ANNO II - (XVII) - N. 2 - FEBBRAIO '84
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U N A N O T A D E L L ' U F F I C I O PER LA P A S T O R A L E SCOLASTICA C E I
Il Papa ai giovani
3 - 11 - 1983
«Così il cristiano vince il male: e
voi, giovani, vincete il male con il
bene ogni volta che, per amore e
sull'esempio di Cristo, vi liberate
dalla schiavitù di coloro che aspirano ad avere di più e non ad essere
migliori.
Quando sapete essere degnamente semplici in un mondo che paga
qualunque prezzo per il potere; quando siete puri di cuore in mezzo a chi
giudica solo in termini di sèsso, di
apparenza o di ipocrisia; quando costruite la pace, in un mondo di violenza e di guerra; quando lottate per
la giustizia di fronte allo sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo odi
una nazione da parte di un'altra;
quando con la misericordia generosa non cercate la vendetta, ma arrivate ad amare il nemico; quando in
mezzo al dolore e alle difficoltà, non
perdete la speranza e la costanza
nel bene, forti della consolazione e
dell'esempio di Cristo e dell'amore
per l'uomo fratello. Allora diventate trasformatori efficaci e radicali
del mondo e costruttori della nuova
civiltà dell'amore, della verità, della giustizia, che Cristo porta come
messaggio....
Con i criteri solidi che trae dalle
sue convinzioni cristiane, il giovane
sa reagire nel giusto modo di fronte
a un mondo di apparenze, di ingiustizia e di materialismo che lo circonda.
Davanti alla manipolazione della
quale può sentirsi oggetto mediante
la droga, il sesso esasperato, la violenza, il giovane cristiano non cercherà metodi di azione che lo portino alla spirale del terrorismo: ciò
infatti lo getterebbe in un male uguale o maggiore di quello che critica e depreca. Non cadrà nella insicurezza e nella demoralizzazione,
né si rifuggerà nei vuoti paradisi dell'evasione o dell'indifferenza. Né la
droga, né l'alcool, né il sesso, né
una rassegnata passività acritica sono una risposta di fronte al male. La
vostra risposta deve venire da una
posizione sanamente critica: dalla
lotta contro la massificazione nel
pensare e nel vivere, che a volte si
cerca di imporvi. che si offre in tante letture e mezzi di comunicazione
sociale.
Giovani! Amici! Dovete essere
voi stessi, senza lasciarvi manipolare, mantenendo solidi criteri di comportamento.
Prime valutazioni e orientamenti
sulle classi a tempo prolungato
Il 22 luglio dello scorso anno sono usciti un Decreto e una Ordinanza Ministeriale, seguiti a pochi giorni di distanza da una circolare esplicativa <n. 217 del30 luglio 1983) c oncernenti tutta la applicazione del dettato delle leggi517 e 270 sulle «classi a tempo prolungato». Il problema del « Tempo Prolungato» è stato già oggetto di
dibattito all'interno del mondo cattolico e l'Ufficio della Pastorale
Scolastica della CEI è stato sollecitato a esprimere una valutazione
e ddre orientamenti.
In attesa della Consulta Nazionale che si terrà
fra qualche giorno (il 18 gennaio prossimo) l'Ufficio Pastorale ha
diffuso la seguente nota a firma del Segretario Mons. Rovea che
anticipa un certo orientamento di fondo, che sarà meglio precisato
dalla
Consulta.
L'iniziativa del Ministro della P.I.
s'inserisce in una serie di innovazioni che la scuola sta operando per «disciplinare» le varie esperienze di
«integrazione scolastica» in atto nel
nostro Paese, non sempre ben importate e rispondenti a precise e
chiare finalità educative.
Va chiarito subito che si tratta di
iniziativa non obbligatoria, ma facoltativa, affidata alla libera scelta delle
singole famiglie.
Anche il numero delle classi da istituire è subordinato al numero delle richieste espresse dalle famiglie:
e questo è un dato fondamentale.
La necessità di conoscere per
tempo (cioè alla data delle preiscrizioni) il numero delle famiglie che
chiedono questo servizio alla scuola è comprensibile: la scuola deve
poter predisporre per tempo tutto
ciò che l'organizzazione di questo
servizio comporta (attrezzature, spostamenti di insegnanti, programmazione educativa e didattica ecc;.).
Anche l'«irrevocabilità» dell'iscrizione per tutto l'anno scolastico (non
per tutti i tre anni della scuola me-
dia, come si ha buoni motivi di ritenere che sarà corretta la prima circolare di accompagnamento) risponde alla stessa comprensibile esigenza di organizzazione scolastica.
Accanto alle classi <-a tempo prolungato» funzioneranno le classi ad
orario normale per gli alunni che non
hanno fatto richiesta di usufruire del
tempo prolungato.
Il «tempo prolungato» andrà da
un minimo di 36 ore ad un massimo
di 40 (e cioè da 2 a 3 pomeriggi alla
settimana): e potrà essere praticato
solo in quegli istituti che siano forniti
di attrezzature adeguate e sufficienti.
Da un punto di vista pedagogico
esso dovrà essere considerato in
prospettiva unitaria con la programmazione curricolare e costituirne una integrazione ed un prolungamento: comporta pertanto anche alcuni
accorgimenti per quanto riguarda le
attribuzioni ed i compiti degli insegnanti. che qui non è il luogo di precisare.
Il giudizio da dare e l'atteggiamento da assumere di fronte a questa «innovazione» (che andrà in vigore a
partire dall'anno 1984 - 1985) deve
essere di molta serenità ed obiettività: né di rifiuto aprioristico (quasi si
trattasse di un ulteriore tentativo
per sottrarre i ragazzi ai compiti educativi della famiglia e degli altri
ambienti educativi di cui hanno bisogno), e neppure di accettazione entusiastica ed acritica.
Va affermato con chiarezza che il
«tempo prolungato» (come a maggior ragione «il tempo pieno») non è
di per sé un fatto positivo ed una
realtà educativa: è semplicemente
un mezzo di cui la scuola può avvalersi per farne una occasione di più
piena educazione per l'alunno. Ma
ciò esige tutta una serie di condizioni che si possono qui riassumere in
una parola: impostare la programmazione educativa e didattica delle
classi in modo da utilizzare positivamente anche la presenza del tempo prolungato, e mettere preventivamente le famiglie a conoscenza di
questi progetti di programmazione
(finalità, obiettivi, metodi, strumenti) in modo che siano in grado di
operare consapevolmente la loro libera scelta.
E necessario fare ogni sforzo per
mettere al corrente, le famiglie della
nuova realtà, aiutandole ad affrontarla in maniera responsabile. Ma è
altrettanto necessario operare in modo che le realtà educative di ispirazione cristiana che operano al di fuori della scuola al servizio della gioventù, siano talmente presenti e pedagogicamente qualificate tanto da
poter offrire (senza atteggiamenti di
contrapposizione) ambienti e servizi
educativi a quanti non intenderanno
usufruire del «tempo prolungato».
COMUNE DI MONTEFIASCONE
BANDO DI CONCORSO
- 2 Posti di Vigile Motociclista;
- 1 Posto di Autista Messo Notificatore;
- 4 Posti di Assistente.
Chi volesse concorrere è tenuto a prendere visione delle condizioni richieste presso il
C o m u n e stesso e far pervenire alla Segreteria Comunale domanda di ammissione su carta
bollata e n t r o e non oltre le ore 12 del trentesimo giorno dalla data di pubblicazione del
bando.
Il bando porta la data del 9 gennaio 1984.
LA VOCE
pag. 2
Ora pure con il codino!
Tempo fa si è presentato a casa mia un uomo,
in verità gentile, affabile, aveva «il codino» come
i cinesi. Voleva convincermi ad una religione che.
se non erro, chiamava Krishna. Io ho risposto
che era di troppo quella che avevo e non avevo
bisogno di altro. Sono i testimoni di Geova o
un'altra setta?
G.R.
Il movimento di cui parla è il «Hare Krishna»
fondato negli Stati Uniti nel 1966 da un uomo d'affari indiano, Abbay Charan De, noto come Sua
Grazia Divina A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, il quale dichiarava che Krishna, divinità
indù, era l'essere supremo. Prabhupada chiedeva
ai suoi discepoli di devolvere denaro e beni al movimento, di far voto di povertà, di non toccare mai
carne, alcolici, tè o caffè. Le abitudini di vita del
leader erano meno austere, girava infatti su automobili di lusso, attorniato da servi. Basta questo
poco per farci capire che non è una cosa seria
quindi... non ti curar di lor, ma guarda e passa!
È una setta che sembrerebbe non avere a che
fare nulla con i testimoni di Geova, anche se possono andare bene le parole di Dante pure per questi ultimi! (Vedere «Selezione» di novembre 1983 a
pagina 38)
«Era di troppo quella che avevo!»
La nostra religione «cristiana» non è mai di troppo se compresa, soprattutto se vissuta bene; dà
significato alla vita e risulta liberante da tanti condizionamenti. Approfitti di questa esperienza per
approfondire un po' di più la religione nella quale
è nato e vissuto.
Onore
all'Arma Benemerita
Egregio Direttore.
sento il dovere di ricorrere alla Sua benevola
ospitalità per esternare, tramite il Suo giornale
ed unitamente alla mia famiglia, i più sinceri ringraziamenti ed un vivo elogio a due Appuntati
della nostra Compagnia di Carabinieri e cioè: agli
Appuntati C.C. Cortonesi Ottavio e Mirarchi Raffaele che. il giorno 6gennaio c.m. (Epifania n.S.).
senza alcun indugio e tanta generosità, sono saliti
sul tetto della mia abitazione e. con semplici mezzi di fortuna, sono riusciti a domare un incendio
che si era sviluppato nella canna fumaia del caminetto.
Devo sottolineare che. non trovandomi in casa
per motivi di lavoro, senza il Loro repentino intervento, l'incendio avrebbe potuto assumere ben
più vaste proporzioni con imprevedibili danni per
l'abitazione stessa.
Voglio sperare che. quanto espostoLe. comporti anche un «meritato» apprezzamento anche
da parte dei Superiori di detti valenti Appuntati,
soprattutto considerando l'estremo clima di «egoismo» in cui viviamo che. fortunatamente per
noi, non ha ancora inquinato quest'Arma Benemerita!
Ringraziando pei l'ospitalità. La saluto cordialmente.
( F.SARK MOCINI
PERSONAGGIO DEL MESE
PER GRAZIA... DA RICEVERE
In fondo, l'intento ministeriale su tale questione mi
pare sia quello di offrire ai nostri ragazzi tutte quelle
opportunità educative che spesso né la scuola tradizionale né la famiglia riescono a dare.
Perché, dunque, rifiutare a priori un'idea di per sé
valida?
Nella scuola materna i bambini dai tre ai sei anni
permangono fino alle 16,30, mensa compresa.
In numerose scuole elementari della provincia è diffuso il Tempo Pieno per bambini dai 6 agli 11 anni.
Senza uscire di casa, proprio a Montefiascone esiste
una scuola a tempo pieno che a tutt'oggi non mi pare
proprio aver prodotto risultati «poco soddisfacenti» dal
momento che continua ad essere scelta da numerose
famiglie.
Se mi si concede, io penso che il problema, tutto
sommato, sia all'interno dell'istituzione scolastica stessa: laddove sono i capi di istituto e gli stessi insegnanti a
non credere nelle innovazioni è non solo inutile ma
soprattutto dannoso chiedere per i nostri figli ciò che in
effetti non avranno mai. ovvero in modo errato. Laddove, invece, è l'istituzione scolastica stessa a promuovere iniziative affinché i ragazzi abbiano più opportunità educative, possano essere maggiormente compresi
dagli insegnanti ed aiutati a crescere più armonicamente possibile, come professionista nella scuola non esiterei a consigliare i genitori a chiedere il tempo prolungato
per i propri figli.
Umberto G. Ricci
Al Sindaco
di Montefiascone
D'altra parte, non mi sembra che la nostra comunità
montefiasconese offra molte possibilità per attività ricreative, istruttive o sportive, se non dietro compensi
pecuniari. E per chi non se lo può permettere?
Gent.mo Sig. Sindaco,
a nome degli amici della Cattedrale e mio personale desidero esprimerle un vivissimo ringraziamento per la suggestiva, magnifica immagine della
Basilica di Santa Margherita illuminata, offerta in
dono, in occasione delle recenti festività, non solo
ai montefiasconesi ma a tutti coloro che hanno la
possibilità di ammirare il nostro bel Colle.
GIUSEPPE FERLIZZI
Gent.mo Direttore,
in riferimento all'articolo «Il tempo prolungato» apparso su «La Voce» n. I del gennaio '84, confesso di
essere rimasto meravigliato dal tono estremamente allarmistico con cui l'anonimo autore ha presentato tale
importante innovazione nella scuola media.
Non si vede, perciò, come non possa essere tollerabile un carico - orario settimanale di 36 o 40 ore per
ragazzi di 11 - 14 anni se lo è per bambini più piccoli.
E probabile che tra i tanti motivi che hanno spinto alla
istituzione del Tempo Prolungato ci siano quelli «occupazionali, sindacali, ecc.», ma viene il sospetto che chi
adduce soltanto questa giustificazione sia spesso una
persona interessata che sente minato il proprio prestigio professionale o, peggio, che teme di sentirsi oberare
da un maggior carico di lavoro e di impegno.
Caro Direttore,
due righe di risposta alla lettera degli amici
Checchino Morleschi e Renato Belardi me le devi lasciar dare. I nostri affermano che io scriverei
sovente o per grazia ricevuta o da ricevere: finora non è stato così; vogliono loro cominciare a
mandar qualcosa, magari attingendo al proprio
superfluo?
A questo punto sarei tentato, Sig. Sindaco, di
rivolgermi alla Sua cortese disponibilità, per chiederLe, se possibile, di non spegnere più i riflettori
che, finalmente piazzati in idonea posizione, rendono sublime il godimento di tale ineguagliabile
spettacolo notturno.
La spesa, mi auguro, non sia insostenibile ed, al
limite, un piccolissimo ritaglio della So. Co. F. non
sarebbe utilizzabile...?
E se infine vi fossero delle insormontabili difficoltà, forse un gruppo di cittadini (ovviamente me
compreso) potrebbe essere disponibile ad autotassarsi per questo. •
Comunque cerchi di attribuirsi il merito di quanto sopra; la cittadinanza lo apprezzerebbe ricordandoselo al momento opportuno.
Mi scusi il fastidio arrecatoLe ed accolga i più
fervidi auguri di buon lavoro.
Il «tempo prolungato»
" i/e cA t>o~ /e, t-A RiFofi>iA ! »
Disegno: Z E L I N D O G I A N L O R E N Z O
-I.A VOCEMensile di Montefiascone
Direnar,
AGOSTINO BALLAROTTO
Responsabile
ANGELO GARGIUl I
Direzione. Redazione Amministrazione: 01027
Montefiascone.
Via Trento,4-Tel.
86050-c.c.p.
12158010 intestato a: Parrocchia di S. Margherrita 01027 Montefiascone - Viterbo
Autori/i.ne Trib.le Viterbo n. 272 del 4-12-1982
Tipografia «Silvio Pellico» s.d.f.
C.so C'avour.62-Montefiascone (VT)-Tel. 86297
Ancora: quanti sono oggi i genitori che possono seguire i figli sia nel lavoro scolastico sia nel tempo libero?
Certo, deve essere la famiglia la prima responsabile
dell'educazióne dei figli, ma quando per vari motivi ne è
impossibilitata chi può sostituirsi ad essa se non le
istituzioni scolastiche?
Infine, il carattere facoltativo che il D.M. pone al
tempo prolungato mi pare sia di per sé garanzia di buoni
intenti: facoltà nel chiedere il tempo prolungato; facoltà
nel chiedere la mensa all'interno del tempo prolungato.
Ma forse la considerazione da fare è un'altra: sono gli
insegnanti di scuola media pronti ad attuare una simile
forma di intervento?
Come vede, gentile Direttore, c'è bisogno di molta
informazione sull'argomento a patto che sia chiara ed
obiettiva e non soltanto ed unicamente allarmistica.
Per questo auspico che i capi d'istituto si facciano
promotori di incontri con i genitori dei futuri utenti
affinché li mettano in condizione di scegliere con serenità il tipo di scuola più adatto per i propri figli.
Nel ringraziare per l'ospitalità, invio distinti saluti ed
un augurio di sereno e proficuo lavoro per il 1984 a tutta
la redazione de «La Voce».
ENZO DE BENEDETTI
Direttore didattico
del Circolo di Valentano
pag. 3
LA VOCE
Vecchie Foto
Febbraio è il mese del Carnevale; e al Carnevale del 1947 risale questa fotografìa
che
riproduce una festa da ballo tra
amici in casa di uno di essi.
Nello sfondo è visibile qualche strumento musicale dell'orchestrina che accompagnò
le
danze; a sinistra, il maestro Cataldi, armato di fisarmonica.
Ed ecco ¡partecipanti alla festa che si tenne in casa Renzi, in
una sala bellamente
adornata
con luci e stelle filanti:
-fila in alto: Augusto Presciuttini, Concetta
Luigi Ferlizzi
Della Casa, Gigliola Boiardo, Giulio Lozzi, Anita
Della Rosa, Teresa
Perfetti,
Franca Ricca, Luigi Della Rosa,
Liliana Chiavini e Carlo Ferrerò;
-fila in basso: Elsa Gasparri,
Pompeo M. Renzi, Agatino Cernitori in Magno, Elsa Renzi, Antonio Magno, Laura Benedetti,
Elio Ciucci, Pietro Volpini, Marisa Benedetti, Rita Leonardi e
Giuseppe Ferlizzi.
GLI ETRUSCHI
di P I E T R O V O L P I N I
Da questo numero la terza pagina diviene la PAGINA CULTURALE de « La Voce » ed
accoglierà solo articoli di cultura, che riguardino, beninteso, la nostra civiltà (storia,
tradizioni, arte, personaggi ecc. della terra falisca). Tutti possono naturalmente
collaborare, inviando i loro scritti, che saranno senz'altro pubblicati se ritenuti validi e corrispondenti alle caratteristiche che abbiamo sopra esposto.
Per iniziativa della Regione Toscana e della Regione Lazio si celebra l'ANNO DEGLI ETRUSCHI:
infatti il 1984 è stato indicato come
l'anno di importanti manifestazioni
per ricordare questo antico popolo
italico, ancora tanto misterioso, che
visse anche nella nostra terra e
scomparve sommerso dalla dominazione romana.
,
Origine degli Etruschi
Non si conosce esattamente la
provenienza di questo popolo. Esistono varie teorie su ciò: Erodoto
dice che emigrarono dalla Lidia sotto la guida di Tirreno, figlio del re di
quella regione; Ellanico li identifica
con il nome di Pelasgi; Anticlide parla di un'emigrazione di Pelasgi guidata dal lidio Tirreno; Dionigi di Alicarnasso sostiene invece che si
trattava di un popolo autoctono, di
nome Rasenna. Una teoria moderna infine dice che gli Etruschi discesero dal nord. Ma una nazione si
forma pian piano, dall'unione di vari elementi che possono avere anche origine diversa, ma che una volta insieme creano una propria civiltà. Perciò possiamo dire che la formazione degli Etruschi, qualunque
sia la loro provenienza, si realizzò
nella regione italiana in cui vissero.
La sede
Gli Etruschi si collocano geograficamente nella zona compresa tra
l'Arno ed il Tevere. Grandi navigatori, estesero il loro dominio a nord,
nella cosiddetta «Etruria padana» e
a sud, nel Lazio ed in Campania,
lungo le coste. A Roma tra la fine
del VII e l'inizio del VI secolo a.C.
regnò una stirpe di re etruschi.
La lingua
Appartiene al gruppo non indoeuropeo. Non è affatto vero che non
sia decifrabile. L'alfabeto etrusco è
leggibile in ogni suo elemento. Ciò
che invece impedisce di giungere ad
una completa interpretazione è il numero limitato, la brevità ed il contenuto pressoché uguale dei testi pervenuti. Si tratta di circa 10.000 iscrizioni, incise o dipinte su tombe, sarcofagi, vasi e oggetti vari, a carattere per lo più funerario e votivo. In
esse troviamo il nome del defunto,
l'età, i figli che aveva, le cariche
ricoperte in vita, oppure il nome dell'offerente e della divinità cui veniva fatta l'offerta. Del vocabolario
etrusco conosciamo quindi i nomi
propri di persone e di divinità, alcuni verbi, i numerali, vari nomi comuni che riguardano il mondo religioso e funerario. la parentela e l'organizzazione politico-sociale. I documenti più importanti sono: le lamine d'oro di Pyrgi, una tegola iscritta (da Capua). un cippo (da Perugia), un dado d'avorio con i primi
sei numerali scritti in lettere, ritrovato a Tuscania. Gli Etruschi nella
maggior parte dei casi scrivevano
da destra a sinistra.
La società
Gli Etruschi non costituirono mai
uno stato unitario; ogni città aveva
un proprio governo. Le città principali erano: Tarquinia, Vulci, Vetuionia, Roselle, Populonia, Vulsinii,
Chiusi, Perugia, Cortona, Arezzo,
Fiesole, Volterra. Veio, intorno alle
quali gravitavano i centri minori.
Queste città si riunivano in una lega
a carattere religioso, politico e militare, che aveva il suo centro nel Fanum Voltumnae, santuario del dio
nazionale etrusco (sorgeva sul colle
di Montefiascone?). Il sistema di governo fu inizialmente monarchico
(re lucumone), poi divenne oligarchico. Nel sistema monarchico il lucumone deteneva il supremo potere
giudiziario, era il capo dell'esercito
e della religione; suoi attributi erano
lo scettro, la corona d'oro, la toga
palmata, i fasci. Nel regime oligarchico esisteva un senato ed una magistratura suprema. Tra i magistrati
ricordiamo: lo zilx, il purth, il maru.
Molto importanti erano i sacerdoti
(cepen); tra questi si distinguevano
gli aruspici (metsvis), che portavano un berretto cilindrico ed un manto frangiato.
Vita e costumi
I banchetti erano accompagnati
da musica e danze; lo strumento più
usato era ii doppio flauto. Altri strumenti erano la lira, la cetra e la tromba (dritta, curva o circolare). Ai ban-
chetti partecipavano anche le donne. Dai dipinti J'uomo appare vestito di una tunica su cui si portava un
manto di stoffa più pesante e colorata (tebenna, cioè toga); le donne
invece portavano una tunica pieghettata, fermata sotto il seno da una cintura, e sopra di essa un manto
dipinto a larghe pieghe. Famose erano le calzature etnische: tipici i
«calcei repandi» (babbucce ricurve
ed allungate in alto dietro), i sandali
bassi e gli stivaletti.
Fino al VI secolo gli uomini portavano barba e baffi lunghi; poi andarono senza barba e con capellli
corti. Le donne portavano le chiome lunghe, legate a coda, oppure
sciolte, a riccioli lungo le gote, a corona sul capo. Prima del V secolo
a.C. erano di moda vari copricapo;
il più usato era il tutulus, un berretto
a cupola, di stoffa ricamata. Le donne usavano portare molti gioielli
particolarmente sfarzosi nel secolo
VII a.C. e nel periodo ellenistico.
Gli Etruschi erano molto esperti nelle tecniche di lavorazione dell'oro e
rimasero insuperati nella «granulazione», di cui non si è ancora scoperto a pieno il segreto.
Tra le armi ricordiamo: l'elmo di
bronzo, le corazze (prima in tela,
poi in bronzo), gli scudi, forse in legno o cuoio. Numerosi i giochi e le
gare sportive, di cui si ha un esempio nel piccolo fregio della «Tomba
delle Bighe» a Tarquinia.
(continua nel prossimo numero)
LA VOCE
pag. 4
A letto...senza cena
Gli fanno sparire il pranzo da sotto il naso e lui
si rivolge al Pretore. E accaduto presso la casa di
riposo ex ONPI di Montefiascone dove un anziano ospite essendosi momentaneamente assentato dal refettorio ha avuto l'amara sorpresa di dover andare a letto senza cena... come ai bei tempi
della propria fanciullezza. Ma il signor Cesare
Sensi non è stato allo «scherzo» ed ha inviato una
bella denuncia al Pretore e a noi per la pubblicazione:
«.. .il giorno di Capodanno mi sono trovato assente - scrive il signor Cesare - e non mi hanno lasciato assolutamente niente della mia spettanza
giornaliera: panettone compreso...» Secondo la
denuncia anche altri ospiti della casa avrebbero
subito uguale sorte. L'anziano ospite ad un certo
punto scrive: «Ora mi domando il perché di queste persone...operanti o inservienti nostri...dimostrano e si comportano con tanta di quella
priorità e padronanza assoluta e che vogliono
fare come è loro antico costume...di fare appropriazione indebita... ». La prosa è quella che è ; la
mano trema mentre scrive, il signor Cesare, pur
essendo lucido e vispo, non è più...tanto giovane. La denuncia ci sembra chiaramente rivolta
contro gli addetti alla ristorazione della casa.
«Essi - scrive il signor Sensi - non hanno nessun
diritto di appropiarsi di tali merci perché sono
tutti ben pagati. È molto tempo che il Comune
(lui dice «direzione comunale») è al corrente di
tutto ciò che accade, di queste malefatte e lasciano correre, facendo le orecchie da mercante,
mentre a noi anziani ci ridono in faccia...». Più
oltre il denunciante scrive: «Se avete qualche
persona di vostra fiducia...interpellateci, ne saremmo talmente grati e ne sentireste di quei tanti
reclami e di tante cose ingiuste che ci fanno subire specie dal lato igienico e sanitario...».
Infine l'ospite accenna ad una commissione di
ospiti che avrebbe dovuto controllare l'entrata e
l'uscita dei generi alimentari ma che non ha potuto mai operare.
MALAPENNA
A scuola
con il computer
Il Liceo Scientifico di Montefiascone, per me
rito del*nuovo preside prof. Dante Sbarra, è state
incluso nel programma della Comunità Economica Europea che prevede il rinnovo dei metodi
di insegnamento attraverso l'uso dei computer.
A tal fine la Cassa di Risparmio della Provincia di
Viterbo ha dotato il Liceo di un'attrezzatura
computerizzata di base ivi compresi dei calcolatori elettronici stampanti. Gli insegnanti dell'istituto, a turno, partecipano a corsi di aggiornamento sull'uso dei computer tenuto da specialisti
di alto livello tra cui il prof. Vacca, il cui onorario
giornaliero si aggira sulle 400.000 lire. Il Liceo di
Acquapendente e Montefiascone è l'unico istituto scolastico superiore nel territorio inserito in
questo programma rivoluzionario che cambierà
radicalmente, nel tempo i metodi di insegnamento tradizionali.
Manovrando il calcolatore il professore potrà
predisporre la lezione con metodo razionale e più
facilmente reperibile dall'allievo. Non solo la
matematica e le scienze, come in un primo momento potrebbe sembrare, si gioveranno del computer, ma anche la filosofia, il latino, le lettere.
Insomma tutte le materie di insegnamento, sia
scientifiche che letterarie o artistiche potranno
essere insegnate con l'impiego dei sofisticati calcolatori elettronici.
COMMOVENTE GARA
DI SOLIDARIETÀ
PER I BAMBINI DI
VILLA S. MARGHERITA
Ricca b e f a n a per i piccoli ospiti di «Villa
S. Margherita» di Montefiascone, gestito dai
Padri Concezionisti. Si è trattato di una vera
e propria gara di generosità, cui ha partecipato l'intera popolazione della cittadina Falisca, che ha depositato migliaia di doni sotto
l'albero di Natale e vicino al presepio, allestiti nella piazza centrale, p e r iniziativa dei
commercianti locali, coordinati da Roberto
Francia.
Doni preziosi che hanno fatto felici i bambini di Villa Santa Margherita, che sono un
p o ' nel cuore di tutti i montefiasconesi. Infatti l'iniziativa della befana non è isolata e
unica; nel corso dell'anno i bambini handicappati dell'Istituto possono godere dell'attenzioni di gruppi giovanili di famiglie e di
singole persone che hanno per loro un sorriso, una carezza, un regalo.
U M B E R T O G. RICCI
Interventi di Alta Chirurgia all'Ospedale di Montefiascone
Dopo il promettente avvio della Chirurgia del
Torace, l'Ospedale di Montefiascone torna a far'
parlare di sé con il difficile intervento di Chirurgia Vascolare, eseguita dal primario chirurgo,
prof. V. Pugno, il quale ci ha rilasciato la seguente intervista:
Professore, di che tipo d'intervento si è trattato?
In un mio paziente di 56 anni che mi ha raggiunto da Frosinone ho asportato un aneurisma
dell'aorta addominale che, come è noto, è la più
importante e grossa arteria del nostro organismo.
L'aneurisma è una dilatazione patologica su base
aterosclerotica dell'arteria che può improvvisamente rompersi con inevitabile morte del paziente per emorragia infrenabile. Tolto l'aneurisma,
che era grande come un cocomero, ho sostituito
la parte malata con un'arteria artificiale ristabilendo il normale flusso arterioso agli arti inferiori.
Si tratta di un intervento lungo (è durato circa 7
ore), estremamente delicato, che comporta, oltre a notevoli problemi di ordine chirurgico, anche estreme difficoltà di tipo anestesiologico ed
internistico. L'aneurisma infatti può improvvisamente rompersi nel corso dell'intervento con emorragia mortale; in alcune fasi dell'operazione
è necessario interrompere l'afflusso del sangue a
tutta la parte inferiore del corpo, dall'ombelico in
giù, per poter impiantare la nuova arteria artificiale; alla fine dell'operazione, poi, occorre riattivare il circolo per impedire che tutta la parte
inferiore del corpo vada in gangrena. Insomma, i
problemi da risolvere sono molti!
L'intervento è perfettamente riuscito grazie
all'impegno fattivo dei miei collaboratori, dell'equipe anestesiologica guidata dal dr. S. Tasciotti
e degli specialisti cardiologi della divisione medica diretti dal primario dr. A. Compagnoni. Un
particolare elogio sento di dover rivolgere, anche
in questa sede, al personale paramedico della
sala operatoria e della divisione chirurgica che ha
dimostrato di possedere, anche in questa difficile
circostanza, una grande professionalità e, quello
che più conta, un estremo senso del dovere.
Ma allora, professore, è possibile sostituire le
arterie come i «tubi dell'acqua»?
Si oggi è possibile anche se, come è ovvio, si
tratta di interventi eccezionali.
Professore, ma perché questa aorta era così
malata?
È da tempo noto che la evoluzione industriale
della società, se da un lato ha portato ad un indubbio miglioramento delle condizioni di vita,
dall'altro è stata la principale responsabile del
progressivo aumento dell'arteriosclerosi in tutte
le sue manifestazioni (cardiache, renali, cerebrali. periferiche ecc.). Si tratta quindi di una vera e
propria malattia del benessere favorita da scorrette abitudini alimentari e dalla vita sedentaria.
Arrivando nel viterbese ho potuto constatare
come anche in questa regione la malattia arteriosclerotica sia enormemente diffusa nella popolazione.
Si tratta di malati che, se lasciati a se stessi,
vanno inevitabilmente incontro a progressive lesioni necrotiche degli arti fino a renderne necessaria l'amputazione. Fino ad alcuni mesi fa questi pazienti, se non volevano presto o tardi perdere l'arto, dovevano «emigrare» verso i centri di
Chirurgia Vascolare romani o della Toscana con
un non trascurabile impegno economico e psicologico.
Oggi la situazione è diversa; grazie al mio personale impegno (ho avuto come Maestro un grande chirurgo vascolare, il prof. A. Puglionisi) sostenuto dall'appoggio dei miei collaboratori e degli specialisti della divisione medica, è stato creato nell'Ospedale di Montefiascone un ambulatorio interdivisionale per lo studio delle malattie
delle arterie e delle vene.
Siamo attualmente in grado di eseguire tutte le
indagini antiche e moderne per una precisa diagnosi ed un adeguato trattamento medico e chirurgico di questa patologia.
Padre Ludovico Polat, il direttore di Villa
S a n t a Margherita, ci ha dimostrato, raggiante di felicità, una stanza colma di pacchi
piccoli e grandi. Si tratta dei doni raccolti il
giorno della befana: dolci, vestiario, giocattoli ed ogni ben di Dio che allieteranno i
giorni di questi bambini meno fortunati dei
loro coetanei.
A proposito di bambini, questi in gran num e r o si sono recati in piazza Vittorio Emanuele per depositare i loro doni per i «fratellini» di Villa Santa Margherita. Si è trattato
s e m p r e di giocattoli nuovi o di capi di vestiario anch'essi appena usciti dai negozi.
U n a rinuncia che valorizza ancora più il
regalo da bambino a bambino; da chi ha
a v u t o un po' più dalla vita a chi è stato
privato di qualcosa fin dalla nascita.
In tempi in cui ci si aspetta che tutto venga
dall'alto, c h e tutto sia demandato allo Stato
Assistenziale, queste iniziative spontanee,
dettate dall'amore fraterno per il prossimo
che soffre, vanno segnalate ed additate al
pubblico encomio.
Li.G.R.
I
pag. 5
LA VOCE
NOTE DI AGRICOTURA
La moderna «scejetura»
del grano
L'amico Giorgio Zerbini, uno dei migliori
redattori de «La Voce» e popolarissimo per i suoi
dialoghi e poesie dialettali, ha scritto, fra le tante,
una bellissima baloccata intitolata: «La compagnia de le scejetore». Vi riporto qualche brano:
«Caporà - Che vòe? - Quanto ce date pe fa terra
nera? - Un paolo e menzo al giorno - Nun sarà un
po' poco? - Ma sente 'sta sfacciata! Hae da sape
che quante valtre scejetore nun ce guadambia
manco '1 vergaro.» Intanto la Luisa canta:
In commercio esistono moltissimi tipi di diserbanti di diverse case produttrici, la scelta deve
essere fatta in base alle diverse erbe che infestano la coltura in atto.
Prossimamente, se sarà opportuno, ritorneremo sull'argomento.
L'angolo del
Risparmiatore
a c u r a di Francesco Cecere
GIM BERTO
INVESTIMENTI S p A .
Qualcosa cambia!
Sviluppa l'Alto Lazio
«Io fò la monnarella e capo '1 giojo
le fó le mazzettine e pòe le venno
le fó la pazzerella quanno vojo!»
Mentre la Palma dice: «Ma però, Caporà scusateme tanto si ve le dico: anguastiteve che cotecara e che ruffianaccia che sete!»
Bastano poche frasi per capire le condizioni di
vita delle donne che in gruppi o «compagnie» di
venti o trenta passavano mesi interi in Maremma
per mondare le colture di grano. Erano dirette da
una «Caporala», contadina attempata e di fiducia
del padrone, dormivano nelle stalle, nei casali o
nelle grotte e spesso dovevano sottostare ai voleri del padrone con la complicità della «Caporala
cotecarae ruffiana». Oggi, la gente non deve fare
sacrifici così grossi per vivere, inoltre la mano
d'opera scarseggia e costa cara, però... le erbe
infestanti nelle colture di grano, non solo sono
rimaste, ma da quando sono in uso le mietitrebbie, sono aumentate. Ed allora: volenti o nolenti,
ecologi e no, bisogna ricorrere al diserbo chimico
se vogliamo raccogliere il grano. Il diserbante
chimico è utilissimo ma è anche un potentissimo
veleno, infatti uccide le piante, quindi attenzione! Per conoscerlo meglio proviamo a farne una
breve descrizione. Prima di tutto, come dicevamo, dobbiamo sapere che il diserbante chimico è
un prodotto che agisce sull'attività vitale delle
piante. Questa azione può essere esercitata: 1)
per contatto se l'effetto è caustico - ustionante, 2)
come veleno vero e proprio se agisce dopo essere
stato assorbito dalle foglie e dalle radici delle
piante, 3) come bombe chimiche che vanno sotto
terra a colpire le radici più o meno profondamente in base alla quantità delle sostanze organiche
presenti nel terreno. Sul comportamento dei diserbanti chimici hanno notevole influenza la luce, la temperatura, la pioggia ed il vento. Le
epoche di impiego sono condizionate dai diversi
tipi di diserbante, dai modi di lavorazione dei
terreni e dalle diverse colture. Inoltre per poter
ottenere la massima efficacia sulla maggior parte
delle infestanti, si ricorre a diverse applicazioni:
in pre - semina perché avviene prima della semina, in pre - emergenza perché avviene prima che
la coltura emerga dal terreno ed in post - emergenza perché avviene dopo che la coltura è emersa dal terreno.
UFFICIO OPERATORI
DI VITERBO E PROVINCIA
Il giorno 12 gennaio 1984 presso il cinema LUX DOVE VA IL RISPARMIATORE?
di Viterbo si è tenuto, organizzato dalla FISAFS
un convegno dallo slogan: il problema dei traRicordo che fino a pochi anni fa noi italiani ci sentisporti nell'Alto Lazio al quale hanno partecipato vamo tutti commissari unici della nazionale di calcio ed
l'On. Bernardi, membro della X Commissione ovviamente ciascuno di noi giurava sulla validità della
trasporti alla Camera; il direttore compartimen- propria formazione, fosse stata quella dei piedi buoni e
tale delle FF.SS. Ing. Mori; il capo ufficio movi- di quelli cattivi.
Poi la crisi economica, il fenomeno dell'inflazione, la
mento Ing. Coroneo; il Sig. Ricci, tecnico dell'uf- mancanza
di una politica economica governativa ci
ficio orari; il capo ufficio commerciale Dottor
hanno improvvisato consulenti finanziari, divenendo,
Martini; l'assessore comunale di Viterbo, Prof. di colpo, le persone più preparate del mercato finanziaBussi; il consigliere comunale, dirigente unico rio.
FF.SS. Sig. Badini; responsabili regionali e comQuesto è successo anche nel settore giornalistico.
partimentali della FISAFS; uno dei tanti pendo- Così testate abituate alla cronaca nera e rosa, giornalisti
della domenica della pedata, si sono avventurati nella
lari viterbesi, Sig. Brigliozzi.
giungla della finanza divenendo i più bravi di tutti.
Tale convegno è stato molto importante per- Questa digressione, che certo mi scuserete, introduce il
ché da esso sono scaturiti prima e si sono definiti quadro attuale del mercato finanziario in cui oggi il
poi ottimi miglioramenti per le linee ferroviarie «povero» risparmiatore deve muoversi.
del viterbese. Grande attenzione si è posta sulla
Questo risparmiatore aprendo il giornale legge che:
linea Viterbo - Montefiascone - Attigliano - Orte - Le
banche non sono per niente sicure e trova sempre il
che è stata potenziata tecnicamente, ne è stato
solito esempio dell'Ambrosiano e della Banca di Sinrifatto l'intero orario che andrà in vigore il prosdona: per di più il deposito bancario non è più concorsimo 2 giugno, con l'istituzione di nuovi treni che
renziale per la ritenuta fiscale del 25%.
aggiunti ai 16 già esistenti hanno reso la linea più - 1 titoli di Stato rischiano il congelamento e comunque
dovranno contribuire a tappare quel buco del deficit
moderna, più efficiente e veramente funzionale,
statale ogni anno più allucinante.
in grado di darci quel servizio che tutti si aspet- La Borsa occorre evitarla perchè riduce sul lastrico gli
tava.
sprovveduti che ci si avventurano.
Una particolare attenzione è stata rivolta alla --1 buoni e depositi postali sono cose da pochi vecchietti
stazione di Montefiascone sita in Zepponami;
e da redditività di poche lire (provare per credere).
presso di essa si fermeranno tutti i treni sia e- - I nascenti fondi comuni di investimento mobiliari ed
spressi che non; e molto presto verrà riabilitata al
immobiliari sono descritti peggio del diavolo in Chiesa; sicuramente soldi persi.
servizio merci con carri ferroviari. Di questo credo che una grande riconoscenza si debba ai diri- - Gli immobili sono in grave crisi. La seconda casa è da
evitarsi anche perché lo Stato è pronto ad inventarsi
genti delle FF.SS., in modo particolare al Diretuna tassazione al giorno.
tore E. Mori.
Così il risparmiatore che volesse farsi un'idea persoAncora una volta dati i miglioramenti suddetti,
approfittiamo per tornare sull'argomento più vol- nale prima di scegliere la forma per collocare i suoi
te toccato: il collegamento tra Montefiascone cen- sudati risparmi dovrebbe soltanto convincersi che l'unico rimedio è quello di ricorrere al dimenticato matetro e la sua stazione in modo più adeguato ed
rasso o mattone. Dovrebbe in altri termini rinunciare ad
efficiente. Tale collegamento è necessario ora, ottenere dal suo risparmio redditività per il rischio di
figuriamoci con l'entrata in vigore del nuovo ora- perdere il capitale!
rio che prevede 22 treni al giorno, tutti in coinciL'esasperazione di tale concetto fa però ben capire
denza ad Orte con i treni nazionali entro i 7 minu- come oggi non sia sufficiente usare soltanto il proprio
ti. Sollecitiamo ancora una volta le autorità co- buon senso ma occorra ricorrere, se non altro per consimunali affinché per il 2 giugno 1984 tale proble- glio, ad organizzazioni finanziarie di consulenza per
ma sia risolto ed i turisti che verranno quest'esta- avere un riscontro alle proprie scelte legate al risparmio.
Del resto la cosa è normale se ci pensate. Se avete dei
te a trascorrere le loro vacanze al camping «Amalanni fisici ricorrete al medico, se avete problemi
malasunta» non possano più fare stazione - lago a Jegali andate dall'avvocato, se avete problemi fiscali
piedi o con mezzi di fortuna.
andate dal vostro dottore commercialista; cosa di straBRIGLIOZZI PIETRO
Q u a l c u n o va incontro al tuo lavoro, risparmia del tempo prezioso!
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Per completezza di informazione vi indico i nuovi
trattamenti fiscali in essere sulle forme di risparmio a
partire dall' I-IO-1983 a seguito della legge che ha convertito il Decreto n. 512 «Visentini»:
- depositi bancari, postali, certificati di deposito, imposizione fiscale del 25%;
- accettazioni bancarie, imposizione fiscale del 15%;
- azioni, azioni di risparmio, imposiz. fiscale del 10%;
- fondi immobiliari, certificati patrimoniali, imposizione fiscale del 6% sulle plusvalenze;
- fondi mobiliari esteri, imposizione fiscale dello 0,50%
del patrimonio;
- fondi mobiliari italiani, imposizione fiscale dello 0,25%
del patrimonio;
- titoli di Stato esenti.
Riguardo ai titoli di Stato va però ricordato l'art. 11
della Legge Finanziaria dello Stato 1984 che recita:
«chiunque intende fluire di deduzioni, detrazioni o
agevolazioni di qualsiasi natura o di assegni e indennità o di prestazioni socio-sanitarie, subordinati al possesso di determinati ammontari di reddito complessivo,
deve tener conto ai fini dei predetti ammontari anche
dei redditi esenti.
ed in tale contesto rientrano gli interessi percepiti su
BOT. CCT. BPT che vanno perciò dichiarati.
LA VOCE
pag. 6
RADIO MONTEFIASCONE
al primo posto nel Lazio?
Ma perché Montefalisco?
Ogni tanto da qualche studioso di storia locale
viene avanzata la proposta di mutare il nome
della nostra città, adottando il termine «MONTEFALISCO». Non sono d'accordo su questa
proposta per vari motivi, che elencherò qui di
seguito.
I ) Nella Bolla «Cum illius» del31 agosto 1369,
con la quale il papa Urbano V elevava a Cattedrale la chiesa di S. Margherita, si legge: «
ipsum Castrum MONTISFLASCONIS... Civitatem constituimus et Civitatis vocabulo insignivimus eamque Civitatis Montisflasconis volumus
perpetuo futuris temporibus nuncupari» e cioè: «
abbiamo costituito Città lo stesso Castello di
Montefiascone e lo abbiamo fregiato del titolo di
Città e vogliamo che essa sia sempre in fututo
chiamata con il nome di Città di Montefiascone».
II pontefice, sommo nostro benefattore, scrive
sulla Bolla «Montisflasconis» non «Montisfalisci» e dichiara categoricamente che con questo
nome sia per sempre chiamata la nostra Città.
Ma anche nei documenti precedenti si trova
sempre il termine MONTEFIASCONE,
mai
Montefalisco. Vediamone alcuni:
anno 852 - dalla lettera del papa Leone TV a
Virbono, vescovo di Tuscania: «... vallem Episcopii MONTISFLASCONIS...»
1032 - dalla iscrizione situata nel tempio di S.
Flaviano: «... gens MONTIS FLASCONIS...»
/143 - dall'atto di cessione di Rodolfo, vescovo di
Tuscania: «... a secundo latere MONTISFLASCONIS et Burgum S.ti Flaviani...»
1185 - dal diploma di Federico I ai consoli e ai
borghesi falisci: «... dat. apud MONTEMFLASCONEM...»
1196 - dal diploma di Enrico VI ai viterbesi: «...
datum apud MONTEMFLASCONEM...»
1198 - dal Breve di Innocenzo III ai montefiasconesi: «... castrum MONTISFLASCONIS...»
1199 - dalla lettera di Federico li ai montefiasconesi: «... hominibus de MONTEFLASCONE fidelibus...»
1235 - dal Breve di Gregorio IX ai viterbesi: «...
nuper ad Castrum MONTISFLASCONIS, quod
est Camere Sedis Apostolice speciale...»
1261 - dalla lettera di Urbano IV a Ludovico, re
di Francia: «... declinaturi apud MONTEMFLASCONEM, castrum Ecclesie speciale...»
1267 - da un atto notarile steso a Todi: «... et ego
Petrus Rollandi de MONTEFLASCONE...»
1283 - dal Breve di Martino TV agli spoletini: «...
dat. apud MONTEMFLASCONEM...»
1291 - dal registro delle entrate e delle spese
della Camera del Patrimonio: «... idem Thesaurarius recepit a Magistro Leonardo de MONTEFLASCONE...»
1298 - dal Privilegio di Bonifacio Vili: «... ad
Palatium MONTISFLASCONIS...»
Inizio sec. XIV - dallo Statutum Vetus del nostro
Comune: «... nullus Judaeus seu Judaea debeat
ire vel vadat per civitatem MONTISFLASCONIS...»
Idem - dall'epigrafe posta sulla facciata della
chiesa di S. Andrea: «... potestas castri MONTIS
FLASCONIS...»
1316 - da un atto notarile de! Rettore Cuccinaco:
«... castrum ipsum MONTISFLASCONIS...» ?
poi: «... sigillum palatii MONTISFLASCONIS
Beati Petri...»
1333 - dall'iscrizione sul blocco di pietra che trovasi nell'atrio del nostro Palazzo Comunale: «...
dnr novem MONTIS FLASCONIS...»
E si potrebbero fare altre decine di citazioni,
ma, per non annoiare i cortesi lettori, penso che
basti così.
Soltanto dal '500 in poi cominciano ad apparire i nomi «Monte Falisco» e «Monte dei Falisci».
Il card. Castelleschi, descrivendo la marcia di
Giulio II contro Perugia e Bologna ( 1506), scrive
in versi:
«Praebuit hinc celeber Mons dulcia vina Faliscus
Detiubitque diem...»
Il cerimoniere Pericle de Grassis, riferendosi
al viaggio di Leone X a Bologna (1515) per un
colloquio con Francesco I re di Francia, scrive:
«... ad Urbe discessit spatiaturus versus Viterbium et Montem Faliscorum...»
Anche in un Breve di Leone X leggiamo: «Dilectis Filiis Civitatis nostrae Montifalisci...» e al
termine: «Dat. in Montefalisco 1111 Oct MDXVI»
e cioè il 28 sett. 1516.
Anche in due Brevi di Paolo III ( 1534 e 1537) e
in uno di Giulio III (1550) si legge: «... nostrae
Civitatis Montisfalisci...»
Pure in vari documenti del '600 e del '700 ritroviamo talora il nome «Mons Faliscus», ma sempre in scritti latini, perché in quelli redatti in
italiano si legge sempre
«Montefiascone».
Per tanto si può ritenere che «Monte Falisco»
sia la forma classicheggiante usata soprattutto
in documenti di particolare importanza dal '500
all'Ottocento, mentre il termine «Montefiascone» (in latino Mons Flascon) è stato usato sempre e da tutti.
2) «Montefiascone: già il suo nome è tutto un
programma!» così scriveva Bonaventura Tecchi
in un articolo intitolato «Il vino della nostra regione» ed apparso per tanti anni sull'opuscolo
della «Fiera del Vino».
Ed infatti il monte c'è e c'è anche il fiascone
che si innalza «nell'aria con le forme della cupola del Fontana»; ed a completare l'idea del monte con il grande fiasco c'è il vino «con la triplice
affermazione in crescendo: Est! Est! Est!, come
a dire c'è, c'è, c'è la gioia del vino e della vita
nella terra del sole», un vino che come pochi
risveglia «specie nella mente di chi è lontano
un'immagine di allegrezza, di fiducia, di campagne luminose e sempre liete«.
3) Per merito del suo vino Montefiascone è
noto con questo nome in Europa e ne! mondo. Al
posto di Montefiascone metteteci « Montefalisco»
e tutti si domanderanno che cosa sia e dove stia.
Non roviniamoci la fama! A parte poi il fatto
che, a mio modesto parere il vocabolo Montefalisco suona peggio del millenario MONTEFIASCONE, tramandatoci per generazioni e generazioni.
PIETRO
VOLPINI
OSSERVAZIONI E PROPOSTE
di Angelo Cesare Busa
Come ogni fine d'anno è tempo di bilanci e di
previsioni, di consuntivi e di progetti, sperando
sempre che con il nuovo anno si aprano nuovi
orizzonti e nuove speranze, che sia insomma un
anno «positivo» e prodigo di felicità.
Quello trascorso è stato per noi falisci un anno
che oserei definire in «chiaro-scuro», dove a cose belle ed importanti se ne sono affiancate altre
meno belle o che perlomeno lasciano un po' d'amaro in bocca. È stato l'anno del Giro ciclistico
d'Italia a Montefiascone. Il nostro «giorno da
leoni». Molti hanno commentato: «non seguino i
cento giorni da pecora!!!», ossia questa bella impresa non sia la solita cattedrale nel deserto, ma
il preludio ad altre importanti iniziative che lancino il nome della nostra città.
Già, ma è bastata una giornata particolare come questa per mettere a nudo i gravi problemi di
recettività turistica, vedi posti letto, ristoranti,
trattorie, mense, ecc. del nostro paese. Solamente una squadra ciclistica ha potuto trovare degno
alloggio, gli altri ammirati campioni hanno dovuto fare le valigie per i paesi limitrofi con grande
disappunto dei tifosi ivi convenuti in gran copia.
Cosa quindi ci ha portato questo Giro dal lato
economico? Ben poco, perché non si era pronti a
riceverlo, forse ci ha dato di più come propaganda... modesta consolazione. E che dire degli strepiti, delle contestazioni a volte semplicemente
gratuite di quei commercianti che si videro costretti, dall'amministrazione, a restare aperti addirittura... di domenica!!! Beh! Non è proprio
Momento d'oro per Radio Montefiascone!
Oggi più che mai R.M. si offre come presenza
continua nelle case di moltissimi radioascoltatori
per cui ascoltare la nostra radio è diventata una
gradita consuetudine. Tale servizio è stato recentemente migliorato dal nuovo impianto tecnico, che ci ha permesso di estendere notevolmente il campo di ricezione e di offrire la nostra compagnia ad un numero sempre più vasto di persone
E doveroso, a questo proposito, rivolgere il nostro più sentito ringraziamento a tutti quei tecnici
che con la loro opera ci hanno permesso di arrivare a questo risultato e che quotidianamente
garantiscono le buone qualità delle nostre trasmissioni. In particolare: Mauro Torri e Marco
Bronzetti.
E di questi giorni una notizia per cui, in base ai
risultati di una indagine (ISAR) svolta a Milano,
per tutte le radio della Provincia, Radio Montefiascone è risultata al primo posto tra le emittenti
più ascoltate del Lazio. A parte i facili entusiasmi
che tale fatto può suscitare va riconosciuto, come indispensabile premessa, il grande impegno
profuso dagli speakers di Radio Montefiascone, i
quali sono i veri artefici di questo successo.
Molti hanno aderito alla partecipazione ai programmi di R.M.!
Il frizzante Augustarello Dottarelli, la sempre
raffreddata Maria Assunta Ceccarelli, la spigliata Donatella Genga, l'allegra Nancy Minciotti,
l'indaffarata Patrizia Torri, la simpatica Roberta
Trapè, la cara Anna Maria Angeloni, il chiacchierone Nazzareno Cappelloni, la dolce Antonella Boccalini, l'impacciato Giuseppe Torrigiani, la graziosa Silvia Menghini, la biondissima
Ida Angeli, il bravissimo Vinicio Boldrini, l'esplosivo Mimmo Pezzato. Renzo Mocini tuttofare, la
neo-speaker Patrizia Micheletti, il neo-speaker
Arnaldo Piergiovanni, la spiritosa Olimpia Morleschi, il discotecomane Gianluca Paolini, il timido Luciano Morincasa, il veterano Gianfranco
Mezzetti, il play-boy Marco Stefanoni, la chiacchierina Margherita Manzi, il notturno Roberto
Mari.
Tutto lo staff gode naturalmente della guida
più o meno tirannica ( !), dell'ineffabile «direttore
delle trasmissioni» Massimo Ceccarelli, cui va
tutta la nostra gratitudine. Per tutti gli speakers,
l'impegno all'interno delle trasmissioni si è andato costantemente sviluppando nel tentativo di
migliorare le proprie capacità professionali, al
servizio del pubblico dei radioascoltatori.
In questo senso ognuno cerca di instaurare un
rapporto continuo «via etere», con chi si trova
dall'altro capo del filo in un tentativo di reciproco aiuto e di scambievole comunicazione.
Riceviamo infatti, con molto piacere le telefonate del nostro pubblico e accogliamo volentieri
suggerimenti e critiche che eventualmente ci
vengono rivolti.
Vorremmo insomma che i nostri programmi
fossero frutto di un'opera di costruzione portata
avanti insieme, da noi che trasmettiamo e da voi
che ci ascoltate, divertendoci reciprocamente.
Non resta dunque che augurarci che questa
Radio venga avvertita sempre più nelle nostre
zone come presenza attiva e reale, aperta alle
esigenze di tutti e sempre più potente ed efficace.
Buon ascolto e sempre in gamba con R.M. !
ANTONELLA BOCCALINI
lucendo cosi che si lancia l'industria del turismo:
perché primo si deve credere nell'idea del turismo come forza trainante l'economia, secondo si
devono impiegare sia i mezzi che i capitali per
farla progredire, terzo non ci si deve assolutamente accontentare di ciò che si è raggiunto.
(s tintinna nel pm.\.\inio
ninnerò)
ì
LA VOCE
pag. 7
Briganti a Montefiascone
di C H E C C O P R E S C I U T T I N I
Il fenomeno del brigantaggio nella nostra penisola ha interessato ed anche affascinato numerosi scrittori che se ne sono occupati, esaminando
accuratamente e scavando in profondità per rilevarne le cause: sarebbe perciò una vera e propria,
nonché inutile pretesa se volessi analizzare a fondo il problema nella sua complessità. Quello che
intendo fare è mettere in evidenza il rapporto che
i briganti, nel loro periodo... d'oro (fine del secolo scorso, inizi del nostro) hanno avuto con la
nostra cittadina.
Qualcuno potrebbe chiedermi: perché questo
interesse? A che scopo? In tempi come i nostri,
le malefatte dei briganti di un tempo ci appaiono
come mazzi di fiorellini di campo, di fronte agli
studiati e sofisticati atti di delinquenza che fanno
dei giornali e telegiornali di oggi un vero e proprio campionario di cronaca nera. In ogni modo,
però, la violenza è sempre violenza e le azioni dei
briganti di una volta sono pur sempre riprovevoli
senza mezzi termini.
Quello che andrò ad esporre è nato leggendo
«Brigantaggio sommerso» di Antonio Mattei: mi
sono accorto che il nome di Montefiascone e di
altre località del viterbese ritornavano spesso
nella storia del brigantaggio, così ho voluto evidenziare in quale misura i nostri antenati hanno
avuto parte attiva o passiva nei meriti del brigantaggio: tutto qui.
In realtà mi risulta che. tuttavia, non emersero. in linea generale, personaggi di tanto rilievo
da lasciare una traccia nelle vecchie generazioni
del viterbese e provincia.
Non possiamo tener conto, innanzitutto, che
la gente, compresa nel territorio del Lazio e della
Tuscia in particolare, reagì contro l'arbitrio, la
prepotenza e l'ingiustizia dei signori: l'ampio analfabetismo. le pessime condizioni igieniche
e la miseria proprio nera poi. costrinsero alcuni
individui a darsi alla macchia e alla montagna.
Bieche figure che agivano principalmente da sole
o. nei loro boscherecci o montani incontri, si
univano in banda, formata da due o tre persone,
per stendere un piano d'azione, spesso ingenuo e
semplicistico. Ma i più. come ho detto, operavano isolatamente per bisogno o addirittura per fame. Erano questi ultimi, insomma, «ladri di polli». che si servivano di mandatari, fermati lungo
stradicciole campestri, costringendoli, sotto la
minaccia della doppietta o dell'archibugio o di un
semplice bastone, a recarsi in questooquel casolare a chiedere, a nome del mandante, qualcosa
da mettere sotto i denti, consistente, il più delle
volte, in pane, cacio e un po' di vino.
Non mancarono certamente nel viterbese grassazioni. estorsioni e delitti, ma confrontati con
quelli avvenuti nell'Italia meridionale, dal 1870
in poi. dobbiamo pur dire che qui la proporzione
è di gran lunga maggiore, sia pure perché i briganti erano ben organizzati, sia perché secondati
ed aiutati dalla aristocrazia fedele ai Borboni,
condannata all'esilio, come ben risulta nella pi efazione al testo del Mattei.
I briganti di «piccolo calibro», naturalmente,
erano quelli che cadevano più frequentemente
nella rete della giustizia, pagando per sé e spesso
anche per gli altri.
G.B. Casti ne «La lampada di S. Antonio»:
Deii'io è iti gloria quei che ruba un regno.
Chi ruba poco d'un capestro è degno.
(novella, sest. 3)
e ancora Francesco Proto, duca di Maddaloni.
molto popolare in Napoli, in un breve componimento poetico di tono satirico e mordace:
Un ladruncolo ieri iva in prigione,
ed io chiedendo n lui per quid ragione.
"Si sa» - mi rispondea - «solito gioco:
ci là perché ho ni bufo troppo poco».
ci confermano in versi la dolorosa verità di tutti i
tempi: le ruberie e le estorsioni dei potenti fanno
storia e sono anche applaudite, mentre il furto o il
furtarello del povero e dell'umile viene sempre
severamente punito.
E quasi assurdo, oggi, fare un confronto fra la
delinquenza dell"800. pur figlia del sottosviluppo culturale e della miseria economica e sociale,
e la mafia, la camorra e la 'ndrangheta del XX
secolo in continua espansione o associazioni a
delinquere che fanno capo ad un boss di «tutto
rispetto», aventi la loro brava base operativa,
ubicata in posti più impensati, da cui escono per
sequestri di persona, rapine ed omicidi. Che dire
ancora degli usurai di grosso calibro, dei terroristi rossi e neri, dei killers, dei trafficanti d'armi e
di droga ecc.. se non ciò che le fonti d'informazione ci «scodellano» ogni giorno? Gli assassini e
i ladroni ignoti sembrano godere poi di una sorta
di incredibile impunità e di favoreggiamento. E
proprio per tale motivo il fenomeno della camorra e della concorrenza tra bande sta dilatandosi
paurosamente.
Ma torniamo ai briganti di una volta. Senza
voler apparire campanilista, mi fa piacere sottolineare che. nell'ultimo trentennio dell"800, Montefiascone non dette i natali ad alcun malfattore,
mentre la furfanteria fioriva procacemente a Caprarola. a Marta, Soriano, Viterbo. Vignanello e
Ronciglione. Non mancarono i poco di buono in
quel di Canepina. Civitella d'Agliano, Vasanello.
Grotte S. Stefano e Vetralla. ma Caprarolaè statisticamente in testa per il maggior numero di
malandrini a cui dette i natali.
Nel libro del Mattei si dice che il brigantaggio
montano, più che quello maremmano costituì una minaccia pressoché continua per la gente della provincia di Viterbo, sebbene i malandrini
Crudo, Rufoloni, Menichelli e, più tardi. Canale,
Sinopoli. Lucciola, Facciaccia e Pipone, fossero
figure insipide, insignificanti, anziché nomi di un
certo rilievo.
Il furfante Tiburzi, che operò a lungo nella zona. fu di origine calabrese, Biagini di Farnese.
Fioravanti nacque ad Acquapendente, Ranucci
di Grotte di Castro. Latera e Pastorini furono
viterbesi. Fumetta e Bustrenga di Valentano, i
Nocchia e i Chiappa di Gradoli. Altre «stelle» di
prima grandezza scorrazzavano per il viterbese,
provenienti da Grosseto, quali Albertini e Menichetti; Bettinelli dall'Emilia: Turchi fu senese:
Sinopoli nacque in Calabria, e poi anche Morintacca toscano e Ansuini umbro.
(continua nel prossimo numero)
19 ANNI DOPO...
SI RIAPRE, SPERIAMO, LA CHIESA DEL CORPUS DOMINI PARROCCHIA DELLA FRAZIONE «COSTE
L'attesa spesso viene premiata e gli abitanti
delle «Coste» sono in procinto di vedere realizzato un sogno che era tale da 19 anni.
Dal mese di dicembre è stato firmato lo stanziamento di 150 milioni per il completamento dei
restauri della chiesa del Corpus Domini.
La storia la conosciamo tutti e tutti abbiamo
seguito ogni giorno, ogni mese, ogni anno le vicissitudini di questa Casa del Signore.
Ora. è voce comune che per il 12 maggio, festa
di S. Pancrazio, saranno ultimati tutti i lavori: la
chiesa riaprirà le porte ai fedeli e ai parrocchiani
delle Coste che hanno avuto fede per tanti anni.
I lavori da ultimare all'interno sono tanti: l'intonaco, la pavimentazione, l'altare, il fonte battesimale. l'ambone, l'impianto elettrico e acustico. il riscaldamento ed altro. All'esterno la scala
di accesso e il piazzale.
Per il momento solo due operai stanno staccando il vecchio intonaco e il tempo stringe: sembra che per fine mese dovrebbe lavorare una
squadra completa, di quanti elementi non lo sappiamo. Noi non ci stanchiamo di ripetere: non
perdiamo tempo, non arriviamo con il fiato in
gola, non aggraviamo i costi con la loro levitazione, non tiriamo fuori scuse.
I «festaroli di S. Pancrazio» hanno già programmato le manifestazioni, sono stati presi contatti con la banda musicale dei «Ragazzi di Pompei». con il coro «Cicala canora» di Bergamo,
con gruppi folcloristici, pirotecnici, insomma le
feste saranno memorabili.
Alla apertura della chiesa interverrà il nostro
Vescovo Mons. Luigi Boccadoro e in quel giorno
si avvicineranno all'altare i giovanissimi per la
prima comunione e per la cresima.
Nessuna occasione poteva essere più propizia,
la chiesa ritorna ai fedeli, bambini e giovanetti
sono i primi a sentire l'importanzadellagiornata.
11 23 gennaio si sono compiuti 19 anni dal giorno che la chiesa venne chiusa ai fedeli perché era
diventata pericolosa alla incolumità pubblica e
sono 19 anni precisi che arrivò dal nord il berga-
Ora non ci sono più scuse, la chiesa si riapre e
le feste e i divertimenti sono soltanto un preludio
della festa dell'anima. La chiesa sarà sempre gremita e Don Giuseppe sarà sulla porta ad attendere i fedeli.
Grazie Mons. Vescovo, grazie Don Giuseppe,
grazie Autorità chè. meglio tardi che mai. avete
stanziato i fondi: il 12 maggio mentre il Vescovo
alzerà l'Ostia consacrata, i nostri defunti delle
Coste che non hanno potuto vedere la chiesa riportata a nuovo, saranno tutti presenti per cantale il ringraziamento al Signore.
AMBULATORIO
VETERINARIO
dr. PEZZATO
dr. PALAZZETTI
tel.85051
tel.86574
masco Don Giuseppe Fucili. In questi anni ha
celebrato nel capannone che ha sostituito la chiesa: è vero che le funzioni ci sono sempre state,
che la notte di Natale i parrocchiani sono venuti
ugualmente alla S. Messa, malgrado il freddo che
si insinuava all'interno, che i poveri defunti hanno avuto la loro benedizione e che i bambini si
sono accostati alla prima comunione, ma quanti
fedeli hanno preferito andare in paese alla Cattedrale o quanti con la scusa di poco spazio nel
capannone hanno dimenticato di essere presenti
alta domenica.
VITTORI O A POLLONI
Momentaneamente
in
Verentana n. 73
Prossima
apertura
Salotti
Neo ingegnere
Via
Via C.
2
Roberto Zocchi. tiglio di Agnese Picottie nipote del carissimo D. Luigi Picotti ha conseguito
brillantemente la laurea in Ingegneria Chimica
all'Università di Roma con il massimo della votazione: I 10 su I IO. Al neo ingegnere vadano i
nostri rallegramenti con l'augurio che presto trovi soddisfazione nel mondo del lavoro.
LA VOCE
pag. 8
Ancora l'Assessore Marziantonio
Come avevamo detto il mese scorso le deleghe
dell'assessore MARZIANTONIO sono più d'una,
ecco le altre.
IL CIMITERO
Il nostro cimitero è diventato piccolo, occorre
allargare l'area e pertanto è in corso una trattativa fra le Parrocchie di S. Maria del Giglio di
Zepponami e il Comune, trattativa per ottenere
una cessione bonaria dell'area occorrente l'ampliamento del cimitero. Intanto con un mutuo di
300 milioni sono stati costruiti 600 loculi e stanno
terminando le rifiniture e l'impianto elettrico.
«Quanto costano i nuovi loculi?»
«Il prezzo stabilito dal Consiglio Comunale del
27 settembre 1983 è il seguente:
loculi 1. fila Lire 650.000
loculi 2. fila Lire 700.000
loculi 3. fila Lire 700.000
loculi 4. fila Lire 550.000
più spese di contratto e IVA»
«Però! Anche morire costa sempre più caro»
«La tariffa dei loculi copre appena le spese di
costruzione che ha incontrato il Comune e non
abbiamo mai pensato di fare un guadagno su un
servizio del genere.»
«Allora il culto dei defunti è un guadagno solo
per le imprese di pompe funebri, marmisti e fiorai. »
«Certo il loro è un mestiere, il nostro è un
servizio al cittadino. Il personale addetto: due
custodi attendono alla pulizia e alla tumulazione.»
LA POLIZIA URBANA
Il corpo della Polizia Urbana di Montefiascone
è attualmente sottorganico, dei 16 elementi previsti ne sono in servizio soltanto 12:
il Comandante, due Vice Comandanti, un Vigile
Motociclista, otto Vigili Urbani. Tutti assunti mediante concorso sono ottimi elementi, educati, di
bella presenza, preparati: l'ultimo assunto appartiene al gentil sesso, una graziosa VIGILESSA che finito il tirocinio inizierà presto il servizio
esterno. Le attribuzioni demandate ai Vigili sono
tante e ne elenchiamo le più importanti:
vegliare sull'osservanza della legge e dei regolamenti emanati dallo Stato, dalla Regione, dal Comune, quali: la circolazione stradale e l'edilizia,
l'igiene, la tutela del patrimonio, l'opera di soc-
corso, il servizio informazioni, accertamenti, segnalazioni e il mantenimento dell'ordine pubblico.
« Pensare che molti cittadini credono che l'impegno de! vigile sia solo quello di applicare le
multe alle auto in divieto di sosta. »
«I compiti non sono solo i descritti, ad esempio
durante l'anno scolastico, sole, pioggia o neve, il
vigile sorveglia l'entrata e uscita dalle scuole,
affinché i nostri figli non siano esposti ai pericoli
della viabilità.»
«Quale è il rapporto fra vigile e cittadino'.'»
«Discreto, anche se non idilliaco; attualmente
questo assessorato con il Comandante Luigi Salvatori sta varando due importanti programmi:
1) migliorare il rapporto vigile - cittadino in
modo che persista una stima reciproca;
2) qualificare il vigile mediante corsi di addestramento e di formazione professionale, tenuti da esperti e dallo stesso Comandante.
Il vigile cercherà sempre di prevenire non reprimere. specialmente quando è palese la buona
fede, mentre sarà severo quando il cittadino cercherà di fare il furbo e di profittare.»
« Quale è la giornata lavorativa del vigile e quale
è stato il lavoro esterno del corpo nel 1983'.'»
«Sono state rilevate e contestate circa 3.000
infrazioni al codice della strada e le multe hanno
portato nella Cassa del Comune oltre 30 milioni;
inoltre, rilevate 40 infrazioni alle Leggi del commercio: mancate esposizioni dei prezzi, illeciti
sanitari ecc.. Tutti gli altri compiti di cui sopra
hanno impegnato i vigili che hanno percorso chilometri e chilometri per lo svolgimento delle pratiche amministrative.
Il servizio ricopre una fascia oraria di 12 ore.
dalle 07.00 alle 19.30. con l'impegno di due squadre di Lavoro.»
IL MATTATOIO
È una struttura comunale alla quale possono
accedere i macellai del posto e in seguito, completato l'ampliamento, sarà a disposizione di tutti i Comuni della USL "VT 1 con la costituzione di
un consorzio.
È stato istallato un depuratore e. con il mutuo
di 100 milioni concesso dalla Regione Lazio si è
provveduto alla costruzione di una nuova sala
per la mattazione bovini, ammodernata l'attuale
1 vitellone
1 vitello
1 suino
11.630
6.150
6.033
Queste deleghe ci hanno occupato molto spazio. ma è utile che i cittadini sappiano cosa fanno
gli amministratori del Comune. Un caldo grazie a
Franco Marsiantonio e un augurio di buon lavoro.
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lire
gli agnelli secondo il numero dei capi, la tariffa
comprende i diritti di mattazione, diritti veterinari, trasporto carni. Come si nota le tariffe sono
basse, specialmente se si considerano i servizi
predisposti, l'igiene, il controllo, ciò malgrado i
nostri contadini preferiscono ancora mattare i
suini in casa propria, con grande fatica, poca
igiene, nessun controllo veterinario; per risparmiare solo 6.033 Lire.»
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letamaia, realizzato un moderno piano di scarico
per animali in arrivo.
Si stà per provvedere ad una catena di mattazione bovini e suini, una capiente cella frigorifera, un nuovo inceneritore e il completamento di
recinzione di tutto il complesso.
Sono necessari ancora 100 milioni e l'amministrazione dovrà contrarre un mutuo con gli Istituti di Previdenza.
Il personale è costituito da un veterinario con
funzioni direttive e totale responsabilità del mattatoio; due custodi che assistono il veterinario
nelle visite alle carni, alla custodia animali ecc.,
un addetto ai servizi amministrativi è per il momento in appalto, ma dovrà necessariamente entrare nell'organico del Comune.
« Voci mi informano che gli altri servizi di mattatoio sono stati appaltati ad una azienda di Viterbo; Montefiascone non poteva fornire questo
personale con tutta la disoccupazione esistente? »
«Abbiamo aperto una gara di appalto ma nessun macellaio o esperto del nostro paese ha voluto assumersi questo onere; per fortuna abbiamo
trovato, nella provincia, una azienda interessata.»
« Vorrei chiudere con qualche dato statistico e
sulle tariffe deI servizio.»
«Nel 1983 sono stati mattati 561 vitelloni, 300
vitelli, 1.116 suini, 2133 agnelli; gli interessati
macellai o privati pagano al Comune una cifra
che varia secondo i capi;
Per una scelta sicura:
officina e carrozzeria assistei
consegne immediate, competenza e
di V i t t o r i o
LA VOCE
pag. 9
L E T T E R A A P E R T A A «M.C.»
A C U R A DI U G O CARINI
CALCIO
Sintomi di ripresa per i gialloverdi
XII Giornata: Vasanello - Montefiascone 2-1
Montefiascone: Lo Giudice, Stefanoni. G. Leonardi, Bendia, Cricco, Marconi. Nunzi. Basile.
Carini. Grossi, Valentini.
Al 40mo del secondo t. gol di Valentini.
Bella prestazione del Montefiascone, che sotto una pioggia a tratti torrenziale ha evidenziato
grande impegno e voglia di riscatto. Qualità che
qualcuno lamentava come fondamentali per ottenere un buon risultato, ma che i fatti hanno smentito. Dopo il primo tempo finito a reti inviolate, il
Vasanello passava in vantaggio all'inizio del secondo con una bella azione, che.disorientava la
difesa ospite. Il Montefiascone sfiorava a più riprese il gol del pareggio con tiri a cui si opponeva
il portiere di casa, con molta bravura. In contro
piede il Vasanello raddoppiava, sul finire della
partita, i Falisci riuscivano con Valentini a dimezzare lo svantaggio.
XIII Giornata: Montefiascone - N. Laurentina 2-3
Montefiascone: Guidoni, Stefanoni P.. Marziali. Stefanoni G..Cricco. Marconi. Nunzi. Basile, Angeli, Pesci, Grossi D..
Gol al lOmo del secondo t. Stefanoni P.. al
14mo del secondo t. Nunzi.
Continua la serie negativa dei ragazzi del presidente Angeli. Per la seconda volta fuori dalle
mura amiche, per la squalifica del comunale, i
Falisci hanno disputato la partita con la Nuova
Laurentina nel campo del Valentano.
Il primo tempo iniziava con gli ospiti subito
all'attacco su un traversone da destra, l'ala Pelliccia, colpiva di testa mettendo in rete il primo
pallone per la Nuova Laurentina, non passavano
che pochi minuti e gli ospiti siglavano ancora con
10 stesso Pelliccia. Di contro, il Montefiascone
aveva una buona occasione con Basile, che sciupava tirando sul portiere. Sul fronte opposto il
S. Lorenzo, segnava ancora per un'indecisionè
della difesa falisca. Sul finire del tempo Pesci per
11 Montefiascone, trovava anche il tempo per sbagliare un rigore. Il secondo tempo, vedeva un
Montefiascone rigenerato, voglioso di riscatto,
questa impressione veniva subito confermata
dalla rete messa a segno da Stefanoni P.. portatosi avanti per battere un corner. La pressione dei
falisci aumentava e dopo numerose azioni. Nunzi portava a 2 i goal per ¡ propri colori. Rinfrancati per le segnature, i gialloverdi andavano alla
carica del meritato pareggio. Purtroppo il risultato non cambiava fino alla fine, premiando eccessivamente la Nuova Laurentina e lasciando l'amaro in bocca ai ragazzi falisci.
XIV Giornata: Bagnoregio - Montefiascone 1-1
Montefiascone: Lo Giudice, Stefanoni P..
Cricco, Bendia, Pesci, Leonardi, Nunzi. Basile,
Grossi D.. (Angeli), Stefanoni G.. (Zucchetti).
Valentini.
15mo del secondo t. gol di Stefanoni G..
Il cambio di allenatore ha dato i suoi primi
frutti, il Montefiascone ha ottenuto di nuovo un
risultato positivo dopo ben 6 sconfitte consecutive. Nel primo tempo, le due squadre si sono equivalse nelle azioni e nel gioco. Il secondo tempo
invece vedeva un Bagnoregio deciso a fare del
Montefiascone un solo boccone. Con una bella
azione degli ex Papalini e Crocetti conclusa da
quest'ultimo, i ragazzi di Quintarelli passavano
in vantaggio; commettevano però un grosso errore allorché arretravano il loro raggio d'azione,
paghi del gol realizzato. Il Montefiascone di contro prendeva ad attaccare, alla ricerca del pareggio, che giungeva poco dopo. Sugli sviluppi di un
calcio d'angolo la palla giungeva sui piedi di Stefanoni G., la mezzala non si faceva pregare, e
caparbiamente metteva dentro il gol del sospirato pareggio. Un buon punto che fa morale e incoraggia tutta la società a continuare su questa strada.
Esonerato l'allenatore
del Montefiascone
Luigi Taddeucci. allenatore del Montefiascone, è stato esonerato dalla società.II direttivo ha
provveduto a far ricoprire la carica di allenatore
a Renato Ronchetti. La decisione dell'esonero, è
avvenuta all'indomani della sconfitta con la Nuova Laurentina. A Luigi Taddeucci un grazie per il
lavoro svolto, a Renato Ronchetti un ben tornato. Come tutti sanno. Ronchetti ha un ottimo
passato come giocatore, ha contribuito assieme
ai vari Bozicevic. Antonucci. Mezzetti, Cerusico ed altri a portare il Montefiascone in Promozione' quando la società attraversava il suo periodo migliore.
Come allenatore ha avuto diverse esperienze,
già con il Montefiascone nella stagione 78-79 e
poi a più riprese con il Gradoli. Ha dalla sua una
grande esperienza del campionato di seconda categoria.
Ronchetti si è messo immediatamete all'opera. già a Bagnoregio si sono visti i primi frutti. Ci
ha dichiarato:
«Ho accettato la conduzione della squadra dopo averla veduta all'opera a Valentano, contro la
Nuova Laurentina, una delle compagini che aspirano alla promozione; mi sono convinto che i
ragazzi non meritano la posizione che occupano
in classifica. Sono fiducioso, e con l'aiuto di tutti
tenteremo la salvezza».
Da parte nostra non possiamo che augurare al
buon Ronchetti un buon lavoro.
ATLETICA LEGGERA:
NON UNA SCONOSCIUTA,
MA UN VANTO
DELLO SPORT FALISCO
Caro M.C. (non voglio scrivere per intero il
tuo nome visto che tu, contrariamente a me, non
hai il coraggio di farlo), lascia che anche questa
volta ti dica «bravo» perché, se pur rimanendo
nascosto in un semianonimato, hai detto ai giovani montefiasconesi la verità, e cioè che sono: dei
pigri, dei buoni a nella, degli imbelli ed in parte
dei traviati e dei vigliacchi, capaci solo di criticare, ma non di reagire, di proporre un'alternativa,
solo perché ciò vorrebbe dire mettersi contro
«qualcuno», e far questo è scomodo: e può voler
dire, domani, farsi negare dei favori che si possono, invece, facilmente ottenere con il silenzio
e con voto dato nel segreto di una cabina elettorale. anche se contro i propri ideali.
Malgrado queste apparenze, caro M.C., io credo nei giovani falisci e sò che nella loro intima
realtà non sono così. Ma debbo rimproverarti
un'altra cosa! Come hai potuto scrivere: «L'atletica questa sconosciuta»?
Eppure caro ex - amico, tu, proprio tu, dovresti ricordare i giorni gloriosi della Fiamma Alto
Lazio a Reggio Calabria, a Viterbo, a Tuscania, a
Vibo - Valentia (se vuoi posso farti rivedere, e
anche pubblicare, le tue fotografie con le nostre
atlete, specie quelle di Vibo con Antonella Macchioni. con Giusy Olimpieri e... con un'Altra), e
tu, proprio tu, scrivi: «Atletica, questa sconosciuta», quasi che a Montefiascone, questa meravigliosa disciplina non sia mai stata praticata!
Etrusca Baseball
La S.S Etrusca Baseball Montefiascone si appresta ad iniziare il 1984 nel migliore dei modi: il
campo tutto da baseball che il comune di Montefiascone ha promesso di costruire, dopo 10 anni
di fruttuosa attività della società, dovrebbe prendere vita al più presto, in quanto sembra che
finalmente i lavori stiano iniziando.
Comunque l'Etrusca. in attesa di questa nuova
sede, si avvarrà dell'uso del comunale di calcio
per effettuare gli allenamenti dei ragazzi dei Giochi della Gioventù, parallelamente alla consueta
attività delle squadre maggiori che si svolgerà sul
terreno di Zepponami per l'ultimo anno.
Quest'anno l'Etrusca parteciperà ai campionati di serie C e Allievi, oltre al già citato impegno dei Giochi della Gioventù, con l'impegno di
aumentare il prossimo anno il numero delle squadre giovanili. Gli obiettivi agonistici a cui la società mira senza mezzi termini si possono riassumere nel tentativo dichiarato di vincere il campionato maggiore per creare le premesse per un
futuro a più alto livello. Gli altri impegni saranno
i tornei a cui la società parteciperà, a Modena.
Rimini e l'ormai classico torneo «Città di Montefiascone» che si svolgerà prima del campionato,
e che sarà organizzato dalla stessa società, con
l'abbinamento, quest'anno, di un torneo di softball femminile.
In attesa dell'inizio dell'attività agonistiva.
che avverrà a metà aprile, c'è stato il rinnovamento delle cariche dirigenziali della società con
la novità della presidenza affidata al giovane ed
ex - giocatore Gianfranco Lanzi. Il vice-presidente sarà Carlo Carletti. cassiere Mauro Carletti e segretario Roberto Menghini. Consiglieri:
Cesare Rastrello. Massimo Fortunati. Giuseppe
Monachello. Lodovico Mocini. Roberto Ballarotto. Roberto Francia. Pietro Jacoponi. Giancarlo De Paola. Giancarlo Piergiovanni. Giuseppe Misantoni e Aslorre Caporali.
La Fiamma Alto Lazio di Montefiascone, Campione Nazionale per la Categoria «Ragazze» neI
1976 e nel 1977, dopo l'incontro vittorioso con
l'AAA La Spezia a Tuscania il 30-7-1978.
Nell'ottobre dello stesso anno. poi. la stessa
formazione vincerci il suo quarto scudetto superando a Viterbo, la F. Sannita di Benevento e la
Mens Sana di Latina.
( La foto è già stata pubblicata su « La Voce » di
novembre 19771.
Eh no, mio caro ex - allievo ed amico, proprio
tu alteri la realtà? Tutto ciò è ridicolo, basta prendere «La Voce» del novembre 1976, dell'aprile
(credo) 1977. del novembre 1977, poi tante altre
precedenti e seguenti a quelle citate, per vedere
come l'atletica negli anni '70 era praticata a Montefiascone e con quali risultati, grazie all'oggi
tanto chiacchierato e criticato scrivente ed alla
«Sua» Fiamma Alto Lazio.
Sei titoli nazionali a Squadre nella Categoria
Ragazze, otto titoli individuali ed uno di staffetta
4 x 100 oltre ad un primato Nazionale nella staffetta 3 x 800 tuttora imbattuto: questi i risultati,
un po' troppo, forse, per uno sport «sconosciuto»
non ti pare?
Io credo, caro M.C., che sia tutta una questione diversa: una questione di organizzazione: sono convinto, infatti, che se io potessi e volessi, i
giovani e le giovani di Montefiascone risponderebbero ancora e l'atletica tornerebbe acora in
auge. È una sfida che forse tra qualche tempo ti
lancerò e allora vedremo se avevo ragione.
S E V E R I C A R L O ALBERTO
I
LA VOCE
pag. 10
È morta la somara ma Tore de Ciacià
di GIZER
Gizer: E allora t'è successa 'sta disgrazia?!
Tore: (annuisce) T'aricorde quela mattina che
veniste là? Imbè "1 giorno dopo quanno opri la
stalla pe' guernalla, la troètte che facìa '1 pénoco
su la magnatora...
Gizer: 'Na paralese?
Tore: Mesà. A la sera la lassètte bene e mejo e
a la notte nache abbe la pappata.
Gizer: Ma adèra bella vecchia...
Tore: Quanno la crompètte io jé mancaono
guaso tutte le dente. Quello che me la venné disse ch'adèra nata quanno passétte '1 fronte. Donqua ara uto l'anne de Pertine (e ride)...
Gizer: Allora, tò, va su dall'orefece e faje fa'
'na medaja, che quella accapace ha fatto pure la
resistenza... e 'na daje 'I premio.
Tore: Perchè nun t'aricorde quanno le tedesche ariquisiono le somare pe' straportacce le
munizione?
Gizer: Ma quelle aderono somare traditore: si
testa tua ha straportato le munizione ma le tedesche allora la resistenza l'ha fatta all'arinverso,
anze ha fatto la debbolezza nò la resistenza...
Tore: Le sae la resistenza do' l'ha fatta la mi'
pòra Picchietta? (si asciuga una lacrima) Ma le
liste de campijo e de gramegna iò pe' la Valle osia
su pe" la Piscia. L'attaccào ma la gultrina e via!
Gizer: Eppòe me sà ch'adèra 'na somaretta
bòna, manza...
Tore: Mica tanto, sa'! Si jé passàa lo scarabbizzolo mica ce se ne commattìa tanto bene. Adèra anguastita. Toccàa a daje col bastone su la
stièna. Nun t'aricorde quela volta che ma la mi'
mà cor un mozzoco jé ronchètte 'n orecchio co'
tutto '1 pennente? Domannolo 'n po' ma Bragute
che te le dice lue.
Gizer: E Bragute che c'entra...
Tore: Come che c'entra: jé l'aricucì lue col
refe e'I findiferro...
Gizer: ...e *na cucchiarata de calce, ma lète
va...
Tore: Si nun ce crede dillo ma Zelo (fratello di
Tore) che lue te le spiega mejo...
Gizer: Dimme 'n po': la soma jé la carcàe?
Tore: Nò, j'attaccào 'I carretto. 'L carretto lo
tiràa bene.
Gizer: Ma jé l'attaccàe pe' veni da la Piscia
mica da la Valle...
Tore: Pe' veni da la Valle jé mettìo '1 basto, ma
co' 'na sometta fiacca ché la bestia adèra vecchia.
Gizer: Capì, capìa?
Tore: Quante 'n cristiano! Sà quante cristiane
capisciono meno de la mi' Picchietta! Addaero
sà!
Gizer: Ah, ce credo. To', nun c'è bisogno che
te sdilonghe... Sa che dico. To', mesà che la tua.
adèra l'ultama somara de la contradia. Nun ce
so' più!
Tore: Nò, una anco' c'è: quella d'Agusto del
Cino. Ma adè bella vecchia, regge l'anama pe" le
dente. Morta quella, nun ce so' più addaero. Funite le somare!
Gizer: T'aricorde, de prima, quante ce n'erono. To'?
Tore: Nun c'era fameja che nun ce l'ìa almeno
una e parecchie due, e cheduna pure tre. Le raje
a la mattina, parìa sempre la festa de San Pangrazio...
Gizer: O To', oie le sae che giorno adè?
Tore: Nò... èsso nun m'assovviene...
Gizer: E Sant'Antogno.
Tore: Giusto, oie adè 'I dicissette de gennaro.
Imbè de "sta mattinata se portaonoaabbenidì là a
la chiesa. Diocioguarde le gran somare! Tutte sul
piazzale de la chiesa: chi rajava. chi sfrociava.
chi scalceava. tutte anfioccate. co' le brunzinelle
mal collo e la stiena liscia ché je se facìa "1 brusca
e strija. Altro scappàa fora 'I curato, prima sbeolava un po' sul libretto, eppoe abbenedia e via a
casa. Le somare s'ariposaono ma la stalla e le
cristiane daje a magna le castagnole e a bea I
vino nòo, ché tante, de quela giornata, mutaono.
E la sera forza a balla le campanelle!
Gizer: Èsso ce la portàe più la Picchietta a
abbenedì?
Le somare, col candore del loro
sguardo, aumentavano la luminosità dei campi; con l'amenità del loro
raglio, rabbonivano i venti furiosi e
le nuvole minacciose di tempesta,
baloccavano gli uccelli nei nidi, allietavano la lunga giornata al zappatore.
Un insieme di ragli equivaleva a
un concerto di campane annuncianti pace. E la pace entrava nel cuore
degli uomini per uscirne, trasformata in copiosi fiotti d'amore.
L'epoca delle somare è tramontata. La somara di Tore, ultimo esemplare dell'enorme popolazione
asinina della mia contrada, riposa
in pace sotto un olivo «crognolo»
giù nella Valle insieme ai residui ricordi di un mondo passato, ormai
sepolto ma non del tutto dimenticato.
Tore e la madre Caterina non riescono a trattenere le lacrime:
«E morta la Picchietta nostra!
Pòra Picchietta, nun ce l'emopiù!»
E si asciugano le lacrime col palmo
della mano mentre il rombo di un
trattore si sovrappone, a tratti, ai
loro singhiozzi. I trattori sono le somare della moderna agricoltura
ma, ahimè, quanto somigliano ai
carri armati...
Tore: Nò. che pe' 'na somara sola 'I prete mica
se potìa metta a dà la benedizione!
Gizer: E allora?
Tore: Gnente, l'abbenedìo da mi...
Gizer: Facìe come la pòra Preta quanno 'I prete nun gne volse abbenedì la casa perché c'iono
ballato!?
Tore: Propio a quel mo': un po' d'acqua e sale
e 'na frasca d'ulio benedetto e via 'na sguazzarata...
Gizer: Dimme la verità. To': quanto t'è rincresciuto che t'è morta la Picchietta?
Tore: Ma la mi' mà jè rincresciuto di più. jé ce
cascaono le lagremòtte. Mica pe" le quatrine.
perché pòra bestia, ce facìa compagnia...
Gizer: E dimme "n'antra cosa: "sta somara,
sola, senza più 'na compagna, com'adèra alègra
o moscia?
Tore: Tanto alègra nun adèra. Sarèbbe come
uno ch'arimane solo, senza veda più gnuno, senza potè scambia più 'na parola... Le sae quanno
s'arilegràa? Quanno rajava che 'I rajo aribbombolàa lontano e facìa... come se dice...
Gizer: L'eco?
Tore: Sì. brao. l'eco. L'eco je parìa la voce de
'n'antra somara che jarisponnìa da lontano. Allora l'occhieje ridìono contente come quanno èsse
anteso la voce de la mate santa...
Gizer: Mo che nun c'ete più la Picchietta, come farete tu e la tu' mà?
Tore: Gnente. si ce dà "1 permesso Zelo - Zelo
le sae che commanna - veggaremo de compralla'
'n'antra: 'na somaretta poco focosa, manza, pe'
strappa via calcaltr'anno. La mi" mà, le sae. è
vecchia e io 'nco' nun sò più tanto giuenotto.
anche che sò giuenotto. nò perché sò gioene. ma
perché nun ho preso moje.
Gizer: Fà '1 trattore...
Tore: Nun ciò la patente.
Gizer: Un trattoretto cicino...
Tore: Nò, nun me piace. Si le volesse fa' allora
c'è Zelo che ce l'ha e le potarèbbe pijà quanno
me pare...
Gizer: Eppure te farèbbe comodo.
Tore: Si, ho capito, ma nu le vojo. Varda 'n po'
le disgrazie co' 'sti trattore! Nipocassae cheduno
ce resta anfranto sotto. Per mi adè mejo 'na somara, ch'almeno poe nun ce vo' la patente e ancagno de la benzina bee l'acqua e magna '1 fieno e
poe fà lo stabbio. Va 'n po' a veda jò a la Valle
che fàe ciò? 'L trattore lo stabbio mica le fà...
Solo che rimore e puzza de fumé.
Gizer: Mo t'arò ancamato co' tutte 'sti ciarle,
nun me menà si te chiedo 'n'antra cosa...
Tore: Dì. dì. che nun m'ancàme...
Gizer: Te voiìo dì: quanno annae pe' strada co'
la Picchietta...
Tore: La pòra Picchietta, che mo è morta, dicarae...
Gizer: Imbè co' la pòra Picchietta - scusa - se
fermaono le gente, co' le maghine pe' fatte le
fonografìe?
Tore: Nipocassae se fermàa cheduno. Dicìono: «Férma, férma che te famo l'aritratto».
Gizer: E tu?
Tore: A le volte me fermào. A le volte, si mi
passàa lo scaribbizzolo, jé facìo: «Tiè, l'aritratti
fallo man que...». (Qui Tore indica un punto preciso del corpo che mi è fatto assoluto divieto il
nominare).
Gizer: Ciao, To'!
Tore: Ciao. Giò!
Femminilità oggi
È un articoletto scritto sull'altro sesso da un
monellaccio che non vuole rivolgersi alle sole ragazze, anzi in particolar modo ai maschietti, anche perché capire le donne non è che sia stata una
delle maggiori virtù dell'uomo. Com'è la donna
anni '80?
Indiscutibilmente più aggressiva di sua madre
ed ancor più di sua nonna. La filosofia di vita sta
cambiando ad una rapidità favolosa, avvicinandosi a quella sicurezza dell'essere prettamente
maschile, e non possiamo certo dare del pazzo
furioso a chi sta ipotizzando questo sorpasso tra i
due sessi.
La donna è andata sempre più scoprendo se
stessa; dopo aver subito secoli di cultura maschilista, ha preso coscienza di se stessa, ed in un
secolo di lotte ha raggiunto l'uomo in tutte le sue
aspirazioni.
Cominciarono le suffragette che ottennero il
diritto di voto tanto invocato; e giù giù, fino al
femminismo degli anni '70 che dette il colpo di
spugna definitivo a tutti i tabù legati alla differenza di sesso. Il femminismo fu esclusivamente un
movimento politico - sociale e ad esso era legata
anche una filosofia di interpretare il proprio corpo ed il proprio aspetto: niente eleganza esteriore, ma solo equilibrio intellettuale, si ebbe così la
generazione delle ragazze tutte infarcite di politica, sessuologia, sociologia, che non perdevano
occasione per attaccare l'uomo. Fu il trionfo del
linguaggio del «cioè».
Oltretutto le femministe erano abbigliate tremendamente male, Jeans e maglioni enormi che
nascondevano tutti gli attributi femminili, capelli
trasandati e la linea allegramente trascurata.
Fortunatamente la donna ha subito recuperato
questa terribile fase; rafforzando le posizioni sociali, ha riscoperto il proprio corpo nella sua intera bellezza. Dunque viva la nuova femminilità,
abbigliamento casual, molto comodo e filomaschile. Grande fortuna ebbe qualche tempo fa
Giorgio Armani che per primo intuì il nuovo gusto femminile del vestire, con le sue linee che verticalizzavano la struttura corporea dando al tempo stesso agio e sicurezza nei movimenti. Grazie
a recenti scoperte scientifiche è crollato il mito
della forza esclusivamente maschile, anche per
successi sportivi femminili, ed il corpo della donna come si è visto è più resistente del maschio a
numerose malattie e a determinati stimoli.
Con il crearsi di queste condizioni era inevitabile che nella donna si manifestasse una rinnovata voglia di corpo, grazie alla quale affermare la
propria parità totale con l'altro sesso.
Dal 1980 in poi è stato un proliferarsi di palestre, centri di massaggio, di estetica, frequentati
in gran parte da donne. Una delle prime ad intuire queste esigenze fu la bellissima Jane Fonda
che con il suo libro di ginnastica ha trovato molte
più fans di quando facesse politica.
Termini come aerobic dance o body building
sono ormai entrati nel linguaggio comune rap-
presentando anche un grosso affare commerciale
Personalmente dubito che si tratti di una moda,
perché la donna vuole liberarsi dell'antico complesso legato al proprio corpo; oggetto di cui vergognarsi, anzi ne vuole andare fiera consapevole
delle proprie capacità.
Allora tempi duri per i maschietti che al contrario stanno diventando sempre più pigri, facendo sempre più temere quel tanto ipotizzato sorpasso sessuale che diventerebbe il più clamoroso
avvenimento degli ultimi secoli.
Senza drammatizzare, un livellamento dei due
poli non è affatto un fattore negativo per un corretto sviluppo sociale, purché la faccenda non
degeneri come in certi casi di ragazze che vantano una muscolatura possente frutto di innumerevoli ore di allenamento ai pesi.
Terminato il discorso invito ragazzi e ragazze
ad esprimere le proprie impressioni in merito all'argomento. Allora che ne dite, è meglio la donna atletica, disinvolta e aggressiva o la ragazza
esile dolce e timida?
CATASCA FILIPPO
Giubileo 3 gennaio
Ciao ragazzi! Siamo ancora noi, del gruppo di
S. Andrea. Come forse sapete, abbiamo organizzato un GIUBILEO per la gioventù; ma non avendo ricevuto molte adesioni si è trasformato in
un Giubileo di persone di ogni età. Tuttavia non
sapete che cosa vi siete persi!!! Ecco a voi la
cronaca della giornata.
Tutti insonnoliti, ma entusiasti per l'avventura, siamo partiti da Montefiascone verso le 7.
Durante il viaggio, il coro del «sottoscala» di
S. Margherita ha allietato le ore di permanenza in
pullman; ma i viaggiatori, non apprezzando quelle velleità canore, hanno voluto la radio, felici di
aver fatto interrompere il tormento.
Dopo lunghe peripezie siamo giunti al Santuario di S- Maria Goretti. Siamo stati subito colpiti
dalla Fede e dalla personalità della fanciulla: benché giovane, ha saputo morire pur di non peccare, ed ha perdonato al suo uccisore.
E stato il primo incontro impegnativo. È comunque nella casa di Maria Goretti che è apparso
più vivo in noi la grandezza del suo atto.
Tuttavia il nostro stomaco già cominciava a
brontolare e reclamare. Giunti alle pendici del
colle Oppio, abbiamo letteralmente preso d'assalto i panini che si trovavano nelle sporte.
Nel pomeriggio è iniziato, con la ...faticosa
ascesa della Scala Santa, il Giubileo vero e pro-
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prio in S. Giovanni, dopo esserci confessati, abbiamo partecipato attivamente alla S.Messa con
preghiere e canti ben eseguiti sempre dal «sottoscala» di S.Margherita.
L'ultima tappa, la più distensiva è stata la visita a Piazza Navona, ad alcuni presepi, ed a 80
presepi in Piazza del Popolo. Che forza vedere il
presepio più piccolo del mondo! E quello con la
donnina che tesseva ed il fuoco che ardeva. C'era uno simbolico rappresentante la via della pace
interrotta lungo il percorso da missili nucleari ed
armi atomiche.
Alle 20 circa siamo ripartiti per Montefiascone. Durante il ritorno però il solito «sottoscala»
si è rifatto dell'onta subita nell'andata. Infatti,
forte della supremazia vocale ha vinto gli insonnoliti compagni di viaggio.
Dopo lunghi travagli siamo giunti alla sospirata terra natale: noi giovani senza più un filo di
voce; e gli altri, nonostante la «tortura» subita,
felici della piacevole compagnia.
Comunque, scherzi a parte, anche se questo
articolo non lo dimostrasse, il nostro Giubileo è
stato un vero e profondo incontro con Dio. Abbiamo fatto il proposito di essere migliori (speriamo di riuscirci: lo spirito è forte, ma la natura è
debole). Crediamo che tutti, alla fine di questo
viaggio, ci siamo sentiti veramente rinnovati e
sereni.
La conclusione che si può trarre è la seguente:
É BELLO STARE INSIEME E RIUNIRSI NEL
NOME DI CRISTO perché come Lui disse,
«quando due o più sono riuniti nel mio nome. Io
sono in mezzo a loro.
ANNALISA e LOREDANA
NOTE SPERDUTE
Note sparse per il mondo,
una folata di vento: ricompare una canzone
ormai scordata,
riecheggia nel cuore di un vagabondo
che cerca la felicità tra i desideri più disperati
che cerca la vita tra le ombre della notte;
cammina, cammina senza mai avere una meta,
si aggrappa al muro della speranza
pensando che oltre quel muro potrà trovare il giorno
ma quelle note che aveva udito scompaiono,
non ode più nulla ,
nemmeno quell'eco che gli dava la sensazione
di trovarsi nel mondo dell'oblio.
Cosi rimane solo,
solo con la solitudine per compagnia
e si ritrova al buio a cantare i suoi desideri
che nessuno mai udirà
perché sono parole mute, che non hanno
un'eco per dire di «ricominciare».
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LA VOCE
pag. 12
PIAZZA DELLE CANNELLE
Ubicata sul fianco della Statale Umbro - Casentinese - Romagnola n. 71; poteva costituire
per chi proviene dalla Autostrada del Sole e Orvieto, l'anticamera, la presentazione della nostra
città e dare la migliore impressione di Montefiascone al turista. Il più antico monumento nazionale locale e cioè S. Flaviano la cui importanza
architettonica e storica è richiamata in tutte le
guide, trovasi li presso e relama l'esigenza del
più assoluto rispetto col mantenimento di una
visione ad un decoroso aspetto urbanistico delle
immediate adiacenze, tra cui in primo luogo la
Piazza delle Cannelle. Certo è che una precedente amministrazione comunale infelicemente decretò la demolizione di un antico lavatoio ed abbeveratoio pubblico che vecchio e ormai non più
decoroso in quel civile luogo, andava eliminato,
come poi fu, trasportandolo in un'area nascosta
della zona Pietrara, ma ciò provocò un nuovo
scempio della Piazza, con l'autorizzazione contemporanea alla occupazione di una vasta zona
di suolo pubblico per essere usata come stazione
di servizio dotando si il posto di quanto poteva
servire, ma creando altresì un ingombro fastidioso ed una perdita di estetica urbanistica di quel
prezioso spazio che rimase sacrificato, incompleto dei suoi elementi di contorno pur avendo
una naturale disposizione a divenire una vera e
propria civile piazza ad uso e funzione pubblica
di quel quartiere, che ora più che mai si trova al
centro di un piano di sviluppo edilizio ed ha una
convergenza di cinque sbocchi stradali.
NECROLOGIO
Dopo breve malattia, sopportata con vera cristiana rassegnazione, si è spenta, all'età di 65 anni, la Signora Isabella Pediconi. moglie del Sig.
Elvidio Gattella, già capostazione delle FF.SS.
di Montefiascone.
La famiglia Gattella si era trasferita nella nostra città nel lontano 1955 e qui ha continuato a risiedere anche dopo il pensionamento del Signor
Elvidio.
La Signora Isabella, tanto amata e stimata da
quanti ebbero modo di starle vicino, è veramente
il caso di dire che fu affettuosissima madre di famiglia e moglie di rare virtù, tanto erano note
queste sue qualità così difficilmente riscontrabili
in questo strano mondo moderno.
Lascia nel dolore il marito, i figli Italo. Bruno e
Adriana, andata in sposa a Renato Belardi. attuale Sindaco di Montefiascone.
La redazione de «La Voce» porge alla famiglia
Gattella le più vive condoglianze.
Tutto si sarebbe potuto evitare permettendo di
collocare il servizio e la pesa pubblica sull'area
tuttora libera a fianco dell'abbandonato molino
Borghesi.
Si invoca la Civica Amministrazione a considerare la questione e possibilmente risolverla a
decoro della città e a profitto del turismo.
VINCENZO CARELLI
Mentre andiamo in macchina ci giunge notizia
della morte, accettata con spirito cristiano, del
nostro amico e fedele collaboratore Vincenzo Carelli.
Formuliamo le nostre sincere condoglianze a
tutti i familiari e invitiamo quanti l'hanno conosciuto, apprezzato ed amato a suffragare per la
sua anima.
mo di fede, fedele alla Chiesa, lascia questa sua
testimonianza di vita cristiana non solo ai figli,
ma a tutti quelli che l'hanno conosciuto.
Assiduo cacciatore, faceva parte dell'associazione dei cacciatori, di cui il figlio Gianfranco era
ed è presidente.
Le più vive condoglianze alla famiglia Bellini,
specie alla sposa del Sig. Giuseppe.
Il 2 gennaio, colpita da trombosi, cessava di
vivere Adele Trapè. di anni 77. Madre di una
bella famiglia; tre figli e due figlie, ha saputo dare
tutto ai suoi, rimanendo come esempio per tante
madri, che come lei non vivono più per se stesse,
ma per gli altri.
Partecipiamo vivamente al dolore dello sposo
Sig. Francesco Carelli e di tutti i suoi familiari.
A PICIOLLO
GIANFRANCO
Morte critdel. che su l'età migliore
Questo figlio carissimo hai carpito!
Era il sollievo del suo genitore
E pria di germoliar cade appassito.
Per Babbo e Mamma questo caro fiore
Pur dovendo sbocciar, non ha fiorito
Sol reca un po' conforto al gran dolore
Sapendo! presso Iddio, nel eieI salito.
E fede e carità, che tanto vale
Speranza, e grazia dalle stelle viene
Decreto del celeste tribunale.
Alla bella età di 84 anni, è ritornato al Padre il
Sig. Giuseppe Bellini, nato e oriundo di Canale
(Orvieto) dove è voluto ritornare da morto. Uo-
Gianfranco tu. che gran dolore e pene
Degno ti fanno di salir le scale
A godere in eterno, e pace e Bene.
PICIOLLO DIODA IO
«LA VOCE » È GRATA AI SUOI
SOSTENITORI: lacoponi Pietro, Menichelli Mario. Falisca Carni, Magno Antonio, Ceccarelli
Francesco, Piciollo Quirino, Camicia Elio, Del
Conte Maria, Ciucci Maria, Ricci Ferdinando,
Tranquilli Antonio, Bucci Francesca, Della Casa
Aurelio, lacoponi Carelli Rosa, Frigo Anna, Clausi Schettini Gigliola, Gamberale Giuseppe, De
Grossi Livio, Manzi Valentino, Cancelli Alberto, Manzi Tina Silvestri. Barba Giovanni, Mocini
Mario, Maccaroni Caterina, Rosetto Teresa,
Marzetti Torquato, Peppetti Giuseppe, Fioretti
Franchi Paolina, Tofanicchio Piero, Festa A. Maria e Antonio, D. Angelo Can. Ercolani, Ciarmatori Luigi, Graziotti Franca, Bacchiarri Giovanni,
Cappelloni Mario, Napoli Giorgio, Ceccariglia
Vittoria, Menichelli Enzo, Zerbini Fabio, Perdio Rosa, Amati Rino, Ranaldi Ubaldo, Zerbini
Giorgio, Lanzi Enrico, Brachino Alfonso, Ciucci
Giovanni, Manzi Agata, Piergiovanni Clementina, Nami Gabriele.
AMICI: Trapè Massimino, Scoponi Aldo, Pascucci
Italico, Galletti Antonio, Ugolini Sara, Guidoni
Elìsio, Rubeca Vincenzo, Patrizi Forani Maria,
Maestre Pie Piansano, Ceccarelli Americo, Rosetto Giuseppe, Commentucci Clara, Presciuttini Augusto, lacoponi Ubaldo, Bellacima Camillo, Cevolo Antonio, Ranucci Franco, Bronzetti
Marconi Margherita, Ranucci Quinto, Angeloni
Valerio, Nencioni Umberto, Fumagalli Valter,
Banetti Enrica, Martini Quinta, Zampetta Pietro,
Petroselli Luigi, Morganti Giuseppe, Piciollo Pietro, famiglia Andreini, Pagana Maria, Burla Mirella, Catteruccia Rita, Sacco Rosa, Boccalini
Goffredo, Porroni Giovanni, Rocchi Cordelia, Cimichella Ennio, Bartoleschi Maria, Brachino Nello, lacoponi Purifica, Moretti Agnese, Dei Svaldi
Giovanni, Fagianelli Giuseppe, Fiorotto Inseria,
Andreani Rita, Scarino Bruno, Ranucci Salvatore, Buroni Ferri Ida, Broccoletti Attilio, Trapè
Domenico, Leonardi Franca, Maurizi Domenico,
Torrigiani Pietro, Fumoso Salvatore, Ferri Aldo,
Mecali Dante, Mecali Angela Maria, Pieretti Giuseppe, Zeppa Nardini Maria Antonietta, Z. G.,
Camicia Alfredo, Ferri Luigi, Trapè Ernesto, Cicoria Riccardo, Bracoloni Pietro, Giusti Franco,
Trapè Antonio, F.lli Mosca, Angeloni Umberto,
Bacchiarri Antonio, Gelanese M. Margherita, Bevilacqua Sante, Panichi Giuseppe, Pieretti Ettore, Bellatreccia Fermina, Severini Vincenzo, Trapè Americo, Scarponi Salvatore, Mocini Settimio, Bucci Ada, Lampani Angelo, De Grossi
Leandro, Piciollo Livia. Sportolloni Alberto.
BENEMERITI: Cimarello Giuseppe, Stefanoni
Alessandro, Benedetti A. Rita, Ranuccci Costantino, Napoli Augusto, Pepponi Angelo, Paoletti
Giancarlo, Mecali Primo, Clementi Angelo, Caprio Vittoria. Fanali Quinto, Lanzi Danilo e Renato, Gentili Giulio, Lozzi Giuseppe, Moscetti
Annella, Radicati Serapia, Giraldo Arnaldo, Ranucci Francesco, Burla Vincenzo, lacoponi Iole,
Lanzi Augusto, Giusti Fiorella, Nevi Agostino,
Orzi Giuseppe, Fioravanti Carlo, Marconi Nello,
lacoponi Mario. Ranucci Giuseppe, Ranucci Ettore.
AMICI DELLA CATTEDRALE
Sono entrati a far parte degli «Amici della Cattedrale»: Torri Noemi, Nardini Emilio, fam. di fu
lacoponi Antonio, Dei Svaldi Giovanni, Graziotti
Franca, lacoponi Rita, lacoponi Mario, i familiari in suffragio di Gamberi Edmondo, di Rossetti
Domenica, di Giuseppe Bellini.
ANAGRAFE CITTADINA
NATI: Piergiorgio Fiorucci di Luigi G. e Della Casa
Carla, Fabiana Sportoloni di Alido e Pigliavento Ivana,
Stefania Fabene di Pietro e Ceccariglia Maura, Marco
Scarino di Franco e Mattei Giuliana. Romina Coscia di
Mario e Fortunati Rita, Miriam Zucca di Roberto e
Venanzini Claudia. Diego Carlucci di Gianpaolo e Anselmi Rosa M.. Elisa Menchinelli di Roberto e Marsiglioni Paola. Monica Tassoni di Roberto e De Santis
Monica Cristina.
MATRIMONI: Morano Gino Giovanni e Corollo Rita
Anna Vincenza: Walter Pepponi e Angela Ferri.
MORTI: Brunetti Silvia 1895: Pezzato Agostino 1897:
Botini Elisa 1902: Ballacima Sante 1910: Gamberi
Edmondo 1927: Piciollo Gianfranco 1956: Corinti Nolo
1906: Moncelsi Antonio 1912: Pascucci Annunziata
1896: Piergiovanni Assunta 1913: Sguazzino Cesare
1899: Saraca Antonio 1904: Pediconi Isabella 1919; Farina Marcellino 1910.
pag. 13
LA VOCE
CONFESSARSI BENE
Cinque raccomandazioni per i penitenti. Quasi un vademecum di uno
che non si vergogna di confessarsi
ogni settimana.
Aderisco con una certa riluttanza
che il Sabato mi fa perché dia cinque consigli ai penitenti. Invece che
«consigli», chiamerai queste righe
semplici constatazioni di una povera esperienza. Anche da vescovo non
ho perso il vizio di confessare. E.
senza soverchia originalità, mi ostino a confessarmi tutte le settimane.
1) Occorre decidersi a chiedere il
perdono di Dio nel sacramento della
riconciliazione anche se non se ne
ha eccessiva «voglia». Forse bisognerebbe dire che di questo si ha
meno «voglia». Non si esprime un
pensiero particolarmente originale
se si osserva che il peccato più grave
non è quello che si è compiuto, ma
quello di chi se lo tiene addosso rifiutando di aprirsi alla misericordia. E
più si è nel peccato e meno ci si «sente»
nel peccato. E forse spesso alla percezione «pura» del peccato come
decisione personale si frammischia
un poco il senso della «colpevolezza»: il percepirsi a disagio per motivi che non si riescono a spiegare del
tutto. Attendere che sotto il profilo
psicologico si schiarisca completamente la situazione? Ma perché Dio
non potrebbe servirsi anche delle
mie fragilità, delle mie storture, per
farmi capire che ho bisogno di lui?
Troverò la libertà piena cammin facendo. Una gioia nuova anche. Proprio dentro un sacramento che si chiama penitenza.
2) L'obiezione è trita e ritrita. Perché rivelare il mio intimo ad un uomo
DI + SANDRO MAGGIOLINI VESCOVO DI CARPI
come me? Perché non rivolgermi di- sostituisca a me, non mi soffochi.
rettamente a Dio? Mi chiedo se non Allafine. sono io che ho peccato e che
sia giunto il tempo di ribaltare la dif- chiedo il perdono. Io, dentro la fraficoltà per rivederne gli aspetti posi- ternità universale e cosmica. Ma io.
E la conversione deve pure espritivi. Rivolgendomi «a Dio», non fimersi in gesti precisi. Con la paziennirei per trovarmi di fronte ad una
astrattezza, ad una proiezione di me za però, del mio arrancare, del mio
stesso, quasi mettendomi allo spec- ricadere...
chio sia pure per destarmi? Quanto
4) Devo mantenermi la libertà di
densa e affascinante è la concretezza
scegliere il confessore che voglio. Il
di Cristo che ha voluto essere presen- cartello sul confessionale con tanto
te attraverso la mediazione della Chiedi nome e cognome, per favore. E
sa. Un uomo «come me» agisce nella
non si facciano scherzi di sostituziopersona del Signore Gesù: mi da il
ne. È già difficile aprirmi ad una perperdono del Signore Gesù.
sona che so, prudente, saggia, capaSe poi non trovo il confessore per- ce di ascoltare... Immaginarsi se mi
fetto. .. Ma esiste il confessore perfet- sottopongo ad un confessore «a sorto? Posso incontrarmi con persone presa». Talvolta lo dovrò fare, ma
splendide, affondate nel mistero di in mancanza d'altro. (E non parlo
Dio e capaci di una tenerezza e di nemmeno di certe iniziative sceme
una risolutezza enormi. Ne ringra- che sembrano invitare, in certi grupzierò il Signore. Posso imbattermi in pi, a denunciare le proprie colpe al
persone ottuse, grette, e distratte. cospetto delle genti o dei quattro gatPurché mi si dica la parola del per- ti radunati. Sconsideratezze. Barbarie anche troppo sofisticate). Con
dono. Mi accontenterò. Pregherò anfiducia
mi lascerò aiutare. Anche rimche per i preti. I penitenti non dovrebbero aiutare i confessori anche proverare, magari. Purché mi si dia
con qualche critica leale e garbata? speranza, dal momento che è di questo
3) V'è da sottolineare tutta una se- che ho bisogno. Baderò a non scegliere il confessore in base ai consigli
rie di «novità» nel rito della penitenche ho deciso di ascoltare. A propoza. Il ruolo che la Parola di Dio vi
sito: chi desidera può anche manteesercita. La dimensione comunitanere l'anonimato. La «grata» non è
ria del peccato e del perdono. La
un'estrosità o un semplice arcaismo.
serietà della «soddisfazione». Ecc.
D'accordo. Purché non si compli5) Pregiudiziale a tutto, è che metchino le cose più del dovuto. La Pata una vera confidenza in Dio: in Dio
rola di Dio è certo la Scrittura, ma
che è desideroso di perdonarci più di
letta normativamente dalla Chiesa:
quanto siamo desiderosi di essere peranche un'esortazione molto semplidonati. E la misericordia non è mece ne può tradurre il senso; anche 1'
no esigente della giustizia. Una do«atto di dolore» può esprimere la conmanda: che il senso del peccato non
trizione più abissale. E sta bene la
si sia affievolito anche perché si è
comunità. Ma, santo cielo, non si
poco presentata la tenerezza di Dio?
UN DUBBIO
L'atto sessuale è un completamento dell'amore. Ma perché, se tra un ragazzo e
una ragazza c'è un amore profondo, puro
e sincero, la dottrina cristiana non ammette questo completamento prima del
matrimonio? Specialmente in casi di fidanzamenti lunghi, a causa di studio o di
lavoro, in cui se non c'è questo completamento essenziale l'amore può logorarsi,
essendo l'amore basato anche sul lato fisico.
U n a premessa: la dottrina cristiana sul
comportamento umano non è una fantasiosa imposizione, quasi per rendere la
vita impossibile. E la spiegazione della
natura, che fondamentalmente è sempre
uguale in tutti i tempi ed in tutti i luoghi.
Esempio: il treno. FATTO COME È,
per arrivare da un luogo ad un altro cammina sui binari. È una costrizione o un
aiuto? Proviamo a farlo andare sull'autostrada! Occorrerebbe cambiargli struttura. La persona umana. FATTA COME
E, per essere persona umana e non lasciarsi schiavizzare dall'istinto (che è
proprio degli animali, senza voler offendere nessuno), deve comportarsi in una
determinata maniera, per non scadere ad
un livello inferiore.
IL M A T R I M O N I O è fare di due vite
U N A S O L A COSA, in una unione di
affetto, di ideali e di corpi, in vista al
completamento reciproco ed alla possibile continuazione delle due vite riassunte in ogni figlio che può venire. Questa
unione diventa reale solo quando due
manifestano alla società e civile e religiosa che vogliono essere uno.
Prima sono DUE: non si appartengono ancora.
La parola «sesso» non vuol dire solo
qualcosa di fisico, ma la differenza profonda di intendere e vivere la realtà umana. Due esseri incompleti si compie-
tano; ed in questo C O M P L E T A M E N T O trovano la gioia di vivere, arricchendosi a vicenda della totale donazione,
unificando ideali, fini, desideri, e la loro
stessa persona.
E chiaro che la donazione fisica diventa realmente buona e significativa solo
q u a n d o due non sono più due, ma uno.
C o s ' è l'atto coniugale? È la manifestazione fisica più alta e santa che due non
sono più due, ma uno. È donazione, non
un egoismo per un piacere immediato.
Non è il prete che dice che la sessualità
fuori del matrimonio è sbagliata. Lo dice
Dio stesso; e basterebbe prendere in mano la Bibbia e sfogliarla un poco per rendersene conto. E chi più di Dio potrebbe
spiegare ciò che Lui ha creato? Quando i
due saranno uno, allora avranno tutto il
diritto e il dovere del completamento fisico, rispettando però l'ordine di natura
creato da Dio.
Qualche considerazione umana. Chi è
M A T E M A T I C A M E N T E SICURO di
sposarsi con una persona? Non è raro il
caso di fidanzamenti... sicurissimi chiusi
alla vigilia del matrimonio!
E naturale sentire la spinta del desiderio fisico. Ma la persona è fatta di intelligenza e di volontà, e sa guidare gli istinti.
Amare vuol dire soprattutto rispettarsi,
non considerarsi oggetto appetibile; l'amore è fondato sullo spirito di donazione
che è sacrificio e autocontrollo.
Mettiamo che uno o una abbia avuto
diversi orientamenti affettivi, ed ogni
volta abbia avuto la sicurezza di un affetto eterno, che è poi svanito. Allora ogni
volta poteva avere la sessualità...
Beh. lasciamo stare le conseguenze
perché mi viene in mente una frase letta
su un muro di scuola media una ventina
di anni fa: «cercasi moglie, anche usata».
Oggi quando si vuol parlare di fidanzamento in una età ancora infantile, chissà
che non appaia una scritta così: «cercasi
moglie (o marito) anche di dodicesima
mano», il mercato dell'usato nell'amore
non è proprio raccomandabile.
Orario festivo invernale
SANTE MESSE
Ore 7:
S. Maria delle Grazie-S.
Maria del Giglio-Chiesa
Divino Amore.
Ore 7,30; CATTEDRALE
S.
MARGHERITA-S. Giuseppe-Corpus Domini.
Ore 8:
Chiesa S. Pietro (Benedettine)-Convento Padri Cappuccini.
Ore 9:
S. FRANCESCO.
Ore 9,15; S. Maria del Giglio.
Ore 9,30: S. Flaviano-Corpus Domini.
Ore 10:
CATTEDRALE
S.
MARGHERITA.
Ore 10,30: Convento Padri Cappuccini.
Ore 11:
CATTEDRALE
S.
MARGHERITA.
Ore 11,30: S. Flaviano-S. Maria del
Giglio- Corpus DominiS. Giuseppe.
Ore 12;
CATTEDRALE
S.
MARGHERITA.
Ore 17:
S. Flaviano.
Ore 18,30; S. Andrea.
MESSA VESPERTINA DEL SABATO valevole per il precetto festivo:
Ore 17:
Cattedrale S. MARGHERITA.
O
CALENDARIO
parrocchiale
11 febbraio:
B. Maria Vergine di Lourdes
22 febbraio:
Cattedra di S. Pietro, Apostolo.
2 marzo:
Primo venerdì del mese.
4 marzo:
Prima domenica del mese.
Lega di Perseveranza - chiesa di
S. Francesco - ore 9.
6 marzo:
Ultimo giorno di carnevale.
7 marzo:
Mercoledì delle Ceneri - Digiuno
e Astinenza - 'ore 17: in Cattedrale: S. Messa con benedizione e
imposizione delle Ceneri.
PRO DEFUNCTIS
10 febbraio:
11 febbraio:
17 febbraio:
18 febbraio:
24 febbraio:
25 febbraio:
2 marzo:
3 marzo:
Edmondo Gamberi;
Ferri Giorgio;
Pro defunctis;
Antonio Saraca;
Pro defunctis;
Isabella Pediconi;
Pro defunctis;
Giuseppe Bellini.
MOVIMENTO DELLA
POPOLAZIONE FALISCA
1983
108
Nati
192
Morti
256
Immigr.
193
Emigr.
Maschi
50
106
106
76
Femmine
58
86
150
117
Totale della popolazione al 31
dicembre 1983: n. 12.575.
Rispetto al totale del 1982 risultano 23 persone in meno.
FESTA NELL'ISTITUTO
DELLE MAESTRE PIE
Il primo dell'anno ha ricordato il
50mo di vita consacrata Sr. Ludovina Stefanoni, e il 25mo Sr. Maria
Antonietta Contrucci.
Ci permettiamo di formulare i migliori auguri alle due festeggiate per
il traguardo raggiunto e di sperare
che raggiungano rispettivamente le
nozze di diamante e d'oro di vita
consacrata.
pag. 14
LA V O C E
feto
FIOCCHI AZZURRI
E ROSA
Il 29 gennaio è rinato alla vita della grazia il bambino Leonardo Ricci,
primogenito di Ferdinando, conosciuto come l'ingegnere del Comune, e della signora prof.ssa Delia Ubaldi.
Se nella vita si comporterà come
nel giorno del Battesimo, fin da ora
possiamo chiamarlo S. Leonardo!
E un augurio che gli facciamo veramente di cuore.
Michele Ceccobello ha ormai una
sorellina: Chiara, nata il 6 gennaio.
La Befana gli ha fatto questo regalino, merito naturalmente dei suoi genitori Franco e Ornella Fiorucci.
Da Roma ci giunge la lieta notizia
della nascita di una vispa bambina
alla quale è stato imposto il nome di
Simona. Lo annunciano i genitori,
dr. Luigi Ballone e Patrizia Porroni.
Patrizia è figlia di Peppino Porroni,
gestore, insieme al fratello, del noto
ristorante «Da Cesare alla Cavalla»,
dove, inutile dirlo, si mangia un gran
bene!
Alla neonata, ai genitori, ai nonni, nonché ai bisnonni Felice e signora, gli auguri più fervidi de «La
Voce».
NEO - LAUREATA
La Sig.na Loredana Domenica
Maurizi il giorno 20 dicembre 1983
s'è laureata, presso l'Università di
Modena nell'Istituto di Chimica Organica, discutendo la tesi: «Reattività di 1 - ACIL - 2 P. tosiliorazine
con alogenuri di zolfo».
Relatori sono stati i Prof. F. Bellesia e U.M. Pagnoni.
Alla neo dottoressa formuliamo i
nostri rallegramenti con l'augurio
che presto possa mettere in atto la
propria laurea.
NUOVO MEDICO
DELLA U.S.L.
Il dott. Attilio Mancini ha ottenuto la convenzione con la USL e può
essere scelto come medico personale, per capirci come medico della
mutua. Si tratta di un giovane professionista serio e preparato, padre
di due belle bambine, e animato dal
sacro fuoco di Ippocrate. Chiunque
intenda sceglierlo come medico può
telefonargli a Montefiascone, Via
Cannelle (palazzo Maccaroni) tel.
86872. L'ambulatorio del dott.
Mancini è in Via Indipendenza, nei
pressi di piazza Vittorio Emanuele.
ANNO SANTO - ROMA 19 FEBBRAIO
Per l'ultima volta andremo a Roma per acquistare l'indulgenza plenaria
dell'Anno Santo della Redenzione.
Chi vuole partecipare può iscriversi da D. Agostino o da D. Virginio o da
Suor Maria Ferri - Suor Luigina.
VIAGGIO ESTIVO IN INGHILTERRA
Dal 20 agosto al 30 - se in pullman.
Dal 20 agosto al 27 - se in aereo.
Dipende dalla scelta dei partecipanti, anche se noi propendiamo per il
viaggio in aereo. Mèta è Londra e dintorni, senza cambiare continuamente
albergo.
A presto notizie più precise.
ULTRACINQUANTENNI A CONVEGNO
Il mezzo secolo dura mezzo secolo, ecco perché la «classe di ferro» 1932
s'è ritrovata di nuovo insieme la sera del 7 gennaio, presso «La Forchetta
d'oro» per un pasto fraterno (Pappardello s'è fatto onore !) rallegrato da una
tombolata, diretta magistralmente dal cinquantenne e più Francini Pietro.
E non vuole essere l'ultimo incontro, difatti per passare in rassegna i vari
locali di Montefiascone ci vuole tempo. E ce la faremo! Vero, classe 1932?!
1934 - 1984
Tutti coloro che desiderassero ricordare il proprio «mezzo secolo di
vita» sono pregati di mettersi in contatto con i Sigg. Cagnucci Paolo - Via
Ruben Rubbi, 6 - Tel. 86515; Zucchetta Benito (Imbrojetta) - Via Mosse, 94
e Balestra Goffredo (Capitano) - Loc. Asinelio - Tel. 86929.
E intenzione del Comitato organizzatore contattare, a breve scadenza,
tutti i cinquantenni interessati al fine di poter programmare il calendario dei
festeggiamenti.
PAOLO CAGNUCCI - BENITO ZUCCHETTA - GOFFREDO BALESTRA
LETTERA DEL VICE - SINDACO
Al Presidente della Provincia
All'assessore ai LL.PP.
Mi corre l'obbligo di sottoporre all'attenzione delle SS.LL. IH.me
alcuni problemi urgenti che riguardano la viabilità della Strada Verentana, all'altezza della frazione «Le Mosse ».
In fatti, la mancanza del marciapiede in detta zona, in ambo i lati
della strada, costringe i pedoni a camminare sull'asfalto e ciò è
causa di grave pericolo per il pubblico transito, tanto è che giornalmente si verificano
incidenti.
Quest' ultimi sono accentuati anche dal fondo stradale il cui manto bitumoso presenta innumerevoli crepe ed avvallamenti a causa
del mancato intervento di
manutenzione.
E da notare che questa importante
ormai una grande mole di traffico.
Strada Provinciale
sopporta
Vorrei anche sottolineare la non realizzazione da parte della Provincia
di un muro di sostegno alla scarpata sottostante il Convento dei Frati
Cappuccini.
Ciò, oltre a costituire una bruttura dal punto di vista estetico, è
causa di continui smottamenti di terreno che continuamente
ostruiscono la sottostante cunetta, cosicché, durante le piogge, l'acqua e
la terra invadono completamente
la sede stradale.
Non và poi sottovalutato
il pericolo per i numerosi studenti che
sono soliti frequentare tale zona, dal momento che il Convento dei
Frati ospita una Sezione distaccata del Liceo Scientifico, e dal
Attraverso «La Voce» la persona „ momento che nella zona medesima esiste anche una fermata per gli
interessata, intende ringraziare pub- autobus.
blicamente il fattorino dell'ACO
Colgo infine l'occasione per sollecitare anche una pronta ultimazione
TRAL, Giulio Selvi abitante nella
frazione Madonnella. che ha ricon- dei lavori per la variante alla strada Verentana operata all'altezza della
segnato un portafogli contenente u- Chiesa di Montedoro.
na grossa somma di denaro e che
Fiducioso nella sensibilità che le SS.LL. vorranno mostrare per
questa persona aveva perduto sul
pullman. Il Sig. Selvi è stato così la soluzione di tali problemi, invio distinti saluti.
gentile di riportare il portafogli al
domicilio di chi lo aveva perduto.
ALDO PAOLINI
ATTO DI ONESTÀ
La sua onestà e gentilezza va segnalata alla pubblica opinione in
questi tempi così... difficili.
Lusinghiero successo
del pittore
UMBERTO PETROCCHI
Si è chiusa con un brillantissimo
successo, per affluenza di pubblico
e per entusiastico apprezzamento,
la mostra del valente pittore PETROCCHI alla Galleria «La Pigna»
di Roma.
Tra le molteplici visite vi è stata
quella inaspettata e molto gradita
dell'Ecc.mo Arcivescovo Mons.
Ettore Cunial, vice Camerlengo di
Santa Roma a Chiesa, il quale si è
vivamente complimentato col pittore Petrocchi degnandosi di esprimere il suo lusinghiero commento che
qui di seguito si rascrive:
«Grazie per avermi riscaldato il
cuore e fatto godere lo spirito con la
ricchezza, direi, la sagra dei suoi
colori ed il fascino dei suoi angoli
romani cosi tradotti in palpito entusiasta».
Al bravo Maestro Petrocchi gli
auguri più fervidi ET SEMPER AD
MAJOR A!
BIDONI IN PIAZZA
S. MARGHERITA
Prima c'era uno, ora ci sono due...
requisito il secondo da Via della
Porticella. L'estate si avvicina e i
bidoni non sono proprio monumento da attrarre i turisti. Penso che i
responsabili si rendano conto e
provvedano al più presto!
MARCONI
E LA MADONNA
DEL BORGALE
Il Sor Vincenzo ha ottenuto dal
Comune £ 300.000 per la Chiesetta
della Madonna del Borgale. Intende
ringraziare i responsabili del Comune a nome di tutta la cittadinanza.
Bravo, Sor Vincenzo. Se la chiesina
è ben sistemata e di nuovo funzionante, lo si deve a lui!
NUOVO NEGOZIO
Il Sig. Walter Pasquali assieme alla sua signora Purifica (più conosciuta come Nina) ha aperto un bel negozio sulla nuova strada che congiunge Le Grazie presso le Cannelle
con la Cassia. Un negozio dove si
può trovare di tutto: generi alimentari. merceria, cartoline ecc.
E iniziata l'attività il 14 gennaio
con la benedizione di Dio e auguriamo a Walter e Purifica di fare buoni
affari !
VENDESI
Vendesi appartamento sito in località Verduzzo composto di questi
vani: sala, due camere, soggiorno,
bagno, garage, compreso orticello
retrostante la casa. Rivolgersi al sig.
Camicia Alfredo, tel. 85845 o al n.
010 - 9123393. Prezzo conveniente,
trattabile.
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Prime valutazioni e orientamenti sulle classi a tempo prolungato