla scuola.
Anche
in
questi
alunni
-si promuove
il desiderio di
partecipare, di fare da sé, che
dovranno divenire comportamenti
durevoli
e risultati formativi
valutabili.
conseguiti corrispondono i voti
specificati in decimi);
- modalità di tipo sintetico (con
l’attribuzione diretta del voto in
decimi);
La valutazione quadrimestrale
viene effettuata in base ai voti
conseguiti, tenendo anche conto
di tutti gli altri elementi che
possono caratterizzare il profitto
degli allievi.
Le proposte di voto finale per
ogni allievo, formulate da ogni
docente, tengono conto:
-dei voti attribuiti in un congruo
numero di prove scritte, orali e
pratiche
- dell’ impegno messo
-del progresso rispetto ai livelli di
partenza
I criteri di valutazione degli
apprendimenti, comuni a tutti i 3
gradi di scuola, sono funzionali a:
- stabilire la posizione raggiunta
da ciascun allievo verso la
padronanza
di
quanto
programmato in relazione ai
traguardi di competenza;
- potenziare il valore formativo
della valutazione;
- favorire l’autovalutazione da
parte degli alunni, “attraverso
l’individuazione delle potenzialità
e delle carenze di ciascuno”;
garantire
la
massima
trasparenza.
Per passare dalla misurazione del
profitto
alla
valutazione
complessiva dell’allievo, relativa al
raggiungimento degli obiettivi
disciplinari e formativi specifici, si
farà riferimento alla griglia
riportata di seguito.
Il giudizio valutativo scaturisce
79
dall’insieme delle prove di verifica
riferite
agli
indicatori-criteri,
differenti per ogni disciplina, che
orientano da sempre le procedure
di programmazione e valutazione e
costituiscono
i
presupposti
indispensabili per un giudizio
progressivo ed articolato.
Per quanto riguarda il giudizio
globale
della
personalità
dell’alunno, in ordine al processo di
apprendimento e agli interventi
individualizzati, sarà formulato un
profilo dinamico che metta in
evidenza i progressi ottenuti, gli
interessi manifestati, le attitudini
promosse al fine di progettare
azioni da intraprendere.
GRIGLIA PER LA VALUTAZIONE DI FINE QUADRIMESTRE
CONOSCENZE
Complete, con
approfondimenti
autonomi e
personali.
Complete, con
approfondimenti
autonomi.
Complete.
ABILITA’
Comunica in modo personale,
efficace ed articolato; è autonomo
e organizzato; collega conoscenze
attinte da ambiti pluridisciplinari;
analizza in modo critico;
documenta il proprio lavoro; cerca
soluzioni adeguate per situazioni
nuove.
Comunica in modo proprio, efficace
ed articolato; è autonomo e
organizzato; collega conoscenze
attinte da ambiti pluridisciplinari;
analizza in modo critico;
documenta il proprio lavoro.
Comunica in maniera chiara e
appropriata; ha una propria
autonomia di lavoro; analizza in
modo corretto e compie
collegamenti pluridisciplinari,
arrivando a rielaborare in modo
Impegno
Metodo
VOTO
10
Impegno: notevole
Metodo: elaborativo
9
Impegno: notevole
Metodo: elaborativo
8
Impegno: notevole
Metodo: organizzato
80
autonomo.
Conosce gli
elementi
fondamentali.
Complessivamente
accettabili;
presenta ancora
lacune.
Incerte e
incomplete.
Frammentarie e
lacunose
Comunica in modo adeguato; non ha
piena autonomia ma è un diligente
esecutore; coglie gli aspetti
fondamentali ma non sempre
riesce ad operare collegamenti
pluridisciplinari.
Comunica in modo semplice; coglie
gli aspetti fondamentali.
Impegno: soddisfacente
7
Impegno: superficiale
Metodo: per lo più
funzionale
6
Comunica in modo non sempre
coerente e appropriato; ha
difficoltà ad effettuare
collegamenti interdisciplinari.
Comunica in modo decisamente
improprio e/o stentato; ha
difficoltà a cogliere i concetti e le
relazioni essenziali anche tra i
fatti più elementari.
Impegno: discontinuo
Metodo: mnemonico
5
Impegno: scarso
Metodo: disorganizzato
4
Metodo: funzionale
L’ammissione alla classe successiva e all’esame di stato si effettua previo
accertamento:
- della frequenza ai fini della validità dell’anno scolastico;
- della votazione non inferiore a sei decimi in tutte le discipline e nel
comportamento.
Nella scuola secondaria di primo grado, ferma restando la frequenza richiesta, ai fini
della validità dell’anno scolastico, le motivate deroghe, in casi eccezionali di gravi
motivi di salute ed eventuali terapie purché giustificate da certificato medico, sono
deliberate dal Collegio dei Docenti, a condizione che le assenze complessive non
pregiudichino la possibilità di procedere alla valutazione stessa.
Nel caso in cui l’ammissione alla classe successiva, in sede di scrutinio finale, sia
deliberata in presenza di carenze relativamente al raggiungimento degli obiettivi di
apprendimento, la scuola provvede ad inserire una nota specifica al riguardo nel
documento individuale di valutazione e la trasmette con quest’ultimo alla famiglia.
Alla valutazione conclusiva dell’esame di stato concorrono i voti delle prove scritte ed
orali, della prova Invalsi e il voto di ammissione, arrotondati all’unità superiore per
frazioni pari o superiori a 0,5. Se il voto conseguito è pari a dieci decimi può essere
assegnata la lode da parte della commissione esaminatrice.
81
Nella scuola primaria, la valutazione espressa in decimi è accompagnata da un
giudizio analitico sul livello globale di maturazione che tiene conto di:




conoscenza e abilità acquisite
organizzazione del lavoro
interazione con gli altri
impegno nelle attività educativo – didattiche.
CRITERI PER LA VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO
SCUOLA PRIMARIA
● Nella scuola primaria, la valutazione del comportamento è espressa dal docente (o
collegialmente dai docenti contitolari della classe) attraverso un giudizio (non
sufficiente, sufficiente, buono, distinto, ottimo) riportato nel documento di
valutazione, sulla base dei descrittori delineati nella seguente griglia.
Griglia di valutazione del comportamento – SCUOLA PRIMARIA
OTTIMO
DISTINTO
BUONO
SUFFICIENTE
INSUFFICIENTE
Interesse e partecipazione attiva alle lezioni
Rispetto degli altri e dell’istituzione scolastica
Ruolo ATTIVO all’interno della classe
Rispetto DELLE REGOLE
Buona partecipazione alle lezioni
Equilibrio nei rapporti interpersonali
Rispetto delle regole
Ruolo positivo e collaborazione nel gruppo classe
Limitata attenzione e partecipazione discontinua alle attività
scolastiche
Osservanza non regolare delle regole
Partecipazione non sempre collaborativa al funzionamento del gruppo
classe
Frequente disinteresse per le attività didattiche
Reiterati comportamenti scorretti nel rapporto con insegnanti e
compagni
Disturbo delle lezioni
Episodi di violazioni di una certa gravità del regolamento scolastico
(ripetuti atti di bullismo, ecc.)
Una valutazione insufficiente comporta la non ammissione.
82
CRITERI PER LA VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO
SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO
● Nella scuola secondaria di primo grado, il comportamento degli alunni, valutato
collegialmente dal Consiglio di classe con voto espresso in decimi, concorre alla
valutazione complessiva dell’allievo e, stante la normativa vigente, può determinare,
se inferiore a sei decimi, la non ammissione alla classe successiva della scuola
secondaria o all’esame di stato conclusivo del primo ciclo di istruzione.
Il voto di comportamento viene attribuito in base ai seguenti criteri:





Rispetto del regolamento d’istituto
Rispetto degli altri
Equilibrio nei rapporti interpersonali
Partecipazione attiva alle lezioni
Collaborazione con compagni e docenti
Sono considerate valutazioni positive i voti dieci, nove, otto. L’otto segnala però una
presenza in classe poco costruttiva, per passività o per eccessiva esuberanza.
I voti sette e sei vengono attribuiti solo in conseguenza di gravi provvedimenti
disciplinari (sospensioni, ripetuti richiami del Dirigente Scolastico) o di numerose note
sul registro di classe e/o sul diario personale, sempre segnalate alle famiglie.
Il cinque e voti inferiori ad esso comportano la non ammissione.
Griglia di valutazione del comportamento
SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO
10
9
8
Interesse e partecipazione attiva alle lezioni
Rispetto degli altri e dell’istituzione scolastica
Ruolo propositivo all’interno della classe
Scrupoloso rispetto del regolamento scolastico
Buona partecipazione alle lezioni
Equilibrio nei rapporti interpersonali
Rispetto delle norme disciplinari d’istituto
Ruolo positivo e collaborazione nel gruppo classe
Limitata attenzione e partecipazione discontinua alle attività scolastiche
Osservanza non regolare delle norme relative alla vita scolastica
Partecipazione poco collaborativa al funzionamento del gruppo classe
83
7
6
Dal
5
all’1
Insufficiente interesse per le varie discipline
Episodi di mancata applicazione del regolamento scolastico
(es.:falsificazione della firma dei genitori, frequenti ritardi, assenze non
giustificate, ecc.)
Frequente disinteresse per le attività didattiche
Reiterati comportamenti scorretti nel rapporto con insegnanti e compagni
Disturbo delle lezioni
Ruolo negativo con seguito nel gruppo classe
Episodi di violazioni di una certa gravità del regolamento scolastico
(es.: danneggiamenti non risarciti, ripetuti atti di bullismo, ecc.)
Oltre i casi indicati per la valutazione precedente, si considerano gli
episodi di violazioni gravissime del regolamento scolastico e che possono
dar seguito anche a denunce.
CURRICOLO: Competenze interdisciplinari
nell’ambito dell’Identità Personale e Relazionale
CONTINUITÀ E ORIENTAMENTO
Continuità
Le attività di continuità tra la scuola dell’infanzia e la scuola primaria sono
finalizzate a:
1. conoscenza reciproca, scambi di notizie e confronto;
2. presentazione dei percorsi didattici effettuati;
3. progettazione di attività o laboratori comuni;
4. coordinamento dei curricoli degli anni-ponte;
5. elaborazione comune di strumenti di verifica;
6. attività di aggiornamento e formazione.
Scuola dell’infanzia e scuola primaria, pur avendo ciascuna una propria specificità
educativa che va salvaguardata, per offrire risposte adeguate alle esigenze dei
bambini che sono in fasi diverse dello sviluppo, cooperano insieme per semplificare
e rendere meno traumatico possibile il passaggio dall’una all’altra scuola.
Presso la scuola secondaria di primo grado è in atto il Progetto di Continuità con le
Scuole primarie della città di Cosenza.
84
Sono inoltre previste periodiche riunioni tra docenti di scuola primaria e
secondaria di primo grado dell’Istituto per la definizione concordata dei criteri
delle prove in uscita (in quinta) e delle prove di ingresso (in prima media) e lo
stretto coordinamento tra i due cicli scolastici (curricolo verticale).
Sono previste attività comuni: gli alunni di quinta classe della scuola primaria
assistono a lezioni e partecipano a laboratori presso la scuola secondaria di primo
grado, al fine di favorire la conoscenza della nuova organizzazione scolastica, delle
discipline e dei metodi di studio.
Orientamento
E’ attiva presso la Scuola la Commissione Orientamento, coordinata dalla Funzione
strumentale dell’Area 5.
Nella scuola secondaria di primo grado, durante il triennio, fin dal primo anno, gli
insegnanti propongono approfondimenti e attività volte a migliorare la conoscenza
di sé, al fine di far emergere caratteristiche, attitudini, stili di apprendimento,
ambizioni e desideri di realizzazione personale dei diversi alunni. Si tratta di
schede, test, proposte di lavoro scelte dalla Commissione e utilizzate dagli
insegnanti.
A. Per la classe prima, obiettivo principale è la riflessione su se stessi, sul proprio
stile cognitivo, sulla tipologia della memoria, sulle caratteristiche, passioni,
ambizioni, interessi, difficoltà personali e rispetto alle dinamiche di gruppo.
B. Per la classe seconda si allarga invece l’orizzonte alla conoscenza delle
possibilità di realizzazione e autorealizzazione offerte dal mondo esterno, alle
considerazioni sulle difficoltà che si possono incontrare, all’affinamento del
metodo di studio.
C. Per la classe terza ci si concentra maggiormente sull’incrocio tra ambizioni, limiti
e interessi personali e famigliari, con offerte e opportunità fornite dalla società,
dalla scuola, dal mondo del lavoro, contestualizzando il più possibile i ragionamenti
e analizzando la scelta possibile nel proprio territorio.
Durante la classe terza vengono realizzate attività specifiche per l’orientamento
scolastico relative alla Scuola Secondaria di Secondo Grado e /o alla preparazione
al mondo del lavoro. Si organizzano, pertanto, visite a manifestazioni, nonché visite
ad Istituti di Istruzione Secondaria di Secondo Grado. Gli stessi Istituti, in
periodi stabiliti, sono accolti presso la nostra Scuola al fine di realizzare sportelli
informativi per gli studenti. Di tali iniziative sono informate le famiglie.
Ogni Consiglio di Classe, sulla base di osservazioni sistematiche e continue e sulla
base di colloqui con gli studenti, con le loro famiglie e dopo il controllo sui risultati
delle schede-test, fornisce per ogni alunno di terza un consiglio orientativo.
85
L’Istituto ha inoltre richiesto l’intervento del Centro di Orientamento Scolastico
e Professionale di Cosenza, che opera da alcuni anni per il potenziamento e lo
sviluppo delle risorse personali.
ORIENTAMENTO IN ENTRATA - IN ITINERE - IN
USCITA
SCUOLA DELL’INFANZIA
2° CICLO PRIMARIA
1° CICLO PRIMARIA
2° ANNO SECONDARIA 1°
3° ANNO SECONDARIA I °
GRADO
APPROFONDIRE LA
CONOSCENZA DI SE’
RAFFORZARE LA
CONOSCENZA DI SE’
1° ANNO SECONDARIA I °
GRADO
FAVORIRE LA
CONOSCENZA DI SE’
IDENTITA’
IDENTITA’
IDENTITA’
STIMOLARE gli alunni a:
STIMOLARE gli alunni a:
Aiutare gli alunni a:
- conoscere se stessi,
le proprie paure, ansie,
aspettative …
- conoscere ed esprimere le
proprie passioni sogni ansie
paure progetti
-acquisire la consapevolezza di
sé come
- costruire la propria identità
personale (chi sono io, le mie
conoscenze,emozioni, desideri
sentimenti …)
-costruire la propria identità
personale (chi sono io, le mie
conoscenze,emozioni, desideri
sentimenti …)
autonoma valutazione sul
proprio modo di studiare,
-costruire una buona immagine
di sé (auto stima,
-costruire una buona immagine
identificazione, accettazione del di sé
proprio sesso …
(auto stima, identificazione,
accettazione del proprio sesso)
- auto valutarsi: conoscere la
storia personale, il proprio
percorso di studi …
le materie preferite …
- auto valutarsi: conoscere la
propria storia, il proprio
percorso di studi …
le materie preferite …
AUTONOMIA
- avviare un’organizzazione
personale di lavoro
- acquisire la capacità di
iniziativa, autodecisione,
responsabilità personale, spirito
critico
soggetto capace di una
soggetto capace di usare
le conoscenze e le proprie
esperienze per risolvere
problemi
-costruire una buona immagine
di sé
(auto stima, identificazione,
accettazione del proprio sesso)
-capire l’importanza di
un’autodecisione per poter
operare scelte consapevoli
nell’immediato e nel futuro, per
operare una scelta professionale
o scolastica tra tante opportunità
-riflettere se la scelta è
momentanea o definitiva, se è
condizionata da fattori esterni o
da proprie attitudini
-costruire la propria identità
86
- sviluppare la capacità di
esplorazione, riflessione
- maturare la capacità di
progettazione,verifica,
esplorazione, riflessione
- impegnarsi personalmente
con costanza, portando a
termine il lavoro iniziato.
lavorativa (domandarsi che
compito si vorrà avere nella
società, che varrà la pena fare:
studiare o lavorare)
- impegnarsi personalmente con
costanza, portando a termine il
lavoro iniziato.
SCUOLA DELL’INFANZIA
2° CICLO PRIMARIA
1° CICLO PRIMARIA
2° ANNO SECONDARIA 1°
3° ANNO SECONDARIA I °
GRADO
1° ANNO SECONDARIA I °
GRADO
FAVORIRE LA
CONOSCENZA DELLA
SCUOLA
FAVORIRE LA
CONOSCENZA DEL
TERRITORIO
FAVORIRE LA
CONOSCENZA DEL
TERRITORIO
Aiutare gli alunni a:
Aiutare gli alunni a:
Aiutare gli alunni a:
-conoscere gli spazi fisici
sapersi orientare al loro interno
-organizzare la conoscenza del
proprio paese, dell’ambiente
che li circonda e delle
opportunità scolastiche e
lavorative presenti sul
territorio.
-fare un’attenta analisi delle
opportunità offerte dal territorio
SCUOLA DELL’INFANZIA
2° CICLO PRIMARIA
1° CICLO PRIMARIA
2° ANNO SECONDARIA 1°
3° ANNO SECONDARIA I °
GRADO
-star bene a scuola facilitando
l’inserimento nel nuovo
contesto
-avere esperienza diretta delle
Scuole Superiori e della realtà
territoriale lavorativa esistente
-ampliare l’orizzonte delle
conoscenze dei mestieri e delle
professioni vecchie e nuove.
1° ANNO SECONDARIA I °
GRADO
FAVORIRE LA
CONOSCENZA DELLE
DINAMICHE
RELAZIONALI
APPROFONDIRE LA
PERCEZIONE DELLE
DINAMICHE RELAZIONALI
APPROFONDIRE LA
CONOSCENZA DELLE
DINAMICHE DI GRUPPO
Aiutare gli alunni a:
Aiutare gli alunni a:
Aiutare gli alunni a:
-prendere coscienza della
propria identità all’interno della
famiglia e del gruppo
(relazione con i membri della
famiglia, con i compagni)
-maturare la capacità a costruire
la propria identità familiare e
sociale (che ci faccio qui …, che
ruolo ho in famiglia, nel gruppo
…)
-chiarire gli aspetti psicologici e
sociali del lavoro (lavoro che
piace o redditizio
-interiorizzare le regole di
-prendere coscienza della
-esaminare il significato del
lavoro in situazioni sociali
differenti
87
comportamento nel gruppo.
propria capacità a comunicare,
a relazionarsi con gli altri, a
collaborare
-sviluppare la fiducia nelle
proprie capacità di esprimere
liberamente e criticamente
opinioni nel gruppo.
ATTIVITA’ ORIENTATIVE NELLE SEZIONI/CLASSI
DURANTE TUTTO L’ANNO
Si potrà utilizzare un repertorio metodologico vario, coniugato con le situazioni di
ciascuna classe:

-
TEST E QUESTIONARI per:
rilevazione degli interessi personali-professionali
-
auto valutazione delle abilità reali o potenziali
-
ricerca su aspirazioni personali – familiari – sociali
-
analisi delle paure, attese, aspettative
RILEVAZIONI STATISTICHE

GIOCHI in gruppo, di assunzione di ruoli, di simulazioni, “a coppie”(scelta
di una persona amica)


COSTRUZIONE di GRAFICI - TABELLE - MAPPE
ATTIVITA’ GRAFICO/PITTORICHE/MANIPOLATIVE – MUSICO/TEATRALI

LABORATORI: ITALIANO - SCIENZE - ARTE – TECNOLOGIASCIENZE MOTORIE

LETTURA di BRANI LETTERRARI a tema
Comprensione del testo, discussioni, riflessioni, elaborazioni scritte e orali

Confronto, analisi e sintesi di gruppo e individuale nel
“QUADERNONE PER IL FUTURO”

USCITE GUIDATE A TEMA

INCONTRI:
 con le FAMIGLIE,
88
 con l’OPERATORE del CENTRO DI ORIENTAMENTO
 con gli INSEGNANTI ISTITUTI SUPERIORI

ORGANIZZAZIONE del nostro OPEN DAY
AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA
PROGETTI - ATTIVITÀ DIDATTICHE EXTRASCOLASTICHE
L’Istituto, tenuto conto delle proprie risorse economiche e professionali, delle
richieste pervenute dalle famiglie all’atto delle iscrizioni, delle esigenze emerse in
fase di progettazione didattica, delle opportunità presenti sul territorio, organizza
progetti didattici di vario tipo.
I progetti prevedono la definizione:
 di un obiettivo da raggiungere;
 dei destinatari di questo obiettivo (alunno, piccolo gruppo, classe, gruppo di
classi, intera popolazione scolastica);
 dei tempi di realizzazione;
 degli strumenti utilizzati (spazi, attrezzature specifiche, mezzi di trasporto,
materiali di consumo, ecc);
 dei docenti o esperti esterni coinvolti;
 delle modalità di monitoraggio, controllo e verifica del raggiungimento o meno
degli obiettivi.
La Scuola recepisce le proposte provenienti da agenzie di formazione esterne,
formali, non formali ed informali, sottoponendone al vaglio dei propri organi interni la
validità educativa, la correttezza procedurale e la qualità.
In questo quadro si collocano le diverse iniziative educative pervenute dal territorio
e/o ministeriali, inserite nella programmazione dell’A.S.,che di seguito si elencano:
89
SCUOLA DELL’INFANZIA
PROGETTO Dl LINGUA INGLESE : "ONE, TWO, THREE…..I SPEAK ENGLISH"
A. S.2013/2014
(PLESSI "C. COLLODI","R. AGAZZI","M. T. DI CALCUTTA")
TITOLO
"ONE, TWO, THREE …I SPEAK ENGLISH!"
DOCENTE REFERENTE
ALUNNI COINVOLTI
OBIETTIVI
MAZZUCA RAFFAELLA
TERZE SEZIONI DEI PLESSI COINVOLTI
 Favorire lo sviluppo di capacità di base (area comunicativa –
interpersonale – ludica) propedeutiche all’acquisizione di
competenze comunicative;
 Favorire la curiosità verso un altro popolo e un’altra lingua;
 Potenziare abilità di comunicazione gestuale;
 Comprendere e parlare in lingua in contesti significativi.
 Comprendere globalmente una storia ascoltata;
 Intuire il significato di parole tramite l’azione teatrale
dell’insegnante;
 Condividere un’esperienza con i compagni;
 Memorizzare filastrocche e canzoni;
 Interiorizzare i termini chiave di un racconto;
 Lessico relativo a numeri, colori, animali, abbigliamento;
 Conoscere le principali festività dei paesi di lingua inglese.
ATTIVITA’
 Role-play,
 simulazioni,
 esecuzione di comandi,
 ripetizione individuale e collettiva di semplici strutture in situazioni
significative,
 disegnare,
 colorare schede,
 eseguire movimenti motori e gesti corporei.
METODOLOGIA
Le strategie di intervento privilegiate saranno le forme ludiche,
animate, il canto, le esperienze in cui il “fare” sarà motivo per
comprendere il significato delle parole e stimolo per riprodurle
autonomamente.
Colori, cartelloni, lettore CD, lettore DVD, cartoncini colorati.
MATERIALE RICHIESTO
MONITORAGGIO
INIZIALE, IN ITINERE, FINALE
90
VERIFICA
VALUTAZIONE
Osservazione occasionale e sistematica per verificare la capacità dei bambini
di pronunciare, comprendere e memorizzare quanto proposto in lingua
inglese.
Gli strumenti di verifica saranno costituiti dai lavori prodotti dai bambini
quali cartelloni, disegni e canti.
La valutazione avverrà a metà corso e alla fine del percorso sugli
obiettivi formativi e su quelli specifici.
Criterio fondamentale, oltre alle competenze e alle conoscenze acquisite,
sarà considerato l’impegno profuso dall’alunno.
TEMPI
Periodo: gennaio-aprile 2014 per un totale di 15 ore, svolte in orario
extracurricolare a cura dell'insegnante responsabile del progetto.
PROGETTO Dl LINGUA INGLESE : "ONE, TWO, THREE…..I SPEAK ENGLISH"
A. S.2013/2014
(PLESSI A. MAURO/PICCIOTTO)
TITOLO
DOCENTE REFERENTE
ALUNNI COINVOLTI
OBIETTIVI
"ONE, TWO, THREE…..I SPEAK ENGLISH"
BOZZARELLO CONCETTINA
TERZE SEZIONI DEI PLESSI COINVOLTI
 Favorire lo sviluppo di capacità di base (area comunicativa –
interpersonale – ludica) propedeutiche all’acquisizione di
competenze comunicative;
 Favorire la curiosità verso un altro popolo e un’altra lingua;
 Potenziare abilità di comunicazione gestuale;
 Comprendere e parlare in lingua in contesti significativi.
 Comprendere globalmente una storia ascoltata;
 Intuire il significato di parole tramite l’azione teatrale
dell’insegnante;
 Condividere un’esperienza con i compagni;
 Memorizzare filastrocche e canzoni;
 Interiorizzare i termini chiave di un racconto;
 Lessico relativo a numeri, colori, animali, abbigliamento;
Conoscere le principali festività dei paesi di lingua inglese.
ATTIVITA’
 Role-play,
 simulazioni,
 esecuzione di comandi,
 ripetizione individuale e collettiva di semplici strutture in situazioni
significative,
 disegnare,
 colorare schede,
 eseguire movimenti motori e gesti corporei.
METODOLOGIA
Le strategie di intervento privilegiate saranno le forme ludiche,
animate, il canto, le esperienze in cui il “fare” sarà motivo per
comprendere il significato delle parole e stimolo per riprodurle
91
MONITORAGGIO
VERIFICA
VALUTAZIONE
TEMPI
autonomamente.
INIZIALE, IN ITINERE, FINALE
Osservazione occasionale e sistematica per verificare la capacità dei
bambini di pronunciare, comprendere e memorizzare quanto proposto
in lingua inglese.
Gli strumenti di verifica saranno costituiti dai lavori prodotti dai
bambini quali cartelloni, disegni e canti.
La valutazione avverrà a metà corso e alla fine del percorso sugli
obiettivi formativi e su quelli specifici.
Criterio fondamentale, oltre alle competenze e alle conoscenze
acquisite, sarà considerato l’impegno profuso dall’alunno.
Periodo: gennaio-aprile 2014 per un totale di 15 ore per ogni
plesso, svolte in orario extracurricolare a cura dell'insegnante
responsabile del progetto.
*PROGETTO Dl ALFABETIZZAZIONE INFORMATICA:"AMICO MOUSE "
A. S.2013/2014
(PLESSI “A. MAURO” / “R. AGAZZI”)
TITOLO
"AMICO MOUSE"
DOCENTE REFERENTE
IMBROGNO GIOVANNA
Eventuali DOCENTI
COINVOLTI
Eventuali ESPERTI ESTERNI
DESTINATARI
OBIETTIVI
No
No
Gli alunni che frequentano l'ultimo anno della scuola dell'infanzia.
 Prendere coscienza di un altro codice linguistico.
 Conoscere i principali componenti del computer e le loro
funzioni.
 Saper utilizzare semplici software.
CONTENUTI
ATTIVITA’
Guida e utilizzo di PowerPoint, Paint, TuxPaint ed altre risorse
didattiche multimediali.
Saranno realizzate dai bambini, attività grafico-pittoriche (con Paint,
TuxPaint, ...). Gli alunni svolgeranno poi, esercitazioni multimediali
attinenti alla logica (vero-falso, uguale-diverso, ecc.); esercizi per la
discriminazione dei suoni e ritmi fino al potenziamento delle abilità
metafonologiche; giochi per la discriminazione visiva di forme,
colori, dimensioni, ecc. fino al riconoscimento di lettere e numeri;
giochi di associazione (es. puzzle da comporre, ecc.), utilizzando la
funzione "clicca e trascina"; ecc. A completare il tutto in maniera
giocosa, saranno memorizzati canti, filastrocche e saranno realizzati
disegni e schede, raccolti in un libricino cartaceo.
92
METODOLOGIA
MATERIALE RICHIESTO
MONITORAGGIO
VERIFICA
VALUTAZIONE
TEMPI
Il percorso è strutturato in forma di laboratorio: gli alunni
organizzati in piccoli gruppi, saranno, a rotazione, impegnati in aula
multimediale ed utilizzeranno il computer come strumento di
apprendimento per l'acquisizione, l'amplificazione ed il
potenziamento di abilità, competenze e strutturazioni mentali
relativi ai diversi campi di esperienza delle Indicazioni per la scuola
dell'infanzia.
Utilizzo di pc, accessoriato di monitor, tastiera, mouse, altoparlanti,
cuffie, cd e dvd, in aula multimediale.
Sarà effettuato un monitoraggio iniziale, intermedio e finale a cura
della F. S. e della Commissione preposta, in relazione all'indice di
gradimento espresso dagli alunni e contrassegnato su apposito
modulo/questionario.
La verifica sarà attuata in rapporto alle esperienze attivate in
itinere.
Per la valutazione, si terrà conto del livello di partenza, dei
progressi, delle motivazioni, della continuità dell'impegno, oltre che
delle competenze e delle conoscenze acquisite.
Periodo da gennaio a maggio 2014, 15 ore per ogni plesso in orario
extracurricolare.
PROGETTO Dl EDUCAZIONE MULTIMEDIALE :"AMICO MOUSE"
A. S.2013/2014
(PLESSI “C. COLLODI”)
TITOLO
"AMICO MOUSE"
DOCENTE REFERENTE
MAZZUCA RAFFAELLA
DESTINATARI
FINALITA’
Tutti gli alunni di 5/6 anni {in piccolo gruppo) del plesso “C. Collodi”




OBIETTIVI
1.
2.
3.
4.
5.
Utilizzare il computer come strumento di apprendimento per
I'acquisizione, l'amplificazione ed il potenziamento di abilità,
competenze e strutturazioni mentali relativi ai diversi campi di
esperienza delle Nuove lndicazioni per la scuola dell'infanzia.
Educare al rispetto delle regole e al sapere collaborativo.
Far conoscere ed apprezzare le possibilità delle nuove tecnologie.
Promuovere saperi utili, concreti, capitalizzabili e spendibili nei diversi
e successivi gradi del sistema scolastico.
Avviare e spegnere correttamente il PC.
Conoscere le parti essenziali del computer e le loro funzioni
Acquisire una certa capacità di controllo del mouse
Utilizzare la tastiera (tasti-freccia, tasti alfa-numerici, “invio”)
Riconoscere e utilizzare i principali strumenti di disegno: pennello,
gomma, matita, secchiello, linee, forme.
93
Utilizzare la palette dei colori.
Scrivere il proprio nome in stampato maiuscolo.
Utilizzare la funzione di trascinamento "drag-and-drop”
Intuire che internet è una fonte di informazioni a cui attingere, ma è
opportuno che lo si faccia in presenza di adulti (genitori, insegnanti).
10. Valorizzare sia momenti di individualizzazione, sia momenti di
socializzazione.
 attività grafico-pittoriche (con paint, Tuxpaint...).
 esercitazioni multimediali attinenti alla logica (vero/falso,
uguale/diverso, ecc.)
 esercizi per fa discriminazione dei suoni e ritmi fino al potenziamento
delle abilità metafonologiche;
 giochi per la discriminazione visiva di forme, colori, dimensioni, ecc.
fino al riconoscimento di lettere e numeri
 giochi di associazione (es. puzzle da comporre, ecc.) utilizzando la
funzione "clicca e trascina”
 memorizzazione di canti e filastrocche
 realizzazione di disegni e schede, che verranno raccolti in un libricino
cartaceo.
6.
7.
8.
9.
ATTIVITA’
METODOLOGIA
MATERIALE RICHIESTO
MONITORAGGIO
VERIFICA
VALUTAZIONE
TEMPI
Utilizzo di software adatti all'età cronologica degli alunni.
PC, monitor, tastiera, mouse, altoparlanti, cuffie, CD, in aula
multimediale.
Continuo in itinere
La verifica sarà attivata in rapporto alle esperienze attivate in
itinere.
Si valutano i risultati raggiunti dall’alunno.
Periodo da gennaio a maggio 2014, 15 ore per ogni plesso in orario
extracurricolare.
PROGETTO Dl EDUCAZIONE ALLA SALUTE –VOGLIO CRESCERE SANO
A. S.2013/2014
(PLESSO “R. AGAZZI”)
TITOLO
" MANINE INFARINATE"
DOCENTE REFERENTE
BUFALINO ANGELINA
Eventuali DOCENTI
COINVOLTI
Eventuali ESPERTI ESTERNI
DESTINATARI
OBIETTIVI
BOMBINO PINA LUCIANA, IAZZOLINO M. FRANCESCA, IMBROGNO
GIOVANNA, LEONE M. GRAZIA, SAMMARCO EMILIA
No
Gli alunni di 4 e di 5 anni.
Acquisizioni di corrette abitudini alimentari
CONTENUTI
ATTIVITA’
"Storia del pane"- Le proprietà degli alimenti - I cibi nocivi.
Visita al panificio e realizzazione pratica della panificazione. Cartelloni.
94
METODOLOGIA
MATERIALE RICHIESTO
MONITORAGGIO
VERIFICA
VALUTAZIONE
TEMPI
Attività ludiche, sperimentazione diretta, attività laboratoriale.
Materiale esistente nella scuola.
Schede didattiche.
Schede di verifica.
Rilevazione dati degli obiettivi raggiunti.
Da novembre 2013 a maggio 2014.
SCUOLA PRIMARIA
PROGETTO ACCOGLIENZA :"INSIEME AMICI"
A. S.2013/2014
(PLESSO “C. D’AMBROSIO”)
TITOLO
DOCENTE REFERENTE
DOCENTI COINVOLTE:
"INSIEME AMICI"
FARAO MARIA MIRELLA
FARAO MARIA MIRELLA,
LUCIRINO EMANUELA
N° ALUNNI:
FINALITA’:
27
L’obiettivo del progetto è di rendere piacevole l’ingresso a scuola dei
bambini che, per motivi di trasporto e familiari, usufruiscono del
tempo pre-scuola; ma anche di instaurare o consolidare amicizie,
favorire la graduale comprensione dei ritmi della vita scolastica e
consentire una sempre maggiore autonomia negli spazi della scuola.
 Rafforzare l’identità personale e l’autostima.
 Vivere in modo equilibrato i propri stati affettivi.
 Assumere regole di comportamento sociale.
 Instaurare relazioni comunicative.
 Vivere l’ambiente scolastico come positivo ed accogliente.
 Interagire utilizzando buone maniere con persone conosciute e
non.
Giochi guidati, canzoncine mimate, girotondo, presentazione dei
bambini per nome durante la conversazione, drammatizzazioni,
filastrocche. Guida alla conoscenza degli ambienti scolastici. Scambi
verbali: adulto-bambino, bambino-bambino. Ascolto di semplici
racconti. Verbalizzazione delle proprie esperienze da parte di
ciascun bambino.
Partendo dal vissuto di ogni singolo bambino si effettueranno
scambi di esperienze e confronti con le normali regole di convivenza
civile.
Dall’inizio dell’anno scolastico fino al termine delle attività
OBIETTIVI:
ATTIVITA’:
METODOLOGIA:
TEMPI:
95
didattiche.
Utilizzo di tutti gli spazi interni alla scuola.
La valutazione dei bambini verrà effettuate in itinere attraverso
osservazioni, conversazioni, verbalizzazioni delle esperienze vissute.
SPAZI:
VERIFICA:
PROGETTO "ALLA SCOPERTA DEL TERRITORIO “
A. S.2013/2014
(PLESSI “ M. DIONESALVI” VIA GIULIA)
TITOLO
ALLA SCOPERTA DEL TERRITORIO
DOCENTE REFERENTE
PONZANO LUISA , PARROTTA EMILIA
Eventuali DOCENTI
COINVOLTI
Eventuali ESPERTI ESTERNI
DESTINATARI
OBIETTIVI
CONTENUTI
PONZANO LUISA, TAVERNA GIULIA, BOZZO RAFFAELLA, PARROTTA
EMILIA
DA COINVOLGERE A TITOLO GRATUITO
ALUNNI CLASSE 5^A E 5^B
CONOSCERE LA PROPRIA CITTA’
COSENZA CITTA’ DEI SETTE COLLI , IL CENTRO STORICO DI COSENZA
(MONUMENTI PIU’ IMPORTANTI). LA CITTA’ NUOVA (IL MUSEO
ALL’APERTO)
ATTIVITA’
VISITE GUIDATE IN CUI GIRARE UN DOCUMENTARIO “ ALLA SCOPERTA
DELLA MIA CITTA’”, ATTIVITA’ DI RICERCA IN GRUPPO. PRODUZIONE DI
TESTI SCRITTI, PRODUZIONE GRAFICO PITTORICA.
METODOLOGIA
MONITORAGGIO
VERIFICA
APPROCCIO LABORATORIALE: ATTRAVERSO L’OSSERVAZIONE
DIRETTA DEI LUIGHI I BAMBINI SARANNO GUIDATI A CERCARE
INFORMAZIONI, A PORSI DOMANDE, A FARE CONFRONTI E
CONSIDERAZIONI PERSONALI .
FOGLI A4 BIANCHI E COLORATI, COLORI, COLLA, TONER PER
STAMPANTE
QUESTIONARIO DI GRADIMENTO
QUADRIMESTRALE
TEMPI
25 ORE DA FEBBRAIO AD APRILE
MATERIALE RICHIESTO
PROGETTO "VORREI UNA LEGGE CHE"
A. S.2013/2014
(PLESSI : M. DIONESALVI VIA GIULIA)
96
TITOLO
"VORREI UNA LEGGE CHE"
DOCENTE REFERENTE
PONZANO LUISA PARROTTA EMILIA
Eventuali DOCENTI
COINVOLTI
Eventuali ESPERTI ESTERNI
DESTINATARI
OBIETTIVI
PONZANO LUISA, TAVERNA GIULIA, BOZZO RAFFAELLA, PARROTTA
EMILIA
ESPERTI COINVOLTI A TITOLO GRATUITO
ALUNNI E GENITORI DELLE CLASSI 5^A / 5^B
1) COGLIERE GLI ELEMENTI FONDAMENTALI DELLA
COSTITUZIONE ITALIANA.
2) CONOSCERE L’ITER FORMATIVO DELLA LEGGE
3) COMPRENDERE IL VALORE SOCIALE DELLA PARTECIPAZIONE
DEMOCRATICA.
LA COSTITUZIONE: CENNI STORICI, I PRINCIPI FONDAMENTALI,
DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI,L’ORDINAMENTO DELA
REPUBBLICA (IL PARLAMENTO, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA,
IL GOVERNO, LA MAGISTRATURA, GLI ENTI LOCALI, LE GARANZIE
COSTITUZIONALI, I TRE POTERI :LEGISLATIVO, ESECUTIVO,
GIUDIZIARIO. L’ITER FORMATICO DI UNA LEGGE. FORMULAZIONE
DI UNA PROPOSTA DI LEGGE.
CONTENUTI
ATTIVITA’
LETTURE COLLETTIVE, RICERCHE GUIDATE NEL PICCOLO GRUPPO,
PRODUZIONE DI TESTI ESPLICATIVI, PRODUZIONE GRAFICO-PITTORICA,
CONVERSAZIONI GUIDATE, INTERVISTE AGLI ESPERTI, VERBALI DELLE
DISCUSSIONI.
METODOLOGIA
PRESENTAZIONE DEGLI ARGOMENTI IN CHIAVE LABORATORIALE.
ATTRAVERSO LA DISCUSSIONE PARTECIPATA GLI ALUNNI
ARRIVERANNO AD INDIVIDUARE LE TEMATICHE ED I CONTENUTI SU
CUI SVOLGERE DELLE ATTIVITA’ DI RICERCA GUIDATA. CON IL
SUPPORTO DEI DOCENTI, DELLE FAMIGLIE E DEGLI ESPERTI
COINVOLTI ARRIVERANNO, ATTRAVERSO LA DISCUSSIONE ED IL
CONFRONTO DEMOCRATICO,ALLA FPRMULAZIONE DI UNA
PROPOSTA DI LEGGE.
FOGLI A4 BIANCHI E COLORATI, CARTONCINO BRISTOL, TONER PER
STAMPANTE, COLORI A TEMPERA, PENNARELLI, A CERA. COLLA
QUESTIONARIO DI GRADIMENTO PER GLI ALUNNI E PER I GENITORI
QUESTIONARI A RISPOSTA MULTIPLA
QUADRIMESTRALE
30 ORE DA NOVENBRE A FEBBRAIO
MATERIALE RICHIESTO
MONITORAGGIO
VERIFICA
VALUTAZIONE
TEMPI
97
SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA
Progetto “Cantando in coro”
A. S. 2013/2014
TITOLO
DOCENTE REFERENTE
DESTINATARI
DOCENTI COINVOLTI
FINALITA’
OBIETTIVI
ATTIVITA’
"CANTANDO IN CORO"
Prof.ssa Pina Plastina
Alunni delle classi quarte e quinte della Scuola Primaria e prime della
scuola secondaria di primo grado.
prof. Alessandro Brillante, prof.ssa Pina Plastina e prof.ssa Maria Teresa
Cignola (sc. Secondaria I grado) in compresenza
 Necessità di entrare in contatto con una realtà ed una collettività più
ampia, elaborando un progetto che possa mettere in risalto la qualità
degli apprendimenti conseguiti.
 Necessità di acquisire e sviluppare le regole ed i valori della vita
sociale quali: rispetto degli altri e dell’ambiente, autonomia
personale, lavoro cooperativo, confronto.
 Necessità di costruire in modo armonico la propria personalità
superando atteggiamenti di insicurezza, di esibizionismo o di bullismo.
 Acquisire capacità di autocontrollo ed autodisciplina superando il
disagio fisico e psicologico nel rapportarsi e confrontarsi con gli altri;
 Educare al senso di responsabilità ed alla consapevolezza del proprio
ruolo individuale e del gruppo di lavoro;
 Facilitare la conoscenza di sé e l’acquisizione di fiducia in se stessi;
 Sviluppare lo spirito partecipativo e facilitare l’integrazione nel
gruppo;
 Sviluppare le capacità espressive comunicative;
 Sviluppare le abilità tecniche vocali;
 Acquisire un corretto metodo di lavoro individuale e cooperativo;
 Far prendere coscienza dei valori che la musica corale e d’insieme
trasmette come espressione di arte e come veicolo culturale;
 Saper cogliere il valore unitario di un brano corale e per orchestra
come somma di singole linee melodiche imparando ad utilizzare
questo modello artistico come modello sociale e di relazione umana.
Si prevede di realizzare almeno 4 brani corali con il supporto armonico
dell’orchestra o un ristretto ensemble di strumenti: brani del repertorio
corale classico e popolare.
Sono previste due esibizioni pubbliche: Concerto di Natale; Concerto di
98
METODOLOGIA
MONITORAGGIO
VERIFICA
VALUTAZIONE
TEMPI
fine anno scolastico
1. Esame del testo da intonare;
2. ascolto a piccole sezioni;
3. intonazione vocale con esenza il testo da cantare in coro;
4. intonazione con l’accompagnamento di strumenti armonici
(pianoforte o chitarra).
Continuo in itinere
In itinere attraverso l’osservazione diretta per accertare la qualità e la
quantità dei cambiamenti avvenuti;
strumenti di verifica: quelli più adeguati al percorso individuale di
apprendimento
Si valutano i risultati raggiunti dall’alunno.
Primo modulo: ottobre-dicembre 2013, per un totale di 15 ore tra lezioni
e performance;
Secondo modulo: febbraio-giugno 2014, per un totale di 15 ore tra lezioni
e performance.
PROGETTO "Eco-schools"
A. S.2013/2014
TITOLO
"Eco-schools"
DOCENTI REFERENTI
CATERINA BLUMETTI (per gli alunni della Scuola Primaria e Scuola
dell’Infanzia)
SERGIO LA CARBONARA (per gli alunni della Scuola secondaria di 1°
grado)
DOCENTI COINVOLTI
ESPERTI ESTERNI
DESTINATARI
OBIETTIVI
CONTENUTI
ATTIVITA’
Esperti/operatori del CEDAM – UNICAL RENDE
Il progetto è aperto a tutti gli alunni della Scuola Secondaria di 1° “F.
Gullo” e delle scuole primarie dei vari plessi.
 conoscere e approfondire le problematiche ambientali
 valorizzare e riqualificare il territorio
 sensibilizzare adulti e piccoli al rispetto ed alla tutela
dell’ambiente
 interiorizzare comportamenti responsabili ispirati ai principi
della convivenza civile, all’educazione verso una sana ed
equilibrata alimentazione.
Comportamenti ecocompatibili del nostro istituto: i rifiuti, il ciclo
dell’acqua, l’energia….
Conoscenza e approfondimento delle problematiche ambientali e
collegamenti con la programmazione attraverso attività
interdisciplinari e trasversali.
Durante il corso dell’anno scolastico, gli alunni realizzeranno
99
METODOLOGIA
MATERIALE RICHIESTO
MONITORAGGIO
VERIFICA
VALUTAZIONE
TEMPI
disegni, cartelloni, testi di vario genere, laboratori artistico –
espressivo - manipolativi, con l’utilizzo di materiale riciclato e di
materiale non inquinante, laboratori sul tema del riuso dei rifiuti,
laboratori di didattica ambientale, ad opera di esperti ed operatori
del CEDAM, uscite didattiche e visite guidate stand Comieco e
Rimuseum. Incontri presso la sede CEDAM di Rende tra i docenti
referenti ed esperti – operatori del progetto.
Lezioni frontali, discussioni, riflessioni.
Nell’ambito delle attività curricolari e in modalità
interdisciplinare, si affronteranno e si svilupperanno, le
tematiche scelte da ogni scuola e tutto ciò che contribuisce alla
campagna di sostenibilità ambientale, all’accrescimento della
consapevolezza verso la valorizzazione delle risorse ambientali,
all’ interiorizzazione di comportamenti responsabili ispirati ai
principi della convivenza civile, all’educazione verso una sana ed
equilibrata alimentazione.
Cartelloni bianchi e colorati, risme di carta per fotocopie, colla,
pennarelli, materiale e schede da parte del CEDAM
Compilazione del Formulario/Rapporto ECOSCHOOLS, in cui
verranno illustrati il piano d’azione del Programma e le modalità di
impostazione e conduzione delle attività progettuali.
Consegna elaborati sulla tematica prescelta da ogni plesso. File con
i lavori svolti.
Disegni, cartelloni, testi di vario tipo, ricerche.
Formulario/Rapporto ECOSCHOOLS.
Certificazione ECOSCHOOLS e consegna delle bandiere verdi alle
scuole partecipanti da parte del CEDAM.
Novembre 2013 / Giugno 2014
100
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
PROGETTO "Play Energy "
A. S.2013/2014
TITOLO
"Play Energy"
DOCENTE REFERENTE
SERGIO LA CARBONARA
Eventuali ESPERTI ESTERNI
DESTINATARI
OBIETTIVI
Esperti dell’Enel
CONTENUTI
ATTIVITA’
METODOLOGIA
MATERIALE RICHIESTO
MONITORAGGIO
VERIFICA
VALUTAZIONE
TEMPI
Progettare e innovare l’energia elettrica
Alunni scuola secondaria di primo grado tutte le classi
Il concorso internazionale che sfida bambini e ragazzi a progettare e
innovare l’energia elettrica a partire dall’osservazione e dall’esplorazione
della realtà che li circonda .
Esplorazione della realtà che li circonda
Lezioni frontali e video sul tema dell’energia
kit rivolto alle scuole secondarie.
Compilazione quiz in attesa delle soluzioni on line
Concorso on line
Pubblicazione risultati del quiz on line
Gennaio/Maggio 2014
Progetto area a rischio “Giochiamo a scuola”
a.s. 2013/2014
TITOLO
"Giochiamo a scuola"il gioco aiuta a crescere bene.
DOCENTE REFERENTE
Docente interno Alessandro Alberti di Scienze Motorie
101
Eventuali DOCENTI
COINVOLTI
Eventuali ESPERTI ESTERNI
DESTINATARI
Tutor Sergio La Carbonara, docente di Tecnologia
Non sono previsti
Alunni a rischio dispersione,di diversa nazionalità, della classe
seconda e terza secondaria di I°
Attraverso il gioco condividere e socializzare insieme tra compagni
Giochi popolari,di logica
OBIETTIVI
CONTENUTI
ATTIVITA’
METODOLOGIA
MATERIALE RICHIESTO
MONITORAGGIO
VERIFICA
VALUTAZIONE
TEMPI
Attività in palestra e area esterna istituto
Lezioni frontali
Funi,sacchi di iuta,cartoncini e gessi colorati,trottole di legno,ecc.
Somministrazioni di schede
Verifica immediata sui giochi proposti
Autovalutazione per gruppi di lavoro
Novembre /Dicembre 2013
PROGETTO: AVVIO ALLO STUDIO DEL LATINO
A. S.2013/2014
TITOLO
PROGETTO LATINO
DOCENTE REFERENTE
RIZZO Maria
DESTINATARI
Gli alunni eccellenti delle classi III della scuola secondaria di I grado “F.
Gullo” .
OBIETTIVI



Consolidare le principali strutture logiche della frase
Acquisire il meccanismo della versione italiano-latina e viceversa
Conoscere le principali regole morfologiche e sintattiche della lingua








CONTENUTI
ATTIVITA’


METODOLOGIA

I mutamenti fonetici, morfosintattici, lessicali.
La prima e la seconda declinazione con le particolarità
Gli aggettivi di genere maschile e neutro della prima classe
La terza declinazione con le particolarità
La quarta e la quinta declinazione e loro principali particolarità
Gli aggettivi della seconda classe
Il verbo Essere e Avere
Presentazione delle quattro coniugazioni e importanza del paradigma
studio dell'analisi logica parallela, attuata attraverso la traduzione
tipologie diverse di esercizi:
- completamento
- ricerca dell'errore,
- traduzioni di piccole frasi
- versioni.
lezioni frontali
102
 momenti operativi
 attività laboratoriali
verifica immediata dell'apprendimento
VERIFICA
VALUTAZIONE
I criteri di valutazione saranno: 1. La conoscenza delle strutture; 2.
l'impegno e l'interesse
40 ORE IN ORARIO EXTRACURRICOLARE
TEMPI
PROGETTO “ALLA SCOPERTA DEL TERRITORIO”
Progetto Teatro: “C’era ‘na vota…”
A. S.2013/2014
TITOLO
“C’era ‘na vota…”
DOCENTE REFERENTE
Maria Rosaria Gravina
Maria Rizzo, Rosa Celona
DOCENTI COINVOLTI
DESTINATARI
FINALITA’
OBIETTIVI FORMATIVI
OBIETTIVI SPECIFICI DI
APPRENDIMENTO
ALUNNI DELLA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO
Questo è un progetto che si basa sulla scoperta del territorio per
rivivere l’arte ed il senso dell’appartenenza attraverso la magia del
dialetto, strumento del quale la storia si è servita per tramandare il
patrimonio culturale dei popoli. Ancora oggi è un mezzo
indispensabile per cogliere alcuni aspetti del passato, i colori e i
suoni di un mondo semplice e perciò autentico. I dialetti
rappresentano i rami verdi affioranti delle nostre radici attraverso i
quali leggiamo avvenimenti, civiltà, costumi, l’evoluzione sociale.
Quando questo ramo sarà rinsecchito, anche le radici marciranno.
Conservare il dialetto equivale ad assicurare la sopravvivenza della
nostra identità storica. Il fine è riproporre il linguaggio dialettale ai
giovani, non come alternativa all’italiano, ma come proprio
linguaggio storico, familiare, spirituale, eredità degli antichi abitanti
di Cosenza.
 Conoscere la cultura locale e riscoprirla come cultura dei
padri e base della propria;
 Riscoprire il valore del dialetto come lingua;
 Prendere coscienza del teatro come mezzo di
comunicazione e momento per star bene a scuola;
 Imparare a lavorare in team e con il coinvolgimento delle
famiglie.
 Venire a contatto con il dialetto orale e scritto;
 Riscoprire un mondo di valori e di cultura contadina
attraverso i termini dialettali;
 Ritrovare storie e filastrocche locali per la memoria storica;
 Prendere coscienza di “spazio” e “tempo” teatrali;
 Consolidare il clima di collaborazione in classe;
 Coinvolgere le famiglie degli alunni;
 Acquisire la consapevolezza della valenza linguistica del
103

dialetto;
Rendersi conto delle sue origini e del rapporto con la cultura
del territorio.
STRUTTURA DEL PROGETTO PRIMA FASE:
1. Approcci alla letteratura popolare e colta cosentina tramite:
Ricerche;
Raccolte di filastrocche;
Nenie;
Indovinelli e dubbi;
Proverbi e modi di dire;
Poesie popolari e colte;
Novelle popolari e colte.
2. Conoscenza di vocaboli cosentini raffrontati con vocaboli
italiani (possibilmente di altre lingue: francese, spagnolo, greco,
tedesco) per coglierne differenze e somiglianze.
3. Conoscenza di tradizioni popolari legate alle festività, alle
attività lavorative, ai giochi fanciulleschi.
4. Conoscenza delle strutture grammaticali essenziali del
dialetto cosentino raffrontate alle corrispondenti strutture della
lingua italiana.
SECONDA FASE:
- Creazione di un opuscolo con la raccolta scritta, corredata
da fotografie, di piatti tipici della tradizione cosentina ormai
quasi scomparsi, una sorta di “piatti della memoria”,
insieme alla “cucina degli avanzi”.
ATTIVITA’ DI LABORATORIO
ATTIVITA’ LINGUISTICA
Gli alunni dovranno prima di tutto reperire i testi dialettali
attraverso l’aiuto dell’insegnante, dei genitori e delle biblioteche
d’Istituto e comunale. Contemporaneamente incontreranno
persone che parlano ancora il dialetto e conoscono il folclore,
visiteranno il centro storico fotografando i monumenti più
significativi, i vicoli più nascosti, vivendo un momento proiettato nel
passato. Per ciò che riguarda la drammatizzazione, gli alunni
dovranno rispettare il testo e mantenere lo spirito dell’autore,
soprattutto nella verve che lo caratterizza. Nel forum ilare il
discorso in forma diretta, dovranno mantenere i dialoghi in dialetto
stretto. Si proporrà ai genitori e ai nonni di collaborare alla
realizzazione del progetto, per quanto riguarda il reperimento di
tutto il materiale.
Accanto all’attività di laboratorio, intanto tutti gli alunni dovranno
studiare a memoria la loro parte, secondo l’assegnazione dei ruoli.
Via via l’insegnante verificherà lo studio, la memorizzazione, la
dizione in dialetto, l’espressività e valuterà ogni volta, tenendo
104
conto delle difficoltà oggettive e delle capacità di ogni alunno.
LABORATORIO TEATRALE
METODOLOGIA
MONITORAGGIO
VERIFICA
TEMPI
Iniziale – in itinere - finale
Drammatizzazione finale in vernacolo cosentino
DURATA: 30 ORE
Per 2 volte a settimana, 13.15- 15.45
PROGETTO Edulife “Ci stai con la Droga e le mafie”
A. S.2013/2014
PLESSO : GULLO
TITOLO
Droga e mafia
DOCENTE REFERENTE
DE LUCA
DOCENTI COINVOLTI
Eventuali ESPERTI ESTERNI
DESTINATARI
OBIETTIVI
CIANFLONE, GRAVINA, RIZZO, BENVENUTI
- NO ALUNNI 3° A e 3° B scuola media
- Conoscere le principali droghe e gli effetti della loro assunzione
sull’organismo
- Comprendere i principali danni provocati dalla droga
- Comprendere il significato intrinseco di legalità e mafia
- Combattere il muro di silenzio che copre le imprese mafiose e lo
spaccio di droga
- Comprendere la stretta relazione che lega la droga alle
associazioni illegali
- Capire le problematiche che spingono i giovani alla tossicodipendenza
- Capire che la lotta alla mafia ed alla droga non è soltanto quella
combattuta dallo stato con le sue Istituzioni( Magistratura, forze
dell’ordine etc), ma anche quella che si può svolgere nel
“vicino” di ciascuno di noi: in famiglia, nel quartiere, a scuola,
nella nostra città
- Studio statistico del fenomeno della tossico –dipendenza in
Italia
- Studio dei principali tipi di droghe(sintetiche e naturali) ed i loro
effetti sul corpo umano
- Normative e leggi italiane che combattono il fenomeno e
confronto con le normative di altri Paesi
- Funzione delle comunità terapeutiche e loro azione per la
disintossicazione
- Origine delle principali cosche mafiose del nostro territorio
- Mafia e droghe
CONTENUTI
105
ATTIVITA’
-
Studio delle aree geografiche maggiori produttrici di droghe
Significato di narcotraffico
-
Lettura di articoli di giornali, collegandoci tramite internet
direttamente alle biblioteche delle redazioni dei principali quotidiani
e settimanali
Interpretazione delle cause che determinano la coltivazione delle
principali droghe naturali in determinate aree geografiche
Lettura del libro “Il giorno della civetta “ di Sciascia
Giochi di ruolo
Erbario con i disegni delle principali droghe naturali
Visione di documentari e di alcuni film come:
a) La mafia bianca
b) Giovanni Falcone
c)Palermo – Milano solo andata
Incontro con i giovani di una comunità del territorio per raccogliere
storie e testimonianze di chi vive questo dramma in prima persona.
-
-
METODOLOGIA
MATERIALE RICHIESTO
MONITORAGGIO
VERIFICA
VALUTAZIONE
TEMPI
-
Attività pratiche
Discussioni
Ricerche guidate
Incontri
Film
riflessioni
Mezzo di trasporto per la visita alla comunità
Videocamera e fotocamera
CD rom
Lim
Computer
Penn drive
cartelloni
rilevazione iniziale per testare le conoscenze degli allievi
rilevazione intermedia tramite la preparazione di interviste per
la visita alla comunità, cartine geografiche delle aree interessate
alla produzione di droghe,riflessioni sui film visti
- rilevazione finale tramite relazione di quanto appreso,
realizzazione di filmati e video sulle attività svolte
- Tramite discussioni, giochi di ruolo, e le rilevazioni
Si valuteranno oltre alle conoscenze, anche la
partecipazione, l’impegno e la consapevolezza acquisita
Il progetto si svilupperà con un incontro settimanale di due ore per
un totale di 16 ore in orario extracurriculare nei mesi di marzo ed
aprile
106
PROGETTI INFANZIA – PRIMARIA - SECONDARIA
Progetto attività motorie e sportive
INFANZIA – PRIMARIA – SECONDARIA
“A corpo libero”
A. S.2013/2014
DOCENTE REFERENTE
ALESSANDRO ALBERTI
Scuola dell’Infanzia

Adesione progetto USR “Una regione in Movimento (Infanzia)”, referente Ufficio Emfs ATP
Cosenza
Scuola Primaria

Adesione progetto USR “Una regione in Movimento (Primaria)” referente Ufficio Emfs ATP
Cosenza

Adesione progetto “Alfabetizzazione Motoria” protocollo d’intesa CONI MIUR, referente Ufficio
Emfs ATP Cosenza
Scuola Sec. 1° grado

Adesione progetto “Giochi Sportivi Studenteschi” (Corsa Campestre, Pallavolo, Rugby,
Badminton, Squash, Tennis Tavolo, Pallamano, Bridge, Calcio a 5/8 ), referente Ufficio Emfs ATP
Cosenza
107
Per Tutti Gli Ordini Di Scuola

Attività sportive e Promozionali e di Avviamento alla Pratica Sportiva promosse da Enti Locali,
Pubblici e Privati, Associazioni Sportive e Culturali ecc…
PROGETTO UNICEF - “VERSO UNA SCUOLA AMICA DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI”
A. S.2013/2014
PLESSI : TUTTI I PLESSI DI OGNI ORDINE E GRADO
TITOLO
DOCENTE REFERENTE
VERSO UNA SCUOLA AMICA DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI
SCIGLIANO ANNA MARIA GRAZIA
DOCENTI COINVOLTI
ESPERTI ESTERNI
DESTINATARI
OBIETTIVI
TUTTI I DOCENTI DEI TRE ORDINI DI SCUOLA
ESPERTI PON – ESPERTI UNICEF – ESPERTI DI ASSOCIAZIONI
TUTTI GLI ALUNNI DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO
Scoprire e garantire i diritti dei bambini e delle bambine.
Sapere che esiste una Convenzione sui diritti dell’infanzia e
dell’adolescenza.
Promuovere forme di solidarietà concreta senza discriminazioni.
Prevenire ogni forma di pregiudizio.
Creare un clima di partecipazione attiva.
Riconoscere il bambino come soggetto di diritto e non solo oggetto di
tutela e prevenzione.
Sapersi porre nella società contemporanea come protagonisti attivi e
responsabili.
Far prevalere in ogni azione legislativa, iniziativa pubblica o privata
che riguardi l’infanzia e l’adolescenza, l’interesse dei bambini e dei
ragazzi.
Saper ascoltare i bambini in tutti i procedimenti che li riguardano.
Stimolare l’autostima.
Saper condividere scelte ragionate.
Stimolare atteggiamenti positivi nel gruppo.
Salute.
Acqua.
Igiene.
Nutrizione.
Protezione.
Sport.
Città amiche dei bambini.
Accoglienza.
Convivenza civile.
CONTENUTI
108
ATTIVITA’
METODOLOGIA
MATERIALE RICHIESTO
MONITORAGGIO
VERIFICA
VALUTAZIONE
TEMPI
Conoscenza della Convenzione.
Letture, elaborazione di testi, testi poetici, disegni, fumetti, slogan,
cartelloni, conversazioni libere e guidate, visite guidate, visione film,
spettacoli, riflessioni personali, partecipazione ad eventuali concorsi,
mostre.
Lezioni frontali.
Ricerca-azione.
Esercitazioni individuali.
Organizzazione di gruppi di lavoro (per interesse, di livello, per gruppi
eterogenei).
Diversificazione dei tempi di apprendimento.
Rispetto dei ritmi degli alunni.
Valorizzazione degli stili cognitivi.
Sostegno alle abitudini personali.
Incentivazione al protagonismo cognitivo.
Incentivazione ai contributi personali.
Sensibilizzazione su tematiche affrontate.
Lettore CD – DVD – Libri – Materiale di cancelleria –Materiale di ricicloCD e pennette USB.
In itinere e finale.
In itinere e finale.
In itinere e finale.
Intero anno scolastico.
PROGETTO “CONTINUITA’” VERTICALE-ORIZZONTALE
In riferimento alla legge 148/90 e del DM 16/11/92
a.s. 2013-2014
DOCENTE REFERENTE
BRUGALOSSI GIOVANNA
DOCENTI COINVOLTI
DOCENTI CLASSI PONTE: INFANZIA ( 5 ANNI ), PRIMARIA (1^ e 5^),
SECONDARIA 1° GRADO ( 1^ e3^ )
GLI ALUNNI DI TUTTE LE CLASSI DI OGNI ORDINE
Per gli studenti:
 Garantire il diritto ad un percorso formativo organico e
completo, che li porti a star bene con se stessi e gli altri
anche in nuove situazioni di vita
 Favorire il successo scolastico, prevenendo le difficoltà
che si possono trovare nei passaggi ai diversi ordini di
scuola.
Per gli insegnanti:
DESTINATARI
OBIETTIVI
109

acquisire“ un’attitudine professionale” al lavorare in
continuità
 riconoscere una dignità educativa a ciascuna scuola
pur nella specificità dei ruoli e delle funzioni di ognuna
CONTENUTI
Vendemmia “Dall’uva … al vino” - (ottobre/novembre/dicembre)
“la festa dell’autunno” (ottobre/novembre)
“Il Natale nei cuori”- Solidarietà (Novembre/Dicembre)
“Io … tu … noi … a scuola di legalità” (da Novembre ad Aprile)
“I diritti dei bambini in parole semplici” – “Unicef” (da Novembre a
Maggio)
ATTIVITA’
LABORATORIALI distribuite in tutto l’anno scolastico e nei momenti
dell’Accoglienza dell’Iscrizione, del Passaggio al nuovo contesto
educativo
VISITA alle future scuole
GIORNATE DI FESTA insieme - OPEN DAY a gennaio
METODOLOGIA
 individuare e condividere percorsi didattici in verticale,
elaborare curricoli comuni, corrispondenti ai bisogni formativi
dei propri alunni
 confrontarsi programmare organizzare e realizzare attività
laboratori ali ed esperienze insieme ai rispettivi alunni
in una prospettiva

di impegno costante da parte di tutti i docenti

di dialogo e collaborazione

di raccordo con le famiglie, enti locali, altre istituzioni
VERIFICA/MONITORAGGIO Iniziale/ in itinere/finale - Documentazione relativa alle esperienze
laboratori ali, raccolta dall’insegnante referente
PROGETTO “ORIENTAMENTO LONGITUDINALE E TRASVERSALE”
come “attività istituzionale di ogni ordine e grado” e “parte integrante dei curricoli di studio …
fin dalla Scuola dell’Infanzia …” dal D.M. n°487 - 8 - 97
A. S.2013/2014
TUTTI i PLESSI :
INFANZIA/PRIMARIA/SECONDARIA 1° GRADO
DOCENTE REFERENTE
BRUGALOSSI GIOVANNA
DOCENTI COINVOLTI
RAPPORTI ESTERNI
TUTT I DOCENTI: INFANZIA, PRIMARIA, SECONDARIA 1° GRADO
In particolare CLASSI PONTE: INFANZIA ( ultima sezione ),
PRIMARIA ( 1^ e 5^ ),
SECONDARIA 1° GRADO ( 1^ e 3^ )
Operatore del Centro di Orientamento Provinciale di Cosenza
Referenti progetto Continuità/Orientamento Scuole Secondarie di
Secondo Grado di Cosenza
Docenti Supervisori Attività tirocinio studenti UNICAL
Comune e “Amaco” per trasporto alunni
110
DESTINATARI
OBIETTIVI
GLI ALUNNI delle scuole e classi sopraelencate
- Superare il vecchio modello di orientamento considerato come
attività esclusiva della terza media
- Garantire all’alunno
 Lo sviluppo integrale della persona,
dalla Scuola dell’Infanzia all’ingresso alla Scuola Secondaria
 un percorso formativo organico e completo,
visto come crescita individuale nella conoscenza di sé
 un percorso informativo
volto alla conoscenza delle scuole e opportunità scolastiche
CONTENUTI
“Dall’uva … al vino” - Trasformazione del mosto in vino
“Io … tu … noi … a scuola di legalità”
“I diritti dei bambini in parole semplici” – “Unicef”
“Sapersi esprimere- saper far – Sapere - sapersi muovere con il
corpo - Saper essere”
ATTIVITA’
Grafico/pittorico/manipolative – Linguistico/espressivo/Musicali
Laboratori ali : ITALIANO, ARTE SCIENZE, PSICOMOTRICITA’
Open Day
METODOLOGIA
progettare e lavorare, in ogni campo d’esperienza e
in ogni
disciplina, nei tre livelli di scuola, in maniera orientativa,
organizzando percorsi pedagogico/didattici capaci
 di stimolare, potenziare, rafforzare la capacità di
conoscersi,

di aiutare i ragazzi ad acquisire quel bagaglio
di competenze essenziali per il loro sviluppo e la
loro maturazione in: auto-stima, fiducia in se stessi

di dare ai ragazzi gli strumenti
-per saper affrontare i momenti che richiedono adattamento al
cambiamento, -per operare scelte consapevoli, -per saper
decidere in autonomia
in itinere/finale - Documentazione relativa alle esperienze
laboratori ali raccolta dall’insegnante referente
In classe tutto l’anno. Nei laboratori da novembre a gennaio
VERIFICA/MONITORAGGIO
TEMPI
111
Piano Integrato 2013- 2014
Interventi gestiti dalla scuola
Obiett.
Codice
Fondo
Descrizione Azione
Azione
Progetto
Interventi innovativi per la promozione
delle competenze chiave, in particolare
sulle discipline tecnico-scientifiche,
B-1-FSEFSE B 1
matematica, lingua madre, lingue
2013-128
straniere, competenze civiche (legalità,
ambiente ecc.).
Interventi per lo sviluppo delle
C-1-FSEFSE C 1
competenze chiave
2013-666
Interventi formativi rivolti ai docenti e al
D-1-FSEFSE D 1
personale della scuola, sulle nuove
2013-245
tecnologie della comunicazione
Progetto Pon - Azione F3 “ Realizzazione di prototipi di azioni educative in aree
di grave esclusione sociale e culturale, anche attraverso la valorizzazione delle reti
esistenti”
112
■L’Istituto valuta altresì le proposte relative a:
 visite a musei, mostre, spettacoli teatrali e cinematografici, manifestazioni
culturali in orario curricolare;
 viaggi di istruzione
Attualmente l’Istituto Comprensivo “Gullo” si avvale dei servizi e delle numerose
proposte offerte dalle istituzioni culturali e dalle associazioni presenti sul territorio,
che da anni promuovono iniziative rivolte specificatamente alla scuola.
Il nostro Istituto è particolarmente attento alle iniziative messe in atto dai
seguenti enti, attraverso
PROTOCOLLI D’INTESA
con :

ABA - COOPERATIVA SOCIALE “Batti cinque” – ONLUS
Nel corso dell’anno scolastico in corso, la scuola si riserva di attivare o rinnovare
ulteriori PROTOCOLLI D’INTESA con Enti e/o Associazioni.
Si riserva altresì la facoltà di aderire a proposte di progetti provenienti da
Amministrazioni (USR, USP, REGIONE , PROVINCIA, COMUNI….) e/o altri enti,
privati, associazioni, ritenuti VALIDI E RISPONDENTI ALLE FINALITA’ DEL POF.
COMUNICAZIONE E RAPPORTI CON LE FAMIGLIE
• Riunioni quadrimestrali e bimestrali
• Assemblee con i genitori
• Orario di ricevimento settimanale
• Ogni volta che gli insegnanti o i genitori lo ritengano necessario
113
DIMENSIONE PUBBLICA DEL P.O.F._
• Copia cartacea affissa alla bacheca della scuola.
• Pubblicazione sul sito web della scuola.
Delibera del Collegio dei Docenti
Delibera del Consiglio D’Istituto
del
del
Parte VI
Regolamenti interni
Regolamento d’Istituto


RIFERIMENTI NORMATIVI
PREMESSA

Art. 1
Art. 2
Art. 3
Art. 4
Art. 5




Art. 6 Regolamento della Biblioteca scolastica
Art. 7 Regolamento uso dei Laboratori e dell’Auditorium






Art. 10 Regolamento viaggi d’istruzione e visite guidate
Art. 11
Art. 12
Art. 13
Art. 14
Art. 15
Regolamento Borsa di studio “ Fausto Gullo”
Regolamento sul divieto di fumo
Regolamento del Comitato dei genitori
Regolamentazione delle sedute del collegio dei docenti
Contratto formativo scuola-famiglia



Art. 16
Art. 17
Art. 18
Art. 19
Art. 20
Distribuzione dei materiali di propaganda
Intervento di esperti/consulenti nella scuola
Raccolta di denaro nella scuola
Assemblee sindacali e scioperi
Assicurazione




Art. 21 Pubblicizzazione degli atti
Art. 22 Procedure dei reclami






Alunni
Docenti
Collaboratori scolastici
Personale amministrativo
Genitori
Art. 8 Regolamento Palestra
Art. 9 Uso della fotocopiatrice
Art. 23 Modifiche del regolamento di istituto
Art. 24 Disposizioni finali
114
RIFERIMENTI NORMATIVI

Regolamento recante lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola (D.P.R. n.249/98).

Direttiva ministeriale contenente le linee di indirizzo generali per la prevenzione e
per la lotta
al “bullismo” (febbraio 2007).

Direttiva ministeriale contenente le linee di indirizzo in materia di utilizzo di “telefoni cellulari” a
scuola ( marzo 2007).

D.P.R. n. 235 (novembre 2007).

Regolamento recante modifiche ed integrazioni al D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249, concernente lo
Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria (luglio 2008).
PREMESSA

La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l'acquisizione delle conoscenze,
lo sviluppo della coscienza critica.

La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici
e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno, con pari dignità e nella diversità
dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione dei diritto allo studio, lo
sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio, in armonia con i principi
sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione Internazionale sui diritti dell'Infanzia sancita a New York il 20
novembre 1989 e con i principi generali dell'ordinamento italiano.

La comunità scolastica, interagendo con la più ampia comunità civile e sociale di cui è parte, fonda il
suo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante-studente e contribuisce allo
sviluppo della personalità dei giovani, attraverso l'educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione delle
proprie identità e del senso di responsabilità.

La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di
religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione,
nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale (art. 3 della Costituzione italiana).
Art. 1 Alunni
Statuto delle studentesse e degli studenti
L’Istituto Comprensivo “Gullo“, sulla base del Piano dell'Offerta Formativa interno, ritiene che la Scuola
debba essere vissuta come luogo di cultura e come comunità in cui i diversi soggetti interagiscano e siano
coinvolti in un processo di coeducazione.
Il presente statuto si ispira a questa premessa di fondo e si inquadra in un contesto educativo, il più possibile
attento ai bisogni del preadolescente.
 Diritti
 Lo studente ha diritto ad una formazione culturale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso
l'orientamento, l'identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee.
 La comunità scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto dello studente
alla riservatezza.
 Lo studente ha diritto ad essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della
scuola.
 Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. Il dirigente
scolastico e i docenti attivano con gli studenti un dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza in
tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di
115
valutazione. L’alunno ha inoltre diritto a una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un
processo di autovalutazione che lo conduca a individuare i propri punti di forza e di debolezza e a
migliorare il proprio rendimento.
 Nei casi in cui una decisione influisca in modo rilevante sull'organizzazione della scuola, gli studenti
e i loro genitori possono essere chiamati ad esprimere la loro opinione mediante una consultazione.
 Gli alunni hanno diritto alla libertà di apprendimento ed esercitano autonomamente il diritto di scelta
tra le attività curricolari integrative e tra le attività aggiuntive facoltative offerte dalla scuola. Le attività
didattiche curricolari e le attività aggiuntive facoltative sono organizzate secondo tempi e modalità che
tengono conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti.
 Gli studenti stranieri hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale
appartengono. La scuola promuove e favorisce iniziative volte all'accoglienza e alla tutela della loro
lingua e cultura e alla realizzazione di attività interculturali.
 La scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare:
a)
un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona e un servizio educativo-didattico
di qualità;
b)
iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio nonché per la
prevenzione e il recupero della dispersione scolastica;
c)
la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli studenti,
anche con disabilità;
d)
la disponibilità di un'adeguata strumentazione tecnologica;
e)
servizi di sostegno e promozione della salute,se necessario, e di assistenza psicologica, se
necessario, attraverso figure professionali fornite dagli Enti locali.

Doveri

Gli alunni entrano nella scuola alle ore 8.15 nel plesso “C. D’Ambrosio” e “F. Gullo”; 8.30 nei plessi
:”M. Preti”,”M. Dionesalvi” e “G.Falcone” e ordinatamente raggiungono le aule al suono della
campanella: da questo momento sono tutti sotto il controllo della scuola fino al momento
dell’uscita,sancito dal suono della campanella alle 13.15/ 13.30 a secondo i plessi , da lunedì a venerdì e
alle12.15/12.30 a secondo i plessi, sabato per tutte le classi della scuola primaria; salvo la permanenza
per svolgere la sesta ora di lezione di strumento musicale per la scuola media di primo grado.
L’orario d’ingresso e di uscita va rispettato.
Gli alunni non possono essere accompagnati dai genitori nelle classi.
Durante l’uscita gli alunni, accompagnati dal docente dell’ultima ora fino al cancello del cortile o
all’ingresso , devono rispettare la fila e il silenzio.
Gli alunni e i genitori possono sostare nel cortile della scuola per i tempi strettamente necessari alle
operazioni d’ingresso e d’uscita; al di fuori dell’orario scolastico, gli alunni che si fermano in cortile
sono sotto la diretta responsabilità del genitore. Non è possibile l’accesso con le macchine nel cortile
della scuola da parte dei genitori.
Ad ogni alunno viene distribuito un libretto personale che serve per i rapporti tra la scuola, l'alunno e la
famiglia. All'atto della consegna, dovranno essere depositate le firme, dai genitori, o da chi ne fa
legalmente le veci, abilitati a vistare le giustificazioni e le comunicazioni scuola-famiglia,con
l’indicazione del nome di una persona ,con rapporto di parentela, che il genitore delega ,in caso
necessità, per prelevare in anticipo il proprio figlio.
Gli alunni sono tenuti a rispettare l’orario delle lezioni ; l’alunno entrerà in aula anche in caso di ritardo
e non dovrà sostare fuori in attesa dell’ora successiva. Si fa presente che i ritardi continui e ingiustificati
nel mese, comportano l’esclusione da eventuali uscite scolastiche e che l’accumulo di 5 ritardi viene
conteggiato come una giornata di assenza. Le giustificazioni delle assenze e dei ritardi saranno vistate
dal docente presente in classe alla 1^ ora. Dopo tre assenze non giustificate, il coordinatore di classe
provvederà a segnalarle all’ufficio di segreteria che convocherà i genitori, i quali dovranno venire a
giustificare l’assenza del figlio/a personalmente e controfirmare la convocazione. L’assenza pomeridiana
dovrà essere giustificata dal docente.

116

Le richieste di giustificazione degli alunni debbono essere sottoscritte da un genitore o da chi ne fa
legalmente le veci, nella prima ora di lezione del giorno successivo, mentre l’assenza antimeridiana
dovrà essere giustificata dal docente della prima ora pomeridiana.
Saranno tollerati 5 minuti di ritardo, oltre i quali si entrerà in classe solo alla seconda ora; gli alunni
dovranno aspettare con i genitori l’ingresso a scuola; dopo un numero di ritardi superiore a tre saranno
convocati i genitori.
Le assenze fino a 5 giorni verranno giustificate dall'insegnante presente alla prima ora, che le annoterà
sul registro di classe. Per le assenze causate da malattia, per un periodo superiore a cinque giorni, è
necessario il certificato medico di avvenuta guarigione.
4. L’alunno che, per validi motivi, si trovi nella necessità di entrare posticipatamente o di uscire
anticipatamente dalla Scuola, deve essere sempre accompagnato o prelevato dal padre o da chi ne fa le
veci che, al momento del prelievo e dietro autorizzazione del Dirigente scolastico, assieme al relativo
modulo debitamente compilato, rilascia fotocopia del documento di identità. Ogni alunno deve
presentarsi ordinato nella persona e nell’abbigliamento, evitando rigorosamente capi succinti. Ogni
alunno dovrà, inoltre, munirsi di tutto l’occorrente per le lezioni della giornata. In caso di
comportamenti trasgressivi sarà data immediata comunicazione alla famiglia e verranno applicate
sanzioni disciplinari.
5. L’alunno avrà cura di custodire con diligenza i propri libri e quaderni; non danneggerà l’arredamento e
le suppellettili scolastiche, né il materiale bibliografico e didattico dato in uso; ciascuno sarà
responsabile dei danni e dei guasti arrecati e sarà tenuto al risarcimento.
6. La pausa di socializzazione si svolge gli ultimi dieci minuti della seconda ora. Durante la pausa è
proibito agli alunni uscire dalle proprie aule ed usare i servizi igienici. Gli alunni, alla presenza del
proprio insegnante, consumano i generi di conforto, depositando i rifiuti negli appositi cestini ed
evitando di sporcare l’aula.
7. E’ proibito portare a scuola oggetti estranei alle attività didattiche che possano distogliere l’attenzione
dalle lezioni. L’insegnante provvederà al ritiro dei suddetti oggetti, informandone la Presidenza.
8. E’ rigorosamente vietato agli alunni l’uso del telefonino personale. I telefonini, in possesso degli alunni,
all’ingresso in aula, devono essere consegnati al docente della prima ora di lezione.
In caso di indisposizione a scuola, l’alunno, tramite il collaboratore scolastico, informerà la Segreteria
che provvederà ad avvertire i genitori. Non si consentirà l’uscita di nessun alunno se non si effettua
l’avviso a casa dal telefono di tali uffici.
Non sono ammesse telefonate per altri motivi (dimenticanze di materiale, di compiti, delle merende).
9. E’ rigorosamente vietato fumare, introdurre bevande alcoliche o altre contenute in recipienti di vetro o
non conformi ai canoni di sicurezza, masticare gomme americane, imbrattare con scritti e disegni di
qualsiasi genere i muri delle aule, dei corridoi, dei bagni.
10. Al cambio di insegnante, negli spostamenti da un'aula all'altra, all'ingresso e all'uscita, gli studenti devono
tenere un comportamento corretto ed educato. Non è permesso correre, spingersi, uscire dalla classe
senza autorizzazione, gridare nei corridoi, nelle aule, ecc.
11. Gli studenti possono recarsi nella sala insegnanti, in biblioteca, in palestra, nei laboratori solo con
l'autorizzazione di un insegnante che se ne assume la responsabilità.
12. Saranno puniti con severità tutti gli episodi di violenza che dovessero verificarsi tra gli studenti, sia
all'interno della scuola che fuori. Tutti devono poter frequentare la scuola con serenità, senza dover
subire alcuna prepotenza.
13. Gli alunni non potranno recarsi al bagno per più di due volte al giorno e, salvo casi eccezionali, mai
durante la prima e l’ultima ora di lezione, né trattenersi oltre lo stretto necessario. L’uscita al bagno sarà
debitamente annotata su un quaderno dall’insegnante dell’ora.
14. I servizi vanno utilizzati in modo corretto e devono essere rispettate le più elementari norme dì igiene e
pulizia.
15. Gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti del Capo d'Istituto, dei docenti, del personale tutto della
scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che chiedono per se stessi.
16. Gli alunni non devono assolutamente portare a scuola e lasciare nelle proprie aule, in occasione di
spostamenti in altri locali o nelle palestre, denaro, oggetti di valore, libri, ecc.
La scuola non risponde dei furti avvenuti nel suo interno.
117
REGOLAMENTO DI DISCIPLINA (D.P.R. 249/98 E D.P.R. 235/07)

I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di
responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica. Le norme
introdotte dal DRP 235/2007 tendono a sanzionare con maggiore rigore i comportamenti più gravi.
 La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari anche
lievi senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni.
 Le sanzioni disciplinari, non determinanti nella valutazione del profitto a meno che non incidano sullo
stesso, concorrono a determinare il voto in condotta espresso in pagella e, qualora il giudizio sia
inferiore a 6, la promozione.
 Le sanzioni disciplinari sono sempre temporanee, graduali, proporzionate all’infrazione disciplinare ed
ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno e del ravvedimento formativo.
Esse tengono conto della situazione personale dello studente e tendono al suo recupero, anche attraverso
attività di natura sociale, culturale, a vantaggio della comunità scolastica.
 I comportamenti riprovevoli e connotati da un altissimo grado di disvalore sociale non possono essere
trattati al pari delle comuni infrazioni disciplinari, ma devono essere sanzionati con maggiore rigore e
severità. L’inasprimento delle sanzioni, per gravi o gravissimi episodi, si inserisce in un quadro più
generale di educazione alla cultura della legalità intesa come rispetto della persona e delle regole poste a
fondamento della convivenza sociale.
 Le sanzioni e i provvedimenti che comportano allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo
inferiore ai 15 giorni (gravi e reiterate infrazioni disciplinari derivanti dalla violazione dei doveri di cui
all’art. 3 del DPR 249/98) sono sempre adottati dal Consiglio di classe, convocato in via straordinaria
dal Dirigente Scolastico, su richiesta di almeno tre componenti il Consiglio di Classe (esclusi i
rappresentanti dei genitori). Durante il suddetto periodo di allontanamento è previsto un rapporto con lo
studente e con i suoi genitori al fine di preparare il suo rientro nella comunità scolastica. La sospensione
può, nei casi ritenuti opportuni, prevedere il solo allontanamento dalla classe, con obbligo di lavori di
utilità sociale all’interno della scuola o presso le associazioni partnership, oppure l’obbligo della
frequenza delle lezioni (fino a tre giorni).
 Le sanzioni che comportano un allontanamento superiore ai 15 giorni, ivi compreso l’allontanamento
fino al termine delle lezioni o con esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di
stato conclusivo del ciclo di studio, sono sempre comminati dal Consiglio di Istituto e devono essere
stati commessi “reati che violino la dignità e il rispetto della persona umana”(violenza privata,
minaccia, percosse, ingiurie, reati di natura sessuale), oppure deve esservi una concreta situazione di
pericolo per l’incolumità delle persone (ad es. incendio o allagamento).
Le sanzioni che comportano l’allontanamento dello studente dalla comunità scolastica fino al termine
dell’anno scolastico, comminate dal Consiglio di Istituto, sono previste in caso di recidiva, nel caso di
reati o episodi di violenza connotati da una gravità tale da determinare seria apprensione a livello
sociale e quando non sono esperibili interventi per un inserimento responsabile e tempestivo dello
studente nella comunità scolastica durante l’anno.
8. E’ importante sottolineare che le sanzioni disciplinari possono essere irrogate soltanto previa verifica, da
parte dell’istituzione scolastica, della sussistenza di elementi concreti e precisi dai quali si evinca la
responsabilità disciplinare dello studente. L’istituzione scolastica deve specificare in maniera chiara le
motivazioni che hanno reso necessaria l’irrogazione delle stesse.
9. I genitori hanno diritto ad essere convocati dal Dirigente scolastico ed essere informati sulla gravità
dell’atto commesso. Le sanzioni devono essere comunicate per iscritto ai genitori e controfirmate da
uno di essi all’atto della consegna.
Criteri generali
a) Nell’accertamento delle responsabilità comportanti sanzioni disciplinari, vanno distinte le situazioni
occasionali o le mancanze determinate da circostanze fortuite, dalle mancanze gravi che denotino un
costante e persistente atteggiamento irrispettoso dei diritti altrui e pregiudizievole al buon andamento
delle lezioni.
118
b) La responsabilità disciplinare è personale. Tuttavia possono essere sanzionate anche mancanze
collettive, distinguendo, quando possibile, le responsabilità di ognuno. Qualora si verifichi un episodio
di mancato rispetto delle regole all’interno di una classe e non si conosca il nome del responsabile sarà
l’intera classe ad essere sanzionata a meno che:
 Qualche compagno non decida di collaborare con i docenti (sarà a lui assicurato l’anonimato); in tal
caso la sanzione nei confronti del responsabile sarà quella prevista dal regolamento, senza alcuna
attenuante;
 Il responsabile decida di assumersi le sue responsabilità; in questo caso la sanzione nei suoi confronti
sarà più clemente.
c) Le sanzioni possono essere inflitte anche per gravi mancanze commesse fuori della scuola e che abbiano
avuto notevole ripercussione nell’ambiente scolastico.
d) Le sanzioni disciplinari devono tener conto della situazione personale dell’alunno.
e) Per le sanzioni di un certo rilievo, il Coordinatore invierà una convocazione scritta ai genitori
dell’alunno.
SANZIONI DISCIPLINARI
Sono previste le seguenti sanzioni disciplinari per gli alunni che pongano in essere comportamenti contrari al
corretto svolgimento dei rapporti all’interno della scuola e al regolare e proficuo svolgimento delle attività
scolastiche.
SCUOLA DELL’INFANZIA
La scuola dell’Infanzia, data l’età dei discenti, non fa ricorso a sanzioni disciplinari. Tuttavia la scuola si
prefigge l’obiettivo di far rispettare a genitori ed allievi alcune regole fondamentali.
GENITORI:
 Osservanza dell’orario di entrata e di uscita;
 Obbligo di frequenza dell’orario pomeridiano per gli alunni che usufruiscono del servizio di mensa;
 Obbligo del certificato medico per assenze superiore ai cinque giorni.
SCUOLA PRIMARIA
INFRAZIONE
PROVVEDIMENTO
DISCIPLINARE
Non osservare l’orario di ingresso;
Ammonizione verbale
Venire a scuola senza il necessario;
Poca serietà e impegno nelle attività
proposte;
Poco rispetto delle disposizioni circa le
giustificazioni di ritardi ed assenze;
Utilizzo scorretto di strutture, materiali e
sussidi didattici ;
Mancata osservanza del regolamento della
scuola;
Reiterata inosservanza del comportamento Ammonizione in Presidenza
di cui sopra.
ORGANO
COMPETENTE
Docente della classe
Dirigente scolastico
119
Mancato rispetto dei compagni e dei
Consiglio di Classe
Esclusione da visite guidate, viaggi
docenti;
Dirigente scolastico
d’istruzione, manifestazioni ed altre
Uso di un linguaggio non adeguato al
attività parascolastiche
contesto;
Atteggiamenti di rifiuto del dialogo e della
collaborazione;
Minacce ai compagni e altri atti di bullismo;
Reiterato comportamento che impedisce il
regolare svolgimento dell’attività didattica;
Danni alle strutture e al materiale didattico;
Situazioni di pericolo per l’incolumità delle
persone;
Segnalazione al Dirigente scolastico
Consiglio di Classe
per
eventuale
allontanamento
temporaneo dalla classe
Dirigente scolastico
Eventuale risarcimento dei danni
Esclusione da visite guidate, viaggi
d’istruzione, manifestazioni ed altre
attività parascolastiche
Griglia di valutazione del comportamento scuola Primaria
OTTIMO
DISTINTO
BUONO
SUFFICIENTE
INSUFFICIENTE
Interesse e partecipazione attiva alle lezioni
Rispetto degli altri e dell’istituzione scolastica
Ruolo ATTIVO all’interno della classe
Rispetto DELLE REGOLE
Buona partecipazione alle lezioni
Equilibrio nei rapporti interpersonali
Rispetto delle regole
Ruolo positivo e collaborazione nel gruppo classe
Limitata attenzione e partecipazione discontinua alle attività scolastiche
Osservanza non regolare delle regole
Partecipazione non sempre collaborativa al funzionamento del gruppo classe
Frequente disinteresse per le attività didattiche
Reiterati comportamenti scorretti nel rapporto con insegnanti e compagni
Disturbo delle lezioni
Episodi di violazioni di una certa gravità del regolamento scolastico
(ripetuti atti di bullismo, ecc.)
Una valutazione insufficiente comporta la non ammissione.
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
INFRAZIONI
PROVVEDIMENTO
DISCIPLINARE
ORGANO
COMPETENTE
120
Non osservare l’orario di ingresso;
Venire a scuola senza il necessario;
Poca serietà e impegno nelle attività proposte;
Poco rispetto delle disposizioni circa le
giustificazioni di ritardi ed assenze;
Utilizzo scorretto di strutture, materiali e
sussidi didattici ;
Mancata osservanza del regolamento della
scuola;
Utilizzo del cellulare.
Ammonizione verbale in classe, Docente della classe
annotata sul registro del coordinatore.
Dopo un’ammonizione verbale, qualora
il comportamento scorretto persista, si
procede ad una nota scritta sul registro
di classe.
Reiterata inosservanza del comportamento di Dopo tre note scritte sul registro di Dirigente scolastico
cui sopra.
classe, il docente richiede, con una
relazione scritta, l’ammonizione in
Presidenza.
Esclusione da visite guidate, viaggi
d’istruzione, manifestazioni ed altre
attività parascolastiche (con una
ammonizione in Presidenza)
Consiglio di classe
Mancato rispetto dei compagni e dei docenti;
Dirigente scolastico
Esclusione da visite guidate, viaggi
Uso di
un linguaggio non adeguato al
d’istruzione, manifestazioni ed altre
contesto;
attività parascolastiche
Atteggiamenti di rifiuto del dialogo e della
collaborazione;
Segnalazione al Dirigente scolastico per
attività di utilità sociale, da valutare con
le famiglie, per un periodo da stabilire.
Minacce a compagni e docenti;
Comportamento che impedisce il regolare
svolgimento dell’attività didattica;
Danni alle strutture e al materiale didattico;
Situazioni di pericolo per l’incolumità delle
persone;
Esclusione da visite guidate, viaggi
Consiglio di Classe
d’istruzione, manifestazioni ed altre
attività parascolastiche
Dirigente scolastico
Segnalazione al Dirigente scolastico per
eventuale allontanamento temporaneo
dalla classe o attività di utilità sociale,
da valutare con le famiglie, per un
periodo da stabilire.
Eventuale risarcimento dei danni
Grave mancanza di rispetto nei confronti del
Capo d’Istituto, dei docenti, del personale non
docente in servizio nella scuola, dei compagni;
Gravi danni intenzionalmente arrecati alle
strutture, al materiale, ai sussidi;
Reiterate minacce ed aggressione dei
compagni;
Assunzione di atteggiamenti che impediscano
lo svolgimento dell’attività scolastica;
Compimento in orario scolastico e/o
extrascolastico di azioni che turbino il regolare
andamento della scuola.
Consiglio di Classe
Esclusione da visite guidate, viaggi
Dirigente scolastico
d’istruzione, manifestazioni ed altre
attività parascolastiche
Allontanamento
dalla
comunità
scolastica per un periodo di tre giorni.
121
Gravi offese alla morale;
Oltraggio al personale in servizio nella scuola ;
Danni particolarmente gravi arrecati al
patrimonio della scuola (con obbligo di
riparazione);
Reiterate o particolarmente gravi infrazioni
disciplinari.
Quando l’alunno, anche non
penalmente
responsabile, è riconosciuto autore di un reato;
Quando si determina una situazione di pericolo
per l’incolumità delle persone;
Esclusione da visite guidate, viaggi
Consiglio di Classe
d’istruzione, manifestazioni ed altre
Dirigente scolastico
attività parascolastiche
Allontanamento
dalla
comunità
scolastica per un periodo inferiore a 15
giorni.
Esclusione da visite guidate, viaggi
Consiglio di Classe
d’istruzione, manifestazioni ed altre
Dirigente scolastico
attività parascolastiche
Consiglio d’Istituto
Allontanamento
dalla
comunità
scolastica oltre i 15 giorni.
Allontanamento dalla scuola fino al
termine dell’anno scolastico;
Esclusione dallo scrutinio finale;
Non ammissione agli esami.
Griglia di valutazione del comportamento
scuola Secondaria di primo grado
10
9
8
7
6
Dal 5 all’ 1
Interesse e partecipazione attiva e critica alle lezioni
Rispetto degli altri e dell’istituzione scolastica
Ruolo propositivo all’interno della classe
Scrupoloso rispetto del regolamento scolastico
Buona partecipazione alle lezioni
Equilibrio nei rapporti interpersonali
Rispetto delle norme disciplinari d’istituto
Ruolo positivo e collaborazione nel gruppo classe
Attenzione e partecipazione settoriale e discontinua alle attività scolastiche
Osservanza non regolare delle norme relative alla vita scolastica
Partecipazione non sempre collaborativa al funzionamento del gruppo classe
Discontinuo e limitato interesse per le varie discipline
Episodi di mancata applicazione del regolamento scolastico (es.: falsificazione della firma dei
genitori, frequenti ritardi, assenze non giustificate, ecc.)
Disturbo delle lezioni
Frequente disinteresse per le attività didattiche
Reiterati comportamenti scorretti nel rapporto con insegnanti e compagni
Disturbo delle lezioni
Ruolo negativo con seguito nel gruppo classe
Episodi di violazioni di una certa gravità del regolamento scolastico
(es.: danneggiamenti non risarciti, ripetuti atti di bullismo, ecc.)
Oltre i casi indicati per la valutazione precedente, si considerano gli episodi di violazioni
gravissime del regolamento scolastico e che possono dar seguito anche a denunce.
Il cinque e i voti ad esso inferiori comportano la non ammissione.
Un voto di condotta inferiore ad 8 preclude la possibilità di partecipare a visite guidate, viaggi d’istruzione,
manifestazioni ed altre attività parascolastiche organizzate dall’Istituto. In caso di votazione inferiore ad 8
122
nel primo quadrimestre, all’allievo può essere concessa una seconda possibilità nel secondo quadrimestre
qualora assuma comportamenti più responsabili e corretti. In tal caso sarà il Consiglio di classe a valutare i
singoli casi e a deliberare l’eventuale riammissione degli allievi alle uscite didattiche e alle altre attività
parascolastiche.
PROCEDIMENTO
Il procedimento da seguire per l’irrogazione delle sanzioni disciplinari di competenza del Consiglio di Classe
e del Consiglio di Istituto è così individuato:
 Il Dirigente Scolastico, informato dai docenti attraverso un modello prestampato “Ammonizione in
Presidenza” (una copia deve rimanere al coordinatore di classe) della presenza di tre annotazioni scritte
sul registro di classe, convoca l’alunno, solo se lo riterrà necessario, e lo invita ad esporre le proprie
ragioni.
 Il Dirigente Scolastico, informato dai docenti attraverso un modello prestampato “Sospensione dalle
lezioni” (una copia deve rimanere al coordinatore di classe) di un comportamento passibile di una
sospensione, convoca l’alunno e lo invita ad esporre le proprie ragioni.
 Il Dirigente, ascoltato l’alunno, se ritiene che sussista la necessità di irrogazione della sospensione, invita
il coordinatore di classe a convocare immediatamente (per iscritto - OGGETTO: gravi infrazioni
dell’allievo… classe…), i genitori dell’alunno per renderli edotti, attraverso apposito colloquio, di
quanto accaduto, informarli sulle possibili conseguenze, chiedere loro di fornire elementi atti a meglio
valutare la situazione personale dello studente ed eventualmente a chiarire le motivazioni del suo
comportamento, chiedere loro la massima collaborazione perché la sanzione disciplinare sia realmente
finalizzata al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di rapporti corretti all’interno della
comunità scolastica. Qualora la convocazione scritta venga restituita al mittente, la famiglia verrà
contattata telefonicamente e la convocazione scritta sarà consegnata a mano e controfirmata da un
genitore all’atto della consegna.
 Ascoltati i genitori, il coordinatore, entro 5 giorni, convoca (o fa convocare al Dirigente scolastico)
l’organo collegiale che, considerata la gravità della mancanza, ritiene competente ad irrogare la
sanzione (Consiglio di Classe o di Istituto).
L’organo collegiale competente delibera:
a) a maggioranza relativa dei membri presenti l’irrogazione della sanzione disciplinare dell’esclusione
dalla partecipazione alle visite guidate, ai viaggi d’istruzione, a iniziative, manifestazioni ed altre
attività parascolastiche che si svolgono al di fuori dell’edificio sede della scuola, ovvero
dell’allontanamento dalla comunità scolastica o dalla classe fino a un giorno;
b) a maggioranza assoluta dei componenti l’irrogazione della sanzione disciplinare dell’allontanamento
dalla comunità scolastica o dalla classe fino a tre giorni;
c) con il voto favorevole di due terzi dei componenti totali l’irrogazione della sanzione disciplinare
dell’allontanamento dalla comunità scolastica per più di tre giorni (fino al massimo di quindici).
 La decisione del Consiglio va comunicata ufficialmente per iscritto alla famiglia e controfirmata all’atto
della consegna. Una copia della sanzione va consegnata al coordinatore di classe.
IMPUGNAZIONI
1.
2.
3.
Contro tutte le sanzioni disciplinari a carico degli alunni di ogni ordine di scuola è ammesso ricorso da
parte dei genitori entro 15 giorni dalla comunicazione della loro irrogazione, ad un apposito organo di
garanzia interno alla Scuola, istituito e disciplinato dai regolamenti delle singole istituzioni scolastiche.
L'organo di garanzia, presieduto dal Dirigente Scolastico, composto da un docente designato dal
Collegio Docenti e da due rappresentanti eletti dai genitori, dovrà rispondere con regolare delibera,
comunicata agli interessati sempre per iscritto, entro tre giorni dal recapito del ricorso.
La decisione dell’Organo di Garanzia è definitiva.
123
REGOLAMENTO DELL’ORGANO DI GARANZIA
ART. 1 - FINALITA’ E COMPITI
1.E’costituito presso la Scuola Secondaria di primo grado “GULLO” ai sensi dell’articolo 5,comma 2, del
Decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998 n. 249, l’Organo di Garanzia (O.G.).
2.L'Organo di Garanzia si basa sul principio per cui la scuola è una comunità, all'interno della quale ognuno
ha il diritto/dovere di operare al fine di trovare una strada adeguata per una serena convivenza attraverso
una corretta applicazione delle norme.
Le sue funzioni, inserite nel quadro dello Statuto degli Studenti e delle Studentesse, sono:
a) prevenire ed affrontare tutti i problemi e i conflitti che possano emergere nel rapporto tra studenti ed
insegnanti e in merito all'applicazione dello Statuto ed avviarli a soluzione
b) esaminare i ricorsi presentati dai Genitori degli Studenti o di chi esercita la Patria Potestà in seguito
all'irrogazione di una sanzione disciplinare a norma del regolamento di disciplina.
3.Il funzionamento dell'O.G. è ispirato a principi di collaborazione tra scuola e famiglia, anche al fin
e di rimuovere possibili situazioni di disagio vissute dagli studenti nei confronti degli insegnanti o viceversa.
ART. 2 – COMPOSIZIONE
1.L’Organo di Garanzia è composto da:
- Dirigente Scolastico
- un docente designato dal Collegio Docenti,
- due genitori eletti
2.I componenti deIl’O.G. restano in carica per un periodo di tempo corrispondente alla durata del Consiglio
d’Istituto.
3.La presidenza spetta al Dirigente scolastico.
4.Ciascuno dei membri verrà sostituito in caso di temporanea impossibilità o di astensione obbligatoria
da un supplente appartenente alla medesima componente.
5.I genitori componenti dell’O.G. non possono partecipare ad alcuna seduta né assumere alcuna iniziativa
relativa a situazioni in cui sono coinvolti studenti appartenenti alla stessa classe del proprio figlio, ovvero
insegnanti della stessa classe del proprio figlio.
6.Gli insegnanti componenti dell’O.G. non possono partecipare ad alcuna seduta né assumere alcuna
iniziativa relativa a situazioni in cui sono coinvolti colleghi che insegnano nelle stesse classi ovvero propri
studenti.
7.Nel caso si verifichi una di tali situazioni di cui ai punti 5 e 6 dell’art. 2 del presente Regolamento, i
componenti incompatibili non possono partecipare alla seduta e devono essere sostituiti dai supplenti.
8.La funzione di segretario verbalizzatore viene svolta da uno dei componenti designato dal Dirigente.
ART. 3 - MODALITA’ E CRITERI DI FUNZIONAMENTO GENERALI
1.L’Organo di Garanzia viene convocato dal Dirigente.
2.La convocazione ordinaria deve prevedere almeno tre giorni di anticipo, sulla data di convocazione. In
caso di urgenza motivata, il presidente potrà convocare l’O.G. anche con un solo giorno di anticipo.
3.Ciascuno dei componenti dell’O.G. è tenuto alla massima riservatezza in ordine alle segnalazioni ricevute
124
o di cui è venuto a conoscenza in quanto membro dell’organo di garanzia e non può assumere
individualmente alcuna iniziativa né servirsi del materiale raccolto senza il consenso dell’organo stesso e per
scopi esclusivamente attinenti alle finalità dell’O.G. Le deliberazioni dell’O.G. devono essere sancite da una
votazione, il cui esito sarà citato nel verbale, nella quale non è ammessa l’astensione. Si decide a
maggioranza semplice e, in caso di parità, prevale il voto del Dirigente.
5.Le deliberazioni sono valide quando sono presenti tutti i membri dell’O.G., effettivi o supplenti
ART. 4 – RICORSI PER LE SANZIONI DISCIPLINARI
1.Il ricorso avverso a una delle sanzioni disciplinari comminate conformemente al regolamento di
disciplina,può essere presentato da uno dei genitori mediante istanza scritta indirizzata al Presidente
dell'O.G., in cui si ricordano i fatti e si esprimono le proprie considerazioni inerenti l'accaduto.
2.Il ricorso deve essere presentato in segreteria didattica entro il termine prescritto di 15 giorni dalla
comunicazione della sanzione. I ricorsi presentati fuori termini, non saranno, in nessun caso accolti.
3.Ricevuto il ricorso, il Presidente provvede a reperire, se necessario, gli atti, le testimonianze, le memorie
della famiglia, del Consiglio di classe o di chi sia stato coinvolto o citato.
4.Il materiale reperito viene raccolto in un dossier e costituisce la base della discussione e della delibera
dell'O.G.
5.L'organo si riunisce entro i dieci giorni successivi e alla seduta chiama a partecipare un genitore
dell’alunno a cui è stata irrogata la sanzione disciplinare; è ammessa anche la presenza dell’alunno
interessato.
6.Qualora la sanzione sia stata irrogata per comportamento scorretto nei confronti di un docente o di un non
docente, anch'egli è chiamato a partecipare alla seduta.
7.Le loro testimonianze sono messe a verbale.
8.L'organo può confermare, modificare o revocare la sanzione irrogata, offrendo sempre allo studente la
possibilità di convertirla in attività utile alla scuola.
9.Il Dirigente Scolastico provvederà ad informare della decisione il Consiglio di classe e la famiglia
mediante un atto formale.
Art. 2 Docenti


Il docente è tenuto a osservare il pieno orario di insegnamento che, per i docenti con trattamento di
cattedra, è fissato in 18 ore settimanali nella scuola secondaria di primo grado, 22 nella scuola primaria,
25 nella scuola dell’infanzia.
Il rispetto dell’orario di servizio (orario obbligatorio d’insegnamento e partecipazione a tutte le attività
funzionali all’insegnamento) è obbligo primario e inderogabile del docente. Permessi brevi vanno
richiesti in anticipo per iscritto e, se accordati, vanno puntualmente recuperati. Anche eventuali ritardi,
comunque da giustificare, dovranno essere eventualmente recuperati. Si ricorda che i giorni di ferie, fino
ad un massimo di 6 gg., possono essere concessi in presenza di docenti a disposizione, in quanto non è
previsto alcun aggravio per l’Amministrazione concedendo ferie anticipate, a meno che non vengano
concesse in aggiunta ai 3 gg. per motivi personali o di famiglia, ovviamente con idonea
documentazione. Le assenze per motivi personali o di famiglia vanno preventivamente richieste al
Dirigente Scolastico; per le assenze per mandato amministrativo si rinvia all’apposita normativa.
125

In caso di assenza per motivi di salute, il docente è tenuto a informare tempestivamente la
Vicepresidenza e la sede dove presta servizio, possibilmente entro le ore 8.00, sia perché si provveda
alla sostituzione, sia per consentire la richiesta dell’accertamento medico-fiscale. È anche necessario e
obbligatorio giustificare tempestivamente l’assenza nei tempi previsti dal contratto di lavoro.
 A sensi della Legge n. 584/75, è vietato fumare nei luoghi pubblici, e quindi in tutti i locali scolastici,
bagni inclusi; ciò vale anche per terrazzi ed atrio di accesso agli edifici. A tal riguardo si precisa che il
Dirigente Scolastico ha responsabilità penali in ordine alla salute dei lavoratori e alle condizioni degli
ambienti di lavoro e, come è noto, gli allievi sono equiparati ai lavoratori dipendenti per quanto attiene
alla sicurezza sul luogo di lavoro. Pertanto, si invita tutto il personale a non contravvenire al divieto
sopra citato, in quanto un comportamento in tal senso può ritenersi particolarmente diseducativo per gli
allievi che, proprio per la loro fascia di età, sono più esposti ad emulare e ad identificarsi con figure
particolarmente importanti per la loro formazione. Si ricorda altresì la normativa ( circolari del
M.I.U.R.) afferente il divieto dell’uso del telefono cellulare in classe.
o I docenti devono prendere visione dell’orario delle lezioni con attenta considerazione delle ore a
disposizione per supplenze e per il ricevimento dei genitori. Le comunicazioni ai docenti avverranno
sempre attraverso il “registro” presente nelle sale insegnanti ed ogni docente è tenuto a prenderne
visione.
o Le comunicazioni indirizzate ai singoli saranno invece consegnate agli interessati dal personale della
segreteria .
o Le assenze dalle riunioni degli organi collegiali devono essere tempestivamente
comunicate in presidenza ed in segreteria e giustificate per iscritto nel più breve tempo possibile.
o I coordinatori e i segretari dei consigli di classe, delle commissioni di lavoro e dei gruppi di
progetto devono essere solleciti nella verbalizzazione delle riunioni.
o E’ necessaria, inoltre, una puntuale e sistematica verbalizzazione di tutti gli impegni svolti in orario
extra scolastico al fine di poter rendicontare le proprie attività in modo inequivocabile, nel rispetto di
tutti.
L’orario di ricevimento degli Uffici Amministrativi, dove i docenti possono accedere, va dalle ore 11.00
alle ore 13.00 (salvo urgenze documentate), allo scopo di consentire l’espletamento del lavoro d’ufficio
prima del ricevimento del pubblico. I signori docenti saranno ricevuti dal Dirigente scolastico il lunedì e il
mercoledì dalle 12.00 alle 13.30 , salvo inderogabili impegni della D. S.; per casi urgenti è indispensabile
concordare un appuntamento con relativa conferma dell’orario, anche tramite i collaboratori della dirigente.
Regole fondamentali, desunte dalle norme vigenti:
 Gli insegnanti dovranno essere nelle aule prima del suono della prima campanella. Gli alunni
entreranno al suono della seconda campanella.
 Le giustificazioni delle assenze e dei ritardi saranno vistate dal docente presente in classe alla 1^ ora.
L’alunno entrerà in aula anche in caso di ritardo e non dovrà sostare fuori in attesa dell’ora
successiva.
 Per rendere gli alunni consapevoli e per la necessaria trasparenza nell’attività educativa e didattica, si
raccomanda una sollecita correzione e revisione con gli alunni delle verifiche scritte, provvedendo
tempestivamente al deposito degli stessi in Presidenza.
 La sorveglianza degli alunni deve essere garantita nella maniera più ampia: i ragazzi non vanno
mai lasciati soli; in caso di necessità ci si rivolga al personale addetto e, per ogni evenienza da affrontare
o situazione da chiarire, si comunichi con i collaboratori del Dirigente, responsabili di plesso, con il
dirigente stesso, con la segreteria. Poiché la struttura della scuola (finestre metalliche, porte, pilastri di
cemento armato con spigoli, termosifoni, plafoniere…) presenta diverse possibilità di rischio, è compito
di ognuno vigilare affinché non avvengano incidenti, segnalando, se è il caso, particolari comportamenti
e situazioni. A questo proposito si ricorda che si stanno attivando le procedure previste dalle norme
sulla sicurezza e la prevenzione, norme e procedure alle quali ciascun docente deve attenersi.
 Gli insegnanti devono adoperarsi affinché, durante le lezioni, il “rumore” normale di una classe non si
manifesti in forma di disturbo per le altre e per la lezione stessa. Sia cura poi di ogni insegnante (in
particolare del coordinatore della classe) ricordare ai ragazzi che la scuola è una comunità e che gli
arredi, le aule, i bagni e le strumentazioni vanno mantenuti e salvaguardati nell’interesse di tutti.
 La pausa di socializzazione si svolgerà nelle classi negli ultimi dieci minuti della seconda ora. Nei
suddetti spazi sarà operante il controllo dei docenti in servizio nella seconda ora di lezione, coadiuvati
dai collaboratori scolastici che dovranno stazionare nei corridoi senza allontanarsi e fornendo
126



















spontaneamente il proprio sostegno ai docenti. La porta d’ingresso di ciascuna sede dovrà rimanere
chiusa e sarà sorvegliata dal personale non docente per evitare uscite dalla scuola.
In caso di smistamento di classi in altre aule, per supplenza o comunque per motivi non
precedentemente programmati,il docente accoglierà adeguatamente gli allievi “ospiti” e li coinvolgerà
nella lezione segnandone i nominativi sul registro di classe.
Durante le ore di supplenza, i docenti sono invitati a svolgere le attività didattiche stabilite dal Collegio
dei Docenti.
Il cambio dell’ora deve avvenire in modo celere. Si eviti di lasciare, per qualsiasi motivo, la classe senza
la presenza di un insegnante, rivolgendosi, in caso di necessità, al personale non docente presente sul
piano.
I registri di classe devono essere raccolti alla fine delle attività giornaliere dai collaboratori scolastici in
servizio in ciascun piano e depositati nella stanza adibita a “sala professori”.
Qualora un genitore di un minore abbia la necessità di far uscire lo studente prima del termine delle
lezioni, dovrà venire di persona o mandare un suo rappresentante, autorizzato espressamente nel modulo
sottoscritto in segreteria all’atto dell’iscrizione, rivolgendosi ai collaboratori del Dirigente o
responsabili di plesso, che apporranno la loro firma sul registro dei permessi, dove firmeranno in modo
leggibile anche i genitori. Il docente segnerà sul registro di classe l’uscita anticipata.
I docenti sono tenuti a controllare gli atteggiamenti di tutti gli allievi, in quanto la responsabilità di
alcuni atteggiamenti non può essere addossata ad una sola persona ma nasce da un contesto a volte non
particolarmente “accogliente” e coinvolgente, che determina una inconsapevole “chiusura” nei rapporti
interpersonali, e da atti di provocazione “dissimulati”, che trasformano i provocatori in vittime.
Particolare attenzione dovrà essere posta al controllo degli allievi nei cortili delle due sedi scolastiche,
dove è più facile che succedano litigi.
Non è assolutamente permesso ai genitori di sostare o prelevare i propri figli all’interno dei cortili
stessi: i docenti e i collaboratori scolastici dovranno, infatti, accompagnare gli allievi fino al cancello di
uscita.
Se un docente deve, per pochi minuti, allontanarsi dalla propria classe, occorre che avvisi un
collaboratore scolastico o un collega affinché vigili sulla classe.
I docenti devono prendere visione dei piani di sfollamento dei locali della scuola, sensibilizzare gli
studenti sulle disposizioni relative alla sicurezza e verificare che siano presenti le condizioni minime di
sicure.
I docenti, ove accertino situazioni di pericolo, devono prontamente comunicarlo in Presidenza.
I docenti, prima di consentire l’utilizzo di attrezzature elettriche agli studenti, devono accertare l'assenza
di pericolo evidente (fili scoperti, strutture lesionate…).
Eventuali danni riscontrati devono essere segnalati in Presidenza. I danni riscontrati vengono risarciti
dal responsabile. Qualora questi non venga individuato, gli insegnanti della o delle classi interessate ne
discuteranno in Consiglio di Classe con i genitori ed il risarcimento sarà effettuato in modo colletti.
I docenti hanno facoltà di richiedere colloqui con le famiglie nell'ottica di un rapporto scuola/famiglia
più trasparente e fattivo; saranno inviate comunicazioni scritte riguardanti i comportamenti scorretti,
scarsa attenzione, dimenticanze, scarso impegno nello svolgimento del lavoro scolastico.
Secondo modalità stabilite dal Collegio dei Docenti, all'inizio dell'anno scolastico, ogni insegnante
garantirà un’ ora settimanale per il ricevimento dei genitori, oltre agli incontri bimestrali presenti nel
piano delle attività predisposto dal dirigente scolastico all’inizio dell’anno.
Gli incontri con i genitori saranno sospesi durante il periodo degli scrutini del primo quadrimestre e
avranno termine venti giorni prima della fine delle lezioni.
I registri dei docenti devono essere debitamente compilati in ogni loro parte e rimanere nel cassetto
personale a disposizione della presidenza.
Ogni docente apporrà la propria firma per presa visione delle circolari e degli avvisi. In ogni caso tutte
le circolari e gli avvisi affissi all'albo della scuola o inseriti nell'apposito registro si intendono
regolarmente notificati.
In riferimento alle diverse leggi che disciplinano la possibilità di fumare nei locali pubblici, è vietato
fumare nei locali destinati allo svolgimento delle attività didattiche e ai locali funzionalmente collegati
ad essi (laboratori, palestre, corridoi, servizi igienici).E’ vietato altresì fumare nei cortili e comunque
all’interno del perimetro di pertinenza della scuola in presenza degli alunni
127
Art. 3 Collaboratori scolastici




5.
I collaboratori scolastici sono tenuti a rispettare rigorosamente l’orario di lavoro e a prestare servizio,
salvo diverse disposizioni, nella zona di competenza, secondo le mansioni loro assegnate.
Della presenza in servizio farà fede la firma sul registro di presenza del personale.
I collaboratori scolastici:
- devono vigilare all'ingresso e all'uscita degli alunni;
- sono facilmente reperibili da parte degli insegnanti, per qualsiasi evenienza;
- comunicano immediatamente al Dirigente Scolastico o ai suoi Collaboratori l'eventuale assenza
dell'insegnante dall'aula, per evitare che la classe resti incustodita;
- favoriscono l'accoglienza degli alunni portatori di handicap;
- vigilano sulla sicurezza ed incolumità degli alunni, in particolare durante gli intervalli, negli
spostamenti e nelle uscite degli alunni per recarsi ai servizi o in altri locali;
- riaccompagnano nelle loro classi gli alunni che, al di fuori dell'intervallo e senza seri motivi, sostano
nei corridoi;
- sorvegliano gli alunni in caso di uscita dalle classi, di ritardo, assenza, o allontanamento momentaneo
dell'insegnante;
- evitano di parlare ad alta voce;
- mantengono i servizi igienici sempre decorosi, puliti e accessibili;
- provvedono, al termine delle lezioni, alla quotidiana pulizia dei servizi e degli spazi -di pertinenza,
nonché delle suppellettili delle aule affidate;
- non si allontanano dal posto di servizio, tranne che per motivi autorizzati;
- invitano tutte le persone estranee, che non siano espressamente autorizzate dal Dirigente scolastico, a
uscire dalla scuola e, a tale proposito, verranno informati sugli orari di ricevimento dei genitori;
- prendono visione del calendario delle riunioni dei consigli di classe, dei collegi dei docenti o dei
consigli di istituto.
Ove accertino situazioni di pericolo, devono prontamente comunicarlo a chi di dovere.
Al termine del servizio tutti i collaboratori scolastici, di qualunque turno e a
qualsiasi
spazio
addetti, dovranno controllare, dopo aver fatto le pulizie, quanto segue:
 che tutte le luci siano spente;
 che tutti i rubinetti dei servizi igienici siano ben chiusi;
 che ogni cosa sia al proprio posto e in perfetto ordine;
 che vengano chiuse le porte e i cancelli della scuola;
 gli ausiliari addetti agli uffici controlleranno che siano chiuse tutte le porte degli uffici.
E’ fatto obbligo ai collaboratori scolastici di prendere visione delle mappe di evacuazione dei locali e
di controllare periodicamente la praticabilità e l'efficienza delle vie di esodo.
Art. 4 Personale amministrativo
1. Il ruolo del personale amministrativo è indispensabile anche come supporto all'azione didattica e la
valorizzazione delle loro competenze è decisiva per l'efficienza e l'efficacia del servizio e per il
conseguimento delle finalità educative.
2. Esso cura i rapporti con l'utenza, nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di accesso alla
documentazione amministrativa prevista dalla legge.
3. Collabora con i docenti.
4. La qualità del rapporto col pubblico e col personale è di fondamentale importanza, in quanto esso
contribuisce a determinare il clima educativo della scuola e a favorire il processo comunicativo tra le diverse
componenti che si muovono dentro o attorno alla scuola.
5. Il personale amministrativo è tenuto al rispetto dell’orario di servizio.
6. Della presenza in servizio fa fede la firma nel registro del personale.
128
Servizi amministrativi
1.
2.
L'orario di apertura al pubblico è affisso all'ingresso degli uffici ed è il seguente:
dal lunedì al venerdì, dalle ore 11.00 alle ore 12.30;
La scuola, al fine di promuovere ogni forma di partecipazione, garantisce la massima esemplificazione
delle procedure ed una informazione completa e trasparente.
La scuola individua, fissandone e pubblicandone gli standard e garantendone altresì l'osservanza ed il
rispetto, i seguenti fattori di qualità dei servizi amministrativi:
Celerità delle procedure,
Trasparenza.
Le iscrizioni si effettuano nei giorni previsti dalle disposizioni, presso l'Ufficio di Segreteria.
Le certificazioni e le dichiarazioni vengono rilasciate durante il normale orario di apertura al pubblico,
dietro presentazione di domanda che specifichi il tipo di dichiarazione o certificato richiesto. La
Segreteria provvede al rilascio entro il tempo massimo di cinque giorni lavorativi.
Per i certificati di servizio del personale docente, si provvede al rilascio entro cinque giorni lavorativi.
L’ufficio del Dirigente scolastico è aperto ai docenti, ai genitori e al pubblico dalle ore 10.30 alle
12.30. di martedì, mercoledì e venerdì. Si ricorda al pubblico che l’appuntamento telefonico assicura il
colloquio personale col Capo d’Istituto ed evita inutili attese.
La Scuola assicura spazi ben visibili adibiti all'informazione, in particolare:
bacheca sindacale;
bacheca docenti;
bacheca genitori;
bacheca alunni;
informazioni varie.
Art. 5 Genitori
1. I genitori sono i responsabili più diretti dell'educazione e dell'istruzione dei propri figli e pertanto hanno
il dovere di condividere con la scuola tale importante compito.
2. Non è consentito per nessun motivo l’accesso e la permanenza dei genitori nelle aule o nei corridoi
all'inizio delle attività didattiche; i genitori accompagneranno i propri figli fino all’ingresso della scuola e qui
lasceranno che proseguano da soli.
3. L'ingresso dei genitori nella scuola, durante le attività didattiche, è consentito esclusivamente in caso di
uscita anticipata del figlio e nelle ore di ricevimento settimanale dei docenti.
4. Sarebbe opportuno che i genitori cercassero di: trasmettere ai ragazzi che la scuola è di fondamentale
importanza per costruire il loro futuro e la loro formazione culturale; stabilire rapporti corretti con i docenti,
collaborando a costruire un clima di reciproca fiducia; leggere e firmare tempestivamente le comunicazioni
sul libretto personale e sul diario; partecipare con regolarità alle riunioni previste; favorire la partecipazione
dei figli a tutte le attività programmate dalla scuola; osservare le modalità di giustificazione delle assenze, dei
ritardi e delle uscite anticipate; sostenere gli insegnanti controllando l'esecuzione dei compiti a casa.
5. Gli insegnanti sono disponibili ad incontri individuali, tutte le volte che ne viene fatta esplicita richiesta
dalla famiglia. In questi casi si concorda, tramite il diario degli alunni, l'orario di ricevimento.
6. In caso di sciopero del personale, la scuola avvertirà le famiglie con apposito comunicato e con congruo
anticipo. Non sempre sarà possibile garantire il normale svolgimento delle lezioni. In situazioni di emergenza
verranno comunque impartite opportune disposizioni dall’Ufficio di Presidenza.
7. Allo scopo di mantenere vivo e proficuo l'affiatamento tra le famiglie e la scuola, i genitori sono invitati
ad utilizzare al massimo le occasioni offerte, partecipando alle assemblee con il Dirigente scolastico ed ai
colloqui individuali con i docenti nelle occasioni di ricevimento. Sono gradite e possibili anche altre forme di
collaborazione o proposte di riunioni suggerite dai genitori stessi o dal “Comitato dei genitori”.
129
8. I genitori degli alunni hanno diritto di riunirsi in Assemblea nei locali della scuola, chiedendo
preventivamente l’autorizzazione al Dirigente scolastico con la specificazione dell’argomentazione da
trattare, del giorno, dell’ora e della durata.
9. I collaboratori scolastici sono tenuti a far osservare tali disposizioni.
Art. 6 Regolamento per l’uso della biblioteca

La biblioteca del plesso” Gullo” è aperta a tutti gli alunni ed al personale della scuola, sotto la
sorveglianza del bibliotecario, tutti i giorni dalle ore 10,00 alle ore 11.00. Al di fuori di suddetto orario
ogni docente, qualora volesse accompagnare una classe, può liberamente farlo, chiedendo le chiavi alla
Prof.ssa Ruffolo Annamaria, Responsabile bibliotecaria

Il sabato, dalle ore 10.00 alle ore 11.00, il servizio di prestito dei volumi della biblioteca scolastica è
aperto al pubblico.

La biblioteca funziona per la distribuzione dei libri in prestito e per la consultazione.

Possono essere dati in prestito tutti i libri della biblioteca, salvo le enciclopedie e i dizionari, che
possono essere solo consultati in loco.

Le operazioni di carico e scarico dei libri dati in prestito possono avvenire solo nelle ore di apertura
della biblioteca e sono effettuate solo ed esclusivamente dalla bibliotecaria o, in assenza della suddetta
figura, solo dal docente accompagnatore, esperto in materia.

Il prestito è strettamente personale. La persona che firma il modulo per il prestito è responsabile del
libro.

La durata del prestito è di 30 giorni. Alla scadenza, il prestito può essere rinnovato, dietro parere
favorevole del bibliotecario.

Non è possibile prendere in prestito più di un volume per volta, salvo nei casi in cui ci sia il parere
favorevole del bibliotecario o ci sia una richiesta motivata di un insegnante.

Il libro in prestito deve essere restituito nelle stesse condizioni in cui viene consegnato. Chi deteriora un
libro è tenuto a ripagarlo secondo i prezzi dei nuovi listini.
 Gli studenti che, dopo lo scadere del termine fissato, non abbiano restituito il libro, saranno sollecitati a
farlo. In caso di mancata restituzione, sarà loro addebitato il prezzo del libro secondo i nuovi listini.
 Chi è in ritardo con la restituzione dei libri viene sospeso dal prestito, finché non abbia regolarizzato la
sua posizione.
 Il prestito ordinario dei libri chiude il 10 maggio. Dopo tale data si possono solo restituire i volumi presi
in prestito.
 Entro il 31 maggio tutti i libri devo essere restituiti, compresi quelli utilizzati per il funzionamento dei
laboratori. Agli studenti che non restituiranno il volume preso in prestito entro il termine dell’anno
scolastico sarà addebitato il prezzo del libro secondo i nuovi listini.
130
Art. 7 Regolamento per l’uso dell’Auditorium e dei
laboratori
1. Visto l’art. 33 del D.I. n. 44/2001 e tenuto conto delle caratteristiche culturali del territorio, il Consiglio
d' Istituto ha approvato all’unanimità l’utilizzo dei locali scolastici per la promozione di attività
dichiaratamente culturali, nel rispetto delle seguenti avvertenze:

attività senza scopo di lucro;

rispetto delle suppellettili;

pulizia dei locali utilizzati;

esonero di responsabilità dell’istituzione scolastica in caso di incidenti.
2. Per gli enti esterni che utilizzeranno l’auditorium del plesso Gullo in orario extra-scolastico, si prevede
il pagamento di un minimo di € 100 ad un massimo di euro che il D.S. , il D.S.G.A. e il Presidente del
Consiglio d’Istituto stabiliranno ogni qualvolta ci sarà la richiesta dell’utilizzo.
3. Il ricavato sarà utilizzato per spese di funzionamento dell’auditorium e/o per la fruizione di spettacoli
teatrali e musicali per gli alunni.
4. Ogni anno scolastico, il Dirigente individua e nomina i Responsabili dei laboratori e dell’Auditorium, i
quali ne disciplinano l’accesso e ne stabiliscono il calendario di utilizzo.
5.
Nel corrente anno scolastico funzionano i seguenti laboratori:








2 LABORATORI SCIENTIFICI (Chimico-Fisico) – FESR B1- PON 2007/2013 a.s. 2007/2008
LABORATORIO LINGUISTICO/MULTIMEDIALE_ FESR B1-PON 2007/2013 a.s. 2008/2009;
LABORATORIO SCIENTIFICO - FESR B1-PON
2007/2013
a.s. 2008/2009 (previa
approvazione) ;
LABORATORIO MUSICALE POR FESR CALABRIA 2007/13-Azione 3.15 d
LABORATORIO D’INFORMATICA
LABORATORIO LINGUISTICO CON IMPIANTO DI VIDEOCONFERENZA PO FESR
2007/2013
LABORATORIO ARTISTICO
LABORATORIO TECNOLOGICO
6.
I laboratori e l’Auditorium devono essere sempre chiusi a chiave. La chiave può essere consegnata dagli
operatori scolastici solo ai responsabili.
7.
E' compito del responsabile del laboratorio effettuare l'inventario del materiale all'inizio dell'anno e
verificarne periodicamente il consumo.
8.
Il docente che avrà avuto la chiave dal responsabile e che accompagna la classe, è tenuto ad apporre la
propria firma sul registro del laboratorio, indicando l’ora di lezione e la classe accompagnata.
9.
Quando si entra in laboratorio si deve accertare che tutto sia in ordine. Ove si riscontrino
malfunzionamenti o mancanze, è necessario informarne prontamente, senza manipolare nulla, il
Responsabile o la Presidenza.
10. Si deve aver cura che tutti gli alunni rispettino le procedure corrette di accensione, di utilizzo e di
spegnimento delle macchine, per quanto riguarda il laboratorio di informatica.
131
11. E’ assolutamente vietato consumare cibi o bevande, masticare gomme americane nell’auditorium e nei
laboratori.
12. Prima di uscire dal laboratorio accertarsi che le sedie siano al loro posto, che non vi siano cartacce o
rifiuti, che tutto sia in ordine e che le apparecchiature elettriche siano spente.
Art. 8 Regolamento per l’uso della palestra
1.
Non e’ consentito
 accedere in palestra in assenza dell’insegnante;
 usare gli attrezzi senza l’autorizzazione dell’insegnante;
 andare negli spogliatoi e/o ai servizi senza l’autorizzazione dell’insegnante;
 usare gli attrezzi e/o attrezzature in modo scorretto e pericoloso per sè e per
gli altri (es.:non
appendersi al canestro, non spingere i compagni, non
calciare violentemente i palloni, ecc…) ;
 indossare oggetti pericolosi per sè e per gli altri (es.: orologi, anelli, catene,
2.
ecc…).
Ogni alunno deve

informare tempestivamente l’insegnante in caso di infortunio o di malessere anche lieve;

portare il materiale richiesto (scarpe da ginnastica da utilizzare solo in palestra, ecc…);

rispettare le norme igieniche (lavarsi, cambiarsi);

gettare carte ed altro negli appositi cestini (no nei water o nei termosifoni), nonché rispettare i locali
spogliatoi e servizi;

comportarsi in maniera disciplinata e rispettosa nei confronti del personale ausiliario, dei compagni e
dell’insegnante, durante le lezioni e i trasferimenti.
3.
Esonero dalle lezioni di educazione fisica
 Le richieste di esonero, sino ad una settimana, devono essere inoltrate
direttamente all’insegnante
tramite il libretto o il diario del ragazzo.
 Le richieste di esonero per oltre una settimana devono essere rivolte al Dirigente Scolastico.
 Gli esonerati sono comunque tenuti ad essere presenti durante le ore di lezione.
Art. 9 Regolamentazione dell’uso della fotocopiatrice
1. L’uso delle fotocopiatrici presenti nella Scuola (una nella vicepresidenza, l’altra nella sala d’attesa
all’ingresso), nel plesso “Gullo “è consentito al personale previo ritiro dell’apposita scheda.
2. Terminata la disponibilità della prima scheda il personale potrà acquistare ulteriori schede secondo le
proprie necessità, presso gli uffici di segreteria.
3. Agli alunni è consentito usufruire della fotocopiatrice situata nella sala d’attesa all’ingresso della scuola
a seguito dell’acquisto dell’ apposita scheda.
4. In ogni caso nessuno degli alunni potrà accedere all’uso della fotocopiatrice se non tramite il
collaboratore scolastico in servizio al piano terra.
Art. 10 Regolamento viaggi d’istruzione e visite guidate
132
Comma 1 Finalità
Le visite guidate e i viaggi d’istruzione rappresentano un momento di arricchimento culturale degli studenti e
costituiscono iniziative complementari delle attività curriculari della Scuola; pertanto, non possono avere
finalità meramente ricreative o di evasione dagli impegni scolastici, ma devono tendere a precisi scopi, sia
sul piano didattico culturale, sia su quello dell’educazione alla salute e allo sport. Tutte le iniziative devono
essere coerenti con il programma scolastico annuale, della cui progettazione sono parte integrante,
costituendone un complemento, un approfondimento e un momento operativo; pertanto la loro elaborazione
si deve realizzare attraverso la partecipazione attiva dei docenti con il coinvolgimento delle altre componenti
in sede di proposta.
I viaggi d’istruzione devono contribuire a migliorare il livello di socializzazione tra studenti e tra studenti e
docenti, in una dimensione di vita diversa dalla normale routine scolastica.
Comma 2 Programmazione
I viaggi d’istruzione vanno progettati ed approvati dal Consiglio di Classe ad integrazione della normale
programmazione di inizio anno, sulla base degli obiettivi didattici ed educativi ivi prefissati ed approvati dal
Collegio
dei
Docenti.
Per raggiungere tali obiettivi “…è necessario che gli alunni siano preventivamente forniti di tutti gli elementi
conoscitivi e didattici idonei a documentarli ed orientarli sul contenuto del viaggio, al fine di promuovere
una
vera
e
propria
esperienza
di
apprendimento”.
L’indispensabile “preparazione preliminare”, finalizzata a trasmettere le necessarie informazioni, può
richiedere la predisposizione di materiale didattico adeguato e va integrata con l’ opportuna programmazione
di momenti di rielaborazione e verifica delle esperienze vissute. Ciascun Consiglio di Classe, nel proporre
una meta, deve presentare un progetto di massima al Consiglio di Classe con la presenza della componente
eletta dei genitori, indicando alla Commissione Viaggi:
a) obiettivi generali del viaggio;
b) obiettivi culturali;
c) articolazione dei contenuti culturali e indicazione dei luoghi capaci di evocarli;
d) metodologie di preparazione degli studenti al viaggio d’istruzione;
e) gli accompagnatori, scelti fra i docenti maggiormente interessati, dal punto di vista didattico, al
programma previsto;
f) periodo scelto per l’effettuazione del viaggio;
g) prenotazioni e spese prevedibili per l’accesso ai Musei, per mezzi di trasporto, spese di vitto.
Le delibere del Consiglio di Classe vengono approvate nell’aspetto didattico dal Collegio dei Docenti.
Potranno essere indicate mete sia nazionali che estere, tuttavia sarà la Commissione Viaggi a valutare la
fattibilità del viaggio, in relazione ai costi e alla valenza didattica e formativa e tenendo conto delle attività
già svolte da ciascuna classe.
Comma 3 Condizioni per la realizzazione dei viaggi e di iniziative analoghe
Condizione determinante per l’attuazione dei viaggi d’istruzione è che ogni classe partecipi con almeno il 75
%
degli
studenti.
Gli allievi che non partecipano al viaggio di istruzione sono tenuti, nello stesso periodo, all’obbligo della
frequenza scolastica; per essi, raccolti anche in gruppi pluriclasse, verranno organizzate attività
complementari.
La richiesta di autorizzazione va corredata con un analitico programma del viaggio e degli obiettivi didatticoculturali posti a fondamento dell’iniziativa e deve essere firmata, per conoscenza, da tutto il Consiglio di
Classe.
In caso di mancata partecipazione al viaggio da parte di un allievo, per giustificati motivi, la restituzione
delle
quote
sarà
al
netto
delle
eventuali
penali.
Il Consiglio di Classe può decidere - per comprovati motivi disciplinari - di non programmare un viaggio di
istruzione
o
di
annullarne
uno
già
previsto.
Le quote di partecipazione previste per ogni viaggio non dovranno essere tali da creare discriminazione
Al fine di ridurre i costi del viaggio, è opportuno accorpare le classi che viaggiano con identica meta ed
analogo mezzo di trasporto e che le proposte dei Consigli di Classe evitino mete che comportino un costo
eccessivo per un numero rilevante di famiglie.
133
Comma 4 Accompagnatori
Gli accompagnatori, nel numero previsto dal successivo comma, devono essere individuati fra i docenti
appartenenti alla classe che effettua il viaggio o, comunque, fra i docenti che hanno diretta conoscenza della
classe. Come accompagnatore può essere designato anche il Dirigente Scolastico, nel caso sia un esperto in
relazione agli obiettivi
del viaggio.
Il numero degli accompagnatori dovrà essere di norma il seguente:
2 accompagnatori per gruppi fino a 30 allievi;
3 accompagnatori per gruppi da 31 a 45 allievi;
4 accompagnatori per gruppi da 46 a 60 allievi;
5 accompagnatori per gruppi da 61 a 75 allievi;
6 accompagnatori per gruppi da 76 a 90 allievi;
7 accompagnatori per gruppi da 91 a 110 allievi;
In caso di partecipazione di allievi diversamente abili, che non necessitino di particolare e continuativa
assistenza medica e alla persona, è auspicabile la presenza dell’insegnante di sostegno o, come previsto dalla
normativa, la presenza di un insegnante/educatore, in eccedenza a quelli già indicati ogni due allievi.
Di norma deve essere assicurato l’avvicendamento fra gli accompagnatori, in modo da escludere che uno
stesso docente partecipi a più viaggi nel corso dell’anno. I docenti accompagnatori sono tenuti alla
sorveglianza degli allievi durante lo svolgimento del viaggio, secondo le norme vigenti. Non è consentita la
partecipazione di altre persone all'infuori di quelle indicate nei precedenti commi, salvo formale
autorizzazione da parte del Dirigente Scolastico.
Comma 5 Tipologia dei viaggi
Ai fini di un'univoca interpretazione, si individuano le seguenti tipologie di viaggi:
1. Visite occasionali ad aziende e musei, partecipazione a spettacoli o
rappresentazioni di evidente
valore didattico ed educativo : si effettuano in orario scolastico.
2. Visite guidate: si effettuano, nell'arco di una sola giornata, presso
complessi aziendali, mostre,
monumenti, musei, gallerie, località di
interesse storico - artistico, parchi. .
3. Viaggi di istruzione: si effettuano nell'arco di uno o più giorni in località
italiane.
4. Viaggi connessi ad attività sportive, gare o competizioni.
Comma 6 Durata
Le visite guidate non dovranno superare la durata di una giornata. I viaggi di istruzione non dovranno
superare la durata di 5 (cinque ) giorni. Solo nel caso di progetti particolari e documentati, connessi
con la programmazione didattica, verranno autorizzati viaggi di maggiore durata.
Viaggi e visite guidate sono vietate nell'ultimo mese di lezione, salvo eccezioni dovute a particolare
valenza didattica, nelle ore notturne e nei giorni di scrutini e delle elezioni scolastiche. In merito alla
sicurezza, quando possibile, dovrebbero essere evitate le visite nei giorni prefestivi.
Comma 7 Modalità per la realizzazione
Una volta ricevuta la richiesta, da parte di uno o più Consigli di Classe, riguardante il progetto di viaggio, il
Dirigente Scolastico affida alla Commissione Viaggi l'incarico di provvedere alla realizzazione del viaggio
stesso, valutando il progetto sulla base dell'art. 2 del presente regolamento; questa invia di seguito la richiesta
di preventivo ad almeno tre Agenzie di viaggio (o ditte di trasporto) e individua, di concerto con il Dirigente,
il preventivo più favorevole in termini sia di offerta sia di affidabilità dell'Agenzia prescelta; infine il
Dirigente Scolastico provvede ad emanare apposita circolare rivolta agli allievi, ai docenti e alle famiglie. I
contatti con le Agenzie saranno tenuti dal Dirigente Scolastico o da altra persona da lei delegata, quali il
D.S.G.A. o il responsabile della Funzione Strumentale Area 4, e non possono essere mai tenuti da altro
docente o persone non espressamente autorizzate.
La commissione viaggi dovrà presentare al Dirigente tutti gli elenchi degli allievi partecipanti, con le
informazioni relative all’aspetto economico del viaggio e un programma dettagliato, con consigli utili ed
informazioni di tipo logistico per i genitori e per gli allievi partecipanti.
134
A tal scopo si precisa che è compito dei docenti organizzatori fornire agli alunni:
 istruzioni, accordi chiari e precisi sul programma di viaggio;
 il materiale necessario per non perdersi (telefono, piante, luoghi di ritrovo);
 informazioni sull'abbigliamento e il materiale da portare.
Al rientro dal viaggio d’istruzione i docenti accompagnatori sono tenuti a presentare al Dirigente
Scolastico:
 una breve relazione conclusiva, in cui si evidenzino:
 validità culturale dell’iniziativa;
 comportamento degli allievi;
 eventuali difficoltà logistiche;
 giudizio sui servizi resi dall’agenzia di viaggi e/o dalla ditta di trasporto.
Comma 8 Destinazione
Le visite guidate dovranno avvenire nell'ambito della provincia o dell’intera regione.
I viaggi di istruzione potranno avvenire su tutto il territorio nazionale o all’estero.
Gli itinerari non dovranno risultare particolarmente faticosi riguardo al chilometraggio totale, onde
evitare una permanenza eccessivamente lunga degli alunni nei mezzi di trasporto.
Comma 9 Scambi culturali in Italia e all'estero
È possibile, sulla base di un progetto specifico, organizzare scambi culturali con scuole italiane e di paesi
esteri. Lo scambio si intende sostitutivo del viaggio d’istruzione.
Comma 10 Autorizzazioni e Disposizioni finali
I
viaggi di Istruzione e le visite guidate saranno autorizzati dal Consiglio di Istituto o dalla Giunta Esecutiva,
su delega di quest'ultimo.
Le visite occasionali saranno autorizzate
dal Dirigente Scolastico.
Richieste di autorizzazione incomplete o prive della
documentazione suindicata,ritardo rispetto ai tempi stabiliti, non saranno prese in considerazione.
Tutti i partecipanti ai viaggi di istruzione (accompagnatori, alunni, genitori, personale A.T.A.) dovranno
essere coperti da polizza assicurativa contro gli infortuni, personale o cumulativa.
Tutti i partecipanti dovranno essere muniti di documenti di riconoscimento.
Tutti i viaggi di istruzione e le visite guidate avranno come sede di partenza e di arrivo la sede centrale
dell’Istituto.
Comma 11 Modalità e raccolta dei versamenti
La gestione finanziaria dei viaggi deve avvenire secondo le procedure previste dalla normativa specifica,
attraverso il bilancio d’Istituto, nel quale devono confluire gli importi versati dagli alunni; non sono
ammesse
gestioni
fuori
bilancio.
Le spese del viaggio o delle visite sono tutte a carico degli studenti, salvo parziali rimborsi in situazioni
particolari, in applicazione della normativa vigente.
Per tutti i viaggi deve tenersi conto dell'assoluta esigenza di contenere le spese, per evitare un eccessivo
onere per le famiglie e per il bilancio della scuola. Si deve tener conto altresì della possibilità di usufruire di
facilitazioni e di gratuità concesse da amministrazioni o enti internazionali, statali, locali e privati.
Per gli alunni in disagiate condizioni economiche, il Consiglio di Istituto potrà deliberare totali o parziali
rimborsi, in rapporto alla documentazione prodotta e all’ eventuale disponibilità finanziaria dell’Istituto; di
norma, 2/3 della spesa a carico dell’Istituto e 1/3 a carico delle famiglie.
Il Docente coordinatore della commissione viaggi d’istruzione e visite guidate (responsabile dell’Area
Strumentale n.4) raccoglierà le quote degli alunni e le consegnerà al D.S.G.A., che provvederà a versarle sul
conto corrente bancario intestato alla scuola.
Comma 12 Mezzi di trasporto
Quanto alla scelta del mezzo di trasporto, è consigliato, se conveniente per l’organizzazione del viaggio,
l’utilizzo dei mezzi pubblici o, per viaggi all’estero, dell’aereo o nave. Qualora venga scelto il pullman quale
mezzo di trasporto e la scuola decida di organizzare in proprio il viaggio, devono essere acquisiti agli atti i
seguenti documenti, da allegare alla delibera del Consiglio d’Istituto:
a) fotocopia della carta di circolazione dell’automezzo da cui poter desumere: il proprietario,
l’effettuazione della revisione annuale, la categoria del veicolo;
135
b)
c)
fotocopia della licenza comunale da cui risulti il numero di targa per i veicoli da noleggio;
fotocopia dell’autorizzazione, da esibire all’accompagnatore responsabile del viaggio, rilasciata
dall’Ufficio Provinciale della Motorizzazione Civile (mod. M.C. 904), per gli autobus in
servizio di linea;
d) fotocopia della patente “D” e del certificato di abilitazione professionale “KD” del o dei
conducenti;
e) dichiarazione di atto sostitutivo di notorietà, rilasciata dal proprietario del veicolo, attestante che
il personale impiegato è dipendente della ditta e che ha rispettato le norme in vigore, per quanto
concerne i periodi di guida e i periodi di riposo nella settimana precedente il giorno di partenza;
f) attestazione o fotocopie dei certificati di assicurazione, da cui risulti che il mezzo è coperto da
una polizza assicurativa per la copertura dei rischi a favore delle persone trasportate;
g) dichiarazione che il mezzo è regolarmente fornito di cronotachigrafo;
h) fotocopia dell’attestazione dell’avvenuto controllo dell’efficienza del cronotachigrafo da parte
di un’officina autorizzata;
i) dichiarazione che il mezzo presenta una perfetta efficienza dal punto di vista della recettività, in
proporzione al numero dei partecipanti, e dal punto di vista meccanico. L’efficienza del veicolo
deve essere comprovata dal visto di revisione tecnica annuale presso gli Uffici M.C.T.C.
La ditta di autotrasporti prescelta dovrà inoltre garantire per iscritto che:
 qualora il viaggio d’istruzione sia organizzato in modo tale da tenere in movimento l’automezzo per più
di 9 ore giornaliere, siano presenti due autisti;
 in tutti i casi in cui il viaggio preveda un percorso di durata inferiore alle 9 ore giornaliere, l’autista
effettuerà un riposo non inferiore a 45 minuti ogni quattro ore e mezza di servizio.
Comma 13 Regole e Procedure per la sicurezza
Indicazioni per i docenti
Gli insegnanti accompagnatori, durante il viaggio, si preoccupino di:
 avere il nome e il numero di telefono di un referente sempre raggiungibile in agenzia e in loco, sia in
Italia, sia all'estero;
 controllare che il pullman sia confortevole e non presenti problemi evidenti (finestrini rotti, impianto di
riscaldamento non funzionante ecc.);
 assicurarsi delle sempre buone condizioni psico-fisiche dell'autista e controllare che non superi i limiti
di velocità;
 richiedere almeno una sosta ogni tre ore di viaggio;
 controllare che la salita e la discesa dai mezzi di trasporto avvenga in modo ordinato;
 assicurarsi che gli alunni non si allontanino mai dal gruppo da soli e controllare la loro presenza prima
di ripartire dopo le soste, durante il viaggio o dopo eventuali spostamenti;
 controllare che il gruppo, durante gli attraversamenti stradali, rispetti la segnaletica specifica.
In albergo, sono tenuti a :
a. controllare che le camere, all'arrivo in albergo, siano funzionanti e che non ci sia nulla di rotto o
mancante;
b. verificare le vie di fuga e i percorsi di esodo, il piano di evacuazione, i sistemi antincendio, la pulizia
negli ambienti, la mappa della dislocazione delle camere degli alunni;
c. prendere accordi sugli orari delle prime colazioni, sveglie, cene, e comunicare al personale dell'hotel il
divieto di uscite notturne degli alunni.
1.
2.
Indicazioni per gli studenti
Gli alunni si preoccupino di preparare un bagaglio comodo ed adeguato alla stagione, alle situazioni
climatiche e ai mezzi di trasporto utilizzati.
Pur essendo obbligo per l'agenzia l'assistenza sanitaria all'estero, è comunque opportuno avere con sé
copia dell’apposito modulo rilasciato dall’ASL per l’assistenza sanitaria all’estero o del tesserino
sanitario europeo, elencando eventuali allergie a farmaci o particolari problemi sanitari.
136
3.
Gli studenti devono avere sempre con sé il numero di telefono dell'hotel, o dei professori, conoscere il
programma del viaggio e avere la pianta della città che si visita.
Lo studente, per l’intera durata del viaggio, è tenuto a:

mantenere un comportamento corretto, coerente con le finalità del Progetto Educativo della
scuola in generale e con le finalità del viaggio in particolare;

osservare scrupolosamente le regole del vivere civile, onde evitare qualsiasi occasione, anche
involontaria, di incidenti;

rispettare gli orari e le scansioni previsti dal programma del viaggio;

osservare scrupolosamente il divieto di portare nel proprio bagaglio bevande alcoliche,
sostanze stupefacenti e, a maggior ragione, farne uso;

non allontanarsi dall’albergo o dal gruppo su iniziativa personale.
Qualunque comportamento difforme determina l’applicazione di provvedimenti disciplinari,
graduabili in base alla gravità della mancanza commessa. Nei casi più gravi, d’intesa fra i docenti
accompagnatori e il Dirigente Scolastico, può essere prevista l'interruzione del viaggio con rientro
immediato a casa e con onere finanziario a carico delle famiglie degli allievi responsabili.
Comma 14 Segnalazione di inconvenienti
 Gli inconvenienti saranno comunicati alla Presidenza entro 48 ore, per consentire eventuali reclami
all'agenzia di viaggio entro i termini previsti dal Codice Civile, sempre in forma scritta; quelli di tipo
didattico saranno esaminati dalla commissione viaggi, quelli di tipo organizzativo dal Direttore
Amministrativo, per l'eventuale provvedimento di esclusione dalle gare di appalto delle agenzie
rivelatesi insufficienti o inadempienti, che sarà disposto dal Dirigente Scolastico.
 Si raccomanda pertanto scrupolo ed equilibrio nelle relazioni.
Resta fissata la piena trasparenza di tutti gli atti amministrativi relativi ai viaggi e il diritto degli
studenti e delle famiglie di prenderne visione in ogni momento
137
Art. 11 Regolamento Borsa di studio “Fausto Gullo”
1.
1. L’Istituto Comprensivo “Fausto Gullo“ Cosenza IV, unitamente alla famiglia Gullo, istituisce
per gli allievi più meritevoli quattro borse di studio: una per la scuola Primaria (classi quinte),
tre per la scuola Secondaria di primo grado (classi prime, seconde e terze).
2. La famiglia Gullo si impegna al finanziamento delle borse di studio fino a quando non sarà ottenuta
la costituzione di un “fondo di dotazione” ad opera di un ente regionale o statale.
3. Le borse di studio avranno una consistenza di € 100 per la quinta classe (scuola Primaria),
4. € 150,00 per la prima classe, € 200,00 per la seconda classe, € 250,00 per la terza classe (scuola
Secondaria di primo grado).
5. La consistenza delle borse di studio può essere aumentata col consenso della Scuola e della
famiglia Gullo.
6. Sono ammessi a concorrere al concorso

Sc. Primaria : tutti gli alunni delle V classi regolarmente iscritti e che frequenteranno la
Sc.Secondaria 1° “ Gullo” e che abbiano riportato nelle valutazioni del primo quadrimestre
una media pari o superiore a 9/1 ,in tutte le discipline, compreso il comportamento

scuola Secondaria di primo grado :
tutti gli alunni che abbiano riportato nelle valutazioni del primo quadrimestre una media
pari o superiore a 8/10 ,in tutte le discipline, compreso il comportamento.
7. Gli alunni che presentano i requisiti di cui al precedente articolo, segnalati dai Consigli di Classe,
saranno ammessi a sostenere una prova consistente in 20 test per la scuola primaria, 30 test per la
scuola secondaria di primo grado, inerenti tutte le aree disciplinari nonché argomenti di cultura
generale, in un tempo pari a 45 minuti. La prova si terrà entro la fine dell’anno scolastico.
8. Uno degli argomenti di cultura generale dovrà essere la figura di Fausto Gullo: sulla sua biografia la
Commissione predisporrà per gli allievi una dispensa di studio adatta ai diversi ordini di scuola.
9. I test, di tipo misto (a risposta multipla, vero o falso, a completamento etc. o a risposta aperta solo
nel caso contemplino una risposta univoca non soggettiva) dovranno essere preparati
obbligatoriamente da tutti i docenti (in numero di almeno 6 test a testa per ogni classe), dopo che gli
stessi si saranno riuniti per classi parallele per verificare i punti comuni della programmazione. Tali
test saranno, quindi, esaminati e selezionati da una Commissione così costituita: il Dirigente
Scolastico e almeno quattro Commissari designati dal Collegio dei Docenti (uno per ogni classe). Su
richiesta, potrà presenziare anche un rappresentante della famiglia Gullo. Sulla base dei test
selezionati verranno predisposte le quattro prove concorsuali.
10. Nel valutare le risposte fornite ai test delle singole prove, la Commissione assegnerà 1 punto per
ogni risposta esatta, 0 punti per ogni risposta omessa o errata.
11. La Commissione ultimata la correzione dei test provvederà a stilare la graduatoria di merito.
12. Risulteranno vincitori della borsa di studio “Fausto Gullo” gli allievi che avranno ottenuto il miglior
punteggio nella loro categoria.
138
Istituto Comprensivo “Gullo” Cosenza IV
Piano dell’Offerta Formativa
a.s. 2013-2014
13. In caso di parità costituirà motivo di preferenza il voto ottenuto nel comportamento nelle valutazioni
del primo quadrimestre e, successivamente, la condizione economica verificata dietro presentazione
del modello ISEE da parte della famiglia.
14. La proclamazione dei vincitori avverrà con una cerimonia ufficiale entro la fine dell’anno scolastico:
vi parteciperanno una rappresentanza della famiglia Gullo, il personale della scuola, i familiari degli
alunni.
15. La consegna delle borse di studio avverrà alla presenza della famiglia Gullo o di un suo delegato
nell’anno scolastico successivo
16. Qualora i vincitori dovessero trasferirsi in altro istituto per l’assegnazione della Borsa di studio si
scorrerà la graduatoria di merito.
17. Il presente regolamento, redatto dalla Commissione Borsa di Studio “F. Gullo”, viene sottoscritto
dalla Scuola, attraverso la delibera del Collegio dei Docenti e del Consiglio di Istituto, e dalla
famiglia Gullo e non può essere modificato unilateralmente.
18. Il presente regolamento, approvato dalla Scuola e dalla famiglia Gullo per l’A.S. 2012/2013,
sostituisce integralmente il precedente.
Art. 12 Regolamento sul divieto di fumo
1. Principi
L’Istituto Comprensivo “Gullo”, con il presente Regolamento, si impegna a far rispettare il divieto di fumo
stabilito dalle norme vigenti (Legge 1l Novembre 1975 n. 584 e successive modifiche, Direttiva del
Presidente del Consiglio dei Ministri 14 Dicembre 1995).
Il presente Regolamento è emanato in considerazione dell'interesse primario alla tutela della salute degli
studenti, del personale e di tutti gli utenti dell'Istituto, sancito in generale dall’art. 137 del Trattato di Nizza,
dall'art. 32 della Costituzione, dal Decreto Legislativo 19 settembre 1994 n. 626 e successive modifiche.
L’Istituto, inoltre, si avvale della facoltà concessa dall'art. 3, lettera d, del D.P.C.M. del 14/12/1995, in base
al quale “resta salva l'autonomia regolamentare e disciplinare delle amministrazioni e degli enti in ordine
all'eventuale estensione del divieto a luoghi diversi da quelli contemplati dalla Legge 1l Novembre 1975, n.
584, con gli strumenti e gli effetti propri dei rispettivi ordinamenti".
2. Locali soggetti al divieto di fumo
E' stabilito il divieto assoluto di fumo nei seguenti locali:
 atri ed ingressi, aule, laboratori, palestre, spogliatoi, corridoi, segreterie, biblioteche, sale adibite a
riunioni, sale di attesa, bagni, anti-bagni, locali di servizio, archivi, sale insegnanti, presidenza, centri
stampa;
 uffici aperti al pubblico, ovvero quelli nei quali la generalità degli amministrati e degli utenti accede,
senza formalità e senza bisogno di particolari permessi, negli orari stabiliti;

nei locali della scuola sono apposti cartelli con l'indicazione del divieto di fumo, della relativa
norma, delle sanzioni applicabili, nonché l'indicazione dei preposti cui spetta vigilare nella struttura.
3. Soggetti preposti al controllo dell'applicazione del divieto
Nel presente regolamento sono individuati i responsabili preposti all'applicazione del divieto nei singoli
plessi, in attuazione dell'art. 4, comma 1, lettera b del D.P.C.M. del 14/12/1995. Gli incarichi sono attribuiti
al personale scolastico operativamente più presente ed a contatto col pubblico nelle varie articolazioni delle
strutture.
139
Istituto Comprensivo “Gullo” Cosenza IV
Piano dell’Offerta Formativa
a.s. 2013-2014
E' compito dei responsabili:

Vigilare sull'osservanza del divieto, procedere alla contestazione delle infrazioni e verbalizzare;

Utilizzare gli appositi moduli di contestazione;

Presupposto dell'accertata violazione è una corretta apposizione dei cartelli informativi da collocarsi
in posizione ben visibile e nei luoghi a maggiore concentrazione di soggetti;

In presenza di eventuali difficoltà nell' applicazione delle norme antifumo, i Responsabili possono
chiedere la collaborazione del Nucleo Antisofisticazioni Sanità dei Carabinieri.
Le disposizioni di legge e del presente Regolamento devono essere altresì attuate dai concessionari di servizi
a favore della Scuola e dai soggetti che utilizzano, a qualunque titolo, gli immobili di proprietà della Scuola.
4. Sanzioni
Così come stabilito dall'art. 7 della L. n. 584/1975, come modificato dall'art. 52, comma 20, della L.
28/12/2001 n. 448, e dall'art. 10 della L. n. 689/1991, come modificato dall'art. 96 D. Lgs. n. 507/1999, i
trasgressori sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 25 a € 250. La
misura della sanzione è raddoppiata qualora la violazione sia commessa in presenza di una donna in evidente
stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini fino a dodici anni.
Coloro che, pur essendo preposti al controllo dell'applicazione del presente regolamento, non fanno rispettare
le singole disposizioni, sono soggetti alla sanzione amministrativa prevista dalla normativa vigente.
I dipendenti della scuola che non osservino il divieto nei locali dove è vietato fumare possono essere
sottoposti a procedimento disciplinare.
5. Procedura di accertamento
Nei casi di violazione del divieto, i soggetti di cui all'art. 3 procedono all'accertamento della violazione ed
alla redazione in duplice copia del relativo verbale. La compilazione del verbale va previamente preceduta
dalla numerazione progressiva e dalla personalizzazione con il timbro della struttura.
I responsabili preposti all'applicazione del divieto, ove non ricevano riscontro dell'avvenuto pagamento in
misura ridotta da parte del trasgressore entro 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notificazione,
hanno l'obbligo di fare rapporto, con le prove delle eseguite contestazioni o notificazioni, alla Prefettura, così
come previsto dall'art. 17 della L .n. 689/1991. Una copia del rapporto va spedita alla Direzione
Amministrativa della scuola.
I soggetti di cui all'art. 3, ultimo comma, procedono in maniera autonoma all'accertamento della violazione
ed alla redazione del relativo verbale.
Art.13 REGOLAMENTO DEL COMITATO DEI GENITORI
1.
Il Comitato Genitori viene costituito dai rappresentanti di classe ai sensi dell’art. 15.2 del DL 297 del
16/04/94, è struttura democratica e indipendente da ogni movimento politico e confessionale.
2.
Il Comitato nasce per informare, aggregare e rappresentare i genitori nei confronti degli organismi
scolastici, dell’Amministrazione Comunale e delle Istituzioni Pubbliche. Propone agli stessi iniziative e
pareri inerenti la scuola. Esso si prefigge di:
a) favorire la più ampia collaborazione tra scuola e famiglia, nel rispetto reciproco del ruolo di
ciascun componente;
140
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b) promuovere corsi, incontri, conferenze, dibattiti e ogni altra iniziativa che sia di aiuto ai genitori
per il migliore sviluppo della loro personalità e di quella dei loro figli;
c) fornire aiuto e consulenza ai genitori eletti negli organi collegiali della scuola, perché si sentano
sostenuti ed incoraggiati nell'assolvimento dei loro compiti.
3.
Il Comitato Genitori elegge:
 il Presidente
 il Segretario
Il Presidente ha il compito di convocare le riunioni del Comitato Genitori, di presiederle, di
assicurarne il regolare funzionamento e di rappresentare il Comitato presso gli altri organismi.
Il Segretario ha il compito di redigere il verbale delle riunioni del Comitato, sostituisce il Presidente e lo
coadiuva
nello
svolgimento
del
suo
incarico.
Le cariche di Presidente e Segretario sono incompatibili con quella di componente il Consiglio
d’Istituto.
4. Il Comitato si riunisce su convocazione del Presidente o su richiesta di 1/4 dei suoi membri, almeno una
volta all'anno per il rinnovo degli organi. La convocazione è resa nota mediante gli alunni e/o avviso
pubblico. Le riunioni si tengono possibilmente presso i locali della scuola, previa autorizzazione con
richiesta scritta, con un preavviso di almeno cinque giorni, indirizzata al Dirigente Scolastico e
contenente l’ordine del giorno. Alle riunioni sono ammessi il Dirigente Scolastico, il personale docente
e non docente, le autorità comunali e gli esperti. Il Comitato delibera a maggioranza dei presenti.
Il verbale, firmato dal Presidente e dal Segretario, è protocollato in segreteria e messo a disposizione di
chiunque ne faccia richiesta.
5. Gli organi del Comitato Genitori vengono rinnovati ogni anno scolastico, entro il mese di dicembre. Le
adesioni si ritengono confermate salvo revoca esplicita o decadenza dei requisiti.
6. Il presente Statuto potrà essere modificato dal Comitato dei Genitori previo inserimento all'ordine del
giorno, con il consenso di almeno due terzi dei presenti.
Art. 14 Regolamentazione delle sedute del collegio dei
docenti









Chiunque voglia intervenire nella discussione di ciascun punto all'o.d.g. si deve iscrivere a parlare
presso il segretario dell'assemblea;
la parola verrà data dal Presidente secondo l'ordine di iscrizione.
Ogni intervento non può superare il tempo massimo di 3 minuti; scaduto il tempo, il Presidente può
togliere la parola dopo aver ripetuto per due volte l'invito a concludere.
Ogni membro del collegio che sia già intervenuto nella discussione, ha diritto di replica per una sola
volta per ciascun punto all'ordine del giorno.
Le presenze dei membri del Collegio vengono prese all'inizio della seduta con relativa firma
sull’apposito modulo; allo scadere del tempo previsto i membri possono lasciare l'aula dopo che la
presidenza ha effettuato la verifica delle presenze.
Ogni membro del collegio è obbligato alla presenza in aula per tutta la durata prevista; qualora abbia
necessità di allontanarsi prima della fine della seduta, deve comunicarlo al Presidente che lo deve
autorizzare.
Qualora i tempi dovessero superare l'orario previsto, il Presidente può chiedere all'assemblea di
prolungare la seduta, ma tale delibera deve essere presa all'unanimità; in caso contrario verrà aggiornata
in data da comunicare con le stesse modalità della prima convocazione.
I punti all'o.d.g. della seduta aggiornata che non sono stati trattati, devono essere inseriti per primi nella
seduta successiva;
Si consiglia, al fine di snellire le procedure di svolgimento del Collegio, di preparare in anticipo e per
iscritto le proposte relative ai vari punti all'ordine del giorno (magari sottoscritte da più colleghi), che
verranno presentate al Presidente del Collegio nel momento della discussione del punto che interessa.
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Art. 15 Contratto formativo scuola-famiglia
Il patto educativo tra scuola e famiglia è esplicitato nel contratto formativo che si stabilisce tra
docenti, genitori, alunni.
Esso è uno strumento di trasparenza attraverso il quale i Docenti esprimono la propria proposta
formativa, informando in modo chiaro e comprensibile i genitori , motivando gli interventi didattici e
rendendosi garanti del rispetto delle intese e delle decisioni assunte dagli Organi Collegiali di competenza.
Le Famiglie, una volta a conoscenza dell’offerta formativa, possono esprimere pareri e proposte e
collaborare per il raggiungimento degli obiettivi.
Gli Alunni vengono progressivamente resi partecipi del progetto educativo e didattico che la scuola
elabora per loro e sono in grado di conoscere le fasi del proprio curricolo e i mezzi per conseguirle.
Il patto di corresponsabilità scuola-famiglia è una dichiarazione esplicita e partecipata ed è reso
obbligatorio dal D.P.R. 235 del 21 novembre 2007.
art.
N
1
Le varie componenti prendono atto del regolamento d'istituto che è sovraordinato a questo
contratto.
Le varie componenti, sia individualmente sia collegialmente, possono proporre eventuali
modifiche.
2
RISPETTO
hanno il dovere di rispettare il hanno il diritto di vedere
hanno il dovere di rispettare personale
scolastico,
i rispettate le loro convinzioni e
gli studenti, le loro idee e le compagni, gli strumenti e scelte di vita e il dovere di
loro convinzioni;
l'ambiente di lavoro;
collaborare con la scuola nel
rispetto delle persone e delle
cose (contribuendo, anche
finanziariamente,
agli
eventuali danni materiali
provocati dai propri figli);
3
FIDUCIA
operano per instaurare in contribuiscono a realizzare in collaborano a motivare i figli
classe un clima di fiducia e di classe un clima di fiducia e di nei confronti degli impegni
collaborazione;
collaborazione;
scolastici;
4
REGOLE
stabiliscono con gli alunni le collaborano nella definizione discutono con i propri figli le
regole di comportamento in delle regole di classe e si regole stabilite in classe e ne
classe e curano che esse siano impegnano a rispettarle;
valorizzano il significato;
rispettate;
5
hanno il compito di impegnarsi
ad acquisire le conoscenze
hanno il compito di far indispensabili per il
acquisire
conoscenze
e raggiungimento delle
competenze necessarie per la competenze richieste;
formazione umana e culturale
CONOSCENZE
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hanno il compito di
collaborare verificando
l'impegno dei propri figli,
l'esecuzione delle attività
proposte, segnalando eventuali
difficoltà emerse;
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6
degli studenti;
PROGRAMMAZIONE
dopo un'attenta analisi di
situazione della classe:
- organizzano le attività
didattiche e formative
- definiscono gli obiettivi
ed indicano gli interventi
da effettuare
hanno il compito di impegnarsi
per seguire i ritmi proposti,
indicando eventuali difficoltà
nell'uso dei sussidi didattici e
nella
comprensione
dei
contenuti,
ma
rispettando
scadenze e
impegni di lavoro;
- predispongono gli
strumenti necessari per il
lavoro
hanno il compito di verificare
l'impegno a casa, di favorire
l’acquisizione dei contenuti
proposti e di segnalare
prontamente
eventuali
difficoltà o impedimenti di
qualsiasi natura che possano
ostacolare il ritmo di lavoro
dei propri figli, evitando di
sostituirsi
a
loro
nell'esecuzione del lavoro;
- forniscono metodologie
per favorire l'attenzione,
la comprensione e
l'impegno
- cercano di rispettare i
ritmi di apprendimento
degli studenti,
armonizzando i carichi di
lavoro
- stabiliscono le scadenze
7
- verificano l'acquisizione
dei contenuti e delle
competenze;
TRASPARENZA
hanno il compito di partecipare
alle verifiche, di eseguirle con
impegno,
di
considerare
attentamente le osservazioni
fatte in sede di valutazione per
trarne profitto. Hanno inoltre il
compito di riconsegnare nei
tempi stabiliti le prove di
verifica;
hanno il diritto/dovere di
informazione sulle scelte fatte
nelle programmazioni annuali
e sulla loro verifica,
nel
rispetto della libertà di
insegnamento;
hanno il compito di prendere
visione
delle
valutazioni
espresse,
controfirmandole
quando richiesto,
e di
considerarle attentamente per
trarne indicazioni sul livello di
preparazione dei figli; hanno
inoltre il diritto di chiedere
chiarimenti.
si
confrontano
con
gli
insegnanti
su
eventuali
problemi riscontrati nello studio
o
nell'esecuzione
delle
consegne e trasmettono ai
genitori gli avvisi fatti dagli
insegnanti o dal dirigente; a tale
scopo tengono in ordine il loro
libretto personale;
143
verificano controllano l'attività
svolta in classe e l'esecuzione
delle consegne assegnate a
casa; verificano e
controfirmano eventuali
comunicazioni degli
insegnanti e/o del dirigente
scolastico; per necessità di
comunicazione con gli
insegnanti utilizzano il libretto
presentano e discutono con i sono invitati a chiedere
contraenti i contenuti della chiarimenti e precisazioni sulle
loro programmazione annuale; attività svolte.
8
9
VALUTAZIONE
hanno il compito di valutare
gli studenti in modo periodico
e
con
criteri
espliciti,
utilizzando un linguaggio
semplice e preciso, dopo aver
indicato le metodologie di
valutazione e gli strumenti
utilizzati a tale scopo;
RICHIAMI
controllano in tutte le fasi il
lavoro
degli
alunni
e
segnalano
eventuali
irregolarità
nel
comportamento e carenze
nello studio o nell'esecuzione
delle consegne, con il
richiamo verbale e la nota sul
registro di classe, informano
le famiglie attraverso il
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libretto personale e/o
comunicazione tramite
consiglio di classe o
presidenza;
la
il
la
scolastico.
Docenti, genitori e alunni rispettano e fanno rispettare il presente contratto liberamente istituito e
propongono eventuali miglioramenti e/o aggiornamenti da ridiscutere e approfondire.
Art. 16 Distribuzione dei materiali di propaganda
1.
Il materiale informativo fornito da Enti Locali, ASL, Istituti, Associazioni, Gruppi sportivi ecc. può
essere distribuito solo dopo essere stato visionato dal Dirigente Scolastico, sulla base di una valutazione
sul carattere, attinente con le finalità educative della scuola. L'Ufficio di Segreteria provvede a
trasmettere i materiali ai docenti per la distribuzione agli alunni.
2.
La distribuzione agli alunni di inviti e avvisi di valore educativo e di materiali informativi deve essere
estremamente limitata. A tale scopo deve essere preferito l'uso della bacheca o quello di un manifesto da
affiggere nell'atrio della scuola.
3.
E' fatto divieto di distribuzione, entro i confini dell'edificio scolastico, di materiale pubblicitario di
qualsiasi natura o, comunque, sprovvisto del preventivo assenso del Dirigente Scolastico.
Art. 17 Intervento di esperti/consulenti nella scuola
1.
E' resa possibile la presenza di esperti/consulenti nella scuola se espressamente indicati all'interno di un
progetto didattico approvato dal Collegio dei docenti.
2.
L'intervento dell'esperto, assumendo carattere di consulenza, non può essere attuato sistematicamente né
solleva l'insegnante dalla responsabilità della conduzione delle attività promosse.
3.
L'autorizzazione formale spetta al Dirigente Scolastico, sulla base di richiesta scritta da parte dei docenti
e dell'esperto consultato.
Art. 18 Raccolta di denaro nella scuola
1. I docenti possono raccogliere somme di denaro nella scuola solo se espressamente previste da apposite
Circolari trasmesse dagli organi gerarchici competenti.
2. Non è ammessa, in alcun caso, la gestione di somme di denaro fuori bilancio.
Art. 19 Assemblee sindacali e scioperi
1.
I Docenti hanno diritto, sulla base della normativa vigente, ad utilizzare fino ad un massimo di 10 ore
annuali per la partecipazione ad assemblee sindacali autorizzate, per un massimo di due ore per volta.
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2.
I Docenti che intendono partecipare alle assemblee sono tenuti a comunicarlo tempestivamente al
Dirigente Scolastico e ad avvisare per iscritto le famiglie degli alunni, previe indicazioni del Dirigente
Scolastico, sulle conseguenti variazioni dell'orario scolastico.
3.
In caso di indizione di sciopero del personale scolastico, il Dirigente scolastico informa, mediante
comunicazione scritta, le famiglie degli alunni e provvede a garantire i servizi minimi essenziali previsti
per legge, essendone il responsabile.
Art. 20 Assicurazione
1.
Gli alunni della scuola sono sensibilizzati ogni anno ad assicurarsi contro gli infortuni e per la
responsabilità civile nei confronti di terzi.
2.
L’Assicurazione copre gli infortuni che possono verificarsi durante la permanenza degli alunni nella
scuola, in occasione dello svolgimento delle normali attività scolastiche previste dagli ordinamenti, dalle
disposizioni del MIUR e dalla programmazione educativa e didattica previsti all’interno dell’Istituzione
scolastica.
3.
All’inizio dell’anno scolastico i genitori degli alunni saranno invitati al versamento della quota
assicurativa. Il Dirigente Scolastico, una volta ricevute le quote, provvederà ad effettuare la stipula della
polizza, dopo aver individuato l’Agenzia assicurativa.
Art. 21 Pubblicizzazione degli atti
1. Convocazioni e delibere con rilevanza esterna sono opportunamente pubblicizzate attraverso
l'esposizione all'Albo dell’Istituzione scolastica.
2. I verbali degli Organi Collegiali, contenuti in appositi registri numerati, depositati presso l’Ufficio del
Dirigente Scolastico, sono regolarmente affissi all’albo, ai sensi dalla L. 241/'90, riguardante la
"trasparenza degli atti amministrativi”.
3. Le convocazioni formali degli organi collegiali avverranno con congruo anticipo, tranne nei casi di
straordinaria ed assoluta urgenza, rispetto ai giorni previsti per gli incontri e le assemblee.
4. Secondo quanto previsto dalla "Carta dei Servizi Scolastici", i genitori possono richiedere copia della
Carta stessa, del "Piano dell'Offerta Formativa", della "Programmazione educativo-didattica” e del
presente "Regolamento di Istituto", avanzando formale richiesta alla Segreteria e versando la prevista
quota per le spese di duplicazione degli atti.
Art. 22 Procedure dei reclami
1.
I reclami, relativi ad aspetti del servizio scolastico, sono indirizzati al Dirigente Scolastico. Essi possono
essere espressi in forma orale o scritta e devono contenere generalità, indirizzo e reperibilità del
proponente. In caso di reclamo orale o telefonico esso avrà corso solo al momento in cui il proponente
lo avrà sottoscritto.
2.
Ciascun reclamo deve essere chiaramente circostanziato.
3.
Il Dirigente scolastico espleta un’accurata indagine in merito all’oggetto del reclamo e, sentite le parti,
dà risposta orale o scritta, per i casi più gravi, entro 15 giorni dalla presentazione del reclamo stesso,
attivandosi contemporaneamente per rimuoverne le cause, tutte le volte che ne abbia accertato l’effettiva
consistenza.
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4.
Quando il reclamo non sia di pertinenza del capo di istituto, egli dà immediatamente le informazioni
relative al corretto destinatario.
5.
Non sono presi in considerazione i reclami anonimi.
Art. 23 Modifica del Regolamento di Istituto




Il Collegio potrà chiedere e proporre modifiche, integrazioni, aggiornamenti e puntualizzazioni al
testo.
2.Le indicazioni del Collegio saranno inserite se decise a maggioranza .
3.Ogni modifica del presente Regolamento deve essere approvata dal Consiglio di Istituto.
Art. 24 Disposizioni finali
Per quanto non compreso nel presente Regolamento si fa riferimento alle normative vigenti.
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LA CARTA DEI SERVIZI
PREMESSA
La presente Carta dei servizi è stata redatta facendo costante riferimento alle seguenti fonti legislative:
gli articoli 3, 21, 30, 33 e 34 della Costituzione italiana ;
la Legge n. 243 del 07/08/1990 per quanto attiene alla trasparenza dei servizi e degli atti amministrativi;
il Decreto Legislativo n. 29 del 03/02/ 1990, con particolare attenzione agli articoli 12, 20, 59, per quanto
attiene alle relazioni con il pubblico, ai servizi di controllo, al concetto di responsabilità;
la Legge n.20 del 14/01/1994, relativamente agli obblighi ed ai comportamenti dovuti da parte degli uffici
pubblici;
le Direttive della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 27/01/1994 e dell’11/10/1995, che puntualizzano i
principi cui deve essere uniformata l’erogazione dei servizi pubblici, gli strumenti, l’informazione agli utenti,
la valutazione interna, disciplinando i principi e le modalità dell’istruzione;
il Decreto Legge n. 163 del 12/05/1995, convertito nella Legge n. 273 dell’11/07/1995, che ha sancito
l’obbligo di adottare la Carta dei servizi;
il CCNL del comparto Scuola, per gli aspetti che ridefiniscono compiti e funzioni del personale e quindi si
intersecano con quanto è materia della Carta dei servizi.
L’impegno assunto con la presente Carta dei servizi vuole essere un primo strumento operativo per iniziare
un discorso di informazione e tutela per gli utenti e per gli operatori della Scuola.
PARTE PRIMA
Art. 1
Art. 2
Art. 3
La Scuola considera finalità generali del proprio operare i principi di cui agli Articoli 3,
21, 30, 33 e 34 della Costituzione Italiana.
La presente Carta dei servizi fa propri i principi di uguaglianza, imparzialità,
regolarità, accoglienza, di integrazione, di inclusione, di diritto di scelta, di obbligo
scolastico e frequenza, di partecipazione, di efficienza, trasparenza, di libertà
d’insegnamento ed aggiornamento del personale.
UGUAGLIANZA E IMPARZIALITA’
Uguaglianza e imparzialità sono garantiti attraverso l’adozione di
criteri collegiali nell’assegnazione degli alunni alle classi che tenga conto:
della necessità di formare classi omogenee tra loro ed eterogenee al loro interno;
di favorire il massimo di socializzazione possibile tra esse;
di favorire il massimo di integrazione culturale fra alunni di sesso, religione, lingua, razza,
etnie diverse;
di iniziative a forte valenza formativa nel segno dell’educazione interculturale e della
convivenza democratica;
di soluzioni culturali e organizzative in grado di contemperare le esigenze degli alunni di
religioni diverse da quella cattolica;
di provvedimenti atti a rimuovere eventuali ostacoli che impediscono l’effettiva integrazione
degli allievi disabili, comprese le barriere architettoniche esistenti;
di provvedimenti atti a garantire la piena offerta formativa, con dotazione parziale e gratuita
di libri di testo e materiali didattici, accedendo nei limiti di spesa ai fondi Regionali e
Comunali;
di rapporti di collaborazione con l’A.S. e gli EE.LL. allo scopo di garantire assistenza agli
allievi in situazioni di disabilità.
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Art. 4
Art. 5
Art. 6
Art. 7
REGOLARITA’ DEL SERVIZIO
La regolarità del servizio è garantita, nel rispetto delle norme di legge e contrattuali, anche
in presenza di contesti sindacali o di manifestazioni di protesta degli alunni mediante:
la presenza attiva e la vigilanza di tutti gli operatori della Scuola in rapporto all’orario di
lavoro e alle mansioni dei singoli dipendenti;
l’ampia e tempestiva informazione alle famiglie sulle modalità e sui tempi dell’agitazione,
attraverso l’utilizzazione di diversi canali (albo della scuola, avviso letto in classe, diario
dell’alunno);l’erogazione dei servizi minimi essenziali di custodia e vigilanza degli alunni.
ACCOGLIENZA, INTEGRAZIONE E INCLUSIONE
L’Istituto garantisce l’accoglienza, l’integrazione e l'inclusione degli alunni e delle loro
famiglie attraverso:
-iniziative atte a far conoscere strutture, forme organizzative, regolamento d’istituto, a tutti
gli alunni nuovi iscritti e alle loro famiglie, entro il primo mese delle lezioni, anche con la
collaborazione degli alunni delle ultime classi;
-iniziative di osservazione atte a conoscere i nuovi iscritti attraverso test e questionari (sulla
personalità, sociologici, psicologici, socio-affettivi, cognitivi, culturali, ecc.) di partenza, per
impostare correttamente gli interventi didattico-educativi;
 screening di tutti gli allievi delle prime classi per la rilevazione di eventuali disturbi di
apprendimento;
 la consegna, a richiesta e dietro rimborso del costo di duplicazione, di copia del P.O.F.;
 l’organizzazione di incontri tra i genitori degli alunni nuovi iscritti e i docenti del
Consiglio di Classe per una reciproca conoscenza;
 la disponibilità di bacheche per i genitori e gli alunni, atte a favorire la circolazione di
notizie di comune interesse;
 iniziative culturali e/o di aggiornamento degli operatori, compatibilmente con la
disponibilità di risorse finanziarie su temi di attualità;
 soluzioni culturali, organizzative o mezzi atti a garantire la soluzione delle problematiche
relative agli studenti lavoratori, agli stranieri,a quelli degenti in ospedali, ai diversamente
abili, agli alunni delle istituzioni carcerarie.
DIRITTO DI SCELTA-OBBLIGO SCOLASTICO E FREQUENZA
La Scuola si impegna a prevenire e controllare l’evasione e la dispersione scolastica;
la Scuola garantisce la realizzazione di iniziative, anche in collaborazione con soggetti
esterni (A.S., associazioni di volontariato, équipe socio-psico-pedagogica) tendenti a far
conoscere la propria offerta formativa presso quelle famiglie i cui figli hanno abbandonato
l’attività scolastica nell’età dell’obbligo;
la Scuola, attraverso i consigli di classe, garantisce forme di orientamento, di integrazione, di
recupero, per quanti incontrano difficoltà cognitive o di socializzazione, e conseguenti
strategie didattiche mirate.
PARTECIPAZIONE, EFFICIENZA e TRASPARENZA
La Scuola considera la trasparenza nei rapporti interni amministrativi e in quelli con l’utenza
condizione fondamentale per favorire la partecipazione democratica. Verranno pertanto
garantiti, con modalità coerenti con i valori di cui all’art. 21 della Costituzione:
- una consultazione di alunni e genitori con poteri di proposta e di emendamento sulla Carta
dei servizi, sul Regolamento di Istituto e sul P.O.F.;
- una bacheca generale ove verranno mantenuti affissi in via permanente una copia del
Regolamento di Istituto, della Carta dei servizi, del P.O.F., l’organigramma della
Presidenza, le modalità di utilizzazione degli spazi esterni e, per un minimo di dieci
giorni, gli atti del Consiglio di Istituto, del Collegio dei Docenti, della Giunta esecutiva, i
servizi offerti alla Scuola da soggetti esterni (iniziative sportive, teatrali, culturali, ecc.);
- una bacheca del personale ATA contenente in via permanente l’organigramma e le
mansioni, gli ordini di servizio per i tempi di vigenza, le turnazioni, le attività di
manutenzione, gli incarichi speciali (assistenza ai portatori di handicap, accompagnamento
della classi alla palestra e viceversa, servizi esterni alla scuola);
- una bacheca del personale docente contenente l’organigramma dei responsabili di
laboratorio; l’elenco del personale docente con la materia insegnata, l’orario di servizio,
quello delle lezioni;
148
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Art. 8
- una bacheca sindacale;
- una bacheca dei genitori e degli alunni.
LIBERTA’ DI INSEGNAMENTO E AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE
La libertà d’insegnamento si realizza nel rispetto della personalità dell'’alunno; l'esercizio
della libertà d’insegnamento si fonda sul presupposto della conoscenza aggiornata delle
teorie psico-pedagogiche, delle strategie didattiche, delle moderne tecnologie educative e
sul confronto collegiale con gli altri operatori; l'aggiornamento è un obbligo per
l’amministrazione e un diritto-dovere per l’operatore scolastico.
PARTE SECONDA
AREA DIDATTICA
Art. 9 La Scuola è responsabile della qualità delle attività formative e si impegna a garantire
l’adeguatezza alle esigenze culturali e formative degli alunni, nel rispetto degli obiettivi
formativi per il raggiungimento delle finalità istituzionali.
La Scuola garantisce unità di intenti fra le insegnanti di classe e le insegnanti di sostegno per
gli interventi sugli alunni disabili;
Entro il primo mese di attività il Dirigente, acquisite le proposte dei responsabili di
Commissioni e di Gruppo, predisporrà un calendario di massima delle attività, da sottoporre
alla approvazione degli organi competenti per materia e da affiggere all’albo dell’Istituto.
Art.10 La Scuola individua ed elabora gli strumenti per garantire la continuità educativa tra i diversi
gradi d’istruzione al fine di:
- favorire il diritto all’alunno ad un percorso formativo organico e completo;
- favorire la gestione delle difficoltà nei passaggi tra i diversi gradi di scuola;
- instaurare rapporti , realizzare attività e svolgere azioni positive con le famiglie, enti locali,
enti istituzionali, scuola primaria, scuola secondaria di II grado.
Art.11 La scelta dei libri di testo, improntata a principi di trasparenza, imparzialità e produttività,
cadrà sui libri proponenti i contenuti essenziali della disciplina, compilati esclusivamente per
le esigenze di apprendimento degli alunni. La Scuola terrà conto, in merito all’adozione di
nuovi testi scolastici, dell’esigenza che l’onere per il loro acquisto risulti il meno gravoso
possibile per le famiglie.
Art.12 La Scuola fissa criteri efficaci, in grado di garantire una distribuzione delle ore di lezione dei
vari giorni della settimana, per fornire all’alunno un’equa distribuzione giornaliera dei testi
scolastici ed una razionale organizzazione dei tempi settimanali di studio.
Art.13 Nei rapporti con gli alunni i docenti mostreranno disponibilità, comprensione e rispetto.
Art.14 La Scuola garantisce l’elaborazione, l’adozione e la pubblicazione dei seguenti documenti:
Piano dell’Offerta Formativa;
Programmazione educativa;
Programmazione didattica;
Regolamento d’Istituto;
Contratto formativo.
Art.15 P.O.F.
Il Piano dell’Offerta Formativa si articola in tappe e percorsi tendenti al raggiungimento di
mete condivise da docenti, alunni e genitori.
E’ uno strumento dinamico e circolare e le sue parti verranno ripercorse e riviste in sede di
valutazione e aggiornamento.
Contiene:
- mappa del territorio:
- analisi socio-economica;
- analisi delle risorse in termini di servizi, di valenze culturali e di
opportunità formative;
- Mappa dell’Istituto (strutture, servizi, attrezzature, laboratori,
- precedenti esperienze didattiche);
- le “Scelte educative”( operate sulle basi dei seguenti criteri: istanze sociali, finalità desunte
dalla norma, bisogni emergenti);
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a.s. 2013-2014
-
le scelte organizzative;
la pianificazione delle attività;
criteri e strumenti di verifica e valutazione;
attività di aggiornamento e formazione in servizio;
criteri per la selezione e l’organizzazione dei materiali;
criteri per la selezione e l’organizzazione dei contenuti;
criteri di utilizzazione delle risorse;
criteri relativi alla formazione delle classi;
criteri relativi all’assegnazione dei docenti alle classi;
criteri relativi alla formulazione dell’orario del personale Docente ed A.T.A.;
criteri relativi alla valutazione complessiva del servizio Scolastico;
il Regolamento d’Istituto.
Art.16 Il P.O.F. è preparato dagli Organi Collegiali della Scuola.
Ogni organo ha specifiche competenze:
 il Consiglio d’Istituto fissa i criteri generali;
 il Collegio dei Docenti elabora le linee di “politica scolastica”, con riferimento al
contesto ambientale e alla specificità della Scuola.
 il Consiglio di Classe trasforma le linee di politica scolastica in percorsi formativi;
 le Commissioni progettano, organizzano, preparano i percorsi formativi finalizzati a
progetti specifici.
INFORMAZIONE ALL’UTENZA SUL P.O.F.
La redazione avverrà entro il 30 dicembre e la pubblicazione mediante affissione all’albo.
Una copia verrà depositata presso l’ufficio di Presidenza.
La duplicazione del documento potrà essere richiesta presso la Segretaria al costo di cinque
centesimi al foglio.
Art.17 PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA
La Programmazione Educativa, che integra la presente Carta dei Servizi, è elaborata dal
Collegio dei Docenti.
Contiene:
 la situazione socio-culturale dell’ambiente in cui si opera;
 la mappa degli obiettivi formativi;
 gli strumenti di rilevazione della situazione iniziale e finale;
 gli strumenti per la verifica e la valutazione dei percorsi didattici;
 l’elaborazione delle attività inerenti alle scelte e proposte educative.
 La Programmazione educativa deve essere redatta entro il 30 settembre e pubblicata
mediante affissione all’albo entro il 30 ottobre.
Art.18 PROGRAMMAZIONE DIDATTICA
La Programmazione Didattica viene formulata ed elaborata da ciascun Consiglio di Classe,
sulla base delle indicazioni fornite dal Collegio dei Docenti e delle intese concordate dai
consigli riuniti per classi parallele.
Nella stesura della Programmazione Didattica si terrà conto delle disposizioni vigenti in
materia di valutazione e dell’itinerario didattico seguito dagli insegnanti nell’elaborazione
delle programmazioni disciplinari.
Essa contiene:
il percorso formativo della classe;
il contributo delle discipline per il raggiungimento degli obiettivi e delle finalità educative;
le soglie di accettabilità;
i percorsi individualizzati.
Art.19 CONTRATTO FORMATIVO
Il contratto formativo è la dichiarazione esplicita e partecipata dell’operato della Scuola. Esso
si stabilisce tra insegnanti e alunni, coinvolge l’intero Consiglio di Classe, gli organi
Collegiali, le Famiglie, gli Enti Territoriali.
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Secondo quanto previsto dal D.P.C.M. del 07/06/1995.
il docente deve:
esprimere la propria offerta formativa;
motivare il proprio intervento didattico;
esplicitare le strategie, gli strumenti di verifica, i criteri di valutazione;
l’allievo deve:
- essere protagonista del progetto, sviluppando un atteggiamento attivo, di ricerca;
- conoscere gli obiettivi educativi e didattici del suo curricolo;
- conoscere le fasi del curricolo;
il genitore deve:
- conoscere l’offerta formativa;
- esprimere pareri e proposte;
- collaborare nelle attività;
- partecipare ad iniziative di aggiornamento e formazione promosse dalla Scuola.
Art.20 Il Collegio dei Docenti, quale responsabile della qualità didattico-educativa, utilizzando i
poteri di autorganizzazione, si articola in aree che trovano sintesi nell’interdisciplinarità (area
linguistica, scientifico-tecnica, artistico-musicale, storico-geografica) e in commissioni di
lavoro.
Le commissioni verranno presiedute da un coordinatore incaricato con atto formale di
nomina, su proposta del Collegio dei Docenti, del Dirigente scolastico. Ogni laboratorio, con
le stesse modalità, verrà affidato ad un responsabile. La partecipazione alle riunioni delle
commissioni è obbligatoria e rientra nell’orario di servizio.
Art.21 Entro il primo mese di attività, il Dirigente scolastico, acquisite le proposte dei singoli
Consigli di Classe e delle commissioni, disporrà un calendario di massima delle attività per
l’intero anno scolastico, nonché le riunioni riguardanti i Consigli di Classe ed il Collegio dei
Docenti, da sottoporre all’approvazione degli Organi competenti per materia e da affiggere
all’albo generale della Scuola.
Art.22 SERVIZI AMMINISTRATIVI
La Scuola garantisce celerità, trasparenza, efficacia ed efficienza dei servizi scolastici,
secondo la contestualità delle successive disposizioni.
L’orario di servizio del personale A.T.A., fissato dal C.C.N.L. in 36 ore settimanali, verrà
effettuato in 6 giorni lavorativi, mediante orario unico, orario flessibile, turnazione, rientri
pomeridiani, straordinario da compensare con giornate libere e permessi. Se le ore di
straordinario prestate saranno superiori ai recuperi, verranno retribuite con fondi a carico del
bilancio, se previsti per tali prestazioni. I vari tipi di orario verranno adottati, di volta in volta,
dal Dirigente Scolastico, sentito il Direttore Amministrativo, sempre nel rispetto dei criteri
stabiliti dal Consiglio d’Istituto.
L’orario di ricevimento dell’utenza, salvo particolari esigenze nel periodo delle iscrizioni,
viene fissato dalle ore 11.00 alle ore 12.30 di tutti i giorni feriali, escluso il sabato.
Il ricevimento delle utenze nelle ore pomeridiane potrà essere definito di volta in volta, in
presenza di specifiche richieste ed in concomitanza con scadenze particolari (iscrizioni,
esami, ecc.)
Nel periodo delle iscrizioni l’orario è stabilito dalle ore 8.30 alle ore 13.00 di tutti i giorni
lavorativi.
Durante l’anno scolastico i certificati per gli alunni verranno rilasciati previa domanda scritta
contenente i dati anagrafici, la classe di frequenza, nonché l’uso a cui il certificato è destinato:
- entro 3 giorni lavorativi dalla data di presentazione della domanda
per i certificati di iscrizione e di frequenza;
- entro 5 giorni lavorativi dalla data di presentazione della domanda per certificazioni con
votazioni e giudizi;
- a vista i diplomi originali;entro 7 giorni lavorativi dalla data di presentazione della
domanda per il rilascio del duplicato del diploma. L’orario di ricevimento del Dirigente
Scolastico verrà affisso all’albo generale della Scuola. La Dirigenza riceve a seguito di
prenotazione telefonica. Tutti gli operatori disporranno di un cartellino di identificazione
da tenere bene in vista per tutta la durata del servizio .
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L’operatore scolastico che risponde al telefono è tenuto a comunicare la denominazione della
Scuola, il proprio nome e la qualifica rivestita. L’utente è tenuto a dichiarare le generalità e la
natura dell’informazione richiesta.
Il Direttore Amministrativo garantirà la pubblica consultazione o il rilascio in copia, entro 48
ore dalla richiesta, a seguito di richiesta motivata e dietro pagamento degli oneri di
riproduzione, dei seguenti provvedimenti:
testo aggiornato del P.O.F.;
testo aggiornato della Programmazione Educativa e Didattica;
testo aggiornato del Regolamento d’Istituto;
testo aggiornato del Piano delle Attività Annuali;
copia delle deliberazioni del Consiglio d’Istituto;
copia delle deliberazioni della Giunta Esecutiva;
copia delle deliberazioni del Collegio dei Docenti;
copia delle deliberazioni del Consiglio di Classe.
Art.23 CONDIZIONI AMBIENTALI DELLA SCUOLA
L’ambiente scolastico deve essere pulito, accogliente, sicuro. Le condizioni di igiene e
sicurezza dei locali e dei servizi devono garantire una permanenza a Scuola confortevole per
gli alunni e per il personale.
La Scuola garantisce:
la sicurezza degli alunni all’interno del complesso scolastico con adeguate forme di vigilanza
dei dipendenti;
l’igiene dei servizi che, con intervento ripetuto durante la giornata lavorativa oltre che a fine
attività giornaliera, sarà effettuata in base a un piano di pulizia ordinario e straordinario, che
riguarderà la cadenza giornaliera, settimanale, mensile ( detto piano dovrà essere stilato dalla
Dirigenza in collaborazione con il Direttore Amministrativo);
l’affissione in ogni classe di un albo contenente superficie, cubatura, numero di allievi, arredi;
l’affissione nei locali di servizio di un albo contenente istruzioni sulle modalità d’uso delle
attrezzature e dei locali.
Art.24 PROCEDURA DEI RECLAMI
Procedura dei reclami: la Scuola garantisce forme di tutela celeri e semplificate.
I reclami possono essere orali, telefonici, via fax, scritti. Anche quelli orali e telefonici
debbono essere, entro 4 giorni, sottoscritti;
tutti i reclami debbono contenere generalità, indirizzo e reperibilità del proponente;
la Scuola garantisce la risposta entro 5 giorni, da parte dei singoli destinatari, per le questioni
che comportano un’indagine di merito;
annualmente il Dirigente Scolastico formula, per il Consiglio d’Istituto, una relazione
analitica dei reclami ricevuti e dei conseguenti provvedimenti adottati. Il contenuto di tale
relazione verrà inserito dal Consiglio nella relazione generale sull’anno scolastico.
Art.25
VALUTAZIONE DEL SERVIZIO
Premesso che è molto difficile la valutazione del servizio nel comparto scolastico, se si tiene
presente che il servizio erogato ha una valenza educativa-formativa, la cui misura non è
paragonabile a quella di una normale attività amministrativa, la Scuola si propone l’obiettivo
del miglioramento continuo e progressivo del servizio attraverso i seguenti indicatori di
qualità:
grado di soddisfacimento delle aspettative dell’utenza sul piano amministrativo e didattico;
- efficacia delle attività di recupero e sostegno e loro incidenza sul terreno della selezione e
quello degli abbandoni;
- efficacia delle iniziative di orientamento scolastico;
- livello di soddisfacimento delle domande di aggiornamento e riqualificazione degli
operatori;-tassi di utilizzazione piena delle risorse finanziarie (fondo d’incentivazione,
fondi su progetti specifici, contributi vari);
- capacità di progettare attività attingendo a fondi esterni;
- efficienza della rete informatica (distribuzione delle circolari, proposte di attività
extrascolastiche).
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La valutazione si ispirerà al principio dell’autodiagnosi: gli elementi per la valutazione del
servizio riguarderanno i contesti, le strutture, i processi, gli organismi, le competenze
pedagogiche e metodologico-didattiche dei docenti, il prodotto. E’ esclusa ogni valutazione
delle persone fisiche.
Le commissioni di lavoro, annualmente, elaboreranno, anche con l’aiuto di persone esterne
alla Scuola, questionari anonimi sul gradimento dei servizi organizzativi, amministrativi e
didattici, da sottoporre all’approvazione del Collegio dei Docenti e del Consiglio d’Istituto
prima della somministrazione. Le domande dei questionari, diversi secondo i destinatari,
prevedranno risposte graduate e possibilità di specifiche proposte. Destinatari dei questionari
saranno: docenti, personale A.T.A., genitori.
La valutazione del contesto avverrà attraverso l’elaborazione di indicatori in grado di
ricostruire il bacino d’utenza della Scuola e determinare i livelli di evasione scolastica, i
tempi di percorrenza, l’efficacia ed efficienza dei servizi di collegamento urbano.
La valutazione delle strutture riguarderà, in particolare, lo stato di manutenzione dell’edificio
e degli arredi, lo stato di manutenzione degli spazi esterni, lo stato di efficienza di piani di
evacuazione in caso di calamità naturali o incendi, la congruità dei servizi igienici ( il loro
stato d’uso in termini d’igiene, efficienza, in rapporto col numero di utenti).
La valutazione dei processi riguarderà i livelli di consistenza della dispersione scolastica, la
regolarità dei cicli di studio, le bocciature e gli abbandoni, i tassi di frequenza degli alunni, i
tassi di assenza dal servizio del personale Docente e non Docente, il funzionamento degli
Organismi di programmazione ( Commissioni di Lavoro, Collegio dei Docenti, Consigli di
Classe,Consiglio d’Istituto, Giunta Esecutiva, Assemblee Genitori).
La valutazione delle competenze del Personale Docente riguarderà il livello di conoscenza
delle teorie, delle tecniche e degli strumenti della programmazione, i livelli di competenza sul
terreno della progettazione.
La valutazione del prototipo riguarderà l’analisi del rapporto fra studenti in entrata e studenti
in uscita a fine ciclo, i risultati medi di profitto in uscita, il proseguimento degli studi
superiori.
Art.26 Il Collegio dei Docenti, alla fine di ciascun anno scolastico, redigerà una relazione generale
sull’attività formativa e la invierà al Consiglio d’Istituto per gli adempimenti di competenza.
Art.27 ATTUAZIONE
La presente Carta dei servizi, prima dell’approvazione definitiva del Consiglio d’Istituto,
verrà sottoposta alla consultazione, con potere di proposta di emendamento, dei seguenti
organismi: Assemblea dei genitori, Assemblea del personale A.T.A., Collegio dei Docenti.
Art.28 Il Consiglio d’Istituto, anche dopo l’approvazione del P.O.F., in presenza di proposte e di
emendamenti, è tenuto a riunirsi entro un mese e a pronunciarsi, accogliendo o respingendo il
testo con articolata motivazione. Le proposte debbono essere sottoscritte da un decimo della
componente genitori e da un terzo della componente docente o A.T.A.
Art.29 Tutte le norme contenute nel testo definitivo della presente Carta dei Servizi sono vincolanti
per operatori e utenti fino a nuove disposizioni modificative contenute nei contratti collettivi
o disposte da successivi provvedimenti normativi nonchè dal Consiglio d’Istituto.
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PATTO DI CORRESPONSABILITÀ
-
La scuola si impegna a:
creare un clima sereno e corretto, favorendo lo sviluppo delle conoscenze e delle competenze, la
maturazione dei comportamenti e dei valori, il sostegno nelle diverse abilità, il supporto nelle situazioni
di disagio, la lotta ad ogni forma di pregiudizio e di emarginazione;
realizzare i curricoli disciplinari nazionali e le scelte progettuali, metodologiche e pedagogiche elaborate
nel Piano dell’Offerta Formativa, tutelando il diritto ad apprendere;
procedere alle attività di verifica e di valutazione in modo congruo rispetto ai programmi e ai ritmi di
apprendimento, chiarendone le modalità e motivando i risultati;
comunicare costantemente con le famiglie, in merito ai risultati, alle difficoltà, ai progressi nelle
discipline di studio oltre che ad aspetti inerenti il comportamento e la condotta;
prestare ascolto, attenzione, assiduità e riservatezza ai problemi degli studenti, così da ricercare ogni
possibile sinergia con le famiglie.
La famiglia si impegna a:
instaurare un dialogo costruttivo con i docenti, rispettando la loro libertà di insegnamento e la loro
competenza valutativa;
tenersi aggiornata su impegni, scadenze, iniziative scolastiche, controllando costantemente il libretto
personale e le comunicazioni scuola-famiglia (circolari cartacee o su web);
partecipare alle riunioni previste, in particolare quelle dell’inizio dell’anno, nel corso delle quali
vengono illustrati il P.O.F., il Regolamento della scuola, le attività che saranno svolte;
verificare, attraverso un contatto frequente con i docenti, che lo studente segua gli impegni di studio e le
regole della scuola, in modo attivo e responsabile;
intervenire, con coscienza e responsabilità, rispetto ad eventuali danni provocati dal figlio a carico di
persone, arredi, materiale didattico, anche con il recupero e il risarcimento del danno.
Lo studente si impegna a:
considerare i seguenti indicatori di condotta, responsabilizzandosi in tal senso:
RISPETTO (di persone, di leggi, di regole, di consegne, di impegni, di strutture, di orari);
CORRETTEZZA ( di comportamento, di linguaggio, di utilizzo dei media);
ATTENZIONE (ai compagni e alle proposte educative dei docenti);
LEALTÀ ( nei rapporti, nelle verifiche, nelle prestazioni);
DISPONIBILITÀ ( a migliorare, a partecipare, a collaborare).
I docenti tra di loro si impegnano a:
• condividere gli obiettivi educativi ed individuare comportamenti comuni per evitare
contraddizioni nella relazione educativa;
• collaborare tra loro per favorire la migliore organizzazione, l’interdisciplinarietà e
• l’unitarietà dell’insegnamento, nel rispetto della libertà d’insegnamento di ciascuno;
• concordare le modalità di gestione delle classi, il sistema e i criteri di
• valutazione;
• concordare comuni modalità di relazione con gli alunni e le famiglie;
• concordare comuni modalità di relazione con medici ed operatori sanitari.
Il rapporto con il territorio sarà improntato ad un costante utilizzo delle sue risorse, mediante l’
accoglimento di progetti esterni, utili e funzionali a potenziare e/o ad arricchire l’offerta formativa,
attraverso lo scambio esperienze con altre scuole, la ricerca di contatti e la strutturazione di percorsi
concordati su temi comuni,
la partecipazione ad iniziative promosse da istituzioni locali pubbliche e private,
la promozione di iniziative di interesse culturale, storico e scientifico.
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“ Il bambino non è un vaso da riempire
ma un fuoco da accendere”
( F. Rabelais )
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